Decision ID: c51f0fe6-496d-53cd-88c4-d54139298e19
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. a) _ si è coniugato con _ il 24 agosto 1996. Prima del matrimonio era domiciliato ad _, mentre la futura moglie a D_.
In prospettiva dell'imminente matrimonio, ma a nome della moglie soltanto, i futuri coniugi sin dall'inizio del 1996 hanno preso in locazione un appartamento a _, dove ancora oggi hanno la residenza coniugale.
b) Il 7 ottobre 1996, _ ha comunicato al municipio di _ di avere deciso di mantenere temporaneamente il proprio domicilio ad _, comune in cui lavorava, dove risiedevano i genitori e dove era consigliere comunale, più precisamente presidente del legislativo per l'anno in corso. Tale decisione era stata determinata a suo dire dal desiderio di "portare a termine gli impegni politici e mantenere altri interessi per un certo tempo" nel comune di origine.
c) Il 19 settembre 1997 l'Ufficio controllo abitanti di _ ha sollecitato _ a trasferire il suo domicilio da _ a _, constatando che risiedeva in quest'ultimo comune ormai da diverso tempo.
Richiamandosi alla sua comunicazione dell'anno precedente, il ricorrente, con scritto 29 ottobre 1997, ha ribadito l'intenzione di continuare a mantenere il suo domicilio ad _, disgiunto da quello della moglie.
Il 19 gennaio 1998 il municipio di _ ha risolto di permettergli di mantenere il domicilio ad _ fino al termine della legislatura in corso, a patto però che i due comuni si accordassero sul prelevamento delle imposte.
A seguito della presa di posizione del Municipio di _, _ ha comunicato con lettera 8 febbraio 1998 di volere rimanere domiciliato ad _ e di prevedere un trasferimento a _ soltanto qualora intervenisse un cambiamento della sua situazione personale e professionale e venissero meno i requisiti che a suo dire gli permettevano di mantenere il domicilio ad _.
B. Esaminate le motivazioni addotte da _ relativamente alla sua decisione di mantenere il proprio domicilio ad _, il municipio di _, non condividendole, gli ha ordinato d'ufficio il trasferimento di domicilio a _ con risoluzione 23 febbraio 1998.
C. Con ricorso 10 marzo 1998 _ è insorto innanzi al Consiglio di Stato chiedendo l'annullamento della decisione del municipio di _.
In quella sede ha sostenuto che il centro dei suoi interessi e delle relazioni più intense non si situa a _, bensì ad _ dove è attivo professionalmente, politicamente e socialmente e che l'aver contratto matrimonio con una cittadina di _ nulla muta ai legami profondi che egli ha instaurato lungo tutta la sua vita ad _.
Ha quindi spiegato che fintanto che i suoi rapporti personali con il comune di _ non verranno modificati, non sussiste motivo per fargli cambiare domicilio, nemmeno dal punto di vista giuridico, giacché secondo il nuovo diritto matrimoniale marito e moglie possono avere due domicili separati.
D. Con risoluzione 9 settembre 1998 il Governo ha respinto il ricorso.
L'esecutivo ha esaminato in quale comune dei due in questione fossero adempiuti per il ricorrente gli elementi fondamentali determinanti il domicilio di una persona secondo la dottrina e la giurisprudenza imperanti. Pur riconoscendo che indubbiamente egli è attivo principalmente nel comune di _, perché in quella località è consigliere comunale, svolge la sua professione quale operaio specialista presso il centro manutenzione autostradale di _ e assume anche impegni sociali, ha ritenuto in ogni caso preponderante su questi elementi il legame famigliare con la consorte che risiede ed è regolarmente domiciliata a _, dove i due coabitano nello stesso appartamento durante i momenti liberi dal lavoro.
E. Contro il predetto giudizio dell'Esecutivo cantonale _ si aggrava ora davanti al Tribunale Cantonale Amministrativo.
Sostiene che il domicilio comunale di una persona è dato nel luogo in cui essa dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Spiega che con questo luogo deve sussistere oltre che un legame di tipo territoriale anche un legame di tipo personale, che si determina con riferimento al centro dei propri interessi.
In questo senso, come già nella sede precedente, evidenzia che ad _:
- svolge la sua professione di tecnico presso il centro di manutenzione delle autostrade, anche con turni notturni e talvolta durante i fine settimana;
- è consigliere comunale al secondo mandato e presidente della commissione ambiente;
- ha amicizie, anche politiche, coltivate sin dalla gioventù;
- ha la propria famiglia di origine, presso la quale pranza e talvolta si ferma a dormire se deve lavorare di notte;
- ha il recapito postale.
Il fatto che non abita ad _ con la moglie sarebbe determinato dalle difficoltà avute per trovare un appartamento confacente, mentre questo era casualmente disponibile a _.
E' dell'opinione che i suoi legami famigliari non debbano limitarsi al rapporto instaurato con la moglie, ma comprendono pure la sua famiglia di origine.
Oltre a ciò sottolinea che ben difficilmente potrebbe essere attivo politicamente a _ con lo stessa cognizione come lo è oggi ad _, comune che conosce perfettamente sin dall'infanzia.
F. Il municipio di _ nella propria risposta richiama le precedenti prese di posizione, completandole e chiede la reiezione del gravame. Sulle argomentazioni si dirà, se del caso, in seguito.
Anche il Consiglio di Stato postula il rigetto dell'impugnativa, senza formulare osservazioni particolari.
Il municipio di _ sostiene invece il ricorso e ne chiede l'accoglimento rilevando che il centro degli interessi del ricorrente si situa ad _ e non a _.
Considerato,

in diritto
1. La competenza di questo Tribunale è data (art. 208 cpv. 1 LOC), l'impugnativa è tempestiva (art. 46 cpv. 1 PAmm). La legittimazione del ricorrente certa (art. 43 PAmm). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. La determinazione di domicilio operata d'ufficio dal Municipio di _ il 23 gennaio 1998 per quanto concerne _, rientra nei compiti conferiti all'esecutivo comunale dall'art. 106 lett. e LOC, secondo cui il municipio tiene e aggiorna i cataloghi civici, il ruolo della popolazione e gli altri registri nelle forme previste dalle leggi e dai regolamenti. Sussiste domicilio in un comune quando una persona vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 6 LOC).
2.2. Il cittadino svizzero è protetto dall'art. 45 Cost. nella libera scelta del proprio domicilio sul territorio svizzero, sia a livello federale che cantonale e comunale.
La libertà di domicilio garantita dall'art. 45 Cost. si limita però a tutelare il rapporto di polizia che si instaura tra il singolo cittadino e l'autorità. Non tutela invece gli altri domicili che la legislazione prevede, in ispecie il domicilio civile (art. 23 CC), il domicilio fiscale (art. 4 LIFD e 2 LT), il domicilio assistenziale (art. 4 e seg. LAS), per quanto il più delle volte essi sono strettamente connessi dal profilo fattuale e vengono a coincidere l'uno con l'altro (cfr. G. Corti, Pareri del Consulente giuridico del Consiglio di Stato, RDAT 1990 pag. 304).
2.3. La decisione censurata si fonda sull'art. 6 LOC. Nella sostanza si pronuncia sul rapporto di polizia che intercorre tra _ e il comune di _, accertando la sussistenza di un domicilio di polizia e avocandolo da _.
Come sostiene il ricorrente, è vero che il concetto di domicilio esposto all'art. 6 LOC si riallaccia al concetto di domicilio civile dell'art. 23 CC (STA 30 ottobre 1996 in re S.).
Per contro, contrariamente a quanto egli assume, il domicilio di polizia, il solo garantito costituzionalmente (art. 45 Cost.) sussiste indipendentemente dal domicilio civile (Wohnsitz) (art. 23 CC).
In altre parole ciò significa che, siccome il domicilio di polizia fissa il rapporto che il cittadino intrattiene con l'autorità, i fattori che lo determinano devono essere oggettivamente chiari e facilmente accertabili (K. Spühler, Die Rechtssprechung zur polizeilichen Meldepflicht bei Niederlassung und Aufenthalt, ZBl 1992, pag. 338). Il legame soggettivo nonché l'attaccamento affettivo che una persona dimostra verso un determinato comune non determina senz'altro che questi possa pretendere di tenervi domicilio, quando altri elementi ritenuti oggettivamente come più rilevanti non convergono con questa personale aspirazione.
In un contesto amministrativo, le due condizioni cui soggiace il concetto di domicilio ai sensi dell'art. 6 LOC (a prima vista uguali a quelle dell'art. 23 CC), cioè quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente, devono emergere dall'insieme delle circostanze e devono essere riconoscibili per i terzi.
La giurisprudenza ha allora sviluppato criteri precisi per determinare il domicilio amministrativo di un cittadino, criteri che non sono stati superati dal nuovo diritto matrimoniale, che, a determinate condizioni, permette ai coniugi di mantenere domicili civili distinti.
3. 3.1. _ abita a _ con la moglie per certo almeno dalla data delle loro nozze, il 24 agosto 1996.
Se in un primo momento, stando a quanto da lui indicato il 7 ottobre 1996 all'Ufficio controllo abitanti di _, il mantenimento del domicilio ad _ era destinato a rimanere temporaneo per portare a termini impegni politici e interessi personali intrattenuti in quel comune, con il tempo egli ha invece chiaramente dichiarato di volere mantenere stabilmente disgiunti il domicilio, ad _, e la residenza coniugale, a _.
A prescindere dalla giustificazione dell'impossibilità di trovare un appartamento coniugale confacente ad _, che a oltre due anni e mezzo dalla data delle nozze, non appare più molto credibile, non si ravvede nella fattispecie alcuna altra valida giustificazione, per concedere al ricorrente di mantenere questo stato di fatto, determinato invero soltanto dai suoi personali interessi, non già da motivi oggettivi.
3.2. Quando una persona abita in un luogo diverso da quello in cui lavora, il domicilio è di regola costituito nel luogo dell'abitazione, ovvero nel luogo in cui la persona torna regolarmente per trascorrere il tempo libero con i congiunti (DTF 59 III 4, Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, ad art. 23 N. 48).
Se l'interessato è sposato, per congiunti si intendono di regola il coniuge e i diretti discendenti. Il vincolo matrimoniale prevale sul vincolo di filiazione, per quanto quest'ultimo sia rimasto intenso e vissuto dopo il matrimonio. Il ricorrente si reca certo tutti i giorni ad _ dai genitori per il pranzo e, se gli necessita, quando assolve i turni notturni, anche per dormire. Ma tale comportamento è dettato da motivi di comodo, tant'è vero che non appena ha assolto gli impegni professionali e politici, lascia i genitori per raggiungere nel tempo libero la consorte con cui di fatto coabita a _ in un appartamento divenuto stabile residenza coniugale. Poco importa se ciò non avviene quotidianamente o per periodi limitati.
Resta il fatto, determinante per la posizione del ricorrente, che quando egli si ricongiunge con la moglie, non è quest'ultima che si sposta verso il suo centro di interessi, che egli pretende essere ad _, bensì egli la raggiunge in territorio di _.
3.3. Nemmeno in ragione del fatto che lavora ad _, il ricorrente può pretendere di mantenervi il suo domicilio.
Il luogo di lavoro assurge a domicilio soltanto quando le relazioni personali con esso appaiono più strette ed intense di quelle intrattenute con un luogo d'abitazione scelto per lo più per caso che per altri motivi. Il ricorrente non può certo affermare che il comune di _, luogo dove da sempre è domiciliata la moglie, sia stato scelto per caso quale luogo d'abitazione.
Il luogo di lavoro è di regola considerato prevalente come domicilio di polizia quando l'interessato intrattiene con esso una relazione personale particolarmente intensa, ad esempio quando vi deposita gli effetti personali, vi trascorre il proprio tempo libero in un'abitazione personale e vi archivia la propria corrispondenza (Spühler, op. cit., pag. 343, N. 5). Ciò non è il caso per il ricorrente, per quanto egli abbia una posizione di responsabilità nell'ambito di un rapporto di lavoro dipendente, rispettivamente abbia orari di lavoro irregolari e impegnativi.
3.4. Infine, gli impegni politici e sociali non possono in nessun caso costituire un pretesto per il mantenimento del domicilio ad Airolo.
Subito dopo il matrimonio, anche in ragione della presidenza del consiglio comunale di _, appariva ancora ragionevole concedere al ricorrente di rimanere temporaneamente domiciliato ad _, come peraltro il municipio di _ ha tollerato.
Ora invece, a maggior ragione con l'avvicinarsi di un nuovo periodo di legislatura comunale, tale concessione non si giustifica più, non sussistendo più motivi di interesse pubblico. Mantenere il domicilio ad _ con conseguente possibilità di continuare ad esercitarvi i diritti politici, è ora nel solo interesse personale del ricorrente. Tale situazione non può essere tollerata laddove non sono dati, come è qui il caso, i presupposti di domicilio.
L'impegno e la competenza politica del ricorrente non verrebbero certo sminuiti o ostacolati a _, dove egli ha le stesse possibilità di rendersi attivo e di mettersi al servizio della cosa pubblica.
4. Stando così le cose, il gravame deve essere respinto con conseguente accollamento di tasse e spese al ricorrente.