Decision ID: 3c62ab48-a757-5b9c-9761-3b919988ae47
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. _
_ ha instato il 30 luglio 1992 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, per ottenere che fossero iscritti a suo nome nel registro fondiario, in seguito a prescrizione acquisitiva straordinaria, i fondi n. _e _RFP di _ (_n. _) intestati a _ _. Essa ha fatto valere di essere unica erede di _ _, la quale verso il 1912 aveva acquistato i fondi da _ _, deceduta nel 1923. In esito alla pubblicazione della grida sono pervenute tre opposizioni, sicché con decreto del 19 febbraio 1993 il Pretore ha assegnato agli opponenti un termine di 60 giorni per promuovere azione ordinaria di accertamento dei loro diritti sulle citate proprietà, avvertendoli che, decorso infruttuoso il termine, le opposizioni sarebbero state considerate perente.
B. _
_, che aveva inoltrato opposizione, ha convenuto _ _ il 20 aprile 1993 dinanzi alla Pretura di Lugano, sezione 2, chiedendo di accertare che i fondi n. _e _RFP di _ sono di sua proprietà, in comunione ereditaria con terzi non menzionati. Egli ha addotto che _ _ fu _, iscritta a registro fondiario quale proprietaria degli immobili litigiosi, era sua nonna, coniugata con _ _. Da tale unione sono nati i figli _ _ _ in _, _ _ _ in _, _ _ _ _, morto a pochi mesi di vita, e _ _, emigrato in America, coniugato con due figlie. Figlio di _ _ in _, l’attore rivendica pertanto la quota spettante a sua madre nella successione indivisa, contestando inoltre che la convenuta possa valersi della prescrizione acquisitiva, gli immobili essendo sempre stati posseduti dalle due sorelle _ e _.
C.
Con risposta del 2 luglio 1993 _ _ ha postulato il rigetto della petizione, facendo valere che i fondi litigiosi erano intestati a _ _ fu _, di _, nata a _ e deceduta a _ il _ 1924 e non all’omonima _ _ in _, nonna dell’attore. Avendo _ _ e sua madre (_) ininterrottamente goduto dei fondi quali proprietarie per decenni, i presupposti per la prescrizione acquisitiva della proprietà sarebbero adempiuti.
D.
Nella replica del 22 settembre 1993 l’attore ha chiesto, in via subordinata, di essere riconosciuto comproprietario dei fondi litigiosi per intervenuta prescrizione acquisitiva straordinaria, unitamente alla convenuta, erede di _ _. Nella duplica del 29 dicembre 1993 la convenuta ha mantenuto le sue domande di giudizio, opponendosi alla richiesta subordinata formulata dall’attore con la replica.
E.
Ultimata l’istruttoria, nei rispettivi memoriali conclusivi esse si sono confermate nelle precedenti tesi e domande. Il dibattimento finale ha avuto luogo il 31 gennaio 1996. Statuendo il 12 maggio 1997, il Pretore ha respinto la petizione e ha posto la tassa di giustizia di fr. 1’800.– con le spese a carico dell’attore, tenuto inoltre a rifondere alla convenuta l’importo di fr. 4’000.– per ripetibili.
F.
_ _ è insorto contro la predetta sentenza con un appello del 2 giugno 1997 nel quale chiede che, in riforma del giudizio impugnato, la petizione sia accolta nel senso di iscrivere i fondi n. _e _ RFP di _ a nome della comunione ereditaria fu _ _ _, composta dell’attore medesimo, della convenuta e delle figlie di _ _; in subordine egli conclude perché i fondi siano iscritti a nome delle parti, in comproprietà, per intervenuta prescrizione acquisitiva. Nelle sue osservazioni del 1° luglio 1997 _ _ propone la reiezione del gravame e la conferma del giudizio impugnato.

Considerando
in diritto:
1.
L’appellante ribadisce in questa sede che i fondi litigiosi sarebbero proprietà della comunione ereditaria fu _ _ nata _, di cui egli è membro. Ora, l’art. 602 cpv. 2 CC prevede che i coeredi diventano proprietari in comune di tutti i beni della successione e dispongono in comune dei diritti inerenti alla medesima, sotto riserva delle facoltà di rappresentanza o d’ammini-strazione particolarmente conferite per legge o per contratto. Il singolo membro di una comunione ereditaria non è quindi legittimato ad agire in nome proprio per far valere pretese della successione (DTF 121 III 121 con richiami di giurisprudenza e dottrina;
Vogel
, Grundriss des Zivilprozessrechts, 5
a
edizione, pag. 138 e 139, n. 51). L’attore non poteva dunque promuovere individualmente un’azione avente per oggetto un diritto della comunione ereditaria, come quello in esame, ma doveva agire congiuntamente con gli altri membri della comunione. Non vi era del resto urgenza, poiché per promuovere la causa di accertamento il Pretore gli aveva assegnato un termine di 60 giorni (termine di principio prorogabile: art. 130 cpv. 1 CPC), ciò che avrebbe consentito all’attore di interpellare le coeredi domiciliate negli Stati Uniti, rispettivamente di far designare dal Pretore un rappresentante della comunione ereditaria (art. 602 cpv. 3 CC).
È vero che la convenuta non ha mai obiettato alcunché riguardo all’ammissibilità della petizione. I presupposti processuali devono tuttavia essere verificati d’ufficio, in ogni stadio di causa (art. 97 prima frase CPC), poiché la loro violazione implica la nullità dell’atto compiuto (art. 142 cpv. 1 lett. a CPC). La sanzione della nullità si applica, oltre che agli atti processuali, anche alle sentenze, ove esse siano impugnate con appello o con ricorso per cassazione (art. 146 CPC). L’esistenza di un litisconsorzio necessario è, appunto, un presupposto processuale (art. 97 n. 5 CPC). Ove la sentenza di primo grado sia impugnata, il rispetto di tale presupposto dev’essere verificato d’ufficio anche in sede di appello, indipendentemente dalle censure sollevate nel gravame.
2
. Ora, l’art. 45 CPC stabilisce che, constatata la mancata partecipazione di tutti gli interessati alla petizione, il giudice sospende il corso della causa e invita le persone che hanno proposto l’atto a provvedere entro un termine adeguato alla sua completazione, con la comminatoria dello stralcio della causa dai ruoli. L’incarto deve dunque essere rinviato al Pretore affinché assegni all’atto-re un termine adeguato per integrare la petizione con la partecipazione di tutti gli altri membri della comunione ereditaria. In seguito l’attore potrà ritenersi rappresentare gli altri litisconsorti (art. 46 CPC). L’assegnazione di un termine per rimediare al vizio è conforme al principio per cui, ravvisandosi la mancanza di un presupposto processuale sanabile entro breve tempo, alla parte in causa va impartito un termine perché rimedi al difetto (art. 99 cpv. 3 CPC). La petizione introdotta da _ di appello.