Decision ID: 3e286d9a-edcb-5fe9-b4e9-80371453e7aa
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1. La FA 1 (in precedenza: _) con sede a _ è stata iscritta a Registro di Commercio il 19 dicembre 2008 (data di pubblicazione nel FUSC; cfr. estratto RC informatizzato).","_ è stato amministratore unico, con diritto di firma individuale, dal 19 dicembre 2008 sino al suo decesso avvenuto il _ 2011, con cancellazione del diritto di firma il 23 giugno 2011 (date di pubblicazione nel FUSC).","1.2. La società è stata affiliata alla CO 1 (in seguito: Cassa) in qualità di datrice di lavoro dal 1° febbraio 2009 al 30 giugno 2014.","Sin dall’acconto del II trimestre del 2009 la società è entrata in mora con il pagamento dei contributi paritetici, per cui dal mese di agosto 2009 la Cassa ha proceduto all’invio di diffide e dal settembre 2009 all’avvio di diverse procedure esecutive (cfr. lo specchietto relativo all’evoluzione dei pagamenti dei contributi 2009 – 2011 in doc. 5 - 7).","Con decreti 12 maggio 2014 e 4 giugno 2014 la Pretura del Distretto di _ sono state dichiarate l’apertura rispettivamente la sospensione di fallimento ex art. 230 LEF (FUSC 15 maggio 2014 e 16 giugno 2014; doc. 3/B).","In data 24 febbraio 2015 la Cassa ha inoltrato all’allora UEF del Distretto di _ un’insinuazione definitiva, preceduta da quella provvisoria del 17 giugno 2014 (doc. 4) del proprio credito risarcitorio di fr. 119'607,25 a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF rimasti impagati relativi agli anni 2009 -2014, di cui fr. 869,60 per contributi su rivendicazioni salariali per il 2014, come pure riprese salariali per gli anni dal 2009 al 2011, dopo controllo del datore di lavoro (doc. 3/C – C8).","La liquidazione del fallimento è continuata in via sommaria avendo un creditore anticipato le relative spese (doc. 3/D).","Con scritto 1° febbraio 2016 l’UEF di _ ha confermato alla Cassa che non vi sono da prevedere dividendi per i creditori di II classe (doc. 3/E).","1.3. Costatato di avere subito un danno, con decisione 31 agosto 2015, confermata con decisione su opposizione del 16 marzo 2016, la Cassa ha intimato a RI 1, classe 2006 e figlia nonché erede universale del defunto amministratore unico _ (cfr. certificato ereditario; doc. A1), una decisione di risarcimento ex art. 52 LAVS per un importo di fr. 42'287,20 corrispondente ai contributi non soluti dalla FA 1 per gli anni dal 2009 al 2011, quest’ultimo sino all’acconto di marzo, in via solidale con TERZ 1 (amministratore unico succeduto dopo il decesso di _) per analogo periodo ed importo.","1.4. Contro la suddetta decisione su opposizione RI 1, rappresentata da sua madre RA 1, quest’ultima a sua volta patrocinata dall’avv. RA 2, contesta la richiesta di risarcimento ex art. 52 LAVS della Cassa.","Invocando la prescrizione del credito contributivo (art. 16 cpv. 1 LAVS) e risarcitorio (art. 52 cpv. 3 LAVS), l’insorgente rileva di non avere conoscenza certa dell’ammontare dei contributi dovuti dalla società, come pure dei pagamenti effettuati chiedendo che la Cassa verifichi gli importi e produca un estratto completo dei versamenti fatti. Ravvisa una grave ed esclusiva colpa del nuovo amministratore unico, TERZ 1, il quale, ricoprendo per quasi quattro anni tale carica, non ha provveduto al pagamento dei contributi paritetici arretrati, liberando pertanto il precedente amministratore _.","L’insorgente rileva di aver accettato il 31 luglio 2012 l’eredità di _ con il beneficio dell’inventario. Evidenzia di non dover rispondere del risarcimento ora chiesto dalla Cassa in quanto tale credito non figura nell’inventario. A quest’ultima, che ben sapeva che la società era in mora col pagamento dei contributi dal 2009, rimprovera di non aver notificato a titolo cautelativo nell’inventario il proprio credito. Non avendolo fatto l’amministrazione ha pertanto perso il proprio diritto a far valere il risarcimento nei suoi confronti.","1.5. Con la risposta di causa la Cassa postula l'integrale reiezione del ricorso. Dopo aver prodotto quanto richiesto dalla ricorrente, l’amministrazione respinge l’eccezione di prescrizione evidenziando che solo con l’apertura e la sospensione del fallimento, pubblicata nel FUSC del 13 giugno 2014, è avvenuta al più presto la conoscenza del danno e che la decisione di risarcimento del 31 agosto 2015 è stata notificata nel rispetto del termine biennale di prescrizione fissato dall’art. 52 cpv. 3 LAVS.","Quanto al diritto di chiedere il risarcimento ex art. 52 LAVS, l’amministrazione evidenzia che al momento della pubblicazione delle grida per beneficio d’inventario (13 maggio 2011) non era ancora insorto il danno ex art. 52 LAVS, motivo per cui non poteva insinuare alcun credito. Rileva tuttavia di aver comunicato con scritto del 6 giugno 2011 alla competente Pretura che in caso d’insolvenza del datore di lavoro – per rilascio di un attestato di carenza o per fallimento – la Cassa ha la facoltà di agire in via sussidiaria nei confronti degli organi responsabili (doc. 8), circostanza del resto evidenziata dal notaio incaricato ad allestire l’inventario.","1.6. Il 23 giugno 2016 la ricorrente ha replicato (X) ed il 12 luglio 2016 la Cassa ha duplicato (XI).","1.7. Con decreto 18 luglio 2016 il vicepresidente del TCA ha chiamato in causa TERZ 1, destinatario di una decisione di risarcimento del 16 marzo 2016 (XIII), la cui opposizione è stata dichiarata dalla Cassa irricevibile in quanto tardiva (cfr. decisione su opposizione 16 marzo 2016 divenuta definitiva, VI). TERZ 1 è tuttavia rimasto silente.","1.8. Il 23 gennaio 2017 il TCA ha svolto un accertamento presso la Cassa in merito alle procedure esecutive relative all’incasso dei contributi partiteci (XVI), ricevendo risposta e documentazione con scritto 30 gennaio 2017 (XV). Le risultanze sono state intimate all’insorgente ed al terzo chiamato in causa per osservazioni (XVI), i quali sono tuttavia rimasti silenti."}

{"considerato in diritto","2.1. In virtù dell'art. 52 cpv. 1 LAVS il datore di lavoro deve risarcire il danno che egli ha provocato violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni dell’assicurazione. I presupposti dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro, l'intenzionalità o la negligenza grave ed un nesso di causalità adeguato fra la colpa e la citata violazione delle prescrizioni legali.","La giurisprudenza (cfr. in particolare DTF 132 III 523 consid. 4.6 pag. 530 con riferimenti) e la dottrina ammettono in maniera generale (tacitamente: \"stillschweigend\", cfr. Meyer, Die Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungssgerichts zur Arbeitgeberhaftung, in: Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali, Basilea 2006, pag. 33 con riferimento) un nesso di causalità naturale e adeguata tra il comportamento colpevole e il danno subito in seguito per mancato pagamento dei contributi (STF 9C_394/2016 consid 5 del 21 novembre 2016).","Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro è una persona giuridica, che è stata sciolta allorché la pretesa viene fatta valere, possono essere convenuti, in via sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b con riferimenti; SVR 2001 AHV Nr. 6, pag. 20; tale estensione è stata tra l'altro motivata con il riferimento al principio generale della responsabilità degli organi di una società ai sensi dell'art. 55 cpv. 3 CC, statuito la prima volta in DTF 96 V 125 e ribadito in DTF 114 V 221 consid. 3b). Sussidiarietà significa che la cassa di compensazione deve innanzitutto rivolgersi al datore di lavoro. Solo nel caso in cui il datore di lavoro non può far fronte al suo obbligo contributivo la cassa di compensazione può agire sussidiariamente e direttamente contro i suoi organi. Generalmente questo è il caso in cui la cassa accusa un danno a seguito del fallimento della società datrice di lavoro. In questo contesto si situa anche il rilascio di un attestato di carenza beni definitivo in una procedura di esecuzione in via di pignoramento (Nussbaumer, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art. 52 AHVG, in AJP 1996 pag. 107; Frésard, Les développements récents de la jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité de l’employeur selon l’art. 52 LAVS, in RSA 1991, pag. 163; RCC 1988 pag. 137, 1991 pag. 135; DTF 129 V 11, 123 V 15; SVR 2001 AHV Nr. 6).","Qualora più datori di lavoro, come per esempio i membri di una società semplice, o più organi di una persona giuridica, abbiano cagionato assieme un danno, essi ne rispondono solidalmente (DTF 119 V 87 consid. 5a, 114 V 214 e sentenze ivi citate). Va rilevato che il nuovo capoverso 2 dell’art. 52 LAVS, entrato in vigore il 1° gennaio 2012, prevede che “se il datore di lavoro è una persona giuridica, rispondono sussidiariamente i membri dell’amministrazione e tutte le persone che si occupano della gestione o della liquidazione. Se più persone sono responsabili dello stesso danno, esse rispondono solidalmente per l’intero danno”.","Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF) ha riesaminato il problema della responsabilità sussidiaria degli organi ed ha concluso che la prassi finora adottata a proposito dell'art. 52 LAVS deve essere mantenuta anche successivamente all’entrata in vigore – il 1° gennaio 2003 – del nuovo art. 52 LAVS (DTF 129 V 11 = Pratique VSI 2003 pag. 79 segg.).","Nella fattispecie in esame, a seguito dell’apertura del fallimento della FA 1 (cfr. consid. 1.2), la Cassa ha rettamente chiesto in via sussidiaria alla ricorrente, erede dell’amministratore unico _ (in merito a questo punto cfr. consid. 2.8), il risarcimento ex art. 52 LAVS per i contributi paritetici non versati dalla società limitatamente al periodo in cui il succitato è rimasto in carica.","2.2. Nel caso in esame qualora la ricorrente fa valere la prescrizione (recte: perenzione) del diritto della Cassa a riscuotere i contributi paritetici, va fatto presente che il termine di perenzione è di cinque anni dopo la fine dell’anno civile in cui contributi erano dovuti rispettivamente la decisione è cresciuta in giudicato (art. 16 cpv. 1 e 2 LAVS). Ciò non è comunque rilevante poiché oggetto della presente procedura è piuttosto il credito risarcitorio ai sensi dell’art. 52 LAVS. A tal riguardo l’art. 52 cpv. 3 LAVS stabilisce che il risarcimento del danno si prescrive in due anni dal momento in cui la cassa competente ha avuto notizia del danno, ma in ogni caso in cinque anni dall’insorgere del danno. Il termine di cui all’art. 52 cpv. 3 LAVS, diversamente da quello previsto dall’art. 82 cpv. 1 v.OAVS (in vigore sino al 31 dicembre 2002), è un termine di prescrizione e non di perenzione (SVR 2005 AHV n. 15; STFA H 136/05 del 23 novembre 2006).","Secondo la giurisprudenza sviluppata in merito all’art. 82 cpv. 1 v.OAVS, applicabile al nuovo art. 52 cpv. 3 LAVS (in vigore dal 1. gennaio 2003), il credito risarcitorio della cassa nasce il giorno in cui il danno è causato (insorgenza del danno). Si ha un danno ai sensi dell'art. 52 LAVS ogniqualvolta dei contributi paritetici legalmente dovuti all'AVS sfuggono a questa assicurazione. Il danno subentra allorquando questi contributi non possono essere riscossi per motivi di diritto o di fatto. Questo per intervenuta perenzione ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS o per insolvenza del datore di lavoro (DTF 123 V 15, 98 V 26; STFA H/136/04 del 18 agosto 2005). Nell’ambito di un fallimento del datore di lavoro detto giorno è quello dell’apertura del fallimento stesso, poiché è da questo momento che gli oneri sociali scoperti non possono più essere recuperati seguendo la procedura ordinaria (DTF 123 V 15 e 170 , 121 III 384 e 388), ciò che è avvenuto nel caso concreto con l’apertura del fallimento pubblicato nel FUSC del 13 gennaio 2010.","Decisiva per la decorrenza del termine di prescrizione non è la data d’insorgenza del danno, ma quella in cui la cassa di compensazione ne viene effettivamente a conoscenza (Nussbaumer, Das Schadenersatzverfahren nach art. 52 AHVG, in: Aktuelle Fragen aus dem Beistragsrecht der AHV, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Universität St. Gallen, volume 44, 1998, pag. 109). In caso di fallimento la cassa conosce sufficientemente il suo pregiudizio, in via di massima, quando è informata del suo collocamento nella liquidazione. La cassa ha, di regola, conoscenza del danno subìto nel fallimento del datore di lavoro soltanto al momento in cui è depositata la graduatoria, e questo anche se è venuto meno il privilegio dei crediti contributivi nel fallimento (SVR 2002 AHV Nr. 18; DTF 126 V 444). Tale conoscenza può, in presenza di particolari circostanze, sussistere già prima del deposito dello stato di graduatoria quando ad esempio la cassa è stata resa edotta dall’amministrazione del fallimento, in seguito ad un’assemblea dei creditori, che nessun dividendo verrà distribuito ai creditori della sua classe (DTF 118 V 196, 116 II 162; RCC 1992 pag. 504; riguardo al riconoscimento del danno al momento della prima assemblea dei creditori, Pratique VSI 1996 pag. 167 = DTF 121 V 240).","Se il fallimento non viene liquidato né secondo la procedura ordinaria né secondo quella sommaria, la conoscenza del danno - subentrato con l'apertura del fallimento - viene di regola fatta intervenire al momento della sospensione della procedura per mancanza di attivi, in siffatta evenienza facendo stato la data di pubblicazione del provvedimento nel Foglio ufficiale svizzero di commercio (DTF 134 V 265 consid. 3.3.1 con riferimenti), questo anche nel caso in cui un creditore dopo la pubblicazione della sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi fornisca la garanzia richiesta per la continuazione della medesima (DTF 128 V 13; Reichmuth, Die Haftung des Arbeitgebers und seiner Organe nach Art. 52 AHVG, 2008, §16 nr. 845, pag. 204).","Nel caso in esame la Cassa ha intimato la decisione di risarcimento del 31 agosto 2015 entro due anni dalla pubblicazione della sospensione della procedura di fallimento (13 giugno 2014 in doc. B), rispettando quindi il termine biennale di prescrizione ai sensi dell’art. 52 cpv. 3 LAVS indipendentemente dal fatto che successivamente a tale pubblicazione la procedura fosse continuata a seguito del versamento dell’anticipo di spese da parte di un creditore.","Ne consegue che il credito risarcitorio ex art. 52 LAVS, dovuto al danno subito dalla Cassa per il mancato versamento dei contributi paritetici relativi al periodo in esame non è prescritto.","2.3. Costituiscono elementi del danno risarcibile, tra l’altro, i contributi AVS/AI/IPG, sia per la parte del salariato che quella del datore di lavoro (STFA H 166/02 del 28 ottobre 2002 consid. 4.1; STCA del 10 giugno 2002 consid. 2.3 inc. 31.2002.10; Pratique VSI 1994 pag. 104); i contributi della disoccupazione (STFA H 346/01 del 4 ottobre 2002 consid. 4); i contributi dovuti all’assicurazione cantonale degli assegni familiari; le spese di amministrazione; gli interessi moratori (art. 41bis OAVS); le spese esecutive (cfr. la giurisprudenza citata in RDAT II 1995 pag. 369 segg. e in RDAT II 2002 pag. 519 segg.; STFA H 113/00 del 24 ottobre 2 consid. 6). Non sono invece computabili le multe inflitte dalla Cassa (STFA H 142/03 del 19 agosto 2003, H 194/96 del 4 novembre 1996).","Secondo costante giurisprudenza, spetta all’amministrazione documentare la propria pretesa, mediante estratti, salari, fatture ecc. (RDAT II 1995 pag. 396).","Tuttavia va ricordato che, in applicazione del principio dell’ob-bligo di collaborazione delle parti, in caso di contestazione incombe alla controparte portare le prove che l’importo del danno richiesto dalla cassa di compensazione non è corretto (RCC 1991 pag. 133 consid. II/1b).","Nel caso concreto, il danno di fr. 42'287,20 fatto valere nei confronti della ricorrente corrisponde al saldo dei contributi non soluti dalla FA 1 per gli anni dal 2009 al (marzo) 2011 determinati sui salari notificati in quel periodo (cfr. i singoli estratti conto, nonché le distinte salariale allegati alla decisione di risarcimento in doc. 1). La Cassa ha poi prodotto lo specchietto dell’evoluzione del debito contributivo dal quale si rileva come l’amministrazione abbia iniziato dal 10 agosto 2009 a sistematicamente diffidare e dal 10 settembre 2009 precettare la società per il pagamento dei contributi del saldo dei mesi di maggio/aprile 2009 e degli acconti mensili dal luglio 2009 (doc. 5 - 8).","Pertanto, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, la Cassa ha agito al fine di incassare quanto dovuto, ciò che in parte è riuscita a fare.","Con replica 23 giugno 2016 la ricorrente ha sostenuto quanto segue:","\" La Cassa ha prodotto i dettagli sulle evoluzioni degli incassi per gli anni 2009, 2010 e 2011. Dagli stessi si evince che fin dal 2009 la Cassa ha fatto spiccare precetti esecutivi, ai quali tuttavia non ha mai dato un seguito concreto. Non si sa, ma è molto probabile, se la FA 1 abbia interposto opposizione ai precetti esecutivi."}