Decision ID: 63d5c649-696d-596c-bfd3-c62fa624e119
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 5 febbraio 1999 _, 1954, di professione meccanico, ha presentato istanza all’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) tendente all’assegnazione di prestazioni dell’AI per adulti. A motivazione della domanda ha addotto una perdita graduale della vista all'occhio destro ed un netto peggioramento ai due occhi.
1.2. L’amministrazione, dopo aver esperito alcuni accertamenti di natura medica ed economica, ha respinto la richiesta di rendita dell'assicurato con proposta di decisione 19 luglio 1999, adducendo le seguenti motivazioni:
" Dalla documentazione raccolta agli atti risulta che l'assicurato può ancora svolgere attività richiedenti poco impegno visivo e non richiedenti sforzi fisici.
La capacità di guadagno in queste attività permetterebbe di conseguire un reddito di fr. 35'000.-- annui.
Dal momento che l'assicurato negli anni precedenti l'insorgenza del danno alla salute non ha mai conseguito un salario superiore a tale cifra (nel 1995 fr. 28'332.--, nel 1996 fr. 26'281.-- e nel 1997 fr. 27'663.--) non sussiste alcuna perdita di guadagno e quindi nessun diritto a rendita AI."
1.3 Dopo aver effettuato accertamenti supplementari circa le attività esigibili per l'assicurato, l'UAI ha respinto la domanda di rendita con decisione 11 gennaio 2000, precisando che
" dalla nuova documentazione agli atti ed in particolare dopo aver preso nuovamente contatto con la dr.ssa _ possiamo confermare che l'assicurato può ancora svolgere delle attività richiedenti poco impegno visivo e non richiedenti sforzi fisici (portinaio o guardarobiere in campo alberghiero, aiuto fiorista, magazziniere-venditore ausiliario non qualificato in commerci al minuto di ferramenterie e affini).
La capacità di guadagno in queste attività permetterebbe di conseguire un reddito di fr. 35'000.-- annui.
Dal momento che l'assicurato negli anni precedenti l'insorgenza del danno alla salute non ha mai conseguito un salario superiore a tale cifra (nel 1995 fr. 28'332.--, nel 1996 fr. 26'281.-- e nel 1997 fr. 27'663.--) non sussiste alcuna perdita di guadagno e quindi nessun diritto a prestazioni AI."
1.4. Con tempestivo ricorso 7 febbraio 2000 _ ha impugnato la decisione dell'amministrazione tramite l'avvocato _, chiedendo l’assegnazione di una mezza rendita intera di invalidità, con le seguenti motivazioni:
"2. Dalla documentazione in atti risulta chiaramente che l'assicurato soffre di miopia elevata di un occhio con pericolo che la stessa si estende pure al secondo (vedi perizia dell'Ospedale _).
3. Secondo l'attestato in atti del Dr. _. "la patologia oculare di cui è affetto il signor _ comporta una visione di fatto monoculare e quindi andrebbero evitate tutte le attività che richiedono un elevato impegno visivo e soprattutto una visione binoculare; in altre parole tutte le attività di tipo meccanico o industriale da svolgere mediante l'uso di macchinari parzialmente pericolosi per il paziente stesso".
4. Rileva inoltre il perito "dispenserei il paziente da attività fisiche gravose che richiedano un elevato impegno fisico (elevato sforzo muscolare, sollevamento pesi) per non esporre il signor _ al rischio di compromettere l'acuità visiva dell'occhio adelfo esponendolo al rischio di un aggravamento della coroidosi miopica nell'occhio sano con eventualità di emorragia maculare come si è verificato all'OD".
5. L'assicurato soffre da anni di disturbi oculari e per questo non ha mai potuto conseguire un reddito conforme alle sue capacità lavorative.
Attualmente comunque è invalido praticamente al 100% e non è nemmeno in grado di procurarsi un piccolo lavoro che gli permetta di vivere, soprattutto perché tale lavoro non esiste sul mercato."
1.5. Con risposta 29 febbraio 2000, l’UAI ha proposto di respingere il gravame rilevando che
" le controindicazioni dovute alla mancanza della visione binoculare siano state prese in considerazione in modo specifico nella decisione impugnata: al dott. _ del servizio di oftalmologia dell'_ è stato infatti chiesto un parere in merito all'aspetto della capacità lavorativa residua in presenza del danno alla salute, parere reso con referto 16.09.1999 (cfr. all. _), dal quale risulta ancora esigibile una discreta gamma di attività, sulla base di fattori di incompatibilità ben definiti e identificabili.
Lo stesso specialista, su richiesta dell'UAI, ha inoltre compilato una lista delle attività da considerare totalmente esigibili, contenuta nell'all. _; questo elenco comprende diverse professioni di facile reperibilità quali addetto alla vendita di carburanti e piccoli servizi collaterali; portiere, guardarobiere in campo alberghiero; aiuto fiorista; magazziniere venditore ausiliario non qualificato in commerci al minuto di ferramenta e affini; personale aiutante addetto ad attività collaterali semplici perlopiù di tipo manuale.
Il complesso delle professioni esigibili sopra elencate è retribuito mediamente nella misura di Fr. 35'000.‐ annui (attività leggere non qualificate, per personale maschile che presenta problemi di salute).
A nostro avviso, pertanto, non vi sono argomenti né elementi di prova sufficienti per ritenere l'assicurato invalido in senso economico, come richiesto dalla LAI, tenendo presente il fatto che l'assicurato medesimo è già in partenza collocato in una fascia retributiva piuttosto bassa, non ravvisandosi quindi l'effettiva perdita di guadagno secondo la comparazione dei redditi, come richiesto dalla legge."
1.6 Pendente causa questa Corte ha richiamato gli incarti fiscali dell'interessato relativi ai bienni 1997/1998 e 1999/2000.

in diritto
In ordine
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.).
Nel merito
2.1. Oggetto del contendere è l’assegnazione di una rendita di invalidità a _.
L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
2.2. Come è già stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.