Decision ID: 3bb7932c-9df9-5f46-a6ef-c8cd7d6d4ff9
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 e AO 1 (entrambi del 1968) si sono sposati a _ il 3 settembre 1999. Dal matrimonio sono nati
A_, il 23 marzo 2001, e T_, l'11 ottobre 2004. Il marito è avvocato e notaio con studio proprio a _. La moglie è medico _ e titolare di un master in medicina psicosociale. Lavora per la _ a _ ed è associata, come indipendente, a uno studio di _. Dopo la nascita del primogenito essa ha ridotto l'attività lucrativa attorno al 50%. I coniugi vivono separati dal 1° giugno 2005, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di _ per trasferirsi in un appartamento, sempre a _. Il 24 febbraio 2010 egli è diventato padre di B_, avuto da _ (1973).
B. Nel frattempo, il 23 luglio 2008, AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6 (inc. OA.2008.483). Con decreto cautelare del 23 novembre 2012 il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati dal 16 giugno 2005, ha assegnato l'abitazione coniugale con mobili e suppellettili alla moglie (riservata la liquidazione del contratto di locazione e del regime dei beni), ha affidato A_ e T_ a quest'ultima e ha disciplinato il diritto di visita paterno. Inoltre egli ha condannato AP 1 a pagare le rette della scuola privata frequentata dai figli, come pure contributi alimentari dal dicembre del 2006 compresi tra fr. 4970.– e fr. 6365.– mensili per la moglie, tra fr. 1605.– e fr. 2000.– mensili per A_ e tra fr. 1430.– e fr. 2000.– mensili per T_, riservato l'art. 286 cpv. 3 CC in materia di spese straordinarie (inc. DI.2008.936).
Adita da entrambi i coniugi, con sentenza del 9 marzo 2015 (inc. 11.2012.158) questa Camera ha riformato il decreto del Pretore, nel senso che ha condannato AP 1 a versare contributi alimentari per la moglie di fr. 4240.– mensili dal dicembre del 2006 al dicembre del 2011 e di fr. 3485.– mensili in seguito, come pure a corrispondere le rette della scuola privata frequentata dai figli e i seguenti contributi alimentari per i medesimi (assegni familiari non compresi):
per A_:
fr. 1605.– mensili dal dicembre del 2006 al dicembre del 2008,
fr. 1795.– mensili dal gennaio al dicembre del 2009,
fr. 1815.– mensili fino al 12° compleanno (23 marzo 2013),
fr. 2000.– mensili fino al 16° compleanno (23 marzo 2017) e
fr. 1950.– mensili fino alla maggiore età o al termine della formazione scolastica o professionale;
per T_:
fr. 1430.– mensili dal dicembre del 2006 al dicembre del 2008,
fr. 1570.– mensili dal gennaio al dicembre del 2009,
fr. 1690.– mensili fino al 6° compleanno (11 ottobre 2010),
fr. 1745.– mensili fino al 12° compleanno (11 ottobre 2016) e
fr. 1845.– mensili fino alla maggiore età o al termine della formazione scolastica o professionale.
C. Intanto, il 31 maggio 2013, AP 1 si è nuovamente rivolto al Pretore per ottenere – già in via cautelare – la soppressione del contributo alimentare per la moglie. All'udienza del 29 luglio 2013, indetta per il contraddittorio, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza. L'istruttoria è terminata il 18 novembre 2013 e la discussione finale si è tenuta seduta stante. Sulla scorta di allegati scritti entrambe le parti ha ribadito le loro antitetiche richieste. Statuendo con decreto cautelare del 27 dicembre 2013, il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che ha ridotto il contributo provvisionale per la moglie a fr. 1533.– mensili dal giugno del 2013. Le spese di fr. 3000.– sono state posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
D. Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 9 gennaio 2014 nel quale chiede di riformare il giudizio impugnato sopprimendo dal 1° giugno 2013 il contributo alimentare per la moglie. Il 10 gennaio 2014 AO 1 ha interposto a sua volta appello contro il decreto del Pretore, postulando la reiezione dell'istanza cautelare del marito. Il 3 febbraio 2014 essa ha comunicato di non presentare osservazioni all'appello avversario. Nelle sue osservazioni del 13 febbraio 2014 AP 1 conclude per il rigetto dell'appello della moglie.

Considerando
in diritto: 1. I rimedi giuridici in esame sono diretti contro la stessa decisione e vertono sul medesimo oggetto. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).
2. Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 276 CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiunge almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concerto tale requisito è manifestamente dato, ove appena si pensi all'entità del contributo in discussione dinanzi al Pretore (fr. 4185.– mensili di durata incerta e quindi da calcolare sull'arco di vent'anni: art. 92 cpv. 2 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_689/2008 dell'11 febbraio 2009, consid. 1.2). Il decreto cautelare inoltre è stato notificato ai patrocinatori delle parti il 30 dicembre 2013. Introdotto il 9 gennaio 2014 (data del timbro postale), ultimo giorno utile, l'appello di AP 1 è pertanto tempestivo.
Quanto all'appello di AO 1, sulla busta d'invio figura il timbro postale con la data del 10 gennaio 2014. L'avv. _ ha sottoscritto nondimeno una dichiarazione dalla quale risulta che il plico contenente l'appello è stato depositato nella cassetta delle lettere all'ufficio postale di _ _ il 9 gennaio 2014 alle ore 21.05 (documento di quello stesso giorno accluso all'appello). La fedefacenza di tale dichiarazione non essendo contestata, non si impone di escutere il legale come testimone. Anche l'appello della convenuta va dunque ritenuto tempestivo (cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_267/2008 del 16 ottobre 2008, consid. 3.1 con riferimenti).