Decision ID: b0801219-2834-5aba-8e19-6d09df5497ad
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione di tassazione d'ufficio del 19 novembre 2003 (doc. A3 dell'Inc. n. 30.2004.19) la Cassa _ ha ripreso l'importo di Fr. 282'814.- (doc. A4 dell' Inc. n. 30.2004.19) come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente negli anni 2000, 2001 e 2002 da RI1 nei confronti di RI2.
1.2. Su tale importo, la Cassa ha fissato in Fr. 34'656,65 i contributi AVS/AI/IPG/AD dovuti da RI2 in qualità di datore di lavoro della precitata persona (doc. A4 dell'Inc. n. 30.2004.19), comunicando pure a quest'ultima, con separata decisione di uguale data, che il suo contributo era pari a Fr. 17'114,10 (doc. 3 dell'Inc. n.30.2004.15).
1.3. Contro le opposizioni formulate l'11 dicembre 2003 (doc. 4 dell' Inc. n. 30.2004.15) dall'assicurato per il tramite della _ ed il 15 dicembre 2003 dalla ditta RI2 il 30 gennaio 2004 la Cassa di compensazione ha emanato due distinte decisioni su opposizione di simile tenore (doc. A1 dell'Inc. n. 30.2004.19 e doc. F dell'Inc. n. 30.2004.15), con cui ha rigettato entrambe le citate opposizioni e confermato così lo statuto di dipendente di RI1.
L'amministrazione ha ritenuto che il collaboratore abbia fatturato unicamente per la società ricorrente, sia stato retribuito con delle commissioni, non abbia fatturato ai clienti in proprio nome ed abbia lavorato nell'ufficio messo a disposizione dal committente.
1.4. Contro le citate decisioni su opposizione, il 24 febbraio 2004 (doc. I dell'Inc. n. 30.2004.15) RI1 per il tramite dello RA1 da una parte, e la ditta RI2 d'altra parte con atto del 25 febbraio 2004 (doc. I dell'Inc. n. 30.2004.19), hanno formulato distintamente ricorso chiedendo l'annullamento delle rispettive decisioni.
In proposito, il collaboratore della società in esame ha rilevato quanto segue:
"
(...)
5. (...)
In primis siccome il signor RI1 non è mai stato in un rapporto di dipendenza né nei confronti della _ né nei confronti della RI2.
Come egli medesimo scrisse nel suo piano di lavoro autonomo del 22 giugno 1999 e da quanto si evince dall'accordo 1. febbraio 2000, le persone che fanno capo a lui sono
suoi
clienti.
Il signor RI1 per il traffico da lui controllato, nel senso a lui facente capo siccome suoi clienti, effettua del _ e controlla un settore particolare: il traffico speciale per congressi.
L'organizzazione del lavoro e l'impiego del tempo è determinato solo dal signor RI1.
Egli ne sopporta pure il rischio economico.
In effetti se una fattura non viene pagata da un cliente suo, ancorché emessa per esempio dalla RI2, il quantum viene dedotto dal del credere maturato sulle commissioni realizzate per altri lavori effettuati.
Se solo l'Istituto delle assicurazioni sociali avesse fatto astrazione della circostanza che per motivi amministrativi e di pura praticità le fatture vengono redatte dalla RI2, si sarebbe accorto essere il rischio economico a carico del ricorrente come pure tutti quei corollari – tanto determinanti per l'istituto stesso – connessi con il suo lavoro.
La "commissione" calcolata sull'utile, viene corrisposta unicamente al 50 per cento e ciò proprio perché il signor RI1 fruisce di locali, dell'aiuto di un fattorino e dell'organizzazione contabile della RI2.
(...)
7. Infine, nella denegatissima ipotesi codesto gravame non venisse accolto, viene contestata la tassazione d'ufficio contributi paritetici.
Per conseguire un reddito il signor RI1 ha dovuto sopportare tutta una serie di spese così come riconosciute dall'ufficio di tassazione. Pertanto determinante per il calcolo non deve e non può essere il fatturato lordo, ma quanto stabilito dal succitato ufficio.
Inoltre dal 1. febbraio 2002 il signor RI1 percepisce una rendita AVS, per cui dovrà essere dedotta la quota esente. (...).".
Mentre la società si è così pronunciata:
"
(...)
Il Signor RI1 si è presentato quale indipendente, dichiarando d'aver richiesto, già nel 1999, l'affiliazione come tale presso la relativa Cassa di Compensazione e d'aver ottenuto dall'Ufficio del Lavoro l'aiuto finanziario relativo agli oneri sociali obbligatori a carico del titolare, sotto forma di incentivi per nuove attività indipendenti.
Dall'inizio dell'attività nel gennaio 2000 alla decisione 19 novembre 2003, trasmessaci in copia, la nostra società poteva ritenere che il Signor RI1 svolgesse a tutti gli effetti la propria attività quale indipendente.
Ciò anche perché il Signor RI1 dispone di una struttura operativa propria, debitamente accettata anche dall'Ufficio Tassazioni che dal suo reddito di attività indipendente riconosce quale deduzioni spese per telefono, amministrazione e cancelleria, per auto e rappresentanza, omaggi alla clientela, ecc.
Egli sostiene in prima persona il rischio "
delcredere
". Infatti qualora un suo cliente non pagasse, la perdita risulterebbe interamente a suo carico.
La clientela è portafoglio del Signor RI1 che conosce e intrattiene direttamente ogni suo cliente, sostenendo in proprio le spese di rappresentanza.
Il fatto che la fatturazione avvenga a nome di RI2 è dovuto unicamente a motivi pratici.
(...)
Nessun elemento poteva indurci a ritenere necessario procedere a trattenute sul pagamento delle note di debito del Signor RI1 e tanto meno a presentare conteggi di sorta alla Cassa _.
(...) in via subordinata riteniamo come gli importi considerati dalla Cassa _ quale salario determinante debbano venire in ogni caso ridotti.
Da essi vanno dedotte le spese sostenute in proprio dal Signor RI1 proprio per conseguire il reddito imposto.
Il totale di queste spese telefoniche, amministrative, auto, rappresentanza, ecc. riconosciute dall'autorità fiscale ammontano a:
2000 Chf. 32'700.00
2001 Chf. 44'634.00
2002 Chf. 46'084.00
Quanto da noi pagato al Signor RI1 doveva coprire anche questi costi e non può quindi in ogni caso venir considerato quale retribuzione dell'opera prestata ma semmai rifusione di spese. (...).".
1.5. Con due distinte risposte di causa del 26 marzo 2004 la Cassa _, confermando sostanzialmente le proprie motivazioni, ha proposto di respingere i ricorsi. Da un lato essa ha evidenziato il rapporto di subordinazione fra i ricorrenti, come pure che il rischio economico per RI1 è quasi inesistente (doc. IV dell'Inc. n. 30.2004.15). D'altro lato, il collaboratore ha avuto diritto al rimborso delle spese, che tuttavia devono essere comprovate. Infine, le deduzioni ammesse in ambito fiscale non sono vincolanti per la Cassa di compensazione (doc. III dell'Inc. n. 30.2004.19).
1.6. Con la risposta di causa l'amministrazione ha prodotto le fatture allestite da RI1 all'attenzione di RI2 (docc. 1-15 dell'Inc. n. 30.2004.19).
1.7. Entrambe le parti non hanno prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. V dell'Inc. n. 30.2004.15 e doc. IV dell'Inc. n. 30.2004.19).
Pendente causa questo Tribunale ha richiamato l'incarto fiscale di RI1 (docc. VI e VII dell'Inc. n. 30.2004.15), dando la possibilità a quest'ultimo d'esprimersi in merito (doc. VIII).

in diritto
In ordine
2.1. Il ricorso presentato il 24 febbraio 2004 da RI1 (Inc. n. 30.2004.15) ed il ricorso del 25 febbraio 2004 inoltrato da RI2 (Inc. n. 30.2004.19) sono congiunti a norma degli artt. 23 della Legge di procedura per le cause davanti al TCA e 72 CPC, poiché hanno il medesimo oggetto e sono formulati contro delle decisioni su opposizione di simile tenore.
2.2. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid.
1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3).
Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
Dal profilo del diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2002, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2003 e del 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la qualifica dell'attività svolta dall'assicurato RI1 per la società ricorrente vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Ne discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, fatte salve indicazioni in senso contrario.
Nel merito
2.3. Questo Tribunale è chiamato a decidere se gli importi versati dalla società RI2 all'assicurato RI1 nel 2000 (Fr. 65'673.-), nel 2001 (Fr. 122'542.-) e nell'anno 2002 (Fr. 94'600.-) debbano essere considerati salario derivante da un'attività dipendente oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento di un’attività indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione di RI2 quale datrice di lavoro del precitato assicurato.
Se la società in questione verrà considerata datrice di lavoro bisognerà quindi riprendere a titolo di salario gli importi versati a RI1 sui quali essa dovrà poi pagare i relativi contributi paritetici.
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.5. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale.
(...).".
2.6. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).