Decision ID: 425a736e-c35a-562b-870b-5344976a1f3e
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1975) e AO 1 (1981) si sono sposati a _ (_) il 26 luglio 2000. Dal matrimonio è nata M_, l'11 maggio 2002. Cameriere con attestato federale di capacità, il marito ha lavorato per vari esercizi pubblici nel _, alternando tale attività a periodi di disoccupazione. La moglie esercita la professione di infermiera nell'Ospedale _. I coniugi vivono separati dal 1° novembre 2010, quando il marito è andato ad abitare per conto proprio.
B. Il 31 dicembre 2010 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona, chiedendo di essere autorizzata a vivere separata, di affidarle la custodia della figlia, di regolare il diritto di visita del padre e di condannare quest'ultimo a versare per M_ un contributo alimentare di fr. 800.– mensili (assegni familiari non compresi). Al contraddittorio del 28 gennaio 2011 AP 1 non si è opposto a tali domande, salvo rifiutare ogni contributo alimentare per la figlia. Il 1° luglio 2011, dopo un periodo di disoccupazione che durava dalla fine di maggio del 2009, egli ha trovato lavoro al ristorante “_” di _. Terminata l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a conclusioni scritte. Nel proprio memoriale del 30 giugno 2011 AO 1 ha ribadito le domande iniziali, portando a fr. 897.– mensili il contributo alimentare chiesto per la figlia. Nel suo allegato del 28 giugno 2011 AP 1 si è opposto una volta ancora al versamento di qualsiasi contributo alimentare.
C. Statuendo il 17 ottobre 2011, il Pretore aggiunto ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attribuito l'abitazione coniugale alla moglie, ha affidato la figlia a quest'ultima, ha condannato AP 1 a versare per M_ un contributo alimentare
di fr. 349.90 mensili dal 1° gennaio 2011, di fr. 274.85 mensili
dal 1° luglio 2011, di fr. 357.20 mensili dal 1° febbraio 2012, di fr. 395.15 mensili dal 1° agosto 2012 e di fr. 431.15 mensili dal 1° agosto 2013 (assegni familiari non compresi). La tassa di giustizia e le spese (fr. 350.– complessivi) sono state poste a carico dei coniugi in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
D. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 28 ottobre 2011 per ottenere – previo conferimento del gratuito patrocinio – la soppressione del contributo alimentare in favore della figlia. Preliminarmente egli insta perché in pendenza di appello l'esecuzione del giudizio sia sospesa. Il memoriale non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. Alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Le misure a tutela dell'unione coniugale intimate dai Pretori dopo il 1° gennaio 2011 sono impugnabili pertanto, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione con appello (art. 314 cpv. 1 CPC) o reclamo (art. 321 cpv. 2 CPC). Se esse vertono su questioni esclusivamente patrimoniali, l'appello è ammissibile soltanto se il loro valore litigioso raggiunge almeno fr. 10 000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è senz'altro dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi alimentari in questione. Tempestivo, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.
2. Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto ha calcolato il reddito di AP 1 in fr. 3183.– mensili fino al 30 giugno 2011 (indennità di disoccupazione), in fr. 3067.15 mensili dal
1° giugno 2011, in fr. 3194.95 dal 1° febbraio 2012, in fr. 3258.85 mensili dal 1° agosto 2012 e in fr. 3322.75 mensili dal 1° agosto 2013 (doc. R: contratto di lavoro del 25 giugno 2011). Quanto a AO 1, egli ne ha accertato il guadagno in fr. 4648.90 mensili. Ciò posto, il primo giudice ha determinato il fabbisogno minimo del marito in fr. 2725.35 mensili, il fabbisogno minimo della moglie in fr. 2752.15 mensili e il fabbisogno in denaro della figlia in fr. 1800.– mensili (senza assegni familiari). Sulla base di ciò egli ha obbligato AP 1 a versare un contributo
alimentare per M_ di fr. 349.90 mensili dal 1° gennaio 2011, di fr. 274.85 mensili dal 1° luglio 2011, di fr. 357.20 mensili dal
1° febbraio 2012, di fr. 395.15 mensili dal 1° agosto 2012 e di fr. 431.15 mensili dal 1° agosto 2013 (assegni familiari non compresi).
3. L'appellante non contesta il metodo di calcolo applicato dal Pretore aggiunto per la definizione dei contributi alimentari. Censura tre voci del proprio fabbisogno minimo, a cominciare dal costo dell'alloggio riconosciutogli dal Pretore aggiunto in fr. 1100.– mensili per un appartamento di due locali e mezzo. Egli fa valere che la sua pigione effettiva ammonta a fr. 1478.– mensili per un appartamento di tre locali e mezzo ed è del tutto ragionevole. E quand'anche tale canone risultasse eccessivo – egli soggiunge – nel suo fabbisogno minimo andrebbe inserita almeno la stessa locazione pagata dalla moglie (fr. 1340.– mensili), avendo egli “il diritto di avere una camera per la figlia”.
La prima argomentazione non può essere condivisa. Se alla moglie affidataria e alla figlia si riconosce una spesa complessiva per l'alloggio di fr. 1337.20 mensili (decisione impugnata, pag. 4 in basso), come in concreto, sarebbe manifestamente iniquo riconoscere una spesa di fr. 1478.– mensili al solo marito per un alloggio nello stesso luogo di residenza. Quanto alla seconda argomentazione, l'appellante invoca il diritto di avere una camera per la figlia, ma di ciò il primo giudice ha già tenuto conto, rilevando che “un appartamento di 21⁄2 locali è sicuramente consono ad ospitare il convenuto e la figlia in occasione dell'esercizio dei diritti di visita” (decisione impugnata, pag. 3 in fondo). Con tale motivazione l'appellante non si confronta. Perché l'opinione del Pretore aggiunto sarebbe indifendibile o anche solo contraria alla comune esperienza, in altri termini, egli non dice. E che a _ non sia reperibile sul mercato dell'alloggio un appartamento dignitoso di due locali e mezzo per fr. 1100.– mensili egli non pretende. Al riguardo l'appello manca perciò di consistenza.