Decision ID: ec37bcc0-1021-55f8-9aaf-6dacff942004
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che
la Sezione dei permessi e dell'immigrazione,
con decisione del
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2002, ha inflitto a _ _ una multa di fr. 500.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 30.–, per avere permesso alla
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Sagl, in qualità di socio e gerente con firma individuale della società, di assumere dal 1° maggio 2000 "la gestione della
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, c/o
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a
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(mappale
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) e conferire la gerenza del ritrovo alla signora
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-
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, senza possedere alcuna autorizzazione" (decisione impugnata, con rinvio al rapporto di contravvenzione del 13 dicembre 2001);
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 3, 28, 66 LEsPub; 78 e 79 RLEsPub;
che _ _ è insorto contro tale decisione con un ricorso del 23 settembre 2002 in cui postula in sostanza l'annullamento del querelato giudizio;
che nelle sue osservazioni del 10 ottobre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il gravame e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 3 cpv. 1 lett. b LEsPub un esercizio pubblico può essere aperto e gestito se il gerente è in possesso – fra l'altro – dell'autorizzazione dipartimentale di cui all'art. 28 LEsPub;
che per l'art. 66 cpv. 1 prima frase LEsPub, le infrazioni alla legge e al regolamento di applicazione sono punite con una multa da fr. 50.– a fr. 10 000.–; sono punibili il gestore, il gerente, il titolare della patente e i loro rappresentanti (art. 66 cpv. 2 lett. a LEsPub);
che la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha sanzionato l'interessato, come detto, per avere permesso alla
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Sagl, in qualità di socio e gerente con firma individuale della società, di assumere dal 1° maggio 2000 "la gestione della
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, c/o
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a
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(mappale
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) e conferire la gerenza del ritrovo alla signora
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, senza possedere alcuna autorizzazione";
che il ricorrente non contesta la commissione del reato da parte della società; sottolinea tuttavia la propria estraneità ai fatti, avendo egli "rivestito la carica di gerente della società, ma unicamente ai sensi del CO, e non sicuramente quale gerente" giusta la legge sugli esercizi pubblici (ricorso, pag. 1 in basso), essendo egli "fiduciario-commercialista e non di sicuro persona attiva nell'ambito del settore della ristorazione" (pag. 2 a metà) e non essendo egli "a conoscenza nemmeno del fatto che ha portato a questo decreto di multa" (pag. 2 in alto);
che l'insorgente, contrariamente al suo parere, non è stato multato quale "gerente" nel senso della normativa sugli esercizi pubblici né tanto meno per le sue qualifiche professionali, bensì nella sua veste di organo della
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Sagl (v. rapporto di contravvenzione: "in qualità di socio e gerente con firma individuale della società");
che al riguardo – come giustamente rilevato dall'autorità di primo grado – la
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Sagl, come qualsiasi altra persona giuridica, manca della capacità delittuosa ("
universitas delinquere non potest
": DTF 97 IV 203); una persona giuridica è punibile in altre parole solo qualora una legge federale (p. es. l'art. 7 DPA) o il diritto cantonale lo preveda espressamente, ciò che non è il caso nella specie;
che quando un'infrazione è commessa nell'ambito di una persona giuridica sono punibili le persone fisiche che hanno agito – o omesso di agire – nella loro qualità di organi (DTF 105 IV 172, 97 IV 202; v. anche
Killias,
Précis de droit pénal général
, 2a edizione, pag. 82 n. 611);
che in concreto il ricorrente non nega di essere stato, all'epoca dei fatti, socio gerente con firma individuale della
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Sagl (cfr. anche estratto del registro di commercio nel fascicolo processuale), ragion per cui egli risponde – come organo – delle infrazioni commesse dall'azienda;
che non giova altresì all'interessato prevalersi di non avere avuto conoscenza dei fatti ascritti alla
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Sagl, ove appena si consideri che – nella sua qualità di gerente della medesima – egli avrebbe dovuto quanto meno vegliare al rispetto delle norme legali da parte della società;
che le censure sollevate dal ricorrente sono destinate quindi all'insuccesso;
che la multa inflitta è, per altro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;
che il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr);