Decision ID: affc485b-9bd6-5e55-affd-f3cc817ca9c5
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con decreto 18 settembre 1992 la Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, ha pronunciato il fallimento della società _.
B.
La graduatoria e gli elenchi oneri delle PPP dal n. _ al n. _ del fondo base part. _ RFD di _, sezione di _, di proprietà della fallita sono stati depositati il 21 aprile 1997. In data 31 agosto 1998 sono state depositate le condizioni d’incanto I fondi sono stati aggiudicati, durante l’asta pubblica svoltasi il 18 settembre 1998, alla _ per l’importo complessivo di fr. 7'000'000.--.
C.
In data 11 febbraio 1998 l'UF di Lugano depositava lo " Stato di riparto provvisorio " del fallimento _ relativo alla realizzazione degli immobili:
I. Attivo
Ricavo incanto fr. 7'000'000.--
Ricavo amministrazione affitti fr. 1'967'601.20
Totale attivo fr. 8'967'601.20
II. Ripartizione
Spese di massa
a) crediti al beneficio del diritto di pegno sugli immobili realizzati
Imposta cantonale 1994/98 fr. 117'523.20
Imposta comunale 1994/98 fr. 24'329.40
Tassa utile immobiliare fr. 39'026.--
Imposta cantonale ammortamenti fr. 300'266.--
IFD utile di vendita fr. 256'725.50
Ricavo netto da ripartire fr. 8'229'731.10
Liquidazione
_
Imposta cantonale 1987/93 fr. 173''173.70
_
Imposta comunale 1988/93 fr. 97'623.40
_ fr. 7'958'934.--
_ fr. -.--
Totale distribuito fr. 8'229'731.10
D.
Con ricorso 18 febbraio 1999 la _ formula il seguente petitum:
" B Nel merito
Il ricorso è accolto.
Di conseguenza lo stato di riparto provvisorio 10/11 febbraio 1999 viene modificato nel senso che gli importi di complessivi CHF 814'177.10 riferibili alle imposte cantonali 1994/1998 (CHF 117'523.20), alle imposte comunali 1994/1998 (CHF 24'329.40), alla tassa cantonale sull'utile immobiliare (CHF 39'026.--), alla tassa cantonale sugli ammortamenti (CHF 300'266.--), all'imposta federale diretta sugli utili (CHF 256'725.50) e alle imposte cantonali 1987/1993 (limitatamente a CHF 76'307.--) vengono stralciati e collocati (salvo quest'ultimo importo di CHF 76'307.--), nei rispettivi ammontari (per complessivamente CHF 737'870.10), quali crediti chirografari di terza classe."
La ricorrente postula lo stralcio dallo stato di riparto provvisorio degli importi relativi alle imposte cantonali e comunali 1994/1998 alla tassa cantonale sull’utile immobiliare, alla tassa sugli ammortamenti e all’imposta federale diretta sugli utili e la collocazione in terza classe di tali crediti, poiché, a mente della Banca, essi non costituirebbero spese di massa da porre a carico del prezzo di aggiudicazione. La ricorrente sostiene inoltre che l'UF di Lugano sarebbe incorso in un errore di calcolo nella stesura degli elenchi oneri delle PPP al fondo base part. _ RFD di _ relativo alle imposte cantonali 1988/1993
E.
Delle osservazioni dell'UF di Lugano e delle altre parti coinvolte nella procedura si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Giusta l’art. 261 LEF, incassata la somma ricavata da tutta la massa e divenuta definitiva la graduatoria, l’amministrazione compila lo stato di ripartizione ed il conto finale. In sostanza lo stato di ripartizione darà atto della misura in cui ogni singolo credito fallimentare partecipa al ricavo netto degli attivi - dopo deduzione dei costi e dei debiti di massa - in conformità alla collocazione ricevuta nella graduatoria. Esso sarà allestito in base agli art. 261 ss. LEF e 82 ss. RUF. L’art. 262 cpv. 1 LEF prevede in particolare che dal ricavo lordo degli attivi si prelevano in primo luogo tutte le spese cagionate dalla dichiarazione e dalla liquidazione del fallimento, nonché dalla formazione dell’inventario. In caso di attivi gravati da diritti di pegno, si dovrà tuttavia tenere conto dell’’art. 262 cpv. 2 LEF, secondo cui sulla somma ricavata dai singoli pegni si prelevano soltanto le spese d’inventario, di amministrazione e di realizzazione ad essi relative. Quanto al conto finale, esso indicherà da un lato tutti gli introiti (pagamenti dei debitori, somme ricavate dalla realizzazione degli attivi, ecc.) e dall’altro tutte le uscite (in particolare i costi e i debiti di massa e dividendi fallimentari risultanti dalla ripartizione) (cfr.
Amonn/ Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §48 n.12 p.392). Per poter procedere all'allestimento dello stato di ripartizione definitivo si dovranno quindi conoscere sia gli attivi che i passivi della procedura fallimentare. In particolare dovranno essere liquidati in linea di principio tutti i processi inerenti alla determinazione dell’attivo (eventuali rivendicazioni di terzi o della massa) e del passivo (in particolare eventuali contestazioni della graduatoria) (cfr. art. 83 RUF); occorre inoltre che siano almeno noti i costi e i debiti di massa (“
 -schulden
”; cfr.
Matthias Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n.5 ad art. 261 LEF). Per l'art. 266 cpv. 1 LEF si possono fare delle ripartizioni provvisorio tostoché sia trascorso il termine per impugnare la graduatoria. La ripartizione provvisoria non deve tuttavia intaccare la ripartizione definitiva, di conseguenza anche dopo la liquidazione di cui all'art. 266 LEF devono essere coperti i costi e i debiti della massa. (cfr. Staehelin, op. cit., n. 1 ad art. 266 LEF)
2.
Iscritti nella graduatoria possono essere soltanto crediti nei confronti del fallito esistenti al momento della declaratoria di fallimento (cosiddette “
Konkursforderungen
”). Crediti sorti invece successivamente non partecipano alla liquidazione fallimentare se non nella misura in cui possono essere considerati debiti o costi di massa e quindi pagati integralmente attingendo dalla somma lorda ricavata dalla liquidazione degli attivi prima ancora della distribuzione ai creditori (cfr.
Amonn/ Gasser,
op.cit., §48 n.2 ss., p.291 s.;
Fritzsche/ Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zurigo 1993, §52 n.19ss. p.368ss). Momento determinante per la distinzione tra debiti del fallito e debiti della massa è quindi in linea di principio la dichiarazione di fallimento (cfr. anche
Pierre-Robert Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.300; sull’applicazione del principio in caso di pretese fiscali a carattere periodico, cfr. anche
Staehelin
, op.cit. n.15 ad art. 262 LEF; DTF 122 II 221 e rif. ivi). La qualificazione di una pretesa come debito di massa o come debito del fallito è tuttavia una questione che dev’essere decisa dal giudice del merito competente e che sfugge al potere di cognizione dell’autorità di vigilanza (DTF 113 III 148 ss.106 III 121s.;
Amonn/ Gasser,
op.cit., §42 n.8 p.233;
Staehelin
, op.cit. n.33 ad art. 262 LEF). Se un debito non è riconosciuto come debito della massa, compete al creditore che sostiene invece il contrario, promuovere entro un adeguato termine una causa contro la massa innanzi al giudice civile o all'autorità amministrativa competente (cfr. DTF 125 III 293 ss.) L’amministrazione del fallimento deve, dal canto suo, comunque esaminare d’ufficio - in via pregiudiziale e con riserva di diverso parere del giudice del merito - se i crediti insinuati vanno iscritti in graduatoria oppure se sono da ritenere debiti di massa (DTF 106 III 124 cons.3 in fine), atteso che l’iscrizione in graduatoria di una pretesa successivamente riconosciuta come debito di massa è da considerarsi nulla con effetto retroattivo (DTF 106 III 123s. e rif. ivi). Rientra invece nel potere di cognizione dell’autorità di vigilanza l’esame della corretta applicazione da parte dell’amministrazione delle norme di ripartizione, in particolare degli art. 261 ss. LEF e art. 82 ss. RUF.
3.
In concreto l’UF si è espresso - in via del tutto pregiudiziale e con riserva di diverso avviso da parte del giudice del merito - sulla natura delle pretese fiscali notificate dallo _ e dal Comune di _, ritenendole spese di massa da porre a carico del prezzo di aggiudicazione. Con l'inoltro delle proprie osservazioni l'UF di Lugano ha comunicato che con scritto 13 aprile 1999 lo _ ha ridotto le proprie pretese fiscali nei termini seguenti:
Imposta cantonale 1994/98 fr. 114'548.15
Tassa utile immobiliare fr. --.--
Imposta cantonale ammortamenti fr. 39'026.--
IFD utile di vendita fr. 205'897.70
Inoltre con lettera 13 aprile 1999, indirizzata al legale della ricorrente, lo _ ha precisato che le pretese relative alle imposte cantonali 1988/1993 ammontano a fr. 119'462.50 in luogo di fr.173'173.10.
L'oggetto del contendere è quindi limitato all'imposta cantonale 1994/1998,all'imposta comunale 1994/1998, all'imposta cantonale sugli ammortamenti e all'IFD utile di vendita.
Nella misura in cui l’ufficio qualifica le pretese in questione quali “spese di massa”, esso fa soltanto uso del suo potere di cognizione, limitato - come visto - ad un esame pregiudiziale: le pretesa fiscali, riferite alla realizzazione delle PPP sul fondo base part. _ RFD di _, risultano a un esame
prima facie
caratterizzarsi più come debiti della massa, in quanto sorte posteriormente alla dichiarazione di fallimento. In questo senso il ricorso della _ si rivela infondato. L’esame definitivo della qualifica della pretese fatte valere dallo _ e dal Comune di _ è tuttavia demandato al giudice del merito che se del caso si dovrà esprimere oltre che sull’esistenza e sul quantum della pretesa fiscale, anche sulla natura di debito di massa.
Altra questione invece è quella inerente alla qualifica delle pretese dello _ e del Comune di _ quale debiti di massa “
ex art. 262 cpv. 2
LEF”, quindi da prelevare “
prima della distribuzione del ricavo della vendita del fondo, sul prezzo di aggiudicazione
”. La dottrina e la giurisprudenza qualificano le pretese fiscali derivanti dalla vendita agli incanti di un immobile, sorte dopo la dichiarazione di fallimento, quali spese di realizzazione ai sensi dell’art. 262 cpv. 2 da prelevarsi sul prezzo di aggiudicazione (cfr. Staehelin, op. cit, n. 40 ad art. 262 LEF; DTF 122 III 248, 120 III 153). Nel caso di specie le imposte notificate dallo _ e dal Comune di _ sono sorte dopo la dichiarazione di fallimento, essendo riferite agli anni 1994/1998, per effetto della vendita agli incanti degli immobili, poiché solo in tale occasione è possibile stabilire il prezzo di aggiudicazione del fondo, che servirà da base di calcolo per le imposte in oggetto. Di conseguenza, con riserva di diverso parere del giudice del merito, le imposte cantonali immobiliari 1994/1998 di complessivi fr. 114'548.15, le imposte comunali immobiliari 1994/1998 di complessivi fr. 24'329.40, l'imposta cantonale sugli ammortamenti di fr. 39'026.-- e l'_ sull'utile di vendita di fr. 205'897.70, sono da ritenere quali spese di realizzazione
ex art. 262 cpv. 2
LEF, quindi da prelevare
prima della distribuzione del ricavo della vendita del fondo, sul prezzo di aggiudicazione
. Lo stesso dicasi per l’_ sull’utile di vendita di fr. 205'897.70, prelevata in una procedura di fallimento (DTF 122 II 221; Staehelin, op. cit. n.14 ad art. 262 LEF).
5.
Ne consegue il parziale accoglimento del gravame.
Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17, 261 e 262 LEF