Decision ID: 2190aca9-a9fb-592d-9f1c-0aa8ed91cc8e
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
L'interessato, di etnia curda, nato a E._, nella provincia di
F._ (Turchia) ha presentato una prima domanda di asilo in
Svizzera in data (...).
B.
Con decisione del 23 febbraio 1996, l'allora Ufficio federale dei rifugiati
(UFR; attualmente: UFM) ha respinto la succitata domanda di asilo
pronunciando contestualmente l'allontanamento dell'interessato dalla
Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento. Tale decisione è cresciuta in
giudicato senza essere stata impugnata. Il (...) l'interessato è scomparso.
C.
In data (...), il richiedente ha presentato una seconda domanda di asilo.
D.
Con decisione del 23 settembre 1998, l'UFR non è entrato nel merito
della sua seconda domanda di asilo. Tale decisione è cresciuta in
giudicato senza essere stata impugnata.
E.
In data (...), l'interessato, accompagnato da sua moglie e dalla loro figlia,
ha presentato una terza domanda di asilo.
Interrogato sui motivi, egli ha dichiarato in sostanza di essere stato il
cofondatore nel 2005, e vicepresidente fino all'espatrio, del partito della
società democratica (Demokratik Toplum Partisi [DTP]) nella regione di
E._. Egli avrebbe sostenuto i guerriglieri del Partito dei Lavoratori
del Kurdistan (Partîya Karkerén Kurdîstan [PKK]), fornendo loro le
provvigioni che chiedevano. Per questo motivo sarebbe spesso stato
insultato da poliziotti in borghese che incontrava per caso in strada.
Inoltre, la sua famiglia avrebbe ricevuto regolarmente delle minacce di
morte per telefono da parte della polizia a causa del sostegno ai
guerriglieri. All'inizio del mese di (...) 2009, all'interessato sarebbe stato
chiesto di scattare delle fotografie di un guerrigliero del PKK per una carta
di identità. All'inizio del mese di (...) 2009, il responsabile del DTP di
G._ avrebbe comunicato all'interessato che la persona in
questione sarebbe stata arrestata ad H._. L'interessato avrebbe
quindi deciso di espatriare assieme alla sua famiglia.
D-5617/2011
Pagina 3
La richiedente ha dichiarato di essere espatriata per i motivi di suo marito.
Inoltre, ha raccontato che, nel 2001, le forze dell'ordine turche avrebbero
fatto irruzione nella casa dei suoi genitori, dove viveva all'epoca,
picchiando lei, suo fratello e suo padre. Tutti e tre sarebbero stati
incarcerati per aver sostenuto i guerriglieri del PKK. Dopo una settimana,
l'interessata e suo fratello sarebbero stati rilasciati mentre il genitore dopo
alcuni mesi.
F.
Con decisione del 4 maggio 2009, notificata ai richiedenti in data
5 maggio 2009, l'UFM ha respinto la succitata domanda di asilo,
pronunciando l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e
l'esecuzione dell'allontanamento verso la Turchia, siccome lecita, esigibile
e possibile.
G.
In data 4 giugno 2009, i medesimi sono insorti contro detta decisione con
ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il
Tribunale).
H.
Con sentenza del 6 settembre 2011 (incarto D-3601/2009), il Tribunale ha
respinto il succitato ricorso, considerando i motivi di asilo invocati dagli
insorgenti inverosimili, irrilevanti e non realizzanti le condizioni per il
riconoscimento della qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi. In
particolare, il Tribunale, ritenuta l'inverosimiglianza dell'adesione al DTP
del ricorrente, ha considerato inverosimile anche i racconti circa la
collaborazione con il PKK, le relative angherie subite da parte delle
autorità statali turche come pure i fatti in merito alla carta di identità del
combattente del PKK. Infine, il Tribunale ha confermato la pronuncia e
l'esecuzione dell'allontanamento.
I.
Il (...) gli istanti hanno inoltrato una domanda di revisione, concludendo
all'annullamento della sentenza precitata, al riconoscimento della qualità
di rifugiato e, in via sussidiaria, alla concessione dell'ammissione
provvisoria. Hanno inoltre richiesto l'accordo dell'effetto sospensivo. A
sostegno della loro domanda gli istanti hanno prodotto un documento in
lingua straniera, con relativa traduzione in italiano, presentato come
l'originale del mandato di arresto emanato il (...) 2011 dalla Questura di
H._ nei confronti dell'istante (di seguito: mandato di arresto).
D-5617/2011
Pagina 4
J.
In data 11 ottobre 2011, il Tribunale ha ordinato la sospensione
dell'esecuzione dell'allontanamento in via supercautelare.
K.
Con scritto del 20 ottobre 2011, gli istanti hanno prodotto la copia di un
articolo di giornale portante la medesima data che confermerebbe la
situazione estremamente difficile e tesa tra gli indipendentisti curdi del
PKK e le autorità turche ed hanno chiesto che il Dipartimento federale
degli affari esteri (DFAE) venga formalmente sollecitato ad effettuare
un'approfondita analisi dell'attuale situazione in Turchia per i curdi membri
del partito sopraccitato.
L.
Con decisione incidentale del 24 ottobre 2011, il Tribunale ha invitato gli
istanti a versare, entro il 9 novembre 2011, un anticipo di CHF 1'200.- a
copertura delle presumibili spese processuali, con comminatoria di
inammissibilità della domanda di revisione, in caso di decorso infruttuoso
del termine.
M.
Il 31 ottobre 2011 gli istanti hanno tempestivamente versato l'anticipo
richiesto.

Diritto:
1.
1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale del
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla
legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2. Il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni
dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di
estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in
cerca di protezione, come pure le domande di revisione contro le proprie
sentenze definitive (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, art. 105 LAsi, nonché
art. 37 e art. 45 LTAF, art. 121–128 LTF e art. 83 lett. d n. 1 LTF; DTAF
D-5617/2011
Pagina 5
2007/21 consid. 2.1 pag. 242 e seg., nonché consid.. 5.1 pag. 246 e
relativi riferimenti).
1.3.
1.3.1. Una domanda di revisione, in quanto rimedio giuridico straordinario
suscettibile di essere esercitato contro una sentenza cresciuta in
giudicato, non è ricevibile se non a condizioni severe. Essa deve essere
inoltrata nel rispetto dei termini previsti all'art. 124 LTF e deve fondarsi su
uno dei motivi di revisione enumerati esaustivamente agli art. 121, 122 e
123 LTF.
1.3.2.
1.3.2.1 In particolare, ai sensi dell'art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, una revisione
può essere, tra l'altro, domandata se l'istante, dopo la pronuncia della
sentenza, viene a conoscenza di fatti rilevanti o di mezzi di prova decisivi
che non ha potuto addurre nel procedimento precedente. Si tratta quindi
di pseudo-nova, ritenuto che la legge esclude espressamente dalla
procedura di revisione i puri nova, ovvero fatti o mezzi di prova posteriori
alla sentenza (cfr. Sentenza del Tribunale D-3738/2009 del 3 luglio 2009;
DTF 134 IV 48, consid. 1.2; KARL SPÜLER/ANNETTE DOLGE/DOMINIK VOCK,
in Kurzkommentar zum Bundesgerichtsgesetz, Zurigo/San Gallo 2006,
pag. 228 seg.).
1.3.2.2 Detti fatti o mezzi di prova comportano la revisione nella misura in
cui siano importanti, ovvero di natura tale a influire, in seguito ad un
apprezzamento giuridico corretto, sull'oggetto contestato. Ciò presuppone
che i fatti nuovi siano decisivi e che i mezzi di prova presentati siano in
grado di dimostrarli (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 1995 n. 9
pag. 81; DTF 118 II 205; DTF 108 V 171; DTF 101 Ib 222; JEAN-
FRANÇOIS POUDRET, Commentaire de la loi fédérale d'organisation
judiciare, vol. V, Berna 1992, ad art. 137 OJ, pag. 32; WALTER KÄLIN,
Grundriss des Asylverfahrens, Basilea/Francoforte sul Reno 1990, pag.
262 seg.; YVES DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire,
Berna 2008, pagg. 1694 seg. e 1697).
1.3.2.3 Inoltre, nell'ottica della revisione non basta che l'istante proponga
semplicemente, dopo il giudizio di merito, fatti rilevanti o mezzi di prova
decisivi, bensì occorre che egli dimostri che usando la diligenza
ragionevolmente esigibile dalla parte nel processo, non abbia potuto
D-5617/2011
Pagina 6
averne conoscenza o scoprirli prima, oppure che, pur avendone
conoscenza, non sia stato in grado di produrli o farli valere. E' necessario,
in altri termini, che l'istante, senza sua colpa, tenuto conto della concreta
situazione processuale e delle regole di rito applicabili, si sia trovato
nell'impossibilità di esibire precedentemente le prove ed i fatti in
questione (cfr. GICRA 1994 n. 27 consid. 5a-5c). In effetti, la revisione
non deve né servire a sanare un'omissione che avrebbe potuto essere
evitata da un richiedente diligente, né a permettere di correggere errori di
diritto, di beneficiare di una nuova interpretazione o di una nuova prassi o
di ottenere un nuovo apprezzamento di fatti già noti al momento
dell’emanazione del giudizio querelato (cfr. GICRA 1994 n. 27 consid. 5e
e relativi riferimenti, nonché fra le tante sentenze del Tribunale D-
5319/2010 del 10 settembre 2010 e D-3873/2010 del 10 giugno 2010;
ELISABETH ESCHER, in: Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, Basilea
2008, n. 7 et 8 ad art. 123 LTF).
1.3.2.4 I motivi di revisione stabiliti dalla legge sono esaustivi (cf. PIERRE
FERRARI, in Commentaire de la LTF, Berna 2009, n o 4 ad art. 121,
pag. 1192; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2° Ed. Zurigo 1998, pag. 361;
JEAN-FRANÇOIS POUDRET, Commentaire de la Loi fédérale d'organisation
judiciaire, Volume V, Berna 1992, p. 13).
1.3.3. La domanda di revisione deve essere depositata presso il Tribunale
entro 90 giorni dalla scoperta, non prima però della notificazione del testo
integrale della sentenza o della chiusura del procedimento penale
(art. 124 cpv. 1 lett. d LTF). Inoltre, l'art. 67 cpv. 3 PA per rimando
dall'art. 47 LTAF, regola il contenuto, la forma, il miglioramento e il
complemento della domanda di revisione.
2.
2.1. Nella fattispecie, la conclusione degli istanti volta a chiedere al DFAE
di effettuare un'approfondita analisi dell'attuale situazione in Turchia per i
curdi membri del PKK è inammissibile, in quanto generale ed estranea
all'oggetto concreto della sentenza per cui viene chiesta la revisione,
ovvero la domanda di asilo degli istanti ed esula, quindi, dalla
competenza del Tribunale.
2.2. Inammissibile è altresì, ai sensi dell'art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, la copia
dell'articolo di giornale sopra menzionata, trattandosi di un mezzo di
prova posteriore alla sentenza del Tribunale.
D-5617/2011
Pagina 7
2.3. Nei citati limiti vi è motivo di entrare nel merito della domanda di
revisione che adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 52 PA,
per quanto concerne il contenuto e la forma, nonché all'art. 124 cpv. 1
lett. d LTF, ritenuto che la medesima è stata depositata presso il Tribunale
entro 90 giorni dalla notifica del testo integrale della sentenza.
3.
In relazione al mandato di arresto, gli istanti si sono limitati ad indicare
che il medesimo sarebbe stato loro trasmesso: "due settimane fa"
(cfr. domanda di revisione, pag. 3), ovvero due settimane prima del
(...) 2011, da un conoscente. Essi ne sarebbero dunque venuti a
conoscenza: "solo un paio di settimane fa" (cfr. ibidem). Non hanno
tuttavia fornito alcun elemento probatorio circa il momento in cui
avrebbero avuto conoscenza della condanna dell'istante e dell'esistenza
del mandato di arresto emesso nei suoi confronti. Inoltre, la vaghezza con
cui gli interessati circostanziano quando e come avrebbero appreso del
mandato di arresto, segnatamente le modalità della ricezione dello
stesso, ritenuta l'importanza del medesimo, non è credibile. Infatti, non è
plausibile che una persona che fa valere delle persecuzioni e cerca
protezione, non sia in grado di indicare con esattezza quando abbia avuto
conoscenza per la prima volta del mandato di arresto, da chi ed in quali
circostanze. Del resto, è contrario ad ogni logica che tale conoscente si
sia limitato a spedire il mandato di arresto all'istante, senza avvertirlo
precedentemente (per telefono, e-mail o altro mezzo di comunicazione)
dell'esistenza e del successivo invio. In tale contesto, non è credibile che
l'istante abbia scoperto aprendo la busta che un mandato di arresto nei
suoi confronti fosse stato emesso il (...) 2011. Peraltro, appare contrario
alla realtà che addirittura l'originale del mandato di arresto, destinato
quindi alla cattura dell'istante, affinché sconti la pena inflittagli, finisca
semplicemente nelle mani di un mero conoscente. Del resto, gli istanti
non forniscono nessuna indicazione al riguardo.
Considerata la data del mandato di arresto e quanto sopra indicato, il
Tribunale ritiene che gli istanti non hanno dimostrato che, usando la
diligenza ragionevolmente esigibile da parte dei medesimi, non avrebbero
potuto avere conoscenza del fatto che invocano in questa sede, ovvero la
condanna dell'istante, rispettivamente dell'esistenza del mandato di
arresto in questione già prima della pronuncia della sentenza del
Tribunale oggetto della presente istanza di revisione, ritenuto altresì che
l'istante ha dei contatti con persone residenti nel suo Paese di origine,
segnatamente, a suo dire, membri del PKK e del DTP (cfr. verbale di
audizione del 21 aprile 2009 D21 e D134).
D-5617/2011
Pagina 8
4.
A prescindere da quanto precede, il mandato di arresto non è atto a
mutare il giudizio di inverosimiglianza di cui alla sentenza del Tribunale
del 6 settembre 2011. Infatti, il medesimo, a se stesso, nulla apporta a
chiarificazione delle affermazioni contraddittorie, generiche ed imprecise
fornite dagli istanti in corso di procedura ordinaria. Anzi, aggiunge almeno
un elemento di contraddizione in più. In effetti, il mandato di arresto si
riferisce, peraltro genericamente, ad avvenimenti antecedenti al
(...) 2009, mentre i motivi di asilo allegati, segnatamente la consegna
delle foto dei combattenti ad una famiglia sarebbe avvenuta almeno il
(...) 2009 (cfr. verbale di audizione del 21 aprile 2009, D29), ovvero
posteriormente a tale data. Pertanto, non vi è ragione di rivedere il
giudizio espresso nella sentenza di cui sopra.
5.
In considerazione di quanto precede, la domanda di revisione deve
essere respinta, nella misura in cui ammissibile.
6.
Avendo il Tribunale statuito nel merito della domanda di revisione, la
richiesta di accordo dell'effetto sospensivo è divenuta senza oggetto.
7.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 1200.-, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico dell'istante (art. 63 cpv. 1 e
5 PA per rimando dell'art. 68 cpv. 2 PA, nonché art. 3 lett. a del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF,
RS 173.320.2]). Le stesse sono computate con l'anticipo spese, di
CHF 1200.-, versato il 31 ottobre 2011.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-5617/2011
Pagina 9