Decision ID: 34a9fb0b-38f2-5fba-914f-6ac6ea30fc1d
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con scritto del 29 giugno 2018 (ref. S-ED-CH-PA-2018-43) l’Agencia Tri-
butaria spagnola (di seguito: autorità richiedente) ha presentato una do-
manda di assistenza amministrativa all’Amministrazione federale delle
contribuzioni (di seguito: AFC o autorità richiesta), avente per oggetto
A._ (di seguito: interessato), pilota professionista del motociclismo
mondiale, per il periodo 1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2016. L’autorità
richiedente ha riferito che, prima del 2013, l’interessato ha inoltrate le pro-
prie dichiarazioni di imposta in Spagna in qualità di residente in questo
paese, ma che a partire dal 2013 egli ha riferito essere domiciliato in Sviz-
zera. Inoltre egli si sarebbe opposto alla richiesta di delucidazioni postulata
dall’autorità richiedente, tesa a chiarire i propri redditi e la propria sostanza
in Svizzera. Conseguentemente, senza dettagliare di preciso una ragione
a fondamento di un centro di interessi vitali in Spagna, durante il periodo di
riferimento, l’autorità richiedente ha chiesto alla Svizzera di potere ottenere
informazioni in ordine alla sua tassazione. Quale informazione concreta
l’autorità richiedente ha fornito un numero di carta di credito B._ con
la quale sembrerebbe che l’interessato abbia pagato un volo con la com-
pagnia aerea C._. Partendo da queste premesse l’autorità richie-
dente ha posto diversi interrogativi al fine di ottenere informazioni, detenute
a suo dire presso la B._, con sede a Zurigo (di seguito: B._),
atti a determinare una corretta valutazione delle imposte dovute in Spagna
(“in order to issue the relevant tax assessments against Mr. A._ in
Spain”). In particolare l’autorità richiedente ha chiesto alla B._ di
indicare, qualora fosse stato il caso, i nominativi e riferimenti di terzi, agenti
quali detentori della carta citata e/o detentori, procuratori o aventi diritto
economico del conto bancario connesso con la carta di credito citata (“Full
details [name, family name, date of birth, address and, where appropriate,
Spanish TIN] of the identity of the individual registered as holder of the
credit card number ...; [...]; Full details [name, family name, date of birth,
address and, where appropriate, Spanish TIN] of the identity of the indivi-
duals registered as holders authorized to manage and/or beneficial owners
of the bank account linked to the above mentioned credit card”).
B.
Con nota per incarto del 19 luglio 2018, l’AFC ha annotato che la domanda
dell’autorità richiedente riguardava in sostanza delle informazioni già ri-
chieste presso la B._ e la D._ (di seguito: D._) nel
quadro di procedimento in essere avente per oggetto appunto le medesime
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Pagina 3
informazioni e il medesimo interessato (numero di ruolo
A-5375/2018).
C.
Al fine di rispondere ai quesiti posti, l’AFC ha tuttavia emanato due decreti
di edizione il 20 luglio 2018. Conseguentemente, la B._ e la
D._, dopo delucidazioni in merito al nuovo invio di informazioni già
trasmesse, hanno trasmesso all’autorità inferiore, con scritti del 27 luglio
rispettivamente 31 luglio 2018, le informazioni richieste.
D.
Con scritto del 19 settembre 2018 l’AFC ha trasmesso al ricorrente, per il
tramite del proprio patrocinatore, una copia della domanda inoltrata dallo
Stato richiedente, informando in ordine alla documentazione che essa in-
tendeva trasmettere e chiedendo al contempo, se vi fosse stato un con-
senso, in assenza del quale avrebbe emesso una decisone finale motivata.
Con riferimento alla risposta della D._, l’AFC ha indicato che essa
aveva già trasmesso il 2 febbraio 2018 “delle informazioni nell’ambito del
procedimento con referenza 631.0-2017-ES-0080 che appaiono rilevanti
per il presente procedimento”. Con scritto del 25 settembre 2018 l’interes-
sato ha negato il consenso alla trasmissione delle citate informazioni, chie-
dendo al contempo l’emanazione di una decisione finale impugnabile.
E.
Con decisione finale del 6 novembre 2018, l’AFC ha determinato di accor-
dare all’autorità richiedente l’assistenza amministrativa invocata e di tra-
smettere le informazioni ottenute dalla B._ e dalla D._,
come meglio indicato dal dispositivo 2 contemplante le 4 risposte alle al-
trettante domande formulate dall’autorità richiedente.
F.
Con ricorso del 6 dicembre 2018, A._ (di seguito: anche il ricorrente
o l’insorgente) ha impugnato la decisione dell’AFC dinnanzi al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: anche il TAF o il Tribunale), chiedendo
il suo annullamento con il conseguente diniego delle informazioni e dei do-
cumenti postulati con la domanda di assistenza amministrativa, protestate
tasse spese e indennità di ripetibili. A sostegno delle proprie pretese egli
ha censurato la violazione della Convenzione tra la Confederazione Sviz-
zera e la Spagna del 26 aprile 1966, intesa ad evitare la doppia imposizione
nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (CDI
CH-ES, RS.0.672.933.21) e la violazione del principio della buona fede.
A-6918/2018
Pagina 4
G.
Con decisione incidentale del 12 dicembre 2018, il Tribunale ha congiunto,
sotto il numero di ruolo A-6918/2018, pure il procedimento A-6922/2018
pendente in materia di assistenza amministrativa ed avente per oggetto il
ricorrente.
H.
Con risposta del 15 febbraio 2019, l’autorità inferiore ha chiesto di respin-
gere il ricorso e di condannare l’insorgente al pagamento delle spese e
delle ripetibili. In buona sostanza l’autorità inferiore ha evidenziato l’adem-
pimento delle condizioni poste dalla legge al fine di concedere l’assistenza
amministrativa richiesta. Proceduralmente l’AFC ha chiesto di congiungere
i procedimenti A-6918/2018 e A-6922/2018 ai procedimenti di cui al numero
di ruolo A-5366/2018.
I.
Con replica spontanea del 4 marzo 2019, il ricorrente ha respinto la richie-
sta di congiunzione delle procedure nella misura in cui vi sarebbero delle
specificità distinte, segnatamente poiché l’autorità richiedente argomente-
rebbe l’adempimento del requisito della verosimile rilevanza in maniera dif-
ferente: se nei primi procedimenti congiunti sotto il numero di ruolo
A-5366/2018 l’autorità spagnola giustificherebbe la propria richiesta poiché
il ricorrente avrebbe in Spagna il centro degli interessi vitali in considera-
zione di quattro gare motomondiale ivi tenute, nel caso in esame essa non
fornirebbe un motivo a sostegno della menzionata tesi.
J.
Nel quadro dei 6 procedimenti congiunti sotto il numero di ruolo
A-5366/2018, con email del 28 giugno 2019, l’autorità richiedente ha infor-
mato l’AFC di essere in possesso di un documento che conferma la resi-
denza in Spagna dell’interessato per il periodo in esame, rispettivamente
di poterlo trasmettere all’autorità elvetica qualora ne avesse avuto la ne-
cessità (“our tax auditors have regarded Mr. A._ as a resident in
Spain for tax purposes applying both criteria, Spanish domestic laws and
Article 4.2 of the Spanish – Swiss Double Taxation Convention. Our tax
auditors have provided us with the relevant report. It is a very long report
(85 pages in Spanish). Should you need it we would be more than happy
to provide you with it”).
Con email del 1° luglio 2019, l’AFC ha chiesto la trasmissione del docu-
mento citato, sebbene in lingua spagnola, poiché le informazioni contenute
avrebbero potuto essere utili nella procedura in essere (“Althoug the report
A-6918/2018
Pagina 5
may be long and in Spanish, we think that supplementing your explanations
with said report could be beneficial for the case and therefore we would be
grateful if you could send it to us”).
K.
Il 2 luglio 2019, conseguentemente ad uno scambio di corrispondenza elet-
tronica e richiesta da parte dell’AFC, lo stato richiedente ha trasmesso a
quest’ultima, un documento suppletorio relativo alla “residencia fiscal” del
ricorrente. Tale materiale probatorio è stato quindi notificato al Tribunale il
3 luglio 2019 ed in seguito trasmesso da quest’ultimo all’insorgente per una
sua eventuale presa di posizione.
L.
Con presa di posizione del 5 agosto 2019, l’insorgente ha chiesto di esclu-
dere dall’incarto tutti gli atti che non sono scritti in una lingua ufficiale della
Confederazione svizzera o in inglese, oppure di assegnare un termine per
la traduzione di tali atti in una delle lingue citate. In via subordinata egli ha
postulato proroga per produrre le osservazioni sino al 13 settembre se-
guente.
M.
Con ordinanza dell’8 agosto 2019, il Tribunale ha respinto la richiesta di
traduzione così come postulata, prorogando tuttavia il termine per la pre-
sentazione delle osservazioni al 13 settembre 2019.
N.
Con osservazioni del 12 settembre 2019, il ricorrente ha censurato la vio-
lazione del principio dell’assunzione delle prove con la conseguente viola-
zione del diritto di essere sentito. Infatti egli, considerato che l’AFC non
avrebbe dimostrato l’utilità della documentazione in oggetto, non avrebbe
nemmeno potuto prendere posizione in proposito. L’insorgente ha altresì
evidenziato la violazione dei principi procedurali contemplati nella legge fe-
derale del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale
in materia fiscale (LAAF, RS 651.1), ritenendo che se l’AFC avesse dubi-
tato delle considerazioni dello stato richiedente avrebbe dovuto postulare
chiarimenti “prima di emettere le proprie decisioni finali”. A dire del ricor-
rente la sola via per completare con gli accertamenti susseguenti la deci-
sione finale sarebbe la loro revoca. A titolo abbondanziale egli ha rilevato
come il documento litigioso sia incompleto, nella misura in cui consta uni-
camente dalla pagina numero 67 alla 151, ovvero della metà dell’intero do-
cumento essendo lo stesso completo con 191 pagine. Il ricorrente ha infine
A-6918/2018
Pagina 6
censurato la violazione del principio di sussidiarietà e del principio di buona
fede come pure la violazione del principio della verosimile rilevanza.
O.
Con scritto del 16 ottobre 2019, l’AFC si è riconfermata nelle sue conclu-
sioni del 21 novembre 2018, evidenziando in particolare come il rapporto
litigioso altro non è che uno “status update” relativo al procedimento e non
una “richiesta di chiarimento” dell’AFC ai sensi dell’art. 6 cpv. 3 LAAF.
Quanto alle asserzioni circa la sua incompletezza, l’AFC ha considerato
che siccome detto rapporto proviene spontaneamente dallo stato richie-
dente essa non ritiene di esigerne l’integralità. L’AFC non rileva infine al-
cuna violazione del principio di sussidiarietà e di buona fede. Quanto alla
rilevanza verosimile essa asserisce che il rapporto rappresenta solamente
una conferma di ciò che si poteva rilevare già da un esame della domanda.
Nella denegata ipotesi in cui le domande dovessero essere respinte perché
gli elementi contenuti non sarebbero sufficienti per motivare la rilevanza
verosimile delle informazioni richieste, a giudizio dell’AFC il Tribunale po-
trebbe sanare le stesse con la corrispondenza e il parziale rapporto indi-
cato, nel rispetto del principio di economia procedurale. In questo contesto
l’AFC evidenzia infine come il rapporto riporta delle informazioni supple-
mentari, più dettagliate tali da “poterlo eventualmente considerare al pari
di una domanda di assistenza amministrativa complementare”.
P.
Rilevato che il documento del luglio 2019, sia stato prodotto dall’AFC al
Tribunale anche in relazione al procedimento A-6918/2018 e A-6922/2018,
il ricorrente ha chiesto, con scritto del 18 ottobre 2019, di integrare le os-
servazioni del 12 settembre 2019 e i seguenti scritti, anche in tali procedure
ricorsuali. Ulteriori considerazioni in fatto e in diritto saranno riprese in ap-
presso qualora siano determinati per l’esito della causa.
A-6918/2018
Pagina 7

Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge federale del 17 giu-
gno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), non
adempiute nel caso in esame, il Tribunale amministrativo federale giudica
i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 di-
cembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021; cfr. art. 31
LTAF), emanate dall’AFC (cfr. art. 33 lett. d LTAF in combinato con l’art. 19
cpv. 1 LAAF).
1.2 La LAAF disciplina, dal 1° febbraio 2013, l’esecuzione dell’assistenza
amministrativa internazionale in materia fiscale ai sensi delle convenzioni
per evitare le doppie imposizioni (art. 1 cpv. 1 lett. a LAAF).
1.3 Conformemente ai dettami dei combinati disposti degli artt. 37 LTAF e
19 cpv. 5 LAAF, la presente procedura ricorsuale dinanzi al Tribunale am-
ministrativo federale è regolata dalla PA, riservate disposizioni specifiche
contenute nella LAAF.
1.4 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa
venga qui annullata (art. 48 cpv. 1 PA e 19 cpv. 2 LAAF). Il ricorso è poi
stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto
delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). Il
ricorso è pertanto ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito.
1.5
1.5.1 Di principio, ogni decisione costituisce un atto giuridico indipendente
e deve essere oggetto di un ricorso separato. Ciononostante due decisioni
distinte possono essere impugnate con un medesimo atto ricorsuale ed
evase quindi con un medesimo giudizio, qualora differenti fattispecie siano,
in modo rilevante, interconnesse tra di loro e che i punti giuridici controversi
siano identici o perlomeno simili (DTF 131 V 224 consid. 1, 123 V 215 con-
sid. 1; sentenze del TAF A-1184/2012 del 31 maggio 2012 consid. 1.2.1,
A-1615/2006 et A-1616/2006 del 4 novembre 2009 consid. 1.2). Allo stesso
modo, qualora le condizioni citate siano adempiute, è facoltà dell’autorità
ordinare la congiunzione di due o più procedimenti. Tale modo di procedere
risponde a ragioni di economia procedurale e risponde agli interessi delle
parti (MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-
tungsgericht, 2013, n. 3.17). Allo stesso modo il Tribunale può, in qualsiasi
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/2dc1cb16-a63f-4d9b-8b3f-39a8bfe8831a?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/8a5dd572-7de5-4501-9bc3-2950bbd021ab?source=document-link&SP=3|a4tady
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fase procedurale, ordinare la disgiunzione delle cause qualora lo reputi op-
portuno (art. 24 al. 3 della legge di procedura civile federale del 4 dicembre
1947 [PCF, RS 273], in combinato con l’art. 4 della PA).
1.5.2 In casu, come esposto in narrativa, il Tribunale ha congiunto sotto il
medesimo numero di ruolo A-6918/2018 anche il procedimento
A-6922/2018, avente per oggetto un’altrettanta decisione dell’AFC, e ciò
considerato i diversi punti in comune tra le stesse, segnatamente il ricor-
rente, il periodo di riferimento e lo scopo delle richieste dell’autorità richie-
dente ovvero l’assistenza amministrativa internazionale. Sennonché i de-
tentori delle informazioni oggetto di richiesta, e avverso i quali sono stati
emanati diversi decreti di edizione da parte dell’AFC, sono entità diverse
tra loro. In questo contesto, ci si può chiedere se non sia più opportuno
prolare due giudizi distinti, ritenuto che ciò faciliterebbe un’eventuale impu-
gnativa all’autorità di ricorso come pure una più facile comprensione del
giudizio.
1.5.3 Ferme queste premesse, il Tribunale disgiunge i procedimenti ricor-
suali A-6918/2018 e A-6922/2018, congiunti sotto il numero di ruolo
A-6918/2018 con decisione incidentale del 12 dicembre 2018. Rilevato poi
che il documento del luglio 2019 sia stato prodotto dall’AFC al Tribunale
anche in relazione al procedimento A-6918/2018 e A-6922/2018, e che il
ricorrente ha chiesto, con scritto del 18 ottobre 2019, di integrare le osser-
vazioni del 12 settembre 2019 e i seguenti scritti, anche in tali procedure
ricorsuali, il Tribunale integra il documento citato, come pure tutte le sus-
seguenti prese di posizione e i documenti conseguenti nel presente proce-
dimento.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, che fruisce di pieno
potere cognitivo, possono essere invocati la violazione del diritto federale,
compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 49 lett. a
PA), l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti
(art. 49 lett. b PA) nonché l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEU-
SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., pag. 88 n. 2.149 segg.; HÄFELIN/MÜLLER/UHL-
MANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.).
2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA),
né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-
gomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e seg.]; sen-
tenza del TAF A-1490/2020 del 18 novembre 2020 consid. 2; MOOR/POL-
TIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). I principi
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady
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della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tutta-
via limitati: l'autorità competente procede difatti spontaneamente a consta-
tazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure
invocate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 141 V 234 consid. 1
con rinvii; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg]; KÖLZ/HÄNER/BERT-
SCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a
ed. 2013, cifra 1135). Secondo il principio di articolazione delle censure
(“Rügeprinzip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure
che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla consta-
tazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate
(cfr. DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit.,
n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua
portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della
causa (cfr. DTF 143 II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139
consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in parti-
colare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio inte-
resse, comprende, in particolare, l’obbligo di produrre le prove necessarie,
d’informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ri-
tenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le conse-
guenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 con-
sid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3,
pag. 293 e segg.).
3.
Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la decisione finale del 6 novembre
2018 dell’AFC, con cui quest’ultima ha accolto la domanda di assistenza
amministrativa in materia fiscale, del 29 giugno 2018, inoltrata dall’autorità
richiedente spagnola, sulla base della CDI CH-ES. Dopo aver determinato
la conformità della predetta domanda di assistenza dal punto di vista for-
male (cfr. consid. 4) e aver rammentato i principi generali applicabili in ma-
teria di assistenza amministrativa internazionale (consid. 5), il presente Tri-
bunale esaminerà le puntuali censure sollevate dal ricorrente (consid. 6, 7
e 8). Infine, il Tribunale esaminerà se sia corretta la trasmissione, da parte
dell’AFC all’autorità richiedente, delle informazioni in punto a terzi che non
sono parte alla causa (consid. 9).
4.
4.1 L'assistenza amministrativa in materia fiscale tra la Svizzera e la Spa-
gna è regolata da convenzioni, complementari tra loro, tra cui la CDI
CH-ES e la Convenzione tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i
Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo eco-
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
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nomico (OCSE) del 25 gennaio 1988 sulla reciproca assistenza ammini-
strativa in materia fiscale, emendata dal Protocollo del 27 maggio 2010 (RS
0.652.1, Convenzione MAAT, in vigore per la Svizzera dal 1° gennaio 2017
e per la Spagna dal 1° febbraio 2013). Ora, lo Stato che presenta una ri-
chiesta di assistenza amministrativa alla Svizzera deve indicare su quale
specifica base legale intende fondare la propria richiesta, non potendosi
richiamare a più basi legali per la medesima domanda. Qualora l’AFC la
respinga, non essendo ottemperate le condizioni poste dalla base legale
indicata, lo Stato richiedente può presentare la medesima domanda preva-
lendosi però di un’altra base legale (cfr. Messaggio del Consiglio federale
concernente l’approvazione della Convenzione MAAT e la sua attuazione
del 5 giugno 2015, FF 2015 4613, 4624; sentenza del TAF A-3374/2018
del 3 aprile 2019 consid. 3.1).
4.2 In casu, l’autorità richiedente ha motivato la domanda di assistenza
amministrativa sulla base della CDI CH-ES (“request for information under
the terms of our Double Taxation Convention”), senza indicare esplicita-
mente il disposto legale, che tuttavia può essere individuato nell’art. 25bis
CDI-ES, il cui contenuto ricalca in buona sostanza l’art. 26 del Modello
OCSE di Convenzione fiscale contro le doppie imposizioni (di seguito: MC
OCSE, che è qui completato dal Commentario edito dalla stessa organiz-
zazione: OCSE, Modello de Convenzione fiscale contro le doppie imposi-
zioni, versione abbreviata [commentario per ogni articolo], Parigi 2017, dif-
ferenti versioni di tale documento sono disponibili sul sito internet :
www.oecd.org > thèmes > fiscalité > conventions fiscales ; DTF 142 II 69
consid. 2), completato dal paragrafo IV del Protocollo aggiuntivo alla CDI
CH-ES (entrato in vigore il 24 agosto 2013; pubblicato anch’esso in RS
0.672.933.21, di seguito: Protocollo CDI CH-ES).
4.3 Ora, in base al citato paragrafo IV ch. 2, la domanda dello Stato richie-
dente deve contenere: (a) l’identità della persona oggetto del controllo o
dell’inchiesta; (b) il periodo oggetto della domanda; (c) la descrizione delle
informazioni ricercate, in particolare della loro natura e della forma in cui lo
Stato richiedente desidera riceverle dallo Stato richiesto; (d) lo scopo fi-
scale per cui le informazioni sono state richieste; (e) nella misura in cui
sono noti, il nome e l’indirizzo delle persone per cui vi è motivo di ritenere
che siano in possesso delle informazioni richieste (detentore di informa-
zioni). Qualora le informazioni citate siano contenute, la richiesta è reputata
adempiere, di principio, il requisito della rilevanza verosimile.
4.4 In concreto la richiesta del 29 giugno 2018 dell’Autorità Tributaria spa-
gnola adempie ai requisiti formali posti dalla legge, e sopra rammentati, di
A-6918/2018
Pagina 11
modo che non occorre chinarsi ulteriormente su tali aspetti. Del resto il ri-
corrente stessa non ha sollevato alcuna perplessità in merito.
5.
5.1 Giusta l’art. 25bis cpv. 1 CDI CH-ES, le autorità degli Stati contraenti si
scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della
Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno re-
lativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione, nella misura in cui
l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione (cfr. DTF 142 II
161 consid. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4, 141 II 436 consid. 4.4, sentenze del TF
2C_287/2019, 2C_288/2019 entrambe del 13 luglio 2020 consid. 2.2,
2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3); al contrario, le informazioni
presumibilmente irrilevanti non possono essere trasmesse dall’AFC
(art. 17 al. 2 LAAF). Orbene il requisito della “rilevanza verosimile” è adem-
piuto allorquando, al momento della formulazione della domanda, esiste
una ragionevole probabilità che le informazioni richieste abbiano un nesso
con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchie-
sta o del controllo nello Stato richiedente. Ne consegue quindi che di prin-
cipio lo Stato richiesto non può respingere una domanda di assistenza am-
ministrativa poiché sarebbe giunto ad una diversa conclusione. In altre pa-
role, l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informa-
zioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con
la conseguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità;
nello specifico la giurisprudenza ha evidenziato che quest’ultimo deve limi-
tarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispecie illustrata e i do-
cumenti richiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede dello
Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2, 142 II 161 consid. 2.1.1,
2.1.4 et 2.4, 141 II 436 consid. 4.4.3).
5.2 Il requisito della rilevanza verosimile – chiave di volta del sistema dello
scambio di informazioni (cfr. tra le tante sentenza del TF 2C_1162/2016 del
4 ottobre 2017 consid. 6.3 ; sentenza del TAF A-2980/2019 del 20 maggio
2020 consid. 3.3.1) – ha per scopo di assicurare uno scambio di informa-
zioni il più ampio possibile. In questo contesto, i limiti posti allo Stato richie-
dente sono il divieto della fishing expedition o il divieto di domandare infor-
mazioni manifestamente improprie a fare progredire l’inchiesta fiscale o
senza alcun rapporto con la stessa (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.2, sen-
tenza del TF 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1). Una domanda
di informazioni non costituisce una fishing expedition per il semplice fatto
che essa non precisa il nome o l’indirizzo (o entrambi) del contribuente
oggetto di un controllo o di inchiesta fiscale. L’identificazione del contri-
buente deve ciononostante essere possibile con altre modalità, sulla base
A-6918/2018
Pagina 12
delle informazioni trasmesse dallo Stato richiedente (cfr. Commentario
all’art. 26 ch. 4.4 et 5.1, anche DTF 143 II 136 consid. 6.1.2).
5.3
5.3.1 Giusta l’art. 4 cpv. 3 LAAF non è ammessa la trasmissione di infor-
mazioni su persone che non sono persone interessate se queste informa-
zioni non sono presumibilmente pertinenti per la valutazione della situa-
zione fiscale della persona interessata o se gli interessi legittimi di persone
che non sono persone interessate prevalgono sull’interesse della parte ri-
chiedente alla trasmissione di informazioni.
5.3.2 Nello specifico allorquando vengono richieste informazioni inerenti
persone non interessate giusta l’art. 3 lett. a LAAF, ma pure su terzi non
interessati ai sensi dell’art. 4 cpv. 3 LAAF, l’autorità procede a una ponde-
razione di interessi (DTF 142 II 161 consid. 4.6.1 ; sentenza del TAF
A-3482/2018 del 5 agosto 2019; critico ANDREA OPEL, Schutz von Dritten
im internationalen Amtshilfeverfahren, in : Revue fiscale 71/2016 928,
p. 942). Di regola, la giurisprudenza non ammette la trasmissione di nomi-
nativi di terzi non interessati a meno che ciò non sia “verosimilmente perti-
nente” con l’obbiettivo fiscale perseguito dallo Stato richiedente, la trasmis-
sione sia proporzionata, e un’anonimizzazione renderebbe priva di senso
la domanda di assistenza amministrativa. In altre parole, il nome di terzi
può essere trasmesso qualora esso sia per sua natura teso a chiarire la
situazione fiscale del contribuente individuato (DTF 144 II 29 consid. 4.2.3
con riferimenti; sentenze del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019 consid. 3.1,
2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1 ; sentenza del TAF
A-3482/2018 del 5 agosto 2019 consid. 7.3.2). Qualora fosse il caso, tali
terze persone devono essere tutelate: infatti a chiusura del procedimento,
l’autorità richiesta segnala all’autorità richiedente le restrizioni inerenti
all’impiego delle informazioni trasmesse e l’obbligo di mantenere il segreto
secondo le disposizioni in materia di assistenza amministrativa della con-
venzione applicabile (art. 20 cpv. 2 LAAF; DTF 142 II 161 consid. 4.6.1;
DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; cfr. consid. 5.6 qui di seguito).
5.3.3 Ferme queste premesse, l'interpretazione dell’art. 4 cpv. 3 LAAF deve
essere effettuata in base al criterio e principio convenzionale della “verosi-
mile pertinenza” (in casu art. 25bis CDI CH-ES) (cfr. sentenze del TAF A-
3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.3.3, A-4591/2018 del 3 marzo
2020 consid. 4.3.3).
5.4 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna
del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) trova applicazione,
A-6918/2018
Pagina 13
quale principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito
dello scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposi-
zione (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF
A-506/2018 del 15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017
del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), come la CDI CH-ES. La
buona fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali (principio
dell’affidamento). Nel contesto dell’assistenza amministrativa in materia fi-
scale, detta presunzione implica che lo Stato richiesto non può, di principio,
mettere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussi-
stano dei seri dubbi. Detto in altri termini, le dichiarazioni dello Stato richie-
dente vanno considerate corrette, fintanto che una contraddizione manife-
sta non risulta dalle circostanze (cfr. DTF 143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202
considd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affidamento non
si oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto; il rovescia-
mento della presunzione della buona fede di uno Stato dovendosi in ogni
caso fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4;
143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante]
sentenza del TAF A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con
rinvii). In virtù del principio dell’affidamento, lo Stato richiesto è vincolato
alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza,
nella misura in cui quest’ultime non possono essere immediatamente con-
futate (“sofort entkräftet”) in ragione di errori, lacune o contradizioni mani-
feste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-
5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-506/2018 del
15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019
consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii).
In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-
ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita
sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe
infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-
prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato
richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161
consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2).
5.5 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della
sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti
d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di
richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo; [tra le
tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con
rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del
A-6918/2018
Pagina 14
20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettiva-
mente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in
discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando
uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni
caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione
abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere in-
formazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144
II 206 consid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016
consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019
consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7;
A-5066/2016 del 17 maggio 2018 consid. 2.7).
5.6 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-
mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti
all’art. 25bis par. 2 CDI CH-ES, ovvero nei confronti delle persone e dei
comportamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni
(cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.7; sentenze del TAF A-5046/2018 del 22 mag-
gio 2019 consid. 4 et 5, A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.9.1,
A-2321/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 3.9.1). In altre parole, lo Stato
richiedente non può utilizzare nei confronti di terzi, le informazioni ottenute
con la domanda di assistenza, a meno che tale facoltà non risulti dalla
legge dei due Stati coinvolti e che l’autorità competente dello Stato richiesto
autorizzi tale uso (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.4; 146 I 172 consid. 7.1.3).
Nello specifico, ciò è l’espressione della dimensione personale del principio
di specialità (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.5; sentenza del TF 2C_545/2019
del 13 luglio 2020 consid. 4.7). In proposito, la giurisprudenza precisa e
ricorda l’esistenza di diverse concezioni in ordine alla portata del principio
di specialità, sia sul piano nazionale che internazionale; incertezza che im-
pone all’AFC di informare espressamente l’autorità richiedente in ordine
alle restrizioni d’uso delle informazioni trasmesse (cfr. DTF 147 II 13 ibid.,
sentenza del TF 2C_545/2019 citata ibid.).
6.
Stabiliti i principi applicabili, il Tribunale esamina la decisione qui impugnata
in base alle censure sollevate.
7.
7.1 Con l’impugnativa in esame, l’insorgente ha censurato la violazione del
principio della verosimile rilevanza prescritto all’art. 25bis CDI CH-ES, in
base al quale si scambiano solo le informazioni verosimilmente rilevanti
per l’esecuzione della citata Convenzione. A suo dire infatti, ritenere che
A-6918/2018
Pagina 15
egli avrebbe avuto il proprio centro di interessi vitali in Spagna o la propria
residenza in Spagna, non sarebbe supportato da alcun elemento concreto.
In proposito, l’AFC ha precisato, nella sua riposta al ricorso, che la do-
manda formulata rispetta il tenore dell’art. 25bis CDI CH-ES in quanto il “ri-
corrente avrebbe presentato le dichiarazioni d’imposta per il periodo ante-
cedente l’anno 2013, mentre per il periodo interessato dalle domande, e
meglio il periodo dal 2013 al 2016, non avrebbe inoltrato le proprie dichia-
razioni d’imposta, né quale residente né quale non residente”. Ora a dire
dell’AFC, la giurisprudenza federale non pone criteri severi alle motivazioni
da parte dell’autorità richiedente, la quale non sarebbe tenuta ad esporre i
fatti senza lacune o totalmente privi di contraddizioni in quanto è proprio lo
scopo dell’assistenza amministrativa di chiarire dei punti poco chiari. Per
di più verificare se le asserzioni dell’autorità richiedente “siano puramente
formali”, vorrebbe dire adottare un comportamento diffidente e di messa in
discussione della buona fede della citata autorità, ciò che sarebbe contrario
al principio dell’affidamento. Inoltre l’autorità richiedente ha dunque men-
zionato la partecipazione del ricorrente al campionato mondiale di motoci-
clismo (MOTO GP) che rappresenterebbe una fonte principale della sua
attività lucrativa quale motociclista professionale. Adesso secondo l’AFC,
visto che di principio una persona deve dichiarare il reddito nel Paese in
cui lo percepisce, si potrebbe considerare che anche il reddito percepito
dal campionato mondiale di motociclismo (MOTO GP), che com’è risaputo
prevede quattro gare in Spagna, sottostà ad imposizione. Inoltre, sarebbe
notorio che oltre alle gare vi sono anche delle prove e che per le condizioni
climatiche favorevoli la Spagna è altresì considerata meta per gli allena-
menti invernali.
7.2. Come rammentato più sopra (consid. 5.1), il requisito della rilevanza
verosimile è adempiuto allorquando, al momento della formulazione della
domanda, esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste
abbiano un nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti
al fine dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. In altre parole,
l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informazioni
richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con la
conseguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità.
Va rilevato infine che i procedimenti in materia di assistenza amministra-
tiva, non statuiscono materialmente sull’oggetto della controversia (sen-
tenze del TAF A-6589/2016 del 6 marzo 2018 consid. 4.6.5 e A-6385/2012
del 6 giugno 2013 consid. 2.2.1); compete infatti ad ogni Stato determinare
il rispetto e l’applicazione corretta della propria legislazione (sentenze del
A-6918/2018
Pagina 16
TAF A-6589/2016 ibidem, A-525/2017 del 29 gennaio 2018 [confermata
parzialmente con sentenza del TF 2C_141/2018 del 24 luglio 2020],
A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3, A-6306/2015 del 15 mag-
gio 2017 consid. 4.2.2.5 e A-5229/2016 del 15 marzo 2017 con-
sid. 4.2.5.1). Conseguentemente ogni censura in proposito deve essere
fatta valere davanti alle istanze nazionali competenti (sentenze del TAF
A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3 e A-4157/2016 ibidem con
riferimenti).
7.3
7.3.1 In concreto, a torto il ricorrente pretende che la domanda non sarebbe
supportata da alcun elemento concreto. Infatti l’autorità richiedente ha evi-
denziato l’assenza delle dichiarazioni d’imposta per il periodo 2013 al 2016,
a fronte della stessa per l’anno 2013. Cionondimeno, nella valutazione da
parte dell’AFC, come pure del presente Tribunale, non può essere fatta
astrazione delle 6 domande precedenti trasmesse all’AFC (cfr. fatti lettera
J), le quali poggiavano sulla partecipazione del ricorrente alle 4 “gare” di
gran prix, tenutesi in Spagna, durante ogni anno solare oggetto di appro-
fondimento; è del resto lo stesso ricorrente che vi fa riferimento nel suo
ricorso al punto 6 (“la decisione dell’AFC impugnata nella presente sede
non é l’unica relativa a richieste di informazioni dell’autorità fiscale spa-
gnola in relazione al ricorrente; vi sono infatti ulteriori sette decisioni, tutte
impugnate con ricorso”). In questo contesto, a mente del Tribunale, occorre
considerare che l’insorgente non svolge un’attività lavorativa in Svizzera
bensì svolge un’attività lavorativa sostanzialmente internazionale, che lo
porta regolarmente all’estero, laddove il circuito motociclistico prevede la
competizione. È quindi scontato che la maggior parte del tempo egli non si
trovi in Svizzera. Ora il circuito di motomondiale prevede tra le 15 e le 20
gare annue, 4 delle quali avvengono in Spagna, con il Gran premio di Spa-
gna, il Gran Premio di Catalogna, il Gran Premio di Aragona, e il Gran Pre-
mio della Comunità Valenciana. La Spagna è pure un Paese che in ragione
delle condizioni climatiche favorevoli può essere considerata metà privile-
giata per gli allenamenti su circuito, anche per quei Gran Premi che non
avvengono nel Paese iberico. Inoltre i Gran Premi “spagnoli”, sono ripartiti
in modo equilibrato durante tutto l’anno solare e non concentrati in pochi
mesi.
Tutto ciò considerato, seppur scarne, le considerazioni dell’autorità spa-
gnola, supportate pure dalle informazioni contenute nelle domande prece-
denti, che non possono essere qui tralasciate, sono sufficienti e non rag-
giungono il grado adeguato per impedire alle autorità dello Stato richiesto
di adempiere al requisito del controllo di plausibilità della richiesta. Ciò è
A-6918/2018
Pagina 17
pure confermato dal documento suppletorio relativo alla “residencia fiscal”
notificato al Tribunale il 3 luglio 2019 ed in seguito trasmesso da quest’ul-
timo all’insorgente. Da tale documento emerge infatti che il ricorrente sem-
brerebbe abbia soggiornato in Spagna per 117 giorni nel 2013, per 114
giorni nel 2014 e 140 nel 2015 a fronte di un soggiorno in Svizzera variabile
tra i 59 e 87 giorni per gli anni citati.
7.3.2 Ora, il ricorrente pretende che la produzione e l’implementazione ne-
gli atti del procedimento di tale documento sia contraria al principio di as-
sunzione delle prove che comporta l’obbligo di illustrare quale fatto si in-
tende dimostrare attraverso il documento prodotto; tale carenza comporte-
rebbe altresì la violazione del diritto di essere sentito. In questo contesto
l’insorgente ravvede pure la violazione dell’art. 6 LAAF, poiché il docu-
mento sarebbe stato prodotto conseguente ad una richiesta di chiarimenti
da parte dell’AFC all’autorità spagnola e posteriormente all’adozione della
decisione impugnata.
Sennonché la documentazione pervenuta all’AFC il 28 giugno – 2 luglio
2019 altro non è che uno “status update” che conferma le allegazioni tra-
smesse dall’autorità richiedente, in particolare in ragione della permanenza
effettiva di giorni per anno sul territorio spagnolo. Infatti già nelle domande
precedenti del 20 dicembre 2017 e del 3 gennaio 2018, concernenti i 6
procedimenti ricorsuali congiunti sotto il numero di ruolo A-5366/2018, l’au-
torità richiedente ha espressamente indicato di considerare la Spagna
quale centro degli interessi vitali del ricorrente (“since four races of the
World Championship have taken place in Spain, our tax auditors consider
the centre of Mr. A._’s vital interests is in Spain, and therefore he is
regarded as tax resident in Spain”). Tale conferma tuttavia non sarebbe
necessaria, come asserisce l’AFC, “per sorreggere la domanda di assi-
stenza amministrativa”, già completa con la domanda principale.
Diversamente sarebbe stato se tali affermazioni e considerazioni avessero
portato l’AFC a riconsiderare e distanziarsi in qualche modo dalla decisione
impugnata, attraverso segnatamente una modifica del dispositivo. Il rap-
porto trasmesso, altro non è quindi che un aggiornamento di informazioni
a conferma delle dichiarazioni e dell’esposizione dei fatti nella domanda
precedente.
Ne discende pertanto, che le censure relative alla mancata motivazione
della prova prodotta e relativa alla mancata produzione completa del docu-
mento probatorio cadono evidentemente nel vuoto.
A-6918/2018
Pagina 18
In questo contesto anche la violazione dell’art. 6 LAAF non può essere
condivisa da questo Tribunale, e non è meritevole di approfondimenti ulte-
riori.
7.3.3 A poco servono infine i richiami del ricorrente agli immobili a propria
disposizione nel paese iberico, dove egli avrebbe soggiornato. Del resto è
lo stesso ricorrente che ammette come “l’autorità fiscale spagnola non giu-
stifichi un eventuale domicilio fiscale [...] sulla base di dette proprietà, che
pertanto non entrano in linea di conto a giustificare la verosimile rilevanza
delle informazioni richieste” (cfr. ricorso ad 5).
7.4 Ferme queste premesse, le informazioni richieste sono verosimilmente
pertinenti con riferimento agli obiettivi posti dallo Stato richiedente, ovvero
stabilire il domicilio del ricorrente, per il periodo di riferimento, e determi-
nare il proprio reddito imponibile in Spagna. In tali circostanze il controllo
del requisito di plausibilità è stato possibile e il requisito della rilevanza ve-
rosimile è stato adempiuto. Allo stesso modo, anche le informazioni che
l’AFC intende trasmettere, giusta il dispositivo finale impugnato, adem-
piono al requisito della rilevanza verosimile poiché parrebbero effettiva-
mente permettere all’autorità richiedente di stabilire i redditi del ricorrente
nei periodi fiscali oggetto di esame, ottenendo segnatamente informazioni
tese a stabilire dove fossero gli interessi vitali dello stesso con l’identifica-
zione di dettagli in punto alla carta di credito sopra citata (cfr. anche il con-
sid. 9 relativo alle informazioni di terzi).
8.
8.1 Con riferimento allo scritto “status update” l’insorgente ha parimenti
contestato la violazione del principio di sussidiarietà e del principio della
buona fede poiché diversi accertamenti sono avvenuti nel corso del 2018,
con la piena collaborazione del ricorrente, ciò che de facto contrasterebbe
con le affermazioni dello stato richiedente in base alle quali (cfr. richiesta
di assistenza principale del 29.6.2018) le fonti interne per la raccolta di in-
formazioni erano esaurite.
8.2 Ora, è vero che emerge come lo stato richiedente abbia ricercato ed
ottenuto una collaborazione del ricorrente, in modo preciso e puntuale in
punto alla sua condizione economica, segnatamente redditi e sostanza e
documentazione a comprova della stessa, dopo la richiesta di assistenza
amministrativa all’AFC, mentre in precedenza lo stesso non sembra avere
collaborato in questo senso (cfr. “status update” e domanda di assistenza:
“our tax auditors have requested from Mr. A._ documents suppor-
ting his assets in Switzerland, as well as the bank statements for his bank
A-6918/2018
Pagina 19
accounts in Swiss banks, but, unfortunately, the information hasn’t been
provided”); ma è altrettanto vero però, come già ricordato, che il documento
qui litigioso non può essere considerato una prova del procedimento, ma
un semplice “status update” come ne avvengono regolarmente. A giusta
ragione inoltre l’AFC richiama la giurisprudenza del TF in base alla quale
per determinare la violazione o meno del principio di sussidiarietà (cfr. an-
che consid. 5.5) occorre collocarsi al momento della formulazione della do-
manda di assistenza, non entrando in linea di conto se nel prosieguo del
procedimento siano giunte nuove informazioni direttamente dal ricorrente
o meno (cfr. DTF 144 II 206 consid. 3.3.1: “le principe de la subsidiarité
n’est donc pas remis en cause si le contribuable visé par la demande d’as-
sistance administrative décide, alors que la procédure d’assistance est
pendante, de transmettre, spontanément ou sur la base d’une convention,
à l’autorité requérante des informations qui correspondent aux renseigne-
ments requis”).
Ora, il principio della sussidiarietà è strettamente connesso con il principio
dell’affidamento e con il principio della buona fede (cfr. testè citata, ibidem).
In base a quest’ultimo vige la presunzione della correttezza delle allega-
zioni dello Stato richiedente, presunzione che può essere messa in dubbio
qualora emergano seri dubbi in punto alle stesse. Detto in altri termini, le
dichiarazioni dell’Agencia tributaria vanno considerate corrette, fintanto
che una contraddizione manifesta non risulta dalle circostanze, ciò che
però non è il caso e nemmeno il ricorrente lo sostanzia con elementi con-
creti.
8.3 Ne discende pertanto che le censure in punto ai principi testé menzio-
nati di sussidiarietà e di buona fede cadono nel vuoto.
9.
9.1 Come esposto in narrativa, l’autorità richiedente ha chiesto all’AFC di
identificare e comunicare eventuali terze persone detentori della carta di
credito rilasciata dalla B._ rispettivamente detentori o aventi diritto
economico del conto bancario su cui poggiava la citata carta di credito. Al
fine di rispondere a tale quesito, il dispositivo della decisione impugnata
(cfr. punto numero 2 lettera a e d) contempla il nominativo dei signori
E._ e F._, i quali, senza voler entrare nel dettaglio circa le
informazioni che li riguardano, non hanno avuto accesso agli atti e nem-
meno sono stati informati in ordine a tale aspetto.
9.2 Ora, per quanto riguarda i principi in ordine alla trasmissione di nomi-
nativi di terze persone e i presupposti per darvi seguito, segnatamente
A-6918/2018
Pagina 20
l’adempimento del requisito della verosimile rilevanza, si richiama quanto
esposto al consid. 5.3.
9.3
9.3.1 In casu con il punto dispositivo numero 2 lettera a) e d) della deci-
sione impugnata, l’autorità inferiore informa lo stato richiedente in ordine al
nominativo di terze persone, E._ e F._, che hanno ricoperto,
il primo, il ruolo di detentore della carta di credito B._, con la quale
è stato acquistato il biglietto aereo con C._, rispettivamente, il se-
condo, detentore e avente diritto economico del conto bancario connesso
con la carta di credito menzionata. Tali nominativi non sono dunque il frutto
del caso ma figurano nell’incarto per i precisi motivi descritti.
Ne consegue quindi che non si può contestare che tali informazioni non
possano essere di alcuna utilità all’autorità richiedente per determinare con
maggiore cognizione di causa il substrato fiscale del ricorrente per i periodi
in discussione, in ragione del loro ruolo nonché le possibili interazioni negli
anni oggetto di richiesta. In questo contesto, è bene rilevare come l’AFC
può rifiutare unicamente le informazioni che appaiono con certezza asso-
luta non essere pertinenti al procedimento (cfr. sentenza del TF
2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.2 e 4.4), ciò che però come visto
non risulta essere il caso nella fattispecie in esame. In altre parole non
spetta quindi all’autorità richiesta determinare nel dettaglio se tali informa-
zioni / nominativi siano effettivamente utili nel quadro del procedimento na-
zionale spagnolo a chiarire la situazione.
9.3.2 Inoltre la recente giurisprudenza del Tribunale federale in punto al
principio di specialità, ha rilevato che le informazioni relative a terzi pos-
sono essere utilizzate unicamente nei confronti delle persone oggetto di
richiesta da parte dello Stato richiedente (cfr. sentenza del TF
2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7 “nur gegenüber denjenigen
Personen, gegen welche sich das Amtshilfegesuch ausdrücklich richtet”,
rispettivamente “Deshalb darf der ersuchende Staat die [...] übermittelten
Informationen nicht gegenüber Personen verwenden, die von seinem Er-
suchen nicht betroffen waren” [DTF 147 II 13 consid. 3.5]).
9.4 A fronte di quanto sopra esposto, la trasmissione dei nominativi di terzi
implicati così come richiesto dall’autorità richiedente, è esente da critiche.
A-6918/2018
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9.5 Con riferimento a tali nominativi di terzi, di cui al punto dispositivo 2
lettera a) e d), il Tribunale ricorda all’autorità inferiore come essi siano tu-
telati dal principio di specialità (cfr. consid. 5.6); ciò che impone all’AFC di
informare l’autorità richiedente circa le restrizioni di utilizzo per gli stessi.
10.
Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va pertanto re-
spinto e la decisione impugnata confermata.
In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di
procedura sono poste a carico del ricorrente qui parte integralmente soc-
combente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse
e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 1’500
franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente dall’an-
ticipo spese di 5’000 franchi da esso versato il 3 gennaio 2019, riferito ai 2
procedimenti ricorsuali (A-6918/2018 e A-6922/2018). L’importo rimanente
dovrà essere utilizzato, per quanto necessario, per coprire le spese di pro-
cedura dovute, nel procedimento parallelo qui disgiunto (A-6922/2018). Un
eventuale rimanenza sarà resa al ricorrente alla crescita in giudicato delle
due sentenze pronunciate.
Non vi sono poi i presupposti per l’assegnazione al ricorrente di indennità
a titolo di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art.
7 cpv. 1 TS-TAF a contrario).
11.
Contro la presente decisione, relativa ad un’assistenza amministrativa in-
ternazionale in materia fiscale, può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. h della legge sul Tribunale
federale del 17 giugno 2005 [LTF. RS 173.110]). Il termine ricorsuale è di
10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile soltanto se
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta
per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84
cpv. 2 LTF (art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo competente a de-
terminare il rispetto di tali condizioni.
(il dispositivo è sulla pagina seguente)
A-6918/2018
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