Decision ID: 051387b1-d35b-4b86-aea5-861f68e4f43a
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 5 marzo 2021 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, l’PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso della
partecipazione ai costi LAMal relativa ai mesi da febbraio ad aprile 2019 compresi, di complessivi fr. 802.75.
Al precetto esecutivo l’escusso ha interposto opposizione.
B.
In base alla domanda di continuazione dell’esecuzione presentata dall’PI 1, cui era allegata sia la decisione del 19 maggio 2021 con la quale il Servizio incassi della creditrice ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dall’escusso sia
la conferma del passaggio in giudicato della medesima, l’8 novembre 2021 l’UE ha emesso l’avviso di pignoramento per il 19 novembre
.
C.
Mediante ricorso del 10 novembre 2021, RI 1 ha
chiesto, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento dell’avviso
di pignoramento, protestate tasse, spese e ripetibili.
D.
Con ordinanza del 16 novembre 2021, il presidente della Camera ha concesso al ricorso effetto sospensivo.
E.
Invitata a presentare le proprie osservazioni, con uno scritto del 23 novembre 2021 l’PI 1 si è limitata a trasmettere nuovamente la decisione di rigetto da essa emessa e la conferma di recapito della medesima al destinatario (tracciamento dell’invio per posta A Plus), mentre nelle sue del 26 novembre l’UE ha postulato la reiezione del ricorso.
F.
Con una replica (“
controsservazioni
”) inoltrata spontaneamente a questa Camera il 1° dicembre 2021, RI 1 ha ribadito le proprie conclusioni.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica dell’avviso di pignoramento impugnato, emesso l’8 novembre 2021 dall’UE di Lugano, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Nel ricorso RI 1 ricorda di aver interposto immediatamente opposizione al precetto esecutivo, sostenendo che da quel momento egli non ha più ricevuto alcunché al riguardo, men che meno una decisione di rigetto dell’opposizione. In replica alle osservazioni dell’escutente e dell’UE, egli adduce che la mancata ricezione della decisione di rigetto potrebbe forse essere ricondotta al
fatto che l’indirizzo di spedizione indicato sulla stessa
(“Via _ 100”)
non corrisponde al suo
(“Via _ 10”).
3.
Prima di dare seguito a una domanda di proseguimento dell’esecuzione (art. 88 LEF), l’ufficio di esecuzione, e in caso di ricorso l’autorità di vigilanza, devono d’ufficio verificare che un’eventuale opposizione al precetto esecutivo sia stata rigettata, con decisione esecutiva, o sia stata ritirata dall’escusso, pena la nullità dei suc-cessivi atti esecutivi giusta l’art. 22 LEF (tra altre:
sentenze della CEF 15.2020.52 del 23 luglio 2020 e 15.2018.95 del 24 aprile 2019 consid. 3
). Le autorità di esecuzione devono quindi, sempre d’ufficio, respingere la domanda di prosecuzione dell’esecuzione in
particolare quando né la citazione all’udienza, né la decisione di rigetto sono state notificate all’escusso
(DTF 142 III 601 consid. 2.1 e sentenza della CEF 15.2015.32 del 25 agosto 2015 consid. 2, con rinvii)
3.1
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l’onere della
prova della notifica della decisione di rigetto dell’opposizione, quando
è contestata, grava sul creditore
procedente, perlomeno se è una cassa malati abilitata per legge
(art. 49 cpv. 1 combinato con l’art. 52 della Legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA, RS 830.1])
a rigettare in via definitiva le opposizioni al precetto esecutivo (giusta l’art. 74 LEF) interposte dai loro assicurati (art. 79 LEF; DTF 142 III 601 consid. 2.1; citata 15.2015.32 del 15 agosto 2015 consid. 3 e 4.2/a con rinvii).
3.2
Nella fattispecie, la decisione del 19 maggio 2021 con cui l’PI 1 ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta da RI 1 è stata trasmessa al destinatario per posta “A Plus”. Dal tracciamento dell’invio prodotto dall’escutente con le osservazioni al ricorso risulta ch’esso è stato recapitato all’escusso il 20 maggio 2021 alle ore 10:15.
3.2.1
Nella DTF 142 III 599 segg., il Tribunale federale ha avuto modo di constatare che il metodo d’invio di uno scritto per posta A Plus, a differenza dell’invio postale raccomandato, non include la firma di una ricevuta da parte del destinatario né il deposito di un avviso di ritiro qualora sia assente, ma un rilevamento elettronico della notifica, consultabile con il sistema di ricerca informatizzato della Posta
(noto in passato come “Track & Trace”)
, quando la lettera è depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario (consid. 2.2). I giudici federali hanno statuito che in assenza di prescrizioni nel diritto di procedura delle assicurazioni sociali sulle modalità di notifica delle decisioni emesse in quell’ambito, gli assicuratori sociali sono di principio liberi di scegliere come spedire i propri provvedimenti e possono pertanto anche ricorrere all’invio per Posta A Plus. In tal caso la notifica è reputata avvenuta quando la decisione è depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario (ovvero entra nella sua sfera di dominio e disponibilità). Non è necessario ch’egli venga effettivamente a conoscenza della decisione. Non si può certo escludere che la comunicazione postale sia difettosa, ma non lo si può presumere. Un vizio di notifica va ammesso solo se appare plausibile a riguardo delle circostanze e delle relative allegazioni del destinatario, presunto di buona fede (consid. 2.4.1).
Questi princìpi si applicano anche alle decisioni delle casse malati con cui accertano la pretesa dovuta dall’assicurato e nel contempo rigettano la sua opposizione al precetto esecutivo (art. 79 LEF). È pertanto ammessa la loro notifica per posta A Plus. Rispetto a una notifica ai sensi dell’art. 138 cpv. 1 CPC, quella delle assicurazioni sociali offre sì all’escusso una protezione minore, ma in particolare quando viene a conoscenza della decisione solo con l’avviso di pignoramento, egli può difendersi impugnandolo con un ricorso all’autorità di vigilanza (art. 17 LEF). Essendo l’estratto relativo al tracciamento dell’invio della decisione per posta A Plus
un indizio sufficiente di regolare
notifica, l’escusso che intende contestarla deve ricorrere contro la prosecuzione dell’esecuzione (consid. 2.5).
3.2.2
Nel caso in esame, la cassa malati escutente ha prodotto l’estratto relativo al tracciamento dell’invio n. _ per posta A Plus contenente la decisione di rigetto dell’opposizione, che attesta il suo recapito al destinatario il 20 maggio 2021 alle ore 10:15. Nella replica spontanea, il ricorrente contesta
“con vigore”
di aver ricevuto la decisione senza però determinarsi sull’attestazione. Il numero dell’invio indicato sulla stessa corrisponde ad ogni modo a quello presente nella decisione di rigetto (in alto a destra). Egli si limita a rilevare che l’indirizzo indicato sulla decisione con cui l’PI 1 ha rigettato l’opposizione da lui interposta (via _ 100) non corrisponde a quello del suo domicilio (ossia via _ 10). Tale allegazione non basta però a infirmare il valore indiziale dell’attestazione e la presunzione (di fatto) di regolare notifica della decisione, e ciò per due motivi. Anzitutto, i numeri civici della via _ a _ terminano con il 25. È quindi alquanto improbabile che il postino non si sia accorto dell’errore nel recapito e abbia depositato la busta in una cassetta delle lettere che non sia quella di RI 1. D’altronde, il precetto esecutivo è stato notificato all’escusso
per raccomandata all’indirizzo di via _ 100 e malgrado il disguido è pervenuto al ricorrente, tant’è ch’egli vi ha interposto opposizione. Non sussistono di conseguenza indizi concreti tali da rendere verosimile l’esistenza di un errore di recapito (sopra consid.
3.2.1 e sentenza del Tribunale federale 2C_1059/2018 del 18 gennaio
2019, consid. 2.2.3).
Infondato, il ricorso va respinto.
4.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).