Decision ID: fdff47ee-179a-5738-a1ce-44dc3ee9ba73
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
_CRTE1
con decisione 23 aprile 2004 ha inflitto a _ una multa fr. 500.- oltre alla tassa di giustizia di fr. 100.- e alle spese di fr. 30.-, per i seguenti motivi:
"in data 29.06.03 è stato constatato che il Ristorante_, era aperto malgrado l'assenza della necessaria autorizzazione dell'Ufficio permessi.
(andirivieni di persone, bicchieri di birra sporchi sul bancone del bar, cassa registratrice accesa)"
.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 3 e 28 Les pubb.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
Sostiene che il Ristorante _ non esiste più da ben 3 anni.
C.
La Sezione dei permessi e dell'immigrazione
propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.
Per l'art. 3 cpv. 1 Les pubb un esercizio pubblico può essere gestito se:
a) il proprietario dell'immobile è in possesso della patente corrispondente;
b) il gerente è in possesso del certificato di capacità corrispondente e dell'autorizzazione dipartimentale di cui all'art. 28.
Quest'ultima norma prevede che la gestione di un esercizio pubblico è affidata, con decisione dipartimentale, solo ad una persona, attiva in proprio o per conto di terzi, in possesso del certificato di capacità corrispondente al tipo di esercizio pubblico e che abbia un'adeguata copertura assicurativa per le conseguenze derivanti dalla responsabilità civile.
3.
L'insorgente non contesta che non vi sia più un'autorizzazione dipartimentale per la gestione dell'esercizio pubblico "_" e neppure censura che il 29 giugno 2003 vi era un andirivieni di persone nello stabile in cui era ubicato il Ristorante sino al 30 gennaio 2001 e che era stata bevuta della birra da parte di diverse persone.
Sostiene tuttavia, nelle sue osservazioni 23 luglio 2003 all'indirizzo della Sezione dei permessi e dell'immigrazione, che ella abita in quell'immobile e che lì invita la gente che vuole.
In altre parole assevera che le persone che avevano frequentato il locale non erano clienti, ma persone da lei invitate a casa sua.
4.
La versione della ricorrente non è credibile.
Al di là del fatto che appare perlomeno strano che la signora _ inviti diversa gente a frequentare casa sua come se fosse un bar, non si può non rilevare che la cassa registratrice era accesa. Ciò non può che significare che le consumazioni erano a pagamento. Non sarebbe altrimenti spiegabile che la cassa ad oltre due anni dalla chiusura del Ristorante fosse ancora in uso.
Si deve pertanto concludere che l'insorgente ha venduto bevande a scopo di lucro senza la necessaria autorizzazione dipartimentale. Così facendo ha contravvenuto alle norme in materia.
5
.
La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito di tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).