Decision ID: 63f083aa-f977-53eb-8a81-5e850b24a941
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che _ _, domiciliato a _, è deceduto a _ il _ 1995, lasciando come eredi legittimi la moglie _ _ e i fratelli
_
_, _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _;
che nel febbraio 1996 gli eredi _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _ hanno dichiarato di rinunciare alla successione “in favore di _ _ ”;
che il rappresentante degli eredi ha instato alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città il 16 luglio 1996 per ottenere il rilascio del certificato ereditario, in conformità alla dichiarazione di rinuncia del febbraio 1996;
che il Pretore ha rilasciato il 20 agosto 1996 il certificato ereditario attestante che uniche eredi del defunto _ _ sono la moglie _ _ e la sorella _ _;
che il 16 settembre 1996 _ _, rappresentante degli eredi, ha chiesto la “correzione” del certificato ereditario, che non corrisponde all’intento degli eredi rinunciatari;
che tale atto è stato considerato dalla Pretura alla stregua di un appello ed è pertanto stato trasmesso a questa Camera;
che in data 3 ottobre 1996 l’Ufficio delle imposte di successione e donazione ha trasmesso alla Camera la dichiarazione di rinuncia sottoscritta il 23 settembre 1996 da _ _;

Considerato
in diritto:
che nel Cantone Ticino il rilascio del certificato ereditario viene trattato in procedura non contenziosa di camera di consiglio (art. 2 n. 10 LAC, 360 e segg. CPC);
che in tale procedura il termine per appellare è di 10 giorni, non sospeso dalle ferie giudiziarie (art. 370 cpv. 2 CPC);
che di conseguenza l’atto presentato il 16 settembre 1996 sarebbe tardivo se fosse un appello contro il decreto 20 agosto 1996;
che con l’atto in questione è stata tuttavia chiesta la rettifica del certificato ereditario;
che con la dichiarazione sottoscritta nel febbraio 1996 gli eredi _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _ intendevano chiaramente favorire la vedova, cedendole la loro quota ereditaria;
che tale dichiarazione non è un contratto di cessione di una quota ereditaria fra coeredi, non essendo stato sottoscritto dalla vedova (art. 635 CC);
che a ogni modo tale scritto, vista la chiara intenzione dei firmatari, non è una rinuncia incondizionata e senza riserve ai sensi dell’art. 570 cpv. 2 CC, ciò che comporta, essendo scaduto il termine di tre mesi per rinunciare all’eredità, l’acquisizione dell’eredità (
Tuor/Picenoni
, Berner Kommentar, 1966, n. 14 ad art. 570 CC);
che altrettanto vale per la dichiarazione sottoscritta da _ _ il 23 settembre 1996, oltretutto tardiva poiché inoltrata dopo il termine di tre mesi prescritto per rinunciare all’eredità (art. 567 cpv. 1 CC);
che di conseguenza il certificato ereditario rilasciato il 20 agosto 1996 si rivela inesatto, eredi essendo, oltre a _ _ e _ _, anche _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _;
che per diritto federale i certificati ereditari errati possono di principio essere annullati o modificati senza formalità, sia a richiesta dell’istante originario, sia di terzi, sia ancora d’ufficio dal giudice (
Tuor/Picenoni
, op. cit., n. 24 ad art. 559 CC);
che la lettera 16 settembre 1996 chiede esplicitamente la correzione del certificato ereditario;
che l’incarto deve quindi essere ritornato al Pretore affinché consideri la lettera 16 settembre 1996 alla stregua di un’istanza di rettifica e proceda alla correzione del certificato ereditario, nel senso che eredi del defunto _ _ sono la moglie _ _ i fratelli _ _, _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _;
che, viste le particolarità della fattispecie, si può prescindere dal prelievo di tasse e spese e dall’assegnazione di ripetibili;