Decision ID: bc889f38-7436-5b51-9f59-979d5fe552f7
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 3'727.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 24 agosto 2005 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 6 settembre 2005 la Pretore del _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 6 settembre 2005 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 16 settembre 2005 AP 1 ha asserito di avere saldato tutti i suoi debiti nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta postale 15 settembre 2005 (doc. F) relativa al pagamento di fr. 9'397.95 all’istante e diversi scritti inviati da quest’ultima _ (doc. G, H, I e M), in cui chiede di annullare, tra le altre, pure l’esecuzione in oggetto n. _ (doc. L). L’appellante ha poi affermato di essere in grado con il suo stipendio di far fronte ai suoi impegni finanziari.
considerato

in diritto:
1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta _ _ (doc. L) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 22 novembre 2005 _ risulta che nei confronti dell’appellante sono pendenti 2 esecuzioni, una, per un importo di fr. 337.--, è giunta allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura il debito non può ancora essere ritenuto accertato. Per la seconda esecuzione, per l’importo esiguo di fr. 424.--, l’11 febbraio 2005 è stata emessa la comminatoria di fallimento, senza tuttavia che la rispettiva creditrice abbia chiesto il fallimento di AP 1. Orbene il fatto che l’appellante sia stata in grado di saldare con un versamento unico di fr. 9'397.-- tutti i suoi debiti nei confronti della AO 1, dimostra che essa dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Dal citato estratto emerge inoltre che nei confronti dell’appellante non vi sono attestati di carenza di beni. _, ritenuto che AP 1 è ora domiciliata a Stabio, ha poi confermato che nei confronti di quest’ultima non sono pendenti né esecuzioni, né attestati di carenza di beni. Il presupposto della solvibilità appare reso sufficientemente verosimile
. Di conseguenza risultando adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello 16 settembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.