Decision ID: 08899b6a-fcdb-5651-a14c-83501d2165db
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 29 aprile 2019 dalla società PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 4'345.70 oltre agli interessi del 5% dal 27 gennaio 2019 oltre agli accessori, il 10 dicembre 2019 l’Ufficio
d’esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l’opposizione interposta dall’escussa
era stata rigettata in via provvisoria con sentenza 3 ottobre 2019 del Giudice di pace del Circolo di Vezia, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso 17 dicembre 2019, la RI 1 postula l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Nelle sue osservazioni del 20 dicembre 2019 l’UE chiede alla Camera di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori.

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi
essere formulato un ricorso unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, la RI 1 fa valere che l’escutente non ha terminato il lavoro affidatole, così che non ha potuto partecipare alla fiera di _ il 24 gennaio 2019. Ritiene di conseguenza che non è sorto alcun contratto valido tra le parti.
Quanto censurato dalla ricorrente riguarda ovviamente una questione di merito, ossia l’esistenza del credito posto in esecuzione. Il ricorso è pertanto inammissibile. Non spetta né all’UE né all’autorità di vigilanza pronunciarsi su questo tipo di censure, per le quali la legge prescrive la via giudiziaria (art. 17 cpv. 1 LEF), e meglio l’azione di disconoscimento di debito (art. 83 cpv. 2 LEF), menzionata nel dispositivo n. 4 della sentenza di rigetto dell’opposizione del 3 ottobre 2019. Non avendo la RI 1 inol
trato una simile azione entro il termine di legge di 20 giorni (v. l’attestazione
10 dicembre 2019 della Giudicatura di pace del Circolo di Vezia acclusa alla domanda di continuazione dell’esecuzione), l’UE ha correttamente notificato la comminatoria di fallimento impugnata.
3.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).