Decision ID: 0fb83ab4-e977-5f23-9857-cd762b620c2f
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto
A.
Con PE n. _ del 23/28 aprile 2008 _ AO 1 ha escusso in via di realizzazione del pegno immobiliare AP 1, quale terzo proprietario del pegno, per l’incasso di fr. 266'500.-- oltre interessi al 3.61% dal 1. gennaio 2008, fr. 25'500.-- oltre interessi al 4.61% dal 1. gennaio 2008,
fr. 12'531.65 oltre interessi al 7.67% dal 1. gennaio 2008 e fr. 587.60, indicando quale titolo di credito: “Cartella ipotecaria al portatore di fr. 320'000.--, iscr. _ dg _, gravante in I. rango la _, fondo base _ di proprietà del sig. AP 1. Contratto di credito del 28.7.2000. Atto di cessione in garanzia del 21.8.2000. Disdetta del 23.07.2007. Raccomandata del 3.12.2007”. Quale oggetto del pegno è stata indicata la PPP _, fondo base n. _ di proprietà di AP 1.
Interposta tempestiva opposizione dall’escusso, l’istante ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
AO 1 ha prodotto la cartella ipotecaria al portatore di fr. 320'000.--, costituita l’11 novembre 1999 - Dg _, gravante in I. rango la PPP _ fondo base n. _, che _ aveva allora acquistato (doc. A), il contratto di credito ipotecario stipulato con _ il 28 luglio/21 agosto 2000 (doc. C) per il finanziamento della predetta PPP, la convenzione fiduciaria (“Sicherungsübereignung”) sottoscritta da _ il 21 agosto 2000 (doc. D), con cui quest’ultima ha ceduto in proprietà a titolo di garanzia alla banca la predetta cartella ipotecaria al portatore e la disdetta 23 luglio 2007, inviata a _, del mutuo ipotecario e della cartella ipotecaria (doc. E). Con rogito 19 aprile 2002 del notaio _, AP 1 ha acquistato la citata PPP da _. L’iscrizione a Registro fondiario è avvenuta il 12 agosto 2002 (doc. 11). Con l’istanza in esame AO 1 procede contro AP 1 quale terzo proprietario del pegno.
C.
All’udienza di contraddittorio del 4 luglio 2008 AO 1 ha confermato la sua domanda, producendo l’originale della cartella ipotecaria doc. A. La Pretore ne ha accertato la validità e l’ha restituita alla procedente.
L’escusso si è opposto all’istanza sostenendo dapprima che AO 1 non sarebbe in possesso di un titolo ipotecario valido. Secondo AP 1 la cartella ipotecaria in oggetto è nulla ai sensi dell’art. 799 cpv. 2 CC, atteso che essendo stata emessa dopo la concessione del mutuo ipotecario necessitava dell’atto pubblico. Infatti al momento dell’erogazione del mutuo la cartella ipotecaria non era costituita. Il convenuto ha rinviato al rogito 14 luglio 1999 del notaio _ (doc. 2), dove al punto 3 foglio 3 è stato indicato un finanziamento ipotecario da parte di AO 1 di fr. 320'000.--. Il contratto di mutuo 28 luglio/21 agosto 2000 (doc. C) sarebbe un credito successivo e non quello citato nel predetto rogito, che ha permesso alla precedente proprietaria _ di acquistare la PPP. Vi è stato infatti un primo tentativo di rilascio della cartella ipotecaria, contestualmente alla rogazione del 14 luglio 1999, respinto per questioni tecniche (atto di rettifica - rogito no_ del notaio _, doc. 4, in quanto precedenti cartelle da cancellare erano andate perse) e la successiva iscrizione in data 11 novembre 1999 (doc. 5). Il fatto che AO 1 abbia sostituito il mutuo precedente, desumibile dall’istromento d’acquisto, con quello erogato nel 2000, non sana la nullità del titolo emesso irregolarmente in precedenza. D’altronde prevalersi della nullità della cartella ipotecaria non costituisce abuso di diritto. Secondo il convenuto si comporta invece abusivamente AO 1 che esercita un eventuale e contestato suo diritto, sfruttando il fatto di avere ancora in mano il titolo ipotecario in esame. La debitrice _ aveva l’8 aprile 2002 disdetto il mutuo e indicato il notaio _ quale incaricato di allestire l’atto notarile di compravendita e, fiduciariamente, di estinguere il debito (doc. 6). In effetti il 22 aprile 2002 sul conto no. _ del notaio _ presso AO 1, _, giungeva dalla _ l’importo di fr. 345'000.-- con la menzione “motivo del pagamento compravendita AP 1-_, come da sua lettera del 16.4.02” (doc. 7). Secondo l’escusso, ne consegue che AO 1 era, o doveva e poteva essere al corrente della vendita già in quel momento. La banca avrebbe dovuto pertanto monitorare le movimentazioni sul conto del notaio, disponendo per questo dei mezzi necessari. Non avendo agito con tempestività, AO 1 non ha impedito che l’importo versato da _, per estinguere la posizione _, venisse utilizzato dal notaio per altri fini. Quale istituto bancario, autorizzato dalla CFB, AO 1 soggiace ai doveri di diligenza stabiliti dalla Ordinanza CFB. Avere tollerato, che l’importo versato da AP 1 venisse prelevato, in parte per versamenti ad alcuni giocatori del _, in parte in contanti e in parte utilizzato per tacitare un altro cliente, dimostra la negligenza di AO 1. La Banca avrebbe infine tardato a comunicare la situazione alla debitrice e a denunciare il notaio al Ministero pubblico.
Replicando AO 1 ha rilevato che controparte non ha prodotto alcun contratto di mutuo ipotecario antecedente la concessione del mutuo del 28 luglio 2000 (doc. C), per cui essendo avvenuta l’iscrizione della cartella ipotecaria in oggetto già nel luglio 1999 non può esserne eccepita la nullità. L’istante ha poi contestato l’eccezione di abuso di diritto, sostenendo di avere agito secondo le modalità previste dal contratto di mutuo. Essendo stato il credito erogato e non ancora rimborsato, la sua richiesta è legittima.
Con la duplica il convenuto ha ribadito la nullità della cartella ipotecaria in esame così come l’abuso di diritto dell’istante nel procedere nei suoi confronti malgrado la sua responsabilità nella situazione venutasi a creare.
D.
Con sentenza 28 luglio 2008 il Pretore del Distretto di _, ha accolto l’istanza ritenendo la documentazione prodotta valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione. Il primo giudice ha rilevato che dalla cartella ipotecaria in oggetto (doc. A) si evince che questa è stata costituita l’11 novembre 1999, come dal documento giustificativo _, mentre il contratto di mutuo ipotecario è stato sottoscritto da _ posteriormente, ossia il 28 luglio 2000 (doc. C), per cui, contrariamente a quanto sostenuto dall’escusso, la costituzione della cartella ipotecaria non necessitava dell’atto pubblico ai sensi dell’art. 799 cpv. 2 CC. In prima sede è stata pure respinta l’eccezione di abuso di diritto da parte di AO 1, atteso che quest’ultima già a fine maggio 2002 è intervenuta segnalando all’avv. _ che non avrebbe più tollerato le operazioni da lui eseguite sui suoi conti, minacciandolo di disdirli in caso di reiterazione. Considerato che l’accredito sul conto di _ dell’importo di fr. 345'000.-- versato da AP 1 per l’acquisto dell’appartamento da _ è stato effettuato il 22 aprile 2002, il Pretore ha ritenuto che la banca sia intervenuta tempestivamente – già nel mese di maggio – diffidando l’avv. _ a cessare di effettuare prelevamenti e chiudendo successivamente i conti.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente l’escusso riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede. In particolare l’appellante rimprovera al Pretore di non avere effettuato d’ufficio la verifica della cartella ipotecaria doc. A, sulla quale AP 1 non risulta essere indicato, per cui in mancanza di entità tra la persona indicata sul titolo e l’escusso, l’opposizione andava mantenuta.
F.
Delle argomentazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
In diritto
1.
Secondo l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione. Questo vale pure nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno, sia per il credito che per il diritto di pegno (art. 153a cpv. 1 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7
a
ed., Berna 2003, n. 13 ad § 33;
Bernheim/Känzig
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II, n. 39 ad art. 151 e n. 7 ad art. 153a;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 56 segg. ad art. 153).
2.
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep
.
1989 338). La volontà di obbligarsi può anche risultare da un atto pubblico redatto nelle forme stabilite dal diritto cantonale, come per esempio le cartelle ipotecarie (
Cometta
, op. cit., 337).
3.
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa -quindi anche in sede d'appello
-
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito
e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti
(
Cometta
,
op. cit., 331,
Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 50 ad art. 84;
Gilliéron,
op. cit., n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84;
Stücheli,
Die Rechtsöffnung, tesi, Zurigo 2000, pag. 112 ad c). Nell'esecuzione in via di realizzazione di pegno poi, il giudice verifica se vi è un titolo attestante l'esistenza del pegno indicato nel precetto esecutivo (
Staehelin,
op. cit., n. 166 e 169 ad art. 82): salvo menzione espressa contraria, l'opposizione è in effetti presunta diretta sia contro il credito sia contro l'esistenza di un diritto di pegno (art. 85 RFF).
4.
La cartella ipotecaria rilasciata dall’ufficiale del registro fondiario (art. 857 cpv. 1 CC; cfr. DTF 121 III 97 consid. 4.c) è un titolo autentico ai sensi dell’art. 9 CC; essa costituisce parimenti un titolo di rigetto provvisorio secondo l’art. 82 LEF, senza che sia necessario che essa porti la firma del debitore, trattandosi di un atto autentico e non di una scrittura privata che abbisogna della firma (DTF 129 III 12 consid.
2.1 con riferimento a Staehelin, Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 6 e 12 ad art. 82 LEF).
Tuttavia, se la cartella ipotecaria non contiene l’indicazione del debitore, il creditore potrà solo ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione, se produce una copia autenticata dell’atto costitutivo nel quale il debito viene riconosciuto. Nel caso di una cartella ipotecaria che è stata costituita nel nome del proprietario stesso (cfr. art. 852 cpv. 2 CC) o della quale lui stesso è stato il primo portatore, l’istanza scritta tramite la quale aveva chiesto l’iscrizione della cartella (cfr. art. 20 RRF) deve essere considerata come contenente un riconoscimento di debito implicito (cfr. DTF 129 III 12 consid. 2.5 e 3.3, 134 III 71 consid. 3.)
Ne consegue che la cartella ipotecaria doc. A, considerata insieme con la copia autenticata dell’istanza di _ di rilascio di cartella ipotecaria 14 luglio 1999 (doc. 3), costituiscono, in via di principio, valido titolo di rigetto provvisorio ai sensi dell’art. 82 LEF nei confronti dell’escusso.
5.
Secondo l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione, a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (DTF 104 Ia 413 consid.
4;
Jaeger/walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol.
I, 4a edizione, Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82 ;
Staehelin,
op. cit. n. 87 seg. ad art. 82 LEF;
Gilliéron
, op. cit., vol. II, Losanna 2000, n. 82 ad art. 82).
L’istante ha escusso AP 1 quale terzo proprietario del fondo oggetto del pegno.
Secondo l’art. 845 cpv. 2 CC le eccezioni del debitore a riguardo della cartella ipotecaria competono anche al proprietario della cosa data in pegno.
6.
L’appellante sostiene che al momento dell’erogazione del mutuo ipotecario a _, in relazione all’acquisto da parte sua della PPP in esame, la cartella ipotecaria in oggetto doc. A non era ancora costituita, come risulterebbe dal doc. 2, rogito del 14 luglio 1999 del notaio _, dove si legge al punto 3 fol. 3 di un “finanziamento ipotecario da parte di AO 1 Lugano di CHF 320'000.--“. Secondo l’escusso il contratto di credito 28 luglio 2000 (doc. C) sarebbe un credito successivo, ma non quello citato nel predetto rogito del 14 luglio 1999, che ha permesso alla precedente proprietaria _ di acquistare la PPP in oggetto. L’appellante rileva che vi è stato un primo tentativo di rilascio di cartella ipotecaria contestualmente alla rogazione in data 14 luglio 1999, che fu respinta per questioni tecniche. L’iscrizione è poi avvenuta successivamente in data _ (estratto dal Registro fondiario, doc. 5). Di conseguenza la cartella ipotecaria doc. A sarebbe nulla, per il fatto che, essendo stata emessa dopo l’erogazione del mutuo alla base dell’acquisto, necessitava della forma autentica.
a)
Secondo l’art. 799 cpv. 1 CC il pegno immobiliare nasce con l’iscrizione nel Registro fondiario, riservate le eccezioni stabilite dalla legge. Il contratto di pegno immobiliare richiede per la sua validità l’atto pubblico (art. 799 cpv. 2 CC).
In virtù di questa norma, il contratto di pegno immobiliare richiede per la sua validità l’atto pubblico È tuttavia ammesso che il proprietario dell’immobile possa far iscrivere a registro fondiario un pegno immobiliare al portatore o a proprio nome con una semplice richiesta unilaterale scritta all’ufficiale dei registri (cfr. art 20 cpv. 1 RRF; Steinauer, Les droits réels, vol.
III, 3. ed., Berna 2003, n. 2954; Trauffer, Basler Kommentar zum ZGB, vol.
II, 3. ed., Basilea 2007, n. 9 ad art. 799, con rif.). La cessione di una cartella ipotecaria non richiede poi la forma dell’atto pubblico (cfr. art. 869 CC; Steinauer, op. cit., n. 2995; Staehelin, Basler Kommentar zum ZGB, vol. II, 3. ed, Basilea 2007, n. 5 ss. ad art. 869). Di conseguenza, è sufficiente la semplice forma scritta perfino per la domanda d’iscrizione di una cartella ipotecaria al portatore contenente nel contempo la richiesta di consegna della stessa, dopo la sua emissione, al creditore (cfr. Trauffer, op. cit., n. 9 ad art. 799, con rif.). Per contro, la convenzione secondo la quale il proprietario s’impegna sin dall’inizio a costituire in pegno (manuale) o a trasferire in proprietà una cartella ipotecaria non ancora emessa deve imperativamente rivestire la forma dell’atto pubblico (DTF 121 III 101; 71 II 262; Steinauer, op. cit., n. 2952a; Trauffer, op. cit., n. 10 ad art. 799). Una convenzione di questo tipo risulta infatti più impegnativa per il debitore che non un contratto in cui egli si sarebbe limitato a promettere di consegnare la cartella ipotecaria dopo la sua emissione, perché, primo il creditore è protetto sin dal momento dell’iscrizione a registro fondiario e non solo dal momento della consegna della cartella ipotecaria, e, secondo, il debitore può sempre, nella prima ipotesi, revocare il mandato dato all’ufficiale dei registri di consegnare la cartella al creditore prima che la consegna sia effettivamente avvenuta (cfr. Steinauer, op. cit., n. 2954 e 2966b).
b)
Nel caso di specie, dal
la documentazione agli atti emerge che _ con rogito 14 luglio 1999 del notaio _ ha acquistato la _ fondo base _ (doc. 2) e che con istanza 14/19 luglio 1999 ha chiesto l’emissione di una cartella ipotecaria al portatore di fr. 320'000.--, gravante in 1. rango la citata PPP (doc. 3). La cartella ipotecaria, emessa _ (doc. A e 5), doveva essere consegnata da _ a AO 1 sulla base della convenzione fiduciaria (“Sicherungsübereignung”) 28 luglio 2000 (doc. D), nell’ambito della concessione di un credito ipotecario da parte della banca a _, concluso con contratto 28 luglio/21 agosto 2000 (doc. C).
Contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, agli atti non vi è documento alcuno dal quale si possa evincere che _ si sia impegnata nei confronti di AO 1 a costituire in pegno (manuale) o a trasferire in proprietà una cartella ipotecaria ancora da emettere, gravante la PPP in oggetto.
Per i motivi suesposti, la cartella ipotecaria in esame doc. A è stata pertanto validamente costituita con richiesta da parte della proprietaria dell’immobile, precedentemente alla sottoscrizione del contratto ipotecario e della convenzione fiduciaria doc. C e D.
7.
L’appellante eccepisce inoltre l’abuso di diritto da parte dell’istante nel procedere nei suoi confronti, ritenuta la responsabilità di AO 1 nella situazione venutasi a creare, che ha portato al mancato rimborso da parte di _ del suo debito nei confronti della banca.
a)
Il divieto dell’abuso di diritto è un principio generale applicabile a tutto l’ordinamento legale, compresa la procedura esecutiva (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 334).
Per quanto riguarda la responsabilità della banca nell’ambito del rapporto contrattuale che viene in essere con l’apertura di un conto corrente presso una banca si è constatato che la maggior parte delle pattuizioni, pur nella loro diversità, presentano elementi che si rifanno al mandato (Fellmann, Berner Kommentar, N. 430 ad art. 398; mentre Hardegger, Über di dle Allgemenine Geschäftsbedingungen der Banken, Berna e Stoccarda 1991, p. 116, ritiene che le norme relative al mandato debbano applicarsi in maniera generalizzata in tutti i vari contratti bancari, cfr. DTF 101 II 121, 110 II 286). Giusta l’art. 398 cpv. 2 CO la banca mandataria è tenuta ad eseguire con fedeltà e diligenza gli affari affidatile dal cliente mandante e a dar seguito alle istruzioni ricevute.
b)
Nella fattispecie, con scritto 8 aprile 2002 _ ha formulato nei confronti di AO 1 la disdetta, con effetto al 22 aprile 2000, del mutuo ipotecario concessole con contratto 28 luglio 2000 (doc. C), chiedendo alla banca di trasmettere per conoscenza il conteggio relativo al rimborso al notaio _, incaricato di allestire l’atto di compravendita e di estinguere fiduciariamente il debito nei confronti della banca (doc. 6). Con avviso di accredito 22 aprile 2002 (doc. 7) AO 1 ha comunicato al notaio _ il versamento, da parte di _, su ordine di AP 1, sul suo conto no. _ “Rubrica clienti”, dell’importo di fr. 345'000.--, indicando quale motivo del pagamento “compra-vendita AP 1/_, come da sua lettera del 16.04.02”. Il citato importo non è tuttavia stato accreditato dal notaio _ a AO 1 ad estinzione del debito ipotecario di _. Come asserito dall’appellante, dal verbale dell’interrogatorio, avvenuto davanti al Ministero pubblico, dell’impiegato di AO 1, _ (doc. 13), che quale consulente alla clientela commerciale, si occupava delle relazioni bancarie che facevano capo al notaio _, emerge che a fine maggio/inizio giugno 2002 – e non in febbraio 2002 come pretende l’appellante - era stata segnalata un’attività anomala sui conti del citato notaio, di cui era stata data comunicazione al Servizio compliance della banca, che aveva portato nel corso del 2002 a chiedere spiegazioni al notaio. Dall’esposto 14 febbraio 2003 di AO 1 al Ministero pubblico (doc. 16) emerge che l’istante ha poi saputo, nel novembre 2002, dell’avvenuto acquisto da parte di AP 1 della PPP in esame e della sua iscrizione, effettuata il 12 agosto 2002 a registro fondiario, come proprietario. Venuta a conoscenza che proprietario della PPP in oggetto era divenuto AP 1, con scritto 16 dicembre 2002, UBS SA ha chiesto a _ il rimborso del mutuo (doc. 15). L’appellante rimprovera a AO 1 di avere però atteso tre ulteriori mesi prima di comunicare a AP 1, tramite copia per conoscenza di una lettera inviata a _, il mancato rimborso del mutuo e la sua intenzione di procedere alla realizzazione dell’immobile di sua proprietà (cfr. lettera di AO 1 a _ del 6 febbraio 2003 con copia per conoscenza a AP 1, doc. 8). Quanto sopra esposto non permette tuttavia di affermare che la banca abbia commesso un abuso di diritto prevalendosi della cartella ipotecaria in esame, nei confronti di AP 1, quale nuovo proprietario del pegno. Giusta l’art. 398 cpv. 2 CO, la banca mandataria è tenuta ad eseguire con fedeltà e diligenza gli affari affidatile dal cliente mandante e a dar seguito alle istruzioni da lui impartite. Nel caso di specie gli ordini impartiti alla banca sono sempre provenuti dal titolare stesso del conto, ossia dal notaio _, sia per i prelevamenti utilizzati per pagare circa fr. 15'000.-- a giocatori del _, così come per l’importo di fr. 55'000.-- prelevato in contanti, che per i fr. 345'000.-- versati per tacitare un altro cliente (cfr. doc. 14, sentenza 15 dicembre 2004 della Corte delle assise criminali, pag. 20). D’altro canto le movimentazioni che avvengono sul conto “rubrica clienti” (destinato esclusivamente a uno degli scopi di cui all’art. 5 CDB 03, ora 08) di un notaio, sottoposto al segreto professionale (cfr. art. 5 della Legge sul notariato), sono numerose e non soggiacciono al controllo della banca, che esegue le istruzioni ricevute dal titolare del conto, senza dover verificare se queste istruzioni corrispondono agli accordi intrapresi tra il notaio e i suoi clienti. Pretendere tale impegno di controllo dalla banca, significherebbe imporle la supervisione di una realtà che non conosce. In tale contesto non poteva pertanto essere riconoscibile per AO 1 se l’importo versato da AP 1, tramite la _, era stato destinato ad altri scopi. Va poi osservato che dall’esposto 14 febbraio 2003 di AO 1 al Ministero pubblico (doc. 16) si evince che _, diversamente da quanto comunicato nella sua disdetta 8 aprile 2002 (doc. 6), ha continuato a pagare gli interessi ipotecari e gli ammortamenti, come pattuito nel contratto di mutuo ipotecario. Solo dopo aver preso conoscenza , nel novembre 2002, dell’iscrizione a Registro fondiario di AP 1, quale nuovo proprietario della PPP, la banca si è attivata nei confronti di _ con lettera 16 dicembre 2002 (doc. 15). D’altronde nei confronti di AO 1 era lei la debitrice e non AP 1, al quale la banca si è rivolta solo in seguito, non avendo ottenuto il rimborso del mutuo ipotecario dalla debitrice _. La banca non è la tutrice del cliente e ancor meno di un terzo che ha scelto di operare per il tramite di un notaio, al quale ha indirizzato la propria fiducia.
Le precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellante non ha reso verosimile ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF che AO 1 ha abusato del suo diritto di chiedere la realizzazione forzata della cartella ipotecaria doc. A nei confronti del convenuto, quale terzo proprietario del pegno.
La sentenza pretorile va di conseguenza confermata.
8.
L’appello va quindi respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF)