Decision ID: 6b058635-74f9-5bb2-b651-38d9f33f3ea9
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che il 30 agosto 2002 CO 1 ha sottoscritto un contratto di lavoro con la RI 1, con cui quest'ultima lo ha impiegato in qualità di “assistant manager _ & _ _” a far tempo dal 12 agosto 2002 (doc. A);
che in seguito al coinvolgimento del dipendente in un'inchiesta penale per truffa aggravata e amministrazione infedele ai danni della casa da gioco, il 26 marzo 2010 RI 1 ha notificato a CO 1 la risoluzione immediata del rapporto di lavoro per grave motivo;
che con istanza 28 aprile 2010 CO 1 ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, il rigetto in via provvisoria dell'opposizione interposta dalla RI 1 al PE n. _ dell'UE di Lugano notificatole per l'incasso di fr. 5913.25 oltre interessi al 5% dal 22 marzo 2010, rivendicati a titolo di salario e assegni familiari per il mese di marzo 2010;
che all'udienza del 27 agosto 2010, indetta per il contraddittorio, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza sollevando l'eccezione di compensazione con una sua pretesa nei confronti dell'istante di fr. 34 000.– quale risarcimento per gli illeciti penali, commessi nei suoi confronti;
che statuendo lo stesso giorno il Pretore ha accolto l'istanza respingendo l'eccezione di compensazione sollevata dalla convenuta;
che con ricorso per cassazione del 7 settembre 2010 la RI 1 è insorta contro il predetto giudizio per ottenerne, previo conferimento dell'effetto sospensivo, l'annullamento con conseguente rigetto dell'istanza;
che con decreto 9 settembre 2010 il presidente di questa Camera ha concesso al ricorso effetto sospensivo;
che nelle sue osservazioni del 23 settembre 2010 CO 1 ha concluso per la reiezione del ricorso;
e considerando

in diritto:
che giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;
che il Pretore non ha ammesso la compensazione sollevata dalla convenuta poiché nel corso dell'inchiesta penale promossa nei confronti dell'istante, l'accusatore di quest'ultimo ha ritrattato tutte le accuse mosse nei confronti di CO 1 negando il suo coinvolgimento nella truffa ai danni della casa da gioco;
che, quindi, per il primo giudice in mancanza di una qualsiasi responsabilità dell'istante la convenuta non poteva vantare alcuna pretesa risarcitoria nei suoi confronti;
che la ricorrente rimprovera al primo giudice di non avere ammesso la compensazione rilevando in sintesi che l'accusatore dell'istante in sede penale lo ha bensì in un primo tempo scagionato salvo poi ritrattare le sue dichiarazioni confermando il pieno coinvolgimento dell'istante nella truffa, per altro confermato da altri imputati;
che a fronte di un valido titolo di rigetto come nella fattispecie il contratto di lavoro sottoscritto dalle parti il 30 agosto 2002, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (art. 82 cpv. 2 LEF);
che nella fattispecie, contrariamente a quanto accertato dal Pretore, l'accusatore dell'istante ha bensì in un primo tempo scagionato quest'ultimo (verbale di interrogatorio del 5 marzo 2010 pag. 10) salvo poi ritrattare le sue dichiarazioni e confermare il coinvolgimento dell'istante nella truffa ai danni della convenuta (verbale del 17 marzo 2010 pag. 2);
che, ciò premesso, quand'anche si ammettesse una responsabilità dell'istante per il danno causato alla convenuta, la decisione del Pretore può essere annullata se risulta essere arbitraria anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 135 V 4 consid. 1.3);
che, in concreto, la pretesa di fr. 34 000.– posta in compensazione risulta essere composta di diversi importi che, secondo le dichiarazioni di persone coinvolte nell'inchiesta penale promossa nei confronti di più persone per una truffa e amministrazione infedele commessa a suo danno, sarebbero stati incassati dall'istante;
che trattandosi dell'estinzione del debito per compensazione, questa eccezione può essere accolta nella misura in cui il credito posto in compensazione sia reso attendibile (
D. Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG,
2a edi
zione, n. 93 ad art. 82 LEF);
che, quindi, l'escussa deve rendere verosimile non solo il suo diritto a far valere la compensazione, ma anche, sulla base di giustificativi, la causa e l'importo del credito, ritenuto che la compensazione può avvenire solo nel caso in cui l'importo e l'esigibilità della contropretesa risultano con sufficiente chiarezza dalla documentazione agli atti (Rep. 1999 pag. 273);
che le dichiarazioni dei vari imputati coinvolti nel procedimento penale, verbalizzate in vari atti formanti il fascicolo penale, non sono atte a fondare una pretesa risarcitoria della RI 1 nei confronti dell'istante;
che dai documenti allegati emergono unicamente dichiarazioni di persone coinvolte nei reati a danno della convenuta, ma nessun riconoscimento di un debito di fr. 34 000.– da parte dell'istante nei suoi confronti, rispettivamente nessuna condanna dello stesso da parte di un'autorità giudiziaria a versare alla ricorrente tale importo in risarcimento degli illeciti penali;
che, in circostanze del genere, l'importo e l'esigibilità della contropretesa posta in compensazione non risultano con sufficiente chiarezza dalla documentazione agli atti;
che in definitiva nel risultato la decisione del Pretore non è arbitraria;
che non avendo evidenziato nessun titolo di cassazione, il ricorso deve essere respinto;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 146 cpv. 1 CPC ticinese);
che la ricorrente rifonderà alla controparte un'adeguata indennità per ripetibili;