Decision ID: 50fb667d-cfbe-527a-a5a8-0fbe7787f54f
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. Con istanza 28 settembre 2009, AO 1, _, ha chiesto al Pretore _ nei confronti di TERZ 1, _ (), il sequestro in base all'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF di “tutti i crediti e pretese di TERZ 1 [...] nei confronti di AP 1, [...] Mendrisio, nonché tutti gli averi patrimoniali di qualsiasi natura, compreso denaro in qualsiasi valuta, crediti, titoli e cartevalori, incluse partecipazioni societarie, azioni, obbligazioni, o titoli analoghi, metalli preziosi, polizze d’assicurazione, e analoghi valori patrimoniali, di proprietà del debitore, ad esso intestati, di sua spettanza a qualsiasi titolo o per i quali il medesimo è avente diritto economico, depositati presso la medesima società o comunque da essa detenuti a qualsiasi titolo”, il tutto a concorrenza di complessivi fr. 14'668'119.--, oltre a interessi dal 22 ottobre 2007 (pari a fr. 9'964'939.-- al 15 settembre 2009). Quale causa del credito l’istante ha indicato il lodo arbitrale 2 ottobre 2007 del Tribunale arbitrale del Centro di arbitrato della Camera di Commercio di Medellin, Colombia, la sentenza 27 febbraio 2007 del Tribunale Superiore del Distretto giudiziale di Medellin e la sentenza 4 settembre 2009 della Camera i cassazione civile della Corte suprema di giustizia. Sulla questione dell’appartenenza dei beni sequestrati, l’istante ha esposto che il debitore (per 57,6%), insieme allo stesso istante (per 38,4%) e, dal 1989, ad un terzo, _ (4%), detengono la società I._ Ltd, alla quale hanno conferito un mandato fiduciario di gestione di partecipazioni societarie, che prevede quote di ripartizione uguali alle quote azionarie. Tra i beni trasferiti a questa società in via fiduciaria figura un importante credito nei confronti di Q_ SA (ora A_ SA), che è poi stato ceduto a AP 1, la quale deterrebbe altri averi a titolo fiduciario per conto dei menzionati fiducianti.
B. Lo stesso giorno, il Pretore ha ordinato il sequestro come richiesto.
C. L’8 ottobre 2009, AP 1 ha interposto opposizione al sequestro, contestando la competenza territoriale del primo giudice, il calcolo degli interessi, il tasso di cambio applicato, la causa del sequestro e l’esistenza e/o l’appartenenza dei beni da sequestrare. In merito a questi ultimi, a detta dell’appellante l’istanza sarebbe infatti imprecisa, siccome non indicherebbe se siano da sequestrare i beni della fiduciaria detenuti per conto del debitore fiduciante oppure il credito da questi vantato nei confronti della fiduciaria in base al rapporto fiduciario. L’istante non avrebbe reso verosimile che il credito ceduto da I._ Ltd sia tuttora detenuto da AP 1 “per conto anche del debitore” né che la stessa sia “intestataria di altri averi a titolo fiduciario” e detenga “averi in deposito o ad altro titolo, sempre di spettanza del debitore”. Si tratterebbe di un caso tipico di richiesta di sequestro indeterminata e puramente investigativa, che non può essere ammessa secondo la giurisprudenza federale. Inoltre, l’istante non avrebbe reso verosimile che il debitore sia domiciliato all’estero né che il suo preteso credito abbia sufficienti legami con la Svizzera ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF. Infine, l’appellante sostiene che il tasso di cambio corretto sia inferiore a quello applicato dal primo giudice e che il tasso degli interessi che maturano dopo l’emissione del lodo arbitrale sia quello minimo legale stabilito all’art. 1617 del Codice civile colombiano (in seguito CCCol.) e non il tasso bancario corrente.
D. All’udienza di contraddittorio del 10 marzo 2010, la parte sequestrante ha prodotto un memoriale di risposta, con cui ha anzitutto contestato la legittimazione attiva dell’opponente, in quanto rivestirebbe unicamente il ruolo di terzo debitore. L’istante ha pure confermato la bontà del decreto quanto alle questioni del tasso di cambio, degli interessi e della causa del sequestro. Per l’istante, il provvedimento non avrebbe carattere esplorativo, siccome egli ha designato con precisione il terzo debitore – AP 1 – rispettivamente il luogo di deposito dei beni che detiene per conto del debitore – la sua sede di Mendrisio – e prodotto documenti che attestano che alla società è stato ceduto da I._ Ltd, per conto del debitore, un credito verso Q_. Pacifica pertanto la competenza territoriale del primo giudice. In sede di replica e di duplica, le parti sono rimaste sulle loro rispettive posizioni.
E. Con sentenza 15 aprile 2010, il Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord ha dichiarato irricevibile l’opposizione interposta da AP 1.
In sintesi, egli ha statuito che l’opponente non era legittimato ad interporre opposizione al sequestro, non avendo addotto alcun attuale e grave pregiudizio consecutivo al sequestro, limitandosi a lasciare intendere, peraltro senza riscontri oggettivi, che il sequestro potrebbe riguardare anche beni di sua proprietà.
F. Con l’appello in esame, AP 1 contesta la decisione impugnata, sostenendo che il terzo che rivendica un diritto di proprietà sui beni sequestrati è legittimato ad interporre opposizione al sequestro indipendentemente dal pregiudizio concreto che ne potrebbe derivare. Ora, risulterebbe dalle stesse allegazioni dell’istante che la misura si riferisce (anche) a beni formalmente intestati all’appellante. Nel caso specifico, quest’ultima si esporrebbe inoltre al rischio di risarcimento per mancata esecuzione delle istruzioni dei fiducianti, uno dei quali non è neppure parte al procedimento esecutivo. E ciò a maggior ragione in una situazione come quella in esame, in cui i beni intestati alla fiduciaria non potranno essere ripartiti fra i fiducianti prima dello scioglimento del rapporto fiduciario. La sua legittimazione dovrebbe poi essere ammessa anche per il fatto che il sequestro è stato decretato per ipotetici beni di cui l’appellante fosse depositaria per conto del debitore. AP 1, invocando l’effetto devolutivo dell’appello, chiede l’annullamento del sequestro, riponendo le censure proposte in prima sede e non vagliate dal primo giudice.
G. Nelle sue osservazioni, il sequestrante contesta la legittimazione dell’appellante per interporre sia opposizione al sequestro che appello contro la sentenza sull’opposizione e chiede la reiezione dell’appello. Per il resto, si esporranno i motivi della parte appellata, per quanto necessario ai fini del giudizio, nei successivi considerandi.

Considerando
in diritto:
1. La decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad art. 278) – che statuisce sull’opposizione (ai sensi dell’art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo può essere impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8’000.--. L’autorità superiore deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti – se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore – e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 482).