Decision ID: 21fb2c8f-87ad-55a3-a697-a8d5d291f3f3
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che il 27 maggio 2016 la CO 1 ha notificato ad RE 1 la disdetta ordinaria per il 31 agosto 2016 del contratto di locazione di un appartamento di sua proprietà in via _ a _;
che il conduttore non ha contestato la disdetta, ma neppure ha restituito l'ente locato;
che con istanza dell'8 settembre 2016, promossa nella procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti, la CO 1 ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord di ordinare l'espulsione di RE 1 dall'ente locato e di condannarlo a pagare i canoni e gli acconti spese accessorie arretrati;
che all'udienza del 6 ottobre 2016, indetta per la discussione, l'istante ha confermato le sue domande, specificando la pretesa di pagamento in complessivi fr. 6120.– (fr. 4080.– per i canoni di locazione e gli acconti spese arretrati da maggio a agosto 2016 e fr. 2040.– quale indennità per occupazione abusiva dell'appartamento da settembre a ottobre 2016);
che il convenuto ha bensì riconosciuto di dovere all'istante fr. 6120.– ma ha dichiarato di avere contestato, per e-mail, la disdetta del contratto di locazione dinnanzi al competente Ufficio di conciliazione in materia di locazione;
che statuendo lo stesso giorno il Pretore aggiunto ha, in particolar, ordinato al convenuto – sotto comminatoria dell'art 292 CP – di liberare l'appartamento di proprietà dell'istante entro il 31 ottobre 2016, l'ha obbligato a versare fr. 6120.– all'istante e ha posto a suo carico gli oneri processuali di fr. 200.– e un'indennità di fr. 100.– a favore della controparte;
che contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 17 ottobre 2016 volto a ottenere l'annullamento del giudizio impugnato;
che il memoriale non è stato oggetto di notificazione;
e considerando

in diritto:
che le decisioni emanate nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) sono impugnabili, trattandosi di una causa di valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, come in concreto, con reclamo entro 10 giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che, introdotto il 17 ottobre 2016, ultimo termine utile, il reclamo è tempestivo;
che giusta l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b)
che il Pretore aggiunto, constatata la validità della disdetta ordinaria del contratto di locazione per il 31 agosto 2016 (art. 266
l
cpv. 2 CO), il conduttore non avendola contestata entro il termine di trenta giorni dell'art. 273 CO, ha accolto l'istanza rilevando come la disdetta non potesse essere rimessa in discussione in questa procedura;
che il reclamante sostiene di non avere potuto contestare la disdetta nel termine di trenta giorni dalla sua ricezione a causa del suo “stato di salute debole” e rileva come il contenzioso debba essere attribuito alla proprietaria, la quale anziché affittargli un garage, come previsto nel contratto, lo ha affittato a terzi;
che per l'art. 273 cpv. 1 CO la parte che intende contestare la disdetta deve presentare la richiesta all'autorità di conciliazione entro 30 giorni dal ricevimento della disdetta;
che trattandosi di un termine di natura sostanziale, esso è perentorio e non può essere né interrotto né prorogato (
Conod
in: Bohnet/Montini, Droit du bail à loyer, Basilea 2010 n. 9 ad
ad. 273 CO;
Lachat
, Commentaire romand, CO I,
2a edizione,
n. 5 ad art. 273);
che, pertanto, non essendo un termine di natura procedurale,
un'eventuale restituzione del termine ai sensi dell'art. 148 CPC non entra in linea di conto (
Weber
in: Basler Kommentar, OR I, 6a edizione, n. 3 ad art. 273; v. anche
Tappy
in: Code de procédure civile commenté, Basilea 2011, n. 9 ad art. 148);
che, in tali circostanze, “uno stato di salute debole”, per altro nemmeno reso verosimile, non permette di annullare la disdetta del contratto di locazione;
che, inoltre, neppure si scorgono motivi per i quali la disdetta potrebbe essere nulla o abusiva;
che, infine, nella misura in cui il reclamante parrebbe dolersi di una violazione contrattuale da parte della locatrice per la mancata concessione di un garage, la pretesa è tardiva in sede di espulsione, ma doveva semmai essere sollevata nell'ambito della contestazione della disdetta;
che, in definitiva, questa Camera confrontata con un reclamo sprovvisto di critiche nei confronti della decisione del Pretore aggiunto sull'accertamento dei fatti o sull'applicazione del diritto, è nell'impossibilità di individuare e giudicare i presupposti per un eventuale annullamento della decisione impugnata (
Trezzini
in: Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 321 pag. 1411 e art. 311 pag. 1367);
che, in circostanze del genere, il reclamo si rivela irricevibile e può essere deciso in virtù dell'art. 48b cpv. 1 lett. a n. 2 LOG;
che le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, il reclamante essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di indennità all'istante, alla quale il reclamo non è stato notificato per osservazioni.