Decision ID: 69f2cff8-5d1a-5d2c-bba4-8b18b339d6d5
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. AP 1 è stato assunto alle dipendenze di AO 1 (in seguito: AO 1), in qualità di manovale gessatore, a partire dal 1° giugno 2011 per una durata indeterminata (doc. A in inc. CM.2013.141). Il contratto fissava uno stipendio iniziale di fr. 24.60.- all’ora e prevedeva che per quanto non regolato nel documento medesimo facessero stato il contratto collettivo di lavoro per gessatori, stuccatori, montatori a secco, plafonatori e intonacatori valevole per il Canton Ticino (doc. C e D in inc. 12.2015.91; in seguito: CCL) e il codice delle obbligazioni. Il rapporto di lavoro è stato disdetto da AO 1 per il 31 luglio 2013 (doc. I in inc.CM.2013.141). Con scritto di data 13 settembre 2013 il dipendente ha chiesto alla datrice di lavoro il pagamento di complessivi fr. 22'848.- per prestazioni effettuate e non pagate. AO 1 ha respinto ogni pretesa e ha osservato che AP 1 aveva sottoscritto un documento di data 26 luglio 2013 in cui dichiarava di essere stato tacitato di ogni e qualsiasi pretesa (doc. F e G in inc. CM.2013.141).
B. Previo tentativo di conciliazione (CM.2013.141), in data 19 novembre 2013 AP 1, patrocinato dal Sindacato UNIA, ha inoltrato una petizione con cui ha chiesto la condanna della sua ex datrice di lavoro al pagamento di complessivi fr. 23'458.50, di cui fr. 9'471.85 quale differenza tra le ore effettivamente lavorate e quelle conteggiate in busta paga e fr. 13'986.65 quale pagamento del tempo di viaggio per recarsi in cantiere. In sintesi, il lavoratore ha lamentato una differenza di 306 ore tra le ore lavorative da lui effettuate e risultanti dai conteggi giornalieri e quelle riportate in busta paga. Inoltre egli ha rimproverato alla convenuta una violazione dell’art. 13 Ordinanza sul lavoro (in seguito OLL 1) e del CCL per non avergli riconosciuto e pagato il tempo di viaggio per raggiungere i vari cantieri assegnatigli, pari a 436.03 ore.
La convenuta si è opposta alla petizione contestando integralmente le pretese creditorie dell’attore. In breve, essa ha contestato la forza probatoria dei rilevamenti personali effettuati dal lavoratore ed ha posto l’accento sul fatto che il dipendente aveva sottoscritto un documento in cui si dichiarava tacitato da qualsiasi pretesa per l’attività svolta presso AO 1. Allo stesso modo essa ha contestato la richiesta di pagamento del tempo di viaggio ed ha sostenuto di retribuire i propri dipendenti a partire dal momento in cui partono dal magazzino. La datrice di lavoro ha inoltre affermato che l’attore ha sempre sottoscritto i conteggi mensili senza sollevare alcuna rimostranza.
In replica orale l’attore ha ribadito la propria posizione ed ha sottolineato l’inefficacia, in virtù dell’art. 341 CO, della dichiarazione da lui sottoscritta. Nel contempo ha sostenuto che le giornaliere erano sottoposte alla datrice di lavoro.
In duplica orale la convenuta ha negato l’applicabilità al caso di specie dell’art. 341 CO essendo in discussione il riconoscimento dell’esattezza delle ore ed ha contestato la buona fede della pretesa.
Esperita l’istruttoria le parti hanno rinunciato a comparire al dibattimento finale. Nei loro allegati conclusivi esse hanno confermato le loro antitetiche posizioni.
C. Statuendo con sentenza del 16 aprile 2015 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e condannato la convenuta al pagamento di fr. 9'269.48 lordi oltre interessi al 5% dal 1° agosto 2013.
D. Con appello del 15 maggio 2015 l’attore chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente la petizione, protestando spese e ripetibili. Per sua parte la convenuta con risposta del 16 giugno 2015 postula la reiezione del gravame e con contestuale appello incidentale chiede che nulla venga riconosciuto all’attore, pure con protesta delle spese processuali e delle ripetibili.
e considerato,

in diritto: 1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero, che trova applicazione in entrambe le sedi siccome la procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC). L’appello, presentato nel termine di 30 giorni dalla notifica della decisione di prima istanza, è tempestivo, così come lo sono la risposta e l’appello incidentale, inoltrati nel termine di 30 giorni impartito da questa Camera il 19 maggio 2015. L’appellante non ha presentato risposta all’appello incidentale. Ciò posto, nulla osta alla trattazione dei gravami.
2. Nella propria sentenza il Pretore, dopo aver esposto la fattispecie, ha ricordato i disposti dell’art. 341 CO e ha negato che il fatto che il lavoratore abbia formulato le sue pretese dopo la fine del rapporto di lavoro configuri, per sé solo, un abuso di diritto. In virtù della giurisprudenza federale citata dal magistrato, l’abuso di diritto andrebbe ammesso solo in casi eccezionali di modo da non svuotare l’art. 341 CO del suo significato.
Il primo giudice ha quindi affrontato la questione delle ore supplementari effettuate dal dipendente giungendo alla conclusione che le stesse fossero state in parte compensate attraverso il riconoscimento di ore straordinarie in suo favore. A questo proposito il magistrato ha accertato l’assenza di registrazioni del datore di lavoro ed ha riconosciuto valenza probatoria al controllo ore allestito dal dipendente. Il magistrato ha quindi ammesso la pretesa del lavoratore limitatamente al mese di luglio 2013, unico mese per il quale non erano state pagate ore straordinarie.
In merito alla problematica del riconoscimento delle ore di viaggio il Pretore ha ricordato brevemente quanto previsto dall’art. 13 OLL 1 e dagli art. 18.4 e 20.2 CCL. Su questa base egli ha ritenuto che al lavoratore andassero riconosciuti, da un canto, il tempo in cui questi era a disposizione del datore di lavoro presso la sede dell’azienda prima di recarsi sui cantieri, stimato in 15 minuti al giorno, e, dall’altro, le trasferte di durata superiore ai 30 minuti.
I. Sull’appello principale dell’attore
3. Preliminarmente è necessario affrontare la questione della facoltà del servizio giuridico di UNIA ed in particolare di _, firmatario dell’appello, di rappresentare legittimamente il sindacato UNIA e il qui attore nel procedimento in oggetto, aspetto su cui AO 1 solleva dei dubbi.