Decision ID: a237d729-481d-580c-86e0-54bb0fa7f765
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 6'410.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 5 maggio 2010 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 18 maggio 2010 il Pretore del Distretto di _, _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 19 maggio 2010 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta postale del 21 maggio 2010 relativa al pagamento di fr. 7'300.-- a favore della AO 1 (doc. D). In merito alla sua solvibilità l’appellante rileva che nel 2007, nel corso della realizzazione di un’abitazione privata, non le sono state pagate opere eseguite per il valore di fr. 215'000.--. Il recupero dell’importo si è reso oltremodo complesso, per cui, per l’esigenza di dimostrare la sua solvibilità nel termine d’appello, il notaio avv. P_ M_, il 27 maggio 2010, ha rilasciato un’attestazione in cui dichiara che sul suo conto terzi è stato depositato un importo a favore di AP 1 di fr. 238'324.90, destinato al pagamento dei suoi debiti esigibili, ossia non oggetto di opposizione o contestazione, risultanti dall’estratto delle sue esecuzioni (doc. C e F). L’appellante rileva poi di essere creditrice per lavori eseguiti per un importo complessivo di fr. 208'569.32 (doc. da G a N1), di disporre di contratti d’appalto in essere per un totale di fr. 295'000.-- (doc. O, N e P) e di contratti d’appalto già firmati dai committenti, ma non ancora esecutivi per un importo complessivo di fr. 107'298.-- (doc. Q e R). Inoltre è proprietaria di buona parte dei macchinari utilizzati per la sua attività.

Considerato
In diritto:
1.a
)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
L’appellante ha dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta 21 maggio 2010 dell’Ufficio postale di V_ relativa al versamento di fr. 7'300.-- a favore dell’istante, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto delle esecuzioni di AP 1 dell’UE di _ al 19 maggio 2010 risulta che nei confronti dell’appellante sono pendenti 53 esecuzioni per un valore di fr. 612'593.05. Di queste procedure per 12 è già stata emessa la comminatoria di fallimento e per 2 ulteriori è stato emesso l’avviso di pignoramento, per cui si tratta di debiti accertati ed esigibili. Orbene, l’importo complessivo delle predette esecuzioni, ammontante a fr. 225'325.--, risulta essere coperto dall’importo di fr. 238'324.90 indicato nella dichiarazione del 27 maggio 2010 del notaio avv. P_ M_. Quest’ultimo ha infatti dichiarato il suo impegno irrevocabile, considerata la volontà di AP 1 di volere utilizzare il citato importo per la copertura integrale di tutti i debiti oggetto di comminatoria di fallimento e pertanto esigibili, a tenere a disposizione tale somma unicamente per saldare le pretese dei creditori surriferiti o rispettivamente a metterla integralmente a disposizione della scrivente Camera. Nel caso di specie la dichiarazione del notaio avv. P_ M_, da cui si evince l’impegno irrevocabile di saldare le pretese accertate ed esigibili, è determinante. Essa permette infatti di ritenere che l’appellante, tramite il notaio avv. P_ M_, dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure pendenti nei suoi confronti i cui crediti, accertati ed esigibili, sono oggetto di comminatoria di fallimento rispettivamente di avviso di pignoramento. Ciò porta a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. A questo proposito si osserva che è compito del citato notaio di procedere al pagamento delle predette procedure e che l’importo non va messo a disposizione di questa Camera.
Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L’appello va accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, controparte non avendo presentato osservazioni.