Decision ID: b4f9d247-ff9a-5902-bda9-5c2f34ce2044
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Diversi creditori procedono nei confronti di _ per l’incasso dei propri crediti. In data 20 giugno 2000 l’UE di Lugano ha stabilito il pignoramento della quota del reddito eccedente il minimo di esistenza del debitore, determinato come segue:
Introiti:
Debitore fr. 3’050.-- (82%)
Coniuge fr. 670.--
Totale fr. 3'720.--
Minimo di esistenza:
importi di base fr. 1’370.--
locazione fr. 350.—
spese fr. 200.—
cassa malati fr. 510.--
trasferte e pasti fr. 180.--
diversi fr. 190.--
totale deduzioni fr. 2’800.-- fr. 2'296.-- (82%)
B.
Con ricorso 27 giugno 2000 _ insorge contro tale provvedimento postulando il riconoscimento degli importi mensili relativi alle imposte comunali e cantonali, nonché di telefono e canone televisivo.
C.
Delle osservazioni delle altre parti coinvolte nella procedura si dirà, se necessario, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
Il ricorrente chiede che venga tenuto conto dei debiti contratti a titolo di imposte comunali e cantonali.
Perché si diano privilegi in diritto di determinati creditori occorre un’espressa norma di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il rigore di questo principio stabilendo che determinati creditori sono privilegiati di fatto nel senso che, in caso di pignoramento di salario e di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività lucrativa dell’escusso (DTF 112 III 18).
Siffatto indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art. 92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.
E’ di tutta evidenza che le deduzioni prospettate dal ricorrente per il pagamento dei debiti contratti non possono entrare in linea di conto per il calcolo del minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, nulla giustifica il privilegio che il debitore pretende sia concesso al Comune di _ e al Cantone.
Abbondanzialmente si rileva altresì che non vi sarebbe alcuna garanzia che gli importi di cui si chiede la deduzione vengano effettivamente versati ai creditori.
3.
Secondo il punto 1.2 della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (in seguito: Tabella) l’importo base per coniugi ammonta fr. 1’370.-- al mese.
Il ricorrente pretende il riconoscimento di un importo mensile per spese telefoniche. Tale richiesta non può essere accolta essendo tali spese già comprese nell’importo base mensile di fr. 1’370.--. Per contro le spese di abbonamento televisivo sono già coperte dall’importo di fr. 190.-- riconosciuto dall’UE di Lugano alla voce diversi.
4.
Per l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il pregresso giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. La decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale dell’Autorità di vigilanza (
Flavio Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p.260).Orbene, nel caso di specie l’UE di Lugano ha allestito il calcolo dell’eccedenza pignorabile unicamente sulla base delle dichiarazioni rese dal debitore senza il sostegno di alcun documento giustificativo. In particolare, dal certificato di salario prodotto dall’escusso si evince che il reddito indicato nel verbale di pignoramento non corrisponde a quello effettivamente percepito dal debitore per giugno 2000 risulta infatti che il ricorrente oltre al salario mensile di fr. 3823.-- percepisce fr. 2256.-- a titolo di "indennità di residenza". Inoltre non vi è alcun documento che attesti il reddito del coniuge. Di conseguenza, viste le peculiarità del caso in esame, in particolare la carenza istruttoria, si giustifica la retrocessione degli atti all’UE di Lugano affinché proceda ai necessari accertamenti atti a determinare l’eventuale eccedenza pignorabile a carico dell’escusso.
5.
Sulle spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean - François Poudret/Suzette Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF, 21 cpv. 4 LPR