Decision ID: 91c653a0-afea-47e1-b792-e3c77d1c1e80
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda di asilo che A._ ha presentato in Svizzera il 6 ago-
sto 2022,
la procura firmata dal ricorrente, conferita all'Avvocato Immacolata lglio
Rezzonico e/o all'Avvocato Giulia Melandri del 3 agosto 2022,
l'estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» dall'8 settem-
bre 2022, da cui si evince che l'interessato aveva già depositato una do-
manda d'asilo in Croazia il 10 luglio 2022,
la richiesta di ripresa in carico del richiedente dell'8 agosto 2022 presentata
dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti
autorità croate,
la sottoscrizione del 10 agosto 2022 di rinuncia al mandato di rappresen-
tanza legale gratuita della Protezione giuridica della Regione (...), confor-
memente all'art. 102h cpv. 1 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31),
la scomparsa dell'interessato dal 21 agosto 2022 al 22 agosto 2022,
l'accettazione del 22 agosto 2022 delle autorità croate della richiesta di ri-
presa in carico, in applicazione dell’art. 20 par. 5 del Regolamento (UE)
n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro
competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale pre-
sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un
apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 del
29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino III),
il verbale di rilevamento delle generalità del 24 agosto 2022,
il verbale del 29 agosto 2022 del colloquio personale conformemente
all'art. 5 Regolamento Dublino III,
la scomparsa del richiedente dal 4 settembre 2022 al 5 settembre 2022 e
dal 6 settembre 2022 all'8 settembre 2022,
D-4261/2022
Pagina 3
la decisione della SEM dell'8 settembre 2022, notificata il 16 settem-
bre 2022, mediante la quale detta autorità non è entrata nel merito della
domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato
il trasferimento dell'interessato verso la Croazia,
lo scritto del ricorrente alla SEM del 13 settembre 2022 per il tramite del
quale egli ha informato l'autorità del proseguimento delle pratiche per il
matrimonio con la compagna ed ha altresì allegato due mezzi di prova ine-
renti un procedimento penale che si sarebbe svolto in Turchia nei suoi con-
fronti,
la visita medica del 13 settembre 2022,
il ricorso del 23 settembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 26 settembre 2022) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM
con il quale il ricorrente ha concluso, in via supercautelare, e cautelare alla
concessione dell'effetto sospensivo al ricorso ed alla concessione dell'as-
sistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese
di giudizio e del relativo anticipo, e del gratuito patrocinio, nella persona
dell'Avvocato Immacolata Iglio Rezzonico, con protestate tasse e spese;
nel merito ha concluso all'accoglimento integrale del ricorso e di conse-
guenza all'annullamento della decisione impugnata ed alla riapertura della
procedura d'asilo con restituzione degli atti alla SEM,
la sospensione, in via supercautelare, dell'esecuzione dell'allontanamento
del 26 settembre 2022,

e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-
sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒
c e art. 52 PA,
D-4261/2022
Pagina 4
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica,
con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti,
che nel corso del colloquio Dublino, l'interessato ha dichiarato di non aver
depositato una domanda d'asilo in Croazia, ma di essere stato catturato in
tale Paese dove gli avrebbero preso le impronte digitali; che egli sarebbe
rimasto soltanto due o tre giorni in Croazia per poi tornare in Turchia dove
sarebbe rimasto tre o quattro giorni prima di espatriare nuovamente e rag-
giungere la Svizzera; che egli sarebbe venuto in Svizzera per raggiungere
la sua fidanzata che vivrebbe qui; che l'avrebbe conosciuta su internet nel
2018 e l'avrebbe vista per la prima volta di persona a giugno 2021 quando
ella sarebbe venuta in Turchia; che l'avrebbe rivista soltanto una volta arri-
vato qui ad agosto 2022; che essi avrebbero l'intenzione di sposarsi,
che nella querelata decisione l'autorità inferiore, ha innanzitutto constatato
la competenza della Croazia per il prosieguo della procedura; che in as-
senza di un'unione duratura e simile a quella coniugale, la fidanzata non
potrebbe essere considerata come un membro della famiglia ai sensi
dell'art. 2 lett. g Regolamento Dublino III; che in seguito, è stata esclusa la
sussistenza nello Stato di destinazione di carenze sistemiche ai sensi
dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti con-
trari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di vio-
lazione del principio del divieto di respingimento; che inoltre, non sussiste-
rebbero motivi che obbligherebbero la Svizzera ad esaminare la domanda
d'asilo giusta l'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III né che giustifichereb-
bero l'applicazione della clausola di sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Re-
golamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo rela-
tiva a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che
in particolare, con la fidanzata non potrebbe essere ritenuta una relazione
stretta ed effettiva ai sensi dell'art. 8 CEDU; che inoltre non risulterebbero
problematiche mediche degne di nota per la procedura d'asilo,
che in sede ricorsuale, l'insorgente sottolinea innanzitutto che non sarebbe
stata sua intenzione domandare asilo in Croazia, dove sarebbe stato «cat-
turato» e obbligato con la forza a lasciare le impronte digitali; che la sua
D-4261/2022
Pagina 5
intenzione sarebbe quella di chiedere asilo in Svizzera e convolare a nozze
con la sua compagna, B._, cittadina (...) al beneficio di un per-
messo (...) in Svizzera; che tale intenzione sarebbe pure stata manifestata
nel corso del colloquio Dublino; che la SEM avrebbe pertanto dovuto valu-
tare l'applicazione della clausola di sovranità ex art. 17 Regolamento Du-
blino III; che peraltro, in data 20 settembre 2022, sarebbero stati trasmessi
all'Ufficio dello stato civile tutti i documenti necessari e verosimilmente, il
ricorrente e la compagna, si uniranno in matrimonio nel mese di ottobre
2022; che di conseguenza, la decisone della SEM violerebbe l'art. 8 CEDU;
che in seguito, l'insorgente sottolinea che gli sviluppi recenti mostrerebbero
delle carenze clamorose nel rispetto del diritto internazionale da parte delle
autorità croate; che pertanto, il presupposto che la Croazia rispetterebbe il
diritto internazionale sarebbe da mettere in discussione e sarebbe palese
che in Croazia vi sarebbero delle carenze sistemiche nella presa a carico
dei richiedenti; che pertanto, l'allontanamento del ricorrente in tale Paese
implicherebbe il rischio di un trattamento inumano e degradante ai sensi
dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di se-
guito: CartaUE) e dell'art. 3 CEDU,
che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della
procedura di asilo e allontanamento,
che, prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal Regolamento Dublino,
che, se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-
sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata
nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa in carico del
richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5
consid. 6.2),
che, ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-
tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello
individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15),
che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni
criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato
al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7
D-4261/2022
Pagina 6
par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regola-
mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei
criteri),
che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base
della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato
domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino
III),
che, contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese:
take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina-
zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2019
VI/7 consid. 4 a 6, 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1),
che, giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile
trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato
come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-
stono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni
di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento
inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 CartaUE, lo Stato membro che
ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente
prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato
membro possa essere designato come competente,
che lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la do-
manda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli arti-
coli 23, 24, 25 e 29 e al fine di portare a termine il procedimento di deter-
minazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico il richie-
dente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o
ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo
aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso du-
rante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente
(art. 20 par. 5 Regolamento Dublino III),
che, giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovra-
nità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato
membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio-
nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche
se tale esame non gli compete,
D-4261/2022
Pagina 7
che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive-
lato, dopo consultazione dell'«EURODAC», che il ricorrente ha depositato
una domanda d'asilo in Croazia il 10 luglio 2022 (cfr. atto SEM ...-11/1),
che nei termini fissati all'art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, la SEM ha
presentato alle autorità croate competenti una richiesta di ripresa in carico
dell'interessato fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III
(cfr. atto SEM ...-12/5),
che il 22 agosto 2022, queste autorità hanno espressamente accettato il
trasferimento del ricorrente verso la Croazia, in applicazione dell'art. 20
cpv. 5 Regolamento Dublino III (cfr. atto SEM ...-18/2),
che nonostante l'insorgente abbia dichiarato di non aver depositato una
domanda d'asilo in tale Paese, ma di essere stato catturato dalle autorità
croate e obbligato a rilasciare le impronte digitali si rileva che il Regola-
mento Dublino III non offre il diritto al richiedente l'asilo di scegliere auto-
nomamente lo Stato nel quale la sua domanda d'asilo verrà esaminata
(cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3),
che di conseguenza, la competenza della Croazia è di principio data,
che per il resto, il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario
della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed
altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura,
RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati
(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo
del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni,
che, di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in par-
ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce-
dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale
ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva
2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello
status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva
2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-
nale [di seguito: direttiva accoglienza]; cfr. recentemente, sentenza del Tri-
bunale E-2381/2022 del 9 giugno 2022 consid. 5.3),
D-4261/2022
Pagina 8
che tale presunzione non è assoluta e può essere confutata in presenza di
violazioni sistemiche delle garanzie minime previste dall’Unione europea o
dal diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza della Corte
europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] M.S.S. contro Belgio e Grecia del
21 gennaio 2011, 30696/09) oppure in presenza di indizi seri che, nel caso
concreto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale
(cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5),
che lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di evidenziare ripetutamente
come il sistema d’accoglienza croato – benché oggetto di diverse critiche
da parte di svariati enti – non sia contraddistinto da carenze sistemiche né
presenti comprovati rischi di respingimenti («push-backs») alla frontiera
con la Bosnia ed Erzegovina laddove confrontato con trasferimenti di ri-
chiedenti che hanno già avuto la possibilità di depositare una domanda
d’asilo in Croazia (cfr. fra le tante, sentenze del Tribunale F-3903/2022 del
16 settembre 2022 consid. 4; F-1653/2022 del 21 aprile 2022 consid. 6.2;
D-1404/2022 del 30 marzo 2022; D-735/2022 del 28 febbraio 2022 con-
sid. 6.5.2),
che iscrivendosi in tale contesto, né i rapporti richiamati con l’impugnativa
così come neppure le allegazioni ricorsuali permettono però di sovvertire
la suesposta presunzione; che segnatamente la citata sentenza della Corte
EDU M.H. e altri contro Croazia del 18 novembre 2021, 43115/18, non con-
cerne un trasferimento Dublino,
che di conseguenza, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase Regolamento
Dublino III non si giustifica nel caso di specie,
che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di-
ritto interno svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 Regolamento
Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano, la SEM può entrare nel
merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un
altro Stato sarebbe competente per il trattamento della stessa,
che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere
di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra-
sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una
norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'au-
torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare
nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di con-
trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1),
D-4261/2022
Pagina 9
che il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di destinazione non sia
intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a termine la procedura
relativa alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva proce-
dura,
che la Croazia ha infatti, nella sua accettazione del 22 agosto 2022, da una
parte confermato che il ricorrente ha depositato una domanda di protezione
in tale Stato ("[...]"), mentre dall'altra ha accettato di continuare l'esame
della procedura in accordo con la summenzionata direttiva, in particolare
si è impegnata a continuare la determinazione della responsabilità per il
trattamento della domanda di protezione dell'insorgente ("[...]"),
che inoltre, il ricorrente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e con-
creto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispette-
rebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno
nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove
la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o
da dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese,
che in seguito, agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere
che un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al
rischio di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condi-
zioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza,
che, in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare
che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbe tale da
contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-
tura in caso di esecuzione del trasferimento in Croazia,
che, ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione
dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle
autorità dello Stato in questione (cfr. art. 26 direttiva accoglienza),
che infine, non risulta neppure che il trasferimento del ricorrente in Croazia
costituisca una violazione dell'art. 8 CEDU; che nella fattispecie, tra il ricor-
rente e la compagna non può essere ritenuta l'esistenza di una relazione
stretta ed effettiva; che invero, l'insorgente ha conosciuto la compagna su
internet nel 2018 e l'ha vista di persona per appena tre settimane nel 2021,
che neppure l'asserita apertura della procedura preparatoria al matrimonio
– allegazione peraltro nemmeno supportata da alcun elemento probatorio
D-4261/2022
Pagina 10
valido – costituisce un indizio sufficiente per definire la loro relazione come
effettiva e duratura,
che invero, la giurisprudenza ammette che lo straniero che vive in unione
libera con un cittadino svizzero o una persona avente diritto di risiedere in
Svizzera potrebbe desumere un diritto di dimora se vi fossero indizi con-
creti di un matrimonio seriamente voluto ed imminente; che anche in que-
sto caso la relazione tra concubini deve essere, per la sua natura e stabi-
lità, assimilata ad un'unione coniugale per poter beneficiare dell'art. 8
CEDU (cfr. sentenza del TF 2C_196/2014 del 19 maggio 2014 consid. 5.1
con giurisprudenza ivi citata),
che nonostante le dichiarazioni di apertura di una procedura matrimoniale,
a tuttora senza elementi probatori a sostegno di tali allegazioni – il doc. E
allegato al ricorso risulta infatti essere soltanto una lettera di trasmissione
di documenti allo Stato civile – il matrimonio non appare imminente; che
dallo scrivente Tribunale non è conosciuta una data di celebrazione del
matrimonio; che invero, l'asserita celebrazione nel mese di ottobre 2022
risulta essere un'affermazione non supportata da alcun documento,
che ad ogni buon conto, la questione di sapere se l’eventuale apertura di
tale procedura è un indizio di un matrimonio seriamente voluto e imminente
può essere lasciata aperta nella presente procedura, in quanto, come
rilevato in precedenza, il ricorrente non ha provato un legame con la
compagna paragonabile ad un'unione coniugale,
che pertanto il ricorrente non può avvalersi della protezione dell'art. 8
CEDU nemmeno sotto questo profilo,
che dal momento che il matrimonio si trova soltanto nei suoi primi prepara-
tivi e che la sua celebrazione sarebbe possibile anche in un altro paese, il
trasferimento del ricorrente non viola neppure gli artt. 12 CEDU e 14 della
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999
(Cost., RS 101),
che il Tribunale osserva poi che un possibile matrimonio non costituisce un
impedimento al trasferimento, soprattutto poiché una procedura di prepa-
razione del matrimonio è possibile anche quando gli sposi non vivono in
Svizzera (art. 62 segg. dell'ordinanza sullo stato civile del 28 aprile 2004
[OSC; RS 211.112.2]; cfr. tra le tante sentenza del Tribunale E-1274/2022
del 22 marzo 2022 pag. 9),
D-4261/2022
Pagina 11
che altresì, si rammenta al ricorrente che la procedura d'asilo non ha come
fine quello di ottenere un'autorizzazione di soggiorno in vista di matrimonio
e non è, in nessun caso, utilizzabile per aggirare i disposti legali del diritto
degli stranieri specialmente circa il ricongiungimento famigliare,
che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere
che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-
mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF
2015/9 consid. 7 seg.),
che, pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui
all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»),
che, di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte
della Svizzera, la Croazia è competente dell'esame della domanda di asilo
del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a riprenderlo in
carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento
Dublino III,
che, quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-
manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi
ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia conformemente
all'art. 44 LAsi,
che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-
stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione
del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 LStrI,
(RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio
di non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF
2015/18 consid. 5.2),
che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione
della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-
cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Croazia, confermata,
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-
cessione dell'effetto sospensivo è senza oggetto,
che per il medesimo motivo, anche la domanda di esenzione dal versa-
mento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è dive-
nuta senza oggetto,
D-4261/2022
Pagina 12
che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria totale è respinta (art. 65
cpv. 1 PA, art. 102m cpv. 1 lett. a LAsi),
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
che le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 26 settembre 2022
decadono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-
mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad
art. 56 PA),
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
D-4261/2022
Pagina 13
Il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-
mento delle spese processuali e di gratuito patrocinio, è respinta.
3.
Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-
tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente
sentenza.
4.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale.
La giudice unica: La cancelliera:
Chiara Piras Sebastiana Bosshardt