Decision ID: a1d8366f-93ea-5615-9bf1-079fe6305d8e
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:
1.
Con decisione del 14 settembre 2016, l’Ufficio dell’assicurazione per
l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha respinto la
seconda domanda di rendita d’invalidità svizzera presentata il 5 marzo
2015 da A._, cittadino italiano, nato il (...; doc. 30). Detta autorità
ha in particolare rilevato che secondo i rapporti del 14 agosto 2015 e del
22 agosto 2016 del medico SMR (doc. 60 e 96), l’interessato – affetto da
retinopatia pigmentosa degenerativa – presenta un’incapacità al lavoro del
100% nell’attività di imbianchino dal 7 novembre 2014, ma una capacità al
lavoro del 100% in un’attività confacente allo stato di salute dal 12 gennaio
2015, ciò che conduce ad un grado d’invalidità dell’8% (doc. 97),
insufficiente per giustificare il diritto ad una rendita d’invalidità svizzera.
2.
Il 20 ottobre 2016, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 14 settembre
2016 mediante il quale ha chiesto il riconoscimento di una rendita intera
d’invalidità dal 12 gennaio 2015. Si è doluto di un’errata valutazione delle
sue condizioni di salute e della sua capacità lavorativa; in particolare,
secondo i rapporti medici agli atti, le patologie di cui soffre non gli
consentono di svolgere una qualsiasi attività lucrativa (doc. TAF 1).
3.
Nella risposta al ricorso del 6 febbraio 2017 (doc. TAF 5), l’autorità inferiore
ha comunicato a questo Tribunale d’avere reso, il 3 febbraio 2017, giusta
l’art. 53 cpv. 3 LPGA, una nuova decisione (allegata in copia), mediante la
quale ha deciso di erogare in favore del ricorrente una rendita intera
d’invalidità a decorrere dal 1° novembre 2015 (decorso il termine di attesa
legale di un anno, giusta l’art. 28 LAI). Nella motivazione della menzionata
decisione è stato, da un lato, segnalato che l’insorgente presenta, fermo
restando una completa incapacità al lavoro dal 7 novembre 2014 all’11
gennaio 2015, una capacità al lavoro del 100% in un’attività sostitutiva
adeguata dal 12 gennaio 2015 e, dall’altro, precisato che il medesimo, viste
le limitazioni funzionali, il percorso formativo professionale e l’età, non è
più in grado di reinserirsi nel libero mercato del lavoro e pertanto viene
considerato non reintegrabile (v. anche la presa di posizione dell’Ufficio AI
del Cantone B._ del 29 novembre 2016 ed il rapporto del Servizio
integrazione professionale del 28 novembre 2016 [doc. TAF 5]).
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4.
Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 32
LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero.
5.
Con scritto del 15 febbraio 2017, il ricorrente ha segnalato che “ha
accettato la decisione 3 febbraio 2017 dell’Ufficio AI per i residenti all’estero
UAIE, che gli attesta un’invalidità del 100% e gli riconosce dunque una
rendita AI intera di fr. 2'049.- mensili a contare dal novembre 2015. La
decisione 6 febbraio 2017 dell’Ufficio AI, da esso ora prodotto in giudizio,
costituisce una acquiescenza di parte convenuta che può condurre allo
stralcio della vertenza” (è altresì fatto riferimento ad uno scritto
dell’insorgente del 9 febbraio 2017; doc. TAF 7).
6.
Questo Tribunale rileva che l’insorgente, nel menzionato scritto del 15
febbraio 2017, ha manifestato il suo disinteresse a che questo Tribunale
statuisca sul suo gravame del 20 ottobre 2016. Per conseguenza, lo scritto

del 15 febbraio 2017 può essere considerato quale ritiro del ricorso.
7.
Da quanto esposto, discende che il ricorso va stralciato dai ruoli, essendo
venuto meno l'interesse degno di protezione del ricorrente all'annullamento
o alla modificazione della decisione impugnata.
8.
Il giudice dell'istruzione decide quale giudice unico lo stralcio dal ruolo delle
cause divenute prive d'oggetto (art. 23 cpv. 1 lett. a LTAF).
9.
A norma dell'art. 5 TS-TAF se una causa diviene priva d'oggetto, di regola
le spese processuali sono addossate alla parte il cui comportamento rende
priva d'oggetto la causa. Se una causa diviene priva d'oggetto senza che
ciò sia imputabile ad una parte, le spese sono fissate tenuto conto dello
stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite. Tale
normativa tende innanzitutto a ricercare materialmente se possa essere
imputata a una parte la circostanza che la controversia sia divenuta priva
d'oggetto; solamente se non può essere imputata ad alcuno diventano de-
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cisive le probabilità di successo del ricorso (ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEU-
SCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgeri-
cht, 2. ed., 2013, n. 4.71 e segg.). Giova altresì rammentare che il giudice
valuta sommariamente tali circostanze (MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, n.
4.73). La norma è aperta e il giudice dispone di un ampio margine di ap-
prezzamento (cfr. sentenza del TF 8C_191/2015 del 2 luglio 2015 consid.
3.1 e riferimenti).
9.1. Il motivo per cui la causa in esame dinanzi a questo Tribunale diventa
priva di oggetto è essenzialmente imputabile all’autorità inferiore.
Quest’ultima ha indicato che, prima di pronunciare la decisione impugnata,
la pratica non era stata trasmessa al Servizio integrazione professionale
(SIP). Ciò è stato fatto solo dopo l’inoltro del ricorso. Con rapporto finale
SIP del 28 novembre 2016, la consulente incaricata ha indicato che il
ricorrente – viste le limitazioni funzionali, il percorso formativo e l’età – non
è più in grado di reinserirsi nel libero mercato del lavoro e va considerato
siccome non reintegrabile, con la conseguenza che ha diritto ad una
rendita intera d’invalidità (grado AI pari al 100%) dal 1° novembre 2015,
alla scadenza dell’anno di attesa. In leggerissima parte – laddove il
ricorrente rinuncia ad una decisione materiale di questo Tribunale sulla
conclusione ricorsuale tendente al riconoscimento di una rendita intera AI
a decorrere da gennaio 2015 – lo stralcio dai ruoli gli è imputabile.
9.2. Da quanto esposto, discende che non si percepiscono spese
processuali (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 6 lett. a TS-TAF [RS
173.320.2]).
9.3. Visto l’esito della procedura e considerata una leggerissima
soccombenza del ricorrente, egli ha diritto a delle ripetibili che, in assenza
di una nota d’onorario, sono fissate d’ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF), tenuto
conto del lavoro utile e necessario svolto dal patrocinatore, in fr. 2'000.-.
Peraltro, le ripetibili non comprendono un supplemento IVA ai sensi dell’art.
9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, ritenuto che l’IVA non è dovuta allorquando il
ricorrente, con domicilio all’estero, si lascia patrocinare volontariamente
(cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-726/2013 del 14 settembre 2016
consid. 9.2).
(dispositivo alla pagina seguente)
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