Decision ID: b6c94d95-a701-5ac6-be4f-2b78f9ab63c9
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1977, nel 2007 ha avuto un incidente stradale e lo stesso anno ha terminato la formazione di tecnica di sala operatoria (doc. VI/1), che ha esercitato nel 2008 presso la _ soltanto per un breve periodo risultando da marzo sostanzialmente totalmente inabile al lavoro nell’anno di prova (doc. 7), che si è concluso con il licenziamento avvenuto per fine anno (doc. 7 pagg. 37 e 38). Ad inizio anno 2009 (doc. 5) l’assicurata ha chiesto prestazioni AI per adulti a causa di dolori cervicali e vertigini.
L’Ufficio assicurazione invalidità ha intrapreso i necessari accertamenti medici richiamando gli atti dall’assicuratore infortuni e, sentito il medico del Servizio Medico Regionale il 7 dicembre 2010 (doc. 23), con decisione del 24 marzo 2011 (doc. 31), preavvisata dal progetto di decisione del 21 dicembre 2010 (doc. 25), ha attribuito all’assicurata una rendita intera d’invalidità dal 1° luglio 2009 (dopo sei mesi dal deposito della domanda AI) stante sia il riconoscimento, da parte della _, di una totale inabilità lavorativa sia la circostanza di essere ancora in cura.
1.2. A seguito della decisione dell’assicuratore infortuni di sospendere dal 1° agosto 2012 il versamento delle indennità giornaliere (doc. 43), nell’agosto 2012 (doc. 45) l’Ufficio AI ha avviato una revisione della rendita AI interpellando i medici curanti, ciò che ha portato l’8 febbraio 2013 (doc. 54) il medico SMR a disporre una perizia pluridisciplinare esterna neurologica e reumatologica, che ha avuto luogo nell’aprile (doc. 62) e nel maggio 2013 (doc. 60), a seguito della quale il dr. med. _ ha stilato il 16 luglio 2013 (doc. 64) il suo rapporto finale, confermato il 6 dicembre 2013 (doc. 74).
Con progetto di decisione del 19 febbraio 2014 (doc. 78) l’Ufficio AI ha soppresso la rendita di invalidità visto l’intervenuto miglioramento dello stato di salute a seguito dell’intervento di discectomia cervicale del novembre 2011. Data una capacità lavorativa dell’80% in qualsiasi attività, dal 1° novembre 2012 risultava un grado AI del 20% e quindi l’estinzione della rendita.
Su invito dell’SMR (doc. 83), il 15 e il 19 maggio 2014 (doc. 87) l’assicurata è stata visitata dal profilo psichico dal Centro peritale per le assicurazioni sociali.
Stanti le divergenze emerse a livello psichiatrico e neurologico (docc. 91 e 94), il 7 novembre 2014 (doc. 95) il dr. med. _ del Servizio Medico Regionale ha disposto una nuova perizia SAM pluridisciplinare, che ha avuto luogo nei mesi di novembre e dicembre 2015, refertata poi il 26 gennaio 2016 (doc. 109).
1.3. Nel rapporto finale SMR del 5 febbraio 2016 (doc. 110) il dr. med. _ ha confermato il grado di inabilità lavorativa dal 1° novembre 2012 sia del 30% in qualsiasi attività, inteso come riduzione della presenza e del rendimento, sia del 20% come casalinga. Su tale base, con decisione del 21 aprile 2016 (doc. 124) l’Ufficio AI ha confermato la soppressione della rendita di invalidità (grado AI 30%), preavvisata il 18 febbraio 2016 (doc. 111) in sostituzione del progetto del 19 febbraio 2014.
1.4. Il 24 maggio 2016 (doc. I) RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1, si è rivolta al TCA chiedendo di annullare la decisione di soppressione della rendita e di rinviare gli atti all’Ufficio AI per completamento istruttorio al fine di determinare il grado di incapacità lavorativa nella sua attività di strumentista.
Secondo la ricorrente, l’amministrazione deve stabilire se la sua capacità lavorativa sia la stessa nella professione di infermiere strumentista e in attività adeguate, visto che la perizia lascia dei dubbi al riguardo, laddove è indicato da una parte che “Essendo l’attività in qualità di aiuto medico maggiormente favorevole dal lato ergonomico rispetto a quella di strumentista di sala operatoria, andrà favorita” (doc. 109 pag. 35); d’altra parte, che “l’attività lavorativa, pure appresa dall’assicurata di aiuto medico, sia dal punto di vista ergonomico, più favorevole rispetto a quello di strumentista di sala operatoria e quindi, da favorire nella scelta” (doc. 109 pag. 428). L’assicurata ritiene pertanto che secondo questi periti la capacità lavorativa non sia la stessa nella sua professione di strumentista che in altre attività. Essa dubita che la professione di strumentista consenta, durante gli interventi, pause maggiormente frequenti.
Ritenuto che senza il danno alla salute la ricorrente lavorerebbe come strumentista mentre oggi lavora come assistente di studio medico, ne discende che l’Ufficio AI deve chiarire quale sia il grado di incapacità lavorativa come strumentista (a suo avviso è del 100%) e in un’attività adatta. Dopodiché dovrà calcolare il grado di invalidità confrontando il reddito senza invalidità con quello che può attualmente realizzare. La natura delle lesioni le impedisce infatti di continuare l’attività di infermiere strumentista.
1.5. Nella sua risposta del 15 giugno 2016 (doc. IV) l’Ufficio AI ha proposto di respingere il ricorso.
Per quanto concerne l’aspetto medico, l’amministrazione ha ricordato di avere fondato la valutazione della capacità lavorativa residua sulla perizia del SAM del 26 gennaio 2016, a cui va conferito pieno valore. Essa ne ha ripreso alcuni estratti, quale “L’attuale grado di capacità lavorativa medico-teorico globale dell’A. per le attività lucrative finora svolte in qualità di aiuto medico, strumentista, tecnica di sala, segretaria amministrativa presso uno studio medico, è valutabile nella misura del 70% (riduzione del rendimento e del tempo di lavoro)”.
Quanto all’aspetto economico, l’Ufficio AI ha ricordato di avere utilizzato il metodo del raffronto percentuale, poiché l’assicurata risultava inabile al lavoro al 30% in qualsiasi attività. Anche se si volesse comunque utilizzare il metodo del raffronto dei redditi invocato dalla ricorrente, l’esito non sarebbe diverso.
Stante un reddito da valida di Fr. 65'020.- aggiornato al 2014 confrontato con un reddito ipotetico da invalida di Fr. 49'027.- desunto dalla Tabella TA1 skill level 2014 per l’attività di aiuto medico, livello di qualifica 2, riportato su 41,7 ore settimanali e ridotto del 30%, si otterrebbe un grado AI del 25%.
L’amministrazione ha infine rilevato che dal 1° maggio 2014 l’assicurata svolge in ragione del 30% l’attività di segretaria amministrativa presso uno studio medico. Riportando il reddito annuo conseguito nel 2015 (Fr. 22'581.-) al 70% (Fr. 52'689.-), si avrebbe un grado AI del 19%.
D’avviso dell’Ufficio AI, il rinvio degli atti non è quindi giustificato, poiché la determinazione di un’eventuale incapacità lavorativa maggiore come infermiera strumentista o addirittura l’esclusione di tale occupazione dall’elenco delle attività adeguate esigibili non modificherebbe l’esito finale del rifiuto della rendita. In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, la ricorrente può sfruttare la sua capacità lavorativa residua del 70% anche nell’attività svolta in precedenza di aiuto medico o in quella attualmente praticata di assistente amministrativa in uno studio medico.
1.6. Il 24 giugno 2016 (doc. VI) la ricorrente ha prodotto la copia del diploma di tecnica di sala operatoria (doc. VI/1), sul quale l’Ufficio AI non ha formulato nuove osservazioni e confermandosi nella risposta di causa (doc. VIII).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se è a giusta ragione che, nell’ambito di una revisione d’ufficio, l’Ufficio assicurazione invalidità ha soppresso il diritto alla rendita intera di invalidità, poiché dal 1° novembre 2012 la ricorrente sarebbe abile al lavoro al 70% in qualsiasi professione e quindi con il metodo del raffronto percentuale il suo grado AI risulterebbe del 30%.
2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).
In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modifica, che incide quindi in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche all’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
La revisione avviene d'ufficio quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d’invalidità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità, è stato stabilito un termine al momento della fissazione della rendita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza (art. 87 cpv. 1 lett. a OAI); o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modifica del grado d’invalidità, della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità (art. 87 cpv. 1 lett. b OAI). Invece, se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d’invalidità o di grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 OAI). Infine, qualora la rendita, l'assegno per grandi invalidi o il contributo per l'assistenza siano stati negati perché il grado d'invalidità era insufficiente, perché non è stata riconosciuta una grande invalidità o perché il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere diritto al contributo per l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se sono soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).
Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).
Quanto agli effetti della revisione di una rendita, per l’art. 88bis cpv. 2 OAI la riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto, al più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione (lett. a).
Essa può però intervenire anche retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante, se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato oppure se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 (lett. b).
L’art. 88bis OAI è applicabile non solo in caso di revisione, ma anche in caso di modifica del diritto alla rendita stabilito in via di riesame (riconsiderazione) (Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichtes zum IVG, 2a edizione 2010, ad art. 30/31 (17 ATSG), pag. 395; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, 2003, pag. 95).
Condizione necessaria per l’applicazione dell’art. 88bis OAI è che l'errore giustificante una riconsiderazione concerna un argomento specifico dell’AI. La riduzione o soppressione della rendita a seguito di riconsiderazione avviene quindi di principio, giusta l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI, con effetto pro futuro, eccezion fatta per i casi in cui l’assicurato ha violato il suo obbligo di informare, nel qual caso una modifica ha effetto ex tunc (art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI; DTF 110 V 297 e 330, 119 V 432; Müller, op. cit., pag. 95 segg.). Il TFA ha pure stabilito che l’inizio della soppressione con effetto ex nunc della rendita va stabilito in applicazione analogica dell’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI (DTF 111 V 197).
2.4. La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subìto un cambiamento importante (DTF 130 V 349 consid. 3.5; DTF 113 V 275 consid. 1a; DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b; DTF 109 V 116; DTF 105 V 30; RCC 1989 p. 323).
Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subìto una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 351; DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).