Decision ID: eff9a614-5566-51a0-8019-137cfccf5e03
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 20 ottobre 1994 _ ha chiesto al municipio di _ il permesso di riattare e ristrutturare un vecchio stabile ad uso abitativo situato nella zona del nucleo di villaggio (zona NV; part. no. _ RF). Il progetto, concordato con la CBN, prevedeva fra l'altro di formare due terrazze: una a livello del tetto, mediante eliminazione di una falda, l'altra a livello del primo piano, rendendo piana ed agibile la copertura della tettoia situata nel cortile.
Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, escludendo tuttavia le terrazze.
B. Con giudizio 22 agosto 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa interposta da _ contro il diniego della licenza per le terrazze.
Dopo aver escluso che il preavviso favorevole della CBN obbligasse il municipio a concedere il permesso, il Governo ha in sostanza ritenuto che l'art. 32 NAPR di _ vietasse la formazione di terrazze piane.
C. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza anche per le terrazze.
Il ricorrente rimprovera anzitutto al municipio di aver violato il principio della buona fede, costringendolo inutilmente a sottoporre alla CBN il progetto che avrebbe inoltrato.
Nel merito nega per contro che le disposizioni di PR vietino la formazione di terrazze come quelle previste dal progetto in discussione.
D. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio di _, che chiede la conferma del giudizio impugnato con argomenti di cui semmai si dirà più avanti.
considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono chiaramente date (art. 21 LE; 43, 46 PAmm).
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
2. Vista l'ampia documentazione fotografica e planimetrica annessa alla domanda di costruzione, il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
Il sopralluogo chiesto dal ricorrente non appare invero atto a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. Tanto meno si rende necessaria l'audizione di testi genericamente sollecitata dal ricorrente.
3. Prima di eventualmente esaminare se la licenza debba essere rilasciata in base al principio della buona fede invocato dal ricorrente, occorre stabilire se il permesso non possa essere accordato in forza delle NAPR.
3.1. L'attività edilizia nella zona del nucleo di vecchia formazione di _ è retta dall'art. 32 NAPR, che fra l'altro dispone:
"...
2. Ogni intervento in questa zona è sottoposto alle prescrizioni generali specificate qui di seguito ed alle disposizioni indicative per ciascuna unità immobiliare trascritte negli elaborati grafici e descrittivi allegati (schede), riservato il preavviso dell'autorità cantonale competente.
3. Prescrizioni e norme edificatorie generali:
a) - Tutte le proposte d'intervento sulla zona NV sono condizionate al rispetto delle caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti e devono inquadrarsi correttamente nell'ambiente naturale e costruito circostante:
...
...
c) I tetti devono essere a falde; la loro copertura deve essere eseguita con coppi o con tegole in laterizio ondulate di colore rosso.
Le misure in altezza delle gronde e dei colmi, come il loro andamento direzionale, non devono essere superiori alle quote trascritte sulle relative schede indicative allegate.
...
4. Direttive indicative per la zona IV
4.1. Esse precisano le principali caratteristiche e i tipi di intervento indicativi per le singole unità immobiliare del Nucleo di Vecchia formazione.
4.2. Le direttive indicative relative sono riportate sulle "schede" indicative (allegati B/1 e seg.).
La scheda descrittiva concernente il fondo del ricorrente prescrive il restauro con vincolo parziale in considerazione dell'interesse urbanistico-ambientale dello stabile. A tale scopo vieta aggiunte ed ampliamenti (scheda 13.1.) ed impone la conservazione integrale dello stato di fatto relativo ai livelli di copertura (scheda 13.2.).
Le disposizioni qui riprodotte conferiscono all'autorità comunale un limitato margine d'apprezzamento in ordine all'individuazione degli interventi ammissibili nella zona del nucleo. Censurabili da parte dell'autorità di ricorso in quanto lesive del diritto sono unicamente le decisioni del municipio che procedono da un esercizio scorretto del potere discrezionale conferitogli dalle norme succitate.
2.2. In concreto, il diniego del permesso di sostituire due tetti a falde con altrettante coperture a terrazza non procede da un esercizio abusivo della scarsa latitudine di giudizio che l'art. 32 NAPR e la scheda indicativa concernente l'edificio in esame riservano all'autorità comunale. Non appare invero insostenibile affermare che la trasformazione delle falde dei tetti in coperture terrazzate disattenda "le caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti" che l'art. 32 cifra 3 lett. a) NAPR impone di rispettare. Tanto meno viola una simile deduzione il chiaro precetto di coprire gli edifici con tetti a falde sancito dall'art. 32 cpv. 3 lett c) NAPR.
Né il diniego del permesso contrasta in qualche modo con il vincolo di conservare integralmente lo status quo relativo ai livelli di copertura, sancito dalla scheda indicativa concernente il fondo del ricorrente.
Ne discende che dal profilo del diritto vigente, la decisione censurata sfugge alle critiche del ricorrente e va senz'altro confermata.
Non senza rilevare che lesiva del diritto sarebbe verosimilmente una decisione che ammettesse la formazione delle controverse terrazze.
3. Resta quindi da esaminare se la licenza debba essere concessa in applicazione del principio della buona fede invocato dall'insorgente .
3.1. Il principio della buona fede obbliga l'autorità a mantenere le sue promesse: in casi eccezionali anche in contrasto con il principio di legalità. Il principio della buona fede protegge in particolare la fiducia che il privato ripone nelle assicurazioni dategli dall'autorità o in un atteggiamento della stessa che poteva far nascere precise aspettative (DTF 114 Ia 107, 213; 111 b 124; Rhinow Krähennann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N 74 B IX; Scolari, Diritto amministrativo, vol. I N 178).
3.2. Nel caso in esame, il ricorrente si richiama ad uno scritto con cui il municipio di _ gli aveva comunicato che la domanda di costruzione era stata trasmessa alla CBN per esame preliminare e che quest'istanza lo invitava a prendere contatto con essa, in modo da apportare al progetto alcune correzioni volte a qualificare l'intervento dal profilo architettonico.
Orbene, un simile scritto non permette affatto all'insorgente di richiamarsi al principio della buona fede per ottenere una licenza contraria al diritto edilizio comunale. Pur lasciando trasparire una certa disponibilità dell'autorità comunale a trovare una soluzione ragionevole al problema posto dalla domanda pendente, dallo scritto in questione non è deducibile alcuna intenzione del municipio a recepire passivamente il preavviso della CBN, abdicando alle precise competenze assegnategli dall'art. 32 NAPR. Lo scritto non era per nulla atto a suscitare aspettative degne di tutela in ordine al rilascio della licenza da parte del municipio.
Anche da questo profilo il ricorso va quindi senz'altro respinto.
4. Così stando le cose il giudizio governativo impugnato, immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermato.
La tassa di giustizia segue la soccombenza.