Decision ID: 0a543a12-46aa-43b4-9fff-07080f565cc1
Year: 2011
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Nell’ambito di un’indagine preliminare di polizia giudiziaria avviata nei  di ignoti e di B., cittadino italiano, per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis del codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; RS 311.0) e di organizzazione criminale giusta l’art. 260ter CP, l’8  2010 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) ha  sotto sequestro la relazione n. 1 intestata alla C. SA di Z. presso la banca A. SA (v. act. 4.2 incarto BP.2011.17).
B. Con scritti del 3 febbraio 2011 (v. act. 1.1), il MPC ha autorizzato la banca A.
SA di Z. a procedere all’addebito della suddetta relazione bancaria per un importo di CHF 30'225.75 in favore della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG Ufficio contributi, rispettivamente di CHF 26'219.30 in favore dell’Ufficio delle imposte alla fonte Bellinzona, invitandolo nel contempo a  riscontro degli avvenuti pagamenti.
C. Facendo seguito ad un richiamo del MPC del 24 febbraio 2011 (v. act. 1.3), con scritto del 28 febbraio seguente (v. act. 1.4) la banca A. SA, agendo per il tramite del suo Servizio Legal Private Banking, ha informato l’autorità  di aver provveduto al bonifico di CHF 30'225.75, mentre di non avere potuto effettuare il secondo versamento di CHF 26'219.30, in quanto il conto in oggetto non presenta una sufficiente copertura in ragione dell’esistenza di un pegno di EURO 17'500.-- nei confronti di D. AG per gli esborsi connessi con la carta di credito aziendale E. La banca ha inoltre precisato che, a  dell’annullamento della carta in data 26 gennaio 2011, la garanzia verrà a scadere il 26 aprile 2011, momento in cui essa provvederà al richiesto .
D. Con decisione del 1° marzo 2011 (v. act. 1.5), il MPC ha fatto ordine alla banca A. SA, dietro comminatoria dell’art. 292 CP, di effettuare  il pagamento di CHF 26'219.30 in favore dell’Ufficio Imposte alla  e di renderne conto senza indugio.
E. Con missiva del 4 marzo 2011 all’attenzione del MPC (v. act. 1.6), la banca A. SA ha affermato che la suddetta comunicazione consiste in un  di fondi con assegnazione degli stessi ad un terzo, sottolineando che il diritto di quest’ultimo si pone in conflitto con quello della D. AG, a beneficio del pegno rilasciato sulla relazione C. SA. La banca ha nel contempo chiesto
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al MPC di riesaminare la sua decisione tenendo conto che il pegno in  scadrà il 26 aprile 2011.
F. Con reclamo dell’11 marzo 2011 la banca A. SA è insorta contro la decisione
del 1° marzo precedente dinanzi alla I Corte dei reclami penali postulandone l’annullamento e la concessione dell’effetto sospensivo al suo gravame (v. act. 1). Essa sostiene che la decisione impugnata è priva di qualsiasi , sottolineando nel contempo che il MPC non ha preso posizione in merito alla sua missiva del 4 marzo 2011. L’insorgente ha poi sottolineato come la misura oggetto del suo reclamo consisterebbe in un dissequestro di fondi con assegnazione degli stessi ad un terzo, atto che giusta l’art. 267 cpv. 4 del codice di diritto processuale penale svizzero del 5 ottobre 2007 (codice di procedura penale, CPP; RS 312.0) può essere effettuato soltanto da un giudice. Il MPC avrebbe potuto eventualmente decidere sull’ dei beni fissando alle altre persone che hanno avanzato pretese un termine per impartire azione al foro civile (art. 267 cpv. 5 CPP).
G. Con decreto del 1° aprile 2011 (v. act. 5) lo scrivente Tribunale ha concesso l’effetto sospensivo al reclamo in oggetto.
H. In data 12 aprile 2011 la banca A. SA ha comunicato che il pegno gravante il conto della C. SA ammonta ad EURO 4'446.77, precisando che dopo  di tale importo il saldo residuo sulla relazione ammonterebbe a CHF 28'670.-- (v. act. 7).
I. Con osservazioni del 15 aprile seguente il MPC ha chiesto di dichiarare il reclamo irricevibile per carenza di legittimazione ricorsuale e di respingerlo siccome infondato (v. act. 9). Esso ha in primo luogo rilevato che la  impugnata non lede giuridicamente e direttamente alcun interesse della banca A. SA, la quale non è pertanto né parte, né un terzo aggravato da atti procedurali ai sensi degli art. 104-105 CPP. L’autorità federale ha poi  che l’obbligo di motivare la propria decisione non le impone di esporre nei minimi dettagli le proprie argomentazioni, sottolineando infine che il , non potendo agire per conto della D. AG e privo della qualità di avente diritto, non può prevalersi dell’art. 267 CPP.
J. Con replica del 28 aprile 2011 (v. act. 11), la banca A. SA ha per l’essenziale
ripreso le argomentazioni esposte nel suo gravame dell’11 marzo . L’istituto bancario ha inoltre precisato che l’ordine oggetto del provvedi-
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mento impugnato gli è stato direttamente impartito, peraltro con la  dell’art. 292 CP, ciò che lo legittima ex art. 105 CPP ad interporre il suo reclamo, sottolineando nel contempo che, in caso di mancata esecuzione dell’ordine e in assenza di pagamento degli scoperti, esso sarebbe stato chiamato a coprire direttamente il deficit comunicato dalla D. AG.
K. Invitato dallo scrivente Tribunale a fornire informazioni in merito ai passi  dopo l’estinzione della garanzia del pegno prevista per il 26 aprile 2011, con missiva del 9 maggio seguente (v. act. 13) la banca A. SA ha  come l’importo maturato sulla carta di credito e non corrisposto dal suo titolare ammonta a EURO 4'446.77, precisando che esso darà  seguito al versamento dell’importo di CHF 26'219.30 unicamente al momento della definizione della presente procedura di ricorso.
Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto , nei considerandi di diritto.

Diritto:
1. 1.1. In virtù dell’art. 393 cpv. 1 lett. a CPP e 37 cpv. 1 della legge federale del
19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS 173.713.161), la I Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le  e gli atti procedurali del pubblico ministero.
Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono  senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o  loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 361 consid. 1, 131 II 571 consid. 1).
1.2. Interposto tempestivamente contro una decisione del MPC il ricorso è  sotto il profilo dell’art. 396 cpv. 1 CPP.
1.3. 1.3.1. È per contro contestata la legittimazione attiva della reclamante. Secondo
l’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla  della stessa. Queste condizioni si applicano sia alle parti ai sensi dell’art. 104 CPP che agli altri partecipanti al procedimento giusta l’art. 105 CPP. A
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questo proposito la I Corte dei reclami penali ha già avuto modo di precisare in più di un’occasione che la legittimazione ad interporre reclamo  l’esistenza di un pregiudizio personale e diretto (v. in particolare sentenza del Tribunale penale federale BB.2007.11 del 12 marzo 2007, consid. 1.2). Sulla scorta dei principi sviluppati prevalentemente nell’ambito dell’assistenza giudiziaria internazionale – e unanimemente applicati alle procedure penali interne – dottrina e la giurisprudenza considerano in effetti che solo la persona (fisica o giuridica) direttamente lesa dal provvedimento in questione è legittimata ad impugnarlo (v. TPF 2007 158 consid. 1.2; LIEBER, Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], /Basilea/Ginevra 2010, art. 105 CPP n. 13; STUCKI, Kommentierte  zur Schweizerischen Strafprozessordnung, Berna 2008, pag. 83). Più concretamente, nel caso del sequestro di un conto bancario solo il  del conto adempie in principio a questa condizione. In circostanze  la banca stessa può anch’essa essere toccata personalmente e  da questo provvedimento (v. TPF 2010 22 consid. 1.3). Secondo la giurisprudenza ciò è in particolare il caso quanto l’istituto bancario dispone di un diritto reale limitato sui valori confiscati (v. sentenza del Tribunale federale 6S.365/2005 dell’8 febbraio 2006, consid. 4.2.1 e riferimenti ivi citati).
1.3.2. Nella fattispecie, intestataria e titolare della relazione bancaria n. 1 presso la banca A. SA sequestrata dal MPC in data 8 ottobre 2010 è la C. SA di Z. (v. act. 4.2 incarto BP.2011.17). La D. AG è inoltre titolare di un diritto di pegno contrattuale sul suddetto conto per gli esborsi connessi con la carta di credito aziendale E. Come rettamente indicato dal MPC nelle sue osservazioni del 15 aprile 2011 (v. act. 9 pag. 2-3), la decisione impugnata non lede  e direttamente gli interessi della reclamante, la quale non è  né parte, né terzo aggravato da atti procedurali ai sensi degli art. 104-105 CPP. Il pregiudizio allegato è infatti patito in primo luogo dalla C. SA, entità giuridica a sé stante e detentrice del conto sequestrato, ed eventualmente dalla D. AG, titolare di un diritto di pegno sullo stesso. Inoltre l’ordine di  al versamento di un contributo pubblico è stato impartito da un’autorità, ciò che è sufficiente a togliere qualsiasi profilo di illiceità nella  tra la banca A. SA e la D. AG. Alla luce delle norme e dei principi  richiamati, la banca A. SA risulta casomai solo indirettamente toccata dal provvedimento litigioso, di modo che essa è priva di legittimazione . Ne discende che il reclamo deve essere dichiarato irricevibile per carenza di legittimazione.
2. Conformemente all’art. 428 cpv. 1 CPP, le spese processuali sono a  della parte soccombente; in concreto viene posta a carico della  una tassa di giustizia di fr. 1'500.--, calcolata giusta gli art. 5 e 8 cpv. 1 del Regolamento del Tribunale penale federale del 31 agosto 2010
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sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura  federale (RSPPF; RS 173.713.162). Essa è coperta dall'anticipo  spese già versato.
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