Decision ID: efcd2989-2193-4f86-a80c-c6733b479a45
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a Con decisione del 10 agosto 2015 la SEM ha respinto la richiesta di
estensione di autorizzazione d’entrata in Svizzera formulata dal padre –
riconosciuto quale rifugiato con concessione dell’asilo in Svizzera me-
diante decisione dell’autorità inferiore del 20 novembre 2014 (cfr. dossier
SEM N [...]) – in favore del figlio A._ (alias B._, alias
C._), nato l’(...), cittadino srilankese di etnia tamil, vissuto a
D._ e con ultimo domicilio a E._ (località site nel distretto di
F._, Provincia del Nord), così come già concesso alla madre ed alla
sorella. Queste ultime sono in seguito state ammesse nello statuto di rifu-
giato del marito rispettivamente padre, ai sensi dell’art. 51 cpv. 1 LAsi (cfr.
dossier SEM N [...]).
A.b
A.b.a A._ è quindi espatriato legalmente il 28 ottobre 2015. Il
26 novembre dello stesso anno ha depositato una domanda di asilo in
Svizzera (cfr. verbale d’audizione sulle generalità del 18 dicembre 2015
[doc. 8 dell’incarto della Segreteria di Stato della migrazione {SEM} N
{...}]).
A.b.b Con decisione del 1° marzo 2018 la SEM ha negato la qualità di ri-
fugiato al richiedente, respinto la domanda d’asilo e pronunciato l’allonta-
namento dell’interessato dalla Svizzera, ritenendo ammissibile, ragionevol-
mente esigibile e possibile l’esecuzione di tale misura (doc. SEM 20 N [...]).
A.b.c Mediante sentenza D-1924/2018 del 30 aprile 2020 il Tribunale am-
ministrativo federale (di seguito: il Tribunale; il TAF) ha respinto il ricorso
interposto dall’interessato in data 3 aprile 2018 avverso la succitata deci-
sione (doc. TAF 1 incarto D-1924/2018).
B.
B.a In data 26 aprile 2021, agendo per il tramite dell’avv. Gabriel Püntener,
A._ ha presentato, all'attenzione della SEM, una nuova domanda
d’asilo con richiesta di sospensione immediata dell’esecuzione ("°neues
Asylgesuch, sofortiger Vollzugsstopp “; doc. SEM 1).
D-3267/2021
Pagina 3
A suo dire, il notevole mutamento delle circostanze intervenuto posterior-
mente alla sentenza del Tribunale amministrativo federale del 30 aprile
2020, segnatamente la nuova situazione geopolitica in Sri Lanka, lo espor-
rebbero a persecuzioni rilevanti in materia d’asilo in caso di ritorno nel
paese d’origine. Il richiedente ha innanzitutto evidenziato un peggiora-
mento della garanzia dei diritti dell’uomo. La rigida applicazione del “ Pre-
vention of Terrorism Act “ (PTA) avrebbe infatti comportato un significativo
aumento del rischio di arresti abusivi di soggetti tacciati di legami con l’or-
ganizzazione Tigri per la liberazione della patria Tamil Ealam (LTTE, Libe-
ration Tigers of Tamil Ealam). In ragione dei trascorsi del padre in seno alle
LTTE il rischio sarebbe in concreto particolarmente elevato. A questo titolo
l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU ha invitato i suoi membri, tra i
quali figura la Svizzera, a tenere conto della suddetta evoluzione. L’inte-
ressato ha ritenuto pertanto che, in caso di ritorno in patria egli, da anni in

Svizzera – paese considerato importante base organizzativa per le attività
dei separatisti tamil, e figlio di un membro attivo delle LTTE pure espatriato
da parecchi anni – sarebbe considerato dalle autorità srilankesi legato al
padre e rischierebbe pertanto di essere immediatamente incarcerato e di
divenire oggetto di trattamenti inumani e torture. In caso di rigetto della
domanda d’asilo, A._ ha inoltre postulato di essere posto a benefi-
cio dell’ammissione provvisoria in ragione del carattere inammissibile e
non ragionevolmente esigibile del suo rinvio. In caso di rientro in Sri Lanka,
egli rischierebbe infatti, con verosimiglianza preponderante, di essere ar-
restato, interrogato e torturato. L’interessato si è infine prevalso dell’as-
senza delle risorse personali necessarie al suo reinserimento nel mercato
del lavoro srilankese e della mancanza di una rete sociale in loco.
A sostegno delle sue argomentazioni il richiedente ha in particolare pro-
dotto agli atti (allegati al doc. SEM 1 [tutte in copia]):
- la convocazione del 21 maggio 2020 da parte dell’Intelligence Division
521 dell’esercito srilankese (di seguito: doc. 1);
- la conferma della denuncia da parte dello zio del richiedente presso la
Commissione dei diritti umani dello Sri Lanka dell’8 giugno 2020 (di se-
guito: doc. 2);
- il rapporto del 4 aprile 2021 allestito dall’avv. Gabriel Püntener: “ politische
und menschenrechtliche Entwicklungen in Sri Lanka: Bilanz nach etwas
über einem Jahr unter dem neuen Präsidenten “ (di seguito: doc. 3);
D-3267/2021
Pagina 4
- il rapporto dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani (ACNUR)
del 9 febbraio 2021 (di seguito: doc. 6).
B.b Con scritto del 4 maggio 2021 (doc. SEM 3) l’interessato ha trasmesso
il rapporto del 26 aprile precedente del dott. G._, specialista in psi-
chiatria e psicoterapia (allegato al doc. SEM 3).
C.
Con decisione del 7 giugno 2021, notificata al richiedente il 15 giugno se-
guente (doc. SEM 4 e 6), la SEM, qualificando l’istanza quale domanda
d’asilo multipla, l’ha respinta, negato la qualità di rifugiato e pronunciato
l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera, ritenendo ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile l’esecuzione di tale misura. L’autorità
inferiore ha altresì fissato un emolumento di fr. 600.-.
D.
D.a Il 15 luglio 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata:
16 luglio 2021) A._ è insorto contro la summenzionata decisione
con ricorso dinanzi al TAF, chiedendone, in via principale, l'annullamento e
la concessione dell’asilo in Svizzera, e, in subordine, la concessione
dell’ammissione provvisoria in ragione del carattere inammissibile e non
ragionevolmente esigibile dell'allontanamento verso lo Sri Lanka. Egli ha
altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-
zione dal pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo e pro-
testato spese e ripetibili (doc. TAF 1 e allegati).
D.b Con decisione incidentale del 22 luglio 2021 (doc. TAF 3) il Tribunale
ha autorizzato l’insorgente a soggiornare in Svizzera fino alla conclusione
della procedura, esentandolo, previa presentazione di una dichiarazione
d’indigenza – trasmessa il 29 luglio 2021 (doc. TAF 4 e allegato) – dal ver-
samento di un anticipo a copertura delle presunte spese processuali.
E.
Mediante risposta del 23 agosto 2021 (doc. TAF 6), trasmessa al ricorrente
il giorno successivo (doc. TAF 7), l’autorità di prime cure ha confermato le
proprie argomentazioni ed ha proposto la reiezione del gravame.
F.
Tramite scritto del 7 aprile 2022 all’attenzione della SEM l’insorgente ha
postulato il rilascio di un permesso di lavoro (doc. SEM 10).
D-3267/2021
Pagina 5
G.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.
H.
Per ragioni organizzative il presente procedimento è stato assegnato alla
giudice citata in epigrafe in qualità di presidente del collegio.
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). Le decisioni relative ad una nuova domanda d’asilo
(domanda multipla, art. 111c LAsi) pronunciate dalla SEM posteriormente
alla chiusura di una procedura d’asilo, costituiscono decisioni impugnabili
ai sensi dell’art. 5 PA, per rinvio dell’art. 105 LAsi, dinnanzi al TAF ex art. 33
lett. d LTAF. Il Tribunale è quindi competente per dirimere la presente ver-
tenza.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad impugnarla.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 6 LAsi), alla forma e
al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre
pertanto entrare nel merito del gravame.
3.
3.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto
di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto
D-3267/2021
Pagina 6
degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF
2014/26 consid. 5).
3.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-
mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
4.1 Preliminarmente si rammenta che se il richiedente intende addurre fatti
o mezzi di prova determinanti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato
e che non riguardano aspetti già valutati nella procedura ordinaria cresciuta
in giudicato con la sentenza materiale del Tribunale (cfr. art. 61 LTF su ri-
mando degli artt. 6 LAsi, 37 LTAF e 4 PA), egli può depositare una nuova
domanda d’asilo dinanzi all’autorità di prima istanza (cfr. DTAF 2014/39
consid. 4.5-4.6; 2013/22 consid. 5.4 e 11.3.2; Giurisprudenza ed informa-
zioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2006
n. 20 consid. 2.3 e 1998 n. 1). Ciò è il caso quando l’interessato invoca dei
fatti nuovi propri a motivare la qualità di rifugiato, che si sono prodotti dopo
la chiusura della sua ultima procedura d’asilo (cfr. DTAF 2016/17 con-
sid. 4.1.3). Tali eventi si esauriscono a livello di casistica giurisprudenziale
sostanzialmente in motivi soggettivi o oggettivi insorti dopo la fuga quali
delle attività politiche in esilio, la conversione ad una nuova religione o un
mutamento nella situazione politica nel paese d’origine con potenziale ef-
fetto sulle condizioni per riconoscere la qualità di rifugiato (cfr. DTAF
2014/39 consid. 4.6, GICRA 2006 n. 20 consid. 3.1; a titolo esemplificativo
le sentenze del TAF E-2642/2020 del 14 aprile 2020 e D-3283/2020 del
1° luglio 2020 consid. 5.4).
4.2 L’art. 111c LAsi costituisce un disposto specifico al riguardo, sancendo
che le nuove domande d’asilo presentate entro cinque anni dal passaggio
in giudicato della decisione in materia d’asilo e d’allontanamento devono
essere motivate e presentate per scritto. Si tratta di una procedura speci-
fica applicabile alle nuove domande che intervengono in tale lasso di tempo
e che la legge designa come “ domande multiple ” (cfr. DTAF 2017 VI/7
consid. 5.2.2; 2014/39 consid. 4.3).
Per contro, gli eventi preesistenti, ossia i fatti già verificatisi prima della
crescita in giudicato della decisione in materia d’asilo ed inizialmente sot-
taciuti o omessi, non possono essere oggetto di una seconda domanda
d’asilo (cfr. DTAF 2013/22 consid. 5.4, che richiama la giurisprudenza
D-3267/2021
Pagina 7
emessa sotto l’egida del vart. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; più recentemente sen-
tenza del Tribunale E-4667/2018 del 22 gennaio 2018 consid. 4.1.3).
4.3 Alla luce di quanto precede, nonché delle argomentazioni addotte
dall’insorgente a sostegno della seconda domanda d’asilo del 26 aprile
2021 – segnatamente il mutamento nella situazione geopolitica in Sri
Lanka verificatosi dopo la chiusura della prima procedura d’asilo e i nuovi
mezzi di prova prodotti (in particolare gli allegati 1-2 al doc. SEM 1) – è a
giusto titolo che l’autorità inferiore ha rubricato l’istanza dell’interessato
quale domanda multipla d’asilo. Tale aspetto, non contestato, è peraltro
pacifico nel caso in esame.
5.
5.1 Oggetto della controversia nel caso in esame è la questione del rico-
noscimento della qualità di rifugiato, della concessione dell’asilo in Sviz-
zera, della pronuncia dell’allontanamento così come dell’ammissibilità
dell’esecuzione di tale misura. Il ricorrente postula infatti, oltre all’annulla-
mento della decisione, in via principale, la concessione dell’asilo, mentre
in via subordinata di essere ammesso provvisoriamente in Svizzera.
5.2 Abbondanzialmente va precisato che la richiesta espressa dal ricor-
rente alla SEM nello scritto del 7 aprile 2022, tendente al rilascio di un per-
messo di lavoro (doc. SEM 10) esula dalla sua competenza. Sul tema sono
infatti competenti le autorità cantonali in materia di migrazione (art. 11
cpv. 1 LStrI [RS 142.20]).
6.
6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
6.1.1 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima resi-
denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione,
nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro
opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pre-
giudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione
a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).
D-3267/2021
Pagina 8
6.1.2 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3
cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-
tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-
denza. Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere
direttamente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo.
6.2 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3
LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto
con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà riconosciuto come
rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (ele-
mento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere esposto, in
tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecuzione (cfr.
DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo,
deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, segnatamente
dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza a
una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono mag-
giormente a un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che è già
stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (sog-
gettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’oggetto per la
prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul piano
oggettivo, tale timore dev’essere fondato su indizi concreti e sufficienti che
facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un’alta probabilità, l’av-
vento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi,
indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che potrebbero pro-
dursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 con
rinvii).
6.3 Vi è pressione psichica insopportabile quando una persona è vittima di
misure sistematiche che costituiscono delle violazioni gravi o ripetute delle
libertà e dei diritti fondamentali e che da un apprezzamento oggettivo rag-
giungono un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile oltre
i limiti del sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere umano
nello Stato persecutore, di modo che la persona perseguitata può sottrarsi
a questa situazione forzata unicamente tramite la fuga all'estero (cfr. DTAF
2010/28 consid. 3.3.1.1 e relativi riferimenti).
6.4
6.4.1 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità
D-3267/2021
Pagina 9
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suffi-
cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-
chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-
dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti
o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-
mili ai sensi dell'art. 7 LAsi.
6.4.2 È altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una per-
sona attendibile, ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data,
in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi
o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consape-
volmente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni ri-
lasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di
nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure nega la neces-
saria collaborazione.
6.4.3 Infine, non è indispensabile che le allegazioni del richiedente l'asilo
siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è sufficiente che l'autorità
giudicante, pur nutrendo dei dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa
che, complessivamente, la versione dei fatti sia in preponderanza veritiera.
Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica
della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'es-
sere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e con-
trari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista og-
gettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF
2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti).
7.
Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura ammi-
nistrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità com-
petente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo dei
fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa deve
procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire
le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a
riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere
di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di
provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice
D-3267/2021
Pagina 10
non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi;
DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).
8.
8.1
8.1.1 A sostegno del rifiuto del riconoscimento dello statuto di rifugiato e
della concessione dell’asilo (doc. SEM 4) l’autorità inferiore ha anzitutto
considerato che i documenti prodotti dal richiedente non comprovano che
in caso di ritorno in patria egli verrà a trovarsi in una situazione di persecu-
zione rilevante giusta l’art. 3 LAsi. In particolare la convocazione del
21 maggio 2020 (doc. 1 allegato al doc. SEM 1) costituirebbe un falso
(semplice foglio di carta facilmente falsificabile, nessun contrassegno,
scarsa qualità dell’emblema dell’esercito, impaginatura storta del testo, er-
rori manifesti nell’uso della lingua inglese). Poco comprensibili sarebbero
inoltre le ragioni che avrebbero spinto le autorità militari a convocare il ri-
chiedente ad oltre cinque anni (recte: circa quattro anni e mezzo) dal suo
espatrio. Allo stesso modo, alla denuncia presso la Commissione dei diritti
dell’uomo dello Sri Lanka dell’8 giugno 2020, contenente semplici afferma-
zioni dello zio dell’interessato, non andrebbe riconosciuto alcun valore pro-
batorio. La SEM ha pure evidenziato come, allo stato attuale, non vi sareb-
bero elementi per potere affermare che interi gruppi di popolazione siano
esposti a un rischio di persecuzione collettiva sotto la presidenza di Gota-
baya Rajapaska (eletto nel novembre 2019). Dal rapporto dell’ONU del
9 febbraio 2021 (doc. 6 allegato al doc. SEM 1) non emergerebbe infine
un’esplicita richiesta alla Svizzera di modificare la sua prassi in materia
d’asilo.
8.1.2 Per quanto attiene l’esecuzione dell’allontanamento, la SEM ha so-
stenuto che, in assenza di elementi tali da ritenere che in caso di ritorno in
Sri Lanka il richiedente rischierebbe di subire una pena o un trattamento
proibito ai sensi dell’art. 3 CEDU, lo stesso sarebbe ammissibile. Allo
stesso modo, i problemi di salute dell’interessato non sarebbero di gravità
tale da costituire un ostacolo all’allontanamento e potrebbero essere presi
a carico in loco, di modo che il rinvio nel paese d’origine sarebbe pure esi-
gile. Infine, l’allontanamento sarebbe possibile sul piano tecnico e pratico.
8.2 Nel proprio gravame (doc. TAF 1 e allegati) A._ ha contestato
l’apprezzamento dell’autorità inferiore. A suo dire, la scarsa qualità dell’em-
blema dell’esercito e dell’impaginazione della convocazione del 21 maggio
2020 costituirebbero indizi dell’autenticità del documento. Il ricorrente ha
D-3267/2021
Pagina 11
inoltre ribadito che in caso di rientro in Sri Lanka sarebbe esposto ad un
rischio concreto (“ real risk “) di essere sottoposto a trattamenti inumani e
degradanti ai sensi dell’art. 3 CEDU. Infine il sistema sanitario srilankese
non sarebbe in grado di prendere a carico i disturbi psichiatrici di cui soffre,
con conseguente grave rischio per la sua salute.
8.3 Con risposta al ricorso del 23 agosto 2021 la SEM, in assenza di nuovi
elementi di rilievo, ha rinviato alle proprie argomentazioni (doc. TAF 6).
9.
9.1 In via preliminare va esaminata la richiesta di A._ di essere sot-
toposto ad un’audizione presso la SEM (doc. SEM 1 pag. 17). Ora, come
a ragione indicato dall’autorità di prime cure nella decisione impugnata, la
procedura secondo l’art. 111c LAsi è svolta unicamente per iscritto (cfr.
DTAF 2017 VI/5 consid. 5.2.2; 2014/39 consid. 5.3 e segg.).
Alla luce di quanto sopra esposto la richiesta formulata dal ricorrente deve
essere respinta.
9.2 Per i motivi esposti in dettaglio al considerando 4, pure da respingere
è la rivendicazione espressa dall’insorgente nel ricorso (doc. TAF 1 pto 3)
tendente alla presa in considerazione da parte del Tribunale dei mezzi di
prova antecedenti la sentenza del TAF del 30 aprile 2020. Tali documenti
avrebbero dovuto essere trasmessi in precedenza oppure esaminati
nell’ambito di una domanda di revisione della decisione del TAF del
30 aprile 2020, che non risulta essere stata presentata.
10.
Nel merito, a mente di questa Corte, non risulta verosimile il fondato timore
del ricorrente di essere esposto in un futuro prossimo a seri pregiudizi ai
sensi dell’art. 3 LAsi in caso di ritorno in Sri Lanka.
10.1 Da un lato i documenti forniti dall'insorgente non risultano essere atti
a rendere verosimili i motivi d'asilo addotti. Come a giusto titolo rilevato
dall'autorità inferiore, alle cui dettagliate considerazioni si rinvia (doc. SEM
4 pto IV), alla convocazione del 21 maggio 2020 presso l’Intelligence Divi-
sion 521 dell’esercito srilankese (doc. 1 allegato al doc. SEM 1) va ricono-
sciuto un valore probatorio esiguo, in quanto verosimilmente falsificato. In-
nanzitutto, sembra poco probabile che il ricorrente sia stato ricercato dalle
autorità ben quattro anni e mezzo dopo la sua partenza. È infatti lecito im-
maginare che se egli fosse stato realmente nel mirino delle autorità srilan-
D-3267/2021
Pagina 12
kesi, esse sarebbero già da tempo al corrente del suo espatrio e non avreb-
bero pertanto proceduto a convocarlo rispettivamente avrebbero provve-
duto a convocarlo ben prima e meglio dopo l’espatrio del padre. Incom-
prensibile poi risulta il motivo per cui l’interessato abbia atteso quasi un
anno dall’allestimento di tale atto (maggio 2020, quindi immediatamente
dopo la sentenza del TAF del 30 aprile 2020) prima di presentare una
nuova domanda d’asilo (26 aprile 2021). Giova infine rilevare come la giu-
risprudenza abbia già avuto modo di sancire che le stesse caratteristiche
intrinseche alle convocazioni da parte delle autorità di polizia non sono a
prova di falsificazione tanto che agli stessi si riconosce soltanto un esiguo
valore probatorio (cfr. sentenze del Tribunale E-5641/2021 del 18 gennaio
2022 consid. 6.2.3; E-1936/2018 del 23 aprile 2018 consid. 5.4. e 7.4.1).
Peraltro, pure la copia della denuncia (di parte) dello zio dell’insorgente
presso la Commissione dei diritti umani dello Sri Lanka dell’8 giugno 2020
(doc. 2 allegato al doc. SEM 1) contiene delle semplici affermazioni gene-
riche relative alle persecuzioni che il ricorrente ed i suoi famigliari avreb-
bero subito in patria fino al 2015 e – redatta cinque anni dopo la partenza
– appare essere stata confezionata unicamente per i bisogni di causa.
10.2 Dall’altro, per quanto riguardo l’asserito peggioramento delle garanzie
dei diritti dell’uomo in Sri Lanka, va rilevato che, malgrado i cambiamenti
politici recenti (dapprima dal novembre 2019 elezione del presidente [nel
frattempo] dimissionario Gotabaya Rajapaksa e elezione in data 20 luglio
2022 di Ranil Wickremesinghe quale successore) intervenuti sull’isola, non
risulta verosimile che il ricorrente – che ha dichiarato di non aver mai avuto
problemi con le autorità del suo paese o con terze persone, nonché di non
aver mai esercitato alcuna attività politica e per il quale il Tribunale ha già
ritenuto non credibile il rischio di una persecuzione riflessa a causa dei
trascorsi del padre nelle LTTE (sentenza del TAF D-1924/2018 consid. 7.2)
– fosse nel mirino della giustizia srilankese, motivo per cui non è plausibile
che egli sia stato registrato nella “ Stop List ” dalle autorità del suo paese
(cfr. sentenza di riferimento del TAF E-1866/2015 del 15 luglio 2016 con-
sid. 8.4.3 e 8.5.2; E-350/2017 del 3 ottobre 2018 consid. 4.3.1). Inoltre non
si può partire dall’assunto che nella fattispecie esistano legami presunti o
effettivi del ricorrente con le LTTE, che dal punto di vista delle autorità sri-
lankesi, possano essere interpretati quale volontà di voler riaccendere il
conflitto etnico nel paese (cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 8.4.1 e 8.5.3;
E-350/2017 consid. 4.3.1). Nemmeno sono recensibili in casu un impegno
politico particolare contro il regime durante l’esilio, con lo scopo di voler
rianimare il movimento separatista tamil (cfr. sentenze E-1866/2015 con-
sid. 8.4.2 e 8.5.4; E-350/2017 consid. 4.3.1). In buona sostanza non ap-
pare che l’insorgente possa essere percepito come una minaccia per l’unità
D-3267/2021
Pagina 13
e la coesione nazionale (cfr. sentenza E-350/2017 consid. 4.4). Il solo fatto
di essere di etnia tamil, di aver lasciato il suo paese d’origine, in ogni caso
legalmente, come pure di aver introdotto due domande d’asilo all’estero, la
durata del suo soggiorno all’estero, nonché la sua provenienza da una pro-
vincia settentrionale e la sua età anagrafica (cfr. sentenza E-1866/2015
consid. 9.2.4), costituiscono degli elementi di rischio leggeri che, presi a sé
stanti o sommati, risultano insufficienti per destare i sospetti delle autorità
srilankesi (cfr. fra le tante la sentenza del TAF E-2941/2019 del 3 novembre
2021 consid. 6.4). Tali fattori, confermano tutt’al più che egli potrà essere
interrogato da queste ultime al suo ritorno, ma non sono atti a fondare un
timore oggettivo di rappresaglie da parte delle stesse (cfr. sentenze del TAF
E-1866/2015 consid. 8.4.5 e 9.2.3 seg.; E-4703/2017 e E-4705/2017 del
25 ottobre 2017 consid. 4.4 e 4.5 [in parte pubblicata in DTAF 2017 VI/6];
E-4296/2020 del 4 maggio 2021 consid. 6.2, D-4791/2020 del 19 ottobre
2020 consid. 7.1). Ciò non permette quindi di riconoscere nella fattispecie
il rischio di trattamenti rilevanti nel contesto dell’art. 3 LAsi in caso di ritorno
in patria dell’insorgente. Non sono infine ravvisabili ulteriori elementi nell’in-
carto che rendono verosimile che il ricorrente possa attirare l’attenzione
delle autorità srilankesi a causa dell’attuale contesto politico e di sicurezza
del paese e che egli debba pertanto temere di subire delle persecuzioni
rilevanti in materia d’asilo. In particolare, i cambiamenti politici in Sri Lanka
del novembre 2019 non conducono ad una differente conclusione, in
quanto l’insorgente non adduce alcun legame con tali eventi (cfr. anche in
tal senso le sentenze del TAF E-39/2019 dell’8 febbraio 2022 consid. 6.4,
E-6312/2019 del 5 agosto 2021 consid. 5.2.2). Pure la recente elezione in
data 20 luglio 2022 di Ranil Wickremesinghe quale successore del presi-
dente dimissionario Gotabaya Rajapaksa non modifica per il momento la
valutazione della situazione, essendo egli parte della vecchia élite politica
(cfr. sentenza del TAF D-2349/2020 del 6 settembre 2022 consid. 9.1).
11.
In virtù di quanto sopra, nella misura in cui il ricorso è volto alla concessione
dell’asilo non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
12.
12.1 Nella decisione impugnata la SEM, dopo aver pronunciato l’allontana-
mento del richiedente, ha considerato l’esecuzione dello stesso ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile.
D-3267/2021
Pagina 14
12.2 Secondo l’insorgente la situazione in Sri Lanka non garantirebbe un
rientro in patria rispettoso della sua dignità e sicurezza. Il rischio di esposi-
zione a trattamenti contrari ai sensi dell’art. 3 CEDU sarebbe d’altro canto
altissimo. Inoltre il sistema sanitario srilankese non garantirebbe la presa a
carico dei suoi disturbi psichici. Il ricorrente ha pertanto ritenuto all’ora at-
tuale l’esecuzione dell’allontanamento non ammissibile, né esigibile.
12.3
12.3.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pro-
nuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione;
tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
12.3.2 L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo re-
lativa a questioni procedurali dell’11 agosto1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1).
Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontana-
mento.
12.4 L’esecuzione dell’allontanamento è disciplinata, per rinvio dell’art. 44
LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento
dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI)
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di mancato adem-
pimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvi-
soria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI).
12.5
12.5.1 Secondo prassi costante del Tribunale alla valutazione degli ostacoli
all’esecuzione dell’allontanamento si applica lo stesso apprezzamento
delle prove consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il
ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un
ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-
sid. 10.2).
12.5.2 Lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione dell’allonta-
namento è quello che esiste al momento in cui statuisce il TAF. Esso tiene
pertanto conto dell’evoluzione della situazione posteriormente al deposito
della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.6 e riferimenti ivi citati).
D-3267/2021
Pagina 15
13.
13.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non
è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto
internazionale pubblico della Svizzera. Detto disposto non si esaurisce
nella massima del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). Anche altri
impegni di diritto internazionale possono essere ostativi all’esecuzione del
rimpatrio, in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la
tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-
cembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti
dell'uomo (CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire
dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di vio-
lenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere
una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interessato provare o ren-
dere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli
correrà un reale rischio (“ real risk “) di essere sottoposto, nel Paese verso
il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF
2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).
13.2 Nel caso in esame il Tribunale rileva come il ricorrente non è riuscito
a dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere espo-
sto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Pertanto, l’ammissibilità del rin-
vio verso lo Sri Lanka risulta, anche sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 1 LAsi,
pacifica. Per di più, per i motivi già sopra esposti (consid. 10), non sono
ravvisabili elementi che possano far ritenere, con una probabilità prepon-
derante, che l’insorgente possa essere sottoposto ad una pena o ad un
trattamento vietati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura. In particolare
non risulta che il suo profilo possa concretamente interessare le autorità
srilankesi, né ha dimostrato a fortiori l’esistenza di un rischio personale,
concreto e serio di essere esposto in patria ad un trattamento contrario ai
disposti succitati (cfr. sentenza della Corte EDU [Grande Camera] Saadi
contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/66, §§125 e 129 con relativi rife-
rimenti).
13.3 Per il resto, la situazione generale dei diritti umani nello Sri Lanka non
è a tal punto compromessa da rendere inammissibile l’esecuzione dell’al-
lontanamento. La stessa CorteEDU ha affrontato ripetutamente la que-
stione escludendo che si possa presumere che i tamil che ritornano da un
paese europeo siano minacciati da un trattamento contrario all’art. 3 CEDU
(cfr. sentenze della CorteEDU, R.J. contro Francia, del 19 settembre 2013,
10466/11; E.G. contro Gran Bretagna, del 31 maggio 2011, 41178/08; T.N.
contro Danimarca, del 20 gennaio 2011, 20594/08; P.K. contro Danimarca,
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5%7Czpixhk
D-3267/2021
Pagina 16
del 20 gennaio 2011, 54705/08). Inoltre, l’evoluzione susseguente all’ele-
zione alla presidenza nel 2019 di Gotabaya Rajapaksa – nonostante possa
di principio implicare una possibile accentuazione della situazione di rischio
per le persone che possono avvalersi di un determinato profilo – non per-
mette di ritenere che interi gruppi di popolazione siano esposti al rischio di
patire atti pregiudizievoli. In tale contesto è invece necessario determinare
se sussistano legami personali con le elezioni presidenziali del 16 novem-
bre 2019 o con le conseguenze delle stesse. Tale evenienza non ricorre
nel caso in esame (cfr. sentenza del Tribunale D-2274/2018 del 18 giugno
2020 consid. 6.1). Come già accennato pure la recente elezione in data
20 luglio 2022 di Ranil Wickremesinghe quale successore del presidente
dimissionario Gotabaya Rajapaksa non modifica la situazione (cfr. sen-
tenza del TAF D-2349/2020 consid. 9.1). L’esecuzione dell’allontanamento
è pertanto in concreto ammissibile.
14.
14.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragionevol-
mente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero
venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali
guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica (si con-
fronti anche cpv. 5).
14.2 L’art. 83 cpv. 4 LStrI si applica principalmente ai cosiddetti “ réfugiés
de la violence “, ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fug-
gono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata.
Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento
comporterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non po-
trebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sareb-
bero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irri-
mediabilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad
una degradazione grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla
morte. Per contro, le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordi-
naria quotidianità di una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi,
di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concre-
tizzare una tale esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la
decisione deve dunque stabilire, in ogni singolo caso, se gli aspetti umani-
tari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione
nel suo paese siano tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. DTAF
2014/26 consid. 7.6-7.7 con rinvii).
D-3267/2021
Pagina 17
14.3 È notorio che, dopo la cessazione delle ostilità tra i separatisti tamil
ed il governo di Colombo nel maggio 2009, in Sri Lanka non vige una si-
tuazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’in-
sieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale (cfr. sentenza
di riferimento del TAF E-1866/2015 consid. 13.1). Ciò vale anche volendo
considerare l’evoluzione congiunturale dettata dall’elezione alla presidenza
di Gotabaya Rajapaksa a cui ha fatto seguito la diffusione di episodi di vio-
lenza ed è stato decretato lo stato di emergenza (cfr. sentenza del TAF D-
2274/2018 del 18 giugno 2020 consid. 6.1). In tale contesto il Tribunale ha
altresì proceduto all’attualizzazione della giurisprudenza pubblicata nella
DTAF 2011/24 ed ha confermato che l’esecuzione dell’allontanamento ri-
sulta ragionevolmente esigibile in tutta la provincia Settentrionale e Orien-
tale, ad eccezione della regione di Vanni (per quest’ultima regione cfr. la
sentenza di riferimento del TAF D-3619/2016 del 16 ottobre 2017, in parti-
colare consid. 9.5), qualora i criteri individuali di esigibilità siano dati, ov-
vero segnatamente: l’esistenza di una solida rete familiare o sociale, così
come la possibilità di accedere ad un alloggio e di prospettive favorevoli
quanto alla copertura dei bisogni elementari (cfr. sentenze del TAF E-
1866/2015 consid. 13.3.3 e D-883/2018 del 20 ottobre 2020 consid. 6.3.2).
Inoltre, malgrado gli avvicendamenti politici e sociali intervenuti più recen-
temente in Sri Lanka, anche rispetto al quesito inerente l’esigibilità dell’ese-
cuzione dell’allontanamento di richiedenti l’asilo respinti, in particolare di
etnia tamil, l’analisi già effettuata dal Tribunale nella sua sentenza di riferi-
mento E-1866/2015 succitata, risulta essere tutt’ora attuale, e ciò anche
successivamente alle elezioni parlamentari del 5 agosto 2020 e all’ele-
zione in data 20 luglio 2022 di Ranil Wickremesinghe quale nuovo presi-
dente (cfr. tra le altre la sentenza del TAF D-5610/2017 del 25 novembre
2021 consid. 9.3.1 con ulteriori riferimenti citati). La suddetta valutazione
deve tener conto degli sviluppi attuali in Sri Lanka. La situazione econo-
mica contingente in questo paese si presenta invero molto complicata. Ad
ogni modo, le difficoltà economiche a cui è confrontata la totalità della po-
polazione residente in loco non costituiscono di per sé un pericolo concreto
ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. sentenza del TAF D-6824/2019 del
20 maggio 2022 consid. 9.3 con rinvio alla GICRA 2005 N° 24 con-
sid. 10.1).
14.4 Nel caso in parola, il ricorrente ha vissuto a D._ ed è stato da
ultimo domiciliato a E._, località site entrambe nel distretto di
F._, Provincia del Nord. Egli è giovane, dispone di una buona for-
mazione scolastica e professionale quale elettricista ed idraulico e può van-
tare un’esperienza professionale di diversi anni quale elettricista, la quale
D-3267/2021
Pagina 18
gli garantiva i necessari mezzi di sussistenza. Nel paese d’origine può inol-
tre contare su una solida rete famigliare, formata da diversi zii e zie, da una
cugina, nonché su una cerchia di amici (cfr. sentenza del TAF 1924/2018
consid. 10.3.3). Risultano pertanto dati i presupposti positivi per un reinse-
rimento dell’insorgente in patria, malgrado la famiglia in senso stretto si
trovi in Svizzera.
Da ultimo, circa lo stato di salute dell’interessato, si deve rilevare che per
quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, l’esecu-
zione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime potrebbero
essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate come es-
senziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente necessarie
ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Lo straniero non può tuttavia
prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI per dedurre un diritto incondizionato al
soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle misure mediche suscet-
tibili di ripristinare o mantenere il suo stato di salute, per il semplice motivo
che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’ori-
gine o di destinazione non raggiungono lo standard elvetico. In tal senso,
se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di
destinazione del richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a
quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragione-
volmente esigibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione pre-
citata se, in ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo
stato di salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto
da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita
o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente grave della sua integrità
fisica (cfr. sentenza del TAF D-4839/2021 consid. 8.4.1 e riferimenti ivi ci-
tati).
Tuttavia, ciò non appare essere il caso nella fattispecie.
14.5 Con rapporto del 26 aprile 2021 il dott. G._ ha posto la dia-
gnosi di “ episodio depressivo di lieve entità (ICD10, F32.01) “ in cura con
Mirtazapina 30 mg al giorno e colloqui psichiatrici mensili.
Tenuto conto di quanto precede, quand’anche non sia in alcun modo da
sminuire, l’affezione di cui soffre il ricorrente non appare essere
suscettibile, dal profilo della sua gravità, di porre concretamente e
seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di
ritorno in Sri Lanka, rispettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato
di salute necessiti imperativamente di trattamenti medici che possono
essere proseguiti solo in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva
D-3267/2021
Pagina 19
applicabile in materia (cfr. consid. 14.5). Inoltre le cure necessarie sono
disponibili in Sri Lanka, paese dotato delle strutture mediche sufficienti (cfr.
WHO, Primary health care systems (PRIMASYS) : case study from Sri Lanka,
2017). Il settore della salute pubblica dispone peraltro di ospedali dotati di
apparecchiature moderne in tutte le grandi città e garantisce un supporto
medico generalmente gratuito; la regione d’origine del ricorrente (provincia del
Nord) annovera dal canto suo una decina di importanti centri ospedalieri (cfr.
The World Bank, Universal health coverage study series N° 38, Owen Smith,
Sri Lanka: Achieving Pro-Poor Universal Health Coverage without Health
Financing Reforms, 2018; FATHELRAHMAN, MOHAMED IBRAHIM, WERTHEIMER,
Pharmacy Practice in Developing Countries: Achievements and Challenges,
2016, p. 81segg.). Un supporto terapeutico sufficiente è altresì accessibile nello
Sri Lanka in particolare per le persone affette da disturbi di origine traumatica,
depressiva, nonché di problemi di dipendenza (cfr. tra le tante sentenze del TAF
D-1847/2019 del 16 dicembre 2021 e D-2541/2020 del 9 ottobre 2020
consid. 11.5.2).
Ne discende che, benché la presa a carico di persone che presentano una
patologia simile a quella dell’insorgente non corrisponde necessariamente a
quella garantita in Svizzera, sul posto sono assicurati dei trattamenti adeguati
ai sensi della giurisprudenza.
14.6 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie (art. 83 cpv. 4 LStrI).
15.
In ultima analisi, neppure risultano esservi impedimenti sotto il profilo della
possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 2
LStrI). Infatti, il ricorrente, il quale dispone di carta d’identità, già agli atti
(sentenza del TAF D-1924/2018 consid. B), usando la necessaria dili-
genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr.
art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12).
L’esecuzione dell’allontanamento è dunque pure possibile.
16.
Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, la
decisione dell’autorità inferiore va confermata.
17.
Ne discende che la decisione impugnata non viola il diritto federale né la
SEM ha abusato del suo potere d’apprezzamento né accertato in modo
D-3267/2021
Pagina 20
inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi).
Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA).
In quanto infondato il ricorso va dunque respinto.
18.
18.1 Visto che con decisione incidentale del 22 luglio 2021 (doc. TAF 3) il
ricorrente è stato messo a beneficio dell’assistenza giudiziaria ed è tutt’ora
indigente, non si prelevano spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA).
18.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in relazione con gli art. 7 cpv. 1 e 2 a contrario
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]).
19.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3267/2021
Pagina 21