Decision ID: d01d6d85-a2f5-4302-a61f-d04a19f3685a
Year: 2001
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_002
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: public_law

Ritenuto in fatto :
A.- A._ (12. 03.1967), cittadino cingalese di etnia tamil, è entrato in Svizzera nel novembre del 1988, dove ha subito depositato una domanda d'asilo. In quanto privo di documenti di legittimazione, egli ha dichiarato alle autorità elvetiche di chiamarsi B._ e di essere nato il 13 marzo 1969 a Uiylankulam, nello Sri Lanka. L'istanza è stata respinta con decisione del 30 novembre 1995 dell'Ufficio federale dei rifugiati. Malgrado ciò, la medesima autorità ha deciso di ammetterlo provvisoriamente in Svizzera, in virtù della situazione politica che regnava a quel tempo nel suo Paese d'origine.
B.- Sempre utilizzando il nominativo di B._, il 19 luglio 1999 A._ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Cantone Ticino il rilascio di un permesso di dimora annuale fuori dal contingente, giusta l'art. 13 lett. f dell'ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri, del 6 ottobre 1986 (OLS; RS 823. 21). La richiesta, preavvisata favorevolmente dalle autorità cantonali in data 5 novembre 1999, è stata accolta il 30 dicembre successivo dall'Ufficio federale degli stranieri. Su richiesta delle autorità ticinesi, il 10 febbraio 2000 lo straniero ha prodotto una copia del suo certificato di nascita in inglese, munita di traduzione autentica in lingua italiana, da cui è risultato che egli si chiama in realtà A._ ed è nato il 12 marzo 1967 a Mallavi, sempre nello Sri Lanka.
C.- Preso atto di ciò, il 9 marzo 2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha risolto di revocare l'assicurazione fornita a A._ per il rilascio di un permesso di dimora in suo favore. Detta autorità ha motivato la propria decisione con il fatto che lo straniero aveva ottenuto tale assicurazione fornendo false indicazioni circa la data e il luogo di nascita, come pure in merito all'identità sua e dei suoi genitori. La pronuncia è stata confermata su ricorso dal Consiglio di Stato del Cantone Ticino con giudizio del 16 maggio 2000.
Adito da A._, il 26 febbraio 2001 il Tribunale amministrativo del Cantone Ticino ha deciso di annullare sia la risoluzione 9 marzo 2000 dell'autorità di prime cure, che il citato giudizio governativo ed ha quindi ordinato alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione di rilasciare allo straniero il permesso di dimora annuale che gli era stato in precedenza garantito.
D.- Il 30 marzo 2001 l'Ufficio federale degli stranieri ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso di diritto amministrativo, con cui chiede l'annullamento della predetta sentenza cantonale e la conferma della decisione di revoca emanata il 9 marzo 2000 dalla Sezione cantonale degli stranieri. Lamenta in sostanza la violazione dell'art. 9 cpv. 2 lett. a della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, del 26 marzo 1931 (LDDS; RS 142. 20).
Chiamato ad esprimersi, A._ chiede che il gravame sia respinto. Dal canto suo il Tribunale amministrativo ha rinunciato a formulare osservazioni, dichiarando di rimettersi al giudizio di codesta Corte.

Considerando in diritto :
1.- Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio sottopostogli (DTF 126 III 274 consid. 1, 124 I 11 consid. 1).
a) Depositato in tempo utile e nelle forme prescritte dalla legge contro una decisione di ultima istanza cantonale fondata sul diritto pubblico federale, il presente ricorso, il quale non rientra in nessuna delle eccezioni previste dagli art. da 99 a 102 OG, è di principio ammissibile in virtù degli art. 97 e segg. OG.
b) In quanto autorità competente in materia, l'Ufficio federale degli stranieri ha la facoltà di impugnare con un ricorso di diritto amministrativo la decisione resa il 26 febbraio 2001 dal Tribunale amministrativo del Cantone Ticino in materia di revoca dell'assicurazione per il rilascio di un permesso di dimora (art. 103 lett. b OG e art. 14 cpv. 2 dell'ordinanza del 17 novembre 1999 sull'organizzazione del Dipartimento di giustizia e polizia [Org-DFGP; RS 172. 213.1]). Il diritto, che la legge riserva alle autorità federali di impugnare le decisioni cantonali, mira a garantire un'applicazione corretta e uniforme dell' ordinamento amministrativo federale (DTF 113 Ib 219 consid. 1b). La legittimazione ad agire delle medesime non dipende quindi dall'adempimento di particolari condizioni (DTF 125 II 633 consid. 1a).
2.- a) Sovvertendo in sostanza il giudizio reso dal Consiglio di Stato, il Tribunale cantonale amministrativo è giunto alla conclusione che, nel caso di specie, non sussistono le condizioni previste dalla legge, e segnatamente dall'art. 9 cpv. 2 lett. a LDDS, per revocare l'assicurazione per il rilascio di un permesso di dimora che era stata a suo tempo fornita dalla Sezione degli stranieri a A._. I giudici cantonali hanno potuto constatare che quest'ultimo aveva effettivamente dato delle indicazioni inveritiere perlomeno riguardo al nome, alla data e al luogo di nascita. Essi hanno tuttavia considerato che questi dati non erano stati in nessun modo determinanti né per lo svolgimento della procedura d'asilo, né per il rilascio dell'assicurazione litigiosa. Ad ulteriore sostegno della propria tesi la Corte cantonale ha ancora addotto che lo straniero in parola risiede ormai da lungo tempo in Svizzera, paese nel quale si è ben integrato mantenendo sempre un comportamento ineccepibile.
b) Dal canto suo, l'Ufficio federale degli stranieri contesta detti argomenti e sostiene che tra le false indicazioni date dall'interessato e il rilascio dell'assicurazione del permesso di dimora sussiste un nesso di causalità.
Secondo detta autorità ciò risulterebbe dal fatto che A._ ha prodotto il suo certificato di nascita soltanto dopo aver ottenuto dalle istanze cantonali l'assicurazione richiesta, e questo malgrado che detto documento gli era stato rilasciato già nell'aprile del 1999. Inoltre, sempre secondo l'Ufficio ricorrente, con il suo comportamento menzognero A._ avrebbe influito sull'esame delle sue condizioni di soggiorno da parte delle autorità federali e cantonali sia in occasione della nomina a suo favore di un tutore, sia in occasione della procedura d'asilo e di quella per l'ammissione provvisoria. Oltretutto, nel quadro dell'esame della domanda per l'ottenimento del permesso di dimora giusta l' art. 13 lett. f OLS, sia le autorità cantonali che quelle federali si sono pronunciate in maniera favorevole all'interessato, partendo dal presupposto - poi rilevatosi errato - che il suo comportamento in Svizzera non era mai stato oggetto di biasimo.
3.- Giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. a LDDS, il permesso di dimora può essere revocato quando lo straniero l' abbia ottenuto dando indicazioni false o sottacendo scientemente fatti d'importanza vitale. Come rilevato dalla Corte cantonale, costituiscono motivo di revoca soltanto le falsità o le dissimulazioni di fatti che hanno portato l' autorità a rilasciare il permesso. In questo senso tra la menzogna e la misura della revoca deve sussistere un certo nesso di causalità. Inoltre, secondo la formulazione della predetta disposizione, il solo adempimento di queste condizioni non rende obbligatoria la revoca del permesso ma conferisce unicamente all'autorità competente la facoltà di pronunciare un simile provvedimento. In tal senso quest'ultima dispone di un ampio margine di apprezzamento che è tenuta ad esercitare in modo corretto. Inoltre essa deve valutare, se, alla luce delle concrete circostanze del caso, un'eventuale decisione di revoca sia rispettosa del principio di proporzionalità (cfr. per analogia DTF 112 Ib 473 consid. 3e4).
4.- a) aa) Nel caso di specie è pacifico che A._ abbia fornito alle autorità federali e ticinesi informazioni inesatte in merito alla sua data di nascita.
Per ciò che concerne il nome dello straniero, la tesi secondo cui "Bavan" sarebbe il suo abituale nomignolo non è del tutto convincente, anche perché sollevata soltanto nel corso di procedura. In merito al luogo di nascita occorre poi riconoscere che già il 10 marzo 1989, durante un interrogatorio effettuato dalla Polizia del Cantone Ticino, A._ aveva chiaramente dichiarato di essere nato a Mallavi, come riportato nel suddetto certificato, mentre che Uiylankulam era semplicemente la località dove viveva la sua famiglia. Per quanto attiene invece al suo cognome e ai dati in merito ai genitori, le varie inesattezze rilevate sembrano più che altro riconducibili a dei problemi di trascrizione di tali parole utilizzando le lettere dell'alfabeto latino. Comunque sia, resta il fatto che, perlomeno su alcuni suoi dati personali, l'interessato ha effettivamente mentito: occorre a questo punto esaminare se ciò sia stato determinante per il rilascio dell'assicurazione litigiosa.
bb) Sia la legge sulla dimora e il domicilio degli stranieri che la legislazione federale in materia di asilo fanno obbligo allo straniero che chiede di poter soggiornare in Svizzera di informare le autorità in maniera esatta in merito a tutte le circostanze che hanno importanza decisiva per la concessione del permesso (art. 3 cpv. 2 LDDS, art. 8 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 [LAsi; RS 142. 31] il quale riprende nei suoi contenuti l'art. 12a della vecchia legge sull'asilo del 5 ottobre 1979). Tra i dati rilevanti che lo straniero è tenuto a comunicare in modo esatto vi sono in particolare quelli che concernono le sue generalità. Sussiste in effetti l'evidente necessità per le autorità elvetiche di conoscere l'esatta identità di ogni persona risiedente sul territorio nazionale. Ora, non vi è dubbio che A._ non ha rispettato sino in fondo questo suo dovere. Al momento di formulare il proprio preavviso in merito al rilascio di un permesso di dimora fuori dal contingente in favore di quest'ultimo, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione non era a conoscenza di tale circostanza. La stessa ha quindi deciso di dare seguito favorevole alla richiesta dello straniero, partendo tra l'altro dal presupposto che il comportamento sino ad allora tenuto da quest'ultimo era sempre stato del tutto corretto.