Decision ID: 24986db9-7434-5c7b-a101-c88d1e466dd0
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con istanza 29 aprile 2011 diretta contro RE 1, CO 1 e CO 2, hanno chiesto al Pretore _, in base all'art. 271 cpv. 1 cifra 4 e cifra 2 LEF, di porre sotto sequestro:
– “la PPP no. _ quota 626/1000 del fondo base part. _ RFD _, di proprietà del signor RE 1. In esecuzione del decreto di sequestro è fatto ordine all'Ufficiale dei registri _ di procedere all'immediato e completo blocco del Registro fondiario (restrizione completa dalla facoltà di disporre) relativamente al foglio PPP _, quota 626/1000 del fondo base part. _ RFD _”;
– “presso _, il credito spettante al notaio avv. F_ nei confronti di _ in restituzione dell'importo di fr. 150'000.– depositato a titolo fiduciario sul proprio conto clienti n. _ a garanzia del pagamento della TUI della compravendita della PPP _, fondo base part. _ RFD _ di cui al rogito n. _, importo, in realtà, di pertinenza del signor RE 1”;
– “presso il notaio avv. F_, il credito del signor RE 1 nei confronti del notaio avv. F_, in restituzione dell'importo di fr. 150'000.– relativo alla trattenuta TUI della compravendita della PPP _, fondo base part. _ RFD _ di cui al rogito n. _”;
il tutto sino a concorrenza del credito di fr. 390'000.– oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2010.
B. I sequestranti hanno affermato di avere acquistato, in ragione di 1/2 ciascuno, con contratto di compravendita immobiliare del 16 agosto 2004 (rogato con atto n. _ del notaio avv. L_) dal promotore RE 1 e con lui da _, _, _ e _, la PPP n. _ (quota di comproprietà 78/1000) del fondo base n. _ RFD _, presso il Condominio _. Con atto aggiuntivo del 4 agosto 2008 (n. _ rogato dal notaio avv. L_) al predetto contratto immobiliare, a seguito di modifiche strutturali intervenute in corso d'opera, le parti hanno dato atto che la quota di comproprietà relativa alla PPP n. _ era aumentata a 82/1000.
Nell'immobile in questione erano emersi una serie di gravi difetti, fra cui il distacco di lastre di granito dalle facciate e la presenza di importanti crepe nella piscina. Vari inviti volti a porre rimedio a queste problematiche, sarebbero stati ignorati da RE 1. I difetti erano quindi stati oggetto di una procedura di prova a futura memoria avviata davanti alla Pretura _ (inc. n. DI.2010.84/85) dalla Comunione dei condomini dell'immobile e, singolarmente, dai suoi membri. Il relativo rapporto peritale 31 maggio 2010 dell'ing. _ -che in sostanza faceva proprie le conclusioni di un altro  il preventivo di massima dei costi per il risanamento dell'immobile in fr. 2'408'000.– (+/- 20%). Il preventivo finale del 14 marzo 2011 elaborato dallo studio d'ingegneria _, stimava in fr. 4'524'567.– la spesa massima necessaria per eliminare i danni e in fr. 420'000.– gli onorari e gli imprevisti. La quota parte per i sequestranti, in quanto proprietari di una PPP di 82/1000, era così di fr. 410'000.– (fr. 5'000'000.– x 82/1000), pari al minor valor subìto dall'appartamento.
C. Il 3 maggio 2011, il Pretore _, ha decretato il sequestro così come richiesto per l'importo di fr. 390'000.– oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2010.
D. Il 14 maggio 2011 RE 1 ha formulato opposizione al citato decreto di sequestro, contestando esistenza e ammontare del credito, esistenza di una causa di sequestro e esistenza di beni da sequestrare. Al contraddittorio del 13 ottobre 2011 l'opponente ha prodotto un memoriale integrativo all'opposizione, evidenziando anzitutto che il suo credito verso il notaio avv. F_ e il credito di quest'ultimo verso l'istituto bancario detentore del suo conto notarile erano medesimi: di modo che l'opposizione era rivolta ad entrambi. Ciò detto, e ad ogni modo, la sua pretesa creditoria era sorta nei confronti del notaio che aveva trattenuto l'importo a garanzia del pagamento della TUI in virtù dell'atto di compravendita n. _ del 3 aprile 2007 da lui rogato. E, questo a prescindere dal rapporto contrattuale esistente tra quel notaio e la banca presso cui egli aveva aperto il conto professionale: pertanto i relativi valori, erano di sua unica spettanza, e non riguardavano certo l'opponente. Quest'ultimo insieme alla società _ AG, a novembre 2008 nell'ambito dello convenzione di scioglimento della società semplice “_” che aveva investito nella realizzazione del Condominio _, ne aveva rilevato diritti e oneri. Anche per conto dell'opponente la società aveva così anticipato i relativi dividendi di liquidazione versati ai soci uscenti: e proprio in conseguenza di ciò la sua situazione debitoria verso di lei si era aggravata. L'immobile presentava sì problemi, ma certo non quelli riconducibili alla pretesa milionaria avanzata nel 2011. Nell'intento di equilibrare i debiti verso la società _ AG, l'opponente aveva disposto una prima cessione globale 10 giugno 2009 che, nell'ambito di una causa analoga, il Pretore _ non aveva ritenuto altresì comprensiva dei crediti TUI. Si giunse così alla specificazione di cui all'accordo del 1° aprile 2011, da intendersi quindi quale complemento della volontà espressa nel 2009 e che precisava appunto che il fine ultimo era quello di coprire gli ingenti debiti dell'opponente. I beni oggetto del sequestro appartenevano così solo alla società _ AG. Quale controprestazione, alla società _ AG andavano gli utili netti derivanti dalle compravendite delle PPP, le garanzie depositate a titolo di TUI ottenendo così il controllo sull'intero affare e recuperando quanto già anticipato per l'opponente. In ogni caso, quantomeno il sequestro era da confermare per al massimo la metà, quota questa che secondo il contratto di scioglimento della società semplice “_” del novembre 2008 era stata attribuita all'opponente. Ingiustificato poi il sequestro della PPP n. _ fondo base n. _ RFD _ poiché acquistata -una volta risoltasi la procedura LAFE- da un'altra società con effetto 21 maggio 2010, ossia ben prima che fosse emesso il decreto di sequestro.
In sede di risposta, i sequestranti hanno rilevato che il credito in questione apparteneva a RE 1 rispettivamente RE 1 e/o la società _ AG a titolo solidale e in regime di proprietà comune avendo essi rilevato insieme diritti e oneri del Condominio _ nell'ambito dello scioglimento della società semplice “_”, che in quella operazione immobiliare aveva investito. Opponente e società _ AG costituivano fra loro una società semplice, che certo non poteva ritenersi a sua volta liquidata e sciolta in virtù di una mera cessione di crediti. Pertanto, l'opponente risultava ancora titolare del credito sequestrato. Allo scopo di sottrarsi alle richieste di risarcimento avanzate in relazione al Condominio _, operazione che si era rivelata fallimentare, egli stava cedendo tutti i beni propri a società di famiglia sfruttando l'“immunità” offertagli dal suo domicilio all'estero. Di fatto, con la cessione dei crediti TUI alla società _ AG, terza debitrice solidale nei confronti dei suoi creditori, egli aveva ceduto l'unico bene ancora disponibile in Svizzera. Tale cessione era simulata rispettivamente abusiva giusta l'art. 2 cpv. 2 CC, e volta a indebolire proprio la posizione di quei creditori. In questo era ravvisabile la malafede dell'opponente. I sequestranti hanno per contro rinunciato alla richiesta di conferma del sequestro a carico della PPP n. _ del fondo base n. _ RFD _.
Le parti hanno rinunciato a, rispettivamente, replica e duplica.
E. Con sentenza del 20 ottobre 2011, il Pretore _, ha confermato solo il sequestro eseguito presso il notaio avv. F_, del credito di RE 1 verso quel notaio in restituzione dell'importo di fr. 150'000.– trattenuto a garanzia del pagamento TUI per la compravendita della PPP n. _ fondo base part. n. _ RFD _ di cui al rogito n. _ del 3 aprile 2007. Pacifica la verosimile esistenza del credito dei sequestranti verso l'opponente per difetti all'immobile da loro acquistato, e della causa del sequestro ex art. 271 cpv. 1 cifra 4 LEF. A seguito dello scioglimento della società semplice “_”, che era intervenuta quale investitrice nell'operazione Condominio _, opponente e società _ AG ne avevano rilevato tutti i diritti e gli oneri. Pertanto a ragione i sequestranti avevano considerato che titolari dell'importo sequestrato di fr. 150'000.– (somma in deposito presso il notaio avv. F_) erano l'opponente insieme alla società _ AG, fra i quali si era a sua volta costituita una nuova società semplice. Ciò posto, l'opponente non aveva reso verosimile un suo pregiudizio personale, attuale e concreto ai propri interessi causato dal blocco di quel credito, in quanto si era limitato a dire di non esserne più titolare in forza della cessione 1° aprile 2011. L'opposizione era così irricevibile. Volendo prescindere da tale circostanza, l'esito della causa non sarebbe comunque stato a favore dell'interessato. L'accordo 1° aprile 2011 con cui aveva ceduto alla società _ AG i crediti TUI era abusiva poiché volta a sottrarre beni che potevano essere oggetto di richieste di sequestro da parte di suoi creditori (fra cui appunto i sequestranti), manifestatisi con pretese legate al Condominio _. Prova ne era che la cessione era in sostanza stata confezionata ad arte per sopperire alle carenze già evidenziate nell'ambito di un'analoga vertenza dal Pretore _ con giudizio reso il 29 settembre 2010 e con riferimento a una precedente cessione datata 10 giugno 2009. In base al verbale di sequestro poi, il provvedimento era risultato fruttuoso nella misura in cui non fosse prevalso il sequestro penale 8 ottobre 2008 che lo precedeva, rispettivamente un precedente altro sequestro. A fronte di tutto ciò, il contratto di cessione costituiva quindi un atto abusivo, e quindi invalido, in quanto rappresentava il palese tentativo dell'opponente di trafugare beni. Ciò detto, il Pretore ha così confermato il decreto pretorile limitatamente al credito sequestrato presso il notaio avv. F_.
Dato che il sequestro era risultato fruttuoso, ne ha per contro disposto la revoca con riferimento al credito che quel notaio aveva verso la banca. Avendo i sequestranti abbandonato la richiesta di sequestro in quanto riferita alla PPP n. _ del fondo base n. _ RFD _, egli ha altresì annullato il sequestro della PPP n. _ del fondo base n. _ RFD _.
F. Con reclamo 26 ottobre 2011 RE 1 chiede di accogliere la sua opposizione e di annullare il sequestro. Sciolta la società semplice “_”, fra lui e la società _ AG non si era costituita alcuna nuova società semplice. Ciò non era certo deducibile dal fatto che si erano obbligati a titolo solidale verso i soci investitori uscenti della precedente società. In ogni caso peraltro, la si poteva considerare sciolta con la cessione del 10 giugno 2009. La legittimazione del reclamante a interporre opposizione era data dal suo interesse personale, attuale e concreto a che la cessione 1° aprile 2011 -intesa a diminuire la sua esposizione debitoria verso la società _ AG- fosse considerata valida. I sequestranti avevano addotto che la cessione 1° aprile 2011 era simulata, ma non avevano mai preteso e comprovato la tesi secondo cui quell'atto era altresì abusivo. L'insorgente lamenta pure una carenza di motivazione nella decisione impugnata, il Pretore non avendo spiegato i motivi per quali aveva qualificato di abusivo quell'atto. La volontà di cedere quei crediti risaliva al 2009, allorquando i debiti dell'opponente verso la società _ AG già erano evidenti è solo i soci finanziatori avevano avanzato pretese creditorie, e non già al 1° aprile 2011. In contropartita la società diventava titolare degli utili conseguiti con la vendita delle PPP del Condominio _, incassava gli importi garanti del pagamento TUI e gestiva da sola tutta l'operazione. Pertanto alla luce di tutto ciò, il sequestro era da revocare. A titolo subordinato il reclamante ha chiesto la conferma del provvedimento a carico del suo credito verso il notaio solo per metà importo. Nell'esito egli contesta poi una sua integrale soccombenza e il fatto che, in considerazione di ciò, il Pretore abbia posto tasse e spese oltre a un'indennità per ripetibili di fr. 1'500.– a suo carico. In caso di reiezione del reclamo, quantomeno s'imponeva di ripartire gli oneri processuali a dipendenza del grado di soccombenza dell'opponente pari a 1/3 e di quello dei sequestranti pari a 2/3.
G. Della risposta al reclamo inviata dai sequestranti il 7 dicembre 2011, dove si chiede di dichiarare irricevibile rispettivamente respingere il reclamo dell'opponente, si dirà, se necessario, nel seguito.

Considerando
in diritto: 1. La decisione del giudice del sequestro -sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, 2a ed., Basilea 2010, n. 44-45 ad art. 278)- che statuisce sull'opposizione (ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere impugnata entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio del reclamo a prescindere dal valore litigioso (art. 48 lett. e n. 1 LOG, nonché art. 309 lett. b n. 6 e 319 lett. a CPC). L'autorità superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore -e contestate dalla controparte- è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per mantenere il provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).
2. Il termine per l'inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC su rinvio dell'art. 278 cpv. 3 LEF). Eventuali osservazioni al reclamo devono poi ossequiare un medesimo termine di dieci giorni (art. 322 cpv. 2 CPC).
Proposto il 26 ottobre 2011 avverso la sentenza 20 ottobre 2011 intimata lo stesso giorno e notificata l'indomani, il reclamo ossequia il predetto termine ed è quindi ammissibile. Il ricorso dell'opponente è stato intimato ai sequestranti il 21 novembre 2011 e notificato il successivo giorno 28, di modo che inviata il 7 dicembre 2011 la sua risposta al reclamo è tempestiva.