Decision ID: 2a1fb057-fc3a-432e-b740-0b9a2d0f0f35
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 10 gennaio 2022, le Guardie di confine svizzere (GCS) hanno eseguito
un controllo d’identità di A._ (il ricorrente), nato il ... 1992, celibe,
libero professionista e residente a ... (Italia), constatando che egli era
provvisto della “carta d’identità ITA nr. ...falsificata nel contenuto tramite
una raschiatura sulla dicitura – non – nella scritta – non valida per l’espatrio
–”. Nel loro rapporto le GCS hanno barrato in rosso la rubrica “nazionalità:
Italia”, e, dopo aver sentito il ricorrente, l’hanno denunciato e rilasciato in
Italia.
B.
Il 9 febbraio 2022, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha
emanato un divieto d’entrata di undici anni (9.2.2022 – 8.2.2033),
segnalato nel sistema d’informazione Schengen di seconda generazione
(SIS II), contro il ricorrente, considerandolo come un cittadino di uno “Stato
sconosciuto”, ed ha tolto nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale
ricorso.
Il 1° marzo 2022, per raccomandata, il Consolato generale di Svizzera a
Milano ha spedito il divieto d’entrata al ricorrente.
C.
L’8 marzo 2022, in seguito alla denuncia delle GCS, il Ministero pubblico
del Canton Ticino ha condannato il ricorrente alla pena pecuniaria di
venticinque aliquote giornaliere, sospesa condizionalmente durante due
anni, per falsità in certificati.
D.
Il 28 marzo 2022, tramite la sua legale, il ricorrente ha adito il Tribunale
amministrativo federale (TAF), chiedendo, previa restituzione dell’effetto
sospensivo al ricorso, che il divieto d’entrata sia annullato oppure che la
sua durata sia ridotta a due anni senza segnalazione nel SIS II. Alla sua
impugnativa il ricorrente, che afferma di essere un cittadino italiano
(“assodata la cittadinanza italiana”: ricorso, pag. 6), ha allegato, tra gli altri
documenti, una copia di cattiva qualità del passaporto italiano ..., valido dal
21 novembre 2007 al 20 novembre 2017, e nel frattempo annullato. In
particolare, egli pretende che “a seguito del divieto d’entrata in parola
tuttavia, la Questura di ... rifiuta attualmente di rilasciare il nuovo
passaporto [...], richiesto [...] in data 23 febbraio 2022” (ricorso, pag. 7, e
doc. F).
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E.
Il 14 aprile 2022, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha
invitato il ricorrente a versare, entro il 24 maggio successivo, un anticipo di
fr. 1'200.– a copertura delle presunte spese processuali, ciò che è avvenuto
puntualmente.
F.
Il 6 settembre 2022, il ricorrente si è rivolto a questo Tribunale per scritto,
sollecitando una decisione.
G.
Il 4 novembre 2022, il ricorrente ha chiesto a questo Tribunale informazioni
sullo stato della procedura.

Diritto:
1.
1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF, salvo nei casi previsti all’art. 32 LTAF.
La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il divieto d’entrata
del 9 febbraio 2022, che non rientra peraltro nell'elenco dell'art. 32 LTAF,
costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 PA, dimodoché questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso in quanto autorità di
grado inferiore al Tribunale federale, considerato che il ricorrente potrebbe
essere un cittadino italiano o avere un permesso di soggiorno italiano (cfr.
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l’art. 11 §§ 1 e 3 dell’Accordo tra la
Svizzera e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera
circolazione delle persone del 21 giugno 1999 [ALC, RS 0.142.112.681], in
vigore dal 1° giungo 2002, nonché l’art. 83 lett. c cifra 1 della legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]; cfr. inoltre,
mutatis mutandis, la sentenza del Tribunale federale 2C_270/2015 del 6
agosto 2015 consid. 1).
1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi
all’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e
ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione
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della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro
trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e
contenere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma
del ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la
decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52
cpv. 1 PA). Un eventuale anticipo equivalente alle presunte spese
processuali deve essere saldato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4
PA).
In concreto, il ricorrente ha impugnato la decisione della SEM, di cui è il
destinatario, tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla
legge, versando inoltre l’anticipo spese richiesto. Ne deriva che il ricorso è
ammissibile e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio.
2.
Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della
decisone impugnata, passa a questo Tribunale (effetto devolutivo), che ha
un pieno potere d’esame riguardo all'applicazione del diritto, compreso
l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, all'accertamento inesatto
o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, come pure, in linea di
principio, all'inadeguatezza (artt. 49 e 54 PA).
Questo Tribunale è, in linea di massima, vincolato dalle conclusioni delle
parti (principio dispositivo), a meno che, nell’ambito dell’oggetto del litigio,
siano soddisfatte le condizioni per concedere di più (“reformatio in melius”)
o di meno (“reformatio in peius”) rispetto a quanto richiesto (art. 62 cpv. 1
a 3 PA: massima dell'ufficialità; cfr. MADELEINE CAMPRUBI, in: Christoph
Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Bundesgesetz über das
Verwaltungsverfahren – Kommentar, 2a ed., 2019, n. 8 ad art. 62 PA).
Questo Tribunale non è invece vincolato, in nessun caso, dai motivi del
ricorso (art. 62 cpv. 4 PA: principio dell'applicazione d'ufficio del diritto).
3.
Il presente litigio verte sulla decisione del 9 febbraio 2022, pronunciante un
divieto d’entrata in Svizzera e nel Liechtenstein di undici anni (9.2.2022 –
8.2.2033), di cui il ricorrente chiede l’annullamento o la riduzione della
durata a due anni senza segnalazione nel SIS II.
4.
Prima di poter occuparsi, se del caso, del merito del litigio è necessario
delucidare la questione dell’identità del ricorrente. Nell’incarto vi sono in
proposito due documenti, ossia il passaporto italiano ... annullato (cfr.
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ricorso, doc. D), e la carta d’identità italiana falsificata (cfr. incarto SEM,
pagg. 26 e 27), entrambi emessi a nome di A._, nato il ... 1992 ad
.... Senonché le due fotografie sui due rispettivi documenti d’identità non
sembrano proprio ritrarre la stessa persona, per cui non è possibile sapere,
in definitiva, quale sia lo statuto legale del ricorrente in Italia. Peraltro,
diversamente da quanto sostiene quest’ultimo, non è dato di capire per
quale motivo le autorità italiane si rifiuterebbero di rinnovare il passaporto
italiano ... al suo legittimo possessore (cfr. ricorso, pag. 10). Stando così
le cose, questo Tribunale deve constatare che la causa non è istruita a
sufficienza per poterne trattare il merito.
Di conseguenza, il ricorso deve essere accolto, la decisione impugnata
annullata e la causa rinviata alla SEM, in conformità con l’art. 61 cpv. 1 PA
(rinvio della causa all’autorità inferiore con istruzioni vincolanti), per
delucidare l’identità del ricorrente, procurandosi i documenti necessari,
determinare quindi il diritto applicabile (ALC o no) ed emanare una nuova
decisione impugnabile.
5.
Dato l’esito del litigio, che vede il ricorrente vincente, non si prelevano
spese processuali (art. 63 cpv. 1 e 2 PA). Pertanto, al ricorrente verrà
restituito l’anticipo di fr. 1’200.– una volta che la presente sentenza sarà
cresciuta in giudicato.
Rappresentato da una legale, il ricorrente ha diritto a un’indennità per le
spese necessarie derivanti dalla causa (spese ripetibili: art. 64 cpv. 1 PA e
art. 7 cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili dinanzi al TAF [TS-TAF, RS 173.320.2]). In mancanza di una
nota d’onorario, l’indennità deve essere fissata sulla base degli atti di causa
(art. 14 cpv. 2 TS-TAF). Alla luce dell’ampiezza e del contenuto del ricorso,
senza ulteriori scambi di scritti, è appropriato attribuire al ricorrente
un’indennità per spese ripetibili di fr. 300.– (onorario e spese d’avvocato).
6.
Visto l’esito del litigio, la domanda di restituzione dell’effetto sospensivo al
ricorso è divenuta priva d’oggetto.
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