Decision ID: 45910454-5e87-5be8-9563-97ffc48cafff
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con decisione del 12 gennaio 2016, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità
del Cantone B._ (di seguito, Ufficio AI) ha deciso di erogare in fa-
vore di A._ (di seguito, interessata, ricorrente o insorgente) – citta-
dina svizzera, nata il (...; doc. 6 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito,
doc. A 6]) – una rendita intera d’invalidità svizzera a decorrere dal 1° mag-
gio 2015 (v. doc. A 67 e doc. A 52). Nella motivazione della decisione, l’Uf-
ficio AI del Cantone B._ ha segnalato che l’interessata è stata con-
siderata salariata nella misura del 90% e casalinga nella misura del 10%.
Ha poi indicato che dagli atti (in particolare dal rapporto del settembre 2015
del medico SMR [doc. A 49]) risultava che l’interessata (affetta segnata-
mente da stato da ictus ischemico della corona radiata sinistra e stato dopo
emorragia subaracnoidea su rottura di aneurisma dell’arteria basilare) pre-
sentava, dal 5 maggio 2014, una completa incapacità al lavoro e di guada-
gno in una qualsiasi attività lucrativa ed un’incapacità medico-teorica del
45% nel compimento delle mansioni consuete di casalinga. Infine, ha sot-
tolineato che il grado d’invalidità complessivo, in funzione dell’impedimento
nell’esercizio di un’attività lucrativa e nello svolgimento dell’attività di casa-
linga, era del 95% ([0,90 x 100] + [0,10 x 45]; doc. A 54). La decisione è
cresciuta incontestata in giudicato.
B.
B.a Nel mese di gennaio del 2016, l’Ufficio AI del Cantone B._ ha
avviato la prevista procedura di revisione del diritto alla rendita (doc. A 56).
Dalle carte processuali risultano essere stati prodotti documenti medici di
data da luglio 2014 a marzo 2016 (doc. A 66, doc. A 69 e doc. A 80) nonché
il questionario per la revisione della rendita d’invalidità del 1° febbraio 2016
(doc. A 62).
B.b Nel rapporto del 26 gennaio 2017, il dott. C._, medico SMR, ha
proposto l’effettuazione di una perizia neurologica (doc. A 82; v. anche lo
scritto dell’Ufficio AI del Cantone B._ del 30 gennaio 2017 [doc. A
84]).
B.c Nella perizia neurologica del 21 aprile 2017 (consecutiva ad un esame
del 7 marzo 2017), il dott. D._, specialista in neurologia presso la
Clinica E._, ha posto la diagnosi segnatamente di stato in esiti da
ictus della corona radiata sinistra, stato dopo emorragia subaracnoidea da
rottura di aneurisma dell’arteria basilare, gliosi diffusa da sofferenza vasco-
lare cronica, deficit neuropsicologici di grado da lieve a moderato, cefalea
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di tipo tensivo, sindrome della stanchezza eccessiva (fatigue), deficit mo-
tori molto discreti all’emisoma di destra e probabile discreta depressione
reattiva. Il medico ha concluso che l’interessata, dal profilo neurologico, è
inabile al lavoro nella misura del 100% nell’attività di collaboratrice di un
call center dal 5 maggio 2014, ma è abile al lavoro in un’attività confacente
allo stato di salute nella misura del 40% da settembre del 2015 (doc. A 85).
B.d Nel rapporto del 22 maggio 2017, il dott. C._ ha ritenuto, in virtù
della menzionata perizia neurologica, che vi è stato un miglioramento dello
stato di salute dell’interessata. Ha concluso ad un’incapacità al lavoro del
100% dal 5 maggio 2014 nell’attività di impiegata e ad un’incapacità al la-
voro del 100% dal 5 maggio 2014 e del 60% da settembre del 2015 in
un’attività sostitutiva adeguata. Ha altresì ritenuto che l’interessata pre-
senta un’incapacità medico-teorica del 40-50% dal 5 maggio 2014 e del
30-40% da settembre del 2015 nel compimento delle mansioni consuete di
casalinga (doc. A 90; v. anche il rapporto del 5 maggio 2017 [doc. A 86]).
B.e Nel rapporto d’inchiesta economica per le persone che si occupano
dell’economia domestica del 28 settembre 2017, l’assistente sociale ha re-
putato che il grado d’invalidità dell’interessata quale casalinga è del 40,5%
da maggio del 2014 (doc. A 92).
B.f Il 15 febbraio 2018, l’Ufficio AI del Cantone B._ ha determinato,
nell’ambito di un’attività sostitutiva, un grado d’invalidità del 67% (doc. A
97).
B.g Nel rapporto del 23 marzo 2018, il consulente in integrazione profes-
sionale ha ritenuto esigibile l’esercizio di attività sostitutive adeguate nel
settore terziario (lavoro d’ufficio di tipo commerciale, lavoro in magazzino
con compiti di classificazione; doc. A 100).
B.h Con progetto di decisione del 9 aprile 2018, l’Ufficio AI del Cantone
B._, ha indicato che, in virtù della perizia neurologica dell’aprile
2017 del dott. D._, risulta un’incapacità al lavoro del 100% nella
precedente attività (di impiegata) dal 5 maggio 2014 ed un’incapacità al
lavoro del 60% in un’attività sostitutiva adeguata dal 1° settembre 2015, ciò
che comporta un grado d’invalidità del 67% in ambito lavorativo. Ha rilevato
che dal rapporto d’inchiesta economica per le persone che si occupano
dell’economia domestica del settembre 2017 emerge un impedimento del
40,5% nel compimento delle mansioni consuete di casalinga dal 1° settem-
bre 2015. Infine, ha sottolineato che il grado d’invalidità, in funzione dell’im-
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pedimento nell’esercizio di un’attività lucrativa e nello svolgimento dell’atti-
vità di casalinga, è complessivamente del 64% ([0,90 x 67] + [0,10 x 40,5]).
Pertanto, ha prospettato che la rendita intera d’invalidità sarebbe stata so-
stituita da tre quarti di rendita, essendo intervenuto un notevole migliora-
mento dello stato di salute (doc. A 102).
B.i Con scritto del 29 aprile 2018, l’interessata ha chiesto la rivalutazione
del caso, dal momento che, secondo il certificato medico ed il rapporto me-
dico dell’aprile e maggio 2018 della dott.ssa F._, specialista in me-
dicina interna, medico curante, nonché i rapporti neuropsicologici del
marzo 2016 e maggio 2015, allegati in copia (doc. A 111), il suo stato di
salute, le terapie a cui si sottopone e le difficoltà quotidiane che affronta
giustificano il riconoscimento di una rendita intera d’invalidità (doc. A 110;
v. anche lo scritto del 20 aprile 2018 [doc. A 105]).
B.j Il 17 maggio 2018, l’Ufficio AI del Cantone B._ ha comunicato
all’UAIE che l’interessata si è trasferita all’estero (doc. A 112).
B.k Con complemento peritale del 21 giugno 2018, il neurologo dott.
D._ ha ritenuto che il rapporto medico del maggio 2018 non apporta
nuovi elementi oggettivi tali da modificare la propria valutazione peritale
dell’aprile 2017. Lo specialista ha poi precisato che lo stato di salute dell’in-
teressata è da considerarsi siccome stazionario da settembre del 2015
(doc. A 120).
B.l Con annotazione del 12 luglio 2018, il dott. C._ ha ritenuto, in
virtù del menzionato complemento peritale, che non si giustifica una modi-
fica della valutazione clinica-lavorativa dell’interessata (doc. A 121).
B.m Con decisione del 20 luglio 2018, l’Ufficio dell’assicurazione per l’in-
validità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso che, a decor-
rere dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica della deci-
sione, la rendita intera d’invalidità pagata fino ad allora è sostituita da tre
quarti di rendita (doc. A 125).
C.
C.a Il 16 agosto 2018, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 20 luglio
2018 mediante il quale si è opposta alla riduzione della rendita d’invalidità,
da intera a tre quarti, ed ha chiesto una rivalutazione della decisione impu-
gnata (nel senso del riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera).
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Ha contestato, perlomeno implicitamente, un miglioramento delle sue con-
dizioni di salute. Ha segnalato, in particolare, che, secondo i documenti
medici allegati (già agli atti), le affezioni di cui soffre non le consentono di
svolgere un’attività (confacente allo stato di salute) per più di 4-5 ore alla
settimana (doc. TAF 1).
C.b Il 10 settembre 2018, la ricorrente ha versato l’anticipo a copertura
delle presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 6).
C.c Con risposta al ricorso del 22 ottobre 2018, l’UAIE ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Ha rinviato al
preavviso dell’Ufficio AI del Cantone B._ del 18 ottobre 2018, se-
condo il quale, in virtù del (rapporto del 12 luglio 2018 del medico SMR, il
quale, a sua volta, si è fondato sulla) perizia neurologica del 21 aprile 2017
e relativo complemento del 21 giugno 2018 – perizia che peraltro sarebbe
conforme ai criteri di una perizia neutrale specialistica – lo stato di salute
della ricorrente è da considerarsi siccome migliorato e la medesima pre-
senta, da settembre del 2015, una capacità al lavoro del 40% in un’attività
sostitutiva adeguata. Per conseguenza, sono adempiuti i presupposti per
una sostituzione, in via di riconsiderazione, in applicazione degli art. 53 cpv.
2 LPGA e 88bis cpv. 2 lett. a OAI, della rendita intera d’invalidità (pagata fino
ad allora) con tre quarti di rendita, la decisione del 2 marzo 2016 (recte 12
gennaio 2016) di assegnazione di una rendita intera essendo manifesta-
mente errata. L’Ufficio AI del Cantone B._ ha osservato che “nono-
stante le chiare certificazioni (dell’ottobre 2014 e del maggio 2015) circa
l’imminente miglioramento dello stato di salute dell’assicurata e il quadro
clinico complesso, ha purtroppo erroneamente assegnato il diritto a una
rendita dell’assicurata senza più aggiornare gli atti medici degli specialisti
che hanno avuto in cura l’assicurata né ha predisposto una perizia medica”
(doc. TAF 8).
C.d Nella replica del 26 novembre 2018, l’insorgente ha ribadito che, se-
condo il certificato medico del 1° maggio 2018 della dott.ssa F._ e
la valutazione neuropsicologica del 31 marzo 2016, allegati in copia (già
agli atti), in virtù del suo stato di salute non si può esigere da lei l’esercizio
di un’attività di sostituzione (doc. TAF 10).
C.e Nella duplica del 4 gennaio 2019, l’UAIE ha nuovamente proposto la
reiezione del ricorso e rinviato alla presa di posizione dell’Ufficio AI del Can-
tone B._ del 20 dicembre 2018, secondo cui i documenti medici
prodotti, già agli atti, e sottoposti ad esame del perito neurologo dott.
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D._ (v. la perizia neurologica dell’aprile 2017 e il relativo comple-
mento del giugno 2018), non apportano nuovi elementi clinici suscettibili di
modificare la valutazione clinico-lavorativa dell’insorgente (doc. TAF 13).
C.f Con provvedimento del 15 gennaio 2019 (notificato il 22 gennaio 2019;
doc. TAF 15 [avviso di ricevimento della Posta svizzera]), il Tribunale am-
ministrativo federale ha trasmesso alla ricorrente la duplica dell’autorità in-
feriore del 4 gennaio 2019, nonché la presa di posizione dell’Ufficio AI del
Cantone B._ del 20 dicembre 2018, e le ha concesso la facoltà di
pronunciarsi in merito alle osservazioni dell’autorità inferiore (doc. TAF 14),
facoltà di cui l’insorgente non ha fatto uso.
C.g Con scritto del 31 gennaio 2020, la ricorrente ha poi segnalato di es-
sere in cura presso l’ospedale G._ (Spagna) per un altro aneurisma
celebrale (doc. TAF 16).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile.
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2.
2.1 La ricorrente è cittadina svizzera residente in uno Stato membro della
Comunità europea, per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS
0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016
consid. 4.2 e relativi riferimenti).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
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medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni
sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei
fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi
d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se
gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscet-
tibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta de-
cisione litigiosa è stata resa (sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2;
DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
4.1 L'UAIE ha reso il 20 luglio 2018 una decisione di revisione, ai sensi
dell’art. 17 LPGA, della rendita d’invalidità fino ad allora accordata alla ri-
corrente.
4.2 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
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Pagina 9
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modifica.
4.3 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-
validità (lett. b).
4.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
4.5 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della rendita,
dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza è messa in
atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica-
zione determinante se l'erogazione indebita è dovuta all'ottenimento illecito
di una prestazione da parte dell'assicurato o se quest'ultimo ha violato l'ob-
bligo di informare, impostogli ragionevolmente dall'art. 77 OAI.
4.6 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (DTF 130 V
343 consid. 3.5). Peraltro, per procedere alla revisione di una rendita d'in-
validità occorre che il grado d'invalidità abbia subito una notevole modifica
(art. 17 cpv. 1 LPGA). A differenza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2
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LPGA per le altre prestazioni durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in
relazione alla revisione di una rendita d'invalidità una modifica notevole
dello stato di fatto, ma (solo) una modifica notevole del grado d'invalidità.
Questa modifica può risiedere sia in un cambiamento dello stato di salute
sia in una modifica della componente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-
6.3). Anche una modifica di poco conto nello stato di fatto determinante può
così dare luogo a una revisione di una rendita dell'assicurazione per l'inva-
lidità se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto)
di un valore limite (DTF 133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i para-
metri di calcolo dell'invalidità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla
rendita (quali sono segnatamente la determinazione del reddito con e
senza invalidità), possono essere ridefiniti facendo capo alle regole appli-
cabili al momento del nuovo esame (DTF 141 V 9 consid. 2.3). Irrilevante
è invece, una diversa valutazione di una fattispecie restata sostanzial-
mente immutata (cfr. sentenza precedentemente citata, ibidem).
4.7 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto dell'ultima decisione cresciuta in giudicato che è stata
oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale ac-
certamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei
redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provve-
dimento litigioso (DTF 134 V 131 consid. 3; 133 V 108 consid. 5.4). Il pe-
riodo di riferimento nell'ambito della presente vertenza è quello intercor-
rente tra il 12 gennaio 2016, data della decisione dell'Ufficio AI del Cantone
B._ mediante la quale è stata accordata la rendita intera d'invalidità,
e il 20 luglio 2018, data della decisione impugnata. Il giudice delle assicu-
razioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in ge-
nerale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione
impugnata è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).
5.
5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
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Pagina 11
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
5.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
5.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
5.4 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvi).
5.5 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7),
in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-
fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid.
2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143
C-4763/2018
Pagina 12
V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-
sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito
di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori
atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della
persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid.
6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione
della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3),
segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi
“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi;
successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-
dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche
[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-
renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione
uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid.
4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-
tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). Si può tuttavia rinunciare
ad effettuare la valutazione della capacità al lavoro di una persona nell’am-
bito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indica-
tori allorquando le limitazioni all’esercizio di un’attività risultano da un’esa-
gerazione dei sintomi, o costellazioni simili, ciò che esclude l’esistenza di
un danno alla salute suscettibile di cagionare un’invalidità (DTF 141 V 281
consid. 2.2 nonché sentenze del TF 9C_534/2015 del 1° marzo 2016 con-
sid. 2.2.2 con rinvii e 8C_562/2014 del 29 settembre 2015 consid. 8.4). Va
tuttavia rammentato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
va fatta una distinzione tra una tendenza all’esagerazione dei sintomi – con
la conseguenza precedentemente indicata – e una semplice accentua-
zione dei sintomi, la quale, per contro, non consente di per sé di escludere
il diritto ad una rendita (sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015
consid. 4.2.1 con rinvii).
6.
Nel caso in esame, occorre esaminare se al momento dell’emanazione
della decisione impugnata (il 20 luglio 2018) poteva essere ammessa la
sopravvenienza rispetto al 2016 di un miglioramento dello stato di salute
della ricorrente (o della componente lucrativa) giustificante la sostituzione
della rendita intera d’invalidità con tre quarti di rendita o se, invece, tale
presupposto non era adempiuto (come sostenuto dall’insorgente mede-
sima) o, ancora, l’istruttoria di causa è stata insufficiente.
7.
Questo Tribunale rileva, preliminarmente, che è incontestato sia da parte
della ricorrente sia da parte dell’autorità inferiore che l’insorgente da sana,
C-4763/2018
Pagina 13
avrebbe consacrato la sua attività ad un’occupazione lavorativa al 90% e
si sarebbe dedicata all’economia domestica per il restante 10% (in partico-
lare, dal questionario per il datore di lavoro [doc. A 22], emerge che la
stessa è stata alle dipendenze, da dicembre del 2012 a maggio del 2014,
di una ditta come “agent frontservice”, in ragione di 42 ore alla settimana
da dicembre del 2012 e di 37.80 ore alla settimana da gennaio del 2014,
ciò che corrisponde ad un grado d’occupazione del 90%).
8.
8.1 Nel rapporto del 18 settembre 2015 (doc. A 49; rapporto su cui era ba-
sata la decisione del gennaio 2016), il dott. C._, medico SMR,
aveva posto la diagnosi segnatamente di stato da ictus ischemico della
corona radiata sinistra e stato dopo emorragia subaracnoidea su rottura di
aneurisma dell’arteria basilare. Detto medico aveva rilevato che lo stato di
salute era caratterizzato da residui deficit di attenzione, deficit di memoria
verbale e precoce affaticabilità. Secondo il medico SMR, l’insorgente pre-
sentava, dal 5 maggio 2014, una completa incapacità al lavoro in una qual-
siasi attività lucrativa. Qualora fossero state proseguite le cure neurologi-
che riabilitative, la capacità lavorativa avrebbe potuto migliorare, attestan-
dosi al 50%, e poi nel tempo aumentare progressivamente, in 3-6 mesi.
8.2 Nella perizia neurologica del 21 aprile 2017 (doc. A 85; perizia su cui è
basata l’impugnata decisione del luglio 2018), il dott. D._, speciali-
sta in neurologia, ha rilevato che la ricorrente è affetta in particolare da esiti
da ictus della corona radiata sinistra, stato dopo emorragia subaracnoidea
da rottura di aneurisma dell’arteria basilare, gliosi diffusa da sofferenza va-
scolare cronica, deficit neuropsicologici, cefalea di tipo tensivo e deficit mo-
tori all’emisoma di destra, oltre a probabile depressione reattiva e sindrome
della stanchezza eccessiva (“fatigue”). Il medico ha constatato che il qua-
dro neurologico è sovrapponibile a quello descritto nei rapporti dell’ottobre
2014 del H._ e del dicembre 2014 del dott. I._. Sono rileva-
bili deficit motori molto discreti all’emisoma di destra sotto forma di disturbi
della coordinazione di movimenti fini all’arto superiore e di movimenti in
atteggiamento in blocco all’arto inferiore. Questi deficit motori sono da rite-
nersi definitivi. L’evoluzione dei deficit neurologici è stata positiva con re-
cupero funzionale molto buono. Detto medico ha poi osservato che sono
presenti deficit neuropsicologici sotto forma di deficit della memoria a breve
termine verbale e di lavoro e (delle funzioni) attentivo-esecutive di grado
da lieve a moderato. Secondo il perito, le limitazioni funzionali dell’insor-
gente sono dovute ai deficit cognitivi, anche se sono di entità lieve a mo-
C-4763/2018
Pagina 14
derata. Questi disturbi sono limitanti in tutte le attività che richiedono atten-
zione continuata, l’uso di informazioni della memoria recente e necessità
di efficienza esecutiva, in particolare in condizioni di complessità e di
stress. Il dott. D._ ha quindi ritenuto che la ricorrente è inabile al
lavoro al 100% nella precedente attività di collaboratrice di un call center
(nell’ambito del servizio di sicurezza di carte di credito) dal 5 maggio 2014
(data dell’avvento dell’emorragia subaracnoidea), ma è abile al lavoro al
40% in un’attività sostitutiva adeguata (lavoro d’ufficio di tipo commerciale,
lavoro in magazzino con compiti di classificazione) da settembre del 2015
(momento in cui i deficit cognitivi possono essere ritenuti stabilizzati).
8.2.1 Ora, sussiste qualche dubbio sulla sopravvenienza di un migliora-
mento dello stato di salute della ricorrente rispetto alla situazione esistente
al momento della decisione del 12 gennaio 2016 di concessione della ren-
dita intera d’invalidità rispettivamente sull’incidenza di tale miglioramento
sulla residua capacità lavorativa dell’insorgente.
8.2.2 Da un lato, il medico SMR dott. C._ (cfr. il rapporto del 22
maggio 2017 [doc. A 90]) ha reputato di poter ravvisare, in virtù della suc-
citata perizia neurologica del dott. D._, un miglioramento significa-
tivo dello stato di salute della ricorrente a far tempo da settembre del 2015.
A tal proposito, va però rilevato che il neurologo dott. D._ non ha
accennato ad alcun miglioramento dello stato di salute che sarebbe inter-
venuto nel settembre del 2015. Il perito stesso ha infatti precisato, nel com-
plemento peritale del 21 giugno 2018 (doc. A 120), che lo stato di salute
dell’insorgente è da valutarsi siccome stazionario da settembre del 2015.
8.2.3 Dall’altro lato, la valutazione del neurologo dott. D._ non è
sufficientemente motivata sulle ragioni che lo spingono a ritenere una ca-
pacità al lavoro della ricorrente a decorrere da settembre del 2015 del 40%
in un’attività sostitutiva adeguata, che appare fondata sull’esigibilità lavo-
rativa come indicata nel rapporto del maggio 2015 della dott.ssa
J._, specialista in neurologia. A tal proposito, va rilevato che, nel
rapporto del 12 maggio 2015, la dott.ssa J._ ha certo indicato che,
da un punto di vista medico-neurologico, era esigibile una ripresa dell’eser-
cizio di un’attività adeguata allo stato di salute nella misura del 40% da
settembre del 2015, nel senso di un “lavoro a carico ridotto per massimo 3
ore al giorno con pause ogni 45”. Tuttavia, tale valutazione era di natura
prognostica futura, dipendente dall’esito di una “valutazione per possibilità
di riqualificazione” (cfr. rapporto del 12 maggio 2015 [doc. A 41 pag. 183]).
Peraltro, la dott.ssa F._, specialista in medicina interna, medico cu-
C-4763/2018
Pagina 15
rante dell’insorgente, nei rapporti del settembre 2014 e aprile 2015, certifi-
cava l’esigibilità dell’esercizio di un’attività adeguata allo stato di salute in
ragione di 4-5 ore alla settimana (doc. A 27 e doc. A 40). In siffatte circo-
stanze, nel settembre del 2015, il medico SMR, dott. C._ (cfr. il rap-
porto del 18 settembre 2015 [doc. A 49]), basandosi, fra gli altri, sul rap-
porto del 12 maggio 2015 della dott.ssa J._, aveva riconosciuto
un’incapacità al lavoro del 100% in una qualsiasi attività lucrativa. Inoltre,
il dott. D._, nella perizia neurologica del 21 aprile 2017, ha ricordato
che la sintomatologia dell’insorgente era tale da dover necessitare una ria-
bilitazione relativamente lunga in regime stazionario e poi ambulatoriale.
Secondo il perito, è molto probabile che la sofferenza vascolare cronica
abbia un impatto prognostico negativo. La ricorrente presenta fattori di ri-
schio vascolari, quali ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, tabagi-
smo. Il perito stesso ha altresì sottolineato che la prognosi dei disturbi a
livello neuropsicologico è incerta, precisando che i deficit cognitivi sono co-
nosciuti in pazienti con emorragia subaracnoidea, come quella subita
dall’insorgente, come tendenti alla cronicità (cfr. la perizia neurologica del
21 aprile 2017 [doc. A 85 pag. 320 e 322]). L’insorgente ha peraltro fatto
presente (implicitamente) che le sue condizioni di salute sono peggiorate,
segnalando di essere in cura per “un altro aneurisma cerebrale” (v. lo scritto
del 31 gennaio 2020 [doc. TAF 16]).
8.3
8.3.1 Dal profilo psichico, nel rapporto del 18 settembre 2015 del dott.
C._, medico SMR (doc. A 49; rapporto su cui era basata la deci-
sione del gennaio 2016), non era stata oggettivata la presenza di alcun
disturbo psichico. In un precedente rapporto del 18 dicembre 2014 del dott.
I._, specialista in neurologia (doc. A 40 pag. 155), era stato riferito
di un tono dell’umore deflesso in senso reattivo e postulato il prosieguo
della presa a carico psicoterapeutica di supporto, senza che fosse peraltro
posta una diagnosi psichica e fossero fornite delle indicazioni sullo stato
psichico. Nel rapporto dell’11 aprile 2015 della dott.ssa F._, specia-
lista in medicina interna, medico curante della ricorrente (doc. A 40 pag.
150), era stata diagnosticata una depressione reattiva, segnalato che il
tono dell’umore era diminuito in senso reattivo e prescritto un farmaco an-
tidepressivo. Il medico SMR dott. C._ non aveva comunque ritenuto
opportuno sottoporre l’insorgente ad una valutazione psichica.
8.3.2 Nella perizia neurologica del 21 aprile 2017 (doc. A 85; perizia su cui
è basata l’impugnata decisione del luglio 2018), il dott. D._ ha dap-
prima precisato che i rapporti del settembre 2014, aprile 2015 e febbraio
C-4763/2018
Pagina 16
2016 della dott.ssa F._ certificano una depressione reattiva ed i rap-
porti del settembre e dicembre 2014 del dott. I._ riferiscono di un
umore deflesso. Il perito ha poi segnalato che i rapporti neuropsicologici
del maggio 2015 e marzo 2016 non evidenziano comunque la presenza di
una tendenza depressiva. Dalla fine del 2014, l’insorgente ha potuto usu-
fruire di un sostegno psicologico, senza dubbio a causa della presenza di
una deflessione dell’umore. Secondo il perito neurologo, una discreta de-
pressione reattiva con componente di ansietà è probabilmente ancora pre-
sente (dal punto di vista neurologico), ma riferita grazie a strategie per con-
trastarla e alla terapia farmacologica, come non di rilievo e ben compen-
sata. Dal punto di vista neurologico, la personalità della ricorrente non mo-
stra aspetti particolari. L’insorgente dispone di una buona intelligenza e di
un capitale linguistico sopra la media. Le terapie sono di tipo farmacolo-
gico, compreso un sostegno a livello psicologico. La collaborazione du-
rante le terapie può ritenersi adeguata. Il dott. D._ ha altresì indicato
che è presente una stanchezza eccessiva (“fatigue”) dal settembre 2014.
Secondo il perito, l’eziologia della sindrome della “fatigue” è con grande
probabilità da riferire alla patologia neurologica vascolare cerebrale. Que-
sta sindrome è conosciuta come persistente in un numero elevato di casi
in esiti da emorragia subaracnoidea (cfr. la perizia neurologica del 21 aprile
2017 [doc. A 85 pag. 320, 321 e 323 a 325]).
8.3.3 A tal proposito, giova rilevare che se i fatti determinanti per il diritto
alla rendita si sono modificati a tal punto da lasciar apparire una notevole
modifica dello stato di salute suscettibile di incidere in procedura di revi-
sione sulla residua capacità lavorativa – come nel caso in esame perlo-
meno dal profilo psichico, per quanto attiene all’indicata sopravvenienza di
una discreta depressione reattiva e di una sindrome della stanchezza ec-
cessiva (senza che il perito abbia indicato se la diagnosticata sindrome
della stanchezza eccessiva [“Fatigue”] possa essere assimilata alla sin-
drome della fatica cronica [“Chronic Fatigue Syndrome”] ed inclusa fra le
affezioni senza patogenesi o eziologia chiare; v. la perizia neurologica del
21 aprile 2017 [doc. A 85]) – il grado d’invalidità deve essere stabilito nuo-
vamente, e liberamente, sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, dunque pure senza vincoli a precedenti valutazioni dell’invalidità
(DFT 141 V 9 e relativi riferimenti). Nell’ambito della procedura di revisione
qui in esame, una volta constatato il peggioramento (certo) dello stato di
salute psichico della ricorrente, non era consentito all’autorità inferiore di
decidere la pratica senza effettuare un nuovo esame d’insieme delle diffe-
renti patologie di cui soffre indubitabilmente l’insorgente medesima. Da
questo profilo, non è sufficiente che il neurologo dott. D._, nella pe-
rizia neurologica del 21 aprile 2017 (doc. A 85), si limiti a rilevare che “una
C-4763/2018
Pagina 17
discreta depressione reattiva con componente di ansietà è probabilmente
ancora presente” e che la paziente riferisce che dopo l’avvento dell’emor-
ragia cerebrale è iniziata la presenza di (una stanchezza eccessiva)”. Non
è infatti dato sapere, in virtù delle risultanze processuali, per quale motivo
il medico SMR dott. C._ non abbia ritenuto necessaria l’effettua-
zione di una perizia interdisciplinare comprendente oltre ad una valuta-
zione neurologica, in relazione segnatamente all’ictus ischemico e
all’emorragia su rottura di aneurisma, una valutazione psichica, fermo re-
stando che il perito neurologo stesso ha indicato che non era a disposi-
zione una valutazione psichiatrica (cfr. la perizia neurologica del 21 aprile
2017 [doc. A 85 pag. 324]). Basti al proposito ancora rilevare che, secondo
una costante giurisprudenza del Tribunale federale, in ambito psichiatrico,
la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata
su criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientifica-
mente (DTF 141 V 281 consid. 2.1) e in presenza di tutte le malattie psi-
chiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7), in particolare di disturbi da dolore
somatoforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a
questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di
grado da leggero a medio (DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile
di una persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di
una visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti
strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti
e, dall’altro, le risorse della persona (DFT 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e
4.1).
8.4 Per conseguenza, allo stato attuale degli atti di causa non è consentito
concludere ad un miglioramento significativo dello stato di salute della ri-
corrente atto a giustificare una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA.
8.5
8.5.1 L'Ufficio AI del Cantone B._ ha rilevato, nel suo preavviso del
18 ottobre 2018 (doc. TAF 8), che l'assicuratore può tornare sulle decisioni
o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è pro-
vato che erano manifestamente errate e la loro rettifica ha una notevole
importanza (art. 53 cpv. 2 LPGA). Ha quindi indicato che la decisione di
attribuzione di una rendita intera del 2 marzo 2016 (recte 12 gennaio 2016)
è stata fondata unicamente sulla valutazione clinico-lavorativa del medico
SMR dott. C._ (cfr. il rapporto del 18 settembre 2015 [doc. A 49]),
senza acquisire agli atti i rapporti medici degli specialisti che hanno avuto
in cura la ricorrente ed effettuare una perizia medica (nonostante i rapporti
neurologici dell’ottobre 2014 e del maggio 2015 [doc. A 40 e doc. A 41]
C-4763/2018
Pagina 18
attestassero un imminente miglioramento dello stato di salute dell’insor-
gente), un accertamento errato dei fatti costituendo senza dubbio un errore
manifesto ai sensi delle sentenze del TF 9C_362/2017 dell’8 agosto 2017
consid. 2.1, 9C_121/2014 del 3 settembre 2014 consid. 3.1, 3.3.2 e 3.3.3
nonché 9C_816/2013 del 20 febbraio 2014 consid. 1.2. Pertanto, sareb-
bero (pure) date le condizioni per una soppressione in via di riconsidera-
zione della rendita intera accordata alla ricorrente con decisione del 12
gennaio 2016.
8.5.2 In tale ambito, giova rammentare che il principio secondo il quale
l'amministrazione può in ogni momento modificare d'ufficio una decisione
cresciuta in giudicato, sulla quale il giudice non si sia pronunciato material-
mente, che si riveli senza dubbio erronea e la cui modificazione rivesta una
notevole importanza, prevale su quello concernente la revisione della ren-
dita. Quindi una rendita può essere aumentata, ridotta o soppressa anche
se i presupposti dell'art. 17 LPGA non sono adempiti. Qualora l'erroneità
della decisione iniziale sia constatata solo in fase giudiziaria, il giudice può
tutelare con sostituzione dei motivi il provvedimento di revisione reso (a
torto) dall'amministrazione conformemente all'art. 17 LPGA (DTF 125 V
368 consid. 2). Allorquando il giudice procede alla sostituzione dei motivi,
ciò implica di principio un doppio esame, concernente la verifica, da un lato,
del carattere manifestamente errato della decisione iniziale e, dall'altro,
della situazione esistente al momento in cui la decisione su revisione è
stata resa (sentenza del TF 9C_187/2007 del 30 aprile 2008 consid. 4).
8.5.3 Giova rilevare che non convince affatto nell'ottica della giurispru-
denza del Tribunale federale relativa alla sostituzione dei motivi (della ri-
considerazione al posto della revisione) far valere, come è stato fatto nel
caso concreto dall’Ufficio AI del Cantone B._ nella risposta al ri-
corso, che il ricorso deve essere respinto perché sono adempite, come ri-
tenuto nella decisione impugnata, le condizioni della revisione ai sensi
dell'art. 17 LPGA, per poi aggiungere che il ricorso va respinto perché sono
pure realizzati i presupposti di una riconsiderazione ai sensi dell'art. 53 cpv.
2 LPGA della decisione iniziale del 12 gennaio 2016 di concessione all'in-
sorgente di una rendita intera (cfr., sulla problematica, la sentenza del TF
9C_698/2010 del 18 marzo 2011 consid. 4.3). La questione può tuttavia
essere lasciata indecisa nel caso concreto, dal momento che nella fattispe-
cie non è consentito per un altro motivo confermare la decisione impugnata
con il motivo sostitutivo della riconsiderazione ai sensi dell'art. 53 cpv. 2
LPGA. In effetti, e a prescindere dal fatto se la decisione iniziale fosse ma-
nifestamente errata come preteso dall'autorità inferiore in sede ricorsuale
(appare comunque perlomeno dubbio che possa essere ritenuta una
C-4763/2018
Pagina 19
chiara erroneità della decisione iniziale di concessione all’insorgente di
una rendita intera), ad una sostituzione dei motivi si oppone il fatto che
l'istruttoria di causa è, come rilevato precedentemente, deficitaria sull'evo-
luzione dello stato di salute della ricorrente fino all'emanazione della deci-
sione impugnata. In altri termini, allo stato attuale degli atti di causa non è
possibile escludere che nel periodo determinante lo stato di salute dell’in-
sorgente abbia subito un peggioramento rispetto a quello esistente nel gen-
naio del 2016 (v. consid. 8.3.2 e 8.3.3 del presente giudizio). Pertanto, ad
ogni buon conto non è adempito il secondo presupposto ritenuto dalla giu-
risprudenza per poter procedere ad una sostituzione dei motivi ai sensi
dell'art. 53 cpv. 2 LPGA (cfr. sentenza del TF 9C_768/2010 del 10 novem-
bre 2010 consid. 2.2 in fine e relativi riferimenti; v. anche la sentenza del
TAF C-2562/2012 del 15 agosto 2014 consid. 8.7.3).
9.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, che viola il diritto
federale – accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti, se-
gnatamente con riferimento al necessario accertamento delle affezioni ri-
sultati agli atti di causa e della loro incidenza sulla residua capacità lavora-
tiva – incorre nell'annullamento. Basti ancora rilevare, a titolo abbondan-
ziale, che nell'ambito di una procedura di revisione della rendita (nel caso
concreto la sostituzione di una rendita intera precedentemente accordata
con tre quarti di rendita) incombe all'autorità inferiore di dimostrare, nel
senso della probabilità preponderante e in virtù di un sufficiente accerta-
mento dei fatti giuridicamente rilevanti (da eseguire di principio d'ufficio),
che è intervenuto un significativo cambiamento (miglioramento) dello stato
di salute dell'assicurato nel periodo determinante (cfr., sulla questione, fra
le tante, la sentenza del TAF C-2924/2017 del 18 luglio 2019 consid. 8.4)
[incombe peraltro sempre all’amministrazione di dimostrare l’adempimento
dei presupposti di una riconsiderazione giusta l’art. 53 cpv. 2 LPGA]).
10.
10.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito
o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un
nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-6647/2017 del 2 luglio 2019 consid.
9.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono
completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto fede-
rale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi
riferimenti; DTF 126 II 43; 125 II 326). Tale non è il caso nella presente
fattispecie per i motivi precedentemente indicati.
C-4763/2018
Pagina 20
10.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la
stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-
vanti e ad emanare una nuova decisione. La cassazione si giustifica per il
fatto che dovranno essere eseguiti rispettivamente completati i necessari
accertamenti medici, segnatamente effettuato un esame sullo stato di sa-
lute psichico e completato l'esame neurologico nonché effettuato ogni ul-
teriore esame che pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute della
ricorrente dovesse ancora rendere necessario. Per il resto, e a seconda
del risultato di tale esame, l'UAIE dovrà pronunciarsi pure sulla sfruttabilità
di un'(eventuale) residua capacità lavorativa medico-teorica nonché, a se-
conda del risultato di tale esame, effettuare un confronto dei redditi deter-
minanti sulla base delle possibili attività sostitutive adeguate ritenute e te-
nere in debita considerazione la più recente giurisprudenza del Tribunale
federale in materia di calcolo dell’invalidità secondo il metodo misto (in par-
ticolare DTF 145 V 370; 144 I 103; 144 I 21; 143 I 50; 141 I 60), giurispru-
denza consecutiva alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
(Corte EDU) del 2 febbraio 2016 nella causa Di Trizio (n. 7186/09) nonché
all’entrata in vigore il 1° gennaio 2018 dei nuovi art. 27 e 27bis cpv. 2 a 4
OAI.
10.3 Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la più recente giurispru-
denza del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il
consid. 4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per
completamento dell'istruttoria. In effetti, in assenza dei citati accertamenti
complementari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di
causa, ed il necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo
stato di salute della ricorrente e sull’incidenza delle affezioni di cui soffre
sulla residua capacità lavorativa. In particolare, un rinvio all’autorità infe-
riore si giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare quello
della doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella fatti-
specie, è richiesto un accertamento peritale interdisciplinare in ambiti che
non sono stati (o comunque insufficientemente) chiariti nella procedura di
prima istanza, ma che lo avrebbero dovuto essere prima dell’emanazione
della decisione litigiosa, gli elementi per dovere agire in tal senso essendo
già presenti agli atti di causa (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 [cfr., in parti-
colare, anche il consid. 8.3 del presente giudizio]). Peraltro, il Tribunale fe-
derale ha già avuto modo pure di precisare che in virtù dell’art. 43 LPGA
nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 PCF
(RS 273), il Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti deter-
minanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e
le valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i
fatti non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche
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limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'am-
ministrazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui mede-
simo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione che ha
per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i principi della
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un sif-
fatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'amministrazione ha
proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella speranza che in
caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare i necessari ac-
certamenti fattuali (sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid.
2.3 con rinvii; cfr. pure sentenza del TAF C-2924/2017 del 18 luglio 2019
consid. 9.3).
10.4 Per il resto, occorre rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora
da esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4). In altri ter-
mini, nell'ambito della nuova procedura dinanzi all'UAIE i tre quarti di ren-
dita d’invalidità attribuiti alla ricorrente con decisione dell'UAIE del 20 luglio
2018, e legati alle problematiche neurologiche, devono considerarsi già de-
finitivamente acquisiti (cfr., su questo punto, fra le tante, le sentenze del
TAF C-2924/2017 del 18 luglio 2019 consid. 9.4, C-991/2017 del 26 feb-
braio 2019 consid. 10.6 nonché C-6255/2016 del 4 marzo 2019 consid.
11.2 con rinvii), perlomeno fino alla data della decisione impugnata (limite
di cognizione temporale nel caso di specie). In tale contesto, resta aperta
solo la questione di sapere se la portata delle affezioni neurologiche e l'e-
sistenza di disturbi psichici rilevanti possano avere un'incidenza significa-
tiva sulla residua capacità lavorativa dell’insorgente in un'attività sostitutiva
confacente allo stato di salute nel periodo determinante (segnatamente già
anteriormente alla data della decisione impugnata) e quindi opporsi alla
sostituzione della rendita intera con tre quarti di rendita.
11.
11.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr.
800.-, versato il 10 settembre 2018, sarà restituito alla ricorrente allor-
quando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.
11.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentata in questa sede da man-
datario professionale e che non ha fatto valere né risulta, ad un esame
d'ufficio, che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili e relativa-
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mente elevate in relazione alla procedura di ricorso, non si giustifica l'attri-
buzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg.
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]).
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