Decision ID: 824d1dbb-3f42-5753-b347-022fed969069
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con rogiti n. _8 e _9 del notaio avv. _, il 2 aprile
2014 CO 1 e CO 2, beneficiari di un
diritto di compera sull’intera particella n. _ RFD di C_
scadente il 31 dicembre 2014, hanno concesso a loro volta a RE 1 (allora cittadino russo) un diritto di compera con scadenza al 30 giugno 2017,
“sopra il futuro bene sito in territorio del Comune di C_”
,
e meglio sulle unità di proprietà per piani (PPP) n. 8 di
_
, rispettivamente n. 9 di _
della suddetta particella n. _. Il primo rogito prevede un prezzo di compravendita della PPP n. 8 di fr. 1'800'000.– e il secondo di fr. 2'200'000.–, oltre al versamento di rispettivamente fr. 450'000.– e fr. 550'000.– entro 5 giorni dalla firma dell’atto sul conto del notaio a libera disposizione dei concedenti e il saldo, sempre sul conto del notaio, prima della scadenza del diritto di compera. I rogiti dispongono inoltre che qualora i concedenti non divenissero proprietari della nota particella o qualora RE 1 non ottenesse il permesso di tipo “B” (UE/AELS), i suddetti acconti dovranno essere restituiti immediatamente, i rogiti costituendo documenti pubblici esecutivi parificati a titoli di rigetto definitivo (giusta gli art. 80 cpv. 2 n. 1
bis
LEF e 349 CPC) per i menzionati importi.
Il 3 aprile 2014, RE 1 ha versato sul conto del notaio complessivamente fr. 1'000'000.–. E il 29 marzo 2017, ottenuta la nazionalità spagnola, egli ha richiesto il rilascio di un permesso di tipo “B” (UE/AELS) per persona senza attività lucrativa (pensionato). Tale domanda risultante ancora pendente al momento della scadenza dei diritti di compera, il giorno successivo, ovvero il 1° luglio 2017, RE 1 ha chiesto al notaio _ la restituzione degli acconti.
B.
Con due istanze del 3 maggio 2018 dirette rispettivamente contro CO 1 (inc. _) e CO 2 (inc. _), RE 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare in virtù dell
’
art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF (titolo di rigetto definitivo dell’opposizione) il sequestro delle tre quote di comproprietà “B”, per quanto concerne CO 1, e “A” per quanto attiene a CO 2
, ciascuna di 1⁄2 delle PPP n. _, _ e _ della particella n. _ RFD di C_.
Quali titoli di credito, RE 1 ha indicato l’obbligo di restituire gli acconti di fr. 1'000'000.– complessivi da lui versati sul prezzo di vendita delle due PPP, che grava in parti uguali su CO 1
e CO 2.
C.
Statuendo con due decisioni separate del 3 maggio 2018 il Pretore ha respinto entrambe le istanze di sequestro, ponendo a
carico dell’istante in ogni causa le spese processuali di fr. 500.–.
D.
Contro le sentenze appena citate RE 1 è insorto
a questa Camera
con due reclami del 17 maggio 2018 per ottenerne, in via principale, l’annullamento e la riforma nel senso dell’accoglimento delle sue istanze di sequestro, e in via subordinata il rinvio delle cause al Pretore per nuovo giudizio sull’ammissibilità dei sequestri. I
reclami non sono stati notificati alle controparti.

Considerando
in diritto: 1.
Le sentenze impugnate – di reiezione dell’istanza di sequestro (art. 272 LEF) – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 6 CPC), contro cui è dato esclusivamente il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG, sentenza della CEF 14.2011.108 del 30 agosto 2011, consid. 1). Il rimedio dell’opposizione al sequestro (art. 278 LEF), infatti, non entra in considerazione perché presuppone che la misura sia stata effettivamente decretata (DTF 126 III 488 consid. 2a/aa).
1.1
Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentati il 17 maggio 2018 contro le sentenze notificate al patrocinatore di RE 1 il 7 maggio, in concreto i reclami sono tempestivi e quindi ricevibili.
1.2
Allo stadio dell’emissione del decreto di sequestro, la procedura è unilaterale (
Stoffel
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 53 ad art. 272 LEF). Perciò anche l’eventuale fase ricorsuale dev’essere unilaterale, per preservare l’effetto sorpresa caratteristico del sequestro (sentenza della CEF 14.2004.71 del 13 agosto 2004, consid. 1.3/e, riassunto in RtiD I-2005 916 seg. n. 132c), motivo per cui i reclami non sono stati notificati ai convenuti.
1.3
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC)
.
1.4
I reclami in esame sono di analogo contenuto e sono diretti contro decisioni simili, fondate su un medesimo complesso di fatti e vertenti sull’applicazione delle stesse norme giuridiche. Si giustifica così,
per economia di procedura,
di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC)
, pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente
.
2.
Nelle decisioni impugnate, il Pretore ha considerato che la causa dei sequestri indicata dall’istante – i noti rogiti quali documenti pubblici esecutivi – non era verosimile, poiché al punto I.6 i medesimi rogiti prevedono esplicitamente che la loro validità è subordinata all’ottenimento del permesso “B” (UE/AELS) da parte dell’istante, il quale ha allegato di non averlo mai ottenuto.
3.
Nei reclami RE 1 evidenzia come la clausola d’inefficacia dei rogiti (n. I.6) sia riferita unicamente alle disposizioni relative alla costituzione, all’annotazione e all’esercizio del
diritto di compera
, e non alle altre pattuizioni indipendenti contenute nei rogiti, come quelle sull’obbligo contrattuale di restituzione dell’acconto (n. IV.1) o di pagamento delle spese notarili (n. VII.7.4)
. Il reclamante ritiene assurda l’interpretazione del Pretore poiché l’obbligo di restituzione dell’acconto e la sua esecuzione
diretta sono stati pattuiti proprio nel caso in cui l’istante non
avesse ottenuto il permesso “B” (UE/AELS). Considerando adempiuti
anche gli altri due presupposti del sequestro (verosimiglianza del credito e dell’appartenenza ai convenuti dei beni da sequestrare), il reclamante chiede alla Camera di accogliere essa stessa le istanze e di ordinare i sequestri richiesti.
4.
Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF,
il sequestro viene concesso dal
giudice
del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l’esistenza del credito da lui vantato, di una causa di sequestro (nel senso dell’art. 271 LEF) e dei beni da sequestrare, così come la loro appartenenza al debitore.
4.1
Quale causa dei sequestri, il reclamante ha indicato nelle sue istanze la clausola n. IV.1 dei
rogiti n. _8 (doc. D) e _9 (doc. C) del notaio avv. _, secondo cui
“qualora il Signor RE 1 non ottenesse il Permesso B (UE/AELS), l’acconto versato di CHF 450'000 [rispettivamente di CHF 550'000] dovrà essere restituito immediatamente valendo il presente atto quale riconoscimento di debito del menzionato importo ai sensi dell’art. 80 cpv 2 no. 1 bis LEF e art. 349 CPC. Gli stessi [ovvero CO 2 e CO 1] riconoscono l’esecuzione diretta della prestazione ai sensi dell’art. 347 CPC”
.
a)
Ora, i rogiti in questione appaiono effettivamente essere documenti pubblici esecutivi nel senso de
gli art. 80 cpv. 2 n. 1
bis
LEF e 349 CPC per l’obbligo di restituire gli acconti di fr. 550'000.–, rispettivamente fr. 450'000.– versati dall’istante (in due bonifici di fr. 100'000.– [doc. E] e fr. 900'000.– [doc. E
1
]), siccome sono atti notarili previsti dalla legge ticinese sul notariato (v.
Trezzini
in: Trezzini et al. [curatori], Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. II, 2
a
ed. 2017, n. 7 ad art. 347 CPC),
in essi i convenuti hanno esplicitamente dichiarato di riconoscere l’esecuzione diretta di tale obbligo (art. 347 lett. a CPC), il titolo giuridico della prestazione dovuta è menzionato nel documento (lett. b) e l’obbligo di restituzione è sufficientemente determinato in entrambi i rogiti (per quanto riguarda sia l’importo che la condizione cui tale obbligo è subordinato), vi è riconosciuto dai convenuti ed è
“immediatamente”
esigibile qualora RE 1 non abbia ottenuto il permesso “B” (UE/AELS) entro la scadenza del diritto di compera (lett. c). I rogiti sono pertanto sia dei titoli di rigetto definitivo dell’opposizione sia una causa di sequestro.
b)
Per gli argomenti presentati dal reclamante, la clausola d’inefficacia prevista al punto n. I.6 dei rogiti riguarda solo i diritti di compera e non le altre clausole indipendenti, segnatamente non la clausola di restituzione dell’acconto stabilita al punto IV.1 espressamente in caso di mancato ottenimento del permesso “B” (UE/AELS), sottinteso entro la scadenza del diritto di compera. L’interpretazione divergente del Pretore è manifestamente errata, siccome condurrebbe a negare ogni effetto alla clausola n. IV.1, giacché la condizione cui è subordinata è anche la condizione alla quale scatta l’invalidazione del rogito secondo il punto n. I.6. Non può ovviamente essere stata la volontà delle parti. Che i rogiti – di conseguenza – assumano la valenza di causa dei sequestri è perlomeno verosimile, ciò che giustifica l’annullamento delle decisioni impugnate. Le cause essendo mature per il giudizio (nel senso dell’art. 327 cpv. 3 lett. b CPC), occorre esaminare anche gli altri due presupposti del sequestro, sui quali il Pretore non si è espresso.
4.2
Sempre dal punto IV.1 dei rogiti si evince che l’istante dispone verosimilmente di un credito di complessivi fr. 500'000.– nei confronti di CO 1
e
di pari importo verso CO 2
, avendo versato acconti per totali fr. 1'000'000.– (doc. E ed E
1
). Visto il carattere divisibile dei crediti pecuniari, egli può infatti esigere da ogni convenuto la restituzione della metà di ogni acconto (art. 70 CO a contrario), oltre agli interessi del 5% dal 1° luglio 2017, giorno successivo alla scadenza del diritto di compera.
4.3
Dagli estratti del registro fondiario acclusi alle istanze (doc. B
1
, B
2
e B
3
)
risulta perlomeno verosimile che le quote di comproprietà, ciascuna di 1⁄2 delle PPP n. _ di
59
/
1000
, _ di
36
/
1000
e _ di
92
/
1000
della particella n. _ RFD di C_, appartengono
a CO 2 per quanto attiene alla quota “A” e
a CO 1
per quanto concerne la quota “B”. Anche il terzo presupposto stabilito dall’art. 272 LEF pare quindi adempiuto, sicché i sequestri vanno decretati secondo le modalità indicate nelle istanze. La presente decisione va notificata ai convenuti tramite l’Ufficio d’esecuzione incaricato d’eseguire il sequestro (art. 276 cpv. 2 LEF).
5.
La tassa per l’emissione del decreto di sequestro, stabilita in applicazione dell’art. 48 OTLEF (RS 281.35; DTF 139 III 197 consid. 4.2), va posta a carico del reclamante, che nella sua veste d’istante è tenuto ad anticiparla (
Kren Kostkiewicz
in: Kren-Kostkiewicz/Vock, Kommentar SchKG, 2017, n. 30 ad art. 272 LEF;
Meier-Dieterle
in:
SchKG, Kurzkommentar, 2
a
ed. 2014, n. 22 ad art. 272 LEF;
contra:
Stoffel
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 66 ad art. 272 LEF
), fermo restando che la stessa, unitamente alle spese di esecuzione del sequestro, potrà essere prelevata in priorità sul provento della realizzazione dei beni sequestrati (art. 281 cpv. 2 LEF; DTF 90 III 39 segg.;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 23 seg. ad art. 144 LEF), ove il sequestro non dovesse essere nel frattempo revocato.
Non si riscuote invece una tassa specifica per la procedura di reclamo stante l’erroneità delle decisioni impugnate e l’impossibilità di porla a carico dei convenuti in ragione del carattere unilaterale della procedura di sequestro e di reclamo (per analogia art. 107 cpv. 2 CPC e
Tappy
in: CPC commenté, 2011, n. 37 ad art. 107 CPC
).
Sempre per il carattere unilaterale della procedura di sequestro e di reclamo, non possono d’altronde essere assegnate ripetibili al reclamante.
6.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 500'000.– in entrambe le cause, supera ampiamente la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.