Decision ID: a60cb2ee-148a-5c40-a547-1b605e3eedec
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
A.
Nell'ambito di una procedura di protezione dell'unione coniugale, con decreto supercautelare del 12 febbraio 2008 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha obbligato RI 1 a versare dal 1° marzo 2008 un contributo alimentare di
fr. 4000.– mensili per la moglie CO 1, di fr. 1585.– per il figlio M_ e fr. 1285.– per la figlia M_ (assegni familiari compresi).
B.
Con istanza 18 settembre 2008 CO 1 ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta da RI 1 al PE n. _ dell'UEF di Mendrisio notificatigli per l'incasso di fr. 6870.– oltre accessori, corrispondenti al saldo da questi dovuto a titolo di contributo alimentare per il mese di settembre 2008. All'udienza del 23 ottobre 2008, indetta per il contraddittorio, il convenuto ha proposto di respingere l'istanza eccependo in particolare l'abuso di diritto da parte dell'istante e la compensazione con pagamenti da lui effettuati per danni dovuti a un sinistro nell'abitazione familiare. Statuendo il 31 ottobre 2008 il Pretore, accertata la presenza di un valido titolo esecutivo e respinte le eccezioni sollevate dal convenuto, ha accolto l'istanza.
C.
Con ricorso per cassazione del 13 novembre 2008 RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove ed erroneamente applicato il diritto sostanziale, non ritenendo provata la sua eccezione di estinzione del credito avversario per compensazione. Nelle sue osservazioni del 15 dicembre 2008 l'istante conclude per il rigetto del ricorso.

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 134 I 148 consid. 5.4).
2.
In concreto, il Pretore ha accolto l'istanza respingendo la modalità di estinzione del credito sollevata dal convenuto poiché i documenti da lui presentati attestavano il pagamento di determinati importi da parte del medesimo ma non costituivano titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione, ciò che non permetteva di ritenerli idonei a contrastare un credito fondato su una sentenza esecutiva. Il ricorrente contesta tale conclusione e rileva che il credito in questione è estinto per compensazione avendo egli personalmente pagato spese relative a un sinistro di cui la moglie si è assunta l'onere, avendo percepito dalla compagnia di assicurazioni il relativo indennizzo, di importo peraltro superiore a quello posto in esecuzione. Per di più, soggiunge, all'udienza del 23 ottobre 2008 essa ha dichiarato di assumersi le fatture relative al sinistro, ciò che costituisce un chiaro e indiscutibile riconoscimento di debito nei confronti dei creditori per i relativi importi.
a)
Secondo l'art. 81 cpv. 1 LEF quando il credito è fondato su una sentenza esecutiva di un'autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu promossa l'esecuzione, l'opposizione è rigettata ove l'opponente non provi con documenti che il debito è stato estinto, in particolare per compensazione. Tale modalità di estinzione del debito non deve essere semplicemente resa verosimile, ma può essere presa in considerazione soltanto se il credito opposto in compensazione risulta da un titolo esecutivo o è ammesso senza riserve dal procedente (cfr. DTF 115 III 100;
D. Staehelin
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 1998,
n. 10 ad art. 81;
Schmidt
in: Commentaire romand,
Poursuite et fallite
, Basilea 2005, n. 5 ad art. 81).
Per di più, l'escusso non può limitarsi a rendere verosimile la sua liberazione – come in materia di rigetto provvisorio (art. 82 cpv. 2 LEF) – ma deve apportare una prova (documentale) “rigorosa” (cfr. DTF 125 III 42;
Schmidt,
op. cit., n. 10 ad art. 81 LEF)
b)
La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro; deve essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr.
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3). E un riconoscimento incondizionato del debito da parte del debitore all'udienza di contraddittorio davanti al giudice del rigetto legittima il rigetto dell’opposizione qualora esso sia stato verbalizzato (
Panchaud/Caprez
, op. cit., § 9;
Jaeger/Walder/ Kull/ Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a edizione, n. 20 ad art. 82;
Staehelin
, op. cit., n. 18 ad art. 82).
c)
In concreto,
contrariamente a quanto pretende il ricorrente, all'udienza del 23 ottobre 2008 non si può ritenere che l'istante abbia riconosciuto senza riserve il credito opposto in compensazione dal convenuto, peraltro dallo stesso assunto nella sola misura di fr. 4050.– e riguardanti le fatture della G_ & _ del 31 dicembre 2007 (doc. 5) e della E_._ del 13 ottobre 2008 (doc. 6). In quell'occasione l'interessata ha unicamente dichiarato di essere disposta a saldare, con il denaro ricevuto dalla compagnia assicurativa, le fatture degli artigiani concernenti le riparazioni delle conseguenze del sinistro, ma ciò non corrisponde a un riconoscimento incondizionato del credito opposto in compensazione.
d)
Si aggiunga che, trattandosi del pagamento di spese eccezionali relative a riparazioni eseguite nell'abitazione coniugale, la compensazione, contestata dall'istante, non sarebbe neppure proponibile ostandovi
l'art. 125 n. 2 CO che esclude l'estinzione mediante compensazione, contro la volontà del creditore, delle obbligazioni che per la loro particolare natura devono essere effettivamente soddisfatte, quali ad esempio quelle per alimenti che servono al fabbisogno del creditore. Ne discende che il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare non quello di cui all'art. 327 lett. g CPC, deve essere respinto.
3.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Il ricorrente rifonderà alla controparte, che ha formulato osservazioni per il tramite di un patrocinatore, un'adeguata indennità per ripetibili.