Decision ID: f8f9566c-185b-50bc-89db-de37690cc09e
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che a carico
di AP 1
è
pendente una
procedura di pignoramento
per gli importi di fr. 1555.65 (esecuzione n. 461
328),
fr.
1575.75 (esecuzione n. 465
371), fr. 2259.15 (esecuzione n. 493
164) e fr. 2902.35 (esecuzione n. 498
806);
che il 3 marzo 2005 l'Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Bellinzona ha chiesto alla Commissione tutoria regionale 14 di designare un tutore o un curatore incaricato di rappresentare AP 1 al pignoramento;
che il 7 marzo 2005 lo stesso AP 1 ha postulato l'istituzione di una curatela amministrativa e di rappresentanza (art. 392 seg. CC);
che durante un incontro avvenuto il 21 marzo 2005 con _, della Commissione tutoria regionale 14, AP 1 ha precisato come la sua richiesta si riferisse alle procedure di pignoramento pendenti;
che il 21 settembre 2005 la Commissione tutoria regionale ha istituito in favore di AP 1 una curatela di rappresentanza a norma dell'art. 392 n. 1 CC, nominando come curatore PI 1 con il compito di rappresentare il curatelato nella procedura di pignoramento (esecuzioni n. 465
371, 461
328, 493
164 e 498
806) e di presentare un rapporto a conclusione del mandato;
che AP 1 ha impugnato il 1
°
ottobre 2005 la decisione della Commissione tutoria davanti alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza, chiedendo di essere non rappresentato, ma soltanto accompagnato dal curatore davanti all'Ufficio di esecuzione e fallimenti, fermo restando l'obbligo per PI 1 di presentare un rapporto a fine mandato;
che, statuendo il 10 ottobre 2005, l'autorità di vigilanza ha respinto il ricorso senza prelevare tasse né spese e ha dichiarato la decisione immediatamente esecutiva, il pignoramento essendo previsto per il 18 ottobre 2005;
che contro tale decisione AP 1 è insorto con un appello (“ricorso”) del 15 ottobre 2005 a questa Camera, postulando la restituzione dell'effetto sospensivo al ricorso e criticando le attribuzioni del curatore;
che il memoriale non è stato oggetto di intimazione;
che il 28 ottobre 2005 l'appellante ha sollecitato la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso, comunicando di avere presentato ricorso nel frattempo alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello contro l'operato dell'ufficiale del Distretto di Bellinzona e di essersi visto conferire dal presidente della Camera effetto sospensivo il 14 ottobre 2005;
e considerando

in diritto:
che decisioni emesse dall'autorità di vigilanza sulle tutele sono impugnabili con appello entro venti giorni dalla loro notificazione (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2, cui rinvia l'art. 39 LAC), onde in concreto la tempestività del
“
ricorso
”
;
che la procedura è quella degli art. 307 segg. CPC, con le particolarità dell'art. 424
a
CPC;
che un appello deve contenere, fra l'altro, le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC), oltre ai motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC);
che, nondimeno, ove il tutelato insorga personalmente contro una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le richieste di giudizio e i motivi di impugnazione si desumano dall'insieme dell'esposto (
Geiser
in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 41 ad art. 420);
che nella fattispecie l'interessato dichiara di opporsi all'immediata esecutività della decisione presa dall'autorità di vigilanza;
che nella misura in cui postula la restituzione dell'effetto sospensivo al suo appello, l'interessato sollecita una decisione ormai senza interesse, egli medesimo ammettendo di avere ottenuto il rinvio del pignoramento a data da definire in seguito al provvedimento emanato il 14 ottobre 2005 dal presidente della Camera di esecuzioni e fallimenti;
che inoltre, comunque sia, l'emanazione dell'attuale giudizio rende senza oggetto la restituzione dell'effetto sospensivo, il quale non può evidentemente sussistere dopo la pronuncia della sentenza;
che, ciò premesso, per quanto attiene ai compiti del curatore l'appellante parrebbe contestare il mandato di rappresentanza, sostenendo che PI 1 non deve sostituirlo, ma limitarsi ad accompagnarlo davanti ai funzionari dell'Ufficio di esecuzioni e fallimenti, partecipando in sua presenza alle discussioni
“
sull'intero contenzioso esecutivo
”
;
che a norma dell'art. 418 CC
“
il curatore nominato per singoli affari deve uniformarsi esattamente alle istruzioni dell'autorità tutoria
”;
che in ogni modo, ove sia possibile, un curatore deve sempre – già per legge – chiedere l'avviso del curatelato prima di prendere decisioni importanti (art. 409 cpv. 1 CC per analogia), in difetto di che il curatelato può dolersi all'autorità tutoria (
Deschenaux/ Steinauer
, Personnes physiques et tutelle, 4a edizione, pag. 376 n. 989);
che quindi sarebbe superfluo prescrivere al curatore, nel caso in esame, di interpellare per quanto possibile il curatelato prima di rappresentarlo al pignoramento;
che non appare invece opportuno prescrivere al curatore di condurre necessariamente con sé il curatelato davanti ai funzionari dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti, l'appellante medesimo riconoscendo essersi verificati con costoro
“
inconvenienti incresciosi
”
(memoriale, pag. 2 in alto);
che in simili condizioni è molto meglio lasciare all'apprezzamento del curatore valutare se al pignoramento la presenza del curatelato sia indicata o se invece essa rischierebbe di rivelarsi controproducente;
che, di conseguenza, nella misura in cui tende a imporre la presenza del curatelato al curatore come indicazione vincolante nel senso dell'art. 418 CC, l'appello è destinato all'insuccesso;
che, visto l'esito del giudizio odierno, gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), ma che le difficili condizioni economiche di lui e il fatto ch'egli abbia agito senza l'ausilio di un patrocinatore inducono a prescindere da ogni prelievo;
che non si pone problema di ripetibili, l'appello non avendo formato oggetto di intimazione;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,