Decision ID: a94b2f9d-6ef3-5db4-91ac-c75c2d770498
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

Conclude chiedendo che nell’eventualità che fosse ritenuto colpevole siano tenute in considerazione le circostante attenuanti della reale ed oggettiva difficoltà economica e di vita in cui l’accusato si trova, del fatto che l’attività delittuosa non si è protratta su di un lungo periodo, ma è stata puntuale, e che non ha precedenti. Inoltre per la valutazione della prognosi chiede di tenere presente la mancanza di integrazione dell’accusato, pur sempre di origini tunisine nonostante la cittadinanza svizzera, la quale può giustificare il comportamento poco collaborativo tenuto con l’autorità inquirente.
Chiede infine che gli venga riconosciuta la sospensione condizionale e contesta integralmente le pretese di parte civile non documentate.
Posti dal Presidente con l’accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. ripetuta truffa
per avere, ad _, _, _, _, _, _ ed in altre località, nel periodo dicembre 2005 / agosto 2006, ingannato con astuzia PC 3, S._ SA e i funzionari di sei partners commerciali della società, stipulando o facendo stipulare a nome di S._ SA dei contratti di leasing e di fornitura di servizi, inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio od altrui per complessivi Fr. 147'365,30 a danno di:
1.1.1. PC 1 relativamente all’autovettura BMW 523i Limousine del valore di fr. 65'600.-;
1.1.1.1. trattasi di un importo inferiore;
1.1.1.2. trattasi invece di appropriazione indebita;
1.1.2. PC 2, relativamente all’autovettura Peugeot 607 Luxe Titane 3.0 del valore di fr. 68'530.-;
1.1.2.1. trattasi di un importo inferiore;
1.1.2.2. trattasi invece di appropriazione indebita;
1.1.3. PC 7 per un importo di fr. 1'040.-;
1.1.3.1. trattasi di un importo inferiore;
1.1.4. PC 8 per un importo di fr. 1'295,15;
1.1.4.1. trattasi di un importo inferiore;
1.1.4.2. trattasi di un periodo diverso e meglio dal 17.1.2006 al 16.8.2006;
1.1.5. PC 4 per un importo di fr. 953,10;
1.1.6. PC 9 per un importo di fr. 9'947,05;
1.1.6.1. trattasi di un importo inferiore;
1.1.6.2. trattasi di un periodo diverso e meglio dal 4.1.2006 al 3.7.2006;
1.2. appropriazione indebita
commessa a _, _ ed in _, nel periodo agosto 2003 / dicembre 2004 a danno della PC 1 con oggetto l’autovettura BMW 520i Limousine del valore di fr. 63'000.-
1.2.1. trattasi di un importo inferiore;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale?
3.
Deve un risarcimento alle PC e se sì in che misura?
Considerato,

in fatto e in diritto
1.
In merito alla sua vita anteriore e alla sua situazione personale AC 1, cittadino svizzero e _, ha dichiarato in istruttoria quanto segue:
“
Sono nato a _, in data _, in una famiglia composta da padre madre e da 4 fratelli (fra cui il sottoscritto) e 3 sorelle. Tutti sono in _, tranne me e un fratello che vive a _.
Dopo le scuole dell’obbligo, nonché la maturità, ho pure frequentato una scuola superiore di economia e commercio (diversa dall’università), ottenendone il diploma. Sono arrivato in Svizzera nel 1982.
Da allora ho svolto, dal 1983 sino a poco tempo fa, un’attività commerciale (negozio di tabaccheria; import/export di prodotti alimentari; direttore _).
Dal 1990 sino a poco tempo fa ho svolto l’attività di esportazione di autovetture d’occasione verso i Paesi dell’Est, con uffici anche a Zurigo.
Attualmente sono iscritto alla disoccupazione, e al mio sostentamento provvede l’assistenza pubblica.
Nel corso dell’anno 1983 ho sposato, in prime nozze, la signora V._, dalla quale ho avuto due figliNel corso dell’anno 1997 ho divorziato e in data 2002 ho sposato, in seconde nozze, la signora C._, nel frattempo deceduta”
(PP AC 1 26.4.2007).
In sede dibattimentale l’accusato ha precisato queste sue dichiarazioni affermando come la scuola commerciale frequentata in _, iniziata nel 1979, si é conclusa nel 1981, che i sopra ricordati primi suoi lavori in Ticino quale venditore, commerciante e direttore di un fast food, sono da ricondurre al periodo 1982 / 1990 mentre che la sua attività di esportatore di autovetture usate a Zurigo è avvenuta negli anni 1992 / 2000.
Sempre in base al suo dire rientrato in Ticino nel 2001 ha continuato il suo commercio nella vendita di automobili e questo sino al 2003 / 2004 quando, per alcuni mesi, è ritornato in _. Nuovamente in Ticino nel 2005 ha ripreso a commerciare con le autovetture d’occasione anche se in modo saltuario tanto che per almeno cinque mesi di quell’anno ha fatto ricorso alla pubblica assistenza.
Sempre in forza alle sue dichiarazioni in quanto non diversamente documentate nel gennaio 2006 sarebbe andato a D-Monaco mantenendosi con lavori saltuari di
“mediazione per conto di vari commercianti di automobili a percentuale”
(PS AC 1 13.4.2007) di cui però non ha saputo o voluto indicare i nomi rispettivamente quella che è stata la sua mercede:
“
Domanda:
Che tipi di mediazione avete fatto e qual’è il nome di commercianti con i quali avete lavorato?
Risposta:
Mediazione di acquisto e vendita di automobili con commercianti di Monaco.
Domanda
:
Vi chiediamo di indicarci i nominativi dei commercianti con i quali avete collaborato.
Risposta
:
Erano veramente tanti ma non sono in grado di ricordare un nome”
(PS AC 1 13.4.2007).
Dalla data del suo rientro in Ticino nel dicembre 2006 sino al giorno del suo arresto del 12.4.2007 ha alloggiato:
“
presso la Locanda _ fino al 13.01.2007, allorché mi sono trasferito presso l’_ -Bar di _ ...
Dal 13.01.2007 al 09.02.2007 ho alloggiato presso una camera dell’_ -Bar di _. Il 09.02.2007 ho dovuto lasciare l’_ -Bar in quanto chiudeva per vacanze. Lasciando l’_ -Bar non ho pagato la fattura. Successivamente mi sono trasferito presso l’albergo _ dove alloggio tutt’oggi”.
(PS AC 1 13.4.2007).
Scarcerato il 3.5.2007 ha ripreso a percepire, e continua a farlo, l’assistenza pubblica, che oltre a corrispondergli una somma mensile di fr. 600.- gli paga l’alloggio - attualmente presso l’Hotel _ - e la cassa malati non potendo egli ricorrere alla disoccupazione in quanto considerato un indipendente. Starebbe cercando lavoro (verbale dibattimentale pag. 2) e, benché non diversamente provato, avrebbe un appuntamento il 6.5.2009 presso l’ufficio di collocamento anche se gli sarebbe già stato anticipato come le sue future possibilità di impiego sarebbero dipese anche dall’esito dell’odierno processo.
Senza attività e a carico dell’assistenza, è quindi titolare, alla data del 1.4.2009, di 27 esecuzioni per fr. 124'315,80 e di 20 attestati di carenza beni per fr. 44'676,30 (doc. TPC 10).
Se con il figlio, attualmente apprendista elettricista, sostiene di avere un buon rapporto, lo stesso non può essere detto con la figlia, fermo restando che con la prima moglie, nel frattempo risposatasi, non avrebbe più contatti. Per il resto si richiama quanto da lui dichiarato in sede di verbale di interrogatorio di Polizia del 13.4.2007:
“I figli erano stati affidati a me per cui io non ho mai dovuto pagare alimenti. Dal 2003, in realtà vivono con la mamma, ed è lei che si occupa del loro mantenimento. Più precisamente V._ si occupa del sostentamento del figlio mentre la figlia riceve un sostegno dall’assistenza, di cui non conosco l’entità”
(PS AC 1 13.4.2007).
ricordato altresì come la seconda moglie é deceduta nel maggio 2005 dopo essersi gettata da una finestra della sua abitazione, evento per il quale l’accusato, perlomeno in base alle affermazioni di PC 3 (convivente di AC 1 nel periodo novembre 2005 / febbraio 2006 PP AC 1 / PC 3 26.4.2007):
“
non aveva comunque mai dimostrato di essere triste....Più che altro mi aveva ripetutamente parlato della sua possibilità di ereditare tantissimi soldi perché la famiglia della defunta è ricca...
AC 1, specialmente all’inizio della nostra convivenza, mi parlava spesso del suo diritto di ereditare tanti soldi.
Devo dire che queste sue affermazioni mi avevano convinto che o prima o dopo avrebbe beneficiato di una solida base finanziaria.
Pur senza precisarmi le cause precise della morte della moglie mi aveva lasciato capire che la stessa aveva problemi di tiroide e psichiatrici.
Prendo oggi atto dal verbalizzante che C._ si è suicidata lanciandosi da una finestra della sua abitazione.
Spontaneamente dichiaro di essere scioccata da questa informazione”
(PS PC 3 17.4.2007).
Dall’estratto del suo casellario giudiziale svizzero del 26.3.2009 (doc. TPC 9) risulta incensurato essendo stata nel frattempo cancellata una precedente condanna del 21.12.1998 del Ministero Pubblico del Cantone Ticino ad una pena detentiva di 60 giorni sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni nonché al pagamento di una multa di fr. 1'500.- per il reato di conducenti ebbri ex art. 91 cpv. 1 vLCStr (AI 66).
Nell’immediatezza ha come principale progetto quello di trovare lavoro.
2.
L’inchiesta nei suoi confronti ha preso avvio da una denuncia presentata il 23.5.2006 da PC 3, a quel momento ancora amministratrice unica della S._ SA per i presupposti reati di appropriazione indebita (art. 138 cfr. 1 CP) subordinatamente truffa (art. 146 cpv. 1 CP):
“
la Signora PC
3 ...mi ha incaricato di tutelare i di lei interessi in merito alla fattispecie illustrata qui di seguito e che la vede coinvolta in qualità di amministratrice unica della S._ SA e condebitrice solidale nei confronti della PC 2 e PC 1, a fronte della concessione in uso (leasing) alla S._ SA delle automobili Peugeot TI _ e BMW TI _, resesi ora irreperibili.
Tali automobili, unitamente alla loro contrattualistica, sono state prese in consegna già presso i loro rispettivi rivenditori dall’ex convivente della Signora PC 3, tale AC 1, nato il 07.04.1958, cittadino _ e fors’anche svizzero, già residente presso l’Albergo _ sino a novembre 2005, che dopo averle fatto costituire la summenzionata società e verosimilmente sottoscrivere una procura generale a suo favore non dà più notizie di sé e delle autovetture in oggetto da oltre un mese.
Siffatte circostanze si sono appalesate alla denunciante non appena la PC 2 le ha fatto sapere telefonicamente, poco più di una settimana fa, che alcune rate del 2006 non erano state onorate, come da impegni presi nei di lei confronti dal Signor AC 1.
Questi, dopo aver convinto la Signora PC 3 a sottoscrivere i contratti di leasing per poter svolgere, a suo dire, l’attività presso la neo costituita società (S._ SA) da lui voluta ed usata per i suoi fini (import / export), ha pure ritirato sino a qualche tempo fa parte della corrispondenza (in particolare i richiami delle rate leasing) direttamente dalla casella postale della stessa società, senza informare l’interessata.
La quale...resasi conto dell’impossibilità di reperire il suo ex convivente, dopo che questi non si è più fatto vivo ne ha più risposto al...portatile dal 10 aprile 2006, segnatamente da quando è partito dicendole che sarebbe andato all’estero in viaggio d’affari, ha subitamente informato le rispettive società di leasing, fornendo tutte le indicazioni a lei note per risalire alle automobili in questione...
La signora PC
3, a questo punto, ha pure fatto bloccare la carta di credito Manor e Postomat nonché i vari abbonamenti telefonici stipulati a nome e per conto della S._ SA e ha dimissionato dalla carica di amministratrice unica, con il dubbio, che sconfina nella certezza, di essere stata bellamente gabbata da colui che credeva esserle legato sentimentalmente”
(AI 1).
In merito alla S._SA, gli atti all’incarto attestano come questa società:
-- è stata costituita il 12.12.2005, con scopo
“l’acquisto, la vendita e la gestione di ogni genere di esercizio pubblico. La partecipazione finanziaria ad altre società ed in particolare l’acquisto, la gestione di titoli azionari di società, nonché l’acquisto, la gestione e la vendita di immobili. L’importazione, l’esportazione, il trasporto e la rappresentanza di ogni genere di merci. La società può esercitare ogni genere di attività atta al raggiungimento dello scopo sociale”
, con un capitale azionario di fr. 100'000.- interamente liberato suddiviso in 100 azioni al portatore da fr. 1'000.-, con amministratrice unica e presidente S._ (figlia del titolare della T._ SA, P._, nel frattempo deceduto) e PC 3 come unico membro con firma collettiva a due con il presidente (AI 3, 13 e 84);
-- che il 29.12.2005 S._ ha dimissionato da amministratrice unica ed al suo posto è stata nominata PC 3 con diritto di firma individuale (AI 1, 13, 23 e 84);
-- che il 19.7.2006 anche PC 3 ha dimissionato da questa carica e la società si è trovata priva di amministrazione (AI 1, 13 e 84);
-- che il 12.9.2006 S._ è stata sciolta d’ufficio ai sensi degli art. 708 CO ed 86 ORC e posta in liquidazione (AI 84);
-- che il 2.2.2007 questa ragione sociale è stata radiata d’ufficio in applicazione dell’art. 89 ORC (AI 84).
PC 3, di formazione infermiera, verbalizzata al Ministero Pubblico il 19.06.2006, ha confermato l’interposta sua denuncia del 23.5.2006 (AI 1) fermo restando poi come queste sue dichiarazioni siano state ribadite anche in sede di confronto del 26.4.2007 con l’accusato:
“
D: quando, dove e come ha conosciuto il denunciato?
R: l'ho conosciuto due anni fa. Ci siamo frequentati poco, e in seguito lui è partito per la _. L'ho rivisto a settembre del 2005, a _, e fra noi è nata una relazione sentimentale. Abbiamo iniziato poco dopo la nostra convivenza, che è durata sino a fine febbraio 2006.
Quando se ne è andato, nel corso del mese febbraio 2006, mi disse che andava a prendere un socio di affari a Milano, e che poi si sarebbe recato con lui, per affari, a Colonia. Ho mantenuto i contatti con lui fino al 7/9.4.2006, telefonicamente. Mi diceva che non poteva rientrare perché stava aspettando dei soldi e poi ho perso ogni contatto con lui. I suoi cellulari erano sempre spenti. Da allora non l'ho più sentito...
D: può precisare il periodo in cui avete convissuto insieme e dove è avvenuta la Vostra convivenza?
R: come detto, abbiamo convissuto circa da novembre 2005 a febbraio 2006, presso il mio domicilio ...
D: può precisare l'istoriato della società S._ SA, e meglio su richiesta di chi è stata costituita detta società e con quale scopo sociale?
R: é stato AC 1 a chiedermi di costituire la società per i suoi affari. AC 1 mi aveva detto che anni fa aveva una ditta a Zurigo che funzionava bene. Non so di cosa si occupasse questa società. Quando ho rivisto AC 1, in settembre 2005, mi disse che era attivo nel settore della compravendita di autovetture. Vetture che voleva vendere in _ ...Per quanto attiene alla S._ SA, AC 1 non precisò di cosa avrebbe dovuto occuparsi la società. lo ho pensato che vi fosse un'analogia con la sua attività precedente, ma non gliel'ho mai chiesto. AI momento non ho pensato che la costituzione di detta società avrebbe potuto provocare delle conseguenze, soprattutto per la sottoscritta. lo mi fidavo di AC 1. Ammetto di avere agito con leggerezza, ma me ne sono resa conto soltanto dopo.
D: dall'atto di costituzione della società risulta che i soci fondatori erano Lei, la signora S._ e il signor P._. Gli stessi risultano essere anche azionisti della società?
R: non so se loro fossero azionisti. lo, no. Ricordo che AC 1 aveva contattato P._ tramite un'inserzione sul giornale.
D: dall'estratto RC risulta che Lei è divenuta AU della società dopo soli 10 giorni dalla data della sua costituzione. Per quale ragione non ha assunto subito la carica di AU della società?
R: non lo so. Così mi è stato chiesto da AC 1 e io ho accettato, perché, come detto, mi fidavo di lui...
D: con quale capitale è stata costituita la società?
R: penso il signor P._. Né io né AC 1 disponevamo di questo importo. Preciso di avere consegnato a AC 1 la somma di Frs. 10'000.- (da me ottenuta tramite mutuo bancario), al fine di consegnarla a P._. Non dispongo di nessuna ricevuta attestante la consegna del denaro a AC 1, rispettivamente, a P._.
D: visto che il capitale sociale figura essere stato interamente liberato, può precisare dove si trova attualmente depositato?
R: non lo so. Dall'atto di costituzione della sociètà risulta comunque essere stato depositato presso UBS SA...
D: la società era/è intestataria di conti bancari? Se sì, presso quali Istituti bancari?
R: ricordo che era stato aperto un conto corrente postale, a nome della società, presso la Posta di _. So che AC 1 aveva prelevato dei soldi da detto conto (mi sembra ca. Frs. 1'000.-) e che il conto presenta ora un saldo negativo (di ca. Frs. 1'000.-).
D: quale attività svolge/svolgeva la società, e con quale reddito?
R: in pratica non è mai stata attiva.
D: vi sono dei dipendenti? Se sì, chi?
R: no, non ci sono mai stati...
D: dagli atti si
evince
che la società è stata costituita nel corso del mese di dicembre 2005, e che le
vetture
oggetto del contendere sono state acquistate, mediante contratto di leasing, una nel corso del mese di gennaio 2006 (la BMW) e l'altra nel corso del mese di febbraio 2006 (la Peugeot). A chi erano destinate le due
vetture
e per quale ragione la società ha preso in leasing ben due veicoli?
R: AC 1 disse che le
vetture
erano destinate alla società. Lui
faceva
uso della BMW e il suo socio (un cittadino marocchino, residente a Milano, di cui non conosco il nome) della Peugeot.
D: chi
provvedeva
a pagare le rate mensili dei leasing e con quali fondi?
R: preciso che gli acconti e le prima rata sono stati pagati da AC 1. lo non ho
dovuto versare
nulla. In seguito non sono più state pagate le altre rate, ma di questa circostanza io ne sono
venuta
a conoscenza solo nel corso del mese di maggio 2006.
D: oltre che alla sottoscrizione dei contratti di leasing incriminati e dei contratti di telefonia indicati nella denuncia, AC 1 Le ha chiesto di effettuare altri negozi giuridici, in qualità di AU della società? Se sì, quali?
R:
no.
D: oltre alla tessere Manor e Postomat citate nella denuncia, a nome della società sono state richieste/ottenute della carte di credito per ditte a
favore
di AC 1 e/o di terzi? Se sì presso quali società di emissione?
R:non mi risulta. Preciso tuttavia che il contratto con la Manor, che produco seduta stante in copia, non è stato firmato da me...
D: con riferimento alle due
vetture
incriminate, Lei conferma che erano in uso esclusivo di AC 1 e del suo sedicente socio?
R:
sì.
D: Lei ha mai fatto uso di dette
vetture?
R: no.
D: dove erano custoditi i veicoli sino al giorno della loro sparizione?
R: la BMW, in uso a AC 1, veniva parcheggiata presso il mio domicilio. L'altra vettura non l'ho più vista a far tempo dalla sua fornitura, quando è stata presa in consegna dal socio di AC 1.
D: com'è venuta a conoscenza del fatto che i canoni di locazione delle vetture non erano stati pagati ?
R: verso inizio maggio, mi ha telefonato la signora _ della Peugeot, che mi ha riferito che erano scoperti dei pagamenti. Prima di allora io avevo ignorato questa circostanza.
D: PC 2 e PC 1 erano state informate del fatto che le vetture erano in uso al denunciato?
R: non lo so. Non da parte mia, comunque. lo ho soltanto firmato i due contratti di leasing ed i relativi verbali di consegna dei veicoli. Preciso che io ero presente alla consegna di entrambi i veicoli, ma che la BMW è stata presa in consegna da AC 1 e la Peugeot dal suo socio.
D: ha altro da aggiungere in merito ai fatti oggetto di inchiesta?
R: no, voglio soltanto aggiungere che io ho agito in buona fede e che non avrei mai immaginato che si potesse arrivare a questo punto. Non avrei mai immaginato che AC 1 potesse comportarsi così, e mi accorgo solo ora di essere stata raggirata”
(PP PC 3 19.6.2006)
Sulla scorta di queste prime risultanze e di due rapporti di esecuzione della Polizia Cantonale del 14.7.2006 (AI 5) e del 23.8.2006 (AI 12) da cui traspariva come l’accusato fosse:
“
a tutt’oggi latitante. Non ritira la propria corrispondenza dalla posta da circa un mese e mezzo e l’appartamento dove avrebbe dovuto abitare è occupato da diverso tempo da un altro inquilino. A dire dell’amministrazione il rubricato ha lasciato l’appartamento, dove è rimasto solamente per due mesi, da almeno un anno e mezzo.
La ex moglie, V._, sostiene che AC 1 si troverebbe all’estero da circa 6 mesi.
I veicoli non sono stati rintracciati e la Sezione della Circolazione di Camorino, in data 18.07.2006 ha provveduto ad annullare le targhe. In sostanza l’assicurazione dei due veicoli ha disdetto la copertura perché i premi erano ampiamente scaduti (non pagati). Vi è da precisare che le targhe sono, irregolarmente, tutt’oggi in circolazione.
AC 1 si è reso irreperibile da circa due mesi e stando alle informazioni assunte, non dovrebbe trovarsi nel nostro Paese”
(AI12)
in data 24.8.2006 è stato emesso un ordine di arresto di portata nazionale per i presupposti reati di appropriazione indebita (art. 138 cfr. 1 CP) rispettivamente truffa (art. 146 cpv. 1 CP):
“
per essersi indebitamente appropriato della vettura marca BMW 523i Limousine, targata TI _ (del valore a nuovo di Frs. 65'600.-) e della vettura Peugeot 607 3.0 V6 (del valore a nuovo di Frs. 68'350.-), targata TI _, oggetto di un contratto leasing stipulato, a nome della società S._ SA, con PC 1 il 21.1.2006, rispettivamente con PC 2 il 21.2.2006. Fatti avvenuti a _ ed in altre località, a far tempo dal mese di gennaio 2006”
(AI 14).
3. AC 1
à stato arrestato il 12.4.2007 al buffet della stazione di _ e questo sia per l’ordine di arresto sopra ricordato (AI 14) che per una seconda ricerca emessa dalla Sepem per commutazione in 3 giorni di arresto di una multa di fr. 100.- per contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (AI 32 e PS AC 1 12.4.2007).
L’arresto, confermato dal GIAR in sede di verbale del 13.4.2007 per pericolo di fuga e bisogni dell’istruzione (AI 36), così come la relativa promozione dell’accusa per gli indicati due reati (art. 138 cfr. 1 CP ed art. 146 cfr. 1 CP) sono stati oggetto di ricorsi ex art. 191 cpv. 1 CPP ed art. 100 cpv. 2 CPP dello stesso accusato con scritti del 13.4.2007 (AI 41) e del 14.4.2007 (AI 42) nonché di un terzo ricorso, datato 20.4.2007 del difensore (AI 49), impugnazioni stralciate dai ruoli dalla CRP con decisioni del 6.5.2007 (AI 62) e del 14.5.2007 (AI 63) visto come AC 1, anche a seguito di un’istanza di liberta provvisoria (art. 107 cpv. 1 CPP) del 30.4.2007 del suo patrocinatore (AI 60), è stato scarcerato il 3.5.2007 (AI 61).
4.
Gli atti all’incarto, così come accertati dalla Corte, hanno permesso di evidenziare le seguenti risultanze:
4.1
che per i fatti menzionati da PC 3 nella sua denuncia 23.5.2006 (AI 1), così come poi ripresi nel punto 1.1 dell’AA, anche PC 1, costituitasi parte civile, ha presentato, il 12.10.2006, formale denuncia nei confronti di ignoti per i presupposti reati di cui agli art. 138 cfr. 1 CP ed art. 146 cpv. 1 CP (AI 20):
“
La società S._
_ SA...si è rivolta nel mese di gennaio 2006 al Garage _, e ha stipulato con la denunciante il contratto leasing del 21 gennaio 2006 per la vettura BMW 523i Limousine...Si trattava di una vettura nuova avente un valore di Fr. 65'600.--.
Il contratto di leasing del 21 gennaio 2006 è stato firmato per la prenditrice del leasing dall’amministratrice unica signora PC 3 ...Del pari il formulario ADE e il verbale di consegna del 30 gennaio 2006 sono stati firmati da PC 3. La durata contrattuale era prevista dal 30 gennaio 2006 al 29 gennaio 2010.
Succede ora che la prenditrice del leasing ha pagato unicamente la prima rata di leasing al momento della consegna della vettura e nulla più. Si fa integrale riferimento all’estratto conto al 3 luglio 2006 prodotto quale doc. L.
Vista la grave e immediata mora nei pagamenti, il contratto è stato rescisso e la denunciante ha preteso la restituzione della vettura. Visto che la contraente non provvedeva a restituire il veicolo, la denunciante ha incaricato una società specializzata nel recupero di veicoli per rientrare in possesso del proprio bene.
Tutte le ricerche poste così in essere sono risultate vane. La vettura non è stata ritrovata. Al che, PC 1 si è attivata in sede legale, ottenendo l’emissione da parte della Pretura del decreto esecutivo 7 settembre 2006. S._ SA, nel frattempo in liquidazione poiché priva di organi esecutivi avendo PC 3 rassegnato le dimissioni da amministratrice unica, non ha dato alcun seguito all’ingiunzione pretorile. Anche le richieste dello scrivente legale di riconsegnare la vettura non hanno avuto alcun riscontro, di nessun tipo.
Sembrerebbe, ma sarà compito dell’inchiesta far luce sulle esatte circostanze della sparizione della vettura...che l’ex convivente di PC 3 - tale AC 1, cittadino _ - si sia impossessato della vettura e l’abbia trasferita nel suo paese di origine”
(AI 20).
4.2.
che dalla documentazione S._ SA presso la T._ SA così come trasmessa da S._ al Ministero Pubblico nel novembre 2006 (AI 23) nonché dal verbale d’interrogatorio di quest’ultima del 24.10.2006 (PP 24.10.2006) si evince che:
-- sia stato l’accusato a telefonare alla T._ SA il 19.10.2005 perché voleva costituire una nuova società, da cui il successivo appuntamento per il 7.11.2005, alle ore 14.00 (AI 23), fatto questo confermato anche da PC 3 nel suo verbale d’interrogatorio del 19.6.2006:
“
Ricordo che AC 1 aveva contattato P._ tramite un’inserzione sul giornale
”
(PP PC 3 19.6.2006)
-- che come numeri di riferimento per la costituenda società l’accusato ha lasciato un proprio - e non di altri - collegamento telefonico ed un indirizzo mail a lui riconducibile AI 23, PP AC 1 / S._ 18.6.2006 e PP S. C. 11.7.2007);
-- che il ruolo avuto dall’accusato quale unico referente per la S._ SA presso T._ SA trovasi chiaramente confermato da S._:
“
D: può indicare l'istoriato della costituzione di S._ SA ?
R: preciso che della costituzione della società se ne è occupato mio padre. lo non ho avuto un ruolo attivo, ma siccome collaboravo con mio padre ho accettato di divenire presidente del CdA della società. Preciso che mio padre aveva una fiduciaria (T._ SA) e si occupava anche di costituire società, a titolo fiduciario. Non ricordo come AC 1 sia entrato in contatto con mio padre, ma ricordo di averlo incontrato un paio di volte nel nostro ufficio, prima della costituzione della società. AC 1 era presente anche al momento della costituzione della società, avvenuta presso lo studio legale dell'avv. _ ...
D: chi sono gli azionisti della società?
R: suppongo AC 1, in quanto è stata l’unica persona con la quale abbiamo avuto contatti...
D: dall'atto di costituzione si evince che, in data 12.12.2005, Lei ha sottoscritto 98 azioni di S._ SA. Le azioni sono state emesse fisicamente? Se sì, dove si trovano attualmente?
R: le azioni sono state emesse fisicamente in quanto ricordo di averle firmate, e poi consegnate a mio padre. Siccome noi non le abbiamo, deduco che siano state consegnate, da mio padre, al signor AC 1”
(PP S._ 24.10.2006)
-- che anche la segretaria della T._ SA nel proprio verbale d’interrogatorio del 11.7.2007 ha riconosciuto che era AC 1 l’unico loro interlocutore:
“per quanto ne so io, il signor AC 1 si era rivolto a T._ SA per costituire una società. So che aveva parlato con il signor P._, e che i contatti li teneva lui con quest’ultimo...Ricordo di averlo visto in più occasioni
”
(PP SC._ 11.7.2007)
seppur precisando che in una circostanza si fosse presentato con un’altra persona, della quale però non si è mai saputo il ruolo;
-- che in data 6.12.2005 AC 1 ha versato fr. 1'500.- quale
“
acconto per costituzione società S._ SA
”
(AI 23 e PP AC 1 / S._ 18.6.2006), somma che a dire della PC 3 proveniva da un prestito di fr. 15'000.- da lei acceso il 4.11.2005 presso _ (doc. TPC 14);
-- che in data 21.12.2005 un non meglio identificato A._, di cui meglio si dirà al considerando 4.13 della presente decisione, avrebbe versato € 2'300.- a
“
saldo cessione azioni S._ SA
”
(AI 23, PP AC 1 / S._ 18.6.2006 e PP SC._ 11.7.2007);
-- che il capitale azionario di fr. 100'000.- della S._ SA è stato versato il 6.12.2005 dal fu P._, accompagnato in banca dall’accusato, su un conto della costituenda società presso UBS (AI 13, 18 e 23) per essere interamente ritirato, ad eccezione della somma di fr. 200.- a titolo di spese, da S._ il 22.12.2005 (AI 18 e 23), risultando chiaro dagli atti come né AC 1 né PC 3 fossero in possesso di una tale somma che fu fiduciariamente prestata alla società da P._ giusto il tempo necessario per la sua iscrizione a RdC e successiva dimissione da amministratrice unica della di lui figlia, da cui la conclusione come già a far stato dal 22.12.2005 S._ SA non avesse alcuna liquidità per far fronte ai suoi futuri impegni contrattuali o commerciali. In questo senso vedasi i seguenti passaggi dei verbali d’interrogatorio di PC 3 e di S._:
“
D: con quale capitale è stata costituita la società?
R: penso il signor P._. Né io né AC 1 disponevamo di questo importo”
(PP PC 3 19.6.2006)
“
D: chi ha provveduto a depositare la somma di Frs. 100'000.- presso UBS SA, in data 6.12.2005, per la costituzione della società?
R: ricordo che mio padre si era recato in banca con AC 1 per il deposito dei fondi. lo non ero presente a quel momento, ma ho visto, dalla finestra del mio ufficio, mio padre entrare in banca con AC 1...
D: Lei conferma di avere prelevato la somma di Frs. 99'800.-, in data 22.12.2005, dal conto intestato a S._ SA presso UBS SA ?
R: sì.
D: quale destinazione ha dato a detti fondi?
R: li ho consegnati a mio padre, se non erro nei nostri uffici”
(PP S._ 24.10.2006)
-- che dagli atti della S._ SA presso T._ SA e dalle dichiarazioni di S._ non risulta esser mai stato stipulato alcun contratto di mandato fiduciario tra A._ e S._ SA, tra il primo e T._ SA rispettivamente tra l’accusato e A._ e/o T._ SA. In questo senso vedasi anche la seguente dichiarazione di S._ in sede di verbale di confronto del 18.5.2006 con l’accusato:
“
D: di regola la vostra società stipulava dei contratti fiduciari?
R: sì, ma nel caso in specie non ho trovato nessun contratto fiduciario”
(PP AC 1 / S._ 18.6.2006)
-- che anche la segretaria della T._ SA nel proprio verbale d’interrogatorio del 11.7.2007 ha indirettamente confermato l’inesistenza di un qualsivoglia contratto di mandato fiduciario dopo aver ricordato come:
“
ancora recentemente io e S._ abbiamo cercato nei
nostri incarti se vi fosse copia di detto contratto, ma non l'abbiamo
trovato”
(PP SC._ 11.7.2007)
-- che anche in sede di confronto del 18.6.2006 con AC 1,
S._ ha ribadito le precedenti sue dichiarazioni e meglio che:
“
“
è stato AC 1, che riconosco nella persona qui presente, a rivolgersi alla nostra fiduciaria, e meglio a mio padre, per la costituzione della società S._ SA.
Non ricordo che con lui siano state presenti altre persone negli uffici di T._ SA, neppure in occasione del deposito del capitale sociale in banca.
Il nome A._ non mi dice nulla, anche se figura indicato nella ricevuta di pagamento datata 21.12.2005, sottoscritta da mio padre per il versamento di € 2'300. con la menzione saldo cessione azioni S._ SA...
D: Lei ribadisce di non conoscere nessun A._ ?
R: lo ribadisco.
D: ribadisce anche che, per quanto a Sua conoscenza, i contatti con T._ SA sono stati presi (e tenuti) esclusivamente dal qui presente AC 1?
R: sì. Non posso comunque escludere che mio padre abbia avuto contatti anche con altre persone in relazione alla S._ SA, anche se ne dubito.
D: e conferma pure che quando ha visto Suo padre e il qui presente AC 1 recarsi in banca per depositare il capitale sociale necessario per la costituzione di S._ SA, essi non erano accompagnati da terze persone?
R: lo confermo”
(PP AC 1 / S._ 18.6.2006)
-- che del resto, a ben vedere, è anche lo stesso accusato a
riconoscere di esser stato lui l’unico interlocutore con T._ SA per la costituenda S. _ SA avendo dichiarato di:
“
non aver mai messo in contatto A._ con il fiduciario P._”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007)
4.3.
che in data 26.2.2007 il titolare del Ristorante _ ha querelato AC 1 per il presupposto reato di frode dello scotto (art. 149 CP), fatti avvenuti presso il suo esercizio pubblico nel periodo 13.1.2007 / 9.2.2007, con uno scoperto di fr. 1'360.- (AI 26 e 68).
Indipendentemente dal fatto che questo esposto é stato deciso con decreto di non luogo a procedere penale del 26.11.2007 (doc. TPC 15) è opportuno richiamare la relativa fattura dell’accusato (AI 28 e PS 13.4.2007 AC 1) in quanto sotto la dicitura
“firma del cliente”
trovasi evidenziata una firma che - oltre a non poter che essere stata apposta se non da lui in quanto unico beneficiario della camera - verrà ritrovata, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti e documenti agli atti [AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003), AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _ e formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4].
4.4.
che in relazione al punto 1.1 dell’AA dalla documentazione agli atti si evince che:
-- in data 21.1.2006 è stato sottoscritto tra PC 1 e S._ SA un contratto di leasing portante sull’autovettura BMW 523i Limousine del valore a nuovo di fr. 65'600.- fornita dal Garage _, con dei canoni mensili di fr. 1'069,30 ed un primo effettuato versamento, al 30.1.2006, giorno del ritiro del veicolo, di fr. 6'069,30 (AI 20, PP PC 3 19.6.2006 e doc. TPC 11);
-- che a parte questo iniziale pagamento nessun altro canone leasing è stato soluto (AI 3 e 20 nonché doc. TPC 11);
-- che è sempre stato l’accusato a trattare in prima persona l’acquisto in leasing di questa vettura con il venditore F._, al quale diede come numero di riferimento una delle utenze di cui al punto 1.6 dell’AA anche se a lui si presentò sotto le mentite spoglie di A._ e fermo restando come il 30.1.2006, giorno del ritiro del veicolo, vi era anche la PC 3:
“
Verso gli inizi del mese di gennaio 2006, se ben rammento, si è presentato presso il garage presso il quale lavoro, un cliente interessato all'acquisto di un'autovettura BMW in leasing...
Il cliente, dopo essersi presentato con il nome di A._ mi ha detto di essere interessato all'acquisto di una BMW serie 5 per conto della società S._ SA.
Non rammento se mi aveva precisato il tipo di rapporto che intratteneva con la S._ SA. Ricordo comunque però che, non so se in quella circostanza o successivamente, egli ebbe a dirmi che intratteneva una relazione con l'amministratrice unica della S._ SA, PC 3.
Dopo aver accertato che non avevamo in stock vetture del tipo richiesto dall'A._, ho eseguito una verifica nella rete informatica di vendita BMW, con esito positivo.
Ho quindi comunicato all'A._ di aver reperito un veicolo BMW come da lui richiesto nella Svizzera interna e che ci sarebbe voluto qualche giorno per la fornitura.
A questo punto l'A._, dopo avermi confermato il suo interessamento per questo veicolo, mi ha chiesto informazioni sulla procedura da seguire per acquistare un'auto in leasing...
Da parte mia gli ho comunque fatto notare che per acquistare l'auto in leasing intestandola ad una società sarebbe stata necessaria la presenza dell'amministratore della medesima.
Lui mi ha allora chiesto se io potevo consegnargli i formulari per la richiesta del leasing che lui avrebbe fatto firmare all'amministratore.
lo gli ho detto che come da prassi non potevo consegnargli alcun formulario ma che doveva presentarsi l'amministratore di persona da noi.
A questo momento io ho riservato nel sistema la vettura, dopodichè l'A._ si è congedato da me.
Qualche giorno più tardi, quasi sicuramente in data 18.01.2006, egli si è ripresentato da me accompagnato dall'amministratrice della S._ SA, PC 3, con l'intenzione di perfezionare l'acquisto.
lo, dopo aver richiesto ed ottenuto i documenti di rito (quali la carta d'identità dell'amministratrice, ecc.) ho inoltrato via terminal la richiesta di finanziamento leasing alla PC 1. Unitamente ai documenti di rito ho pure inviato via fax il formulario, sottoscritto dall'interessata, atto a comunicare alla società di leasing i dati personali della signora PC 3 per il riconoscimento solidale del debito da parte della medesima, in quanto la S._ SA era stata costituita da poco più di un mese.
II leasing è stato successivamente accettato ed in data 21.01.2006 la signora PC 3 ha firmato il CONTRATTO DI VENDITA DEL VEICOLO ed i CONTRATTI LEASING.
Il 30.01.2006, la signora PC 3 ha formalmente preso in consegna l'auto....
ho saputo che nella circostanza la signora PC 3 era accompagnata dall'A._.
I verbalizzanti mi mostrano in questo momento la foto di AC 1, 07.04.1958 (DOC.1) e riconosco nel medesimo l'uomo che si è a me presentato con il nome di A._.
Consegno seduta stante copia della seconda pagina dell'estratto del Registro di commercio (DOC.2) concernente la S._ SA sulla quale avevo annotato il nome di A._ indicatomi dal cliente che oggi ho saputo chiamarsi AC 1.
Consegno pure copia della scheda clienti S._ SA (DOC.3) con i due numeri di telefono e l'indirizzo e-mail fornitimi non rammento più da chi esattamente”
(PS F._ 18.4.2007)
che in sede di confronto con l’accusato del 3.5.2007 F._, dopo averlo formalmente riconosciuto come A._, ha confermato le precedenti sue dichiarazioni precisando altresì come
“la prima volta in cui A._ si è presentato da me, il qui presente era solo”
e questo in risposta a quanto asserito da AC 1 e cioè che in
“occasione della mia prima comparizione presso il Garage in cui lavora il testimone, io ero accompagnato dal signor A._”
e che quindi
“deve esserci stato sicuramente un malinteso con il signor F._, nel senso che io non mi sono mai presentato come A._ al suo cospetto”
(PP AC 1 / F._ 3.5.2007)
4.5.
che per i fatti di cui al punto 2 dell’AA, PC 1, costituitasi parte civile, ha presentato il 18.4.2007 un secondo esposto contro ignoti per i presupposti reati di cui agli art. 138 cfr. 1 CP ed art. 146 cpv. 1 CP (AI 46). Dalla sua lettura così come dagli atti di cui all’AI 67 si evince che:
-- in data 22.8.2003 è stato sottoscritto tra PC 1 e S._ Sagl un
contratto di leasing portante sull’autovettura BMW 520i Limousine del valore a nuovo di fr. 63'000.- fornita dal Garage _, con dei canoni mensili di fr. 928,80 ed un primo effettuato versamento, il giorno del ritiro dell’autovettura, di fr. 5'928,90 (AI 46 e 67 nonché doc. TPC 11);
-- che a parte questo iniziale pagamento è stato soluto, il 6.11.2003, solo un altro canone leasing di fr. 928,90 (doc. TPC 19);
-- che la S._ Sagl, costituita il 23.10.2002 ed attualmente non più iscritta a RdC, era una società a garanzia limitata avente per scopo
“l’acquisto, la vendita, l’importazione e l’esportazione di ogni bene mobile in particolare di autoveicoli nuovi e di occasione, l’organizzazione di trasporti di ogni bene mobile, l’amministrazione, la gestione, l’acquisto e vendita di beni immobili, l’intermediazione mobiliare ed immobiliare”
, con un capitale sociale pari a fr. 20'000.- di cui fr. 19'000.- sottoscritti dall’accusato e fr. 1'000.- dalla sua seconda moglie C._, società dove AC 1 figurava come socio e gerente con firma individuale mentre la defunta consorte solo socia senza diritto di firma
(AI 67);
-- che in questo contratto di leasing AC 1 figura anche come assuntore cumulativo del debito leasing (AI 46 e 67) e la firma così apposta sul relativo documento del 25.8.2003 - firma ravvisabile anche sul contratto di vendita del veicolo, sul formulario conferma negativa conformemente alla LCC, sul contratto di leasing, sul verbale di consegna dell’autovettura e sul formulario ADE (AI 46 e 67) - la si ritrova, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti e documenti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _ e formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4];
-- che dalle dichiarazioni del venditore M._ nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 25.4.2007 (AI 67) non può esservi dubbio alcuno sul fatto che sia stato l’accusato ad apporre la propria firma su tutti i contratti sopra ricordati:
“
Verso la metà del mese di agosto 2003, si presentava presso il garage _ un uomo in compagnia di un bambino chiedendomi di fargli un'offerta relatlva all'acquisto in leasing, con intestazione ad una sua società, di un'autovettura BMW 520i che lui aveva già potuto visionare in quanto esposta in sala.
lo gli ho fatto notare che per un acquisto in leasing avrei dovuto fare una richiesta alla banca leasing e che mi necessitava l'estratto del Registro di Commercio.
Il cliente, che identifico nella foto che mi viene mostrata dai verbalizzanti (DOC.1) in AC 1, 07.04.1958, un paio di giorni più tardi, da solo, ha raggiunto il garage consegnandomi l'estratto del Registro di Commercio. A questo momento ho notato che la società si chiamava S._ Sagl e che AC 1 figurava come socio e gerente con firma individuale.
lo ho successivamente inoltrato la richiesta leasing che è stata accettata per cui in data 23.08.2003 ho proceduto alla consegna della vettura, previa immatricolazione.
L'auto è stata presa in consegna dall'AC 1, previa sottoscrizione di tutta la relativa documentazione (ivi compreso il contratto di leasing).
AI momento della presa in consegna AC 1 ha versato l'importo di CHF 5'928,90. Quando ha ritirato l'auto era solo...
ADR: della vettura in oggetto non ho più saputo nulla”
(PS 25.4.2007 M._)
4.6.
che in relazione al punto 1.2 dell’AA dalla documentazione agli atti si evince che:
-- in data 18.2.2006 è stato sottoscritto tra S._ Sagl ed il Garage _ un contratto di vendita per l’autovettura Peugeot 607 Luxe Titane 3.0 del valore a nuovo di fr. 68'530.-;
-- che in data 21.2.2006 è stato concluso tra PC 2 e S._ SA un contratto di leasing per questa autovettura, con dei canoni mensili di fr. 1'233,60 ed un primo effettuato versamento di fr. 5'000.- oltre che il deposito di una cauzione per fr. 2'000.- visto anche come il sollecito di pagamento del 16.5.2006 per un importo di fr. 2'527,20 non possa che riferirsi ai due non pagati canoni dei mesi di marzo e aprile 2006 (AI 3 e doc TPC 17);
-- che predetta autovettura è stata ritirata il 27.2.2006;
-- che a parte l’iniziale pagamento di fr. 5'000.- nessun altro canone leasing è stato soluto (AI 3 e 93, doc. TPC 17);
-- che è sempre stato l’accusato a trattare in prima persona l’acquisto in leasing di questa vettura con il venditore D._, al quale diede come numero di riferimento una delle utenze di cui al punto 1.6 dell’AA anche se a lui si presentò sotto le mentite spoglie di A._ e fermo restando come il 27.2.2006, giorno del ritiro del veicolo, l’automobile fu presa in consegna da una terza persona non meglio identificata che a dire di AC 1 e di PC 3 altri non é che A._, ammesso e non concesso che questo sia effettivamente il suo nome:
“
Verso la fine del mese di gennaio 2006, si è presentato presso il garage un signore interessato all'acquisto di un'auto...
Il cliente, un uomo sui 45 anni, alto 185-190 cm ca., che si esprimeva in buon italiano, dopo essersi presentato a me con il nome di A._, mi disse di essere interessato, su incarico dell'amministratrice della S._ SA all'acquisto di un'autovettura marca PEUGEOT 607.
lo gli ho mostrato un esemplare di colore grigio, del modello da lui richiesto che avevamo in esposizione. Lui, dopo aver guardato l'auto ed aver fatto degli apprezzamenti positivi, si è allontanato dicendo che doveva mostrare i dépliants che gli avevo consegnato alla sua datrice di lavoro, in quanto l'auto era per lei. Tre o quattro giorni più tardi è tornato in garage e mi ha fatto la richiesta di un modello analogo ma di color nero.
La segretaria...gli ha trovato l'auto desiderata immediatamente on-line. In questa circostanza gli ho anche indicato che se voleva riservare l'auto doveva versarmi al più presto un acconto di CHF 3'000.-. Sempre in questa circostanza l'A._ mi ha fornito il seguente numero di telefono cellulare al quale avrei potuto contattarlo per eventuali informazioni.
Si è poi congedato dicendomi che per lui andava bene ma doveva comunque avere ancora la conferma dalla sua datrice di lavoro.
Il giorno seguente è tornato, sempre da solo, e dopo avermi versato l'importo di CHF 3'000.-, io gli ho fatto un'offerta leasing dettagliata. Devo dire che lui mi aveva dimostrato di essere molto ben informato in materia...
Dopo aver esaminato la mia offerta di leasing ed aver saputo che per perfezionare l'acquisto avrebbe dovuto versare altri CHF 4'000.- in contanti al momento del ritiro dell'auto, mi ha detto che era d'accordo. Ha quindi preso in consegna il CONTRATTO DI VENDITA PER VEICOLI NUOVI (DOC.1) in due copie ed il formulario di richiesta di finanziamento dicendo che li avrebbe fatti firmare all'amministratrice della S._ SA, che ancora io non avevo visto.
Il giorno seguente è tornato in garage consegnandomi i documenti menzionati firmati dall'amministratrice, allontanandosi subito. A questo momento io ho inoltrato on-line la domanda formale di leasing. Giunto a metà di questa richiesta il sistema si è bloccato in quanto la società era stata costituita nel dicembre 2005 e quindi non dava sufficienti garanzie, per cui bisognava inserire un secondo garante. lo ho allora telefonato all'A._ spiegandogli che per poter continuare nella richiesta si doveva inserire un membro della società. Lui mi ha fornito i dati dell'amministratrice della S._ SA, signora PC 3 (DOC.2). Sempre in questa circostanza io gli ho pure chiesto un recapito telefonico della società e lui mi ha fornito un numero, che io successivamente ho stabilito essere quello privato della signora PC 3.
A questo punto ho inoltrato una nuova domanda di leasing che è stata accettata. Ho informato in merito telefonicamente l'A._ il quale mi ha detto di informarlo appena arrivava l'auto per venire a ritirarla. Una decina di giorni più tardi l'auto è arrivata ed io ho contattato l'A._ dicendogli che l'auto poteva essere ritirata ma che comunque al momento del suo ritiro era indispensabile la presenza dell'amministratrice.
Un paio di giorni prima di procedere alla consegna l'A._, come a mia richiesta telefonica, si era presentato in garage per ritirare il formulario "codice 178" relativo alla notifica alla S._ SA che l'auto non poteva cambiare detentore sino alla fine del pagamento del leasing.
Il 27.02.2006, previa mia comunicazione telefonica, l'A._ si è presentato in garage unitamente alla signora PC 3 e ad un altro individuo per ritirare la Peugeot.
L'A._ mi ha quindi consegnato i CHF 4'000.- per il leasing e la signora PC 3 ha firmato davanti a me la RICEVUTA DI CONSEGNA CONTRATTO (DOC.3).
A questo punto ho consegnato le chiavi dell'auto all'A._ il quale a sua volta le ha consegnate all'altro uomo che si è poi messo alla guida ed è partito.
L'A._ e la PC 3 si sono poi allontanati a bordo di una BMW E 60 grigia, con la quale erano arrivati e che era sempre stata utilizzata dall'A._ per venire in garage.
ADR: l'individuo che si trovava in compagnia dell'A._ e della PC 3 aveva un'età apparente sui 50-55 anni (più anziano deII'A._), era alto fra i 165-170 cm, era apparentemente di origini nord africane ed aveva conversato con l'A._ in lingua francese.
Non mi era stato presentato per cui io ufficialmente non sapevo per quale ragione fosse presente. Posso comunque precisare che quando io avevo spiegato all'A._ il funzionamento dell'auto questi a sua volta lo aveva spiegato in francese all'altro individuo.
Quando quest'ultimo è partito al volante della Peugeot ho pensato che potesse essere un collaboratore della S._ SA.
Mi viene mostrata in questo momento la foto di AC 1, 07.04.1958 (DOC.4) e riconosco nel medesimo l'uomo che si è da me presentato con il nome di A._.
Faccio notare che nel periodo delle trattative l'interessato aveva i capelli più corti e scuri.
Confermo che AC 1 si era a me presentato con il nome di A._ e che proprio per questa ragione io l'avevo inserito nelle cartelle clienti con questo nome come interlocutore della S._ SA.
Confermo pure di aver visto l'amministratrice della S._ SA PC 3 e l'altro individuo in una sola circostanza al momento del ritiro dell'auto.
Confermo pure di avere sempre ed unicamente contattato l'A._ al numero telefonico da lui fornitomi e che ha sempre risposto soltanto lui.
Confermo inoltre che l'A._ ha sempre raggiunto il garage al volante della BMW E 60 menzionata.
In conclusione posso ancora indicare, che come da prassi, qualche giorno dopo la vendita della Peugeot, ho contattato telefonicamente l'A._ per chiedergli se era tutto a posto e che questi mi ha detto che vi erano un paio di cose da regolare. lo l'ho invitato a passare al nostro centro assistenza. Ho poi saputo dal responsabile del centro assistenza che in data 03.03.2006, un individuo che potrebbe assomigliare all'A._ ...in compagnia di uno o due altri individui, è poi passato al centro assistenza a ritirare la seconda chiave e i tappetini in gomma. Avrebbe dovuto ripassare per cambiare anche una guarnizione in garanzia ma non si è più fatto vedere”
(PS D._ 17.4.2007)
-- che in sede di confronto con l’accusato del 3.5.2007 _, dopo averlo formalmente riconosciuto e salutato come A._ appena entrato nell’ufficio del PP, ha confermato tutte le precedenti sue dichiarazioni sottolineando come i suoi:
“ricordi sono abbastanza nitidi poiché di 607 ne venderemo una o due all’anno
”
(PP AC 1 / D._ 3.5.2007)
4.7.
che in relazione al punto 1.3 dell’AA dalla documentazione agli atti si evince che:
-- la raccomandata contenente la Postcard è stata ritirata il 9.1.2006 e la firma apposta sul relativo foglio di recapito (AI 83) la si ritrova, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti e documenti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003 PC 1, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003 AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _ e formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4)];
-- che per il tramite di questa Postcard in data 13.1.2006, a _, sono stati eseguiti tre distinti prelevamenti per un totale di fr. 1'000.- (AI 78 e doc. TPC 7);
-- che il conto postale della S._ SA è stato chiuso d’ufficio da La Posta Svizzera (di seguito solo La Posta), costituitasi parte civile, in data 28.8.2006 con un saldo in dare di fr. 1'276,15, di cui fr. 1'000.- per i tre prelevamenti a debito del 13.1.2006 e la rimanenza di fr. 276,15 per spese di sollecito, blocco e costi vari (AI 78 e doc. TPC 7)
4.8.
che in relazione al punto 1.4 dell’AA (reato prospettato alle parti, senza loro contestazione, per una durata maggiore e meglio dal 17.1.2006 al 16.8.2006, verbale dibattimentale pag. 2 ed art. 250 CPP) dalla documentazione agli atti si evince che:
-- il formulario di richiesta di una carta MyOne, allestito il 17.1.2006, oltre al timbro della S._ SA, presenta una firma (AI 78 e PP PC 3 19.6.2006) che si ritrova, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti e documenti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _ e formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4)];
-- che sempre su questo formulario (AI 78) è stato dato un recapito natel che è identico a quello che sarà fornito dall’accusato ai venditori del Garage _ (punto 1.1 dell’AA e considerando 4.4 della presente decisione) e Garage _ (punto 1.2 dell’AA e considerando 4.6 della presente decisione);
-- che il richiamo di pagamento del 18.8.2006 di una società di incasso agente per conto della PC 8 fa riferimento ad una fattura del 16.8.2006, scoperta per fr. 1'244,65, da cui una richiesta di pagamento, aumentata per spese ed interessi, di fr. 1'295,15 (AI 78)
4.9.
che in relazione al punto 1.5 dell’AA dalla documentazione agli atti si evince che:
-- le firme apposte il 23.02.2006 sul formulario di adesione per
cliente business PC 4 relativamente al no. _ le si ritrovano, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003), AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard) nonché AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _ e formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 relativamente al no. _)];
-- che chi ha apposto tali firme ha presentato per legittimarsi una
licenza di condurre svizzera risultata essere intestata all’accusato (AI 87 e verbale dibattimentale pag. 3);
-- che per il periodo 10.3.2006 / 31.7.2006 l’ammontare dei
servizi di rete mobile rimasti insoluti è stato di fr. 953,10 (AI 78 e 87)
4.10.
che in relazione al punto 1.6 dell’AA (reato prospettato alle parti, senza loro contestazione, per una durata maggiore e meglio dal 4.1.2006 al 3.7.2006, verbale dibattimentale pag. 2 ed art. 250 CPP) dalla documentazione agli atti si evince che:
-- la firma apposta il 4.1.2006 sul formulario di iscrizione per
clienti commerciali PC 9 relativamente al no. _ (AI 84) la si ritrova, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003), AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 3.3.2006 PC 9 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4)];
-- che la firma apposta il 3.3.2006 sul formulario di iscrizione per
clienti commerciali PC 9 relativamente al no. _ (AI 84) la si ritrova, nelle medesime forme e sembianze, anche in altri contratti agli atti [AI 28 e PS AC 1 13.4.2007 (fattura Ristorante _), AI 46 (contratto di leasing 22.8.2003, verbale di consegna 25.8.2003 e formulario ADE 25.8.2003), AI 67 (assunzione di debito cumulativa 25.8.2003, contratto di vendita 23.8.2003 e formulario conferma negativa conformemente alla LCC 20.8.2003), AI 78 (richiesta di una carta MyOne 17.1.2006), AI 83 (foglio di recapito 9.1.2006 per la raccomandata contenente la Postcard), AI 84 (formulario di iscrizione per clienti commerciali 4.1.2006 PC 9 relativamente al no. _) nonché AI 87 (formulario di adesione per cliente business 23.2.2006 PC 4)];
-- che per i periodi 4.1.2006 / 20.6.2006 per il no. _ e
3.3.2006 / 20.6.2006 per il no. _ l’ammontare dei servizi di rete mobile rimasti insoluti è stato di fr. 8'928,85 (AI 78 e 84), somma che, con l’aggiunta di interessi e spese, è aumentata sino a fr. 9'947,05 (AI 78)
4.11.
che dagli atti all’incarto risulta come l’utenza telefonica no. _ (punto 1.6 dell’AA e considerando 4.10 della presente decisione):
-- è stata indicata dall’accusato ai venditori F._ e D._ come il numero natel dove poteva essere sempre contattato, così come del resto è stato (considerandi 4.4 e 4.6 della presente decisione);
-- che è sempre questo numero ad essere stato indicato, il
17.1.2006, sul formulario di richiesta di una carta MyOne (AI 78, PP PC 3 19.6.2006 e considerando 4.8 della presente decisione);
-- che questa utenza, dalla sua attivazione del 4.1.2006 (AI 84)
sino al 3.3.2006 era collegata ad antenne locali (AI 1) mentre che dal 5.3.2006 sino a perlomeno il 28.4.2006 è stata operativa in roaming dalla _ (AI 1), paese di origine dell’accusato e non di A._ che a dire di AC 1 era:
“cittadino _”
(PS AC 1 13.4.2007)
4.12.
che in relazione ai fatti di cui al punto 1 dell’AA, in data 12.7.2007 AC 1 ha denunciato PC 3 e A._ per il presupposto reato di appropriazione indebita (art. 138 cfr. 1 CP), rispettivamente ha querelato solo PC 3 per diffamazione (art. 173 CP) e calunnia (art. 174 CP e doc. TPC 15). Questo esposto è stato deciso con decreto di non luogo a procedere penale del 26.11.2007 (doc. TPC 15), impugnato successivamente solo per l’ipotesi di reato di cui all’art. 138 CP e dichiarato irricevibile dalla CRP con sentenza del 24.4.2008 (doc. TPC 4)
4.13.
che in relazione al non meglio identificato A._, ammesso e non concesso che sia questo il suo vero nome, la Corte, sulla scorta delle risultanze agli atti, ha comunque accertato che:
-- non essendo stato formalmente presentato né a PC 3 né a D._ non si ha nessuna certezza sulla reale identità della persona che i due, per il tramite di AC 1, hanno incontrato;
-- che dal rapporto di esecuzione della Polizia Cantonale del
11.12.2006 il nominativo di A._ risulta sconosciuto (AI 25);
-- che l’accusato e PC 3 non sono nemmeno concordi sulle
circostanze di tempo e di luogo nonché sui motivi per i quali incontrarono questo personaggio, che solo per praticità, nel prosieguo della presente decisione, si continuerà a chiamare A._:
“
Nel corso del mese di gennaio 2006, se ben rammento, ma comunque già diverso tempo dopo l'acquisto della S._ SA, in occasione di una nostra serata a Como, AC 1 mi ha presentato un uomo dicendomi che era di origini _, che aveva una ditta a Milano e che era il suo socio in affari.
Per l'esattezza AC 1 mi aveva detto che andavamo a Como a cena da questo suo amico che ci aveva invitati.
Non mi indicò il nome di questo suo amico.
Ho poi rivisto quest'uomo in seguito un paio di volte in totale; sempre, se ben rammento, una volta a _, presso la stazione FFS,senza una ragione particolare ed una seconda volta allorché siamo andati a ritirare la PEUGEOT. Per quanto concerne questo secondo incontro fornirò qui di seguito tutti i dettagli:
AC 1 ed io, a bordo della BMW guidata da lui, abbiamo lasciato il mio domicilio, raggiungendo il garage _. Quando siamo qui giunti abbiamo incontrato il socio di AC 1 di cui sopra. Non rammento se si trovava già sul posto o se è sopraggiunto subito dopo di noi.
Questi si è poi messo alla guida della PEUGEOT ed ha raggiunto, presumo come da accordi presi con il AC 1, il bar dell'albergo _, dove in seguito ci siamo portati anche noi con la BMW e dove insieme abbiamo preso un aperitivo.
La PEUGEOT è poi rimasta in possesso di questo individuo. lo non ho comunque fatto alcuna domanda in merito al AC 1 in quanto per me si trattava del suo socio in affari...
Ho sentito per la prima volta il nome di A._ tre mesi più tardi circa dal venditore del garage PEUGEOT, signor D._, al quale mi ero rivolta in quanto AC 1 era scomparso e la società di leasing mi aveva chiesto spiegazioni telefoniche sulle ragioni per le quali non venivano pagati i leasing.
Parlando con il signor D._ ho quindi capito che era stata perpetrata una truffa dall'AC 1, in quanto questi aveva fornito al garage il nome falso di A._ nel contesto delle trattative relative all'acquisto della PEUGEOT per conto della S._ SA, dopodichè non aveva più onorato le rate del leasing e si era reso irreperibile. A questo momento ho deciso di rivolgermi al mio avvocato per inoltrare denuncia al Ministero Pubblico”
(PS PC 3 17.4.2007).
“
PC 3
Voglio contestare di aver mai conosciuto tale A._ quando ero in compagnia di AC 1, in un'occasione, in un bar a Milano.
ADR
che io ho conosciuto un uomo che mi é stato presentato da AC 1 come suo socio, titolare di una ditta a Milano e residente a _.
ADR
che i suoi estremi non mi sono stati indicati, nel senso che egli non mi é stato presentato con il nome e cognome.
A domanda dell'avvocato RC 2, rispondo che questa persona mi é stata presentata (senza però indicarmi nome e cognome) in un'occasione, durante una serata a Como; si trattava di una cena. Ho rivisto questa persona poi in un'altra occasione a _, alla stazione ferroviaria. La medesima persona era presente allorquando ci siamo recati, AC 1 ed io, al Garage presso cui vi era da prendere in consegna la PEUGEOT.
ADR
che in quest'ultima occasione AC 1 e la terza persona hanno parlato in arabo, senza permettermi di capire cosa si dicessero e chi fosse quest'uomo.
“
AC 1
ADR
che la persona a cui si riferisce la signora PC 3, presente alla presa in consegna della PEUGEOT, era A._. Aggiungo che abbiamo sempre parlato in italiano, lingua che padroneggia A._, che vive in Italia. Preciso che questi si é presentato alla signora PC 3 con nome e cognome, come A._. Aggiungo altresì che la signora PC 3 sapeva perfettamente che dietro la S._ SA vi era A._, tant'è che é quest'ultimo ad avere conferito il mandato alla signora PC 3”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007)
-- che né S._ né la segretaria della T._ SA hanno un personale e preciso ricordo di A._, il cui asserito passaggio presso gli uffici della fiduciaria sarebbe attestato solo dalla ricevuta del 21.12.2005 di € 2'300.- a
“saldo cessione azioni S._ SA”
(AI 23, PP AC 1 / S._ 18.6.2006 e PP SC._ 11.7.2007);
-- che in relazione alla contestazione dell’accusato, in sede di
confronto del 26.4.2007, secondo cui
“la signora PC 3 aveva conferito più volte con A._, ella sapeva benissimo quale era la finalità della S._ SA, accettando di assumere il mandato di amministratrice unica della società su precisa richiesta di A._”,
PC 3 ha ribadito di non aver mai ricevuto alcun mandato da A._ e di aver
“avuto unicamente a che fare con AC 1 per quanto attiene alla S._ SA”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007);
-- che seppur avendo agito, sempre a dire dell’accusato, quale
suo intermediario commerciale sia nel contesto della costituzione della S._ SA che per l’acquisto delle due autovetture in leasing (punti 1.1 e 1.2 dell’AA), AC 1 non ha saputo, rispettivamente voluto, fornire alcuna indicazione in merito ad A._:
“
che non so dove abiti; so che abita in Italia”
(PP AC 1 / F._ 3.5.2007)
affinché si potesse procedere ad una sua formale identificazione rispettivamente ad un suo interrogatorio.
5.
In relazione al punto 1 dell’AA l’accusato, in sede d’istruttoria, ha contestato ogni addebito penale, scaricando tutte le responsabilità su PC 3 (con la quale non avrebbe convissuto né era legato sentimentalmente) ed A._ nonché sostenendo di aver agito, sia per la costituzione della S._ SA che per le trattative di acquisto delle due autovetture, come semplice intermediario della società, nella speranza di esservi poi assunto. Ribadendo l’esistenza di un contratto fiduciario tra A._ e la T._ SA dal quale risulterebbe che l’unico responsabile e azionista della S._ SA non era lui ma A._, ha pure contestato di essersi presentato ai venditori F._ e D._ con il nome di A._ e si è pure dichiarato totalmente estraneo ai fatti di cui ai punti da 1.3 a 1.6 dell’AA non essendo sua la firma apposta sui documenti riconducibili a questi eventi (si veda il doc. A PP AC 1 30.10.2007) e non avendo mai usato i tre collegamenti telefonici oggetto di inchiesta, la tessera MyOne e la Postcard.
In tal senso si richiamano i seguenti passaggi dei suoi verbali d’interrogatorio dinanzi al GIAR, in Polizia e presso il Ministero Pubblico, dichiarazioni nella sostanza ribadite e confermate anche in sede dibattimentale:
“
Per quanto concerne la S._ SA io non c’entro nulla. La società è stata costituita dalla signora PC 3, mia conoscente, da S._ e da A._.”
“
Io non ho più visto nessuna delle suddette 3 persone da inizio 2006. Sapevo che loro si interessavano all’acquisto di queste macchine, ma a inizio gennaio 2006 sono partito per la Germania dove sono rimasto fino al dicembre 2006...”
“
Il giudice mi riassume le dichiarazioni di PC 3, le contesto integralmente. E’ stata lei a costituire la società, con A._ io non avevo neppure i soldi (i soldi li ha messi A._).”
“
Le 2 macchine le utilizzava A._ che abita in Italia: io non c’entro nulla.”
“
Io contesto ogni accusa”
(AI 36 GIAR AC 1 13.4.2007).
“
Successivamente l'ho rivista (ndr.: PC 3) qualche volta, comunque raramente.
Nel 2005 ci siamo visti più spesso ed è quindi nata una relazione d'amicizia nel cui contesto io ogni tanto mi recavo presso il suo appartamento, senza comunque mai pernottarvi.
Personalmente posso definire il mio rapporto con la PC 3 di amicizia e non sentimentale. Non ho inoltre mai convissuto con lei”
(PS AC 1 13.4.2007).
“
PC 3:
ADR che confermo quanto da me già dichiarato in sede di interrogatorio 19.06.2006, nel senso di aver avuto una relazione sentimentale con il qui presente AC 1, che riconosco, e di aver convissuto con lui, nel periodo novembre 2005 - febbraio 2006.
AC 1:
ADR che confermo quanto da me già dichiarato in sede di verbale di Polizia del 13.04.2007, e cioè di aver avuto con la qui presente signora PC 3, che riconosco, unicamente un rapporto di amicizia, di non aver mai pernottato presso il suo appartamento e di non aver mai convissuto con lei”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007).
“
Dichiaro subito che io non ho nulla a che fare né con la S._ SA né con le due vetture menzionate.
In merito alla S._ SA sono comunque in grado di precisare quanto segue:
In occasione di una mia trasferta con la PC 3 a Milano, casualmente presso un bar di cui non rammento più il nome, abbiamo fatto la conoscenza del cittadino _ A._. Durante questo incontro, A._ ci disse che era attivo nel campo di import-export di prodotti alimentari e quindi ci disse di avere l'intenzione di estendere la sua attività anche in Svizzera. Per questa ragione era sua intenzione acquisire una società in Ticino.
lo l'ho poi messo in contatto con il nominato P._ dopo aver letto un annuncio pubblicitario che quest'ultimo aveva fatto apparire su un giornale.
La PC 3 in seguito, su richiesta di A._, ha dato la sua disponibilità ad essere amministratrice della società che P._ avrebbe messo a disposizione di A._ ...
Domanda:
Chi ha pagato la S._ SA a P._?
Risposta:
A._ ha pagato la S._ SA a P._. lo non ho eseguito pagamenti per conto suo...
Domanda:
Sono state acquistate dalla S._ SA delle auto? In caso affermativo le chiediamo di indicarci chi ha scelto il tipo di vettura e chi ha condotto le trattative relative all'acquisto ivi compreso il loro ritiro.
Risposta:
Sì, la S._ SA ha acquistato delle auto. Il modello di auto è stato scelto da A._. lo ho solo presentato A._ ai garagisti. Le auto le ha ritirate entrambe A._, anzi per l'esattezza devo dire che la Peugeot è stata ritirata da A._ in presenza mia e di PC 3. La BMW è stata ritirata da PC 3 alla mia presenza.
Domanda:
Ha eseguito operazioni di qualsiasi natura per conto della S._ SA?
Risposta:
Non ho eseguito alcuna operazione di alcun genere Domanda:
Aveva lei procure su conti correnti bancari o postali della S._ SA ? In caso affermativo le chiediamo di spiegarci per quali ragioni le erano state conferite e quali eventuali operazioni ha eseguito.
Risposta:
lo non ho avuto nessun mandato di nessun genere da parte della S._ SA. Di conseguenza non ho mai eseguito alcuna operazione ed in particolare prelevamenti.
Domanda:
Le chiediamo di volerci indicare se la S._ SA ha sottoscritto contratti per utenze telefoniche e se lei ha fatto uso di una o più di queste utenze.
Risposta:
La S._ SA ha avuto delle linee telefoniche. lo non ho fatto uso di queste linee”
(PS AC 1 13.4.2007)
“
PC 3:
ADR che confermo che durante la nostra relazione sentimentale AC 1 mi ha chiesto di costituire una società per i suoi affari, senza tuttavia precisare a quale tipo di affari si riferisse: mi ha tuttavia genericamente indicato che si doveva trattare di un'attività di import/export fra la Svizzera e l'Estero; io ho immaginato che fossero affari anche connessi con il suo Paese d'origine.
Preciso che ho accettato di aiutare AC 1, senza tuttavia rendermi pienamente conto della portata dei negozi giuridici interessati da questa attività e dalla creazione della società.
Riconfermo che né io né AC 1 disponevamo però dei CHF 100'000.- necessari per la costituzione di una società.
ADR che, per tale ragione, AC 1 aveva deciso di rivolgersi a P._, professionista i cui estremi aveva reperito su un annuncio pubblicitario (mi pare fosse un quotidiano).
ADR che, per quanto attiene all'iter di costituzione della S._ SA, mi ricordo che ci siamo presentati P._, la di lui figlia ed io presso il notaio _, per l'atto di costituzione. Preciso che era fisicamente presente pure AC 1.
ADR che, effettivamente, sono poi divenuta in seguito amministratrice unica della società.
AC 1:
ADR che quanto precede viene da me integralmente contestato, come ho già avuto modo di dire in sede di verbale di Polizia Giudiziaria, con tuttavia la seguente eccezione: ero presente con la signora PC 3 agli atti di costituzione della società S._ SA. Preciso che ero in compagnia della signora _, come semplice accompagnatore,
ritenuto come la signora PC 3 agisse unicamente per conto di tale A._, che le aveva concesso tale incarico”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007)
“
PC 3:
ADR che confermo che la Società S._ SA, non è stata, per quanto mi risulta, attiva...
Riconfermo inoltre che, nella sostanza, la società è stata utilizzata da AC 1 per aprire un conto corrente postale, attivare dei collegamenti telefonici cellulari, in uso al signor AC 1, nonché ottenere in leasing dei veicoli, una BMW 523 e la PEUGEOT.
ADR che la PEUGEOT è stata immediatamente consegnata in Garage dalla terza persona che ci accompagnava. Per quanto attiene la BMW 523, questa veniva utilizzata da AC 1 e veniva da lui regolarmente posteggiata dinnanzi a casa mia, almeno sino a quando vi era convivenza tra di noi.
AC 1
:
non ho mai eseguito operazioni di alcun tipo per conto di S._ SA. Né ho mai fatto uso di alcun collegamento telefonico intestato alla Società, né di vetture oggetto di leasing intestate alla Società.
Per quanto attiene alla BMW 523, preciso che questa era regolarmente posteggiata dinnanzi alla casa della signora PC 3.
ADR che io non ne facevo uso, l'autovettura in questione essendo a disposizione della signora PC 3.
ADR che, le poche volte in cui mi sono recato presso la signora PC 3, la macchina era posteggiata dinnanzi a casa sua...
A domanda dell'avvocato DUF 1 rispondo che non ho neppure
aperto né utilizzato il conto corrente postale di cui S._ SA era
titolare; preciso che non sapevo neppure che la società avesse un
conto corrente postale”
(PP AC 1 / PC 3 26.4.2007).
“ADR che, in un'occasione, ero presente nei locali della fiduciaria di P._ ed ho assistito alla consegna, da parte di A._, di un anticipo per la costituzione della società.
ADR che, per quanto attiene alla presenza del mio nome sulla ricevuta (cfra AI 23) riguardante i CHF 1'500.- preciso che ci erano stati chiesti i nostri estremi, che avevamo dato, ragion per cui il mio nome sulla ricevuta é probabilmente da ricondurre a ciò. Preciso di non aver mai visto questa ricevuta prima di oggi.
ADR che ho lasciato alla fiduciaria di P._ anche il mio numero di cellulare ed il mio indirizzo e-mail poiché ci era stato chiesto, ad A._ ed a me, di indicare i nostri recapiti, ciò anche a seguito del fatto che A._ risiede in Italia e che, per eventualità varie, P._ avrebbe potuto fare capo a me come contatto.
ADR che mi sarò recato presso la Fiduciaria di P._ in un paio di occasioni.
ADR che, per quanto riguarda il deposito del capitale sociale della S._ SA, preciso che A._ ed io abbiamo accompagnato P._ in banca per il deposito sul conto della società.
ADR che nego assolutamente di essermi presentato ai venditori della BMW523 e della PEUGEOT con il nome di A._.
ADR che, per quanto attiene all'utenza _, preciso che tale numero non mi dice nulla”
(PP AC 1 26.4.2007).
“
ADR che non so che fine abbiano fatto la BMW523 e la PEUGEOT. lo non le ho prese in consegna né le ho date a terzi.
ADR che non so che cosa ne abbia fatto delle auto A._ ...
ADR che non ho utilizzato i collegamenti cellulari...che sarebbero stati intestati a S._ SA. So che A._ disponeva di questi numeri, cosa che mi é stata detta dalla signora PC 3...
Ribadisco di non aver mai utilizzato le utenze cellulari intestate alla S._ SA...
ADR che io non ho mai utilizzato alcuna carta MyOne intestata alla S._ SA né ho mai fatto richiesta di tale carta...
ADR che non so nulla dei prelievi effettuati sul conto postale della Società”
(PP AC 1 26.4.2007).
“
Per quanto attiene invece alle due vetture a nome S._ SA, contesto di averle ordinate e ritirate io, così come di averne fatto uso. Le vetture sono state ordinate e ritirate dalla PC 3 e dall'A._ ...
Non ho né ordinato, né fatto uso della tessera MyOne intestata alla società. Lo stesso dicasi per i collegamenti telefonici. Non li ho richiesti io, né ho mai fatto uso degli stessi.
D: sa chi può avere fatto uso degli stessi?
R: non lo so. Ribadisco di non avere costituito io la società S._ SA”
(PP AC 1 30.10.2007).
In merito al punto 2 dell’AA l’accusato non contesta i fatti anche se, durante il dibattimento, ha voluto ribadire di non aver firmato alcun contratto o altro documento il giorno del ritiro dell’autovettura presso il Garage _. Per il resto ha riaffermato la sua convinzione che la defunta moglie avesse pagato tutti i canoni leasing quando, in _, consegnò suddetto veicolo ad, almeno per la Corte, degli ignoti prestasoldi, il tutto per una somma che neppure in aula ha voluto svelare.
In quest’ottica si richiamano i seguenti passaggi dei suoi verbali d’interrogatorio al Ministero Pubblico, dichiarazioni nella sostanza ribadite anche in sede processuale:
“
che ho preso effettivamente in consegna tale BMW 520, allorquando ero socio gerente di S._ Sagl. Per questa macchina era stato pagato un acconto iniziale. Mia moglie, C._, ora deceduta, mi aveva assicurato che avrebbe provveduto lei al saldo delle pretese della BMW.
Il PP mi chiede che fine abbia fatto la BMW 520.
Rispondo che é stata da me portata in _.
ADR che non so chi ne faccia uso attualmente.
ADR che, siccome l'autovettura era ferma in _, io l'ho prestata ad un amico.
Il PP mi chiede perché, al momento del mio rientro in Svizzera, io non abbia riportato con me la BMW 520.
Dopo sollecitazione da parte del PP, preciso che allorquando ero in _ io mi sono trovato in ristrettezze finanziarie ed ho allora prestato la BMW 520 a quei signori che mi avevano fatto il prestito.
Ribadisco che mia moglie mi aveva assicurato che ci avrebbe pensato lei al saldo delle rate restanti per la BMW 520.
ADR che, prima di disporre dell'auto consegnandola ai signori che mi hanno dato un prestito in _, io mi sono assicurato presso la mia defunta moglie che avesse pagato tutte le rate...”
ADR che, come già riferito, ho portato la BMW520 da me presa in consegna in _ e l'ho lasciata come controprestazione per un prestito a me concesso...
Rispondo che quando io ho consegnato la BMW520 ai signori che mi hanno prestato i soldi ho dato loro tutto quanto (auto, chiavi e targhe).
Con riferimento alla BMW520, preciso che l’ho portata con me in _ per il semplice motivo che io mi sono trasferito in _ per viverci nel periodo marzo 2003 - dicembre 2004. Ogni tanto tornavo tuttavia in Svizzera”
(PP AC 1 26.4.2007).
“
Il PP mi chiede a quanto ammontasse il prestito che mi é stato concesso in _ relativamente alla BMW 520.
ADR che non mi ricordo la cifra esatta. Si trattava di una cifra consistente. Siccome sono passati tanti anni non sono in grado ora di indicare la cifra esatta. Aggiungo che io sono stato costretto a consegnare a questa persona (di cui indicherò gli estremi) l'auto poiché aveva minacciato di contattare le autorità di frontiera tunisine per bloccare il mio rientro in Svizzera.
ADR che non ho fatto denuncia”
(PP AC 1 / F._ 3.5.2007).
“
La prima vettura, a nome S._ Sagl, è stata ordinata e presa in consegna da me e dalla mia defunta moglie (C._). Come detto nei miei precedenti verbali, io e mia moglie ci eravamo recati in _ con detta vettura ma non con l'intenzione di disporne. Arrivati in _ i miei creditori mi hanno sottratto la vettura.
D: ha sporto denuncia penale per questa asserita sottrazione?
R: no.
D: perché?
R: perché avevo un debito con queste persone, le quali mi avevano assicurato che mi avrebbero restituito la vettura una volta saldato il debito.
D: e ha mai saldato il debito?
R: no.
D: e a quanto ammontava detto debito?
R: non ricordo esattamente. Era elevato, ma comunque inferiore al valore della vettura”
(PP AC 1 30.10.2007).
6.
Come già preannunciato anche in sede dibattimentale AC 1 ha continuato a mantenere la sua posizione negatoria (verbale dibattimentale pag. 4) ed anzi in qualche modo l’ha rincarata arrivando a dire di non aver apposto lui la firma sull’AI 28 (verbale dibattimentale pag. 2 e considerando 4.3 della presente decisione) o che non è stato lui a sottoscrivere il contratto di abbonamento telefonico con la PC 4 (verbale dibattimentale pag. 3 e considerando 4.9 della presente decisione). Ha inoltre precisato, in relazione al punto 1.2 dell’AA, di non aver
“pagato alcuna rata per l’autovettura Peugeot né gli risulta che altri l’abbiano fatto”
(verbale dibattimentale pag. 2).
7.
In relazione alle firme sui vari contratti e documenti agli atti l’accusato, dopo che in sede di verbale d’interrogatorio del 30.10.2007 gliene ne è stata contestata la paternità, ha riaffermato che non sono sue facendo egli uso di un’altra sigla:
“
dopo avere visionato dette firme dichiaro che non corrispondono alle mie firme autentiche, neppure quelle apposte in calce alla documentazione relativa alla vettura BMW acquistata in leasing a nome della S._ Sagl. Escludo di avere firmato io detti documenti...
Le osservo che Le sue dichiarazioni sono assolutamente non credibili. Chi, se non Lei, avrebbe potuto firmare, con la medesima firma, sia i documenti a nome di S._ Sagl sia quelli a nome di S._ SA?
R: non lo so.
D: chi avrebbe potuto firmare i documenti della S._ Sagl se non Lei o la signora C._ ora defunta?
R: non lo so.
D: chi gestiva/amministrava la S._ Sagl?
R: io e la mia defunta moglie. Non so però se la mia defunta moglie abbia conferito procura a terzi e quindi se detti documenti possano essere stati firmati da terzi. Ribadisco che la mia firma autentica e la mia sigla sono quelle da me apposte sul post-it che allego al presente verbale quale doc. A, che non corrispondono assolutamente a quelle che mi vengono contestate”
(PP AC 1 30.10.2007).
In merito la Corte è invece giunta all’inossidabile convincimento che tutte le firme sui contratti e documenti di cui sopra siano state apposte da AC 1 e ciò indipendentemente dall’inconsistente suo tentativo, nell’ultimo verbale dinanzi al PP, di sostenere di aver sempre avuto un'altra sigla, del cui uso ed utilizzo però, in altri contesti e circostanze oltre a quello del 30.10.2007, non ha mai portato la benché minima prova.
Inversamente per le firme sui contratti e documenti di cui al punto 2 dell’AA l’assoluta conferma che sia stato lui ad apporle l’abbiamo dalla chiara testimonianza del venditore M._:
“
in data 23.08.2003 ho proceduto alla consegna della vettura, previa immatricolazione.
L’auto è stata presa in consegna da AC 1, previa sottoscrizione di tutta la relativa documentazione (ivi compreso il contratto di leasing)”
(PS 25.4.2007 M._)
potendo altresì pacificamente escludere che le firme su questi documenti siano quelle della defunta moglie, deceduta nel maggio 2005 (considerando 1 della presente decisione) anche perché, se così fosse stato, sarebbe impossibile ritrovarle negli altri atti e documenti del 2006. Del resto nella S._ Sagl C._ non aveva diritto di firma (AI 67) e quindi mal si vede come avrebbe potuto conferire procura a terzi (PP AC 1 30.10.2007) come ad esempio, ma a puro titolo ipotetico, allo stesso A._ se si volesse parimenti sostenere come le firme sui documenti del 2006 siano le sue visto che per i fatti del 2003 quest’ultimo nulla c’entra.
Pacifico è altresì il riconoscimento della firma dell’accusato sull’AI 28 (fattura Ristorante _) tanto da far apparire come francamente irrispettosa la sua risposta in sede dibattimentale a pag. 2. Infatti chi altri se non lui può averla apposta visto come solo lui ha beneficiato della camera di questo albergo, fatto questo del resto mai contestato?
“
Da parte mia confermo di non aver pagato la fattura in oggetto. Rammento di aver versato una volta CHF 50.- e una volta CHF 100.- ma riconosco comunque di essere debitore nei confronti dell’Aris-Bar di un importo di CHF 1'360.- come da fattura che mi è stata sottoposta in visione
(DOC.1)”
(PS AC 1 13.4.2007).
E chi altri se non lui, il 23.2.2006, poteva legittimarsi con la propria licenza di condurre al momento della sottoscrizione del formulario di adesione per cliente business PC 4 (AI 87 e considerando 4.9 della presente decisione)?
Rispondere come fatto dall’accusato nel verbale dibattimentale a pag. 3 è troppo semplice e di nessuna valenza se dall’altra parte non si spiega, così come non è avvenuto, come mai e soprattutto chi era in possesso della sua licenza di condurre.
Data per così riconosciuta la chiara ed irrefragabile paternità di AC 1 per queste otto firme, la stessa conclusione non può che valere anche per le restanti quattro del 2006 essendo tra loro simili se non identiche.
8.
Giusta l’art. 146 cpv. 1 CP si rende colpevole di truffa ed è punito con una pena detentiva sino
a cinque anni o con una pena pecuniaria chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio od altrui.
Il reato presuppone un inganno astuto. L’astuzia é ammessa se l’autore ordisce un tessuto di menzogne o mette in atto particolari manovre fraudolente od artifici (DTF 128 IV 18) oppure rilascia false indicazioni la cui verifica è impossibile, difficile o non ragionevolmente esigibile dalla controparte o impedisce alla stessa di verificare o prevede che questa vi rinuncerà in virtù di un rapporto di fiducia particolare (DTF 133 IV 256, 128 IV 18, 126 IV 165 e 125 IV 124). Il tessuto di menzogne e quindi l’inganno astuto non risulta senz’altro dal cumulo di più menzogne. Esso è dato soltanto se le menzogne sono l’espressione di una scaltrezza particolare e concordano tra di loro in modo così sottile che anche una vittima dotata di spirito critico si sarebbe lasciata ingannare. Se ciò non è il caso l’astuzia è esclusa quanto meno laddove la situazione illustrata dall’agente nel suo insieme, sia le singole affermazioni fallaci, avrebbero dovuto ragionevolmente essere verificate e la scoperta di una sola menzogna avrebbe svelato tutto l’inganno (DTF 126 IV 165, 122 IV 197 e 119 IV 28).
Qualora sussista un tessuto di menzogne o di stratagemmi fraudolenti particolarmente raffinati è superfluo esaminarne la verificabilità (DTF 122 IV 197). Il diritto penale non protegge invece chi poteva evitare l’inganno con un minimo di attenzione (DTF 133 IV 256, 128 IV 18, 126 IV 165 e non pubblicate 6B.409/2007 del 9.10.2007 nonché 6S.417/2005 del 24.3.2006) anche se vi è da precisare che il principio secondo cui la corresponsabilità della vittima può portare alla negazione dell’inganno astuto e quindi all’impunità dell’autore non deve essere ammessa con leggerezza ma soltanto nei casi in cui alla stessa vittima può essere fatto carico di aver disatteso, nelle concrete circostanze in cui si è verificata la fattispecie e tenuto conto del suo grado di preparazione, le più elementari misure di prudenza. In altre parole se, da una parte, non è necessario né determinante che la vittima, alfine di evitare l’errore, abbia usato la massima diligenza ed assunto tutte le misure di prudenza che si imponevano, dall’altra parte l’astuzia è esclusa se la vittima non ha osservato le misure fondamentali di prudenza (ARZT, Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2007, art. 146 no. 10 segg., DONATSCH, Strafrecht III, Schulthess, Zurigo, 2008, § 18, pag. 194 segg., CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Vol. I, Stämpfli, Berna, 2002, art. 146, no. 16 segg., DTF 128 IV 18, 126 IV 165, 119 IV 28 e non pubblicate 6S.18/2007 del 2.3.2007 nonché 6S.168/2006 del 6.11.2006). L’attitudine sconsiderata della vittima, il suo essere poco accorta, inesperta, credulona od anche solo motivata dal desiderio di guadagno può essere d’ostacolo al riconoscimento dell’inganno astuto soltanto nel caso in cui la stessa non si trovi in una condizione d’inferiorità rispetto all’autore. Non in ogni caso la dabbenaggine della vittima comporta perciò l’automatica assoluzione dell’autore. Decisiva è la situazione concreta, segnatamente l’esigenza di protezione della vittima, nella misura in cui l’autore la conosce e la sfrutta a suo favore (DTF non pubblicata 6S.168/2006 del 6.11.2006).
Oltre al presupposto oggettivo dell’inganno astuto il reato presuppone un errore da parte del truffato (ARZT, op. cit., art. 146, no. 72 segg., DONATSCH, op. cit., § 18, pag. 207 segg. e CORBOZ, op.cit., Vol. I, art. 146, no. 24 segg.), una disposizione patrimoniale conseguente all’errore (ARZT, op. cit., art. 146, no. 77 segg., DONATSCH, op. cit., § 18, pag. 208 segg. e CORBOZ, op.cit., Vol. I, art. 146, no. 27 segg.), un danno patrimoniale (ARZT, op. cit., art. 146, no. 86 segg., DONATSCH, op. cit., § 18, pag. 212 segg. e CORBOZ, op.cit., Vol. I, art. 146, no. 32 segg.), un nesso causale tra la disposizione patrimoniale e il danno (TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo, 2008, art. 146, no. 29 e CORBOZ, op.cit., Vol. I, art. 146, no. 38) nonché l’arricchimento dell’autore.
Per quel che concerne l’aspetto soggettivo l’autore deve consapevolmente e volontariamente ingannare la vittima allo scopo di conseguire un illecito profitto e tale sua intenzione deve estendersi anche alla realizzazione del nesso di causalità. Il dolo eventuale è comunque sufficiente (ARZT, op. cit., art. 146, no. 118 segg., DONATSCH, op. cit., § 18, pag. 217 segg., TRECHSEL, op. cit., art. 146, no. 31 e CORBOZ, op. cit., Vol. I, art. 146, no. 39 segg.).
9.
Costituire una società consapevole sin dall’inizio della sua operatività che sarebbe stata priva di capitale sociale (considerando 4.2 della presente decisione), presentarsi ai venditori F._ e D._ sotto il falso nome di A._ (considerandi 4.4 e 4.6 della presente decisione) per ulteriormente confondere e per così scaricare in futuro tutte le responsabilità su questo non meglio identificato personaggio e sulla PC 3, sfruttare la buona fede, l’inesperienza negli affari e l’affetto di PC 3 per farle sottoscrivere i due contratti di leasing di cui ai punti 1.1 e 1.2 della AA con relativa sua assunzione di un importante debito (considerando 2 della presente decisione), utilizzare S._ SA, società economicamente vuota, per concludere i sette contratti di cui al punto 1 dell’AA ben sapendo come non vi sarebbero mai stati né i soldi né tanto meno la volontà di rispettare gli impegni da lui stesso assunti, configura un chiaro inganno astuto a danno di PC 3, PC 1, PC 2, PC 7, PC 8, PC 4 e PC 9 e realizza così, in diritto, l’ipotesi di truffa di cui all’art. 146 cpv. 1 CP con conseguente negazione della prospettata variante, limitatamente ai punti 1.1 e 1.2 dell’AA, del reato di appropriazione indebita ai sensi dell’art. 138 cfr. 1 CP (TRECHSEL, op. cit, art. 146, no. 41, CORBOZ, op. cit., Vol I, art. 146, no. 51, DTF 111 IV 130 e verbale dibattimentale pag. 2).
Quanto sopra espresso è per la Corte l’unica e sola conclusione che emerge insindacabile dalle tavole processuali.
E’ infatti stato AC 1 ad aver voluto e fatto creare S._ SA (il cui nome del resto richiama facilmente la precedente S._ Sagl) per asserite, almeno per PC 3, sue attività nel commercio di autovetture, è ancora lui che agli occhi dei responsabili di T._ SA è sempre stato l’unico referente e la persona di contatto, così come è sempre stato lui a trattare l’acquisto dei due autoveicoli con F._ e D._, ad utilizzare il BMW 523i Limousine e a consegnare il Peugeot 607 Luxe Titane 3.0 al non meglio identificato A._ così come è sempre stato lui a ritirare la Postcard (considerando 4.7 della presente decisione), a sottoscrivere tutti i contratti di cui ai punti 1.4, 1.5 e 1.6 dell’AA (considerandi 4.8, 4.9 e 4.10 della presente decisione) oltre che ad usare le tre utenze telefoniche ma in particolare lo _ (considerando 4.11 della presente decisione) e lo _ (AI 1).
La presenza del nome di A._ sulla ricevuta del 21.12.2005 di € 2'300.- della T._ SA (considerando 4.2 della presente decisione) non modifica assolutamente questo stato di cose in quanto alla T._ SA nessuno ha mai avuto il piacere di personalmente conoscere questo ignoto personaggio così come non è mai esistito, se non nel mai provato dire dell’accusato, alcun contratto fiduciario tra la fiduciaria ed A._, rispettivamente tra quest’ultimo e AC 1. E del resto se ci si presenta a due venditori di automobili con un falso nome a maggior ragione si può farsi rilasciare una ricevuta a nome di un terzo se il tutto mira a voler confondere allo scopo di successivamente scaricare le proprie responsabilità penali su altri, segnatamente su PC 3 e l’ignoto A._.
L’inganno astuto ed il castello di menzogne fatto credere a PC 3 sul fatto di essere un serio commerciante nella vendita di autovetture di occasione, rispettivamente per i venditori F._ e D._ sul fatto che S._ SA fosse una società seria e non una scatola vuota senza neanche un franco in cassa, così come anche per le altre parti civili e lese con cui ha sottoscritto i vari contratti di fornitura di servizi di cui al punto 1 dell’AA, è sempre e solo stata opera dell’accusato e di nessun altro.
A mente della Corte e sulla scorta di quanto accertato è stato solo AC 1, sia da solo ed al massimo in combutta con l’ignoto personaggio - indipendentemente da come possa chiamarsi - che ritirò la Peugeot 607 Luxe Titane 3.0, che ha turlupinando PC 3 e tutti i partners commerciali di S._ SA di cui ai punti da 1.1 a 1.6 dell’AA, approfittando della copertura che gli veniva data da questa ragione sociale per così impossessarsi delle autovetture BMW 523i Limousine e Peugeot 607 Luxe Titane 3.0, facendole in seguito sparire chissà dove senza che venissero pagati altri canoni leasing, prelevando il 13.1.2006 Fr. 1'000.- dal conto S._ SA ritenuto come nessun altro a parte lui ha avuto in mano questa tessera, acquistando varia merce grazie alla carta MyOne da lui stesso sottoscritta (considerando 4.8 della presente decisione) e telefonando gratuitamente per svariati mesi grazie a tre differenti utenze (considerandi 4.9, 4.10 e 4.11 della presente decisione), che nessun altro, se non lui, ha usato.
Con tale agire AC 1 si è così procacciato un indebito profitto di fr 133'187,30 così composto:
-- fr. 59'530,70 a danno della PC 1 (punto 1.1 dell’AA) pari al
valore a nuovo dell’autovettura BMW 523i Limousine (fr. 65'600.-) meno fr. 6'069,30 pagati il 30.1.2006, giorno del suo ritiro (AI 3 e 20, doc. TPC 11 e considerando 4.4 della presente decisione);
-- fr. 61'530.- a danno della PC 2 (punto 1.2 dell’AA) pari al valore a nuovo dell’autovettura Peugeot 607 Luxe Titane 3.0 (fr. 68'530.-) meno fr. 7'000.- pagati il 27.2.2006, giorno del suo ritiro (AI 3 e 93, doc. TPC 17 e considerando 4.6 della presente decisione);
-- fr. 1'000.- a danno della PC 7 (punto 1.3 dell’AA) pari ai tre prelevamenti del 13.1.2006 per il tramite della Postcard (AI 78, doc. TPC 7 e considerando 4.7 della presente decisione);
-- fr. 1'244,65 a danno della PC 8 (punto 1.4 dell’AA) pari al valore della fattura del 16.8.2006 agli atti (AI 78 e considerando 4.8 della presente decisione);
-- fr. 953,10 a danno della PC 4 (punto 1.5 dell’AA) pari all’ammontare non pagato dei servizi di rete mobile di cui ha beneficiato o fatto beneficiare (AI 78 e 87 nonché considerando 4.9 della presente decisione);
-- fr. 8'928,85 a danno della PC 9 (punto 1.6 dell’AA) pari all’ammontare non pagato dei servizi di rete mobile dei due collegamenti di cui ha beneficiato o fatto beneficiare (AI 78 e 84 nonché considerando 4.10 della presente decisione).
10.
Conformemente all’art. 138 cfr. 1 CP chi per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto si appropria una cosa mobile altrui che gli è stata affidata rispettivamente indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.
Secondo consolidata dottrina e giurisprudenza una cosa è
ritenuta
affidata ai sensi di legge allorquando viene consegnata
all’autore o lasciata in suo possesso nell’interesse di un terzo per custodirla, amministrarla, consegnarla o alienarla secondo le istruzioni ricevute che possono essere tacite od espresse (DTF 120 IV 276, 117 IV 256, 118 IV 32, 106 IV 257 e 101 IV 33). La cosa affidata può essere materialmente consegnata all’autore sia dalla vittima che da un terzo per conto della vittima.
Per determinare se dei valori patrimoniali sono affidati occorre analizzare la volontà delle parti secondo le regole della buona fede e alla luce degli usi particolari vigenti nel ramo considerato (DTF 106 IV 257).
Affinché siano dati i presupposti oggettivi del reato occorre quindi che l’autore abbia violato il rapporto di fiducia venutosi a creare con la vittima, disponendo senza il consenso dell’avente diritto ed in urto con le istruzioni ricevute di beni o valori patrimonilai altrui per procacciare a sè o ad altri un indebito profitto (
NIGGLI/RIEDO
, Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2007, art. 138, no. 9 segg., DONATSCH, op. cit., § 7, pag. 108 segg., TRECHSEL, op. cit., art. 138, no. 1 segg. e CORBOZ, op. cit., Vol. I, art. 138, no. 2 segg.)
.
Il reato è realizzato soltanto qualora l’autore abbia commesso un atto di disposizione effettivo sul bene altrui, ad esempio vendendolo o donandolo. Di conseguenza è l’impossibilità materiale di restituire la cosa mobile che determina la sua punibilità per aver disposto in modo illecito, duraturo e definitivo del bene affidatogli (DTF 118 IV 148).
Quo all’aspetto soggettivo trattasi di un reato intenzionale (art. 12 cpv. 2 CP) che presuppone la volontà e la consapevolezza dell’autore di appropriarsi di un bene altrui allo scopo di realizzare un indebito profitto (
NIGGLI/RIEDO
, op. cit., art. 138, no. 105 segg., DONATSCH, op. cit., § 7, pag. 114, 119 e 131, TRECHSEL, op. cit., art. 138, no. 18 segg. nonché CORBOZ, op. cit., Vol. I, art. 138, no. 9 segg. e no. 24 segg.
). Tale intenzione si realizza anche in caso di dolo eventuale (DTF 118 IV 32 e 105 IV 29).
11.
In relazione ai fatti di cui al punto 2 dell’AA non devono essere spese molte parole per constatare l’adempimento dei presupposti di legge propri all’art. 138 cfr. 1 CPS.
Da un punto di vista oggettivo (considerandi 4.5 e 7 della presente decisione) e già solo partendo dalle stesse dichiarazioni dell’accusato (considerando 5 della presente decisione ed indipendentemente dal fatto che la Corte abbia molti seri dubbi sulla reale esistenza di questi asseriti prestasoldi) appare manifesto l’avvenuto suo illecito atto di disposizione sull’autovettura in questione in urto e contro il consenso dell’avente diritto.
Anche soggettivamente i presupposti di legge appaiono dati anche perché la sola giustificazione avanzata da AC 1 a sua difesa:
“
ADR che, prima di disporre dell’auto consegnandola ai signori che mi
hanno dato un prestito in _, io mi sono assicurato presso la mia defunta moglie che avesse pagato tutte le rate”
(PP AC 1 26.4.2007)
si è sciolta come neve al sole a fronte delle risultanze del doc. TPC 19.
Il suo indebito profitto, rispettivamente il danno occasionato alla PC 1, ammonta a Fr. 56'142,20 pari al valore a nuovo dell’autovettura (fr. 63'000.-) meno i canoni leasing pagati (fr. 5'928,90 + fr. 928,90, AI 46 e 67, doc. TPC 11 e 19 nonché considerando 4.5 della presente decisione).
12.
Il principio della commisurazione della pena è sancito dall’art. 47 cpv. 1 CP secondo cui il giudice commisura la pena
alla colpa dell’autore, tenuto conto della sua vita anteriore, delle sue condizioni personali e dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
L'art. 47 cpv. 2 CP determina la colpa secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne ed inoltre secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
La norma riprende sostanzialmente la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (
STRATENWERTH/WOHLERS
, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, Stämpfli, Berna, 2007, art. 47 no. 1 segg.) a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche ed il comportamento tenuto dopo il reato quali la collaborazione, il pentimento o la volontà di emendamento (DTF 129 IV 6, 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288).
Vanno inoltre considerati, sempre secondo la citata giurisprudenza, la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all'espiazione della pena per rapporto allo stato di salute, all'età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale ed ai rischi di recidiva (DTF 102 IV 231 e sentenze del TF non pubblicate 6B.14/2007 del 17.4.2007, 6P.152/2005 del 15.2.2006 nonché 6S.163/2005 del 26.10.2005
).
In tutto questo insieme di circostanze il TF ha più volte detto che esigenze di prevenzione generale svolgono solo un ruolo di secondo ordine (DTF 118 IV 342). Per il resto va rilevato che il principio della parità di trattamento assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP, che ha la stessa portata del previgente art. 63 vCP, diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza. Il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 124 IV 44, 123 IV 150 e 116 IV 292).
13.
Per l’art 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di sei mesi a due anni se una pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti. Se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è stato condannato a una pena detentiva di almeno sei mesi, con o senza condizionale, o a una pena pecuniaria di almeno 180 aliquote giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli (art. 42 cpv. 2 CP). La concessione della sospensione condizionale può essere rifiutata anche perché l’autore ha omesso di riparare il danno contrariamente a quanto si poteva ragionevolmente pretendere da lui (art. 42 cpv. 3 CP). Oltre alla pena condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una pena pecuniaria senza condizionale oppure una multa ai sensi dell’art. 106 CP (art. 42 cpv. 4 CP).
Mentre il vecchio diritto (art. 41 cfr. 1 cpv. 1 vCP) richiedeva una prognosi favorevole sulla presumibile futura condotta dell’imputato, secondo il nuovo diritto è determinante la mancanza di prognosi sfavorevole (KUHN, La nouvelle partie générale du Code pénal suisse, Le sursis et le sursis partiel, in CGS, Berna, 2006, pag. 220). In questo modo, riservati i casi previsti dall’art. 42 cpv. 2 e 3 CP, si è voluto tenere conto dell’orientamento giurisprudenziale che, constatata l’impossibilità di fare previsioni positive più o meno sicure sul presumibile comportamento futuro del condannato come previsto dall’art. 41 cfr. 1 cpv. 1 vCP, ha ammesso la prognosi favorevole in assenza di indizi concreti che, valutati nel loro complesso, vi si opponessero, come ad esempio il pericolo di recidiva. Al riguardo l’art. 42 cpv. 1 CP richiede una sorta di doppio pronostico: la previsione sul comportamento futuro del condannato in caso di sospensione condizionale della pena come pure la previsione sul suo comportamento futuro in caso di espiazione della pena, ritenuto che, a quest’ultimo riguardo, il giudice ordinerà l’esecuzione della pena soltanto nel caso in cui ci si deve indubbiamente attendere che l’autore non si farà condizionare in alcun modo positivamente dall’effettiva esecuzione della sanzione
(STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 42, no. 9).
In forza all’art. 43 cpv. 1 CP il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di uno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore. La parte da eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP). In caso di sospensione parziale dell'esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi. Le norme sulla concessione della liberazione condizionale (art. 86 CP) non sono applicabili alla parte di pena da eseguire (art. 43 cpv. 3 CP).
Secondo giurisprudenza prima di determinarsi sull'incidenza della colpa nella determinazione della parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro l'autore non si possa formulare una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta ex art. 42 cpv. 1 CP. L'art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale parziale della pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa dell'autore e non può perciò essere usato per formulare prognosi poco chiare (CCRP 31.03.2008 in re K., 14.11.2007 in re Z e 03.08.2007 in re D.). In altre parole e detto ancor più semplicemente
il primo presupposto per la concessione di una condizionale parziale è costituito dall'assenza di prognosi negativa.
14.
E’ innegabile come la colpa di AC 1 sia oggettivamente grave e questo non solo sotto l’aspetto puramente economico (fr. 189'329,50 di suo indebito profitto, considerandi 9 e 11 della presente decisione) ma anche per il numero di parti danneggiate e per la reiterazione del suo illecito agire visto come, al di là della loro differente qualifica giuridica, il medesimo illecito comportamento per i fatti di cui al punto 2 dell’AA è stato ripetuto, ed anzi lo è stato in modo ancor più sofisticato, per i fatti di cui ai punti 1.1 e 1.2 dell’AA.
Ed in quest’ottica, quale ulteriore aggravio di colpa, non può essere sottaciuta la sua evidente assenza di scrupoli nell’aver bellamente utilizzato per i propri scopi truffaldini l’ingenua PC 3, già sapendo sin dall’inizio come l’avrebbe lasciata fortemente indebitata visto la sua fallimentare situazione economica (considerando 1 della presente decisione) e il fatto che S._ SA fosse una società senza capitale. In altre parole, e sono gli atti a dimostrarlo, l’accusato, ricorrendo ad una società priva di mezzi da lui stesso voluta e creata, ne ha sfruttato finché ha potuto la ragione sociale per acquistare in leasing e successivamente far scomparire delle macchine lussuose, per concludere vari abbonamenti telefonici onde telefonare gratuitamente per svariati mesi o per portare a termine gli illeciti di cui ai punti 1.3 e 1.4 dell’AA, fregandosene totalmente del fatto di non aver soldi per poter far fronte a tutti questi impegni o che qualcun altro si sarebbe trovato gravemente indebitato solo perché si era fidato delle sue parole e del suo falso affetto. E che un siffatto agire sia oltremodo biasimevole è il meno che si possa dire.
Anche il comportamento di AC 1 in sede di istruttoria e di pubblico dibattimento non può che essere fortemente stigmatizzato. Non solo è stato poco collaborativo ma, soprattutto, non ha mai manifestato alcuna forma di emendamento per quanto da lui commesso - ciò che del resto ha impedito di sapere dove sono finite le tre autovetture anche solo per permettere alle rispettive parti civili di tentare di recuperarle - e, con una cocciutaggine quasi offensiva nonché una sfacciataggine al limite del ridicolo, ha sempre reiteratamente negato anche la più meridiana evidenza (in quest’ottica vedasi anche solo il considerando 7 della presente decisione o l’esito dei confronti con PC 3, F._ e D._) senza mai portare la benché minima concreta prova a suo discarico o a suffragio del suo dire.
Unici elementi positivi per il presente giudizio sono quindi stati la sua incensuratezza ed il fatto che, in qualche modo, stia cercando di reinserirsi professionalmente (considerando 1 della presente decisione e verbale dibattimentale pag. 2).
Ciò ha ancora permesso alla Corte di poter concludere per una mancanza di prognosi sfavorevole poiché se è pur vero come a presente l’accusato sia ancora a carico della pubblica assistenza, è altresì vero come questo elemento, preso a sé stante ed in assenza di altri seri e concreti indizi contrari, non sia come tale ancora sufficiente per opporsi ad una pena condizionalmente sospesa.
Ragion per cui e tutto ben ponderato, richiamato l’art. 49 CP per il concorso di reati, la Corte ha equamente fissato la pena di AC 1 in 14 mesi di pena detentiva, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni (art. 42 cpv. 1 CP ed art. 44 cpv. 1 CP) con computazione del carcere preventivo sofferto (art. 51 CP).
15. AC 1
è stato condannato a versare a PC 1 l’importo di fr. 115'672,90 con interessi al 5% su fr. 56'142,20 dal 1.12.2003 e su fr. 59'530,70 dal 1.3.2006. La prima posta, che si riferisce ai fatti di cui al punto 2 dell’AA, è stata calcolata partendo dal valore a nuovo dell’autovettura (fr. 63'000.-) dedotti i pagamenti eseguiti (fr. 5'928,90 + fr. 928,90), con interessi dal primo giorno del mese successivo dall’ultimo versamento del 6.11.2003 (AI 46 e 67, doc. TPC 11 e 19 nonché considerando 4.5 della presente decisione). Lo stesso discorso vale per la seconda posta, che è da ricondurre al punto 1.1 dell’AA e quindi fr. 65'600.- meno fr. 6'069,30 con interessi dal 1.3.2006 (AI 3 e 20, doc. TPC 11 nonché considerandi 4.1 e 4.4 della presente decisione). Per la differenza, rispetto al doc. TPC 11, di fr. 12'927,10 (fr. 128'600.- ./. fr. 115'672,90) la PC 1 è rinviata al competente foro civile.
L’accusato è stato parimenti condannato a versare a PC 7 l’importo di fr. 1'276,15 da lei richiesto in forza al doc. TPC 7 (AI 78, doc. TPC 7 nonché considerando 4.7 della presente decisione).
Le pretese di risarcimento per Fr. 146'530.- di PC 3 (doc. TPC 18) non sono state riconosciute in quanto, ammesso e non concesso che fossero fondate, non documentate. Per la PC 2 (AI 93 e doc. TPC 17) non si è entrati nel merito non essendoci stata formale costituzione di PC né istanza scritta alla Corte ai sensi dell’art. 266 CPP. Da ciò il loro rinvio al competente foro civile.
16.
La tassa di giustizia di fr. 200. - e le spese processuali sono poste a carico del condannato (art. 9 cpv. 1 CPP).
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti posti, meno che ai quesiti
1.1.1.2 e 1.1.2.2;
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 138 cfr.1 e 146 cpv. 1 CP;
9 e segg. (260, 264) CPP e 39 TG sulle spese;