Decision ID: 1e9c3e95-2df2-57ea-a7ce-43c69167e8e0
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 26 gennaio 2004 la _ ha chiesto il fallimento _ per fr. 9'602.50 compresi interessi e spese.
B.
All'udienza di contraddittorio del 16 febbraio 2004 nessuno è comparso.
C.
Il 3 marzo 2004 il Pretore della Giurisdizione di _ ha pronunciato il fallimento della _ far tempo dal
3 marzo 2004 alle ore 15.30.
D.
Con atto d'appello 10 marzo 2004 _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere saldato il debito oggetto dell'esecuzione in esame e producendo una ricevuta 4 marzo 2004 dell'UEF di _ relativa al deposito dell'importo di fr. 10'000.-- (doc. _).
L'appellante ha poi sostenuto di avere versato l'8 marzo 2004 un ulteriore acconto di fr. 9'000.-- (doc. _) ed il 12 gennaio 2004 due altri acconti di complessivi fr. 7'600.-- (doc. _). Essa ha poi espresso la sua volontà di saldare entro fine marzo tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti (cfr. doc. _) ammontanti a fr. 26'288.25, dei quali fr. 16'600.--, come dimostrato, sono già stati pagati (doc. _).
E.
L'8 aprile 2004 _ ha presentato un'integrazione all'appello e il 4 maggio 2004 ha inviato copia di uno scritto indirizzato all'UEF di _.

Considerato
In diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
b)
Con l'atto d'appello _ ha dichiarato di avere ricevuto il decreto di fallimento il 4 marzo 2004, per cui il termine per appellare ha iniziato a decorrere il 5 marzo 2004 - ex art. 131 cpv. 1 CPC nel computo dei termini non essendo compreso il giorno dell'intimazione - per scadere secondo l'art. 131 cpv. 3 LEF lunedì 15 marzo 2004. L'integrazione all'appello 8 aprile 2004 così come la copia dello scritto 4 maggio 2004 inviato all'UEF di _ sono pertanto ampiamente tardive e vanno estromesse dall'incarto.
2.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 4 marzo 2004 dell'UEF di _ (doc. _), e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, emerge che l'appellante ha depositato fr. 10'000.-- a copertura dell'esecuzione promossa dalla parte appellata n._, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dagli estratti delle esecuzioni 4 marzo 2004 (doc. _) risp. 5 aprile 2004 emerge che nei confronti dell'appellante sono pendenti 15 esecuzioni, la prima promossa il 23 aprile 2002, 12 nel 2003 e 2 nel 2004 per un importo complessivo di fr. 26'288.25. Nel corso del 2004 per due esecuzioni è stata concessa la dilazione di pagamento, per due sono stati emessi gli avvisi di pignoramento, per una è stato eseguito il pignoramento, per un'altra è stata presentata la domanda di realizzazione, mentre per tre ulteriori procedure è già stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene, nonostante l'appellante abbia depositato a più riprese presso l'UEF di _, oltre alla somma di fr. 10'000.-- a saldo dell'esecuzione in oggetto, un ulteriore importo di complessivi fr. 16'600.--, questa somma non è sufficiente a coprire tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti ammontanti a fr. 26'288.25, che come si è visto sono in parte già giunte all'emissione della comminatoria di fallimento, risp. all'avviso di pignoramento risp. al pignoramento risp. alla domanda di realizzazione. Queste circostanze portano a concludere che la _ non riesce già da tempo a far fronte regolarmente ai suoi impegni e che non si tratta di difficoltà passeggere, per cui può essere ritenuto che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della _ va quindi confermato.
2.
L'appello 10 marzo 2004 della _ va pertanto respinto. Di conseguenza essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).