Decision ID: 96dafb1b-69ea-4178-b956-77036fdb81f8
Year: 2009
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Visti:
- il ricorso con domanda di effetto sospensivo, anche in via superprovvisionale, presentato da A. avverso la decisione dell’8 maggio 2007 del Ministero  della Confederazione (MPC), che in qualità di autorità preposta all’esecuzione della rogatoria del Tribunale penale di Milano del 24 aprile 2007 ha limitato il numero dei suoi patrocinatori nella procedura di assistenza giudiziaria avente per oggetto la celebrazione a Lugano di due udienze di  testi da parte dello stesso Tribunale che avranno luogo il 21 e 22 maggio 2007;
- le osservazioni del MPC, il quale alla luce di quanto deciso da parte di questo
Tribunale nelle sentenze TPF RR.2007.76 e RR.2007.79, entrambe del 16 maggio 2007 e preannunciate alle parti mediante comunicazione del , vista l’analogia fra questi casi, domanda che il ricorso venga  privo di oggetto;
- la lettera dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) che si allinea alla proposta del
MPC.

Considerato:
- che contrariamente a quanto propongono il MPC e l’UFG, per ragioni di  del diritto, dato che quanto domanda nelle sue conclusioni il qui  non coincide in tutto e per tutto con quanto nel frattempo concesso dal MPC alla luce delle suddette sentenze di questo Tribunale, non vi è ragione per ritenere privo di oggetto il presente procedimento;
- che la commissione rogatoria non riguarda un atto istruttorio predibattimenta-
le, ma la celebrazione di un’udienza dibattimentale da parte del Tribunale di Milano nel processo in cui il ricorrente è uno degli imputati, con l’indiscutibile diritto di assistervi e/o di farsi rappresentare;
- che il provvedimento impugnato non è l’audizione dei testi in quanto tale, con-
tro la quale il ricorrente non sarebbe legittimato a ricorrere (sentenza 1A.197/2002 del 30 settembre 2002, consid. 1 e rinvii), bensì il rifiuto del MPC di ammettere anche un difensore svizzero, accanto ai due avvocati italiani che dovrebbero avvicendarsi durante le audizioni, durante l'esecuzione di una  di assistenza giudiziaria;
- che tale rifiuto tocca personalmente e direttamente il ricorrente nei diritti di
partecipazione e di difesa in quanto persona contro cui è diretto il  penale all’estero, per cui la sua legittimazione ricorsuale è data in applica-
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zione degli art. 21 cpv. 3, 80b e 80h lett. b AIMP (v. sentenza del Tribunale federale del 29 settembre 1997, pubblicata in Rep. 130/1997 pag. 107 e segg., consid. 3);
- che in base all’art. 80e cpv. 2 lett. b AIMP possono segnatamente venire in
impugnate le decisioni incidentali se causano un pregiudizio immediato e  mediante la presenza di persone che partecipano al processo all’estero;
- che la decisione impugnata, limitando il diritto di difesa del ricorrente
nell’ambito di due udienze di audizione testi da parte del Tribunale penale di Milano, causa un pregiudizio immediato e irreparabile, nella misura in cui  di interrogatori di terzi, soltanto quest’ultimi saranno in linea di  legittimati a ricorrere contro la trasmissione in quanto tale delle prove  nell’ambito di tali atti istruttori (v. DTF 130 II 162 consid. 1.1 pag. 164; 121 II 459 consid. 2c pag. 461; TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 1.6), per cui è solo nel presente stadio processuale che egli può censurare la violazione dei suoi diritti di difesa;
- che di conseguenza il gravame è ricevibile;
- che in base all’art. 12 cpv. 1 seconda frase AIMP, per gli atti procedurali, vige
il diritto procedurale determinante in materia penale;
- che essendo affidata l’esecuzione della rogatoria al Ministero Pubblico della
Confederazione si applicano le pertinenti norme della legge federale sulla  penale (PP);
- che in base all’art. 35 cpv. 2 PP il presidente del tribunale può, in via eccezio-
nale, permettere che l’imputato sia assistito al dibattimento da due difensori, disposizione di per sé non in urto con quanto prevede l’art. 21 cpv. 1 prima frase AIMP, il quale va interpretato come fissazione legislativa del diritto a  un patrocinatore (“einen Rechtsbeistand bestellen”; “se faire assister d’un mandataire”), ma non come limitazione quantitativa di tale diritto;
- che in base alla giurisprudenza l'art. 35 cpv. 2 PP deve essere compreso nel
senso che il numero dei difensori non può essere aumentato in maniera  (TPF BB.2007.8 del 26 marzo 2007 consid. 3.2 e rinvii);
- che lo scopo è quello di evitare abusi e prevenire il rischio che la giustizia ven-
ga paralizzata o complicata per un eccesso di partecipanti (JEAN-MARC VERNIORY, Les droits de la défense dans les phases préliminaires du procès pénal, tesi ginevrina, Berna 2005, pag. 254 e seg.; NIKLAUS SCHMID, , 4a ed., Zurigo 2004, pag. 156 e seg.);
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- che nel caso di specie non vi sono ragioni per ritenere che la contemporanea
presenza di due avvocati per ogni imputato ostacoli in questi termini il regolare funzionamento della giustizia;
- che per contro la natura sia internazionale che nazionale della procedura può
in linea di massima giustificare la presenza sia di uno specialista del diritto  che di uno specialista del diritto svizzero durante gli atti istruttori in , come nel caso concreto richiesto dal ricorrente;
- che la complessità della procedimento penale di merito è a sua volta un ele-
mento da tenere in considerazione (v. anche MARKUS RAESS/ NADINE KIESER BLÖCHLINGER, Anspruch auf Verteidigung durch meherere Rechtsanwälte im Untersuchungsverfahren vor den Bundesstrafbehörden?, in Anwaltsrevue 9/2006, pag. 191 e segg.);
- che lo stesso presidente della I Sezione penale del Tribunale di Milano, nella
sua richiesta di assistenza giudiziaria che sta alla base della presente causa, ha espressamente chiesto all’autorità rogata, “anche allo scopo di consentire un più rapido svolgimento delle audizioni” di voler comunque “valutare la  di consentire la partecipazione di entrambi i difensori nei casi di doppia nomina” (act. 1.4 pag. 7);
- che la preoccupazione dell’autorità rogante nasce evidentemente dalla volon-
tà di garantire agli accusati il rispetto dei diritti di difesa giusta l’art. 96 del  di procedura penale italiano, il quale prevede espressamente la facoltà dell’imputato di nominare due difensori di fiducia, pena il rischio di invalidare, alla luce della giurisprudenza della Corte di cassazione italiana, gli atti  effettuati in assenza del secondo difensore (v. a questo proposito la  n. 6 del 25 giugno 1997, delle Sezioni unite e quindi molto autorevole,  le successive sentenze conformi di singole sezioni, n. 5583 del 20 ottobre 1997; n. 11326 del 28 novembre 1997; n. 6615 dell’11 aprile 2000; n. 24717 del 12 maggio 2004; n. 3635 del 10 gennaio 2006; n. 29863 del 4 luglio 2006; v. inoltre GIOVANNI CONSO/ VITTORIO GREVI, Commentario breve al Codice di procedura penale, Complemento giurisprudenziale a cura di VITTORIO GREVI, 4a ed., Appendice di aggiornamento 2002-2006, Padova 2006, pag. 99);
- che alla luce del principio della celerità giusta l’art. 17a AIMP è nell’interesse
sia dell’autorità rogante che di quella rogata fare in modo che gli atti istruttori eseguiti in ossequio della commissione rogatoria siano poi concretamente  nel procedimento estero, senza creare inutili rischi di annullabilità;
- che pertanto, date le complessive circostanze del caso, nella misura in cui il
MPC nega al ricorrente la possibilità di essere contemporaneamente patroci-
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nato, durante ogni singola fase processuale, da due difensori di fiducia,  limitati in maniera sproporzionata i diritti di difesa e tale decisione non si rivela nemmeno opportuna sotto il profilo della celerità procedurale, tanto più che non corrisponde a quanto esplicitamente postulato dall’autorità rogante;
- che il ricorso, genericamente volto nelle sue conclusioni ad ammettere la par-
tecipazione di tre difensori, senza specificare se questa partecipazione sarà contemporanea o meno, non può essere accolto nella sua integralità, visto che ciò sarebbe in urto con quanto prevede l’art. 35 cpv. 2 PP, ma solo nella misura in cui domanda la partecipazione di due difensori con un eventuale  all’interno del collegio difensivo italiano;
- che visto il sostanziale esito del ricorso non si prelevano spese (v. art. 63
cpv. 2 PA);
- che in base all’art. 64 cpv. 1 e 2 PA, al ricorrente viene assegnata un’indennità per ripetibili a carico del MPC.
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