Decision ID: cd9491b9-052a-518d-8b4b-b037e4f238d2
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
La vertenza trae origine dalla sentenza di rigetto provvisorio dell'opposizione 17 febbraio 1997, mediante la quale la Pretura di Lugano, sezione 5, ha concesso il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta dall'attore al precetto esecutivo fatto spiccare dal dante causa dei convenuti in data 14.11.1996. Il credito posto in esecuzione (lire italiane 50 Mio, pari a franchi 42'000.--) era stato riconosciuto dall'attore in favore di _ - defunto marito e rispettivamente padre dei qui convenuti - mediante scrittura privata 30 novembre 1991 (doc. 11). Con tale documento _ si riconosceva "debitore verso _ della somma di lire 50 Mio come da ricevute in possesso dello stesso _ ", impegnandosi a restituire ratealmente tale importo, ciò che in realtà non avvenne.
B.
Con la sentenza qui impugnata il Pretore ha accertato che tale riconoscimento di debito non è da interpretarsi come un'ammissione condizionata all'esistenza di una o più ricevute nelle mani di _: la loro esistenza veniva infatti pacificamente riconosciuta dall'attore stesso nel momento in cui redigeva lo scritto in questione. Il credito vantato dai convenuti è pertanto stato considerato fondato su di un riconoscimento di debito astratto ai sensi dell'art. 17 CO.
Il Pretore ha inoltre respinto le tesi attoree volte a dimostrare che il riconoscimento di debito sarebbe stato viziato da timore in seguito alle minacce di _, rispettivamente che il debito sarebbe già stato estinto dalle prestazioni fornite da _ per le spese di sostentamento e di studio del figlio del creditore, _, non essendo comprovata né l'esistenza di un mandato di servizio né la sua eventuale connessione con le somme ricevute.
C.
Con il presente appello _ ripropone la tesi secondo cui i soldi ricevuti da _ sono stati spesi per il mantenimento agli studi per oltre due anni del di lui figlio _, come confermato dalle dichiarazioni scritte di quest'ultimo (doc. B3 e B4) e dai testi _ e _, elementi probatori che il primo giudice non avrebbe debitamente considerato. Ribadisce che il corrispondente riconoscimento di debito sarebbe stato firmato a causa delle minacce formulate da _, atteggiamento che ha peraltro reso necessario l'intervento della polizia comunale al domicilio dell'attore per ben due volte. _ rileva inoltre d'aver consegnato a _ e a _ apparecchiature per lire italiane 25 Mio, ragion per cui il debito pagato dalla famiglia _ sarebbe a maggior ragione estinto.
D.
Nelle proprie osservazioni gli appellati chiedono la reiezione del gravame, rilevando in sostanza che le eccezioni sollevate dall'appellante sono rimaste del tutto prive di riscontri probatori.

in diritto:
1.
L'appellante contesta innanzitutto l'importo di lire italiane 50 Mio indicato nel riconoscimento di debito: questo fa infatti riferimento alle ricevute in possesso del creditore, che globalmente non raggiungerebbero tale somma.
In realtà, come pertinentemente rilevato dal primo giudice, il riferimento alle ricevute non può essere interpretato nel senso che la loro produzione fosse condizione di pagamento. Riconoscendosi debitore di 50 Mio di lire italiane "come da ricevute in possesso dello stesso _ ", l'attore ha piuttosto ammesso la circostanza che il creditore era in possesso di ricevute corrispondenti a detto importo. In altri termini, qualora il debitore avesse onorato il debito così riconosciuto, il creditore non avrebbe più potuto prevalersi delle ricevute in suo possesso.
2.
_ pretende inoltre che il debito in questione sarebbe estinto in quanto gli importi consegnatigli da _ sarebbero stati utilizzati, di comune accordo, per il mantenimento agli studi del figlio _.
L'obiezione non regge già per il fatto che le spese relative al figlio _ furono sostenute nel corso degli anni 1985-1988, mentre il riconoscimento di debito è del novembre 1991, quindi successivo alla sua pretesa estinzione.
Neppure può essere seguita la tesi di una compensazione del debito riconosciuto con il credito vantato in base alle spese sostenute per il figlio _. Benché possa essere considerato dimostrato che _ abbia effettivamente sostenuto tali spese (direttamente o tramite la _), per nulla provato è invece che ciò sia avvenuto in base ad un mandato di servizio. Al contrario, dagli atti emerge piuttosto che _ progettava di aprire un centro fisioterapico che intendeva far dirigere da _, da lui appunto formato a tale scopo con conseguente assunzione delle relative spese (deposizioni A. _ e _). Ne è conferma il fatto che i prestiti concessi dai genitori di _ erano anche destinati a permettere a _ un aumento di capitale della _, alla quale avrebbe dovuto far capo il centro di benessere (doc. 5). In altra occasione, le spese per un corso di formazione a Torino sono state anticipate dai genitori "per conto del dott. _ " (doc. 6 e deposizione _). Anche la teste _ conferma che _ ha a lungo soggiornato presso _ in quanto incaricato di allestire un centro di fisioterapia al primo piano di casa _.
L'accertamento che le somme consegnate a _ dalla famiglia _ erano dei prestiti in vista della creazione del centro di benessere non è infirmato dalle successive dichiarazioni del figlio _. Questi manifesta la propria riconoscenza per l'aiuto ricevuto e ritiene ingiustificate le pretese di restituzione formulate dal padre, dopo che il progetto del centro venne abbandonato (documenti B3 e B4). Indipendentemente dalle successive ritrattazioni di _ - che denunciò _ per truffa e estorsione - la sua visione delle cose non poteva evidentemente impegnare il padre, che a tale credito non voleva rinunciare. Quest'ultimo era tutt'al più disposto a rinunciare agli interessi qualora il figlio avesse potuto trovare un'altra adeguata sistemazione lavorativa, come infatti avvenuto (cfr. riconoscimento di debito, in fine).
3.
La compensazione del debito riconosciuto non può essere ammessa neppure in relazione agli apparecchi di fisioterapia ritirati da _. Inanzitutto il numero e il valore degli apparecchi ritirati è del tutto incerto. Inoltre gli apparecchi erano stati acquistati nel 1985 dalla _ e agli atti non risulta alcuna cessione a _ degli stessi, rispettivamente del relativo credito verso _.
4.
Va infine esaminata l'eccezione secondo cui l'appellante avrebbe firmato il riconoscimento di debito sotto minaccia di _ (art. 29 CO).
Giusta l'art. 31 cpv. 1 CO, il contratto viziato da errore, dolo o timore si considera ratificato se nel termine di un anno non viene notificata alla controparte l'intenzione di non mantenerlo. L'appellante obbietta che lo stato di timore sarebbe persistito fino a pochi mesi prima della morte di _ (1997), ragion per cui il termine sarebbe stato rispettato con la contestazione del riconoscimento di debito in sede di rigetto d'opposizione (febbraio 1997).
Già di primo acchito non par verosimile che lo stato di timore sia persistito ininterrottamente per un così lungo lasso di tempo, né l'appellante riesce a provare tale circostanza. Egli ammette anzi che nei periodi in cui _ era ricoverato non era soggetto ad alcuna pressione. Giova poi ricordare che il 22 settembre 1992 _ ha denunciato _ per il reato di truffa: v'è da presumere che tra denunciante e denunciato i contatti siano stati interrotti durante la lunga e laboriosa inchiesta penale, sfociata nel decreto di non luogo a procedere del 6 febbraio 1996. La teste _ ricorda le ripetute minacce cui indulgeva _ nei confronti di _, ma le riferisce al periodo in cui lei stessa alloggiava a _, quindi ancor prima del riconoscimento di debito. Neppure _, che nel 1995 si dichiarava al corrente delle minacce subite dal padre all'epoca del riconoscimento di debito, accenna a intimidazioni successive (doc. B4).
In conclusione, l'eccezione fondata sul timore di _ al momento del riconoscimento di debito deve essere respinta in quanto non tempestivamente notificata alla controparte.
per i quali motivi richiamati per le spese gli art. 148 CPC, la LTG e la TOA