Decision ID: 03433d56-0b54-4a26-8cf8-6a2f448d6bc0
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera (...) 2021,
l’audizione per richiedenti minorenni non accompagnati (RMNA) indetta
dall’autorità inferiore in data 23 febbraio 2021 (cfr. atto SEM [...]-14/16 [di
seguito: verbale 1]),
la perizia predisposta dall’autorità inferiore, che ha confermato la probabile
minore età del richiedente (cfr. atti SEM 25/11 e 26/11),
il verbale del 27 aprile 2021 concernente l’audizione sui motivi d’asilo
(cfr. atto SEM 32/12; [di seguito: verbale 2]),
la bozza di decisione negativa sull’asilo ed il parere del patrocinatore del
richiedente (cfr. atti SEM 36/7 e 37/6),
la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) del 3 maggio
2021, notificata in medesima data (cfr. atto SEM 49/1), con cui l’autorità in
parola ha respinto la domanda d'asilo e ha pronunciato l'allontanamento
del richiedente dalla Svizzera, salvo ammetterlo provvisoriamente per
causa d’inesigibilità,
il ricorso del 19 maggio 2021 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data d'en-
trata: 20 maggio 2021), con cui il ricorrente ha concluso all’accoglimento
del gravame, all’annullamento della decisione impugnata, al riconosci-
mento della qualità di rifugiato ed alla concessione dell'asilo in Svizzera; in
subordine egli ha postulato la restituzione degli atti all’autorità inferiore per
un nuovo esame delle allegazioni e per un complemento istruttorio nell’am-
bito di una procedura ampliata; in ulteriore subordine, egli ha chiesto di
essere ammesso provvisoriamente in Svizzera; contestualmente e con
protesta di tasse e spese, egli ha domandato di essere esentato dal paga-
mento delle spese processuali e del relativo anticipo,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,
D-2354/2021
Pagina 3

e considerato
che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi),
che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF,
che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-
stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA,
che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di
essa,
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e
al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti,
che occorre pertanto entrare nel merito del gravame,
che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono
decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti,
che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la
violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),
che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-
mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),
che anzitutto lo scrivente osserva che, essendo stato il ricorrente posto al
beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione
D-2354/2021
Pagina 4
dell’allontanamento e non avendo egli censurato la pronuncia dell’allonta-
namento, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclusivamente il
riconoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo,
che nel caso in rassegna, il ricorrente, onde avvalorare la propria versione
dei fatti, ha versato agli atti dell’autorità inferiore diversi documenti, fra i
quali due lettere minatorie – a suo dire in formato originale (cfr. verbale 2,
pag. 8, D68-D69; atto SEM 37/6; memoriale ricorsuale, pag. 5, punto II) –
indirizzategli dai talebani,
che con la bozza di decisione l’autorità inferiore ha segnatamente ritenuto
che le summenzionate missive sarebbero contraddistinte da un esiguo va-
lore probatorio poiché facilmente e illegalmente reperibili in Afghanistan;
che siffatta documentazione – le cui modalità di ricezione non sarebbero
peraltro state circostanziate da A._ – non presenterebbe dipoi segni
inequivocabili di autenticità suscettibili di comprovarne l’effettiva prove-
nienza; che del resto, nemmeno l’interessato sarebbe certo di aver pro-
dotto gli originali delle lettere,
che su tali presupposti la SEM ha confutato la verosimiglianza del narrato
dell’interessato,
che con il parere sulla bozza di decisione del 30 aprile 2021 il richiedente
ha dal canto suo eccepito, fra le altre cose, un’errata ponderazione dei
mezzi di prova di cui all’inserto ed in particolare delle lettere minatorie
(cfr. atti SEM 44/2 e 45/2); che a suo dire, escludendo dalla propria valuta-
zione dei mezzi di prova originali introdotti tempestivamente – senza che
fosse predisposta un’apposita perizia e senza indicare eventuali elementi
di falsificazione materiale – la SEM avrebbe contravvenuto al diritto,
che in altre parole, la possibilità per l’autorità di prima istanza di limitarsi ad
evidenziare che la documentazione versata agli atti sarebbe ottenibile fa-
cilmente ed illecitamente, finirebbe col rendere sostanzialmente impossi-
bile la prova documentale di un fatto verificatosi nel Paese di provenienza,
che il 3 maggio 2021 l’autorità inferiore ha emesso il proprio giudizio, re-
spingendo le censure sollevate con il succitato parere e confermando le
valutazioni enucleate nella bozza di decisione; che a mente della SEM, nel
caso in esame sarebbe prevalentemente la natura intrinseca delle lettere
minatorie ad ostare ad un’analisi esaustiva della loro autenticità; che in
questo senso, quandanche presentate nella loro forma originale, le missive
non disporrebbero di elementi passibili di verifica, quali ad esempio sigilli,
D-2354/2021
Pagina 5
filigrane o timbri a umido; che in definitiva, l’esiguo valore probatorio di-
scenderebbe dall’impossibilità di pronunciarsi con certezza sull’autenticità
delle medesime,
che con l’impugnativa l’insorgente avversa siffatta valutazione; che oltre a
ribadire le considerazioni già espresse con il parere del 30 aprile 2021, egli
osserva che i documenti in parola presenterebbero dei timbri a inchiostro
e che, ad ogni modo, ammettere un mezzo di prova solo ove questo pre-
senti carta filigranata o sigilli equivarrebbe a negare l’esistenza del princi-
pio inquisitorio e la necessità dell’apprezzamento complessivo delle risul-
tanze istruttorie; che un tale procedere avrebbe poi quale conseguenza
l’esclusione sistematica di tutti i mezzi di prova riconducibili a contesti o
autori i cui atti sarebbero, molto spesso se non sempre, destinati ad essere
sprovvisti di “sigilli di autenticità”; che di fatto, con il gravame il ricorrente
eccepisce più o meno implicitamente una violazione del principio inquisito-
rio,
che preliminarmente, è quindi d’uopo esaminare la censura formale ecce-
pita dal ricorrente con la propria impugnativa (cfr. DTAF 138 I 232 con-
sid. 5),
che per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato
dall’art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-
zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) comprende il diritto per l’interessato
di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esi-
gerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle
relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione
(DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3); che per quanto attiene
alla procedura amministrativa federale, il diritto di essere sentito è regola-
mentato agli art. 26 e seg. PA; che l’art. 32 cpv. 1 PA prevede in particolare
che prima di decidere, l’autorità apprezza tutte le allegazioni rilevanti pro-
dotte dalla parte in tempo utile,
che inoltre, nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di
natura amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio; che ciò significa
che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto
e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA); che la
determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti di-
sgiunti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche
Verwaltungsverfahren, 2008, n. 34); che significativo è il substrato fattuale
per le condizioni di applicazione della norma giuridica (cfr. sentenza del
Tribunale D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.2); che in concreto,
D-2354/2021
Pagina 6
l’autorità deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del
caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le oppor-
tune prove a riguardo (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1),
che il principio inquisitorio non dispensa le parti dal dovere di collaborare
all’accertamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di provare
quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice non siano
in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; sentenza
del Tribunale federale 2C_787/2016 del 18 gennaio 2017 consid. 3.1;
DTAF 2019 I/6 consid. 5.1),
che ritornando al caso concreto, il Tribunale rileva d’acchito che la valuta-
zione della SEM presta effettivamente il fianco a critiche,
che in primo luogo, è difatti doveroso evidenziare che non v’è modo di par-
tire dal presupposto che la documentazione prodotta dal richiedente sia
contraddistinta da un valore probatorio esiguo per il solo fatto ch’essa non
presenti segni inequivocabili di autenticità (cfr. in questo senso anche le
sentenze del Tribunale D-310/2021 del 3 febbraio 2021 e D-6391/2020
dell’11 gennaio 2021 con riferimenti ivi citati),
che per di più, contrariamente a quanto enucleato nella decisione avver-
sata (cfr. decisione del 3 maggio 2021, pag. 6), entrambi gli esemplari di
missive rimessi dall’interessato recano uno stampo e che non avendo la
SEM predisposto particolari misure istruttorie, nulla permette di ritenere
che questi non siano dei timbri a umido,
che infine, gli ulteriori argomenti di cui al provvedimento impugnato non
permettono di considerare, a questo stadio, che quandanche i mezzi di
prova si rivelassero autentici, essi non sarebbero rilevanti,
che alla luce di quanto precede, esimendosi dall’esaminare confacente-
mente gli atti in parola (cfr. atti SEM 44/2 e 45/2), l’autorità inferiore è da
un lato venuta meno al dovere di accertare in modo esaustivo i fatti giuridi-
camente rilevanti, dall’altro è finanche incorsa in una violazione del diritto
di essere sentito in capo al ricorrente,
che giusta l’art. 61 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso decide la causa o ecce-
zionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti all’autorità inferiore; che sif-
fatto rinvio si giustifica segnatamente nel caso in cui altri elementi relativi
alla fattispecie devono essere accertati, essendo la procedura di ammini-
strazione delle prove troppo gravosa; che con il rinvio viene salvaguardato
D-2354/2021
Pagina 7
il principio della doppia istanza di giudizio; che anche se il Tribunale è com-
petente a svolgere ulteriori atti istruttori volti ad acclarare la fattispecie, l’au-
torità inferiore permane la più prossima in materia a potersi pronunciarsi
sulla causa (cfr. DTAF 2019 I/5 consid. 2.3),
che ferme tali considerazioni, la decisione impugnata deve essere annul-
lata ed il caso rinviato alla SEM per ulteriori accertamenti e per l’emana-
zione di una nuova decisione (cfr. art. 61 cpv. 1 PA),
che l’autorità inferiore è invitata a vagliare nel dettaglio le lettere minatorie
prodotte dal ricorrente (cfr. atti SEM 44/2 e 45/2), se del caso ordinando
una perizia volta ad accertarne l’autenticità e ad effettuare una nuova va-
lutazione complessiva della verosimiglianza delle sue allegazioni fondata
su di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad
essa, essendo decisivo determinare, da un punto di vista oggettivo, quali
fra questi risultino preponderanti (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi
riferimenti); che laddove dovesse ritenere verosimile l’esistenza di inten-
zioni pregiudizievoli da parte dei talebani, l’autorità sarà tenuta ad espri-
mersi sulla loro pertinenza in materia d’asilo ed ai sensi dell’art. 3 CEDU,
che ad ogni fine utile, si rilevi che seppur non vi sia di principio alcun diritto
a che la domanda d’asilo venga trattata secondo un determinato tipo di
procedura, l’assenza di smistamento di un caso complesso nella procedura
ampliata può comportare una violazione del diritto ad un ricorso effettivo
ed un rinvio degli atti all’autorità di prima istanza (cfr. DTAF 2020 VI/5 con-
sid. 7.9),
che non si prelevano spese processuali (art. 64 e 65 PA),
che non vengono attribuite indennità ripetibili (art. 111ater LAsi),
che la pronuncia è definitiva,
(dispositivo alla pagina seguente)
D-2354/2021
Pagina 8
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 3 maggio 2021 è annullata
e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e
la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
Non sono accordate spese ripetibili.
4.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard