Decision ID: 46f8b0ef-89c5-5a84-999a-ce57f61b6db4
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_007
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto
A.
In data 23 febbraio 2012 la Commissione tutoria regionale _ (in seguito Commissione tutoria) – dando seguito ad una segnalazione 24 novembre 2011 della moglie R_ V_ – ha presentato
all'Autorità
di vigilanza sulle tutele un'istanza di interdizione nei confronti di RE 1 ai sensi dell’art. 369 CC.
B.
Dopo aver fatto allestire una perizia dal Servizio psico-sociale di _ – consegnata in data 19 ottobre 2012 – e aver sentito l'interessato il 16 novembre 2012, con decisione del 21 dicembre 2012 l'Autorità di vigilanza sulle tutele (in seguito Autorità di vigilanza) ha pronunciato l'interdizione, invitando la Commissione tutoria a provvedere alla nomina di un tutore.
C.
In data 25 gennaio 2013 RE 1 è insorto alla Prima
Camera
civile del Tribunale d’appello chiedendo che la predetta decisione sia annullata, ritenendo la nomina di un tutore “molto invasiva” e potendosi, a suo dire, ovviare alla medesima con la nomina di un “curatore amministrativo a tempo determinato”.
D.
Il gravame è stato trasmesso per competenza alla Camera di protezione del Tribunale d’appello.
E.
Il 1° febbraio 2013 la Camera di protezione, constatando che la procedura di interdizione non esiste più nel nuovo ordinamento giuridico e che la misura di protezione equivalente alla tutela è la curatela di portata generale, la cui istituzione è ora di esclusiva competenza dell’Autorità regionale di protezione _ (in seguito Autorità di protezione) ha invitato quest’ultima a esperire le necessarie verifiche ed istituire la misura più opportuna ai sensi del nuovo diritto, tenendo conto in particolar modo dello scopo della misura, consistente nel caso specifico soprattutto a proteggere il patrimonio dell'interessato.

Considerato
in diritto
1.
Fino al 31 dicembre 2012 l
e decisioni emesse dall'Autorità di vigilanza sulle tutele erano impugnabili alla Prima Camera civile del Tribunale d’appello con ricorso entro 30 giorni dalla notificazione (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2). La decisione contestata è stata spedita il 21 dicembre 2012 con invio raccomandato ritirato dall'interessato il 27 dicembre 2012. Tempestivo, il ricorso (ora reclamo) presentato il 25 gennaio 2013 era quindi da considerare ricevibile ed ha avuto effetto sospensivo.
2.
Con l’entrata in vigore il 1 gennaio 2013 della modifica del 19 dicembre 2008 del Codice civile (in materia di protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto di filiazione), i procedimenti pendenti sono continuati dalla nuova autorità competente; si applica il nuovo diritto di procedura (art. 14
a
cpv. 1 e 2 Titolo finale del Codice civile).
L'autorità giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione, già Commissioni tutorie regionali (art. 48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in relazione con gli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC) e, per analogia – in assenza di una norma transitoria specifica (BSK Erw.Schutz- Reusser, art. 14a Titolo finale CC, n. 12) – contro le decisioni emanate dall'Autorità di vigilanza sulle tutele a norma del precedente diritto procedurale.
Quanto alla procedura applicabile, nella misura in cui non sia già regolata dagli art. 450 segg. CC, si applicano sussidiariamente le norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo (art. 74
a
e 74
b
LPAmm) [cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della Ltut, pag. 8].
3.
Il nuovo diritto sulla protezione degli adulti non contempla più l'istituto dell'interdizione. A norma dell'art. 14 cpv. 2 Titolo finale del Codice civile, con l'entrata in vigore della nuova legge, le persone interdette secondo il diritto anteriore sono sottoposte a curatela generale; non appena possibile, l'autorità di protezione degli adulti provvede d'ufficio ai necessari adeguamenti al nuovo diritto.
Nel caso in esame, il gravame presentato da RE 1 ha sospeso la decisione di interdizione pronunciata a suo carico dall'Autorità di vigilanza allora competente. La misura non ha di conseguenza espletato i suoi effetti.
4.
Questa Camera non ha competenza di pronunciare la conferma di una misura di protezione non più prevista dal Codice civile.
Il nuovo ordinamento non conferisce per altro competenza diretta all'autorità di ricorso di istituire una curatela generale o un provvedimento di protezione più idoneo. Una decisione in tal senso di questa Camera priverebbe l'interessato di un grado di ricorso.
Di conseguenza non resta che annullare la decisione 21 dicembre 2012 dell'allora Autorità di vigilanza e invitare l'Autorità di protezione – ora competente (art. 390 CC) – a procedere senza indugio ad esperire le necessarie verifiche e ad istituire – previa audizione dell'interessato – le necessarie e più appropriate misure di protezione a norma del nuovo diritto.
5.
Visto quanto sopra si prescinde dal prelievo di tasse e spese di giustizia.