Decision ID: f8b54ac1-a11a-596b-b66a-d90ab0780a82
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza del 21 maggio 2021, la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento senza preventiva esecuzione della RE 1, facendo valere che la convenuta ha sospeso i suoi pagamenti ed è in mora nei suoi confronti per crediti di complessivi fr. 65'684.40 oltre a spese e interessi.
B.
All’udienza di discussione dell’8 settembre 2021 è comparsa la sola istante, che ha confermato la propria domanda sulla scorta di un calcolo aggiornato dello scoperto, ammontante a fr. 55'006.60.
C.
Statuendo con decisione 8 settembre 2021 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 20 settembre 2021
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere depositato presso questa Camera l’intero importo (di fr. 48'980.90) dovuto all’istante. Nel termine impartitole con ordinanza del 24 settembre 2021 per determinarsi sulla domanda di effetto sospensivo, con osservazioni del 1° ottobre 2021, la Cassa istante ha comunicato che la reclamante aveva provveduto a estinguere la totalità del debito posto in esecuzione il 23 settembre 2021, rimanendo pendenti solo gli acconti da giugno a settembre 2021, e si è rimesso al giudizio della Camera per quanto attiene alla richiesta di effetto sospensivo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 per il rinvio degli art. 194 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1, 194 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 9 settembre 2021, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 19 settembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 20 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato quello stesso giorno (data del timbro postale), il reclamo è dunque tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC)
, limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4)
. Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi
, fatte salve speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di falli-mento le parti possono avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti
pseudonova
o
“unechte Nova”
–,
se questi si sono verificati prima della decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF). Ove invece invochi fatti successivi – detti
nova
autentici o in senso proprio, oppure
“echte Nova”
–
il debitore deve inoltre rendere verosimile la propria solvibilità (art. 174 cpv. 2 LEF). Queste regole valgono anche in materia di fallimento senza preventiva esecuzione, l’art. 194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF (sentenza della CEF 14.2019.202 del 28 novembre 2019 consid
. 2, con riferimento alla controversia riguardante i veri
nova
).
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
Entrambi i presupposti devono essere realizzati entro la scadenza del termine di reclamo (DTF 136 III 295 consid. 3.2).
I motivi d’annullamento valgono anche per i fallimenti senza preventiva esecuzione (art.
194 cpv. 1 LEF), ma nelle prime due ipotesi l’estinzione o il deposito dell’importo dovuto deve riguardare tutti i crediti fatti valere nell’istanza e non solo quello/i posto/i in esecuzione (sentenze della CEF 14.2020.123 del 22 settembre 2020, consid. 2.3, e
14.2018.47 del
25 aprile 2018, RtiD 2018 II 844 n 51c consid. 3.3/a
).
2.1
Nel caso specifico, la RE 1 asserisce di aver depositato la somma (di fr. 48'980.90) necessaria a estinguere il suo debito AVS presso l’autorità giudiziaria superiore (ossia la scrivente Camera) a disposizione dell’istante, ma in realtà ha prodotto 20 ricevute rilasciate dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano il 20 settembre 2021 per una somma complessiva di fr. 48'980.90, che attestano l’estinzione di tutte le esecuzioni promosse dalla Cassa istante nei suoi confronti. Nelle sue
osservazioni del 1° ottobre 2021, quest’ultima ha confermato l’estinzione di tutte le sue pretese, tranne gli acconti da giugno a settembre 2021. Essi non facevano invero parte della somma di fr. 65'684.40 fatta valere nell’istanza (v. doc. C accluso alla stessa), ma sono stati aggiunti in occasione dell’udienza
dell’8 settembre 2021
(v. doc. E).
2.2
Ora, il momento determinante per verificare se sono adempiuti i presupposti per dichiarare il fallimento senza preventiva esecuzione del convenuto è quello dell’emanazione della sentenza (cfr. sentenze della
CEF 14.2020.115 del 20 dicembre 2020 consid. 6.2, e 14.2020.113
del 3 settembre 2020 consid. 5.1). Ciò vale non solo per la sospensione dei pagamenti da parte del convenuto giusta l’art. 174 cpv. 1 n. 2 LEF, ma anche per la verifica dell’esistenza di un credito dell’istante verso il convenuto. D’altronde, risulta ammissibile l’allegazione di fatti nuovi e la produzione di nuovi mezzi di prova perlomeno fino all’inizio dell’(eventuale) udienza (DTF 144 III 118 seg. consid. 2.2;
Bohnet
in: Commentaire romand,
Code de procédure civile, 2
a
ed. 2018, n. 9 ad art. 252 CPC, che preconizza da parte sua l’ammissione di
nova
fino alla fine della fase di assunzione delle prove, quindi anche in eventuali
successive udienze). Ciò vale a maggior ragione quando il primo scambio
di allegati ha luogo in occasione dell’udienza, come previsto dagli art. 168 e 190 cpv. 2 LEF.
2.3
Ne segue che l’allegazione del mancato pagamento de
gli acconti da giugno a settembre 2021 e la produzione del conteggio aggiornato delle pretese dell’istante (doc. E) in occasione dell’udienza dovevano essere prese in considerazione dal Pretore al momento in cui ha emanato la decisione di fallimento. Se fosse comparsa, la convenuta avrebbe del resto avuto modo di esprimersi al riguardo e di produrre eventuali controprove. Di conseguenza anche le pretese di versamento degli acconti da giugno a settembre 2021 devono essere considerate nel valutare se è adempiuto il presupposto dell’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Orbene, la reclamante non ha dimostrato di aver versato anche gli acconti in questione e l’istante ha confermato di non averli ricevuti. Le pretese della Cassa risultano così non essere state integralmente estinte, ricordato che nella procedura di fallimento senza preventiva esecuzione l’esigenza posta dall’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF si applica
anche ai crediti non ancora posti in esecuzione (sopra consid. 2).
Già per questo motivo il reclamo dev’essere respinto.
2.4
La reclamante non ha d’altronde reso verosimile il secondo requisito stabilito dall’art. 174 LEF, ossia la propria solvibilità. Anzi, non ne ha fatto proprio alcun accenno nel reclamo. La Camera ha del resto accertato d’ufficio che nei suoi confronti sono pendenti venti esecuzioni per quasi fr. 100'000.– complessivi, di cui sei allo stadio del pignoramento, dieci in fase di realizzazione e una giunta alla comminatoria di fallimento. A prima vista, anche il secondo presupposto dell’art. 174 cpv. 2 LEF non appare dato. Il reclamo va pertanto respinto.
3.
Con il giudizio odierno la domanda di effetto sospensivo diventa senza oggetto.
Non è quindi necessario pronunciare nuovamente il fallimento.
4.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
) è posta a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa formulato una richiesta motivata al riguardo.