Decision ID: 43d6e340-b37e-4626-ab82-92f4c66a5a92
Year: 2016
Language: it
Court: GR_KG
Chamber: GR_KG_004
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: penal_law

I. Fattispecie
A. Y._ nacque il _1971 a O.1_ (Italia) ed è cittadino italiano. Secondo le proprie dichiarazioni non padroneggia la lingua tedesca. Il suo stipendio annuo netto quale tassista ammonta circa a EUR 10'000.00. Egli è incensurato sia in Svizzera sia in Italia (vedi gli estratti del rispettivo casellario giudiziario in act. PP.2.1 e PP.2.2). Contro di lui finora non vi sono neanche iscrizioni nel Registro delle autorizzazioni a condurre svizzero FABER (act. PP.2.3). Tuttavia in Italia gli sono stati dedotti 3 punti per un superamento di velocità di 11 km/h commesso il 14 gennaio 2012 (vedi l'estratto conto punti in act. PP.2.4 assieme alla spiegazione rilasciata più tardi in sede d'interrogatorio in act. PP.3.6 pag. 2).
B. Nell'ambito di un controllo della velocità effettuato a O.2_ il 18 giugno 2013 alle ore 15.20 con un apparecchio laser del tipo Riegl FG21-P, la Polizia cantonale dei Grigioni misurò la velocità del centauro A._ a bordo della motocicletta MV Agusta targata (I) _. Quest'ultimo passò il posto di controllo a una velocità di 153 km/h, mentre la velocità massima su quel rettilineo in direzione O.3_ era invece di 80 km/h (act. PP.3.2). Y._ circolava a poca distanza da predetto centauro in sella alla sua motocicletta Ducati Hypermotard 1100 con targa (I) _, antecedendo il suo compagno. Quello stesso giorno la Polizia cantonale interrogò fra l'altro Y._ (act. PP.3.5), imputandogli di essere circolato con la stessa velocità dell'altro motociclista, ovvero a 153 km/h. Il verbale fu steso in lingua tedesca, senza indicare se fu fatto capo a un interprete o meno. La Polizia cantonale chiese a Y._ un deposito legale di CHF 1'200.00 per violazione della LCStr (act. PP.1.2), gli ritirò provvisoriamente la patente (act. PP.3.3) e gli sequestrò la motocicletta (act. PP.3.4).
C. Con decreto in tedesco ancora del 18 giugno 2013 la Procura pubblica dei Grigioni aprì un procedimento penale per infrazione grave alle norme della circolazione nei confronti di Y._ (act. PP.1.1). Il 1° luglio 2013 la Polizia cantonale rilasciò il rapporto di polizia in lingua tedesca, imputando a Y._ di aver superato la velocità massima segnalata di 80 km/h di 68 km/h, dopo deduzione del margine di tolleranza di 5 km/h (act. PP.3.1). Lo stesso giorno l'avv. Piercarlo Plozza comunicò alla Procura pubblica di patrocinare l'imputato (act. PP.1.3), trasmettendo l'incarico e procura (act. PP.1.4). Fece valere che a suo dire i presupposti per la confisca della motocicletta nei termini dell'art. 90a LCStr secondo la giurisprudenza del Tribunale federale non sarebbero dati e chiese
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l'immediata restituzione della motocicletta al suo mandante, pregando inoltre di poter prendere visione degli atti.
D. Con scritto del 5 agosto 2013 (act. PP.1.5) l'Ufficio della circolazione del Cantone dei Grigioni autorizzò Y._ di nuovo alla guida di un veicolo a motore sul territorio svizzero con effetto immediato, precisando che il periodo antecedente, durante il quale gli era vietata la guida, verrebbe dedotto dalla durata totale del divieto di guida ancora da pronunciare, previa attesa di un rispettivo giudizio penale cresciuto in giudicato.
E. Il 21 agosto 2013 la Procura pubblica informò il difensore di Y._ in lingua tedesca che dopo l'interrogatorio previsto per il 28 agosto 2013 all'imputato sarebbe restituita la motocicletta, a condizione che esso presti un deposito legale di complessivi CHF 4'400.00, di cui CHF 400.00 per una perizia dell'Istituto federale di metrologia METAS che si imporrebbe (act. PP.1.6). Dedotto il deposito già versato di CHF 1'200.00, all'imputato venne quindi chiesto un ulteriore importo di CHF 3'200.00, il quale questi saldò (act. PP.1.7 e PP.1.8). Sempre il 21 agosto 2013 la Procura pubblica incaricò la Polizia cantonale di restituire la motocicletta all'imputato dopo l'interrogatorio (act. PP.3.7). La Polizia cantonale seguì detto ordine e ne diede conferma il 29 agosto 2013 (act. PP.3.8 e PP.3.10; vedi anche il rapporto complementare della stessa data, act. PP.3.9), costatando che le motociclette sarebbero rimaste confiscate per 72 giorni.
F. Il 28 agosto 2013 la Procura pubblica interrogò l'imputato in lingua italiana in presenza del suo difensore (act. PP.3.6). Contrariamente a quanto dichiarato in sede d'interrogatorio di polizia (vedi act. PP.3.5), davanti alla Procura pubblica Y._ non riconobbe più la velocità misurata di 148 km/h (dedotto il margine di tolleranza di 5 km/h), contestando che vi fosse un rilevamento ufficiale e sostenendo di essere circolato a una velocità "magari sopra gli 80 km/h" ma di non saper dire a quale esattamente.
G. Con scritto del 28 ottobre 2013 (act. PP.3.11) incaricò la Polizia cantonale di chiedere al METAS di fare una perizia sul quesito a sapere con quale velocità circolava l'imputato e, se possibile, a quale distanza dal suo compagno centauro. Pregò inoltre di trasmettere un certificato di verificazione, a comprova del fatto che l'apparecchio usato era tarato. La perizia del METAS venne rilasciata il 22 novembre 2013 (act. PP.3.12).
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H. Il 20 dicembre 2013 la Procura pubblica emise un decreto di sequestro a copertura delle spese e della multa ai sensi dell'art. 268 CPP in lingua tedesca nei confronti dell'imputato, sequestrando il deposito da esso versato di complessivi CHF 4'400.00 (act. PP.1.9), trasmesso in seguito al Tribunale distrettuale Maloja (act. PP.1.14). Lo stesso giorno notificò all'imputato e al suo difensore, sempre in lingua tedesca, l'imminente chiusura dell'istruzione ai sensi dell'art. 318 cpv. 1 CPP (act. PP.1.10), prospettando di promuovere l'accusa al tribunale per infrazione grave qualificata alle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 3 LCStr e trasmettendo inoltre al difensore i nuovi atti (act. PP.1.11).
I. L'8 gennaio 2014 la Procura pubblica rilasciò infine un rapporto finale ai sensi dell'art. 326 cpv. 2 CPP (act. PP.1.12) ed emise l'atto d'accusa (act. PP.1.13), ambedue i documenti in tedesco. Nell'atto d'accusa chiese quanto segue:
"3.1 Der Beschuldigte sei der qualifiziert groben Verletzung von Verkehrsregeln gemäss Art. 32 Abs. 1 SVG und Art. 4a Abs. 1 lit. b VRV in Verbindung mit Art. 90 Abs. 3 und 4 lit. c SVG schuldig zu sprechen.
3.2 Dafür sei er mit einer Freiheitsstrafe von 12 Monaten, bedingt aufgeschoben bei einer Probezeit von 2 Jahren, und mit einer Busse von CHF 1'000.00, ersatzweise zu einer Freiheitsstrafe von 10 Tagen, zu bestrafen.
3.3 Das vom Beschuldigten geleistete Depositum im Betrag von CHF 4'400.00 sei zur Bezahlung der Busse und von Verfahrenskosten zu verwenden.
3.4 Kostenfolge sei die gesetzliche."
J. Il dibattimento dinanzi al Tribunale distrettuale Maloja si tenne il 1° luglio 2014 in assenza della Procura pubblica. Da quanto risulta dagli appunti scritti dell'arringa del difensore, esso avrebbe dichiarato: "[...] non posso che chiedere l'assoluzione dell'imputato dall'accusa di trasgressione alla LCS" [recte: LCStr]. Nel verbale di dibattimento figura che egli avrebbe invece chiesto nel senso:
"1. L'imputato sia dichiarato colpevole di infrazione grave delle norme sulla circolazione stradale ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LCStr e art. 4a cpv. 1 [lett.] b ONC in unione all'art. 90 cpv. 2 LCStr.
2. Per questo motivo l'imputato sia adeguatamente condannato.
3. Costi a norma di legge."
La registrazione sonora (act. TDM.7) contiene solo l'interrogatorio dell'imputato – nell'ambito del quale l'imputato concedette espressamente di essere circolato a una velocità "sicuramente superiore ai 100 km/h" permessi, andando "ai 120 o 130
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km/h", ma di non aver superato i 140 km/h – e una prima parte dell'arringa del difensore, senza però le richieste della difesa.
K. Il Tribunale distrettuale Maloja pronunciò la sua sentenza ancora lo stesso giorno ed emise la sentenza senza motivazione scritta il 2 luglio 2014 (act. TDM.11). Poiché la Procura pubblica annunciò appello in data 8 luglio 2014 (act. TDM.12 e A.1), il Tribunale distrettuale Maloja rilasciò la sentenza con motivazione scritta il 29 aprile 2015 (act. TDM.13 e E.1) con il seguente dispositivo [evidenziamenti rimossi]:
"1. Y._ è colpevole di infrazione grave delle norme sulla circolazione stradale ai sensi degli [artt.] 32 cpv. 1 LCStr e 4a cpv. 1 [lett.] b ONC in unione all'art. 90 cpv. 2 LCStr.
2. Y._ è punito [con] una pena pecuniaria di 15 aliquote giornaliere di CHF 30.00 cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni.
3. Y._ è inoltre punito con una multa di CHF 200.00. In caso di mancato pagamento per sua colpa, la multa sarà sostituita da una pena detentiva di 2 giorni.
4. I costi del procedimento, che si compongono di:
- spese procedurali della Procura pubblica CHF 900.00
- disborsi della Procura pubblica CHF 1'310.70
- tassa del Tribunale distrettuale CHF 2'000.00
totale CHF 4'210.70
sono posti per due terzi a carico di Y._, vale a dire nella misura di CHF 2'807.10. Il resto delle spese di CHF 1'403.60 è posto a carico dello Stato, vale a dire nella misura di CHF 736.90 a carico del Cantone dei Grigioni e in quella di CHF 666.70 a carico del Tribunale distrettuale Maloja.
5. L'importo di CHF 4'400.- è dissequestrato e, dopo la deduzione dei costi del procedimento di CHF 2'807.10 e della multa di CHF 200.00, restituito nella misura di CHF 1'392.90.
6. (Indicazioni sui mezzi di ricorso)
7. (Comunicazioni)"
I giudici di prime cure ritennero innanzitutto che il verbale di interrogatorio dell'imputato in sede di polizia non sarebbe utilizzabile, poiché l'imputato non sarebbe stato informato sul suo diritto di esigere la presenza di un traduttore o interprete. Nel merito considerarono poi che per vari motivi Y._ non potrebbe essere condannato per infrazione grave qualificata ai sensi dell'art. 90 cpv. 4 lett. c LCStr. Y._ avrebbe anteceduto il suo compagno A._ e la Polizia cantonale avrebbe rilevato tramite misurazione laser soltanto la velocità di
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quest'ultimo centauro, ma non del qui imputato. Nella perizia del 22 novembre 2013 (act. PP.3.12), il METAS avrebbe costatato che i due motociclisti al momento del loro passaggio al punto di misurazione all'inizio del rettilineo si sarebbero trovati in fase di accelerazione. Il perito avrebbe stimato inoltre in base al filmato che la distanza fra i due centauri in quel momento sarebbe stata di circa 40 m, benché a mente dei giudici non sia chiaro come il perito sia giunto a questa conclusione. L'automobile che precedeva i due centauri avrebbe avuto le luci dei freni accese, in vista dell'entrata nella rotonda alla fine del rettilineo. Al momento del rilevamento della velocità i centauri avrebbero raggiunto tale vettura, il che significherebbe che essi si sarebbero per forza trovati in fase di rallentamento o di frenata. A mente del perito sarebbe poco probabile che al momento del rilevamento della velocità di 153 km/h [inteso: alla fine del rettilineo] la distanza fra i due si sia ridotta in modo significativo. Sempre secondo il perito tuttavia una riduzione della distanza fra i due motociclisti della metà, vale a dire da 40 m a 20 m, comporterebbe una riduzione della velocità del 5% circa, mentre una riduzione da 40 m a 10 m ridurrebbe la velocità di circa 10%. Per i primi giudici con questo sarebbe evidente che Y._ non sia circolato a una velocità superiore ai 140 km/h. Del resto secondo le risultanze del procedimento penale contro A._ (inc. no. 515-2013-20), ossia l'ammissione da parte dell'imputato A._ reputata veritiera e congrua al rinfaccio nell'atto d'accusa della Procura pubblica, sarebbe emerso che A._ avrebbe ridotto la distanza a circa 10 m, comportando così una riduzione della velocità del 10% circa. In conclusione i giudici di prime cure partirono quindi dalle dichiarazioni ritenute veritiere di Y._ (cfr. act. TDM.8), ammettendo la velocità più bassa da lui indicata di 120 km/h quale velocità determinante (senza deduzione di un margine di tolleranza), condannandolo per il superamento della velocità massima consentita di 80 km/h di 40 km/h. Per la commisurazione della pena si basarono sulle raccomandazioni di pena della Procura pubblica di Zurigo del 29 agosto 2012. Considerando pesante la colpa dell'imputato, ritennero adeguata una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere, attenuata però poi a 15 aliquote giornaliere per via della collaborazione e dell'ammissione dell'imputato, e gli inflissero una multa di CHF 200.00. Poiché l'imputato sarebbe condannato per infrazione grave e non infrazione grave qualificata alle norme della circolazione, gli accollarono solo 2⁄3 delle spese procedurali. Il supplemento per la motivazione scritta fu fissato a CHF 1'000.00.
L. Il 18 maggio 2015 la Procura pubblica ha trasmesso al Tribunale cantonale dei Grigioni la dichiarazione d'appello contro detta sentenza, presentando i seguenti petiti (act. A.2):
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"1. Ziffer 2, 3, 4 und 5 des angefochtenen Urteils seien aufzuheben.
2. Y._ sei in Bestätigung des Schuldspruchs wegen grober Verletzung von Verkehrsregeln gemäss Art. 32 Abs. 1 SVG und 4a Abs. 1 lit. b VRV zu einer Geldstrafe von 60 Tagessätzen zu je Fr. 30.- -, bedingt, bei einer Probezeit von 2 Jahren, sowie zu einer Busse von Fr. 500.--, ersatzweise zu einer Freiheitsstrafe von 5 Tagen, zu verurteilen.
3. Das geleistete Depositum von CHF 4'400.-- sei an die Busse und Verfahrenskosten anzurechnen.
4. Kostenfolge sei die gesetzliche."
Essa ha dichiarato in motivazione di ritenere la pena troppo mite e di essere d'accordo con lo svolgimento in procedura scritta.
M. La difesa, invitata dal presidente della Prima Camera penale a presentare osservazioni con scritto del 20 maggio 2015 (act. D.2), ha dato il suo accordo sulla procedura scritta in data 29 maggio 2015 (act. A.3), comunicando inoltre di non opporsi all'aumento delle aliquote giornaliere da 15 a 60, sospese condizionalmente, e della multa da CHF 200.00 a CHF 500.00. Essa ha chiesto pure che i costi del giudizio di prima istanza vengano divisi in misura di 2/3 a carico dell'imputato e di 1/3 a carico dello Stato, come non contestato dalla Procura pubblica, e "nell'ottica della precaria situazione finanziaria [...] infine che il lodevole Tribunale cantonale riduca al minimo i costi del proprio giudizio d'appello".
N. Il presidente della Prima Camera penale ha disposto la procedura scritta con decreto del 2 giugno 2015 (act. D.3). In seguito in data 10 giugno 2015 la Procura pubblica ha presentato la motivazione scritta dell'appello (act. A.4), intimata per osservazioni alla difesa il 12 giugno 2015 (act. D.4).
O. Il 22 giugno 2015 la difesa ha trasmesso le sue osservazioni in merito alla motivazione scritta della Procura pubblica (act. A.5), intimate per osservazioni alla Procura pubblica il 16 giugno 2015 (act. D.5), la quale però ha rinunciato a una presa di posizione con scritto del 17 luglio 2015 (act. A.6).
P. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi
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1. L'appello della Procura pubblica contro la sentenza del Tribunale distrettuale Maloja del 1° luglio 2014 è tempestivo e debitamente motivato. Anche gli altri presupposti di cui agli artt. 398 segg. CPP sono incontestatamente dati, cosicché la Prima Camera penale del Tribunale cantonale, competente in materia, può entrare nel merito dello stesso.
2. La condanna dell'imputato per infrazione grave alle norme della circolazione stradale ai sensi degli artt. 32 cpv. 1 e 90 cpv. 2 LCStr in unione all'art. 4a cpv. 1 lett. b ONC non è contestata. Di conseguenza in questo punto la sentenza impugnata è cresciuta in giudicato (n. 1 del dispositivo). Oggetto della presente procedura d'appello sono dunque unicamente la commisurazione della pena e la distribuzione delle spese procedurali.
3. La Procura pubblica, qui appellante, ritiene la pena troppo mite.
3.1. Nella motivazione scritta afferma che a suo dire l'imputato sarebbe circolato almeno alla velocità di 120 km/h costatata dai primi giudici. Avendo oltrepassato ampiamente la velocità massima di 80 km/h permessa su quel tratto stradale, l'imputato avrebbe trascurato una norma di circolazione importante in modo oggettivamente pesante, causando un serio pericolo per gli altri utenti della strada. Sotto il profilo soggettivo egli sarebbe stato cosciente di circolare a velocità elevata, dimodoché avrebbe agito con intenzione. A ragione i primi giudici avrebbero quindi ritenuto pesante la sua colpa. Essi avrebbero rinviato alle raccomandazioni di pena della Procura pubblica di Zurigo nella versione del 29 agosto 2012. Tuttavia al momento dell'infrazione queste raccomandazioni sarebbero state antiquate, poiché sarebbero state modificate la LCStr (modifica del 15 giugno 2012, RU 2012 6291 segg.) e di conseguenza pure le raccomandazioni di Zurigo. La Procura pubblica dei Grigioni si orienterebbe inoltre di regola alle raccomandazioni della Conferenza dei procuratori della Svizzera (CPS, già CAIS). Nel caso di un superamento della velocità massima fuori paese di 40 km/h esse prevedrebbero una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere e una multa. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale tali raccomandazioni sarebbero compatibili con quanto previsto dall'art. 47 CP e potrebbero essere utilizzate quale aiuto alla decisione, purché non vincolino il tribunale e non vengano applicate in modo schematico o rigido.
3.2. Queste riflessioni convincono e questa Corte le condivide. Come fa valere a ragione l'appellante, poi, nel caso di specie l'imputato non può invocare uno stato di emergenza, anzi, ha agito con intenzione. Contrariamente a quanto deciso dai
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