Decision ID: 81d89572-df97-5faa-8c33-f4986c76dab4
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In seguito ad una revisione effettuata presso la società RI 1 la Cassa CO 1 ha ripreso, tra l’altro, gli importi versati a PI 1 dal 2004 al 2006, per un totale di fr. 111'800, poiché ritenuta dipendente della società.
Con decisione di tassazione d’ufficio del 14 novembre 2007, confermata tramite decisione su opposizione del 2 gennaio 2008, l’amministrazione ha ribadito la sua posizione (doc. L e A).
1.2. RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta contro la predetta decisione, contestando lo statuto di dipendente di PI 1 e la percezione dei relativi interessi di mora e chiedendo l’assunzione di numerose prove.
L’insorgente, ditta che collabora tra l’altro con il consorzio nato per la realizzazione delle opere di costruzione della galleria di base _, nega la presenza degli elementi tipici di un’attività dipendente e sostiene al contrario che nel caso di specie l’attività svolta dall’interessata è di carattere indipendente.
La ricorrente rammenta che PI 1 è un’artista indipendente con uno studio proprio a _ ed un atelier a _. Dopo aver ricevuto un primo incarico dalla società nel corso del 2004 per la progettazione e la realizzazione del logo aziendale nonché lo sviluppo di un concetto grafico per la carta da lettere ed i biglietti da visita dei collaboratori dell’azienda, PI 1 ha accettato di procedere con la realizzazione di diversi disegni di rilievo necessari sia alla documentazione dei lavori in corso che alla partecipazione ai concorsi per l’ottenimento dell’esecuzione dei lavori in diversi lotti.
La società insorgente rileva che l’interessata non le è subordinata per quanto concerne l’impiego del tempo o l’organizzazione del lavoro, non utilizza uffici messile a disposizione, non dipende economicamente dalla società giacché riceve un importo mensile di fr. 4'000 come pensione alimentare, è personalmente responsabile dell’opera eseguita e può rifiutare gli incarichi.
La ricorrente sostiene inoltre di essere in buona fede e ritiene che la Cassa non possa, con effetto retroattivo, chiedere il pagamento di contributi per attività che le parti ritenevano inizialmente di natura indipendente (doc. I).
1.3. Con risposta del 18 febbraio 2008 la Cassa propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.4. Pendente causa il TCA ha richiamato gli atti fiscali di PI 1 e gli incarti completi della Cassa CO 1 relativi sia alla società ricorrente che e a PI 1 (doc. V e seguenti).
1.5. Con osservazioni del 3 marzo 2008 la ricorrente ha ribadito le sue argomentazioni e prodotto ulteriore documentazione a sostegno della sua tesi (doc. X).
1.6. Il 3 luglio 2008, in applicazione della sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 del Tribunale federale, questo TCA ha chiamato in causa PI 1mettendo a sua disposizione gli atti ed assegnandole un termine per determinarsi in merito (doc. doc. XIV).
1.7. Con distinti scritti del 12 settembre 2008, sia PI 1 che RI 1 hanno preso posizione, hanno chiesto l’assunzione di ulteriori prove ed hanno precisato che, visto il notevole aumento della mole di lavoro, con il 1° gennaio 2008 PI 1 è diventata dipendente della società ricorrente (doc. XV e XVI).
1.8. Il 16 settembre 2008 le parti sono state sentite per una discussione di causa innanzi al Giudice delegato del TCA (doc. XVII).
1.9. Le parti si sono ulteriormente espresse in merito circa la fissazione dei contributi di PI 1 quale indipendente (doc. XVIII e seguenti).

in diritto
In ordine
2.1. Il 3 luglio 2008 il TCA ha chiamato in causa PI 1 in ossequio alla nuova giurisprudenza del Tribunale federale (sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007) e le è stato assegnato un termine per prendere posizione in merito alla fattispecie e per visionare gli atti ivi menzionati (ossia gli allegati processuali delle parti principali).
Questo Tribunale ha così ossequiato la sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 e ha garantito il diritto di essere sentito, dando a tutte le parti a lui conosciute e coinvolte nella causa, la possibilità di esprimersi.
2.2. La ricorrente fa valere una violazione del diritto di essere sentita poiché la Cassa non avrebbe preso posizione su tutte le censure sollevate, e meglio non avrebbe motivato sufficientemente né la sua decisione né la risposta di causa.
La ricorrente fa implicitamente valere un diniego di giustizia formale per carenza di motivazione.
Il diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
In concreto le ragioni che hanno inciso sulla motivazione della Cassa sono chiare. Poiché le entrate conseguite con il lavoro svolto a favore della ricorrente rappresentano la gran parte degli introiti di PI 1, l’amministrazione ha ritenuto esserci una dipendenza economica di quest’ultima nei confronti dell’insorgente.
Anche se _ non si è espressa esplicitamente su ogni singola censura, la ricorrente ha potuto comprendere la portata della decisione, impugnarla ad un’istanza che del resto dispone di pieno potere cognitivo e confrontarsi con il suo contenuto.
L’amministrazione non ha pertanto commesso un diniego di giustizia formale.
A questo proposito,
con sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008, destinata alla pubblicazione, la nostra Massima Istanza ha affermato:
"
2.1.2 Ora, come pertinentemente osservato dal primo giudice, anche se non si è chinata sulle singole censure, l’autorità amministrativa ha sufficientemente esposto nelle 9 pagine di decisione su opposizione le regioni essenziali che l’hanno indotta a richiedere gli interessi di mora. Il ricorrente ha potuto agevolmente comprendere la portata della decisione e impugnarla – come poi ha fatto, riproponendo le sue argomentazioni – con cognizione di causa dinanzi a un’autorità giudiziaria, quale il Tribunale cantonale delle assicurazioni, dotata di pieno potere cognitivo. In tali condizioni, non vi è spazio per ammettere una violazione del diritto di essere sentito o comunque un diniego di giustizia formale.”
Il TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.3. Con scritto 3 marzo 2008 la ricorrente ha presentato osservazioni alla risposta di causa, affermando che “
qualora nel termine assegnato da questa lodevole autorità con scritto 19.2.2008 non fosse compresa la facoltà di esprimersi sulla risposta di causa, rispettivamente sui mezzi prodotti dalla Cassa CO 1, si formula formalmente con il presente istanza di replica
.” (doc. X)
Con queste osservazioni, trasmesse alla Cassa per prendere posizione, la ricorrente si è espressa in merito alla risposta dell’amministrazione. Essa è inoltre stata sentita in sede di audizione.
In queste condizioni l’istanza di replica è priva di oggetto.
Nel merito
2.4. Oggetto del contendere è la questione di sapere se PI 1, negli anni dal 2004 al 2006, era o meno dipendente della RI 1.
2.5. A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell’11 marzo 2005, sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.6. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.7. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (...)."
2.8.
La nostra Massima Istanza ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).