Decision ID: 6383a597-2735-54f2-a165-0f8bf9fb4780
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza del 3 agosto 2010 la CO 1 ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta da CO 1al PE n. _dell'UE di Lugano notificatogli per l'incasso di fr. 7334.50 oltre accessori, rivendicati a saldo dell'imposta federale diretta 2006 sulle prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza professionale (fr. 7164.–) oltre agli interessi di mora nel frattempo maturati (fr. 170.50). A sostegno della sua domanda l'istante ha prodotto la decisione di tassazione 13 luglio 2009 relativa all'imposta annua su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza per il 2006, con l'attestazione del suo passaggio in giudicato. All'udienza del 16 novembre 2010 indetta per il contraddittorio, nessuno è comparso.
B.
Statuendo il 17 novembre 2010 il Pretore, accertata la presenza di un valido titolo esecutivo nella documentazione prodotta dall'istante alla quale il convenuto, assente alla discussione, non ha opposto nessuna valida eccezione, ha accolto l'istanza.
C.
Con ricorso per cassazione del 29 novembre 2010 RI 1è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. e CPC. Il memoriale non è stato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto:
1.
Il ricorrente si duole della lesione del suo diritto di essere sentito per non aver potuto partecipare al contraddittorio non essendogli pervenuta la relativa citazione e neppure l'avviso di ritiro della raccomandata. Giusta l'art. 327 lett. e CPC, disposto che censura la violazione del diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., una sentenza del giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni.
a)
Nella fattispecie l'ordinanza 9 agosto 2010, spedita mediante invio raccomandato n. 98.46._ e con la quale il Pretore ha citato le parti all'udienza del 16 novembre 2010 per il contraddittorio, non è stata ritirata dal convenuto e, scaduto il periodo di giacenza, è stata ritornata alla Pretura. Ora, un atto giudiziario intimato per raccomandata si ritiene notificato al momento della consegna al suo destinatario oppure, al più tardi, l'ultimo dei sette giorni durante i quali è conservato in giacenza all'ufficio postale, sempre che un avviso di ritiro sia stato lasciato nella sua cassetta delle lettere (DTF 127 I 31 consid. 2a/aa;
Cocchi/Trezzini,
CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 124;
Cocchi/ Trezzini,
CPC massimato e commentato, Appendice 2000/2004, n. 19 ad art. 124).
Al riguardo sussiste una
presunzione di fatto – refragabile – secondo cui il funzionario postale ha correttamente inserito l'
avviso di ritiro nella cassetta delle lettere del destinatario
e che la data di questo deposito, apposta sull'elenco delle notifiche, sia esatta. Questa presunzione comporta un rovesciamento dell'onere della prova a scapito del destinatario, nel senso che se se questi non riesce a stabilire l'assenza di avviso nella sua cassetta delle lettere, la consegna è reputata avvenuta in quel luogo e quella data (sentenza del Tribunale federale 9C_753/2007 del 29 agosto 2008 consid. 3, in RSPC 2009 pag. 24). Trattandosi invero di provare un fatto negativo, il destinatario non deve tuttavia portare una prova rigorosa ma è sufficiente una
“
verosimiglianza preponderante
”
, ovvero il destinatario deve far sorgere seri dubbi sull'esistenza di
errori in occasione della notifica (sentenza del Tribunale federale 2C_38/2009 del 5 giugno 2009 consid. 4.1). In questo senso la giurisprudenza citata dal ricorrente, secondo cui s
e il destinatario della raccomandata contestava di avere ricevuto l’avviso e la prova del contrario non poteva essere portata, la notifica andava considerata come non avvenuta,
appare pertanto superata.
b)
In concreto, il ricorrente si limita a sostenere di non aver ricevuto l'avviso di ritiro, ma ciò, come si è detto, non basta per sovvertire la presunzione testé indicata. Non essendovi seri dubbi sull'agire del funzionario postale,
le informazioni inerenti al recapito _, dalle quali si evince che la citazione è stata spedita il 10 agosto 2010, mentre l'11 agosto 2010 il destinatario è stato avvisato per il ritiro (cfr. ‹www. posta.ch/ trackandtrace›), devono perciò ritenersi esatte. Ciò posto la notifica non può essere ritenuta viziata e la mancanza all'udienza di contraddittorio deve essere imputata alla parte medesima. Ne discende che
il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve essere respinto.
2.
Gli oneri del giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). N
on si pone problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato oggetto di intimazione.