Decision ID: 2e583ca8-d257-5aa6-b67e-c76952314f19
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
AO 1 (2 luglio 1995) e AO 2 (25 dicembre 1998) sono figli di _ (1965), riconosciuti da AP 1 (1958). La madre, divorziata, è senza attività lucrativa. Il padre, celibe, ha lavorato fino al 1995 come broker per il mercato americano e in seguito ha svolto attività sporadiche, anche come pilota d'aerei. Domiciliato a Montecarlo, egli risiede a Contone. In favore dei figli AP 1 ha firmato due contratti di mantenimento analoghi, l'uno dell'8 luglio 1995 (AO 1) e l'altro del 15 marzo 2000 (AO 2), entrambi approvati dalla Delegazione tutoria di Contone. Questi prevedevano contributi alimentari per ogni figlio di fr. 600.– mensili fino al 6° compleanno, di fr. 750.– mensili fino al 10° compleanno, di fr. 900.– mensili fino al 15° compleanno e di fr. 1000.– mensili fino alla maggiore età (assegni familiari compresi). Quanto al contributo alimentare per il secondogenito, in specie, i genitori hanno pattuito internamente ch'esso sarebbe stato ridotto a fr. 300.– fino al momento in cui il debitore avrebbe avuto un lavoro regolare,
“
sia indipendente che dipendente”.
B.
Il 17 gennaio 2003 _ e AP 1 hanno sottoscritto un nuovo contratto di mantenimento valido dal 1° febbraio 2003 mediante il quale hanno modificato le due precedenti convenzioni, portando i contributi alimentari per ciascun figlio a fr. 1100.– mensili, assegni familiari non compresi. AP 1 si è impegnato inoltre a mettere a disposizione di _,
“
per i bisogni dei figli
”
, un veicolo di cui avrebbe assunto
“
i costi di manutenzione (servizi e pneumatici) nonché le targhe e l'assicurazione, ciò che porta a un valore, tenuto conto dell'ammortamento del veicolo stesso, di almeno fr. 300.– mensili
”
, da considerare in aggiunta agli importi pattuiti. La nuova intesa è stata approvata il 25 febbraio 2003 dalla Commissione tutoria regionale.
C.
Il 1° aprile 2004 AP 1 si è ripreso per necessità proprie l'automobile affidata a _ e non l'ha più ritornata. AO 1 e AO 2 lo hanno convenuto perciò il 25 agosto 2005 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna per ottenere il versamento di fr. 300.– mensili in aggiunta al contributo alimentare modificato dal 1° febbraio 2003, più fr. 4800.– complessivi maturati dal 1° aprile 2004 fino al giorno dell'istanza. Essi hanno chiesto altresì che dopo il 12° anno di età il contributo di mantenimento in loro favore fosse portato da fr. 1100.– a fr. 1200.– mensili, assegni familiari non compresi. In via preliminare essi hanno
postulato il beneficio dell'assistenza giudiziaria (inc. DI.2005.167).
D.
AP 1 ha adito a sua volta il Pretore, il 26 settembre 2005, instando per un'imprecisata riduzione dei contributi
alimentari dovuti a AO 1 e AO 2 retroattivamente dal 1° settembre 2005. Egli ha fatto valere di essere senza lavoro, di non poter riscuotere indennità di disoccupazione a causa del domicilio a Montecarlo e di aver dovuto accendere nell'ottobre del 2004 un mutuo di fr. 200
000.– per sopperire alle proprie necessità personali e professionali. Nella motivazione dell'istanza (ancorché non nella richiesta di giudizio) egli ha offerto ad ogni modo, per ogni figlio, un contributo alimentare compreso tra fr. 500.– e fr. 750.– mensili (inc. DI.2005.187).
E.
All'udienza del 12 ottobre 2005, indetta per la discussione delle due istanze, le parti hanno vicendevolmente postulato la reiezione delle domande avversarie. Il Pretore ha congiunto le due procedure per l'istruttoria e il giudizio. L'assunzione delle prove è cominciata nel dicembre del 2005 ed è terminata nel marzo del 2006. Al dibattimento finale le parti hanno rinunciato, riservandosi di presentare conclusioni scritte. Nel loro memoriale del 3 luglio 2006 AO 1 e AO 2 hanno poi ribadito le loro richieste di giudizio (ottenimento di fr. 300.– mensili in aggiunta al contributo alimentare e di fr. 4800.– a titolo di arretrati, aumento del contributo alimentare a fr. 1200.– mensili dopo il 12° anno di età, assegni familiari non compresi). AP 1 ha rinunciato a formulare conclusioni.
F.
Statuendo con sentenza unica dell'8 gennaio 2007, il Pretore ha condannato AP 1 a versare dal 1° ottobre 2004 un contributo
alimentare di fr. 1250.– mensili per ogni figlio (eventuali assegni familiari compresi), da adeguare all'indice nazionale dei prezzi al consumo la prima volta nel gennaio del 2008 sulla base dell'indice relativo al dicembre del 2006. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 95.– sono state addebitate allo stesso AP 1, tenuto a rifondere solidalmente a AO 1 e AO 2 fr. 2500.– per ripetibili. I figli sono stati ammessi al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
G.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 19 gennaio 2007 nel quale chiede che i contributi alimentari siano ridotti a fr. 750.– mensili per figlio e che gli oneri processuali di primo grado siano posti a carico di AO 1 e AO 2, tenuti a rifondergli un'indennità di fr. 2500.– per ripetibili. L'appello non è stato intimato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Le azioni di mantenimento e di modifica del contributo alimentare per i figli (art. 279 e 286 CC) sono trattate con la procedura speciale degli art. 425 segg. CPC, in esito alla quale il Pretore statuisce
con sentenza impugnabile entro dieci giorni
non sospesi dalle ferie (art. 428 cpv. 2 e 428
bis
CPC). Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame è dunque ricevibile.
2.
In concreto il Pretore ha rilevato anzitutto che il 15 marzo 2000, al momento di firmare il primo contratto di mantenimento relativo a AO 2, AP 1 era pacificamente in grado di versare per i figli fr. 900.– mensili complessivi (fr. 600.– per Sandy e fr. 300.– per AO 2 fino al giorno in cui avesse trovato
“
un lavoro regolare sia indipendente che dipendente”). Il 17 gennaio 2003 lo stesso AP 1 si è poi impegnato senza riserve a versare fr. 1100.– per ciascun figlio, sebbene gli fosse chiaro di non poter ancora intraprendere la divisata attività per la _
di Basilea (che gli avrebbe permesso di guadagnare fr. 55
000.– annui lordi)
. Né egli ha postulato una riduzione dei contributi in seguito, attivandosi solo in concomitanza con la causa promossa dai figli, nel settembre del 2005.
Per di più – ha soggiunto il Pretore – il 7 ottobre 2004 AP 1 ha ottenuto da _, p
residente del consiglio di amministrazione della _. di Basilea,
un prestito senza interessi di fr. 200
000.– per scopi professionali, ma anche per il fabbisogno proprio
. E la formulazione di quel contratto induce a ritenere che in realtà non si trattasse di mutuo, bensì
“
dell'importo pattuito per le prestazioni di Conrad o comunque a titolo di risarcimento per il fatto di non essere stato posto nelle condizioni di eseguire il lavoro per il quale era stato ingaggiato
”
. In definitiva, per il Pretore, AP 1 non ha dimostrato un notevole peggioramento della sua disponibilità economica rispetto al gennaio del 2003. Quanto all'obbligo di mettere a disposizione di _ un veicolo
“
per i bisogni dei figli
”
, secondo il Pretore non risultava che le necessità dei ragazzi consistessero solo – come sosteneva l'interessato – nella trasferta in automobile per raggiungere la scuola privata _. Egli ha maggiorato così di fr. 150.– mensili il contributo alimentare di fr. 1100.– mensili destinato a ciascun figlio.
3.
Il giudice può,
“
ad istanza di un genitore o del figlio
”
, modificare o togliere il contributo per un minorenne ove le circostanze considerate al momento in cui il contributo è stato fissato
“
siano notevolmente mutate
”
(art. 286 cpv. 2 CC). Poco importa che il contributo sia stato fissato per sentenza o per contratto, tranne che in quest'ultimo caso una modifica può risultare convenzionalmente esclusa (art. 287 cpv. 2 CC). Decisivo è il raffronto tra le condizioni finanziarie in cui si trovavano i genitori (e il figlio) al
momento in cui il contributo è stato stabilito – rispettivamente al momento in cui è stato modificato l'ultima volta – e quelle in cui essi versano al momento in cui il giudice statuisce sull'azione di modifica (casistica ed esempi in:
Hegnauer
, Berner Kommentar, edizione 1997, n. 68 segg. ad art. 286 CC con richiami). Per quel che è del cambiamento, in particolare, esso deve apparire rilevante e duraturo (
Wullschleger
in: Schwenzer, FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 5 ad art. 286 CC con rinvii).
4.
L'appellante si duole in primo luogo dell'indennità che il Pretore ha aggiunto al contributo in favore dei figli (fr. 300.– mensili complessivi) per essersi visti sottrarre l'automobile data in uso alla madre. Egli afferma, in sintesi, che
“
la messa a disposizione del veicolo era ed è (...) unicamente legata alla scuola a suo tempo frequentata dai minori qui appellati e non ad altre necessità di spostamento dei minori stessi
” (memoriale, pag. 4 nel mezzo)
. Se non che, così argomentando, AP 1 non fa che ripetere quanto ha asserito davanti al Pretore, ma non si confronta con la sentenza impugnata, nella quale il Pretore gli ha rimproverato di non avere dimostrato simile asserzione. Sugli
elementi di prova dai quali emergerebbe che
“
i bisogni dei figli
”
evocati nel contratto del 17 gennaio 2003 si esaurivano nella trasferta in automobile per raggiungere – da Contone – l'istituto _, sicché tale esigenza più non sussiste da quando i figli frequentano la scuola pubblica, l'interessato non spende una parola. Privo di adeguata motivazione, in proposito l'appello si rivela finanche irricevibile
(art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
5.
Per quanto riguarda la sua situazione al momento di firmare il contratto del 17 gennaio 2003 in cui ha accettato di aumentare il contributo per ogni figlio a fr. 1100.– mensili (più la messa a disposizione del veicolo), l'appellante ricorda che a quel tempo egli aveva appena sottoscritto una convenzione del 12 novembre 2002 con la _ di Basilea (doc. C), la quale gli conferiva dal 1° gennaio 2003 il mandato di fondare, avviare e condurre la futura _ Montecarlo, seguendo anche un corso di pilota per dirigibili, il tutto dietro compenso di fr. 55
000.– annui lordi. La prospettiva non essendosi concretata nei termini previsti
per ragioni indipendenti dalla sua volontà, nell'ago
sto
del 2004 egli aveva dovuto accendere il noto mutuo di fr. 200
000.– (non ancora restituito),
destinato però a finanziare unicamente il domicilio a Montecarlo, a coprire il suo fabbisogno personale e a conservare le licenze di pilota d'aereo, escluso il mantenimento dei figli. Nel maggio del 2005, infine, la _ gli ha annunciato un ulteriore rinvio dell'assunzione effettiva, sicché egli ha dovuto adattarsi, in mancanza d'altro, a svolgere l'attività di necroforo per una ditta di Giubiasco e ad accettare
“
lavori saltuari di ogni tipo
”
. Ciò l'ha indotto nel settembre del 2005 a chiedere una riduzione dei contributi per i figli.
Quale fosse la reale situazione finanziaria di AP 1 il giorno in cui egli ha firmato il citato contratto del 17 gennaio 2003 non è dato di sapere. Tutto quanto l'appellante adduce è che a quel momento egli aveva in mano un contratto d'impiego presso la _ di Basilea, firmato il 12 novembre 2002 e valevole dal 1° gennaio 2003, che gli avrebbe assicurato una retribuzione di fr. 55
000.– annui lordi. In funzione di ciò egli aveva consentito a portare i contributi di mantenimento per i figli a fr. 1100.– mensili ciascuno (più l'automobile messa a disposizione della madre). Se non che, si volesse pur seguire tale ragionamento, mal si comprende che cosa fosse mutato al riguardo il 26 settembre 2005, quando AP 1 ha promosso causa per ottenere la riduzione dei contributi alimentari. Già la convenzione del 12 novembre 2002 invero prevedeva un'assunzione il 1° gennaio 2003 puramente teorica, giacché la ditta faceva dipendere in maniera esplicita l'ingaggio effettivo – e quindi lo stanziamento del compenso – dalla condizione che le fosse stata fornita nel frattempo la prima aeronave (doc. C, primo foglio a metà). Il 26 settembre 2005 la situazione era invariata, giacché la ditta era ancora nella medesima attesa (che si sarebbe protratta almeno sino alla fine dell'anno: doc. D).
Quali circostanze siano
“
notevolmente mutate
” fra il gennaio del 2003 e il settembre del 2005 non è dato di capire.
S
ottolinea l'appellante di essersi deciso ad agire in giudizio dopo essersi reso conto che l'inizio dell'attività per la _, in cui egli aveva riposto la sua buona fede, si andava procrastinando. Il problema è che ciò non denota alcun mutamento – tanto meno notevole – di circostanze nel senso dell'art. 286 cpv. 2 CC. Tutt'altra è la questione di sapere se l'interessato potesse in qualche modo denunciare il contratto del 17 gennaio 2003 per errore essenziale o potesse valersi della clausola
rebus sic stantibus
(
Breitschmid
in: Basler Kommentar, ZGB I, 3
a
edizione, n. 19 e 20 ad art. 287 con citazioni). L'interrogativo legato a simili congetture – tutte da verificare – esula in ogni modo dai limiti dell'attuale giudizio, AP 1 non avendo mai invocato nulla del genere. Su questo punto l'appello rivela, in definitiva, la sua inconsistenza.
6.
L'appellante sembra motivare un notevole mutamento di circostanze, per certi versi, con il fatto di essersi indebitato nell'ottobre del 2004 mutuando fr. 200
000.– senza interessi per finanziare spese personali (compreso il domicilio a Montecarlo) e mantenere le licenze di pilota. A prescindere dalla constatazione tuttavia che per ora AP 1 non pretende di dover restituire alcunché (né risultano essere state pattuite con _ modalità di rimborso: doc. B, primo foglio), sicché l'operazione non consta incidere sulla sua disponibilità finanziaria, l'accensione del debito non basta – da sé sola – per dimostrare un notevole mutamento di circostanze. Ai fini del presente giudizio occorrerebbe poter operare un raffronto – almeno approssimativo – tra quella che era la situazione economica (reddito e fabbisogno) diAP 1 il 17 gennaio 2003, allorché ha firmato il nuovo contratto di mantenimento, e la situazione di lui il 26 settembre 2005 (reddito e fabbisogno), quando ha intentato causa per ottenere la riduzione dei contributi alimentari. Gli atti però non consentono alcuna deduzione affidabile.
Del resto, ci si dipartisse anche dal presupposto che quel 17 gen
naio 2003 AP 1 contasse in buona fede su un reddito annuo di fr. 55
000.– lordi dal 1° gennaio 2003 (ipotesi aleatoria, giacché la _ subordinava l'assunzione effettiva – come si è visto – alla condizione che le fosse stato fornito il primo aeromobile), ciò significa che l'interessato ha firmato il contratto facendo assegnamento su entrate nette attorno ai fr. 4100.– mensili. Quanto abbia guadagnato dal 1° gennaio 2003 in poi, tuttavia, egli non dice. A ben vedere egli non dichiara nemmeno quanto guadagnasse due anni dopo, il 26 settembre 2005. Afferma di
avere svolto dopo il luglio del 2005 l'attività di necroforo e
“
lavori saltuari di ogni tipo
”, ma
per finire si
limita a
prospettare un reddito potenziale di fr. 3800.– o fr. 3900.–
netti mensili (appello, pag. 7 verso l'alto), senza precisare alcunché.
Sul fronte dei fabbisogni minimi le indicazioni non sono meno laconiche. Oltre a ignorarsi quale fosse il fabbisogno minimo del gennaio 2003, in effetti, anche il fabbisogno minimo del settembre 2005 (fr. 3045.– mensili) è parzialmente empirico (appello, pag. 7 a metà). Basti rilevare che il premio della cassa malati risulta stimato in fr. 300.– mensili, mentre incombeva all'appellante spiegare quale fosse la spesa effettiva (dato il suo domicilio a Montecarlo), e che l'onere fiscale è valutato in fr. 200.– mensili (mentre l'interessato avrebbe dovuto produrre almeno le tassazioni che lo concernono). In ultima analisi, operare un confronto attendibile tra le condizioni in cui si trovava l'appellante quando ha firmato il nuovo contratto di mantenimento e le condizioni in cui egli versava quando ha adito il Pretore è impossibile. A ragione il primo giudice ha ritenuto pertanto che nel caso specifico non si ravvisassero i presupposti dell'art. 286 cpv. 2 CC. Anche a questo proposito l'appello si rivela così destinato all'insuccesso.
7.
Gli oneri del giudizio attuale seguono la soccombenza dell'appellante (148 cpv. 1
CPC), mentre non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato
per osservazioni e non
avendo cagionato quindi costi presumibili.
8.
Relativamente ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso supera di gran lunga la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF), ove appena si capitalizzi la differenza fra gli importi mensili offerti dall'appellante a titolo di contributo di mantenimento per ogni figlio (fr. 750.– mensili, assegni familiari compresi) e quelli stabiliti dal primo giudice (fr. 1250.– mensili, assegni familiari compresi).