Decision ID: d8674422-ad66-50d5-a79f-67c15c143f9e
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, impiegato quale ... della dogana commerciale di ..., è a
beneficio dell'alloggio di servizio no. (casa d'abitazione), composto da 4.5
locali per una superficie di 70.50 metri quadrati, sito nel comune di ...,
Ticino. Con foglio di rilevamento per appartamenti di servizio (in seguito
foglio di rilevamento gennaio 2014) del 9 gennaio 2014, l'Amministrazione
federale delle dogane (in seguito AFD), ha fissato il compenso netto annuo
per l'alloggio a 5'857.60 franchi, corrispondente ad un importo netto
mensile di 488 franchi (arrotondato). Le spese accessorie per posteggio
coperto ammontano a 960 franchi annui, quelle per la TV via cavo a 320.15
franchi annui, mentre le spese di riscaldamento erano fissate in 1'160.70
franchi annui.
Inoltre il documento contemplava le seguenti informazioni, segnatamente:
Indennità lorda (annuale)
- prezzo al metro quadrato lordo 105.-
- metri a disposizione 70.50 mq
- TOTALE: (85 x 95) 7'402.50
Indennità netta (annuale) dopo le seguenti deduzioni/aumenti:
- per mancanza impianto per lavare/essicatoio - 110.-
- per mancanza soffitta o ripostiglio chiudibile a chiave - 60.-
- per mancanza spiazzo - 90.-
- per dintorni sfavorevoli (10%) - 740.25
- per disposizione inadeguata dei locali (5%) - 370.15
- per altri svantaggi (10%) - 740.25
- lavastoviglie + 180.-
- asciugabiancheria elettrico + 36.-
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- aliquota secondo cifra 17.150: 106.35% (6.35%) + 349.75
TOTALE 5'857.60
B.
Con scritto del 10 ottobre 2014 l'AFD ha informato A._ che il
compenso per l'alloggio di servizio avrebbe subito un ricalcolo sulla base
delle nuove Direttive del DFF (Dipartimento federale delle finanze)
concernenti il compenso e le spese accessorie per l'utilizzazione di un
alloggio di servizio del 1° agosto 2013 (in seguito Direttive DFF 2013) in
sostituzione delle precedenti Direttive concernenti il compenso e le spese
accessorie per l'utilizzazione di un alloggio di servizio del 21 febbraio 2005
(in seguito Direttive DFF 2005), in vigore dal 1° gennaio 2015. In buona
sostanza il nuovo foglio di rilevamento (in seguito foglio di rilevamento
ottobre 2014) contemplava un aumento della superficie locata (88.98 mq),
un aumento del prezzo per mq (da 105 a 120 franchi) ed un riconoscimento
di deduzioni, limitato al 10% in ragione delle condizioni sfavorevoli della
zona. Conseguentemente il canone mensile sarebbe stato adeguato
progressivamente, sull'arco di tre anni, per passare da 5'856 franchi a 9'611
franchi annui, secondo le seguenti modalità.
- dal 1° gennaio 2015 importo annuale 7'656.-
- dal 1° gennaio 2016 importo annuale 9'456.-
- dal 1° gennaio 2017 importo annuale 9'611.-
C.
Il 16 ottobre 2014 A._ ha chiesto l'emanazione di una decisione
formale impugnabile.
D.
Con decisione formale del 20 ottobre 2014 l'autorità di prima istanza ha
quindi confermato il contenuto dello scritto 10 ottobre 2014, in particolare
in merito alle modalità di aumento del compenso per l'alloggio ed alla
mancanza di deduzioni.
E.
Con ricorso del 19 novembre 2014 l'insorgente ha chiesto al Tribunale
amministrativo federale (in seguito Tribunale o TAF), in via principale di
annullare la decisione impugnata, mentre in via subordinata di modificarla,
in particolare di riconoscere un'indennità annua di 6'851.45 franchi e
mensile di 570.95 franchi; mentre per le spese di riscaldamento di fissare
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Pagina 4
un importo di 1'708.40 franchi annui. Per un "totale complessivo all'anno di
CHF 8'559.85, al mese CHF 712.30". Protestate spese e ripetibili.
In buona sostanza l'insorgente lamenta la violazione delle Direttive DFF
2013 in particolare il principio secondo cui il compenso per l'alloggio
dovrebbe ammontare al 70% della pigione media pagata nella zona per
alloggi analoghi e il principio del riconoscimento di specifiche deduzioni,
come pure censura il nuovo conteggio delle spese accessorie; per contro
egli non contesta la determinazione dell'aumento della superficie
dell'alloggio.
F.
Con scritto del 22 dicembre 2014, l'AFD ha chiesto la proroga del termine
fissato per l'inoltro della risposta, a cui il Tribunale ha dato seguito con
decisone incidentale del 29 dicembre 2014, fissando al 9 febbraio 2015, il
nuovo termine ultimo per l'inoltro della stessa.
G.
Con risposta del 5 febbraio 2015 l'AFD ha chiesto al Tribunale di respingere
il ricorso e di confermare la decisione del 20 ottobre 2014.
H.
Con osservazioni finali del 13 marzo 2015 il ricorrente si è riconfermato
nelle proprie allegazioni di causa, che verranno per quanto più interessa
riprese nei considerandi di diritto. In particolare, il ricorrente ha chiesto il
richiamo, quale mezzo di prova, di tutti i contratti di locazione con privati
nelle case doganali (cfr. pag. 8).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribu-
nale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di
cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta
dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Il
Tribunale esamina d'ufficio la sua competenza (art. 7 PA), come pure le
condizioni di ricevibilità del ricorso.
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Pagina 5
1.2 Ad eccezione dell'art. 32 cpv. 1 let. c LTAF, il Tribunale è competente,
sulla base dell'art. 36 cpv. 1 della legge sul personale federale del 24 marzo
2000 (LPers, RS 172.220.1), in materia di ricorsi contro le decisioni del
datore di lavoro relative alla funzione pubblica. Nella presente fattispecie,
l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, emessa
dalla Direzione generale delle dogane, rappresentata dal Centro
immobiliare Lugano, nelle sue funzioni di autorità competente e precedente
al Tribunale amministrativo federale (cfr. 33 lett. e LTAF; cfr. sentenza TAF
A-7333/2014 del 27 maggio 2015 consid. 1.1). Nello stesso senso, la cifra
9 della Direttiva DFF 2013, per la quale se in una controversia non si giunge
a un'intesa, la determinazione di compenso e spese accessorie deve
essere notificata all'inquilino con decisione dal servizio competente (art. 34
cpv. 1 LPers); la procedura di ricorso è quindi retta dall'art. 36 LPers.
1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la
stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto
tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di
forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). Esso deve quindi
essere esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del
potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché
l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-
RENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht,
Basilea 2013, n. marg. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX
UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010,
n. 1758 segg.).
2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata,
né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE
MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed., Berna 2011,
no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e
dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità
competente procede difatti spontaneamente a constatazioni
complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate
o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 124 V 180 consid. 1a; DTF
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Pagina 6
122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; Sentenze TAF A-
466/2014 del 20 giugno 2014 consid. 2.2 e A-1581/2013 del 2 giugno 2014
consid. 2.2; DTAF 2007/27 consid. 3.3).
2.3 L'oggetto del presente ricorso è l'aumento, legittimo o meno, del
compenso per l'alloggio di servizio imposto al ricorrente dall'AFD.
3.
Ciò detto, occorre anzitutto determinare se la contestazione tra le parti
possa iscriversi in un contesto di diritto pubblico o se al contrario debba
definirsi quale rapporto contrattuale di diritto privato.
3.1 La distinzione fra le contestazioni civili e quelle fondate sul diritto
pubblico viene effettuata sulla base dell'oggetto della lite (DTF 120 II 412
consid. 1b pag. 414, 101 II 366 consid. 2a). (cfr. decisione del Tribunale
amministrativo federale A-6175/2013 del 12 febbraio 2015 consid. 2.3.1 e
riferimenti). La giurisprudenza opera tale distinzione di caso in caso, con
l'ausilio di diverse teorie, le quali vengono impiegate a dipendenza della
loro pertinenza per la singola fattispecie (DTF 138 II 134 consid. 4 pag. 137
segg.). Le norme di diritto privato hanno carattere essenzialmente
orizzontale, mentre quelle di diritto pubblico hanno carattere verticale. Ciò
detto, si tratta quindi di approfondire e determinare se la norma salvaguardi
esclusivamente o principalmente l'interesse pubblico o gli interessi privati
(criterio degli interessi), se essa regolamenta la realizzazione di compiti
pubblici o l'esercizio di un'attività pubblica (criterio funzionale), se essa
regoli rapporti in cui una parte è subordinata all'altra o meno (criterio della
subordinazione), o ancora se la violazione della norma giuridica produce
effetti di diritto privato (ad esempio la nullità di un atto giuridico) o una
conseguenza di diritto pubblico (ad esempio la revoca di
un'autorizzazione).
3.2 Contrariamente ai locali d'abitazione in favore dei quali sono state
prese misure di incoraggiamento da parte dei poteri pubblici e le cui pigioni
sono sottoposte al controllo di un'autorità (art. 253b cpv. 3 del codice delle
obbligazioni del 30 marzo 1911 [CO, RS 220]), il diritto delle obbligazioni
non regola in maniera espressa se il diritto civile della locazione si applichi
pure in materia di locali di servizio a beneficio di dipendenti pubblici. D'altro
canto, il CO non contempla alcuna disposizione legale in materia di alloggi
di servizio dal 1° luglio 1990 (cfr. il previgente art. 267c let. b vCO; PETER
BURKHALTER/EMMANUELLE MARTINEZ-FAVRE, Commentario SVIT du droit
du bail, 2011, p. 17). In proposito, dottrina e giurisprudenza concordano nel
ritenere che il potere pubblico ha la facoltà di regolamentare l'uso delle
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/cff89cde-88ee-4ee5-9d4b-5a28556203a4?citationId=50f016c1-817e-4721-b77b-53e482902b69&source=document-link&SP=8|buu3tc https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/cff89cde-88ee-4ee5-9d4b-5a28556203a4?citationId=50f016c1-817e-4721-b77b-53e482902b69&source=document-link&SP=8|buu3tc
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abitazioni di servizio, allorquando esse presentano un legame stretto con
un rapporto di servizio regolato dal diritto pubblico (cfr. sentenza del
Tribunale federale 2P.206/1998 del 1° marzo 1999, pubblicata in
Mietrechtspraxis [MP] 2000 p. 65, sentenza del Tribunale federale del 3
novembre 1995, pubblicata in : Zbl 1997 p. 71 ss, MP 1995 p. 58 et Revue
de droit administratif et de droit fiscal [RDAF] 1998 I p. 696 ; sentenza della
Cour de justice de la République et canton de Genève, Chambre d'appel
en matière de baux et loyers, 15 juin 1998, D.S. c. SI L.P. publié in :
Semaine Judiciaire [SJ] 1999 I 29 ; DAVID LACHAT, Le bail à loyer, 2008,
p. 71 n° 1.2.1 i.f. ; SIDONIE MORVAN/DAVID HOFMANN, Questions choisies de
procédure civile genevoise en matière de baux et loyers, publié in : SJ 2008
II 74 ; PETER HÄNNI, Das öffentliche Dienstrecht der Schweiz, 2ème éd.,
2008, p. 312 ; PETER HIGI, Zürcher Kommentar, 1994, n° 20 ad art. 253
CO, p. 80 s.).
Un tale legame stretto deve essere riconosciuto quando dal rapporto
giuridico dipende l'adempimento di un compito pubblico (DTF 103 II 227
consid. 3 ; cf. sentenza del Tribunale federale 4A_250/2015 du 21 luglio
2015 consid. 4a; 2P.206/1998 sopramenzionato consid. 2a), poco importa
se tale compito abbia il carattere dell'atto sovrano o se esso possa pure
essere adempiuto da un terzo privato. Infatti, il criterio determinate è lo
scopo (cfr. HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6ème
éd., 2010, p. 237 n° 1058 ; PETER MÜNCH/MARKUS METZ, Stellenwechsel
und Entlassung, 2ème éd., 2012, p. 16 n° 1.39 ; THOMAS MERKLI, ARTHUR
AESCHLIMANN/RUTH HERZOG, Kommentar zum Gesetz über die
Verwaltungsrechtspflege im Kanton Bern, 1997, p. 336). In proposito
occorre rilevare che il diritto della locazione non tratta e non regola l'uso di
locali d'abitazione necessari per l'adempimento di compiti pubblici o che
servono ad uso pubblico (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_250/2015
sopracitata consid. 4a).
3.3 Nella fattispecie in esame, l'alloggio di servizio è stato attribuito al
ricorrente, affinché questi potesse ottemperare nelle migliori condizioni
possibili i suoi obblighi professionali, considerate le esigenze richieste dalla
funzione ricoperta presso l'AFD quale "assistente d'esercizio con mansioni
di custode della dogana commerciale di ...". Ne discende dunque che l'uso
dell'alloggio di servizio no. ... è in stretto rapporto, sia diretto che funzionale
con i compiti e servizi di spettanza dello stato, ciò che ha quale
conseguenza l'applicazione nel caso concreto del diritto pubblico federale
(cfr. sentenza A-7333/2014 sopracitata consid. 1.1; decisione della
Commissione federale de ricorso in materia di personale federale [CRP]
del 15 febbraio 2001, CRP 2000-025, consid. 1a/cc, pubblicata in :
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Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération [JAAC]
65.81 ; LUKASZ GREBSKI/JASMIN MALLA, in : PORTMANN/UHLMANN,
Bundespersonalgesetz, 2013, p. 380 e segg.).
3.4 Ciò detto, considerato per di più la preminenza del diritto pubblico sul
diritto privato, l'autorità inferiore aveva la facoltà di statuire validamente
sulla questione litigiosa relativa all'aumento del compenso per l'alloggio di
servizio.
4.
L'applicazione del diritto pubblico al rapporto giuridico tra il ricorrente e lo
Stato in merito all'alloggio di servizio, comporta per lo Stato il rispetto dei
principi costituzionali che regolano la propria attività, quali la legalità (art. 5
cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 18
aprile 1999 [Cost, RS 101]), la buona fede (art. 5 cpv. 3 e art. 9 Cost.),
l'uguaglianza di trattamento (art. 8 cpv. 1 Cost.), il divieto dell'arbitrio (art.
9 Cost.) o ancora il diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.; decisione
del Tribunale federale 2P.63/2003 del 29 luglio 2003 consid. 2.3), come
pure il principio di proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.). Le disposizioni
procedurali del diritto della locazione non trovano applicazione a meno che
esse non contengano dei principi giuridici generali, la cui non osservanza
assurge a violazione delle disposizioni di legge fondamentali
("considérations de justice fondamentales", RDAF 1998 I pag. 697) e che,
a questo titolo trovano applicazione all'insieme dell'ordine giuridico.
L'applicazione di diritto privato a titolo di diritto pubblico suppletivo non
obbliga ciononostante il giudice amministrativo ad interpretare le normative
come esse lo siano in diritto privato, ma ha facoltà di tenere conto delle
specificità del diritto pubblico (DTF 139 I 57 consid. 5.1; DTF 138 I 232
consid. 6.1).
5.
5.1 Giusta l'art. 21 cpv. 1 let. b LPers se necessario per l'adempimento dei
compiti, le disposizioni d'esecuzione possono prevedere per il personale
l'obbligo di abitare in un alloggio di servizio; in particolare, esse possono
disciplinare il rapporto giuridico derogando alla legislazione sul diritto di
locazione. Su questa base legislativa, il Consiglio federale ha delegato
attraverso l'art. 90 cpv. 1 dell'ordinanza sul personale federale (OPers, RS
172.220.111.3), al Dipartimento federale delle finanze (DFF) la definizione
dei principi relativi all'utilizzazione di alloggi di servizio e il relativo importo
da pagare, evidenziando al contempo che i Dipartimenti disciplinano i
particolari per i loro settori (art. 90 cpv. 2 OPers). Allo stesso modo, l'art. 21
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Pagina 9
let. c dell'Ordinanza sulla gestione immobiliare e la logistica della
Confederazione del 5 dicembre 2008 (OILC, RS 172.010.21), evidenzia
che, per l'utilizzazione e l'esercizio di appartamenti di servizio si applichino
regole specifiche, con relativo rinvio all'articolo 90 OPers.
5.2 Sulla base del'art. 90 OPers il DFF ha emanato l'ordinanza sul
personale federale (O-OPers, RS 172.220.111.31), il cui art. 59 cpv. 1 O-
OPers prevede che l'impiegato deve pagare un compenso e le spese
accessorie per l'utilizzazione di un alloggio di servizio. L'importo del
compenso è calcolato in base alla superficie dell'alloggio moltiplicata per il
prezzo al metro quadrato. Esso viene stabilito tenendo conto del livello
locale delle pigioni nonché dei vantaggi e degli svantaggi propri
dell'alloggio. Inoltre, il capoverso 2 del medesimo disposto di legge
prevede che il DFF emani direttive concernenti il compenso e le spese
accessorie per l'utilizzazione di un alloggio di servizio (art. 59 cpv. 2 O-
Opers).
5.3 In questo contesto, il DFF ha emanato, il 1° agosto 2013, le Direttive
DFF 2013 con il relativo allegato Direttive per gli alloggi di servizio in nuove
costruzioni, che hanno sostituito le precedenti Direttive DFF 2005. Alla luce
dell'importante portafoglio immobiliare nella categoria alloggi di servizio,
l'AFD ha posticipato l'applicazione di un anno, con effetto dal 1° gennaio
2015.
6.
Nel proprio atto ricorsuale, l'insorgente censura la violazione della Direttiva
DFF 2013. In particolare, il ricorrente ha evidenziato la violazione del
principio secondo cui il compenso per l'alloggio dovrebbe ammontare al
70% della pigione media pagata nella zona per alloggi analoghi (consid.
7), la violazione delle regole relative alle deduzioni (consid. 8), come pure
la violazione delle regole relative al conteggio delle spese accessorie
(consid. 9).
7.
7.1 In primo luogo, il ricorrente censura l'applicazione errata del principio
secondo cui il compenso per l'alloggio di servizio dovrebbe ammontare al
70% della pigione media pagata nella zona per alloggi analoghi. A suo dire,
siccome la nuova pigione stabilita con la decisione qui impugnata, prevede
un compenso annuo per 9'611 franchi annui, la pigione media per alloggi
analoghi dovrebbe essere pari a 13'730 franchi annui, ovvero a 1'144.15
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franchi mensili. Sennonché egli afferma che le pigioni per alloggi analoghi
in zona altrettanto disastrate si aggirano sui CHF 750.
L'autorità di prima istanza evidenzia invece l'applicazione corretta delle
Direttive DFF 2013, le quali prevedono il calcolo del compenso dell'alloggio
di servizio moltiplicando la superficie dell'alloggio, stabilito secondo la
Norma SIA 416, per il prezzo al metro quadrato, stabilito in base al numero
di abitanti del comune politico di appartenenza.
7.2
7.2.1 L'importo a titolo di compenso per l'uso dell'alloggio di servizio è
regolato dalla legislazione in vigore al momento della fissazione dello
stesso, ed esso non ha, di principio, il carattere di un diritto acquisito
eccezione fatta per un accordo specifico in tal senso (cfr. DTF 138 V 366
consid. 6.1). In maniera generale, la giurisprudenza ha già ammesso che i
dipendenti della Confederazione godono di diritti acquisiti a condizione che
una legge ne fissi gli aspetti essenziali e li sottragga ad ogni modifica
legislativa seguente o allorquando delle rassicurazioni specifiche in tal
senso sono state fornite in una pattuizione individuale (DTF 134 I 23
consid. 7.1). Ne consegue che lo Stato ha la facoltà di modificare
liberamente ed in ogni momento la sua politica in materia alloggi di servizio
e i beneficiari di questi ultimi devono attendersi tali misure.
7.2.2 Giusta la cifra 3.2 della Direttiva DFF 2013 per superficie di base si
considera la superficie netta (SN) secondo la norma SIA 416. Al riguardo
si misurano i locali con soffitti inclinati a partire da 150 cm dal pavimento,
viene presa in considerazione la metà della superficie dei locali riscaldabili
al di fuori dell'appartamento. I locali non riscaldabili sono considerati
ripostigli (superficie utile secondaria) e non fanno parte della superficie.
Il prezzo al metro quadro è calcolato e stabilito in base al numero di abitanti
del comune politico in cui si trova l'alloggio di servizio. Il compenso annuo
per metro quadrato di superficie in rapporto al numero di abitanti
determinante ammonta a :
Più di 200'000 abitanti 160 franchi/mq
Da 100'000 a 200'000 abitanti 150 franchi /mq
Da 60'000 a 99'999 abitanti 140 franchi / mq
Da 20'000 a 59'999 abitanti 130 franchi / mq
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Da 3'000 a 19'999 abitanti 120 franchi / mq
Da 1 a 2'999 abitanti 110 franchi / mq
Tale compenso può essere ridotto al massimo di tre livelli (ossia al
massimo fino a 80 franchi) per alloggi di servizio, situati in luoghi
particolarmente discosti o alloggi di servizio, che presentano una differenza
sostanziale rispetto al livello regionale delle pigioni.
Le Direttive DFF 2013 hanno inoltre determinato che di principio il
compenso per alloggi di servizio dovrebbe ammontare al 70% della pigione
media pagata nella zona per alloggi analoghi, rispettivamente all'80% della
pigione per alloggi di cooperative d'abitazione del personale della
Confederazione nello stesso luogo o in luoghi con condizioni analoghe
delle pigioni. Questo valore indicativo non può però essere fatto valere per
contestare il compenso (cifra 3.3 Direttive DFF 2013). Tali disposizioni
trovano conferma nella giurisprudenza, la quale ha già confermato quale
misura di adeguamento più pertinente, un compenso per gli alloggi di
servizio pari al 70% del canone di locazione di immobili simili (cfr. JAAC
65.81 consid. 5d). Inoltre, nel rispetto del principio di proporzionalità, il
compenso deve essere stabilito in funzione del valore oggettivo
dell'immobile locato, restando entro limiti ragionevoli. Il valore della
prestazione deve essere valutato in funzione dell'utilità dello stesso per
l'amministrato (compresa la sua situazione economica), rispettivamente
del costo generato allo Stato (DTAF 2010/34 consid. 9.2, DTAF 2008/3
consid. 3.4.1). Quando la prestazione è parimenti fornita dal settore privato,
è possibile fondarsi sul valore di mercato (DTF 122 I 279 consid. 6c). Ne
consegue dunque che l'importo del compenso per l'alloggio di servizio
possa essere calcolato attraverso un certo schema; in questo punto il diritto
pubblico diverge dal diritto privato della locazione (cfr. Sentenza TAF A-
132/2015, consid. 6.2, del 25 settembre 2015).
7.3 Nella fattispecie, conseguentemente all'introduzione delle nuove
Direttive DFF 2013, l'AFD ha aumentato a 9'611 franchi il compenso annuo
per l'alloggio di servizio a fronte del precedente compenso di 5'856 franchi
annui. Il ricorrente non pretende però di essere a beneficio di un diritto
acquisito nella determinazione del compenso, non contesta il calcolo della
superficie netta in applicazione della Norma SIA 416, non censura la
commissione di errori nella valutazione, bensì si limita a censurare – come
sopra visto al consid. 7.1 – la violazione del principio secondo cui il
compenso per alloggio di servizio debba rappresentare il 70% della pigione
media pagata nella zona per alloggi simili, postulando peraltro una
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Pagina 12
riduzione del prezzo al mq da 120 a 110 franchi, riferendosi in particolare
a dati dell'istituto di credito UBS secondo cui a ... "il livello dei prezzi al m2
nel Comune, nel 50% dei casi, è pari a CHF 151, il che al 70%, corrisponde
a CHF 105".
A mente dello scrivente Tribunale, il nuovo compenso quale esito della
moltiplicazione della superficie locata (88.98 mq) e del prezzo al mq (120
franchi), risulta corretto. Infatti, la superficie di base è ottenuta in
applicazione della Norma SIA 416, la quale è già stata ammessa dalla
giurisprudenza quale norma determinate (cfr. Sentenza del Tribunale
federale 7B.118/2006 del 7 novembre 2006 consid. 2.1; e sentenza TAF
del 22 settembre 2015 A-1227/2015 consid. 6.2.2). Pure il prezzo al metro
quadro di 120 franchi/mq è corretto, nella misura in cui esso è determinato
secondo il numero abitanti del comune di ... (... abitanti il 31.12.2014), ed
in applicazione della cifra 3.3 cpv. 4, che per comuni sino a 19'999 abitanti
considera il compenso annuo per metro quadro in 120 franchi.
Per quanto attiene invece il valore medio per alloggio nel Comune di ..., gli
unici rilevamenti inerenti l'affitto medio delle abitazioni risalgono al 2013
(fonte Ufficio di statistica, Centro informazione e documentazione) e
considerano l'intero Distretto di .... Nello specifico per un'abitazione di 4
locali l'affitto medio netto (senza spese accessorie e spese di
riscaldamento) era di 15'048 franchi annui, mentre per un'abitazione di 5
locali ammontava a 19'080 franchi; da esso si può desumere che ad
abitazione di 4 1⁄2 locali quale quella in oggetto possa corrispondere una
pigione media annua di circa 17'064 franchi (1'422 franchi mensili). Nel
caso in esame, l'autorità inferiore ha fissato in 9'611 franchi il compenso
annuo (escluse spese accessorie e di riscaldamento), ossia in 801 franchi
mensili. Esso corrisponde al 70% di 1'144 franchi, ovvero, contrariamente
a quanto asserito dal ricorrente, a quasi esattamente il 70% degli affitti medi
nel Distretto di ..., per alloggi il medesimo numero di locali.
Per di più a sostegno delle proprie allegazioni il ricorrente ha allegato
unicamente alcuni annunci apparsi online (doc. M), ciò che non può essere
considerato quale documentazione probante. Inoltre va considerato, che
l'abitazione di ... non si trova in un luogo particolarmente discosto tale da
ammettere una diminuzione del prezzo per mq, sebbene, quello sì, soffra
di un importante traffico giornaliero frontaliero come pure di un importante
traffico dovuto all'asse di transito nord-sud.
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Pagina 13
7.4 Ciò detto, non occorre dunque dilungarsi in ulteriori approfondimenti,
poiché nel caso di specie il principio della pigione per alloggi di servizio al
70% è rispettato.
8.
Il ricorrente ha inoltre censurato che la nuova rilevazione non contempla
alcuna deduzione per attrezzatura mancante e per disposizione
inadeguata dei locali. A suo dire, le deduzioni attuali dovrebbero essere
pari al massimo consentito dalla Direttiva DFF 2013 ossia al 30% (il 35%
in realtà), suddivisi in 20% per cento per attrezzatura mancante, 10% per
condizioni sfavorevoli della zona, già riconosciuta dall'autorità inferiore, e
5% per disposizione inadeguata dei locali.
8.1
8.1.1 Con riferimento all'arredo mancante l'insorgente sostiene che, in
applicazione delle cifre 3.1 e 3.4 con rinvio all'allegato Direttive per gli
alloggi di servizio in nuove costruzioni, sono giustificate deduzioni del 20%.
A suo dire, oltre alle deduzioni già riconosciute con il precedente
rilevamento per carenze e mancanze ancora presenti, si devono
riconoscere nuove deduzioni conformemente all'allegato Direttive per gli
alloggi di servizio in nuove costruzioni. Nello specifico egli evidenzia la
necessità di tali deduzioni a seguito dello stato dei seguenti locali:
- Soggiorno: mancanza di interruttore con presa elettrica;
- Camera matrimoniale: mancanza di presa TV/telefono, interruttore con
presa elettrica;
- Camera 1: mancanza di presa TV/telefono, interruttore con presa
elettrica;
- Camera 2: mancanza di presa TV/telefono, interruttore con presa
elettrica;
- Cucina: pavimento in plastica e dimensioni di soli 8.15 mq;
- Bagno: segnatamente piastrelle rovinate e mancanza armadietto con
specchio;
- Corridoio entrata: piastrelle rovinate e porta d'ingresso non insonorizzata;
- Balcone: inesistente;
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- Solaio: inesistente;
- Lavanderia / asciugatoio: locale esterno all'abitazione;
- Cantina: nessuna presa sul contatore del locatario;
- Riscaldamento: uso boiler con consumo a spese del ricorrente;
- Locale pulizia: inesistente;
- Locali e parcheggi: segnatamente parcheggio esterno senza sicurezza
per motorini o bici;
- Locale per hobby: inesistente;
- Autorimesse: 1 garage solo per il ricorrente, senza allacciamento acqua;
- Area circostante: segnatamente piccolo angolo verde e niente parco
giochi.
A dire dell'autorità inferiore invece le deduzioni indicate in precedenza, non
trovano più fondamento nella misura in cui il vecchio elenco delle Direttive
DFF del 2005 è stato abrogato. L'AFD sostiene inoltre che gli alloggi sono
stati ritenuti confacenti ad uno standard normale, senza più considerare
sconti applicati in precedenza, indiscriminatamente e senza
considerazione di criteri oggettivi. In particolare l'AFD evidenzia che
l'Allegato menzionato non si applica alla fattispecie poiché esso si applica
unicamente alle nuove costruzioni.
8.1.2 Giusta la cifra 3.4 delle Direttive DFF 2013, qualora l'arredamento
dell'alloggio di servizio non corrisponda all'arredamento previsto secondo
la cifra 3.1 capoverso 2, dal compenso calcolato può essere effettuata una
deduzione di al massimo il 20% per la mancanza delle attrezzature
necessarie all'utilizzazione di un appartamento (tra cui assenza di lavatrice
e asciugatrice o del collegamento alla rete via cavo). Dalla cifra 3.1 cpv. 2
menzionata emerge che per quanto riguarda il calcolo del compenso di un
appartamento di 3 o più locali si presuppone un arredamento standard
secondo il mercato (cfr. allegato Direttive per gli alloggi di servizio in nuove
costruzioni alle Direttive DFF 2013). Gli appartamenti più piccoli o gli
appartamenti studio possono disporre di un arredamento standard inferiore
(ad es. nessuna lavastoviglie). Per quanto possibile sotto il profilo tecnico
e finanziario, gli arredamenti mancanti devono essere forniti
successivamente. In questo contesto è doveroso rilevare che se un fatto
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asserito non viene dimostrato, si pone la questione di chi debba sopportare
le conseguenze della mancanza di prove.
A tal proposito, anche in materia di diritto pubblico vale il principio generale
– ai sensi dell'art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC,
RS 210) – secondo cui chi vuol dedurre un suo diritto da una circostanza
di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova. Di conseguenza, in linea di
principio, il ricorrente sopporta l'onere della prova nel caso di provvedimenti
a lui favorevoli, mentre l'amministrazione lo sopporta nel caso di
provvedimenti incriminanti (cfr. Sentenza del Tribunale amministrativo A-
962/2009 del 23 luglio 2009 consid. 6.3; CHRISTOPH AUER, in: Kommentar
VwVG, Auer/Müller/Schindler [Hrsg.], Zurigo 2008, N. 16 ad art. 12;
MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., N. 3.150; PATRICK L.
KRAUSKOPF/KATRIN EMMENEGGER, in: Praxiskommentar VwVG,
Waldmann/Weissenberger [Hrsg.], Zurigo 2009, N. 207 ad art. 12; ULRICH
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht,
6a ed., Zurigo 2010, N. 1623).
8.1.3 Orbene nella fattispecie, il Tribunale non può condividere le
allegazioni dell'autorità inferiore secondo cui l'Allegato citato non trova
applicazione; esso infatti come prescrive la Direttiva DFF 2013 torna
applicabile per rinvio a deduzioni relative a alloggi di servizio già esistenti.
In casu, il ricorrente non ha però allegato la necessaria documentazione
per comprovare quanto preteso. Dagli atti emergono unicamente scarni
rilievi fotografici relativi all'entrata, al bagno, ad una camera, al corridoio,
come pure alla facciata esterna, e alla lavanderia senza alcuna altra
specifica. Sennonché l'alloggio di servizio in oggetto non ha subito alcun
lavoro di manutenzione o di rinnovamento; per di più l'autorità di prima
istanza non ha contestato le allegazioni del ricorrente circa lo stato dei
locali interni, limitandosi a pretendere la non applicazione dell'Allegato
citato.
8.1.4 In queste circostanze, considerato l'ampio potere di apprezzamento
della presenta autorità giudiziaria, il Tribunale ritiene giustificato il
mantenimento di una deduzione pari a 260 franchi come indicato nel
precedente rilevamento, peraltro di soli 10 mesi prima (cfr. foglio di
rilevamento gennaio 2014). In particolare le ragioni che hanno giustificato
tali precedenti deduzioni sono tutt'ora presenti; al contempo le Direttive
DFF 2013 ne fanno specifica menzione quale motivi di deduzione (cfr.
Allegato Direttive DFF 2013, posizioni "lavanderia/asciugatoio"; "solaio";
"balcone").
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8.2 Per quanto attiene invece alla deduzione del 10% a motivo della
"condizione sfavorevole della zona", il Tribunale evidenzia che siccome
l'autorità inferiore ha riconosciuto tale deduzione nel nuovo foglio di
rilevamento ottobre 2014, la censura risulta priva di oggetto. Pertanto non
occorre dilungarsi oltre su tale aspetto.
8.3
8.3.1 Per quanto riguarda la disposizione inadeguata dei locali il ricorrente
evidenzia che il precedente rilevamento del gennaio 2014 contemplava un
5% di deduzione, mentre con il nuovo rilevamento dell'ottobre 2014 l'AFD
non ha previsto alcuna deduzione. Ciò, a suo dire, in modo ingiustificato
segnatamente poiché l'alloggio sarebbe privo di un accesso indipendente
e le camere sarebbero raggiungibili solamente da altri locali abitabili. Ne
discenderebbe una deduzione maggiore alla precedente e meglio per il
10% del compenso netto. D'altro canto la AFD ha precisato che non vi è
più alcun fondamento per le deduzioni, poiché "gli alloggi oggi a
disposizione dei membri del Cgcf [corpo guardie di confine] sono da
ritenersi oramai confacenti ad uno standard normale, senza più
considerare sconti applicati in precedenza, indiscriminatamente e senza
considerazione di criteri oggettivi" (cfr. risposta pag. 8 e 9).
8.3.2 La Direttiva DFF 2013 prevede che per svantaggi particolari, quale la
disposizione inadeguata dei locali (camere raggiungibili soltanto da altri
locali abitabili ecc.) può essere effettuata una deduzione fino al 10% del
compenso netto (cifra 3.4 cpv. 2).
8.3.3 Nel caso in esame i disposti applicabili chiari, lasciano tuttavia
all'autorità inferiore un ampio margine di apprezzamento. In queste
circostanze, essa avrebbe dovuto però perlomeno cercare di comprovare
l'assenza di deduzioni riconosciute, ciò che non ha fatto, limitandosi ad
affermare in maniera generale che gli alloggi attualmente a disposizione
dei membri del Cgcf sono da ritenersi oramai confacenti ad uno standard
normale. Il ricorrente non ha allegato alcuna documentazione comprovante
la situazione insolita dei locali, se non un piano da egli abbozzato, avverso
il quale l'autorità di prima istanza non ha sollevato alcuna obbiezione. In
questo contesto è pure doveroso ricordare come salvo casi eccezionali (cfr.
consid. 7.2.1), i lavoratori dell'amministrazione non godono di diritti
acquisiti.
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8.3.4 Ciò detto, considerato in particolare l'ampio potere di apprezzamento
del datore di lavoro, il Tribunale ritiene equo riconoscere una deduzione
pari al 5% in ragione dalla disposizione inadeguata dei locali.
9.
9.1 Il ricorrente ha infine censurato l'aumento del forfait relativo alle spese
di riscaldamento a franchi 2'135.59 annui (24 franchi al mq), fissato in
precedenza a fr. 1'160.70 annui. A suo dire, esso deve subire una
diminuzione del 20%, a 1'708.40 franchi annui, in ragione del fatto che le
spese di riscaldamento dell'acqua calda restano a carico degli inquilini
attraverso la fattura dell'elettricità. Negli allegati di causa l'AFD si è limitata
a richiamare la Direttiva DFF 2013, rilevando che gli acconti mensili
precedenti per 100 franchi erano "molto bassi" e che tale importo "è
assolutamente insufficiente a coprire tutte le spese inerenti il riscaldamento
di un alloggio di 90 metri quadri SN".
9.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito l'obbligo per
l'autorità di motivare la propria decisione. A livello procedurale, tale
garanzia è ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione
motivata è che il destinatario possa comprendere le ragioni della medesima
e, se del caso, impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di
ricorso possa esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1, DTF
129 I 232 consid. 3.2 con rinvii e DTF 126 I 97 consid. 2b). È quindi
sufficiente che l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad
influire in un modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia
tenuta a prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova
invocati dal ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze
rilevanti per la decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3, la già citata DTF
129 II 232 consid. 3.2 e DTF 126 I 97 consid. 2b; sentenza del Tribunale
ammini-strativo federale A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 5.2.2
con rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENE RHINOW/HEINRICH
KOLLER/CHRI-STINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER,
Öffentliches Prozessrecht, 2. ed., Basilea 2010, n. 437). Peraltro la
motivazione non deve necessariamente trovarsi nella decisione stessa;
essa può anche trovarsi in un documento separato che sia stato portato a
conoscenza dell'interessato o può discendere dal rinvio a una presa di
posizione di un'altra autorità sempre portata a conoscenza dell'interessato
(cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c e DTF 113 II 204 consid. 2; LORENZ
KNEUBÜHLER, in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [ed.],
Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren (VwVG),
Zurigo 2008, n. 8 ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif,
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4. ed., Basilea 1991, pagg. 150 seg.), basta che il destinatario sia in grado
di procurarsi i documenti ai quali la decisione rimanda (cfr. SCOLARI, Diritto
amministrativo, Parte generale, n. 535 con rinvii, Bellinzona 2002).
L'ampiezza della motivazione non può tuttavia essere stabilita in modo
uniforme. Essa va determinata tenendo conto dell'insieme delle
circostanze della fattispecie e degli interessi della persona toccata nonché
applicando i principi sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale.
La motivazione può anche essere sommaria, ma vi si devono perlomeno
dedurre gli elementi essenziali sui quali l'autorità si è fondata per rendere
il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 531 con i numerosi rinvii citati).
9.3 Ciò detto, considerato che l'AFD percepisce quale acconto per spese
di riscaldamento, poco meno del doppio rispetto al precedente rilevamento,
un'illustrazione dei motivi di tale incremento era doverosa. Va altresì
evidenziato che nemmeno in corso di causa l'autorità di prima istanza ha
motivato tale aumento. Conseguentemente, il Tribunale accoglie la
richiesta del ricorrente circa l'adeguamento dell'acconto per spese di
riscaldamento, e meglio la diminuzione delle stesse in ragione del 20%,
per un importo complessivo annuo di 1'708.40, suddiviso in rate mensili.
Va tuttavia ricordato che nel corso dell'anno solare, le spese effettive
saranno percepite con i relativi conguagli, qualora le spese fossero
maggiori.
10.
Con osservazioni finali il ricorrente ha chiesto il richiamo di tutti contratti di
locazione tra l'AFD e privati conduttori di tali appartamenti al fine di
dimostrare come questi ultimi paghino meno dei dipendenti federali per
l'alloggio di servizio. Ciò detto tenuto conto che la presente autorità
giudiziaria statuisce liberamente sulla necessità dell'utilizzo dei mezzi di
prova offerti, rispettivamente richiamati, come pure che il ricorrente ne ha
proposto il richiamo con le osservazioni finali, la domanda va respinta. A
titolo abbondanziale va ricordato al ricorrente che quand'anche l'AFD
avesse stipulato dei contratti di locazione con terzi privati, non impiegati
dalla stessa, questi sarebbero disciplinati secondo il diritto privato e non
secondo le Direttive DFF 2013, di modo che il canone di locazione non
potrebbe essere comparato in alcun modo.
11.
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11.1 A fronte di quanto sopra esposto, la decisione impugnata del 20
ottobre 2014 è contraria al diritto applicabile, in particolare alle Direttive
DFF 2013.
11.2 Conseguentemente il ricorso presentato dall'insorgente, per quanto
ricevibile, è ammesso ai sensi dei considerandi. A titolo indicativo, lo
scrivente Tribunale considera che il compenso netto annuo per l'alloggio di
servizio è quindi ridotto con una deduzione di 260 franchi annui in ragione
dell'arredo mancante e con una deduzione del 5% in ragione della
disposizione inadeguata dei locali, da 9'611 franchi a 8'870.45 franchi
annui; l'importo a titolo di acconto per spese di riscaldamento viene pure
adeguato in complessivi 1'708.40 franchi annui, ripartiti mensilmente per
acconti.
12.
In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei
casi di temerarietà; nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di
spese di procedura.
In considerazione dell'esito della lite, il ricorrente ha diritto alla rifusione di
indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. a1 PA e art. 7 cpv. 1 del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili, nelle causa
dinanzi al Tribunale amministrativo [TS-TAF, RS 173.320.2]). Essa è fissata
in complessivi 1'000 franchi. L'autorità inferiore non ha diritto alla rifusione
di indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 7 cpv. 3 TS_TAF).
(il dispositivo si trova sulla pagina seguente)
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