Decision ID: 6a8e3583-c4ce-5c65-9b91-fd67544e78b3
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 20 febbraio 2020 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'692.05 più spese.
B.
All’udienza di discussione del 24 giugno 2020 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 9 luglio 2020 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 10 luglio 2020
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Lo stesso giorno il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito al ritiro dell’esecuzione all’origine del fallimento, avvenuto l’8 maggio 2020 prima della pronuncia.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato in concreto allo sportello del Tribunale d’appello lo stesso giorno in cui la sentenza impugnata è stata notificata alla RE 1, ossia il 10 luglio 2020, il reclamo è senz’altro tempestivo.
2.
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (cosiddetti
“unechte Noven”
). Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, ha estinto il credito posto in esecuzione per pagamento (art. 172 n. 3 LEF).
Nel caso in esame, a dimostrazione dell’estinzione del credito vantato
dall’istante la reclamante ha prodotto un estratto relativo al proprio conto corrente bancario relativo a un ordine di pagamento di fr. 1'329.90 effettuato il 2 luglio 2020 a favore dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano. Sennonché l’Ufficio, fondandosi sull’ indicazione imprecisa figurante sull’ordine di pagamento
(“RE 1)
ha imputato l’im-porto su un’altra esecuzione (n. _) in cui la domanda di proseguimento era stata formulata l’11 maggio 2020 (mentre quella dell’istante era già pervenuta allo stadio della comminatoria di fallimento, notificata il 17 gennaio 2020). La Camera ha però
appurato d’ufficio che l’istante aveva già in precedenza, o meglio l’8 maggio
2020, ritirato l’esecuzione all’origine del fallimento, facendo decadere in particolare la comminatoria di fallimento. Se l’avesse saputo per tempo il Pretore avrebbe dovuto respingere l’istanza, difettando una condizione per l’apertura del fallimento (cfr. per analogia l’art. 172 n. 1 LEF). Il fallimento va di conseguenza annullato senza necessità di verificare la solvibilità del reclamante nel senso dell’art. 174 cpv. 2 LEF.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui tardivo pagamento ha reso necessario l’avvio della
procedura giudiziaria e la cui mancata segnalazione al Pretore dell’estinzione
dell’esecuzione non ha permesso di evitare la pronuncia del fallimento e quindi la conseguente presentazione del reclamo (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.