Decision ID: de1c1043-45e2-5de4-ac58-e6c442ace6ff
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
AO 1
(
1967), cittadino italiano, e AP 1 (1969),
cittadina statunitense, si sono sposati a _ (Michigan, USA) il 13 maggio 2001. Dal matrimonio sono nati A_, il 20 novembre 2011, e L_, il 28 novembre 2003. Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 7 ottobre 2019 da AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, attualmente in fase istruttoria, AP 1 ha chiesto il 10 giugno 2020 che al marito fosse ordinato,
già in via supercautelare e cautelare, di permetterle l'uso di un'a
bitazione di vacanza a _ in proprietà dei coniugi per almeno tre mesi l'anno, di cui un mese e mezzo durante l'estate. Con decreto cautelare del 12 giugno successivo il Pretore ha
respinto la richiesta per incompetenza, ponendo le spese di fr. 200.–
a carico dell'istante.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 25 giugno 2020 nel quale chiede che il decreto impugnato sia riformato accogliendo la sua istanza cautelare o, quanto meno, che il decreto in questione sia annullato e gli atti siano rinviati al Pretore per nuovo giudizio.
L'appello non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
I provvedimenti cautelari emanati dal giudice immediatamente, senza sentire la controparte (art. 265 cpv. 1 CPC), non sono suscettibili di alcun rimedio giuridico. Impugnato potrà essere, se mai, il decreto cautelare che il Pretore adotterà dopo il contraddittorio o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazioni scritte (DTF 139 III 88 consid. 1.1.1). La situazione è analoga qualora il giudice
respinga
una richiesta di provvedimenti supercautelari senza sentire il convenuto (DTF 137 III 419 consid. 1.3 con rinvii). A meno che, pur respingendo l'istanza supercautelare, il giudice convochi le parti in udienza o inviti il convenuto a presentare osservazioni scritte, nel qual caso tale decreto non può essere oggetto di ricorso. Impugnabile sarà se mai, una volta ancora, il decreto cautelare che il giudice avrà adottato dopo avere sentito le parti in udienza o dopo avere invitato il convenuto a presentare osservazioni
scritte. Se invece il giudice rifiuta provvedimenti cautelari senza indire udienze né sollecitare osservazioni scritte, tale decreto è finale e, di conseguenza, impugnabile (RtiD I-2019
pag. 619 n. 50c con richiami). Nel caso specifico il Pretore ha respinto l'istanza di AP 1 senza convocare le parti in udienza né raccogliere osservazioni scritte. Il decreto cautelare è di conseguenza appellabile.
2.
Il Pretore ha respinto l'istanza con cui
la moglie chiede di consentirle l'uso temporaneo di un'abitazione secondaria in proprietà dei coniugi poiché “esula dalle competenze del giudice della procedura di misure a tutela dell'unione coniugale decidere l'attribuzione in uso della casa di vacanza di _”. L'appellante si duole che il decreto impugnato è carente di motivazione, giacché non fornisce “in
dicazioni relative alla base legale sottostante”.
a)
Secondo l'art. 239 cpv. 2 CPC ogni decisione dev'essere motivata. Le esigenze al proposito sono quelle che discendono dall'art. 29 cpv. 2 Cost. Il giudice non è tenuto quindi a determinarsi su ogni singola allegazione di parte. La motivazione può anche essere breve e concisa. Essenziale è che permetta di capire perché egli ha statuito in un modo piuttosto che in un altro, sicché l'interessato possa valutare con cognizione di causa se deferire il litigio all'autorità superiore, la quale deve – a sua volta – poter esercitare adeguatamente il proprio controllo giurisdizionale. Tale condizione minima vale per tutti gli argomenti di rilievo che concorrono a formare una decisione. Se non permette di capire perché il giudice ha statuito in un modo piuttosto che in un altro su questioni determinanti, una motivazione è insufficiente. Requisiti formali identici valgono, in linea di principio, anche per i decreti cautelari (RtiD II-2018 pag. 807 n. 35c; più recentemente:
I CCA, sentenza inc. 11.2018.85 del 21 febbraio 2020, consid. 3
).
b)
Nella fattispecie la motivazione del Pretore riprodotta dianzi è apodittica e poco lungi da una petizione di principio. Non consente minimamente di capire perché un giudice protettore dell'unione coniugale sarebbe incompetente – per materia o per territorio – a decidere sull'attribuzione in uso temporaneo di una casa di vacanza, sia pure situata all'estero, in dotazione delle parti. Tanto meno ciò è dato di comprendere ove si consideri che l'art. 176 cpv. 1 n. 2 CC, riguardante l'attribuzione dell'abitazione e delle suppellettili domestiche, è applicabile per analogia anche a case di vacanza e a residenze secondarie (sentenza del Tribunale federale 5A_198/2012 del 24 agosto 2012 consid. 6.3; v. anche:
Deschenaux/ Steinauer/Baddeley
, Les effets du mariage, 3a edizione, pag. 431 n. 675
a
;
de Weck-Immelé
in: Bohnet/Guillod [curatori], Droit matrimonial, Fond et procédure, Basilea 2015, n. 179 ad art. 176 CC;
Six
, Eheschutz, 2a edizione, pag. 163 n. 2.186a).
c)
In condizioni del genere
questa Camera non è in grado di sindacare le critiche dell'appellante. Dovrebbe sostituirsi al giudice naturale, accertando essa medesima se soccorrono le condizioni per fissare l'uso temporaneo dell'abitazione di vacanza,
ciò
che non è suo compito e precluderebbe alle parti un secondo grado di giurisdizione
. Non motivato a sufficienza perché la giurisdizione di appello possa esercitare adeguatamente il proprio controllo giurisdizionale, il decreto cautelare deve così essere annullato. Non essendogli impartite indicazioni vincolanti, il Pretore non è tenuto a confermare il decreto impugnato. Potrà anche decidere in altro modo, coerentemente con la motivazione che riterrà di addurre.
3.
Le particolarità della fattispecie giustificano di accogliere l'appello – eccezionalmente – senza scambio di atti scritti. Da un lato appare superfluo invitare AO 1 a formulare osservazioni su doglianze che, per la carenza dell'atto impugnato, questa Camera non sarebbe in grado di vagliare. Dall'altro questa Camera rinuncia – come si è appena detto – a impartire al Pretore indicazioni vincolanti sul contenuto del nuovo giudizio. Le parti rimangono libere così di impugnare, ove ne riscontrassero gli estremi, la nuova decisione del Pretore e di far valere dinanzi a questa Camera tutti i loro argomenti (analogamente, da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2018.126 del 4 maggio 2020,
consid. 6f con rinvio
).
4.
Le singolarità del caso inducono nella fattispecie a non prelevare spese processuali. Né si giustificherebbe l'assegnazione di ripetibili. L'appellante ottiene infatti l'annullamento del decreto cautelare impugnato, ma non l'accoglimento della sua istanza cautelare. Non potendosi prevedere come il Pretore statuirà in esito al nuovo decreto cautelare, le ripetibili andrebbero quindi compensate quand'anche AO 1 proponesse di respingere l'appello (art. 106 cpv. 2 CPC; v. DTF 139 III 351 consid. 6).
5.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
è dubbio che
il valore litigioso
raggiunga la soglia
di fr. 30
000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.
Trattandosi in concreto di un decreto cautelare, nondimeno, un ricorrente può far valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).