Decision ID: 196c999e-886f-5f10-adcc-fbaec6d917a2
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Il 14 settembre 2018 la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa) ha chiesto a RI 1 la restituzione di fr. 2'266.25 rilevando che:
" Dal 1° agosto 2018 al 31 agosto 2018 ha riscosso le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Dall'URC di _ siamo stati informati che durante il periodo dal 31 luglio 2018 al 15 agosto 2018 ha fatto un periodo di vacanza, non segnalato sul modulo IPA di agosto 2018, periodo durante il quale non aveva diritto a prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.
Abbiamo quindi proceduto alla correzione del conteggio e ne risulta la differenza di cui sopra.
La invitiamo, sulla base delle disposizioni dell'art. 106 LADI, a voler ottemperare ai suoi obblighi di informazione.
La preghiamo di rimborsarci tale importo entro 30 giorni, tramite l'allegata polizza di versamento. (...)” (Doc. 17)
1.2. Il 18 gennaio 2019 la Cassa ha parzialmente accolto l’opposizione inoltrata dall’assicurato (cfr. doc. 18) stabilendo che per il giorno 7 agosto 2018 l’indennità non deve essere restituita e rilevando in particolare:
" (...)
Riassumendo la nostra Cassa è in possesso di:
- un formulario "indicazione della persona assicurata" del mese di agosto 2018, il quale non è stato compilato in maniera corretta. Il Sig. RI 1 negando di essere stato in ferie e/o assente per altri motivi e non specificando i giorni di ferie, ha dichiarato il falso.
- due rapporti "Azioni di reinserimento" datati 30 luglio 2018 e 14 settembre 2018, i quali riportano entrambi quali date delle sue ferie - dal 31 luglio 2018 al 15 agosto 2018.
- dichiarazione da parte della ditta _ di _ inerente il colloquio presso di loro del 7 agosto 2018.
Ne consegue che, tramite la sua opposizione e la nostra successiva corrispondenza, il Sig. RI 1 ha potuto unicamente comprovare che il 7 agosto 2018 si trovava presso la ditta _ di _.
Tutti gli altri giorni e fatti da lui contestati non sono nè stati comprovati nè possono essere presi come delle giustificazioni.
Egli ha compilato e firmato il documento IPA di agosto 2018 e letto i rapporti dell'URC, senza contestarli o facendo fare un'aggiunta su questi rapporti nel momento opportuno.
Il Sig. RI 1 sostiene che la sua consulente dell'URC abbia rilasciato delle false asserzioni inerenti queste sue ferie. Ci si chiede per quale motivo, un/una consulente dell'URC dovrebbe rilasciare delle false informazioni concernenti un assicurato in generale e, in questo caso specifico, su ben due rapporti di "Azioni di reinserimento".
Per ciò che attiene la data d'inizio delle sue ricerche del 20 agosto 2018, il fatto che egli si sia messo d'accordo con la sua collocatrice per effettuarle a partire dal 20, poiché le ditte nel suo ramo erano chiuse, non comprova che egli non sia stato nel periodo precedente in ferie. Ad ogni modo, non tutte le ditte erano chiuse (vedi ad esempio _). Inoltre, qualora il Sig. RI 1 avesse inviato degli scritti prima di questa data, alla riapertura delle aziende, quest'ultime le avrebbero sicuramente lette.
A titolo abbondanziale, facciamo rilevare all'assicurato che egli non ha subito una sospensione come da lui sopra ribadito. In effetti, non è stata emessa alcuna decisione di sospensione da parte della Cassa in virtù dell'art. 30 cpv. 1 lett. e) LADI, il quale cita: "L'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se ha fornito indicazioni inveritiere o incomplete oppure ha violato altrimenti l'obbligo d'informare o di annunciare".
La Cassa disoccupazione CO 1 di _ ha emesso una decisione di restituzione in quanto è emerso che l'assicurato ha effettuato le ferie senza averle dichiarate alla Cassa.
Visto quanto sopra, la nostra Amministrazione può accogliere parzialmente l'opposizione dell'assicurato unicamente per il 7 agosto 2018. Questo giorno dovrà essere stornato e dedotto dalla decisione di restituzione del 14 settembre 2018.” (Doc. A)
1.3. Contro la decisione su opposizione l’assicurato ha inoltrato uno scritto al TCA denominato “domanda di condono restituzione”, nel quale si è così espresso:
" (...)
Desidero specificare che io non sapevo che non avevo diritto ad assentarmi il primo mese di disoccupazione, nonostante fossi nel periodo di attesa e la collocatrice signora _ quando le ho detto, durante il colloquio del 30 di luglio che sarei andato in vacanza non mi ha detto che non potevo. Io non ho indicato che ero stato in vacanza dal 30 luglio al 3 di agosto, sul foglio IPA di agosto 2018 perché sono andato via nel periodo di attesa e non pensavo di doverlo comunicare.
Se avessi voluto imbrogliare non avrei comunicato alla collocatrice che sarei andato via.
Alla testimonianza del signor _ che il 7 agosto 2018 sono stato da lui per un colloquio di lavoro aggiungo come prova che io sono tornato a casa, gli estratti conto della mia banca, che mostrano che il 6 di agosto ho fatto acquisti ad un supermercato di _, io abito a _, quindi vicino casa, 7 di agosto ho fatto benzina a _, otto di agosto ero a _, e a _.
Vi allego anche i movimenti del conto Post Finance di mia moglie di cui ho anche io la firma sul conto, che mostrano acquisti fatti a all'_ di _ e a _ otto ed il nove di agosto.
Vi invio la foto di una conversazione Whats app di mia moglie con una persona che chiedeva di me il 14 di agosto e la risposta di mia moglie che dice che avrei chiamata appena arrivato a casa e una foto con data del 15 di agosto scattata a _ dove ero andato il giorno di ferragosto con mia moglie.
Io più di questo, di quei giorni non riesco a ricostruire, quindi vi chiedo cortesemente di condonarmi la restituzione delle indennità, in quanto dovendo restituire tale importo sarei seriamente in difficoltà finanziarie dato che mia moglie in questo momento non lavora e la mia unica entrata.
Mi permetto di aggiungere che sono entrato in disoccupazione il primo di agosto 2018 e dal primo di novembre 2018 al 31 di gennaio 2019 ho lavorato con guadagno intermedio presso la ditta _ di _.
Ho concluso la disoccupazione il 31 di gennaio 2019 e sono stato assunto (accettando una paga inferiore a quella che percepivo nel mio impiego sino a luglio 2018) dalla _ a tempo indeterminato.
Penso da questo si possa dedurre che non sono una persona che se ne approfitta della disoccupazione semplicemente in trentotto anni che lavoro è stata la prima volta che sono andato in disoccupazione e non conoscevo tutte le regole.
Scusatemi se ripeto che se avessi voluto fare delle vacanze non dichiarandole alla cassa di disoccupazione non avrei detto alla collocatrice che sarei andato via ma io ero in buona fede.
Non so perché la signora _ abbia indicato 15 giorni di vacanza mi voglio augurare che sia stato un malinteso.
Vi chiedo quindi di condonarmi la restituzione delle prestazioni assicurative.” (Doc. I)
1.4. Il 13 febbraio 2019 il segretario del TCA ha assegnato all’assicurato un termine di 5 giorni per precisare se il suo scritto “è da intendere unicamente quale domanda di condono” (cfr. doc. II).
Il 16 febbraio 2019 l’assicurato ha risposto che “il ricorso è da intendere principalmente come domanda di condono”, ma ha pure precisato che:
" (...)
Chiedo inoltre nel caso in cui non sia accolto il condono, di accettare il ricorso rispetto ai giorni che mi vengono chiesti di restituire, almeno rispetto ai giorni che ho potuto provare di non essere in vacanza.” (Doc. III)
1.5. Nella sua risposta del 27 febbraio 2019 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva in particolare:
" (...)
Nel suo atto di ricorso, occorre innanzitutto rilevare che il Sig. RI 1, trasmette una nuova documentazione al vostro Tribunale, che non aveva mai inviato alla Cassa e/o alla nostra Amministrazione.
Questi documenti sono: - copia di una movimentazione del conto, presso la _, cointestato con sua moglie; - copie di 3 "dettaglio movimenti" della PostFinance, intestato alla moglie, dal quale l'assicurato asserisce di avere la firma.
In entrambi i conti si leggono alcuni acquisti effettuati in Ticino ed in Italia durante diversi giorni del mese di agosto 2018 ma tuttavia, non comprovano nella maniera più assoluta chi ha effettuato questi acquisti e/o la presenza dell'Assicurato in Svizzera e/o che egli sia in Svizzera sia in Italia o in un altro paese, non fosse in vacanza.
Inoltre, per ciò che attiene i giorni 14 e 15 agosto 2018, allega una foto che non comprendiamo pienamente, dove si vede una coppia con la scritta _ e il commento di, presumibilmente, la moglie, "Si, certo _, appena arriva _ ti chiamo" - cosa potrebbero comprovare. Spontaneamente, ci si può domandare: - Da dove arrivava il Sig. RI 1?
Visto quanto sopra, possiamo nuovamente riassumere che:
- la nostra Cassa è in possesso di un formulario "Indicazione della persona assicurata" (IPA) del mese di agosto 2018, il quale non è stato compilato in maniera corretta. Il Sig. RI 1 negando di essere stato in ferie e/o assente per altri motivi e non specificando i giorni di ferie, ha dichiarato il falso. L'Assicurato si scusa per questo, perché non lo sapeva, perché pensava che fossero giorni di attesa. Eppure le domande indicate al punto no 6) del formulario IPA sono chiare: Ha usufruito di giorni di ferie? È stata/o assente per altri motivi? - il Sig. RI 1 ha risposto per entrambi negativamente. Mentre nell'atto di ricorso del 4 febbraio 2019 ribadisce nuovamente ed in grassetto: "Se avessi voluto imbrogliare non avrei comunicato alla collocatrice che sarei andato in vacanza".
- In effetti, i due rapporti "Azioni di reinserimento" datati 30 luglio 2018 e 14 settembre 2018, riportano entrambi quali date delle sue ferie - dal 31 luglio 2018 al 15 agosto 2018, date, che dopo la decisione di restituzione, sono state contestate dall'assicurato.
- I due rapporti "Azioni di reinserimento" non sono stati fatti firmare all'assicurato poiché la consulente dell'URC, Sig.ra _, non lo ha ritenuto necessario ed inoltre, da nuove direttive dell'Ufficio Giuridico, non esiste più questo obbligo. Tuttavia, in entrambi i casi, le date delle vacanze inerenti il Sig. RI 1, risultano essere dal 30 luglio 2018 al 15 agosto 2018.
- Il Sig. RI 1 sostiene, nel primo rapporto (30 luglio 2018) di non avere dato importanza alle date delle vacanze riportate dalla collocatrice e di avere firmato questo documento (vedi opposizione del 17 settembre 2018); nel secondo, del 14 settembre 2018, di essersi rifiutato di firmarlo poiché le ferie indicate non corrispondevano alla realtà. Tuttavia, entrambi i rapporti non sono stati fatti firmare proprio dalla consulente stessa (vedi terzo punto di questo nostro riassunto).
- La dichiarazione da parte della ditta _ di _ inerente il colloquio presso di loro del 7 agosto 2018, conferma che il Sig. RI 1, in quel giorno non stava facendo vacanza ed era in Svizzera.
- Le ricerche di posti di lavoro, il Sig. RI 1 le ha iniziate nuovamente ad eseguire dal 20 agosto 2018, poiché secondo la consulente egli aveva notificato le ferie dal 30 luglio 2018 al 15 agosto 2018 ed inoltre, in quel periodo, le aziende nel settore edile erano chiuse per ferie.
- Secondo il Sig. RI 1, la Sig.ra _ gli ha comunicato di eseguire le ricerche di posti di lavoro del mese di agosto 2018 a partire dal giorno 20, poiché le ditte nel suo settore erano chiuse per ferie.
Considerate le incongruenze emerse di continuo, sia inizialmente sia nella successiva corrispondenza da parte dell'assicurato, tenuto conto dei due rapporti "Azioni di reinserimento" che ribadiscono come date di ferie dell'assicurato - dal 30 luglio 2018 al 15 agosto 2018 - precisato che le ferie possono essere state effettuate sia all'estero sia in territorio Svizzero oppure in parte all'estero ed in parte in Svizzera (si può fare vacanza anche senza spostarsi dal proprio domicilio), la nostra Amministrazione non può che riconfermarsi nella sua posizione ed attenersi a quanto ribadito dall'URC.
A titolo abbondanziale rileviamo nuovamente che il Sig. RI 1 ha sostenuto che la sua consulente dell'URC ha rilasciato delle false asserzioni inerenti queste sue ferie. Ci si chiede per quale motivo un/una consulente dell'URC dovrebbe rilasciare delle false informazioni concernenti un assicurato in generale e, in questo caso specifico, su ben due rapporti di "Azioni di reinserimento".
In considerazione di quanto sopra, ci confermiamo nuovamente nella nostra posizione e si chiede quindi la reiezione del ricorso protestando le spese e le ripetibili.
Per ciò che attiene la domanda di condono, successivamente alla crescita in giudicato della sentenza emanata dal vostro lodevole Tribunale, sarà, se lo fosse necessario, premura della nostra Cassa disoccupazione di inviare la domanda di condono del Sig. RI 1 alla Sezione del Lavoro di Bellinzona.” (Doc. V)
1.6. Il 28 febbraio 2019 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. VI),
Il 6 marzo 2019 l’assicurato ha inviato uno scritto del seguente tenore:
" Presento come ulteriore mezzo di prova della mia presenza al mio domicilio nel periodo in cui mi si attribuisce di essere stato in ferie, la testimonianza della signora _.
Inoltre mi permetto di fare le mie osservazioni in merito alla risposta inoltratavi dal signor _ della Cassa CO 1.
I primi di luglio 2018 ho avuto un colloquio con la ditta _, che mi assicurava assunzione come capo operaio per settembre 2018, vi allego il contratto firmato con l'agenzia che aveva fatto da tramite.
A fine luglio mi è stato comunicato che I' assunzione non sarebbe più avvenuta.
Il 30 di luglio ho avuto il colloquio con la collocatrice signora _ alla quale ho comunicato la situazione ed ho detto che sarei stato via in vacanza per qualche giorno ma non ho specificato la durata della mia assenza. In quella occasione la signora _ non mi ha detto che non avevo diritto a fare vacanze.
Io lavoro da quando avevo 15 anni e adesso ne ho 53 ed era la prima volta che ero in disoccupazione, non sapevo che nonostante fossi in periodo di attesa, cioè per dieci giorni e non avrei percepito indennità, non potessi allontanarmi dal mio domicilio.
Mi sono assentato dal 30 luglio al 3 di agosto.
Il 7 di agosto sono passato dalla ditta _ sperando di trovare qualcuno per avere spiegazioni riguardo all'annullamento del contratto firmato, ho trovato il signor _ che mi ha detto che la posizione di capo operaio non era disponibile, in quanto la persona che avrei dovuto sostituire sarebbe rimasta ma che se mi fossi accontentato di un' impiego da operaio mi avrebbe assunto da settembre, io ho subito accettato, il 20 di agosto sono passato in ditta che era aperta per mettermi d'accordo per il contratto e mi è stato detto che lo preparavano e avremmo firmato dopo due giorni, invece il giorno successivo il signor _ mi ha telefonato comunicandomi che per motivi interni non potevano assumermi. Tutto questo io l'ho comunicato alla collocatrice durante il secondo colloquio, ma evidentemente non è stato tenuto in considerazione ed io per la signora sarei stato in vacanza.
Io non sono un avvocato, sono un idraulico, CO 1 mi accusa di incongruenze in quello che ho scritto e respinge le prove che ho mandato (prelevamenti con la mia carta personale vicino casa mia) non credo di avere molte possibilità di mostrare la mia buona fede con la Cassa disoccupazione che è evidentemente di parte, non ho neanche la possibilità economica di fare una causa civile a questo riguardo, voglio semplicemente concludere con queste considerazioni:
Viene ripetuto dal signor _: "che motivo avrebbe avuto la signora _ a rilasciare false informazioni concernenti un assicurato".
Ebbene mi permetto di rispondere che un motivo potrebbe essere che la signora è molto zelante nel suo lavoro di cercare di far pagare meno indennità possibili alla Cassa oppure che semplicemente non ha veramente capito che io non avrei fatto tutti quei giorni di vacanze ed è rimasta sulla sua posizione anche di fronte alle prove presentate.
Vorrei io quindi chiedere all'CO 1, perché la signora _ durante il primo colloquio non mi ha comunicato che io non avevo diritto a fare neanche un giorno di ferie?
Ribadisco che io al primo di agosto sono entrato in disoccupazione, a fine settembre ho iniziato il corso _, ad ottobre ho fatto tre settimane di _, lavorato gratuitamente per una ditta.
Da novembre a gennaio ho avuto un contratto con guadagno intermedio e da febbraio sono assunto con contratto indeterminato.
Sono deluso che la mia parola di onesto lavoratore per CO 1 non valga nulla.
Confidando pienamente che il tribunale di appello possa valutare obbiettivamente le prove mandate e la situazione esposta secondo le mie capacità.” (Doc. VII)
Il 13 marzo 2019 la Cassa al riguardo si è così espressa:
" Nello scritto citato a margine, l'Assicurato ribadisce nuovamente i fatti avvenuti con la ditta _, episodi già chiariti esaustivamente nella nostra decisione di opposizione come pure nella nostra risposta trasmessa al vostro lodevole Tribunale.
Dall'ulteriore mezzo di prova (le presunte prove il Sig. RI 1 non le ha mai inviate in precedenza e/o in sede di opposizione), si evince unicamente che egli ha festeggiato il 15 agosto 2018 a _ e che egli il 14 agosto 2018 era a _.
Tuttavia, come già comunicato nella nostra risposta di causa, che egli fosse in ferie all'estero oppure in Svizzera (oppure parzialmente via e poi in Svizzera) non significa che egli non fosse in vacanza.
Il Sig. RI 1, nel suo atto di ricorso ha ribadito: "Se avessi voluto imbrogliare non avrei comunicato alla collocatrice che sarei andato in vacanza", per cui egli stesso ha confermato le ferie ed, inoltre, vi sono ben due rapporti "Azioni di reinserimento", nei quali risultano le ferie dal 30 luglio 2018 al 15 agosto 2018.
Il "non lo sapevo", il "non avere dato importanza", non possono essere giustificativi validi; nel dubbio, ci si informa, si chiede e poi si agisce di conseguenza.
(...).
Le incongruenze emerse di continuo, non sono da riportare ad una professione (avvocato oppure idraulico, ecc), come ha cercato di fare l'Assicurato bensì a quello che si comunica e a come ci si comporta.
Inoltre, a tutt'oggi, non ci risulta che l'assicurato abbia proceduto legalmente contro la Sig.ra _.” (Doc. IX)
Lo scritto del 14 marzo 2019 è stato inviato all’assicurato per conoscenza (cfr. doc. X).
1.7. Il responsabile cantonale della Cassa, _, rispondendo a una richiesta del TCA, il 27 marzo 2019 ha precisato che:
" (...)
In seguito alla nostra decisione su opposizione, l’importo da restituire si riduce a Frs. 2'060.25 netti.
(...)” (Doc. XI)
1.8. Il doc. IX è stato trasmesso per conoscenza al ricorrente (cfr. doc. XII).
1.9. Il 16 aprile 2019 il responsabile cantonale della Cassa, dando seguito a quanto richiesto da questo Tribunale, ha comunicato:
" (...)
in data 03.9.2018 l’assicurato ha ricevuto 13 indennità di disoccupazione (23 indennità – 10 giorni di attesa) per un importo lordo di Frs. 2'913.30 e netto di Frs. 2'678.30
in data 17.9.2018 la cassa ha stornato il pagamento richiedendo in restituzione 11 indennità (dal 1. al 15 agosto 2018) per un importo di restituzione di Frs. 2'266.25 – in pratica sono state pagate solo 2 indennità per un totale lordo di Frs.448.20 e netto di Frs. 412.05.
In seguito alla nostra decisione su opposizione, considerato che 1 giorno è stato giustificato, l’ammontare della restituzione si riduce a Frs. 2'060.25 netti.
(...)” (Doc. XIII)
Sono inoltre stati allegati i due conteggi effettuati il 3 e il 17 settembre 2018 (cfr. doc. XIII1; XIII2).
1.10. I doc. XIII + 1/2 sono stati inviati per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. XIV).

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se RI 1 deve o meno restituire l’importo di fr. 2'060.25 corrispondente ad indennità di disoccupazione indebitamente percepite durante il mese di agosto 2018.
L'art. 95 LADI regola la restituzione di prestazioni. Secondo il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25 LPGA, ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.
Dal 1° aprile 2011 il tenore dell’art. 95 cpv. 1 LADI è il seguente:
" La domanda di restituzione è retta dall’articolo 25 LPGA ad eccezione dei casi di cui agli articoli 55 e 59cbis capoverso 4."
L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
I principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto l’egida di questa legge (cfr. STF 8C_938/2008 del 22 settembre 2009 consid. 3.1.; DTF 130 V 318 consid. 5).
L'obbligo di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 e DLA 2006 pag. 158).
La riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53 LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore (cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K 147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8 febbraio 2005).
Analogamente alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre a una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).
Più precisamente le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza (cfr. STF 8C_257/2011 del 14 giugno 2011 consid. 4).
Inoltre, l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2 LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).
Questi principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid. 1.1).
Circa l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione, ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, si veda pure la STFA C 24/01 e C 137/01 del 28 aprile 2003; STFA C 44/02 del 6 giugno 2002 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.
2.2. L’art. 9 cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti.
In virtù del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.
Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).
Secondo il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre che la legge non disponga altrimenti.
Riguardo all’art. 9 cpv. 4 LADI cfr. STF 8C_656/2014 del 10 novembre 2015, consid. 3.2.
2.3. L’art. 8 cpv. 1 LADI, relativo ai presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione, enuncia:
" L'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, se:
a. è disoccupato totalmente o parzialmente (art. 10);
b. ha subìto una perdita di lavoro computabile (art. 11);
c. risiede in Svizzera (art. 12);
d. ha terminato la scuola dell'obbligo, ma non ha raggiunto l'età AVS e non percepisce ancora una rendita di vecchiaia AVS;
e. ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (art. 13 e 14);
f. è idoneo al collocamento (art. 15) e
g. soddisfa le prescrizioni sul controllo (art. 17).”
L’art. 8 cpv 1 lett. g LADI prevede che l’assicurato ha diritto all’indennità di disoccupazione se soddisfa le prescrizioni sul controllo (art. 17).
L’art. 17 LADI stabilisce che:
" 1L'assicurato che fa valere prestazioni assicurative deve, con l'aiuto dell'ufficio del lavoro competente, intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione. In particolare, è suo compito cercare lavoro, se necessario anche fuori della professione precedente. Egli deve poter comprovare tale suo impegno.
2L'assicurato deve annunciarsi personalmente per il collocamento al suo Comune di domicilio o al servizio competente designato dal Cantone il più presto possibile, ma al più tardi il primo giorno per il quale pretende l'indennità di disoccupazione, e osservare da quel momento le prescrizioni di controllo emanate dal Consiglio federale.2
3L’assicurato è tenuto ad accettare l'occupazione adeguata propostagli. È obbligato, su istruzione dell'ufficio del lavoro competente, a:
a. partecipare a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro atti a migliorare la sua idoneità al collocamento;
b. partecipare a colloqui di consulenza e sedute informative nonché a consultazioni conformemente al capoverso 5; e
c. fornire i documenti necessari per valutare l'idoneità al collocamento o l'adeguatezza di un'occupazione.
4Il Consiglio federale può esonerare parzialmente dai loro obblighi gli assicurati di lunga durata e di una certa età.
5L'ufficio del lavoro può, in singoli casi, indirizzare l'assicurato a istituzioni pubbliche o di pubblica utilità idonee per consultazioni di ordine professionale, sociale, psicologico o in materia di migrazione, se è accertato che questa misura è opportuna. Queste istituzioni ricevono un'indennità stabilita dall'ufficio di compensazione.”
L’art. 27 OADI prevede invece che:
" 1Dopo 60 giorni di disoccupazione controllata durante il termine quadro, l'assicurato ha diritto a cinque giorni consecutivi senza controllo, che può scegliere liberamente. Durante i giorni esenti dall'obbligo di controllo non deve necessariamente essere idoneo al collocamento, ma deve adempiere gli altri presupposti da cui dipende il diritto all'indennità (art. 8 LADI).
2Sono considerati giorni di disoccupazione controllata quelli durante i quali l'assicurato adempie i presupposti da cui dipende il diritto all'indennità.
3L'assicurato deve informare con almeno 14 giorni di anticipo il servizio competente della sua intenzione di prendere i giorni esenti dall'obbligo di controllo cui ha diritto. Se poi rinuncia ad avvalersene senza motivo scusabile, tali giorni sono nondimeno considerati presi. I giorni esenti dall'obbligo di controllo possono essere presi soltanto in blocchi settimanali.
4L'assicurato che, durante un guadagno intermedio, prende le vacanze cui ha diritto in virtù del contratto di lavoro conserva anche per questo periodo il diritto a pagamenti secondo l'articolo 41a. I giorni di vacanza presi durante il guadagno intermedio sono dedotti dai giorni esenti dall'obbligo di controllo accumulati sino all'inizio delle vacanze.
5L'assicurato che partecipa a un provvedimento inerente al mercato del lavoro può disporre, durante questo periodo, di un numero di giorni esenti dall'obbligo di controllo non superiore a quello cui dà diritto la durata complessiva del provvedimento. I giorni esenti dall'obbligo di controllo possono essere presi soltanto d'intesa con il responsabile del programma.
6L'assicurato non può prendere giorni esenti dall'obbligo di controllo né immediatamente prima né durante né immediatamente dopo il suo soggiorno all'estero (art. 64 del regolamento (CE) n. 883/20042). Al suo ritorno, deve presentarsi personalmente al servizio competente e farvi valere il proprio diritto ai giorni esenti dall'obbligo di controllo.”
2.4. Nell’evenienza concreta dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 si è iscritto in disoccupazione il 27 luglio 2018 con effetto dal 1° agosto 2018 (cfr. doc. 1; 5).
In occasione del primo colloquio del 30 luglio 2018 tra l’assicurato e la sua consulente del personale, _, dell’Ufficio regionale di collocamento di _ (in seguito URC), quest’ultima, nel formulario “Azioni di reinserimento”, ha indicato tra l’altro:
" Vacanze dal 31.07.2018 al 15.08.2018” (Doc. 20)
Il 20 agosto 2018 l’insorgente ha compilato e firmato il modulo “Indicazioni della persona assicurata per il mese di agosto 2018” (IPA) destinato alla Cassa.
Alla domanda n. 6 “Ha usufruito di giorni di vacanze?” egli ha risposto negativamente (cfr. doc. 15).
Di conseguenza la Cassa, il 3 settembre 2018, ha allestito un conteggio per il mese di agosto 2018 stabilendo che le indennità giornaliere indennizzabili erano 13 (23 giorni controllati – 10 giorni di attesa), corrispondenti - ritenuto un guadagno assicurato di fr. 6'947.-- - a fr. 2'678.30. Tale importo è stato corrisposto al ricorrente (cfr. doc. XIII1; XIII).
Il 14 settembre 2018 la consulente del personale ha inviato alla Cassa il seguente messaggio di posta elettronica:
" Vedo dall’IPA di agosto consegnato dall’assicurato che lo stesso ha dimenticato di segnalare le vacanze dal 31.07.2018 al 15.08.2018.
Ricordo nuovamente all’assicurato i suoi doveri.
(...)” (Doc. 16)
Il medesimo giorno ha avuto luogo un nuovo colloquio di consulenza. _, nel formulario “Azioni di reinserimento”, ha annotato:
" Ricordiamo l’assicurato che suo dovere informare la cassa in caso di assenze per ferie; nel formulario consegnato per il mese di agosto non ha indicato i giorni di ferie dal 31.07.2018 al 15.08.2018 comunicati durante l’ultimo incontro.” (Doc. 20)
A seguito della comunicazione da parte dell’URC la Cassa, il 14 settembre 2018, ha rivisto la propria precedente decisione informale (conteggio del 3 settembre 2018; cfr. STF 8C_766/2015 del 23 febbraio 2016 consid. 4.3.; STF C 253/06 del 6 novembre 2007 consid. 3.1 e 3.3; STF C 251/06 del 22 novembre 2007 consid. A; DTF 132 V 412 consid. 5; DTF 134 V 145 consid. 5.3.2; STCA 38.2012.66 del 4 novembre 2013; STCA 38.2013.27 del 24 luglio 2013) e ha chiesto all’assicurato la restituzione dell’indennità di disoccupazione per il periodo in cui ha effettuato delle vacanze (cfr. doc. 17).
Considerando il periodo di vacanza dal 1° al 15 agosto 2018, la Cassa ha stabilito che i giorni controllati nel mese di agosto 2018 erano 12. Dopo deduzione dei 10 giorni di attesa è risultato che le indennità giornaliere indennizzabili erano 2 per un importo di fr. 448.20. Avendo già percepito fr. 2'678.30, la somma da rimborsare è stata determinata in fr. 2'266.25 (fr. 2'678.30 – fr. 448.20; cfr. doc. 17; XIII; XIII2).
L’assicurato, all’opposizione del 17 settembre 2018 interposta contro l’ordine di restituzione, in cui ha in particolare asserito che l’indicazione secondo cui sarebbe stato in vacanza dal 31 luglio al 15 agosto 2018 non corrisponde alla realtà, in quanto è partito il 30 luglio sera ed è rientrato la sera di venerdì 3 agosto 2018 (cfr. doc. 18), ha annesso una dichiarazione del 18 settembre 2018 della ditta _ di _ da cui emerge:
" Con la presente confermiamo di aver intrattenuto un colloquio di lavoro con il sig. RI 1, _1966, Via _, _, in data 07.08.2018 in relazione ad un’eventuale assunzione presso la nostra azienda.” (doc. 18)
Il 19 settembre 2018 la consulente del personale, invitata dalla Cassa a prendere posizione in merito all’affermazione dell’insorgente secondo cui il periodo di vacanza dell’assicurato si sarebbe limitato al periodo 30 luglio – 2 agosto 2018, si è così espressa:
" (...) con riferimento all’assicurato in oggetto, quanto ti posso comunicare è che durante il primo colloquio del 30.07.2018 l’assicurato ha informato che si sarebbe assentato per vacanza dal 31.08.2018 al 15.08.2018 (vedi verbale allegato).
Da un controllo IPA di agosto consegnato alla cassa, ho notato che lo stesso non aveva indicato i giorni di vacanza, come esplicitamente richiesto al punto 6 del modulo (vedi allegato IPA)
Così che durante il colloquio del 14.09.2018 ho ricordato all’assicurato i suoi doveri di informazione e notifica, nello specifico che l’assenza per vacanze doveva essere notificata nel formulario (vedi verbale allegato).
Faccio inoltre notare che la scheda delle ricerche presentata al nostro ufficio per il mese di agosto, riporta ricerche prevalentemente svolte di persona, unicamente nei giorni 20.08.2018 e 21.08.2018. (vedi ricerche allegate) nessuna ricerca dal 02.08 al 17.08.2018, e non è citata la ricerca svolta presso _ del 07.08.2018.
Quindi per quanto ci riguarda, prendiamo atto della comunicazione dell’assicurato ricevuta in data 18.09.2018 (vedi allegato), e lasciamo a voi giudicare se effettivamente lo stesso era assente oppure no e durante quale periodo.” (Doc. 19)
Il 2 novembre 2018 la consulente del personale ha risposto ad alcune domande del 24 ottobre 2018 della Cassa (cfr. doc. 34) come segue:
" (...)
1) Non ho fatto sottoscrivere l’azione di reinserimento del 30.07.2018 perché non necessario (come da nuove direttive dell’ufficio giuridico);
2) la prima pagina dell’azione di reinserimento riporta la dicitura “firma della persona in cerca d’impiego” mentre sulle pagine successive questa dicitura non figura (impostazione standard del documento);
3) Le ricerche del mese di agosto sono state valutate sufficienti tenendo conto che:
- l’assicurato in data 30.07.2018 aveva notificato vacanza dal 31.07.2018 al 15.08.2018;
- le aziende del settore erano chiuse per ferie durante il periodo di assenza dell’assicurato;
- il numero di ricerche presentato per quantità e per qualità erano sufficienti.” (Doc. 35)
Il 16 novembre 2018 l’assicurato ha preso posizione al riguardo facendo valere di non avere mai specificato di essere stato in vacanza sino al 15 agosto 2018 e di non avere firmato il formulario “Azioni di reinserimento” del 14 settembre 2018, poiché la sua consulente attestava il falso nei suoi confronti.
Egli ha precisato, da un lato, che quest’ultima gli avrebbe detto di riprendere le ricerche di lavoro alla data di riapertura dell’edilizia il 20 di agosto, visto le ferie di agosto. Dall’altro, che comunque si è attivato ugualmente e di essere passato presso la ditta _ il 7 agosto 2018.
L’insorgente ha infine osservato che a quel momento stava lavorando in virtù di un contratto di tre mesi per la ditta _ di _ con ottime prospettive di essere assunto a tempo indeterminato dal febbraio 2019, come pure di aver reperito da sé tale impiego recandosi presso la ditta e accordandosi con il proprietario (cfr. doc. 37).
La consulente del personale, interpellata al riguardo dalla Cassa, il 7 dicembre 2018 ha specificato:
" (...) lo strumento “azione di reinserimento” è stato introdotto contestualmente alla nuova strategia URC per la gestione delle PCI orientata al risultato nel maggio 2017.
Non è previsto un obbligo sistematico di firma dell’azione di reinserimento per ogni incontro che viene svolto. La scelta viene fatta di volta in volta a dipendenza del contenuto o della rilevanza delle informazioni, in particolare viene richiesta in caso vengano impartite particolari istruzioni all’assicurato.” (Doc. 39)
Con decisione su opposizione del 18 gennaio 2019 la Cassa ha parzialmente accolto l’opposizione dell’assicurato contro l’ordine di restituzione del 14 settembre 2018, riducendo l’importo da rimborsare da fr. 2'266.25 a fr. 2'060.25, in quanto l’indennità del giorno 7 agosto 2018 - vista la ricerca presso la ditta _ - è stata correttamente versata (cfr. doc. A; XIII; consid. 1.2.).