Decision ID: 530efa75-78d1-54b5-8006-b07b8de50caf
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
I coniugi A._, nato il (...) 1948, e B._, nata il (...) 1960, en-
trambi cittadini francesi, risiedono a C._ dal 6 agosto 2008, benefi-
ciano della tassazione globale sul dispendio e non hanno mai svolto attività
lucrativa in Svizzera.
Dal mese di agosto 2008 il marito beneficia di una pensione di vecchiaia
del sistema di sicurezza sociale francese rispettivamente di una rendita del
regime pensionistico complementare francese (doc. TAF 1 pag. 3), mentre
in seguito all'esercizio di attività lavorativa dipendente in Francia fino al 31
dicembre 2008 la moglie era assicurata al sistema di sicurezza sociale
francese (doc. 14 allegato al doc. TAF 1).
B.
Il 19 aprile 2013 l'Istituzione comune LAMal ha avviato una procedura atta
a verificare la situazione assicurativa di A._ (doc. 7 allegato al doc.
TAF 1).
C.
C.a Con due comunicazioni del 2 maggio 2013 (doc. 1a e 1b allegati al
doc. TAF 1) la Cassa di compensazione AVS/AI del Cantone D._
(in seguito Cassa) ha affiliato A._ e B._ all'assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità (AVS/AI) conformemente all'art. 64 cpv. 2
LAVS (RS 831.10) con effetto dal 1° settembre 2008.
C.b Con decisioni del 13 maggio 2013 la Cassa ha inoltre fissato provviso-
riamente l'importo dei contributi dovuti dai coniugi singolarmente a far
tempo dal 1° settembre 2008 al 31 dicembre 2012, tenendo conto del red-
dito percepito in forma di rendita (doc. da 2a a 3e allegati al doc. TAF 1).
D.
D.a Tramite l'avvocato Nicola Fornara, in data 23 maggio 2013, A._
ha interposto opposizione avverso le decisioni di affiliazione, richiamando
l'art. 17bis del Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno
1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'in-
terno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) e adducendo di essere al be-
neficio di una pensione erogata dalla Repubblica di Francia dal 2008. Egli
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ha quindi chiesto l'esenzione dal pagamento dei contributi AVS giusta l'art.
3 cpv. 1 OAVS (RS 831.101; doc. 4a allegato al doc. TAF 1).
D.b Pure la moglie ha interposto opposizione il medesimo giorno, chie-
dendo l'esenzione dal pagamento dei contributi, in quanto già assoggettata
al sistema pensionistico francese (doc. 4b allegato al doc. TAF 1).
D.c Con scritti del 13 giugno 2013, sempre tramite il proprio patrocinatore,
i coniugi hanno presentato opposizione a titolo cautelativo anche contro le
decisioni provvisorie di fissazione dei contributi del 13 maggio 2013 (doc.
5a e 5b allegati al doc. TAF 1).
E.
E.a Contemporaneamente all'assoggettamento all'AVS/AI, in data 6 ago-
sto 2013 la Cassa ha avviato, con scritto indirizzato a A._, una pro-
cedura tendente ad accertare l'assoggettamento di quest'ultimo e di
B._ all'assicurazione malattia svizzera. Riferendosi ad un prece-
dente scritto secondo cui, in virtù della rendita di vecchiaia percepita in
Francia dall'interessato, i coniugi non sottostavano a detta assicurazione,
l'amministrazione ha precisato che detta determinazione restava in vigore
fino al compimento del 65esimo anno di età di A._ (doc. 6 allegato
al doc. TAF 1).
E.b Nel corso del mese di settembre 2013 la E._ ha rilasciato un
attestato circa le pretese di A._ e B._ in materia di assicura-
zione malattia per il periodo dal 15 ottobre 2013 al 14 aprile 2014 (doc. TAF
1 pag. 5 e allegati doc. 10b e doc. 10a).
E.c Il 6 settembre 2013 i coniugi hanno comunicato alla Cassa di essersi
opposti alla decisione di affiliazione all'AVS/AI svizzera, che A._ ri-
nuncia a percepire la rendita di vecchiaia svizzera, che riceve una pensione
dalla Francia ed è assicurato contro le malattie nel sistema di sicurezza
sociale francese (doc.12 allegato al doc. TAF 1).
F.
L'istanza tendente all'emanazione di una decisione formale è stata tra-
smessa all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), che, in data
13 settembre 2013, ha confermato l'assoggettamento all'AVS/AI dei co-
niugi (decisione concernente la richiesta di esonero dall'assoggettamento
all'AVS/AI del 13 settembre 2013 allegata al doc. TAF 1). Secondo l'ammi-
nistrazione federale A._, in quanto beneficiario di una rendita di un
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altro regime nazionale di sicurezza sociale, poteva presentare domanda di
esonero ai sensi dell'art. 17bis del Regolamento (CEE) n. 1408/71 e dell'art.
16 cpv. 2 del nuovo Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento euro-
peo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi
di sicurezza sociale (RS 0.831.109.268.1), non tuttavia la moglie, in quanto
non beneficiava di alcuna pensione. Secondo l'amministrazione federale
A._ sarebbe stato in ogni caso assoggettato all'AVS fino al compi-
mento del 65esimo anno di età secondo l'art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS in virtù
della sentenza pubblicata in DTF 138 V 197.
G.
In data 15 ottobre 2013 gli interessati, sempre rappresentati dall'avvocato
Nicola Fornara, hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale
(TAF) contro le decisioni dell'UFAS (doc. TAF 1), chiedendone l'accogli-
mento così come l'annullamento dei provvedimenti impugnati, con conse-
guente riforma nel senso dell'esonero dall' assoggettamento e assicura-
zione all'AVS/AI dal 6 agosto 2008 conformemente all'art. 16 cpv. 2 del
Regolamento (CE) n. 883/2004. A sostegno del gravame i coniugi addu-
cono che l'UFAS avrebbe violato la disposizione menzionata interpretan-
dola in modo contrario ai principi e agli intendimenti perseguiti dal regola-
mento e deducibili dalla sua premessa. L'art. 16 non andrebbe infatti inter-
pretato in modo identico all'art. 17bis del regolamento precedentemente in
vigore alla luce del considerando 3 delle premesse del nuovo regolamento,
bensì secondo la volontà del legislatore comunitario di migliorare la libera
circolazione delle persone. I ricorrenti rinviano inoltre a quanto statuito nella
sentenza citata (DTF 138 V 197 pagg. 202 e 203). Non sarebbe inoltre vero
che A._ non subirebbe alcun pregiudizio dall'affiliazione all'AVS
svizzera. In effetti, in tale ipotesi, l'esenzione dall'obbligo di affiliarsi all'as-
sicurazione malattia verrebbe a cadere – venendosi a creare una doppia
assicurazione – in quanto egli beneficerebbe non solo di una rendita
estera, ma pure di una rendita svizzera, secondo quanto previsto dall'art.
2 cpv. 1 lett. e e lett. f OAMal (RS 832.102). Secondo il ricorrente quindi, in
mancanza di un'esenzione, l'unica possibilità sarebbe di rinunciare alla ren-
dita AVS. In tal caso tuttavia vi sarebbe un pregiudizio in quanto il paga-
mento dei contributi avverrebbe a fondo perso. Per i ricorrenti, poi, la posi-
zione della moglie va assimilata a quella del marito. In via subordinata,
infine, gli interessati postulano che l'affiliazione della moglie decorra dal 1°
gennaio 2009, fino a quella data avendo l'interessata lavorato in Francia.
H.
Con risposta del 19 dicembre 2013 (allegata al doc. TAF 6), l'UFAS ha pro-
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Pagina 5
posto di respingere il ricorso e di confermare le decisioni impugnate. A so-
stegno delle proprie richieste l'amministrazione federale ha addotto che le
modifiche apportate al Regolamento (CE) n. 883/2004 si limitano a tre temi,
segnatamente all'estensione del campo di applicazione dell'Accordo tra la
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno
1999 (ALC, RS 0.142.112.681) alle persone senza attività lucrativa, all'e-
stensione dell'applicazione materiale alle prestazioni di paternità, di pre-
pensionamento e alle prestazioni in caso di disoccupazione. Ne consegue
che la giurisprudenza pronunciata in merito al Regolamento (CEE) n.
1408/71 vale anche per il Regolamento (CE) n. 883/2004 in vigore dal 1°
aprile 2012. Secondo l'amministrazione federale, inoltre, entrambi i coniugi
sottostanno alle norme dell'ALC. In effetti chi beneficia di una pensione
sottostà alle regole della legislazione di sicurezza sociale dello stato di re-
sidenza, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia della Comunità
europea (CGCE) G. C. Noij c. Staatssecretaris van Financiën C-140/88 del
21 febbraio 1991, su cui si fonda l'art. 17bis del vecchio regolamento. La
moglie dal canto suo sottostà anch'essa alla legislazione svizzera secondo
l'art. 11 cifra 3 lett. e del Regolamento (CE) n. 883/2004. Del resto nessun
contributo risulta essere stato versato in Francia.
Per quanto riguarda l'esonero dall'assoggettamento all'assicurazione ma-
lattia obbligatoria, l'amministrazione federale precisa che esso è ricono-
sciuto in virtù dell'art. 2 cpv. 1 lett. e e lett. f OAMal fino al momento in cui
sorge il diritto ad una pensione di vecchiaia svizzera. In seguito la persona
interessata sottostà all'assicurazione malattia del paese di residenza, in
concreto la Svizzera, mentre la Francia non è più autorizzata a prelevare i
contributi dell'assicurazione malattia. Contrariamente a quanto affermato
dagli assicurati quindi non vi è alcun pregiudizio (cfr. risposta pag. 7 alle-
gata al doc. TAF 6).
I.
Con replica del 2 maggio 2014 (doc. TAF 10) i ricorrenti ribadiscono le ri-
chieste e i motivi addotti nel gravame, precisando che l'obbligo di affilia-
zione all'AVS/AI, che implica nel contempo l'obbligo di affiliazione all'assi-
curazione malattia svizzera, nell'istante in cui l'assicurato percepisce una
rendita AVS svizzera, è contraria alle intenzioni del legislatore sia europeo
che svizzero e viola pertanto gli art. 17 e 23 del nuovo regolamento, così
come l'uguaglianza di trattamento nei confronti dei cittadini comunitari.
J.
Con duplica del 10 luglio 2014 (allegata al doc. TAF 14) l'UFAS ribadisce a
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sua volta le proprie conclusioni, adducendo che, in applicazione dell'art. 11
cifra 3 lett. e del Regolamento (CE) n. 883/2004, i ricorrenti senza attività
lucrativa sono soggetti alla legislazione di sicurezza sociale dello Stato in
cui risiedono, in concreto la Svizzera, irrilevante essendo il fatto che il ri-
corrente beneficia di una pensione francese o che la copertura delle spese
per prestazioni mediche venga fornito dallo stato francese. L'amministra-
zione ha aggiunto che, dal momento in cui inizia a beneficiare di una ren-
dita dell'assicurazione per la vecchiaia, il titolare di una pensione versata
da uno Stato membro dell'Unione europea (UE), residente in Svizzera, è
tenuto ad assicurarsi in Svizzera contro le malattie secondo l'art. 23 Rego-
lamento (CE) n. 883/2004. Questo passaggio all'assicurazione obbligatoria
svizzera non causa alcuna situazione di doppia assicurazione, né di doppia
riscossione di contributi, in quanto, contemporaneamente, cessa ogni di-
ritto alle prestazioni dell'assicurazione malattia dello Stato membro, che
versa la pensione estera, il quale non è più autorizzato ad effettuare detra-
zioni dalla pensione estera per la copertura delle prestazioni in caso di ma-
lattia.
K.
Con triplica del 28 agosto 2014 i ricorrenti hanno ribadito che l'obbligo di
affiliazione all'assicurazione malattia svizzera determina una doppia assi-
curazione o quantomeno un aumento insostenibile e discriminatorio degli
oneri assicurativi. Il finanziamento del sistema di sicurezza sociale fran-
cese, contrariamente a quello svizzero, avviene in buona parte attraverso
il pagamento delle imposte ordinarie; prova ne è che A._ paga per
la propria assicurazione malattia e per quella della moglie EUR 42.99 al
mese, importo che non compre certamente i costi dell'assicurazione. Il fi-
nanziamento dell'assicurazione malattia svizzera avviene invece attra-
verso il pagamento dei premi, che, nel caso concreto, ammonterebbero a
circa CHF 1'000.- mensili per entrambi i coniugi (doc. TAF 16).

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, il TAF giudica i ricorsi contro le decisioni ai
sensi dell'art. 5 PA emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, ri-
servate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF.
L'UFAS è un'autorità secondo l'art. 33 lett. d LTAF.
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L'art. 16 par. 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004, applicabile nel caso
concreto (cfr. consid. 4.2), non specifica a quale autorità presentare la ri-
chiesta d'esenzione. Tuttavia, alla lettura dell'art. 1 lett. m del medesimo
regolamento, l'UFAS è l'autorità competente in materia di sicurezza sociale
(cfr. art. 11 dell'Ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale
dell'interno [OOrg-DFI, RS 172.212.1]), nonché sulla base dell'art. 1 cifra l
del Regolamento (CEE) n. 1408/71 in relazione con l'Allegato 1 del Rego-
lamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909,
2008 4273, 2009 621 4845).
Non essendo data alcuna delle eccezioni di cui all'art. 32 LTAF, le decisioni
dell'UFAS possono essere impugnate presso il TAF (sentenza del TAF C-
1125/13 del 16 giugno 2015 non ancora passata in giudicato).
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente
legge sono applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legisla-
zione federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali
lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono
applicabili alla prima parte della LAVS, sempre che la presente legge non
preveda espressamente una deroga.
1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è toc-
cato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse
degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica. Il ricorso deve
essere interposto entro 30 giorni dalla notifica della decisione o della deci-
sione contro cui l'opposizione è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve conte-
nere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del
ricorrente o del suo rappresentante, con allegati la decisione impugnata e
i documenti indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricor-
rente (art. 52 cpv. 1 PA).
1.4 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59
e 60 LPGA, nonché art. 52 cpv. 1 PA).
2.
Oggetto del contendere è l'esenzione di A._ e B._ dall'ob-
bligo di affiliazione all'AVS/AI svizzera, non invece la data esatta d'inizio
dell'assoggettamento, su cui si dovrà determinare la Cassa di compensa-
zione (cfr. decisione impugnata pag. 5).
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Pagina 8
3.
Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3;
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Il giudice non prende
in considerazione eventuali cambiamenti dello stato di fatto e modifiche del
diritto posteriori alla data determinante che è quella della decisione litigiosa
(DTF 129 V 4 consid. 1.2). Se interviene un cambiamento delle disposizioni
legali durante il periodo sottoposto ad esame giudiziario, il diritto alle pre-
stazioni si determina secondo le vecchie norme per il periodo anteriore e
secondo le nuove disposizioni a partire dall'entrata in vigore di quelle nuove
(applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
4.
4.1 Per quanto riguarda il diritto svizzero in concreto si applica la LAVS e
per quanto rilevante, la LAMal (RS 832.10), nella versione in vigore dal 1°
settembre 2008 al 13 settembre 2013.
4.2
4.2.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confedera-
zione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri,
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC,
RS 0.142.112.681), ed il correlato Allegato II, che regola il coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il Regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di si-
curezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro
familiari che si spostano all'interno della Comunità, come pure il corrispon-
dente Regolamento di applicazione (Regolamento [CEE] n. 574/72 del
Consiglio del 21 marzo 1972, relativo all'applicazione del Regolamento
[CEE] n. 1408/71). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le rendite
il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente, in so-
stituzione delle Convenzioni di sicurezza sociale che disciplinavano i rap-
porti fra due o più Stati (art. 6 del Regolamento [CEE] n. 1408/71), e che
sancisce il principio della parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato
membro della Comunità europea, ivi risiedenti, ed i cittadini svizzeri (art. 2
e 3 del Regolamento [CEE] n. 1408/71).
Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'Allegato II,
gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità euro-
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Pagina 9
pea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere dall'en-
trata in vigore del presente Accordo, qualora il medesimo campo sia disci-
plinato da quest'ultimo (art. 6 del Regolamento [CEE] n. 1408/71).
4.2.2 L'Allegato II è stato modificato il 1° aprile 2012 (Decisione 1/2012 del
Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). La nuova versione
prevede in particolare che le parti contraenti applicano tra di loro, nel
campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, gli atti giuridici
di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese eventuali loro modifi-
che o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed assimila la Svizzera,
a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione europea (art. 1 ch. 2).
Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in particolare,
il Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei si-
stemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il Regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del Rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il Regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il Regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del Regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel Rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel Regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato (LOCHER/GÄCHTER, Grundriss
des Sozialversicherungsrechts, 4a ed. 2014, pag. 183).
Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano di-
verse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C corri-
spondono a due raccomandazioni della stessa commissione.
Secondo l'art. 4 del Regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diversa-
mente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle me-
desime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legislazione
di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato.
Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo allegato II,
non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura, come
http://links.weblaw.ch/AS-2012/2345
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Pagina 10
pure l'esame delle condizioni dell'assoggettamento all'AVS/AI svizzera,
sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).
4.3 Il caso in esame è pertanto parzialmente disciplinato dalla versione
dell'Allegato II in vigore fino al 31 marzo 2012 (cfr. RU 2002 1527, RU 2006
979 e 995, RU 2006 5851, RU 2009 2411 e 2421), secondo cui le parti
contraenti applicano tra di loro i Regolamenti (CEE) n. 1408/71 e n. 574/72
(RU 2005 3909, RU 2009 621, RU 2009 4845) e parzialmente, dal 1° aprile
2012 alla data della decisione impugnata, il 13 settembre 2013, dal nuovo
Regolamento (CE) n. 883/2004 (cfr. anche DTF 140 V 98 consid. 5.2).
5.
5.1 Il Regolamento (CEE) n. 1408/71 si applica, tra gli altri, ai lavoratori
subordinati o autonomi (art. 1 lett. a) che sono o sono stati soggetti alla
legislazione di uno o più Stati membri e che sono cittadini di uno Stato
membro.
Questo concetto comprende ogni persona che, sia che eserciti oppure no
un'attività lavorativa, dispone della qualifica di assicurato in base alla legi-
slazione di sicurezza sociale di uno o più Stati membri (cfr. DTF 134 V 236
consid. 5.2.3 con rinvii). Ne consegue che, anche se non esercitano un'at-
tività professionale, ai beneficiari di una pensione o di una rendita dovuta
in virtù della legislazione di uno o più stati membri, si applicano, in quanto
affiliati a un regime di sicurezza sociale, le disposizioni del regolamento
concernente i lavoratori, a meno che non siano oggetto di disposizioni par-
ticolari (DTF 138 V 197 consid. 4.2; 130 V 247 consid. 4.1; 133 V 265 con-
sid. 4.2.3).
5.2
5.2.1 A._, che risiede in Svizzera e beneficia di una rendita di vec-
chiaia del regime di sicurezza sociale francese, così come di una rendita
del regime complementare dello stesso paese, rientra nel campo di appli-
cazione personale dell'ALC in generale e dei Regolamenti (CEE) n.
1408/71 e (CE) n. 883/2004 in particolare.
5.2.2 Pure B._ rientra nel campo d'applicazione personale del suc-
citato regolamento. Avendo svolto attività lavorativa in uno Stato membro
fino al 31 dicembre 2008 la ricorrente, che risiede in Svizzera, può avvalersi
della qualifica di lavoratore ai sensi dell'art. 2 par. 1 del Regolamento (CEE)
n. 1408/71 (DTF 140 V 101 consid. 5.3; 134 V 236 consid. 5.2.3).
http://links.weblaw.ch/AS-2002/1527 http://links.weblaw.ch/AS-2006/979 http://links.weblaw.ch/AS-2006/979 http://links.weblaw.ch/AS-2006/995 http://links.weblaw.ch/AS-2006/5851 http://links.weblaw.ch/AS-2009/2411 http://links.weblaw.ch/AS-2009/2421 http://links.weblaw.ch/AS-2005/3909 http://links.weblaw.ch/AS-2009/621 http://links.weblaw.ch/AS-2009/4845
C-5895/2013
Pagina 11
Il Regolamento (CE) n. 883/2004 inoltre ha esteso il campo di applicazione
alle persone che non esercitano attività lucrativa. Secondo l'art. 2 cifra 1 il
regolamento si applica infatti ai cittadini di uno Stato membro, agli apolidi
e ai rifugiati residenti in uno Stato membro che sono o sono stati soggetti
alla legislazione di uno o più Stati membri, nonché ai loro familiari e
superstiti (BETTINA KAHLIL-WOLFF, Le nouveau Reglement 883/04 et le
statut AVS des personnes mariées sans activité lucrative, in: SZS 56/2012
pag. 528 e BERND SCHULTE, Die neue Europäische
Sozialrechtskoordinierung in Gestalt der Verordnungen (EG) Nrn. 883/04
und 987/94, in: SZS 56/2012 pagg. 44, 143 e 144).
Anche in base a questa disposizione la ricorrente è pertanto sottoposta da
un punto di vista personale al Regolamento (CE) n. 883/04 dal 1° aprile
2012.
6.
6.1 Le persone fisiche domiciliate in Svizzera sono assicurate obbligatoria-
mente (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS) e tenute al pagamento dei contributi fino
al raggiungimento dell'età pensionabile ordinaria, ossia sino alla fine del
mese in cui le donne compiono sessantaquattro e gli uomini sessantacin-
que anni (art. 3 cpv. 1 LAVS).
Gli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa pagano un contributo,
variante da un minimo ad un massimo pari a cinquanta volte il valore mi-
nimo, secondo le loro condizioni sociali (art. 10 cpv. 1 LAVS). Per le per-
sone che non esercitano un'attività lucrativa e per le quali non è previsto il
contributo minimo, i contributi sono determinati in base alla sostanza e al
reddito conseguito in forma di rendita (art. 28 cpv. 1 OAVS [RS 831.101]).
6.2 Non sono invece assicurate le persone che partecipano ad un'assicu-
razione statale estera per la vecchiaia e per i superstiti, se l'assoggetta-
mento giusta la presente legge costituisce per esse un doppio onere che
non si potrebbe equamente imporre (art. 1a cpv. 2 LAVS). Queste persone
devono essere esentate, a richiesta motivata, dall'assicurazione obbligato-
ria da parte della cassa di compensazione competente (art. 3 cpv. 1 OAVS).
7.
7.1 I lavoratori che risiedono nel territorio di uno degli Stati membri ed ai
quali sono applicabili le disposizioni del regolamento, sono soggetti agli
obblighi e sono ammessi al beneficio della legislazione di ciascuno Stato
C-5895/2013
Pagina 12
membro alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato, fatte salve le di-
sposizioni particolari del presente regolamento (art. 3 par. 1 del Regola-
mento (CEE) n. 1408/71, intitolato parità di trattamento, art. 4 del Regola-
mento (CE) n. 883/2004).
7.2 Il Regolamento si applica a tutte le legislazioni relative ai settori di si-
curezza sociale, in particolare alle prestazioni di vecchiaia (art. 4 par. 1 lett.
c del Regolamento (CEE) n. 1408/71, art. 3 cif. 1 lett. d del Regolamento
(CE) n. 883/2004).
7.3 Il titolo II del Regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13 a 17bis) prevede
delle disposizioni atte a determinare la legislazione applicabile. L'art. 13
par. 1 stabilisce in particolare il principio dell'applicabilità della legislazione
di un solo stato membro in funzione delle disposizioni di cui agli art. 13 par.
2 a 17bis (anche DTF 140 V 98 consid. 6.1).
Per l'art. 13 lett. f del succitato regolamento in particolare la persona a cui
cessa d’essere applicabile la legislazione di uno Stato membro senza che
ad essa si applichi la legislazione di un altro Stato membro in forza di una
delle norme enunciate alle precedenti lettere o di una delle eccezioni o
norme specifiche di cui agli articoli da 14 a 17, sottostà alla legislazione
dello Stato membro nel cui territorio risiede, in conformità delle disposizioni
di questa sola legislazione.
7.4 In virtù di questa disposizione la persona che ha cessato di svolgere
attività salariata sul territorio di uno Stato membro (e non adempie le con-
dizioni di altre disposizioni relative alla determinazione del diritto applica-
bile) sottostà alla legislazione dello Stato membro sul cui territorio risiede
segnatamente alla legislazione dello Stato dove ha precedentemente
svolto attività lucrativa se continua a risiedervi oppure a quella dello Stato
dove ha trasferito la sua residenza (sentenza della CGCE C-275/96
Kuusijärvi dell'11 giugno 1998, Rec. 1998 I-3419 punti 33 e 34, 43 a 45;
DTF 138 V 197 consid. 5.2).
Per l'art. 17bis del Regolamento (CEE) n. 1408/71 inoltre il titolare di una
pensione o di una rendita spettante in forza della legislazione di uno Stato
membro o di pensioni o di rendite spettanti in forza delle legislazioni di più
Stati membri, che risiede nel territorio di un altro Stato membro, può essere
esonerato, a sua richiesta, dall’applicazione della legislazione di quest’ul-
timo Stato, a condizione che non sia soggetto a detta legislazione a causa
dell’esercizio di un’attività professionale (DTF 138 V 197 consid. 5.3). La
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Pagina 13
norma persegue in particolare lo scopo di evitare affiliazioni inutili. In parti-
colare va evitato che una persona non più attiva, che beneficia di una pen-
sione sufficiente versata da uno Stato membro, che gli assicura già delle
prestazioni di malattia e famigliari, ma che risiede in un altro Stato membro,
in cui vige un regime assicurativo fondato sulla residenza, venga obbligata
a pagare in questo Stato dei contributi che non comportano dei benefici
corrispondenti (DTF 138 V 197 consid. 5.3).
Se, quindi, da un lato, il diritto comunitario propende per l'applicazione del
regime di sicurezza sociale di un solo Stato membro, dall'altro è possibile
che, in talune ipotesi, si applichino due legislazioni concorrenti. Alla luce
dei lavori preparatori di cui all'art. 17bis del Regolamento (CEE) n. 1408/71
e della giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea
un'esenzione può quindi essere accordata solo a delle condizioni ben
precise, segnatamente se il regime d'assicurazione di cui è chiesta
l'esenzione non apporta alla persona interessata un beneficio
corrispondente ai contributi versati. Lo scopo perseguito dal sistema
d'esenzione è infatti chiaramente quello d'evitare una doppia assicurazione
inutile. Ciò è manifestamente il caso in materia di assicurazione malattia
se la persona assicurata ha già diritto a prestazioni equivalenti da questa
assicurazione in virtù della legislazione di un altro Stato membro (cfr. anche
l'art. 33 del Regolamento (CEE) n. 1408/71; EDGAR IMHOF, Über die
Kollisionsnormen der Verordnung Nr. 1408/71 [anwendbares Sozialrecht,
zugleich Versicherungsunterstellung], RSAS 2008 p. 337 n. 74; DTF 138 V
197 consid. 5.6.2 e anche 140 V 98 consid. 8.3).
Al riguardo il Tribunale federale (TF) ha già avuto occasione di statuire che
colui che beneficia di una pensione o di una rendita di un altro Stato
membro non subisce alcun pregiudizio in caso di affiliazione obbligatoria
all'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità svizzera, se i contributi
che ha versato danno diritto ad una rendita che andrà a completare quella
straniera. Considerate le caratteristiche del regime assicurativo svizzero
un'esenzione non può interessare l'assicurazione vecchiaia, superstiti e
invalidità svizzera (DTF 138 V 197).
8.
8.1 Alla luce delle disposizioni convenzionali in vigore fino al 31 marzo
2012 e della giurisprudenza ad essa relativa, segnatamente per quel che
concerne l'affiliazione all'AVS/AI dal 1° settembre 2008 al 31 marzo 2012,
A._ non può essere esentato dall'assicurazione vecchiaia, super-
stiti e invalidità svizzera a motivo del fatto che già percepisce una rendita
C-5895/2013
Pagina 14
di vecchiaia dal regime di sicurezza sociale francese. Non essendovi, come
detto, alcuna doppia assicurazione, ritenuto che in seguito al pagamento
dei contributi l'assicurato ha diritto ad una rendita che va a completare
quella di cui già dispone, non può avvalersi, da questo punto, di vista di
alcun pregiudizio (si veda per un'eventuale eccezione che non entra in li-
nea di conto in concreto, SILVIA BUCHER, Die sozialrechtliche Rechtsspre-
chung des Bundesgerichts zum FZA, in: SZS 57/2013 pagg. 232-234).
La censura del ricorrente è pertanto infondata e va respinta.
8.2 Lo stesso vale per B._, la quale, può essere rilevato a titolo ab-
bondanziale, non avendo più svolto attività lavorativa in Francia dopo il 1°
gennaio 2009, non può essere sottoposta alla lett. a dell'art. 13 del Rego-
lamento (CEE) n. 1408/71, bensì appare sottostare alle disposizioni dello
Stato di residenza conformemente alla lettera f succitata (rispettivamente
dell'art. 11 cifra 3 lett. e del nuovo regolamento dal 1° aprile 2012; anche
DTF 140 V 98 consid. 8.1) e non più alla legislazione francese.
Al riguardo può ancora essere rilevato che l'assicurata non ha dimostrato
che beneficerebbe in Francia di una copertura per vecchiaia equivalente a
quella di cui si può prevalere in Svizzera. Al contrario l'affiliazione all'assi-
curazione vecchiaia svizzera le permette di beneficiare di diritti specifici e
meglio di una rendita di vecchiaia che si aggiungerà, se del caso, ad una
rendita estera (DTF 140 V 98 consid. 8.3).
Considerato infine che l'UFAS si è pronunciata solo sul principio in quanto
tale e non sulla data esatta dell'assoggettamento (decisione impugnata
pag. 5, consid. 2), ritenendo la questione di competenza della Cassa, que-
sta Corte non può accogliere la richiesta presentata in via subordinata da
B._ di essere affiliata all'AVS solo dal 1° gennaio 2009 (consid. G
in fine), poiché esorbita dall'oggetto impugnato. Il ricorso, nella misura in
cui è ammissibile, va pertanto respinto.
A titolo abbondanziale va aggiunto che il TF ha già statuito che il fatto che
l'assicurata benefici tramite il marito di una copertura assicurativa contro le
malattie in Francia non permette una diversa conclusione. Il fatto di essere
sottoposta all'assicurazione malattia francese (come si vedrà in seguito
fino al 1° settembre 2013) in seguito alla rendita di vecchiaia francese del
marito non implica infatti automaticamente un assoggettamento all'assicu-
razione francese anche di tutti gli altri rischi compresi nel campo di appli-
cazione dei regolamenti in esame (DTF 140 V 103 consid. 8.2)
C-5895/2013
Pagina 15
9.
I ricorrenti evidenziano che il tenore delle disposizioni convenzionali in vi-
gore dal 1° aprile 2012 sarebbe diverso e condurrebbe pertanto ad un ri-
sultato differente permettendo l'esenzione dall'assicurazione AVS/AI. Va
quindi esaminato se alla luce delle nuove disposizioni si giunge, in materia
di esenzione dall'assicurazione AVS/AI, ad un risultato differente.
9.1 Per l'art. 11 cifra 1 del Regolamento (CE) n. 883/2004 le persone alle
quali si applica il presente regolamento sono soggette alla legislazione di
un singolo Stato membro. Tale legislazione è determinata a norma del pre-
sente titolo.
Secondo l'art. 11 cifra 3 lett. e del regolamento, fatti salvi gli articoli da 12
a 16, qualsiasi altra persona che non rientri nelle categorie di cui alle lettere
da a) a d) è soggetta alla legislazione dello Stato membro di residenza,
fatte salve le altre disposizioni del presente regolamento che le
garantiscono l'erogazione di prestazioni in virtù della legislazione di uno o
più altri Stati membri.
Per l'art. 16 cifra 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004 una persona che
riceve una pensione o pensioni dovute ai sensi della legislazione di uno o
più Stati membri e che risiede in un altro Stato membro, può essere esen-
tato, su sua richiesta, dall'applicazione della legislazione di quest'ultimo
Stato, a condizione che non sia soggetto a detta legislazione a causa dell'e-
sercizio di un'attività subordinata o autonoma.
9.2 A proposito della validità della giurisprudenza in vigore precedente-
mente la dottrina ha precisato che essa è senz'altro applicabile alle nuove
norme se si tratta di disposizioni che, malgrado il testo sia stato modificato,
da un punto di vista del contenuto corrispondono a quelle in vigore prece-
dentemente. In caso contrario va esaminato di caso in caso se la giurispru-
denza è ancora valida oppure se la nuova norma ne mette in discussione
l'applicabilità (BERND SCHULTE, op. cit., pag. 58).
Il TF dal canto suo ha già avuto modo di stabilire che le norme di coordina-
zione contenute nel titolo II (art. 11-16) del Regolamento (CE) n. 883/2004
differiscono in minima parte da quelle del Regolamento (CEE) n. 1408/71.
Anche l'art. 11 cifra 3 lett. a del Regolamento (CE) n. 883/2004 prevede
infatti il principio generale dell'applicazione della legislazione del paese
dell'impiego (cfr. anche MAXIMILIAN FUCHS, Europäisches Sozialrecht, 6a
ed., pag. 176, N. 8; LOCHER/GÄCHTER, op. cit., pag. 183, EBERHARD EI-
CHENHOFER, Prinzipien europäischen koordinierenden Sozialrechts, in:
http://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20112875/index.html#a11
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Pagina 16
SZS 57/2013, pag. 19). A questo principio vi sono tuttavia diverse ecce-
zioni, segnatamente quella dell'art. 11 cifra 3 lett. e succitato per esteso,
secondo cui le persone non previste alle lettere da a) a d) del medesimo
paragrafo sottostanno alla legislazione dello Stato membro di residenza,
impregiudicate altre disposizioni del presente regolamento che garanti-
scono loro prestazioni in virtù della legislazione di uno o più Stati membri
(DTF 140 V 102 consid. 6.3). Tale situazione vigeva già in precedenza
(consid. 7).
La dottrina conferma quanto appena esposto precisando che le disposi-
zioni relative al diritto applicabile (art. 11-17 del regolamento (CE) n.
883/2004) corrispondono principalmente a quelle del vecchio regolamento
(BERND SCHULTE, op. cit., pag. 58/59).
9.3 Nel caso concreto, eccezion fatta per alcune modifiche di natura for-
male, il tenore dell'art. 16 cifra 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004 e
quello dell'art. 17bis del vecchio regolamento appaiono identici. Entrambi
permettono infatti ai beneficiari di pensione/pensioni dovute ai sensi della
legislazione di uno o più Stati membri che risiedono in un altro stato mem-
bro di chiedere l'esenzione dall'applicazione della legislazione dello Stato
di residenza. La nuova norma, inoltre, come il precedente art. 17bis, pre-
vede un'eccezione per i beneficiari di rendite per quanto riguarda l'applica-
zione della legislazione del luogo di residenza (MAXIMILIAN FUCHS, op. cit.,
pag. 214, N. 11).
Né dalla lettera né dal contenuto della nuova norma può essere dedotta
una differenza sostanziale. In simili condizioni la giurisprudenza sviluppata
dalla CGCE e dal TF in materia di esonero dell'applicabilità della legisla-
zione svizzera in materia di AVS/AI può essere applicata anche all'art. 16
cifra 2 del nuovo regolamento.
Del resto i ricorrenti non dimostrano per quali motivi le premesse dell'ordi-
nanza dovrebbero indurre a concludere diversamente.
10.
10.1 In concreto è pacifico che i ricorrenti sono domiciliati in Svizzera da
agosto 2008, che A._ ha raggiunto l'età di pensionamento in Sviz-
zera il (...) 2013 (e ha pertanto diritto ad una rendita di vecchiaia svizzera
in virtù dell'art. 21 LAVS dal [...] 2013) e che beneficia di due pensioni di
vecchiaia francesi dal 2008. In virtù del domicilio in Svizzera e dell'impos-
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Pagina 17
sibilità di essere esonerato dall'AVS/AI svizzera, l'assicurato è pertanto as-
sicurato obbligatoriamente all'AVS/AI sia dal 1° settembre 2008 che dal 1°
aprile 2012.
10.2 Pure la moglie sottostà anche dal 1° aprile 2012 all'AVS/AI svizzera
alla luce della residenza in Svizzera (art. 11 cifra 3 lett. e del Regolamento
[CE] n. 883/2004).
11.
Infine va esaminato se l'assoggettamento obbligatorio all'assicurazione
malattia svizzera, che interviene, secondo il diritto svizzero, al momento
dell'assegnazione della rendita di vecchiaia svizzera a A._, confi-
gurerebbe un pregiudizio tale per l'assicurato da permetterne l'esenzione.
11.1 A._ sostiene infatti che l'assoggettamento all'assicurazione
malattia svizzera a far tempo dalla nascita del diritto alla rendita di vec-
chiaia svizzera, e meglio dal (...) 2013, comporta un doppio onere, es-
sendo egli assicurato contro le malattie in Francia. Aggiunge inoltre che il
pregiudizio consiste nel fatto che le prestazioni sociali vengono finanziate
in Francia tramite le tasse, motivo per cui il premio mensile è relativamente
esiguo (doc. TAF 16), non così in Svizzera.
11.2 L'UFAS ritiene dal canto suo che, al momento dell'assoggettamento
in Svizzera, l'ente competente in Francia non è più autorizzato a prelevare
premi e pertanto non vi è doppia assicurazione. Nella duplica fa riferimento
alla base legale rilevante in concreto, e meglio all'art. 3 del Regolamento
(CE) n. 883/2004.
12.
12.1 Per l'art. 3 cpv. 1 LAMal ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall'acquisizione del domicilio o dalla na-
scita in Svizzera. Il Consiglio federale (cfr. cpv. 2) può prevedere eccezioni
all'obbligo d'assicurazione, segnatamente per le persone beneficiarie di
privilegi, immunità e facilitazioni di cui all'art. 2 cpv. 2 della legge sullo Stato
ospite del 22 giugno 2007 (LSO, RS 192.12).
Per l'art. 1 cpv. 1 OAMal le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli
articoli 23 fino a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicu-
rarsi conformemente all'articolo 3 della legge.
C-5895/2013
Pagina 18
Per le persone domiciliate in Svizzera vale quindi il principio dell'obbligo
assicurativo, nella misura in cui non sono previste eccezioni all'art. 2 OA-
Mal o in base all'ALC o all'EFTA (GEBHARDT EUGSTER, Krankenversiche-
rug, in: Soziale Sicherheit, 2a ed., pag. 414, N. 43). Dal 1° giugno 2002
inoltre esiste per i membri dell'ALC un obbligo assicurativo indipendente-
mente dal domicilio in Svizzera, in caso di esercizio di attività lucrativa in
questo paese oppure se si beneficia di una rendita del diritto svizzero (LO-
CHER/GÄCHTER, op. cit., pag. 195).
Secondo l'art. 2 cpv. 1 lett. e OAMal non sono soggetti all'obbligo d'assicu-
razione le persone che non hanno diritto a una rendita svizzera ma hanno
diritto a una rendita di uno Stato membro dell'UE in virtù dell'ALC e del
relativo allegato II o a una rendita islandese o norvegese in virtù dell'Ac-
cordo AELS, del relativo allegato K e dell'appendice 2 dell'allegato K. Per
la lettera f inoltre non sono soggetti all'obbligo di assicurazione le persone
che sono incluse nell'assicurazione malattie estera di una delle persone di
cui alle lettere c, d o e quali suoi familiari e hanno diritto all'assistenza re-
ciproca in materia di prestazioni o beneficiano di una copertura equivalente
per le cure in Svizzera.
12.2 Malgrado il domicilio in Svizzera e fino al (...) 2013, alla luce di que-
st'ultima disposizione i coniugi ricorrenti non erano assoggettati all'assicu-
razione malattia svizzera, bensì a quella francese, in virtù della rendita di
vecchiaia francese percepita da A._ (consid. E.a, GEBHARDT EUG-
STER, op. cit., pag. 421, N. 68). Un eventuale pregiudizio può pertanto sor-
gere dal (...) 2013, al momento della percezione della rendita AVS sviz-
zera, in seguito alla quale gli assicurati non sono più esonerati dall'obbligo
assicurativo per quanto riguarda le malattie.
13.
13.1 L'art. 27 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 intitolato "pensioni o ren-
dite dovute secondo la legislazione di più Stati membri quando esiste un
diritto alle prestazioni nello Stato di residenza", prevede in particolare che
il titolare di pensioni o di rendite dovute secondo le legislazioni di due o più
Stati membri, tra cui quella dello Stato membro nel cui territorio egli risiede,
che abbia diritto alle prestazioni secondo la legislazione di quest’ultimo
Stato membro, tenuto conto eventualmente delle disposizioni dell’articolo
18 e dell’allegato VI, nonché i suoi familiari, ottengono tali prestazioni
dall’istituzione del luogo di residenza e a carico di questa stessa istituzione,
come se l’interessato fosse titolare di una pensione o di una rendita dovuta
in virtù della sola legislazione di quest’ultimo Stato membro.
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La disposizione convenzionale conferma il tenore dell'art. 2 cpv. 1 lett. e
OAMal, secondo cui, dal momento della percezione della rendita di vec-
chiaia svizzera, A._ sottostà all'assicurazione malattia svizzera (cfr.
GEBHARDT EUGSTER, op. cit., pag. 420, N. 66 Variante B, pag. 421, N. 68
in fine, in tale ipotesi "sie sind in jedem Fall versicherungspflichtig wenn sie
eine Schweizer Rente beziehen und in der Schweiz Wohnsitz haben", cfr.
anche pag. 426, N. 83).
Inoltre l'art. 33 cpv. 1 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 intitolato "contri-
buti a carico dei titolari di pensioni o di rendite" prevede che l’istituzione di
uno Stato membro debitrice di una pensione o di una rendita, che applica
una legislazione che prevede trattenute di contributi a carico del titolare di
una pensione o di una rendita per la copertura delle prestazioni di malattia
e maternità, è autorizzata a operare tali trattenute, calcolate in base alla
suddetta legislazione, sulla pensione o rendita da essa dovuta, se le pre-
stazioni corrisposte ai sensi degli articoli 27, 28, 28bis, 29, 31 e 32 sono a
carico di un’istituzione del suddetto Stato membro.
Il tenore della norma conferma quanto affermato dall'UFAS e meglio che,
dal momento della nascita del diritto alla rendita di vecchiaia svizzera, lo
stato francese non può più prelevare contributi, ritenuto che A._ sot-
tostà all'assicurazione malattia svizzera e pertanto le prestazioni sono a
carico di questa assicurazione e non di quella francese. In simili condizioni,
contrariamente a quanto affermato dall'assicurato, l'assoggettamento
all'assicurazione malattia svizzera a seguito della percezione della rendita
di vecchiaia svizzera non gli causa alcun doppio onere, in quanto egli ver-
serà i premi solo all'assicuratore malattia svizzero.
13.2 Il nuovo Regolamento (CE) n. 883/2004 prevede al titolo III, capitolo
1 (prestazioni di malattia, maternità e paternità assimilate) una norma di
analogo tenore all'art. 23 intitolato "diritto a prestazioni in natura ai sensi
della legislazione dello Stato membro di residenza applicabile in concreto"
secondo cui "chiunque riceva una pensione o pensioni ai sensi della legi-
slazione di due o più Stati membri, uno dei quali sia lo Stato membro di
residenza, e abbia diritto a prestazioni in natura secondo la legislazione di
tale Stato membro, beneficia con i familiari di tali prestazioni dall'istituzione
del luogo di residenza e a spese della medesima, come se avesse diritto
alla pensione soltanto ai sensi della legislazione di tale Stato membro".
L'art. 30 cpv. 1 del medesimo regolamento, come l'art. 33 nella vecchia
versione, prevede inoltre che l'istituzione di uno Stato membro che è re-
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sponsabile a norma della legislazione che essa applica per effettuare trat-
tenute a copertura delle prestazioni per malattia, maternità e paternità as-
similata, può richiedere e recuperare le trattenute stesse, calcolate in base
alla legislazione che essa applica, solo nella misura in cui i costi delle pre-
stazioni da erogare ai sensi degli articoli 23-26 sono a carico di un'istitu-
zione dello Stato membro menzionato.
Anche in tal caso quindi non vi è alcun doppio onere non essendo lo stato
francese più autorizzato ad effettuare trattenute, non essendo competente
per erogare le prestazioni.
13.3 Le norme in questione si applicano a A._ essendo egli sotto-
posto all'assicurazione malattia svizzera al momento della nascita del di-
ritto alla rendita di vecchiaia svizzera, e meglio il (...) 2013, così come alla
moglie, in quanto assicurata in seguito alla residenza in Svizzera.
Anche su questo punto il ricorso si rivela infondato e va respinto. Corretta-
mente i coniugi sono stati assoggettati all'AVS/AI svizzera.
14.
14.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS).
14.2 Visto l'esito della procedura non si assegna alcuna indennità a titolo
di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in combinazione con l' art. 7 cpv. 1-3
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
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