Decision ID: d9aaf9cd-1b17-5d4a-8478-99b379964267
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che la ricorrente ha presentato in Svizzera, unitamente
ai figli, in data 6 marzo 2012;
i verbali d'audizione del 23 marzo 2012 (di seguito: verbale 1) e del
24 gennaio 2014 (di seguito: verbale 2);
la decisione dell'UFM del 4 aprile 2014, notificata all'interessata in data 24
aprile 2014 (cfr. risultanze processuali), tramite la quale l'Ufficio non è en-
trato nel merito della domanda di asilo della richiedente ai sensi
dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31) pronunciando il contestuale al-
lontanamento dalla Svizzera verso Cipro, nonché l'esecuzione dell'allonta-
namento medesimo;
il ricorso inoltrato in data 30 aprile 2014 (cfr. timbro del plico raccoman-
dato), pervenuto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-
nale) il 1° maggio 2014, mediante il quale l'insorgente ha chiesto l'annulla-
mento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all'autorità inferiore per
una nuova decisione nel merito; che la ricorrente ha inoltre chiesto di giu-
dicare come non ragionevolmente esigibile l'allontanamento verso Cipro;
che, infine, ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria nel senso
della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo anti-
cipo;
l'incarto originale dell'UFM pervenuto a codesto Tribunale in data
2 maggio 2014;
lo scritto del Tribunale del 7 maggio 2014 con cui ha trasmesso all'UFM la
copia del certificato di nascita relativo al figlio F._ e, nel contempo,
ha chiesto alla medesima autorità una presa di posizione in merito al suc-
citato ricorso;
le osservazioni dell'UFM del 16 maggio 2014 con cui tale autorità ha ricon-
fermato i considerandi della propria decisione proponendo di respingere il
ricorso;
lo scritto del Tribunale del 21 maggio 2014 con cui ha trasmesso alla ricor-
rente le succitate osservazioni dell'UFM concedendo alla medesima la pos-
sibilità di esprimersi in merito;
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le osservazioni della ricorrente del 28 maggio 2014 con allegati i seguenti
documenti:
 Attestato di frequenza della scuola elementare di G._ rela-
tivo al marito;
 Formulario individuale di domanda di soggiorno in Svizzera relativo
alla ricorrente;
 Valutazioni scolastiche per gli anni 2005/07 presso la scuola pro-
fessionale artigianale e industriale di H._ relative al marito;
 Pagelle scolastiche per gli anni 2008/10 presso la scuola professio-
nale, artigianale e industriale di I._ relative al marito;
 Certificato di buona condotta relativo al marito rilasciato dal Co-
mune di G._ il 28 maggio 2014;
lo scritto del Tribunale del 16 giugno 2014 con cui ha trasmesso all'UFM,
per conoscenza e con facoltà di prendere posizione, le succitate osserva-
zioni ed i relativi allegati;
le osservazioni dell'UFM del 30 giugno 2014 con cui tale autorità ha ripro-
posto di respingere il ricorso;
lo scritto del Tribunale dell'8 luglio 2014 con cui ha trasmesso alla ricor-
rente, per conoscenza e con facoltà di prendere posizione, le succitate os-
servazioni dell'autorità inferiore;
le osservazioni della ricorrente del 18 luglio 2014 con cui chiedono l'acco-
glimento del proprio ricorso;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-
sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒
c e art. 52 PA;
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che, in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui
l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo (art. 31a
LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a esaminare se l'au-
torità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda
di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3);
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, in questo senso, occorre dapprima precisare che l'istruzione del Tri-
bunale era principalmente volta a chiarire la situazione relativa all'ultimo
nato; che, quanto al merito del ricorso, la manifesta infondatezza del me-
desimo risultava chiara ab initio per i motivi sottodescritti;
che, nell'ambito delle audizioni, l'interessata ha asserito di avere lasciato
la Somalia in quanto la famiglia del marito avrebbe avuto problemi con una
famiglia di un altro clan; che questa rivalità sarebbe sfociata in violenze e
minacce (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, D28-36, pagg. 4 e 5); che, in
seguito a quanto sopraccitato, la ricorrente sarebbe fuggita dal paese d'o-
rigine stabilendosi a Cipro, dove avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiata;
che l'insorgente avrebbe lasciato Cipro per vivere con il marito residente in
Svizzera al beneficio dell'ammissione provvisoria; che il marito non po-
trebbe stabilirsi a Cipro in quanto avrebbe notevoli difficoltà a trovare un
lavoro, allorché in Svizzera avrebbe concluso una formazione professio-
nale che gli permetterebbe di mantenere economicamente la famiglia (cfr.
verbale 2, D77-79, pag. 8);
che nella decisione del 4 aprile 2014, l'UFM ha constatato che la ricorrente
avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiato a Cipro; che tale Stato sarebbe stato
designato dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro ai sensi
dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi e che, pertanto, esisterebbe una presunzione
di rispetto del principio di "non-refoulement" (art. 5 cpv. 1 LAsi); che, quanto
all'applicazione dell'art. 8 CEDU, il marito residente in Svizzera non bene-
ficerebbe di un diritto di residenza assicurato in quanto unicamente al be-
neficio dell'ammissione provvisoria; che, di conseguenza, la succitata di-
sposizione non si applicherebbe al caso di specie; che, in aggiunta, nel
2010 il marito sarebbe stato autorizzato ad entrare nel territorio cipriota in
vista del ricongiungimento famigliare; che, infine, il fatto che la situazione
economica in Svizzera sarebbe migliore rispetto a quella cipriota non infi-
cerebbe l'esigibilità del rinvio verso quest'ultimo Stato;
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che nel ricorso l'insorgente ha contestato il rinvio verso Cipro in quanto
sarebbe ormai trascorso oltre due anni dall'entrata in Svizzera e, di conse-
guenza, i figli maggiori si sarebbero già integrati nel tessuto scolastico sviz-
zero; che ciò che renderebbe inopportuno ed inumano un eventuale rinvio
a Cipro; che, inoltre, in Svizzera sarebbe nato un altro figlio il quale non
sarebbe compreso nella decisione dell'autorità inferiore; che, infine, la de-
cisione dell'UFM violerebbe l'art. 8 CEDU e la convenzione sui diritti del
fanciullo in quanto i figli sarebbero separati dal padre;
che nella sua risposta del 16 maggio 2014, l'UFM contesta le argomenta-
zioni ricorsuali sostenendo che la ricorrente potrebbe avvalersi del diritto al
ricongiungimento famigliare presso le autorità cipriote, dove la medesima
beneficerebbe dello statuto di rifugiata; che, d'altronde, nel 2010 tale Stato
avrebbe già autorizzato il marito ad entrare a Cipro per motivi di ricongiun-
gimento famigliare; che, inoltre, l'insorgente ed i figli potrebbero visitare re-
golarmente il marito, rispettivamente padre, in Svizzera in quanto godreb-
bero della libera circolazione nello spazio Schengen; che, in questo senso,
la ricorrente avrebbe ammesso di avere usufruito più volte in passato di
tale facoltà; che, allo stesso modo, il marito avrebbe la possibilità di richie-
dere un titolo di viaggio per visitare i propri famigliari a Cipro; che, pertanto,
la decisione non violerebbe il rispetto del nucleo famigliare come invece
sostenuto dagli insorgenti; che, per quanto attiene all'asserita integrazione
dei figli nel tessuto scolastico elvetico, l'UFM rileva che i figli maggiori
avrebbero frequentato la scuola cipriota per un periodo analogo a quello in
Svizzera; che, pertanto, il rinvio a Cipro non significherebbe uno sradica-
mento insormontabile per i figli maggiori né per quelli minori, i quali, avreb-
bero un rapporto di dipendenza con la madre; che, inoltre, lo statuto di ri-
fugiato al beneficio della madre favorirebbe uno sviluppo migliore dei figli
rispetto a quello del padre in Svizzera; che, oltretutto, il padre avrebbe dato
prova di scarsa integrazione in Svizzera, dove si sarebbe fatto notare per
atti violenti tali da indurre le autorità cantonali a chiedere più volte la revoca
dell'ammissione provvisoria; che, infine, la decisione comprenderebbe an-
che l'ultimo nato il quale, secondo l'autorità inferiore, potrà beneficiare a
Cipro del medesimo statuto della madre;
che con atto di replica del 28 maggio 2014, la ricorrente contesta che il
marito avrebbe ottenuto un'autorizzazione d'ingresso a Cipro per motivi di
ricongiungimento famigliare come invece affermato dall'UFM; che l'insor-
gente non nega la possibilità di visite reciproche, tuttavia, essi avrebbero
diritto ad una vita famigliare permanente; che, pertanto, ribadisce la viola-
zione dell'art. 8 CEDU e della Convenzione sui diritti del fanciullo; che, in
merito ai figli, questi avrebbero frequentato per poco tempo la scuola a
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Cipro e non ricorderebbero nemmeno più la lingua del luogo; che l'insor-
gente contesta inoltre le valutazioni dell'UFM in merito al marito, affer-
mando che il medesimo avrebbe svolto l'apprendistato empirico di mecca-
nico d'auto ottenendo l'attestato federale di capacità; che i problemi avuti
con i funzionari cantonali sarebbero dovuti all'atteggiamento irriverente ed
arrogante di un funzionario il quale avrebbe aggredito il marito;
che con duplica del 30 giugno 2014, l'UFM precisa che l'autorizzazione
d'ingresso per motivi famigliari rilasciata dalle autorità cipriote in data
(...), sarebbe inavvertitamente stata emessa a nome del figlio benché de-
stinata al marito; che, quanto ai figli, la documentazione agli atti non sa-
rebbe tale da confutare le considerazioni dell'UFM circa la durata di sog-
giorno a Cipro;
che con ulteriori osservazioni del 18 luglio 2014, la ricorrente sostiene che
la precisazione dell'UFM circa l'asserita autorizzazione d'entrata conferme-
rebbe che il marito non avrebbe mai ottenuto alcuna autorizzazione dalle
autorità cipriote; che, inoltre, non vi sarebbero ragioni per credere che egli
potrebbe ottenerne una così facilmente come sostenuto dall'autorità infe-
riore; che, quanto ai figli, i più grandi avrebbero già frequentato due anni
scolastici in Svizzera ed D._ avrebbe frequentato la scuola dell'in-
fanzia e parlerebbe unicamente l'italiano; che il marito sarebbe ben inte-
grato in Svizzera e per lui sarebbe inimmaginabile un trasferimento a Cipro
dove perderebbe tutto quanto si sarebbe costruito in Svizzera e, di conse-
guenza, non potrebbe mantenere la propria famiglia;
che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito
della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno stato terzo si-
curo secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato pre-
cedentemente; che si tratta di paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi
sia un effettivo rispetto del principio di «non-refoulement» ai sensi dell'art. 5
cpv. 1 LAsi, nonché dell'art. 3 CEDU e delle disposizioni equivalenti (cfr.
DTAF 2010/56 consid. 3.2);
che il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 1°agosto 2003, Cipro,
come altri paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di
libero scambio (AELS), nel novero degli stati terzi sicuri ai sensi dell'art. 6a
cpv. 2 lett. b LAsi; che per questi stati esiste una presunzione di rispetto del
principio di «non-refoulement» (art. 5 cpv. 1 LAsi);
che la ricorrente ed i figli beneficiano dello statuto di rifugiati a Cipro;
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che la ricorrente è titolare di un permesso di viaggio cipriota per rifugiati
con validità sino al 6 dicembre 2014 (cfr. permesso agli atti); che, oltretutto,
Cipro, in data 5 settembre 2014, ha esplicitamente dichiarato di riaccettare
gli interessati sul proprio territorio (cfr. e-mail del 5 settembre 2014 del "Cy-
prus Dublin Office" pervenuto al Tribunale il 24 settembre 2014);
che, pertanto, le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi sono soddisfatte;
che, di conseguenza, è a giusto titolo che l'UFM non è entrato nel merito
della domanda di asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi , di modo che,
su questo punto, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va
confermata;
che la ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo
relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311];
DTAF 2009/50 consid. 9);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere pos-
sibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevol-
mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di
diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ammissibile (art. 44 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr);
che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo
dell'esigibilità dell'allontanamento;
che, infatti, la situazione vigente a Cipro non è caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-
zione nell'integralità del territorio nazionale;
che quo alla situazione personale della ricorrente ella è giovane e in salute;
che la medesima disponendo di un valido permesso di rifugiata a Cipro può
godere di tutti i diritti ad esso correlati; che, pertanto, non vi sono particolari
problemi d'inserimento a Cipro dove, tra l'altro, ha già vissuto oltre 5 anni
(cfr. verbale 1, pag. 5);
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che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, la decisione
dell'UFM non viola il suo diritto al rispetto della vita privata e famigliare ga-
rantito dall'art. 8 CEDU; che, in particolare, il marito dell'insorgente, al be-
neficio dell'ammissione provvisoria in Svizzera, non dispone di un diritto di
presenza assicurato in Svizzera (cfr. DTF 126 II 335 consid. 2b/bb, 3b e
3c/dd); che nemmeno sussistono le condizioni per l'applicazione, a titolo
eccezionale, dell'art. 8 CEDU in assenza di un diritto di residenza certo in
Svizzera (cfr. Decisione del Tribunale federale 2C_459/2011 del 26 aprile
2012); che, infatti, il loro statuto in Svizzera, rispettivamente di persona al
beneficio dell'ammissione provvisoria e di richiedente d'asilo, è precario;
che, a contrario, lo statuto di rifugiata di cui beneficia la ricorrente a Cipro
è ben più favorevole rispetto all'ammissione provvisoria di cui dispone il
marito in Svizzera; che, come giustamente rilevato dall'autorità inferiore, il
raggruppamento famigliare a Cipro è, di principio, possibile e, pertanto,
l'asserita separazione famigliare risulta essere solo temporanea e mitigata
dalla possibilità di entrambi i coniugi di farsi reciprocamente visita nei ri-
spettivi paesi di residenza; che l'eventuale rifiuto del marito a stabilirsi a
Cipro è una sua scelta personale che non può essere imposta alle autorità
svizzere;
che anche l'evocato benessere superiore dei figli ai sensi della conven-
zione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS 0.107) non risulta
essere determinante nel caso in oggetto; che, infatti, i figli in età scolastica
sono giunti a Cipro nel 2010 (cfr. verbale 2, D26, pag. 4) all'età, rispettiva-
mente, di otto e sette anni; che i medesimi hanno vissuto a Cipro per circa
due anni dove, come confermato dalla stessa ricorrente, hanno pure fre-
quentato la scuola (cfr. osservazioni del 28 maggio 2014, pag. 1); che, es-
sendo i figli in Svizzera da poco più di due anni, non è possibile affermare
che la loro integrazione in tale Paese sia preponderante rispetto a quella
avvenuta a Cipro dove hanno vissuto all'incirca per lo stesso periodo di
tempo ed hanno iniziato la propria vita scolastica; che, per quanto attiene
ai figli più piccoli, i medesimi risultano essere ancora ampiamente dipen-
denti ed impregnati dalla cultura delle madre e, di conseguenza, il rinvio
verso Cipro non può essere considerato uno sradicamento da un ambiente
famigliare ai sensi della summenzionata Convenzione;
che la ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di
salute che possano giustificare la concessione dell'ammissione provvisoria
(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti), senza che ad un
esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza
in Svizzera per motivi medici; che, d'altronde, anche l'ultimo nato ha
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raggiunto un'età che gli permetta di volare senza particolari
controindicazioni;
che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha a giusto titolo rite-
nuto ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontana-
mento della ricorrente e dei figli verso Cipro;
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr);
che, infatti, gli interessati dispongono di un titolo di soggiorno in corso di
validità; che, oltretutto, le autorità cipriote hanno dato il loro benestare alla
riammissione dei ricorrenti; che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque
pure possibile;
che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecu-
zione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata;
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsuali
tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmissione
degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta priva di oggetto;
che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA);
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.– che
seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale
[LTF, RS 173.110]).