Decision ID: f71dcc36-504f-57a4-9b00-c33db80e5081
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 3 luglio 2008, RI 1, nato il _ 1975, dipendente della _, Impresa generale di _ (_), dal 1° luglio 2008, in qualità di "quadro medio", e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l'CO 1, mentre stava segando un pannello d'armatura con la sega circolare elettrica in un cantiere a _, alle ore 18.00, si è procurato un taglio profondo all'anulare destro (doc. 2; inf. no. _). Il giorno stesso è stato sottoposto dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia generale e della mano, presso l'Ospedale _ di _ (_),
ad un intervento di ricostruzione del IV dito a destra con artrolisi interfalangea distale, ricostruzione del legamento collaterale ulnare dell'interfalangea distale e reinserzione del flessore profondo, copertura col lembo locale innesto di ure a tutto spessore (doc. 3 e 5). A causa della persistenza d'importanti disturbi funzionali e dolori in parte neuropatici, confermati dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica, durante la visita _ del 1° aprile 2009 (doc. 42), RI 1 si è sottoposto il 13 maggio 2009 ad un intervento di amputazione trans-P2 del IV dito a destra, in via ambulatoriale e sempre ad opera del dr. med. _ (doc. 47). Dopo aver sviluppato altresì una sindrome della quadriga, RI 1 si è sottoposto il 2 marzo 2010 ad un intervento di tenolisi e resezione del tendine flessore profondo del IV dito della mano destra ad opera del PD dr. med. _, Teamleiter STV. Handchirurgie, presso la Clinica _ di _ (doc. 89).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
A seguito dell'infortunio RI 1 è rimasto inabile al lavoro al 100% dal 3 luglio sino al 31 ottobre 2008, al 50% dal 1° novembre 2008 al 16 marzo 2009, al 100% dal 17 marzo al 20 aprile 2009, al 75% dal 21 aprile al 12 maggio 2009, al 100% dal 13 maggio al 24 agosto 2009, al 75% dal 25 agosto 2009 al 31 gennaio 2010, al 100% dal 1° febbraio al 31 maggio 2010, al 75% dal 1° giugno 2010 al 31 gennaio 2012 (doc. 43, 85, 121, 143, 160, 164 e 171). Al termine della visita _ di chiusura del 24 gennaio 2012, il dr. med. _, specialista FMH in chirurgia generale e della mano, ha ritenuto l'assicurato abile al lavoro al 100% (e con un rendimento completo) in un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico alla mano destra a decorrere dal 1° febbraio 2012 (doc. 166).
1.2. Nel frattempo in ambito AI, con decisione 24 aprile 2012 (preavvisata il 20 febbraio 2012) l’Ufficio preposto ha respinto la domanda di prestazioni presentata il 5 maggio 2009 da RI 1, in quanto l’assicurato non assolveva il periodo minimo di contribuzione per avere diritto ad una rendita (sia ordinaria che straordinaria) e non presentava un grado d’invalidità pensionabile (19%). Questa decisione è stata confermata con STCA 32.2012.156 del 7 gennaio 2013, cresciuta incontestata in giudicato (doc. 171, 181 e 309).
1.3. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso - in particolare, dopo aver raccolto agli atti il rapporto della visita medica di chiusura del 17 gennaio 2012 (doc. 166) e l'apprezzamento medico concernente la valutazione della menomazione all'integrità del 17 gennaio 2012 (doc. 165), ambedue allestiti dal dr. med. _, medico _ nonché specialista FMH in chirurgia generale e della mano, come pure le DPL applicabili al caso di specie (doc. 182), il rapporto del 18 maggio 2012 concernente il guadagno annuale assicurato (doc. 183) come pure la valutazione delle prestazioni di invalidità del 3 luglio 2012 (doc. 182) ed il riassunto dei dati per la fissazione della rendita del 3 luglio 2012 (doc. 183) e dopo aver comunicato il 14 marzo 2012 all’assicurato la sospensione dal 1° maggio 2012 delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera; doc. 174), con decisione formale del 4 luglio 2012, l’CO 1 ha attribuito a RI 1 -"
per le conseguenze dell'infortunio del 3.07.2008
" (a fronte di un salario "da valido" di fr. 68'388.- ed un salario "da invalido" di fr. 51'965.-; doc. 184), una rendita d’invalidità del 24% dal 1° maggio 2012, oltre a un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% (doc. 188).
A seguito dell’opposizione parziale (poiché oggetto di contestazione era unicamente la valutazione della rendita di invalidità) interposta dalla Mlaw _, per conto dell’assicurato, alla quale è stato allegato il contratto di lavoro stipulato tra il suo assistito e la _, Impresa generale di _ (_), del 30 maggio 2008 (doc. 189), l’CO 1 - esperiti gli accertamenti amministrativi del caso volti a definire l'effettivo guadagno "da valido" dell'assicurato (doc. 191 e 192) - in data 10 settembre 2012, ha riconosciuto a RI 1 una rendita d’invalidità del 31% (tenuto conto di un reddito annuo "da valido" di fr. 75'504.- rispettivamente "da invalido" di fr. 51'965.-) dal 1° maggio 2012 (doc. 193).
Questa decisione è cresciuta, incontestata, in giudicato.
1.4. Con decisione 12 marzo 2014 l’CO 1 - dopo aver comunicato all'assicurato che procedeva ad una revisione della rendita in quanto "
da un controllo interno è emerso che (...) lei è dipendente della ditta _ come capo cantiere al 76% e percepisce un salario di CHF 4'439.55 mensili
" - ha osservato che "
attualmente lei lavora nel campo dell’edilizia con un grado occupazionale del 76%, sussiste pertanto una riduzione del grado occupazionale del 24% Lo scapito economico, determinato dal confronto del salario da valido di CHF 75'893.00 (salario fissato con decisione su opposizione del 10.09.2012 rivalutato al 2013 con contratto collettivo di lavoro) con quello da invalido effettivo di fr. 57'714.00, corrisponde pure al 24%. Ne consegue che il grado di invalidità dev'essere ridotto al 24%. Considerato il fatto che non ha rispettato l'obbligo di informarci (...), la riduzione del grado di invalidità ha vigore retroattivo al o1.12.2013, ossia allo scadere del periodo di prova del nuovo impiego
".
A seguito dell’opposizione del 10 aprile 2014 (doc. 218) interposta da _ del servizio giuridico del sindacato _, per conto dell’assicurato, e successivo complemento del 24 aprile 2014 (doc. 221), al quale sono stati allegati una copia del contratto di lavoro stipulato tra il suo assistito e la _ insieme ai conteggi paga ed alle schede dell'orario di lavoro (doc. 222), l’CO 1 - esperiti gli accertamenti medici-amministrativi del caso (doc. 223-225) - in data 29 agosto 2014 ha informato l'assicurato che annullava la decisione di revisione avversata, confermando il grado di invalidità del 31% (doc. 227).
1.5. In data 4 maggio 2015 il dr. med. _, medico di fiducia dell'assicurato e specialista FMH in medicina interna/generale e del lavoro, ha informato l'CO 1 che RI 1 era inabile al lavoro al 100% dal 29 aprile 2015 a causa dell'esecerbazione dei dolori alla mano destra dovuti all'amputazione del dito IV (doc. 235 e 236).
In data 10 maggio 2015 la _ ha informato l'CO 1 che RI 1 aveva lamentato forti dolori al dito durante il lavoro in un cantiere di _ alle 18.00 del 7 maggio 2015, data a partire dalla quale non riusciva più a lavorare (doc. 237).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
A seguito della ricaduta RI 1 è rimasto inabile al lavoro al 100% dal 29 aprile al 18 novembre 2015, al 50 % il 19 novembre 2015 (tentativo di ripresa lavorativa al 50% fallito), al 100% dal 20 novembre 2015 al 31 luglio 2016 (doc. 249, 251, 254, 256-258, 260, 262, 263, 268-273, 276, 278, 279 e 285). Al termine della visita _ di chiusura del 28 aprile 2016, il dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, ha ritenuto l'assicurato abile al lavoro "
nella misura massima possibile
" in un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico alla mano destra (doc. 290).
In data 2 giugno 2016 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato la sospensione delle spese di cura con effetto immediato rispettivamente dell'indennità giornaliera dal 1° agosto 2016, data a partire dalla quale veniva considerato abile al lavoro "
nella misura massima possibile
", sulla base delle risultanze della poc'anzi detta visita _ (doc. 295).
1.6. Esperiti nel frattempo gli accertamenti medico-amministrativi del caso - in particolare, dopo aver raccolto agli atti il precitato rapporto della visita medica di chiusura del 28 aprile 2016 (doc. 290) e l'apprezzamento medico concernente la valutazione della menomazione all'integrità del 28 aprile 2016 (doc. 289 e 305), allestiti dal precitato medico _ come pure i dati salariali relativi il 2014 e relativi adeguamenti (doc. 302 e 304), le DPL applicabili al caso di specie (doc. 306) ed il rapporto concernente la "
revisione della rendita e dell'IMI dopo ricaduta
" del 18 agosto 2016 (doc. 311), con decisione formale del 19 agosto 2016, l'CO 1 ha informato l'assicurato che dal 1° agosto 2016 non venivano modificate né la rendita di invalidità del 31% né l'IMI del 5% in quanto dagli: "
accertamenti medici ed economici è risultato che, nonostante il notevole peggioramento medico dei postumi infortunistici, si può esigere dal signor RI 1 l'esecuzione al 100% di un lavoro molto leggero, talvolta leggero e solo di rado mediamente pesante, dove non è più richiesto l'uso di martelli e strumenti analoghi con manico di media grandezza. Le attività che entrano in considerazione sono, ad esempio, l'aiuto orologiaio, l'in-cassatore-imballatore, il regolatore di macchine, il raffilatore o l'addetto alla confezione, dove potrebbe realizzare un salario annuo medio di CHF 51'698.00 (salario da invalido). Senza l'infortunio, come operaio edile, considerati gli aumenti previsti dal contratto collettivo dell'edilizia, potrebbe guadagnare attualmente CHF 76'190.00 (salario da valido). Dal confronto delle due cifre risulta un'incapacità al guadagno del 32%, dal 01.08.2016. Conformemente alla giurisprudenza in vigore, la notevole mutazione dell'incapacità lucrativa è data se il grado d'invalidità cambia almeno del 5% assoluto e, per gradi d'invalidità a partire dal 51%, del 10% relativo. Essendo l'aumento dell'invalidità unicamente del 1%, la rendita d'invalidità del 31% dev'essere pertanto confermata
.
(...). Secondo l'apprezzamento medico, la menomazione dell'integrità è aumentata del 2% (totale 7%). Essendo l'aumento inferiore al 5%, non sono date le premesse per la revisione della stessa e, di conseguenza, l'aumento non può essere accordato. (...)".
(doc. 312; n.d.r.: il corsivo è della redattrice).
1.7. Il 30 agosto 2016 RI 1, rappresentato dall'avv. RA 1, ha inoltrato opposizione avverso la precitata decisione, postulando il riconoscimento a suo favore di un aumento della rendita d'invalidità sino ad almeno il 50%.
Il patrocinatore dell'assicurato ha contestato le 5 DPL utilizzate dall'CO 1. Innanzitutto perché esse concernevano delle attività ("troppo pesanti" oppure "di precisione" per le quali sono necessarie tutte le dita della mano) che non riteneva praticabili con la menomazione del suo assistito. Secondariamente perché le professioni indicate non permettevano realmente di conseguire il reddito ipotizzato. In particolare, il rappresentante dell'opponente rileva che non esistono più raffilatori a tempo pieno in Svizzera e che, comunque, essi non vengono pagati fr. 4'308.- al mese (ma al massimo fr. 2'500.- quale operaio frontaliere). L'avvocato chiede pertanto che vengano proposte delle attività più leggere e con redditi più contenuti, postulando nel contempo una nuova valutazione medica (doc. 318).
1.8. Il 2 settembre 2016 l'avv. RA 1, sulla scorta dello scritto del 31 agosto 2016 del dr. med. _, medico di fiducia dell'assicurato, ha informato l'Istituto assicuratore che il suo assistito sarebbe stato visitato il 21 settembre 2016 dal PD dr. med. _ presso la Clinica _ di _, postulando nel contempo di attendere la ricezione del referto di tale visita specialistica prima di evadere l'opposizione (doc. 324).
1.9. Con decisione su opposizione del 5 settembre 2016 l’CO 1 ha respinto l'opposizione dell'assicurato del 30 agosto 2016 e confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 322).
1.10. Nel frattempo in ambito AI, con progetto di decisione del 2 settembre 2016 l’Ufficio preposto ha comunicato all'assicurato che non sarebbe entrato nel merito della nuova richiesta di prestazioni da lui inoltrata il 29 agosto 2016 (doc. 315 e 321).
1.11. Con tempestivo ricorso del 15 settembre 2016 RI 1, sempre rappresentato dall'avv. RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione del 5 settembre 2016 impugnata ed il riconoscimento di un'incapacità lucrativa del 50%, pari ad una rendita mensile di fr. 2'192.65 (doc. I, pag. 6).
Il patrocinatore dell'insorgente stigmatizza l'operato dell'CO 1 per non aver atteso il referto dello specialista di fiducia di _ prima di emettere la decisione impugnata.
L'avvocato dell'assicurato ribadisce anche in questa sede la contestazione concernente le 5 DPL utilizzate dall'Istituto assicuratore per determinare il reddito ipotetico "
da invalido
" al fine della determinazione del grado di incapacità al guadagno per i postumi infortunistici, ritenute non esigibili nel nuovo stato di salute, con le medesime argomentazioni già sollevate in sede di opposizione.
L'avv. RA 1 mette pure in dubbio le valutazioni mediche effettuate dall'CO 1, "
considerato come l'assicurato sarà sottoposto a visita specialistica da parte del Dr. med. _ il prossimo 21 settembre 2016
", richiamando il referto che verrà allestito dal precitato specialista e postulando nel contempo l'allestimento di una perizia medica.
Da ultimo, il rappresentante del ricorrente chiede che il suo assistito venga posto al beneficio del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria.
1.12. Il 20 settembre 2016 è stato assegnato al ricorrente un termine di 20 giorni per presentare il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria debitamente compilato e vidimato (doc. III).
Nonostante la concessione di due proroghe di 30 giorni cadauna, così come richiesto dall'avv. RA 1, (doc. IV, VI, IX e X), la richiesta del TCA è rimasta a tutt'oggi inevasa.
1.13. Il 7 ottobre 2016 il patrocinatore del ricorrente ha trasmesso al TCA il referto del 21 settembre 2016 del PD dr. med. _ della Clinica _ di _, e si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti, nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto, ribadendo la richiesta di un accertamento peritale "
da parte di codesto Tribunale o da parte della CO 1 previo annullamento della decisione impugnata
" (doc. IV+ allegato I).
In data 11 ottobre 2016 il TCA ha trasmesso all'CO 1 il doc. IV, con il relativo allegato I, ai fini della risposta di causa (doc. V).
1.14.
Nella risposta del 14 ottobre 2016 l'CO 1, rappresentato dall'avv. RA 2, ha postulato la reiezione del ricorso, prendendo anche posizione sul
referto del 21 settembre 2016 del PD dr. med. _ della Clinica _ di _,
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).
1.15. In data 17 ottobre 2016 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (doc. VIII). A tutt'oggi non è pervenuto a questo Tribunale alcun nuovo documento.

in diritto
2.1. L'oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare l’aumento della rendita d’invalidità in vigore, oppure no (cfr. doc. I).
Nella decisone avversata l'CO 1 ha confermato il tasso dell'IMI del 5%, a suo tempo accordata. Questo aspetto non è stato contestato dal rappresentante dell'assicurato (cfr. doc. I).
2.2. Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.
Questa norma è stata ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente aumentata, ridotta oppure soppressa.
L'art. 22 LAINF - analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62.
L'istituto della revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghèlew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 114).
La revisione presuppone, dunque, che l'invalidità abbia subìto sostanziali mutamenti dopo la costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275 consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).
Per costante giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p. 446s.).
2.3. L'invalidità può modificarsi essenzialmente per due ordini di motivi: sia perchè cambia lo stato di salute, sia perchè il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF 130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V 116 consid. 3b).
L'assicurato può, infatti, migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali, acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.
Oppure le sue capacità di guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.
Secondo la giurisprudenza federale, anche il
reddito da valido
può essere liberamente riesaminato nell’ambito di una revisione della rendita, senza alcun vincolo all’originaria decisione di rendita (cfr. STFA U 183/02 del 26 maggio 2003 consid. 6.2).
2.4. Il mutamento deve, inoltre, essere notevole.
Secondo la giurisprudenza resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato: così, un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad un'invalidità del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale del 75% (cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).
2.5. Per rivedere una rendita di invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base devono mutare presumibilmente a lungo termine.
In particolare, non è motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).
2.6. La questione di sapere se si è prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti pertinenti, un
apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la decisione litigiosa
(cfr. cfr. consid. 2.3 non pubblicato della DTF 139 V 585; DTF 133 V 108 consid. 5; STF 9C_985/2008 del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21 gennaio 2008 consid. 3.2).
Tanto nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di normalità, cioè essenzialmente equilibrato.
I mutamenti congiunturali, il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita economica, non sono motivo di revisione.
Non si tiene parimenti conto, nè prima nè dopo, di fattori estranei al danno della salute.
Ad esempio, le scarse conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione dell'invalidità.
Ciò che importa è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad infortunio Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità, l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in relazione causale con l'infortunio).
2.7. Nel caso di specie, al fine di stabilire se le condizioni di salute oggettive dell'assicurato avessero subito rilevanti modifiche rispetto a quanto constatato al momento in cui è stata fissata la rendita d’invalidità, l'CO 1 ha fatto capo al dr. med. _, medico _ e specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, il quale, dopo averlo visitato personalmente il 28 aprile 2016, è giunto alla conclusione che lo stato della mano destra dell'assicurato era peggiorato, motivo per il quale ha rivalutato l'esigibilità nei seguenti termini:
"
(...) Esigibilità del lavoro.
Sollevare e portare pesi molto leggeri fino a 5 kg e pesi leggeri fra 5 e 10 kg fino all'altezza dei fianchi talvolta con prevalente uso della mano sinistra. Pesi medi fra i 10 e i 25 kg fino all'altezza dei fianchi di rado, pesi di ordine superiore ai 25 kg mai. Può sollevare pesi fino a 5 kg e oltre i 5 kg oltre l'altezza del petto con le limitazioni sovra-espresse. Maneggio di attrezzi leggeri e di precisione spesso, attrezzi medi talvolta, lavoro pesante manuale rozzo mai, lavoro molto pesante mai, lavoro di rotazione delle due mani talvolta. Lavori sopra la testa talvolta. Rotazione del tronco, posizione seduta e inclinata in avanti e in piedi e inclinata in avanti, posizione inginocchiata e di flessione delle ginocchia senza limitazioni. Posizione di lunga durata seduta e in piedi a libera scelta senza limitazioni. Nessuna limitazione allo spostamento o nel salire scale anche a pioli. L'assicurato non deve lavorare con oggetti vibranti alla mano destra e non eseguire movimenti ripetitivi con l'arto superiore destro. Uso di martelli e strumenti analoghi con manico di media grandezza non possibile con la mano destra. Nessun problema di equilibrio o stare in equilibrio. Come sopra detto per il dito III della mano sinistra invece la capacità permane totale come in occasione della precedente visita del 2012. (...).
"
(doc. 290; n.d.r.: il corsivo è della redattrice)
Tenuto conto di tali indicazioni, l’assicuratore LAINF ha ritenuto che l'attività di "muratore" non fosse più esigibile e che l'assicurato andava considerato abile al lavoro al 100% (e con un rendimento completo) in un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico e, quindi, con decisione formale del 19 agosto 2016 (doc. 312), confermata con decisione su opposizione del 5 settembre 2016 (doc. 322), a fronte di un discapito del 32,14% risultato dal raffronto dei redditi ("da valido" fr. 76'190.00 e "da invalido" fr. 51'698.-), ha mantenuto l'attuale grado di invalidità del 31%.
2.8. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid.
2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572)
, la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione,
a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve,
a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico,
determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr.
SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63;
DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
E’ infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 p. 35 consid. 4b).
2.9. Nella concreta evenienza, attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli atti (in particolare, doc. 203, 225, 229, 233, 243, 249, 251, 259, 274 e 281), questo Tribunale ritiene che il parere espresso dal dr. med. _, specialista nella materia che qui ci occupa e che vanta un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e infortunistica, - dettagliato, approfondito e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati e, al quale, va dunque attribuita piena forza probante (cfr. consid. 2.8) - possa validamente costituire da base al giudizio che è ora chiamato a rendere, senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori atti istruttori (in particolare, all'esperimento di una perizia medica, così come postulato dal rappresentante del ricorrente nel gravame e nello scritto del 7 ottobre 2016: cfr. doc. I e IV).
Del resto, la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale.
Il rapporto del 21 settembre 2016 del PD dr. med. _, Teamleiter STV. Handchirurgie, presso la Clinica _ di _ (
allegato I al doc. IV), non è atto
a sollevare dubbi circa la fedefacenza della valutazione chiara, esauriente con argomentazioni diffuse e motivate, sviluppata il 28 aprile 2016 dal dr. med. _, medico _ e specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore (doc. 290) avvalorata dai referti agli atti allestiti dal medesimo specialista _ (in particolare, doc. 274 e 281).
Le considerazioni espresse dallo specialista di _ nel proprio referto del 21 settembre 2016 (
allegato I al doc. IV)
non appaiono quindi suscettibili di sminuire il valore probatorio attribuito al parere del dr. med. _.
Del resto, la valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dallo specialista dell'CO 1 risulta plausibile anche alla luce dei precedenti giurisprudenziali riportati qui di seguito, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni nell'utilizzo degli arti superiori.
Ad esempio, in una pronunzia inedita del 12 novembre 1996, l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio adominante.
In una sentenza 35.1997.23 dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA con sentenza U 449/00 dell'8 maggio 2002 - questo Tribunale ha riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata che, secondo l'avviso dei medici, presentava una mano sinistra infortunata praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per delle prese a tre dita senza forza.
Il TFA è pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con la mano destra, e il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco di una mano).
In una sentenza 35.2002.88 del 14 aprile 2003, cresciuta incontestata in giudicato, questa Corte ha giudicato completamente abile in attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto, citiamo: "... limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente, macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA succitata, consid. 2.6.).
Con un giudizio I 27/06 e U 18/06 del 24 agosto 2006, consid. 5.2.3, il TFA ha considerato in grado di svolgere a tempo pieno semplici mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di controllo, così come lavori in un chiosco nonché attività ausiliarie nel campo della gastronomia o in un magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva di dolori cronici alla spalla destra con irradiazione al braccio destro, di un’importante rottura della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa del tendine dei muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare e lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del braccio destro (diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).
Anche nella STFA U 200/02 del 20 maggio 2003 consid. 2.2, riguardante un’assicurata, la quale, a causa di un infortunio professionale alla mano sinistra adominante, aveva subito l’amputazione del pollice, dell’indice e del medio, come pure una frattura pluriframmentaria della falange basale con instabilità a livello delle articolazioni interfalangee dell’anulare, divenendo praticamente monca di una mano, l’Alta Corte ha ammesso una piena capacità lavorativa dal
profilo ortopedico
.
In una sentenza 8C_260/2011 del 25 luglio 2011, il TF ha dichiarato in grado di svolgere a tempo pieno attività lavorative leggere non bimanuali, un assicurato che presentava una paralisi, da parziale a completa, della muscolatura della spalla e del braccio destro dominante.
Ad un’analoga conclusione è giunta l’Alta Corte in un’altra sentenza 8C_311/2015 del 22 gennaio 2016, concernente un assicurato, il quale, per evitare di cadere mentre era intento a scaricare un camion, si era attaccato con il braccio destro alla sponda dello stesso, avvertendo immediatamente forti dolori all’arto superiore in questione.
In una sentenza 35.2013.74 dell’8 settembre 2014, il TCA ha confermato la decisione con la quale un falegname, che ha subìto l’amputazione dell’avambraccio destro (dominante) nell’utilizzare una sega circolare, è stato ritenuto totalmente abile in attività leggere dal profilo del sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi (anche di precisione), che non richiedono l’utilizzo di entrambi gli arti superiori.
Vedi, infine, anche la sentenza di questa Corte 35.2014.57 del 4 maggio 2015, confermata con STF 8C_396/2015 del 17 settembre 2015, nella quale, nonostante l’infortunio alla spalla sinistra, un assicurato è stato ritenuto inabile in maniera
praticamente completa nel lavoro di smontaggio delle carcasse per il recupero dei pezzi di ricambio, ma
in grado di svolgere, a tempo pieno, un’attività lavorativa leggera.
In una sentenza 35.2016.43 del 22 settembre 2016 questo Tribunale ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di professione "tassametrista-impiegato-operaio", che - mentre usciva dalla doccia al proprio domicilio - era caduto, riportando un trauma distorsivo alla spalla destra con lesione transumorale della cuffia rotatoria a livello di sovraspinato e nella porzione craniale del sottoscapolare e, successivamente - mentre andava a prendere l'automobile al proprio domicilio a _ - è scivolato sul ghiaccio, cadendo in avanti con ricezione su entrambi i polsi e dolori di contraccolpo ad entrambe le spalle e riportando una re-rerottura della cuffia dei rotatori della spalla sinistra e una rottura della cuffia dei rotatori della spalla destra) era in grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico subito alle spalle.
In una sentenza 35.2015.131 del 21 novembre 2016 questo Tribunale ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di professione "autista" con qualifica di "impiegato-operaio", che - mentre stava caricando il camion a _ - era caduto dalla rampa di carico, riportando una frattura del capitello radiale sinistro tipo Mason II e una frattura composta dello spigolo esterno del processo coronoideo dell'ulna) era in grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico subito al gomito sinistro (adominante).
Si può, quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e non dall’assicura-zione contro l’invalidità (cfr. DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 83) - che il ricorrente sia in grado di mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali più leggere da un profilo dell'impegno fisico rispetto a quella originariamente esercitata (di muratore).
In una sentenza 8C_971/2008 del 23 marzo 2009, l’Alta Corte ha ribadito che anche per gli
assicurati limitati nell’utilizzo della mano dominante
, esiste un mercato del lavoro sufficientemente ampio:
"
Wie die Rechtsprechung wiederholt bestätigt hat, gibt es auf einem ausgeglichenen Arbeitsmarkt genügend realistische Betätigungsmöglichkeiten für Personen, welche funktionell als Einarmige zu betrachten sind und überdies nur noch leichte Arbeit verrichten können. Längst nicht alle im Arbeitsprozess im weitesten Sinne notwendigen Aufgaben und Funktionen im Rahmen der Überwachung und Prüfung werden durch Computer und automatische Maschinen ausgeführt. Abgesehen davon müssen solche Geräte auch bedient und ihr Einsatz ebenfalls überwacht und kontrolliert werden. Die Gerichtspraxis ist bisher regelmässig bei Versicherten, welche ihre dominante Hand gesundheitlich bedingt nur sehr eingeschränkt als unbelastete Zudienhand einsetzen können,
von einem hinreichend grossen Arbeitsmarkt mit realistischen Betätigungsmöglichkeiten ausgegangen
(Urteil 9C_418/2008 vom 17. September 2008, E. 3.2.2)."
(il corsivo è della redattrice)
Del resto deve essere ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997 p. 71 e dottrina ivi citata), anche in virtù del principio della riduzione del danno.
Ai fini dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell’impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se - ipotesi non realizzata nella fattispecie - l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).
In conclusione, stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurata di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz.
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221),
è da ritenere dimostrato,
secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (
DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti)
,
che RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico alla mano destra (dominante), e, quindi, un lavoro leggero dal profilo del sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi (anche di precisione) che non richiede un'ottima presa della mano destra e sinistra nel contempo rispettivamente un'ottima agilità di ambedue le mani contemporaneamente.
2.10.
Si tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.
2.11.
Per quanto concerne il
reddito da valido
,
s
econdo l’assicuratore infortuni resistente, senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2016 (data
di decorrenza della rendita - chiusura della ricaduta il 1° agosto 2016: doc. 295), avrebbe realizzato un guadagno annuo lordo di
fr. 76'190.00
(cfr. doc. 311).
Questo dato, desunto dalle indicazioni fornite a suo tempo direttamente dal datore di lavoro (e che tiene conto pure degli aumenti previsti dal contratto collettivo dell'edilizia) e non contestato dal ricorrente, può senz’altro essere fatto proprio da questa Corte.
2.12. Per quanto riguarda il
reddito da invalido
, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg.
Nella prima sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato,
a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti)
. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.
Nella seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL.
In quella sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento. Questa giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in DTF 139 V 592 e nella sentenza 8C_898/2015 del 13 giugno 2016 al consid. 3.3.
L’Alta Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04; STF 9C_262/2016 del 30 agosto 2016).
Nella DTF 129 V 472 consid. 4.2.2, l’Alta Corte ha verificato, in base a una valutazione statistica compiuta dall’CO 1, che il salario medio risultante dalle DPL si situava
soltanto leggermente
sotto quello secondo l’ISS (in questo senso, si veda pure la STF 8C_647/2013 del 4 giugno 2014 consid. 7.2).
2.13.
Nella presente fattispecie,
l'assicuratore LAINF convenuto ha determinato il reddito ancora esigibile dall'assicurato, nonostante il danno alla salute infortunistico, mediante il metodo delle DPL.
È pertanto risultato che nelle attività sostitutive che l'insorgente sarebbe stato in grado di esercitare, tenuto conto del danno alla salute, e meglio l'aiuto orologiaio (con funzione di assemblatore) presso la _ di _, l'incassatore imballatore (con funzione di operaio separazione e imballaggio) presso la _ di _, il regolatore di macchine (con funzione di operatore) presso la _ di _, il raffilatore (con la funzione di affilatore) presso la _ di _ e, infine, il preparatore di _ (con funzione di confezione della _) presso la _ di _, i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2016, un reddito annuo pari a fr. 51'698.00 (doc. 306, p. 1).
D’altro canto, sempre in conformità alla giurisprudenza suevocata, l'assicuratore infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati dall'assicurata, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.
In effetti, dalla tabella di cui al doc. 306, p. 1-3 , si evince che sono 43 i posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo ammontano, rispettivamente, a fr. 38'233.- e a fr. 74'522.-, e, infine, che quello medio è di fr. 51'444.-.
Il TCA constata che il valore considerato dall’assicuratore LAINF convenuto (fr. 51'698.-) è solo leggermente superiore alla media dei salari medi (fr. 51'444.-), ragione per la quale non vi possono essere dubbi circa la rappresentatività del reddito da invalido stabilito in base alle DPL.
Il TCA rileva inoltre che i cinque posti di lavoro segnalati dall’Istituto rispettano le limitazioni funzionali derivanti dal danno alla salute infortunistico (cfr. la descrizione delle attività e le esigenze fisiche risultanti dalla relative schede DPL; doc. 306, p. 2-23) - trattandosi di lavori leggeri dal profilo del sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi (anche di precisione) che non richiedono un'ottima presa della mano destra e sinistra nel contempo rispettivamente un'ottima agilità di ambedue le mani contemporaneamente (cfr. consid. 2.9 in fine) -, come pure la formazione dell'assicurato (cfr. i profili formativi richiesti risultanti dalla relative schede DPL; doc. 306, p. 2-23).
In siffatte circostanze, le contestazioni mosse dal rappresentante dell'insorgente nel gravame all'operato dell'Istituto assicuratore per aver preso in considerazione anche dei lavori di precisione (sull'esigibilità lavorativa cfr. consid. 2.9) ed aver applicato al caso di specie le 5 schede DPL in questione non possono essere condivise dal TCA. Irrilevanti ai fini del giudizio risultano invece le considerazioni espresse dal patrocinatore del ricorrente in merito alle 5 DPL applicate dall'CO 1 nel 2012. Parimenti ininfluente ai fini del giudizio l'argomentazione ricorsuale giusta la quale "
non esistono più raffilatori a tempo pieno in Svizzera e che, comunque, essi non vengono pagati fr. 4'308.- al mese (ma al massimo fr. 2'500.- quale operaio frontaliere)
", visto che nella ditta _ di _ (che, di tutta evidenza, non è l'unica nel settore in cui opera) figura il posto di raffilatore (con la funzione di affilatore, che lavora nel reparto utensili, seduto dietro la macchina affilatrice, provvedendo alla rettifica degli utensili montati sulle macchine) a tempo pieno e a tempo parziale dietro retribuzione di una salario mensile minimo di fr. 3'900.- e massimo di fr. 4'120.- (per un'attività a tempo pieno; cfr. relativa scheda DPL agli atti).
In conclusione, il reddito da invalido - che è stato validamente determinato in base alle DPL - ammonta a
fr. 51'698.00
.
Decurtazioni sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).
2.14. Il grado di invalidità dell'insorgente - determinato confrontando i fr. 51'698.00 al reddito che egli avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute, e cioè fr.
76'190.00
, risulta essere del 32.14%, arrotondato al 32% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2).
Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la decisione su opposizione impugnata, mediante la quale l’amministrazione ha confermato, a decorrere dal 1° agosto 2016, la rendita del 31% in vigore - essendo l'aumento accertato dell'1% e, quindi, inferiore al 5% (cfr. consid. 2.4) - deve essere confermata.
A mero titolo abbondanziale il TCA osserva che si perverrebbe al medesimo risultato anche applicando in dati statistici. In effetti, utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 2014 elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2014 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 5'312.-.
Riportando questo dato su 41.7 ore (
cfr. dati pubblicati sul sito web dell’UFS; a questo proposito, si veda la STF 8C_480/2010 del 10 marzo 2012 consid. 3.1.1), esso ammonta a fr. 5'537.76 mensili oppure a fr. 66'453.12 per l'intero anno (fr. 5'537.76 x 12).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali da quantificare in +0.4% per il 2015 e +0.6% per il 2016 secondo l'ultima stima trimestrale a disposizione (cfr. la relativa tabella pubblicata sul sito web dell’UFS), si ottiene, per il 2016, un reddito annuo di fr.
67'119.24. S
ull’esistenza di sufficienti posti di lavoro semplici e ripetitivi di cui alle RSS, necessitanti di bassi requisiti intellettuali e che possono essere eseguiti anche con una sola mano, cfr. STF 8C_350/2013 del 5 luglio 2013.
Quand'anche si applicasse al caso di specie - per mera ipotesi - la deduzione sociale massima del 25% (
DTF 126 V 80 consid. 5b/cc; STF 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 al consid. 5.4 confermata in STF 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 4.6; e, da ultimo, STF 8C_80/2013 del 17 gennaio 2014 al consid. 4.2), si giungerebbe ad un reddito annuo di fr. 50'339.43, che non darebbe diritto ad un aumento della rendita. In concreto, raffrontando, nel 2016, il reddito da valido di fr.
76'190.00
con quello da invalido di fr. 50'339.43, si otterrebbe
un grado di invalidità del 33,92%
arrotondato al 34% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. (= SVR 2004 UV Nr. 11 p. 41). Essendo anche in questo caso (laddove, giova ribadire, si è considerata per mera ipotesi la deduzione sociale massima del 25% consentita dalla giurisprudenza) l'aumento accertato del 3% e, quindi, inferiore al 5% (cfr. consid. 2.4), il gravame andrebbe comunque respinto e la decisione su opposizione impugnata, mediante la quale l’amministrazione ha confermato, a decorrere dal 1° agosto 2016, la rendita del 31% in vigore andrebbe in ogni caso confermata.
2.15. Deve ancora essere verificato se il ricorrente può essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio (cfr. doc. I, p. 6).
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il requisito della probabilità di esito favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; RAMI 1994 p. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251).
A tal proposito, si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA K 75/05 del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29 agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre, quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b).
Innanzitutto il TCA osserva che Il 20 settembre 2016 è stato assegnato al ricorrente un termine di 20 giorni per presentare il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria debitamente compilato e vidimato (doc. III). Nonostante la concessione di due proroghe di 30 giorni cadauna, così come richiesto dall'avv. RA 1, (doc. IV, VI, IX e X), la richiesta di questa Corte è rimasta a tutt'oggi inevasa. Ora, in questi casi, il TCA assegna all'insorgente un ultimo termine di 10 giorni al fine di produrre il Certificato municipale per l’assistenza giudiziaria con l’avvertenza che scaduto infruttuoso tale termine la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta. Nel caso di specie, non si è tuttavia proceduto come indicato, in quanto tale misura si sarebbe in ogni caso rivelata inutile ai fini del giudizio, in considerazione del fatto che l'istanza in questione deve comunque essere in ogni caso respinta per i motivi qui di seguito esposti.
In effetti, sia per quanto riguarda la valutazione dell’esigibilità lavorativa espressa dal medico _ dell’CO 1 sia per quanto concerne gli aspetti economici, alla luce della giurisprudenza pubblicata sia nella Raccolta ufficiale che nel sito web della Confederazione, rispettivamente in quello del Cantone Ticino (riportata in sentenza ai consid. 2.9 e 2.12), doveva apparire chiaro che il rischio di perdere il processo era palesemente maggiore rispetto alle prospettive di un successo, ragione per la quale il requisito della probabilità di esito favorevole va giudicato inadempiuto. In queste condizioni, non essendo adempiuto uno dei tre presupposti cumulativi, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.