Decision ID: ba8e4c0e-01c4-48d8-88ea-0c66478e1952
Year: 2005
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_005
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: civil_law

Fatti:
Fatti:
A. Il 1° novembre 1988 A._, nato nel 1966, è entrato illegalmente in Svizzera e ha chiesto l'asilo. Il 22 settembre 1989 il Delegato ai rifugiati ha respinto la domanda di asilo e il ricorso presentato contro tale decisione è stato respinto dal Dipartimento federale di giustizia e polizia con giudizio del 4 febbraio 1991. Il 18 febbraio 1991 A._ ha sposato la cittadina svizzera T._, nata nel 1960. Il 15 agosto 1994 è divenuto padre di E._, nata da una relazione extraconiugale con G._. L'11 novembre 1994 ha domandato la naturalizzazione agevolata. Dalla menzionata relazione extraconiugale è nato il 27 ottobre 1996 un secondo figlio, chiamato M._. Il 25 novembre seguente A._ ha firmato una dichiarazione in cui confermava "di vivere con la moglie svizzera in unione coniugale reale ed integra allo stesso indirizzo". Il 10 gennaio 1997 ha ottenuto la nazionalità svizzera e nel novembre 1997 è fallito il tentativo di conciliazione innanzi al Pretore del distretto di Lugano, che con sentenza del 5 ottobre 1998 ha sciolto per divorzio il matrimonio, rimasto senza prole, contratto con T._. L'8 marzo 1999 A._ ha sposato G._, la quale si è trasferita in Ticino con i figli il 24 agosto 1999. Con decisione 9 febbraio 2001 l'Ufficio federale degli stranieri ha, in applicazione dell'art. 41 LCit., annullato la naturalizzazione agevolata.
A. Il 1° novembre 1988 A._, nato nel 1966, è entrato illegalmente in Svizzera e ha chiesto l'asilo. Il 22 settembre 1989 il Delegato ai rifugiati ha respinto la domanda di asilo e il ricorso presentato contro tale decisione è stato respinto dal Dipartimento federale di giustizia e polizia con giudizio del 4 febbraio 1991. Il 18 febbraio 1991 A._ ha sposato la cittadina svizzera T._, nata nel 1960. Il 15 agosto 1994 è divenuto padre di E._, nata da una relazione extraconiugale con G._. L'11 novembre 1994 ha domandato la naturalizzazione agevolata. Dalla menzionata relazione extraconiugale è nato il 27 ottobre 1996 un secondo figlio, chiamato M._. Il 25 novembre seguente A._ ha firmato una dichiarazione in cui confermava "di vivere con la moglie svizzera in unione coniugale reale ed integra allo stesso indirizzo". Il 10 gennaio 1997 ha ottenuto la nazionalità svizzera e nel novembre 1997 è fallito il tentativo di conciliazione innanzi al Pretore del distretto di Lugano, che con sentenza del 5 ottobre 1998 ha sciolto per divorzio il matrimonio, rimasto senza prole, contratto con T._. L'8 marzo 1999 A._ ha sposato G._, la quale si è trasferita in Ticino con i figli il 24 agosto 1999. Con decisione 9 febbraio 2001 l'Ufficio federale degli stranieri ha, in applicazione dell'art. 41 LCit., annullato la naturalizzazione agevolata.
B. Con decisione 22 giugno 2004 il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha respinto un ricorso di A._ contro l'ultima delle decisioni summenzionate. Alla luce dei descritti fatti l'autorità federale ha ritenuto dubbio che il ricorrente avesse effettivamente voluto fondare con la moglie svizzera un'unione coniugale nel senso dell'art. 27 LCit. e non avesse invece semplicemente inteso ottenere dapprima il permesso di dimora ed in seguito la naturalizzazione agevolata. In ogni caso, sempre a mente del Dipartimento, anche qualora in un determinato momento il ricorrente avesse realmente voluto creare un'unione coniugale, questa non sussisteva più quando egli ha sottoscritto la dichiarazione del 25 novembre 1996 in cui i coniugi confermavano la stabilità e l'attualità del loro legame. A._ non avrebbe solo rilasciato dichiarazioni false, ma avrebbe pure occultato fatti essenziali, sottacendo deliberatamente di avere due figli nati in Turchia in pendenza di matrimonio da una relazione extraconiugale.
B. Con decisione 22 giugno 2004 il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha respinto un ricorso di A._ contro l'ultima delle decisioni summenzionate. Alla luce dei descritti fatti l'autorità federale ha ritenuto dubbio che il ricorrente avesse effettivamente voluto fondare con la moglie svizzera un'unione coniugale nel senso dell'art. 27 LCit. e non avesse invece semplicemente inteso ottenere dapprima il permesso di dimora ed in seguito la naturalizzazione agevolata. In ogni caso, sempre a mente del Dipartimento, anche qualora in un determinato momento il ricorrente avesse realmente voluto creare un'unione coniugale, questa non sussisteva più quando egli ha sottoscritto la dichiarazione del 25 novembre 1996 in cui i coniugi confermavano la stabilità e l'attualità del loro legame. A._ non avrebbe solo rilasciato dichiarazioni false, ma avrebbe pure occultato fatti essenziali, sottacendo deliberatamente di avere due figli nati in Turchia in pendenza di matrimonio da una relazione extraconiugale.
C. Con ricorso di diritto amministrativo del 23 agosto 2004 A._ postula, in via principale, l'annullamento della predetta decisione dipartimentale e, in via subordinata, chiede che gli sia dato accesso agli atti dell'incarto DFGP 89 7576 (concernente la procedura di asilo) per poter prendere posizione su di esso. Il ricorrente afferma che dalla documentazione raccolta non risulta alcun problema di coppia e che motivi di lavoro non gli avevano permesso di seguire nella Svizzera tedesca l'ex moglie, quando questa, gravemente malata, aveva lasciato il Ticino per stare vicina alla figlia andicappata di primo letto. Indica inoltre di aver deciso con la moglie di mentire al giudice civile sui loro rapporti unicamente per ottenere più in fretta il divorzio, ma che tali non corrette dichiarazioni non contenevano alcuna ammissione riferita alla procedura di naturalizzazione. Ritiene che la decisione di annullare la naturalizzazione sia perenta, avendo il Dipartimento statuito dopo che il termine di 5 anni previsto dall'art. 41 LCit. era trascorso, e reputa che la procedura di annullamento sia stata avviata e decisa in prima istanza da un Ufficio incompetente. Si duole pure di una violazione del diritto di essere sentito, perché l'incartamento sarebbe stato inviato al suo legale con ritardo e privo di alcuni documenti. Sostiene altresì che il Dipartimento non avrebbe analizzato tutta la sua situazione e non avrebbe considerato i mezzi di prova a lui favorevoli. Lamenta la durata eccessiva sia della procedura di naturalizzazione che di quella di annullamento e contesta di aver sottaciuto informazioni, rispettivamente di aver rilasciato false dichiarazioni. Termina il suo ricorso, sostenendo che la decisione impugnata violerebbe pure il principio della proporzionalità.
Non sono state chieste osservazioni.

Diritto:
Diritto:
1. Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei rimedi che gli sono sottoposti (DTF 130 II 65 consid. 1 con rinvii).
1.1 L'impugnata decisione del Dipartimento federale di giustizia e polizia in materia di annullamento della naturalizzazione è suscettiva di un ricorso di diritto amministrativo ai sensi dell'art. 98 lett. b OG, atteso che il motivo di esclusione previsto dall'art. 100 lett. c OG non entra in linea di conto, poiché trattasi in concreto di una naturalizzazione agevolata e non ordinaria (sentenza 5A.18/2004 del 7 settembre 2004 consid. 1). Il ricorrente è indubbiamente legittimato ai sensi dell'art. 103 lett. a OG ad inoltrare il presente tempestivo ricorso (art. 106 cpv. 1 OG) che, rispettando pure i requisiti formali dell'art. 108 OG, si rivela ammissibile.
1.2 Nella procedura del ricorso di diritto amministrativo, il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale, inclusi i diritti costituzionali. Poiché non è vincolato dagli argomenti invocati dalle parti, esso può accogliere il ricorso per ragioni diverse da quelle proposte dal ricorrente o, al contrario, confermare la decisione impugnata per motivi differenti da quelli ritenuti dall'istanza inferiore (art. 114 cpv. 1 in fine OG; DTF 129 II 183 consid. 3.4). Atteso che in concreto l'istanza inferiore non è un'autorità giudiziaria, il Tribunale federale non è vincolato dagli accertamenti di fatto contenuti nella decisione impugnata, che può verificare d'ufficio (art. 105 OG).
1.2 Nella procedura del ricorso di diritto amministrativo, il Tribunale federale esamina d'ufficio l'applicazione del diritto federale, inclusi i diritti costituzionali. Poiché non è vincolato dagli argomenti invocati dalle parti, esso può accogliere il ricorso per ragioni diverse da quelle proposte dal ricorrente o, al contrario, confermare la decisione impugnata per motivi differenti da quelli ritenuti dall'istanza inferiore (art. 114 cpv. 1 in fine OG; DTF 129 II 183 consid. 3.4). Atteso che in concreto l'istanza inferiore non è un'autorità giudiziaria, il Tribunale federale non è vincolato dagli accertamenti di fatto contenuti nella decisione impugnata, che può verificare d'ufficio (art. 105 OG).
2. Il ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentito perché avrebbe ricevuto in ritardo l'incarto concernente la procedura di asilo. Questo sarebbe pure stato incompleto, poiché non conteneva in particolare la segnalazione della coabitazione del ricorrente con la cittadina svizzera sposata al termine dell'infruttuosa procedura d'asilo.
Il diritto a consultare l'incarto, sgorgante dall'art. 29 cpv. 2 Cost., si estende ai documenti determinanti per la decisione (DTF 129 I 85 consid. 4.1; 121 I 225 consid. 2a pag. 227). Ora, non è in concreto ravvisabile, né il ricorrente spiega il motivo per cui l'incartamento in discussione, concernente la procedura di asilo che si è definitivamente conclusa tre anni prima della domanda di naturalizzazione, sia rilevante per la procedura di annullamento della naturalizzazione. Il fatto che il ricorrente abbia convissuto prima del febbraio 1991 con colei che sarebbe poi divenuta la sua moglie svizzera è del tutto irrilevante ai fini del presente giudizio per i motivi che verranno indicati al consid. 5.2. La censura si rivela pertanto infondata e dev'essere respinta.
Il diritto a consultare l'incarto, sgorgante dall'art. 29 cpv. 2 Cost., si estende ai documenti determinanti per la decisione (DTF 129 I 85 consid. 4.1; 121 I 225 consid. 2a pag. 227). Ora, non è in concreto ravvisabile, né il ricorrente spiega il motivo per cui l'incartamento in discussione, concernente la procedura di asilo che si è definitivamente conclusa tre anni prima della domanda di naturalizzazione, sia rilevante per la procedura di annullamento della naturalizzazione. Il fatto che il ricorrente abbia convissuto prima del febbraio 1991 con colei che sarebbe poi divenuta la sua moglie svizzera è del tutto irrilevante ai fini del presente giudizio per i motivi che verranno indicati al consid. 5.2. La censura si rivela pertanto infondata e dev'essere respinta.
3. Secondo l'art. 41 LCit., con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, l'Ufficio federale può, entro il termine di cinque anni, annullare la naturalizzazione o la reintegrazione conseguita con dichiarazioni false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali. Fino al 31 gennaio 2003, invece dell'Ufficio federale tale norma menzionava il Dipartimento federale di giustizia e polizia (cfr. legge federale del 22 marzo 2002 concernente l'adeguamento di disposizioni organizzative del diritto federale).
3.1 La decisione impugnata rileva che - giusta l'art. 14 cpv. 1 dell'Ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Org-DFGP, RS 172.213.1) - dal 1° gennaio 2000 l'Ufficio federale degli stranieri è autorizzato a sbrigare autonomamente gli affari concernenti la cittadinanza svizzera e che le decisioni di tale Ufficio sono impugnabili con ricorso amministrativo al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Quest'ultimo ha pure indicato che con la legge federale concernente l'adeguamento di disposizioni organizzative del diritto federale le norme della LCit. sono state formalmente adeguate alle - precedenti - regole speciali.
3.2 Il ricorrente sostiene che in concreto non sono dati i presupposti formali per annullare la sua naturalizzazione agevolata, poiché il Dipartimento federale di giustizia e polizia non ha emanato la propria decisione nel termine di 5 anni previsto dall'art. 41 LCit. Egli richiama l'art. 57 LCit., secondo cui l'acquisto e la perdita della cittadinanza sono retti dal diritto vigente nel momento in cui è avvenuto il fatto determinante e ritiene che il fatto determinante inteso da tale norma sia la dichiarazione del 25 novembre 1996, con cui i coniugi confermavano la stabilità e l'attualità del loro legame. Afferma che nel 1996 l'art. 41 LCit. non menzionava alcun Ufficio federale, ma prevedeva che la decisione di annullamento della naturalizzazione spettava al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Per tale motivo, il ricorrente ritiene irrilevante, con riferimento al rispetto del termine quinquennale, la decisione dell'Ufficio federale degli stranieri, il quale non avrebbe nemmeno potuto istruire e statuire la procedura in proprio nome. Di nessun peso sarebbe poi l'art. 14 Org-DFGP, citato nella decisione impugnata, atteso che tale norma è unicamente entrata in vigore il 1° gennaio 2000. Nemmeno la legge sull'organizzazione del Governo e dell'amministrazione (LOGA, RS 172.010), entrata in vigore unicamente nel 1997, potrebbe giustificare la competenza dell'Ufficio.
3.2 Il ricorrente sostiene che in concreto non sono dati i presupposti formali per annullare la sua naturalizzazione agevolata, poiché il Dipartimento federale di giustizia e polizia non ha emanato la propria decisione nel termine di 5 anni previsto dall'art. 41 LCit. Egli richiama l'art. 57 LCit., secondo cui l'acquisto e la perdita della cittadinanza sono retti dal diritto vigente nel momento in cui è avvenuto il fatto determinante e ritiene che il fatto determinante inteso da tale norma sia la dichiarazione del 25 novembre 1996, con cui i coniugi confermavano la stabilità e l'attualità del loro legame. Afferma che nel 1996 l'art. 41 LCit. non menzionava alcun Ufficio federale, ma prevedeva che la decisione di annullamento della naturalizzazione spettava al Dipartimento federale di giustizia e polizia. Per tale motivo, il ricorrente ritiene irrilevante, con riferimento al rispetto del termine quinquennale, la decisione dell'Ufficio federale degli stranieri, il quale non avrebbe nemmeno potuto istruire e statuire la procedura in proprio nome. Di nessun peso sarebbe poi l'art. 14 Org-DFGP, citato nella decisione impugnata, atteso che tale norma è unicamente entrata in vigore il 1° gennaio 2000. Nemmeno la legge sull'organizzazione del Governo e dell'amministrazione (LOGA, RS 172.010), entrata in vigore unicamente nel 1997, potrebbe giustificare la competenza dell'Ufficio.
3.3 3.3.1 Giusta l'art. 64 LOGA - in vigore dal 1° ottobre 1997 al 31 gennaio 2003 - nell'ambito della competenza organizzativa prevista dall'art. 43 LOGA, il Consiglio federale era autorizzato a derogare, per una durata limitata, a particolari disposizioni organizzative di altre leggi federali (cpv. 1); esso doveva proporre all'Assemblea federale entro quattro anni dall'entrata in vigore di questa legge i necessari adeguamenti di leggi federali (cpv. 2). Il 17 novembre 1999, sulla base degli art. 43 cpv. 2 e 47 cpv. 2 LOGA, il Consiglio federale ha emanato l'Org-DFGP - entrata in vigore il 1° gennaio 2000 - il cui art. 14 cpv. 1 recitava nel 2001 che l'UFDS (Ufficio federale degli stranieri) è autorizzato a sbrigare autonomamente tutti gli affari concernenti la cittadinanza. Così facendo, il Consiglio federale ha quindi derogato all'organizzazione prevista dall'art. 41 LCit. previgente. Il governo federale ha pure rispettato l'impegno preso all'art. 64 cpv. 2 LOGA, proponendo all'Assemblea federale il Messaggio 5 giugno 2001 concernente l'adeguamento di disposizioni organizzative del diritto federale, che ha portato all'art. 41 LCit. attualmente in vigore, secondo cui la competenza ad annullare la naturalizzazione spetta all'Ufficio federale. Ne segue che nel 2001 l'Ufficio federale degli stranieri era competente ad emanare decisioni in materia di annullamento della naturalizzazione.