Decision ID: 039e5bae-86be-5457-ac57-524653999791
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di una causa promossa il 25 febbraio 2005 da AP 1 (1963) contro la moglie CO 2 (1976) per far accertare la nullità del matrimonio (art. 107 CC), il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha disposto il 7 dicembre 2006 la nomina di un curatore educativo (art. 308 CC) al figlio delle parti, M_, nato il 14 agosto 2001. Il provvedimento, cui entrambi i genitori hanno aderito, è stato preso per
“
sostenere le parti nei loro rapporti personali e nei rapporti con il figlio per il miglioramento e la regolarizzazione delle condizioni di esercizio del diritto di visita e delle condizioni di vita
”.
In esecuzione della decisione pretorile, il 5 gennaio 2007 la Commissione tutoria regionale 1 ha designato CO 3 in qualità di curatrice.
B.
Il 29 gennaio 2007 AP 1 si è rivolto alla Commissione tutoria regionale, dichiarando di contestare la nomina di CO 3. Sentito il 14 febbraio 2007, egli ha confermato la sua posizione, muovendo alla curatrice svariati rimproveri, tra cui quello di interpretare in modo
“
molto riduttivo
”
l'incarico affidatole. CO 3 ha respinto gli addebiti. CO 2 ha dichiarato, da parte sua, di condividere la nomina. Riunitasi il 16 marzo 2007, la Commissione tutoria regionale non ha ravvisato motivi per sostituire la persona della curatrice e ha trasmesso lo scritto di AP 1 all'Autorità di vigilanza per decisione
(art. 388 cpv. 3 in fine CC)
. L'Autorità di vigilanza ha statuito il 27 marzo 2007, rigettando la contestazione e confermando la nomina di CO 3. La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 200.–, sono state poste a carico di AP 1.
C.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto con un appello del 23 aprile 2007 (
“
ricorso
”
) a questa Camera per ottenere che il decreto del 7 dicembre 2006 con cui il Pretore ha istituito la curatela educativa sia riveduto e che qualora la curatela si rivelasse legittima si sostituisca la persona di CO 3 con quella di _, sorella di lui. Il memoriale non è stato intimato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Le decisioni emanate dall'autorità di vigilanza sulle tutele sono appellabili nel termine di venti giorni a questa Camera (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, dell'8 marzo 1999, cui rinvia l'art. 39 LAC). La procedura di appello è quella ordinaria degli art. 307 segg. CPC, con le particolarità – per analogia – dell'art. 424
a
CPC (RDAT II-2003 pag. 51 consid. 1).
2.
Nella misura in cui verte sull'istituzione della curatela educativa in favore del figlio M_, l'appello risulta d'acchito irricevibile. Per tacere del fatto che all'udienza del 7 dicembre 2006, quando il Pretore ha emanato il provvedimento a verbale, lo stesso AP 1 aveva dichiarato di aderire alla designazione di un curatore educativo chiamato a
“
sostenere le parti nei loro rapporti personali e nei rapporti con il figlio per il miglioramento e la regolarizzazione delle condizioni di esercizio del diritto di visita e delle condizioni di vita
”
, l'istituzione della curatela non forma oggetto della decisione impugnata. Avesse inteso contestare la misura adottata dal Pretore, l'appellante avrebbe dovuto insorgere a quel momento, appellando quel
“
pronunciato
”
(
recte
: decreto cautelare). Ciò è stato rilevato anche dall'Autorità di vigilanza (decisione impugnata, consid. 3 in fine), senza che in proposito l'appellante obietti alcunché. Privo di motivazione, su questo punto l'appello non merita pertanto ulteriore disamina.
3.
Nella misura per contro in cui riguarda la persona della curatrice, l'appello sarebbe – di per sé – proponibile. Invano si cercherebbe tuttavia, nel memoriale, un solo passaggio in cui l'appellante si confronti con la decisione dell'Autorità di vigilanza. Certo, AP 1 non ha formazione giuridica. A parte la circostanza però che nella causa di stato il Pretore lo ha già sollecitato più volte – e finanche diffidato – a munirsi di un patrocinatore (sentenza inc. 11.2007.28 di questa Camera, del 9 marzo 2007), i motivi che sorreggono un appello devono potersi desumere almeno dall'insieme dell'esposto. Nel suo memoriale l'appellante non discute per nulla quanto l'Autorità di vigilanza ha addotto circa l'idoneità di CO 3 a svolgere la funzione di curatrice (decisione impugnata, consid. 3). Egli rievoca le sue traversie familiari, afferma che il figlio vive in condizioni inadeguate, ritorna sui motivi che hanno indotto il Procuratore pubblico a decretare il 18 luglio 2006 un non luogo a procedere nei suoi confronti per minaccia e atti sessuali con fanciulli, rivolge critiche all'operato del Pretore, sottolinea la perfetta idoneità di sua sorella _ ad assumere la funzione di curatrice, ma non spende una parola per descrivere come mai la decisione dell'Autorità di vigilanza sarebbe erronea e andrebbe riformata.
Si volesse anche prescindere dalle motivazioni addotte dall'Autorità di vigilanza nella decisione impugnata, per altro, questa Camera ha già avuto modo di ricordare diffusamente – e di far pubblicare – quali criteri giustificano la designazione di un curatore in luogo di un altro, rispettivamente quali principi ostano all'assunzione di tale carica da parte di una determinata persona (RDAT I-1999 pag. 224 consid. 7). Nemmeno al riguardo l'appellante si determina. Egli non pretende che – per avventura – CO 3 versi in un conflitto d'interessi con il curatelato, né che si trovi contesa fra obblighi professionali e doveri di curatrice, né che sia inidonea per una ragione o per l'altra ad assolvere il proprio ruolo. Egli non riprende più nemmeno i rimproveri esposti dinanzi
alla Commissione tutoria regionale. Ne segue che, totalmente sprovvisto di motivazione pertinente, l'appello va dichiarato
inammissibile nel suo intero.
4.
Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non è il caso invece di assegnare ripetibili alle controparti, cui l'appello non è stato notificato e non ha cagionato spese presumibili. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), la decisione inerente alla scelta – come pure alla
contestazione – di un tutore o di un curatore sono impugnabili con ricorso in materia
civile, senza riguardo a un eventuale valore litigioso (art. 72 cpv. 2
lett. b
n. 5 LTF;
Breitschmid
in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a
edizione, n. 11 ad art. 388-391;
Güngerich
in: Seiler/von Werdt/Gün-
gerich,
Bundesgesetz über das Bundesgericht, Kurzkommentar, Berna 2007, n. 26 ad art. 72).