Decision ID: 91322573-51e4-5a7f-8d84-b674aabbaa12
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Durante il controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 OAVS), per il periodo 1. marzo 2000 – 31 dicembre 2003, _ Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati dalla RI 1 per un importo complessivo di fr. 618'967 (doc. B).
In particolare ha ritenuto salario determinante gli onorari percepiti nel 2001 dagli avv. _ e _ in qualità di membri del Consiglio di amministrazione (fr. 10'000, rispettivamente fr. 3'333), ha qualificato quale dipendente il direttore della società, _ (_), per il periodo _ e dal _ ed infine ha calcolato i contributi sull’importo di fr. 92'000 dovuto a _ (fr. 46'000 nel 2002 e fr. 46'000 nel 2003), accreditato sul conto “
onorari ai membri del Consiglio di amministrazione
”, ma non ancora versatogli.
Ritenendo queste retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente, l’amministrazione ha fissato le riprese salariali tramite tassazione d’ufficio del 22 settembre 2004.
1.2. Con decisione su opposizione dell’8 novembre 2004 la Cassa ha confermato la propria decisione formale.
1.3. Contro la predetta decisione è tempestivamente insorta la società, rappresentata dall’avv. RA 1, affermando:
"
(...)
Gli avv. _ e _ hanno regolarmente dichiarato queste entrate nella contabilità dello studio e sono quindi state assoggettate all’AVS quale reddito da attività lucrativa indipendente (doc. D e E).
Ora, non è qui di per sé contestata la qualifica di reddito da attività lucrativa dipendente. L’art. 7 lett. h OAVS è chiaro al riguardo.
Quello che si contesta è la ripresa fatta a titolo retroattivo, dovuta ad un cambiamento di prassi della CO 1 (per un caso vedasi STCA 11 marzo 2004 in re _, inc. 30.2003.59).
Nella sentenza appena citata, il TCA ha rilevato quanto segue:
“Inoltre, un cambiamento retroattivo dello statuto contributivo influenzerebbe i rapporti con le autorità anche in altri ambiti.
In particolare, un’eventuale modifica avrebbe serie conseguenze in ambito fiscale (dichiarazione delle imposte, pagamento dell’IVA, ecc.), in ambito di assicurazione contro gli infortuni (affiliazione alla SUVA o altra Cassa), di secondo pilastro e di cassa malati.
Pertanto, la Cassa di compensazione non poteva modificare, con effetto retroattivo, lo statuto contributivo di _ e di _, ma semmai, eventualmente, unicamente per il futuro (STFA dell’11 gennaio 2002 della causa D., H 2999/99)."
Dalle dichiarazioni prodotte da _ e _ risulta che questi redditi conseguiti nel 2001 sono stati regolarmente assoggettati all’AVS con i rispettivi redditi aziendali. Essi sono stati pure assoggettati all’IVA.
Ne discende che una modifica retroattiva dello statuto contributivo influenzerebbe i rapporti con le autorità fiscali e le varie assicurazioni.
Pertanto, così come statuito nella STCA 11 marzo 2004 in re _, il cambiamento dello statuto contributivo può entrare in linea di conto solo per il futuro. Ne discende che questa ripresa va derubricata.
6. _
6.1
_ è entrato nel Consiglio di amministrazione della RI 1 il _, rivestendo pure la carica di direttore amministrativo, delle finanze e responsabile dell’export fino al _. Nel _ ha poi assunto la carica di Presidente del Consiglio d’amministrazione fino alla vendita della società avvenuta a fine _, e la direzione generale fino al _. A partire dal _ il rapporto di lavoro con la RI 1 è proseguito sotto forma di un contratto di consulenza.
La RI 1 ha considerato _ un dipendente della società solo dal _, mentre per il periodo dal _ egli svolgeva un’attività indipendente.
La Cassa ha pertanto ripreso le retribuzioni versate ad _ durante questo periodo, per complessivi Fr. 205'595.—così suddivisi: Fr. 144'765.—nel _ e Fr. 60'830 nel _.
L’amministrazione ha inoltre considerato l’importo di Fr. 19'244.—nel _ e Fr. 8'366.—nel _ a titolo di spese non riconosciute.
(....)
La Cassa ha pure ripreso le retribuzioni versate ad _ a partire dal _, pari a Fr. 36'500.--, a cui si sono aggiunti Fr. 2'600.—a titolo di rimborso spese non riconosciute, per un totale di Fr. 39'100.--.
A mente dell’amministrazione il contratto di consulenza concluso con la RI 1 il _ non permetterebbe di considerare _ un lavoratore indipendente.
(...)
Durante il periodo _ e dal _ _ ha svolto un’attività indipendente per la RI 1.
In particolare egli non era subordinato alla società né per quanto concerne l’impiego del tempo né per l’organizzazione del lavoro.
_ oltre ad occuparsi del settore amministrazione e finanze era responsabile dell’export e in questa sua veste viaggiava in Svizzera e all’estero per incontrare i clienti della società.
Alla fine di ogni mese egli presentava una fattura per i servizi prestati.
Si allegano a tal proposito le fatture mensili, comprensive di IVA, che la RI 1 ha saldato nei periodi considerati (doc. F, G, H).
_ ha poi assolto i propri oneri sociali quale indipendente presso la Cassa _ (doc. I).
Secondo quanto convenuto tra le parti, la società rimborsava le spese in cui _ incorreva nell’adempimento delle proprie prestazioni.
Queste note venivano allestite e presentate all’incasso unitamente a quelle per onorari. Si allegano a tal proposito le relative fatture (doc. L, M).
Trattandosi di reddito da attività lucrativa indipendente la ripresa effettuata dalla Cassa negli anni _ non merita tutela.
7. _
Nel caso di _ la ricorrente ammette di avere registrato in contabilità sul conto “onorari ai membri del Consiglio di amministrazione” e a “transitori passivi 2002 e 2003” l’importo complessivo di Fr. 92'000.--.
Questa somma è stata accantonata e non ancora pagata a _ (vedasi verbale di audizione 19 ottobre 2004 di cui al doc. C).
L’amministrazione ha asseverato che una retribuzione può anche non essere versata, ma semplicemente accreditata. Pertanto si considera che essa è consegnata mediante l’accreditamento e i contributi sono dovuti da quel momento (Direttiva UFAS sul salario determinante, marginale no. 1009).
Tuttavia le citate Direttive UFAS (marginale no. 1010) precisano anche che la retribuzione accreditata è conseguita quando corrisponde ad un credito avente un valore economico e del quale il salariato può disporre.
Le retribuzioni accreditate che costituiscono una semplice aspettativa di salario non sono considerate retribuzioni conseguite (RCC 1976 pag. 87).
E’ questo il caso del signor _, per il quale la somma di Fr. 92'000.-- costituisce una semplice aspettativa di salario e non retribuzione conseguita e della quale egli può disporre.
Pertanto i contributi sono dovuti al momento in cui l’aspettativa non sarà più tale." (doc. I)
1.4. Con risposta del 3 gennaio 2005 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva, tra l’altro:
"
(...)
La Cassa tiene a precisare che in data 27.8.2004 ha effettuato il
primo
controllo della RI 1, per il periodo 1.3.2000 – 31.12.2003.
Di conseguenza il principio della buona non può essere applicato nel caso in esame.
La Cassa ribadisce pertanto che gli onorari del Consiglio di amministrazione versati all’avv. _ e all’avv. _ fanno parte del salario determinante sulla base dell’art. 7 lett. h OAVS e delle marginali 2028-2039 DSD.
(...)
Al proposito, la Cassa tiene a rilevare che il signor _ dal _ è stato membro del CdA e collaboratore di RI 1 in qualità di direttore amministrativo e delle finanze e responsabile export fino _. Nel _ ha poi assunto la presidenza del CdA della società, fino alla vendita della stessa, avvenuta a fine _, e la direzione generale fino _. In seguito il rapporto di lavoro con RI 1 è proseguito sotto forma di contratto di consulenza (allegato 1).
Il signor _ è stato però considerato salariato della RI 1 soltanto per il periodo a decorrere dal _.
La Cassa ha pertanto ripreso gli onorari percepiti dal signor _ dal _ per complessivi fr. 205'595.--.
La Cassa tiene infatti a ricordare che la funzione di direttore è da considerarsi come un’attività salariata sulla base delle marginali 2028 e 2030 delle direttive sul salario determinante (....)
La Cassa ha pure ripreso gli importi versati al signor _ a partire dal _ per un importo di fr. 36'500.
Dal contratto di consulenza (allegato 2) appare evidente che il signor _ non sopporta nessun rischio economico specifico analogo a quello di un imprenditore e dipende dal suo datore di lavoro nell’organizzazione del lavoro.
Infatti, il signor _ non si è assunto direttamente e personalmente un rischio economico per l’attività svolta a favore della società, la quale gli ha versato degli importi regolari per l’esecuzione del lavoro. Inoltre, non agendo a proprio nome e per proprio conto, il signor _ non si è assunto alcun rischio d’incasso. Di conseguenza è la RI 1 che si è assunta il rischio economico.
Inoltre, dal contratto di consulenza emerge che anche dal profilo dell’organizzazione del lavoro si concretizza un rapporto di subordinazione, elemento questo tipico di un’attività di carattere dipendente.
(...)
Sulla base delle direttive sul salario determinante (DSD), marginale 1009 DSD: (...) sono stati ripresi complessivamente fr. 92'000 inerenti onorari _.
La Cassa tiene a ricordare che l’Alta Corte ha ribadito che i contributi devono essere riscossi nel momento in cui il lavoratore dipendente realizza il suo diritto al salario; ciò avviene al momento del pagamento in contanti del salario o quando lo stesso è accreditato al lavoratore dipendente (vedi STFA del 9 luglio 1975 nella causa N. SA, pubblicata in RCC 1976 pag. 87).
Nel caso in esame, gli importi contestati (fr. 46'000, anno 2002 e fr. 46'000, anno 2003) sono stati accreditati sul conto “onorari ai membri del Consiglio di amministrazione”, come del resto ammette la stessa ricorrente." (doc. IV)
1.5. Pendente causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti di cui si dirà in seguito. L’insorgente, con scritto 24 gennaio 2005, ha in particolare chiesto l’audizione di _ per accertare che l’interessato svolgeva un’attività lavorativa indipendente (doc. VII).

in diritto
2.1. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
In concreto la Cassa ha effettuato delle riprese per il periodo dal 1.1.2000 al 31.12.2003.
Le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto concerne le riprese effettuate dal 2000 al 2002 vanno invece applicate le vecchie norme.
2.2. La società ricorrente contesta innanzitutto la ripresa degli onorari versati a due avvocati per la loro appartenenza al Consiglio di amministrazione.
L’insorgente afferma che “
non è di per sé contestata la qualifica di reddito da attività lucrativa dipendente. L’art. 7 lett. h OAVS è chiaro
”, ma sostiene che in concreto, in applicazione del principio della buona fede ed in virtù di una recente sentenza di questo TCA, le riprese vanno annullate.
2.3. Secondo l'art. 7 lett. h OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare, per quanto non costituiscano rimborsi spese, i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri del consiglio d'amministrazione e degli organi direttivi delle persone giuridiche.
Il marg. 2028 delle Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall'UFAS, nel tenore in vigore nel 2001, prevede che le retribuzioni versate ad un assicurato come organo di una persona giuridica fanno parte del salario determinante.
Fanno parte delle retribuzioni versate agli organi in particolare onorari, tantièmes, salari e altre indennità fisse dei membri dell'amministrazione, come pure i gettoni di presenza (marg. 2029 DSD).
Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri dell'amministrazione (come i membri del Consiglio di amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri del comitato di associazioni, i membri del consiglio di fondazione e i membri degli organi di controllo (marg. 2030 DSD).
La società che versa gli onorari di consigliere d'amministrazione deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione indipendentemente dal fatto che il membro del Consiglio d'amministrazione tenga l'onorario ricevuto per sé o no (marg. 2031 DSD).
Di regola, quando gli onorari sono versati da una società anonima ad un membro del Consiglio d'amministrazione, vi è la presunzione che gli sono versati nella sua qualità di organo della persona morale e che devono, di conseguenza, essere considerati come salario determinante (RCC 1983 pag. 22; cfr. anche nello stesso senso: RDAT II/1992, pag. 135; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 163 n. 40, ad art. 5 LAVS).
2.4. Nel caso di specie, pertanto, come ammesso anche dalla ricorrente, di principio la ripresa s’imponeva.
L’insorgente fa tuttavia riferimento alla STCA dell’11 marzo 2004 nella causa _, poiché in quell’occasione il TCA, riconoscendo la buona fede della ricorrente, aveva escluso una ripresa retroattiva (cfr. anche RDAT II/2004, pag. 159).
Le condizioni per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi così dal principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata giurisprudenza e possono così essere formulate:
1.
l'Autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
2.
l'Autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
3.
la promessa dell'Autorità deve essere propria a ispirare fiducia all'assicurato.
Ciò significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere immediatamente l'erroneità della disposizione o dell'informazione ricevuta. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).
Una mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della Cassa non può trarre seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (DTF 106 V 33 consid. 4; DTF 104 V 18 consid. 4; RAMI 1991 pag. 68).
Inoltre l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza - che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non può far valere la propria buona fede (IMBODEN-RHINOW, Schweizerische Verwaltungsrechts-sprechung, 5a edizione, n. 75 B III b 3);
4.
l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un omissione che gli è pregiudizievole;
5.
la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data (RAMI 1991 pag. 68 segg.; DTF 113 V 87 consid.
4c; DTF 112 V 199 consid. 3a; DTF 111 V 71; DTF 110 V 155 consid.
4b; DTF 109 V 55).
La giurisprudenza adottata in materia, in relazione con l'art.
4 vCost. fed. (DTF 121 V 66 consid.
2), è applicabile anche in virtù
del
nuovo art. 9 Cost. fed. (RAMI 2000 pag. 223).
In merito si vedano in particolare:
DTF 127 I 36 consid. 3a; DTF 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 n. KV 126 pag. 223, n. KV 133 pag. 291 consid. 2a, n. KV 171 pag. 281 consid. 3b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. fed. la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma: DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate;
SZS 1998 pag. 42; DTF 121 V 65 consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22; RCC 1991 pag. 220 consid. 3a; RCC 1983 pag. 195 consid. 3; RCC 1982 pag. 368 consid. 2; RCC 1981 pag. 194 consid. 3; RCC 1979 pag. 155; DLA 1992 pag. 106; DTF 118 V 76 consid. 7; RDAT I-1992 n. 63; GRISEL, Traité de droit administratif, vol.
I, pag. 390 segg.; KNAPP, Précis de droit administratif, 4a ed., n.
509, pagg. 108-109; HAEFLIGER, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217 segg.
Nel caso allora giudicato da questo TCA, a differenza della presente fattispecie, la società ricorrente era già stata soggetta a revisioni e la Cassa, per non incorrere in una violazione del principio della buona fede non poteva riprendere, retroattivamente, salari che nelle precedenti revisioni non erano stati considerati come tali.
In concreto invece, trattandosi della prima revisione, la società non può far valere alcuna informazione errata da parte dell’amministrazione, la quale ha semplicemente applicato le disposizioni di legge, e meglio l’art. 7 lett. h OAVS, ed ha effettuato le riprese che gli competevano.
In particolare l’amministrazione non ha mai dato informazioni errate alla ricorrente che avrebbero dovuto indurla ad agire contrariamente a quanto prevede l’art. 7 lett. h OAVS. Già solo per questo motivo la censura della ricorrente, come rileva del resto correttamente la Cassa, è manifestamente infondata.
Anche la circostanza che i due legali hanno dichiarato al fisco gli onorari come reddito da attività indipendente è irrilevante. Infatti, determinante sarebbe semmai stata l’emanazione di una decisione di fissazione definitiva dei contributi quale indipendenti prima dell’emanazione della decisione qui impugnata.
Infatti, il TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale.
Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite.
Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).
In concreto dagli accertamenti esperiti da questo TCA emerge che non vi sono decisioni definitive per il 2001 per quanto concerne l’avv. _, mentre per quanto concerne l’avv. _ la decisione è del 4 ottobre 2004, ossia posteriore alla decisione formale (22 settembre 2004). Per cui in concreto la Cassa poteva esaminare liberamente se gli importi versati ai due membri del CDA erano da assoggettare ai contributi paritetici.
Su questo punto la decisione si rivela corretta.
A titolo abbondanziale va rammentato alla Cassa che dovrà tener conto dell’esito della presente sentenza nel calcolo definitivo dei contributi.
2.5. In secondo luogo la società contesta la posizione di dipendente di _, rilevando che in realtà per il periodo dal _ l’assicurato era indipendente e solo _, quando l’interessato era presidente del CDA e poi Direttore generale, era stato considerato dipendente della società.
2.6. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.7. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale.
(...)."
2.8. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).