Decision ID: b3fd0872-322d-5f06-90a0-283246d25660
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 30 ottobre 2019 da PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di differenze salariali di fr. 2'237.18 oltre agli interessi del 5% dal 1° aprile 2017, il 16 gennaio 2020 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l’escussa non aveva interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso del 28 gennaio 2020, la RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Con osservazioni del 30 gennaio 2020 l’UE ha chiesto alla Camera di valutare la possibilità di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori giusta l’art. 9 cpv. 2 LPR.

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, la RI 1 afferma che PI 1 non ha mai prestato la propria attività lavorativa a suo favore, tanto che la società non ha personale alle sue dipendenze dal 1° gennaio 2016, come risulterebbe dalle dichiarazioni salariali trasmesse alla Cassa cantonale AVS acclusa al ricorso.
3.
Quanto censurato dalla ricorrente riguarda ovviamente una questione di merito, ossia l’esistenza del credito posto in esecuzione. Il ricorso è pertanto inammissibile. Non spetta né all’UE né all’autorità di vigilanza pronunciarsi su questo tipo di censure, per le quali la legge prescrive la via giudiziaria (art. 17 cpv. 1 LEF). La ricorrente avrebbe dovuto far valere le sue ragioni interponendo
opposizione al precetto esecutivo e, se l’escutente ne avesse chiesto
il rigetto, esponendole al giudice del rigetto dell’opposizione (art. 82 LEF). Non appaiono d’altronde dati motivi formali d’annullamento della comminatoria di fallimento.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).