Decision ID: 4fd78aad-d2cf-5d5b-85de-fa5e78783385
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con istanza di conciliazione del 23 giugno 2014 all'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Agno, RE 1 (conduttrice) ha convenuto in giudizio CO 1 (locatrice) chiedendo di annullare la disdetta inoltrata da quest'ultima il 4 giugno 2014 con effetto al 1° ottobre 2014 o quanto meno di concedere una proroga del contratto di locazione e postulando l'eliminazione di difetti con conseguente riduzione della pigione;
che l'Ufficio di conciliazione, non essendo l'istante comparsa all'udienza del 22 luglio 2014, con decisione del medesimo giorno ha considerato l'istanza come ritirata con conseguente stralcio della procedura dai ruoli in quanto priva d'oggetto, ordinando la liberazione in favore della locatrice della pigione depositata del mese di luglio 2014;
che contro tale decisione RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 26 luglio 2014, completato il 13 agosto 2014, in cui chiede in sostanza di annullare il giudizio impugnato e di rinviare l'incarto all'Ufficio di conciliazione affinché convochi le parti a una nuova udienza di conciliazione;
che nelle sue osservazioni 14 agosto 2014 CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo;
che con scritto 16 ottobre 2014 RE 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare il reclamo, le parti avendo raggiunto un accordo, e chiedendo di prescindere dal prelievo di spese giudiziarie e di compensare le indennità per ripetibili;
e considerando

in diritto:
che il ritiro di un reclamo equivale a desistenza (
Rüegg
in: Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 3 ad art. 106), indipendentemente dai motivi che possono avere indotto la reclamante a recedere dalla lite;
che la desistenza della reclamante comporta lo stralcio della procedura (art. 241 cpv. 3 CPC), di modo che la Camera può statuire nella composizione a giudice unico (art. 48b lett. a n. 1 LOG);
che desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un'impugnativa di assumere - in linea di principio - il pagamento delle spese giudiziarie (art. 106 cpv. 1 CPC);
che considerata la precaria situazione finanziaria della reclamante e la buona volontà dimostrata dalle parti nell'accedere a un accordo amichevole, si può nondimeno rinunciare - eccezionalmente - a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si giustifica assegnare ripetibili, neppure richieste, all'opponente, lo scritto del 14 agosto 2014 non avendo inoltre causato spese di rilievo;
che per quanto riguarda la richiesta di gratuito patrocinio avanzata dalla reclamante dinanzi a questa Camera, essa risulta priva d'interesse (RtiD II-2006 pag. 614 in basso);