Decision ID: c8130005-9785-515c-9101-1f2b1978981a
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ è proprietario della particella n. 831 RFD di Viganello. _ _, _ _ e _ _ _ sono comproprietarie della particella n. _RFD di _, costituita in proprietà per piani. Questi fondi, unitamente alle particelle n. _e _ (appartenenti attualmente alla comunione ereditaria fu _ _i), 666 (proprietà della comunione ereditaria fu _ _) e 1012 (intestata alla comunione ereditaria fu _ _), costituivano in origine un unico appezzamento, nel tempo frazionato.
B. Il 6 aprile 1979 i proprietari delle suddette particelle hanno stipulato la servitù seguente:
Servitù di limitazione di destinazione e di costruzione nel senso che su ciascuna delle particelle n. _, _, _, _, _, _non potrà sorgere che una costruzione di civile abitazione della superficie massima di mq 150 e per un’altezza massima di 3 piani abitabili più un seminterrato non abitabile la cui altezza fuori terra dal ciglio naturale del terreno non deve superare m 1.50.
La convenzione è poi stata completata il 23 maggio 1980 nel senso di tollerare un agio sulla superficie edificabile di 1% del limite di 150 m2. Il 5 ottobre 1993 _ _ ha proposto a tutti gli altri proprietari che avevano firmato la convenzione di modificare parzialmente la servitù di limitazione di destinazione e di costruzione, nel senso di adeguarla alla superficie massima concessa dal piano regolatore di _hanno proposto di respingere la petizione. _ _ ha eccepito la carenza di legittimazione attiva e passiva, sostenendo in particolare che la sentenza avrà effetto costitutivo nei confronti di tutti i proprietari partecipi alla convenzione, ragione per cui dovevano essere convenuti anche gli altri proprietari nell’ambito di un litisconsorzio necessario.
E. In sede di replica l’attore non ha preso posizione sull’eccezione formulata da _ _, mentre nella duplica del 15 maggio 1995 _ _ ha sollevato anch’essa la citata eccezione. All’udienza preliminare del 9 ottobre 1995 _ _ e _ _ hanno mantenuto la loro eccezione.
F. Sull’eccezione dei convenuti il Pretore ha statuito il 22 maggio 1996, rigettandola. Le spese del decreto, con una tassa di giustizia di fr. 300.–, sono state poste a carico di _ _ e di _ _ in solido, con obbligo per queste ultime di rifondere all’attore, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 300.– per ripetibili.
G. Contro il decreto del Pretore _ _ ha introdotto un appello il 31 maggio 1996 nel quale postula, in riforma del querelato giudizio, l’accoglimento della sua eccezione. Anche _ _ è insorta con un appello il 16 giugno 1996, nel quale chiede che, conferito al gravame effetto sospensivo, la sua eccezione sia accolta. Il Pretore ha concesso effetto sospensivo all’appellazione il 14 giugno 1996.
Nelle sue osservazioni del 9 luglio 1996 _ _ conclude per il rigetto degli appelli e la conferma del decreto impugnato.

Considerando
in diritto: 1. Gli appelli presentati da _ _ e da _ _ sono entrambi rivolti contro il decreto con cui il Pretore ha respinto l’eccezione di carenza di litisconsorzio necessario da loro sollevata. Derivanti dal medesimo fatto ed atto giuridico, i ricorsi possono pertanto essere trattati simultaneamente ai fini del giudizio (art. 72 lett. b CPC, Cocchi/Trezzini, CPC annotato, Lugano 1993,n. 3 ad art. 72).
2. Il Pretore ha respinto l’eccezione di improponibilità della petizione per mancata partecipazione di tutti i convenuti poiché ha ritenuto che l’impostazione della causa, le argomentazioni addotte e le domande di giudizio non permettevano di ravvisare gli estremi di un litisconsorzio necessario. Egli ha considerato inoltre che la costituzione delle servitù reciproche, menzionate nella convenzione del 6 aprile 1979, non significava ancora l’impossibilità per l’attore di avviare un’azione di modifica di servitù solo nei confronti di una parte dei proprietari.