Decision ID: c83f98f0-f5f6-459c-a4e7-95e447516661
Year: 2020
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_003
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

Fattispecie:
1. A._ è stata coinvolta in un incidente stradale in cui ha perso il primo
marito, il bambino di 8 mesi che portava in grembo e il fratello. In seguito al
grave politrauma ella dal 1991 ha beneficiato di una rendita d'invalidità
intera fino a inizio 1994 e successivamente di una rendita di 1⁄4 fino a
maggio 2009. L'ulteriore richiesta per prestazioni d'invalidità in seguito a
peggioramento presentata a giugno 2011 è stata respinta con decisione 21
novembre 2011.
2. Il 18 maggio 2015 A._ ha subito un infortunio (caduta con lesione del
tendine sovraspinato della spalla destra). L'assicuratore infortuni ha
riconosciuto a A._ un'IMI del 10 %, mentre il rifiuto di una rendita
LAINF è stato confermato con decisione di questo Tribunale S 19 81 del 25
agosto 2020.
3. Con domanda pervenuta il 2 novembre 2015 A._ si è (nuovamente)
annunciata all'Ufficio AI dei Grigioni per prestazioni d'invalidità. I medici
curanti attestavano dolori in varie parti del corpo e disturbi psichici
provocanti una piena incapacità lavorativa. Da ultimo, da aprile 2012
A._ ha lavorato all'80 % quale cameriera e accessoriamente come
donna di pulizie.
4. Il 23 agosto 2016 l'Ufficio AI ha incaricato il Servizio Accertamento Medico
(SAM) di Bellinzona per l'allestimento di una perizia pluridisciplinare. Gli
specialisti hanno visitato A._ tra novembre e dicembre 2016.
5. Il 12 marzo 2017 la madre di A._ ha perso la vita in un incidente
stradale causato da un terzo che ha invaso la corsia di contromano. Dopo
la perdita della madre, A._ è stata ricoverata nella Clinica B._ di
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X._ per disturbo depressivo ricorrente, episodio di media gravità in
atto, dal 4 al 24 aprile 2017 e dal 15 al 23 maggio 2017.
6. In base alla perizia SAM del 27 aprile 2017, secondo cui A._ viene
giudicata abile al lavoro complessivamente nella misura del 40 % (con
grado di capacità lavorativa parziale dal punto di vista oftalmologico del
70 %, da quello psichiatrico del 50 %, e da quello reumatologico del 60 %),
il 28 giugno 2017 l'Ufficio AI ha prospettato il rifiuto di una rendita giusta un
grado di invalidità del 36 %.
7. Contro il preavviso A._ ha sollevato delle obiezioni in data 16 agosto,
24 agosto e 19 settembre 2017, segnalando in particolare che la perizia
psichiatrica SAM sarebbe contraddetta dal rapporto dello psichiatra curante
Dr. med. C._ del 31 luglio 2017 attestante una piena inabilità lavorativa
a causa di un disturbo depressivo ricorrente, episodio attuale di media
gravità in atto. La perizia psichiatrica SAM sarebbe poi superata, visto che
la sua situazione psichica sarebbe peggiorata in seguito alla perdita della
madre avvenuta in data 12 marzo 2017 nell'incidente stradale che le
avrebbe rievocato il proprio incidente occorso anni prima. Inoltre, ella
sarebbe stata vittima di un'aggressione mentre era ricoverata alla clinica
B._. A._ ha in aggiunta inoltrato all'Ufficio AI una perizia
reumatologica del Dr. med. D._ dell'11 agosto 2016 allestita nella
procedura LAINF, nonché una RM dell'anca effettuata il 7 settembre 2017.
8. Con decisione 6 marzo 2019 l'Ufficio AI ha ritenuto, in sintesi, che la
documentazione inoltrata in fase di obiezione non sarebbe in grado di
cambiare la valutazione poggiante sulla perizia pluridisciplinare SAM.
Tuttavia, l'Ufficio AI ha proceduto al calcolo nel quadro del metodo misto
secondo il nuovo modello, giungendo così a un grado d'invalidità del 46 %
e assegnando quindi un quarto di rendita a partire dal 1° gennaio 2018.
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9. Avverso questa decisione, l'8 aprile 2019 A._ (qui di seguito:
ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei
Grigioni, chiedendo in via principale che il suo grado d'invalidità sia
considerato superiore al 70 % e che l'Ufficio AI venga quindi obbligato a
riconoscerle una rendita intera. In via subordinata ella chiedeva il rinvio del
caso all'amministrazione per organizzare una nuova perizia psichiatrica e
la fissazione di un termine non superiore a nove mesi per prendere una
nuova decisione da parte dell'amministrazione. In sintesi, la ricorrente
censurava che l'Ufficio AI avrebbe commesso una violazione dell'obbligo di
istruzione e un diniego di giustizia formale, non considerando l'evoluzione
negativa del caso e basandosi su una perizia superata. La sua incapacità
lavorativa, come attestato dal medico curante Dr. med. C._, sarebbe
totale. Nel reddito da valida non sarebbe poi stato considerato il reddito
accessorio di fr. 8'300.-- e in quello da invalida non sarebbe stata concessa
la riduzione del 25 %, sebbene ella a causa della sua situazione non riesca
a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato.
10. Nella risposta del 2 maggio 2019 l'Ufficio AI (qui di seguito: convenuto)
chiedeva il rigetto del ricorso rinviando alle motivazioni della decisione
impugnata.
11. Nella replica del 13 maggio 2019 la ricorrente si riconfermava nei suoi petiti,
mentre il convenuto con scritto del 16 maggio 2019 rinunciava all'inoltro di
una duplica.

Considerando in diritto:
1.1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui il ricorso è
ricevibile in ordine da questo competente Tribunale.
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1.2. Al convenuto va rimproverato di aver rinviato semplicemente alla decisione
impugnata e non aver presentato (una volta di più) una motivazione nella
presa di posizione in una procedura in lingua italiana.
2. Controverso è se il convenuto ha adempito il suo obbligo di istruzione e se
ha giustamente assegnato una rendita di 1⁄4 alla ricorrente invece di una
rendita intera, come richiesto nel presente ricorso.
3.1. Giusta l'art. 28 cpv. 2 della legge federale sull'’assicurazione per l’invalidità
(LAI; RS 831.20) l'assicurata ha diritto a una rendita intera se è invalida
almeno al 70 %, a tre quarti di rendita se è invalida almeno al 60 %, a una
mezza rendita se è invalida almeno al 50 % o a un quarto di rendita se è
invalida almeno al 40 %.
3.2. Secondo il principio inquisitorio l’assicuratore, parimenti al giudice, accerta
d'ufficio la fattispecie. Per quanto riguarda la procedura amministrativa,
l'art. 43 cpv. 1 frase 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) prescrive che l’assicuratore
esamina le domande, intraprende d’ufficio i necessari accertamenti e
raccoglie le informazioni di cui ha bisogno (per la procedura giudiziaria v.
art. 61 lett. c LPGA). Applicando una valutazione anticipata delle prove è
possibile rinunciare a ordinare ulteriori accertamenti, qualora si giunga alla
convinzione che questi non possono cambiare una fattispecie acclarata
con il grado della verosimiglianza preponderante. Se tuttavia permangono
dei forti dubbi sulla completezza e/o la correttezza dei fatti accertati,
occorre continuare a indagare, premesso che da ulteriori accertamenti ci si
debba attendere nuove informazioni essenziali (cfr. sentenza del Tribunale
federale 8C_956/2011 del 20 giugno 2012 consid. 5.1 con rinvii).
3.3. Per stabilire il grado d'impedimento, l'amministrazione e il giudice si
fondano su documenti allestiti dal medico o eventualmente da altri
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specialisti, il cui compito consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurata sia incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili (DTF 125 V
256 consid. 4, 115 V 133 consid. 2). Quanto alla valenza probatoria di un
rapporto medico, determinante, secondo la giurisprudenza, è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Decisivo quindi per stabilire se
un rapporto medico abbia valore di prova non è tanto la sua origine o la sua
denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto (DTF 125 V 351
consid. 3a, 122 V 157 consid. 1c). La giurisprudenza ha tuttavia sviluppato
alcune direttive in relazione a determinate forme di attestazioni mediche
(DTF 125 V 351 consid. 3b, 118 V 286 consid. 1b). In tal senso, se non vi
sono indizi concreti che depongano contro la loro attendibilità, va
riconosciuto pieno valore probatorio alle perizie di medici specialistici
esterni che rilasciano i propri referti in base a indagini e osservazioni
accurate e dopo aver preso visione di tutta la documentazione medica e
che nella descrizione dei loro reperti giungono a risultati concludenti (DTF
137 V 210 consid. 1.3.4, 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti allestiti
da medici alle dipendenze dell'amministrazione hanno piena valenza
probatoria, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più
lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti (DTF 135 V 465 consid. 4.4, 125 V 351 consid. 3b/bb, 122 V 157
consid. 1c). Riguardo alle attestazioni del medico curante si può ritenere
che, secondo la generale esperienza della vita, nel dubbio, alla luce del
rapporto di fiducia esistente con la paziente il medico curante tenda a
esprimersi a favore del suo cliente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, 125 V 351
consid. 3b/cc, 124 I 170 consid. 4).
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4.1. Nel caso di specie sussiste una perizia pluridisciplinare del SAM di
Bellinzona datata 27 aprile 2017 (doc. 167 convenuto), secondo cui la
ricorrente è abile al lavoro in misura del 40 % in attività adatta a partire da
agosto 2015. Detta perizia è stata allestita lege artis. Tuttavia, gli specialisti
hanno visitato la ricorrente già a novembre e dicembre 2016. Nel frattempo
sono subentrati nuovi fatti che il convenuto nella decisione impugnata del
6 marzo 2019 non ha considerato (morte della madre con conseguente
peggioramento psichico della ricorrente attestato dal medico curante) o non
poteva ancora considerare perché non ancora conosciuti (problemi alla
spalla sinistra oltre a quelli già rilevati alla spalla destra e conseguente
peggioramento fisico medicamente attestato).
Dal punto di vista psichiatrico, va notato che la specialista SAM Dr. med.
E._ ha riconosciuto alle proprie diagnosi una ripercussione
complessiva del 50 % sulla capacità lavorativa della ricorrente. Questa ha
accertato una sindrome depressiva persistente non specificata (ICD-10
F34.9) in sindrome depressiva ricorrente altra (ICD-10 F33.8) oltre a una
sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4) e una
modifica permanente della personalità (ICD-10 F62.9) (cfr. doc. 167/85
convenuto). In seguito a questo esame, la situazione della ricorrente
sembra però essersi acuita. Il peggioramento è stato segnalato al
convenuto già con le obiezioni del 16 agosto, 24 agosto e 19 settembre
2017. Segnatamente nel rapporto del 31 luglio 2017 (doc. 177/24 seg.
convenuto) inoltrato in sede di obiezione, lo psichiatra curante Dr. med.
C._ affermava che l'inabilità lavorativa a causa del disturbo depressivo
ricorrente, episodio attuale di media gravità in atto (ICD-10 F33.1), sarebbe
completa. Ciò, come si può evincere da detto rapporto, soprattutto perché
lo stato depressivo sarebbe peggiorato in seguito all'incidente mortale della
madre avvenuto in marzo 2017, il quale avrebbe riesacerbato una serie di
sintomi e disturbi con malessere psichico della ricorrente che ha dovuto
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essere ricoverata in due riprese presso la Clinica B._ – dove fra l'altro
ha subito un'aggressione. La completa inabilità lavorativa è confermata
dallo psichiatra curante da ultimo nel certificato medico del 15 aprile 2019
(doc. 8 ricorrente). Di fronte ai nuovi fatti occorsi dopo la perizia SAM del
27 aprile 2017 risp. all'aggravamento di salute reso altamente verosimile
già in sede di obiezione, questo Tribunale ritiene che sotto il profilo
psichiatrico il convenuto per la sua decisione non poteva poggiare sulla
perizia SAM senza prima procedere a ulteriori accertamenti. Il caso va
quindi rinviato al convenuto affinché disponga i necessari accertamenti al
fine di una nuova decisione. Visti inoltre i nuovi problemi alla spalla sinistra
(conflitto sottoacromiale, artrosi acromioclaveare e tendinopatia del
sovraspinato) diagnosticati dal Dr. med. F._, specialista in chirurgia
ortopedica e traumatologia nel rapporto del 23 marzo 2019 (doc. 9
ricorrente) e quindi dato il peggioramento in generale della ricorrente anche
dal punto di vista fisico, come segnalato dal Dr. med. G._ nel rapporto
del 17 aprile 2019 (doc. 10 ricorrente), spetta al convenuto decidere come
procedere all'accertamento dello stato di salute della ricorrente,
segnatamente se intende sottoporre i nuovi problemi al Servizio medico
regionale (SMR) oppure agli specialisti SAM per nuovo giudizio
complementare o se intende ordinare una nuova perizia psichiatrica e
reumatologica.
4.2. Riguardo alla richiesta della ricorrente di cui al suo petito secondario di
fissare un termine di massimo 9 mesi per la nuova decisione del convenuto,
va notato che il Tribunale non è tenuto a impartire termini al convenuto per
l'istruttoria, considerato pure che la ricorrente può sollevare obiezioni. Non
si entra pertanto nel merito di tale richiesta.
5. Riguardo al reddito da valida, la ricorrente censura che il convenuto non ha
integrato il reddito accessorio di fr. 8'300.-- e quindi ingiustamente non
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determinato un reddito da valida di ca. fr. 45'000.-- bensì di soli
fr. 36'723.60.
5.1. Per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe
conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido (art. 28a cpv. 1 LAI in combinato disposto con l'art. 16
LPGA). Sono considerati redditi del lavoro secondo l’art. 16 LPGA i redditi
annui presumibili sui quali sarebbero riscossi i contributi disposti dalla
Legge federale su l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS;
RS 831.10) esclusi tuttavia: le prestazioni del datore di lavoro per perdita
di salario, cagionata da infortuni o malattia, implicante un’incapacità
lavorativa debitamente comprovata (lett. a); i componenti del salario per i
quali il lavoratore non può fornire, come esperito, nessuna
controprestazione a causa della limitata capacità al lavoro (lett. b); le
indennità di disoccupazione, le indennità per perdita di guadagno (Legge
sulle indennità di perdita di guadagno [LIPG; RS 834.1]) e le indennità
giornaliere dell’assicurazione invalidità (lett. c) (art. 25 cpv. 1 dell'Ordinanza
sull’assicurazione per l’invalidità [OAI; RS 831.201]).
5.2. Per i lavoratori indipendenti l’estratto del Conto individuale è di regola
determinante per calcolare il reddito. Quale cameriera impiegata dalla
H._ Sagl, di sua proprietà, la ricorrente va ritenuta lavoratrice
indipendente per l'ultima attività principale di cameriera. Questa attività è
iniziata nel 2012. Per l'attività accessoria come donna di pulizie, la
ricorrente ha lavorato come dipendente e da ultimo apparentemente anche
come indipendente, affiliandosi alla cassa di compensazione dal 1°
gennaio 2014. Stando all'estratto del Conto individuale (doc. 104
convenuto), dal 2012 al 2014 la ricorrente ha percepito in media
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fr. 27'327.30 all'anno (nel 2012: fr. 19'292.-- [fr. 15'030.-- da attività
principale e fr. 4'262.-- da attività accessoria]; nel 2013: fr. 24'360
[fr. 20'400.-- da attività principale e fr. 3'960 da attività accessoria]; nel
2014: fr. 30'030 da attività principale e apparentemente fr. 8'300.-- da
attività accessoria [v. fattura contributi dell'8 dicembre 2014 [doc. 177/26
convenuto]). In assenza di un estratto aggiornato del Conto individuale non
è possibile accertare che l'ultimo reddito da valida, ottenuto nel 2014, sia
pari a ca. fr. 38'000.--. La ricorrente ha indicato un reddito di fr. 36'000.--
soltanto per l'attività principale (cfr. domanda del 2 novembre 2015 [doc.
97/6 convenuto]), mentre il convenuto ha considerato un reddito
(complessivo) da valida di fr. 36'723.60 (calcolato al 100 % nel quadro del
metodo misto). Sebbene nella summenzionata domanda AI la ricorrente
abbia inoltre indicato di percepire ulteriori fr. 9'000.-- annui come donna di
pulizie presso diversi datori di lavoro, un reddito complessivo da attività
lucrativa di fr. 45'000.--, non è corroborato da nessun documento. Dalle
decisioni tassative (doc. 109/12-22 convenuto) emerge peraltro che una
rilevante parte del reddito nel periodo in questione è dovuta agli alimenti
percepiti per i figli (stando all'ultima tassazione per il 2014, nelle due attività
lucrative la ricorrente ha guadagnato complessivamente poco meno di
fr. 30'000.--). Altri redditi da attività accessoria dipendente
(presumibilmente conteggiati in procedura semplificata) dovrebbero essere
visibili nell'attuale Conto individuale.
In conclusione, la pretesa della ricorrente di voler considerare un reddito di
fr. 45'000.-- risulta infondata. Il reddito senza invalidità fissato a
fr. 36'723.60 va però ancora dimostrato più nel dettaglio da parte del
convenuto. Esso deve pure esaminare se si giustifica una parallelizzazione
dei redditi.
6. Per quanto attiene alla scelta del metodo di calcolo, la ricorrente sostiene
che invece del metodo misto andrebbe applicato il metodo generale.
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6.1. Il metodo generale del confronto dei redditi (cfr. art. 28a cpv. 1 LAI in
combinato disposto con l'art. 16 LPGA) si applica principalmente a tutte le
persone che esercitano un’attività lucrativa e agli assicurati dai quali si può
ragionevolmente esigere l’esercizio di un’attività lucrativa. Il grado
d’invalidità è determinato confrontando il reddito da attività lucrativa
esigibile con e senza il danno alla salute. Il metodo misto (cfr. art. 28a cpv.
3 LAI) riguarda invece le persone che svolgono altre mansioni (p. es.
economia domestica, studio) oltre ad un’attività lucrativa a tempo parziale.
Il grado d’invalidità per l’attività lucrativa è determinato confrontando i
redditi, il grado d’invalidità per l’attività nell’economia domestica mediante
un confronto delle attività (cfr. CIGI, n. 3001; art. 27bis OAI).
6.2. Per stabilire il metodo di calcolo (metodo generale del confronto dei redditi,
metodo specifico del confronto delle attività, metodo misto o metodo
straordinario) occorre verificare nei singoli casi quale attività svolgerebbe
l’assicurata in assenza del danno alla salute (attività lucrativa, attività
lucrativa a tempo parziale, occupazione nell’economia domestica ecc.).
Bisogna valutare ragionevolmente, sulla base di circostanze obiettive, e
con la prova della verosimiglianza preponderante, come l’assicurata, nella
sua situazione concreta, avrebbe deciso se non avesse avuto un danno
alla salute. Bisogna prendere in considerazione l’insieme dei dati nei singoli
casi, quali gli eventuali compiti educativi e di assistenza dispensati ai figli,
l’età, le capacità professionali, la formazione, le inclinazioni e le doti
personali dell’assicurata (cfr. CIGI, n. 3005 seg. con rinvii alla
giurisprudenza).
6.3. Nella cronistoria della ricorrente è sempre stato applicato il metodo misto
(confermato anche nella sentenza di questo Tribunale S 09 92 del 15
settembre 2009). Al momento della decisione impugnata, la ricorrente era
sposata (con il terzo marito, siccome il primo marito è morto nell'incidente
del 1989 e dal secondo marito, sposato nel 1993 e con cui ha avuto una
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figlia [1993] e un figlio [1996], ha divorziato nel 2008). Nel 2019 la
situazione era ben diversa da quella presente nella sopraccitata sentenza
di questo Tribunale del 2009, secondo cui, visti i figli allora ancora
minorenni, la ricorrente impegnava verosimilmente parte del suo tempo
svolgendo le svariate mansioni di madre e casalinga. Va poi considerato
che la ricorrente da ultimo ha pure svolto un'attività accessoria come donna
di pulizie, oltre all'attività principale di cameriera all'80 %, e ciò malgrado i
sintomi persistentemente accusati dopo l'incidente del 1989, segnatamente
alla caviglia e all'occhio. Non fosse per i disturbi di salute, va dunque
presunto che la ricorrente lavorerebbe a tempo pieno. Di conseguenza, non
sembra consolidato con il grado di verosimiglianza preponderante che la
ricorrente, senza invalidità, lavorerebbe a tempo parziale. La rispettiva
censura della ricorrente sembra perciò giustificata. Con il rinvio il convenuto
è quindi tenuto a verificare il corretto metodo di calcolo da applicare.
7. Infine, la ricorrente lamenta che il convenuto non ha applicato la correzione
massima del 25 % sul reddito da invalida ipotetico secondo le RSS 2014 (a
tal proposito va notato che andrebbero applicate le RSS più attuali al
momento del rilascio della decisione impugnata, quindi quelle del 2016),
TA1, livello di competenza 1, di fr. 55'075.90 risp. fr. 22'030.35 al 40 %.
Questo aspetto dovrà essere riconsiderato dal convenuto in seguito al
rinvio, per cui non viene approfondito in questa decisione.
8. Per i summenzionati motivi il ricorso va parzialmente accolto e la decisone
impugnata annullata. Di conseguenza, gli atti sono rinviati al convenuto per
ulteriori accertamenti giusta i consid. 4.1 (grado di capacità lavorativa) e
6.3 (metodo di calcolo). Il convenuto dovrà pure dimostrare come è giunto
a un reddito senza invalidità di fr. 36'723.60 e se occorre effettuare una
parallelizzazione dei redditi (consid. 5.2) nonché decidere se e in quale
misura il reddito con invalidità fondato su dati statistici debba essere ridotto
(consid. 7).
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9.1. In deroga all'art. 61 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al
tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata tra fr. 200.-- e fr. 1'000.-- in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis LAI). L'esito
della controversia giustifica l'accollamento delle spese processuali fissate
a fr. 700.-- al convenuto.
9.2. La ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili secondo
quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni (art. 61 lett. g LPGA). Le
prestazioni presentate dal patrocinatore della ricorrente per l'importo
complessivo di fr. 3'563.70 (12 h e 40 min à fr. 275.-- oltre spese di fr.
100.60 e IVA del 7.7 %) appaiono eccessive rispetto alle ripetibili
assegnate da questo Tribunale in casi di entità e difficoltà simili. Oltretutto,
la nota d'onorario contiene posizioni antecedenti il rilascio della decisione
impugnata e si basa su una tariffa onoraria troppo alta – visto che in
assenza di un accordo sull'onorario il Tribunale riconosce solo fr. 240.--
all'ora. Per le spese di patrocinio viene dunque assegnata un'indennità
forfettaria complessiva pari a fr. 2'700.-- (IVA e spese incluse).