Decision ID: c2d34676-c961-53b1-aa64-5ea40efa6f80
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

Egli è stato semplicemente l’esecutore, l’ultima pedina, non poteva decidere nulla, neppure dove dormire, tutto veniva organizzato da qualcun altro. IM 2, che aveva appena compiuto 23 anni, è talmente ingenuo che nascondeva la droga in un sacchetto vicino all’auto. In precedenza aveva sempre lavorato ed è caduto in questa rete per i suoi problemi economici. Va inoltre tenuto conto del lungo carcere preventivo sofferto, ritenuto anche che avrebbe già potuto essere portato a processo dopo i primi verbali, mentre ha dovuto aspettare inutilmente oltre un anno. Chiede inoltre di tenere conto del fatto che sarà chiamato a scontare la pena lontano dai famigliari e cita, a questo proposito, la sentenza della CARP 17.2013.78.
L’imputato è incensurato. Per quanto attiene al rischio di recidiva, la difesa rileva che è inesistente. Come risulta dal documento prodotto, il suo datore di lavoro è disposto a riassumerlo al primo novembre e con questo lavoro egli sarà in grado di mantenere sé stesso e pagare le rate del debito bancario. La prognosi è quindi indubbiamente favorevole.
Tutto ciò considerato propone una pena detentiva inferiore ai 3 (tre) anni, da porre al beneficio della sospensione condizionale parziale con al massimo 1 (un) anno da espiare e il restante sospeso con un periodo di prova di 2 (due) o più anni;
§
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: IM 1 è una delle prime persone arrestate nel corso dell’inchiesta e il rapporto di Polizia che lo riguarda è l’ultimo che è arrivato. Ha poi atteso che l’inchiesta facesse il suo corso e si trova ora in carcere, dove ha trascorso anche il suo 19esimo compleanno, da oltre un anno. La Farera e la Stampa non sono luoghi che si addicono a giovani adulti come IM 1. L’imputato ha avuto brillanti risultati a scuola, gli si prospettava un futuro accademico, ma le difficoltà economiche lo hanno spinto nella delinquenza. Le difficoltà economiche sono tali che IM 1, pur essendo un ragazzino, in tutto il tempo che ha passato in carcere ha ricevuto unicamente due visite da parte dei suoi genitori, i quali sono peraltro dovuti arrivare separatamente. IM 1 è un galoppino di terzi, che rischia la sua libertà per terzi. La difesa pone l’accento sul fatto che oggi in quest’aula stiamo giudicando dei pesci piccoli, mentre il boss continua ad essere fuori a mandare avanti il suo commercio. Nessuna persona correrebbe il rischio di scontare una pena così lunga se non fosse disperata. La pubblica accusa ha dipinto IM 1 come un ragazzo scaltro, ma se fosse stato così furbo probabilmente sarebbe stato lui al posto di _.
IM 1 ha cominciato con quantità minori, e poi il traffico si è ingrandito fino ad arrivare ai quantitativi dichiarati da _. La PP non ha mai creduto a IM 1, dicendo che ha mentito quando ha dovuto spiegare chi fossero i due individui di cui è stata ritrovata una fotografia nel suo telefono, ma tutti sappiamo che i telefoni consegnati ai galoppini della droga vengono passati dall’uno all’altro. Al contrario di quanto sostiene la pubblica accusa, IM 1 inoltre ha riconosciuto alcuni dei suoi consumatori e, per quanto riguarda gli altri, è possibile che non sia riuscito a riconoscerli a causa della cattiva qualità delle fotografie sottopostegli, dicendosi comunque sempre disposto ad incontrare queste persone. Non è dato a sapere perché IM 1 dovrebbe essere considerato un bugiardo. Egli è stato arrestato in casa di un tossico e non è che abbia detto che la droga era di questa persona, cosa che avrebbe benissimo potuto fare, essendo quest’ultimo dedito al consumo ed allo spaccio.
La difesa rileva che l’atto d’accusa riprende palese palese i quantitativi indicati nel rapporto d’inchiesta di Polizia, in cui sono indicati tutti i consumi ammessi dai clienti o presunti tali di IM 1, che sommati arriverebbero a 403.50 grammi. Concorre poi ad aumentare il quantitativo imputato a IM 1 l’agenda, con la quale gli si è detto che è stato fatto un calcolo al ribasso, siccome vi sarebbero delle iscrizioni poco chiare e precise (VI PP 18.11.2014, p. 12). IM 1 ha sempre affermato che le annotazioni non erano sue e si è detto disposto a far allestire una perizia grafologica, la quale era stata prospettata dall’accusa (29.12.2014, p. 4), ma non è mai stata eseguita. Tramite questa agenda la quantità che si vuole imputare IM 1 raddoppia, unicamente affermando che la scrittura è simile alla sua.
A mente della difesa bisogna invece partire dai riscontri oggettivi. In primo luogo vi è quindi il sequestro di CHF 5'910.00, che porta a 118 grammi di eroina, il che corrisponde a quello che IM 1 ha detto di ricevere quale partita. Sono poi stati sequestrati 112.33 grammi di eroina. Per quale ragione bisognerebbe imputargli anche i 19 grammi che emergono dall’agenda, per la difesa non è chiaro. Non vi è un riscontro probatorio certo che le indicazioni sull’agenda siano frutto delle vendite effettuate da IM 1. La difesa chiede quindi che, partendo da quelli che sono i dati oggettivi, a IM 1 venga imputato un traffico di 515 grammi di eroina, ivi compresi i 112.33 grammi rinvenuti al momento del suo arresto.
Quanto al reato di riciclaggio, chiede che IM 1 venga creduto al proposito dei quantitativi, anche perché quando è stato fermato gli sono stati trovati CHF 5'910.00. Devono quindi venirgli imputati al massimo CHF 12'000.00, oltre ai citati CHF 5'910.00.
Quanto all’imputazione di infrazione alla LF sugli stranieri, rileva IM 1 é stato in Svizzera poco più di 2 mesi, motivo per cui chiede il proscioglimento da questo reato.
Quo alla commisurazione della pena, invoca le circostanze attenuanti dell’incensuratezza e della collaborazione, avendo egli da subito ammesso le sue responsabilità, pur non volendo coinvolgere altre persone, presumibilmente per paura. Nella STF 6B.265/2010 il TF ha riconosciuto che una persona che fa il nome dei suoi correi può essere posta al beneficio dell’attenuante specifica del sincero pentimento. La difesa ovviamente non invoca il sincero pentimento, ma chiede che il fatto di non aver voluto fornire il nome del fornitore dell’eroina non porti ad acuire la sua pena.
La difesa rileva che recentemente un poliziotto è stato condannato alla pena detentiva di 21 mesi sospesi condizionalmente per avere trafficato 600 grammi di eroina ed una tossicodipendente, per traffico di 800 grammi di eroina, è stata condannata alla pena detentiva di 2 anni sospesi condizionalmente.
Alla luce di quanto precede, chiede che la pena detentiva sia contenuta in massimo 24 (ventiquattro) mesi, da porre al beneficio della sospensione condizionale parziale, con la parte da espiare che non ecceda la durata del carcere preventivo sofferto.
Per quanto riguarda infine i sequestri, non si oppone alla distruzione dell’eroina e dei due telefoni mobili. Per quanto riguarda i restanti oggetti sotto sequestro, non trattandosi di oggetti proprietà dell’imputato, si rimette al giudizio della Corte, così come sul destino da dare al denaro.
Considerato,

in fatto ed in diritto
I) Correzioni dell’atto d’accusa
1. In merito alle correzioni dell’atto d’accusa, si rimanda al verbale del dibattimento, osservando che con l’accordo delle parti, il quantitativo di cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa, indicato in 137 grammi lordi, è stato modificato in 112.33 grammi netti, come risulta dal rapporto di pesata e analisi di cui all’AI 759. Di conseguenza, anche il quantitativo di cui al punto 1 è stato modificato da 1'026.30 a 1'001.63 grammi.
Analogamente, le parti hanno aderito alla proposta del Presidente di correggere il quantitativo indicato al punto 5.3 dell’atto d’accusa, che è stato modificato in 379 grammi netti, al posto di 482 grammi lordi. Conseguentemente, con l’accordo delle parti, anche il capello del punto 5 è stato modificato nel senso che il quantitativo di eroina trafficata ammonterebbe a 1'179 e non 1'282 grammi.
II) Curriculum vitae e precedenti penali degli imputati
a. IM 1
2. IM 1, 18enne all’epoca dei fatti, è cittadino albanese, nato il 16 novembre 1995 a _ (Albania).
Dinanzi al PP si è così espresso sulla sua situazione personale:
"
Ho finito il liceo in Albania quest’anno ed ho ottenuto la maturità; il liceo che ho frequentato non aveva un indirizzo specifico era “generico”. La mia intenzione in seguito era di studiare economia all’Università sempre in Albania. A casa ho diversi problemi: problemi famigliari e finanziari. Io volevo aiutare la mia famiglia e dunque ho cercato un sistema per poter guadagnare dei soldi e sistemare i problemi. La mia famiglia è composta da mio padre, mia madre, mia nonna e due fratelli più piccoli (1 sorella ed 1 fratello) che abitano tutti nella stessa casa a _. Mio padre è l’unico che ha un’attività lucrativa, lavora come carrozziere ma il suo stipendio non basta per coprire tutte le spese. (...)
In Svizzera io non ho nessun permesso di dimora, come detto non ho un lavoro e in sostanza non ho alcun legame. Non ho infatti nessun amico o parenti nella Confederazione. Le spese della mia permanenza in Svizzera da giugno 2014 al 9 settembre 2014 venivano coperte dal denaro provento delle vendite di eroina.
Io non ho nessun precedente penale né in Svizzera né in Italia e nemmeno in Albania.”
(VI PP 10.09.2014, p. 6, AI 55).
In occasione del pubblico dibattimento, l’avv. DUF 1 ha prodotto l’attestato di maturità di IM 1 (doc. dib. 1).
3. Nel corso dell’interrogatorio dibattimentale l’imputato ha dichiarato di avere lavorato durante gli studi, sia aiutando il padre, sia in un
resort
turistico, occupandosi delle pulizie e portando le valigie, guadagnando circa CHF 70.00 al mese. A sostegno di tale affermazione IM 1 ha prodotto un documento (doc. dib. 2) da cui si evince che detta attività è terminata nel giugno 2014.
4. IM 1 ha peraltro affermato di non avere avuto la possibilità di frequentare l’università, non disponendo di sufficienti mezzi finanziari. In particolare, la sua famiglia, anche in ragione di problemi di salute, avrebbe accumulato molti debiti (VI DIB 20.10.2015, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
5. IM 1 risulta incensurato (AI 48).
6. Interrogato in merito alle sue prospettive per il futuro, l’imputato ha espresso il desiderio di poter tornare in Albania dalla sua famiglia, aiutare il padre e frequentare l’università per poter trovare un lavoro (VI DIB 20.10.2015, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
b. IM 2
7. IM 2, cittadino albanese nato il _ a _ (Grecia), nel corso dell’inchiesta ha fornito le seguenti indicazioni circa la sua situazione personale:
"
Terminate le scuole dell’obbligo, ho fatto il liceo in Albania. Inoltre, da quando avevo 8 anni ho giocato a calcio, negli ultimi tempi anche a livello professionista e guadagnavo qualche soldo. In pratica, andavo a scuola e giocavo anche a calcio. All’età di 18 anni ho però avuto un brutto incidente in scooter. Mi spiego, ho perso il controllo del veicolo e mi sono schiantato contro una macchina parcheggiata. L’impatto è stato così forte che mi sono rotto le braccia, le gambe e le vertebre. Ho ancora le cicatrici delle operazioni. Sono rimasto infatti in ospedale per 4 mesi e un anno a casa. Sono rimasto a casa e piano piano mi sono ripreso e poi ho iniziato il corso come tecnico televisivo e da quel tempo ho lavorato solo in televisione. Ho iniziato a lavorare per la compagnia _ all’età di 19 anni. Lì ci sono rimasto per due anni e poi mi sono spostato presso la televisione _ dove sono rimasto altri due anni. Il mio stipendio era di circa CHF 300.- al mese. In agosto 2014 mi hanno licenziato perché la società non aveva più soldi ed è per questo motivo che ho poi deciso di venire in Svizzera. Devo dire che sempre quest’anno, mi sono recato in Francia in macchina per accompagnare mio cognato perché anche lui ha fatto un incidente in moto ed è invalido in carrozzina. Lui è andato in Francia per curarsi.
Io in Albania abitavo con i miei genitori, madre, padre e mia sorella che è più grande di me. Ho anche un’altra sorella, sempre più grande, che però abita in Italia ed è sposata. La mia famiglia ha diversi debiti; un debito è perché abbiamo messo a posto la casa, gli altri debiti li abbiamo fatti perché eravamo senza soldi, per poter vivere. In famiglia, solo mia sorella ha un lavoro fisso. Mio padre fa qualche servizio di taxi quando ho occasione, ma in pratica non guadagna. Di conseguenza, quando io ho perso il lavoro, ci siamo ritrovati in grande difficoltà.”
(VI PP 23.12.2014, p. 7, AI 718).
8. In occasione del pubblico dibattimento, l’imputato ha precisato:
"
Ho un debito bancario dovuto a denaro che ho ricevuto prima di partire per ristrutturare la casa di famiglia. Si tratta di CHF 3'000.00. Questo debito lo avevo fatto quando avevo ancora un lavoro e potevo quindi pagare gli interessi. Pagavo CHF 120.00 al mese. Quando ho perso il lavoro non potevo più pagare e quindi ho pensato di venire in Europa per fare un lavoro onesto.”
(VI DIB 20.10.2015, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).
9. IM 2 è sconosciuto al casellario giudiziale svizzero (AI 400) e italiano (AI 457).
10. Con riferimento alle sue prospettive di vita, in corso d’inchiesta IM 2 ha dichiarato di voler fare rientro in Albania e cercare lavoro come tecnico radiotelevisivo (VI PP 23.12.2014, p. 7, AI 718).
Nel corso del dibattimento l’imputato ha prodotto una proposta del suo precedente datore di lavoro da cui risulterebbe la disponibilità a riassumerlo (VI DIB 20.10.2015, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
III) Circostanze dell’arresto, inchiesta e atto d’accusa
11. Nell’ambito dell’inchiesta denominata “_”, il 21 agosto 2014 è stata attivata una censura telefonica sull’utenza in uso a _. Attraverso tale misura gli inquirenti sono risaliti al nominativo di IM 1 quale persona attiva sul nostro territorio nell’ambito degli stupefacenti.
IM 1 è quindi stato fermato il 9 settembre 2014 presso l’appartamento di _ in Via _ a _.
A lato del materasso sui cui dormiva l’imputato sono stati rinvenuti 137 grammi lordi di eroina, CHF 2'190.00, diversi telefoni cellulari e un’agenda.
Già nel corso del primo verbale l’imputato ha riconosciuto che lo stupefacente e il denaro rinvenuti erano al lui riconducibili, nonché di essere attivo nella vendita di eroina, ammettendo in particolare di averne trafficata complessivamente circa 450 grammi, quantitativo che sarebbe stato comprensivo dei 137 grammi lordi sequestrati (rapporto d’inchiesta di Polizia giudiziaria 12.06.2015, p. 7 e 8, AI 1101; rapporto di arresto provvisorio 09.09.2014, p. 4, AI 44).
12. In accoglimento dell’istanza formulata il 10 settembre 2014 dal Procuratore Pubblico (AI 63), con decisione 11 settembre 2014 il Giudice dei Provvedimenti Coercitivi ha ordinato la carcerazione preventiva dell’imputato sino al 5 dicembre 2014 (AI 74), in seguito prorogata fino al 9 gennaio 2015 (AI 653).
Dando seguito alla richiesta formulata dall’imputato, il Procuratore Pubblico ha autorizzato IM 1 a scontare anticipatamente la pena ex art. 236 CPP a far tempo dal 30 dicembre 2014 (AI 736).
13. Con l’atto d’accusa in rassegna, il PP ha imputato a IM 1 i reati di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, ripetuto riciclaggio di denaro, in parte tentato, soggiorno illegale e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.
14. IM 2, il cui nominativo era pure emerso nell’ambito dell’inchiesta “_”, è stato fermato il 24 ottobre 2014 mentre tentava di entrare in Svizzera attraverso il valico doganale autostradale di _ a bordo del taxi targato _, alla cui guida si trovava il tassista _.
All’interno di uno zainetto di proprietà dell’imputato sono stati rinvenuti 482 grammi lordi di eroina.
15. Interrogato dalla Polizia il giorno medesimo, IM 2 ha ammesso che si stava recando a _ al fine di procedere alla vendita dello stupefacente che gli era stato consegnato a _. Solo una volta arrivato in Svizzera l’imputato avrebbe ricevuto istruzioni in merito ai dettagli della consegna. Il viaggio gli sarebbe stato commissionato da suoi connazionali, dietro promessa di un compenso di CHF 8'000.00 (rapporto di arresto provvisorio 24.10.2014, p. 4, AI 398; rapporto d’inchiesta di Polizia Giudiziaria 10.03.2015, p. 8, AI 837).
16. Con decisione del 26 ottobre 2014 (AI 414), il Giudice dei Provvedimenti Coercitivi ha accolto l’istanza del 25 ottobre 2014 del Procuratore Pubblico (AI 412), ordinando la carcerazione preventiva dell’imputato fino al 23 gennaio 2015, prorogata in seguito fino al 9 gennaio 2015 (AI 653).
Dando seguito alla richiesta formulata dall’imputato, il Procuratore Pubblico ha autorizzato IM 2 a scontare anticipatamente la pena ex art. 236 CPP a far tempo dal 12 dicembre 2014 (AI 669).
17. Con atto d’accusa 91/2015 del 9 luglio 2015, il Procuratore Pubblico ha imputato a IM 2 i reati di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, ripetuto riciclaggio di denaro, soggiorno illegale tentato e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.
IV) Fatti e diritto
a. IM 2
i) Infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
18. L’atto d’accusa imputa a IM 2 il reato di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per avere, nel periodo compreso tra il mese di settembre 2014 e il 24 ottobre 2014, a _, _, _ e in altre imprecisate località, importato in Svizzera in almeno tre occasioni, posseduto, detenuto, preparato e alienato almeno 1'282 grammi di eroina e 5 grammi di cocaina, quantitativo corretto in 1'179 grammi (cfr.
supra
, pto. 1).
19. Giusta l’art. 19 cpv. 1 lett. b, c, d e g LStup, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque, senza esserne autorizzato, tra l’altro possiede, detiene, importa, fa preparativi per importare o aliena stupefacenti.
L’infrazione è aggravata ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. a LStup e la pena è una pena detentiva non inferiore a un anno, che può essere cumulata con una pena pecuniaria, se l’autore sa o deve presumere che l’infrazione può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, l’infrazione è considerata grave ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. a LStup, se verte su una quantità di almeno 12 grammi di eroina
pura (DTF 111 IV 101, 109 IV 144; STF 6P.149/2006, 6S.336/2006 del 2 ottobre 2006 consid. 7.3; cfr. anche Albrecht, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes, Art. 19-28 BetmG).
Quando l’infrazione verte su più stupefacenti diversi, occorre considerare la pericolosità di ognuno di essi e valutare il pericolo d’insieme per dire se sussiste una quantità tale da mettere in pericolo la salute di molte persone. Il caso può quindi essere considerato grave anche se la quantità di ognuna delle sostanze, presa singolarmente, è inferiore ai limiti fissati dalla giurisprudenza (DTF 120 IV 338).
20. Per quanto attiene al reato di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, i fatti sono stati ammessi da IM 2 (cfr. VI PP 5.03.2015, AI 825)
Ancora in occasione del pubblico dibattimento l’imputato ha risposto affermativamente alla domanda a sapere se riconoscesse o meno i fatti di cui al punto 5 dell’atto d’accusa (VI DIB 20.10.2015, p. 3 e 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Con riferimento alle modalità con cui avveniva la vendita di eroina ha spiegato:
"
Preciso che quando finivo l’eroina _ mi chiamava dicendomi che potevo andare a prenderne altra. Io venivo quindi in Svizzera e aspettavo che fosse _ a chiamarmi per dirmi dove andare a portare l’eroina agli acquirenti. Mi indicava anche il quantitativo e il prezzo a cui vendere.”
(VI DIB 20.10.2015, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).
L’imputato ha altresì affermato di aver venduto l’eroina solitamente a CHF 250.00 per 5 grammi, accettando a volte anche CHF 200.00 (VI DIB 20.10.2015, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale; VI PP 05.03.2015, p. 6 e 7, AI 825), guadagnando personalmente CHF 3'000.00/4'000.00, denaro che non avrebbe però mai ricevuto (VI DIB 20.10.2015, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).
21. Dal profilo fattuale, la Corte è stata chiamata ad esaminare il quantitativo di stupefacente imputabile in prima persona a IM 2 e ciò in ragione del fatto che la pubblica accusa ha fatto riferimento, nel corso dell’intero procedimento, a quantitativi
lordi
(che per definizione comprendono pure la tara, nello specifico il peso della confezione), nonché alla luce delle contestazioni sollevate dalla difesa.
Al proposito, giova evidenziare che nel corso dell’interrogatorio dibattimentale IM 2 ha in fine ammesso che:
"
è corretto dire che ho importato 800 grammi di eroina, in seguito venduti, che in Ticino ho acquistato 5 grammi di cocaina poi rivenduti e che al momento del mio arresto avevo con me 379 grammi netti di eroina, sostanza destinata alla vendita. (...) quando mi riferisco a questi quantitativi io intendo un peso lordo, quindi comprensivo del peso della confezione. Ho portato due volte pacchi da 400 grammi e quello era il peso complessivo del pacco. Con questo voglio dire che il contenuto di eroina era inferiore a 400 grammi. Penso che al netto si trattasse di circa 380 grammi in tutte e due le circostanze, questo come in occasione dell’ultimo trasporto e della sostanza che mi è stata sequestrata il giorno dell’arresto”
(VI DIB 20.10.2015, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Tale dichiarazione conduce ad un quantitativo complessivo di eroina riconosciuto da IM 2 pari a 1'139 grammi.
22. Dagli atti non emergono elementi che permettano di discostarsi da tale indicazione. Da un lato, le chiamate di correo fornite dagli acquirenti conducono ad un totale inferiore a quello ammesso dall’imputato; dall’altro, il quantitativo di 380 grammi per ogni trasporto coincide a quanto sequestrato all’imputato il giorno dell’arresto, ovvero 379 grammi netti.
Ne consegue che in capo a IM 2 la Corte deve essere imputato il quantitativo da egli stesso in fine ammesso, ovvero due partite da 380 grammi cadauna, per complessivi 760 grammi di eroina, integralmente alienate sulla piazza _ e una partita di 379 grammi di eroina (cfr.
supra
punto 1) sequestrata all’imputato il giorno del suo arresto.
Complessivamente la Corte ha quindi ritenuto in capo a IM 2 complessivi 1'139 grammi di eroina, cui vanno aggiunti 5 grammi di cocaina, da cui la conferma dell’imputazione di infrazione aggravata alla LStup.
ii) Ripetuto riciclaggio di denaro
23. L’accusa ha imputato a IM 2 il reato di ripetuto riciclaggio di denaro, per avere, nel periodo compreso tra il mese di settembre 2014 e il 24 ottobre 2014, a _, _, _ e in altre imprecisate località, ripetutamente trasportato di persona oltre confine e, in almeno tre distinte occasioni, consegnato al tassista _ affinché li portasse in Italia a _, complessivi CHF 38'120.00, provento delle vendite di eroina.
24. Ai sensi dell’art. 305bis CP è punibile con la detenzione sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Si tratta di un’infrazione di esposizione a pericolo astratto, il comportamento è dunque punibile a questo titolo anche laddove l’atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; STF 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010 consid. 4.2; 6B_334/2007 dell’11 ottobre 2007, consid. 7.1.).
Secondo la giurisprudenza e la dottrina dominante, ogni trasferimento di denaro all'estero costituisce un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali. Ciò vale anche per ogni operazione di trasferimento di valori patrimoniali all’estero da un conto ad un altro conto, ed anche in presenza della tracciabilità delle operazioni (DTF 127 IV 20 consid. 3b; STF 6B_643/2012 dell’11 marzo 2013 consid. 5.2; STF 6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.3; Trechsel / Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed., Zurigo 2013, n. 18 ad art. 305 bis; Pieth in Basler Kommentar II, 3a ed., Basilea 2013, n. 49 e rif. ad art. 305bis; Schmid/Ackermann/Arzt/Bernasconi/de Capitani, Kommentar Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band I, Zurigo 1998, p. 523).
È atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali ai sensi dell’art. 305bis CP anche il cambio di denaro sia che si tratti di conversione di banconote in valuta estera, sia che si tratti di sostituzione di banconote in altre di differente taglio della stessa valuta (DTF 136 IV 188 consid. 6.1; STF 6B_879/2013 del 18.11.2013 consid. 1.1.; Pieth in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3. ed., Basilea 2013, n. 44 ad art. 305bis, p. 270).
Il reato di riciclaggio di denaro, di contro, non si realizza nei casi di distruzione o consumo del provento di un crimine. L’art. 305bis CP è, infatti, volto a perseguire l’agire di chi provvede a ripulire il denaro derivante da un’attività criminale per poi poterlo riutilizzare, ciò che non si verifica nei suddetti casi (Pieth in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3 ed., Basilea 2013, ad art. 305bis, N. 44, pag. 2701; Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume II, 3 ed., Berna 2010, ad art. 305 bis CP, n. 6, pag. 636).
Dal profilo soggettivo, l’autore deve avere agito intenzionalmente o per dolo eventuale. Egli deve volere o accettare che il comportamento che decide di adottare sia proprio a cagionare l’atto previsto dall’art. 305bis CP. Deve, inoltre, sapere o presumere che il valore patrimoniale di cui dispone proviene da un crimine. A questo proposito, è sufficiente che abbia conoscenza delle circostanze di fatto che destano in lui il sospetto sulla provenienza criminale del denaro e che abbia accettato tale eventualità (DTF 122 IV 211 consid. 2e; DTF 119 IV 242 consid. 2b; STF 6B_879/2013 del 18.11.2013 consid. 2.)
25. Nel caso in oggetto, IM 2 ha ammesso di avere trasportato denaro provento delle sue vendite di eroina dalla Svizzera all’Italia. (cfr. AI 825, p. 6 e 7; VI DIB 20.10.2015, p. 5, allegato 1 al verbale dibattimentale). L’imputato ha tuttavia contestato l’importo menzionato nell’atto d’accusa, affermando di avere portato in Italia complessivi CHF 23'000.00/26'000.00, e non 38'120.00.
Nel corso della procedura preliminare l’imputato ha dichiarato che:
"
Quando arrivavo ad avere sui CHF 5'000.00/6'000.00 dovevo portare i soldi ad “_” che si trovava in Italia. Quando io ho portato i soldi ad “_” l’ho fatto rientrando con il taxi guidato da _. Era “_” che organizzava i miei incontri con _. Quest’ultimo io l’ho conosciuto perché è stato “_” a mettermi in contatto con lui. In quell’occasione io avevo con me tra i CHF 5'200.00/5'300.00. Era “_” a dirmi se la corsa la dovevo pagare io oppure se la pagava lui o qualcun altro.
(...) In altre tre occasioni io ho consegnato i soldi a _ che poi andava in Italia per darli ad “_”. Io ho consegnato a _ circa CHF 6'000.00/7'000.00 alla volta per cui gli ho dato tra i CHF 18'000.00 e i CHF 21'000.00. Era “_” che mi organizzava gli incontri con _ per consegnargli i soldi. (...) In totale, calcolando la volta che li ho portati io (sempre con _) e le volte che li ho consegnati al tassista si arriva agli importi di circa CHF 23'000.00/26'000.00. (...) Io ribadisco che i soldi portati in Italia sono tra i CHF 23'200.00/26'000.00 circa. Occorre considerare che una parte dell’eroina l’ho consegnata a chi mi ospitava per cui non doveva essere pagata, un’altra parte è stata consegnata a credito e non è stata pagata e altre volte dovevo fare degli “sconti”. Come ho già detto in precedenza, è capitato che “_” mi dicesse di far pagare 5 grammi lordi di eroina CHF 200.00 invece di CHF 250.00.”
(VI PP 05.03.2015, p. 6 e 7, AI 825).
26. In occasione dell’interrogatorio dibattimentale l’imputato ha confermato tali sue dichiarazioni, precisando che dai soldi guadagnati con la vendita di eroina tratteneva CHF 40.00 al giorno, che utilizzava per vivere e che, in caso di necessità, prelevava altro denaro per i vestiti, il telefono e altre spese vive (VI DIB 20.10.2015, p. 5, allegato 1 al verbale dibattimentale).
27. A fronte delle ammissioni dell’imputato e dell’assenza di altri elementi probatori, la Corte ha ritenuto a carico dell’imputato unicamente i CHF 23'000.00 da lui indicati e non dunque per i CHF 38'120.00 ricostruiti dalla pubblica accusa. In particolare, giova evidenziare come le dichiarazioni del tassista non appaiono conclusive.
28. Le argomentazioni della difesa secondo cui sarebbe in concreto assente l’elemento soggettivo del reato e che l’imputato avrebbe agito quale complice e non come correo non possono essere condivise.
IM 2 era perfettamente consapevole del fatto di trasportare in Italia il denaro provento del crimine che egli stesso aveva commesso e che, così facendo, ne avrebbe reso impossibile un possibile sequestro da parte delle autorità svizzere. Analogamente, l’imputato è senz’altro autore principale dell’infrazione, avendo egli personalmente attraversato il confine portando con sé il denaro e/o consegnato il denaro da egli stesso incassato ad una terza persona affinché eseguisse il trasporto del denaro.
Ne consegue che il reato di riciclaggio di denaro è stato confermato in ragione di CHF 23'000.00.
iii) Soggiorno illegale tentato
29. Per quanto concerne l’imputazione di infrazione alla LF sugli stranieri, si dirà che la Corte non ha potuto seguire la tesi accusatoria.
Non vi sono infatti elementi agli atti che permettano di concludere che IM 2 – il quale è entrato in Svizzera il 7 settembre 2014 (AI 825, p. 2 e 7) ed è stato arrestato il 24 ottobre 2014 – avesse l’intenzione di rimanere in Svizzera oltre i 90 giorni esenti da permesso.
Al contrario, egli ha dichiarato che sarebbe ritornato in Albania pochi giorni dopo l’arresto:
"
Non riconosco questi fatti perché sono rimasto in Ticino meno di 90 giorni. ADR che non è vero che sarei voluto rimanere in Ticino più di 90 giorni, perché avevo deciso che a due ore dall’ultima consegna sarei tornato in Albania. ADR che si trattava di una mia decisione, perché con la paga che avrei dovuto ricevere avrei potuto saldare il debito e quindi non avevo più bisogno di vendere eroina. Preciso che _ mi aveva promesso il pagamento proprio per quel giorno”
(VI DIB 20.10.2015, p. 5, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Peraltro, nulla nel suo agire – si dirà che ad esempio ha dimorato nei boschi (VI DIB 20.10.2015, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale:
“ADR che in Ticino ho alloggiato da due acquirenti e poi nella tenda che stata poi trovata dalla Polizia, in un bosco”
; cfr. anche VI PP 05.03.2015, p. 3, AI 825) – indica che volesse stabilirsi durevolmente sul nostro territorio.
Ne consegue che l’imputato, il quale ha se del caso risieduto in Svizzera per poco più di un mese, deve essere prosciolto dall’imputazione di cui al punto 7 dell’atto d’accusa.
iv) Contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
30. L’atto d’accusa imputa a IM 2 il reato di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per avere, nel periodo settembre 2014 – ottobre 2014, a _ e in altre imprecisate località, senza essere autorizzato, intenzionalmente consumato due grammi lordi di cocaina.
Tale imputazione si fonda sostanzialmente sulle ammissioni fatte in corso d’inchiesta dall’imputato e riconfermate in occasione del pubblico dibattimento (VI DIB 20.10.2015, p. 6, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Ne consegue la conferma dell’atto d’accusa.
b. IM 1
i) Imputazione di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
31. A IM 1 la pubblica accusa imputa il reato di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, per avere, nel periodo compreso tra il mese di giugno 2014 ed il 9 settembre 2014, a _, _, _ e in altre imprecisate località, ripetutamente importato, posseduto, detenuto, preparato e alienato almeno 1'026.30 grammi di eroina.
32. Confrontato a tale accusa, IM 1 ha sempre, costantemente, nel corso dell’inchiesta, affermato di aver trafficato tra 450 e 500 grammi lordi di eroina.
A questo proposito si rimanda in particolare alle sue dichiarazioni di cui ai VI PG 9 settembre 2014 (p. 6, AI 43), VI PP 10 settembre 2014 (p. 3, AI 55), VI PP 25 settembre 2014 (AI 204), VI PP 18 novembre 2014 (AI 554) ed infine VI PP 15 aprile 2015 (p. 4, AI 946).
In sede dibattimentale, egli ha nuovamente ribadito detti quantitativi, dichiarando di non essere in grado di indicare la sostanza netta:
"
Non so dire a quale quantitativo netto questo corrisponde, ma è comunque giusto dire che ho venduto tra i 450 e i 500 grammi di eroina. I 112.33 grammi che mi sono stati sequestrati fanno parte di questi 500 grammi che ho dichiarato di avere trafficato. Quando nel verbale ho indicato che ne ho “venduti” 500 grammi intendevo in realtà dire che ne ho trattati in tutto 500 grammi, quantitativo composto da quanto ho effettivamente alienato e da quanto mi era rimasto e che è stato oggetto del sequestro.”
(VI DIB 20.10.2015, p. 7, allegato 1 al verbale dibattimentale).
33. L’imputato ha peraltro riconosciuto la correttezza del calcolo formulato dalla Corte secondo cui ai 403,50 grami derivanti dalle chiamate di correo occorrerebbe aggiungere i 112 grammi sequestrati, giungendo quindi ad un totale di 515,50 grammi:
"
Rispondo che il quantitativo di 515.50 grammi non lo contesto. Per contro, il denaro era invece provento proprio di queste vendite, ivi compresi i CHF 5'910.00 sequestratimi dalle guardie.”
(VI DIB 20.10.2015, p. 7, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Come già IM 2, anche IM 1 ha indicato di avere venduto la cocaina a CHF 200.00/250.00 per 5 grammi, guadagnando CHF 1'600.00, e di avere ricevuto le istruzioni in merito agli acquirenti, al luogo ed al prezzo di vendita da “_” (VI PP 15.04.2015, p. 3, AI 946; VI DIB 20.10.2015, p. 6, allegato 1 al verbale dibattimentale).
34. Per il rimanente, non emergono agli atti elementi tali da permettere di imputare a IM 1 i quantitativi indicati dalla pubblica accusa. In particolare le conclusioni che la pubblica accusa trae dalle indicazioni presenti sull’agenda “
intercettata
” dalle Guardie di Confine il 2 agosto 2014 non possono essere condivise.
Di fatto, se IM 1 ha riferito di avere scritto di suo pugno le cifre riportate sull’agenda in suo possesso il giorno dell’arresto (VI DIB 20.10.2015, p. 7, allegato 1 al verbale dibattimentale), egli ha per contro sempre e costantemente negato, fin dal suo primo verbale, di avere vergato le cifre presenti sull’agenda il giorno del suo fermo in dogana a _ il 2 agosto 2014.
L’imputato ha così spiegato la vicenda nel verbale d’interrogatorio finale dinanzi al PP:
"
non è la mia agenda cosi come ho già spiegato nei miei precedenti verbali. Si tratta di un’agenda che mi è stata consegnata da una terza persona e che dovevo consegnare a “_”. (...) Durante una telefonata “_” mi ha detto che dovevo incontrare un uomo che si sarebbe presentato alla stazione ferroviaria di _. “_” mi ha poi detto che l’uomo che avrei incontrato mi avrebbe dovuto consegnare qualcosa che poi gli avrei dovuto portare (al “_”). L’incontro è avvenuto e l’uomo, che mi ha detto di chiamarsi _, mi ha consegnato un’agenda. Era proprio questa agenda che dovevo portare a “_”. Quando ho ricevuto l’agenda io non l’ho aperta per vedere cosa c’era scritto all’interno. Io l’agenda non l’ho mai aperta perché quando mi è stata consegnata l’ho messa immediatamente in una piccola borsa che avevo con me senza fare altro. (...)
Io non so per quale motivo ho dovuto ricevere da _ l’agenda. Il motivo vero e proprio lo sa solo il “_”. A _ ho poi consegnato l’agenda a “_”. “_” ha strappato dei fogli dall’agenda e poi me l’ha restituita e io l’ho tenuta. Non so come mai “_” mi ha restituito l’agenda. Questa agenda è poi quella che è stata trovata quando sono stato fermato dalla Polizia il 09 settembre 2014. (...) L’agenda poi datami da “_”, nell’occasione che ho spiegato qui sopra, l’ho usata io per scrivere le vendite di eroina. Ho iniziato ad annotare le vendite di eroina cosi da potermele ricordare; in questo modo avevo una corretta situazione sulle vendite fatte. Inoltre in questo modo “_” non mi avrebbe più sgridato perché non mi ricordavo esattamente quanto avevo venduto e a che prezzo. (...)
Le annotazioni precedenti il 02 agosto 2014 non sono mie ma sono di _ o di qualcun altro. Io non so dire chi può averle scritte. È invece vero che quelle successive le ho fatte io proprio per evitare di essere impreciso con “_” in merito alla quantità e i prezzi dell’eroina che ho venduto.”
(VI PP 15.04.2015, p. 2 e 3, AI 946).
35. In occasione del pubblico dibattimento IM 1 ha ribadito le sue precedenti dichiarazioni, ammettendo di essere autore di quanto figurava sull’agenda il giorno dell’arresto (“
Queste scritte le ho fatte io”)
, ma non di quanto riscontrato in occasione del controllo da parte delle Guardie di Confine:
"
Non ho scritto io queste cifre, ma l’agenda mi era stata consegnata da una persona. _ mi aveva detto di prendere in consegna il bloc notes da una persona e poi farglielo avere in Italia. Non so quindi a cosa si riferiscono quegli importi. Quando il bloc notes mi è stato restituito dalle guardie l’ho portato a _, il quale ha strappato i fogli che gli interessavano e mi ha lasciato il resto, dicendomi che potevo tenerlo”.
(VI DIB 20.10.2015, p. 7, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Al fine di disporre di un elemento di paragone, all’imputato è stato chiesto in occasione dell’interrogatorio dibattimentale se egli fosse autore solo di quanto figurava all’interno dell’agenda sequestrata, oppure anche di quanto figura sulla “
copertina
”. IM 1 si è così espresso:
"
le scritte che si trovano sulla “copertina” interna dell’agenda non le ho vergate io.”
(VI DIB 20.10.2015, p. 7, allegato 1 al verbale dibattimentale).
36. Orbene, malgrado le argomentazioni dell’accusa, la Corte non ravvede nessuna somiglianza tra la calligrafia con cui sono annotate le cifre che erano presenti sul taccuino il 2 agosto 2014 e quelle che l’imputato ha riconosciuto essere state fatte di suo pugno. Pure le grafie presenti all’interno dell’agenda e sulla copertina interna della stessa non appaiono – già di primo acchito – simili, ciò che lascia sussistere il dubbio che autori ne siano due persone distinte.
La spiegazione fornita dall’imputato non appare peraltro del tutto sprovvista di plausibilità, nel senso che, non è a priori possibile escludere che oltre a IM 1 e IM 2 in _ vi fossero anche altre persone dedite alla vendita di stupefacenti per conto di “_”.
D’altra parte, come rilevato dalla difesa di IM 1, con riferimento al calcolo fatto dalla pubblica accusa, nulla escluderebbe che nei totali che emergono dall’agenda fossero comprese le vendite relative ai CHF 5'910.00 sequestrati dalle Guardie di Confine.
Si osserva per giunta che la quantità di eroina alienata ai consumatori identificati si colloca a 403.50 grammi (rapporto d’inchiesta di Polizia Giudiziaria 12.06.2015, p. 2-4, AI 1101 e relativi verbali allegati), quantitativo del tutto in linea con le dichiarazioni dell’imputato.
Nessuna conclusione può peraltro essere tratta dal confronto con quanto trafficato nello stesso lasso di tempo da IM 2 avendo i due coimputati agito in modo indipendente l’uno dall’altro.