Decision ID: 2eed43cb-6e3e-52e4-89a0-b992e883ea06
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. La cronistoria del caso in esame è diffusamente illustrata nella sentenza 2 aprile 2020 con cui questa Camera ha respinto un appello di AO 1 contro un decreto cautelare intermedio (“nelle more istruttorie”) emesso l'11 dicembre 2019 dal","Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord (inc. 11.2019.145). Ai fini dell'attuale giudizio basti ricordare che dopo di allora, l'8 aprile 2020, il Pretore ha chiuso l'istruttoria della procedura a tutela dell'unione coniugale e che il 27 aprile successivo si sono tenute le arringhe finali. In tale occasione AO 1 ha rivendicato l'affidamento delle figlie N_ (nata il 22 ottobre 2002) e G_ (nata il 30 settembre 2005), riservato il diritto di visita paterno, e ha postulato l'assegnazione dell'alloggio coniugale, così come un contributo alimentare di fr. 1000.– mensili per sé e uno di fr. 1595.– mensili per ogni figlia (assegni familiari compresi) dal giugno del 2019. AO 1 ha approvato l'affidamento delle figlie alla madre, riservato il suo diritto di visita, e l'attribuzione dell'alloggio coniugale alla moglie, offrendo per moglie e figlie un contributo alimentare imprecisato, previa deduzione delle loro prevedibili entrate, non senza chiedere di imputare sui contributi alimentari l'importo di fr. 19 563.85 da lui già versato “per costi diretti di pertinenza della moglie”.","B. Statuendo con sentenza del 6 maggio 2020, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati dal maggio del 2019, ha attribuito l'abitazione coniugale (con mobili e suppellettili) alla moglie, ha obbligato il marito a restituire immediatamente le chiavi di casa, ha affidato le figlie alla madre con esercizio congiunto dell'autorità parentale, ha invitato l'Autorità regionale di protezione 2 a “nominare un curatore educativo con il compito di favorire il riavvicinamento tra il padre e le figlie, stabilendo poi modalità e frequenza dei contatti”, e ha condannato AP 1 a versare i seguenti contributi alimentari dal 1° giugno 2019:","fr. 305.— mensili per la moglie,","fr. 993.40 mensili per N_, assegni familiari non compresi, e","fr. 1204.70 mensili per G_, assegni familiari non compresi.","Accertati pagamenti del marito per fr. 13 909.80, AO 1 è stato tenuto a versare per il mese di ottobre 2019 fr. 855.20 “a valere quale saldo per i contributi dovuti”. Le spese processuali di fr. 890.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.","C. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello dell'11 maggio 2020 nel quale dichiara di “cedere volentieri l'uso della casa e di tutte le sue incombenze” al marito, insta perché si eviti di “sottoporre la figlia G_ a ulteriori sofferenze psichiche ed emotive”, non escludendosi un riavvicinamento di lei al padre, chiede di aumentare il reddito del marito e di rivedere determinate poste del fabbisogno minimo del medesimo. Essa fa valere inoltre che la figlia maggiore N_ percepisce un'indennità di disoccupazione solo dall'ottobre del 2019 e che nel settembre del 2020 essa non aveva ancora trovato un posto di apprendista. Si duole infine che le proprie spese di trasferta non sono adeguate e calcola i pagamenti già eseguiti dal marito in soli fr. 6860.40. Nelle sue osservazioni del 19 maggio 2020 AO 1 propone di respingere l'appello.","D. Il 14 maggio 2020 ha appellato la sentenza del Pretore anche AO 1, proponendo di attribuire alla moglie solo parte dell'abitazione familiare (un appartamento), di ordinare la vendita di tale abitazione con riparto a metà del ricavo, di obbligare la moglie a estendere l'attività lucrativa al 100%, di ridurre dal giugno del 2019 il contributo alimentare per N_ a fr. 992.60 mensili e dal 1° luglio 2020 quello per le figlie a complessivi fr. 717.– mensili, di autorizzare la compensazione dei contributi alimentari versati in eccesso alla moglie dal giugno all'ottobre del 2019, restituendogli fr. 4362.55, e di ingiungere ai coniugi di “annunciare immediatamente in Pretura e all'altro coniuge ogni cambiamento di situazione finanziaria”. In una lettera del 24 maggio 2020 AP 1 contesta sostanzialmente il contenuto dell'appello.","E. Dal 1° luglio 2020 AO 1, licenziato con effetto immediato dalla _ SA, riscuote indennità di disoccupazione. Adito dal marito, con decisione del 21 agosto 2020 il Pretore ha modificato le misure protettrici del 6 maggio precedente, nel senso che ha condannato AO 1 a versare, “entro il 5 di ogni mese, la prima volta entro il 5 settembre 2020 per il settembre del 2020”, un contributo alimentare di fr. 305.– mensili per la moglie, uno di fr. 993.40 mensili per N_ e uno di fr. 838.– mensili per G_, autorizzandolo “a compensare il contributo alimentare per la moglie e le figlie con gli importi da lui comprovatamente pagati alla banca a titolo di interessi ipotecari”. Il Pretore ha ordinato altresì alla Cassa disoccupazione _ di trattenere dalle indennità di disoccupazione di AO 1 complessivi fr. 1434.05 mensili, oltre eventuali assegni familiari, dovuti come contributo alimentare in favore della famiglia e di riversarli direttamente a AP 1 (inc. SO.2020.449). Un appello presentato da AO 1 il 27 agosto 2020 contro tale sentenza è stato dichiarato irricevibile da questa Camera con sentenza del 6 novembre 2020 (inc. 11.2020.114)."}

{Considerando,"in diritto: 1. I due rimedi giuridici in esame vertono fra le stesse parti, sono diretti contro la medesima decisione e si fondano sull'identico complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le procedure di appello e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).","2. I provvedimenti a tutela dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se essi vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito è dato, ove appena si pensi all'entità e alla durata del contributo di mantenimento litigioso davanti al Pretore. Quanto alla tempestività dei rimedi giuridici, la decisione impugnata è pervenuta alle parti al più presto il 7 maggio 2020. Inoltrati l'11 e il 15 maggio 2020 (timbri postali sulle buste d'invio), entrambi gli appelli sono pertanto ricevibili.","3. Con sentenza del 21 agosto 2020 il Pretore ha modificato, come detto, le misure protettrici adottate il 6 maggio 2020 e oggetto degli appelli in esame. Considerato che tale decisione è passata in giudicato, l'appello presentato da AO 1 è stato dichiarato irricevibile da questa Camera con sentenza del 6 novembre 2020 (sopra, lett. E). Le questioni ancora litigiose in appello si riferiscono al periodo compreso tra il 1° giugno 2019 e il 31 agosto 2020. Per il seguito le misure protettrici sono disciplinate dalla modifica decisa dal Pretore il 21 agosto 2020.","I. Sull'appello di AP 1","4. All'appello AP 1 acclude nuova documentazione: giustificativi di pagamenti e fatture inerenti all'abitazione familiare e all'economia domestica nel periodo tra il giugno del 2019 e l'aprile del 2020 (doc. B a B4 di appello), un invito a N_ del 18 settembre 2019 perché si presenti all'ufficio della Cassa disoccupazione _ (doc. C di appello), una fattura 26 febbraio 2020 dell'_ SA per la sostituzione dei cilindri dell'abitazione (doc. D di appello), estratti di comunicazioni tra padre e figlie via “WhatsApp” (doc. E ed E1 di appello), estratti da “Facebook” del sito ‹www._.ch› (doc. F a F3 di appello), un elenco di pagamento eseguiti nel maggio del 2019 (doc. G di appello), una “dichiarazione di frequenza” dell'Istituto della transizione e del sostegno che attesta l'iscrizione di N_ al semestre di motivazione dal 7 ottobre 2019 al 31 agosto 2020 (doc. H di appello), un elenco denominato “alimenti da giugno 2019 a marzo 2020” (doc. I di appello), corrispondenza tra moglie e marito del 6 giugno 2019 riguardo al trasferimento delle polizze della cassa malati (doc. L di appello), giustificativi di pagamento dei premi della cassa malati (doc. M di appello) e una domanda di esecuzione nei confronti del marito (doc. N di appello).","Alle osservazioni all'appello AO 1 acclude, da parte sua, un elenco denominato “alimenti da giugno 2019 a aprile 2020” (doc. 2 di appello), un “accordo di locazione” (doc. 3 di appello), una raccomandata spedita alla Pretura il 27 marzo 2020 (doc. 4 di appello), una “scrittura privata tra signori” del 1° agosto 2019 (doc. 5 di appello), una lista di investimenti effettuati nell'abitazione coniugale (doc. 6 di appello), un messaggio di posta elettronica inviato il 28 gennaio 2020 all'avv. P_ _ (doc. 7 di appello), un altro messaggio inviato il 25 marzo 2020 a N_ e G_ (doc. 8 di appello), una lettera scritta a N_ il 9 aprile 2020 (doc. 9 di appello), una lettera scritta a G_ quello stesso giorno (doc. 10 di appello), una raccomandata spedita il 4 luglio 2019 alla Banca _ (doc. 11 di appello) e corrispondenza del 29 aprile 2020 tra il marito e il presidente della direzione di quella banca (doc. 12 di appello).","La raccomandata spedita dal marito alla Pretura il 27 marzo 2020 è già agli atti (doc. 4 di appello). Il resto della nuova documentazione prodotta delle parti è inoltre ammissibile, siccome nella fattispecie è controverso anche il contributo alimentare per le figlie. Nuovi documenti sono proponibili perciò senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC in virtù del principio inquisitorio illimitato che governa il diritto di filiazione e vanno considerati nella misura in cui appaiono utili per il giudizio (DTF 144 III 352 consid. 4.2.1).","5. L'appellante afferma anzitutto di non aver “mai chiesto l'attribuzione della casa coniugale” e di non potersela “permettere né economicamente, né fisicamente”, tant'è che propone di cederla al marito. A prescindere dal fatto però che l'attribuzione giudiziale dell'alloggio familiare a un coniuge non obbliga quel coniuge ad abitare l'immobile, l'interessata aveva postulato davanti al primo giudice – contrariamente a quanto essa sostiene ora – l'assegnazione in uso dell'abitazione coniugale con mobili e suppellettili (istanza del 9 ottobre 2019, domanda di “merito” n. 1c, ribadita nella replica e alle arringhe finali). Ad ogni modo, come si evince dal sistema d'informazione fondiaria del Cantone Ticino (‹www.sifti.ti.ch›), di pubblica notorietà (RtiD II-2011 pag. 760 n. 42c), la particella n. 1408 RFD di _ su cui sorge","l'abitazione coniugale è stata alienata nel frattempo, il 27 gennaio 2021. La questione è dunque superata.","Quanto alla pretesa di vedersi rimborsare una fattura del 26 febbraio 2020 di fr. 230.– per essere stata costretta a sostituire tutti i cilindri delle serrature dell'abitazione coniugale in seguito alla mancata riconsegna delle chiavi da parte del marito, quest'ultimo obietta di avere rimesso le chiavi all'agenzia immobiliare incaricata della vendita (osservazioni del 19 maggio 2020, n. 2, pag. 3). Sia come sia, la richiesta è nuova e l'appellante non ne giustifica la proponibilità sotto il profilo dell'art. 317 cpv. 2 CPC. La pretesa si rivela di conseguenza irricevibile.","6. Nell'appello l'istante chiede di non obbligare G_ a entrare in relazione con il padre, evitando di sottoporla a ulteriori sofferenze psichiche ed emotive, anche perché la ragazza ha dichiarato di non escludere un futuro riavvicinamento con il genitore. Il Pretore, constatate le difficoltà relazionali tra il padre e le figlie, difficoltà che “paiono avere una radice seria e profonda”, ha accertato il “serio disagio” espresso dalle minorenni nel corso del loro ascolto e ha deciso di “non stabilire un diritto di visita (anche minimo) che rimarrebbe sulla carta”. Posto ciò, egli ha incaricato l'Autorità regionale di protezione 2 di nominare un curatore educativo “con il compito di favorire il riavvicinamento tra padre e figlie, stabilendo poi modalità e frequenza dei contatti” (sentenza impugnata, consid. 10). Mal si comprende perché tale cautela non basti per tenere debito conto della situazione della figlia e delle preoccupazioni della madre. Né quest'ultima indica concretamente come la decisione impugnata andrebbe, a suo avviso, modificata. In proposito la sentenza impugnata sfugge pertanto a censura."}