Decision ID: 642df08c-0645-567c-a5f6-42a5dc733f16
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, classe 1976, nel 1994 è stato vittima di un incidente della circolazione, riportando una rottura del femore sinistro, una contusione nel polmone sinistro e due ferite lacero-contuse della fronte. Il suo caso è stato assunto dalla SUVA (cfr. doc. AI _).
Nel novembre 1996 egli ha presentato una domanda volta all’assegnamento di prestazioni AI per adulti ed al riconoscimento di una riformazione professionale (doc. AI _).
Con decisione 13 novembre 1997 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha parzialmente accolto suddetta richiesta, erogando una rendita intera limitatamente al periodo 1° luglio 1995 – 30 settembre 1996.
A partire dal 1° ottobre 1996, sulla base degli atti medici ed economici raccolti, l’amministrazione ha ritenuto l’assicurato abile in attività leggere – medio leggere, con carico al massimo di 30 kg ed ha quindi giudicato la sua precedente attività presso la _ siccome pienamente esigibile poiché, quale addetto alla preparazione dei granulati, era confrontato con il sollevamento di pesi limitati (ca. 15 kg) mentre nell’esecuzione di sforzi più importanti, per altro limitati, era coadiuvato da altri colleghi di lavoro (doc. AI _).
Adito dall’assicurato, con sentenza 9 febbraio 1999 questo Tribunale ha respinto il gravame e confermato la decisione amministrativa (inc. 31.1997.166, cfr. doc. AI _).
1.2. Il 19 luglio 2001 _ ha inoltrato un’altra richiesta di prestazioni, postulando una riqualifica professionale in quanto, a seguito dell’acutizzarsi della sintomatologia reumatica, ha dovuto cessare l’attività di venditore presso la ditta _, intrapresa successivamente all’incidente stradale (doc. AI _).
Dopo aver esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. _, con progetto di decisione 7 agosto 2002 l’UAI ha respinto la domanda dell’assicurato in quanto:
"
Esaminati gli atti in sede d’istruttoria, segnatamente di carattere medico ed economico emerge che attualmente il danno alla salute del Signor _ non compromette la sua capacità lavorativa. Infatti, dalla perizia reumatologica effettuata il 18 .02.2002, e dagli atti medici in nostro possesso, risulta che l’attività di venditore esercitata dall’assicurato è da considerarsi ideale ed ergonomicamente adatta al suo stato di salute." (Doc. AI _)
Mediante decisione formale del 19 settembre 2002 l’amministrazione ha confermato il rifiuto di prestazioni assicurative (doc. AI _).
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa _, rappresentato dall’avv. _, è tempestivamente insorto al TCA, chiedendo, in via principale, l’erogazione di una mezza rendita e subordinatamente il rinvio degli atti all’UAI per l’espletamento di ulteriori accertamenti medici.
Egli contesta la perizia reumatologica, su cui l’UAI ha basato il proprio giudizio, poiché incompleta. A mente dell’insorgente il dr. _ non avrebbe considerato in particolare la sintomatologia soggettiva, né avrebbe tenuto conto delle valutazioni del medico curante.
1.4. Mediante risposta di causa 30 ottobre 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame, confermando la bontà della decisione presa.
1.5. In sede d’istruttoria, questo TCA ha chiesto al dr. _ delucidazioni in merito alla perizia da lui eseguita (IX), chiarificazioni ricevute con scritto 30 giugno 2003 (XI).
Le parti hanno in seguito presentato le loro rispettive osservazioni al succitato accertamento (XIII, XIV).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è accertare se _ ha diritto ad una rendita d'invalidità.
2.3. Occorre premettere che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 19 settembre 2002, gli articoli di legge citati in seguito corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.4. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Affinché il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
2.5. Va altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.6. Nel caso in esame, l’amministrazione ha ordinato l’esecuzione di una perizia reumatologica, affidata al dr. _, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.
Nel rapporto 18 ottobre 2002 lo specialista in reumatologia, dopo aver proceduto ad un’esauriente e dettagliata anamnesi, nonché alla valutazione dei dati soggettivi ed oggettivi, ha posto la seguente diagnosi:
"
(...)
4. DIAGNOSI
- spondilite anchilosante (Morbo di Bechterew), con antigene HLA-B27 positivo.
- stato dopo coxite probabile a livello dell'anca di destra più che a sinistra.
- stato dopo incidente stradale il 23.07.1994 con frattura diaffisaria trasversa del femore sinistro, rottura del ligamento crociato posteriore del ginocchio sinistro, ferite lacero
contuse della fronte sinistra con piccola impressione della corticale esterna, commozione cerebrale, piccolo focolaio di contusione al polmone sinistro.
- stato dopo osteosintesi del femore sinistro con chiodo endomidollare nel luglio del1994 ed asportazione del materiale di osteosintesi nel 1996.
- stato dopo ricostruzione del ligamento crociato posteriore del ginocchio di sinistra il 31.01.1996. (...)" (doc. AI _, pag. 4/5)
Quindi, procedendo ad una dettagliata valutazione medica, in merito alla capacità lavorativa dell’assicurato il dr. _ è giunto alle seguenti conclusioni ( sottolineatura del redattore):
"
(...)
Ricordo che il paziente da questa problematica infortunistica si era ripreso in modo egregio, potendo riprendere l'attività lavorativa nella forma completa nell'attività di venditore durante la durata di due anni prima del manifestarsi di queste nuove patologie di tipo infiammatorio a livello della colonna vertebrale.
Ricordo inoltre che le pratiche per quanto riguarda la chiusura del caso infortunistico a pertinenza della _ sono ancora in corso essendo in atto ancora una procedura legale. Ritengo comunque che per quanto riguarda la valutazione attuale questa problematica di tipo infortunistico non debba essere tenuta in considerazione visto e considerato che il paziente poteva lavorare nella forma completa al 100% per due anni dopo essersi ristabilito dall'infortunio.
Per quanto riguarda l'incapacità lavorativa attuale riferibile ai disturbi alla colonna vertebrale, alle articolazioni sacroiliache e a livello delle anche di natura infiammatoria sulla spondilite anchilosante diagnosticata ritengo che non vi siano incapacità lavorative per quanto riguarda la sua professione di venditore.
Ritengo inoltre che questa attività lavorativa debba essere considerata più che favorevole per un paziente con una patologia di questo tipo, potendo egli camminare, rimanere in movimento, cambiare posizione spesso e non essendo sottoposto al trasporto o al sollevamento di pesi particolari. E' difficilmente pensabile un'attività lavorativa più adatta per un paziente in queste condizioni. In particolar modo non ritengo che un'attività lavorativa di tipo sedentario come quella auspicata dal paziente e cioè di impiegato d'ufficio possa considerarsi ergonomicamente e dal punto di vista della malattia infiammatoria più adatta e quindi con vantaggi rispetto all'attività attuale.
II paziente stesso segnala come la posizione seduta sia più dolorosa che la posizione ferma in piedi. Addirittura quando viaggia in automobile dopo mezz'ora deve fermarsi o i dolori diventano tali da innervosirlo particolarmente . Ritengo inoltre che con un'attività fisica adeguata e soprattutto con della ginnastica attiva svolta eventualmente nel gruppo dell'associazione dei pazienti con Morbo di Bechterew e anche frequentando una palestra vi sarebbe un ulteriore miglioramento dei disturbi del paziente limitando ancora ulteriormente i disagi che potrebbero subentrare nella ripresa dell'attività lavorativa. Tenendo quindi in considerazione questi fatti ritengo che non vi siano i presupposti né per una riqualifica professionale né per una rendita d'invalidità." (doc. AI _, pag. 5/6)
Accertato che l’assicurato può continuare la sua precedente attività di venditore, ritenuta dal perito confacente dal punto vista ergonomico, l’amministrazione ha quindi negato qualsiasi prestazione assicurativa.
2.7.
Va ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb)
.
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‐Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).
2.8. Il ricorrente contesta la valutazione del perito, rimproverando in particolare al dr. _ di non aver tenuto debitamente conto, ai fini del giudizio sulla capacità lavorativa, dei disturbi e delle lamentele soggettive dichiarate dall'interessato e riportate nel capitolo relativo all'anamnesi.
Si tratta segnatamente dei seguenti disturbi:
"
disturbi a livello della colonna lombare;
irradiazione di scosse fino ai piedi;
disturbi altalenanti in zona gluteale;
risente come se avesse 200 kg sulle spalle che gli schiacciano la colonna vertebrale;
sente dolori a livello gluteale e lombare di intensità altalenante, che diventano più intensi a seconda dei cambiamenti del tempo (meno quando è caldo; di più quando il tempo è freddo).
la mattina i dolori sono particolarmente accentuati; un bagno caldo gli dà sollievo;
durante il giorno vi è un miglioramento della sintomatologia, per poi manifestarsi un peggioramento la sera a cagione della fatica;
taluni giorni i dolori sono particolarmente forti e non sopportabili,
per il che praticamente non può muoversi durante taluni giorni interi per un periodo più o meno lungo; altri giorni i dolori sono più
sopportabili;
durante la notte i dolori non sono sempre costanti: talune volte sono più intensi; altre volte minori. Quando sono intensi deve alzarsi, camminare e muoversi, prima di poter nuovamente sdraiarsi;
il camminare provoca delle fitte nella zona del bacino dopo circa
mezz'ora;
anche in posizione seduta accusa dei dolori sostanziali;
in auto i dolori sono pesanti, dolorosi e lo impediscono." (Cfr. ricorso pag. 4).
Chiamato dal vicepresidente del TCA a prendere posizione in merito, con scritto 30 giugno 2003 il dr. _ ha osservato quanto segue:
"
(...)
E' mia premura durante l'esame peritale ascoltare con attenzione e segnalare nell'anamnesi tutti i disturbi di cui il paziente soffre. Questo permette di farsi un quadro soggettivo che deve comunque essere completato da quella che è la parte clinica e radiologica di tipo oggettivo. In questo senso poi, i dati oggettivi e soggettivi vengono integrati e valutati fra di loro, nonché ponderati in modo tale da giungere ad una valutazione dell'effettiva gravità della malattia di cui il paziente è colpito.
Il paziente presenta a tutti gli effetti una spondilite anchilosante (Morbo di Bechterew), che dalle indagini cliniche e radiologiche è risultata secondo me poco progressiva e piuttosto limitata. Vi erano associate delle problematiche di tipo post-traumatico dalle quali egli si era ripreso potendo riprendere l'attività lavorativa nella forma completa di venditore per due anni. Considerando quindi, i dati soggettivi elencati dal paziente, nonché i reperti oggettivi, clinici e radiologici, ho ritenuto che il paziente avesse una capacità lavorativa nella forma completa, tenendo presente anche il fatto che la sua attività professionale di venditore, è particolarmente indicata per una malattia reumatica quale la spondilite anchilosante.
Essa permette in effetti al paziente di cambiare posizione, di rimanere in movimento, di evitare posizioni non ergonomiche.
Concludendo, ritengo che i dati soggettivi ed i disturbi lamentati dal paziente, possano senz'altro essere ritenuti comprensibili e credibili, ma che da soli non giustifichino una modifica della mia valutazione che si è basata sia su questi dati come pure sui reperti clinici e radiologici, indispensabili per una valutazione globale della malattia e della capacità lavorativa del paziente." (doc. _)
Dunque, nell’anamnesi il dr. _ ha riportato tutti i disturbi elencati dall’interessato – e non poteva fare altrimenti - i cui dati sono stati comunque integrati dalla sua valutazione clinica eseguita durante il consulto, nonché dai reperti radiologici precedentemente eseguiti ed attentamente esaminati.
Spetta infatti al perito valutare correttamente, alla luce dei dati medici, l’aspetto soggettivo del paziente in modo da formulare un responso oggettivo sull’effettiva consistenza del danno alla salute
(“.. i dati oggettivi e soggettivi vengono integrati e valutati fra di loro, nonché ponderati in modo tale da giungere ad una valutazione dell’effettiva gravità della malattia di cui il paziente è colpito”
cfr. doc. _) per poi determinare le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.
In questo contesto, dunque, il dr. _, specialista in reumatologia, ha ritenuto la spondilite anchilosante (morbo di Bechterew) – in pratica l’unica affezione invalidante rimasta, visto come l’assicurato si sia sostanzialmente ripreso dagli effetti dell’incidente stradale, avendo infatti riacquistato la piena capacità lavorativa ed esercitando per due anni l’attività di venditore - come
“poco progressiva e piuttosto limitata”
sulla base di una disamina dei dati clinici e radiologici, tra cui una risonanza magnetica eseguita il 22 gennaio 2002 , quindi un mese prima del consulto peritale (cfr. perizia pag. 5).
Nella perizia il dr. _ ha anche spiegato che le attività sedentarie, quale quella d’impiegato d’ufficio auspicata dall’assicurato, non sono da ritenere adeguate, mentre la professione di venditore
“ è particolarmente indicata per una malattia reumatica quale la spondilite anchilosante
”, poiché
“ permette ... al paziente di cambiare posizione, di rimanere in movimento, di evitare posizioni non ergonomiche
“ (doc. _).
Nondimeno va rilevato come il perito abbia addirittura individuato la possibilità di un miglioramento dei disturbi con
“un’attività fisica adeguata e soprattutto con della ginnastica attiva svolta eventualmente nel gruppo dell’associazione paziente con Morbo di Bechterew “
(cfr. perizia pag. 6).
Nello scritto 30 giugno 2003, il dr. _ ha dunque giustamente concluso come
“ i dati soggettivi ed i disturbi lamentati del paziente, possano senz’altro essere ritenuti comprensibili e credibili, ma che da soli non giustifichino una modifica della mia valutazione che si è basata sia su questi dati come pure sui reperti clinici e radiologici, indispensabili per una valutazione globale della malattia e della capacità lavorativa del paziente
“ ( sottolineatura del redattore, IX).
Le valutazioni del perito sono del resto confermate dai rapporti dell’allora reumatologo curante, dr. _.
Vero che nel rapporto 14 maggio 2001 quest’ultimo aveva segnatamente attestato
“un’attività persistente del morbo di Bechterew”
, non formulando tuttavia una valutazione circa la capacità lavorativa e proponendo al paziente di continuare con la terapia antiinfiammatoria, accompagnata parallelamente da una fisioterapia specifica (doc. AI _).
Nel precedente referto datato 26 febbraio 2001 egli aveva infatti rilevato come la capacità lavorativa non fosse stata compromessa, a patto che il paziente avesse accettato le terapie proposte (cfr. doc. AI _).
Non solo, nel rapporto 9 dicembre 2001 all’AI il suddetto sanitario ha anche attestato una piena abilità lavorativa durante il periodo in cui l’assicurato era suo paziente ( 18 dicembre 2000 - 11 maggio 2001, quindi nel lasso di tempo in cui sono sopraggiunti, nel dicembre 2000, i disturbi altalenanti nella zona gluteale ed a livello della colonna vertebrale, cfr. perizia pag. 2 sub. punto 2.1), suggerendo comunque una valutazione reumatologica – che è stata appunto eseguita dall’UAI - e psichiatrica (doc. AI _).
Valutazione psichiatrica che, come rettamente osservato il 14 dicembre 2001 dal Servizio regionale medico dell’AI, non si è resa necessaria in quanto dalla documentazione medica agli atti, nonché da quella presentata in occasione del ricorso al TCA, non emerge né viene accennata una problematica psichiatrica (cfr. doc. AI _).
Nemmeno il medico curante, dr._, ha eccepito una simile affezione. Nel rapporto 10 settembre 2001 egli ha tuttavia certificato una piena incapacità lavorativa, valutazione che, di fronte al concordante parere espresso dagli specialisti in reumatologia dr. _ e dr. _, non può essere ritenuta idonea a sovvertire l’esito della vertenza (cfr. doc. AI _)
In queste circostanze, dunque, considerato come al referto del dr. _ debba essere attribuita forza probante piena (cfr. consid. 2.7.),
appare dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che l’assicurato presenta una piena capacità lavorativa nella sua precedente attività di venditore di vestiti.
La decisione dell’UAI di reiezione della domanda di prestazioni va quindi confermata.
2.9. Infine, il ricorrente ha chiesto l’espletamento di ulteriori accertamenti medici.
A tal proposito va rilevato che, q
uando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Nel caso in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel merito della vertenza.
Né vi sono validi motivi per ritenere la perizia del dr. _ non affidabile.
Pertanto, non è necessario procedere ad ulteriori accertamenti di qualsiasi natura.