Decision ID: ba3ecb3f-a47a-484b-ac55-6b86031c23dc
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Con sentenza della corte d’Appello di Milano n. 8296/2016 del 2 dicembre
2016, cresciuta in giudicato il 17 gennaio 2018 a seguito della dichiarazione
di inammissibilità del ricorso da parte della Corte Suprema di Cassazione, A.
è stato condannato in Italia ad una pena di 5 anni e 2 mesi di reclusione oltre
ad una multa di Eur 40'580'000.-- per il reato di contrabbando di tabacchi
lavorati esteri giusta l’art. 291-bis del D.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43, con cir-
costanze aggravanti. In sostanza, il predetto avrebbe, in concorso con altri,
detenuto o comunque avuto la disponibilità, in tempi diversi, di importanti
quantità di tabacco lavorato estero di contrabbando (v. act. 7.2, act. 7.3).
B. Il 27 febbraio 2018 la Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano
ha emesso un ordine di esecuzione per la carcerazione (n. SIEP 194/2018)
nei confronti di A. (act. 7.4).
C. Il 3 luglio 2018 il Ministero della Giustizia italiano ha formalmente chiesto
l’estradizione di A. (v. act. 1.5).
D. Il 15 agosto 2018 l’UFG ha emesso un ordine di arresto ai fini di estradizione
nei confronti di A. (act. 1.2), ordine la cui esecuzione è stata delegata al Mi-
nistero pubblico del Cantone Ticino (di seguito: MP/TI) e che è sfociato nel
fermo dell'estradando il 20 agosto 2018. Interrogato il medesimo giorno dal
Procuratore pubblico del Canton Ticino, A. ha confermato di essere la per-
sona ricercata dalle autorità italiane, opponendosi altresì alla propria estra-
dizione in via semplificata (v. act. 1.3). Con e-mail del 23 agosto 2018, l’avv.
Galfetti ha chiesto all’UFG di decidere in merito all’istanza di scarcerazione
immediata di A., domanda ritenuta prematura dall’UFG (act. 1.7).
E. Con reclamo del 24 agosto 2018, seguito da integrazioni del 25 e 29 agosto
2018 (act. 2, 4, 4.1, 5, 5.1), A. ha impugnato il suddetto ordine di arresto
dinanzi a questa Corte, richiedendone la revoca e postulando la propria scar-
cerazione immediata o, subordinatamente, l’adozione di misure sostitutive
alla carcerazione. A suo parere, l’ordine di arresto sarebbe inammissibile,
non essendo ammessa l’estradizione per i reati accertati in Italia (difettando
dunque il requisito della doppia punibilità), essendo la sentenza italiana stata
resa in contumacia e contendo l’ordine censurato diverse irregolarità; infine,
la detenzione estradizionale non sarebbe giustificata, non sussistendo il pe-
ricolo di fuga (act. 1).
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F. Il 29 agosto 2018 A. si è opposto alla domanda di estradizione ed ha chiesto
di essere immediatamente scarcerato (v. act. 1.7, 4, 4.1, 5, 5.1).
G. Tramite osservazioni del 29 agosto 2018, l'UFG ha proposto di respingere il
reclamo (act. 7). Con scritto del 3 settembre 2018, A. ha ribadito le proprie
richieste e censure ricorsuali, in particolare l’assenza di reato “commesso in
associazione” e pertanto del requisito della doppia punibilità; a suo parere,
l’infrazione accertata a suo carico costituirebbe una semplice infrazione fi-
scale per la quale l’estradizione non sarebbe concessa (act. 8). Con scritto
del 5 settembre 2018, trasmesso per conoscenza al reclamante, l’UFG si è
riconfermato nelle proprie osservazioni del 29 agosto 2018 (act. 10, 11).
H. In risposta ad una richiesta della scrivente Corte, il 13 settembre 2018 l’UFG
ha precisato che i reati ascritti a A. sarebbero perseguibili in Svizzera, prima
facie, ai sensi degli art. 14 della legge federale sul diritto penale amministra-
tivo (DPA; RS 313.0) e 63 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di
Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea,
L 327/15-17, del 5 dicembre 2008) (act. 12, 13). Detta presa di posizione è
stata trasmessa per conoscenza al reclamante (act. 14).
Le ulteriori argomentazioni addotte dalle parti nei rispettivi allegati verranno
riprese, se necessario, nei successivi considerandi in diritto.

Diritto:
1. In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione
delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), in relazione
con l'art. 48 cpv. 2 della legge federale sull'assistenza internazionale in ma-
teria penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), la Corte dei reclami penali
del Tribunale federale è competente per statuire sui reclami contro gli ordini
di arresto in vista d'estradizione. Interposto entro dieci giorni dalla notifica-
zione scritta dell'ordine di arresto (v. art. 48 cpv. 2 prima frase AIMP), il gra-
vame è tempestivo. La legittimazione ricorsuale dell'estradando è pacifica. Il
gravame è di conseguenza ricevibile in ordine.
2.
2.1 L'estradizione fra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera è an-
zitutto retta dalla Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 1957
- 4 -
(CEEstr; RS 0.353.1), entrata in vigore il 4 novembre 1963 per la Repubblica
italiana e il 20 marzo 1967 per il nostro Paese, dal Secondo Protocollo addi-
zionale alla CEEstr del 17 marzo 1978, entrato in vigore per la Repubblica
italiana il 23 aprile 1985 e per la Svizzera il 9 giugno 1985, nonché, a partire
dal 12 dicembre 2008, dagli art. 59 e segg. CAS, con gli aggiornamenti in-
trodotti a partire dal 9 aprile 2013 per l'attuazione del cosiddetto SIS II (v. re-
golamento n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 di-
cembre 2006, sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione
Schengen di seconda generazione).
2.2 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati
non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto na-
zionale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (co-
siddetto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordi-
nanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 140 IV 123 consid. 2;
137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II
355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 con-
sid. 2, 373 consid. 1a). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle
pertinenti norme internazionali (v. art. 59 n. 2 CAS). È fatto salvo il rispetto
dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c;
TPF 2008 24 consid. 1.1).
3.
3.1 Secondo l'art. 16 n. 1 CEEstr, in caso d'urgenza, le autorità competenti della
Parte richiedente potranno domandare l'arresto provvisorio dell'individuo ri-
cercato; le autorità competenti della Parte richiesta statuiranno sulla do-
manda conformemente alla loro legge. Adita mediante un reclamo fondato
sull'art. 48 cpv. 2 AIMP, la Corte dei reclami penali non deve pronunciarsi, a
questo stadio della procedura, in merito all'estradizione in quanto tale, ma
solamente sulla legittimità dell'arresto e della carcerazione in vista d'estradi-
zione (DTF 130 II 306 consid. 2.3; 117 IV 359 consid. 1a e b; 111 IV 108
consid. 3; MOREILLON, Entraide internationale en matière pénale, 2004, n. 19
ad art. 47 AIMP). Le censure relative a pretese irregolarità formali o sostan-
ziali della domanda di estradizione, come pure alla sua fondatezza, devono
essere fatte valere esclusivamente nell'ambito della procedura di estradi-
zione vera e propria (DTF 130 II 306 consid. 2.3; 119 Ib 193 consid. 1c), per
la quale è competente l'UFG in prima istanza e, in sede di ricorso, dapprima
il Tribunale penale federale ed in seguito, in ultima istanza e alle restrittive
condizioni poste dall'art. 84 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tri-
bunale federale (LTF; RS 173.110), il Tribunale federale (v. DTF 133 IV 125,
131, 132, 134). Per costante giurisprudenza, durante tutta la procedura di
estradizione la carcerazione della persona perseguita costituisce la regola
mentre la scarcerazione rimane l’eccezione (DTF 130 II 306 consid. 2.2;
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117 IV 359 consid. 2a; 111 IV 108 consid. 2; 109 IV 159; 109 Ib 58 consid. 2,
223 consid. 2c; ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en ma-
tière pénale, 4a ediz. 2014, n. 348 e segg.; HEIMGARTNER, Auslieferungs-
recht, 2002, pag. 57). L’ordine di arresto in vista di estradizione può tuttavia
essere annullato, rispettivamente la liberazione ordinata, segnatamente se è
verosimile che la persona perseguita non si sottrarrà all’estradizione né com-
prometterà l’istruzione penale (art. 47 cpv. 1 lett. a AIMP; DTF 109 IV 159),
se essa può produrre immediatamente il suo alibi (art. 47 cpv. 1 lett. b AIMP),
se le sue condizioni non le permettono di essere incarcerata o se altri motivi
lo giustificano (art. 47 cpv. 2 AIMP), se la domanda di estradizione e i docu-
menti a suo sostegno non pervengono tempestivamente o se l’estradizione
appare manifestamente inammissibile (art. 51 cpv. 1 AIMP). La sussistenza
dei presupposti che giustificano l’annullamento dell’ordine di arresto, rispet-
tivamente la scarcerazione, deve essere valutata secondo criteri rigorosi, tali
da non rendere illusorio l’impegno assunto dalla Svizzera in virtù dell'art. 1
CEEstr di consegnare – ove la domanda di estradizione sia accolta e cre-
sciuta in giudicato – le persone perseguite dallo Stato che ne ha fatto la ri-
chiesta (v. JdT 2012 IV 5 n. 142). In questo senso, la liberazione provvisoria
dalla carcerazione ai fini estradizionali soggiace a condizioni più restrittive di
quelle applicabili in materia di carcerazione preventiva giusta gli art. 212 e
segg. del Codice di diritto processuale penale (DTF 130 II 306 consid. 2.2;
111 IV 108 consid. 2 e 3; 109 Ib 223 consid. 2c).
3.2 La CEEstr fornisce in materia di arresto provvisorio solo un quadro normativo
generale. Essa si limita a consacrare il diritto della Parte richiedente di do-
mandarlo e a sancire l'obbligo della Parte richiesta di decidere su tale do-
manda, avvertendo la Parte richiedente dell'esito (art. 16 n. 1 e 3). Applica-
bile è esclusivamente il diritto della Parte richiesta (art. 16 n. 1 e art. 22).
Dopo aver stabilito i termini trascorsi i quali l'arresto provvisorio potrà e, ri-
spettivamente, dovrà cessare se la domanda d'estradizione non è presentata
col prescritto corredo (art. 16 n. 4, prima frase), la Convenzione precisa (ibi-
dem, seconda frase) che, tuttavia, la liberazione provvisoria è sempre possi-
bile "in quanto la Parte richiesta prenda tutte le misure da essa ritenute ne-
cessarie per evitare la fuga dell'individuo richiesto". Nessuna disposizione
contiene invece la CEEstr circa la carcerazione estradizionale tra il momento
della presentazione della domanda e la decisione. Applicabile è quindi uni-
camente il diritto dello Stato richiesto, compatibilmente col rispetto degli ob-
blighi di consegna del ricercato che derivano dalla Convenzione (DTF 109 Ib
223 consid. 2a, con rinvii; MOREILLON, op. cit., n. 7 e 9 ad art. 47 AIMP).
4. Nel suo gravame l'insorgente sostiene che l'ordine di arresto in vista di estra-
dizione sarebbe inficiato da diverse irregolarità: in particolare, esso non con-
terrebbe l’indicazione della norma di legge italiana alla base della sentenza
- 6 -
della Corte d’Appello di Milano, come neppure menzionerebbe quale sa-
rebbe la disposizione legale svizzera su cui si fondano sia la decisione im-
pugnata che la procedura di estradizione. Oltre a ciò, la descrizione della
fattispecie sarebbe ripresa pari pari da quella esposta dalla Procura generale
della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano il 6 giugno 2018, la
quale rappresenterebbe, tuttavia, la tesi dell’accusa e non dunque quanto
accertato dalla sentenza italiana di condanna.
4.1 L’art. 48 cpv. 1 AIMP determina il contenuto delle decisioni, tra cui l’ordine di
arresto in vista di estradizione. In base a tale norma, l’ordine di arresto deve
contenere le indicazioni dell’autorità straniera sulla persona perseguita e sul
reato contestatole (lett. a), la designazione dell’autorità che ha presentato la
domanda (lett. b), la menzione che l’estradizione è domandata (lett. c), l’in-
dicazione del diritto di interporre reclamo secondo il cpv. 2 e di farsi patroci-
nare (lett. d).
4.2 Nella fattispecie, l’ordine di arresto ai fini di estradizione datato 15 agosto
2018 (act. 1.1) adempie a questi requisiti.
In particolare, esso indica il nome ed i dati dell’insorgente quale persona la
cui detenzione è ordinata; precisa che la richiesta, presentata dal Ministero
della Giustizia italiano tramite domanda di estradizione del 3 luglio 2018, è
fondata sulla sentenza della Corte d’appello di Milano del 2 dicembre 2016
(b. 8296/2016) per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, rin-
viando per più dettagli alle sentenze del Tribunale di Como del 27 febbraio
2014 e della Corte d’Appello di Milano del 2 dicembre 2016, documenti che
l’estradando ha dichiarato di già possedere (v. act. 1.3 pag. 4) e che descri-
vono dettagliatamente la fattispecie per cui A. è stato ritenuto colpevole e le
norme giuridiche di rilievo; infine, in calce alla decisione, è riportata l’infor-