Decision ID: 748d3c5b-bc84-59f6-b486-ead27cd39aea
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. Nel gennaio 2014 RI 1, 1949, ha presentato domanda di prestazioni complementari all'AVS e con decisione del 24 maggio 2014 (doc. 92) la Cassa cantonale di compensazione gli ha attribuito le PC dal 1° gennaio al 28 febbraio 2014 (doc. 87) considerando la rendita anticipata AVS per sé e l'indennità di disoccupazione per la moglie, dal 1° al 31 marzo 2014 (doc.85) ritenendo l'aumento della pigione e dal 1° aprile 2014 (doc. 89) computando la rendita anticipata AVS della moglie, 1952.
1.2. Il 12 marzo 2016 (doc. 116) la Cassa di compensazione ha emanato una nuova decisione a seguito del compimento dei 64 anni di età della moglie dell'assicurato, circostanza che non ha mutato il suo diritto alla rendita AVS (Fr. 641.- al mese, doc. 111) e che ha fissato dal 1° aprile 2016 il diritto mensile alle PC a Fr. 1'728.- (prima Fr. 1'729.-), oltre al pagamento del premio LAMal.
1.3. Nell'ambito della revisione periodica delle prestazioni avviata nel mese di aprile 2018 (doc. 138), l'assicurato ha dichiarato il 3 maggio 2018 (doc. 148) di ricevere "lei o altri membri della famiglia rendite o pensioni estere", allegando il relativo documento giustificativo (doc. 128).
La richiesta di informazioni del 29 maggio 2018 (doc. 150) dell'amministrazione sulle rendite _ percepite dai coniugi dal 2011 al 2017 ha portato l'assicurato a produrre la necessaria documentazione (docc. 151-170), in parte tradotta in italiano.
1.4. Con decisione del 15 giugno 2018 (doc. 194) la Cassa cantonale di compensazione ha ricalcolato il diritto alle prestazioni complementari computando fra i redditi dei coniugi la rendita estera percepita da entrambi. Pertanto, l’amministrazione ha chiesto la restituzione delle PC indebitamente percepite dal 1° aprile 2014 al 30 giugno 2018, per complessivi Fr. 15'336.-.
1.5. Il 3 agosto 2018 (doc. 233) RI 1 ha formulato domanda di condono, facendo valere sia la sua buona fede sia le gravi difficoltà nel restituire l'importo di Fr. 15'336.-.
L'assicurato ha innanzitutto riconosciuto di percepire dall'aprile 2014 una rendita pensionistica dal Paese di origine ammontante a circa Fr. 300.- al mese. In secondo luogo, egli ha affermato che quando ha richiesto le prestazioni complementari ancora non aveva raggiunto l'età pensionistica valida in _, perciò a quel momento non gli era versata alcuna rendita e non è stato quindi reticente nell'indicare le proprie entrate. A decorrere dal 1° aprile 2014 a lui e alla moglie è stata riconosciuta la pensione _ ed è stato loro comunicato dalle competenti autorità che le relative decisioni sarebbero state inviate alle autorità svizzere.
Tuttavia, all'insaputa degli interessati, tale trasmissione non è avvenuta, ma nessuna ammissione scritta di colpa è stata fatta dalle autorità _. Pertanto, i coniugi hanno in buona fede ritenuto che, al momento in cui è stata loro concessa la pensione in _, la relativa documentazione fosse stata spedita in via ufficiale alle autorità svizzere e che essi non dovessero far nulla.
Nessun comportamento doloso né una negligenza grave sono dunque imputabili all'assicurato e a sua moglie.
1.6. La Cassa di compensazione ha emesso il 21 marzo 2019 (doc. A) la decisione su opposizione con cui ha respinto l’opposizione dell’interessato del 2 ottobre 2018 (doc. III/2) e ha quindi confermato il diniego del condono manifestato con la decisione formale del 29 agosto 2018 (doc. III/3).
L'amministrazione ha rilevato che ogni decisione di PC inviatagli contemplava l’obbligo di informarla di ogni modifica, così come lo stesso formulario di richiesta delle prestazioni complementari.
L'assicurato, che ha presentato la richiesta di PC nel 2014 e che ha poi ricevuto più di una decisione, non poteva non accorgersi che le autorità _ non hanno trasmesso alla Svizzera la decisione di rendita del 7 ottobre 2015, visto che nessuna decisione concernente il computo della pensione estera gli era stata inviata dalla Cassa di compensazione.
Inoltre, con il raggiungimento dell'età AVS della moglie, nel corso del 2016 il suo diritto alle PC è mutato e nell'allegato foglio di calcolo alla decisione del 12 marzo 2016 non era computata alcuna rendita estera. Questa circostanza avrebbe dovuto fare sorgere un dubbio all'assicurato e informarsi presso la Cassa.
È solo nel corso della revisione periodica, nel maggio 2018, che la Cassa è venuta a sapere che la moglie dell'assicurato percepisce una rendita pensionistica _ dal 1° aprile 2014.
Tale negligenza configura una grave violazione dei suoi obblighi, che esclude la tutela della buona fede dell’interessato.
Mancando la prima condizione cumulativa della buona fede, l'amministrazione non ha esaminato la seconda condizione dell'onere gravoso (art. 25 LPGA).
1.7. Il 9 maggio 2019 (doc. I) RI 1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto di annullare la decisione su opposizione e di concedergli il condono della somma di Fr. 15'336.- da restituire, essendo dati entrambi i presupposti della buona fede e della grave difficoltà finanziaria.
Il ricorrente ha evidenziato che quando è stata riconosciuta per sé e per sua moglie la rendita pensionistica _, tali decisioni sarebbero state comunicate all'organo di previdenza sociale svizzero. Tuttavia, ciò non è avvenuto per inadempienza delle autorità _, ciò che esclude una sua grave negligenza. Stante quanto indicato sulle decisioni stesse, egli era legittimato a ritenere che le autorità svizzere sarebbero state messe ufficialmente al corrente della concessione della pensione estera da parte delle autorità pensionistiche _.
La circostanza sollevata dalla Cassa di compensazione secondo cui egli "avrebbe potuto e dovuto" accorgersi dalla decisione del 12 marzo 2016 che non vi figurava la rendita _ configura sì una negligenza, ma non ancora una negligenza grave. Il condono va dunque concesso in assenza di un comportamento doloso o gravemente negligente.
L'insorgente ha fatto altresì valere la condizione della grave difficoltà finanziaria se dovesse restituire la somma richiestagli. Considerato che anche con il computo della rendita estera egli continua a beneficiare di prestazioni complementari, ciò significa che le spese riconosciute superano i redditi determinanti così come richiesto dall'art. 5 OPGA e i presupposti del condono sono quindi indubbiamente dati.
1.8. Nella risposta del 22 maggio 2019 (doc. III) l'amministrazione ha proposto di respingere il ricorso rinviando alla decisione impugnata, giacché il ricorrente, che non le ha tempestivamente comunicato il fatto che la moglie è al beneficio di una rendita pensionistica _, non può essere ritenuto in buona fede.
1.9. L'insorgente non ha prodotto nuovi mezzi di prova né ha formulato ulteriori osservazioni (doc. IV).

considerato in diritto
2.1. L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
Per l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.
Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2 OPGA).
Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art. 4 cpv. 4 OPGA).