Decision ID: e4ce4b86-244d-5106-841e-6c6f75ebce41
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 17 settembre 2004 RI 1 ha consegnato all
'
Agenzia AVS di _ il "Questionario per l
'
affiliazione degli indipendenti", annunciando che dal 1° ottobre 2004 avrebbe svolto l
'
attività, a titolo individuale, di "rappresentanze cartarie" e "consulenza x _ " (doc. 1).
B. Il 18 gennaio 2005 (doc. 7) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione provvisoria di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG portante sul periodo di contribuzione 1° ottobre 2004-31 dicembre 2004. L
'
Amministrazione ha affiliato l
'
assicurata come "salariata il cui datore di lavoro non è soggetto all
'
obbligo contributivo AVS". Stabilito un reddito di Fr. 10
'
000.- sulla base della dichiarazione concernente il reddito presumibile, la Cassa ha ritenuto un tasso di contribuzione del 5,116% per i contributi AVS/AI/IPG e del 2% per i contributi di disoccupazione, fissando i contributi dovuti in complessivi Fr. 726,20.
Il 19 gennaio 2005 (doc. 4) l
'
Amministrazione ha inviato all
'
assicurata uno scritto con cui le comunicava che non era stato possibile affiliarla come indipendente, motivando il rifiuto con il mancato adempimento di alcune condizioni tipiche valide per i rappresentanti di commercio e gli agenti.
C. Con opposizione del 17 febbraio 2005 (doc. 6) l
'
assicurata, tramite l
'
avv. RA 1, ha contestato il procedere della Cassa, che con la decisione del 18 gennaio 2005 avrebbe anticipato la "decisione di merito" del 19 gennaio 2005. Cautelativamente ha censurato anche l
'
aliquota del 2% per l
'
AD.
Con decisione su opposizione del 7 marzo 2005 (doc. A) l
'
Amministrazione ha respinto le lagnanze dell
'
opponente. La Cassa ha spiegato che siccome l
'
assicurata esercita la sua attività in Svizzera per conto di ditte estere, è stata affiliata nella categoria delle persone salariate il cui datore di lavoro non è soggetto al pagamento dei contributi sociali. Questa qualifica sarebbe data poiché non ha dipendenti e percepisce delle commissioni che fanno parte del salario determinante.
Su nuova opposizione del 21 febbraio 2005, con scritto del 4 aprile 2005 (doc. B) la Cassa ha ribadito i motivi per i quali l
'
affiliazione come indipendente veniva respinta e che la comunicazione del 19 gennaio 2005 non costituiva una decisione formale impugnabile, ma una semplice decisione d
'
accertamento che non può essere oggetto d
'
impugnativa.
D. L
'
11 aprile 2005 (doc. I) l
'
assicurata si è aggravata al
TCA
contro la decisione su opposizione, chiedendo che il "
conteggio provvisorio quale dipendente
" sia annullato e che l
'
incarto sia retrocesso alla Cassa, affinché quest
'
ultima prenda posizione sull
'
aliquota del 2% applicata per i contributi di disoccupazione.
La ricorrente chiede anche l
'
annullamento della "decisione" del 4 aprile 2005, con conseguente rinvio degli atti alla Cassa per l
'
emissione di una nuova decisione d
'
affiliazione come indipendente e l
'
annullamento della "decisione" del 19 gennaio.
Con risposta di causa la Cassa ha ribadito le precedenti argomentazioni; la ricorrente ha ritenuta evasa la disputa del 2%.

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
2. La ricorrente invoca un presunto vizio procedurale messo in atto dalla Cassa di compensazione con l
'
emanazione dapprima della decisione del 18 gennaio 2005 concernente la fissazione provvisoria dei contributi AVS/AI/IPG, successivamente - il giorno seguente – della "decisione di merito" con cui è stato motivato il rifiuto d
'
affiliare l
'
assicurata nella categoria degli indipendenti. In un certo senso, l
'
insorgente fa valere che con la prima decisione di fissazione dei contributi vi sia stato un anticipo di giudizio sulla sua qualifica professionale.
La lamentela dell
'
insorgente va subito rigettata. Va infatti chiarito che la sola decisione formale che può essere oggetto di un
'
impugnativa è la decisione del 18 gennaio 2005, con cui la Cassa convenuta ha fissato provvisoriamente i contributi AVS/AI/IPG dovuti dall
'
assicurata per gli ultimi tre mesi del 2004. La decisione del 18 gennaio 2005, infatti, è una decisione condannatoria che stabilisce i contributi dovuti per un periodo determinato - seppure provvisoriamente nell
'
attesa della notifica di tassazione fiscale per l
'
anno 2004. Questa decisione è provvista dei rimedi di diritto ed
indica entro quale termine, in che forma e a quale istanza può essere presentata
opposizione e rispecchia quindi la normativa della LPGA.
A questo proposito, secondo l’art. 49 cpv. 1 LPGA, nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l’interessato, l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni. Per il capoverso 3, le decisioni sono accompagnate da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.
Giusta l
'
art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate.
Questo atto amministrativo, contrariamente allo scritto del 19 gennaio 2005, si pronuncia sui diritti (opposizione entro 30 giorni alla Cassa) e sugli obblighi dell'assicurata (affiliata in qualità di salariata il cui datore di lavoro non è soggetto al pagamento dei contributi AVS/AI/IPG, deve versare i contributi per tre mesi del 2004), per cui riveste la forma di una decisione scritta.
Per costante giurisprudenza, le decisioni scritte devono essere designate come tali ed indicare le vie di ricorso, anche se esse sono notificate sotto forma di lettera (RCC 1989 pag. 192 consid. 2a; MAURER, Bundessozialversicherungsrecht, pag. 127).
Decisioni formali sono quelle che regolano una situazione giuridica concreta ed individuale del diritto amministrativo in maniera imperativa attraverso un atto unilaterale di un'autorità (KNAPP, Précis de droit administratif, n. 936 segg. pag. 214 segg.; GOSSWEILER, Die Verfügung im Schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 13 segg.; BOIS, La décision dans le domaine de l'assurance sociale, in: Etudes de droit social, vol. 3, pag. 199; GYGI, Verwaltungsrechtpflege und Verwaltungs-verfahren im Bund, 2a edizione, pag. 27; DTF 122 V 189 consid. 1; DTF 118 V 17 consid. 1; DTF 116 V 319 consid. 1a; DTF 98 Ib 463).
Pertanto, quelle situazioni giuridiche che permettono, in un determinato caso, più soluzioni possibili o che non decidono dei diritti e dei doveri dell'assicurato non sono da considerare come decisioni (RCC 1977 pag. 162).
La comunicazione del 19 gennaio 2005 si limita a spiegare all'assicurata per quali motivi non è stato possibile affiliarla nella categoria delle persone indipendenti. La concretizzazione di ciò è poi avvenuta con la decisione allegata, ovvero con la decisione provvisoria di fissazione dei contributi, l'unica impugnabile.
Dal canto suo, lo scritto del 4 aprile 2005, anch'esso considerato dalla ricorrente alla stessa stregua di una decisione, ribadisce invece semplicemente il contenuto della decisione su opposizione del 7 marzo 2005, la quale decisione è l'unico atto amministrativo impugnabile davanti al TCA mediante ricorso in virtù dell'art. 56 LPGA.
Da quanto precede discende dunque che nella misura in cui l'insorgente si aggrava contro le comunicazioni del 19 gennaio e del 4 aprile 2005, il ricorso appare irricevibile.
Il TCA può pertanto unicamente esaminare nel merito la citata decisione su opposizione 7 marzo 2005, resa sull'opposizione inoltrata avverso la decisione del 18 gennaio 2005.
3. Va respinta anche la tesi dell'incompetenza da parte della Cassa CO 1 di esaminare le domande di affiliazione e quindi di assoggettare una persona quale dipendente o indipendente, emettendo conseguentemente una decisione di fissazione dei contributi.
L'art. 63 cpv. 1 LAVS recita che alle casse di compensazione incombono, fra i tanti, i compiti seguenti: a) la fissazione, la riduzione e il condono dei contributi; c) la riscossione dei contributi e il pagamento delle rendite e degli assegni per grandi invalidi. Per il capoverso 2, le casse di compensazione cantonali devono inoltre vigilare che siano assoggettate all'assicurazione tutte le persone tenute a pagare dei contributi.
Secondo l'art. 64 LAVS, i datori di lavoro, le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente, le persone che non hanno un'occupazione lucrativa e gli assicurati dipendenti da datori di lavoro non tenuti al pagamento dei contributi, devono, se non sono già affiliati, annunciarsi alla cassa cantonale di compensazione (cpv. 5).
Stanti così le cose, non v'è dubbio che la Cassa di compensazione era legittimata ad emanare una decisione concernente l'affiliazione dell'assicurata ed a fissarne i relativi contributi mediante una decisione formale provvisoria o definitiva - a dipendenza delle notifiche di tassazioni fiscali esistenti a quel momento - in funzione del reddito conseguito dall'assicurata nel periodo di contribuzione.
4.
La ricorrente osserva infine di aver chiesto un colloquio orale alla Cassa, ma di non essere mai stata convocata a tale scopo. Ella lamenta quindi una violazione del diritto d
'
essere sentita oralmente, garantito dall
'
art. 42 LPGA e chiede che la decisione del 7 marzo 2005 della Cassa sia conseguentemente annullata.
Con sentenza del 20 settembre 2005 (C 128/04) il TFA ha recentemente stabilito che:
"
1.2
Art. 29 Abs. 2 BV
räumt kein Recht auf mündliche Anhörung ein, sondern beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November 2002, 4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b betreffend Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf eine mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich kein explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung.
Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend Gelegenheit hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).
Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden, sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem sie nicht mündlich angehört wurde.“.
Non vi è pertanto alcun diritto, di regola, ad essere sentiti oralmente. Una presa di posizione scritta è sufficiente.
Nel caso di specie l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le sue ragioni innanzi ad un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo, come l’istanza precedente. Per cui l’eventuale violazione del diritto di essere sentito occasionata dalla Cassa è stata comunque sanata in questa sede, dove l’insorgente ha potuto nuovamente ribadire le sue motivazioni. La decisione impugnata esplica pertanto effetto.
nel merito
5. Oggetto del contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell’attività lucrativa svolta da RI 1 nei mesi di ottobre-dicembre 2004.
A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
6. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
7. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
8.
Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; S
TCA
del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).