Decision ID: 55c4a538-f611-52b4-bf7a-ca2e11695033
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ (1943) e _ (1945) si sono sposati il _ 1965 a _. Dall’unione sono nati _ (1966) e _ (1973). Il marito è imprenditore edile e la moglie, casalinga, non risulta aver mai svolto attività lucrativa. I coniugi vivono separati di fatto dal 1978: il marito abita con un’altra donna, da cui ha avuto i figli _ (1981) e _ (1984), mentre la moglie vive a _ con il figlio _, in un appartamento appartenente a una società di cui è contitolare il marito (Immobiliare _ _, _). Il 6 aprile 1979 i coniugi hanno stipulato una convenzione in virtù della quale il marito si impegnava a corrispondere per la moglie e i due figli un contributo mensile di fr. 3’000.– e a pagare gli oneri dell’alloggio (doc. 6 inc. _/_.). Una prima azione di separazione avviata dalla moglie con petizione dell’11 dicembre 1979 è stata abbandonata.
B. Il 22 gennaio 1992 _ ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, il tentativo di conciliazione, che è decaduto infruttuoso il 9 marzo successivo. Il 25 febbraio 1992 essa ha instato per l’adozione di provvedimenti cautelari, postulando l’attribuzione dell’appartamento da lei occupato, un contributo alimentare per sé e per il figlio _ di fr. 8’500.– mensili (da adeguare al rincaro), oltre al pagamento di tutti gli oneri relativi all’appartamento, e fr. 15’000.– a titolo di provvigione ad litem . Alla discussione del 27 marzo 1992 l’istante ha confermato le proprie domande, mentre il convenuto ha offerto un contributo complessivo di fr. 4’500.– mensili e l’assunzione dei costi relativi all’abitazione, opponendosi per il resto all’istanza. Entrambe le parti hanno notificato mezzi di prova. Statuendo senza contraddittorio il 7 aprile 1992, in parziale modifica della convenzione 6 aprile 1979, il Pretore ha fissato il contributo alimentare mensile per la moglie in fr. 3’600.– e quello per _ (all’epoca minorenne) in fr. 900.– mensili, al marito rimanendo l’onere di provvedere all’appartamento.
C. Il 17 settembre 1992 _ ha promosso azione di separazione a tempo indeterminato. Per quel che concerne gli effetti accessori, essa ha rivendicato una pensione alimentare di fr. 8’500.– per sé (vita natural durante) e di fr. 1’000.– per il figlio, indicizzati, l’assunzione da parte del convenuto di tutti i costi dell’alloggio coniugale e il versamento di 6 milioni di franchi in liquidazione del regime dei beni. Nel contempo essa ha instato in via cautelare per ottenere una restrizione della facoltà di disporre sulla particella n. _RFD di _ e una provvigione di causa di fr. 30’000.–. Con la risposta del 30 novembre 1992 _ _ ha aderito alla separazione, ha offerto un contributo mensile di fr. 3’500.– per la moglie e di fr. 900.– per _ (fin che vivrà con la madre), la messa a disposizione gratuita di un appartamento di 4 o 41⁄2 locali e fr. 100’000.– in liquidazione dei rapporti patrimoniali “non appena le condizioni di liquidità lo permetteranno”. Nei successivi allegati preliminari (replica 25 gennaio 1993, duplica 15 marzo 1993) le parti si sono confermate nelle rispettive tesi e domande. L’udienza preliminare si è svolta l’8 luglio 1993. Sia la procedura cautelare sia quella di merito sono tuttora in fase di istruttoria.
D. Adducendo una sostanziale riduzione del proprio reddito, con istanza del 30 novembre 1996 _ _ ha postulato la modifica dell’assetto cautelare, nel senso di ridurre il contributo alimentare per la moglie a fr. 1’000.– mensili e di sopprimere quello a favore del figlio, ormai maggiorenne. Alla discussione del 17 febbraio 1997 l’istante ha confermato le proprie domande, mentre la convenuta vi si è opposta e ha chiesto in via subordinata – nel caso fosse soppresso il contributo per _– che quello a lei destinato fosse adeguato all’intervenuto rincaro e stabilito in almeno fr. 3’900.– mensili. Ultimata l’istruttoria, all’udienza di discussione finale del 13 giugno 1997 entrambe le parti hanno ribadito le rispettive conclusioni.
E. Statuendo il 17 giugno 1997, il Pretore ha respinto l’istanza e ha posto la tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 100.– a carico del marito, con obbligo di rifondere alla controparte fr. 1’000.– a titolo di ripetibili.
F. Contro il predetto decreto _ _ è insorto con un appello del 30 giugno 1997 nel quale chiede che, in riforma del giudizio impugnato, l’istanza sia accolta, in via subordinata che il decreto impugnato sia annullato e, in via ancor più subordinata, che _ sia ammesso a produrre nuova documentazione.
Nelle osservazioni del 4 agosto 1997 la moglie postula la reiezione integrale del gravame.

Considerando
in diritto: 1. I documenti prodotti per la prima volta in appello non sono, di principio, ricevibili. L’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta di addurre fatti o mezzi di prova nuovi in seconda sede e il diritto federale non impone una disciplina diversa, salvo per quanto riguarda le relazioni tra genitori e figli minorenni, che sono rette dal principio inquisitorio illimitato (DTF 120 II 231 consid. 1c con rinvio, 119 II 203 consid. 1; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, n. 10 ad art. 86 e n. 1 ad art. 321). Non essendovi in concreto figli minorenni, i documenti prodotti per la prima volta con l’appello non possono essere considerati ai fini del giudizio.
2. Le misure provvisionali adottate durante una causa di separazione o di divorzio (art. 145 cpv. 2 CC) possono sempre essere modificate dal giudice, non solo ove siano mutate in maniera rilevante e duratura le circostanze considerate al momento della decisione, ma anche quando le previsioni formulate in base alla situazione di quel momento non si siano avverate o si siano avverate solo in parte (Hinderling/Steck, Das schweizerische