Decision ID: 73b74e66-0e40-5066-81e6-01c40f45bae2
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Il 24 luglio 1998 i consiglieri comunali _, _, _, _, _, _, _ e _ di _, eletti sulla lista del Partito _, hanno congiuntamente rassegnato le dimissioni dalla carica per motivi d'ordine politico, riconducibili a profondi dissidi con gli altri gruppi.
Con rapporto del 30 luglio seguente la commissione delle petizioni ha preavvisato favorevolmente le dimissioni dei primi cinque consiglieri e negativamente quelle degli altri tre, siccome al primo mandato.
B. Riunitosi il 6 agosto 1998 in seduta straordinaria, il legislativo comunale ha fatto proprio il preavviso della commissione delle petizioni. Con 15 voti favorevoli ed un astenuto ha quindi accolto le dimissioni dei primi cinque consiglieri, attivi da diverse legislature o già al beneficio dell'AVS (_) e respinto quelle degli altri tre.
C. Contro questa decisione è insorto davanti al Consiglio di Stato _, chiedendone l'annullamento. L’insorgente contestava la validità delle dimissioni in quanto inoltrate collettivamente e motivate da ragioni d'indole politica.
D. Con risoluzione 11 novembre 1998 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando la predetta decisione del consiglio comunale.
Omettendo di interpellare i consiglieri dimissionari, il Governo ha ritenuto che la decisione del legislativo violasse la legge. A suo avviso, il consiglio comunale non avrebbe potuto implicitamente richiamarsi ai motivi previsti dall'art. 85 LOC, poiché questa norma disciplina le dimissioni dei municipali e non quelle dei suoi membri. Esso avrebbe dovuto prendere in considerazione le motivazioni effettivamente addotte dai dimissionari, astenendosi dal sostituirle con altre, diverse, che i diretti interessati nemmeno avevano prospettato.
Il Consiglio di Stato ha quindi rinviato gli atti al legislativo comunale affinché statuisse nuovamente sulle dimissioni inoltrategli.
E. Contro questo giudizio si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo i ricorrenti citati in epigrafe, chiedendo il ripristino della decisione annullata.
Secondo i ricorrenti, il consiglio comunale non avrebbe affatto recepito le motivazioni addotte dal preavviso espresso dalla commissione delle petizioni. Ogni consigliere avrebbe votato secondo coscienza.
F. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni.
Il municipio si astiene da qualsiasi presa di posizione.
I consiglieri dimissionari ribadiscono la natura politica del loro gesto.
_ si riconferma nelle tesi sostenute in prima istanza.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC.
I ricorrenti, cittadini attivi di _, sono legittimati ad impugnare il giudizio governativo in esame anche se non hanno partecipato al procedimento di prima istanza.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Date le circostanze, può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2. Secondo l'art. 44 LOC, la carica di consigliere comunale è obbligatoria. Il rifiuto di assumerla è passibile di sanzioni.
Il consigliere comunale, una volta eletto, può comunque rassegnare le dimissioni. Le dimissioni vanno inoltrate al municipio con l’indicazione del motivo. Raccolto il preavviso della competente commissione, il municipio le trasmette al consiglio comunale per decisione (art. 45 LOC; 15 RALOC).