Decision ID: 2395b238-b91d-4bc9-8277-d7e3480c4bba
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. L'avv. A._ è proprietario del fondo n. C._ RF del Comune
di B._ su cui vi è un edificio (n. ass. 360) con tre appartamenti dati
in affitto dal suddetto proprietario. Detto fondo è raggiungibile da un vicolo
di nome "D._", che si dirama dalla strada comunale
"E._", e attraverso la corte sui fondi contigui n. F._ e
G._ che si diparte dal vicolo.
2. Nel 2016, in occasione della revisione parziale della pianificazione locale,
è stato approvato il nuovo "Piano generale di urbanizzazione Traffico"
(PGU). In esso il vicolo è indicato come strada di quartiere fino all'inizio
dell'entrata di suddetta corte e di lì prosegue come percorso pedonale.
Una rispettiva segnaletica non esiste su questo tracciato.
3. Con e-mail del 9 febbraio 2021 l'avv. A._ ha chiesto un incontro
con il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale fra l'altro per chiarire la
questione dell'accesso ai fondi n. C._, F._ e
G._.
4. Non avendo ricevuto risposta, con scritto del 12 marzo 2021 egli ha chiesto
all'Ufficio tecnico in special modo di confermare l'autorizzazione a
transitare con veicoli idonei sul tratto dell'imbocco alla corte (stando ad egli
di ca. 5-6 metri) indicato come percorso pedonale nel PGU, così da
permettergli di raggiungere l'immobile n. ass. 360 (fondo n. C._).
Egli ipotizzava che per via di una manifesta svista durante la revisione
parziale del 2016 non si sia allungato il tratto veicolare (del vicolo
"D._") fino a includere tutto l'accesso alla rispettiva corte.
5. Nella presa di posizione del 26 aprile 2021 l'architetto pianificatore del
Comune, Dr. H._, interpellato dall'Ufficio tecnico relativamente
alla domanda dell'avv. A._, ha sostanzialmente osservato che
- 3 -
prolungare la strada di quartiere significherebbe dover demolire le
edificazioni esistenti per garantire le geometrie di manovra e di visibilità
richieste dalle rispettive norme (VSS), cosa che sarebbe in conflitto con
l'interesse di proteggere il nucleo.
6. In base a questa valutazione dell'architetto pianificatore, il Municipio di
B._ con decisione 12 luglio/6 agosto 2021 ha respinto la rispettiva
richiesta.
7. Avverso questa decisione il 31 agosto 2021 l'avv. A._ (qui di
seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni chiedendo quanto segue:
" 2. L'impugnata decisione municipale è annullata
2.1. Il piano di urbanizzazione e del traffico riguardante il tracciato che sale in
direzione di "D._" è rettificato per 5-6 metri in strada veicolare laddove è
indicato come "percorso pedonale" alla biforcazione con la corte che serve di
accesso al fondo C._ RF.
2.2. In subordine è ammesso al ricorrente l'accesso veicolare sul tracciato di
"percorso pedonale" di 5-6 metri alla biforcazione con la citata corte alfine di
permettere l'accesso al fondo abitativo C._ RF.
2.3. Eventualiter, l'incarto è rinviato all'istanza inferiore per riesame secondo i
considerandi. Spese, tasse ed assegnazione al ricorrente di un'equa indennità".
8. Nella presa di posizione del 28 ottobre 2021 il Comune di B._ (qui
di seguito: convenuto) ha postulato in via principale l'irricevibilità del
ricorso, in via eventuale, il suo rigetto per quanto ricevibile; protestate
spese, tasse e ripetibili.
9. Nella replica dell'8 novembre 2021 il ricorrente ha confermato i petiti di
ricorso con aggiunta della richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo
al ricorso e derubricando il petito 2.1 da "in via principale" a "in via del tutto
eventuale".
- 4 -
10. Nella duplica del 13 dicembre 2021 il convenuto ha mantenuto invariati i
suoi petiti.

II. Considerando in diritto:
1.1. Impugnata è la decisione del convenuto del 12 luglio/6 agosto 2021.
Questo Tribunale è competente per giudicare il ricorso contro detta
decisione comunale (cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia
amministrativa [LGA; CSC 370.100]). La tempestività (art. 52 cpv. 1 LGA)
nonché la forma (art. 38 LGA) del ricorso sono rispettate.
1.2. Controverso è se il ricorrente ha diritto a un accesso veicolare sul tracciato
di "percorso pedonale" di 5-6 metri alla biforcazione con la corte che serve
di accesso al suo fondo n. C._ RF. Non è invece in discussione
la sufficienza dell'urbanizzazione di detto fondo. Il petito 2.1 – derubricato
da in via principale a in via del tutto eventuale nella replica – è
inammissibile, siccome nella richiesta del 12 marzo 2021, che ha fatto
oggetto della decisione impugnata, il ricorrente non aveva chiesto una
rettifica del PGU, ma solo il diritto d'accesso veicolare sul percorso
pedonale come da petito n. 2.2 del ricorso, per cui si tratta di un'illecita
estensione dei petiti (cfr. art. 51 cpv. 2 LGA).
1.3. Con questa decisione diventa superflua la domanda di conferimento
dell'effetto sospensivo al ricorso. In ogni caso la domanda, volta a
mantenere lo status quo, non è appropriata. Se del caso andava formulata
una richiesta di adozione di misure provvisionali.
1.4. Giusta l'art 50 LGA è legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia
interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile
all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato
in base ad una prescrizione speciale. L'interesse attuale e pratico può
- 5 -
essere di natura giuridica o fattuale (cfr. sentenza del Tribunale
amministrativo [STA] U 17 86 consid. 2).
1.4.1. Il ricorrente sostiene che in caso di mancata modifica della decisione
impugnata, il fondo in questione verrebbe privato di un accesso veicolare
e quindi della possibilità di svolgere trasporti di merce, transiti per lavori
all'edificio, trasporto di persone (in special modo anche d'urgenza) ecc. La
circostanza che attualmente non figuri nessuna servitù pedonale e
veicolare a registro fondiario a carico della particella n. F._ (su cui
è sita parte della corte) non lo priverebbe di un interesse tutelabile al
ricorso. In attesa del procedimento civile (azione di accertamento di servitù
sul fondo n. F._), allo stato attuale l'ammissione del ricorso gli
permetterebbe di continuare a servire la propria abitazione sostando i
veicoli all'imbocco della strada comunale.
1.4.2. Come ammesso dal ricorrente stesso, attualmente non vi è alcuna servitù
di passo né pedonale né veicolare a carico del fondo n. F._ iscritta
a registro fondiario. Benché sia pendente un relativo procedimento civile
(di accertamento della servitù), al momento non si può affermare un
interesse pratico e attuale del ricorrente a un diritto eccezionale di utilizzo
con veicoli della strada comunale "D._" per ulteriori 5-6 metri (fino
all'imbocco della corte da cui egli accede al suo fondo) sul percorso
pedonale oltre la delimitazione quale strada di quartiere giusta il PGU. A
ben vedere si tratta di pochi metri, molto probabilmente meno dei 5-6 metri
dichiarati dal ricorrente, che non possono essere ritenuti rilevanti per
eventuali movimentazioni di merci, trasporto di persone o altro per mezzo
di veicoli; tanto più che allo stato attuale manca pure un diritto di passaggio
pedonale per la corte in questione. Ne discende che in difetto di un
interesse tutelabile il ricorrente non è legittimato a ricorrere, per cui il
ricorso è irricevibile.
- 6 -
2. Per ragioni di completezza, qui di seguito si entrerà comunque
brevemente nel merito del ricorso.
2.1. Giusta l'art. 7 cpv. 1 della Legge d'applicazione della legge federale sulla
circolazione stradale (LALCStr; CSC 870.100) il comune regola la
circolazione locale sulle strade comunali, ad eccezione delle limitazioni
della velocità. Provvedimenti alla circolazione sottostanno
all'approvazione dell'autorità cantonale. La sovranità delegata ai comuni
per le strade comunali è riservata nei limiti del diritto federale (cfr. art. 3
cpv. 1 seg. della Legge federale sulla circolazione stradale [LCStr; RS
741.01]). Giusta l'art. 43 cpv. 1 LCStr i veicoli a motore e i velocipedi non
devono usare le strade che non sono adatte o non sono manifestamente
destinate alla loro circolazione, come le strade pedonali, in particolare per
il turismo a piedi. L'ordinamento base del Comune convenuto distingue tra
percorsi pedonali (indicati in verde nel PGU) e percorsi pedonali con
accesso carrozzabile (indicati in rosa nel PGU). Giusta l'art. 49 della Legge
edilizia comunale (LE) i percorsi pedonali e i sentieri turistici sono
accessibili a tutti e utilizzabili nell'ambito del rispettivo scopo. Il Comune
può emanare divieti di circolazione per biciclette e divieti di equitazione sui
tracciati realizzati esclusivamente quali percorsi pedonali e sentieri turistici
(cpv. 3). Sulle aree con accesso carrozzabile/pedonale, l'accesso
veicolare è concesso ai soli confinanti (cpv. 4).
2.2. Nel caso di specie il PGU è chiaro: dalla fine dell'edificio n. ass. 359 sul
fondo n. F._ risp. dall'inizio dell'accesso alla relativa corte il vicolo
"D._" da strada di quartiere (segnata in giallo) diventa un percorso
(esclusivamente) pedonale (segnato in verde). Come notato dal
convenuto è dunque chiaro che il tratto in questione non è manifestamente
destinato alla circolazione di veicoli a motore; anzi, stando all'art. 49 cpv.
4 LE delle eccezioni per i confinanti sono possibili solo per le strade
marcate nel PGU come "percorso pedonale con accesso carrozzabile",
cosa che qui non è il caso. La questione sull'incompatibilità di un utilizzo
- 7 -
veicolare con le relative norme VSS a causa della scarsa visibilità e dello
scarso spazio di manovra del tratto in questione, evidenziata dall'architetto
pianificatore, non è pertinente in questo caso. Infatti, per costante
giurisprudenza il controllo incidentale (o pregiudiziale) di un piano in sede
di applicazione concreta è di principio escluso. Un tale controllo è
possibile, a titolo eccezionale, solo se l'interessato non poteva rendersi
conto delle restrizioni impostegli, se non aveva avuto la possibilità di
contestarle in occasione dell'adozione del piano o se le circostanze di fatto
e di diritto sono notevolmente mutate dall'emanazione del piano (cfr. STF
1C_20/2019 consid. 3.4 con rinvii). Come sottolineato dal convenuto, il
ricorrente, che è avvocato di professione, avrebbe potuto contestare il
PGU in occasione della revisione della pianificazione locale nel 2016;
inoltre, dall'adozione del PGU nel 2016 le circostanze non sono
notevolmente cambiate, per cui non è dato procedere a un controllo
incidentale del PGU in questa sede.
2.3. Il ricorrente osserva che prima della revisione parziale della pianificazione
locale nel 2016 il vicolo "D._" era sì interamente un percorso
pedonale, ma stando allo scritto del Municipio del 6 dicembre 1984 (doc.
B ricorrente) era parzialmente ammesso un accesso veicolare ai fondi
serviti da tale vicolo. Il convenuto ribatte tuttavia a ragione che una
precedente approvazione di un uso veicolare del vicolo in questione –
come da suddetto scritto del Municipio – è stata superata dall'entrata in
vigore del nuovo PGU del novembre 2016, che è chiaro e vincolante
riguardo all'utilizzo e che il ricorrente non ha contestato (v. considerando
precedente). Irrilevante è il fatto che il convenuto non abbia (ancora)
montato alcun segnale di divieto di circolazione per tale tratto poiché,
contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, ciò non basta per
ammettere un'autorizzazione di transito da parte del convenuto.
2.4. Va però ancora esaminato se sono date le condizioni per
un'autorizzazione eccezionale giusta l'art. 8 cpv. 1 LALCStr.
- 8 -
2.4.1. Giusta l'art. 8 cpv. 1 LALCStr su strade pubbliche chiuse alla circolazione
di veicoli a motore, il proprietario della strada deve autorizzare l'accesso
alla propria abitazione o ditta se le caratteristiche tecniche della strada lo
consentono. L'accesso può essere limitato ai veicoli a motore leggeri e alle
motociclette, nonché a determinati orari. Ulteriori eccezioni devono essere
disciplinate in un atto normativo. Come giustamente indicato dal
convenuto, l'art. 8 cpv. 1 LALCStr ha ripreso l'art. 10 cpv. 1 dell'abrogata
Ordinanza d'applicazione della Legge federale sulla circolazione stradale
(cfr. Messaggio del Governo al Gran Consiglio, quaderno no. 14 /2007 –
2008, pag. 803). Trova dunque applicazione la giurisprudenza del
Tribunale amministrativo relativa alla vecchia norma. In base ad essa, la
sola proprietà di un immobile non legittima l'appello all'art. 8 cpv. 1
LALCStr. Solo coloro che hanno la loro abitazione principale o la loro ditta
lungo l'unica via di allacciamento chiusa alla circolazione possono
appellarsi a questa norma e solo per quanto l'accesso preteso serva i loro
bisogni e non quelli di terzi (cfr. PTA 1999 n. 53 consid. 4b).
2.4.2. Il convenuto sostiene che suddetta norma non è applicabile al sentiero
pedonale in questione. Ma anche ammettendo che essa sia applicabile, a
mente del convenuto non sarebbero adempiti i suoi presupposti. La
questione se nel termine "strade pubbliche chiuse alla circolazione di
veicoli a motore" di cui all'art. 8 cpv. 1 LALCStr rientrino anche delle strade
destinante a percorso esclusivamente pedonale ma teoreticamente
transitabili con veicoli adatti – come nel caso di specie – non deve essere
chiarita in questa sede. Infatti, ammesso che così sia, i requisiti dell'art. 8
cpv. 1 LALCStr in questo caso non sono dati. Il ricorrente è domiciliato ad
Ascona, per cui l'edificio in questione non è la sua abitazione principale.
Nemmeno il suo studio legale si trova in detto edificio. Di conseguenza,
egli non può appellarsi a un diritto all'accesso secondo l'art. 8 cpv. 1
LALCStr.
- 9 -
2.5. Inconferente è infine il paragone esposto dal ricorrente con la prassi
adottata dal convenuto riguardo a una strada agricola/forestale e a un
percorso pedonale con accesso carrozzabile perché trattasi di oggetti
diversi con condizioni diverse (riguardo ai percorsi pedonali con accesso
carrozzabile v. sopra consid. 2.3).
3. Riassumendo, il ricorso va ritenuto irricevibile. E pur entrandone nel merito
esso andrebbe respinto.
4. Il ricorrente, soccombente in causa, deve assumersi le spese processuali
(cfr. art. 73 cpv. 1 e 2 LGA) composte da una tassa di Stato fissata a
CHF 2'500.00 e spese di cancelleria. Al convenuto non sono assegnate
ripetibili (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA).