Decision ID: aeca4cda-2f67-59fd-8869-3b2a5c7d6acc
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 5 agosto 2006 l’Ufficio di esecuzione di Mendrisio ha rilasciato a favore della _ un attestato di carenza di beni a carico di RE 1 per fr. 54'576.70, indicante quale titolo di credito: “1) Contratto di prestito del 23.07.1990 no. 15-42303, + 4.5% spese amministrative. 2) Interessi scaduti fino al 28.11.1990. 3) Interessi scaduti dal 29.11.90 al 28.02.1996”.
B. Con precetto esecutivo n. _ emesso l’11 settembre 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, l’CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 31'426.70, indicando quale titolo di credito: “Contratto di prestito no. 15-42303 del 23.07.1990 ACB-No: 468653 del 05.08.1996”.
C. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 22 novembre 2017 l’CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 2 dicembre 2017. Con replica del 7 dicembre 2017 l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è nuovamente opposta con duplica del 16 dicembre 2017.
D. Statuendo con decisione del 18 dicembre 2017, il Pretore aggiunto ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 360.– e un’indennità di fr. 50.– a favore dell’istante.
E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 30 dicembre 2017 chiedendo il riesame del caso. Il 17 febbraio 2018 egli ha poi fatto pervenire alla Camera il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 30 dicembre 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 23 dicembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
a) Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare e a dimostrare il carattere errato della motivazione della sentenza impugnata. La sua argomentazione dev’essere sufficientemente esplicita da poter essere capita dall’autorità giudiziaria superiore, ciò che presuppone una designazione dettagliata sia dei punti contestati sia dei documenti sui quali fonda la sua critica (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica.
Nel caso in esame, il reclamante non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata, ma si limita a sostenere nuovamente che l’attestato di carenza di beni su cui l’istante basa la sua pretesa è prescritto. Egli asserisce di non essere d’accordo con quanto deciso dal Pretore aggiunto e chiede che venga riesaminato il caso. Ciononostante, pur essendo il reclamo al limite dell’irricevibilità, si giustifica di entrare nel merito, dovendo l’impugnativa ad ogni modo venir respinta per i motivi che seguono.
b) Al reclamo è acclusa una lettera 12 maggio 2017 dell’escusso al Pretore aggiunto concernente l’incarto _, la copia per il debitore del precetto esecutivo n. _ e la decisione _ del 31 maggio 2017 del Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Sennonché trattasi di documenti prodotti per la prima volta in questa sede, di cui non è possibile tenere conto stante il divieto dei nova (art. 321 cpv. 1 CPC e sopra consid. 1.2) e che non sono peraltro di alcuna rilevanza per l’odierno giudizio.