Decision ID: d3e7c9c9-6807-56cb-8a13-7e6edb76dc8f
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 7 luglio 2011, PI 1 e la S_ Sàrl da una parte, e in via solidale la M_ SA, la S_ SA, RI 1 e Y_ dall’altra hanno firmato una transazione denominata “Protocole transactionnel”, con cui è stato riconosciuto a favore di PI 1 e della S_ Sàrl un credito di € 5'090'448.–, che alla firma della transazione risultava scoperto nella misura di € 2'459'115.–. Il saldo doveva essere versato in quattro rate, l’ultima delle quali, di € 600'000.–, entro il 20 dicembre 2014. Essa risulta tuttora scoperta.
B. Il 17 dicembre 2014 il Tribunal de Commerce de Grasse, in applicazione degli articoli L620-1 e seguenti del Codice di commercio francese, ha aperto la procedura di salvaguardia (“procédure de sauvegarde”) nei confronti della M_ SA e della S_ SA.
C. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 27 febbraio 2015 dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 645'540.– oltre agli interessi del 5% dal 21 dicembre 2014, indicando quale titolo di credito: “Protocole Transactionnel 07.07.2011”.
D. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 22 maggio 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. All’udienza di discussione tenutasi il 6 ottobre 2015, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta.
E. Statuendo con decisione 11 dicembre 2015, il Pretore ha accolto l’istanza e ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 500.– e un’indennità di fr. 6'000.– a favore dell’istante.
F. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 4 gennaio 2016 per ottenerne l’annullamento e il rinvio della causa alla Pretura del Distretto di Lugano, affinché conceda un congruo termine al reclamante per produrre le decisioni con cui il Tribunale di Draguignan ha prorogato il periodo di osservazione nella procedura di salvaguardia. Nelle sue osservazioni del 4 febbraio 2016, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Non sono applicabili le norme processuali della Convenzione di Lugano né l’art. 327a CPC (v. sotto consid. 5.2).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 4 gennaio 2016 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 14 dicembre 2015, in concreto il reclamo è tempestivo. Il termine di ricorso è infatti scaduto il 24 dicembre 2015 durante le ferie natalizie (dal 18 dicembre al 1° gennaio 2015: art. 56 n. 2 LEF) ed è stato prorogato per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III 49), ossia mercoledì 6 gennaio 2016, il 2 gennaio essendo un sabato.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Ne consegue che i documenti prodotti da RE 1 la prima volta con il reclamo, che appaiono comunque privi di rilevanza ai fini del giudizio odierno (v. sotto consid. 5.4), vanno estromessi dall’incarto in quanto irricevibili.
2. Nella decisione impugnata, il Pretore ha ritenuto che con la produzione in originale dell’Ordinanza del Tribunale de Grande Instance de Grasse che omologa la transazione 7 luglio 2011 tra le parti e l’attestato rilasciato dallo stesso tribunale il 28 settembre 2015, l’istante aveva adempiuto i requisiti, da esaminare pregiudizialmente, stabiliti dalla Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale conclusa a Lugano il 30 ottobre 2007 (CLug). Nessuno dei motivi di rifiuto del riconoscimento elencati all’art. 34 CLug risultando dato in concreto, il primo giudice ha considerato così soddisfatte le condizioni per il rigetto definitivo dell’opposizione interposta dall’escusso. A nulla è valsa la difesa di quest’ultimo, secondo cui la decisione di apertura della procedura di osservazione di sei mesi in favore delle società M_ SA e S_ SA avrebbe sospeso anche ogni azione nei confronti delle persone coobbligate o che hanno consentito una garanzia personale fino alla sentenza statuente sul piano di salvaguardia o sulla liquidazione del richiedente. Per il Pretore, infatti, essendosi impegnato all’art. 4 del protocollo transazionale del 7 luglio 2011 a non invocare la sua estraneità e a non contestare l’esecuzione di qualsivoglia decisione giudiziaria in Svizzera, l’escusso è ora malvenuto a opporre all’esecuzione della convenzione omologata dal giudice le decisioni di sospensione emesse a favore delle due società coobbligate.
3. Nel reclamo RE 1 ribadisce che dal giorno dell’apertura della “procédure de sauvegarde” delle società condebitrici M_ SA e S_ SA è fatto per legge divieto alle stesse di pagare qualunque credito (art. L622-7 del Codice di commercio francese). La procedura sospende poi anche ogni azione contro le persone fisiche coobbligate o che hanno consentito una garanzia personale fino alla decisione sul piano di salvaguardia o sulla liquidazione del richiedente (art. L622-28 cpv. 1 e 2). Per questo motivo, nella sua qualità di debitore solidale con le due società il reclamante ritiene di non poter essere oggetto di provvedimenti esecutivi fino alla sentenza definitiva che chiuderà la procédure de sauvegarde. A suo parere il tentativo di sottrarsi alle norme legali francesi con un’azione in Svizzera è quindi illegale. Egli ricorda infatti che nell’accordo del 7 luglio 2011 le parti hanno pattuito un’elezione di diritto, quello francese, e un’elezione di giurisdizione, ovvero quella di un tribunale francese, per dirimere eventuali difficoltà d’interpretazione o di esecuzione dell’accordo. E la clausola con cui egli ha rinunciato a ogni privilegio di estraneità (“privilège d’extranéité”) e cumulativamente si è impegnato a non contestare l’esecuzione di qualunque decisione giudiziaria che potrebbe essergli notificata in Svizzera (“ne pas contester l’exécution de toute décision de justice qui pourrait lui être signifiée en Suisse”) significherebbe secondo lui unicamente che in presenza di una decisione qualsiasi resa da un’autorità giudiziaria francese giusta il diritto francese, egli non può far valere il suo domicilio in Svizzera o il diritto svizzero per opporvisi.
A mente del reclamante, d’altronde, il Pretore avrebbe dovuto trattare la richiesta di exequatur delle sentenze dei tribunali di commercio di Grasse e di Draguignan nella procedura di salvaguardia, essendo egli l’autorità materialmente competente, perché altrimenti al reclamante è preclusa la possibilità di renderle esecutive in Svizzera. È quindi per lui necessario rinviare gli atti al Pretore, incluse le nuove decisioni prodotte col reclamo e non disponibili durante la procedura di rigetto dell’opposizione, perché gli conceda in virtù dell’art. 55 CLug un congruo termine entro il quale produrre le nuove decisioni in conformità dell’art. 53 CLug, oppure perché lo dispensi di tale formalità.