Decision ID: 3f6400f4-f76d-47b2-a71f-08031905975d
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_003
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._, 1963, di professione B._, ha lavorato in tale qualità per 17
anni e in seguito ha svolto diverse altre attività in qualità di gessatore,
impiegato presso C._, custode e da ultimo aiuto muratore. Dal 1°
novembre 2000 al 29 febbraio 2001 egli ha beneficiato di una mezza
rendita d'invalidità e dal 1° marzo 2001 al 30 novembre 2001 di una rendita
intera d'invalidità in seguito a disturbi depressivi.
2. Il 31 marzo 2011 A._ ha fatto nuova domanda di prestazioni
d'invalidità a causa di affezioni alla schiena (ernia discale C6-C7 e C5-C6)
nonché di un calo del visus all'occhio destro (con metamorfopsie, coiroidite
e retinite bilaterale di origine non chiara). Il 22 dicembre 2011 il medico
curante ha segnalato un peggioramento dell'acuità visiva dell'occhio
destro nonché un'incipiente distrofia maculare all'occhio sinistro e
chiedeva pertanto una rivalutazione globale all'Ufficio AI, il quale però non
entrava nel merito della richiesta. Con decisione del 2 dicembre 2011
l'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni ha negato ad A._ il diritto a una
rendita d'invalidità. Contro questa decisione A._ ha sollevato ricorso
al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni facendo valere, oltre
a un notevole peggioramento della vista, uno squilibrio psichico. Con
sentenza S 12 17 del 24 maggio 2012 il Tribunale ha respinto il ricorso.
3. Il 27 agosto 2012 il medico curante ha chiesto all'Ufficio AI una riapertura
del caso a causa di un peggioramento dovuto alla maculopatia giovanile
bilaterale con componente essudativa in particolare all'occhio sinistro
(OS), compromettente gravemente la capacità visiva centrale in entrambi
gli occhi (secondo il rapporto dell'oculista l'acuità visiva era ridotta a OD
0.01 e OS 0.1). In considerazione anche della sindrome cervico-
spondilogena cronica a sinistra (lato dominante) e dei disturbi statici del
rachide il Servizio medico regionale (SMR) ha ritenuto un'incapacità
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lavorativa completa a partire da giugno 2012 con possibilità di sole attività
per ipovedenti.
4. Il 23 aprile 2013 A._ ha fatto altresì richiesta per un assegno per
grandi invalidi AI.
5. Dopo che era stata negata la possibilità di reintegrazione nel mondo del
lavoro (l'accertamento professionale è stato interrotto dopo una settimana
e il centro d'accertamento professionale non è riuscito a individuare attività
esigibili), considerate le limitazioni alla vista, le ridotte competenze
professionali e la totale mancanza di conoscenze informatiche, l'Ufficio AI
ha accordato ad A._ una rendita intera d'invalidità a partire dal 1°
giugno 2012 (decisione 14 maggio 2014) nonché un assegno per grandi
invalidi per caso speciale di grado lieve a partire dal 1° agosto 2013
(decisione 2 ottobre 2013). Il diritto all'assegno veniva motivato con il fatto
che a causa dell'ipovisione egli necessitava di aiuto per spostarsi e
mantenere il contatto con l'ambiente esterno. Per errore l'Ufficio AI ha
apparentemente versato ad A._ un assegno per grandi invalidi di
grado medio.
6. Già nel 2016 il servizio Lotta agli abusi assicurativi (LAA) aveva condotto
delle indagini preliminari sul caso di A._ in seguito a segnalazioni
della Polizia e della popolazione. Il 21 luglio 2016 un'agente della Polizia
stradale aveva segnalato di aver ripetutamente visto A._ giungere
risp. ripartire in taxi con bastone bianco per ciechi a risp. da una struttura
– dove la Polizia stava conducendo delle osservazioni – e utilizzare il
proprio cellulare, a parere della denunciante come se non avesse problemi
di vista. Il 19 settembre 2016 un informante aveva riferito che A._ si
recherebbe spesso al bar in taxi o autopostale lasciando il bastone bianco
davanti all'entrata. Più volte sarebbe stato visto prendere le chiavi del
bagno esterno dal personale del bar, inserire la chiave nel buco della
serratura, aprire e richiudere la porta a chiave senza visibili limitazioni e
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riconsegnare le chiavi al personale. Inoltre, sarebbe stato visto salutare
delle donne che stavano arrivando o andando via. L'Ufficio AI ha tuttavia
rinviato le indagini a causa della decisione di sospendere gli incarichi di
sorveglianza a partire dalla metà del 2017. Tra il 2019 e il 2020 all'Ufficio
AI sono pervenute ulteriori segnalazioni di abuso assicurativo. Il 1° marzo
2019 all'LAA è stato riferito che A._ si sposterebbe in pubblico senza
limitazioni, taglierebbe l'erba del giardino e farebbe l'aspirapolvere all'auto
del padre. Inoltre, il 6 marzo 2020 è stato segnalato che questi aveva
pubblicato su facebook delle corna di cervo. Infine, il 17 aprile 2020 l'LAA
ha appreso, sempre in via confidenziale da una terza persona, che
A._ avrebbe spaccato della legna con ascia (mazza spaccalegna) e
cuneo in modo accurato, riuscendo pure a raccogliere il cuneo caduto tra
i rami.
7. Il 22 aprile 2020 l'Ufficio AI ha pertanto avviato una revisione d'ufficio della
rendita. Secondo i rapporti di decorso rispettivamente del medico curante
Dr. med. D._ e dell'oculista Dr. med. E._ del 5 giugno 2020 risp.
del 7 luglio 2020 lo stato di salute e la capacità lavorativa di A._ erano
rimasti invariati risp. non vi era una ragionevole possibilità di
reintegrazione professionale. Il Dr. med. E._ ha indicato la diagnosi
di maculopatia giovanile essudativa bilaterale (sussistente dal 2010) con
acuità visiva inferiore a 0.01 non migliorabile da ambedue le parti,
segmento anteriore calmo, segmento posteriore cicatrici maculari. Il Dr.
med. D._ ha riassunto le diagnosi come segue: cecità quasi completa
da atrofia maculare all'occhio destro e maculopatia giovanile evoluta
all'occhio sinistro con visus a destra 0.01 scarso, visus a sinistra 0.05
scarso e campo visivo bilateralmente ineseguibile; disturbo affettivo
bipolare associato a disturbo della personalità di tipo borderline;
ipertensione arteriosa trattata ed esiti di intervento di stabilizzazione
vertebrale in C5-C6 e C6-C7 per radicolopatie invalidanti.
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8. Nel formulario con le domande supplementari per la revisione della rendita
compilato il 27 aprile 2020 il ricorrente ha dichiarato, in essenza, di essere
impedito dalla vista nell'intraprendimento di un'attività lavorativa. Con il
bastone riuscirebbe a spostarsi in paese. Farebbe solo alcuni lavori in
giardino. Cercherebbe di mantenere una vita sociale e di fare un po' di
ginnastica. Ogni tanto per gli spostamenti utilizzerebbe i mezzi pubblici.
Avrebbe avuto problemi psicologici all'insorgenza della malattia. Non
riuscirebbe a immaginarsi di esercitare un'attività lucrativa.
9. A causa del coronavirus le indagini dell'Ufficio AI sono state rimandate
all'autunno 2020. Il 17 settembre 2020 l'Ufficio AI ha incaricato un servizio
esterno per un'osservazione. L'osservazione è avvenuta in sei diverse
giornate tra il 23 settembre 2020 e il 31 ottobre 2020. Secondo il rapporto
di sorveglianza del 24 novembre 2020 A._ è stato visto svolgere
diverse attività (spostamento e trasporto di materiali, giardinaggio,
frequentazione di esercizi pubblici) senza l'aiuto di terze persone. Il
servizio di sorveglianza non ha avuto modo di constatare segni evidenti di
danni alla salute.
10. Il 2 dicembre 2020 il Dr. med. F._ dell'SMR ha preso posizione sul
video dell'osservazione constatando quanto segue: nelle attività di
giardinaggio l'assicurato è in grado di camminare a passo sicuro su terreno
irregolare e scosceso, talvolta anche sul bordo del pendio senza mostrare
insicurezza. Può maneggiare in modo mirato il pesante tosaerba e
raccogliere l'erba tagliata con il rastrello. Mostra un passo fluido e deciso,
solo in un'occasione ha utilizzato il bastone per tastare un cordolo
inciampando leggermente; talvolta utilizza il bastone per camminare sul
marciapiede tastandone il bordo. Al bar è in grado di afferrare il bicchiere
senza insicurezze e di raccogliere la sigaretta caduta con presa sicura.
Spesso utilizza il cellulare; sorprendente è la situazione in cui compara le
informazioni sullo schermo con l'orario dell'autopostale. Secondo il Dr.
med. F._, il video lascerebbe trasparire dei dubbi sul grado effettivo
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della disabilità visiva. La visione binoculare non sembrerebbe essere
significativamente limitata e diverse volte si avrebbe l'impressione che
l'assicurato possa focalizzare gli oggetti. Il 6 gennaio 2021 Il Dr. med.
F._ ha affermato che nel profilo di capacità di A._ rientrerebbero
delle attività che non richiedono la focalizzazione e la visione binoculare
risp. per la cui esecuzione è sufficiente un orientamento approssimativo
nello spazio.
11. Il 19 gennaio 2021 si è svolto un colloquio tra A._ e i funzionari
dell'Ufficio AI. Inizialmente gli è stato chiesto di illustrare la sua situazione.
Dopodiché è stato confrontato con le segnalazioni di terzi e i risultati
dell'osservazione. Prima di essere confrontato con le risultanze
dell'osservazione e le segnalazioni di terzi, A._ in sintesi ha affermato
quanto segue: di salute starebbe bene ma non psichicamente; la sua vista
andrebbe tuttavia peggiorando. Dall'ultima decisione del maggio 2014
vedrebbe sempre meno. I disturbi principali che lo limiterebbero nella vita
quotidiana sarebbero i frequenti mal di testa e la stanchezza degli occhi.
A causa delle operazioni alle vertebre cervicali non riuscirebbe a muoversi
bene. Attualmente non sarebbe in terapia, farebbe delle normali visite dal
medico curante e prenderebbe dei farmaci (per la pressione sanguinea e
per stabilizzare l'umore). Finché prende i farmaci (giornalmente) il suo
stato sarebbe stabile. Avrebbe degli sbalzi di umore a causa della perdita
della vista. I problemi psichici sarebbero più forti di quelli fisici. Per quanto
concerne la vista, da lontano vedrebbe meglio che da vicino. Da vicino con
un occhio non vedrebbe nulla, con l'altro molto male, ma da lontano con
quest'ultimo andrebbe ancora. Con l'occhio destro potrebbe solo ancora
riconoscere tra chiaro e scuro mentre con quello sinistro vedrebbe al 20
%. A casa si destreggerebbe bene perché avrebbe memorizzato una
specie di mappa della casa. Riuscirebbe solo ancora a fare dei piccoli
lavori in giardino, annaffiare e tagliare qualcosina. Durante il giorno non gli
servirebbe l'aiuto di terzi. Sua sorella però verrebbe 1-2 volte alla
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settimana per fare i lavori di casa; e suo padre cucinerebbe. Anche la
spesa la farebbero loro, da solo sarebbe difficile. In giardino non
riuscirebbe ad adoperare macchine da giardino. A leggere riuscirebbe solo
poco. Un computer non riuscirebbe a usarlo. Anche avendo a disposizione
una lente, non vedrebbe i dettagli ma solo tutto offuscato. Il cellulare lo
utilizzerebbe con il comando vocale. Il bastone per ciechi gli servirebbe
per camminare all'esterno, per la sicurezza. Riuscirebbe a passeggiare nel
paese, ma fuori gli servirebbe sempre un accompagnatore. A causa dei
problemi alla colonna vertebrale sarebbe limitato nel sollevamento di pesi.
Da anni non avrebbe più condotto un'auto, ma possiederebbe ancora la
patente. La sua giornata tipica sarebbe monotona, ascolterebbe la radio e
guarderebbe fuori dalla finestra finché la giornata è terminata. Non si
riterrebbe abile al lavoro. Abiterebbe in casa con suo padre. Non avrebbe
contatti con i figli. A._ è poi stato dapprima confrontato con le
segnalazioni da parte di terze persone a cui ha obiettato, in particolare,
che la fotografia del cervo non l'avrebbe fatta lui, bensì suo cugino con il
suo cellulare. Questi l'avrebbe poi pubblicata su facebook su sua richiesta.
Il cugino gestirebbe il suo account in facebook. Questi sarebbe cacciatore
e avrebbe trovato lui le corna. Per quanto riguarda le segnalazioni che
taglierebbe e spaccherebbe la legna, ammette di aver spaccato al
massimo 2-3 pezzi di legna per il caminetto. Si sarebbe trattato di legno
tenero. Suo cugino preparerebbe la legna e il fratello la spaccherebbe,
mentre il padre la porterebbe su dalla cantina per accendere il caminetto.
Infine, A._ si è rifiutato di esprimersi sui risultati dell'osservazione
rimostratigli dall'Ufficio AI.
12. Con scritto del 22 febbraio 2021 l'Ufficio AI ha comunicato ad A._ che
per verificare il suo diritto a prestazioni era necessaria un'approfondita
perizia medica pluridisciplinare (medicina interna generale, oftalmologia,
psichiatria e psicoterapia, reumatologia). L'Ufficio AI ha conferito l'incarico
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per la perizia al Servizio Accertamento Medico (SAM) di Bellinzona
(solamente) il 13 dicembre 2021.
13. Con progetti di decisione del 16 dicembre 2021 l'Ufficio AI ha prospettato
a A._ l'immediata sospensione cautelativa della rendita d'invalidità e
dell'assegno per grandi invalidi.
14. Il 19 gennaio 2022 l'Ufficio AI ha comunicato ad A._ che gli
accertamenti pluridisciplinare sarebbero avvenuti presso il SAM di
Bellinzona.
15. Con lettera del 24 gennaio 2022 A._ ha chiesto all'Ufficio AI che il
mandato al SAM sia riformulato nel senso che, come da mandato per la
verifica di un caso di revisione di un'invalidità già rilevata, occorreva
richiedere se vi è stato un cambiamento sostanziale della situazione
rispetto alla decisione di rendita del 2012.
16. Il 1° febbraio 2022 A._ ha sollevato obiezione contro i progetti di
revisione, chiedendo che questi siano sospesi fino a conosciuto esito della
perizia multidisciplinare e che fino ad allora gli siano versati l'attuale
rendita AI e l'assegno grandi invalidi.
17. Il 3 febbraio 2022 l'Ufficio AI ha provveduto a sostituire la motivazione risp.
le domande nell'ambito del mandato di perizia conferito al SAM di
Bellinzona.
18. Il 4 febbraio 2022 il SAM di Bellinzona ha invitato A._ a presentarsi
agli accertamenti previsti tra il 7 marzo 2022 e il 9 giugno 2022.
19. Con decisioni del 15 febbraio 2022 l'Ufficio AI ha confermato la decisione
di sospendere il versamento della rendita d'invalidità risp. dell'assegno
grandi invalidi per caso speciale grado lieve in via cautelativa e con effetto
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immediato. Esso ha inoltre tolto l'effetto sospensivo a un eventuale ricorso.
Come motivazione, esso ha essenzialmente addotto che gli accertamenti
della sezione lotta antifrode attivatasi su numerose segnalazioni della
popolazione, avrebbero rilevato il sospetto fondato di una riscossione
illecita di prestazioni AI. L'Ufficio AI ha tuttavia osservato che per poter
decidere in maniera fondata riguardo a un eventuale rimborso di rendite
già versate in seguito a violazione dell'obbligo di notifica e riguardo a un
futuro diritto a rendite sono necessari ulteriori accertamenti.
20. Avverso queste decisioni il 21 febbraio 2022 A._ (qui di seguito:
ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei
Grigioni chiedendo, in via formale, che alla procedura di ricorso sia
conferito carattere urgente, in via materiale, l'annullamento delle due
decisioni impugnate e che gli siano versate ordinariamente le attuali
rendite AI e assegno grandi invalidi fino a che la perizia multidisciplinare
non sia stata eseguita. In sostanza, il ricorrente ha eccepito che l'Ufficio AI
fonderebbe le decisioni su delle segnalazioni di vicini di casa (con i quali il
ricorrente avrebbe avuto delle discussioni) e non terrebbe conto dei
rapporti del medico curante e dello specialista che attesterebbero come a
metà dell'anno 2020 la sua situazione era immutata e non migliorabile in
rapporto a quella dell'anno 2010. Senza l'accertamento peritale che
permetta il confronto con la situazione al momento della decisione di
rendita del 2012, non si giustificherebbe alcun provvedimento cautelare e
neppure l'apertura di una procedura di revisione. Inoltre, il criterio
dell'urgenza per la misura cautelare intrapresa non sarebbe soddisfatto,
dacché l'Ufficio AI avrebbe appreso al più tardi nel febbraio 2021 delle
attività facenti dubitare la limitazione effettiva del ricorrente ma non
avrebbe intrapreso alcun provvedimento cautelare né disposto la
preannunciata perizia. Esso avrebbe invece atteso 10 mesi prima di
emanare il progetto di sospensione cautelativa delle prestazioni. Dopo
questa lunga attesa, mal si comprenderebbe perché l'Ufficio AI non possa
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attendere ancora alcuni mesi fino all'allestimento della perizia da parte del
SAM. Non vi sarebbe nessuna necessità di agire in via cautelare.
Oltretutto, le decisioni impugnate violerebbero il principio di
proporzionalità. Da un lato, con esse gli si ritirerebbero le uniche risorse
che ha per poter vivere obbligandolo a rivolgersi all'assistenza sociale;
dall'altro queste decisioni potrebbero avere effetto per alcuni mesi al
massimo, in quanto la perizia sarà consegnata a breve. L'interesse dello
Stato contrapposto alla grave situazione del ricorrente sarebbe solo quello
di risparmiare alcuni mesi di rendite, che il ricorrente verosimilmente
potrebbe anche recuperare in un secondo tempo. Infine, anche dal punto
di vista della prognosi sull'esito degli accertamenti la decisione impugnata
sarebbe insostenibile, siccome agli atti vi sarebbero dei rapporti medici
riferenti la situazione medica sette mesi prima delle verifiche esperite
dall'Ufficio AI. Non sarebbe ipotizzabile che la sua situazione si sia
modificata in modo sostanziale nel giro di sei mesi e che vi siano dei
fondati sospetti che egli riceva indebitamente delle prestazioni.
21. Nella presa di posizione del 15 marzo 2022 l'Ufficio AI (qui di seguito:
convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso, rinviando principalmente alla
motivazione nelle decisioni impugnate. Secondo il convenuto, la
sospensione cautelare della rendita d'invalidità e dell'assegno per grandi
invalidi avvenuta solo il 15 febbraio 2022 sarebbe a favore del ricorrente,
visto che esso avrebbe potuto sospenderne il versamento già un anno fa,
cioè quando sarebbe insorto il fondato sospetto che il ricorrente ricevesse
indebitamente le prestazioni.
22. Nella replica del 4 aprile 2022 il convenuto si è riconfermato nei petiti di
ricorso. Egli ha sottolineato, in particolare, che la diminuzione della vista e
le altre patologie dell'assicurato sarebbero state oggettivate dalle perizie
mediche iniziali e confermate da uno specialista (Dr. med. E._) e dal
medico curante (Dr. med. D._), che lo hanno regolarmente visitato
dal 2012 fino ad oggi. Il parere del medico dell'SMR Dr. med. F._ non
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potrebbe essere ritenuto una valutazione medica, in quanto espresso
senza visita e analisi del ricorrente. Inoltre, questi non sarebbe
competente nel campo in questione essendo specializzato in
reumatologia, medicina interna e medicina psichiatrica [recte: medicina
fisica e riabilitativa]. Oltre a ciò, la motivazione del convenuto per la
sospensione delle prestazioni si fonderebbe unicamente sui rilievi legati
alla patologia oftalmologica. Per ottenere un quadro sommario della salute
complessiva del ricorrente occorrerebbe attendere la perizia
pluridisciplinare. Visto che il SAM prevede cinque visite di cui tre per
aspetti di psichiatria e psicologia, questi aspetti sarebbero rilevanti, o forse
anche determinanti, per la capacità lavorativa del ricorrente. Il convenuto
avrebbe trascurato il costante consumo ripetuto di alcol e il connesso
problema di dipendenza, certamente in relazione con un problema
psichiatrico, come segnalato dal medico curante nel rapporto del 5 giugno
2020 dove parla di "disturbo affettivo bipolare associato a disturbo della
personalità di tipo borderline". E nemmeno si sarebbero verificati gli aspetti
reumatologici. La decisione di sospensione non risponderebbe quindi ai
requisiti del "fumus bonis juris" presupposto per ogni decisione
provvisionale. Inoltre, il convenuto avrebbe dovuto adottare la
sospensione delle prestazioni nel momento in cui erano date le condizioni,
ovvero già un anno fa, come riconosciuto dal convenuto stesso. Dato che
non lo ha fatto avrebbe perso la facoltà di agire a titolo cautelare. La
prolungata inerzia pre-processuale rappresenterebbe un abuso da parte
del convenuto.
23. Con scritto del 26 aprile 2022 il convenuto ha rinunciato all'inoltro di una
duplica.

II. Considerando in diritto:
1.1. Impugnate sono due decisioni di sospensione cautelare rispettivamente
della rendita d'invalidità e dell'assegno di grandi invalidi, emanate
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nell'ambito di una procedura di revisione (art. 17 della Legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1]).
1.2. Contro queste decisioni processuali (intermedie) non è possibile sollevare
opposizione ma è data direttamente la possibilità di ricorso (v. art. 56 cpv.
1 i.c.d. con l'art. 52 cpv. 1 LPGA; Messaggio concernente la modifica della
legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del
2 marzo 2018 [FF 2018 1333]). La competenza territoriale e materiale di
questo Tribunale è pacifica (cfr. art. 69 cpv. 1 lett. a della Legge federale
sull'assicurazione per l'invalidità [LAI; RS 831.20] e art. 49 cpv. 2 lett. a
della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]). Il termine
di 30 giorni – che in questo caso è rispettato – vale anche per le decisioni
processuali e pregiudiziali quali quelle in oggetto (KIESER, ATSG-
Kommentar, art. 60 n. 5-8 con riferimento a DTF 132 V 418). La
legittimazione (art. 59 LPGA) del ricorrente è data. I requisiti per
l'impugnabilità di decisioni intermedie di cui all'art. 49 cpv. 4 LGA (cfr. art.
61 primo periodo LPGA) sono soddisfatti (cfr. al riguardo sentenza del
Tribunale amministrativo [STA] S 17 66 del 13 settembre 2017 consid. 1c
seg. con rinvii secondo cui la sospensione di una rendita d'invalidità, che
quale reddito sostitutivo finanzia il sostentamento di un assicurato,
rappresenta uno svantaggio probabilmente irreparabile, che dinanzi al
Tribunale cantonale delle assicurazioni può anche essere meramente
fattuale).
1.3. Il convenuto ha tolto l'effetto sospensivo a un eventuale ricorso, rendendo
così le decisioni impugnate immediatamente esecutive (cfr. art. 1 cpv. 1
LAI i.c.d. con gli artt. 49 cpv. 5 e 52 cpv. 4 LPGA). Il ricorrente non si è
opposto a tale disposizione, ha però chiesto che alla procedura di ricorso
sia conferito carattere urgente nonché la continuazione del versamento
della rendita e dell'assegno grandi invalidi fino a che la perizia
multidisciplinare non sia stata eseguita. Il giudice istruttore non ha
esplicitamente dichiarato urgente la presente procedura; tuttavia con la
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data d'emanazione della presente decisione è tenuto conto dell'urgenza
del ricorso invocata dal ricorrente. Una decisione del Tribunale sulla
revoca dell’effetto sospensivo è superflua, siccome si deve in ogni caso
giudicare se vi sono i presupposti per la misura cautelare in oggetto
(sospensione delle prestazioni durante la procedura di revisione in corso),
che sono fondamentalmente gli stessi della revoca dell'effetto sospensivo
(v. considerandi successivi).
2.1. Giusta l'art. 52a LPGA l'assicuratore può sospendere a titolo cautelare il
versamento delle prestazioni se l'assicurato ha violato l'obbligo di
notificazione di cui all'art. 31 cpv. 1 LPGA, se non ha reagito
tempestivamente a una richiesta di verifica dell'esistenza in vita o dello
stato civile oppure se vi è il sospetto fondato che riceva le prestazioni
indebitamente.
2.2. Un sospetto è fondato quando si basa su indizi concreti o indicazioni
molteplici che fanno pensare a una riscossione indebita di prestazioni o a
una violazione dell'obbligo di notificazione (KIESER, ATSG-Kommentar, 4a
ed., 2020, art. 52a n 15 con riferimento al Messaggio concernente la
modifica della legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali del 2 marzo 2018 [FF 2018 1333]).
2.3. Secondo prassi amministrativa, quale misura cautelare la sospensione
cautelativa delle prestazioni deve fondamentalmente soddisfare i requisiti
posti nell'ambito dell'esame dell'effetto sospensivo (cfr. STA S 17 66
consid. 4c con riferimenti; cfr. invece KIESER, op. cit., art. 52a n 3-5 dove
sembra esigere solo la ponderazione degli interessi), ovvero l'urgenza,
cioè la necessità di prendere immediatamente un simile provvedimento, il
pregiudizio difficilmente riparabile che arrecherebbe la rinuncia al
provvedimento, nonché l'interesse predominante (cfr. DTF 130 II 149
consid. 2.2).
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2.4. Nella ponderazione degli interessi, in cui si esamina se i motivi in favore di
un'immediata esecutorietà della sospensione delle prestazioni sono più
importanti rispetto a quelli del ricorrente di continuare a percepire le
prestazioni durante la procedura di revisione in corso, l'autorità interessata
gode di un certo margine d'apprezzamento. Di regola, essa fonda la
propria decisione sui fatti che emergono dalla documentazione a sua
disposizione, senza procedere a degli ulteriori accertamenti, onde evitare
dispendio di tempo. Trattandosi della ponderazione degli interessi a favore
oppure contrari a un’immediata esecutorietà, possono avere una certa
importanza le prospettive circa l'esito finale della vertenza principale, che
però devono essere evidenti (cfr. sentenze dell'ex Tribunale federale delle
assicurazioni [STFA] I 426/05 consid. 2.2, I 57/03 consid. 4.1 e U 21/02
consid. 7.2 e 8.2).
2.5. Lo scopo della sospensione cautelativa è soprattutto quello di evitare che
a un assicurato, nel caso in cui una fattispecie non sia stata
completamente chiarita, continuino a essere versate prestazioni alle quali
non ha eventualmente più diritto e di cui in seguito non potrebbe più venire
richiesta la restituzione (cfr. sentenza del Tribunale federale [STF] I 406/01
consid. 4a). In tale caso risulta evidente un interesse rilevante
dell'amministrazione a evitare nel limite del possibile una richiesta di
restituzione di prestazioni implicante il rischio di non recuperare la pretesa.
In linea di principio, a questo interesse va accordata priorità rispetto a
quello dell'assicurato tendente al proseguimento dell'erogazione delle
prestazioni al fine di non ritrovarsi in difficoltà finanziarie, purché da un
esame sommario della fattispecie non emerga con probabilità
preponderante che l'assicurato nel procedimento principale risulti
vincente. Questa regola vale in linea di massima anche qualora la
sospensione dei pagamenti ponga l'assicurato nella condizione di dover
ricorrere all'assistenza sociale (cfr. STF 8C_110/2008 consid. 2.3,
8C_276/2007 consid. 4.1, I 406/01 consid. 4b, 4bb; STFA I 426/05 consid.
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2.3; cfr. anche Messaggio concernente la modifica della legge federale
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 2 marzo 2018
[FF 2018 1333]).
2.6. Nel caso di specie va affermato il sospetto fondato che il ricorrente riceva
indebitamente le prestazioni. In seguito alle segnalazioni della
popolazione e all'osservazione effettuata (cfr. doc. 215 convenuto)
sussistono infatti degli indizi concreti che il ricorrente, nonostante i disturbi
fisici (soprattutto alla vista) accertati medicalmente, nella vita quotidiana e
nella capacità lavorativa non sia limitato nella misura da lui indicata di
fronte ai medici e all'assicurazione. D'accordo con il Dr. med. F._ va
dunque concluso che i risultati dell'osservazione lasciano trasparire dei
dubbi sul grado effettivo della disabilità (soprattutto quella visiva) del
ricorrente. Se per il diritto a una rendita possa influire anche l'aspetto
psichico, che il ricorrente reputa essere più incisivo sulla sua capacità
lavorativa di quello fisico, è un fatto che va ancora appurato peritalmente.
Questo aspetto non era peraltro alla base della decisione del 14 maggio
2014 di assegnazione di una rendita intera d'invalidità e di quella del 2
ottobre 2013 di riconoscimento di un assegno per grandi invalidi per caso
speciale di grado lieve.
2.7. Il criterio del pregiudizio difficilmente riparabile per il convenuto in seguito
a una rinuncia a una sospensione è evidentemente dato dalla concreta
possibilità che le prestazioni debbano essere restituite. Oltre al dispendio
amministrativo che ciò comporterebbe, le prestazioni potrebbero inoltre
risultare irrecuperabili, dato che queste servono al sostentamento del
ricorrente. Pertanto è pure adempito il requisito dell'urgenza, benché il
convenuto per la sospensione delle prestazioni – come da esso ammesso
– abbia atteso circa un anno dall'insorgenza del fondato sospetto di
indebita percezione delle prestazioni. Sebbene possa apparire opinabile
la scelta di interrompere cautelativamente le prestazioni pochi mesi prima
degli accertamenti pluridisciplinari ordinati, il Tribunale non intravede un
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abuso di diritto in questa decisione. Inoltre, nonostante la lunga attesa
dall'insorgenza del sospetto fondato, contrariamente a quanto asserito dal
ricorrente il diritto alla sospensione non è perento e il criterio dell'urgenza
può a tutt'oggi essere affermato. Nella ponderazione degli interessi in
gioco va segnatamente rilevato che, proprio perché il ricorrente impiega le
prestazioni AI per il proprio sostentamento, l'interesse
dell'amministrazione (cantonale) a evitare una perdita delle prestazioni
versate è ritenuto prevalere su quello del ricorrente di non dover ricorrere
all'assistenza pubblica (comunale), come da succitata giurisprudenza.
Riguardo alla prognosi della procedura principale, si osserva che in attesa
dei risultati della perizia multidisciplinare non è possibile fare delle evidenti
prognosi favorevoli al ricorrente sulla procedura principale. In base agli atti
esistenti, giusta la giurisprudenza va dunque dato maggior peso
all'interesse pubblico del convenuto a una sospensione cautelare delle
prestazioni (rendita intera e assegno per grandi invalidi di grado lieve) che
a quello del ricorrente al proseguimento del loro versamento fino alla
decisione principale.
3. In conclusione, il ricorso va respinto e le decisioni impugnate confermate.
4. I costi della presente procedura fissati a CHF 700.00 (cfr. art. 61 lett. fbis
LPGA e art. 69 cpv. 1bis LAI) sono posti a carico del ricorrente
soccombente in causa.
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