Decision ID: ca08e6b7-b22e-5568-97c0-29e880be0a54
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1958) e AP 1 (1971) si sono sposati a _ il 19 luglio 2005. A quel momento avevano già un figlio, E_, nato il 17 aprile 1999. Il marito lavora dal 1° novembre 2011 come capo équipe presso la _ a _. La moglie esercita la professione di orafo in proprio _) a _ e insegna a tempo parziale nella Scuola _ di _ a _. I coniugi si sono separati il 31 dicembre 2009, quando la moglie ha lasciato l'appartamento familiare di _ per trasferirsi in un altro appartamento nello stesso stabile. L'organizzazione della vita separata, che prevedeva la custodia alternata del figlio, è stata regolata autonomamente dai coniugi. Nel luglio del 2013 il marito si è trasferito con il figlio in un altro appartamento, sempre a _.
B. Il 31 gennaio 2014 AP 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare di fr. 600.– mensili per sé e uno di fr. 1660.– mensili per il figlio (assegni familiari non compresi) dal 5 febbraio 2014, come pure la restituzione di un servizio di porcellana inglese e di posate d'argento di sua proprietà. Identiche richieste essa ha formulato già in via cautelare.
C. All'udienza del 31 marzo 2014, indetta per il contraddittorio, il Pretore ha omologato un accordo cautelare in cui i coniugi si davano atto di vivere separati “almeno dal 2009” e convenivano di “mantenere la custodia congiunta del figlio E_” (con residenza abituale dal padre e diritto di visita puntualmente regolato della madre), AO 1 impegnandosi da parte sua a versare alla moglie un contributo alimentare per il figlio di fr. 300.– (oltre quanto già corrisposto) per il mese di marzo 2014 e di fr. 900.– mensili (assegni familiari compresi) dal 1° aprile 2014 in poi.
D. La discussione è proseguita all'udienza del 2 giugno 2014, nel corso della quale l'istante ha reiterato le proprie domande. Il convenuto ha aderito all'autorizzazione a vivere separati, ma ha chiesto l'affidamento del figlio e ha offerto alla moglie un contributo di fr. 300.– mensili per l'esercizio del diritto di visita, affermando di non possedere alcun servizio di porcellana. Il Pretore ha ordinato la sospensione del contraddittorio per procedere all'ascolto del figlio, che è avvenuto il 28 agosto 2014 da parte di una consulente e mediatrice familiare. Alla ripresa del contraddittorio, il 6 ottobre 2014, l'istante ha replicato, confermando le proprie richieste. Il Pretore ha deciso allora di sentire il figlio egli medesimo. AO 1 ha duplicato per scritto il 21 ottobre 2014, ribadendo la propria posizione. Il 28 ottobre 2014 E_ è stato ascoltato dal Pretore.
E. Il 27 novembre 2014 AP 1 ha sollecitato in via cautelare l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita paterno), chiedendo un contributo alimentare per lui di fr. 1300.– mensili (assegni familiari non compresi) e instando perché fosse vietato al marito di parlare al ragazzo della causa. All'udienza del 1° dicembre 2014 il Pretore ha impartito al marito un termine per presentare osservazioni scritte e ha ordinato la continuazione del contraddittorio a protezione dell'unione coniugale, nel corso del quale entrambi i coniugi hanno notificato prove. Con osservazioni scritte del 18 dicembre 2014 AO 1 ha poi proposto di respingere l'istanza cautelare della moglie. Persistendo gravi difficoltà nello svolgimento del diritto di visita, il Pretore ha sentito nuovamente le parti a un'udienza del 9 gennaio 2015.
F. AP 1 ha chiesto al Pretore il 2 febbraio 2015, in via cautelare, ‟un supporto specialisticoˮ in favore di E_ e l'affidamento del figlio a lei o, in via subordinata, la privazione della custodia parentale dei genitori e il collocamento del ragazzo “presso una struttura adeguata alla sua etàˮ, mantenendo regolari rapporti con i genitori. Il Pretore ha sentito un'altra volta i coniugi a un'udienza del 26 febbraio 2015, nell'ambito della quale entrambi hanno dato atto che nessuna intesa sull'affidamento del figlio era possibile e hanno chiamato il Pretore a decidere
l'istanza a protezione dell'unione coniugale. Il 24 marzo 2015 AP 1 ha comunicato al Pretore di avere interrotto le relazioni personali con il figlio.
G. Statuendo con sentenza del 26 marzo 2015, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato il figlio al padre, con obbligo di mantenerlo, ha disciplinato il diritto di visita materno, ha ordinato un “accompagnamento terapeutico” in favore del figlio per favorire un riavvicinamento con la madre, ha impartito ai genitori un termine per approvare la scelta dello psicoterapeuta nella persona di _, ha condannato AO 1 a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 300.– mensili dal 5 febbraio 2014 fino alla maggiore età di E_ e di fr. 590.– mensili “dalla maggiore età di E_ (rispettivamente termine della formazione)”. Il giudizio sulla restituzione delle suppellettili rivendicate dalla moglie è stato rinviato alla liquidazione del regime dei beni. Le spese processuali, con una tassa di giustizia di fr. 3000.–, sono state poste per cinque sesti a carico della moglie e per il resto a carico del marito, cui l'istante è stata obbligata a rifondere fr. 4000.– per ripetibili.
H. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera il 7 aprile 2015 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo all'appello – l'affidamento del figlio (riservato il più ampio diritto di visita paterno), un accompagnamento terapeutico volto a sostenere E_, “in termini generali, dal disagio derivante dalla separazione dei genitori”, un aumento del contributo alimentare per sé a fr. 867.– mensili fino all'indipendenza economica del figlio e a fr. 1277.– mensili dopo di allora, come pure un contributo alimentare per E_ di fr. 1660.– mensili (assegni famigliari non compresi), sempre dal 5 febbraio 2014. Con decreto del 13 aprile 2015 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 7 maggio 2015 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale requisito è in ogni modo adempiuto, ove appena si consideri che davanti al Pretore era litigioso il contributo alimentare per il figlio, di fr. 1660.– mensili (senza assegni familiari) almeno fino alla maggiore età. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la sentenza impugnata è stata notificata alla patrocinatrice dell'istante il 27 marzo 2015. Introdotto il 7 aprile 2014 (data del timbro postale sulla busta d'invio), l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Nel caso specifico il figlio ha compiuto 18 anni in pendenza di appello, il 17 aprile 2017. E la maggiore età pone fine all'autorità parentale dei genitori (art. 296 cpv. 2 CC). Venendo meno l'autorità parentale, viene meno anche la questione – contesa nella fattispecie – della custodia parentale e del diritto di visita che spetta al genitore non affidatario. Parimenti diviene caduca la richiesta di contributo alimentare per il figlio (fr. 1660.– mensili, assegni familiari non compresi) che l'appellante formula nel caso in cui E_ le sia affidato. Al proposito l'appello è divenuto senza oggetto e la causa va stralciata dal ruolo (art. 242 CPC).