Decision ID: 026ed6ff-47dd-55dc-bdbd-adca74a7631e
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _la AO 1, hachiesto il fallimento di AP 1per il mancato pagamento dei contributi obbligatori LPP, saldo scoperto fatturato fino al 31 dicembre 2007, ammontante a fr. 4'440.75 oltre interessi e spese amministrative e di precetto.
B.
All’udienza del 4 febbraio 2009 è comparsa _, socia e gerente della convenuta; la quale si è opposta al’istanza di fallimento, essendo intenzionata a fare fronte al pagamento del dovuto.
C.
Con sentenza del 26 febbraio 2009 il Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo dal giorno successivo alle ore 10.00.
D.
Con l’appello che ci occupa AP 1 asserisce di essere in serie trattative per la cessione al prezzo di fr. 120'000.- dell’inventario di un albergo a _, che ha dovuto chiudere alla fine del 2008 a seguito dell’importante diminuzione dei pernottamenti, che ne rendevano impossibile la continuazione; importo che, a mente dell’appellante, coprirebbe ampiamente tutti gli arretrati, compreso quindi il credito della parte istante che ha richiesto il fallimento. Premesso che tali trattative dovrebbero concludersi entro il 15 marzo 2009, l’appellante sostiene dipoi che la sua gerente, al fine di dimostrare le buone intenzioni dell’escussa, ha provveduto con mezzi messi a disposizione da persone a lei vicine, a interamente saldare il debito all’origine dell’istanza di fallimento, come dimostrato dalla ricevuta rilasciata dall’ _ il 2 marzo 2009 (act. B). Sarebbero quindi soddisfatte, secondo l’appellante, le condizioni per pronunciare l’annullamento del fallimento.
E.
Chiamata a esprimersi sull’appello, la procedente è rimasta silente.

Considerato
in diritto:
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’ _. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
L’appellante ha dimostrato di avere estinto il debito in oggetto, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, con il versamento il 2 marzo 2009 di fr. 5'002.00 a saldo dell’esecuzione n. _ di cui all’istanza di fallimento (act. B), per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto delle esecuzioni dell’_ al 26 marzo 2009 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti svariate esecuzioni libere da opposizione, segnatamente: una per fr. 43'510.05 al 26 maggio 2008 (con convalida di inventario per effetto di un’altra esecuzione); una per fr. 47'613.75 al 28 maggio 2008; una per fr. 19'109.05 al 5 agosto 2008 (con convalida dell’inventario per effetto di un’altra esecuzione); una per fr. 20'403.55 al 16 agosto 2008; una per fr. 207.85 al 16 ottobre 2008 (con comminatoria di fallimento); una per fr. 2'386.15 al 24 marzo 2009 (con domanda di prosecuzione dell’esecuzione); una per fr. 97.55 al 12 marzo 2009 (con domanda di prosecuzione dell’esecuzione); una per fr. 424.40 al 14 gennaio 2009 (con comminatoria di fallimento), una per fr. 2'358.60 al 26 gennaio 2009. Ciò porta a concludere che sussistono concreti indizi che la convenuta non è più in grado di fare fronte ai suoi debiti, per cui il requisito della solvibilità non può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile. Del resto, la stessa appellante per finire lo riconosce, proponendosi di cedere l’inventario dell’albergo per fr. 120'000.- per coprire l suoi numerosi debiti, senza però fornire ragguagli utili sull’argomento e trascurando, comunque sia, che la prova della verosimiglianza della solvibilità richiesta dall’art. 174 cpv. 2 LEF va fornita entro i termini utili per ricorrere contro il decreto di fallimento e non mediante buoni intendimenti proiettati sul futuro (cfr.
Giroud
, op. cit. n. 26 ad art. 174).
2.
L'appello va pertanto respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).