Decision ID: 55376a69-eff0-548b-884f-3abe7f0fb514
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con decisione del 21 giugno 2005, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invali-
dità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in fa-
vore di A._ – cittadino italiano, nato il (...; doc. 2) – una mezza ren-
dita d’invalidità svizzera dal 1° agosto al 31 dicembre 2003 e tre quarti di
rendita dal 1° gennaio 2004 (il cambiamento della rendita essendo dovuto
ad una modifica della legge [entrata in vigore della IV revisione della legge
federale sull’assicurazione per l’invalidità] e non ad una modifica del tasso
d’invalidità). Nella motivazione della decisione, l’UAIE ha indicato che dagli
atti (segnatamente dal rapporto del 15 marzo 2005 della dott.ssa
B._, medico SMR [doc. 34]), che, a sua volta, si era fondata sui
documenti medici componenti l’incarto dell’Istituto nazionale svizzero di as-
sicurazione contro gli infortuni [assicurazione C._]) risultava che
l’interessato (affetto in particolare da sindrome dolorosa cervico-vertebrale,
cefalea da tensione ed emicrania, vertigini con disturbo vestibolare perife-
rico a sinistra, episodio depressivo di media entità con sindrome biologica
[ICD-10 F 32.11]) presentava, dal 19 agosto 2002, un’incapacità al lavoro
del 100% nell’attività di muratore, ma una capacità al lavoro del 50% in
un’attività confacente allo stato di salute, ciò che comportava un grado d’in-
validità del 61% (doc. 45).
B.
B.a Nel mese di aprile del 2010, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del
Cantone D._ (Ufficio AI) ha avviato la procedura di revisione della
rendita (doc. 67).
B.b Dalle carte processuali risultano essere stati assunti agli atti i docu-
menti medici componenti l’incarto dell’assicurazione C._, segnata-
mente la perizia pluridisciplinare del 9 luglio 2010 della Clinica di riabilita-
zione E._ (doc. 70), la perizia pluridisciplinare del 20 novembre
2011 della F._ (doc. 87), il rapporto psichiatrico del 28 settembre
2012 del dott. G._ (doc. 102 pag. 18), la perizia psichiatrica del 26
novembre 2012 del dott. H._ (doc. 102 pag. 22), il rapporto psichia-
trico del 3 aprile 2013 del dott. I._ (doc. 102 pag. 48) e la perizia
psichiatrica del 7 marzo 2014 della dott.ssa J._ (doc. 108).
B.c
B.c.a Nei rapporti del 12 giugno 2013 e dell’11 aprile 2014 (doc. 157 pag.
6 e 8), la dott.ssa B._, medico SMR, ha ritenuto, in virtù della perizia
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pluridisciplinare del 20 novembre 2011 della F._ (doc. 87), che, dal
punto di vista somatico, vi è stato un miglioramento dello stato di salute
dell’interessato (rispetto al quadro clinico esistente nel 2005). La dotto-
ressa ha concluso per il medesimo (affetto segnatamente da sindrome do-
lorosa cervico-vertebrale, lieve alterazione degenerativa discale, vertigini,
tenoperiostosi della spalla sinistra, malposizionamento in varismo del gi-
nocchio, esiti di disturbo vestibolare periferico sinistro [doc. 87 pag. 52]) ad
un’incapacità al lavoro del 100% nell’attività di muratore, ma ad una capa-
cità al lavoro del 100% in un’attività sostitutiva adeguata, da luglio del 2011
(data degli esami peritali).
B.c.b Nel rapporto del 25 ottobre 2016 (doc. 157 pag. 13), il dott.
K._, medico SMR, ha rilevato, dal profilo psichico, che la perizia
psichiatrica del 7 marzo 2014 della dott.ssa J._ (doc. 108) ha valu-
tato lo stato di salute e gli effetti dell’affezione psicosomatica sulla capacità
al lavoro dell’interessato secondo i criteri detti di Förster (precedente giuri-
sprudenza del Tribunale federale). Detto medico ha postulato di sottoporre
l’interessato ad una (nuova) perizia psichiatrica che tenga conto degli indi-
catori stabiliti dalla giurisprudenza del Tribunale federale di cui alla sen-
tenza DTF 141 V 281 concernente l’esame del diritto a una rendita d’inva-
lidità in presenza di disturbo somatoforme e analoghi dolori psicosomatici.
B.c.c Nella perizia psichiatrica del 24 aprile 2017 (doc. 146), il dott.
L._, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha posto la diagnosi di
nevrastenia (ICD-10 F 48.0) e personalità patologica non altrimenti speci-
ficata (ICD-10 F 60.9). Secondo lo psichiatra, dalla risoluzione dell’episodio
depressivo maggiore, al più presto nel luglio del 2010, il quadro clinico si è
assestato su una forma di nevrastenia, nell’ambito di un disturbo della per-
sonalità. Il dott. L._ ha quindi ritenuto un’inabilità lavorativa per l’in-
teressato del 60% nell’attività di muratore e del 40% in un’attività sostitutiva
adeguata, da luglio del 2010.
B.c.d Nel rapporto del 17 maggio 2017 (doc. 157 pag. 19), il dott.
K._, medico SMR, ha rilevato, in virtù della menzionata perizia psi-
chiatrica, che l’interessato soffre, oltre che di una nevrastenia, di un di-
sturbo della personalità non altrimenti specificato, di modo che il medesimo
non dispone delle capacità per sormontare la nevrastenia. Il medico SMR
ha considerato che, dal profilo somatico, è da ritenere un’incapacità lavo-
rativa del 100% nell’attività di muratore, dal 2002. Dal profilo psichico, ha
concluso ad un’incapacità al lavoro del 40% in un’attività sostitutiva ade-
guata, da luglio del 2010.
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B.d Con progetto di decisione del 23 maggio 2017 (doc. 148), l’Ufficio AI
del Cantone D._, dopo avere constatato, in virtù delle perizie medi-
che agli atti, che l’esercizio dell’attività di muratore non è più esigibile, ma
che l’esercizio di un’attività confacente allo stato di salute è esigibile nella
misura del 60%, ciò che comporta un grado d’invalidità del 45%, ha comu-
nicato all’interessato che i tre quarti di rendita d’invalidità sarebbero stati
sostituiti da un quarto di rendita (essendo intervenuto un notevole miglio-
ramento dello stato di salute).
B.e Con scritto del 22 giugno 2017 (doc. 150), l’interessato ha postulato il
riconoscimento di una mezza rendita d’invalidità. Non ha contestato la sua
residua capacità lavorativa del 60% in un’attività confacente allo stato di
salute. Si è però doluto di un’errata definizione del reddito da valido e del
reddito da invalido, sottolineando che nel calcolo per la determinazione del
grado d’invalidità, si otterrebbe una perdita di guadagno del 55%.
B.f Con decisione del 13 marzo 2018 (doc. 156), l’UAIE ha deciso che, a
decorrere dal primo giorno del secondo mese che segue la notifica della
decisione, i tre quarti di rendita d’invalidità pagati fino ad allora sono sosti-
tuiti da un quarto di rendita.
C.
C.a L’11 aprile 2018, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 13 marzo 2018
mediante il quale ha chiesto d’accogliere il gravame e di riformare la deci-
sione impugnata nel senso di attribuirgli una mezza rendita d’invalidità per
un grado d’invalidità del 57%, a decorrere dal 1° maggio 2018. Non ha
contestato la sua capacità lavorativa residua del 60% in un’attività confa-
cente allo stato di salute, come accertato nella perizia psichiatrica del 24
aprile 2017. Ha però chiesto che, nel calcolo per la determinazione del
grado d’invalidità, sia operata, sul salario annuale da invalido, una ridu-
zione giurisprudenziale quanto meno del 15%, se non addirittura del 20%,
in considerazione della sua formazione, delle limitazioni funzionali che pre-
senta, del fatto che può svolgere solo attività leggere, del suo statuto di
frontaliere e del lungo periodo di inattività. Ha poi sottolineato che nel cal-
colo per la determinazione del grado d’invalidità, dal confronto fra il reddito
da invalido di fr. 75'783.20 ed il reddito da invalido di fr. 32'281.50, si otter-
rebbe una perdita di guadagno del 57% (doc. TAF 1).
C.b Il 24 aprile 2018, il ricorrente ha versato l’anticipo a copertura delle
presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 5).
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C.c Nella risposta al ricorso del 1° giugno 2018, l’UAIE, dopo avere rinviato
allo scritto dell’Ufficio AI del Cantone D._ del 30 maggio 2018 di
rinuncia all’inoltro di una presa di posizione, ha proposto la reiezione del
ricorso e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 7), risposta al
ricorso che è poi stata trasmessa, unitamente a copia dello scritto dell’Uffi-
cio AI del Cantone D._, al ricorrente con provvedimento dell’11 giu-
gno 2018 di questo Tribunale (doc. TAF 8).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
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nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016
consid. 4.2 e relativi riferimenti).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
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3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 con-
sid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 1.2). Ne discende
che si applicano, da un lato, le norme materiali in vigore fino al 31 dicembre
2007, per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a tale data, men-
tre dall'altro lato, e per il periodo successivo, le nuove norme della 5a revi-
sione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le dispo-
sizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata
in vigore). Peraltro, e per l'esame dell'(eventuale) riduzione o soppressione
della rendita d'invalidità, l'applicazione delle nuove norme della 5a revi-
sione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 13 marzo 2018 (data
della decisione impugnata) non avrebbe alcuna incidenza sull'esito delle
questioni sottoposte nel caso concreto all'esame di questo Tribunale (cfr.
sentenza del TF 9C_942/2009 del 15 marzo 2010 consid. 3.1; cfr. pure
sentenza del TAF C-2184/2011 del 15 novembre 2013 consid. 5.2). Per-
tanto, e salvo indicazione contraria, di seguito è fatto riferimento alle norme
in vigore fino al 31 dicembre 2007, fermo restando che l'art. 17 LPGA e gli
art. 87, 88a e 88bis OAI concernenti la revisione di una rendita d'invalidità
non hanno subito modifiche con l'entrata in vigore della 5a revisione della
LAI.
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni
sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid.
4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; DTF 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (DTF 118 V
200 consid. 3a in fine; sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011
consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2).
4.
4.1 L'UAIE ha reso il 13 marzo 2018 una decisione di revisione, ai sensi
dell’art. 17 LPGA, della rendita d’invalidità fino ad allora accordata al ricor-
rente.
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4.2 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
4.3 Giusta l'art. 87 cpv. 2 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o di grande invalidità o dell'assistenza dovuta all'invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell'erogazione della rendita o dell'asse-
gno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provve-
dimenti che possono provocare una notevole modifica del grado d'invali-
dità, della grande invalidità o dell'assistenza dovuta all'invalidità.
4.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o l'assistenza dovuta all'invalidità si riduce, v'è motivo
d'ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza,
tutto o parte del diritto a prestazioni, dal momento in cui si può supporre
che il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e
che presumibilmente continuerà a durare. La riduzione o la soppressione
della rendita o dell'assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto,
il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione (art.
88bis cpv. 2 lett. a OAI).
4.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Peraltro, per
procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il grado d'in-
validità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A diffe-
renza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre prestazioni
durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revisione di una
rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) una
modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può risiedere sia
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in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica della compo-
nente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una modifica di
poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo a una re-
visione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale modifica de-
termina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF
133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invali-
dità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono segna-
tamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), possono es-
sere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del nuovo
esame (sentenza del TF 9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti). Per
contro, modifiche nei soli fattori statistici non sono riconducibili a un cam-
biamento nel contesto concreto della persona assicurata, ma configurano
unicamente dei cambiamenti esterni che non riflettono la situazione perso-
nale di quest'ultima (DTF 133 V 545 consid. 7.1). In questo senso il Tribu-
nale federale ha precisato – in una vertenza in cui lo stato di salute era
rimasto invariato – che modifiche di poco conto nei dati statistici salariali
non giustificano una revisione di una rendita d'invalidità, nemmeno se a
seguito di queste modifiche il valore limite viene superato per eccesso o
per difetto (DTF 133 V 545 consid. 7.3). Per le stesse considerazioni, la
possibilità di procedere a una revisione va ugualmente negata se la modi-
fica riguardante i soli valori statistici (esterni) è di un certo rilievo. Se infatti
risulta che il motivo effettivo per una revisione del diritto alla rendita risiede
nella modifica dei valori statistici (tabellari), simile operazione deve essere
esclusa (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007 del 9 novembre 2009 consid.
5.1 ss. nonché relativi riferimenti). Irrilevante è invece, una diversa valuta-
zione di una fattispecie restata sostanzialmente immutata (DTF 112 V 371
consid. 2b).
4.6 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto dell'ultima decisione cresciuta in giudicato che è stata
oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale ac-
certamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei
redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provve-
dimento litigioso (sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 133
V 108). Il periodo di riferimento nell'ambito della presente vertenza è quello
intercorrente tra il 21 giugno 2005, data della decisione dell'UAIE mediante
la quale è stata accordata una mezza rendita dal 1° agosto al 31 dicembre
2003 e tre quarti di rendita dal 1° gennaio 2004 (il cambiamento della ren-
dita essendo dovuto ad una modifica della legge [entrata in vigore della IV
revisione della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità] e non ad
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una modifica del tasso d’invalidità del 61%), ed il 13 marzo 2018, data della
decisione impugnata.
5.
5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 125 V 351 consid. 3).
5.2 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie (sentenza del TF U 505/06 del 17 dicembre
2007). Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, me-
glio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da met-
tere in discussione le conclusioni peritali (sentenza del TF I 166/03 del 30
giugno 2004 consid. 3.).
5.3 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7),
in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-
fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid.
2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143
V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-
sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito
di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori
atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della
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persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid.
6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione
della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3),
segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi
“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi;
successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-
dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche
[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-
renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione
uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid.
4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-
tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]).
6.
6.1 Nei rapporti di dimissione del 6 gennaio e 5 agosto 2003 della Clinica
di riabilitazione E._ (doc. 25 e 27; rapporti su cui era basata la de-
cisione del 21 giugno 2005), i medici avevano posto la diagnosi segnata-
mente di infortunio (incidente stradale il 19 agosto 2002) con distorsione
della colonna cervicale e contusione lombare, sindrome dolorosa cervico-
vertebrale, cefalea da tensione ed emicrania, vertigini con disturbo vesti-
bolare periferico a sinistra, disturbo depressivo di media entità con sin-
drome biologica (ICD-10 F 32.11). All’esame clinico, erano stati rilevati una
modesta riduzione della mobilità della colonna cervicale, moderati dolori
alla pressione della muscolatura al collo a sinistra ed un disturbo della fun-
zione periferica vestibolare a sinistra. I disturbi lamentati potevano essere
spiegati con i reperti oggettivi. Il ricorrente mostrava perdita d’iniziativa e
degli interessi, diminuzione dell’umore, labilità affettiva con impulsi aggres-
sivi, astenia, disturbi del sonno e dell’appetito, deficit soggettivi cognitivi,
sentimenti d’insufficienza, colpa, equivalenti ansiosi. I medici avevano rite-
nuto che l’esercizio dell’attività di muratore non era più esigibile, ma che
l’insorgente poteva svolgere un lavoro medio-pesante per tutto il giorno,
con una riduzione del rendimento, dal profilo psichico, del 50%.
6.2
6.2.1 Nell’ambito della procedura di revisione in esame, dal profilo soma-
tico, nella perizia pluridisciplinare del 20 novembre 2011 della F._
(fondata su un consulto internistico, un consulto ortopedico, un consulto
neurologico ed un consulto otorinolaringoiatrico; doc. 87), i medici hanno
rilevato che l’insorgente è affetto segnatamente da sindrome dolorosa cer-
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vico-vertebrale sinistra, vertigini di non chiara eziologia, esiti di traumi di-
storsivi del rachide cervicale, tenoperiostosi della spalla sinistra, malposi-
zionamento in varismo del ginocchio sinistro, esiti di disturbo vestibolare
periferico sinistro, lieve ipoacusia sensitiva, lieve alterazione dell’equilibrio
di non chiara eziologia. All’esame clinico, sono in particolare stati rilevati
una lieve limitazione della mobilità della colonna cervicale, una diffusa do-
lorabilità alla pressione della muscolatura al collo a sinistra, delle altera-
zioni della sensibilità al viso, al collo, alla spalla ed al torace a sinistra, un
disturbo della sensibilità al braccio sinistro, dei disturbi dell’equilibrio e delle
sensazioni di vertigine soggettiva. Gli esami radiologici mostrano lievi alte-
razioni degenerative al rachide cervicale. Secondo i medici, la sintomato-
logia lamentata non è spiegabile dai reperti somatici. Sarebbe ravvisabile
un aggravamento dei sintomi. Detti medici hanno constatato che, rispetto
al quadro clinico esistente nel 2004, non è ravvisabile alcun disturbo della
funzione periferica vestibolare. I medici hanno concluso che l’esercizio
dell’attività di muratore non è più esigibile, ma il ricorrente presenta una
capacità al lavoro del 100% in un’attività confacente allo stato di salute.
6.2.2 Dal profilo psichico, nella perizia psichiatrica del 24 aprile 2017 (doc.
146), il dott. L._ ha indicato che il ricorrente è affetto da nevrastenia
(ICD-10 F 48.0) e personalità patologica non altrimenti specificata (ICD-10
F 60.9). A tal proposito, ha precisato che la diagnosi di nevrastenia risulta
appropriata per inquadrare dei lievi aspetti depressivi, uniti a fatica ed irri-
tabilità. L’esame clinico evidenzia una tendenza all’amplificazione dei sin-
tomi ansioso-depressivi, con una modalità di presentazione drammatizzata
delle proprie difficoltà e della propria alienazione sociale. Il medico ha poi
rilevato che l’insorgente aderisce alle terapie, dispone di una valida rete di
sostegno a livello familiare, è una persona adeguata nella relazione. Le
capacità comunicative sono buone e il controllo degli impulsi è presente ed
è valido. Secondo il medico, i tratti di personalità problematici sono presenti
sin dall’adolescenza, ma si sono sempre mantenuti compensati, grazie ad
uno stile di vita connotato dall’iperinvestimento lavorativo, all’interno del
quale egli poteva funzionare in maniera ottimale. Dalla risoluzione dell’epi-
sodio depressivo maggiore, al più presto nel luglio del 2010, il quadro cli-
nico si è assestato su una nevrastenia, nell’ambito di un disturbo della per-
sonalità. Rispetto al 2003, il quadro clinico è di minore gravità, non essendo
più ravvisabile una depressione maggiore. Il dott. L._ ha quindi ri-
tenuto un’inabilità lavorativa per il ricorrente del 60% nell’attività di mura-
tore e del 40% in un’attività sostitutiva adeguata, da luglio del 2010.
6.3 Questo Tribunale osserva che la perizia pluridisciplinare del 20 novem-
bre 2011 della F._ (doc. 87) e la perizia psichiatrica del 24 aprile
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2017 del dott. L._ (doc. 146) si fondano su informazioni fornite dalla
persona esaminata e dai medici curanti, sull’esame del quadro clinico e del
comportamento del ricorrente, sulle risultanze della visita dell’insorgente
nonché sulla documentazione medica agli atti. I rapporti di perizia compor-
tano un’introduzione, l’anamnesi, informazioni tratte dall’incarto, indicazioni
del peritando, la diagnosi nonché la discussione. Tali perizie possono per-
tanto essere considerate un mezzo probatorio idoneo per la valutazione
dello stato di salute del ricorrente e della residua capacità lavorativa in
un’attività sostitutiva adeguata.
6.4 In conclusione – e a prescindere dal fatto che l’accertamento medico e
la ritenuta inferiore incidenza delle affezioni sulla residua capacità lavora-
tiva sono rimaste incontestate in questa sede – giova rilevare che non sus-
siste alcun motivo per un intervento d’ufficio al riguardo da parte di questo
Tribunale. Può pertanto essere ritenuto, in virtù segnatamente della perizia
pluridisciplinare del 20 novembre 2011 della F._ (doc. 87) e della
perizia psichiatrica del 24 aprile 2017 del dott. L._ (doc. 146), che il
ricorrente è affetto segnatamente da sindrome dolorosa cervico-vertebrale
sinistra, vertigini di non chiara eziologia, esiti di traumi distorsivi del rachide
cervicale, tenoperiostosi della spalla sinistra, malposizionamento in vari-
smo del ginocchio sinistro, esiti di disturbo vestibolare periferico sinistro,
lieve ipoacusia sensitiva, lieve alterazione dell’equilibrio di non chiara ezio-
logia, nevrastenia (ICD-10 F 48.0) nonché personalità patologica non altri-
menti specificata (ICD-10 F 60.9) e presenta una completa incapacità al
lavoro nell’attività di muratore dal 19 agosto 2002 (data dell’infortunio), ma
una capacità al lavoro del 60% in un’attività sostitutiva adeguata, da luglio
del 2010 (data dell’avvenuto miglioramento dello stato di salute [psichico]
dell’insorgente).
7.
Pertanto, resta da esaminare la conformità del tasso d’invalidità calcolato
dall’UAIE.
7.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha calcolato il grado d’in-
validità come segue (doc. 152 pag. 2): ha raffrontato il reddito da valido di
fr. 75'783.20 (ultimo guadagno fissato dalla C._ per il 2012 indiciz-
zato al 2017) con un reddito da invalido di fr. 40'351.90 (secondo la tabella
TA1 della RSS del 2014 [livello di qualifica 1]), tenuto conto della riduzione
del rendimento del 40%, di 41.7 ore settimanali e degli sviluppi dei salari
nominali al 2017). L’autorità inferiore non ha altresì ritenuto di dovere adat-
tare ulteriormente il salario da invalido con una riduzione giurisprudenziale.
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Ha così ottenuto un grado d’invalidità del 46.75% (arrotondato al 47%) suf-
ficiente per l’erogazione di un quarto di rendita dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità (art. 28 cpv. 2 LAI).
7.2 Nel gravame, il ricorrente contesta unicamente la conformità del grado
d'invalidità (del 47% [con assegnazione di un quarto di rendita]) determi-
nato dall'autorità inferiore. La censura riguarda altresì solo la mancata
presa in considerazione di una (adeguata) riduzione giurisprudenziale. Fa
valere che una siffatta riduzione avrebbe dovuto essere concessa e fissata
al 15%, se non addirittura al 20%, così determinando un grado d’invalidità
del 55% rispettivamente 57% e l’assegnazione di una mezza rendita. Pe-
raltro, anche una deduzione giurisprudenziale del 10% avrebbe compor-
tato un grado d’invalidità del 52.08% che darebbe anch’esso diritto ad una
mezza rendita (doc. TAF 1). L’insorgente ha fatto valere i seguenti motivi
di riduzione: età, attività semplici e leggere, nessuna formazione partico-
lare (dopo avere frequentato le scuole dell’obbligo [8 anni] avrebbe altresì
sempre lavorato in qualità di muratore), frontaliere, assenza dal lavoro per
16 anni.
7.3 L’autorità inferiore ha rinunciato all’inoltro di una dettagliata risposta al
ricorso – ritenuto che il ricorrente non avrebbe presentato nuove allegazioni
giuridicamente rilevanti – e chiesto il respingimento del ricorso (doc. TAF
7).
7.4
7.4.1 La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari
fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle
circostanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al
danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione), la deduzione non essendo automatica e
non potendo eccedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134
V 322 consid. 5.2; 126 V 75 consid. 5b).
7.4.2 Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento
del Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è
limitato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere
di apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza
della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione
di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a
quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità amministrativa nell'ambito
del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del
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Pagina 15
diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può tuttavia,
senza valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare appa-
rire il proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF
137 V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale
amministrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA),
quando è chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato
dall'amministrazione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da
invalido, deve rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si
offrivano agli organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o
meno elevata sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido
motivo, ma senza altrimenti sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione (DTF 137 V 71 consid. 5.2; sentenze del TF
9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 1.3 e 9C_280/2010 del 12 aprile
2011 consid. 5.2 in fine).
7.4.3 Nel caso concreto, va rilevato che la decisione dell’autorità inferiore
di non operare alcuna riduzione giurisprudenziale è stata largamente mo-
tivata nella decisione impugnata ed è fondata su una consolidata, e re-
cente, giurisprudenza del Tribunale federale, comunque di data anteriore
alla decisione impugnata (v. di seguito).
7.4.4 Va comunque ancora rilevato quanto segue.
7.4.4.1 A giusto titolo, l’UAIE non ha operato alcuna ulteriore riduzione giu-
risprudenziale con riferimento alle affezioni di cui soffre il ricorrente. Le
stesse sono in effetti già state debitamente considerate nell’ambito della
determinazione della residua capacità lavorativa – del 100% in attività so-
stitutive adeguate, ma con rendimento ridotto del 40% – con conseguente
riduzione del reddito da invalido del 40% per il minor rendimento. In questo
ambito non è in effetti consentita una doppia deduzione (cfr., fra le tante, le
sentenze del TF 8C_94/2018 del 2 agosto 2018 consid. 7.2 e 9C_264/2016
del 7 luglio 2016 consid. 5.2.2 con rinvii).
7.4.4.2 Certo, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una ridu-
zione giurisprudenziale può giustificarsi anche allorquando sussistono, ol-
tre ad una riduzione della capacità lavorativa (pure nella forma della ridu-
zione di rendimento), altre restrizioni, come per esempio pause supple-
mentari o limitazioni funzionali che in ragione della loro natura non sono
facilmente compatibili con le esigenze che comportano di regola le attività
sostitutive entranti in linea di conto (cfr., in particolare, la sentenza del TF
8C_552 del 18 gennaio 2018 consid. 5.2 con rinvio). Ora, nel caso concreto
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bisogna convenire con l’autorità inferiore che la riduzione di rendimento del
40% ritenuta segnatamente dallo psichiatra dott. L._, tiene già de-
bitamente conto della natura delle limitazioni funzionali dell’insorgente. Pe-
raltro, le limitazioni organiche allo svolgimento della precedente attività (ri-
tenuta totalmente inesigibile) non possono di per sé, senza validi motivi
peraltro nemmeno esplicitamente indicati dal ricorrente, comportare neces-
sariamente ulteriori limitazioni, non già incluse nella citata riduzione di ren-
dimento, anche in attività sostitutive adeguate, legittimanti una deduzione
giurisprudenziale, fermo restando che una duplice presa in considerazione
(dal profilo della riduzione di rendimento rispettivamente della deduzione
giurisprudenziale) del medesimo fattore è inammissibile.
7.4.4.3 Peraltro, secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale fede-
rale, neppure l’età degli uomini nel segmento tra 50 e 65 anni, in attività
senza funzioni dirigenziali, ha di per sé per effetto una diminuzione dei sa-
lari (talvolta persino un aumento [cfr. DTF 146 V 16 consid. 7.2.1, sentenze
del TF 8C_132/2020 del 18 giugno 2020 consid. 5.2, 8C_561/2018 del 4
marzo 2019 consid. 4.3, 9C_535/2017 del 14 dicembre 2017 consid. 4.6 e
8C_477/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4.2 con relativi rinvii]). Il sem-
plice riferimento da parte del ricorrente alla sua età – di 56 anni al momento
della pronuncia della decisione impugnata – non giustifica pertanto di per
sé una riduzione giurisprudenziale del salario da invalido (cfr. anche sen-
tenza del TAF C-517/2017 del 12 giugno 2019 consid. 9.2.5).
7.4.4.4 Neppure il fatto di potere svolgere unicamente dei lavori leggeri giu-
stifica una deduzione giurisprudenziale, il livello di qualifica 1 dei dati RSS
comprende in effetti già tutta una serie di attività leggere che tengono conto
di molte limitazioni, senza che l’insorgente abbia fatto valere circostanze
che in un mercato equilibrato del lavoro debbano essere considerate ecce-
zionali (cfr. la sentenza del TF 8C_730/2019 del 10 giugno 2020 consid.
4.4.4 con rinvii, segnatamente alle sentenze del TF 805/2016 del 22 marzo
2017 consid. 3.4.2 e 9C_846/2014 del 22 gennaio 2015 con. 4.1.1).
7.4.4.5 Si osservi, peraltro, che neppure una limitata formazione professio-
nale giustifica di per sé una riduzione giurisprudenziale, considerato che le
attività adeguate entranti in linea di conto (segnatamente semplici e ripeti-
tive) non richiedono né un’esperienza professionale diversificata né un
grado di istruzione particolare (cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.3).
7.4.4.6 Non è peraltro dato rilevare nel caso in esame un motivo legato allo
statuto di frontaliere del ricorrente che possa fare apparire necessaria una
riduzione giurisprudenziale, fermo restando che semplici riferimenti a dati
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statistici, come fatto dal ricorrente nella fattispecie, non sono sufficienti
(DTF 146 V 16 consid. 6.2.3 con rinvii; cfr. pure, la sentenza del TF
9C_401/2018 del 6 novembre 2018 consid. 5.2.3). Peraltro, il suo salario
effettivo da valido nel 2012, pari a fr. 73'711.-, diverge da quello tabellare
(di fr. 73'237.15) dello 0,73%, di modo che non vi era, né vi è, alcuna ra-
gione di ritenere che in un’attività sostituiva adeguata semplice e ripetitiva
il ricorrente non sarebbe in grado di percepire un salario simile a quello
previsto dalla pertinente tabella TA1 della RSS (DTF 146 V 16 consid. 6.2.3
con rinvii; cfr. altresì, e fra l’altro, le sentenze del TF 8C_684/2011 del 5
gennaio 2012 consid. 5.1 e 5.3; 8C_72/2007 del 28 gennaio 2008 consid.
2.3).
7.4.4.7 Quanto, infine, all’assenza dal lavoro per 16 anni, va osservato che
l’autorità inferiore ha, anche in tale ambito a giusto titolo, giustamente con-
siderato che pure una lunga assenza non giustifica di per sé una deduzione
giurisprudenziale, il livello di competenze 1 delle tabelle RSS compren-
dendo proprio attività semplici di tipo fisico o manuale di livello più basso,
per le quali non si presuppongono conoscenze professionali, tanto meno
specifiche (cfr., fra le tante, la sentenza del TF 8C_805/2016 del 22 marzo
2017 consid. 3.3 con rinvii). Per sovrabbondanza, può ancora essere rile-
vato che il ricorrente non potrebbe comunque trarre alcun beneficio dal
profilo della deduzione giurisprudenziale del fatto che egli non abbia eser-
citato per 16 anni un’attività professionale, dal momento che avendo egli
rinunciato a riprendere al 50% un’attività lavorativa esigibile nella misura
del 50% già da marzo del 2005 (data del rapporto della dott.ssa B._,
medico SMR [doc. 34]), ha violato il suo obbligo di riduzione del danno
derivante dall’allora constata invalidità, comportamento proprio da cui ora
non può trarre alcun beneficio.
7.4.4.8 L’insorgente non ha altresì fatto valere, rispettivamente sostanziato
con il necessario dettaglio, ulteriori motivi di riduzione, fermo restando che
generici riferimenti a casi in cui il TAF avrebbe ammesso deduzioni giuri-
sprudenziali pari a quelle da lui invocate in questa sede non soccorre il
ricorrente, non avendo egli fornito i necessari seri e concreti elementi né
relativamente alla pretesa identicità o similitudine delle circostanze fattuali
del suo caso con quelli delle citate sentenze del TAF né con riferimento ai
motivi che imporrebbero una medesima conclusione quanto alle deduzioni
da operare. Pertanto, anche tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova
il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento
a quello dell’amministrazione (DTF 137 V 71 e 132 V 393 consid. 3.3),
questo Tribunale può da questo profilo limitarsi ancora a rilevare che non
sono state indicate nel gravame ulteriori ragioni sufficienti per scostarsi
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Pagina 18
dalla valutazione di cui alla decisone litigiosa, secondo la quale non si giu-
stifica nel caso di specie di operare una riduzione giurisprudenziale. Basti
ancora rilevare che neppure una deduzione giurisprudenziale per lo svol-
gimento di attività sostitutive solo a tempo parziale è automatica e pacifica
(sentenza del TF 8C_805/2016 del 22 marzo 2017 consid. 3.2 con rinvii),
fermo restando che una deduzione giurisprudenziale è di regola esclusa
quanto l’attività sostituiva può essere, come nel caso di specie, esercitata
a tempo pieno, ma con rendimento ridotto (sentenza del TF 9C_581/2016
del 24 gennaio 2017 consid. 3 con rinvii). Infine, sia rilevato a titolo del tutto
abbondanziale, quand’anche per denegata ipotesi si volesse non di meno
operare nel caso concreto una deduzione giurisprudenziale massima del
5%, ciò non soccorrerebbe il ricorrente poiché dal raffronto dei redditi de-
terminanti, con presa in considerazione di una siffatta deduzione, conse-
guirebbe comunque un grado d’invalidità del 49,41%, arrotondato al 49%
([75'783.20 – 38'334.30]: 75'783.20 x 100), insufficiente per giustificare
l’erogazione di una mezza rendita svizzera per l’invalidità (v., in particolare
sulle regole d’arrotondamento, DTF 130 V 231 nonché, fra le tante, le sen-
tenze del TF 9C_796/2018 del 10 gennaio 2019 consid. 1 e 9C_289/2017
del 4 settembre 2017 consid. 3.3).
7.4.5 Complessivamente, e come rettamente ritenuto nella decisione im-
pugnata, in virtù delle risultanze processuali non risulta, e chiaramente, che
vi siano circostanze eccezionali in un mercato equilibrato del lavoro, che
nella fattispecie permettano di ritenere che l’insorgente subisca uno svan-
taggio tale da trovarsi in una situazione inferiore alla media (sentenza del
TF 8C_730/2019 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4 con rinvii).
8.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di fondamento, non me-
rita tutela e la decisione impugnata va confermata.
9.
9.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono po-
ste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [RS 173.320.2]). Esse
sono computate con l’anticipo spese, di identico ammontare, versato
dall’insorgente il 24 aprile 2018.
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
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cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205)
(dispositivo alla pagina seguente)
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