Decision ID: 09b00543-59ce-5ef9-8759-ab760ee1e880
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

Ritenuto, in fatto ed in diritto
A.
In data 14 aprile 2002 un gendarme della polizia cantonale di
_
ha constatato che il veicolo
_ _ _
targato TI
_
, immatricolato a nome della ditta
_
Sagl,
_
, presentava una fascia parasole non sufficientemente trasparente, di colore rosso bordeaux, applicata esternamente su tutta la lunghezza del parabrezza.
Al momento del rilievo la vettura in questione si trovava parcheggiata in via
_
, in territorio di
_
(strada principale - abitato).
B.
Chiamato a formulare le proprie osservazioni, il signor
_ _
ha, con scritto del 19 aprile 2002, posto l'accento sul fatto che la fascia in questione era stata applicata 3 anni e mezzo prima, in accordo con il suo garagista. Egli ha inoltre precisato di essere sempre stato in buona fede, non avendo saputo che vi fossero disposizioni che regolano la fattispecie. Infine ha dichiarato di aver già provveduto a conformare la banda alle disposizioni legali.
Fondandosi sugli elementi riscontrati il Dipartimento delle Istituzioni ha inflitto al ricorrente una multa di fr. 50.-- oltre a fr. 20.-- di tassa di giustizia e fr. 10.-- di spese. Nella commisurazione della pena l'autorità ha tenuto conto delle osservazioni del conducente.
C.
Il signor
_ _
è insorto contro la decisione in questione con ricorso del 18 giugno 2002, con il quale ha postulato l'annullamento del querelato giudizio, motivandolo con le giustificazioni proposte con il suo precedente scritto, aggiungendo di essersi informato presso l'Ufficio della circolazione di
_
prima di apporre la fascia parasole in questione e di avere da questi ricevuto assicurazioni circa il fatto che non vi sarebbero stati problemi in merito. Il ricorrente ha inoltre ricordato di essere stato fermato più volte dalla polizia per controlli al veicolo nei 3 anni e mezzo durante i quali è circolato con la banda sul parabrezza, senza che nessuno degli agenti gli facesse notare l'irregolarità al veicolo o lo multasse.
Nelle sue osservazioni del 1° luglio 2002 la Sezione della circolazione ha dichiarato di astenersi dal formulare osservazioni, lasciando al Giudice la più ampia facoltà di giudizio.

Considerando
in diritto:
1.
La competenza del giudice della Pretura penale, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile e può essere giudicato sulla base degli atti.
2.
L'art. 93 cpv. 2 LCS prescrive che chiunque conduce un veicolo, di cui sa o dovrebbe sapere, prestando tutta l'attenzione richiesta dalle circostanze, che non è conforme alle prescrizioni, è punito con l'arresto o con la multa. La stessa pena è comminata al detentore.
Giusta l'art. 29 LCS un automezzo deve essere messo in circolazione solo se si trova in perfetto stato ed è conforme alle prescrizioni di legge. In modo particolare esso deve essere atto a consentire il rispetto delle norme di circolazione, garantendo l'incolumità dei passeggeri e degli altri utenti della strada, nonché la preservazione del suolo stradale.
Le prescrizioni relative all'equipaggiamento ed allo stato di un veicolo sono contenute nell'Ordinanza federale concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV). L'art. 4 cpv. 4 di detta normativa prevede che i vetri necessari alla visuale del conducente debbano essere perfettamente trasparenti.
3.
L'art. 100 cpv. 1 LCS precisa che anche in caso di negligenza l'infrazione deve essere punita. Nei casi particolarmente lievi è però possibile esentare il prevenuto da qualsiasi pena.
Nella fattispecie l'illecito è stato commesso apponendo sul parabrezza una banda parasole non sufficientemente trasparente. Dagli atti non risulta in alcun modo che essa impediva in maniera degna di nota la visibilità al conducente del veicolo. La gran parte del vetro è rimasta libera.
Non va poi dimenticato che lo scopo della fascia parasole è proprio quello di permettere al guidatore di poter vedere anche controluce, per cui è comprensibile che si possa in buona fede pensare che meno essa è traslucida, più è adatta alla sua funzione. Da questo punto di vista sussiste una specie di conflitto di interessi, la cui soluzione non sempre è scontata.
Nonostante la violazione delle norme della circolazione precedentemente citate non sia mai stata messa in discussione nemmeno dal ricorrente, appare di conseguenza equo applicare qui l'art. 100 cpv. 1 LCS e mandarlo pertanto esente da ogni pena.
Di transenna va comunque ricordato al signor
_
che la mancata conoscenza delle disposizioni legali non rappresenta comunque una valida giustificazione. Avrebbe potuto per contro fornire maggior spessore alla decisione qui presa, la dimostrazione (non avvenuta, in quanto il ricorrente si è limitato ad effettuare affermazioni senza suffragarle con prove o per lo meno indizi) che il veicolo in questione è stato fermato più volte dalla polizia per i controlli di rito, senza che nessuno degli agenti abbia mai obiettato alcunché in relazione alla trasparenza della fascia parasole.