Decision ID: 41280752-4f33-561f-b504-ed241837e3ce
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Nato nel ..., A._ lavora quale giurista per la Regia federale degli
alcool (RFA) dal 1° Marzo 1992. Dal 1° gennaio 2002, egli ricopre la fun-
zione di supplente degli Affari penali, inchieste e riscossione oneri fiscali,
in classe salariale 25.
B.
Con decisione del marzo 2007 la RFA, conseguentemente ad una riorga-
nizzazione interna, ha rivalutato le funzioni dell'interessato e ha optato per
una retrocessione in classe salariale 24. Contro questa decisione,
A._ ricorse al Tribunale amministrativo federale (in seguito TAF o il
Tribunale), il quale accolse il ricorso, in ragione segnatamente dell'insuffi-
ciente motivazione e dell'inaccessibilità agli atti pertinenti a fondamento
della decisione impugnata, rinviando gli atti all'autorità inferiore per una
nuova decisione ai sensi dei considerandi.
C.
Il 5 novembre 2014 la RFA ha comunicato oralmente all'interessato che la
propria funzione era stata adeguata a nuovi compiti e che la classe sala-
riale corrispondente sarebbe stata la 24. L'interessato ha quindi chiesto
che ogni comunicazione gli venisse fornita per iscritto, in lingua italiana e
al recapito postale della di lui moglie B._. Tali intendimenti sono stati
ribaditi con scritto raccomandato del medesimo giorno.
Con scritto anch'esso del 5 novembre 2014, la RFA ha trasmesso per rac-
comandata all'interessato la modifica del contratto di lavoro (in lingua ita-
liana) e la "Stellenbeschreibung" (in lingua tedesca), con la richiesta di ri-
tornare i documenti, ad avvenuta sottoscrizione, entro il 12 novembre 2014.
D.
L'11 novembre 2014 la RFA, accusando ricezione dello scritto di data 5
novembre 2014, ha chiesto all'interessato di trasmettere la procura scritta
rilasciata alla patrocinatrice lic. iur. B._.
E.
Il 13 novembre 2014, A._ ha ritirato lo scritto raccomandato del 5
novembre precedente della RFA. Il 16 novembre successivo la patrocina-
trice, che già lo aveva rappresentato nel primo procedimento di riqualifica-
zione della funzione, ha informato il datore di lavoro che il termine imposto
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al 12 novembre 2013 "non poteva ovviamente essere rispettato". Essa, ri-
levato di volere comunque "vagliare con la massima cura i motivi che
hanno nuovamente spinto [...] [la RFA] a procedere ad una retrocessione
salariale", ha invitato l'autorità inferiore a volere "inviare al più presto l'in-
carto completo" dell'interessato. A tale richiesta il datore di lavoro non ha
dato alcun seguito.
F.
Con decisione del 20 novembre 2014, la RFA ha informato A._ che
il contratto di lavoro del 31 ottobre 2001 veniva modificato con effetto dal
1° aprile 2015 come segue:
"Numero 4:
Valutazione della funzione modificata, stipendio, indennità di residenza
Nuova classe di stipendio secondo la valutazione della funzione: 24".
È garantito lo stipendio di 154'642.80 franchi per il periodo dal 1° aprile
2015 al 31 marzo 2017.
Se supera l'importo massimo stabilito per questa nuova classe, lo stipen-
dio rimane invariato per due anni. Durante tale periodo e fintantoché lo
stipendio supera l'ammontare giustificato in base alla valutazione della
funzione non è versata l'indennità di rincaro e non è accordato alcun au-
mento secondo l'articolo 39 OPers. Lo stipendio è adeguato alla nuova
classe al più tardi dopo due anni (art. 52a cpv. 1 OPers).
In particolare l'autorità di prima istanza ha evidenziato che "[i]l termine del
12 novembre 2014 fissato per la presa di posizione è scaduto inutilizzato
nonostante la conoscenza della situazione di fatto e di diritto e la trasmis-
sione di tutti gli atti", rilevando che dal suo scritto del 16 novembre 2014
"non risulta alcuna presa di posizione riguardo al contenuto".
G.
Contro questa decisione, il 15 gennaio 2015, si è aggravato l'insorgente
chiedendo, oltre all'effetto sospensivo, l'annullamento della decisione im-
pugnata e il rinvio all'autorità inferiore per nuova decisione di merito. Pro-
testate spese e ripetibili.
In buona sostanza, il ricorrente ha censurato la violazione del diritto di es-
sere sentito nei corollari del diritto di esprimersi prima dell'emanazione
della decisione formale, del diritto di accesso agli atti come pure del diritto
ad ottenere in lingua italiana la "descrizione del posto"; in questo contesto
egli ha pure evidenziato che la mancata produzione del documento il lingua
italiana conformi la violazione del diritto ad un processo equo ex art. 6
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CEDU e del principio di uguaglianza ex art. 8 cpv. 2 Cost. Nel merito l'in-
sorgente ha evidenziato la violazione del divieto d'arbitrio e del principio
della buona fede, come pure l'accertamento inesatto e incompleto dei fatti.
H.
Con scritto del 28 gennaio e del 3 marzo 2015, l'autorità inferiore ha chiesto
e ottenuto due proroghe alla presentazione della risposta, trasmessa il 16
marzo 2015. Nello specifico, la RFA ha chiesto a questo Tribunale di non
concedere l'effetto sospensivo richiesto, come pure di respingere nel me-
rito il ricorso presentato.
I.
Con decisione del 20 maggio 2015 l'autorità inferiore ha respinto la do-
manda di concessione dell'effetto sospensivo rilevando che il pregiudizio
pecuniario invocato dal ricorrente a fondamento della propria domanda,
peraltro molto limitato, avrebbe potuto essere riparato in seguito, conte-
stualmente alla decisione del merito.
J.
Con replica del 13 novembre 2015 il ricorrente si è riconfermato nelle pro-
prie allegazioni e conclusioni di causa, che per quanto di interesse per la
presente causa verranno riprese nella parte in diritto.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-
dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate
all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in
quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In concreto, l'atto
impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, emessa dalla
Regia federale degli alcool, Dipartimento federale delle finanze, che è
un'autorità ai sensi dell'art. 33 lett. d LTAF. Il presente ricorso risulta dun-
que di competenza del Tribunale amministrativo federale.
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1.2 Il ricorrente ha preso parte alla procedura dinanzi all'autorità inferiore.
Inoltre, in quanto destinatario della decisione impugnata, egli è particolar-
mente toccato dalla stessa e vanta pertanto un interesse attuale e degno
di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione (art. 48 PA). Il
ricorrente è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di essa.
1.3 Il ricorso è poi stato interposto tempestivamente (art. 20 segg.,
art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla
legge (art. 51 e 52 PA). Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-
tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-
tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren
vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2. ed., Basilea 2013, n. marg. 2.149;
ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwal-
tungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2013, n. 1758 segg.).
2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata,
né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2;
MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima in-
quisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'auto-
rità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni comple-
mentari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli
atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a, DTF 121 V
204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). Secondo il principio di artico-
lazione delle censure ("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso non è tenuta a
esaminare le censure che non appaiono evidenti o non possono dedursi
facilmente dalla constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a
sufficienza sostanziate (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit.,
n. marg. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della
causa (cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). Il dovere processuale di collabora-
zione concernente in particolare il ricorrente che interpone un ricorso al
Tribunale nel proprio interesse, comprende, in particolare, l'obbligo di por-
tare le prove necessarie, d'informare il giudice sulla fattispecie e di moti-
vare la propria richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di
dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA;
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cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293
e segg.).
2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scri-
vente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con
prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di
prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprez-
zamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio dell'ade-
guatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un impiegato, del
rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della responsabilità di
assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità amministrativa,
nonché della classificazione delle funzioni ("Stelleneinreihung"). In caso di
dubbio, esso non si scosta dalla posizione assunta dall'autorità inferiore
rispettivamente non sostituisce il proprio apprezzamento a quello di que-
st'ultima (cfr. [tra le tante] sentenza del Tribunale amministrativo federale
A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 2.1 con rinvii).
3.
Il ricorrente lamenta innanzitutto una doppia violazione del proprio diritto di
essere sentito, in quanto non gli sarebbe stato concesso, né di poter pren-
dere posizione in merito alle constatazioni dell'autorità inferiore prima
dell'adozione della decisione qui impugnata, né l'accesso completo agli atti
dell'incarto.
4.
4.1 Siccome il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la
cui violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa
dall'autorità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel
merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7),
tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità
di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa e DTF 124 I 49 consid. 1).
4.2
4.2.1 Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale
della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), è concretizzato in proce-
dura amministrativa federale dagli art. 18, 26 – 33 e 35 cpv. 1 PA. Lo stesso
garantisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia resa una de-
cisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'in-
carto, la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul
giudizio, di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di
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potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui esse possano
influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze
del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 consid. 6; 8C_321/2009 del 9 set-
tembre 2009 consid. 2.3; sentenza del TAF A-7094/2010 del 21 gennaio
2011 consid. 3.2 con rinvii).
4.2.2 In particolare, la garanzia del diritto di esprimersi prima dell'adozione
di una decisione nei propri confronti, non serve solo a chiarire i fatti, bensì
rappresenta anche un diritto individuale di partecipare alla pronuncia di una
decisione mirata sulla persona in quanto tale. Il diritto di essere sentito è
quindi da un lato, il mezzo d'istruzione della causa, dall'altro un diritto della
parte di partecipare all'emanazione della decisione che concerne la sua
situazione giuridica. Garantisce in altre parole l'equità del procedimento
(cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 483
seg. con rinvii; ULRICH HÄFELIN/WALTER HALLER/HELEN KELLER, Schweize-
risches Bundesstaatsrecht, 7a ed. 2008, n. 835).
4.2.3 In merito al diritto di accesso agli atti dell'incarto (cfr. DTF 132 II 485
consid. 3.2) – ovvero il diritto di accesso agli elementi probatori pertinenti
figuranti nel dossier – è sufficiente che le parti siano a conoscenza delle
prove prodotte e che le stesse siano a disposizione di coloro che le richie-
dono (cfr. DTF 128 V 272 consid. 5b/bb in fine e DTF 112 Ia 202 consid. 2a;
sentenze del Tribunale amministrativo federale A-4835/2010 del 13 gen-
naio 2011 consid. 4.2.2 con rinvii e A-4935/2010 dell'11 ottobre 2010 con-
sid. 4.2). Detta garanzia non comprende il diritto di consultare tutto il dos-
sier, bensì unicamente gli atti che possono avere un'incidenza sull'esito
della procedura. Giusta l'art. 26 PA – che riprende per l'essenziale i principi
giurisprudenziali (cfr. MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.7.6, pag. 327) – la
parte o il suo rappresentante ha il diritto di esaminare alla sede dell'autorità
statuente o d'una autorità cantonale, designata da questa, le memorie delle
parti o le osservazioni delle autorità (lett. a), tutti gli atti adoperati come
mezzi di prova (lett. b) e le copie delle decisioni notificate (lett. c). Secondo
tale norma, il diritto di consultare gli atti si estende a tutti gli atti rilevanti per
l'esito della procedura, ovvero tutti gli atti che l'autorità prende in conside-
razione per fondare la propria decisione (cfr. DTF 132 II 485 consid. 3.2,
DTF 121 I 225 consid. 2a e DTF 119 Ia 139 consid. 2b; sentenza del Tri-
bunale amministrativo federale A-4835/2010 del 13 gennaio 2011 con-
sid. 4.2.2 con rinvii). Il diritto di accesso agli atti, comprende non solo la
facoltà di consultare gli atti alla sede dell'autorità, ma anche quella di pren-
dere degli appunti e, in quanto non comporti un sovraccarico di lavoro per
l'autorità, d'ottenere delle fotocopie oppure di allestire personalmente le
proprie copie, in quanto sia dato l'acceso agli atti medesimi (cfr. SCOLARI,
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Pagina 8
op. cit., n. 517 con rinvii; JEAN-FRANÇOIS AUBERT/PASCAL MAHON, Petit
commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du
18 avril 1999, Zurigo 2003, n. 6 ad art. 29 Cost., pag. 268 con rinvii). Tale
diritto non è tuttavia assoluto, in quanto è soggetto a restrizioni che pos-
sono, in particolare, fondarsi sull'interesse prevalente dello Stato o sul di-
ritto legittimo di terzi privati a che non siano divulgati i loro segreti, ad esem-
pio nell'interesse di un'istruttoria in corso, della difesa nazionale o della si-
curezza pubblica, del segreto nell'esercizio dei diritti politici, del segreto
d'affari, della necessità di proteggere l'anonimato del denunciante e, tal-
volta, persino per riguardo all'interessato medesimo in rapporto al suo stato
di salute (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale A-3925/2009
del 27 febbraio 2012 consid. 4.3.1; SCOLARI, op. cit., n. 521 con rinvii; AU-
BERT/MAHON, op. cit., n. 6 ad art. 29 Cost., pag. 268 con rinvii).
4.3
4.3.1 In concreto il ricorrente sostiene di non essere stato regolarmente
interpellato rispettivamente di non avere avuto la facoltà di pronunciarsi
prima dell'emanazione della decisione del 20 novembre 2014 qui impu-
gnata, con conseguente violazione del diritto di essere sentito. Infatti, con
scritto del 16 novembre 2014, egli avrebbe esplicitamente richiesto alla
RFA di esprimersi, senza tuttavia avere ottenuto alcuna risposta. In propo-
sito, l'autorità inferiore ha dal canto suo evidenziato che il ricorrente, co-
sciente degli elementi importanti a fondamento della decisione sin dal 5
novembre 2014, "ha rinunciato a prendere posizione", lasciando trascor-
rere inutilizzato il termine fissato al 12 novembre 2015.
4.3.2 Il diritto di essere sentito implica per l'interessato il diritto di esprimersi
su tutti gli elementi importanti prima dell'emanazione della decisione da
parte dell'autorità. Evidentemente, condizione essenziale per esprimersi
con cognizione di causa, è l'informativa degli elementi essenziali. Essi,
qualora siano trasmessi con una notificazione recapitabile soltanto dietro
firma del destinatario, sono reputati avvenuti al più tardi il settimo giorno
dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso. In altre parole, se il ritiro
dello scritto raccomandato avviene nel termine dei 7 giorni, l'invio è repu-
tato essere avvenuto al destinatario al momento del ritiro postale (cfr. art.
44 cpv. 2 LTF e 20 cpv. 2bis PA; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit admini-
stratif, Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 537).
4.3.3 Nella fattispecie in esame, emerge dall'istruttoria che durante l'incon-
tro tra la parti, avvenuto il 5 novembre 2014, il ricorrente è stato informato
in merito alla volontà del datore di lavoro di rivalutare la propria funzione
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con una nuova classe salariale. In particolare allo stesso sono stati presen-
tati tre documenti e meglio la lettera di comunicazione ("Anpassung Ar-
beitsvertrag"), la "modifica del contratto di lavoro" e la "Stellenbeschrei-
bung", con proposta di sottoscrizione entro il 12 novembre 2014 a titolo di
accettazione. Dagli atti di causa emerge tuttavia che l'insorgente non ha
provveduto alla loro accettazione brevi manu: infatti sul documento "An-
passung Arbeitsvertrag" vi è l'appunto manoscritto del superiore diretto del
ricorrente (signor C._) che rileva come "Die Annahme dieser Doku-
mente wird verweigert. Bern, 5.11.14. Ch. C._".
Ad ulteriore comprova della mancata notifica il 5 novembre 2014, vi è lo
scritto del ricorrente del medesimo giorno in cui egli chiede la trasmissione
di qualsiasi comunicazione "per mezzo di corriere postale [...] in italiano" e
all'indirizzo della di lui patrocinatrice. Ma anche la RFA conferma indiretta-
mente questa mancata notifica, avendo trasmesso il 5 novembre stesso la
documentazione pertinente con scritto raccomandato. Se l'autorità inferiore
avesse ritenuto che la notifica fosse correttamente avvenuta il 5 novembre
2014, non era più necessario un nuovo invio all'insorgente, peraltro racco-
mandato.
4.4 In questo contesto, la RFA è venuta meno ai propri obblighi, in partico-
lare allorquando si è trattato di fissare il termine per una presa di posizione
dell'interessato, termine lasciato invariato sullo scritto trasmesso " Anpas-
sung Arbeitsvertrag", senza però rilevare che lo scritto raccomandato, se
ritirato al 7 giorno di giacenza, come effettivamente avvenuto il 13 novem-
bre 2014 (cfr. Track and Trace La Posta), non avrebbe permesso il rispetto
del diritto di essere sentito, nel termine imposto.
5. Alla luce della violazione citata, ci si potrebbe ancora chiedere se il pre-
sente Tribunale abbia la facoltà in concreto di sanare questo vizio.
5.1. In particolare la giurisprudenza ha evidenziato la facoltà per l'autorità
di ricorso di sanare il vizio di essere sentito allorquando essa dispone dello
stesso potere d'esame dell'autorità precedente di modo che la parte può
quindi esercitare i suoi diritti nella medesima misura (cfr. DTF 133 I 201
consid. 2; 129 I 129 consid. 2.2.3; 126 I 68 consid. 2; sentenza del TF
1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN,
Droit administratif, Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013,
n. 358). La riparazione della decisione viziata dovrebbe tuttavia costituire
un'eccezione e in linea di massima dovrebbe essere esclusa quando, nella
fattispecie, la violazione dei diritti di parte è stata particolarmente grave
(cfr. DTF 126 I 68 consid. 2; sentenze del TF 1C_452/2009 del 19 marzo
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Pagina 10
2010 consid. 2.2; 1C_265/2009 del 7 ottobre 2009 consid. 2.3). Infine,
però, l'autorità di ricorso può sanare il vizio quando il rinvio della causa
all'autorità precedente costituirebbe una vana formalità e allungherebbe
inutilmente la procedura (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; sentenza del TF
1C_265/2009 del 7 ottobre 2009 consid. 2.3).
5.2 Nella fattispecie che qui ci riguarda occorre in primo luogo rilevare che
la decisione impugnata fa seguito alla sentenza TAF A-3849/2007, del 10
gennaio 2008, in cui il Tribunale annullò la nuova classificazione attribuita
al ricorrente, in ragione, già allora, della violazione del diritto di essere sen-
tito, in particolare per la violazione del diritto di visionare gli atti pertinenti
prima dell'adozione delle decisione. In questo contesto, il Tribunale deve
evidenziare, non senza un appunto critico, l'importante arco temporale
(poco meno di 7 anni, dal gennaio 2008 al novembre 2014), lasciato tra-
scorrere dall'autorità inferiore per implementare la sentenza, e ciò senza
che dagli atti emerga una sostanziale ragione.
Va altresì rilevato che nemmeno nel caso di specie la RFA ha dato accesso
a documenti importanti ai fini della classificazione, segnatamente i docu-
menti che precedono la fase della modifica del contratto (cfr. sentenza TAF
A-3849/2007 consid. 4.1, pag. 9). Nello specifico, emerge dalla decisione
impugnata che: "per valutare il posto [del ricorrente] è stata utilizzata la
descrizione della funzione e di "Giurista", come pure che ai posti simili nella
Amministrazione federale corrisponde la classe salariale 24 (cfr. decisione
pag. 7). Inoltre l'autorità federale ha pure evidenziato che "i posti paralleli
dell'AFD (Sezioni Decisioni penali I e II) sono attribuiti alle classi di stipen-
dio 23 e 24" (cfr. decisione pag. 7). Sennonché le descrizioni di tali posti,
sconosciute al ricorrente, sono state prodotte dalla RFA, e quindi a dispo-
sizione dell'insorgente, solamente contestualmente al presente ricorso con
risposta del 16 marzo 2015 (cfr. "le relative descrizioni dei posti vengono
ora accluse al presente documento", pag. 7).
Va infine evidenziato che, per sanare la violazione del diritto di essere sen-
tito, l'autorità di prime cure avrebbe potuto fissare un nuovo termine, dopo
il ritiro dello scritto del 13 novembre 2015 da parte dell'insorgente. Ciò no-
nostante, in dispregio dei diritti fondamentali di quest'ultimo, la RFA non vi
ha provveduto, nemmeno dietro richiesta esplicita dello stesso, il quale con
scritto raccomandato del 16 novembre 2014, aveva postulato l'esercizio
del diritto di essere sentito, evidenziando in maniera esplicita la notifica
irregolare avvenuta il 13 novembre, come pure il mancato acceso agli atti
importanti dell'incarto.
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Pagina 11
5.3 In queste circostanze, il Tribunale non ritiene adempiute le condizioni
per sanare il vizio formale della violazione del diritto di essere sentito del
ricorrente, nei suoi corollari del diritto di esprimersi prima che una decisone
sfavorevole nei propri confronti sia adottata e nel corollario di accesso agli
atti pertinenti.
6.
A titolo abbondanziale per quanto riguarda il merito, va considerato quanto
segue. Come già evidenziato al consid. 2.3, il Tribunale ricorda che, seppur
a beneficio di un ampio potere d'apprezzamento, egli lo eserciterà con pru-
denza, segnatamente qualora sia chiamato a giudicare su aspetti per i quali
l'autorità di prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere
d'apprezzamento. In caso di dubbio, esso non si scosta dalla posizione
assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce il proprio ap-
prezzamento a quello di quest'ultima (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-
1876/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 2.3; A-2878/2013 del 21 novembre
2013 consid. 2.1 con rinvii). È il caso per quanto concerne la classificazione
delle funzioni ("Stelleneinreihung") in rapporto a delle misure effettive di
riorganizzazione. In questo contesto, il Tribunale si limita a verificare se
dette misure si fondino su delle serie considerazioni nonché se le stesse
non costituiscano invero un mero pretesto per influire su di un determinato
rapporto di lavoro. La valutazione della classificazione delle funzioni deve
limitarsi in via generale – e dunque, non solo in caso di misure di riorganiz-
zazione – alla sussistenza di serie considerazioni. Non è compito dello scri-
vente Tribunale, quale istanza qualificata, di intervenire ulteriormente al ri-
guardo (cfr. [tra le tante] sentenze sopracitate del TAF A-1876/2013, con-
sid. 2.3; A-2878/2013, consid. 2.1 con rinvii; Moser/Beusch/Kneubühler,
op. cit., n. 2.160).
Ciò detto, in base alla documentazione presentata, lo scrivente Tribunale
ritiene che emergono dubbi sulla fondatezza delle pretese di merito.
7.
Alla luce di quanto sopra esposto, in particolare della violazione del diritto
costituzionale di essere sentito, il presente gravame deve essere accolto e
la decisione impugnata deve essere annullata con contestuale rinvio
dell'incarto all'autorità inferiore.
8.
In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del Rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause
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dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non
vengono prelevate spese né assegnate ripetibili.
9.
Il ricorrente ha agito nella presente procedura facendosi assistere da una
rappresentate con formazione giuridica. Essa, nel ruolo di consorte del ri-
corrente, ha evidenti interessi all'esito della causa. Secondo dottrina e giu-
risprudenza, questo elemento – unitamente al fatto che le questioni trattate
non risultano particolarmente complesse del profilo giuridico – porta nel
caso ad escludere il diritto al riconoscimento di un'indennità per ripetibili
(DTF 129 V 113, consid. 4.1; HIRT REBECCA, Die Regelung der Kosten nach
st. gallischem Verwaltungsrechtspflegegesetz, San Gallo 2003, pag. 199
segg.).
(il dispositivo è indicato alla pagina seguente)
A-268/2015
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