Decision ID: 920e8ddc-32c8-577e-b9d4-20ae84c62cfd
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con la petizione l’attrice afferma di avere fornito al convenuto nell’ottobre 1987 le merci e le prestazioni di cui alle fatture doc. A-C, rimaste impagate.
La ditta individuale di cui il convenuto era all’epoca titolare avrebbe cessato la propria attività nel 1988.
Dal 1° agosto 1988 attivi e passivi della ditta sarebbero stati assunti dalla _, nel frattempo fallita.
L’attrice avrebbe tuttavia fatto notificare al convenuto un precetto esecutivo già l’8 marzo 1989, esplicitandogli così la volontà di opporsi all’assunzione e di continuare a ritenerlo debitore dell’importo vantato.
Ne conseguirebbe l’obbligo del convenuto di pagare la somma dedotta in causa.
B.
Il convenuto, precluso, non si è espresso sulla petizione.
C.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha rilevato che dopo l’assunzione della sua ditta individuale da parte della _ il convenuto sarebbe rimasto solidalmente responsabile del debito ancora per due anni.
La decorrenza di tale termine comporterebbe l’estinzione dei diritti del creditore contro il vecchio debitore, e perciò la perenzione della pretesa, da rilevare se del caso d’ufficio.
L’attrice avrebbe a due riprese interrotto la decorrenza del periodo biennale mediante l’intimazione di precetti esecutivi, ma in difetto di ulteriori atti esecutivi o giudiziari nel periodo compreso tra il 28 settembre 1990 e l’avvio della causa in esame, la perenzione si sarebbe nondimeno compiuta.
Dal che la reiezione della petizione.
D.
Con tempestivo gravame datato 19 ottobre 1995 l’attrice ha chiesto la riforma del pronunciato pretorile nel senso di accogliere la petizione.
Il Pretore avrebbe confuso tra perenzione e prescrizione: osservando il termine di perenzione con la notifica del primo precetto esecutivo, l’attrice avrebbe definitivamente conservato il diritto di far valere il proprio credito nei confronti del convenuto.
E.
Il convenuto non ha presentato osservazioni all’appello dell’attrice.

Considerato
in diritto:
1.
Secondo l’art. 181 cpv. 2 CO in caso di assunzione di un patrimonio o di un’azienda il debitore precedente rimane obbligato solidalmente con il nuovo debitore ancora per due anni, i quali per il caso di debiti scaduti cominciano a decorrere dal giorno della comunicazione o della pubblicazione dell’avvenuta assunzione.
Il termine di due anni in cui il precedente debitore rimane solidalmente responsabile è un termine di perenzione e non di prescrizione (
DTF
108 II 110;
Von Thur/Escher
, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 2, pag. 399;
Honsell/Vogt/Wiegand
, OR I, n. 14 ad art. 181 CO).
Come tutti i termini di perenzione, esso non può essere sospeso o interrotto, il suo rispetto deve essere esaminato d’ufficio in quanto premessa per la sussistenza del diritto vantato, ed una volta ossequiato -contrariamente a quanto avviene per la prescrizione- esso non inizia a decorrere nuovamente (
Von Thur/Escher
, opera citata, pag. 162).
2.
L’attrice facendo spiccare nei confronti del convenuto il precetto esecutivo dell’8 marzo 1989 (doc. H2) ha rispettato il termine di perenzione, dovendosi conferire tale effetto all’avvio della procedura esecutiva (
DTF
108 II 111), non intesa quale atto esecutivo come tale ma quale forma qualificata di dichiarazione di volontà formatrice del creditore di volersi prevalere delle norme dell'art. 181 cpv. 2 CO, con il che il Pretore era tenuto all’esame della pretesa dedotta in causa.
Essendo la stessa rimasta proceduralmente incontestata, ed avendo in particolare il convenuto al dibattimento finale implicitamente ammesso sia la stipulazione contrattuale che l’adempimento della parte attrice, nulla ostava al suo accoglimento, eccezion fatta per il saggio degli interessi di mora, da ricondurre al tasso legale del 5% non avendo l’attrice addotto alcuna circostanza di fatto che giustificherebbe la loro attribuzione al richiesto tasso del 7% (
II CCA
21 settembre 1994 in re G./S.), e per la data di decorrenza degli stessi che è quella del primo sollecito (doc. D1).
Ne consegue perciò il parziale accoglimento del gravame.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto però che quelle della procedura di appello devono essere poste a carico dello Stato, non essendo tale procedura riconducibile a immotivata opposizione del convenuto.