Decision ID: cad3d2f5-e21f-57ce-b2f2-47678fd44a74
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nelle esecuzioni
n. _ e _ promosse il 17 maggio 2019
nei confronti d’PI 2 per oltre fr. 13'000.– complessivi, il 10 luglio 2019 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona ha pignorato i diritti spettanti all’escusso
n
ella comunione ereditaria della madre fu PI 1
(
†
2014)
. Nel verbale di pignoramento l’ufficio ha indicato che la comunione ereditaria è composta
dell’escusso PI 2 e del fratellastro PI 3
.
L’Ufficio ha elencato quali beni appartenenti alla comunione il fondo n. _ RFD di _, attribuendo al medesimo un valore di stima di fr. 1.–, tenuto conto dell’esistenza di cinque cartelle ipotecarie al portatore per una somma totale nominale di fr. 515'000.–.
B.
Avendo i creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a un’
udienza tenutasi il 2 dicembre 2020
a norma dell’art. 9 del
l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC,
RS 281.41)
, in occasione della quale nessuna conciliazione
è potuta essere raggiunta, essendo presente solo RA 2 in rappresentanza del coerede e marito PI 3.
C.
Il 16 dicembre 2020, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete
per la realizzazione della quota ereditaria pignorata. Nel termine
impartito non è pervenuta all’UE alcuna proposta.
D.
Il 10 febbraio 2021 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione della quota ereditaria dell’escusso, indicata in 1⁄2, a fronte di un valore di stima del fondo n. _ RFD di _ indicato in fr. 929'605.– (stima ufficiale), preavvisando quale modo di realizzazione il pubblico incanto.

Considerato
in diritto:
1.
Qualora, come sembra il caso nella fattispecie, l’esistenza della comunione ereditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dall’ODiC, convocando tutti gli interessati a un’udienza di
conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC) e dando poi loro la facoltà di formulare
proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (art. 10 cpv. 2 ODiC), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
2.
Nel caso di specie, l’UE non ha indicato il valore di stima dell’interessenza pignorata nella sua comunicazione del
16 dicembre 2020 agli interessati e nell’istanza si è limitato a menzionare il valore di stima ufficiale del fondo n. _ RFD di _ senza precisazioni sul carico ipotecario effettivo che lo grava (cinque
cartelle ipotecarie al portatore per nominali fr. 515'000.– in totale). In queste condizioni, non è possibile, come invece prescrive l’art. 5 cpv. 3 ODiC, determinare, neppure approssimativamente, il reale valore dell’interessenza dell’escusso, ovvero la differenza tra il valore di realizzazione del fondo e i debiti ipotecari effettivi che lo gravano a favore di terzi (le cartelle ipotecarie eventualmente ancora in mano dei comproprietari non devono invece essere computate).
2.1
Tale informazione è necessaria per poter stabilire se vi è il rischio di una vendita della quota (all’asta) a vil prezzo ove il suo valore dovesse essere nettamente superiore alle pretese dei creditori pignoranti, ipotesi in cui si potrebbe scegliere la soluzione dello scioglimento della comunione con consecutiva liquidazione del patrimonio comune, a patto che il valore
dell’attivo da realizzare giustifichi
i tempi e i costi
di una simile procedura (v. ad es. sentenza della CEF 15.2018.42 dell’8 giugno 2018, RtiD 2019 I 458 n. 68c, consid. 2)
.
2.2
È pertanto necessario retrocedere l’incarto all’UE affinché proceda a stimare il valore di realizzazione presumibile del fondo e a stabilire l’onere ipotecario effettivo attuale, interpellando i coeredi o direttamente la banca cui le pigioni versate dagli inquilini dello stabile sono stati ceduti. L’UE
assegnerà quindi agli interessati un nuovo termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte
concrete
per la realizzazione della quota ereditaria pignorata, menzionando nel suo scritto il valore di stima del fondo, l’onere ipotecario effettivo e il valore di stima dell’interessenza d’PI 2. Inoltrerà poi a questa Camera una nuova istanza di determinazione del modo di realizzazione della quota dell’escusso unitamente all’incarto ed eventuali proposte degli interessati.
2.3
Visto il carattere interlocutorio del giudizio odierno, non è indispensabile notificarlo agli interessati, che ne verranno a conoscenza con la nuova assegnazione di termine
per presentare proposte
concrete
di realizzazione.
3.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).