Decision ID: 41537f37-16ea-5947-9b1b-2220a84739e5
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 24 agosto 2013, RI 1, nato il _ 1972, dipendente della ditta _, in qualità di "autista tiratubi" e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l'CO 1, è stato colpito da un ramo caduto a causa del vento dal tetto della sua cascina riportando un trauma contusivo bulbare (cfr. doc. 1, 14, inf. no. _).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. A causa dell'infortunio, RI 1 è stato sottoposto il 25 agosto 2013 ad un'ispezione chirurgica che ha evidenziato un'ampia rottura sclerale posteriore con prolasso di materiale uveale non suturabile (doc. 8), il 24 settembre 2013 ad un'operazione di rimozione del corpo vitreo, facoframmentazioni ed aspirazione di cataratta per via pars plana (doc. 11) ed il 15 novembre 2013 ad una vitrectomia (doc. 12). Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso - in particolare dopo aver sentito il parere dei propri medici di fiducia, specialisti FMH in oftalmologia, segnatamente della dr.ssa med. _ [in data 3 settembre 2014 (doc. 57), 5 novembre 2015 (doc. 81) e 15 dicembre 2015 (doc. 86)] e della dr.ssa med. _ [il 16 giugno 2015 (doc. 75)] - il 13 gennaio 2016 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato la sospensione delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera), a decorrere dal 1° febbraio 2016, ritenuto che, in base alla documentazione medica agli atti, il suo stato di salute era ormai da considerare stabilizzato; nella medesima occasione esso ha pure puntualizzato che avrebbe continuato ad assumere i costi dei controlli medici ancora necessari e previsti (doc. 90).
1.3. Con la decisione del 17 febbraio 2016 l’Istituto assicuratore ha attribuito all’assicurato una rendita d’invalidità del 24% dal 1° febbraio 2016 al 31 luglio 2017 e dell'11% dal 1° agosto 2017 a tempo indeterminato oltre a un’indennità per menomazione dell’integrità del 20% (doc. 97).
A seguito dell’opposizione parziale interposta dallo studio legale RA 1, per conto dell’assicurato (doc. 104), l’CO 1 in data 18 marzo 2016 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 108).
1.4. Con tempestivo ricorso dell'11 aprile 2016 RI 1, sempre rappresentato dallo studio legale RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento a suo favore di una rendita per incapacità lavorativa definitiva del 24% per un importo di fr. 1'071.40 mensili a partire dal 1° febbraio 2016 a tempo indeterminato (doc. I). In sostanza l'assicurato contesta il riconoscimento di una rendita degressiva ed in particolare la riduzione del grado di incapacità lavorativa dal 24% all'11% e ,quindi, anche della rendita d'invalidità dopo 18 mesi dall'infortunio subito, malgrado il suo stato di salute sia ormai stabilizzato e possa sin d'ora escludersi, in base alla documentazione medica agli atti, un qualsivoglia miglioramento futuro della vista. Tanto più che ritiene - contrariamente a quanto attestato dalla specialista di fiducia dell'CO 1 (dr.ssa med. _) - che non ci si possa abituare al mancato coordinamento dell'acuità dei due occhi. A questo proposito puntualizza inoltre che il parametro di 18 mesi fissato dall'Istituto assicuratore è stato ripreso da una sentenza del Tribunale federale (8C_626/2012) che ha tuttavia per oggetto la perdita totale di capacità visiva all'occhio destro, ovvero una fattispecie differente dalla presente, ove il ricorrente continua (e continuerà vita natural durante) a percepire in modo distorto e sfuocato il contatto con l'esterno e gli stimoli. L'insorgente osserva inoltre che non è dato di sapere se "sono necessari e/o sufficienti i menzionati 18 mesi (dal 1° febbraio 2016 al 31 luglio 2016)" per assuefarsi al proprio stato rispettivamente se, nel caso in cui "dovesse trovare un impiego unicamente quasi alla scadenza del termine fissato, l'automatismo richiamato nella decisione impugnata resta valido". Puntualizza che tali quesiti non sono chiariti né dalla giurisprudenza citata dall'CO 1 né da quest'ultimo. Da ultimo, rileva che "non è chiaro" come il termine transitorio di 18 mesi fissato dall'Istituto assicuratore "potrebbe essere considerato oltre che legittimo anche sufficiente data la situazione in cui versa", "nato il 31 dicembre 1972, che è professionalmente inattivo dal giorno dell'infortunio e che per 24 anni ha lavorato unicamente come autista (patente C per camion) presso la stessa società". Tanto più che "dovrà esercitare attività che non richiedono un'elevata visione binoculare e che non implicano mansioni da eseguire sui ponteggi sopra l'altezza delle spalle né un ritmo lavorativo predeterminato. A ciò si aggiunge la necessità di misure di reinserimento professionale". In siffatte circostanze neppure è dato di sapere quali sono le sue "prospettive di impiego (...), dato che tutto quello che ha imparato in oltre 20 anni di attività lavorativa non gli serve più a nulla".
1.5. Nella risposta del 3 maggio 2016 l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).
1.6. In data 6 maggio 2016 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (doc. IV).
1.7. In data 19 maggio 2016 la rappresentante del ricorrente ha trasmesso al TCA (doc. V) il rapporto del 18 maggio 2016 del dr. med. _, oculista FMH attivo presso il Centro oculistico _, relativo alla valutazione oculistica effettuata il 12 e 17 maggio 2016 (doc. S).
1.8. In data 31 maggio 2016 l’CO 1 si è riconfermato nella decisione impugnata e nella risposta di causa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).
Il doc. VII è stato inviato alla rappresentante del ricorrente per conoscenza (doc. VIII).
1.9. In data 7 giugno 2016 la rappresentante del ricorrente ha ribadito che "non si comprende (...) come ad un'accertata stabilizzazione della vista per la quale ogni tipo di guarigione o progresso è negato (prognosi di insanabilità), l'CO 1 faccia corrispondere un aumento della capacità lavorativa". A comprova di ciò chiede l'allestimento di una "perizia al fine di escludere l'assuefazione e/o l'adattamento per giustificare la diminuzione delle ripercussioni dei postumi infortunistici sulla capacità di guadagno" del suo cliente. Da ultimo, ha nuovamente postulato il riconoscimento a favore di quest'ultimo di una rendita d'invalidità del 24% dal 1° febbraio 2016 e a tempo indeterminato (doc. IX). Il doc. IX è stato inviato all'istituto assicuratore per conoscenza (doc. X).

in diritto
2.1. L'oggetto della lite è circoscritto all'entità e alla durata della rendita di invalidità spettante all'assicurato. Non è invece oggetto di contestazione ed esula quindi dalla presente vertenza il riconoscimento di un’IMI del 20%.
2.2. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.
Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.
Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.
L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.