Decision ID: a1ed963c-0661-55b8-94a5-eaaa835ca3f5
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 16 gennaio 2019, passata in giudicato, il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha ordinato, su istanza della comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1”, l'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale sulla proprietà per piani n. 15
751 RFD di _ (pari a
103
/
1000
della particella n. 2918), appartenente a RE 1, in garanzia delle seguenti pretese:
saldo contributi condominiali 2014 fr.
372.80
interessi di mora 2014 fr.
43.95
contributi condominiali 2015 fr. 5
065.75
interessi di mora 2015 fr.
183.35
spese di richiamo 2015 fr.
140.—
contributi condominiali 2016 fr. 5
42855
interessi di mora 2016 fr.
169.85
spese di richiamo 2016 fr.
100.—
contributi condominiali 2017 (prima rata) fr. 1
755.—
spese di richiamo 2017 fr.
20.—
fr. 13
279.25
oltre interessi al 5% dal 7 febbraio 2017 su fr. 7560.85.
Alla comunione dei comproprietari il Pretore ha assegnato un termine fino al 31 maggio 2019 per promuovere l'azione intesa all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale, con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il termine, l'iscrizione provvisoria sarebbe stata cancellata. Le spese processuali di fr. 2350.– sono state poste a carico di RE 1, tenuto a rifondere alla comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1” fr. 1000.– per ripetibili (inc. SO.2017.512).
B.
Il 28 maggio 2019 la comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1” ha introdotto una petizione volta a ottenere
l'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale per le seguenti pretese:
saldo contributi condominiali 2014 fr.
372.80
interessi di mora 2014 fr.
43.95
contributi condominiali 2015 fr. 5
065.75
interessi di mora 2015 fr.
183.35
contributi condominiali 2016 fr. 5
428.55
contributi condominiali 2017 (prima rata) fr. 1
755.—
fr. 12
849.40
con interessi al 5%:
su fr. 7560.85 dal 15 febbraio 2016,
su fr. 1807.65 dal 2 giugno 2016,
su fr. 1807.65 dal 2 settembre 2016 e
su fr. 1755.– dal 15 febbraio 2017.
C.
Chiamato due volte a esprimersi per scritto, il convenuto è rimasto silente, sicché il Pretore ha citato le parti al dibattimento, tenutosi l'11 novembre 2019. In tale circostanza il legale di RE 1 ha ottenuto che gli fosse accordato un nuovo termine fino al 10 dicembre 2019 per presentare osservazioni scritte. Quel termine è poi stato prorogato fino al 10 gennaio 2020. Il 9 gennaio 2020 il patrocinatore del convenuto ha dichiarato che, non riuscendo il suo cliente a conseguire lo sblocco della proprietà per piani decretato dall'Amministrazione federale delle contribuzioni, non rimaneva che riprendere la procedura. Il Pretore ha fissato così a RE 1 il 15 gennaio 2020 un ultimo termine fino al 7 febbraio 2020 “per rispondere o per comunicare di voler essere convocato a un'udienza, con l'avvertenza che in caso di omissione il giudice deciderà in base agli atti”. RE 1 non ha reagito.
D.
Statuendo con sentenza del 25 febbraio 2020, il Pretore ha ordinato l'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale per l'ammontare richiesto di
fr. 12
849.40 con interessi al 5%:
su fr. 1755.–
dal 15 febbraio 2016,
su fr. 1807.65 dal 2 giugno 2016,
su
fr. 1807.65
dal 2 settembre 2016
,
su fr. 372.80 dal 7 febbraio 2017,
su fr. 5068.75 dal 7 febbraio 2017 e
su fr. 1755.– dal 15 febbraio 2017.
Le spese processuali di fr. 800.– sono state poste a carico di RE 1, tenuto a rifondere alla comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1” fr. 2000.– per ripetibili.
E.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un “reclamo” del 24 aprile 2020 per ottenere che, conferitogli il beneficio del gratuito patrocinio, la decisione impugnata sia riformata nel senso di respingere la petizione volta all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale. Invitata a formulare osservazioni sull'ammissibilità del pegno per il contributo del 2017 (prima rata), la comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1” ha proposto di respingere il “reclamo” e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando
in diritto: 1.
Le sentenze emanate dai Pretori con la procedura semplificata sono appellabili entro 30 giorni (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata fosse di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale presupposto è dato, visto il valore complessivo dell'ipoteca legale chiesta dall'attrice (fr. 12
849.40).
Quanto alla tempestività del rimedio giuridico,
la sentenza del Pretore è stata notificata al legale del convenuto il 26 febbraio 2020. Cominciato a decorrere l'indomani, il termine di 30 giorni sarebbe scaduto pertanto il venerdì il 27 marzo successivo. Il 21 marzo 2020 è entrata in vigore tuttavia l'ordinanza del Consiglio federale sulla so-spensione dei termini nei procedimenti civili e amministrativi ai fini del mantenimento della giustizia (sospensione dei termini) in relazione al coronavirus (COVID-19), che ha anticipato a quel momento l'inizio delle ferie giudiziarie dell'art. 145 cpv. 1 lett. a CPC. E a quel momento RE 1 aveva ancora sette giorni utili per agire, che sono ricominciati a decorrere il 20 aprile 2020. Introdotto il 24 aprile 2020, il rimedio giuridico in esame è di conseguenza tempestivo.
2.
C
ontro la sentenza del Pretore RE 1 ha presentato “reclamo”. Un reclamo non è ammissibile, tuttavia, ove sia dato appello (art. 319 lett. a CPC). In concreto la decisione del Pretore era appellabile, come si è spiegato. Occorre esaminare così se il reclamo possa essere trattato come appello. Ora, l
a giurisprudenza recente del Tribunale federale ha avuto modo di precisare che è possibile a un'autorità di ricorso convertire un rimedio giuridico in un altro ove l'errata intestazione dell'atto sia dovuta a svista o a inavvertenza manifesta, oppure nell'ipotesi in cui la scelta del ricorso da esperire non fosse facilmente riconoscibile. La conversione è esclusa, per contro, nel caso in cui un mandatario professionale inoltri scientemente un mezzo d'impugnazione quando avrebbe dovuto sapere, usando la debita diligenza, che quel mezzo d'impugnazione è erroneo (sentenza del Tribunale federale 5A_221/2018 del 4 giugno 2018 consid. 3 con richiami, pubblicato in: RSPC 2018 pag. 408). Nella fattispecie RE 1, privo di formazione giuridica, ha redatto il “reclamo” personalmente, senza più far capo a un legale. Inoltre nei rimedi giuridici in calce alla decisione il Pretore ha indicato – erroneamente – il reclamo (invece dell'appello) come mezzo d'impugnazione proponibile contro la sentenza. In condizioni del genere conviene transigere sull'impropria designazione dell'atto da parte del convenuto e trattare il reclamo come appello.
3.
Nel giudizio impugnato il Pretore ha ricordato che RE 1 non si è espresso sulla petizione, pur essendo stato invitato due volte a presentare osservazioni scritte. Inoltre al dibattimento dell'11 novembre 2019 il suo patrocinatore ha ottenuto la fissazione di un terzo termine per esprimersi, termine che, seppure ulteriormente prorogato, è decorso infruttuoso. Infine il convenuto non ha reagito nemmeno all'ultimo termine fissatogli il 15 gennaio 2020
“per rispondere o per comunicare di voler essere convocato a un'udienza, con l'avvertenza che in caso di omissione il giudice deciderà in base agli atti”. Nelle circostanze descritte il Pretore ha ritenuto pertanto di far capo all'art. 223 cpv. 2 CPC, secondo cui ove il termine suppletorio impartito a un convenuto in una procedura ordinaria per presentare la risposta scada in-fruttuoso e la causa sia matura per il giudizio, il giudice emana una decisione; “altrimenti, cita le parti al dibattimento”. In realtà appare dubbio che tale norma fosse pertinente nel caso in esame, già per il fatto che il dibattimento si era ormai tenuto. Sia come sia, RE 1 è stato avvertito un'ultima volta il 15 gennaio 2020 che, non avesse inoltrato il memoriale di risposta entro il 7 febbraio successivo, il giudice avrebbe statuito “in base agli atti”. Al convenuto non poteva sfuggire così che, fosse egli rimasto in silenzio, il Pretore avrebbe deciso senza ulteriori formalità.
4.
È vero che, secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, comminare una decisione emessa “in base agli atti” non è una diffida precisa né puntuale. Un'avvertenza a norma dell'art. 147 cpv. 3 CPC dev'essere univoca ed esplicita. Trattandosi di una comminatoria conseguente alla mancata presentazione di un memoriale di risposta (art. 223 cpv. 2 CPC applicato dal Pretore), essa de
ve informare in modo chiaro sull'effetto concreto irreversibile che l'omissione della risposta può avere, ossia l'emanazione di una sentenza fondata sui soli fatti allegati dall'attore, rimasti incontestati. Nell'avvertimento occorre specificare così che “
il decorso infruttuoso del termine potrà avere per conseguenza che la decisione finale sarà emanata sulla sola base dei fatti allegati
dalla parte attrice” (sentenza del Tribunale federale 4A_381/2018
del 7 giugno 2019 consid. 2.4), come prevedeva il cessato art. 169
cpv. 1 CPC ticinese. Ad ogni buon conto, nella fattispecie RE 1 non pretende di non avere capito che, fosse egli rimasto inattivo, il Pretore avrebbe giudicato sulla scorta del materiale processuale a disposizione. In proposito non giova pertanto diffondersi.
5.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha ritenuto che, avendo il convenuto disatteso l'ultimo termine fissatogli in applicazione (analogica) dell'art. 223 cpv. 1 CPC, le allegazioni dall'attrice dovevano reputarsi non contestate. E siccome non è necessario recare la prova di fatti incontestati né sussistevano notevoli dubbi che imponessero in concreto di assumere prove d'ufficio (art. 153 cpv. 2 CPC), egli ha considerato la causa “matura per il giudizio” (nel senso dell'art. 223 cpv. 2 CPC). Ciò posto, egli ha accolto la petizione, tranne per quanto concerne due importi (fr. 43.95 relativi al 2014, fr. 183.35 relativi al 2015) riconducibili a interessi composti – inammissibili (art. 105 cpv. 3 CO) – per il ritardo nel pagamento di interessi moratori (anche se poi nel dispositivo della sentenza ha dimenticato di dedurre tali importi dal totale, lasciato invariata la somma richiesta di fr. 12
849.40, ciò di cui l'appellante non si duole).
6.
Nel “reclamo” RE 1 deplora – in sintesi – che il Pretore abbia accolto la petizione “in totale assenza di documenti” e non gli ha notificato una precedente sentenza del 7 febbraio 2017 sui contributi condominiali scaduti dal 2014 al 2016 (prima rata), il cui carteggio (inc. SE.2016.54) non è stato richiamato agli atti. A suo parere inoltre il giudice “avrebbe dovuto raccogliere le prove prima di emettere la decisione impugnata”. In diritto poi – egli soggiunge – il Pretore avrebbe dovuto avvedersi che un'ipoteca legale fondata sull'art. 712
i
cpv. 1 CC copre solo i contributi scaduti negli ultimi tre anni e non quelli dell'anno corrente, di modo che avrebbe dovuto respingere la pretesa della comunione dei comproprietari per lo meno nella misura in cui si riferiva alla prima rata di contributi del 2017. Il convenuto chiede così, in definitiva, di rigettare la petizione e di riformare in tal senso la sentenza impugnata.
7.
Nella misura in cui rimprovera al Pretore di non avere assunto prove, il convenuto formula una critica inconsistente. L'art. 222 cpv. 2 seconda frase CPC prescrive che un convenuto deve specificare nel memoriale di risposta quali fatti, così come esposti dall'attore, riconosce o contesta. Se egli non presenta una risposta, quei fatti si ritengono non contestati. Soggetti a prova, in altri termini, sono soltanto fatti controversi (art. 150 cpv. 1 CPC), sicché non occorre dimostrare fatti non litigiosi, a meno che – come ha ricordato il Pretore – sussistano “notevoli dubbi” al riguardo, nel qual caso il giudice può attivarsi d'ufficio (art. 153 cpv. 2 CPC). Perché ciò avvenga, ad ogni modo, le allegazioni dell'attore devono apparire inverosimili (
Tappy
in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione n. 9, 10 e 11 ad art. 223). In concreto RE 1 non pretende che l'esistenza o l'ammontare dei contributi condominiali sia inverosimile. Asserisce soltanto che non sono documentati. Il Pretore non era tenuto quindi ad assumere prove di sua
iniziati
va. Quale utilità poi avrebbe avuto il richiamo dell'inc. SE.2016.54,
archiviato, egli non spiega, mentre il fatto che la relativa sentenza non gli sarebbe stata notificata andava censurato davanti al primo giudice. Fatti nuovi sono ricevibili in appello soltanto se “dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile addurli nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile, tenuto conto delle circostanze” (art. 317 cpv. 1 lett. b CPC). E nel memoriale nemmeno il convenuto prospetta estremi del genere. Quanto al calcolo degli interessi (difformi rispetto a quelli dell'iscrizione provvisoria), l'interessato non adombra critiche.
8.
Più delicata è la censura stando alla quale, in diritto, unicamente i contributi scaduti negli ultimi tre anni d'esercizio (e non quelli dell'anno corrente) danno diritto a un'ipoteca legale, sicché il Pretore avrebbe dovuto respingere la pretesa della comunione dei comproprietari per lo meno nella misura in cui si riferisce alla prima rata di contributi condominiali del 2017, esercizio contabile a quel momento ancora in corso. Sulla questione la dottrina è divisa.
a)
Secondo la maggior parte degli autori, l'ipoteca legale dell'art. 712
i
cpv. 1 CC garantisce “i contributi decorsi negli
ultimi tre anni”, ovvero quelli relativi agli esercizi contabili
dell'ultimo triennio, e non quelli dell'esercizio corrente (
Wermelinger
in: Zürcher Kommentar, 2a edizione, n. 29 ad art. 712
i
CC con numerosi rinvii;
Amoos Piguet
in: Commentaire romand, CC II, Basilea 2016, n. 9 ad art. 712
i
e 712
k
;
Bohnet
,
Actions civiles, vol.
I, 2
a
edizione, § 48 n. 32; inoltre:
PPE contre propriétaire d'étage, in: Bohnet/ Carron, 19
e
Séminaire sur le droit de bail, Basilea 2015, n. 22;
Pellascio
in: Kren Kostkiewicz/Wolf/Amstutz/Fankhauser, ZGB Kommentar, 3a edizione, n. 5 ad art. 712
i
;
Friedrich
, Das Stockwerkeigentum, Reglement für die Stockwerkeigentümer, 2a edizione, § 22 nota 4;
Ottiker
, Pfandrecht und Zwangsvollstreckung bei Miteigentum und Stockwerkeigentum, tesi, Berna 1972, pag. 81;
Weber
, Die Stockwerkeigentümergemeinschaft – Praktische Möglichkeiten und Grenzen vertraglicher Gestaltung im schweizerischen und deutschen Recht, tesi, Zurigo 1979, pag. 468;
Mathis
, Das Bauhandwerkerpfandrecht in der Gesamtüberbauung und im Stockwerkeigentum, tesi, Berna/Stoccarda 1988, pag. 287 seg.).
b)
Una minoranza degli autori ritiene invece che
l'ipoteca legale dell'art. 712
i
CC possa essere chiesta anche per contributi scaduti nel corso dell'esercizio contabile corrente, in consonanza con l'art.
77 cpv. 1 n. 3 CO (
Meier-Hayoz/Rey
in: Berner Kommentar, edizione 1988, n. 33 ad art. 712
i
CC, condiviso da
Bösch
in: Basler Kommentar, ZGB II, 6a edizione, n. 5 ad art. 712
i
; analogamente:
Thurnherr,
Bauliche Massnahmen bei Mit- und Stockwerkeigentum, Grundlagen und praktische Probleme, tesi, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, pag. 227 n. 458).
A mente di tali autori, l'iscrizione di un'ipoteca legale per contributi scaduti può essere chiesta anche prima che l'esercizio contabile dell'anno corrente sia giunto a termine. Simile orientamento è stato privilegiato dalla Camera dei reclami civili del Tribunale d'appello in una sentenza del 2 aprile 2019 (inc. 16.2017.12). Quella Camera non ha escluso tuttavia che possa ritenersi conforme al diritto anche l'opinione contraria (consid. 6c).
c)
Nel caso specifico la comunione dei comproprietari ha chiesto l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale l'8 giugno 2017, iscrizione che il Pretore ha ordinato l'indomani senza contraddittorio. Se non che, a quel momento l'esercizio contabile del 2017 della proprietà per piani era ancora in corso. Si seguisse l'indirizzo della dottrina maggioritaria, la comunione dei comproprietari non avrebbe potuto valersi perciò dell'art. 712
i
CC in garanzia del contributo condominiale dovuto quell'anno da RE 1 (prima rata), poiché soltanto gli esercizi contabili del triennio 2014 – 2016 potevano considerarsi chiusi (esempio di calcolo in:
Wermelinger
, La propriété par étages, 3a edizione, pag. 539 n. 63 segg.). Si seguisse la corrente di pensiero minoritaria, invece, nel giugno del 2017 la prima rata del contributo 2017 era scaduta e abilitava a una richiesta di ipoteca legale, unitamente ai contributi ancora scoperti dal giugno del 2014 in poi. Nell'istanza di iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale e nella petizione tendente all'iscrizione definitiva la comunione dei comproprietari si è manifestamente fondata su tale criterio, in difetto di che non avrebbe potuto chiedere l'iscrizione di un'ipoteca legale (anche) per la prima rata del contributo 2017. La comunione poteva sentirsi legittimata del resto a procedere in tal senso, soprattutto dopo la citata sentenza emessa il 2 aprile 2019 dalla Camera dei reclami civili del Tribunale d'appello.
9.
Nelle circostanze descritte spettava al convenuto, allora patrocinato da un legale, contestare dinanzi al Pretore il metodo di calcolo applicato dall'attrice, a maggior ragione ove si consideri che a tale proposito la Camera civile dei reclami ha sì prediletto l'opinione della dottrina minoritaria, ma non ha escluso che la teoria maggioritaria sia a sua volta conforme al diritto. Al dibattimento dell'11 novembre 2019 nulla impediva così a RE 1 di avversare la richiesta di ipoteca legale per la prima rata del contributo condominiale 2017, sostenendo che simile richiesta non poteva essere validamente sorretta dall'art. 712
i
CC. Sarebbe poi stato compito del Pretore dirimere la questione. Al dibattimento dell'11 novembre 2019 invece il convenuto non ha sollevato obiezioni. Né ha mosso obiezioni entro il nuovo termine che gli è stato fissato al dibattimento per
presentare osservazioni scritte e neppure entro l'ultimo termine impartitogli il 15 gennaio 2020 “per
rispondere o per comunicare di voler essere convocato a un'udien
za”. Solo nell'appello egli contende per la prima volta la legittimità dell'ipoteca legale in relazione al contributo condominiale del 2017.
10.
Tutte le persone che partecipano a un processo civile devono comportarsi secondo buona fede (art. 52 CPC). Uno dei doveri principali che discende da tale principio è quello per cui una parte deve far valere i propri mezzi di azione o di difesa senza indugio. Non è lecito, in altri termini, sollevare a posteriori argomenti che si sarebbero potuti addurre in tempo utile nel corso del procedimento (
Bohnet
in: Commentaire romand, CPC, op. cit., n. 28 ad art. 52 con richiami;
Trezzini
in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, 2a edizione, vol. I, n. 15 ad art. 52 con riferimenti). Il convenuto non giustifica minimamente le ragioni che l'hanno indotto a rimanere reiteratamente passivo dinanzi al Pretore, benché a quel tempo egli fosse regolarmente patrocinato da un avvocato. Non può quindi lamentare per la prima volta dinanzi a questa Camera
l'iscrizione di un'ipoteca legale per il contributo del 2017. La doglianza andava sottoposta previamente al giudice naturale. Anche su questo punto l'appello si rivela così destinato all'insuccesso.
11.
Le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC).
Viste le condizioni economiche verosimilmente difficili in cui versa l'appellante, il quale non risulta avere cognizioni giuridiche particolari e ha agito senza l'ausilio di un legale, conviene rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di oneri processuali. Ciò rende priva d'oggetto la richiesta di gratuito patrocinio. La comunione dei comproprietari del ‟Condominio CO 1”, che ha formulato osservazioni sull'ammissibilità dell'ipoteca legale riguardo alla prima rata del contributo condominiale 2017, ha diritto in ogni modo a un'adeguata indennità per ripetibili.
12.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. L'impugnabilità del dispositivo sul gratuito patrocinio, di natura incidentale, segue quella dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF).