Decision ID: 3b47bc8f-66f2-53cc-b3b7-74d6a14ec8d6
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. IS 1 (1977), cittadino spagnolo, celibe, e CV 1 (1972), cittadina svizzera e serba, divorziata, si sono conosciuti in Spagna nel 2006. Dal dicembre di quell'anno hanno convissuto in una casa monofamiliare ad _, nella provincia di _, in _ (Spagna _), dove risiedono anche i genitori di IS 1. Questi esercitava – allora come ora – la professione di carpentiere metallico per un'azienda locale. CV 1, che ha un diploma di venditrice e uno di impiegata d'ufficio, ha lavorato qualche mese come addetta alla vendita in un negozio di abbigliamento in un centro commerciale di _. Quando è rimasta incinta ha cessato l'attività, accomodandosi di una rendita LAINF e di una rendita d'invalidità (nel frattempo soppressa) percepite dalla Svizzera. L'11 ottobre 2008 è nato PI 1, che IS 1 ha riconosciuto. La convivenza della coppia è durata ancora poco più di un anno, fino al 29 gennaio 2010, quando CV 1 è andata a vivere per conto proprio con il figlio a 400 km di distanza, in una località nella provincia di _, e poi a _, un piccolo comune sempre nei pressi di _.
B. Il 10 marzo 2011 IS 1 e CV 1 hanno sottoscritto un accordo in cui, formalizzata la fine della loro relazione, hanno convenuto che la custodia (guarda y custodia) del figlio sarebbe toccata alla madre, mentre l'autorità parentale (patria potestad) sarebbe stata esercitata congiuntamente, “come dispone l'art. 156 del Codice civile [spagnolo]”, di modo che tutte le decisioni riguardanti “direttamente o indirettamente” il minorenne sarebbero state discusse e prese insieme dai genitori, nell'interesse e per il bene del figlio (clausola n. 1). Il diritto di visita del padre è stato regolato nel seguente modo (clausola n. 2):
– fino al 3° compleanno del figlio: il primo fine settimana di ogni mese a _, dal sabato alle ore 12 fino alle ore 20 e la domenica dalle ore 12 fino alle ore 20, il bambino pernottando dalla madre;
– dal 3° compleanno in poi: il primo fine settimana di ogni mese dal sabato alle ore 10 (quando il padre avrebbe preso in consegna il figlio a _) fino alla domenica alle ore 20 (quando la madre avrebbe ripreso in consegna il figlio “al domicilio del padre”), oltre alla metà delle vacanze scolastiche, puntualmente fissate nei periodi di Natale, Pasqua e durante l'estate secondo gli anni pari e dispari.
IS 1 si è impegnato da parte sua a versare un contributo alimentare per il figlio di € 180.– mensili indicizzati (clausola n. 4). Con decisione del 24 marzo 2011 il Tribunale di prima istanza n. 3 (famiglia) di _, sentite le parti, ha omologato l'accordo.
C. Il diritto di visita che sarebbe dovuto tenersi sabato 7 e domenica 8 maggio 2011, primo fine settimana del mese, è stato rinviato su richiesta di IS 1, con l'assenso di CV 1, a sabato 14 e domenica 15 maggio 2011. Se non che, presentatosi quel sabato alle ore 12 al domicilio di CV 1, IS 1 non ha trovato nessuno. Si è rivolto così alla Guardia Civil di _ (_), dove alle ore 12.40 ha sporto denuncia per sottrazione di minorenne. Verso le ore 14 una pattuglia di due agenti si è recata con il denunciante a casa di CV 1, accertando che questa aveva traslocato ed era tornata dai familiari in Svizzera. IS 1 ha poi ricevuto il 16 maggio 2011 un telegramma del 14 maggio precedente in cui CV 1 gli comunicava che, come egli
avrebbe dovuto sapere fin dall'11 maggio precedente, essa si trovava “temporaneamente” a casa di sua madre “perché molto malata” in via _, _, e ch'egli sarebbe potuto venire o avrebbe potuto chiamare quando avesse voluto. IS 1 ha preteso l'immediato rientro di PI 1 in Spagna, ma senza esito, CV 1 dichiarando ormai con lettera del 7 giugno 2011 di voler rimanere in Svizzera con il figlio.
D. Il 10 agosto 2011 IS 1 ha presentato al Ministero di giustizia spagnolo, autorità centrale secondo la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori, una richiesta intesa al ritorno del figlio in Spagna. Il Ministero di giustizia spagnolo ha investito della richiesta l'8 settembre 2011 l'Ufficio federale di giustizia, autorità centrale svizzera, che non consta essere riuscito a comporre la lite. Nel frattempo IS 1 ha adito il Tribunale di prima istanza n. 3 di _ perché fosse eseguita la decisione del 24 marzo 2011 che omologava la disciplina del suo diritto di visita. Statuendo il 21 febbraio 2012, quel Tribunale ha inflitto a CV 1 una multa di € 360.– per avere ostacolato le relazioni tra padre e figlio, diffidandola a rispettare gli accordi presi e avvertendola che in caso contrario essa sarebbe potuta incorrere nel reato di disobbedienza a ordini dell'autorità, come pure vedersi modificare il regime delle visite al figlio. Contro tale decisione CV 1 ha ricorso il 13 marzo 2012 allo stesso Tribunale di prima istanza. L'impugnazione risulta tuttora pendente.
E. IS 1 ha inoltrato il 23 marzo 2012 a questa Camera un'istanza fondata sulla citata Convenzione dell'Aia per ottenere che – conferitogli il beneficio del gratuito patrocinio – fosse ingiunto sotto comminatoria dell'art. 292 CP a CV 1 di riportare immediatamente il figlio “al suo domicilio in Spagna o presso il domicilio del padre” entro 10 giorni dal passaggio in giudicato della decisione, ordinando alla polizia di prestargli man forte nel caso in cui la convenuta opponesse resistenza e incaricando l'autorità centrale svizzera di organizzare il rientro del minorenne in collaborazione con l'autorità cantonale. In via cautelare egli ha chiesto di diffidare CV 1 – sempre sotto comminatoria dell'art. 292 CP – a rispettare il suo diritto di visita, finanziando le trasferta del figlio tra la Svizzera e la Spagna, come pure a non lasciare la Svizzera e a consegnare al Tribunale d'appello tutti i documenti di legittimazione del figlio. Con decreto del 28 marzo 2012 il presidente della Camera ha assegnato a CV 1 un termine di 10 giorni per esprimersi sulle domande cautelari, chiamando altresì l'avv. TERZ 1, mediatrice FSA, a tentare una conciliazione. Nelle sue osservazioni del 5 aprile 2012 la convenuta ha proposto di respingere le domande cautelari, postulando a sua volta il beneficio del gratuito patrocinio.
F. Con decreto cautelare del 12 aprile 2012 questa Camera ha respinto le richieste provvisionali di IS 1, sia perché la convenuta non risultava in grado di finanziare le trasferte del figlio tra la Svizzera e la Spagna, onde l'impossibilità di attuare il diritto di visita così come previsto nella convenzione omologata il 24 marzo 2011 dal Tribunale di prima istanza n. 3 di _, sia perché nessun indizio concreto suffragava l'ipotesi che CV 1 potesse lasciare la Svizzera, onde la sproporzione del postulato obbligo inteso al deposito giudiziale dei documenti di legittimazione del figlio. L'11 maggio 2012 la mediatrice ha comunicato alla Camera l'impossibilità di conciliare le parti, di modo che con decreto del 21 maggio 2012 il presidente ha invitato CV 1 a presentare una risposta scritta all'istanza di rientro, ha designato al figlio un curatore di rappresentanza nella persona dell'avv. RA 1 e ha indetto il contraddittorio sull'istanza di rientro per il 15 giugno 2012. Il 1° giugno 2012 la convenuta ha trasmesso alla Camera un memoriale di risposta in cui ha concluso per il rigetto dell'istanza.
G. All'udienza del 15 giugno 2012 l'istante ha replicato, ribadendo la propria istanza, e la convenuta ha duplicato, confermando il suo punto di vista. La curatrice del figlio ha tracciato un quadro esauriente della situazione in cui versa il minorenne, attentamente accudito dalla madre, rilevando di non intravedere particolari problemi o rischi né per l'uno né per l'altra nel caso in cui PI 1 dovesse rientrare in Spagna, a condizione che questi sia accompagnato dalla genitrice, data la sua tenera età. Le parti sono poi state interrogate dal presidente, il quale ha comunicato che la Camera rinunciava ad assumere altre prove, il cui esito non
avrebbe verosimilmente recato ulteriori elementi ai fini del giudizio. Invitato a formulare le sue conclusioni, IS 1 ha reiterato le richieste dell'istanza. Chiamata a esporre le proprie, CV 1 ha proposto una volta ancora di respingere la richiesta. Con decreto emesso seduta stante il presidente della Camera ha autorizzato IS 1 a visitare il figlio la sera stessa a _, prima di tornare ad _, sotto la vigilanza della curatrice. L'incontro è durato circa 45 minuti e la convenuta ha collaborato alla buona riuscita dell'incontro.

Considerando
in diritto: 1. Nel caso di minorenni illecitamente trasferiti o trattenuti all'estero la persona cui è affidata la custodia può chiederne il rientro, davanti alle autorità svizzere, valendosi di due trattati internazionali: la Convenzione del Consiglio d'Europa sul riconoscimento e
l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento di minori
e sul ristabilimento dell'affidamento, del 20 maggio 1980 (RS 0.211.230.01), e la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale dei minori, del 25 ottobre 1980 (RS 0.211.230.02), invocata dall'istante. Entrambi gli accordi, cui è parte anche la Spagna, perseguono gli stessi obiettivi con disposizioni parzialmente analoghe. In Svizzera l'art. 4 LF-RMA prevede che investita di una richiesta di rientro sia anzitutto l'autorità centrale della Confederazione, ovvero l'Ufficio federale di giustizia (art. 1 cpv. 1 LF-RMA), il quale “può avviare una procedura di conciliazione o una mediazione allo scopo di ottenere la consegna volontaria del minore o facilitare una soluzione in via amichevole”. Se il tentativo fallisce, competente per statuire sul ritorno come giurisdizione unica è il tribunale superiore del Cantone nel quale il minore dimora al momento in cui è presentata la domanda (art. 7 cpv. 1 LF-RMA). La procedura applicabile è quella sommaria (art. 8 cpv. 2 in fine LF-RMA).
2. Il tribunale adito con una domanda di ritorno avvia preliminarmente una procedura di conciliazione o una mediazione allo scopo di ottenere la consegna volontaria del minore o di facilitare una soluzione amichevole del contenzioso, a meno che non vi abbia già provveduto l'autorità centrale (art. 8 cpv. 1 LF-RMA). Ciò non risultando essere avvenuto nel caso in esame, questa Camera ha disposto essa medesima un tentativo di conciliazione per opera di un mediatore, che l'11 maggio 2012 ha accertato – come detto (lett. F) – l'impossibilità di conciliare le parti. Al figlio è stato designato così un curatore di rappresentanza (art. 9 cpv. 3 LF-RMA). PI 1 non avendo nemmeno quattro anni, non ne è occorsa invece l'audizione (art. 9 cpv. 2 LF-RMA; DTF 133 III 148 consid. 2.3. e 2.4).
3. Nel suo memoriale di risposta la convenuta chiede di acquisire agli atti un verbale da lei rilasciato alla Polizia giudiziaria di _ nell'ambito del procedimento avviato contro di lei a _ per sottrazione di minorenne. Non si scorge tuttavia l'utilità del richiamo, l'interessata avendo già potuto far valere tutte le sue ragioni a due riprese (risposta e duplica) dinanzi a questa Camera. CV 1 postula altresì l'escussione di due testimoni (un'assistente sociale e una psicoterapeuta), le quali