Decision ID: 5eb270c1-ef9b-5a51-b800-fa9c125b507a
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con sentenza del 30 ottobre 2018 il Giudice di pace del Circolo di Sessa ha obbligato RE 1 ad arretrare, entro 30 giorni dal passaggio in giudicato della decisione, alla distanza di 50 cm “le due piante di Tuia messe a dimora sulla particella n. 1788 RFD di _” di sua proprietà e lungo il confine con la particela n. 1838” appartenente a CO 1, così come di rimuovere, sempre entro il medesimo termine, “i sagomati presenti sulla porzione di terreno ai piedi del muro posto sulla particella 1838 di proprietà CO 1 e prospicente il corpo B 'garage' situato sul fondo n. 1788 di proprietà RE 1”, ponendo le spese processuali di complessivi fr. 195.– a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'attore un'indennità di fr. 100.–;
che contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 novembre 2018 per ottenere l'annullamento della decisione impugnata nel senso di respingere la petizione;
che nelle sue osservazioni dell'8 gennaio 2019 CO 1 ha proposto di respingere il reclamo;
che il 25 febbraio 2019 AP 1ha comunicato alla Camera di avere raggiunto un accordo con la controparte e di “rinunciare a esigere l'esecuzione delle due sentenze emesse dalla Giudicatura di pace”;
e considerando

in diritto:
che dandosi una transazione stragiudiziale il giudice stralcia la causa dal ruolo per desistenza, acquiescenza o sopravvenuta carenza d'oggetto, non per transazione (
Trezzini
, Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, Vol. 2, 2a edizione, n. 11 ad art. 241);
che nella fattispecie, le parti non hanno sottoposto al giudice l'accordo da loro concluso per essere messo a verbale ma per finire il reclamante ha rinunciato alle sue richieste di giudizio ciò che configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC;
che desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un reclamo di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del ricorso (art. 106
cpv. 1 CPC);
che, in concreto, tenuto conto della volontà conciliativa delle parti si giustifica – eccezionalmente – di rinunciare a prelevare oneri processuali e di compensare le ripetibili;