Decision ID: eea42fde-7943-5c27-af73-9e9defec75e7
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 25 aprile 2001, RI 1 - alle dipendenze del _ Sagl di _, in qualità di meccanico d'auto - è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale (cfr. doc. 1).
Il caso è stato assunto dall'CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
Alla chiusura del caso, l'Istituto assicuratore LAINF, con decisione formale del 18 febbraio 2004 ha assegnato all'assicurato una rendita di invalidità del 14% a decorrere dal 1° settembre 2003 e un'indennità per menomazione dell'integrità del 5% (cfr. doc. 108).
A seguito dell'opposizione interposta dall'_ di _ per conto dell'assicurato (cfr. doc. 112), l'assicuratore LAINF, il 13 aprile 2004, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).
1.2. Con tempestivo ricorso del 10 maggio 2004, l'assicurato, sempre rappresentato dall'RA 1, ha chiesto che l'CO 1 venga condannato a versargli l'indennità giornaliera per un'incapacità lavorativa del 50% fino al 31 maggio 2004 e a riconoscergli successivamente una rendita di invalidità del 50% (cfr. doc. I), argomentando:
"
(...)
La decisione di non riconoscere l'inabilità lavorativa dal 01.09.2003 al signor RI 1, dipendente della ditta _ Sagl di _ è contestata. Il nostro assistito citato risulta inabile nella misura del 50% dal 01.09.2003. Lo stesso ha presentato domanda di AI ancora in esame presso il competente Ufficio Assicurazione Invalidità di Bellinzona. Si dichiara che il signor RI 1 _ lavora ancora per la ditta _ nella misura del 50%. La decisione della CO 1 di non riconoscere l'inabilità al 50% a decorrere dal 01.09.2003 deve essere rivista. Ricordiamo che la decisione di procedere al versamento di una rendita del 14% è stata decisa unicamente in data 18.02.2004, retroattivamente al 01.09.2003. Questo non ci risulta corretto e si chiede che la CO 1 proceda a stabilire una decisione di rendita non retroattiva, versando l'indennità giornaliera sino alla fine del corrente mese nella misura del 50%. Si chiede inoltre che nello stabilire la decisione di rendita si tenga in opportuna considerazione che il nostro assistito lavora ancora presso il proprio datore di lavoro e quindi la perdita effettiva subita è maggiore dei parametri presi in considerazione per stabilire l'ammontare della rendita nella misura del 14%. Preso atto dell'età del nostro assistito, risulta evidente che lo stesso non possa modificare la professione e guadagnare l'importo scoperto presso un altro datore di lavoro. (...)" (Doc. I)
1.3. L'CO 1, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Pendente causa il TCA ha chiesto al _ Sagl di _ quale sarebbe stato, nel 2003, il salario annuo dell'assicurato senza il danno alla salute (cfr. doc. V).
Il datore di lavoro dell'assicurato ha risposto con scritto datato 27 settembre 2004 (cfr. doc. VI).
1.5. Il doc. V e il doc. VI sono stati trasmessi alle parti, per conoscenza (cfr. doc. VII).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.
Con la stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.
Dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 4 giugno 2004 nella causa L., H 6/04; STFA del 10 settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B 28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).
Inoltre, il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 13 aprile 2004).
Di conseguenza, nel caso in esame, visto che oggetto della presente vertenza è il tasso dell'invalidità dell'assicurato a far tempo dal 1° settembre 2003, tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003.
2.3. In primo luogo, il TCA deve esaminare se l'CO 1 era o meno legittimato a dichiarare estinto il diritto alle prestazioni di corta durata a far tempo dal mese di settembre 2003.
In secondo luogo, si tratterà di valutare se l'assicurato ha o meno diritto ad una rendita di invalidità e, nell'affermativa, il suo tasso.
2.4.
Diritto alle prestazioni di corta durata
2.4.1. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF; STFA del 6 novembre 2001 nella causa A., U 8/00, consid.
2b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, pag. 41ss.).
Se, al momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità lucrativa, viene corrisposta una rendita di invalidità o un'indennità unica in capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle prestazioni sanitarie.
2.4.2. In concreto, con scritto del 14 luglio 2003 l'assicuratore LAINF ha informato l'assicurato che le sue condizioni di salute erano ormai da considerare stabilizzate, ritenuto che da ulteriori provvedimenti terapeutici non vi era più da attendere un notevole miglioramento (cfr. doc. 95).
Dalle tavole processuali emerge che la decisione dell'assicuratore convenuto trova il proprio fondamento nelle risultanze della visita di controllo eseguita dal dottor _ l'11 aprile 2002 e il 20 maggio 2003.
In data 27 febbraio 2002 il dott. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e medico dell'_ di _, si era così espresso a proposito dell'assicurato:
"
Réponse provisoire à vos questions
1) Constatations, diagnostics: on peut dans ce cas poser le diagnostic de cervicalgies et de lombalgies chroniques. Il est difficile de savoir si les altérations dégénératives constatées au niveau cervical et lombaire sont la cause des douleurs localisées dans ces deux régions, car au niveau cervical, elles sont discrètes, alors qu'au niveau lombaire, elles sont plus importantes, sans qu'existe cependant de façon systématique un lien de cause à effet entre ces découvertes radiologiques et des douleurs éventuelles.
J'ai été frappé chez ce patient par le fait que ses douleurs cervicales sont surtout présentes lors de l'hyperextension de la nuque. On pourrait dès lors s'interroger si à la source de ces troubles n'existe pas un éventuel problème émanant des articulaires que l'on pourrait investiguer en pratiquant des infiltrations test. Ce type d'investigation est pratiqué par différents spécialistes du rachis, et à ma connaissance à la Clinique de réadaptation de _.
J'ignore si à la Clinique _ de réadaptation, de telles investigations sont également pratiquées.
2) Il y a-t-il des troubles organiques médicalement objectivables en relation de causalité vraisemblable avec l'accident? Il est difficile de parler de troubles objectivables dans le contexte actuel dans la mesure où les douleurs présentes à la palpation de certaines structures et celles décrites lors de certains mouvements de la nuque sont des constatations à caractère subjectif. Pour les objectiver, d'autres investigations comme des infiltrations des articulaires sont nécessaires.
3) Les troubles évoqués par le patient, à savoir les cervicalgies sont ceux qui sont le plus fréquemment décrits par les victimes d'un traumatisme cervical. En revanche, le cortège de troubles «typiques» de symptômes dont le caractère commun est qu'ils sont généralement non objectivables n'a pas été décrits par le patient, hormis des céphalées, enregistrées une seule fois par le rhumatologue.
4) En principe, le traitement de physiothérapie a fait plus ou moins la preuve de son inefficacité. Les autres traitements appliqués n'ont pas également lénifié la symptomatologie, du moins depuis le mois de juin 2001. Le seul traitement ou la seule mesure d'investigation qu'on pourrait éventuellement encore envisager serait une infiltration des articulaires, que j'ai mentionnée auparavant.
L'incapacité de travail de 50 % me semble élevée au vu des constatations faites par le médecin d'arrondissement remplaçant, le Dr. _. Aussi bien le rhumatologue que le Dr. _ ont estimé que cette capacité de travail devrait pouvoir s'accroître, et en lisant le rapport du 9.1.2000, on a quelques difficultés à concevoir que ce patient, présent à son travail sur tout l'arc de la journée, n'ait qu'un rendement de 50 %.
Si le Dr. _ devait accéder à ma proposition d'effectuer des infiltrations test après qu'il ait revu le patient et qu'il partage sur la base de l'examen clinique ma suspicion, on pourrait adresser le patient à _ pour d'une part préciser l'origine des douleurs cervicales, et d'autre part afin d'évaluer par un examen effectué dans le service d'ergonomie ses capacités fonctionnelles ce qui constituerait une excellente base pour se prononcer sur l'incapacité de travail, voire sur l'invalidité à retenir."
(Doc. 51a)
Con referto datato 11 aprile 2002, il medico di fiducia dell'assicuratore infortuni, dott. _, ha espresso, le seguenti considerazioni:
"
(...)
VALUTAZIONE
Attualmente l'assicurato asserisce soprattutto problemi nella colonna cervicale, mal di testa, con un aumento sotto sforzo.
Inoltre accusa dolori nella regione della colonna lombare senza irradiazioni.
Clinicamente la funzione della colonna cervicale è lievemente ridotta, un deficit neurologico non è evidenziabile.
L'esame neurologico del 25.4.2001 mostra un'uncartrosi incipiente a livello C5/C6.
Risonanza magnetica dell'11.9.2001: evidenzia discrete protrusioni discali diffuse a livello C4/C5 e C5/C6.
Si può concludere affermando che il referto radiologico attualmente è normale secondo l'età e quindi un danno organico non è evidenziabile.
Nella regione della colonna lombare esiste un grave danno preesistente con un'impressionante osteocondrosi a livello L5/S1 e le cosiddette "traction-spurs" quale segno di instabilità.
A livello lombare, in data odierna, si può dichiarare lo stato quo sine raggiunto.
I disturbi attuali dell'assicurato con mal di testa e dolori alla colonna cervicale sotto sforzo hanno un influsso sull'esigibilità fisica. (...)." (Doc. 53)
Il medico, dunque, constatato che nella regione della colonna lombare esiste un grave danno preesistente con un'impressionante osteocondrosi a livello L5/S1 e le cosiddette "traction-spurs" quale segno di instabilità, è giunto alla conclusione che a livello lombare è stato raggiunto lo status quo sine (cfr. doc. 53).
A livello cervicale, il dott. _ ha osservato che il referto radiologico è normale secondo l'età e quindi un danno organico non è evidenziabile (cfr. doc. 53).
Per quanto concerne i problemi cervicali, il dott. _, specialista FMH in neurologia, nel referto del 17 giugno 2002 rilevava che:
"
(...)
Valutazione
L'esame odierno non si distanzia dalle precedenti valutazioni, persiste una sindrome cervicale cronica, dopo colpo di frusta il 25.4.2001, associata a cefalee tensive e ricorrente dolore a carattere pseudoradicolare in corrispondenza dei territori cervicali inferiori, probabilmente massimo in C6, senza segni di deficit radicolari associati.
Nonostante le misure fisioterapiche, la ripresa di un'attività professionale al 50%, le regolari attività di movimento, nuoto e marcia, praticate dal paziente, persiste una cervicalgia ed una limitazione funzionale cervicale che limita il rendimento professionale.
Sebbene sia ormai trascorso oltre un anno dall'incidente, ritengo indicato proseguire ed insistere con tutte quelle misure sino ad oggi applicate, considerato per ora insufficiente il lasso di tempo trascorso per non sperare in ulteriori miglioramenti e ritenere il quadro attuale come definitivo.
Quale ulteriore opzione considererei un'eventuale rivalutazione reumatologica alfine di valutare le possibilità di una terapia selettiva del dolore cervicale (infiltrazioni, ecc.)." (Doc. 55)
Nel rapporto medico del 29 agosto 2002 il dott. _ ha precisato che per valutare meglio la situazione alla colonna cervicale era indicato un trattamento dei disturbi presso la Clinica riabilitativa di _, dove l'assicurato sarebbe stato sottoposto anche ad infiltrazione delle faccette (cfr. doc. 63)
L'infiltrazione citata è stata effettuata durante il soggiorno a _ dall'11 novembre 2002 all'11 dicembre 2002, periodo durante il quale la situazione dell'assicurato è migliorata in modo impressionante, circostanza che ha indotto i medici a concludere che parte dei disturbi cervicali sono riconducibili ad un problema di artrosi (cfr. doc. 70, in cui si legge: "Durch die Fazettengelenksinfiltration C5/C6 bds. konnte eine anhaltende, deutliche Schmerzlinderung bei HWS-Bewegungen (speziell Flexion und Extension) erreicht werden (angegeben mit ca. 50% Reduktion des gesamten HWS-Schmerzes).
Ein Teil del HWS-Schmerzen muss somit als spondylogen (Facettengelenksarthrose) interpretiert werden. Genügend Hinweise für die Diagnose einer Instabilität auf diesem Niveau bestehen damit nicht (bezugnehmend auf die in den Akten erwähnten Ueberlegungen von Dr. _). Die HWS-Beweglichkeit in die Rotation konnte vor allem durch die Physiotherapie gesteigert werden.").
Con scritto del 10 aprile 2003 il dott. _ ha precisato che in seguito al soggiorno presso la Clinica di riabilitazione di _, i dolori cervicali dell'assicurato sono sensibilmente diminuiti:
"
Je me réfère à ma prise de position du 27 février 2002. Dans l'intervalle, RI 1 a séjourné à la Clinique de _, où l'on a retenu au titre de diagnostic fonctionnel un syndrome cervico-céphalique et cervico-spondylogène et un syndrome lombovertébral. Une infiltration-test des articulaires C5/C6 a eu comme corollaire une diminution sensible des douleurs cervicales, ce qui suggère qu'une part de celles-ci étaient imputables à une problématique de cette localisation. Le patient a cependant bénéficié de différentes thérapies et il est difficile de savoir dans ce contexte laquelle voire lesquelles ont été efficaces. En tout cas, à la sortie, une amélioration subjective et objective était décrite par le patient, ce qui est l'essentiel. (...)" (Doc. 81)
Nel rapporto intermedio del 14 aprile 2003 il dott. _, specialista FMH in medicina generale, ha sottolineato, alla voce n. 3 relativa alla terapia, che la cura attuale consiste in sedute di fisioterapia e che non vi è nessuna proposta per quanto concerne cure ulteriori, radiografie, ecc. (cfr. doc. 83).
Nel rapporto redatto in occasione della visita di chiusura del 20 maggio 2003 il dott. _ ha osservato che i dolori cervicali attuali dell'assicurato sono dovuti soprattutto a degenerazione della colonna cervicale:
"
(...)
D I A G N O S I
- Cervico-brachialgia a sinistra con associato mal di testa.
- Esiti dopo distorsione della colonna cervicale dopo tamponamento il 15.6.2001.
VALUTAZIONE
L'assicurato asserisce problemi alla colonna cervicale con mal di testa sotto sforzo e ultimamente anche dolori alla spalla sinistra.
Clinicamente la funzione della colonna cervicale è lievemente ridotta con dolori terminali soprattutto alla rotazione. In data odierna alla spalla si trova una riduzione della funzione causata dai dolori.
L'assicurato il 25.4.2001 ha subito una distorsione della colonna cervicale.
Il decorso era caratterizzato da alti e bassi.
La risonanza magnetica ha evidenziato una protrusione discale a livello C4/C5 e C5/C6, però senza compressioni midollari o conflitti radicolari.
Secondo l'assicurato l'infiltrazione delle faccette fatta alla Clinica di riabilitazione a _ ha migliorato la situazione in modo impressionante.
Questa positività parla per un'artrosi articolare e non per un'instabilità.
I dolori attuali sono quindi dovuti soprattutto ad una degenerazione della colonna cervicale.
Per questa valutazione parla anche il peggioramento negli ultimi 3 mesi con irritazione al braccio sinistro con riduzione della funzione della spalla, soprattutto in abduzione.
(...)." (Doc. 89)
Dopo un attento esame delle tavole processuali, il TCA ritiene che, al momento in cui l'assicuratore infortuni ha ritenuto estinto il diritto alle prestazioni di corta durata (settembre 2003), le condizioni di salute dell’assicurato erano da considerare ormai stabilizzate.
Infatti, sulla base delle indicazioni fornite in data 17 giugno 2002 dal dott. _, a mente del quale la situazione dell'assicurato non poteva ritenersi stabilizzata (cfr. doc. 55), l'assicurato è stato degente dall'11 novembre 2002 al 12 dicembre 2002 presso la Clinica riabilitativa di _, ottenendo un notevole miglioramento della sua situazione (cfr. doc. 70), come indicato anche dal dott. _ e dal dott. _. Per il resto, non risultano agli atti attestati medici recanti nuove proposte terapeutiche volte ad ulteriormente migliorare le condizioni di salute dell'assicurato.
Resta comunque inteso che - qualora lo stato di salute dell'assicurato dovesse, in futuro, peggiorare - egli avrà la facoltà di annunciare la ricaduta o le conseguenze tardive all'CO 1, facoltà, del resto, espressamente riservata in sede di decisione 18 febbraio 2004 (cfr. doc. 108).
In una sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 189, p. 138s., il TFA ha stabilito che, anche nell'ambito dell'assicurazione contro gli infortuni, la chiusura di un caso mediante emanazione di una decisione di soppressione di tutte le prestazioni, é soggetta all'adattamento della decisione stessa ai cambiamenti - in relazione con l'infortunio - intervenuti nelle circostanze di fatto. All'assicurato resta dunque sempre riservata la facoltà di far valere una ricaduta oppure delle conseguenze tardive di un infortunio che ha fatto l'oggetto di una decisione cresciuta in giudicato e di pretendere nuove prestazioni dall'assicuratore.
In virtù dell'art. 11 OAINF, l'assicuratore LAINF convenuto sarà allora tenuto a riprendere l'erogazione delle prestazioni assicurative (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).
Né la LAINF né l'OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent'anni dopo l'infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l'interessato sia o meno ancora assicurato.
Rilevante è soltanto l'esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa H., U 122/00).
Al seguente considerando (cfr. consid. 2.5.), il TCA esaminerà dunque la questione a sapere se ed in quale misura i postumi residuali dell’evento traumatico dell'aprile 2001 incidono sulla capacità lucrativa dell'assicurato. Nel caso in cui la risposta dovesse essere affermativa, lo scapito finanziario andrà indennizzato, non più con la concessione di indennità giornaliere, ma con l’attribuzione, da parte dell'assicuratore LAINF, di una rendita d’invalidità ai sensi degli artt. 18 seg. LAINF.
2.5.
Rendita di invalidità
2.5.1. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.
Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Il TFA, in una sentenza del 22 giugno 2004 nella causa G., U 192/03, ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.
Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede che, per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.
L'Alta Corte, nella
sentenza del 22 giugno 2004 nella causa G., U 192/03, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato le modalità per la fissazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.
Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che anche in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di incapacità lavorativa, incapacità al guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.
Due sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni deve esserci per giunta un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.
L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
D'altro canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.
Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, la
STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02 e
la
STFA del 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01).
L'invalidità, proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).
Il grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido.
La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Ciò nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S. F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26 febbraio 1996 nella causa G. P.).
2.5.2. L'assicuratore infortuni - fondandosi sull'apprezzamento espresso dal proprio medico fiduciario, dott. _, il quale ha dichiarato l'assicurato, fatta eccezione per i lavori che vengono eseguiti sopra l'orizzontale con iperestensione della colonna cervicale, pienamente abile al lavoro per gli altri lavori (cfr. doc. 89) - ha posto l'assicurato al beneficio di una rendita di invalidità del 14% a contare dal 1° settembre 2003 (cfr. doc. A). L'assicuratore LAINF ha infatti ritenuto che l'assicurato potrebbe esercitare a tempo pieno e con rendimento completo attività sostitutive che rispettino gli impedimenti descritti dal dott. _ nel rapporto dell'11 aprile 2002, realizzando in tal modo un reddito inferiore del 14% rispetto a quello che avrebbe percepito senza il danno alla salute.
Il ricorrente è stato visitato in data 15 giugno 2001 dal dott. _, supplente del medico di circondario dell'assicuratore convenuto, il quale, posta la diagnosi di lieve cervicalgia post-traumatica dopo colpo di frusta cervicale del 25 aprile 2001, ha indicato che l'assicurato può essere reinserito al lavoro, con una capacità lavorativa del 50% a partire dal 25 giugno 2001 (cfr. doc. 15).
Successivamente, il dott. _ ha ancora avuto modo di osservare il decorso dell'assicurato fino al 12 settembre 2001, valutando sempre la sua inabilità lavorativa pari al 50% (cfr. doc. 20, doc. 24, doc. 28, doc. 30 e doc. 34).
Il 12 ottobre 2001 l'assicurato è stato visitato dal dott. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e medico di circondario dell'assicuratore convenuto, il quale ha redatto il seguente rapporto medico:
"
(...)
D I A G N O S I
- Esiti in stato dopo distorsione della colonna cervicale in un tamponamento il 15.6.2001.
- Probabile acutizzazione dei problemi alla colonna lombare preesistenti.
VALUTAZIONE
Siamo confrontati con un assicurato di 48 anni, di professione meccanico d'auto, vittima di un incidente stradale il 15.6.2001, nel quale si è procurato una distorsione della colonna cervicale e probabilmente anche della colonna lombare.
Decorso protratto, però i dolori sono spiegabili tramite l'esame bio-meccanico.
All'inizio l'assicurato ha sofferto soprattutto di dolori alla colonna cervicale, senza deficit neurologico. Nel frattempo i dolori alla colonna lombare sono aumentati, però erano già preesistenti prima dell'infortunio. Si deve accettare una certa acutizzazione per l'infortunio.
Sotto fisioterapia vi è soltanto un lento miglioramento. L'assicurato riesce a lavorare solo nella misura del 50%.
L'esame radiologico con una risonanza magnetica, non evidenzia un grande difetto, il referto è più o meno nella norma.
Procedere medico
Si consiglia di continuare con la fisioterapia.
Procedere amministrativo e professionale
Allo stato attuale l'assicurato rimane abile al lavoro nella misura del 50%.
In caso di persistenza dei problemi e della capacità lavorativa nella misura del 50%, è necessaria una nuova visita in agenzia." (Doc. 37)
L'assicurato è stato anche visitato, su richiesta del suo medico curante, dott. _, dal dott. _, specialista FMH in reumatologia, il quale con rapporto del 12 ottobre 2001 ha posto la diagnosi di cervicalgie croniche dopo distorsione cervicale del 25 aprile 2001 e lombalgie croniche, osservando:
"
(...)
Discussione:
Il signor RI 1 mostra cervicalgie senza irradiazione agli arti superiori dopo colpo di frusta il 25.4.2001. Le cervicalgie sono associate a disturbi cranici aspecifici assimilabili a cefalee. La mobilità cervicale è mediamente diminuita. Le radiografie a nostra disposizione e la IRM della colonna cervicale dell'11.9.2001 mostrano modiche alterazioni degenerative senza neurocompressione, senza lesioni traumatiche.
Il quadro clinico può essere definito come sindrome da Whiplash cronico stadio II. L'evoluzione mostra soggettivamente un miglioramento del 50%. Il signor RI 1 si dice disturbato soprattutto in posizioni di reclinazione statica prolungata, ripetutamente richieste nel suo lavoro di meccanico d'auto. Soprattutto per questo motivo il paziente è tuttora inabile al lavoro nella misura del 50 %.
Dal punto di vista terapeutico propongo di continuare con la fisioterapia, ho proposto una presa a carico da parte di _ a _ che ritengo molto abile in terapia manuale. Ho prescritto Vioxx 25 mg 1 volta al giorno.
Un secondo problema sono lombalgie croniche di tipo squisitamente meccanico in presenza di alterazioni statiche secondarie a una pregressa distrofia di crescita di Scheuermann e di alterazioni degenerative sotto forma di osteocondrosi L5/S1.
Anche questa problematica può essere presa a carico con misure di fisioterapia: in primo piano ergonomia e rinforzo muscolare.
Un punto delicato, di cui ho discusso al telefono con te e con il Dr. _, medico di fiducia della CO 1, è l'abilità al lavoro. In questa situazione, tenendo conto anche del miglioramento del 50 % dichiarato dal paziente, non vedo altra soluzione che accordare ancora per qualche tempo un'inabilità parziale provando ad un certo punto (che sei forse meglio piazzato per decidere insieme con il paziente) a forzare verso un aumento della capacità di lavoro. Come sai il signor RI 1 sarà visitato dal dr. _, medico di circondario della CO 1 il 12.10.2001." (Doc. 39a)
Il caso dell'assicurato è stato sottoposto dall'assicuratore infortuni alla valutazione del dott. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e medico dell'_ di _, il quale, come ricordato in precedenza (cfr. consid. 2.4.2.), ha
osservato che i dolori cervicali di cui soffre l'assicurato potrebbero derivare da problemi articolari, che potrebbero essere rivelati grazie a delle infiltrazioni articolari praticate ad esempio alla Clinica riabilitativa di _.
Lo specialista ha poi concluso:
"
L'incapacité de travail de 50 % me semble élevée au vu des constatations faites par le médecin d'arrondissement remplaçant, le Dr. _. Aussi bien le rhumatologue que le Dr. _ ont estimé que cette capacité de travail devrait pouvoir s'accroître, et en lisant le rapport du 9.1.2000, on a quelques difficultés à concevoir que ce patient, présent à son travail sur tout l'arc de la journée, n'ait qu'un rendement de 50 %.
Si le Dr. _ devait accéder à ma proposition d'effectuer des infiltrations test après qu'il ait revu le patient et qu'il partage sur la base de l'examen clinique ma suspicion, on pourrait adresser le patient à _ pour d'une part préciser l'origine des douleurs cervicales, et d'autre part afin d'évaluer par un examen effectué dans le service d'ergonomie ses capacités fonctionnelles ce qui constituerait une excellente base pour se prononcer sur l'incapacité de travail, voire sur l'invalidité à retenir."
(Doc. 51a)
In data 11 aprile 2002 il Dr. med. _ ha nuovamente visitato l'assicurato, ponendo la diagnosi di cervicalgia con associato mal di testa in stato dopo distorsione della colonna cervicale dopo tamponamento, lombalgie croniche tipo meccanico in presenza di alterazioni statiche e di alterazioni degenerative sotto forma di osteocondrosi a livello L5/S1 e stato morbo di Scheuermann, giungendo alla conclusione, come ricordato in precedenza (cfr. consid. 2.4.2), che a livello lombare è stato raggiunto lo stato quo sine.
Quanto all'esigibilità al lavoro il medico di circondario dell'assicuratore LAINF ha osservato:
"
ESIGIBILITÀ DEL LAVORO
L'assicurato è in grado di sollevare e portare pesi di 5-10 kg molto spesso, spesso pesi di 10-25 kg e talvolta pesi di 25-45 kg.
I pesi superiori ai 45 kg possono essere sollevati e portati solo di rado.
Può molto spesso sollevare pesi di 5 kg sopra l'altezza del petto e talvolta pesi oltre i 5 kg.
Attrezzi di media entità possono essere maneggiati molto spesso, talvolta di pesante entità e di rado di entità molto pesante.
Può eseguire la rotazione manuale, come per esempio i lavori con il cacciavite.
Può lavorare di rado sopra la testa e può molto spesso eseguire la rotazione del tronco ed assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti.
Può però soltanto talvolta assumere la posizione in piedi ed inclinata in avanti. L'assicurato può spesso eseguire lavori in posizione inginocchiata con flessione delle ginocchia.
Può molto spesso stare nella posizione seduta e talvolta in piedi.
Può molto spesso camminare oltre i 50 metri, talvolta fare lunghi tragitti e spesso camminare su terreno accidentato.
Può molto spesso salire le scale, talvolta anche salire su scale a pioli.
Quest'esigibilità concerne unicamente i residui alla colonna cervicale.
L'amministrazione sarà più precisa in merito.
Per quanto attiene all'indennità per menomazione all'integrità attualmente non vi è il diritto." (Doc. 53)
In data 29 agosto 2002 il dott. _ ha nuovamente visitato l'assicurato, giungendo alla conclusione che egli risulti ancora inabile al lavoro al 50% in qualità di meccanico d'automobili. In tale occasione il medico ha indicato di ritenere opportuno sottoporre l'assicurato, al fine di meglio valutare la situazione della sua colonna cervicale, ad un trattamento dei disturbi presso la Clinica riabilitativa di _ (cfr. doc. 63).
L'assicurato è rimasto in soggiorno stazionario di cura dall'11 novembre 2002 all'11 dicembre 2002 presso la Clinica di riabilitazione di _ (cfr. doc. 70).
In data 10 aprile 2003 il dott. _ ha redatto una nuova valutazione medica, rilevando che le infiltrazioni articolari praticate durante il soggiorno alla Clinica riabilitativa di _ hanno notevolmente diminuito i dolori cervicali dell'assicurato (cfr. consid. 2.4.2.).
Egli ha poi aggiunto:
"
Quatre mois se sont écoulés depuis le séjour qu'a effectué RI 1 à _. J'ignore si dans l'intervalle son état s'est encore amélioré suite à la poursuite du traitement ambulatoire et médicamenteux dont les médecins réadaptateurs avaient décrit les modalités. Si tel était le cas, un accroissement de la capacité de travail serait envisageable, dans la mesure où pour l'exigibilité, seule la problématique cervicale doit être prise en compte, car au niveau lombaire, le statu quo
sine
a été rétabli, comme le rappelait par ailleurs le Dr. _ dans son appréciation faisant suite à l'examen qu'il avait pratiqué le 11.4.2002. Avant de se prononcer à cet effet, et également sur la question de savoir si une indemnité pour atteinte à l'intégrité est due, je pense qu'il serait très utile que le patient puisse être réexaminé par le médecin d'arrondissement, en obtenant tout
d'abord un rapport du médecin traitant décrivant l'évolution. Si le Dr. _ en exprime le souhait, je suis tout à fait d'accord de recevoir RI 1 à _ si la situation devait s'avérer être stabilisée."
(Doc. 81)
Il 20 maggio 2003 ha, quindi, avuto luogo la visita medica di chiusura a cura del dott. _, il quale, posta la diagnosi di
cervico-brachialgia a sinistra con associato mal di testa ed esiti dopo distorsione della colonna cervicale dopo tamponamento il 15.4.2001,
ha indicato che, come ricordato in precedenza (cfr. consid. 2.4.2.), la degenza alla Clinica riabilitativa di _ ha
migliorato in modo impressionante la situazione dell'assicurato, circostanza che dimostra quindi la presenza di un'artrosi articolare e non di un'instabilità.
Per quanto concerne l'esigibilità al lavoro, il medico si è così espresso:
"
ESIGIBILITA' DEL LAVORO (strettamente per gli esiti dell'infortunio)
Gli unici impedimenti per l'attuale attività sono i lavori che vengono eseguiti oltre l'orizzontale con iperestensione della colonna cervicale.
Per gli altri lavori, soprattutto in basso, non esistono impedimenti.
L'esigibilità di lavoro stabilita l'11.4.2002 è tuttora valida.
L'amministrazione sarà più precisa in merito." (Doc. 89)
All'opposizione interposta contro la decisione formale del 18 febbraio 2004, con cui l'CO 1CO 1, basandosi sul rapporto di chiusura del dott. _, ha ritenuto l'assicurato, fatta eccezione per i lavori che vengono eseguiti sopra l'orizzontale con iperestensione della colonna cervicale, pienamente abile al lavoro per gli altri lavori, soprattutto in basso (cfr. doc. 89), il ricorrente ha allegato il certificato medico del 5 marzo 2004 del dott. _, medico curante esperto in medicina generale, che ha attestato un'inabilità al lavoro al 50% a partire dal 1° marzo 2004, fino a prossimo avviso (cfr. doc. 112 c).
In concreto, il rapporto del dott. _ dell'11 aprile 2002, così come quello del 29 agosto 2002 e del 20 maggio 2003, non contengono contraddizioni e sono confermati da quanto attestato dal dott. _ in data 27 febbraio 2002 e poi il 10 aprile 2003.
D’altra parte, la valutazione fornita dai medici presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante (cfr. RJJ 1995 pag. 44; RAMI 1991 U 133, p. 311ss. consid. 1b): in particolare, gli specialisti hanno espresso la loro valutazione in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame approfondito del caso.
Lo scrivente Tribunale non vede quindi ragioni che gli impediscano di fare propria la valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dal dott. _ e, pertanto, di considerare l'assicurato inabile al 50% nella sua precedente attività di meccanico d'automobili e completamente abile al lavoro in attività leggere adeguate (cfr. su quest'ultimo punto il consid. 2.5.3.)
2.5.3. Con il ricorso l'assicurato ha chiesto che venga tenuto in considerazione il fatto che egli lavora ancora presso il proprio datore di lavoro nella misura del 50%. Egli ritiene che di conseguenza la perdita effettiva da lui subita è maggiore rispetto a quella indennizzata dall'amministrazione mediante una rendita del 14%.
Il TCA non può fare propria questa argomentazione per i seguenti motivi.
Una delle condizioni necessarie affinché la perdita di guadagno concreta possa essere considerata perdita di guadagno computabile, è quella che l'interessato eserciti un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve ritenere che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua (cfr. RAMI 1991 U130, p. 270ss. consid. 4a). Questa condizione è espressione del principio generale del diritto delle assicurazioni sociali che obbliga l'assicurato ad intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).
Il TFA ha avuto modo di esplicitamente riconfermare tali concetti in una sentenza del 9 maggio 2001 nella causa D., I 147/01:
"
b) In una recente sentenza, questo Tribunale ha ribadito che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato,
a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale
("Soziallohn"; DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, pag. 215)
"
(STFA succitata, consid. 2b).
Questi concetti sono ancora stati ribaditi dalla nostra Corte federale, ad esempio, in una sentenza del 22 aprile 2003 nella causa P., U 334/02, consid. 4.1.:
"
(...).
Lorsque l'activité exercée après la survenance de l'atteinte à la santé ne met pas pleinement en valeur la capacité de travail résiduelle de l'assuré, ce dernier peut être tenu de quitter son poste de travail, voire d'abandonner son entreprise au profit d'une activité plus lucrative (arrêt A. du 10 décembre 2001, U 74/ 01; RCC 1983 p 246).
"
Ora, in concreto - così come verrà meglio dimostrato nel prosieguo - il reddito conseguito dal ricorrente nell'ambito della sua attività (ridotta) di meccanico presso il _ Sagl, non può determinare il reddito da invalido, non potendosi ritenere che, in ossequio alla summenzionata giurisprudenza, l'assicurato sfrutti in maniera completa e ragionevolmente esigibile la sua restante capacità lavorativa.
2.5.4. Attentamente esaminata la documentazione presente all'inserto, il TCA ritiene assodato che il ricorrente, malgrado le sequele dell'infortunio del 25 aprile 2001, potrebbe esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lucrativa che rispetti gli impedimenti funzionali messi in luce, in particolare, dal dott. _ (cfr. doc. 53: "l'assicurato è in grado di sollevare e portare pesi di 5-10 Kg molto spesso, spesso pesi di 10-25 Kg e talvolta pesi di 25-45 Kg. I pesi superiori ai 45 Kg possono essere sollevati e portati solo di rado. Può molto spesso sollevare pesi di 5 Kg sopra l'altezza del petto e talvolta pesi oltre i 5 Kg. Attrezzi di media entità possono essere maneggiati molto spesso, talvolta di pesante entità e di rado di entità molto pesante. Può eseguire la rotazione manuale, come per esempio i lavori con il cacciavite. Può lavorare di rado sopra la testa e può molto spesso eseguire la rotazione del tronco ed assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti. Può però soltanto talvolta assumere la posizione inginocchiata con flessione delle ginocchia. Può molto spesso stare nella posizione seduta e talvolta in piedi. Può molto spesso camminare oltre i 50 metri, talvolta fare lunghi tragitti e spesso camminare su terreno accidentato. Può molto spesso salire le scale, talvolta anche salire su scale a pioli. Quest'esigibilità concerne unicamente i residui alla colonna cervicale.").
D'altro canto, a mente di questa Corte, le opportunità di reperire un'attività che sia conciliabile con i disturbi accusati dall'assicurato nonché con le sue condizioni personali, non devono essere considerate irrealistiche o eccezionali ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. RCC 1991, p. 332 consid. 3c).
Certo, non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa comporterà per l'assicurato. Ciò nondimeno, essi non appaiono sproporzionati né inesigibili, ricordato nuovamente che secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali, l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente esatto per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti.
Se, malgrado tale impegno, un'occupazione confacente non è reperibile in concreto, questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, l'assicurazione contro gli infortuni non è tenuta a rispondere (DTF 110 V 276 consid.
4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995, p. 83).
Parimenti estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua determinazione.
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza
del 9 maggio 2001 nella causa D., I 147/01).
2.5.5. Per quanto concerne il
reddito da valido
, sulla scorta dei dati che figurano all'incarto e degli accertamenti svolti dal TCA presso il datore di lavoro, l'assicurato avrebbe guadagnato, nel 2003 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V 174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima dell'infortunio del 25 aprile 2001, un importo di fr. 50'400.--/anno (cfr. doc. 100 e doc. VI). Tale importo, del resto, non è stato contestato dall'assicurato.
2.5.6. Per quanto riguarda invece il
reddito da invalido
, il TCA osserva quanto segue.
Trattandosi della determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 p. 183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998 (STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re C.).
Nel passato, questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).
La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata
oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
(...)
3.- b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
(STFA succitata).
La nostra Corte federale ha pure emesso numerose sentenze in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione operata dall'INSAI sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL).
La prima di queste pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del 22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi: STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno 2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B., U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001 nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U 256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99; 19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U 91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001 nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15 marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00).
Sostanzialmente, il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato, in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino al limite massimo del 25%:
"
(...)
Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.
c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.
d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui
il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio querelato non può quindi essere tutelato.
e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato
, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr. 42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI. L'importo stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.-- (fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.
3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17% merita di essere ristabilita."
(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, p. 4ss.)
L'Alta Corte nelle sentenze menzionate non aveva comunque risolto la questione di principio a sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V 323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, Novità e tendenze ..., p. 604-605).
Tale questione è stata invece affrontata in una sentenza del 28 agosto 2003 nella causa C., U 35/00 + U 47/00, pubblicata in DTF 129 V 472ss. (= RAMI 2003 U 494, p. 383ss.), in cui il TFA - dopo avere sottolineato le difficoltà che comporta il volere imporre un ordine di priorità fra dati statistici e DPL,
siccome ognuno dei due metodi presenta vantaggi e svantaggi (cfr. DTF 129 V 477, consid. 4.2.1) - ha definito quali sono i presupposti che devono essere soddisfatti affinché il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL:
"
(...).
Weil die Invaliditätsbemessung aufgrund hypothetischer Vergleichseinkommen und unter Berücksichtigung des in Betracht fallenden (ausgeglichenen) allgemeinen Arbeitsmarktes zu erfolgen hat, müssen die DAP auch im konkreten Einzelfall repräsentativ sein. Es genügt daher nicht, wenn lediglich ein einziger oder einige wenige zumutbare Arbeitsplätze angegeben werden, weil es sich dabei sowohl hinsichtlich der Tätigkeit als auch des bezahlten Lohnes um Sonder- oder Ausnahmefälle handeln kann. Unbeachtlich ist, ob der Arbeitsplatz frei oder besetzt ist, weil die Invaliditätsbemessung auf der Fiktion eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes beruht (BGE110 V 276 Erw. 4b; AHI 1998 S. 291 Erw. 3b). Wenn die Vorinstanz eine Mindestzahl von fünf zumutbaren Arbeitsplätzen voraussetzt, so erscheint dies in quantitativer Hinsicht in der Regel als genügend. Im Hinblick auf die geforderte Repräsentativität der DAP-Profile und der daraus abgeleiteten Lohnangaben hat der Unfallversicherer im Sinne einer qualitativen Anforderung jedoch, zusätzlich zur Auflage von mindestens fünf DAP-Blättern, Angaben zu machen über die Gesamtzahl der aufgrund der gegebenen Behinderung in Fragekommenden dokumentierten Arbeitsplätze, über den Höchst- und den Tiefstlohn sowie über den Durchschnittslohn der dem jeweils verwendeten Behinderungsprofil entsprechenden Gruppe. Damit wird auch die Überprüfung des Auswahlermessens hinreichend ermöglicht, und zwar in dem Sinne, dass die Kenntnis der dem verwendeten Behinderungsprofil entsprechenden Gesamtzahl behinderungsbedingt in Frage kommender Arbeitsplätze sowie des Höchst-, Tiefst- und Durchschnittslohnes im Bereich des Suchergebnisses eine zuverlässige Beurteilung der von der SUVA verwendeten DAP-Löhne hinsichtlich ihrer Repräsentativität erlaubt. Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass die SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen DAP-Profile mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte Person Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern (vgl.
Art. 122 lit. a UVV
, gültig gewesen bis 31. Dezember 2000 [AS 2000 2913] und
Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE 115 V 297
ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person bezüglich des Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im Einzelfall sind grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die SUVA im Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht in der Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen.
"
(DTF succitata, consid. 4.2.2)
Al riguardo, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, p. 621-623 e in L'autonomia del disabile nel diritto svizzero. Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona, 2004, pag. 128-131.
2.5.7. Partendo dalla constatazione che
l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA (cfr., fra le più recenti, STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00 e del 30 aprile 2002 nella causa P., U 241/00) - si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo TCA, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA del 17 aprile 2001 nella causa B. e del 22 maggio 2001 nella causa M.) - sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore dell'Ufficio federale di statistica, dottor _, ha così precisato la propria giurisprudenza:
"
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor _, direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:
"(...)
Il Tribunale federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996, cfr.
"L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:
- possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?
- In caso di risposta negativa:
Perché no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo alla situazione del nostro Cantone?
(...)" (cfr. doc. Vbis)
Il dottor _ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(...)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
- Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).
- È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).
A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (...)" (cfr. doc. Vbis)
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. Ricciardi del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(...)
Su scala federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des femmes et des hommes.
(...)"
(STCA succitata - la sottolineatura è del redattore).
In una sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (inc. n. 35.2003.6), il TCA ha inoltre sottolineato come il TFA, che ha posto il principio della priorità dei dati statistici nazionali rispetto a quelli regionali - in alcune sue pronunzie ha confermato il reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.
Ad esempio, in una sentenza del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00 - sentenza che è poi stata ripresa in più di un giudizio federale (cfr., per es., la STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 4c, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174s.) - il TFA ha considerato non censurabile l'applicazione dei dati relativi alla regione "Svizzera orientale" (TA 13), siccome più favorevoli all'assicurata rispetto al dato nazionale (cfr. consid.
3c/aa: "Obwohl das Eidgenössische Versicherungsgericht grundsätzlich die gesamtschweizerischen Werte heranzieht, ist vorliegend auch nicht zu kritisieren, dass der Berechnung zu Gunsten der Beschwerdeführerin die tieferen Werte der Region Ostschweiz (TA 13) zu Grunde gelegt worden sind").
Parimenti, nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre 2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido facendo capo al valore afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla regione lemanica.
In una sentenza del 13 giugno 2003 nella causa M., U 236/01, consid. 4.3.2, il TFA ha ribadito che esso "... non esclude di principio l'applicazione dei valori regionali, desumibili dalle tabelle TA14 (recte: TA13,
n.d.r.
) - (...) - segnatamente laddove questi appaiono maggiormente favorevoli per l'assicurato (cfr. sentenza del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid. 3c/aa)".
In un'altra sentenza, datata sempre 13 giugno 2003, la nostra Massima Istanza ha ricordato segnatamente che, citiamo: "... le circostanze del caso concreto determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non pubblicato in DTF 128 V 174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni (sentenza del 10 agosto 2001 in re R. consid. 3c/aa, I 474/00, del 27 marzo 2000 in re P. consid. 3c, I 218/99, del 28 aprile 1999 in re T. consid. 4c, I 446/98)" (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01, consid. 4.4.).
Il TFA ha ancora ribadito questi concetti in due sentenze, del 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03, consid. 7.4. e del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid. 6.3..
Su questi argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia ..., in RDAT II-2003, p. 618-621 e in L'autonomia del disabile nel diritto svizzero. Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona, 2004, pag. 124-128.
Pertanto quanto allegato dall'CO 1 nella risposta di causa, relativamente al fatto che il TFA farebbe capo unicamente ai dati statistici federali ad esclusione di quelli regionali (cfr. doc. III), non corrisponde al vero.
2.5.8. Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune aziende ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività leggere che l'assicurato sarebbe in grado di esercitare, e meglio bobinatore presso la _ SA di _, cassiere di negozio doit presso _ di _, venditore presso _ SA di _, custode presso _ SA di _, serviceman presso _ SA di _, i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2003, un reddito annuo pari a fr. 43'829.40.-- (cfr. doc. 100).
Alla luce della giurisprudenza di cui alla
DTF 129 V 472ss., le cinque DPL prodotte in causa sono numericamente sufficienti.
Nondimeno, con riferimento all'esigenza di rappresentatività della DPL e dei dati salariali ad essa connessi, l'assicuratore infortuni convenuto ha omesso di fornire informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.
Di conseguenza, nel caso di specie, le DPL dell'CO 1 non possono essere utilizzate per determinare il reddito da invalido (cfr. ad esempio, in questo senso, RAMI 2004 pag. 284, STFA del 31 ottobre 2003 nella causa A., U 15/02, consid. 4.2; STFA del 26 febbraio 2004 nella causa Schweizerische Unfallversicherungsanstalt c/ M., U 208/02, consid. 3.1. oltre a numerose altre sentenze pubblicate nel sito internet dell'Alta Corte).
2.5.9. In concreto, in ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre dunque, in assenza di dati salariali concreti, basarsi sui valori statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 2002 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica.
Conformemente alla prassi di questa Corte, secondo cui la priorità deve essere attribuita ai valori statistici regionali (rispetto a quelli raccolti a livello nazionale, cfr. consid. 2.5.7.), tornano applicabili i dati afferenti al Ticino contenuti nella tabella TA13.
Orbene - utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica - il ricorrente, svolgendo nel 2002 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato ticinese (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'098.--.
Riportando questo dato su 41.7 ore (
cfr. tabella B 9.2,
pubblicata in La Vie économique, 8-2004, p. 94
), esso ammonta a fr. 4'272.16 mensili oppure a fr. 51'265.92 per l'intero anno (fr. 4'272.16 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("
Nominallohnindex
" - tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 11-2004, p. 87; cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a) - si ottiene, per il 2003, un reddito annuo di fr. 51'928.95.
In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "... di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
L'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF convenuto a titolo di reddito da invalido, 43'829.40.-- (cfr. doc. 100), è inferiore del 15.60% rispetto al dato che è scaturito dall'applicazione della tabella TA13.
Il TCA concorda con tale quantificazione (in questo contesto cfr. DTF 126 V 75 e SVR 2002 IV 19, p. 57ss.).
Del resto, il TFA, in una sentenza del 6 gennaio 2004 nella causa L., U 107/03, ha ammesso una deduzione globale del 10%, trattandosi di un assicurato frontaliere, nato nel 1945, che, a causa del danno infortunistico all'occhio sinistro, era stato giudicato in grado di svolgere a tempo pieno professioni sostitutive non necessitanti di una vista stereoscopica.
La stessa Corte federale, in una pronunzia del 21 ottobre 2003 nella causa M., U 102/00, ha operato una decurtazione del 15%, trattandosi di un ventinovenne frontaliere che, in ragione del danno infortunistico, presentava degli impedimenti anche nell'esercizio di un'attività adeguata e necessitava di introdurre frequenti pause nell'arco della giornata lavorativa.
Da parte sua, il TCA, in una sentenza del 4 settembre 2003 nella causa P., inc. n. 35.2003.21, cresciuta in giudicato, ha operato una riduzione del 20% sul reddito da invalido, trattandosi di una ballerina di night-club - di nazionalità straniera e completamente priva di esperienza sul mercato del lavoro svizzero, perlomeno su quello "ordinario" - che presentava una capacità lavorativa limitata al 70% anche in attività confacenti alle sue condizioni di salute.
In conclusione, il grado di invalidità dell'insorgente - determinato confrontando i fr. 43'829.40.-- al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 50'400.-- (cfr. consid. 2.5.5.) - risulta essere del 13.04%.
L'assicuratore convenuto, pur essendo giunto al medesimo risultato del 13.04%, ha poi arrotondato tale percentuale al 14% (cfr. doc. 104).
Al riguardo, occorre rilevare che secondo la giurisprudenza di cui alla STFA del 19 dicembre 2003 nella causa R., U 27/02, consid. 3.2. = DTF 130 V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41, l'assicuratore LAINF non avrebbe dovuto arrotondare per eccesso la percentuale citata, bensì per difetto, giungendo al risultato di una rendita di invalidità del 13% (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12 pag. 44, in cui il TFA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata, secondo la quale il risultato aritmeticamente esatto del grado di invalidità va arrotondato per eccesso o per difetto alla prossima cifra espressa in percentuale intera secondo le regole applicabili in matematica, è applicabile immediatamente, nel senso che essa si estende a decisioni contestate che, dal punto di vista temporale, sono state emanate prima della pubblicazione della sentenza in questione).
Il TCA potrebbe quindi, in linea di principio, riformare la decisione a svantaggio del ricorrente, dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (cfr. art. 11b della Legge di procedura per le causa davanti al TCA; art. 61 cpv. 1 lett. d LPGA; DTF 122 V 166).
Questa Corte, tuttavia, considerate le circostanze dell'evenienza concreta, rinuncia ad effettuare una reformatio in pejus, visto che si tratta unicamente di una facoltà (cfr. STFA del 23 giugno 2003 nella causa A., U 192/02; STFA del 22 aprile 2003 nella causa P., U 334/02; STFA del 2 giugno 2003 nella causa Service de l'emploi du canton VD c/ G., C 119/02; STFA del 17 giugno 2003 nella causa R., H 313/01; DTF 119 V 249) e che, del resto, la medesima non è neppure stata sollecitata dall'assicuratore infortuni.
Nella misura in cui l'assicuratore convenuto ha riconosciuto all'assicurato una rendita di invalidità del 14%, il ricorso da lui interposto va respinto.