Decision ID: f87ad955-432c-556e-b7a2-3d4fe3df910c
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che il veicolo non è stato consegnato dalla società di noleggio unicamente a seguito dell’intervento della Polizia;
IM 1, singolarmente
17. ripetuta truffa
per avere,
nel corso del mese di ottobre 2013,
a _ e _
alfine di procacciare a sé o ad un terzo un indebito profitto,
ripetutamente ingannato con astuzia il titolare e/o i dipendenti di società di autonoleggio, sottacendo la sua vera identità e il fatto che i veicoli pesi a noleggio non sarebbero più stati riconsegnati, bensì gli stessi erano destinati ad essere rivenduti,
inducendoli in tal modo a mettere a sua disposizione alcune vetture;
e meglio,
17.1. per essersi,
in data 13 ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 9 SA,
presentato con le generalità di _, legittimandosi mediante la presentazione della licenza di circolazione italiana intestata a _, ma con apposta la fotografia di IM 1, stipulando un contratto di noleggio, sottacendo la sua reale identità e il fatto che il veicolo era a lui destinato, ingannando in tal modo con astuzia il titolare e/o i dipendenti dell’Autonoleggio, inducendoli a mettere a sua disposizione il veicolo Bentley Continental, di colore grigio, targato _, no. telaio _, veicolo consegnato dall’autonoleggio il giorno successivo al sedicente _, poi identificato in _ (contro il quale si procede separatamente),
ritenuto che IM 1 e _ hanno omesso di riconsegnare il veicolo entro il termine pattuito e che il veicolo in questione è stato venduto, secondo le dichiarazioni di IM 1, all’estero e più precisamente in Francia, ad un prezzo che non è stato possibile accertare;
17.2. per essersi,
in data 17 ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 17 SA,
presentato con le generalità di _, unitamente al sedicente _, il quale si è legittimato con un documento verosimilmente falso,
stipulando un contratto di noleggio, dando quale garanzia la carta di credito MASTERCARD no. _, falsa, intestata a _, allo scopo di firmare a nome _ il contratto di noleggio, sottacendo la loro identità e il fatto che il veicolo era a loro destinato, ingannando in tal modo con astuzia i titolari e/o i dipendenti dell’Autonoleggio, inducendoli a mettere loro a disposizione il veicolo VW Golf CL 1.4 TZ, no. telaio _, no. telaio _, di colore bianco, veicolo consegnato ai sedicenti _ e _, i quali omettevano di riconsegnarlo entro il termine pattuito,
ritenuto che il veicolo in questione è stato verosimilmente venduto all’estero;
17.3. per essersi,
in data 17 ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 18,
presentato con le generalità di _, unitamente al sedicente _, legittimatosi mediante la carta d’identità, falsa, numero _,
stipulando un contratto di noleggio, dando quale garanzia la carta di credito MASTERCARD no. _, falsa, intestata a _, allo scopo di firmare il contratto di noleggio, sottacendo la loro identità e il fatto che il veicolo era a loro destinato, ingannando in tal modo con astuzia i titolari e/o i dipendenti dell’Autonoleggio, inducendoli a mettere loro a disposizione il veicolo Ford Mondeo, di colore bianco, targato _, no. telaio _,
veicolo consegnato ai sedicenti _ e _, i quali omettevano di riconsegnarlo entro il termine pattuito,
ritenuto che il veicolo in questione è stato verosimilmente venduto all’estero;
alternativamente (art. 325 cpv. 2 CPP) al punto 17
17. ripetuta appropriazione indebita
per essersi,
nel corso del mese di ottobre 2013,
a _ e _,
alfine di procacciare a sé o a terzi un indebito profitto,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate,
e meglio,
17.1. per essersi,
nel mese di ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 9 SA,
appropriato indebitamente dell’autoveicolo Bentley Continental, di colore grigio, targato _, no. telaio _,
a lui affidato dal legittimo proprietario ACPR 9 SA in base al contratto di noleggio, stipulato in data 13 ottobre 2013,
veicolo ad oggi non recuperato e verosimilmente rivenduto all’estero;
17.2. per essersi,
nel mese di ottobre 2013,
a _, ed in altre imprecisate località,
appropriato dell’autoveicolo VW Golf CL 1.4 TZ, no. telaio _, no. telaio _, di colore bianco, a lui affidato dal legittimo proprietario l’autonoleggio ACPR 17 SA, in base al contratto di noleggio no. _, stipulato in data 13 ottobre 2013,
veicolo ad oggi non recuperato e verosimilmente rivenduto all’estero;
17.3. per essersi,
nel mese di ottobre 2013,
a _, ed in altre imprecisate località,
appropriato dell’autoveicolo Ford Mondeo, di colore bianco, targato _, no. telaio _, a lui affidato dal legittimo proprietario ACPR 18 in base al contratto di noleggio no. _, stipulato in data 17 ottobre 2013,
veicolo ad oggi non recuperato e verosimilmente rivenduto all’estero;
18. appropriazione indebita
per essersi,
nel periodo giugno 2013 – febbraio 2014,
a _, _ ed in altre imprecisate località del Cantone Ticino e dell’Italia,
agendo ripetutamente ed a scopo di indebito profitto,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate,
e meglio,
18.1. per essersi,
nel giugno-luglio 2013,
a _ ed in altre imprecisate località del Cantone Ticino e dell’Italia,
al fine di conseguire un indebito profitto,
appropriato del veicolo SKODA Oktavia, di colore grigio, targato _, no. telaio _, da lui noleggiato presso l’autonoleggio ACPR 19 SA di _, in base al contratto no. _,
omettendo di restituire lo stesso alla scadenza del contratto, fissata per il 10 giugno 2013,
ritenuto che il veicolo è stato venduto da IM 1 in Italia a _ e che successivamente risulta essere stato venduto in Germania ad un terzo in buona fede;
18.2. per essersi,
nel febbraio 2014,
a _, _ ed in altre imprecisate località del Cantone Ticino e dell’Italia,
alfine di conseguire un indebito profitto,
appropriato del veicolo Mercedes Classe A, di colore grigio, no. telaio _, targata _, da lui noleggiato presso l’autonoleggio ACPR 16 SA di _,
omettendo di restituire lo stesso alla scadenza del contratto, fissata per il 31 gennaio 2014 alle ore 18.00,
ritenuto che il veicolo è stato nel frattempo recuperato e restituito al legittimo proprietario;
19. ripetuta falsità in certificati
per avere,
nel periodo giugno 2013 – febbraio 2014,
a _, _ ed in altre non meglio precisate località del Canton Ticino e della Svizzera,
alfine di migliorare la propria situazione,
alterato e fatto uso, a scopo d’inganno, di documenti di legittimazione contraffatti,
segnatamente per aver esibito ai titolari degli autonoleggi, rispettivamente agli acquirenti delle vetture, titolari dei rivenditori in Ticino, delle carte d’identità e delle licenze di condurre italiane false, intestate a _, _, _ e _, sulle quali era stata apposta la sua fotografia, alfine di non essere identificato nel caso in cui fosse emerso che le vetture da lui vendute erano oggetto di reato patrimoniale all’estero,
19.1. e meglio per avere
nel periodo giugno 2013 – dicembre 2013,
a _, _, _, ed in altre località del Ticino,
esibito, in occasione dei noleggi o della compravendita di vetture, i seguenti documenti:
- patente di guida italiana no. _ intestata a _, con apposta la fotografia di IM 1;
- patente di guida italiana no. _ intestata a _, con apposta la fotografia di IM 1;
- carta d’identità no. _ intestata a _, con apposta la fotografia di IM 1;
- patente di guida italiana no. _ intestata a _,
19.2. per avere,
nel periodo fine gennaio – inizio febbraio 2014,
a _, _ ed in altre imprecisate località svizzere e italiane,
in correità con _ e _ (contro il quali si procede separatamente),
alfine di migliorare la propria situazione,
alterato e fatto uso di carte di legittimazione contraffatte,
e meglio per avere,
dopo aver acquistato, a _, da una terza persona non identificata al prezzo dichiarato di Euro 350.00, una licenza di condurre falsificata, intestata a _, ma con apposta la fotografia di _,
nonché dopo aver alterato la carta d’identità italiana no. _, intestata a _, apponendogli la fotografia di _,
fatto uso di tali carte di legittimazione per procedere al noleggio della vettura AUDI Q5, di colore nero, targata _, di cui al punto 16, facendo legittimare _ con tali documenti di fronte al personale dell’autonoleggio;
...omissis...
richiamato lo scritto 14 aprile 2015 del Procuratore pubblico PP 1 con il quale ha presentato, a complemento e modifica della promozione dell'accusa 108/2014, una proposta di atto d'accusa alternativa, e meglio, al capo d'imputazione di truffa di cui al punto 17.1 si postula:
A) in via alternativa
ricettazione
per avere,
nel periodo ottobre 2013 - gennaio 2014,
a _, _, _ ed in altre imprecisate località francesi,
aiutato ad alienare una cosa che sapeva o doveva presumere ottenuta da un terzo mediante un reato contro il patrimonio,
e meglio per avere,
unitamente a _ e tale _,
aiutato ad alienare il veicolo marca Bentley Continental, di colore grigio, targato _, no. telaio _, che sapeva essere stato ottenuto mediante un reato contro il patrimonio e meglio mediante una truffa a danno della ACPR 9 SA, _, legittima proprietaria della vettura che l'aveva affidata, in data 13 ottobre 2013, in base ad un contratto di noleggio al sedicente _, identificato poi in _,
ritenuto che egli era a conoscenza del fatto che il veicolo era stato preso a noleggio, rispettivamente che lo stesso risultava essere in leasing, come da lui accertato dalla licenza di circolazione,
veicolo venduto a dei commercianti di vetture francesi non meglio identificati, al prezzo dichiarato di Euro 18'000.00, ottenendo l'imputato un importo, da lui dichiarato, di Euro 3'000.00;
reato previsto: dall'art. 160 CP.
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico, nonché l’Ispettore _;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
- l’avv. RAAP 6, patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 9 SA.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 22:20.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento inc. 72.2014.132, 72.2014.74, 72.2014.154 e 72.2015.6 (doc. TPC 20)
Con l’accordo delle parti, l’atto d’accusa 108/2014 viene così rettificato:
...omissis...
- punto 12 pag. 24: la numerazione dei veicoli, che sono 18 e non 20, va corretta;
- punto 17.3 pag. 28: la data va corretta in “17 ottobre 2013”;
- punto 17.3 pag. 29: la data va corretta in “17 ottobre 2013”;
...omissis...
Su segnalazione dell’avv. _, al punto 12. dell’atto d’accusa 108/2014 il n. di telaio della BMW X5 viene corretto in _.
Verbale del dibattimento
Con l’accordo delle parti, l’atto d’accusa viene così rettificato:
- punto 17.1 pag. 27:
" per essersi,
in data 8 ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 9 SA,
presentato con le generalità di _, legittimandosi mediante la presentazione della licenza di circolazione italiana intestata a _, ma con apposta la fotografia di IM 1, stipulando un contratto di noleggio, sottacendo la sua reale identità e il fatto che il veicolo era a lui destinato, ingannando in tal modo con astuzia il titolare e/o i dipendenti dell’Autonoleggio, inducendoli a mettere a sua disposizione il veicolo Bentley Continental, di colore grigio, targato _, no. telaio _, veicolo consegnato dall’autonoleggio in data 10 ottobre 2013 al sedicente _, poi identificato in _ (contro il quale si procede separatamente),
ritenuto che IM 1 e _ hanno omesso di riconsegnare il veicolo entro il termine pattuito e che il veicolo in questione è stato venduto, secondo le dichiarazioni di IM 1, all’estero e più precisamente in Francia, ad un prezzo che non è stato possibile accertare”;
- punto 17.1 pag. 29:
" per essersi,
nel mese di ottobre 2013,
a _, presso l’autonoleggio ACPR 9 SA,
appropriato indebitamente dell’autoveicolo Bentley Continental, di colore grigio, targato _, no. telaio _,
a lui affidato dal legittimo proprietario ACPR 9 SA in base al contratto di noleggio, stipulato in data 8/10 ottobre 2013,
veicolo ad oggi non recuperato e verosimilmente rivenduto all’estero”.
Con l’accordo delle parti, anche la data indicata sull’imputazione alternativa di cui allo scritto 14.04.2015 della Pubblica Accusa è rettificata in 10 ottobre 2013.
Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale dà atto che dopo il comportamento sfrontato tenuto dall’imputato durante l’inchiesta, oggi in aula ha cambiato atteggiamento, riconoscendo che fin dall’inizio sapeva che le auto che trattava erano oggetto di reato, ciò che comunque già risultava chiaramente dagli atti, in particolare dalle dichiarazioni di _. Ritiene inoltre pacifica l’aggravante del mestiere. Per quanto riguarda l’imputazione di falsità in documenti, chiede la condanna di IM 1 - oltre che per i libretti di circolazione e i certificati di proprietà - anche per i contratti di compravendita di cui agli allegati n. 9, 12, 15, 18, 21 e 24 dello scritto 23.01.2015 (doc. TPC 116 inc. 72.2014.132), essendo stati inseriti in contabilità. Il reato di falsità in certificati di cui al punto 19 dell’atto d’accusa, ammesso dall’imputato, è pacifico. Ritiene poi che sulla base delle dichiarazioni rese dall’impiegata della ACPR 9 SA, degli accertamenti sul telefonino in uso all’imputato e delle dichiarazioni rese da _, il coinvolgimento di IM 1 nella truffa ai danni della ACPR 9 SA di cui al punto 17.1 dell’atto d’accusa risulti comprovato. Anche i punti 17.2 e 17.3 dell’atto d’accusa, stante le dichiarazioni odierne di IM 1 e gli esiti degli accertamenti sul telefonino in suo uso, devono trovare conferma, come pure il punto 18.2 dell’atto d’accusa, dal momento che l’imputato avrebbe avuto tutto il tempo di riportare l’auto o prolungare il contratto e ritenuto inoltre che in quel periodo aveva molte auto nelle sue disponibilità. Venendo alla commisurazione della pena, sottolinea la gravità oggettiva dei fatti, la reiterazione, l’ingente danno causato, l’aggravante del mestiere, la circostanza che è stato fermato solo grazie all’intervento della Polizia, l’assenza di scrupoli dimostrata, il pessimo comportamento dopo la scarcerazione e i numerosi precedenti penali. Ritiene che l’unica attenuante è costituita da una certa collaborazione, che IM 1 ha però prestato unicamente di fronte all’evidenza. Rileva che la prognosi è negativa, dal momento che l’unico elemento positivo, ovvero l’avvio di un’attività con la compagna, deve essere relativizzato, visto che anche al momento dei fatti aveva una propria attività, per cui la pena che verrà comminata a IM 1 dovrà in ogni caso essere da espiare. In conclusione, chiede la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi. Postula inoltre che vengano accolte le pretese di risarcimento degli accusatori privati e la confisca di quanto in sequestro;
§ l’avv. RAAP 6, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 9 SA, il quale rileva che tutti gli elementi alla base del reato di truffa sono dati e sono in parte ammessi da IM 1. Rileva che anche qualora dovesse invece essere ritenuto il reato di appropriazione indebita o di ricettazione, non cambierebbe nulla in punto al grave danno provocato da IM 1 alla sua patrocinata. Si riconferma quindi nell’istanza di risarcimento versata agli atti e rileva che IM 1 ha dichiarato in aula di rimettersi al giudizio della Corte in merito all’entità del risarcimento, ciò che equivale ad acquiescenza, per cui l’istanza di risarcimento va integralmente accolta;
§ l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale evidenzia come il suo patrocinato abbia riconosciuto fin da subito il proprio coinvolgimento per la maggior parte delle auto imputate nell’atto d’accusa, ammettendo il resto oggi in aula. In relazione al punto 12. dell’atto d’accusa, restano contestate unicamente le auto n. 13, 14, 15 e 16, dal momento che IM 1 si trovava in Messico, per cui postula che per queste autovetture il suo assistito venga prosciolto dall’imputazione di ricettazione per mestiere. Per quanto concerne il punto 17.1 dell’atto d’accusa, rileva che in aula il suo patrocinato ha riconosciuto l’aiuto prestato ai due autori, precisando che lui non si è presentato presso il garage ACPR 9. Sottolinea che gli accertamenti sul telefonino in uso a IM 1 attestano unicamente la sua presenza sul suolo svizzero, ma nulla dicono sul suo ruolo. Osserva inoltre che gli standort fanno stato di spostamenti veloci da un posto all’altro, mentre che se si fosse presentato presso il garage ACPR 9, si sarebbe dovuto fermare perlomeno una ventina di minuti. Chiede quindi il proscioglimento del suo assistito dall’imputazione di cui al punto 17.1 dell’atto d’accusa, subordinatamente postula la condanna per complicità. Anche per le imputazioni di cui ai punti 17.2 e 17.3 dell’atto d’accusa, IM 1 ha ammesso un ruolo marginale, per cui va condannato per complicità. Venendo all’imputazione di cui al punto 18.2 dell’atto d’accusa, sottolinea che il suo patrocinato ha reso una versione costante e che non è stato possibile prolungare il contratto o restituire l’auto a seguito del suo fermo, per cui IM 1 va prosciolto dall’accusa di appropriazione indebita. Per quanto riguarda la pena, pone in rilievo la subitanea e piena collaborazione nonché le ammissioni rese in aula, la circostanza che IM 1 ha agito per provvedere al sostentamento della sua famiglia e il fatto che sia consapevole degli errori commessi. In considerazione di tutto ciò chiede un’importante riduzione della pena proposta dalla Pubblica accusa, da porre al beneficio della sospensione condizionale. Per quanto riguarda le istanze di risarcimento degli accusatori privati, rinvia a quanto detto da IM 1 in aula. Non si oppone alla confisca di quanto in sequestro e nemmeno al mantenimento della cauzione;
§ il Procuratore pubblico, per la replica, il quale ritiene che l’imputazione di ricettazione (per mestiere) vada confermata anche in relazione alle quattro autovetture contestate dalla Difesa, dal momento che IM 1 stesso ha dichiarato che riteneva di avere diritto ad una commissione anche in relazione alla vendita di queste auto. Per quanto concerne la truffa ai danni del garage ACPR 9, osserva che è possibile accertare lo standort unicamente quando il telefono è attivo, per cui cosa abbia fatto l’imputato tra le 13.09 quando il telefono si è agganciato a _ e le 15.24 quando ha agganciato l’antenna di _, non è possibile stabilirlo. Ribadisce i motivi per i quali anche le imputazioni di cui ai punti 17.2 e 17.3 dell’atto d’accusa debbano essere confermate (in particolare l’utilizzo della carta di credito in uso a IM 1 e i contatti telefonici con diverse società di autonoleggio). Per quanto concerne il punto 18.2 dell’atto d’accusa, sottolinea che IM 1 è stato arrestato di sera, per cui aveva tutto il tempo per riconsegnare l’auto. Infine, contesta che l’imputato abbia prestato piena collaborazione agli inquirenti e si riconferma nella richiesta di accoglimento integrale dell’atto d’accusa.

Considerato, in fatto ed in diritto
1. Vita anteriore e precedenti penali dell’imputato
1.1. IM 1, cittadino italiano, in merito alla sua vita ha riferito:
" Sono nato a _ il _. Mia madre attualmente è pensionata, in precedenza era dirigente postale. Anche mio padre è pensionato, lui era comandante della _ di _. Ho una sorella più grande, la quale lavora presso l’ospedale di _. Ho frequentato le scuole dell’obbligo a _ e in seguito mi sono diplomato in ragioneria. Ho subito iniziato un’attività presso la _ libri, settore cartotecnica. Sono stato assunto quale capoarea nel settore oggettistica (quaderni, carte d’auguri, penne, ecc.). Ho ottenuto questo lavoro grazie a mio zio che era vicedirettore generale della _ libri. Tra le varie cose che facevo mi recavo anche presso i clienti, per convincerli ad acquistare materiale presso di noi. Ho lavorato circa tre anni per questa società e poi sono stato assunto dalla società _ di _. Io ero rappresentante per la zona di _ per conto di questa società. Ho lavorato per la stessa per circa tre anni. In seguito sono stato assunto dal gruppo _ quale rappresentante merchandising, nella zona di _ e _. Dove ho lavorato per circa un anno. Nell’ambito di questa attività ho conosciuto un cittadino ebreo che si occupava di stoccaggio. Quest’ultimo si occupava anche di stoccaggio nel settore dell’abbigliamento e mi ha proposto di collaborare con lui. Ho quindi iniziato un’attività quale libero professionista durata fino al 1999. In sostanza io mi adoperavo a cercare degli stock di abbigliamento che poi fornivo a questa persona, la quale mi pagava una provvigione. Nell’aprile del 1999 ho poi avviato una mia attività nel campo dell’abbigliamento, inizialmente quale vendita all’ingrosso e successivamente da ottobre 1999, con dei capannoni per la vendita diretta. Quest’attività è durata fino ad aprile 2013. ADR che si è conclusa a seguito del crollo del mercato che mi ha costretto a chiudere l’attività. Successivamente, per un breve periodo, ho collaborato con il padrino di mia figlia che aveva un’attività sempre nell’ambito dello stoccaggio, attività che nel frattempo ha dovuto chiudere. Successivamente mi sono lanciato nell’acquisto di merce dalla Turchia che cercavo poi di vendere all’ingrosso nei vari mercati italiani. Preciso che comunque acquistavo già merce in Turchia dal 2006. (...)
ADR che da giugno 2013 ho iniziato un’attività nell’ambito della compravendita di vetture come ho già avuto modo di spiegare nei miei precedenti verbali.
ADR che non mi sono mai sposato, ho convissuto dal 1995 al 2012 con _, abbiamo avuto tre figli nati nel 2000, 2005 e 2007. Attualmente frequento una persona ma non convivo.
ADR che attualmente mi occupo di preparare i locali per una nuova attività che prenderà il via il 01.10.2014 a _. Si tratta di un negozio di vendita di oggettistica per feste, nonché di caramelle e dolciumi. ADR che io sarò dipendente di una società che non sarà a me riconducibile per questioni fiscali. ADR che il mio stipendio sarà di 1’000/1'100.00 Euro al mese. ADR che quale contributo per i miei figli pago 900.00 Euro al mese. Preciso che sono comunque in arretrato di alcuni mesi. ADR che per il futuro ho già discusso con la mia ex compagna e il mio contributo verrà ridotto a 200.00 Euro al mese considerato che anche lei ha iniziato un’attività lavorativa.
ADR che attualmente ho debiti con i miei famigliari. Devo 7'000.00 Euro ad una zia e circa 23'000.00 Euro ai miei genitori. ADR che in Italia ho debiti con lo Stato di circa 1,1 milioni di Euro (imposte, IVA, ecc. ).”
(VI PP 03.09.2014 pagg. 2-3)
1.2. Al dibattimento, IM 1 in merito alla sua vita anteriore ha confermato le dichiarazioni di cui sopra e in merito all’attività lavorativa svolta dopo la sua scarcerazione ha dichiarato:
" Dal 7 luglio 2014 io e la mia compagna abbiamo locato una superficie commerciale nel centro storico di _. Abbiamo ristrutturato i locali e poi abbiamo aperto l’attività a metà settembre 2014. L’attività concerne vendita di oggettistica per feste, caramelle e dolciumi, aprendo la _ Srl. Io sono dipendente, la società è intestata alla mia compagna. Percepisco uno stipendio mensile di Euro 334.- netti. Risulta che lavoro per 10 ore alla settimana. L’attività va bene, è un negozio che non ha concorrenza. Come questo ce n’è solo un altro a _.
ADR: Attualmente giro con l’auto di mio padre oppure in treno oppure con l’auto della mia compagna che ha una Mercedes Classe D.”
(VI imputato pagg. 1-2, all. 1 al V. DIB)
1.3. In merito ai suoi precedenti penali, IM 1 nel verbale del 3 settembre 2014 ha dichiarato che “a seguito della mia attività nel campo dell’abbigliamento ho avuto dei problemi giudiziari, in particolare a causa della vendita di merce contraffatta. Preciso che le Autorità italiane mi hanno sequestrato circa merce per un valore di 2 milioni di Euro in quanto contraffatta. ADR che sono stati avviati circa una quindicina di procedimenti penali nei miei confronti. Per alcuni sono stato prosciolto e per altri invece condannato. ADR che ho preso delle condanne definitive di 4 anni e 8 mesi, usufruendo dell’indulto di 3 anni e il resto è stato sospeso condizionalmente. Attualmente ho ancora due procedimenti pendenti a mio carico. Per uno siamo nella fase del dibattimento, la prossima udienza sarà ad ottobre 2014, mentre l’altro è ancora nelle sue fasi iniziali” (VI PP 03.09.2014 pag. 3).
Al dibattimento ha precisato che “in Italia ho fatto circa 40 giorni di carcere” (VI imputato pag. 2).
1.4. Dall’estratto del casellario giudiziale italiano risulta che IM 1 è stato condannato:
- nel 2002 per commercio di prodotti con segni falsi continuato, ricettazione e frode nell’esercizio del commercio continuato, alla pena di 1 anno e 10 giorni di reclusione e alla multa di € 500.-;
- il 9 ottobre 2003 per introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi, alla pena di 2 mesi di reclusione ed alla multa di € 300.-;
- il 2 marzo 2005 per ricettazione e spendita senza concerto di monete falsificate, alla pena di 10 mesi di reclusione e ad una multa;
- il 28 ottobre 2005 per ricettazione, alla pena di 2 mesi di reclusione e alla multa di € 200.-;
- il 26 maggio 2006 per il reato di ricettazione continuato, alla pena di 8 mesi di reclusione ed alla multa di € 200.-;
- il 6 novembre 2007 per ricettazione e commercio di prodotto con segni falsi alla reclusione di 2 anni e 15 giorni nonché alla multa di € 800.-;
- il 28 ottobre 2009 per i reati di simulazione di reato in concorso, ricettazione in concorso e furto in abitazione in concorso, ricettazione ed appropriazione indebita in concorso alla pena di 1 anno e 2 mesi di reclusione (cfr. estratto del casellario giudiziale italiano).
In Svizzera non risulta che IM 1 sia mai stato condannato (cfr. estratto casellario giudiziale svizzero).
2. Circostanze dell’arresto
Come risulta dal rapporto di arresto provvisorio di IM 1 (AI 319), il 3 febbraio 2014 la Polizia veniva informata che presso l’autonoleggio ACPR 17 di _, un certo _ avrebbe dovuto ritirare un veicolo Audi Q5 verso le ore 17.00.
A nome di _ la Pubblica accusa aveva emesso, nell’ambito dell’inchiesta “_” relativa ad un traffico di autovetture oggetto di reato patrimoniale all’estero, un mandato di cattura per i reati di ricettazione e falsità in documenti. La Polizia si recava quindi presso l’autonoleggio, dove verso le ore 17.00 un individuo a nome _ noleggiava un veicolo Audi Q5 di proprietà della società di autonoleggio (contratto di noleggio per due giorni per fr. 1'132.-, importo garantito con pagamento mediante una carta di credito a nome _).
La Polizia procedeva quindi al fermo di questa persona come pure al fermo dei compagni di viaggio, segnatamente IM 1 e _.
Sin da subito emergeva che i documenti (patente e carta d’identità) a nome _ erano dei falsi, così come ammetteva lo stesso _. L’arrestato risultava infatti essere _, il quale si era spacciato quale _ solo per procedere al noleggio in realtà finalizzato all’appropriazione illecita del veicolo Audi Q5.
_ spiegava di aver ottenuto i falsi documenti d’identità da IM 1.
La Pubblica accusa il 27 gennaio 2014 aveva emesso a carico di IM 1 un mandato di cattura per titolo di ricettazione per mestiere, subordinatamente ricettazione, appropriazione indebita, falsità in documenti e falsità in certificati (AI 294). Lo stesso risultava aver utilizzato diversi alias: _, _, _ e _.
_ (IM 1) era stato chiamato in causa da _, titolare del garage _ SA di _, per la vendita di una vettura Lancia Delta munita di GPS che risultava essere stata denunciata in Italia, oltre che per la fornitura/vendita di diverse altre autovetture a _ che sin dai primi accertamenti eseguiti dalla Polizia risultavano oggetto di reato patrimoniale all’estero, segnatamente in Italia, Germania, Francia e Spagna.
Eseguiti i rispettivi verbali di interrogatorio, IM 1, _ e _ venivano tratti in arresto.
Il GPC confermava la detenzione preventiva dei tre con decisioni del 5 febbraio 2014 e del 7 febbraio 2014 (AI 334, AI 349 e AI 350).
In data 15 aprile 2014 IM 1 veniva scarcerato previo deposito di una cauzione di € 12'400.- pari a fr. 14'866.-, con l’obbligo di rimanere a disposizione degli inquirenti e il divieto di avere contatti con le persone coinvolte nell’inchiesta (cfr. VI PP 15.04.2014; AI 562 - AI 577).
3. Atto d’accusa e disgiunzione del procedimento
In esito alla laboriosa inchiesta “_”, con atto d’accusa n. 108/2014 del 28 ottobre 2014 la Pubblica accusa imputa a IM 1 i seguenti reati:
- ripetuta ricettazione per mestiere per avere, nel periodo settembre - dicembre 2013, in correità con _ e _, alienato o aiutato ad alienare 18 autovetture sapendo o dovendo presumere che erano state ottenute da un terzo mediante un reato contro il patrimonio, e meglio come descritto al punto 12 AA;
- ripetuta falsità in documenti per avere, nel periodo settembre - dicembre 2013, allo scopo di indebito profitto, segnatamente alfine di poter procedere alla vendita di vetture in Svizzera, ripetutamente fatto uso di carte di circolazione italiane e certificati di proprietà italiani falsificati nonché allestito ovvero fatto allestire documenti di compravendita falsi, e meglio come descritto al punto 13 AA;
- ripetuta ricettazione per mestiere per avere, nel corso del mese di settembre 2013, in correità con _, alienato o aiutato ad alienare 2 autovetture sapendo o dovendo presumere che erano state ottenute da un terzo mediante un reato contro il patrimonio, e meglio come descritto al punto 14 AA;
- ripetuta falsità in documenti per avere, nel corso del mese di settembre 2013, allo scopo di indebito profitto, segnatamente alfine di poter procedere alla vendita di vetture in Svizzera, ripetutamente fatto uso di carte di circolazione italiane e certificati di proprietà italiani falsificati nonché allestito ovvero fatto allestire documenti di compravendita falsi, e meglio come descritto al punto 15 AA;
- tentata truffa per avere, il 3 febbraio 2014, presso l’Autonoleggio ACPR 17 SA, in correità con _, _ e _, alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, presentandosi _ con le generalità di _, legittimandosi mediante la presentazione della carta d’identità originale di _ con apposta la fotografia di _ e con una patente di guida falsificata sempre a nome di _, tentato di ingannare con astuzia i titolari e/o i dipendenti dell’autonoleggio per indurli a mettere a loro disposizione il veicolo Audi Q5 targato _, veicolo che sarebbe stato successivamente rivenduto, ritenuto che lo stesso non è stato consegnato dalla società di noleggio unicamente a seguito dell’intervento della Polizia, e meglio come descritto al punto 16 AA;
- ripetuta truffa
-- per essersi, l’8 ottobre 2013 (data corretta al dibattimento; cfr. V. DIB pag. 3), a _, presso l’autonoleggio ACPR 9 SA, presentato con le generalità di _, legittimandosi mediante la presentazione della licenza di circolazione italiana intestata a _ ma con apposta la fotografia di IM 1, stipulando un contratto di noleggio, sottacendo la sua reale identità e il fatto che il veicolo era a lui destinato, ingannando in tal modo con astuzia il titolare e/o i dipendenti dell’autonoleggio, inducendoli a mettere a sua disposizione il veicolo Bentley Continental targato _, veicolo consegnato dall’autonoleggio il 10 ottobre 2013 (data corretta al dibattimento; cfr. V. DIB pag. 3) al sedicente _, poi identificato in _, ritenuto che IM 1 e _ hanno omesso di riconsegnare il veicolo entro il termine pattuito e che il veicolo in questione è stato venduto all’estero, e meglio come descritto al punto 17.1 pagg. 27-28 AA. Per questi fatti, in alternativa all’imputazione di truffa la Pubblica accusa ha imputato il reato di appropriazione indebita (cfr. punto 17.1 pag. 29 AA) e di ricettazione (cfr. scritto del 14.4.2015, doc. TPC 23);
-- per essersi, il 17 ottobre 2013, a _, presso l’autonoleggio ACPR 17 SA, presentato con le generalità di _, unitamente al sedicente _, il quale si è legittimato con un documento verosimilmente falso, stipulando un contratto di noleggio, dando quale garanzia la carta di credito Mastercard n. _, falsa, intestata a _, allo scopo di firmare a nome _ il contratto di noleggio, sottacendo la loro identità e il fatto che il veicolo era a loro destinato, ingannando in tal modo con astuzia i titolari e/o i dipendenti dell’autonoleggio, inducendoli a mettere loro a disposizione il veicolo VW Golf n. telaio (recte: n. di targa) _, veicolo consegnato ai sedicenti _ e _, i quali omettevano di riconsegnarlo entro il termine pattuito, ritenuto che il veicolo in questione è stato verosimilmente venduto all’estero, e meglio come descritto al punto 17.2 pag. 28 AA.
Per questi fatti, la Pubblica accusa in alternativa ha imputato il reato di appropriazione indebita (cfr. punto 17.2 pag. 29 AA);
-- per essersi, il 17 ottobre 2013 (data corretta al dibattimento; cfr. V. DIB inc. 72.2014.74-132-154/2015.6 pag. 8, doc. TPC 20), a _, presso l’autonoleggio ACPR 18, presentato con le false generalità di _, unitamente al sedicente _, legittimandosi mediante la falsa carta d’identità n. _, stipulando un contratto di noleggio, dando quale garanzia la carta di credito Mastercard n. _, falsa, intestata a _, sottacendo la loro identità e il fatto che il veicolo era a loro destinato, ingannando in tal modo con astuzia i titolari e/o i dipendenti dall’autonoleggio, inducendoli a mettere loro a disposizione il veicolo Ford Mondeo targato _, veicolo consegnato ai sedicenti _ e _, i quali omettevano di riconsegnarlo entro il termine pattuito, ritenuto che lo stesso è stato verosimilmente venduto all’estero, e meglio come descritto al punto 17 pag. 28 AA. In alternativa, la Pubblica accusa ha imputato per questi fatti il reato di appropriazione indebita (cfr. punto 17.3 pag. 29 AA);
- appropriazione indebita
-- per essersi, nel giugno/luglio 2014, a _ ed in altre imprecise località del Cantone Ticino e dell’Italia, al fine di conseguire un indebito profitto, appropriato del veicolo Skoda targato _, da lui noleggiato presso l’autonoleggio ACPR 1 SA di _, omettendo di restituire lo stesso alla scadenza del contratto fissata per il 10 giugno 2013, e meglio come descritto al punto 18.1 AA;
-- per essersi, nel febbraio 2014, a _, _ ed in altre imprecisate località del Cantone Ticino e dell’Italia, alfine di conseguire un indebito profitto, appropriato del veicolo Mercedes Classe A targato _, da lui noleggiato presso ACPR 16 SA di _, omettendo di restituire lo stesso alla scadenza del contratto fissata per il 31 gennaio 2014, ritenuto che il veicolo è stato nel frattempo recuperato e restituito al legittimo proprietario, e meglio come descritto al punto 18.2 AA;
- ripetuta falsità in certificati
-- per avere, nel periodo giugno 2013 - dicembre 2013, in occasione dei noleggi e della compravendita di vetture, esibito la patente di guida italiana intestata a _ con apposta la fotografia di IM 1, la patente di guida italiana intestata a _ con apposta la fotografia di IM 1, la carta d’identità intestata a _ con apposta la fotografia di IM 1 e la patente di guida italiana intestata a _, e meglio come descritto al punto 19.1 AA;
-- per avere, nel periodo fine gennaio - inizio febbraio 2014, in correità con _ e _, alfine di migliorare la propria situazione, alterato e fatto uso di carte di legittimazione contraffatte, e meglio per avere, dopo aver acquistato a _ da una terza persona non identificata, una licenza di condurre falsificata, intestata a _ ma con apposta la fotografia di _, nonché dopo aver alterato la carta d’identità italiana intestata a _ apponendovi la fotografia di _, fatto uso di tali carte di legittimazione per procedere al noleggio della vettura Audi Q5 targata _, e meglio come descritto al punto 19.2 AA.
Per completezza si segnala che esperita l’inchiesta, _ è stato condannato con decreto n. 5149/2014 del 31 ottobre 2014 per titolo di tentata truffa e falsità in certificati, per il noleggio dell’Audi Q5 presso l’ACPR 17, alla pena di 60 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni oltre alla multa di fr. 400.-; il decreto è cresciuto in giudicato (cfr. DA 5149/2014, doc. TPC 160 inc. 72.2014.74-132-154/2015.6).
_ è stato condannato con decreto n. 5150/2014 del 31 ottobre 2014 (DA 5150/2014, doc. TPC 160 inc. 72.2014.74-132-154/2015.6), cresciuto in giudicato, per titolo di tentata truffa e falsità in certificati per il noleggio dell’Audi Q5 presso l’ACPR 17 e per ricettazione di un veicolo BMW X6 venduto al garage _, alla pena di 90 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni oltre alla multa di fr. 600.-.
_ è invece stato prosciolto dall’imputazione di tentata truffa con sentenza della Corte delle assise criminali del 23 febbraio 2015, pendente presso la Corte di appello e di revisione penale a seguito degli annunci d’appello presentati da altri coimputati.
IM 1 non si presentava al dibattimento indetto per il 10 febbraio 2015 facendo pervenire, per il tramite del suo patrocinatore, un certificato medico (cfr. doc. DIB 2 e doc. TPC 177 inc. 72.2014.74-132-154/2015.6).
La Corte provvedeva di conseguenza a disgiungere il procedimento a suo carico da quello a carico degli altri otto imputati di cui all’AA 108/2014 del 28 ottobre 2014 (cfr. decisione di disgiunzione del 10.02.2015, all. 1 al V. DIB dell’inc. 72.2014.74-132-154/2015.6).
Il processo a carico di IM 1 veniva celebrato il 16 aprile 2015. L’imputato si presentava regolarmente in aula, salvo che alla lettura del dispositivo della sentenza (cfr. pagg. 7-8 del verbale del dibattimento).
4. Ripetuta ricettazione per mestiere (punti 10 e 12 AA) e ripetuta falsità in documenti (punti 11 e 13 AA)
4.1. Giusta l’art. 160 cifra 1 CP, chiunque acquista, riceve in dono o in pegno, occulta o aiuta ad alienare una cosa che sa o deve presumere ottenuta da un terzo mediante un reato contro il patrimonio, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria oppure con la pena comminata al reato preliminare, se questa è più mite. Se il reato preliminare è punibile solo a querela di parte, la ricettazione è punibile solo se la querela è stata presentata.
Dal profilo soggettivo il reato è intenzionale. L’autore non deve soltanto compiere intenzionalmente l’atto di ricettazione ma deve anche essere consapevole dell’origine delittuosa dell’oggetto ricettato. Il dolo eventuale, è tuttavia sufficiente.
L’autore deve dunque avere perlomeno accettato l’eventualità che l’oggetto dell’atto di ricettazione provenga da un reato contro il patrimonio commesso da un terzo.
Ciò è il caso quando le circostanze suggeriscono il sospetto di una sua provenienza delittuosa, come ad esempio quando uno sconosciuto vende oggetti preziosi ad un prezzo particolarmente basso.
Non occorre che l’autore conosca la natura esatta del reato contro il patrimonio, né le circostanze nelle quali esso si è compiuto.
L’art. 160 CP non presuppone che l’autore agisca al fine di procurarsi o di procurare ad un terzo un indebito profitto, rispettivamente un indebito vantaggio.
Giusta l’art. 160 cifra 2 CP, il colpevole è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 90 aliquote giornaliere se fa mestiere della ricettazione. Secondo la giurisprudenza (cfr. sentenza CARP del 16 ottobre 2014, inc. 17.2014.169, consid. 11), l’autore agisce per mestiere quando risulta - dal tempo e dai mezzi che consacra agli atti criminosi, dalla loro frequenza durante un periodo determinato, così come dall’entità dei guadagni auspicati o ottenuti - che egli esercita l’attività delinquenziale alla stessa stregua di una professione, anche semplicemente accessoria (STF 6B_681/2009 del 18 febbraio 2010 consid. 2; DTF 116 IV 319 consid. 4; 117 IV 65; 119 IV 129; 123 IV 116).
Elementi costitutivi del delinquere per mestiere sono, quindi, una commissione ripetuta dei reati, l’intenzione di ottenerne un reddito e la disponibilità a commettere anche nel futuro un numero imprecisato di reati del tipo in questione.
In primo luogo, dunque, è necessario che il prevenuto abbia compiuto più reati (Marcel Alexander Niggli/Christof Riedo, Basler Kommentar, 2 ed., ad art. 139, n. 93).
In secondo luogo, l’autore deve avere agito con l’intenzione di ottenere un reddito. Ciò è dato solo se è riconoscibile l’intenzione di derivare con una relativa regolarità dall’attività criminale delle entrate per coprire almeno una parte delle spese necessarie a mantenere il tenore di vita (DTF 119 IV 129, 133; 123 IV 113, 116; 116 IV 319, 334 e segg.). Non è necessario che l’autore riesca concretamente ad ottenere il reddito, basta la corrispondente intenzione (DTF 68 IV 40, 44; 78 IV 91, 94 e segg.). Neppure indispensabile è che la delinquenza rappresenti l’unica o la principale fonte di guadagno del reo: un reddito complementare basta (DTF 123 IV 113, 117).
Da ultimo l’autore deve essere pronto a commettere un numero imprecisato di reati del genere in questione. La questione risulta essere poco problematica se egli nel passato ha perpetrato reati in una maniera tale da aver già palesato questa sua disponibilità. Se, invece, il numero dei delitti realmente effettuati è ridotto, la qualificazione può avvenire solo sulla scorta di una prognosi di plausibilità con riferimento a comportamenti futuri, fondata su quanto da lui sino a quel momento fatto e considerati la frequenza dei delitti, i mezzi impiegati per la loro commissione e l’ammontare del bottino (Marcel Alexander Niggli/ Christof Riedo, op. cit. ad art. 139, n. 102).
L'art. 12 cpv. 2 CP definisce le nozioni di intenzionalità e di negligenza. Commette con intenzione un crimine o un delitto chi lo compie consapevolmente e volontariamente. A tal fine, basta che l'autore ritenga possibile il realizzarsi dell'atto e se ne accolli il rischio (art. 12 cpv. 2 CP). Come ricordato dalla CARP in una sentenza del 26 ottobre 2011 (inc. 17.2011.55), la seconda frase dell'art. 12 cpv. 2 CP definisce la nozione di dolo eventuale (STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.2; DTF 133 IV 9 consid. 4), che sussiste laddove l'agente ritiene possibile che l'evento o il reato si produca e, cionondimeno, agisce, poiché prende in considerazione l'evento nel caso in cui si realizzi e lo accetta pur non desiderandolo (STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.2 che conferma la sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3; STF 6B_458/2009 del 9 dicembre 2010 consid. 5.1.1; STF 6B_996/2009 del 15 marzo 2010 consid. 1.1; STF 6B_656/2009 dell’11 marzo 2010 consid. 5.2; DTF 135 IV 152 consid. 2.3.2 pag. 156; DTF 134 IV 26 consid. 3.2.2 pag. 28; DTF 133 IV 9 consid. 4.1 pag. 16; DTF 131 IV 1 consid. 2.2 e rinvii; DTF 125 IV 242 consid. 3c pag. 251 con riferimenti; DTF 121 IV 249 consid. 3a pag. 253; sentenza CCRP 17.2010.1 del 21 aprile 2010 consid. 2.6).
Commette, invece, un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un’imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne ha tenuto conto. L’imprevidenza è colpevole se l’autore non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 12 cpv. 3 CP).
Il discrimine tra dolo eventuale e negligenza cosciente può rivelarsi delicato, poiché in entrambi i casi l'autore ritiene possibile che l'evento dannoso o il reato si produca (STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.2).
La conclusione per cui l’autore ha accettato il risultato non può, quindi, essere dedotta dal semplice fatto che egli ha agito sebbene fosse consapevole del rischio della sopravvenienza del risultato, in quanto si tratta di un elemento comune al dolo eventuale e alla negligenza cosciente (STF 6B_1004/2008 del 9 aprile 2009 consid. 3.1; DTF 130 IV 58 consid. 8.4 pag. 62).
La differenza si opera quindi al livello della volontà e non della coscienza (STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.2 che conferma la sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.c; DTF 133 IV 1 consid. 4.1 pag. 3).
Vi è negligenza, e non dolo, qualora l'autore, per un'imprevidenza colpevole, agisce presumendo che l'evento, che ritiene possibile, non si realizzi.
Come visto, vi è per contro dolo eventuale quando l'autore ritiene possibile che tale evento si produca e, ciononostante, agisce, poiché lo prende in considerazione nel caso in cui si realizzi, accettandolo pur non desiderandolo (STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.2 che conferma la sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.c; STF 6B_458/2009 del 9 dicembre 2010 consid. 5.1.1; STF 6B_656/2009 dell’11 marzo 2010 consid. 5.2; DTF 133 IV 1 consid. 4.1, 9 consid. 4.1; DTF 130 IV 58 consid. 8.3; sentenza CCRP 17.2010.1 del 21 aprile 2010 consid. 2.6).