Decision ID: 3123f0d9-0613-4a90-af48-4e3c4dddae5e
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d’asilo presentata dall’interessato in Svizzera il (...) gen-
naio 2016 (cfr. atto A1/2), a supporto della quale ha dichiarato che (...) anni
prima, con altri membri famigliari, sarebbe fuggito verso il C._, dopo
la morte del padre, (...), il quale avrebbe avuto delle problematiche con i
talebani e sarebbe stato ucciso dai kuchi; ed inoltre che questi ultimi avreb-
bero creato dei problemi alla sua famiglia, essendo che in un’occasione
avrebbero preso loro il bestiame e lui sarebbe stato picchiato poiché si sa-
rebbe opposto,
la decisione del 4 settembre 2017, per il tramite della quale la Segreteria
di Stato della migrazione (di seguito: SEM), non ha riconosciuto la qualità
di rifugiato all’interessato, ha respinto la sua domanda d’asilo ed ha pro-
nunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, concedendogli tuttavia l’am-
missione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento,
la sentenza D-5643/2017 del 1° febbraio 2018 del Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale), con la quale la predetta autorità ha pro-
nunciato l’inammissibilità del ricorso del 4 ottobre 2017 dell’insorgente, a
causa del mancato versamento dell’anticipo spese richiestogli con deci-
sione incidentale del 5 gennaio 2018,
lo scritto del 24 gennaio 2022 (cfr. atto SEM n. [{...}]-1/2), per il tramite del
quale l’interessato ha chiesto alla SEM il riesame della decisione del 4 set-
tembre 2017 sulla questione dell’asilo, allegando allo stesso copia del suo
passaporto afghano,
la decisione del 18 marzo 2022 – notificata il 26 marzo 2022 (cfr. atto SEM
n. 4/1) – con la quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della do-
manda dell’interessato del 24 gennaio 2022 – valutandola quale domanda
di riesame qualificata ai sensi dell’art. 111b della legge sull’asilo (LAsi,
RS 142.31) – ha statuito che la decisione resa il 4 settembre 2017 è cre-
sciuta in giudicato ed è esecutiva ed ha posto a carico del richiedente un
emolumento di CHF 600.–,
il ricorso del 30 marzo 2022 (cfr. risultanze processuali: timbro postale),
presentato dinanzi al Tribunale contro la suddetta decisione della SEM, nel
quale l’insorgente ha chiesto nuovamente il riesame della decisione di ri-
fiuto della sua domanda d’asilo del 4 settembre 2017 – ciò che implica, se-
condo il senso, l’annullamento della decisione avversata – chiedendo inol-
tre la tenuta di un’audizione per essere sentito dal Tribunale,
D-1487/2022
Pagina 3
la decisione incidentale del 28 aprile 2022, con cui il Tribunale ha invitato
l’insorgente a versare – entro il 13 maggio 2022 – un anticipo sulle presu-
mibili spese processuali di CHF 1'500.–,
lo scritto del 27 aprile 2022 (cfr. risultanze processuali; data d’entrata:
28 aprile 2022), con il quale il ricorrente ha inoltrato al Tribunale una copia
di un documento in lingua straniera che avrebbe ricevuto dal fratello,
il versamento tempestivo dell’anticipo spese richiesto da parte del ricor-
rente in data 5 maggio 2022 (cfr. risultanze processuali),
lo scritto del 6 maggio 2022, per mezzo del quale l’insorgente ha segnalato
al Tribunale di aver versato l’anticipo spese, allegando a supporto di tale
asserto copia della cedola di versamento,
la decisione incidentale dell’11 maggio 2022, con la quale il Tribunale ha
invitato il ricorrente, entro il termine del 27 maggio 2022, a presentare la
traduzione certificata in una lingua ufficiale svizzera del documento alle-
gato al suo scritto del 27 aprile 2022; nonché, nello stesso termine, a voler
inoltrare l’originale del documento succitato, oltreché ad illustrarne le mo-
dalità di ottenimento e ad indicare i motivi per i quali risulterebbe rilevante
per la causa ai sensi dei considerandi; con la comminatoria che, in caso
d’inosservanza del termine, il documento sarà scartato senza esame di
merito, rispettivamente si deciderà in base agli atti,
lo scritto del ricorrente del 24 maggio 2022, al quale egli ha allegato l’origi-
nale del documento inoltrato soltanto in copia con scritto del 27 aprile 2022,
nonché la traduzione in italiano del medesimo,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,

e considerato:
che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale,
in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF,
D-1487/2022
Pagina 4
che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-
stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA,
che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro
di essa,
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e
al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti,
che occorre pertanto entrare nel merito del gravame,
che il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è
deciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una
seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti,
che la domanda di riesame, è una richiesta indirizzata ad un’autorità am-
ministrativa in vista della riconsiderazione di una decisione entrata in forza
di cosa giudicata; che tale istituto, pur non essendo previsto espressa-
mente dalla PA, è noto da tempo a giurisprudenza e dottrina, che l’hanno
dedotto dall’art. 66 PA – il quale prevede il diritto di domandare la revisione
delle decisioni – e dagli art. 8 e 29 cpv. 2 della Costituzione federale della
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101; cfr.
DTAF 2010/27 consid. 2.1, URSINA BEERLI-BONORAND, Die ausserordentli-
chen Rechtsmittel in der Verwaltungsrechtspflege des Bundes und der
Kantone, 1985, pag. 173); che il riesame è altresì regolamentato dalla le-
gislazione in materia d’asilo a partire dalla modifica della LAsi del 14 di-
cembre 2012, in vigore dal 1° febbraio 2014 (cfr. art. 111b LAsi); che tale
disposto prevede che la domanda di riesame debitamente motivata debba
essere indirizzata per scritto alla SEM entro 30 giorni dalla scoperta del
motivo di riesame (art. 111b cpv. 1 LAsi),
che una domanda di riesame può rivestire tre differenti tipologie; che di
principio un’autorità non è tenuta ad entrare nel merito di una tale richiesta
a meno che essa costituisca una “domanda di riconsiderazione qualificata”,
ossia di una domanda per il cui tramite l’interessato si avvale di motivi di
revisione previsti all’art. 66 PA senza che sia precedentemente stata ema-
D-1487/2022
Pagina 5
nata una decisione di merito di seconda istanza (cfr. DTAF 2010/27 con-
sid. 2.1; BEERLI-BONORAND, op. cit., pag. 173); o una “domanda di adatta-
mento” dettata da un cambiamento notevole delle circostanze dal mo-
mento della pronuncia della decisione materiale finale di prima o, in caso
di ricorso, di seconda istanza (cfr. DTAF 2014/39 consid. 4.5 ed ulteriori
riferimenti; 2008/52 consid. 3.2.3; DTF 136 II 177 consid. 2.1;
KARIN SCHERRER REBER, in: Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensge-
setz [VwVG], 2a ed. 2016, n. 16 ad art. 66 PA); che la trattazione da parte
dell’autorità di prima istanza è parimenti giustificata allorquando, pur in pre-
senza di una sentenza materiale del Tribunale, la richiesta di rivalutazione
si fonda su fatti o mezzi di prova insorti successivamente alla medesima,
giacché una tale costellazione risulterebbe irricevibile per via di revisione
dinanzi al Tribunale (cfr. art. 123 cpv. 2 lett. a in fine LTF; DTAF 2013/22
consid. 11.4; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommen-
tar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG],
2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA),
che i fatti nuovi devono essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura
tale da modificare la fattispecie alla base della decisione contestata e da
condurre ad un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico
corretto; che per quanto concerne i mezzi di prova, gli stessi devono servire
a comprovare i fatti nuovi che giustificano il riesame oppure fatti già noti e
allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano potuto es-
sere provati, a discapito del richiedente (cfr. DTF 127 V 353 consid. 5a;
118 II 199 consid. 5; DTAF 2014/39 consid. 4.5 e rif. cit.; cfr. anche tra le
tante la sentenza del Tribunale D-1331/2022 del 27 aprile 2022 con ulte-
riori riferimenti citati); che risultano inoltre esclusi i mezzi di prova che
avrebbero potuto essere presentati nell’ambito di una procedura ordinaria
di ricorso avverso la decisione da riesaminare (cfr. DTF 136 II 177 con-
sid. 2.1; Giurisprudenza e informazioni della Commissione svizzera di ri-
corso in materia d’asilo [GICRA] 2003 n. 17 consid. 2b); che una domanda
di riesame non può infatti servire a rimettere continuamente in discussione
le decisioni amministrative cresciute in giudicato e ad eludere le disposi-
zioni legali sui termini di ricorso (cfr. DTF 136 II 177 consid. 2.1 con relativi
riferimenti),
che nel caso in disamina è a giusto titolo che l’autorità inferiore ha qualifi-
cato l’istanza presentata dall’interessato quale istanza di riesame,
che invero, nella sua domanda del 24 gennaio 2022, il ricorrente si è av-
valso di fatti nuovi, ovvero della circostanza che i talebani avrebbero preso
D-1487/2022
Pagina 6
con la forza i loro terreni in Afghanistan, come pure che questi ultimi mi-
naccerebbero i famigliari di persone che erano nell’(...) nel (...), come suo
padre; nonché ribadendo la bontà della sua data di nascita asserita nel
corso della procedura ordinaria – allegando copia del passaporto ottenuto
il (...) –; che tali allegazioni e mezzo di prova nuovi e successivi alla sen-
tenza formale del Tribunale del 1° febbraio 2018, sono stati addotti dall’in-
sorgente con l’intento di ottenere una nuova valutazione della sua do-
manda d’asilo e delle dichiarazioni da lui rese nel corso della procedura di
prima istanza terminata con decisione della SEM del 4 settembre 2017;
che pertanto tali elementi appaiono essere costitutivi di una domanda di
riconsiderazione qualificata ai sensi della giurisprudenza succitata,
che nella sua decisione, la SEM non è entrata nel merito della domanda di
riesame dell’insorgente, in quanto i fatti nuovi da lui apportati non risulte-
rebbero importanti e decisivi; che in primo luogo l’appropriazione indebita
dei loro terreni da parte dei talebani, non permetterebbe di fondare alcun
timore fondato nei suoi confronti; che tra l’altro l’articolo del quotidiano ci-
tato nella sua domanda di riesame, e datato 23 ottobre 2021, non giove-
rebbe alla sua causa e sarebbe stato prodotto tardivamente; che in se-
condo luogo le sue allegazioni di essere entrato, attualmente, nel mirino
dei talebani in rapporto alle attività di suo padre in seno all’(...), si esauri-
rebbero in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento
concreto; che infine, per quanto attinente alle informazioni sulla sua età, le
stesse non sarebbero in grado di indurre l’autorità inferiore ad una diversa
valutazione del caso di specie,
che nel suo ricorso, l’insorgente ha in sostanza riesposto i fatti presentati a
sostegno della sua domanda di riesame; che altresì soltanto in fase ricor-
suale ha addotto che i talebani avrebbero avviato una procedura giudiziaria
contro i famigliari di persone che lavoravano nell’(...) in alcune regioni; che
a riprova di ciò, egli ha prodotto una “lettera di avvertimento” dell’(...) datata
1° gennaio 2022,
che in relazione dapprima a quest’ultimo mezzo di prova, il Tribunale os-
serva che il ricorrente, anche avendogli espressamente dato la possibilità
di esprimersi su di esso con decisione incidentale dell’11 maggio 2022,
non ha illustrato né come lo avrebbe ottenuto, salvo indicare in precedenza
in modo generico che sarebbe pervenuto tramite il fratello – fra l’altro non
è dato a sapere neppure come quest’ultimo ne sarebbe entrato in pos-
sesso, essendo che il medesimo risulta risiedere in C._ già da di-
versi anni – né perché risulterebbe rilevante per la causa; che inoltre, egli
D-1487/2022
Pagina 7
non ha apportato alcuna spiegazione circa il momento nel quale ne sa-
rebbe venuto a conoscenza, essendo fra l’altro il documento datato al
1° gennaio 2022; che pertanto esso appare essere tardivo, in quanto pre-
sentato oltre 30 giorni dalla sua scoperta (art. 111b cpv. 1 LAsi),
che a titolo abbondanziale, anche venisse ritenuta la sua presentazione
tempestiva, si rimarca come lo stesso mezzo di prova appare contenere
vari elementi che ne inficiano irrimediabilmente la sua autenticità,
che in primo luogo, si denota come lo scritto si indirizzerebbe dapprima al
padre del ricorrente D._, il quale però risulta essere deceduto già
da più di (...) anni (cfr. atto A8/14, p.to 2.01, pag. 5; p.to 7.01, pag. 9); eve-
nienza che non può non essere conosciuta anche dai supposti latori dello
scritto; che in secondo luogo, non si danno i nominativi né dei querelanti,
né si esplica quando tale abuso sarebbe stato effettivamente compiuto;
che per di più non si informa circa quando esattamente il ricorrente ed i
famigliari si dovrebbero presentare per rispondere del risarcimento ai que-
relanti; che infine, appare a dir poco sorprendente che, in assenza anche
di una spiegazione in merito da parte dell’insorgente, tale missiva sia so-
praggiunta soltanto qualche mese fa, allorché già da almeno (...) anni, l’in-
sorgente con i fratelli ed i nonni (...) sarebbero espatriati e questi ultimi
risiederebbero in C._ (cfr. atti A8/14, p.to 2.01, pag. 5 e p.to 3.03,
pag. 6; A31/14, D36 seg., pag. 5; documentazione per il rilascio di un visto
umanitario a favore dei fratelli del ricorrente presente nel dossier N [...]),
che pertanto, alla luce di tali elementi, il mezzo di prova prodotto non ap-
pare adempiere ai criteri di autenticità, e pertanto non gli si può riconoscere
alcuna valenza probatoria,
che di conseguenza, anche agli asserti dell’insorgente in merito ad una
procedura giudiziaria aperta nei confronti della sua famiglia, non può venir
riconosciuta alcuna credibilità,
che per il resto, l’interessato nel suo ricorso non si è confrontato con alcun
argomento esposto dalla SEM nella decisione avversata, unicamente riba-
dendo il suo timore di essere ucciso a causa della situazione vigente nella
sua regione e dell’attività lavorativa del padre in seno all’(...), nonché la
bontà dei suoi asserti circa la data di nascita dichiarata nel corso della pro-
cedura di prima istanza,
che il Tribunale non vede alcuna ragione di scostarsi dalle motivazioni of-
ferte dall’autorità inferiore nel provvedimento querelato, al quale può
D-1487/2022
Pagina 8
senz’altro essere rinviato onde evitare inutili ripetizioni, a parte quanto
verrà esplicato in seguito,
che d’un canto i nuovi asserti e mezzi di prova non appaiono adempiere il
requisito formale del termine di 30 giorni dalla loro scoperta; che d’altro
canto, anche venissero ritenuti tempestivi e verosimili, non risultano essere
dei fatti nuovi importanti e determinanti a supporto del timore fondato da lui
allegato, il quale nel corso della procedura ordinaria era già stato ritenuto
non pertinente ai sensi dell’art. 3 LAsi,
che da ultimo, non si può dare alcun credito all’affermazione dell’insorgente
espressa nel ricorso, circa il fatto che al momento dell’espatrio
dall’Afghanistan non sarebbe venuto in mente a nessuno di prendere la
carta d’identità del padre; che invero, già nel corso della procedura ordina-
ria, egli aveva potuto presentare la taskara del padre (cfr. atto A31/14, D4,
pag. 2), di cui ne è stato tenuto conto dalla SEM già nella sua decisione
del 4 settembre 2017 (cfr. p.to I/7, pag. 2); che pertanto tale argomento non
ha alcuna pertinenza,
che in definitiva, l’interessato non si è avvalso di elementi e mezzi di prova
nuovi di natura tale da rimettere in causa la decisione della SEM del 4 set-
tembre 2017,
che non è quindi necessario procedere all’audizione richiesta dall’insor-
gente nel suo ricorso quale misura d’istruzione,
che visto quanto precede, a ragione la SEM non è entrata nel merito della
domanda di riesame formulata dall’insorgente con atto datato 24 gen-
naio 2022,
che di conseguenza, il ricorso del 28 marzo 2022, è respinto nella misura
della sua ricevibilità,
che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1’500.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-
tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese
di medesimo importo versato dal ricorrente il 5 maggio 2022,
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF),
D-1487/2022
Pagina 9
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 1’500.–, sono poste a carico del ricorrente e
prelevate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 5 mag-
gio 2022.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Alissa Vallenari