Decision ID: e781e413-4eb8-5446-9aa3-bab873a48389
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il Pretore del Distretto di Bellinzona ha parzialmente accolto il 25 settembre 1995 tre azioni promosse da _ _r-_ contro _ _ e la “_ _ _ _ _ _ _ _ ”, accertando che le seguenti affermazioni ledono la personalità dell’attrice:
– _ _ -_ è l’ex segretaria di uno scribacchino porno;
– _ _ -_ ha perpetrato numerosi falsi, molti dei quali protetti dalle procedure presso le istanze giuridiche svizzere, ed atti perseguibili legalmente sapendo di poter contare sulla protezione delle istanze giuridiche svizzere;
– _ _ -_ ha commesso bancarotte fraudolente, diffamazione a mezzo stampa e tante altre malefatte, nonché falsificazioni, menzogne e calunnie che vengono difese a spada tratta dalla magistratura elvetica;
– _ _ -_ si è comprata una villetta con giardino dopo averla fatta intestare a una delle sue fantomatiche società di comodo;
– _ _ -_ ha plagiato le opere del convenuto attribuendosene i meriti; è una donnetta che per anni ha saccheggiato le opere del convenuto dato che lei non era mai stata capace di concepire un pensiero originale che non fosse una calunnia;
– _ _ -_ ha effettuato incessanti falsificazioni anche in atti d’ufficio;
– _ _ -_ può diffondere ogni diffamazione contro _ _ e intraprendere ogni falsificazione anche in dossiers giudiziari perché può contare sul pieno aiuto dei Tribunali di Bellinzona, di Lugano e infine del Tribunale federale. Essa vi riesce unicamente con l’aiuto delle falsificazioni tramate dagli stessi Tribunali svizzeri.
Ai convenuti il Pretore ha vietato di ripetere le citate affermazioni oralmente, per scritto o in qualsiasi altra forma, testualmente o con formulazione analoga, e ha ordinato di pubblicare il dispositivo della sentenza sul bollettino
Civis
(in inglese, italiano o tedesco secondo i casi), il tutto con la comminatoria dell’art. 292 CP. Gli oneri processuali delle tre azioni (tassa di giustizia di fr. 800.– e spese di fr. 150.– ognuna) sono state poste nel primo e nel terzo caso a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili; nel secondo caso sono state addebitate ai convenuti in solido, tenuti a rifondere all’attrice fr. 1200.– per ripetibili.
B.
Contro la sentenza del Pretore sono insorti _ _ e la “_ _ _ _ _ _ _ _ ” con un appello del 16 ottobre 1995 nel quale chiedono (implici-tamente) che le tre azioni intentate nei loro confronti siano respinte e che il giudizio impugnato sia riformato di conseguenza.
Nelle sue osservazioni del 20 novembre 1995 _ _ -_ postula il rigetto dell’appello e la conferma della sentenza pretorile. Il 28 maggio 1996 essa ha inviato a questa Camera, inoltre, copia di una sentenza penale riguardante _ _.

Considerando
in diritto:
1.
I due documenti allegati all’appello sono già agli atti (doc. 1 dell’ incarto n. _ e doc. A dell’incarto n. _), di modo che è superfluo interrogarsi sulla loro ricevibilità. Nell’appello _ _ richiama anche, per la prima volta, il fascicolo relativo a un procedimento penale aperto nei suoi confronti per diffamazione e ripetuta disobbedienza a decisioni dell’autorità (inc. DT _della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4). Il richiamo appare già d’acchito inammissibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), né vi sarebbe motivo di scostarsi da tale regola. La procedura penale si è conclusa infatti, nel frattempo, con un giudizio di condanna a carico del convenuto (sentenza 9 maggio 1996 del Pretore del Distretto di Lugano) e un ricorso da questi introdotto alla Corte di cassazione e di revisione penale è stato dichiarato irricevibile con sentenza del 30 luglio 1996 (inc. _._-._). Non si vede quindi come il richiamo potrebbe, comunque sia, giovare al ricorrente.
2.
Giusta l’art. 28 CC chi è illecitamente leso nella sua personalità può, a sua tutela, chiedere l’intervento del giudice contro chiunque partecipi all’offesa (cpv. 1). La lesione è illecita quando non è giustificata dal consenso della persona lesa, da un interesse preponderante pubblico o privato, oppure dalla legge (cpv. 2).
a)
Con riferimento alla prima delle affermazioni censurate dal Pretore (“_-_è l’ex segretaria di uno scribacchino porno”), gli appellanti sostengono ch’essa è veritiera poiché l’attrice è segretaria della “_ _ _ _ _ _ _ ” (_), di cui il dott. _ _ è stato presidente (appello, pag. 6). In realtà i convenuti tentano di equivocare sui termini. A prescindere dalla circostanza ch’essi nemmeno tentano di dimostrare un preponderante interesse pubblico o privato a diffondere affermazioni del genere, nessun atto di causa conforta l’ipotesi che l’attrice sia mai stata – come lasciano intendere gli appellanti – segretaria personale di _ _. Su questo punto la sentenza del Pretore è ineccepibile (pag. 8, consid. 6.1) e l’appello non merita altra disamina.
b)
Per quanto riguarda la seconda delle affermazioni incriminate (“_-_ha perpetrato numerosi falsi, molti dei quali protetti dalle procedure presso le istanze giuridiche svizzere, ed atti perseguibili legalmente sapendo di poter contare sulla protezione delle istanze giuridiche svizzere”), i convenuti si limitano a richiamare in modo generico il noto incarto penale (appello, pag. 7). Se non che, l’esito del procedimento penale non risulta loro di alcun ausilio. Con sentenza del 9 maggio 1996, in effetti, il Pretore ha condannato _ _ a una multa di fr. 500.–, con obbligo di rifondere all’attrice fr. 1000.– a copertura delle spese legali, per avere affermato che _ _ -_ “si è fatta un mare di soldi con un’iniziativa truffaldina”, “si spaccia per medico e ha depositato un verbale falsificato in tribunale”, “si è comperata una casa per sé usando denaro degli zoofili, quindi truffando gli zoofili”. Non è dato a divedere, per contro, quali falsificazioni o altri illeciti commessi l’attrice emergerebbero dal carteggio penale.
c)
Le rimanenti cinque affermazioni ritenute dal Pretore contrarie al diritto della personalità sono contestate dagli appellanti, ancora una volta, con un semplice rinvio di poche righe al fascicolo penale. Essi non specificano per nulla quali atti suffragherebbero la veridicità dei loro assunti né – tanto meno – quale sarebbe il prevalente interesse giuridico alla relativa diffusione (appello, pag. 8). Su questo punto il gravame risulta addirittura sprovvisto di motivazione e come tale irricevibile (art. 309 cpv. 5 CPC combinato con la lett. f del cpv. 2). Si aggiunga che, secondo lo stesso giudice penale, gli atti del processo tenutosi il 9 maggio 1996 non confortano neppure di scorcio le disonorevoli asserzioni dei convenuti. Il giudice penale ha accertato esplicitamente, anzi, che “nulla, dalla copiosa documentazione agli atti, è emerso che possa anche soltanto suscitare un dubbio o comunque far lontanamente ritenere siccome veritiere le affermazioni [dell’imputato]” (sentenza, pag. 2 in fondo). Al proposito l’inconsistenza dell’appello è finanche manifesta.
3.
Gli oneri processuali di prima sede sono contestati solo in relazione alle doglianze di merito, rivelatesi di nessuna fondatezza. Non soccorrono quindi le premesse per rivederne l’ammontare né il riparto. Gli oneri processuali di appello seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). La tassa di giustizia è determinata sulla scorta dell’art. 24 lett. a LTG, l’indennità per ripetibili alla controparte in base agli art. 10 cpv. 1 e 17 cpv. 1 della tariffa dell’Ordine degli avvocati (art. 150 CPC).