Decision ID: 7b59180f-0826-51ee-9157-086c4ca86b35
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
In accoglimento di un appello presentato da AO 1, come pure di un appello presentato da AO 2 e AO 3 contro una sentenza emessa il 16 agosto 2012 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, con sentenza del 21 ottobre
2014 questa Camera ha così statuito in una causa che opponeva
gli appellanti alla AP 1:
II. Le spese processuali di appello, di fr. 900.– complessivi, da anticipare
nella misura di fr. 450.– da AO 1 e nella misura di fr. 450.–
da AO 2 e AO 3 in solido, sono poste a carico dell'appellante, che rifonderà a AO 1 fr. 1800.– e a AO 2 e AO 3 altri fr. 1800.– complessivi per ripetibili.
B.
Il 28 ottobre 2014 AO 3 ha segnalato a questa Camera un errore di scritturazione contenuto nel dispositivo appena citato, le spese processuali dovendo essere assunte dall'appellata, non dall'appellante, in conformità a quanto risulta del resto dal consid. 4 della decisione medesima (“Le spese dell'attuale decisione seguono la soccombenza dell'istante”). Non sono state chieste osservazioni alla domanda di rettifica.

Considerando
in diritto:
1.
Ove il dispositivo di una sentenza sia poco chiaro, ambiguo o incompleto oppure in contraddizione con i considerandi, su richiesta di parte o d'ufficio il giudice interpreta o rettifica la decisione (art. 334 cpv. 1 prima frase CPC). Se la rettifica concerne semplici errori di scrittura o di calcolo il giudice può rinunciare a interpellare le parti (art. 334 cpv. 2 seconda frase CPC). La rettifica mira a correggere manifeste inavvertenze di redazione, di scrittura o di calcolo, ovvero inavvertenze formali (non di errori di apprezzamento nel merito) chiaramente desumibili dal testo stesso della decisione.
2.
Nella fattispecie il dispositivo n. II della decisione citata sulle spese e le ripetibili di appello è palesemente viziato da un errore di scritturazione, “l'istante” cui si riferisce il consid. 4 della sentenza medesima essendo l'appellata, cioè la AP 1. Il termine “appellante” si deve perciò a un'evidente svista e va emendato.
3.
In esito al presente giudizio non è il caso di prelevare spese né di assegnare
ripetibili, per altro nemmeno richieste.