Decision ID: 9b64ffed-4962-5b78-a197-63ca5a42efa2
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 6 giugno 2019 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 13 novembre 2018 (cfr. doc. 50=N) con la quale aveva chiesto a RI 1 il rimborso di fr. 45'793.50, in quanto la medesima, da una parte, nel periodo 1° agosto 2004 – 31 agosto 2018 ha beneficiato di prestazioni assistenziali per complessivi fr. 199'709.45, dall’altra, il 20 giugno 2018 ha ricevuto un capitale LPP di fr. 70'793.50.
L’amministrazione ha, in particolare, rilevato che:
" (...)
" (...)
I. Nel caso in esame la ricorrente con il versamento a suo favore del capitale di libero passaggio di CHF 70'793.50 ha beneficiato di un aumento rilevante della propria sostanza mobiliare. Di conseguenza deve rimborsare all'USSI le prestazioni assistenziali percepite.
L'importo richiesto come rimborso di CHF 45'793.50 per le prestazioni assistenziali percepite durante il periodo che va dal 1 agosto 2004 al 31 agosto 2018 per un totale di CHF 199'709.45 (già dedotti gli importi ricevuti dall'USSI tramite le compensazioni AI e PC) come risulta dal relativo estratto conto (Allegato 1: Estratto conto prestazioni USSI per RI 1 1.8.2004-31.8.2018), rispettivamente di CHF 163'966.30 considerando solo il periodo dal 1.11.2008 al 31.8.2018, rispetta la raccomandazione di lasciare a disposizione una somma adeguata CHF 25'000.-.” (Doc. B)
1.2. Contro la decisione su reclamo l'interessata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto, in via principale, l’annullamento della stessa, in via subordinata, che debba rimborsare unicamente l’importo di fr. 1'488.60 inerenti alle prestazioni assistenziali percepite dopo la liberazione dell’avere di libero passaggio.
Inoltre l’insorgente ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (cfr. doc. I pag. 7).
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali la parte ricorrente ha addotto che, dopo essere stata licenziata nel 2004 dalla _ - presso la quale ha lavorato per 27 anni -, RI 1 ha beneficiato dell’assistenza sociale fino a quando, nel marzo 2018, le è stata riconosciuta una rendita AI intera (grado di invalidità del 77%) per problemi di salute fisici e psichici iniziati negli ultimi anni di lavoro e poi aggravatisi.
È stato pure precisato, da un lato, che a seguito dell’assegnazione della rendita AI e della relativa richiesta dell’insorgente del maggio 2018, l’Istituto di previdenza _, il 20 giugno 2018, le ha accreditato l’importo di fr. 70'793.50 relativo alla prestazione di libero passaggio maturata fino a quel momento.
Dall’altro, che nell’agosto 2018 la Cassa cantonale di compensazione ha accordato alla ricorrente una prestazione complementare.
L’avv. RA 1 ha altresì evidenziato che gli averi liberati del 2° pilastro sono stati interamente spesi, in particolare per cure mediche (cfr. doc. I pag. 2-5).
Il patrocinatore dell’insorgente, per conto di quest’ultima, ha poi osservato:
" (...)
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Giusta l'art. 33 lett. b Las è previsto che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate in caso di acquisizione di una sostanza rilevante. Secondo la giurisprudenza, precisamente nella sentenza STCA 42.2013.12 del 21 novembre 2013 consid. 2.1, sono definite le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, ovvero: "sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la COSAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)".
Nel nostro caso, l'avere di libero passaggio non è né una vincita alla lotteria, né un'eredità, pertanto - a nostro avviso - non si può dunque parlare di sostanza rilevante. Si tratta di un semplice conto di previdenza accumulato negli anni in cui la signora ha lavorato (tra l'altro non un capitale ingente). Questo avere di libero passaggio ha come scopo - come spiegheremo successivamente - il personale mantenimento.
Dunque, la richiesta di rimborso dell'USSI sarebbe contraria allo scopo dell'assistenza sociale, ovvero quello di aiutare le persone in uno stato di bisogno, favorire il loro reinserimento sociale e professionale ed aiutare gli assicurati alla riconquista dell'autonomia economica.
Pertanto - anche per questo motivo - non sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali della signora RI 1.
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In virtù delle Direttive COSAS, citate anche nelle decisioni dell'USSI, e precisamente al n. E.2.5 è invocato che: "Gli averi liberati del 2° pilastro e del pilastro 3a costituiscono una sostanza liquida e vanno usati, dopo la scadenza, per le spese future per il mantenimento".
Per cui, in virtù delle Direttive COSAS, il capitale di libero passaggio versato in favore della signora RI 1 serve per le spese future per il proprio mantenimento. Difatti il capitale in questione è stato utilizzato per il suo personale sostentamento e per altre spese realizzatesi dopo l'accredito della somma.
Di conseguenza, la decisione di rimborso dell'USSI è chiaramente illegittima, poiché l'avere del 2° pilastro andrebbe a rimborsare una spesa passata e non futura.
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L'accredito del capitale di libero passaggio è stato effettuato solamente il 20 giugno 2018, due mesi prima del termine delle prestazioni assistenziali percepite dalla signora RI 1.
In virtù della norma n. E.2.5 COSAS - come abbiamo visto nel precedente paragrafo - gli averi del 2° pilastro vanno usati per le spese future. Dunque, nel caso in cui codesto lodevole Giudice non dovesse accogliere il presente ricorso, sono da rimborsare unicamente le prestazioni assistenziali percepite susseguentemente al versamento della LPP.
Ovvero, come da doc. L:
- 03.07.2018: Prestazione ordinaria COSAS - CHF 555.50
- 03.07.2018: Premio cassa malati - CHF 172.50
- 12.07.2018: Franchigia e partecipazione CM - CHF 32.60
- 01.08.2018: Prestazione ordinaria COSAS - CHF 555.50
- 01.08.2018: Premio cassa malati - CHF 172.50
Totale: CHF 1'488.60
Quindi, nel caso in cui il presente ricorso non dovesse essere accolto, in virtù di quanto descritto nei paragrafi precedenti, la decisione dell’USSI - comunque recisamente contestata (!) - dovrebbe essere modificata in quanto alla signora RI 1 incomberebbe unicamente rimborsare CHF 1'488.60 concernenti le prestazioni assistenziali percepite successivamente alla riscossione dell'avere di libero passaggio. (...)” (Doc. I pag. 5-6)
1.3. Nella sua risposta del 3 settembre 2019 l'USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa, indicando segnatamente:
" (...) Nel caso in oggetto, l’amministrazione ha rispettato i parametri previsti dalle direttive COSAS per raggiungere l’obiettivo del ritorno all’autonomia economica dell’assistita lasciando una somma adeguata (almeno di CHF 25'000.-).
Il rimborso richiesto rispetta dunque i parametri stabiliti nell’ambito dell’assistenza sociale. (...)” (Doc. III)
1.4. Il 23 settembre 2019 la parte ricorrente ha contestato integralmente la risposta di causa e si è riconfermata nel proprio ricorso (cfr. doc. VII).
1.5. Il doc. VII è stato trasmesso per conoscenza all’amministrazione (cfr. doc. VIII).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se a ragione o meno l’USSI abbia chiesto a RI 1, beneficiaria di prestazioni assistenziali dal 2004 al 2018, il rimborso di fr. 45'793.50 a seguito del versamento a suo favore di un capitale LPP di fr. 70'793.50.
L'art. 33 Las prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate:
a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);
b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
A proposito di questa disposizione legale nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002 relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale il Consiglio di Stato si era così espresso:
" Il nuovo art. 33, rispetto a quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la cosiddetta - trappola della povertà)."
Nel suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze aveva al riguardo rilevato:
" II nuovo art. 33 limita e precisa le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali.
In base alle direttive della COSAS il rimborso deve avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di sostegno sociale indebitamente percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di sostegno sociale o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto dalla legislazione cantonale."
2.2. Nelle Direttive COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2015, al punto E.3.1 (“Rimborso di prestazioni ottenute a pieno diritto”) figurano le seguenti indicazioni:
" Il ritorno all'autonomia economica delle persone che beneficiano di un sostegno sociale è l'obiettivo prioritario del sostegno. Per raggiungerlo, la COSAS fa le seguenti raccomandazioni:
■ Per principio, nessuna richiesta di rimborso sui redditi provenienti da un'attività lucrativa esercitata dopo il periodo del sostegno.
■ Laddove le basi legali prevedono un rimborso obbligatorio da redditi provenienti da un'attività lucrativa, si raccomanda di applicare un limite di reddito generoso e di limitare la durata dei rimborsi, per evitare di compromettere l'inserimento economico e sociale (à H.9).
■ Nessun obbligo di rimborso di prestazioni ottenute allo scopo di promuovere l'inserimento professionale e l'integrazione sociale (franchigia sul reddito, supplemento d'integrazione, prestazioni speciali dettate dalla situazione legata a misure d'integrazione).
■ Lasciare a disposizione una somma adeguata (fr. 25000.- per le persone sole, fr. 40000.- per le coppie, più fr. 15000.- per ogni figlio minorenne) alle persone che, grazie all'acquisizione di beni importanti che aumentano il loro patrimonio, perdono il diritto al sostegno materiale.
Tali somme lasciate a libera disposizione dovrebbero essere considerate anche quando, dopo l'uscita del beneficiario da un periodo di sostegno, scatta l'obbligo di rimborsare le prestazioni ottenute, a causa dell'acquisizione di ulteriori beni prima della scadenza del periodo di prescrizione definito dal diritto cantonale."
Riguardo alla funzione delle disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011) rileva quanto segue:
" In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimum nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimum für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)
Sulla portata delle direttive amministrative, cfr. STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 4.3.; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in DTF 144 V 195 e in DLA 2018 N. 10 pag. 260; DTF 138 V 50 consid. 4.1.; DTF 132 V 121 consid. 4.4 pag. 125; STF 8C_834/2016 del 28 settembre 2017 consid. 6.2.1.; STF 2C_105/2009 del 18 settembre 2009; STF E 1/06 del 26 luglio 2007 consid. 4.3.
2.3. Nella presente evenienza dalle carte processuali emerge che la ricorrente, nata il _ 1962, ha percepito prestazioni assistenziali dall’agosto 2004 all’agosto 2018 per un totale di fr. 199'709.45 (cfr. doc. D; I; B), di cui fr. 58'399.50 rimborsati all’USSI tramite accrediti da parte della Cassa di compensazione _ di fr. 15'519.-- il 28 febbraio 2006 e di fr. 11'096.10 il 4 aprile 2018, dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti di _ di fr. 22'874.40 il 14 luglio 2006 e della Cassa _ di fr. 8’910 il 15 agosto 2018 (cfr. doc. L; 19-44).
All’insorgente, in effetti, già nel gennaio 2006 era stata concessa una rendita AI intera a partire dal 1° settembre 2004 (cfr. doc. I; E). In proposito il suo patrocinatore ha indicato che “...per motivi a noi sconosciuti, tale rendita è stata annullata.” (cfr. doc. I pag. 2).
Con decisione del 21 marzo 2018 l’Ufficio AI le ha poi riconosciuto una rendita AI intera (grado di invalidità del 77%) a decorrere dal 1° agosto 2017 di fr. 1'481.-- al mese. Le prestazioni retroattive dall’agosto 2017 al marzo 2018 ammontavano a fr. 11'848.-- (cfr. doc. F).
Al riguardo e in riferimento alla polizza di libero passaggio di RI 1, l’Istituto di previdenza _, il 15 maggio 2018, a seguito di una richiesta di prestazioni LPP dell’11 maggio 2018 formulata dalla ricorrente, tramite la rappresentante di allora, avv. _ (cfr. doc. G), ha comunicato:
" (...) Nella polizza summenzionata non sono assicurate le prestazioni d’invalidità. Conformemente all’art. 14 delle nostre Condizioni generali di assicurazione (CGA) la persona assicurata può sciogliere anticipatamente la sua assicurazione di libero passaggio e richiedere che le venga versato in contanti il valore di restituzione, se essa ha diritto ad una rendita d’invalidità intera dell’AI. (...)” (Doc. H)
Il 20 giugno 2018 _, dopo che l’insorgente ha firmato il formulario “Scioglimento della mia polizza di libero passaggio” (cfr. doc. I), le ha corrisposto l’importo di fr. 70'793.50 relativo alla prestazione di libero passaggio maturata fino a quel momento sul suo conto privato presso la _ (cfr. doc. J; 58).
Inoltre con decisione del 6 agosto 2018 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha assegnato alla ricorrente una prestazione complementare comprensiva del premio forfettario dell’assicurazione malattie dal 1° agosto 2017. Dal agosto 2017 la PC era pari a fr. 868.-- al mese, da gennaio 2018 a fr. 1'227.--e dal 1° giugno 2018 a fr. 1'149.-- al mese. Da tale data il premio forfettario dell’assicurazione malattie era di fr. 499.-- (cfr. doc. K).
Le prestazioni retroattive da agosto 2017 al luglio 2018 corrispondevano a fr. 12'773.--, di cui fr. 8'910.-- sono stati accreditati all’USSI tramite compensazione, mentre fr. 3'863.--sul conto bancario dell’insorgente presso _ (cfr. doc. K).
Da gennaio 2019 l’insorgente ha diritto a una prestazione complementare di fr. 1'152.-- al mese e al premio forfettario dell’assicurazione malattie di fr. 517.-- mensili (cfr. doc. P).
Con decisione del 13 novembre 2018 (cfr. doc. 50=N), confermata dalla decisione su reclamo del 6 giugno 2019, l’USSI, preso atto che RI 1 ha incassato il capitale LPP di fr. 70'793.50, le ha chiesto il rimborso di fr. 45'793.50 (cfr. doc. B; consid. 1.1.).
La ricorrente ha contestato tale modo di procedere, censurando in particolare l’applicazione dell’art. 33 Las. Al riguardo la medesima ha specificato, da un lato, di non avere una situazione finanziaria consolidata, né tantomeno condizioni di vita agiate.
Dall’altro, che nel suo caso non si è confrontati con una sostanza rilevante, poiché l’avere di libero passaggio non è una vincita né un’eredità, bensì si tratta di un semplice conto di previdenza accumulato negli anni in cui ha lavorato che ha come scopo il personale mantenimento.
L’insorgente, facendo riferimento alle norme COSAS p.to E.2.5. secondo cui gli averi liberati del 2. pilastro vanno usati per le spese future di mantenimento, ha indicato che tutt’al più sono da rimborsare unicamente le prestazioni assistenziali percepite dopo il versamento del capitale LPP (cfr. doc. I; consid. 1.2.).