Decision ID: 6fb31177-d852-5656-ad02-a7ad04bdac17
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

in fatto
a.
_ _ é proprietaria delle confinanti part. n. _ e _RFD di _; sul mappale _0, situato in zona edificabile residenziale RU2, sorge l’abitazione dell’insorgente; il fondo n. _, non costruito, è invece attribuito in parte alla zona edificabile e in parte alla zona di protezione natura ZPN2 della _ di _. _o.
b
. Il PR di Vezia é stato approvato dal CdS nel dicembre del 1989.
Per poter procedere alla definizione di misure pianificatorie atte alla protezione del biotopo umido della _ di _ _, il Municipio ha provveduto ad istituire una zona di pianificazione entrata in vigore il 9 settembre 1991 per la durata di due anni e la cui validità é stata prorogata dal Consiglio di Stato sino al 9 settembre 1995.
c.
Nel frattempo il Municipio di _ ha proceduto all’elaborazione di un Piano particolareggiato della _ di _. _, presentato al Dipartimento del territorio per esame preliminare in data 1 giugno 1995.
Nella sua seduta del 28 agosto 1995 il legislativo di _ ha però risolto di rinviare il progetto di PP al Municipio, demandando al Cantone il compito di provvedere all’adozione delle misure di protezione della _. Quest’ultimo ha quindi deciso di presentare un piano regolatore cantonale di protezione (PRCP) fondato sulle disposizione del DLBN del 16 gennaio 1940 e del relativo Regolamento di applicazione (R appl. DLBN del 22.1.1974). Tale piano, che riprende in sostanza i contenuti del PP elaborato dal Municipio di _, prevede in particolare l’attribuzione parziale (ca. 2/3 della superficie) della particella n._ RFD alla zona di protezione della natura ZPN2.
d.
Contro questa misura pianificatoria _ _ è insorta dinanzi al Consiglio di Stato. Essa ritiene in via principale che l’inclusione del suo fondo in zona di protezione natura non sia necessario alla tutela della _; in via subordinata chiede una adeguamento del limite della ZPN2 a est del muro di sostegno esistente sul mapp. n. _.
e.
Con risoluzione governativa del 30 aprile 1997 il Consiglio di Stato ha approvato il PRCP della _ di _. Rispondendo alle censure ricorsuali, il CdS ritiene di poter accettare la domanda subordinata e dispone affinché la delimitazione della zona di protezione ZPN2 venga spostata a est del muro di sostegno sul f.n. _RFD (cfr. Allegato 1 della risoluzione).
f.
Dissentendo da tale decisione, _ _ é insorta dinanzi al TPT, chiedendo una completazione del PRCP con una serie di norme edilizie più precise e chiare, inerenti in particolare alla ricomposizione parcellare, al travaso degli indici, alle linee di arretramento e alla possibilità di costruire in sporgenza. Qualora queste richieste non potessero essere soddisfatte, l’insorgente chiede l’annullamento del PRCP e l’attribuzione integrale del fondo alla zona edificabile RU2.
g.
Nelle sue osservazioni al ricorso il Consiglio di Stato, dopo aver precisato alcune disposizioni nel senso richiesto dall’insorgente, chiede la reiezione del gravame ricordando il prevalente interesse pubblico della protezione di un raro biotopo come la _ di _. _.
h.
In data 9 ottobre 1997 si é tenuta l’udienza in contraddittorio. All’occasione le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande.
c o n s i d e r a t o

in diritto
1.
La competenza di questo tribunale è data dall'art. 8 cpv. 2 DLBN, in vigore dal 1 ottobre 1992, in virtù del quale contro le decisioni dell’ultima istanza amministrativa in materia di protezione delle bellezze naturali e del paesaggio é dato ricorso al TPT (cfr. sentenza TRAM 25.20.1992 in re Lepori D.). La potestà ricorsuale dell’insorgente é invece data dall’art. 10 cpv. 1 R appl. DLBN; quale proprietaria di fondi situati nel perimetro del PRCP o nelle sue immediate vicinanze dispone senz’altro di un interesse legittimo.
Presentato nei termini statuiti dall’art. 38 cpv. 1 LALPT, il gravame é pertanto ricevibile in ordine.
2. protezione della natura - base legale
2.1.
La protezione della natura e del paesaggio è sancita a livello costituzionale dall'art. 24 sexies Cost che ne affida la competenza ai Cantoni, mentre fa carico alla Confederazione di rispettare nell'esecuzione dei suoi compiti le caratteristiche del paesaggio, l'aspetto degli abitati, i luoghi storici, come anche le rarità naturali e i monumenti culturali, con l'obbligo di conservarli intatti quando vi sia un interesse generale e preponderante. Il disposto costituzionale conferisce alla Confederazione la facoltà di legiferare sulla protezione della fauna e della flora. Direttamente protette dalla Costituzione sono unicamente, a seguito dell'iniziativa di _, le paludi e le zone palustri di particolare bellezza e di importanza nazionale (protezione sancita anche dalla modifica 24.3.1995 degli art. 23 e 24 LPN, in vigore dal 1.1.1997).
La protezione della natura e del paesaggio è specificamente disciplinata dalla legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1.7.1966, fondata sul citato art. 24sexies Cost.
Giusta l'art.
18 cpv. 1 LPN
"l'estinzione di specie animali e vegetali indigene dev'essere prevenuta mediante la conservazione di spazi vitali sufficienti (biotopi) e altri provvedimenti adeguati. Secondo il cpv. 1bis (introdotto dall'art. 66 no. 1 della L del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente, in vigore dal 1.1.1985) devono essere segnatamente protetti le zone ripuali,
le praterie a carice
(= prati umidi)
e le paludi
, le fitocenosi forestali rare, le siepi, i boschetti in terreni aperti, i prati secchi e altri siti che nell'equilibrio naturale hanno una funzione compensatrice o presentano condizioni favorevoli alle biocenosi
(risalto ns.)".
Secondo l'art.
18a cpv. 1 LPN
(introdotto dal n. 1 della LF del 19 giugno 1987, in vigore dal 1. febbraio 1988) il Consiglio federale, sentiti i Cantoni, determina i
biotopi d'importanza nazionale
, ne stabilisce la situazione e indica gli scopi della protezione. Il secondo capoverso fa tassativo ordine ai Cantoni di disciplinare la protezione e la manutenzione dei biotopi d'importanza nazionale, di prendere tempestivamente gli opportuni provvedimenti e di badare alla loro esecuzione.
Quanto ai
biotopi d'importanza regionale e locale
spetta ai cantoni, a norma dell'art.
18b cpv. 1 LPN
(pure introdotto dalla LF del 19 giugno 1987) provvedere alla loro protezione e manutenzione. Si tratta secondo la giurisprudenza di un mandato imperativo (DTF 118 Ib 488, 117 Ib 243 ss, 116 Ib 203 ss; 114 Ib 268 ss).
I biotopi non sono direttamente designati dall'art. 18 LPN; la loro protezione non deriva direttamente dal diritto federale (DTF 116 Ib 209 ss, consid. 5).
La Confederazione - e, trattandosi di biotopi d'importanza regionale e locale, i Cantoni - devono anzitutto stabilire quali sono gli spazi vitali da proteggere. Ciò presuppone la ponderazione di tutti gli interessi, pubblici e privati, in gioco.
2.2.
La natura e il paesaggio sono parimenti protetti dalla legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (
LPT
), fondata sull'art.
22quater Cost.
L'art. 3 cpv. 2 LPT proclama che il paesaggio dev'essere rispettato e che in particolare (lett. d) occorre conservare i siti naturali. Nell’ambito dei PR comunali l'art. 17 LPT prevede infatti l'istituzione di zone protette comprendenti tra l'altro “i biotopi per gli animali e vegetali degni di protezione” (cpv. 1 lett. d). Al posto delle zone protette il diritto cantonale può prevedere altre misure adatte (art. 17 cpv. 2 LPT). Anche l’art. 28 LALPT cpv. 2 dispone alla lett. f che le rappresentazioni grafiche dei PR abbiano in particolare a fissare “le zone di protezione dei beni naturalistici, paesaggistici e storico-culturali” e, alla lett. h, “i vincoli speciali cui è assoggettata l’utilizzazione di taluni fondi, in particolare per la protezione delle acque, la tutela del paesaggio, dei contenuti naturalistici del paesaggio, degli edifici di pregio storico-culturale o della vista panoramica”.
E’ pero’ possibile (ed in taluni casi auspicabile) affidare la protezione della natura ad altri strumenti pianificatori : nella scelta delle misure i cantoni godono in effetti di un'ampia libertà (DTF 118 Ib 490) e possono far capo alle procedure di cui già dispongono (DTF 116 Ib 215).
Occorre a questo punto ricordare che nel Canton Ticino sono tuttora in vigore il
Decreto legislativo sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio
(
DLBN
) del lontano 16 gennaio 1940 e il relativo regolamento di applicazione del 22 gennaio 1974. Le relative normative conferiscono al Consiglio di Stato la competenza di assicurare la tutela dei rispettivi beni.
Ciò può avvenire direttamente con gli strumenti del PR comunale, oppure per iniziativa del Consiglio di Stato (art. 5 R appl. DLBN), tramite l’adozione di
piani regolatori cantonali di protezione
ai sensi degli art. 9-12 R appl. DLBN.
Ed é precisamente su questa base che il Cantone ha deciso l’adozione del Piano regolatore cantonale di protezione della _ di _, istituendo le due zone di protezione della natura ZPN1 e ZPN2 e le relative norme di attuazione.
2.3.
La _ di _ _ di _, oltre ad essere inserita nell’inventario dei siti di riproduzione degli anfibi di importanza nazionale, é stata iscritta quale
oggetto n. 2512 nell’Inventario federale delle paludi di importanza nazionale
e soggiace pertanto alle disposizioni dell
’Ordinanza sulle paludi
(OPN), entrata in vigore il 1 ottobre 1994. Gli oggetti di cui all’inventario citato (art. 1 OPN) soddisfano le esigenze di particolare bellezza menzionate nell’art. 24sexies cpv. 5 Cost. fed.. La delimitazione di tali oggetti é stabilita dai Cantoni che prevedono fra l’altro
zone cuscinetto
sufficienti dal punto di vista ecologico (art. 3 OPN), adottano adeguati provvedimenti di protezione e di manutenzione (art. 5 cpv. 1 OPN) e vigilano in particolare a che i piani e le prescrizioni che regolano la modalità di utilizzazione del suolo, ai sensi della legislazione in materia di pianificazione del territorio, siano conformi all’Ordinanza stessa (art. 5 cpv. 2 lett. a OPN).
Come detto l’adempimento dei compiti assegnati dai citati disposti federali al Cantone é, nel caso concreto, stato attuato per il tramite di un piano regolatore cantonale di protezione ai sensi del R appl. DLBN. E non poteva essere altrimenti; si ricorda infatti che il Consiglio comunale di Vezia, con decisione 28 agosto 1995, ha deciso di rinviare al mittente il progetto di Piano particolareggiato della _ elaborato dal Municipio, chiedendo al Cantone di provvedere lui stesso a stabilire i limiti e le prescrizioni delle misure volte alla protezione della _. Va rilevato al proposito che lo strumento del PRCP é già stato utilizzato con successo in diverse circostanze (si cita in particolare la protezione dei laghetti di _ e _), e permette all’autorità cantonale di intervenire direttamente e celermente nell’adozione di misure di protezione a livello pianificatorio.
3. Interesse pubblico - proporzionalità
In via principale, l’insorgente contesta l’attribuzione di parte del f.n. _alla zona di protezione della natura ZPN2, ritenendo che lo scopo di tutela della _ può essere benissimo assicurato anche senza vincolare questa superficie.
Simili affermazioni si scontrano tuttavia con le risultanze dei numerosi studi effettuati sul biotopo, già citati nella precedenti sentenze del TPT 20 settembre 1993 (re Giani A.) e 8 novembre 1994 (re _ e _). In particolare lo studio effettuato dallo Studio consulenze ambientali _ negli anni 1993-94 (che é servito da base per l’elaborazione del PRCP e per l’iscrizione della _ nell’Inventario federale delle paludi) ha evidenziato l’importanza della salvaguardia delle zone “cuscinetto” a contorno della zona umida vera e propria, zone nelle quali va evitato il sorgere di nuove infrastrutture per il traffico e di nuove edificazioni, allo scopo di non compromettere il delicato equilibrio idrologico della zona e di evitare la distruzione della vegetazione ripuale come pure l’aumento di immissioni di origine antropica di ogni genere.
Non fa dubbio, alla luce di queste circostanze (che, per quanto possibile, sono state verificate in sede di sopralluogo), che l’estensione della zona di protezione ZPN2 alla parte orientale del f.n. _ (già corretta dal CdS in parziale accoglimento del ricorso in prima istanza) sia pienamente giustificata.
L’interesse pubblico a proteggere la _ e i suoi dintorni prevale senz’altro su quello privato della proprietaria a poter liberamente disporre del proprio fondo e merita tutela in questa sede. Né vi sono peraltro motivi per porne in dubbio la proporzionalità : il provvedimento è idoneo a conseguire lo scopo, non si vede quale altra misura meno incisiva potrebbe raggiungere lo stesso risultato e infine tra scopo e mezzo per conseguirlo corre un rapporto ragionevole (zumutbar). Si ricorda nuovamente come il CdS, in approvazione della domanda subordinata dell’insorgente, abbia già proceduto a correggere il limite della zona di protezione verso est; la superficie toccata dal vincolo rappresenta ora la misura minima necessaria alla tutela dell’equilibrio ecologico della _.
4.