Decision ID: aa44f400-b2c2-5c6d-8407-ec61fed83ec1
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. a) Il 26 novembre 1991, compiuti da poco più di un mese i 18 anni, _ si è reso autore di furto d'uso dell'autovettura del padre e di circolazione senza licenza di condurre, reati per i quali con decreto d'accusa 23 marzo 1992 il Procuratore pubblico gli ha inflitto una pena di tre giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni. A seguito di questi accadimenti, il 27 febbraio 1992 l'Ufficio giuridico della circolazione (UGC) gli ha negato il rilascio della licenza di allievo conducente (LAC) cat. B sino al maggio del 1992.
b) Il 5 maggio 1992 _ ha nuovamente chiesto la LAC cat. B. Appreso dalla Polizia che in passato l'istante aveva commesso numerosi reati patrimoniali ed aveva consumato droghe leggere, il 9 luglio 1992 l'UGC ha subordinato il rilascio della licenza alla presentazione di un certificato medico attestante l'astinenza da stupefacenti controllata sull'arco di sei mesi, nonché al superamento di un esame psicotecnico. A dipendenza dell'esito sostanzialmente negativo di quest'ultimo esame esperito il 5 febbraio 1993, il 10 marzo seguente il medesimo Ufficio ha risolto di non ammettere l'interessato alla guida di veicoli a motore sino al compimento del 20° anno di età. Il 19 ottobre 1993 l'interessato ha infine ottenuto la sollecitata licenza.
c) Il 22 febbraio 1996 la Sezione della circolazione ha revocato la licenza di condurre ciclomotori a _ dal 14 marzo al 13 aprile 1996 per aver circolato il 22 novembre 1995 in territorio di _ alla guida di un ciclomotore manomesso e tale, secondo il controllo indicativo effettuato con apparecchio "Giromax", da comportare una velocità potenziale aggirantesi sui 54 km/h. Il 25 agosto 1996 _ ha nuovamente circolato alla guida di un ciclomotore gravemente manomesso atto a raggiungere la velocità di 80 km/h. A seguito dell'ennesima infrazione il 5 dicembre 1996 l'UGC gli ha ordinato di sottoporsi ad un secondo esame psicotecnico in vista dell'adozione di un provvedimento amministrativo. Nel frattempo, il 31 ottobre 1996 l'allievo conducente è stato ancora sorpreso a bordo di un ciclomotore manomesso che poteva raggiungere i 48 km/h.
Nonostante gli accertamenti peritali in atto, l'insorgente ha nondimeno ottenuto il 6 febbraio 1997 il rinnovo della LAC, nel frattempo scaduta, e conseguito infine il 2 settembre 1997 la licenza di condurre (LC) cat. B. Il 4 settembre 1997 l'UGC ha ricevuto la perizia concernente il ricorrente (datata 27 gennaio 1997!), dalla quale risultava che la sua struttura caratteriale presentava limiti e lacune tali da renderlo inidoneo alla guida di veicoli a motore.
B. Con decisione 29 ottobre 1997 la Sezione della circolazione, riattivato il procedimento amministrativo e sentito l'interessato, ha risolto di revocare a _ la licenza di condurre veicoli a motore e ciclomotori a tempo indeterminato in applicazione degli art. 14 cpv. 2 lett. d, 16 cpv. 1, 17 cpv. 1bis e 3 LCStr.
L'autorità di revoca ha inoltre precisato che nessun riesame sarebbe stato concesso prima del mese di ottobre 1998 per la licenza di condurre veicoli a motore, e prima del mese di aprile 1998 per la guida di ciclomotori; la riammissione alla guida dei veicoli cat. B è stata peraltro subordinata al superamento di un ulteriore esame psicotecnico.
C. a) Il 7 novembre 1997 _ ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la predetta risoluzione, dichiarata immediatamente esecutiva, chiedendone - previa concessione dell'effetto sospensivo al gravame - l'annullamento. Il 24 novembre 1997 il Presidente del Governo ha respinto l'istanza provvisionale, reputando che la ponderazione degli interessi contrapposti giustificasse il mantenimento del diniego dell'effetto sospensivo. Il 19 dicembre 1997 questo tribunale ha parzialmente accolto il ricorso dell'interessato contro il provvedimento cautelare, nel senso che è stato accordato l'effetto sospensivo al gravame unicamente laddove impugnava la revoca della LC ciclomotori.
b) Con decisione 21 aprile 1998 il Governo ha evaso il gravame nel merito nel senso dei considerandi. Ha confermato la revoca della licenza di condurre veicoli a motore a tempo indeterminato con le relative clausole fissate per il riesame del caso e ha fissato quella relativa ai ciclomotori a scopo di ammonimento in quattro mesi. L'Esecutivo cantonale ha in sostanza tenuto conto delle risultanze del referto peritale e del fatto che il conseguimento della licenza di condurre cat. B nel settembre 1997 non era atta a sovvertire le conclusioni della perizia, dal momento che prima di tale data il ricorrente non poteva guidare autoveicoli senza essere accompagnato da una persona tenuta per legge a vegliare affinché non contravvenisse alle prescrizioni sulla circolazione. Ha pertanto ritenuto legittima e giustificata la misura amministrativa adottata. Il Governo ha infine ritenuto la durata della revoca a scopo di ammonimento della licenza di condurre ciclomotori adeguata alle circostanze e conforme al principio della proporzionalità a seguito della gravità dell'infrazione, dei suoi precedenti e del fatto che egli non ha più commesso per oltre un anno infrazioni quale ciclomotorista.
D. Contro la predetta decisione governativa _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l'annullamento della revoca della licenza di condurre veicoli a motore e postulando che la durata della revoca della licenza di condurre ciclomotori venga fissata a un mese.
Ritiene il provvedimento di revoca ingiustificato siccome fondato su un referto stilato da persona prevenuta e incompetente, tanto che la valutazione negativa formulata dal perito sarebbe stata smentita dai fatti. Sostiene che non vi sarebbero nemmeno i presupposti per ordinare un nuovo referto alla fine del periodo di prova; in caso di persistente dubbio sulla sua inidoneità, chiede nondimeno che la perizia venga svolta da un altro specialista. Sottolinea che le infrazioni commesse - di cui una sola di una certa gravità - sono lontane nel tempo. Dà rilievo al fatto di aver trovato un'occupazione presso il panificio _ di _; adduce pertanto che la revoca gli pregiudicherebbe ogni possibilità di mantenere tale posto di lavoro.
Con istanza pedissequa al gravame ripropone la domanda di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso presentato davanti al Consiglio di Stato.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi in sostanza nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni amministrative del Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale discende dall'art. 10 LACStr.
Il gravame - tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm) - è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. A norma dei combinati art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. d LCStr, la licenza di condurre dev'essere revocata se il conducente non dà garanzia, per il suo comportamento precedente, di osservare le prescrizioni e di aver riguardo per i terzi. La revoca a scopo di sicurezza per inidoneità caratteriale deve fondarsi su di una prognosi negativa in merito al comportamento futuro del conducente (RDAT I 1994 n. 64 consid. 4a pag. 152; Stauffer, Der Entzug des Führerausweises, tesi Berna 1966, pag. 40; in merito all'art. 14 cpv. 2 lett. d LCStr, cfr. Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. III: Die Administrativmassnahmen, pag. 101 segg. n. 2128 segg.). Considerato che non è facile dedurre dal precedente comportamento una prognosi concernente la sua futura condotta, le autorità sono tenute ad analizzare le relativa fattispecie con particolare circospezione. Esse devono negare, rispettivamente, revocare la licenza di condurre solo qualora esistano elementi sufficienti per ritenere che l'interessato si comporterà in modo sconsiderato (cfr. FF, ed. franc., 1955 II 23 segg.). Nel giudizio va valutato il precedente comportamento del conducente, così come la sua situazione al momento dei fatti. In caso di dubbio dev'essere ordinato un esame psicologico o psichiatrico a norma dell'art. 9 OAC (RDAT 1994-I n. 64 consid. 4a pag. 152).
3. L'insorgente contesta le capacità professionali dello psicologo del traffico e critica il Governo cantonale per aver fondato la propria decisione riferendosi semplicemente al referto peritale. A torto.