Decision ID: 35bf79e3-e711-5251-9652-57de4e292050
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

in fatto
a. Il PG contestato dal ricorrente prevede la costruzione di un nuovo valico doganale in località Il _, in territorio del Comune di _ e la correzione della strada cantonale (_) tra _ _ e il valico in questione. Come tale, forma parte integrante del Piano dei trasporti del _ (_), integrato nel Piano direttore cantonale (PD) attraverso la scheda di coordinamento no. _._, approvata dal Consiglio federale il 20 dicembre 2000.
Le opere contemplate dal PG in esame sono comprese nel progetto “Potenziamento _ _ - _ _ ”, suddiviso in due parti.
La prima comporta gli interventi sulla ferrovia compresi tra _ _ e _ e segue la procedura federale di approvazione dei piani dalla Legge federale sulle ferrovie (LFer). Organo competente è l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) che ha autorizzato l’estensione dell’applicazione della procedura alle opere stradali integranti il potenziamento della _. Vi fanno parte la demolizione del viadotto e del ponte doganale attuali.
La seconda parte concerne invece le opere previste dal qui impugnato PG.
b. Il qui ricorrente, che ha già fatto opposizione al progetto definitivo concernente il potenziamento della ferrovia, pubblicato dal 20 ottobre al 18 novembre 2000, ricorre in questa sede contro il PG “in quanto la realizzazione di questa parte di opera nell’ambito del PTL- _ _ implica la demolizione del viadotto e contempla l’abbattimento del ponte che collega _ _ _ e _ _ _.” Il ricorrente sottolinea il concetto, affermando che: “
Qualora il viadotto e il ponte sul fiume _ non venissero eliminati, è evidente che anche il progetto di costruzione del nuovo valico del _ dovrebbe essere ridimensionato o comunque modificato.
”
Chiede
in via principale
che il ponte non venga demolito ma continui ad assicurare il collegamento tra la Svizzera e l’Italia e così pure che non venga demolito il viadotto sul fronte lago di _ _, ma mantenuto e valorizzato con la ridefinizione delle vie di comunicazione e delle aree di svago pubbliche. E’ inoltre chiesto che il PG impugnato venga modificato in funzione del mantenimento del viadotto e del ponte di _ _.
In via subordinata
le pretese vengono ripetute, con rinuncia tuttavia alla modifica del PG se il mantenimento del ponte e del viadotto non ne influenzano gli indirizzi.
Con protesta di spese e ripetibili.

in diritto
1. Il TPT, istituito dalla legge 18 maggio 1992 quale Camera della pianificazione del territorio “
che giudica le contestazioni attribuitale dalla legge
”, è competente giusta l’art. 49 LALPT a decidere i ricorsi in materia di PUC.
Dal canto suo l’art. 13 LStr. del 23.3.83, modificata il 6.2.9.95 con entrata in vigore il 15.3.95, dichiara applicabile ai piani generali delle strade (PG) la procedura prevista dalla LALPT per i piani di utilizzazione cantonali (PUC). Competente a decidere i ricorsi contro i PG è dunque il TPT.
Per contro l’autorità ricorsuale in materia di progetti definitivi soggetti alla LFerr è l’UFT.
2. Il ricorso contesta principalmente la demolizione del viadotto doganale, il ripristino della riva a lago e l’abbattimento del ponte collegante i due comuni.
Ora, questi interventi non sono previsti dal PG ma dal progetto definitivo riguardante il potenziamento della _ _ - _ _. E’ dunque, in realtà, questo progetto che il ricorso, pur dichiarando impugnare il PG, intende contestare.
Il gravame, irricevibile in questa sede per mancanza sui punti contestati di una decisione impugnabile presso il TPT, va quindi trasmesso all’autorità competente a pronunciarsi in merito, l’UFT. Essa deciderà, verificandone la tempestività, se il “ricorso” può essere proposto in aggiunta all’opposizione contro il progetto definitivo, già presentata dal qui ricorrente, o se può essere ritenuto una semplice integrazione (replica?) delle argomentazioni svolte in quella sede.
Spetta in quel contesto all’UFT esaminare proponibilità e ragioni della domanda di cui al punto 1.2 del petito, chiedente non solo il mantenimento ma pure la valorizzazione del valico e la ridefinizione delle vie di comunicazione e delle aree di svago pubbliche.
3. Il ricorrente, che non contesta il PG se non come conseguenza delle disposizioni prese a monte dal progetto definitivo (il PG non è avversato perché inconciliabile con la demolizione del ponte ma perché la presuppone), chiede che qualora le previste demolizioni fossero abbandonate il PG stesso venisse conseguentemente adeguato (fuorché nel caso in cui i suoi indirizzi non fossero compromessi).
Ora, è solo se la domanda di mantenere il ponte e il viadotto venisse accolta dall’UFT che il PG, concepito in funzione della loro abolizione, potrebbe rivelarsi inadeguato, dovendosi in quel caso esaminare se, malgrado tale modifica delle premesse, il trasferimento della dogana si giustifichi ancora e semmai a prezzo di quali adattamenti del piano.
Questo punto non può essere deciso preliminarmente, ma presuppone semmai che il ricorso venga sospeso, nell’attesa che l’UFT, solo competente in materia, decida sulla demolizione dei controversi manufatti. Tutto ben considerato non vi è però motivo di sospendere il giudizio nell’attesa che si verifichi o meno questa eventualità; giudizio che non comporterebbe comunque soluzioni pianificatorie, che il tribunale non ha il potere di adottare.
E’ evidente che se l’UFT pronuncia il mantenimento delle strutture viarie e doganali attuali il PG dev’essere riveduto: non ha infatti senso creare una nuova dogana se l’attuale rimane. Ma per ottenere ciò non occorre una pronuncia del TPT: in quel caso il progetto globale (_- _ _) subirebbe una modifica così rilevante da richiederne il ripensamento e l’adattamento alle mutate circostanze. Con la possibilità del qui ricorrente di impugnare il PG così modificato, rispettivamente di chiedere ex art. 21 _ la revisione che per remota ipotesi non fosse intrapresa spontaneamente.
La domanda, non sorretta da un interesse attuale sufficiente, non può essere accolta.