Decision ID: 6037eabc-2f06-5d17-8d19-c50f28199d2f
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadina italiana, nata ..., ha lavorato in Svizzera a partire dal
2007, solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vec-
chiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (cfr. conto
individuale doc. 11, inc. ricorso). Dal luglio 2007 era alle dipendenze di un
caffè/ristorante di Chiasso in qualità di cameriera/capo sala a metà tem-
po; la dipendente ha svolto le sue mansioni fino a marzo 2009 ed ha poi
dovuto ridurre il suo impegno lavorativo a 2 ore al giorno, 10 ore alla set-
timana per ragioni di salute (doc. 19).
B.
In data 27 ottobre 2009, la nominata ha formulato una domanda volta al
conseguimento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità
(doc. 1). Ricevuta la richiesta, l'Ufficio AI del Cantone Ticino, competente
per esaminare sul merito la stessa, ha acquisito agli atti l'incarto della
Cassa malati (CM) Swica. Dallo stesso emerge segnatamente:
- un primo rapporto medico a cura del Dott. Andreoli, specialista in medi-
cina interna, Lugano, il quale il 2 giugno 2009 (doc. 7, inc. CM), rileva una
disuria e cistiti ricorrenti in trattamento ad alto dosaggio; la patologia sa-
rebbe presente dal 2007, ma si è aggravata recentemente, per cui è giu-
stificata l'incapacità di lavoro; un secondo rapporto dello stesso medico
del 1° settembre 2009 (doc. 14, inc. CM) che fa stato di vescica iperattiva
dopo recidivanti cistiti e propone la ripresa del lavoro al 100% (del 50%);
un terzo rapporto 29 settembre 2009 dello stesso medico (doc. 19, inc.
CM) che fa stato di un peggioramento della situazione e quindi di nuovo
di un'inabilità al lavoro totale;
- una perizia del neurologo Dott. Bernasconi del 23 febbraio 2010 (doc.
24, inc. CM), il quale rileva una sindrome dolorosa cronica vescicale di o-
rigine indeterminata; dal punto di vista lavorativo l'esperto indica che la
paziente potrebbe lavorare in misura del 70%;
- la decisione della CM del 1° marzo 2010 (doc. 25, inc. CM) che si basa
su di una capacità di lavoro del 70% dal 2 marzo 2010.
C.
Dal lato AI, l'Ufficio cantonale ha acquisito agli atti il certificato del medico
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curante Dott. Introzzi del 18 dicembre 2009 che fa stato della patologia
uro/neurologica e conferma un'incapacità del 50% (doc. 16).
L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Erba, consulente medico
dell'Ufficio AI, che, nel rapporto del 27 settembre 2010, ha consigliato di
effettuare una visita polispecialistica in urologia, neurologia, psichiatria e
ginecologia (doc. 38).
Nel frattempo sono pervenuti ad atti altri documenti oggettivi, quali: un
esame uro dinamico del 21 luglio 2010 (doc. 40-2); una Rx cistouretrogra-
fia minzionale del 2 agosto 2010 (doc. 40-4).
Con lettera del 24 gennaio 2011, l'Ufficio AI ha invitato A._ a pre-
cisare in che misura lavora attualmente ed in quali mansioni lavorative;
con risposta del giorno successivo, l'interpellata dichiara di lavorare al
70% (del 50%), nonostante il parere medico contrario, in generale a mez-
zogiorno per tre ore al giorno da lunedì a venerdì (doc. 45/46).
D.
La richiedente è stata visitata il 27 aprile ed il 9, 11 e 17 maggio 2011 al
Servizio di accertamento medico dell'AI di Bellinzona (SAM). Sono state
eseguite visite in neurologia (Dott. Bernasconi), psichiatria (Dott.ssa Sor-
gesa) e ginecologia (Dott. Wyss). È stata ritenuta la diagnosi con influen-
za sulla capacità al lavoro di uretrocistalgia idiopatica in seguito ad infetti
urinari recidivanti e sindrome uretrale ed una diagnosi priva d'incidenza
sulla capacità lavorativa di stato dopo tonsillectomia nel 1968 e dopo ap-
pendicectomia nel 1975 e dopo parto cesareo nel 1984. I medici hanno
stimato che nell'ultimo lavoro svolto la peritante presenta una capacità di
lavoro dell'80%; in qualità di casalinga è abile in misura del 100%; in atti-
vità più leggera da quella attualmente svolta è abile al cento per cento
(doc. 65). Negli atti del SAM figurano anche un rapporto manoscritto del
19 aprile 2011 del Dott. Binda, specialista in malattie del ricambio, Milano
ed un rapporto di stessa data del Dott. Rovera, urologo, Milano.
L'incarto è stato sottoposto in esame al Servizio medico regionale (SMR)
dell'Ufficio ticinese (Dott. Erba), il quale ha condiviso diagnosi e valuta-
zione del SAM (doc. 67).
L'Ufficio AI ha effettuato anche un calcolo comparativo dei redditi dal qua-
le è risultato che svolgendo attività alternative in misura completa, anzi-
ché quella di cameriera in ristorante, la nominata non subirebbe alcuna
perdita di guadagno (doc. 68).
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E.
Con progetto di decisone del 14 ottobre 2011, l'Ufficio AI del Cantone Ti-
cino ha comunicato a A._ che la sua richiesta di prestazioni
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità sarebbe stata respinta (doc.
69). Con la risposta del 2 novembre 2011, l'interpellata ha affermato di
non essere d'accordo con tale progetto. Produce un esame neurologico
dell'8 giugno 2011 attestante un dolore di tipo neuropatico a genesi peri-
ferica (Dott. Pozzi, doc. 70-2, 70-3). L'incarto è stato risottoposto in esa-
me al Dott. Erba, il quale, nella sua nota del 24 novembre 2011, si è ri-
confermato nelle sue precedenti conclusioni (doc. 72).
Mediante decisione del 12 dicembre 2011, l'Ufficio dell'assicurazione per
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha respinto la ri-
chiesta di prestazioni (doc. 75).
F.
Con il ricorso del 27 gennaio 2012, A._, regolarmente rappresen-
tata dall'avv. Taborelli di Chiasso, chiede, sostanzialmente, l'annullamento
del summenzionato provvedimento amministrativo e il riconoscimento del
suo diritto ad almeno la mezza rendita AI da febbraio 2009. La parte ricor-
rente, segnatamente, contesta l'applicazione del metodo misto di calcolo
dell'invalidità. Fa presente di avere sempre lavorato a tempo pieno fino al
2006 in vari settori. Lavora al 50% solo da quando si sono manifestati i
primi episodi di malattia (2006/2007). Più indizi concorrono a suffragare
tale affermazione: le dichiarazioni sul curriculum vitae, le dichiarazioni del
datore di lavoro. L'insorgente nega dunque l'applicazione del metodo mi-
sto e chiede di prendere in considerazione quello generale. Rileva che i
medici estensori della perizia del SAM hanno disatteso le conclusioni a
cui era giunto il perito ginecologico Dott. Wyss del SAM ponendo un'abili-
tà al lavoro dell'80% nell'attività di cameriera (pag. 17 punto 7 della rela-
zione finale). L'insorgente annota che dal momento che nessuno dei me-
dici intervenuti nell'allestimento del referto SAM ha ritenuto indicato un
cambiamento di professione (visto che non consentirebbe un aumento
della capacità di lavoro), non si capirebbe su quale base l'UAIE abbia
concluso che in un'attività adeguata alle limitazioni funzionali riscontrate
dal profilo medico teorico (quali?) il grado di capacità lavorativa sia totale.
Pertanto, al dire della ricorrente, il suo reddito da invalida corrisponde al
50% del reddito realizzabile senza il danno alla salute, ossia il 50% da
febbraio 2009. Produce una certificazione del Dott. Binda.
G.
Ricevuto il ricorso, l'Ufficio AI cantonale ha sottoposto gli atti al proprio
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servizio medico. Il Dott. Erba, nella sua relazione del 15 febbraio 2012, ha
affermato che il referto del Dott. Binda non evidenzia nuovi elementi clinici
rispetto alla perizia del SAM, ma espone unicamente una diversa valuta-
zione della capacità di lavoro.
Nella sua risposta di causa del 6 marzo 2012, l'Ufficio AI propone la reie-
zione dell'impugnativa. In merito alle contestazioni mosse dalla ricorrente
riguardo al metodo di valutazione, l'Ufficio rileva che la ricorrente è stata
considerata come salariata a tempo pieno anche dai periti del SAM. In
secondo luogo, circa eventuali incomprensioni sorte fra l'urologo del SAM
e i relatori della perizia finale, va rilevato che questi hanno fornito un giu-
dizio globale, con una valutazione logica e priva di contraddizioni. Anche
l'UAIE, nella sua risposta del 29 marzo 2012, propone la reiezione
dell'impugnativa.
H.
Dopo aver preso atto delle osservazioni ricorsuali dei rispettivi Uffici AI, la
parte ricorrente, con scritto del 3 maggio 2012, ha ribadito la sua inten-
zione di mantenere il ricorso. Produce, a suffragio delle sue conclusioni,
ulteriore documentazione medica volta a contestare la valutazione del
SAM: un referto del Dott. Binda del 15 marzo 2001 ed un altro referto del
Dott. Rovera (urologo) del 25 gennaio 2012. In questi certificati si insiste
sulla presenza del dolore neuropatico cronico presente a livello perime-
trale che costringe la paziente ad assumere farmaci analgesici e seguire
sedute presso specialisti in terapia del dolore. Si ritiene la paziente total-
mente invalida a qualsiasi lavoro nelle fasi acute della malattia ed al 50%
nella fasi di remissione.
I.
Ricevuta la replica, l'Ufficio AI ha risottoposto gli atti al Dott. Erba, il quale
ha ritenuto ininfluente la certificazione esibita. Duplicando in data 24
maggio 2012, l'Ufficio AI cantonale ripropone la reiezione del ricorso e al-
la stessa conclusione giunge l'UAIE nella duplica del 22 giugno 2012.
J.
Con decisione incidentale del 2 luglio 2012, il Tribunale amministrativo
federale ha inviato per conoscenza alla parte ricorrente le dupliche men-
zionate con copia del parere del Dott. Erba ed l'ha nel contempo invitata a
versare un anticipo di 400 franchi, corrispondente alle presunte spese
processuali. Detto anticipo è stato versato il 13 luglio 2012.
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Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005
sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale am-
ministrativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi con-
tro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle au-
torità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese
dall'UAIE possono essere portate innanzi a questo Tribunale conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 giugno 1959
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).
1.2 Giusta l'art. 40 cpv. 1 lett. b dell'ordinanza sull'assicurazione per l'in-
validità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201; nel tenore vigente fino al
31 dicembre 2011), per la ricezione e l'esame delle richieste è competen-
te l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, fatto salvo il cpv. 2 se gli
assicurati sono domiciliati all'estero. Il cpv. 2 di tale norma stabilisce che
per la ricezione e l'esame delle richieste dei frontalieri è competente l'Uffi-
cio AI nel cui campo d'attività essi esercitano un'attività lucrativa; questa
regola si applica anche ai vecchi frontalieri, a condizione che al momento
della richiesta il loro domicilio abituale si trovi ancora nella zona di frontie-
ra ed il danno alla salute risalga all'epoca della loro attività frontaliera.
L'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero notifica le decisioni.
Nella specie, l'interessata, frontaliera, risiede nella zona di confine, L'Uffi-
cio AI del Cantone Ticino è competente per esaminare sul merito la ri-
chiesta di prestazioni. L'UAIE è competente per notificare le decisioni.
2.
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della
LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e 28-
70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una de-
roga.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di
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protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condi-
zioni sono adempiute nella specie.
2.3 Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge
(art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessata ha versato l'anticipo corrispondente
alle presunte spese processuali, entro il termine impartito. Il gravame è
dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.
3.
3.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europe-
a. Di conseguenza, è applicabile, nella specie, l'accordo sulla libera circo-
lazione delle persone del 21 giugno 1999 fra la Confederazione svizzera,
da una parte e la Comunità europea ed i suoi Stati membri dall'altra, en-
trato in vigore il 1° giugno 2002 (ALC, RS 0142.112.681).
3.2 L'allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale è stato modificato il 1° aprile 2012 (Decisione 1/2012 del Comitato
misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Tuttavia, il caso in esame ri-
mane regolato (a seguito del rinvio dell'art. 80a LAI) dalla versione dell'al-
legato II in vigore fino al 31 marzo 2012 (cfr. RU 2002 1527, RU 2006 979
e 995, RU 2006 5851, RU 2009 2411 e 2421), in base al quale le parti
contraenti applicano fra di loro gli atti comunitari seguenti: il regolamento
(CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazio-
ne dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (RU
2004 121, RU 2008 4219, RU 2009 4831), normativa applicabile a tutte le
rendite il cui diritto nasce a far data dal 1° giugno 2002 o successivamen-
te e che sostituisce le Convenzioni di sicurezza sociale che disciplinava-
no i rapporti fra due o più Stati (art. 6 del regolamento) ed il regolamento
(CEE) n° 574/71 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione
del regolamento (CEE) n° 1408/71 (RU 2005 3909, RU 2009 621, RU
2009 4845).
3.3 Secondo l'art. 3 del regolamento (CEE) n° 1408/71, i cittadini degli
Stati membri della Comunità europea ed i cittadini svizzeri godono della
parità di trattamento. In base all'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria
contenuta nell'allegato II, gli accordi bilaterali fra la Svizzera e gli Stati
membri della Comunità europea in materia di sicurezza sociale sono so-
spesi con l'entrata in vigore del presente accordo qualora il medesimo
campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'accordo, in
particolare l'allegato II che regola i sistemi di sicurezza sociale (art. 8
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ALC) non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedu-
ra, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257
consid. 2.4).
4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere precisato che, a partire
dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel suo teno-
re modificato il 6 ottobre 2006 (5 a revisione), ritenuto tuttavia il principio
secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al momento in
cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 135 V 24 con-
sid. 4.3). Le disposizioni relative alla 6 a revisione AI (primo pacchetto di
misure) che sono entrate in vigore il 1° gennaio 2012 non sono invece
applicabili (RU 2011 5659, FF 2010 1603).
5.
Il periodo di cognizione giudiziaria dello scrivente Tribunale amministrati-
vo federale si estende fino al 12 dicembre 2011, data dell'impugnata de-
cisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità
della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente
al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 131 V 9 consid. 1,
130 V 445 consid. 1.2 con i rinvii).
6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, ogni
richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:
- essere invalido ai sensi della legge svizzera;
- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno tre anni (art. 36
LAI). A tal fine è possibile prendere in considerazione anche i contributi
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro
dell'Unione europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio
(AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia registrato
all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).
Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per un
periodo superiore ai 3 anni. Pertanto, adempie la condizione della durata
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una
rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.
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7.
7.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guada-
gno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art.
4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità conge-
nita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'inva-
lidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto
alla singola prestazione.
7.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di
questo anno è invalido almeno al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita na-
sce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il
diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più
presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv.
1 LAI).
7.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è in-
valido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigo-
re dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE e vi risiede (DTF 130 V 253 consid. 2.3).
7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parzia-
le, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compie-
re un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di
attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra pro-
fessione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è de-
finita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possi-
bilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in conside-
razione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
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un'incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che
prima di subire un danno alla salute fisica mentale o psichica non eserci-
tavano un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino
sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le pro-
prie mansioni consuete.
8.
8.1 L'assicurata, sin dal 2007, era alle dipendenze di un Caffè/ristorante
di Chiasso. Dapprima al 50%, poi, da aprile 2009, per ragioni di salute,
per 10 ore la settimana (25%).
8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giu-
ridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art.
16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il
grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse di-
ventato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera
per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raf-
fronto dei redditi).
8.3 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esi-
gere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art.
16 LPGA, in funzione dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete
(art. 28a cpv. 2 LAI). Se l'assicurato esercita un'attività lucrativa a tempo
parziale (art. 28a cpv. 3 LAI) o collabora gratuitamente all'azienda del co-
niuge, l'invalidità per questa attività è valutata secondo l'art. 16 LPGA; se
svolge anche mansioni consuete, l'invalidità per questa attività è determi-
nata secondo il cpv. 2. In tal caso, occorre determinare la parte dell'attivi-
tà lucrativa o della collaborazione gratuita nell'azienda del coniuge e la
parte dello svolgimento delle mansioni consuete e valutare il grado d'inva-
lidità nei due ambiti (metodo misto). L'art. 27 OAI precisa che per man-
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sioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata nell'eco-
nomia domestica s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei
figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità (metodo specifico). I-
noltre, quando si possa presumere che gli assicurati che esercitano solo
parzialmente un'attività lucrativa o lavorano gratuitamente nell'azienda del
coniuge, senza soffrire di un danno alla salute, eserciterebbero al mo-
mento dell'esame del loro diritto alla rendita un'attività lucrativa a tempo
pieno, l'invalidità è valutata esclusivamente secondo i principi validi per le
persone esercitanti un'attività lucrativa (art. 27 bis
OAI).
8.4 In carenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il
grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giu-
risprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti ele-
menti d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di va-
lutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da
lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2).
8.5 Nelle specie, si constata che l'Ufficio AI ha dapprima esaminato il ca-
so sotto il profilo di una persona che esercita in modo parziale un'attività
lucrativa, intendendo così applicare il metodo misto di valutazione. Alle
luce tuttavia delle valutazioni del SAM (che si sono fondati sul presuppo-
sto che l'assicurata intendesse riprendere un'attività lucrativa a tempo
pieno) e delle censure formulate dalla ricorrente, l'autorità inferiore è ri-
tornata su questa valutazione in sede di risposta al ricorso e ha applicato
il metodo generale, ossia di persona che teoricamente esercita, o vorreb-
be esercitare, un'attività a tempo pieno (cfr. risposta dell'Ufficio AI canto-
nale del 6 marzo 2012, pag. 2 terzo paragrafo). Ciò collima quindi con
quanto chiesto dalla ricorrente (cfr. punto 5 in fine del ricorso).
9.
9.1 Nelle specie, in base alla relazione del SAM del 7 ottobre 2011 (doc.
65), l'assicurata soffre di un'uretrocistalgia idiopatica da infetti urinari reci-
divanti con sindrome uretrale e, molto secondariamente, di uno stato do-
po tonsillectomia, appendicectomia e parto cesareo. La documentazione
di parte esibita dall'interessata (Dott.ri Binda, Rovera ed altri) non eviden-
zia altre patologie.
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9.2 Per quanto concerne le conseguenze invalidanti delle menzionate af-
fezioni, il SAM rileva che la paziente sarebbe in grado di svolgere l'attuale
attività in misura dell'80% (cfr. perizia punto 8).
Al proposito, va rilevato che una perizia richiesta dall'UAI cantonale (in
casu un servizio di accertamento medico specifico dell'assicurazione per
l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un referto
di parte (DTF 136 V 376 consid. 4, vedi anche sentenza del Tribunale fe-
derale 9C_189/2011 dell'8 luglio 2011 consid. 3.2). Infatti, la legge attri-
buisce all'amministrazione il compito di istruire le domande di rendita,
procurandosi gli atti necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'atti-
vità, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale
scopo possono essere domandati rapporti e informazioni, ordinate peri-
zie, eseguiti sopralluoghi e consultati specialisti dell'aiuto pubblico o priva-
to agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). Determinante è la circostanza che la
perizia del servizio di accertamento medico rispetti tutti i principi concer-
nenti la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per quanto concerne il
valore probatorio d'un rapporto medico va in particolare accertato se il
rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce ad
esami approfonditi, se tiene conto delle censure del paziente, se è stato
redatto con conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamne-
si), se è chiaro nella presentazione del contesto medico e, infine, se le
conclusioni a cui giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo
probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la de-
signazione del materiale probatorio quale rapporto o di perizia, bensì il
suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c). In una
recente giurisprudenza il Tribunale federale ha tra l'altro precisato che
quando in opposizione ad un accertamento di un servizio medico specifi-
co dell'AI viene presentata una perizia che contraddice in modo scientifico
ed esauriente quanto espresso dalla precedente indagine sia in ambito
diagnostico che nelle conclusioni, ed il giudice non è in grado di decidere
quali fra le due può essere condivisa, è lecito far allestire una perizia giu-
diziaria indipendente e conclusiva (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4).
9.3
9.3.1 Dal rapporto SAM si evince che l'invalidità parziale della ricorrente è
data, praticamente, per i soli motivi attinenti al dolore nella zona pubica.
Secondo le risultanze del SAM, non vi sono tuttavia conseguenze invali-
danti, né per motivi psichiatrici, né per ragioni neurologiche. L'esame cli-
nico eseguito in questi due ambiti dai Dott.ri Sorgesa e Bernasconi è del
tutto normale. Peraltro, la parte ricorrente non pretende di ascrivere i suoi
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problemi di salute ad una di queste due specializzazioni. Per il collegio
giudicante non vi è motivo per discostarsi da questa valutazione.
9.3.2 Diversa è invece la situazione sul piano urologico/ginecologico. La
paziente soffre da diversi anni di dolori provocati da cistiti recidivanti. Le
infezioni si susseguivano a ritmo costante. I redattori della perizia conclu-
siva SAM datata 7 ottobre 2011 ammettono che l'assicurata avrebbe po-
tuto riprendere un'attività all'80%. Come rileva il Dott. Wyss, ginecologo
del SAM, non sono tanto gli infetti urinari a limitare la capacità di lavoro
della paziente, quanto piuttosto il dolore pelvico. Il caso in esame non ne-
cessita di ulteriori accertamenti specialistici. In altre parole, ci si trova in-
nanzi a una malattia verosimilmente causata da frequenti cistiti, il cui do-
lore residuo non è del tutto spiegabile oggettivamente. Il problema risiede
dunque nel dolore, fenomeno che la paziente riesce a ridurre soprattutto
grazie ad un determinato medicamento. Oltretutto, il Dott. Wyss rileva che
la diminuzione della capacità di lavoro non è causata dal lavoro in più o in
meno e si chiede quale è la differenza fra lavorare 4 od 8 ore: i dolori so-
no comunque gli stessi anche se non lavora. La stessa perizianda affer-
ma che il dolore è presente anche quando non lavora: lo stesso non vie-
ne causato direttamente dal lavoro come lo potrebbe essere un dolore or-
topedico o cardiaco. Queste considerazioni del Dott. Wyss sono determi-
nanti per risolvere la presente vertenza, sebbene occorra rilevare la cir-
costanza che lo stesso medico si è rifiutato di rispondere alle domande
complementari sottoposte dalla direzione del SAM. In effetti, il Dott. Wyss
rileva che la paziente era valida almeno al 50% - l'assicurata lavorava
all'epoca solo al 50% - ma non si è pronunciato sull'esigibilità di un'attività
a un grado superiore e non lo ha neppure escluso.
9.3.3 Visto quanto precede, la valutazione dei medici del SAM è da con-
dividere. In proposito va rilevato che di regola una valutazione globale
della capacità di lavoro residua, svolta nell'ambito di una perizia multidi-
sciplinare, deve essere preferita alla valutazione espressa da un singolo
specialista (cfr. sentenza del Tribunale federale I 87/04 del 13 luglio 2004
consid. 3). Il collegio giudicante non vede pertanto la necessità di proce-
dere ad un ulteriore esame specialistico, malgrado il rifiuto del Dott. Wyss
di rispondere alle domande complementari. Dalla relazione dell'esperto si
poteva comunque capire che la perizianda era in buone condizioni gene-
rali di salute, con buone risorse psichiche e capacità adattive e che non
dava l'impressione di essere molto sofferente. Peraltro l'indagine psichia-
trica non aveva posto in evidenza turbe di rilievo o lati patologici degni di
noto e/o compromettenti la capacità di lavoro e di adattamento dell'inte-
ressata.
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I medici relatori del SAM, traggono logicamente le seguenti conclusioni
alle quali questo collegio giudicante può affidabilmente aderire: "la pa-
ziente presenta un dolore pelvico (...) che malgrado indagini a diversi li-
velli non ha portato all'evidenza di una patologia organica correlata; come
osservato al punto 6 non possiamo concordare con la perizia del Dott.
Wyss che peraltro non si esprime sull'incapacità lavorativa, ma dice che
la paziente è abile almeno al 50% basandosi unicamente sui dati anam-
nestici; descrive la riduzione della capacità lavorativa dovuta ad effetti col-
laterali del tramadolo che peraltro è assunto in dosi quotidiane medie, ma
descrive poi la periziando vigorosa, esaustiva e precisa. Di fatto questa
definizione sconfessa la presenza di stanchezza e nausee che impedi-
rebbero alla periziando di lavorare più di 4 ore (....). Dal lato prettamente
neurologico e psichiatrico non vi è una diminuzione della capacità lavora-
tiva. Pertanto riteniamo che gli argomenti del Dr. Med. Wyss non permet-
tano di riconoscere un grado d'incapacità lavorativa superiore al 20% nel-
le attività finora svolte di cameriera e capo sala. Infatti, l'assenza di reperti
oggettivabili e in presenza dui un trattamento lege artis, possiamo per la
problematica dolorosa e gli effetti medicamentosi riconoscere un'abilità
lavorativa dell'80%."
9.4 Dal canto loro, i Dott.ri Binda e Rovera, autori di certificazione medica
esibita in varie fasi della procedura, non apportano novità dal punto di vi-
sta diagnostico, ma si limitano ad osservare che, in sostanza, l'esigibilità
massima di lavoro (attuale) a carico della paziente è del 50%. I periti di
parte non descrivono, oggettivamente, un quadro limitante più severo di
quello rilevato dai medici del SAM. Si tratta dunque di un giudizio diverso
sulla base di uno stato di fatto uguale. Dottrina e giurisprudenza racco-
mandano grande prudenza nel basarsi su certificazioni redatte da medici
stranieri, siccome, da un lato, un apprezzamento espresso con cognizio-
ne di causa presuppone, evidentemente, una buona conoscenza del dirit-
to svizzero delle assicurazioni sociali e, dall'altro, le basi di valutazione
all'estero sono spesso diverse da quelle conosciute in Svizzera (cfr. P.
OMLIN, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo
1995, p. 296 e seg.). Si deve, quindi, ammettere che al rapporto stilato
dai medici menzionati non può venire riconosciuto il necessario valore
probante richiesto per vagliare la lite soprattutto per quanto riguarda la
fissazione del grado di inabilità lavorativa (cfr. DTF 122 V 160 consid. 1c
e riferimenti menzionati).
9.5 Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del servizio medico SAM,
ritiene pertanto che A._, per tutto il periodo da esaminare, a parte
periodi non lunghi e non determinanti di riacutizzazione della sintomato-
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logia dolorosa, avrebbe più potuto svolgere la sua attività di cameri-
ra/capo-sala, dal punto di vista medico-teorico in modo completo. Questa
valutazione può essere anche intesa come una presenza sul luogo di la-
voro al cento per cento, ma con un rendimento ridotto del 20%. Giova ri-
levare che allorquando, come nel caso di specie, la ricorrente presenta
ancora una residua capacità lavorativa dell'80% nella sua precedente at-
tività, il grado d'invalidità corrisponde all'incapacità lavorativa (“Prozent-
Vergleich”). In tale caso, la determinazione del grado d'invalidità non pre-
suppone né la presa in considerazione dell'età del ricorrente né del mer-
cato equilibrato del lavoro né un raffronto dei redditi ipotetici (cfr. sentenze
del Tribunale federale 9C_612/2007 del 14 luglio 2008 e 9C_947/2008
del 29 maggio 2009). Può essere inoltre osservato che in attività più con-
sone, la ricorrente potrebbe lavorare al cento per cento. In questi lavori, la
perdita di guadagno, secondo il calcolo effettuato dall'Ufficio AI cantonale,
sarebbe nulla (doc. 68.1).
In queste circostanze il ricorso deve essere respinto e l'impugnata deci-
sione confermata.
10.
10.1 Le spese processuali, di 400 franchi, sono poste a carico dell'insor-
gente e sono compensate con l'anticipo già fornito.
10.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per spe-
se ripetibili.
Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 feb-
braio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
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