Decision ID: 24351488-9837-5ef9-96bb-1529e1a2f07b
Year: 2011
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
CRTE 1
con decisione 11 settembre 2009 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 90.- oltre alla tassa di giustizia di fr. 20.- e alle spese di fr. 10.-, per i seguenti motivi:
"Ha chiesto il 30.12.2008 la proroga del permesso di domicilio scaduto il 13.12.2008. La domanda doveva essere presentata 14 giorni prima della scadenza al competente Ufficio regionale degli stranieri”
(con riferimento al rapporto di contravvenzione 24 aprile 2009)
.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 41 cpv. 3 LStr; 63, 90a OASA.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
C.
La CRTE 1 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr nella versione 19 dicembre 1994 della normativa (ancora applicabile al presente procedimento in virtù dell’art. 453 cpv. 1 CPP-CH). Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 vLPContr.
2.
A norma dell’art. 41 cpv. 3 LStr, la carta di soggiorno per i titolari del permesso di domicilio è rilasciata a fini di controllo per una durata di cinque anni.
Per l’art. 63 vOASA, lo straniero titolare del permesso di domicilio deve presentare, per la proroga, la carta di soggiorno alle autorità cantonali degli stranieri (art. 88 cpv. 1) almeno 14 giorni prima della scadenza della validità. La proroga avviene al più presto tre mesi prima della scadenza della validità; sono ammesse deroghe in singoli casi motivati.
Secondo l’art. 90a OASA, è punito con la multa fino a 1000 franchi chiunque, intenzionalmente o per negligenza, viola l’obbligo di presentare o consegnare la carta di soggiorno secondo gli articoli 63 o 72 (cfr. 120 cpv. 2 LStr).
3.
La CRTE 1 rimprovera al ricorrente – in applicazione delle predette disposizioni – di non aver chiesto la proroga del permesso di domicilio entro il termine di 14 giorni prima della scadenza della sua validità.
4.
Il ricorrente non contesta la fattispecie ascrittagli ma chiede di essere esonerato dal pagamento della multa alla luce della sua situazione familiare, lavorativa e finanziaria. In proposito, nel gravame precisa quanto segue:
“Con la presente chiedo gentilmente di venir esonerato dal pagamento della multa allegata di fr. 120.- siccome mi trovo in una situazione finanziaria disastrata. Mia moglie non lavora siccome abbiamo un figlio piccolo di un anno e mia figlia studia e oltretutto ho appena perso il lavoro”.
5.
Il ricorrente non avanza nessun elemento liberatorio in merito alla sua posizione. La paventata impossibilità materiale di presentare il permesso per la proroga in tempo utile è priva di fondamento, poiché la suddetta proroga può avvenire al più presto tre mesi prima della scadenza della validità e al più tardi 14 giorni prima. Si tratta di un lasso di tempo invero piuttosto ampio, che può subire deroghe in singoli casi motivati.
Le altre giustificazioni addotte non sono tali da esimerlo dalle sue responsabilità, le stesse potendo unicamente influire sull’importo della multa, cosa peraltro già presa in considerazione dalla CRTE 1 nella decisione 11 settembre 2009.
Di per sé una riduzione della multa non si giustificherebbe anche poiché rimarrebbe in ogni caso salva e riservata la facoltà del ricorrente di chiedere una rateazione della multa all’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona, competente in materia.
6
.
Tuttavia, il gravame deve comunque sia essere accolto per i seguenti motivi.
In base all’art. 120 cpv. 2 LStr il
Consiglio federale può prevedere multe fino a 5000 franchi per infrazioni alle disposizioni d’esecuzione della legge medesima.
Il Consiglio federale, sulla scorta di tale delega legislativa, ha adottato l’art. 90a OASA, in vigore dal 1° gennaio 2009, secondo cui è punito con la multa fino a 1000 franchi chiunque, intenzionalmente o per negligenza, viola l’obbligo di presentare o consegnare la carta di soggiorno secondo gli articoli 63 o 72. Orbene, considerato che l’entrata in vigore della norma è successiva
ai fatti imputati al ricorrente, risalenti al 2008, occorre giocoforza concludere che difetta una disposizione penale atta a reprimere la fattispecie ascrittagli, ragion per cui egli non può essere punito e va prosciolto dall’imputazione di tardata richiesta della proroga del permesso (
“nulla poena sine lege”
).
7.
Il ricorso, seppur per altri motivi, deve pertanto essere accolto e la decisione impugnata annullata. Visto l’esito del gravame non si prelevano né tasse né spese per l’odierno giudizio.