Decision ID: 19a46f01-9d24-5145-a1d6-6386fad855e7
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. AT 1, fisioterapista diplomata, dal 1992 è autorizzata al libero esercizio della professione di fisioterapista presso il proprio studio (doc. A e B).
Con effetto dal 1° settembre 2007 essa è stata assunta, a tempo indeterminato, quale docente presso laCV 2 (CV 2I), con un grado di occupazione del 25% ed un salario lordo di fr. 27'425.-- (cfr. contratto 4 luglio 2007 in doc. C).
Dopo la firma del contratto, con scritto 25 luglio 2007 l’attrice ha chiesto alla CV 2 di essere esonerata dal pagamento dei contributi LPP e di ricevere la quota parte del datore di lavoro quale complemento dello stipendio concordato. A motivazione di tale richiesta essa ha rilevato:
" (...)
Attualmente, quale titolare di un'attività indipendente, non sono affiliata ad un'istituzione di previdenza professionale, ma ad una previdenza individuale vincolata (3. pilastro) alla quale verso dei contributi molto importanti.
L'iscrizione all'assicurazione obbligatoria del secondo pilastro, come previsto dal contratto di lavoro con la vostra spettabile Scuola, comporterebbe l'impossibilità di continuare a versare l'ammontare attuale dei contributi al terzo pilastro, provocando un conseguente ed evidente grave pregiudizio futuro a livello previdenziale.
Per i motivi sopra esposti vorrei avere la possibilità discutere quanto prima con il vostro responsabile al fine di valutare la possibilità di un esonero dal pagamento dei contributi del secondo pilastro come previsto dall' art. 39 del vostro regolamento. In questo ultimo caso vi chiedo di considerare la possibilità di versare alla sottoscritta quella che sarebbe stata la vostra quota parte dei contributi quale complemento dello stipendio concordato.
Rimango a disposizione per un incontro appena il vostro responsabile sarà disponibile." (doc. D)
Il 31 agosto 2007 la CV 1 (in seguito: Fondazione), istituto di previdenza presso cui la CV 2 è affiliata, ha comunicato a AT 1 che il pagamento dei contributi per il secondo pilastro è obbligatorio, mentre quello per il terzo pilastro è facoltativo; che la questione fiscale può essere regolata col tassatore e che anche come dipendente a tempo parziale può comunque avere un terzo pilastro fiscalmente deducibile (doc. F).
A seguito della risposta negativa, l’attrice si è rivolta presso uno studio di consulenza fiscale ed aziendale, il quale, con scritto 5 ottobre 2007, ha chiesto, in applicazione dell’art. 1j cpv. 1 lett. c OPP 2, alla Fondazione l’esonero dal pagamento dei contributi LPP per l’attività di docenza in quanto l’interessata esercita a titolo principale un’attività indipendente (doc. G).
Negando nuovamente l’esonero, con scritto 9 ottobre 2007 la Fondazione ha in particolare evidenziato come sia da dimostrare che la signora AT 1 eserciti un’attività principale indipendente e che un’attività dipendente al 25% non sia da ritenere come accessoria (doc. H).
Il 13 gennaio 2008 l’attrice ha trasmesso alla Fondazione la conferma d’affiliazione presso la Cassa _ AVS quale “assicurata esercitante attività indipendente principale (fisioterapista)”(doc. I).
È seguito un ulteriore scambio di corrispondenza (doc. L, O, P).
Nel frattempo, con effetto dal 1° settembre 2007 l’attrice è stata assicurata alla Fondazione (cfr. certificati di previdenza doc. XX/3).
1.2. Con la presente petizione l’attrice, rappresentata dall’avv. RA 1, ha convenuto in giudizio sia la CV 2 che la Fondazione, chiedendo, in applicazione dell’art. 1j cpv. 1 lett. c OPP 2, di essere esonerata, con effetto dal 1° settembre 2007, dal pagamento dei contributi LPP per l’attività di docenza. Di conseguenza, essa ha chiesto che la Fondazione sia condannata a versarle i contributi previdenziali sinora percepiti e la CV 2 alla correzione dei certificati salariali nel senso di stralciare la trattenuta del secondo pilastro.
Descrivendo l’impegno profuso per lo svolgimento della sua attività principale di fisioterapista in proprio, l’attrice rileva come la docenza sia molto irregolare e che in sostanza la impegna unicamente il 22,50% del suo tempo investito in ambito lavorativo. Siccome dal punto di vista del dispendio di tempo l’attività indipendente è maggiore di quella svolta da dipendente, l’attività svolta alla CV 2 dev’essere considerata di natura accessoria.
1.3. Con la risposta di causa la Fondazione ha chiesto la reiezione della petizione, contestando che si tratti di attività accessoria e sottolineando come l’attrice versi i contributi AVS, motivo per cui essa è da assoggettare alla LPP (VIII).
1.4. Anche la CV 2, mediante risposta di causa, ha chiesto la reiezione della petizione. Facendo presente come dal 1° gennaio 2008 la percentuale d’impiego sia stata aumentata al 30%, la datrice di lavoro ribadisce che nel caso concreto non sono dati i presupposti per ammettere l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali (IX).
1.5. L’attrice ha replicato (XI) e le parti convenute hanno duplicato (XIII e XIV).
1.6. Il 26 marzo 2009 l’attrice ha prodotto ulteriore documentazione (XVI), trasmessa dal TCA alle convenute per osservazioni (XVIII). La presa di posizione della Fondazione è del 22 aprile 2009 (XX), mentre la CV 2 è rimasta silente.
L’attrice ha prodotto altri atti (XXI). Le osservazioni della Fondazione sono del 4 maggio 2009 (XXII), quelle della CV 2 datate 11 maggio 2009 (XXIV).

considerando in diritto
In ordine
2.1. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantonale. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza unica (art. 8 cpv. 1 LALPP).
Secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto. L’attrice (con domicilio a _ /GR, ma con recapito postale a _ /TI) ha convenuto la CV 1 Fondazione e la CV 2 che hanno sede nel Cantone Ticino. La competenza territoriale di questa Corte è quindi data.
Per quanto riguarda la natura del litigio, la competenza ex art. 73 LPP è data nella misura in cui trattasi di contestazioni aventi per oggetto questioni specifiche della previdenza professionale in senso stretto o in senso largo. Rientrano pertanto principalmente nella sfera d'applicazione dell'art. 73 LPP le controversie afferenti alle prestazioni assicurative, alle prestazioni di libero passaggio (attualmente prestazioni di entrata e di uscita) e ai contributi previdenziali. Per contro le vie di diritto dell'art. 73 LPP non sono aperte qualora la controversia non trova fondamento giuridico nella previdenza professionale, anche se essa dovesse avere degli effetti rientranti nel campo di detta previdenza (DTF 125 V 168 consid. 2; DTF 122 V 323 consid. 2b e riferimenti ivi citati). Secondo la giurisprudenza del TFA le pretese del lavoratore aventi per oggetto l'obbligo del datore di lavoro di assicurare i propri dipendenti così come il versamento, da parte del medesimo, dei contributi all'istituto di previdenza si fondano sull'art. 66 cpv. 2 e 3 LPP e costituiscono questioni specifiche della previdenza professionale in senso largo. Vertenze che oppongono il lavoratore al datore di lavoro, oppure all'ex datore di lavoro, quanto alla fissazione e al pagamento dei contributi LPP costituiscono pertanto controversie ai sensi dell'art. 73 LPP (DTF 129 V 320 con riferimenti). Di conseguenza, anche una controversia di esonero dai contributi LPP, come nel caso in esame, rientra nel campo di applicazione dell’art. 73 LPP.
Per quanto riguarda la legittimazione passiva, nella già citata DTF 129 V 320 (cfr. anche DTF 135 V 23 consid. 3.2) il TFA ha stabilito che le controversie inerenti l’obbligo di conteggio da parte del datore di lavoro (ad esempio in caso di mancata deduzione dei contributi previdenziali oppure di parte del salario) sono esclusivamente dirette contro lo stesso; qualora la vertenza abbia per oggetto il versamento di una prestazione o all’ammontare della stessa l’azione va rivolta contro l’istituto di previdenza. La fattispecie concerne sia la Fondazione (domanda di esonero assicurativo, con eventuale rimborso dei contributi previdenziali già incassati) che il datore di lavoro (eventuale modifica dei conteggi salariali nel senso di stralciare la trattenuta del secondo pilastro) e quindi è data la legittimazione passiva per entrambi.
La presente petizione, presentata nei confronti sia della CV 2 che della Fondazione, è pertanto ricevibile.
Nel merito