Decision ID: 65c4d7ae-fbe4-50c9-a2d2-4cdeb6ef31c8
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il Pretore della giurisdizione di Locarno Città, statuendo il
4 settembre 2003 su un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale promossa il 6 maggio 2003 da _ _ _ (1975) nei confronti del marito _ _ _ (1969), ha imposto a quest'ultimo dal 1° settembre 2003 un contributo alimentare di fr. 890.– mensili per la moglie e di fr. 1000.– mensili (escluso l'assegno familiare) per la figlia _e, nata il
6 febbraio 1998;
che contro la citata sentenza _ _ _ ha introdotto un appello del 15 settembre 2003 in cui ha chiesto, previo conferimento dell'effetto sospensivo, la riduzione del contributo alimentare per la figlia a fr. 785.– mensili e la soppressione di quello per la moglie o, in via subordinata, la riduzione del contributo per la figlia a fr. 750.– mensili e di quello per la moglie a
fr. 600.– mensili fino al 31 dicembre 2003, ulteriormente ridotti a fr. 400.– mensili fino al 30 agosto 2004;
che il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo con decreto del 19 settembre 2003;
che nelle sue osservazioni del 17 ottobre 2003 _ _ _ ha proposto di respingere l'appello e ha instato per il beneficio dell'assistenza giudiziaria;
che con ordinanza del 14 gennaio 2004 il giudice delegato di questa Camera ha assegnato alle parti un termine di dieci giorni per esprimersi sul possibile aumento del contributo alimentare in favore della figlia e sul relativo ammontare;
che il 23 gennaio 2004 _ _ _ ha dichiarato di ritirare l'appello, instando a sua volta per il beneficio dell'assistenza giudiziaria;
e considerando

in diritto:
che la desistenza di una parte pone fine alla lite e ha forza di cosa giudicata (art. 352 cpv. 1 CPC);
che il giudice ne dà atto e stralcia la causa dal ruolo (art. 352 cpv. 2 CPC);
che in caso di desistenza, come in caso di transazione o di acquiescenza, la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili sono fissate e suddivise a richiesta di parte dal giudice adito (art. 151 CPC);
che, per principio, il ritiro di un appello equivale a desistenza, sicché il recesso da una lite comporta l'obbligo di sopportare gli oneri processuali e di rifondere alla controparte un'equa indennità per ripetibili (Rep. 1978 pag. 375 seg.);
che nella fattispecie non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che la tassa di giustizia va adeguatamente ridotta, la causa in appello non terminando con un giudizio di merito (art. 21 LTG);
che la richiesta di assistenza giudiziaria introdotta da _ _ _ non può essere accolta, l'interessato medesimo avendo privato l'appello, con il ritiro, di ogni probabilità di esito favorevole (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag);
che, comunque sia, tale richiesta sarebbe priva d'oggetto, una domanda di assistenza giudiziaria non avendo effetto retroattivo e potendosi riferire solo ad atti compiuti dal legale dopo la sua presentazione, salvo casi d'urgenza che palesemente non ricorrevano nella fattispecie (DTF 122 I 203; SJ 118/1996 pag. 644; Rep. 1994 pag. 385), mentre dopo il 23 gennaio 2004 il patrocinatore dell'appellante non è stato chiamato a svolgere alcuna prestazione apprezzabile, essendo egli in attesa dell'emanazione del giudizio;
che, per di più, nella misura in cui l'appellante ha già versato l'importo di fr. 350.– a titolo di anticipo per le spese giudiziarie presunte, l'assistenza giudiziaria è finanche senza oggetto (per analogia:
Poudret
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciare, vol. V, Losanna 1992, pag. 124 nel mezzo con richiamo);
che, per contro, la richiesta di assistenza giudiziaria formulata da _ _ _ merita accoglimento (come in prima sede), giacché essa è indigente (art. 3 cpv. 2 Lag) e la sua resistenza davanti a questa Camera non era senza probabilità di esito favorevole, tant'è che per finire il convenuto ha ritirato l'appello;
che, a rigore, l'attribuzione di ripetibili renderebbe senza oggetto la richiesta di assistenza giudiziaria (sentenza inc. _._._del 6 novembre 2000, consid. 13);
che difatti l'intervento dello Stato è puramente sussidiario rispetto alla possibilità di incassare adeguate ripetibili dalla controparte (cfr.
Hausheer/Reusser/Geiser
in: Berner Kommentar, edizione 1999, n. 15a ad art. 163 CC;
Bräm
in: Zürcher Kommentar, edizione 1993, n. 138 ad art. 159 CC;
Leuenberger
in:
Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht
, Basilea 2000, n. 53 ad art. 137 CC;
Hinderling/Steck
,
Das schweizerische Ehescheidungsrecht
, Zurigo 1995, pag. 552 nota 5 con rinvii; ZR 90/1991 pag. 259 n. 82);
che nella fattispecie tuttavia l'indennità per ripetibili assegnata all'istante appare di difficile – se non di impossibile – riscossione;
che, ad ogni buon conto, il patrocinatore dell'istante dovrà rendere attendibile, al momento in cui sottoporrà la nota professionale a questa Camera per l'approvazione (art. 7 cpv. 2 Lag), la ragionevole impossibilità di incassare ripetibili sufficienti;