Decision ID: de7ed385-03f5-5124-9099-8129761d39fb
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
A. Nato nel 1984 e assicurato presso CO 1 per l'assicurazione malattia di base LAMal (doc. 2), il 29 maggio 2008 RI 1 ha subito l'escis-sione di un
sinus pilonidalis
.
Nel referto del 19 dicembre 2013 (doc. C) il medico curante, dr. med. _, dopo avere visitato il 26 novembre 2013 l'assicurato per una sospetta recidiva e per un dolore inter-gluteale, ha proposto la depilazione al laser vista l'importante ipertricosi con formazione gluteale che favorisce il
sinus
.
Il 9 gennaio 2014 (doc. D) il dermatologo dr. med. _ ha anch'esso attestato che l'assicurato necessita una terapia laser per depilazione subtotale definitiva a livello cutaneo, così da evitare recidive della patologia pilonidale.
B. Il 17 gennaio 2014 (doc. 4) e il 28 gennaio 2014 (doc. 6) la Cassa malati ha informato il medico curante rispettivamente lo specialista in dermatologia, che il trattamento previsto non rientra nelle prestazioni in caso di malattia ex art. 25 LAMal.
C. Stanti le prese di posizione contrarie dell'assicurato (docc. 7 e 9) per il tramite dell'avv. RA 1, con decisione formale del 1° dicembre 2014 (doc. 12) CO 1 ha confermato il rifiuto di assumersi i costi del trattamento laser, che ha ribadito con decisione su opposizione del 6 marzo 2015 (doc. B) dopo avere interpellato il medico fiduciario (doc. 15).
D. Con ricorso del 17 aprile 2015 (doc. I) RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto in via principale che la Cassa malati gli rimborsi almeno Fr. 400.- per ogni seduta di laser terapia; in via subordinata, il 75% a seduta.
Per il ricorrente, infatti, il
sinus pilonidalis
è da considerarsi una malattia, giacché causa ascessi che richiedono un'operazione medica, che a sua volta rende il paziente inabile al lavoro.
Secondo i suoi medici curanti, che citano studi scientifici, la terapia di depilazione laser sarebbe l'unica misura adatta a risolvere definitivamente la sua patologia e questa soluzione sarebbe efficace, appropriata ed economica, perciò non v'è dubbio che la Cassa malati debba riconoscere l'assunzione dei costi di questo trattamento.
E. Con risposta dell'11 maggio 2015 (doc. III) CO 1 ha proposto di respingere il ricorso, rilevando che il medico fiduciario ha affermato che il trattamento consigliato non ha valore di malattia, essendo stato prescritto a scopo preventivo e non per curare una malattia. A tale proposito, la Cassa malati osserva che gli stessi medici curanti non sostengono che l'assicurato soffra di una patologia, ma si soffermano soltanto sulla possibilità importante di una recidiva del
sinus pilonidalis
.
Inoltre, l'assunzione dei costi per misure di medicina preventiva (art. 26 LAMal) è specificata all'art. 12 OPre, ma questa norma non prevede la laser terapia per evitare una recidiva del
sinus pilonidalis
i cui costi, quindi, non possono essere messi a carico della Cassa malati.
F. Il nuovo certificato medico del dermatologo prodotto al TCA (doc. G) è stato trasmesso alla Cassa malati per osservazioni, la quale l'8 giugno 2015 (doc. VII) ha ritenuto non apportare nuovi elementi e perciò ha ribadito l'assenza di basi legali che giustifichino l'assunzione dei costi della laser terapia richiesta.
Il ricorrente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. VIII).
considerato

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).
nel merito
2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se la Cassa malati deve assumersi i costi derivanti dalla terapia depilatoria con laser consigliata all'assicurato dai suoi medici curanti per evitare recidive della patologia pilonidale, già trattata con escissione il 29 maggio 2008.
3. Per l'art. 3 cpv. 1 LPGA, è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro.
Conformemente all'art. 24 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite dagli artt. 25-31, giusta le condizioni di cui agli art. 32-34.
A norma dell'art. 25 cpv. 1 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo quanto stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, tra l'altro, gli esami e le terapie ambulatoriali, in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate dal medico, dal chiropratico, da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione di un medico o di un chiropratico (lett. a), le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico (lett. b), i provvedimenti di riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico (lett. d), nonché la degenza in ospedale secondo lo standard del reparto comune (lett. e).
4.
In concreto, il ricorrente ha chiesto l'assunzione dei costi della terapia depilatoria con laser (Fr. 400/500.- a seduta) per evitare recidive della patologia pilonidale, già presente in passato e che ha dato luogo ad un'escissione, nel 2008, per
sinus pilonidalis
.
La depilazione subtotale definitiva a livello cutaneo della regione inter-gluteale dovrebbe aiutare in maniera decisiva l'assicurato.
Occorre innanzitutto esaminare se il tipo di trattamento per il quale l'insorgente chiede alla sua Cassa malati l'assunzione dei relativi costi debba essere considerato quale soluzione per curare una malattia, visto che
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
5. La nozione di malattia, nel senso del succitato art. 3 cpv. 1 LPGA, corrisponde a quella che la giurisprudenza aveva sviluppato sotto l'egida della LAMI e che il legislatore ha codificato. Il Tribunale federale delle assicurazioni aveva allora considerato che non si poteva parlare di malattia, nel caso deciso nella STFA I 127/04 del 2 giugno 2004, se non esiste un danno dovuto a dei fenomeni patologici (DTF 121 V 293 consid. 2b e 3; DTF 116 IV 128 consid. 2a; STFA K 59/05 del 31 maggio 2006 consid. 2; STFA K 132/04 del 2 febbraio 2006 consid. 2.1).
La presa a carico delle conseguenze di una malattia presuppone ugualmente che queste ultime derivino da un'alterazione della salute e possano così essere qualificate come malattia (DTF 134 V 83 consid. 3.1; DTF 129 V 32 consid. 4.2.1).
Nella sentenza 9C_465/2010 del 6 dicembre 2010, l'Alta Corte ricorda al considerando 4.1 che la nozione di malattia presuppone, da una parte, un danno alla salute fisica, mentale o psichica nel senso di uno stato fisico, psichico o mentale che si scosta dalla norma e, d'altra parte, la necessità di un esame o di un trattamento medico
(
Gebhard Eugster
, Kranken-versicherung, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2a ed., pag. 477 n. 248).
In generale vale nel diritto dell'assicurazione malattia che la nozione di malattia è un concetto giuridico, che
non si confonde necessariamente con la nozione di malattia descritta dalla scienza medica (DTF 124 V 118 consid. 3b). È dunque compito del TCA decidere sull'obbligo prestativo dell'assicuratore malattia (STFA K 47/03 del 16 giugno 2004 consid.
3.1). Affinché un'alterazione della salute o un mal funzionamento del corpo umano siano considerati come una malattia nel senso giuridico, occorre che essi abbiano valore di malattia ("Krankheitswert") o, in altri termini, raggiungano una certa ampiezza o intensità e rendano necessarie delle cure mediche o provochino una incapacità di lavoro (su queste nozioni, si veda
Andreas Traub
, Krankheitswert und Behandlungsbedürftigkeit: Rechtsprechungs-übersicht, in: Rechtsfragen zum Krankheitsbegriff, 2009, pag. 47 segg. e
Myriam Schwendener
, Krankheit und Recht, tesi 2008, pag. 105 segg., in particolare pag. 110). Un trattamento o un esame medico è necessario quando il danno alla salute limita a tal punto le funzioni fisiche o mentali che il paziente ha bisogno di un sostegno medico o quando il processo di guarigione non è più possibile senza un tale sostegno o almeno senza avere delle reali possibilità di successo o ancora quando non si possa esigere dal paziente che egli viva senza avere potuto provare almeno un tipo di trattamento (STFA K 1/05 del 16 agosto 2005 consid.
1.2;
Eugster
, Bundesgesetz über die Kranken-versicherung [KVG], 2010, ad art. 1a LAMal, n. 15 pag. 10).
Quanto al trattamento medico, esso non comprende unicamente le misure mediche che servono alla guarigione della malattia, ma ingloba anche le terapie solamente sintomatiche, così pure le misure che servono a eliminare dei danni secondari dovuti alla malattia (DTF 121 V 302 consid. 5b).
6. Nel suo referto del 19 dicembre 2013 (doc. C) il curante dr. med. _, FMH chirurgia generale e traumatologia, ha diagnosticato uno stato dopo escissione per
sinus pilonidalis
avvenuto il 29 maggio 2008. Nel porre l'anamnesi, lo specialista ha rilevato che da circa 3-4 settimane l'assicurato lamentava dolori a livello della cicatrice dopo escissione del 2008 e che l'interessato temeva trattarsi di una recidiva. Clinicamente il chirurgo ha trovato una piccola deiscenza a livello della cicatrice, ma senza segni di un vero
sinus pilonidalis
, senza tragitti né raccolte sottostanti. Egli ha però osservato un'importante ipertricosi con formazione gluteale che favorisce questi problemi.
A suo dire, sarebbe quindi indicata la depilazione con il laser.
Il dr. med. _, FMH dermatologia e malattie a trasmissione sessuale, andrologo, a cui il collega ha inviato il paziente per un consulto, ha affermato il 9 gennaio 2014 (doc. D) che quest'ultimo necessita di una terapia laser per depilazione subtotale definitiva a livello cutaneo dove c'è stata l'escissione per
sinus pilonidalis
. Questo trattamento è stato ritenuto estremamente necessario visto l'irsutismo della regione inter-gluteale, che fa sì che vi siano tutti i presupposti per una futura recidiva di questa patologia. La depilazione totale definitiva loco regionale viene eseguita con apposite misure di terapia laser che prevedono 3-5 sedute di applicazione di fonti specifiche depilatorie, del costo di Fr. 350.-/Fr. 400.- l'una, e che hanno un successo garantito.
Secondo il dermatologo, come dimostrano i due studi scientifici prodotti, questo metodo aiuterebbe in maniera decisiva il paziente a evitare recidive della patologia pilonidale.
Prima dell'emanazione della decisione su opposizione, il medico fiduciario della Cassa malati, dr. med. _, si è espresso in merito ai due succitati certificati nel suo referto del 26 gennaio 2015 (doc. 15), affermando:
"
Constatations / remarques particulières
Sur la base des pièces mises à ma disposition, le traitement au laser est effectué à but préventif afin d'éviter une récidive.
Conclusion
:
Après lecture des pièces médicales remises, j'atteste que ce traitement n'a pas valeur de maladie et ne sera pas pris en charge par l'assurance-maladie, selon l'article 25 de la Loi fédérale sur l'assurance-maladie (LAMal).".
Nel successivo certificato medico del 22 maggio 2015 (doc. G) allestito pendente causa, il dr. med. _, rifacendosi al suo primo referto, l'ha completato aggiungendo che la situazione clinica del paziente è salvaguardabile unicamente se si esercita costantemente una laserterapia per depilazione, fino all'ottenimento di una depilazione subtotale definitiva, in quanto i peli, neri, forti, duri, incurvati in differenti direzioni, tendono ad "incarnarsi" e a creare nuovi focolari d'infetto e di infiammazione. Con la metodologia depilatoria in atto, ha precisato l'esperto, "
saremo certamente in grado di dare una soluzione praticamente definitiva
"
all'assicurato, colpito da questa infezione da
sinus pilonidalis
già operato nel 2008.
7. Dalla documentazione medica agli atti risulta quindi che nel 2008 il ricorrente ha subito un'escissione per
sinus pilonidalis
.
Non emerge, invece, se quando la decisione su opposizione è stata emanata, momento determinante in cui il giudice delle assicurazioni sociali si deve porre per potere giudicare la fattispecie, l'assicurato presentasse ancora questa patologia. Il ricorrente stesso non solleva questa circostanza, perciò non occorre indagare ulteriormente tale questione.
È però certo che nel novembre 2013, quando il dr. med. _ ha visitato l'assicurato, egli ha osservato che v'era "
una piccola deiscenza a livello della cicatrice ma senza segni di un vero sinus pilonidalis. Non vi sono tragitti né raccolte sottostanti.
" (doc. C).
Il
sinus pilonidalis
è una lesione cronica del tessuto cutaneo di forma rotondeggiante; si può formare nella regione del sacro-coccige, poco sopra il solco intergluteo: per questo motivo viene spesso chiamata anche cisti sacro-coccigea. Il nome latino deriva da “
pili nidus
”, a richiamare il fatto che si tratta di raccolte di peli circondate da una reazione infiammatoria del sottocute (
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/118-cisti-fistola-sacro-coccigea-ovvero-sinus-pilonidalis.html
). Per cisti pilonidale o
sinus pilonidalis
si intende dunque una formazione cistica contenente spesso peli. Queste cisti si formano in regione sacrale tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare; nella quasi totalità dei casi contengono peli formati. Questo fatto, così come la possibilità che il
sinus pilonidalis
si riformi anche dopo essere stato completamente asportato chirurgicamente, ha fatto ipotizzare che nel meccanismo patogenetico sia determinante una azione di sfregamento delle natiche con conseguente incarnamento dei peli. Queste cisti, sottoposte a microtraumi continui (come nella posizione seduta), finiscono con l'andare incontro ad una infiammazione cui può seguire la formazione di un ascesso. L'ascesso tende a svuotarsi del pus percorrendo un tragitto neoformato detto fistola che parte dall'ascesso e sbuca in un orifizio cutaneo posto in posizione mediana o laterale rispetto alla linea interglutea. Abitualmente la malattia, che si manifesta in giovane età in entrambi i sessi ma principalmente nei maschi, ha tendenza a periodi di remissione alternati ad episodi di riacutizzazione (
https://it.wikipedia.org/wiki/Cisti_pilonidale
).
La terapia è esclusivamente chirurgica. I pazienti con apparato pilifero particolarmente sviluppato possono prevenire il
sinus pilonidalis
utilizzando creme depilatorie, allo scopo di evitare la caduta e il deposito dei peli nel solco intergluteo. Lo stesso consiglio può essere utile a chi si è già sottoposto ad intervento chirurgico, al fine di diminuire il pericolo di recidive. È inoltre molto importante curare l'igiene locale e l'aerazione della regione. È infine buona norma prediligere l'utilizzo di indumenti comodi, nonché evitare, per quanto possibile, lo sfregamento dei tessuti e i microtraumi (
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/118-cisti-fistola-sacro-coccigea-ovvero-sinus-pilonidalis.html? refresh_ce
).
La controversia in esame porta sulla presa a carico dei costi di una terapia depilatoria con laser che i medici curanti hanno consigliato al ricorrente, "
metodo che l'aiuta in maniera decisiva ad evitare recidive della patologia pilonidale.
" (doc. D).
Se da una parte non v'è dubbio alcuno che il
sinus pilonidalis
, per il quale il ricorrente è stato operato nel 2008, sia una malattia, d'altra parte la medesima conclusione non è possibile però trarla anche per la terapia laser suggerita all'assicurato dai suoi curanti.
D'avviso di questo Tribunale, infatti, come lo stesso dr. med. _ ha riconosciuto, la terapia consigliata è una mera cura di carattere preventivo, atta "
ad evitare recidive della patologia pilonidale.
" (doc. D). Di ugual parere è d'altronde anche il dr. med. _ sentito dalla Cassa malati, il quale ha chiaramente affermato che il trattamento al laser ha solo scopo preventivo per evitare una recidiva (va al riguardo osservato che nella decisione su opposizione la Cassa malati ha erroneamente interpretato il parere del suo medico di fiducia, indicando che "
la laserterapia è effettuata a scopo estetico evitando una recidiva
").
Ne discende che, in tali circostanze, l'assicurato non presenta uno stato patologico che provoca dolori e delle limitazioni funzionali che hanno chiaramente valore di malattia, né un danno alla salute mentale avente valore di malattia. Pertanto, il ricorrente non presenta un danno qualificato alla salute corrispondente alla nozione giuridica di malattia. La terapia depilatoria al laser non deriva da un processo patologico (STFA 9C_465/2010 del 6 dicembre 2010).
Non trattandosi dunque di
prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi
, non sono dati i presupposti affinché la terapia depilatoria al laser debba essere riconosciuta dall'assicurazione malattia e quindi che i relativi costi debbano essere messi a carico della Cassa malati ex art. 25 LAMal.
8. Resta ora da esaminare se il trattamento richiesto possa essere assunto dall'assicurazione malattia a titolo di misura preventiva.
In virtù dell'art. 26 LAMAl, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi di determinati esami destinati ad individuare precocemente le malattie nonché misure preventive in favore di assicurati particolarmente in pericolo. Tali esami o misure preventive sono effettuati o prescritti da un medico.
A norma dell'art. 33 cpv. 1 LAMal il
Consiglio federale può designare le prestazioni fornite da un medico o chiropratico i cui costi non sono assunti dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni.
Per l'art. 33 cpv. 2 LAMal l'Esecutivo federale definisce le prestazioni di cui all'articolo 25 capoverso 2 non effettuate da un medico o chiropratico e le prestazioni di cui agli articoli 26, 29 capoverso 2 lettere a e c e 31 capoverso 1.
Secondo l'art. 33 cpv. 3 LAMal il Consiglio federale determina in quale misura l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi d'una prestazione, nuova o contestata, la cui efficacia, idoneità o economicità sono ancora in fase di valutazione.
L'art. 33 cpv. 4 LAMal prevede che il Consiglio federale nomina commissioni che consulta ai fini della designazione delle prestazioni. Provvede al coordinamento dei lavori di queste commissioni.
Infine, per l'art. 33 cpv. 5 LAMal l'Esecutivo federale può delegare al Dipartimento o all'Ufficio federale le competenze di cui ai capoversi 1-3.
A questo proposito l'art. 33 lett. d OAMal prevede che, sentita la commissione competente, il dipartimento designa l
e misure di prevenzione di cui all'articolo 26 della LAMal, le prestazioni di maternità di cui all'articolo 29 capoverso 2 lettere a e c della LAMal e le cure dentarie di cui all'articolo 31 capoverso 1 della LAMal.
Le citate competenze sono state delegate al Dipartimento federale dell'interno (DFI) che, in data 29 settembre 1995, ha promulgato l'Ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (Ordinanza sulle prestazioni, OPre).
Quanto alle misure di prevenzione, l'art. 12 OPre dispone che l'assicurazione assume i costi delle misure di medicina preventiva seguenti (art. 26 LAMal):
a. vaccinazioni profilattiche (art. 12a);
b. misure di profilassi di malattie (art. 12b);
c. esami sullo stato di salute generale (art. 12c);
d. misure per l'individuazione precoce di malattie in determinati gruppi a rischio (art. 12d);
e. misure per l'individuazione precoce di malattie nella popolazione in generale, incluse le misure destinate a tutte le persone di una determinata classe d'età oppure a tutti gli uomini o donne (art. 12e).
9. A proposito del mancato riconoscimento da parte dalla Cassa malati dei costi (Fr. 514.-) di un esame del sangue effettuato allo scopo di valutare una predisposizione al cancro non essendo incluso nell'elenco dell'art. 12 OPre in vigore fino al 31 dicembre 2003, il 28 ottobre 2004 (K 92/04) l'allora Tribunale federale (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) si è chinato sulla censura sollevata dall'assicurato, secondo cui questa omissione costituirebbe una lacuna che appartiene al giudice colmare, respingendo il ricorso.
In quell'occasione l'Alta Corte ha affermato:
"
(...)
3.
3.1 L
'analyse de sang (ponction veineuse, prise de sang, examens de laboratoire) n'y figure pas. En particulier, un tel examen n'est pas mentionné parmi les mesures liées au dépistage d'un cancer (telles, par exemple, la côlonoscopie [art. 12 let. e OPAS]). Le recourant soutient toutefois que cette omission constitue une lacune qu'il appartiendrait au juge de combler.
Aux termes mêmes de la loi, selon lesquels seuls «certains examens» («bestimmte Untersuchungen» dans le texte allemand de l'art. 26 LAMal, «determinati esami» dans le texte italien) destinés à détecter à temps les maladies sont pris en charge par l'assurance, le catalogue des examens et mesures de nature préventive est restreint. L'examen des travaux préparatoires révèle que le législateur n'a pas voulu admettre le remboursement de toute mesure préventive quelle que soit la reconnaissance scientifique qui a été apportée à son efficacité, mais cherché à limiter la prise en charge de telles mesures. S'écartant du projet initial du Conseil fédéral, lequel prévoyait que «L'assurance obligatoire de soins prend en charge les coûts des mesures de prévention effectuées ou prescrites par un médecin [...]» (Message du Conseil fédéral concernant la révision de l'assurance-maladie du 6 novembre 1991, FF 1992 I 77 ss, ad art. 20, p. 135), le Parlement a, avec la formulation de
l'art. 26 LAMal
, adopté une version plus restrictive de la disposition en cause, en laissant sciemment le soin au Conseil fédéral de décrire les prestations à charge de l'assurance de base et ce, de manière limitative (cf. déclarations Brunner, Seiler et Heberlein, BO N 1993, p. 1841; déclarations Huber, BO E 1993, p. 1056).
L'art. 26 LAMal
n'exige ainsi pas que le Conseil fédéral, ou pour lui le DFI, inclue tous les examens permettant de détecter à temps les maladies dans la liste des prestations
. Les auteurs de l'ordonnance disposent d'un large pouvoir d'appréciation pour admettre une mesure dans le catalogue de l'art. 12 OPAS, pour autant qu'elle soit destinée à détecter à temps une maladie (Gebhard Eugster, Krankenversicherung, in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n° 173, p. 86). Dès lors, on ne saurait considérer le fait que le DFI n'a pas mentionné les analyses en cause dans la liste des mesures médicales de prévention comme une lacune authentique au sens défini par la jurisprudence, dont l'existence appellerait l'intervention du juge (cf. ATF 124 V 348 consid. 3b/aa et les arrêts cités). Le seul argument évoqué par le recourant, qui est de préserver ses petites-filles alors que «le cancer chez les femmes a progressé d'une manière exponentielle en Suisse comme dans les pays industrialisés, ces dernières années», n'est pour le surplus pas pertinent.
La nécessité d'une mesure préventive doit en effet être appréciée dans un cas concret, par rapport à l'assuré considéré individuellement (voir aussi, Guy Longchamp, Conditions et étendue du droit aux prestations de l'assurance-maladie sociale, thèse, Berne 2004, p. 132), si bien que l'intérêt des petites-filles du recourant n'entre pas directement en considération ici. Au demeurant, des examens visant la prévention du cancer chez les femmes font partie des prestations prévues à l'art. 12 OPAS (voir let. c : examen gynécologique; let. o : mammographie). Le moyen soulevé est par conséquent infondé.
3.2 Indépendamment du comblement de lacunes, on ne voit pas que la solution retenue à l'art. 12 OPAS, dans la mesure où cette disposition ne comprend pas les analyses en cause, soit contraire à loi ou sorte du cadre de la délégation du législateur.
L'art. 26 LAMal
n'a en effet pas été conçu par le législateur comme une norme prévoyant une prise en charge, par l'assurance-maladie obligatoire, de toutes les mesures susceptibles de prévenir les maladies, aussi utiles et raisonnables soient-elles. Le fait que l'art. 12 OPAS ne contient qu'un catalogue restreint de telles mesures est donc inhérent au système prévu par le législateur
. Du reste, lorsqu'il contrôle les dispositions d'une ordonnance en ce domaine, sous l'angle de leur légalité et de leur constitutionnalité, le Tribunal fédéral des assurances s'impose une grande retenue (cf.
ATF 125 V 30
consid. 6a et les arrêts cités)."
(
le sottolineature sono della redattrice
).
Nell'evenienza concreta,
la depilazione con il laser non figura nella lista enumerata all'art. 12 OPre. In particolare, oltre a non essere menzionata fra il catalogo delle prestazioni elencate agli artt. 12a, 12c, 12d e 12e OPre, una tale prestazione non rientra neppure fra le misure di profilassi di malattie (art. 12b OPre).
In virtù della giurisprudenza esposta va dunque concluso che la depilazione subtotale definitiva a livello cutaneo richiesta dal ricorrente non deve essere riconosciuta dalla Cassa malati, non trattandosi di una misura di prevenzione delle malattie ammessa dal legislatore.
10. In conclusione, stanti le considerazioni esposte, non adempiendo né ai presupposti di malattia né rientrando nel catalogo delle misure preventive, la terapia depilatoria con laser, atta a evitare che nell'assicurato si ripresenti un
sinus pilonidalis
, come tale non deve essere riconosciuta dall'assicurazione malattia. Di conseguenza, la Cassa malati resistente non deve dunque assumersi i costi derivanti da un simile trattamento.
Ne discende, dunque, che il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.