Decision ID: c9a04f69-b620-5dbd-b6a4-b08fc283ca7b
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Durante il controllo del conteggio dei salari per il periodo 1.1.2001-31.12.2004 presso la società RI 1, un ispettore della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati.
In particolare ha ritenuto reddito da attività dipendente l’importo complessivo di fr. 259'015 versato dal maggio 2002 al dicembre 2004, apparentemente a _, presidente ed amministratore delegato della società e salariato della ditta dal dicembre 1981 all’aprile 2002.
La Cassa ha fissato, mediante tassazione d’ufficio del 2 dicembre 2005, i relativi contributi paritetici.
1.2. In seguito all’opposizione interposta dalla società, rappresentata dall’avv. RA 1, la Cassa ha ridotto l’ammontare della ripresa a fr. 197'957 (fr. 68'764 nel 2002, fr. 66'128 nel 2003 e fr. 63'065 nel 2004, doc. A2).
1.3. Contro la predetta decisione RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, presenta tempestivo ricorso (doc. I).
La ricorrente sostiene di non aver versato alcuna remunerazione al presidente del CdA negli anni in questione, bensì di essersi avvalsa della collaborazione della ditta _ _ di _, ditta individuale _, appartenente ad _, moglie di _, il quale offre i suoi servizi alla _.
Quest’ultima società, attiva nel settore informatico dal 1998, ha fornito i suoi servizi a diversi clienti sia in _ che in Svizzera, paga regolari contributi all’_ e si è avvalsa anche della consulenza di _.
L’insorgente afferma che _ le ha fornito consulenza informatica dietro remunerazione di fr. 60 all’ora, in totale autonomia e senza essere vincolata a termini prestabiliti, piani di lavoro e/o necessità di allestire rapporti di lavoro.
La ricorrente invoca l’applicazione dell’art. 14 cifra 1a del regolamento (CE) 1408/71, applicabile in virtù del rinvio contenuto nell’Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone (ALC), sostenendo che la legislazione svizzera non è applicabile.
Nel caso in cui la legislazione fosse applicabile, la ricorrente rileva che non vi è alcun rapporto di subordinazione con _, che non possono essere computate tutte le fatture emesse da _ e che quest’ultima società è un soggetto giuridico indipendente che non si identifica con _.
1.4. La Cassa, in sede di risposta, propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.5. Con scritto 16 marzo 2006 la società ha chiesto l’assunzione della testimonianza di _, _, titolare della ditta individuale _ per stabilire il genere e le modalità della collaborazione tra la ricorrente e _ il genere e le modalità di collaborazione tra _ e _ e l’organizzazione del lavoro di _ (doc. X).
1.6. In data 13 settembre 2006 le parti sono state convocate per un’udienza di discussione, dove sono stati sentiti la Cassa, _ e la moglie _ (doc. XIII).
_ ha affermato:
"
(...)
Escludo di essere azionista della Società come pure mia moglie non lo è.
Non so chi siano gli azionisti.
Io sono ingegnere informatico.
Ho sempre risieduto in _ e dall'estratto del conto individuale che il Giudice scorre risulta che sono sostanzialmente sempre stato a parte qualche pausa quale indipendente collaboratore stipendiato da RI 1 a partire dall'inizio degli anni '80.
La mia attività si svolge sia in un ufficio dove dispongo di computer e documentazione e poi presso il cliente dove vengono applicate le elaborazioni.
Nel maggio del 2002 ho cessato la mia collaborazione con RI 1 perchè volevo da un lato disporre di tempo per organizzare la mia vita professionale diversamente e dall'altro la Società aveva meno bisogno della mia attività. Ho quindi inoltrato il 31.1.2002 uno scritto alla _ con cui ho chiesto di poter continuare solo part-time la mia collaborazione.
Produco in questa sede il doc. XIII1-4, lettera 31.1.02 _ /RI 1, scritto interlocutorio 4.3.2002 e disdetta contratto lavoro 30.3.02. Decisione ufficio manodopera estera 10.3.99 relativa a precedente domanda di collaborazione part-time.
Fino alla fine di aprile '02 io percepivo uno stipendio fisso che non dipendeva dalla quantità di lavoro svolto o dai clienti o meno della Società. Assommava a circa fr. 7'000.--.
La RI 1 ha avuto nel tempo fino a 8 dipendenti, io ero ultimo e con la mia partenza non vi sono stati più dipendenti operativi.
A quel momento non avevamo neppure amministrativi ma per i servizi di segreteria facevamo capo alla _.
La RI 1 ormai "svuotata" di personale aveva comunque acquisito notevole clientela nel tempo alla quale aveva fornito prodotti specifici che potevano essere adeguatamente seguiti da noi nel senso che questi prodotti sono comunque sviluppati specificatamente per la clientela della RI 1 e le sorgenti sono rigorosamente tenute segrete. In questo la clientela veniva a cercare la RI 1 per le sue esigenze di varia natura riferite al prodotto.
A questo momento nasce allora l'idea di un contratto tra RI 1 da un lato e l'_ _ dall'altro.
La _ è una ditta individuale che fa capo a mia moglie, è una ditta che non ha dipendenti e che non può averne.
In _ mia moglie si occupa del rapporto con la clientela e delle questioni amministrative.
La Società fa capo ad un commercialista per le questioni tecnico fiscali.
La _ fa capo, per le questioni tecniche, a indipendenti in _.
Per seguire la "vecchia clientela RI 1" _ ha fatto capo sostanzialmente (80-90%) a me per il rapporto di contatto diretto con il cliente, mentre per quello che concerne la consulenza telefonica le risposte venivano fornite da altri collaboratori.
Preciso che la clientela RI 1 ha diritto ad una consulenza telefonica per contratto e questa avveniva mediante una loro chiamata sul numero RI 1 che veniva poi deviata sul numero di telefono dell'_ e come ripeto lì veniva fornita da terzi o da mia moglie.
Io ho pure seguito nuova clientela in _ per conto della ditta di mia moglie.
Per quanto attiene alla mia collaborazione personale con la _ non esiste un contratto scritto pur non essendo possibile l'assunzione di dipendenti di manodopera è concessa la collaborazione ai famigliari e comunque la collaborazione di terzi per mandato.
Viene data lettura del doc. 8 e preciso che questo mio contatto con il Municipio di _ nell'ottica di acquisire nuova clientela rientra nel contratto sottoscritto con la RI 1 e non nella mia veste di Presidente del CdA della RI 1.
Mi viene mostrato il formulario E101 doc. 7 da cui risulta che il lavoratore resta soggetta alla legislazione del paese _ ai sensi dell'art. 14 ter cpv. 1 che dovrebbe riferirsi ai marittimi e mi si chiede di prendere posizione in merito.
Io ero presente e ho inserito i dati riferiti alla mia persona ma poi il resto l'ha fatto il funzionario preposti dell'_.
Quindi non so dare specifici particolari in merito.
Non sono a conoscenza delle norme che regolano questa materia nel senso che non so cosa dica l'art. 14 ter cpv. 1 dell'ALC.
Per ben comprendere è importante dire che per la clientela ticinese era rilevante avere la società ticinese RI 1 quale consulente presente sul territorio, già fornitrice ed elaboratrice dei programmi venduti o rispettivamente acquistati e far svolgere da terzi, a nome di RI 1, i lavori di consulenza e di assistenza sarebbe stato comunque dannoso con una resa vicino allo zero, per questo motivo fu fatto il contratto 29.3.2002 che è prodotto agli atti, cioè affinché io potessi continuare a fornire la mie prestazioni di assistenza di consulenza alla clientela e sui prodotti che avevo sviluppato.
In parte minore come ho detto per la mia assenza o la mia malattia, questo veniva svolto anche da terzi.”
Da parte sua _ ha affermato:
"
Ho una formazione di natura commerciale e non ho una formazione specifica d'informatica. Dopo anni di collaborazione col marito ci capisco di informatica. Non elaboro programmi.
Per la _ mi occupo sostanzialmente della cura della clientela mentre la fatturazione la fa il commercialista. Per le cose più semplici fornisco consulenza telefonica.
In virtù della particolarità della nostra partita IVA come _ non possiamo avere del personale ma ricorriamo a mandati esterni individui o ad aziende, non possiamo fare la commercializzazione dei computer ma vendere unicamente il frutto del nostro lavoro e la nostra assistenza.
La _ esiste ed iscritta alla partita IVA dal 1998 e già sin dalla sua esistenza mio marito ha collaborato con me per questa azienda.
Era una attività che veniva svolta in _.
Posso calcolare che il fatturato di RI 1 nel periodo in questione corrispondesse a circa il 50% a quello di _ anche se è difficile una valutazione perchè siamo una Società che vive di mandati e possono fornire apporti rilevanti o meno.
_ vive sostanzialmente di incarichi ricevuti da Enti Statali o Parastatali.
Devo dire che siamo arrivati a questo soluzione giuridica a seguito della consulenza della _ senza che fosse interpellata l'autorità pubblica svizzera ossia la Cassa CO 1 e neppure le autorità fiscali.
Come _ sono giunta ad avere sino a 4 collaborazioni esterne tecniche. La sede operativa dell'azienda è a casa mia dove abbiamo destinato 2 stanze allo scopo fornite di ogni strumentazione necessaria e per la consulenza telefonica facciamo noi in azienda oppure devio la chiamata sul consulente esterno a cui faccio capo. Ciò quando io non sono in grado di dare direttamente la risposta da un lato o quando mio marito è assente.
Quando indico collaborazione esterne penso principalmente a ditte individuali come la mia ma è capitato anche di far capo ad aziende con diverso personale dipendente.
Per quel che riguarda RI 1 è giusto dire anche la sostanza di lavoro proveniente dalla Società ticinese veniva svolta da mio marito e parte da un'altra persona ex collaboratore della RI 1, ossia il sig. _. Loro conoscono i prodotti, clientela e possono fornire un servizio adeguato.
Mi viene mostrato il formulario E101 e mi viene spiegato il contesto già chiarito da mio marito e preciso che non sono al corrente di queste procedure.
È giusto dire che ci sono stati nuovi contratti svolti da _ ma conferiti dalla clientela RI 1 successivamente alla cessazione dell'attività di mio marito presso RI 1.
Preciso che per quanto concerne gli incarichi che provengono da RI 1 nelle grandi linee la divisione del lavoro voleva che _ rispondesse al telefono e mio marito si recasse dalla clientela, non si tratta di comparti stagni di competenze ma nelle grandi linee avveniva così.
Contabilmente non ho un riferimento preciso sulle schede accompagnanti di fatturazione e nella mia contabilità di quanto è stato fatto da mio marito rispettivamente da _.
Io personalmente per RI 1 non ho svolto compiti diretti.
_ è persona autonoma in _ e ha una ditta individuale come la mia.
A domanda preciso che RI 1 non ha mai posto limite per quanto attiene alla concorrenza, non ha mai escluso clientela che potesse essere anche di _ e non avrebbe avuto nessun tipo di interesse a farlo perchè RI 1 ha sviluppati nel tempo dei programmi indirizzati al mercato Svizzero che recepivano le esigenze legali svizzere, in ambito di contabilità, di salari, di costruzioni ecc.
Come _ non abbiamo ma ricevuto incarichi dalla Svizzera e neppure li abbiamo cercati.
Io personalmente non sono azionista della RI 1.”
Infine _ ha precisato:
"
Il sig. _ a questo proposito precisa di essere stato azionista nel tempo ma di avere alienato la partecipazione una decina di anni fa e non a titolo puramente fiduciario."

in diritto
2.1. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid.
3; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid.
4b).
Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In concreto le decisioni formale e su opposizione si riferiscono a contributi da versare per gli anni dal 2002 al 2004 e sono state emanate nel corso del 2005.
Per cui, mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, vanno applicate le vecchie norme per i contributi del 2002 e le nuove disposizioni per i contributi dovuti per gli anni 2003-2004, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di principio, nell’ambito che ci concerne, cambiamenti di rilievo.
2.2. La Cassa ha ripreso il salario di un cittadino _ residente in _ e che svolgerebbe un’attività a favore della società ricorrente, con sede in Svizzera. Va preliminarmente stabilito qual è il diritto applicabile alla fattispecie.
Sono assicurate in conformità della LAVS, tra le altre, le persone fisiche che esercitano un’attività lucrativa nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. b LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa. Se non esercitano un'attività lucrativa, l'obbligo contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui compiono i 20 anni e dura fino alla fine del mese in cui compiono 64 anni, se sono di sesso femminile, o i 65 anni, se di sesso maschile.
Fino al 31 maggio 2002 trova applicazione la Convenzione del _ tra la Confederazione Svizzera e la _ relativa alla sicurezza sociale.
Ai sensi dell'art.
_ della Convenzione,
la legislazione applicabile è di regola quella della Parte contraente sul cui territorio viene esercitata l’attività determinante ai fini dell’assicurazione. Il criterio utilizzato per determinare il diritto applicabile (sistema competente) è, dunque, quello del luogo di lavoro (Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 63ss. ad art. 1 LAVS). Di regola, la nozione del luogo di lavoro non è definita dalle convenzioni: sono di conseguenza le norme relative all'AVS che trovano applicazione (DTF 124 V 100 consid. 3a, 119 V 68 consid. 3a, 117 V 270), in particolare l'art. 1 cpv. 1 lett. b LAVS che contiene la nozione d'attività lucrativa esercitata in Svizzera (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63 ad art. 1, pag. 43).
Per l’art. _ della Convenzione nei casi in cui, per le attività esercitate nel territorio di ambedue le Parti contraenti, siano applicabili, in base alla regola enunciata al paragrafo 1, le legislazioni delle due Parti, i contributi alle assicurazioni di ciascuna delle due Parti sono dovuti unicamente sulla parte di reddito realizzata sul rispettivo territorio.
Il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'"
Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC), che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "
Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità
", modificato ed aggiornato dal regolamento (CE) N. 118/97, regolamento (CE) N. 1290/97, regolamento (CE) N. 1223/98, regolamento (CE) N. 1606/98 e regolamento (CE) N. 307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la Svizzera dall'altra parte.
Ratione temporis il regolamento n. 1408/71 è applicabile poiché le decisioni sono state emanate nel 2005 e nella misura in cui concernono riprese per contributi dovuti dal giugno 2002 (cfr. STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3; Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio 2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio 2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
La presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del regolamento.
Quest’ultimo si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1).
Quanto all’applicazione ratione personae, il regolamento (CE) n. 1408/71, giusta il suo art. 2 n. 1, si applica ai lavoratori subordinati o autonomi e agli studenti, che sono o sono stati soggetti alla legislazione di uno o più Stati membri e che sono cittadini di uno degli Stati membri, oppure apolidi o profughi residenti nel territorio di uno degli Stati membri, nonché ai loro familiari e ai loro superstiti.
Per cui, in concreto, anche ratione personae il regolamento (CE) n. 1408/71 trova applicazione.
2.3. L’art. 1 a lett. a del regolamento n. 1408/71 definisce i termini “lavoratore subordinato” e “lavoratore autonomo”.
Alla luce di tale definizione, sono segnatamente considerati quali beneficiari del regolamento i lavoratori coperti da assicurazione obbligatoria o facoltativa continuata presso un regime di sicurezza sociale destinato ai lavoratori subordinati o autonomi (STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.4.3; Pierre Rodière, Droit social de l’Union européenne, 2a ed., Parigi 2002, pag. 614, cifra marg. 646).
La Corte di Giustizia delle Comunità europee (CGCE) ha stabilito che la nozione di lavoratore dev’essere definita secondo criteri oggettivi che caratterizzano il rapporto di lavoro in considerazione dei diritti e degli obblighi delle persone interessate, la caratteristica essenziale di tale rapporto consistendo nel fatto che una persona svolge, durante un certo tempo, in favore di un’altra persona e sotto la direzione di quest’ultima, delle prestazioni in cambio delle quale percepisce una rimunerazione (STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.4.4).
Per “attività subordinata” e “attività autonoma” si devono intendere le attività lavorative che sono considerate tali ai sensi della normativa previdenziale dello Stato membro nel cui territorio le dette attività vengono svolte (STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.4.4; cfr. anche STCA del 12 aprile 2006 nella causa C., inc. 35.2005.57).
Sono più in generale da considerare come lavoratori tutti coloro che, in quanto tali (cfr. DTF 131 V 395 consid. 3.2) indipendentemente dalla loro denominazione e dall’esercizio (attuale) di un’attività professionale, possiedono la qualità di assicurati ai sensi della legislazione di sicurezza sociale di uno o più Stati membri (STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.4.4).
Il regolamento (CE) 1408/71 prevede, di regola, l'assoggettamento delle persone assicurate al sistema sociale dello Stato in cui viene esercitata l’attività professionale (cfr. art. 13 del regolamento (CE) 1408/71, cfr. anche l'articolo dell'Istituto delle assicurazioni sociali, "
Accordo sulla libera circolazione delle persone e sicurezza sociale con particolare riferimento ai rapporti fra Svizzera ed Italia
", in RDAT I-2002, pag. 41 segg.; cfr. P. Cadotsch et Marie-Pierre Cardinaux, “
Les effets de l’accord sur l’assujettissement et l’obligation de cotiser à l’AVS
” in “
L’accord sur la libre circulation des personnes avec l’UE et ses effets à l’égard de la sécurité sociale en Suisse
”, Berna 2001, pag. 131 segg.).
2.4. Le Direttive sull’assoggettamento al n. 2011 rilevano che l’ALC prevede l’assoggettamento alla legislazione di un solo Stato (art. 13 del Regolamento 1408/71).
I cittadini dell’UE o svizzeri che lavorano solo in Svizzera sono assicurati all’AVS/AI/IPG e AD (art. 13 del regolamento 1408/71), a meno di essere lavoratori distaccati o di far parte di una categoria speciale.
I cittadini svizzeri o dell’UE che lavorano solo in uno degli Stati dell’UE non sono assicurati all’AVS/AI/IPG e AD (art. 13 del regolamento 1408/71), a meno che siano distaccati.
In generale i cittadini svizzeri o dell’UE che esercitano un’attività salariata in due o più Stati dell’UE sono assoggettati alla legislazione del loro Stato di residenza se una parte dell’attività vi è esercitata (art. 14 par. 2 punto b let. i del regolamento 1408/71).
Se il salariato non lavora nel suo Stato di residenza, è di regola assicurato nello Stato della sede del suo datore di lavoro (art. 14 par. 2 punto b let. ii del regolamento 1408/71). Se lavora per più datori di lavoro che hanno sede in Stati differenti, va assicurato nel suo Stato di residenza (art. 14 par. 2 punto b lett. i del regolamento 1408/71).
Per quanto concerne gli indipendenti, i cittadini svizzeri o dell’UE che lavorano come indipendenti solo in uno Stato dell’UE non sono assicurati all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 lett. b regolamento 1408/71) a meno che non abbiano lo statuto di lavoratori distaccati.
L’indipendente svizzero o dell’UE che lavora solo in Svizzera è assicurato all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 let. b del regolamento 1408/71), a meno di essere distaccato.
Di regola i cittadini svizzeri o dell’UE che esercitano l’attività indipendente in due o più Stati dell’UE o in Svizzera e nell’UE, sono assicurati nel luogo di residenza se una parte dell’attività vi è esercitata. Se non esercita alcuna attività nel suo Paese di residenza, è assicurato nel paese dove esercita l’attività principale (art. 14bis par. 2 regolamento 1408/71).
I cittadini svizzeri o dell’UE che esercitano simultaneamente un’attività indipendente in Svizzera e un’attività salariata in uno Stato dell’UE, sono di regola assicurati in entrambi gli Stati (eccezione al principio dell’affiliazione in un solo Stato, marg. 2033).
Per il marg. 2034 i cittadini svizzeri o dell’UE che esercitano simultaneamente un’attività salariata in Svizzera e un’attività indipendente in uno Stato dell’UE sono di regola assoggettati in Svizzera per l’insieme dei redditi acquisiti in differenti Stati (vi sono tuttavia numerose eccezioni elencate al marg. 2034).
Colui che esercita simultaneamente un’attività sul territorio di due o più Stati deve informare l’organo competente dello Stato di residenza (marg. 2035).
Quando il lavoratore è domiciliato in Svizzera la cassa di compensazione verifica se è assicurato all’AVS/AI/IPG/(AD) conformemente alle disposizioni dell’ALC, rispettivamente dell’Accordo AELS. Se le condizioni sono adempiute, la cassa di compensazione competente compila l’attestato che certifica che questa persona è assoggettata alle disposizioni svizzere (formulario E 101) e trasmette una copia dell’attestato all’istituzione, rispettivamente alle istituzioni designate dall’autorità competente di ogni Stato membro (marg. 2036).
Se il lavoratore non è soggetto all’AVS/AI/IPG/(AD) la cassa di compensazione gli chiederà la presentazione del formulario E 101 debitamente compilato dall’autorità estera competente al fine di verificare se è assicurato in uno Stato UE rispettivamente dell’AELS (marg. 2037).
Se l’interessato non produce la documentazione la Cassa di compensazione si informerà presso l’autorità estera trasmettendo la domanda sul formulario E 001.
L’assoggettamento all’AVS delle fattispecie non regolate dall’ALC (ad esempio cittadini non comunitari che svolgono attività lavorativa in Paesi non comunitari) viene stabilito sulla base delle Convenzioni internazionali sottoscritte dalla Svizzera. Se non esiste alcuna Convenzione, l’assoggettamento è determinato secondo il diritto svizzero (marg. 2061 delle Direttive sull’assoggettamento).
2.5. Va ancora evidenziato come a norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati
(art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.6. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
2.7. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993
pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.8. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa
B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).