Decision ID: 2598f40b-11b8-5c0f-8c67-b360fae94675
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 18 luglio 2006 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha confermato la propria decisione del 19 maggio 2006 (Doc. 8) con la quale ha respinto la domanda del 23 marzo 2006 dell’assicurato (cfr. Doc. 9/2) volta ad ottenere il condono dell’importo di fr. 15'265.--, chiestogli in restituzione dalla Cassa di disoccupazione (cfr. Doc. 9/3).
L’amministrazione ha così motivato la decisione su opposizione:
"
(...)
Nel caso in esame, dalla documentazione agli atti emerge che l'attività della _ ha di fatto preso avvio in modo consistente in settembre 2004 - nel periodo in cui l'opponente ha iniziato a lavorare per la stessa (cfr. verbale di audizione 16 febbraio 2005 presso l'UG del figlio, signor RI 1) - e che l'assicurato rappresentava la figura centrale per il buon andamento della ditta (cfr. dichiarazione 8 marzo 2005 dell'amministratore unico della _, signor _). Del resto lo stesso assicurato, in occasione della sua audizione davanti all'UG (16 febbraio 2005), ha dichiarato di essere "la persona giusta al posto giusto", poiché inserito nella realtà de
l
commercio da parecchi anni.
L'opponente ha ciò nondimeno sottaciuto la sua attività e il suo ruolo all'interno della _, violando pertanto il dovere di informazione nei confronti dell'amministrazione. Con il suo agire, il signor RI 1 ha voluto lasciar apparire una situazione giuridica suscettibile, a mente sua, di giustificare il riconoscimento di prestazioni assicurative in base a uno statuto di persona idonea al collocamento.
In simili condizioni non è possibile riconoscere la buona fede dell'assicurato, per cui non è adempiuto uno dei due presupposti cumulativi contemplati dai combinati disposti di cui agli articoli 25 LPGA e 4 OPGA. La domanda di condono presentata non può dunque essere accolta e lo scrivente Ufficio può prescindere dall'esaminare la questione a sapere se la restituzione delle prestazioni indebitamente riscosse dall'opponente cagionerebbe per il medesimo un grave rigore.
Pur comprendendo la delicata e difficile situazione personale del signor RI 1, le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non
permettono quindi di giung
ere a una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione qui contestata.
" (Doc. A)
1.2. Contro questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espresso:
"
(...)
La ditta è stata costituita il 17 agosto 2004, e quindi, al momento in cui il Signor RI 1 ha iniziato a collaborare, era solo all'inizio della propria attività: si trovava in un periodo di rodaggio. Vista la sua situazione di disoccupato e visto che il Signor _ asseriva che vi era una possibilità futura di assunzione qualora la ditta avesse iniziato a funzionare, il ricorrente, invece di restare con le mani in mano, ha collaborato gratuitamente con la _. Lo scopo era quello di dimostrare le sue capacità e di avere qualche possibilità in più di essere assunto.
D'altra parte, vi era anche la possibilità ipotetica di ritirare la _ qualora la pratica di insolvenza fosse andata a buon fine. Ciò era stato dichiarato alle competenti autorità sin dall'inizio.
Egli non è mai stato "la figura chiave nella conduzione degli affari della _ ". Il ricorrente ha semplicemente dato la propria disponibilità di parte del suo tempo libero, fermo restando che ha sempre e comunque onorato i propri obblighi di disoccupato.
Il Signor RI 1 ha sempre dichiarato ai competenti uffici che era in contatto con la _ e che probabilmente ci sarebbe stata una possibilità di assunzione (doc. B). Inoltre, egli ha sempre ottemperato ai suoi obblighi: ha fatto le necessarie ricerche di lavoro, ha frequentato il corso TRIS (tecniche di Ricerca d'impiego e Sostegno al Collocamento) dal 5 novembre 2004 al 10 dicembre 2004, ha lavorato per i programmi occupazionali.
Da gennaio a marzo 2005 ha lavorato presso la _ a _, inizialmente al 100% e poi al 50% in quanto la _ gli aveva offerto un posto al 50%.
Addirittura, il ricorrente ha informato il responsabile del piano occupazionale e la cassa disoccupazione (tramite il formulario) che dal 31 gennaio al 13 febbraio 2005 sarebbe stato occupato al 100% presso la _: egli ha dichiarato che nel corso di tale periodo si sarebbe recato in _ (dal 31 gennaio al 4 febbraio) con il Signor _ per effettuare una ricerca di mercato e per reperire fornitori per le merci tenute in stock dalla _. Durante questo periodo il ricorrente non ha beneficiato di prestazioni LADI.
D'altra parte, pur dichiarando sempre che era in contatto con la _ (doc. B), il collocatore non ha mai reso attento il Signor RI 1 in merito al fatto che non vi poteva essere una collaborazione (nemmeno gratuita) con la ditta sintanto che venivano percepite indennità giornaliere.
In una sentenza del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05 la nostra Massima Istanza ha deciso che l'amministrazione, in applicazione dell'art. 27 LPGA, non appena al corrente degli elementi fattuali del caso, e dunque già all'inizio del versamento delle indennità di disoccupazione, dovrebbe informare l'assicurato in merito ai rischi di collaborazione con una Ditta.
Il TFA ha inoltre indicato che una tale omissione va equiparata a un'informazione erronea e che pertanto i presupposti della protezione della buona fede dell'assicurato risultano adempiuti.
Nel caso di specie, la buona fede deve pertanto essere riconosciuta.
Occorre ora verificare se la restituzione rappresenterebbe un onere troppo grande per il ricorrente.
Tale condizione è sicuramente adempiuta. Si sottolinea infatti che il Signor RI 1 è gravemente malato di un tumore al pancreas (doc. C). La malattia è stata diagnosticata il mese di luglio 2005. Negli ultimi mesi l'insorgente sta subendo cicli settimanali di chemioterapia.
Da agosto 2005 a maggio 2006, il ricorrente (totalmente inabile al lavoro) non ha percepito alcunché (nessuno stipendio, nessun tipo di rendita o di indennità giornaliera). Per sopravvivere il Signor RI 1 ha dato fondo a tutti suoi risparmi, e si è fatto aiutare da amici e parenti.
Solo dal mese di giugno 2006 l'insorgente è stato posto al beneficio di una rendita intera AI di CHF 1'875.- (doc. D).
È quindi evidente che la restituzione di CHF 15'265.- risulta a tutti gli effetti improponibile e rappresenta un onere troppo grande per il Signor RI 1.
In considerazione della malattia del ricorrente, che limita la "futura capacità lavorativa e la speranza di vita", non vi è nemmeno la possibilità che la situazione finanziaria migliori.
" (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta dell'11 ottobre 2006 l'amministrazione ha proposto di respingere il ricorso con le stesse motivazioni contenute nella decisione su opposizione ed ha inoltre rilevato:
"
(...)
10. Riguardo alla giurisprudenza citata dalla controparte, ossia la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni del 28 febbraio (recte: ottobre) 2005 (C 157/05), è opportuno formulare la seguente precisazione.
La sentenza in questione era riferita al caso di un assicurato che occupava all'interno di una società a garanzia limitata una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, in quanto inizialmente socio gerente con diritto di firma individuale e, successivamente, socio senza diritto di firma. In quel caso la Massima Istanza ha concluso che l'amministrazione aveva violato il proprio obbligo d'informazione poiché, benché fosse confrontata con elementi di fatto che avrebbero dovuto indurla a dubitare del buon diritto dell'assicurato alle prestazioni dell'assicurazione, aveva omesso di comunicare all'interessato che il mantenimento di una posizione analoga a un datore di lavoro avrebbe potuto mettere a rischio il diritto alle indennità. In tal modo l'amministrazione ha impedito all'assicurato di assumere un comportamento adeguato alla situazione, ossia, nel caso concreto, abbandonare la posizione equiparabile a un datore di lavoro. Tale omissione è stata assimilata ad un'informazione erronea da parte dell'amministrazione,
con applicazione del principio della protezione della buona fede (cfr. sentenza citata, consid. 6.2).
Ben diverso è il caso che ci occupa. Infatti, il signor RI 1, pur essendo di fatto una figura chiave nella conduzione degli affari della _, non appariva formalmente quale membro dell'organo decisionale supremo dell'azienda (a registro di commercio risulta infatti, quale amministratore unico della società, il signor _; cfr. doc. 15 e 36). In occasione dei primi colloqui di consulenza presso l'URC, egli ha sempre discusso e posto l'accento soltanto sul prospettato avvio di un'attività indipendente e non ha mai parlato della società in cui era già occupato (cfr. doc. 40: verbale del 27 luglio, 24 agosto, 13, 14 e 27 settembre 2004). Sempre dall'esame dei protocolli dei colloqui presso l'URC emerge che il signor RI 1 ha menzionato per la prima volta la ditta _ il 27 settembre 2004; in quell'occasione, come pure nei successivi colloqui, egli si è limitato a comunicare al proprio consulente di essere in contatto con la predetta azienda per un'attività su chiamata (con possibilità di un'eventuale futura collaborazione), senza tuttavia precisare che, già in quel periodo, quest'attività aveva da tempo preso consistenza e ciò grazie al suo esteso impegno personale.
In concreto, l'amministrazione non sapeva nulla riguardo all'attività, mentre è l'assicurato che avrebbe piuttosto dovuto informare compiutamente e tempestivamente gli organi d'esecuzione. L'amministrazione non ha omesso alcunché, è piuttosto stata tenuta all'oscuro della realtà dei fatti. Si contesta dunque recisamente la tesi secondo cui vi sia stata una violazione dell'obbligo d'informazione e di consulenza, a seguito del quale l'assicurato possa pretendere l'applicazione delle regole relative alla protezione della
buona fede." (Doc. III)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. L'art. 95 LADI regola la restituzione di prestazioni.
Secondo il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25 LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.
L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
L'art. 4 OPGA regola il condono.
Se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).
Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).
Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).
Sul condono è pronunciata una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).
L'art. 5 OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:
"
1
La grave difficoltà ai sensi dell’articolo 25 capoverso 1 LPGA è data quando le spese riconosciute a norma della legge federale del 19 marzo 1965
sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC) e le spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i redditi determinanti secondo la LPC.
2
Per il calcolo delle spese riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:
a. quale importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale: il rispettivo importo massimo di cui all’articolo 3
b
capoverso 1 lettera a LPC;
b. quale pigione di un appartamento: il rispettivo importo massimo di cui all’articolo 5 capoverso 1 lettera b LPC;
c. quale importo per le spese personali: 4800 franchi l’anno;
d. quale importo forfetario per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie: il premio massimo per la rispettiva categoria di persone secondo la versione vigente dell’ordinanza sui premi medi cantonali dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari.
3
La franchigia per gli immobili conformemente all’articolo 3c capoverso 1 lettera c LPC ammonta a 75 000 franchi. Il computo della sostanza nel caso di beneficiari di una rendita di vecchiaia che vivono in un istituto o un ospedale (art. 3
c
cpv. 1 lett. c LPC) ammonta a un decimo. Nel caso di persone parzialmente invalide è computato solo il reddito effettivo ottenuto dall’attività lucrativa. Non è tenuto conto di un’eventuale limitazione cantonale delle spese per il soggiorno in un istituto.
4
Sono computati come spese supplementari:
a. per le persone sole, 8000 franchi;
b. per i coniugi, 12 000 franchi;
c. per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI, 4000 franchi per figlio."
Secondo la legge e l'ordinanza, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione è necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:
- l'interessato ha percepito la prestazione indebita in buona fede;
- la restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.
Quindi, se manca una delle due condizioni appena esposte il condono non può essere concesso (cfr. STFA del 30 ottobre 2006 nella causa O., C 260/05).
2.3. Chiamata a pronunciarsi circa il diritto applicabile nel caso in cui l’amministrazione si è dovuta pronunciare su una domanda di condono dopo l’entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003 e concernente la restituzione di prestazioni ricevute in precedenza, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(...)
1.2 Die Vorinstanz hat hinsichtlich der am 18. Juli 2003 verfügten, mit Einspracheentscheid vom 16. Februar 2004 bestätigten Ablehnung des Erlassgesuchs des Beschwerdeführers Art. 95 Abs. 1 AVIG (in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung) in Verbindung mit Art. 25 Abs. 1 Satz 2 des auf den 1. Januar 2003 in Kraft getretenen Bundesgesetzes vom 6. Oktober 2000 über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) angewendet. Ob diese Vorgehensweise mit Blick darauf, dass die Gutgläubigkeit während des Leistungsbezugs vom 9. Mai bis 20. Juni 2002 - und damit ein Sachverhalt, der sich in einer vor dem In-Kraft-Treten des ATSG liegenden Zeitspanne verwirklicht hat - zur Diskussion steht, einer näheren Überprüfung stand hält, oder ob der bis Ende 2002 Grundlage für den Erlass einer Rückerstattungsschuld gegenüber der Arbeitslosenversicherung bildende Art. 95 Abs. 2 Satz 1 AVIG (in seiner bis dahin geltenden Fassung) zum Zuge kommt, braucht vorliegend nicht abschliessend beurteilt zu werden. Ebenso wenig wie im Falle der Rückerstattung von zu Unrecht bezogenen Leistungen (vgl. BGE 130 V 319 Erw. 5.1 und 5.2) kommt im Zusammenhang mit der Erlassvoraussetzung der Gutgläubigkeit der Frage ausschlaggebende Bedeutung zu, ob Art. 25 ATSG (oder altes Recht) anzuwenden ist, wenn der Einspracheentscheid nach dem In-Kraft-Treten des ATSG ergangen, der Erlass aber in Bezug auf vor dem 1. Januar 2003 gewährte Leistungen zu prüfen ist. Denn die nach dem ATSG diesbezüglich massgeblichen Grundsätze sind aus der früheren Regelung und den von der Rechtsprechung entwickelten Kriterien zur Beurteilung der für einen Erlass unter anderem vorausgesetzten Gutgläubigkeit des Leistungsbezügers (BGE 122 V 223 Erw. 3, 112 V 103 Erw. 2c, 110 V 180 f. Erw. 3c; AHI 2003 S. 161 f. Erw. 3a; ARV 2001 Nr. 18 S. 162 Erw. 3b) hervorgegangen (vgl. auch Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, Kommentar zum Bundesgesetz vom 6. Oktober 2000 über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts, Zürich 2003, Rz 23 zu Art. 25). Unbestrittenermassen gelangten demgegenüber auf das am 1. Mai 2003 angehobene Erlassverfahren bereits die in Art. 4 Abs. 4 und 5 ATSV geregelten formalen Aspekte der Gesuchseinreichung zur Anwendung. (...)."
(cfr. STFA del 27 aprile 2005 nella causa R.,
C 174/04)
Inoltre, circa
gli effetti dell'art. 25 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:
"
i) ALV: Die bisherige Rückerstattungsregelung des AVIG (vgl. alt Art.
6, alt Art. 95 AVIG) fällt grundsätzlich zugunsten derjenigen Art. 25 ATSG dahin (vgl. BBl 1999 4733, 4743). Immerhin werden für Einzelfragen abweichende Lösungen vorgesehen; dies betrifft die Rückforderung von Beiträgen, wo die in Art. 16 Abs. 3 AHVG vorgesehene Besonderheit auch für die ALV massgebend ist (vgl. Art. 6 AVIG), und einzelne Bereiche der Leistungsrückforderung (vgl. Art. 95 AVIG). Es ergeben sich insoweit gegenüber dem bisherigen Recht keine massgebenden Abweichungen."
(cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003, ad art. 25, n. 45)
Dunque la giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) in merito al condono regolato dal vecchio art. 95 LADI conserva tutta la sua validità.
2.4. La buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata da sua negligenza.
Per quel che concerne la buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa, intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona fede quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STFA del 30 ottobre 2006 nella causa O., C 260/05; STFA del 16 giugno 2003 nella causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag. 260; DLA 2002 N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag. 161-162; DLA 1998 N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid.
2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103, DTF 110 V 176, consid.
3c, pag. 180).
2.5. Con l'entrata in vigore della LPGA al 1° gennaio 2003 il vecchio art. 96 LADI, che regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è stato abrogato.
L'art. 28 LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".
Gli assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1 LPGA).
Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).
Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare
tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).
L'art. 31 LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle condizioni".
L’avente diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono tenuti a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).
Circa gli effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:
"
a) Die Mitwirkung beim Vollzug der Sozialversicherungsgesetze und
insbesondere bei der Leistungsfestsetzung hat in den bisherigen Erlassen eine eingehende Regelung erfahren (vgl. dazu auch LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in den einzelnen Gesetzten verstreut"). Art. 28 ATSG weicht nicht grundsätzlich von den bisherigen Normierungen ab und steht auch in Übereinstimmung mit art. 12 lit. c VwVG (Auskünfte von Drittpersonen) bzw. von Art. 13 Abs. 1 VwVG (Mitwirkung der Partei). Insoweit ergeben sich gegenüber dem bisherigen Rechtszustand keine wesentlichen Neuerungen.
b) Eine Reihe von Bestimmungen der Einzelgesetze wurde im Zuge
der Anpassung an das ATSG ersatzlos aufgehoben. Dies trifft insbesondere Regelungen zur Auskunftspflicht der Partei bzw. von Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999 4585).
(...)."
(cfr. Kieser op. cit., ad art. 28, n. 30 e 31)
"
a Der Gesetzgeber hat grundsätzlich darauf verzichtet, von der
allgemeinen Regelung des Art. 31 ATSG abweichende einzelgesetzliche Normierungen festzulegen. Vielmehr hob er die bestehenden einzelgesetzlichen Ordnungen ersatzlos auf. Dies betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726) sowie altArt. 96 Abs. 2 AVIG (dazu BBl 1999 4744)."
(cfr. Kieser op. cit., ad art. 31, n. 23)
La dottrina e la giurisprudenza sviluppate in merito al vecchio art. 96 LADI conservano dunque la loro validità.
In merito all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:
"
Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie bezieht sich auf "alle erforderlichen Auskünfte" (96 I, III). Was dabei im einzelnen "erforderlich" ist, bestimmt dabei die anfragende Stelle bzw. richtet sich nach der Informationsbedarf dieser Stelle.
Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. "die nötigen Unterlagen").
Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht "erforderlich" oder "nötig" sind. Das Auskunftsrecht darf also nicht schikanös ausgeübt werden. (...).
Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der Kasse (vgl. oben
N. 28) ist umfassend (vgl. "alles melden"), soweit die Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:
- Anspruchsberechtigung des Versicherten
(s. Anspruchs- Voraussetzungen)
- Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer)."
(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol.
II, pag. 792-793, N. 20, 21, 22 e 30).
Il dovere di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di prestazioni.
Devono essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità (cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).
Secondo la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni assicurative o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA 1993/1994 N. 3 pag. 21).
2.6. Nella presente fattispecie emerge dagli atti dell'incarto che all'assicurato si è iscritto in disoccupazione in data 26 luglio 2004 alla ricerca di un impiego a tempo pieno come venditore di alimentari, settore nel quale era stato in precedenza attivo per diversi anni.
Il 17 agosto 2004 è stata costituita la ditta _ in _ il cui scopo è, la vendita all'ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari e di prodotti di pulizia, come pure l'împortazione, l'esportazione e la commercializzazione di tali prodotti e di capi di abbigliamento (cfr. Doc. 15).
Il 1° aprile 2005 l'assicurato ha iniziato a lavorare a tempo pieno presso questa ditta.
Con decisione del 7 giugno 2005 la Sezione di lavoro ha ritenuto RI 1 inidoneo al collocamento dal 17 settembre 2004 in quanto, a partire da quel momento egli ha dedicato tutto il suo tempo alla società in questione (cfr. Doc. 17).
L'amministrazione ha così motivato la propria decisione:
"
(...)
Alla luce di quanto sopra esposto, si evince che il signor RI 1 risulta essere la figura chiave per la conduzione degli affari e delle attività della _. Infatti:
● si è occupato, insieme al signor _ dell'indagine di mercato per reperire possibili fornitori in Italia;
● ha curato il reclutamento di clienti in tutto il Cantone Ticino e nella Svizzera interna;
● ha coordinato la fornitura diretta di prodotti della _ a ditte e ristoranti;
● ha organizzato e gestito la vendita al pubblico in occasione delle promozioni tenutesi periodicamente presso lo spazio commerciale ex "_" di _.
Tenuto conto di questo insieme di elementi, il signor RI 1 dev'essere ritenuto inidoneo al collocamento a partire dal 17 settembre 2004, data a cui risale il primo elemento tangibile del ruolo attivo svolto dall'assicurato in seno alla _, consistente in una fattura emessa dalla _ a carico dell'_ per un importo di fr. 719.60. È ragionevole supporre che dopo la fondazione della _, il 17 agosto 2004, l'attività dell'assicurato in seno alla _, abbia preso avvio in modo consistente proprio nel mese di settembre 2004 ed è poi proseguita fino al momento della chiusura del caso nel mese di aprile 2005. Il signor RI 1, con il suo attivo apporto, ha permesso lo sviluppo e la crescita del volume delle vendite della _: quando la situazione economica della ditta lo ha permesso, lo stesso è stato assunto a tempo pieno, continuando a esercitare le stesse funzioni che aveva esercitato sin dal mese di settembre 2004."
Contro questa decisione l'assicurato ha fatto inoltrare una tempestiva opposizione nella quale la sua rappresentante, pur negando che RI 1 ha giocato un ruolo determinante nella conduzione degli affari presso la Società _, ha comunque ammesso che egli ha regolarmente svolto un'attività lucrativa a tempo parziale per la ditta ("cfr. Doc. 17: "In effetti contrariamente a quanto sostenuto dalla Sezione del lavoro RI 1, nel periodo di fine settembre 2004 a fine aprile 2005, ha prestato soltanto alcune ore lavorative al giorno per la _ ").
Il 10 ottobre 2005 la Sezione del lavoro ha respinto l'opposizione argomentando:
"
(...)
Visto quanto precede e alla luce della menzionata giurisprudenza, constatato come il signor RI 1 risulti essere la figura chiave nella conduzione degli affari della _, osservato inoltre come l'attività della stessa abbia di fatto preso avvio in modo consistente nei mese di settembre 2004 e sia proseguita e viepiù accresciuta tanto da permettere l'assunzione dell'assicurato - dapprima a tempo parziale e, dallo scorso mese di aprile, a tempo pieno - lo scrivente Ufficio ritiene giustificato confermare la decisione qui contestata. (...)" (Doc. 10, pag. 5)
La decisione su opposizione è cresciuta in giudicato. L'assicurato è così stato ritenuto inidoneo al collocamento dal 17 settembre 2006 e la Cassa di disoccupazione ha di conseguenza chiesto la restituzione delle indennità giornaliere indebitamente ottenute.
Con la decisione su opposizione qui impugnata l'amministrazio-ne ha negato all'assicurato la possibilità di concedere il condono in quanto manca il presupposto cumulativo della buona fede (al riguardo cfr. consid. 2.2).
Chiamato ora a pronunciarsi il TCA non può che approvare l'operato della Sezione del lavoro.
Infatti, dalla documentazione agli atti appare evidente che il ruolo dell'assicurato all'interno della _ era sin dall'inizio ben più importante di quello da lui indicato al proprio consulente del personale.
Ciò risulta in particolare dai verbali delle dichiarazioni dell'amministratore unico della ditta, del figlio dell'assicurato, e del ricorrente medesimo davanti al Servizio cantonale che sono stati così riprodotti nella decisione su opposizione del 10 ottobre 2005:
"
(...)
- in sede di audizione presso il servizio cantonale di data 12 aprile 2005, relativamente all'attività della _, l'opponente ha in particolare dichiarato quanto segue:
"[...] la maggior parte delle consegne sono state fatte da me, alcuni clienti sono stati visitati da me e mio figlio. Per quanto riguarda la consegna in Svizzera interna sono andato io con mio figlio. Idem per quanto riguarda le forniture presso l'_, me ne sono occupato io, a volte veniva anche mio figlio. [...] ho collaborato con la _, alfine di poter concludere degli affari importanti e poter rinunciare definitivamente alla disoccupazione. Dall'inizio ho collaborato con mio figlio e il signor _, come ho detto sopra mi sono occupato anche delle consegne, per poter mostrare a mio figlio i clienti, affinché diventasse autonomo nelle consegne. [...] collaboro con ditte italiane e mi occupo delle consegne. Ora che non frequento più il programma occupazionale ho molto più tempo da dedicare al reclutamento. [...]"
.
Inoltre, alle seguenti domande dell'amministrazione
"Che tipo di attività ha svolto per la _, prima che fosse ufficialmente assunto?", "Dal mese di settembre ad oggi si è recato presso i fornitori italiani?"
e
"Chi si occupa delle ordinazioni della _?"
, l'assicurato ha così risposto: "
ho collaborato con il siqnor _ nella ricerca di fornitori italiani ed alcune volte mi sono occupato anche di consegne della merce presso i rivenditori"
,
"sì"
e
"io"
(la sottolineatura è la nostra; cfr. verbale di audizione 12 aprile 2005). Nel corso della precedente audizione presso il servizio cantonale, l'opponente ha segnatamente asserito quanto segue:
"[...] ho collaborato con il signor _ nella ricerca di fornitori italiani ed alcune volte mi sono occupato anche d_ _ è una brava persona e credo che abbia molta fiducia nella mia persona e ha visto in me una possibilità per mandare avanti qli affari della _, o meglio le vendite di alcuni prodotti italiani sul territorio ticinese. Il signor _ è stato chiaro, mi ha detto che con la mia esperienza non avrei avuto problemi a trovare i contatti qiusti e avrei potuto tirarmi fuori uno stipendio nei prossimi mesi. [...] modestamente credo di essere la persona giusta al posto giusto, vivo nel mondo del commercio da diversi anni. [...]"
(la sottolineatura è la nostra; cfr. verbale 16 febbraio 2005);
- in sede di audizione davanti all'UG, alle domande
"Quanti dipendenti ha la società?", "Chi si occupa del reclutamento clienti?", "Fino ad oggi chi si è occupato dei clienti e fornitori?", "Come è strutturato il reclutamento clienti?", "Chi approvvigiona il magazzino della _?", "Come è strutturato il suo lavoro (quando e dove)?" e "Da quando suo padre lavora per la _?", il figlio dell'opponente, signor RI 1, ha così risposto: "io e mio padre. Mio padre ha iniziato a lavorare quando ho iniziato io", "io e mio padre. Quando ci rechiamo presso un negozio per la consegna della merce e per strada troviamo dei punti di vendita ci fermiamo e proponiamo i nostri prodotti. Abbiamo un catalogo con i prodotti che mostriamo ai responsabili dei negozi" "i contatti con fornitori vengono principalmente tenuti da mio padre, io mi occupo delle consegne. La merce viene consegnata tramite un TIR che la deposita presso il nostro magazzino oppure andiamo noi in Italia e sdoganiamo la merce in dogana a _ ", "principalmente è mio padre che si occupa del reclutamento clienti, in quanto ha molta più esperienza di me", "dall'inizio dell'attività è mio padre che si occupa delle ordinazioni o approvvigionamento", "lavoro a ore e non tutti i giorni. Diciamo che il mio diretto superiore è mio padre, mi spiego, lui parla con il signor _ e, a dipendenza delle attività che vengono richieste, mio padre mi assegna i compiti che devo fare (es. mettere a posto il magazzino, fare le consegne ecc.)", "io ho iniziato il mese di settembre '04, anche mio padre ha iniziato in quel periodo"
(la sottolineatura è la nostra; cfr. verbale di audizione 16 febbraio 2005).
Sentito nuovamente il 12 aprile 2005, alla domanda dell'UG di fornire alcuni dettagli in merito ad alcuni bollettini di consegna e fatture della _, il signor RI 1 ha fornito la seguente risposta:
"finora non ho incassato mai nessuna fornitura, è mio padre che si occupa dell'incasso. Nella consegna della merce mi sono limitato e mi limito a scaricare la merce. Posso confermare che le fatture (13) che mi ha sottoposto sono state tutte incassate da mio padre, pronta consegna della merce"
(la sottolineatura è la nostra; cfr. verbale UG);
- il signor _, amministratore unico della _, oltre che a produrre all'UG alcune fatture (tredici) contabilizzate dalla società (la meno recente, indirizzata alla _, reca la data del 17 settembre 2004 e l'importo indicatovi è di complessivi fr. 719.60), alla domanda del servizio cantonale
"Dal mese di settembre ad oggi quanti dipendenti ha assunto la _?"
, ha così risposto:
"Solo il Signor RI 1 "
e, inoltre, alla
domanda "Secondo lei, il signor RI 1 rappresenta una figura centrale per il buon andamento della _?"
, egli ha risposto affermativamente (cfr. lettere 8 marzo 2005). Con scritto 15 marzo 2005 all'UG il signor _ ha indicato gli ulteriori incassi (a contanti), in seguito versati in banca, a favore ella _; si rileva in particolare un importo di fr. 10'000.(12 ottobre 2004); (...)" (doc. 10, pag. 3-5)
Da verbali di consulenza (cfr. Doc. 40) risulta d'altra parte, che l'assicurato ha detto al proprio consulente del personale URC, _ semplicemente, di "essere in contatto" con la ditta _ "per lavoro su chiamata" (cfr. verbale del 27 settembre 2004), "per eventuale collaborazione (da definire se ritirare la ditta, entrare in società il 50% e essere assunto come dipendente a dipendenza dell'esito della procedura di insolvenza)" (cfr. verbale del 15 novembre 2004), per stabilire su che base collaborare al momento può essere garantita un'occupazione, possibile che RI 1 possa lavorare su chiamata" (cfr. verbale del 15 dicembre 2004).
In realtà, come visto, l'attività dell'assicurato per la _ è stata estremamente intensa sin dalla costituzione della società.
Minimizzando la portata del suo coinvolgimento presso quella ditta ("essere in contatto in vista di ...") l'assicurato ha così violato il proprio obbligo di fornire un'informazione completa.
In simili condizioni, conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.5), la buona fede dell’assicurato deve essere negata visto che egli ha più volte violato il proprio obbligo di informare (cfr. la STFA del 2 ottobre 2006 nella causa B., consid. 3.3.2, C 42/06).
Venendo a mancare il primo presupposto cumulativo previsto all'art. 25 cpv. 1 LPGA (cfr. consid. 2.3), secondo questo TCA, a ragione l’amministrazione ha respinto la domanda di condono inoltrata dall’assicurato.
Infine va sottolineato che la giurisprudenza federale relativa all'art. 27 LPGA, citata dall'assicurato nel ricorso, non è di alcuna utilità per i motivi correttamente esposti dall'amministrazione nella risposta di causa ai quali si rinvia (cfr. consid. 1.3). Questo soluzione si giustifica tanto più se si considera che è stato lo stesso consulente del personale, _, a promuovere gli accertamenti che hanno portato alla decisione di inidoneità al collocamento, dopo avere sospettato che si fosse in presenza di un abuso (cfr. Doc. 35: "Segnalazione di presunto abuso").