Decision ID: 037668d0-cedd-50e6-81dc-e99dcbd35501
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione di tassazione d’ufficio del 1° dicembre 2017 (doc. III), confermata dalla decisione su opposizione del 15 gennaio 2018 (doc. IV), la Cassa CO 1 ha stabilito che RI 1, affiliato quale indipendente dal 1° aprile 2011 (doc. 3), nel 2015 e nel 2016 va considerato quale dipendente della ditta TERZ 1 e di conseguenza l’importo conseguito in quegli anni, pari a fr. 141'147 (fr. 61'605 nel 2015 e fr. 79'542 nel 2016) va assoggettato al prelievo dei contributi sociali.
1.2. RI 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendo in via principale “
il mantenimento del mio statuto di indipendente
” ed in via subordinata che il salario venga stabilito secondo la retribuzione che la sua qualifica comporta e non per la totalità delle entrate dichiarate al fisco, poiché comprendono retribuzioni che non rientrano nel computo del salario AVS (doc. I). L’insorgente rileva di aver intrapreso un’attività di muratore indipendente, svolgendo lavori che l’impresa TERZ 1 gli procurava. Pur avendo qualche contatto con suoi conoscenti, se i lavori erano di una certa mole doveva farsi aiutare da qualche operaio e dai mezzi della TERZ 1, anche per l’acquisto di merce.
L’interessato evidenzia di aver dichiarato tutte le entrate al fisco, che tuttavia non sono composte solo da redditi ma comprendono anche rimborsi spese. Nel corso degli anni gli sono state inviate richieste di acconto quale indipendente che sono sempre state regolarmente pagate.
Il ricorrente sostiene di essersi assunto rischi tipici di un indipendente, poiché se i lavori non erano eseguiti a regola d’arte, ne era il solo responsabile ed era tenuto a rieseguirli senza ottenere alcuna prestazione supplementare. Per questo motivo ha chiesto ed ottenuto dall’amministrazione l’iscrizione quale indipendente.
Solo per evitare complicazioni e doppie fatturazioni ai clienti è stato stabilito che TERZ 1 fatturava le opere nel loro costo totale e poi gli riversava quanto pattuito per le sue spettanze, ma non si trattava di un salario. Infatti l’importo versato non corrisponde a un salario di dipendente con qualifica di muratore A, ma era ben più elevato perché comprendeva altri contributi che non sono compresi nel salario di un lavoratore dipendente.
Il ricorrente rileva infine di essersi affiliato presso un assicuratore privato contro gli infortuni e contro la perdita di guadagno.
1.3. Con risposta del 5 marzo 2018 la Cassa propone la reiezione del ricorso, rammentando che già al momento della sua affiliazione come indipendente gli era stato comunicato che, in virtù di un preavviso della _, sarebbe stato considerato indipendente quando lavora in nome e per proprio conto per clienti privati, ma salariato quando presta la propria manodopera a ditte del ramo e alla ditta TERZ 1 di _ (doc. VI).
1.4. Con decreto del 13 marzo 2018 il giudice delegato del TCA ha chiamato in causa la TERZ 1, assegnandole un termine scadente il 15 maggio 2018 per, a crescita in giudicato del provvedimento, esaminare gli atti e determinarsi in merito alla procedura, postulando l’acquisizione di eventuali prove (doc. VIII).
1.5. Il 29 maggio 2018 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza da cui è emerso:
"
(...) Le parti danno atto che l’udienza è indetta alfine di una migliore comprensione dell’organizzazione del lavoro in seno all’azienda che la Cassa ritiene datrice di lavoro.
(...)
Il sig. RI 1 precisa che nel corso della sua attività professionale salvo errore nell’aprile 2011 egli ha voluto provare a svolgere il suo lavoro da indipendente offrendosi sul mercato ma la rispondenza sul mercato non è stata soddisfacente e per tale motivo si è appoggiato sulla ditta TERZ 1.
La ditta TERZ 1 è un’azienda importante con 23 collaboratori gestita oggi dai figli del qui presente sig. _.
Il sig. RI 1 precisa che nonostante le intenzioni iniziali non vi è stata la possibilità per la mancanza di lavoro per acquisire anche del materiale quale camioncino e assimili (recte: simili, ndr) per lo svolgimento del lavoro. Per questo vi è stata una sorta di attività continuata presso la TERZ 1.
Nell’ambito dello svolgimento dell’attività per la TERZ 1 al sig. RI 1, che ha una specifica formazione di muratore, venivano attribuiti i lavori di fino, lavori particolari di rifinitura e non invece lavori da impresa generale. Andava magari con un manovale della ditta a completare e a rifinire lavori già svolti in precedenza. Questa attività veniva poi fatturata dalla TERZ 1 e non da RI 1 personalmente. L’incasso avveniva per conto della ditta e poi la ditta riceveva la fattura del sig. RI 1.
La fatturazione della ditta al cliente comprendeva sia le ore fatturate dal sig. RI 1 ma anche quelle dei collaboratori interni messi a disposizione per il lavoro oltre al materiale ecc. RI 1 poi fatturava alla TERZ 1 le ore effettivamente svolte.
Responsabile verso il cliente finale era e rimaneva la TERZ 1.
È capitato forse una o due volte che vi fossero delle lamentele e la ditta ha riconosciuto degli sconti ma mai è stato necessario rifare lavori o completare l’opera.
Il sig. _ precisa che se non vi era lavoro in seno alla TERZ 1 egli non conseguiva remunerazione, ha dovuto coprirsi assicurativamente per l’indennità perdita di guadagno in caso di malattia e infortuni, nel primo anno forse un po’ di più ha avuto del lavoro ma quando non ve n’è più stato egli ha lavorato esclusivamente per la TERZ 1. La scelta di questa soluzione è derivata da un problema personale del sig. RI 1 che lo ha indotto a riscuotere la sua cassa pensione che era in essere presso la _, sig. _. Non è quindi stato più possibile, quando il lavoro privato del sig. RI 1 non era sufficiente, reintegrarlo in azienda perchè sarebbe stato eccessivamente oneroso ed era necessario reintegrare la cassa pensione. Per questo motivo è stata decisa una collaborazione come quella avvenuta. Il sig. RI 1 osserva comunque di aver sempre pagato personalmente i premi alla _ per la perdita di guadagno e i suoi contributi AVS.
Non vi è stato un caso in cui il sig. RI 1 abbia rifiutato una richiesta della TERZ 1 di svolgere un lavoro e questo per il carattere del sig. RI 1 molto serio e al quale piace molto il lavoro.
Il sig. _ precisa che la remunerazione riconosciuta per ore di lavoro al sig. RI 1 era di fr. 44.-- a fronte di una remunerazione di fr. 37.73 oraria. La maggiorazione dell’importo comprendeva le spese di trasferta e gli oneri sociali, questo è stato l’accordo con RI 1 perché è sostanzialmente il costo che la ditta avrebbe dovuto assumere per le medesime poste. Questa obiezione la Cassa non l’ha recepita ha conteggiato il salario lordo come viene definito qui ossia quello fatturato di fr. 44.-- all’ora per il numero di ore.
La Cassa osserva che in talune fatture del sig. RI 1 destinate alla TERZ 1 sono contemplate delle spese (ad esempio la fattura 31.3.2015 riferimento proprietà _ con una trasferta fatturata fr. 135.20 per benzina come a fattura). Queste spese non sono state riprese nell’ambito dei salari. La Cassa non ha potuto seguire il ragionamento appena esposto dal sig. _ e dedurre quindi il costo fisso orario di fr. 1.50 per la trasferta siccome non riconosciuto come spesa, poiché nell’ambito di una trasferta di 10 km. non sono riconosciute spese seconda la regolamentazione applicata.
Il sig. _ ribadisce che per i dipendenti fissi della TERZ 1 nel conteggio di stipendio viene indicato l’importo delle indennità che sono riconosciute al collaboratore, e si tratta indennità per pranzo e trasferta ammessa dal CCL, e su questi importi la Cassa non percepisce i contributi.
La Cassa ribadisce che sugli aspetti delle spese vi è una prassi costante al di sotto di 10 km non viene riconosciuto le indennità pranzo e se fossero esposte delle spese non conformi sarebbe sicuramente riprese.
La Cassa ribadisce che non ha potuto operare come indicato dal sig. _ perché la fatturazione del sig. RI 1 alla ditta è fissa per ore di lavoro, contempla delle spese a parte.” (doc. X)

in diritto
2.1.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro, in materia di AVS, possono fornire indizi ma non sono elementi decisivi per stabilire se una persona esercita un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018, consid. 4.2 e 6.1, destinata a pubblicazione; sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2; sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018 destinata a pubblicazione).
2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018 destinata a pubblicazione, sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.4.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).