Decision ID: 409d582f-2047-585d-a45c-763eee0ab616
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: A. Il 5 novembre 2010 PI 1 e PI 1, comproprietari della particella n. _ RFD di _ – costituita come proprietà per piani prima della costruzione – hanno concesso a CO 1 (in seguito: CO 1) un diritto di compera per l’appartamento n. _ (unità n. _ del fondo base) e l’autorimessa (_dell’unità n. _) della “Villa _” al prezzo di fr. 3'775'000.–, di cui fr. 3'000'000.– da versare “subito” ai venditori, ossia entro il mese di agosto del 2011. Il medesimo giorno, le parti hanno inoltre firmato un “accordo privato” in cui esse hanno concordato d’impegnarsi a prorogare sia la data di consegna, sia la scadenza d’esercizio del diritto di compera, se a settembre del 2013 fosse stato ancora oggettivamente impossibile di consegnare l’appartamento in tempo utile. Con nuovo “accordo privato” del 18 novembre 2010 le parti hanno pattuito un ingrandimento dell’appartamento e della terrazza al prezzo di fr. 250'000.–, versato il 7 dicembre 2010 ai venditori.","B. I lavori di scavo e d’edificazione non essendo neppure iniziati, il 22 giugno 2012 CO 1 ha manifestato l’intenzione di sciogliere l’accordo privato per inadempienza se non si fosse raggiunto un accordo entro il 26 luglio 2012, motivo per cui il 24 ottobre 2012 le parti hanno firmato un atto di modifica del diritto di compera, prorogando il diritto di compera al 15 dicembre 2015 e riducendo il prezzo dell’appartamento a fr. 3'000'000.–, da ritenersi integralmente pagato con quanto già anticipato dal compratore, ossia complessivi fr. 3'250'000.– di cui fr. 250'000.– da restituire a quest’ultimo. È inoltre stata pattuita una pena convenzionale di fr. 250'000.–, subito eseguibile e con interessi del 5% dal 1° agosto 2015, in caso di mancata consegna dell’appartamento entro il 31 luglio 2015. Con “accordo di riservazione” del 28 dicembre 2012 per sette unità immobiliari del complesso “Villa _” CO 1 si è poi impegnato a versare un “acconto e caparra” di fr. 1'042'000.– alla D_ SA “a titolo di compensazione” di un credito vantato da quest’ultima nei confronti di PI 1 e di PI 1, i quali mediante rogito del 16 gennaio 2013 gli hanno concesso i diritti di compera sulle sette unità immobiliari sopraindicate.","C. Con convenzione 23 gennaio 2015 le parti hanno annullato tali diritti di compera e PI 1 e PI 1 si sono impegnati a restituire a CO 1 fr. 1'042'000.–, a corrispondergli fr. 205'000.– come “controprestazione, penale ed interessi” per la revoca e a cedergli il ricavato netto dalle vendite delle proprietà per piani “Villa _” fino a concorrenza degli importi dovuti. Con riconoscimento di debito del medesimo giorno, i due promotori si sono dichiarati debitori solidali di fr. 1'375'000.– nei confronti della F_ Srl di _ (I), rappresentata in quell’occasione dall’amministratore unico CO 1, per titolo di commissioni d’intermediazione riferite alle vendite già rogate nel quadro dell’operazione immobiliare di “Villa _” (per un valore complessivo di fr. 45'000'000.–) e di fr. 1'000'000.– per la promozione dell’operazione e per la ricerca di clientela qualificata. Il 9 febbraio 2015 PI 1 ha incaricato l’avv. PA 2 di far emettere una cartella ipotecaria al portatore di fr. 590'000.– sulla sua abitazione e di “disporre” un mutuo ipotecario di fr. 415'000.– su un’altra sua proprietà, chiedendogli di custodire fiduciariamente detti pegni a garanzia dei debiti di lui (e in solido del socio PI 1) nei confronti di CO 1 e/o della F_ Srl. Lo stesso giorno, PI 1 e PI 1 come rappresentanti della S_ SA di _ hanno fatto trasferire fr. 2'600'000.– sul conto “terzi” del notaio PA 2 a ulteriore garanzia dei crediti di CO 1 e/o della F_ Srl.","D. Con “atto di modifica di diritto di compera” del 25 agosto 2015 RE 1 e PI 1 da una parte e CO 1 dall’altra, constatato un notevole ritardo nella costruzione, hanno concordato la consegna dell’appartamento al 30 aprile 2016 e prorogato la scadenza del diritto di compera al 31 agosto 2016. La pena convenzionale “ormai esigibile” è stata ridotta da fr. 250'000.– a fr. 200'000.–, da versarsi entro il 31 dicembre 2015. Al riguardo, le parti hanno previsto che “detto debito (solidale) dei concedenti verso il beneficiario non potrà essere da essi posto in compensazione con eventuali loro crediti verso il beneficiario medesimo” e che “eventuali modifiche o supplementi nella PPP rispetto ai piani convenuti non potranno essere oggetto di compensazione con il debito di fr. 200'000.– (duecentomila) per la pena convenzionale sopra pattuita”. Con raccomandata 13 gennaio 2016, RE 1 e PI 1, tramite il loro nuovo patrocinatore avv. PA 1, hanno comunicato a CO 1 di non intendere mantenere gli accordi 23 gennaio e 9 febbraio 2015 né il riconoscimento di debito, ritenendosi vittime di lesione, e fatta riserva dell’art. 20 CO (nullità) d’impugnarli per timore, rimanendo tuttavia a disposizione per trovare soluzioni amichevoli, anche in merito al rogito del 25 agosto 2015. Con scritto 19 gennaio 2016 l’avv. PA 2 ha contestato il tutto per conto del cliente CO 1.","E. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 16 febbraio 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 200'000.– oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2016, indicando quale titolo del credito: “Convenzione. Debitore solidale conPI 1.”. Nel mese di gennaio del 2016, egli aveva già escusso PI 1 per le stesse somma e causale.","F. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 4 aprile 2016 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord. Nel termine impartito, RE 1 si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 20 aprile 2016. Con replica 2 maggio 2016 e duplica 9 maggio 2016 le parti le parti sono riconfermate nelle rispettive posizioni.","G. Statuendo con decisione del 12 maggio 2016, il Pretore aggiunto ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 800.– e un’indennità di fr. 2'400.– a favore dell’istante.","H. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 maggio 2016 per ottenerne l’annullamento – previa concessione dell’effetto sospensivo – e la reiezione dell’istanza. Il medesimo giorno il presidente della Camera ha accolto la domanda di effetto sospensivo presentata con l’impugnazione. Nelle sue osservazioni del 6 giugno 2016, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. Con scritto 13 giugno 2016 il convenuto ha trasmesso a questa Camera copia del precetto esecutivo emesso nei suoi confronti il 6 giugno 2016 dalla F_ Srl per complessivi fr. 1'553'000.– oltre agli interessi. Nella replica 15 giugno 2016 e nella duplica 24 giugno 2016 le parti si sono riconfermate nelle rispettive richieste. Il 29 luglio 2016 CO 1 ha esercitato il suo diritto di compera inerente all’unità n. _ della particelle n. _ RFD di _. In data odierna, la Camera ha respinto anche il reclamo interposto da PI 1 contro la sentenza del 10 maggio 2016 con cui il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5 ha rigettato la sua opposizione in via provvisoria (inc. 14.2016.113)."}

{Considerando,"in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.","1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 27 maggio 2016 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 17 maggio 2016, in concreto il reclamo è tempestivo.","1.2 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica. La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC)."}