Decision ID: f37c2b60-8e50-5887-b137-4e0324ee3423
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Il 17 settembre 2014 il Consorzio CO 2 ha indetto un pubblico concorso, retto dalla legge cantonale sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) ed impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare le opere da impresario costruttore per il riordino fluviale del Riale di _, a valle della strada cantonale, in località _, segnatamente per lavori di costruzione di arginature con gettata di blocchi e muri d'argine (FU _ pag. _ segg.). Il bando precisava che la commessa sarebbe stata attribuita al miglior offerente, tenendo conto dei seguenti criteri principali:
1. Prezzo 50%
2. Attendibilità del prezzo 20%
3. Programma dei lavori 25%
3.1. Termini proposti 80%
3.2. Plausibilità del programma lavori 20%
4. Formazione apprendisti 5%
Riallacciandosi al bando di concorso (lett. k), le disposizioni particolari del capitolato CPN 102 fissavano i criteri d'idoneità (pos. 223), stabilendo, tra l'altro, che erano abilitate a concorrere le ditte operanti nei rami: ditte di scavo con provata esperienza nell'esecuzione di arginatura di fiumi e sistemazione di corsi d'acqua. Impresario costruttore con provata esperienza nell'esecuzione di arginatura di fiumi. Il concorrente, precisava la pos. R223.090, deve dimostrare di possedere 1 referenza per realizzazioni di lavori analoghi portati a termine negli ultimi 15 anni. Criteri di giudizio: deve trattarsi di opere relative a correzione di corsi d'acqua con blocchi di pietrame di grosse dimensioni (scogliere d'arginatura, muri ciclopici a secco o legati con calcestruzzo) e rilevati nel contesto di opere fluviali con un importo minimo per singolo appalto di fr. 100'000.- (IVA esclusa). Per il calcolo dell'importo minimo, soggiungeva la disposizione, fa stato l'ammontare dei lavori di costruzione (esclusa la fornitura del pietrame), oltre alla quota parte delle installazioni di cantiere riferite all'importo delle lavorazioni oggetto della referenza. In base alle prescrizioni di gara (pos. 252.110), i concorrenti erano tenuti a compilare una tabella con determinati dati (anno, oggetto, ecc.) relativi alla referenza (pos. R223.091) e ad allegare all'offerta i documenti comprovanti, con l'estratto della fattura finale. Il capitolato riservava inoltre al committente la facoltà di chiedere ulteriori atti comprovanti (pos. R223.091 e pos. 252.210), com-minando l'esclusione in caso di mancata soddisfazione del criterio d'idoneità in questione (pos. 223.091). Nel bando era segnalato chiaramente che contro lo stesso e gli atti di appalto era dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 10 giorni dalla loro data di consegna. Nessuno li ha tuttavia impugnati.
B. a. Nel termine prestabilito sono pervenute al committente 8 offerte, tra cui quella (fr. 456'458.70) della CO 1 (di seguito: CO 1) e quella (fr. 438'515.35) della RI 1 (di seguito: RI 1). Quest'ultima ha indicato nella propria offerta la seguente referenza (tabella alla pos. R223.091):
Anno 2008-2011 e 2012-2016 Oggetto Opere da impresario costruttore Manutenzione manufatti sgomberi materiali Committente Consorzio _ Persona di riferimento per reperire informazioni _ Importo di liquidazione fr. (iva inclusa) fr. 115'694.20
allegando l'invito e l'estratto del capitolato relativi a un concorso del citato consorzio e sette fatture. b. Interpellata la RI 1 e raccolte ulteriori informazioni relative alla referenza addotta, il consulente del committente ha ritenuto che la stessa non fosse conforme alle disposizioni di gara, siccome riferita a lavori diversi (di manutenzione), scaglionati su più lotti e per un importo inferiore a quello minimo prescritto (a seguito della deduzione di determinate fatture). Fatto proprio il rapporto di valutazione delle offerte del suo consulente, con decisione 17 gennaio 2015 ilCO 2 ha risolto di escludere dalla gara l'offerta della RI 1, assegnando la commessa alla CO 1, giunta prima in graduatoria con 6 punti.
C. Avverso tale decisione, la RI 1 è insorta dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e sollecitando, in via principale, il rinvio degli atti al committente per nuova decisione previa inclusione della sua offerta, in via subordinata, l'aggiudicazione della commessa a proprio favore. Preliminarmente ha postulato la concessione dell'effetto sospensivo al gravame. La ricorrente ha contestato in sostanza che la sua referenza non sia conforme ai requisiti di gara: concernerebbe infatti un unico appalto, per lavori analoghi e un importo (fr. 115'694.20) superiore a quello minimo prescritto. Nessuna fattura, ha aggiunto, andrebbe dedotta da tale importo.
D. a. All'accoglimento dell'impugnativa si è opposta la stazione appaltante, ribadendo come la referenza addotta dall'insorgente non si riferirebbe ad un singolo appalto, ma a lavori diversi, comunque non meglio dettagliati, e relativi a differenti corsi d'acqua. Corretta sarebbe la deduzione di determinate fatture non pertinenti con la referenza richiesta. b. Ad identica conclusione è pervenuta l'aggiudicataria, con motivazioni sostanzialmente analoghe. c. L'ULSA si è rimesso invece alle allegazioni del CO 2.
E. Con la replica l'insorgente si è riconfermata nella sua posizione, sviluppando ulteriormente le proprie tesi ed eccependo a sua volta l'esclusione dell'aggiudicataria. Di queste argomentazioni, come pure di quelle opposte addotte dal committente e dall'aggiudicataria in sede di duplica, si dirà all'occorrenza in appresso. Del successivo scambio di scritti della ricorrente e della stazione appaltante, si riferirà parimenti, per quanto necessario, nel seguito.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativa è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb. In quanto partecipante alla gara d'appalto, la ricorrente è senz'altro legittimata a contestare la sua estromissione dalla procedura (art. 37 lett. b LCPubb e art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). L'abilitazione ad impugnare l'aggiudicazione della commessa alla CO 1 potrà invece esserle riconosciuta solo in caso di accoglimento del ricorso rivolto contro la decisione di esclusione (cfr. pro multis: RtiD II-2008 n. 26 consid. 1). Con questa precisazione, il ricorso, tempestivo (art. 36 cpv. 1 LCPubb), è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il carteggio completo concernente il concorso prodotto dal committente e l'ulteriore documentazione esibita dalle parti con le memorie scritte bastano per statuire sull'impugnativa con sufficiente cognizione di causa.
2. 2.1. Il committente può esigere dall'offerente la prova dell'idoneità finanziaria, economica e tecnica. A tal fine precisa i criteri di idoneità, tenuto conto della legislazione speciale (art. 20 cpv. 1 LCPubb). Ai concorrenti possono essere richieste le prove di idoneità indicate nel bando o nella relativa documentazione (cfr. art. 20 cpv. 2 LCPubb). Gli offerenti che non soddisfano questi criteri d'idoneità sono esclusi dalla procedura di aggiudicazione (art. 25 lett. a LCPubb, art. 38 cpv. 1 lett. e regolamento di applicazione della LCPubb e del CIAP del 12 settembre 2006; RLCPubb/CIAP; RL 7.1.4.1.6). 2.2. Le cosiddette referenze servono essenzialmente ad attestare la capacità tecnica del concorrente di realizzare l'opera messa a concorso, rispettivamente di fornire la prestazione oggetto della commessa. Forniscono quindi anzitutto informazioni sull'idoneità del concorrente e non sulla bontà dell'offerta. Dottrina e giurisprudenza ammettono tuttavia la possibilità di utilizzarle come criteri d'aggiudicazione, in quanto atte a permettere al committente di esprimere indirettamente anche un giudizio sulla qualità dell'offerta, in particolare nei casi in cui hanno rilievo l'esperienza e la capacità professionale (cfr. DTF 139 II 489, consid. 2.1-2.2 con rinvii alla giurisprudenza e alla dottrina; RtiD I-2012 n. 14 consid. 2.2.1; RDAT II-2004 n. 21 consid. 3.1; cfr. inoltre Peter Galli/André Moser/Elisabeth Lang/Evelyne Clerc, Praxis des öffentlichen Beschaffungsrechts, 3 ed., Zurigo 2013, n. 618 segg.; Martin Beyeler, Ziele und Instrumente des Vergaberechts, Friburgo 2008, pag. 64 segg.). 2.3. Di regola, le referenze sono costituite da lavori analoghi, eseguiti dal concorrente con soddisfazione del committente, in epoca preferibilmente recente e per quanto possibile con il medesimo personale, soprattutto dirigente (quadri, specialisti; RtiD I-2012 n. 14 consid. 2.2.1; RDAT II-2004 n. 21 consid. 3.1; cfr. inoltre sulla distinzione tra referenza aziendali e personali: STA 52.2012.386 del 6 dicembre 2012, consid. 2.1-2.3, massimati in Hubert Stöckli/Martin Beyeler, Das Vergaberecht der Schweiz: Überblick - Erlasse - Rechtsprechung, 9. ed., Zurigo 2014, pag. 516 n. 89 seg.). La definizione di "lavori analoghi" va anzitutto ricercata nelle disposizioni di gara, che notoriamente costituiscono la lex specialis del procedimento concorsuale. In assenza di spiegazioni nelle regole fissate dal committente, questo Tribunale ha stabilito che per lavori analoghi o simili occorre intendere interventi che sia dal profilo qualitativo, sia dal profilo quantitativo presentano un adeguato grado di analogia con l'opera messa a concorso. Caratteristiche del lavoro messo a concorso e mezzi occorrenti per realizzarlo devono presentare sufficienti momenti di affinità con i lavori addotti come referenza, tali da giustificare il riconoscimento di una similitudine. Il significato del requisito "lavori analoghi" può essere dedotto soltanto dalle caratteristiche specifiche della commessa raffrontate con quelle dei lavori eseguiti (cfr. STA 52.2013.526 del 9 gennaio 2010 consid. 2.2; 52.2011.154 del 21 giugno 2011, consid. 2.2). 2.4. Nella valutazione delle referenze, il committente fruisce di un ampio margine discrezionale, il cui esercizio può essere censurato da parte dell'autorità di ricorso unicamente nella misura in cui integra gli estremi della violazione del diritto, segnatamente sotto il profilo dell'abuso di potere (art. 38 cpv. 1 lett. a LCPubb; cfr. Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad art. 61 LPamm, n. 2 d). Presupposto irrinunciabile ai fini dell'esercizio di tale potere da parte del committente è un'adeguata conoscenza delle prestazioni fornite a terzi, che vengono addotte dai singoli concorrenti a titolo di referenza. Questa esigenza richiama, a sua volta:
- la produzione, da parte dei concorrenti, di un'esauriente documentazione, che le descriva in dettaglio, specificandone le caratteristiche, l'importanza e l'epoca in cui sono state effettuate;
- una circostanziata verifica, da parte del committente, delle indicazioni fornite dai concorrenti, esperita secondo criteri uniformi ed eventualmente integrata dall'assunzione di informazioni supplementari, adeguatamente protocollate;