Decision ID: 05dd33cb-3218-5ad4-b365-ef05ea05975a
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: 1. AO 1, venditore, e AP 1, acquirente, hanno stipulato, in data 12 aprile 2002, un contratto di compravendita avente per oggetto l'intero pacchetto azionario della M_ _ SA. Il prezzo era stabilito in fr. 350'000.-, importo questo interamente versato, al quale era da aggiungere l'utile d'esercizio della società dal 1 gennaio al 31 marzo 2002, da calcolare sulla base del bilancio e conto economico provvisori al 31 marzo e da versare entro il 15 giugno 2002.
AP 1 non avendo versato l'utile d'esercizio, pari a fr. 17'135.76, il venditore ha fatto spiccare nei suoi confronti il PE no _ dell'UE di Lugano. Stante l'opposizione interposta dall'escusso, il creditore ne ha chiesto il rigetto. L'istanza è stata accolta dal Pretore che, con sentenza 18 marzo 2003, ha rigettato in via provvisoria l'opposizione limitatamente alla somma di fr. 12'135.75.
2. Con petizione 7 aprile 2003 AP 1 ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 44'328.- oltre interessi - poi ridotto a fr. 32'518.- in sede di conclusioni - nonché il disconoscimento del debito di fr. 12'135.75 oltre accessori di cui al PE no _, debito estinto per compensazione. A mente dell'attore il bilancio provvisorio sul quale è stato calcolato l'utile non sarebbe corretto, il venditore, precedente amministratore della società, avendo omesso di comunicare alla fiduciaria che teneva la contabilità alcune posizioni, per complessivi fr. 44'328.- che incidono sull'esercizio contabile. Tra questi, oltre all'importo di fr. 5'521.- per costi privati del convenuto - importo già considerato dal Pretore nell'ambito della procedura di rigetto dell'opposizione - vi sarebbero tra l'altro fr. 12'000.- pari alle spettanze dell'ex dipendente E_ _ e fr. 7'566.- quali provvigioni alla _.
3. Con risposta 30 luglio 2004 il convenuto si è opposto alla petizione. Sollevate varie eccezioni poi abbandonate in corso di causa e che quindi non appare necessario riprendere in questa sede, il convenuto ha contestato gli argomenti addotti dall'attore, rilevando che le parti avevano stabilito di procedere a vari accantonamenti per complessivi fr. 39'000.- destinati appunto a garantire possibili variazioni di bilancio. Per quanto riguarda in particolare l'indennità versata all'ex dipendente E_ rileva invece che al momento della firma del contratto non era ancora in essere alcuna procedura giudiziaria né si poteva presumere che ne sarebbe nata una. Eccepisce comunque la tardività della notifica dei pretesi difetti della cosa acquistata, rilevando che l'acquirente ha atteso 2 mesi dalla sottoscrizione del contratto prima di darne comunicazione al venditore.
4. Con gli ulteriori allegati le parti hanno confermato le rispettive domande. Con le conclusioni l'attore ha ridotto la propria domanda, chiedendo la condanna del convenuto al pagamento di fr. 32'518.- oltre accessori, importo parzialmente compensato con l'importo di fr. 12'135.75 per il quale il Pretore aveva concesso il rigetto dell'opposizione. Con le conclusioni il convenuto ha postulato la reiezione della petizione.
5. Statuendo il 7 dicembre 2006, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, disconoscendo il debito di cui all'esecuzione in narrativa per l'importo di fr. 12'571.- oltre interessi, rigettando quindi in via definitiva l'opposizione per fr. 4'564.75 più interessi e ha posto la tassa di giustizia di fr. 1'600.- e le spese in ragione di 1/6 a carico del convenuto e per i 5/6 dell'attore, con l'obbligo di rifondere a controparte fr. 3'000.- per parziali ripetibili.
6. L'attore insorge contro il citato giudizio con appello 20 dicembre 2006 con cui ne chiede la riforma nel senso di accogliere la petizione per fr. 23'767.- oltre accessori e quindi disconoscere il debito di fr. 17'135.75 oltre accessori di cui al PE _ dell'UE di Lugano.
L’appellato, con osservazioni 26 gennaio 2007 postula la reiezione del gravame.
considerato

in diritto:
7. L'art. 83 cpv. 2 LEF stabilisce che l'escusso, entro venti giorni dal rigetto dell'opposizione, può domandare con la procedura ordinaria il disconoscimento del debito al giudice del luogo dell'esecuzione. Nell’azione in disconoscimento di debito il creditore, che vi è convenuto, è tenuto a dimostrare il fondamento del proprio credito, mentre spetta al debitore/attore sostanziare le eccezioni liberatorie delle quali si prevale per dimostrare l’inesistenza del debito. L’inversione dei ruoli processuali non comporta in altri termini anche il capovolgimento dell’onere della prova a danno del debitore e istante (Rep. 1986 pag. 89; Stoffel, Voies d’exécution, Berne 2002 n. 144 pag. 117; D. Staehelin, Basler Kommentar, n. 55 ad art. 83 LEF).
Nel caso in esame il debitore, qui attore, sebbene sostenga che gli importi di cui chiede la rifusione diminuiscono l'utile d'esercizio del primo trimestre del 2002, non contesta poi l'esistenza del credito posto in esecuzione, costituito appunto dall'utile d'esercizio di quel trimestre, ma anzi ne ammette l'esistenza, volendolo poi estinguere per compensazione con pretese che egli vanta a sua volta nei confronti del procedente, e per il pagamento delle quali egli ne ha chiesto la condanna. Di conseguenza, oggetto di causa è la sola pretesa dell'attore, che è quindi gravato dall'onere di dimostrarne l'esistenza.
8. Il Pretore ha respinto la petizione nella misura in cui l'attore chiedeva la rifusione dell'indennità versata da M_ _ all'ex dipendente _ _, rilevando che egli era stato reso attento circa l'esistenza di siffatta pendenza, ma che le parti avevano espressamente rinunciato a introdurre una specifica riserva nel contratto. L'appellante censura il giudizio impugnato, rilevando che il mancato inserimento di una riserva per la questione E_ era dovuta al fatto che il venditore era convinto che tale questione non costituiva un problema.
Dall'istruttoria risulta che l'esistenza di una causa pendente con un ex dipendente aveva fatto oggetto di una specifica clausola nel contratto di compravendita, in virtù della quale AO 1 se ne assumeva i costi e i rischi. Anche la posizione dell'ex dipendente _ _ fu discussa, ma il venditore non ha voluto inserire alcuna clausola al riguardo perché "era assolutamente convinto che la posizione AP 1 non avrebbe costituito alcun problema per M_, la quale mai avrebbe dovuto versare alcunché a quest'ultimo" (teste _ _ M_, verbale 10 novembre 2005), convinzione del convenuto questa che è stata all'origine del mancato inserimento di una specifica posizione nel bilancio provvisorio (teste _ T_, verbale 10 novembre 2005).
È quindi da esaminare se, omettendo di inserire una riserva nel contratto pur sapendo che la posizione E_ costituiva un rischio, il rischio relativo a questa posizione sia stato assunto dall'appellante. La risposta è negativa. Va qui rilevato che il mancato inserimento di una specifica riserva nel contratto non è avvenuto perché il venditore non voleva assumersi i rischi di tale posizione, bensì perché egli escludeva l'esistenza stessa di un rischio connesso con le rivendicazioni dell'ex dipendente. Tant'è che al punto 3.6 del contratto, il venditore da atto che "salvo la causa civile intentata nei confronti della società dall'ex dipendente signor G_, di cui al successivo punto 5.1. del presente contratto, non esistono nei confronti della società procedimenti civili, penali amministrativi pendenti o minacciati, né esistono procedure extra-giudiziali". In realtà, v'era invece anche la questione E_, che a detta di AO 1 non costituiva minaccia, che è poi concretamente emersa il 30 maggio successivo, quando _ E_ ha promosso causa nei confronti di M_ _, ottenendo il pagamento della somma di fr. 8'780.40 oltre interessi e ripetibili in ragione di fr. 1'030.-, con ulteriori oneri sociali a carico della società per fr. 1'368.- (doc. E, C). In questa situazione è da ritenere che la mancata riserva nel contratto sia da ricondurre alle assicurazioni del venditore in merito all'assenza di rischio, da considerare alla stregua di una qualità della cosa venduta, qualità che però ha fatto difetto e della cui mancanza il venditore è tenuto a rispondere (art. 195 e 205 CO).
L'eccezione di tardività della notifica della pretesa sollevata dal venditore non può essere protetta, ritenuto che il rischio di cui AO 1 aveva escluso l'esistenza ha iniziato a manifestarsi solo con l'avvio della procedura giudiziaria incoata da E_ con istanza 30 maggio 2002, e le sue conseguenze sono state definitivamente accertate solo con sentenza 22 agosto 2002. La notifica della problematica avvenuta con scritto 10 giugno 2002 (doc. F) è quindi da considerare tempestiva.
9. Di conseguenza, l'appello è accolto e la sentenza impugnata riformata nel senso che la petizione è accolta per l'importo di fr. 23'757.-. Il debito di fr. 17'135.75 di cui al PE no _ dell'UE di Lugano è quindi completamente estinto per compensazione e l'appellato è tenuto a versare all'appellante la differenza di fr. 6'621.25. Spese e ripetibili di entrambe le istanze seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).
Motivi per i quali,