Decision ID: 493c98f8-5e9c-50e0-8e7b-eb27b83855a5
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione formale del 3 aprile 2012, confermata dalla decisione su opposizione del 14 maggio 2012, la CO 1_ ha fissato definitivamente i contributi dovuti nel 2010 dal dr. dent. RI 1 sulla base di un reddito da attività indipendente conseguito sia in Svizzera che in _ di fr. 379'409, dedotto un capitale investito nell’azienda di fr. 1’120 (doc. A2).
1.2. RI 1, rappresentato dalla fiduciaria RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione chiedendo l’annullamento della decisione e, se del caso, di essere sentito per discutere la vertenza (doc. I).
L’insorgente, che rileva di esercitare l’attività di dentista indipendente a _ e di essere titolare, dal 1° luglio 2007, di un permesso di dimora “B” CE/AELS, sostiene di non poter essere affiliato in Svizzera quale indipendente essendo domiciliato in _, dove svolge la maggior parte della sua attività di dentista.
Il ricorrente evidenzia che nel 2010 ha conseguito un reddito di fr. 16'963 in Svizzera e di fr. 326'409 in _ e che, pur avendo formalmente un permesso di dimora “B” CE/AELS, non ha effettivamente mai risieduto in forma stabile in Svizzera. Egli è infatti domiciliato a _ (_), insieme alla moglie ed alle figlie, anch’esse mai trasferitesi nel nostro Paese. Il permesso di dimora era stato richiesto poiché l’intenzione iniziale era quella di trasferirsi in Ticino. Questa idea è poi però stata abbandonata sin da subito e la sua presenza in Svizzera è limitata, in maniera irregolare, ad uno/due giorni a settimana per l’esercizio dell’attività accessoria di dentista. Allo scadere del permesso di dimora è sua intenzione chiedere un permesso di frontaliero.
L’interessato rileva che a comprova del suo disinteresse per la Svizzera vi è la circostanza che non ha mai comperato alcun immobile in Ticino, mantenendo invece le proprietà immobiliari _, e meglio l’abitazione di famiglia e due immobili adibiti a studi dentistici e che il risultato economico della sua attività a _, assoggettato alla fiscalità e alla previdenza sociale _, rispetto a quello conseguito a _, è notevole.
A questo proposito l’insorgente ha allegato copia di alcuni estratti delle agende degli appuntamenti presso lo studio dentistico _ per comprovare che lavora in _ da lunedì a mercoledì, si reca in Ticino nella giornata del giovedì, mentre il venerdì pomeriggio lavora nuovamente in _.
Il ricorrente sostiene che il centro dei suoi interessi personali e professionali non sia nel nostro Paese e chiede che la fattispecie venga giudicata riconoscendo i preminenti aspetti sostanziali rispetto a quelli formali.
In applicazione dell’art. 14bis cpv. 2 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 ritiene di dover essere assoggettato al pagamento dei contributi, per la totalità dei redditi, in _.
Infine, il ricorrente evidenzia che le autorità _ lo hanno già considerato illimitatamente imponibile nel suo Paese a livello fiscale e delle assicurazioni sociali. Un’eventuale affiliazione in Svizzera configurerebbe un inammissibile doppio assoggettamento.
1.3. Con risposta del 5 luglio 2012 la Cassa propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.4. Il 12 luglio 2012 l’insorgente ha ribadito le sue censure ed ha allegato la notifica di partenza definitiva dalla Svizzera con effetto dal 5 luglio 2012, rammentando di aver chiesto un permesso di frontaliero (doc. V).
1.5. Con osservazioni del 17 luglio 2012 l’amministrazione ha confermato la richiesta di reiezione del ricorso poiché l’insorgente si è affiliato spontaneamente quale indipendente nel marzo 2008, non ha indicato che avrebbe svolto in Svizzera solo un’attività accessoria, l’indirizzo aziendale (_) non corrisponde a quello di residenza (_ _) e possedeva un permesso B. Inoltre il ricorrente non ha mai contestato le decisioni di fissazione dei contributi del 2007, 2008 e 2009 (doc. VII).
1.6. Pendente causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti, ponendo alcune domande al ricorrente e richiamando l’incarto fiscale e l’incarto dell’_. Alle parti è stata data la possibilità di esprimersi in merito (doc. da IX a XXI).
1.7. Il 6 dicembre 2012 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza, da cui è emerso che:
"
Il dott. RI 1 precisa a richiesta che la figlia effettivamente è stata iscritta all'Università di _ (CH) ma ha cessato questo studio per rientrare in _ a studiare a _. Anche quando era a _ CH rientrava durante i week end in _. Giusto dire che ha completato il suo liceo a _ vivendo a _.
Corrisponde al vero che la moglie _ ha acquisito il permesso di dimora in Svizzera a partire dall'ottobre 2010 cui ha rinunciato nel corso del presente anno o del 2011. La signora ha comunque sempre mantenuto il domicilio in _.
Il dott. RI 1 precisa che gli immobili in _ esistono tuttora, la proprietà dello studio è intestata alla moglie, e lui e la moglie dispongono oltre di una proprietà famigliare attualmente in fase di ristrutturazione, anche di 2 appartamenti che sono locati.
Per quanto attiene al rilievo secondo cui a livello fiscale 2009 e 2010 vi sarebbe una contraddizione tra questa circostanza e l'indicazione di assenza di redditi di immobili all'estero, il dott. RI 1 spiega che la dichiarazione fiscale è sempre stata fatta da un fiduciario e quindi non sa spiegarsene la ragione. Egli conferma l'esistenza ancora oggi di questi immobili e l'esistenza di introiti.
A domanda del rappr. della Cassa esso precisa che nella dichiarazione d'imposta 2009 è indicato "altri redditi" di fr. 526'000.-- ed il dott. RI 1 rileva che si tratta di reddito conseguito in _ come il riparto della tassazione 2009 conferma.
La Cassa precisa che per gli anni 2009 e antecedenti sono stati fatturati esclusivamente i contributi calcolati sul reddito conseguito in Svizzera e non invece sul reddito complessivo. La Cassa spiega che questo è derivato dal fatto che a livello fiscale precedentemente al 2010 i redditi _ venivano indicati con la dicitura "altri redditi" e non invece come nel 2010 come reddito da attività indipendente accessoria estera.
In questo senso, precisa il dott. RI 1, il fiduciario a cui è stata demandata la gestione della questione fiscale rispettivamente contatti con le autorità non ha reagito, non ne sappiamo le ragioni.
Il Giudice avvisa la parti che in teoria il dott. RI 1 potrebbe vantare una buona fede per il fatto che per 3 anni la Cassa gli ha fatturato contributi unicamente sulla parte del reddito conseguito in Svizzera e ciò per le ragioni appena evidenziate.
Egli concede quindi alle parti di potersi esprimere in merito.
Il Giudice dichiara l'istruttoria chiusa e verrà emanata una decisione nei tempi più contenuti.
Da ultimo i rappresentanti del ricorrente ci tengono a sottolineare che sul reddito conseguito in Svizzera e che viene considerato in _ per il calcolo dell'aliquota fiscale vengono pagati i contributi in _.” (doc. XXIII)

in diritto
2.1. In concreto, oggetto del contendere, è la questione di sapere se nel 2010 il ricorrente deve pagare i contributi quale indipendente in Svizzera e, in caso di risposta positiva, se vanno presi in considerazione anche i redditi conseguiti in _.
2.2. Per l’art. 153a cpv. 1 LAVS per le persone designate nell’articolo 2 del regolamento n. 1408/71 e in relazione con le prestazioni previste nell’articolo 4 di questo regolamento, purché siano comprese nel campo d’applicazione della presente legge, sono applicabili anche:
a.
l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone, nella versione del Protocollo del 26 ottobre 2004 relativo all’estensione dell’Accordo ai nuovi Stati membri della Comunità europea, il suo allegato II e i regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72 nella loro versione aggiornata;
b.
la Convenzione del 4 gennaio 1960 istitutiva dell’Associazione europea di libero scambio nella versione dell’Accordo del 21 giugno 2001 che emenda la Convenzione, il suo allegato K, l’appendice 2 dell’allegato K e i regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72 nella loro versione aggiornata.
L’art. 153a cpv. 2 LAVS prevede che laddove le disposizioni della legge fanno uso dell’espressione “Stati membri della Comunità europea”, questa espressione è riferita agli Stati cui è applicabile l’Accordo di cui al capoverso 1 lettera a.
Va a questo proposito rammentato che
il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'"
Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC), che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "
Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità
", modificato ed aggiornato dal regolamento (CE) N. 118/97, regolamento (CE) N. 1290/97, regolamento (CE)
N. 1223/98, regolamento (CE) N. 1606/98 e regolamento (CE)
N. 307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la Svizzera dall'altra parte.
Ratione temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CE) n. 1408/71 poiché la decisione impugnata è stata emanata il 14 maggio 2012 e concerne i contributi sociali dovuti nel 2010 (cfr. sentenza del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2; sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3; Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio 2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio 2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
L’ALC ed il regolamento (CE) n. 1408/71 si applicano pure ratione personae. L’interessato è di nazionalità _ e pertanto cittadino di uno Stato contraente (art. 1 cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso transfrontaliero, esso è senz’altro dato, poiché l’insorgente lavora sia in Svizzera che in _.
La presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1408/71.
Quest’ultimo si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1).
In concreto trovano pertanto applicazione sia le norme dell’ALC che del regolamento (CE) n. 1408/71.
Va ancora evidenziato che dal 1° aprile 2012 anche per la Svizzera è applicabile il regolamento (CE) n. 883/2004, che sostituisce il regolamento (CE) n. 1408/71.
Le direttive sull’assoggettamento all’assicurazione obbligatoria (DOA), nell’introduzione alla nuova versione in vigore dal 1° aprile 2012, prevedono:
«Le règlement (CE) n° 883/2004 (R 883/2004) et le règlement
d’application (CE) n° 987/2009 (R 987/2009) entrent en vigueur au 1
er
avril 2012. Ils impliquent plusieurs modifications en matière d’assujettissement.
En particulier, une personne ne peut désormais plus qu’être assujet-tie à la législation d’un seul Etat membre ou de la Suisse. En cas d’activité salariée et indépendante simultanée, la législation de l’Etat membre ou de la Suisse dans lequel l’activité salariée est exercée est applicable.
Lorsqu’une personne exerce une activité lucrative pour un em-ployeur dans plusieurs Etats membres et/ou en Suisse, elle est soumise à la législation de son Etat de résidence si elle y exerce une partie substantielle de ses activités. Si tel n’est pas le cas, cette personne salariée est soumise à la législation de l’Etat dans lequel l’employeur a son siège.
L’assujettissement des employés des entreprises de transport inter-national se détermine selon les règles générales de coordination (cf. paragraphe précédent).
Les indépendants qui travaillent dans plusieurs Etats membres et/ou en Suisse sont soumis à la législation de leur Etat de résidence lorsqu’ils y exercent une partie substantielle de leur activité. Si tel n’est pas le cas, ils sont soumis à la législation de l’Etat dans lequel se trouve le centre d’intérêt de leurs activités.
(...)
Pour les états de faits qui se sont produits avant le 1
er
avril 2012, le règlement (CEE) n° 1408/71 (R 1408/71) continue d’être applicable en ce qui concerne l’assujettissement jusqu’à ce que l’état de fait se modifie mais au maximum pendant 10 ans.
Les assurés peuvent toutefois demander l’application du nouveau règlement.»
A questo proposito l’art. 87 cpv. 8 del regolamento (CE) n. 883/2004 prevede che se, in conseguenza del presente regolamento, una persona è soggetta alla legislazione di uno Stato membro diverso da quello alla cui legislazione è soggetta a norma del titolo II del regolamento (CE) n. 1408/71, tale persona continua ad essere soggetta a quest’ultima legislazione fino a quando la situazione rimane invariata e comunque per non più di dieci anni dalla data di applicazione del presente regolamento, a meno che essa non presenti una domanda per essere assoggettata alla legislazione applicabile a norma del presente regolamento. Se la domanda è presentata entro un termine di tre mesi dalla data di applicazione del presente regolamento all’istituzione competente dello Stato membro la cui legislazione è applicabile a norma del presente regolamento, la persona è soggetta alla legislazione di detto Stato membro sin dalla data di applicazione del presente regolamento. Se la domanda è presentata dopo la scadenza di tale termine, la persona è soggetta a detta legislazione a decorrere dal primo giorno del mese successivo.
In concreto, essendo oggetto del contendere i contributi dovuti nel 2010, si applica il regolamento (CE) n. 1408/71.
2.3. L’art. 1a lett. a del regolamento (CE) n. 1408/71 definisce i termini “lavoratore subordinato” e “lavoratore autonomo”.
Alla luce di tale definizione, sono segnatamente considerati quali beneficiari del regolamento i lavoratori coperti da assicurazione obbligatoria o facoltativa continuata presso un regime di sicurezza sociale destinato ai lavoratori subordinati o autonomi (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid.
6.4.3; Pierre Rodière, Droit social de l’Union européenne, 2a ed., Parigi 2002, pag. 614, cifra marg.
646).
La Corte di Giustizia delle Comunità europee (CGCE) ha stabilito che la nozione di lavoratore dev’essere definita secondo criteri oggettivi che caratterizzano il rapporto di lavoro in considerazione dei diritti e degli obblighi delle persone interessate, la caratteristica essenziale di tale rapporto consistendo nel fatto che una persona svolge, durante un certo tempo, in favore di un’altra persona e sotto la direzione di quest’ultima, delle prestazioni in cambio delle quali percepisce una rimunerazione (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.4).
Per “attività subordinata” e “attività autonoma” si devono intendere le attività lavorative che sono considerate tali ai sensi della normativa previdenziale dello Stato membro nel cui territorio le dette attività vengono svolte (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.4; cfr. anche sentenza del 12 aprile 2006, inc. 35.2005.57, cfr. anche marg. 2013 delle direttive sull’assoggettamento nella versione dal 1.1.2009).
Sono più in generale da considerare come lavoratori tutti coloro che, in quanto tali (cfr. DTF 131 V 395 consid. 3.2) indipendentemente dalla loro denominazione e dall’esercizio (attuale) di un’attività professionale, possiedono la qualità di assicurati ai sensi della legislazione di sicurezza sociale di uno o più Stati membri (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.4).
Il titolo II del regolamento (CE) n. 1408/71 (art. 13 a 17bis) contiene le regole atte a determinare la legislazione applicabile.
L'art. 13 n. 1 enuncia il principio dell'unicità della legislazione applicabile in funzione delle regole previste dagli art. 13 n. 2 a 17bis, dichiarando determinanti, di principio e salvo eccezioni, le disposizioni di un solo Stato membro (principio della
lex loci laboris
; art. 13 n. 2 lett. a del regolamento n. 1408/71).
L
'
art. 13 del regolamento (CE) n. 1408/71 prevede:
"1. Le persone per cui è applicabile il presente regolamento sono soggette alla legislazione di un solo Stato membro, fatti salvi gli articoli 14quater e 14septies. Tale legislazione è determinata in base alle disposizioni del presente titolo.
2. Con riserva degli articoli da 14 a 17:
a) la persona che esercita un'attività subordinata nel territorio di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato membro o se l'impresa o il datore di lavoro da cui dipende ha la propria sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro Stato membro;
b) la persona che esercita un'attività autonoma nel territorio di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato membro;
(...)
f) la persona cui cessi d'essere applicabile le legislazione di uno Stato membro senza che ad essa divenga applicabile la legislazione di un altro Stato membro in forza di una delle norme enunciate alle precedenti lettere o di una delle eccezioni o norme specifiche di cui agli articoli da 14 a 17, è soggetta alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio risiede, in conformità delle disposizioni di questa sola legislazione."
A norma dell’art. 14bis paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1408/71 prevede che:
“2. La persona che di norma esercita un’attività autonoma nel territorio di due o più Stati membri è soggetta alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio risiede, qualora eserciti parte della sua attività nel territorio di tale Stato membro. Qualora esse non eserciti un’attività nel territorio dello Stato membro in cui risiede, essa è soggetta alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio esercita la sua attività principale. I criteri atti a determinare l’attività principale sono definiti dal regolamento di cui all’articolo 98.”
2.4. Le Direttive sull’assoggettamento al marg. 2016 nella versione valida dal 1.1.2009 (con il 1° aprile 2012 e l’entrata in vigore del regolamento 883/2004 le direttive sono state nuovamente modificate) stabiliscono che l’ALC prevede l’assoggettamento alla legislazione di un solo Stato (art. 13 del Regolamento (CE) n. 1408/71).
Per quanto concerne gli indipendenti, i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE che lavorano come indipendenti solo in uno Stato dell’UE non sono assicurati all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 lett. b regolamento (CE) n. 1408/71) a meno che non abbiano lo statuto di lavoratori distaccati.
L’indipendente svizzero o di uno Stato membro dell’UE che lavora solo in Svizzera è assicurato all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 let. b del regolamento (CE) n. 1408/71), a meno di essere distaccato.
Di regola i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE che esercitano l’attività indipendente in due o più Stati dell’UE o in Svizzera e nell’UE, sono assicurati nel luogo di residenza se una parte dell’attività vi è esercitata. Se non esercita alcuna attività nel suo Paese di residenza, è assicurato nel paese dove esercita l’attività principale (art. 14bis par. 2 regolamento (CE) n. 1408/71).
I cittadini svizzeri o di un Paese membro dell’UE che esercitano simultaneamente un’attività indipendente in Svizzera e un’attività salariata in uno Stato dell’UE, sono di regola assicurati in entrambi gli Stati (eccezione al principio dell’affiliazione in un solo Stato, marg. 2051 dal 1.1.2009).
Per il marg. 2052 (dal 1.1.2009) i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE che esercitano simultaneamente un’attività salariata in Svizzera e un’attività indipendente in uno Stato dell’UE sono di regola assoggettati in Svizzera per l’insieme dei redditi acquisiti in differenti Stati (vi sono tuttavia numerose eccezioni elencate al marg. 2052 dal 1.1.2009).
Colui che esercita simultaneamente un’attività sul territorio di due o più Stati deve informare l’organo competente dello Stato di residenza (marg. 2054 dal 1.1.2009).
2.5. In concreto, sulla base degli art. 13 paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1408/71 e 14bis paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1408/71 l’insorgente, attivo quale indipendente sia in _ che in Svizzera, va assoggettato al pagamento dei contributi sul reddito conseguito in entrambi i Paesi in un unico Stato, quello di residenza.
Ai sensi dell’art. 1 lett. h del regolamento (CE) n. 1408/71 il termine “residenza” indica la dimora abituale. Per l’art. 1 lett. i del regolamento (CE) n. 1408/71 il termine “dimora” indica la dimora temporanea.
Con sentenza 9C_474/2011 del 17 febbraio 2012 pubblicata in DTF 138 V 186 il TF, a proposito della nozione di cui all’art. 1 lett. h del regolamento (CE) n. 1408/71, al consid.
3.3.1 ha affermato:
"
3.3.1
Gemäss Art. 1 lit. h Verordnung
1408/71
heisst "Wohnort" der Ort des gewöhnlichen Aufenthalts. Davon ist der vorübergehende Aufenthalt zu unterscheiden (Art. 1 lit. i Verordnung
1408/71
). Der Wohnort als gewöhnlicher Aufenthalt befindet sich an demjenigen Ort, an welchem eine Person den Mittelpunkt ihrer Lebensführung hat. Seine nähere Bestimmung kann von subjektiven oder objektiven Umständen abhängen. Bei subjektiver Bestimmung richtet sich der Wohnort nach dem Willen des Betreffenden; bei objektiver Bestimmung richtet er sich nach den äusserlichen Lebensumständen, die notfalls auch gegen den erklärten Willen des Betreffenden ins Feld geführt werden können (EBERHARD EICHENHOFER, in: Kommentar
zum Europäisches Sozialrecht, Maximilian Fuchs [Hrsg.], 4. Aufl. 2005, N. 30 f. zu Art. 1 Verordnung
1408/71
; SILVIA BUCHER, Das FZA und Anhang K des EFTA-Übereinkommens in der sozialrechtlichen Rechtsprechung des Bundesgerichts [1. Teil], in: Schweizerisches Jahrbuch für Europarecht 2008/2009, Epiney/Gammenthaler [Hrsg.], S. 398 f.; PATRICIA USINGER-EGGER, Die soziale Sicherheit der Arbeitslosen in der Verordnung [EWG] Nr.
1408/71
und in den bilateralen Abkommen zwischen der Schweiz und ihren Nachbarstaaten, 2000, S. 86 f.). Das Gemeinschaftsrecht lässt die Frage, wie der Wohnort zu bestimmen ist, weitgehend offen und überantwortet die nähere Bestimmung dem jeweiligen nationalen Recht (vgl. Urteile des Gerichtshofs der Europäischen Gemeinschaften [EuGH] vom 13. November 1990 C-216/89
Reibold
, Slg. 1990 I-4163; vom 27. Mai 1982 C-227/81
Aubin
, Slg. 1982 S. 1991; vom 17. Februar 1977 C-76/76
di Paolo
, Slg. 1977 S. 315). In der Rechtsprechung des Bundesgerichts beurteilt sich der Ort, wo die Person ihren Wohnsitz hat, ausschliesslich nach objektiven Kriterien, während der innere Wille der betreffenden Person nicht entscheidend ist (Urteil 5A_663/2009 vom 1. März 2010 E. 2.2.2). Dabei ist die familiäre Situation lediglich eines von verschiedenen Indizien. Massgebend sind auch Dauer und Kontinuität des Wohnens bis zur Aufnahme der Beschäftigung, die Dauer und die Modalität der Abwesenheit, die Art der im anderen Mitgliedstaat ausgeübten Beschäftigung sowie die Absicht des Arbeitnehmers, wie sie sich aus den gesamten Umständen ergibt, an den Ort vor Aufnahme der Beschäftigung zurückzukehren (BGE 133 V 137 E. 7.2 S. 145; BGE 131 V 222 E. 7.4 S. 230 mit Hinweis auf die Rechtsprechung des EuGH).
Der Gegenbegriff "vorübergehender Aufenthalt" hat eine weit geringere praktische Bedeutung als der Begriff des Wohnorts. Er kommt nur im Rahmen der Gewährung von Sach- und Dienstleistungen vor, um deren Voraussetzungen zu regeln (vgl. Art. 21 f., 31 und 54 f. Verordnung
1408/71
). Danach gewährt im Koordinationsrecht jeder Mitgliedstaat Dienst- und Sachleistungen auch den Berechtigten anderer Mitgliedstaaten nach den einzelnen, die Sachleistungsaushilfe regelnden Bestimmungen. Der vorübergehende Aufenthalt besteht an dem Ort, an welchem sich ein Berechtigter in einer den Leistungsanspruch auslösenden Lage - Behandlungsbedürftigkeit, Arbeitsunfall, Berufskrankheit oder Komplikation während Schwangerschaft oder nach Entbindung - befindet (EICHENHOFER, a.a.O., N. 32 zu Art. 1 Verordnung
1408/71
; vgl. dazu BGE 132 V 46 E. 4
S. 50 ff. sowie Urteil 9C_562/2011 vom 29. April 2011). Ihm haftet somit - im Vergleich zum Begriff des Wohnorts oder des gewöhnlichen Aufenthalts - etwas Flüchtiges oder Zufälliges an.“ (sottolineature del redattore)
In DTF 131 V 222, al consid.
7.4, il TF ha rilevato:
"
7.4.
Un renversement de la présomption posée par cette décision ne doit cependant être admis que de manière restrictive afin de ne pas charger financièrement un Etat dans lequel l'intéressé n'a pas payé de cotisations. Pendant son détachement, le travailleur séjourne temporairement dans l'Etat hôte. Il est donc nécessaire que le travailleur acquière sa résidence habituelle dans ce pays de telle manière qu'il ne soit plus possible de le considérer comme résidant habituellement dans le pays de provenance (voir sur les notions de séjour et de résidence, l'art. 1
er
let. h et i du règlement n° 1408/71). Est décisif, le point de savoir si l'intéressé a déplacé dans l'Etat en question le centre de ses intérêts. Le fait que le travailleur a emmené sa famille avec lui constitue un indice important, mais pas suffisant à lui seul. Il faut en particulier tenir compte du caractère de l'occupation exercée, du but de l'absence du pays d'origine, ainsi que de l'intention de l'intéressé telle qu'elle ressort de l'ensemble des circonstances (cf. EICHENHOFER EBERHARD, in: MAXIMILAN FUCHS [éd.], Kommentar zum Europäischen Sozialrecht, 3
e
édition, BadenBaden 2002, p. 473; USINGER-EGGER, op. cit., p. 87; arrêt du 17 février 1977, Di Paolo, 76/76, Rec. p. 315).“
Nel diritto interno svizzero, con riferimento agli art. 23 e 24 CC, la nozione di domicilio presuppone la realizzazione di due condizioni cumulative: la prima, oggettiva, di residenza effettiva, e la seconda, soggettiva, dell'intenzione di stabilirsi durevolmente. Quest'ultima condizione è tuttavia unicamente di rilievo nella misura in cui risulta riconoscibile. Determinante è il luogo in cui si trova il centro degli interessi. Quest'ultimo si trova abitualmente nel luogo di abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre il tempo libero, dove si trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste un allacciamento telefonico e un recapito postale. L'intenzione, riconoscibile all'esterno, deve essere orientata nel senso di una residenza durevole. Tuttavia, l'intenzione di lasciare più tardi un luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il domicilio. Valore indiziario per la risoluzione della questione rivestono l'annuncio e il deposito dei documenti, l'esercizio dei diritti politici, il pagamento delle imposte, eventuali autorizzazioni di polizia degli stranieri ecc. (cfr. sentenza C 101/04 del 9 maggio 2007, pubblicata parzialmente in DTF 133 V 367; DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238; 125 V 76 consid. 2a pag. 77 con riferimenti; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni P 21/04 dell'8 agosto 2005, consid. 4.1.1, pubblicata in SVR 2006 EL no. 7 pag. 25).
2.6. In concreto il TCA ha effettuato numerosi accertamenti dai quali emerge che la residenza, e meglio la dimora abituale del ricorrente ai sensi dell’art. 1 lett. h del regolamento (CE) n. 1408/71, nel 2010 si trovava ancora in _.
Dalle tavole processuali (cfr. in particolare il Business Plan e richiesta di finanziamento prodotto all’_; doc. 31 e seguenti) si evince che l’interessato, cittadino _ nato nel 1958, è coniugato con _, ha due figlie (nate nel 1990 e 1991) ed ha uno studio dentistico di sua proprietà in _.
Dopo aver terminato, nel 1985, la sua formazione di medico dentista nel suo Paese, nel 1988 ha aperto lo studio a _ (_; studio dentistico tutt’ora attivo con il quale consegue un reddito importante.
Inizialmente aveva deciso di venire a vivere in Ticino con la sua famiglia, con l’intenzione di trasferirsi definitivamente a _, anche perché una figlia frequentava la _ (cfr. doc. XIV/B) e l’acquisto dello studio del dr. med. _, nel gennaio 2010, costituiva un’opportunità per realizzare questo suo progetto (cfr. doc. 32).
A questo proposito, nel corso del mese di marzo 2008, aveva chiesto di essere affiliato quale indipendente in Svizzera, avendo iniziato l’attività di dentista, a titolo principale, nel nostro Paese (doc. 20) presso uno studio in via _ (doc. 19) e, come detto, con il 1° gennaio 2010 l’interessato ha poi ripreso lo studio del dr. med. _ in via _, lasciando quello precedente.
Dagli atti richiesti dal TCA si evince che l’insorgente nel periodo oggetto del contendere (2010) aveva una casa in affitto a _ (doc. XVIII/C), ma svolgeva la sua attività a _ solo 2 giorni alla settimana, conseguendo un reddito esiguo (fr. 16'963), rispetto a quello percepito in _ (fr. 326'409 [cfr. anche doc. XIV/B2: “
Betriebseinnahmen
” lorde: Euro 863'161.48]). A _, presso il suo studio, erano attive solo due persone, la prima impiegata quale assistente dentale a tempo parziale il giovedì ed il venerdì a dipendenza del numero di trattamenti da eseguire e che ha conseguito un reddito complessivo lordo (annuo) di fr. 5'152.80, la seconda quale donna delle pulizie dello studio dentistico e che ha ricevuto una retribuzione complessiva lorda (annua) di fr. 2'554.50 (doc. XVIII).
In _ per contro, l’insorgente e sua moglie sono proprietari di alcuni immobili (cfr. doc. A8), e meglio un’abitazione famigliare e due appartamenti, intestati ad entrambi i coniugi, e l’immobile dove è stato allestito lo studio dentistico, intestato alla moglie (doc. A8 e XXIII).
A questo proposito, va rilevato che _, nel 2010 ha lavorato per lo studio in _, occupandosi della fatturazione, della gestione del personale, della contabilità dello studio di _, dove nel 2010 hanno lavorato numerose persone (18, pur con salari esigui e comprese la moglie e le figlie) e dove il ricorrente era attivo, perlomeno, dal lunedì al mercoledì (cfr. doc. XIV/B3). La moglie, pur mantenendo sempre il domicilio in _, ha ottenuto, nel corso del mese di ottobre 2010 un permesso di dimora per la Svizzera, rinunciandovi comunque poco tempo dopo (cfr. doc. XXIII).
Il ricorrente figura, insieme alla sua famiglia, nel registro degli abitanti di _ (doc. 6), paga le imposte in _ ed è affiliato quale dentista alla “_
_
” (doc.
XIV/B: il ricorrente “
ist aufgrund Abschnitt II, § 15 der Satzung seit dem 01.01.1986 bis zum heutigen Tage Pflichtmitglied der _ _ und zur Zahlung der satzungsgemässen Beiträge verpflichtet
”).
Nel corso dell’udienza i rappresentanti dell’insorgente hanno inoltre confermato che „
sul reddito conseguito in Svizzera e che viene considerato in _ per il calcolo dell’aliquota fiscale vengono pagati i contributi in _
“ (doc. XXIII).
Per quanto concerne i membri della sua famiglia, la figlia _, nata nel 1990, ha frequentato il “_ fino al luglio 2009 e dal settembre 2009 il “_ (_), mentre la figlia _, nata nel 1991, ha frequentato il “_ a _ nel 2007-2008 e la _ _ dal settembre 2008 al luglio 2010 (abitando in _, cfr. doc. XXIII). Dal mese di ottobre 2010 ha frequentato l’Università di _ (Svizzera; doc. XIV/4), rientrando, durante i week end in _ (doc. XXIII). Successivamente ha studiato a _ (doc. XXIII).
Alla luce di quanto sopra esposto questo Tribunale deve concludere che l’insorgente, inizialmente intenzionato a trasferirsi in Svizzera con tutta la sua famiglia, nel corso del tempo ha modificato il proprio progetto, fino ad abbandonarlo completamente con la richiesta di trasformare il permesso di domicilio di dimora di tipo “B” in permesso di frontaliero nel luglio 2012 (permesso rilasciato il 25 luglio 2012; cfr. doc. 1 dell’incarto dell’_) e che nel 2010, anno oggetto del contendere, il centro degli interessi personali e professionali del ricorrente si trovava, oggettivamente (e soggettivamente), in _, dove abitava prevalentemente con la sua famiglia e dove lavorava per la maggior parte del suo tempo.
In queste condizioni, in applicazione degli art. 1 lett. h regolamento (CE) n. 1408/71, 13 paragrafo 1 regolamento (CE) n. 1408/71 e 14bis paragrafo 2 regolamento (CE) n. 1408/71, il ricorrente non va assoggettato in Svizzera, bensì in _ per l’intero provento da attività indipendente.
Il ricorso va di conseguenza accolto, mentre la decisione impugnata va annullata.
All’insorgente, rappresentato da una fiduciaria, vanno assegnate le ripetibili (cfr. art. 61 lett. g LPGA).