Decision ID: cfa7df2a-59e8-5935-8389-70646f157196
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ (in seguito assicurato), cittadino italiano, nato il (...), residente
ad B._ (IT), ha lavorato in Svizzera dal 21 marzo 2011 a titolo di
frontaliere, quale operaio/escavatorista di cantiere, presso differenti datori
di lavoro, solvendo regolari contributi all’assicurazione svizzera per la vec-
chiaia, i superstiti e l’invalidità (AVS/AI, doc. 4, 9 dell’incarto dell’Ufficio
dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero,
UAIE).
B.
B.a In data 23 agosto 2012, l’interessato è stato coinvolto in un incidente
sul posto di lavoro, rimanendo parzialmente schiacciato dalla scavatrice
meccanica che stava conducendo, allorquando la stessa si è capovolta a
seguito di un cedimento del terreno sul quale stava lavorando. Ricoverato
presso l’Ospedale di C._, dove è rimasto degente per tre giorni,
all’assicurato è stata diagnosticata una frattura dei processi trasversali L1-
L3, trattata conservativamente mediante analgesici (doc. 11 p. 18). Sol-
tanto in seguito, fra il 27 e il 29 agosto 2012 (doc. 11 pp. 13-17), presso il
pronto soccorso dell’Ospedale D._, è stato riscontrato il vasto ema-
toma alla radice della coscia destra con edema dei tessuti genitali, che ha
richiesto il ricovero d’urgenza presso l’Ospedale E._, dove il 2 set-
tembre 2012 è stato eseguito l’intervento volto all’evacuazione dell’ema-
toma inguinocrurale destro, lavaggio e posa di drenaggio aspirativo (doc.
11 pp. 10-12). Il sinistro è stato preso a carico dall’Istituto nazionale sviz-
zero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, doc. 83 p.122).
B.b
B.b.a Il 12 ottobre 2012, il dr. F._, specialista in medicina fisica e
riabilitazione, medico curante, ha prescritto un trattamento fisioterapico ria-
bilitativo, sia per la problematica inguino-crurale destra, che per le proble-
matiche legate al rachide lombo-sacrale (doc. 83 pp. 86-87). Nelle succes-
sive visite del 30 ottobre 2012 (doc. 83 p. 78) e del 25 marzo 2013 (doc.
83 p. 19), lo specialista ha riscontrato da un lato un miglioramento della
sintomatologia algica lombare, dall’altro la persistenza del dolore all’in-
guine destro, riconducibile agli esiti dell’intervento chirurgico (doc. 83 p.
78).
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B.b.b Sono stati frattanto eseguiti l’esame RM del 15 gennaio 2013 alla
regione inguinale che ha rilevato un ispessimento del tessuto nella regione
operata (doc. 11 p. 5) e gli esami alla colonna lombare (RX del 15 e del 26
febbraio 2013 [doc. 11 pp. 2-3] ed RM del 17 aprile 2013 [doc. 11 p. 1])
attestanti da un lato la guarigione delle fratture L1-L3, dall’altro un canale
lombare leggermente ristretto di origine congenita con incipienti discopatie
lombari.
In merito a tali referti il dr. F._, nel rapporto del 30 aprile 2013, ha
chiarito che il dolore inguino crurale non poteva essere associato ad alcuna
alterazione del rachide lombo-sacrale, ma piuttosto al processo fibro-cica-
triziale derivante dall’evacuazione dell’ematoma. Al fine di migliorare la ste-
nia muscolare egli ha quindi prescritto un ciclo di chinesiterapia e protratto
ulteriormente l’incapacità lavorativa (doc. 83 p. 11).
B.b.c L’assicurato è poi stato visitato dal dr. G._, specialista in
chirurgia, medico curante, che nel rapporto del 29 maggio 2013,
constatando il persistere del dolore in sede inguino-crurale a destra
nonostante le due infiltrazioni locali eseguite, ha suggerito la continuazione
del trattamento fisioterapico in corso presso il dr. F._, restando a
disposizione per un’eventuale ripresa chirurgica (doc. 84 pp. 29-30).
C.
C.a Persistendo l’inabilità lavorativa (doc. 84 pag. 32), in data 30 aprile
2013 l’assicurato ha depositato, all'Ufficio dell’assicurazione invalidità
(UAI) del Cantone H._, una domanda volta al conseguimento di
prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (pervenuta il 6 mag-
gio 2013 [doc. 4]).
C.b
Alla luce dello stato di salute ancora precario, attestato dagli atti medici
componenti l’incarto INSAI (cfr. in particolare i rapporti del dr. F._
del 12 luglio 2013 [doc. 84. p. 31] e del 30 luglio 2013 [doc. 84 p. 22]), il 26
agosto 2013 l’amministrazione ha deciso di chiudere il mandato di inter-
vento tempestivo, dopo aver convocato l’assicurato (doc. 28).
D.
D.a Nell’ambito della procedura LAINF il 30 agosto 2013 l’insorgente è
stato sottoposto alla visita medica circondariale ad opera del dr. I._,
specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomo-
tore, che ha sollecitato la convocazione dell’assicurato da parte del dr.
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Pagina 4
G._ al fine di valutare l’esecuzione di nuovi accertamenti oppure un
intervento di revisione chirurgica. L’inabilità lavorativa totale nell’attività abi-
tuale è stata confermata dal medico fiduciario, che, riservandosi di espri-
mersi in maniera più precisa una volta esperiti gli ulteriori accertamenti, ha
dichiarato che “se l’assicurato lavorasse in un’altra ditta sicuramente po-
trebbe fare un tentativo di ripresa lavorativa in qualità di pakerista almeno
nella misura del 50%” (doc. 84 pp. 15-18).
D.b In occasione della visita medica del 17 settembre 2013 il dr.
G._ ha riscontrato una problematica lombo-sciatologica, ricondotta
alla postura di difesa assunta dall’assicurato per tollerare i dolori inguino-
sacrali, più che a un problema radiologico, essendo le fratture dei processi
trasversali ormai consolidate da mesi (rapporto del 19 settembre 2013
[doc. 85 pp. 88-89]). Egli ha dunque predisposto un nuovo ciclo di fisiote-
rapia e un esame RM alla radice della coscia, eseguito il 7 ottobre 2013,
dal quale è emersa una netta regressione dei fenomeni di edema e “en-
hancement” nel piano sottocutaneo della regione inguino-scrotale rispetto
al referto RM del gennaio 2013 (doc. 11 p. 5). Ciononostante, l’inabilità la-
vorativa totale è stata ulteriormente prolungata (doc. 85 pp. 65-66).
D.c L’esame RM del rachide lombare nativo del 12 novembre 2013 è risul-
tato sostanzialmente sovrapponibile al referto del 17 aprile 2013 (doc. 11
p. 1). Inoltre è emersa una lieve spondilosi del tratto prossimale, nessuna
presenza di ernie discali, ma multiple ernie intraspugnose di Schmorl della
limitante somatica superiore L1-L2-L3 (doc. 85 p. 57). Nel rapporto del 20
novembre 2013 il dr. F._ ha inoltre riferito di una condizione stazio-
naria, sia in relazione al dolore inguinale che al dolore lombo-sacrale (doc.
85 p .56).
D.d Preso atto dell’esito degli ulteriori accertamenti e sulla scorta
dell’esame clinico eseguito in occasione della visita medica circondariale
del 19 dicembre 2013, il dr. I._, nel rapporto del 2 gennaio 2014 ha
ritenuto l’assicurato nuovamente abile nella misura del 100% nell’attività di
macchinista di escavatore a partire dal 1° gennaio 2014 (doc. 85 pp. 30-
34).
D.e L’INSAI ha quindi emesso la decisione del 6 marzo 2014, mediante la
quale ha interrotto l’erogazione delle prestazioni assicurative di breve du-
rata (indennità giornaliere e spese di cura) per i soli disturbi alla schiena a
decorrere dal 1° gennaio 2014, non essendo più oggettivabile un nesso
causale fra gli stessi e l’evento infortunistico. È per contro continuata la
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presa a carico delle terapie relative ai disturbi all’inguine destro (doc. 85
pp. 5-6).
Dell’opposizione avverso tale decisione, degli ulteriori accertamenti e degli
sviluppi nell’ambito della procedura LAINF, si dirà al consid. E.d.
E.
E.a In ambito AI l’incarto è quindi stato sottoposto alla dr.ssa J._ del
Servizio medico regionale K._ (SMR), specialista in medicina in-
terna che ha redatto il rapporto del 29 aprile 2014 (doc. 48). Esaminati gli
atti medici raccolti, ha fatto proprie le conclusioni esposte dal dr. I._
e valutato l’assicurato abile al 50% a partire dal 1° settembre 2013 in un’at-
tività adeguata ed al 100% a decorrere dal 1 gennaio 2014, sia in attività
adeguata che in quella abituale, ritenendo leggeri i disturbi degenerativi
alla colonna lombare.
E.b Ulteriori indagini strumentali, volte a definire la problematica all’inguine
sono state nel frattempo eseguite nel mese di febbraio 2014 (doc. 50). Da
tali accertamenti è emersa la necessità di una ripresa chirurgica, poi ese-
guita il 12 giugno 2014 presso l’Ospedale E._, dove l’assicurato è
stato degente fino al 18 giugno 2014. All’interessato è stata prescritta
un’inabilità lavorativa al 100% dal 12 fino al 29 giugno 2014 (doc. 52).
E.c I nuovi elementi sono quindi stati sottoposti al SMR, che nel rapporto
del 10 giugno 2015 (doc. 65), allestito dalla dr.ssa L._, specialista
in medicina interna e dal dr. Rey-Bellet, generalista, ha sostanzialmente
confermato le conclusioni del precedente rapporto conclusivo del 29 aprile
2014 della dr.ssa J._ (doc. 48). Nel nuovo referto è stato precisato
che la capacità lavorativa riacquisita a partire dal 1° gennaio 2014 in un’at-
tività adeguata si è interrotta solo brevemente a causa dell’intervento chi-
rurgico del 12 giugno 2014 e che dal 13 luglio 2014 essa è nuovamente
ristabilita al 100% nell’attività abituale, mentre in un’attività adeguata dal
27 giugno 2014.
E.d
E.d.a Nel frattempo l’INSAI con scritto del 18 giugno 2014 (doc. 71 pag.
19) ha riesaminato la precedente decisione del 4 marzo 2014 (doc. 85 pp.
5-6) e ripristinato l’indennità giornaliera a partire dal mese di gennaio 2014
(doc. LAINF 186).
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Pagina 6
E.d.b Il caso è poi stato definito con decisione del 15 dicembre 2014, con
cui a decorrere dal 1° novembre 2014 è stato ritenuto estinto il nesso cau-
sale sia per le problematiche inguinali che per quelle lombari (doc. LAINF
237). L’INSAI si è fondato, in buona sostanza, sui referti del dr. G._
del 5 agosto 2014 (doc. LAINF 207) e del 22 settembre 2014 (doc. LAINF
221) e sul rapporto del dr. I._ del 23 ottobre 2014 (doc. LAINF 231),
stanti i quali dal punto di vista chirurgico l’assicurato era guarito e che per
i soli postumi infortunistici egli era abile al 100% in attività idonea.
E.d.c La decisione su opposizione del 14 luglio 2015, con cui l’INSAI ha
respinto l’opposizione dell’assicurato (doc. LAINF 241, 251, 254, 255) è
stata poi confermata il 24 marzo 2016 dal Versicherungsgericht del Canton
M._ (doc. 277).
E.e Fondandosi sulla valutazione del proprio servizio medico, l’amministra-
zione cantonale, dal canto suo, ha emesso il progetto di decisione del 25
giugno 2015 (doc. 67), mediante il quale ha riconosciuto all’assicurato il
diritto a una rendita intera dal 1° novembre 2013 (ovvero sei mesi dopo il
deposito della domanda, ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI) al 30 novembre
2013 e ad una mezza rendita dal 1° dicembre 2013 al 31 marzo 2014. Dal
1° aprile 2014 il diritto alla rendita è cessato, persistendo un discapito eco-
nomico insufficiente (pari al 14%) per riconoscere il diritto alle prestazioni
dell’assicurazione per l’invalidità. Per tale ragione, all’insorgente è stato
dunque negato il diritto ai provvedimenti professionali (doc. 68).
F.
F.a Con scritto del 21 luglio 2015 l’assicurato, per il tramite del patronato
INAS di N._, ha contestato il progetto di decisione chiedendo il ri-
conoscimento di una rendita intera almeno fino al 31 gennaio 2015. A fon-
damento della propria richiesta, l’insorgente ha prodotto atti medici del
2014 e del 2015 e citato gli sviluppi della procedura LAINF (cfr. consid. E.d,
in particolare E.d.a).
F.b L’opposizione e la documentazione medica, unitamente all’aggiorna-
mento dell’incarto INSAI, sono stati sottoposti alla dr.ssa L._ del
SMR che, nel rapporto dettagliato del 19 agosto 2015 (doc. 74), ha sostan-
zialmente ribadito le conclusioni in punto all’abilità lavorativa a cui era
giunta nel precedente rapporto del 10 giugno 2015.
F.c Mediante decisione del 28 ottobre 2015 (doc. 79), l’UAIE ha dunque
confermato il progetto del 25 giugno 2015 (doc. 67).
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Pagina 7
G.
Con il ricorso depositato il 27 novembre 2015 (doc. TAF 1 e allegati)
A._, sempre rappresentato dal surriferito patronato, ha chiesto l’an-
nullamento della decisione – contestando la riduzione della rendita intera
riconosciutagli dal 1° novembre 2013 a mezza rendita a partire dal 1° di-
cembre 2013 e la soppressione della stessa a partire dal 1° aprile 2014 –
e il riconoscimento di una rendita intera almeno fino al 16 novembre 2015
e, in seguito, di una mezza rendita. A sostegno della propria richiesta, oltre
agli atti medici già trasmessi in sede di opposizione (doc. 71), il ricorrente
ha prodotto il rapporto medico del 16 novembre 2015 del dr. O._,
specialista in medicina legale e delle assicurazioni e il referto dell’esame
RMN al bacino eseguito il 27 marzo 2015. L’insorgente ha inoltre chiesto
l’esonero dal pagamento delle spese giudiziarie.
H.
Nel proprio memoriale di risposta, inoltrato il 22 dicembre 2015, l’UAIE ha
proposto la reiezione del gravame e la conferma del provvedimento impu-
gnato, rinviando, alla breve presa di posizione, dell’Ufficio AI cantonale del
17 dicembre 2015 (doc. TAF 4).
I.
Invitato a replicare, il ricorrente ha riaffermato la propria posizione con il
memoriale del 26 gennaio 2016 (doc. TAF 7), allegando il rapporto del dr.
O._ del 21 gennaio 2016, secondo cui è inabile al 100% nell’attività
precedentemente svolta, mentre potrebbe essere abile nella misura mas-
sima del 50% in un’attività adeguata allo stato di salute e alla sua forma-
zione.
J.
Con decisione incidentale del 2 febbraio 2016 la domanda di assistenza
giudiziaria è stata respinta (doc. TAF 9) e il ricorrente è stato invitato a
versare un anticipo di fr. 400.-, corrispondente alle presunte spese proces-
suali, saldato il 5 febbraio 2016 (doc. TAF 10).
K.
Duplicando in data 2 marzo 2016, l’autorità inferiore, ha reiterato la propo-
sta di reiezione del gravame e la conferma della decisione, sulla scorta
della presa di posizione dell’UAI cantonale che a sua volta si riferisce al
rapporto del 11 febbraio 2016 del proprio SMR, al quale erano stati sotto-
posti i nuovi referti medici (doc. TAF 13).
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Pagina 8
L.
In data 24 marzo 2016 l’insorgente ha presentato le proprie osservazioni,
allegando un ulteriore rapporto del dr. O._ del 23 marzo 2016 (doc.
TAF 15).
M.
L’UAI cantonale ha ribadito la propria posizione con scritto del 18 aprile
2016, al quale l’UAIE si è riferito nelle proprie osservazioni del 25 aprile
2016 (doc. TAF 17).
N.
N.a Con scritto del 25 maggio 2016 (doc. TAF 19) l’insorgente ha tra-
smesso il rapporto del 2 maggio 2016 del dr. G._ e il referto del
pronto soccorso dell’Ospedale E._ del 18 aprile 2016 attestanti una
recente riacutizzazione del dolore cronico in sede inguino-crurale destro.
L’autorità inferiore si è riconfermata nella decisione impugnata (doc. TAF
21).
N.b Il 17 novembre 2016 il ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione
inedita, segnatamente il referto dell’esame elettromiografico del 4 novem-
bre 2016 del dr. P._, il referto RMN alla colonna dorsale e alla co-
lonna cervicale del 27 ottobre 2016 e il rapporto neurologico del 15 ottobre
2016 della dr.ssa Q._, dai quali si evince l’emergere di una patolo-
gia riguardante il rachide cervicale in correlazione con il pregresso interes-
samento vertebrale L1-L3 (doc. TAF 23). Riguardo alla nuova documenta-
zione l’autorità inferiore non si è espressa.
O.
Al fine di completare l’istruttoria di causa il Tribunale ha richiamato presso
l’assicuratore infortuni l’incarto aggiornato (doc. TAF 26, 27; consid. D.e).
P.
Con decisione formale del 17 gennaio 2017 (doc. LAINF 302) l’INSAI ha
negato la presa a carico della ricaduta notificata dall’assicurato il 12 maggio
2016 (doc. LAINF 281), fondandosi sul rapporto neurologico del 9 gennaio
2017 del dr. R._, secondo il quale è assente un nesso causale fra i
disturbi lamentati dall’assicurato e il sinistro dell’agosto 2012 (doc. 300).
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Pagina 9

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33
LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni
rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). Di conseguenza questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle
assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e
28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59
e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo delle spese processuali
è stato inoltre tempestivamente saldato (doc. TAF 10).
2.
2.1 Giusta l'art. 40 cpv. 1 lett. b OAI (RS 831.201), nel tenore in vigore dal
1° gennaio 2012, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero è compe-
tente, fatti salvi i capoversi 2 e 2bis, se gli assicurati sono domiciliati all'e-
stero. Il cpv. 2 di tale norma stabilisce che per la ricezione e l'esame delle
richieste dei frontalieri è competente l'Ufficio AI nel cui campo d'attività essi
esercitano un'attività lucrativa; questa regola si applica anche ai vecchi
frontalieri, a condizione che al momento della richiesta il loro domicilio abi-
tuale si trovi ancora nella zona di frontiera ed il danno alla salute risalga
all'epoca della loro attività frontaliera. L'Ufficio AI per gli assicurati residenti
all'estero notifica le decisioni.
2.2 Nella specie, l'interessato risiede nella zona di confine e la malattia si
e manifestata durante lo svolgimento dell’attività quale frontaliere. L'Ufficio
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Pagina 10
AI cantonale è dunque competente per esaminare sul merito la domanda
di rendita. L'UAIE è competente per emanare e notificare le decisioni rela-
tive.
3.
3.1
3.1.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.1.2 Contestato, in concreto, è la riduzione al 50% a partire dal 1°
dicembre 2013 del grado di invalidità riconosciuto a A._ dal 1°
novembre 2013, così come il mancato riconoscimento del diritto ad una
rendita intera oltre il 31 marzo 2014 e almeno fino al 16 novembre 2005,
così come la mancata attribuzione di una mezza rendita in seguito. Ne
consegue che sono applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a
revisione in vigore dal 1° gennaio 2012 (RU 2011 5659; FF 2010 1603),
pur non comportanti cambiamenti rispetto al diritto precedente in merito
alla valutazione dell’invalidità, così come eventuali modifiche entrate in
vigore successivamente, ritenuto che il diritto alla rendita stesso è sorto il
1° novembre 2013.
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 28 ottobre 2015.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
posteriormente quando essi possono imporsi quali elementi d'accerta-
mento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF
129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi
sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di in-
fluire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione liti-
giosa è stata resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011
consid. 5.5, nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF
118 V 200 consid. 3a in fine).
C-7677/2015
Pagina 11
4.
4.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in vi-
gore il 1° giugno 2002.
4.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti
applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
4.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
4.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto
diversamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla
legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini
di tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della
procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una
C-7677/2015
Pagina 12
rendita d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF
130 V 253 consid. 2.4).
5.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui
queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157
consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del 20
gennaio 2010 consid. 2).
6.
6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-
sto anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
C-7677/2015
Pagina 13
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-
nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno,
hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI
indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento
[CE] n. 883/04).
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e
110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-
sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-
cabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità,
il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragio-
nevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione
di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito
che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito
da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). In altri termini, l'assi-
curazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica
che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o
infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa.
6.6 La nozione di invalidità in ambito AI coincide con quella vigente in am-
bito LAINF e nell'assicurazione militare (art. 16 LPGA; DTF 127 V 129 con-
sid. 4d; 133 V 549 consid. 6). Se il danno alla salute è il medesimo, la
C-7677/2015
Pagina 14
valutazione dell'invalidità in ambito AI, LAINF e assicurazione militare do-
vrebbe condurre al medesimo grado di invalidità (DTF 133 V 549 consid.
6; 126 V 288 consid. 2a con rinvii). Un assicuratore non è tuttavia vincolato
ad una decisione emessa da un altro ente per esempio nel caso in cui il
grado di invalidità risulta da un accordo intercorso tra le parti (DTF 127 V
129 consid. 4d; 126 V 288 consid. 2a) rispettivamente si fonda su un errore
di diritto (DTF 126 V 288 consid. 2a).
6.7 Se inoltre in DTF 126 V 288 il TF ha relativizzato il carattere vincolante
di una valutazione dell'invalidità passata in giudicato nei confronti di un as-
sicuratore contro gli infortuni nel senso che una determinazione differente
del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità entrava
in linea di conto eccezionalmente e a condizione che sussistessero motivi
pertinenti, in DTF 133 V 549 il Tribunale federale (TF) ha precisato la pro-
pria giurisprudenza concludendo che la valutazione dell'invalidità da parte
dell'assicurazione infortuni non vincola l'assicurazione per l'invalidità ai
sensi della precedente giurisprudenza (DTF 126 V 288) e, di conseguenza,
l'Ufficio AI non è legittimato a interporre opposizione, rispettivamente ri-
corso, contro la decisione, rispettivamente contro la decisione su opposi-
zione, dell'assicuratore infortuni sulla questione del diritto alla rendita in
quanto tale o sul grado d'invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6; sentenza del
TF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 10).
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
C-7677/2015
Pagina 15
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3
maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
7.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5).
8.
8.1 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare la data di mo-
difica del diritto deve essere stabilita conformemente all'art. 88a OAI (RS
831.201; sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2,
9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005
consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti;
cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e
relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88a OAI
non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita
(cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 13 giugno 2014).
8.2 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-
scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rap-
porto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della
lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la sop-
pressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel
senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il
riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2
et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-
zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-
tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se
l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è
stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).
9.
C-7677/2015
Pagina 16
9.1 Giusta il principio inquisitorio, che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio gli accertamenti necessari e raccogliere le informazioni di cui ha
bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
9.2 Alfine di poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o even-
tualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali atti-
vità l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da
un assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).
9.3 Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indi-
cazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente
ipotizzabili (sentenza del TF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 consid. 3).
9.4 In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla
valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione
del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di
vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice
a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di afferma-
zioni contraddittorie nella perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti
in grado di inficiarne la concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante
può disporre una superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori
complementi, dalle conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V
351 consid. 3b/aa pag. 353 con rinvii).
9.5 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1 pag. 232; 125 V
351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-JAKOB
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Pagina 17
MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles im So-
zialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza pubblicata in VSI
2001 pag. 106 segg. questa Corte ha però ritenuto conforme al principio
del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA, art. 95 cpv.
2, art. 113 e 132 OG) definire delle direttive in relazione alla valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie.
9.6 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione – o come in concreto di assegnazione retroattiva
di una rendita limitata nel tempo – se non attesta in modo sufficiente in che
modo rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambia-
mento nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012
IV n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiara-
mente che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti
preesistenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro
natura rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei
fatti è in particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali
aspetti concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapa-
cità lavorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla
stima dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare
riscontro nel tenore delle domande poste al perito (SVR 2012 IV n. 18 pag.
81 consid 4.3).
9.7 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronun-
ciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che
essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
9.8 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre
2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giu-
dice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evi-
denziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (sentenza del Tri-
bunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
10.
C-7677/2015
Pagina 18
10.1 In concreto contestata è segnatamente la questione se il grado di esi-
gibilità lavorativa del 50% a partire dal 1° settembre 2013 e del 100% a
partire dal 1° gennaio 2014 in attività adeguate ritenuto dall’amministra-
zione, è corretto o meno. Non più contestata per contro è l’inabilità lavora-
tiva al 100% nell’attività abituale a partire dal sinistro (consid. 13.5).
10.2 In via preliminare, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto, sulla base
di valutazioni mediche univoche, che vi è stata sicuramente un'incapacità
lavorativa totale in qualsiasi attività perlomeno dal 23 agosto 2012 al 1°
settembre 2013 (cfr., consid. D.a, D.b, D.d, E.a) che giustifica l’assegna-
zione di una rendita intera dal 1° novembre 2013 al 1° dicembre 2013.
10.3 Censurata è, per contro, la valutazione dello stato di salute dell’insor-
gente al di là del 1° settembre 2013, che, stando all’amministrazione can-
tonale, permetterebbe a quest’ultimo di rientrare nel mondo del lavoro dap-
prima nella misura del 50%, in seguito, a partire dal 1° gennaio 2014 in
misura completa, svolgendo un’attività adeguata e rispettosa dei limiti fun-
zionali.
10.4 A mente del ricorrente, alla luce degli sviluppi che il caso ha avuto
nell’ambito della procedura LAINF, oltre che in ragione del persistere della
sintomatologia dolorosa e delle limitazioni funzionali attestate dalla docu-
mentazione medica prodotta, non vi è nessuna possibilità di ripresa lavo-
rativa, anche in un’attività leggera, prima del mese di novembre 2015, data
a partire dalla quale soltanto in un’attività confacente alle condizioni fisiche
e nella misura massima del 50% potrebbe essere considerato abile al la-
voro.
11.
11.1 Stando alla documentazione medica componente l’incarto, l’insor-
gente è portatore di due distinti disturbi, insorti a seguito del trauma del 23
agosto 2012.
11.1.1 Da una parte quelli relativi alla colonna lombare, che sono persistiti
nonostante la guarigione della frattura dei processi trasversali L1-L3, atte-
stata dagli esami RX del 15 e del 26 febbraio 2013 (doc. 11 pp. 2-3) ed RM
del 17 aprile 2013 (doc. 11 p. 1).
La persistenza dei dolori, è stata dapprima spiegata dal dr. G._
quale episodio di lombo-sciatologica in aggravamento, correlata a un pro-
C-7677/2015
Pagina 19
blema posturale assunto dall’assicurato per tollerare i dolori inguino-sa-
crali, più che a un problema radiologico, essendo le fratture dei processi
trasversali ormai consolidate (rapporto del 19 settembre 2013 [doc. 85 pp.
88-89]). A seguito dell’esame RM del rachide lombare nativo del il 12 no-
vembre 2013, sul quale si è poi espresso anche il dr. F._ (doc. 85
p. 56), è emersa l’esistenza di una modesta spondilosi del tratto prossi-
male, nessuna presenza di ernie discali, ma multiple ernie intraspugnose
di Schmorl della limitante somatica superiore L1-L2-L3 (doc. 85 p. 57).
Tali problematiche sono state considerate estranee al sinistro del 23 agosto
2012 dal dr. I._, che ha quindi ritenuto l’assicurato nuovamente
abile al lavoro in misura completa (doc. 85 p. 33). Nel rapporto del 2 gen-
naio 2014 ha infatti indicato: “Dalla risonanza magnetica eseguita alla co-
lonna lombare non sono emersi assolutamente postumi di origine post-
traumatica. Sono emersi per altro problemi di origine degenerativa sicura-
mente preesistenti all’infortunio. Dall’01.01.2014 quindi i problemi a livello
della schiena non sono più in relazione causale con una probabilità preva-
lente con l’infortunio del 23.08.2012. Ulteriori inabilità e cure per quanto
riguarda la colonna lombare, andranno a carico quindi della rispettiva
Cassa Malati”. Il concetto è stato ribadito anche nel rapporto dell’11 aprile
2014 (doc. LAINF 178).
Attestano un’origine morbosa dei disturbi alla schiena pure le valutazioni
del dr. G._ – che nei rapporti del 5 agosto e del 23 settembre 2014
(doc. LAINF 207 e 221) ha riferito di una “decisa contrattura dei muscoli
para-vertebrali dorsali” e di un “paziente guarito dal punto di vista chirur-
gico”; del dr. S._ – che nel rapporto ortopedico del 14 novembre
2014 (doc. 71 p. 40) ha riconosciuto una lombalgia cronica e spondilosi;
nonché del dr. T._ – che esaminando la RM al rachide lombosa-
crale, ha riferito nel rapporto fisiatrico del 4 marzo 2015 (doc. 71 p. 30) di
un canale vertebrale ai limiti della normalità per ragioni congenite e per
l’insorgenza di fenomeni artrosici.
Alla luce di tali valutazioni il dr. I._, anche nei successivi rapporti
(doc. LAINF 231, 241, 251, 254), ha quindi negato la competenza dell’as-
sicuratore contro gli infortuni per tali problematiche dal 1 gennaio 2014, pur
ammettendo la persistenza dei disturbi e delle algie lamentate dall’insor-
gente alla regione lombare (cfr. anche doc. LAINF 231).
11.1.2 Dall’altra parte vi sono i disturbi relativi all’inguine, per i quali l’assi-
curato è stato operato una prima volta il 2 settembre 2012 (doc. 11 p. 10,
C-7677/2015
Pagina 20
vedi consid. B.a) e una seconda volta, a causa della cronicizzazione del
dolore, il 12 giugno 2014 (doc. 52 pag. 2-4, vedi consid. E.b).
Visto il buon esito della ripresa chirurgica – attestato dall’esame RM del 29
settembre 2014 (doc. LAINF 228) e dal dr. G._ nel rapporto del 23
settembre 2014 (“le ferite chirurgiche appaiono ben consolidate e in normo
evoluzione, non vi è linfoedema [...] solo un modesto gonfiore a livello della
radice della coscia” – doc. LAINF 221) – il dr. I._ ha considerato,
per i soli postumi infortunistici, l’assicurato nuovamente abile al lavoro al
100% a partire dal 1° novembre 2014 nella precedente attività di macchi-
nista (doc. LAINF 231).
Nonostante ciò, il dr. I._ (nel summenzionato rapporto), nonché il
dr. T._ nei rapporti fisiatrici del 27 gennaio e del 4 marzo 2015 (doc.
71 p. 30, 32) e il dr. U._ nel rapporto neurochirurgico del 4 marzo
2015 (doc. 71 p. 29), hanno riscontrato il persistere dei dolori alla regione
inguinale destra.
Proprio per questo, in data 27 marzo 2015 l’assicurato si era sottoposto a
un ulteriore esame RMN al bacino (doc. LAINF 246), dal quale tuttavia, a
detta del dr. I._, non è emerso nessun elemento nuovo, suscettibile
di modificare la valutazione espressa riguardo alla ripresa della capacità
lavorativa (doc. LAINF 251, 254). Alla medesima conclusione è giunto pure
il dr. G._ nel rapporto del 2 maggio 2016 (doc. LAINF 280), rite-
nendo che l’esame RM “non mostrava evoluzioni particolari rispetto alle
visite e agli esami nel 2014”.
Il suddetto rapporto del dr. G._ come pure i rapporti del dr.
O._ del 16 novembre 2015 (allegato al doc. TAF 1), del 21 gennaio
2016 (allegato al doc. TAF 7) e del 23 marzo 2016 (allegato al doc. TAF
15), prodotti dall’insorgente, debbono essere comunque considerati con ri-
serbo, essendo stati emessi posteriormente alla decisione impugnata. Essi
possono pertanto entrare in linea di conto unicamente nella misura in cui
le valutazioni espresse siano strettamente connesse all'oggetto litigioso e
meglio se possono imporsi quali elementi d’accertamento retrospettivo.
11.2 Ciò che non è in particolare il caso per le recenti problematiche insorte
al rachide cervicale e riscontrate per la prima volta in occasione dell’esame
RM della colonna dorsale e cervicale del 27 ottobre 2016 (doc. LAINF 296)
e alle nuove indicazioni di danno neurologico, descritte nel rapporto del 15
ottobre 2016 della dr.ssa Q._, specialista in neurologia (allegato al
doc. TAF 23).
C-7677/2015
Pagina 21
12.
12.1 L’art. 59 cpv. 2bis LAI ricorda che i servizi medici regionali sono a di-
sposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle
prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell’assicurato - determi-
nante per l’AI secondo l’art. 6 LPGA - di esercitare un’attività lucrativa o di
svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e
sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei
singoli casi. Scopo e senso dell’art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell’art. 49
OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo ai propri medici
per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi,
grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi
chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In que-
sto modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici
curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI
deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicu-
rato e cosa invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 2). Peraltro, i rapporti SMR hanno la funzione di effettuare una sin-
tesi delle informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa e formu-
lare delle raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da un punto
di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid.
4.1). Per poter loro attribuire pieno valore probatorio, i rapporti dei servizi
medici regionali devono essere redatti da medici che dispongono delle qua-
lifiche specialistiche richieste nel singolo caso di specie. Se ciò non è il
caso, il loro valore probatorio è affievolito (sentenza del TF 9C_826/2009
del 20 luglio 2010 consid. 4.2).
12.2 I rapporti interni del SMR ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 LAI non pongono
autonomamente delle diagnosi, bensì apprezzano sotto l'aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio anche dell'am-
ministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono necessaria-
mente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non è
dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR
esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. Negli altri
casi rende la propria valutazione sulla base della documentazione esi-
stente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giuri-
sprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR
se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente
riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con
riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 consid.
4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, consid.
4.2.1).
C-7677/2015
Pagina 22
12.3 Al riguardo va in particolare rilevato che se è vero che nelle procedure
concernenti l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni sociali
non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4, nel caso in esame un rapporto interno all'INSAI).
Nel caso in esame tali dubbi sussistono alla luce della documentazione
prodotta dall'assicurato.
13.
13.1 In concreto, il servizio medico dell’amministrazione cantonale non ha
eseguito accertamenti propri, né ha predisposto ulteriori indagini mediche
presso il luogo di domicilio dell’assicurato, fondandosi in prevalenza sugli
esami condotti nell’ambito della procedura LAINF.
13.2 Nell’ambito del primo rapporto SMR del 29 aprile 2014 (doc. 48 p. 3),
la dr.ssa J._ si è sostanzialmente fondata sul referto del 5
settembre 2013 del dr. I._ (doc. 84 p. 15), per stabilire che in
un’attività adeguata l’assicurato avrebbe potuto riprendere l’attività
lavorativa nella misura del 50% a partire dal mese di settembre 2013:,
mentre si è fondata sul successivo rapporto del 2 gennaio 2014 del dr.
I._ (doc. 85 p. 30), per attestare la piena abilità lavorativa anche
nell’attività abituale di macchinista di escavatore a partire dal 1° gennaio
2014. Quanto ai persistenti disturbi alla schiena correlati a problematiche
di origine degenerativa, segnalati anche dallo stesso dr. I._, la
dr.ssa J._ non ha ritenuto che questi potessero avere un influsso
sulla capacità lavorativa dell’assicurato (doc. 48 p. 3).
13.3 Una nuova valutazione da parte del SMR è intervenuta oltre un anno
dopo ad opera della dr.ssa L._ (doc. 65). Nel rapporto del 10 giugno
2015, tenendo conto degli accertamenti relativi alla problematica all’inguine
eseguiti nel corso del mese di febbraio 2014 (doc. 50) e dell’intervento di
revisione chirurgica della regione inguino-crurale destra eseguito il 12 giu-
gno 2014 (doc. 52), il medico ha sostanzialmente confermato la valuta-
zione già esposta in precedenza dalla dr.ssa J._, ritenendo la ca-
pacità lavorativa dell’assicurato ripristinata in misura completa a partire dal
1° gennaio 2014 e semplicemente interrotta per il breve periodo di conva-
C-7677/2015
Pagina 23
lescenza postoperatorio (dal 12 al 26 giugno 2014). Nella professione abi-
tuale di macchinista di escavatore, essa ha per contro, ritenuto nuova-
mente esigibile la ripresa lavorativa a partire dal 13 luglio 2014 (doc. 65 p.
5). Nell’una come nell’altra attività è stato prescritto il rispetto dei seguenti
limiti funzionali: attività non pesanti, raramente sollevamento di pesi supe-
riori a 25 kg e cambio di posizione frequente (doc. 65 p. 4).
13.4 A seguito dell’opposizione del 21 luglio 2015 (doc. 71) interposta
dall’assicurato contro il progetto di decisione del 25 giugno 2015 (doc. 67),
il SMR è stato nuovamente chiamato a esaminare la fattispecie, alla luce
dei referti prodotti dall’assicurato, fra i quali il rapporto del dr. V._
del 2 aprile 2014 e dei nuovi accertamenti acquisiti nell’incarto LAINF, ag-
giornato fino alla decisione del 15 dicembre 2014, con cui l’INSAI ha de-
cretato la chiusura del caso e l’estinzione del nesso causale a partire dal
1° novembre 2014 (doc. LAINF 237).
Rivalutando il caso, la dr.ssa L._, nel rapporto SMR del 19 agosto
2015 (doc. 74) è giunta alla conclusione, che dalla nuova documentazione
medica visionata non emergano elementi nuovi, suscettibili di modificare la
valutazione espressa nel precedente rapporto del 10 giugno 2015 (doc. 74
p. 7). Ciononostante, essa ha esteso l’elenco dei limiti funzionali ritenendo
ridotta la capacità dell’assicurato nello svolgere delle attività su terreni
sconnessi e in contesti di particolare caldo, freddo e umidità (doc. 74 p. 6).
13.5 Nell’ultimo rapporto del SMR, risalente al 11 febbraio 2016 (allegato
al doc. TAF 13), la dr.ssa L._ conferma nuovamente l’esigibilità la-
vorativa già espressa nei precedenti rapporti in un’attività adeguata e ri-
spettosa dello stato di salute dal 1° gennaio 2014. Per contro, alla luce dei
nuovi accertamenti, è stata esclusa per la prima volta la ripresa lavorativa
nell’attività abituale di macchinista di escavatore dalla data del sinistro. Ciò
anche in ragione di ulteriori limiti funzionali riscontrati, oltre a quelli già in-
dicati, segnatamente la riduzione a 10kg del massimo peso sollevabile
dall’assicurato e la prescrizione di pause che permettano a quest’ultimo di
stendersi brevemente dopo mezzogiorno.
14.
14.1 Alla luce di quanto sopra esposto, pur avendo gradualmente
riconosciuto maggiori limiti funzionali a carico dell’insorgente, tanto da
escludere con l’ultimo rapporto la possibilità di riprendere l’attività svolta
prima dell’infortunio a partire dalla data di quest’ultimo, i medici del SMR
hanno sostanzialmente confermato la prima valutazione espressa dalla
C-7677/2015
Pagina 24
dr.ssa J._, ritenendo assodato che dall’assicurato fosse esigibile la
ripresa lavorativa in attività idonea, nella misura del 50%, a decorrere dal
mese di settembre 2013, in seguito in misura totale a decorrere dal mese
di gennaio 2014. Dette conclusioni non possono tuttavia essere
confermate, fondandosi su un accertamento incompleto e contraddittorio e
pertanto non concludente dei fatti rilevanti.
14.2
14.2.1 Come detto sopra, la dr.ssa J._ aveva formulato le proprie
conclusioni, fondandosi sugli accertamenti condotti nell’ambito della proce-
dura LAINF, in particolare sui rapporti del dr. I._ (doc. 84 p. 15 e 85
p. 30; consid. 13.2).
14.2.2 Quest’ultimo, in quanto medico fiduciario dell’assicuratore infortuni,
era chiamato, in prima battuta, a valutare l’obbligo prestativo dell’INSAI ri-
spetto al sinistro assicurato. Nondimeno, il dr. I._ ha sempre rico-
nosciuto la presenza di problemi di natura extra-infortunistica, peraltro rife-
riti anche dagli altri specialisti interrogati, così come il dr. G._ e il dr.
F._ (consid. 12.1.1 e D).
In simili circostanze questa Corte ritiene criticabile il fatto che nel rapporto
del 29 aprile 2014, pur avendo accertato il persistere dei disturbi alla
schiena correlati a problematiche di origine degenerativa, la dr.ssa
J._ si sia comunque allineata alla valutazione del dr. I._ ri-
guardo all’abilità lavorativa (doc. 48 p. 3). Alla luce dei disturbi di natura
extra-infortunistica, sarebbe stato opportuno proporre l’esecuzione di ulte-
riori indagini specialistiche, al fine di appurare dal punto di vista neurolo-
gico, reumatologico e, dandosene il caso fisiatrico – materie in cui la dr.ssa
J._ non risulta specializzata (così come la dr.ssa L._) –
l’eventuale influsso di tali patologie sulla capacità lavorativa, segnatamente
se permettevano di svolgere ancora l’attività precedentemente svolta, fatto
negato poi soltanto nell’ambito della procedura ricorsuale. È bene infatti
rammentare che le stesse, seppur trascurabili dall’INSAI non essendo cor-
relate all’infortunio, debbono essere tenute in debita considerazione in am-
bito AI.
14.2.3 Oltre a ciò, nel rapporto del 2 gennaio 2014 il dr. I._ tratta
solo marginalmente la problematica all’inguine, per la quale rimanda alla
valutazione prevista con il dr. G._ nel mese di marzo 2014 (doc. 85
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Pagina 25
p. 33) da cui è emerso che non era ancora completamente sanata e ne-
cessitava un nuovo intervento chirurgico (doc. LAINF 179, 180), poi ese-
guito il 12 giugno 2014 (doc. LAINF 189; consid. D).
Di tali accertamenti, che pur precedono il rapporto SMR del 29 aprile 2014,
la dr.ssa J._ non fa menzione. Risulta dunque che una problema-
tica che lo stesso INSAI ha riconosciuto avere un’incidenza sull’abilità la-
vorativa dell’assicurato (cfr. doc. LAINF 186, l’assicuratore infortuni ha in-
fatti ripristinato il diritto all’indennità giornaliera per incapacità lavorativa al
100% dal 1° gennaio 2014, consid. E.d), non è stata considerata nella va-
lutazione del SMR.
14.2.4 Non risulta infine avvalorato da rapporti medici chiari, completi e
concludenti neppure il preteso miglioramento dello stato di salute indicato
dalla dr.ssa J._ secondo la quale, a partire dal 1° settembre 2013,
dall’assicurato sarebbe stata esigibile la ripresa di un’attività lavorativa
adeguata nella misura del 50%.
Ad eccezione del dr. I._, che nel rapporto del 5 settembre 2013,
riservandosi tuttavia di riconsiderare il caso dopo la valutazione del dr.
G._, riteneva immaginabile che presso un’altra ditta l’assicurato fa-
cesse un tentativo di ripresa dell’abituale attività lavorativa (“pakerista”)
nella misura del 50% (doc. 84 p. 18), non vi è alcun altro medico che abbia
considerato ristabilita, in tutto o in parte, la capacità lavorativa dal mese di
settembre 2013. Del resto il dr. I._ stesso si esprime in termini di
“tentativo” non di esigibilità.
Al contrario, il dr. F._ nel rapporto del 12 luglio 2013 aveva espresso
dei dubbi quanto alla possibile ripresa dell’attività di manovale nell’edilizia,
pur ritenendo possibile, una volta terminata l’incapacità lavorativa ulterior-
mente protratta fino alla fine di agosto 2013 (doc. 84 p. 22), l’esecuzione di
un’attività lavorativa alternante la posizione seduta con quella eretta (doc.
84 p. 31). Dal canto suo il dr. V._, nel rapporto del 2 aprile 2014, ha
ritenuto persistere in maniera invariata e completa sin dalla data dell’evento
infortunistico l’inabilità lavorativa dell’insorgente (doc. LAINF 174, 188).
Esprimendosi sul referto RM del bacino del 7 ottobre 2013 (doc. 11 p. 5), il
dr. G._, nel rapporto del 16 ottobre 2013, pur riferendo un netto
miglioramento ha confermato e ulteriormente prolungato l’inabilità lavora-
tiva totale (doc. 85 pp. 65-66).
Ritenuto poi che nell’ambito della procedura LAINF, per le sole problema-
tiche post-traumatiche, l’indennità giornaliera è stata protratta ben oltre il
C-7677/2015
Pagina 26
1° gennaio 2014 e meglio fino al 31 ottobre dello stesso anno in ragione
della completa incapacità lavorativa dell’assicurato, le conclusioni della la
dr.ssa J._ secondo cui dal 1° settembre 2013 la ripresa lavorativa
al 50% in un’attività adeguata era esigibile, risulta priva di fondamento.
La capacità lavorativa a quella data va pertanto considerata nulla così
come stabilito in ambito LAINF e ciò deve valere, come andrà precisato nei
considerandi seguenti almeno fino al 31 ottobre 2014.
14.3
14.3.1 Nei successivi rapporti SMR del 10 giugno 2015 e del 19 agosto
2015, la dr.ssa L._ pur confermando le valutazioni della dr.ssa
J._ riguardanti il momento in cui l’insorgente ha riacquistato l’abilità
lavorativa in un’attività adeguata allo stato di salute, ha ritenuto esigibile la
ripresa dell’attività abituale unicamente dal 13 luglio 2014, ovvero quattro
settimane dopo l’intervento chirurgico del 12 giugno 2014 (doc. LAINF 189)
e quindi una breve interruzione della capacità lavorativa.
Dal tenore del rapporto del 10 giugno 2015 parrebbe non sia stato tenuto
conto degli sviluppi nel frattempo intervenuti nell’ambito della procedura
LAINF, in particolare non è stato fatto alcun accenno ai rapporti del 5 ago-
sto e del 23 settembre 2014 nei quali il dr. G._ ha confermato il
persistere dell’inabilità lavorativa al 100% (doc. LAINF 207, 221) e alla de-
cisione del 15 dicembre 2014 con cui l’INSAI ha interrotto le prestazioni
assicurative soltanto a partire dal 1° novembre 2014 a causa del raggiun-
gimento dello status quo sine (doc. 237). Questi sono stati per contro men-
zionati nel rapporto SMR del 19 agosto 2015; tuttavia la dr.ssa L._
non si è discostata dalla precedente valutazione.
14.3.2 Alla luce di questi nuovi sviluppi, una tale valutazione del SMR non
può dirsi fondata e convincente. Da un lato, perché essa fa proprie le con-
clusioni della dr.ssa J._, che come detto (consid. 14.1, 14.2), non
possono essere ritenute sufficientemente complete e conclusive, in quanto
parzialmente infondate e in contraddizione con gli atti dell’incarto, né per-
mettono di ritenere che a partire dal mese di settembre 2013 vi sia stato un
significativo miglioramento della capacità lavorativa dell’assicurato. Dall’al-
tro, poiché essa risulta essere in contrasto non soltanto con tutti gli accer-
tamenti medici agli atti e con gli effettivi sviluppi delle patologie di cui l’as-
sicurato resta affetto, ma pure contraddice il parere del dr. I._, che
a seguito della ripresa chirurgica del 12 giugno 2014 ha rivisto la propria
valutazione del 2 gennaio 2014 – sulla quale si era fondata la dr.ssa
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Pagina 27
J._ – considerando l’assicurato nuovamente abile al 100%, in rela-
zione ai soli postumi infortunistici, soltanto a partire dal 1° novembre 2014
(doc. LAINF 231). Ritenuto che l’assicurato era affetto anche da disturbi
extrainfortunistici non correttamente approfonditi, la capacità lavorativa
non poteva essere considerata recuperata nel frattempo.
14.3.3 Ne consegue che la documentazione medica versata agli atti non
permette di riconoscere che a partire dal mese di settembre 2013 sia inter-
venuto un miglioramento dello stato di salute tale da permettere una ripresa
lavorativa al 50%. Tantomeno una tale evoluzione è stata documentata a
partire dal mese di gennaio 2014, momento a decorrere dal quale l’assicu-
rato avrebbe riacquisito l’intera capacità lavorativa in un’attività sostitutiva.
A ben vedere i referti medici attestano da un lato il persistere di una pro-
blematica degenerativa, di origine morbosa (doc. LAINF 207, 221 e 231,
doc. 71 p. 40, doc. 71 p. 30). Dall’altro - nel periodo in cui, secondo il SMR,
l’assicurato avrebbe gradualmente riacquisito l’intera capacità lavorativa –
è emersa una recrudescenza della sintomatologia algica e dei disturbi
all’inguine, per cui si è rivelata necessaria una ripresa chirurgica poi ese-
guita il 12 giugno 2014 (doc. 52). Per questi motivi l’INSAI ha revocato la
propria decisione, non ritenendo più esigibile una ripresa lavorativa a par-
tire dal mese di gennaio 2014, ma solo dal 1° novembre (doc. LAINF 186,
237).
14.3.4 Non è infine dato di sapere quali sarebbero le attività esigibili non
avendo l’amministrazione cantonale neppure ha incaricato un proprio con-
sulente d’integrazione professionale di determinare concretamente, alla
luce delle risultanze mediche, delle conseguenze del danno alla salute e
delle competenze dell’assicurato, il ventaglio di attività esigibili e il relativo
discapito economico.
14.4
14.4.1 I vizi e le carenze indicati sopra, non risultano sanati neppure dall’ul-
timo rapporto SMR redatto dalla dr.ssa L._ l’11 febbraio 2016 e pro-
dotto in sede di duplica dall’autorità inferiore (allegato al doc. TAF. 13).
14.4.2 Da un lato, anche in questo rapporto viene confermata l’esigibilità
lavorativa in attività adeguata a partire da settembre 2013 al 50% e da
gennaio 2014 al 100%, senza alcun accertamento supplementare riguardo
alle patologie degenerative emerse e senza tenere conto degli sviluppi in-
tercorsi nell’ambito della procedura INSAI.
C-7677/2015
Pagina 28
14.4.3 Dall’altro, contrariamente a quanto fino ad allora sostenuto dal
SMR, l’assicurato viene riconosciuto ormai completamente incapace di ri-
prendere l’attività abituale svolta prima dell’infortunio già a decorrere dalla
data dello stesso. Anzi, a causa del danno alla salute, viene ritenuto che
questi non è più in grado di sollevare pesi di oltre 10kg e che, anche in
un’attività leggera, egli debba eseguire delle pause a seconda del bisogno
e che abbia la possibilità di stendersi nel corso del pomeriggio. Ora, non è
dato sapere – poiché non espressamente specificato dal medico SMR – se
questi ulteriori limiti funzionali siano insorti di recente o se possano essere
considerati già presenti al momento dell’assegnazione, rispettivamente
della soppressione del diritto alla rendita. Alla luce del progressivo incre-
mento di tali limitazioni, da un rapporto SMR all’altro, parrebbe tuttavia che
le stesse fossero già presenti e si siano andate via via definendo grazie
agli ulteriori accertamenti strumentali e clinici. Sia quel che sia, è innegabile
che essi attestino tutto fuorché un miglioramento dello stato di salute
dell’assicurato.
14.5 In definitiva, per tutte le ragioni esposte sopra, il parere del SMR, su
cui si è fondato l’UAIE per stabilire a partire da quale momento e in che
misura l’assicurato potesse essere ritenuto nuovamente abile al lavoro
(doc. 78, 79) non è condivisibile. Il diritto alla rendita non poteva pertanto
essere né ridotto dal 1° dicembre 2013 né soppresso dal 1° aprile 2014.
14.6 Da quanto sopra esposto emerge per contro che, come stabilito
dall’INSAI e attestato dai medici curanti, l’assicurato è inabile al lavoro al
100% fino al 31 ottobre 2014, a seguito dell’evoluzione dei disturbi all’in-
guine che hanno reso necessario l’intervento del mese di giugno 2014. Il
ricorso va pertanto accolto e la decisione impugnata annullata. Alla luce
degli atti dell’incarto questa Corte può pertanto ripristinare il diritto alla ren-
dita intera perlomeno fino al 1° febbraio 2015.
15.
15.1 Per il periodo successivo al 31 ottobre 2014, gli atti di causa vanno
rinviati all’autorità inferiore affinché proceda a completare l’accertamento
dei fatti giuridicamente rilevanti e ad emanare una nuova decisione. In ef-
fetti non è dato di sapere se dopo tale data lo stato di salute dell’assicurato
si è modificato anche in ambito AI in modo tale da giustificare dal 1° feb-
braio 2015 una riduzione o la soppressione del grado di invalidità.
Va inoltre rilevato che, seppur non suscettibili di influire sull’apprezzamento
da parte di questo Tribunale della decisione del 28 ottobre 2015, in quanto
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Pagina 29
attestanti dei fatti verificatisi dopo tale data e non strettamente connessi
all’oggetto litigioso, i certificati medici prodotti in sede ricorsuale sub doc.
TAF 19 e 23, riguardanti il periodo da aprile 2016, appaiono di primo ac-
chito rilevanti per la valutazione dello stato di salute attuale dell’assicurato,
segnatamente ne rendono plausibile un peggioramento (riacutizzazione
del dolore cronico in sede inguino-crurale dx; insorgenza di nuove proble-
matiche in sede cervicale con sospetto di mielopatia post-traumatica).
15.2 A tale scopo, il ricorrente dovrà essere sottoposto a una perizia pluri-
disciplinare in Svizzera in neurologia, reumatologia, medicina interna e chi-
rurgia (affezione all’inguine) e dandosene il caso anche in fisiatria, conto
tenuto della patologia degenerativa al rachide lombare di cui soffre. In par-
ticolare saranno eseguiti tutti quegli esami strumentali e radiologici che il
caso – e l’evoluzione nel tempo dello stato di salute – richiede (Rx, RM,
TAC, ECG, ECG da sforzo, ecc.). In esito agli accertamenti svolti dai periti
nei rispettivi ambiti di competenza, verrà esposta una valutazione comples-
siva – interdisciplinare – della capacità lavorativa residua dal 31 ottobre
2014.
15.3 Posto che l’inabilità nell’attività abituale di macchinista di escavatore,
è già stata appurata e non è contestata, dalla perizia dovrà emergere se e
in che misura l’interessato è abile al lavoro in attività eventualmente ancora
esigibili – che dovranno poi essere concretizzate dal servizio competente
– e la decorrenza dell’inabilità lavorativa.
15.4 In tali circostanze, non essendo stati chiariti aspetti medici determi-
nanti tramite una perizia specialistica pluridisciplinare, neppure la giurispru-
denza del Tribunale federale pubblicata in DTF 137 V 210 (segnatamente
consid. 4.4.1.4; DTF 139 V 99 consid. 1) si oppone al rinvio della causa
all'autorità inferiore per completamento dell'istruttoria, nel senso indicato
da questo Tribunale. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale giu-
stificato qualora l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei
fatti sommaria, non essendo compito del Tribunale effettuare in prima bat-
tuta i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 9C_162/2007 del
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti).
16.
16.1 Se del caso l’autorità amministrativa effettuerà un’indagine compara-
tiva dei redditi, fondandosi sui dati economici relativi al 2013, anno in cui al
più presto decorre la rendita (art. 29 cpv. 1 LAI; DTF 129 V 122, sentenza
del TF 8C_290/2007 dell’8 luglio 2008 consid. 3).
C-7677/2015
Pagina 30
16.2 Per stabilire il reddito da invalido occorrerà fare riferimento a quello
ottenibile dall'insorgente in attività semplici e ripetitive secondo la perti-
nente tabella dell'ISS 2012 (TA1), non quella del 2010. Al momento
dell’emissione della decisione litigiosa, il 28 ottobre 2015, l’UAIE infatti di-
sponeva già dei dati del 2012, ritenuto che sono stati pubblicati nel corso
del mese di ottobre 2014 (Lettera circolare AI n. 328 dell'Ufficio federale
delle assicurazioni sociali [UFAS] del 22 ottobre 2014; sentenze
9C_225/2016 del 14 luglio 2016 consid. 6.3.2 e 9C_767/2015 del 19 aprile
2016 consid. 3.4 con i riferimenti). I dati statistici ottenuti, andranno poi
indicizzati al 2013 (sulla base dell’indice dei salari nominali, uomini, 2011-
2015, totale [05-96] - T1.1.10).
17.
17.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali. Al
ricorrente viene restituito l'anticipo delle spese processuali di 400 franchi
versato il 5 febbraio 2016 (doc. TAF 10).
17.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da un man-
datario si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ri-
petibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento
sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure
DTF 132 V 215 consid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso
in materia d'assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata
vincente, dal profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'ammini-
strazione per complemento istruttorio e nuova decisione). La stessa, in as-
senza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in
1’000 franchi (spese incluse), tenuto conto del lavoro effettivo ed utile
svolto dal patrocinatore della ricorrente. L'indennità per ripetibili è posta a
carico dell'UAIE.