Decision ID: f39ca8d8-9ea4-5101-8007-dc51d53d13cc
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con decisione del 30 aprile 2009 la CO 1 ha istituito in favore di PI 1 (1925) una curatela volontaria, nominando in qualità di curatore l'avv. PI 2, conformemente al desiderio espresso dal curatelato;
che contro tale decisione RI 2 e RI 1, figlia e genero del curatelato, hanno ricorso il 7 maggio 2009 all'Autorità di vigilanza sulle tutele, contestando la designazione del curatore e chiedendo – tra l'altro – l'avvio di una procedura volta a sospendere PI 1 dell'esercizio dei diritti civili o a promuoverne l'interdizione, rispettivamente a istituire una curatela amministrativa, designando in qualità di curatrice la stessa RI 2
che con decisione del 27 agosto 2007 l'Autorità di vigilanza sulle tutele ha respinto il ricorso, ponendo la tassa di giustizia e le spese (fr. 300.– complessivi) a carico dei ricorrenti in ragione di un mezzo ciascuno, con obbligo di rifondere a PI 1 fr. 400.– per ripetibili;
che contro la
decisione appena citata RI 2 e RI 1 hanno introdotto a questa Camera uno scritto del 15 settembre 2009 così formulato:
“
Alla suesposta sentenza intendiamo fare ricorso presso lo spett. Tribunale d'appello. Non siamo infatti d'accordo con le motivazioni esposte dall'Autorità di vigilanza sulle tutele
”
;
che lo scritto non ha formato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che le decisioni emanate dall'Autorità di vigilanza sulle tutele sono impugnabili dinanzi al Tribunale d'appello nel termine di venti giorni dalla notificazione (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2, cui rinvia anche l'art. 39 LAC);
che, trattato come appello, l'atto in esame è dunque tempestivo;
che la legittimazione attiva, quanto meno di RI 2, è senz'altro data,
in materia tutelare i terzi essendo abilitati a ricorrere non solo per far valere diritti soggettivi o aspettative proprie, ma
anche per difendere interessi del pupillo (
Deschenaux/Steinauer
,
Personnes physiques et tutelle, 4
a
edizione,
pag. 386 n. 1014 con riferimenti), soprattutto
ove si tratti del coniuge, di parenti in linea retta ascendente o discendente, come pure di fratelli e sorelle (
Meier
, La position des tiers en droit de la tutelle – Une systématisation, in: RDT 51/1996 pag. 89 lett. bb);
che, ciò premesso, un appello deve contenere – oltre alle richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC) – i motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC);
che nello scritto del 15 settembre 2009 RI 2 e RI 1 si limitano a dichiarare di
“fare ricorso” perché non sono “d'accordo con le motivazioni esposte dall'Autorità di vigilanza sulle tutele”;
che i
ntuitivamente si può desumere in simili circostanze la volontà di far riformare la decisione impugnata, ma non è dato di capire in che modo, gli interessati non confermandosi nemmeno per inciso nelle domande enunciate nel ricorso interposto all'Autorità di vigilanza;
che, per di più, gli interessati non si confrontano neppure di scorcio con i motivi sulla base dei quali l'Autorità di vigilanza ha giustificato la curatela volontaria istituita dalla Commissione tutoria regionale e ha rigettato la contestazione legata alla designazione del curatore;
che, per vero, l'appello si esaurisce praticamente in una dichiarazione di ricorso;
che, privo di motivazione, esso si rivela di conseguenza irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
che per quanto riguarda gli oneri del giudizio odierno, essi seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che in concreto appare equo tuttavia rinunciare a ogni prelievo, gli appellanti essendo sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato per osservazioni;
che, relativamente ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), dandosi l'istituzione di una curatela è ammissibile il ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 6 LTF) senza riguardo a questioni di valore;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,