Decision ID: 99181354-1985-5822-bf99-1e6e97ad5d69
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza dell'8 giugno 2010 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra AP 1 (1955) e AO 1 (1956), omologando una convenzione che prevedeva un contributo alimentare per la moglie di fr. 2000.– mensili fino al 30 aprile 2010 e di fr. 2300.– mensili da allora in poi, fino al 65° anno di età del marito. La convenzione prevedeva inoltre che qualora la moglie dovesse “aumentare leggermente” il proprio grado d'occupazione, a quel tempo del 50%, il contributo non avrebbe subìto riduzioni (inc. OA.2009.188). AO 1 lavorava come segretaria a metà tempo per il dott. _ D_ a _ e percepiva uno stipendio di fr. 1916.90 mensili. Nell'ottobre del 2010 AP 1 si è risposato con _ H_ (1973). Venuto a sapere nell'ottobre del 2013 che l'ex moglie aveva intrapreso una nuova attività lucrativa, egli ha interrotto il pagamento del contributo alimentare.
B. Il 30 gennaio 2014 AP 1 si è rivolto al medesimo Pretore per ottenere la soppressione del contributo alimentare in favore di AO 1 dal 1° settembre 2012 e la condanna di lei a riversargli fr. 30 000.– per contributi alimentari pagati in eccesso. In via cautelare egli chiesto l'immediata soppressione del contributo alimentare. All'udienza del 26 febbraio 2014, indetta per il contraddittorio cautelare, il Pretore aggiunto ha proposto alle parti di mantenere pendente causa la sospensione dei pagamenti decisa unilateralmente dall'attore. La procedura cautelare è stata così sospesa.
C. Nella sua risposta di merito del 5 giugno 2014 la convenuta ha dichiarato di percepire dal 1° settembre 2012 uno stipendio di fr. 4300.– mensili e di consentire a una riduzione del contributo alimentare a fr. 1000.– mensili dal 1° settembre 2012, ma ha rifiutato il rimborso di quanto ricevuto in esubero. Con replica del 22 luglio 2014 l'attore ha ribadito la sua domanda, aumentando a fr. 30 900.– l'importo preteso in restituzione dei contributi alimentari versati in eccesso. In subordine egli ha chiesto la riduzione del contributo litigioso a fr. 300.– mensili, la compensazione dei contributi alimentari dovuti fino al raggiungimento del 65° anno di età con quanto versato di troppo e la condanna dell'ex moglie a rifondergli fr. 2700.– per contributi alimentari ricevuti senza diritto. Con duplica del 15 settembre 2014 la convenuta è rimasta sulle sue posizioni.
D. Il dibattimento si è tenuto il 9 dicembre 2014 e l'istruttoria è iniziata quello stesso giorno per chiudersi il 28 gennaio 2015. Alle arringhe finali le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo allegato del 5 marzo 2015 l'attore ha riaffermato le domande precedenti. Nel proprio memoriale conclusivo del 30 marzo 2015 la convenuta ha dichiarato di accettare una riduzione del contributo alimentare a fr. 1100.– mensili dal 1° settembre 2012, ha postulato la condanna dell'attore a versarle fr. 6500.– per contributi arretrati e ha nuovamente avversato la richiesta di rifondere all'ex marito la somma di fr. 30 900.–.
E. Statuendo il 15 giugno 2015, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto la petizione, nel senso che ha ridotto il contributo alimentare litigioso a fr. 1329.– mensili dal 1° settembre 2012 e ha obbligato la convenuta a versare all'istante l'importo di fr. 12 623.– per contributi in eccesso. Le spese processuali di complessivi fr. 1000.– sono state poste per tre quarti a carico dell'attore e per il resto a carico della convenuta, alla quale l'attore è stato tenuto a rifondere fr. 1000.– per ripetibili ridotte.
F. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 19 agosto 2015 nel quale chiede di riformare il giudizio impugnato accogliendo interamente la sua petizione o, in subordine, limitando il contributo litigioso a fr. 300.– mensili dal 1° settembre 2012 o, in via ancor più subordinata, riducendo il contributo in questione a fr. 132.– mensili, compensando i contributi alimentari dovuti fino al suo 65° anno di età con quanto versato in eccesso e condannando l'ex moglie a rimborsargli fr. 16 908.– per quanto ricevuto in eccesso. Nelle sue osservazioni del 1° ottobre 2015 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. La modifica di sentenze di divorzio passate in giudicato soggiace per analogia alla procedura che regola il divorzio su azione di un coniuge (art. 284 cpv. 3 CPC). Le relative sentenze dei Pretori sono impugnabili così entro 30 giorni, sempre che, ove si tratti di modifiche vertenti su pretese meramente pecuniarie, queste raggiungessero il valore di almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 e 311 CPC). Ciò è il caso in concreto, litigiosa essendo la soppressione del contributo alimentare di fr. 2300.– mensili dal 1° settembre 2012 fino al 65° compleanno dell'attore (3 luglio 2020). Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è pervenuta alla patrocinatrice dell'attore il 19 giugno 2015. Il termine di ricorso è cominciato a decorrere così l'indomani, ma è rimasto sospeso dal 15 luglio al 15 agosto 2015 (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC), di modo che sarebbe scaduto il 20 agosto 2015. Depositato il 19 agosto 2015, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Alla sue osservazioni AO 1 acclude un contratto di leasing del 18 marzo 2013 (doc. A) e uno del 14 agosto 2014 (doc. B). Ora, nuovi mezzi di prova sono ammissibili in appello soltanto se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile addurli nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile, tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 lett. b CPC). L'interessata non spiega perché le sarebbe stato impossibile esibire tali documenti al Pretore aggiunto, gli atti essendo finanche anteriori alla sua duplica del 15 settembre 2015. Prodotti tardivamente, simili documenti non possono pertanto essere considerati in appello.
3. Nella sentenza impugnata il Pretore aggiunto ha ravvisato un mutamento rilevante e duraturo delle circostanze nel maggior grado d'occupazione della convenuta, ben oltre il “leggero aumento” che la convenzione sugli effetti del divorzio prevedeva per non dar luogo a riduzioni del contributo alimentare. Ciò premesso, egli ha accertato il reddito di AP 1 in fr. 6927.70
mensili a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 4066.20 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, locazione fr. 1200.–, assicurazione dell'economia domestica fr. 10.90, premio della cassa malati fr. 320.55, assicurazione sulla vita fr. 135.75, spese d'automobile fr. 892.– [rimborso prestito d'acquisto fr. 500.–, imposta di circolazione fr. 62.50, premio dell'assicurazione fr. 109.50, carburante fr. 220.–], imposte fr. 307.–).
Quanto a AO 1, il primo giudice ha constatato un reddito di fr. 4812.60 mensili per rapporto a un fabbisogno minimo di fr. 4608.30 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, interessi ipotecari e ammortamenti fr. 874.70, spese dell'alloggio fr. 345.10, premio dell'assicurazione mobilia domestica e responsabilità civile fr. 40.80, assicurazione dell'economia domestica fr. 60.40, premio della cassa malati fr. 522.85, assicurazione sulla vita fr. 200.–, spese d'automobile fr. 797.10 [leasing 481.75, premio dell'assicurazione RC fr. 115.38, posteggio fr. 200.–], imposte fr. 567.30).
Calcolata un'eccedenza di fr. 2862.– mensili nel bilancio dell'attore e una di fr. 204.– mensili in quello della convenuta, il Pretore aggiunto ha ripartito a metà tali margini disponibili, riducendo così il contributo alimentare per AO 1 a fr. 1329.– mensili dal 1° settembre 2012 e obbligando quest'ultima a restituire all'ex marito fr. 12 623.– per i contributi alimentari ricevuti in eccesso tra il settembre del 2012 e il settembre del 2013.