Decision ID: bbfa5775-e704-5d3a-927b-4fe35f37e260
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che _ von _ lavora quale collaboratrice della direzione lavori presso il cantiere _ _ di _;
che dal 1. maggio 2000 la ricorrente, domiciliata a _, ha notificato il proprio arrivo nel comune di _ dove ha locato un appartamento di tre locali e mezzo; l'insorgente è stata posta al beneficio di un permesso di soggiorno, in seguito regolarmente rinnovato;
che il 1. luglio 2000 essa ha trasferito il proprio domicilio da _ a _, comune nel quale era già stata domiciliata dalla nascita fino all'età di 25 anni e dove vive la sua famiglia;
che con decisione 23 luglio 2002 il municipio di _ ha stabilito d'ufficio il domicilio di _ von _ in tale località, con effetto dal 1. luglio 2002;
che l'8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame inoltrato dall'insorgente contro la risoluzione summenzionata; secondo l'Esecutivo cantonale il ruolo dirigenziale ricoperto dall'interessata in seno al cantiere _ _ ed il fatto che essa dispone a _ di un appartamento di tre locali e mezzo dimostrano la costituzione del domicilio in tale comune;
che contro tale risoluzione _ von _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento; afferma di non svolgere alcuna funzione dirigenziale, ma di essere persona di contatto tra la DL e gli artigiani e di limitarsi a controllare che i lavori vengano eseguiti secondo le direttive; essa percepisce fr. 5'500.-- al mese; sostiene di non intrattenere relazioni sociali a _, bensì unicamente a _, località nella quale risiedono i suoi amici e la sua famiglia, presso la quale abita nei fine settimana e dove è attiva nella locale società filarmonica;
che all'accoglimento dell'impugnativa si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di _, delle cui argomentazioni si dirà all'occorrenza;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1 LOC e la legittimazione attiva della ricorrente è certa (art. 43 PAmm);
che va invece esaminata in dettaglio la tempestività del ricorso;
che la decisione governativa è stata notificata all'insorgente per raccomandata il 21 gennaio 2003, giorno in cui essa ha ritirato la lettera all'ufficio postale; il termine ricorsuale è pertanto giunto a scadenza il 5 febbraio 2003; il 3 febbraio 2003 la ricorrente ha inoltrato il proprio gravame in lingua tedesca, che ha poi tradotto entro il termine perentorio assegnatole con atto del 15 febbraio 2003; ne discende che il ricorso è tempestivo (art. 213 cpv. 2 LOC);
che l'impugnativa è pertanto ricevibile in ordine e può essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che non rientra nei compiti primari di questo tribunale quello di porre rimedio alle carenza istruttorie poste in essere dalle istanze inferiori;
che giusta l'art. 6 LOC è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente; il concetto di domicilio della LOC si riallaccia al concetto di domicilio civile retto dall'art. 23 CC, che postula l'adempimento cumulativo di due presupposti: quello oggettivo della residenza effettiva in un determinato luogo e quello soggettivo dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente (DTF 97 I 3, consid. 3; RDAT 1982, pag. 71 seg.); vi è residenza quando una persona soggiorna per un certo periodo in un luogo determinato, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il centro delle sue relazione personali;
che nel caso concreto il Consiglio di Stato ha respinto il gravame dell'interessata ritenendo adempiuti i presupposti summenzionati per il trasferimento del suo domicilio a _; come si è detto, il Governo ha fondato la propria decisione sul fatto che la ricorrente ha locato un appartamento di tre locali e mezzo a _ e che nel cantiere _ svolge funzioni dirigenziali;
che le prove in atti non permettono a questo tribunale di condividere le conclusioni tratte dal Consiglio di Stato e dal municipio di _; entrambe le autorità non hanno infatti dimostrato in alcun modo che la ricorrente risiede effettivamente e prevalentemente nella capitale del nostro Cantone;
che giusta l'art. 8 CC chi vuol dedurre un proprio diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova;
che l'aver locato un appartamento di tre locali e mezzo non esclude a priori la sussistenza di un legame prevalente con il comune di _;
che contrariamente a quanto sostenuto dalle istanze inferiori, le mansioni svolte dall'insorgente in seno al cantiere _ non sono certamente a carattere "dirigenziale" in considerazione dello stipendio da essa percepito; alla fattispecie non può pertanto essere applicata la dottrina e la giurisprudenza da esse citata, secondo cui il luogo di lavoro assurge a domicilio quando l'interessato, indipendentemente dal suo stato civile, esplica un'attività direttiva con marcata responsabilità;
che spetta al comune di _ dimostrare che l'insorgente risiede principalmente in tale comune, procedendo all'audizione dei vicini di casa, esperendo un sopralluogo nella sua abitazione, facendo effettuare discreti controlli per il tramite della polizia comunale e cantonale in particolare durante i fine settimana;
che, al momento attuale, agli atti non vi è alcuna prova che infici la versione della ricorrente, di avere a _ il centro dei suoi interessi;
che pertanto si deve ritenere che il domicilio dell'insorgente è in quest'ultimo comune;
che di conseguenza le decisioni del Governo e del comune di _ vanno annullate, per mancanza di prove;
che il ricorso è pertanto accolto; visto l'esito del gravame si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm); non si assegnano ripetibili, in quanto la ricorrente non si è avvalsa del patrocinio di un avvocato (art. 31 PAmm).