Decision ID: ef27ccc4-62e5-5412-b4e9-ff0820611b65
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato il _ 1958, da ultimo meccanico/elettrauto, in data 12 agosto 2014 ha inoltrato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (rendita; doc. 4 incarto AI). Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso - in particolare, acquisendo agli atti l'intero incarto dell'assicuratore malattia (comprendente la perizia reumatologica del 28 ottobre 2015 del dr. med. _, specialista FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione di cui al doc. 18 incarto CM e la perizia psichiatrica del 4 novembre 2015 del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, di cui al doc. 19 incarto CM), il questionario del datore di lavoro del 28 agosto 2014 (doc. 17 incarto AI) ed il rapporto finale del 28 gennaio 2016 del medico SMR, _ (doc. 63 incarto AI) -, l’UAI con decisione del 20 gennaio 2017, preavvisata con progetto di decisione del 1° febbraio 2016 (doc. 65 incarto AI) e dopo aver sentito il 7 aprile ed il 28 novembre 2016 il precitato medico SMR (doc. 74 e 82 incarto AI), ha attribuito all'assicurato una rendita intera AI temporanea dal 01.03.2015 al 31.01.2016 (3 mesi dopo il miglioramento: art. 88a cpv. 1 OAI). A decorrere dal 1° febbraio 2016 non è stato riconosciuto alcun diritto ad una rendita poiché l'assicurato - ritenuto abile al 100% anche nell'attività abituale dal 28 ottobre 2015 - presentava un grado di invalidità nullo (doc. 88 incarto AI).
1.2. Contro la precitata decisione RI 1, patrocinato dallo RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando il riconoscimento di tre quarti di rendita d'invalidità anche dopo il 31 gennaio 2016 (doc. I, pag. 9).
Sostanzialmente il patrocinatore dell'assicurato critica anche in questa sede l'operato dell'amministrazione per essersi fondata su degli accertamenti medici lacunosi. Egli contesta, in partico-lare, l'assenza di un'indagine approfondita dello stato di salute del suo cliente dal profilo neurologico.
A suffragio delle proprie argomentazioni il rappresentante del ricorrente produce la perizia neurologica del 21 aprile 2016 del dr. med. _, specialista FMH in neurologia, (doc. E; n.d.r.: già agli atti quale doc. 80 incarto AI), puntualizzando che il suo cliente l'ha fatta allestire a spese proprie, che è la valutazione clinica più recente agli atti e che lo specialista in questione non è mai stato medico curante del suo assistito.
Il patrocinatore dell'insorgente precisa che la precitata perizia neurologica rappresenta il tassello mancante che viene a colmare una lacuna inquisitoria evidente e che non può essere considerata, come fatto a torto dall'amministrazione, come "
una diversa valutazione di un medesimo stato clinico
" visto che costituisce un'indagine di natura clinica diversa e specifica. A sua mente, infatti, "
una diversa valutazione di un medesimo stato clinico
" potrebbe esserci se, e solo se, di principio il contesto di indagine clinica fosse il medesimo; ciò che non è nel caso di specie.
Dal profilo economico, il patrocinatore dell'insorgente osserva che il suo cliente, dopo essere stato licenziato dalla _ di _ - ove lavorava al 100% con uno stipendio mensile di fr. 7'050.- nel 2015 - a causa della malattia di cui è affetto, è stato assunto dalla _ di _ da giugno 2016 con un contratto al 50% (e uno stipendio mensile di fr. 2'800.-) e per mansioni confacenti al proprio stato di salute. Raffrontando il reddito "da valido" di fr. 7'092.30 (pari a fr. 7'050.-, aggiornato - + 0,6 - al 2016) e quello da "invalido" di fr. 2800.-, si giunge quindi ad un grado di invalidità del 61%, che dà diritto a tre quarti di rendita a far tempo dal 1° febbraio 2016.
1.3. Con risposta di causa del 9 marzo 2017 (doc. IV), l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso, confermando la correttezza della decisione del 20 gennaio 2017, con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto
.
1.4. Con osservazioni del 21 marzo 2017 (doc. VI), il rappresentante del ricorrente si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti, nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto
.
1.5. Con osservazioni del 3 aprile 2017 (doc. VIII), l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso, confermando la correttezza della decisione del 20 gennaio 2017, sulla base del rapporto del 28 marzo 2017 del medico del SMR, dr. med. _ (doc. VIII 1).
1.6. Con osservazioni del 5 aprile 2017 (doc. X), il rappresentante del ricorrente si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti, nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto
.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se è a giusta ragione che l’Ufficio assicurazione invalidità ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera di invalidità limitata nel tempo dal 1° marzo 2015 al 31 gennaio 2016 e, in particolare, se il ricorrente ha diritto ad una rendita di invalidità anche successivamente a detta data.
2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).
In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI,
per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (
metodo generale del raffronto dei redditi
; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
2.3. Trattandosi in concreto dell’attribuzione di una rendita limitata nel tempo, per costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).
Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).
Giusta l’art. 29bis OAI, se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado di invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.
Infine, una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer 1/06, pag. 64-65).
2.4. Va ancora ricordato che per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che esso può portare ad un’invalidità se è di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).
Al riguardo l'Alta Corte ha sottolineato che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2°, pag. 321 consid. 1°, pag. 324 consid. 1°; RCC 1992 pag. 182 consid. 2° e sentenze ivi citate)" (STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che
“(...) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (...)”
(STF I 384/06 del 4 luglio 2007).
In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri per poter concludere che un disturbo da dolore somatoforme (ICD-10 F 45.4) provoca un’incapacità di guadagno duratura (sul tema cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 254-257).
In una sentenza I 770/03 del 16 dicembre 2004, pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte, dopo avere confermato che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore somatoforme richiede una verifica completa della situazione sulla base dei criteri summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli elementi a sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione per l'invalidità.
Pertanto, se le limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v. Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434, con riferimento ad uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).
Questa giurisprudenza è poi stata progressivamente estesa ad altre affezioni (cfr. la DTF 137 V 64 sull’ipersonnia, nella quale l’Alta Corte si è così espressa:
"
(...)
4.2 Diese im Bereich der somatoformen Schmerzstörungen entwickelten Grundsätze werden rechtsprechungsgemäss bei der Würdigung des invalidisierenden Charakters von Fibromyalgien (BGE 132 V 65 E. 4 S. 70), dissoziativen Sensibilitäts- und Empfindungsstörungen (SVR 2007 IV Nr. 45 S. 150, I 9/07 E. 4 am Ende), Chronic Fatigue Syndrome (CFS; chronisches Müdigkeitssyndrom) und Neurassthenie (Urteile 9C_662/2009 vom 17. August 2010 E. 2.3, 9C_98/2010 vom 28. April 2010 E. 2.2.2 und I 70/07 vom 14. April 2008 E. 5) sowie bei dissoziativen Bewegungsstörungen (Urteil 9C_903/2007 vom 30. April 2008 E. 3.4) analog angewendet. Ferner entschied das Bundesgericht in BGE 136 V 279, dass sich ebenfalls sinngemäss nach der in E. 4.1 hievor dargelegten Rechtsprechung beurteilt, ob eine spezifische und unfalladäquate HWS-Verletzung (Schleudertrauma) ohne organisch nachweisbare Funktionsausfälle invalidisierend wirkt.
(...)”
In una sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015 pubblicata in DTF 141 V 281 il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza relativa
alle affezioni psicosomatiche, compresi i disturbi somatoformi dolorosi (cfr. comunicato stampa del 17 giugno 2015, in: www.bger.ch). La capacità di lavoro deve essere valutata nell’ambito di una procedura in cui i fatti sono stabiliti in maniera strutturata, alla luce delle circostanze del caso particolare e senza risultati predefiniti. In particolare la
presunzione
secondo cui questi disturbi possono generalmente essere sormontati con uno sforzo di volontà ragionevolmente esigibile è stata abbandonata.
2.5. Nel caso in esame, l’UAI ha acquisito gli atti medici dell'assicuratore malattia dai quali risultano inabilità lavorative di diverse percentuali come riportato nella decisione contestata:
"
(...)
-
100% dal 17.03.2014 al 13.04.2014
-
50% dal 14.04.2014 al 27.04.2014
-
100% dal 28.04.2014 al 31.08.2014
-
50% dal 1°.09.2014 al 29.01.2015
-
100% dal 30.01.2015 al 27.10.2015
-
0% dal 28.10.2015 (perizia reumatologica e psichiatrica eseguite dall'_) (...)”(continua) (doc. 88 incarto AI)
Nell'incarto dell'assicuratore malattia figurano la perizia reumatologica del 28 ottobre 2015 del dr. med. _, specialista FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione (doc. 18 incarto CM) e la perizia psichiatrica del 4 novembre 2015 del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, (doc. 19 incarto CM).
Lo specialista reumatologo, dopo aver rilevato che l'assicurato ha iniziato ad avvertire disturbi pelvici nel corso del 2011 e risultava inabile al lavoro per malattia dal 29 gennaio 2014 con periodi al 50% e al 100% e dal 30 gennaio 2015 al 100%, ha puntualizzato che nel corso del 2013, "
presentando ulteriori disturbi nella zona pelvica ma con parestesie formicolanti anche nei piedi fu chiesto un consulto neurologico al Dr. _ a _. Nella sua valutazione clinica e elettroneurofisiologica del 19.07.2013 egli non ha riscontrato patologie evidenti eccezion fatto per una minima alterazione dell'esame elettroneurografico, ragione per la quale ha chiesto una RM della colonna lombare. L'esame ha mostrato in L5/S1 una protrusione circonferenziale leggermente sporgente in sede intraforaminale soprattutto a destra senza evidente neurocompressione (referto allegato), patologia che il neurologo ha commentato nella sua segnalazione al medico curante del 05.08.2013 come possibile causa dei sintomi accusati (su
compressione radicolare precedente oppure in determinate posizioni del corpo). (...). In luglio del 2014 è quindi seguita una rivalutazione neurologica, questa volta presso il Dr. _, _. Nella sua relazione del 02.07.2014 ha segnalato una probabile origine urologica di tipo infiammatorio/cicatriziale, secondo lui senza partecipazione neurologica ma con probabilmente una componente pseudoradicolare (parestesie intermittenti negli arti inferiori) ritenendo che la discopatia in L5/S1 non possa spiegare i disturbi per i quali, ha invece ipotizzato anche una componente statico-posturale e tensiva. Ha quindi proposto un tentativo con della fisioterapia in aggiunta -ad un neuromodulatore (Lyrica) o un antidepressivo. Soggettivamente i disturbi sono persistiti fino ad oggi. Nel suo certificato per l'Assicurazione _ del 24.02.2015 il medico curante Dr. _, Sementina, ha posto la diagnosi di una sindrome dolorosa pelvica assieme ad una sindrome ansioso-depressiva reattiva. Nel suo successivo certificato del 06.05.2015 ha poi segnalato un peggioramento della situazione psichica del paziente in relazione alla perdita del suo posto di lavoro. L'ha quindi indirizzato allo psichiatra Dr. _, _ presso il quale è tutt'ora in cura
" (doc. 18 incarto CM, pag. 3 e 4).
Dopo aver posto la diagnosi di "
Sindrome del dolore cronico coinvolgendo la zona perianale e il testicolo destro di origine indeterminata in/con esiti da epididimectomia bilaterale (2011) esiti da operazione per varicocele a sinistra con orchiectomia sinistra (2014; patologia psichiatrica in cura specialistica; limitazioni funzionali modiche del rachide, attualmente senza sindrome vertebrale 1/o segni neurocompressivi in/con esiti da Morbo di Scheuermann toracolombare e alterazioni degenerative discali e articolari tra L3 e S1 (RM lombare del 29.09.2015)