Decision ID: 6072a0d5-fe19-5fdf-8bdf-adf6cfb675f7
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe 1956, di professione addetta alle pulizie presso un ristorante, nel mese di dicembre 2000 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da dolori fibromialgici e da gonartrosi (doc. AI 1).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. _ ed una psichiatrica eseguita dal dr. _, con decisione 13 aprile 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni sulla base delle seguenti motivazioni:
"
Esito degli accertamenti:
Dalla documentazione medica acquisita agli atti, così come dalla perizia specialistica esperita il 03.08.2001 dal Dr. _ e da quella effettuata dal Dr. _ durante il mese di agosto del 2002, risulta che il danno alla salute, di cui lei è portatrice, le comporta una parziale incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno quantificabile nella misura massima del 38%.
Più esplicitamente, secondo il parere medico lei è stata ritenuta totalmente abile, ma con una riduzione del rendimento del 40% sull'arco dell'intera giornata, nella sua abituale attività di addetta alle pulizie, per contro, in attività adeguate rispettose delle limitazioni fisiche dettate dal danno alla salute, lei risulta abile nella misura del 70%.
Confrontando ora il guadagno che lei avrebbe potuto percepire oggigiorno senza il danno alla salute, ossa Fr. 32'000 annui, con quello può ottenere ora da invalida, vale a dire Fr. 19'853.- all'anno, si ottiene un discapito economico pari a Fr. 12'147.-- e, di conseguenza, un grado di invalidità pari al 38%.
Il calcolo tramite il quale siamo giunti a detto grado di invalidità è riportato qui di seguito.
Reddito annuo esigibile:
senza invalidità CHF 32'000.-
con invalidità CHF 19'853.-
Perdita di guadagno CHF 12'147.- = limitazione del 38%
Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40%, il diritto alla rendita non esiste." (Doc. AI 47)
Con opposizione 18 maggio 2004 RI 1 ha chiesto l’erogazione di una mezza rendita, nonché il riconoscimento di un reddito ipotetico da valido di fr. 32'261 e di un’ulteriore riduzione dell’abilità lavorativa del 40% per motivi reumatologici, in aggiunta al 30% di inabilità psichica (doc. AI 54).
1.2. Con decisione 1° febbraio 2005 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione e confermato il diniego di prestazioni.
Ammesso un reddito da valido di fr. 32'261 e mantenuto quello da invalido a fr. 19'853, l’amministrazione ha fatto presente che il corrispondente grado d’invalidità del 38%, arrotondato secondo i parametri giurisprudenziali del TFA, non permette di erogare una rendita.
Riguardo all’abilità lavorativa essa ha evidenziato:
"
Contrariamente a quanto sostenuto dall'assicurata, si rileva altresì che le incapacità di lavoro non vanno addizionate. Infatti per determinare il grado di inabilità di un assicurato che soffre di diverse patologie, come nel caso, le singole valutazioni non vanno semplicemente sommate, bensì definite con valutazione globale in ambito medico.
Nel caso in esame, in considerazione delle conclusioni emerse dalla perizia reumatologica (cf. perizia Dr. _ del 05.08.2001) e psichiatrica (cfr. perizia Dr. _ del 09.12.2002), è stata valutata per l'assicurata una abilità lavorativa nella misura del 70% in attività confacente.
Si sottolinea tuttavia che la diminuzione di rendimento del 40%, apprezzata dal Dr. _ (cfr. rapporto del 19.02.2004), è riferita all'attività precedentemente svolta di addetta alle pulizie presso il Ristorante _, quindi limitata a detta attività, pertanto non ha valenza per altre attività di tipo medio-leggero confacenti al suo stato di salute." (Doc. AI 59)
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa RI 1 ha presentato un tempestivo ricorso con cui ha chiesto l’erogazione di una mezza rendita d’invalidità.
Innanzitutto essa ha fatto presente che le perizie mediche, rese il 9 dicembre 2002 (quella reumatologica) e il 5 agosto 2001 (valutazione psichiatrica), dovrebbero essere aggiornate in quanto attualmente si reca ogni due settimane dal medico curante. L’assicurata ha poi precisato quanto segue:
"
Penso inoltre che in un lavoro leggero non qualificato sia impossibile ottenere uno stipendio di fr. 37'816, anche se questi dati risultano da delle rilevazioni statistiche. In pratica è come dire che in un lavoro leggero (se non avessi una limitazione per motivi psichici del 30%) potrei percepire un salario superiore a quando lavoravo come donna delle pulizie in un ristorante, un lavoro ritenuto anche dal perito reumatologo come pesante. Mi sembra una beffa: in effetti se avessi potuto trovare un lavoro leggero meglio pagato di quello pesante di donna delle pulizie già lo avrei fatto da anni, senza aspettare che il lavoro mi rovinasse la salute. Ritengo quindi che questi salari statistici siano irrealistici.
Nella decisione su opposizione si afferma che la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni obbliga a prendere come dato di riferimento il valore mediano (quartile plausibile): visto che però questo dato non è corrispondente alla realtà, se proprio ci si deve basare sui dati statistici, chiedo che venga applicato il valore più basso di questi dati statistici, cioè il primo quartile. In tal caso, dal confronto dei redditi, risulterei avere diritto almeno ad un quarto di rendita d'invalidità.
Se però non doveste dar seguito alle mie contestazioni citate ai punti 1 e 2, chiedo che l'Ufficio AI mi accordi il provvedimento professionale dell'aiuto al collocamento. In effetti il mio stato di salute non mi permette di trovare facilmente un posto di lavoro, anche in un'occupazione parziale e leggera. In particolare i problemi riscontrati dal perito psichiatrico _ necessitano di un aiuto concreto nella ricerca di un posto di lavoro da parte dei consulenti dell'AI." (Doc. I)
1.4. Con risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso e rilevato come l’assicurata non soddisfi i requisiti per poter beneficiare dell’aiuto al collocamento ex art. 18 LAI.
1.5. Pendente causa, a due riprese la ricorrente ha prodotto della documentazione medica, in parte già contenuta agli atti (V e IX) che sono stati trasmessi all’amministrazione per una presa di posizione (VI).
Sottoposti i nuovi atti medici all’esame del proprio servizio medico, con scritti 21 aprile 2005 e 17 maggio 2005 l’Ufficio AI ha ribadito la correttezza della decisione impugnata, rilevando che quanto prodotto dall’assicurata non sostanzia un peggioramento dello stato di salute (VII e IX).
Il TCA ha effettuato un accertamento presso il dr. _ di cui si parlerà nei considerandi di diritto (XIII, XIV).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.
Al riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).
Tale questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343).
Le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31 dicembre 2002.
2.3. Oggetto del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad rendita intera.
Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70 %, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid.
3, 1990, pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid.
2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va rilevato che,
secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.4. Nell’evenienza concreta, la ricorrente è stata visitata dal dr. _. Con rapporto 5 agosto 2001 lo specialista in reumatologica, posta la diagnosi principale di fibromialgia generalizzata, obesità e gonartrosi mediali bilaterali, ha rilevato:
"
Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale
Sulla base dell'anamnesi, dell'esame clinico e delle indagini paracliniche attuali sussiste un'abilità lavorativa, dal lato reumatologico, al 100% con un rendimento al 100% a partire da subito, in un'attività che non prevede lavori ripetitivi in posizione curva del rachide, che permette all'assicurata di cambiare spesso posizione e che non obbliga a portare pesi oltre i 25 kg, specialmente se questi vengono portati salendo o scendendo le scale, accovacciandosi, o appunto sollevati da posizione curva del rachide.
Devo comunque osservare che il limite di carico menzionato è dovuto al fatto che l'assicurata è già nettamente in sovrappeso: se si potesse raggiungere un calo ponderale di almeno 30 kg, non vi sarebbero limiti di carico.
Non è esclusa un'inabilità lavorativa dovuta a motivi psichiatrici, per cui consiglio anche una perizia psichiatrica." (Doc. AI 16)
Preso atto del mansionario dell’assicurata, con lettera 19 febbraio 2004 il perito l’ha ritenuta abile nell’attività di addetta alle pulizie nell’arco di una giornata lavorativa normale, ma con una riduzione di rendimento del 40%, a partire dal 20 ottobre 1999 (doc. AI 43).
L’aspetto psichiatrico è stato esaminato dal dr. _, allora attivo quale medico direttore dell’Organizzazione sociopsichiatrica _.
Diagnosticata una sindrome ansioso-depressiva nell’ambito di una fibromialgia generalizzata e tratti caratteriali di personalità, nel dettagliato rapporto 9 dicembre 2002 lo specialista ha concluso per un’abilità lavorativa del 70% (doc. AI 27).
Sulla base dei succitati elementi medici, tenuto conto delle valutazioni rese dalla consulente in integrazione professionale (in seguito: consulente; doc. AI 36 e 46), l’Ufficio AI ha determinato un grado d’invalidità del 38% - risultante dal raffronto tra un reddito da valido di fr. 32'000 e quello da valido di fr. 19'853 –, respingendo pertanto la domanda di prestazioni.
2.5. Con il presente ricorso l’assicurata ha innanzitutto sostenuto un peggioramento del suo stato di salute, susseguente alle due succitate perizie specialistiche.
Al riguardo pendente causa essa ha prodotto il certificato 7 aprile 2005 del suo medico curante, dr. _:
"
Si certifica che la sopraccitata paziente, nel corso degli ultimi anni e in particolar modo a partire dal 2002/2003 ha presentato un ulteriore peggioramento del suo stato di salute.
Da una parte vi è il peggioramento dello stato ansioso depressivo che comporta uno stato di ansietà, angoscia, disturbi del sonno, diminuzione del tono dell'umore, astenia sintomatologia che tende a persistere malgrado l'insaturazione di una terapia antidepressiva con Efexor.
Vi è poi inoltre un peggioramento della sintomatologia reumatologica con da una parte una esacerbazione della sintomatologia dolorosa a livello del ginocchio destro nell'ambito di una pangonartrosi, un peggioramento della sintomatologia dolorosa tendomialgica diffusa.
D'altra parte vi è stata l'insorgenza anche di una sintomatologia dolorosa in sede cervicale nell'ambito di turbe statiche e lesioni artrosiche degenerative, il peggioramento della sintomatologia dolorosa in sede lombare nel quadro di una discopatia L5-S1 così come l'insorgenza di una periartropatia scapolo-omerale destra.
Visto questo peggioramento abbiamo richiesto una valutazione reumatologica specialistica presso il Dr. med. _, FMH in reumatologia a _.
Nello stesso tempo riteniamo opportuno che venga rivista la valutazione AI che si basa su dei dati non più aggiornati." (Doc. B)
Con nota 18 aprile 2005 il dr. _ del Servizio medico regionale dell’AI (in seguito: SMR) ha così preso posizione in merito al succitato atto medico:
"
Per quanto concerne la sintomatologia depressiva descritta dal dr. _ questa si trovava già in occasione della perizia _ (assicurata si definiva molto depressa, ansiosa, demoralizzata, presenza di disturbi del sonno).
Per quanto concerne la sintomatologia reumatologica già era presente una sintomatologia algica generalizzata. Viene indicato che sarebbe previsto un consulto presso il dr. _.
Dall'attuale documentazione medica non risulta chiaramente un peggioramento dello stato di salute. Come sovente nei casi di fibromialgia (patologia prevalente in questo caso) la sintomatologia oggettiva tende ad aumentare nel corso degli anni specialmente se l'assicurata si trova come in questo caso in un contesto socio-lavorativo difficile. Il rapporto del Dr. _ riflette in prima linea i disturbi soggettivi dell'assicurata, lamentele già presenti in occasione delle perizie eseguite.
Il _ dovrà precisare, per rendere verosimile un peggioramento dello stato di salute con ripercussioni sulla capacità lavorativa, in modo dettagliato in cosa consiste dal punto di vista medico il peggioramento clinico eventualmente anche sulla base della valutazione reumatologica prevista presso il dr. _." (Doc. VIIbis)
A complemento del precedente rapporto, in data 28 aprile 2005 il dr. _ ha precisato:
"
Non si può attribuire tutta la sintomatologia lamentata dalla paziente alla sola fibromialgia e alla gonartrosi bilaterale. In effetti la paziente presenta altre patologie e in particolare:
•
Una sindrome lombovertebrale su delle chiari evidenti turbe statiche con in particolare una scoliosi dorso-lombare, un'assenza della lordosi fisiologica lombare, delle lesioni degenerative e in particolare una spondilartrosi L4-L5. Queste lesioni erano già ben evidenti sulle lastre eseguite nel agosto 2001 e, per quel che concerne le lesioni degenarative a livello di L4-L5 ancora più evidenti sulle lastre del novembre 2002.
•
E' pure presente una sindrome cervico-vertebrale con radiologicamente la completa assenza della lordosi fisiologica con probabili iniziali lesioni degenerative a livello delle articolazioni posteriori.
•
E' poi presente una sintomatologia dolorosa a livello della spalla destra con clinicamente una limitazione funzionale e per la quale la paziente è stata vista dal Dr. med. _ il quale ha posto la diagnosi di sindrome sottoacromiale con componente di capsulite retrattile.
Anche lo stato depressivo è sicuramente peggiorato rispetto alla perizia psichiatrica di 2 anni orsono con una chiara diminuzione del tono dell'umore, disturbi del sonno, crisi di ansia che avevano già condotto nel 2004 il Dr. med. _ a introdurre oltre alla terapia anti-reumatica (Bextra) un trattamento con Deroxat e Triptizole e più recentemente da parte mia un trattamento con Efexor." (Doc. C)
Infine, nella nota 17 maggio 2005 il dr. _, medico responsabile del SMR, ha rilevato:
"
Rivista la documentazione medica agli atti e il rapporto/certificato del curante del 28.04.05. Dal lato oggettivo non si riscontrano grandi variazioni nella descrizione, intanto perché nel rapporto del reumatologo dr. _ è descritto anche l'esame oggettivo della paziente, comprendente tra l'altro l'importante soprappeso che le difficoltà d'esame per scarsa collaborazione. Il certificato del dr. _, oltre ai disturbi soggettivi, immette dei dati radiologici, in parte già conosciuti (lesioni della colonna lombare) e in parte non molto suggestivi in mancanza di valutazione clinica (vedi colonna cervicale): il raddrizzamento delle curve della colonna possono essere indizio di dolore, mentre sulle probabili iniziali lesioni degenerative delle articolazioni posteriori (sempre della colonna cervicale) possono corrispondere benissimo ad alterazioni che all'età della paziente sono molto frequenti.
Anche i dati oggettivi sulla limitazione delle spalle, si ricorda che l'esame precedente era reso difficoltoso dalla paziente, non dà indicazioni sufficienti per determinare le limitazioni funzionali.
Per quanto riguarda la sindrome depressiva, anche qui mancano gli elementi che ne convalidino le variazioni nel tempo, dopo l'esame specialistico del dr. _.
Dai bollettini di farmacia forniti si vede che vi sono stati periodi dove antidepressivi erano prescritti, come nel periodo delle perizie, seguiti da periodi senza medicazione specifica e ora, ancora con la prescrizione di antidepressivi.
Le sindromi da dolore (vedi diagnosi psichiatriche correlate e o la fibromialgia) sono molto frequentemente accompagnate da calo dell'umore e gli antidepressivi hanno lo scopo di innalzare la soglia del dolore e, nel contempo possono influire favorevolmente sull'umore.
Ancora una breve nota sulla funzionalità, le variazioni addotte, anche se poco motivate, non permettono di concludere con una variazione dello stato di salute con influsso sulla funzionalità del soggetto.
Dal lato medico, anche una riduzione dei limiti di peso indicati nella perizia dal dr_, fino ai 10-15 chili, non avrebbe influsso sulla possibilità di svolgere numerose attività cosiddette leggere (o medio-leggere) svolte generalmente da personale femminile." (XI)
2.6. Nel caso in esame, a mente del TCA, da un attento esame della documentazione contenuta agli atti non risulta esserci stata una rilevante modifica della situazione medico-teorica intervenuta successivamente alle perizie del dr. _ e _ e questo sino all’emissione della decisione su opposizione contestata (1° febbraio 2005), momento determinante per l’esame giudiziale
(DTF 129 V 4 consid. 1.2).
Per quel che concerne l’aspetto reumatologico, lo scrivente Tribunale non può che aderire a quanto rilevato dal medico responsabile del SMR nella nota 17 maggio 2005 (IX, consid. 2.6), ossia che i disturbi soggettivi elencati dal medico curante, dr. _, non sono sufficienti per poter determinare un’ulteriore limitazione funzionale non considerata dal perito dr. _, specialista in reumatologica. Il dr. _ ha del resto evidenziato la lacunosità della documentazione medica prodotta.
Questo aspetto è stato evidenziato anche dal dr. _.
Interpellato direttamente dal TCA, al quale sono stati trasmessi i menzionati certificati 7 aprile e 28 luglio 2005 del medico curante (doc. B e C), egli ha così risposto:
"
La ringrazio per la sua gentil lettera del 5 agosto 2005 con la quale mi prega di rispondere a diverse domande riguardanti l'evoluzione dello stato di salute della signora RI 1 da quando l'avevo peritata il 5.8.2001, sulla base di due certificati medici stilati dal medico curante della paziente, in data 7.4.2005 e 28.7.2005.
Purtroppo i documenti citati non contengono informazioni dettagliate sull'anamnesi del dolore, sulla capacità funzionale residua della colonna vertebrale e delle articolazioni periferiche; si limitano in gran parte a descrivere alterazioni degenerative che come tali non automaticamente comportano un peggioramento dello stato di salute.
Per permettermi di darvi indicazioni più precise, prima di rispondere alle vostre domande, necessito i complementi di informazione menzionati, una copia dei rapporti medici specialistici accumulatisi a partire dal 5.8.2001, incluso tutto il materiale radiologico." (Doc. XIV)
N
onostante l’assegnazione, il 22 ottobre 2005, da parte dello scrivente Tribunale di un termine per produrre la documentazione richiesta dal dr. _ (XV), la ricorrente è rimasta silente.
Occorre qui ricordare che se da una parte
la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‐ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‐ le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
L’assicurata deve pertanto sopportare le conseguenze di non aver saputo provare un rilevante peggioramento delle proprie condizioni di salute.
Anche dal lato psichiatrico non vi sono modifiche da rilevare. Lo stato depressivo descritto dal medico curante nel rapporto 28 aprile 2005 (doc. C) corrisponde sostanzialmente a quanto già evidenziato in sede peritale (cfr. status psichico, punto no. 2). In quell’occasione il dr. _ aveva diagnosticato una sindrome ansioso-depressiva nell’ambito di una fibromialgia generalizzata.
Va poi fatto presente che la somministrazione di medicamenti segnalata dal dr. _ nel succitato rapporto e documentata dai bollettini di farmacia (doc. B5), non è sufficiente per ammettere una recrudescenza della sintomatologia psichiatrica. A ragione il dr. _ ha evidenziato che nel passato l’assicurata aveva alternato periodi di somministrazione di antidepressivi con altri senza prescrizione medicamentosa. Del resto a medio termine il il perito psichiatra aveva espresso una prognosi favorevole, facendo presente che un trattamento farmacologico e fisico avrebbe portato ad una ripresa parziale di un’attività lucrativa (cfr. perizia pag. 6).
In conclusione, visto quanto sopra, tenuto conto delle perizie specialistiche summenzionate,
richiamato l’obbligo che incombe all’assicurata di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) -
è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che la ricorrente è da ritenere abile al 70% in attività leggere ripetitive e variate, la cui riduzione di rendimento è dovuta alla patologia psichiatrica (cfr. perizia 9 dicembre 2002 dr. _, doc. AI 27).
2.7. Vista l'assenza di presupposti per l'applicazione di provvedimenti reintegrativi, ritenuto che l’assicurata può mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività leggere adeguate, occorre procedere alla determinazione del grado d'incapacità al guadagno.
A
l fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario (art. 16 LPGA, cfr. consid. 2.4.), occorre porre in confronto il reddito che l’assicurata avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale addetta alle pulizie (reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere ripetitive non qualificate (reddito da invalido).
Come detto (cfr. consid. 2.3.), d
eterminante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio dell'eventuale diritto alla rendita, nonché eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenuti sino al momento dell’emanazione della decisione contestata.
Nella fattispecie concreta, l'eventuale diritto alla rendita dell'assicurata decorrerebbe dal 1° ottobre 2000, essendo stata dichiarata inabile nella sua originaria attività lucrativa dal 20 ottobre 1999 (cfr. perizia _ pag. 2, doc. AI 16), motivo per cui il raffronto dei redditi è da far risalire a quell'anno.
2.7.1.
Per quel che concerne il salario da valido, nel rapporto 2 febbraio 2004 la consulente ha considerato l’importo annuo di
fr. 32’261.-- (non contestato dalla ricorrente), ridotto senza particolare motivazione a fr. 32'000 nel successivo scritto 7 aprile 2004. Come verrà esposto di seguito, tale modifica non influisce tuttavia sull'esito della presente procedura.
2.7.2. Riguardo al reddito da invalido, va precisato che lo stesso
va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).
Nella fattispecie occorre quindi stabilire il reddito che l'assicurata potrebbe conseguire in attività leggere, ritenute siccome esigibili dal profilo medico (cfr. doc. AI 16 e 27) e considerate parimenti in sede di valutazione economica da parte della consulente in integrazione professionale (cfr. doc. AI 36).
In applicazione dei succitati criteri,
ne
lla sentenza pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21 questo Tribunale
ha precisato che, conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998, tabella TA 13), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono, come detto, arrivare al massimo al 25%, riportato su 41,9 ore, ammonterebbe a fr. 45'390
.--
nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.‐‐ nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.‐‐ (rispettivamente fr. 33'725.‐‐) per le donne.
C
onformemente ai dati statistici salariali (valore mediano) relativi al
2000
, il salario ipotetico conseguibile in attività
semplice
e ripetitiva esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, riportato su 41,8 ore (
La vie économique 9/2004, Tabella B9.2),
nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13 privato e pubblico).
C
on rapporto 7 aprile 2004 la consulente ha determinato il salario da
invalido di fr. 19'853 tenendo conto dei succitati rilevamenti statistici, di una capacità lavorativa del 70% in suddette attività adeguate
nonché di un tasso di riduzione di rendimento massimo del 25% (doc. AI 46).
Nel ricorso l’assicurata ha sostenuto che i dati statistici riferiti ai proventi da attività semplici e ripetitivi sono irrealistici.
Orbene, va fatto presente che in questi casi il TFA costantemente applica i suddetti importi statistici. Inoltre, in diverse occasioni l’Alto Tribunale h
a ritenuto non criticabile l’utilizzo della citata tabella TA 13, che si riferisce ai salari statistici presenti nelle grandi regioni della Svizzera, al posto di quella relativa ai valori nazionali (tabella TA 1) notoriamente più alti (STFA non pubblicata del 13 giugno 2003 in re G., I 475/01, consid. 4.4; del 10 agosto 2001 in re. R., I 474/00, consid. 3c/aa; del 27 marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T., I 446/98, consid. 4c. Vedi anche STFA inedita 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid. 6.4, in cui l’Alto Tribunale ha lasciato aperta la questione a sapere se devono essere applicati i valori regionali oppure quelli nazionali).
Dal raffronto tra un reddito da valido di fr. 32'261 con quello da invalido di fr. 19'853, risulta un’incapacità al guadagno del
38,46% (32'261
–
19'853
x 100 :
32'261
), arrotondata al 38% (secondo la più recente giurisprudenza federale pubblicata in DTF 127 V 129 il risultato matematicamente esatto va infatti arrotondato per eccesso o per difetto alla prossima cifra percentuale intera secondo le regole matematiche), non sufficiente per l’erogazione di una rendita.
La ricorrente ha infine chiesto di essere posta al beneficio dell’aiuto al collocamento ai sensi dell’art. 18 LAI.
In merito, nel rapporto 2 febbraio 2004 la consulente ha evidenziato:
"
Considerato che l'A. non ha le competenze per svolgere attività qualificate e che non ci sono i presupposti per l'applicazione di provvedimenti professionali, si ritiene l'A. integrabile sul mercato libero del lavoro solo in attività non qualificate, come per esempio quelle di venditrice non qualificata, cameriera o addetta alla mensa.
Dal colloquio emerge una forte demotivazione dell'A. nei confronti del mondo del lavoro: ritiene di non essere in grado di lavorare e di non poter più svolgere nessuna attività in futuro. Visto quanto sopra, non ci sono i presupposti per prendere in considerazione un eventuale aiuto al collocamento." (Doc. AI 36)
Per i succitati motivi rettamente l’Ufficio AI ha respinto la richiesta dell’assicurata.
In conclusione, sulla scorta di quanto precede,
la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso dev’essere respinto.