Decision ID: cc18155b-ffed-505b-a5d3-8ab7cd015d83
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, dal 1° novembre 2001 è stata posta al beneficio di una rendita straordinaria d’invalidità e di un assegno per grandi invaliditi di grado medio (doc. AI 67, 69, 75, 76 e 78 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
In data 3 ottobre 2003 il Municipio di _ ha comunicato all’Ufficio rendite dell’Istituto delle assicurazioni sociali (recte: Cassa cantonale di compensazione, Servizio rendite ed indennità) che
"
... a decorrere dall’8 agosto 2003, è rientrata dall’estero con domicilio a _ la sopraccitata beneficiaria di prestazioni RI 1, _.
La signorina RI 1 era stata stralciata per partenza all’estero dal (testo oscurato con tratto di pennarello, n.d.r.) (come da copia sentenza allegata)” (Doc. AI 80 inc. TCA 32.2004.80 + 81)
Va qui fatto presente, per una migliore comprensione della fattispecie, che la sentenza allegata dall’Esecutivo _ consisteva nella decisione 10 luglio 2003 del Consiglio di Stato, con la quale veniva confermato il domicilio all’estero dell’assicurata, precisamente a _, con effetto dal 20 luglio 2002 (sub. doc. AI 81 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
In risposta, con lettera 23 ottobre 2003 la Cassa cantonale di compensazione, Servizio rendite e indennità, facendo presente come RI 1 sia al beneficio di prestazioni legate alla condizione del suo domicilio/dimora in Svizzera, ha invitato l’Ufficio controllo abitanti di _
“a voler esperire i necessari accertamenti in merito e comunicarci l’esito circa l’effettivo domicilio e residenza in via _ a _
“ (doc. AI 81 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
Gli esiti di tali accertamenti sono stati comunicati dal citato ufficio controllo abitanti al Servizio rendite e indennità della Cassa cantonale di compensazione mediante lettera 16 gennaio 2004, ricevuta dall’Ufficio AI il 22 gennaio 2004 (vedi timbro di ricezione), allegata alla quale è stato trasmesso il rapporto di polizia 12 gennaio 2004 (doc. AI 83 e 84 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
Dopo aver proceduto ad ulteriori accertamenti (doc. AI 85, 86 inc. TCA 32.2004.80 + 81), con due decisioni 12 marzo 2004 l’Ufficio AI ha soppresso la rendita straordinaria d’invalidità e l’assegno per grandi invalidi, con effetto dal 1° luglio 2002, ritenendo che l’assicurata, nonostante la riacquisizione nell’agosto 2003 del domicilio a _, continuasse a dimorare, unitamente alla madre, a _ (doc. AI 89 e 90 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
Con decisione 2 settembre 2004 l’amministrazione ha respinto l’opposizione dell’assicurata, confermando di conseguenza la soppressione delle prestazioni AI (doc. AI 98 inc. TCA 32.2004.80 + 81).
Tempestivamente insorta al TCA, con ricorso 5 ottobre 2004 RI 1, per il tramite di sua madre, quest’ultima a sua volta rappresentata dall’avv. RA 2, ha postulato il ripristino del versamento della rendita straordinaria d’invalidità, nonché dell’assegno per grandi invalidi asseverando, contrariamente a quanto sostenuto dall’Ufficio AI, di aver sempre mantenuto il domicilio e la residenza a _.
In data 25 gennaio 2005 lo scrivente Tribunale ha respinto l’istanza del ripristino dell’effetto sospensivo, presentata contestualmente al ricorso (XXIV inc. TCA 32.2004.80 + 81).
1.2. Nel frattempo, facendo riferimento alle succitate decisioni di soppressione del 12 marzo 2004, l’Ufficio AI, con pronunzia 9 novembre 2004, ha chiesto all’assicurata la restituzione delle prestazioni AI versate indebitamente dal 1° agosto 2002 al 31 gennaio 2004 per complessivi fr. 34'594 (fr. 25'156 di rendita straordinaria e fr. 9'439 di assegni per grandi invalidi), togliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. VI).
Con decisione 29 marzo 2005 l’amministrazione, respingendo l’opposizione dell’interessata, ha confermato l’ordine di restituzione.
In particolare essa ha contestato l’eccezione di perenzione del diritto alla restituzione:
"
(...)
6. L'opponente fa valere che il termine di un anno ha avuto inizio con la trasmissione da parte del Municipio di _ all'Istituto delle assicurazioni sociali dello scritto del 03.10.2003, e che il termine scadeva al 07.10.2004. A torto. Infatti per l'emanazione di un ordine di restituzione è necessario che la Cassa di compensazione sia in possesso di tutti i fatti rilevanti dai quali traspaia che l'assicurato ha percepito indebitamente degli importi e che gli stessi possano pure essere quantificati. Onde potere chiedere la restituzione non è quindi sufficiente che la Cassa venga a conoscenza di circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla oppure che permettono di stabilirne il principio ma non la misura (cf. DTF 112 V 180). Nel caso, l'Istituto delle assicurazioni sociali ha chiesto al Municipio di _ di esperire i necessari accertamenti e comunicare l'esito circa l'effettivo domicilio e residenza in via _ a _ dell'assicurata (cf. lettera 23.10.2003 dell'Istituto assicurazioni sociali, cassa cantonale di compensazione). In seguito l'Ufficio AI ha emesso le decisioni di soppressione dell'assegno per grandi invalidi e di soppressione della rendita d'invalidità.
Ritenuto quindi che l'inizio del termine di un anno, giusta l'art. 25 cpv. 2 LPGA, in base alle circostanze del caso particolare, ha avuto inizio non prima della notifica dell'esito degli accertamenti comunicato dal Municipio di _ al servizio rendite ed invalidità con lettera 16.01.2004 (ricevuta dall'Ufficio AI il 22.01.2004), con allegato il rapporto di polizia, ne consegue che l'ordine di restituzione del 09.11.2004 emesso dall'amministrazione è tempestivo. (...)" (Doc. A, punto 6)
In merito alla domanda di condono formulata dall’assicurata contestualmente all’opposizione, l’Ufficio AI ha osservato:
"
(...)
11. Nel caso in esame, con risoluzione della Commissione tutoria regionale _ del 26.05.2002 l'assicurata è stata posta sotto l'autorità parentale della madre, sig.ra RA 1, domiciliata a _. L'amministrazione non è stata informata in merito al trasferimento del domicilio e residenza all'estero (l'assicurata ha però informato il medesimo Ufficio della mutazione di domicilio e residenza da Via _ a Via _, sempre a _, dal 01.12.2002, cf. notifica di mutazione del 16.12.2002), pertanto l'assicurata ha violato il precitato obbligo di informare. Tale agire non merita alcuna protezione, pertanto non può essere riconosciuto il presupposto della buona fede.
12. Con opposizione l'assicurata ha presentato domanda di condono. Giusta l'art. 4 OPGA se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.
Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato. Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato. Sul condono è pronunciata una decisione. Nel caso la domanda di condono verrà esaminata ulteriormente, considerato che, nella fattispecie, l'ordine di restituzione del 09.11.2004 non è ancora cresciuto in giudicato."
(Doc. A, punti 11 e 12)
1.3. Con il presente tempestivo ricorso, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 2, ha postulato l’annullamento dell’ordine di restituzione.
Ricordato di aver interposto ricorso contro le decisioni di soppressione della rendita e dell’assegno per grandi invalidi, ricorso non ancora (a quel momento) evaso dal TCA, e ribadito il diritto all’erogazione delle succitate prestazioni, la ricorrente ha in particolare rilevato:
"
(...)
5.
Nella denegata ipotesi in cui questo Tribunale dovesse giungere alla conclusione che l'insorgente debba restituire delle prestazioni AI già percepite, lo stesso dovrà verificare la tempestività della decisione di restituzione 9 novembre 2004 dell'Ufficio AI.
Il termine di prescrizione di un anno in base all'art. 25 cpv. 2 LPGA, costituisce un termine di perenzione, che inizia a decorrere dal momento in cui l'amministrazione, usando l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile, avuto riguardo delle circostanze, avrebbe dovuto rendesi conto dei fatti giustificanti la restituzione.
L'Ufficio AI fonda la sua decisione, in particolare, sulla sentenza 10 luglio 2003 del Consiglio di Stato che egli era stata trasmessa in copia dal Municipio della Città di _ con scritto 3 ottobre 2003, ricevuto il 7 ottobre 2003.
Il termine di perenzione di un anno decorre quindi dal 7 ottobre 2003. Va rilevato che in ogni caso, dall'agosto 2003, la decisione in questione è stata superata dal fatto che, come detto, la ricorrente e la madre hanno stabilito il loro domicilio a _, come anche riconosciuto dalle Autorità di quest'ultima.
Quindi, se del caso, a partire dalla citata comunicazione, l'Ufficio AI era già in possesso di tutte le informazioni necessarie per procedere con la richiesta di restituzione degli importi che riteneva, a torto, percepiti indebitamente dalla Signora RI 1.
Pertanto, detto termine di perenzione non decorre, come sostenuto dall'Ufficio AI, dalla ricezione della notifica dell'esito degli accertamenti operati dal Municipio della Città di Bellinzona al medesimo avvenuta il 22 gennaio 2004, ma già dalla prima segnalazione, ovvero dal 7 ottobre 2003, come esposto.
Inoltre, va sottolineato che, la semplice segnalazione dell'Ufficio AI alla Signora RI 1, con cui preannunciava che la restituzione dei versamenti indebitamente riscossi sarebbe stata risolta con decisione separata, non può essere considerata come una pronunzia con cui il medesimo abbia fatto valere il proprio diritto alla presunta restituzione.
Ne risulta che l'ordine di restituzione 9 novembre 2004 è tardivo e quindi deve essere annullato unitamente alla decisione su opposizione 29 marzo 2005. Nulla può quindi essere preteso dalla Signora RI 1, atteso che il diritto di esigere qualsiasi rimborso è perento. (...)" (Doc. I, pag. 7-8)
Riguardo alla domanda di condono, essa ha invece sostenuto di aver percepito in buona fede le prestazioni oggetto della restituzione, senza aver quindi violato l’obbligo di informazione, evidenziando al proposito quanto segue:
"
(...)
L'insorgente fa osservare che nel corso di tutta la procedura davanti al Consiglio di Stato, il ricorso trattato aveva effetto sospensivo, perciò il suo domicilio per il periodo in questione era da ritenersi a _.
Pertanto, le deve essere sicuramente riconosciuta la buona fede in tutto l'arco di tempo durante il quale la procedura è stata pendente al Consiglio di Stato e fino a quando la relativa decisione è cresciuta in giudicato. Infatti, ella era convita della bontà delle argomentazioni sollevate in quella sede, atteso che il trasferimento di domicilio, di fatto, non era avvenuto.
In seguito, la madre, per motivi famigliari e professionali, ha stabilito il proprio domicilio, e quindi anche quello della figlia, a _ come ben esposto nei ricorsi sopramenzionati e su cui questo Tribunale è chiamato ad esprimersi. Ragione per cui le prestazioni comunque soppresse avrebbero dovuto invece essere versate. (...)"
(Doc. I, pag. 9)
La ricorrente ha infine rilevato che la restituzione la metterebbe in gravi difficoltà finanziarie, che la rendita d’invalidità e l’assegno grandi invalidi erano le sue uniche fonti di reddito, motivo per cui non è nemmeno in grado di versare quanto chiesto dall’Ufficio AI.
1.4. Con risposta di causa 17 maggio 2005 l’amministrazione convenuta, confermata l’esattezza della decisione contestata, ha invece chiesto la reiezione del ricorso e la congiunzione della presente procedura giudiziaria con quella relativa alla soppressione delle prestazioni AI.
1.5. In data 20 ottobre 2005 questo Tribunale ha parzialmente accolto il ricorso 5 ottobre 2004 (inc. 32.2004.80-81).
Accertato, sulla base della sentenza 10 luglio 2003 del Consiglio di Stato, che a partire dal 20 luglio 2003 l’assicurata risiedeva, congiuntamente alla madre, all’estero e ritenuto che la successiva “ricostituzione” all’8 agosto 2003 del domicilio a _ non poteva essere ritenuta fittizia, il TCA ha di conseguenza ordinato il ripristino del versamento della rendita straordinaria d’invalidità e dell’assegno per grandi invalidi dal 1° agosto 2003 (consid. 2.10 della citata sentenza).
Per quel che concerne il periodo precedente (1° agosto 2002 – 31 luglio 2002) nella succitata sentenza questo Tribunale ha in seguito esaminato, alla luce degli Accordi bilaterali tra la Svizzera e la Comunità europea, entrati in vigore al 1° luglio 2002 (RS.0142.112.681; in seguito: ALC), se l’assicurata, nonostante il domicilio all’estero, avesse avuto il diritto a percepire le suddette prestazioni AI.
Non essendo l’assegno per grandi invalidi esportabile all’estero (nel senso che in assenza di domicilio in Svizzera tale prestazione non può nemmeno essere versata ad un assicurato domiciliato in un paese membro della Comunità europea, qual’è in casu l’Italia), al contrario della rendita straordinaria d’invalidità (DTF 130 V 145), questo Tribunale ha di conseguenza statuito:
- il ripristino, con effetto dal 1° agosto 2003, del versamento
della rendita straordinaria d’invalidità e dell’assegno per
grandi invalidi;
-
la conferma della soppressione degli assegni per grandi invalidi dal 1° agosto 2002 al 31 luglio 2003;
-
il diritto al versamento della rendita straordinaria d’invalidità nel periodo 1° agosto 2002 – 31 luglio 2003 (cfr. inc. TCA 32.2004.80 + 81).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Parimenti applicabili sono anche le norme di legge introdotte, al 1° gennaio 2004, dalla 4a revisione dell’AI, essendo stata la decisione impugnata, comprendente il periodo 1° agosto 2002 – 31 gennaio 2004, resa successivamente.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.
2.3. In casu, con la STCA 20 ottobre 2005 è stato deciso, con riferimento al periodo 1° agosto 2002 – 31 luglio 2003, il diritto alla rendita straordinaria d’invalidità e la soppressione dell’assegno per grandi invalidi, nonché il ripristino, con effetto dal 1° agosto 2003, del versamento di entrambe le citate prestazioni (cfr. consid. 1.5).