Decision ID: 7c3bce12-f105-529e-8363-30ea489cf61e
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto ed in diritto
1. Curriculum vitae
a) AC 2
, incensurata, ha confermato in aula quanto detto agli inquirenti:
“
Sono nata a _ e ho un fratello e cinque sorelle; io sono la seconda. Mio padre lavorava presso il Municipio di _; la madre (era) casalinga. Ho seguito le scuole dell'obbligo a _ sino alle medie. Sono poi venuta in Ticino, a _, da mio nonno e mio zio che era ispettore delle ferrovie. Ho fatto la scuola di modista a _ senza conseguire il relativo diploma. Mi sono sposata a _ all'età di 22 anni (1960), il matrimonio è stato celebrato a _. Mio marito
(ndr: _, deceduto il 15.2.2007)
l'ho conosciuto a _. Abbiamo avuto due bambiniAC 1. Ho comunciato
(recte: cominciato)
a lavorare quando _ aveva 5 anni; abbiamo costruito l'autobar _; oggi _
(n.d.r. a _)
. In seguito ho pure svolto diverse attività di gerenza presso vari E.P. del luganese tra i quali _ e il _. Ho cominciato a lavorare presso la _ da un anno.”
(AI 22).
Dopo la vicenda all'origine di questo procedimento non ha più lavorato. Vedova dal 15 febbraio 2007 percepisce una rendita vedovile di 2'210.- CHF mensili. Vive con il figlio e si occupa spesso dei nipotini, anche perché uno è gravemente handicappato e la madre è gravemente menomata.
Non ha debiti a parte alcune esecuzioni, per un totale inferiore a CHF 10'000.-, dall'esito a tutt'oggi incerto.
b) AC 1
, figlio di AC 2, anch'egli incensurato, ha ribadito al dibattimento quanto già riferito agli inquirenti:
“
Sono nato a _ il 18 luglio 1966. Ho una sorella più grande Sono cresciuto a _ dove ho seguito le scuole dell'obbligo.
Ho dapprima frequentato la scuola commerciale di _ dove ho conseguito il diploma. Successivamente ho anche conseguito una scuola commerciale a _ presso la _ dove anche qui ho conseguito un diploma. Ho quindi seguito vari corsi linguistici in _.
Ho quindi soggiornato per lunghi periodi in India nel corso di circa 2 anni e mezzo. In _ ho (avuto?) una figlia ed in quel periodo commercializzavo la seta.
Rientrato in Svizzera ho lavorato con i miei genitori nei vari esercizi pubblici che hanno avuto, _.
In seguito sono stato agente per conto di una società che commerciava macchine di intrattenimento automatiche (ditta austriaca) e ciò fino al 1999.
Dal profilo famigliare mi sono sposato con _ nel 1994. Con lei ho avuto 3 figli: _ nati il 18 febbraio 1996, _ il 23 settembre 1998. _ è molto malato (tetraplegico dalla nascita).
A _ vive anche la mia prima figlia che si chiama _ nata il 5 settembre 1989. Ella vive con sua madre non distante da me e la vedo tutti i giorni.
Da mia moglie attualmente sono in fase di divorzio. Anche con gli altri miei tre figli conservo rapporti molto stretti.”
(AI 206).
Attualmente lavora come rappresentante per una ditta che si occupa di commercializzazione della birra percependo un salario mensile di ca. 4'500.- franchi. Vive con la madre in un appartamento in affitto pagando un canone mensile di oltre duemila franchi.
La situazione attuale del bambino portatore di handicap non si è sostanzialmente modificata. Frequenta l'ospizio per bambini gracili di _. Dalla moglie ancora non è divorziato. Non è chiaro se debba versare degli alimenti e a chi. Ella, il 17 luglio 2001 è stata vittima di un grave incidente della circolazione in _, a seguito del quale è risultata gravemente sfigurata in volto. Attualmente vive nel nostro Paese dove deve sottoporsi, tra l'altro, a delle cure psichiatriche, proprio per gli effetti del citato sinistro. Non potendosi occupare costantemente dei tre figli, è la famiglia del marito, in particolare AC 2, ad aiutarla.
Dal profilo debitorio la situazione del prevenuto è a dir poco disastrosa: a suo carico sono stati emessi ben 18 ACB per complessivi CHF 537'604.10.
c)
La successione relitta dall'allora coimputato _, nonostante diversi debiti provenienti dalla precedenti attività commerciali, non è stata ripudiata. Gli accusati hanno ereditato un immobile nel _ da cui percepiscono un reddito complessivo di 1'500.- CHF al mese, versati a AC 2.
2. L'inchiesta
Gli accusati non sono stati oggetto di misure preventive di limitazione della libertà personale. Invero l'inchiesta è nata in modo piuttosto disorganico, senza un obiettivo preciso. Ci si trovava infatti nel periodo antecedente le operazioni indoor, in cui gli inquirenti, come poi ammesso dal TF, hanno tergiversato eccessivamente prima di intervenire in modo preciso e mirato.
Basti al riguardo osservare come, dopo il secondo intervento della polizia, a AC 1 è stato comunicato:
“
Avendo ammesso la continuazione della mia attività delittuosa dopo la riapertura vi sarebbero senz'altro i presupposti per una nuova chiusura. Mi impegno d'ora in poi a non più vendere sacchetti che so che vengono utilizzati come stupefacente ed a continuare unicamente la vendita degli altri prodotti legali che io dichiaro essere in questo periodo, dopo la riapertura, preponderante.”
(AI 61).
Fatto sta che dagli atti emerge che nell'ambito del procedimento penale aperto a carico di _
(11.6.1963), in quel periodo caporale in servizio presso la _, e
†_
(27.4.1946), meccanico in pensione, per le ipotesi di reato di infrazione alla LStup (art. 19 cpv. 1 LStup per entrambi e art. 23 cpv. 1 LStup per _), per avere, a _, nel periodo primavera-estate 2002,
“
(...) trapiantato no. 2000 ca di talee con previsione di raccolto valutabile a 50 kg. di piante di canapa essicata da consegnare alla _ a fr. 1 al grammo (incasso previsto fr. 50000 secondo _ - fr. 100000 secondo _). Sostanza che doveva essere destinata alla produzione di essenza di canapa per la produzione di birra (secondo contratto). Consapevoli comunque del fatto che la canapa avrebbe potuto avere anche un destino diverso e cioè quello di essere rivenduta a parecchie persone come sostanza stupefacente”
(rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 17.10.2002, p. 1, AI 12),
in data 11.9.2002 è stato interrogato dinanzi alla polizia in qualità di teste AC 1, considerato che a mente di _ il raccolto della canapa coltivata avrebbe avuto quale destinazione finale la _, con sede a _, di cui AC 1
era amministratore unico (verbale d'interrogatorio PS 11.9.2002 di AC 1, p. 1 e 2, AI 12 - doc. 5).
Lo scopo della _ - dichiarata sciolta d'ufficio il 27.10.2003 in base agli art. 708 CO e 86 ORC e radiata d'ufficio il 29.8.2005 giusta l'art. 89 ORC - era
la ricerca, lo sviluppo, l'industrializzazione e la commercializzazione dei ritrovati nel campo delle tecnologie genetiche e relative applicazioni. La società si occupava inoltre della coltivazione, della produzione e del commercio di prodotti biologici, di canapa e di prodotti derivati, in particolare della produzione, del commercio e della distribuzione della birra alla canapa e di ogni altra bevanda, nonché di ogni attività che era direttamente o indirettamente connessa con lo scopo. La società poteva partecipare ad imprese con finalità similari, come pure detenere immobili per l'esercizio delle proprie attività sia in Svizzera che all'estero (cfr. estratto del registro di commercio del Cantone Ticino).
Dagli atti
emerge in sintesi che nell'estate del 2001, durante una gara di go-kart in _, vi è stata una discussione tra _ (commerciante di canapa presso la _) e _ (il quale essendo meccanico in quell'occasione si è occupato del go-kart di _) da cui è emersa la possibilità da parte di _ di mettere a disposizione dei terreni per la coltivazione della canapa e di procedere alla sua coltivazione, con la facoltà di ritirare il raccolto ad un prezzo inferiore ad 1 franco. La proposta non si è tuttavia concretizzata (verbale d'interrogatorio PS 11.10.2002 di _, p. 2, AI 12 - doc. 12; verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 4, AI 2).
Durante la primavera del 2002 _ ha proposto a _ l'idea di coltivare la canapa sul fondo di cui al mappale no. di _, di cui egli è proprietario unitamente a suo fratello _, impiegato presso la sezione dell'agricoltura, il quale ha accettato di affittare il terreno alla società semplice _ per un canone di affitto annuale di CHF 100.-- (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 2 e 3, AI 2; verbale d'interrogatorio PP 9.9.2002 di _, p. 2, AI 4 e contratto di affitto agricolo 20.5.2002 ivi allegato, AI 4 - doc. 1). La _, i cui soci sono _ (figlio di _, il quale avrebbe preferito far figurare il figlio come socio) e _, è stata costituita con lo scopo di coltivare e vendere canapa indiana; ogni socio ha versato la quota sociale pari a CHF 3'000.-- ciascuno (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 4, AI 1). Il contratto è stato sottoscritto da _, nipote di _, in nome e per conto della _ (verbale d'interrogatorio PP 9.9.2002 di _, p. 3, AI 4).
La canapa è poi stata coltivata sul fondo di cui al mappale no. di proprietà di _ e sul fondo di cui al mappale no. di _, di proprietà dei fratelli _ (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 5, AI 1; verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 2, AI 2). Il 10 o l'11.5.2002 sono state piantate circa 350-400 piantine sul primo fondo e circa 1000-1500 piantine sul secondo fondo (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 5 e 6, AI 1).
Per quanto concerne la destinazione della canapa coltivata sulle particelle di _ ha dichiarato che
“
(...) è stato stipulato un contratto di compravendita tra la nostra società (_) e la ditta _. Mi ricordo che il responsabile di tale società è un certo signor AC 1 che io ho incontrato a _, in un bar in faccia alla stazione, prima di iniziare la coltivazione. In occasione di tale incontro era pure presente _. AC 1 mi è stato presentato dalla socia _ o dal suo amico, non ricordo più. (...)”
(verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 4, AI 1).
_, dal canto suo, ha affermato che venne poi discussa la possibilità di piantare della canapa anche con _, il quale nel frattempo aveva aperto, per il tramite della sua amica _, un canapaio a _ "
(...) e per farla breve la si piantò
", sostenendo altresì che "
(...) la canapa non venne piantata né per _ né per il canapaio della sua amica; è stato comunque _ ad indirizzarci verso la _ che abbiamo contattato per il tramite di AC 1
" (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 4, AI 2). Ha poi confermato che "
(...) Le trattative con la _ sono iniziate forse in giugno di quest'anno e si sono concluse con il contratto del 26 luglio 2006
", affermando che oltre la _ non vi sono state altre trattative (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 4, AI 2).
In data 26.7.2002 è stato effettivamente concluso un contratto tra la _, e la società semplice _, in cui le parti hanno in particolare pattuito che la _ "
(...) si impegna a coltivare e vendere in esclusiva alla ditta _ canapa coltivata con metodo outdoor (coltivazione naturale a cielo)
", mentre la _ "
(...) si impegna a ritirare il prodotto in questione a condizione che la qualità sia soddisfacente
", fissando un prezzo indicativo di franchi 1.-- (uno) al grammo di prodotto comprensivo di rami e foglie, stabilendo inoltre che "
la merce oggetto della presente contrattazione è destinata all'estrazione di olio essenziale che verrà impiegato per la produzione di birra _
(recte: _)" e che "
con la consegna del prodotto all'acquirente la _ viene sollevata a
(recte: da)
ogni responsabilità sulla merce
" (contratto di compra-vendita 26.7.2002, AI 2). Circa le aspettative di guadagno per la coltivazione di canapa a _ ha dichiarato che "
la nostra aspettativa di guadagno era di circa fr. 100'000.--, ovvero 50'000.-- per il sottoscritto e fr. 50'000.-- per _
" (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 10, AI 2), mentre _ ha affermato che "
(...) secondo i nostri calcoli si sarebbe dovuto produrre ca. 50 Kg di canapa essiccata, compresi rami e foglie, da fornire alla _ con un guadagno di ca. 50'000.--. In sostanza si trattava di coprire le spese avute (CHF 6'000.--) per acquisto piantine, più CHF 500.-- per prodotti fitosanitari, qualche centinaio di franchi per la recinzione, lavoro) e il resto sarebbe stato guadagnato da dividere in parte fra i soci e in parte da tenere in un fondo cassa
" (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 10, AI 1), ribadendo successivamente che "
(...). Noi avevamo calcolato ca. CHF 1.-- al grammo e quindi per 50 Kg risultavano ca. CHF 50'000.--
"; dopo aver preso atto che secondo _ tale aspettativa era di CHF 100'000.-- ha dichiarato che "
(...) effettivamente _ ha sempre sperato per tali cifre perché è un ottimista, mentre io no. Io sarei stato contento del guadagno di CHF 50'000.--
" (verbale d'interrogatorio PP 27.8.2002 di _, p. 13, AI 1).
Come esposto,
in data 11.9.2002 è stato interrogato dinanzi alla polizia in qualità di teste AC 1 (verbale d'interrogatorio PS 11.9.2002 di AC 1, AI 12 - doc. 5). In quell'occasione egli ha tra l'altro dichiarato che l'attività principale della _ è la commercializzazione della birra alla canapa _ ("_r"), che avendo il Comune di _ negato l'autorizzazione per la coltivazione di talee (pianta verde da trapiantare su sedime agricolo), tale produzione non era ancora stata avviata e che a quel momento era pendente il ricorso (verosimilmente presso il Servizio dei ricorsi del CdS), considerato che "
(...) noi non produciamo pianta finita cioè con il fiore ma unicamente le talee che poi devono essere coltivate in campi agricoli
" (verbale d'interrogatorio PS 11.9.2002 di AC 1, p. 2, AI 12 - doc. 5).
Giova al proposito osservare che è stato acquisito agli atti l'incarto del servizio dei ricorsi del CdS, da cui emerge in particolare che il 29.5.2002 la _ ha chiesto al Municipio di _ il permesso di insediare il proprio laboratorio per la coltivazione della canapa in uno stabilimento (part. n. e di _) ubicato nella zona residenziale, di proprietà della _, che fino al 31.1.2002 era utilizzato quale fabbrica per la produzione di distillati (_). Il CdS ha al riguardo tra l'altro esposto che:
“
Dagli atti della domanda di costruzione si evince che il processo produttivo consisterebbe nella coltivazione industriale intensiva di piantine di canapa, nell'essicazione, nell'estrazione dell'essenza, nell'invio dell'essenza ad una ditta esterna per la fabbricazione della birra e nello stoccaggio della birra con conseguente smercio”
(decisione no. 25.2.2003 del CdS, p. 2 e 3, incarto Servizio dei ricorsi del CdS).
In effetti il 6.8.2002 il Municipio di _ ha negato il rilascio della licenza edilizia, essendo l'attività esercitata in contrasto con la funzione della zona in questione. A seguito dei ricorsi 28.8.2002 e 29.8.2002 della _, in data 25.2.2003 il CdS ha annullato la decisione del Municipio, trasmettendo gli atti al Municipio per statuire nuovamente sulla domanda, previa completazione, nuova pubblicazione e trasmissione al DT per nuovo avviso, considerato tra l'altro che
“
(...), l'incarto presentato dalla _ unitamente alla domanda di costruzione appare estremamente lacunoso. Esso si limita in effetti ad indicare il genere di attività svolta (...) senza tuttavia fornire i necessari ragguagli in merito ai singoli processi produttivi”
e che
“
In mancanza di simili elementi assolutamente determinanti per comprendere compiutamente il tipo di attività che verrebbe svolta, mal si comprende come il Municipio e le autorità cantonali abbiano potuto effettuare un esame completo della fattispecie”
(decisione no. 25.2.2003 del CdS, incarto Servizio dei ricorsi del CdS).
3.
La _
3.1.
Durante l'interrogatorio dell'11 settembre 2002 in polizia, a domanda se la _ fosse pure
proprietaria di negozi di canapa e derivati, AC 1 ha risposto negativamente, adducendo di essere pure AU della _, con sede a _, che ha un negozio ubicato a _, che vende derivati di canapa, birra e sacchetti profumati.
Per finire, posto di fronte all'evidenza degli elementi di fatto emersi che dimostravano come la produzione della birra fosse una copertura per il traffico di marijuana nei canapai della _, l'accusato ha detto:
“
Capisco che l'impressione potrebbe essere che la birra è solo una copertura per coprire la vendita di canapa all'ingrosso, ma non è così, noi nella birra fino ad oggi abbiamo già investito circa 300mila franchi e questo perché ci crediamo. Tutto è documentato (....)
A questo punto del verbale ci terrei a dire che sono disponibile a rispondere su tutto quanto riguarda la faccenda _ ma vorrei evitare di rispondere a domande sulla _ in quanto non ha nulla a che fare con la faccenda qui trattata per la quale sono sentito come testimone”,
mentre sulle cifre d'affari ha affermato:
“
Non vorrei che si pensasse che il denaro della _ sia servito a finanziare la _. Adesso non voglio dare altri particolari, però posso garantire che se il Magistrato lo richiederà potrò dire il nome del finanziatore che nulla ha a che fare con canapa. Trattasi di un finanziere di _. Ci terrei anche precisare che non è la "testa di legno" del momento. Insisto su questo perché credo nella _ grazie al successo che ha riscontrato la produzione e vendita di birra”
(PS 07.11.02).
3.2.
I quantitativi di canapa venduti dalla _ e i prezzi d'acquisto e di vendita sono ammessi così come indicati nell'atto di accusa, cui si rinvia senza ulteriori considerazioni, fatte salve quelle che verranno esposte in punto all'attività della _ e, quindi, in merito all'accusa di riciclaggio. Per quanto riguarda la destinazione della canapa, in particolare dei sacchetti odorosi, gli accusati hanno per finire ammesso che il contenuto veniva fumato. Del resto, per quali ragioni, si fosse trattato di semplice profumo, sarebbe stato necessario scrivere sui sacchetti che non potevano essere esportati e che ne fosse vietato l'uso come stupefacente, non sarebbe dato di sapere se non si trattasse proprio di sostanze stupefacenti.
3.3.
Circa i ruoli all'interno dell'azienda, va detto che ben si trattava di un commercio di famiglia in cui madre, padre e figlio partecipavano in modo determinante, ciascuno con il suo ruolo. Il padre effettuava gli acquisti ed i trasporti della canapa, la madre la preparava e la vendeva mentre il figlio gestiva la società e a volte era presente nel negozio. Poco importa se al riguardo AC 1 era l'azionista unico, circostanza peraltro dichiarata solo dopo vari interrogatori, in cui aveva dapprima detto di non volerlo dire e poi che si sarebbe trattato di un finanziere di _.
Il tutto con il solo scopo di fare soldi, anche perché le precedenti loro attività avevano generato debiti. Così _, figlia rispettivamente sorella degli imputati:
“
in famiglia, io, mio padre, mia madre e mio fratello AC 1 abbiamo parlato di quello che stavamo facendo ed eravamo consapevoli che non era una bella cosa. Devo però dire che la nostra famiglia è stata confrontata con una situazione finanziaria disastrosa, a seguito dei problemi avuti dai miei genitori con il ristorante "i commercianti" di _. In sostanza i miei genitori avevano accumulato milioni di debiti. Di conseguenza la vendita dei cuscinetti odorosi era vista come una soluzione per risolvere i nostri problemi finanziari. È vero che mio padre quando ne discutevamo diceva: "È Padre Pio che ci sta dando una mano", facendo capire che dopo tante privazioni dovute ai debiti, c'era la possibilità di riprendersi finanziariamente e psicologicamente" e che "(...) effettivamente se la nostra famiglia ha iniziato a vendere canapa, pur sapendo che la stessa veniva utilizzata da molti acquirenti come stupefacente per essere fumata, lo ha fatto per denaro. Io non so se i miei genitori con il ricavo del negozio hanno provveduto a pagare i debiti accumulati con il loro vecchio esercizio pubblico "i commercianti".”
(AI 24).
In buona sostanza gli imputati gestivano un canapaio che, come era il caso in quel periodo per diversi in tutto il cantone ma soprattutto nella regione di confine, produceva redditi importanti.
Punto.

Ne discende la conferma in fatto ed in diritto dell'atto d'accusa in quanto al commercio di canapa, l'infrazione essendo aggravata poiché i proventi superano di gran lunga i limiti posti della giurisprudenza in 10'000.- CHF di reddito netto e 100'000.- CHF di cifra d'affari, fatti salvi i punti A.2. e C per i quali l'infrazione risulta consumata nella forma degli atti preparativi, per i quali non è data l'aggravante del mestiere come accennato in aula (verb. dib. pag. 7).
4. La _ e le accuse di riciclaggio
4.1.
Che la _, che produceva birra, era la copertura dell'attività della _ è del tutto pacifico. In effetti quella della birra è una delle tante frottole raccontate dai trafficanti di marijuana per giustificare vuoi la coltivazione, vuoi la vendita di stupefacente. E' infatti certo che l'unica vera fonte di reddito era data dalla gestione del canapaio. Del resto lo stesso AC 1 ha ammesso che, almeno in parte, la canapa che veniva trattata dalla _, finiva alla _ così come il suo dipendente _ ha raccontato di aver eseguito trasporti di canapa dalla _ e di aver consegnato a terzi acquirenti, della canapa proveniente dallo stabilimento della _, per conto del AC 1 ad acquirenti che già avevano pagato il prezzo alla _ (AI 133). Si tratta di affermazioni del tutto credibili anche perché il teste non aveva certo interesse a riferirli agli inquirenti, con la conseguenza di peggiorare la sua situazione processuale.
4.2.
Nell'ambito dell'inchiesta sono stati sequestrati in particolare:
presso Banca _:
- cto., ora cto. intestato alla _ in liquidazione, saldo al 3 ottobre 2007: fr. 13'364.10 (doc. TPC 12);
- cto. intestato a _ in liquidazione, saldo al 3 ottobre 2007: fr. 55'575.60 (doc. TPC 12);
presso Banca _:
- cto. intestato a _ in liquidazione, saldo al 3 ottobre 2007: fr. 5'707.60 (doc. TPC 14);
presso Banca _:
cassetta di sicurezza no. 620 contenente:
- 1 libretto al portatore Banca _
no. con saldo fr. 100'590.- al 9 gennaio 2001;
- 1 libretto al portatore Banca _
no. con saldo fr. 15’000.- all'8 agosto 2001;
- 1 libretto al portatore Banca _
no. con saldo fr. 100’000.- al 26 aprile 2001;
- 1 libretto al portatore Banca _
no. con saldo fr. 115'057,20 al 3 agosto 2001;
cto. intestato a _ con saldo al 30 giugno 2002 di fr. 4'996.-;
presso Banca _:
- cto. intestato a AC 2 con saldo al
3 ottobre 2007 di fr. 61'645.85 (doc. TPC 13);
Denaro contante:
CHF 463'263.92 (depositato sul cto. c/o Banca _) saldo al 25 aprile 2007, denaro
rinvenuto nelle cassette di sicurezza presso Banca _.
Secondo la difesa non si tratterebbe di beni interamente provento del commercio della canapa. In particolare gli averi rinvenuti in contanti presso la cassetta di sicurezza della Banca sarebbero provento della vendita di gioielli di famiglia almeno nella misura di CHF 300'000.-. In particolare la difesa di AC 2 ha chiesto il dissequestro limitatamente all'importo di CHF 250'000.- come a verbale dibattimentale p. 9.
Al riguardo la Corte ha accertato che madre e figlio, nella gestione del canapaio, hanno formato un sodalizio, ciascuno con il proprio ruolo. Non ha condiviso, dipoi, l'opinione della difesa, secondo la quale i libretti di risparmio e di vecchiaia sarebbero stati alimentati mediante regolari risparmi. I movimenti degli stessi, in entrata, sono relativi a cifre troppo elevate per far pensare, che si tratti di risparmi della buona massaia finanziati dalla sola entrata della rendita AVS.
Fatta salva la somma di 175'000.- CHF di cui al B.1.1. e B.1.2. dell'AA, per i quali appare almeno verosimile l'origine lecita - non potendosi per lo meno escludere che l'intera somma sia stata messa a disposizione dell'azionista _ così la circostanza che questi potesse disporre di tale somma - l'accusa di riciclaggio va di principio confermata, l'acquisto della panamense ed i conseguenti versamenti su conti e libretti, essendo pacificamente finalizzati ad occultare il provento dell'unico reddito importante su cui la famiglia AC 1 poteva contare e meglio la vendita di canapa nel canapaio della _.
4.3.
Resta la questione dei gioielli.
La difesa di AC 2 ha reso perlomeno verosimile di aver posseduto gioielli di un importante valore, pur non avendoli dichiarati al fisco. In effetti l'avv. _ (doc. dib. 9) ha dichiarato che i gioielli, che già aveva avuto modo di vedere e che gli parevano essere stati valutati in ca. 500'000.- franchi già nel 1993/94, sono stati depositati presso l'avv. _ quale pegno in vista della realizzazione di un affare commerciale poi non andato in porto e, in seguito a ciò, sarebbero stati restituiti all'accusata nella primavera/estate del 2002. Ora, è ben vero che l'accusata non ha provato di averli venduti mediante la produzione del relativo contratto e, pertanto, molti dubbi nella Corte sono rimasti circa l'effettivo provento del contante sequestrato. Tuttavia, stanti gli accertamenti di cui sopra, il dubbio non può essere sciolto in sfavore dell'imputata.
D'altronde dal rapporto dell'EFIN emerge che
“
In conclusione possiamo affermare che negli anni 2000-2002 AC 1 ed i congiunti attivi nella _ hanno avuto un beneficio economico di ca. CHF 1.6 Mio a fronte di un fatturato di ca. CHF 3.8 Mio (CHF 3.5 Mio contabilizzato e CHF 0.35 Mio non contabilizzato)”
(AI 271),
cosicchè i conti tornano considerando pure i 300'000 U$ che AC 1 ha affermato di aver speso per le cure del figlio in _.
In conclusione la Corte ha quindi ammesso la richiesta della difesa, dissequestrando l'importo di CHF 250'000.- dei contanti rinvenuti, condannando, per la differenza, l'imputata ad un risarcimento compensativo in relazione ai guadagni conseguiti nella sua attività di gestione del canapaio.
Per il resto si rinvia all'esposizione fattuale indicata nell'atto d'accusa che ha trovato conferma in questa sede, tolto solo l'importo di CHF 175'000.- di cui si è detto sopra.
5.
Le pene
5.1.
Per l'art. 47 n CP il giudice commisura la pena alla colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. La colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
La novella legislativa entrata in vigore il 1° gennaio 2007 non ha nella sostanza modificato i criteri fondamentali di fissazione della pena previsti dalla previgente normativa (FF 1999 p. 1704). La gravità della colpa resta il criterio fondamentale. A tale riguardo entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne, intensità del proposito (determinazione), risultato ottenuto, assenza di scrupoli, modi di esecuzione del reato, entità del pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito, e così via. Per quanto riguarda l'autore in particolare occorre considerare la sua situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti e la reputazione in genere. Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa la collaborazione prestata con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 117 IV 112). Nella commisurazione della pena il giudice fruisce di ampia autonomia quando valuta l'importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF 122 IV 15). In considerazione dei numerosi e diversi parametri che intervengono nella commisurazione della pena, una comparazione con casi analoghi è molto discutibile (DTF 120 IV 144), una certa disuguaglianza in tale ambito spiegandosi con il principio dell'individualizzazione voluto dal legislatore (DTF 19 giugno 2003 in re M.). Va infine considerato che la pena commisurata in base al criterio della colpa può nondimeno essere diverso secondo la sensibilità dell'imputato e che di fronte a colpe equivalenti la pena deve essere fissata non in funzione della durata ma della durezza (CCRP 18 febbraio 2004 in re M.).
5.2.
Per l'art. 43 CP il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di un anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore.
La parte da eseguire non può eccedere la metà della pena.
In caso di sospensione parziale dell'esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi. Le norme sulla concessione della liberazione condizionale (art. 86) non sono applicabili alla parte di pena da eseguire.
La giurisprudenza ha stabilito che prima di determinarsi sull’incidenza della colpa nella determinazione della parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro il reo non si possa formulare una prognosi sfavorevole (sentenza del Tribunale federale 1B.6/2007 del 20 febbraio 2007, consid.
2.5;
Stratenwerth, op. cit., n. 50 ad § 5; Tag/Manhart
,
Strafgesetzbuch: Ein Überblick über die Neuerungen, in Plädoyer 1/07, n. 2.4 pag. 39; sentenza CCRP, inc. 17.2007.34 del 3 luglio 2007, consid.6c).
L’art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale parziale della pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa dell’autore e non può perciò essere usato per formulare prognosi poco chiare (
Tag/Manhart,
op. cit., loc. cit.). A
nalogamente alla previgente normativa, anche con il nuovo diritto (art. 42 cpv. 1 CP) il criterio determinante per la sospensione condizionale della pena è costituito dalla prognosi (sentenza del Tribunale federale 6S.492/2006 del 20 marzo 2007, consid. 4.4). Tuttavia, mentre il vecchio diritto (art. 41 n. 1 cpv. 1 vCP) richiedeva una prognosi favorevole sulla presumibile futura condotta dell’imputato, secondo il nuovo diritto è determinante la man
can
za di prognosi sfavorevole (Kuhn, La nouvelle partie générale du Code pénal suisse, Le sursis et le sursis partiel, in CGS, Berna 2006, pag. 220). In questo modo, riservati i casi previsti dall’art. 42 cpv. 2 e 3 CP, si è voluto tenere conto dell’orientamento giurisprudenziale che, constatata l’impossibilità di fare previsioni (positive) più o meno sicure sul presumibile comportamento futuro del condannato come previsto dall’art. 41 n. 1 cpv. 1 vCP, ha ammesso la prognosi favorevole in assenza di indizi concreti che, valutati nel loro complesso, vi si opponessero, come ad esempio il pericolo di recidiva (Tag/Manhart, op. cit., n. 2.1 pag. 38-39). Al riguardo, l’art. 42 cpv. 1 CP, preso
ad litteram
, richiede, per finire, una sorta di doppio pronostico: la previsione (“Vorhersage”) sul comportamento futuro del condannato in caso di sospensione condizionale della pena, come pure la previsione sul comportamento (futuro) dello stesso condannato in caso di espiazione della pena, ritenuto che a quest’ultimo riguardo, il giudice ordinerà l’esecuzione della pena (soltanto) nel caso in cui ci si deve indubbiamente attendere che l’autore non si farà condizionare in alcun modo positivamente dall’effettiva esecuzione della sanzione (sentenza CCRP citata; Stratenwerth, op. cit., n. 19 ad § 5; Stratenwerth/Wohlers
,
op cit., n. 9 ad. art. 42 CP
). Ad ogni modo, il giudice è tenuto a motivare il rifiuto della sospensione se sono date le condizioni formali (
Messaggio
concernente la modifica del Codice penale svizzero
e del Codice penale militare
nonché la legge federale sul diritto penale minorile
del 21 settembre 1998, FF 1999 1733
e CCRP 3 agosto 2007 in re D.).
5.3.
Detto che la Corte non ha proceduto ad improponibili raffronti con casi la cui analogia appare problematica, le colpe degli imputati non vanno considerate né lievi né banali.
AC 1 ha saputo impiantare un'attività di copertura, con il solo scopo di ingannare le autorità in caso di controlli, mentre la madre ha avuto un ruolo importante nella gestione finanziaria del traffico, essendo lei, prevalentemente, che figurava quale avente diritto economico.
Ad ulteriore aggravante vi è l'entità del traffico ed i guadagni importanti, peraltro mai dichiarati al fisco.
Se tra i due il figlio è quello che ha avuto le maggiori responsabilità, egli beneficia di una migliore collaborazione con gli inquirenti. AC 2 è infatti sempre stata piuttosto reticente.
A favore di entrambi vi è la, per così dire, canonica riduzione del 10% introdotta dal TF nel noto caso _, una difficile situazione famigliare con le disgrazie relative al figlio handicappato ed alla moglie e nuora gravemente menomata. A loro favore la Corte ha pure tenuto conto del tempo trascorso dai fatti.
La prognosi appare per entrambi non negativa. AC 1 attualmente lavora mentre la madre percepisce l'AVS e, occupandosi prevalentemente dei nipotini, non sembra più essere toccata da tentazioni di guadagno facile. A tutto aggiungasi la sofferenza per la scomparsa, in attesa di giudizio, del padre nonché marito.
5.4.
Tutto ciò ben ponderato, appare equo condannare AC 2 alla pena detentiva di 24 mesi, con il beneficio della condizionale per due anni. AC 1 è invece condannato a trenta mesi. Stante la prognosi favorevole, la pena è sospesa in ragione di 24 mesi. Sulle modalità di espiazione dei restanti sei mesi potrà senz'altro accordarsi con le competenti autorità, al fine di non pregiudicare la sua attività lavorativa.
6.
Le spese sono poste a carico degli accusati in solido, in quanto riconosciuti colpevoli, in ragione di 2/5 ciascuno, mentre 1/5 è a carico dello Stato.
La confisca e la distruzione dello stupefacente sono pacifiche.
La confisca di tutto quanto in sequestro è parimenti pacifica, fatto salvo l'importo di CHF 250'000.- che viene dissequestrato a AC 2, prelevandolo dagli averi versati sul conto no. presso _, provenienti dal rinvenimento dei citati contanti, dedotti i costi processuali a suo carico.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che parzialmente negativamente ai quesiti A.1.3.2., A.4., B.2.3.2. e B.4,
negativamente ai quesiti A.1.2.2., A.1.3.1.1., A.1.3.1.2., A.1.4.2., A.5, B.2.2.2., B.2.3.1.1. e B.2.3.1.2.;
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 305bis cifra 1 CP;
19 cifra 1 e cifra 2 lett. b e c LStup;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;