Decision ID: 4f92ecfa-5049-539d-bdd9-082d8a15754e
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 14 luglio 2009 la Sezione del lavoro ha sospeso RI 1 per 21 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per non avere iniziato un programma di occupazione temporanea.
Con decisione su opposizione del 17 novembre 2009 la Sezione del lavoro ha dichiarato irricevibile l'opposizione interposta dall'assicurato in quanto tardiva.
Il TCA, con sentenza 38.2010.1 del 7 giugno 2010, ha respinto il ricorso dell'assicurato contro la citata decisione su opposizione.
Il Tribunale federale, con sentenza 8C_590/2010 del 14 ottobre 2010, ha dichiarato inammissibile il ricorso inoltrato dall'assicurato contro la sentenza cantonale.
1.2. Con decisione su opposizione dell’8 marzo 2010 la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione del 13 ottobre 2009 (cfr. doc. 23) con la quale RI 1 è stato sospeso per 31 giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione per avere rifiutato di partecipare a un programma di occupazione temporanea (in seguito: POT) presso la _ a _. L'attività consisteva nella costruzione di oggetti di uso domestico.
In particolare l’amministrazione ha sottolineato che la misura assegnata all’assicurato era adeguata e che il mancato inizio della stessa non risultava validamente giustificato (cfr. doc. A).
1.3. Con ricorso del 29 aprile 2010 RI 1 ha chiesto l’annullamento della sanzione.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale l’assicurato ha fatto valere che il POT proposto non era adeguato alla sua formazione (cfr. doc. I).
1.4. Il 30 aprile 2010 il TCA ha assegnato alla Sezione del lavoro un termine di 20 giorni per inoltrare la risposta di causa.
Il 19 maggio 2010 la giurista della Sezione del lavoro ha richiesto una proroga fino al 9 giugno 2010 per inoltrare la risposta di causa adducendo motivi familiari (cfr. Doc. III).
Il 20 maggio 2010 il TCA ha concesso la proroga richiesta (cfr. Doc. IV).
Con scritto del 27 maggio 2010 l'assicurato ha chiesto al TCA di annullare la proroga (cfr. Doc. V).
1.5. Nella sua risposta dell'8 giugno 2010 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso e rileva in particolare l'adeguatezza della misura attiva proposta all’assicurato, sia la recidiva di quest’ultimo, il quale già in precedenza aveva rifiutato un POT senza valido motivo (cfr. doc. VII).
L'amministrazione ha sottolineato quanto segue:
" (...)
Per quanto riguarda la tesi dell'insorgente secondo cui non poteva essergli assegnata nessuna misura attiva a motivo della frase contenuta nella decisione 14 luglio 2009, e meglio "(...) non modifica gli obblighi di controllo per la durata della stessa (...)" si ribadisce, anche in questa sede, che il significato della predetta frase è l'esatto contrario di quanto preteso dal signor RI 1. Infatti, pure pendente una procedura d'opposizione gli assicurati devono ossequiare i loro obblighi di controllo, quali ad esempio, svolgere le ricerche di lavoro e seguire le istruzioni dell'amministrazione (cfr. art. 17 cpv. 3 LADI). Attendere la conclusione di tutto l'iter dell'opposizione e/o delle ulteriori possibilità d'impugnazione avverso una decisione di sanzione, equivale ad escludere a priori la possibilità per l'amministrazione di ricorrere ad una misura d'occupazione ritenuta adeguata al caso concreto. La soluzione preconizzata servirebbe agli scopi degli assicurati che tentano di sottrarsi alla frequentazione di provvedimenti del mercato del lavoro ma paralizzerebbe l'azione dell'amministrazione. In concreto, il consulente del personale di riferimento ha agito correttamente, assegnando la misura in questione all'assicurato.
Per quanto riguarda i "suggerimenti" che l'assicurato avrebbe ricevuto dal responsabile della misura assegnata, signor _, si osserva quanto segue. L'ascolto della lunga registrazione prodotta dal ricorrente conferma il chiaro intento dell'assicurato, ossia ottenere degli argomenti per potere giustificare la scelta di non frequentare il provvedimento stabilito dal consulente. In questo senso la risposta fornita dal signor _, il 26 gennaio 2010, riassume chiaramente il senso del colloquio "guidato" dall'assicurato: "mi è parso chiaro che l'intento del Signor RI 1 era quello di raccogliere informazioni utili per giustificare la sua volontà di non partecipare alla Misura attiva" (doc. 12).
A scanso di equivoci, è opportuno riconfermare che l'assicurato era tenuto a partecipare alla misura scelta legittimamente dall'amministrazione, che egli ha - in buona sostanza - tentato di manipolare il colloquio preliminare per giustificare il rifiuto di frequentare la misura in questione, come pure il senso o la portata dei formulari ufficiali per riassumere l'esisto del colloquio con il signor _ (doc. 28), per tentare di giustificare il proprio rifiuto. Come già indicato nella decisione contestata (doc. 1, in particolare consid. 7):
- spetta ai consulenti URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati tenuto conto della situazione del mercato del lavoro e delle loro capacità e attitudini (STCA del 22 febbraio 2010 nella causa W. V., 38.2009.72, consid. 2.8., pag. 14 e riferimenti ivi citati),
- in occasione del colloquio del 3 settembre 2009, il signor _ ha sostanzialmente risposto alle domande poste dall'assicurato, il quale, come emerge chiaramente dall'assieme della registrazione (della cui legalità si dirà in seguito) ha insistentemente cercato di ottenere dei motivi per non iniziare la misura proposta,
- non vi è stato nessun assenso del signor _ e soprattutto dell'amministrazione alla non partecipazione alla misura da parte del signor RI 1,
- il fatto che la misura assegnata occupi l'assicurato in un settore professionale differente da quello d'origine non giustifica il rifiuto di partecipazione, soprattutto in ragione del lungo periodo di disoccupazione dell'interessato.
Non è poi possibile rinunciare a rilevare che l'assicurato è pure ricorso alla registrazione, in modo furtivo, del colloquio con il signor _, come pure con il proprio consulente del personale, per tentare di sostenere le proprie infondate argomentazioni.
Ora, a questo proposito va rilevato che rimane aperta la questione della rilevanza penale dell'agire del ricorrente, potendo essere ragionevolmente configurato il reato di registrazione clandestina di conversazioni (art. 179ter CPS) e di conseguenza della necessità di mettere a disposizione - trattandosi di reato perseguibile a querela di parte - della registrazione prodotta dal signor RI 1 al signor _ e al signor _, quale doc. B.
Ai fini della presente vertenza è comunque utile ritenere che l'assicurato mostra chiaramente un atteggiamento ostruzionista nei confronti della misura e non solo. Egli ha infatti ostacolato lo svolgimento celere e ordinato della procedura, ad esempio rifiutando sistematicamente di ritirare le comunicazioni inviate per raccomandata dall'amministrazione e tentando di fare pressione sugli interlocutori paventando inverosimili azioni legali contro chiunque non gli dia ragione. Questi atteggiamenti non possono che essere stigmatizzati e mostrano chiaramente l'intenzione dell'assicurato di sottrarsi con ogni mezzo ai propri obblighi. (...)" (Doc. VII)
1.6. Con scritti del 24 giugno 2010 (cfr. doc. IX) e del 1° luglio 2010 (cfr. doc. XI) le parti si sono riconfermate nei rispettivi argomenti.

in diritto
2.1. L'art. 13 cpv. 3 Lptca stabilisce che il termine per la risposta di causa può essere prorogato una sola volta a seguito di istanza motivata dell'autorità amministrativa.
Il 19 maggio 2010 la Sezione del lavoro ha chiesto una proroga per l'inoltro della risposta di causa, motivando l'stanza.
La domanda è stata accolta dal TCA in applicazione della disposizione della legge di procedura appena citata.
2.2. La decisione su opposizione impugnata concerne esclusivamente la sospensione dell'assicurato per 31 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per avere rifiutato un programma d'occupazione.
Questo è l'unico terma che può e deve essere affrontato dal TCA.
Le pretese di risarcimento danni fatte valere dal ricorrente (cfr. Doc. IX pag. 5) sono irricevibili. Esse esulano infatti dall’oggetto del litigio, determinato dalla decisione su opposizione con la quale l’assicurato è stato sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. a tale proposito la sentenza del TF 8C_784/2007 dell’11 novembre 2008, consid. 3)