Decision ID: 98f50ee6-ffa6-51b8-8aaa-faa93a1792cf
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nato nel 1975, il 10/13 settembre 2000 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti (avviamento e riformazione professionale e mezzi ausiliari), motivata da metatarsalgie invalidanti ai piedi (doc. AI _).
Con decisione 4 ottobre 2001, cresciuta in giudicato, l’Ufficio assicurazione invalidità (in seguito: UAI) ha negato il diritto alla consegna di supporti plantari (doc. AI _).
Per quel che concerne le altre prestazioni richieste, esperiti gli accertamenti di natura economica e medica del caso, con decisione 17 febbraio 2003 l’amministrazione ha negato la concessione di provvedimenti professionali essendo infatti l’incapacità al guadagno inferiore al 20%, osservando in particolare quanto segue:
"
Le persone assicurate hanno diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in modo essenziale (art. 17 della Legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI)).
Nel caso in cui in un'attività esigibile, la perdita di guadagno a causa dell'invalidità non raggiunga in modo durevole il 20% almeno, non c'è diritto ad una riformazione.
● Secondo le nostre verifiche non è il caso.
● Dalla documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare dalla perizia eseguita dal Dr. _ in data 12.06.2002, si evince che la professione di cameriere, esercitata fino all'insorgenza del danno alla salute, non è più esigibile in misura completa infatti potrebbe essere svolta per una durata di 4-5 ore al giorno con regolari pause per sedersi. Attività generiche non richiedenti qualifiche professionali specifiche e rispecchianti le indicazioni mediche sono esigibili in misura completa e gli permettono di conseguire un reddito annuo ammontante a Fr. 36'474.- che, confrontato con quanto avrebbe guadagnato senza il danno alla salute (Fr. 40'800.-) porta ad una perdita della capacità di guadagno del 10% circa." (Doc. AI _)
1.2. A seguito dell'opposizione interposta dall’assicurato (doc. AI _), l’UAI, in data 7 aprile 2003, ha emanato una decisione su opposizione e confermato la reiezione del versamento di prestazioni assicurative (doc. AI _).
1.3. Con tempestivo ricorso 18 aprile 2003, _ ha postulato l'annullamento della decisione su opposizione ed il conseguente diritto ad una rendita e, in via subordinata, a dei provvedimenti professionali.
Contestando le conclusioni peritali del dr. _, nonché il reddito da invalido determinato dall’amministrazione, il ricorrente ha segnatamente evidenziato quanto segue:
"
Le conclusioni del perito sono del tutto teoriche e avulse dalla realtà: difatti, seguendo le indicazioni del perito, il ricorrente ha più volte tentato di riprendere l'attività di cameriere, non riuscendovi poiché dopo poche ore la pianta dei piedi diventa "nera" e non gli consente più alcun movimento. Non solo, ma nessun datore di lavoro assume un cameriere che può lavorare solo 4-5 ore e che, per di più, deve sedersi a riposarsi fra un servizio e l'altro!
Questo a dimostrazione di quanto poco attendibile siano le valutazioni mediche effettuate dal perito, che non tengono conto della reale situazione, e fatte proprie dall'Ufficio AI. Pertanto, si chiede che sia esperita una nuova perizia medica.
Pure errato è il calcolo del reddito da non invalido. Infatti, secondo la giurisprudenza, occorre considerare i redditi ipotetici conseguibili al momento determinante in cui viene emessa la decisione (cfr. sentenza TCA del 4 maggio 2000 nella causa G.C., 32.1999.17; RCC 1991 pag. 332; RCC 1989 pag. 123; RCC 1980 pag. 320). L'Ufficio AI non poteva dunque tenere conto, a titolo di reddito ipotetico senza l'invalidità, dell'ultimo reddito percepito nel corso del 2000, bensì doveva considerare il reddito che il ricorrente avrebbe potuto conseguire nella professione di cameriere, se non fosse divenuto invalido, al momento determinante in cui è stata resa la decisione, ossia nel febbraio 2003. Orbene, detto reddito, come indicato nella opposizione, è quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione (CCNL 98), pari a CHF 52000.- (tredicesima mensilità compresa)." (Doc. _)
1.4. Mediante risposta 5 maggio 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso, osservando che:
"
Per quanto attiene alla valutazione economica, si vorrebbe comunque precisare che il momento determinante per il calcolo del grado di invalidità non è quello in cui viene emessa la decisione, bensì quello in cui sorge il diritto alla rendita, così come recentemente stabilito dal TFA in ambito di assicurazione infortuni (concetto comunque valido anche in ambito d'assicurazione invalidità). Per quanto attiene al periodo che intercorre fra la nascita del diritto e l'emanazione della decisione, l'assicurazione deve soltanto verificare non siano subentrate modifiche di rilievo dei termini di riferimento (DTF 128 V 174).
Il ricorrente continua inoltre a proporre quale reddito teorico senza invalidità la somma di fr. 52'000.-, come da CCL. Quest'ultimo dato si riferisce però alla categoria "collaboratori con formazione professionale superiore o particolare responsabilità". L'assicurato, come già rilevato in sede di opposizione, non vanta una lunga esperienza lavorativa e, soprattutto, non possiede un certificato di capacità. Ne discende che la categoria di riferimento sarebbe semmai la prima ("collaboratori senza apprendistato professionale").
Anche il diritto a provvedimenti di riqualifica professionale, come già si è avuto modo di sottolineare, non è dato, non raggiungendo il grado d'invalidità il livello minimo richiesto (si rammenta comunque che la consulente in integrazione ha ritenuto che l'assicurato possa proporsi senza difficoltà sul mercato dal lavoro)." (Doc. _)

in diritto
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del contendere è sapere se _ ha diritto ad una rendita d’invalidità, rispettivamente a dei provvedimenti di riformazione professionale.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, op. cit., pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un’ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.5. Secondo l’art. 17 LAI, l’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111 consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).
Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI
"
per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità.”
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV p. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, Droit et pratique de l'AI, Les prestations, Losanna 1985, pag. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pagg. 127/128). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, op. cit. pag. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pagg. 130/131).
2.6. Nel caso in esame, l’UAI ha incaricato il dr. _ (_) di valutare lo stato di salute dell’assicurato e di accertare l’eventuale inabilità lavorativa.
Dal referto 12 giugno 2002 (doc. AI _) risulta che lo specialista in chirurgia ortopedica e ortopedia, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, nonché le constatazioni obiettive, ha accertato, quale affezione invalidante, delle metatarsalgie bilaterali esistenti dal 1998.
Il perito ha poi espresso la seguente valutazione:
"
Ritengo che questo giovane paziente non abbia esaurito le possibilità terapeutiche. Dal punto vista chirurgico il Dr. _ esclude un intervento di osteotomia del calcagno. Sono perfettamente d'accordo che un'osteotomia a livello calcaneare qui non sia indicata.
Sono peraltro dell'idea che un'osteotomia metatarsale secondo Helal sia in questo caso indicata. Penso che in caso di un buon risultato di un simile intervento il paziente possa anche riprendere il suo lavoro di cameriere in misura completa. Devo anche notare che il paziente continua a riferire di non desiderare alcuna rendita e di non essere neanche molto interessato ad un cambio professionale in quanto ama il suo lavoro di cameriere e ritiene di farlo anche bene.
Il suo desiderio è quindi di poter sistemare la problematica dei piedi per poter se possibile continuare nella sua attuale professione." (Doc. AI _)
Rilevando che attualmente il peritando non può rimanere a lungo in piedi e camminare per lunghi tratti, che è quindi costretto a sedersi frequentemente e che non può mantenere un’abilità lavorativa per oltre due ore, il dr. _ ha concluso come segue:
"
In conclusione ritengo che a questo giovane ragazzo si debba proporre ulteriori trattamenti medici per risolvere il problema non soltanto sul posto di lavoro ma anche nella vita privata. Il paziente infatti è molto limitato anche in qualsiasi altra attività, non può ad esempio più andare a ballare.
Ritengo che in questo senso un'osteotomia secondo Helal metatarsale eventualmente prima ad un piede e se il risultato dovesse buone anche all'altro piede sia fortemente consigliabile. Consiglierei eventualmente quindi una visita super-specialistica presso il Dr. _, specialistica ortopedico in chirurgia del piede presso la Clinica _ a Zurigo.
Personalmente sono convinto che se il risultato di questo intervento fosse buono il paziente potrebbe riprendere il proprio lavoro in misura completa.
Dal punto di vista amministrativo se i provvedimenti medici non dovessero dare buoni risultati ritengo che tutto sommato il paziente possa essere reintegrato in attività che gli possono far alternare la posizione seduta alla posizione in piedi nella percentuale di un'ora in piedi e di 1⁄4 d'ora – 1⁄2 ora seduto nel corso di tutta una giornata." (Doc. AI _)
La valutazione economica è stata eseguita dalla consulente in integrazione professionale (in seguito: consulente).
Basandosi sulla succitata perizia ortopedica, con rapporto 23 febbraio 2003 essa ha ritenuto che:
"
La situazione complessiva, ovvero danno alla salute e le conseguenti limitazioni fisico-motorie, non ci permettono di argomentare per l'applicazione di provvedimenti d'integrazione professionale dell'assicurazione invalidità; il signor _ non ha una perdita di capacità di guadagno sufficiente ad "aprire" il diritto a beneficiare di finanziamenti per una riqualifica professionale secondo la LAI.
Nell'ambito dell'iscrizione al collocamento il signor _ ha avuto modo di beneficiare di numerose <Misure attive inerenti al mercato del lavoro> previste dalla LADI: un corso collettivo di Bilancio personale e professionale presso la _; una consulenza individuale a carico della LADI in Orientamento professionale con il signor _ dell'Ufficio cantonale dell'orientamento scolastico e professionale; un corso intensivo – 14 giorni – di Informatica office base presso la _; un secondo corso intensivo – 19 giorni – di comunicazione al PC presso la _; un Programma occupazionale _ presso la città di _ centro di pronto intervento.
(....)
Nel caso specifico non ci sono i presupposti per l'applicazione di provvedimenti d'integrazione professionali; il danno alla salute stesso, il livello salariale e formativo raggiunto precedentemente al manifestarsi di tale danno, ci permettono di stabilire che il signor _ possa collocarsi normalmente sul mercato del lavoro in attività generiche semplici e ripetitive senza la necessità di applicare provvedimenti d'integrazione professionale a carico dell'AI; gli è normalmente accessibile il settore industriale, quello dalla logistica e dei trasporti leggeri." (Doc. AI _)
Determinando infine sia il reddito da valido che da invalido, ammontanti rispettivamente a fr. 40’800 e fr. 36'474 (stato 2000), la consulente ha calcolato una residua capacità al guadagno dell’89,40%.
L’UAI ha fatto proprie le succitate conclusioni e ha quindi respinto, mediante la decisione impugnata, la concessione di provvedimenti integrativi professionali, presentando _ un’invalidità inferiore al 20%.
2.7.
Va ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb)
.
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser, op. cit., pag. 111).
2.8. Nel caso in esame, questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il dr._, specialista in chirurgia ortopedica ed ortopedia.
Egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall’assicurato sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla parziale abilità lavorativa nella precedente professione di cameriere, e alla totale abilità in altre attività lucrative consone ai limiti funzionali esposti in sede peritale.
Va inoltre rilevato che il dr. _ ha sottolineato la possibilità di migliorare la capacità lavorativa mediante un intervento chirurgico, (osteotomia metatarsale secondo _), consigliando pertanto il ricorrente di rivolgersi presso la Clinica _.
Va parimenti confermata la valutazione economica.
N
el dettagliato ed esaustivo rapporto 10 febbraio 2003 la consulente, tendendo conto delle risultanze peritali – in particolare le limitazioni funzionali ai piedi -, ha rettamente evidenziato come l’assicurato possa essere normalmente integrato in attività generiche ripetitive, segnatamente nel settore industriale, della logistica e dei trasporti leggeri.
Non va del resto dimenticato che il ricorrente ha beneficiato di diverse misure professionali finanziate dall’assicurazione disoccupazione, tra cui un corso collettivo di bilancio personale e professionale presso la _, un orientamento professionale – in cui sono emerse diverse attività esigibili -, due corsi di informatica e un programma occupazionale (cfr. doc. AI _), per cui, come evidenziato dalla consulente, egli può essere inserito senza difficoltà in un mercato equilibrato del lavoro.
Vero che il ricorrente è affetto da metatarsalgie ad entrambi i piedi, ma è altrettanto vero che vi sono numerose professioni, ad esempio nella settore industriale, le quali non necessitano una costante postura eretta o il percorrere lunghi tratti a piedi.
2.9. A
l
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.4), occorre porre in confronto il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale cameriere (reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere ripetitive non qualificate (reddito da invalido).
2.9.1.
Per quel che concerne il salario da valido, nel rapporto 4 novembre 2002 la consulente ha preso in considerazione l’importo annuo di fr. 48’000.--- (3'400.-- al mese, senza tredicesima) dichiarato il 27 settembre 2000 dall’ex datore di lavoro (sub. doc. AI _).
L’assicurato ritiene invece che, senza il danno alla salute, egli avrebbe percepito, secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria alberghiera e della ristorazione (CCNL 98 – stato 2002), un salario di almeno fr. 52'000 (tredicesima inclusa).
Va innanzitutto rilevato che, secondo costante giurisprudenza, nell'ambito della valutazione del salario ipotetico, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit., pag. 206-207).
Orbene, rettamente l’amministrazione ha fatto notare come il salario annuo di fr. 52'000.--, così come risulta dall’art. 10 CCNL 98 riportato nell’ opposizione 10 marzo 2002 (doc. AI _), si riferisca ai
“collaboratori con formazione professionale superiore o particolare responsabilità
” e che l’assicurato non vanta una lunga esperienza lavorativa, tantomeno possiede un certificato di capacità, motivo per cui non rientra nella succitata categoria.
Né del resto vi sono dei concreti indizi che possono condurre ad una maggiorazione salariale a seguito di una probabile ascesa professionale.