Decision ID: 618e9ebe-de21-5376-ba85-a65faee66e39
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 20 agosto 2021 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra CO 1 (1972) e IS 1 (1969), cittadini italiani, ha
disposto la custodia alternata del
le figlie M_ (23 febbraio 2008) e I_ (4 agosto 2009)
con domiciliazione presso la madre,
ha condannato il marito a versare alla moglie fr. 46
540.– con interessi in liquidazione del regime dei beni e ha diviso a metà la previdenza professionale maturata dai coniugi in costanza di matrimonio, accertando un conguaglio di fr. 1275.– in favore della moglie. Inoltre egli ha obbligato CO 1 a versare un contributo alimentare per quest'ultima di fr. 510.– mensili fino al
3 agosto 2025 e uno scalare per ogni figlia tra fr. 610.– e fr. 770.–
mensili,
più il pagamento dei loro premi della cassa malati
. Infine egli ha dichiarato priva d'oggetto una richiesta 19 febbraio 2021 della moglie intesa a ottenere una seconda provvigione
ad litem
, respingendo una richiesta di gratuito patrocinio formulata in subordine dalla medesima. Le spese processuali di fr. 6500.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata IS 1 è insorta a questa Camera con un appello del 29 settembre 2021 nel quale postula, in riforma del giudizio impugnato, l'affidamento
esclusivo delle figlie (riservato il diritto di visita paterno), il versamento di altri fr. 87
393.–
in liquidazione del regime dei beni, un contributo alimentare per sé di fr. 4200.– mensili, uno per M_ di fr. 1482.– mensili e uno per I_ di 1322.40 mensili (assegni familiari non compresi) f
ino alla maggiore età o fino al termine di una formazione
scolastica o professionale adeguata. Essa insta altresì per
il pagamento di fr. 20
203.75
destinati a coprire gli onorari maturati dalla sua patrocinatrice, come pure il versamento di fr. 1000.– a saldo di una provvigione
ad litem
in suo favore di fr. 5000.– o, subordinatamente, il beneficio del gratuito patrocinio. Contestualmente essa sollecita il beneficio del gratuito patrocinio anche in appello. Su quest'ultima richiesta statuire senza indugio.

Considerando
in diritto: 1.
Le spese processuali di una causa di separazione o di divorzio sono, per principio, a carico dell'unione coniugale. L'assistenza gratuita dello Stato è puramente sussidiaria (DTF 138 III 673 consid. 4.2.1; più recentemente: sentenza del Tribunale federale 5A_456/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 5.2). Le parti devono quindi far fronte da sé, con il loro reddito e la loro sostanza, ai costi di patrocinio, di procedura (anticipi richiesti dal tribunale) e alle spese vive causate dal processo (trasferte, traduzioni ecc.). Internamente il coniuge che non è in grado di sopperire a tali necessità ha diritto di ottenere un adeguato sussidio dall'altro (provvigione
ad litem
). Il beneficio del gratuito patrocinio da parte dello Stato entra in linea di conto soltanto se anche l'altro coniuge è sprovvisto di risorse sufficienti, ovvero se l'unione coniugale non è dotata di mezzi adeguati (I CCA, sentenza inc. 11.2018.120 del 21 maggio 2019 consid. 10).
2.
Nella fattispecie IS 1 fa valere di trovarsi in ristrettezze tali che non le consentono di far fronte alle spese
della procedura d'appello e all'onorario della sua patrocinatrice (art. 117 lett. a CPC). Essa non pretende tuttavia
che sarebbe vano chiedere al marito una provvigione
ad litem
per la relativa causa, né che il marito non abbia mezzi sufficienti
per concederle un sussidio, tanto meno già a un sommario esame. Del resto, la seconda richiesta di provvigione
ad litem
da lei formulata davanti al Pretore non è stata respinta perché mancassero i presupposti per una concessione in capo al marito, ma è stata dichiarata senza oggetto perché la causa in Pretura era ormai terminata. Quanto alla prima richiesta di provvigione
ad litem
di fr. 5000.–, essa era stata accolta con decisione del 19 febbraio 2020, il Pretore definendo finanche pacifico che il marito “continui a disporre di consistenti risparmi (...) senza pretendere di averli nel frattempo esauriti” (pag. 3).
Non può dirsi dunque, di primo acchito, che in concreto una richiesta di provvigione
ad litem
appaia destinata all'insuccesso, ovvero che il marito non abbia modo di anticipare alla richiedente una congrua somma, la quale sarà imputata – per principio – sulla spettanza di lei in liquidazione del regime dei beni, a meno
eventualmente che ciò appaia iniquo (DTF 146 III 212 consid. 6.3
con rinvii; RtiD I-2015 pag. 871 consid. 4a con rinvii, I-2012
pag. 882 consid. 19b; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2020.115
del 1° luglio 2021 consid. 4). Nelle condizioni descritte non soccorrono così le premesse per accogliere la richiesta di gratuito patrocinio, la quale presuppone – appunto – l'impossibilità di ottenere un adeguato sussidio da parte dall'altro coniuge (ancora recentemente: I CCA, sentenza inc. 11.2018.113 del 5 ottobre 2018 consid. 2).