Decision ID: 4a5a38e1-2c64-58d5-8213-f8ee45157032
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1962, da ultimo attivo quale operaio di cantiere presso l’impresa di costruzioni _, il 1° novembre 2010 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti a causa di numerose patologie, e meglio diabete mellito tipo II, epatite C cronica, paresi dolorosa periferica alla gamba dx, neuropatia, stato dopo sierologia luetica positiva trattata, esiti di nefrolitiasi, che lo hanno reso incapace al lavoro al 100% dal 14 luglio 2010 (doc. AI 1 e 2-1).
1.2. Con decisione del 29 ottobre 2011 (doc. AI 36-1) l’UAI ha assegnato a RI 1 una rendita AI al 100% con effetto dal 1° giugno 2011.
1.3. Nel corso del mese di agosto 2012 l’amministrazione ha avviato una procedura di revisione della rendita (doc. AI 39-1). Dopo aver acquisito ulteriori atti medici ed aver fatto allestire una perizia pluridisciplinare (reumatologica: dr. med. _; neurologica; dr. med. _; gastroenterologica; dr. med. _) al SAM (redatta il 7 giugno 2013, doc. AI 56-1 e seguenti), l’UAI, con decisione del 7 maggio 2014 (doc. AI 110-1), preavvisata dal progetto del 9 agosto 2013 (doc. AI 68-1), in seguito al miglioramento dello stato di salute, ha ridotto la rendita a 3⁄4 con effetto dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
1.4. RI 1, rappresentato dalla “RA 1”, è insorto al TCA contro la predetta decisione, chiedendo il ripristino del diritto ad una rendita intera con effetto dal 1° luglio 2014 (doc. I).
Sulla base dei referti della dr.ssa med. _ del 5 settembre 2013, del dr. med. _ del 7 novembre 2013 e del dr. med. _ del 2 gennaio 2014 l’interessato sostiene che il suo stato di salute non può essere considerato come migliorato, ma anzi che nel frattempo è peggiorato. Il ricorrente evidenzia che se le valutazioni connesse alla patologia epatica, per il momento, possono essere giudicate puramente teoriche, non avendo ancora iniziato la relativa terapia, non lo sono invece le valutazioni dei dr. med. _ e _ relative alla patologia reumatologica. Il dr. med. _ attesta esplicitamente la presenza a livello L3-L4, L4-L5 e L5-S1 di bulging discale con impronta sul sacco durale con conflitti con le radici, diagnosi non presenti nella perizia. E’ inoltre confermata una stenosi del canale spinale generalizzata.
1.5. Con risposta del 25 giugno 2014 l’UAI propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).
1.6. Il 9 luglio 2014 l’insorgente ha ribadito le sue ragioni (doc. VI), mentre il 9 febbraio 2015 è stato comunicato il cambiamento d’indirizzo del rappresentante (doc. VIII).
1.7. Il 28 aprile 2015, in applicazione della sentenza pubblicata in DTF 137 V 314, il Giudice delegato del TCA ha informato il ricorrente dell’intenzione di questo Tribunale di annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti all’amministrazione per effettuare ulteriori accertamenti, ritenuto che l’annullamento potrebbe comportare una reformatio in peius con conseguente (ulteriore) riduzione del grado d’invalidità. All’interessato è così stato assegnato un termine di 10 giorni per determinarsi in merito ed in particolare per decidere se mantenere o ritirare l’impugnativa (doc. IX).
1.8. Dopo aver chiesto (doc. X) ed ottenuto (doc. XI), una proroga, con scritto del 13 maggio 2015, pervenuto al TCA il 18 maggio 2015, l’insorgente ha deciso di mantenere il ricorso (doc. XII).

in diritto
2.1. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'eserci-zio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 p. 84 consid. 1b).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazio-ne (giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza
del 14 luglio 2006 nella causa U 156/05, consid. 5).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione).
L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222; cfr., pure,
STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003, consid. 4.2, I 475/01).
2.2. Secondo l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 1997, ad art. 41, pag. 258).
2.3. Nel caso concreto con decisione del 29 ottobre 2011 l’UAI ha assegnato a RI 1 una rendita AI al 100% con effetto dal 1° giugno 2011 (doc. AI 36-1).
L’amministrazione si era fondata sulla documentazione medica raccolta fino a quel momento.
Nell’ambito della procedura di revisione l’UAI ha dapprima fatto allestire una perizia pluridisciplinare (reumatologica: dr. med. _; neurologica: Dr. med. _; gastroenterologica: dr. med. _) ad opera del SAM (doc. AI 56-1 e seguenti).
I periti, il 7 giugno 2013, dopo aver descritto gli atti, l’anamnesi famigliare, personale-sociale, professionale, patologica, le affezioni attuali, l’anamnesi sistemica, le constatazioni obiettive, gli esami, ha posto la diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa di sindrome cervicospondilogena cronica a destra in grave osteocondrosi C5-C6 con lieve retrolistesi di C5 su C6, uncartrosi e spondilartrosi multi segmentarie, disturbi statici del rachide, assenza di deficit neurologici associati, sindrome lombo radicolare residua algica e con lievi deficit sensitivi L4 a destra in esiti da esplorazione microchirurgica trans murale secondo Guyot con decompressione della radice di L4 a destra, in chiara stenosi del canale spinale lombare in L4-L5 con erniazione discale ad ampio raggio L4-L5 in sede intra ed extraforaminale a destra con conflitto radicolare L4 a destra il 7.6.2011, alterazioni degenerative della colonna lombare (osteocondrosi L3-L4 con minima anterolistesi di L3 su L4, osteocondrosi Modic II L4-L5, condrosi dorsale L5-S1 con spondilosi e spondilartrosi), disturbi statici del rachide (appiattimento della colonna dorsale, iperlordosi lombare, scoliosi sinistro-convessa dorsale, destro-convessa lombare), decondizionamento muscolare, poliartrosi delle ditta (diagnosi clinica), probabile cirrosi epatica compensata (CHILD A) o fibrosi epatica avanzata correlata ad un’infezione dal virus dell’epatite C cronica, genotipo 3, con tentativo di trattamento con interferone e Ribavirina per sei mesi da gennaio a luglio 2012 con iniziale soppressione del virus, ma ricomparsa della viremia dopo la fine del trattamento.
I periti hanno inoltre posto la diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa di diabete mellito insulinodipendente, ipertensione arteriosa, esiti di nefrolitiasi con stato dopo litotripsia tipo ESWL aprile 2010, abuso etilico, abuso nicotinico, cisti emorragica al lobo tiroideo destro, con citologia benigna (doc. AI 56-18/19).
I periti hanno stabilito che l’insorgente è completamente inabile come operaio di cantiere (doc. AI 56-2). Circa la capacità lavorativa in attività leggere e confacenti al suo stato di salute, l’amministrazione ha affermato:
"
(...)
In un lavoro adatto allo stato di salute, rispettoso della capacità funzionale e di carico residua descritta dal Dr. med. _ alla pagina 8 del consulto reumatologico allegato, che non richieda sforzi fisici eccessivi in generale e non comporti sforzi ingenti per la colonna lombare, che permetta all’A. di cambiare spesso posizione, egli presenta complessivamente una capacità lavorativa globale del 50% da agosto 2012 (lavoro a tempo pieno, con una diminuzione del rendimento del 50%). Per il periodo precedente, dal 7.6.2010 a fine luglio 2012, attestiamo una capacità lavorativa dello 0% come stabilito in precedenza dall’Ufficio AI ed in seguito giustificata dal periodo di riabilitazione dopo l’intervento neurochirurgico del 7.6.2011 ed il trattamento con Interferone e Ribavirina dell’epatite C cronica da gennaio a luglio 2012. Riteniamo giustificato accumulare parzialmente le incapacità lavorative da una parte per motivi neurologici e reumatologici e dall’altra parte per motivi gastroenterologici, in quanto si tratta di patologie completamente diverse, con limiti funzionali di carattere diverso.
Come per tutti i diabetici è consigliabile un’attività lavorativa che permetta di seguire la dieta diabetica e la terapia antidiabetica medicamentosa, permetta l’assunzione di carboidrati a qualsiasi momento ipoglicemico, permetta l’autocontrollo glicemico in qualsiasi momento, eviti i turni notturni di lavoro, eviti delle ore di punta di stress, eviti il soggiorno nelle zone insicure (ponteggi, cantieri, ecc.) ed eviti l’uso d’apparecchi pericolosi per l’A. o per altre persone (gru, macchine, locomotive, aerei, ecc.).” (doc. AI 56-25)
Il 10 giugno 2013 il medico SMR, dr. med. _, ha confermato la perizia del SAM, evidenziando un miglioramento dello stato di salute dal mese di agosto 2012 (doc. AI 59-1).
Nelle more amministrative l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione medica, mentre l’UAI ha effettuato ulteriori accertamenti.
Il 5 settembre 2013 la dr.ssa med. _, _ _ di _, ha affermato di aver seguito il ricorrente da gennaio a luglio 2012 durante il trattamento dell’epatite C cronica, aggiungendo che pur non essendo in grado di stabilire se lo stato di salute del ricorrente corrisponde a quanto accertato dall’UAI e meglio la circostanza che l’interessato potrebbe svolgere un’attività leggera a tempo pieno con riduzione del rendimento del 50%, ha aggiunto che “
con questa limitazione mi sembra comunque che la valutazione AI sia adeguata”
, aggiungendo che l’interessato verosimilmente “
dovrà ancora subire un trattamento per l’epatite C, ciò che potrebbe implicare per un periodo una incapacità lavorativa completa
”
(doc. AI 74-2).
Il medico SMR, dr. med. _ ha interpellato il SAM per sapere se questa valutazione potrebbe modificare l’esito peritale. Il 1° ottobre 2013 il dr. med. _, ha confermato che:
"
(...) dal punto di vista epatologico la capacità lavorativa è del 50 al 70% (tenendo conto anche delle altre patologie). Questa valutazione è basata sul fatto che il paziente ha una cirrosi epatica su un’epatite C cronica attiva.
Dal punto di vista epatologico puro la capacità lavorativa la stimo al 70% come già scritto nella perizia. Rispondendo al punto 2 della sua domanda, le dico che un eventuale trattamento per l’epatite C potrebbe implicare un periodo di incapacità lavorativa completa al 100% che durerebbe 12 mesi. Questo perché il paziente ha avuto un fallimento di una prima cura di Interferone e Ribavirina di 6 mesi e secondariamente però una cirrosi conclamata e in queste due condizioni il trattamento di Interferone e Ribavirina per 12 mesi è lo standard di cura attualmente. Non è detto che il paziente non abbia tanti effetti collaterali da non poter lavorare ma visto la precedente cura che ha dato notevoli effetti collaterali è presumibile che una prossima cura sia simile” (doc. 85-2)
Il 10 ottobre 2013 i periti del SAM, hanno confermato le diagnosi e le valutazioni della perizia del 7 giugno 2013 (doc. AI 85-1).
Sulla base delle citate valutazioni il medico SMR, dr. med. _, il 14 ottobre 2013 ha confermato la sua valutazione, aggiungendo che l’interessato sarà da considerare inabile al 100% in qualsiasi attività (per circa un anno) dalla data dell’inizio della nuova terapia anti-epatite C, che l’assicurato dovrà a breve intraprendere “
come citato dalla Dr.ssa med. _ nel suo rapporto medico del 05.09.2013 e come citato dall’A. stessa nel suo scritto del 26.09.2013
” (doc. AI 86-1).
Il 7 novembre 2013 il dr. med. _, _ _ di _, ha effettuato una risonanza magnetica della colonna lombare, da cui emerge:
"
(...)
Quadro di spondiloartrosi del tratto L3-S1 con alterazioni di tipo Modic 2 in L4-L5.
Disidratazione dei dischi in L3-S1.
Diffusa ipertrofia dei massicci articolari.
In L3-L4 si apprezza evidente bulging discale con impronta sul sacco durale ed impegno di parte del pavimento dei forami di coniugazione bilateralmente, soprattutto a sinistra dove si apprezza contatto con la radice emergente di L3; a tale livello l’ipertrofia dei massicci articolari associata determina restringimento del canale spinale con l’effetto compressivo sulle radici della cauda.
In L4-L5 si apprezza voluminoso bulging discale con impronta sul sacco durale ed impegno del pavimento dei forami di coniugazione con contatto radicolare bilaterale, soprattutto a sinistra con le radici emergenti di L4; anche a tale livello si apprezza evidente riduzione del canale spinale che misura circa 7 mm in senso antero-posteriore con effetto compressivo con le radici della cauda.
In L5-S1 si apprezza evidente bulging discale con impronta sul sacco durale ed impegno di parte del pavimento dei forami con coniugazione con contatto con le radici emergenti di L5 e con quelle discendenti di S1; anche a tale livello si apprezza evidente riduzione del canale spinale.
Conclusioni:
discopatia degenerativa plurisegmentaria con possibili conflitti con le radici emergenti di L3 a sinistra, L4 a sinistra, L5 bilateralmente e con le radici discendenti di S1 bilateralmente.
Quadro di stenosi degenerativa del canale spinale.” (doc. 100-6).
Ciò ha portato il medico SMR, dr. med. _, a richiedere ulteriori accertamenti (doc. AI 92-1).
Il 2 gennaio 2014 il dr. med. _, _ del _ della _, dopo aver posto la diagnosi di sindrome lombare cronica e radicolopatia L3 destra, ha ribadito che “
la risonanza magnetica mostra un quadro complesso di discopatie in L3/L4, L4/L5, L5/S1 con segni di Modic in L4/L5 e tale quadro, a nostro avviso, è in grado di giustificare i disturbi lombari aggravatesi e riferiti dal paziente. E’ molto difficile fare una proposta terapeutica, in quanto una possibilità di trattamento neurochirurgico invasivo consisterebbe in un gesto di stabilizzazione a più livelli, con un possibile tasso di insuccesso e comunque l’impossibilità della ripresa dell’attività lavorativa in qualità di muratore (precedentemente svolta dal paziente). Attualmente con i dolori lombare anche il pensare che il paziente torni al lavoro precedentemente svolto, risulta difficile
” (doc. AI 98-1).
L’UAI ha interpellato il dr. med. _, FMH medicina interna, il quale in data 17 febbraio 2014, ha affermato, tra l’altro, dopo aver visitato l’insorgente per l’ultima volta l’11 novembre 2013, che “
lo stato soggettivo ed oggettivo del paziente mi sembra invariato rispetto al mio rapporto del 14.3.2013 e della perizia pluridisciplinare del 17.06.2013, di cui mi avete inviato una copia
” (doc. AI 100-3). Il medico ha allegato anche uno scritto del 12 dicembre 2013 della dr.ssa med. _, _ _ di _, in seguito ad una visita dell’11 dicembre 2013 in seguito alla quale emerge che l’interessato “
è molto provato dai dolori di schiena per cui è previsto un controllo a _ al _ il 23.12 e dalla malattia della moglie
” e che “
per quanto concerne l’epatite C con cirrosi epatica Child A, le transaminasi sono nella norma come pure le alfafetoproteine. La sonografia epatica mostra un’epatopatia senza lesioni focali e un’angiomiolipoma al polo inferiore del rene di sinistra. Per quanto concerne il diabete l’emoglobina glicata è a 6.8% DCCT
” (doc. AI 100-7).
Il 17 aprile 2014 il dr. med. _, FMH anestesiologia, _ _ di _, ha rilevato che:
"
(...) Ci limitiamo a ricordare che si tratta di un paziente polimorbido con esito da intervento decompressivo a livello di L4 a destra nel quale persiste una sintomatologia dolorosa lombare ingravescente scarsamente responsiva ai vari trattamenti effettuati, nonché un dolore ad entrambi gli arti inferiori con una dominanza in L3 a destra. Il tutto ne compromette la qualità della vita. Non sono associati dei deficit neurologici. La risonanza magnetica mostra un quadro complesso di discopatie in L3/L4, L4/L5, L5/S1 con segni Modic in L4/L5, quadro radiologico compatibile con la sintomatologia riportata dal paziente (...)
Valutazione e procedere
Abbiamo sottoposto al paziente diverse opzioni tra le quali lo svolgimento di un’installazione steroidea peridurale, rendendolo attento al rischio di scompenso dei valori glicemici per qualche settimana dopo la procedura che richiederebbe implemento temporaneo dell’insulinoterapia. Il paziente è piuttosto contrario all’idea di sottoporsi a procedure infiltrative e richiede di voler dapprima intraprendere un tentativo di’impostazione della farmacoterapia." (doc. AI 104-2)
Il 25 aprile 2014 il medico SMR, dr. med. _, ha rilevato che dalla documentazione pervenuta “
non emergono nuovi elementi medici che non siano già stati considerati dalla perizia pluridisciplinare del SAM del 10.06.2013
” ed ha riconfermato i precedenti rapporti SMR (doc. AI 106-1).
In sede di ricorso l’insorgente non ha prodotto ulteriore documentazione medica, mentre l’UAI ha sottoposto la fattispecie al medico SMR, dr. med. _, il quale il 10 giugno 2014 ha affermato:
"
(...)
Assicurato con neuropatia L4 a destra su conflitto radicolare L4/5 a destra
-
stato dopo operazione il 7.6.2011
con decisione di luglio 2011 era stata attribuita una rendita AI 100% con revisione una volta terminata la riabilitazione postoperatorio, quindi per 1.1.2012
In sede di prima revisione l’assicurato è stato sottoposto a perizia SAM 4.2013:
Diagnosi: sindrome cervicospondilogena cronica a destra
Sindrome lombo radicolare residua algica e con lievi deficit sensitivi a destra L4
Poliartrosi delle dita
Probabile cirrosi epatica compensata CHILD a
Ritenuto inabile al 100% quale operaio di cantiere, abile al 50% in attività confacente dopo intervento neurochirurgico e termine trattamento con Interferone, ossia da agosto 2012.
Decisione 8.2013: riduzione grado AI a 64%
Ricorso:
RM colonna lombare del 7.11.2013: discopatia plurisegmentaria con conflitti L3 a sinistra, L4 a sinistra, L5 bilateralmente e S1 bilateralmente
Rapporto prof. _ del 2.1.2014: sindrome lombare cronica e radicolopatia L3 a destra.
Assicurato inviato al centro del dolore.
Dr. _ 17.2.2014: stato soggettivo e oggettivo del paziente invariato rispetto alla perizia SAM.
Rapporto dr. _ del 17.4.2014: si procede all’adattamento del trattamento analgesico perorale.
Valutazione:
dalla documentazione risulta presenza di una discopatia a più livello a livello lombare, problematica che causa una sintomatologia radicolare residua (attualmente più a livello di L3 che di L4) ed una sintomatologia lombovertebrale (vedi perizia dr. _). L’attuale RM di 11.2013 conferma una situazione compromessa a livello lombare senza attuale indicazione per un procedere chirurgico. Da parte del curante dr. _ viene attestato testualmente una situazione soggettiva e oggettiva invariata rispetto alla perizia SAM.
Dalla documentazione non risulta una sostanziale modifica dello stato di salute dell’assicurato rispetto alla valutazione SAM con persistenza di una problematica lombare/lomboradicolare invalidante."
(doc. IV/Bis)
2.4. Per costante giurisprudenza (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008),
al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministra-zione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanita-rie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In partico-lare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore
non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzia-lità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
Per quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'
art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7).
In merito al
valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in
DTF 136 V 376 il Tribunale Federale
ha specificato che la qualità formale di parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte le prove assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa.
In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur.
Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.
L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali, visto il poten-ziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:
(a livello amministrativo)
- assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),
- differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),
- miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),
- rafforzamento dei diritti di partecipazione:
-- in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurispru-denza secondo DTF 132 V 93);
-- alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);
(a livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)
In caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).
Infine, il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.5. Questo Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione non ha motivo per mettere in dubbio la perizia pluridisciplinare del SAM del 7 giugno 2013 (doc. AI 56-1 e seguenti).
Tale valutazione è da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali ricordati al considerando che precede.
I periti si sono espressi su tutte le patologie lamentate dall’assicurato, hanno esaminato la documentazione messa loro a disposizione ed hanno valutato la capacità lavorativa dell’insorgente sulla base delle indicazioni risultanti dalle visite effettuate l’11, 25 e 27 marzo 2013, nonché il 2 aprile 2013.
Al referto va attribuita piena forza probante.
I periti hanno inoltre spiegato da quando e per quale motivo lo stato di salute dell’interessato è migliorato rispetto a quanto stabilito nella decisione del 29 agosto 2011. Da una parte, sulla base del consulto peritale del dr. med. _, hanno potuto determinare, dal punto di vista reumatologico, una capacità lavorativa completa sull’arco di una giornata lavorativa normale di 8-9 ore con una diminuzione del rendimento del 10% “
a distanza di 6 mesi dall’intervento neurochirurgico al rachide lombare del 7.6.2011, quindi a decorrere dal 7.12.2011
” (doc. AI 56-48), dall’altra, fondandosi sulla valutazione del dr. med. _, sono giunti alla conclusione che il miglioramento dello stato di salute è, globalmente e complessivamente, avvenuto nel corso del mese di agosto 2012, ossia al termine del trattamento con Interferone peghilato (Pegasys) e Ribavirina (Copegus) durato 6 mesi ed iniziato il 16 gennaio 2012 (doc. AI 56-30 e 56-25): “
(...) per il periodo precedente, dal 7.6.2010 a fine luglio 2012, attestiamo una capacità lavorativa dello 0% come stabilito in precedenza dall’Ufficio AI ed in seguito giustificata dal periodo di riabilitazione dopo l’intervento neurochirurgico del 7.6.2011 ed il trattamento con Interferone e Ribavirina dell’epatite C cronica da gennaio a luglio 2012
”
(doc. AI 56-25).
2.6. L’insorgente contesta l’avvenuto miglioramento, rifacendosi a quanto affermato dai dr. med. _, _ e _.
2.6.1. Per quanto concerne la patologia epatica, per la quale è seguito dalla dr.ssa med. _, _ _ di _, il ricorrente ammette tuttavia che le valutazioni connesse con questa malattia, ossia una incapacità lavorativa totale per circa un anno dalla data d’inizio della nuova terapia anti-epatite C (cfr. anche doc. AI 86-1), “
possono – almeno per il momento – essere giudicate come puramente teoriche, non avendo il ricorrente ancora iniziato relativa terapia
” (doc. I).
Ciò è del resto confermato dalla medesima specialista, la quale il 5 settembre 2013 ha affermato che con una limitazione del rendimento del 50% la valutazione dell’UAI è adeguata, aggiungendo che in caso di nuovo trattamento per l’epatite C, ci potrebbe essere un nuovo periodo di incapacità lavorativa completa (doc. AI 74-2) ed il 12 dicembre 2013, quando, dopo aver nuovamente visitato il ricorrente, ha rilevato che “
per quanto concerne l’epatite C con cirrosi epatica Child A, le transaminasi sono nella norma come pure le alfafetoproteine. La sonografia epatica mostra un’epatopatia senza lesioni focali e un’angiomiolipoma al polo inferire del rene di sinistra
”, aggiungendo che “
per il momento non ci sono proposte di terapia antivirale (...)
” (doc. AI 100-7).
Ne segue che, per quanto concerne la patologia epatica, non è stata prodotta documentazione medica specialistica atta a sovvertire le conclusioni peritali, nuovamente ribadite dal consulente del SAM, dr. med. _, il 1° ottobre 2013 (doc. AI 85-2).
2.6.2. Circa l’aspetto reumatologico e neurologico l’insorgente sostiene che i dr. med. _ e _ hanno rilevato la presenza ai livelli L3-L4, L4-L5 e L5-S1 di un bulging discale, ossia una discopatia o protrusione discale (cfr. www.pagineblusanita.it/dizionario-medico/P/protrusione-discale-3464.htm; cfr. anche www.drbensi.it/patologie-trattate/patologia-degenerativa-del-rachide/) con impronta sacco durale con conflitti con le radici, diagnosi non presenti nella perizia del SAM del 7 giugno 2013 (doc. I).
A questo proposito il
dr. med. _, _ _ di _, il 7 novembre 2013, dopo aver effettuato una risonanza magnetica della colonna lombare, ha notato la presenza di una “
discopatia degenerativa plurisegmentaria con possibili conflitti con le radici emergenti di L3 a sinistra, L4 a sinistra, L5 bilateralmente e con le radici discendenti di S1 bilateralmente. Quadro di stenosi degenerativa del canale spinale
” (doc. AI 100-6, sottolineatura del redattore).
Il 2 gennaio 2014 il dr. med. _, _ del _ della _, dopo aver posto la diagnosi di “
sindrome lombare cronica e radicolopatia L3 destra”
, in precedenza non diagnosticata, ha ribadito che “
la risonanza magnetica mostra un quadro complesso di discopatie in L3/L4, L4/L5, L5/S1 con segni di Modic in L4/L5 e tale quadro, a nostro avviso, è in grado di giustificare i disturbi lombari aggravatesi e riferiti dal paziente. E’ molto difficile fare una proposta terapeutica, in quanto una possibilità di trattamento neurochirurgico invasivo consisterebbe in un gesto di stabilizzazione a più livelli, con un possibile tasso di insuccesso e comunque l’impossibilità della ripresa dell’attività lavorativa in qualità di muratore (precedentemente svolta dal paziente). Attualmente con i dolori lombare anche il pensare che il paziente torni al lavoro precedentemente svolto, risulta difficile
” (doc. AI 98-1).
Anche il dr. med. _, nel referto del 17 aprile 2014 evidenzia la presenza di un quadro complesso di discopatie in L3/L4, L4/L5, L5/S1 con segni di Modic in L4/L5, rilevando che persiste una sintomatologia dolorosa lombare ingravescente scarsamente responsiva ai vari trattamenti effettuati, nonché un dolore ad entrambi gli arti inferiori con una dominanza in L3 a destra (doc. AI 104-1).
Va qui evidenziato che il 30 novembre 2010 il dr. med. _, _ _ di _, aveva indagato la presenza di una radicolopatia L3-L4 (cfr. doc. AI 56-59: “
informazioni cliniche: [...] radicolopatia L3-L4 destra possibile [...]
” e “
quesito clinico: Conflitti con strutture nervose? L3 o L4 destra?
”), ma in seguito alla risonanza magnetica della colonna lombare effettuata il medesimo giorno, aveva rilevato delle alterazioni spondiloartrosiche associate a retro-spondilosi e a protrusione discale globale ad ampio raggio a livello L4/5 con associata stenosi foraminale destra e verosimile contatto con la radice omolaterale
L4
(doc. AI 56-60). In seguito gli specialisti che si sono succeduti, compresi i periti, hanno diagnosticato unicamente la radicolopatia L4 a destra, non prendendo in considerazione una radicolopatia L3 (cfr. doc. AI 56-61). Significativa non è solo la diagnosi posta dai periti del SAM (“
sindrome lomboradicolare residua algica e con lievi deficit sensitivi L4 a destra in esiti da esplorazione microchirurgica transmurale secondo Guyot con decompressione della radice di L4 a destra, in chiara stenosi del canale spinale lombare in L4-L5 con erniazione discale ad ampio raggio L4-L5 in sede intra ed extraforaminale a destra con conflitto radicolare L4 a destra il 7.6.2011, alterazioni degenerative della colonna lombare (osteocondrosi L3-L4 con minima anterolistesi di L3 su L4, osteocondrosi Modic II L4-L5, condrosi dorsale L5-S1 con spondilosi e spondilartrosi), disturbi statici del rachide (appiattimento della colonna dorsale, iperlordosi lombare, scoliosi sinistro-convessa dorsale, destro-convessa lombare)”
), ma soprattutto la valutazione del consulente del SAM, dr. med. _, specialista FMH neurologia, il quale nel suo referto del 26 marzo 2013 afferma che “
per un’attività che tenga conto invece di una problematica lombare, che permetta al paziente di cambiare spesso posizione e che non comporti sforzi ingenti per la colonna lombare ritengo che attualmente la componente radicolare L4 a destra provochi al massimo un’incapacità lavorativa del 40% intesa come riduzione del rendimento
” (doc. AI 56-37, sottolineatura del redattore). Anche il dr. med. _, medico perito certificato SIM, specialista FMH reumatologia, pur rilevando la presenza di un’ostecondrosi L3/L4 con minima anterolistesi di L3 su L4, non aveva diagnosticato la radicolopatia L3 (doc. AI 56-46). Del resto, anche se già
nella MRI della colonna lombare del 4 marzo 2011 figurava la discopatia L4-L5 e, in misura meno importante, la discopatia L3-L4 e L5-S1 (doc. AI 56-17 e 56-37 [cfr. anche doc. AI 56-63]), solo con la risonanza del 7 novembre 2013 sono stati evidenziati i possibili conflitti con le radici emergenti di L3 a sinistra, L4 a sinistra, L5 bilateralmente e con le radici discendenti S1 bilateralmente (doc. AI 90-3).
Non va poi dimenticato che lo stesso medico SMR, dr. med. _, il 19 novembre 2013, dopo aver visionato il referto del 7 novembre 2013, aveva ritenuto necessario “
valutare l’evoluzione dello stato di salute
” del ricorrente rispettivamente la capacità lavorativa per l’abituale attività e per attività adeguate, le eventuali risorse e la determinazione delle limitazioni funzionali residue (doc. AI 92-1) ed al ricorrente era già stato segnalato che sarebbe stato sottoposto, tramite il SAM, a una serie di esami medici completi di decorso (doc. AI 94-1).
In seguito alle prese di posizione del dr. med. _ del 2 gennaio 2014 (doc. AI 98-1), del dr. med. _ del 17 aprile 2014 (doc. AI 104-1) e del dr. med. _ del 17 febbraio 2014 (doc. AI 100-1), l’UAI ha poi ritenuto superfluo procedere con un nuovo esame, ritenuta la stabilità dello stato di salute (doc. AI 106-1).
Tuttavia, il dr. med. _, _ _ di _, il 2 gennaio 2014, oltre a porre la diagnosi di sindrome lombare cronica e radicolopatia L3 a destra, ha rilevato che lo stato di salute dell’interesato è peggiorato (doc. AI 98-1: “[..]
la risonanza magnetica mostra un complesso di discopatie in L3/L4, L4/L5, L5/S1 con segni Modic in L4/L5 e tale quadro, a nostro avviso, è in grado di giustificare i disturbi lombari aggravatesi e riferiti dal paziente
”; sottolineatura del redattore). Certo, lo specialista non si pronuncia sulla capacità lavorativa del ricorrente in attività semplici e ripetitive, ma questo non gli è neppure stato chiesto. Anche il referto del 17 aprile 2014 del dr. med. _, _ _ di _, tende semmai a rendere necessario un ulteriore approfondimento dello stato valetudinario del ricorrente, rilevato che anche questo specialista rileva la presenza di “
un dolore ad entrambi gli arti inferiori con una dominanza L3 a destra
” (doc. AI 104-1), non diagnosticata all’epoca della perizia del SAM (cfr. la citata presa di posizione del dr. med. _).
Infine, non può neppure essere d’aiuto all’UAI il fatto che il dr. med. _, specialista in medicina interna, abbia affermato, il 17 febbraio 2014 che “
lo stato soggettivo e oggettivo del paziente mi sembra invariato rispetto al mio rapporto del 14.3.2013 e della perizia pluridisciplinare del 17.06.2013, di cui mi avete inviato una copia
” (doc. AI 100-3). Da una parte lo stesso medico nella diagnosi afferma anche: “
sindrome lombovertebrale cronica, secondo l’ultimo rapporto della dott.ssa _, _ _ di _, con radiculopatia L3 destra, in precedenza però anche L4 su ernia del disco L4-L5, stenosi foraminale e canale spinale stretto L4/L5 e operazione nello stesso reparto menzionato nell’agosto 2012
”
(doc. AI 100-2, sottolineatura del redattore) e d’altra parte il dr. med. _, non è il curante del ricorrente, bensì è lo specialista che si è occupato della patologia diabetica, per cui può semmai esprimersi su questo specifico aspetto (cfr. doc. AI 56-83: “
dott. _, _: medico curante
” e doc. AI 56-84: “
ho seguito il paziente regolarmente dal luglio 2010 al marzo 2011 e poi di nuovo saltuariamente una volta nel giugno 2012, nel febbraio 2013 e nel marzo 2013 a causa del diabete [...] Tutte le volte mi è apparso molto menomato a causa della problematica neurologica menzionata sopra, apparentemente non migliorata dopo l’intervento chirurgico, ma non me ne sono mai occupato direttamente perché già in cura dagli altri medici [...]
”; sottolineature del redattore; cfr. anche doc. AI 61-4).
Non va poi dimenticato che anche se il medico SMR, dr. med. _, peraltro non specialista in neurologia e/o reumatologia, il 10 giugno 2014 ha affermato che “
dalla documentazione non risulta una sostanziale modifica dello stato di salute dell’assicurato rispetto alla valutazione SAM con persistenza di una problematica lombare/lombo radicolare invalidante
”, ha anch’egli evidenziato come “
dalla documentazione risulta presenza di una discopatia a più livello a livello lombare problematica che causa una sintomatologia radicolare residua (attualmente più a livello di L3 che di L4) ed una sintomatologia lombo vertebrale (vedi perizia dr. _)
” (doc. IV, sottolineatura del redattore).
Ora, in presenza di un possibile peggioramento dello stato di salute del ricorrente, successivo alla valutazione del SAM e meglio della diagnosi di una radicolopatia anche a livello L3, oltre che di possibili conflitti con le radici emergenti di L3 a sinistra, L4 a sinistra, L5 bilateralmente e con le radici discendenti S1 bilateralmente, l’UAI avrebbe dovuto sottoporre i nuovi referti, in particolare quello del dr. med. _ del 7 novembre 2013, al SAM, come del resto fatto per la patologia epatica (doc. AI 78-1 e 85-1) e come aveva intenzione inizialmente di fare anche per le patologie reumatologiche e neurologiche (doc. AI 92-1), per stabilire l’evoluzione dello stato di salute e meglio se vi è stato un effettivo peggioramento dello stato valetudinario e, in caso di risposta affermativa, se questo peggioramento comporta una modifica della capacità lavorativa del ricorrente.
In simili condizioni, secondo questo Tribunale, non è possibile, senza prima procedere ad un complemento di natura medica, concludere con sufficiente tranquillità che lo stato valetudinario dell’assicurato, dopo la perizia del SAM, non sia in realtà ulteriormente peggiorato con un influsso sulla sua capacità lavorativa.
Di norma, l’incarto può essere rinviato all’UAI o perché
vi sono accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che necessitano di un complemento
(“
Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
”; cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011)
, o perché
vi sono carenze negli accertamenti peritali svolti dall’amministrazione (“
Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist
”; cfr. STCA 32.2011.115 del 27 ottobre 2011)
.
In concreto in virtù della carenza sopra evidenziata e della necessità di procedere con un complemento, s’impone un rinvio all’amministrazione affinché sottoponga nuovamente il caso ai periti del SAM, ai quali trasmetterà la documentazione medica successiva alla perizia del 7 giugno 2013, per una nuova valutazione reumatologica e neurologica e si determini nuovamente sul grado d’invalidità del ricorrente.
2.7. Va a questo proposito rammentato che in DTF 137 V 314 il TF ha modificato la propria giurisprudenza ed ha stabilito che alla parte ricorrente deve essere concessa la possibilità di ritirare il ricorso anche nel caso in cui la decisione che le riconosce una rendita (ad esempio un quarto di rendita) viene annullata e la causa rinviata all'ufficio AI per ulteriori accertamenti (consid. 3.2).
Dopo aver chiesto (doc. X) ed ottenuto (doc. XI), una proroga, con scritto del 13 maggio 2015, pervenuto al TCA il 18 maggio 2015, l’insorgente ha deciso di mantenere il ricorso (doc. XII).
In queste condizioni la decisione impugnata è annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente ai considerandi e si pronunci nuovamente sul grado d’invalidità del ricorrente.
2.8.
S
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--vanno poste a carico dell’UAI.