Decision ID: a361d095-ddc5-560b-9b39-68f566851c68
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con sentenza dell'8 giugno 1998 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha sciolto per divorzio il matrimonio celebrato il 7 giugno 1973 fra AP 1 (1951) e AO 1 nata AO 1(1952), obbligando il marito, tra l'altro, a versare alla moglie una rendita d'indigenza (art. 152 vCC) di fr. 2250.– mensili indicizzati;
che AP 1ha promosso il 5 maggio 2000 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, un'azione intesa alla modifica della sentenza di divorzio, postulando – già in via cautelare – la soppressione del contributo di mantenimento per l'ex moglie (inc. OA.2000.278);
che statuendo il 4 dicembre 2001 sulla domanda cautelare, il Pretore ha ridotto il contributo litigioso a fr. 1500.– mensili indicizzati dal 5 maggio 2000 (inc. DI. 2000.311);
che un appello presentato da AO 1 contro tale decreto è stato respinto da questa Camera con sentenza del 10 aprile 2002 (inc. 11.2001.144);
che AO 1si è rivolta essa medesima al Pretore il 28 marzo 2002 perché il decreto cautelare fosse modificato e il contributo alimentare ripristinato in fr. 2250.– mensili (inc. DI.2002.226);
che il 23 settembre 2004 AO 1ha dichiarato al Pretore di ritirare la propria istanza;
che, statuendo il 27 settembre 2004, il Pretore ha stralciato la procedura dai ruoli per desistenza e posto la tassa di giustizia con le spese di fr. 300.– a carico dell'istante, tenuta a rifondere al convenuto un'indennità di fr. 400.– per ripetibili;
che contro il decreto appena citato AP 1è insorto con un appello del 18 ottobre 2004 nel quale chiede – previa concessione dell'effetto sospensivo – di annullare il giudizio impugnato;
che l'appello non ha formato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto
che un decreto di stralcio dovuto a transazione, ritiro dell'azione o acquiescenza (art. 352 CPC) ha, nel Cantone Ticino, portata meramente dichiarativa, il giudice limitandosi a constatare la fine del processo;
che un decreto di stralcio può quindi essere impugnato alla Camera civile di appello solo in materia di spese e ripetibili oppure per quanto riguarda l'esistenza del motivo che ha posto termine alla lite (Rep. 1999 pag. 247 consid. 1);
che in concreto l'appellante chiede – come detto – l'annullamento del decreto e la continuazione della procedura inerente alla modifica del decreto cautelare (inc. DI.2002.226) avviata dall'ex moglie con istanza del 28 marzo 2002;
che nella fattispecie il Pretore ha tolto la causa dai ruoli perché il 23 settembre 2004 l'interessata ha dichiarato formalmente di ritirare l'istanza;
che il ritiro della causa è un atto di procedura unilaterale e compete al solo titolare dell'azione (Rep. 1996 pag. 242);
che il convenuto non può, quindi, opporsi validamente alla desistenza avversaria;
che, del resto, egli nemmeno pretende il contrario;
che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nell'appello;
che gli oneri processuali, ridotti al minimo per tenere conto del caso particolare, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che non è il caso ad ogni modo di assegnare ripetibili alla controparte, cui l'appello non è stato intimato e non ha cagionato costi presumibili;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,
e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,