Decision ID: e3daf532-9aad-541d-b1bd-7119cae72188
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che nel 1989 i ricorrenti _ hanno ottenuto il permesso di ampliare la loro casa di abitazione sita sul mappale no. _ RT (ora RFD) di _, fuori della zona edificabile;
che a lavori ultimati l'ufficio tecnico comunale ha riscontrato che i ricorrenti si erano scostati dal progetto approvato, ampliando lo stabile in misura maggiore di quella autorizzata ed eseguendo un muro di sostegno (alto da 0,40 a 2 ml e lungo 24,5 ml) a valle della proprietà;
che con decisioni del 5 rispettivamente del 28 febbraio 1992 il Dipartimento delle pubbliche costruzioni ed il municipio di _ hanno rilasciato ai ricorrenti _ il permesso in sanatoria per le opere realizzate abusivamente, respingendo le opposizioni presentate da _, proprietario di un fondo contermine;
che con risoluzione 26 gennaio 1993 il Consiglio di Stato ha confermato il permesso di costruzione, respingendo l'impugnativa 28 febbraio 1992 contro di esso interposta dall'opponente;
che adito dal soccombente, con sentenza 8 ottobre 1993 il Tribunale cantonale amministrativo ha annullato la suddetta pronunzia governativa, l'autorizzazione cantonale a costruire e la licenza edilizia comunale in quanto lesive dell'art. 24 LPT;
che dopo vicissitudini procedurali che non mette conto di rievocare in dettaglio il 19 giugno 1995, il Dipartimento del territorio ha ingiunto a _ e _ di eliminare la cantina della loro abitazione (mediante chiusura ermetica della porta d'accesso e riempimento della scala d'accesso esterna con materiale terroso), in modo da ricondurre l'ampliamento abusivo dell'edificio entro i limiti di una trasformazione parziale conforme all'art. 75 LALPT; contemporaneamente, l'autorità cantonale ha ordinato la demolizione completa del muro di sostegno eretto a valle della proprietà;
che contro questa decisione sono insorti davanti al Consiglio di Stato tanto i proprietari gravati dall'ordine di demolizione, quanto il vicino opponente, gli uni chiedendone l'annullamento, l'altro postulandone l'inasprimento;
che con giudizio 29 novembre 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il suddetto provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso presentata dai proprietari dell'immobile;
che il Consiglio di Stato ha omesso di evadere il ricorso inoltrato da _
che contro questo giudizio sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo tanto i proprietari dello stabile, quanto il vicino opponente;
che i coniugi _ chiedono l'annullamento del giudicato governativo ribadendo in pratica le censure sollevate senza successo davanti alla precedente istanza; pretendono quindi di essere protetti nella loro buona fede, sostenendo di aver eretto il muro di sostegno nel 1989 dopo aver ottenuto la relativa autorizzazione da parte del Municipio di _; affermano inoltre che la demolizione del manufatto impedirebbe loro di accedere all'autorimessa posta sul retro della casa e renderebbe pericolosamente instabile il terreno; ritengono infine che i provvedimenti ordinati dal dipartimento del territorio siano intempestivi, inadeguati e sproporzionati tenuto conto del fatto che il fondo sarà presto incluso in zona di mantenimento;
che _ esige invece che i sui diritti ed interessi vengano rispettati; chiede in particolare la definizione del contenzioso nell'ambito di un'unica procedura, la demolizione della canna fumaria, un risarcimento per tutti i danni subiti di almeno 15'000.- fr. e l'emanazione di una sentenza conclusiva entro un termine ragionevole;
che all'accoglimento dei ricorsi si oppongono il Consiglio di Stato, il Dipartimento del territorio ed il Municipio di _, mentre i privati si avversano vicendevolmente, postulando la reiezione delle rispettive impugnative;
Considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dei ricorrenti e la tempestività delle impugnative sono incontestabilmente date dagli art. 21 e 45 LE, rispettivamente 43 e 46 PAmm;
che i ricorsi sono dunque ricevibili in ordine;
che date le circostanze le impugnative possono essere evase con un unico giudizio (art. 51 PAmm), senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che oggetto della presente vertenza è l'ordine di ripristino 19 giugno 1995 impartito dal Dipartimento del Territorio a _ e _ in relazione ad abusi edilizi posti in essere sulla loro proprietà;
che per motivi e fini diametralmente opposti il provvedimento è stato impugnato davanti al Consiglio di Stato tanto dai proprietari gravati, quanto dal vicino _;
che con il giudizio qui impugnato da entrambe le parti il Consiglio di Stato ha evaso soltanto il ricorso dei primi;
che, statuendo unicamente sul ricorso inoltratogli dai proprietari ed omettendo di evadere con lo stesso giudizio anche il ricorso presentato dal vicino opponente, il Consiglio di Stato è incorso in un diniego di giustizia in danno di quest'ultimo, mettendosi nel contempo nella condizione di non potersi più liberamente pronunciare sull'impugnativa inoltrata dallo stesso;
che per non incorrere nello stesso errore questo tribunale non può dal canto suo evadere il ricorso inoltrato dai coniugi _ contro la predetta risoluzione governativa sintanto che il Consiglio di Stato non ha statuito sul ricorso inoltrato da _, tuttora pendente davanti ad esso;
che in tali circostanze appare inevitabile accogliere il ricorso inoltrato da _, annullando la decisione governativa impugnata e rinviando gli atti all'istanza inferiore, affinchè renda un nuovo giudizio che evada entrambi i gravami ad essa presentati dalle parti in lite contro la decisione 19 giugno 1995 del Dipartimento del Territorio;
che il ricorso di _ e _ beneficiando dell'accoglimento dell'impugnativa inoltrata dal vicino va evaso a'sensi dei considerandi;
che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e dall'assegnazione di ripetibili;
visti gli art. 4 Cost; 21, 45, 51 LE; 3, 18, 28, 31, 45, 46, 55, 60 e 61 65 PAmm,