Decision ID: b9ace579-7dc5-577a-a378-2604eb6ed6f2
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ (di seguito: assicurata, interessata, ricorrente o insor-
gente), cittadina italiana, nata il (...) 1979, divorziata, con figli, ha lavorato
in Svizzera a partire da maggio 2001. Da ultimo è stata attiva presso la
B._ SA di (...) (C._), in qualità di operaia tuttofare, solvendo
regolari contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità (cfr. doc. 5 e 18 e segg. dell’incarto dell’autorità inferiore [di se-
guito doc. A 5 e 18 e segg.]).
A.b A partire dal 3 aprile 2018, l’interessata è stata inabile al lavoro per
malattia a causa di un’ernia discale con sciatalgia a sinistra. Tale affezione
ha necessitato un intervento di microdiscetomia L5-S1, effettuato il 12 giu-
gno 2018 (doc. 1 segg. dell’incarto dell’assicuratore malattia [di seguito
doc. B 1 e segg.]).
B.
B.a Il 19 settembre 2018, per il tramite dell’assicuratore malattia
D._, l’interessata ha trasmesso all’Ufficio dell’assicurazione invali-
dità del cantone C._ (UAI-C._) una domanda di rendita d'in-
validità svizzera. L’assicuratore malattia ha altresì trasmesso all’UAI-
C._ il proprio incarto (doc. A 2 e segg.).
B.b A causa di persistenti dolori all’arto inferiore sinistro, il 4 dicembre
2018, l’assicurata si è sottoposta ad un intervento di separazione endosco-
pica di aderenze midollari e neuromodulazione gangliare L5-S1 a sinistra
(doc. B 10 e segg.).
B.c Con rapporto del Servizio medico regionale (SMR) del 28 marzo 2019,
il dott. E._, specialista in chirurgia, ha indicato di aver contattato
telefonicamente l’interessata, la quale gli avrebbe comunicato che il 15
marzo 2019 terminava il ciclo di terapia antalgica con successivo ritorno ad
un’attività adeguata presso il medesimo datore di lavoro. Egli ha inoltre
evidenziato che, a dire dell’assicurata, la revisione chirurgica del 4 dicem-
bre 2018 ha avuto un decorso regolare e senza complicazioni ma che per-
sisteva algia residuale. Infine, il medico SMR ha posto le diagnosi con ri-
percussioni sulla capacità lavorativa di stato dopo micro-discectomia L5-
S1 per lombo-sciatalgia sinistra (12 giugno 2018) e stato dopo revisione
chirurgica per lisi aderenze il 4 dicembre 2018, attestando una totale e con-
tinua incapacità lavorativa nell’abituale attività di operaia a decorrere dal 3
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aprile 2018. In attività adeguate, ha invece rilevato un’inabilità totale dal 3
aprile 2018 al 15 marzo 2019 ed una piena capacità lavorativa a decorrere
dal 16 marzo 2019 (doc. A 22).
B.d Con progetto di decisione del 5 aprile 2019, l’UAI-C._ ha pro-
spettato all’assicurata il respingimento della domanda di prestazioni,
avendo constatato un’incapacità lavorativa totale in qualsiasi attività dal 3
aprile 2018 al 15 marzo 2019 ed un pieno recupero della capacità lavora-
tiva in attività adeguate a partire dal 16 marzo 2019. L’UAI-C._ ha
ritenuto che non risultavano dunque adempiuti i presupposti per assegnare
prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità (doc. A 24).
B.e Con messaggio di posta elettronica del 16 maggio 2019, l’assicurata
ha trasmesso ulteriore documentazione medica, di cui si dirà in dettaglio
nei considerandi in diritto (doc. A 27 e segg.).
B.f Con annotazione SMR del 28 maggio 2019, il dott. E._ ha con-
siderato che dalla documentazione trasmessa dall’insorgente non risulta-
vano elementi medici suscettibili di modificare le sue precedenti conclusioni
del 28 marzo 2019 (doc. A 32).
B.g Con decisione del 14 giugno 2019, l’UAIE ha quindi respinto la do-
manda di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità, ritenuta una totale
incapacità lavorativa nell’abituale attività a decorrere dal 3 aprile 2018, ma
una completa capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate a partire
dal 16 marzo 2019. I referti RX rachide lombosacrale del 18 aprile 2019 e
il referto TAC rachide lombosacrale del 12 aprile 2019 esibiti dalla ricor-
rente nelle sue osservazioni al progetto di sentenza non conterrebbero
nuovi elementi che permetterebbero una modifica della presa di posizione
del medico SMR (del 28 marzo 2019 [doc. A 34]).
C.
C.a Con atto del 9 agosto 2019, completato il 30 agosto 2019, l’interessata
ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale conto la
succitata decisione dell’UAIE, mediante il quale ha chiesto l’accoglimento
del gravame, l’annullamento della decisione impugnata ed il riconosci-
mento di un’incapacità lavorativa completa fino al 3 giugno 2019, un’inva-
lidità (recte: incapacità lavorativa) del 50% dal 4 giugno 2019 al 4 agosto
2019 – periodo durante il quale avrebbe effettuato un tentativo di ripresa
lavorativa al 50% con mansioni modificate – ed un’incapacità lavorativa del
100% a partire dal 5 agosto 2019. Dal profilo medico, la ricorrente ha in
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particolare contestato il ritenuto miglioramento del suo stato di salute dal
16 marzo 2019. Ha pure censurato un errato calcolo del grado di invalidità,
nel senso di una mancata applicazione del principio del parallelismo dei
redditi, rispettivamente di una insufficiente deduzione giurisprudenziale (a
suo giudizio da fissare al massimo possibile del 25%). L’insorgente ha pe-
raltro prodotto diversi referti medici, segnatamene il referto del 10 maggio
2019 in cui il dott. F._, neurochirurgo, ha indicato siccome oppor-
tuno un ulteriore intervento di stabilizzazione vertebrale (doc. TAF 1 e 5).
C.b Nella risposta al ricorso del 17 ottobre 2019, l’UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando
al preavviso dell’UAI-C._ del 14 ottobre 2019 e all’annotazione
SMR del 23 settembre 2019, l’autorità inferiore ha osservato che la docu-
mentazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valu-
tare l’incapacità al guadagno, senza che siano necessari ulteriori accerta-
menti specialistici, e che i referti medici prodotti dalla ricorrente non atte-
stano fatti nuovi, rispettivamente modifiche significative dello stato di sa-
lute, suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quanto ri-
tenuto nella la decisione impugnata. Per quel che attiene all’aspetto eco-
nomico, l’UAI-C._ ha confermato la correttezza della deduzione
giurisprudenziale del 10% effettuata, non essendo presenti altri fattori di
deduzione oltre a quello inerente all’esercizio di attività semplici e leggere
con diverse limitazioni funzionali. Ha indicato altresì, qualora si volesse –
per denegata ipotesi – procedere al parallelismo dei redditi di riferimento,
che nulla muterebbe all’esito della lite, dal momento che anche in tale caso
la ricorrente non presenterebbe un grado di invalidità pensionabile (doc.
TAF 10).
C.c Con replica del 2 dicembre 2019, la ricorrente ha ribadito le proprie
argomentazioni e conclusioni ricorsuali, evidenziando di aver già iniziato la
prassi preoperatoria per un ulteriore intervento chirurgico di ALIF (Anterior
Lumbar Interbody Fusion) in L5-S1 e di essere in attesa della convocazione
per la menzionata operazione (doc. TAF 14).
C.d Con ordinanza del 6 dicembre 2019, è stata accordata all’UAIE la fa-
coltà, qualora lo avesse ritenuto opportuno, d’inoltrare, entro il 21 gennaio
2020, un’eventuale duplica (doc. TAF 15), facoltà di cui non ha però fatto
uso.
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'UAIE.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso – interposto tempestivamente
(art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispettoso dei requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-
ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS
0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
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giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata
in data 19 settembre 2018 e quindi di principio si applicano al caso di spe-
cie le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni
della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto con-
cerne le disposizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la
loro entrata in vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore
successivamente e fino alla pronuncia della decisione impugnata.
3.3 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 14 giugno 2019.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4
dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
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combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
La ricorrente adempie in ogni caso la condizione della durata minima di
contribuzione, avendo pagato contributi per più di tre anni, fermo restando
che ha versato all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’in-
validità contributi per più di un anno (doc. A 5 e 18).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI).
5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.5 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
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l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
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Pagina 10
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
7.
Nel caso concreto, occorre dapprima esaminare la questione di sapere se
l’istruttoria effettuata dall’autorità inferiore sia sufficiente, o meno, per sta-
tuire – con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assi-
curazioni sociali – sullo stato di salute della ricorrente e sulla residua capa-
cità lavorativa che ne deriva.
7.1 Stante i menzionati interventi di microdiscetomia L5-S1 (12 giugno
2018) e di separazione endoscopica di aderenze midollari e neuromodula-
zione gangliare L5-S1 a sinistra (4 dicembre 2018), con referto radiologico
del 6 febbraio 2019 (doc. B 15) è stata rilevata una lieve retrolistesi di L5
che condiziona pseudo-protrusione discale circonferenziale L5-S1 caratte-
rizzata da salienza mediana paramediana sinistra, in conflitto con la radice
S1 nel tratto endocanalare. Con certificato medico del 26 febbraio 2019, il
dott. G._, specialista in ortopedia, ha poi diagnosticato una recidiva
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dell’ernia discale L5-S1 con dolori persistenti ed ha eseguito un’iniezione
di anestetico nel canale vertebrale (doc. B 16). Il 15 marzo 2019, il dott.
G._ ha poi confermato la recidiva dell’ernia discale L5-S1 con dolori
persistenti ed ha nuovamente eseguito un’iniezione di anestetico nel ca-
nale vertebrale, consigliando inoltre esercizi di rinforzo, calo ponderale
sotto controllo medico e un trattamento farmacologico con Gabaentin (doc.
B 18).
7.2 Con rapporto SMR del 28 marzo 2019, il dott. E._, il quale non
ha ritenuto necessario contattare il medico curante dell’assicurata, visitare
la stessa e neppure far esperire una perizia esterna, ha indicato di averla
contattata telefonicamente e che la stessa gli avrebbe comunicato che il
15 marzo 2019 terminava il ciclo di terapia antalgica con ritorno alla propria
attività presso il medesimo datore di lavoro ma con richiesta di cambio di
mansioni. Egli ha inoltre precisato che l’assicurata avrebbe riferito che alla
revisione chirurgica del 4 dicembre 2018 è seguito un decorso regolare e
senza complicazioni con tuttavia algia residuale in terapia antalgica in mi-
glioramento. A tal proposito, il medico ha indicato che “appare ragionevol-
mente proponibile ed esigibile, considerando che la situazione clinica e le
cure mediche instaurate permettono di definire una consolidazione dello
stato di salute, in assenza di ulteriori argomenti clinici e/o elementi di giu-
dizio tali da giustificare un ulteriore prolungo dell'incapacità lavorativa, at-
testare una CL medico-assicurativa del 100% dal 16.03.2019 continua e
definitiva, ovvero dopo il termine delle cure antalgiche e un congruo pe-
riodo di convalescenza dall'ultima revisione chirurgica, per un'attività con-
facente rispettosa delle indicazioni e dei limiti funzionali e di carico soprac-
citati”. Infine, il medico SMR ha posto le diagnosi con ripercussioni sulla
capacità lavorativa di stato dopo micro-discectomia L5-S1 per lombo-scia-
talgia sinistra (12 giugno 2018) e stato dopo revisione chirurgica per lisi
aderenze il 4 dicembre 2018, attestando una totale e continua incapacità
lavorativa nell’abituale attività di operaia dal 3 aprile 2018. In attività ade-
guate, ha invece rilevato un’inabilità totale dal 3 aprile 2018 al 15 marzo
2019 ed una piena capacità lavorativa a partire dal 16 marzo 2019. Quali
risorse disponibili e limiti funzionali ha attestato che:
“Non può manipolare / utilizzare attrezzi medio-pesanti o vibranti.
Non può mai lavorare inginocchiata/accovacciata.
Deve evitare di salire / scendere ripetutamente da rampe di scale e mai su
scale a pioli o impalcature.
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Deve evitare la flesso-estensione del tronco e comunque non deve mai
essere ripetitiva/continuativa.
Può mantenere la posizione seduta e inclinata in avanti così come quella
in piedi e inclinata in avanti con cambi di postura secondo bisogno.
Può camminare su terreni piani in continuo senza limitazioni.
Può sollevare e trasportare pesi fino a 10Kg all'altezza del tronco; sollevare
pesi oltre il livello della testa: massimo 5 Kg ma mai ripetitivamente.
Può guidare autoveicoli di cat. 1.
Indicata attività molto leggera / leggera semi-sedentaria, manuale o non
manuale che rispetti l'ergonomia del rachide lombare e dove si possa sem-
pre variare la postura al bisogno.
Detti limiti funzionali e di carico sono applicabili sia durante le ore lavora-
tive, sia durante il tempo libero.
Vi sono dunque risorse fisiche che permettono una reintegrazione profes-
sionale” (doc. A 22).
7.3 Con certificato parzialmente illeggibile del 4 aprile 2019, il dott.
F._, neurochirurgo, ha consigliato ulteriori approfondimenti (Rx
lombo-sacrale e TAC lombare) e susseguente rivalutazione (doc. TAF 1).
7.4 A seguito di una TAC del rachide lombosacrale del 12 aprile 2019, il
dott. H._, neuroradiologo, ha rilevato regolare allineamento dei me-
tameri lombari, senza alterazioni ossee strutturali, e regolare ampiezza e
segnale intrinseco dei dischi intersomatici L1-L2, L2-L3, L3-L4 e L4-L5
senza ernie discali. Infine, il medico ha riscontrato “riduzione di ampiezza
a destra del disco L5-S1; si apprezza protrusione circonferenziale del disco
L5-S1 che impronta appena il profilo anteriore del sacco meningeo con
prevalenza sinistra e sporge nel pavimento dei canali di coniugazione”
(doc. A 29).
7.5 Con esame radiologico del rachide lombo sacrale del 18 aprile 2019, il
dott. I._, radiologo, ha indicato di non aver rilevato alterazioni osteo-
strutturali focali di pertinenza dei metameri, che mostrano una riduzione
netta della fisiologica lordosi, di non aver apprezzato dislocazioni patologi-
che dei metameri ma una significativa riduzione dello spazio intersomatico
L5-S1 per verosimile discopatia (doc. A 29).
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7.6 Preso atto delle risultanze della TAC e dell’esame radiologico menzio-
nati, con breve aggiornamento medico del 10 maggio 2019, il dott.
F._ ha proposto un nuovo intervento chirurgico di ALIF L5-S1 (doc.
TAF 1).
7.7 Con annotazione SMR del 28 maggio 2019, il dott. E._ ha indi-
cato di aver visionato i menzionati referti dei dott.i H._ e I._,
confermando tuttavia le sue conclusioni di cui al rapporto SMR del 28
marzo 2019 (doc. A 32).
7.8 Con referto del 9 agosto 2019, il dott. L._, specialista in ortope-
dia, ha certificato che dal 16 marzo 2019 l’assicurata soffriva della situa-
zione patologica seguente: “grave limitazione della mobilità del rachide
lombare con zoppia e intensa contrattura muscolare con deficit della forza
muscolare dell’arto inferiore sinistro. Per tali motivi faceva uso costante di
analgesici e cortisonici, di busto ortopedico e integratori nervi periferici”.
Egli ha poi ricordato che il dott. F._ ha ritenuto indicato procedere
ad un ulteriore intervento di stabilizzazione vertebrale. Infine, lo specialista
ha indicato di non ritenere che l’assicurata fosse idonea ad un’attività lavo-
rativa dal 16 marzo 2019 e questo fino all’effettiva ripresa dell’attività lavo-
rativa (doc. TAF 1).
7.9 Con annotazione SMR del 23 settembre 2019, il dott. E._ ha
nuovamente confermato le conclusioni del rapporto SMR del 28 marzo
2019. Ha in particolare indicato che i certificati prodotti rivelano una discre-
panza tra i dati oggettivi e soggettivi, in quanto durante il colloquio telefo-
nico con l’assicurata non sarebbero emerse ulteriori problematiche ma al
contrario un netto miglioramento clinico. Inoltre, ha indicato che i medici
curanti non hanno basato le loro conclusioni su esami obiettivi e di non
condividere la proposta del dott. F._ di procedere ad un ulteriore
intervento chirurgico di stabilizzazione vertebrale (doc. TAF 10).
8.
8.1 Questo Tribunale rileva preliminarmente che è incontestato – né ad un
esame d’ufficio degli atti di causa emergono elementi atti a mettere seria-
mente in dubbio tale circostanza – che dal 3 aprile 2018 fino al 15 marzo
2019 la ricorrente era totalmente inabile in qualsiasi attività già solo in virtù
dell’ernia discale e dei conseguenti interventi chirurgici di giugno e dicem-
bre 2018. Per conseguenza, nel periodo menzionato, può essere ritenuta
anche in questa sede processualmente dimostrata, nel senso della proba-
bilità preponderante, un’incapacità lavorativa del 100%.
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8.2 Quanto alla residua capacità lavorativa a decorrere dal 16 marzo 2019,
giova osservare che, mentre il medico SMR e l’UAIE hanno ritenuto che
l’insorgente presentasse una totale capacità lavorativa in attività adeguate,
i medici che hanno visitato la paziente in Italia hanno rilevato un conflitto
con la radice S1 nel tratto endocanalare, una recidiva dell’ernia discale L5-
S1 con perduranti dolori, la necessità di ulteriori cure e di un intervento
chirurgico di stabilizzazione vertebrale (cfr. a tal proposito – segnatamente
– il referto radiologico del 6 febbraio 2019 [doc. B. 15], il certificato del dott.
G._ del 15 marzo 2019 [doc. B 18], i referti del 4 aprile e del 10
maggio 2019 del dott. F._ [doc. TAF 1] e il referto del 9 agosto 2019
del dott. L._ [doc. TAF 1]). Da tale documentazione medica non ap-
pare sussistere alcun miglioramento significativo dello stato di salute della
ricorrente e dunque della sua totale incapacità lavorativa perlomeno fino a
giugno del 2019.
8.2.1 Questo Tribunale rileva che l’apprezzamento del medico SMR si
basa – principalmente – sull’esame degli atti di causa e su quanto gli
avrebbe riferito l’assicurata stessa durante un colloquio telefonico (non vi
è però agli atti di causa una specifica nota riassuntiva di tale colloquio
[tanto meno è stata data occasione alla ricorrente di esprimersi sul conte-
nuto delle informazioni telefoniche che avrebbe fornito al medico SMR]).
Secondo il medico SMR, sulla base degli atti di causa e di quanto esposto
dall’insorgente, si poteva concludere che un’attività adeguata era nuova-
mente esercitabile a tempo pieno dal giorno successivo alla fine della tera-
pia antalgica il 15 marzo 2019. Tuttavia, sulla base delle risultanze proces-
suali fino al momento della pronuncia della decisione litigiosa, ma anche di
quelle acquisite successivamente relative al periodo determinante, non è
assolutamente consentito concludere, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali, che lo stato di salute della
ricorrente poteva considerarsi stabilizzato al 16 marzo 2019, tanto meno
nel senso di una ritrovata capacità lavorativa del 100% in attività sostitutive
adeguate. Può essere in particolare rilevato che il medico SMR – che pe-
raltro non ha mai visitato personalmente l’insorgente o consultato uno dei
diversi specialisti che l’hanno avuto in cura, e non ha neppure indicato in
dettaglio nel suo rapporto del 28 marzo 2019 i documenti medici che
avrebbe esaminato per giungere alla sua conclusione – non ha in partico-
lare fornito intelligibili, esaurienti e convincenti motivazioni né quanto
all’evocata stabilizzazione delle affezioni di cui soffre l’insorgente né in me-
rito alla ritrovata totale capacità lavorativa della medesima in attività sosti-
tutive adeguate dal 16 marzo 2019. Dagli atti di causa mergono per contro
concreti indizi in senso contrario che non possono certo definirsi inconsi-
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stenti o non necessitanti ulteriori approfondimenti specialistici. Basti qui ri-
chiamare i rapporti medici prodotti dalla ricorrente menzionati al conside-
rando 8.2 del presente giudizio che imponevano ed impongono un appro-
fondimento specialistico interdisciplinare (perizia ortopedico/reumatologica
e neurologica) alfine della determinazione, appunto con il grado della ve-
rosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, dello stato
di salute della ricorrente e dell’influsso delle affezioni ritenute sulla residua
capacità lavorativa, per quanto attiene in particolare al menzionato conflitto
con la radice S1, alla recidiva dell’ernia discale L5-S1 con perduranti dolori,
alla necessità di ulteriori cure e di un intervento chirurgico di stabilizzazione
vertebrale (per il quale l’insorgente era peraltro in attesa di una convoca-
zione presso l’Ospedale M._). In altri termini, in assenza di tali ne-
cessari approfondimenti medico-specialistici, non era né è possibile affer-
mare che lo stato di salute della ricorrente si è stabilizzato a decorrere dal
16 marzo 2019 e che da tale data la medesima è in grado di esercitare
un’attività sostitutiva adeguata nella misura del 100%. Non soccorrono pe-
raltro l’autorità inferiore le generiche allegazioni del medico SMR (cfr. rap-
porto SMR del 28 marzo 2019 [doc. A 22], annotazione SMR del 28 maggio
2019 [doc. A 32] e annotazione SMR del 23 settembre 2019 [doc. TAF 10])
secondo cui, da un lato, i medici curanti non avrebbero basato le loro con-
clusioni sui necessari esami oggettivi (ciò che, perlomeno in tale forma as-
soluta, appare persino contrario alle risultanze processuali) e, dall’altro
lato, che non condividerebbe gli approcci terapeutici proposti, ciò che sicu-
ramente non può di per sé giustificare la rinuncia all’effettuazione della ne-
cessaria istruttoria in merito alle problematiche/affezioni evidenziate dai
medici specialisti interpellati dalla ricorrente che l’autorità deve esperire
d’ufficio (art. 57 e 59 LAI in combinazione con l’art. 43 LPGA).
8.2.2 Alla luce di quanto precede, questo Tribunale non ritiene – per i motivi
che saranno esposti più in dettaglio di seguito – di potere conferire pieno
valore probatorio alle valutazioni effettuate per l’autorità inferiore dal SMR,
segnatamente in merito alla stabilizzazione dello stato di salute e alla ritro-
vata piena capacità lavorativa a partire dal 16 marzo 2019 (il quadro clinico
apparendo più complesso di quanto ritenuto dal medico SMR). Gli accer-
tamenti medici in merito sono lacunosi e superficiali e legittime le doglianze
formulate dalla ricorrente quanto alle conclusioni – non sufficientemente
consistenti – tratte dall’autorità inferiore sulla base della documentazione
medica agli atti. Pertanto, risulta che l’autorità inferiore ha rinunciato a torto
ad ordinare ulteriori approfondimenti specialistici prima di emanare la deci-
sione impugnata. Ciò premesso, va altresì ancora rilevato che, contraria-
mente a quanto preteso dalla ricorrente, non è possibile statuire nella pre-
sente fattispecie nel senso da lei richiesto con il grado della verosimiglianza
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preponderante senza prima procedere alla menzionata necessaria istrut-
toria complementare, tanto meno in virtù del generico certificato medico del
dott. L._ del 9 agosto 2019 (doc. TAF 1).
9.
9.1 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, fondata su
un accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti incorre
nell'annullamento. Gli atti di causa vanno pertanto rinviati all'autorità infe-
riore affinché la stessa proceda al necessario completamento dell'istrutto-
ria – con una perizia specialistica in ortopedia/reumatologia e neurologia
da effettuarsi in Svizzera (con esperti cogniti delle esigenze anche giuri-
sprudenziali in materia vigenti nel nostro Paese e che si esprimano, fra
l’altro, anche sull’eventuale effetto congiunto delle diverse patologie) – ri-
servato ogni ulteriore esame che pure l'evoluzione nel tempo dello stato di
salute dell'insorgente dovesse ancora rendere necessario, ed emani una
nuova decisione (v., sulla questione, la sentenza del TAF C-945/2019 del
31 agosto 2020 consid. 11.1).
9.2 Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la più recente giurispru-
denza del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il
consid. 4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per
completamento dell'istruttoria. In effetti, in assenza di tali accertamenti
complementari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di
causa, ed il necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo
stato di salute della ricorrente e sull’incidenza delle affezioni di cui soffre
sulla sua capacità lavorativa. In particolare, un rinvio all’autorità inferiore si
giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare quello della
doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella fattispecie,
è richiesto l’esperimento di una perizia mai effettuata e chiaramente neces-
saria per potersi determinare nel caso in esame con cognizione di causa
(DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 [cfr., in particolare, il consid. 8 del presente
giudizio]). Peraltro, il Tribunale federale ha già avuto modo pure di preci-
sare che in virtù dell’art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art.
19 PA in relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta, con la
collaborazione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della contro-
versia, assume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giu-
risprudenza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delu-
cidati, può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210
consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completa-
mento dell'istruzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione comple-
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mentare. Un rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'ac-
certamento dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità
né il principio inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale
siccome giustificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constata-
zione dei fatti sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi
stato il Tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sen-
tenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii).
9.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4), dal momento
che nella decisione impugnata del 14 giugno 2019 è stata respinta la do-
manda tendente all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità formulata dalla ricorrente.
10.
Nel gravame del 9/30 agosto 2019, la ricorrente ha altresì censurato il raf-
fronto dei redditi effettuato dall’autorità inferiore, segnatamente l’assenza
di parallelizzazione dei redditi posti a confronto ed un’insufficiente riduzione
giurisprudenziale (doc. TAF 5). Stante l’esito della presente lite, tali que-
stioni possono essere lasciate indecise nella presente fattispecie. Giova
però rammentare che – a seconda del risultato degli ulteriori accertamenti
medici – l’UAIE dovrà esaminare nuovamente tali questioni e dare alla ri-
corrente la possibilità di esprimersi al riguardo prima della pronuncia della
nuova decisione.
11.
11.1 Visto l’esito della procedura, non sono prelevate delle spese proces-
suali (art. 63 PA).
11.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. TS-TAF [RS 173.320.2]; cfr. pure
DTF 137 V 57 consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in
materia d’assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vin-
cente, dal profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministra-
zione per completamento istruttorio e nuova decisione). L’ammontare di
quest’ultime, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14
cpv. 2 TS-TAF) in CHF 1’000.- tenuto conto del lavoro utile e necessario
svolto dal rappresentante della ricorrente (cfr., sulla questione del diritto a
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ripetibili da parte del Patronato, le sentenze del TF 9C_301/2009 del 14
aprile 2010 consid. 4.3 e I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 3 nonché,
fra le tante, la sentenza del TAF C-174/2019 del 24 luglio 2020 10.2). L'in-
dennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
11.3 La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle
spese processuali (cfr. atto ricorsuale del 30 agosto 2019 pag. 5), è per-
tanto divenuta priva di oggetto (cfr. sulla questione, fra le tante, la sentenza
del TAF C-174/2019 del 24 luglio 2020 10.3 con rinvio).
(dispositivo alla pagina seguente)
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