Decision ID: 0d8caf24-59b5-58b9-a7a6-9c4e1024db84
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che A. _, cittadina eritrea, ha presentato in
Svizzera l'8 luglio 2011;
la decisione del 12 giugno 2012 dell'Ufficio federale della migrazione (di
seguito: UFM) con la quale detto Ufficio ha riconosciuto la qualità di rifu-
giato all'interessata ed al figlio C. _ (nato in Svizzera il [...]), ha re-
spinto la domanda d'asilo, ordinando l'allontanamento degli interessati,
ammettendoli tuttavia provvisoriamente per inammissibilità dell'esecuzio-
ne dell'allontanamento;
lo scritto del 30 luglio 2012 con il quale il rappresentante legale di
A. _ ha depositato una domanda d'asilo in nome di B. _
all'attenzione dell'UFM, in quanto quest'ultimo risiederebbe in Eritrea
presso la nonna materna, la quale non sarebbe più in grado d'occuparsi
di lui, ed il di lui padre si troverebbe a Khartoum in Sudan, pertanto sa-
rebbe nell'interesse del fanciullo raggiungere la madre in Svizzera; la fo-
tocopia del certificato di battesimo di B. _ e la procura conferitagli
da A. _;
lo scritto del 23 maggio 203 con il quale l'UFM ha, in primo luogo, indicato
che nella presente procedura un'audizione da parte della rappresentanza
svizzera non sarebbe stata necessaria ed ha, di conseguenza, invitato il
rappresentante a rispondere ad un formulario di domande puntuali circa
la situazione dei suoi mandanti ed, in secondo luogo, ha accordato la
possibilità di prendere posizione in merito ad un eventuale rigetto della
domanda d'asilo e dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera;
lo scritto del 7 giugno 2013 con il quale il rappresentante ha presentato le
risposte al questionario da parte della sua mandante indicando nuova-
mente, circa i motivi d'asilo di B. _, che la di lui nonna non sareb-
be più in grado di occuparsi dello stesso; la presa di posizione in caso di
diniego d'entrata in cui è indicato che qualora B. _ fosse costretto
a rimanere in Eritrea, si ritroverebbe in uno stato di totale abbandono;
lo scritto dell'8 luglio 2013 con il quale il rappresentante ha informato
l'UFM che B. _ sarebbe stato accompagnato da sua zia rispetti-
vamente sorella di A. _ in un campo profughi in Etiopia;
lo scritto dell'11 luglio 2013 con il quale l'UFM ha sottoposto al rappresen-
tante un ulteriore questionario di domande viste le nuove circostanze;
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lo scritto del 19 luglio 2013 con il quale il rappresentante, in ossequio allo
scritto succitato, ha indicato che la zia di B. _ lo avrebbe preso in
custodia e accompagnato, varcando il confine illegalmente, presso un
campo profughi in Etiopia nei pressi di Htsat;
la decisione del 13 novembre 2013 dell'UFM, notificata il
14 novembre 2013 (cfr. atto B16/1), con la quale detto Ufficio non ha au-
torizzato l'entrata di B. _ in Svizzera ed ha respinto la domanda
d'asilo dall'estero, in quanto i motivi d'asilo fatti valere non sarebbero su-
scettibili di giustificare l'autorizzazione d'entrata in Svizzera, il soggiorno
in Etiopia sarebbe ragionevolmente esigibile e, circa le relazioni strette
con la Svizzera, le condizioni del ricongiungimento familiare di rifugiati
ammessi provvisoriamente non sarebbero nella fattispecie date;
il ricorso del 6 dicembre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 9 dicembre 2013) con il quale la ricorrente ha chiesto
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di
causa all'autorità inferiore per il rilascio dell'autorizzazione d'entrata;
l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria con protestate spese e
ripetibili; le allegazioni ricorsuali con le quali l'insorgente ha contestato il
mancato espletamento di un'audizione e l'assenza di una relativa
motivazione, indicando che l'UFM avrebbe dovuto autorizzare l'entrata in
Svizzera per chiarire i fatti sull'esistenza di motivi d'asilo come pure sulla
ragionevolezza del soggiorno in Etiopia tramite espletamento di
un'audizione al fanciullo ed ha, infine, contestato l'analisi dell'UFM circa le
relazioni strette di B. _ con la Svizzera; i nuovi fatti esposti a livello
ricorsuale che vedrebbero la zia di B. _ costretta a lasciare il
campo profughi e condurre lo stesso ad Addis Abeba (Etiopia) per un
consulto medico dal quale sarebbe risultato che il fanciullo soffrirebbe di
un'atrofia del lobo occipitoparietale con assottigliamento della corteccia e
associata dilatazione ventricolare (cfr. allegato 2) che renderebbe non
ragionevolmente esigibile il soggiorno dello stesso in Etiopia in assenza
della madre;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro
una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33
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LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5 e 52
PA;
che l'interessata, agendo in nome di suo figlio minorenne, ha diritto di ri-
correre (art. 48 cpv. 1 lett. a-c);
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-
to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti;
che con modifica del 28 settembre 2012, l'Assemblea federale ha intro-
dotto alcune modifiche urgenti alla legge sull'asilo (cfr. Modifiche urgenti
della legge sull'asilo del 28 settembre 2012; RU 2012 5359; FF 2010
3889) entrate in vigore il 29 settembre 2012 con effetto sino al
28 settembre 2015;
che fra le modifiche figura la soppressione della possibilità di depositare
una domanda d'asilo presso una rappresentanza svizzera all'estero; che
giusta la relativa disposizione transitoria, le domande d'asilo depositate
all'estero prima dell'entrata in vigore di suddetta modifica della LAsi sono
rette dagli articoli 12, 19, 20, 41 cpv. 2, 52 e 68 LAsi nel tenore previgen-
te;
che essendo la presente domanda d'asilo dall'estero stata depositata il
30 luglio 2012, il presente ricorso viene quindi trattato secondo le disposi-
zioni applicabili del diritto previgente e l'invalsa giurisprudenza sviluppata
sul tema;
che la circostanza per cui la presente domanda d'asilo non sia stata pre-
sentata presso una rappresentanza svizzera all'estero, bensì direttamen-
te all'UFM non è determinante (cfr. DTAF 2011/39 consid. 3);
che preliminarmente, giusta l'art. 19 cpv. 1 LAsi (in vigore prima delle mo-
difiche), se un richiedente deposita una domanda d'asilo all'estero,
quest'ultima deve essere depositata presso una rappresentanza svizzera
la quale trasmette tale domanda all'UFM corredata da un rapporto (art. 20
cpv. 1 LAsi in vigore prima delle modifiche); che l'Ufficio autorizza il ri-
chiedente ad entrare in Svizzera per chiarire i fatti se non si può ragione-
http://www.admin.ch/ch/i/as/2012/5359.pdf http://www.admin.ch/ch/i/ff/2010/3889.pdf http://www.admin.ch/ch/i/ff/2010/3889.pdf
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volmente pretendere che questi rimanga nel Paese di domicilio o di sog-
giorno o che si rechi in un altro Paese (art. 20 cpv. 2 LAsi, in vigore prima
delle modifiche); che in ossequio all'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza 1 sull'asi-
lo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1,
RS 142.311), la rappresentanza svizzera all'estero procede di norma ad
un interrogatorio del richiedente l'asilo; che se l'interrogatorio non è pos-
sibile, il richiedente l'asilo è invitato a indicare per scritto i motivi d'asilo
(art. 10 cpv. 2 OAsi 1); che la rappresentanza svizzera trasmette all'UFM
il verbale dell'interrogatorio o la domanda d'asilo scritta, come anche altri
documenti pertinenti e un rapporto completivo contenente la sua valuta-
zione della domanda d'asilo (art. 10 cpv. 3 OAsi 1);
che nella decisione impugnata, l'UFM ha indicato che vista la giovane età
di B. _ (7 anni e non come erroneamente indicato dall'UFM
9 anni) e conformemente alla prassi in vigore in Svizzera un'audizione sui
motivi d'asilo non sarebbe stata prevista; che l'UFM ha ritenuto che i fatti
sarebbero stati sufficientemente chiari per permettere una decisione e
che per tale motivo ha invitato l'interessata ad esprimersi in merito ad un
eventuale rifiuto della domanda d'asilo dall'estero e dell'autorizzazione
d'entrata in Svizzera; che nonostante l'UFM ritenesse i fatti sufficiente-
mente chiari ha inviato a due riprese la ricorrente a rispondere in maniera
precisa e concreta ad un formulario di domande (cfr. atti B8/3 e B11/3);
che nel ricorso l'insorgente ha messo in dubbio tale giustificazione rile-
vando in particolare che l'autorità inferiore avrebbe dovuto motivare la
mancata audizione di B. _ in occasione dell'invito a rispondere al
questionario di domande e non nella decisione finale;
che sebbene le rappresentanze svizzere in Eritrea e in Etiopia non abbia-
no proceduto all'audizione diretta di B. _ e sebbene la giustifica-
zione della rinuncia a tale audizione sia stata esplicitata solo in occasione
della decisione finale, l'insorgente ha comunque potuto far valere i motivi
d'asilo del figlio (cfr. atti B9/3 e B12/3); che inoltre, la ricorrente ha avuto
la possibilità di esprimersi sull'eventuale pronuncia di una decisione nega-
tiva nei suoi confronti (cfr. atti B8/3 e B9/3); che il diritto di essere sentito
è stato rispettato e l'autorità inferiore ha potuto pronunciarsi sulla base di
un dossier completo; che pertanto l'istruzione è stata condotta in osse-
quio ai crismi legali e giurisprudenziali (cfr. DTAF 2007/30 consid. 5.4-
5.7);
che giusta l'art. 3 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o
di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro
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razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo
sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di
essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà,
nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile;
che se il richiedente non rende verosimili delle persecuzioni (art. 3 e
7 LAsi) o se è ragionevole pretendere che il richiedente si adoperi per es-
sere accolto in un altro Paese (art. 52 cpv. 2 LAsi, in vigore prima delle
modifiche), l'UFM è legittimato a rendere una decisione materiale negati-
va (cfr. DTAF 2012/3 consid. 2.3, 2011/10 consid. 3.2; Giurisprudenza ed
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo
[GICRA] 2004 n. 21 consid. 2a, 2004 n. 20 consid. 3a, 1997 n. 15
consid. 2b);
che le condizioni che permettono l'ottenimento di un'autorizzazione d'en-
trata devono essere definite in maniera restrittiva, per questo motivo l'au-
torità giudicante dispone di un margine di apprezzamento esteso; che ol-
tre all'esistenza di un'esposizione a serio pericolo ai sensi dell'art. 3 LAsi,
l'autorità prende in considerazione altri elementi, segnatamente l'esisten-
za di relazioni particolari con la Svizzera o con un altro Paese, la garanzia
di protezione di uno Stato terzo, la possibilità pratica e l'oggettiva esigibili-
tà dell'ammissione in un altro Paese; che in altri termini, la possibilità e
l'esigibilità di ricercare una protezione al di fuori dalla Svizzera, così come
le future possibilità di integrazione; che ciò che è decisivo, per la conces-
sione di un'autorizzazione d'entrata, è il bisogno di protezione delle per-
sone interessate; che pertanto, è necessario appurare l'esistenza di un
pericolo verosimile ai sensi dell'art. 3 LAsi e verificare se si possa ragio-
nevolmente esigere dall'interessato che durante l'esame della sua do-
manda prosegua il soggiorno nel Paese d'origine o che si rechi in un Pa-
ese che lo possa accogliere, più vicino di quanto sia la Svizzera
(cfr. DTAF 2011/10 consid. 3.3);
che la circostanza per cui il richiedente l'asilo dall’estero soggiorni in uno
Stato terzo, non implica necessariamente che egli debba adoperarsi al
fine di ottenere l’ammissione in detto Stato; che anche in siffatta
evenienza, occorrerà esaminare gli elementi suscettibili di fare apparire
siccome esigibile la sua ammissione in tale Stato (o in un altro Stato) e
confrontarli con gli eventuali vincoli particolari con la Svizzera; che se vi
sono degli indizi di una messa in pericolo attuale del richiedente l'asilo nel
suo Paese d'origine e non vi è la possibilità effettiva di una domanda di
protezione in un altro Paese, è accordata l'autorizzazione d'entrata in
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Svizzera (cfr. DTAF 2011/10 consid. 5.1; GICRA 2005 n. 19 consid. 4.3,
2004 n. 21 consid. 2b e 4, 2004 n. 20 consid. 3b, 1997 n. 15
consid. 2f); che i vincoli particolari con la Svizzera insiti nell’art. 52
cpv. 2 LAsi non sono identici ai presupposti dell’asilo accordato a famiglie
di cui all’art. 51 LAsi (cfr. GICRA 2004 n. 21 consid. 4b.aa);
che nella fattispecie, conviene in primo luogo stabilire se i motivi di asilo
di B. _ invocati dalla ricorrente siano tali da giustificare un'autoriz-
zazione d'entrata in Svizzera, ossia verificare la sussistenza di un avvera-
to bisogno di protezione;
che con lo scritto con il quale la ricorrente ha presentato la domanda
d'asilo in nome di B. _ (cfr. atto B1/5), ha indicato quale motivo
d'asilo che lo stesso si sarebbe trovato in Eritrea presso la nonna e che
quest'ultima non sarebbe più in grado d'occuparsi di lui; che invitata a
rispondere al primo formulario di domande, ella ha reiterato tali motivi
(cfr. atto B9/3, pag. 2);
che il Tribunale ritiene, come rettamente rilevato dall'UFM, che tali moti-
vazioni, come palesemente riconoscibile, non rientrano nella nozione di
persecuzione o esposizione a serio pericolo ai sensi dell'art. 3 LAsi;
che, inoltre, in occasione della risposta al secondo formulario di doman-
de, la ricorrente ha indicato che attualmente B. _ si sarebbe trova-
to in compagnia di sua zia (sorella della ricorrente) in Etiopia in un campo
profughi nei pressi di Htsat e che avrebbero attraversato il confine ille-
galmente (cfr. atto B12/3);
che l'UFM nella decisione impugnata, ha indicato che le persone di gio-
vane età come B. _ non sottostanno all'obbligo di leva e pertanto,
seppure lo stesso ha lasciato il territorio eritreo illegalmente a quest'ultimo
non v'è da riconoscere la qualità di rifugiato;
che anche qualora l'uscita illegale dal territorio eritreo riconducesse a ri-
conoscere la qualità di rifugiato di B. _, egli avrebbe un'esclusione
alla concessione dell'asilo giusta l'art. 54 LAsi per motivi soggettivi insorti
dopo la fuga; che se in una procedura di domanda d'asilo presentata
all'estero la qualità di rifugiato sussiste solamente in virtù di motivi sogget-
tivi insorti dopo la fuga, la concessione dell'autorizzazione d'entrata è a
priori esclusa (cfr. DTAF 2012/26 consid. 7);
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che nel ricorso, la ricorrente ha indicato che le condizioni di salute di
B. _ sarebbero peggiorate e che lo stesso non sarebbe in grado di
sentire e parlare (cfr. ricorso, pag. 12); che la zia di B. _ avrebbe
portato lo stesso ad Addis Abeba per una visita da un medico dalla quale
si è potuto evincere che lo stesso soffrirebbe di un'atrofia del lobo occipi-
toparietale con assottigliamento della corteccia e associata dilatazione
ventricolare (cfr. allegato 2); che pertanto, egli avrebbe bisogno delle cure
della madre;
che a titolo abbondanziale, giova rilevare che sebbene le condizioni di vi-
ta in Etiopia non siano facili, in particolare per i profughi nei campi, la ri-
corrente in sostanza non ha dimostrato che B. _, in compagnia
della zia materna, sia costretto a vivere in condizioni tali da ritenere un
pericolo per la sua stessa vita;
che alla luce di tutto quanto sopra, a giusto titolo l'UFM non ha autorizza-
to l'entrata in Svizzera a B. _ ed ha respinto la domanda d'asilo
dall'estero;
che in virtù delle considerazioni esposte, le conclusioni ricorsuali tendenti
all'annullamento del provvedimento impugnato vanno respinte; che ne
consegue che il gravame va disatteso e la querelata decisione conferma-
ta;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
che, per quanto precede, il ricorso deve essere respinto;
che le spese processuali che seguono la soccombenza sarebbero da por-
re a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tri-
bunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF,
RS 173.320.2]); che tuttavia, tenuto conto della particolarità della causa,
esse vengono condonate (art. 6 lett. b TS-TAF);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF);
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, all'UFM e all'autorità can-
tonale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Zoe Cometti