Decision ID: 5646eb4b-6da9-5b5d-a788-0e0946c18354
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. _, nato nel 1965, ha lavorato alle dipendenze delle Officine _ sino al 31 luglio 1996. Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti, il datore di lavoro era affiliato alla _ Fondazione collettiva 2° pilastro della _. All'uscita, l'istituto di previdenza ha riconosciuto a _ una prestazione di libero passaggio di fr. 10'142.60 (doc. _).
1.2. In seguito l'assicurato si è iscritto all'assicurazione disoccupazione percependone le relative indennità. A far tempo dal 1. luglio 1997, con l'entrata in vigore dell'Ordinanza federale sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3 marzo 1997, è stato iscritto all'istituto collettore per il rischio morte e invalidità. La prestazione di libero passaggio a suo favore è rimasta depositata presso un conto di libero passaggio della Fondazione _ (doc. _).
1.3. Con decisione 25 maggio 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità ha posto _ al beneficio di una rendita intera d'invalidità, oltre a completive per moglie e figlio, a decorrere dal 1. giugno 1999 (doc. _).
1.4. Con effetto dalla medesima data la Fondazione istituto collettore LPP ha dal canto suo concesso all'assicurato una rendita d'invalidità intera di fr. 3'989 annui, oltre ad un supplemento per il figlio minorenne di fr. 797 (doc. _).
1.5. Con petizione del 6 giugno 2001 nei confronti della Fondazione istituto collettore LPP _, assistito dal Servizio di consulenza giuridica _, ha contestato l'ammontare della rendita concessagli chiedendo che la stessa venga ricalcolata tenendo conto anche degli accrediti di vecchiaia maturati prima del periodo di disoccupazione e tuttora depositati su un conto di libero passaggio presso la Fondazione _. A motivazione della sua pretesa l'assicurato ha evidenziato che:
"1. Controversa è la questione a sapere se l'istituto collettore, nel caso di una persona a beneficio delle indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione, debba tener conto degli accrediti depositati su di un conto di libero passaggio al momento della determinazione della rendita d'invalidità.
(...)
3. Nel caso di specie il trasferimento della prestazione di libero passaggio all'istituto collettore prima che sopraggiungesse l'invalidità non è stato possibile, in quanto la legge non lo prevede. In effetti l'art. 2 cpv. 1bis LPP stabilisce che
" I beneficiari di indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione sottostanno all'assicurazione obbligatoria per i rischi morte e invalidità."
L'attuazione di tale assicurazione è stata delegata all'istituto collettore (art. 60 cpv. 2 lett. e LPP; art. 22a cpv. 3 LADI).
Non potendo l'assicurato trasferire il proprio capitale di previdenza prima che si verifichi l'evento assicurato, la giurisprudenza citata non può essere applicata analogamente e bisogna pertanto esaminare se tale trasferimento è ancora possibile, e indispensabile, per la determinazione dell'importo della corretta rendita d'invalidità.
4. Basandosi sulla delega legislativa prevista agli art. 97 cpv. 1 LPP e 22a cpv. 3 frase 2 LADI, il Consiglio federale ha emanato l'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3.3.1997. In tale ordinanza non viene regolato il problema sopraccitato, ma all'art. 6 (con una formulazione alquanto infelice) si descrive il modo di procedere al calcolo delle prestazioni per i superstiti e in caso di invalidità.
cpv. 1:
" Le prestazioni in caso di morte o invalidità si calcolano sulla base del salario giornaliero coordinato del periodo di controllo nel quale si è verificato l'evento assicurato. Nel caso in cui l'assicurato non abbia potuto adempiere il suo obbligo regolamentare di controllo a causa dell'evento, si tiene conto dei giorni del periodo di controllo precedente e sino al verificarsi dell'evento in questione."
cpv. 2:
" L'importo delle rendite è calcolato in base alla somma degli averi di vecchiaia relativi agli anni mancanti dall'inizio dell'assicurazione sino all'età che dà diritto al pensionamento, senza interessi."
Rifacendosi a quanto stabilito all'art. 6 cpv. 2 dell'ordinanza citata, l'istituto collettore, chiamato a determinare l'importo della rendita d'invalidità, non ha considerato gli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza, come ci viene confermato in una lettera riferita ad un altro caso analogo (v. allegato _)."
Ha poi precisato:
"5. Nonostante una delega legislativa conferita al Consiglio federale, i tribunali possono ugualmente esaminare se le prescrizioni contestate dell'ordinanza oltrepassano manifestamente le competenze delegate o se queste prescrizioni sono comunque contrarie alla legge o alla costituzione per altri motivi. Una prescrizione edita dal Consiglio federale risulta per esempio contraria all'art. 8 CF se non si fonda su dei motivi seri, se è inutile o assurda, o se prevede delle distinzioni giuridiche che non hanno ragione di sussistere, provocando ineguaglianze di trattamento e casi di arbitrio (Pratique VSI 1997, pag. 126, cons. 3a/bb).
Nel caso di specie sembrerebbe che il cpv. 2 dell'art. 6 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati preveda di fare astrazione dagli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza. In realtà lo stesso Ufficio federale delle assicurazioni sociali che ha preparato per il Consiglio federale l'ordinanza citata, nel proprio Bulletin de la prévoyance professionnelle no. 38 del 12.3.1997 (edizione speciale a commento dell'ordinanza in questione) a pag. 11, in riferimento all'art. 6 cpv. 2 specifica:
" Selon le 2e alinéa, pour calculer les prestations de risque pour la période allant du début de l'assurance à l'âge ouvrant le droit à la retraite, seule l'extrapolation des futures bonifications de veillesse est déterminante puisqu'il n'y a pas d'avoir de veillesse pour cette assurance‐risques.
Si l'on se base uniquement sur cette assurance‐risques, cette manière de calculer peut cependant présenter un inconvénient majeur pour les chômeurs âgés qui ne sont que peu ou pas assez couverts. L'assurance‐risques des chômeurs ne doit cependant pas seulement être examinée à la lumière de la situation actuelle. Il faut également tenir compte des avoirs de prévoyance issus du système de prévoyance antérieur qui devront être intégrés dans le calcul global sous forme de prestations de libre passage. "
Se non si tenesse conto degli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza e depositati su di un conto o una polizza di libero passaggio, la prospettata continuazione della copertura per il rischio invalidità prevista dalla legge (art. 2 cpv. Ibis LPP; art. 22a cpv. 3 LADI) verrebbe garantita solo parzialmente. Il chiaro tenore degli articoli citati della LPP e della LADI parla di continuazione della protezione assicurativa per le persone disoccupate, senza accennare minimamente a come si dovrà procedere per il calcolo dell'eventuale rendita d'invalidità. Né l'art. 97 cpv. 1 LPP, che delega al Consiglio federale l'attuazione della legge, prevede che per le persone disoccupate l'avere di vecchiaia maturato precedentemente debba essere considerato diversamente che per le persone attive. Sotto questo aspetto la regolamentazione prevista all'art. 6 cpv. 2 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria del disoccupati esula dalla chiara delega conferita al Consiglio federale e appare dunque contraria allo spirito della legge. Rispettivamente la normativa deve essere applicata secondo il senso che lo stesso Consiglio federale intendeva darle (vedi commento dell'UFAS nel Bulletin de la prévoyance professionnelle no. 38)." (I)
1.6. Nella sua risposta del 13 luglio 2001 l'istituto collettore ha postulato la reiezione della petizione ribadendo la correttezza della prestazione erogata e in particolare che nel calcolo della stessa non deve essere incluso l'avere di libero passaggio del beneficiario. A motivazione del proprio assunto ha specificato:
"3. La convenuta ritiene che un'eventuale avere di libero passaggio non deve essere preso in considerazione per la determinazione della rendita d'invalidità poichè:
3.1 Il legislatore, per ragioni di costo, ha voluto che venissero assicurati unicamente i rischi di decesso e d'invalidità ad esclusione della vecchiaia. Precisamente per questa ragione l'art. 26 cpv. 3 LPP recita «la rendita d'invalidità si estingue al più tardi al sorgere del diritto a una prestazione di vecchiaia (art. 13 cpv. 1)», poiché la prestazione di libero passaggio eventualmente acquisita prima della disoccupazione deve garantire la copertura di vecchiaia.
Il Dipartimento federale dell'interno esclude del resto espressamente, in occasione della messa in consultazione del progetto d'«ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria delle persone disoccupate» il 24.09.1996 (v. allegato), un qualsiasi trasferimento della prestazione di libero passaggio e fa notare a proposito dell'art. 6 cpv. 2 dell'ordinanza, il cui tenore è rimasto finora invariato:
« Selon le 2e alinéa, pour calculer les prestations de risque pour la période allant du début de l'assurance à l'âge ouvrant le droit à la retraite, seule l'extrapolation des futures bonifications de vieillesse est déterminante puisqu'il n'y a pas d'avoir de vieillesse pour cette assurance risques. Cette manière de calculer présente cependant un inconvénient majeur pour les chômeurs âgés qui ne seront que peu ou pas assez couverts. Cependant, la prise en charge de toute la période nécessiterait une modification de la loi et un taux de cotisation de 7,04 % du salaire. coordonné. Il serait en outre nécessaire de garantir, en cas de décès, le transfert à l'institution supplétive de l'avoir de vieillesse acquis par l'assuré à ce moment‐là. »
E' assolutamente escluso, per l'invalidità, il trasferimento all'istituto collettore della prestazione di libero passaggio acquisita prima del periodo di disoccupazione. La convenuta ignora le ragioni per le quali l'UFAS, nel suo bollettino n. 38 del 12.03.1997, che del resto riveste unicamente il ruolo di mezzo d'informazione, sostiene improvvisamente che bisogna «tenir compte des avoirs de prévoyance issus du système de prévoyance antérieur qui devront être intégrés dans le calcul global sous forme de prestations de libre passage.» E' in tutti i casi omettere il fatto che il diritto alle prestazioni si estingue al momento della nascita del diritto alle prestazioni di vecchiaia e che l'istituto collettore non ha alcun obbligo d'accettare il trasferimento della prestazione di libero passaggio in caso di disoccupazione. A meno che l'UFAS abbia solamente voluto dire che, se si considera l'insieme della previdenza, la prestazione di libero passaggio acquisita dai disoccupati più anziani compensa l'esiguità della rendita assicurata. E' ciò che traspare dalla versione tedesca così formulata: «Stellt man nun allein auf diese Risikoversicherung ab, so kann diese Berechnungsart einen grossen Nachteil für die äIteren Arbeitslosen ergeben, sind diese doch nur schlecht oder ungenügend versichert. Die Risikoversicherung der Arbeits- losen darf aber nicht nur aufgrund der aktuellem Situation beurteilt werden. Vielmehr ist auch die aus dem vorherigen Vorsorgeverhältnis stammende Vorsorgesubstanz in Form einer Freizügigkeitsleistung in die Gesamtbetrachtung einzubeziehen.» L'UFAS non ha mai preteso di considerare la prestazione di libero passaggio maturata in precedenza per il computo della rendita.
3.2 La destinazione della prestazione di libero passaggio nel caso dell'uscita da una istituzione di previdenza è regolata dalla LFLP. Questa legge «si applica a tutti i rapporti di previdenza nei quali un istituto di previdenza di diritto privato o di diritto pubblico accorda, sulla base delle sue prescrizioni (regolamento), un diritto alle prestazioni al raggiungimento del limite d'età oppure in caso di morte o invalidità (caso di previdenza)» (art. 1 cpv. 1 LFLP). Ora, l'istituto collettore, nel momento in cui assicura le persone disoccupate contro i rischi decesso e invalidità, non sarebbe considerato come un'istituzione di previdenza ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 LFLP, in particolare in quanto esso non assicura la vecchiaia. La precedente istituzione di previdenza non può in tal caso trasferire la prestazione d'uscita all'istituto collettore in quanto non è «un nuovo istituto di previdenza» ai sensi del 3 LFLP.
Si richiede quindi a codesto Tribunale di dichiarare che l'art. 6 cpv. 2 dell'ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 03.03.1997 è conforme alla legge e che un eventuale avere di libero passaggio non deve essere preso in considerazione per il computo della rendita d'invalidità." (V)
1.7. Con scritto 6 agosto 2001 l'assicurato, sempre tramite il suo rappresentante, si è riconfermato nelle proprie posizioni (VII).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è unicamente l'ammontare della rendita d'invalidità assegnata dalla fondazione convenuta a _, beneficiario di indennità di disoccupazione e, più precisamente, la questione di sapere se nel calcolo della stessa si debba tenere conto degli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza e depositati su di un conto di libero passaggio della Fondazione _.
In concreto non è infatti litigioso il riconoscimento, nel suo principio, di una rendita intera di invalidità all'attore né la decorrenza della stessa.
2.2. La seconda revisione parziale della Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), ha, fra l'altro, introdotto la copertura parziale obbligatoria di previdenza professionale per i disoccupati presso l'istituto collettore. L'assicurazione prevede una copertura solo per i rischi morte e invalidità (art. 22a cpv. 3 LADI, art. 2 cpv. 1bis LPP) e presuppone che l'assicurato abbia diritto, giusta l'art. 8 LADI, alle indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione e percepisca un salario giornaliero coordinato conforme alla LPP (art. 1 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3 marzo 1997) .
L'art. 22a LADI, entrato in vigore il 1. luglio 1997, relativo ai "Contributi alle assicurazioni sociali" da dedurre dall'indennità giornaliera dell'assicurazione contro la disoccupazione, prevede infatti al cpv. 3:
" La Cassa deduce inoltre dall'indennità la quota di contributi della previdenza professionale al fine di garantire la protezione assicurativa in caso di decesso o invalidità dell'assicurato e la versa, con la quota del datore di lavoro che essa 1 prende a carico, all'istituto collettore della previdenza professionale. Il Consiglio federale stabilisce l'importo dei contributi in base a principi attuariali e disciplina la procedura."
Inoltre, giusta l'art. 2 cpv. 1 bis LPP, anch'esso in vigore dal 1. luglio 1997, i beneficiari di indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione sottostanno all'assicurazione obbligatoria per i rischi morte e invalidità. Dell'attuazione è incaricato l'istituto collettore, il quale, secondo l'art. 60 cpv. 2 lett. e LPP, è obbligato ad affiliare l'assicurazione contro la disoccupazione e ad attuare l'assicurazione obbligatoria per i beneficiari di indennità giornaliere annunciati all'assicurazione.
Le disposizioni d'applicazione alla nuova normativa sono contenute nella citata Ordinanza del 3 marzo 1997, entrata in vigore il 1. luglio dello stesso anno, la quale regola, sotto vari punti di vista, il rapporto assicurativo autonomo che si instaura con l'istituto collettore.
In particolare, per quanto riguarda l'ammontare delle prestazioni per i superstiti e d'invalidità, l'art. 6 definisce come segue il salario coordinato per il calcolo delle stesse:
" 1 Le prestazioni in caso di morte o invalidità si calcolano sulla base del salario giornaliero coordinato del periodo di controllo nel quale si è verificato l'evento assicurato. Nel caso in cui l'assicurato non abbia potuto adempiere il suo obbligo regola meritare di controllo a causa dell'evento, si tiene conto dei giorni del periodo di controllo precedente e sino al verificarsi dell'evento in questione.
2 L'importo delle rendite è calcolato in base alla somma degli averi di vecchiaia relativi agli anni mancanti dall'inizio dell'assicurazione sino all'età che dà diritto al pensionamento, senza interessi."
Il cpv. 2 dell'art. 6 è stato modificato il 19 dicembre 2001 (cfr. consid. 2.9).
2.3. Nell'evenienza concreta oggetto della lite è, come detto, la questione di sapere se nel calcolo della prestazione d'invalidità riconosciuta dall'istituto collettore a _, beneficiario di indennità di disoccupazione, si debba tener conto degli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza e depositati su un conto di libero passaggio presso il fondo di previdenza cui era affiliato il suo ultimo datore di lavoro. La Fondazione convenuta, richiamato l'art. 6 dell'Ordinanza del 3 marzo 1997 (nel tenore in vigore al momento in cui si è realizzato il rischio assicurato), reputa che il calcolo della rendita debba essere effettuato esclusivamente sulla base della somma degli accrediti di vecchiaia teorici maturati dall'inizio dell'assicurazione fino all'età di pensionamento, senza interessi e ad esclusione di eventuali accrediti di vecchiaia acquisiti in precedenza e, nel caso concreto, depositati su di un conto di libero passaggio.
L'attore è invece d'avviso opposto, osservando come la richiamata ordinanza, nella misura in cui prevede che per le persone disoccupate l'avere di vecchiaia maturato precedentemente debba essere considerato diversamente che per le persone attive, non è conforme alla legge.