Decision ID: 4d3db63d-d239-5bea-8d67-fd878cdab890
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1952) AP 1 (1954) si sono sposati a _ il 22 luglio 1974. Dal matrimonio sono nate A_ (1978) ed E_ (1983). Il marito lavora per la _ SA di _, della quale è amministratore e azionista unico. La ditta è attiva nel settore dello sviluppo, della produzione e del commercio di prodotti nel campo dell'elettronica, dell'elettrotecnica e della meccanica. AO 1 possiede inoltre l'intero pacchetto azionario della _ SA di _, proprietaria della particella n. _ RFD di _ su cui sorge lo stabile in cui si trovano gli uffici della _, e i due terzi del pacchetto azionario della _ SA di _. Senza particolare formazione professionale, durante la vita in comune la moglie non ha praticamente esercitato attività lucrativa. I coniugi vivono separati dalla metà di agosto del 2001, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. _ RFD, intestata ai coniugi in ragione di metà ciascuno) per trasferirsi in un appartamento ad _.
B. Nell'ambito di una procedura a protezione dell'unione coniugale promossa da AP 1 il 25 settembre 2003, il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha omologato l'8 ottobre 2003 un accordo dei coniugi in base al quale l'abitazione coniugale sarebbe toccata in uso alla moglie, mentre il marito si sarebbe impegnato a versare un contributo alimentare di fr. 3700.– mensili per la moglie stessa e a finanziare gli oneri correnti dell'abitazione coniugale, tra cui la manutenzione ordinaria, gli interessi e l'ammortamento delle ipoteche gravanti l'immobile, le spese di riscaldamento e di elettricità, quelle dell'acqua potabile, la tassa del servizio rifiuti, la tassa dell'uso della fognatura, i premi delle assicurazioni relativi all'immobile e quello per l'assicurazione della mobilia domestica (inc. DI.2003.229).
C. L'11 aprile 2005 AO 1 ha introdotto azione di divorzio su richiesta unilaterale davanti al medesimo Pretore, offrendo un contributo alimentare alla moglie di fr. 3500.– mensili fino al 31 dicembre 2008 e di fr. 2500.– mensili fino al 31 maggio 2017, proponendo determinate modalità per la liquidazione del regime dei beni e prospettando il riparto degli averi previdenziali in ragione di un mezzo ciascuno. Nella sua risposta del 30 giugno 2005 AP 1 ha aderito al principio del divorzio e al riparto a metà degli averi previdenziali, ma ha postulato una diversa liquidazione del regime matrimoniale e ha chiesto un contributo alimentare di fr. 8000.– mensili vita natural durante, ridotto al momento in cui avrebbe percepito rendite dall'AVS e dal “secondo pilastro”. Il Pretore ha trattato la causa come azione di divorzio su richiesta comune con accordo parziale e il 17 agosto 2005 ha sentito i coniugi, assegnando loro il termine bimestrale di riflessione. Il 19 ottobre e 18 novembre 2005 AO 1 e AP 1 hanno confermato la volontà di divorziare e di demandare al giudice la decisione sugli effetti del divorzio rimasti litigiosi. L'udienza sui punti contestati si è tenuta il 18 gennaio 2006.
D. AO 1, che ha riconosciuto, e il 29 novembre 2007 ha adito il Pretore per ottenere la riduzione a fr. 1500.– mensili dal 1° dicembre 2007 del contributo provvisionale per la moglie. All'udienza del 18 dicembre 2007, indetta per la discussione, AP 1 ha proposto di respingere l'istanza. Non dovendosi assumere prove, le parti hanno proceduto seduta stante alla discussione finale, ribadendo le rispettive posizioni.
E. L'istruttoria nella causa di divorzio si è conclusa il 9 gennaio 2008. Al dibattimento finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 31 marzo 2008 AA 1 ha chiesto di attribuire la particella n. 1980 RFD di _ alla moglie, condannando quest'ultima ad assumere il relativo debito ipotecario e a versargli un conguaglio di fr. 371 116.85. In subordine egli ha postulato lo scioglimento della comproprietà mediante licitazione ai pubblici incanti, riducendo l'offerta di contributo alimentare per la moglie a fr. 2500.– mensili fino al 30 aprile 2017 e a fr. 1000.– mensili fino al pensionamento di lei. Nel proprio allegato del 31 marzo 2008 AP 1 ha riaffermato le sue domande, limitando la pretesa in liquidazione del regime dei beni a fr. 1 651 382.–.
F. Statuendo il 24 giugno 2008 con giudizio unico, il Pretore ha aumentato il contributo provvisionale per la moglie a fr. 5223.– mensili, “ritenuto che il marito potrà corrispondere quest'importo fino a concorrenza di fr. 3723.– mensili pagando direttamente ai creditori gli oneri correnti relativi all'abitazione coniugale di cui alla particella n. 1980 RFD di _, in particolare i costi della manutenzione ordinaria, gli interessi e l'ammortamento delle ipoteche che gravano l'immobile, le spese di riscaldamento e di
elettricità, le spese dell'acqua potabile, la tassa del servizio rifiuti, la tassa dell'uso della fognatura e gli oneri delle assicurazioni che riguardano l'immobile e il premio per la mobilia domestica”.
Nel merito il Pretore ha sciolto il matrimonio per divorzio, ha obbligato AO 1 a versare a AP 1 fr. 392 383.15 in liquidazione del regime matrimoniale, ha riconosciuto a ogni coniuge la proprietà esclusiva dei beni in suo possesso (compresi i titoli e le polizze di assicurazione a lui intestate), salvo il mobilio e le suppellettili domestiche (dichiarati in comproprietà per un mezzo ciascuno), ha ordinato lo scioglimento della comproprietà sulla particella n. 1980 RFD di _, precisando le modalità e la destinazione del provento, ha fissato il contributo alimentare per la moglie in fr. 4858.– mensili finché il marito non avesse versato la liquidazione del regime dei beni e la moglie non avesse ricevuto il ricavo dalla vendita all'asta della comproprietà, a fr. 3959.15 mensili dal momento in cui la moglie avrebbe ricevuto la liquidazione, a fr. 3730.– mensili dal momento in cui la moglie avrebbe ricevuto entrambe le spettanze e a fr. 1000.– mensili dal 1° maggio 2017 al 31 maggio 2018. Inoltre il Pretore ha ordinato il trasferimento di fr. 182 870.60 dalla cassa pensione del marito a un conto di libero passaggio intestato alla moglie. La tassa di giustizia di fr. 6000.– e le spese sono state poste per un decimo a carico di AO 1 e per il resto a carico di AP 1, tenuta a rifondere al marito fr. 20 000.– per ripetibili ridotte.
G. Contro la sentenza AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 18 agosto 2008 nel quale chiede che il marito le versi fr. 887 218.50 in liquidazione del regime matrimoniale, che le sia assegnata in uso la particella n. 1980 RFD di _, che il fondo sia dichiarato in comproprietà fino alla morte dei coniugi o almeno per 30 anni, che la cartella ipotecaria di fr. 380 000.– gravante il fondo sia riconosciuta in proprietà congiunta e ne sia ordinato il deposito congiunto, che tutte le spese di gestione e manutenzione siano poste a carico del marito fino al passaggio in giudicato della sentenza, che il contributo alimentare in suo favore sia aumentato a fr. 8000.– mensili vita natural durante (con riduzioni a partire dal conseguimento delle rendite AVS e LPP) e che tutti gli oneri processuali siano posti a carico del marito, tenuto e rifonderle fr. 20 000.– per ripetibili, o quanto meno, a suddividere tali oneri in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Nelle sue osservazioni del 24 settembre 2008 AO 1 propone di respingere l'appello.
H. Nel frattempo, con sentenza del 5 novembre 2009, questa Camera ha parzialmente accolto un appello presentato il 12 luglio 2008 da AP 1, fissando in fr. 6090.– mensili il contributo alimentare provvisionale in suo favore, sempre con facoltà per il marito di compensarlo fino concorrenza di fr. 3723.– mensili pagando direttamente ai creditori gli oneri correnti relativi all'immobile di _ (inc. 11.2008.83).

Considerando
in diritto: 1. Litigiosi rimangono, in questa sede, la liquidazione del regime dei beni, lo scioglimento della comproprietà sulla particella n. 1980 RFD di _ e il contributo alimentare per la moglie. Tutto il resto, compreso il principio del divorzio, è passato in giudicato e ha assunto carattere definitivo (art. 148 cpv. 1 CC; RtiD II-2004 pag. 576 consid. 1).
2. Per quel che concerne l'abitazione coniugale (particella n. 1980 RFD di _), appartenente ai coniugi in ragione di metà ciascuno, la divisione del bene in seguito al divorzio – che non comporta necessariamente lo scioglimento della comproprietà – deve avvenire prima della liquidazione del regime matrimoniale (sentenza del Tribunale federale 5C.87/2003 del 19 giugno 2003, consid. 4.1; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, 2a edizione, pag. 536 n. 1142). La questione va esaminata pertanto senza indugio.
a) Il Pretore ha interpretato la pretesa di AP 1, che chiedeva l'assegnazione dell'immobile in uso esclusivo, come richiesta di attribuzione giusta l'art. 205 cpv. 2 CC, ciò che implica lo scioglimento della comproprietà. Il primo giudice ha rilevato nondimeno che l'interessata nemmeno aveva addotto un interesse preponderante a fondamento della pretesa. Per di più – egli ha soggiunto – essa non sarebbe stata in grado di versare al marito un conguaglio di fr. 490 000.–,
avendo diritto di ricevere in liquidazione del regime dei beni soltanto fr. 392 383.15. Di conseguenza Il Pretore ha ordinato lo scioglimento della comproprietà mediante licitazione ai pubblici incanti, ponendo come base d'asta il valore venale dell'immobile, di fr. 1 980 000.–.
b) AP 1 eccepisce di non avere mai postulato lo scioglimento della comproprietà e di avere chiesto, anzi, di impedire il verificarsi di un'evenienza simile per i prossimi trent'anni. Essa ribadisce di volere unicamente un diritto di abitazione vitalizio, intendendo essa lasciare la sua quota di comproprietà in eredità alle figlie. Per tale motivo essa ha dichiarato di assumere le spese correnti di gestione e manutenzione, mentre gli oneri ipotecari e assicurativi sarebbero dovuti andare a carico del marito. L'appellante sostiene poi di essere in grado – volendo – di ritirare essa medesima l'immobile, giacché con la somma che le spetta in liquidazione del regime matrimoniale essa potrebbe assumere l'intero debito ipotecario, tacitare la _ SA e indennizzare il marito, rimanendole ancora fr. 177 218.50. La possibilità di conservare il fondo, essa epiloga, non dipende dalla sua disponibilità finanziaria, ma dall'erogazione di un contributo alimentare che le consenta di mantenere lo stesso tenore di vita. A parere dell'appellante, infine, il Pretore non poteva ordinare la messa all'asta del fondo, poiché solo nel memoriale conclusivo il marito ha formulato una domanda in tal senso.