Decision ID: 88a567bc-3f9f-5381-bca4-33a2fd1a8f37
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1973) e AO 1 (1975) si sono sposati ad _ il 3 settembre 1998. Dal matrimonio sono nati Al_, il 26 luglio 2002 e Aa_, il 16 febbraio 2007. Sia il marito sia la moglie sono architetti; questo è impiegato della _, mentre quella lavora a tempo parziale per la _. I coniugi si sono separati nel febbraio 2009, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di _.
B. Il 28 luglio 2009 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'attribuzione a sé e per i figli dell'abitazione di _, l'affidamento dei figli, riservato il diritto di visita del padre, un contributo alimentare per sé di fr. 766.– mensili e per i figli di fr. 1500.– ciascuno dall'agosto 2008. Identiche domande essa ha formulato già in via cautelare. All'udienza dell'11 settembre 2009, indetta per la discussione cautelare e per il contraddittorio sull'istanza, le parti si sono accordate sull'autorizzazione a vivere separate e sull'affidamento dei figli alla madre, riservato il diritto di visita per il padre. Per il resto, AP 1 ha chiesto di respingere l'istanza della moglie e ha offerto un contributo di mantenimento per i figli Al_ e Aa_ rispettivamente di fr. 573.15 mensili e di fr. 586.65 mensili compresi gli assegni famigliari dal mese successivo al passaggio in giudicato della sentenza. In coda all'udienza il Pretore ha formulato una proposta transattiva, che comprendeva l’assegnazione dell’abitazione coniugale alla moglie, un contributo alimentare a carico di AP 1 in favore di quella di fr. 380.– mensili e un versamento mensile per i figli di fr. 1100.– mensili ciascuno oltre agli assegni famigliari dall'ottobre 2009. I coniugi hanno poi rinunciato a comparire al dibattimento finale, indicando che se non si fossero accordati sulla proposta transattiva, il Pretore avrebbe dovuto “passare direttamente a sentenza”. Il primo giudice ha così assegnato un termine di venti giorni alle parti per determinarsi sulla citata proposta.
C. Il 17 settembre 2009 la moglie l'ha accettata. Il 25 settembre 2009 il marito l’ha parzialmente rifiutata, offrendo un contributo alimentare per la moglie di fr. 200.– mensili dall'ottobre 2009 al dicembre 2010, confermando nondimeno la proposta del Pretore riguardo ai contributi alimentari per i figli. Il 29 settembre 2009 la moglie ha rifiutato la controproposta del marito. Così, non essendoci altre prove da assumere, e sentita Al_ da una specialista, statuendo il 22 gennaio 2010 il Pretore ha parzialmente omologato “l’assetto di cui ai punti 1-3 di cui al verbale 11 settembre 2009” – e meglio: ha autorizzato i coniugi a vivere separati dal 1° febbario 2009, ha affidato i figli alla madre, riservando il diritto di visita del padre – e ha poi assegnato l'abitazione coniugale di _ alla moglie, ha obbligato il marito a versare alla stessa un contributo alimentare di fr. 620.– mensili e per i figli Al_ e Aa_ rispettivamente di fr. 1475.– mensili e di fr. 1335.– mensili oltre agli assegni famigliari dal febbraio 2009. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1500.–, sono state poste per un decimo a carico dell'istante e per nove decimi a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 2500.– per ripetibili parziali.
D. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 3 febbraio 2010 a questa Camera nel quale chiede – previa concessione dell'effetto sospensivo – l'assegnazione a sé dell'abitazione coniugale, di non versare alcun contributo alimentare per la moglie, di versare un contributo alimentare per i figli Al_ e Aa_ di fr. 1100.– mensili ciascuno oltre agli assegni famigliari dall'ottobre 2009. In subordine, nel caso in cui l'abitazione coniugale fosse attribuita alla moglie, egli chiede di non versare alcun contributo alimentare per la stessa e di versare un contributo alimentare per i figli Al_ e Aa_ rispettivamente di fr. 780.– mensili e fr. 805.20 mensili oltre agli assegni famigliari sempre dall'ottobre 2009. Con decreto dell'8 febbraio 2010 il presidente di questa Camera ha accolto l'istanza di effetto sospensivo per quanto concerne la decorrenza dell'obbligo contributivo, per il resto l'istanza è stata respinta. Nelle sue osservazioni del 26 febbraio 2010 AO 1 ha proposto di respingere l'appello del marito, aderendo nondimeno alla decorrenza del contributo alimentare a partire dall'ottobre 2009.

Considerando
in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) erano emanate, fino al 31 dicembre 2010, con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 vLAC con rinvio agli art. 361 seg. CPC ticinese). L'esame dei fatti era limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a) e la sentenza del Pretore era impugnabile entro dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC ticinese). La sentenza del 22 gennaio 2010 è stata notificata al marito il 25 gennaio 2010. Inoltrato il 3 febbraio 2010 l’appello è tempestivo e quindi ricevibile. Come tempestive sono le osservazioni dell’istante.
2. Litigiosi rimangono, in questa sede, l'assegnazione dell'abitazione coniugale e i contributi alimentari per la moglie e per i figli. A tal fine il Pretore ha accertato le entrate del marito in complessivi fr. 7995.– mensili oltre agli assegni famigliari (fr. 6995.– da attività dipendente e fr. 1000.– da attività indipendente) a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 3320.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, spese per l'alloggio fr. 1200.–, spese accessorie fr. 150.–, premio della cassa malati fr. 205.30, targhe automobile fr. 32.10, assicurazione responsabilità civile per l'automobile fr. 32.30 e imposte fr. 500.–). Quanto alla moglie, egli ha calcolato le entrate in fr. 4470.– mensili e il fabbisogno minimo in fr. 3140.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1350.–, spese per l'alloggio fr. 1110.–, premio della cassa malati fr. 202.10, targhe automobile fr. 48.80, RC automobile fr. 130.60 e imposte fr. 300.–). Infine il Pretore ha stimato il fabbisogno in denaro di Al_ in fr. 2045.– mensili e quello di Aa_ in fr. 1870.– mensili. Tenuto conto della rispettiva capacità contributiva dei coniugi, il Pretore ha fissato il contributo alimentare per la moglie in fr. 620.– mensili e quello per i figli Al_ e Aa_ rispettivamente in fr. 1475.– mensili e fr. 1335.– mensili oltre agli assegni famigliari dal febbraio 2009.
3. Dal profilo formale il marito contesta la convocazione delle parti da parte del Pretore a un'udienza senza avvocati (act. VI) facendo valere che quell'udienza si è svolta in “crassa violazione d'ogni più basilare diritto delle parti”, poiché le parti sono state private del diritto di farsi assistere dal rispettivo legale. Onde lo “sconcerto” del marito, “uno dei motori che avviano il presente appello”.
a) La rimostranza del marito sulla discussione avvenuta in assenza di avvocati in prima istanza si riduce a semplice polemica e l'interessato non ne trae alcuna conclusione. Né si ravvisano elementi suscettibili di rendere nulla la decisione del Pretore. Al riguardo si osserva che il primo giudice ha avuto un incontro informale con i coniugi con – per altro – l'accordo dei legali (cfr. lettera del Pretore del 4 febbraio 2010). Di quell'incontro, poi, non è stato tenuto alcun verbale, né la sentenza ne porta traccia. La critica si rivela dunque infondata.