Decision ID: 3b851f81-f058-5f37-8e5e-981e68c9de88
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1960, consulente immobiliare presso la propria ditta _, nel maggio 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. 1 inc. AI).
Esperiti gli accertamenti medici, concludenti per un’inabilità in qualsiasi attività del 100% dal 1° gennaio 2010 e del 70% dal 1° febbraio 2011, ed economici (cfr. inchiesta per assicurati con attività professionale indipendente del 16 settembre 2011 in doc. 60 inc. AI), con decisione del 27 novembre 2011, preavvisata il 27 settembre 2011, l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita intera dal 1° gennaio 2011 (doc. 63 e per le motivazioni doc. 612 inc. AI).
La rendita è stata confermata, dopo revisione d’ufficio, con comunicazione del 31 agosto 2012 (doc. 68 inc. AI).
1.2. Avviata d’ufficio nel 2014 una nuova revisione, al fine di approfondire l’aspetto medico l’Ufficio AI ha incaricato il SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) di procedere ad una perizia pluridisciplinare. Nel relativo rapporto 30 giugno 2016 i periti hanno valutato un’abilità lavorativa del 60% nell’abituale attività di consulente immobiliare ed in attività adeguate dal dicembre 2012 (doc. 102 inc. AI), confermata con complementi peritali del 25 ottobre 2016 e 17 ottobre 2016 (doc. 115 e doc. 117 inc. AI).
Dopo aver eseguito un’altra inchiesta economica per persone con attività indipendente (cfr. rapporto 7 dicembre 2016 in doc. AI 119), con progetto di decisione del 10 febbraio 2017 l’Ufficio AI, determinato un grado d’invalidità del 40%, ha ridotto la rendita intera ad un quarto (doc. 122, per le motivazioni doc. 121 inc. AI).
Con osservazioni del 10 aprile, 24 maggio 2017 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha contestato la valutazione medico-teorica operata dall’amministrazione, ritenendo in particolare come la sua attività attualmente svolta non sia da considerare come leggera, allegando inoltre un certificato del suo medico curante (doc. 129 e 133 inc. AI).
Dopo aver ricevuto la presa di posizione del SAM e dei singoli periti specialistici, datata 17 agosto 2017, al succitato certificato (doc. 137 inc. AI), preso atto che non vi sono nuovi elementi clinici determinanti per una diversa valutazione medica (cfr. annotazioni 1° settembre 2017 del SMR, doc. 138 inc. AI), con la decisione contestata l’Ufficio AI ha confermato la riduzione della rendita da intera ad un quarto.
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso chiedendo di essere ritenuto inabile al lavoro in ogni attività nella misura del 60% con diritto ad una rendita del 75%. Ribadendo come la sua attività d’immobiliarista non sia da considerare come leggera, necessitando infatti di un certo impegno fisico ed intellettivo che non viene svolta solo in ufficio ma in gran parte al di fuori dello stesso, contesta la valutazione medica operata dall’Ufficio AI.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata, ritenendo corretta sia la valutazione medico-teorica che la definizione del grado d’invalidità.
1.5. Il 20 marzo 2018 l’assicurato ha ribadito le motivazioni ricorsuali (VIII) e con osservazioni 17 aprile 2018 l’amministrazione ha confermato la richiesta di reiezione del ricorso (X).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha ridotto la rendita da intera ad un quarto.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).