Decision ID: 65d434e2-3eb0-5246-987c-f9d4ae5c3490
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con comunicazione del 17 agosto 2004 la Cassa CO 1 ha informato l’assicurato che, nonostante il suo termine quadro per la riscossione delle prestazioni scadesse il 31 marzo 2005, lo stesso, avendo diritto a 400 indennità giornaliere, poteva ancora percepire 56 indennità giornaliere, avendone già riscosse 344 (cfr. doc. 30).
Il 20 agosto 2004 l’assicurato ha chiesto di poter beneficiare di 520 indennità giornaliere sulla base dell’art. 27 cpv. 2 lett. c LADI, non potendo svolgere attività pesanti, benché come richiedente l’asilo non ha potuto postulare una rendita da parte dell’assicurazione contro l’invalidità (cfr. doc. 31).
1.2. Con decisione formale del 17 settembre 2004 la Cassa CO 1 ha stabilito che l’assicurato, non adempiendo le condizioni per essere posto al beneficio dell’aumento delle indennità giornaliere da 400 a 520, avrebbe esaurito il numero massimo di 400 indennità giornaliere il 18 ottobre 2004 e che, quindi, dal giorno successivo non avrebbe più avuto diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione.
1.3. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 35), la CO 1, il 25 ottobre 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha ribadito il contenuto del suo primo provvedimento e, in particolare, ha rilevato:
" L’assicurato rivendica l'indennità di disoccupazione dal 1° aprile 2003. Entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, ovvero entro i due anni precedenti l'annuncio in disoccupazione, l'assicurato attesta complessivamente 6.794 mesi di contribuzione. Il numero massimo di indennità giornaliere, che l'assicurato può riscuotere prima della scadenza del suo termine quadro per la riscossione, è stabilito in 400 indennità. L'assicurato rivendica il diritto a 520 indennità giornaliere, in ragione del suo stato di salute, con una capacità lavorativa totale limitata a lavori leggeri, e dell'impossibilità di domandare una rendita d'invalidità in quanto richiedente l'asilo.
Con decisione del 17 settembre 2004 la cassa stabilisce che il diritto all'indennità è limitato a 400 indennità giornaliere entro il termine quadro per la riscossione.
Contro la decisione sopra menzionata l'assicurato interpone opposizione il 13 ottobre 2004.
Il termine impartito è dunque rispettato.
Secondo l'articolo 27 capoverso 2 lettera c della legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione (LADI), l'assicurato ha diritto a 520 indennità giornaliere al massimo, se riceve una rendita d'invalidità dell'assicurazione invalidità o dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ovvero se ha chiesto di ricevere una tale rendita e la sua richiesta non sembra priva di possibilità di successo e può comprovare un periodo di contribuzione di almeno 18 mesi.
L'assicurato è idoneo al collocamento nella misura totale, anche se principalmente in un'attività leggera, come attestato dal medico il 14 aprile 2003. L'assicurato non ha presentato, o non ha potuto presentare, una nuova domanda d'invalidità.
Il 1° luglio 2003 entra in vigore la revisione parziale della LADI, compreso il nuovo articolo 27 capoverso 2 lettera c. Gli articoli revisionati valgono anche per gli assicurati annunciatisi disoccupati prima del 1° luglio 2003. Tuttavia, il diritto acquisito in virtù delle disposizioni di legge in vigore prima del 1° luglio 2003 è mantenuto anche dopo tale data.
Questo significa che, se l'assicurato avesse rivendicato le prestazioni dell'AI prima del 1° luglio 2003, egli avrebbe avuto diritto a 520 indennità giornaliere anche dopo il 1° luglio 2003, seppur non potesse comprovare almeno 18 mesi di contribuzione entro il pertinente termine quadro. Al contrario, se l'assicurato domanda o potesse domandare le prestazioni AI dopo il 1° luglio 2003, la durata del diritto non potrebbe in nessun caso essere aumentata da 400 a 520 indennità giornaliere, poiché l'assicurato non può comprovare almeno 18 mesi di contribuzione entro il pertinente termine quadro." (Doc. A1)
1.4. Contro tale decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espresso:
" Sono disoccupato dal 1° aprile 2003 e lo stesso mese ero invalido con un rapporto dal medico (allegato) che dice "la capacità lavorativa limitata, per l'attività pesante e mediamente pesante e dovrebbe essere evitata, la scelta del lavoro dovrebbe cadere su un'attività leggera e adatta, che permetta il rispetto delle regole di ergonomia e brevi pausa al bisogno."
Vorrei aggiungere il fatto che, la cassa disoccupazione sa esattamente che come richiedenti l'asilo non si può domandare una prestazione AI né prima neanche dopo il 1° luglio 2003 (i richiedenti si paga AVS/AI/IPG ma non si può domandarli), per questo non so come si chiede nella decisione impugnata perché non ho messo una domanda di prestazione di AI prima del 1° luglio 2003 e quello posso aver il diritto di 520 indennità giornaliere.
La cassa disoccupazione deve dare dal primo giorno del 1° aprile 2003 un'indennità giornaliera di 520 secondo l'art. 27 cpv. 2 lett. c. LADI, secondo l'art. precedente non si può applicare il periodo di 18 mesi perché sono entrato nella disoccupazione e l'invalidità prima della nuova legge il 1° luglio 2003.
Nella decisione impugnata la cassa disoccupazione scrive "Questo significa che, se l'assicurato avesse rivendicato le prestazioni dell'AI prima del 1° luglio 2003, egli avrebbe avuto diritto a 520 indennità giornaliere anche dopo 1° luglio 2003 seppure non potesse comprovare almeno 18 mesi di contribuzione entro il pertinente termine quadro"; secondo quello che già scritto diventerò automaticamente sotto quella categoria chi si riceve una indennità giornaliera di 520, perché sono entrato nell'invalidità prima del 1° luglio 2003, e come un rifugiato la cassa sa che non posso domandare una prestazione dell'AI." (Doc. I)
1.5. La Cassa, con la sua risposta del 10 novembre 2004, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa e ha, segnatamente, osservato:
" (...)
Secondo il tenore dell'articolo 13 capoverso 1 della legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione (LADI), in vigore fino al 30 giugno 2003, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il pertinente termine quadro, ha svolto durante almeno sei mesi un'occupazione soggetta a contribuzione.
Il numero massimo di indennità giornaliere entro il termine quadro per la riscossione della prestazione è disciplinato dall'articolo 27 LADI. Secondo il capoverso 2 lettera a, l'assicurato ha diritto a 400 indennità giornaliere al massimo, se può comprovare un periodo di contribuzione di 12 mesi, rispettivamente 6 mesi, se il diritto è maturato prima del 1° luglio 2003. In particolare, secondo il capoverso 2 lettera c, l'assicurato ha diritto a 520 indennità giornaliere al massimo, se riceve una rendita di invalidità dell'assicurazione invalidità o dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ovvero se ha chiesto di ricevere una tale rendita e la sua richiesta non sembra priva di possibilità di successo, e può comprovare un periodo di contribuzione di almeno 18 mesi. In virtù delle disposizioni transitorie, per gli assicurati che hanno maturato il diritto alle prestazioni prima del 1° luglio 2003 e che ricevono o hanno rivendicato le prestazioni dell'assicurazione invalidità prima del 1° luglio 2003, la prescrizione relativa alla durata minima del periodo di contribuzione (18 mesi) non è applicabile.
Secondo l'articolo 6 capoverso 2 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI), i cittadini stranieri hanno diritto alle prestazioni solo finché hanno il loro domicilio e la loro dimora abituale in Svizzera, e in quanto, all'insorgere dell'invalidità, abbiano pagato i contributi almeno per un anno intero o abbiano risieduto ininterrottamente in Svizzera per dieci anni. Alla cassa, inoltre, non risulta che lo statuto di richiedente l'asilo precluda il diritto alla domanda delle prestazioni dell'assicurazione invalidità.
L'assicurato entra in Svizzera l'8 aprile 2002 ed è titolare di un permesso per richiedenti l'asilo N (allegato 3).
Il 14 aprile 2003 il dr. med. _ in _ visita l'assicurato e trasmette al dr. med. _ in _ una valutazione riguardo al consulto di reumatologia (allegato 8). Secondo il medico, "attività da pesanti a mediamente pesanti dovrebbero se possibile essere evitate. La scelta del lavoro dovrebbe cadere su un'attività leggera e adatta, che permetta il rispetto delle regole di ergonomia a brevi pause al giorno. In un'attività leggera e adatta il paziente è certamente totalmente abile al lavoro.".
L'assicurato non ha prodotto alla cassa nessun certificato medico.
L'assicurato non ha domandato le prestazioni dell'assicurazione invalidità, benché avesse potuto farlo dopo aver pagato i contributi per almeno un anno intero, e per questa ragione la cassa non può che negare il prolungamento del numero massimo di indennità giornaliere da 520 a 400 indennità." (Doc. III)
1.6. Con la replica del 16 novembre 2004 l’assicurato, allegando una copia dell’art. 1 del Decreto federale sullo statuto dei rifugiati e degli apolidi nelle assicurazioni per la vecchiaia, i superstiti e per l’invalidità, ha precisato:
" (...)
Finalmente risulta alla cassa disoccupazione che il periodo di 18 mesi non vale a quelli che sono entrati nell'invalidità prima del 1° luglio 2003.
Il periodo di contribuzione almeno per un anno intero all'assicurazione per l'invalidità è applicabile ai cittadini stranieri non per i rifugiati, i rifugiati con domicilio o dimora hanno diritto alle stesse condizioni dei cittadini svizzeri (allegato), per richiedenti l'asilo senza domicilio o dimora non sono né sotto la categoria dei stranieri neanche sotto la categoria dei rifugiati domiciliati o dimoranti, per questo motivo non indica di dover pagare contributi almeno per un anno perché si contribuisce per un anno o di più non si può chiedere la prestazione AI.
Per l'abilità al lavoro, dal 1° aprile 2003 fino al momento sto facendo il possibile per trovarmi un'attività adatta alla mia salute, l'ufficio regionale di collocamento (URC) non ha mai dato un indirizzo di lavoro dal 1° aprile 2003, sono una persona con due facoltà universitarie e quattro lingue, ho fatto corso di lingua italiana per 6 mesi e corsi professionali sul computer in svizzera, tutto per trovarmi un'attività adatta alla mia salute." (Doc. V)
1.7. Il 4 gennaio 2005 la Cassa CO 1, nata dalla fusione dei sindacati _, _, _ ed entrata in funzione il _, ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni da formulare (cfr. doc. VII).
1.8. Pendente causa questa Corte ha chiesto alla Cassa di:
" (...) trasmettere al Tribunale la documentazione su cui la Cassa fonda la seguente affermazione contenuta nella risposta di causa 10 novembre 2004:
"(...) In virtù delle disposizioni transitorie, per gli assicurati che
hanno maturato il diritto alle prestazioni prima del 1° luglio 2003 e che ricevono o hanno rivendicato le prestazioni dell’assicurazione invalidità prima del 1° luglio 2003, la prescrizione relativa alla durata minima del periodo di contribuzione (18 mesi) non è applicabile (...)."" (cfr. doc. VIII)
Il 2 febbraio 2005 la Cassa ha inviato copia della documentazione relativa alla formazione che il SECO ha impartito ai responsabili delle casse di disoccupazione (cfr. doc. IX + BIS).
1.9. Il TCA, il 7 febbraio 2005, ha trasmesso al SECO Il seguente scritto:
" nella risposta di causa relativa al caso citato, che riguarda un assicurato nato nel 1975 con problemi di salute, la Cassa di disoccupazione si è così espressa:
(...) In virtù delle disposizioni transitorie, per gli assicurati che hanno maturato il diritto alle prestazioni prima del 1° luglio 2003 e che ricevono o hanno rivendicato le prestazioni dell'assicurazione invalidità prima del 1° luglio 2003, la prescrizione relativa alla durata minima del periodo di contribuzione (18 mesi) non è applicabile. (...)".
A seguito di una esplicita domanda del TCA, l'amministrazione ha indicato di essersi fondata su della documentazione fornita dal SECO (cfr. Doc. IX bis allegato).
Al fine di evadere la presente vertenza ci occorre sapere:
1.E' vero che avete impartito la citata direttiva?
2.Su quale base legale?
3.La direttiva vale anche per le persone che ricevono una rendita di
invalidità o hanno chiesto una rendita di invalidità?” (Doc. XI)
Il SECO ha risposto l’11 febbraio 2005, con argomentazione di cui si dirà nel merito della vertenza (Doc. XI)
1.10. I doc. VI, VII, VIII, IX, IXbis, X e XI sono stati inviati per conoscenza all’assicurato (cfr. doc. XII).
I doc. X, XI sono invece stati trasmessi per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XIII).
1.11. Il 16 marzo 2005 l’assicurato ha trasmesso un rapporto medico del 18 febbraio 2005 allestito dal Dr. med. _ (cfr. doc. XIV, B).
1.12. I doc. XIV e B sono stati sottoposti alla Cassa per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni scritte entro 5 giorni (cfr. doc. XV).
Il 22 marzo 2005 la parte convenuta ha comunicato di non avere osservazioni da formulare in merito (cfr. doc. XVI).

in diritto
2.1. Con decisione formale del 17 settembre 2004, confermata con decisione su opposizione del 25 ottobre 2004, la Cassa, fondandosi sull’art. 27 cpv. 2 lett. a LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, ha negato all’assicurato il diritto alle indennità giornaliere dell’assicurazione contro la disoccupazione a decorrere dal 19 ottobre 2004, avendo esaurito le 400 indennità di diritto (cfr. consid. 1.1.; 1.2.).
Il ricorrente, dal canto suo, sostiene che, essendo entrato in disoccupazione e diventato invalido prima del 1° luglio 2003, egli ha diritto a 520 indennità ai sensi dell’art. 27 cpv. 2 lett. a della vecchia legge – senza, quindi, dovere comprovare i 18 mesi di contribuzione -, anche se il suo statuto non gli permette di richiedere delle prestazioni dell’AI (cfr. doc. 35; I; consid. 1.3.).
Oggetto della vertenza è, dunque, la questione di sapere se la Cassa, correttamente o meno, ha dichiarato estinto il diritto dell’assicurato alle indennità giornaliere a far tempo dal 19 ottobre 2004, avendo esaurito le 400 indennità giornaliere di cui al nuovo art. 27 cpv. 2 lett. a LADI.
2.2. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Secondo l'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI, il cui tenore è rimasto invariato, l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, se, tra l’altro, ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione.
Secondo il v.art. 13 cpv. 1 LADI, in vigore fino al 31 giugno 2003, adempiva il periodo di contribuzione colui che aveva svolto, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3) un'occupazione soggetta a contribuzione durante almeno 6 mesi.
L'assicurato che, entro tre anni dalla scadenza del termine quadro per la riscossione delle prestazioni, ridiveniva disoccupato doveva avere compiuto un periodo di contribuzione di almeno dodici mesi (cfr. STFA del 24 luglio 2003 nella causa B., C 216/02; DTF 125 V 355; Prassi AD 96/4 Foglio 1/2; cfr. pure H. Pftizmann, "La séconde étape de la nouvelle assurance-chômage" in La vie économique 12/96 pag. 54).
Dal 1° luglio 2003 il cpv. 1 dell'art. 13 LADI è stato così modificato:
" Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi un’occupazione soggetta a contribuzione."
Il v.art. 27 LADI, in vigore fino al 30 giugno 2003, aveva il seguente tenore:
" 1Entro il termine quadro per la riscossione delle prestazioni (art. 9 cpv. 2), il numero massimo delle indennità giornaliere è determinato in base all'età dell'assicurato.
2L'assicurato ha diritto a:
a. 150 indennità giornaliere al massimo fino a 50 anni,
250 indennità giornaliere al massimo dal compimento del
50° anno,
400 indennità giornaliere al massimo dal compimento del
60° anno,
520 indennità giornaliere al massimo se riceve una rendita d'invalidità dell'assicurazione invalidità o dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ovvero se ha chiesto di ricevere una rendita siffatta e la sua richiesta non sembra priva di possibilità di successo;
b. indennità giornaliere speciali secondo l'articolo 59b entro il termine quadro biennale per la riscossione delle prestazioni, sempre che la legge non preveda altrimenti.
3Il Consiglio federale può aumentare di 120 unità al massimo il numero delle indennità giornaliere e prolungare di 6 mesi il termine quadro per la riscossione delle prestazioni, per gli assicurati ai sensi del capoverso 2 divenuti disoccupati durante gli ultimi due anni e mezzo precedenti il raggiungimento dell'età che dà diritto alla rendita AVS e il cui collocamento risulta generalmente impossibile o molto difficile per motivi inerenti al mercato del lavoro.
4Le persone esentate dall'adempimento del periodo di contribuzione o quelle che riscuotono indennità per disoccupati alla fine del periodo di educazione secondo l'articolo 13 capoverso 2bis hanno diritto, nell'ambito del termine quadro per la riscossione delle prestazioni, alla metà al massimo delle indennità giornaliere di cui al capoverso 2 lettera a. Il numero totale di indennità giornaliere ai sensi del capoverso 2 lettere a e b e dell'articolo 72a capoverso 3 con può superare 260."
Come risulta dal disposto legale, appena citato, oltre alle indennità giornaliere normali previste dal v.art. 27 cpv. 2 lett. a, un assicurato poteva percepire indennità specifiche se partecipava a una misura inerente al mercato del lavoro. Queste indennità venivano accordate fino alla fine del termine quadro di indennizzo e il loro numero totale non poteva superare le 520 - cioè venivano erogate durante quasi l'intero biennio di riscossione -, o le 640 indennità nel caso di prolungamento del termine quadro di indennizzo in virtù del v.art. 27 cpv. 3 LADI (cfr. Circolare relativa all'indennità di disoccupazione emanata dal SECO, gennaio 2003 n. C66; C67).
Secondo il nuovo art. 27 LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, invece:
" 1Entro il termine quadro per la riscossione (art. 9 cpv. 2), il numero massimo di indennità giornaliere è determinato in base all’età dell’assicurato e al periodo di contribuzione (art. 9 cpv. 3).
2L’assicurato ha diritto a:
a. 400 indennità giornaliere al massimo se può comprovare un
periodo di contribuzione di 12 mesi in totale;
b. 520 indennità giornaliere al massimo se ha compiuto 55 anni e
può comprovare un periodo di contribuzione minimo di 18 mesi;
c. 520 indennità giornaliere al massimo se:
1. riceve una rendita di invalidità dell’assicurazione invalidità o dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni ovvero se ha chiesto di ricevere una tale rendita e la sua richiesta non sembra priva di possibilità di successo, e
2. può comprovare un periodo di contribuzione di almeno 18 mesi.
3Il Consiglio federale può aumentare di 120 unità al massimo il numero di indennità giornaliere e prolungare di due anni al massimo il termine quadro per la riscossione per gli assicurati divenuti disoccupati durante gli ultimi quattro anni precedenti il raggiungimento dell’età che dà diritto alla rendita AVS e il cui collocamento risulta generalmente impossibile o molto difficile per motivi inerenti al mercato del lavoro.
4Le persone esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione hanno diritto a 260 indennità giornaliere al massimo.
5In un Cantone colpito da una disoccupazione elevata, il Consiglio federale può, su richiesta del Cantone interessato, aumentare di 120 unità al massimo il numero di indennità giornaliere di cui al capoverso 2 lettera a se detto Cantone partecipa alle spese nella misura del 20 per cento; questo aumento deve essere limitato ogni volta a sei mesi. Tale provvedimento può essere applicato anche solo a una regione rilevante del Cantone."
Il nuovo art. 41c OADI, valido dal 1° luglio 2003, enuncia:
" 1Su richiesta di un Cantone, il DFE aumenta il numero massimo di indennità giornaliere per sei mesi se, durante il periodo di riferimento, il tasso di disoccupazione nel Cantone o in una regione dello stesso ha raggiunto in media almeno il 5 per cento. Il periodo di riferimento inizia a decorrere sette mesi prima della data d’inizio dell’aumento richiesto e si estende su sei mesi.
2Hanno diritto a tale aumento del numero di indennità gli assicurati che hanno il domicilio nel Cantone o nella regione del Cantone interessata.
3Durante il termine quadro per la riscossione della prestazione gli assicurati hanno diritto a 520 indennità al massimo. Il termine quadro non è prolungato.
4Il diritto all’aumento del numero di indennità giornaliere sussiste fino al termine del periodo previsto per tale aumento.
5L’aumento del numero massimo di indennità giornaliere entra sempre in vigore all’inizio del mese.
6Il Cantone che intende chiedere l’aumento del numero massimo di indennità giornaliere deve presentare la propria domanda all’ufficio di compensazione al più tardi il decimo giorno del mese precedente la data d’inizio dell’aumento richiesto. In caso di domanda tardiva, l’inizio dell’aumento è differito al mese seguente.
7Nella domanda, il Cantone deve indicare la data a partire da cui chiede l’aumento, la regione del Cantone interessata e il fatto che il tasso di disoccupazione nel Cantone o nella regione del Cantone in questione ha raggiunto il 5 per cento in media nel corso del periodo di riferimento."
La terza revisione della LADI ha, pertanto, portato il periodo minimo di contribuzione che dà diritto all'indennità di disoccupazione da sei a dodici mesi, sopprimendo così la distinzione tra coloro che sono disoccupati per la prima volta e coloro che lo sono ripetutamente, e ha ridotto, salvo eccezioni enunciate dalla legge, la durata dell'indennità da 520 (due anni) a 400 giorni (diciotto mesi).
I lavoratori anziani e i beneficiari di rendite AI e AINF, ex art. 27 cpv. 2 lett. b e c LADI, hanno tuttavia ancora diritto allo stesso numero di indennità, purché abbiano versato i contributi per almeno 18 mesi. Queste deroghe sono risultate necessarie, perché la riduzione della durata delle prestazioni avrebbe riguardato soprattutto i lavoratori più anziani.
I disoccupati più giovani sono esposti a un rischio di disoccupazione superiore alla media, la durata della loro disoccupazione è per contro inferiore alla media. I disoccupati più anziani e quelli che percepiscono una rendita AI presentano, rispetto ai più giovani, un rischio di disoccupazione medio, ma vi rimangono in media più a lungo rispetto alle altre classi di età (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 1974, 2001, 2006; V. Lagger, L'assurance-chômage révisée entre en vigueur, in Sécurité sociale 3/2003 pag. 165).
La deroga prevista al cpv. 3 dell'art. 27 abilita a prolungare di 120 giorni entro un termine quadro di quattro anni al massimo la durata d'indennità degli assicurati che sono divenuti disoccupati durante i quattro anni che precedono il raggiungimento dell'età in cui si ha diritto a una rendita AVS. Essa tiene conto del fatto che per i lavoratori in età avanzata, prossimi al pensionamento, è molto difficile ritrovare un impiego durevole.
Il cpv. 4 riprende, poi, la disposizione già precedentemente in vigore, secondo cui le persone esentate dall'adempimento del periodo di contribuzione hanno diritto al massimo a 260 indennità giornaliere (cfr. Messaggio citato, pag. 2006-2007).
L'art. 27 cpv. 5 LADI, infine, permette ai Cantoni con un tasso di disoccupazione superiore al 5% durante i 6 mesi precedenti, a determinate condizioni, di continuare temporaneamente ad applicare il vecchio sistema (attualmente il regime antecedente alla terza revisione della LADI è stato autorizzato nei Cantoni Ginevra, Vaud e Giura; cfr. V. Lagger, art. cit., pag. 165).
Va qui pure rilevato che, abolite le indennità giornaliere speciali, allorquando un assicurato ha esaurito il numero massimo di indennità di cui all'art. 27 LADI, egli non ha più diritto ad alcuna indennità di disoccupazione.
2.3. Secondo i principi generali del diritto, ai fatti le cui conseguenze giuridiche sono in discussione, si applicano le norme in vigore al momento in cui questi fatti si realizzano (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; SVR 1998 ALV Nr. 12, consid. 1 pag. 37 e DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 e riferimenti; cfr. pure SVR 1996 IV Nr. 71 pag. 208; DTF 123 V 25, consid. 3, pag. 28 e DTF 123 V 133, consid. 2b, pag. 135).
Ciò vale anche in caso di cambiamento delle norme di diritto, a meno che vi sia una regolamentazione transitoria contraria (cfr. DTF 127 V 309 consid. 3b).
Generalmente, inoltre, è esclusa la retroattività di una norma.
La giurisprudenza federale (sviluppata in relazione all'art. 4 v.Cost. fed. il cui tenore è stato sostanzialmente ripreso dall'art. 8 della Cost. fed. in vigore dal 1° gennaio 2000), ammette la retroattività solo qualora la stessa sia stata esplicitamente predisposta oppure, tenuto conto del senso del disposto, appaia chiaramente voluta, abbia effetti moderati nel tempo, non comporti inaccettabili disparità di trattamento, sia giustificata da motivi degni di nota e non leda diritti acquisiti (cfr. DTF 122 V 408 consid. 3b/aa, DTF 120 V 329 consid. 8b e sentenze ivi citate; cfr. pure Andreas Auer / Giorgio Malinverni / Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, Volume II, Les droits fondamentaux, Ed. Staempfli, Berna 2000, pag. 644, n. 1395-1396).
Dalla retroattività propria, che come appena visto è di principio esclusa, la quale si riferisce all'applicazione di nuove norme a fatti terminati prima della loro adozione, va distinta la retroattività impropria, che è invece, in linea di massima, permessa. Questa evenienza è data allorquando il nuovo diritto produce effetti solo dopo la sua entrata in vigore, anche se si applica a fattispecie esistenti prima della sua entrata in vigore, oppure quando il nuovo diritto si applica a fattispecie durevoli non limitate nel tempo (cfr. RDAT II-1998, N. 13t, pag. 308, in particolare il consid. 5.5.1 a pag. 311).
A proposito di quanto appena esposto, l'Alta Corte, in una sentenza del 19 settembre 1995 nella causa ufficio AI del Canton X. c/ Y., pubblicata in SVR 1996 IV Nr. 71 pag. 207 segg., ha precisato che:
" (...)
3. a) Nach der Rechtsprechung ist eine gesetzliche Ordnung dann rückwirkend, wenn sie auf Sachverhalte angewendet wird, die sich abschliessend vor Inkrafttreten des neuen Rechts verwirklicht haben. Eine solche Rückwirkung ist ohne ausdrückliche gesetzliche Grundlage nur möglich, wenn sich die Rückwirkung aus dem Gesetzesinhalt als klar gewollt ergibt und wenn sie durch triftige Gründe veranlasst und zeitlich beschränkt ist. Von dieser Rückwirkung im eigentlichen Sinne zu unterscheiden ist die sogenannte unechte Rückwirkung. Hier findet das neue Recht - gestützt auf Sachverhalte, die früher eingetreten sind und noch andauern - lediglich für die Zeit seit Inkrafttreten (ex nunc et pro futuro) Anwendung. Diese Rückwirkung ist bei kantonalen Erlassen und bundesrechtlichen Verordnungen grundsätzlich als zulässig zu erachten, sofern ihr nicht wohlerworbene Rechte entgegenstehen (BGE 114 V 151 E. 2, 113 V 299, 110 V 254 E. 3a, je mit Hinweisen auf die Rechtsprechung und Lehre; vgl. auch BGE 119 Ia 160 E. 4b, 258 E. 3b, 119 V 206 E. 5/cdd, 118 Ia 255 E. 4c, je mit Hinweisen). Sieht hingegen ein Bundesgesetz ausdrücklich oder sinngemäss die unechte Rückwirkung vor oder untersagt es eine solche, ist diese Anordnung gemäss Art. 113 Abs. 3 und 114bis Abs. 3 BV für den Richter zum vornherein verbindlich und kann nicht überprüft werden.
Ob einer neuen bundesgesetzlichen Bestimmung die Bedeutung unechter Rückwirkung zukommt, muss sich aus dem Wortlaut (insbesondere der Übergangsbestimmungen), der sinngemässen Auslegung oder durch Lückenfüllung ergeben (BGE 114 V 151 E. 2b mit Hinweisen auf die Rechtsprechung und die Lehre. (...)"
(SVR 1996 IV Nr. 71 consid. 3a)
Nella sentenza del 19 novembre 1994 nella causa X. pubblicata in SVR 1995 ALV Nr. 35 pag. 93 seg., il TFA, analizzando gli effetti temporali dell'Ordinanza del 24 marzo 1993 concernente il decreto federale sui provvedimenti in materia di assicurazione contro la disoccupazione del 19 marzo 1993, e segnatamente della normativa con la quale è stato introdotto il diritto massimo a 400 indennità giornaliere, dopo avere constatato che l'ordinanza non conteneva nessuna disposizione transitoria ma si limitava a fissare la data dell'entrata in vigore, ha rilevato:
" Aus dieser Rechtslage folgt zunächst, dass die neue Regelung auf all jene Sachverhalte Anwendung finden soll, die sich nach ihrem Inkrafttreten verwirklicht haben. Gleiches dürfte, unabhängig von den mit der Revision verfolgten Zielen, ferner auch für jene Sachverhalte gelten, die ihren Ursprung zwar vor Inkrafttreten des neuen Rechts finden, unter diesem aber andauern. Zu nennen sind hier die mit dem Bundesbeschluss ebenfalls veränderten Taggeldsätze gemäss Art. 22 Abs. 1 bis AVIG, vor allem aber die hier interessierende Heraufsetzung der Höchstzahl auf 400 Taggelder gemäss Art. 27 Abs. 5 AVIG i.V.m. Art. 2 der Verordnung vom 24. März 1993. Beide Änderungen finden demnach - im Sinne unechter Rückwirkung (vgl. BGE 119 V 206; 110 V 255) - nach dem 1. April 1993 ebenso auf jene Versicherte Anwendung, die bereits unter dem alten Recht bezugsberechtigt gewesen waren. Dies ergibt sich im übrigen für die vom Bundesrat festzusetzende Höchstzahl der Taggelder auch aus der ausdrücklich angeordneten Ausserkraftsetzung (Art. 6 der Verordnung) des bisherigen Rechts mit seiner Begrenzung auf 300 Tagelder." (SVR 1995 ALV Nr. 35 consid. 4a)
Il Tribunale federale delle assicurazioni, in una decisione non pubblicata del 30 agosto 1999, nella causa CC. F-O contro A.C. e TCA, H 178/99, ha, in particolare, rilevato che:
" (...)
b) Secondo la giurisprudenza, un disposto ha effetto retroattivo quando, in sede di applicazione di nuovo diritto, è fatto riferimento ad eventi situati nel passato e conclusi prima dell'entrata in vigore di esso diritto. La giurisprudenza, nell'ambito dell'applicazione dell'art. 4 Cost., ammette la retroattività solo qualora la stessa sia stata esplicitamente predisposta oppure, tenuto conto del senso del disposto, appaia che essa sia stata chiaramente voluta, abbia effetti moderati nel tempo, non comporti inaccettabili disparità di trattamento, sia giustificata per motivi degni di nota e non leda diritti acquisiti (DTF 122 V 408 consid. 3b/aa, 120 V 329 consid. 8b e sentenze ivi citate).
Vi è retroattività impropria quando il nuovo diritto esplica i suoi effetti su fatti precedenti solo per il periodo posteriore alla sua entrata in vigore, vale a dire quando la nuova norma di diritto disciplina uno stato di fatto che, insorto vigente il vecchio diritto, si manifesta ancora oltre la modifica del disciplinamento giuridico (DTF 124 III 271 consid. 4e, 122 V 124 consid. 3b/dd, 122 V 8 consid. 3a, 408 consid sb/aa e sentenze ivi citate. (...)."
(cfr. STFA del 30 agosto 1999 in re CC. F-O, H 178/99, consid. 2b, pag. 3)
In una sentenza del 19 marzo 2002 nella causa B., pubblicata in DLA 2002 pag. 250 segg., il TFA ha esaminato un caso in cui l'articolo 27 cpv. 4 LADI, introdotto dal programma di stabilizzazione del 19 marzo 1999, entrato in vigore il 1° settembre 1999, che ha ridotto il numero massimo di indennità giornaliere spettanti agli assicurati esonerati dall'adempimento del periodo di contribuzione, era stato applicato a un assicurato che percepiva le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione dal 1° gennaio 1999.
L'Alta Corte ha deciso che mancando una disposizione transitoria in senso contrario, la riduzione del numero delle indennità giornaliere era applicabile anche agli assicurati esonerati dall'adempimento del periodo di contribuzione che percepivano già indennità giornaliere al momento dell'entrata in vigore della modifica legislativa.
Al riguardo il TFA ha osservato:
" (...)
3.- Comme en procédure cantonale, le recourant fait valoir qu'il a droit à 520 indemnités de chômage en vertu de l'art. 27 al. 2 let. a LACI et que l'art. 27 al. 4 LACI, réduisant ce droit de moitié, ne lui est pas applicable en vertu du principe de la non-rétroactivité.
4.- a) Selon les principes généraux, auxquels se sont référés les premiers juges, l'on applique, en cas de changement de règles de droit, les dispositions en vigueur lors de la réalisation de l'état de fait qui doit être apprécié juridiquement ou qui a des conséquences juridiques (ATF 126 V 166 consid. 4b, 123 V 135 consid. 2b, 121 V 100 consid. 1a et la jurisprudence citée; Moor, Droit adminis- tratif, vol. I, 2e éd., p. 170). Leur application ne soulève pas de difficultés en présence d'un événement unique, qui peut être facilement isolé dans le temps. En présence d'un état de choses durable, non encore révolu lors du changement de législation, le nouveau droit est en règle générale applicable, sauf disposition transitoire contraire (rétroactivité impropre). Il n'y a pas, dans ce cas, de rétroactivité proprement dite, en principe inadmissible (ATF 123 V 135 consid. 2b, 122 V 408 consid. 3b/aa, 121 V 100 consid. 1a; SVR 1998 AlV n° 13 p. 39 consid. 2a; Moor, op. cit., p. 173; G. Müller, in : Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4 n° 74; Grisel, Traité de droit administratif, p. 149 sv.; Imboden/Rhinow,  Verwaltungsrechtsprechung, 5e éd., vol. I no 16 B III; Kölz, Intertemporales Verwaltungsrecht, RDS 1983 II, p. 167 sv.).
b) Dans le cas particulier, l'état de fait dont découle le droit aux prestations n'est pas la situation de chômage prévalant au 1er janvier 1999 ou à un autre jour, considéré comme un événement isolé dans le temps, mais l'absence durable d'emploi depuis mai 1997. La situation juridique qui en résulte et donne lieu à des prestations de l'assurance-chômage n'est ainsi pas ponctuelle mais perdure pendant la période du délai-cadre d'indemnisation ou à tout le moins jusqu'à la fin du chômage. En cas de modification législative durant cette pé- riode et conformément aux principes susmentionnés, ce sont les nouvelles règles qui sont applicables dès lors qu'en l'absence de disposition transitoire, il ne saurait y avoir rétroactivité impropre. Selon l'état de fait existant au début janvier 2000, le recourant avait bénéficié de 260 indemnités de chômage, si bien qu'au regard de la disposition nouvelle, il ne peut plus bénéficier d'autres indemnités pendant le délai-cadre qui va jusqu'au 31 décembre 2000 : la durée maximale d'indemnisation pour les assurés libérés de l'obligation de cotiser (comme c'est le cas du recourant) est réduite de 520 à 260 indemnités journalières (FF 1999 33).
5.- Les rigueurs d'une application immédiate et générale d'une loi peuvent être adoucies par l'adoption d'un régime transitoire qui permette la prise en considération des intérêts de ceux dont la situation ne va plus correspondre aux exigences nouvelles. Le principe et l'aménagement d'une telle transition dépendent cependant de la liberté d'appréciation du législateur (ATF 122 V 409 consid. 3b/bb). Parfois, le Tribunal fédéral en a prononcé l'obligation qu'il a fait dériver du principe de la proportionnalité (ATF 106 Ia 191) ou du principe de la confiance (ATF 113 V 301; cf. dans ce sens, Moor, op. cit., p. 176). Cette intervention n'a cependant jamais concerné l'application d'une loi fédérale nouvelle, soustraite à son examen, mais celle de lois cantonales ou de règlements émanant d'autorités administratives (SVR 1998 AlV n° 13 p. 40 consid. 3). La modification de la LACI a été adaptée le 19 mars 1999 par le législateur fédéral qui a tacitement renoncé à prévoir des dispositions transitoires. Cette question échappe dès lors à l'examen du Tribunal fédéral des assu- rances.
6.- Vu ce qui précède, le recours s'avère mal fondé. (...)" (DLA 2002 pag. 251-252)
Infine, per quanto attiene alla retroattività propria, il TFA in una sentenza del 28 gennaio 2003 nella causa X., pubblicata in SVR 2003 AHV Nr. 14 pag. 36 seg., ha precisato che essa è ammissibile unicamente se determinate condizioni sono adempiute.
In quel caso, riguardante l'applicazione o meno del nuovo diritto, in vigore dal 1° gennaio 2001, al calcolo dei contributi AVS degli indipendenti relativi agli anni antecedenti alla sua entrata in vigore, l'Alta Corte ha deciso che tali presupposti non erano ossequiati.
Per di più secondo il cpv. 1 delle disposizioni transitorie alla modifica dell'OAVS del 1° marzo 2000, in vigore dal 1° gennaio 2001, in tale ipotesi il conteggio doveva essere effettuato secondo il vecchio diritto.
Pertanto la retroattività propria era esclusa.
In particolare il TFA ha rilevato:
" (...)
Da sich der massgebende Sachverhalt abschliessend vor dem Inkrafttreten des neuen Rechts verwirklicht hat, läge eine echte Rückwirkung vor, welche nur unter bestimmten Voraussetzungen zulässig ist (BGE 126 V 135 E. 4a mit Hinweisen; HÄFELIN/MÜLLER, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4, Auflage, Zürich 2002, Rz. 330 f). Im vorliegenden Fall sind diese Voraussetzungen nicht erfüllt. So fehlt es an einer entsprechenden ausdrücklichen Anordnung und einem sich aus dem Inhalt des Erlasses ergebenden klaren Willen. Die bereits zitierten Übergangsbestimmungen sehen vielmehr die Anwendung des bisherigen Rechts auf die Beitragsbemessung für die Zeit bis Ende 2000 vor. Ebenso wenig sind triftige Gründe ersichtlich, welche für die Bejahung der rückwirkenden Geltung des am 1. Januar 2001 in Kraft getretenen Art. 22 AHVV sprechen würden. Ein begünstigender Erlass, dessen rückwirkende Anwendung unter weniger strengen Voraussetzungen zulässig wäre (BGE 105 Ia 40 E. 3 mit Hinweisen; HÄFELIN/MÜLLER, a. a. O., Rz. 334 ff.), liegt nicht vor: Wohl hätte die Gegenwartsbemessung für die Jahre 1999 und 2000 im Fall des Beschwerdeführers eine geringere Beitragsbelastung zur Folge; demgegenüber sähen sich andere Beitragspflichtige, welche ebenfalls im Jahr 1997 eine selbstständige Erwerbstätigkeit aufgenommen haben, ihr Einkommen jedoch 1999 und 2000 gegenüber den Vorjahren steigern konnten, mit höheren Beiträgen konfrontiert.
Die Zulässigkeit der Rückwirkung eines Erlasses begründet im Übrigen keinen Anspruch auf Rückwirkung (BGE 127 V 453 E. 3 a mit Hinweisen, 99 V 203 E. 2). Ein solcher besteht nur, wenn es der Erlass ausdrücklich vorsieht (HÄFELIN/Müller, a. a. O., Rz. 335), was vorliegend nicht zutrifft. Ebenso lässt sich die rückwirkende Anwendung des neuen Rechts auf den Vorrang des milderen Rechts (lex mitior) stützen. Dieses Prinzip gilt in erster Linie im Bereich der Strafsanktionen. Im Verwaltungsrecht findet das mildere Recht, wenn es im Gesetz nicht ausdrücklich angeordnet ist, auf einen abgeschlossenen Sachverhalt nur ausnahmsweise Anwendung, während ansonsten der Grundsatz der Nichtrückwirkung eines Erlasses gilt (Urteil C. vom 8 Mai 1998, 2A.82/1996, mit Hinweis auf BGE 102 Ib 64 E. 4 und ALFRED KÖLZ, Intertemporales Verwaltungsrecht, ZSR 192/1983 II S. 175). Vorliegend besteht keine Grundlage für die Annahme eines Ausnahmefalles."
(SVR 2003 AHV Nr. 14 pag. 37)
Riassumendo quanto illustrato, la retroattività propria è esclusa, a meno che essa sia prevista espressamente dalla norma stessa, risulti dal relativo contenuto o sia giustificata da validi motivi.
L'effetto retroattivo di una norma non si fonda nemmeno sulla lex mitior.