Decision ID: b051ba35-1500-580b-bae3-f6289d27c503
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 6 marzo 2000 notificato al debitore il 9 marzo successivo, _ procede contro _ in via esecutiva ordinaria.
Il 13 luglio 2000 il creditore ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione.
L’11 settembre 2000 l’UE di Lugano ha rilasciato ad _ l’attestato di carenza beni n. _.
B.
Il 20 dicembre 2000 _, rappresentato dall’avv. _, ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione ex art. 149 cpv. 3 LEF sulla base dell’attestato carenza beni per fr. 24'807.80.
C.
Il 15 gennaio 2001 l’UE di Lugano ha emesso a favore del creditore procedente nell’esecuzione n. _ un nuovo attestato di carenza beni per l’importo dedotto in esecuzione oltre alle spese.
D.
Il 19 febbraio 2001 l’UE di Lugano ha proceduto ad un nuovo pignoramento annullando l’attestato di carenza beni emesso il 15 gennaio 2001. Nell’ambito di siffatto pignoramento l’Ufficio ha pignorato:
- un’autovettura marca _ del _ di colore _, stimandola in fr. 1'000.--;
- un furgone marca _ con ponte ribaltabile, del _, colore _, stimandolo in fr. 200.--.
E.
In occasione del pignoramento il debitore ha dichiarato che l’autovettura è di proprietà di _, mentre il furgone appartiene alla Comunione ereditaria fu _, della quale egli non farebbe parte.
L’UE di Lugano ha quindi assegnato al creditore un termine perentorio di dieci giorni per contestare le rivendicazioni di proprietà.
Avendo il creditore proceduto a tale contestazione, il 6 marzo 2001 l’UE di Lugano ha assegnato agli eredi fu _ e a _ il termine di 20 giorni per promuovere l’azione di accertamento dei loro diritti. I rivendicanti hanno omesso di promuovere le relative azioni nei termini indicati dall’ufficio.
F.
Con provvedimento 25 febbraio 2002 l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. _ per intervenuta perenzione, dandone comunicazione al rappresentante legale del creditore.
G.
Con atto di ricorso del 6 settembre 2002 _ ha censurato l’operato dell’UE di Lugano, asseverando in sostanza che i beni pignorati non sono mai stati venduti.
H.
Con osservazioni 5 dicembre 2002 l’UE ha postulato la reiezione del gravame, atteso che il pignoramento di cui all’esecuzione n. _ sarebbe stato dichiarato perento il 25 febbraio 2002, in quanto il creditore non avrebbe presentato alcuna domanda di vendita.

Considerato
in diritto:
1.
Ex art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso contro i provvedimenti degli organi di esecuzione forzata deve essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento.
La notificazione avviene con la consegna di un esemplare del provvedimento al destinatario. Se il destinatario ha un rappresentante, la notificazione è fatta a quest’ultimo.
Il provvedimento 25 febbraio 2002 con il quale l’UE di Lugano ha annullato l’esecuzione n. _ per intervenuta perenzione, è stato trasmesso lo stesso giorno al rappresentante legale del creditore. Il termine di 10 giorni per ricorrere era ormai ampiamente scaduto il 6 settembre 2002. Per questo motivo il ricorso 6 settembre 2002 di _ è irricevibile per tardività.
2.
In via abbondanziale va rilevato che per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr.
Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann
, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a decorrere dal momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al creditore (DTF 115 III 109). La realizzazione degli oggetti pignorati avviene solo su richiesta del creditore escutente e non d'ufficio (
Markus Frey
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, vol. II, n. 1 e 10 ad art. 116): l’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata (art. 121 LEF). A domanda del debitore la realizzazione si può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv. 1 LEF).
3.
Nel caso di specie il pignoramento è stato eseguito dall’UE di Lugano il 19 febbraio 2001. _ non ha presentato, conformemente all’art. 116 cpv. 1 LEF entro il termine di un anno dall’avvenuto pignoramento, la domanda di realizzazione. Per questo motivo l’UE di Lugano con il provvedimento impugnato ha quindi correttamente accertato il non rispetto dei termini imposti al creditore dal diritto esecutivo per chiedere la vendita dei beni pignorati.
4.
Il ricorso 6 settembre 2002 _ è irricevibile per tardività.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).