Decision ID: 2d0b8e42-f694-519b-9058-4cccf029c23d
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 15 febbraio 2002 la Cassa degli assegni familiari ha deciso quanto segue:
"
Le comunichiamo che ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 lett. c, della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età.
Dal 01.03.2002 non ha più diritto all'assegno citato (fr. 1132.-) poiché _ compirà i 3 anni il 23.02.2002. (...)" (Doc. _)
1.2. Contro questa decisione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
con la presente vorrei fare richiesta di una proroga dell'assegno di prima infanzia a favore di mia figlia, _, 23.02.1999, fino al mese di settembre 2002 data in cui potrà cominciare a frequentare la scuola dell'infanzia.
Trovandomi sola con due figli, non avendo nessun aiuto materiale e non avendo un'attività lucrativa mi trovo in grosse difficoltà economiche.
Nell'attesa di una vostra risposta, rimango a vostra completa disposizione per qualsiasi complemento di informazione e colgo l'occasione per porgere cordiali saluti." (Doc. _)
1.3. Nella sua risposta del 10 maggio 2002 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:
"
(...) Fino al 28.02.2002 a questa famiglia monoparentale con due figli è stato possibile riconoscere l'assegno di prima infanzia perché all'interno del nucleo familiare la figlia _ non aveva ancora compiuto i tre anni. La ricorrente beneficiava di complessivi fr. 2474.-, suddivisi in fr. 1342.- di assegni integrativi e fr. 1132.- di assegno di prima infanzia.
Secondo l'art. 33, cpv. 2, lett. c della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio o la figlia compie i tre anni di età.
Pur comprendendo le difficoltà riscontrate dalla ricorrente, principalmente per l'assenza di un reddito del lavoro, l'applicazione dell'art. 33, cpv. 2, lett. c è vincolante per la Cassa e non consente eccezioni.
Visto quanto precede si chiede quindi a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni di voler respingere il ricorso nella misura in cui chiede di prorogare fino al settembre 2002 l'erogazione dell'assegno di prima infanzia." (Doc. _)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Secondo l'art. 33 cpv. 2 lett. c LAF il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età.
2.3. Nella presente fattispecie la figlia dell'assicurata ha compiuto i tre anni il 23 febbraio 2002. Sulla base della disposizione legale citata (che non prevede nessuna eccezione) la Cassa ha giustamente soppresso il diritto all'assegno a partire dal
1° marzo 2002. La decisione impugnata deve dunque essere confermata. La famiglia della ricorrente continuerà comunque a beneficiare dell'assegno integrativo.
2.4. A titolo abbondanziale va ricordato che nel Messaggio del 18 dicembre 2001 relativo alla prima revisione della legge sugli assegni di famiglia, il Consiglio di Stato propone di introdurre una nuova prestazione nella LAF: il rimborso della spesa di collocamento del figlio.
I relativi articoli del disegno di legge hanno il seguente tenore:
"
Articolo 47a (nuovo)
A. Definizione e genere 'E' considerata spesa di collocamento del figlio quella che il
collocamento genitore o i genitori devono sostenere per affidare il figlio alla
cura di terzi durante l'esercizio di una attività lucrativa.
2
Il collocamento presso terzi è ammesso se il figlio è affidato
a:
a) un nido dell'infanzia autorizzato e riconosciuto
conformemente alla Legge per la protezione della maternità,
dell'infanzia, della fanciullezza e dell'adolescenza;
b) una famiglia diurna riconosciuta ai sensi della Legge per la
protezione della maternità, dell'infanzia, della fanciullezza e
dell'adolescenza.
Articolo
47b
(nuovo)
B. Diritto al rimborso della
Spesa 'Hanno diritto al rimborso della spesa di collocamento:
a) i genitori che beneficiano di un assegno integrativo o di prima
infanzia e che adempiono le condizioni legali ed economiche
per ottenere un assegno di prima infanzia;
b) i genitori che non beneficiano di un assegno integrativo o di
prima infanzia e che adempiono le condizioni legali ma non le condizioni economiche per ottenere un assegno di prima
infanzia, per la parte di spesa che supera il loro reddito
disponibile.
2
ll diritto al rimborso della spesa di collocamento del figlio
presso terzi è garantito fino all'accesso del figlio alla scuola
dell'infanzia ma ai massimo fino all'anno in cui il figlio compie i
quattro anni se egli non ha potuto oggettivamente accedere alla
scuola dell'infanzia in precedenza.
Articolo
47c
(nuovo)
C. Spesa di collocamento 'La spesa di collocamento rimborsata è definita dalla Legge per
rimborsata la protezione della maternità, dell'infanzia, della fanciullezza e
dell'adolescenza.
2
Per
il calcolo è determinante la situazione economica dei
genitori riferita al mese di collocamento del figlio presso terzi e
per il quale è richiesto il rimborso della relativa spesa.
Articolo
47d
(nuovo)
D. Procedura 'Chi intende chiedere il rimborso della spesa di collocamento
del figlio presenta una richiesta scritta alla Cassa cantonale per
gli assegni familiari.
2
La
richiesta deve essere corredata da documenti che
comprovano:
a) i periodi in cui il figlio è stato collocato presso terzi;
b) la spesa effettivamente sostenuta per il collocamento del
figlio;
c) l'esercizio di una attività lucrativa durante il tempo di
collocamento del figlio.
3
11 Regolamento di applicazione definisce i particolari.
Articolo
47e
(nuovo)
E. Termini per
chiedere
il
II rimborso della spesa di collocamento del figlio deve essere
rimborso richiesto entro un termine di tre mesi dall'emissione della
relativa fattura di collocamento."
(Messaggio citato pag. 125-126)
Al riguardo il Consiglio di Stato rileva in particolare quanto segue:
"
Il rimborso della spesa di collocamento è
garantito, di regola, fino al momento in cui il figlio accede alla scuola dell'infanzia: ciò che può avvenire - al più presto - dopo il compimento dei 3 anni di età: questa misura permette quindi di mitigare gli effetti provocati dalla sospensione del diritto all'assegno di prima infanzia che, come sappiamo, prevede una soglia di età rigida, fissata al compimento del terzo anno di età, anche se il bambino non necessariamente a questo momento può oggettivamente accedere alla scuola dell'infanzia.
Un esempio per migliore comprensione: se il bambino compie i 3 anni in gennaio, l'API sarà riconosciuto soltanto fino alla fine di questo mese, anche se - nella migliore delle ipotesi - il bambino sarà ammesso alla scuola dell'infanzia non prima del settembre dello stesso anno; nel caso in cui il bambino possa oggettivamente accedere alla scuola dell'infanzia a questo momento, la spesa per il collocamento sarà garantita fino alla fine del mese di agosto.
Considerato che taluni bambini non vengono ammessi alla scuola dell'infanzia, per mancanza di posti disponibili nelle strutture comunali esistenti, la spesa di collocamento del figlio può essere eccezionalmente rimborsata fino alla sua effettiva entrata alla scuola dell'infanzia, al massimo nell'anno di compimento dei 4 anni." (Messaggio citato pag. 108)
(...)
"
L'estensione del diritto al rimborso della spesa di collocamento al di là della soglia rigida dei tre anni applicata per l'API ha il pregio di costituire una
soluzione ponte
fra questi due servizi dello Stato.
Da un Iato, gli orari praticati dalle scuole dell'infanzia non necessariamente si conciliano con gli orari lavorativi dei genitori (specialmente se presso il Comune di domicilio la scuola dell'infanzia non offre la refezione): i genitori sono quindi costretti a ricorrere ad un collocamento presso terzi nelle fasce orarie "scoperte"; d'altro canto, la scuola dell'infanzia (come d'altronde tutte le altre scuole degli altri livelli) restano chiuse durante le vacanze scolastiche, cosicché i genitori che lavorano - e normalmente godono al massimo di 4 o 5 settimane di vacanza all'anno - sono comunque tenuti a collocare il figlio presso terzi durante questi periodi.
Pur coscienti di questi problemi, siamo del parere che la loro soluzione debba essere ricercata nella legislazione scolastica o nella nuova LMI." (Messaggio citato pag. 110)