Decision ID: 5cf53be4-ad52-5b33-bd63-7bffc605d117
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
_ procede nei confronti di _ per l’incasso di un credito di fr. 23'486.45.
B.
Il 17 novembre 1999 l’UEF di Riviera procedeva al pignoramento dell’importo mensile di fr. 1’100 del salario percepito dall’escusso presso la ditta _.
C.
Con ricorso 29 novembre 1999 _ si aggrava contro tale pignoramento contestando l’operato dell’Ufficio nella determinazione del minimo di esistenza.
D.
Delle osservazioni dell’UEF di Riviera si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
L’Ufficio nella determinazione dell’eccedenza pignorabile ha allestito un unico calcolo del minimo di esistenza per il ricorrente _ e il padre _, oggetto anch’egli di una procedura esecutiva. Tale modo di agire non è corretto, in quanto non permette di stabilire con esattezza le singole voci di spesa a carico dei singoli escussi. Va comunque rilevato, a scarico dell’UEF di Riviera, che gli escussi non hanno fornito la collaborazione richiesta nell’allestimento del calcolo del minimo vitale, omettendo di produrre i giustificativi comprovanti le singole voci di spesa.
Interrogato formalmente il 28 febbraio 2000 _ ha affermato che il figlio _ non ha potuto presenziare all’udienza per impegni di lavoro, ma di aver consegnato al padre i documenti giustificativi comprovanti le spese e il reddito. _ ha dichiarato di vivere a _ con la moglie e i due figli _ e _. Egli ha dichiarato di percepire un’indennità di disoccupazione mensile lorda di fr. 2730.--. Il diritto a tale indennità cesserà con il mese di febbraio 2000. La moglie non svolge alcuna attività lucrativa. Egli ha inoltre dichiarato che la figlia _, maggiorenne, entro pochi giorni andrà a vivere con il fidanzato.
Ritenuto che se da un canto in caso di pignoramento viene considerato il minimo di esistenza del debitore e della sua famiglia, dall’altro insieme all’introito personale del debitore va calcolato anche quello dei suoi famigliari. Il reddito dei figli maggiorenni che vivono nell’economia domestica del debitore viene preso in considerazione ai fini di un’equa riduzione ( nel minimo di esistenza) del canone di locazione e delle spese di riscaldamento: se del caso viene pure computata una partecipazione appropriata del beneficiario alle spese di economia domestica. Tuttavia i figli che guadagnano hanno diritto alla soddisfazione dei loro normali bisogni e non solo del minimo di esistenza. L’ufficio esecuzione deve determinare il minimo vitale garantito dalla legge per ogni singolo caso secondo il suo libero apprezzamento. Le direttive della Conferenza svizzera degli ufficiali di esecuzione e fallimenti possono essergli di sostegno, non lo liberano tuttavia dal suo obbligo di valutare le peculiarità del caso concreto ( cfr. Georges Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 22 ss. ad art. 93 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs – und Konkursrechts, Berna 1997,§ 23 n. 59 e 61, p. 177; punto 3.3. della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° gennaio 1994, in seguito Tabella).
Orbene, considerato che il ricorrente _ vive con i genitori e percepisce un salario lordo di fr. 3'556.20, viste le peculiarità del caso in esame si giustifica una sua partecipazione alle spese di locazione, riscaldamento e di acqua potabile nella misura di 1/3 tali importi.
4.
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178).
Nel caso in esame Il ricorrente ha preteso e ottenuto che nel calcolo del minimo di esistenza venisse calcolato a titolo di canone di locazione l'importo di fr. 1’377.-- per una casa monofamigliare di 4 locali che l'escusso occupa a _ unitamente ai genitori. Ritenuto che il ricorrente, per le considerazioni di cui sopra, deve contribuire al pagamento del canone di locazione nella misura di 1/3, esso appare adeguato alle circostanze, corrispondendo l’importo riconosciuto a titolo di canone locatizio ad un appartamento monolocale a _ o in un comune viciniore.
Quale assicurazione malattia, nel calcolo del minimo di esistenza può essere riconosciuta unicamente l’assicurazione obbligatoria secondo la LAMal. Dal certificato della cassa malati _ si evince che il premio mensile per la copertura assicurativa di base, dedotto il sussidio, ammonta a fr. 221.95.
6.
E’ principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, op. cit., § 23 n.27, p.170; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n..60).
In casu il debitore esercita la propria attività a _ e non potendo far capo ai mezzi pubblici per recarsi al lavoro, abitando a _ lontano dalla stazione FFS ed avendo orari di lavoro irregolari -egli esercita infatti l’attività di tipografo e due volte la settimana deve essere sul luogo di lavoro alle ore 5.00- si giustifica il riconoscimento di un importo mensile a titolo di spese di trasferta. Ritenuto che _ e _ distano 25 km e considerato il riconoscimento di un importo pari a fr. 0,50 / km, nel calcolo del minimo di esistenza dell’escusso è ammesso l’importo di fr. 500.— a titolo di spese di trasferta.
7.
Il debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori dell’economia domestica ha diritto a un supplemento da fr. 6.-- a fr. 9.-- per ogni pasto principale (cfr. Tabella, punto 2.4.3).
Orbene il padre dell’escusso ha affermato che il figlio lavora a _ e non può rientrare a _ per il pranzo. Di conseguenza l’Ufficio ha correttamente riconosciuto l’importo mensile di fr. 180.—per pasti fuori domicilio.
Sulla base delle considerazioni espresse in precedenza e della documentazione prodotta all’udienza del 28 febbraio 2000 il calcolo del minimo di esistenza di _ risulta essere il seguente:
Reddito lordo fr. 3’556.20
Minimo di esistenza
minimo base fr. 925.--
locazione (1/3) fr. 459.--
riscaldamento (1/3) fr. 33.--
pulizia canaliz. + acqua pot. (1/3) fr. 17.--
AVS/AI/AD fr. 290.90
cassa malati fr. 221.95
spese di trasferta fr. 500.--
pasti fuori domicilio fr. 180.--
Totale fr. 2’626.85
9.
Ne consegue il parziale accoglimento del gravame.
Sulle tasse occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per epressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF