Decision ID: cc7667ed-c97a-5bc0-8c39-b0d3d7746dcd
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Sul foglio ufficiale n. 41 del 23 maggio 2003, l’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno (in seguito UEF) ha pubblicato l’avviso di incanto unico del foglio PPP n. _, una quota di comproprietà di 22/1000 del fondo base particella n. _ RFD di M_ appartenente a I_, D_ e R_, con diritto esclusivo sull’appartamento n. 2 composto di 2 locali-cucina e servizi al piano terreno. Il valore di stima peritale indicato era di fr. 330'000.-. Il 19 agosto 2003 si è tenuto l’incanto. Dopo aver dato lettura delle condizioni di incanto, dell’elenco oneri e della descrizione dei beni da realizzare e fatte le necessarie comunicazioni, il fondo è stato attribuito al secondo turno d’asta, senza aggravi, a AP 2 e AP 1, in ragione di 1⁄2 ciascuno per il prezzo di fr. 242'000.-.
B. Con scritto del 14 giugno 2005, AP 2 e AP 1 hanno chiesto delucidazioni all’UEF circa l’aggiudicazione e la proprietà del posteggio, che essi avevano ritenuto come facente parte dell’appartamento e annesso all’oggetto dell’incanto. La perizia commissionata allo studio tecnico _ comprendeva infatti nella stima del valore dell’immobile anche il posteggio per un valore di fr. 30'000.- e per un complessivo di fr. 330'000.- indicato quale valore di stima peritale nella comunicazione ufficiale dell’incanto. Essi avrebbero inoltre locato il posteggio al locatario dell’appartamento, nella convinzione appunto che lo stesso fosse stato ceduto con l’appartamento. Il 22 giugno 2005 l’UEF ha comunicato a _ e AP 1 che, contrariamente a quanto ritenuto, oggetto dell’asta era unicamente la PPP n. _ (l’appartamento), mentre il posteggio era intavolato, unitamente ad altri, alla PPP _, che non era stata alienata. Reputando chiara la descrizione dell’immobile realizzato e precisamente determinabile l’oggetto di vendita, l’UEF non ha quindi ritenuto di disquisire oltre la questione e non è entrato nel merito della domanda di risarcimento danni richiesto da AP 2 e AP 1. Il giorno successivo, 23 giugno 2006, AP 2 e AP 1 hanno inoltrato al Presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino una notifica di danno ai sensi dell’art. 19 della legge cantonale sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988 (LResp) per un importo di fr. 45'000.- oltre a interessi al 5% dal 19 agosto 2003. Con risposta del 24 novembre 2005, la Divisione della giustizia ha riconosciuto una sua parziale responsabilità nella misura di fr. 5'500.-, nel frattempo corrisposti a AP 2 e AP 2. Nel seguito questi ultimi hanno acquistato separatamente, per via privata, la quota di comproprietà sulla PPP n. _ corrispondente al posteggio assegnato all’appartamento già posseduto da I_, D_ e R_, per il prezzo di fr. 20'000.-.
D. Il 9 febbraio 2006 AP 2 e AP 1 hanno convenuto in giudizio la Repubblica e Cantone Ticino chiedendo la sua condanna al pagamento di fr. 16'500.- corrispondenti alla differenza tra il prezzo pagato per l’acquisto del posteggio, maggiorato di fr. 2'000.- per spese sostenute, e l’indennità riconosciuta dallo Stato. Queste domande sono state avversate dalla convenuta, la quale ha chiesto la loro integrale reiezione.
E. Con sentenza del 26 marzo 2007 il Pretore ha respinto la petizione e ha condannato gli attori al pagamento di fr. 1'000.- per spese processuali e fr. 2'000.- per ripetibili.
F. Avverso la sentenza del Pretore, il 27 aprile 2007 AP 2 e AP 1 hanno presentato appello, chiedendo in via principale l’accoglimento della petizione e in via subordinata, nel caso di reiezione della petizione, hanno postulato che alla convenuta non venissero attribuite ripetibili. Dei motivi si dirà nei considerandi. Con osservazioni del 4 giugno 2007 la convenuta ha postulato la reiezione dell’appello.

Considerando
in diritto: 1. Il significato dell'atto di appello è quello dell'esposizione avanti alla Camera adita di circostanziate critiche all'accertamento dei fatti e/o all'applicazione del diritto di cui alla sentenza impugnata, così da consentire, entro i limiti delle domande formulate, la sua verifica da parte dell'autorità superiore ed eventualmente la sua riforma nel senso auspicato dal ricorrente. Sembrerebbe perciò scontato presumere che l'atto di appello abbia necessariamente a confrontarsi in forma critica con i contenuti del giudizio che si intende impugnare. È però ovvio che ciò non può avvenire laddove vengano richiamate o riprodotte le argomentazioni già esposte negli atti della procedura svolta avanti al Pretore, poiché in tali scritti si cercherebbero invano delle critiche ad un giudizio che non è ancora stato emanato, ragione per cui la giurisprudenza prevede la sanzione dell'irricevibilità per il gravame che si limita a richiamare argomentazioni espresse in precedenti in precedenti allegati oppure che si esaurisce nella testuale o quasi trascrizione dell'allegato conclusionale (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 21 e 22 ad art. 309; CPC-TI App., m. 36 ad art. 309; DTF 117 Ia 10). La riproduzione di ampi stralci del memoriale conclusivo soggiace necessariamente ai medesimi principi nella misura in cui si tratta di narrazioni redatte allo scopo di convincere il Pretore della bontà delle proprie argomentazioni alla luce delle risultanze dell'istruttoria, e non invece con la diversa finalità di suffragare avanti alla Camera d'appello l'erroneità del giudizio impugnato.