Decision ID: 9af919c9-8d70-52bf-90bc-90c7cc48e143
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
che
AT 1, nata nel 1921, è affiliata all’assicurazione per le cure complementari con bonus livello 3 presso _ (doc. 1), che prevede, tra l’altro, all’art. _ delle condizioni particolari dell’assicurazione, che previa richiesta all’assicuratore sono rimborsate le spese per assumere personale per l’aiuto domiciliare necessario dal punto di vista medico e appartenente ad un ente ufficiale, incaricato di svolgere faccende domestiche e gli atti quotidiani al posto dell’assicurato, nella misura di fr. 2'500 per anno civile,
l’11 novembre 2014 l’interessata, unitamente alla sorella con la quale convive, ha sottoscritto un contratto con la società _, che fornisce cure infermieristiche a domicilio, cure di base, assistenza sanitaria, economia domestica e servizio badanti (cfr. allegati doc. 11),
quest’ultima società da gennaio 2016 a maggio 2018 ha fatturato complessivamente per entrambe le sorelle fr. 70'848 nel 2016, fr. 108'338.30 nel 2017 e fr. 46'217.60 da gennaio a maggio 2018 (doc. E),
dopo numerosi scambi di corrispondenza ed in seguito al rifiuto dell’assicuratore di versare l’importo annuo di fr. 2'500 previsto dall’assicurazione per le cure complementari con bonus, AT 1, rappresentata dall’avv. RA 1 e dalla lic. iur. _, ha inoltrato una petizione al TCA contro CV 1, chiedendo che “_
_
” sia “
condannata a pagare l’importo riconosciuto quale partecipazione alle spese di aiuto a domicilio, conformemente alla copertura assicurativa stipulata con l’assicurata, nonché gli interessi di mora al 6% dal 16 novembre 2018
” e domandando contestualmente la convocazione ad un’udienza e la congiunzione della procedura con quella concernente la sorella (doc. I),
abbondanzialmente l’attrice ha pure rammentato che in ambito LAMal ha chiesto una copia dei documenti componenti il suo incarto, non ricevendo alcunché,
la petizione è stata notificata a CV 1 per la risposta di causa (doc. II),
in data 13 maggio 2019 ha risposto _ (cfr. doc. III in fine), rilevando che la compagnia di assicurazione presso la quale AT 1 è affiliata all’assicurazione complementare per le cure complementari con bonus livello 3 non è CV 1 ma _ (doc. III, pag. 2 punto 1) e che competente per trasmettere gli atti LAMal è _ (doc. III, punto 8 e 9),
l’assicuratore ha chiesto, nel merito, la reiezione della petizione in assenza di una fatturazione dettagliata delle prestazioni fornite dalla _, non opponendosi alla congiunzione delle procedure,
il 14 maggio 2019 l’attrice ha trasmesso al TCA uno scambio di corrispondenza con _ relativa alla richiesta di documentazione in ambito LAMal (doc. IV),
con osservazioni del 24 maggio 2019 l’attrice ha preso “
nota dell’errore redazionale presente nella petizione nella quale è stata citata la spettabile CV 1 invece della spettabile _ le quali comunque sono entrambe parte del gruppo facente capo alla _, nonché entrambe assicuratrici LCA dell’attrice
” e dopo aver rilevato che la petizione risulta essere stata trasmessa a _, la quale ha preso posizione sulla petizione, si è diffusamente chinata sulla risposta di causa ed ha chiesto la condanna “
della convenuta al pagamento di fr. 7'500.- oltre interessi di mora al 6% dal 16 novembre 2018
” a titolo di spese di aiuto a domicilio dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 (doc. IX),
nel corso dell’udienza tenutasi il 28 maggio 2019 alla presenza delle parti, è emerso:
"
(...) Il Giudice evidenzia che i temi relativi all’assicurazione sociale sollevate e con il ricorso e con le osservazioni 24.5.2019 non sono oggetto di gravame. In questa sede le parti ne danno atto, l’assicuratore comunque coglie l’occasione per consegnare brevi manu al rappr. di parte attrice una mappetta contenente copia delle fatture complete, ricevute sia in qualità di terzo pagante o garante.
Le parti convengono su questi aspetti, di ritrovarsi, rispettivamente di mantenere un contatto al fine di soddisfare le esigenze dell’attrice di entrare in possesso di documentazione
Il Giudice consegna in questa sede all’assicuratore le osservazioni 24.5.2019 formulate dal patrocinatore dell’attrice, ivi comprese i documenti annessi.
Il Giudice evidenzia come l’assicuratore abbia evidenziato come fornitore delle prestazioni assicurative in favore dell’attrice sia la _ e non invece il CV 1. L’assicuratore evidenzia in questa sede che la polizza assicurativa menziona correttamente il nome dell’assicuratore. Su questo aspetto parte attrice si è già espressa in sede di osservazioni e reputa che in concreto sia incorsa in un errore redazionale chiaro che non ha comportato danno, e questo siccome la risposta di causa entra nel merito delle richieste formulate. Essa ritiene quindi che, data la natura dell’errore, lo stesso debba essere corretto dal Giudice e la causa debba proseguire il suo corso.
Il Giudice comunica alle parti che prima del merito, analizzerà il tema e verificherà la legittimazione passiva dell’assicuratore convenuto in causa e ciò alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale. Qualora dovesse essere ritenuta una carenza di legittimazione passiva verrà pronunciata una sentenza in tal senso che, come a nota giurisprudenza, non impedirà la ripresentazione dell’atto nei confronti dell’assicuratore corretto. Nell’ipotesi in cui fosse ritenuto invece un errore redazionale l’istruttoria seguirà il suo corso. Sin d’ora le parti rinunciano ad un’udienza di discussione finale sugli aspetti relative al tema della legittimazione passiva e anche, qualora fosse il caso, nel caso di un giudizio che analizzasse il merito.
Il patrocinatore dell’attrice evidenzia comunque, a proposito della carenza di legittimazione, come la risposta di causa sia comunque stata redatta e presentata con analisi nel merito, l’assicuratore convenuto non abbia sollevato un’eccezione di carenza di legittimazione passiva pur evidenziando di non essere debitore delle prestazioni.
Il Giudice come detto deciderà su questo aspetto.
Per il merito della vertenza, dopo lunga discussione, l’assicuratore e l’assicurata, tramite il patrocinatore, concordano che venga eseguita una ricostruzione delle prestazioni della _ sostanziali e riassuntive nel corso dei periodi trascorsi, a partire dal 2016.
L’assicuratore comunicherà all’avv. RA 1 le esigenze di informazione minime per le verifiche necessarie e il pagamento della prestazione anche in ottica di controllo della FINMA.
Le parti comunicheranno il raggiungimento di un’eventuale soluzione della vertenza, ritenuto comunque che il giudice analizzerà gli aspetti formali relativi alla vertenza“(doc. X),
con scritto del 29 maggio 2019 _ ha scritto al TCA, chiedendo “
gentilmente di cambiare la parte convenuta nel procedimento e di aggiungere _ al posto della CV 1. Come già accennato, la società che si assume i rischi per il prodotto _ (in questo caso riguardo all’aiuto domiciliare) è _. Il fatto che l’attore abbia citato in giudizio la CV 1 si basa semplicemente su un errore e pertanto chiediamo che la _ sia costituita come parte legittimata passivamente nel processo
” (doc. XI),
il giorno stesso della ricezione della predetta lettera il giudice delegato del TCA ha risposto alla giurista dell’assicuratore (doc. XII),
considerato

in diritto
che
la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr. 13, pag. 37 e seguenti),
in concreto AT 1 è affiliata all’assicurazione per le cure complementari con bonus livello 3 presso _ (doc. 1),
con la petizione l’attrice ha convenuto in causa “CV 1” (doc. I, pag. 1) ed ha chiesto la condanna de “_
_
” (doc. I, pag. 9),
di regola, il deposito dell’atto introduttivo d’istanza, secondo l’art. 62 cpv. 1 CPC, determina in modo definitivo chi sono le parti principali, cosicché è inammissibile per l’attore o per il convenuto mutare la loro qualità di parte durante un processo in corso. L’attore che si accorge soltanto dopo la presentazione della petizione di avere convenuto la parte erronea, siccome priva di legittimazione passiva, non può sostituirla con quella che ne è invece fornita (Francesco Trezzini in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, 2a edizione, Vol. 1, Parte Prima: Disposizioni generali (art. 1-196), pag. 397, n. 1 ad art. 83, pag. 397). L’azione andrà respinta e l’attore dovrà promuoverne una seconda contro la parte legittimata passivamente (DTF 142 III 782, consid. 3.1.4; Trezzini, op. cit., loc. cit.). La sostituzione di una parte costituisce infatti un’eccezione e, di norma, ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 CPC, per il quale se non vi è alienazione dell’oggetto litigioso, la sostituzione di parte può avvenire solo con il consenso della controparte, sono fatte salve le disposizioni speciali di legge in materia di successione legale (cfr. Balz Gross, Roger Zuber, in: Berner Kommentar edizione 2012, ZPO Band I, art. 1-149 ZPO, Schweizerische Zivilprozessordnung, Band I-III, n. 2-3 ad art. 83, pag. 894-895 e seguenti),
la modifica dell’identità soggettiva del procedimento distingue l’istituto della sostituzione delle parti, rispetto alla mera correzione nella designazione di parte, che non corrisponde ad una sostituzione bensì, per l’appunto, ad una mera correzione nell’indicazione erronea di una parte che resta la medesima, stante la natura puramente redazionale dell’errore. Questa rettificazione è possibile soltanto se può essere escluso qualsiasi rischio di confusione (Trezzini, op. cit., n. 3 ad art. 83, pag. 397),
in una recente sentenza 4A_373/2018 del 13 marzo 2019 il Tribunale federale ha dichiarato irricevibile il ricorso inoltrato contro una sentenza emessa dalla “
Chambre des prud’hommes
” della Corte di giustizia del Canton Ginevra, a motivo che nell’impugnativa all’Alta Corte, invece della banca figurante nel giudizio cantonale era stata indicata una filiale del medesimo istituto,
ai consid. 2.2 e seguenti, con rinvii a numerose sentenze (cfr. anche DTF 142 III 782), il Tribunale federale ha avuto modo di spiegare che la designazione errata di una parte, per il suo nome, il suo domicilio o la sua sede, concerne un’inesattezza esclusivamente formale che tocca la sua
capacità di essere parte
(cfr. DTF 142 III 782, consid. 3.2.1). La rettifica può avvenire quando non esiste alcun dubbio ragionevole sull’identità della parte, segnatamente quando l’identità risulta dall’oggetto del litigio (DTF 142 III 782, consid. 3.2.1, sentenza 4A_373/2018, consid. 2.2.1). Se la capacità di essere parte manca ad una delle parti, il giudice non può entrare nel merito e statuire sulla lite a meno che tale vizio non possa essere corretto (DTF 142 III 782, consid. 3.2.1, sentenza 4A_373/2018, consid. 2.2.1),
la legittimazione passiva, come quella attiva, è una condizione di merito del diritto che si vuole esercitare. Non è possibile rettificare un errore che concerne la legittimazione passiva. Laddove per errore l’attore inoltra l’azione non contro la parte con la quale è legata contrattualmente ma contro un terzo, l’azione deve essere respinta. La data decisiva per stabilire se vi è una legittimazione passiva è quella del deposito della richiesta di conciliazione, rispettivamente quella del deposito della domanda quando la conciliazione è esclusa. Il fatto che, nel corso della procedura, tutti capiscono che l’attore intendeva in realtà inoltrare l’azione contro il proprio contraente non è determinante (sentenza 4A_373/2018, consid. 2.2.2),
va pure segnalata la sentenza cantonale 36.2017.92 del 15 dicembre 2017, dove il TCA ha respinto la petizione poiché l’attore aveva convenuto in causa un’altra società del medesimo gruppo assicurativo,
in ambito di assicurazioni complementari alla LAMal non è prevista la procedura di conciliazione (DTF 138 III 558) e di conseguenza determinante per stabilire la legittimazione passiva è la data del deposito della petizione (sentenza 4A_373/2018 del 13 marzo 2019, consid. 2.2.2),
in concreto con la petizione
l’attrice non ha convenuto l’assicuratore figurante nella polizza assicurativa presso il quale è affiliata per l’assicurazione per le cure complementari con bonus livello 3 (_; doc. 1), ma un altro assicuratore del medesimo gruppo (CV 1; doc. I) ed ha chiesto la condanna al versamento di prestazioni de “_
_
” (doc. I),
nel caso di specie, manifestamente, non si tratta di un semplice errore redazionale, di natura formale, che tocca semplicemente la “
capacità di essere parte
”, ma si è in presenza di un’azione inoltrata contro una parte sbagliata (sentenza 4A_373/2018 del 13 marzo 2019, consid. 2.2.2), presso la quale la stessa AT 1 ha del resto stipulato l’assicurazione complementare in caso d’ospedalizzazione (doc. 1) e che non è titolare del diritto di cui si chiede l’esecuzione (DTF 142 III 782 consid. 3.2.2; cfr. sentenza 4A_373/2018 del 13 marzo 2019 consid. 2.4:
“
[...]
Bien que l'on puisse comprendre que le recourant ait voulu s'en prendre à son employeuse, ce n'est pourtant pas ce qu'il a fait puisqu'il existe plusieurs personnes morales différentes au sein du groupe B._. Non seulement, de par l'intitulé de son recours, il n'a pas attrait devant le Tribunal fédéral la banque employeuse, mais encore il a pris des conclusions dirigées contre une autre entité du groupe B._, commettant de surcroît une erreur d'écriture, que la Cour de céans ne pourrait pas condamner, puisqu'elle n'est pas son employeuse. Il s'ensuit que le présent recours ne peut qu'être déclaré irrecevable
”),
di conseguenza, non trattandosi di un errore formale, il giudice non può procedere ad una rettifica (DTF 142 III 782 consid. 3.2),
anche _, in sede di risposta, pur entrando nel merito della richiesta, ha evidenziato che l’assicuratore convenuto in causa non ha sottoscritto il contratto in esame (doc. III),
l’assicuratore non ha del resto acconsentito esplicitamente alla sostituzione della parte come richiede l’art. 83 cpv. 4 CPC né con la risposta (doc. III), né in sede di udienza (doc. X),
neppure lo scritto del 29 maggio 2019 assurge a richiesta di sostituzione di parte, poiché _ si limita a chiedere “
gentilmente di
cambiare la parte convenuta e di aggiungere _
”, sostenendo che la citazione in giudizio di CV 1 si baserebbe su un errore, ciò che, come visto, manifestamente non è il caso, e non fa valere l’applicazione dell’art. 83 cpv. 4 CPC (cfr. scritto del 31 maggio 2019 del giudice delegato all’assicuratore, doc. XII),
di conseguenza la petizione deve essere respinta per carenza di legittimazione passiva (sentenza 4A_373/2018 del 13 marzo 2019),
come ammesso dalle parti, le richieste attinenti alla LAMal sono invece irricevibili poiché concernono un altro assicuratore non convenuto in causa ed un’altra procedura in ambito di assicurazioni sociali,
visto l’esito della procedura non vi sono motivi per congiungere la causa con quella parallela della sorella,
non si prelevano spese processuali (art. 114 lett. e CPC), né si assegnano ripetibili, poiché l’assicuratore è rappresentato dal servizio giuridico interno alla cassa medesima (cfr. art. 95 cpv. 1 lett. b CPC; cfr. anche
Viktor Rüegg/Michael Rüegg
, Basler Kommentar, 2017, 3a edizione, n. 18 ad art. 95 CPC, pag. 645 e n. 1 ad art. 114 CPC, pag. 701; cfr. sentenza 4A_194/2010 del 17 novembre 2010, consid. 2.2.1 non pubblicato in DTF 137 III 47 e sentenza 4A_535/2015 del 1° giugno 2016, consid. 6.4; cfr. anche sentenza 36.2017.109 del 5 marzo 2018, sentenza 36.2017.68 del 23 aprile 2018 e sentenza 36.2018.78 del 10 dicembre 2018),
per quanto concerne l’ammissibilità di un ricorso al TF in funzione del valore litigioso della causa, con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013 l’Alta Corte ha affermato che:
"
(...) Esso è ammissibile a prescindere dal valore litigioso (di soli fr. 1'120.--) poiché, come afferma correttamente la ricorrente, nel Cantone Ticino le controversie tra assicurati e assicuratori concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione contro le malattie sono di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni in prima e unica istanza (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF; art. 7 CPC; art. 75 della legge ticinese di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 [RL/TI 6.4.6.1]; DTF 138 III 799 consid. 1.1).”,
secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza in forma elettronica e senza il nominativo dell’attrice,