Decision ID: ad1e32b5-7f31-55cb-8da5-03238a45c476
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 20 novembre 2018 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 17'422.50 più interessi e spese.
B. All’udienza di discussione del 27 marzo 2019 l’istante ha confermato la propria domanda, mentre la convenuta vi si è opposta, facendo valere che l’esecuzione dell’istante era stata sospesa (in via supercautelare) con decisione 25 marzo 2019 del Pretore aggiunto della Pretura di Lugano, motivo per cui il Pretore ha sospeso seduta stante anche la procedura di fallimento fino a definizione dell’altra causa. Informato dall’istante che la procedura di annullamento dell’esecuzione era stata dichiarata inammissibile in seguito al mancato anticipo delle spese processuali presumibili e la sospensione provvisoria revocata, con ordinanza del 25 settembre 2019 il Pretore ha riattivato la causa di fallimento e impartito all’istante un termine per anticipare le spese dell’Ufficio dei fallimenti.
C. Statuendo con decisione del 2 ottobre 2019 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 14 ottobre 2019 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 16 ottobre 2019 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Nel termine impartitole, la controparte non ha presentato osservazioni al reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 14 ottobre 2019 contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1 il 4 ottobre, in concreto il reclamo è tempestivo.
2. In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.