Decision ID: 81bedb6b-44ac-5b35-b2c1-661883e2a83c
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1972, il 9 settembre 2008 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI (doc. AI 3-10). Con decisione del 7 giugno 2010 la richiesta è stata respinta poiché l’interessato non ha presentato un periodo ininterrotto di un anno almeno con inabilità del 40% e perché ha ricominciato un’attività a tempo pieno dal 1° marzo 2010 presso il _ di _ (doc. AI 43-1).
1.2. Il 13 ottobre 2011 RI 1, da ultimo fuochista e specialista in esplosivo (cfr. doc. AI 53-2), ha inoltrato un’ulteriore domanda di prestazioni (doc. AI 46-9). Dopo aver eseguito dapprima un accertamento professionale presso il _ di _ dall’8 ottobre al 6 novembre 2012 (cfr. doc. AI 68-1 e seguenti), aver contattato alcune ditte per una formazione breve nel settore professionale in cui l’interessato era attivo (cfr. doc. AI 79-1, 80-1, 81-1, 82-1, 84-1, 86-1 e 91-1), aver effettuato un periodo formativo/di valutazione presso il _ di _ per una eventuale riqualifica quale disegnatore edile (doc. AI 91-1/110-1, 111-1), aver effettuato un accertamento professionale quale operatore in logistica e montatore di linee aeree presso _ (doc. AI 126-1) e quale assistente studio architettura/disegnatore presso uno studio di architettura (doc. AI 162-1), dopo un ulteriore colloquio tenutosi il 24 ottobre 2014 (doc. AI 188-1), l’UAI con decisione del 18 marzo 2015 (doc. AI 206-1), preavvisata dal progetto del 25 novembre 2014 che ha annullato e sostituito quello del 13 novembre 2014 (doc. AI 201-1), ha rifiutato qualsiasi prestazione poiché il grado d’invalidità è del 6%.
1.3. RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione, chiedendo di essere posto al beneficio di 1⁄4 di rendita dal 1° ottobre 2014 (doc. I). L’insorgente, che richiama gli incarti AI e _, contesta sostanzialmente il raffronto dei redditi effettuato dall’UAI e chiede che quale reddito da invalido venga utilizzato il dato preso in considerazione nel progetto di decisione del 13 novembre 2014 (fr. 62'413.70 nel 2012) e non quello che avrebbe potuto percepire se avesse terminato la riqualifica professionale di disegnatore edile (fr. 76'429 nel 2012).
Circa il reddito da valido sostiene che da settembre a dicembre 2010 ha conseguito un reddito di fr. 30'193.93, che convertito in reddito annuo ammonta a fr. 90'059.18. Nel 2011 ha percepito, in 8 mesi, fr. 66'787.51 netti, ossia fr. 100'181.27 annui. Da cui, su un anno, una media di fr. 96'807.44 nel periodo 2010/2011 che indicizzati al 2012 danno un importo di fr. 98'018.07 (in luogo di fr. 74'510 utilizzato dall’UAI).
Egli rileva inoltre che l’amministrazione non avrebbe potuto ridurre il reddito da invalido dell’8%, ma, dovendosi applicare multipli di 5, semmai del 10%. Raffrontando il salario da invalido, ridotto del 10% a fr. 56'172.33, con il salario da valido di fr. 98'018.07 si ottiene un grado d’invalidità del 41.67% che dà diritto ad 1⁄4 di rendita.
1.4. Con risposta del 23 giugno 2015 l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. VI).
1.5. Dopo aver chiesto (doc. VIII), ed ottenuto (doc. IX), una proroga, l’assicurato ha prodotto ulteriori osservazioni (doc. X), su cui l’amministrazione si è espressa il 25 agosto 2015 (doc. XII).
1.6. Il 25 febbraio 2016 il TCA ha chiesto all’UAI di produrre l’intero incarto della _, segnatamente tutti gli atti successivi all’11 dicembre 2012 ed ha chiesto di prendere posizione sulla circostanza che nella notifica di infortunio LAINF del 23 agosto 2011 del _ figura un salario lordo di fr. 103'628.91 e che il medesimo importo è stato utilizzato per il calcolo dell’indennità giornaliera versata dall’UAI al ricorrente (doc. XIV).
1.7. Con scritto del 9 marzo 2016 l’UAI ha affermato che l’incarto LAINF prodotto con la risposta di causa è comprensivo di tutti gli atti e che non vi sono ulteriori documenti posteriori all’11 dicembre 2012. Circa il reddito ritenuto quale base di calcolo per l’indennità giornaliera, l’amministrazione ha sostenuto che “
tale importo si riferisce al salario assicurato (reddito determinante annuo – v. art. 15 LAINF) il quale è stimato e dichiarato dal datore di lavoro all’assicuratore infortuni e in base al quale vengono calcolati i premi assicurativi. Fanno pure parte del guadagno assicurato gli assegni familiari, accordati conformemente all’uso locale o professionale, a titolo di assegni per i figli, per la formazione o per l’economica domestica (v. art. 22 cpv. 2 OAINF). Esso non corrisponde forzatamente a quanto l’assicurato percepirebbe effettivamente nel corso di tutto l’anno e dunque al reddito da valido ritenuto per il calcolo del grado AI. La Cassa di compensazione ha versato quale indennità giornaliera il medesimo importo versato dalla _ in ossequio alla garanzia dei diritti acquisiti. Infatti, secondo la marginale 3052 della Circolare sulle indennità giornaliere dell’AI (CIGAI) “Se fino al momento dell’integrazione una persona assicurata aveva diritto alle indennità giornaliere AINF, l’importo totale dell’indennità giornaliera AI corrisponde almeno a quello dell’indennità giornaliera versata fino ad allora dall’AINF (art. 24 cpv. 4 LAI)”. La _ infatti ha sospeso il versamento delle indennità giornaliere al 31.07.2013, giorno precedente all’inizio del provvedimento professionale messo in atto dall’AI
” (doc. XV).
1.8. Il 29 marzo 2016 il ricorrente ha informato il TCA di non aver alcuna osservazione da proporre allo scritto del 9 marzo 2016 dell’amministrazione poiché riprende meri e conosciuti aspetti di diritto (doc. XVII).

in diritto
2.1. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46).
Per l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).
2.2. In concreto, oggetto del contendere è unicamente il calcolo del grado d’invalidità del ricorrente.
Pacifica ed incontestata è la circostanza che l’insorgente è completamente inabile al lavoro nella sua precedente attività di fuochista e di specialista in esplosivo dal 26 luglio 2011, mentre in attività leggere e confacenti al suo stato di salute, dopo essere stato inabile al lavoro dal 26 luglio 2011 al 23 luglio 2012, dal 24 luglio 2012 ha una capacità di lavoro completa (cfr. doc. A e doc. I), come emerge dalla visita di chiusura della _ del 24 luglio 2012 (doc. _ 80-1 e seguenti e AI 192-2).
2.3. Circa il reddito da valido, con la decisione impugnata l’UAI ha preso in considerazione un importo di fr. 73'194 nel 2010, aggiornato a fr. 74'510 nel 2012, evinto dal conto individuale dell’assicurato, e meglio dal salario lordo percepito nel 2010 quando lavorava per il _ (cfr. doc. AI 195-1 e XII/1).
L’amministrazione rileva che questo reddito è maggiore rispetto a quanto abbia mai guadagnato l’insorgente nel corso di tutta la sua carriera lavorativa da quando, nel 2000, è giunto in Svizzera (cfr. doc. VI).
Il ricorrente chiede invece che per il raffronto dei redditi venga utilizzato il reddito conseguito da ultimo, mediamente, e dopo conversione in reddito annuo, nel biennio 2010/2011, e meglio, secondo i suoi calcoli, fr. 98'018.07 (fr. 30'019.93 conseguiti da settembre a dicembre 2010 e fr. 66'787.51 conseguiti in 8 mesi nel 2011).
2.4.
Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana (DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimento). Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (cfr. ancora DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), o comunque sul salario che potrebbe essere conseguito in un posto di lavoro identico nella stessa azienda o in un'azienda simile. Nel caso in cui non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il reddito ipotetico che l'assicurato avrebbe potuto conseguire senza l'invalidità, si farà riferimento a valori empirici o statistici (VSI 1999 pag. 248 consid. 3b). Per il resto, occorre tenere conto del principio secondo cui - in assenza di indizi concreti che impongano una diversa valutazione - la persona assicurata avrebbe di regola, e conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). In tale contesto la normale evoluzione professionale va senz'altro considerata. Tuttavia gli indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e percepito un salario più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è pertanto sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata da passi concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002 pag. 161 consid. 3b [I 357/01] e dottrina citata).
Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).
2.5. In una
sentenza
I 696/01 del 4 aprile 2002 al consid.
3b)aa) e seguenti il TF ha dovuto giudicare il caso di un garagista indipendente che contestava l’ammontare del reddito da valido preso in considerazione dal Tribunale cantonale e dall’amministrazione.
Sulla base del reddito registrato nel conto individuale, entrambe le autorità avevano ritenuto che l’interessato avrebbe potuto conseguire un reddito massimo di fr. 20'000 (”
Verwaltung und Vorinstanz gehen gestützt auf die Einträge im IK des Beschwerdeführers davon aus, dass dieser im Gesundheitsfall höchstens ein Einkommen in der Höhe von Fr. 20'000.- erzielen würde. In der Tat ist den betreffenden Einträgen zu entnehmen, dass der damals selbstständigerwerbende Garagist Einkünfte von jährlich höchstens Fr. 16'300.- (1986/87) und Fr. 16'500.- (1994/95) sowie Fr. 15'300.- (1996/97) erzielt habe. So besehen ist es nicht zu beanstanden, wenn Verwaltung und Vorinstanz das Valideneinkommen auf Fr. 20'000.- festgelegt haben, wobei die Gründe, warum der Beschwerdeführer nicht ein höheres Einkommen verabgabt hat, keiner näheren Erörterung bedürfen
“).
Per l’Alta Corte tuttavia la circostanza che il ricorrente durante numerosi anni ha esercitato un’attività indipendente conseguendo redditi inusualmente bassi, che neppure permettevano un’esistenza dignitosa, non è di per sé decisiva per la fissazione del reddito da valido
(“bb) Verwaltung und Vorinstanz übersehen nun aber den folgenden entscheidenden Punkt: Dass der Versicherte in der Vergangenheit einen Einmannbetrieb führte und sich in diesem Rahmen während Jahren mit unüblich tiefen, kaum existenzsichernden Erwerbseinkommen begnügte, ist für die Festlegung des Valideneinkommens als solchen nicht entscheidend
.“).
Ciò, perché il reddito da valido di soli fr. 20'000 poteva essere imputato all’allora ricorrente solo se sulla base di elementi concreti si poteva concludere che quale persona sana e completamente abile al lavoro si sarebbe accontentata di un guadagno marginale (“
Denn das Valideneinkommen ist nicht eine vergangene, sondern eine hypothetische Grösse.
Ein Valideneinkommen von bloss Fr. 20'000.- kann dem Beschwerdeführer daher nur dann angerechnet werden, wenn auf Grund der konkreten Verhältnisse seines Einzelfalles anzunehmen ist, dass er sich auch als gesunder, voll leistungsfähiger Berufsmann mit einer solchen Randexistenz begnügen würde
.“).
Nel caso che il TF era stato chiamato a giudicare sulla base degli atti non era tuttavia possibile concludere in tal senso (“
Gerade dies kann nach Lage der Akten im Falle des Beschwerdeführers nicht gesagt werden
”) ed ha preso in considerazione quale reddito da valido quello di un meccanico qualificato figurante nelle usuali tabelle RSS poiché occorreva ritenere che l’interessato, se non fosse divenuto invalido, avrebbe abbandonato la sua attività indipendente.
In una sentenza 8C_611/2007 del 23 aprile 2008, a proposito del reddito da valido di un consulente assicurativo che aveva conosciuto delle forti variazioni annuali del proprio salario il TF non ha censurato la presa in considerazione, da parte dell’autorità inferiore, della media del reddito conseguito dall’assicurato negli ultimi tre anni (“
Wegen starker Lohnschwankungen von Jahr zu Jahr stellte das kantonale Gericht zur Bemessung des Valideneinkommens auf den Durchschnittsverdienst der letzten drei Jahre vor Eintritt des Gesundheitsschadens ab. Als Bezugsgrösse wählte es die im Individuellen Konto der gemeldenten beitragspflichtigen Einkommen (Art. 30ter Abs. 1 AHVG und Art. 135 ff. AHVV) ausgewiesenen, vom Arbeitgeber bestätigten Lohnsummen
“), ma ha rinviato la causa all’autorità inferiore per una determinazione più precisa del salario percepito dopo ulteriori accertamenti in ambito fiscale. In sostanza l’Alta Corte ha stabilito che se da una parte il reddito da valido può, di principio, essere evinto dalle registrazioni figuranti nel conto individuale della persona assicurata, a quest’ultima non può essere impedito di comprovare che il reddito ivi registrato non corrisponde a quello effettivamente conseguito.
Con sentenza 8C_626/2011 del 29 marzo 2012, in un caso di un assicurato attivo quale indipendente nell’ambito della pulizia, il cui reddito è variato notevolmente nel corso degli anni, il TF, dopo aver rammentato il contenuto della sopra citata sentenza
I 696/01 del 4 aprile 2002,
ha
affermato che nel preciso caso di specie, alla luce delle notevoli variazioni del reddito, non andava presa in considerazione la media degli introiti degli ultimi tre anni, ma degli ultimi 12.
Con sentenza 9C_751/2011 del 30 aprile 2012, il TF ha giudicato il caso di un’assicurata che aveva percepito nel corso dell’ultimo anno in cui ha svolto un’attività dipendente (1999), prima di avere problemi di salute, un reddito nettamente superiore rispetto a quello conseguito negli anni precedenti. L’Alta Corte ha tutelato la decisione dei giudici cantonali che avevano preso in considerazione, quale reddito da valido, la media degli ultimi 3 anni (dal 1997 al 1999; cfr. consid.
4.1: “
[...]
Il ressort en effet des constatations de la juridiction cantonale que l'intimée a obtenu en 1999 un revenu nettement plus élevé que ceux réalisés les années précédentes, alors qu'elle a travaillé auprès du même employeur jusqu'à la fin de cette année-là. Ainsi, son salaire avait évolué de la manière suivante: 49'140 fr. (1995), 54'833 fr. (1996), 57'486 fr. (1997), 56'110 fr. (1998) et 69'651 fr. (1999). Dans un tel cas, lorsque le dernier salaire obtenu par l'assuré avant la survenance de l'invalidité est nettement plus élevé que les revenus obtenus jusqu'alors, il ne peut servir de référence pour le revenu sans invalidité que s'il est établi, selon la vraisemblance prépondérante, que l'assuré aurait continué à réaliser un tel salaire (arrêt 9C_5/2009 du 16 juillet 2009 consid. 2.3, in SVR 2009 IV n° 58 p. 181). L'intimée ne fait valoir aucun argument qui permettrait de considérer qu'elle aurait continué à gagner un salaire ayant subi une augmentation majeure par rapport à celles accordées les années précédentes et d'établir que cette majoration n'était pas due, comme on peut le penser, à la fin des rapports de travail. La juridiction cantonale était donc en droit de ne pas se référer uniquement au dernier salaire obtenu en 1999, mais de déterminer le revenu sans invalidité à l'aide d'une moyenne des salaires obtenus dans les trois années précédentes
.“).
Con sentenza 9C_5/2009 del 16 luglio 2009, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 58, pag. 181, il TF ha stabilito che se l’ultimo salario conseguito prima del danno alla salute è notevolmente superiore alla media, va preso in considerazione quale reddito da valido solo se può essere stabilito, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, che l’assicurato avrebbe continuato a conseguirlo (cfr. anche sentenza 8C_671/2010 del 25 febbraio 2011, consid. 4.5.1).
2.6. Nel caso di specie il ricorrente contesta il reddito da valido preso in considerazione dall’UAI (fr. 74'510 nel 2012), rilevando che nell’imminenza dell’infortunio subito il 27 febbraio 2006 (doc. _ 6-1 e 17-1), in seguito al quale ha poi ripreso a lavorare al 100% dal 2 aprile 2007 (cfr. doc. _ 24-2 e 26-1), cui ha fatto seguito una prima ricaduta il 29 luglio 2008 (doc. _ 33-1), è stato assunto dal consorzio _ e _ con un salario annuo di fr. 93’631 ed in seguito dal _ con un reddito annuo di fr. 110'000 (cfr. anche
la notifica di infortunio LAINF del 23 novembre 2010 dove figura un salario annuo contrattuale di fr. 103'628.91 [doc. AI 53-8] e la scheda di segnalazione al _ di _, il 28 settembre 2012, dove è stato segnalato un salario annuo di circa fr. 100'000 [doc. AI 64-2 e 68-4]).
Da entrambi i datori di lavoro è stato licenziato a causa del danno alla salute dovuto al citato infortunio del 2006. Egli conseguiva pertanto un salario da capo squadra, che con tutta verosimiglianza, sarebbe aumentato nel corso degli anni.
Questo Tribunale, tuttavia, alla luce degli atti e della giurisprudenza federale esposta al consid. 2.5, non ha alcun motivo per scostarsi dalla decisione impugnata che nega al ricorrente il diritto ad una rendita AI.
Dalla documentazione prodotta emerge segnatamente che l’interessato dopo aver assolto le scuole dell’obbligo in _ ed aver seguito, senza concluderlo, un corso per diventare geometra, ha ottenuto il diploma di meccanico di veicoli. In seguito ha lavorato come autista ed operaio tuttofare all’estero e nel 2000 è giunto in Svizzera dove ha lavorato quale operaio addetto ai cantieri del sottosuolo ad _ fino al 2002, quale autista di veicoli pesanti da cantieri dal 2002 al 2003 e quale operaio addetto ai cantieri di sottosuolo dal 2003 al 2011, con numerose interruzioni (doc. AI 68-2/3). Nel 2008 ha seguito un corso di brillamento delle mine (doc. AI 192/1-2).
Il 27 giugno 2010 l’UAI ha respinto la precedente richiesta di prestazioni AI poiché l’interessato non aveva presentato un periodo ininterrotto di un anno almeno con inabilità del 40% e dal 1° marzo 2010 aveva iniziato una nuova attività presso il _ (doc. AI 41-1 e 43-1), ripristinando in questo modo l’abilità al lavoro in misura completa (doc. AI 41-1). L’attività è tuttavia nuovamente cessata nel corso del mese di luglio 2011 (doc. AI 53-8), a causa di una nuova ricaduta relativa all’infortunio subito nel 2006 (cfr. doc. AI 68-4).
Da calcoli eseguiti dal _ risulta che l’interessato, teoricamente, se avesse lavorato tutto l’anno, senza il danno alla salute, nel 2010 avrebbe potuto conseguire un reddito annuo, senza gli assegni per i figli, di fr. 90'660 (doc. AI 116-2), comprensivo del supplemento notte, indennità lavoro continuo, indennità galleria, tempo di tragitto normale, tempo di tragitto a sciolte, ore straordinarie 125% e ore straordinarie 150% (doc. AI 116-2), mentre nel 2011 di fr. 100'181.27 (doc. AI 116-3), comprensivo delle indennità e supplementi sopra descritti (doc. AI 116-3).
Egli tuttavia, avendo lavorato solo alcuni mesi, ha guadagnato fr. 73'194 nel 2010 e fr. 58'013 nel 2011 (doc. VI/1).
Inoltre, da quando, nel 2000, è giunto in Svizzera, il ricorrente ha sempre percepito salari nettamente inferiori rispetto all’importo che rivendica essere il suo salario da valido. L’insorgente ha infatti conseguito fr. 32'609 nel 2000, fr. 67'304 nel 2001, fr. 47'617 nel 2002, fr. 53'771 nel 2003, fr. 63'879 nel 2004, fr. 43'440 nel 2005, fr. 35'770 nel 2006, fr. 46'616 nel 2007, fr. 23'500 nel 2008, fr. 11'953 nel 2009, fr. 73'194 nel 2010, fr. 58'013 nel 2011 (doc. VI/1). Va qui evidenziato che i salari del 2001, di fr. 67'304, e del 2004, di fr. 63'879, corrispondono a quelli che l’insorgente ha percepito lavorando per un anno intero prima dell’infortunio del 2006 (cfr. doc. _ 5-1 [cfr. anche doc. _ 4-1] e doc. AI 68-2), a differenza degli altri periodi dove l’assicurato ha invece svolto la sua attività solo per alcuni mesi (cfr. doc. _ 4-1 e 5-1 e doc. VI/1 e doc. AI 68).
Non va poi dimenticato che l’insorgente ha subito l’infortunio al piede, che lo ha reso completamente inabile al lavoro quale fuochista e specialista in esplosivo, nel corso del mese di febbraio 2006 e che l’attività da ultimo iniziata nel corso del mese di marzo 2010 ha dovuto essere abbandonata proprio a causa delle conseguenze dell’infortunio. L’interessato al momento dell’infortunio si trovava in disoccupazione (doc. _ 7-1), ma era stato inviato sul cantiere _ per uno stage (doc. _ 17-1 e 37-1) e l’ultima attività lavorativa stabile prima dell’infortunio era stata esercitata presso la _ di _ quale “
Mineur und Guniteur im Schichtbetrieb des TBM-Vortriebes sowie im Ausbau
” (doc. _ 5-1), dove aveva conseguito, nel 2004, ultimo anno in cui ha lavorato per 12 mesi, fr. 63'879 (doc. VI/1). In seguito, dal 1° marzo 2006, essendo ritornato abile al lavoro, ha iniziato un’attività presso la _ quale macchinista/minatore (doc. _ 8-1 e 12-1), ma il 9 giugno 2006 ha subito una ricaduta e non gli è stato rinnovato il contratto (cfr. doc. _ 17-1). Dal mese di aprile 2007 ha lavorato per la _ (doc. AI 68-3) e dal 1° ottobre 2007 è stato assunto quale minatore dalla _ (doc. _ 33-1), la quale il 29 luglio 2008 ha nuovamente annunciato una ricaduta dell’infortunio (doc. _ 33-1). Dal mese di marzo 2010 ha poi iniziato l’attività presso il _ quale caposquadra (doc. _ 69-1), nonostante la presenza di alcuni fastidi al piede infortunato (doc. _ 69-2). Quest’ultima attività è stata esercitata malgrado abbia dovuto recarsi in numerose occasioni da alcuni specialisti a causa di continui dolori al piede ed è stata infine abbandonata nel corso del mese di luglio 2011 (cfr. doc. _ 74-1, 76-1 e 77-1).
Ne segue che il salario percepito da ultimo, nel corso di un intero anno prima dell’insorgere del danno alla salute causato dall’infortunio del 27 febbraio 2006, ammonta a fr. 63'879 ed è stato conseguito nel 2004. Le attività successive, intraprese dall’assicurato e che hanno portato a varie ricadute non erano invece più esigibili in maniera completa. Tant’è che con la prece-dente decisione del 7 giugno 2010 l’UAI aveva stabilito i seguenti periodi di inabilità lavorativa totale: dal 9 giugno 2006 al 20 agosto 2006; dal 23 agosto 2006 al 13 settembre 2006; dal 16 settembre 2006 al 1° aprile 2007; dal 9 aprile 2008 al 1° febbraio 2009; dal 14 marzo 2009 al 28 febbraio 2010 (doc. AI 43-1/2).
Ora, aggiornando al 2012 l’ultimo reddito di fr. 63'879 conseguito dal ricorrente nel 2004, prima dell’insorgere del danno alla salute del 27 febbraio 2006, si ottiene un importo di fr. 70'897 (2005: + 1,0%; 2006: + 1,2%; 2007; + 1,6%; 2008: + 2%; 2009: + 2,1%; 2010: + 0,8%; 2011: + 1%; 2012: + 0.8%; [cfr. anche doc. AI 10-3; paga annua presso la _ di fr. 67'382 nel 2008]).
L’importo ritenuto dalla Cassa di fr. 74'510 è pertanto quello più elevato mai conseguito dal ricorrente nei circa 10 anni di attività lavorativa nel nostro Paese, è superiore rispetto al reddito, aggiornato al 2012, e conseguito da ultimo dal ricorrente nel 2004 prima del danno alla salute del 27 febbraio 2006 e non si scosta neppure molto da quello statistico desunto dall’UAI dalla Tabella RSS TA 1 Svizzera per l’attività svolta dall’assicurato (divisione economica 42 – ingegneria civile, livello di qualifica 3 – conoscenze professionali e specializzate) di fr. 77'103 per l’anno 2012 (cfr. doc. XII/1).
Del resto, va abbondanzialmente rilevato che, accertata un’importante fluttuazione dei redditi da quando lavora in Svizzera, l’amministrazione avrebbe potuto prendere in considerazione una media dell’importo percepito negli ultimi anni precedenti l’insorgere del danno alla salute e non limitarsi ad utilizzare l’ultimo salario effettivamente percepito e dunque avrebbe potuto prendere in considerazione un salario da valido ancora inferiore (cfr. consid. 2.5).
Ne segue che l’importo di fr. 74'510 preso in considerazione dall’UAI va confermato quale reddito da valido per l’anno 2012, senza che sia necessario richiamare l’incarto della _ come chiesto invece dal ricorrente. Del resto, l’UAI ha prodotto tutti gli atti della _ fino all’11 dicembre 2012 (doc. _ 83-1), quando la fattispecie è in sostanza stata trasmessa all’UAI per valutare la possibilità di una riformazione professionale (doc. _ 83-1; cfr. anche doc. AI 94-1).
Va qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Accertato l’ammontare del reddito da valido, ritenuto che, come si vedrà in seguito, anche utilizzando il reddito da invalido fatto valere del ricorrente, ossia quello a lui più favorevole, non vi è alcun diritto ad una rendita AI, può qui rimanere aperta la questione di sapere se invece del reddito evinto dalle tabelle RSS relativo alle attività semplici e ripetitive non vada invece utilizzato il reddito più elevato, evinto dalle medesime tabelle, ma relativo all’attività di disegnatore edile, formazione che, secondo l’UAI, l’interessato avrebbe potuto e dovuto portare a termine.
2.7.
Per quel che concerne il reddito da invalido,
lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
L’Alta Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).
In applicazione della giurisprudenza sviluppata nella sentenza del 7 aprile 2008 (inc. 32.2007.165), utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2010 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'901.--, ossia fr. 58'812 all’anno (4'901 X 12,
ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999, U 274/98, p. 5 consid. 3a).
Secondo la più recente giurisprudenza del TF (sentenza 8C_671/2013 del 20 febbraio 2014, consid. 4.2),
per l'indicizza-zione dei salari nell'ambito dell'accertamento del reddito ipotetico da invalido occorre applicare la Tabella T1.1.10 (Indice dei salari nominali, secondo il sesso, 2011-2012, pubblicata dall'Ufficio federale di statistica, Indice svizzero dei salari per ramo, in:
http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/03/04/blank/data/02.html
).
Il salario statistico svizzero adeguato al rincaro ammonta pertanto a fr. 59’812 (fr.
58’812
: 100 x 101,7) nel 2012.
Questi dati si riferiscono, però, ad un tempo lavorativo di 40 ore alla settimana.
Riportando così queste cifre su un orario medio di lavoro settimanale di 41,7 ore computabili nel 2012
, il salario medio ipotetico da invalido ammonta a fr. 62'353,80 (fr.
59'811,80 : 40 x 41,7).
Secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico.
L’Alta Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
Con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013, a proposito della riduzione del salario statistico tramite l’utilizzo di multipli di 5, il TF ha affermato:
"
5.4 Contrariamente al potere di apprezzamento del Tribunale federale, quello dell’autorità giudiziaria di primo grado non è per contro limitato alla violazione del diritto (compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento), ma si estende ugualmente all’esame di adeguatezza della decisione amministrativa (“Angemessenheits-kontrolle”). In tale contesto l’esame verte sulla questione di sapere se un’altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a quella adottata, in un caso concreto, dall’autorità nell’ambito del proprio potere di apprezzamento e pur nel rispetto dei principi generali del diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell’assicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 126 V 75 consid. 6 pag. 81; DTF 137 V 71 consid. 5.2 pag. 73 seg.).
5.5. La decisione del Tribunale cantonale di distanziarsi dalla deduzione operata dall’UAI a titolo di circostanze particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un eccesso nell’esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare – a causa dell’ininfluenza del calcolo per l’esito della valutazione – il giudizio dell’istanza precedente. L’applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria (cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversi-cherung [IVG], in: Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). (...)”
Con sentenza 8C_80/2013 del 17 gennaio 2014 il TF ha rammentato che non è necessario procedere con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in considerazione come le limitazioni legate all’età, gli anni di servizio, la nazionalità, la categoria del permesso di soggiorno o ancora il tasso d’occupazione. Occorre piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei limiti del potere di apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito da invalido, tenuto conto dell’insieme delle circostanze concrete (consid.
4.2 “
[...] Or, il sied de rappeler qu'il n'y a pas lieu de procéder à des déductions distinctes pour chacun des facteurs entrant en considération comme les limitations liées au handicap, l'âge, les années de service, la nationalité ou la catégorie de permis de séjour, ou encore le taux d'occupation. Il faut bien plutôt procéder à une évaluation globale, dans les limites du pouvoir d'appréciation, des effets de ces facteurs sur le revenu d'invalide, compte tenu de l'ensemble des circonstances du cas concret (ATF 126 V 75 consid.
5b/bb p. 80; arrêt 9C_751/2011 du 30 avril 2012 consid. 4.2.1). [...]
”).
Nel caso di specie l’UAI ha deciso una riduzione dell’8% per attività leggera, ossia una percentuale non più applicabile in seguito alla sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 (per una critica all’operato dell’amministrazione che si ostina ad applicare percentuali diverse dal multiplo di 5, cfr. sentenza 32.2015.28 del 9 novembre 2015, consid. 2.8). In concreto, alla luce delle circostanze concrete, va di conseguenza applicata una riduzione del 10% come richiesto dall’insorgente.
Raffrontando il reddito da valido di fr. 74'510 con quello da invalido di fr. 62’354, ridotto del 10% a fr. 56'119, si ottiene un grado d’invalidità del 25% che non dà diritto ad alcuna rendita.
La decisione dell’UAI che nega il diritto ad una rendita d’invalidità va di conseguenza tutelata.
2.8. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).