Decision ID: d355d112-36af-5939-88eb-0af85fe5c232
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il _ il Municipio del CO 2 ha indetto un pubblico concorso, retto dal concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 25 novembre 1994/15 marzo 2001
(CIAP; RL 730.500) e impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare la messa a disposizione e la vuotatura di contenitori amovibili per la raccolta e lo smaltimento di rifiuti riciclabili per gli anni 2019-2021 (FU _ segg.);
che l'appalto era suddiviso in quattro lotti;
che con riferimento ai lotti 2 (_ - Quartiere _) e 3 (_ - quartieri _ e _), l'avviso di gara, al punto n. 4.i), ammetteva a concorrere unicamente le ditte con una piazza di deposito situata a una distanza massima di 20 km dai rispettivi punti di riferimento di ciascun lotto;
che, per l'aggiudicazione del lotto 3, entro il termine utile sono giunte al committente quattro offerte tra cui quella della RI 1, di fr. 192'621.45, e quella della CO 1, di fr. 187'516.45;
che il committente ha aggiudicato il terzo lotto della commessa alla CO 1 giunta prima in graduatoria con 5.83 punti;
che contro questa decisione la ditta RI 1, seconda classificata con 5.32 punti, è insorta dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo;
che essa ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la conseguente aggiudicazione della commessa in proprio favore; in via subordinata ha domandato, oltre all'annullamento della delibera, il rinvio degli atti al committente per nuova decisione, previa esclusione dell'offerta dell'aggiudicataria;
che, a mente della ricorrente, la deliberataria, con sede ad _, non adempirebbe al criterio di idoneità riferito alla distanza massima dal punto di raccolta a quello di riferimento e andava pertanto estromessa dalla gara;
che all'accoglimento del ricorso si sono opposti la deliberataria e il committente, sostenendo che la piazza di deposito annunciata per l'esecuzione della commessa è situata nel Comune di _, a distanza di soli 11.5 km dal punto di riferimento di _ e quindi nel pieno rispetto delle condizioni di gara;
che con la replica, la ricorrente ha messo in dubbio la completezza dell'offerta dell'aggiudicataria, che avrebbe omesso di indicare il prezzo in alcune posizioni;
che tale censura è stata avversata sia dalla deliberataria sia dal committente, secondo cui l'apposizione del segno "-" nello spazio utile all'indicazione del prezzo corrispondeva indubbiamente a fr. 0.-, ossia alla precisa volontà di non richiedere contropartita per determinate posizioni;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 15 cpv. 1 CIAP e 4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone Ticino al concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 6 febbraio 1996/30 novembre 2004 (DLACIAP; RL 730.510);
che in quanto partecipante al concorso la ricorrente è senz'altro
legittimata a contestare l'assegnazione della commessa a un altro concorrente (art. 15 cpv. 1bis lett. e CIAP e 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013;
LPAmm; RL
165.100
);
che il gravame, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm);
che notoriamente soltanto offerte conformi alle prescrizioni di gara possono conseguire l'aggiudicazione; una diversa conclusione sarebbe contraria, oltre che al principio di legalità, anche ai principi della parità di trattamento e di trasparenza, che governano l'intero ordinamento delle commesse pubbliche (cfr. art. 1 cpv. 3 lett. b e c CIAP, art. 11 lett. a CIAP);
che la conformità deve essere data sia per quanto riguarda il
concorrente, che deve adempiere i criteri d'idoneità, sia per quanto
concerne l'offerta stessa, che deve soddisfare ogni disposizione
di concorso;
che al momento della loro apertura le offerte devono quindi risultare complete, corrette, nonché compilate nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando di concorso e della relativa documentazione di gara; l'offerta, sottolinea l'art. 40 cpv. 1 del regolamento di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 730.110), deve essere compilata dal concorrente in ogni sua parte, con esposizione dei prezzi unitari, dei totali, delle eventuali analisi e di ogni altra indicazione complementare richiesta;
che le offerte mancanti di prezzi unitari o di prezzi a corpo devono essere escluse dall'aggiudicazione (art. 42 cpv. 1 lett. d
RLCPubb/CIAP); solo gli errori di calcolo possono essere rettificati (cfr. art. 42 cpv. 2 RLCPubb/CIAP);
che l'insorgente ha innanzitutto eccepito che l'aggiudicataria non soddisferebbe il criterio di idoneità che ammetteva a concorrere unicamente le ditte con una piazza di deposito situata a una distanza massima di 20 km dal magazzino comunale di _;
che nella propria offerta, l'aggiudicataria ha indicato che la
piazza di deposito si trova in via _ a _, ossia a 11.5 km dal magazzino comunale di _ (cfr. pos. 4.4,
pag. 35 del fascicolo di gara);
che la censura della ricorrente, che ha a torto calcolato la distanza tra la sede di _ dell'aggiudicataria e il punto di riferimento stabilito dal Municipio, si appalesa pertanto infondata;
che la medesima ha inoltre ravvisato un motivo di esclusione
dell'offerta dell'aggiudicataria nell'erronea compilazione delle posizioni da 4.4.2 a 4.4.4. del modulo d'offerta (cfr. pag. 35 del fascicolo di gara);
che nel caso concreto l'aggiudicataria ha compilato le posizioni contestate immettendo "-" nelle colonne riservate all'esposizione dei prezzi (unitario e totale);
che, come questo Tribunale ha già avuto modo di statuire, se il concorrente intende fornire prestazioni gratuite deve manifestare tale volontà in modo inequivocabile, ad esempio scrivendo "nessuna" nell'apposito spazio lasciato libero nella descrizione della posizione (se esistente) e inserendo "0.-" o "-" nelle colonne riservate all'esposizione dei prezzi (cfr. STA 52.2015.251 del 21 luglio 2015);
che come rettamente rilevato da committente e aggiudicataria, nel modo di operare di quest'ultima non si intravede alcuna violazione del diritto; al contrario, la sua offerta è completa e conforme alle condizioni di gara;
che diverso sarebbe stato invece il caso se la deliberataria
avesse omesso di iscrivere alcunché;
che anche su questo punto il ricorso va respinto in quanto infondato;
che la tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm); non essendosi avvalsa dell'assistenza di un legale non si assegnano ripetibili all'aggiudicataria; lo stesso vale per il Comune, che a ragione non le ha postulate (art. 49 cpv. 1 LPAmm).