Decision ID: fe57006e-cc1b-5936-848b-93d2c65afe47
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 26 gennaio 2011 il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto il 4 novembre 2001 da AP 1 (1969) e AO 1 (1981), cittadina libanese, omologando una convenzione sugli effetti del divorzio in cui il primo si impegnava a versare alla seconda un contributo indicizzato di fr. 1000.– mensili fino al 31 dicembre 2014 e un contributo indicizzato per
ognuno dei figli S_ (nato l'11 novembre 2003) e D_ (nato il 5 dicembre 2004) di fr. 800.– mensili fino al 7° compleanno, di fr. 1000.– fino al 31 dicembre 2014 e di fr. 1300.– fino alla
maggiore età o al termine degli studi (assegni familiari non compresi).
A quel momento il reddito del marito ammontava a fr. 5983.50 (indennità di disoccupazione, senza assegni familiari) e il relativo fabbisogno minimo a fr. 3086.90 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, costo dell'alloggio fr. 1550.–, premio della cassa malati fr. 306.90, premio dell'assicurazione RC fr. 30.–). AP 1 si è risposato il 25 luglio 2011 con _, cittadina libanese.
B.
Il 25 ottobre 2011 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, perché ordinasse al datore di lavoro del marito, la _ (che gestisce il “_” a _), di trattenere dallo stipendio di lui la somma di fr. 3000.– mensili a titolo di contributo alimentare per lei e i figli. All'udienza del 17 novembre 2011, indetta per il contraddittorio, essa ha desistito dal chiedere la trattenuta per il contributo di mantenimento in favore dei figli, avendo ceduto il relativo credito all'ufficio cantonale preposto all'anticipo delle pensioni alimentari. Il convenuto da parte sua ha chiesto di respingere l'istanza, facendo valere di essersi risposato e di spendere fr. 1350.– mensili per l'alloggio, sicché il suo stipendio di fr. 2837.89 mensili netti non basta nemmeno per garantirgli la copertura del fabbisogno minimo, mentre la seconda moglie è ancora alla ricerca di un lavoro.
C.
In accoglimento parziale dell'istanza, con decisione del 18 novembre 2011 il Pretore aggiunto ha ordinato alla _ di trattenere con effetto immediato dallo stipendio di AP 1 l'importo di fr. 630.– mensili e di riversarlo su un conto bancario intestato all'istante. Le spese processuali di fr. 200.– sono state poste nella misura di fr. 160.– a carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto, senza assegnazione di ripetibili. La richiesta di assistenza giudiziaria avanzata da AP 1 è stata respinta.
D.
Contro la decisione appena citata
AP 1
è insorto a questa Camera con uno scritto del 5 dicembre 2011 così formulato:
Appello contro la sentenza del 18 novembre 2011
L'affitto dell'appartamento è di fr. 1350.– a mio carico. La signora _ [è] arrivata in Svizzera il 4 novembre 2011 e non ha ancora un permesso di lavoro e non riceve alcuni soldi dalla disoccupazione.
Il mio fabbisogno [è] ora superiore a fr. 2837.90 (mio stipendio).
Distinti saluti
AP 1
L'atto non è stato notificato ad AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1
. Un avviso ai creditori per il pagamento di contributi alimentari dovuti all'ex coniuge (art. 132 cpv. 1 CC) è emanato con la procedura sommaria (art. 271 lett. i CPC) ed è appellabile nel termine di 10 giorni (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che il valore litigioso sia di almeno fr. 10
000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale requisito è dato. Presentato l'ultimo giorno utile, l'appello in rassegna è inoltre tempestivo.
2.
Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto ha accertato che AP 1 non versa più contributi alimentari dal settembre del 2011, ovvero da quando non percepisce più indennità di disoccupazione. Egli non ha trascurato che rispetto al momento del divorzio il reddito di lui è calato a fr. 2387.89 mensili, ma ha considerato che da allora è sceso anche il relativo fabbisogno minimo, il costo dell'alloggio essendo passato da fr. 1550.– a fr. 1350.– mensili. E siccome il convenuto abita nel nuovo appartamento insieme con la seconda moglie, nel fabbisogno minimo di lui va computata solo la metà della spesa (fr. 650.– mensili), anche se _ non ha alcun reddito. Gli rimane così – ha concluso il primo giudice – una disponibilità di fr. 626.90 mensili che può erogare all'istante come contributo alimentare. Onde la trattenuta di stipendio per fr. 630.– mensili.
3.
Nell'appello il convenuto ribadisce che la sua locazione ammonta a fr. 1350.– mensili e che la sua seconda moglie non consegue alcun reddito, non avendo ancora un permesso di lavoro. Sta di fatto che il Pretore si è dipartito proprio dai medesimi accertamenti. Ha ritenuto nondimeno che nel fabbisogno minimo del convenuto andasse computata solo la metà del costo del nuovo alloggio, abitando egli nell'appartamento insieme con la seconda moglie, mentre la circostanza che _ sia senza redditi non è – secondo il Pretore aggiunto – di rilievo ai fini del giudizio. Con tale motivazione l'appellante non si confronta neppure di scorcio. Non pretende che sia erroneo inserire nel suo fabbisogno minimo soltanto la metà del nuovo canone di locazione (fr. 650.– mensili) né che occorra tenere conto dell'indigenza in cui si trova la sua attuale moglie. Totalmente privo di motivazione, l'appello si rivela quindi, già a un primo esame, irricevibile.
4.
È vero che il metodo di calcolo adottato dal primo giudice non è conforme alla giurisprudenza. Certo, il principio da cui si è dipartito il Pretore aggiunto è corretto, nel senso che una trattenuta di stipendio fondata su un avviso o una diffida ai debitori (art. 132 cpv. 1, 177 o 291 CC) deve rispettare, nel caso in cui la situazione del convenuto sia peggiorata dopo l'emanazione del titolo addotto a sostegno dell'istanza, almeno il minimo esistenziale di lui calcolato secondo la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (DTF 110 II 15 consid. 4; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5P.85/2006 del 5 aprile 2006, consid. 2.1). Tuttavia il minimo esistenziale del diritto esecutivo nel caso di un debitore sposato che vive insieme con la moglie non si determina in base al minimo esistenziale per debitori soli, né si divide a metà il costo dell'alloggio. Il metodo di calcolo corretto è quello illustrato in DTF 114 III 17 in basso, cui si riferisce anche la tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo giusta l'art. 93 LEF (FU 68/2009 pag. 6294 cifra IV n. 1).
Ciò non significa, ad ogni modo, che nella fattispecie la decisione del Pretore aggiunto sia sfavorevole al convenuto. Secondo il diritto esecutivo, in effetti, un debitore escusso per contributi di mantenimento con redditi insufficienti a coprire il proprio minimo esistenziale (compresi i contributi alimentari necessari al sostentamento del creditore) deve tollerare che tale minimo sia intaccato nella stessa proporzione in cui il creditore veda intaccato il proprio (DTF 110 II 15 in fondo con richiami). Un esempio concreto è chiaramente riprodotto nella sentenza pubblicata in DTF 105 III 48. AP 1 non pretende che, calcolando il suo minimo esistenziale del diritto esecutivo sulla scorta di tali criteri, la trattenuta litigiosa (fr. 630.– mensili) risulterebbe eccessiva. Su questo punto l'appello sfugge dunque a qualsiasi disamina.
5.
Le spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma la situazione economica manifestamente difficile in cui versa l'appellante induce a prescindere equitativamente da ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni.
6.
Quanto ai rimedi esperibili sul piano federale contro l'odierna decisione (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), in materia di avvisi ai debitori il ricorso in materia civile è in linea di principio ammissibile (DTF 134 III 668 consid. 1.1), ma in concreto il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– a norma dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (trattenuta di fr. 630.– per 38 mesi).