Decision ID: 68227a13-027c-561d-a45d-d86c4c540567
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con PE n. _ del 21/25 novembre 1997 dell’UE di Lugano la _ ha escusso _ per l’incasso di fr. 28’150.10 oltre interessi al 7% dal 10 ottobre 1997, indicando quale titolo di credito: “factures selon relevé compte du 10.11.1997”.
Interposta tempestiva opposizione dall’escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretore.
B. La procedente fonda la sua pretesa su un contratto di gestione concernente la _ in Via _ a _ sottoscritto dalle parti il 6 agosto 1993 (doc. A), così come su di un verbale di riconsegna e chiusura dei conti 4 agosto 1997 (doc. B) in cui a pagina 7 è stato tra l’altro sottoscritto dall’escusso quanto segue:
“.............
Il/La sottoscritto/(a) riconosce di dovere a _, la somma di Fr. 26’330.45
(franchi ventiseimilatrecentotrenta,45 )
secondo il conteggio di cui sopra.
........................................
La presente chiusura dei conti vale come riconoscimento di debito ai sensi dell’articolo 82 della L.P.
........................................ “
La procedente ha poi prodotto un estratto conto 10 novembre 1997 (doc. C) rilevando che il suo credito è in realtà superiore a quanto riconosciuto dall’escusso, ma che tuttavia procede solo per l’importo riconosciuto, riservandosi di far valere in altra procedura le ulteriori pretese.
C. All’udienza di contraddittorio il debitore ha dichiarato di avere sottoscritto dei verbali di riconsegna delle stazioni di servizio in sua gestione, ma di non avere mai riconosciuto gli importi scritti a mano sulla pagina 7 del doc. B, visto che il conteggio doc. C è stato allestito posteriormente. Egli ha poi contestato la validità del doc. B, senza tuttavia sollevare formalmente l’eccezione di falso. L’escusso ha inoltre eccepito l’errore essenziale ex art. 23 CO, in quanto aveva inteso sottoscrivere solo un verbale di riconsegna nel quale erano elencati gli importi a suo favore e non quelli vantati dalla _ nei suoi confronti. Infine ha posto in compensazione sue contropretese per fr. 460’000.– derivanti dai contratti di gestione stipulati con la procedente, rilevando di avere già incaricato un suo rappresentante legale a _ per farle valere in giudizio (doc. 1 e 2).
Replicando la procedente ha osservato che sul riconoscimento di debito doc. B la somma a suo favore è stata determinata in modo chiaro, ossia in una prima colonna sono stati indicati gli importi a favore dell’escusso derivanti da ritiri di carburanti e lubrificanti, mentre in una seconda colonna è stato chiaramente evidenziato l’importo dovuto al giorno della restituzione della stazione di servizio da parte del precettato per forniture non pagate. Il saldo deriva dalla differenza di entrambe le colonne, che appare pure scritto in lettere. La creditrice ha poi rilevato che questo documento è stato compilato interamente alla presenza dell’escusso, che lo ha verificato e poi sottoscritto. Essa ha infine contestato le contropretese di _ essendo prive di fondamento e non adeguatamente sostanziate.
Duplicando l’escusso ha osservato che l’estratto conto prodotto quale doc. C porta una data posteriore al giorno in cui egli ha sottoscritto la ricapitolazione a pagina 7 del doc. B, per cui al momento della sottoscrizione di questo documento egli non poteva e non era in grado di conoscere l’esattezza delle pretese vantate dalla procedente.
D. Con sentenza 7 ottobre 1998 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza, ritenendo la documentazione prodotta valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF. In prima sede le eccezioni sollevate dall’escusso sono state respinte, non essendo state suffragate da riscontri oggettivi e non essendo sufficiente invocare genericamente l’applicazione dell’art. 23 CO. L’eccezione di falso è stata pure respinta, il debitore non avendo eccepito di falso formale il documento prodotto, per cui non trova applicazione la procedura ex art. 216 ss. CPC. In prima sede è stato rilevato che la contestazione dell’escusso può essere intesa quale eccezione di falso materiale o di contenuto della pagina 7 del doc. B. Nemmeno questa eccezione è stata tuttavia accolta, il debitore avendo rinunciato ad eccepire di falso il documento in esame e limitandosi a contestarne genericamente la conformità con l’originale, senza specificarne gli estremi, per cui si tratta, secondo la prima giudice, di eccezione da sottoporre, se del caso, al giudice del merito.
E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l’escusso riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
F. Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito, mentre le contro osservazioni dell’appellante vanno estromesse dall’incarto, poichè proceduralmente irrite (art. 314 CPC).

Considerato
in diritto: 1. Gli art. 216–226 CPC relativi all'eccezione di falso non vanno considerati nella procedura di rigetto dell'opposizione. Vi osta il principio di celerità immanente al processo sommario in tema di esecuzione e fallimento: detto altrimenti, l'istituto dell'eccezione di falso e della verifica delle scritture secondo il CPC non trova spazio in sede sommaria ex art. 25 n. 1 LEF. Pure l'abrogato art. 387 cpv. 3 CPC ora art. 20 LALEF), applicabile alla presente fattispecie, sanciva l'inammissibilità dell'audizione testimoniale e della perizia, mezzi di prova previsti invece dagli art. 216–226 CPC.
2. a) La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbliga–zione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).