Decision ID: e861eb50-0f04-5e0f-af6d-070b4ed8cf3c
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. L’attore e il convenuto a partire dal 1988 hanno condiviso degli uffici al numero _ di via _ a _, suddividendosi le spese di locazione ed altri oneri comuni connessi all’esercizio della professione legale.
Con il tempo l’attore ha spostato a _ il centro dei propri interessi professionali, diminuendo perciò la propria presenza negli uffici di _. Nel contempo i rapporti personali tra le parti si sono progressivamente deteriorati sino a che il convenuto il 17 febbraio 1995 ha fatto pubblicare sul quotidiano _ un annuncio economico del seguente tenore:
“lo studio legale e notarile dell’avv. _, annuncia l’immediata cessazione di ogni collaborazione professionale con l’avv. _. Egli non fa più parte dello Studio di _ ”
B. Ritenendosi leso nella propria personalità dal suddetto annuncio, l’attore procede nella presente causa per il risarcimento del pregiudizio che ne sarebbe derivato, nonché per la liquidazione delle posizione di dare e avere rimaste pendenti dopo la cessazione dei suoi rapporti con lo studio di Lugano. Invocando gli art. 41 e segg., 97 e segg. CO, nonché gli art. 28 e segg. CC, egli lamenta in particolare un danno di fr. 8’000.-- per torto morale, di fr. 10’000.-- per perdita di immagine, di fr. 10’000.-- di mancati introiti per suoi clienti che si sarebbero in seguito rivolti al convenuto, di fr. 10’000.-- per goodwill, di fr. 3’000.-- in restituzione, pur considerato il deprezzamento, della quota parte di investimenti di uso comune da lui pagati e di fr. 1’014.90 per le conversazioni telefoniche effettuate nel 1993 e 1994.
A fronte di un pregiudizio complessivo superiore a fr. 42’000.--, l’attore ha tuttavia limitato la richiesta di causa a fr. 15’000.-- oltre interessi, in considerazione delle difficoltà nella quantificazione del pregiudizio e di eventuali eccezioni compensatorie del convenuto.
C. Il convenuto si è opposto alla petizione rilevando innanzitutto che l’attore, a partire dal 1993, dopo avere trasferito a _ il baricentro della propria attività, avrebbe sistematicamente omesso di pagare il contributo forfetario pattuito di fr. 300.-- al mese per i servizi mantenuti a sua disposizione a _, per il che il resistente vanterebbe ancora un credito di fr. 7’200.--. Quo all’inserzione contestata, la stessa sarebbe stata conforme alla volontà dell’attore, il quale avrebbe desiderato che fosse resa pubblica la cessazione della loro collaborazione professionale. Contestate sarebbero comunque tutte le voci di danno, da compensare, nella denegata ipotesi che fossero ritenute fondate, con il predetto credito del convenuto di fr. 7’200.--.
D. Nel giudizio qui impugnato il Pretore, riassunti i fatti rilevanti, ha ammesso il carattere illecito dell’annuncio fatto pubblicare dal convenuto, essendo atto ad ingenerare in un lettore medio la sensazione che il convenuto avesse licenziato in tronco l’attore.
Le pretese dell’attore sarebbero nondimeno giustificate limitatamente a fr. 2’500.-- di torto morale e fr. 1’014.90 per il costo delle conversazioni telefoniche, ma dovendosi ammettere un maggior credito del convenuto di fr. 6’600.-- per la disponibilità concessa all’attore degli uffici di _ durante il 1993 e il 1994, nulla potrebbe essere attribuito al procedente.
E. Con l’appello l’attore chiede la riforma della sentenza pretorile nel senso di ammettere la petizione. Posto, a giusta ragione, il carattere lesivo della pubblicazione dell’annuncio, il Pretore avrebbe erroneamente limitato l’indennizzo del torto morale subito a fr. 2’500.--, ammontando lo stesso almeno a fr. 5’000.--. L’appellante ha per il resto riproposto le voci dell’asserito danno, contestando inoltre l’esistenza della pretesa compensatoria del convenuto relativa al contributo di fr. 250.-- o fr. 300.-- mensili alle spese dello studio di _ durante il 1993 e il 1994.
F. Delle osservazioni del convenuto al gravame, del quale è chiesta la reiezione con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1. La natura illecita del comportamento del convenuto non è più litigiosa a questo stadio della causa, che si limita perciò alla disamina delle altre premesse per l’accoglimento delle pretese risarcitorie dell’attore.
2. La prima censura dell’appellante concerne l’indennizzo per il torto morale subito, che egli, ritenendo insufficienti i fr. 2’500.-- accordatigli dal Pretore, vorrebbe vedere aumentato a fr. 5’000.--.
Il Tribunale federale, preso atto che ogni uomo reagisce in modo diverso -chi più chi meno- ad una violazione della sua personalità, ha recentemente stabilito che colui che intende far valere una pretesa a titolo di torto morale deve senz’altro allegare e provare le circostanze soggettive dalle quali si può dedurre, dalla grave lesione oggettiva subita, la sua sofferenza morale; non è perciò sufficiente che in base alla comune esperienza una violazione della personalità possa in generale comportare una certa sofferenza (DTF 120 II 98 cons. 2b; RJN 1992 p. 76; Bucher, Personnes physiques et protection de la personnalité, Basilea e Francoforte sul Meno 1995, n. 603), ma occorre invece, cumulativamente, l’allegazione e la dimostrazione della sofferenza morale subita (II CCA 21 luglio 1999 in re A./R., 13 ottobre 1997 in re R./B.).
Nel caso di specie non risulta dai memoriali introduttivi dell’attore che egli abbia allegato i motivi e gli elementi giustificanti una sua sofferenza, ma al contrario che egli si è limitato a sostenere che l’agire del convenuto costituiva una grave offesa al suo onore personale e professionale, senza mai addurre che egli ne aveva soggettivamente sofferto in una qualche misura (petizione, punto 14.1, pag. 7; replica, pag. 4, 5, 6).
Ne consegue che la pretesa non solo non può essere aumentata nel senso auspicato dal ricorrente, ma che la stessa doveva invece essere del tutto disattesa dal Pretore.
3. L’attore ripropone anche in questa sede la tesi dell’esistenza di un pregiudizio economico di fr. 10’000.-- determinato da un’asserita perdita di clienti (appello, punto 3.2, pag. 6, con rinvio al punto 14.2 della petizione, pag. 7 e 8).
La pretesa è sicuramente infondata: a prescindere dal fatto che nella nebulosa esposizione di cui alla petizione nemmeno è dato di capire che la pretesa riguarderebbe la perdita di clienti, l’attore poteva e doveva motivare concretamente la sua richiesta indicando i nominativi dei clienti che hanno rinunciato al mandato in conseguenza dell’episodio, indicando altresì l’ammontare dei presumibili onorari persi.
Il procedente si è invece limitato ad addurre che la sua immagine si sarebbe offuscata agli occhi dei clienti, ma neppure ha tentato di sostenere che anche uno solo di essi avrebbe rescisso il mandato per il motivo in questione.