Decision ID: 40b6e785-3dfd-5527-b9cd-80ab6450203b
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe 1964, non potendo continuare la sua attività di muratore a causa di una problematica lombare, è stato riformato quale impiegato di commercio senza aver sostenuto, per motivi personali, gli esami per il conseguimento del relativo diploma (cfr. scritto 23 agosto 2000 dell’assicurato in doc. AI 44-2).
Ritenuta conclusa la riformazione professionale, l’Ufficio AI ha provveduto ad esaminare l’eventuale diritto ad una rendita. Sulla scorta del rapporto finale 5 settembre 2000 del consulente professionale (doc. AI 45), con decisione 24 novembre 2000 l’assicurato è stato posto al beneficio di una mezza rendita dal 1° settembre 2000 (doc. AI 48).
La mezza rendita è stata confermata con comunicazione 6 agosto 2009 (doc. AI 89).
1.2. Nell’aprile 2012 l’Ufficio AI ha avviato d’ufficio una procedura di revisione (doc. AI 116).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione economica a cura del consulente in integrazione professionale, con decisione 31 ottobre 2012 (preavvisata il 21 settembre 2012) l’amministrazione ha soppresso la rendita, togliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.
Con sentenza 17 dicembre 2013, in accoglimento del ricorso ai sensi dei considerandi, il TCA ha annullato la succitata decisione e rinviato gli atti all’amministrazione per l’espletamen- to di alcuni accertamenti di natura economica (inc. 32. 2012.304).
1.3. Con decisione 8 settembre 2014 (preavvisata il 1° luglio 2014) l’Ufficio AI ha soppresso la rendita in via di riconsiderazione.
1.4. Contro la succitata decisione è tempestivamente insorto l’as- sicurato, chiedendo il ripristino della mezza rendita. In particolare, egli contesta la determinazione del reddito da valido. Sulle singole motivazioni verrà detto, per quanto necessario, nel prosieguo.
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione economica alla base della decisione contestata, ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
1.6. Il 15 ottobre 2014 l’assicurato, facendo presente di essere assistito dall’avv. RA 1, ha inviato la relativa procura (IV).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
Nel merito
2.2.
Oggetto del contendere è la soppressione della mezza rendita sinora erogata all’assicurato.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
2.4.
Nel caso in esame, con la STCA di rinvio questo TCA aveva rilevato:
“
2.6.
(...)
Orbene, esaminati attentamente gli atti, secondo questa Corte non vi è tuttavia chiarezza sull’esistenza di un motivo di revisione del diritto alla rendita e questo per i motivi che seguono.
2.7.
In primo luogo, dubbi sussistono sull’effettiva attuale posizione dirigenziale dell’assicurato in seno alla società di famiglia sostenuta dall’Ufficio AI, posta quale motivo, come si desume dal citato scritto 11 settembre 2013 dell’amministrazione (cfr. consid. 2.6), della revisione del diritto alla rendita qui in discussione.
Al riguardo, nel rapporto 14 giugno 2012 il consulente in integrazione professionale ha, fra l’altro, sostenuto:
“(...)
La situazione aziendale odierna determina come il signor RI 1 sia comproprietario dell’azienda e che abbia potere decisionale all’interno della stessa. Sulla dichiarazione della tassazione 2010 scrive alla voce professionale, “impiegato”.
Si deve considerare il signor RI 1 secondo le tabelle RSS ramo 45 costruzioni come un dirigente d’azienda livello 2 con un salario di 6570.-- riportando questo dato su 41.6 ore si ottiene un salario di fr. 6570.-- riportando questo dato su 4.16 si ottiene un salario annuo di fr. 81944.--.
Difatti lo stesso azionista che possiede le stesse azioni dell’assicurato ha percepito nel 2005 come da incarto contabile un salario di fr. 92053.--.
Esiste una verosimiglianza tra i dati comparati, si può quindi definire che l’assicurato potrebbe percepire in quest’attività un salario paragonabile alle tabelle RSS, nel quale il discapito economico rispetto all’attività di muratore che svolgeva prima dell’insorgenza del danno alla salute, si sarebbe molto ridotto” (doc.
AI 126/2).
Quindi, il consulente ritiene che l’assicurato ricopre una funzione dirigenziale all’interno dell’azienda di famiglia di cui è anche azionista, con diritto di firma individuale. Si tratta, come si legge nel rapporto 13 giugno 2012 dello stesso consulente, di un’azienda con 10 dipendenti in cui l’assicurato “fa trasporti, carico e scarico aiutato dagli operai, manutenzione del camion, piccoli lavori come pulizie d’attrezzi e manutenzione. Svolge un po’ anche l’attività di gestione pratica dei cantieri, coordinamento degli operai ad esempio chiama gli elettricisti, fa trovare il trax quando c’è bisogno, si occupa anche dei bollettini di consegna. Non si occupa della gestione amministrativa dei clienti, acquisizione lavori, capitolati d’onere. Questi compiti sono svolti dal fratello. In pratica è un po’ il tutto fare dell’azienda. L’assicurato svolge questa attività sull’intera giornata con un rendimento ridotto” (doc. AI 121/2).
Nel rapporto 20 giugno 2012, citato al consid. 2.5., il dr. _ del SMR rileva che l’assicurato “non può più effettuare attività lavorativa pesante quale la precedente di muratore, ma in attività adeguate di tipo amministrativo dirigenziale. Lo si può ritenere abile in maniera totale” (doc. AI 124/3).
Ora, visto il succitato mansionario (comprensivo di alcuni lavori medicalmente non adeguati, come il carico e lo scarico del camion oppure l’attività di muratore secondo quanto indicato nel questionario del datore di lavoro nell’ambito della revisione, doc. AI 123), l’assicurato si occupa di attività pratiche e non di tipo amministrativo dirigenziale, svolte da suo fratello, anch’egli nel CdA dell’azienda di famiglia, con diritto di firma individuale (cfr. estratto RC informatizzato). Va poi ricordato che, l’insorgente, nell’ambito della riformazione professionale, non ha conseguito l’attestato di capacità quale impiegato di commercio (cfr. consid. 1.1)
. Certo che l’insorgente formalmente è azionista e titolare di un diritto di firma, ma le citate circostanze di fatto elencate sopra non permettono, senza ulteriori accertamenti, di ascrivergli un ruolo dirigenziale. Tali accertamenti sono importanti, tenuto conto che per la determinazione del reddito ipotetico da invalido l’Ufficio AI ha utilizzato i dati statistici relativi alla categoria 45 (costruzioni), livello 2 corrispondente a “lavoro indipendente e molto qualificato”.
Va poi fatto presente che già all’epoca della resa della prima decisione di rendita,
la situazione economica, rispettivamente la posizione dell’assicurato nell’azienda di famiglia, è rimasta sostanzialmente invariata.
Infatti,
nel menzionato questionario del datore di lavoro, compilato il 23 febbraio 1995, la _, oltre a dichiarare che il ricorrente da valido percepiva un salario mensile di fr. 7'000.--, aveva altresì indicato che “il signor RI 1 possiede il 40% delle azioni della Ditta e più precisamente per un importo di fr. 20'000.--“. Infine, va ricordato che dall’agosto 1997 l’insorgente è membro del Cda della citata società.
Da ultimo, secondo questa Corte, non si giustifica l’utilizzo del dato statistico relativo ad un impiegato di commercio, professione per la quale l’assicurato è stato riformato, riferito al ramo 82 “Attività amministrative, supporto alle imprese”, livello di qualifica 3 “Conoscenze professionali e specializzate” di fr. 75'612.-- proposto in alternativa dall’Ufficio AI, dal cui confronto con il reddito da valido il grado d’invalidità risulta essere del 30% (cfr. scritto 23 settembre 2013 Ufficio AI al TCA, pag. 3; XIV). Va infatti ricordato che l’assicurato non ha conseguito il diploma di impiegato di commercio, motivo per cui non appare corretto far riferimento al livello di qualifica 3.
2.8.
Va piuttosto fatto riferimento a quanto sostenuto dal consulente in integrazione professionale nel suo rapporto 14 giugno 2012:
“(...)
Giudico errata la valutazione economica fatta nel duemila poiché se da un lato ha tenuto in considerazione la situazione finanziaria del signor RI 1, che percepiva di più di un muratore qualificato, come indicato dai contratti collettivi; perché il signor RI 1 percepiva più di un muratore diplomato? Quali erano le sue funzioni all'interno dell'azienda di famiglia? D'altro canto non si è tenuto in considerazione delle indicazioni contrattuali nel ramo del commercio e della valutazione di carriera nello stesso ramo (il salario di riferimento sarebbe stato molto più alto). Solamente considerando questo dato non ci sarebbe stato un grado d'invalidità così elevato, e forse non si sarebbe erogata una rendita d'invalidità." (doc. AI 126/1; sottolineatura del redattore)
Pertanto, vista l’ipotesi di errata valutazione economica formulata dal consulente, vi è da chiedersi se la decisione 24 novembre 2000 di erogazione della mezza rendita sia da ritenere corretta. Al riguardo l’art. 53 cpv. 2 LPGA dispone che l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. La riconsiderazione non è tuttavia ammissibile se la decisione è stata oggetto di controllo giudiziale nel merito (DTF 127 V 466 consid. 2c pag. 469).
La giurisprudenza ha precisato che l'amministrazione non può essere obbligata a procedere a una riconsiderazione in questo senso né dall'amministrato né dal giudice (DTF 133 V 50 consid. 4.1 pag. 52 e i riferimenti ivi citati). S
petta dunque all’Ufficio AI se procedere o meno alla riconsiderazione.
(...)
2.9.
In conclusione, visto quanto sopra,
gli atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché, mediante i necessari accertamenti di cui al consid. 2.7, determini l’eventuale ruolo dirigenziale dell’assicurato, per poi procedere, se del caso, alla revisione del diritto alla rendita. Nella misura in cui risultassero per contro accertati gli estremi per una riconsiderazione, spetterà, come detto, all’amministrazione decidere, senza esserne tuttavia obbligata, se ritornare sulla propria decisione del 24 novembre 2000.
Ne consegue che la decisione è annullata, mentre il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi. (...)”
2.5. Ritornati gli atti, l’amministrazione ha dapprima convocato l’assicurato per un colloquio chiarificatore sulla sua mansione all’interno della società di famiglia. Dal rapporto 2 maggio 2014 risulta che l’interessato, nonostante che formalmente dal 2000 sia azionista di maggioranza con il di lui fratello, non svolge alcun ruolo dirigenziale (cfr. doc. AI 167).