Decision ID: ae8b113b-a779-5ded-8cf7-92f8685fde99
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. CO 2, qui resistenti, sono comproprietari di una casa d'abitazione unifamiliare, situata nella zona residenziale R2 di Monteggio, in località Brusata, su un terreno (part. 1450) in leggero pendio. Davanti alla facciata sud dell'edificio, v'è un corpo sporgente, parzialmente interrato, che serve da autorimessa e da terrazza.
Il 10 agosto 2009 i resistenti hanno chiesto al municipio, in via di notifica, il permesso di erigere sulla soletta di copertura dell'au-torimessa una tettoia formata da due spioventi, di base m 4.85 x 3.75, alta m 3.75 al colmo e m 2.40 alla gronda.
Alla domanda, pubblicata all'albo comunale e notificata ai vicini, si sono opposti RI 1, proprietari del fondo (part. 1449) confinante verso ovest, che l'hanno contestata dal profilo della procedura adottata, della sufficienza dei piani e dell'impiego di lastre acriliche per le falde del tetto.
Con decisione 5 ottobre 2009, il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione dei vicini.
B. Con giudizio 17 novembre 2009 il Consiglio di Stato ha confermato il permesso, respingendo a sua volta l'impugnativa contro di esso inoltrata dagli opponenti.
Pur negando che la costruzione potesse essere considerata accessoria e quindi soggetta alla procedura di semplice notifica, il Governo ha respinto le eccezioni di carattere procedurale sollevate dagli insorgenti, osservando in sostanza che avevano comunque potuto esercitare compiutamente i loro diritti di difesa.
Anche se non del tutto esenti da pecche, ha aggiunto, i piani allegati alla domanda sarebbero comunque sufficienti.
La licenza impugnata, ha concluso, risulterebbe infine conforme alle disposizioni di diritto sostanziale concretamente applicabili.
C. Contro il predetto giudizio governativo RI 1 si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo con ricorso 9 dicembre 2009, chiedendo che sia annullato e che il municipio emani una decisione di diniego della licenza.
Rievocati in dettaglio i fatti salienti, i soccombenti ripropongono e sviluppano in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza.
La costruzione, allegano, non è accessoria, ma principale. La domanda avrebbe dunque dovuto essere trattata secondo la procedura ordinaria e non secondo quella di notifica. I piani, ribadiscono, sarebbero carenti e costellati da imprecisioni. Censurabile sarebbe in particolare il materiale (lastre acriliche) impiegato per la copertura della tettoia.
D. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio, evidenziando la natura elementare dell'opera, che giustificherebbe l'assoggetta-mento della domanda alla procedura di notifica.
Il rigetto dell'impugnativa è sollecitato anche dai beneficiari del permesso, che contestano in dettaglio le tesi degli insorgenti con argomenti che, per quanto necessario, saranno ripresi nei seguenti considerandi.
E. Il 28 aprile 2010 i ricorrenti hanno constatato che i resistenti avevano iniziato i lavori di costruzione, che - stando alle fotografie prodotte - si trovavano in fase avanzata. Hanno quindi chiesto al Tribunale cantonale amministrativo di ordinarne la sospensione.

Considerato, in diritto
1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art 21 cpv. 1 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1). La legittimazione attiva degli insorgenti, proprietari di un fondo contermine e già opponenti, è certa (art. 21 cpv. 2 LE). Il ricorso, tempestivo (art. 46 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, LPamm; RL 3.3.1.1), è dunque ricevibile in ordine. 1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).