Decision ID: 0624364b-b3a2-5df2-9e6e-69936b3c2a6e
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
:
che con istanza 8 gennaio 2012 RE 1 ha chiesto il rigetto definitivo dell’opposizione sollevata da CO 1 al precetto esecutivo n. _ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona, intimatogli in data 30 novembre 2011 per il pagamento di fr. 48’000.- oltre interessi e spese;
che, premesso che l’istante ha fondato la propria domanda sul contratto per l’obbligo del mantenimento di minori e per il diritto alle relazioni personali sottoscritto dalle parti il 30 marzo 2007 e approvato dalla Commissione tutoria regionale di Bellinzona con la risoluzione n. 131 del 3 aprile 2007 (doc. B) e pur rilevando che tale atto costituisce in sé titolo di rigetto definitivo dell’opposizione giusta gli art. 80 e 81 LEF per l’importo di fr. 650.- mensili dalla nascita, ovvero dal 3 febbraio 2007, del figlio Amir Hassan, fino al 25 novembre 2011, data del precetto esecutivo, con decisione del 30 maggio 2012 il Pretore aggiunto ha nondimeno respinto l’istanza;
che il primo giudice, ricordato che dall’estratto del conto n. _ della Banca Raffaisen del _ intestato alla parte istante (doc. H) e che dall’incarto richiamato dalla Commissione tutoria regionale n. 9 sede di Torricella- Taverne, risultano versamenti da parte del convenuto all’istante per complessivi fr. 8'400.-, che dovrebbero essere defalcati dalla pretesa posta in esecuzione, ha però fatto presente che in data 13 aprile 2010 l’escutente ha sottoscritto un documento dal titolo “Mandato-Procura-Cessione”, con cui ha ceduto al Dipartimento della sanità e della socialità l’importo stabilito quale assetto familiare alimentare dal contratto di mantenimento del 30 marzo 2007 in parola dalla nascita del figlio, almeno fino al raggiungimento della sua maggiore età (cfr. punto 4 dell’accordo 13 aprile 2010 nell’incarto richiamato dall’Ufficio del sostegno sociale e del’inserimento);
che, ciò posto, il Pretore aggiunto ha quindi concluso che l’istante non può fare valere in giudizio pretese per contributi alimentari non pagati dal padre per il figlio _ H_, avendo per l’appunto essa ceduto le stesse pretese al suddetto Dipartimento;
che contro tale sentenza la parte istante è insorta con reclamo del 14 giugno 2012, sostenendo che non le sembra giusto dovere mantenere suo figlio da sola, rimproverando il padre di essersi sempre disinteressato del figlio, rilevando di essersi trovata nella situazione di dovere richiedere i contributi degli ultimi tre anni rimasti impagati dal convenuto, rimasto sempre passivo, e osservando infine di essersi trovata con debiti di circa fr. 20'000.- quando ha lasciato il suo ex compagno (ossia il qui convenuto), perché questi non ha mai pagato la sua cassa malati e quella dei suoi figli;
che il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni;

considerando
in diritto:
che secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza finali;
che tale è il caso per le pratiche a tenore della LEF, segnatamente in materia di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC);
che in base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati a. l’errata applicazione del diritto, b. l’accertamento manifestamente errato dei fatti;
che secondo l’art. 80 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una decisione giudiziaria esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione;
che sono parificate alle decisioni giudiziarie, tra l’altro, le transazioni e i riconoscimenti di debito giudiziali (art. 80 cpv. 2 n. 1 LEF) e le decisioni di autorità amministrative svizzere (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF);
che, come correttamente sottolineato dal Pretore aggiunto, la convenzione regolante il contributo di mantenimento a carico dell’escusso costituisce senz’altro titolo di rigetto definitivo dell’opposizione, essendo la stessa stata ratificata dalla competente commissione tutoria (art. 287 cpv. 1 CCS), la quale - pur non potendo essere considerata autorità giudiziaria ex art. 80 cpv. 1 LEF – con la sua approvazione ha reso l’accordo equiparabile, con l’entrata in vigore del nuovo diritto (1.1.2011) a una decisione amministrativa suscettibile di renderla perciò esecutiva (BSK SchKG-
d.staehelin
, n. 24 ad art. 80 ; cfr. in ogni modo anche BK-
heganuer
, n. 48 ad art. 289; CEF decisione del 27 aprile 2012, inc. n. 14.2012.56);
che, tuttavia, come giustamente fatto presente dallo stesso Pretore aggiunto, detto titolo di rigetto non giova nella fattispecie all’insorgente, il 13 aprile 2010 – stando al giudizio impugnato - avendo essa ceduto al Dipartimento della sanità e della socialità le pretese di cui al punto 1 del contratto per l’obbligo di mantenimento di minori del 30 marzo 2007, ossia gli alimenti a favore del figlio _ H_, il che non le consente di fare valere in giudizio le pretese per i contributi alimentari non pagati dal convenuto;
che, del resto, la reclamante non lo contesta, ovvero non pretende di non avere operato tale cessione e, quindi, non asserisce di non avere delegato ad altri il compito di incassare gli arretrati rimasti impagati e, per finire, nemmeno obietta che l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento non si sia adoperato per anticiparle quanto dovuto e non soluto dal debitore, proponendosi essa per contro di opporsi al giudizio impugnato con una serie di critiche rivolte al suo ex compagno per il modo con il quale si sarebbe comportato nei confronti suoi e del piccolo _ H_, senza però fornire alcun utile elemento a supporto dell’istanza;
che, in definitiva, ne discende perciò l’inammissibilità del rimedio;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio dovrebbero seguire la soccombenza, ovvero dovrebbero essere posti a carico dell’insorgente (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);
che data la particolarità della fattispecie e tenuto conto che la reclamante non è assistita da un avvocato si prescinde dal riscuotere spese;