Decision ID: 53cabd3f-20c9-53fb-b6ad-2cba07616eb6
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con decreto 22 giugno 1995 il Pretore del Distretto di Lugano ha sequestrato per Fr. 26'200.-- oltre accessori presso _ (in seguito: _) di _ tra l'altro "ogni avere e credito (...) appartenenti o intestati a nome della debitrice [_] congiuntamente o individualmente, in nome proprio o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico".
B. L'UE di Lugano ha eseguito il sequestro il 22 giugno 1995.
C. Con reclamo 23 giugno 1995 _ ha chiesto sia dichiarata caduca l'esecuzione del sequestro limitatamente alla formulazione "di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico", ritenuto che:
- _ è legittimata al reclamo perchè l'esecuzione del sequestro "è atta a ledere i suoi interessi (DTF 103 III 37)";
- non può darsi sequestro di beni di cui la debitrice sarebbe l'avente diritto economico, siffatta nozione essendo ignota al diritto civile.
D. Con reclamo 10 luglio 1994 (recte: 1995) _ A ha chiesto la declaratoria di caducità della formulazione "di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico", ritenuto che:
" possono essere sequestrati solo beni che il creditore indica appartenenti al debitore. Per decidere se un bene appartiene al debitore o a terzi, si deve procedere secondo le regole del diritto civile. Determinante è quindi la realtà giuridica e non un'eventuale identità economica tra il debitore escusso e il terzo".
E. Il creditore sequestrante _ ha chiesto la reiezione dei gravami, atteso che:
- ad _ difetta la legittimazione attiva, mancando il presupposto dell'interesse giuridico;
- il creditore "deve solo indicare senza ombra di dubbio qual è il debitore di cui crede appartengano i beni da sequestrare";
- si possono sequestrare beni depositati presso _ "a nome di qualsiasi altra persona, sempre che la Banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico".

Considerato
in diritto:
1. I due reclami sono diretti contro l'esecuzione ad opera dell'UE di Lugano dello stesso sequestro decretato dal Pretore su istanza del creditore sequestrante _ contro il debitore sequestrato _ e sono sostanzialmente incentrati su convergenti allegazioni tanto fattuali che in diritto: le cause inc. _ e _ possono quindi essere congiunte per ragioni di economia processuale ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
2. La legittimazione al reclamo deve essere riconosciuta a chi è toccato nei propri interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo d'esecuzione, costitutiva di pregiudizio materiale attuale.
_ è lesa in linea di principio nei suoi interessi giuridicamente protetti dall'esecuzione del sequestro nella misura in cui il sequestro tocca beni non di proprietà del debitore sequestrato ma solo quelli, non sequestrabili, di cui il debitore non fosse proprietario nel senso inteso dal diritto civile.
Orbene, nel caso di specie _ si è aggravata proprio solo limitatamente all'esecuzione del sequestro su beni di cui il sequestrato risulterebbe solo "avente diritto economico": entro questi ristretti limiti _ è legittimata al reclamo, atteso che il pregiudizio materiale attuale si sostanzia negli obblighi contrattuali che la banca ha nei confronti della sua controparte, la cui violazione determinerebbe conseguenze risarcitorie ove fossero stati omessi atti procedurali dovuti, reclamo compreso.
3. La via del reclamo è data contro l'esecuzione del sequestro ad opera dell'organo d'esecuzione (Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, §51 m.45 e 62 con rif. ivi; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. 385).
4. I reclamanti asseverano che non è data facoltà di sequestrare beni non di proprietà del debitore sequestrato, il quale ne fosse solo l'avente diritto economico.
Va qui ricordato che è principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che il creditore sequestrante deve fornire all'autorità del sequestro (nel caso di specie al pretore) le indicazioni su tutti gli elementi che devono formare oggetto del decreto e che sono enumerati all'art. 274 cpv.2 LEF.
a) Se il pretore concede per errore un sequestro benchè ne manchino gli elementi essenziali, l'Ufficio esecuzione deve comunque in principio eseguirlo: il suo potere d'esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del giudice del sequestro, atteso che non gli è assolutamente possibile verificarne le condizioni materiali (salvo casi limite dove il principio dell'economia processuale prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione sostanzialmente diversi: ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà dei beni da sequestrare e se la proprietà del terzo è perfettamente chiara, l'organo d'esecuzione deve rifiutare l'esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di reclamo ex art. 17 LEF all'autorità di vigilanza).
b) L'UE deve invece verificare la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la non esecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1; Gilliéron, op. cit., p.384-385).
5. L'Ufficio deve rifiutare l'esecuzione del decreto pretorile di sequestro quando:
a) i beni da sequestrare sono impignorabili (DTF 107 III 37, 106 III 106 e 76 III 34-35; Gilliéron, op. cit., p. 384; Amonn, op. cit., §51 m.45; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. II, Zurigo 1993, §58 m.15 p.472-473);
b) i beni da sequestrare sono fuori della giurisdizione del circondario di esecuzione (DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75 III 26 cons. 1; Fritzsche/Walder, op. cit., §58 m.2 p.467; Gilliéron, op. cit., p.384; Amonn, op. cit., §51 m.45);
c) i beni da sequestrare non esistono (DTF 107 III 37-38, 105 III 141 e 80 III 87; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);
d) i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons.6, 105 III 114 cons.4 e 104 III 58-59 cons.3; Fritzsche/Walder, op. cit., §58 m.2 p.468; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);
e) i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a uno stato estero e si riferiscono a fatti ex jure imperii (DTF 108 III 109; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1e; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);
f) il sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede ex art.2 cpv.1 CC (DTF 112 III 51, 108 III 104-105 e 120-121, 107 III 38 cons.4; Fritzsche/Walder, op. cit., §58 n.4 p.467; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45).
6. Nel caso in esame entra in linea di conto la sola ipotesi sub 5d, atteso che per i reclamanti parte dei beni di cui è chiesto il sequestro non appartengono alla debitrice sequestrata, come risulta per evidenza manifesta dalla formulazione del decreto pretorile di sequestro quando specifica - sub "oggetti da sequestrare", in fine - "o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico".
a) Possono essere sequestrati solo beni che il creditore indica come appartenenti al debitore: in altre parole, è escluso il sequestro di beni che il creditore indica appartenere a terzi (DTF 106 III 88 con rif.). Devono essere considerati beni di terzi tutti quelli che secondo le regole del diritto civile appartengono a una persona fisica o giuridica differente dal debitore escusso (DTF 106 III 89 e 105 III 112). Determinante è la realtà giuridica (DTF 107 III 104 cons.1): l'identità economica fra il debitore escusso e il terzo può essere presa in considerazione solo in casi eccezionali (DTF 105 III 112-113 con rif. a 102 III 165 ss.).
b) Nel caso di specie il decreto di sequestro indica in tutta evidenza beni che secondo la realtà giuridica non appartengono al sequestrato, la formulazione "o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico" non potendo infatti essere intesa altrimenti.
c) E nemmeno si realizzano i casi eccezionali ipotizzati in DTF 105 III 113 (abuso di diritto del debitore che si rifugia in modo evidente dietro il dualismo giuridico simulato al solo scopo di sottrarre beni all'esecuzione forzata) e in DTF 102 III 172 cons.3 (perfetta identità economica tra la persona fisica e la società anonima di cui la persona fisica è unico azionista e unico creditore; la SA è priva di qualsivoglia potere autonomo distinto da quello del dominus, il quale ne fa uso per agire manifestamente in fraudem legis allo scopo evidente di sottrarre attivi ai suoi creditori).
d) Ne consegue che nel caso in esame l'Ufficio di esecuzione di Lugano non può procedere su beni di cui la sequestrata non sia proprietaria nei termini intesi dal diritto civile. La formulazione del decreto pretorile, sub oggetti da sequestrare i.f., "o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico" va tenuta per non scritta ai fini esecutivi e non può pertanto formare oggetto di esecuzione ad opera dell'UE.
7. Non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv.2 OTLEF), contrariamente ai petita dei reclamanti, perchè così imposto per norma di diritto regolamentare federale.