Decision ID: 01a4a973-9406-5a39-9d90-846f69159ee3
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
In data 23 agosto 2001 il Pretore di Lugano, sezione 5, decretava, su istanza della _, il sequestro presso il datore di lavoro _, del salario di _ per l’importo di fr. 5’597.-- oltre interessi al 12% dal 8 febbraio 2001.
B.
Il 24 settembre 2001 il sequestro veniva eseguito dall’UE di Lugano con il seguente risultato:
Salario percepito fr. 3'166.--
Minimo di esistenza
importo base fr. 1'395.--
figli minorenni fr. 630.--
locazione fr. 880.--
riscaldamento fr. 100.--
Cassa malati fr. 30.--
trasferte fr. 450.--
pasti f. dom. fr. 242.--
Totale fr. 3’727.--
Nessuna eccedenza pignorabile
C.
Con ricorso 27 settembre 2001 la _ si aggrava contro il verbale di sequestro, sostenendo che i dati rilevati dall’UE di Lugano sarebbero diversi da quelli accertati in un precedente pignoramento a carico dell’escusso eseguito dall’UEF di Mendrisio in data 7 marzo 2000.
D.
Delle osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (
DTF
112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (
DTF
108 III 13). Nel caso di specie la ricorrente assevera che l’UE di Lugano deve eseguire il sequestro sulla base dei dati contenuti in un precedente verbale di pignoramento del 7 marzo 2000. Tale tesi non può essere condivisa, essendo determinante la situazione reddituale e famigliare del debitore al momento del sequestro o del pignoramento. Di conseguenza l’Ufficio ha agito correttamente avendo eseguito il sequestro in oggetto sulla base dei dati attuali forniti dall’escusso (cfr. verbale interno per le operazioni di pignoramento del 24 agosto 2001).
2.
La Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo prevede un importo base mensile per coniugi, comprensivo delle spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute e oneri domestici di fr. 1'550.--. Tuttavia in una recente sentenza dell’Autorità di vigilanza di Basilea – Città è stato stabilito che per un debitore frontaliero si giustifica una riduzione del 10% dell’importo base mensile (BlSchK 2000, p.63). Nel caso di specie _ pur esercitando la propria attività lavorativa in Svizzera vive in Italia, segnatamente a _.
Pertanto quale importo base mensile l’UE di Lugano ha correttamente computato l’importo di fr. 1'395.-- (= fr. 1'550.--./. fr. 155.--), giustificandosi anche per l’Italia una riduzione del 10% _. Tale riduzione deve inoltre essere effettuata anche per l’importo riconosciuto quale supplemento per figli minorenni (cfr. Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, punto I n.4 ). Di conseguenza avendo il debitore dichiarato di avere due figli nati rispettivamente nel 1991 e nel 2000, l’importo complessivo di fr. 600 deve essere decurtato del 10%, riducendosi pertanto a fr. 540.-- mensili, in luogo di fr. 630.--riconosciuti dall’UE di Lugano (cfr. verbale interno per le operazioni di pignoramento del 24 agosto 2001).
3.
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (
DTF
104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (
DTF
114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (
DTF
119 III 73;
Amonn/Gasser
, op. cit., § 23 n. 64 p. 178). Se il debitore vive in casa propria in luogo del canone di locazione si terrà conto degli interessi ipotecari (cfr. Tabella dei minimi di esistenza, punto 2.1.2).
Nel caso in esame il ricorrente ha preteso e ottenuto che nel calcolo del minimo di esistenza venissero considerati a titolo di locazione fr. 880.--. Tale importo, come si evince dagli atti, si riferisce alla rata mensile di lit.1'084’770 del mutuo ipotecario contratto dall’escusso per un alloggio che egli occupa a _ unitamente alla propria famiglia. Di conseguenza viste le peculiarità del caso tale importo appare adeguato alle circostanze, ritenuto che gli alloggi nella fascia di confine sono notoriamente più cari che nel resto d’Italia per la domanda di frontalieri.
4.
E’ principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione (cfr.
DTF
117 III 22, 104 III 73, 97 III 52;
Amonn/Gasser
, op. cit., § 23 n.27, p.170;
Fritzsche/Walder
, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n. 60). In casu il debitore abita in Italia e percorre circa 60 km al giorno per recarsi sul luogo di lavoro a _. L’UE di Lugano ha riconosciuto a titolo di spese di trasferta l’importo mensile di fr. 450.--. Orbene, considerando che il debitore percorre circa 1’200 km al mese per recarsi sul luogo di lavoro, l’importo riconosciuto dall’UE è da ritenere adeguato alle circostanze, corrispondendo a fr. 0.38 al km.
5.
Il debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori dell’economia domestica ha diritto a un supplemento di fr. 11.-- per ogni pasto principale (cfr. Tabella, punto II 4.b).
Nel caso di specie al debitore è stato riconosciuto per il vitto l’importo complessivo di fr. 240.--. Orbene dagli atti risulta che l'escusso, di professione pizzaiolo, consuma i pasti principali sul luogo di lavoro, il cui costo viene dedotto dallo stipendio. Di conseguenza tale importo, pari a fr. 200.-- mensili, deve essere considerato nel minimo vitale dell’escussa in luogo dell’importo di fr. 240.-- riconosciuto dall’Ufficio.
6.
Sulla base di quanto esposto precedentemente il calcolo del minimo di esistenza si presenta come segue:
Salario percepito fr. 3'166.--
Minimo di esistenza
importo base fr. 1'395.--
figli minorenni fr. 540.--
locazione fr. 880.--
riscaldamento fr. 100.--
Cassa malati fr. 30.--
trasferte fr. 450.--
pasti f. dom. fr. 200.--
Totale fr. 3’595.--
Di conseguenza, malgrado le rettifiche operate nella determinazione del minimo vitale dell’escusso, non vi è nessuna eccedenza pignorabile.
7.
Sulle spese e sulle ripetibili occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François Poudret/Suzette Sandoz
- Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF