Decision ID: 71d4a9de-6aca-5c24-81de-c40f9657ddfc
Year: 2010
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

sentito il difensore, il quale rileva innanzitutto come la decisione del Municipio di _ sia stata intimata alla _. I suoi clienti l’hanno ricevuta solo in copia a titolo di conoscenza, per cui non essendoci una valida notifica, essi vanno prosciolti per questo vizio formale. Essi non hanno inoltre letto il contenuto della decisione, in quanto non era a loro indirizzata. Essi non potevano quindi rendersi conto dell’ordine impartito con la comminatoria dell’art. 292 CPS. Inoltre non era loro compito occuparsi delle questioni burocratiche ed amministrative, che erano di competenza del direttore, e non erano a conoscenza che nell’EP si esercitasse la prostituzione. Infine non vi è agli atti alcuna prova che dalla data della decisione municipale a quella dei verbali di interrogatorio degli accusati nell’EP in questione sia stata esercitata la prostituzione. In effetti, da un lato, quanto risulta dal contestato richiamo odierno di incarti concernenti presunte prostitute non costituisce prova, ritenuto che le ragazze non hanno nemmeno firmato i rispettivi verbali, e dall’altro, le dichiarazioni del proprietario dello stabile sono inattendibili. In conclusione, egli chiede, in virtù del principio in dubio pro reo, il proscioglimento dei suoi assistiti. In subordine, in considerazione della loro difficile situazione personale ed economica, postula una riduzione per entrambi della multa a fr. 500.--;
sentiti da ultimi gli accusati
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1.1. E’ il signor ACCU 2 autore colpevole di disobbedienza a decisioni dell’autorità per i fatti descritti nel decreto d’accusa n. 2840/2009 del 23 giugno 2009?
1.2. Quale deve essere l’eventuale pena?
1.3. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio e riconosciute ripetibili?
2.1. E’ il signor ACCU 1 autore colpevole di disobbedienza a decisioni dell’autorità per i fatti descritti nel decreto d’accusa n. 2841/2009 del 23 giugno 2009?
2.2. Quale deve essere l’eventuale pena?
2.3. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?
letti ed esaminati gli atti;

considerato in fatto ed in diritto:
1. ACCU 2, cittadino italiano, nato il 21 maggio 1957 a I-_, vive con la moglie a _. I due figli della coppia sono oramai maggiorenni ed indipendenti.
All’epoca dei fatti qui in discussione egli era impiegato al 100% presso le _ di _, in qualità di disegnatore di costruzioni in acciaio, con un salario netto di fr. 4’400.-- per tredici mensilità.
Dal 21 febbraio 2008 all’8 luglio 2009, egli, oltre alla normale attività professionale, è stato anche amministratore unico, con firma individuale, della _ di _, società gestore del _ di _. Per questa attività egli non percepiva un salario fisso, ma unicamente dei bonus premio, da lui quantificati in fr. 4'000.--/5'000.-- annui.
Attualmente il prevenuto, dopo un periodo di disoccupazione, è impiegato nella logistica della ditta _ di _.
Quale attività accessoria remunerata il signor ACCU 2 svolge pure la funzione di pompiere presso il _ di _.
Il prevenuto figura inoltre quale amministratore unico della _ di _.
2. ACCU 1, nato il 30 giugno 1946 a _, è coniugato ed è domiciliato a _. Il figlio è maggiorenne ed indipendente.
Nel 1984 egli ha svolto il corso cantonale per esercenti, conseguendo il relativo certificato di capacità. Egli possiede pure il diploma federale quale guardiano di animali.
Dal settembre 2006 al 30 settembre 2009 il prevenuto è stato gerente e cuoco dell’esercizio pubblico _. Il suo stipendio mensile lordo era di fr. 3’500.-- per tredici mensilità.
Attualmente egli è percepisce una rendita AVS di fr. 1’478.-- mensili e lavora presso il _ a _ con uno stipendio di fr. 2'000.-- al mese.
3. La società _, _, è proprietaria dell’immobile in cui ha sede l’omonimo esercizio pubblico sito sulla particella n. _ RFD del Comune di _, in località _. Presidente con diritto di firma individuale di detta società è il signor _.
Come visto sopra, gestore ai sensi della Les pubb dell’esercizio pubblico _ _ è la società _ di _, attualmente amministrata dal signor _.
Fra le due società è in corso da diversi anni una vertenza legale in merito al contratto di locazione.
4. Con risoluzione municipale n. 341/2009 del 9 febbraio 2009, recante la data del 12 febbraio 2009 (cfr. AI 2, allegato 1), il Municipio di _, preso atto del rapporto di segnalazione del 21 novembre 2008 della Polizia cantonale, dal quale è emerso che il _, durante gli anni 2007 e 2008, è stato oggetto di 4 controlli che hanno permesso di accertare l’esercizio illecito della prostituzione, ha statuito quanto segue:
“1. è fatto ordine di sospendere immediatamente l’esercizio della prostituzione nello stabile denominato _ sito sulla particella _ RFD e di ripristinare l’uso dell’immobile a scopo alberghiero, conformemente alla destinazione approvata con licenze edilizie dell’ottobre 1965, 21 febbraio 1979 e 31 ottobre 1981 a:
1.1 _, tramite il presidente, signor _;
1.2 _, tramite l’amministratore unico, signor ACCU 2, gestore secondo la Lespubb;
1.3 ACCU 1, gerente secondo la Lespubb;
2. il presente ordine viene intimato sotto comminatoria dell’art 292 CPS, che recita: “Chi non ottempera ad una decisione a lui intimata da un’Autorità competente o da un funzionario competente sotto comminatoria della pena prevista nel presente articolo, è punito con la multa”;
3. al Comando della Polizia Cantonale, Bellinzona, viene richiesto di far rispettare il presente ordine, conformemente agli articoli 34 LPamm e 48 RLE;
4. contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Consiglio di Stato nel termine di 15 giorni;
5. la decisione è immediatamente esecutiva. Il ricorso non ha effetto sospensivo;
6. resta impregiudicata la procedura contravvenzionale;
̈ 7. intimazione tramite raccomandata a:
- _, tramite il presidente, signor _, _;
- _, tramite l’amministratore unico, signor ACCU 2, _, _;
- ACCU 1, _, _;
- Comando Polizia Cantonale, 6500 Bellinzona;
- Sezione dei permessi e dell’immigrazione, 6500 Bellinzona.”.
Questa risoluzione è stata impugnata di fronte al Consiglio di Stato. Non è tuttavia noto a che stadio si trovi attualmente la procedura ricorsuale.
5. In ossequio alla risoluzione municipale, immediatamente esecutiva in virtù del fatto che ad un eventuale ricorso era stato preventivamente tolto l’effetto sospensivo, la Polizia cantonale ha eseguito un controllo il 6 maggio 2009, verso le 14:30, presso il _. In tale occasione sono state controllate 33 donne straniere (15 brasiliane, 15 rumene, 1 italiana, 1 ceca ed 1 greca), tutte donne sole (non accompagnate) e di giovane età. Soltanto due di loro erano in possesso di un permesso di dimora B (una di queste per attività lucrativa indipendente - prostituta). Tutte alloggiavano nell’esercizio pubblico in questione ed erano state regolarmente registrate mediante l’apposito programma online. Da una verifica delle notifiche di Polizia è inoltre emerso che nell’esercizio pubblico non soggiornavano turisti con famiglia (cfr. rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 10 giugno 2009, AI 2, pagg. 2-3).
Fra le ospiti della struttura alberghiera figuravano pure le cittadine rumene _, nata _, 7 maggio 1980, e _ (alias _), 12 febbraio 1985.
Dagli accertamenti posti in essere dalla Polizia è emerso che a carico della prima vi erano due condanne, regolarmente cresciute in giudicato: una prolata il 15 luglio 2008 da questa Pretura per esercizio illecito della prostituzione ed infrazione alla Legge federale sugli stranieri (entrata illegale e soggiorno illegale svolgendo attività lucrativa senza autorizzazione), l’altra emessa dal Ministero pubblico per esercizio illecito della prostituzione ed infrazione alla Legge federale sugli stranieri (soggiorno illegale svolgendo attività lucrativa senza autorizzazione). Nei suoi confronti risultavano pure pendenti un ordine di arresto emanato dalla SEPEM per una pena detentiva di 6 giorni, commutabile in una multa di fr. 800.--, nonché un Divieto di entrata nel nostro Paese notificatole in data 20 novembre 2008 e valido fino al 10 marzo 2011.
A carico della seconda è invece emerso un decreto d’accusa emesso dal Ministero pubblico in data 12 gennaio 2007, regolarmente cresciuto in giudicato, per esercizio illecito della prostituzione ed infrazione alla Legge federale concernente la dimora ed il domicilio degli stranieri (ripetuta entrata illegale, ripetuto soggiorno illegale svolgendo attività lucrativa senza autorizzazione). Anche nei suoi confronti era pendente un Divieto d’entrata valevole sino all’11 gennaio 2010.
Per queste ragioni entrambe sono state denunciate al Ministero pubblico per infrazione alla Legge federale sugli stranieri ed esercizio illecito della prostituzione (cfr. rapporto d’inchiesta di Polizia giudiziaria, AI 2, pagg. 2-3; incarti 10.2009.366-367 di questa Pretura).
6. Con decreto d’accusa 22 giugno 2009 il Procuratore Pubblico AINQ 1 ha proposto la condanna della signora _ ad una pena pecuniaria di fr. 1’200.--, corrispondente a 40 aliquote da fr. 30.--, al pagamento di una multa di fr. 200.--, oltre alla tassa ed alle spese giudiziarie di complessivi fr. 200.--, nonché alla revoca del beneficio della condizionale concesso alle due precedenti pene pecuniarie, ritenendola colpevole di esercizio illecito della prostituzione ed infrazione alla Legge federale sugli stranieri (entrata illegale e soggiorno illegale con attività lucrativa senza autorizzazione), per avere in particolare soggiornato illegalmente a _ presso l’esercizio pubblico _, nel periodo 30 marzo 2009-6 maggio 2009, esercitando la prostituzione senza essere in possesso dei necessari permessi per svolgere un’attività lucrativa e senza essersi notificata alle competenti autorità (cfr. incarto 10.2009.366 di questa Pretura).
Con decreto d’accusa di medesima data il Magistrato inquirente ha pure proposto la condanna della signora _ ad una pena pecuniaria di fr. 1’800.--, corrispondente a 60 aliquote da fr. 30.--, al pagamento di una multa di fr. 400.--, oltre alla tassa ed alle spese giudiziarie di complessivi fr. 200.--, nonché alla revoca del beneficio della condizionale concesso alla precedente pena pecuniaria, ritenendola colpevole di esercizio illecito della prostituzione, infrazione alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (ripetuta entrata illegale e ripetuto soggiorno illegale) ed infrazione alla Legge federale sugli stranieri (ripetuta entrata illegale e soggiorno illegale con attività lucrativa senza autorizzazione), per avere, fra le altre cose, soggiornato illegalmente a _ presso l’esercizio pubblico _, nel periodo 24 aprile 2009-6 maggio 2009, esercitando la prostituzione senza essere in possesso dei necessari permessi per svolgere un’attività lucrativa e senza essersi notificata alle competenti autorità (cfr. incarto 10.2009.367 di questa Pretura).
Siccome entrambe le accusate hanno interposto opposizione tramite l’avv. DI 1, i relativi incarti sono stati trasmessi a questa Pretura.
Questo giudice, dopo aver preso atto del fatto che il legale aveva revocato il mandato alle proprie assistite, ha congiunto, in data 21 gennaio 2010, i procedimenti in questione, fissando il processo per il 30 marzo 2010 alle ore 14:30.
A titolo informativo, non potendo la cosa essere utilizzata per il presente giudizio essendo la decisione posteriore allo stesso, si segnala che al termine del dibattimento entrambe le accusate sono state condannate in contumacia, con la conferma integrale dei rispettivi decreti d’accusa (cfr. incarti 10.2009.366-367 di questa Pretura).
7. In data 23 giugno 2009, il Procuratore Pubblico AINQ 1, fondandosi sulle risultanze istruttorie, ha emanato i decreti d’accusa qui in esame, reputando i signori ACCU 2 ed ACCU 1 autori colpevoli di disobbedienza a decisioni dell’autorità ai sensi dell’art. 292 CPS.
Il medesimo giorno il Magistrato inquirente ha pure emesso un decreto di non luogo a procedere nei confronti di _ per insufficienza di prove sul dolo. In effetti, in data 17 aprile 2009, il denunciato aveva inviato, tramite il proprio legale, una lettera al Municipio di _, mediante la quale chiedeva “ancora una volta un intervento a ripristinare lo stato di legalità alla decisione da voi emessa” (cfr. NLP 4049/2009 del 23 giugno 2009, acquisito agli atti nel corso del dibattimento).
8. Con scritti di data 23 giugno 2009 il difensore di ACCU 2 e ACCU 1 ha interposto opposizione ai citati decreti d’accusa.
Il 5 gennaio 2010 è stata decisa la congiunzione dei procedimenti in questione.
Da qui la presente procedura.
9. In apertura del dibattimento questo giudice ha disposto d’ufficio l’acquisizione agli atti del suddetto Decreto di non luogo a procedere emanato nei confronti del signor _, nonché degli incarti 10.2009.366 e 10.2009.367 di questa Pretura concernenti le opposizioni interposte dalle signore _ e _ avverso i decreti d’accusa emessi il 22 giugno 2009 nei loro confronti.
Il difensore non ha eccepito nulla in merito all’assunzione del citato Decreto di non luogo a procedere, mentre si è opposto all’acquisizione dei suddetti incarti, poiché la stessa sarebbe intempestiva e violerebbe il diritto di essere sentito, non avendo egli potuto accedere agli stessi.
Le argomentazioni della difesa sono prive di consistenza e, sotto certi aspetti, persino temerarie. In effetti, da un lato, in base all’art. 227 cpv. 5 CPP, applicabile anche ai processi di fronte alla Pretura penale (art. 273 CPP), il presidente può disporre d’ufficio l’assunzione di prove al dibattimento, e, dall’altro, il difensore durante il dibattimento ha avuto la facoltà di consultare gli incarti in questione e di discutere le risultanze con i propri clienti, per cui non vi è stata alcuna violazione del diritto di essere sentito.
A quest’ultimo proposito, non va inoltre dimenticato come dai suddetti incarti risulti che il difensore, come accennato in precedenza, sia stato sino al 19 gennaio 2010 pure il patrocinatore legale delle accusate e che in tale veste abbia chiesto ed ottenuto di avere in visione gli atti così da poterli esaminare e discutere con le clienti (cfr. suoi scritti di data 7 luglio 2009 e 19 gennaio 2010).
La decisione di acquisire agli atti i summenzionati incarti deve essere pertanto riconfermata anche in questa sede.
10. Giusta l’art. 292 CPS, chiunque non ottempera ad una decisione a lui intimata da una autorità competente o da un funzionario competente sotto comminatoria della pena prevista nel presente articolo, è punito con la multa.
Tale disposizione tende ad assicurare, mediante comminatoria penale, il rispetto di ordini impartiti validamente dall’autorità competente.
La decisione deve quindi ingiungere al destinatario di fare o di non fare qualcosa (Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, Berna 2002, art. 292, n. 2), descrivendo con sufficiente precisione il comportamento richiesto (DTF 127 IV 119 consid. 2a; DTF 124 IV 297 consid. 4d). La diffida va interpretata conformemente alle regole della buona fede (DTF 105 IV 278 consid. 2a), muovendo comunque dal suo tenore letterale.
La comminatoria penale deve essere contenuta in una decisione individuale riguardante una o più persone facilmente determinabili. L’ordine può anche essere impartito ad una società, in quest’ultimo caso deve essere indirizzata agli organi o ai rappresentanti della stessa (cfr. Christof Riedo in Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, Basilea 2003, art. 292, n. 45).
L’ingiunzione deve emanare da un’autorità o da un funzionario competenti dal profilo territoriale, materiale e funzionale. La condanna per disobbedienza ad una decisione di un’autorità incompetente è infatti esclusa (DTF 122 IV 340 consid. 2).
La decisione deve essere esecutiva, ma non necessariamente cresciuta in giudicato (DTF 90 IV 82; Rep 1965 261).