Decision ID: 96e99863-cfbe-5adf-9dfb-9912a9aae0ba
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
L’attrice, di professione fotografa, ha collaborato al libro “_ ” di _, edito nel 1984, fornendo la maggior parte delle fotografie ivi pubblicate.
Nelle successive edizioni dell’opera non è più stato menzionato il nome dell’attrice quale autrice delle fotografie, erroneamente attribuite ad altri, il che l’ha indotta ad introdurre una petizione per proporre le domande citate in ingresso, alle quali la convenuta si è opposta.
B.
Il Pretore, accertata la qualità di opera ai sensi della _ delle fotografie in questione, ha ritenuto che l’indicazione di terzi in luogo dell’attrice quali autori delle stesse configuri un’illecita violazione dei diritti morali dell’autrice, così che la di lei domanda volta all’accertamento di tale illecito meriterebbe protezione.
Sarebbe per contro infondata la richiesta di risarcimento del torto morale, non potendosi affermare che l’illecito da lei subito le abbia provocato particolari sofferenze fisiche o psichiche, così come ingiustificata sarebbe la richiesta di pubblicazione della sentenza sui quotidiani ticinesi, trattandosi di questione di minima importanza ed essendo trascorso lungo tempo dall’ultima edizione del libro “_ ”.
Quo alle spese della causa, il Pretore ha ritenuto le parti soccombenti in uguale misura, ed ha perciò suddiviso in ragione di metà ciascuno le spese e la tassa di giustizia, compensando le ripetibili.
C.
L’attrice insorge solo contro quest’ultima decisione, chiedendo che venga riformata nel senso di accollare alla convenuta tutte le spese di causa e di condannarla al versamento in favore dell’attrice di adeguate ripetibili.
Sarebbe infatti errata la decisione del Pretore di ritenere le parti soccombenti in uguale misura, atteso che l’attrice ha ottenuto ragione sull’oggetto primordiale e di primaria rilevanza della petizione, ovvero l’accertamento della lesione della personalità.
D.
La convenuta non ha formulato osservazioni sull’appello di controparte.

Considerato
in diritto:
1.
L’appellante postula l’attribuzione di un’indennità per ripetibili senza indicarne l’ammontare, compito che essa lascia al criterio della Camera adita (appello, pag. 5) senza avvedersi che siffatta richiesta è irricevibile.
Per invalsa giurisprudenza di questa Camera sono infatti viziati da nullità gli appelli in materia di indennità ripetibile in cui il richiedente omette di formulare all’autorità di ricorso una precisa richiesta di giudizio, per il motivo che siffatta richiesta rende impossibile il determinarsi entro i limiti della domanda della parte, ed espone perciò il giudice al rischio di attribuire più di quanto richiesto (art. 86 e 309 cpv. 2 lit. e CPC;
Cocchi/ Trezzini
, CPC, ad art. 309, n. 1 con nota di commento, e n. 2) .
La richiesta dell’attrice andrebbe pertanto disattesa già solo per questo motivo, ma è comunque infondata per i motivi di cui al successivo considerando.
2.
La richiesta di accollare alla convenuta tutte le spese e la tassa di giudizio del primo processo è per contro ricevibile, ma manifestamente infondata.
E’ in effetti incontestabile che l’attrice è risultata pienamente soccombente al riguardo di due delle tre domande di giudizio da lei formulate, tra cui quella della condanna al pagamento di un importante risarcimento pecuniario, e perciò mal si comprende come essa possa pretendere di essere considerata parte vittoriosa nel processo.
Anche se l’accertamento dell’illiceità della violazione del diritto d’autore dell’attrice costitutiva la necessaria premessa per l’accoglimento delle altre sue domande, non si può per questo solo motivo ritenerla più importante delle altre ai fini del riparto degli oneri di causa.
Al contrario, il Pretore ha chiaramente indicato che la lesione così accertata è “di minima importanza” (consid. 6, pag. 6), e questo evidentemente a dispetto della diversa percezione soggettiva della fattispecie da parte dell’attrice, di modo che al confronto ben più sostanziosa risulta la richiesta condannatoria di fr. 15’000.-- oltre interessi per il preteso torto morale, e a ben vedere anche la richiesta di pubblicazione del giudizio sui quotidiani ticinesi è in termini oggettivi sanzione assai incisiva per riguardo alla rilevanza del torto subito dall’attrice.
Se ne deve necessariamente concludere che il Pretore determinandosi in maniera equanime sugli oneri di causa non ha di certo violato a danno dell’attrice l’ampio margine di apprezzamento che gli compete in proposito (
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 148, n. 35), posto che una diversa decisione avrebbe semmai dovuto andare nella direzione di ritenere una preponderante soccombenza dell’attrice.
Ne deve conseguire, ai sensi dei considerandi, la reiezione del gravame, ampiamente infondato nella misura in cui esso è ricevibile.
Le spese e la tassa di giustizia seguono la soccombenza dell’attrice (art. 148 CPC), mentre non si attribuiscono ripetibili alla convenuta che non ha presentato osservazioni.