Decision ID: 123667e5-910d-5006-8051-b8fe4266f6a0
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A.
RI 1 sono comproprietari del mapp. _ di Breggia, sezione di Bruzella. La parte edificata
del fondo è situata al bordo della zona nucleo di villaggio (NV) e
confina, verso la parte interna del nucleo, con una strada comunale (mapp. _). La parte prativa restante, formata da un vasto pendio inedificato che si sviluppa verso nord e verso est fino alla
soprastante strada comunale C3, è attribuita alla zona per residenze
primarie (RP).
b. Con domanda di costruzione 30 maggio 2012, RI 1 hanno chiesto al municipio il rilascio del permesso per la ristrutturazione e l'ampliamento degli edifici sul
loro fondo allo scopo di ricavarne tre appartamenti. Il progetto
prevede inoltre la formazione, sul lato nord del complesso abitativo, in zona RP, di sei posteggi scoperti e di una strada privata che, sviluppandosi lungo il confine ovest del fondo ed attraverso il mapp. _ del comune, si collega alla via pubblica interna al nucleo (mapp. _). Unitamente alla domanda di costruzione, gli istanti in licenza hanno dunque chiesto al municipio, con scritto 29 maggio 2012, la concessione di un diritto di passo veicolare sul sedime comunale.
Nel termine di pubblicazione della domanda di costruzione, dal 14 al 28 giugno 2012, CO 1 e CO 2, proprietari di un
fondo vicino (mapp. _), si sono opposti al rilascio del permesso, sollevando eccezioni contro la realizzazione dell'opera viaria.
Raccolto l'avviso favorevole (n. 80213) dei Servizi generali del
Dipartimento del territorio, in data 5 ottobre 2012 il municipio ha rilasciato la licenza edilizia limitatamente alla ristrutturazione e all'ampliamento dello stabile. Con un secondo giudizio di medesima data, l'esecutivo comunale ha negato l'autorizzazione per la realizzazione della strada di accesso privata e dei posteggi,
imponendo il pagamento di un contributo sostitutivo di fr. 9'000.-
per la mancata formazione di sei parcheggi. Col medesimo atto, ha negato il diritto di passo veicolare sul mapp. _ in favore del fondo degli istanti in licenza.
B. Con decisione 23 gennaio 2013, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da RI 1 avverso la predetta risoluzione municipale.
Preliminarmente, il Governo ha respinto la lamentata violazione del diritto di accesso agli atti, siccome il municipio aveva prodotto tutta la documentazione inerente alla procedura in sede di risposta e gli interessati avrebbero quindi potuto chiedere di poterne prendere visione e di replicare. Nel merito, evidenziato co-me nessuna norma imponesse al municipio di dare seguito alla
richiesta di concessione ed iscrizione di un diritto di passo veicolare a carico del mapp. _, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto
che la decisione del municipio di negare tale diritto e di non autorizzare la costruzione di una strada privata su suolo pubblico non fosse arbitraria ed andasse quindi tutelata, essendo rispettosa della volontà degli organi comunali di non inserire il fondo di proprietà del comune nel piano del traffico come strada di servizio e della scelta pianificatoria di realizzare la strada di servizio C3 a monte del mapp. _. L'autorità ha di conseguenza reputato che, in assenza di un diritto di passo che garantisse l'accesso ai posteggi, neppure la formazione di questi ultimi potesse essere approvata.
C.
Avverso il predetto giudizio governativo, RI 1 si aggravano davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento insieme alla decisione
municipale. Postulano altresì il rilascio della licenza edilizia per la strada e i posteggi, previa concessione del diritto di passo sul
mapp. _.
Preliminarmente, gli insorgenti censurano la lesione del loro diritto di accesso agli atti e la carente motivazione della risoluzione del Consiglio di Stato. Nel merito, sostengono che non sarebbe loro intenzione creare un nuovo accesso veicolare, ma sfruttarne uno già esistente, regolarmente utilizzato sia dai proprietari del fondo dedotto in edificazione, sia da terzi. In sostanza, il terreno comunale costituirebbe un'opera viaria a disposizione del pubblico. Il diniego del diritto di passo sarebbe dunque arbitrario e violerebbe il principio della parità di trattamento. Li costringerebbe inoltre a realizzare una lunga e tortuosa strada di collegamento fino alla via pubblica sita a monte della scarpata, a tutto pregiudizio del paesaggio. Tale soluzione sarebbe sproporzionata in ragione dei costi maggiori, delle difficoltà tecniche dovute alla pendenza del terreno e dell'impossibilità di definire un tracciato idoneo all'eventuale futura edificazione del fondo. Quanto alla preservazione del nucleo, quasi tutti gli interventi in discussione sarebbero situati al di fuori di tale zona, perseguendo il chiaro intento di preservarla, e inciderebbero in misura minima sul paesaggio circostante. Dato il loro stretto legame funzionale con la
ristrutturazione dell'edificio abitativo, alcune delle controverse
opere sarebbero peraltro già state approvate con la licenza 5 ottobre 2012.
D. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio con argomenti che, in quanto necessario, saranno illustrati in appresso.CO 1 sono rimasti silenti.
E. Con la replica e la duplica, i ricorrenti e il municipio ribadiscono le tesi sostenute in precedenza, confermandosi nelle rispettive
domande di giudizio.
Considerato,

in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è da-ta dagli art. 21 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1) e 208 cpv. 1 della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2). Certa è la legittimazione attiva degli insorgenti, già istanti in licenza e direttamente toccati dal provvedimento municipale impugnato e dal giudizio governativo che lo conferma [art. 21 cpv. 2 LE; art. 209 LOC; art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; BU 1966, 181)].
Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 LPamm), è dunque ricevibile in ordine.
1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). La situazione dei luoghi e l'oggetto della vertenza emergono con sufficiente chiarezza dalle tavole processuali. Le prove genericamente sollecitate dai ricorrenti non appaiono idonee ad apportare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per l'esito del presente giudizio.
2. Preliminarmente, data la sua natura formale, va esaminata la censura di violazione del diritto di essere sentiti, che i ricorrenti ravvisano, da un lato, nel fatto che tanto il municipio quanto l'Esecutivo cantonale avrebbero negato loro l'accesso agli atti e, dall'altro, nella carente motivazione del giudizio governativo.
2.1.
2
.1.1. Giusta l'art. 20 LPamm, chi è parte in un procedimento amministrativo ha diritto di esaminare gli atti. Tale diritto, soggiunge la norma (cpv. 2), può essere eccezionalmente negato,
con decisione motivata (cpv. 3), a protezione di legittimi interessi pubblici o privati o di un'istruttoria in corso. Il diritto di consultare gli atti discende direttamente dal diritto di essere sentito tutelato dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101). La sua violazione comporta, in linea di massima, l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalla prova di un interesse o dalle probabilità di esito favorevole. Resta riservata la possibilità di sanare il difetto in sede d'impugnazione, qualora l'istanza di ri
corso sia dotata di pieno potere cognitivo e l'interessato abbia
potuto consultare gli atti (
Marco Borghi/Guido Corti,
Compen
dio di procedura amministrativa, Lugano 1997, n. 2 ad art. 20
LPamm).
2.1.2. Nel caso concreto, il municipio ha disatteso il diritto di essere sentiti dei ricorrenti, negando loro in data 16 ottobre 2012, senza valide ragioni, l'accesso all'incarto (cfr. doc. M, allegato ricorso), mentre era ancora pendente il termine di ricorso avverso la risoluzione municipale. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha considerato che qualsivoglia violazione fosse stata sanata, visto che i ricorrenti avevano avuto la possibilità, di cui peraltro non si erano avvalsi, di consultare l'incarto completo, giacché l'esecutivo comunale lo aveva prodotto in sede di risposta.
La deduzione del Governo non presta il fianco a critiche. Si tratta, in effetti, di un'autorità di ricorso dotata di pieno potere cognitivo e nulla impediva agli insorgenti di prendere conoscenza degli atti e di esprimersi in merito con la replica. La rinuncia ad
avvalersi di questa facoltà non può evidentemente diventare un
pretesto per rivendicare l'annullamento delle decisioni delle precedenti istanze per violazione del diritto di accesso agli atti.
2.2.
2.2.1. Il diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende, tra le altre cose, anche il dovere per le autorità amministrative e giudiziarie di motivare le loro decisioni (art. 26 cpv. 1 LPamm; DTF 117 Ib 64 consid. 4). Per prassi, una motivazione
può essere ritenuta sufficiente quando l'autorità menziona, almeno
brevemente, le ragioni che l'hanno spinta a decidere in un
senso piuttosto che nell'altro, ponendo in questo modo le parti nella situazione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione dello stesso (DTF 121 I 54 consid. 2c).