Decision ID: cec15060-b410-5267-bfc0-dc36e1b5238c
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con la petizione l’attore sostiene di essere stato incaricato dalla convenuta di allestire i piani, di effettuare i calcoli e di presentare la domanda di costruzione per l’edificazione di una casa unifamiliare per il suo fondo n_di _.
La convenuta non avrebbe mai accettato di sottoscrivere il contratto sottopostole dall’attore, che avrebbe tuttavia regolarmente eseguito tutte le proprie prestazioni, e potrebbe di conseguenza rivendicare il relativo onorario di fr. 28’200.-- oltre interessi.
Nella risposta del 10 marzo 1994 la convenuta si è opposta alla petizione sostenendo di non avere conferito mandato alcuno all’attore, che sarebbe semmai stato incaricato dalla Impresa _ (in seguito: _), con la quale essa aveva concluso un contratto di impresa generale contemplante anche i costi di progettazione nel prezzo globale previsto.
In replica l’attore ha contestato la tesi giuridica di controparte, precisando di essere stato da lei incaricato già nel marzo del 1992, ovvero due mesi prima della sottoscrizione del contratto d’impresa generale. Tale contratto costituirebbe perciò -per quanto riguarda i rapporti tra le parti in ’assunzione di debito da parte di _ degli onorari promessi dalla convenuta all’attore, che non avrebbe tuttavia liberato la committente dal proprio impegno nei confronti del progettista.
Le parti hanno per il resto ribadito le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
B.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha rilevato che le prestazioni dell’attore sarebbero state precedenti al contratto di impresa generale stipulato dalla convenuta con la _, e ne ha dedotto l’esistenza dell’asserito contratto tra le parti in causa.
Dal che il sostanziale accoglimento della petizione, eccezion fatta per il saggio e la data di decorrenza degli interessi moratori.
C.
Con l’appello la convenuta postula la riforma della sentenza pretorile in via principale nel senso di respingere la petizione e in via subordinata nel senso di ammetterla per fr. 21’727.85.
Essa avrebbe effettivamente discusso con l’attore nel marzo del 1992 al riguardo dell’allestimento dei piani riguardanti il fondo di sua proprietà, ma in tale circostanza essa non avrebbe inteso agire in nome proprio, ma in qualità di rappresentante di _, circostanza di cui l’attore era a conoscenza o che egli avrebbe comunque dovuto riconoscere, tesi il cui fondamento risulterebbe da numerosi elementi istruttori.
Nella denegata ipotesi che venisse confermata l’esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti in causa, il credito dell’attore dovrebbe essere nondimeno ridotto a fr. 21’727.85, riguardando il maggiore importo prestazioni non effettuate.
D.
Delle osservazioni 6 febbraio 1998 del resistente, che chiede la reiezione del gravame protestando spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Nel Codice di procedura civile ticinese, riservate successive modifiche di dettaglio (art. 75 CPC) e i casi di restituzione in intero (art. 138 CPC), l’oggetto della lite viene determinato nello stadio dello scambio degli allegati introduttivi.
L’attore con petizione ed eventualmente replica, e il convenuto con risposta ed eventualmente duplica, devono pertanto sottoporre al giudice in forma compiuta le proprie tesi di fatto, le domande, le eccezioni e le contestazioni (art. 78 CPC).
Dopo tale stadio di procedura non è più per principio possibile addurre fatti od eccezioni non sostenuti in precedenza, o sollevare contestazioni in precedenza non formulate (per tante:
II CCA
5 dicembre 1996 in re A. AG/C., 25 ottobre 1996 in re C. SA/Comune di A.;
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 78, n. 1, 2, 4, 13), dal che l’irricevibilità procedurale di siffatti nuovi fatti od argomenti sollevati per la prima volta con le conclusioni (
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 78, n. 6, 7, 8, 13, 15, 17) o, a maggior ragione, con l’appello (art. 321 CPC;
II CCA
18 marzo 1996 in re T.I. snc;
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 321, n. 7, 10, 18).
2.
La richiesta di reiezione della petizione è fondata unicamente sull’argomentazione per la quale la convenuta avrebbe contrattato con l’attore in qualità di rappresentante diretta ai sensi dell’art. 32 CO della _, con la conseguenza che il contratto sarebbe venuto in essere solo tra quelle parti.
A non averne dubbi, tale tesi costituisce un’inammissibile novità dell’atto di appello.
E’ in effetti facile rilevare che nell’allegato di risposta la convenuta aveva sostenuto una ben diversa versione dei fatti, segnatamente quella secondo cui essa avrebbe condotto le discussioni, “ma il mandato di eseguire dette prestazioni era stato conferito a quest’ultimo dalla _ ” (ad 1, pag. 2), laddove non vi è chi non veda che la convenuta ha esplicitamente sostenuto la tesi di un diretto (cioè non per mezzo della convenuta) conferimento contrattuale dalla _ all’attore, tesi che a mente della convenuta trovava conforto nel “contratto di collaborazione” esistente tra quelle parti (risposta, ad 1, pag. 2; ad 2, pag. 2; ad 4 e 5, pag. 5).
Analoga impostazione risulta nella duplica (pag. 2, 3, 4), mentre mai negli allegati preliminari è stato sostenuto che la convenuta avrebbe agito in qualità di rappresentante della _, tesi che oltretutto risulta quantomeno insolita e poco verosimile in circostanze del genere.
L’argomentazione, necessariamente fondata su circostanze di fatto -conferimento di una procura da _ alla convenuta, comunicazione all’attore o conoscenza da parte sua della volontà della convenuta di agire come rappresentante- mai addotte in precedenza, è perciò irricevibile, e determina la reiezione del gravame nella sua domanda principale.
3.
La domanda subordinata della convenuta si fonda sull’affermazione della mancata esecuzione da parte dell’attore di tutte le prestazioni da lui fatturate (esplicito: appello, punto 6, pag. 7), ma anche questa contestazione è irricevibile, essendo conseguente ad una contestazione del quantum della pretesa attorea non formulata negli allegati introduttivi.
Gli stessi sono infatti incentrati sulla tesi dell’inesistenza di un rapporto contrattuale tra i contendenti, e pertanto non vi è stata alcuna presa di posizione sulla pretesa in quanto tale, che deve di conseguenza essere ritenuta come incontestata ai sensi dell’art 170 cpv. 2 CPC (
II CCA
18 marzo 1996 citata).
Ne consegue che il gravame, ai limiti del temerario, deve essere respinto poiché interamente sorretto da argomentazioni irricevibili.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).