Decision ID: 5bb69bae-89d9-5248-94f9-6e8d3bb9d28b
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. Il 19 agosto 2020 la RI 1 di _ ha inoltrato alla Sezione del lavoro un preannuncio di lavoro ridotto per il periodo 29 agosto – 31 dicembre 2020 (cfr. doc. 1).","Dal relativo Formulario di preannuncio si evince, da un lato, che la perdita di lavoro probabile è del 50% e colpisce tutta l’azienda, e meglio cinque dipendenti, di cui due con contratto di lavoro di durata indeterminata e tre con contratto di impiego di durata determinata (cfr. doc. 1 pti. 2.1, 3, 4.1), dall’altro, che quale causa sono state indicate “misure restrittive per Coronavirus, attività limitate” (cfr. doc.1 p.to 2.2).","1.2. Con decisione del 26 ottobre 2020 la Sezione del lavoro ha sollevato opposizione al versamento delle indennità per lavoro ridotto per il periodo 29 agosto - 31 dicembre 2020, in quanto la perdita di lavoro è stata ritenuta non computabile non avendo dato seguito alla sua richiesta del 30 settembre 2020 (cfr. doc. 2) di completare la documentazione necessaria per l’esame del preannuncio entro il termine del 7 ottobre, poi prolungato al 16 ottobre 2020 (cfr. doc. 3).","1.3. La RI 1, il 23 novembre 2020, dopo aver spedito il 4 novembre 2020 i documenti richiesti (che sostiene di avere in ogni caso già trasmesso il 17 ottobre 2020 tramite posta elettronica), ha interposto opposizione contro la decisione del 26 ottobre 2020, chiedendo che la sua domanda d’indennità per lavoro ridotto venisse accettata, poiché in caso contrario “(...) non riusciamo più a garantire il pagamento degli stipendi, in quanto la liquidità della società è molto limitata senza gli incassi della buvette e attività collaterali e attualmente non ci sono più grandi riserve per coprire un eventuale deficit d’esercizio come potete osservare dalla documentazione inviatavi (...)” (cfr. doc. 6).","1.4. Con decisione su opposizione del 30 aprile 2021 la Sezione del lavoro ha confermato il provvedimento del 26 ottobre 2020, rilevando in particolare:","\" (...) La RI 1 è costituita nella forma di associazione e quale scopo consegue quello di: \"_\" inoltre \"La società può eseguire su preciso mandato e ratifica assembleare, operazioni inerenti il conseguimento dello scopo sociale\" (cfr. art. 2 Statuto della RI 1). La maggior fonte dei ricavi della RI 1 proviene da contributi pubblici, sussidi, donazioni e quote sociali, i quali risultano sufficienti a garantire la copertura della massa salariale dell'associazione, sicché in concreto non vi è alcun rischio di licenziamento immediato e concreto.","Infatti, dalla documentazione agli atti emerge che la massa salariale 2020 a carico dell'opponente ammonta a totali CHF 94'951.-. Dal conto relativo alla stagione 2020/2021 risulta che i ricavi provenienti da contributi pubblici e sussidi vari, nonché da quote sociali, sponsor, raccolta fondi e donazioni sono pari a totali CHF 110'081.-. A fronte di tali ricavi la copertura della massa salariale di tutti i dipendenti dell'opponente risulta pertanto garantita.","Visto quanto precede, l'UG non può che confermare che essendo le maggiori spese sostenute dall'opponente coperte da contributi pubblici e privati, il diritto alle indennità per lavoro ridotto non può essere riconosciuto, non essendovi un reale rischio di licenziamento per i dipendenti annunciati”. (Doc. A)","1.5. Contro la decisione su opposizione del 30 aprile 2021 la RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento della stessa e conseguentemente il riconoscimento del “diritto all’introduzione del lavoro ridotto dal 29 agosto al 31 dicembre 2020” (cfr. doc. I pag. 8).","A sostegno della propria pretesa, la parte ricorrente ha addotto:","\" (...)","\" (...)","7. L’affermazione dell’UG secondo la quale \"Se un'azienda o un'attività","commerciale è tenuta a garantire lo svolgimento dell'attività a prescindere dalla situazione economica e dalle difficoltà economiche, e se le maggiori spese sostenute o le perdite generate sono coperte da fondi pubblici, di norma per i lavoratori interessati non esiste alcun rischio di licenziamento immediato\", non è pertinente al caso. l'UG si è limitato a formulare un'ipotesi generica senza espletare ulteriori approfondimenti in merito e senza portare alcuna prova a sostegno della sua affermazione riguardante il caso concreto.","8. Si precisa che nella fattispecie non vi è alcun ente pubblico, alcun privato o altro finanziatore, che garantisce contrattualmente la copertura di eventuali deficit d'esercizio della ricorrente. (...)” (Doc. I pag. 4-5)","L’avv. RA 1, per conto della sua assistita, ha poi asserito, da un lato, che tutto il personale avrebbe dovuto essere licenziato e messo a carico dell’assicurazione disoccupazione, ma che ciò non è stato fatto perché, nella più perfetta buona fede, il comitato ha ritenuto che l’accettazione dell’introduzione del lavoro ridotto fosse scontata.",Dall’altro:,"\" 10.","Il comitato ha la responsabilità della gestione finanziaria della ricorrente e non può esimersi dall'assumere decisioni anche drastiche, speculando sul fatto che altri risaneranno le perdite annue d'esercizio. Non è per altro sostenibile una tesi che imponga una valutazione dei fatti \"a posteriori\" o meglio ancora \"con il senno di poi\". Le misure di restrizione COVID 19 hanno causato un calo temporaneo del lavoro (chiusura) e l'introduzione del lavoro ridotto è stata postulata per far fronte alle necessità finanziarie impellenti. Il diritto all'introduzione del lavoro ridotto nasce in ragione della constatazione delle ore di lavoro effettivamente perse nel momento di crisi e non dipende dai risultati d'esercizio realizzati in seguito. Se così fosse vorrebbe dire per assurdo che si dovrebbe chiedere la restituzione delle indennità a tutte quelle aziende che una volta cessata la situazione straordinaria sono ritornate a realizzare utili.","11. Questo per sottolineare che l'eventuale attribuzione di altri aiuti successivi alla RI 1 non inficia il diritto all'introduzione del lavoro ridotto (e all'ottenimento delle relative indennità) perché si tratta di questioni diverse e senza un nesso causale comune. Gli eventuali altri aiuti non sono certi, non sono dovuti secondo una legge o un vincolo contrattuale e potrebbero anche non essere elargiti.” (Doc. I pag. 6)","Secondo l’insorgente anche le considerazioni espresse dall'amministrazione in merito alla tipologia dell'attività della RI 1, così come delle varie forme di finanziamento e dei costi che devono essere coperti tramite queste entrate, sono state sommarie e poco approfondite.","Al riguardo è stato precisato:","\" 13.","Non si possono banalmente sommare i contributi pubblici, degli sponsor, raccolta fondi e donazioni per poi equipararli ai costi per salari e affermare che la copertura è data.","14. I costi d'esercizio della RI 1 non sono composti unicamente dai salari e/o dagli oneri sociali. I ricavi d'esercizio devono coprire anche tutti gli altri costi e meglio come a conto economico allegato. Vi sono inoltre dei finanziamenti che vengono attribuiti/erogati per degli scopi specifici e che per questi scopi devono essere utilizzati. Non si possono usare ad esempio le quote sociali del settore giovanile (o i contributi versati da terzi per questo settore), piuttosto che i contributi della _, per pagare gli stipendi del personale della buvette.","15. Si tratterebbe quindi semmai di esaminare la situazione per centro di costo, a seconda dell'attività, per verificare se il singolo centro di costo è in grado tramite i ricavi diretti di coprire il fabbisogno.","16. A titolo di esempio esponiamo i dati del conto economico provvisorio relativi alla buvette, attività accessorie per il periodo aprile 2020/marzo 2021 a suo tempo inviato all'UG (Doc. B):","Ricavi buvette cucina CHF 41'033.99","./. Costi diretti merce CHF 18'983.56","./. Stipendi e compensi buvette, cucina CHF 36'276.80","./. Quota oneri sociali (arrotondato) CHF 3'000.00","Risultato prima dell'imputazione dei costi","comuni (corrente elettrica, materiale pulizia,","amm., ecc) CHF 17'226.37","Manifestamente i ricavi non sono sufficienti a garantire la copertura della massa salariale. (...)” (Doc. I pag. 5-6)","La parte ricorrente ha concluso affermando che non sussistono pertanto dubbi sul fatto che la misura del lavoro ridotto sia transitoria e che una volta cessate le restrizioni legate al COVID 19 la RI 1 sia in grado di continuare ad operare come in precedenza (cfr. doc. I pag. 7).","1.6. Nella sua risposta del 21 giugno 2021 l'USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa, indicando segnatamente:","\" (...) Nel caso concreto, gli statuti della ricorrente prevedono quanto segue: \"la RI 1 (in seguito RI 1) è un'associazione sportiva costituita _ ed ha sede a _ (Comune di _)\", inoltre \"La RI 1RI 1 non ha scopo di lucro ed è politicamente e confessionalmente neutra\" (cfr. art. 1 Statuto della RI 1). Trattasi dunque di un'associazione ai sensi del Codice civile (...)","Come illustrato nella decisione querelata, dalla documentazione agli atti emerge che la massa salariale 2020 a carico della ricorrente ammonta a totali CHF 94'951.-- (cfr. Dichiarazione dei salari AVS per l'anno 2020). Dal conto economico relativo alla stagione 01.04.2020/31.03.2021 risulta che i ricavi provenienti da contributi pubblici e sussidi vari, nonché da quote sociali, sponsor, raccolta fondi e donazioni sono pari a totali CHF 110'081.--. Nello specifico, tale importo si desume dalle seguenti poste (doc. 10):","- Sponsor: CHF 22'629.05","- Donazioni e raccolta fondi _: CHF 16'450.--","- Contributi da enti pubblici: CHF 12'900.--","- Contributi _: CHF 10'975.35","- Ricavi _: CHF 8'413.--","- Soci RI 1 - membri passivi: CHF 11'530.--","- Quota sociale soci squadra attivi: CHF 6'044.--","- Quota sociale soci settore giovanile: CHF 18'100.--","- Quota sociale artistica: CHF 3'140.--","- Quota partecipazione allenamento","con _: - CHF 100.--","CHF 110'081.--","Considerato come la principale fonte di ricavo della ricorrente - non attiva quale associazione di sportivi professionisti - non è la vendita di beni/servizi da essa prodotti in un rapporto sinallagmatico, bensì i contributi pubblici, sussidi, donazioni e quote sociali, in concreto non sussiste alcun rischio di chiusura della Società. Inoltre, posto come i suddetti contributi garantiscono ampiamente (nella misura del 116%) la copertura della massa salariale della ricorrente, in concreto non sussiste neppure alcun rischio di licenziamento immediato e concreto dei dipendenti annunciati. A conferma di ciò, l'UG constata che tutti i collaboratori sono ancora alle dipendenze della ricorrente, malgrado la medesima ad oggi non abbia percepito le indennità per lavoro ridotto. (...) (Doc. III pag. 3-4)","L’amministrazione ha puntualizzato, da una parte, che il fatto che non vi sia alcun ente pubblico, privato o altro finanziatore, che garantisca contrattualmente la copertura di eventuali deficit d'esercizio della ricorrente, nulla muta al fatto che la principale fonte di ricavo della ricorrente non è la vendita di beni/servizi da essa prodotti in un rapporto sinallagmatico, bensì i contributi già menzionati che coprono ampiamente la sua massa di modo che non esiste né un rischio di chiusura, né un rischio concreto e imminente di licenziamento dei lavoratori annunciati.","D’altra parte, che la sussistenza di una perdita di lavoro non è un presupposto sufficiente per il riconoscimento del diritto alle indennità per lavoro ridotto, poiché determinante è stabilire se, nell'immediato, possa essere evitato il licenziamento dei lavoratori interessati dal lavoro ridotto annunciato, ciò che in concreto, non sussistendo alcun rischio di licenziamento, non è il caso.","Inoltre la parte resistente ha evidenziato come già al momento dell'inoltro del preannuncio in data 19 agosto 2020 la ricorrente fosse a conoscenza dei contributi di cui avrebbe beneficiato durante il periodo di lavoro, specificando:","\" (...) Infatti, già nel preventivo per la stagione 01.04.2020/31.03.2021 (doc. 7) sono riportati i contributi pubblici, sussidi, donazioni e quote sociali figuranti nel relativo consuntivo (doc. 10). A tal proposito, occorre rilevare che anche sulla scorta dei dati indicati nel suddetto preventivo, la massa salariale per l'anno 2020, stimata a ca. CHF 90'000.-- (doc. 4), risulta ampiamente coperta (nella misura del 110%) dai ricavi provenienti da contributi pubblici e sussidi vari, nonché da quote sociali, sponsor, raccolta fondi e donazioni pari a CHF 99'500.--. A fronte di tali ricavi la copertura della massa salariale di tutti i dipendenti della ricorrente risultava pertanto già garantita sulla base del preventivo per la stagione 01.04.2020/31.03.2021 (doc. 7).” (Doc. III Pag. 5)","Infine la Sezione del lavoro ha rilevato:","\" (...) a differenza di quanto indicato dalla ricorrente - che nell'atto ricorsuale si riferisce sempre e solo al personale della Società attivo presso la buvette - dagli atti risulta che l'indennità per lavoro ridotto è stata richiesta per tutti i cinque dipendenti della Società, di cui solo una lavoratrice è attiva quale responsabile della buvette, mentre gli altri sono impiegati quale personale amministrativo e tecnico (cfr. Organigramma aziendale; Contratto di lavoro del 1. luglio 2020 della sig.ra _; Contratto di lavoro del 16 agosto 2020 del sig. _).","Sebbene di competenza della Cassa disoccupazione, si fa notare che tre dei cinque dipendenti annunciati hanno un contratto di lavoro di durata determinata, ciò che di principio li escluderebbe dalla cerchia degli aventi diritto al lavoro ridotto, non valendo la deroga apportata con Ordinanza durante il periodo annunciato (cfr. Preannuncio di lavoro ridotto 19 agosto 2020; Contratto di lavoro del 1. luglio 2020 della sig.ra _; Contratto di lavoro del 16 agosto 2020 del sig. _).","Quanto al dipendente _, rilevasi inoltre come la conclusione del suo contratto di lavoro, avvenuta in data 16 agosto 2020, è antecedente all'inoltro del preannuncio di lavoro ridotto del 19 agosto 2020, sicché sotto tale aspetto la ricorrente ha violato il proprio obbligo di diminuire il danno.","Infine, nella denegata ipotesi in cui codesto lodevole TCA dovesse accogliere il presente gravame, si osserva sin d'ora che - con riferimento all'interruzione dell'attività causata dall'evento di maltempo segnalato dalla ricorrente in sede di opposizione, durato una settimana e annunciato all'assicurazione privata - l'entità della perdita di lavoro riconosciuta non potrebbe in ogni caso superare il 50%, essendo un'eventuale ulteriore perdita semmai dovuta al precitato evento.” (Doc. III pag. 6)","1.7. La parte ricorrente ha preso posizione al riguardo con scritto del 25 giugno 2021, osservando segnatamente che, siccome la gestione di una _ non è un servizio essenziale per la popolazione, quale potrebbe essere ad esempio un ospedale piuttosto che il trasporto pubblico, non vi è alcuna ragione per esigere che l’ente pubblico si faccia carico dei deficit d’esercizio, anche se causati dalla pandemia.","L’insorgente ha, altresì, fatto valere che la _ avrebbe potuto essere chiusa e i dipendenti licenziati e messi a beneficio delle indennità di disoccupazione, ma che ciò non è stato fatto per considerazioni di ordine sociale in una realtà periferica dove i posti di lavoro “contano il doppio”, sempre ritenendo quindi scontato il diritto all’indennità per lavoro ridotto (cfr. doc. V).","1.8. La Sezione del lavoro, dopo aver ottenuto una proroga del termine (cfr. doc. VI-VIII), il 12 luglio 2021 si è espressa in merito alle precisazioni della ricorrente, indicando in buona sostanza che in concreto, non essendo a rischio posti di lavoro, il versamento delle indennità per lavoro ridotto costituirebbe un sostegno puramente finanziario per quest’ultima, ciò che non rientra nello scopo delle indennità (cfr. doc. IX).","1.9. Il 31 agosto 2021 l’avv. RA 1 ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni (cfr. doc. XI).","1.10. Il doc. XI è stato trasmesso per conoscenza all’amministrazione (cfr. doc. XII)."}

{"in diritto","2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se a ragione o meno la Sezione del lavoro non abbia riconosciuto alla RI 1 il diritto a indennità per lavoro ridotto per i suoi dipendenti per il periodo dal 29 agosto al 31 dicembre 2020.","I presupposti del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art. 31 LADI.","Questa disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.","Le condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:","\" a. sono soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro la disoccupazione e non hanno ancora raggiunto l'età minima per l'obbligo di contribuzione nell'AVS;","b. la perdita di lavoro è computabile (art. 32);","c. il rapporto di lavoro non è stato disdetto;","d. la perdita di lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile che con la diminuzione del lavoro potranno essere conservati i loro posti di lavoro.\"","Secondo il cpv. 1bis in vigore dal 1° luglio 2003 per verificare i presupposti del diritto di cui al cpv. 1 lett. d, in casi eccezionali può essere effettuata un'analisi aziendale a carico del fondo di compensazione.","I requisiti appena esposti devono essere adempiuti nella loro totalità.","L’art. 32 cpv. 1 LADI prevede che:","\" Una perdita di lavoro è computabile se:","a. è dovuta a motivi economici ed è inevitabile e","b. per ogni periodo di conteggio è di almeno il 10 per cento delle ore di lavoro normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell’azienda.”","Il cpv. 3 dell’art. 32 LADI stabilisce che;","\" Il Consiglio federale disciplina per i casi di rigore la computabilità di perdite di lavoro riconducibili a provvedimenti delle autorità, a perdite di clienti dovute alle condizioni meteorologiche o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro. Esso può, per questi casi, prevedere termini di attesa più lunghi di quelli di cui al capoverso 2 e stabilire che la perdita di lavoro è computabile soltanto in caso di completa cessazione o considerevole limitazione dell’esercizio.”","Al riguardo, l’art. 51 OADI precisa quanto segue:","\" 1 Le perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro sono computabili se il datore di lavoro non può evitarle mediante provvedimenti adeguati ed economicamente sopportabili o rendere un terzo responsabile del danno.","2 La perdita di lavoro è segnatamente computabile se è stata cagionata da:","a. il divieto di importare o di esportare materie prime o merci;","b. il contingentamento delle materie prime o dei materiali d’esercizio, compresi i combustibili;","c. restrizioni di trasporto o chiusura delle vie d’accesso;","d. interruzioni di lunga durata o restrizioni notevoli dell’approvvigionamento energetico;","e. danni causati da forze naturali.","3 La perdita di lavoro non è computabile se i provvedimenti delle autorità sono dovuti a circostanze delle quali il datore di lavoro è responsabile.","4 La perdita di lavoro dovuta a un danno non è computata nella misura in cui sia coperta da un’assicurazione privata. Se il datore di lavoro non è assicurato contro una tale perdita, ancorché l’assicurazione sia possibile, la perdita di lavoro è computata il più presto dopo la fine del periodo di disdetta applicabile al contratto di lavoro individuale.”","L’art. 33 LADI enuncia:","1 Una perdita di lavoro non è computabile:","a. se è dovuta a misure d’organizzazione aziendale, come lavori di pulizia, di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale del datore di lavoro;","b. se è usuale nel ramo, nella professione o nell’azienda oppure se è causata da oscillazioni stagionali del grado d’occupazione;","c. in quanto cada in giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali o sia fatta valere soltanto per singoli giorni immediatamente prima o dopo giorni festivi o vacanze aziendali;","d. se il lavoratore non accetta il lavoro ridotto e dev’essere pertanto rimunerato secondo il contratto di lavoro;","e. in quanto concerna persone vincolate da un rapporto di lavoro di durata determinata o da un rapporto di tirocinio o al servizio di un’organizzazione per lavoro temporaneo oppure;","f. se è la conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell’azienda in cui lavora l’assicurato.","2 Il Consiglio federale, per evitare abusi, può prevedere altri casi in cui la perdita di lavoro non è computabile.","3 Il Consiglio federale definisce il concetto di oscillazioni stagionali del grado d’occupazione.”","Le condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:","\" a. i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il cui tempo di lavoro non è","sufficientemente controllabile;","b. il coniuge del datore di lavoro occupato nell'azienda di quest'ultimo;","c. le persone che, come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo dell'azienda, determinano o possono influenzare risolutamente le decisioni del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell'azienda.\"","2.2. Nella Prassi LADI ILR, la Segretaria di Stato dell’economia (in seguito: SECO) ha stabilito che:","\" (...)","C3 La perdita di lavoro dovuta a motivi economici deve essere inevitabile. Questo presupposto è la conseguenza dell’obbligo di diminuire il danno che impone al datore di lavoro di prendere tutte le misure ragionevolmente esigibili per evitare la perdita di lavoro.","C4 La cassa nega il diritto all’indennità soltanto se può dimostrare, in base a sufficienti motivi concreti, che la perdita di lavoro avrebbe potuto essere evitata e se vi sono misure che il datore di lavoro ha omesso di adottare.","C5 Il lavoro ridotto non deve essere considerato a priori come una misura evitabile perché il datore di lavoro avrebbe potuto evitarlo licenziando parte del personale o perché i lavoratori avrebbero potuto trovare un'occupazione presso un altro datore di lavoro.","C6 Se però il datore di lavoro è consapevole da tempo che la sua azienda necessita di una ristrutturazione, si può esigere che quest’ultimo adotti per tempo i necessari provvedimenti (p. es. adeguamento della sua gamma di prodotti alle nuove esigenze del mercato).",(...),"C9 Le perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro sono computabili se il datore di lavoro non può evitarle mediante provvedimenti adeguati ed economicamente sopportabili o non può rendere un terzo responsabile del danno.",(...),"D1 Una perdita di lavoro non è computabile se:","· è dovuta ad altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale del datore di lavoro;","· è usuale nel ramo, nella professione o nell’azienda;","· è causata da oscillazioni stagionali del grado di occupazione;","· cade in giorni festivi, è cagionata da vacanze aziendali o è fatta valere soltanto per singoli giorni immediatamente prima o dopo giorni festivi o vacanze aziendali;","· il lavoratore non accetta il lavoro ridotto;","· concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di durata determinata;","· concerne persone vincolate da un rapporto di tirocinio;","· concerne persone al servizio di un’organizzazione per lavoro temporaneo;","· è la conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell’azienda in cui lavora l’assicurato.","La perdita di lavoro non è computabile in nessuno di questi casi anche se è dovuta a provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro (C7 segg.)","ð Giurisprudenza","DLA 1996/1997 pag. 54 (Un istituto che si occupa essenzialmente di test di screening della tubercolosi presso i ragazzi in età scolastica subisce una perdita di lavoro in seguito a una decisione dell'autorità cantonale della sanità pubblica che ordina la soppressione di questi test. Una simile perdita di lavoro è legata ai progressi compiuti nella lotta contro la tubercolosi e rientra nei rischi normali di questo tipo di istituto)","DTF 121 V 371 (Una perdita di lavoro dovuta a una diminuzione dei sussidi rientra nella sfera normale del rischio aziendale di un'impresa di trasporto ferroviario, è usuale nel ramo e, con molta probabilità, considerata la situazione finanziaria della Confederazione, non è solo temporanea)","DTF 119 V 498 (Per un’impresa specializzata nella costruzione di gallerie, l’afflusso imprevedibile di acqua ad alto tenore solforico e cloridrico malgrado le indagini preliminari non rientra nella sfera normale del rischio aziendale)","Sfera normale del rischio aziendale","D2 Una perdita di lavoro non è computabile se è dovuta a misure d’organizzazione aziendale, come lavori di pulizia, di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Rientrano nella sfera normale del rischio aziendale le perdite di lavoro usuali che si verificano regolarmente e che, pertanto, sono prevedibili e possono essere calcolate in anticipo.","D3 I rischi aziendali «normali» non possono, secondo la giurisprudenza, essere determinati in base a un criterio applicabile a tutte le aziende. Vanno invece determinati nei singoli casi in base all'attività specifica dell'azienda e alla situazione che la caratterizza. Le perdite di lavoro che possono intervenire in ogni azienda rientrano nella sfera normale del rischio aziendale. Soltanto le perdite di lavoro straordinarie per l'azienda sono computabili.","D4 Per quanto riguarda le nuove aziende, una mancanza di ordinazioni durante la fase di avvio, ossia per un periodo di 2 anni circa, è ritenuta usuale e le conseguenti perdite di lavoro rientrano nella sfera normale del rischio aziendale. Non rientrano invece tra questi rischi le perdite di lavoro subite, ad esempio, da un’azienda esistente che è stata ripresa da un altro datore di lavoro con un semplice cambiamento di nome oppure le perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle autorità.","D5 Il fatto che il datore di lavoro si concentri su un grande cliente o su un cliente principale non è di per sé un motivo sufficiente per negargli il diritto all’ILR adducendo che la diminuzione delle ordinazioni rientra nella sfera normale del rischio aziendale. Il servizio cantonale si oppone al versamento dell’indennità se l'azienda non dimostra in modo credibile che il cliente effettuerà in tempi brevi nuove ordinazioni che le permetteranno di ritornare a lavorare a pieno regime o che troverà nuovi sbocchi sul mercato.","D6 Rientrano nella sfera normale del rischio aziendale in particolare: le fluttuazioni regolari delle ordinazioni e le perdite di lavoro dovute a lavori di rinnovo o di revisione; le oscillazioni del grado di occupazione causate da un aumento della concorrenza; le perdite di lavoro nel settore della costruzione derivanti dal rinvio dei lavori per insolvibilità del committente o dal ritardo di un progetto in seguito a una procedura di opposizione pendente; le perdite di lavoro dovute a malattia, infortunio o ad altre assenze del datore di lavoro o di un dirigente. (...)”","Per quanto concerne il lavoro ridotto nelle aziende pubbliche e nell’amministrazione la Prassi LADI ILR prevede:","\" (...)","D36 In genere le aziende di diritto pubblico non adempiono i","presupposti dell’indennità per lavoro ridotto in quanto non presentano veri e propri rischi aziendali. Considerato che esistono varie forme di aziende statali, non si può però escludere a priori che in singoli casi i presupposti del diritto all’indennità per lavoro ridotto siano soddisfatti (DTF 121 V 362).","D37 Non sussiste alcun diritto all'indennità per lavoro ridotto per le aziende di diritto pubblico che non presentano alcun rischio aziendale, poiché esse devono adempiere i loro mandati legali indipendentemente dalla situazione economica (mandati di prestazioni) e sono sostenute nei periodi di difficoltà finanziarie in quanto le loro spese supplementari o le loro perdite sono coperte dai fondi pubblici (DLA 1996/1997 pag. 122).","è Giurisprudenza","DLA 1995 pag. 176 (La condizione secondo cui una perdita di lavoro è computabile soltanto se è dovuta a motivi economici ed è inevitabile non è adempiuta se l’azienda non corre alcun rischio, ossia se l'azienda non rischia di essere chiusa. L’ILR serve a evitare i licenziamenti a breve termine)",(...).,"G4 Il datore di lavoro deve motivare nel preannuncio la necessità del lavoro ridotto e dimostrare che i presupposti del diritto all’indennità sono adempiuti. A tal fine, è tenuto a rispondere a tutte le domande contenute nel modulo di preannuncio (art. 28 LPGA). (...)”","Nella “Direttiva 2020/06: aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»” del 9 aprile 2020, la SECO ha in particolare previsto quanto segue:","\" (...)","Richieste dei datori di lavoro di diritto pubblico","Il senso e lo scopo dell’ILR è preservare l’occupazione nelle aziende in cui i posti di lavoro sono a rischio a seguito delle condizioni economiche sfavorevoli. Un requisito fondamentale è dunque l’esistenza di una minaccia per i posti di lavoro. Tuttavia su molti datori di lavoro di diritto pubblico non grava alcun rischio aziendale o di fallimento, perché devono assolvere i compiti affidati loro dalla legge indipendentemente dalla situazione economica. Le difficoltà economiche (ad es. di liquidità), le maggiori spese o addirittura le perdite connesse all’attività aziendale sono coperte con fondi pubblici, come sovvenzioni o altri valori monetari. In questi casi i posti di lavoro non sono a rischio. Considerate le peculiarità organizzative dell’istituto di diritto pubblico (regolamento sulle sovvenzioni, garanzie statali in mandati di prestazioni ecc.), se le eventuali conseguenze economiche negative non generano un immediato taglio dei posti di lavoro, riconoscere il diritto all’ILR contrasterebbe con le finalità della stessa.","Queste riflessioni valgono sia per i datori di lavoro di diritto pubblico (es. per i dipendenti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni) sia per i settori privatizzati che erogano servizi su mandato di un ente pubblico sulla base di una convenzione. In tal caso è determinante che la convenzione stabilisca l’entità con cui l’ente pubblico copre i costi (mediante sovvenzioni ecc.) e che di conseguenza i posti di lavoro non sono a rischio neppure in assenza di copertura dei costi. Questo può riguardare le grandi come le piccole aziende (es. se la piscina di un Comune è gestita da privati o da un’associazione ma sussiste una garanzia di disavanzo da parte del Comune). L’unico elemento determinante è se, a seguito della situazione giuridica, vi è il rischio di una perdita immediata di posti di lavoro.","I datori di lavoro di diritto pubblico e le associazioni o i datori di lavoro privati che, su mandato pubblico, gestiscono aziende o imprese o erogano servizi, devono dimostrare che i posti di lavoro sono a rischio, nonostante le convenzioni in essere con gli enti pubblici man-danti. In mancanza di una dimostrazione credibile, non sussiste alcun diritto all’ILR. (...)”","Nella “Direttiva 2020/15: Aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»” del 30 ottobre 2020, che sostituisce la Direttiva 2020/12 del 27 agosto 2020, la SECO ha precisato che:","\" (...)","2.1 Perdita di lavoro temporanea","Anche ammesso che la pandemia si verifichi in varie ondate, va notato che sia la pandemia stessa sia la perdita di lavoro ad essa associata devono essere considerate temporanee.","2.2 Perdite di lavoro per motivi economici","A causa dell’insorgenza improvvisa, dell’entità e della gravità, una pandemia non può essere considerata un normale rischio aziendale a carico del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 33 capoverso 1 lettera a LADI, anche se è probabile che colpisca qualsiasi datore di lavoro. Pertanto, le perdite di lavoro dovute al calo della domanda di beni e servizi per questo motivo sono computabili in applicazione dell’articolo 32 capoverso 1 lettera a LADI. Il datore di lavoro deve tuttavia comprovare in modo verosimile che le perdite di lavoro suscettibili di verificarsi nella sua impresa sono riconducibili allo scoppio della pandemia. Un semplice richiamo alla pandemia è una giustificazione insufficiente.",(...),"2.3 Perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro","Anche i provvedimenti adottati dalle autorità in relazione alla pandemia sono da considerarsi circostanze eccezionali, pertanto le perdite di lavoro dovute a tali provvedimenti rientrano nella regolamentazione speciale ai sensi dell’articolo 32 capoverso 3 LADI e dell’articolo 51 OADI. Ciò vale anche per le misure che interessano solo singoli settori o rami economici e per le misure disposte dalle autorità cantonali o comunali.","Sono computabili le perdite di lavoro non imputabili al datore di lavoro, come quelle dovute all’impossibilità per i lavoratori di raggiungere il luogo di lavoro.","Al contrario, non sono computabili le perdite di lavoro riconducibili a una condotta scorretta del datore di lavoro (art. 51 cpv. 3 OADI). (...)”",(...),"2.6 Preannunci dei fornitori di prestazioni pubbliche (datore di","lavoro pubblico, amministrazione pubblica ecc.)","Il senso e lo scopo dell’ILR è preservare i posti di lavoro. Questa misura serve a evitare che si verifichino licenziamenti immediati a causa di un calo temporaneo della domanda di beni e servizi e della conseguente perdita di lavoro (cfr. anche DTF 121 V 362 consid. 3. a). Tale rischio (diretto) di perdita di posti di lavoro sussiste fondamentalmente soltanto per le aziende che finanziano la loro fornitura di servizi esclusivamente con i redditi o il denaro generato da privati.","Al contrario, sui fornitori di prestazioni pubbliche non grava alcun rischio aziendale o di fallimento, poiché devono assolvere i compiti affidati loro dalla legge indipendentemente dalla situazione economica. Eventuali difficoltà economiche, le maggiori spese o addirittura le perdite connesse all’attività aziendale sono coperte con fondi pubblici, come sovvenzioni o altri valori monetari. Generalmente, in questi casi non vi è nessuna minaccia immediata di perdere posti di lavoro.","Sulla base del mandato dei fornitori di prestazioni pubbliche e tenendo conto dello scopo dell’ILR, ne consegue che i fornitori di prestazioni non hanno fondamentalmente diritto all’ILR per i loro collaboratori. La concessione dell’ILR in caso di sospensione temporanea di questa prestazione equivarrebbe a trasferire i costi salariali al fondo AD, senza il rischio di licenziamenti immediati (che il legislatore deve contrastare) in relazione a tali società di diritto pubblico.","Queste riflessioni valgono sia per i datori di lavoro di diritto pubblico (es. per i dipendenti della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni) sia per i settori privatizzati che erogano servizi su mandato di un ente pubblico sulla base di una convenzione.","La concessione dell’ILR per i collaboratori dei fornitori di prestazioni pubbliche è consentita soltanto se i collaboratori interessati sono esposti a un rischio immediato e concreto di licenziamento. Ciò può riguardare anche solo ambiti parziali dei fornitori di prestazioni. Ad esempio, un’azienda di trasporto può comprendere sia un reparto i cui collaboratori hanno diritto all’ILR in caso di calo del fatturato (es. pullman turistici) sia un reparto i cui collaboratori non ne hanno diritto (gestione sovvenzionata di autobus locali).","Esiste un rischio diretto e concreto di perdere posti di lavoro se non c’è alcuna garanzia/sicurezza che i costi operativi vengano completamente coperti in caso di calo della domanda o di riduzione ordinata dell’offerta da parte del cliente e se le aziende interessate hanno la possibilità di licenziare direttamente i collaboratori al fine di ridurre i costi operativi. Queste due condizioni devono essere soddisfatte contemporaneamente.","Il SC deve semplicemente verificare se esiste un rischio immediato e concreto di perdere posti di lavoro e se il datore di lavoro può dimostrarlo mediante un’adeguata documentazione. È quindi responsabilità delle aziende che forniscono prestazioni pubbliche (Service Public) fornire al SC tale documentazione adeguata (regolamenti del personale, contratti di lavoro, mandati di prestazione, concessioni, accordi di sovvenzione, CCL ecc.), al fine di dimostrare in maniera attendibile che esiste un rischio diretto e concreto di licenziamento in caso di perdita del lavoro. Non sono necessarie ulteriori verifiche. L’introduzione del lavoro ridotto va respinta soltanto se i documenti presentati dal datore di lavoro non sono in grado di provare il rischio di perdere posti di lavoro.","Se sono soddisfatte tutte le condizioni per il diritto all’indennità e l’ILR viene accordata, l’istituzione ha diritto all’ILR in misura pari alle ore di lavoro perse e alla perdita computabile senza alcuna differenza, proprio come ogni altra azienda che soddisfa le condizioni per il diritto all’ILR. In particolare occorre osservare che, nel calcolo dell’ILR, non sono dedotte né la parte sovvenzionata né la garanzia statale. Neppure eventuali misure di sostegno decise a posteriori dal Parlamento o dal Consiglio federale portano a una riduzione dell’ILR (ciò significa che questi pagamenti non comporterebbero né il versamento di un importo inferiore dell’ILR né rimborsi). Tali precisazioni entrano in vigore retroattivamente il 1° giugno 2020.","In caso di decisione su opposizione, la presenza di entrambe le suddette condizioni di diritto (rischio concreto di perdere posti di lavoro e nessuna copertura completa dei costi operativi) deve emergere chiaramente e inequivocabilmente dalla giustificazione, con precisi rimandi ai documenti di riferimento.”","In quell’occasione è stato introdotto nella Direttiva un nuovo punto 2.6 a. relativo al preannuncio di organizzazioni non commerciali:","\" In generale, i singoli e quindi le organizzazioni (indipendentemente dalla loro forma giuridica) con cui sono impiegati non hanno diritto a ILR se non vi è una perdita economica e il lavoro ridotto non serve a mantenere i posti di lavoro.","Un'organizzazione, ad esempio un'associazione o una cooperativa il cui scopo è il benessere dei suoi membri e che è finanziata dalle quote associative, non subisce alcuna perdita economica e i posti di lavoro non sono in pericolo. Non vi è quindi alcun diritto a ILR, anche se il lavoro dei dipendenti deve essere temporaneamente sospeso a causa di misure ufficiali.","Tuttavia, un'associazione che fornisce servizi e si finanzia con le tasse che riceve in cambio (ad es. proventi delle vendite, biglietti d'ingresso) può subire perdite economiche a causa di misure ufficiali e i posti di lavoro possono essere messi in pericolo. Pertanto, il diritto all’ILR può essere soddisfatto se le altre condizioni sono soddisfatte (assenza dal lavoro inevitabile, non può essere evitata con misure economicamente sopportabili, almeno il 10%, temporaneo, tipo di contratto di lavoro).","Nel caso di organizzazioni che rappresentano un misto di questi due casi estremi, ad esempio che cofinanziano il personale dei dipendenti con contratti o mandati più piccoli, occorre procedere ad una ponderazione degli interessi caso per caso.","Caso di studio 1: Un'associazione musicale locale che si esibisce occasionalmente in festival comunitari, ma il cui reddito consiste principalmente in quote associative, donazioni, ecc. non subisce alcuna perdita di lavoro a causa della cancellazione di un festival comunitario, e il lavoro di un amministratore delegato impiegato su piccola scala non è minacciato. In questo caso la richiesta all’ILR deve essere respinta.","Caso di studio 2: Un'orchestra musicale, organizzata anche come associazione che paga gli stipendi dei musicisti impiegati e di altro personale con il reddito delle sue esibizioni, subisce la perdita di ore lavorative a causa dell'annullamento delle esibizioni e del divieto di prove, e i posti di lavoro sono minacciati. In questo caso, il diritto all’ILR deve essere accettato se le altre condizioni sono soddisfatte.",(...)”,"Nella “Direttiva 2021/01: Aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»” del 20 gennaio 2021, che ha sostituito la Direttiva 2020/15 del 30 ottobre 2020, la SECO ha mantenuto i citati p.ti 2.1, 2.2., 2.3, 2.6 ed ha così modificato il punto 2.6 a:","\" 2.6 a Preannuncio di organizzazioni non commerciali","L’art. 31 LADI disciplina le condizioni per il diritto alla riscossione dell’ILR. Non si può escludere a priori che i lavoratori del settore pubblico, delle aziende parastatali o di associazioni private non abbiano alcun diritto all’indennità per lavoro ridotto. Lo status del datore di lavoro (diritto pubblico, associazione, cooperativa, fondazione ecc.) è irrilevante ai fini della questione, mentre al contrario è importante lo status contributivo del lavoratore. Per ogni singolo caso è necessario verificare se sussistono le condizioni per il diritto alla riscossione previste dall’articolo 31 LADI e se vi sia il rischio che il lavoratore interessato possa perdere il posto di lavoro. Se un’azienda o un’attività commerciale è tenuta a garantire lo svolgimento dell’attività a prescindere dalla situazione economica e dalle difficoltà economiche, e se le maggiori spese sostenute o le perdite generate sono coperte da fondi pubblici, di norma per i lavoratori interessati non esiste alcun rischio di licenziamento immediato. In questi casi la richiesta dell’ILR dovrebbe essere respinta.","Þ Vedi anche Prassi LADI ILR D38 nuovo”","I p.ti 2.1, 2.2., 2.3, 2.6 e 2.6 a sono rimasti invariati nella Direttiva 2021/06: Aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»” del 19 marzo 2021,che ha sostituito la Direttiva 2021/01 del 20 gennaio 2021, nella Direttiva 2021/06 del 20 aprile 2021 che ha sostituito quella del 19 marzo 2021 e nella Direttiva 2021/13 del 30 giugno 2021 che sostituisce la Direttiva del 20 aprile 2021 (cfr. https://www.arbeit.swiss/secoalv/it/home/service/publikationen/kreisschreiben---avig-praxis.html)."}