Decision ID: 09c5b699-2fa2-5585-9b6e-d5289aff567f
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. _ è proprietario dei mapp. _ e _ di _, così censiti a RF:
mapp. _
A) ripostiglio mq 13
B) serra mq 15
C) pollaio mq 4
d) giardino mq 979
TOTALE mq 1'011
mapp. _
A) cappella mq 1
b) giardino mq 597
TOTALE mq 598
Le particelle, terrazzate e coltivate ad orto, si trovano sul pendio sottostante il nucleo di _, delimitate a valle da via _ e via _. Nel mese di dicembre del 1965 il padre dell'attuale proprietario aveva ottenuto il permesso di costruire in loco una casa monofamigliare, che non è mai stata realizzata.
B. Il progetto di PR adottato dal consiglio comunale di _ il 24 ottobre 1983 prevedeva di assegnare i mapp. _ e _ alla zona NT (nucleo tradizionale). Il Consiglio di Stato ha tuttavia scartato questa proposta pianificatoria, considerando che i due fondi costituivano la naturale continuazione della fascia protetta istituita a valle del nucleo di _ per salvaguardare la bellezza architettonica-ambientale della catena di facciate rivolte verso est. Il 22 maggio 1985 il Governo ha dunque approvato il PR includendo d'ufficio la proprietà _ nella zona PA (zona di protezione del paesaggio), dove sono proibite nuove costruzioni. _ e _ hanno impugnato tale decisione davanti al Gran Consiglio, ma il loro gravame è stato respinto il 30 novembre 1987.
C. Ritenendosi gravemente leso dalla predetta misura pianificatoria, con istanza 2 dicembre 1988 _ ha convenuto in giudizio il comune di _ innanzi al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, postulando il riconoscimento di una congrua indennità per titolo di espropriazione materiale.
In sede di risposta il comune si è opposto fermamente alla domanda contestando l'avverarsi di un'espropriazione materiale a danno dei mappali _ e _, da tempo inedificabili per ragioni sia di fatto che di diritto. All'udienza di conciliazione del 10 aprile 1997 le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni avverse.
D. Esaurite le formalità processuali, con sentenza 8 febbraio 1999 il Tribunale di espropriazione ha accordato all'istante un indennizzo di fr. 180.- il mq oltre interessi ritenendo che la sua proprietà era stata colpita da espropriazione materiale in conseguenza dell'entrata in vigore del PR di _. Evocata la definizione tradizionale di espropriazione materiale scaturita dalla giurisprudenza del Tribunale federale e ripercorso nel dettaglio l'iter pianificatorio di _, il primo giudice ha dato per certa la sussistenza di un caso di espropriazione materiale, atteso che in assenza del vincolo PA i due fondi - economicamente connessi, ben accessibili, urbanizzati, siti all'interno del PGC e a pochi passi dal nucleo - sarebbero stati senz'altro assegnati alla zona edificabile NT siccome idonei ad essere sfruttati a fini edilizi. Quanto al risarcimento dovuto al proprietario, il Tribunale di espropriazione ne ha calcolato l'ammontare deducendo dal valore edilizio pieno dei terreni (stimato in fr. 200.- il mq secondo le risultanze del metodo statistico-comparativo) il loro valore residuo (fr. 20.-/mq).
E. Avverso questa pronunzia il comune di _ è insorto mediante ricorso 10 marzo 1999 innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarla. A mente del ricorrente, l'inclusione dei mapp. _ e _ in zona PA non ha inibito il loro uso attuale o un prevedibile uso futuro ingenerando espropriazione materiale. In effetti, il PR del 1985 ha definito per la prima volta il contenuto della proprietà in ossequio ai disposti del diritto federale e di conseguenza non ha determinato una limitazione soggetta ad indennità. D'altra parte, la non attribuzione di quei fondi alla zona edificabile non solo ha concretizzato i principi e gli obbiettivi perseguiti dalla LPT, ma ha pure formalizzato la loro vocazione di appartenenza alla zona di protezione dell'ambiente, nel solco di quanto già stabilito in precedenza dai piani allestiti in base al DFU e al DEPT. Il comune ha inoltre sottolineato come il carattere di edificabilità dei due terreni sia comunque da negare alla luce della definizione di zona edificabile data dall'art. 15 LPT. Il fatto che il PR del 1970 li avesse compresi in zona edificabile non è decisivo, poiché quello strumento non era conforme ai principi sanciti dalla LPT. Il carattere di edificabilità dei fondi non potrebbe essere desunto nemmeno dal prezzo rilevante pagato nel 1963 per l'acquisto delle particelle, né dal permesso di costruzione ottenuto due anni dopo dal loro proprietario.
F. Il Tribunale di espropriazione ha proposto la reiezione del gravame e la conseguente conferma della sentenza impugnata senza formulare particolari osservazioni. Ad identica conclusione è pervenuto _, il quale ha avversato partitamente le tesi dell'insorgente con argomentazioni che saranno riprese, per quanto necessario, in seguito.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del comune ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 1 e 3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm, attraverso il rinvio di cui all'art. 70 Lespr. Il gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere all'esperimento del sopralluogo, insuscettibile di procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio. La situazione dei mapp. _ e _ di _, così come le caratteristiche della zona circostante sono difatti note al Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Secondo la giurisprudenza vi è espropriazione materiale quando l'uso attuale o il prevedibile uso futuro di una cosa sono vietati o limitati in modo particolarmente grave, sicché il proprietario è privato di una delle facoltà essenziali derivanti dal diritto di proprietà; vi é altresì espropriazione materiale quando un solo proprietario o un numero limitato di proprietari sono toccati in modo meno grave ma tale che - fosse negato loro un indennizzo - essi dovrebbero sopportare un sacrificio eccessivamente gravoso a favore della collettività, incompatibile con il principio di uguaglianza. In entrambe le ipotesi il miglior uso del fondo può essere preso in considerazione solo se alla data determinante, ovvero a quella di entrata in vigore della restrizione (DTF 119 Ib 229 consid. 3a con rinvii), questo appare come molto probabile in un avvenire prossimo; quale miglior uso del fondo si considera di regola la possibilità di costruire. Per giudicare in proposito vanno presi in considerazione tutti gli elementi di fatto e di diritto da cui dipende tale possibilità (DTF 125 II 431 consid. 3a con rinvii; RDAT II-1996 N. 46 consid. 2a).