Decision ID: 994ac7f7-c805-5888-87f4-9da6ba2b8075
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che con decreto d'accusa del 27 luglio 2001 il Procuratore pubblico ha ritenuto _ _ colpevole di violazione aggravata della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, per avere – in qualità di amministratore unico con firma individuale delle società _ _ SA e _ _ SA e di azionista unico delle società _ _ _ SA e _ SA – gestito in prima persona e/o tramite collaboratori vari, il palazzo "_" di _ con annessa discoteca "_" e la residenza "_" di _ con annesso snack-bar "_", al fine di favorire il soggiorno illegale (in almeno 5 casi accertati) e l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva di un imprecisato numero (stimato comunque in alcune centinaia) di cittadine straniere (in particolare sudamericane e dei Paesi dell'est) che sapeva perfettamente essere dedite alla prostituzione praticata nelle camere da lui affittate loro e con l'adescamento dei clienti negli adiacenti esercizi pubblici, realizzando in tal modo un giro d'affari complessivo da lui stesso indicato fra 1 e 2 milioni di franchi l'anno;
che, in applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la condanna dell'imputato a 3 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, alla multa di fr. 50 000.– e al pagamento di oneri processuali per complessivi fr. 1200.–;
che il Procuratore publico ha disposto inoltre la confisca e la devoluzione allo Stato di fr. 7003.80 sequestrati dalla polizia il 10 luglio 2001 presso la residenza _ e lo snack-bar _ di _;
che _ _ ha introdotto il 3 agosto 2001 opposizione al decreto d'accusa;
e considerato

in diritto:
che secondo l'art. 23 n. 2 prima frase LDDS chiunque, nell'intento di procurare a sé o ad altri un indebito arricchimento, facilita o aiuta a preparare l'entrata o il soggiorno illegali di uno straniero è punito con la detenzione e con la multa fino a centomila franchi;
che tale norma presuppone l'agire intenzionale dell'imputato (art. 18 cpv. 1 e 333 cpv. 1 CP);
che, sull'imputazione di aver favorito il soggiorno illegale di straniere in almeno 5 casi accertati, questo giudice – dopo attenta valutazione degli atti istruttori e audizione dell'imputato – non può giungere al convincimento che quest'ultimo abbia agevolato intenzionalmente, foss'anche per dolo eventuale, il soggiorno delle interessate per un periodo superiore a 3 mesi;
che l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva entro siffatto termine non implica, d'altro canto, un'entrata o un soggiorno illegali nel senso dell'art. 23 n. 1 LDDS – né tantomeno dell'art. 23 n. 2 LDDS – potendo tutt'al più rientrare nel campo d'applicazione dell'art. 23 n. 4 LDDS (cfr. DTF 128 IV 135 consid. 9d-f);
che l'azione penale per quest'ultima possibile contravvenzione – non contemplata nel decreto d'accusa – si sarebbe tuttavia estinta per prescrizione sia relativa (settembre 2002) che assoluta (luglio 2003) in virtù degli art. 72 n. 2 cpv. 2 e 109 vCP;
che all'omessa indicazione di tale reato nel decreto d'accusa non avrebbe dunque potuto soccorrere neppure un mutamento dell'imputazione a norma dell'art. 250 cpv. 1 CPP;
che l'art. 23 n. 4 LDDS presuppone del resto l'
impiego
di uno straniero, non il semplice favoreggiamento della sua attività, che configura semmai un caso di complicità non punibile (art. 104 cpv. 1 CP);
che, dato quanto precede, l'imputato deve in definitiva essere assolto anche dall'accusa di avere favorito "
l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva di un imprecisato numero (stimato comunque in alcune centinaia) di cittadine straniere
";
che il proscioglimento dell'accusato impone altresì di rinunciare alla confisca e alla devoluzione dei fr. 7003.80 sequestrati a titolo di provento del reato, come pure di porre le spese a carico dello Stato (art. 9 cpv. 4 CPP);