Decision ID: 7642f39c-cf0d-55eb-ab26-d4cb9e5ec165
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 7 agosto 2000 la _, ha inoltrato una domanda di costruzione avente per oggetto la realizzazione di un'esposizione di articoli da giardino, di un allevamento di cani, di una recinzione, di alcuni posteggi e dell'accesso al mapp. _ RFD di _. Il fondo si trova in zona edificabile (zona J, artigianale industriale) e confina a NE con la strada cantonale.
B. _, _ e _, comproprietarie del vicino mapp. _, hanno sollevato tempestiva opposizione al rilascio della suddetta licenza, reputando insufficiente e talora contraddittoria la documentazione presentata dall'istante, e rilevando un contrasto delle opere progettate con la legge sulle strade (LStr, RL 7.2.1.2). Hanno inoltre censurato la compatibilità dell'attività di allevamento di cani con la destinazione della zona.
C. La _ ha rinunciato, con lettera 10 settembre 2001, alla domanda di costruzione relativa all'allevamento di cani.
D. Il 22 settembre 2000, il Dipartimento del territorio/servizi generali (in seguito: "DT/sg") si è opposto alla domanda di costruzione della _, ritenuto che le opere progettate contrasterebbero con la normativa della LStr, in particolare con i disposti relativi agli accessi, alla visuale ed alla linea di arretramento dalla strada cantonale (avviso cantonale n. 29165).
E. Il 30 ottobre 2000 si è svolto un esperimento di conciliazione tra la _ ed il DT/Sezione della progettazione, che ha subordinato il parere favorevole ad una serie di prescrizioni, prima fra tutte l'ottenimento dal vicino di un diritto di passo sul mapp. _, per formare un nuovo accesso (rapporto 7 novembre 2000 del DT/Sezione della progettazione).
Il municipio ha quindi invitato la _ a presentare una nuova domanda di costruzione in ossequio alle prescrizioni dipartimentali. Ciò non è avvenuto, essendo mancato l'accordo del proprietario del mapp. _.
F. Nel frattempo, il 23 novembre 2000 il DT/sg ha emesso un nuovo avviso cantonale, in sostituzione di quello negativo del 22 settembre 2000. Il DT/sg ha subordinato il proprio preavviso favorevole all'introduzione nella licenza edilizia di una serie di condizioni e prescrizioni relative agli accessi, alla posa del cancello, agli arretramenti, alla recinzione del fondo. Ha inoltre imposto alla _ di definire con il centro manutenzione di _ i dettagli esecutivi dell'accesso e di quanto confina con la strada cantonale.
G. Il municipio, rilevata una discrepanza tra il nuovo avviso (23 novembre 2000) ed il rapporto 7 novembre 2000 del DT/Sezione della progettazione, ha invitato il DT ad un chiarimento, anche in merito a questioni di natura tecnica relative all'accesso.
Il 18 dicembre 2000, il DT/Sezione della progettazione, dopo un ulteriore incontro di conciliazione con la _ ha elencato al municipio le condizioni cui sottoporre la licenza di costruzione. Il DT/Sezione della progettazione ha specificato che:
"l'accesso al mapp. _ avviene dall'esistente sulla cantonale, che permette di usufruire della proprietà comunale definita come strada di quartiere (attualmente non realizzata). Preso atto di questa disponibilità, inviato
[rectius: invitiamo]
il vostro municipio ad elaborare un accordo che permetta così la formazione di un accesso più sicuro"
.
H. In data 9 gennaio 2001, respinta parzialmente l'opposizione di _, _ e _, il municipio ha rilasciato alla _ la licenza edilizia, richiamando le condizioni poste dal DT ed inserendo ulteriori condizioni di diritto comunale.
Relativamente agli accessi, la licenza - così come indicato nell'avviso dipartimentale 23 novembre 2000 - prescrive che:
"- l'ingresso al fondo deve avvenire dall'attuale accesso comunale (mapp. _);
- l'attuale accesso agricolo al fondo deve essere eliminato;
(...)
- prima dell'inizio dei lavori l'istante dovrà contattare il centro di manutenzione stradale di _ (...) e la cancelleria comunale per definire i dettagli esecutivi dell'accesso".
I. Il 24 aprile 2001 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso interposto dalle opponenti e, di conseguenza, ha annullato la licenza edilizia. Pur giudicando conforme l'attività espositiva con la destinazione della zona artigianale industriale, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto che i piani presentati dalla _ e le condizioni imposte dal municipio non siano sufficientemente chiari, e lascino sussistere assoluta incertezza relativamente alla formazione dell'accesso e dei posteggi.
L. La _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo contro il predetto giudizio, chiedendone l'annullamento.
La ricorrente sostiene che il municipio avesse il dovere d'invitarla a correggere la domanda di costruzione in ossequio alle condizioni imposte dal Dipartimento: rilasciando, invece, la licenza sulla base di una documentazione non sufficientemente chiara, il municipio avrebbe di fatto provocato il ricorso delle opponenti. La causa del ricorso risiederebbe in un'omissione di natura formale imputabile all'esecutivo comunale; di conseguenza, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto annullare la licenza e rinviare gli atti al municipio, anziché accogliere semplicemente il ricorso, accollando spese e ripetibili alla _.
M. Il Consiglio di Stato si oppone all'accoglimento dell'impugnativa, riconfermandosi nelle tesi contenute nel proprio giudizio. Ad identica conclusione giungono _, _ e _, con argomentazioni di cui si dirà, se necessario, nel seguito.
Il comune di _ chiede invece che venga confermata la decisione municipale del 9 gennaio 2001.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva della ricorrente, rappresentata in giudizio dall'amministratrice unica, è certa (art. 43 PAmm). Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. Giusta l'art. 4 LE, la domanda di costruzione deve essere corredata della documentazione necessaria. I progetti, precisa l'art. 11 RALE, devono in particolare fornire tutte le indicazioni atte a rendere chiaramente comprensibili la natura e l'estensione delle opere previste. Essi devono comprendere il piano delle sistemazioni esterne con i dettagli degli accessi (art. 12 cpv. 1 lett. e RALE).
Scopo di queste prescrizioni è quello di assicurare all'autorità la possibilità di operare una verifica approfondita della conformità dell'intervento con il diritto materialmente applicabile. Tali norme sono inoltre destinate a permettere ad eventuali opponenti di esercitare compiutamente i loro diritti di difesa (RDAT II - 2000, N. 31).
3. La mancanza di completezza e congruenza dei piani annessi alla domanda di costruzione non è contestata: la _ ha ammesso in questa sede che i piani presentati non sono sufficienti a fornire un'idea esatta sui progetti da realizzare.
L'esame dei piani allegati alla domanda di costruzione permette infatti di constatare una certa carenza di indicazioni in merito all'esecuzione dei parcheggi e dell'accesso per i visitatori (che dovrà essere utilizzato anche dai fornitori, dato che si impone la chiusura dell'attuale accesso agricolo direttamente dalla strada cantonale). Dal piano in questione e dalle condizioni cui è stata sottoposta la licenza si può desumere che detto accesso dovrebbe aprirsi sulla strada comunale mapp. _. Come ha affermato il DT/Sezione della progettazione nel proprio scritto 18 dicembre 2000 al municipio, tale strada comunale, in realtà, non è ancora stata realizzata. Inoltre non sono sufficientemente chiare le dimensioni e la precisa ubicazione dell'accesso medesimo.
Tali circostanze vanno debitamente considerate nel giudizio sulla sicurezza dell'opera, nonché nella valutazione dell'eventuale impatto negativo per il fondo delle opponenti.
4. Corrette appaiono quindi le deduzioni del Consiglio di Stato laddove esigono la presentazione di piani maggiormente dettagliati per la realizzazione dell'accesso.
Non possono invece essere condivise le conseguenze che la precedente istanza ha tratto dalle carenze riscontrate a livello di progettazione.
Nelle particolari circostanze del caso concreto, il mancato esercizio della facoltà di esigere completazioni attribuita dall'art. 11 cpv. 3 RALE all'autorità amministrativa non si giustifica. Considerata la facilità con cui potevano essere acquisite agli atti le informazioni mancanti, l'annullamento dell'intera procedura appare come una conseguenza eccessiva, ovvero contraria al principio di proporzionalità (RDAT I - 1995, N. 19).
Da questo profilo ed entro questi limiti, il ricorso va quindi accolto, annullando il giudizio governativo impugnato e rinviando gli atti al Consiglio di Stato, affinché, assunte le informazioni mancanti sull'esecuzione dell'accesso, statuisca nuovamente sulle impugnative inoltrate dalle resistenti e dalla rilasciataria della controversa licenza.
5. Dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm) e non si assegnano ripetibili (art. 31 PAmm).