Decision ID: cb2e993f-7df5-5625-8e4a-f1f4f2cfac58
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Nell’ambito della realizzazione della loro casa di abitazione, il 3 novembre 2017 AO 1 e AO 2 hanno commissionato a AP 1 la realizzazione, fornitura e posa di una scala interna in acciaio costruita su misura e a struttura portante con gradini nella tipologia
“corten”
. L’opera ha evidenziato vari difetti e problemi.
B.
Con istanza 28 gennaio 2021 AO 1 e AO 2 hanno chiesto l’assunzione di prove a titolo cautelare nei confronti di AP 1, e meglio l’assunzione di una prova peritale tesa ad accertare lo stato dell’opera, ad accertarne difetti, origine e causa, e a definire preventivamente le misure per ovviarvi.
C.
Il 29 gennaio 2021 il Pretore ha citato le parti all’udienza di discussione fissata per l’8 marzo 2021.
Con istanza 4 marzo 2021 il patrocinatore legale della società convenuta ha chiesto il rinvio dell’udienza in forza di un certificato medico che lo dichiarava inabile al 100% al lavoro per malattia dal 3 marzo 2021 al 18 marzo 2021.
D.
Con decisione 5 marzo 2021 il Pretore ha negato il rinvio e confermato l’udienza come previsto, richiamando la natura cautelare della procedura e la necessità di una sua celere trattazione.
L’udienza si è tenuta l’8 marzo 2021 alla presenza degli istanti, che hanno confermato la loro richiesta. Nessuno si è invece presentato per conto della società convenuta.
Il reclamo 15 marzo 2021 di AP 1 teso ad annullare la decisione 5 marzo 2021 è oggetto di odierno separato giudizio (inc. n. 13.2021.25).
E.
Con decisione 10 marzo 2021 il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza e ha così designato il perito giudiziario, ha statuito sulle domande peritali a cui questi era chiamato a rispondere e lo ha invitato a presentare un preventivo spese, richiamandolo per il resto ai relativi obblighi di legge.
F.
Con appello 22 marzo 2021 AP 1 chiede di riformare la decisione 10 marzo 2021 nel senso di designare un perito giudiziario specialista nel campo delle metalcostruzioni, che a questi non sia mostrato la perizia di parte di cui al doc. N, e che siano modificate le domande peritali 2.1 e 2.2.
Non sono state raccolte osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La decisione 10 marzo 2021 è stata emanata nell’ambito di un procedimento di assunzione di prove a titolo cautelare giusta l’art. 158 CPC, cui si applicano le disposizioni in materia di provvedimenti cautelari (cpv. 2) e più in generale la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC).
La società convenuta insorge qui contro la decisione 10 marzo 2021 pervenutale il successivo 12 marzo 2021. Rimesso alla posta il 22 marzo 2021, il gravame ossequia il termine di dieci giorni (art. 314 e 321 CPC) e risulta quindi, da questo punto di vista, tempestivo e ammissibile.
2.
Con la decisione impugnata il Pretore ha disposto l’assunzione in via cautelare di una perizia giudiziaria, nell’ambito di una procedura indipendente e a sé stante. Poiché occorre ora procedere con l’assunzione della prova medesima così ammessa, la decisione impugnata non può essere considerata finale - diversamente dalla decisione che rifiuta l’assunzione cautelare di una prova in una procedura a sé stante - dovendosi invece qualificarla quale decisione incidentale e meglio quale disposizione ordinatoria processuale (decisione in materia di prove) ai sensi dell’art. 319 lett. b cifra 2 CPC (IIICCA 13.2014.108 dell’8 gennaio 2015 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 4A_132/2020 dell’8 settembre 2020 consid. 1, 4A_248/2014 del 27 giugno 2014 consid. 1.3 con riferimenti), impugnabile mediante reclamo alla terza Camera civile (art. 48 lett. c cifra 1 LOG e 319 lett. b cifra 2 CPC).
3.
Avverso la decisione impugnata la società convenuta ha presentato appello, rimedio di diritto che l’autorità inferiore ha finanche indicato in calce alla medesima (doc. 1 al reclamo, pag. 4). L’errata informazione va senz’altro ricondotta alla mancata e chiara distinzione tra la natura finale della decisione che rifiuta un’istanza di assunzione di prove a titolo cautelare e la natura incidentale di decisione ordinatoria processuale in materia di prove (art. 124, 154 CPC) quale è quella che accoglie un’istanza di assunzione di prove a titolo cautelare (sopra, consid. 2). Sicché, eccezionalmente, il gravame viene trattato ed esaminato alla luce dei presupposti di ammissibilità del reclamo, anziché dell’errato proposto appello.
4.
Il CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti dalla legge il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando vi è il rischio di pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2).
L’impugnabilità delle decisioni in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è espressamente prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio, ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (III CCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901 segg. n. 47c;
Verda Chiocchetti,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, II
a
ed., 2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole. L’esistenza di siffatto rischio va ammessa con cautela ritenuto che l’esclusione del reclamo è la regola, la sua ammissibilità l’eccezione.
5.
La società convenuta non sostiene che la decisione impugnata comporta per lei un pregiudizio difficilmente riparabile ai sensi dell’art. 319 lett. b cifra 2 CPC. D’altra parte la medesima società convenuta riconduce in modo esplicito le censure riferite alla sua mancata partecipazione all’udienza dell’8 marzo 2021 e il mancato rinvio da parte del Pretore del contraddittorio nonostante l’inabilità al lavoro al 100% del suo patrocinatore legale, al relativo reclamo interposto avverso la decisione 5 marzo 2021 che è oggetto di separato giudizio (inc. n. 13.2021.25). In particolare, l’interessata rileva di avere introdotto cautelativamente il suo appello, ovvero in attesa della sentenza di quel reclamo appunto, che auspica “sia accettato di modo che l’udienza potrà essere nuovamente indetta e procedere così alle opposizioni ai ques[i]ti, a proporre controquesiti e produrre documenti”. Sicché, a ben vedere, con riferimento al gravame qui in esame nemmeno da questo punto di vista vi è modo di considerare evidentemente dato un rischio di pregiudizio difficilmente riparabile.
5.1 Giova per il resto aggiungere che né la pretesa mancanza di conoscenze e formazione specialistiche nel campo delle metalcostruzioni che la società convenuta imputa al perito designato dal Pretore (appello, pag. 3), né l’ingannevole e fuorviante formulazione del quesito n. 2.1 (appello, pag. 3 seg.) e l’arbitrarietà di quella del quesito n. 2.2 (appello, pag. 4), sono costitutivi di un pregiudizio difficilmente riparabile. Tali argomenti potranno in effetti e, se del caso, essere rimessi in discussione nell’ambito dell’eventuale procedura di merito che seguirà, rispettivamente nel contesto dell’eventuale delucidazione e/o completamento della perizia.
5.2 Ne discende che, in assenza di una premessa fondamentale del reclamo, il gravame in esame risulta inammissibile.
6.
Le spese processuali del presente giudizio, fissate in fr. 300.– in applicazione degli art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia che si situa tra fr. 100.– e fr. 10'000.– per le decisioni su reclamo), sono poste a carico della società convenuta, qui soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone la questione delle ripetibili, la controparte non essendo stata invitata a formulare osservazioni.
7.
Il presente gravame, retto dalla procedura sommaria (sopra, consid. 1) e che stante il giudizio di inammissibilità non è stato notificato alla controparte per osservazioni, viene evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cifra 2 e lett. b cifra 1 e 2 LOG).