Decision ID: bde734b6-2df8-5c19-af38-6b555f3a8646
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 12 gennaio 2004, RI 1, capo sondatore presso la ditta _ di _ e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è stato colpito all’arto inferiore sinistro dalla prolunga del battipalo e ha riportato una frattura dislocata, aperta di grado II-III, della tibia distale e a due livelli della fibula (cfr. doc. 1, 2 e 3).
L’assicuratore LAINF ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.
1.2. Esperiti i necessari accertamenti medico-amministrativi, con decisione formale del 18 febbraio 2005, l’Istituto assicuratore, tenuto conto delle sole sequele infortunistiche, ha dichiarato l’assicurato totalmente abile al lavoro nella sua attività di sondatore dal 1° febbraio 2005 e gli ha negato un’indennità per menomazione dell’integrità (cfr. doc. 55).
A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato tramite il RA 2 (cfr. doc. 58 e 60), l’assicuratore LAINF, in data 17 maggio 2005, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc. 65).
1.3. Con tempestivo ricorso del 18 agosto 2005, l’assicurato ha chiesto quanto segue:
"
1. Il ricorso è accolto; di conseguenza la CO 1 è condannata a
riconoscermi le prestazioni di cura medica e di indennità giornaliera anche successivamente al 1° febbraio 2005 in misura almeno del 50%;
2. rimborso delle spese di cura come da documentazione allegata e come da documentazione che presenterò in futuro;
3. spese peritali rifuse;
4. si protestano le ripetibili." (cfr. I, p. 4)
In particolare, l’assicurato ha addotto che:
"
(...)
Come risulta dai pareri medici 28.01.2005 (doc. C), 11 marzo 2005 (doc. D) e 13.06.2005 (doc. E), a partire dal 1 febbraio 2005 la cura medica non poteva essere ancora conclusa, visto che l'abilità lavorativa nella mia attività in cantiere era esigibile al massimo in misura del 50%, visto che i dolori e l'edema tibiale esistevano ancora ed erano ancora in corso cicli regolari di fisioterapia.
La CO 1 sottovaluta evidentemente la gravità dell'infortunio del lavoro subito e di tutte le conseguenze correlate all'intervento chirurgico subito, alla convalescenza, nonché riabilitazione ed evidentemente sopravvaluta, sbagliandosi, l'aspetto legato alla mia richiesta di prepensionamento.
Certo, grazie al prepensionamento, oggi ho di che vivere, visto che la CO 1 ha interrotto ingiustamente le indennità giornaliere lasciandomi in balia degli eventi.
Io non pretendo di guadagnare di più di quello che mi spetta di diritto, ma, come detto, non opponendomi alla chiusura anticipata della cura medica, rischierei di perdere il diritto all'indennità per menomazione fisica ed ad un'eventuale rendita di invalidità CO 1, qualora in futuro ne esistessero gli estremi.
Considerato che l'arto infortunato mi dà ancora importanti problemi, non posso certo valutare oggi quali potrebbero essere gli esiti al termine della cura medica, quindi la decisione su opposizione CO 1 non può non essere contestata da parte mia e non può assolutamente valere il discorso che nel mio caso non potrebbe esserci un discapito economico.
Chiedo che il Giudice tenga particolarmente conto di questo aspetto.
Attualmente sono ancora in cura e sto svolgendo regolari cicli di fisioterapia. Presenterò ulteriore documentazione medica a suffragio delle mie tesi nei prossimi giorni. Dalla documentazione allegata (doc. F), risultano le spese del primo ciclo di fisioterapia e prossimamente riceverò la nota d'onorario per il secondo ciclo, fisioterapia di cui deve farsi carico la CO 1.
(...)."
(I)
1.4. CO 1, in risposta, si è confermato integralmente nelle proprie allegazioni, riservandosi il diritto di determinarsi ulteriormente sulla documentazione medica preannunciata dall’assicurato (cfr. III).
1.5. In data 14 ottobre 2005, l’assicurato, di nuovo patrocinato dall’RA 2, ha trasmesso a questo Tribunale una perizia di parte, datata 10 ottobre 2005, del chirurgo ortopedico dott. _ (cfr. VII + allegato).
L’assicuratore LAINF convenuto ha preso posizione al riguardo il 23 novembre 2005, producendo un rapporto allestito dal dott. _, spec. FMH in chirurgia (XII e doc. 71).
A RI 1 è stato concesso di presentare le proprie osservazioni in proposito (XIV).
1.6. In corso di causa, il TCA ha contattato il dott. _, al quale è stato chiesto se, alla luce dell’apprezzamento 14 novembre 2005 del medico di fiducia dell’CO 1, confermava o meno il proprio parere riguardo alla capacità lavorativa, nonché una sua valutazione della menomazione all’integrità (XVI).
La risposta del dott. _ é pervenuta al TCA il 16 marzo 2006 (XIX) ed è stata intimata alle parti per osservazioni (XX).
L’assicuratore infortuni, per il tramite del dott. _, si è pronunciato in data 28 marzo 2006 (XXIII + doc. 72), mentre l’assicurato, da parte sua, lo ha fatto il 21 aprile 2006 (XXV).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,
H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA, la quale ha modificato numerose disposizioni contenute nella LAINF.
A differenza delle norme di procedura che, in linea di principio, entrano immediatamente in vigore (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., p. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E.,
I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 p. 316 consid. 3b), le norme di diritto materiale determinanti, nel diritto delle assicurazioni sociali, sono quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).
Nella concreta evenienza, visto che l’infortunio in discussione è accaduto in data 12 gennaio 2004, tornano senz’altro applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2003.
2.3. Con decisione formale del 18 febbraio 2005, confermata in sede di opposizione, l’Istituto assicuratore convenuto ha dichiarato l’assicurato totalmente abile al lavoro nella sua professione di sondatore, ponendo perciò termine al versamento dell’indennità giornaliera (cfr. doc. 55).
Questa Corte deve pertanto esaminare, in primo luogo, se l’CO 1 era legittimato a ritenere RI 1 abile in misura completa nella sua abituale professione oppure no.
2.4. Diritto all’indennità giornaliera
2.4.1. Secondo l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità giornaliera.
Giusta l’art. 6 LPGA, è
considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale.
In caso d’incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività.
Nella RAMI 2004 U 529, p. 572ss., consid. 1.4., il TFA ha precisato che la definizione di incapacità al lavoro, così come quelle d’incapacità al guadagno e d’invalidità contenute nella LPGA, corrispondono alle definizioni e ai principi dell’assicurazione contro gli infortuni elaborati finora dalla giurisprudenza.
La questione a sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata sulla base dei fatti forniti dal medico.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.
Determinante ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2, U 27
p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79 consid. 2).
L'assicurato che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli potrebbe esercitare dimostrando buona volontà.
Carenze di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere, tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro causa é da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111 V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid.
2; 1987 p. 393 consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).
2.4.2. In occasione della
visita circondariale di controllo del 4 gennaio 2005, il dott. _ ha fatto stato di una situazione, clinica e radiologica, più che soddisfacente a livello degli arti inferiori:
"
(...)
STATO LOCALE
Deambulazione perfettamente fluida senza accenni di zoppia, ancora lieve fastidio alla deambulazione sulle punte, marcia sui talloni possibile e non fastidiosa, lieve gonfiore diffuso all’arto inferiore sinistro senza però chiaro edema sotto-cutaneo, la temperatura è normale, lieve fastidio alla palpazione della tibia distale in corrispondenza della placca.
Mobilità delle ginocchia bilateralmente libera e simmetrica.
Mobilità della tibio-tarsica: con ginocchio in estensione
Estensione/flessione 15-0-40
Con ginocchio in flessione 30-0-40, asimmetrico con la sinistra.
Le radiografie della gamba sinistra in 2 proiezioni effettuate il 4.1.2005 mostrano che la frattura è perfettamente consolidata.
(...)." (doc. 46, p. 2)
Circa la capacità lavorativa dell’assicurato, lo stesso medico ha affermato che, citiamo: “Come previsto, in occasione dell’ultima visita medico-circondariale e in considerazione dell’ottima evoluzione clinica e radiologica riteniamo che
l’assicurato possa essere rimesso abile al lavoro nella misura totale
.” (doc. 46, p. 2 – il corsivo è del redattore).
In un ulteriore “Apprezzamento medico”, datato 16 febbraio 2005, lo stesso medico di circondario ha ribadito che:
"
(...)
Allo stato locale la deambulazione è perfettamente fluida, senza zoppia, ancora lieve fastidio alla deambulazione sulle punte e lieve fastidio alla palpazione della tibia distale in corrispondenza della placca.
Mobilità delle ginocchia libera, mobilità della tibio-tarsica ottima senza deficit, le radiografie mostrano consolidamento totale della frattura.
In queste condizioni l’assicurato è sicuramente in grado di lavorare al 100% anche nella sua funzione di sondatore. L’unico reperto oggettivabile è un certo edema dell’arto inferiore che può essere benissimo curato tramite l’applicazione di una calza di compressione.
Un modesto edema dell’arto inferiore non impedisce la ripresa del lavoro in misura totale a un anno dall’incidente. Il risultato è ottimo.
(...)."
(doc. 54)
Nel suo parere dell’11 maggio 2005, il dott. _ ha sostanzialmente avallato la valutazione dell’esigibilità lavorativa espressa dal suo collega
dott. _:
"
(...)
Die distale extra-artikuläre Unterschenkel-Fraktur links wurde korrekt behandelt. Sie ist klinisch und radiologisch optimal geheilt. Knie und OSG sind frei beweglich. Das Gehen erfolgt ohne Hinken. Die Narben sind reizlos und indolent. Wie der Kreisarzt sehen wir darum
keinen
orthopädischen Grund, warum spätestens ab 01.02.2005 (also über ein Jahr nach Unfall mit komplikationslosem Verlauf) nicht wieder eine volle Arbeitsfähigkeit im Beruf zumutbar sein sollte. (...).
(...) Auch eine leichte Schwellung des Beines, was mit einem Stützstrumpf gut behandelt werden kann, ist kein Grund für eine Arbeitsunfähigkeit. Herr Dr. _ beschreibt im Lokalstatus vom 11.03.2005 ebenfalls einen sehr günstigen Befund (inkl. unauffällige Sonographie). (...)."
(doc. 64)
Lo stesso specialista, presa visione della perizia di parte elaborata dal dott. _ (di cui si dirà in seguito) ha ribadito che:
"
(...)
Vom objektiv günstigen orthopädischen Befund her sehen wir weiterhin keinen angemessenen Grund für irgend eine Einschränkung der zumutbaren Arbeitsfähigkeit, weder auf dem allgemeinen Arbeitsmarkt noch bei der Tätigkeit als “sondatore”, dies spätestens ab 01.02.2005."
(doc. 71)
2.4.3.
Nella sua impugnativa, l’assicurato, con riferimento alle certificazioni rilasciate dai su
oi medici curanti, fa valere che i disturbi da lui lamentati gli impedirebbero di svolgere la sua abituale professione in misura superiore al 50%, anche dopo il 31 gennaio 2005 (cfr. consid. 1.3.).
Il dott. _, spec. FMH in medicina generale, nel suo certificato medico del 28 gennaio 2005 ha in effetti attestato che:
"
(...)
Il signor RI 1 a distanza di un anno accusa ancora importanti postumi del grave trauma, con dolori al polpaccio, diminuzione della forza muscolare e gonfiori della gamba in particolare serotini.
Vista l’attuale situazione, dal profilo medico egli non è in grado di riprendere la sua precedente occupazione al 100%, ciò che potrebbe portare ad aggravamenti, visto il tipo di attività che il signor RI 1 svolge.
Ritengo pertanto una ripresa dell’attività possibile, al massimo nella misura del 50% a far parte dal 01.02.2005
.
(...)."
(doc. 52 – il corsivo è del redattore)
Anche il dott. _, Capo-Servizio del Reparto di chirurgia dell’Ospedale _, nel suo certificato medico dell’11 marzo 2005, ha attestato un’inabilità al lavoro del 50% dal 1° febbraio 2005 fino a data da stabilire (doc. 60).
Il
dott. _, nella sua perizia di parte del 10 ottobre 2005, ha invece concluso che:
"
(...)
Tenuto conto del buon grado di conservazione della funzione della tibio-tarsica, del ginocchio e dell’anca sinistra, un’inabilità lavorativa nella misura del 50%, come attestata, risulta essere eccessiva.
Ritengo per contro più ragionevole considerare un’inabilità lavorativa nella misura del 25%, con necessità di riduzione del ritmo di lavoro e pause supplementari nella seconda metà della giornata/fine pomeriggio
.
(...)."
(doc. H, p. 3
– il corsivo è del redattore
)
Interpellato da questa Corte in corso di causa, lo specialista in chirurgia ortopedica consultato da RI 1 ha confermato la tesi secondo cui quest’ultimo presenterebbe un’incapacità del 25% nell’esercizio dell’abituale attività di sondatore, tenuto conto, da una parte, della presenza di una leggera asimmetria del retropiede e, d’altra parte, del gonfiore oggettivato all’arto sinistro:
"
- Purtroppo nei miei atti non ho documentato il decorso radiologico
delle fratture riportate dal signor RI 1 in seguito all'infortunio sul lavoro del 12.1.2004. A posteriori non sono quindi in grado di ricostruire se l'asimmetria notata al retropiede sinistro sia da ricondurre o meno a un eventuale disturbo assiale nella consolidazione del frammento tibiale distale.
Questo aspetto specifico non sembra essere stato valutato nel rapporto del 14.11.2005; la sola assenza di una lesione al piede sinistro non è in effetti sufficiente per escludere a priori un nesso causale tra l'asimmetria dei retropiedi e l'evento infortunistico puntuale del 12.1.2004 con frattura dislocata della tibia distale e della fibula.
- Non condivido personalmente il grado di "banalizzazione" ("Harmlosen Oedems") dell'edema presentato dal signor RI 1 in sede premalleolare sinistra, tenuto conto in particolare:
- dell'ora della misurazione (mattino alle 08.30, quindi, de facto,
all'inizio della giornata);
- del periodo: paziente appena reduce da un soggiorno di terapie;
- della nozione anamnestica dell'uso delle calze di compressione;
- delle caratteristiche dell'attività di riferimento, da svolgersi
prevalentemente in piedi con spostamenti su terreni irregolari e sfavorevoli.
In considerazione degli argomenti esposti, confermo tuttora la presenza di un'incapacità lavorativa del 25% nello svolgimento di un'attività di sondatore."
(XIX)
Da parte sua, il dott. _ ha così commentato le considerazioni espresse dal dott. _ in merito all’esigibilità lavorativa:
"
Die Replik von Herrn
Dr. _
vom 14.03.2006 wurde zur Kenntnis genommen.
Was die leichte Asymmetrie des Rückfusses links betrifft, ist auch Herr
Dr. _
nicht in der Lage, mit Wahrscheinlichkeit zu beweisen, dass dies durch eine Fehlstellung des Unterschenkels nach Fraktur bedingt sei. Etwas nicht ausschliessen können, entspricht bekannlich einer blossen Möglichkeit. Konkret hatte der Unterzeichnete auf den Röntgenbildern, die ihm am 11.05.2005 vorlagen (Akt 64), keine Anhaltspunkte für eine Fehlstellung. Auch Herr
Dr. _
schrieb in seinem Privat-Gutachten vom 10.10.2005 explizit
"fratture consolidate
in
buona posizione".
Die Hypothese einer Fehlstellung darf also auch nicht zur Begründung einer Integritätsentschädigung herangezogen werden.
(...).
Einer angeblichen Arbeitsunfähigkeit von 25% in der früheren Tätigkeit als
"sondatore"
allein wegen einer leichten Schwellung können wir weiterhin nicht zustimmen. Wie der Kreisarzt (auch Orthopäde) sehen wir keinen angemessenen körperlichen Grund, warum die bisherige Arbeit nicht weiter vollumfänglich und gefahrlos zumutbar sein sollte. Die konträre persönliche Meinung von Herrn
Dr. _
ist zudem kaum vereinbar mit dem Fehlen eines erheblichen Integritätsschadens."
(doc. 72)
2.4.4.
Tutto ben considerato, il TCA ritiene che la valutazione espressa dagli specialisti interpellati dall’assicuratore LAINF convenuto, secondo cui l’assicurato presenta una capacità lavorativa totale nella sua attività di sondatore, possa validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere a degli ulteriori atti istruttori (perizia medica giudiziaria).
Al riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01;
SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C.,
H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D. SA,
H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R.,
U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986
p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B. P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.;
F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Occorre inoltre segnalare che, per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale, l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (
cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid.
2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572)
, la nostra Corte federale ha confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In questo contesto, i
l TFA ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici dell'CO 1 hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi
unicamente in base agli atti
, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95).
Questo Tribunale constata che, oltre al medico di circondario dell’CO 1 (cfr. lo
status
riportato nel referto relativo alla visita di controllo del 4 gennaio 2005, doc. 46), anche gli stessi sanitari consultati da RI 1, ossia i dottori _
(cfr. allegato al doc. 60) e _
(cfr. doc. H)
, hanno descritto, da un profilo
oggettivo
, una situazione decisamente positiva a livello dell’arto inferiore sinistro.
Il
dott. _, in occasione della consultazione dell’11 marzo 2005, ha infatti riferito di una, citiamo: “Gamba sinistra con lieve edema diffuso; cicatrici al lato mediale sopramalleolare e a livello del polpaccio posteriore calme, indolenti e ben mobili in confronto ai piani sottocutanei. Dolore alla palpazione al livello del muscolo soleo in corrispondenza alla cicatrice posteriore, anche alla dorsi-estensione del piede. Non varicosi o ectasie venose, polso dorsalis pedis ben palpabile, tibialis posterior non palpabile per l’edema. Mobilità della caviglia libera, quasi simmetrica. Una sonografia comparativa odierna della muscolatura delle gambe e del sistema venoso profondo non mette in evidenza patologie di rilievo.” (doc. 60).
Nella perizia di parte del 10 ottobre 2005, il dott. _ ha, dal canto suo, così valutato lo stato clinico oggettivabile:
"
Oggettivamente referto calmo, impressione di moderata ipotrofia muscolare alla gamba parzialmente mascherata da un gonfiore. Funzione delle anche, delle ginocchia, delle caviglie e delle articolazioni intrinseche dei piedi conservate. Leggera asimmetria del retro-piede con valgismo più marcato a sinistra."
(doc. H, p. 3)
Lo stesso dicasi per lo
status
radiologico, con delle, citiamo:“Fratture consolidate in buona posizione.” (doc. H, p. 2).
Di fronte alla pochezza del reperto oggettivabile - un
lieve
edema nella zona del polpaccio (circonferenza aumentata di 1/2 cm) e pre-malleolare (+ 1,5 cm), in assenza di una qualsiasi patologia soggiacente (cfr. rapporto 11.3.2005 del dott. _), nonché, eventualmente (poiché non riscontrata né dal dott. _, né dal medico di circondario dell’CO 1), una
leggera
asimmetria del retropiede con valgismo più marcato a sinistra - reperto che non giustifica a sufficienza la sintomatologia soggettivamente accusata dal ricorrente, il TCA ritiene verosimile che, a far tempo dal 1° febbraio 2005, trascorso oltre un anno dal sinistro, RI 1 abbia ritrovato una capacità lavorativa piena nella sua abituale professione, così come sostenuto dai medici di fiducia dell’Istituto assicuratore convenuto.
Al riguardo,
è utile sottolineare che, secondo una costante giurisprudenza, in materia di assicurazione contro gli infortuni, i disturbi risentiti dall'assicurato vengono di principio presi in considerazione (ad esempio, nell’ambito della valutazione della capacità lavorativa) soltanto nella misura in cui procedono da un
danno alla salute oggettivamente dimostrabile
.
In effetti, nei casi in cui i dolori avvertiti da un assicurato non possono trovare una sufficiente correlazione sul piano oggettivo, la decisione non può che essere sfavorevole all'interessato (cfr., in questo senso, la STCA del 22 settembre 2003 nella causa B., inc. 35.2002.4; del 28 luglio 2003 nella causa T.-K., inc. n. 35.2003.26, del 13 settembre 2001 nella causa C., inc. n. 35.1999.90, confermata dal TFA con sentenza del 9 gennaio 2003, U 347/01, del 21 settembre 2000 nella causa P., inc. n. 35.1998.57, confermata dal TFA con giudizio del 13 marzo 2001, U 429/00, del 22 febbraio 1999 nella causa D., inc. n. 35.1998.61 e del 19 febbraio 1999 nella causa A., inc. n. 35.1998.10).
In questo ordine di idee, non convincono le considerazioni espresse dal dott. _ nel suo referto del 14 marzo 2006 (XIX).
In particolare, in merito all’edema interessante l’arto inferiore sinistro, questa Corte osserva che, sebbene la visita fiduciaria di controllo del 4 gennaio 2005 abbia avuto luogo nel corso del pomeriggio (e non all’inizio di mattinata come è stato invece il caso per quella eseguita dal dott. _) e benché l’assicurato non fosse reduce da un soggiorno di cure, il gonfiore riscontrato dal dott. _ è stato comunque giudicato lieve (cfr. doc. 46, p. 2: “...
lieve
gonfiore diffuso all’arto inferiore sinistro ...” – il corsivo è del redattore), così come è stato giudicato lieve dal dott. _ durante la consultazione dell’11 marzo 2005, anch’essa avvenuta nel pomeriggio (cfr. doc. 56 e rapporto 11.3.2005 del dott. _: “Gamba sinistra con
lieve
edema diffuso; ...” - il corsivo è del redattore).
In questo contesto, non va dimenticato che, per sua esplicita ammissione, l’assicurato, già nel mese di gennaio 2005, era in grado di camminare molto bene e che, a quel momento, egli usciva tre volte al giorno per fare delle passeggiate con il cane poiché, citiamo: “... più cammina e meglio va, ...” (doc. 46, p. 1).
D’altra parte, rispondendo al TCA, il dott. _ ha rilevato che l’edema presentato dal ricorrente corrisponde,
tutt’al più
, a uno stato post-trombotico di stadio A secondo la Tabella n. 16 edita dalla Divisione di medicina assicurativa dell’_ (cfr. XIX, p. 2).
Ora, la citata tabella definisce la sindrome post-trombotica di stadio A come un edema molle delle estremità distali, rispettivamente, un edema osseo,
che reagisce alle terapie
.
Sulla scorta di quanto precede, questa Corte reputa dimostrato, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che - tenuto conto del solo aspetto organico oggettivabile - RI 1
ha ritrovato una piena capacità lavorativa, nei modi e nei tempi decisi dall’assicuratore infortuni convenuto.
Vista la sua piena capacità lavorativa nella professione abituale, egli non ha diritto ad una rendita di invalidità.
2.5.
Diritto alla cura medica
2.5.1. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio.
Il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF e Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
In una sentenza del 31 agosto 2004 nella causa M., U 305/03, consid. 4.1, l'Alta Corte ha precisato, con riferimento alla disposizione di cui all'art. 19 cpv. 1 LAINF, che non è sufficiente che il trattamento medico lasci presagire un miglioramento di poca importanza oppure che un sensibile miglioramento possa essere previsto in un futuro ancora incerto.
2.5.2. In concreto, dagli atti di causa risulta che l’assicuratore LAINF convenuto, fondandosi sulle valutazioni espresse dal dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e dal dott. _, spec. FMH in chirurgia, ha ritenuto lo stato di salute dell’assicurato stabilizzato a contare dal 1° febbraio 2005 e ha, pertanto, posto fine alle prestazioni di cura medica.
In occasione della visita medica di controllo del 4 gennaio 2005, il dott. _ ha, in particolare, espresso la seguente valutazione:
"
(...)
VALUTAZIONE
(...)
Oggettivamente
ottima evoluzione, frattura consolidata e ottima mobilità dell’articolazione tibiotarsica.
Procedere medico
Ho consigliato all’assicurato di finire le ultime sedute di linfodrenaggio e poi di provare a non effettuare nuove sedute. La calza di compressione dovrebbe essere portata ancora per un po’ di tempo, l’assicurato stesso dovrà fare delle prove e vedere fino a quando questa sarà necessaria.
(...)."
(doc. 46)
Il dott. _, nel suo parere dell’11 maggio 2005, ha, in particolare, osservato che:
"
(...)
Die distale extra-artikuläre Unterschenkel-Fraktur links wurde korrekt behandelt. Sie ist klinisch und radiologisch optimal geheilt. Knie und OSG sind frei beweglich. Das Gehen erfolgt ohne Hinken. Die Narben sind reizlos und indolent. (...)
(...)
Weitere Behandlungen werden auch nicht vorgeschlagen
.
(...)."
(doc. 64 – il corsivo è del redattore)
Il dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, privatamente consultato da RI 1, nella sua perizia di parte del 10 ottobre 2005, ha segnatamente attestato che:
"
(...)
VALUTAZIONE
(...)
Oggettivamente referto calmo, impressione di moderata ipotrofia muscolare alla gamba parzialmente mascherata da un gonfiore. Funzione delle anche, delle ginocchia, delle caviglie e delle articolazioni intrinseche dei piedi conservata. Leggera assimetria del retro-piede con valgismo più marcato a sinistra.
Sul piano terapeutico il paziente è reduce da un soggiorno ad _.
In considerazione del quadro ortopedico riscontrato in data odierna esso non necessita attualmente di nessuna misura particolare mirata alla componente osteo-articolare
. Da ritenersi per contro l’esecuzione regolare per conto proprio di esercizi di stretching della muscolatura pelvico-femorale, così come di quella rotatoria dell’anca sinistra. Tenuto conto delle differenze già riscontrate al mattino, ritengo tuttora indicato l’uso regolare della calza di compressione.
(...)." (doc. H – il corsivo è del redattore)
2.5.3. Chiamata ora a pronunciarsi, questa Corte ritiene che l’assicuratore LAINF abbia giustamente considerato stabilizzate le condizioni di salute dell’assicurato e, pertanto, che esso abbia correttamente posto fine alle prestazioni di cura medica a contare dal
1° febbraio 2005.
Dalle certificazioni mediche esposte al consid. 2.5.2. emerge in effetti che nessuna cura medica avrebbe consentito di migliorare notevolmente le condizioni di salute dell’assicurato.
D’altro canto, é evidente che le misure terapeutiche proposte dal dott. _, medico curante dell’insorgente, essenzialmente dei provvedimenti di natura fisioterapica (ginnastica attiva e passiva e massaggi: cfr. doc. 66, 69 e E), non erano mirate a migliorare sensibilmente lo stato di salute dell’assicurato, ma piuttosto a evitarne un peggioramento. Esse avevano quindi un carattere meramente conservativo.
D’altronde, nella sua perizia di parte, oltre a affermare che l’assicurato, citiamo: “
... non necessita attualmente di nessuna misura particolare mirata alla componente osteo-articolare.” (doc. H),
il
dott. _ non ha proposto alcuna terapia particolare e, prendendo posizione in merito, il dott.
_, nel suo ultimo referto del 14 novembre 2005, ha concluso che: “(...) Am prinzipiellen Fallabschluss muss u. E. festgehalten werden,
denn eine wesentliche Besserung des Zustandes am linken Bein durch weitere Massnahmen ist unwahrscheindlich
.
(...).“ (doc. 71 - il corsivo è del redattore).
La circostanza che il ricorrente presenti ancora dei disturbi è del tutto irrilevante per decidere circa l’ulteriore obbligo a prestazioni dell’assicuratore LAINF convenuto, nella misura in cui la persona assicurata ha diritto al trattamento medico unicamente fintantoché da un suo proseguimento
ci si può attendere un sostanziale miglioramento dello stato di salute
(art. 19 cpv. 1 LAINF e DTF 116 V 44, consid. 2c).
In esito a quanto precede, a prescindere dal fatto che RI 1 ha ritrovato una piena capacità lavorativa nella sua abituale professione (cfr. consid. 2.4.4.), l’assicuratore infortuni era in ogni caso legittimato in forza dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, a porre termine al versamento dell’indennità giornaliera, vista la stabilizzazione delle condizioni di salute dell’assicurato.
2.6. Diritto all’indennità per menomazione all’integrità
2.6.1.
Le norme relative all'IMI, contenute nella LAINF e nella sua ordinanza, non hanno subito alcuna modifica a fronte dell'entrata in vigore della LPGA.
Secondo l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale.
Tale indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.6.2. L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.
In questa valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).
La parte della riparazione del torto morale contemplata dagli
artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il
pretium doloris
e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).
2.6.3. Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF.
Una tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato.
Questa tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48
p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).
La perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF).
Si prende in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4 OAINF).
Peggioramenti non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.
Nel caso in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la revisione dell'indennità per
menomazione è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata, quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi menzionata).
2.6.4. L'CO 1 ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella dell'ordinanza.
Semplici direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il giudice (cfr. STFA del 22 agosto 2000 nella causa C., I 102/00; DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,
p. 221ss.).
Tuttavia, nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157, consid. 3a).
2.6.5. Nel caso di specie, l’assicuratore LAINF convenuto ha negato all’assicurato il diritto all’indennità per menomazione all’integrità.
Questo Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una questione di carattere medico, attentamente vagliata la documentazione presente all’inserto, ritiene di non avere valide ragioni per scostarsi dall’apprezzamento 7 gennaio 2005 del dott. _, secondo cui i disturbi residuali lamentati dall’assicurato, citiamo: “... non giustificano l’assegnazione di una IMI.” (cfr. doc. 46, p. 2).
Lo stesso sanitario, in un suo ulteriore apprezzamento del 16 febbraio 2005, ha ribadito e osservato che:
"
(...)
Per quanto attiene all’IMI i postumi dell’infortunio non danno diritto a nessuna indennità alla menomazione all’integrità. Non vi è artrosi, ipomobilità o instabilità.
I lievi fastidi all’arto inferiore sinistro sono suscettibili di ulteriore miglioramento che comunque già ora escludono l’assegnazione di una IMI.
(...)."
(doc. 54)
Nel suo parere del 14 novembre 2005, il dott. _ ha, in particolare, rilevato che:
"
(...)
Aus dem Privat-Gutachten des Dr. _ vom 10.10.2005 ergeben sich keine neuen Aspekte. Vielmehr bestätigt auch dieser Orthopäde die gute Heilung der Unterschenkel-Fraktur links mit freier Beweglichkeit aller Gelenke.
Das Gehen erfolgt ohne Hinken. Radiologisch liegt keine Arthrose vor.
Osteoartikulär besteht also eindeutig kein erheblicher Integritätsschaden
. Der beschriebene, leicht vermehrte Valgus des Rückflusses links ist funktionell irrilevant und zudem unfallfremd (keine Fuss-Verletzung am 12.01.2004).
(...)."
(doc. 71 – il corsivo è del redattore)
In data 2 marzo 2006, il TCA ha invitato il dott. _ a pronunciarsi in merito all’entità della menomazione all’integrità di cui è portatore l’assicurato (cfr. XVI).
Dopo aver affermato di condividere l’opinione espressa dal medico fiduciario dell’CO 1 circa la, citiamo: “... presenza dei presupposti medici per procedere alla chiusura del caso, ...”, lo specialista consultato da RI 1 si é espresso nel modo seguente:
"
Presi isolatamente, i diversi postumi presentati dal signor RI 1 non soddisfano i requisiti minimi necessari per il riconoscimento di un’indennità per menomazione all’integrità.
In effetti:
- con riferimento alla tabella 16 estratto LAINF edizione Suva 2002, l’edema malleolare corrisponde tutt’al più a una sindrome post- trombotica di stadio A;
- con riferimento alla tabella 5 estratto LAINF edizione Suva 2000, il quadro osteo-articolare attinente alla caviglia/gamba distale a sinistra può venir paragonata tutt’al più a un’artrosi di iniziale lieve entità.
Valutati complessivamente i diversi postumi potrebbero per contro giustificare il versamento di un’indennità per menomazione dell’integrità del 5%, a più forte ragione se l’assimetria del retropiede constatata a sinistra risultasse effettivamente essere acquisita e riconducibile a una deviazione assiale all’altezza della frattura."
(XIX).
Secondo il dott. _, anche volendo addizionare le sequele infortunistiche, la soglia del 5% non verrebbe in ogni caso raggiunta, principalmente poiché gli edemi non sono di natura durevole (doc. 72).
L’osservazione formulata dal dott. _, secondo cui, per quanto riguarda l’edema localizzato all’arto inferiore sinistro, fa difetto (almeno) uno degli elementi costitutivi dell’IMI, ovvero quello della
durevolezza del danno alla salute
, appare pertinente e merita perciò considerazione da parte di questo Tribunale.
Nel caso di specie, non entra perciò in linea di conto un cumulo delle menomazioni all’integrità, di modo che la tesi difesa dal dott. _ - sostenuta peraltro in termini di semplice possibilità (cfr. XIX: “Valutati complessivamente i diversi postumi
potrebbero
per contro giustificare ...” – il corsivo è del redattore) – si appalesa come infondata.