Decision ID: 9ade7007-1a91-5a93-a0b0-9cd32d40b420
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 21 novembre 2000, su istanze _ a nome delle società procedenti, l’UE _ ha allestito il PE _ indicando alla voce del creditore _ “rappr. da _ quella del mandatario _ e a quella del titolo “Quittungen über Einlagen von je fr. 100'000.-- welche nicht zurückbezahlt worden sind”.
B.
Siffatto precetto esecutivo è stato notificato al ricorrente il 27 novembre 2000, il quale ha scritto nell’apposita casella “Ich erhebe Rechtsvorschlag”.
C.
Con ricorso 1 dicembre 2000, _ chiede l’annullamento del precetto esecutivo, a motivo che la causa del credito è scritta in lingua tedesca e che i due asseriti rappresentanti delle società procedenti non risultano a registro di commercio avere diritto di firma per nessuna delle due società.
D.
Nelle sue osservazioni, l’UE di Lugano chiede la reiezione del ricorso.

Considerando
in diritto:
1.
La censura del ricorrente riguardante l’indicazione in lingua tedesca della causa del credito lede il principio della buona fede in quanto l’escusso (si comparino le firme della procura, doc. A, e sul precetto esecutivo, doc. B) ha interposto opposizione nella medesima lingua.
2.
L’ufficio di esecuzione non deve esaminare d’ufficio se le persone che hanno firmato una domanda di esecuzione a nome del creditore possiedono veramente l’asserito potere di rappresentanza. Le contestazioni su questo punto devono essere fatte valere con ricorso ex art. 17 ss. LEF e non con opposizione, poiché esse non concernono né il credito in sé né il potere del procedente di farlo valere in esecuzione, bensì una questione puramente procedurale e quindi di competenza delle autorità di vigilanza (cfr.
DTF
84 III 74, cons. 1;
Sabine Kofmel Ehrenzeller
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 23 ad art. 67;
Pierre-Robert Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I., Losanna 1999, n. 31 ad art. 67). Il ricorso, tempestivo, è quindi ricevibile.
3.
Per giudicare chi può rappresentare una società anonima, le autorità di esecuzione devono attenersi di massima alle iscrizioni figuranti nel registro di commercio (cfr.
DTF
84 III 74, cons. 2). Nel caso di specie, risulta che _ non è amministratore _ (cfr. doc. C, così come estratto dal registro di commercio _ stato al 12 gennaio 2001, assunto d’ufficio e “online” da questa Camera) e non vi é agli atti alcuna procura a suo favore. _ risulta invece amministratore unico della società _ (cfr. doc. D, così come estratto dal registro di commercio _, stato al 15 gennaio 2001, assunto d’ufficio e “online” da questa Camera). L’esecuzione _ deve quindi essere annullata per quanto concerne la società _ e mantenuta a favore della società _. Il registro delle esecuzioni sarà corretto in tal senso.
4.
Il ricorso va quindi parzialmente accolto, nel senso del considerando 3.
Sulle tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art. 17 LEF (cfr.
Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all’art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 67 e 69 LEF, nonché 61 e 62 OTLEF,