Decision ID: c782b300-ee2d-5087-8019-a47a3e1f8ec3
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Dopo aver stipulato una convenzione per l'allestimento e lo svolgimento di un concorso internazionale di urbanistica nell'ambito della pianificazione intercomunale del comparto del P_, il 29 novembre 2007 la Repubblica del Canton Ticino, unitamente ai comuni di _, _, _ e _ (in seguito: ente banditore), ha pubblicato il bando di tale concorso, caratterizzato da una fase di prequalificazione.
Il programma di concorso stabiliva che la gara era retta dall’Ac-cordo GATT/OMC sugli appalti pubblici del 15 aprile 1994 (AAP; RS 0.632.231.422), dal concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 25 novembre 1994/15 marzo 2001 (CIAP; RL 7.1.4.1.3) e, per quanto non contemplato da questi ordinamenti, dalla legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) e dal relativo regolamento cantonale di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/ CIAP; RL 7.1.4.1.6). Lo stesso documento indicava che la procedura si sarebbe appoggiata, riprendendone pienamente il senso, al Regolamento dei concorsi d’architettura e d’ingegneria SIA 142, per quanto non disposto diversamente nelle leggi sopra citate o nel presente programma. Specificava inoltre che si trattava di un concorso di idee impostato secondo la procedura selettiva. I concorrenti ammessi (al massimo 15 gruppi di progettazione interdisciplinare) avrebbero dovuto elaborare una proposta urbanistico/paesaggistica d’insieme. Obbiettivo dichiarato di questa fase anonima era quello di scegliere una o più idee, da raccomandare all’Ente banditore per un eventuale incarico successivo quale mandato di studio di approfondimento.
Per l’attribuzione di premi e/o acquisti e per l’indennizzo dei progetti della fase di concorso la giuria - formata da 11 personalità operanti in diversi campi d'attività - aveva a disposizione la somma di fr. 200'000.-. Ogni gruppo invitato avrebbe ricevuto una retribuzione fissa di fr. 7'500.-, fermo restando che il conseguimento di un premio non avrebbe comunque dato diritto ad incarichi per lavori di pianificazione e progettazione in fase successiva.
Il programma di concorso annunciava i seguenti criteri di valutazione (punto B.4.2):
FORMA (proposta urbanistica) Concetto urbanistico (correlazione tra il progetto e la morfologia urbana esistente, qualità della proposta) Integrazione paesaggistica (rapporto con la situazione topografica ed ambientale, qualità della progettazione nel paesaggio a scala territoriale e urbana) Qualità dello spazio pubblico (chiarezza distributiva e delle relazioni spaziali di piazze, strade e ambiti di transizione pubblico-privato) 33% FUNZIONE (verifica funzionale) Mobilità (funzionalità per tutti gli ambiti di mobilità) Attrattività per gli utenti (potenzialità di sviluppo economico del comparto) Flessibilità del concetto (realizzabile per tappe, adeguabile a mutate condizioni quadro, ecc.) 33% FATTIBILITÀ (verifica procedurale) Procedurale (attuabile nel contesto della struttura di proprietà del comparto) Politico-amministrativa (conformità e coerenza con strumenti ed obbiettivi pianificatori di rango superiore, attuabilità nel contempo a scala comunale) Fattibilità economica (valutazione di massima dei costi-benefici) 34%
Per l’ulteriore procedura, il documento programmatico (punto B.1.6) puntualizzava che nel suo rapporto finale la giuria avrebbe formulato una raccomandazione all'ente banditore per la successiva elaborazione del compito o per la procedura da intraprendere in seguito, con l'aggiunta che è intenzione dell'ente banditore assegnare un mandato per prestazioni successive di consolidamento formale dei risultati del concorso a uno o più gruppi di progettazione seguendo le raccomandazioni della giuria.
Gli interessati erano peraltro avvertiti che contro la pubblicazione del programma di concorso, contro i documenti di concorso, come pure contro le decisioni dell'ente banditore a seguito del verdetto e delle raccomandazioni della giuria, era dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro il termine di 10 giorni (vedi bando apparso sul FU 97/2007 pag. 9309 e programma di concorso p.to B.1.14).
B. Alla fase d’offerta sono stati ammessi 14 concorrenti, che nel termine prescritto hanno inoltrato i loro progetti.
Riunitasi in seduta plenaria il 16 e 17 giugno 2008, la giuria ha valutato i lavori pervenuti, decidendo all'unanimità di assegnare il primo premio (fr. 25'000.-) ex aequo ai progetti "G_ " e "a_ ", nonché di premiare altri tre lavori con un secondo premio (fr. 15'000.-) a pari merito. Richiamato il punto B.1.6. del programma di concorso, la giuria ha raccomandato all’ente banditore di approfondire, rielaborare e rivalutare in parallelo i progetti "G_ " e "a_ " sulla base dei criteri di giudizio già noti ai concorrenti, assegnando a tale scopo un mandato di studio ai due gruppi interdisciplinari autori di detti progetti, che in graduatoria avevano conseguito il punteggio complessivo migliore ("G_ " = 7; "a_ " = 6.99). I due progetti chiamati ad essere rielaborati e approfonditi - ha spiegato la giuria nel proprio rapporto del 26 agosto 2008 - avrebbero dovuto risolvere alcuni punti cruciali, segnatamente la realizzazione per fasi e priorità degli interventi di urbanizzazione, il consolidamento dei contenuti di organizzazione del territorio (zoning), la valorizzazione degli spazi pubblici e del verde in particolare, nonché una verifica generale dell'accessibilità (funzionalità del sistema di trasporto pubblico e privato).
C. Facendo propria la proposta della giuria, il 27 agosto 2008 l'ente banditore ha quindi deciso:
- di assegnare fr. 25'000.- ex aequo quale primo premio ai progetti "G_ " del CO 7 (capofila CO 3 di _) e "a_ " del gruppo _ (capofila RI 1 di _);
- di attribuire fr. 15'000.- quale secondo premio a pari merito ai progetti "N_ ", "catamarano" e "F_ ";
- di versare a tutti i 14 progetti partecipanti la prevista quota di partecipazione di fr. 7'500.-;
- di esporre pubblicamente i 14 progetti e la relativa documentazione dal 5 al 13 settembre 2008 presso l'U_ di _;
- di predisporre le basi per l’assegnazione di un mandato di studio ai gruppi che avevano elaborato i progetti "G_ " e "a_ " secondo le indicazioni contenute nel rapporto della giuria.
Il tutto con l'indicazione che contro la decisione era data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 10 giorni dalla sua intimazione.
D. Sottoscritta una nuova convenzione in funzione del mutamento di alcune condizioni quadro (elezioni comunali, aggregazione di _ nel comune di _, ecc.), il 31 ottobre 2008 la Commissione _ ha stilato il capitolato d'oneri relativo al mandato di studio in parallelo conferito ai gruppi _ e CO 7, al fine di consolidare in tempi brevi, tramite un masterplan, le risultanze del concorso di idee e dar successivamente avvio alla procedura per l'allestimento di un piano regolatore intercomunale, da una parte, e alla progettazione delle infrastrutture di urbanizzazione del comparto, dall'altra. Il capitolato specificava che i progetti urbanistici rielaborati dai due team interdisciplinari sarebbero stati giudicati sulla base degli stessi criteri applicati in precedenza (funzione, forma e fattibilità) e che il mandato, soggetto alla LCPubb ed al RLCPubb/CIAP, si suddivideva in due compiti precisi, segnatamente:
· integrare nel progetto le osservazioni formulate dalla giuria nel suo rapporto e spiegate durante il "kick-off meeting", migliorando il punteggio di valutazione per gli stessi singoli criteri del bando di concorso;
· verificare il progetto a livello di struttura fondiaria, sulla base del catasto delle proprietà, con gli espropri legati alla realizzazione dei progetti infrastrutturali e agli eventuali dezonamenti necessari alla realizzazione del concetto urbanistico.
Il documento prevedeva lo svolgimento di tre riunioni tra la committenza ed i mandatari ("kick-off meeting" il 10 ottobre 2008; discussione intermedia il 28 novembre 2008; presentazione finale dei lavori il 30 gennaio 2009) e stabiliva pure la remunerazione che sarebbe stata corrisposta ai due gruppi per le prestazioni ordinarie, fissata in fr. 40'000.- a corpo.
E. I due masterplan sono stati valutati dai committenti e da un collegio di esperti, formato dai tecnici (economista, urbanista, ingegnere del traffico, ecc.) che avevano già esaminato tutti i lavori quali membri della giuria del concorso di idee. Nel loro rapporto di valutazione del 4 marzo 2009 essi sono giunti alla conclusione che il progetto "G_ " rielaborato, pur mantenendo l'assetto urbanistico della precedente fase di concorso, era stato chiaramente perfezionato in tutti gli elementi di giudizio (funzione, forma e fattibilità), mentre il progetto "a_ ", sostanzialmente modificato in alcuni suoi elementi strutturanti rispetto al progetto originario, non aveva di principio saputo migliorarsi in nessuno dei criteri di valutazione. Per questo motivo - hanno soggiunto committenti ed esperti - considerata la precedente parità nella valutazione dei progetti, non si è ritenuto necessario procedere ad una nuova assegnazione dei punteggi per i singoli criteri di valutazione, ritenendo il progetto "G_ " complessivamente migliore di "a_ ".
Preso atto di tale risultato, il 5 marzo 2009 la CO 8 ha risolto:
- di procedere con l'allestimento di un piano regolatore intercomunale a partire dai contenuti indicati dal progetto "G_ ";
- di avvalersi delle competenze del team interdisciplinare CO 7, completato con eventuali altri specialisti, per i diversi compiti di consulenza nel campo dell'urbanistica e delle singole discipline specialistiche legate alla predetta attività di pianificazione.
F. Contro tale determinazione si sono aggravati davanti al Tribunale cantonale amministrativo i ricorrenti citati in ingresso, autori del progetto "a_ ", chiedendo di accertarne l'illiceità, di annullarla e di aggiudicare la commessa al gruppo _, previa concessione dell'effetto sospensivo al gravame.
Esposti i fatti, il gruppo _ ha eccepito per cominciare la correttezza formale del processo decisionale, annotando che la decisione impugnata non è stata presa il 5 marzo 2009, ma il 30 gennaio precedente, giorno in cui i due team hanno presentato alla committenza i risultati del loro lavoro. Il 1° febbraio 2009 la _ ha infatti emanato un comunicato stampa preannunciando le sue scelte, cosicché tutti gli atti seguenti (il rapporto di valutazione del 4 marzo 2009 e la decisione formale del 5 marzo 2009) costituiscono mere giustificazioni scritte a posteriori di un verdetto emanato da tempo.
In seguito, il ricorrente ha criticato la decisione 5 marzo 2009 siccome illegale, carente nella motivazione e, contrariamente a quanto stabilito dal capitolato d'oneri, priva dei punteggi conseguiti dai progetti in gara. Impossibile dunque comprendere come, in che misura e in quali criteri di valutazione il progetto "G_ " abbia potuto superare nettamente il lavoro dell'insorgente nonostante le poche modifiche subite per rapporto alla versione presentata nel concorso di idee. La procedura seguita risulta viziata per gli stessi motivi, ai quali s'aggiunge il fatto che non sono state protocollate le riunioni, la composizione della non è regolare e non sono state rispettate le norme SIA 142.
Per il resto, il gruppo _ ha sollecitato in chiave generale una riduzione della valutazione del progetto "G_ " ed un miglior apprezzamento del proprio lavoro, di cui ha esposto partitamente tutte le migliorie apportate durante la cosiddetta fase di studio in parallelo. L'insorgente si è peraltro riservato di sviluppare ulteriormente le sue censure una volta presa visione del progetto vincente.
G. a. Opponendosi all’accoglimento del ricorso, in sede di risposta l'ente banditore ha illustrato nel dettaglio le tappe dell'iter concorsuale, sottolineando che la committenza si era riservata esplicitamente la facoltà di assegnare mandati di studio successivamente al concorso di idee e che il gruppo _ non ha mai contestato alcuna delle decisioni prese prima dell'atto oggetto dell'odierna impugnativa. La procedura si è svolta in modo corretto e trasparente e il ricorrente, che ne ha accettato tutte le regole, non la può più rimettere in discussione. Altrettanto dicasi per le riunioni tenutesi il 28 novembre 2008 e il 30 gennaio 2009, verbalizzate in modo ineccepibile sia nei contenuti che nella forma, la seconda nel rapporto di valutazione datato 4 marzo 2009.
Quanto alla decisione impugnata, essa è stata adottata dall'ente banditore il 30 gennaio 2009, dopo la presentazione dei progetti da parte dei due gruppi di studio e la loro valutazione ad opera della committenza e dell'apposito collegio di esperti. Il nome del progetto vincente è stato comunicato ai concorrenti ed ai media il giorno seguente, mentre il rapporto di valutazione è stato redatto successivamente, così come la risoluzione formale (datata 5 marzo 2009 ed intimata alle parti il 14 marzo 2009) con la quale la _ ha ribadito di aver scelto "G_ " in vista dell'allestimento del piano regolatore intercomunale. Contrariamente a quanto assevera l'insorgente adombrando la tesi di un complotto, la fase conclusiva della procedura non presenta alcuna pecca, al pari della decisione impugnata, assunta in modo regolare dall'organo competente (la CO 8) e debitamente motivata con il rinvio esplicito all’esaustivo rapporto di valutazione del 4 marzo 2009. Neppure la mancanza di un punteggio è suscettibile di inficiare il verdetto sfavorevole al gruppo ricorrente. Le ragioni per le quali si è rinunciato a stilare una nuova classifica a punti - ha sottolineato il committente - sono chiaramente deducibili dal rapporto di valutazione, nel quale si spiega compiutamente che il progetto "a_ " non ha saputo migliorarsi in modo sostanziale in nessuno dei criteri di giudizio (avrebbe quindi conseguito un punteggio simile a quello ottenuto in precedenza), mentre il lavoro della concorrenza è progredito in particolare nella forma e nella fattibilità, raggiungendo nel suo complesso un primato in graduatoria talmente netto da rendere inutile un'ulteriore assegnazione di note.
b. Anche il CO 7 ha proposto il rigetto dell'impugnativa, rilevando tra l'altro che nella fase di approfondimento successiva al verdetto della giuria, determinante era il capitolato d'oneri "M_ ", documento nel quale non si trova alcun riferimento a norme SIA o a concetti di concorso di qualsivoglia natura. In realtà, il committente non ha approntato una procedura ad invito come sostiene il ricorrente, ma ha attribuito due mandati diretti ai sensi della LCPubb, specificandone i contenuti nel citato capitolato del 31 ottobre 2008. Se il gruppo _ non condivideva questa impostazione, doveva avversarla subito e non attendere l'esito sfavorevole della procedura per contestarne la legittimità. D'altra parte, invece di ridisegnare completamente il suo progetto copiando palesemente alcuni elementi di "G_ " l'insorgente avrebbe fatto meglio ad attenersi al compito affidatogli, che era quello di operare un consolidamento migliorativo del lavoro presentato al termine del concorso di idee.
H. Con la replica il ricorrente ha ribattuto puntualmente agli argomenti addotti dall'ente banditore e dal gruppo concorrente, confermandosi nelle proprie domande di giudizio.
Il gruppo _ ha ribadito la singolarità della procedura seguita dalla committenza, che a seguito del concorso di idee ha promosso un concorso di progetto in esito al quale ha conferito al resistente un incarico di natura ambigua, redigendo la decisione formale e dandone comunicazione alle parti dopo oltre un mese. Simile modo di agire non è ammesso dalla LCPubb e la mancata attribuzione di un punteggio ai due progetti in lizza contrasta apertamente con quanto previsto a riguardo dal capitolato d'oneri del 31 ottobre 2008.
L'insorgente ha poi passato in rassegna i punti del progetto "G_ " che secondo il capitolato d'oneri 31 ottobre 2008 avrebbero dovuto essere approfonditi, negando che il masterplan del gruppo concorrente abbia apportato al lavoro originario le migliorie esatte. Per contro, il progetto "a_ " sarebbe stato largamente perfezionato laddove richiesto. La decisione impugnata non spiega tuttavia come e perché la committenza è giunta a conclusione diversa.
I. a. In duplica il committente ha nuovamente posto l'accento sulla correttezza della procedura seguita, sfociata nella decisione di avvalersi della consulenza del CO 7 per allestire un piano regolatore intercomunale basato sui contenuti del progetto urbanistico "G_ ". Diversamente da quanto asserisce l'insorgente, la committenza non ha indetto un concorso di progetto giusta la definizione enunciata all'art. 20 cpv. 1 lett. b RLCPubb/CIAP, ma un concorso di idee, le cui modalità di svolgimento ed i suoi possibili sbocchi sono stati ampiamente e ripetutamente preannunciati agli interessati nel pieno rispetto del principio della trasparenza. Checché ne dica il ricorrente, i progetti rielaborati sono stati giudicati come stabilito sulla base degli stessi criteri del concorso di idee, fermo restando che nessun documento regolante il mandato di approfondimento affidato ai gruppi CO 7 e _ imponeva l'attribuzione di un punteggio e la sua ponderazione come avvenuto in precedenza. Operazione, quest'ultima, che calcolatrice alla mano ha permesso di assegnare 7 punti al progetto "G_ " e 6.99 al progetto "a_ ", ponendo quindi il primo in testa alla graduatoria stilata dalla giuria che ha valutato i 14 lavori in gara.
Nel seguito, l'ente banditore ha confutato alcune delle argomentazioni sviluppate in replica dal gruppo _ al fine di dimostrare che il progetto del concorrente non era stato migliorato nella fase di masterplan come richiesto dal relativo capitolato d'oneri.
b. Con la propria duplica il CO 7 ha stigmatizzato le affermazioni dell'insorgente volte a svilire il lavoro di miglioramento che il resistente ha apportato al proprio progetto. Affermazioni che ritiene arbitrarie ed inveritiere, formulate da progettisti che, facendo leva sulla malafede, tentano di ribaltare il responso di una giuria composta da professionisti seri, di chiara valenza internazionale.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è certamente data. Dagli art. 15 cpv. 1 CIAP e 4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone Ticino al CIAP del 6 febbraio 1996/30 novembre 2004 (DLACIAP; RL 7.1.4.1.4), qualora il mandato di studio in parallelo sia da configurare alla stregua della fase conclusiva del concorso internazionale di idee assoggettato per valore al CIAP. Dall’art. 36 cpv. 1 LCPubb nell'ipotesi in cui il mandato sia invece da considerare un procedimento concorsuale a sé stante, retto dalla LCPubb, in funzione del mancato raggiungimento dei valori soglia del CIAP.
In quanto partecipanti al concorso, i professionisti riunitisi nel gruppo _ sono direttamente e personalmente toccati dal provvedimento impugnato. Sono quindi legittimati a ricorrere (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm, RL 3.3.1.1).
Entro questi limiti, il ricorso, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP, rispettivamente 36 cpv. 1 LCPubb), è dunque ricevibile in ordine.
2. 2.1. Giusta gli art. 15 cpv. 1 bis CIAP e 37 LCPubb, sono considerate decisioni impugnabili:
- gli elementi del bando;
- l'inserimento di un offerente in una cosiddetta lista permanente (ipotesi prevista solo dal CIAP);
- la scelta dei partecipanti nell’ambito della procedura selettiva;
- l’esclusione dell’offerente;
- l’aggiudicazione, la relativa revoca, nonché l’interruzione o l’annullamento della procedura.
2.2. Solitamente, il concorso di idee termina con la decisione della giuria e con la relativa raccomandazione al committente, che servono da base per l’aggiudicazione della commessa mediante incarico diretto (art. XV cifra 1 lett. j AAP; Felix Jost, Architektur- und Ingenieurwettbewerbe im Submissionsrecht, ZBl 2004, pag. 351; Denis Esseiva, Concours et marchés publics, in Journées suisses du droit de la construction, Fribourg 2003, pag. 217). Nel caso di specie, al termine del concorso di idee l'ente banditore non ha tuttavia operato una delibera nel senso che viene comunemente attribuito a questo atto decisionale (aggiudicazione della commessa a favore dell'offerta più vantaggiosa), ma aderendo alle proposte della giuria e sciogliendo le riserve che aveva esplicitato in tutti gli atti di gara (vedi convenzione tra i committenti del 6 luglio 2007, p.to 6; programma di concorso del 27 novembre 2007, p.to B.1.6 pag. 14; bando di concorso pubblicato il 4 dicembre 2007, sub "diritti derivanti dal concorso", FU 97/2007 pag. 9309; rapporto della giuria del 26 agosto 2008, p.to D.1.1 pag. 36) ha risolto di affidare un mandato di studio ai due gruppi che avevano presentato i progetti classificatisi ai primi posti della graduatoria (entrambi gratificati con il primo premio ex aequo), con il compito di approfondire e rielaborare il lavoro svolto sino a quel momento. Questo, si legge nel capitolato d'oneri del mandato parallelo, al fine di poter scegliere "nell'ambito della procedura di Concorso internazionale di idee di urbanistica per il _ " il progetto migliore, sviluppato nella forma di un masterplan, da utilizzare quale base per l'allestimento di un piano regolatore intercomunale. Come ricordato in narrativa, valutati i due progetti con l'ausilio dell'apposito collegio di esperti, il 30 gennaio 2009 il committente ha scelto quello che reputava migliore e il 5 marzo seguente ha emanato una decisione formale comunicando alle parti l'intenzione di procedere con l'allestimento di un piano regolatore intercomunale a partire dai contenuti indicati dal progetto "G_ " e di volersi avvalere delle competenze del team interdisciplinare CO 7, completato con eventuali altri specialisti, per i diversi compiti di consulenza nel campo dell'urbanistica e delle singole discipline specialistiche legate alla predetta attività di pianificazione.
Nella misura in cui prospetta l'allestimento di uno strumento pianificatorio sulla base delle proposte contenute nel progetto "G_ ", la determinazione dell’ente banditore non è impugnabile. Questo provvedimento non rientra infatti nel novero delle decisioni contro le quali è possibile ricorrere secondo gli art. 15 cpv. 1 bis CIAP e 37 LCPubb.
Nella misura in cui esterna il proposito di volersi avvalere in futuro delle competenze del team interdisciplinare CO 7, completato con eventuali altri specialisti, per i diversi compiti di consulenza nel campo dell'urbanistica e delle singole discipline specialistiche legate alla pianificazione del _, la controversa comunicazione del 5 marzo 2009 assume apparentemente le connotazioni di una semplice manifestazione d'intenti. Stessero così le cose, il ricorso andrebbe respinto siccome irricevibile. Al gruppo ricorrente andrebbe nondimeno riservata la facoltà di ripresentarlo contro l’atto di conferimento dell’incarico, che il committente adotterà effettivamente una volta chiariti i contenuti e l'estensione esatti del mandato, nonché i criteri di remunerazione del medesimo.
L’insieme delle circostanze del caso in esame potrebbe tuttavia indurre anche a credere che con questa disposizione la CO 8 abbia inteso semplicemente riservarsi il diritto di formalizzare il mandato mediante stipulazione del relativo contratto. Nulla permette invero di ritenere che, una volta determinati gli elementi essenziali del negozio, il committente adotti un’ulteriore decisione formale di aggiudicazione mediante incarico diretto, notificandola ai due concorrenti rimasti in gara con l’indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso. Viste le cose da questo profilo, si potrebbe dunque attribuire alla disposizione in esame il significato di un atto di aggiudicazione impugnabile, mediante il quale la committenza conferisce già sin d’ora al gruppo vincitore un mandato di consulenza sotto forma di un incarico diretto.
Ai fini del presente giudizio non occorre comunque approfondire la questione, poiché quand'anche il ricorso risultasse ricevibile in ordine siccome rivolto contro una decisione effettivamente qualificabile alla stregua di un'aggiudicazione, nel merito il gravame sarebbe in ogni modo da respingere per le ragioni che seguono.
3. Il gruppo ricorrente critica senza risparmio, facendo capo soprattutto ad aggettivazioni negative, vuoi la procedura seguita, vuoi le modalità d'adozione della risoluzione 5 marzo 2009, vuoi i contenuti di quest'ultima, che ha definito carente nella motivazione. Tale censura sottintende una violazione del diritto di essere sentito e va quindi esaminata prioritariamente, poiché se dovesse risultare fondata, la decisione impugnata andrebbe annullata già solo per la disattenzione della menzionata garanzia di natura formale, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito (DTF 120 Ib 379 consid. 3b).