Decision ID: db904d82-796c-5a46-b867-f56e9c248676
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 16 febbraio 2010 la Cassa cantonale per gli assegni familiari ha confermato le precedenti decisioni del 30 settembre 2009 con le quali aveva negato a RI 1 il diritto all'assegno familiare integrativo (cfr. Doc. A3) e all'assegno di prima infanzia (cfr. Doc. A2), richiesti il 29 maggio 2009, ritenendo che esiste un'eccedenza di reddito Laps annuo di fr. 2'271.--.
Nella decisione su reclamo l'amministrazione ha sostenuto che non è possibile prendere in considerazione gli obblighi di mantenimento del convivente dell'assicurata decisi dal Tribunale di _ l'11 marzo 2009 in quanto essi non sono commisurati alla situazione attuale.
Per questo motivo, secondo l'amministrazione, a seguito della nascita del figlio _ il 1° aprile 2009 e vista la nuova situazione economica, il convivente dell'assicurata è tenuto a richiedere una modifica della citata sentenza (cfr. Doc. A5).
1.2. Contro questa decisione l'assicurata, rappresentata dal padre (cfr. Doc. A1), ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.
Dopo avere fatto valere una violazione del diritto di essere sentito ha sottolineato che, fra le spese vincolate, figurano pure gli alimenti, ed ha rilevato quanto segue:
"
(...)
Ai sensi dell'art. 8 LAPS, la spesa vincolante è costituita anche dal punto d) il quale fa riferimento agli alimenti di cui all'art. 32 cpv. 1 lett. c) della legge tributaria cantonale.
Orbene, fra le spese dichiarate e sostenute vi è il versamento dei contributi alimentari pagati all'ex coniuge, contributo stabilito da un tribunale civile e che ammonta a 1'000 euro mensili ed è pure evidente che l'importo è stato effettivamente pagato dall'interessata, anche se questo argomento non è più stato sollevato dall'autorità che ha evaso il reclamo.
Naturalmente lo sgravio dei contributi alimentari è riferito unicamente all'importo versato per l'ex moglie e non a quello relativo alla figlia (ormai soppresso), anche perché la legge tributaria non ammette la deduzione degli alimenti versati ai figli dopo la maggiore età poiché questi esborsi sono considerati nell'ambito del diritto di famiglia, non deducibili per chi li versa e non tassabili a chi li riceve. (...)" (Doc. I)
Il rappresentante dell'assicurata ha quindi chiesto la riparazione in sede ricorsuale della violazione del diritto di essere sentito e l'accoglimento del ricorso con assegnazione dell'API e dell'AFI.
1.3. Dopo avere chiesto una proroga il 29 marzo al fine di effettuare ulteriori accertamenti (Doc. III) la cassa nella risposta di causa del 3 maggio 2010 (cfr. Doc. V) propone di respingere il ricorso.
L'amministrazione ha innanzitutto precisato di avere sentito il rappresentante dell'assicurata e di avere esaminato l'intero contenuto della sentenza di divorzio dalla quale risultano rinunce a proprietà immobiliari e a redditi immobiliari da parte del convivente dell'assicurata.
La Cassa ha poi ribadito l'opinione secondo cui l'assicurata deve chiedere la modifica dell'assetto alimentare al Tribunale di _ al fine di tenere conto del fatto che il signor _ ha ricostruito una nuova famiglia con relativi obblighi di mantenimento.
Secondo l'amministrazione, anche qualora non si potesse pretendere tale modifica, l'importo di 1'000 euro non sarebbe comunque computabile tenuto conto delle rinunce a proprietà immobiliari e di redditi sottoscritte dal suo convivente con la ex moglie e omologato dal giudice (cfr. Doc. V).
1.4. Il 12 maggio 2010 il rappresentante dell'assicurata ha sottolineato che la sentenza di separazione consensuale, datata 17 febbraio 2009 emessa dal Tribunale di _ ha avallato sia il contributo alimentare sia le questioni patrimoniali e che siccome _ e _ sono intenzionati a divorziare di comune accordo nei tempi più brevi previsti dalla legge italiana hanno già stabilito e risolto le questioni patrimoniali.
Il rappresentante dell'assicurata ha poi sostenuto che il convivente della figlia non è intenzionato a mettere in discussione l'accordo in quanto è a lui favorevole.
Al riguardo egli ha in particolare rilevato:
"
(...)
Infatti, a fronte della rinuncia della quota di un mezzo di due modeste unità immobiliari (punto nove della sentenza), l'ex moglie ha accettato di mettere in vendita la sua casa primaria, di sua esclusiva proprietà e il 50% del ricavato sarà ceduto all'ex marito (punto 4 della sentenza)
.
Questo accordo è straordinariamente favorevole al _ poiché rinunciando alla metà di due piccole unità immobiliari e al relativo affitto (quest'introito serve per coprire le spese della casa primaria di proprietà della moglie, fintanto non si trova un acquirente, vedi punto 8 della sentenza) ha concordato, in forma ufficiale avallata dal Tribunale di _, il diritto di ricevere la quota parte di un mezzo dell'incasso della vendita della casa della moglie.
Quindi, per non compromettere il buon esito dell'azione di divorzio comune, che potrà avvenire solo dopo il 17 febbraio 2012 e dell'accordo a lui così favorevole, il _ non può chiedere alcuna modifica pattuita il 17.2.2009. (...)" (Doc. VII)
Infine, il rappresentante dell'assicurata ha precisato che l'autorità fiscale ha accettato l'importo di euro 12'000 annui versati a titolo di alimenti sulla base di una dichiarazione della ex moglie (cfr. Doc. B2).
1.5. In uno scritto 21 maggio 2010 la Cassa afferma di non avere nulla da aggiungere e si riconferma nella risposta di causa (cfr. Doc. IX).

in diritto
2.1. L’assegno integrativo è regolato dagli art. 47 seg. della Legge sugli assegni di famiglia .
Le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo sono così fissate all’art. 47:
"
1
Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) è domiciliato nel Cantone al momento della richiesta;
b) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;
c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni.
2
Se entrambi i genitori coabitano con il figlio, il diritto all'assegno spetta alla madre o al padre."
L'art. 49 della legge prevede che:
"
1
L'importo massimo dell'assegno corrisponde alle soglie di intervento per i figli definite dalla Laps.
2
Dall'importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione."
2.2. Gli art. 51 e 52 fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima infanzia.
L’art. 52, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:
"
1
I genitori hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) sono domiciliati nel cantone al momento della richiesta;
b) coabitano costantemente con il figlio;
c) il padre o la madre ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
d) soddisfano i requisiti della Laps.
2
Se l'unità di riferimento è costituita, oltre che dal titolare del diritto anche da membri di cui alla Laps e nessuno di questi svolge un'attività lucrativa a tempo pieno o ne svolge una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, a questi è computabile un reddito ipotetico pari al guadagno di un'attività a tempo pieno da lui esigibile.
3
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio della soglia di intervento per il titolare del diritto ai sensi della Laps."
L’art. 54 enuncia inoltre che:
"
1
L'importo massimo dell'assegno corrisponde alle soglie di intervento definite dalla Laps per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre anni e i figli per i quali sussiste il diritto all'assegno di età inferiore ai tre anni.
2
Dall'importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione."
Dal tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).
2.3. Secondo l'art. 4 Laps:
"
L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti."
Giusta l'art. 2a del Regolamento Laps:
"
La convivenza è considerata stabile se, alternativamente:
a) vi sono figli in comune;
b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;
c) la convivenza è durata almeno 6 mesi."
Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
L'art. 6 Laps così regolamenta il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.(cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.(cpv. 2 )
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;]
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ...
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
Infine l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
"
La soglia d’intervento corrisponde alla somma di:
a) per il titolare importo corrispondente al limite minimo
del diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI per la
persona sola
b) per la prima perso- importo corrispondente alla metà del limite
na supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona sola
c) per la seconda e importo corrispondente al limite minimo
la terza persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo corrispondente al limite minimo
quinta persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente al limite minimo
ulteriore persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il quinto figlio"
mento:
Il 1° gennaio 2008 è entrato in vigore l’art. 10 cpv. 2 Laps (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio 2008), secondo cui:
"
Per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:
a) fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);
b) fr. 8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);
c) fr. 8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);
d) fr. 5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);
e) fr. 2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).
L’art. 10 cpv. 3 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008 (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio 2008), enuncia poi che:
"
I limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.
”
2.4. L’art. 32 lett. c della Legge tributaria (LT) stabilisce che sono dedotti dai proventi “ gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale,escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia”.
Questa norma è da mettere in relazione con l’art. 22 lett. f della LT secondo cui sono parimenti imponibili “gli alimenti percepiti dal contribuente in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale” e con l’art. 23 lett. e della stessa LT secondo cui sono esenti da imposta “le prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia, eccettuati gli alimenti di cui all’art. 22 lettera f)”.
2.5. Nella presente fattispecie non è più contestato ed è peraltro comprovato (cfr. le condizioni della separazione consensuale , omologate dal Tribunale di _ l’11 marzo 2009, doc. 56 c, punto 5 e 56 g e la dichiarazione della diretta interessata del 12 aprile 2010, doc. B ) che il convivente dell’assicurata, il quale fa parte della sua unità di riferimento (cfr. art. 4 Laps; art. 2° Regolamento Laps; Doc. A2 e Doc. A3) deve versare mensilmente l’importo di 1'000 euro alla moglie da cui vive separato.
Secondo questo Tribunale , alla luce dell’art. 8 lett. c .Laps in relazione con l’art. 32cpv.1 lett. c LT (cfr. consid. 2.4 e 2.4), questo importo deve essere preso in considerazione a titolo di spesa vincolata al momento di effettuare il calcolo dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia.
In tale contesto va ricordato che anche la Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, che pure è fondata sul principio della selettività, riconosce all’art. 3 lett. e “ le pensioni versate in virtù del diritto di famiglia”.
La giurisprudenza federale ha stabilito che le pensioni alimentari possono essere riconosciute come spese solo nel caso in cui sono state effettivamente versate (cfr. Pratique 2004 pag. 149 seg.)
Inoltre, in una sentenza pubblicata in DTF 120 V 442 seg., l'Alta Corte ha ricordato che:
"
b) Nach der Rechtsprechung zu
Art. 23 Abs. 2 AHVG
sind, wenn der Zivilrichter die Unterhaltspflicht rechtskräftig beurteilt hat, die Organe der Sozialversicherung an seinen Entscheid gebunden und nicht mehr befugt, über die rechtskräftig entschiedene Frage selbständig zu befinden (
BGE 109 V 244
Erw. 2b; ZAK 1991 S. 138 Erw. 3b). Dies gilt auch im Rahmen von
Art. 3 Abs. 1 lit. f ELG
(ZAK 1991 S. 138 Erw. 3a)."
La decisione su reclamo impugnata che non ha considerato tale importo, deve dunque essere annullata e gli atti rinviati all'amministrazione affinché operi un nuovo calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia che lo contempli.
2.6. L'amministrazione non ha preso in considerazione gli alimenti versati da _ alla moglie da cui vive separato, ritenendo che, dopo la nascita del figlio _, avuto da RI 1 (cfr. Doc. 71-75), tale obbligo di mantenimento non corrisponde più alla nuova situazione economica.
In una sentenza, relativa alle prestazioni complementari, pubblicata in RCC 1991 pag. 143 seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che se l'assicurato versa pensioni alimentari del diritto di famiglia manifestamente troppo elevate in rapporto alle sue possibilità finanziarie, e le prospettive di successo in una procedura di modifica di diritto civile sono constatate, le condizioni di rinuncia ai sensi di questa disposizione sono adempiute se il pretendente, dopo la scadenza del termine fissatogli con indicazioni delle conseguenze nel caso d'omissione, desiste dal promuovere un'azione legale che gli era possibile. Per la durata di questo termine e fino alla chiusura della procedura di modifica, si deve concedergli prestazioni senza tener conto di un importo a cui ha rinunciato.
In quell'occasione l'Alta Corte ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:
"
Lorsque le juge civil a prononcé un jugement définitif, les organes des assurances sociales sont liés par le jugement et ne peuvent plus se prononcer indépendamment sur la question tranchée définitivement (ATF 109 V 244 consid. 2b; lmboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6
e
édition,
voll. II,
p. 1056 s. avec références). Il est par conséquent en principe interdit à l'administration de s'écarter lors du calcul des prestations complémentaires de la contribution d'entretien déterminée par le juge, indépendamment du fait
que
le jugement correspondant, entré en force de
chose jugée, était correct du
poi
nt de vue matériel et qu'il aurait résisté à un examen de l'instance de recou
rs si
les moyens de droit avaient été interjetés (ATF 109 V 244 consid. 2b). D'autre part, le paiement des contributions d'entretien relevant du droit de la famille qui
ont été cons
idérablement réduites lors d'un réexamen par le juge équivaudrait
à une mise à contribution injustifiée des PC par le débiteur des contributions d'entretien, ce qui est intolérable. La personne qui demande les prestations ne peut pas dans un tel cas
ê
tre libérée de l'obligation de saisir les possibilités juridiques dont elle dispose pour faire réduire ou supprimer les contributions d'entretien. M
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me si l'o
n
ne peut pas lui imputer, selon ce qui vient d'
ê
tre dit
pl
us
haut en
tant qu'acte de dessaisissement pertinent la conduite du procès omise pendant
la période
précédant le dép
ô
t de la demande, l'obligation m
e
ntionnée continue
cependant
d
'exister. Lorsque l'administration parvient après un examen approprié à la conclusion que l'assuré doit payer des contributions d'entretien visiblement trop élevées par rapport à ses possibilités financières, que des chances de succès claires sont
démontrées et qu'il est raisonn
ablement admissible de conduire un procès, elle doit signaler les revenus dessaisis au demandeur de prestation et lui fixer un délai approprié pour introduire la procédure en modification. Elle doit y joindre l'avertissement que dans le cas contraire les prestations seront réduites ou supprimées après indication de la perle de gain présumée. Pour la durée de ce délai et (au cas où celui-ci serait prolongé) jusqu'au règlement définitif de la procédure il faut lui accorder les PC sans prendre en considération la situation de dessaisissement. Lorsque, en revanche, l'issue du procès semble incertaine parce que les chances de succès et les dangers de perte s'équilibrent ou que ces derniers ne sont pour le moins pas insignifiants, le requérant a le pouvoir de décider s'il souhaite ou non engager une procédure. Car l'obligation de réduire le dommage (voir à ce propos ATF 113 V 28 avec références, RCC 1987 p. 458 consid. 4) ne va pas jusqu'à obliger l'assuré à engager, dans de tels cas, un procès en matière de prestations complémentaires.
4a. Dans le cas présent, la demande de modification au sens de l'ancien art. 172 CCS, resp. de l'art. 179 CCS aurait sans doute eu de bonnes chances de succès après que l'intimé, sans fortune, avait renoncé en 1981 à son activité lucrative exercée au moment de I'accord conclu devant le juge (20 novembre 1979) et qu'il ne lui restait p. ex. en 1987 de ses prestations de vieillesse totales de 3572,85 francs (2250.- francs rente de vieillesse pour couple et 1322,85 francs rente de vieillesse de la caisse de retraite) plus qu'un tiers (1172,85 francs) après déduction des pensions alimentaires en faveur de son épouse, il aurait également été raisonnable d'exiger une telle procédure de l'intimé.
b. Il ressort cependant du dossier que l'intimé n'a été invité ni par la caisse de compensation ni par le tribunal cantonal à engager une procédure de révision.
La première instance l'a bien rendu attentif lors d'une audition personnelle (du 4 mars 1988) - de m
ê
me que la caisse de compensation du canton de T (lettre du 17 octobre 1988) et le TFA (arrét du 18 novembre 1985) aux différentes possibilités pour adapter l'obligation d'entretien à la situation économique modifiée depu
i
s la publication de la convention de séparation du 20 novembre 1979 et a suspendu, par la suite, la procédure concernant le procès civil envisagé par I'assuré et qu'il n'a pas introduit pour des motifs personnels. Le seul fait que l'on indique à l'assuré les moyens de droit ne permet cependant pas de conclure
déjà à un acte de dessaisissement ayant un caractère juridique. Il est bien plut
ô
t nécessaire que l'administration resp. le juge des assurances sociales informe la personne qui demande la prestation sur les revenus manquants du fait qu
e
le juge n'a pas modifié le jugement concernant les contributions d'entretien l'invite à commencer une procédure en modification dans un délai appropr
ié.
Elle doit y joindre l'avertissement qu'en cas d'omission, la PC sera calculée à l'échéance du délai en tenant compte de la perte de revenu présumée ce qui entra
î
nera une réduction, voire une suppression du droit. Ce n'est que lorsque ces conditions sont remplies que l'on peut considérer son comportement comme un dessaisissement au sens de l'art. 3 al. 1 let. f LPC. Au vu de ce qui
est
exposé ci-devant, il faut rejeter le recours de droit administratif sur ce point.
"
In tale contesto va ricordato che l'art. 11 cpv. 1 lett. h LPC del 6 ottobre 2006 prevede che sono computati come reddito "i proventi e i beni a cui l'assicurato ha rinunciato".
Anche l'art. 6 cpv. 2 Laps stabilisce che "fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare o immobiliare alle quali il richiedente ha rinunciato".
A proposito della citata disposizione della legge sulle prestazioni complementari, E. Carigiet – U. Koch, "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV", Ed. Schultess, Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, pag. 146, rilevano quanto segue:
"
Anders sieht die Rechtslange aus, wenn sich die Verhältnisse nach Festsetzung der Unterhaltsbeiträge ändern. Hier sind die unterhaltsverpflichteten EL-Berechtigten anzuhalten, eine Abänderung der Unterhaltsbeiträge vor dem Gericht durchzusetizen, sofern die Prozessführung zumutbar ist und klare Gewinnchancen bestehen. Die EL-Stelle hat der EL-berechtigten Person eine angemessene Frist zur Einleitung des Abänderungsverfahrens zu gewähren. Dies hat mit der Androhung zu erfolgen, dass die EL im Unterlassungsfall nach Massgabe des mutmasslichen Einkommensverlustes entfallen oder gekürzt werden."
Dal canto suo R. Jöhl "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV" in SBVR.
Soziale Sicherheit, Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2007, su questo tema si è così espresso:
"
Die andere Sachverhaltskonstellation unterscheidet sich dadurch von der eben dargestellten, dass erst eine nachtr
ä
gliche Ver
ä
nderung des Sachverhalts, i.d.R. ei
n
e Verschlechterung der wirtschaftlichen Verh
ä
ltnisse der unterhaltspflichtigen versicherten Person, d
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her festgesetzten Unterhaltsbeitrage als
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ht erscheinen l
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Verzichtshandlung na
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rlich nicht darin erblickt werden, dass die versicherte Person i
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der
Vergangenheit zu hohe Unterhaltsbeitr
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ge akzeptiert h
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tte, denn damals waren die Unterhaltsbeitrage ja noch angemessen. Von einem Einkommensverzicht kann erst dann gesprochen werden, wenn die unterhaltspflichtige versicherte Person na
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ihrer wirtschaftlichen Situation die vom Zivilrecht zur Verf
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hrungsstelle hat diese spezifische Schadenminderungspflicht der versicherten Person in analoger Anwendung des Art. 21 Abs. 4 Satz 2 ATSG mittels des sogenannten Mahn- und Bedenkzeitverfahrens durchzusetzen. Dabei wird die versicherte Person angewiesen, das im konkreten Fall Notwendige vorzukehren, um eine angemessene Reduktion ihrer Unterhaltspflicht zu erreichen. Diese Abmahnung der Schadenminderungspflicht wird mit der Androhung verbunden, dass bei einem unben
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tzten Ablauf der gesetzten Bedenkfrist oder bei einem ungen
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genden Einsatz in der Durchsetzung des zivilrechtlichen Ab
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nderungsbegehrens nur noch die - hypothetischen - Unterhaltsbeitrage angerechnet w
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rden, die mit einer pflichtgemassen und erfolgreichen Durchsetzung des Ab
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tten erreicht werden k
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nnen. Kommt die versicherte Person der abgemahnten konkreten Schadenminderungspflicht nach und geht sie dabei mit pflichtgem
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sser Sorgfalt ans Werk, so bleibt es bis zum Abschluss des zivilrechtlichen Ab
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nderungsverfahrens bei der Anrechnung der - vermutlich -
ü
berh
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hten Unterhaltsbeitrage. Ist die versicherte Person mit ihrem Ab
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nderungsbegehren erfolgreich, stellt die Wirksamkeit des entsprechenden zivilrechtlichen Entscheides einen Revisionsgrund dar. Die laufende Erg
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nzungsleistung kann auf diesen Zeitpunkt den tieferen familienrechtlichen Beitr
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Nel caso concreto spetterà dunque all'amministrazione stabilire, dopo avere attentamente esaminato le osservazioni del rappresentante dell'assicurata (cfr. Doc. VII), se sia ragionevolmente esigibile da _ l'inoltro di una richiesta di modifica della convenzione omologata dal giudice civile. In caso di risposta positiva la Cassa applicherà, per analogia, l'art. 21 cpv. 4 LPGA.
2.7. Nella risposta di causa l'amministrazione ha pure sottolineato che "non ritiene computabile l'importo di euro 1'000 mensili tenuto conto delle rinunce a proprietà immobiliari e di redditi sottoscritte dal signor _ nell'accordo privato con l'ex-moglie e omologato dal giudice".
Secondo questo Tribunale se l'amministrazione ritiene che ci troviamo in presenza di un caso d'applicazione dell'art. 6 cpv. 2 Laps, dovrà tenerne conto al momento di effettuare il nuovo calcolo (cfr. consid. 2.5).
2.8. Infine, per quel che riguarda le spese, va ricordato che la procedura è gratuita per le parti (cfr. art. 28 Lptca).
Non vengono inoltre assegnate ripetibili al rappresentante (cfr. art. 27 Lptca) dell'assicurata. Il papà di RI 1 è infatti una persona "non giurista e apparentemente non in possesso di una specifica formazione nella specifica materia" (cfr. STFA K 123/06 del 6 dicembre 2007).
In una precedente sentenza K 63/06 del 5 settembre 2007 l'Alta corte aveva invece rilevato:
"
5.4 Quanto al giudizio sulla persona avente diritto a ripetibili in sede cantonale, giova rammentare che questa Corte a più riprese ha avuto modo di confrontarsi con la questione e di rilevare a tal proposito l'opportunità di considerare anche la propria prassi in materia (art. 159 OG) per risolvere il tema (
DTF 126 V 11
consid. 1).
5.4.1 Essa ha in particolare già avuto modo di riconoscere il diritto all'indennità di assicurati rappresentati segnatamente dall'Associazione svizzera degli invalidi (ora: Procap), dal servizio giuridico della Federazione svizzera per l'integrazione delle persone portatrici di handicap, dalla Pro infirmis, da un Sindacato, da un Patronato, dalla Caritas, ecc. (v.
DTF 126 V 11
seg. consid. 2).
5.4.2 Un diritto a ripetibili (ridotte), in applicazione dell'art. 159 cpv. 1 OG, è pure stato riconosciuto a un'assicurata patrocinata da un medico (consid. 7 non pubblicato in
DTF 122 V 230
): in quella occasione il Tribunale federale (delle assicurazioni) ha evidenziato come il mandatario - che tutte le circostanze facevano ritenere agisse dietro rimunerazione - fosse particolarmente qualificato per rappresentare l'interessata nello specifico processo (concernente la presa a carico, da parte dell'assicurazione contro gli infortuni, delle conseguenze di una puntura di zecca che aveva provocato l'insorgere di una borreliosi).
5.4.3 Il diritto a ripetibili è per contro stato rifiutato - in applicazione del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, abrogato in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA - a un assicurato, che, pur vincendo in causa, era stato patrocinato da un ente incaricato dell'assistenza pubblica. Questa Corte ha ritenuto non giustificarsi in simile evenienza l'assegnazione di un'indennità di parte poiché il mandatario assisteva l'interessato a titolo gratuito e quest'ultimo non aveva pertanto da assumersi le spese per la tutela dei suoi interessi (
DTF 126 V 11
consid. 5 pag. 13; giurisprudenza che è stata confermata anche sotto l'imperio della LPGA dalla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 245/04 del 14 aprile 2005).
5.4.4 Con particolare riferimento alla rappresentanza da parte di un curatore o tutore, questo Tribunale ha proceduto a distinguere due situazioni: quella in cui l'assicurato è patrocinato da un "semplice" curatore/tutore e quella in cui il rappresentante è allo stesso tempo avvocato o comunque giurista.
Richiamandosi alla giurisprudenza sviluppata in relazione agli (abrogati) art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS e 87 lett. g LAMal, questa Corte si è così, da un lato, pronunciata in favore del diritto all'indennità per ripetibili di una persona assistita da un avvocato (o comunque da un giurista), precedentemente designato curatore o tutore, che aveva ottenuto successo in causa per conto del suo pupillo (
DTF 124 V 338
consid. 4 pag. 345; in questo senso pure le sentenze inedite del Tribunale federale delle assicurazioni I 178/88 del 29 luglio 1988, e H 199/80 del 26 febbraio 1982). Dall'altro lato, essa ha per contro negato, in applicazione dell'art. 159 OG, lo stesso diritto in relazione all'operato di un "semplice" curatore intervenuto a prendere posizione su un ricorso di diritto amministrativo dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (sentenza I 459/05 del 24 luglio 2006, consid. 4). In quest'ultima vertenza, il Tribunale federale (delle assicurazioni) ha giudicato che la parte resistente (l'assicurato) non era rappresentata da una persona (il curatore) particolarmente qualificata, motivo per il quale non poteva vantare il diritto a ripetibili, e ciò nemmeno a dipendenza di un dispendio lavorativo superiore al normale di quest'ultimo (sentenza citata, ibidem; v. inoltre pure sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007, consid. 9).
5.5 Dagli atti di causa non risulta che la curatrice dell'assicurato sia giurista o comunque in possesso di una specifica formazione nella materia in causa. Conformemente alla suesposta giurisprudenza il suo intervento non poteva di conseguenza giustificare l'assegnazione di un'indennità per ripetibili, come per contro ha giudicato il primo giudice. Né la Corte cantonale ha per il resto ravvisato un comportamento temerario della qui ricorrente; comportamento che, datene le condizioni, avrebbe eventualmente pure potuto legittimare l'assegnazione di simili indennità (cfr. per analogia
DTF 127 V 205
, 110 V 132 consid. 4d pag. 134). Ne discende che il ricorso dell'assicuratore ricorrente merita di essere accolto."