Decision ID: aa3b8547-3cf1-5349-9929-45212c3b493b
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato il 14 dicembre 2013 in
Svizzera;
i verbali d'audizione del 19 dicembre 2013 (di seguito: verbale 1) e di data
20 marzo 2014 (di seguito: verbale 2);
la decisione dell'UFM del 14 aprile 2014, notificata all'interessato il
16 aprile 2014 (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Ufficio non
è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3
LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento nonché
l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Svizzera;
il ricorso inoltrato dal ricorrente il 19 aprile 2014 (cfr. timbro del plico
raccomandato; data d'entrata: 22 aprile 2014), nel quale il ricorrente ha
chiesto l'annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della
qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo, come pure,
sussidiariamente, la concessione dell'ammissione provvisoria; l'ulteriore
conclusione ricorsuale tendente all'esenzione dal pagamento anticipato
delle presunte spese processuali;
l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale) il 23 aprile 2014;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei
considerandi che seguono;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una
decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF),
il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e
art. 52 PA);
che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito
ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa (cfr. DTAF
2011/30 consid. 3);
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che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione
dell'asilo è inammissibile;
che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso;
che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua
della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il
procedimento può svolgersi in tale lingua;
che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco,
mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua italiana; che, pertanto, la
presente sentenza è redatta in italiano;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti;
che in sede di audizione il richiedente ha dichiarato di essere cittadino
marocchino di etnia berbera e religione musulmana (cfr. verbale 1, pp. 2 e
3);
che, nella decisione contestata, alla quale si rinvia, l'UFM ha osservato
che il richiedente non avrebbe inoltrato una domanda di asilo ai sensi
dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà di ottenere dalla
Svizzera una protezione contro persecuzioni;
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure
pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa
esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile;
che nel ricorso l'insorgente sostiene che avrebbe contattato la propria
famiglia in Marocco e che necessiterebbe del tempo per sistemare le
cose in vista di un suo futuro rientro in patria;
che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande di
asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi, questa
disposizione si applica segnatamente se la domanda d'asilo è presentata
esclusivamente per motivi economici o medici,
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che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo ogni
dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla
Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di
persecuzione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che,
pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti
dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate
unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza
di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per
contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18
LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi
(qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all'esecuzione
dell'allontanamento di cui all'art. 44 LAsi (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e
relativi riferimenti);
che sono rifugiate le persone che, nel paese di origine o di ultima
residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza,
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o
per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere
esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così
come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude
tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio
paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da
una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita
precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti)
o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da
problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel paese in questione, può
essere confrontata;
che, nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione
contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto
personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere
esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo paese di
origine, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità,
appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni
politiche (art. 3 LAsi);
che, infatti, il ricorrente ha espressamente ammesso di essere espatriato
unicamente alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore (cfr. verbale 2,
F26, p.4); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non
rientrano, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta
l'art. 18 LAsi; che nel ricorso l'insorgente non ha addotto alcun nuovo
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argomento suscettibile di giustificare una diversa valutazione, rispetto a
quella di cui all'impugnata decisione;
che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che
l'insorgente nel paese d'origine possa essere confrontato al rischio reale
ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della
Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che, per di più, la situazione in Marocco non è caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della
popolazione nell’integralità del territorio nazionale;
che, da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della
domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,
destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la
decisione impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo
relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [Oasi 1, RS
142.311]);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr (RS
142.20); che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento
deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3
LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha
confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla
domanda di asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del
principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente
riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed
espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951
sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), nonché degli
impegni di diritto internazionale assunti dalla Svizzera (cfr.
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in
materia di asilo [GICRA] 1996 n. 18 consid. 14b lett. e e relativi
riferimenti);
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che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento
è ammissibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);
che l'insorgente è giovane e ha frequentato le scuole dell'obbligo; che il
medesimo vanta esperienze lavorative in patria quale venditore di
abbigliamento e pescivendolo (cfr. verbale 1, p. 3); che l'insorgente ha in
patria una solida rete sociale, ritenuto che vi risiedono i genitori e due
sorelle (cfr. verbale 1, p. 5); che, oltretutto, egli può beneficiare del
sostegno economico del fratello residente in Inghilterra (cfr. ricorso, p. 4);
che, inoltre, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi
problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria
senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità
di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici (cfr. DTAF 2009/2
consid. 9.3.2 e relativi riferimenti; DTAF 2011/50 consid. 8.1‒8.3);
che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo
paese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 4
LStr);
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente,
usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento
indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34
consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure
possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in
materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso
e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni
ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla
trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno
respinte;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto;
che, visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente
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(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
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