Decision ID: f71e58c6-905b-5cb5-ada6-765043197a06
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1962, in precedenza attivo in qualità di cameriere, in data 27 agosto 2009 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti a causa di “depressione” (doc. 2/1-7).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia psichiatrica a cura del _ (doc. 31), l’Ufficio AI, con progetto di decisione del 27 gennaio 2011 (doc. 40/1-3), poi confermato con decisione dell’11 maggio 2011, ha attribuito all’interessato una rendita intera di invalidità (grado AI del 85%) dal 1° marzo 2010 al 31 gennaio 2011, poi soppressa a partire dal 1° febbraio 2011, non presentando più l’interessato, a partire da quel momento, un grado di invalidità pensionabile (doc. A1).
1.2. Con sentenza 32.2011.168 del 16 gennaio 2012, il TCA ha confermato la correttezza della decisione impugnata (doc. XIII - inc. 32.2011.168).
Il Tribunale federale, con sentenza 9C_158/2012 del 5 aprile 2013, ha annullato il giudizio del TCA e ha rinviato gli atti all’istanza di primo grado per complemento istruttorio e resa di un nuovo giudizio, ritenendo che “il miglioramento del disturbo depressivo (implicitamente) attestato dal perito amministrativo dalla data del suo esame e per il quale l’amministrazione sopporta l’onere della prova materiale non è dunque stato documentato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali” (doc. I).
1.3. Riprendendo l’istruttoria, con ordinanza del 22 aprile 2013, questa Corte ha ordinato una perizia medica psichiatrica, affidandone l’esecuzione alla dr.ssa _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia (doc. II).
1.4. Il 29 maggio 2013, il TCA ha trasmesso all’esperto i quesiti peritali (doc. VII).
1.5. In data 22 gennaio 2014 è giunto al TCA il referto peritale datato 16 gennaio 2014 redatto dalla dr.ssa _ (doc. IX), che è stato immediatamente trasmesso alle parti per una loro presa di posizione.
L’assicurato in data 23 gennaio 2014 ha comunicato al TCA di non avere particolari osservazioni da presentare riguardo alla perizia della dr.ssa _ (doc. XI), mentre l’Ufficio AI, dal canto suo, con osservazioni dell’11 febbraio 2014, dopo avere richiesto un parere al dr. _ del SMR (cfr. doc. XII/1), ha proposto al TCA di accogliere il ricorso e di assegnare all’interessato una rendita intera di invalidità a partire dal 1° marzo 2010 (doc. XII).
Le osservazioni presentate dal ricorrente (doc. XI) e dall’amministrazione (doc. XII/1) sono state trasmesse alla rispettiva controparte (doc. XIII, XIV), per conoscenza.

in diritto
2.1. Per costante giurisprudenza il Tribunale federale e il Tribunale cantonale, a cui la questione viene rinviata per ulteriori accertamenti, sono vincolati alla decisione di rinvio dei giudici di ultima istanza.
Se il Tribunale cantonale non si attiene alle istruzioni del Tribunale federale e di conseguenza la sua seconda decisione viene annullata, le spese di giudizio possono essere poste a carico del Cantone (cfr. RAMI 1999 pag. 126 seg.).
In particolare le considerazioni di diritto (richiamate nel dispositivo) sulla base delle quale il Tribunale federale motiva il rinvio della causa ad un'autorità inferiore sono vincolanti sia per quest'ultima che per l'Alta Corte (cfr. STF 8C_775/2010 del 14 aprile 2011; STF I 874/06 dell'8 agosto 2007; STFA I 65/06 del 3 agosto 2006; STFA U 46/05 del 29 giugno 2006; STFA U 194/04 del 25 aprile 2005; DTF 120 V 237; DTF 117 V 241; DTF 113 V 159).
Quando una causa viene rinviata dal Tribunale federale ad un'autorità inferiore, quest'ultima deve dare alle parti una nuova occasione di esprimersi (cfr. sentenza C 89/03 del 2 luglio 2007).
2.2. Nella precedente sentenza 32.2011.168 del 16 gennaio 2012, il TCA ha confermato la decisione dell’11 maggio 2011 con la quale l’Ufficio aveva attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità dal 1° marzo 2010 al 31 gennaio 2011, poi soppressa a partire dal 1° febbraio 2011, non presentando più l’interessato, a partire da quel momento, un grado di invalidità pensionabile (cfr. doc. XIII - inc. 32.2011.168).
Il Tribunale federale, con sentenza 9C_158/2012 del 5 aprile 2013, ha annullato il giudizio del TCA e ha rinviato gli atti all’istanza di primo grado per complemento istruttorio e resa di un nuovo giudizio.
L’Alta Corte, dopo avere rilevato che “in concreto non è contestata la diagnosi (episodio depressivo di media gravità: ICD10-F32.1), su cui tutti gli specialisti concordano, e che non è mutata nel tempo”, ha tuttavia rilevato che controverse risultano “le conseguenze di tale diagnosi sulla capacità lavorativa dell’assicurato, in particolare a far tempo dalla data della perizia del _. Se infatti, a fronte della medesima diagnosi tutti i medici interpellati concordano nell’affermare che la capacità lavorativa è inesistente fino al 5 ottobre 2010, dalla data della perizia il dottor _ attesta un’incapacità lavorativa del 50% e quindi un miglioramento delle conseguenze del danno alla salute sull’abilità lavorativa, mentre il curante ritiene che tale capacità è rimasta invariata, lo stato di salute essendo addirittura peggiorato”.
Ritenendo che il perito psichiatra nominato dall’amministrazione non abbia indicato i motivi per i quali a partire dal momento dell’esame peritale il danno alla salute avrebbe esplicato conseguenze meno gravi rispetto al periodo precedente, il Tribunale federale ha quindi rinviato la causa al TCA affinché disponga una perizia giudiziaria psichiatrica che si esprima sul grado di capacità lavorativa residua in attività confacenti (doc. XVII - inc. 32.2011.168).
Visto l’annullamento della pronunzia del 16 gennaio 2012, il TCA è dunque chiamato ad esaminare di nuovo la questione relativa al diritto a prestazioni dell’assicurato.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.4. Un danno alla salute psichica può portare ad un’invalidità se esso è di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).
Al riguardo l'Alta Corte ha sottolineato che:
" (...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2°, pag. 321 consid. 1°, pag. 324 consid. 1°; RCC 1992 pag. 182 consid. 2° e sentenze ivi citate)" (STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b)."
Affinché un rapporto medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
Innanzitutto la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. STF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294; Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss).