Decision ID: 0a20c033-15f7-5e07-be59-7b6f3cb084c3
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 31 agosto 1994 il municipio di _ ha rilasciato ai ricorrenti _ e _ il permesso di costruire una casa d'abitazione monofamiliare in località _ su un fondo (part. n. _ RFD) sprovvisto di accesso veicolare. La questione relativa all'accesso non è stata affrontata.
B. Il 30 marzo 1995 l'arch. _, agente per conto dei ricorrenti, ha notificato al municipio _ l'intenzione di iniziare i lavori e di costruire una strada di cantiere per accedere alla part. n. _ RFD passando attraverso le part. n. _, _, _,
_-_ RFD. L'autorità comunale non ha sollevato obiezioni.
C. Il 30 giugno 1995 il municipio di _ ha ordinato la sospensione dei lavori di costruzione della strada, ingiungendo ai proprietari dei fondi interessati di inoltrare una domanda di costruzione.
Appurato che non si trattava di un'opera definitiva, il 7 luglio 1995 il municipio ha "riformato" l'ordine "nel senso che, senza formalità alcuna, può essere realizzata una strada di servizio per il cantiere _, infrastruttura che si dovrà eliminare al termine della costruzione della casa". La risoluzione precisava che in caso di mantenimento dell'opera occorreva inoltrare una domanda di costruzione.
D. Il 17 luglio 1995 _ ed _ proprietari di un fondo toccato dalla strada di cantiere, hanno segnalato al municipio che la strada di cantiere stava assumendo le connotazioni di un'opera definitiva, comportante la formazione di una massicciata sporgente dal livello del terreno naturale.
Analoga segnalazione è stata inoltrata da _ ed _ il 24 seguente.
E. Con scritti del 26 luglio 1995 il municipio ha comunicato ai vicini reclamanti di ritenere che le questioni sollevate fossero di competenza del giudice civile.
F. Con giudizio 25 ottobre 1995 il Consiglio di Stato ha annullato la predetta risoluzione, accogliendo i ricorsi contro di essa inoltrati dai vicini _ e _ ed ingiungendo al comune di esigere l'inoltro di una domanda di costruzione per la formazione dell'accesso stradale alla part. n. _ RFD.
Configurata la risoluzione 26 luglio 1995 come una decisione amministrativa, il Governo ha in sostanza ritenuto che l'accesso in contestazione fosse da considerare come un'opera di carattere duraturo, in quanto tale soggetta a permesso di costruzione.
G. Contro il predetto giudizio i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Gli insorgenti rilevano anzitutto di essere al beneficio di una licenza edilizia per la costruzione della loro casa e di un permesso per la realizzazione di una strada di cantiere: autorizzazioni che non possono essere rimesse in discussione. Il manufatto realizzato sarebbe di natura temporanea, limitata alle esigenze del cantiere. Ingiustificata sarebbe quindi la richiesta di inoltrare una formale domanda di costruzione.
H. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che postula la conferma del giudizio impugnato senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono i vicini qui resistenti, contestando succintamente le tesi dei ricorrenti.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dei ricorrenti e la tempestività del gravame sono pacificamente date dagli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm. Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
Data la natura delle contestazioni poste a giudizio, può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La documentazione fotografica allegata rende superfluo l'esperimento di una visita in luogo.
2. 2.1. Riallacciandosi all'art. 22 cpv. 1 LPT, l'art. 1 cpv. 2 LE assoggetta all'obbligo del permesso la costruzione, la ricostruzione, la trasformazione rilevante (ivi compreso il cambiamento di destinazione), la demolizione di edifici ed altre opere, nonché la modificazione importante della configurazione del suolo.
L'art. 1 cpv. 3 LE esime tuttavia da tale obbligo i progetti di costruzione disciplinati in dettaglio da altre leggi (lett. a), i lavori di manutenzione, le piccole costruzioni e le costruzioni provvisorie (lett. b) nonché i lavori che in virtù del diritto federale sono sottratti alla sovranità cantonale (lett. c).
In quest'ordine di idee, l'art. 4 lett. c) RLE dispone che la licenza edilizia è fra l'altro necessaria per la formazione di strade private ed accessi stradali. Non è invece necessaria per le costruzioni provvisorie, "ossia le costruzioni destinate a soddisfare un bisogno contingente, la cui durata è prestabilita, come le baracche di cantiere per deposito di materiali ed attrezzi" (art. 3 cpv. 1 lett. i RLE).
2.2. In concreto, i ricorrenti hanno notificato al municipio l'intenzione di costruire una strada d'accesso al cantiere della loro casa d'abitazione. Non erano tenuti a farlo. Né il municipio era tenuto a rilasciare loro un'autorizzazione per questo intervento. Conformemente all'art. 3 cpv. 1 lett. i RLE, la strada di cantiere poteva essere realizzata senza alcuna formalità.
Corrette, da questo profilo, sono le deduzioni operate dall'autorità comunale nella risoluzione 7 luglio 1995 con cui ha revocato l'ordine di sospensione dei lavori impartito sette giorni prima.
L'esenzione dall'obbligo del permesso di costruzione è tuttavia giustificata soltanto nella misura in cui l'opera in contestazione è legata alle esigenze del cantiere. Terminati i lavori di costruzione, l'accesso provvisorio dovrà quindi essere soppresso, rimuovendo lo stato di ghiaia che è stato posato e ripristinando il manto erboso.
La mancanza di altri accessi veicolari al fondo dei ricorrenti ed i lavori di sottofondazione eseguiti inducono invero a ritenere che la strada di cantiere verrà consolidata e trasformata in un'opera definitiva. Sintanto che il cantiere dei ricorrenti è aperto, il semplice sospetto non basta tuttavia a delegittimare l'opera ed a rendere necessario l'inoltro di una domanda di costruzione. L'avvio di una procedura di rilascio del permesso potrà essere imposto soltanto al termine dei lavori di costruzione, qualora la strada di cantiere non venisse indilatamente smantellata, ripristinando la status quo ante.
Così stando le cose, non può essere confermata la decisione con cui il Consiglio di Stato impone al municipio di _ di esigere già sin d'ora l'inoltro di una domanda di costruzione.
4. Né il giudizio governativo in esame può essere confermato laddove annulla la decisione 26 luglio 1995 con cui il municipio di _ rinvia al giudice civile i vicini qui resistenti.
Le contestazioni sollevate da questi ultimi soprattutto in relazione all'altezza eccessiva del sottofondo ghiaioso posato sulla strada di cantiere sfuggono infatti al giudizio dell'autorità amministrativa. In assenza di norme disciplinanti questo genere di manufatti ben poteva quindi il municipio limitarsi ad accertare la propria incompetenza a dar seguito alla richiesta d'intervento avanzata dai resistenti.
Anche da questo profilo il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione governativa censurata.
5. La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.