Decision ID: 6a6e8a6d-d70d-5bee-8a5d-487e4552482f
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, precedentemente attivo quale operaio/aiuto-meccanico, nel mese di settembre
2003 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posto al beneficio di una riformazione professionale, in quanto affetto da stato dopo artroscopie multiple al ginocchio sinistro per interventi al menisco (doc. AI 1). Il caso è stato assunto dalla _, che ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.
Alla chiusura del caso, con decisione 20 agosto 2004 l’assicuratore infortuni ha comunicato all’interessato che, in base alla valutazione del dr. _ e del dr. _, la sintomatologia dolorosa al ginocchio sinistro è quasi scomparsa, con il conseguente ripristino della mobilità, circostanza che consente la ripresa lavorativa in misura completa. Pertanto, essendo conclusa la cura medica, l’assicuratore ha ritenuto l’interessato abile al lavoro al 100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc. 5-1 inc. LAINF).
Esperiti gli accertamenti del caso, con decisione 11 aprile 2005 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, motivando come segue:
"
(...)
● Dalla documentazione acquisita agli atti non si evincono affezioni invalidanti estranee ai postumi-infortunistici tutelati dalla _ e quindi non abbiamo motivo per discostarci dalla loro valutazione.
● Nel complesso si evincono i seguenti periodi d'inabilità:
- 100% dal 02.07.03 al 17.08.03 riconosciuto dalla _
- 100% dal 05.12.03 al 21.12.03 _ - 50% dal 19.05.03 al 10.08.03 _
● A decorrere dall'11.08.2004 fa stato una completa abilità lavorativa.
In conclusione non è stata raggiunta la carenza dell'anno d'attesa ininterrotto (dal 18.08.03 al 04.12.03 totalmente abile al lavoro con interruzione del periodo) che può dare diritto ad una rendita d'invalidità e non vi è una residua incapacità lavorativa, con un grado d'invalidità di almeno il 20% che possa dare diritto a provvedimenti professionali." (Doc. AI 35-1+2)
1.2. A seguito dell’opposizione dell’assicurato, rappresentato dall’avv. _ - con la quale ha contestato la valutazione dell’amministrazione concernente la sua piena esigibilità al lavoro, rilevando che egli è impedito nell’effettuare lavori pesanti, non può stare a lungo in piedi e non può portare pesi (come certificato dal dr. _ e dal dr. _), motivo per il quale egli subisce una perdita di guadagno, che l’ammi-nistrazione ha omesso di valutare (doc. AI 50) - con decisione su opposizione 27 gennaio 2006 l’Ufficio AI ha confermato che l’assicurato è totalmente abile al lavoro in attività leggere adeguate e che, dal raffronto dei redditi, emerge un grado di invalidità del 10%-11%, percentuale che non dà diritto né a provvedimenti professionali né a una rendita (doc. AI 54).
L’amministrazione ha in particolare osservato:
"
(...)
3. Nel caso concreto, in sede d'opposizione è emerso che l'assicurato ha trovato una nuova occupazione. Rispondendo al questionario per il datore di lavoro inviatole il 23 dicembre 2005 la ditta _ di _ ha confermato che il 26 settembre 2005 il Signor RI 1 aveva iniziato a lavorare a tempo pieno. Il guadagno dell'assicurato è di fr. 41'600.-- annui, corrispondenti all'effettivo rendimento dello stesso.
Ora, considerando il reddito senza invalidità dell'assicurato (al massimo fr. 47'000.-- annui, cfr. questionario per il datore di lavoro 13 ottobre 2003), un confronto con il reddito d'invalido (fr. 41'600.--) rivela un'incapacità di guadagno del 10-11%, la quale esclude la possibilit
à
di beneficiare d'una riformazione professionale. Va sottolineato che, applicando i salari indicativi RSS, anche tenendo conto delle riduzioni per attività leggere, si otterrebbe una piena capacità di guadagno residua.
La tesi secondo la quale andrebbe preso in considerazione quanto il Signor RI 1 avrebbe potuto percepire quale piastrellista non trova giustificazione. Anzi, se è vero che l'apprendistato da piastrellista era stato momentaneamente interrotto dall'infortunio, a suo tempo è pure stato stabilito che quest'ultimo non avrebbe pregiudicato tale formazione (cfr. il rapporto 4 dicembre 1997 del Dott. _ al Dott. _). L'abbandono della stessa fu una decisione dell'assicurato, che prima d'accusare delle conseguenze invalidanti intraprese senza impedimenti altre attività.
4. Nella determinazione del grado d'invalidità, l'amministrazione si basa sui documenti medici per prendere posizione ed all'occorrenza su documenti provenienti da altri specialisti. Il compito del medico consiste nel valutare lo stato di salute della persona assicurata, nonché in quale misura ed in quali attività è incapace di lavorare. Inoltre, le informazioni fornite dai medici costituiscono una base importante per valutare quali attività possano ancora essere ragionevolmente esigibili dalla persona assicurata (DTF 105 V
158 f
. cons. 1 e DTF 125 V 261 cons. 4).
Valutata la documentazione medica prodotta in sede d'opposizione, nella misura in cui questa possa essere presa in considerazione ai fini del presente giudizio (la giurisprudenza stabilisce a questo proposito criteri ben precisi, tra i quali la presenza d'una diagnosi, l'indicazione dei disturbi soggettivi, delle constatazioni oggettive, della prognosi e delle eventuali osservazioni conclusive), si constata come non infirmi le conclusioni alle quali è giunta l'amministrazione, ma confermi semmai la ritenuta piena capacità lavorativa in attività adeguate.
5. In via abbondanziale, va ribadito che anche in presenza di un'invalidità del 20% o superiore, l'assicurato avrebbe diritto ad una formazione in nuove attività lucrative esclusivamente nel caso in cui tale invalidità esigesse una riconversione professionale e grazie ad essa la capacità di guadagno potesse essere presumibilmente conservata o migliorata (art. 17 cpv. 1 LAI).
Si reputa necessaria una riformazione qualora, a causa della sua invalidità, l'assicurato non può esercitare un'attività professionale oppure se in un prossimo futuro egli non sarà in grado di esercitarla in assenza di tale provvedimento. Una riformazione non è invece necessaria se l'assicurato è già sufficientemente integrato o se è possibile offrirgli un posto di lavoro adeguato.
La riformazione necessaria deve essere tale da poter influenzare notevolmente la capacità al guadagno dell'assicurato (conservandola o migliorandola in modo significativo).
La giurisprudenza ha infine stabilito delle regole relative al principio d'equivalenza a livello di possibilità di guadagno tra l'attività esercitata prima del danno alla salute e quella prevista a seguito della riformazione. Occorre che le due formazioni abbiano lo stesso valore intrinseco.
Nella concreta fattispecie, come confermato dai fatti, l'assicurato può essere reintegrato senza difficoltà sul mercato libero del lavoro in attività semplici e poco qualificate (ad esempio in qualità d'operaio generico). Tenendo conto del curriculum scolastico e professionale del signor RI 1 e della percentuale di abilità lavorativa residua (100%), non sarebbe poi stato possibile intravedere dei provvedimenti professionali che avrebbero potuto sensibilmente aumentare la sua capacità di guadagno residua. Non possedendo una formazione professionale di base pari ad un attestato federale di capacità, egli potrebbe eventualmente accedere ad una formazione empirica, che porta però a dei redditi sostanzialmente equivalenti a quelli in vigore per le professioni con le qualifiche sopra esposte." (Doc. AI 54-3+4)
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato un tempestivo atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare di una riqualifica professionale.
Sostanzialmente egli ha rilevato che la sua incapacità raggiunge il grado del 20%, percentuale che dà diritto ad una riqualifica professionale, osservando:
"
(...)
11. In questa sede, giova primariamente sottolineare come l'UAI si sia adagiato sul giudizio espresso dal sanitario responsabile del Servizio Medico Regionale, il quale a sua volta si è limitato a consultare gli atti della _, senza visitare l'assicurato e senza disporre di recenti atti medici: il Dr. med. _ si è infatti fondato sul rapporto del Dr. med. _, posto a base della decisione emessa dalla _, risalente unicamente al 20.07.2004.
Innegabile a tal proposito appare pure l'impossibilità materiale per l'assicurato di svolgere determinate attività richiedenti posizioni inergonomiche, quali quelle delineate dal Dr. med. _ nel suo certificato medico del 20.09.2004 e dal Dr. med. _ nei suoi certificati medici del 6.01.2005 risp. 13.05.2005.
12. Si contesta recisamente l'asserzione dell'UAI secondo cui l'assicurato avrebbe di sua sponte abbandonato l'apprendistato di piastrellista senza attendere il riscontro di conseguenze invalidanti. Non a caso, infatti, egli fu nuovamente operato nelle date 22.01.1998, 14.05.1999, 28.05.1999, 26.11.1999 sempre per il medesimo problema fisico, che gli impediva totalmente lo svolgimento della professione di piastrellista. Non si comprende dunque la motivazione per cui l’UAI debba sancire la mancata volontà da parte dell'assicurato di terminare l'apprendistato, allorquando il medesimo ha dovuto subire - proprio per la problematica che gli ha impedito di proseguire la sua attività di piastrellista - differenti interventi chirurgici (ben 7), i cui rapporti sono peraltro agli atti dell'UAI.
13. Sulla base di quanto sopra, necessita quindi procedere ad un raffronto dei redditi, segnatamente al raffronto fra il reddito che l'assicurato avrebbe potuto oggigiorno conseguire nell'attività di piastrellista se non fosse subentrato il danno alla salute, ed il reddito attualmente conseguibile da RI 1 in attività lavorative leggere, compatibili al suo stato di salute.
Si osserva che si rende necessario procedere al summenzionato raffronto dei redditi al fine di valutare l'esistenza di un'eventuale perdita di guadagno del 20%, giustificante la concessione, da parte dell'UAI, della garanzia per la riformazione professionale in attività confacenti al suo stato di salute.
14. In particolar modo, si evidenzia come il mio mandante si sia visto costretto nel frattempo a reperire una nuova attività quale collaboratore alla produzione presso la spett. _, _
15. Pertanto, considerando il guadagno annuo dell'assicurato nell'attività di collaboratore alla produzione presso la suindicata ditta (Fr. 41'600.- corrispondente all'effettivo rendimento dello stesso), nonché il guadagno annuo che egli avrebbe potuto conseguire oggigiorno nell'attività di piastrellista (Fr. 61'320.-, cfr. tabella salari,
Doc. B
), si otterrebbe il seguente calcolo:
Fr. 61'320.- - Fr. 41'600.- =
32%
Fr. 61'320.-
Anche considerando lo stipendio massimo conseguibile nelle attività del settore industriale, si otterrebbe il seguente calcolo:
Fr. 61'320.- - Fr. 47’000.- =
23%
Fr. 61'320.-
16. Visto quanto sopra, si giustifica accordare una riformazione professionale all'assicurato de quo, posto che la sua capacità di guadagno potrebbe essere presumibilmente migliorata. Egli infatti, a causa del suo danno alla salute, non è stato in grado di portare a termine il suo apprendistato e ha dovuto reperire tosto un'attività lucrativa semplice sebbene la sua peculiare formazione (una volta terminato il semestre mancante) gli avrebbe certamente permesso di ottenere un guadagno superiore.
Si rammenta in merito come egli - svolgendo la sua attuale attività lavorativa quale collaboratore alla produzione - riesca a percepire unicamente il guadagno annuo di
Fr. 41'600.-
, mentre se avesse potuto proseguire il suo apprendistato (se non fosse insorto il danno invalidante) e conseguire il relativo attestato professionale di piastrellista, egli avrebbe molto verosimilmente conseguito un guadagno annuo di Fr. 61'320.-. La riformazione in quest'ottica influenzerebbe notevolmente la capacità di guadagno dell'assicurato, migliorandola in modo significativo.
Orbene, alla luce di siffatte considerazioni, nonché dei certificati medici addotti in sede di opposizione all'UAI, si chiede venga accordata una riformazione professionale a favore del mio mandante. A tal proposito, ci si riserva di ulteriormente documentare l'attuale stato di salute dell'assicurato, medianti nuovi ed aggiornati rapporti medici." (Doc. III, pag. 4-6)
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso.
1.5. In data 6 aprile 2006 l’avv. _ ha osservato:
"
(...)
Con la presente vi produco il rapporto, steso il 17.03.2006 da _.
Da detto rapporto si evince chiaramente che il mio patrocinato aveva dovuto interrompere su consiglio dei chirurghi in ortopedia e del Dr. med. _ l'apprendistato di piastrellista. A tale riguardo detto sanitario si è espresso come segue:
" ... Jedenfalls mussten gemäss anschliessender Zusammenfassung rezidivierende Eingriffe vorgenommen werden. Auf Empfehlung der beteiligten orthopädischen Chirurgen und auf meine persönliche Empfehlung hin musste die Lehre als Plattenleger im Dezember 1997 abgebrochen werden. Eine derartige Belastung wäre bezogen auf das chronisch geschädigte Kniegelenk nicht mehr möglich gewesen und ist es auch heute nicht. Weiterhin besteht nämlich eine persistierende Arbeitsunfähigkeit für schwere körperliche Belastung mit Heben von Lasten bzw. mit dauernd knieender Stellung. ...
"
Inoltre, sono state esaminate dal mio patrocinato e dal sottoscritto, le attività suscettibili di entrare in linea di conto per un'eventuale riformazione professionale del Signor RI 1, nonché il reddito conseguibile in dette attività una volta terminata la riformazione professionale conformemente alle indicazioni salariali fornite dall'Ufficio federale di statistica per l'anno 2004 (cfr. allegati). Ho constatato che una riformazione professionale permetterebbe al mio patrocinato di conseguire i seguenti redditi mensili:
- CHF 5'053.- (classe 3), quale addetto alla logistica con mansione di quadro;
- da CHF 6'190.- a CHF 7'176.- (classe 3), risp. CHF 5'865.- a CHF 6'223.- quale persona attiva nel settore della telematica;
- CHF 6'800.- (classe 3), quale massaggiatore medico;
- CHF 7'176.- (classe 3), quale "Elektropratikern" ;
- CHF 6'245.- (classe 3), quale impiegato nel commercio al dettaglio;
- CHF 6'190.- (classe 3), quale grafico addetto alla riproduzione fotografica;
- CHF 6'245.- (classe 3), quale impiegato di commercio;
- CHF 6'245.- (classe 3), quale commerciante;
- CHF 7'093.- (classe 3),quale assistente farmaceutico nel settore della ricerca e dello sviluppo;
- CHF 6'008.- (classe 3), quale assistente farmaceutico nel settore delle attività mediche, di cura e sociali;
- da CHF 5'072.- a CHF 6'245.-, quale assistente al commercio al dettaglio;
- da CHF 5'072.- a CHF 6'245.-, quale venditore.
Reputo quindi sussistere nel presente caso i requisiti di legge per una formazione professionale in una nuova attività lucrativa. In effetti, risulta accertato che l'assicurato aveva dovuto a causa del suo stato di salute interrompere l'apprendistato di piastrellista, ragion per cui s'impone una riformazione professionale.
Considerati inoltre i redditi indicati dall'Ufficio federale di statistica conseguibili in una nuova attività lavorativa compatibile allo stato di salute dell'assicurato, ritengo che una riformazione professionale permetterà verosimilmente al Signor RI 1 di migliorare la sua capacità di guadagno." (Doc. VII)
1.6. Con scritto 3 maggio 2006 l’amministrazione ha comunicato al TCA di non avere particolari osservazioni da formulare in merito ai documenti prodotti dal ricorrente, rinviando integral-mente al contenuto della decisione su opposizione (IX).
Tale scritto è stato trasmesso al ricorrente (X) per conoscenza.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione professionale.
2.3. Secondo l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile. Fra i provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI).
2.4. L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI
"
per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità."
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid.
2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid.
2a).
L'assicurato ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio
1995 in
re F. consid. 2b).
Una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid.
1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 131).
Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).
L’art. 18 cpv. 1 LAI prevede che:
"
Gli assicurati invalidi, idonei all'integrazione, hanno diritto a un sostegno attivo nella ricerca di un posto di lavoro conveniente nonché a una consulenza costante al fine di conservare il loro posto di lavoro. Sussidi possono essere assegnati per le spese in abiti di lavoro e in utensili personali connesse con l'assunzione di un'attività lucrativa dipendente e per le spese di trasloco a causa dell'invalidità."
Lo stesso articolo 18, al cpv. 2, stabilisce:
"
Un aiuto in capitale può essere assegnato agli assicurati invalidi idonei all'integrazione, affinché possano avviarsi a un'attività lucrativa indipendente o svilupparla e per finanziare trasformazioni aziendali a causa dell'invalidità. Il Consiglio federale ne stabilisce le condizioni e le forme."
2.5. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.6. La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In
una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine, g
li organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).
2.7. Nel caso in esame, nel rapporto medico 1° ottobre 2003 indirizzato all’Ufficio AI il dr. _,
FMH in medicina generale, posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “
instabilità del ginocchio sinistro in stato dopo meniscectomia mediale e stato dopo sette interventi a livello di questo ginocchio
”, ha ritenuto l’assicurato abile al lavoro al 100% in un’attività “
non pesante, dove non deve inginocchiarsi, non sempre in piedi, non su terreni irregolari, dove può cambiare spesso posizione
” (doc. AI 5-3).
Nel rapporto 20 luglio 2004 indirizzato alla _ il dr. _, FMH in neurologia, ha osservato:
"
(...)
Valutazione:
All'attuale stato neurologico non emergono patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico, è risultata nella norma anche una breve valutazione ENG dei nervi peroneo e tibiale di sinistra escludendo una patologia a carico di questi nervi. Assenti anche segni a favore di una radiculopatia lombare. Soggettivamente il paziente riferisce la scomparsa spontanea delle parestesie lamentate nel mese di maggio, avrebbe ancora un soggettivo deficit di forza all'arto inferiore sinistro, clinicamente non evidenziabile.
Non posso quindi porre una diagnosi neurologica e da un punto di vista strettamente neurologico (escludendo la problematica del ginocchio sinistro) il paziente è abile al lavoro al 100%. Non vi sono dei provvedimenti terapeutici neurologici da effettuare. (Doc. 4-6, inc. LAINF)
Nel rapporto 18 agosto 2004 relativo alla visita medica circondariale 9 agosto 2004 eseguita per conto della _ il dr. _, FMH in chirurgia ortopedica, posta la diagnosi di “
lievi disturbi funzionali al ginocchio sinistro in stato da molteplici interventi allo stesso
”, ha rilevato:
"
(...)
VALUTAZIONE
Soggettivamente
vi sono dei dolori al carico prolungato, focalizzati sulla faccetta mediate della rotula sinistra, i dolori sono presenti anche se deve scendere le scale. Le parestesie sono praticamente scomparse, anche se quando i dolori al ginocchio sopraggiungono, vi sono ancora delle brevi fasi di formicolio al polpaccio sinistro.
Oggettivamente
vi è una buona mobilità del ginocchio, senza segni infiammatori e con un segno di Zohlen che è praticamente negativo, a parte che la prova di questo segno provoca un lieve fastidio retro-rotuleo.
Procedere medico
Non sono indicate ulteriori terapie.
Procedere amministrativo
A partire dal 10.8.2004 l'assicurato è da considerare abile al lavoro nella misura totale." (Doc. 5-3, inc. LAINF)
Con decisione 20 agosto 2004 l’assicuratore infortuni ha quindi comunicato all’interessato che, viste le conclusioni del dr. _ e del dr. _, che ritengono quasi scomparsa la sintomatologia dolorosa al ginocchio sinistro, viene considerato abile al lavoro al 100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc. 5-1 inc. LAINF).
Nelle sue annotazioni 23 marzo 2005 il dr. _ del SMR ha rilevato:
"
A. 27enne, senza formazione specifica, piastrellista sino verso fine 1997; in seguito attivo quale operaio generico con periodi di disoccupazione. In Ticino dal 2002 dove svolge dopo un periodo di disoccupazione una attività quale aiuto meccanico.
II 16.08.1997 l'A. è vittima di una lesione meniscale al ginocchio sin, con conseguenti artroscopie multiple (di competenza _)
A seguito di una ricaduta è stato inabile in misura completa dall'inizio di luglio a metà agosto 2003 e poi nuovamente da dicembre 2003 ad agosto 2004.
In occasione di una visita di controllo _ (09.08.2004) si ritiene la diagnosi di
Lievi disturbi funzionali al ginocchio sin. in stato dopo molteplici interventi allo stesso.
Per la ricaduta la _ ha riconosciuto:
IL del 100% dal 05.12.2003 al 21.12.2003
50% dal 19.05.2004 al 10.08.2004
0% dal 10.08.2004
L'_ aveva versato un'IL del 100% dal 02.07. 2003 al 17.08.2003.
La _ ha chiuso il caso con attestazione di abilità totale dal 10.08.2004, senza nessuna limitazione e l'A. non ha sollevato opposizioni.
Dall'inizio del mese di novembre
2004, l
'A. si è trasferito a _.
Visto che nessuna assicurazione ha versato delle IPG per oltre un anno ininterrottamente e che l'A. è stato ritenuto nuovamente abile al lavoro senza restrizioni di sorta, non vi è diritto ad alcuna prestazione Al.
Si rifiuta dunque la domanda di prestazioni Al e si trasferisce l'incarto a _ (quando la decisione sarà cresciuta in giudicato)." (Doc. AI 34-1)
Nella decisione 11 aprile 2005 l’Ufficio AI ha quindi negato il diritto ad una riformazione professionale o ad una rendita, ritenuto che l’assicurato non presenta una residua inabilità lavorativa per lo meno del 20%, ma va per contro considerato pienamente abile al lavoro così come stabilito dalla _ (doc. AI 35).
In sede di opposizione l’assicurato ha contestato di poter lavorare al 100% in un’attività adeguata (doc. AI 52).
A comprova di ciò, egli ha trasmesso le seguenti attestazioni mediche:
- certificato medico 20 settembre 2004 del dr. _, in cui ha attestato:
"
Il signor RI 1, 1978, di _, è abile al lavoro al 100%. Non può fare lavori pesanti, non può stare in piedi a lungo, né portare pesi pesanti per esiti post-infortunistici.” (Doc. AI 50-4+5)
- certificato medico 6 gennaio 2005 del dr. _, FMH in reumatologia, medico del Centro _ (_
)
di _, che ha attestato una abilità al lavoro del 100% dal 1° novembre 2004 al 28 febbraio 2005, esponendo quali limiti funzionali dell’interessato “
ausgeschlossen sind schwere körperliche Belastungen mit regelmässigen Heben von Lasten über
15 kg
(Bauhauptgewerbe) sowie Arbeitsplätze mit überwiegendem Stehen
” (doc. AI 50-6).
- certificato medico 13 maggio 2005 del dr. _, che ha ribadito la piena capacità lavorativa dell’assicurato, osservando:
"
Ich beziehe mich auf das ausgestellte Arztzeugnis vom 6.1.05 z.Hd. des regionalen Arbeitsvermittlungszentrums in _.
Damals wurde eine volle Arbeitsfähigkeit attestiert vom 1.11.04-28.2,05 mit folgendem Ausschluss: "Ausgeschlossen sind schwere körperliche Belastungen mit regelmässigem Heben von Lasten über
15 kg
(Bauhauptgewerbe) sowie Arbeitsplätze mit überwiegendem Stehen bzw. wo eine Wechselbelatung nicht möglich ist".
In Ergänzung zu diesem Zeugnis bleibt festzuhalten, dass diese formulierten Einschränkungen nicht auf den 28.2.05 befristet sind, sondern dass es sich um eine dauerhafte Einschränkung handelt."
(Doc. AI 50-7)
A partire dal 26 settembre 2005 l’assicurato ha iniziato una nuova attività lavorativa, a tempo pieno (8 ore al giorno, 40 ore settimanali) e a tempo indeterminato, presso la ditta _ di _, in qualità di collaboratore alla produzione (doc. AI 52-2).
Nella decisione su opposizione l’amministrazione ha ribadito il rifiuto di prestazioni, rilevando che dal raffronto dei redditi emerge un grado di invalidità del 10%-11%, percentuale che non dà diritto ad una riformazione professionale.
In sede ricorsuale l’assicurato ha trasmesso al TCA lo scritto 17 marzo 2006 redatto dal dr. _, del seguente tenore:
"
Beurteilung:
Bei diesem Patienten musste in Mai 2005 gegenüber dem Arbeitsvermittlungszentrum ein Zeugnis ausgestellt werden betreffend Verwendbarkeit bzw. Präzisierung bezogen auf die attestierte volle Arbeitsfähigkeit vom 1.11.04 bis zum 28.2.2005; damals wurde festgehalten, dass schwere körperliche Belastungen ausgeschlossen sind mit regelmässigem Heben von Lasten über
15 kg
sowie Arbeitsplätze mit der Unmöglichkeit der Wechselbelastung. Diese Beurteilung ist unverändert auch heute noch gültig und Weiterhin.
Berufliche Integrationsmöglichkeiten:
Bekanntlich bestand bei diesem Patienten zwischen 1997 und 1999 ein komplexes Kniebeschwerdesyndrom Ii mit rezidivierenden Knieproblemen und vor allem rezidivierenden Rupturen des menisco-capsulären Komplexes medial Ii möglicherweise als Folge einer Missbildung, wobei dies retrospektiv nicht mehr definitiv beurteilt werden kann. Jedenfalls mussten gemäss anschliessender Zusammenfassung rezidivierende Eingriffe vorgenommen werden. Auf Emfehlung der beteiligten orthopädischen Chirurgen und auf meine persönliche Empfehlung hin musste die Lehre als Plattenleger im Dezember 1997 abgebrochen werden. Eine derartige Belastung wäre bezogen auf das chronisch geschädigte Kniegelenk nicht mehr möglich gewesen und ist es auch heute nicht. Weiterhin besteht nämlich eine persistierende Arbeitsunfähigkeit für schwere körperliche Belastung mit Heben von Lasten bzw. mit dauernd knieender Stellung.
Zusammenfassend musste der Patient die angefangene Lehre als Bodenleger aus gesundheitlichen Gründen. Schon damals wurde darauf hingewiesen, dass hier eine Umschulungsmassnahme grundsätzlich gegeben wäre.
1.
Fünf Rezidive einer medialen Meniskusläsion links:
-
VIII/97 plötzliches Zwick-Einklemmungsereignis mit Streckdefizit beim Gehen aufgetreten; persistierendes Streckdefizit
-
_ Nr
-
18.8.97 Arthroskopie
: Korbhenkelriss medial Zirkumferenz; 2x arthroskopische meniscus-Refixation (Dr. _); ca. 1 Mt. Beschwerdefrei
-
Erneute Blockade bei Arbeit spontan
-
24.10.97 Arthroskopie
: Meniscushinterhorn-Längriss; Teilmeniscectomie medial (Dr. _); anschl. PT und AUF
-
12.11.97 Arthroskopie wegen erneuten Blockaden (?)
: Rezidiv Vorderhornriss links im Bereich der Naht mit Restmeniscectomie Voderhorn links (Dr. _)
-
Protrahierte Beschwerden mit AUF; Physiotherapie inkl. MTT
-
Subjektiv rezdiv. Beschwerden medial wechslend Va. beim Stehen und selten Blockierungsereignisse (Streckdefizit) bis III/99
-
Objektiv III/99 massiv schmerzhafter Zohlen, lei Synovitis; Streckdefizit 10; F/E-Endphasenschmerz; Lachmann gut
-
MRI Knie links 08.04.1999
: ausgedehnter schräger bis Horizontaler Spaltriss im Hinterhorn und Pars intermedia des medialen Restmeniskus ohne Zeichen einer frischen Läsion (alte bzw. persistierende Läsion?); zusätzlich kleines, wahrscheinlich parameniskales Ganglion ventro-medial in der Nähe des medialen Patellaretinakulums
-
Zusammenfassend viertes Rezidiv einer medialen Meniskusläsion sowie ca.
7 mm
grosses Ganglion, ausgehend vom Uebergang Pars intermedia-Vorderhorn des Innenmeniskus
-
Refixation menisko-kapsulärer Komplex mediales Vorderhorn links Dr. _ KSF 28.05.1999
-
Arthroskopische grosszüge Teilmenicectomie medial bei Reruptur, Faden- und Fadengranulomentfernung Dr. _ 25.11.1999
-
Arthroskopische subtotale Meniscektomie medial vom Hinterhorn vor Vorderhorn; Revision antero-medial und Entfernung zweier Fadengranulome 26.11.1999 Dr. _
-
Noch lei Beschwerden nach starken körperlichen Belastungen II/01
-
III/01 Ansatztendinopathie Lig. patellae links bei ausgeprägter Musk. Dysbalance Quadriceps/Kniebinnenmuskulatur links sekundär
-
Züsatzlich musk. Dysbalance bei Valgus bds; gleichzeitig Valgustendenz des Talus rechtsbetont bei Knick-Senk-Spreizfuss bds.
2.
Lumbovertebrales Syndrom:
-
subjektiv seit Spinalinjektion (zweimalig) 24.10.99 intermitt. Lumbovertebrale Beschwerden
-
III/01 beschwerdefrei
Nebendiagnosen:
Thoraxbeschwerden II/01 (NF Dr. _); EKG anamnestisch unauffällig
."
(Doc. C1)
2.8.
Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (
STFA 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160;
Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31; DTF 125 V 352
; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).
In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio
1995 in
re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
In DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.),
la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354)
.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).
Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, 1997, p. 230).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).
2.9. Nell’evenienza concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione effettuata dal SMR in data 23 marzo 2005, sulla base delle perizie specialistiche 18 agosto 2004 del dr. _ e 20 luglio 2004 del dr. _, da considerare dettagliate, approfondite e quindi rispecchianti i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.8.).
L’Ufficio AI, infatti, ha affidato al SMR l’incarico di valutare le patologie dell’assicurato. In tale ambito il SMR, basandosi su quanto indicato dal dr. _ nella perizia 20 luglio 2004 effettuata per conto della _, ritenuta esaustiva – in cui lo specialista ha considerato l’assicurato, dal punto di vista neurologico, totalmente abile al lavoro (doc. 4-6 inc. LAINF) – e, sempre su incarico dell’assicuratore infortuni, dal dr. _ nella perizia 18 agosto 2004 – in cui lo specialista in chirurgia ortopedica ha ritenuto l’assicurato abile al lavoro al 100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc. 5-3 inc. LAINF) - è giunto alla conclusione che l’interessato è totalmente abile al lavoro a partire dal 10 agosto 2004 (doc. AI 34).
Le conclusioni del dr. _
e del dr. _
, ritenute esaustive dal SMR, sono pure state condivise dallo stesso medico curante, dr. _, il quale nel suo certificato medico 20 settembre
2004 ha
indicato che l’assicurato è abile al lavoro al 100%, precisando che egli non può effettuare lavori pesanti, non può stare a lungo in piedi e non può sollevare e trasportare pesi (doc. AI 50). La valutazione di una piena capacità lavorativa dell’assicurato è pure stata confermata dal dr. _ nei suoi scritti 6 gennaio 2005 (doc. AI 50-6), 13 maggio 2005 (doc. AI 50-7), in cui lo specialista in reumatologia ha giudicato l’assicurato abile al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei limiti funzionali già elencati dal dr.
_ (“
ausgeschlossen sind schwere körperliche Belastun-gen mit regelmässigen Heben von Lasten über
15 kg
(Bauhauptgewerbe) sowie Arbeitsplätze mit überwiegendem Stehen
”, doc.
AI 50-6).
Il dr. _ ha ribadito che l’assicurato è pienamente abile al lavoro nel suo scritto 17 marzo 2006 (doc. C1), in cui ha rilevato che le sue precedenti conclusioni del maggio 2005 sono tuttora valide ed immutate.
Il ricorrente ha criticato le conclusioni del SMR, che ribadiscono quanto valutato dal dr. _ e dal dr. _ in merito ad una capacità lavorativa del 100%, osservando dapprima che l’Ufficio AI si è basato sul giudizio del SMR, il quale a sua volta si è limitato a consultare gli atti dell’assicuratore infortuni (del 2004), senza visitarlo e senza predisporre degli accertamenti medici più recenti. Il ricorrente ha inoltre rilevato di non potere svolgere determinate attività, richiedenti il mantenimento di posizioni inergonomiche, così come attestato dal dr. _ e dal dr. _.
Quanto alla censura relativa al fatto che il dr. _, medico SMR, non avrebbe visitato l’assicurato, va osservato che,
in ambito LAINF, il TFA ha precisato che i pareri redatti dai medici della _ hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95).
Analogamente, visto come il medico SMR si fondi su validi reperti medici di specialisti e sugli esiti di indagini svolte, bisogna concludere che la sua valutazione ha valore anche se non ha visitato il paziente.
Va qui inoltre ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
3.2 L
'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (...)”
(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid.
3.2)
Quanto alla seconda censura indirizzata all’amministrazione relativa alla mancanza di referti medici più recenti sui quali fondare il proprio giudizio, questo Tribunale deve rilevare che le perizie del dr. _ e del dr. _, che giungono alla conclusione di una totale capacità lavorativa dell’assicurato, non sono state smentite dai certificati medici prodotti dall’inte-ressato in corso di causa. Dai referti del dr. _ e del dr. _, infatti, emerge che l’assicurato è abile al lavoro al 100% in attività leggere adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali.
L’assicurato non ha prodotto altri certificati medici attestanti una minore capacità lavorativa. Al riguardo occorre ricordare che se da una parte
la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
Pertanto, questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuta l’ammi-nistrazione basandosi su quelle dei medici SMR, che a loro volta si rifanno ai sanitari interpellati (dr. _ e dr. _), specialisti nelle materie che qui interessano, i quali hanno compiutamente valutato il danno alla salute di cui è portatore l'assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla valutazione della capacità lavorativa del richiedente.
Infine, quanto alla critica mossa dall’assicurato in merito aIl’impossibilità di svolgere determinate attività, richiedenti il mantenimento di posizioni inergonomiche, così come attestato dal dr. _ e dal dr. _, va osservato che nella decisione impugnata l’amministrazione ha espressamente indicato di ritenere l’interessato abile al lavoro 100% in attività adeguate (“
valutata la documentazione medica prodotta in sede d’opposizione (...) si constata come non infirmi le conclusioni alle quali è giunta l’amministrazione, ma confermi semmai la ritenuta piena capacità lavorativa in attività adeguate
”, doc. AI 54 pag. 3, la sottolineatura è della redattrice). Tale critica è quindi inconsistente.
In conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti valutazioni SMR, suffragate dalle risultanze delle perizie del dr. _ e del dr. _, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l
'assicurato è abile al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali.
2.10.
Va ora verificato se l’assicurato - che da un punto di vista medico è da ritenere totalmente abile, a partire dal mese di agosto
2004, in
attività leggere adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali - ha diritto, da un punto di vista economico, a provvedimenti professionali o ad una rendita.
2.10.1. Come è già stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (cfr. DTF 125 V 261 consid.
4; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid.
1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno. Questo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).
I documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2 luglio
1996 in
re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).
Di conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità da parte della Commissione AI.
L'incapacità di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4 LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
La LAI tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità al guadagno.
Di regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952, pagg. 140 e 141).
Il TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).
La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
2.10.2. Secondo l'art. 28 cpv. 3 vLAI
"
3
Il Consiglio federale definisce il reddito determinante ed emana prescrizioni completive sulla determinazione dell’invalidità, in particolare per gli assicurati che prima di essere invalidi non esercitavano alcuna attività lucrativa o erano ancora a tirocinio o agli studi.
"
L'art. 28 cpv. 2 seconda frase, in vigore dal 1° gennaio 2004, prevede che il Consiglio federale definisce il reddito del lavoro determinante per valutare l’invalidità.
L'art. 26 OAI, intitolato assicurati senza formazione professionale, enuncia che:
"
Se l'assicurato non ha potuto, a cagione dell'invalidità, acquisire sufficienti conoscenze professionali, il reddito lavorativo che potrebbe ottenere se non fosse invalido corrisponde al tasso percentuale, graduato secondo l'età, del valore medio attualizzato ogni anno secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di statistica sulla struttura dei salari (cpv. 1).
_
Dopo ... anni compiti Prima ... anni compiti Tasso in per cento
_
21 70
21 25 80
25 30 90
30 100
_
Se un assicurato non ha potuto, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava (cpv. 2)."
Secondo la giurisprudenza il capoverso 1 si riferisce a invalidi alla nascita oppure invalidi precoci che non hanno potuto, a causa del danno alla salute, acquisire delle conoscenze professionali sufficienti (STFA del 13 luglio 2005 nella causa G., I 24/03; STFA dell'11 febbraio 1993 nella causa B. p. 9; STFA del 6 maggio 1986 nella causa D. consid. 1c, (I 358/85); Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, p. 207; direttive UFAS sull'invalidità e la grande invalidità N 3035-3039). Con questo concetto si intende il conseguimento di una formazione professionale conclusa (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02, consid. 2.2.; STFA del 6 maggio
1986 in
re D consid. 1c). Il capoverso 1 sancisce in pratica il principio dell'accertamento generale e astratto del reddito da valido sulla base delle tabelle salariali (STFA dell'11 febbraio
1993 in
re B. p. 9).
Rappresenta un’eccezione a questo principio, sempre nel contesto dell'art. 26 cpv. 1 OAI, la fattispecie in cui un assicurato diventa invalido poco prima di iniziare la formazione professionale e da elementi univoci ed evidenti risulta che senza l’invalidità questi avrebbe appreso una determinata professione. In tale evenienza il calcolo del reddito da valido va effettuato facendo riferimento a questa professione (cfr. STFA del 26 gennaio 2005 nella causa M., I 543/04, consid. 3.3.1; STFA del 10 febbraio 2003 nella causa D., I 472/02, consid. 1.2.).
Qualora, tuttavia, un assicurato abbia concluso una formazione professionale, l’invalidità va determinata secondo il metodo generale del raffronto dei redditi (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02, consid. 2.2.; STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 consid. 3.2.).
L'art. 26 cpv. 2 OAI presuppone, invece, in particolare che l'invalido abbia cominciato una determinata formazione ed esistano indizi concreti secondo cui l'interessato, se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione. Le sole dichiarazioni d'intenti in tal senso oppure "Mutmassungen" non bastano (STFA del 11 febbraio
1993 in
re B. consid. 5b; STFA del 20 agosto 2002 nella causa P., I 748/01, consid.
4; STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02 ("konnte die Versicherte Person wegen der Invalidität eine begonnene berufliche Ausbildung nicht abschliessen..."); STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 ("In quest'ultimo ambito,
l'art. 26 cpv. 2 OAI recita in particolare che se un
assicurato non ha potuto, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli si prepara. Orbene, anche in questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla formazione di base (sentenza inedita del 10 marzo 1997 in re W., I 104/96, consid. 2a).
).
Il reddito che si potrebbe attribuire all’assicurato presumendolo non invalido corrisponde al reddito medio di un lavoratore nella professione che stava seguendo. In questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla formazione di base (cfr. STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01, consid. 3.2.).
2.10.3.
Nel caso di specie, nella decisione impugnata l’Ufficio AI ha ritenuto che dal raffronto dei redditi tra il
reddito da valido di 47’000 (riferito al 2003) conseguito quale aiuto-meccanico presso la ditta _ di _ e il reddito da invalido di fr. 41’600 (anno 2005), percepito nella sua nuova attività presso la ditta _ di _,
emerge una perdita di guadagno del 10%-11%, percentuale che non dà diritto né a provvedimenti professionali, né tantomeno ad una rendita.
2.10.3.1. Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata
senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la
stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante, quale persona sana (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1 con riferimento). Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1).
Soltanto in presenza di circostanze particolari si giustifica di scostarsi da questo valore e di ricorrere ai dati statistici risultanti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica.
Nel caso di specie, l’assicurato ha contestato il reddito da valido ritenuto dall’amministrazione, rilevando che l’Ufficio AI avrebbe dovuto considerare quanto egli avrebbe potuto guadagnare, senza danno alla salute, nell’attività di piastrellista. Egli ha infatti osservato di avere iniziato nel 1995 l’apprendistato di piastrellista, lavorando presso la ditta _ di _, precisando tuttavia di aver dovuto interrompere ad inizio 1998, ad un semestre dalla conclusione, il suo apprendistato, a causa dei suoi problemi al ginocchio, per i quali ha dovuto subire sette interventi chirurgici tra il 1997 e il 1999. Egli ha quindi ribadito che, senza l’insorgenza del danno alla salute, avrebbe senz’altro terminato l’apprendistato di piastrellista ed avrebbe di conseguenza esercitato tale attività, motivo per il quale a suo modo di vedere l’amministrazione avrebbe dovuto prendere in considerazione quale reddito da valido il reddito conseguibile nell’attività di piastrellista.
L’amministrazione, al contrario, ha ritenuto di non poter prendere in considerazione quale reddito da valido quanto avrebbe potuto percepire l’assicurato quale piastrellista, dato che “
se è vero che l’apprendistato era stato momentaneamente interrotto dall’infortunio, a suo tempo è pure stato stabilito che quest’ultimo non avrebbe pregiudicato tale formazione (cfr. il rapporto 4 dicembre 1997 del dott. _ al dott. _). L’abbandono della stessa fu una decisione dell’assicurato, che prima di accusare delle conseguenze invalidanti intraprese senza impedimenti altre attività
” (doc. AI 54).
Dopo attento esame dell’incarto, questo Tribunale ritiene di poter aderire alla tesi, convincente e motivata, esposta dall’assicurato. Se è pur vero, come indicato dall’amministra-zione, che in data 4 dicembre 1997 il dr. _, FMH in chirurgia ortopedica, ha ritenuto che l’assicurato fosse in grado di terminare il suo apprendistato (doc. 1-97 inc. LAINF), non si può tuttavia omettere di considerare che successivamente, nel 1998 e nel 1999, l’interessato ha dovuto subire altri numerosi interventi al ginocchio (resezione artroscopica del corno anteriore del menisco mediale sinistro nel gennaio 1998; rottura della parte intermedia del residuo meniscale a sinistra nel marzo 1999, resezione di una plica e refissazione del complesso del menisco capsulare nel maggio 1999, nuova artroscopia nel settembre 1999, revisione e rimozione di due granulomi nel novembre 1999, doc. 2-13 inc. LAINF). Inoltre, va considerato che già nel novembre 1997, chiedendo un parere al dr. _ in merito alla possibilità o meno per l’assicurato di terminare il suo apprendistato di piastrellista, il curante, dr. _, propendeva per un cambiamento di professione, alla ricerca di un impiego nel quale il ginocchio non venisse continuamente sollecitato (doc. 1-98 inc. LAINF). Inoltre, nel suo certificato medico 1° ottobre 2003 all’atten-zione dell’Ufficio AI il dr. _ ha indicato che l’assicurato “
dopo due anni e mezzo di apprendistato di piastrellista ha dovuto interromperlo causa una meniscopatia al ginocchio sinistro quale malattia professionale. In seguito ha subito 7 artroscopie, inizialmente con tentativo di suturare il menisco, l’ultima con meniscectomia mediale
” (doc. AI 5-2). Al riguardo, il dr. _, nel suo scritto 17 marzo 2006, ha rilevato che secondo il suo parere e secondo quello dei chirurghi ortopedici l’assicurato ha dovuto interrompere il suo apprendistato di piastrellista per motivi medici, a causa dei problemi al ginocchio sinistro che si sono susseguiti nel tempo, dal 1997 al 1999 (doc. C1).
Il parere espresso dal dr. _ nel 2006, prendendo quindi in considerazione tutta l’evoluzione dei problemi al ginocchio sinistro e tutti gli interventi a cui l’interessato ha dovuto sottoporsi dal 1997 al 1999, appare quindi maggiormente convincente rispetto a quello enunciato dal dr. _ nel dicembre 1997, tenendo conto unicamente delle patologie presentatesi fino a quel momento.
Inoltre, essendo la professione di piastrellista notoriamente da svolgere mantenendo per lungo tempo la posizione inginocchiata, sollecitando fortemente le ginocchia, appare evidente che l’assicurato non fosse in grado - come non lo è tutt’ora - di effettuare tale tipo di attività, che non è rispettosa dei limiti funzionali indicati dal dr. _ e dal dr. _ (l’interessato non può svolgere attività
pesanti, non può stare a lungo in piedi e in ginocchio e non può sollevare e trasportare pesi).
Pertanto, tutto ben considerato, avendo già iniziato la formazione di piastrellista ed esistendo nel caso di specie indizi concreti secondo cui l'interessato, se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione, mancandogli ormai soltanto un semestre, questo Tribunale ritiene provato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che
l’assicurato ha dovuto interrompere, ad un semestre dalla sua conclusione, per motivi medici, il suo apprendistato di piastrellista. Senza l’insorgenza del danno alla salute egli avrebbe quindi ultimato tale formazione, esercitando poi con tutta verosimiglianza l’attività di piastrellista.
Torna quindi applicabile nel caso in esame l’art. 26 cpv. 2 OAI. Pertanto, non avendo
potuto
l’
assicurato, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione professionale di piastrellista, il reddito che gli si potrebbe attribuire presumendolo non invalido,
come visto in precedenza (consid. 2.10.2.),
corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava.
Quale reddito da valido va quindi preso in considerazione il reddito medio di un piastrellista in possesso dell’attestato professionale di capacità.
Dal contratto collettivo dei piastrellisti, valido per il 2005, emerge che un lavoratore qualificato con attestato federale di capacità ha diritto ad un salario mensile minimo di fr. 4’929, pari a fr.
64’077
annui e, per il
2006, a
fr. 5’009 mensili, ossia fr. 65'117 annui (cfr. contratto collettivo di lavoro dei piastrellisti, adeguamenti contrattuali 2005 e 2006, www.ocst.ch).
2.10.3.2. Quanto al reddito da invalido,
va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).
Come visto in precedenza, l’assicurato ha reperito una nuova occupazione: egli, infatti, dal 26 settembre 2005 lavora al 100%, a tempo indeterminato, presso la ditta _ di _, percependo un salario di fr. 41'600 annui, corrispondenti al suo effettivo rendimento (doc. AI 52-2).
Orbene, raffrontando il reddito da valido (2005) di fr. 64’077
con il reddito da invalido (2005) di fr. 41’600
risulta un
grado d’invalidità del 35% (
64’077
– 41’600 x 100 :
64’077
). Dal raffronto del redditi relativi al 2006 emerge un grado di invalidità del 36%.
Tali percentuali essendo superiori al
la soglia minima di diminuzione della capacità di guadagno
del 20%
conferente diritto a provvedimenti di riformazione professionale (cfr. consid. 2.4.), si giustifica la retrocessione degli atti all'Ufficio AI affinché,
tramite il consulente IP (funzionario espressamente
versato in questioni reintegrative
),
esamini se sono date le ulteriori condizioni per un eventuale diritto dell'interessato a misure d'integrazione professionale e renda in esito a tali accertamenti un nuovo provvedimento
.
Questo Tribunale non può condividere la tesi espressa in via abbondanziale dall’amministrazione nella decisione impugnata, laddove, senza aver preliminarmente sottoposto l’incarto al consulente in integrazione professionale, ha affermato che “
l’assicurato può essere reintegrato senza difficoltà sul mercato libero del lavoro in attività semplici e poco qualificate (ad esempio in qualità di operaio generico). Tenendo conto del curriculum scolastico e professionale del signor RI 1 e della percentuale di abilità lavorativa residua (100%), non sarebbe stato possibile intravedere dei provvedimenti professionali che avrebbero sensibilmente potuto aumentare la sua capacità di guadagno residua. Non possedendo una formazione professionale di base pari ad un attestato federale di capacità, egli potrebbe eventualmente accedere ad una formazione empirica, che porta però a dei redditi sostanzialmente equivalenti a quelli in vigore per le professioni con le qualifiche sopra esposte
”.
Come visto, questo genere di riflessioni sono di competenza del consulente in integrazione professionale, persona espressamente istruita in tale ambito, che dovrà esaminare la situazione concreta dell’assicurato, giovane di 29 anni, che pur non avendo finito, come visto, per motivi di salute, il suo apprendistato di piastrellista, ha comunque seguito quel genere di formazione per due anni e mezzo, dimostrando quindi di possedere le necessarie capacità.