Decision ID: 48dae5d8-fd10-5604-ba5c-c637edcf61bd
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. Dal matrimonio tra _ e _ _ sono nati i figli _ (_1975) e _ (_1982). Con sentenza del 19 luglio 1991 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha sciolto il matrimonio per divorzio e ha omologato la convenzione sugli effetti accessori del divorzio sottoscritta dalle parti il 14 marzo 1991, che contempla, in particolare, l’attribuzione dei figli alla madre e l’obbligo per il padre di versare un contributo alimentare mensile indicizzato di fr. 1’200.–– per _ e di fr. 1’000.–– per _o, fino alla rispettiva maggiore età, riservato in entrambi i casi l’art. 277 cpv. 2 CC. L’accordo prevede inoltre l’aumento del contributo alimentare a favore di _ nella misura di fr. 200.–, a decorrere dal mese successivo il ventesimo anno del figlio primogenito.
B. Il 30 agosto 1993 _ ha avviato presso la Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud un’azione di modifica della sentenza di divorzio nei confronti dell’ex moglie (nel frattempo risposata _), chiedendo di essere liberato – a far tempo dal 1° settembre 1993 – dall’onere alimentare nei confronti del figlio _, riservato il ripristino di tale contributo in caso di interruzione dell’attività professionale o di ripresa degli studi. Egli ha offerto non di meno di aumentare il contributo alimentare a favore del figlio _ di fr. 200.–, a decorrere dal mese successivo a quello in cui sarebbe stato soppresso quello per il primogenito, riservati gli art. 276 cpv. 3 e 277 cpv. 2 CC. In via cautelare l’attore ha proposto la soppressione del contributo alimentare a favore del figlio _. L’attore ha fondato la richiesta sul fatto che a far tempo dal 1° settembre 1993 il figlio _ avrebbe intrapreso un’attività lavorativa quale praticante presso la _ di _, per un periodo di 18 mesi, con uno stipendio mensile di fr. 2’800.-- lordi per 13 mensilità, di modo che il figlio sarebbe economicamente autosufficiente, ritenuto che sino ad allora egli era studente presso la scuola di commercio.
C. All’udienza del 30 settembre 1993, indetta per la discussione cautelare, le parti hanno concordato di ridurre, in pendenza di causa, il contributo alimentare a favore del figlio _ a fr. 500.– indicizzati, con effetto al 1° ottobre 1993, e fino al raggiungimento della maggiore età. La convenuta ha inoltre aderito all’aggiunta della riserva relativa all’art. 276 cpv. 3 CC in merito al contributo a favore del figlio _o.
D. Con la risposta del 10 gennaio 1994 _ ha proposto la reiezione della petizione, non opponendosi all’eventuale modifica della sentenza di divorzio nel senso dell’accordo intervenuto all’udienza del 30 settembre 1993.
E. Nella replica del 25 gennaio 1994 l’attore si è confermato nelle precedenti tesi e domande, presentando una nuova istanza cautelare con cui ha chiesto l’immediata soppressione del contributo alimentare a favore del figlio _. L’istanza è stata respinta, inaudita parte, con decreto del 27 gennaio 1994. La convenuta ha rinunciato a duplicare.
F. All’udienza preliminare del 21 aprile 1994 le parti, ammessa l’acquisizione da parte del Pretore del certificato di salario aggiornato dell’attore, hanno rinunciato al dibattimento finale riconfermandosi nelle rispettive domande.
G. Statuendo il 10 agosto 1994, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e ha ridotto a fr. 600.– il contributo alimentare a favore di _, indicizzandolo, a far tempo dal 1° settembre 1993, ma riservando l’immediato ripristino del contributo di fr. 1’200.– come previsto al punto 2 della convenzione sugli effetti accessori del divorzio in caso di interruzione dell’attività professionale e di ripresa degli studi del figlio prima della maggiore età. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1’000.– sono state suddivise tra le parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.
H. Insorto contro la citata sentenza con un appello del 12 settembre 1994 _ chiede che, in riforma del giudizio impugnato, la petizione sia integralmente accolta. Il 4 ottobre 1994 _ ha proposto la reiezione del gravame e la conferma del giudizio pretorile.

Considerando
in diritto:
1. Il Pretore, pur considerando che con l’inizio dell’attività lavorativa la situazione del figlio _ dall’epoca del divorzio dei genitori era mutata in modo notevole, il giovane, già studente di commercio è stato assunto alla _ di _ per un periodo di pratica con uno stipendio lordo di fr. 2’800.-- per tredici mensilità, ha ritenuto adeguato ridurre il contributo alimentare versato dal padre a fr. 600.–– mensili, per tenere conto dei presumibili nuovi oneri del figlio (corsi linguistici, spostamenti in altre filiali) e della sua necessità di fare risparmi.
L’appellante sostiene che con un reddito di fr. 2’815.– e un fabbisogno di fr. 1’950.– mensili il figlio è perfettamente in grado di mantenersi, rimanendogli ancora una cospicua eccedenza con cui far fronte alle spese accresciute dovute alla sua entrata nel mondo lavorativo e cumulare risparmi. Il riconoscimento di fr. 600.– a titolo di contributo alimentare sarebbe per contro diseducativo. Egli contesta inoltre che il figlio avrebbe altre maggiori spese (per corsi linguistici e trasferte), le quali in realtà sarebbero – se del caso – a suo carico solo in minima parte.