Decision ID: 7f44310a-bd3a-5c9e-8837-787d521af0fa
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 10 giugno 1999, emanata in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha sciolto il matrimonio contratto il 14 febbraio 1970 da AP 1 (1946) e AO 1 (1949), omologando una convenzione del 16 febbraio 1999 in cui il marito si impegnava a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 1000.– mensili (art. 151 cpv. 1 vCC) fino al pensionamento della beneficiaria, salvo revisione della rendita nel caso in cui egli fosse divenuto invalido o fosse stato pensionato anticipatamente. Tale sentenza è passata in giudicato. A quel momento la moglie lavorava come cuoca per la scuola dell'infanzia a _ e il marito era impiegato postale a _, attività che ha interrotto alla fine di novembre del 1999 per recarsi nel _, dov'è rimasto un mese. Al ritorno egli non ha più ricuperato alcuna attività lucrativa. Preso a carico dall'assistenza sociale che gli ha trovato alloggio in una pensione, il 17 marzo 2000 egli è stato colpito da ictus, complicato da una rottura della parete interna dell'arteria carotidale, ciò che lo ha reso totalmente inabile al lavoro.
B. Il 25 marzo 2001 AP 1 ha promosso causa contro AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per ottenere – previo conferimento dell'assistenza giudiziaria – la soppressione del contributo alimentare con effetto retroattivo dal 17 marzo 2000, facendo valere che la sua situazione economica era notevolmente peggiorata e quella dell'ex moglie migliorata. Con risposta del 19 novembre 2001 AO 1 ha postulato il rigetto della petizione, instando a sua volta per l'assistenza giudiziaria. L'attore ha replicato il 7 gennaio 2002, confermando la sua richiesta di giudizio. La convenuta ha duplicato il 5 febbraio 2002, proponendo una volta ancora di rigettare l'azione. L'udienza preliminare ha avuto luogo il 23 aprile 2002 e l'istruttoria è cominciata quello stesso giorno. Il 13 novembre 2002 AP 1 si è visto riconoscere dall'Assicurazione Invalidità una mezza rendita con effetto retroattivo dal 1° marzo 2001. L'istruttoria della causa è terminata nell'agosto del 2005. Al dibattimento finale del 12 settembre 2005 le parti hanno mantenuto le rispettive posizioni.
C. Con sentenza dell'8 maggio 2007 emanata in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha parzialmente accolto la petizione, riducendo il contributo alimentare per AO 1 a fr. 570.– mensili dal 15 marzo al 2 agosto 2002 e a fr. 170.– mensili dopo di allora. La tassa di giustizia di fr. 800.– e le spese sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio dell'assistenza giudiziaria. Adita da AP 1, il 28 luglio 2008 questa Camera ha annullato tale sentenza per difetto di giurisdizione e ha rinviato gli atti al Pretore perché statuisse egli medesimo (inc. 11.2007.79). Il Pretore ha giudicato personalmente il 29 ottobre 2008, decidendo alla stessa stregua del Segretario assessore.
D. Contro la sentenza appena citata AP 1 è nuovamente insorto con un appello del 19 novembre 2008 nel quale conclude – sollecitando il beneficio dell'assistenza giudiziaria anche in seconda sede – per la completa soppressione del contributo alimentare dal 25 marzo 2001 e per la corrispondente riforma del giudizio impugnato. Invitata a esprimersi sul miglioramento della propria situazione economica, nelle osservazioni all'appello del 3 settembre 2010 AO 1 propone di respingere l'appello, postulando a sua volta l'assistenza giudiziaria.

Considerando
in diritto: 1. La modifica di una sentenza di divorzio emessa prima del 31 dicembre 1999 è retta dalle vecchie norme, fatte salve le disposizioni relative ai figli e alla procedura (art. 7a cpv. 3 tit. fin. CC).
Alla disciplina di un contributo alimentare (art. 151 cpv. 1 vCC) o di una rendita di indigenza (art. 152 vCC) in favore del coniuge divorziato continua ad applicarsi quindi l'art. 153 cpv. 2 vCC (Leuenberger in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 8 ad art. 7a-7b tit. fin. CC; Geiser in:
Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, Berna 1999, pag. 251 n. 6.06). La procedura è regolata, per converso, dalla legge nuova (Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 11 ad art. 7a tit. fin. CC; Leuenberger, op. cit., n. 9 ad art. 7a-7b tit. fin. CC). Le parti e il primo giudice si sono fondate a ragione sui medesimi principi.
2. Una soppressione o una riduzione di una rendita giusta l'art. 153 cpv. 2 vCC presupponeva che la situazione economica dell'uno o dell'altro coniuge fosse mutata in modo ragguardevole, duraturo e non prevedibile rispetto al momento in cui la rendita era stata fissata, sempre che la diminuzione di reddito o l'aumento del fabbisogno non si riconducesse a decisioni unilaterali del debitore. Il giudizio presupponeva, in altri termini, un raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano le parti al momento del divorzio (rispettivamente al momento in cui il contributo era stato modificato l'ultima volta) e la nuova situazione. Sapere in che misura ciò giustificasse la soppressione o la riduzione della rendita non era poi solo una questione di diritto, ma anche di equità (art. 4 CC). Tali principi rimangono validi anche nel nuovo diritto del divorzio (rinvii in: RtiD I-2006 pag. 666 consid. 4).
3. Nella fattispecie il Pretore ha rilevato anzitutto che l'attore non aveva dimostrato un miglioramento delle condizioni finanziarie in cui versa l'ex moglie, il cui reddito di fr. 1750.– mensili risultava identico a quello conseguito al momento del divorzio. Quanto a un'eventuale rendita d'invalidità percepita dalla medesima, tutto si ignorava al proposito. Per quel che è dell'attore, il primo giudice ne ha accertato il reddito in fr. 3208.25 mensili (indennità erogata dalla Cassa malati) dal 1° marzo 2000 al 31 luglio 2001, in fr. 3503.80 mensili dal 1° agosto 2001 al 14 marzo 2002 (fr. 1604.– dalla Cassa malati e fr. 1899.80 dalla Cassa disoccupazione), in fr. 2743.80 mensili dal 15 marzo al 2 agosto 2002 (fr. 1899.80 dalla Cassa disoccupazione e fr. 844.– dalla mezza rendita dell'Assicurazione Invalidità) e in fr. 844.– mensili dopo di allora (mezza rendita d'invalidità). A mente del Pretore, in ogni modo, dopo il 2 agosto 2002 AP 1 avrebbe potuto guadagnare fr. 1500.– mensili con “un'attività leggera” come quella di venditore o di guardiano, onde un reddito ipotetico di fr. 2344.– mensili. Stabilito il fabbisogno minimo di lui in fr. 2172.30 mensili, il primo giudice ha constatato che all'attore rimaneva un margine disponibile di fr. 570.– mensili dal 15 marzo al 2 agosto 2002 e di fr. 170.– mensili dopo di allora. Ha ridotto a tale somma, di conseguenza, il contributo alimentare per l'ex moglie.
4. L'appellante contesta anzitutto che le condizioni economiche dell'ex moglie siano rimaste invariate, facendo valere che nel memoriale di risposta essa ammetteva di guadagnare al momento del divorzio (giugno del 1999) fr. 1750.– mensili, reddito cui si aggiunge ora una mezza rendita d'invalidità di fr. 820.– mensili (interrogatorio formale del 17 dicembre 2001 nell'incarto cautelare DI.2001.203, risposta n. 10). A torto il Pretore ha ritenuto di conseguenza che per quanto riguarda la rendita AI “resta tuttora sconosciuto il momento in cui la stessa è stata allocata alla ex moglie (prima o dopo il divorzio), di guisa che un eventuale paragone con la situazione precedente il divorzio risulta impossibile” (sentenza impugnata, pag. 3 consid. D).
Come l'appellante sottolinea, all'interrogatorio formale del 17 dicembre 2001 (nel fascicolo citato) AO 1 ha dichiarato di guadagnare fr. 1560.40 mensili da attività dipendente per tredici mensilità (risposta n. 8) e di percepire fr. 820.– mensili da una mezza rendita AI (risposta n. 10). A ragione il Pretore ha accertato pertanto che, rispetto al momento del divorzio, il guadagno della convenuta non era aumentato. Anzi, era lievemente diminuito (doc. 4: fr. 20 574.80 annui netti equivalgono a fr. 1714.55 netti mensili). Più delicata è la questione legata alla mezza rendita AI. Come rileva l'appellante, non risulta che prima del divorzio la convenuta ricevesse già tale prestazione, né l'interessata ha mai preteso nulla del genere (nemmeno nel memoriale di risposta, allorché l'attore le imputava un reddito di fr. 3356.50 mensili comprensivo della mezza rendita AI solo dopo il divorzio: petizione, pag. 3 in fondo). Per fugare eventuali equivoci il presidente di questa Camera ha invitato così l'appellata a esprimersi sul momento in cui aveva cominciato a riscuotere la mezza rendita (ordinanza del 19 luglio 2010). Se non che, nel suo memoriale del 3 settembre 2010 essa si è limitata a documentare di ricevere dal 1° maggio 2003 una rendita AI al 100% (pag. 2 in basso), ma sulla questione della mezza rendita ha sorvolato. Contrariamente all'opinione del Pretore, pertanto, niente conforta l'ipotesi che AO 1 percepisse quella prestazione già prima del divorzio. Consta invece che essa la riceveva al momento in cui l'attore ha promosso causa (doc. C, primo foglio in basso), con un aumento delle sue entrate da fr. 1750.– a fr. 2534.55 netti mensili (fr. 1714.55 più fr. 820.–), per lo meno fino al 1° maggio 2003, quando essa è stata posta al beneficio di una rendita piena AI (di fr. 1842.– mensili: doc. III prodotto con le osservazioni all'appello). Su questo punto l'appello è provvisto dunque di buon diritto.