Decision ID: 4b11bc19-6803-596f-a854-5fc37b24871a
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 30 settembre 2004 CO 1 ha inoltrato al municipio di CO 2, tramite lo studio d'architettura _, una domanda di costruzione per la formazione di un posteggio esterno dotato di cinque posti auto e di una rampa d'accesso sul lato E della part. n. _ RFD, situata in zona residenziale semi-estensiva di quel comune, in località _.
Alla domanda si è opposta la resistente RI 1, comproprietaria del fondo contermine (part. n. _ RF), sostenendo che con la nuova strada d'accesso su via B_ i veicoli in entrata e in uscita dal nuovo parcheggio avrebbero sconfinato sul suo terreno.
Allo scopo di evitare eventuali ingerenze sul fondo dell'opponente, il 25 novembre 2004 CO 1 ha modificato il progetto, prevedendo di allargare la rampa da 4 a 6.10 ml, con una profondità di 5.88 ml e un raggio di curvatura di 5.15 ml.
B. Raccolto il preavviso del Dipartimento del territorio (UDC), il 7 dicembre 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta con la modifica del 25 novembre 2004 e ha respinto l'opposizione della vicina.
C. Con giudizio 23 febbraio 2005, il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento e respinto il gravame contro di esso inoltrato da RI 1, la quale aveva contestato l'intervento dal profilo ambientale (rumore e inquinamento atmosferico) e della sicurezza per i pedoni che percorrono via B_.
Sulla base della valutazione di diversi uffici cantonali e del comune, l'Esecutivo cantonale ha rilevato che le immissioni foniche e le sostanze rilasciate nell'atmosfera generate dal traffico veicolare derivante dal posteggio sono contenute nei limiti della normativa federale in materia e il nuovo accesso non compromette la sicurezza stradale. Ha inoltre respinto la richiesta di esperire un sopralluogo, perché non avrebbe apportato ulteriori elementi determinati per il giudizio.
D. Contro il predetto giudicato governativo, la soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza edilizia.
In sostanza, l'insorgente ripropone e sviluppa le censure sollevate senza successo dinnanzi all'Esecutivo cantonale, ribadendo la necessità di esperire un sopralluogo.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, il dipartimento e il beneficiario della controversa edilizia, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà se del caso in seguito, mentre il municipio di CO 2 si rimette al giudizio del tribunale.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva dell'insorgente, comproprietaria di un fondo contermine e già opponente, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Come dinnanzi al Consiglio di Stato, il sopralluogo richiesto dall'insorgente volto a verificare la sicurezza del traffico su via B_ non appare atto a procurare la conoscenza di ulteriori elementi di fatto indispensabili per il giudizio. La situazione dei luoghi è peraltro nota a questo tribunale ed emerge chiaramente dai piani contenuti nell'incarto.
2. La licenza edilizia dev'essere concessa se i progetti sono conformi alle disposizioni legali in materia di polizia delle costruzioni e di pianificazione del territorio, come pure alle prescrizioni legali del diritto pubblico applicabili nel quadro della procedura della licenza edilizia (art. 2 cpv. 1 LE).
Essa è concessa dal municipio previo avviso del dipartimento del territorio nei casi previsti dalla legge, segnatamente in materia ambientale (art. 3 cpv. 1 LE; allegato 1).
La decisione di rilasciare la licenza edilizia dipende pertanto dall'esito della valutazione del progetto da parte dell'autorità cantonale e di quella comunale (Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia, pag. 14).
Protezione dell'ambiente
3. 3.1. Giusta l'art. 11 cpv. 2 LPAmb, indipendentemente dal carico inquinante esistente, le emissioni, nell’ambito della prevenzione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche.
Secondo l'art. 9 OIF, l’esercizio di un impianto fisso nuovo o modificato sostanzialmente non deve (a) né comportare il superamento dei valori limite d’immissione a causa della maggiore sollecitazione di un impianto per il traffico, né (b) provocare, a causa della maggiore sollecitazione di un impianto per il traffico che deve essere risanato, immissioni foniche percettibilmente più elevate. La costruzione di impianti fissi è autorizzata solo se le immissioni foniche da essi prodotte non superano da sole i valori di pianificazione nelle vicinanze (art. 25 cpv. 1 prima frase LPAmb). I valori di pianificazione delle zone residenziali, per le quali è fissato un grado di sensibilità II sono pari a 55 dB di giorno, rispettivamente a 45 dB di notte (art. 43 e 44 OIF; allegato 3). I valori limite di immissione sono invece di 5 dB più alti.
Secondo l'art. 2 cpv. 5 OIAt, sono considerate eccessive le immissioni che superano uno o più valori limite d’immissione. Se per una sostanza inquinante non è fissato un valore limite d’immissione, le immissioni sono considerate eccessive quando mettono in pericolo l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi o i loro biotopi (a), sulla base di un’inchiesta è stabilito che esse disturbano considerevolmente il benessere fisico di una parte importante della popolazione (b), danneggiano le costruzioni (c), pregiudicano la fertilità del suolo, la vegetazione o le acque (d).
3.2. La ricorrente sostiene che il traffico generato dalla formazione del nuovo posteggio provocherà nella zona un aumento insostenibile dell'inquinamento fonico e atmosferico, violando in tal modo la legislazione in materia ambientale.
Per verificare le ripercussioni foniche provocate dalla realizzazione del parcheggio, l'Ufficio prevenzione rumori del Dipartimento del territorio si è fondato sulla perizia 12 gennaio 2005 dell'_, la quale ha considerato il traffico indotto nel caso di specie dai 5 posti auto previsti a 0.13 spostamenti di veicoli leggeri ogni ora durante il giorno e a 0.02 ogni ora durante la notte. Il referto ha poi accertato che le immissioni foniche presso il vicinato (30.6 dB il giorno e 27.5 dB la notte) non comportavano il superamento dei limiti di esposizione al rumore fissati dall'OIF, sia per quel che concerne le manovre di posteggio che per l'incremento di traffico sulla via d'accesso.
Per quanto riguarda invece le emissioni atmosferiche prodotte dal traffico veicolare generato con la realizzazione del posteggio in parola, l'Ufficio della protezione dell'aria, dopo aver osservato che il movimento generato dalla funzione abitativa è ridotto rispetto alle attività commerciali, ha stabilito che le emissioni di ossidi di azoto equivalgono a circa un quinto (ENox 0.38 kg/anno) di quelle provocate da una caldaia di riscaldamento standard (ENox 2 kg/anno).
Ritenuta la scarsità dei movimenti veicolari prodotti dal posteggio in parola, non vi è pertanto motivo di dubitare che esso rispetti le prescrizioni dell'OIF e dell'OIAt.
Tali valutazioni reggono quindi alle generiche critiche dell'insorgente.
Formazione dell'accesso e sicurezza del traffico
4. 4.1. Giusta l'art. 47 cpv. 1 LStr, la formazione di accessi ai fondi è autorizzata se è compatibile con la destinazione della strada e con la sicurezza del traffico.
L'art. 43 cpv. 1 NAPR di _
dispone che i
l municipio approva le domande di costruzione e vigila sulla manutenzione di strade, piazzali e accessi privati, perseguendo gli scopi della sicurezza stradale, della viabilità e della tutela dell'ambiente e del paesaggio.
Secondo l'art. 48 cpv. 1 NAPR, è considerato accesso ogni entrata da un fondo in una strada pubblica o privata. Gli accessi carrozzabili alle strade pubbliche o alle strade private, precisa il cpv. 2 della medesima norma, devono soddisfare i seguenti requisiti: a) assicurare una buona visibilità ed evitare ogni intralcio alla sicurezza del traffico; b) la pendenza massima non deve superare il 15% per almeno i primi cinque metri a partire dal limite della strada, rispettivamente da eventuali linee di allargamento; deroghe possono essere concesse dal municipio in casi di forza maggiore; c) il confine tra area pubblica e area privata deve essere opportunamente contrassegnato (mocche, dadi, soglie, ecc.); d) l'accesso ad una strada pavimentata deve essere pure pavimentato per una profondità di almeno cinque metri; e) l'acqua piovana deve essere raccolta o incanalata in modo da impedire il deflusso sull'area stradale.
Nel caso di accessi nelle zone di nucleo, in zona industriale o in presenza di attività commerciali di grande importanza, il municipio decide caso per caso sulla funzionalità degli accessi e le distanze di cancelli o autorimesse nei confronti dell'area pubblica in rapporto all'uso del fondo e alla viabilità (cpv. 3).
Giova ricordare che nell'ambito dell'analisi della rispondenza del progetto con le NAPR il municipio gode, nei limiti imposti dalla legalità, di piena libertà di apprezzamento (Lucchini, op. cit., pag. 70).
4.2. In concreto, la polizia comunale ha preavvisato favorevolmente l'opera dopo avere accertato che la realizzazione del posteggio e il relativo accesso con sbocco su via B_ era compatibile con la sicurezza del traffico (v. rapporto tecnico 20 ottobre 2004 del municipio di _).
Ora, non vi è motivo di scostarsi da tali conclusioni, in quanto l'accesso appare senz'altro rispettoso delle varie condizioni prescritte dall'art. 48 NAPR. In particolare, dall'inserto di causa non risulta che l'uscita dal fondo del resistente dia luogo a pericoli o possa intralciare il flusso veicolare. Da questo punto di vista, le valutazioni effettuate dall'autorità comunale non procedono da un esercizio abusivo dell'ampio margine d'apprezzamento di cui essa beneficia.
Anche su questo punto il ricorso si rivela pertanto infondato.
5. Larghezza e conformazione della carreggiata
5.1.
L'art 45 cpv. 1 NAPR dispone che la larghezza e la conformazione della strada devono essere adeguati al numero di utenti prevedibile in caso di utilizzo massimo delle possibilità edificatorie dei fondi serviti. In questo senso, sono segnatamente da prevedere:
a) una larghezza della carreggiata di almeno:
-
m 5.00 per il servizio di oltre mq 3000 di SUL, rispettivamente 2000 mq di superficie occupabile in zona Ar e I;
-
m 7.00 per il servizio di complessi commerciali con grande afflusso di pubblico;
-
m 3.00 negli altri casi;
b) marciapiedi o percorsi pedonali separati, di sufficiente larghezza, per il servizio di oltre 3000 mq di SUL;
c) piazzole di scambio, di regola almeno ogni 80 m, lungo le strade di larghezza inferiore a m 5.00;
d) piazzole di manovra finali nelle strade a fondo cieco per il servizio di oltre 1000 mq di SUL.
La posa di qualsiasi segnaletica stradale compete al municipio, riservato il diritto del proprietario della strada di formulare proposte e di essere sentito (cpv. 2).
L'illuminazione della strada deve essere assicurata in misura conforme ai bisogni di sicurezza (cpv. 3).
Il municipio può ordinare in ogni tempo le trasformazioni dettate da motivi di sicurezza come pure concedere deroghe alle misure di cui al cpv. 1 per motivi di forza maggiore o proporzionalità (cpv. 4).
5.2. L'insorgente lamenta il fatto che via B_, non essendo a suo dire sufficientemente larga e non disponendo delle necessarie piazzole di scambio, già non rispetterebbe le condizioni previste all'art. 45 NAPR per le strade del comune aperte al pubblico transito e un ulteriore carico di traffico dovuto al nuovo posteggio non farebbe altro che peggiorare la situazione.
Ora, b
enché
la licenza richiesta non riguardi direttamente un intervento su via B_, è comunque indubbio che la formazione di un nuovo accesso al fondo del resistente lungo questa strada si ripercuoterà sul carico di traffico in transito sulla medesima.
Prima di decidere se rilasciare la licenza edilizia, il municipio doveva pertanto verificare se con la quantità di SUL servita da via B_ in seguito alla formazione del nuovo accesso al fondo del resistente,
la larghezza e la conformazione della strada sarebbero state rispettose di quanto disposto dall'art. 45 cpv. 1 NAPR e, in caso di risposta negativa a tale quesito, considerare se, viste le circostanze concrete, si giustificava di concedere una deroga, come previsto dal cpv. 4 della medesima norma.
Ritenuto però che il municipio non si è espresso su tali aspetti e non potendo questo tribunale sostituirsi all'autorità comunale nella concessione di una eventuale deroga, il giudizio governativo va quindi annullato e gli atti rinviati al municipio per nuova decisione.
6. In esito alle considerazioni che precedono il ricorso dev'essere parzialmente accolto e la decisione del municipio annullata così come quella del Consiglio di Stato che la tutela.
La tassa e le spese di giustizia sono poste a carico della ricorrente e del resistente in ragione di metà ciascuno, proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza (art. 28 PAmm).