Decision ID: 69edb96c-94a0-54aa-acca-2df7a11761d6
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 ed AP 2 hanno acquistato il 27 luglio 1976, un mezzo ciascuno, la particella n. 3216 RFD di _ (794 m2), su cui sorge una casa di vacanza. Il 16 marzo 1978 essi hanno poi comperato da _, _, _, CO 2, _ e _, sempre in ragione di un mezzo ciascuno, uno scorporo di 1664 m2 della contigua particella n. 997, che è stato annesso al loro fondo. Nell'ambito di questa transazione essi hanno ottenuto un “passo per autoveicoli” su un'altra particella confinante, la n. 3350 (1189 m2), a quel tempo proprietà degli alienanti e ora del solo CO 2, servitù “da iscrivere a subalterno a [della particella n. 3350] e da esercitarsi sull'esistente strada e piazzale di giro a titolo di precario”. In tal modo AP 1 ed AP 2 hanno collegato il loro fondo, grazie a una stradina privata posta sulle vicine particelle n. 3218 e 1145 (anch'esse gravate di passo veicolare in favore della loro proprietà), alla pubblica via.
B. Il subalterno a della particella n. 3350 consiste in una striscia di terreno in declivio (71 m2), situata lungo il confine con il sovrastante fondo n. 3217, il quale è contenuto da un muro di sostegno. La sua configurazione non permette, così com'è, il passo con veicoli. Per raggiungere il loro fondo AP 1 ed AP 2 sono sempre transitati perciò non sul subalterno a, ma su un tratto sterrato e pianeggiante della particella n. 3350 in virtù del citato precario. Se non che, in seguito a dissidi con vicini, il 3 marzo 2000 essi si sono visti revocare da CO 2 l'autorizzazione precaria per la fine di settembre 2000.
C. Il 29 settembre 2000 AP 1 ed AP 2 hanno convenuto CO 2 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna perché fosse modificata l'iscrizione della servitù, a loro spese, nel senso di poter esercitare il passo veicolare lungo il tracciato del vecchio precario. In via cautelare essi hanno chiesto di essere autorizzati a usufruire subito di tale percorso. Nella sua risposta del 17 novembre 2000 CO 2 ha proposto di respingere la petizione in ordine, subordinatamente di dichiarare la lite temeraria. Nei successivi allegati le parti hanno mantenuto le loro domande. L'istanza cautelare è stata respinta dal Pretore, previo contraddittorio, con decreto del 24 novembre 2000. Chiusa l'istruttoria, al dibattimento finale del 7 giugno 2002 le parti hanno confermato le rispettive richieste. Statuendo con sentenza del 23 agosto 2002, il Pretore ha respinto la petizione. La tassa di giustizia di fr. 1000.– e le spese sono state addebitate agli attori in solido, tenuti a rifondere al convenuto, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1700.– per ripetibili.
D. Contro la sentenza appena citata AP 1 ed AP 2 sono insorti con un appello del 13 settembre 2002 nel quale chiedono di accogliere la loro petizione e di riformare il giudizio impugnato di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 18 ottobre 2002 CO 2 propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore.

Considerando
in diritto: 1. Il valore litigioso è stato fissato dal Pretore in fr. 21 000.– (sentenza impugnata, consid. 6). Le parti non hanno sollevato obiezioni al riguardo, né si ravvisano elementi che inducano a reputare palesemente inverosimile la cifra indicata dal primo giudice. Tempestivo, sotto questo profilo l'appello è dunque ricevibile.
2. Il Pretore ha accertato anzitutto che gli attori, proprietari del fondo dominante, sono legittimati a postulare lo spostamento della servitù. Ciò premesso, egli ha ricordato però che un simile trasferimento non deve comportare alcun aggravio per il fondo serviente. Che il proprietario del fondo dominante alleghi un interesse prevalente non basta. Nella fattispecie – ha rilevato il Pretore – stando alla perizia giudiziaria lo spostamento del passo veicolare sul tracciato del vecchio precario è sicuramente più economico, con o senza la formazione di una strada, rispetto alla creazione di un accesso lungo il subalterno a della particella n. 3350, che costerebbe agli attori da fr. 20 100.– a fr. 28 200.–. D'altro lato, egli ha soggiunto, il prospettato trasferimento della servitù implicherebbe un aggravio per il fondo serviente, sia perché osterebbe a costruzioni agricole sulla parte pianeggiante di quest'ultimo, sia perché il pregio agricolo del terreno lungo il quale corre il tracciato del vecchio precario è superiore rispetto a quello del subalterno a, sia perché il trasporto della servitù lascerebbe tale subalterno isolato dal resto del fondo, rendendo inutilizzabile una superficie di terreno doppia per rapporto a quella odierna. Né gli attori avevano dimostrato l'impossibilità, pur pretesa, di ottenere una licenza edilizia per costruire l'accesso sul subalterno a. In siffatte circostanze – ha concluso il Pretore – il convenuto avversava a ragione il trasporto della servitù. Donde il rigetto della petizione.
3. Gli appellanti contestano che lo spostamento della servitù non debba arrecare al fondo serviente il benché minimo aggravio. Decisiva è, a loro parere, la ponderazione dei reciproci vantaggi e svantaggi. E nel caso specifico l'asserito pregiudizio che subirebbe la particella n. 3350 non è concreto né attuale, la costruzione di fabbricati in zona agricola essendo vincolata a condizioni severe e restrittive. Negli ultimi trent'anni, poi, quel fondo non ha avuto alcuna destinazione specifica e un suo sfruttamento
agricolo proprio oggi apparirebbe altamente improbabile, di modo che all'atto pratico la postulata modifica del passo non cagionerebbe al proprietario del fondo serviente alcuno scapito e sarebbe molto meno onerosa dell'intervento edilizio sul subalterno a. Al Pretore gli appellanti rimproverano infine di avere trascurato che la scelta del tracciato al momento in cui è stata costituita la servitù di passo si riconduceva all'idea di non compromettere l'edificabilità del fondo serviente, accorgimento divenuto senza oggetto dacché il fondo è stato inserito nella zona agricola del piano regolatore comunale.
4. Ove l'uso di una servitù richieda solo una parte del fondo, il proprietario che giustifichi un interesse può chiedere il trasporto di tale servitù, a sue spese, su un'altra parte “non meno adatta” per il fondo dominante (art. 742 cpv. 1 CC). Nelle sue osservazioni all'appello il convenuto ribadisce che in concreto l'azione andava respinta già per il fatto che il proprietario di un fondo dominante non è abilitato a postulare lo spostamento di una servitù. Il testo francese dell'art. 742 CC sembra in effetti avvalorare tale opinione, che per la verità era condivisa dalla dottrina meno recente (Leemann in: Berner Kommentar, 2a edizione, n. 16 ad art. 742 CC; Wieland, Les droits réels dans le code civil suisse, vol. I, Parigi 1913, n. 1 ad art. 742; Curti-Forrer, Il Codice civile svizzero, Bellinzona 1911, nota 2 ad art. 742; Besson, La suppression et l'adaptation des servitudes par le juge, in: JdT 117/1969 I pag. 286 a metà).