Decision ID: 9850a102-af53-57f1-bc77-9e0369e88e26
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_007
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto
A.
RE 1 è stata oggetto di svariate misure di protezione. Per quanto qui d'interesse basterà ricordare che con decisione 5/28 dicembre 2001 l'allora Commissione tutoria regionale _ aveva istituito una curatela volontaria ex art 394
v
CC in favore dell'interessata, designando quale curatrice la signora _, sostituita in seguito dalla signora _ del Servizio d'accompagnamento sociale di _. A seguito di trasferimenti di domicilio la competenza decisionale è poi passata alla Commissione tutoria regionale _ e, in seguito, alla Commissione tutoria regionale _, che ha istituito una tutela volontaria in applicazione dell'art. 372
v
CC, designando quale tutore il signor _, tutore ufficiale, poi sostituito dal signor _ – pure tutore ufficiale – a far tempo dal 1° settembre 2007. Preso atto del desiderio manifestato da RE 1 di poter avere un tutore di sesso femminile (cfr. verbale 11.03.2011 CTR _), quest'ultima Autorità con decisione 21 marzo 2011 ha designato quale tutrice la signora _ dell'Ufficio del tutore ufficiale, poi sostituita dalla signora _ con decisione 12 aprile 2012 della Commissione tutoria regionale _, nel frattempo divenuta competente.
B.
Mediante decisione 18 giugno 2013 l'Autorità regionale di protezione _ (in seguito Autorità di protezione), nel frattempo subentrata alla Commissione tutoria regionele _, ha revocato la tutela volontaria (convertita per legge in curatela generale dal 1° gennaio 2013) istituendo una curatela di rappresentanza e gestione ai sensi dell'art. 394 CC in relazione con l'art. 395 CC. Con la medesima decisone l'Autorità di protezione ha nominato la signora _ quale curatrice.
C.
Con decisione 17 aprile 2014 (ris. n. 134/14) l'Autorità di protezione – considerato tra l'altro l'incombente trasferimento dell'incarto all' Autorità regionale di protezione _, a seguito di un'ulteriore trasferimento del domicilio della signora RE 1 (cfr. ris. n. 190/14 di medesima data) – ha esonerato dal mandato di curatrice la signora _, UAP settore curatele _ e nominato con effetto immediato (togliendo ad un eventuale reclamo l'effetto sospensivo) la signora CUR 1, UAP settore curatele _, quale nuova curatrice. L'Autorità di protezione non ha preso in considerazione il signor _, proposto da RE 1, in quanto quest'ultimo esplicita funzioni meramente amministrative, mentre CUR 1 dispone di ampie e adeguate conoscenze in ambito amministrativo ma anche sociale e potrà fornire un adeguato sostegno all'interessata nell'ambito del mandato che non è esclusivamente di natura amministrativa. l'Autorità sostiene pure che la richiesta della signora RE 1 di nominare il curatore del compagno _ “potrebbe essere visto come un tentativo della signora RE 1 e del signor _ di tagliare i ponti con l'autorità e con la rete”.
D.
RE 1 si è aggravata avverso la predetta decisione con reclamo 7/12 maggio 2014, adducendo “un primo contrasto” già “al primo incontro” con la nuova curatrice e postulando la nomina di _, curatore privato da lei indicato e “scartato dall'ARP _ con motivazioni a dir poco pretestuose”.
Con osservazioni 26 maggio 2014 l'Autorità di protezione ha chiesto la conferma della propria decisione. Della replica e della duplica si dirà, per quanto necessario, nel seguito.

Considerato
in diritto
1.
L'autorità giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione (art. 48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in relazione agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8). Per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPamm), in particolare l’art. 99 LPamm.
2.
La reclamante postula che quale curatore venga nominato il signor _, persona da lei proposta, che è già curatore del suo convivente signor _, padre di sua figlia _. L'Autorità di protezione, in funzione anche delle mansioni affidatele, ha ritenuto idonea la signora CUR 1 dell'UAP settore curatele _ a motivo delle sue qualifiche professionali.
3.
La designazione del curatore è di competenza dell’autorità di protezione, che a norma dell'art. 400 cpv. 1 CC nomina per tale funzione una persona fisica che sia idonea, dal profilo personale e delle competenze, ad adempiere i compiti previsti, disponga del tempo necessario e svolga personalmente i suoi compiti.
Secondo l'art. 401 CC, quando l'interessato propone quale curatore una persona di sua fiducia, l'autorità di protezione vi acconsente se la persona proposta è idonea e disposta a investirsi della curatela (cpv. 1); per quanto possibile, l'autorità tiene conto dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine all'interessato (cpv. 2).
L'art. 401 cpv. 1 CC concretizza il principio costituzionale dell’
autodeterminazione
, secondo il quale qualora la persona scelta dalla persona interessata sia idonea allo svolgimento del previsto mandato ai sensi dell’art. 400 cpv. 1 CC, l’autorità di protezione è persino obbligata a tenere conto del desiderio espresso dal curatelato, anche se altri candidati possiedono le stesse competenze; difatti, si parte dal principio che un rapporto di fiducia tra la persona interessata e il curatore sia indispensabile per il buon funzionamento della misura
(COMPA, Guide pratique Protection de l’adulte, N. 6.21; CommFam Protection de l'adulte,
Häfeli
, art. 401 CC n. 1).
Il rifiuto della persona scelta dal curatelato deve essere motivato, per esempio dall’insufficienza delle competenze in relazione alle mansioni che devono essergli affidate (CommFam Protection de l’adulte,
Häfeli
, art. 401 CC; sentenza del tribunale federale del 5 ottobre 2000, inc. 5P.332/2000).
4.
Nel caso in esame la signora CUR 1 dell'UAP settore curatele _ possiede in effetti qualifiche più idonee alle mansioni attribuite dalla curatela di rappresentanza e gestione, segnatamente – a motivo della sua formazione nel settore sociale – può vegliare sullo stato di salute dell'interessata e se necessario mettere in atto l'eventuale seguito terapeutico, come pure vegliare al suo benessere sociale. Il signor _, pur disponendo di adeguate capacità e formazione nell'ambito della gestione amministrativa, non dispone di una preparazione che gli permetta di fare fronte alle problematiche sociali dell'interessata, legate ai pregressi consumi di alcoolici e stupefacenti. Quest'ultimo sarebbe di conseguenza più esposto a possibili comportamenti manipolatori di RE 1, comportamenti, questi, attestati ripetutamente dai documenti agli atti. Del resto la reclamante non contesta la circostanza che la signora CUR 1 disponga, a differenza del signor _, delle menzionate competenze nel settore sociale, limitandosi essa a sostenere che le motivazioni addotte dall'Autorità di protezione a sostegno della sua decisione sarebbero “a dir poco pretestuose” e ad addurre un non meglio precisato “primo contrasto” avuto nel “primo incontro” con la nuova curatrice.
A ciò si aggiunga che la scelta di una donna quale curatrice adempie alle esigenze a suo tempo manifestate dall'interessata (cfr. cfr. verbale 11.03.2011 CTR _), mai revocate dalla medesima e ossequiate dalle Autorità di protezione che si sono succedute dal marzo 2011.
A titolo abbondanziale va poi anche evidenziato che la nomina di un medesimo curatore – con funzioni, tra l'altro, di gestione e rappresentanza amministrativa – a due conviventi, non sarebbe neppure opportuna a motivo dei possibili conflitti d'interesse che potrebbero insorgere in caso di interruzione della convivenza.
5.
Alla luce delle considerazioni di cui sopra la decisione impugnata resiste di conseguenza alle critiche. Il reclamo va pertanto respinto e la risoluzione impugnata confermata.
Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza. Viste le circostanze del caso concreto si rinuncia eccezionalmente al loro prelievo. Non si assegnano ripetibili.