Decision ID: 0bf0641a-7cbc-4b36-b2d8-cca9fdff49dd
Year: 2000
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_010
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: civil_law

Ritenuto in fatto :
A.- A._ è stato riconosciuto colpevole di truffa e falsità in documenti a danno della B._ Ltd. ed è stato condannato dalla Corte delle Assise correzionali di Bellinzona alla pena di 3 anni di detenzione con sentenza 8 maggio 1995, cresciuta in giudicato. Al dispositivo 6 di quel giudizio è stato ordinato il risarcimento compensativo ex art. 59 cifra 2 CP per dollari USA 6'393'060. --, assistito ai fini della sua esecuzione dall'importo di dollari USA 4'000'000. -- già sequestrati dal giudice istruttore; importo assegnato alla parte lesa in applicazione dell' art. 60 CP, deduzione fatta delle spese non incassate dai condannati.
B.- Il 14 febbraio 1996 la B._ Ltd. ha ottenuto dal Pretore di Bellinzona il sequestro di quell'importo in applicazione della LEF. Il 14 marzo 1996, su domanda della creditrice del 16 febbraio 1996, l'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Bellinzona ha spiccato un precetto esecutivo a convalida del predetto sequestro. L'opposizione interposta dal debitore è stata rigettata in via definitiva per l'importo di fr. 7'667'836. 20, oltre interessi, dal Pretore del distretto di Bellinzona il 9 agosto 1996. Tale rigetto dell'opposizione è stato confermato dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino con sentenza 14 ottobre 1996. Un ricorso di diritto pubblico inoltrato contro la decisione dell'ultima istanza cantonale è stato dichiarato inammissibile dalla II Corte civile del Tribunale federale il 31 gennaio 1997.
C.- Nel frattempo, a seguito del sequestro, C._, moglie di A._, che si ritiene proprietaria di quel denaro, ha proposto un'azione di rivendicazione innanzi al Pretore del Distretto di Bellinzona. Con sentenza 8 febbraio 1999 Il Pretore ha stralciato dai ruoli la causa, poiché la rivendicante non aveva versato la cauzione processuale richiestale. La sentenza pretorile è stata confermata il 29 marzo 1999 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino e il ricorso di diritto pubblico diretto contro tale decisione, a cui il Presidente della Corte adita ha concesso effetto sospensivo in via supercautelare, è stato dichiarato inammissibile dalla II Corte civile del Tribunale federale con sentenza 8 giugno 1999. Con domanda 24 giugno 1999 la B._ Ltd. in liquidazione ha chiesto la continuazione dell' esecuzione e l'11 agosto 1999 l'Ufficio di Bellinzona ha pignorato quanto era oggetto del sequestro.
D.- Il 6 settembre 1999 A._ ha adito l'autorità di vigilanza, postulando che il predetto pignoramento sia dichiarato nullo risp. annullato, che il relativo sequestro sia dichiarato caduco risp. revocato e che l'esecuzione a convalida sia dichiarata nulla risp. annullata. La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto il rimedio con sentenza 18 novembre 1999. I giudici cantonali hanno rilevato che la procedura di rivendicazione concerneva l'unico bene oggetto del sequestro e che la sussistenza di quest'ultimo dipendeva dall'esito della causa di rivendicazione. In concreto la procedura di convalida del sequestro è quindi rimasta sospesa per la durata del processo di rivendicazione. Questo si è concluso il 21 giugno 1999, data in cui la creditrice ha ricevuto la sentenza dell'8 giugno 1999 emanata dalla II Corte civile del Tribunale federale su ricorso di diritto pubblico della rivendicante. La domanda di continuazione dell'esecuzione presentata il 24 giugno 1999 risulta pertanto essere tempestiva.
E.- Il 1° dicembre 1999 A._ ha presentato un ricorso alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale con cui postula l'annullamento della decisione dell'autorità di vigilanza. Secondo il ricorrente l'esecuzione sarebbe perenta, essendo decorso il termine di un anno previsto dall'art. 88 cpv. 2 LEF per chiederne la continuazione. Inoltre, giusta l'art. 279 cpv. 3 LEF, il creditore sequestrante ha unicamente 10 giorni dal rigetto dell'opposizione per domandare il prosieguo dell'esecuzione. Tale termine sarebbe, al più tardi, scaduto il 23 febbraio 1997 e cioè 10 giorni dopo la notifica della decisione 31 gennaio 1997 con cui il Tribunale federale ha stralciato il ricorso di diritto pubblico diretto contro la sentenza del Tribunale d'appello concernente il rigetto definitivo dell'opposizione interposta dal debitore. Infine, anche qualora si volesse ammettere che l'azione di rivendicazione avesse sospeso il termine per la continuazione dell'esecuzione, questo sarebbe scaduto dieci giorni dopo la notifica della decisione di appello, non mutando la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso di diritto pubblico il carattere straordinario di tale rimedio. Il 9 dicembre 1999 il Presidente della Camera adita ha conferito effetto sospensivo al ricorso. Con osservazioni 14 dicembre 1999 la B._ Ltd. in liquidazione propone la reiezione del gravame.

Considerando in diritto :
1.- Giusta l'art. 79 cpv. 1 OG l'atto di ricorso deve indicare le modificazioni della decisione impugnata che sono proposte ed esporre in modo conciso le norme di diritto federale violate dalla decisione e in che consiste la violazione. In concreto, il ricorrente si limita, nel proprio petitum, a chiedere l'annullamento della decisione impugnata. Una siffatta conclusione non ossequia quanto disposto dalla predetta norma (cfr. DTF 81 III 90). Tuttavia dalla motivazione del gravame emerge che il ricorrente ritiene il sequestro caduco e l'esecuzione perenta. Visto che è possibile capire le modifiche della sentenza cantonale che egli vuole ottenere, il ricorso si rivela nondimeno ammissibile (DTF 121 III 390 consid. 1).
2.- Nella fattispecie è pacifico che il sequestro ottenuto nei confronti del qui ricorrente è stato inizialmente convalidato con il precetto esecutivo richiesto il 16 febbraio 1996 e con il susseguente rigetto dell'opposizione. Litigiosa è invece la questione di sapere se la richiesta di continuazione dell'esecuzione è avvenuta tempestivamente. Sotto l'imperio della previgente LEF, l'art. 280 vLEF non indicava alcun termine per inoltrare la domanda di pignoramento; erano pertanto applicabili i termini previsti dall'art. 88 vLEF (DTF 92 III 9 consid. 2b). Con la novella legislativa del 1994, entrata in vigore il 1° gennaio 1997, è stato introdotto l'art. 279 cpv. 3 LEF che prevede che, qualora l'opposizione interposta dal debitore al precetto esecutivo sia stata rimossa, il creditore deve chiedere la continuazione dell'esecuzione entro 10 giorni dal momento in cui è legittimato a farlo (art. 88 LEF). Giusta l'art. 88 LEF, che non ha subito modifiche per quanto concerne i termini ivi menzionati, trascorsi 20 giorni dalla notificazione del precetto il creditore può chiedere la continuazione dell'esecuzione, se questa non è stata sospesa in virtù di un'opposizione o di una decisione giudiziale. Il diritto si estingue entro un anno dalla notifica del precetto. Tuttavia, se è stata fatta opposizione, il termine resta sospeso tra il giorno in cui è stata promossa l'azione e la sua definizione. Per azione ai sensi della predetta norma si intendono segnatamente quella tendente al riconoscimento del credito e contestuale eliminazione dell'opposizione, la procedura sommaria di rigetto dell'opposizione, l'azione di inesistenza del debito, l'azione di contestazione o accertamento del ritorno a miglior fortuna (cfr. Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite, n. 56 all'art. 88 LEF con rinvii). Un sequestro non tempestivamente convalidato è revocato (art. 280 LEF, che riprende quanto precedentemente disposto dall'art. 278 cpv. 4 vLEF).
3.- L'autorità di vigilanza ha nondimeno reputato, riferendosi in particolare alla DTF 108 III 36 e a Reiser (Commento basilese, SchKG III, n. 3 all'art. 279 LEF), che il termine per chiedere il pignoramento fosse in concreto sospeso in seguito alla procedura di rivendicazione riguardante l'unico bene oggetto del sequestro. Nella citata sentenza il Tribunale federale aveva stabilito che il decorso del termine per promuovere l'azione di convalida del sequestro è sospeso da una procedura di rivendicazione pendente, perlomeno ove si tratti di un sequestro concernente un debitore domiciliato all'estero e il foro dell' azione dipenda da detta procedura.
Così facendo, i giudici cantonali misconoscono che la presente vertenza non può essere assimilata alla fattispecie esaminata in DTF 108 III 36 segg. Nell'appena menzionata sentenza occorreva stabilire l'ordine temporale in cui dovevano essere incoate due procedure giudiziarie: quella di rivendicazione e quella dell'azione di convalida del sequestro. La sospensione del termine per l'azione di convalida è stata giustificata dall'interesse del creditore sequestrante di non sobbarcarsi invano gli oneri di un processo, che potrebbe durare anni, senza sapere se alla fine dello stesso vi siano ancora beni sottoposti al sequestro, o se gli stessi devono essere svincolati in seguito alla procedura di rivendicazione (DTF 108 III 36 consid. 3). In concreto, invece, non si tratta di stabilire la priorità fra due azioni giudiziarie, ma semplicemente di determinare se il creditore sequestrante può attendere la fine del processo di rivendicazione per chiedere, dopo aver ottenuto il rigetto definitivo dell'opposizione, la continuazione dell'esecuzione. Già in DTF 37 I 445 consid. 2 il Tribunale federale ha stabilito che un'azione di rivendicazione concernente i beni oggetto di un sequestro non osta a un loro pignoramento. Infatti un tale pignoramento non causa alcun pregiudizio al rivendicante. In DTF 84 III 100 consid. 2 e 3 il Tribunale federale ha poi esplicitamente respinto la tesi secondo cui i termini per inoltrare una domanda di pignoramento sono sospesi a causa di un'azione di rivendicazione e ha dichiarato caduchi l'esecuzione e il sequestro per il fatto che tra la crescita in giudicato del rigetto dell'opposizione e la domanda di continuazione dell'esecuzione erano trascorsi quasi due anni. Nell'appena menzionata sentenza il Tribunale federale ha ricordato che sussiste un interesse degno di tutela a sapere se il creditore sequestrante intende o meno chiedere il pignoramento e che tale interesse esige che egli precisi le sue intenzioni con una tempestiva domanda.
Ora, in concreto, la decisione con cui il Tribunale d'appello ha confermato la decisione pretorile di rigetto definitivo dell'opposizione risale al 14 ottobre 1996. Il ricorso di diritto pubblico - a cui non è stato conferito effetto sospensivo - inoltrato contro questa decisione non prolunga il termine annuale di cui all'art. 88 cpv. 2 LEF (DTF 86 IV 226 consid. 2). La domanda di proseguire l'esecuzione presentata il 24 giugno 1999 non può quindi che essere considerata tardiva. Ne segue che sia il sequestro che l'esecuzione introdotta a convalida dello stesso devono essere considerati caduchi. Giova infine rilevare che un' azione di rivendicazione sospende l'esecuzione giusta l' art. 109 cpv. 5 LEF (che riprende quanto previsto dal previgente art. 107 cpv. 2 vLEF) per quanto concerne la realizzazione dei beni oggetto della rivendicazione, ma ciò unicamente dopo l'avvenuto pignoramento.
4.- Da quanto precede segue che il ricorso dev'essere accolto, la sentenza impugnata annullata, il sequestro revocato (art. 280 LEF che riprende il previgente art. 278 cpv. 4 LEF) e il pignoramento effettuato l'11 agosto 1999 dichiarato nullo (DTF 96 III 111 consid. 4a).