Decision ID: a809d4e2-938d-5cae-bf24-96394a8f6d99
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che tra i coniugi _ e _ _ è pendente dal 28 dicembre 1999 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno-Città una causa di separazione, ora sospesa (inc. _._._);
che il 26 ottobre 1999 _ _ ha instato per l'emanazione di provvedimenti cautelari, chiedendo l'attribuzione dell'abitazione coniugale a _, il versamento di un contributo alimentare e la consegna di un'automobile (inc. _._._);
che, statuendo il 15 gennaio 2001 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha fissato in fr. 3'000.– mensili il contributo provvisionale dovuto da _ _ alla moglie dal 1° gennaio 2001;
che l'8 marzo 2001 _ _ ha presentato un'istanza a protezione dell'unione coniugale, postulando la sospensione dal 1° settembre 2000 del contributo predetto;
che alla discussione del 5 aprile 2001 egli, con l'accordo della convenuta, ha convertito l'istanza a protezione dell'unione coniugale in un'istanza volta alla modifica delle misure provvisionali decretate dal Segretario assessore il 15 gennaio 2001;
che a tale udienza l'istante ha confermato la propria domanda, alla quale si è opposta la convenuta;
che le parti hanno proceduto lo stesso 5 aprile al dibattimento finale, non essendovi prove da assumere oltre ai richiami degli incarti già pendenti tra i coniugi;
che, statuendo il 1° giugno 2001 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha respinto l'istanza e ha posto a carico del marito la tassa di giustizia di fr. 400.– e le spese, con obbligo di rifondere alla convenuta fr. 800.– per ripetibili;
che contro tale decreto _ _ è insorto con un appello del 18 giugno 2001 nel quale chiede, in riforma del decreto impugnato, la sospensione del contributo alimentare in favore della moglie dal 1° settembre 2000;
che l'atto non è stato intimato alla controparte;
e considerando

in diritto:
che il decreto impugnato, emesso il 1° giugno 2001, è stato intimato all'istante il 5 giugno successivo, come risulta dal timbro postale sulla busta allegata all'appello;
che secondo l'art. 419
c
cpv. 1 CPC le misure provvisionali previste dall'art. 137 CC sono trattate secondo la procedura degli art. 376 segg. CPC;
che in tale procedura il termine per l'appello è di dieci giorni, non sospesi dalle ferie giudiziarie (art. 419c cpv. 3 CPC);
che nella fattispecie il termine è venuto a scadere dunque venerdì 15 giugno 2001, con la conseguenza che il gravame del
18 giugno 2001 risulta tardivo;
che, data la manifesta impossibilità di esaminare l'appello, l'impugnazione può essere decisa secondo la procedura dell'art. 313
bis
CPC;
che i costi dell'attuale giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di accordare ripetibili alla controparte (art. 150 CPC), cui l'appello non è nemmeno stato intimato;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,