Decision ID: 13c72ec3-eeb0-521c-8ce2-65825eca216f
Year: 2003
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
A.
La promozione dell'accusa 11 aprile 2000 nei confronti di _ (doc. _ degli incarti congiunti MP _ e _, secondo l'attuale numerazione) si riferisce a due distinte ipotesi di reato. Quella per appropriazione indebita (art. 138 cfr. 1 CP) è derivata dalla denuncia sporta il 23 dicembre 1999 da _ (doc. _, inc. MP), che lamenta la distrazione di indennità per incapacità al lavoro, versate dalla _ Assicurazioni per il tramite della ditta datrice di lavoro _, amministrata dall'accusata, che le ha trattenute: l'altra per impiego illecito di valori patrimoniali (art. 141 bis CP) è conseguente alla querela 23 agosto 1999 della _ S.A. (doc. _, inc. MP), l'accusata essendo sospettata di aver utilizzato a proprio profitto valori patrimoniali accreditatile erroneamente da una slot machine della citata casa di gioco.
_ ha contestato il ricorrere di estremi di reato a suo carico, in entrambe le fattispecie (v. verbale 28 luglio 2000 dinnanzi al magistrato inquirente, mappetta doc. _, inc. MP). Ammette di aver giocato, vinto e perso, nelle sale della _ S.A., ma nega di essersi accorta di erogazioni esuberanti e non dovuti di crediti da parte della slot usata, mentre nei confronti di _, fa valere diritti di compensazione con crediti della _, appunto pareggiati con le indennità assicurative.
B.
Il 23 ottobre 2001, il Procuratore pubblico ha disposto il deposito degli atti istruttori, a norma dell'art. 196 CPP (doc. _, inc. MP).
Il 9 novembre 2002 e cioè nel termine all'uopo assegnato, _ ha chiesto l'assunzione di determinate prove, riferite tanto all'una che all'altra fattispecie inquisita (doc. _, inc. MP), sulle quali si tornerà singolarmente più avanti al momento della loro valutazione. Con decisione 14 novembre 2001 (doc. _, inc. MP), il Procuratore pubblico ha respinto integralmente l'istanza, le prove proposte non avendo i requisiti della novità e della pertinenza, con argomenti che pure - per evitare superflue ripetizioni - verranno esaminati di seguito.
Con il presente reclamo, elencate e riassunte le prove raccolte in istruttoria, l'accusata ripropone i reietti mezzi di prova, che ancora non risultano acquisiti, che sono determinanti a sua discolpa e che risulterebbe difficile, se non addirittura impossibile, produrre al dibattimento. Le osservazioni del Procuratore pubblico punto per punto si oppongono alla loro accoglienza (salvo marginale essezione), per cui chiede la reiezione praticamente integrale del gravame: parimenti si esprime la _ S.A., per quanto di sua pertinenza. Anche a questo proposito delle rispettive osservazioni si terrà conto successivamente ed ove necessario.
e considerando

in diritto:
1.
Il reclamo, tempestivamente presentato dall'accusata, è ricevibile in ordine, rispettando quanto in proposito dettato dagli art. 280 e rel. CPP.
2.
L'art. 196 CPP consente alle parti, una volta conclusa l'istruttoria a giudizio del Procuratore pubblico nella sua attività di magistrato inquirente, di formulare istanza di complemento di inchiesta, indicando i mezzi di prova da assumere (si veda anche REP 1997 n. 107; 1998 n. 122). La norma non fa che riprendere (e nei successivi capoversi meglio precisare) quanto disposto dall'art. 58 cpv. 3 CPP/1941 e poi dall’art. 157 CPP/1993 (v. Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione totale del CPP, pag. 163; Rapporto della Commissione speciale del Gran Consiglio del 22 luglio 1992, pag. 67), per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza in materia della Camera dei ricorsi penali e di questa istanza di reclamo, che sottopone l'ammissibilità delle prove così proposte a questo stadio del procedimento a tre concorrenti ordini di considerazioni e presupposti e cioè i complementi di prove devono essere motivati, per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita, tali mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza (concetti comprendenti anche la concreta possibilità della loro acquisizione e del valore probatorio conseguente) alle successive conclusioni del Procuratore pubblico, dopo la definitiva chiusura dell'istruttoria dibattimentale, ed eventualmente poi del giudice del merito, le stesse prove dovendo altresì essere di difficile produzione al possibile dibattimento, avute presenti le finalità dell'art. 189 CPP (corrispondente agli art. 147 CPP/1941 e 148 CPP/1993), inteso appunto tra altro ad assicurarne in tale sede la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990 in re L.P., CRP 337/89; decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., GIAR 135.93.1, 21 agosto 1996 in re G.C., GIAR 512.96.1);
3. Procedimento _.
L'accusata vuole il richiamo di tutta la documentazione contabile della ditta _ S.A., che attesti la disastrata situazione finanziaria di quest'ultima, così che si avrà dimostrazione di assenza di distrazioni, con chiarimento - attraverso la contabilità - della destinazione dei prelevamenti (istanza 9 novembre 2001 ad 1, doc. _, inc. MP): l'audizione testimoniale di _, che si occupava della contabilità della ditta _ S.A. consentirà di ulteriormente chiarire questi aspetti ed anche il comportamento illegale della denunciante (istanza ad 2).Il Procuratore considera entrambe queste prove prive di novità, in quanto le difficoltà finanziarie della menzionata ditta risultano accertate, anche per l'ammissione di _ di aver utilizzato a favore della stessa ditta i versamenti dell'assicurazione _ di pertinenza della signora _ (verbale istruttorio 28 luglio 2002, mappetta doc. _, inc. MP), che ha beneficiato di un decreto di non luogo a procedere in punto ad asserite malversazioni rimproveratele (decisione impugnata ad 1 e 2, doc. _, inc. MP). Nulla di particolare si ha dal reclamo, che neppure considera la valenza delle dichiarazioni a verbale dell'accusata e del citato non luogo a procedere a favore della denunciante (ad 5).
Queste prove non meritano tutela, in quanto prive di novità e di rilevanza, essendo solo marginalmente connesse con la materia del contendere. Il fatto è che la decozione della ditta _ S.A. non è messa in discussione, che _ ha ammesso di aver disposto dei versamenti della _ che alla ditta _ S.A. non competevano e che è la denunciante è uscita indenne da procedimento penale per rimproveratele - quindi a torto - malversazioni.
4. Procedimento _.
4.1
_ vuole l'edizione delle videocassette concernenti la slot machine n. _ in discussione e di quelle vicine (istanza ad 3) e l'audizione testimoniale del tecnico che intervenne per il disfunzionamento del marchingegno (istanza ad 4), al fine di accertare suo uso di altre slot e di verificare i controlli effettuati al confronto con un anomalo funzionamento e la loro completezza. Per il magistrato inquirente la documentazione acquisita è sufficiente e le prove indicate ininfluenti, essendo stato accertato l'errore di programmazione e l'abuso dello stesso da parte dell'accusata che ha incassato crediti a lei non spettanti, indipendentemente dal fatto che poi ella rigiocò con perdite o altre vincite (decisione impugnata ad 3 e 4). Il reclamo in proposito ribadisce gli stessi assunti dell'istanza, sottolineando come non vi sia sufficiente chiarezza e come queste prove vadano assunte prima dell'eventuale dibattimento, dove sarà praticamente impossibile esperirle (reclamo ad 6). Gli opponenti in sede di osservazioni non hanno preso posizione su questa parte del gravame.
In presenza degli accertamenti acquisiti, con particolare riguardo all'effettivo errore di programmazione ed all'incasso da parte dell'accusata reclamante di vincite impropriamente attribuitele (si vedano i tabulati agli atti sulle erogazioni della slot in parola), effettivamente i mezzi di prova qui in discussione non hanno influenza e pertanto a giusta ragione sono stati respinti.
4.2
Per quanto concerne la richiesta di edizione di tutti gli stampati del sistema informatico relativo alla slot machine n. _, sin dall'apertura della sala da gioco, per verificare il comportamento dell'apparecchio prima e dopo l'intervento del tecnico e prima delle giocate dell'accusata, senza altra particolare motivazione (istanza ad 5 e 6), il Procuratore pubblico ribadisce che essenziali e pertinenti sono unicamente gli stampati concernenti le giocate di _, in relazione ai crediti da lei ottenuti erroneamente (decisione impugnata ad 5 e 6). Nei successivi allegati, accusa e difesa ribadiscono le stesse ragioni ed anche la _ evidenzia come l'errore di programmazione sia stato appurato, con prove già acquisite agli atti istruttori.
Ancora una volta l'accusata reclamante vuole estendere le indagini a momenti e circostanze estranee al vero fulcro della fattispecie e cioè ai momenti in cui avrebbe oggettivamente tratto profitto da una situazione visibilmente riconoscibile siccome irregolare, per cui queste prove non attengono con appropriata connessione alla fattispecie inquisita e come tali sono state a giusta ragione respinte.
4.3
Con l'appoggio dei dati che sarebbero a disposizione in esecuzione delle prove di cui sopra, l'accusata ha poi chiesto l'allestimento di una perizia, intesa a chiarire tutti i movimenti della slot machine n. _ (istanza ad 7). Secondo il Procuratore pubblico una perizia è del tutto superflua, atteso che la comprensione dei dati documentali e istruttori a disposizione e della dinamica della fattispecie rimproverata all'accusata non necessita di cognizioni speciali (decisione impugnata ad 7). Secondo _ gli eventi a lei rimproverati non sono affatto chiari, tenuto conto del pagamento delle vincite nonostante i controlli e la possibilità per gli addetti alle sorveglianze di accorgersi di eventuali errori della programmazione, anche con possibilità di spiegazioni su funzionamento degli apparecchi e terminologia usata (reclamo ad 7). Procuratore pubblico e parte civile, nelle rispettive osservazioni, asseverano l'irrilevanza di una perizia, in presenza di sufficienti dati per gli accertamenti sul comportamento imputato all'accusata.
E' il caso, come sostenuto dal magistrato inquirente, che l'interpretazione della documentazione già a disposizione non necessita di cognizioni speciali, che sole vogliono l'allestimento di una perizia giudiziaria (art. 142 cpv. 1 CPP), per cui questo atto inquisitorio risulta superfluo e inappropriato.
4.4
Da ultimo _ ha postulato il richiamo dalla competente Autorità federale della documentazione completa sui controlli periodici riguardanti la slot machine n. _, per verificarne il funzionamento, normale o fallace (istanza ad 8). Per il magistrato inquirente questa verifica è pure ininfluente, in quanto determinante è l'evento di un errore dal quale ha tratto profitto l'accusata (decisione impugnata ad 8). A mente della reclamante, questa documentazione è tale da consentire la verifica della presenza di un errore nei momenti topici della vicenda inquisita (reclamo ad 8). Per il Procuratore pubblico il richiamo, senza precisazione del periodo interessante, di quella documentazione non attiene ai tempi dell'imputato reato, per cui la verifica presso il competente Ufficio federale può essere ammessa unicamente per gli accadimenti del 29 aprile 1999 concernenti la slot machine n. _ (osservazioni ad 8), mentre la parte civile chiede semplicemente la reiezione del reclamo anche su questo punto, l'errore di programmazione essendo certo.
5.
Il reclamo merita accoglimento solo per il richiamo di documentazione come al considerando n. 4.4, mentre per il rimanente è respinto con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), le spese giudiziarie andando a carico della reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG), che verserà ripetibili alla parte civile, commisurate al ridotto impegno di quest'ultima.