Decision ID: ca852166-35d2-55f5-991f-7716aef5458b
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...) 1962, coniugato, con una figlia,
residente in Italia, frontaliere, ha lavorato in Svizzera dal 12 luglio 1988 in
qualità di verniciatore di carrozzeria sempre presso lo stesso datore di la-
voro. Egli ha interrotto definitivamente l’attività lavorativa il 22 novembre
2017 tra l’altro a causa di broncopneumopatia cronica ostruttiva su base
enfisematosa con severo deficit funzionale (doc. 2, 3, 8 e 10 dell’incarto
dell'Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti
all’estero [UAIE]). La B._ SA (di seguito: B._ SA), presso cui
il datore di lavoro aveva assicurato i dipendenti in caso di perdita di guada-
gno per malattia, ha versato indennità giornaliere intere dal 14 dicembre
2017 (doc. B._ 2) al 14 dicembre 2019 (doc. B._ 1 pag. 1 e
doc. TAF 20).
B.
B.a Il 14 maggio 2018 A._ ha formulato all’attenzione dell’Ufficio
dell’assicurazione invalidità del Cantone C._ (Ufficio AI) una richie-
sta volta all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’in-
validità (doc. UAIE 3).
B.b Ai fini istruttori l’Ufficio AI ha assunto agli atti l’incarto dell’B._
SA di data intercorrente tra gennaio 2018 e febbraio 2020 (doc. B._
1-30), segnatamente i rapporti del dott. D._ del 27 marzo 2018
(doc. B._ 10), 15 giugno 2018 (doc. B._ 11) e 12 novembre
2018 (doc. B._ 14), della dott.ssa E._ del 23 ottobre 2018
(doc. B._ 13) e del 28 febbraio 2019 (doc. B._ 17) e del dott.
F._ del 18 marzo 2019 (doc. B._ 20), tutti specialisti in me-
dicina interna.
B.c L’amministrazione ha inoltre assunto agli atti i rapporti del dott.
G._, specialista in fisiopatologia respiratoria e medicina del lavoro,
del 20 dicembre 2017 (allegato 7 al doc. UAIE 1), 9 gennaio 2018 (allegato
8 al doc. UAIE 1), 19 marzo 2018 (doc. UAIE 14), 9 luglio 2018 (doc. UAIE
18) e 4 dicembre 2018 (doc. UAIE 20), della dott.ssa E._ del 15 di-
cembre 2017 (allegato 4 al doc. UAIE 1), 22 dicembre 2017 (allegato 5 al
doc. UAIE 1) e 11 gennaio 2018 (allegato 6 al doc. UAIE 1), il questionario
per il datore di lavoro del 12 giugno 2018 (UAIE 10), diversi referti pneu-
mologici relativi al periodo marzo 2018 – marzo 2019 (allegato al doc. UAIE
14, allegato al doc. UAIE 18, allegato al doc. UAIE 20 e allegato al
doc. UAIE 34), nonché i rapporti del 22 giugno 2018 (doc. UAIE 15) e del
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31 gennaio 2019 (doc. UAIE 24) della consulente in integrazione profes-
sionale dell’Ufficio AI H._.
B.d Con rapporto finale del 25 giugno 2018 la dott.ssa I._, medico
del servizio medico regionale (SMR), specialista in medicina interna, ha
attestato, facendo riferimento alla visita fiduciaria eseguita dal dott.
D._ il 27 marzo 2018, un’incapacità lavorativa totale e stazionaria
nell’attività abituale di verniciatore di carrozzeria dal 14 dicembre 2017,
mentre una capacità lavorativa del 100% dalla stessa data in attività sosti-
tutive idonee, rispettose di determinate limitazioni funzionali descritte
(doc. UAIE 17).
B.e Chiamata ad esprimersi in merito ai rapporti del dott. G._ del
9 luglio e 4 dicembre 2018 (doc. UAIE 18 e 20) e ai controlli spirometrici ivi
allegati, nonché ai rapporti, all’attenzione dell’B._ SA, del 23 otto-
bre 2018 della dott.ssa E._ (doc. B._ 13) e del 21 novembre
2018 del dott. D._ (doc. B._ 14) la dott.ssa I._ (an-
notazione del 25 gennaio 2019, doc. UAIE 23) ha confermato le proprie
argomentazioni e conclusioni.
C.
C.a Mediante progetto di decisione del 1° febbraio 2019 (doc. UAIE 25)
l’Ufficio AI ha ripreso le conclusioni del SMR quo alla capacità lavorativa
dell’assicurato e prospettato il rifiuto della richiesta di rendita, alla luce di
un grado di invalidità del 18%, calcolato in base ad un reddito da valido di
fr. 69'420.- e ad reddito teorico dopo l’insorgenza dell’invalidità di
fr. 57'076.- (dopo deduzione pari al 15%) relativi al 2016. Esso ha inoltre
ritenuto non attuabili misure d’ordine professionale.
C.b Tramite osservazioni non datate (doc. UAIE 29) l’assicurato si è oppo-
sto al progetto di decisione, producendo il rapporto della dott.ssa
E._ del 23 ottobre 2018 (allegato al doc. UAIE 29), i rapporti del
dott. G._ dell’11 febbraio 2019 (doc. UAIE 26) e dell’11 marzo 2019
(doc. UAIE 34), nonché il referto radiologico del 14 marzo 2019 (allegato
al doc. UAIE 34).
C.c Secondo la dott.ssa I._ (annotazioni del 26 febbraio 2019
[doc. UAIE 31] e 22 marzo 2019 [doc. UAIE 37]) la documentazione pro-
dotta non modificava le conclusioni tratte nel rapporto finale del 25 giugno
2018 (consid. B.d).
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C.d La dott.ssa I._ ha altresì preso posizione sul rapporto, commis-
sionato dall’B._ SA al dott. F._ del 18 marzo 2019
(doc. B._ 20; doc. UAIE 37). Tramite annotazione del 1° aprile 2019
(doc. UAIE 40) ha precisato che le diagnosi, i limiti funzionali e le capacità
lavorative risultavano invariati rispetto al rapporto finale del 25 giugno
2018.
C.e Con decisione del 15 aprile 2019 (doc. UAIE 45) l’UAIE ha ripreso le
argomentazioni del progetto di decisione dell’Ufficio AI del 1° febbraio 2019
(consid. C.a), rifiutato il diritto ad una rendita di invalidità e ritenuto non
attuabili provvedimenti d’integrazione professionale.
D.
D.a L’8 maggio 2019, agendo per il tramite del L._, A._ ha
interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale, postulando
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di una rendita
intera di invalidità, senza tuttavia specificare a decorrere da quale data
(doc. TAF 1 e allegati). Egli ha altresì chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria. Delle motivazioni si dirà, se necessario, nei con-
siderandi di diritto.
A sostegno del gravame l’insorgente ha prodotto i rapporti del 16 aprile
2018 (allegati 8a-8b al doc. TAF 1) e 3 settembre 2018 (allegati 8d-8e al
doc. TAF 1) del dott. M._, specialista in fisiatria, quello del 24 set-
tembre 2018 della dott.ssa N._, specialista in scienza dell’alimen-
tazione e medicina interna (allegati 7a-7b al doc. TAF 1), il referto
dell’8 marzo 2019 del dott. O._, specialista in cardiologia (allegati
6a-6c al doc. TAF 1), il certificato medico del 4 maggio 2019 del dott.
P._, specialista in medicina legale e delle assicurazioni (allegato 2
al doc. TAF 1), nonché un referto radiologico del 29 marzo 2018 (allegato
8c al doc. TAF 1).
D.b Con complemento al ricorso del 21 maggio 2019 (doc. TAF 3) l’assicu-
rato ha prodotto il parere medico-legale del 10 maggio 2019 del dott.
P._ (allegato al doc. TAF 3).
E.
E.a Tramite decisione incidentale del 27 maggio 2019 (doc. TAF 4) la giu-
dice dell’istruzione ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria.
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E.b In data 5 giugno 2019 l’assicurato ha versato l’anticipo spese di
fr. 800.- (doc. TAF 6).
F.
Con risposta del 2 luglio 2019 (doc. TAF 9) l'UAIE ha proposto la reiezione
del gravame, rinviando alle conclusioni formulate nell’annotazione del
25 giugno 2019 dalla dott.ssa I._ e al preavviso dell’Ufficio AI del
giorno successivo (entrambi allegati al doc. TAF 9). Dei motivi si dirà se
necessario, nei considerandi di diritto.
G.
Mediante replica del 24 luglio 2019 (doc. TAF 11) l’insorgente si è riconfer-
mato nelle argomentazioni esposte nel ricorso e nel relativo complemento,
producendo nel contempo il rapporto del 23 luglio 2019 del dott.
G._ (allegato al doc. TAF 11).
H.
Il 4 settembre 2019 (doc. TAF 13) A._ ha prodotto il rapporto del
22 agosto precedente del dott. Q._, specialista in pneumologia (al-
legato al doc. TAF 13).
I.
Con duplica del 6 settembre 2019 (doc. TAF 15) l’UAIE, richiamata l’anno-
tazione del 9 agosto 2019 della dott.ssa I._ e il rapporto dell’Ufficio
AI del 2 settembre 2019 (entrambi allegati al doc. TAF 15), ha proposto la
reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata.
J.
Invitato in data 10 settembre 2019 (doc. TAF 14) dal Tribunale adito a pro-
nunciarsi sul succitato rapporto del dott. Q._, con complemento alla
duplica del 23 settembre 2019 (doc. TAF 17) l'UAIE, rinviando all’annota-
zione della dott.ssa I._ del 13 settembre 2019 e alla presa di posi-
zione dell’Ufficio AI del 17 settembre seguente (allegati al doc. TAF 17), ha
ribadito le proprie conclusioni.
K.
Mediante osservazioni del 14 ottobre 2019 il ricorrente si è riconfermato
nelle argomentazioni e conclusioni precedentemente esposte (doc. TAF
19).
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L.
Con osservazioni del 3 gennaio 2020 (doc. TAF 24), trasmesse all’assicu-
rato il 9 gennaio seguente (doc. TAF 25), l’autorità inferiore, rinviando alle
conclusioni del preavviso dell’Ufficio AI del 23 dicembre 2019 (allegato al
doc. TAF 24), ha nuovamente proposto la reiezione del ricorso e la con-
ferma della decisione impugnata.
M.
Il 22 gennaio 2020 (doc. TAF 28) A._ ha prodotto il rapporto del
20 gennaio precedente del dott. G._ (allegato al doc. TAF 28).
N.
Invitata il 24 gennaio 2020 a prendere posizione in merito alla vertenza
(doc. TAF 27), con scritto del 14 febbraio seguente (doc. TAF 34), tra-
smesso alle parti il 6 marzo 2020 (doc. TAF 41), la R._, a cui era
stata notificata la decisione impugnata, ha rinunciato a tale prerogativa.
O.
Con osservazioni complementari del 21 febbraio 2020 (doc. TAF 37 e alle-
gati), agendo per il tramite dell’avv. Patrick Untersee, suo nuovo patrocina-
tore (doc. TAF 33 e allegati), A._ ha postulato, in via principale, l’an-
nullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di una rendita
intera di invalidità, in via subordinata, il rinvio degli atti all’autorità di prime
cure per ulteriori accertamenti e, in via ulteriormente subordinata, di essere
posto a beneficio di provvedimenti professionali (doc. TAF 1 e allegati).
Delle motivazioni si dirà nei considerandi di diritto (consid. 5.2).
P.
Mediante osservazioni del 17 marzo 2020 (doc. TAF 43), l’autorità infe-
riore, rinviando alle conclusioni del preavviso dell’Ufficio AI del 13 marzo
2020 (allegato al doc. TAF 43), ha nuovamente proposto la reiezione del
ricorso e la conferma della decisione impugnata. Delle motivazioni si dirà
nei considerandi di diritto.
Q.
Con presa di posizione del 29 maggio 2020 il ricorrente si è riconfermato
nelle proprie richieste (doc. TAF 46).
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che
gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4
consid. 1.2).
Il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'UAIE.
1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù
dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è
disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1).
Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per
quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta
l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicura-
zione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi
alla LPGA. Secondo le regole generali del diritto intertemporale, si appli-
cano le norme procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso
(DTF 130 V 1 consid. 3.2).
1.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale ap-
plica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62
cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il
ricorso potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal
ricorrente o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non
ha preso in considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 con-
sid. 1.3; DTAF 2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti
per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta
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liberamente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la
legge non disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado
di prova della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto pro-
vato, soltanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 con-
sid. 6). Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) e a motivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di prin-
cipio, ad esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non
invocate dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'e-
same dell'incarto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a;
121 V 204 consid. 6c).
3.
3.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1).
3.2 La decisione impugnata con cui l’UAIE ha respinto la domanda di ren-
dita AI presentata il 14 maggio 2018 è stata emessa il 15 aprile 2019. Ne
consegue che sono applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revi-
sione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le
modifiche intervenute fino alla data della decisione impugnata.
3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa e meglio il 15 aprile 2019 (DTF 132 V 215
consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verifica-
tisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accerta-
mento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF
129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono
strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire
sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa
è stata resa (sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5
nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 con-
sid. 3a in fine).
4.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e ri-
siede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
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1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3
del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento
medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
5.1 Oggetto del contendere è unicamente il diritto di A._ di perce-
pire una rendita di invalidità intera a partire dal 1° novembre 2018, e meglio
al più presto dopo sei mesi dalla data in cui ha rivendicato il diritto alle
prestazioni – consid. B.a – conformemente all’art. 29 cpv. 1 LPGA e
all’art. 29 cpv. 1 e cpv. 3 LAI.
Irricevibile, in quanto tardiva, è infatti la richiesta tendente al riconosci-
mento di provvedimenti d’integrazione professionale formulata dall’insor-
gente con osservazioni del 21 febbraio 2020 (doc. TAF 37). Non essendo
stata contestata con il ricorso, in relazione a questo rapporto giuridico la
decisione è passata in giudicato (consid. D).
5.2 L’insorgente sostiene che le perizie esperite dai medici fiduciari
dell’B._ SA, su cui si fondano il SMR e l’amministrazione, costitui-
scono mere valutazioni di parte prive di forza probante. Egli evidenzia che
le stesse, allestite da medici non specialisti in pneumologia, si fondano su
accertamenti carenti ed errati. Sulla base della documentazione medica
agli atti, in particolare del parere medico-legale del dott. P._ del
10 maggio 2019 (allegato al doc. TAF 3), il ricorrente ritiene che lo stato di
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Pagina 10
salute comporta un’incapacità lavorativa completa in ogni attività e postula
di essere sottoposto ad una perizia pluridisciplinare (pneumologica, reu-
matologica-ortopedica, endocrinologica e cardiologica). Egli contesta infine
il calcolo eseguito per stabilire il grado di invalidità, segnatamente l’am-
montare del reddito da invalido, prevalendosi di una riduzione sociale mag-
giore, pari al 20%, e chiedendo la parallelizzazione dei redditi.
5.3 L’amministrazione ritiene per contro, segnatamente sulla base del rap-
porto del 18 marzo 2019 del dott. F._ (doc. B._ 20), nonché
sui rapporti ed annotazioni SMR del 25 giugno 2018 (doc. UAIE 17),
25 gennaio 2019 (doc. UAIE 23), 26 febbraio 2019 (doc. UAIE 31),
22 marzo 2019 (doc. UAIE 37), 1° aprile 2019 (doc. UAIE 40), 25 giugno
2019 (allegato al doc. TAF 9), 9 agosto 2019 (allegato al doc. TAF 15) e
13 settembre 2019 (allegato al doc. TAF 17), che il ricorrente è interamente
inabile al lavoro nell’attività abituale di verniciatore di carrozzeria dal 14 di-
cembre 2017, mentre abile al 100% dalla stessa data in attività sostitutive
idonee, rispettose di determinate limitazioni funzionali. L’UAIE ritiene inol-
tre ingiustificato procedere alla parallelizzazione dei redditi, evidenziando
nel contempo che pure una riduzione del reddito da invalido pari al 20%
non condurrebbe al riconoscimento di una rendita di invalidità.
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di su-
bire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano un’at-
tività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che l’eserci-
tino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le
proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e
8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF
116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011
consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv. 1
LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
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un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
6.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
7.
7.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice in
caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere ras-
segnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità
sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono co-
stituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per deter-
minare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato
(DTF 132 V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giu-
dizio sullo stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività
l’assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante ele-
mento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-
mente esigibili dall’assicurato. Affinché un rapporto medico acquisti valore
di prova rilevante è determinante che esso sia completo in merito ai temi
C-2192/2019
Pagina 12
sollevati, si fondi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudi-
naria (anamnesi), su esami approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di
cui si lamenta l’assicurato e sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni
mediche o nell’apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell’esperto devono inoltre essere motivate. Determinante quindi per stabi-
lire se un rapporto medico ha valore di prova non è né la sua origine né la
sua denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo con-
tenuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto me-
dico deve altresì essere redatto da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del
22 novembre 2017 consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 con-
sid. 4.2).
7.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-
bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-
lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 con-
sid. 3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione
a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che
riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche
che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.
Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-
diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere
in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-
zione. Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere
attribuito pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino conclu-
denti, compiutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non
sussistano degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendi-
C-2192/2019
Pagina 13
bilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipen-
denza con l’assicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e
l’imparzialità. Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che
permettono di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la par-
zialità dell’apprezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 con-
sid. 3b/ee).
8.
8.1
8.1.1 Per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione
degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni,
stabiliscono la capacità funzionale dell’assicurato – determinante per l’AI
secondo l’art. 6 LPGA – di esercitare un’attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indi-
pendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo e senso dell’art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell’art. 49 OAI risie-
dono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo ai propri medici per la
valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie
alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati
a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo
è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e
assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così
decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa
invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2).
Peraltro, i rapporti SMR hanno la funzione di effettuare una sintesi delle
informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa e formulare delle
raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da un punto di vista
medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1).
Per poter loro attribuire pieno valore probatorio, i rapporti dei servizi medici
regionali devono essere redatti da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso di specie. Se ciò non è il caso, il
loro valore probatorio è affievolito (sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 lu-
glio 2010 consid. 4.2).
8.1.2 I rapporti interni del SMR ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 OAI non pongono
autonomamente delle diagnosi, bensì apprezzano sotto l'aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio anche dell'am-
ministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono necessaria-
mente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non è
dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR
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Pagina 14
esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. Negli altri
casi rende la propria valutazione sulla base della documentazione esi-
stente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giuri-
sprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR
se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente
riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con
riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 con-
sid. 4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, con-
sid. 4.2.1).
8.1.3 Al riguardo va in particolare rilevato che se è vero che nelle procedure
concernenti l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni sociali
non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4).
9.
Nel caso in esame dai rapporti del dott. G._ del 20 dicembre 2017
(allegato 7 al doc. UAIE 1) e 9 gennaio 2018 (allegato 8 al doc. UAIE 1) si
evince che l’insorgente, affetto dall’estate 2009 da enfisema centrolobulare
diffuso, si era sottoposto in data 11 aprile 2017 ad una tomografia compu-
terizzata (TC) al torace da cui era emersa “ rarefazione della trama polmo-
nare in relazione a noto quadro di enfisema. In corrispondenza del lobo
medio si osservano alcuni fenomeni disventilativi con nodulazioni millime-
triche di verosimile natura fibrotica. Non addensamenti parenchimali a fo-
colaio in atto né immagini nodulari a carattere sospetto “.
Il medico ha quindi posto le diagnosi di broncopneumopatia cronica ostrut-
tiva su base enfisematosa con severo deficit funzionale, diabete in terapia
orale, ipertensione arteriosa e dislipidemia.
Mediante rapporti del 19 marzo 2018 (doc. UAIE 14), 9 luglio 2018
(doc. UAIE 18) e 4 dicembre 2018 (doc. UAIE 20) il dott. G._ ha,
per l’essenziale, ripreso le valutazioni e conclusioni testé esposte. In parti-
colare, le spirometrie effettuate ad intervalli regolari (allegato 8 al
doc. UAIE 1, allegato al doc. UAIE 14, allegato al doc. UAIE 18, allegato al
doc. UAIE 20) evidenziavano una marcata/severa ostruzione polmonare.
C-2192/2019
Pagina 15
10.
10.1
10.1.1 Nell’ambito della procedura in materia di assicurazione malattia
(perdita di guadagno) il dott. D._, mediante rapporto del 27 marzo
2018 (doc. B._ 10), commissionato dalla B._ SA, ha posto
le diagnosi di “ BPCO, enfisema centro lobulare diffuso e sindrome di im-
pingement alla spalla destra con probabile lesione alla cuffia dei rotatori “.
Il medico ha inoltre precisato che “ già due anni fa, per la precisione il
20.04.2016 alla spirometria (...) vi era una sindrome ostruttiva grave, la
FEV1 allora era del 32% rispetto al valore predetto. Una spirometria del
09.10.2017 mostrava un chiaro peggioramento con un FEV1 addirittura al
18% del predetto “, precisando che “ dall’autunno 2017 esacerbazioni della
BPCO a ripetizione con bronchiti frequenti (...). Attualmente va solo leg-
germente meglio, persiste una dispnea stadio III (ai minimi sforzi) “. Egli ha
poi sottolineato che “ si tratta di una BPCO evoluta, già almeno due anni fa
allo stadio GOLD IV, poco responsiva a trattamento inalatorio con cortico-
steroidi, LABA, anticolinergici “, evidenziato solo un minimo miglioramento
dopo la cessazione dell’attività lavorativa e indicato che, verosimilmente,
col tempo si sarebbe verificato un lento progressivo peggioramento. Il dott.
D._ ha infine precisato che “ da un paio di mesi presenta algia alla
spalla destra con impotenza funzionale; ha fatto un ciclo di fisioterapia (...)
senza alcun beneficio (...) “.
10.1.2 Il medico ha pertanto ritenuto A._, a prescindere dalla pato-
logia alla spalla destra, definitivamente inabile al 100% nella professione
di carrozziere (recte: verniciatore di carrozzeria).
10.2 Con rapporto finale del 25 giugno 2018 (doc. UAIE 17) la dott.ssa
I._ ha posto le diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa
di enfisema centro-lobulare diffuso, BPCO e sindrome di impingement su
lesione parziale della cuffia dei rotatori della spalla destra e le diagnosi
senza ripercussioni sulla capacità lavorativa di diabete tipo II non insulino-
richiedente, ipertensione arteriosa e dislipidemia (doc. UAIE 17 pag. 2).
Essa ha pertanto considerato l’assicurato inabile al lavoro al 100% nell’at-
tività abituale di carrozziere (recte: verniciatore di carrozzeria) dal 14 di-
cembre 2017, mentre totalmente abile dallo stesso giorno in attività sosti-
tutive adeguate, rispettose di determinate limitazioni funzionali (lavori con
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Pagina 16
carico massimo di 2 kg, in posizione seduta, senza sforzi fisici, non neces-
sitanti l’utilizzo del braccio destro in modo ripetitivo e sopra l’orizzon-
tale; UAIE 17 pag. 3).
11.
11.1 Con rapporto del 23 ottobre 2018 all’attenzione dell’B._ SA
(doc. B._ 13), le cui conclusioni sono state, per l’essenziale, riprese
in quello del 28 febbraio 2019 (doc. B._ 17), la dott.ssa E._
ha posto le diagnosi di “ enfisema polmonare e BPCO-D.M.N.I.D “, eviden-
ziando nel contempo che l’assicurato presentava frequenti riacutizzazioni
bronchitiche necessitanti l’assunzione di antibiotici, tosse persistente e dis-
pnea anche a riposo.
Essa ha quindi ritenuto A._ inabile al lavoro al 100% dal 15 dicem-
bre 2017 nell’attività abituale, evidenziato una capacità lavorativa estrema-
mente limitata in qualsiasi tipo di attività e formulato una prognosi negativa
sia per quanto attiene l’evoluzione dello stato di salute che della capacità
lavorativa.
11.2 Mediante rapporto del 12 novembre 2018 (doc. B._ 14) il dott.
D._ ha ripreso le argomentazioni e le conclusioni precedentemente
esposte (consid. 10.1), esprimendo una prognosi non molto buona a me-
dio-lungo termine per quanto attiene le affezioni polmonari.
12.
Il 31 gennaio 2019 la consulente in integrazione H._ ha dichiarato
che l’insorgente potrebbe svolgere attività lavorative semplici e non quali-
ficate, indicando, a titolo esemplificativo, quelle di addetto qualità/imballag-
gio/confezione, addetto alla metallurgia meccanica nel settore industriale
orologiero, operaio generico nel settore della componentistica industriale,
venditore ed impiegato amministrativo con compiti semplici. Essa ha inoltre
ritenuto che l’adozione di ulteriori provvedimenti professionali non avrebbe
migliorato la capacità di guadagno dell’assicurato (doc. UAIE 24 pag. 2).
13.
13.1 In sede di osservazioni al progetto di decisione del 1° febbraio 2019
sono stati assunti i rapporti dell’11 febbraio (doc. UAIE 26) e 11 marzo 2019
(doc. UAIE 34) del dott. G._ il quale ha sostenuto che “ il quadro
clinico funzionale conferma importante dispnea per sforzi anche lievi com-
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Pagina 17
portante severa limitazione dell’attività fisica-lavorativa tale da porre il giu-
dizio di inabilità lavorativa totale “. In particolare la spirometria
dell’11 marzo 2019 (allegato 1 al doc. UAIE 34) ha evidenziato ostruzione
di grado severo, importante aumento del volume residuo da enfisema e
severo deficit del transfer alveolo capillare.
13.2 Chiamata a confrontare la TC al torace del 10 aprile 2017 con quella
eseguita l’11 marzo 2019, mediante referto del 14 marzo seguente la
dott.ssa S._, specialista in radiologia, ha evidenziato “ (...) noto
quadro di enfisema centrolobulare diffuso bilaterale. Non ispessimenti pa-
tologici dell’interstizio. Assenza di bronchiectasie. Non si apprezzano foca-
lità parenchimali polmonari di aspetto evolutivo né versamento pleuro-pe-
ricardico. Aspecifico nodulo di 6 mm nel segmento posteriore del lobo su-
periore destro. Ulteriore aspecifico nodulo di 3 mm nel lobo medio inva-
riato. Non focalità ossee patologiche “ (allegato 2 al doc. UAIE 34). Mal-
grado la precisazione “ confronto con TC del 10-04-2017 ” il medico non
ha tuttavia proceduto a concretizzare eventuali differenze.
14.
Con rapporto del 18 marzo 2019 (doc. B._ 20), commissionato
dall’B._ SA, il dott. F._, che ha visitato l’assicurato il giorno
stesso, ha posto le diagnosi di “ BPCO stadio GOLD 4 con insufficienza
respiratoria su enfisema centro lobulare, diabete mellito tipo II in terapia
orale, ipertensione arteriosa in cura farmacologica, dislipidemia in cura far-
macologica, sindrome da attrito sottoacromiale alla spalla dx “.
Egli ha perciò ritenuto l’assicurato inabile al lavoro al 100% a titolo definitivo
per la professione abituale di carrozziere (recte: verniciatore di carrozzeria)
come pure per tutte le attività lavorative che comportano sforzi fisici, mentre
totalmente abile (normale tempo di lavoro con normale rendimento) in
un’attività adatta alle sue condizioni di salute, e meglio in un lavoro leggero,
che non comporti sforzi fisici, da svolgere prevalentemente in posizione
seduta con possibilità di effettuare piccoli spostamenti su terreno pianeg-
giante senza portare pesi, da svolgere in ambiente sano per le vie respira-
torie in assenza di sostanze irritanti, fumo e polvere, che non comporti at-
tività con le braccia sopra l’altezza delle spalle, in entrambi i casi dal 14 di-
cembre 2017.
C-2192/2019
Pagina 18
15.
15.1
15.1.1 Pendente causa di ricorso è stato assunto il referto ecografico alla
spalla destra del 29 marzo 2018 da cui emerge “ aspetto irregolare del ten-
dine del sovraspinato ridotto di spessore al passaggio sottoacromiale com-
patibile con esiti di lesione parziale di minima entità in quadro tendinosico “
(allegato 8c al doc. TAF 1).
15.1.2 Con rapporto del 16 aprile 2018 (allegati 8a-b al doc. TAF 1) il dott.
M._ha evidenziato algie della scapolo omerale destra con severa
limitazione articolare in tutte le direzioni dell’arco articolare e segni di im-
pingement. Il 3 settembre seguente (rapporto allegati 8d-e al doc. TAF 1) il
medico ha evidenziato una netta riduzione delle algie della scapolo ome-
rale destro con miglioramento funzionale.
15.1.3 Mediante rapporto del 24 settembre 2018 la dott.ssa N._ ha
posto le diagnosi di “ bronchite cronica enfisematosa con importante com-
ponente ostruttiva in follow-up pneumologico, da anni diabete mellito gra-
vemente scompensato nel 2016 quando è stata variata e potenziata la te-
rapia con ottimo controllo metabolico attuale, ipercolesterolemia ben con-
trollata con dosaggio minimo di statina, ipertensione arteriosa con buoni
valori (...) e recente artrite scapolo-omerale destra in terapia orale già so-
spesa e fisiatrica con miglioramento clinico progressivo “ (allegato 7a-b al
doc. TAF 1).
15.1.4 Con referto dell’8 marzo 2019 (allegati 6a-6b al doc. TAF 1) il dott.
O._ ha in particolare evidenziato uno stato di dispnea per sforzi mi-
nimi, marcatamente aumentato secondo quanto indicato dal paziente, e
cardiopalmo associato.
15.2 In sede di completamento del ricorso l’insorgente ha prodotto il parere
medico-legale del 10 maggio 2019 (allegato al doc. TAF 3) in cui il dott.
P._, dopo aver visitato l’assicurato il giorno stesso, ha posto le dia-
gnosi di bronchite cronica enfisematosa con ostruzione di grado severo,
ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito tipo 2 e reflusso gastro-
esofageo (allegato al doc. TAF 3 pag. 3).
Egli ha quindi ritenuto A._ totalmente inabile nell’attività abituale di
carrozziere (recte: verniciatore di carrozzeria), mentre invalido all’80% in
attività lavorative leggere, “ in considerazione delle notevoli probabilità di
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Pagina 19
riacutizzazioni bronchiali nel periodo invernale ed ai cambiamenti climatici,
al rilevante pericolo di vita in caso di gravi infezioni polmonari che si po-
trebbero verificare fuori dal proprio domicilio per contatti con ambienti lavo-
rativi possibili portatori di infezioni polmonari oltre alla notevole insuffi-
cienza respiratoria ben documentata, con dispnea per sforzi anche di mo-
desta entità “ (allegato al doc. TAF 3 pag. 3-4).
16.
16.1 In sede di replica il ricorrente ha prodotto il rapporto del 23 luglio 2019
(allegato 1 al doc. TAF 11) in cui il dott. G._ ha ribadito la presenza
di ostruzione di grado severo e severa dispnea anche per sforzi minimi,
evidenziando nel contempo un “ importante aumento del volume residuo
da enfisema, severo deficit del transfer alveolo capillare e moderato peg-
gioramento dei flussi espiratori rispetto al controllo precedente “. Egli ha
ribadito un’inabilità lavorativa totale.
16.2 Mediante rapporto del 22 agosto 2019 il dott. Q._ ha confer-
mato una grave disventilazione ostruttiva, a componente reversibile con
calo della diffusione alveolocapillare (allegato al doc. TAF 13).
17.
Il 20 gennaio 2020 (allegato al doc. TAF 28) il dott. G._ ha indicato
un “ moderato peggioramento di FEV1, RV e moderato peggioramento
DLCO rispetto all’esame del 23/07/19 “ (consid. 16.1).
18.
18.1 Nella fattispecie è necessario esaminare se a giusto titolo l’ammini-
strazione ha respinto la richiesta di prestazioni d’invalidità formulata dal
ricorrente il 14 maggio 2018. Per procedere in tal senso, occorre determi-
nare se l’assicurato presenta una capacità lavorativa del 100% in attività
adeguate a partire dal 14 dicembre 2017, come ritenuto dall’autorità infe-
riore, e se quest’ultima, prima dell’emanazione della decisione impugnata,
abbia svolto un sufficiente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti
oppure avrebbe dovuto fare eseguire ulteriori esami medici per potersi de-
terminare con cognizione di causa – secondo il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali – sullo stato di salute e
sulla capacità lavorativa del ricorrente.
18.2 Nel caso in esame l’UAIE si è fondato sulle conclusioni del proprio
medico SMR, dott.ssa I._, la quale si è a sua volta basata sugli atti
C-2192/2019
Pagina 20
medici assunti dall’B._ SA, in particolare sul rapporto del dott.
D._ del 27 marzo 2018 (si confronti rapporto SMR del 25 giugno
2018 [doc. UAIE 17]) così come sulle valutazioni esposte dal dott.
F._ nel rapporto del 18 marzo 2019 (doc. B._ 20, consid. 14,
riprese ed avallate dal SMR con annotazione della dott.ssa I._ del
1° febbraio 2019, doc. UAIE 40) secondo cui l’assicurato era abile al 100%
dal 14 dicembre 2017 in attività sostitutive adeguate, rispettose di determi-
nate limitazioni funzionali.
19.
19.1 A titolo preliminare si rileva che il rapporto del dott. F._, testé
menzionato, si basa su informazioni fornite dalla persona esaminata e dal
medico curante, sull’esame del quadro clinico, sulle risultanze della visita
del ricorrente e sulla documentazione medica agli atti. Nel suo insieme il
referto è comprensivo dell’anamnesi, delle informazioni tratte dall’incarto,
delle indicazioni del medico stesso, delle diagnosi nonché delle conclu-
sioni. Tale rapporto può pertanto essere considerato – per lo meno formal-
mente – un mezzo probatorio idoneo alla valutazione dello stato di salute
e della capacità lavorativa dell’insorgente.
19.2
19.2.1 Dal punto di vista sostanziale, occorre evidenziare che le diagnosi
e le affezioni riferite dal dott. F._ concordano per l’essenziale con
quelle riscontrate dal dott. D._ (doc. B._ 10, 11, 14), dalla
dott.ssa E._ (doc. B._ 13 e 17), dal medico curante dott.
G._ (allegati 7-8 al doc. UAIE 1, doc. UAIE 14, 18, 20, 26, 34) e
dagli specialisti a cui si è rivolto l’assicurato (dott. M._[cfr. allegati
8a-d al doc. TAF 1], dott.ssa N._ [cfr. allegato 7a-b al doc. TAF 1],
dott. O._ [cfr. allegato 6a-b al doc. TAF 1]. Altre diagnosi non sono
state riscontrate né di nuova insorgenza o in precedenza non considerate,
neppure dopo l’emanazione della decisione impugnata (si cfr. a tal propo-
sito il rapporto del dott. P._ [cfr. allegato al doc. TAF 3], quelli del
dott. G._ [allegato 1 al doc. TAF 11, allegato al doc. TAF 28] e del
dott. Q._ [allegato al doc. TAF 13]).
19.2.2 Riguardo alla prognosi e alle conseguenze delle patologie riscon-
trate, tutti i medici sono concordi nel ritenere che la situazione di salute non
è suscettibile di miglioramento per quanto attiene le patologie polmonari,
ma che anzi, in futuro potrebbe verificarsi un peggioramento. Al contrario,
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Pagina 21
la patologia alla spalla destra è migliorata e l’evoluzione risulta essere piut-
tosto favorevole (consid. 10.1 e 15.1.2).
19.2.3 Tutti i medici riconoscono un’incapacità lavorativa totale nell’attività
abituale di verniciatore di carrozzeria, mentre i pareri divergono per quanto
concerne l’influsso dei danni alla salute riscontrati sulla capacità lavorativa
dell’insorgente in attività sostitutive. Il dott. F._ ritiene l’assicurato
totalmente abile in una professione adatta, rispettosa di determinati limiti
funzionali. Dal canto suo il dott. G._ indica una non meglio precisata
incapacità lavorativa totale (consid. 16.1). Il dott. D._ non si è pro-
nunciato sulla capacità lavorativa in attività sostitutiva, mentre la dott.ssa
E._ ha evidenziato una capacità lavorativa estremamente limitata
in qualsiasi attività. A mente del dott. P._ A._ risulta invalido
(allegato al doc. TAF 3 pag. 4) nella misura dell’80% in attività leggere esi-
gibili. Per contro nessuno degli ulteriori medici consultati, si è espresso in
merito alla capacità lavorativa dell’assicurato.
Sulla base della documentazione agli atti, la dott.ssa I._ ha quindi
interamente aderito alla valutazione del dott. F._, precisando il mo-
mento a partire dal quale l’assicurato poteva considerarsi abile al lavoro in
un’attività sostitutiva (14 dicembre 2017) e in che misura (100%), disco-
standosi pertanto dalle valutazioni del medico curante e del dott.
P._ esposte pendente causa che ha ritenuto un diverso apprezza-
mento di fatti noti (allegato al doc. TAF 9).
19.3
19.3.1 Riguardo alle divergenze fra i pareri medici, come già rammentato
(consid. 7.2), vale il principio secondo cui le certificazioni del medico cu-
rante – anche se specialista (cfr. sentenza del TF U 202/01 del 7 dicembre
2001 consid. 2b/bb) – hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del
rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 con-
sid. 3b/cc; 124 I 175 consid. 4; 122 V 161; sentenza del TF 8C_828/2007
del 23 aprile 2008; R. SPIRA, La preuve en droit des assurances sociales,
in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, 2000, pag. 269s.).
Il TF ha affermato che in ragione della diversità dell’incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia) in caso di lite non ci si può di regola
fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (cfr., tra
le tante, sentenza TF 9C_151/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 5.1 con
riferimenti; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4; I 1102/06 del
31 gennaio 2008; I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).
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Pagina 22
19.3.2 Alla luce di tali considerazioni occorre quindi relativizzare la valenza
delle valutazioni del dott. G._, dal momento che egli è intervenuto
nella presente fattispecie in qualità di medico curante dell’assicurato.
Inoltre non è chiaro se le sue conclusioni circa l’incapacità lavorativa totale
si riferiscano a ogni attività oppure solo all’attività abituale (consid. 19.2.3).
Già solo per questi motivi il referto non è completo. Dal canto suo il dott.
F._ ha agito nell’ambito di un mandato peritale, valutando lo stato
di salute del ricorrente da un punto di vista medico-assicurativo ed elabo-
rando le proprie conclusioni sulla base degli esami clinici personalmente
condotti, dei pareri degli specialisti che lo hanno preceduto e delle indagini
strumentali eseguite da quest’ultimi. Sebbene esso stesso non sia specia-
lizzato in pneumologia, va comunque riconosciuto che la specializzazione
di cui dispone risulta indicata a valutare la particolare situazione del caso
concreto. In ambito peritale, il medico internista è infatti chiamato a valutare
lo stato di salute dell’assicurato affetto da disturbi di varia natura – epato-
logici, autoimmuni, allergologici, gastroenterologici, reumatologici e di tutte
le altre problematiche di medicina generale – non suscettibili di un approc-
cio chirurgico, considerando sia gli aspetti fisici che quelli psicologici. In
tale contesto il medico internista è in grado di elaborare una diagnosi, pre-
scrivere delle analisi, come pure indirizzare verso lo specialista del settore
più indicato. Nel caso di specie il dott. F._, dopo aver correttamente
raccolto l'anamnesi e l'esame obiettivo, ha ritenuto superfluo sottoporre
l’assicurato ad ulteriori esami strumentali, essendo questi già stati eseguiti
dal medico curante. Allo stesso modo, avendo potuto confrontarsi con le
valutazioni specialistiche versate agli atti ha considerato di disporre già di
tutti gli elementi necessari per poter porre le diagnosi note ed esprimere le
conclusioni riguardo alle conseguenze delle stesse sullo stato di salute.
19.3.3 Per quanto attiene all’approfondito parere medico-legale del dott.
P._ del 10 maggio 2019 (consid. 15.2), immediatamente posteriore
alla decisione impugnata, ma riferito alla situazione precedente la stessa e
quindi rilevante in concreto, egli, che non dispone tra l’altro della specializ-
zazione in pneumologia, riprende le diagnosi note, attesta in buona so-
stanza le medesime limitazioni funzionali, traendo tuttavia, senza spie-
garne i motivi, delle conclusioni differenti in punto alla capacità lavorativa
in attività sostitutive. In simili condizioni esse vanno pertanto considerate
alla stregua di una differente valutazione della medesima fattispecie.
19.3.4 In corso di causa la dott.ssa I._, preso atto delle contesta-
zioni mosse dal ricorrente, dei nuovi referti specialistici prodotti, nonché
delle valutazioni del dott. F._, ha ribadito nelle annotazioni SMR del
25 gennaio 2019 (doc. UAIE 23), 26 febbraio 2019 (doc. UAIE 31),
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22 marzo 2019 (doc. UAIE 37) e 1° aprile 2019 (doc. UAIE 40), la fonda-
tezza delle proprie conclusioni espresse nel rapporto finale del 25 giugno
2018 (doc. UAIE 17), evidenziando che le diagnosi, i limiti funzionali e la
capacità lavorativa risultavano invariati.
Come previsto dall’art. 49 cpv. 3 OAI il rapporto finale della dott.ssa
I._ non pone autonomamente delle diagnosi, bensì apprezza sotto
l'aspetto medico i reperti esistenti. Per esporre le proprie considerazioni
essa si è sostanzialmente fondata sulle valutazioni del dott. F._, pur
tenendo conto degli atti medici prodotti dal ricorrente, fra i quali figurano
numerosi esami strumentali nonché pareri specialistici relativi alle differenti
problematiche lamentate dall’assicurato. Si rammenta per altro che l'as-
senza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giurisprudenza, un
motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR se esso soddi-
sfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente riconosciute
(SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con riferimenti;
cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 consid. 4.2; cfr. an-
che sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, consid. 4.2.1).
Sebbene pure la dott.ssa I._ non disponga di una specializzazione
in pneumologia, ciò non toglie legittimità o valenza ai rapporti da essa re-
datti. Il SMR è sostanzialmente incaricato di fornire all’amministrazione una
sintesi delle indicazioni mediche contenute nei differenti reperti medici as-
sunti nel corso dell’istruttoria e, in caso di bisogno, proporre ulteriori accer-
tamenti specialistici volti ad indagare determinati aspetti ancora inesplorati
(sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1; sentenza
del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2). Nella fattispecie, tali
complementi di istruttoria non erano necessari, dal momento che questi
erano già stati esperiti privatamente dal ricorrente e ampiamente prodotti
nel corso della procedura amministrativa. Dalla documentazione prodotta
non emergono contraddizioni riguardo alle diagnosi e ai disturbi lamentati
dall’insorgente, né tantomeno vi sono richieste da parte del medico curante
di indagare ulteriormente determinate problematiche. Non era di conse-
guenza necessario selezionare in seno al SMR un medico specializzato in
un determinato ambito della medicina. Né tantomeno era necessario inca-
ricarlo dopo la valutazione del caso da parte delle dott.ssa I._, non
avendone questa fatto domanda e non essendovi motivo di credere che
quest’ultima non disponesse di tutte le informazioni necessarie per valutare
lo stato di salute e la capacità lavorativa dell’insorgente.
19.3.5 In virtù del principio inquisitorio, infatti, il giudice deve segnatamente
disporre indagini supplementari in presenza di valide ragioni, quali censure
C-2192/2019
Pagina 24
invocate dalle parti o indizi risultanti dagli atti (DTF 117 V 282 consid. 4a
con riferimenti). Quando tuttavia l'istruttoria conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla con-
vinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata pre-
dominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il
risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere ul-
teriori prove (U. KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversiche-
rung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwal-
tungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a,
122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.2b, 119 V 344 consid. 3c e riferi-
menti).
Ne consegue che non vi è necessità di assumere nuove prove, segnata-
mente di ordinare la perizia pluridisciplinare (pneumologica, reumatolo-
gica-ortopedica, endocrinologica e cardiologica) richiesta dall’insorgente
(doc. TAF 37 pag. 4), in quanto non muterebbero l'esito della procedura,
essendo i fatti rilevanti già stati sufficientemente accertati dall'amministra-
zione.
19.3.6 In conclusione, difettando elementi oggettivi suscettibili di dubitare
delle valutazioni del dott. F._, confermate dal medico SMR, non può
pertanto essere seguita l’indicazione del dott. G._ laddove sembra
ritenere che le problematiche riscontrate rendono inesigibile la ripresa di
qualsiasi attività lavorativa.
19.3.7 Ne consegue che alla luce di quanto esposto, questo Tribunale non
ha alcun fondato motivo per scostarsi dall’apprezzamento medico dell’au-
torità inferiore.
Sulla base delle risultanze affidabili e concludenti dei medici consultati
dall’amministrazione, le quali hanno permesso di vagliare accuratamente
lo stato di salute dell’interessato e richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile
per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno
alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid.2b e i riferimenti
ivi citati; RIEMER‐KAFKA, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, 1999, pagg.
57, 551 e 572; LANDOLT, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen So-
zialversicherungsrecht, tesi 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sen-
tenze ivi citate; cfr. anche MEYER BLASER, Rechtsprechung des Bundesge-
richts zum IVG, 1997, pag. 221), questo Tribunale ritiene dimostrato con il
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Pagina 25
grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicu-
razioni sociali (DTF 126 V 360; 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati),
che A._ è totalmente abile al lavoro dal 14 dicembre 2017 in un’at-
tività sostitutiva adeguata allo stato di salute rispettosa delle sue limitazioni
funzionali (consid. 14).
20.
20.1 Occorre ancora esaminare la conformità del grado di invalidità stabi-
lito dall’amministrazione, ritenuto che il ricorrente pretende la parallelizza-
zione dei redditi e una deduzione dal reddito da invalido pari al 20%.
20.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido, occorre stabilire quanto
guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosimiglianza
preponderante, quale persona sana al momento della decorrenza del di-
ritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circo-
stanze personali. Di regola, ci si fonda sull’ultimo reddito che la persona
assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla salute, se
del caso adeguato al rincaro e all’evoluzione reale dei salari. Questo per-
ché normalmente, in base all’esperienza comune, la persona interessata
avrebbe continuato la precedente attività in assenza del danno alla salute.
Eccezioni a questo principio devono essere previste secondo la verosimi-
glianza preponderante (DTF 139 V 28 consid. 3.3.2; 134 V 322 con-
sid. 4.1). Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare dal reddito
ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto conseguire senza invalidità e ri-
correre ai dati statistici risultanti dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei
salari (ISS) edita dall’Ufficio federale di statistica. Questo sarà in particolare
il caso qualora non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il red-
dito ipotetico, segnatamente qualora dovessero mancare indicazioni ri-
guardanti l’ultima attività professionale dell’assicurato o se l’ultimo salario
percepito non corrispondesse manifestamente a quello che egli sarebbe
stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona
valida; ad esempio se l’assicurato, prima di essere riconosciuto definitiva-
mente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
prima dell’insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell’invalidità (sentenza del TF 9C_348/2016
del 7 dicembre 2016 consid. 3.2.3). Poiché i salari statistici sono general-
mente fondati su un orario di lavoro settimanale di 40 ore, gli stessi devono
essere adeguati all’orario usuale medio settimanale del corrispondente set-
C-2192/2019
Pagina 26
tore d’impiego (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono es-
sere adeguati all’evoluzione dei salari nominali, applicando l’indice per gli
uomini o per le donne (DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
20.3 Per determinare il reddito da invalido fa stato in primo luogo la situa-
zione salariale concreta dell’assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità di lavoro residua, il reddito deri-
vante dall’attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, segna-
tamente perché dopo l’insorgenza dell’invalidità la persona assicurata non
ha più esercitato alcuna attività lucrativa oppure non ha esercitato una
nuova attività lucrativa, malgrado essa sia ragionevolmente esigibile, pos-
sono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano
dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS; DTF 139 V 592 con-
sid. 2.3; sentenza del TF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 7),
fermo restando che di principio occorre fare riferimento ai dati statistici più
recenti (DTF 143 V 295 consid. 2.3).
Di principio, sono applicabili i dati salariali medi nazionali risultanti dalla
Tabella TA1 dell’ISS relativa al settore privato, segnatamente il salario
lordo, valore mediano, per divisioni economiche, totale. Tuttavia, qualora
ciò risulti opportuno, ci si può riferire al salario lordo di un singolo settore o
di una singola categoria professionale al fine di permettere all’assicurato di
sfruttare in maniera ragionevolmente esigibile la sua piena capacità lavo-
rativa residua. Questo sarà in particolare il caso qualora, prima dell’insor-
genza del danno alla salute, la persona assicurata ha lavorato per molti
anni nello stesso settore e l’esercizio di un’attività lucrativa in un altro set-
tore non appare esigibile (sentenza del TF 8C_457/2017 dell’11 ottobre
2017 consid. 6.2). Poiché i salari statistici sono generalmente fondati su un
orario settimanale di 40 ore, gli stessi devono essere adeguati all’orario
usuale medio settimanale del corrispondente settore d’impiego (DTF 126
V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono essere adeguati all’evolu-
zione dei salari nominali, applicando l’indice per gli uomini o per le donne
(DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
20.4
20.4.1 Nella decisione impugnata l’autorità di prime cure ha addotto che,
sebbene il confronto dei redditi avrebbe dovuto avvenire nel 2018, in as-
senza di dati statistici aggiornati, aveva effettuato il calcolo per il 2016.
Essa ha ritenuto che, senza danno alla salute, nel 2016 A._
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Pagina 27
avrebbe percepito nella sua attività abituale di verniciatore di carrozzeria
un reddito annuo pari a fr. 69'420.-, dato peraltro non contestato dall’assi-
curato (doc. UAIE 16).
20.4.2 Fondandosi sui dati ufficiali editi dall’Ufficio federale di statistica
(UFS, [tabella TA1 2014]) l’UAIE ha computato quale reddito da invalido, il
salario annuale ottenibile dall’insorgente nel 2016 (attività semplici e ripe-
titive, uomini), ossia fr. 57'075.98, tenuto conto di un salario mensile ag-
giornato al 2016 di fr. 5'367.56 (annuo pari a fr. 67'148), di un orario usuale
di 41,7 ore settimanali, nonché di una riduzione totale del 15% (10% per
attività leggere e 5% per altri fattori di riduzione, segnatamente i limiti fun-
zionali, doc. UAIE 16, 25, 42).
20.4.3 Dal raffronto dei redditi è scaturito quindi un grado d’invalidità del
17,78%, arrotondato al 18% (doc. UAIE 16).
21.
21.1 Per quanto attiene al reddito da valido va rilevato che dalle indicazioni
fornite dal ricorrente (questionario per la richiesta di rendita AI del 14 mag-
gio 2018 [doc. UAIE 3 pag. 6] e dal datore di lavoro (questionario per il
datore di lavoro del 12 giugno 2018 [doc. UAIE 12 pag. 5]) emerge che nel
2018, anno di riferimento per il raffronto dei redditi, A._ avrebbe
percepito un reddito annuo di fr. 70'200.-, corrispondente ad un salario
mensile di fr. 5'400.- per 13 mensilità, per un’attività di 42 ore settimanali
(doc. UAIE 12 pag. 3). Risulta pertanto possibile, contrariamente a quanto
indicato dall’amministrazione, determinare in maniera concreta il reddito
complessivo percepito nel 2018 dall’assicurato senza il danno alla salute.
21.2 Ai fini della determinazione del reddito da invalido giova evidenziare
che, contrariamente a quanto affermato, al momento della decisione liti-
giosa, il 15 aprile 2019, l’UAIE poteva già disporre dei dati del 2016, rite-
nuto che sono stati pubblicati il 14 maggio 2018 (cfr. sito internet:
https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-
dati/carte.assetdetail.5247366.html). Per stabilire il reddito da invalido an-
dava di conseguenza fatto riferimento alla pertinente tabella dell’ISS 2016
e non a quella del 2014. Ne discende che in attività semplice e ripetitiva,
categoria 1, uomini, l’insorgente avrebbe potuto percepire nel 2016 un sa-
lario medio mensile di fr. 5'389.-, che riportato su un orario usuale di 41,7
ore settimanali, corrisponderebbe ad un salario mensile di fr. 5'618.03 ed
annuale (13 mensilità) di fr. 73'034.39. Aggiornato al 2018 a mezzo della
https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetdetail.5247366.html https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetdetail.5247366.html
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Pagina 28
tabella T1.10 (+ 0,4% nel 2017; + 0,5% nel 2018) esso ammonta a
fr. 73'693.14.
22.
22.1 Ritenuto che il reddito da invalido è superiore a quello da valido, oc-
corre ancora domandarsi se il reddito da valido così calcolato è inferiore
alla media dei salari per un'attività equivalente nel settore economico nel
quale lavorava l'interessato, segnatamente se è necessario procedere a
parallelizzare i redditi.
22.2 Se la persona assicurata, per motivi non imputabili all'invalidità (quali
scarsa formazione scolastica, formazione professionale carente, cono-
scenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di assunzione a causa
dello statuto di residenza rispettivamente problematiche legate al mercato
del lavoro, ha conseguito un reddito da valida considerevolmente inferiore
alla media dei salari nazionali conseguibili nello stesso ambito professio-
nale e non vi è motivo di ritenere che fosse intenzionata ad accontentarsi
di un reddito modesto, si procede ad un parallelismo dei due redditi di pa-
ragone. In particolare, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito
da valido, aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente con-
seguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di
reddito da invalido, mediante una riduzione adeguata del valore statistico
(DTF 135 V 58 consid. 3.1; 134 V 322 consid. 4.1). Un reddito è inferiore
alla media dei salari per un’attività equivalente, allorquando il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% del salario statistico
usuale nel settore. Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va effet-
tuato soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF
135 V 297 consid. 6.1.2 e 6.1.3).
22.3 In concreto, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) per il
2016 (tabella TA1, uomini, senza funzione di quadro), nel settore della ri-
parazione di autoveicoli (cat. 45-46), il salario medio equivaleva a
fr. 5'179.- mensili, ossia fr. 67'327.- (tredici mensilità) all'anno, per un orario
settimanale di 40 ore. Rapportato ad un orario usuale di 41,7 ore settima-
nali e indicizzando tale dato al 2018 a mezzo della tabella T1.10 (ripara-
zione di autoveicoli + 0,6% nel 2017, + 1,2% nel 2018), si ottiene così un
importo di fr. 71'456.85.
Ciò significa che una persona attiva nel settore della riparazione di auto-
veicoli in Svizzera avrebbe potuto mediamente conseguire nel 2018 un
guadagno di fr. 71'456.85, mentre l’interessato, nello stesso anno, avrebbe
C-2192/2019
Pagina 29
percepito in C._ un reddito di fr. 70'200.-. In concreto, la differenza
è di fr. 1'256.85, pari all’1,75%. Tenuto conto della franchigia del 5% non è
pertanto possibile procedere a parallelizzare i redditi, motivo per cui il sa-
lario da invalido non dovrà quindi essere ridotto per questa ragione.
23.
La questione se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle circostanze per-
sonali e professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla sa-
lute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione), la deduzione non essendo automatica e non potendo ecce-
dere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 V 322 consid.
5.2; 126 V 75 consid. 5b). A seconda della loro incidenza infatti, è possibile
che la persona assicurata, anche in un mercato del lavoro equilibrato, non
sia in grado di realizzare un salario medio sfruttando la capacità lavorativa
residua (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine). La deduzione non è automa-
tica, ma deve essere valutata di caso in caso e complessivamente, non
separatamente, in maniera schematica, sommando i singoli fattori di dedu-
zione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso (DTF 126 V
75 consid. 5b/aa in fine; sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012
consid. 4.2.1).
23.1 Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento
del Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è
limitato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere
di apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza
della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione
di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a
quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità ammnistrativa nell'ambito
del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del
diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza
valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'as-
sicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il
proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 137
V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale ammi-
nistrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), quando è
chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato dall'amministra-
zione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da invalido, deve
rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si offrivano agli
organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o meno elevata
sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido motivo, ma senza
sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 137
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Pagina 30
V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 con-
sid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine).
23.2 In concreto l’UAIE ha ammesso una decurtazione globale del 15%
(10% per attività leggere e 5% per svantaggi salariali derivanti da conti-
nenze particolari, segnatamente i limiti funzionali [doc. UAIE 16 pag. 63-
64]).
23.2.1 Nella fattispecie va senz'altro riconosciuta una deduzione per il fatto
che l'assicurato, che per quasi 40 anni ha svolto l’attività di carrozziere (cfr.
curriculum vitae [doc. UAIE 8]) può occuparsi ora unicamente di attività
leggere (cfr. tra le tante sentenza del TF 9C_455/2013 consid. 4.4). Oltre a
ciò al momento dell’interruzione dell’attività professionale (novembre 2017)
l’insorgente non disponeva né di una particolare formazione scolastica,
avendo terminato solo le scuole dell’obbligo, né di alcuna formazione pro-
fessionale (DTF 138 V 457 consid. 2.2, sentenze del TF 8C_594/2011 del
20 ottobre 2011 consid. 5, 9C_334/13 del 24 luglio 2013 consid. 3, si con-
frontino anche sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni U
436/04 del 12 aprile 2005 e U 86/06 del 13 giugno 2006).
23.2.2 Va inoltre tenuto conto delle numerose limitazioni funzionali elen-
cate in dettaglio ai considerandi 10.2 e 14, tra cui in particolare l’incapacità
di svolgere attività comportanti l’utilizzo delle braccia sopra l’altezza delle
spalle, lo svolgimento di professioni prevalentemente in posizione seduta
con possibilità di effettuare piccoli spostamenti su terreno pianeggiante, in
ambiente sano per le vie respiratorie in assenza di sostanze irritanti, fumo
e polvere, le quali restringono sensibilmente lo spettro di attività ancora
esigibili dall’assicurato.
23.2.3 Non vanno, per contro, considerati nel calcolo altri fattori di riduzione
quali età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso posto che non ne
sono date le condizioni. Per quanto attiene all’età avanzata giova rammen-
tare come l’Alta Corte abbia ritenuto che per gli uomini tra i 40 e i 64/65 anni
(il ricorrente aveva 56 anni al momento determinante, vale a dire quello in
cui è stata accertata la capacità lavorativa totale in attività adeguate, ossia
il 25 giugno 2018 [rapporto SMR della dott.ssa I._]) esercitanti atti-
vità di manovalanza di livello 4 questo fattore potrebbe perfino comportare
un aumento salariale. Essa ha inoltre sostenuto come il fatto che l’età
possa effettivamente ostacolare la ricerca di un impiego costituisce un fat-
tore estraneo all’invalidità che non va quindi preso in considerazione (DTF
132 V consid. 3.1.1; sentenza del TF 8C_939/2011 del 13 febbraio 2012
consid. 5.2.3).
C-2192/2019
Pagina 31
In simili circostanze una riduzione del 15/20%, fondata su una valutazione
globale della fattispecie, appare consona alla situazione concreta. A titolo
abbondanziale giova del resto rilevare che pure il riconoscimento del tasso
di riduzione massimo del 25% non avrebbe modificato l’esito della causa,
risultando il grado di invalidità inferiore al 40% ([{fr. 70’200– fr. 55'269.89} :
70’200] x 100) = 21%.
23.3 In simili condizioni, alla luce del raffronto dei redditi operato da code-
sto Tribunale, è dunque a giusto titolo che il diritto alla rendita non è stato
riconosciuto.
24.
Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
25.
25.1 Visto l’esito della procedura le spese processuali di fr. 800.- sono po-
ste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di identico ammon-
tare, versato dall’insorgente il 5 giugno 2019 (doc. TAF 6).
25.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF
a contrario).
Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio
diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-
zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
C-2192/2019
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