Decision ID: 38e76b52-39ab-5d99-a669-2a515d98ef6d
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 10 agosto 2012, il Pretore _, ha decretato nei confronti di RI 3 il sequestro ex art. 271 cpv. 1 c. 2 e 4 LEF di tutti i (suoi) averi presso la Banca _, “in particolare ma non solo i conti n. _, ora _, e n. _”, e ciò concorrenza di fr. 3'588'020.-- oltre accessori (doc. A).
B.
Lo stesso giorno, l’CO 1 ha sequestrato presso la suddetta banca “tutti i beni come al decreto di sequestro”.
C.
Con il ricorso in esame, RI 1, RI 2 ed RI 3, sia a titolo personale sia nella qualità di membri della comunione ereditaria fu _, chiedono l’annullamento sia del decreto che del verbale di sequestro, facendo valere in sostanza che titolare del conto n. _, ora _, oggetto del sequestro in realtà non è RI 3 bensì la comunione ereditaria fu _, che non sarebbe ancora stata sciolta. I ricorrenti sostengono inoltre che la sequestrante non potrebbe nemmeno ottenere il sequestro della quota successoria di RI 3, siccome quest’ultima è domiciliata all’estero.
D.
Sulle osservazioni della sequestrante si dirà, per quanto necessario ai fini del giudizio, nei prossimi considerandi. L’UE di Lugano si è rimesso al giudizio della Camera.

considerando
in diritto:
1.
Salvo i casi nei quali la LEF prescriva la via giudiziale, è ammesso il ricorso all’autorità di vigilanza contro ogni provvedimento di un ufficio d’esecuzione o di un ufficio dei fallimenti, per violazione di una norma di diritto o errore d’apprezzamento (art. 17 cpv. 1 LEF). Il decreto di sequestro, in quanto costituisce un atto giudiziario, non può quindi essere impugnato con un ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF. D’altronde, non è dato alcun rimedio giuridico diretto all’autorità giudiziaria cantonale superiore contro il decreto che
accoglie
l’istanza di sequestro, siccome l’art. 278 cpv. 1 LEF, quale
lex specialis
, prevede il rimedio dell’“opposizione” allo stesso giudice del sequestro, il quale è un mezzo di riconsiderazione della decisione di sequestro. Soltanto la decisione sull’apposizione è impugnabile a questa Camera con reclamo (art. 278 cpv. 3 LEF, 309 lett. b n. 6 e 319 lett. a CPC, 48 lett. e n. 1 LOG). Un reclamo diretto è invece possibile contro la decisione che
respinge
l’istanza di sequestro (cfr. art. 309 lett. b n. 6 [che cita esplicitamente l’art. 272 LEF] e 319 lett. a CPC; FF 2009, 1483-4, n. 4.2 ad art. 309 lett. b;
Vock/Müller
, SchKG-Klagen nach der Schweizerischen ZPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, p. 288;
Reetz/Theiler
, in Sutter-Somm et al.,
Kommentar zur ZPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, n. 34 ad art. 309;
Daniel S
taehelin
, Neues Arrestrecht ab 2011, Jusletter dell’11 ottobre 2010, Rz. 32 ;
Felix C.
Meier-Dieterle,
Arrestpraxis ab 1. Januar 2011, AJP/PJA 10/2010, p. 1223 ad n. 82;
contra
, ma senza motivazione:
Stoffel
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. 2, 2
a
ed., Basilea 2010, n. 58 ad art. 272). Di conseguenza, la domanda dei ricorrenti tendente all’annullamento del decreto 10 agosto 2012 che ha ordinato il sequestro è irricevibile. È invece ammissibile l’altra conclusione tendente all’annullamento dell’esecuzione del sequestro, siccome di competenza dell’ufficio d’esecuzione (art. 275 LEF).
2.
Giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF,
il ricorso contro un provvedimento dell’ufficio d’esecuzione dev'essere presentato entro dieci giorni da quando il ricorrente ne ebbe notizia. Nel caso concreto, la creditrice sequestrante contesta precauzionalmente la tempestività del ricorso, nella misura in cui i ricorrenti avrebbero appreso del sequestro direttamente dalla banca già il 10 agosto 2012. Tale affermazione non è però comprovata né risulta dal doc. C prodotto dai ricorrenti. Il verbale di sequestro, una volta completato, è poi stato comunicato alle parti solo il 27 agosto 2012. Siccome non risulta dagli atti che i ricorrenti abbiano avuto (effettiva e completa) notizia del sequestro prima del 13 agosto 2012 (cfr. doc. C), il ricorso, interposto il 23 agosto, è tempestivo.
3.
A partire dalla riforma del diritto esecutivo entrato in vigore il 1° gennaio 1997, le competenze delle autorità di esecuzione forzata sono state limitate al solo controllo della regolarità formale del decreto di sequestro e alle misure d’esecuzione del sequestro propriamente dette, previste dagli art. 91 a 109 LEF (richiamati dall’art. 275 LEF) ; le censure relative ai presupposti materiali del sequestro rientrano invece nella competenza del giudice dell’opposizione (art. 278). L’autorità di vigilanza che dovesse decidere su tali questioni renderebbe pertanto un giudizio nullo (
DTF 129 III 203 cons. 2, p. 205 ss. e cons. 3, p. 208; cfr. pure
cfr. CEF 30 gennaio 2003, inc. 15.2003.13;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 12-13 e 44 ad art. 275).
3.1.
In particolare la questione dell'appartenenza dei beni sequestrati è di esclusiva competenza del giudice dell'opposizione ex art. 278 LEF (cfr.
CEF 30 gennaio 2003, inc. 15.2003.13;
Gilliéron
, op. cit., n. 44 ad art. 275;
Stoffel
, Voies d'exécution, Berna 2002, n. 108 ad § 8;
Stoffel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, 2
a
ed., Basilea 2010, n. 29-30 ad art. 274;
Reiser
, op. cit., n. 16 ad art. 275;
contra
, ma non convincente:
Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1997/99, n. 4 ad art.
275
).
3.2.
È pertanto irricevibile in questa sede la censura secondo cui titolare del conto n. _ oggetto del sequestro in realtà non sarebbe la debitrice sequestrata bensì la comunione ereditaria _. L’CO 1 si è limitato, com’era il suo compito, ad eseguire testualmente il decreto di sequestro, non essendo autorizzato a sostituire i beni designati nel decreto con altri (segnatamente l’asserita quota ereditaria di RI 3). Spetterà al giudice del sequestro determinarsi sulla censura in questione in sede d’opposizione ex art. 278 LEF.
3.3.
I ricorrenti non hanno direttamente contestato la competenza territoriale del giudice del sequestro. In ogni caso,
questa Camera ha già avuto modo di stabilire che l’autorità di vigilanza, e più in generale gli organi d’esecuzione forzata, sono abilitati a rilevare d’ufficio, a titolo pregiudiziale, la nullità del decreto di sequestro soltanto se il giudice del sequestro è
manifestamente
incompetente, perché non spetta a siffatti organi sostituirsi alle autorità competenti per esaminare i mezzi d’impugnazione prescritti dalla legge contro il decreto di sequestro, ovvero l’opposizione e il reclamo contro la decisione su opposizione (art. 278 LEF), ciò almeno nei casi in cui questi mezzi d’impugnazione non sono preclusi al ricorrente (CEF 30 marzo 2011 inc. 15.11.25, RtiD II-2011 771 ss n. 47c, cons. 1.2/a). Nel caso in esame, non può ritenersi manifesta l’incompetenza territoriale del Pretore di Lugano sulla base dell’unico documento a cui poteva riferirsi l’CO 1, ovvero il decreto di sequestro.
4.
Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
richiamati gli art. 17, 20a, 275, 278 LEF, art. 61 e 62 OTLEF;