Decision ID: 7a4c205a-cb8c-5fe4-b719-1461d7480b77
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 28 maggio 2002 _ e _ hanno chiesto al municipio di _ il rilascio della licenza edilizia per la costruzione di una casa monofamigliare al mappale no. _ (zona R2);
che durante il periodo di pubblicazione della domanda, la Società ticinese per l'arte e la natura (STAN) ed _ si sono opposti all'intervento; quest'ultimo è proprietario di una casa d'abitazione (part. n. _ e _) e di un terreno (mapp. n. _) posti nel nucleo;
che con risoluzione 9 agosto 2002 l'autorità comunale ha rilasciato la licenza edilizia, respingendo le opposizioni;
che con decisione 17 dicembre 2002 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il gravame inoltrato da _ contro il rilascio del permesso edilizio per carenza di legittimazione attiva, vista la distanza di 75 m che separa il fondo dedotto in edificazione dalle particelle dell'insorgente;
che contro tale risoluzione l'insorgente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento; sostiene che considerata l'importanza del progetto, che precluderebbe la vista sul nucleo e sull'oratorio di _, tutto il nucleo di _ ne sarebbe influenzato, donde la sua legittimazione attiva; delle ulteriori argomentazioni addotte si dirà, se d'interesse, in seguito;
che il Consiglio di Stato postula la reiezione del gravame, riconfermandosi nelle argomentazioni contenute nella decisione impugnata; ad identica conclusione giunge il municipio di _, con considerazioni che saranno riprese, ove occorresse, in appresso; i coniugi _ si sono rimessi al giudizio di questa corte, pur ritenendo che al ricorrente difetti il requisito della legittimazione attiva;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE;
che nella misura in cui contesta il giudizio di irricevibilità reso dal Consiglio di Stato, l'insorgente è senz'altro legittimato a ricorrere;
che il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm), ritenuto che i luoghi oggetto della contestazione sono ben conosciuti da questa corte;
che giusta l'art. 8 cpv. 1 1. periodo LE, nel termine di pubblicazione ogni persona che dimostri un interesse legittimo può fare opposizione alla concessione della licenza edilizia; l'istante, gli opponenti, il Dipartimento ed in seconda istanza il comune sono legittimati a ricorrere (art. 21 cpv. 2 LE);
che il riconoscimento della legittimazione attiva presuppone che l'insorgente appartenga a quella limitata e qualificata cerchia di persone collegate all'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente stretto ed intenso, atto a distinguere la sua situazione da quella della collettività: l'insorgente deve inoltre essere portatore di un interesse personale, diretto e concreto a dolersi del provvedimento impugnato per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca (DTF 121 II 43 seg.; 120 Ib 59; A. Scolari, Commentario, Cadenazzo 1996, ad art. 21 LE, n. 935);
che in sostanza il ricorrente contesta la volumetria e l'altezza della costruzione, che ostacolerebbe la vista sull'oratorio di _ e sul nucleo, alterandone i tratti essenziali;
che, come ha giustamente assunto il Consiglio di Stato, il ricorrente non rientra nel limitato e qualificato novero di persone la cui situazione appare connessa all'oggetto della decisione impugnata da una relazione che dal profilo della sua intensità permette di riconoscergli la qualità per agire in giudizio;
che la distanza che separa i fondi delle parti (75 m) non permette di distinguere la situazione del ricorrente da quella del resto della collettività, tanto più che dalle particelle dell'insorgente non sarebbe neppure visibile la costruzione progettata;
che l'asserito pregiudizio che l'edificazione della casa d'abitazione arrecherebbe al nucleo di _ ed in particolare all'oratorio di _ non rappresenta un interesse legittimo di cui il ricorrente può prevalersi; ciò non fa apparire la sua situazione diversa rispetto a quella del resto della collettività;
che il ricorrente non è nemmeno portatore di un interesse personale, attuale e concreto atto a dolersi del provvedimento censurato;
che sulla scorta di tali considerazioni la decisione governativa impugnata, immune da violazione del diritto, va senz'altro confermata;
che il ricorso va pertanto respinto; la tassa di giustizia e le spese, commisurate per difetto al dispendio amministrativo inutilmente occasionato dall'ennesima impugnativa presentata in tema dall'insorgente (STA 3 febbraio 1998 in suis, con rinvii) sono poste a carico della parte soccombente (art. 28 PAmm); non essendosi i resistenti avvalsi del patrocinio di un avvocato non si assegnano ripetibili (art. 31 PAmm).