Decision ID: 4f849823-fb13-5423-a416-2acd8d2cedbb
Year: 2015
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
- RI 1, nubile, convive con _, divorziato, e con i loro due figli _ (nato il 10 dicembre 2009) e _ (nato il 29 dicembre 2012);
- nella dichiarazione d’imposta 2013, la contribuente indicava di aver percepito un reddito da attività dipendente di fr. 10'489.–, dal quale chiedeva unicamente la deduzione di spese professionali nella misura di fr. 2'158.–;
- notificandole la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 20 agosto 2014, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna azzerava il reddito imponibile, sia in relazione all’imposta cantonale che all’imposta federale diretta;
- l’autorità
aveva in particolar modo considerato una deduzione per figli a carico di, rispettivamente, fr. 11'100.– (per l’imposta cantonale) e fr. 6'500.– (per l’imposta federale diretta);
- la contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 7 settembre 2014, chiedendo che le deduzioni sociali fossero integralmente attribuite al convivente _, che solo provvedeva al mantenimento della prole;
- l’autorità di tassazione, con decisione del 24 settembre 2014, respingeva il reclamo, con la seguente motivazione:
Sulla base delle disposizioni vigenti in materia, in caso di concubini con figli a carico, con l’autorità parentale congiunta e senza versamento di alimenti, la deduzione per figli a carico deve essere concessa in ragione di 1⁄2 ciascuno indipendentemente dai redditi conseguiti;
- con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede nuovamente che le deduzioni per figli a carico e gli oneri sociali siano integralmente attribuite al suo convivente;
- nelle proprie osservazioni del 20 novembre 2014, l’autorità di tassazione propone di respingere il gravame, facendo in particolare notare che la tassazione del convivente _ non è ancora stata emessa.

Diritto
- la Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine;
- nella fattispecie, il ricorso si rivela irricevibile, in quanto la ricorrente non è debitrice di alcuna imposta sul reddito;
- infatti, il riconoscimento della legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di protezione, sia esso un interesse di diritto o di fatto, direttamente connesso con l’oggetto della contestazione ed attuale (
Dubey/Zufferey
, Droit administratif général, Basilea 2014, n. 2082 ss., p. 733 ss.);
- in altri termini, perché sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti:
Ø
l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla decisione: è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali, bastando che la decisione gli cagioni uno svantaggio economico, ideale, materiale o di altra natura;
Ø
il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque altro
(
Knapp
, Grundlagen des Verwaltungsrechts, Vol.
II, 4
a
ediz., Basilea/Francoforte 1993, n. 1980, p. 489);
- la decisione su reclamo qui impugnata ha commisurato reddito e sostanza imponibili in zero franchi, sicché è evidente che la contribuente non ha alcun interesse attuale degno di tutela ad ottenere una pronuncia di questa Camera (cfr. anche
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2
a
ediz., Basilea 2008, n. 12 ad art. 132 LIFD;
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2
a
ediz., Zurigo 2009, n. 15 ad art. 132 LIFD, p. 1153;
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2
a
ediz., Zurigo, 2006, n. 16 ad § 140, p. 1200;
Plüss
, in: Klöti-Weber/Siegrist/Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, 3
a
ediz., Muri-Berna, 2009, n. 17 ad § 192, p. 1870);
- poiché l’autorità materiale di cosa giudicata si riferisce soltanto al dispositivo della decisione e non si estende invece ai singoli punti della relativa motivazione (RDAF 2001 p. 261 ss. = StE 2001 B 96.11 n. 6), la contribuente non può mettere in discussione la concessione di metà delle deduzioni per figli a carico e degli oneri sociali, chiedendo che le stesse sia attribuite al convivente;
- la ricorrente non è quindi lesa nei suoi interessi personali dalla decisione impugnata e non è pertanto legittimata a ricorrere (cfr., al proposito, sentenza del Tribunale federale n. 2P.345/2005 dell’11 maggio 2006);
- il ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile;
- spetterà semmai ad _ contestare la propria tassazione, chiedendo che gli venga riconosciuta la piena deduzione per figli a carico e per oneri sociali;
- vista la particolarità del caso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.