Decision ID: a37bb1f4-19fb-5aa8-8289-6986d5f7e449
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 20 settembre 2013, la Cassa Disoccupazione CO 1 (in seguito: la Cassa) ha confermato il provvedimento del 12 luglio 2013 (cfr. doc. 6) con il quale, a seguito del riconoscimento a RI 1 da parte dell’assicurazione invalidità di una rendita d’invalidità del 100% con effetto retroattivo da febbraio a settembre 2006, ha stabilito che le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione versate in troppo all’assicurato per il periodo giugno-settembre 2006, corrispondenti a fr. 14'246.--, devono essergli chieste in restituzione, e meglio una parte delle stesse pari a fr. 1'593.90 va restituita direttamente dall’interessato tramite compensazione con le prestazioni dell’assicurazione invalidità e l’importo restante di fr. 12'652.10 va messo a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. A).
1.2. Contro la decisione su opposizione del 20 settembre 2013 l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale, in buona sostanza, ha fatto valere di non essere stato malato da giugno a settembre 2006 e ha chiesto di poter disporre del denaro preso dalla Cassa CO 1, in quanto ne ha proprio bisogno (cfr. doc. I).
1.3. Nella sua risposta dell’11 ottobre 2013 la Cassa ha proposto di respingere il ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Pendente causa il TCA ha invitato la parte resistente a precisare - trasmettendo copia dell’eventuale documentazione su cui si è fondata - per quale ragione e su quale base, oltre ad aver compensato una parte delle indennità di disoccupazione, pari a fr. 1'593.90, percepite dal signor RI 1 nel periodo giugno – settembre 2006, il restante importo di fr. 12'652.10 è stato posto a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. V).
La Cassa ha dato seguito alla richiesta di questa Corte il 3 aprile 2014 (cfr. doc. VI + 10-20).
1.5. Il 15 aprile 2014 sono pervenute a questo Tribunale delle osservazioni dell’assicurato alle quali il medesimo ha allegato dei documenti (cfr. doc. VIII; B1-5).
1.6. I doc. VIII e B1-5 sono stati inviati per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. IX).

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se la richiesta di restituzione delle indennità di disoccupazione percepite da RI 1 da giugno a settembre 2006 per complessivi fr. 14'246.-- – fr. 1'593.90 posti in compensazione con rendite AI e fr. 12'652.10 messi a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione – emessa dalla Cassa a seguito dell’assegnazione all’assicurato di una rendita intera dell’assicurazione invalidità retroattiva da febbraio a settembre 2006 è corretta o meno.
2.2. Ai sensi dell’art. 15 cpv. 2 LADI gli impediti fisici o psichici sono considerati idonei al collocamento se, in condizione equilibrate del mercato del lavoro e tenuto conto della loro infermità, potrebbe essere loro assegnata un'occupazione adeguata. Il Consiglio federale disciplina il coordinamento con l'assicurazione per l'invalidità.
L’art. 15 cpv. 3 OADI enuncia che un impedito fisico o psichico, che, in caso di condizioni equilibrate del mercato del lavoro, non sia manifestamente inidoneo al collocamento e si sia annunciato all'assicurazione-invalidità o a un'altra assicurazione secondo il capoverso 2, è considerato idoneo al collocamento sino alla decisione dell'altra assicurazione. Tale considerazione non incide affatto sulla valutazione, da parte delle altre assicurazioni, della sua capacità al lavoro o al guadagno.
L’art. 15 cpv. 3 OADI prevede così che una persona, qualora non sia manifestamente inidonea al collocamento e si annunci all’assicurazione invalidità, è considerata idonea al collocamento fino a che quest’ultima assicurazione emette una decisione.
La presa a carico provvisoria da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione di un assicurato che si è annunciato all’assicurazione invalidità ha lo scopo di evitare che il medesimo si trovi privato di prestazioni assicurative nel periodo di carenza di un anno ai sensi dell’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI e più in generale durante il tempo necessario all’assicurazione invalidità per decidere in merito alla domanda di prestazioni dell’assicurato (cfr. STF 8C_968/2012 del 18 novembre 2013 consid. 3.2.; DTF 127 V 484 consid. 2a).
In tal senso giusta l’art. 70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA l'avente diritto può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento assicurato fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma sussiste un dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni (cpv. 1).
Sono tenute a versare prestazioni anticipate per le prestazioni la cui assunzione da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione contro le malattie, dell'assicurazione contro gli infortuni o dell'assicurazione per l'invalidità è contestata: l'assicurazione contro la disoccupazione (cpv. 2 lett. b).
Al riguardo cfr. STF 8C_187/2010 del 3 dicembre 2010 consid. 3.2.; STFA C 23/05 del 21 dicembre 2005 consid. 2.1.
Quando, in seguito, l’altro assicuratore sociale eroga delle prestazioni, la correzione interviene secondo gli art. 94 cpv. 2 LADI (compensazione) e 95 LADI (restituzione di prestazioni).
L’assicurato che riceve delle indennità di disoccupazione per un certo periodo e che successivamente è posto al beneficio di una rendita dell’assicurazione invalidità per il medesimo periodo è, di conseguenza, tenuto a restituire le indennità percepite. Nel caso in cui l’assicurato, malgrado il versamento di una rendita, disponesse di una capacità di guadagno residuale suscettibile di essere messa a profitto, l’importo da restituire è proporzionale al grado di incapacità di guadagno (cfr. STF 8C_968/2012 del 18 novembre 2013 consid. 3.2.; STFA C 23/05 del 21 dicembre 2005 consid. 2.2.; DTF 127 V486 consid. 2b).
2.3. L'art. 95 LADI regola la restituzione di prestazioni.
Secondo il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25 LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55 e 59cbis capoverso 4.
L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
I principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto l’egida di questa legge (cfr. STF 8C_938/2008 del 22 settembre 2009 consid. 3.1.; DTF 130 V 318 consid. 5).
L'obbligo di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 e DLA 2006 pag. 158).
La riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53 LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore (cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K 147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8 febbraio 2005).
Analogamente alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).
Più precisamente le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza (cfr. STF 8C_257/2011 del 14 giugno 2011 consid. 4).
Inoltre, l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2 LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).
Questi principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid. 1.1).
Circa l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione, ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, vedi pure la STFA C 24/01 e C 137/01 del 28 aprile 2003; STFA C 44/02 del 6 giugno 2002 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.
2.4. Giusta l’art. 95 cpv. 1bis LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, l’assicurato che ha ricevuto indennità di disoccupazione e che successivamente riceve per lo stesso periodo rendite o indennità giornaliere dell'assicurazione invalidità, della previdenza professionale, in virtù della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno, dell'assicurazione militare, dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione contro le malattie o assegni familiari legali è tenuto al rimborso delle indennità giornaliere versate per lo stesso periodo dall'assicurazione contro la disoccupazione. In deroga all'articolo 25 capoverso 1 LPGA, l'importo da restituire è limitato alla somma delle prestazioni versate per lo stesso periodo dalle istituzioni summenzionate.
L’art. 94 cpv. 1 e 2 LADI prevede poi che le restituzioni e le prestazioni esigibili in virtù della presente legge possono essere compensate reciprocamente così come con restituzioni e rendite o indennità giornaliere esigibili dell'AVS, dell'assicurazione invalidità, della previdenza professionale, in virtù della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno, dell'assicurazione militare, dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione contro le malattie, nonché con prestazioni complementari dell'AVS/AI e con assegni familiari previsti dalla legge (cpv. 1).
Se una cassa ha annunciato la compensazione di una prestazione esigibile a un'altra assicurazione sociale, quest'ultima non può più liberarsi versando le prestazioni all'assicurato. Questa regola vale anche nel caso inverso (cpv. 2).
Per quanto attiene all’art. 95 cpv. 1bis LADI dal Messaggio concernente la revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, in FF 2001 pag. 1967 segg., in cui è stato specificato che questo nuovo capoverso contribuisce a semplificare il lavoro amministrativo e le relazioni tra l’assicurazione e gli assicurati, emerge che:
" Art. 95 Restituzione di prestazioni
Capoverso 1bis (nuovo): secondo l’articolo 15 capoverso 3 OADI, l’assicurato che presenta una domanda all’assicurazione per l’invalidità o a un’altra assicurazione sociale è considerato idoneo al collocamento sino alla decisione di tale assicurazione.
Se l’AI riconosce retroattivamente un grado d’invalidità, l’assicurazione contro la disoccupazione esigerà la restituzione delle prestazioni conformemente al grado di invalidità riconosciuto. Se la restituzione avviene mediante compensazione, non vi sono problemi. Per contro, la regola attuale che consiste nel far rimborsare dall’assicurato la parte non coperta dalla compensazione risulta non solo problematica ma a volte anche traumatica. La nuova disposizione intende cambiare questa situazione.” (FF 2001 pag. 2026)
In una sentenza 8C_517/2009 del 25 maggio 2010, pubblicata in DTF 136 V 195, l’Alta Corte, in un caso in cui ha stabilito che se l'assicurazione invalidità in caso di un grado d'invalidità del 63% versa una rendita intera al posto di tre quarti di rendita in conseguenza del contemporaneo diritto a una rendita per vedova o vedovo dell'AVS, il tasso d'invalidità rimane elemento di riferimento per l'adeguamento del guadagno assicurato e per la determinazione di un eventuale diritto della cassa disoccupazione di chiedere la restituzione, ha precisato che secondo il Messaggio del Consiglio federale l’introduzione dell’art. 95 cpv. 1bis LADI, in vigore dal luglio 2003, permette di evitare che un assicurato debba essere tenuto al rimborso della parte concernente la pretesa di restituzione non coperta dalla compensazione.
Ci si è così attenuti al principio della congruenza temporale secondo cui la restituzione (art. 95 cpv. 1bis LADI) e la compensazione (art. 94 cpv. 1 LADI) vanno limitate alle prestazioni che vengono erogate per lo stesso periodo.
2.5. Nell’evenienza concreta dalla documentazione agli atti risulta che RI 1 si è iscritto in disoccupazione con effetto dal 1° giugno 2006 percependo le relative indennità fino a settembre 2007 (cfr. doc. 1).
Il 9 dicembre 2005 l’assicurato aveva inoltrato una domanda di prestazioni all’assicurazione invalidità (cfr. doc. 2).
Con un progetto d’assegnazione di rendita del 10 gennaio 2013, l’Ufficio AI ha comunicato all’insorgente che gli sarebbe stata erogata una rendita AI intera dal 1° febbraio al 30 settembre 2006 per un grado di invalidità del 100% (cfr. doc. 2).
La rendita è stata limitata nel tempo, in quanto successivamente al giugno 2006 il grado di invalidità del ricorrente non raggiungeva più la misura pensionabile del 40% (cfr. doc. 2; A14 inc. 32.2013.156).
Il 12 luglio 2013 la Cassa di disoccupazione ha richiesto alla Cassa di compensazione AVS _ di compensare i pagamenti retroattivi dell’AI (da febbraio a settembre 2006 per un totale di fr. 3'240.--) con le indennità di disoccupazione anticipate da giugno a settembre 2006 per un totale di fr. 1'593.90 (cfr. doc. 3).
Con decisione del 12 luglio 2013 la Cassa di disoccupazione ha poi stabilito che le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione versate in troppo all’assicurato per il periodo giugno-settembre 2006, corrispondenti a fr. 14'246.--, dovevano essere chieste in restituzione, e meglio una parte delle stesse pari a fr. 1'593.90 andava restituita direttamente dall’interessato tramite compensazione con le prestazioni dell’assicurazione invalidità e l’importo restante di fr. 12'652.10 sarebbe stato messo a carico del fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. 6).
L’Ufficio AI, con decisione del 23 luglio 2013, ha confermato integralmente il progetto d’assegnazione di rendita del 10 gennaio 2013 (grado di invalidità da febbraio a settembre 2006 del 100% con incapacità lavorativa del 100% nell’abituale attività di croupier e in attività adeguate, così come nell’attività di ingegnere gestionale) e ha proceduto alla compensazione delle rendite AI arretrate con le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione fornite per il periodo giugno – settembre 2006 per fr. 1'593.90 (cfr. doc. A14 inc. 32.2013.156).
L’assicurato ha impugnato il provvedimento emesso il 23 luglio 2013 dall’Ufficio AI davanti al TCA, chiedendo in particolare che gli sia assegnata una rendita di invalidità vita natural durante (cfr. doc. I inc. 32.2013.156).
Il ricorso è tuttora pendente.