Decision ID: 19fbd9fb-70d3-59c0-8664-05184c235d48
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa l'8 febbraio 2008 da AO 1 (1977) davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città (inc. DI.2008.14), a un'udienza del 27 febbraio 2008 l'istante ha raggiunto con il marito AP 1 (1967) il seguente accordo:
1. I coniugi AO 1 e AP 1 sono autorizzati a sospendere la comunione domestica.
2. Momentaneamente, l'appartamento coniugale in via _ a _ viene assegnato al marito.
La moglie è autorizzata a prelevare i propri effetti personali e quelli dei figli.
3. I figli A_ (2001) e M_ (2006) sono affidati alla custodia della madre, rimanendo l'autorità parentale ad entrambi i genitori.
3.1 Al padre sono garantite le relazioni personali con i figli, da esercitarsi – per i prossimi quattro mesi – in maniera sorvegliata facendo capo al Punto di Incontro organizzato dalla Fondazione _ presso l'Istituto _ di _.
Di principio gli incontri avverranno in ragione di una volta alla settimana. Le esatte modalità di esercizio andranno concordate dai genitori con i responsabili del Punto di Incontro. Entro cinque giorni i genitori sono tenuti a prendere contatto con tali responsabili (n. tel. 091 _).
3.2 Trascorso il periodo di quattro mesi la situazione verrà valutata e le modalità di esercizio riconsiderate.
4. Il canone di locazione dovuto dal locatario dott. _ C_ (attualmente fr. 4750.– mensili) verrà versato su un conto fiduciario presso l'avv. _ M_, il quale si occuperà di corrispondere alla banca gli interessi ipotecari e l'ammortamento relativo all'immobile part. n. 4014 RFD di _.
La differenza verrà riversata alla moglie AO 1.
5. La moglie potrà farsi versare direttamente, con decorrenza dal 1° febbraio 2008 dall'Istituto delle assicurazioni sociali le rendite AI completive per figli (attualmente fr. 89.– per ciascun figlio).
Qualora dovessero essere erogate prestazioni complementari per i figli, anche queste potranno essere direttamente percepite dalla madre. Quest'ultima potrà percepire anche eventuali prestazioni complementari che dovessero essere erogate a suo favore.
6. Il marito continuerà a percepire per sé la rendita INSAI (attualmente fr. 1326.–) e la rendita AI per sé (attualmente fr. 221.–).
7. I coniugi esamineranno nei prossimi giorni l'ipotesi di rivolgersi al Centro coppia e famiglia di _ per una mediazione famigliare.
Le parti, se sarà necessario, chiederanno di essere riconvocate per riesaminare la situazione trascorsi quattro mesi.
L'edificio di via _ a _ cui si riferisce la clausola n. 2 dell'accordo (particella n. 4014 RFD) è uno stabile in proprietà di AO 1, gravato di usufrutto in favore del marito AP 1. Comprende tre appartamenti: l'abitazione coniugale, posta all'ultimo piano, l'ex abitazione del dott. _ C_, padre di AO 1 (il quale nel frattempo ha traslocato altrove), e l'ex studio pediatrico dello stesso dott. _ C_.
B. Due giorni dopo la firma dell'accordo, il 29 febbraio 2008, senza avvertire il marito, AO 1 si è trasferita con i figli in Francia, prima a _ e poi ad A_. Statuendo su una nuova istanza a tutela dell'unione coniugale da lei presentata il 5 agosto 2008 (inc. DI.2008.159), il Pretore ha confermato il 19 ottobre 2009 l'affidamento dei figli alla medesima, ha regolato il diritto di visita paterno “in Francia” (con spese di trasferta a carico dei genitori in ragione di metà ciascuno) e ha disposto quanto segue:
1.4 In relazione ai contributi alimentari per moglie e figli, rimangono valide le pattuizioni di cui all'accordo a verbale del 27 febbraio 2008 (inc. DI.2008.14), cifre 4, 5 e 6.
In realtà l'“accordo a verbale” del 27 febbraio 2008 nulla prevedeva in materia di contributi alimentari (sopra, lett. A). Nella motivazione della sentenza 19 ottobre 2009 il Pretore ha specificato nondimeno che simili contributi ammontano a fr. 634.– mensili per la moglie e a fr. 900.– mensili per ogni figlio (consid. 10). Tale decisione è passata in giudicato.
C. Il 15 gennaio 2010 AO 1 ha intentato una procedura di divorzio davanti al Tribunal de Grande Instance di A_, il quale, accertata l'impossibilità di promuovere un accordo tra le parti, ha emanato il 14 settembre 2010 un'ordonnance de non conciliation che autorizzava l'introduzione della causa entro 30 mesi. Contestualmente il tribunale ha emanato provvedimenti cautelari, nel senso che ha attribuito l'appartamento coniugale di _ al marito, ha condannato quest'ultimo a versare un contributo alimentare di € 150.– mensili indicizzati per ogni figlio, ha regolato il diritto di visita (con spese di trasferta divise a metà fra le parti), ha lasciato ai genitori l'autorità parentale congiunta e ha ordinato una perizia sulle capacità parentali dei medesimi. Nell'ambito di un'udienza “per incombenti” tenutasi il 10 febbraio 2011 davanti al Pretore, AO 1 ha poi dichiarato di ritirare la procedura a tutela dell'unione coniugale avviata l'8 febbraio 2008 (sopra, lett. A), ancora pendente, che il Pretore ha stralciato dal ruolo lo stesso 10 febbraio 2011.
D. AO 1 ha introdotto la causa di divorzio il 4 aprile 2012 (art. 237 CC francese), postulando – fra l'altro – l'affidamento dei figli, la sospensione del diritto di visita del convenuto e la condanna di quest'ultimo a versare un contributo alimentare di € 300.– mensili complessivi per A_ e M_, riservandosi la facoltà di far valere la decadenza dell'usufrutto che grava la sua proprietà di _ in favore del marito. Nelle proprie conclusioni dell'8 settembre 2012 AP 1 non si è opposto al divorzio, ma ha rivendicato l'affidamento dei figli e, invocando la sua qualità di usufruttuario della particella n. 4014, ha sollecitato la condanna di AO 1 a rifondergli € 31 983.– per pigioni pagate dal suocero tra l'ottobre del 2010 e il febbraio del 2012, così come a documentare la movimentazione del conto fiduciario su cui sono confluite tali pigioni dal marzo del 2012 in poi. Egli ha chiesto inoltre di ordinare la chiusura di quella relazione fiduciaria e il riversamento del saldo in suo favore, con obbligo per la moglie di presentare un rendiconto completo unitamente ai giustificativi della movimentazione dal marzo del 2008 in poi.
E. Sentite le parti, con ordinanza del 7 dicembre 2012 il juge de la mise en état si è dichiarato – tra l'altro – incompetente per statuire sulle richieste di AP 1 volte al rimborso di pigioni incassate dalla moglie dalla locazione dell'immobile di _, come pure per ordinare il rendiconto della relazione fiduciaria gestita dall'avv. _ M_. Con ordinanza del 31 gennaio 2014 lo stesso giudice ha poi respinto una domanda di AP 1 intesa alla soppressione dei contributi alimentari per i figli, ma ha ingiunto ad AO 1 di giustificare entro un mese gli importi ricevuti a titolo di locazione della particella n. 4014 sin dall'ordonnance de non conciliation del 14 settembre 2010. Tale decisione è stata confermata il 26 marzo 2015, su ricorso del convenuto, dalla Cour d'appel di Aix-en-Provence, la quale ha precisato nondimeno che la richiesta di AP 1 inerente ai contributi alimentari per i figli riguardava la sospensione – non la soppressione – dei contributi medesimi e ha deplorato la reticenza della moglie nel produrre i documenti giustificativi a lei richiesti. La causa di divorzio è tuttora pendente.
F. Dal febbraio del 2014 il dott. _ C_ non versa più alcuna pigione. Il suo contratto di locazione essendo scaduto, egli si è trasferito altrove, sicché AP 1 si è limitato a versare alla moglie, dopo di allora, il contributo alimentare di € 300.– mensili complessivi per i figli stabilito in via provvisionale dal giudice francese. Il 9 settembre 2014 AO 1 ha escusso il marito per l'ammontare di fr. 84 060.– con interessi a titolo di contributi alimentari impagati valendosi di quanto stabilito dal Pretore il 19 ottobre 2009 (sopra, lett. B). AP 1 ha sollevato opposizione.
G. Decaduto infruttuoso il tentativo di conciliazione (inc. CM.2016.15), l'11 aprile 2016 AO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Città con una petizione in cui figurano le seguenti richieste di giudizio:
a) È accertato che:
– il punto 4 dell'accordo giudiziale del 27 febbraio 2008 è in vigore fino alla crescita in giudicato della sentenza di divorzio oppure fino a una decisione da parte del giudice del divorzio volta alla modifica o alla soppressione dell'accordo 27 febbraio 2008;
– il punto 4 dell'accordo giudiziale del 27 febbraio 2008 è fonte di un obbligo periodico di mantenimento a carico del signor AP 1 in favore della propria famiglia, pari a fr. 2492.50 mensili (con riparto 1⁄4 per la moglie – 3⁄4 per i figli), suddivisi in fr. 934.70 per ciascun figlio e fr. 623.15 per la moglie.
b) Ritenuto che il credito alimentare è stato onorato sino al 28 febbraio 2014, il signor AP 1 è condannato al pagamento mensile di fr. 2492.50 a favore di moglie e figli a partire dal 1° marzo 2014 e fino alla crescita in giudicato della sentenza di divorzio oppure fino a una decisione da parte del giudice del divorzio volta alla modifica o alla soppressione dell'accordo 27 febbraio 2008.
c) È rigettata in via definitiva l'opposizione del signor AP 1 del 10 settembre 2015 al precetto esecutivo n. _ dell'Ufficio di esecuzione di Locarno limitatamente a fr. 49 850.– oltre gli interessi legali al 5% dovuti alla scadenza mensile di ciascuna prestazione alimentare non pagata, nonché le spese esecutive.
Nella sua risposta del 1° giugno 2016 AP 1 ha proposto che – conferitogli il beneficio del gratuito patrocinio – la petizione fosse respinta in ordine, subordinatamente nel merito o, ancor più subordinatamente, che la procedura fosse sospesa fino alla conclusione della causa di divorzio pendente in Francia. Nella replica del 4 luglio 2016 e nella duplica dell'8 agosto seguente le parti hanno mantenuto il loro punto di vista.
H. All'udienza del 10 ottobre 2016, indetta per le prime arringhe, le parti hanno reiterato le rispettive posizioni e hanno notificato prove. Con ordinanza del 19 ottobre 2016 il Pretore ha ammesso le prove offerte, tranne una richiesta di ‟informazioni scritte dal giudice di A_ˮ. Sugli eventuali interrogatori delle parti egli si è riservato di decidere più tardi. L'istruttoria è cominciata seduta stante e si è chiusa l'11 agosto 2017. Alle arringhe finali le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Tanto l'attrice nel suo memoriale del 20 marzo 2018 quanto il convenuto nel proprio allegato del 16 marzo 2018 hanno riaffermato le domande iniziali.
I. Con sentenza del 24 maggio 2018 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, decidendo quanto segue:
– È accertato che il punto 4 dell'accordo giudiziale del 27 febbraio 2008 (inc. DI.2008.14) è tuttora in vigore, e ciò fino alla crescita in giudicato della sentenza di divorzio oppure fino a una decisione da parte del giudice del divorzio volta alla modifica o alla soppressione dell’accordo stesso.
– È accertato che l'accordo è fonte di un obbligo periodico di mantenimento a carico di AP 1 in favore della propria famiglia, pari a fr. 2434.– mensili suddivisi in fr. 900.– per ciascun figlio e fr. 634.– per la moglie.
– È rigettata in via definitiva l'opposizione interposta da AP 1 contro il precetto esecutivo n. _ dell'Ufficio di esecuzione di Locarno, limitatamente alla somma di fr. 36 967.15 oltre interessi al 5% a partire dal 1° marzo 2014 e così di seguito su ogni singola mensilità di contributi alimentari scaduta.
Le spese processuali di fr. 4150.– sono state poste per due quinti a carico dell'attrice e per il resto a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 1600.– per ripetibili ridotte. AP 1 è stato ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.
L. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 26 giugno 2018 volto a ottenere, previo conferimento del gratuito patrocinio, quanto segue:
– in via preliminare:
la procedura è sospesa ex art. 126 CPC fino a conclusione del divorzio in Francia;
– nel merito:
l'appello è accolto; di conseguenza la decisione del Pretore di Locarno Città del 24 maggio 2018 è annullata.
È assunta la prova informazioni scritte presso il Giudice di A_ (...) in relazione alla procedura in corso tra le parti, in particolare sulla portata della sua decisione del 14 settembre 2010 in relazione al contributo alimentare, cioè se egli intendeva che questo venisse sommato al contributo alimentare svizzero deciso con verbale del 27 febbraio 2008 che sostiene controparte di dover ancora ricevere. Si chiederà altresì al Giudice francese di specificare su che basi di reddito dei coniugi ha fatto il calcolo per la determinazione del contributo alimentare e come funziona la procedura francese.
Il 10 maggio 2019 egli ha fatto seguire inoltre documenti nuovi e ha reiterato l'istanza di sospendere la procedura, istanza che il presidente di questa Camera ha respinto con decreto del 13 maggio 2019.
Invitata a formulare osservazioni limitatamente alla questione del contributo alimentare per i figli, AO 1 ha proposto il 23 maggio 2019 di respingere l'appello e di confermare la sentenza impugnata. Il giorno medesimo essa ha postulato anche la revoca dell'effetto sospensivo all'appello, richiesta che il presidente di questa Camera ha respinto con decreto del 29 maggio 2019.

Considerando
in diritto: 1. Le sentenze emanate dai Pretori con la procedura ordinaria degli art. 219 segg. CPC sono appellabili entro 30 giorni dalla notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nel caso specifico tale presupposto è dato, il Pretore avendo accertato il valore litigioso in fr. 49 850.– (sentenza impugnata, consid. 15), somma per cui AO 1 ha postulato il rigetto definitivo dell'opposizione sollevata da AP 1 al precetto esecutivo intimatogli il 9 settembre 2014. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la sentenza in questione è stata notificata alla legale del convenuto il 28 maggio 2018 (tracciamento degli invii n. 98._, agli atti). Presentato il 26 giugno 2018 (data del timbro postale), ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. L'appello è per principio un rimedio giuridico riformatorio, non cassatorio. Incombe perciò all'appellante indicare come la sentenza impugnata debba essere modificata (DTF 137 III 619 in alto; v. anche RtiD I-2014 pag. 806 consid. 3a), sicché in caso di accoglimento del ricorso la richiesta di giudizio possa sostituire il dispositivo di primo grado (DTF 142 III 107 consid. 5.3.1). Un appellante non può limitarsi, in altri termini, a chiedere l'annullamento puro e semplice della decisione impugnata. Un'eccezione sussiste ove la motivazione dell'appello in relazione con la sentenza impugnata permetta di capire chiaramente come la sentenza debba essere riformata (DTF 137 III 621 consid. 6.2 e 6.3; analogamente: RtiD I-2014 pag. 807 consid. 3d). Nella fattispecie si desume dalla motivazione dell'appello che il convenuto mira al rigetto della petizione. Egli dichiara in effetti di appellare i dispositivi n. 1, 2 e 4 della sentenza impugnata per accertamento errato dei fatti e applicazione errata del diritto (pag. 1 in fine). Ribadisce l'irricevibilità della petizione per violazione della buona fede processuale da parte della moglie, elencandone i motivi (pag. 14 e 15 punto n. 8). Contesta la competenza del Pretore (pag.16 e 17 punto n. 9), solleva l'eccezione di litispendenza (pag. 17 e 18 punto n. 10), fa valere che la moglie ha rinunciato all'assetto pattuito il 27 febbraio 2008 (pag. 19 punto n. 12) e che il Pretore avrebbe dovuto accertare la caducità dell'accordo (pag. 20 punto n. 13). Ne discende che, seppure al limite, anche sotto il profilo della richiesta di giudizio l'appello può ritenersi ammissibile.
3. L'appellante chiede di sospendere la procedura di appello e di assumere informazioni scritte dal juge de la mise en état del tribunale di A_. In realtà non v'è alcun motivo di sospendere la causa (art. 126 cpv. 1 CPC). Intanto, si trattasse soltanto di esperire una prova, sarebbe sufficiente attenderne l'assunzione, senza dover sospendere per ciò la procedura. Inoltre eventuali dichiarazioni scritte non possono sostituire una deposizione testimoniale, se non nelle procedure sommarie e in quelle governate dal principio inquisitorio illimitato (DTF 142 III 612 consid. 6.2 pubblicato in: RSPC 2017 pag. 35). Simili dichiarazioni non hanno quindi valore di prova (sentenza del Tribunale federale 5A_723/2017 del 17 dicembre 2018 consid. 7.4.2 pubblicato in: RSPC 2019 pag. 159 con rinvio a Dolge in: Basler Kommentar, ZPO, 3a edizione, n. 12 ad art. 177; analogamente: Bohnet in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione, n. 3 ad art. 254). Sospendere infine la procedura nell'attesa che il tribunale francese emani la sentenza di divorzio non avrebbe senso, dovendosi statuire in concreto sull'ammontare di contributi alimentari a protezione dell'unione coniugale, mentre il tribunale francese dovrà decidere – dandosi il caso – sui contributi alimentari dopo lo scioglimento del matrimonio. Nelle circostanze descritte conviene pertanto procedere senza indugio alla trattazione dell'appello.
4. In primo luogo l'appellante riafferma che in concreto la petizione andava dichiarata irricevibile per violazione della buona fede processuale (art. 132 cpv. 3 combinato con l'art. 52 CPC), l'attrice comportandosi in modo abusivo, temerario e palesemente contraddittorio (memoriale, pag. 14, punto n. 8). Egli rimprovera alla moglie in particolare di affermare tutto e il contrario di tutto, di averlo escluso dalla vita sua e da quella dei figli, di avere avviato procedure penali nei suoi confronti, di avere rivendicato il denaro della pigione versata da suo padre come contributo alimentare rifiutandosi di pagare la propria quota per rendere agibili i locali della casa a _, di tradire palese reticenza davanti al giudice francese nel mostrare i dati relativi a quanto essa ha incassato da quel conto fiduciario, di raggirare la legge per continuare ad arricchirsi senza causa abusando dei propri diritti.
a) Il Pretore è stato di altro avviso. Egli ha ritenuto che l'azione di accertamento presentata da AO 1 fosse destinata proprio a chiarire “la natura dei pagamenti effettuati dal convenuto in passato”, (...) “indipendentemente da quanto è stato detto e scritto nei procedimenti dinanzi al giudice francese”. “In assenza per altro finora di una sentenza definitiva ed esecutiva di divorzio” – egli ha continuato – “non è in concreto ravvisabile un manifesto abuso che potrebbe giustificare l'applicazione dell'art. 132 CPC” (sentenza impugnata, consid. 3).