Decision ID: af46620f-d0d3-54eb-bd00-2acf32091995
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
La _ e lo _ procedono nei confronti di _ per l’incasso dei propri crediti. In data 19 luglio 2000 l’UEF di Bellinzona ha stabilito il pignoramento della quota del reddito eccedente il minimo di esistenza del debitore, determinato come segue:
Introiti:
Debitore fr. 3'200.-- (76%)
Coniuge fr. 1'000.--
Totale fr. 4'200.--
Minimo di esistenza:
importi di base fr. 1'370.--
locazione fr. 750.--
riscaldamento fr. 100.--
cassa malati fr. 383.--
trasferte fr. 300.--
pasti fuori domicilio fr. 180.--
assicurazioni diverse fr. 200.--
sostent. padre fr. 100.--
totale deduzioni fr. 3'383.-- fr. 2'571.08 (76%)
B.
Con ricorso 21 luglio 2000 _ insorge contro tale provvedimento contestando l’ammontare del reddito stabilito dall’UEF di Bellinzona, il quale terrebbe erroneamente conto del guadagno conseguito dalla moglie dell’escusso. Egli afferma inoltre di versare lit. 800'000.-- mensili per il sostentamento del padre gravemente ammalato e residente in _, nonché fr. 1'400 mensili a titolo di alimenti.
C.
Delle osservazioni delle altre parti coinvolte nella procedura si dirà, se necessario, in seguito.

Considerando
in diritto:
1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (
DTF
112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (
DTF
108 III 13).
2.
Nel caso in cui sia il debitore che il suo coniuge dispongano di un reddito, occorre tenere conto dell’art. 163 CC, secondo il quale i coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al mantenimento della famiglia. La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale nelle
DTF
116 III 78 e 114 III 15 ha stabilito che per calcolare la quota di reddito pignorabile occorre, in primo luogo, determinare il reddito di ambedue i coniugi e il loro minimo vitale comune; poi, ripartire tra di essi il minimo vitale ottenuto in relazione con il reddito netto. La quota pignorabile del reddito del coniuge escusso risulta sottraendo la sua parte del minimo vitale dal suo reddito determinante (
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs - und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n.66, p. 178/179).
Nel caso di specie, i coniugi _ dispongono entrambi di un reddito, ammontante, rispettivamente a fr. 3'200.-- mensili per l’escusso (cfr. verbale interno per le operazioni di pignoramento 21 giugno 2000) e di fr. 1'000.-- per la moglie (cfr. dichiarazione 29 giugno 2000 della _). Di conseguenza l’UEF di Bellinzona ha agito correttamente inserendo nel calcolo del reddito pignorabile a carico dell’escusso, il guadagno conseguito dal coniuge.
3.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, quanto necessita al sostentamento delle persone a carico del debitore è da includere nel calcolo del minimo di esistenza solo se il debitore paga effettivamente tale importo (
DTF
121 III 20; 120 III 16).
Orbene, nel caso di specie non vi è alcun elemento probatorio che dimostri l’effettivo pagamento di fr. 1'400.-- mensili a titolo di alimenti, nonché di lit. 800'000.-- per il sostentamento del padre dell’escusso. Neppure la dichiarazione 15 giugno 2000 prodotta dal legale del ricorrente può essere ritenuta illuminante in tal senso, non dimostrando la stessa l’obbligo giuridico di mantenimento e l’effettivo pagamento dell’importo di lit. 800'000.--. Eventuali modifiche degli obblighi alimentari del debitore derivanti da una decisione delle competenti autorità giudiziarie, potranno, se del caso, essere oggetto di revisione del pignoramento.
4.
La recente giurisprudenza del Tribunale federale prevede che se il debitore esercita un’attività lucrativa indipendente , l’Ufficio d’esecuzione deve:
- interrogarlo sul genere d’attività svolta;
- interrogarlo sulla natura e sul volume dei suoi affari;
- stimare l’ammontare del reddito;
- provvedere d’ufficio alle necessarie inchieste;
- raccogliere le informazioni ritenute utili;
- farsi consegnare la contabilità e tutti gli altri documenti concernenti l’attività lucrativa.
Se l’inchiesta condotta dall’Ufficio non porta ad alcun elemento certo, esso terrà conto degli indizi a disposizione. Se il debitore non tiene una contabilità regolare, il risultato della sua attività indipendente deve essere valutato paragonandola ad altre simili e se necessario va stimata per apprezzamento (
DTF
126 III 91 cons.3a con rinvii).
5.
Per l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il pregresso giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. La decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale dell’Autorità di vigilanza (
Flavio Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p.260).
6.
Nel caso di specie L’UEF di Bellinzona ha omesso di compiere i necessari accertamenti atti a determinare il reddito conseguito dall’escusso mediante la propria attività di fabbro. Di conseguenza l’incarto viene retrocesso all’UEF di Bellinzona per esperire i necessari accertamenti e valutazioni e, nell’eventualità di un’eccedenza pignorabile, per ordinarne il pignoramento. L’organo di esecuzione forzata dovrà tener conto dei nuovi orientamenti giurisprudenziali richiamati al cons. 4.
7.
Sulle spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF, 21 cpv. 4 LPR,