Decision ID: 9fd19d9b-5722-5a85-b219-98f28b50c01f
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1966, attiva in qualità di parrucchiera indipendente, in data 22 settembre 2011 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per le conseguenze di un “Carcinoma invasivo della mammella dx” (doc. AI 2-1/5).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare un’inchiesta per l’attività professionale indipendente (doc. AI 46-1, 49-1) e una valutazione reumatologica (doc. AI 59-1), l’Ufficio AI con la decisione del 21 gennaio 2015 (doc. AI 82-1), preavvisata con progetto del 17 luglio 2014 (doc. AI 74-1), ha attribuito all’assicurata una mezza rendita d’invalidità (grado 57%) limitatamente al periodo di tempo compreso tra il 1° febbraio 2012 e il 31 marzo 2014, ma versata a partire dal 1° marzo 2012 (sei mesi dopo il deposito della domanda ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI).
1.3. Contro questa decisione l’assicurata, patrocinata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’Ufficio AI per una nuova decisione di merito (cfr. doc. I).
L’insorgente ha contestato l’aspetto economico della decisione impugnata, in particolare il reddito da valido calcolato dall’Ufficio AI. Secondo l’avv. RA 1, visto l’evoluzione positiva dell’azienda della ricorrente è giustificato ritenere che il reddito dell’assicurata nel 2012 avrebbe raggiunto un importo ipotetico pari ad almeno fr. 100'000.-- (cfr. doc. I, pag. 4).
Nel ricorso, il rappresentante dell’assicurata ha rilevato che i redditi della ricorrente tra il 2007 e il 2010 sono aumentati in modo progressivo, continuo ed evidente. Di conseguenza, vista la giurisprudenza del Tribunale federale, il reddito da valido andrebbe calcolato considerando la media dei redditi da valido degli anni 2009 e 2010, oppure in alternativa riferendosi all’ultimo reddito da valido del 2010 (cfr. doc. I, pag. 7/8).
Nel primo caso il grado d’invalidità sarebbe del 43%, mentre nel secondo del 44%. Entrambi questi gradi d’invalidità consentono l’erogazione di un quarto di rendita d’invalidità (cfr. doc. I, pag. 7/8).
1.4. L’Ufficio AI, in risposta, si è riconfermato nel proprio provvedimento ribadendo la correttezza dell’importo del reddito da valido preso in considerazione (fr. 76'782.--) determinato dall’ispettore incaricato dell’inchiesta per indipendenti (doc. IV).
1.5. Con lo scritto del 2 aprile 2015 l’avv. RA 1 ha nuovamente contestato l’importo del reddito da valido calcolato dall’UAI concludendo che va tenuto conto, nel caso specifico, del solo reddito da valido di fr. 84'157.-- conseguito dalla ricorrente nel 2010 (doc. VI)
Il doc. VI è stato inviato all’UAI per osservazioni (doc. VII).
1.6. Nelle osservazioni del 15 aprile 2015 l’UAI ha ribadito che il periodo di riferimento dal 2008 al 2010 (tre anni precedenti l’insorgenza del danno alla salute) è da ritenersi maggiormente attendibile (doc. VIII).
Il doc. VIII è stato inviato all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. IX).
1.7. In data 20 aprile 2015 il rappresentante dell’assicurata si è riconfermato nelle proprie argomentazioni circa il reddito da valido (doc. X).
Il doc. X è stato trasmesso all’UAI per conoscenza (doc. XI).
1.8. Il 3 novembre 2015 il TCA ha invitato l’UAI ha aggiornare sia il reddito da valido che quello da invalido al 2014 (doc. XII).
1.9. Con scritto dell’11 novembre 2015 l’UAI ha proceduto all’aggiornamento del calcolo economico. Dal raffronto dei redditi con le nuove tabelle statistiche e i dati aggiornati al 2014 l’amministrazione è giunta a una perdita lucrativa del 40% che corrisponde al diritto al quarto di rendita, rilevando:
" Il raffronto tra reddito da valido e quello da invalido determina un grado d’invalidità del 39,7%. L’arrotondamento per eccesso, come da prassi dell’Alta Corte, comporta il riconoscimento di una perdita lucrativa pari al 40% che corrisponde al diritto al quarto di rendita.
In considerazione di quanto sopra, lo scrivente Ufficio non può che prendere atto del risultato emerso in applicazione delle nuove tabelle statistiche rispetto a quello ripreso nella decisione. Tuttavia, prima di definire il diritto per l’assicurata a prestazioni AI, onde avere un incarto completo con dati inerenti la situazione economica nell’attività abituale aggiornati (si rileva che i dati economici concernenti l’attività abituale si riferiscono all’anno 2012), lo scrivente Ufficio reputa opportuno proporre il ritorno degli atti all’amministrazione per approfondimento dell’aspetto economico” (doc. XIII).
I doc. XII e XIII sono stati inviati all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. XIV).

in diritto
2.1. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.2. Va poi ricordato che, secondo la giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile, occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga, ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo straordinario.
Capita in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).
L’invalidità è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151).
In tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).
Se si volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale secondo cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in base all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in particolare STFA inedite del 27 agosto 2004 in re I, I 543/03 e del 12 maggio 2004 nella causa T., I 540/02).
Secondo giurisprudenza infine, il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa indipendente o comunque nei casi in cui anche solo uno dei redditi determinanti per il raffronto non può essere accertato o stimato in maniera affidabile (STFA I 543/03 del 27 agosto 2004 in re I, consid. 4.3 e STFA I 224/01 del 22 ottobre 2001, consid. 2b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 205).
Nel caso di un indipendente, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha precisato che il solo raffronto tra l’utile realizzato prima e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.
Di conseguenza il TFA ha stabilito che i soli documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c).
2.3. Per quanto attiene l’esame delle conseguenze del danno alla salute dal profilo economico e, quindi, la determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16 LPGA e quanto già esposto ai consid. 2.1. e 2.2. che precedono, va ricordato che l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere economico‐giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a).
I dati economici risultano pertanto determinanti.
Al medico compete la valutazione dello stato di salute del peritando, della misura e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace al lavoro. Il medico stabilisce, quindi, in che misura il danno alla salute limita l’interessato nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si limita in particolare alle funzioni importanti nelle attività lavorative che secondo la sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel caso concreto (Meyer-Blaser, op. cit., p. 227, cfr. anche DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 143 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).
D’altro canto compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).
In particolare, al fine di determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario di cui all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che l'assicurato avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello risultante dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da invalido). Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve considerare inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenute sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2.).
In ogni modo, ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‐Blaser, op cit. p. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347).
Va ancora la pena di rilevare che, secondo la giurisprudenza federale, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità (reddito da valido) è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA I 782/03 del 24 maggio 2006; STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno alla salute l’assicurato avrebbe continuato la precedente attività, decisivo risulta di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti).
Per quel che concerne la determinazione del reddito di un indipendente, si deve tener conto in particolare delle attitudini professionali e personali e del genere di attività della persona assicurata, come pure della situazione economica e dell'andamento della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima dell'insorgere dell'invalidità. In mancanza di dati affidabili, il reddito medio o il risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag. 125). Il reddito di tali aziende non può tuttavia essere equiparato direttamente al reddito ipotetico senza invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti i casi deve essere fatta astrazione del reddito che non proviene dall'attività personale dell'assicurato, come il good-will, l'interesse derivante dal capitale investito o la parte di reddito attribuibile alla collaborazione di famigliari (RCC 1971 pag. 432; cfr. Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI) edita dall’UFAS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2000; cfr. al riguardo anche STCA del 29 ottobre 2003, inc. 32.2002.154, STCA del 27 ottobre 2003, inc. 32.2003.15).
Per quel che concerne invece il reddito da invalido, lo stesso deve essere determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (cfr. DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché come nel caso in esame l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid. 3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).
2.4. Dal punto di vista medico, l’amministrazione ha fatto riferimento alla valutazione peritale del Dr. _, spec. FMH in reumatologia, il quale in data 10 dicembre 2013 ha posto la diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa di ʺ- Stato dopo operazione per carcinoma duttale invasivo multi-focale della mammella sx associato a carcinoma duttale in sito (30% del volume tumorale) di tipo solido e cribriforme con:
. Stato dopo mastectomia radicale modificata a sx e dissezione ascellare livello I e II, con la tappa di ricostruzione della mammella sx e adattamento mammella dx il 17.02’11.
. Stato dopo IIa tappa di ricostruzione seno sx con ritocco seno dx il 26.05’11.
. Stato dopo IIIa tappa di ricostruzione del seno sx lo 04.10.’11.
Da febbraio 2011” (doc. AI 59-4)
Il perito ha indicato una capacità lavorativa del 50% nell’abituale attività di parrucchiera “con un misto di rendimento ridotto e di presenza ridotta sul posto di lavoro”, mentre in un’attività lavorativa adeguata la paziente è da ritenere abile in maniera pressoché normale (doc. AI 59-5+6).
Nel rapporto finale del SMR del 9 gennaio 2014 il Dr. _ ha ripreso la diagnosi indicata dal Dr. _ e ha così riassunto i periodi di incapacità lavorativa:
- nella professione di parrucchiera
100% dal 16 febbraio 2011
50% dal 1° settembre 2011
100% dal 3 ottobre 2011
50% dal 14 novembre 2011
- in attività adeguate
100% dal 16 febbraio 2011
50% dal 1° settembre 2011
100% dal 3 ottobre 2011
50% dal 14 novembre 2011
0% dal 10 dicembre 2013 (doc. AI 60-1+2).
Essendo il quadro clinico dell’assicurato incontestato (cfr. doc. I e IV), è quindi superfluo dilungarsi su questo punto, non essendovi contestazione tra le parti.
2.5. Per quel che concerne l’aspetto economico invece, l’Ufficio AI ha ordinato all’ispettorato AI di esperire un’inchiesta economica per indipendenti eseguita l’11 febbraio 2013 (doc. AI 31-1, 46-1).
Nel relativo rapporto l’incaricato, dopo avere esposto lo stato di salute, la situazione attuale dell’azienda e del personale, ha indicato:
" (...)
4. Confronto tra campi di attività – vedi allegato 1
Si rimanda alla tabella di cui ad allegato 1.
Le limitazioni lavorative pratiche dell’interessata, raggiungo verosimilmente almeno il 50%.
5. Evoluzione dei redditi dell'impresa – vedi allegato 2
Per quanto riguarda i dati economico-aziendali, si rimanda alla tabella allegata, aggiornata al 2012 (dati dichiarati).
Ai fini della determinazione del reddito ipotetico da valida, si fa capo alla media dei risultati aziendali conseguiti nei tre anni immediatamente precedenti l’insorgenza del danno alla salute (dal
2008 al 2010). Ai redditi viene dedotta la percentuale sul capitale investito in azienda, rispettivamente aggiunti gli oneri sociali.
Dati 2012 2010 2009 2008 Red. Aziendale Fr. 30'053.-- Fr. 76'937.-- Fr. 76'901.-- Fr. 57'396.-- - Capitale proprio investito Fr. 30.-- Fr. 81.-- Fr. 458.-- Fr. 331.-- Totale Fr. 30'015.-- Fr. 76'856.-- Fr. 76'443.-- Fr. 57'065.-- +AVS (9.5%) (9,7% nel 2012) Fr. 1'754.-- Fr. 7'301.-- Fr. 7'262.-- Fr. 5'421.-- Totale Fr. 31'777.-- Fr. 84'157.-- Fr. 83'705.-- Fr. 62'486.--
Totale reddito lordo 2008-2009-2010 Fr. 230'348.--
Media annua: Fr. 76'782.--
Il calcolo del grado d’invalidità viene riportato al p.to 7
6. PROVVEDIMENTI DI INTEGRAZIONE
(tramite adattamento dell'azienda, dell'attività professionale, con la consegna di mezzi ausiliari)
Non risultano indicati. La signora, che dal profilo medico risulta incapace al lavoro in misura del 50% per qualsiasi attività, ed è attiva quale parrucchiera da 30 anni (in proprio da 24 anni). Nel corso degli anni in azienda ha investito parecchio, secondo quanto riferito, ca. 100'000.-- franchi. L’attuale salone, nel quale si è trasferita da ca 10 anni, è molto bello, moderno, spazioso e con parecchie postazioni di lavoro. L’attività come citato è portata avanti con la collaborazione di tre dipendenti. In ogni caso, considerati gli elevati redditi conseguiti prima dell’insorgenza del danno alla salute, altre ipotesi lavorative, con rendimento al 50% non porterebbero ad un guadagno maggiore rispetto a quello conseguito attualmente in seno alla professione.
6.1 Ritiene necessaria una perizia ?
NO
6.1.1 In caso affermativo, quali provvedimenti sono consigliabili ?
Nessuno dal lato medico.
7. Valutazione dell’invalidità
Reddito ipotetico da sana Fr. 76'782.—
- Reddito da invalidida Fr. 31'777.—
= Perdita economica Fr. 45'005.—
GRADO DI INVALIDITÀ 58,6%
8. Valutazione
Perdita economica 2012 58,6%
9. Proposta
Inizio della malattia di lunga durata: 16.02.2011
Mezza rendita (58,6%) dal 01.02.2012
Pagamento secondo i termini di legge.
Revisione: 1-2 anni” (doc. AI 46-5+6+7).
Con l’annotazione del 30 giugno 2013 l’ispettore _ ha riproposto il calcolo del grado d’invalidità a causa di un errore di riporto dei contributi AVS del 2012 (doc. AI 49-1):
Dati 2012 2010 2009 2008 Red. Aziendale Fr. 30'053.-- Fr. 76'937.-- Fr. 76'901.-- Fr. 57'396.-- - Capitale proprio investito Fr. 30.-- Fr. 81.-- Fr. 458.-- Fr. 331.-- Totale Fr. 30'015.-- Fr. 76'856.-- Fr. 76'443.-- Fr. 57'065.-- +AVS (9.5%) (9,7% nel 2012) Fr. 2’911.-- Fr. 7'301.-- Fr. 7'262.-- Fr. 5'421.-- Totale Fr. 32’926.-- Fr. 84'157.-- Fr. 83'705.-- Fr. 62'486.--
1. Valutazione dell’invalidità
Reddito ipotetico da sana Fr. 76'782.—
- Reddito da invalidida Fr. 32’926.—
= Perdita economica Fr. 43’856.—
Grado d’invalidità 57,11%”
(doc. AI 49-1).
Visto che dal 10 dicembre 2013 l’assicurata è ritenuta abile pienamente (100%) in attività adeguate, in virtù dell’obbligo per gli assicurati di diminuire il danno, l’UAI ha concluso che non vi sono elementi atti a ritenere l’insorgente impossibilitata a svolgere attività alternative adeguate, nelle quali viene raggiunto un minor discapito economico (doc. AI 82-2).
L’insorgente, da parte sua, non ha contestato questo principio (cfr. doc. I).
2.6. Nel caso in esame, per la determinazione dell’incapacità al guadagno l'amministrazione ha utilizzato il metodo ordinario mettendo a confronto il reddito conseguito dall’assicurata nei tre anni immediatamente precedenti l’insorgenza del danno alla salute (dal 2008 al 2010) con il reddito da invalida calcolato secondo i dati statistici (TA1 categoria 4, quartile 2, donne, anno 2012).
L’insorgente - da parte sua - ha contestato il calcolo economico svolto dall’amministrazione. A suo parere, il reddito da valido dell’assicurata ha avuto un aumento progressivo, continuo e evidente tra il 2007 e il 2010. Di conseguenza, in presenza di una crescita fanno stato solo gli anni dove il reddito si è definitivamente consolidato. Il ricorrente, a sostegno delle proprie argomentazioni, fa riferimento alla giurisprudenza del Tribunale federale (STF 8C_576/2008, 9C_8/2012 e 8C_748/2011, cfr. doc. I, pag. 6 e doc. VI e X).
Concretamente, l’avv. RA 1 ha calcolato la media dei redditi da valido del 2009 (fr. 83'705.--) e del 2010 (fr. 84'157.--) adattandola al 2012. In alternativa, egli ha proposto di tenere conto del solo reddito da valido del 2010 di fr. 84'157.--, aggiornato al 2012.
Nel primo caso il reddito da valido corrisponde a fr. 85'609.60, mentre nel secondo a fr. 85'840.15.
In entrambi i casi, dopo il raffronto dei redditi, si giunge a un grado d’invalidità che permetterebbe l’erogazione di un quarto di rendita (43% e 44%) (cfr. doc. I, pag. 7/8).
Comunque, a seguito dell’aggiornamento dei dati economici richiesto da questa Corte il 3 novembre 2015 (doc. XII+XIII) anche mettendo a confronto il reddito conseguito dall’assicurata negli ultimi tre anni con il reddito da invalido statistico aggiornato al 2014, si giunge comunque ad un discapito economico che permette l’erogazione di un quarto di rendita d’invalidità (cfr. consid. 2.7.4.).
2.7. Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso concreto sono determinanti i dati del 2014 (la rendita è stata soppressa dal 1° aprile 2014).
2.7.1. Per quel che concerne il reddito da valido, l’Ufficio AI ha calcolato questo importo mettendo a confronto il reddito conseguito dall’assicurata nei tre anni immediatamente precedenti l’insorgenza del danno alla salute, ovvero dal 2008 al 2010 compresi (cfr. doc. AI 82-1), mentre l’insorgente ha calcolato la media dei redditi da valido del 2009 e del 2010 aggiornandola al 2012. In alternativa, egli ha proposto di tenere conto del solo reddito da valido del 2010 (cfr. doc. I).
Nella sentenza I 686/03 del 29 ottobre 2004 l’Alta Corte ha ricordato che la giurisprudenza ritiene adeguato tener conto della media dei redditi percepiti negli ultimi tre esercizi (si veda in proposito sentenza del 17 dicembre 1998 in re. G., I 304/98, consid. 3a, pubblicata in AJP 1999 pag. 484).
In una sentenza 8C_611/2007 del 23 aprile 2008, a proposito del reddito da valido di un consulente assicurativo che aveva conosciuto delle forti variazioni annuali del proprio salario il TF non ha censurato la presa in considerazione, da parte dell’autorità inferiore, della media del reddito conseguito dall’assicurato negli ultimi tre anni (“Wegen starker Lohnschwankungen von Jahr zu Jahr stellte das kantonale Gericht zur Bemessung des Valideneinkommens auf den Durchschnittsverdienst der letzten drei Jahre vor Eintritt des Gesundheitsschadens ab. Als Bezugsgrösse wählte es die im Individuellen Konto der gemeldenten beitragspflichtigen Einkommen (Art. 30ter Abs. 1 AHVG und Art. 135 ff. AHVV) ausgewiesenen, vom Arbeitgeber bestätigten Lohnsummen“), ma ha rinviato la causa all’autorità inferiore per una determinazione più precisa del salario percepito dopo ulteriori accertamenti in ambito fiscale. In sostanza l’Alta Corte ha stabilito che se da una parte il reddito da valido può, di principio, essere evinto dalle registrazioni figuranti nel conto individuale della persona assicurata, a quest’ultima non può essere impedito di comprovare che il reddito ivi registrato non corrisponde a quello effettivamente conseguito.
Con sentenza 8C_626/2011 del 29 marzo 2012, in un caso di un assicurato attivo quale indipendente nell’ambito della pulizia, il cui reddito è variato notevolmente nel corso degli anni, il TF ha affermato che nel preciso caso di specie, alla luce delle notevoli variazioni del reddito, non andava presa in considerazione la media degli introiti degli ultimi tre anni, ma degli ultimi 12.
Con sentenza 9C_751/2011 del 30 aprile 2012, il TF ha giudicato il caso di un’assicurata che aveva percepito nel corso dell’ultimo anno in cui ha svolto un’attività dipendente (1999), prima di avere problemi di salute, un reddito nettamente superiore rispetto a quello conseguito negli anni precedenti. L’Alta Corte ha tutelato la decisione dei giudici cantonali che avevano preso in considerazione, quale reddito da valido, la media degli ultimi 3 anni (dal 1997 al 1999), affermando al consid. 4.1 quanto segue:
" Avant d'examiner l'unique grief du recourant, qui s'en prend à l'abattement opéré par les premiers juges sur le revenu avec invalidité résultant des statistiques ESS, il convient de se pencher sur l'argumentation de l'intimée relative au revenu sans invalidité. L'assurée reproche à la juridiction cantonale de ne pas s'être référée au salaire obtenu pendant la seule année 1999, mais sur la moyenne des salaires réalisés entre 1997 et 1999 dans son ancienne activité d'employée de bureau. Son grief, qui relève d'une critique des règles sur la manière de déterminer le revenu sans invalidité et donc d'une question de droit (cf. art. 106 al. 1 LTF), est mal fondé.
Il ressort en effet des constatations de la juridiction cantonale que l'intimée a obtenu en 1999 un revenu nettement plus élevé que ceux réalisés les années précédentes, alors qu'elle a travaillé auprès du même employeur jusqu'à la fin de cette année-là. Ainsi, son salaire avait évolué de la manière suivante: 49'140 fr. (1995), 54'833 fr. (1996), 57'486 fr. (1997), 56'110 fr. (1998) et 69'651 fr. (1999). Dans un tel cas, lorsque le dernier salaire obtenu par l'assuré avant la survenance de l'invalidité est nettement plus élevé que les revenus obtenus jusqu'alors, il ne peut servir de référence pour le revenu sans invalidité que s'il est établi, selon la vraisemblance prépondérante, que l'assuré aurait continué à réaliser un tel salaire (arrêt 9C_5/2009 du 16 juillet 2009 consid. 2.3, in SVR 2009 IV n° 58 p. 181). L'intimée ne fait valoir aucun argument qui permettrait de considérer qu'elle aurait continué à gagner un salaire ayant subi une augmentation majeure par rapport à celles accordées les années précédentes et d'établir que cette majoration n'était pas due, comme on peut le penser, à la fin des rapports de travail. La juridiction cantonale était donc en droit de ne pas se référer uniquement au dernier salaire obtenu en 1999, mais de déterminer le revenu sans invalidité à l'aide d'une moyenne des salaires obtenus dans les trois années précédentes.”
2.7.2. In concreto, la fattispecie in esame è paragonabile a quella esposta nella sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012.
RI 1 svolge l’attività di parrucchiera indipendente dal mese di novembre del 1989. Dal 1989 al 1994 ha lavorato presso il Salone _ a _, poi dal 1994 al 2004 a _ e dal 2004 nel Salone “_” a _ (cfr. curriculum vitae, doc. AI 3-1).
Dalle risultanze dell’inchiesta economica svolta l’11 febbraio 2013, e dal complemento del 30 giugno 2013, emerge che l’assicurata ha conseguito un reddito, prima dell’insorgenza del danno alla salute (2011), di fr. 62'486.-- nel 2008, di fr. 83'705.--nel 2009 e di fr. 84'157.-- nel 2010.
Per contro, nel 2012 il reddito è sceso a fr. 32'926.--.
La media dei redditi tra il 2008 e il 2010 è stata calcolata in fr. 76'782.-- (doc. AI 49-1, 82-3).
Secondo questa Corte, il calcolo economico svolto dall’Ufficio deve essere confermato, in quanto la media dei redditi tra il 2008 e il 2010 è maggiormente rappresentativa, per la determinazione del reddito senza invalidità, rispetto a quanto postulato dall’insorgente.
L’avv. RA 1 non ha fornito alcun elemento oggettivo che permetta di concludere che anche negli anni successivi, qualora non fosse intervenuto il danno alla salute, l’assicurata avrebbe continuato a percepire importi analoghi o superiori a quelli del 2009 e 2010.
La giurisprudenza indicata dal ricorrente non trova applicazione nel caso di specie (cfr. doc. I, pag. 6, doc. VI e doc. X).
Nella sentenza 8C_576/2008 del 10 febbraio 2009, cui fa riferimento il patrocinatore dell’assicurata (cfr. doc. I, pag. 6), il TF ha ritenuto più corretto calcolare la media dei redditi negli anni 1990 e 1991, piuttosto che nel periodo 1986-1991, in quanto nel periodo iniziale dell’attività commerciale i redditi erano stati influenzati dagli ammortamenti e dalla formazione della clientela. Per questo motivo, i primi anni di attività non sono stati considerati sufficientemente attendibili.
Nel caso che ci occupa, la fluttuazione dei redditi non è determinata da queste circostanze, in quanto l’attività del Salone di parrucchiera ha preso inizio nel 1989 a _, poi nel 1994 fino al 2004 l’assicurata ha lavorato a _, per poi aprire nel 2004 il Salone di _ (doc. AI 3-1). L’amministrazione ha però svolto il raffronto dei redditi con riferimento gli anni 2008, 2009 e 2010, quando l’attività commerciale era già avviata da molti anni: “La signora è operativa nell’attuale sede da ca. 10 anni” (cfr. inchiesta economica, doc. AI 46-3).
Nella sentenza 9C_8/2012 del 12 marzo 2012, citata dall’avv. RA 1 (cfr. doc. VI, X) il TF non aveva considerato attendibile la media dei redditi sui cinque anni precedenti il danno alla salute (dal 1996 al 2000), ma aveva preferito calcolare il reddito senza invalidità sul reddito del solo 2000. Tuttavia, in quel caso vi era una chiara tendenza sul lungo periodo che consentiva di discostarsi dai redditi degli anni precedenti: “Wenn indes unterschiedlich hohe Einkommen in ihrer Abfolge über längere Zeit hinweg eine klare Tendenz verraten, so sind frühere Werte nicht in die Bemessungsgrundlage einzubeziehen, sondern höchstens als Indizien für den überwiegend wahrscheinlichen Verlauf der hypothetischen Einkommensentwicklung bedeutsam” (sentenza 9C_8/2012 del 12 marzo 2012, consid. 2.2.1).
Anche nella sentenza 8C_748/2011 del 11 giugno 2012, l’Alta Corte ha ritenuto più attendibile il reddito del 2006, piuttosto che prendere in considerazione la media del periodo precedente (1998-2006), in quanto emergeva una chiara tendenza all’aumento dei redditi.
In concreto, il TCA non ritiene che i redditi percepiti da RI 1 negli anni 2008-2010 rivelino una tendenza all’incremento, tale da ritenere maggiormente attendibile il reddito del 2010 piuttosto che la media sui tre anni.
In primo luogo, il periodo di tempo preso in considerazione dall’ispettore AI è piuttosto breve (dal 2008 al 2010) e secondariamente vi è stato un solo aumento importante dopo il 2008 (fr. 62'486.-- nel 2008), poi il reddito dell’assicurata è rimasto piuttosto stabile (fr. 83'705.-- nel 2009 e di fr. 84'157.-- nel 2010).
Di conseguenza, questa Corte non intravede ragioni per scostarsi dall’importo calcolato dall’Ufficio AI, da ritenersi maggiormente rappresentativo del reddito senza invalidità dell’assicurata.
Non merita accoglimento neppure l’argomentazione ricorsuale, secondo la quale “l’attività della ricorrente si sarebbe con preponderante probabilità estesa fino al 2012 e il suo reddito da valida ipotetico sarebbe stato pari almeno a CHF 100'000.00” (doc. I, pag. 4).
Come già indicato al consid. 2.3., risulta determinante il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale, nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (DTF 96 V 29; ZAK 1985 p. 635). Eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 p. 174; DTF96 V 29; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 1997, pp. 206-207; STFA 9 settembre 2003 nella causa R. [M2/02]). Indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti (DTF 96 V 29; RAMI 1993 U 168; STFA 19 settembre 1996 nella causa M. [I 419/95] e 4 settembre 2002 nella causa L. [M 8/01]).
In concreto, l’indicazione da parte del ricorrente che l’evoluzione reale del reddito e le constatazioni dell’ispettore (doc. AI 46-3) giustificano un reddito da valido ipotetico di almeno fr. 100'000.--, non è all’evidenza sufficiente per ammettere un simile importo.
L’ispettore, nella propria inchiesta, ha infatti unicamente sottolineato che “nel settore vi è parecchia concorrenza. La signora quando si è sistemata nell’attuale sede, è riuscita a portare con sé parecchia clientela (...) ha sempre lavorato bene, sviluppando un’attività oggidì portata avanti con la collaborazione di tre dipendenti” (doc. AI 46-3) (...) “l’attuale salone, nel quale si è trasferita da ca 10 anni, è molto bello, moderno, spazioso e con parecchie postazioni di lavoro” (doc. AI 46-6).
Queste considerazioni non permettono di concludere che l’assicurata avrebbe raggiunto un reddito ipotetico di fr. 100'000. A maggior ragione se si considera l’evoluzione dei redditi tra il 2008 e il 2010, in cui vi è stato un solo aumento importante tra il 2008 e il 2009.
In conclusione, il TCA ritiene corretto calcolare il reddito da valido sulla media dei tre anni (2008-2009-2010), come ha fatto l’amministrazione.
Questa Corte il 3 novembre 2015 ha invitato l’UAI ha aggiornare i dati economici al 2014 (doc. XII).
Con scritto dell’11 novembre 2015 l’UAI ha indicato che il reddito da valido è stato aggiornato dal 2010 al 2012 in fr. 76'782.-- e che l’importo aggiornato al 2014 corrisponde a fr. 77'951.35 (+0.7401% per il 2013; +0.7771% per il 2014) (doc. XIII).
Il TCA rileva però che l’importo di fr. 76'782.-- indicato dall’amministrazione corrisponde alla media dei redditi del 2008 (fr. 62'486.--), del 2009 (fr. 83'705.--) e del 2010 (fr. 84'157.--), senza alcuna aggiornamento:
(62'486.-- + 83'705.-- + 84'157.-- : 3 = 76'782.--).
Questo importo deve pertanto essere adeguato di quattro anni e corrisponde a fr. 79'347.15 (+1,0% per il 2011, +0,8% per il 2012, +0,7% per il 2013, +0,8% per il 2014, secondo i dati dell’ufficio federale di statistica: http://www.bfs.admin.ch/bfs/ portal/fr/index/themen/03/04/blank/key/lohnentwicklung/quartal.html).
Come vedremo comunque anche applicando l’importo calcolato dall’UAI, il risultato finale non cambia (cfr. consid. 2.7.4.).
L’UAI, infatti, ha proceduto all’aggiornamento del calcolo economico giungendo a una perdita lucrativa del 39,7% arrotondato al 40% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che dà diritto a un quarto di rendita d’invalidità.
Nello scritto dell’11 novembre 2015 l’UAI ha poi chiesto il rinvio degli atti “onde avere un incarto completo con i dati inerenti la situazione economica nell’attività abituale aggiornati (si rileva che i dati economici concernenti l’attività abituale si riferiscono all’anno 2012)” (doc. XIII).
Questa richiesta non può essere accolta.
Infatti, l’Ufficio AI, nel progetto di decisione del 17 luglio 2014 (doc. AI 74-1), nella decisione impugnata del 21 gennaio 2015 (doc. AI 82-1) e nei successivi allegati dinanzi a questa Corte (cfr. risposta del 23 marzo 2015 e le osservazioni del 15 aprile 2015, doc. IV, VIII), ha sempre difeso il calcolo economico svolto dall’ispettorato AI sulla media dei tre anni (2008-2009-2010).
Ora, questo modo di procedere viene approvato dal TCA per cui una nuova valutazione economica come chiede l’UAI (cfr. consid. 1.9.) non si giustifica.
2.7.3. Per quanto riguarda invece il reddito da invalido va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).