Decision ID: 68d3871a-f9ea-443e-bba0-90e454a0b28f
Year: 2019
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

Fattispecie:
1. Con memoria del 5 luglio 2019 redatta integralmente ed esclusivamente in
lingua tedesca il Comune di X._ (attore) ha promosso un'azione di
diritto amministrativo nei confronti della A._ SA (convenuta) dinanzi al
Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni (procedura principale e
di merito U 19 77), chiedendo fra l'altro che la procedura venga trattata con
celerità e dichiarando expressis verbis di aver scelto coscientemente di
istanziare la procedura in lingua tedesca, nonostante la lingua ufficiale del
Comune di X._ sia l'italiano.
2. Con decreto del 9 luglio 2019 il giudice dell'istruzione della procedura
principale (U 19 77) ha accolto la richiesta di dichiarare urgente la procedura
giusta l'art. 39 cpv. 2 lett. a LGA e ha comunicato alle parti che per questo
motivo le ferie giudiziarie estive giusta l'art. 39 cpv. 1 LGA non sarebbero
applicabili in detta procedura. Ha inoltre fissato un termine non prorogabile
fino al 22 luglio 2019 alla convenuta per presentare osservazioni in merito
ai provvedimenti superprovvisionali e cautelari richiesti, nonché un altro
termine fino al 30 luglio 2019 per esprimersi in merito all'azione stessa. Ha
specificato infine che ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 LCLing la lingua della
procedura si conformerebbe di regola alla lingua ufficiale usata nella
decisione impugnata rispettivamente quella parlata dalla parte convenuta.
Presumendo che la convenuta parli l'italiano, per il momento la procedura
sarebbe gestita in lingua italiana. Qualora la convenuta dovesse essere
d'accordo di gestire la procedura in lingua tedesca, come sembrerebbe
richiedere il Comune di X._ nella propria azione, il Tribunale
amministrativo sarebbe disposto a modificare la lingua della procedura
dall'italiano al tedesco.
3. La società convenuta ha inoltrato ricorso procedurale (act. A.1 del nuovo
incarto U 19 80) contro detto decreto il 15 luglio 2019, chiedendo quanto
segue [evidenziamenti rimossi]:
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"In via superprovvisionale e provvisionale:
1. I termini per presentare le osservazioni alle richieste di misure provvisionali e quello per esprimersi nel merito all'azione fissati con l'impugnata decisione procedurale sono sospesi sino a conosciuto esito del presente ricorso.
2. I termini saranno ripristinati al termine di questa procedura, anche in funzione della qualifica dell'azione (urgente o ordinaria).
In via principale:
1. L'azione è sospesa. Gli atti sono rinviati al ricorrente Comune di X._ perché abbia a proporre l'azione in lingua italiana, fissandogli un termine per procedervi e sotto la comminatoria di stralcio della lite in caso di mancata osservanza del termine.
2. L'azione, qualificata dal Giudice dell'istruzione di urgente con la qui impugnata ordinanza, è qualificata di ordinaria e le sono pertanto applicati i termini ordinari previsti dalla LGA, inclusa la facoltà di richiedere una proroga anche per l'inoltro delle osservazioni che riguardano le misure provvisionali.
3. Con protesta di spese, tasse e spese ripetibili per la procedura di ricorso procedurale."
4. In questa nuova (prima) procedura di ricorso procedurale il giudice istruttore
ha decretato il 17 luglio 2019 (act. D.1 dell'incarto U 19 80) che la procedura
è dichiarata urgente, pertanto le ferie giudiziarie estive giusta l'art. 39 cpv.
1 LGA non sono applicabili. Ha inoltre accolto la richiesta in via
superprovvisionale, di conseguenza entrambi i termini di cui al decreto del
9 luglio 2019 nella causa principale U 19 77 sono stati sospesi. Infine ha
assegnato al Comune resistente un termine non prorogabile fino al 29 luglio
2019 per esprimersi in merito ai provvedimenti cautelari richiesti dalla
ricorrente e un termine fino al 5 agosto 2019 per esprimersi in merito al
ricorso stesso.
5. Il Comune resistente ha trasmesso le sue osservazioni in due versioni –
l'una in lingua italiana e l'altra in lingua tedesca – in data 29 luglio 2019 (act.
A.2 dell'incarto U 19 80), esprimendosi sia in merito ai provvedimenti
superprovvisionali e cautelari sia in merito al ricorso stesso e chiedendo
quanto segue:
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"1. Nella misura in cui è ancora da evadere, il ricorso procedurale della A._SA viene integralmente respinto, sia per quanto attiene le richieste di provvedimenti superprovvisionali e provvisionali sia per quanto attiene le richieste in via principale.
2. La procedura U 19 80 sia dal giudice dell'istruzione rapidamente conclusa.
3. La procedura U 19 77 sia dal giudice dell'istruzione immediatamente continuata, sia inoltre dichiarata urgente e alla A._ SA venga nuovamente fissato un nuovo breve termine per una presa di posizione.
4. Protestate spese e ripetibili."
Afferma che la rapida reazione della A._ SA sarebbe la prova che essa
avrebbe perfettamente compreso l'azione legale intentata dal Comune di
X._ in lingua tedesca. Sia la controparte sia il suo patrocinatore
avrebbero buone conoscenze della lingua tedesca. Le loro argomentazioni
sulla questione linguistica mirerebbero unicamente a far ritardare il
procedimento. Il Comune di X._ procede scrivendo testualmente che
"per mettere fine a questa parzialmente inutile e polemica schermaglia",
esso avrebbe deciso di redigere la sua azione e le sue osservazioni in lingua
italiana. Così facendo verrebbe meno l'elemento necessario per chiedere la
sospensione della procedura principale. Entrambe le procedure andrebbero
continuate e concluse con la massima urgenza. Il Comune resistente
continua poi esprimendosi sul merito dell'azione, finendo con motivare
l'urgenza della causa principale, riprendendo essenzialmente gli stessi
argomenti avanzati nell'azione stessa.
Tali osservazioni sono in seguito state trasmesse per conoscenza alla
ricorrente il 19 agosto 2019 (act. D.4 dell'incarto U 19 80).
6. Con scritto redatto esclusivamente in lingua tedesca del 31 luglio 2019 (act.
D.2 dell'incarto U 19 80), dando seguito a quanto annunciato nelle sue
osservazioni del 29 luglio 2019, il Comune resistente ha trasmesso una
versione in italiano della sua azione.
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7. Il 16 agosto 2019, la ricorrente ha presentato delle osservazioni spontanee
(act. A.3 dell'incarto U 19 80) in risposta allo scritto di controparte del 31
luglio 2019, nelle quali fa valere che la presentazione di una traduzione
dell'azione non modificherebbe la situazione e che non si potrebbe ritenere
la censura contenuta nel ricorso procedurale come sanata. Sulla questione
relativa all'uso della lingua da parte di un comune monolingue sarebbe
necessaria una decisione di principio che chiarisca definitivamente i doveri
di un ente pubblico in un territorio dove la lingua ufficiale è una lingua
nazionale e cantonale minoritaria. Vi si aggiungerebbe un problema di parità
procedurale delle armi ai sensi della Costituzione.
Queste osservazioni sono state trasmesse per conoscenza al Comune
resistente il 19 agosto 2019 (act. D.3 dell'incarto U 19 80).
8. Nel frattempo, il 19 agosto 2019 il giudice dell'istruzione nella procedura di
merito U 19 77 ha decretato (act. B.1 del nuovo incarto U 19 91) che, visto
considerato che l'azione sarebbe stata tradotta in italiano e che le ferie
giudiziarie sarebbero terminate, non vi sarebbe alcun motivo di attendere
una decisione in merito al presente ricorso procedurale, cosicché si
fisserebbe un termine per l'inoltro della risposta all'azione.
Contro quel decreto la qui ricorrente ha presentato un altro (secondo)
ricorso procedurale il 21 agosto 2019 (act. A.1 dell'incarto U 19 91),
chiedendo in via superprovvisionale e cautelare che il termine fissato per
l'inoltro della risposta all'azione sia sospeso sino al termine della seconda
procedura ricorsuale e in via principale che venga costatata la nullità di detto
decreto nella procedura di merito (U 19 77).
9. Con decreto del 23 agosto 2019 (act. D.1 dell'incarto U 19 91) nella seconda
procedura di ricorso procedurale, oltre a trasmettere il ricorso procedurale
al Comune resistente, il giudice dell'istruzione ha respinto le richieste in via
superprovvisionale, dando alla controparte la possibilità di esprimersi entro
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il 4 settembre 2019. Ha ritenuto che con il fatto che nel frattempo sarebbero
ormai passate le ferie giudiziarie estive giusta l'art. 39 cpv. 1 lett. b LGA si
sarebbe creata una nuova situazione nel senso che il pregiudizio fatto
valere dalla ricorrente nel primo ricorso procedurale U 19 80 in seguito alla
dichiarazione di urgente della procedura principale sarebbe decaduto
perlomeno fino alle prossime ferie giudiziarie di dicembre. Inoltre secondo
la prassi anche in procedure dichiarate urgenti le domande di proroga
sarebbero giudicate secondo l'art. 9 cpv. 2 LGA. In altre parole, con il
decorrere del tempo il pregiudizio fatto valere dalla ricorrente nella prima
procedura ricorsuale U 19 80 si sarebbe rimediato da solo; tenuto conto
dell'interesse reso verosimile del Comune resistente a un'evasione celere
della questione e della nuova situazione nel frattempo venuta in essere con
lo scadere delle ferie giudiziarie, il censurato modo di agire di fissare un
nuovo termine nella procedura principale U 19 77 parerebbe ammissibile e
adeguato. Per questo motivo detto termine non sarebbe sospeso e
continuerebbe per ora a decorrere durante il progresso delle due procedure
di ricorso procedurale. Nella misura in cui dovesse essere necessario, la
convenuta nella procedura principale U 19 77 resterebbe libera di chiedere
una proroga del termine ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 LGA.
10. Il 30 agosto 2019, poi, la ricorrente ha inoltrato una replica nella prima
procedura di ricorso procedurale (act. A.4 dell'incarto U 19 80), nella quale
risponde alle osservazioni del Comune resistente del 29 luglio 2019. Essa
è stata notificata al Comune resistente il 2 settembre 2019 (act. D.5
dell'incarto U 19 80). La ricorrente mantiene le sue richieste in via cautelare
e principale e sostiene che controparte avrebbe cambiato strategia,
proponendo ormai i documenti sia in italiano sia in tedesco, ma che anche
questa strategia sarebbe lesiva del principio della parità delle armi. Il
Comune resistente vorrebbe crearsi un vantaggio in quanto saprebbe che i
giudici di questa Corte comprenderebbero molto meglio il tedesco che
l'italiano. Quale prova a riguardo la ricorrente chiede in edizione dalle mani
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della Commissione di giustizia del Gran Consiglio tutti i curriculum vitae dei
giudici del Tribunale amministrativo presentati dai giudici al momento della
loro candidatura e in particolare le informazioni e indicazioni relative alle
loro conoscenze linguistiche. In merito all'urgenza, la ricorrente ritiene in
essenza che i fatti così come esposti da controparte sarebbero contestati
perché darebbero una visione fuorviante della situazione.
11. Il 4 settembre 2019 il Comune resistente ha trasmesso le sue osservazioni
in merito al secondo ricorso procedurale (act. A.2 dell'incarto U 19 91) in
due versioni – l'una in lingua italiana e l'altra in lingua tedesca. Chiede
innanzitutto un'evasione celere di tutte e tre le procedure pendenti. Fa
valere che la ricorrente dimostrerebbe un comportamento dilatorio e che
questa Corte dovrebbe valutare se lo vorrebbe punire. In merito alla lingua
afferma che la Legge sulle lingue permetterebbe alle parti di usare una
lingua ufficiale cantonale di loro scelta, ma che da nessuna parte verrebbe
vietato di inoltrare memorie in più lingue ufficiali. Inoltre anche la ricorrente
sarebbe libera di presentare le sue memorie al contempo in tedesco e in
italiano. Per quanto attiene invece all'assegnazione del termine nella
procedura principale si associa pienamente al decreto impugnato.
Queste osservazioni sono state trasmesse per conoscenza alla ricorrente il
5 settembre 2019 (act. D.2 dell'incarto U 19 91).
12. Con scritto dell'11 settembre 2019 nella prima procedura di ricorso
procedurale (act. A.5 dell'incarto U 19 80; identico all'act. A.3 dell'incarto U
19 91) la ricorrente ha rinunciato a presentare ulteriori osservazioni,
chiedendo però espressamente la congiunzione delle due procedure di
ricorso procedurale U 19 80 e U 19 91 e l'emanazione di una decisione
entro breve.
Tale scritto è stato intimato per conoscenza al Comune resistente il 12
settembre 2019 (act. D.3 dell'incarto U 19 91).
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13. Il Comune resistente ha inoltrato una duplica nella prima procedura di
ricorso procedurale il 12 settembre 2019 (act. A.6 dell'incarto U 19 80) in
due versioni – l'una in lingua italiana e l'altra in lingua tedesca, entrambe
intimate poi dalla Corte alla ricorrente con decreto del 13 settembre 2019
(act. D.6 dell'incarto U 19 80). In essenza contesta quanto scritto da
controparte e ripete gli argomenti finora addotti.
14. Il 19 novembre 2019 la ricorrente ha rilevato per scritto (act. A.7 dell'incarto
U 19 80; identico all'act. A.4 dell'incarto U 19 91) di non aver più ricevuto
alcuna comunicazione. Ha inoltre comunicato che lo scambio di scritti nella
procedura principale (U 19 77) terminerebbe il 25 novembre 2019,
sostenendo che gli aspetti procedurali sollevati nei ricorsi non sarebbero
evasi. Le ferie giudiziarie sarebbero nuovamente imminenti e pertanto la
richiesta in via cautelare tornerebbe a essere attuale, in quanto la
motivazione del decreto del 23 agosto 2019 (act. D.1 dell'incarto U 19 91)
sarebbe da ritenere superata. Nella procedura principale (U 19 77)
sarebbero stati assegnati termini molto brevi per la replica, il che
confermerebbe l'applicazione di procedura urgente benché la contestazione
a questo proposito presentata con il primo ricorso procedurale non sarebbe
stata evasa. Il giudice dell'istruzione nella procedura di merito (U 19 77) si
sarebbe espresso su aspetti che riguarderebbero la prima procedura di
ricorso procedurale (U 19 80), e ciò poiché questa Corte avrebbe omesso
la dovuta decisione su quel primo ricorso. Sarebbe per questo motivo che
sarebbe stato sollevato un secondo ricorso procedurale (U 19 91) che
giacerebbe anch'esso inevaso. La ricorrente chiederebbe dunque una
formale decisione, perlomeno sugli aspetti superprovvisionali e cautelari,
entro il termine fissato per lo scambio degli allegati scritti. Andrebbe chiarito
con che procedura dovrà essere condotta l'istruttoria ed eventuali ulteriori
scambi di scritti, oltre agli altri aspetti sollevati nei ricorsi. La ricorrente si
riserverebbe infine di valutare quali passi ulteriori intraprendere, qualora
non dovesse ricevere un dovuto riscontro.
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Pure quello scritto della ricorrente è stato notificato per conoscenza al
Comune resistente il 21 novembre 2019 (act. D.7 dell'incarto U 19 80;
identico all'act. D.4 dell'incarto U 19 91).
15. Con scritto del 22 novembre 2019 il giudice dell'istruzione delle due
procedure di ricorso procedurale ha congiunto le procedure e ha informato
le parti del motivo del ritardo. Si sarebbe atteso una decisione di principio
in un caso concernente simili questioni di lingua. Per questa ragione non
sarebbe possibile decidere i due ricorsi entro il termine auspicato dalla
ricorrente, cioè verosimilmente il 25 novembre 2019. Tuttavia si
procederebbe entro breve alla deliberazione.

Considerando in diritto:
1. Il giudice dell'istruzione avendo congiunto le procedure, i due ricorsi
possono essere giudicati insieme in una sola sentenza.
Entrambi i ricorsi sono tempestivi e debitamente motivati. I due
rappresentanti della società anonima ricorrente sono legittimati ad agire per
la società e il patrocinatore dispone della procura necessaria. Si può perciò
entrare nel merito dei due ricorsi procedurali ai sensi dell'art. 42 della Legge
sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100).
2. Quale primo punto la ricorrente censura la scelta della lingua tedesca per
l'inoltro di un'azione di diritto amministrativo nei confronti di una società
ticinese, cioè italofona, da parte del Comune di X._ che è pur esso
interamente monolingue, con l'italiano quale sola ed esclusiva lingua
ufficiale. La ricorrente sostiene che non vi sarebbe alcuna prova che il
Municipio del Comune resistente abbia veramente stabilito di promuovere
l'azione in tedesco anziché nella sua lingua ufficiale. A suo dire, la
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presentazione di una traduzione dell'azione non sanerebbe la censura
ricorsuale. Occorrerebbe anzi una decisione di principio sull'uso della lingua
da parte di un comune monolingue. Infine si tratterebbe anche di una
violazione della parità procedurale delle armi.
2.1. Nonostante nel seguito il Comune resistente abbia provveduto a presentare
la sua azione anche in lingua italiana e che con questo le richieste della
ricorrente in merito alla lingua siano divenute in parte prive d'oggetto, a
mente di questa Corte la tematica della lingua merita effettivamente alcune
precisazioni di ordine generale. Si pone difatti la domanda fondamentale a
sapere se un comune monolingue (ad esempio italiano) possa presentare
atti scritti al Tribunale ammnistrativo (come pure al Tribunale cantonale e al
Giudice cantonale dei provvedimenti coercitivi) in un'altra lingua che la sua
lingua ufficiale (ad esempio in tedesco), basandosi sull'art. 8 cpv. 1 della
Legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni del 19 ottobre 2006 (LCLing;
CSC 492.100), e se non si applichi in tale ambito quanto prescritto fra l'altro
dall'art. 17 cpv. 1 LCLing.
2.2. Nel frattempo codesto Tribunale ha avuto luogo di trattare e decidere di
principio sulla questione nell'ambito di un altro ricorso. Nella procedura di
ricorso V 19 1 un ricorrente di lingua romancia residente in un comune
monolingue romancio impugnò una decisione dell'assemblea comunale al
Tribunale amministrativo con una memoria scritta in lingua romancia,
chiedendo che venga annullata la decisione impugnata. Il Comune
resistente reagì in tedesco, appellandosi proprio all'art. 8 cpv. 1 LCLing, il
che fu a sua volta ritenuto inammissibile dal ricorrente. Con decisione di
principio, prevista per la pubblicazione nella PTA, questa Corte statuì che il
testo dell'art. 8 cpv. 1 LCLing sarebbe chiaro. Non vi sarebbero perciò i
presupposti per procedere a un'interpretazione. Detta norma permetterebbe
a tutte le parti – inclusi cioè i comuni – di rivolgersi ai tribunali cantonali
superiori (nonché al GPC) nella lingua ufficiale cantonale di loro scelta.
All'interno di una procedura giudiziaria dinanzi al Tribunale amministrativo il
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comune non si troverebbe più nell'ambito dei rapporti ufficiali con la
popolazione ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LCLing. Perciò dovrebbe poter
usufruire del suo diritto di scegliere la lingua. Non vi sarebbe una limitazione
di tale libera scelta per enti di diritto pubblico, né tantomeno per i comuni in
particolare, e ciò né all'articolo menzionato della LCLing né in altre
disposizioni del diritto vigente. La struttura della LCLing sarebbe un forte
indizio che il legislatore abbia proprio voluto disciplinare in modo diverso
l'uso della lingua a livello comunale e a livello cantonale. In altre parole l'art.
8 cpv. 1 LCLing avrebbe la precedenza, nel suo specifico campo
d'applicazione, rispetto a quanto disposto dall'art. 17 cpv. 1 LCLing. Non
sarebbe infine giustificabile perché ad esempio in una procedura di diritto di
locazione un comune dovrebbe essere sfavorito rispetto a una parte privata
che è libera di scegliere fra le tre lingue ufficiali cantonali per le sue memorie
e istante. Per tutti questi motivi la censura del ricorrente fu dichiarata
infondata.
2.3. Per il caso qui in giudizio ne segue che il Comune attore (qui resistente) era
autorizzato, secondo la nuovissima prassi del Tribunale amministrativo, a
inoltrare la sua azione in un'altra lingua che la sua lingua ufficiale, ossia in
casu in tedesco. La censura della ricorrente si rivela perciò nel frattempo
infondata. Poiché però la prassi cui si fa riferimento è intervenuta dopo
l'inoltro del ricorso e non poteva essere nota alle parti perché non ancora
pubblicata, non possono risultarne effetti negativi per entrambe le parti in
materia di spese. Le spese processuali relative a questa domanda vanno
dunque poste a carico del Cantone dei Grigioni.
2.4. Con questo la problematica della lingua non è tuttavia ancora del tutto
evasa. Permane la critica ricorsuale che il resistente abbia cominciato, a un
certo punto, a trasmettere le sue memorie in due lingue. Secondo la
ricorrente ciò sarebbe contrario al diritto per vari motivi.
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A mente di questa Corte, vista la nuova prassi descritta, deve di principio
essere possibile – anche per un comune – trasmettere scritti a codesto
Tribunale in tutte e tre le lingue ufficiali cantonali. Sebbene nel presente
caso sia comprensibile che il resistente abbia voluto evitare di ritardare
ulteriormente la procedura, decidendo per questo motivo di venire incontro
alla ricorrente presentando la propria azione anche in lingua italiana, va
ricordato che fare uso di più lingue per lo stesso scritto è poco sensato e
causa un carico di lavoro supplementare per la Corte, poiché essa deve in
tal caso confrontare lettera per lettera se le due varianti del preteso stesso
scritto siano d'avvero identiche. In questo senso, benché teoricamente
legale, va chiesto alle parti di attenersi, nel limite del possibile, a una sola
lingua, per non ritardare ulteriormente l'evasione delle pratiche.
Infine deve essere ritenuta infondata la biasima che con un inoltro in due
lingue il Comune resistente si potrebbe procurare un vantaggio. Difatti per
legge ed ex officio i giudici del Tribunale amministrativo devono
comprendere sufficientemente le tre lingue ufficiali cantonali. Non possono
perciò dare meno peso a una memoria scritta in una lingua loro meno
familiare; ciò sarebbe manifestamente inammissibile e parziale.
3. Il secondo aspetto sollevato dalla ricorrente è quello dell'urgenza e dei
termini.
3.1. Con il primo ricorso procedurale, la ricorrente si duole del fatto che il giudice
dell'istruzione della procedura principale U 19 77 abbia dichiarato urgente
la causa con decreto qui impugnato del 9 luglio 2019. Motiva la sua censura
riassumendo la comunicazione avuta con il Comune resistente dal 2013 a
oggi e ritenendo il comportamento del resistente contrario alla buona fede.
Difatti, a suo dire, invocare con l'azione l'urgenza costituirebbe un venire
contra factum proprium. Non vi sarebbe pertanto alcun elemento che
permetta di qualificare la presente procedura di urgente a norma dell'art. 39
cpv. 2 LGA. Farlo comunque, assegnando inoltre un termine di 10 giorni
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senza facoltà di proroga, equivarrebbe a una limitazione ingiustificata del
diritto di essere sentiti della convenuta (qui ricorrente) come sancito dall'art.
29 cpv. 2 Cost., atteso che le richieste sarebbero state stese in tedesco,
sarebbero molto estese e complesse e causerebbero un dispendio
considerevole anche sotto il profilo della protezione dei dati e di informazioni
tecniche sensibili. In seguito all'inoltro della traduzione, la ricorrente ha
sostenuto che la censura non sarebbe sanata.
3.2. Con il secondo ricorso procedurale, la ricorrente biasima invece che il
giudice dell'istruzione nella procedura principale U 19 77 non avrebbe
potuto riprendere lo scambio di scritti, poiché i termini erano stati sospesi
tutti dal giudice istruttore della procedura di ricorso procedurale U 19 80.
Fino al termine della procedura di ricorso competerebbe perciò
esclusivamente a quest'ultimo giudice revocare la decisione
superprovvisionale da lui emanata. In tal senso il decreto del 19 agosto
2019 nella procedura U 19 77 sarebbe nullo in quanto emanato da un
giudice non competente.
3.3. Vanno distinte due critiche fatte dalla ricorrente. D'un lato non è d'accordo
con la dichiarazione d'urgenza giusta l'art. 39 cpv. 2 LGA, d'altro lato
biasima il fatto di essersi vista assegnare un termine improrogabile da parte
del giudice dell'istruzione nella procedura U 19 77 rispettivamente, in un
secondo momento, di essere confrontata con il prosieguo della procedura
nonostante sia stata sospesa nell'ambito della procedura di ricorso
procedurale.
3.3.1. Per quanto attiene alla prima critica va ricordato che l'unico effetto
scaturente dal dichiarare urgente una procedura giusta l'art. 39 cpv. 2 lett.
a LGA è la circostanza che in quella procedura non si applicano le ferie
giudiziarie di cui all'art. 39 cpv. 1 LGA. Nel caso in giudizio al momento
dell'inoltro del ricorso entravano in rassegna in prima linea quelle estive ai
sensi della lett. b, che però nel frattempo sono già terminate. Oggi si
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tratterebbe piuttosto delle ferie invernali giusta la lett. c. Nella misura in cui
la ricorrente adduce che il periodo delle ferie estive aziendali sarebbe "un
momento in cui anche i processi di verifica, di raccolta dati e di elementi
rilevanti per la procedura provvisionale possono essere disponibili con un
grado di difficoltà sostanzialmente superiore che in ogni altro periodo
dell'anno", decade quindi la necessità di esprimersi in merito. La ricorrente
non ha motivato particolarmente la sua censura riguardo alle ferie
giudiziarie invernali. Essa si rivela comunque infondata. Si ricorda alla
ricorrente che il mero fatto che non si applicano le ferie giudiziarie non tocca
i suoi interessi, poiché – nella misura in cui dimostra sufficientemente la sua
difficoltà – ha sempre la possibilità di chiedere una proroga del termine
assegnatole che si protragga oltre le ferie giudiziarie e "recuperare" per così
dire almeno indirettamente le ferie giudiziarie. Difatti secondo prassi
costante del Tribunale amministrativo non è escluso concedere proroghe
dei termini in procedure dichiarate urgenti.
3.3.2. La seconda censura concerne il fatto che il giudice dell'istruzione ha
assegnato un termine improrogabile alla qui ricorrente per presentare le sue
osservazioni in merito ai provvedimenti superprovvisionali e cautelari
richieste dall'attore. Anche in questo punto la ricorrente ha – di fatto –
ottenuto ciò che pretende, ossia più tempo per redigere le sue osservazioni.
A mente di questa Corte, poi, dev'essere ammissibile assegnare dei termini
improrogabili per esprimersi su provvedimenti superprovvisionali o cautelari
proposti dalla controparte, atteso che il fatto di esigere una reazione rapida
dalla controparte è giustificato dalla circostanza che si tratta di regola di
provvedimenti urgenti, incompatibili con la possibilità lasciata alla
discrezione di chi si oppone a tali provvedimenti di chiedere dilazioni. In altre
parole la restrizione del diritto fondamentale di essere sentiti ai sensi dell'art.
29 cpv. 2 Cost. è giustificata dalla protezione di diritti fondamentali altrui.
Nell'occorrenza, vista la ponderazione degli interessi, si ritiene che l'agire
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del giudice dell'istruzione nel decreto impugnato non limiti dunque in
maniera sproporzionata il diritto di essere sentiti della qui ricorrente.
3.4. Infine, in merito all'asserita nullità si può rinviare a quanto esposto nel
decreto del 23 agosto 2019, cioè che si è creata una nuova situazione e
che con quella il pregiudizio fatto valere dalla ricorrente è decaduto in quel
momento. Per il resto si rinvia a quanto esposto sopra (consid. 3.3).
4. Ne risulta che il ricorso va respinto, nella misura in cui non è divenuto privo
d'oggetto. Vanno infine liquidate le spese giudiziarie, da accollare alla parte
soccombente o proporzionalmente alla soccombenza (art. 73 cpv. 1 LGA;
cfr. l'art. 106 cpv. 2 del Codice di diritto processuale civile svizzero del 19
dicembre 2008 [Codice di procedura civile, CPC; RS 272]). In caso di
acquiescenza si considera soccombente il convenuto o resistente (cfr. l'art.
106 cpv. 1 CPC).
4.1. Per ciò che attiene alle spese processuali, come si è detto sopra, per quanto
concerne la questione della lingua è intervenuta una nuova prassi non nota
alle parti, cosicché si giustifica porre le spese processuali a carico del
Cantone dei Grigioni. In merito alle altre censure della ricorrente, poi, va
detto che nonostante siano state qui respinte, nella misura in cui erano
ancora attuali, perlomeno il secondo ricorso procedurale non era
interamente infondato. Si ritiene perciò inopportuno accollare le spese alla
ricorrente. Le spese processuali vanno dunque interamente a carico del
Cantone dei Grigioni.
4.2. In merito alle spese ripetibili, nella fattispecie dopo aver preso conoscenza
del ricorso procedurale il Comune resistente ha inoltrato la sua azione in
lingua italiana. Ha quindi concesso indirettamente quanto richiesto dalla
ricorrente. Per i restanti punti dei due ricorsi procedurali è invece
considerata soccombente la ricorrente. Ritenendo che il dispendio causato
dalle due tematiche ricorsuali qui giudicate è praticamente uguale, le parti
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vanno considerate soccombenti praticamente nella stessa misura e si
giustifica compensare le ripetibili della procedura di ricorso procedurale.