Decision ID: 43c56a49-a5ce-5fdb-aefc-5fce6cda9c41
Year: 2008
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che in data 26 giugno 1998, B._, cittadino dominicano nato il..., ha presentato al Consolato generale di Svizzera a Santo Domingo una domanda di visto turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare per un periodo di tre mesi presso la madre residente in Ticino, richiesta respinta dall'Ufficio federale degli stranieri (UFS; attualmente Ufficio federale della migrazione: UFM) con decisione del 24 luglio 1998;
che con decisione del 9 novembre 1998, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha dichiarato irricevibile il ricorso interposto il 24 agosto precedente dall'interessato, per il tramite del suo patrocinatore, in ragione del mancato versamento dell'anticipo spese richiestogli;
che il 21 novembre 2001, B._ ha presentato presso la suddetta rappresentanza elvetica una seconda domanda di visto per la Svizzera, al fine di soggiornare per un periodo di un mese presso un amico di famiglia residente in Ticino e seguire nel contempo un corso di musica, richiesta respinta dall'UFS con decisione del 4 marzo 2002 non impugnata;
che con lettera del 5 settembre 2007, A._, cittadino svizzero residente a C._, ha invitato B._ a venire in Svizzera per una visita, garantendo nel contempo l'assunzione di tutte le spese relative al soggiorno di quest'ultimo;
che in data 13 settembre 2007, B._ ha presentato al Consolato generale di Svizzera a Santo Domingo una terza domanda di visto turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare, a far data dal 1° ottobre 2007, per un periodo di un mese presso l'amico A._, precisando nel contempo di essere celibe e amministratore;
che a sostegno della succitata domanda di visto, il richiedente ha inoltre prodotto agli atti una dichiarazione del suo datore di lavoro attestante la sua attività di amministratore, un estratto del suo conto bancario, nonché una missiva del 2 ottobre 2007 all'intenzione del Consolato generale con la quale egli ribadiva di beneficiare delle necessarie garanzie finanziarie per ottenere il rilascio del visto postulato;
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che in data 15 novembre 2007, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera nei confronti di B._, considerando in sostanza che, tenuto conto della situazione socioeconomica prevalente nella Repubblica Dominicana, ed in particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal territorio della Confederazione alla scadenza del soggiorno previsto non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata;
che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato che l'interessato non può avvalersi di legami stretti con il suo paese d'origine, rilevando nel contempo come il fatto che egli insista nel voler ottenere il rilascio di un visto malgrado le parecchie decisioni negative emesse nei suoi confronti fa sorgere dei seri dubbi sulle sue reali intenzioni;
che con scritto del 30 dicembre 2007, agendo per il tramite di A._, B._ ha interposto ricorso avverso la precitata decisione, affermando di intrattenere una relazione sentimentale nel suo paese d'origine da cui è nata una bambina (cfr. certificato di nascita) di cui egli si fa carico grazie alla sua attività lucrativa, precisando che tali legami non possono essere valutati unicamente in base a mere considerazioni di carattere economico;
che il ricorrente ha inoltre rilevato di avere domandato un'autorizzazione d'entrata in Svizzera per visitare la madre e la sorella ivi residenti, ciò che rende comprensibili le sue reiterate richieste, precisando che questi legami familiari costituiscono degli elementi a garanzia di un suo rientro nella Repubblica Dominicana;
che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 19 febbraio 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il rientro in patria di B._ non fosse sufficientemente garantito e sottolineando che la presenza in Svizzera della madre e della sorella potrebbe costituire un ulteriore motivo per risiedervi durevolmente;
che l'autorità di prime cure ha inoltre affermato che le argomentazioni del ricorrente in merito alla sua situazione personale e professionale andavano relativizzate in ragione delle disparità economiche esistenti tra la Repubblica Domenicana e la Svizzera;
che, invitato a prendere posizione in merito al preavviso dell'autorità intimata, con replica del 20 marzo 2008, il ricorrente ha rilevato che
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essa si fonda su pregiudizi e semplici supposizioni, precisando in particolare che il criterio relativo alle disparità economiche esistenti tra la Repubblica Dominicana e la Svizzera adottato dall'autorità inferiore è tale da creare una discriminazione inammissibile sulla base dell'agiatezza economica o del paese di provenienza dei richiedenti;
che con duplica del 2 maggio 2008, l'UFM si è riconfermato nelle sue argomentazioni sviluppate nella decisione impugnata e nel suo preavviso del 19 febbraio precedente;
che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;
che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF - possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]);
che l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117), conformemente all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri (OEnS, RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la procedura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RS 142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli stranieri (OLS, RU 1986 1791), conformemente all'art. 91 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);
che la domanda oggetto della presente procedura di ricorso è stata presentata prima dell'entrata in vigore della LStr, il vecchio diritto
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(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;
che, di contro, conformemente all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo diritto;
che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA (art. 37 LTAF);
che B._ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA);
che per l'entrata in Svizzera gli stranieri devono disporre di un visto (cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 OEnS);
che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM (art. 18 OEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a LDDS);
che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi terranno conto degli interessi morali ed economici del paese nonché dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 LDDS) e saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della popolazione svizzera e quello della popolazione straniera residente (cfr. art. 1 lett. a OLS);
che la Svizzera non può accogliere tutti gli stranieri che desiderano venire in questo paese, sia che si tratti di soggiorni di breve che di lunga durata, quindi è legittimo applicare una politica restrittiva in materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.; ALAIN WURZBURGER, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal [RDAF] 1997, p. 287);
che esse devono quindi assicurarsi che gli stranieri ammessi in Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare nel loro paese d'origine, in caso di bisogno o al termine del loro soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 OEnS);
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che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico svizzero non garantisce alcun diritto all'entrata in Svizzera, né alla concessione di un visto (cfr. art. 4 LDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 1 OEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 24; PETER UEBERSAX, Einreise und Anwesenheit in: Uebersax/Münch/ Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 ss);
che il visto è rifiutato se lo straniero non adempie alle condizioni d'entrata di cui all'art. 1 OEnS (cfr. 14 cpv. 1 OEnS), vale a dire in particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza dalla Svizzera avverrà nei termini prescritti (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OEnS);
che un visto è inoltre rifiutato qualora sussistono fondati dubbi sullo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OEnS);
che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato allorquando il rientro nel paese d'origine non è assicurato, sia in ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in funzione della situazione personale del richiedente;
che nella fattispecie, tenuto conto dell'insieme delle risultanze dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di B._ alla scadenza del soggiorno previsto non può essere considerata come sufficientemente assicurata;
che in effetti, in ragione della situazione socio-economica difficile regnante nella Repubblica Dominicana, e viste le considerevoli disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, il TAF non può escludere il rischio che l'interessato non faccia ritorno in patria alla scadenza del visto richiesto;
che l'esperienza insegna inoltre che sovente i beneficiari di un permesso d'entrata, dal momento in cui si trovano in Svizzera, non prendono più in considerazione il ritorno nel loro paese d'origine, e che, nonostante le promesse di lasciare il territorio della Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;
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che, in ragione della situazione personale di B._, questa ipotesi non può essere esclusa nella fattispecie;
che dalle informazioni fornite alle autorità elvetiche nel corso della procedura si evince che l'interessato vive con la compagna e sua figlia nella Repubblica Dominicana (cfr. ricorso del 30 dicembre 2007);
che, sebbene si debba riconoscere che tali legami siano propri, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in patria al termine del soggiorno auspicato, essi non sono comunque sufficienti ad assicurarne in ritorno nel paese d'origine;
che, in caso di arrivo in Svizzera, nulla impedirebbe infatti a B._ di intraprendere i passi necessari al fine di farsi in seguito raggiungere dalla sua convivente e da sua figlia;
che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura in cui B._ ritrova in Svizzera sua madre e sua sorella, non si può escludere che, una volta giunto sul territorio della Confederazione, egli tenti con ogni mezzo di restarvici;
che nel quadro della sua domanda di visto l'interessato ha affermato di lavorare in qualità di amministratore, come peraltro comprovato dalla documentazione agli atti;
che questi documenti (attestazione di lavoro ed estratto bancario) non permettono comunque di considerare che il richiedente beneficia nel suo paese di una situazione, sia sul piano professionale che finanziario, sufficientemente stabile da garantirne il ritorno nella Repubblica Dominicana;
che nella sua domanda di visto del 13 settembre 2007 B._ ha richiesto il rilascio di un visto turistico al fine di rendere visita per un mese all'amico A._, salvo poi dichiarare nel suo gravame del 30 dicembre successivo che la sua richiesta aveva quale scopo quello di rendere visita alla madre ed alla sorella residenti in Svizzera;
che la suddetta incongruenza quo alla finalità dell'autorizzazione d'entrata postulata dall'interessato, nonché il fatto che egli abbia reiterato nel corso degli anni la sua richiesta indicando ogni volta delle persone diverse a cui rendere visita, sono tali da fare sorgere seri dubbi in merito alle sue reali intenzioni (cfr. art. 14 cpv. 2 let. c OEnS),
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come peraltro rilevato a giusto titolo dall'autorità intimata nella sua decisione del 15 novembre 2007;
che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto B._ non è tale da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con l'invitante, la madre e la sorella residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi rendergli a loro volta visita, e questo nonostante gli inconvenienti di ordine pratico o economico che ne potrebbero derivare;
che le garanzie fornite da A._ in relazione alla presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato non sono tali da impedire ad un cittadino straniero, una volta sul territorio elvetico, di intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);
che l'esperienza ha a più riprese dimostrato come le dichiarazioni d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto, così come le garanzie finanziarie fornite dall'ospitante, costituiscono delle semplici dichiarazioni d'intenzione, prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la partenza di un cittadino straniero nei termini stabiliti (cfr. Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 57.24);
che a questo proposito occorre precisare che il rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in oggetto non è tale da mettere in discussione la buona fede di una persona residente regolarmente in Svizzera, la quale ha invitato un terzo domiciliato all'estero per un soggiorno turistico;

che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria del richiedente non può essere considerato come sufficientemente garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OEnS), e che sussistono dei fondati dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OEnS), di modo che le condizioni per il rilascio di un'autorizzazione d'entrata non sono adempiute;
che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 49 PA);
che il ricorso è respinto;
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che le spese di procedura sono pertanto poste a carico del ricorrente (cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli art. 1 a 3 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]);