Decision ID: 07255f15-a6f4-5a10-b192-866c88aa3887
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1971) e AP 1 (1979) si sono sposati a _ il 14 dicembre 2001. Dal matrimonio è nato R_, il 7 febbraio 2002. Il marito è consulente assicurativo alle dipendenze della _, Agenzia principale _, a _; la moglie era ricezionista a tempo parziale per la _ e aveva lavorato in precedenza come educatrice (senza diploma) per la Fondazione _ di _. Il 3 aprile 2006 AP 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare per sé di fr. 1736.85 mensili e uno per il figlio compreso tra fr. 1533.– e fr. 1831.– mensili. Identiche richieste essa ha formulato già in via provvisionale. Con decreto cautelare
emesso il 4 aprile 2006 senza contraddittorio il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attribuito l'abitazione coniugale al marito, ha affidato il figlio alla madre (riservato il diritto di visita paterno) e ha obbligato AO 1 a versare un contributo alimentare di fr. 1736.85 mensili per la moglie, oltre a uno di fr. 1533.– mensili per il figlio. Il 13 aprile 2006 AP 1 ha lasciato l'abitazione coniugale di _ per trasferirsi a _ B. Con istanza a tutela dell'unione coniugale di quello stesso 13 aprile 2006 AO 1 ha chiesto egli medesimo al Pretore l'autorizzazione a vivere separato, l'attribuzione dell'alloggio coniugale e l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita materno), offrendo alla moglie un contributo alimentare di fr. 1450.– mensili. In subordine egli ha proposto l'affidamento del figlio alla madre, purché questa continuasse ad abitare nell'alloggio coniugale e il figlio frequentasse la scuola dell'infanzia di _, offrendo in tal caso un contributo alimentare di fr. 1540.– mensili per la convenuta e uno di fr. 1000.– mensili per il figlio (assegni familiari compresi). Identiche domande egli ha avanzato già in via provvisionale. Statuendo l'indomani inaudita parte, il Pretore ha “sospeso” in via cautelare gli effetti del decreto emanato il 4 aprile 2006 fino al contraddittorio previsto il 24 aprile seguente.
C. All'udienza del 24 aprile 2006, indetta per la discussione cautelare e delle due istanze, le parti hanno confermato in sintesi i loro punti di vista. Al termine dell'udienza il Pretore ha modificato il decreto cautelare del 4 aprile 2006, affidando il figlio al padre ogni settimana dal sabato alle ore 18 fino al mercoledì alle ore 12 e alla madre ogni settimana dal mercoledì alle 12 fino al sabato sera (fino alla domenica sera, una volta ogni quindici giorni). L'istruttoria è cominciata immediatamente e il 6 giugno 2006 il Pretore ha incaricato il lic. phil. _, psicologo e psicoterapeuta, di valutare l'idoneità delle parti a esercitare la custodia parentale e di esprimersi sulla disciplina delle relazioni personali tra il figlio e il genitore non affidatario.
D. Adito da AO 1 il 12 giugno 2006, con decreto cautelare del 13 giugno 2006 emesso “nelle more istruttorie” il Pretore ha modificato il decreto del 24 aprile 2006 per consentire a ciascun genitore di trascorrere ogni quindici giorni un intero fine settimana con il figlio. Il 17 settembre 2006 lo psicologo e psicoterapeuta ha consegnato il suo referto, che ha delucidato il 13 febbraio 2007 per scritto. Il 15 marzo 2007 AP 1 ha chiesto di dichiarare nulli – subordinatamente di annullare – tanto il referto quanto la delucidazione scritta. Con istanza cautelare del 12 aprile 2007 AO 1 ha rivendicato l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita materno), rifiutando qualsiasi contributo alimentare alla moglie. A un'udienza del 24 aprile 2007, indetta per la discussione di tale istanza, i coniugi hanno convenuto l'affidamento provvisionale di R_ al padre (riservato il diritto di visita della madre), un contributo alimentare di fr. 1736.85 mensili per la moglie, uno di fr. 200.– mensili per il figlio, l'istituzione di un sostegno psicologico per quest'ultimo e la nomina di un curatore educativo, incaricato di organizzare i rapporti personali tra il figlio e il genitore non affidatario.
E. L'istruttoria è terminata il 26 maggio 2008. Il 1° giugno successivo AP 1 ha cominciato a lavorare a tempo pieno per la _ di _ nella promozione e vendita di sigarette “_”. Alla discussione finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nelle proprie, del 1° luglio 2008, AP 1 ha chiesto una volta ancora di dichiarare nulli – subordinatamente di annullare – il referto e la delucidazione scritta dello psicologo e psicoterapeuta (con le relative note d'onorario), ha rivendicato l'affidamento del figlio (riservato il diritto di visita paterno), proponendo in subordine l'affidamento congiunto, e ha sollecitato un contributo alimentare per sé (decrescente da fr. 4000.– a fr. 2800.– mensili), oltre a uno per il figlio (scalare da fr. 1000.– a fr. 1630.– mensili). Nel suo memoriale conclusivo del 24 giugno 2008, integrato il 12 agosto 2008 su fatti nuovi addotti dalla moglie, AO 1 ha chiesto l'affidamento di R_ (riservato il diritto di visita materno) e ha offerto alla moglie un contributo alimentare di fr. 1736.85 mensili dall'aprile al dicembre del 2006 (fr. 1000.– dal gennaio del 2007 al maggio del 2008), oltre a un contributo per il figlio di fr. 450.– mensili dall'aprile del 2006 al marzo del 2007. Il 1° settembre 2008 AP 1 si è trasferita da _ a _.
F. Statuendo il 24 settembre 2008, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attribuito l'abitazione coniugale al marito, cui ha affidato il figlio, ha disciplinato il diritto di visita della madre in un fine settimana ogni quindici giorni, dal venerdì sera alle ore 18 fino alla domenica sera alle 18 e in una sera infrasettimanale, dal termine della scuola fino alle ore 20, ha confermato la curatela educativa e ha condannato AO 1 a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 2350.– mensili dal 1° aprile al 31 dicembre 2006, di fr. 2005.– mensili dal 1° gennaio 2007 al 31 gennaio 2008, di fr. 2310.– mensili dal 1° febbraio al 31 maggio 2008 e di fr. 1000.– mensili da allora in poi, oltre a un contributo alimentare per il figlio di fr. 715.– mensili dal 1° aprile 2006 al 30 aprile 2007 (la metà del fabbisogno in denaro fino al momento in cui il figlio non gli è stato affidato). La tassa di giustizia di fr. 900.– e le spese sono state poste solidalmente a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
G. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta con un appello del 9 ottobre 2008 nel quale chiede che il referto peritale e la delucidazione scritta siano dichiarati nulli, subordinatamente siano annullati (insieme con le note d'onorario dello psicologo e psicoterapeuta), che il figlio sia affidato a lei (riservato il diritto di visita paterno), che il contributo alimentare per lei sia fissato in un importo compreso tra fr. 3915.58 e fr. 5376.15 mensili e quello per il figlio in fr. 717.50 mensili dall'aprile del 2006 all'aprile del 2007, rispettivamente in fr. 1325.– mensili dal passaggio in giudicato della sentenza di appello. Subordinatamente essa propone l'affidamento di R_ al padre (riservato il suo diritto di visita, in particolare ogni settimana dalla domenica alle ore 10 fino al martedì mattina, quando inizia la scuola, e il mercoledì dalle ore 19 fino al giovedì mattina, sempre quando inizia la scuola) e contributi alimentari per sé compresi tra fr. 4015.58 e fr. 5476.15 mensili. Nelle sue osservazioni del 10 novembre 2008 AO 1 conclude per il rigetto dell'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono emanate con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC). L'esame dei fatti è limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a). La sentenza del Pretore è impugnabile nel termine di 10 giorni (art. 370 cpv. 2 CPC). Tempestivo, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Le parti richiamano tre altri fascicoli processuali che le riguardano. Tutti e tre i carteggi figurano regolarmente agli atti. Alle sue osservazioni del 10 novembre 2008 AO 1 acclude inoltre una lettera scritta al Pretore il 10 novembre 2008 da _ e _, i quali si dichiarano disposti a tenere il figlio, nel caso in cui questi fosse affidato a _, “in caso di necessità, ma non che debba essere una situazione abituale o regolare”. Ancorché nuovo, il documento concerne R_ ed è proponibile in virtù del principio inquisitorio illimitato che governa il diritto di filiazione (DTF 128 III 413 in alto, 120 II 231 consid. 1c con rinvio, 118 II 294; Rep. 1995 pag. 146). Di esso si potrà dunque tenere conto.
3. Dal profilo formale l'appellante contesta anzitutto la validità del noto referto peritale e della delucidazione scritta, rimproverando allo psicologo e psicoterapeuta di avere raccolto documenti senza l'autorizzazione del giudice (appello, pag. 5 seg.). Nella sentenza impugnata il Pretore è stato di altro avviso, già per il fatto che l'istanza del 15 marzo 2007 con cui AP 1 censurava la validità del referto e della delucidazione risultava tardiva (sentenza impugnata, pag. 7). Ora, un perito esegue i suoi accertamenti in base agli atti e alle risultanze di causa; se necessario, egli può chiedere al giudice di autorizzare l'acquisizione di ulteriori prove nel rispetto del contraddittorio (art. 249 cpv. 2 CPC). Una perizia redatta sulla scorta di documentazione che non figura agli atti è, per principio, nulla (Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 8 ad art. 248; v. anche Cocchi, Appunti sul tema della perizia giudiziaria nel processo civile, in: Rep. 1994 pag. 167; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.1997.30 del 24 agosto 1998, consid. 3a). La regola tuttavia non è assoluta: dovendosi allestire una perizia sullo stato psicofisico di una persona a fini di interdizione, per esempio, la consultazione di specialisti del ramo e della documentazione clinica da parte dell'esperto “corrispondono senz'altro al mandato peritale” (sentenza del Tribunale federale 5P.164/2001 del 16 luglio 2001, consid. 4a).
Nella fattispecie _ ha elencato in modo puntuale gli elementi su cui si è fondato ai fini del referto, del 17 settembre 2006 (act. X, pag. 1), e della delucidazione scritta, del 13 febbraio 2007 (act. XIII: pag. 1 e 6). Tra di essi figuravano anche documenti che la legale di AO 1 aveva accluso a una lettera del 25 agosto 2006 inviata al Pretore (perizia, pag. 1). Certo, su quegli allegati AP 1 non ha avuto occasione di esprimersi. Essa è venuta a sapere però che tali documenti erano serviti per l'elaborazione della perizia al più tardi quando si è vista notificare il referto, nel settembre del 2006. Eppure il 12 ottobre 2006 essa ha formulato domande di delucidazione peritale senza nulla eccepire, passando in tal modo ad atti successivi e precludendosi ulteriori contestazioni (art. 143 cpv. 2 CPC). L'appellante asserisce di avere scoperto solo al momento in cui ha ricevuto la delucidazione scritta del 13 febbraio 2007 che il perito aveva adoperato la lettera del 25 agosto 2006 e i relativi allegati. Non è vero. Il perito aveva indicato con precisione già nel referto del 17 settembre 2006 i documenti di cui si era valso, fra cui l'“incarto del 25.08.2006 avv. PA 2 comprendente vari documenti, tra cui la dichiarazione del 24.08.2006 (disp. famigliari a prendersi cura di R_)” (perizia, pag. 1). E l'appellante non dice perché in tali condizioni essa non abbia reagito con sollecitudine. Ciò premesso, nulla osta all'ammissibilità dei referti, per altro
evocati dalla stessa AP 1 nell'appello (pag. 13 al centro e in basso, pag. 15 al centro e in fondo).
4. Sempre dal profilo formale l'appellante afferma che il Pretore