Decision ID: da6e4638-8537-58a2-9dbd-fe742cde3263
Year: 2008
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, dapprima domiciliata a _, nel Canton _, poi trasferitasi a _ a contare dal 1° luglio 2005, lavora alle dipendenza della ditta _ AG (nel frattempo acquisita dalla _ AG), con sede principale a _ e succursale a _, quale responsabile della cassa pensione dei dipendenti della società.
Nella dichiarazione fiscale 2005, la contribuente dichiarava un reddito del lavoro netto di fr. 135'139.–, oltre ad un reddito di fr. 2'081.– proveniente da un’attività accessoria alle dipendenze del Canton _. A titolo di spese professionali, chiedeva le seguenti deduzioni:
trasporto (mezzo privato) fr. 17'818.–
pasto principale fuori casa fr. 1'540.–
alloggio fr. 2'200.–
vitto fr. 1'232.–
altre spese professionali (forfait) fr. 2'400.–
perfezionamento professionale fr. 535.–
spese per attività accessoria (forfait) fr. 800.–
totale fr. 26'525.–
B.
Notificandole la tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 25 ottobre 2006, l’Ufficio di tassazione di _ commisurava il reddito imponibile in fr. 104'200.– per l’IC ed in fr. 106'300.– per l’IFD.
Per quanto qui di interesse, l’autorità di tassazione ammetteva in deduzione le spese del mezzo privato nella limitata misura di fr. 7'722.–, pari agli spostamenti dal vecchio domicilio di _ alla sede centrale di _ (nella prima metà dell’anno) e dal nuovo domicilio di _ alla succursale di _ (nella seconda metà dell’anno). A tali spese aggiungeva il costo annuale dell’abbonamento del mezzo pubblico di fr. 1'500.–.
C.
La contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 13 novembre 2006, nel quale chiedeva la deduzione delle spese per l’uso del veicolo privato anche dal nuovo domicilio di _ a _ e da _ a _, sottolineando gli orari di lavoro sfavorevoli, dovuti alla sua posizione di responsabile della cassa pensione, la durata del viaggio dal Canton Ticino al Canton _ e le difficoltà nel trasporto del bagaglio e di tutto il materiale necessario con il mezzo pubblico.
Il reclamo veniva respinto, con decisione del 21 febbraio 2007. Nella motivazione, l’Ufficio di tassazione osservava che secondo la giurisprudenza si deve concedere in deduzione la spesa per l’uso del mezzo pubblico “anche se il contribuente si serve del mezzo privato”. Argomentava poi che nel caso del cosiddetto
Wochenaufenthalter
, si può ragionevolmente pretendere l’uso dei mezzi pubblici per il ritorno al domicilio ticinese, dal momento che il contribuente già beneficia di sgravi per doppia economia domestica e per l’alloggio, aggiungendo infine che le esigenze del datore di lavoro non sono di nessun rilievo ai fini fiscali.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la deduzione delle spese del mezzo privato anche per gli spostamenti settimanali dal nuovo domicilio di _ alla sede centrale di _ e da _ a _.
La ricorrente contesta anzitutto di essere una pendolare settimanale, rilevando di non rientrare al proprio domicilio unicamente per il fine settimana, ma di svolgere la propria attività professionale tra _ (tre giorni la settimana) e _ (due giorni la settimana), dove è costretta a recarsi regolarmente a proprie spese. Ribadisce poi che gli orari di lavoro sfavorevoli, unitamente alla distanza del tragitto _, non le permettono di utilizzare i mezzi pubblici senza compromettere la normale attività professionale.
E.
Con scritto del 9 maggio 2008, su richiesta di questa Camera, la ricorrente ha prodotto il contratto di lavoro e un’attestazione della datrice di lavoro, nella quale dichiara di avere acconsentito alla sua richiesta di trasferirsi in Ticino, nella succursale di _, alla condizione tuttavia di garantire una regolare presenza, a proprie spese, alla sede centrale di _, che rimane per contratto il luogo di lavoro ordinario.

Diritto
1.
Secondo gli articoli 25 cpv. 1 LT e 26 cpv. 1 LIFD sono deducibili a titolo di spese profess
io
nali le spese di trasporto necessarie dal domicil
io
al luogo di lavoro (lett.
a
), come pure le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicil
io
o in caso di lavoro a turni (lett.
b
). Sia per le spese di trasporto, sia per quelle di doppia economia domestica, l’art. 25 cpv. 2 LT delega al Consigl
io
di Stato il compito di stabilire delle deduz
io
ni complessive.
Le stesse sono stabilite dal
Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche, valido per il periodo fiscale 2005, del 14 dicembre 2004, segnatamente dagli articoli 3 (spese di trasporto), 4 (spese supplementari di doppia economia domestica) e 5 (spese di alloggio). A
naloghe deduz
io
ni sono previste dall’Ordinanza sulla deduz
io
ne delle spese profess
io
nali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbra
io
1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla relativa Appendice, agg
io
rnata di per
io
do in per
io
do.
Come precisano ulter
io
rmente l’art. 1 dell’Ordinanza del 10 febbra
io
1993 e l’art. 2 DE del 23 dicembre 2003, le spese profess
io
nali deducibili sono quelle necessarie al conseguimento del propr
io
reddito e in causalità diretta con lo stesso.
E contrar
io
, non sono quindi deducibili a titolo di spese professionali le spese che eccedono il necessar
io
e che non sono in un nesso di causalità diretta con il conseguimento del relativo reddito.
2.
2.1.
Come esposto in narrativa, RI 1, dipendente della ditta _ AG (ora _ AG) con sede centrale a _ e succursale a _, a contare dal 1° luglio 2005 si è definitivamente trasferita in Ticino.
In questa sede controversa è la deduz
io
ne relativa alle spese di trasporto settimanale dal nuovo domicilio di _ alla sede centrale di _, dove la ricorrente lavorava due giorni la settimana, di regola il lunedì e martedì, e da _ a _, dove risiedeva durante il suo soggiorno fuori dal Canton Ticino.
2.2.
Sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicil
io
a quello in cui lavora. Le relative deduz
io
ni sono stabilite come segue:
a)
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;
b)
per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera (cilindrata fino a 50 cmc., targa di controllo con fondo giallo): fino a fr. 700.– l’anno;
c)
per l’uso di una motocicletta o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 DE).
Eccez
io
nalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposiz
io
ne o se il contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orar
io
sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduz
io
ne fino a 40 cts. il km per le motociclette (cilindrata oltre 50 cmc., targa di controllo con fondo bianco) e fino a 65 cts. il km per le automobili (art. 3 cpv. 2 DE).
Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicil
io
a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduz
io
ne delle spese profess
io
nali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbra
io
1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbra
io
1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia rag
io
nevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene per
io
dicamente agg
io
rnata (per il per
io
do 2005: fr. 700.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la motocicletta e fr. 0,65 al km per l’automobile). La deduz
io
ne chilometrica per il viagg
io
di andata e ritorno a mezzog
io
rno è limitata alla deduz
io
ne massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2
a
frase Ordinanza del 10 febbra
io
1993).
2.3.
La quest
io
ne di sapere se accordare la deduz
io
ne per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi pubblici va risolta secondo il criter
io
dell’
idoneità
: l’uso del veicolo non deve apparire come una decis
io
ne di comodo ma risultare la soluz
io
ne più adatta e rag
io
nevole, quella basata sul buon senso. Così se si può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è diretta comunicaz
io
ne fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr.
Känzig
, Direkte Bundessteuer, 2
a
ediz., Vol. I, p. 682/83).
2.4.
Il riconoscimento della deduz
io
ne delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto deve dunque costituire l’eccezione e venire ammessa, di regola, unicamente in relaz
io
ne al tempo di percorrenza quotidiano per recarsi al lavoro. Per il rientro settimanale è invece lecito esigere che il contribuente sopporti qualche “disagio” supplementare e, megl
io
, anche una sensibile dilataz
io
ne del tempo di percorrenza del tragitto da e per il luogo di domicil
io
, senza considerare che l’uso del mezzo pubblico comporta di regola, sulle lunghe tratte, minor fatica fisica ed è privo di quelle insidie e di quegli imprevisti, che di regola si riscontrano nella circolaz
io
ne stradale, quali ad es. gli ormai inevitabili ingorghi dovuti a cantieri stradali e autostradali, ai flussi turistici di stag
io
ne, alle intemperie e alle prolungate condiz
io
ni invernali del fondo stradale.
In altre parole, il riconoscimento della deduz
io
ne delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto, nel caso del pendolare settimanale
(“Wochenaufenthalter”)
, rappresenta l’eccezione (CDT n. 80.96.00193 del 12 novembre 1996 in re A. P.; CDT n. 80.95. 00217 del 21 marzo 1996 in re I. L.R.; CDT n. 80.2004.41 del 19 magg
io
2004 in re R. e L. L.-T.).
2.5.
Nel caso in esame, non vi sono elementi che impediscano di applicare la citata giurisprudenza anche al presente caso. Certo, RI 1 si trova in una situazione in un certo senso atipica, per il fatto che non rientra a _ unicamente per il fine settimana ma, al contrario, si trasferisce a _ per due soli giorni lavorativi, di regola ad inizio settimana. Ciò non toglie tuttavia che anche la ricorrente, costretta a spostarsi a cadenza settimanale dal proprio domicilio alla sede centrale di _, deve essere considerata una pendolare settimanale
(“Wochenaufenthalterin”)
.
I comuni di _ e _ sono collegati fra loro da mezzi di trasporto comodi e frequenti, che impiegano poco più di cinque ore per la trasferta in questione. È vero che con l’automobile si risparmiano un paio d’ore, almeno quando le condizioni stradali sono ottimali, ma ciò non basta ancora a giustificare l’uso del mezzo privato, proprio in considerazione delle particolarità attinenti alla situazione di un pendolare settimanale, che deve affrontare una sola trasferta alla settimana in avanti e indietro. La tesi delle difficoltà nel trasporto del bagaglio e di tutto il materiale necessario con il mezzo pubblico, peraltro abbandonata in questa sede, appare manifestamente infondata: una valigia può senz’altro essere portata senza particolari disagi; più bagagli sono invece poco credibili, ove si pensi appena che la stessa ricorrente sostiene di disporre di una sola camera a _.
2.6.
Le ulteriori argomentazioni della ricorrente, che sottolinea gli orari di lavoro sfavorevoli, dovuti alla sua posizione professionale, e le difficoltà connesse con gli orari dei mezzi pubblici, sarebbero senz’altro condivisibili se il criterio per ammettere la deduzione delle spese per il mezzo privato fosse quello della “comodità” anziché quello della “idoneità”.
Infatti, è vero che per raggiungere _ con il mezzo pubblico, senza compromettere l’indomani la normale attività nella succursale di _, la ricorrente dovrebbe lasciare l’ufficio di _, di regola il martedì sera, poco dopo le ore 17.30. Non va però dimenticato che se la contribuente, per ragioni personali che non è il caso di approfondire in questa sede, ha preferito trasferirsi nel Canton Ticino, ciò non implica ancora che le spese di trasporto alla sede centrale della ditta, dove è costretta a recarsi a cadenza settimanale a proprie spese, diventino costi per il conseguimento del reddito. Certo, il Tribunale federale intende il criterio della
necessità
delle spese in senso lato ed in particolare non richiede che il contribuente non possa conseguire il reddito del lavoro senza le spese professionali di cui chiede la deduzione; basta infatti che le spese siano considerate necessarie al conseguimento del reddito dal punto di vista economico e che non si possa pretendere dal contribuente che vi rinunci (ASA 67 pag. 286 = RDAF 1999 II 113 consid. 3a e giurisprudenza citata). Dallo scritto della datrice di lavoro, emerge però chiaramente che la scelta di trasferirsi in Ticino è stata esclusivamente della contribuente. Da parte sua, la datrice di lavoro ha acconsentito alla condizione che la stessa continuasse a garantire una presenza regolare alla sede centrale di _. In questo contesto, va rilevato che l’Ufficio di tassazione è invero già stato estremamente generoso con la ricorrente, riconoscendole, oltre alle spese per l’abbonamento generale per mezzi pubblici, anche fr. 3'432.– per spese supplementari di alloggio e vitto.
2.7.
Da ultimo, la richiesta di concedere in deduzione le spese di trasferta da _ a _ durante il suo soggiorno fuori dal Canton Ticino risulta del tutto ingiustificata. Alla ricorrente è già stata concessa la postulata deduzione delle spese per una camera al luogo di lavoro proprio in considerazione del fatto che quest’ultimo è discosto dal luogo di domicilio. Non può allora pretendere di ottenere un’ulteriore deduzione per il fatto che alloggia in una camera situata a ben 53 chilometri di distanza. Anche la giurisprudenza ha già avuto modo di sottolineare che proprio nel caso dei pendolari settimanali si può pretendere che scelgano un luogo di residenza settimanale il più possibile vicino al luogo di lavoro, con la conseguenza che eventuali spese di trasporto ulteriori possono essere dedotte solo se si riferiscono a spostamenti all’interno dello stesso agglomerato (
Locher
, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 10 ad art. 26 LIFD, pag. 648 e giurisprudenza citata).
3.
Per tutti i motivi che precedono, il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.