Decision ID: 6ae05e3b-0a67-5e6c-9e9c-dc583653b2b1
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha depositato in data 23 gennaio 2013
in Svizzera,
la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio
federale della migrazione, UFM) del 28 gennaio 2016, notificata il 30 gen-
naio 2016 (cfr. risultanze processuali), con la quale la SEM non ha ricono-
sciuto la qualità di rifugiato del richiedente, ha respinto la sua domanda
d'asilo, pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, escludendo tut-
tavia un rinvio in Cina,
il ricorso del 26 febbraio 2016 (timbro del plico raccomandato: 27 feb-
braio 2016; data d'entrata: 29 febbraio 2016),
l'assenza nel gravame della firma in originale,
la decisione incidentale del 15 marzo 2016, notificata il 17 marzo 2016 (cfr.
avviso di ricevimento), con la quale il Tribunale amministrativo federale (di
seguito: il Tribunale) ha invitato l'insorgente a regolarizzare il ricorso tramite
la sottoscrizione dello stesso in originale entro un termine di sette giorni
dalla notificazione della decisione incidentale, con comminatoria d'inam-
missibilità del ricorso in caso di decorso infruttuoso del termine (art. 52 PA),
la scadenza infruttuosa del termine di regolarizzazione in data
24 marzo 2016,
lo scritto inoltrato il 1° aprile 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 4 aprile 2016) tramite il quale il ricorrente ha chiesto, secondo il
senso, la restituzione del termine per la regolarizzazione del ricorso ed ha
ritornato al Tribunale il ricorso con la firma in originale,

e considerato:
che in materia d'asilo il Tribunale di regola giudica definitivamente i ricorsi
contro le decisioni della SEM (art. 5 PA, art. 31 e art. 33 lett. d LTAF,
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cifra 1 LTF),
che le procedure sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalle LTF, in quanto la
legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
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che il Tribunale, come osservato dal Tribunale federale (sentenza del TF
9C_1020/2010 del 28 dicembre 2011 consid. 3.3 e relativi riferimenti), è
competente per trattare la domanda di restituzione del termine ai sensi
dell'art. 24 PA, poiché, in caso di accoglimento, è l'autorità che dovrebbe
statuire sull'atto processuale recuperato,
che il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici le domande di re-
stituzione dei termini ammissibili (art. 21 cpv. 1 LTAF), mentre il giudice
dell'istruzione decide quale giudice unico la non entrata nel merito di impu-
gnazioni manifestamente inammissibili (art. 111 lett. b LAsi e art. 23 cpv. 1
lett. b LTAF),
che in virtù dell'art. 24 cpv. 1 PA se il richiedente o il suo rappresentate è
stato impedito senza sua colpa di agire nel termine stabilito, quest'ultimo è
restituito in quanto, entro 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento, ne
sia fatta domanda motivata e sia compiuto l'atto omesso,
che con scritto inoltrato il 1° aprile 2016 il ricorrente ha indicato di non aver
compreso la decisione incidentale del Tribunale del 15 marzo 2016, di aver
avuto bisogno di più di due settimane per trovare una persona che potesse
fargli una traduzione ed aver così appreso che il termine per la regolariz-
zazione era ormai scaduto da una settimana; che prega comunque il Tri-
bunale di concedergli una possibilità e di entrare nel merito del suo ricorso,
che tale scritto va interpretato come istanza di restituzione del termine di
regolarizzazione di sette giorni fissato dalla decisione incidentale del
15 marzo 2016,
che le condizioni formali previste dall'art. 24 cpv. 1 PA sono nella fattispecie
adempiute poiché il ricorrente ne ha fatto richiesta motivata entro 30 giorni
dalla cessazione dell'impedimento nonché ha compiuto l'atto omesso sot-
toscrivendo in originale il ricorso,
che pertanto, occorre entrare nel merito dell'istanza di restituzione del ter-
mine,
che per quanto attiene alle condizioni materiali, la giurisprudenza in mate-
ria di restituzione di un termine è molto restrittiva,
che la restituzione del termine serve a impedire pregiudizi giuridici insorti
per inosservanza di un termine che subisce l'istante allorquando non gli è
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imputabile la colpa di tale inosservanza (cfr. STEFAN VOGEL, in: Auer/Mül-
ler/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltung-
sverfahren (VwVG), 2008, ad art. 24 PA n. 1 pag. 331),
che v'è da restituire il termine se l'inosservanza a causa dell'impedimento
di cui non può essere attribuita la colpa all'istante, è da ricondurre ad un'im-
possibilità oggettiva o soggettiva di agire nel senso (cfr. STEFAN VOGEL, op.
cit., ad art. 24 PA n. 7 pag. 332),
che v'è un'impossibilità oggettiva quando il richiedente o il suo rappresen-
tante è stato impedito di agire nel termine stabilito a causa di una circo-
stanza indipendente dalla sua volontà ed al quale non è dato riconoscere
un comportamento negligente; che l'ignoranza della legge, il sovraccarico
di lavoro, come pure l'assenza per ferie o le carenze di ordine organizza-
tivo, non rappresentano dei validi motivi giustificanti la restituzione del ter-
mine (cfr. STEFAN VOGEL, op. cit., ad art. 24 PA n. 10 e segg. pagg. 333-
335; [tra le tante] sentenze del Tribunale amministrativo federale
A-1946/2013 del 2 agosto 2013 consid. 2.7, A-3689/2012 del 15 gennaio
2013 consid. 3.2 e A-1634/2011 del 31 ottobre 2011 consid. 2.3 e relativi
riferimenti; cfr. parimenti MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor
dem Bundesverwaltungsgericht, n. 2.136 e segg. pagg. 84 segg.),
che un'impossibilità soggettiva è data allorquando l'atto da compiere nel
termine sarebbe stato oggettivamente espletabile ma l'interessato è stato
impedito di agire a causa di particolari circostanze di cui lo stesso non è
responsabile; che ovvero, l'ostacolo soggettivo deve aver messo l'ammini-
strato o il suo rappresentante nell'impossibilità di occuparsi delle proprie
incombenze o di indicare un terzo affinché se ne occupi, come il ricovero
urgente in ospedale dovuto ad un infortunio o una malattia grave; che non
appena sia oggettivamente e soggettivamente esigibile che la persona in
oggetto agisca personalmente o che affidi a un terzo la salvaguardia dei
suoi interessi, cessa l'impedimento senza sua colpa (cfr. DTF 119 II 86
consid. 2; sentenze del TF K 34/03 del 2 luglio 2003 e I 854/06 del 5 di-
cembre 2006; STEFAN VOGEL, op. cit., ad art. 24 PA n. 10 e segg.
pagg. 333-335),
che tali circostanze devono essere apprezzate in modo oggettivo,
che tuttavia l'istante non può limitarsi a rendere verosimile, bensì deve pro-
vare che non gli è imputabile la colpa dell'inosservanza del termine (cfr.
URSINA BEERLI-BONARD, Die ausserordentlichen Rechtsmittel in der Ver-
waltungsrechtspflege des Bundes und der Kantone, 1985, pag. 227 segg.),
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che nella fattispecie, l'interessato ha dichiarato di non aver agito nel ter-
mine stabilito in quanto non aveva compreso il significato della decisione
incidentale del 15 marzo 2016 e poiché per più di due settimane non aveva
trovato qualcuno che gliela traducesse; che orbene, egli non ha dimostrato
né di aver reagito immediatamente alla decisione incidentale del Tribunale
né di non essere effettivamente riuscito a trovare qualcuno che gli tradu-
cesse il contenuto della decisione; che egli non ha dimostrato di aver fatto
tutto il possibile per trovare ed ottenere una traduzione,
che altresì, egli avrebbe potuto e dovuto rivolgersi immediatamente ad un
avvocato, ad un rappresentate oppure ad un consultorio giuridico per otte-
nere spiegazioni,
che il fatto di non comprendere la lingua italiana, questione che può essere
lasciata aperta ma su cui il Tribunale ha dei dubbi, essendo il ricorrente
stato assegnato al cantone Ticino da quasi tre anni, non può essere consi-
derato in questa fattispecie un ostacolo soggettivo,
che infine, in limine, va pure rilevato che avendo inoltrato un ricorso al Tri-
bunale, avrebbe potuto e dovuto attendersi la ricezione di una comunica-
zione e quindi essere pronto all'eventualità di dover chiedere aiuto ad un
terzo per la comprensione,
che, visto quanto precede, l'inosservanza del termine di regolarizzazione
non è da ricondurre ad un'impossibilità oggettiva o soggettiva di agire nel
senso, bensì dev'essere attribuita alla colpa dell'istante; che pertanto, egli
deve assumere le conseguenze del proprio agire negligente,
che, di conseguenza, la domanda di restituzione del termine inoltrata in
data 1° aprile 2016 deve essere respinta,
che essendo il termine di regolarizzazione del ricorso scaduto infruttuoso,
ne discende che il ricorso del 26 febbraio 2016 va dichiarato inammissibile
(art. 52 cpv. 3 PA),
che visto l'esito del ricorso, le spese processuali di CHF 600.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA, nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripeti-
bili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
La domanda di restituzione del termine è respinta.
2.
Il ricorso è inammissibile.
3.
Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente. Tale
ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-
derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente
sentenza.
4.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale competente.