Decision ID: 7f7a7642-3ee6-590c-be88-742298fb2b2a
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. _, classe 1953, attivo quale artigiano specialista delle FFS, nell’aprile 2004 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. AI 3), respinta con decisione 30 novembre 2004 dall`Ufficio AI (doc. AI 14).
1.2. Nel mese di ottobre 2009 l’assicurato ha inoltrato una seconda domanda di rendita, indicando quale danno alla salute
“asma per allergie causata dall’ambiente polveroso del posto di lavoro, polveri di ferro, di fumo ecc.”
(doc. AI 15).
1.3. Esperiti gli accertamenti medici ed economici, con decisione 4 ottobre 2010 (preavvisata il 18 agosto 2010) l’Ufficio AI ha nuovamente respinto la domanda di prestazioni non presentando l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile (doc. AI 66).
1.4. Avverso la succitata decisione, le FFS, quale datore di lavoro dell’assicurato ed agente a nome di quest’ultimo sulla base della procura rilasciata il 20 agosto 2010, ha interposto il presente ricorso, postulando il riconoscimento di una mezza rendita dal marzo 2010 e di una rendita intera dal 1° novembre 2010. Viene contestata la valutazione (medico-teorica) della capacità lavorativa – secondo cui l’assicurato sarebbe totalmente abile in attività adeguate – e sostenuto un peggioramento a partire dall’agosto 2010. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha innanzitutto fatto presente che l’assicurato è deceduto nel novembre 2010. Inoltre, sulla base delle annotazioni del medico SMR, l’amministra-zione ha chiesto il rinvio degli atti per procedere ad un accertamento presso il dr. _, pneumologo curante dell’assicu-rato.
1.6 Su richiesta del Vicepresidente del TCA, le RA 1 hanno prodotto il certificato ereditario, dal quale emerge che l’assicurato è deceduto il 10 novembre 2010 e che eredi sono la moglie ed il fratello (doc. B).
Invitato da questo Corte a trasmettere l’assenso degli eredi al proseguimento della procedura, il datore di lavoro ha trasmesso unicamente la procura della moglie, _, informando che _, fratello dell’assicurato, non è intenzionato a firmare alcunché in quanto ritiene la fattispecie di fatto già conclusa (cfr. XVII, XIX).
considerato

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
2.2. Nel caso in esame, come detto, il ricorrente è deceduto il 10 novembre 2010 prima dell’inoltro del presente ricorso da parte delle RA 1, alle quali egli aveva conferito procura di rappresentanza il 20 agosto 2010 (doc. A).
Di regola ai sensi dell’art. 35 CO (cfr. per il contratto di mandato cfr. art. 405 cpv. 1 CO) il mandato conferito per negozio giuridico cessa, se non risulta il contrario dalla convenzione o dalla natura del negozio, fra l’altro, con la morte del mandante (in ambito giudiziario, cfr. Zünd,
Gesetz über das Sozialver-sicherungsgericht des Kantons Zürich, 2009, § 15 n. 6, p. 165;
in ambito di procedura AI, cfr. Blanc, La procédure administrative en assurence-invalidité, 1999, p. 59).
In caso di decesso di una parte, a titolo di successione universale (art. 560 CCS), il successore subentra alla parte nel processo. Il processo resta sospeso sino alla scadenza del termine per la rinuncia alla successione (Zünd, op. cit., § 13 n. 48, p. 115).
Conformemente al principio della successione universale, la conduzione di un processo (Prozessführung) spetta a tutti i membri della comunione ereditaria e concerne sia la legittimazione attiva che passiva, come pure per l’utilizzo dei rimedi di diritto
(“Das Erfordernis des gemeinsamen Handels bezieht sich auf die Prozessführung.
Dies betrifft grundsätzlich sowohl Aktiv- als auch Passivprozesse. So sind die Mitglieder einer Erbengemeinschaft nur gemeinsam zur Prozessführung und auch zur Ergreifung von Rechtsmitteln legitimiert...
”; Praxiskommentar Erbrecht, Basilea 2011, ad art. 602 n. 26 e 27, p. 1292).
Tuttavia nell’ambito delle assicurazioni sociali
ogni membro di una comunione ereditaria è legittimato a interporre ricorso se sono dati interessi di natura economica (DTF 99 V 165 ss; STF 8C_146/2008 del 22 aprile 2008 consid. 1.2; cfr. anche in DTF 136 V 11 consid. 2.1.2 e Zünd, op. cit, §13 n. 86, p. 127).
Nel caso in esame, pendente lite, come accennato, è emerso che il ricorrente è deceduto prima dell’inoltro del ricorso e che suoi eredi sono la moglie (_) ed il fratello (_), così come si desume dal certificato ereditario (doc. B).
Chiamati dal TCA a voler confermare il loro assenso alla continuazione della causa, tramite le RA 1 solo la moglie del defunto ha risposto affermativamente (cfr. scritto 21 luglio 2011 al TCA sub XVII/bis). _ non risulta invece essere disposto a firmare alcunché in quanto considera conclusa la vertenza (XVII, XIX).
Orbene, ammesso che dal summenzionato scritto 21 luglio 2011 sia deducibile il conferimento retroattivo di procura alle RA 1 e quindi esso costituisca valido titolo legittimante l’ex datore di lavoro dell’assicurato a rappresentare in causa l’erede già al momento dell’inoltro del gravame, la questione dell’in-teresse – ai sensi della suevocata giurisprudenza – di _ a continuare essa stessa (quale coerede) la causa può rimanere aperta. Infatti, come verrà esposto nei prossimi considerandi, il ricorso è comunque da respingere nel merito.
nel merito
2.3. In lite è il diritto di _ ad una rendita d’invali-dità.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
;
2.5. Nel caso in esame, fondandosi sugli atti medici di cui all’in-serto, in particolare il rapporto 5 gennaio 2010 del dr. _, pneumologo curante, con annotazioni 6 aprile 2010 il dr. _ del SMR ha rilevato:
"
Per valutazione del caso vedasi annotazioni del medico SMR del 07.12.2009.
L'ecocardiogramma eseguito in data 21.01.2010 su indicazione di ipertensione polmonare, a parte una lieve ipertrofia ecocentrica del ventricolo destro con buona funzione sistolica, è risultato normale.
Dall'ultimo rapporto medico del pneumologo curante Dr. _ datato 05.10.2010 si evince che la malattia broncopolmonare dell'A. ha comunque una prognosi ridotta con dispnea allo sforzo e limitazione oggettiva con desaturazione sotto sforzo, riduzione del volume di ossigeno ed esaurimento di riserve respiratorie.
Pertanto, nonostante a livello cardiaco la situazione è verosimilmente normale, l'A. sarà da considerare inabile, come certificato, nella misura del 100% dal 05.03.2009 in ogni attività lavorativa, con riduzione della CL nella misura del 50% dal 29.05.2009 in attività medio-pesanti (in attività pesanti continua una IL totale), considerando l'adattamento allo sforzo e riduzione dell'esposizione alla polvere.
Possiamo considerare l'A. abile in ogni attività lavorativa leggera, sempre a partire dal 29.05.2009, rispettosa dei seguenti limiti funzionali:
non può svolgere attività dal carico discontinuo, prevalentemente camminando (su terreni accidentati), sollevare/trasportare pesi (vicino/lontano dal corpo), salire le scale, chinarsi,esporsi ad ambienti polverosi.
Revisione del caso fra un anno." (Doc. AI 49/1)
L’insorgente contesta la conclusione del SMR circa un’abilità lavorativa del 100% in attività adeguate, sostenendo come l’attività svolta al 50% (preparazione e sorveglianza degli impianti di pulizia; cfr. questionario del datore di lavoro del 19 ottobre 2010, in doc. AI) sia leggera e come nel succitato rap-porto il dr. _ ha attestato una capacità lavorativa del 50% in attività adeguate. Nondimeno l’assicurato stesso non aveva escluso di poter svolgere la propria attività al 100%
(“Al momento continua a lavorare al 50% e si trova bene, gli andrebbe bene continuare così. Dove lavora adesso potrebbe lavorare al 100%”
; rapporto 10 febbraio 2010 del consulente IP; doc. AI 43-1).
Il succitato specialista ha valutato una totale incapacità lavorativa in lavori pesanti e una capacità del 50% in lavori
medio-pesanti
. Inoltre ha indicato le limitazioni fisiche che, come rettamente evidenziato dal dr. _ del SMR nelle annotazioni 4 ottobre 2010 (doc. AI 65-11), corrispondono ad una tipologia lavorativa leggera esigibile al 100%.