Decision ID: 2a87697c-9ad7-5a31-9f4b-152918df0f43
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
A.
La società RI 1 di _, di cui A_ _ è stata socia gerente dal 23 dicembre 2003 al 22 novembre 2006, è stata detentrice di un'autovettura R_ fino al 28 dicembre 2005, dopo di che il veicolo è stato immatricolato a nome della gerente A_ _. Per la manutenzione del medesimo RI 1 si è sempre rivolta a CO 1 di _, alla quale ha sempre pagato regolarmente le relative fatture, tranne quella emessa il 20 ottobre 2006 di complessivi fr. 727.25 per un servizio effettuato il 5 ottobre 2006.
B.
Con istanza del 9 novembre 2007 ha convenuto RI 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Taverne per ottenere il pagamento di fr. 727.25 oltre interessi del 6% dal 1° marzo 2007 e il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE n. _ dell'UE di Lugano. All'udienza del 5 dicembre 2007, indetta per la discussione, CO 1ha proposto di respingere l'istanza contestando la sua legittimazione passiva, la fattura dovendo essere notificata alla proprietaria del veicolo A_ _.
C.
Statuendo il 29 gennaio 2008, il Giudice di pace ha accolto l'istanza ritenendo di dover tutelare la buona fede dell'istante che ha proceduto come in passato, eseguendo gli interventi richiesti dalla socia gerente della convenuta e inviando la relativa fattura a quest'ultima.
D.
Con ricorso per cassazione del 6 febbraio 2008 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, ammettendo la sua legittimazione passiva nonostante il veicolo non fosse più di sua proprietà al momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Al ricorso la controparte ha rinunciato a formulare osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l'art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte le censure ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 134 I 148 consid. 5.4).
2.
La ricorrente, in sintesi, contesta la legittimazione passiva sostenendo che il veicolo non fosse più di sua proprietà al momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Ora, la legittimazione delle parti – attiva o passiva – è un presupposto di merito che determina la proponibilità materiale dell'azione contro una determinata persona. Il giudice verifica tale presupposto d'ufficio in ogni stadio di causa (DTF 126 II 63 consid. 1) e la sua mancanza comporta la reiezione della domanda senza riguardo al verificarsi degli elementi oggettivi che connotano la pretesa. In tema di azioni contrattuali, ossia di pretese derivanti dall'esistenza di un determinato contratto, la legittimazione passiva è data qualora la parte convenuta sia parte del contratto in base al quale la controparte procede (
Cocchi/Trezzini
,
CPC annotato e massimato
Appendice 2000/2004, n. 23 ad art. 181).
3.
Nella fattispecie, il Giudice di pace ha in sostanza ritenuto che A_ _ si fosse presentata all'istante come rappresentante della convenuta. Ora, la prova dell'esistenza di un rapporto di rappresentanza compete alla parte che se ne prevale (art. 8 CC;
Honsell/Vogt/ Wiegand,
Basler Kommentar, OR, 4
a
edizione, n. 34 ad art. 32 CO) ovvero, in concreto, all'istante. Le premesse della rappresentanza diretta ai sensi dell'art. 32 CO sono da un canto una procura del rappresentato al rappresentante e dall'altro l'agire del rappresentante in nome del rappresentato (
Zäch
, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO). La procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma, anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come tale. Agire in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico in questione. La volontà di fungere da rappresentante può essere comunicata esplicitamente al terzo, oppure può essere desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l'effetto della rappresentanza si attui. Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio dell'affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO;
Zäch
, op. cit., n. 45 ad art. 32 CO;
Honsell/Vogt/ Wiegand
, op. cit., n. 16 e 17 ad art. 32 CO).
In concreto, è vero che al momento in cui A_ _ si è rivolta all'istante, ottobre 2006, la R_ non apparteneva più alla convenuta (doc. 1), resta il fatto che essa è stata socia gerente con firma individuale di RI 1 fino al 22 novembre 2006 (estratto del registro di commercio). E in tale veste essa era quindi legittimata a rappresentare la società, vincolandola con il suo agire. Tenuto conto altresì che l'interessata era la persona che abitualmente si rivolgeva all'istante per le riparazioni del veicolo per conto della convenuta, la conclusione del primo giudice non appare arbitraria, ovvero insostenibile. Tanto più che la convenuta, all'udienza di discussione, non ha contestato l'affermazione dell'istante secondo cui A_ _ aveva portato l'autovettura in rappresentanza della convenuta, limitandosi a sostenere di non esserne più la proprietaria. Ciò posto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare non quello dell'arbitraria valutazione delle risultanze istruttorie ad opera del primo giudice (art. 327 lett. g CPC), deve essere respinto.
5.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di assegnare ripetibili all'istante che ha rinunciato a formulare osservazioni al ricorso.