Decision ID: 71222b56-b66d-532a-936b-8de0d00fa8bf
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
In seguito a gravi difetti verificatisi nelle case di abitazione in cui era stato installato dalla _ il sistema di riscaldamento “_ ”, _ Compagnia d’assicurazioni (in seguito “_ ”), assicurazione contro la responsabilità civile di _ sino all’importo massimo di fr. 2'000'000.--, ha risarcito per l’importo complessivo di fr. 1'956'000.-- (cfr. doc. D), tutti i committenti salvo i ricorrenti.
B.
Dopo l’apertura del fallimento di _, avvenuta il 4 agosto 1999, la _, il 22 febbraio 2001, ha bonificato sul conto dell’Ufficio l’importo residuale di fr. 44'000.-- (fr. 2'000'000 - fr. 1'956'000) (cfr. doc. G).
C.
In occasione della seconda assemblea dei creditori, tenutasi il 7 agosto 2001, _, _, _, _ e _, nonché il creditore _, si sono opposti alla cessione della pretesa vantata dalla fallita nei confronti della _, sostenuta invece dai creditori Fiduciaria _, _ e _ (cfr. doc. L, ad 5). La maggioranza dei creditori ha poi chiesto all’Ufficio quale amministrazione del fallimento di “iniziare i contatti per eventuali transazioni con la _ ” tramite l’avv. _, rappresentante di _ e _, nonché del creditore _, ed “eventualmente adire per vie legali la _ ” (cfr. doc. L, ad 5).
D.
Con scritto 29 maggio 2002 (doc. M), la _ ha confermato all’avv. _ la propria volontà, a titolo “meramente liberale”, di versare la somma complessiva di fr. 138'000.--, dopo detrazione dell’importo di fr. 44'000.-- già girato sul conto dell’Ufficio, secondo la chiave di riparto seguente:
caso _ massimo fr. 17'000.--
caso _ massimo fr. 45'000.--
caso _ massimo fr. 45'000.--
caso _ massimo fr. 50'000.--
caso _ massimo fr. 25'000.--;
I suddetti cinque creditori hanno accettato l’offerta della _ (doc. N, O, P, Q e R).
E.
Il 21 giugno 2002, quest’ultima ha versato l’importo di fr. 138'000.-- sul conto clienti dell’avv. _ (cfr. doc. T).
F.
Con scritto 26 giugno 2002 (doc. U), l’avv. _ ha chiesto all’UEF del Distretto di Blenio l’emanazione di una decisione confermante il riparto proposto dalla _ nonché il versamento sul proprio conto clienti dell’importo di fr. 44'000.--, affinché egli potesse procedere a siffatto riparto;
G.
Con la decisione 30 dicembre 2002, l’Ufficio ha invece chiesto al legale la restituzione della somma di fr. 138'000.--.
H.
L’avv. _, a nome proprio e per conto di cinque creditori, si aggrava contro detto provvedimento, ritenendo che la _ non sia debitrice della massa fallimentare bensì solo responsabile nei confronti dei ricorrenti lesi in base all’art. 60 LCA, tesi anche sostenuta dalla compagnia d’assicurazione (cfr. doc. V).
I.
Delle osservazioni delle altre parti si dirà per quanto necessario ai fini del giudizio nei considerandi che seguono.

Considerato
in diritto:
1.
I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti e giungono a conclusioni identiche per cui si giustifica la congiunzione delle sei procedure. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (
F
lavio
Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s.).
2.
L’avv. dott. _ non è legittimato a ricorrere a nome proprio, poiché non allega di essere stato concretamente leso nei suoi interessi personali. Infatti egli non vanta alcun diritto direttamente contro la _ né può richiamarsi al mandato conferitogli dall’assemblea dei creditori, poiché nella sua qualità di ausiliario dell’amministrazione fallimentare è subordinato a quest’ultima. Comunque, pur volendo riconoscergli la qualità di organo di esecuzione forzata a tutti gli effetti, non difende gli interessi di tutti i creditori della massa (cfr.
Franco
Lorandi
, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 187 ss. ad art. 17
;
Isaak
Meier
, Das Verwaltungsverfahren vor den Schuldbetreibungs- und Konkursbehörden, Zurigo/Basilea/Ginevra 2002, p. 88 ad c) bensì solo quelli degli altri ricorrenti (ciò che pone peraltro un problema dal punto di vista della sua indipendenza ai sensi dell’art. 10 LEF, senza però richiedere un intervento di questa Camera in assenza di ricorso da parte dei creditori).
3.
Ex art. 60 cpv. 1 LCA, nel caso di assicurazione contro le conseguenze della responsabilità civile il terzo danneggiato ha, fino a concorrenza del risarcimento a lui spettante, un diritto di pegno sull’indennità dovuta allo stipulante (1° periodo). L’assicuratore può pagare l’indennità direttamente al terzo danneggiato (2° periodo).
3.1.
Secondo la dottrina (cfr.
Roelli/Jaeger
,
Kommentar zum Schweizerischen Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, vol. II, Berna 1932, n. 68 ad art. 59 e n. 7 ad art. 60;
Benoît Carron
, Kommentar zum Schweizerischen Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, Basilea/Ginevra/Monaco 2001, n. 7-12 ad art. 59 e n. 6-8 ad art. 60), l’art. 60 LCA si applica anche quando l’assicurazione copre le conseguenze di una responsabilità contrattuale stabilita dalla legge, ad es. in caso d’inadempimento o di cattivo adempimento di un contratto (cfr. art. 97 cpv. 1 CO), anche da parte da un appaltatore (cfr. art. 364 ss. CO). L’art. 60 LCA risulta quindi applicabile nel caso in esame.
3.2.
Secondo la dottrina (
Roelli/Jaeger
, op. cit., n. 20 ad art. 60;
Alfred
Maurer
, Schweizerisches Privatversicherungsrecht, 3. ed., Berna 1995, p. 543 ad 3), l’assicuratore può, in caso di fallimento dello stipulante, pagare l’indennità all’amministrazione fallimentare per conto del terzo danneggiato oppure direttamente in mano di quest’ultimo anche senza il consenso della massa fallimentare. Nel caso concreto può rimanere indecisa la questione di sapere se siffatta opinione possa essere condivisa, oppure se non si debba considerare che alla stregua degli altri diritti di pegno quello della parte lesa è compreso nella massa, fatto salvo il proprio diritto preferenziale (cfr. art. 198 LEF), atteso che se l’art. 60 LCA ha sì quale scopo di evitare che l’indennità dovuta dall’assicurazione sia sottratta al danneggiato dai creditori dell’assicurato (cfr.
Roelli/Jaeger
, op. cit., n. 1 ad art. 60;
Carron
, op. cit., n. 2 ad art. 60), il legislatore non pare aver inteso conferire al danneggiato un diritto diretto contro l’assicuratore (ad es.
DTF
87 I 98, cons. 1;
Roelli/Jaeger
, op. cit., n. 28 ad art. 60;
Carron
, op. cit., n. 13 ad art. 60) – contrariamente a quanto prevede ad esempio l’art. 65 cpv. 1 LCStr – e nemmeno un diritto di distrazione – come invece statuito ad es. all’art. 401 cpv. 3 CO – bensì un semplice diritto di pegno legale, alla stregua dei diritti di ritenzione (art. 895 ss. CC).
3.3.
Infatti, l’avv. _ ha ricevuto l’incarico di trattare con la _ non già da (tutti) i danneggiati bensì dalla massa fallimentare (cfr. supra ad C); egli ha quindi ricevuto la somma di fr. 138'000.-- dall’assicurazione quale ausiliario (“Hilfsperson”, cfr.
Franco
Lorandi
, Durchführung der Verwertung in der Zwangsvollstreckung durch Privatpersonen, AJP 2000, p. 847 s. ad II.A) dell’UEF di Blenio nella sua qualità di amministrazione del fallimento _ La situazione è ancor più chiara per l’importo di fr. 44'000.--, che è stato versato direttamente in mano dell’Ufficio. Siccome il mandato conferito all’avv. _ non si estende alla ripartizione delle indennità tra i creditori – senza pregiudizio della questione di sapere se simile delegazione sia giuridicamente possibile – spetta all’Ufficio procedervi, una volta passato in giudicato lo stato di riparto che dovrà ancora essere allestito.
4.
Il ricorso va pertanto respinto.
Sulla questione delle spese occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François
Poudret
/Suzette
Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a); per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 198, 261 ss. LEF; 60 LCA; 61, 62 OTLEF;