Decision ID: 07dd65da-9be6-4ccc-baf2-bbda92b9e708
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto ed in diritto
I) Correzioni dell’atto d’accusa
1.
In merito alle correzioni dell’atto d’accusa si rimanda al verbale del dibattimento, rilevando che le parti hanno aderito alla proposta del Presidente di modificarlo nel senso che la Corte adita è quella delle assise correzionali di Mendrisio e non di Lugano, posto che i fatti sono avvenuti a _.
II) Questione pregiudiziale
2.
La questione pregiudiziale sollevata dalla difesa mirante alla sospensione del pubblico dibattimento (art. 329 cpv. 2 e 3 CPP) fino alla definitiva evasione da parte del Consiglio degli Stati dell’iniziativa Regazzi è stata respinta, in quanto oggi come oggi, per casi come quelli qui in esame, vi è una sola norma in vigore ed è quella applicata con l’atto d’accusa e quindi non vi è alcun valido motivo per non pronunciare una sentenza (art. 329 cpv. 1 lett. c, 2 e 3 CPP).
Non farlo sarebbe contrario sia alla parità di trattamento con altri casi già passati in giudicato (art. 437 segg. CPP) sia alla sicurezza del diritto.
Peraltro, l’iter parlamentare per un’eventuale modifica del testo di legge è ben lungi dall’essere concluso né è possibile sapere quando lo sarà e con quale risultato.
A ciò aggiungasi che l’iniziativa Regazzi propone in particolare l’abolizione della soglia minima di 1 anno, mantenendo tuttavia la soglia massima di 4 anni introdotti con Via Sicura. Ne consegue che – anche nel caso in cui la stessa fosse accolta – nulla impedirebbe comunque la pronuncia di sentenze a pene detentive ben superiori a un anno in caso di grave infrazione alle norme sulla circolazione stradale.
III) Vita e precedenti penali dell’imputato
3. IM 1
è nato il _ a _.
...omissis...
Professionalmente IM 1 è attivo presso _,
...omissis...
IM 1 ha assolto il servizio militare raggiungendo _.
In punto alla sua situazione finanziaria, l’imputato ha riferito di avere un reddito annuo lordo di circa CHF _ così come un reddito immobiliare lordo di circa CHF _. Egli vive in casa propria gravata da onere ipotecario con interesse annuo di circa CHF _. I costi della Cassa malati ammontano a CHF _ mensili. L’imputato, il quale non ha debiti, ha _ figli agli studi a suo carico. La moglie percepisce un reddito annuo di circa CHF _,
...omissis...
(VI PP 31.03.2015, p. 3, AI 8).
IM 1 è incensurato (Estratto del casellario giudiziale svizzero, AI 7).
IV) Risultanze d’istruttoria e dibattimentali
4.
L’imputazione di grave infrazione alle norme della circolazione di cui all’art. 90 cpv. 3 e 4 lett. d LCStr nei confronti di IM 1 trova la sua oggettiva e soggettiva concretizzazione nelle risultanze istruttorie (cfr. rapporto d’inchiesta, AI 1) e nelle ammissioni dell’imputato (VI PG 19.01.2015, p. 2 e 3, allegato 1 al rapporto d’inchiesta, AI 1; VI PP 31.03.2015, p. 2, AI 8; VI DIB 15.01.2016, p. 2, allegato 2 al verbale dibattimentale).
Interrogato a sapere se riconoscesse i fatti menzionati nell’atto d’accusa, l’imputato ha risposto:
"
Riconosco l’eccesso di velocità, mentre non riconosco la messa in pericolo e il rischio di creare incidenti (...). Ho deciso volontariamente di fare una “gasata”, ma l’ho fatto in piena coscienza e sicurezza, sia per me stesso sia per gli altri e ciò tenuto conto dell’orario, delle condizioni stradali favorevoli e dell’assenza di altri utenti della strada. (...) Era una giornata molto bella e la sera era temperata. Finito l’allenamento di _ a _, rientrando a casa, ho deciso di fare una “gasata” per mettere in movimento la macchina, siccome non vi era in giro nessuno. (...) ero totalmente consapevole del limite di velocità vigente”
(VI. DIB. 15.01.2016, allegato 2 del verbale del dibattimento, p. 2).
È quindi accertato che il 10 dicembre 2014 in territorio di _ egli ha circolato a 206 Km/h su un tratto stradale dove vigeva il limite di 120 Km/h, superando pertanto il limite di 86 Km/h.

V) Diritto
5.
Giusta l’art. 90 cpv. 3 LCStr è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni chi, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione, corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità, l’effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non autorizzate con veicoli a motore, ritenuto che questo capoverso è in ogni caso applicabile se la velocità massima consentita è superata di almeno 80 km/h dove la velocità massima consentita è di 120 km/h (art. 90 cpv. 4 lett. d LCStr).
Tale norma viene quindi a descrivere una forma qualificata dell’infrazione grave delle regole della circolazione di cui all’art. 90 cpv. 2 LCStr (DTF 1B 98/2013; DTF 1B 275/2013; vedasi anche Alain Macaluso,
Des contraventions à la violation grave des règles de la circolation routière
, Franz Werro / Thomas Probst,
Journées du droit de la circulation routière
, 2012; Cédric Mizel,
Le délit de chauffard et sa répression pénale et administrative
, PJA 2013, pag. 189 e segg. ; Julien Délèze/Hervé Dutoit,
Le délit de chauffard au sens de l’art. 90 al. 3 LCR : éléments constitutifs et proposition d’interprétation
, PJA 2013, pag. 1202).
Gli elementi costitutivi del reato di cui all’art. 90 cpv. 3 LCStr sono l’infrazione intenzionale e oggettivamente grave di una norma fondamentale della circolazione e, cumulativamente, la creazione di un forte rischio d’incidente con feriti gravi o morti (Cédric Mizel,
op. cit
, PJA 2013, p. 189).
Nella sua decennale giurisprudenza il Tribunale Federale ha più volte ribadito che, tenuto conto delle circostanze concrete del caso, tutte le norme della circolazione possono risultare “
fondamentali
”. Analogamente, l’infrazione di ognuna di tali norme può, potenzialmente, risultare “
grave”
(DTF 119 IV 243). Per quanto attiene al forte rischio di causare un incidente con feriti gravi o morti, risulta sufficiente una messa in pericolo astratta accresciuta (RDAF 1974 303; Cédric Mizel, op.cit.).
Dal profilo soggettivo, l’art. 90 cpv. 3 LCStr richiede l’infrazione intenzionale delle norme della circolazione, il dolo eventuale risultando tuttavia sufficiente (DTF 6B 284/2011).
6.
Richiamate le risultanze d’istruttoria e dibattimentali (cfr. supra, punto 4) appaiono realizzati gli elementi oggettivi e soggettivi del reato sanzionato dall’art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr, da cui la conseguente conferma dell’imputazione indicata nella promozione dell’accusa.
VI) Commisurazione della pena
7.
Giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “
risultato dell'attività illecita
” e “
modo di esecuzione
” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden), i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a p. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).
In quest’ambito, si inserisce l’eventuale responsabilità limitata dell’autore. In una sentenza dell’8 marzo 2010 (DTF 136 IV 55, poi confermata in STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010), distanziandosi dalla giurisprudenza precedente (cfr. DTF 134 IV 132), il Tribunale federale ha, infatti, stabilito che - contrariamente ad un’interpretazione puramente letterale del testo dell’art. 19 cpv. 2 CP (“il giudice attenua la pena”) - la scemata imputabilità è un elemento che ha un influsso diretto sulla colpa, la riduzione della pena menzionata dalla norma non essendo altro che la conseguenza di tale colpa attenuata. La scemata imputabilità va, quindi, considerata già nella determinazione della colpa dell’autore e non - come prima si indicava - semplicemente applicata sulla pena (DTF 136 IV 55 consid. 5.5; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2).
Determinata, così, la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden), il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.
Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF del 19 giugno 2009 6B_585/2008 consid. 3.5).
Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999 1744; STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007 consid. 2.2; DTF 128 IV 73 consid. 4 p. 79). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c p. 79; 127 IV 97 consid. 3 p. 101). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008 inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007 consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007 consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).
8.
Nel caso concreto l’infrazione alle norme della circolazione stradale commessa dall’imputato è oggettivamente e soggettivamente grave.
Dal profilo oggettivo, il limite di velocità è stato superato in modo crasso.
Appaiono in concreto irrilevanti le argomentazioni difensive in punto alle condizioni del traffico, del manto stradale, del veicolo utilizzato o l’esperienza dell’imputato nel condurre ad alta velocità, essendo sufficiente una messa in pericolo astratta accresciuta.
Dal punto di vista soggettivo, IM 1 sapeva perfettamente di circolare ben al di sopra del limite consentito. Tale circostanza è stata da egli ammessa in occasione dell’interrogatorio (cfr. supra, punto 4). Al proposito non si può non sottolineare il fatto che le affermazioni fatte dall’imputato in sede dibattimentale denotano, semmai, una scarsa presa di coscienza in punto alla gravità dell’infrazione commessa.
Nella fissazione della pena la Corte è tenuta al minimo legale previsto dall’art. 90 cpv. 3 LCStr, ovvero una pena detentiva di almeno un anno.
Nel caso concreto, il limite di velocità che impone questa sanzione è stato superato di ulteriori 6 Km/h. Tale lieve scarto non giustifica tuttavia di aumentare la pena a 13 mesi, come chiesto dalla pubblica accusa.
Tutto ben ponderato, richiamate le sentenze della Corte di appello e revisione penale 17.2015.64 del 17 dicembre 2015 e della Corte delle assise correzionali di Lugano 72.2014.149 del 30 aprile 2015, visto il vissuto dell’imputato, la sua incensuratezza e la reale estensione dell’eccesso di velocità, IM 1 viene condannato alla pena detentiva minima di legge di 12 (dodici) mesi.
Ritornando in concreto applicabile l’art. 42 cpv. 1 CP, la pena viene posta al beneficio della sospensione condizionale con un periodo di prova di 2 (due) anni.
9.
L’art. 42 cpv. 4 CP permette al giudice di infliggere al condannato, oltre alla pena condizionalmente sospesa, una pena pecuniaria senza condizionale oppure una multa ai sensi dell’art. 106 CP.
Il TF ha stabilito che il cumulo di pena sospesa e pena pecuniaria senza condizionale o multa entra in linea di conto nei casi in cui, pur desiderando concedere la sospensione condizionale della pena, non si vuole rinunciare – in un’ottica di prevenzione generale e speciale – ad una sanzione tangibile per il condannato. Il TF ha, inoltre, precisato che la combinazione delle due pene non può condurre ad un aggravamento della pena complessiva né permettere una pena supplementare e le pene combinate devono, prese complessivamente, essere adeguate alla colpa dell’autore (DTF 1352 IV 189 consid. 3.3; 134 IV 1 consid. 4.5.2; STF 6B_152/2007 del 13 maggio 2008, consid. 7.1.2; cfr. anche sentenza CARP 17.2011.59 del 16 settembre 2012 consid. 8).
In concreto, rilevante è in particolare il fatto che IM 1 non ha precedenti di sorta. In particolare – per quanto risulta dagli atti – egli non ne ha nemmeno per violazioni della LCStr. Ritenuta la sua età (è nato nel _), la circostanza non è di poco conto: essa attesta, infatti, che egli è sempre stato un conducente rispettoso delle norme della circolazione e che l’eccesso di velocità di cui oggi deve rispondere – seppure di particolare gravità – rappresenta un biasimevole ma isolato episodio. In questo senso, dagli atti non emergono circostanze che impongano – per una migliore prevenzione speciale e generale – di andare oltre la sanzione imposta dall’art. 90 cpv. 3 e 4 lett. d LCStr.
VII) Tassa di giustizia e spese procedurali
10.
La tassa di giustizia di CHF 500.00 e le spese procedurali sono poste a carico del condannato.
Visti gli art.
12, 40, 42, 44, 47, 49, 51 CP;
27 cpv. 1, 32 cpv. 2, 90 cpv. 3 e 4 lett. d LCStr;
4a cpv. 1 lett. b ONC;
22 cpv. 1 OSStr;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;