Decision ID: f19e29db-67dd-5133-b0fd-b983b3a7408a
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che il 12 aprile 2010 il Pretore del Distretto di Vallemaggia ha decretato il fallimento dell'impresa di costruzioni _ SA di cui RE 1 era amministratrice unica;
che nell'ambito della procedura fallimentare il CO 2 ha insinuato un proprio credito di fr. 8694.85 per imposte scoperte, mentre l'arch. CO 1 ne ha insinuato uno di fr. 29 985 per prestazioni professionali svolte in favore della fallita;
che nell'inventario relativo al fallimento di _ SA , allestito il 10 maggio 2010, figura un credito di fr. 4500.– della fallita nei confronti di RE 1 per lavori eseguiti nella sua abitazione a _;
che il 25 gennaio 2011 l'UEF di Cevio, amministratore del fallimento, ha ceduto al CO 2 e all'arch. CO 1, in particolare, alcuni crediti della fallita, tra i quali quello verso RE 1;
che con separate petizioni 3 maggio 2011 il CO 2 e l'arch. CO 1 hanno convenuto RE 1 davanti al Giudice di pace del circolo della Maggia per ottenere il pagamento di fr. 4500.– oltre accessori;
che all'udienza del 21 giugno 2011, indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di respingere le azioni, sostenendo che “i crediti in oggetto non mi sono mai stati notificati” e i lavori fatturati non sono stati eseguiti;
che le cause sono state congiunte per l'istruttoria e il giudizio;
che con decisione 11 luglio 2011, il Giudice di pace, ritenendo fondata la pretesa degli istanti sulla base della documentazione agli atti, ha accolto le azioni condannando RE 1 al pagamento agli istanti di fr. 4500.– oltre interessi;
che con reclamo 8 agosto 2011 RE 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento, il primo giudice avendo accolto l'istanza nonostante la pretesa di controparte non sia stata “giuridicamente comprovata”;
che l'atto
non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante non può limitarsi a criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella del pri-
mo giudice, ma deve confrontarsi in maniera precisa e dettagliata con la motivazione della sentenza e far emergere chiaramente le ragioni per le quali la stessa dev'essere considerata manifestamente insostenibile (DTF 130 I 258 consid. 1.3;
Trezzini
in: Commentario CPC 2011, art. 321 pag. 1411);
che in concreto la reclamante, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del Giudice di pace sull'applicazione di norme di diritto o sull'accertamento dei fatti, si limita a ribadire la propria contestazione circa la sussistenza del credito di fr. 4500.– della fallita nei suoi confronti;
che tale contestazione, infondata, è palesemente pretestuosa;
che infatti il credito di fr. 4500.– risulta dall'inventario allestito dall'UEF di Cevio il 10 maggio 2010 dal quale si evince l'esistenza di un credito della fallita nei confronti della convenuta indicato quale “fattura RE 1 (casa _) fr. 4500.–“ (cfr. doc. D pag. 8);
che l'inventario è stato riconosciuto “come esatto e completo“ dalla stessa convenuta nella sua qualità di amministratrice unica di _ SA (cfr. doc. D pag. 17);
che, inoltre, agli atti vi sono la fattura 31 dicembre 2007 di _ SA alla convenuta per “lavori diversi nella vostra casa di _” (doc. F) e la lista debitori da questa allestita nella quale figura il credito in questione (doc. G);
che a fronte di queste risultanze istruttorie, la convenuta nulla ha contrapposto se non le sue sole e non comprovate allegazioni;
che in tali circostanze nella conclusione del primo giudice non si ravvisa né un'errata applicazione del diritto (art. 320 lett. a CPC) né un accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che il reclamo deve essere respinto;
che le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);
che non si pone problema di ripetibili agli istanti, ai quali il reclamo non è stato notificato per osservazioni;