Decision ID: 74b98860-8f91-4ebb-a7e2-a0969c3bb17e
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ della sede di Bellinzona dell’Ufficio d’esecuzione, il 20 giugno 2022 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Bellinzona di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 8'667.25 oltre a interessi e spese.
B.
Entro il termine assegnato dal Pretore, la convenuta non ha presentato osservazioni né chiesto la tenuta di un’udienza.
C.
Statuendo con decisione del 24 agosto 2022 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 9:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.–.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 1° settembre 2022
per ottenere,
previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento,
asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. L’indomani il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Nelle osservazioni del 14 settembre 2022, l’istante ha comunicato che la reclamante aveva ancora uno scoperto di fr. 18'421.80 nei suoi confronti e di fr. 90'385.60 verso la cassa di compensazione.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 26 agosto 2022, il termine d’impugnazione è scaduto lunedì 5 settembre. Presentato il 1° settembre 2022 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.
2.
Presentata la domanda di fallimento, le parti sono avvisate, alme
no tre giorni prima, della trattazione giudiziale della medesima. Devono essere citate anche se la domanda di fallimento appare inammissibile (sentenza della CEF 14.2013.130 del 23 settembre 2013 consid. 2). Le parti
possono comparire personalmente in giudizio o farsi rappresentare (art. 168 LEF). La pronuncia del fallimento deve, in caso di reclamo, essere annullata se il convenuto non è stato regolarmente citato o non in tempo utile
(C
ometta
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 3 ad art. 168 LEF). La prassi della Pretura del distretto di Bellinzona,
secondo cui al convenuto viene fissato un termine per presentare eventuali osservazioni scritte e alle parti per chiedere di essere citate a un’udienza è contraria all’art. 168 LEF, il quale obbliga chiaramente il giudice del fallimento a citare le parti a un’udienza prima di statuire,
pena l’annullamento della decisione di fallimento, perlomeno quando
il convenuto, come nella fattispecie, non è intervenuto nella lite. La Pretura è del resto stata invitata recentemente a cambiare la sua prassi e dare seguito all’obbligo di convocazione delle parti stabilito all’art. 168 LEF
(sentenza della CEF 14.2022.52 del 22 luglio 2022 consid. 3.4 e 3.5).
2.1
Nel caso in esame, la reclamante non ha invero contestato esplicitamente il modo scelto dal Pretore per garantire il contraddittorio, ancorché essa ha fatto valere di non essersi disinteressata della causa dato che ha pagato il credito dell’istante non appena ha ricevuto la decisione di fallimento, ciò che avrebbe forse anche fatto se fosse stata citata a un’udienza e resa attenta oralmente sulla conseguenza del mancato pagamento del credito posto in esecuzione, ossia la pronuncia del suo fallimento. Ciò nonostante, ad ogni modo, benché la giurisdizione cantonale superiore debba di principio limitare il suo esame contenute nel reclamo alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC), vanno pur fatte salve carenze manifeste (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Ora, la violazione dell’art. 168 LEF è, ormai, appunto una carenza manifesta, da rilevare dunque d’ufficio.
2.2
Il reclamo va pertanto accolto, sicché la decisione impugnata andrebbe annullata e la causa rinviata al primo
giudice per nuovo giudizio previa convocazione delle parti a un’udienza. Sennonché la reclamante ha nel frattempo estinto l’esecuzione che ha portato al fallimento, di modo che, in caso di annullamento del fallimento e di rinvio della causa il Pretore potrebbe solo respingere l’istanza. Tanto vale in tale circostanza che la Camera respinga essa stessa l’istanza in riforma della sentenza impugnata (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC; cfr. sentenze della CEF 14.2020.179 del 13 gennaio 2021 consid. 3.3 e 14.2018.113 del 10 luglio 2018 consid. 2.2).
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alle parti non si assegnano ripetibili, siccome nessuna di esse ha formulato una domanda motivata in tal senso (cfr. art. 95 cpv. 3 lett. c CPC).