Decision ID: 39909aac-d76d-55c1-a385-560641a7e4c0
Year: 2010
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
CRTE 1 (SPAAS)
con decisione 23 marzo 2009 ha inflitto a RI 1 una multa di
fr. 950.- oltre a tasse e spese per un totale di fr. 160.-, per aver proceduto all’incenerimento illecito di almeno 80 kg di legname di scarto da cantiere allo scopo di “fare un po’ di pulizia”, nella località _ a _ (con riferimento al rapporto di contravvenzione 20 febbraio 2009).
Fatti accertati il _ in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 30c cpv. 2 e 61 lett. f LPAmb; art. 1, 26a e allegato 5 cifra 31 cpv. 1 e 2 OlAt; art. 27 cpv. 2 LALPAmb; art. 3 cpv. 3 RLaLPAmb.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendo una sensibile riduzione della multa.
C.
La Sezione per la protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
L’art. 30c cpv. 2 LPAmb impone che i rifiuti non possono essere inceneriti fuori dagli impianti; fa eccezione l’incenerimento di rifiuti naturali provenienti dai boschi, dai campi e dai giardini, se non ne risultano immissioni eccessive.
Scopo dell’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico – come pure, del resto, della Legge sulla protezione dell’ambiente – è di proteggere l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi e i loro biotopi nonché il suolo da inquinamenti dell’aria dannosi o molesti (art. 1 OIAt).
L’art. 26a OIAt specifica che
i rifiuti possono essere bruciati o sottoposti a decomposizione termica soltanto in impianti secondo l’allegato 2 cifra 7; è fatta eccezione per l’incenerimento di rifiuti secondo l’allegato 2 cifra 11.
A norma della cifra 521 dell’allegato 3 dell’OIAt, negli impianti alimentati con legna, può essere bruciata solo legna da ardere secondo l’allegato 5 cifra 3 cpv. 1 che, per tipo, qualità e umidità, è idonea all’incenerimento in tali impianti.
Per la cifra 31 cpv. 1 dell’allegato 5 dell’OIAt, sono considerati legna da ardere: la legna allo stato naturale, in pezzi, compresa la corteccia che vi aderisce, in particolare ciocchi, mattonelle, rami secchi e pigne (lett. a), la legna allo stato naturale, non in pezzi, in particolare pellets, pezzetti minuti, trucioli, segatura, polvere di levigatrice o corteccia (lett. b), gli scarti di legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello industriale e artigianale, purché non siano stati né impregnati con un procedimento a getto né ricoperti con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (lett. c).
Secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. a dell’allegato 5 dell’OIAt, invece, non sono considerati legna da ardere il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo il capoverso 1.
Non sono inoltre considerati legna da ardere, secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. b dell’allegato 5 dell’OIAt, tutti gli altri materiali in legno, come: il legname di scarto o i rifiuti di legname impregnato con prodotti per la protezione del legno mediante un procedimento a getto o ricoperto con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (cifra 1), i rifiuti di legname o il legname di scarto trattati in modo intensivo con prodotti per la protezione del legno come il pentaclorofenolo (cifra 2), i miscugli di tali rifiuti con la legna da ardere secondo il capoverso 1 o il legname di scarto secondo la lettera a (cifra 3).
Chiunque intenzionalmente incenerisce abusivamente rifiuti fuori degli impianti è punito con la multa (art. 61 cpv. 1 lett. f LPAmb, nella versione in vigore fino al 31 luglio 2010). Se l’autore ha agito per negligenza, è punibile con la multa (cpv. 2). Il tentativo e la complicità sono punibili (cpv. 3).
3.
Nel presente caso, la SPAAS – in applicazione delle predette disposizioni – ha rimproverato al multato di aver incenerito illecitamente almeno 80 kg di scarti di legna da cantiere e di imballaggi.
La decisione impugnata si fonda sul rapporto di “contestazione emissioni eccessive” di data 11 febbraio 2009 allestito dalla Polizia comunale di _, intervenuta in loco, dal quale risulta che il materiale bruciato è qualificato come “scarti di legna da cantiere”, circostanza desumibile dalla documentazione fotografica acclusa al rapporto e, del resto, perfettamente compatibile con il luogo dove è avvenuto l’incenerimento.
4.
L’insorgente nel ricorso afferma che:
“non intendevo assolutamente incenerire degli scarti di legname, ma a causa della giornata piovosa e fredda, per scaldarci, stavo bruciando del legname pulito di pino (fodere di cantiere e pezzi di travetti), sotto controllo ed all’interno di due bidoni di ferro”.
L’insorgente sostiene dunque di aver agito in completa buona fede, bruciando unicamente il legname considerato non trattato e quindi non inquinante. Per tutte queste ragioni chiede che la multa venga sensibilmente ridotta.
5.
Tale affermazione è in contrasto con quanto asserito dal ricorrente nel verbale redatto dalla polizia subito dopo i fatti e da lui sottoscritto. In quella sede, egli ha infatti dichiarato che
“per fare un po’ di pulizia decidevo di bruciare alcuni scarti legnosi”.
La versione secondo la quale l’incenerimento di legno di scarto aveva come scopo scaldarsi, non convince né la SPAAS né codesto giudice, sia per l’orario (all’imbrunire) sia in quanto sarebbe stato sufficiente un solo fuoco e non due come è stato constatato. In definitiva, considerato il luogo dove è stato incenerito e la documentazione fotografica in atti, il materiale incenerito deve essere qualificato come scarto di legna da cantiere, il cui smaltimento al di fuori degli appositi impianti è contrario all’art. 30c cpv. 2 LPAmb, poiché non si tratta di
rifiuti naturali provenienti dai boschi, dai campi e dai giardini.
6.
Per quanto attiene all’ammontare della multa, occorre esaminare se la stessa è ossequiosa dei principi della proporzionalità e della legalità, ritenuto che la sua commisurazione dipende da criteri oggettivi e proporzionati alla gravità dell’infrazione.
Giova rilevare che la pena, oltre ad avere una natura punitiva, mira ad avere un effetto deterrente rispetto alla possibilità di una reiterazione della violazione sanzionata.
È altresì importante differenziare tra lo smaltimento illegale di rifiuti commesso intenzionalmente o per negligenza. Nel presente caso, non vi sono indizi che permettano di concludere che
l’insorgente
avesse l’intenzione di smaltire in modo illecito del legname. Allo stesso tempo, il ricorrente è un professionista del mestiere da anni e quindi avrebbe dovuto conoscere l’illiceità del suo agire.
Tutto ciò considerato, la multa inflitta risulta essere confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge. Essa appare adeguata a dissuadere l’insorgente dal commettere ulteriori infrazioni. Per il resto, egli non evoca altre circostanze che giustifichino una riduzione della multa.
7.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).