Decision ID: f3359981-d7b2-5221-8d3c-0abf44ab8959
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con sentenza del 6 dicembre 2010 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1955) e AP 1 (1959), omologando una convenzione sugli effetti nella quale i coniugi hanno previsto quanto segue:
2.1 A titolo di contributo alimentare AO 1 verserà a AP 1 l'importo di fr. 1000.– mensili per una durata di 10 anni, ridotti a 8 anni qualora la signora AP 1 fosse posta al beneficio di prestazioni di assicurazione invalidità. Per tale eventualità, allo scadere dell'ottavo anno, AP 1 si impegna già sin d'ora a consegnare a AO 1 una dichiarazione dell'assicurazione invalidità attestante che nessuna prestazione le è stata corrisposta o è stata decisa a suo favore fino a quella data. Il contributo continuerà a essere versato direttamente tramite la cassa pensioni dello Stato.
2.2 (...)
2.3 A titolo di liquidazione del regime dei beni, l'importo di fr. 20
000.– presso il notaio avv. _ sarà liberato in favore del marito, dietro presentazione della sentenza di divorzio passata in giudicato. Per il resto, ogni coniuge rimane proprietario dei beni in suo possesso e/o a lui intestati e debitore dei debiti da lui contratti e/o a lui intestati.
B.
Contro la sentenza
appena citata AP 1 è
insorta con un appello del 31 dicembre 2010 per ottenere, fra l'altro,
l'aumento del contributo alimentare a fr. 1500.– mensili. Contestualmente essa ha postulato il
con
ferimento dell'assistenza giudiziaria.
L'appello non ha formato oggetto di intimazione
.
C.
Il 12 gennaio 2011 AP 1 ha dichiarato di ritirare l'appello per intervenuta transazione e il 25 gennaio 2011 ha fatto seguire alla Camera uno scambio di corrispondenza con la controparte dal quale si evince il seguente accordo:
A modifica del punto 2.3 della sentenza di divorzio 6 dicembre 2010 (OA.2007.96)
le parti concordano che l'importo che doveva essere in deposito presso il notaio avv. _ (ovvero effettivi fr. 13
500.– a seguito della deduzione della TUI) essendo in realtà già stato versato in favore della signora AP 1, AO 1 compenserà il mancato incasso interrompendo il versamento di fr. 1000.– a titolo di contributo alimentare così come disposto al punto 2.1 della sentenza, 13 mesi prima dei termini previsti al punto 2.1 ovvero 13 mesi prima della decorrenza del termine di 10 anni a partire dalla sentenza, rispettivamente 13 mesi prima dello scadere di 8 anni in caso di invalidità. L'ultimo mese di obbligo alimentare verranno versati soltanto fr. 500.–.

Considerando
in diritto:
1.
Le parti hanno raggiunto un accordo in merito alla modifica di un effetto del divorzio previsto nella convenzione sulle conseguenze dello scioglimento del matrimonio omologata dal Pretore. Una tale modifica richiede anch'essa l'omologazione del giudice, la quale ha effetto costitutivo (art. 140 CC).
2.
Prima di omologare l'accordo il giudice si assicura che i coniugi abbiano firmato la convenzione “di loro libera volontà e dopo matura riflessione”, verificando che essa sia “chiara, completa e non manifestamente inadeguata” (art. 140 cpv. 2 CC). In concreto le parti hanno raggiunto un'intesa sulla riduzione dell'importo dovuto al marito in liquidazione del regime dei beni e su una diversa modalità di corresponsione del contributo alimentare per la moglie, in modo da tenere conto del fatto che – contrariamente a quanto prevedeva la convenzione – il notaio _
aveva liberato il deposito (fr. 13
500.– al netto d'imposta) in favore della stessa AP 1. Tale modifica non appare manifestamente inadeguata. Anzi, rispecchia sostanzialmente gli accordi originari e può essere approvata. Ciò posto, il dispositivo n. 2.3 della sentenza impugnata va modificato di conseguenza e l'appello stralciato dai ruoli.
3.
Per quanto riguarda gli oneri processuali, le parti nulla hanno previsto. Ora, una convenzione sull'ammontare dei contributi di mantenimento può assimilarsi, per la sua valenza pecuniaria, a una transazione. E dandosi transazione, salvo diverso accordo il giudice suddivide gli oneri e le ripetibili secondo il risultato dell'intesa, confrontando le richieste di giudizio con quanto stipulato dalle parti nel caso precipuo, senza trascurare il comportamento processuale dell'una o dell'altra (
RtiD
II-2005 pag. 682 n. 16c
)
. Nella fattispecie l'appellante vede, in esito alla transazione, ridurre la liquidazione del regime dei beni che spetta al marito (da fr. 20
000.– a fr. 13
500.–), ma niente di più, sicché per rapporto alle richieste di giudizio esce in larga misura soccombente. Nondimeno si giustifica di tenere conto delle condizioni economiche verosimilmente precarie in cui essa versa e di rinunciare alla riscossione di oneri processuali. Non si pone inoltre problema di ripetibili alla controparte, cui l'appello nemmeno è stato intimato.
4.
Quanto alla richiesta di assistenza giudiziaria, essa merita di essere accolta limitatamente
alla questione oggetto dell'accordo,
dato che per il resto
l'appellante medesima ha desistito dalle sue pretese, ciò che rende senza interesse il beneficio dell'assistenza giudiziaria (
RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi riferimenti; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2010.61 del 9 giugno 2010, consid. 3).