Decision ID: 57e1927f-54f3-4c8a-bb6e-3076dfccda67
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda di asilo che A._ ha presentato in Svizzera il 6 maggio
2022 (recte: 4 maggio 2022),
l'estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del 9 maggio 2022,
da cui si evince che l'interessato aveva depositato domanda d'asilo in Bel-
gio il 4 giugno 2021, in Francia il 16 luglio 2020 ed il 6 giugno 2019 ed in
Germania il 4 febbraio 2019,
la procura conferita dall'interessato l'11 maggio 2022 alla rappresentanza
legale assegnatagli,
il verbale di rilevamento dei dati personali del 13 maggio 2022,
la scomparsa dell'interessato dal 15 maggio 2022 al 22 maggio 2022, dal
25 maggio 2022 al 31 maggio 2022, dal 1° giugno 2022 al 5 giugno 2022,
la richiesta di ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b del Regola-
mento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-
gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello
Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione in-
ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-
pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino
III) presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM)
alle competenti autorità belghe,
lo scritto del 3 giugno 2022 per il mezzo del quale la SEM ha concesso al
richiedente, per iscritto, il diritto di essere sentito in merito alla possibile
competenza del Belgio, della Francia o della Germania per la trattazione
della sua domanda d'asilo e lo invitava a fornire le autorizzazioni mediche
firmate,
la scomparsa dell'interessato dal 7 giugno 2022 al 12 giugno 2022,
lo scritto della rappresentante legale del 9 giugno 2022 che informava la
SEM dell'impossibilità di trasmettere le considerazioni in merito al diritto di
essere sentito non avendo potuto incontrare il richiedente,
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l'accettazione della richiesta di presa in carico delle autorità belghe del
13 giugno 2022, fondata sulla medesima disposizione,
la scomparsa del richiedente dal 15 giugno 2022 al 22 giugno 2022,
la decisione della SEM del 21 giugno 2022, notificata il giorno seguente,
mediante la quale detta autorità non è entrata nel merito della domanda
d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno
1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato
verso il Belgio,
la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza sottoscritta
dalla rappresentante legale designata il 23 giugno 2022,
la scomparsa dell'interessato dal 26 giugno 2022,
il ricorso del 27 giugno 2022 (timbro postale: 28 giugno 2022; data d'en-
trata: 29 giugno 2022) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale
(di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con il
quale il ricorrente ha chiesto l'entrata nel merito della sua domanda d'asilo
ed il trattamento della sua procedura in Svizzera; nonché ha presentato
una domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e dell'effetto so-
spensivo,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,

e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-
sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒
c e art. 52 PA,
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che segnatamente, nonostante sia stata registrata la scomparsa del ricor-
rente dal 26 giugno 2022, egli ha sottoscritto personalmente il ricorso il
27 giugno 2022 (data del ricorso) o il 28 giugno 2022 (data del timbro po-
stale),
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica,
con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti,
che nella querelata decisione l'autorità inferiore, dopo aver constatato l'e-
spressa ammissione di competenza da parte del Belgio, ha escluso la sus-
sistenza nello Stato di destinazione di carenze sistemiche ai sensi
dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti con-
trari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di vio-
lazione del principio del divieto di respingimento; che inoltre, non sussiste-
rebbero motivi che giustificherebbero l'applicazione della clausola di sovra-
nità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che segnatamente, egli non avrebbe se-
gnalato problemi medici,
che nel proprio ricorso, l'insorgente contesta la competenza del Belgio e
chiede che la sua domanda d'asilo venga trattata in Svizzera in applica-
zione della clausola di sovranità di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Du-
blino III; che la sua vita e la sua incolumità fisica in Belgio sarebbero in
serio pericolo; che in effetti, sul territorio belga si troverebbe una grande
rete di connazionali che potrebbero nuocergli e le autorità di polizia belghe
non agirebbero con solerzia; che inoltre, il suo stato di salute sarebbe par-
ticolarmente compromesso; che pur esistendo delle strutture mediche in
misura di prendere a carico le patologie del ricorrente, un eventuale trasfe-
rimento non garantirebbe un buon seguito terapeutico,
che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della
procedura di asilo e allontanamento,
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che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal Regolamento Dublino III,
che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-
sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata
nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a carico del ri-
chiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-
sid. 6.2),
che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-
tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello
individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15),
che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni
criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato
al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7
par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regola-
mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei
criteri),
che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base
della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato
domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino
III),
che contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese:
take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina-
zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF
2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1),
che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile
trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato
come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-
stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni
di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento
inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato
la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue
l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro
possa essere designato come competente,
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che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-
nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23,
24, 25 e 29 – il richiedente la cui domanda è in corso d'esame e che ha
presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio
di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b
Regolamento Dublino III),
che, giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovra-
nità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato
membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio-
nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche
se tale esame non gli compete,
che, nel caso di specie, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive-
lato, dopo consultazione dell'unità centrale del sistema europeo «EURO-
DAC», che l'interessato aveva depositato una domanda d'asilo in Belgio il
4 giugno 2021 (cfr. atto SEM [...]-9/1),
che il 3 giugno 2022 la SEM ha presentato alle autorità belghe competenti,
nei termini fissati all'art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, una richiesta di
ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III,
che il 13 giugno 2022, queste autorità hanno espressamente accettato il
trasferimento del ricorrente verso il Belgio, in applicazione della stessa di-
sposizione,
che l'insorgente, non avendo fatto uso del diritto di essere sentito conces-
sogli dalla SEM con scritto del 3 giugno 2022 non ha contestato né di aver
depositato una domanda di asilo in Belgio, né che questo Stato sia com-
petente per trattare la sua domanda,
che di conseguenza, la competenza del Belgio è di principio data,
che non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemi-
che nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti,
che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi
dell'art. 4 della CartaUE (cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III),
che peraltro, il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario della
CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre
pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),
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della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifu-
giati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gen-
naio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni,
che di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par-
ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce-
dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale
ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva
2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello
status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva
2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio-
nale [di seguito: direttiva accoglienza]),
che conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase Regola-
mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie,
che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di-
ritto interno svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 Regolamento
Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano la SEM può entrare nel
merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un
altro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda,
che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere
di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra-
sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una
norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'au-
torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare
nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di con-
trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1),
che il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di destinazione non sia
intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a termine la procedura
relativa alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva proce-
dura,
l'insorgente non ha del resto apportato indizi seri e concreti suscettibili di
dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del
divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna-
zionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà
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sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto
in un tale Paese,
che agli atti non figurano del resto elementi tali da indurre a concludere che
un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio
di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di
vita indegna in violazione della direttiva accoglienza,
che per quanto riguarda i potenziali problemi con i suoi connazionali, il Tri-
bunale rileva che il Belgio è uno Stato di diritto con un'autorità di polizia
funzionante, disposta ed in grado di offrire la protezione adeguata; che il
ricorrente non ha fornito elementi che permettano di ritenere il contrario,
che l'insorgente ritiene infine che il suo stato di salute costituirebbe un osta-
colo al trasferimento; che tuttavia, in corso di procedura non ha mai riferito
di avere problemi di salute ed in sede ricorsuale non ha neppure specificato
di che cosa soffrirebbe; che altresì, egli non avrebbe mai firmato le autoriz-
zazioni mediche,
che di conseguenza, non vi sono indizi per ritenere che le eventuali pato-
logie dell'insorgente rientrino nella restrittiva giurisprudenza convenzio-
nale,
che ad ogni modo, è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infra-
strutture mediche sufficienti,
che il Belgio, in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve
provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita-
ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta-
mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-
saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-
glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-
stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza),
che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare
che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da
contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-
tura in caso di esecuzione del trasferimento in Belgio,
che ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione
dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle
autorità dello Stato in questione,
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che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere
che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-
mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF
2015/9 consid. 7 seg.),
che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui
all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»),
che, di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte
della Svizzera, il Belgio è competente dell'esame della domanda di asilo
del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a riprenderlo in
ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento Dublino
III,
che, quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-
manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi
ed ha pronunciato il suo trasferimento verso il Belgio conformemente
all'art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un'autorizzazione di
soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1),
che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-
stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione
del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della Legge fe-
derale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI,
RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di
non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF
2015/18 consid. 5.2),
che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione
della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-
cia il trasferimento dalla Svizzera verso il Belgio, confermata,
che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-
cessione dell'effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto,
che, per il medesimo motivo, anche la domanda tendente all'esenzione dal
pagamento anticipato delle spese di giudizio è divenuta senza oggetto,
che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta,
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che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-
mento delle spese processuali, è respinta.
3.
Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-
tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente
sentenza.
4.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale.
La giudice unica: La cancelliera:
Chiara Piras Sebastiana Bosshardt