Decision ID: 1d2da748-f271-557c-86b4-db139c687643
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
La _ procede contro _ per l’incasso di Fr. 7’035.85 .
B.
Dal verbale di pignoramento 29 agosto 1994 risulta che il debitore lavora come indipendente e guadagna Fr. 2’100.-- al mese. Le sue spese ammontano mensilmente a Fr. 1’350.-- per l’affitto, Fr. 120.-- per la cassa malati. Inoltre deve versare Fr. 950.-- al mese di alimenti al figlio minorenne e all’ex moglie. L’autovettura è in leasing. Non possiede beni pignorabili.
In data 31 agosto 1994 l’UE di Lugano ha trasmesso alla creditrice un’attestato di carenza beni.
C.
Contro l’attestato di carenza beni si è aggravata la _ argomentando che al debitore va riconosciuto per la pigione un importo di Fr. 600.-- mensili al massimo, considerato che si tratta di persona singola vivente ad _
D.
Delle osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
in diritto:
1.
a)
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R. cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S. e 12 giugno 1970 in Rep 1971 p. 117).
L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
b)
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (cfr. DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 15 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali.
c)
Nel caso in esame, a fronte di un reddito di Fr. 2’100.-- _ ha preteso il riconoscimento di Fr. 1’350.-- a titolo di canone locatizio per l’appartamento che occupa ad _ A sostegno del proprio assunto ha prodotto il contratto di locazione concluso il 28 ottobre 1992 tra la _ quale locatrice ed il debitore quale conduttore con un canone locatizio mensile di Fr. 1’350.-- compreso il garage. Il periodo d’affitto ha avuto inizio il 1. novembre 1992 con durata indeterminata, la disdetta potendo essere data con un preavviso di tre mesi alle scadenze 31 ottobre, la prima volta per il 31 ottobre 1993.
d)
E` di tutta evidenza che Fr. 1’350.-- mensili quale canone locatizio, per persona singola con un reddito di Fr. 2’100.--, costituiscono un onere manifestamente sproporzionato che non può essere riconosciuto come tale in sede di determinazione del minimo di esistenza dopo il primo termine utile per la disdetta.
Per la clausola contrattuale di cui al punto 3 il termine più prossimo per disdire il contratto è il 31 ottobre 1995 con disdetta da formulare con tre mesi di preavviso, e pertanto entro il 31 luglio 1995. In altre parole, è facoltà di _ di disdire il rapporto contrattuale per il 31 ottobre 1995 con disdetta da formulare entro il 31 luglio 1995.
Ne consegue che fino al 31 ottobre 1995 al debitore devono essere riconosciuti Fr. 1’350.-- mensili a titolo di canone locatizio, per cui l’UE di Lugano, dopo aver calcolato il suo minimo di esistenza e, non risultandone alcuna eccedenza pignorabile, ha correttamente emesso un attestato di carenza beni.
Va tuttavia rilevato che nel caso in cui la _ dovesse ulteriormente procedere in via di pignoramento, a _ per il calcolo del minimo di esistenza, verrebbe riconosciuto quale canone locatizio, dal 1. novembre 1995, un importo mensile di Fr. 600.-- al massimo, spese di riscaldamento comprese, per la locazione di un monolocale ad _ o in un comune viciniore.
2.
Il reclamo 8 settembre 1994 della _ va quindi respinto nel senso dei considerandi.
Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).