Decision ID: 2afce5da-0b74-596c-8ffc-7bacd3caf1c8
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 11 gennaio 2008, RI 1, dipendente dell’Impresa di costruzioni _ in qualità di manovale edile e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è caduto e ha riportato la frattura scomposta pluriframmentaria del pilone tibiale di destra.
L’assicuratore LAINF ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione formale del 14 ottobre 2011, l’CO 1 ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita di invalidità del 23% a contare dal 1° giugno 2011 e di un’indennità per menomazione all’integrità del 20%.
In sede di opposizione, l’assicuratore LAINF ha parzialmente riformato la sua prima decisione nel senso che il grado dell’invalidità è stato portato dal 23 al 24%.
1.3. Con sentenza 35.2012.15 del 13 marzo 2013, questa Corte ha accolto ai sensi dei considerandi l’impugnativa presentata nel frattempo dall’assicurato, rinviando gli atti all’amministrazione affinché disponesse
un approfondimento istruttorio
(concretamente, una perizia medica da parte di uno specialista in chirurgia ortopedica) con lo scopo di appurare, da una parte, in quale misura (%) RI 1 è in grado di svolgere un’attività alternativa adeguata nonostante i postumi infortunistici
di cui è portatore e, dall’altra, di accertare la presenza e la rilevanza
dal profilo del diritto all’IMI,
di una posizione viziata del piede destro.
La pronunzia appena citata è cresciuta incontestata in giudicato.
1.4. Riprendendo l’istruttoria, in data 3 ottobre 2013, l’assicuratore ha incaricato il PD dott. _, responsabile della chirurgia del piede e della caviglia presso la Clinica _ di _, di eseguire gli accertamenti ordinati dal TCA (doc. 269).
Il referto peritale, allestito dai dottori _ e _, è stato consegnato all’CO 1 il 24 settembre 2015 (doc. 292).
In data 17 novembre 2015, il patrocinatore di RI 1
, avv. RA 1 ha comunicato all’amministrazione di non avere osservazioni da formulare in merito alle risultanze peritali e di restare in attesa di una decisione (cfr. doc. 296).
1.5. All’inizio del mese di luglio 2016, l’avv. RA 1 ha sollecitato l’emanazione di una decisione da parte dell’istituto assicuratore, senza la quale egli avrebbe adito il TCA con un ricorso per denegata giustizia (cfr. doc. 298).
Con scritto dell’11 luglio 2016, l’CO 1 si è scusato per “... il ritardo con il quale (...) si appresta a prendere posizione in merito alla citata perizia”, con la promessa che la richiesta sarebbe stata evasa nel più breve tempo possibile (doc. 301).
1.6. Con ricorso del 18 luglio 2016, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che venga accertato “... il diniego materiale di giustizia nel mancato seguito alle ingiunzioni di cui alla sentenza del 13.3.2013” e che all’CO 1 venga pertanto assegnato un termine di dieci giorni per emettere la propria decisione (cfr. doc. I).
1.7. In data 25 luglio 2016, l’assicuratore convenuto ha informato il patrocinatore dell’assicurato circa la necessità di chiedere un complemento peritale agli specialisti della Clinica _ (doc. B 1), ciò che in effetti esso ha fatto il 26 agosto 2016 (doc. V 1).
1.8. L’CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l’CO 1 si è reso colpevole di una denegata/ritardata giustizia nei confronti di RI 1, oppure no.
2.3. Giusta l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.
Secondo l’Alta Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati).
Il ritardo ingiustificato a statuire é una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si é in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati). Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi morti”, inevitabili in una procedura, essa non é legittimata a invocare una carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid. 5.2 e i riferimenti ivi menzionati).
Il principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 lett. a LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 54 consid.
4b; cfr., pure, U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509
).
Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la
trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).
Nell’ambito di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora l’amministrazione abbia
manifestamente
oltrepassato il proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento probatorio era
manifestamente
superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata
in
RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).
2.4. In una sentenza I 841/02 del 25 giugno 2003, pubblicata in DTF 129 V p. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata).
Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza.
Nella RAMI 1997 U 286 p. 339 s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).
In quella stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10.
März 1993, M 1/92).
"
(RAMI succitata)
Più di recente, l’Alta Corte ha riconosciuto l’esistenza di un ritardo inammissibile trattandosi di un tribunale cantonale che aveva lasciato trascorrere 25 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, rispettivamente più di tre anni dall’inoltro del ricorso cantonale, in una causa senza difficoltà eccessive in materia di assicurazione contro gli infortuni (STF 8C_176/2011 del 20 aprile 2011) oppure quando é trascorso un termine di 24 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, in una causa il cui oggetto era unicamente il grado d’invalidità del ricorrente e in cui quest’ultimo aveva circoscritto le sue censure a due aspetti che non presentavano difficoltà particolari (STF 8C_613/2009 del 22 febbraio 2010). Per contro, un periodo di 18 mesi trascorso tra la fine dello scambio degli allegati davanti alla giurisdizione cantonale e il ricorso per denegata giustizia inoltrato al Tribunale federale, non é stato qualificato quale ritardo ingiustificato, tenuto conto della necessità di procedere a un minuzioso apprezzamento di numerosi rapporti medici o perizie (STF 8C_615/2009 del 28 settembre 2009).
2.5. Nella concreta evenienza, dalle carte processuali si evince in particolare che dal momento in cui il rappresentante dell’assicurato ha informato l’assicuratore di non avere osservazioni da formulare in merito al rapporto peritale della Clinica _ (17 novembre 2015) a quello in cui lo stesso patrocinatore ha sollecitato l’evasione della pratica (6 luglio 2016), sono trascorsi poco meno di
8 mesi
, durante i quali l’CO 1 è rimasto completamente inattivo.
Del resto, non può neppure essere ignorato che è soltanto a seguito del succitato sollecito che la procedura si è finalmente sbloccata, concretamente che il dott. _ ha consegnato la propria presa di posizione circa il contenuto della perizia amministrativa (cfr. doc. 303).
In queste condizioni - tenuto conto oltretutto che si tratta di una procedura derivante da una sentenza di rinvio -, questo Tribunale ritiene che siano dati gli estremi per riconoscere una denegata/ritardata giustizia.
All’CO 1 è fatto ordine di portare a termine celermente l’istruttoria, procedendo se del caso a sollecitare i periti amministrativi, e quindi di emanare la decisione formale richiesta dall'assicurato.