Decision ID: f62c8b9f-88e4-5e64-835e-43afae3fbd64
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetti esecutivi n. _ e _ emessi il 19 giugno 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, CO 1 ha escusso RE 1 e RE 2 per l’incasso in ambedue i casi di fr. 2'750.– oltre agli interessi del 7% dal 1° marzo 2015, indicando quale titolo di ognuno dei crediti la “pigione e acconto spese per marzo 2015 come da contratto d’affitto”.
B. Avendo sia RE 1 sia RE 2 interposto opposizione al proprio precetto esecutivo, con istanze del 9 luglio 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Mendrisio. Nel termine impartito, con osservazioni scritte pervenute al Giudice di pace il 27 luglio 2015, le parti convenute si sono opposte alle rispettive istanze, chiedendo che fosse indetta un’udienza “per tentare una conciliazione”.
B. Avendo sia RE 1 sia RE 2 interposto opposizione al proprio precetto esecutivo, con istanze del 9 luglio 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Mendrisio. Nel termine impartito, con osservazioni scritte pervenute al Giudice di pace il 27 luglio 2015, le parti convenute si sono opposte alle rispettive istanze, chiedendo che fosse indetta un’udienza “per tentare una conciliazione”.
. C. Statuendo con decisioni del 3 agosto 2015, il Giudice di pace ha accolto entrambe le istanze e rigettato in via provvisoria le opposizioni interposte dalle parti convenute, ponendo a carico di ognuna di esse le spese processuali di fr. 200.–.
D. Contro le sentenze appena citate RE 1 e RE 2 sono insorte a questa Camera con due reclami del 17 agosto 2015, distinti ma uguali nel loro contenuto, per ottenerne l’annullamento e la reiezione delle istanze, nonché – ammesso e non concesso che la pigione sia dovuta – che venga stabilito un solo importo per entrambe, con la menzione che lo stesso è dovuto solidalmente, e con la conseguente cancellazione di uno dei due precetti esecutivi. Nelle sue osservazioni dell’11 settembre 2015, CO 1 ha concluso per la reiezione dei reclami.

Considerando
in diritto: 1. Le sentenze impugnate – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) – e non alla Camera civile dei reclami, come erroneamente indicato dalle reclamanti – senza riguardo al valore litigioso.
1.1 I reclami in esame sono diretti contro sentenze di contenuto analogo, che riguardano la stessa parte istante e pongono la medesima questione giuridica. Si giustifica così, per economia processuale, di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC), pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
1.2 Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentati il 17 agosto 2015 contro le sentenze notificate a RE 1 e a RE 2 il 10 agosto 2015, in concreto i reclami sono tempestivi.
1.3 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.4 Nel caso specifico sono pertanto inammissibili l’allegazione di fatto e il relativo certificato (doc. 4) addotti dalle reclamanti per la prima volta in questa sede secondo cui esse formano un’unione domestica registrata. Non se ne potrà quindi tenere conto ai fini del presente giudizio, a prescindere dal fatto che, come si vedrà (consid. 6.3), non sono comunque di rilievo in questa sede.