Decision ID: b205eaea-b262-5255-8c80-c95fcc681504
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: A. AP 1 è stata assunta il 2 aprile 2012 da AO 1 come dichiarante doganale, con uno stipendio mensile lordo di fr. 3'500.- oltre la tredicesima mensilità. Il contratto di lavoro poteva essere disdetto con un mese di preavviso durante il primo anno di impiego rispettivamente con 2 mesi dal secondo anno e rinviava, per tutto quanto non pattuito tra le parti, al contratto collettivo di lavoro spedizionieri (doc. B, doc. P).","B. AP 1 è risultata inabile al lavoro nella misura del 100% dal 29 maggio 2012 al 1° giugno 2012 (doc. 16), dal 23 gennaio 2013 al 6 febbraio 2013, dal 7 febbraio 2013 per 6 giorni e dal 18 febbraio 2013 per ulteriori 6 giorni (doc. 18).","Con scritto raccomandato 25 marzo 2013 AO 1 ha disdetto il contratto di lavoro “con effetto immediato”, precisando che essendo il periodo di disdetta di un mese, il salario sarebbe stato corrisposto fino al 30 aprile 2013 e durante tale periodo AP 1 avrebbe usufruito delle vacanze (doc. E).","Il 28 marzo 2013 il dr. med. _ B_ ha attestato un’incapacità lavorativa di AP 1 in ragione del 100% dal 1° marzo al 14 aprile 2013 (doc. D) poi prolungata fino al 16 maggio 2013 (doc. V).","Con lettera 7 maggio 2013 AP 1 ha contestato la disdetta, ritenendola nulla poiché inviata in un periodo di protezione, ossia quando la dipendente risultava inabile al lavoro al 100% causa malattia (doc. F). La datrice di lavoro, con scritto 28 maggio 2013, ha “confermato” la disdetta con effetto immediato (doc. G).","Con il precetto esecutivo n. _ del 3 dicembre 2013 dell’UE di Mendrisio AP 1 ha escusso AO 1 per il pagamento dell’importo di fr. 59'296.10 oltre interessi del 5% dal 28 maggio 2013, a cui l’escussa ha interposto opposizione (doc. I).","C. AP 1 ha presentato il 10 dicembre 2013 un’istanza di conciliazione alla Pretura di Mendrisio-Sud, chiedendo la condanna di AO 1 al pagamento in suo favore dell’importo complessivo di fr. 59'296.10 a titolo di indennità per molestie sessuali ai sensi degli artt. 4 e 5 LPar (fr. 21'000.-), di indennità per licenziamento immediato non giustificato ai sensi dell’art. 337c cpv. 3 CO (fr. 21'000.-), di pretese salariali (fr. 10'500.-), di quota parte della tredicesima mensilità (fr. 2'041.50) e di retribuzione per ore straordinarie (fr. 4'754.50). A sostegno della sua pretesa l’attrice ha sostenuto di essere stata vittima di comportamenti aggressivi, scorretti e molesti ai sensi dell’art. 4 LPar da parte dei suoi superiori, ciò le avrebbe causato un’inabilità lavorativa totale dal 1° marzo 2013 al 14 aprile 2013. La disdetta notificatale il 25 marzo 2013 sarebbe pertanto nulla ai sensi dell’art. 336c CO, mentre quella immediata del 28 maggio 2013 sarebbe ingiustificata.","Preso atto della mancata comparsa di AO 1 all’udienza fissata per procedere al tentativo di conciliazione, il 7 gennaio 2014 il Segretario assessore ha rilasciato a AP 1 l’autorizzazione ad agire ai sensi dell’art. 209 CPC, ponendo le spese e la tassa di giustizia di complessivi fr. 1'000.- a suo carico, rispettivamente rinviandole al giudizio di merito nel caso di inoltro della causa (CM.2013.108).","D. Con petizione 4 aprile 2014 AP 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura di Mendrisio - Sud AO 1, chiedendone la condanna al pagamento in suo favore di fr. 59'296.10 e, in via subordinata, di fr. 48'796.10 nonché il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al precetto esecutivo citato, ribadendo in sostanza quanto già sostenuto in sede di conciliazione.","E. Con risposta 25 giugno 2014 la convenuta ha contestato integralmente le pretese dell’attrice, postulando la reiezione della petizione. In particolare la datrice di lavoro ha sostenuto che il contratto sottoscritto dalle parti sarebbe viziato da dolo ai sensi dell’art. 28 CO, rispettivamente da errore essenziale ai sensi dell’art. 23 CO, poiché la dipendente al momento dell’assunzione avrebbe sottaciuto il suo pregresso grave stato di malattia. Ciò costituirebbe inoltre un giusto motivo di licenziamento. Il licenziamento immediato del 28 maggio 2013 sarebbe pure giustificato dal fatto che l’attrice non si sarebbe ripresentata sul posto di lavoro al termine del periodo di inabilità lavorativa. A dire della convenuta, infine, la dipendente non sarebbe mai stata vittima di alcuna molestia ai sensi dell’art. 4 LPar.","La causa è stata trattata con la procedura ordinaria e le parti, in replica e duplica hanno sostanzialmente ribadito le loro antitetiche argomentazioni.","F. Esperita l’istruttoria e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, con decisione 9 gennaio 2018, qui impugnata, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto la petizione e condannato la convenuta al pagamento di fr. 15'094.77 oltre interessi dal 23 maggio 2013, respingendo per tale importo il precetto esecutivo menzionato e ponendo le spese processuali a carico dell’attrice in ragione di 1⁄4 e per il rimanente a carico della convenuta, con l’obbligo per quest’ultima di rifondere alla prima le ripetibili parziali di fr. 3'500.-.","In sintesi, il Pretore aggiunto ha dapprima considerato valido il contratto di lavoro sottoscritto dalle parti e ritenuto nulla la disdetta del 25 marzo 2013 (doc. E), poiché notificata alla lavoratrice durante un periodo di inabilità lavorativa, protetto ai sensi dell’art. 336c CO. Il primo giudice ha reputato il licenziamento immediato del 28 maggio 2013 ingiustificato. Egli, in applicazione dell’art. 337c CO, ha riconosciuto all’attrice l’importo di fr. 12'541.66 lordi a titolo di pretese salariali per i mesi di maggio, giugno e luglio 2013, fr. 2’041.66 quale quota parte della tredicesima mensilità e un’indennità per licenziamento ingiustificato di fr. 3'500.-, pari a un mese di salario. Il Pretore ha invece respinto, poiché non provate, la pretesa per ore straordinarie e, in applicazione dell’art. 328 CO, quella a titolo di indennità per molestie sessuali e/o mobbing.","G. Con appello 9 febbraio 2018 AP 1 ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la petizione parzialmente per l’importo di fr. 37'349.27 oltre interessi e di rigettare definitivamente l’opposizione al precetto esecutivo per tale importo, con conseguente modifica del dispositivo sulle spese giudiziarie secondo il rispettivo grado di soccombenza, il tutto con protesta delle spese e delle ripetibili del presente grado di giudizio.","H. Con risposta 11 aprile 2018 la datrice di lavoro si è integralmente opposta al gravame, con protesta delle spese giudiziarie di secondo grado e con appello incidentale di medesima data, a cui si è opposta l’attrice con risposta all’appello incidentale 22 maggio 2018, ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere integralmente la petizione, il tutto con protesta di spese e ripetibili di entrambi i gradi di giudizio.","E considerato"}

{"in diritto: 1. Giusta l’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC sono impugnabili con appello le decisioni finali e incidentali di prima istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). In concreto, la decisione impugnata è una decisione finale in una controversia dal valore superiore ai fr. 10'000.-. Pacifica è dunque l’appellabilità del giudizio impugnato entro il termine di 30 giorni (art. 311 CPC). Nella fattispecie, l’impugnata decisione è stata notificata all’appellante il 9 gennaio 2018, per cui l’appello 9 febbraio 2019 è senz’altro tempestivo, così come lo sono la risposta e l’appello incidentale 11 aprile 2018, inoltrati entro il termine di 30 giorni impartito da questa Camera il 26 febbraio 2018, tenuto conto delle ferie giudiziarie.","Sull’appello principale","2. L’attrice ha promosso innanzi alla Pretura di Mendrisio – Sud un’istanza di conciliazione volta in via principale alla condanna della datrice di lavoro al pagamento dell’importo di fr. 59'296.10 a titolo di licenziamento immediato ingiustificato, molestie sessuali e mobbing. In particolare la dipendente ha fatto valere delle pretese a titolo di indennità per molestie sessuali ai sensi dell’art. 4 e 5 cpv. 3 LPar (fr. 21'000.-), di indennità per licenziamento immediato non giustificato (fr. 21'000.-), di pretese salariali (fr. 10'500.-), di quota parte della tredicesima mensilità (fr. 2'041.50) e di retribuzione per ore straordinarie (fr. 4'754.50) fondando queste ultime pretese sul CO. L’attrice ha sostenuto di essere stata vittima di comportamenti aggressivi, scorretti e molesti ai sensi dell’art. 4 LPar da parte dei suoi superiori, ciò le avrebbe causato un’inabilità lavorativa totale dal 1° marzo 2013 al 14 aprile 2013. La disdetta notificatale il 25 marzo 2013 sarebbe pertanto nulla ai sensi dell’art. 336c CO, mentre quella immediata del 28 maggio 2013 sarebbe ingiustificata. Il 7 gennaio 2014 il Segretario assessore ha rilasciato all’attrice un’autorizzazione ad agire ai sensi dell’art. 209 CPC che le permetteva di far valere le pretese menzionate, non conciliate, per l’importo complessivo di fr. 59'296.10."}