Decision ID: 1a0c7ff9-1dad-587b-8387-18886a37f503
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 2 agosto 2011 dell’Ufficio esecuzione di Lugano CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 58'627.50 oltre interessi al 5% dal 9 novembre 2010, indicando quale titolo di credito: “Fattura 86339 del 25.3.2010, lettera 9.11.2010.” Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su una conferma d’ordine per la costruzione di un impianto S_ sul mappale _ di _ di proprietà della convenuta, sottoscritta da quest’ultima il 29 aprile 2009 (doc. D), in relazione con il rapporto di ispezione dell’I_ del 16 novembre 2010 che ha garantito la funzionalità e l’efficacia dell’impianto (doc. E), la fattura del 25 marzo 2010 (doc. F), lo scritto inviato il 15 luglio 2010 per e-mail dalla Direzione lavori all’istante, con quale è stato rivendicato uno sconto di fr. 15'000.- sulla fattura per asseriti danni (doc. G), la risposta del 30 agosto 2010 dell’istante che contesta quanto esposto da controparte (doc. H) e il successivo scambio di corrispondenza tra le parti (doc. I – O).
C.
All’udienza di discussione l’istante ha confermato la propria pretesa, mentre la convenuta vi si è opposta asserendo che fr. 5'360.-- sono stati riconosciuti da controparte in deduzione per lavori male eseguiti e sono già stati ridotti dall’importo originale di fr. 63'987.--, mentre ulteriori fr. 48'987.-- sono stati pagati il 24 novembre 2010 (doc. 1-4). Di conseguenza in discussione resta unicamente l’importo di fr. 9'640.--.
Replicando l’istante ha preso nota dei documenti prodotti da controparte e ha ridotto la sua pretesa a fr. 9'640.--.
Con la duplica la convenuta ha ribadito di avere sempre contestato la rimanente pretesa di controparte, in quanto i lavori non erano stati eseguiti a regola d’arte.
D.
Con sentenza 18 novembre 2011 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l’istanza ritenendo la documentazione prodotta dalla procedente valito titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione, atteso che l’opera è stata regolarmente e tempestivamente consegnata alla committente e che l’esistenza degli asseriti danni non è stata resa in alcun modo verosimile sulla base di riscontri oggettivi, bensì è rimasta allo stadio di puro parlato.
E.
La convenuta rileva dapprima la tempestività del reclamo, essendo la sua rappresentante legale venuta a conoscenza della sentenza pretorile, che per una svista della Pretura le è stata intimata direttamente, solo il 15 dicembre 2011. Nel merito l’insorgente, che ha chiesto l’accoglimento dell’istanza limitatamente a fr. 5’000.-- oltre accessori, rileva che la consegna dell’opera ha subito un ritardo non indifferente rispetto a quanto previsto contrattualmente, visto che in relazione alla consegna non fa stato la data d’ispezione dell’impianto S_, avvenuta il 26 febbraio 2011, bensì quella del mese di novembre 2010 in cui il competente ufficio di ispezione ha rilasciato il rapporto di formale certificazione di funzionalità con preavviso favorevole. Secondo la reclamante, fino al mese di novembre 2010, l’opera non può che essere considerata come parzialmente avvenuta. La convenuta rileva poi di avere subito chiesto la deduzione di fr. 15'000.-- per danni patiti a dipendenza della fornitura dell’opera e che controparte ha accettato una riduzione della fattura di fr. 5'000.-- per danni provocati dalla fuoriuscita d’acqua occorsa il 18 dicembre 2009 in occasione del collaudo dell’impianto. Secondo la reclamante, con questa deduzione forfetaria dalla fattura di costi da lei sopportati, l’istante ha in effetti ammesso il non conforme adempimento del contratto. L’insorgente rinvia poi alla corrispondenza scambiata tra le parti, sostenendo che i vari scritti rendono verosimili i singoli danni. Infine osserva che la limitazione del reclamo all’importo di fr. 4'640.-- oltre accessori va visto alla luce di una sua precedente dichiarazione secondo la quale ha accettato di assumersi parte dei danni da lei stessa patiti, e meglio nella misura di fr. 5'000.--.
F.
Delle osservazioni di controparte si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
in diritto:
1.
Sia alla procedura di primo grado, sia alla presente impugnativa torna applicabile il Codice di diritto processuale civile svizzero (Codice di procedura civile, CPC), entrato in vigore il 1° gennaio 2011, l’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione essendo stata inoltrata il 13 ottobre 2011 e la decisione impugnata essendo stata emanata il 18 novembre 2011 (art. 404 cpv. 1 e 405 cpv. 1 CPC).
2.
Per quel che riguarda la contestata tempestività del reclamo, si osserva che secondo l’art. 137 CPC se una parte è rappresentata, le notificazioni sono fatte al rappresentante. Nel caso di specie, per una svista della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, che ha ammesso l’errore come risulta dallo scritto del 21 dicembre 2011 prodotto con il reclamo, l’intimazione della sentenza in oggetto è stata fatta direttamente alla RE 1, nonostante quest’ultima, già in prima sede, fosse rappresentata dallo Studio legalePA 1. La rappresentante della convenuta ha dichiarato di essere venuta a conoscenza dell’esistenza della decisione in esame solo il giorno 15 dicembre 2012, allorquando ha ricevuto dal rappresentante di controparte la richiesta, prodotta con il reclamo, di pagamento del credito iniziale, oltre interessi e spese. Ne consegue che il termine di dieci giorni per impugnare la sentenza pretorile ha iniziato a decorrere dal giorno seguente la presa di conoscenza della decisione in oggetto da parte della rappresentante legale della convenuta, ossia dal 16 dicembre 2011, per scadere, non potendosi procedere ad atti esecutivi durante le ferie esecutive, ossia sette giorni prima e sette giorni dopo il Natale, lunedì 2 gennaio 2012 (art. 56 n. 2 LEF per il rinvio dell’art. 145 CPC). Ne consegue che il reclamo, essendo stato presentato il 27 dicembre 2011, è tempestivo.
3.
Secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante
reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza.
Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).
4.
In base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati:
a. l’applicazione errata del diritto,
b. l’accertamento manifestamente errato dei fatti.
5.
In virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
6.
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481). Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr.
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in
Rep
1989, p. 338 con riferimenti).
7.
Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), e ciò a prescindere dalla presenza delle parti all’udienza di primo grado e, se presenti, dalle ragioni da loro sostenute (CEF 30 giugno 1972 in re F., Rep 1972 p. 344 cons. 6; CEF 8 aprile 1974 in re D.V., Rep 1975 p. 101), se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità tra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza, con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (cfr. Cometta, op. cit., p. 331; Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2. ed., Basilea 2010, n. 50 ad art. 84; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 112 ad c).
8.
La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro, deve essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3; anche DTF 132 III 480 consid. 4 p. 461).
Un contratto di appalto firmato costituisce valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per la mercede. Nel caso in cui
l’adempimento avviene contemporaneamente con la consegna dell’opera, secondo la prassi basilese il rigetto dell’opposizione può venire concesso, fintanto che il committente non eccepisce che l’opera non è stata affatto oppure non è stata regolarmente eseguita e consegnata, nel caso in cui questa eccezione è chiaramente senza fondamento oppure viene immediatamente confutata dall’appaltatore. In caso di difetti il committente deve inoltre rendere verosimile di averli tempestivamente notificati (Staehelin, op. cit., n. 128 ad art. 82).
Nel presente caso la conferma d’ordine sottoscritta il 29 aprile 2009 dalla convenuta costituisce, in via di principio, valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF per la mercede ivi pattuita.
9.
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio (DTF 132 III 142 cons. 4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ic 413 cons. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82; Gilliéron, op. cit., n. 82 ad art. 82; Stücheli, op. cit. p. 350 con rif.; Staehelin, op. cit., n. 87 s. ad art. 82 LEF).
La convenuta fa valere con il reclamo tardività nella consegna dell’opera. Inoltre ritiene di avere reso verosimile l’esistenza di danni, sia per il fatto che l’istante ha accettato una deduzione di fr. 5'360.-- dalla sua fattura sia per quanto emerge dallo scambio di corrispondenza intercorso tra le parti.
Orbene, l’asserito ritardo nella consegna dell’opera è stato eccepito dalla reclamante la prima volta in sede di reclamo (cfr. il verbale di udienza, ove la convenuta ha eccepito che i lavori non sono stati eseguiti a regola d’arte, senza però asserire che l’opera è stata consegnata in ritardo). Per il divieto previsto dall’art. 326 CPC di proporre in questa sede nuove conclusioni, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova, questa censura va respinta. In merito ai danni patiti a dipendenza della fornitura dell’opera, fatti valere dalla reclamante, va rilevato che la deduzione di fr. 5'360.--, effettuata sulla fattura, accettata dall’istante, concerne costi sopportati dalla reclamante per determinate riparazioni causate da una fuoriuscita d’acqua dall’impianto S_. Per il resto l’istante si è chiaramente rifiutata di assumersi ulteriori costi (doc. L). Di conseguenza il fatto che l’istante abbia riconosciuto la deduzione del predetto importo non rende ancora verosimile che essa abbia con questo ammesso per atti concludenti un’imperfetta esecuzione dell’opera. La reclamante rileva poi di avere asserito a più riprese l’esistenza di danni nel corso dello scambio di corrispondenza con la controparte. Orbene dall’esame degli scritti scambiati dalle parti emerge che la reclamante si è limitata a far valere danni senza fornire riscontri oggettivi rispettivamente giustificativi atti a rendere verosimile ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF quanto asserito (doc. G, I, M e N). Ne discende che il Pretore, avendo accolto l’istanza, non è incorso nell’accertamento manifestamente errato dei fatti e non ha applicato in modo errato il diritto.
10.
Il reclamo va quindi respinto.
Tassa di giustizia, spese processuali e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; 106 cpv. 1 CPC).