Decision ID: 1b474513-3316-5e18-8ba6-5839d5ff3a5e
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 17 febbraio 1997 contro _) ha chiesto il sequestro “della merce depositata presso il _) tramite _ scaricata da 6 containers indicati nelle polizze di carico (...) contenenti magliette e _ in cotone (ogni collo contiene 300 pezzi _)” sulla base dell’art. 271 cpv.1 n._ LEF e per un credito complessivo di fr. 498’884.60 oltre accessori.
B. Con decreto 18 febbraio 1997 il Pretore del Distretto di _ ha accolto l’istanza ordinando il sequestro di
“ nr. _ colli depositati presso il _ e scaricata da 6 containers indicati nelle polizze di carico (doc A dell’inc. no. _ di questa Pretura), contenenti magliette e T-Shirts in cotone (un collo contiene trecento pezzi di T-Shirts per un totale di 598’200 pezzi)”.
Quale titolo di credito sul decreto pretorile è indicato:
“risarcimento danni, costi per deposito e gestione di merce”
C. Il 20 febbraio 1997 l’UEF _ ha proceduto al sequestro (n._) presso la _ dei sei _, contenenti ciascuno 1994 colli (un collo contiene trecento pezzi di T-Shirts), per un totale di 598’200 pezzi e un valore complessivo stimato in fr. 598’200.--. Il relativo verbale di sequestro è stato spedito alle parti il 27 febbraio 1997.
D. Con atto 10 marzo 1997 _ ha formulato tempestiva opposizione al decreto di sequestro 18 febbraio 1997, con protesta di tasse, spese e indennità di patrocinio, contestando in sostanza che l’istante del sequestro abbia reso verosimile “natura, esistenza, consistenza ed esigibilità del proprio credito, nonché un sufficiente legame con la Svizzera”, riservandosi di indicare dettagliatamente i motivi dell’opposizione in sede di contraddittorio e di chiedere adeguate garanzie prima ed il risarcimento di tutti i danni illecitamente causati poi”.
E. Con osservazioni 18 marzo 1997 _ ha ribadito la fondatezza della propria domanda di sequestro, rilevando in particolare che:
- la creditrice sequestrante è una società di diritto svizzero (...) e pertanto il “legame sufficiente” con il territorio svizzero sarebbe palese;
- sulla qualità della merce fornita sarebbero sorte contestazioni, in particolare parte della merce sarebbe risultata invendibile, motivo per il quale la creditrice fa valere un danno;
- la creditrice avrebbe pagato anche per conto della debitrice fr. 144’535.-- di spese di magazzinaggio, ecc. alla _ ;
- il credito si qualificherebbe quindi da una parte come “richiesta di rimborso spese” e dall’altra quale “indennità per minor valore della merce”;
- l’esistenza del credito sarebbe resa verosimile dalle “fatture pagate per il magazzinaggio” e dalla “presentazione di merce palesemente difettata”;
- la consistenza del credito risulterebbe da “tutti i calcoli esposti in dettaglio che portano all’ammontare del credito vantato”;
- l’esigibilità dello stesso risulterebbe dal fatto che da un lato “le spese di magazzinaggio vanno pagate mensilmente” e dall’altro “la merce difettosa è già stata pagata per cui il risarcimento è da tempo dovuto”.
F. All’udienza di discussione 9 aprile 1997 _ ha confermato la propria istanza di sequestro nonché quanto esposto nelle osservazioni 18 marzo 1997.
Da parte sua la debitrice _ ha mantenuto la propria opposizione al sequestro, producendo un memoriale scritto nel quale asserisce in sostanza che:
- nell’istanza 17 febbraio 1997 oltre il richiamo all’art. _ cpv.1 n.4 _ “non vi sarebbe alcuna indicazione in merito ai motivi del sequestro” e “non si sa se il presunto credito derivi da fatture per noli marittimi anticipati per magazzinaggio o da altro”;
- in relazione all’importo di fr. 38’350 per “noli marittimi anticipati per magazzinaggio” il sequestro sarebbe stato chiesto ed ottenuto “in un momento in cui la merce era già colpita da un precedente sequestro” e “in base ad identico presunto credito”:
- inoltre, per quanto riguarda la richiesta di rimborso delle spese di magazzinaggio, la creditrice non avrebbe reso verosimile né “di aver provveduto al pagamento di fatture riguardanti trasporto e deposito di merce di proprietà della sequestrata”, né “di aver formulato in seguito richiesta di rimborso nei confronti di quest’ultima”, per cui tale pretesa non sarebbe neppure esigibile;
- quanto alle pretese relative all’asserito minor valore della merce fornita, la creditrice non avrebbe reso verosimile né l’avvenuto pagamento della merce fornita, né l’esistenza di difetti della merce, né la loro tempestiva notifica alla controparte, né l’avvenuta restituzione di parte della stessa alla debitrice, né l’ammontare dell’asserito minor valore, né il tasso di cambio applicato, né la richiesta alla controparte di una riduzione del prezzo rispettivamente della restituzione del minor valore; a questo proposito la debitrice fa inoltre riferimento a una decisione del Tribunale federale in “analoga vertenza tra le medesime parti” con la quale su ricorso di diritto pubblico ha annullato un precedente sequestro non ritenendo reso verosimile il credito di fr. 300’000.-- addotto a sostegno del sequestro.
G. Con atto 15 aprile 1997 la creditrice sequestrante ha preso posizione su quanto affermato dalla controparte nel memoriale prodotto all’udienza 9 aprile 1997.
H. Con decisione 23 aprile 1997 il Pretore ha respinto l’opposizione di _ ritenendo dati i presupposti del sequestro. Dopo aver preliminarmente rilevato di non poter tenere conto - in quanto irrite - delle osservazioni 15 aprile 1997 della _ e dei relativi documenti con esse prodotti, il primo giudice ha ritenuto verosimili sia un sufficiente legame con la Svizzera che l’esistenza dei crediti vantanti. In particolare dalla documentazione agli atti e da quella richiamata dall’inc. n. _ risulterebbe sia la fornitura di merce da parte di _ per un valore di US$ 460’802.40 (fatture _), sia il pagamento da parte _ (“assieme alle fatture della merce difettata sono state allegate le fotocopie delle _ emesse per il trasporto della merce da _ ”(...) ciò che dimostrerebbe “che l’istante ha versato il prezzo pattuito, altrimenti non avrebbe potuto entrare in possesso di tali documenti e ritirare la merce”, cfr. p.2, cons.2), sia l’avviso alla _ dell’esistenza dei difetti, per cui sarebbe stata resa verosimile l’esistenza del credito per minor valore della merce fornita. Quanto alla pretesa di rimborso per anticipo spese di magazzinaggio, dalla documentazione risulterebbe che la _ ”è debitrice nei confronti della _ di fr. 105’655.64 per magazzinaggio e gestione dei containers per il periodo dal loro arrivo fino al 29 marzo 1996” e che l’importo ulteriore di fr. 38’880.-- reclamato dalla _ deriverebbe dal fatto “che la merce è rimasta depositata per altri nove mesi a fr. 480.-- mensili per container”, mentre non riguarderebbe i costi relativi al nolo marittimo per i quali è stato decretato precedente sequestro, per la convalida del quale è già pendente una causa. Per quanto riguarda infine la censura _ secondo cui la merce oggetto del sequestro sarebbe già stata colpita da un precedente sequestro del 18 giugno 1996 per lo stesso titolo e per lo stesso credito, il primo giudice ha rilevato che quel sequestro non essendo stato tempestivamente convalidato, esso sarebbe per legge decaduto per cui più non sussisteva al momento della presentazione della nuova domanda di sequestro.
I. Con ricorso (recte: appello) 5 maggio 1997 _ chiede la riforma della decisione impugnata nel senso di ammettere la propria opposizione e conseguentemente annullare il sequestro. Egli ripropone in sostanza le censure sollevate in prima istanza, salvo quella riferita al legame della fattispecie con la Svizzera, e dunque in sintesi l’assenza nell’istanza di sequestro di una chiara indicazione della causa o titolo del credito, in particolare con riferimento alle pretese “in qualche modo riconducibili a rapporti di compravendita intercorsi tra le parti “, nonché l’assenza della verosimiglianza delle pretese fatte valere dalla controparte.
L. Delle osservazioni della _ si dirà se del caso in seguito.

Considerando
in diritto:
1. Il nuovo disciplinamento della procedura di sequestro, in particolare l’introduzione della possibilità di formulare opposizione contro la decisione che accorda il sequestro e il ricorso a una seconda istanza cantonale contro la decisione sull’opposizione, costituisce una delle innovazioni principali della recente revisione parziale della _, adottate nell’intento di meglio proteggere gli interessi del debitore e di eventuali terzi toccati dal sequestro, senza tuttavia modificarne la natura e la funzione essenziale di misura conservativa, urgente e provvisoria destinata a tutelare i diritti minacciati del creditore (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §51 n.2 p.406; Walter Stoffel, Le séquestre, in: Iynedjan/Rieben (éd.), La LP révisée, Losanna 1997, p.250s.). In quest’ottica è stato codificato all’art. 272 LEF l’obbligo del creditore di rendere verosimile oltre che l’esistenza del credito e della causa di sequestro anche l’esistenza - nel circondario del giudice del sequestro - di beni appartenenti al debitore (cfr. art. 272 n.3 LEF; DTF 107 III 35); inoltre si sono volute rendere più restrittive le condizioni per ottenere un sequestro motivato dalla circostanza che il debitore non dimora in Svizzera (impropriamente detto anche “Ausländerarrest”), esigendo alternativamente che il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera rispettivamente che si fondi su una sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF (cfr. art. 271 cpv.1 n.4 LEF).
a) Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv.1 n.1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino competente per la concessione del sequestro è il Pretore (art. 14 cpv.1 e 16 cpv.3 LALEF), rispettivamente, per valori non superiori a fr. 2’000.--, il Giudice di pace (art. 14 cpv.1 LALEF e art. 5 cpv.1 LOG), del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore. La procedura, di natura sommaria (art. 25 n.2 lett.a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.