Decision ID: 71db27c4-3257-5216-9268-41c83c9d723c
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Dal matrimonio di _ (1945) e _ (1944) è nata il _ 1979 la figlia _. Al momento del divorzio dei genitori, pronunciato il _ 1989 dal Pretore del Distretto di Vallemaggia, la figlia è stata affidata alla madre, titolare dell’autorità parentale, mentre il marito è stato tenuto a partecipare al suo mantenimento con il versamento di un contributo alimentare scalare secondo le modalità stabilite dalla I Camera civile del Tribunale di appello con sentenza del 7 marzo 1990 (inc. N. _/89). _ vive attualmente a Locarno, mentre _ e la _ vivono a _ (ZH).
B.
In data 19 maggio 1994 _ ha avviato presso la Pretura della giurisdizione di Locarno-Città un’azione di modifica della sentenza di divorzio, chiedendo in via cautelare e nel merito la soppressione del contributo alimentare a favore della figlia _. Con risposta del 16 agosto 1994 _, rappresentata dalla madre, ha preliminarmente eccepito l’incompetenza del Pretore adito, e nel merito si è opposta alla domanda del genitore.
All’udienza dell’8 novembre 1994, indetta per l’accertamento preliminare della competenza, la convenuta ha mantenuto la sua eccezione, alla quale si è opposto l’attore. Con decreto dell’11 novembre 1994 il Pretore ha respinto l’eccezione, affermando la sua competenza.
C.
Contro il decreto appena citato _ a è insorta con un appello del 29 novembre 1994 volto a ottenere la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere l’eccezione di incompetenza territoriale del giudice adito. Contestualmente all’appello _ ha postulato il beneficio dell’assistenza giudiziaria.
Nelle sue osservazioni del 10 gennaio 1995 _ chiede la reiezione dell’appello della figlia e il beneficio dell’assistenza giudiziaria.
D.
Con decreto del 6 settembre 1995 il Pretore ha concesso, d’ufficio, effetto sospensivo al gravame.

Considerando
in diritto:
1.
Il Pretore ha accertato la sua competenza poiché l’art. 279 cpv. 2 CC, che stabilisce per le azioni di mantenimento la competenza alternativa del giudice del domicilio dell’attore o del convenuto, si applica per analogia anche alle azioni di modifica del contributo alimentare proposte dal genitore debitore di alimenti contro il figlio. L’appellante contesta tale analogia, facendo valere che lo scopo dell’alternatività dei fori di cui all’art. 279 cpv. 2 CC è quello di favorire il figlio nel caso in cui questi proponga azione giudiziaria, mentre il padre non si può prevalere del foro del suo domicilio.
2.
I genitori devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e di formazione (art. 276 cpv.1 CC). L’obbligo di mantenimento dura, di principio, fino alla maggiore età del figlio. In caso di divorzio dei genitori il contributo per il mantenimento del figlio è stabilito alla stregua di una conseguenza accessoria dal giudice che pronuncia lo scioglimento del matrimonio (art. 156 cpv. 2 CC). Il genitore che intende ottenere la riduzione o la soppressione del contributo alimentare per il figlio deve valersi quindi dell’art. 157 CC e far modificare la sentenza di divorzio. L’art. 157 CC stabilisce che una sentenza di divorzio può essere modificata in merito alle relazioni tra genitore e figli nel caso di mutate circostanze “per causa di matrimonio, partenza o morte di uno dei genitori, o per altri motivi”. Tale principio è applicabile anche per l’adeguamento di un contributo che un genitore versa, dopo il divorzio, per il mantenimento di un figlio non soggetto alla sua autorità parentale (DTF 104 II 239 consid. 3).
3.
In concreto _ ha promosso causa contro la figlia _ per ottenere la soppressione del contributo a lei dovuto. La sua azione mirava quindi alla modifica del dispositivo n. 4 della sentenza di divorzio del _ 1989 emessa dal Pretore del Distretto di Vallemaggia e riformato dalla I Camera civile del Tribunale di appello il 7 marzo 1990 (I CCA _/89). La causa si fonda, come correttamente rilevato dall’attore, sull’art. 157 CC e non sull’art. 279 CC (DTF 120 II 177;
Sandoz
, Le point sur le droit de la famille, in SJZ 91 [1995] pag. 113;
Hegnauer/Breitschmid
, Grundriss des Kindesrechts, 4
a
edizione, Berna 1994, n. 22.02, pag. 155). Orbene in queste circostanze ci si potrebbe chiedere se l’azione come tale sia ricevibile, dato che nell’ambito della modifica di una sentenza di divorzio giusta l’art. 157 CC le parti nel processo risultano essere gli ex coniugi e l’autorità tutelare, il figlio potendo semmai avere la legittimazione attiva, ma non quella passiva (
Bühler/Spühler
, Berner Kommentar, n. 67 ad art. 157). La questione non merita una particolare disamina, il Pretore della giurisdizione di Locarno-Città non potendosi comunque occupare della causa per carenza di competenza territoriale.
4.
Secondo
la dottrina e la giurisprudenza il foro dell’azione di modifica della sentenza di divorzio è quello del domicilio della parte convenuta (
Hinderling/Steck
, Das schweizerische Ehescheidungsrecht, Zurigo 1995, pag. 530;
Deschenaux/
Tercier/Werro
, Le mariage et le divorce, 4
a
ed., Berna 1995, pag. 172n. 853 e 880;
Stettler
, Le droit de la filiation, in: TDPS, vol.II1, pag. 386;
Hegnauer/ Breitschmid, G
rundriss des Eherechts, Berna 1993, pag. 111, n. 12.08; DTF 104 II 104 II 291 consid. 3). Parte della dottrina auspica invero che l’azione di modifica del contributo alimentare a favore del figlio ai sensi dell’art. 157 CC possa essere proposta sia al domicilio dell’attore che a quello del convenuto, sulla base dei combinati art. 279 cpv. 2 e 286 cpv. 2 CC,
quando l’azione sia avviata dal figlio
(
Hinderling/Steck
, op. cit. pag. 530, nota 26 con riferimenti dottrinali;
Stettler
, op. cit. pag. 386;
Reusser
, Die Geltungmachung des Unterhaltsanspruches des Scheidungskindes - eine unorthodoxe Meinung, in: Festschrift Hegnauer, pag. 411). Il genitore che vuole ottenere la modifica della sentenza di divorzio sulla base dell’art. 157 CC durante la minore età della prole non può invece prevalersi del foro alternativo e deve in ogni caso promuovere l’azione al foro ordinario, ossia al foro della parte convenuta (
Hegnauer
, in ZVW 1981 pag. 140). L’azione intentata dal padre a Locarno deve pertanto essere dichiarata irricevibile per carenza di competenza del giudice adito.
Dato quanto precede l’appello dev’essere accolto e il decreto impugnato modificato di conseguenza.
5.
Spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono posti a carico dell’attore, che si è costituito in giudizio a Locarno e che si è opposto al gravame. Il diritto alle ripetibili renderebbe di per sé privo d’interesse il beneficio del gratuito patrocinio chiesto dall’appellante. Dato nondimeno che le ripetibili appaiono già sin d’ora di difficile - se non impossibile - incasso, è opportuno conferire all’appellante l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio del rispettivo avvocato (art. 155 segg. CPC). L’attore, benchè soccombente nella lite, può essere posto anch’egli al beneficio dell’assistenza giudiziaria: la questione del foro relativo all’art. 157 CC era suscettibile in effetti, a un esame meramente sommario, di lasciare intravedere qualche possibilità di buon esito. La resistenza all’appello non appariva quindi, a priori, destituita di qualunque prospettiva favorevole.