Decision ID: 40e3d70e-afca-5ec3-b07e-928c51e11b10
Year: 2015
Language: it
Court: TI_CARP
Chamber: TI_CARP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto che:
- con decreto di accusa 11 novembre 2013, passato incontestato
in giudicato, il procuratore pubblico ha ritenuto IS 1 autrice colpevole di guida in stato di inattitudine, grave infrazione alle norme della circolazione, ripetuta guida senza licenza di condurre e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti, e l’ha condannata al pagamento di una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da fr. 50.– cadauna (per complessivi fr. 3'000.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni), alla multa di fr. 800.– (con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarebbe stata sostituita con una pena detentiva di 8 giorni) e al pagamento di tasse e spese di giustizia;
- con istanza 26 aprile 2014, la condannata ha chiesto, in ragione di sue difficoltà finanziarie, la commutazione della multa di fr. 800.- in lavoro di pubblica utilità;
- con decisione giudiziaria indipendente successiva 15 luglio 2014 (DIS.2014.45), regolarmente passata incontestata in giudicato, il procuratore pubblico - rilevato che IS 1
“non ha un’occupazione fissa e fa parte di un programma occupazionale, quindi con un’entrata mensile minima”
- ha commutato la multa in 32 ore di lavoro di utilità pubblica (art. 106 cpv. 5 CP in combinazione con l’art. 36 cpv. 3 lett. c CP), con l'avvertimento che, in caso di fallimento del lavoro di utilità pubblica, sarebbe stata ordinata l'esecuzione di una pena detentiva di 8 giorni;
- con scritto 29 luglio 2015, l'Ufficio dell'assistenza riabilitativa ha segnalato al procuratore pubblico che IS 1 - per ben due volte e senza avvertire l’Ufficio - non si è presentata all’appuntamento fissato presso l’Ospedale _ per eseguire le analisi necessarie allo svolgimento del LUP e ha, pertanto, chiesto di commutare le 32 ore di lavoro di pubblica utilità in 8 giorni di pena detentiva;
- con decisione giudiziaria indipendente successiva 29 settembre 2015 (DIS.2014.45BIS), il procuratore pubblico ha commutato le 32 ore di lavoro di utilità pubblica (DIS.45/2014 del 15 luglio 2014) in una pena detentiva da espiare di 8 giorni, ritenuto che IS 1
“non ha prestato il lavoro di utilità pubblica conformemente alla sentenza del 15.07.2014”
(decisione impugnata, consid. 4, pag. 1);
- con scritto 5 ottobre 2015, IS 1 impugna la DIS 29 settembre 2015: dopo avere rilevato di essere stata impossibilitata a trovare quattro giorni consecutivi per poter eseguire il LUP a causa dei turni che le sono stati imposti dal 1.agosto 2014 dal suo datore di lavoro (che l’ha, infine, licenziata, a causa delle sue rimostranze, con effetto al 31.10.2015), ella chiede, in sostanza, la ricommutazione del LUP nella multa originaria (fr 800.-) che vorrebbe poter saldare in rate mensili da fr. 100.- (a partire dal mese di novembre 2015). A sostegno di questa richiesta, l’insorgente fa valere che, rispetto al 2014, la sua situazione economica è migliorata beneficiando, ora, di un’indennità di disoccupazione di ca fr. 2500.- mensili;
- con osservazioni 12 ottobre 2015, il procuratore pubblico ha dichiarato di rimettersi al giudizio della Corte;

considerando
in diritto che:
- quando il procedimento penale si è concluso con un decreto d'accusa, competente per emanare le decisioni indipendenti successive è il Ministero pubblico (art. 363 cpv. 2 CPP);
- avverso la decisione del Ministero pubblico è dato reclamo ex art. 393 segg.
CPP (Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar,
2
a
edizione,
Zurigo/San Gallo 2013, n. 5 ad art. 365, pag. 718; Heer in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung,
2
a
edizione,
Basilea 2014, n. 9 segg. ad art. 365, pag. 2810) a questa Corte (art. 12 cpv. 1 lett. a LEPM);
- in forza dell’art. 106 cpv. 5 CP, la commutazione delle multe è retta dall’art. 36 cpv. 2-5 CP. In particolare, ai sensi dell’art. 36 cpv. 3 lett. c CP, se il condannato non può pagare la multa perché, senza sua colpa, le condizioni determinanti per la sua commisurazione si sono notevolmente deteriorate dopo la sentenza, egli può chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva sostitutiva e proporre, in sua vece, l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità.
Il cpv. 5 del medesimo articolo prevede, poi, che se il condannato, nonostante diffida, non presta il lavoro di pubblica utilità (a cui è stato astretto in sostituzione dell’originaria multa), la pena detentiva sostitutiva deve essere eseguita. La dottrina specifica che, per l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva, una nuova decisione giudiziaria non è necessaria (Jeanneret, in: Commentaire romand, Code pénal I, Basilea 2009, n. 21 ad art. 36 CP, pag. 416; Dupuis/Geller/Monnier e altri, Petit Commentaire, Code pénal I, Basilea 2012, n. 11 ad art. 36 CP, pag. 254);
- IS 1 ha, a suo tempo, chiesto e ottenuto la commutazione della multa che le era stata inflitta in lavoro di pubblica utilità (art. 36 cpv. 3 lett. c CP);
- successivamente, nonostante due convocazioni (di cui la seconda inviata per raccomandata e con la comminatoria che, in caso di mancata presenza, invece del lavoro di pubblica utilità, sarebbe stata eseguita la pena detentiva sostitutiva), IS 1 non si è presentata all’Ospedale _ per eseguire le analisi del sangue necessarie per poter accertare la sua idoneità allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità;
- ciò ritenuto, in forza dell’art. 36 cpv. 5 CP e della dottrina sopra riportata, non era necessaria l’emanazione, da parte del procuratore pubblico, di una nuova decisione di commutazione del lavoro di pubblica utilità in una pena detentiva: il MP avrebbe, infatti, potuto chiedere al GPC il collocamento della condannata sulla scorta della DIS 2014/45 e dell’accertamento del fallimento del LUP;
- in ogni caso, l’effetto della decisione impugnata - che si limita, sostanzialmente, a ripetere la già disposta commutazione del LUP in pena detentiva - non può essere altro che la partenza di un nuovo termine di impugnazione;
- le argomentazioni svolte dalla reclamante sull’impossibilità di trovare quattro giorni consecutivi non scusano la sua reiterata mancata presentazione agli appuntamenti fissati per i necessari controlli medici;
- la richiesta della reclamante di tornare alla situazione di partenza non può essere accolta poiché il legislatore ha escluso la possibilità di commutare una pena detentiva sostitutiva in una multa (o in una pena pecuniaria, cfr. Messaggio concernente la modifica del codice penale Svizzero del 21 settembre 1998, pag. 1708; Dolge, in Basler Kommentar, Strafrecht I, 2
a
edizione, Basilea 2007, n. 38 ad art. 36 CP, pag. 694; Dupuis/Geller/Monnier e altri, op. cit, n. 11 ad art. 36 CP, pag. 254) per evitare ripetute modifiche della sanzione inflitta e così garantire l’esecuzione della pena;
- ne deriva che il reclamo deve essere respinto e la decisione impugnata confermata;
- secondo la dottrina, alla condannata resta, comunque, riservata la possibilità di cui all’art 36 cpv 1 in fine, applicabile per analogia (Dolge, in Basler Kommentar, op. cit., n. 40 ad art. 36 CP, pag. 694 e n. 45 ad art. 106, pagg. 1819-1820; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2
a
edizione, Berna 2009, n. 3 ad art. 36 CP; DTF 103 Ib 190);
- si prescinde, anche in questa sede, dal prelievo di tasse e spese
;
richiamati gli art. 36 cpv. 5 e 106 cpv. 5 CP;
363 e segg. e 393 e segg. CPP;
12 lett. a legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti;