Decision ID: 2aba7f65-f435-515a-91be-0e5b179eb48e
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nato nel 1973, a seguito di un’allergia al nichel ed al cobalto, è impossibilitato a svolgere la propria professione di installatore sanitario. Tale affezione è stata riconosciuta dalla _ quale malattia professionale (cfr. decisione _ 19 settembre 2001 sub doc. _).
In data il 19/20 luglio 2001 egli ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti, postulando di poter essere posto al beneficio di provvedimenti professionali (doc. _).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 27 marzo 2003 l’Ufficio assicurazione invalidità (in seguito: UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato poiché:
"
Dalla documentazione medica acquisita agli atti AI, con particolare riferimento all'incarto _ si rileva che il danno alla salute di cui lei è portatore le comporta una totale incapacità di guadagno e di lavoro nell'attività di installatore sanitario.
Per contro, è ritenuto abile al lavoro, nella misura del 100%, in attività confacenti allo stato di salute.
Nel caso specifico dal raffronto tra il reddito annuo nella professione di installatore sanitario (Fr. 59'200.-) e quello conseguibile in un'attività adeguata allo stato di salute (Fr. 49'173.-), si ricava una perdita di guadagno del 17% che esclude quindi il diritto a prestazioni AI (provvedimenti professionali).
Tali attività sono reperibili tramite i normali canali di collocamento (ufficio del lavoro)." (Doc. _)
1.3. A seguito dell'opposizione interposta dall’assicurato, per il tramite dell’avv. _ (doc. _), l’UAI, in data 22 maggio 2003, ha emanato una decisione su opposizione e confermato il diniego di prestazioni (doc. _).
1.4. Con tempestivo ricorso 11 giugno 2003, _, sempre rappresentato dall’avv. _, ha postulato l'annullamento della decisione su opposizione e la conseguente concessione di provvedimenti professionali.
Contestando la determinazione del reddito da valido operata dall’UAI, egli ha segnatamente rimarcato quanto segue:
"
Orbene, il criterio adottato dall'Ufficio AI di adattare semplicemente l'ultimo salario all'aumento del costo della vita disattende completamente questi principi. Infatti, detto metodo non consente di tener conto degli aumenti salariali e delle possibilità di avanzamento nella professione. Di contro, il reddito accertato dalla _ in
CHF 63'960.- rispetta i criteri indicati da dottrina e giurisprudenza. Notisi, del resto, che dopo l'entrata in vigore della LPGA, che coordina le assicurazioni sociali e armonizza le prestazioni, tutti gli attori dovrebbero attenersi ad una nozione unitaria di reddito senza invalidità, che è quella dell'art. 16 LPGA.
Infine, il ricorrente osserva che l'Ufficio non ha preso posizione in merito alla richiesta di procedere ad una nuova valutazione delle possibilità di integrazione. Questa richiesta viene qui ribadita. Difatti, nel valutare la qualificazione occorre tener conto delle capacità e delle potenzialità personali dell'assicurato, il quale, in concreto, ha sempre detto a tutte le istituzioni che si sono occupate del suo caso di voler riformarsi in un'attività all'aperto, non sopportando di lavorare all'interno. Orbene, in merito non è stata compiuta nessuna valutazione da parte del servizio IP." (Doc. _)
1.5. Mediante risposta 23 giugno 2003 l’amministrazione, confermando la decisione contestata, ha osservando che:
"
In particolare, l'assicurato contesta il metodo adottato dall'amministrazione per determinare il reddito che oggi avrebbe potuto percepire senza danno alla salute. Si è concordi con il ricorrente laddove sostiene che in tal ambito occorre considerare anche le probabilità di avanzamento.
L'assicurato deve però disporre di elementi concreti, atti a far ritenere altamente probabile che un avanzamento o una promozione sarebbero effettivamente intervenuti: "dazu ist erforderlich, dass konkrete Anhaltspunkte dafür bestehen, dass der Versicherte einen beruflichen Aufstieg und ein entsprechend höheres Einkommen tatsächlich realisiert hätte, wenn er nicht invalid geworden wäre. Absichtsserklärungen genügen dazu nicht; vielmehr muss die Absicht, beruflich weiterzukommen, bereits durch konkrete Schrittte wie Kursbesuche, Aufnahme eines Studiums usw. kundgetan worden sein" (Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, ad Art. 28 IVG, p. 206).
Nella fattispecie tali concreti elementi facevano difetto.
Era pertanto corretto limitarsi a considerare l'indice d'aumento dei salari nominali.
Infine, in sede di opposizione lo scrivente Ufficio ha già avuto modo di spiegare per quali motivi non si è entrati nel merito della richiesta volta all'ottenimento di misure di riqualifica professionale.
Da un lato il grado di invalidità stabilito non giustifica in ogni caso l'assegnazione dei medesimi.
In via abbondanziale si è inoltre sottolineato come a giudizio della consulente in integrazione le necessarie premesse farebbero comunque difetto." (Doc. _)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del contendere è sapere se _ ha diritto a dei provvedimenti di riformazione professionale.
2.4. Secondo l’art. 17 LAI, l’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111 consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).
Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI
"
per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità.”
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV pag. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, Droit et pratique de l'AI, Les prestations, Losanna 1985, pag. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pagg. 127/128). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, op. cit. pag. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pagg. 130/131).
2.5. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, op. cit., pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un’ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.6. Nel caso in esame è incontestato che _ soffre di un eczema recidivante alle mani con sensibilizzazione epicutanea al nichel ed al cobalto e atopia cutanea (cfr. rapporto 14 maggio 2001 e perizia 3 agosto 2001 del dermatologo dr. _, sub. doc. _), ciò che lo ha reso inidoneo per il lavoro di installatore sanitario.
Dal 1998 egli presenta una sindrome ansioso-depressiva secondaria dovuta al consumo di sostanze stupefacenti (cfr. certificato 10 agosto 2001 del medico curante, dr. _, doc. _), condizione che comunque non influisce sulla capacità lavorativa (cfr. rapporto 17 giugno 2001 del dr. _, doc. _).
Con rapporto 10 febbraio 2003 la consulente in integrazione professionale ha determinato come segue il grado di capacità al guadagno residua:
"
Dati economici
Considerando la riunione dei contributi, nel 1999, l’A. ha raggiunto un salario di fr. 57'090. Aggiornandolo secondo l’indice d’aumento dei salari nominali, il reddito nel 2001 è di fr. 59'200.
Calcolo della Capacità di Guadagno Residua
Considerando un reddito ipotetico di fr. 59'200, una capacità di lavoro residua del 100% e applicando una riduzione del 5% in quanto il danno alla salute gli restringe il campo del mercato del lavoro, secondo le statistiche RSS teoriche, risulta un reddito da invalido di fr. 49'173 e una capacità di guadagno dell’83%. “ (Doc. _).
Costata dunque una perdita di guadagno del 17%, mediante la decisione contestata, l’amministrazione ha escluso il diritto ad una riformazione professionale.
2.7. Con il ricorso in oggetto, _ contesta il reddito da valido calcolato dall’amministrazione, sostenendo che, in considerazione di aumenti salariali e delle possibilità di avanzamento professionale, deve essere preso in considerazione l’importo di fr. 63'960 indicato dalla _.
Occorre ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b).
Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b , ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).
Se nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I 56/02).
2.8. Dall’attestato 29 settembre 2000 del datore di lavoro all’assicurazione disoccupazione risulta che sino al 30 settembre 2000 _ era attivo presso la ditta _ in qualità di installatore sanitario – impiego cessato per fallimento della società - percependo nel 1999 un salario di fr. 57'089.-- e nel 2000 (9 mesi) di fr. 43'620,50, determinati su base oraria (doc. _).
Come detto al consid. 2.6, la consulente ha preso il dato salariale del 1999, aggiornandolo al 2001 secondo l’indice d’aumento dei salari nominali, giungendo così all’importo di
fr. 59'200.
Il ricorrente, invece, ritiene che si debba tener conto di fr. 63'960. Tale somma risulta dall’accertamento telefonico eseguito il 26 febbraio 2003 da un funzionario della _ presso la ditta _, dal quale è segnatamente risultato che
“
il contratto collettivo 2003 indica un salario minimo di fr. 4'200. Il mensile di fr. 4'920 relativo al 2002 corrisponde a quello di montatore di categoria A alle loro dipendenze con i requisiti dell’assicurato”
(sottolineatura del redattore, doc. _), cifra che, riportato su tredici mensilità, corrisponde dunque al reddito da valido invocato dall’assicurato.
Ora, a prescindere dal valore probatorio di simile accertamento (
le informazioni relative alle fattispecie giuridicamente rilevanti vengono ammesse come mezzi di prova se sono state domandate e fornite in forma scritta, cfr. DTF 117 V 285 consid. 4c),
secondo il TCA, non vi sono indizi che permettono di concludere che l’assicurato avrebbe potuto percepire mensilmente, senza il danno alla salute, una simile somma.
Si tratta dell’ammontare che una ditta interpellata dall’assicuratore infortuni verserebbe ad un dipendente aventi gli stessi requisiti del ricorrente (montatore di categoria A), motivo per cui non è detto che l’ex datore di lavoro dell’assicurato avrebbe
in concreto
corrisposto una simile somma.
Né dagli atti risulta del resto che per _ possa essere tenuto in considerazione un eventuale sviluppo o avanzamento professionale giustificante l’erogazione di un salario superiore a quello ritenuto dal consulente AI. Nel considerando precedente è stato infatti rimarcato che, secondo costante giurisprudenza, nell'ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit., pag. 206-207). Degli indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (cfr. DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in re M. [I 419/95]; STFA inedita 4 settembre 2002 in re L [M 8/01]), indizi che, come detto, non sussistono nella fattispecie in esame.
Del resto, il metodo scelto dall’UAI, quello di basarsi sull’ultimo stipendio annuo, rispecchia meglio la situazione concreta dell’assicurato (cfr. consid. 2.7).
Va comunque rilevato che la stessa _, nel determinare l’indennità per cambiamento d’occupazione (art. 86 s dell’Ordinanza sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali – OPI - ; RS 832.30), ha preso quale guadagno presumibile l’importo di fr. 59'040.— (cfr. scritto 21 marzo 2003 sub doc. _), il quale, a seguito del rinvio contenuto nell’art. 87 cpv. 1 OPI, corrisponde al guadagno assicurato ex art. 15 LAINF, vale a dire l’ultimo salario riscosso dall’assicurato prima dell’infortunio, rispettivamente nell’attività dichiarata inidonea.
In queste circostanze, dunque, rettamente l’amministrazione ha fissato il reddito da valido in fr. 59'200.--, dal cui raffronto con il reddito da invalido (non contestato) di fr. 49'173 deriva un’incapacità al guadagno inferiore al 20%, non sufficiente per conferire il diritto ad una riformazione professionale.
2.9. Va comunque ricordato che, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, l’amministrazione, indipendentemente dalla problematica relativa al grado d’invalidità, ha comunque valutato i requisiti soggettivi ed oggettivi del ricorrente nell’ottica di un progetto di riconversione professionale, giungendo tuttavia ad un responso negativo.
Nel già citato rapporto 10 febbraio 2003 la consulente ha infatti rilevato:
"
Durante il colloquio avvenuto il 4 dicembre 2002, l'A. si è mostrato cordiale e ben educato.
Mi racconta che da quando ha smesso di lavorare presso la Ditta _, non svolge più nessuna attività lavorativa (trascorre il suo tempo in montagna, guarda la televisione...). Attualmente, e ancora per tre anni, riceve le indennità giornaliere da parte della _, e questo probabilmente non lo induce, a mio avviso, a preoccuparsi per il suo futuro professionale e privato e a riflettere per concretizzare un progetto in tal senso.
L'A. mi dice aver scritto numerose lettere per cercare lavoro come custode, agente di sicurezza, .... ma non ha ancora ricevuto nessuna risposta.
L'A. durante il nostro incontro non si è mostrato motivato, né ad iniziare un nuovo apprendistato né a trovare una qualsiasi altra attività lavorativa: sembra che non ci sia nessuna professione capace di suscitare il suo interesse e la sua motivazione.
Tramite suo papà si è interessato ad un impiego presso le _, doveva infatti informarsi presso il datore di lavoro ad inizio gennaio per poi contattarmi.
Davanti a persone non molto motivate, risulta difficile intravedere un progetto professionale che possa ridurre l'inabilità lavorativa. Infatti, incrementare la Capacità di Guadagno Residua (nel caso particolare già dell'83% in attività generiche) è possibile solo con una formazione superiore che implica notevole motivazione e impegno da parte dell'A.
L'A. aveva già dei contatti che, a suo dire, gli avrebbero permesso di trovare un impiego; siccome non mi ha più contattata, immagino sia riuscito a collocarsi professionalmente e comunque ritengo che abbia le capacità necessarie per inserirsi direttamente nel mercato del lavoro." (sottolineature del redattore, doc. _)
In conclusione, sulla scorta di quanto esposto sopra,
la decisione su opposizione contestata merita conferma, mentre il ricorso dev’essere respinto.