Decision ID: 36832d08-9c18-5db9-870a-aee94066e345
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
Non avendo i coniugi RI 1 e RI 2 inoltrato la dichiarazione d’imposta 2012 entro la fine di aprile del 2013, l’RS 1 lo richiamava in data 15 maggio 2013 e, dopo avergli concesso una proroga fino al 30 settembre 2013, lo diffidava ad adempiere i suoi obblighi, in data 16 ottobre 2013, avvertendolo che in caso contrario gli avrebbe inflitto una multa disciplinare.
Con decisione del 15 novembre 2013, l’autorità fiscale infliggeva ai contribuenti una multa di 700 franchi per violazione degli obblighi procedurali.
B.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 6 dicembre 2013, così motivato:
Come mi succede dal 1968, anno dal quale ho iniziato ad allestire la dichiarazione d'imposta e a pagarle, avrò sì e no ricevuto due solleciti per l'invio della dichiarazione, biennale, prima, annuale adesso.
Anche quest'anno la dichiarazione 2012 era pronta già nel corso del mese di aprile; casualmente è rimasta nei cassetti per alcuni mesi fin quando, il 22 agosto, ho dovuto essere ricoverato all'ospedale di _ per un serio intervento all'addome, il quarto in tredici mesi. Tornato in settembre, sono rimasto parecchio debilitato per un paio di mesi periodo in cui, tra dolori e difficoltà di deambulazione, ho lasciato trascorrere il periodo tra l'invito a presentarla e il richiamo.
Il fatto che a voi non risulti recapitata non è sicuramente imputabile al fatto che io non l'abbia spedita; giusto lunedì 28 ottobre, la busta è stata prelevata dall'impiegato postale signora _ al mio domicilio in presenza di alcuni artigiani presenti al mio domicilio per la constatazione di una riparazione da eseguire.
La conferma di questa operazione è confermata dalle persone che si firmano in calce in segno di conferma di quanto asserito.
Il fatto poi che, al ricevimento della multa, la dichiarazione sia stata ristampata in tempo rapidissimo e che la banca abbia dovuto allestire copie dei documenti necessari, conferma che la dichiarazione fosse pronta e che i documenti originali vi erano già stati spediti.
Ho fatto eseguire un controllo fino al centro di smistamento di Zurigo, ma per lettere posta A e B non garantiscono nulla, comunque le mie dichiarazioni, con questo sistema sono sempre arrivate.
Il testo in questione era sottoscritto, oltre che dal reclamante, da cinque artigiani.
C.
L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione dell’8 gennaio 2014, nella quale ricordava che l’onere di provare l’inoltro tempestivo della dichiarazione è a carico del contribuente e che “nel caso specifico non vi è la ricevuta postale dell’avvenuto invio della dichiarazione d’imposta 2012”.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente l’annullamento della multa disciplinare. Rievocati i problemi di salute dell’estate 2013 e sottolineato di non rientrare “tra i contribuenti che non vogliono dichiararsi, che si oppongono alla tassazione o che le sfuggono per cui bisogna ricorrere a tassazione d’ufficio”, il ricorrente ribadisce di aver “trasmesso alla portalettere Signora _, che [gli] portava il Corriere a casa, la busta della dichiarazione con gli allegati”. Nel momento della consegna, egli sarebbe stato in compagnia di cinque artigiani convocati per un sopralluogo, come attestato dalle firme apposte sul reclamo.

Diritto
1.
1.1.
Chiunque, nonostante diffida, viola intenzionalmente o per negligenza un obbligo che gli incombe giusta la LT e la LIFD oppure una disposizione presa in applicazione di queste ultime, in particolare non consegna la dichiarazione d'imposta o gli allegati, non adempie all'obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni, viola gli obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura di inventario, è punito con la multa di fr. 1'000.– al massimo e, in casi gravi o di recidiva, di fr. 10'000.– al massimo (artt. 257 LT e 174 LIFD).
1.2.
Perché l'autorità fiscale possa infliggere una multa, devono quindi essere realizzate due distinte condizioni:
• l'una soggettiva, che consiste nella colpa del contribuente, vale a dire in una sua azione o omissione intenzionale o per semplice negligenza;
• e l'altra oggettiva, vale a dire la diffida che l'autorità fiscale deve rivolgere al contribuente invitandolo a collaborare (cfr.
Pedroli
, Le norme penali della nuova legge svizzera sull'im-posta federale diretta, in Rivista trimestrale di diritto penale dell'economia, n. 2/3 - 1995, p. 766; Idem, Le norme penali delle nuove leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996 p. 483;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo, 1995, p. 472).
1.3.
Il Tribunale federale ha precisato che la multa per violazione di obblighi di procedura da parte del contribuente non rappresenta un mero mezzo coercitivo dell’amministrazione ma presenta anche carattere penale, sicché il contribuente può essere punito anche se compie l’atto ordinato dall’autorità solo dopo la scadenza del termine impartitogli (RF 51/1996 p. 481 = StE 1997 B 101.1 n. 9).
2.
2.1.
Nella fattispecie, il ricorrente e la moglie hanno indiscutibilmente commesso l’infrazione sanzionata dall’autorità fiscale, non avendo inoltrato la dichiarazione fiscale entro il termine di venti giorni, cioè nel rispetto del termine attribuitogli con la diffida del 16 ottobre 2013. L’Ufficio di tassazione ha infatti ricevuto la dichiarazione per il periodo fiscale 2012 solo il 19 novembre 2013, quando ormai era stata notificata la decisione di multa del 15 novembre 2013.
2.2.
La tesi del ricorrente, secondo cui la dichiarazione sarebbe stata inoltrata già il 28 ottobre 2013, non trova riscontro negli atti dell’autorità di tassazione.
Secondo una consolidata giurisprudenza, il contribuente ha l’onere di provare il fatto ed il momento dell’inoltro della dichiarazione d’imposta (cfr.
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2
a
ediz., Basilea 2008, n. 41 ad art. 124 LIFD, p. 284;
Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2
a
ediz., Zurigo 2009, n. 24 ad art. 124 LIFD, p. 1086 e giurisprudenza citata).
Come riconosciuto dall’insorgente stesso, la prova del fatto e del momento dell’inoltro della dichiarazione è ostacolata dalla circostanza che si è servito della posta semplice, cioè non ha optato per l’invio raccomandato. A tale riguardo, argomenta di aver sempre proceduto allo stesso modo anche nei periodi precedenti e sottolinea che sulla busta destinata all’inoltro della dichiarazione figura la semplice indicazione “affrancare”, senza che sia richiesto l’invio per raccomandata. Spetta evidentemente al singolo contribuente valutare in quale misura cautelarsi contro il rischio di non poter provare di aver adempiuto i propri obblighi. Il semplice buon senso suggerisce comunque maggior prudenza quando, con la diffida, si è già stati avvertiti che, in caso di inosservanza dell’ulteriore termine concesso a chi è già stato precedentemente richiamato, ci si espone al rischio di una multa. In altre parole, il contribuente cui è già stata notificata la diffida dovrebbe essere cosciente che, se l’autorità fiscale non entrerà in possesso della dichiarazione entro il termine attribuitogli in tale contesto, sarà sanzionato senza ulteriori avvertimenti.
2.3.
Il ricorrente ritiene di poter provare di aver inoltrato la dichiarazione il 28 ottobre 2013, mediante le firme apposte al reclamo del 6 dicembre 2013 da alcuni artigiani presenti sulla
sua proprietà immobiliare.
Nel reclamo interposto contro il decreto di multa, infatti
, i contribuenti affermavano che la busta contenente la dichiarazione “è stata prelevata dall'impiegato postale signora _ al [loro] domicilio in presenza di alcuni artigiani presenti al [loro] domicilio per la constatazione di una riparazione da eseguire”. Nel ricorso, precisano poi che la “[loro] bucalettere si trova a due metri dall’entrata della [loro] proprietà”.
Ora, la circostanza che i cinque artigiani abbiano apposto la firma sotto il reclamo non prova in alcun modo che essi abbiano visto il ricorrente adempiere i suoi obblighi procedurali. Tutt’al più, dimostra che i presenti hanno visto il contribuente consegnare alla signora _ una busta. È improbabile – e comunque non è stato affermato – che abbiano visto a chi era indirizzata la busta e quale ne era il contenuto. Inoltre, non è possibile dimostrare in tal modo che la signora _, che ha raccolto il plico, lo abbia poi consegnato all’ufficio postale.
Ne consegue che le affermazioni contenute nel reclamo, nonostante la sottoscrizione dei cinque artigiani presenti, non bastano ad adempiere l’onere della prova richiesto agli insorgenti.
La situazione è comunque ben diversa da quella illustrata nella sentenza del presidente del Tribunale cantonale amministrativo, che il contribuente ha allegato al ricorso. In quel caso, per quanto è possibile rilevare dalla motivazione, si trattava di stabilire se il ricorso, che era comunque pervenuto al Tribunale, fosse stato consegnato alla posta entro la mezzanotte dell’ultimo giorno utile. Il presidente della Corte ha riconosciuto la tempestività per il fatto che, nonostante il timbro postale, lo stesso legale che aveva redatto il ricorso aveva apposto sul retro della busta un’annotazione manoscritta attestante che la consegna era avvenuta “alle 18.45 dopo la chiusura degli sportelli”.
2.4.
Quanto infine all’entità della multa, contestata in via subordinata dal ricorrente, l'autorità di tassazione si basa sulle direttive della Divisione delle contribuzioni (cfr. Circolare n. 12 del marzo 2009 della Divisione delle contribuzioni, in particolare tariffario allegato), secondo cui la multa per il mancato inoltro della dichiarazione fiscale deve essere calcolata secondo un'apposita tariffa che tenga conto della capacità contributiva.
Pertanto, la sanzione deve essere commisurata, secondo le indicazioni della circolare in esame, considerando quale capacità contributiva l’ammontare delle imposte cantonali determinate con l’ultima tassazione delle imposte cantonali passata in giudicato.
Nel caso in esame, l’autorità di tassazione si è così riferita alla tassazione IC 2011, che ha stabilito le imposte cantonali complessive in fr. 15'496.95, sicché la multa in base al tariffario ammonta a fr. 700.–.
L’affermazione contenuta nel ricorso, secondo cui il reddito si sarebbe sensibilmente ridotto nel periodo fiscale successivo, è contraddetta dalle risultanza della dichiarazione 2012, da cui emerge un reddito imponibile (fr. 158'819.–) addirittura leggermente superiore rispetto a quello accertato nel periodo fiscale 2011 (fr. 153'400.–).
Anche sotto questo profilo, il gravame si rivela destituito di fondamento.
3.
Il ricorso deve conseguentemente essere respinto. Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.