Decision ID: b8205369-79d9-5cb4-9eb2-84eee3c76256
Year: 2017
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
Il 17.11.2015 l’Ufficio di tassazione di _ (di seguito UT) emetteva una multa disciplinare nei confronti dei coniugi RI 1 a seguito del mancato inoltro della dichiarazione di tassazione per il periodo fiscale 2014. Nella decisione, oltre alla multa di fr. 600.- veniva rinnovata la diffida a voler presentare la dichiarazione d’imposta entro 20 giorni, con l’avvertenza che scaduto infruttuoso il termine in questione, l’autorità fiscale avrebbe proceduto ad emanare una decisione di tassazione d’ufficio.
B.
Per il periodo fiscale 2014 i coniugi RI 1 ed _ venivano tassati d’ufficio, non avendo dato seguito alla diffida del 17.11.2015. L’UT, con decisione 20.1.2016 commisurava per l’IC un reddito imponibile di fr. 150'000.- (medesimo importo determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito imponibile era pari a fr. 147'400.- (stessa somma determinante anche per l’aliquota). A motivazione della tassazione d’ufficio l’UT indicava: “
Richiamata la diffida del 17.11.2015, ritenuto che alla richiesta in essa contenuta non è stato dato seguito, si procede con la tassazione d’ufficio. La tassazione d’ufficio è stata eseguita in applicazione degli art. 204 cpv. 2 della LT e 130 cpv. 2 della LIFD. Il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. Ciò significa che al reclamo dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta debitamente compilata e corredata da tutti i certificati, attestazioni, documenti, ecc. Vi rendiamo attenti che un eventuale reclamo con modalità e contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile. Di conseguenza la tassazione d’ufficio diventerà definitiva”.
C.
Con raccomandata del 23/24.2.2016 i coniugi RI 1, per il tramite di _ impugnavano mediante reclamo la decisione di tassazione d’ufficio. In particolare veniva indicato come l’imponibile accertato non corrispondesse a realtà: l’attività di RI 1, avvocato, era stata ridotta in quel periodo fiscale, con entrate che non superavano fr. 50'000.- ed inoltre, la moglie avrebbe iniziato la sua attività professionale dipendente unicamente nel 2015. I rappresentanti precisavano che erano in attesa della contabilità allestita dall’avvocato, e che avrebbero preparato una situazione relativa alle entrate ed uscite da trasmettere all’autorità fiscale. Non veniva allegata né la dichiarazione d’imposta né alcun documento giustificativo.
D.
Con scritto 10.3.2016 l’UT si rivolgeva alla rappresentante degli insorgenti indicando come per poter entrare nel merito del reclamo relativo alla tassazione d’ufficio fosse necessario trasmettere la dichiarazione d’imposta per il 2014 corredata dai documenti necessari ed elencati nello scritto. Veniva attribuito un termine scadente il 30.3.2016 per la trasmissione di quanto richiesto corredato dall’avvertenza che in caso di mancata trasmissione il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile. L’UT concedeva una proroga sino al 30.4.2016 – su richiesta di _ - per la trasmissione di quanto richiesto, ricordando l’avvertenza che la scadenza infruttuosa del termine avrebbe comportato l’irricevibilità del gravame.
E.
Con decisione 26.5.2016 l’UT dichiarava irricevibile il reclamo con la seguente motivazione: “
Considerato il reclamo presentato avverso le decisioni di tassazione d’ufficio imposta cantonale e imposta federale diretta 2014, richiamata la corrispondenza intercorsa e constatato che, nel termine assegnato alla rappresentante dei contribuenti per produrre la necessaria documentazione atta a comprovare la manifesta infondatezza delle decisioni di tassazione d’ufficio ed all’assolvimento degli obblighi procedurali, non è stato (dato) seguito a quanto richiesto si procede come comunicato a dichiarare il reclamo irricevibile in applicazione degli art. 206 e ss. L. tributaria ticinese; art. 132 e ss. L. federale sull’imposta federale diretta
”.
F.
Con ricorso 25/28.6.2016 l’avv. RI 1 impugna la decisione su reclamo IC/IFD 2014. Contesta il reddito imponibile di fr. 150'000.- commisurato dall’UT, poiché non corrisponderebbe alla sua situazione finanziaria. Il ricorrente allega al gravame la dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2014 ed indica che negli scorsi anni si era spesso assentato all’estero, motivo per il quale egli aveva inviato in ritardo atti all’autorità fiscale. Il ricorrente chiede di annullare la decisione e di accertare gli elementi imponibili sulla base di quanto da lui indicato.

Diritto
1.
1.1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso che qui ci occupa si ha che, con la multa disciplinare, l’UT ha parimenti assegnato ai contribuenti un termine di 20 giorni per presentare la dichiarazione di tassazione per il periodo fiscale 2014 per l’IC e l’IFD ed al contempo ha indicato che, in caso di mancata ottemperanza agli obblighi fiscali, avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio.
Nel termine impartito RI 1 non hanno dato seguito a quanto intimato loro da parte dell’UT.
Motivo per cui l’autorità ha proceduto con una tassazione d’ufficio, ricordando ai contribuenti le condizioni restrittive cui è subordinato il reclamo contro una tassazione per apprezzamento.
1.3.
Gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
1.4.
Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
Le norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale federale del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).
Secondo il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid. 3, 121 I 117 consid
. 3a, 122 I 70 consid. 1c).
1.5.
La prova della manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni: il contribuente deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar modo inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata (cfr. DTF 2c_504/2010 in RF 67/2012 p. 143; inoltre ASA 75 p. 329 consid. 5.1).
1.6.
Nel caso in disamina si ha che nella motivazione della decisione di tassazione operata d’ufficio ed emanata il 20.1.2016, l’UT ha espressamente indicato come la stessa fosse censurabile unicamente se manifestamente inesatta e mediante un reclamo motivato, che indicasse eventuali mezzi di prova.
Tuttavia i contribuenti, rappresentati in sede di reclamo dalla _, nel generico gravame, non si sono confrontati con la manifesta inesattezza della decisione di tassazione d’ufficio e, al contempo, non hanno presentato né la dichiarazione fiscale, né tanto meno i necessari documenti giustificativi.
In un simile caso, l’UT avrebbe dovuto dichiarare – senza esitazioni di sorta - il reclamo irricevibile, limitandosi a costatare che la decisione di tassazione d’ufficio era passata in giudicato, non essendo stati adempiuti i requisiti per contestarla.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, infatti, se il contribuente interpone un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (
Fenners/Looser
, Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e giurisprudenza citata; cfr. anche la sentenza CDT n. 80.2013.230 del 30 ottobre 2013 consid. 2.4; cfr. anche CDT n. 80.2016.123 del 17 ottobre 2016).
1.7.
Tuttavia con scritto 10.3.2016 l’UT ha dato ancora modo ai contribuenti di adempiere ai loro obblighi fiscali, richiedendo tutta una serie di documenti. In calce a tale missiva, l’autorità indicava anche: “
In caso di inosservanza del presente invito, il reclamo sarà deciso sulla documentazione già a disposizione dell’autorità constatato il mancato rispetto degli obblighi procedurali dei contribuenti ritenuta non comprovata la manifesta infondatezza delle decisioni d’ufficio emesse, dichiarandone l’irricevibilità
”.
Anche a seguito della ricezione dello scritto 30.3.2016, inviato tramite posta APlus con il quale veniva concessa un’ulteriore proroga sino al 30.4.2016 per presentare quanto richiesto - sotto comminatoria di dichiarare irricevibile il reclamo- , gli insorgenti omettevano di trasmettere la documentazione. In queste circostanze, la decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo, è conforme al diritto federale e cantonale.
2.
2.1.
Il ricorrente contesta la tassazione d’ufficio, che a suo dire non corrisponderebbe affatto alla situazione economica sua e della moglie per quanto riguarda il periodo fiscale 2014.
2.2.
A tale riguardo, dal momento che a giusto titolo l’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito del reclamo, non vi sono i presupposti perché nella procedura di ricorso si possano esaminare le critiche formulate dal ricorrente contro la tassazione d’ufficio. Come ha ancora recentemente ricordato il Tribunale federale, procedere ad un tale esame equivarrebbe ad ammettere che, anche in presenza di un reclamo irricevibile, un contribuente sia legittimato a dimostrare, davanti alle istanze superiori, il carattere manifestamente inesatto della tassazione d’ufficio. In tal modo, verrebbero tuttavia svuotate del loro senso le esigenze formali previste dall’art.132 cpv. 3 LIFD, per il fatto che il contribuente che, dopo aver violato i suoi obblighi di collaborazione ed essere stato sottoposto alla tassazione d’ufficio, ha presentato un reclamo non motivato, potrebbe sfuggire alle conseguenze previste dalla legge (cfr. la sentenza del 2 febbraio 2016 n. 2C_509/2015 e 2C_510/2015, in RDAF 2016 II p. 168 = RF 71/2016 p. 455, consid. 6.2.1. con riferimenti).
Non è pertanto possibile verificare la tassazione d’ufficio alla luce della dichiarazione d’imposta, presentata solo con il ricorso alla Camera di diritto tributario.
2.3.
Alla luce di quanto sopra, si tratta ancora solo di verificare se la valutazione compiuta dall’autorità fiscale in sede di tassazione d’ufficio non sia stata palesemente eccessiva.
A questo proposito, il Tribunale federale ha stabilito che possano essere censurati solo gravi errori di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità fiscale è incorsa in errori palesi (DTF 2C_6/2011, consid.
3.3.1;
Fenners/Looser
, Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss., p. 38).
I redditi stabiliti per apprezzamento includono il reddito da attività indipendente del marito (fr. 150‘000.-) ed il valore locativo della casa (fr. 12‘591.-). Le deduzioni includono le spese di gestione e di manutenzione immobili (fr. 2‘519.- per l’imposta cantonale come anche per l’imposta federale diretta) e gli interessi passivi privati (fr. 10‘000.-). Unicamente in sede ricorsuale i contribuenti hanno indicato che la moglie esercitava un’attività lucrativa (da fine settembre 2014 al 31.12.2014 per un salario netto di fr. 11‘754.-). L’UT basandosi anche sulla circostanza che i ricorrenti hanno, nel 2015, pagato circa fr. 107‘000.- di imposte arretrate, hanno valutato in maniera oculata, quella che doveva essere stata la situazione reddituale dei coniugi RI 1 per il periodo fiscale 2014. Senza entrate di una certa consistenza, gli stessi non sarebbero stati infatti in grado di far fronte ad un così importante debito d’imposta.
Secondo la giurisprudenza, peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima coscienziosa, non è obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p. 670 consid. 3b).
Le stime su cui si fondano le decisioni impugnate non presentano dunque errori manifesti, tali da farle apparire manifestamente inesatte.
2.4.
A titolo abbondanziale va anche aggiunto come i ricorrenti indicano solo in sede ricorsuale che la moglie, per il periodo fiscale sub judice aveva svolto un’attività lucrativa. Gli insorgenti allegano agli atti copia del certificato di salario di _. Spetterà all’autorità fiscale valutare se, nel caso in disamina emergono anche gli estremi per avviare una procedura di ricupero d’imposta.
3.
Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.