Decision ID: faf8c0ef-da38-5699-81f9-7744ea30075c
Year: 2017
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
Con decisione di tassazione 16.12.2015 l’Ufficio di tassazione di _ (di seguito UT) commisurava il reddito imponibile per i coniugi RI 1 per l’IC in fr. 71'700.-- (determinante per l’aliquota in fr. 71'700.--) e per l’IFD in fr. 66'400.-- (determinante per l’aliquota in fr. 66'400.--).
In particolare l’autorità fiscale non riconosceva (o solo in parte) le deduzioni postulate.
La deduzione per “persona bisognosa a carico” non veniva concessa: “Deduzione non concessa; la persona a carico consegue un reddito o possiede sostanza sufficiente al suo mantenimento”. Per la deduzione riguardante le spese di malattia ed infortunio l’UT indicava: “Franchigia per spese di malattia pari al 5% reddito netto intermedio. Deduzione ammessa se le spese sono sopportate dal contribuente e se superano il 5% del suo reddito imponibile”. Le spese per disabilità non venivano riconosciute in deduzione poiché non documentate.
B.
Con reclamo 15/20.1.2016 i contribuenti contestavano la decisione laddove non erano state riconosciute come deduzioni le spese per malattia ed infortunio, la deduzione per persona bisognosa a carico e le spese per disabilità
C.
Con decisione del 19.5.2016, il reclamo veniva parzialmente accolto con la seguente motivazione:
“
Considerato come, dal certificato medico, il contribuente si può ritenere un disabile di grado medio, nulla osta concedere le spese di disabilità chieste pari a fr. 1'200
.--
. Le spese di malattia/infortunio sono già state ammesse interamente in prima sede per fr. 6'730
.--
dalle quali va dedotta la franchigia fiscale. Per quanto riguarda invece la richiesta di poter dedurre il figlio _ quale persona bisognosa a carico va precisato come tale sgravio può essere ammesso unicamente quando la persona per la quale si richiede la deduzione non ha redditi sufficienti a far fronte al proprio sostentamento. Dalla documentazione agli atti il figlio _ è al beneficio di una rendita AI, di una rendita II pilastro e della prestazione complementare per i premi cassa malati. Tali redditi sono sufficienti al sostentamento del figlio, pertanto la prospettata deduzione non può essere ammessa
”.
D.
Con tempestivo ricorso 15/17.6.2016 i coniugi RI 1 insorgono avverso la decisione su reclamo dell’UT, limitatamente alla deduzione per persona bisognosa a carico per il sostentamento del figlio _ (classe 1963). In particolare gli insorgenti indicano che i redditi reali percepiti dal figlio ammontano a fr. 30'174.-- annui, ai quali viene addizionato fiscalmente l’importo di fr. 11'837.-- a titolo di valore locativo. Il reddito reale percepito dal figlio, non permetterebbe a quest’ultimo di far fronte a tutta la sua quota parte di spese inerente le ipoteche, l’assicurazione per l’immobile, l’acqua, il gas, l’elettricità, le spese di manutenzione, spese mediche ed imprevisti in generale. I ricorrenti ritengono che non sia giustificato, unicamente per il fatto che il figlio non percepisca l’assegno per grandi invalidi, che egli possa lavorare e percepire un reddito sufficiente per far fronte al proprio sostentamento. Senza l’aiuto degli insorgenti egli dovrebbe far capo ad aiuti erogati dallo Stato. Inoltre, nella decisione di tassazione del figlio, la deduzione per le spese di manutenzione e gestione degli immobili non comprenderebbe le spese di manutenzione del giardino, pari a fr. 1'000.-- annui, interamente assunte dai ricorrenti. Il figlio seguirebbe inoltre un rigido regime alimentare, a causa della malattia, (diabete) e si recherebbe mensilmente all’Ospedale _ per le cure del caso. Questi costi sarebbero anch’essi sostenuti dai ricorrenti, come anche le spese di fisioterapia.
Nella decisione di tassazione del figlio non sarebbero inoltre state riconosciute le spese dentarie, effettuate in _, poiché non giustificate tramite fattura: parimenti questo esborso sarebbe stato assunto dai genitori. A tali costi vanno aggiunti circa fr. 1'200.-annui per la spesa degli occhiali da vista e tutte gli esborsi non coperti né dalla cassa malati, né dall’AI. Gli insorgenti ritengono pertanto più che giustificata la deduzione di fr. 9'000.-- per persona bisognosa a carico.

Diritto
1.
1.1.
I ricorrenti censurano il mancato riconoscimento della deduzione per persona bisognosa a carico, per complessivi fr. 9'000.-, postulata per il mantenimento del figlio maggiorenne.
1.2.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo [per il periodo fiscale 2014], dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.-- franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.-- franchi [applicabile per il periodo fiscale 2014] per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provve-de, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.3.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa
(erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person)
. La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (B
osshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.4.
Tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate
Bosshard/Bosshard/Lüdin
in
,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (B
osshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 192).
1.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.-- di reddito netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.
2.1.
Nella decisione impugnata l’UT ha ritenuto come il figlio dei ricorrenti, _, fosse al beneficio di una rendita AI, di una rendita II° pilastro ed anche della prestazione complementare AI, per coprire i premi della cassa malati. L’autorità ha reputato pertanto che il figlio degli insorgenti godesse di sufficienti redditi per far fronte in maniera autonoma al proprio sostentamento e non potesse quindi quindi essere concessa la deduzione per persona bisognosa a carico.
2.2.
Dalla disamina dell’incarto relativo al periodo fiscale 2014, emerge effettivamente – come peraltro indicato dai ricorrenti – che il figlio, che vive nella medesima economia domestica, gode sia di entrate dal II° pilastro, sia di una rendita d’invalidità [v. decisioni di tassazione IC/IFD 2014 di _ allegate al ricorso], disponendo in tal modo di redditi lordi per fr. 30'174.--, senza considerare il valore locativo dell’appartamento abitato dall’intera famiglia.
Il reddito di _ supera gli importi che vengono presi in considerazione dalla giurisprudenza come limiti al di sopra dei quali non può essere riconosciuta la deduzione per persona bisognosa a carico.
2.3.
Come questa Camera ha già avuto modo di concludere in più sentenze (p. es. le sentenze CDT n. _ del 23 maggio 2011 e n. _ del 10 aprile 2015), si deve ritenere che un figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di invalidità intorno ai 18'000 franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati con le tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori.
Nel caso di specie il figlio percepisce una rendita invalidità superiore a tale importo e, oltre a ciò, fruisce pure di una rendita proveniente dal secondo pilastro.
Alla stessa conclusione si giungerebbe, come visto sopra, anche volendo optare per un criterio maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito al di sopra del quale il bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr. 16'000.-- e addirittura fr. 13'000.--, il figlio dei ricorrenti non andrebbe comunque giudicato indigente, potendo usufruire sia di una rendita AI, sia di una rendita del II° pilastro.
2.4.
Per quanto concerne le spese, che secondo il calcolo proposto dai ricorrenti, loro figlio dovrebbe affrontare, va rilevato che il calcolo proposto è condizionato in modo evidente dal fatto che sono a lui attribuiti tutti i costi direttamente e indirettamente legati alla casa, compreso perfino l’ammortamento del debito ipotecario. Della casa in questione il figlio è tuttavia solo nudo proprietario, essendo i genitori al beneficio di un diritto di abitazione vita natural durante. In ogni caso, l’immobile è abitato da tutti e tre insieme e pertanto le spese concernono l’intero nucleo familiare e non solo il figlio.
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.