Decision ID: 766586ff-bd40-4e24-ae7f-bb2ff17306bb
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera, per sé e
per la figlia minorenne C._, il (...) maggio 2022.
A.b Dalle investigazioni intraprese dalla SEM nella banca dati europea
“Eurodac” il (...) maggio 2022, è risultato che la richiedente 1 aveva depo-
sitato una domanda d’asilo in Grecia il (...), ottenendone la protezione in-
ternazionale sussidiaria il (...).
A.c Il (...) maggio 2022 si è tenuto con l’interessata 1 un’audizione concer-
nente il rilevamento dei suoi dati personali, nel contesto della quale ella ha
segnatamente consegnato le taskara sua e della figlia C._.
A.d Il (...) giugno 2022, la SEM ha svolto con la succitata un colloquio
Dublino. Durante il predetto, è stata data l’occasione alla richiedente di es-
sere sentita circa i motivi che si opporrebbero ad un loro rinvio in
Grecia, nonché riguardo al loro stato di salute.
L’interessata ha, in sostanza e per quanto qui di rilievo, dichiarato di aver
domandato asilo in Grecia e che dopo (...) anni avrebbe ricevuto una ri-
sposta positiva. Per la maggior parte del suo soggiorno nel predetto Stato,
avrebbe vissuto nel campo di “E._” vicino alla città di F._, in
un container dove vi sarebbe stato all’interno il bagno e la doccia. Dal se-
condo mese in cui soggiornava in Grecia, avrebbe percepito un sussidio
finanziario da parte delle autorità, che sarebbe cessato però al momento
del ricevimento della decisione positiva. In seguito, per (...) mesi, avrebbe
vissuto sempre nel campo, ma non avrebbe più percepito l’aiuto finanzia-
rio. Allorché sarebbero giunti i loro documenti, avrebbero riferito loro che
dovevano lasciare il loro alloggio (il container), e che dalla settimana se-
guente non avrebbero più neppure ricevuto cibo. La richiedente 1 ha alle-
gato di aver sofferto molto in Grecia, dove non vi sarebbe stato alcun lavoro
per lei, né sicurezza. In due occasioni, esse sarebbero state vittime di un
tentativo di aggressione nel campo. La seconda volta l’interessata 1
avrebbe chiamato la polizia, che però si sarebbe presentata soltanto il
giorno dopo e non avrebbe intrapreso nulla. Ella non avrebbe inoltre impa-
rato la lingua greca durante il suo soggiorno, né la figlia avrebbe appreso
alcuna nozione a scuola, in quanto avrebbero soltanto fatto disegnare ai
bambini. Per i problemi medici si sarebbe rivolta alla clinica presente nel
campo, però non avrebbero mai dato seguito alle sue richieste d’aiuto, con-
segnandole soltanto alcune volte una ricetta per dei medicinali che doveva
comprare personalmente, e dei calmanti per i problemi che l’interessata 1
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aveva alla schiena. Ella non si sarebbe rivolta alle autorità greche al di fuori
del campo dopo la cessazione delle prestazioni finanziarie, né dopo aver
ottenuto i suoi documenti, in quanto non conosceva nessuno. Dopo aver
lasciato il campo dove soggiornavano, le interessate si sarebbero recate
ad G._ e dopo aver acquistato il biglietto aereo con i risparmi che
sarebbero riuscite a mettere da parte dal sostegno finanziario ricevuto in
precedenza, sarebbero giunte in Svizzera. Interrogata sul loro stato di sa-
lute, la richiedente 1 ha asserito di avere problemi a due vertebre della
schiena, che sarebbero peggiorati in Grecia non avendo ivi ricevuto delle
cure. Nel predetto Paese, avrebbe inoltre iniziato ad accusare dolori allo
stomaco. Ha inoltre affermato di soffrire di mal di testa molto forte e che
non riuscirebbe a sopportare i rumori ed i litigi. La figlia starebbe invece
bene di salute, essendo che la problematica ai polmoni, sarebbe nel frat-
tempo stata sanata.
A.e La SEM, il (...) giugno 2022, ha presentato alle competenti autorità el-
leniche una richiesta di riammissione delle richiedenti in applicazione della
Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 di-
cembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati
membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare
(GU L 348/98 del 24.12.2008; di seguito: direttiva ritorno) e dell’Accordo
bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a be-
neficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale
svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammis-
sione di persone in situazione irregolare del 28 agosto 2006 [RS
0.142.113.729]). Il (...) giugno 2022, la Grecia ha accettato la riammis-
sione, precisando che alle interessate è stato concesso lo statuto di rifu-
giato il (...) e che sono titolari del relativo permesso di soggiorno valido dal
(...) fino al (...).
A.f Con scritto del 19 luglio 2022, il rappresentante legale delle interes-
sate, ha innanzitutto constatato che l’autorità inferiore avrebbe condotto
un’accurata istruzione, che le consentirebbe di adottare una decisione, per-
lomeno nel senso dell’inammissibilità e dell’inesigibilità dell’esecuzione
dell’allontanamento delle richiedenti. Ha quindi formulato la richiesta alla
SEM che adotti tempestivamente una decisione di attribuzione cantonale
per le predette, visto lo stato di salute della richiedente 1 e le specifiche
esigenze dovute alla giovane età della richiedente 2.
A.g Il 3 ottobre 2022, la SEM ha emanato il progetto di decisione negativo,
in merito al quale il 5 ottobre 2022, le interessate hanno presentato il loro
parere.
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A.h Agli atti sono inoltre presenti diversi Fogli di trasmissione di informa-
zioni mediche (cosiddetti “F2”), relativi a delle visite mediche effettuate
dalle ricorrenti per le loro problematiche di salute, di cui si dirà, per quanto
necessario, nei considerandi.
B.
Con decisione del 5 ottobre 2022, notificata il giorno seguente (cfr. atto
SEM n. [{...}] 38/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo
delle richiedenti ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo
(LAsi, RS 142.31), ed ha pronunciato il loro allontanamento dalla Svizzera
verso la Grecia e l’esecuzione della predetta misura.
Nella succitata decisione, l’autorità inferiore si è innanzitutto confrontata
con il parere delle insorgenti, ritenendo come le condizioni di vita in Grecia
da loro vissute non sarebbero state contrarie all’art. 3 CEDU. Difatti non
apparirebbe che alle medesime siano state negate delle cure mediche es-
senziali, o ancora che non abbiano ottenuto vitto e alloggio o che sia stato
negato l’accesso alla scolarizzazione alla richiedente 2. Inoltre, lo stato di
salute dell’interessata 1 non risulterebbe d’ostacolo ad un loro ritorno in
Grecia e spetterebbe a quest’ultima far valere i loro diritti presso le prepo-
ste autorità greche e chiedere aiuto alle numerose organizzazioni non go-
vernative e internazionali ivi presenti, ciò che ella non avrebbe fatto dopo
l’ottenimento del permesso di soggiorno. Peraltro, l’interesse superiore
della richiedente 2 sarebbe quello di rimanere con la madre. Esse potreb-
bero altresì rientrare in Grecia, senza temere un allontanamento in viola-
zione del principio di non-respingimento. Oltracciò, né dal profilo del loro
stato di salute – che sarebbe stato sufficientemente acclarato – né da
quello della sicurezza presente nel predetto Paese, risulterebbe che il loro
allontanamento sia inesigibile. In merito alla recente sentenza di riferimento
del Tribunale nelle cause congiunte E-3427/2021 e E-3431/2021 del
28 marzo 2022, a parere dell’autorità inferiore sussisterebbero d’un canto,
nel loro caso specifico, delle circostanze favorevoli. Invero, esse non sof-
frirebbero di problemi medici particolarmente gravi, avrebbero beneficiato
di vitto ed alloggio, nonché di sostegno finanziario e la figlia avrebbe potuto
accedere alla scuola durante il loro soggiorno in Grecia; altresì la richie-
dente 1 non avrebbe mai cercato lavoro ed avrebbe potuto mettere da
parte dei risparmi per viaggiare in Svizzera. D’altro canto, non risulterebbe
che esse abbiano cercato di ottenere un sostegno da parte delle autorità
elleniche una volta ottenuta la protezione internazionale in Grecia ed il re-
lativo permesso di soggiorno. Esse dovrebbero far valere i loro diritti e ri-
chiedere aiuto direttamente presso le autorità greche o a degli organismi
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di natura caritativa presenti su suolo ellenico. Difatti esse possono benefi-
ciare delle prestazioni previste dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento
e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cit-
tadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione
internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi
titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della
protezione riconosciuta (rifusione) (GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito:
direttiva qualificazione]), alla quale la Grecia è vincolata. Nulla nelle condi-
zioni personali e di salute dell’interessata 1, permetterebbe di concludere
che ella non sia in grado di esigere con le sue forze i diritti che spettano
loro nel precitato Stato. Non apparirebbero quindi dagli atti degli elementi
concreti atti a concludere come la loro vita si ritroverebbe in pericolo nel
caso di un ritorno in Grecia. Infine, la SEM ritiene l’esecuzione del loro al-
lontanamento pure come possibile sia dal profilo tecnico sia da quello pra-
tico.
C.
Per il tramite del suo ricorso del 12 ottobre 2022 (cfr. risultanze proces-
suali), le interessate sono insorte dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione dell’auto-
rità inferiore ed hanno concluso all’annullamento della stessa e alla resti-
tuzione degli atti di causa alla SEM perché effettui l’esame nazionale delle
loro domande d’asilo o, in primo subordine, per il completamento dell’istrut-
toria. In secondo subordine, hanno invece postulato la concessione
dell’ammissione provvisoria in Svizzera. Contestualmente, esse hanno
pure presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione
dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.
Nel loro memoriale ricorsuale, le insorgenti osservano innanzitutto come il
loro rinvio in Grecia risulti essere inammissibile ed inesigibile. Invero, es-
sendo il loro nucleo familiare composto da una donna sola con una figlia
minorenne, già di per sé sarebbe particolarmente vulnerabile. Riprendendo
quanto già esposto nel colloquio Dublino dalla ricorrente 1, circa come
avrebbero vissuto in Grecia, ritengono inoltre non esservi le condizioni fa-
vorevoli – esposte nella recente sentenza di riferimento del Tribunale suc-
citata – per un loro rinvio nel predetto Paese. Altresì, a differenza di quanto
sostenuto dalla SEM nella decisione avversata, la situazione medica della
ricorrente 1, non sarebbe stata ancora accertata in modo esatto e defini-
tivo. Pertanto, oltre a non considerare la severità delle patologie già a ella
diagnosticate, l’autorità inferiore avrebbe anche accertato in modo inesatto
ed incompleto il suo stato di salute. In caso di ritorno in Grecia, esse si
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ritroverebbero, con ogni probabilità, in una condizione di emergenza esi-
stenziale, criterio determinante da valutare secondo la succitata sentenza
del Tribunale. Invero, le insorgenti, oltre a costituire un nucleo famigliare
con una donna sola ed una figlia minorenne, non dispongono in Grecia di
un’abitazione in cui vivere. Per di più, la ricorrente 1 non gode di ottima
salute, né può fare degli sforzi fisici, se non altro, per i problemi alla colonna
vertebrale, non conosce la lingua greca né altre lingue straniere oltre alla
sua madrelingua, né risulta che abbia maturato delle esperienze lavorative
pregresse. Infine esse non disporrebbero su suolo ellenico di alcuna rete
sociale o famigliare. A differenza poi di quanto osservato dalla SEM nella
decisione avversata, vi sarebbero comprovati ostacoli a che un beneficiario
della protezione internazionale possa accedere al programma Helios,
come spiegato in un rapporto del (...) redatto da due organismi non gover-
nativi ([...] e [...]). Peraltro, nell’attuale periodo di grave crisi economica, in
Grecia nessun’altra organizzazione fornirebbe aiuto all’alloggio o all’assi-
stenza abitativa ai beneficiari di protezione internazionale. Le ricorrenti si
troverebbero pertanto senza un’abitazione dove vivere. Altresì, il loro tra-
sferimento in Grecia contrasterebbe con l’interesse superiore della ricor-
rente 2, principio stabilito all’art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo
del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). Citando poi dei rap-
porti di organizzazioni non governative e di altri organismi, le ricorrenti ri-
tengono esservi delle pessime condizioni di vita in Grecia, nonché note
criticità d’accoglienza – che riguarderebbero non soltanto i richiedenti
l’asilo ma anche i beneficiari di protezione internazionale – e dell’intero si-
stema socio-economico del predetto Paese, situazione che starebbe sem-
pre più peggiorando. Segnatamente, in assenza di competenze linguisti-
che, sarebbe estremamente difficile trovare un lavoro o anche solo richie-
dere aiuto. Ci sarebbero inoltre numerosi ostacoli amministrativi, che sa-
rebbero quasi impossibili da superare per chi non conosce la lingua greca.
Per tutte queste ragioni, le ricorrenti concludono come un loro rinvio in
Grecia sarebbe contrario all’art. 3 CEDU e risulterebbe pertanto inammis-
sibile ed inesigibile. Ciò a maggior ragione poiché la SEM non avrebbe né
chiesto né ottenuto delle garanzie idonee atte a garantire una presa in ca-
rico adeguata delle ricorrenti, sia dal profilo dell’alloggio e del sostegno
economico, sia delle cure mediche e dell’accesso all’istruzione per la ricor-
rente 2.
D.
Con decisione incidentale del 18 ottobre 2022, il Tribunale ha autorizzato
le ricorrenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della loro proce-
dura ed ha accolto la loro domanda di assistenza giudiziaria. Ha altresì
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trasmesso alla SEM copia del ricorso, invitandola ad inoltrare una risposta
ai sensi dei considerandi, entro il 28 ottobre 2022.
E.
Il 26 ottobre 2022, l’autorità inferiore ha dato seguito alla richiesta del Tri-
bunale, formulando le sue osservazioni responsali, riconfermandosi essen-
zialmente nelle sue conclusioni e proponendo il respingimento del ricorso.
F.
Con scritto datato 4 novembre 2022, le ricorrenti hanno trasmesso al Tri-
bunale il rapporto medico del 1° novembre 2022 stilato dal Dr. med.
H._, relativo allo stato di salute psichico della ricorrente 1.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una
decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF),
è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e
art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21
cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi
e per i motivi che seguono, il Tribunale può rinunciare allo scambio degli
scritti.
3.
3.1 Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi ad-
dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 con-
sid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una
decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad
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esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 con-
sid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).
3.2 Alla luce dei considerandi che seguono in relazione all’esecuzione
dell’allontanamento e all’accoglimento del ricorso circa la concessione
dell’ammissione provvisoria alle ricorrenti, non occorre entrare nel merito
delle conclusioni esposte nel gravame in ordine alla restituzione degli atti
all’autorità inferiore (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale
D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 4.2).
4.
4.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della
domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro
secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-
temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un
effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1
LAsi. Si presuppone inoltre che tale Stato abbia garantito la riammissione
del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza
garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo, non può infatti essere ese-
guito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125).
Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la
Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-
zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri
ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di
rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi).
4.2 Nella presente disamina, dagli atti all’incarto risulta che alle ricorrenti è
stato riconosciuto lo statuto di rifugiato in Grecia il (...) (cfr. n. 9/1 e 24/1).
Altresì la Grecia, il (...) giugno 2022, ha dichiarato di accettare la riammis-
sione delle insorgenti sul proprio territorio (cfr. n. 24/1). Circostanze che
sono peraltro state confermate pure dall’insorgente 1 nell’ambito del suo
colloquio Dublino (cfr. n. 19/6). Le ricorrenti non hanno inoltre né allegato
né sono state in misura di fornire elementi concreti che facciano ritenere
che la Grecia rischierebbe di allontanarle verso il loro Paese d’origine con-
travvenendo pertanto al principio di non respingimento.
4.3 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano
incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata
nel merito della domanda d’asilo.
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5.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia.
Le insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l’autorità infe-
riore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1
sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1,
RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9).
Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell’al-
lontanamento.
6.
6.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-
tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata
norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83
cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile
(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-
zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI).
6.2 Queste tre condizioni – l’impossibilità, l’inesigibilità e l’inammissibilità –
che risultano essere ostative all’esecuzione dell’allontanamento, sono di
natura alternativa. Allorché una delle condizioni è adempiuta, l’allontana-
mento è ineseguibile, e le condizioni di soggiorno delle persone toccate
sono regolamentate in conformità con le disposizioni relative all’ammis-
sione provvisoria (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4; cfr. anche la sentenza del
Tribunale D-3194/2021 dell’8 novembre 2021 consid. 3.5).
6.3 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli
ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-
sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve
provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-
lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento).
6.4
6.4.1 A norma dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento
non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o
di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a
seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o
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emergenza medica. Altresì, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione
dell’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigi-
bile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato
rende verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può es-
sere ritenuto ragionevolmente esigibile.
Appartiene quindi all’interessato sovvertire la suddetta presunzione. A tal
fine, egli deve presentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione
violino il diritto internazionale nel caso specifico, non gli concedano la ne-
cessaria protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si
trovi in una situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a
causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria
(cfr. tra le altre la sentenza del Tribunale D-911/2021 del 25 maggio 2022
consid. 9.3).
6.4.2
6.4.2.1 Il Tribunale ha confermato recentemente che l’esecuzione dell’al-
lontanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione inter-
nazionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio
donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono
da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata
E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). Il Tribunale ha fissato
dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone
particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o le persone il cui stato di sa-
lute è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferi-
mento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2; cfr. anche la
sentenza del Tribunale D-4839/2021 del 12 luglio 2022 consid. 8.2 con ul-
teriore rif. cit.).
6.4.2.2 Segnatamente, nel caso di famiglie con bambini (con uno o en-
trambi i genitori), le quali sono pure definite come persone vulnerabili, oc-
correrà effettuare un esame più approfondito. Per le famiglie con bambini,
l’esecuzione dell’allontanamento sarà difatti esigibile se sussistono delle
condizioni o circostanze favorevoli. Queste ultime possono essere in parti-
colare date se le persone rinviate hanno soggiornato per lungo tempo in
Grecia, se dispongono di conoscenze della lingua greca, se in Grecia
hanno già esercitato un’attività lucrativa o se possono contare sul supporto
di una rete famigliare o sociale. In ogni singola fattispecie, occorrerà tenere
conto di tutti gli elementi concreti del caso, quali l’età, lo stato di salute, la
formazione, le conoscenze delle lingue straniere e le esperienze lavorative
dell’interessato, come anche se e fino a che punto ha intrapreso dei passi
esigibili o ha tentato di effettuarli, per richiedere aiuto in Grecia. Soltanto la
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circostanza che fino ad ora l’integrazione della persona interessata in
Grecia è risultata difficile, non comporta l’inesigibilità dell’esecuzione
dell’allontanamento. Decisivo è se la persona interessata, nel caso di un
ritorno nel Paese, malgrado gli sforzi ragionevoli, con verosimiglianza pre-
ponderante verrebbe a trovarsi in un’emergenza esistenziale, la quale non
potrebbe essere evitata con le proprie forze (cfr. sentenza di riferimento
E-3427/2021 e E-3431/2021 succitata consid. 11.5.2).
6.4.2.3 Non può invece essere mantenuta oltre la presunzione legale
dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento nel caso di persone le
quali, a causa della loro particolare elevata vulnerabilità nell’evenienza di
un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in modo duraturo in gravi
difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare con le proprie forze i diritti
che spettano loro in loco. Il Tribunale ha in tal senso ritenuto che l’esecu-
zione dell’allontanamento di persone estremamente vulnerabili che hanno
diritto alla protezione – quali ad esempio minorenni non accompagnati o
persone il quale stato di salute fisico o psichico è compromesso in modo
particolarmente grave – in principio è inesigibile a parte se sussistono delle
circostanze particolarmente favorevoli, a causa delle quali eccezional-
mente si può ritenere data l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento.
Tali circostanze particolarmente favorevoli sono segnatamente date, allor-
ché si può presumere, che le persone estremamente vulnerabili che ritor-
nano nel Paese summenzionato, hanno accesso ad un alloggio adeguato
e che disporranno di un’assistenza sanitaria di base, di prestazioni di salute
necessarie nonché di aiuto all’integrazione sociale così come economica.
L’autorità inferiore è tenuta, nei casi in cui i richiedenti l’asilo rilevano del
gruppo di persone succitato, di condurre delle indagini approfondite. Se
non fossero dati dei fattori particolarmente favorevoli, allora sarà da rite-
nere che l’esecuzione dell’allontanamento delle persone estremamente
vulnerabili è inesigibile (cfr. sentenza di riferimento precitata con-
sid. 11.5.3).
6.4.3
6.4.3.1 A differenza di quanto ritenuto dalla SEM nella decisione impugnata
come pure ribadito nella sua risposta al gravame, il Tribunale è d’avviso
che nel caso delle insorgenti non sussistano, in una valutazione globale
degli elementi concreti presi in esame, delle circostanze favorevoli che ren-
dano l’esecuzione del loro allontanamento come esigibile ai sensi della giu-
risprudenza testé citata.
6.4.3.2 Innanzitutto, il Tribunale osserva come non abbia alcun elemento
fondato e concreto per dubitare circa la verosimiglianza delle allegazioni
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delle insorgenti rese nell’ambito del diritto di essere sentito concesso loro
durante il colloquio Dublino da parte della ricorrente 1 in ordine al loro sog-
giorno in Grecia. Quest’ultima, una donna vedova con una bambina, sa-
rebbe arrivata su suolo ellenico il (...) e successivamente avrebbe doman-
dato asilo. Esse sono state riconosciute quali rifugiate in Grecia e dispon-
gono di un permesso di soggiorno valido nel predetto Paese dal (...) al (...).
Non appena ottenuta la protezione internazionale, le ricorrenti avrebbero
perso ogni sostegno finanziario, ed avrebbero vissuto nel campo dove
erano alloggiate ancora per circa (...) mesi. Dopo l’ottenimento dei docu-
menti, due dipendenti del campo ed un interprete, le avrebbero riferito che
non poteva più rimanere nel container dove avrebbe vissuto con la bam-
bina fino ad allora, nonché comunicandole che avrebbe ricevuto il cibo, ma
soltanto fino ad una settimana dopo il ricevimento della decisione positiva.
A seguito dell’abbandono del campo, le insorgenti sarebbero quindi andate
ad G._ ed avrebbero acquistato il biglietto per giungere in Svizzera
con le economie da loro messe da parte del finanziamento che ricevevano
dalle autorità greche in precedenza. Per quanto la ricorrente paia aver po-
tuto accedere, a differenza di quanto da ella sostenuto (cfr. n. 19/6, pag. 1
seg.), a delle cure per sé stessa, in una clinica presente nel campo, avendo
asserito in particolare di aver ricevuto dei calmanti per il mal di testa, i pro-
blemi alla schiena ed allo stomaco. Tuttavia, il fatto che ella sia giunta in
Svizzera lamentando i medesimi disturbi, per i quali le sono effettivamente
stati diagnosticati su suolo elvetico una dispepsia (cfr. n. 17/2) – per i suoi
dolori allo stomaco, al momento dagli esami effettuati non è stato rilevato
nulla di anomalo, ma gli stessi risultano ancora in accertamento (cfr.
n. 28/2, 29/2, 33/2 e 34/2) – nonché una lombalgia con disfunzione L2-L3
con spondilolistesi di I° grado (cfr. n. 17/2 e 26/2); si può giungere alla con-
clusione che in Grecia ella non sia stata sufficientemente presa in carico
medicalmente. Anche alla ricorrente 2, poco dopo essere giunta su suolo
elvetico le è stata diagnosticata una polmonite da micoplasma (cfr. n. 16/4)
– nel frattempo guarita (cfr. n. 30/2) con tosse importante e catarro da di-
versi giorni, ciò che fa per lo meno seriamente dubitare che in Grecia –
come tra l’altro dalla madre dichiarato (cfr. n. 19/6) – ella non abbia ricevuto
le terapie necessarie rispettivamente che la bambina abbia dovuto conti-
nuare a vivere in un luogo pregiudizievole per la sua salute. Anche se risulti
corretto, come sostenuto dalla SEM nella decisione avversata, che le ricor-
renti abbiano beneficiato sino all’ottenimento dello statuto di rifugiato, di
alcune prestazioni materiali, quali un alloggio – un container con un bagno
ed una doccia al suo interno – ed il cibo; tuttavia dopo l’ottenimento del
predetto, esse si sono ritrovate dapprima senza il sostegno finanziario per
(...) mesi, e dopo il ricevimento dei documenti pure senza un alloggio ed il
cibo. Seppure la ricorrente 1 abbia d’un canto dichiarato di essersi rivolta
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soltanto nel campo dove stava per chiedere un aiuto, e non anche
all’esterno del medesimo, in particolare dopo averlo lasciato ed essere
giunta subito in Svizzera, in quanto non avrebbe conosciuto nessuno a cui
chiedere informazioni. D’altro canto, dalle sue stesse allegazioni, si evince
come ella non disponesse di alcuna conoscenza della lingua greca e di
pochissimo della lingua inglese (cfr. n. 13/10, p.to 1.17.03, pag. 4; n. 19/6),
che fosse con una bambina di (...) anni al seguito – la quale non avrebbe
neppure appreso alcuna nozione durante la scuola, in quanto avrebbero
fatto soltanto disegnare i bambini – senza mezzi finanziari sufficienti, senza
alcuna formazione scolastica o lavorativa specifica, nonché con problemi
di salute. La ricorrente 1 non ha difatti potuto frequentare alcun corso di
lingua in Grecia e non appare dagli atti che ella disponga di una rete sociale
o famigliare nel predetto Paese (né altrove – essendo peraltro il marito de-
ceduto), che potesse esserle d’aiuto per la ricerca di un alloggio o per indi-
rizzarsi alle autorità anche al di fuori del campo. Pure dal profilo lavorativo,
non poteva essere esatto che ella cercasse attivamente un’occupazione
lavorativa dopo aver ottenuto la protezione internazionale. Ciò a causa sia
della sua mancanza di conoscenza della lingua greca, sia del fatto che ella
abbia soltanto una conoscenza scolastica di base, ma nessuna formazione
scolastica specifica o pregresse esperienze lavorative né nel suo paese né
in Grecia – ha riferito soltanto di saper cucire (cfr. n. 19/6) – oltreché una
bambina ancora piccola che non avrebbe potuto lasciare da nessuna parte
e che stava sempre con lei a causa dell’insicurezza del campo. A ciò si
aggiunge che dal profilo dello stato di salute, a fianco alle già succitate
problematiche somatiche, alla ricorrente 1 è stata diagnosticata recente-
mente un episodio depressivo di media gravità, con notevoli difficoltà
nell’affrontare la vita quotidiana, gravi disturbi del sonno e tendenze suici-
darie, provvisoriamente compensate dai suoi compiti quale madre (cfr. cer-
tificato medico del 1° novembre 2022 del Dr. med. H._). Il medico
curante psichiatra, sulla base di due consulti, ha al momento concluso
come un ritorno della ricorrente 1 in Grecia potrebbe causare un aggrava-
mento del suo stato depressivo, con notevole rischio che ella non sia più
in grado di prendersi cura della figlia, con la conseguenza che anche l’ul-
timo (e più forte) freno alla realizzazione dei suoi istinti suicidari possa venir
meno (“Aktuell und bis auf Weiteres ist allein auf Grund der mittelgradigen
depressiven Episode Frau A._ nicht in der Lage, die mit einer Rück-
führung nach Griechenland verbundenen Belastungen auszuhalten, sie
würde noch depressiver, mit dem erheblichen Risiko, gar nicht mehr für
ihre Tochter als Mutter zu funktionieren, womit dann der letzte (und stärk-
ste) Schutz realisierter Suizidalität wegbrechen würde”, cfr. certificato me-
dico del 1° novembre 2022 del Dr. med. H._, pag. 2).
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6.4.4 Alla luce del quadro testé descritto, il Tribunale ritiene che la ricor-
rente 1, nell’evenienza di un suo rinvio su suolo ellenico, non possa prov-
vedere con le sue sole forze ad assicurarsi un reddito, che possa coprire i
bisogni più elementari suoi e della figlia minorenne. Invero, ella parla uni-
camente farsi e dari nonché pochissimo inglese, è una madre sola senza
alcuna rete sociale che possa esserle di supporto nel caso di un suo ritorno
in Grecia vista la situazione economica generalmente difficile ivi presente
(per la situazione di accoglienza in Grecia di persone che hanno ottenuto
la protezione internazionale, si veda la sentenza di riferimento nelle cause
congiunte E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9), non-
ché soffre di problemi di salute somatici e psichici. Va da sé che non possa
essere nell’interesse superiore ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 CDF, che l’esecu-
zione dell’allontanamento di una bambina di (...) anni avvenga nelle misere
condizioni di vita previste, con il rischio anche che peggiori lo stato di salute
psichico della madre nel caso di un loro rinvio in Grecia. Agli occhi del Tri-
bunale, a differenza quindi di quanto concluso dall’autorità inferiore, non
appare esservi agli atti all’inserto alcun elemento favorevole di particolare
importanza – salvo il relativo lungo soggiorno in Grecia di quasi (...) anni –
che faccia ritenere l’esecuzione dell’allontanamento delle insorgenti come
esigibile. Al contrario, sono ravvisabili all’incarto sufficienti indizi concreti
che rendono credibile, con verosimiglianza preponderante, che le ricorrenti
dopo un loro ritorno in Grecia, senza una presa in carico immediata ed il
sostegno statale, si ritroverebbero a vivere in condizioni di precarietà esi-
stenziale. Ciò che comporta, nel caso di specie, l’inesigibilità dell’esecu-
zione dell’allontanamento delle insorgenti (cfr. anche nello stesso senso la
sentenza del Tribunale D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 10.2).
7.
Visto quanto sopra considerato, il ricorso è quindi accolto, per quanto at-
tiene alla richiesta delle ricorrenti tendente alla concessione dell’ammis-
sione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Per
il resto, il ricorso è respinto, per quanto si debba entrare nel merito dello
stesso. I punti 3 e 4 del dispositivo della decisione impugnata della SEM
sono annullati e all’autorità inferiore è ordinato di concedere l’ammissione
provvisoria in Svizzera alle ricorrenti.
8.
Visto l’esito della procedura – il Tribunale nelle costellazioni come la pre-
sente disamina ritiene la parte vincente soltanto per metà – le spese pro-
cessuali ridotte andrebbero poste a carico delle ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
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nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, avendo il Tribunale accolto
la domanda di assistenza giudiziaria con decisione incidentale del 18 otto-
bre 2022, non sono riscosse spese.
9.
Per il resto, essendo le ricorrenti assistite dal rappresentante legale desi-
gnato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi, che è già indennizzato dalla
Confederazione per le sue prestazioni (art. 102k LAsi), non è attribuita al-
cuna indennità (ridotta) per ripetibili.
10.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1
LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
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