Decision ID: c15b67cd-e85d-5b1e-be99-7cff0c1533fe
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto:
che la Sezione della circolazione, con decisione del 7 maggio 2004, ha inflitto a _ una multa di fr. 600.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 90.–, per i seguenti fatti accertati il 16 marzo 2004 in territorio di_:
"alla guida della vettura_, in una semi-curva senza visuale piegante per lui a destra eseguiva una manovra di sorpasso di un autoveicolo per cui collideva con un altro sopraggiungente in senso inverso";
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 26 cpv. 1, 31 cpv. 1, 32 cpv. 1, 35 cpv. 1, 2 e 4, 90 n. 1 LCS; 3 cpv. 1 e 4 cpv. 1 ONC;
che _ è insorto contro tale decisione con un ricorso del 14 (recte: 13) maggio 2004 in cui conclude per l'annullamento della multa;
che nelle sue osservazioni del 24 maggio 2004 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;

e considerato in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 26 cpv. 1 LCS, ciascuno nella circolazione deve comportarsi in modo da non essere di ostacolo né di pericolo per coloro che usano la strada conformemente alle norme stabilite; il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza, rivolgendo la sua attenzione alla strada e alla circolazione (art. 31 cpv. 1 LCS, concretato dall'art. 3 cpv. 1 ONC);
che la velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della visibilità (art. 32 cpv. 1 prima frase LCS); il conducente deve quindi circolare a una velocità che gli permetta di fermarsi nello spazio visibile o, se l'incrocio con altri veicoli è difficile, nella metà dello spazio visibile (art. 4 cpv. 1 ONC);
che l'art. 35 cpv. 2 prima frase LCS autorizza il sorpasso di veicoli – a sinistra (cpv. 1) – solo se la visuale è libera, il tratto di strada necessario è sgombro e la manovra non è d'impedimento per i veicoli che giungono in senso inverso; è vietato per converso sorpassare, fra l'altro, nelle curve senza visuale (cpv. 4);
che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS);
che la Sezione della circolazione rimprovera al multato di avere, in violazione delle predette disposizioni, superato un'automobile in una semi-curva senza visuale collidendo con una vettura proveniente nell'altro senso;
che tale decisione fonda sui seguenti accertamenti di polizia (rapporto di constatazione del 24 marzo 2004, pag. 4):
_ alla guida della sua vettura stava discendendo la strada della _, preceduto dalla vettura della teste_.
Giunto poco prima della 'Cava Terrani' quando ancora si trovava a percorrere una semicurva senza visuale per lui piegante a destra eseguiva il sorpasso sulla sinistra della vettura della teste, con manovra di uscita e rientro.
Facendo tale manovra non si accorgeva che in senso contrario sopraggiungeva la vettura della_, la quale nulla ha potuto per evitare la collisione che avveniva fra i due specchietti retrovisori esterni, lato sinistro.
_ proseguiva poi la sua corsa in direzione di_.
La _ eseguiva subito un'inversione di marcia, riuscendo a raggiungere il _ che nel frattempo si era ferm[ato] al rosso di un semaforo di cantiere, posto sopra l'abitato di _";
che l'insorgente nega dal canto suo ogni responsabilità nell'accaduto, dolendosi di come "per aver sorpassato un'auto che procedeva a velocità ridotta (e questo già dal bivio di_!!) e che continuava a frenare ad ogni accenno di curva, in un luogo dove non vi era nessun divieto, la linea è tratteggiata e NON in semicurva senza visuale come si vuol far credere, a causa della mancata padronanza del veicolo che sopraggiungeva in senso inverso a velocità elevata si è verificata la collisione dei due specchietti (collisione avvenuta NELLA MIA CORSIA DI MARCIA, lo ribadisco ancora una volta) mi ritrovo a dover pagare fr. 600 di multa + fr. 190 di spese!!??.. e tutto questo poi, su delle dichiarazioni personali valide tanto quante le mie. Non vorrei che, visto che la Signora in questione guidava l'auto di un agente di polizia (suo marito), questo fatto abbia contribuito a far valere maggiormente la sua posizione. [...]";
che non giova tuttavia al ricorrente prevalersi di una possibile colpa di terzi, ove si consideri come in ambito penale ognuno risponde delle proprie azioni e omissioni, sicché l'eventuale comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa (DTF inedita 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003, consid. 3.3);
che non spetta pertanto al giudice penale stabilire il grado di responsabilità di più conducenti coinvolti in un incidente della circolazione: tale compito incombe semmai al giudice civile eventualmente incaricato di dirimere possibili litigi fra gli interessati o le rispettive assicurazioni;
che riguardo al comportamento del multato, dall'audizione di_– alla guida del veicolo superato e come tale testimone oculare dell'accaduto – si evince quanto segue (verbale del 17 marzo 2004 allegato al citato rapporto di polizia):
Appena sotto il paese di_, poco prima della 'Cava Terrani', all'improvviso mentre stavo effettuando una semicurva per me piegante a destra, venivo superata da una vettura Opel di colore blu.
Quest'auto, che io non avevo neppure visto arrivare dietro di me, ha eseguito il sorpasso, facendo una manovra di uscita e rientro (gincana) in luogo dove non vi era visuale a seguito della semicurva.
Mentre stava rientrando nella sua corsia, ha urtato con il suo specchietto esterno sinistro lo specchietto pure esterno di una vettura Subaru di color bianco, guidata da una ragazza.
[...]
D) Al momento del fatto la vettura Subaru che giungeva in senso contrario era sulla sua giusta corsia?
R) Sì, era nella sua giusta corsia. È stata la vettura Opel che durante la manovra di sorpasso della mia auto ha invaso la corsia di contromano.
[...]";
che la conducente della vettura urtata ha confermato, nella sostanza, la predetta deposizione testimoniale, precisando come la propria "velocità al momento del fatto era di circa 50/60 km/h ove il limite è di 80" (cfr. verbale d'interrogatorio del 17 marzo 2004 allegato al rapporto di constatazione citato);
che contrariamente al parere del ricorrente, nulla induce in concreto a dubitare dell'attendibilità della testimone, la quale – ammonita a dire la verità e resa edotta delle conseguenze penali sancite dall'art. 307 CP in caso di falsa testimonianza – ha saputo fornire una versione lineare e credibile sulla dinamica del sinistro;
che la versione dell'insorgente è invece contraddittoria, laddove egli affermava davanti alla polizia di avere iniziato il sorpasso quando ancora si trovava a metà curva (verbale del 17 marzo 2004, pag. 1 in fondo), per poi sostenere nel ricorso e nelle allegate osservazioni di avere sorpassato "su di un tratto dritto e non in una semi curva senza visuale";
che desta altresì perplessità la certezza con cui il multato dichiara nel ricorso che l'urto sarebbe avvenuto nella propria corsia, dopo essersi limitato davanti alla polizia a ritenere solo "possibile" l'invasione di corsia da parte dell'altra protagonista (verbale citato, pag. 2 in alto);
che in simili evenienze, questo giudice perviene al convincimento che il multato ha effettivamente trasgredito le norme della circolazione enunciate nella decisione impugnata;
che le censure ricorsuali non consentono altresì di sminuire la gravità oggettiva dell'infrazione perpetrata dall'interessato, suscettibile di compromettere gravemente la sicurezza del traffico, di recare considerevoli danni e di mettere finanche a repentaglio l'incolumità delle persone coinvolte;
che la multa inflitta risulta in definitiva proporzionata alla gravità del reato, rettamente commisurata alla colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;
che il ricorso va quindi respinto, seguito da tassa di giustizia e spese;