Decision ID: 845c81dc-5169-531a-b977-e289174a9856
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 28 febbraio 2014 dall’Ufficio esecuzione del Distretto di Lugano (doc. A), CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 28'500.– oltre interessi del 5% dal 1° marzo 2014, indicando quale titolo di credito la “Cessione inventario come da lista inventario del 31.12.2011”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 11 marzo 2014 l’escutente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. All’udienza di discussione tenutasi il 20 maggio 2014, l’istante ha confermato la sua domanda mentre la parte convenuta vi si è opposta.
C. Statuendo con decisione 20 maggio 2014, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 210.– e un’indennità di fr. 600.– a favore dell’istante.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 30 maggio 2014 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Nelle sue osservazioni del 30 giugno 2014, CO 1 ha chiesto che il reclamo venga respinto.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 30 maggio 2014 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 21 maggio, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, il Pretore si è limitato a costatare, in modo generico, che la documentazione prodotta dall’istante (precetto esecutivo, contratto di cessione d’inventario sottoscritto dalle parti il 31 dicembre 2011, lista degli oggetti che compongono l’inventario e procura) costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione.
3. Nel reclamo RE 1 contesta invece la conclusione del Pretore, poiché a suo parere il contratto di cessione d’inventario del 31 dicembre 2011 (doc. B) “non rappresenta, di per sé, documento probatorio dell’esatto adempimento da parte del sig. CO 1, dei propri obblighi contrattuali di consegna effettiva dei beni oggetto della cessione e di trasferimento della proprietà in capo alla società RE 1”. Da parte sua, CO 1 osserva che se la reclamante ha potuto esplicare la propria attività è anche grazie al fatto di aver potuto usufruire di tutto l’inventario esistente nei locali di proprietà di lui.