Decision ID: 8b4373e2-a687-58cf-9b7f-6400895e1394
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
che nella seduta straordinaria del 13 novembre 1997 il consiglio comunale di _ ha adottato alcune varianti del PR;
che, in applicazione dell'art. 74 LOC, il presidente del consiglio comunale ha pubblicato la relativa deliberazione all'albo comunale il 17 novembre successivo;
che con ricorso 25 novembre 1997 _ ha impugnato la menzionata deliberazione innanzi al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento per violazione dell'art. 32 cpv. 2 (implicitamente) e 3 LALPT, regolamentante l'informazione e la partecipazione della popolazione alla procedura di adozione del PR;
che con risoluzione 18 febbraio 1998 il Consiglio di Stato ha accolto la censura e, di conseguenza, il gravame, disponendo l'annullamento delle avversate deliberazioni;
che con ricorso 10 marzo 1998 il comune di _ si é aggravato contro il giudicato governativo in parola innanzi a questo Tribunale, al quale ha domandato di annullarlo;
che l'insorgente sostiene la legittimità del modo di procedere seguito dalle autorità comunali con riferimento all'art. 32 cpv. 2 e 3 LALPT;
che il Consiglio di Stato e _ hanno sollecitato la reiezione del gravame, mentre che il presidente del consiglio comunale ne ha chiesto l'accoglimento;
che dei rispettivi argomenti si dirà, per quanto necessario, nel seguito;

considerato, in diritto
che la competenza del Tribunale é data (art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente certa (art. 43 PAmm);
che l'impugnativa é pertanto ricevibile in ordine e può inoltre essere decisa sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che, giusta l'art. 74 cpv. 1 LOC, il presidente pubblica entro cinque giorni all'albo comunale le risoluzioni del consiglio comunale con l'indicazione dei mezzi e termini di ricorso nonché dei termini per l'esercizio del diritto di referendum;
che inoltre, per quanto concerne specificatamente il PR, l'art. 34 cpv. 2 LALPT dispone che il municipio procede sollecitamente alla sua pubblicazione presso la cancelleria comunale per il periodo di trenta giorni, previo annuncio effettuato almeno dieci giorni prima agli albi comunali, nel foglio ufficiale e nei quotidiani del Cantone (art. 34 cpv. 3 LALPT);
che la prima pubblicazione, effettuata immediatamente dopo la deliberazione dal presidente del legislativo, é volta a permettere l'esercizio del diritto di referendum e di quello di ricorso al Consiglio di Stato dapprima ed al Tribunale amministrativo successivamente (art. 208 cpv. 1 LOC) per violazione della LOC, ma in particolare della procedura prescritta da quest'ultima per addivenire alla deliberazione del consiglio comunale (STA inedite 11 febbraio 1980 in re comune di _ e lc; 20 settembre 1984 in re A. e M.; 28 marzo 1985 in re municipio di _, parzialmente pubbl. in RDAT 1985 N. 6; inoltre Scolari, Commentario, 2.a ed., N. 348 ad art. 35 LALPT con rinvii alla giurisprudenza precedente e la precisazione che la seconda STA citata é parzialmente pubblicata in RDAT 1979 N. 5);
che la seconda pubblicazione, da eseguirsi in seguito da parte del municipio (preferibilmente dopo la scadenza inutilizzata dei termini di ricorso e di referendum stabiliti nella prima; cfr. Scolari, op. cit., N. 340 ad art. 34 LALPT), é invece volta permettere l'impugnazione innanzi al Consiglio di Stato dapprima ed al Tribunale della pianificazione del territorio successivamente del contenuto del PR (art. 35 cpv. 1, 38 cpv. 1 LALPT): é in questa procedura che può essere eccepita - e deve essere esaminata dalle autorità decidenti - tra l'altro la violazione delle disposizioni della LALPT concernenti il PR (cfr. per analogia le sentenze poco sopra citate, prolate quando il PR era ancora regolamentato a livello dell'or abrogata LE 1973);
che la sola censura sollevata dal resistente innanzi al Consiglio di Stato in sede di prima pubblicazione del PR ad opera del presidente del legislativo, di disattenzione dell'art. 32 cpv. 2 e 3 LALPT, doveva pertanto essere dichiarata irricevibile e, di riflesso, il suo gravame respinto;
che, in effetti, l'esame di quella censura poteva essere effettuato solo dietro ricorso contro la seconda pubblicazione del PR, che apriva la via alla contestazione del suo contenuto, da parte del Consiglio di Stato dapprima e del Tribunale della pianificazione del territorio poi (cfr., da ultimo, proprio su questo stesso oggetto, RDAT II-1997 N. 20);
che il ricorso del comune di _ deve di conseguenza essere accolto e l'impugnata risoluzione modificata nel senso di respingere il ricorso del resistente;
che la tassa di giudizio deve essere posta a carico del resistente (art. 28 PAmm), il quale deve inoltre essere condannato a rifondere al comune ricorrente, assistito da un avvocato iscritto all'albo, un adeguato importo per ripetibili (art. 31 PAmm): questo per entrambe le sedi ricorsuali;
visti gli art. 74, 208 LOC, 32, 34, 35, 38 LALPT, 3, 18, 28, 31, 43, 46 PAmm