Decision ID: 72c45d71-19f0-5ec5-aa49-d5e71fda7b47
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che _ha successivamente impiegato queste somme per necessità sue e delle sue società,
ritenuto inoltre che la differenza tra quanto investito e quanto rientrato dal broker _, pari a circa CHF 92'608,10 (al lordo delle spese e/o provvigioni del broker), è andata persa a seguito degli investimenti effettuati e che per celare le appropriazioni e le perdite subite, nonché per rassicurare i clienti e ritardare così richieste di restituzione del denaro affidatogli e/o ottenere ulteriori fondi, l'accusato ha allestito e inviato a questi ultimi rendiconti attestanti contrariamente al vero l'esistenza di utili,
ritenuto infine che _ha parzialmente risarcito tre dei citati clienti (CHF 20'000.-- a _ il 11.10.2000; CHF 10'000.-- a _ il 19.11.2002 e CHF 3'251.70 a _ il 16.05.2003), facendo capo a denaro affidatogli dai clienti truffati di cui sub. 2;
2. truffa, ripetuta
qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell'accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito
per avere,
a Lugano nonché in altre località in Svizzera e all'estero,
nel periodo 22.06.1999 - 18.11.2003 (data del suo arresto),
allo scopo di procacciarsi un indebito profitto,
ingannato con astuzia terze persone, affermando cose false e dissimulando cose vere, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio,
e meglio per avere,
agendo tramite le società _, _ e _ ed avvalendosi di procacciatori di clienti,
raccolto capitali presso terzi, prospettando investimenti nel settore delle divise e delle materie prime, sottacendo che in realtà tali fondi non sarebbero stati investiti ma utilizzati per le necessità sue e delle sue società rispettivamente per rimborsare altri clienti i cui fondi erano stati precedentemente persi o utilizzati indebitamente,
inducendo in tal modo 25 (venticinque) clienti investitori a versargli a contanti o tramite bonifico sui suoi conti personali e societari l'importo complessivo di CHF 1'382'822,93,
mettendo così in pericolo perlomeno temporaneamente il loro capitale, rispettivamente cagionando loro - considerato il rimborso di CHF 552'543,15 - un pregiudizio effettivo complessivo di CHF 882'102.63,
e meglio singolarmente
No. Clienti Versamenti Rimborsi ricevuti Danno subito 1 1001 _ SFr. 36'000.00 SFr. - SFr. 36'000.00 2 1002 _ SFr. 70'000.00 SFr. - SFr. 70'000.00 3 1003 _ SFr. 45'000.00 SFr. 9'920.30 SFr. 35'079.70 4 1004 _ SFr. 100'000.00 SFr. 30'000.00 SFr. 70'000.00 5 1009 _ SFr. 50'000.00 SFr. 56'097.70 SFr. - 6 1010 _ SFr. 31'000.00 SFr. - SFr. 31'000.00 7 1011 _ r SFr. 60'000.00 SFr. 20'000.00 SFr. 40'000.00 8 1012 _ SFr. 10'000.00 SFr. - SFr. 10'000.00 9 1013 _ SFr. 20'000.00 SFr. 20'625.15 SFr. - 10 1014 _ t SFr. 70'000.00 SFr. 20'000.00 SFr. 50'000.00 11 1015 _ SFr. 32'500.00 SFr. - SFr. 32'500.00 12 1016 _ SFr. 415'768.00 SFr. - SFr. 415'768.00 13 1017 _ SFr. 5'000.00 SFr. - SFr. 5'000.00 14 1018 _ SFr. 17'000.00 SFr. - SFr. 17'000.00 15 1019 _ SFr. 56'000.00 SFr. 64'300.00 SFr. - 16 1020 _ SFr. 50'000.00 SFr. 50'000.00 SFr. - 17 1021 _ SFr. 12'350.00 SFr. - SFr. 12'350.00 18 1025 _ SFr. 20'000.00 SFr. 26'200.00 SFr. - 19 1026 _ SFr. 42'500.00 SFr. 65'100.00 SFr. - 20 1027 _ SFr. 11'000.00 SFr. 6'300.00 SFr. 4'700.00 21 1028 _ SFr. 62'500.00 SFr. 70'500.00 SFr. - 22 1029 _ SFr. 10'000.00 SFr. 3'500.00 SFr. 6'500.00 23 1030 _ SFr. 126'485.80 SFr. 112'000.00 SFr. 14'485.80 24 1031 _ SFr. 7'000.00 SFr. - SFr. 7'000.00 25 1033 _ SFr. 22'719.13 SFr. - SFr. 22'719.13 Totali SFr. 1'382'822.90 SFr. 554'543.15 SFr. 880'102.63
ritenuto che l'accusato ha utilizzato l'indebito profitto conseguito per sostenere le spese societarie e sue personali,
ritenuto altresì che per perfezionare l'inganno astuto e per celare le previe malversazioni nonché per ottenere ulteriori fondi dai clienti l'accusato ha allestito e inviato a questi ultimi rendiconti attestanti contrariamente al vero l'esistenza di investimenti e di utili;
3. amministrazione infedele, ripetuta
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub 1,
nella sua qualità di gerente di patrimoni e quindi obbligato per negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui,
mancando ripetutamente al proprio dovere ovvero omettendo di informare i clienti di cui sub 1 del reale esito degli investimenti ossia delle costanti e consistenti perdite subite ed anzi rassicurandoli indicando ed inviando loro rendiconti attestanti contrariamente al vero l'esistenza di utili,
danneggiato il patrimonio dei clienti, perdendo interamente il capitale investito di CHF 92'608,10 (al lordo delle spese e/o provvigioni del broker) e causando loro un danno equivalente;
4. falsità in documenti, ripetuta
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui ai punti 1, 2 e 3,
allo scopo di procacciare a sé un indebito profitto ovvero per celare le previe malversazioni nonché rassicurare i propri clienti e ritardare così richieste di restituzione del denaro affidatogli e/o ottenere ulteriori fondi, allestito documenti falsi e segnatamente falsi rendiconti attestanti contrariamente al vero l'esistenza di operazioni di investimento e di utili, facendone altresì uso inviandole e/o consegnandole ai propri clienti;
5. esercizio abusivo della professione di fiduciario
per avere,
a Lugano,
nel periodo 22.06.1999 - 18.11.2003 (data del suo arresto),
operando ininterrottamente quale gestore di patrimoni, segnatamente affidatigli a scopo di investimento, nell'interesse di almeno 37 (trentasette) clienti ed agendo tramite le società _, _ e _, con uffici a Lugano e conti bancari presso UBS SA _ e Cornèr Banca _,
esercitato senza autorizzazione la professione di fiduciario finanziario, così come definita dalla Legge Cantonale sull'Esercizio delle Professioni di Fiduciario, ottenendo, oltre all'indebito profitto realizzato con i reati di cui sub 1, 2 e 3, un guadagno lordo complessivo da commissioni e ristorni di USD 14'105,97 (USD 9'000.- il 12.07.2000 + USD 4'900.- il 14.08.2000 + USD 205,97 il 19.09.2000) versati dal broker _ Ltd e di CHF 13'900.- e USD 104'109,70 versati dal broker _;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti art. 138 Cifra 2 CP, Art. 146 cpv. 2 CP, Art. 158 n. 1 cpv. 1 CP, Art. 251 Cifra 1 CP, art. 19 Legge sui fiduciari LFID;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 50/2004 del 27 aprile 2004, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti § Il _. § L'accusato _ assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. _.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30 alle ore 12:30.

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale chiede la conferma integrale, sia in fatto che in diritto, dell’atto di accusa. Sottolinea la gravità della colpa dell’imputato sia per il lungo tempo durante il quale ha delinquito, sia per l’ammontare del danno causato, sia per l’alto numero delle sue vittime che per i precedenti penali analoghi per i quali era già stato condannato dal tribunale del Canton Grigioni. In favore dell’imputato sottolinea, invece, la fattiva collaborazione prestata agli inquirenti nella ricostruzione delle sue malversazioni finanziarie e la presa di coscienza degli errori commessi dimostrata dalla richiesta di espiazione anticipata della pena. Conclude, quindi, chiedendo la condanna dell’imputato alla pena di 24 mesi di detenzione e la revoca della sospensione condizionale delle pene di 16 mesi di detenzione inflitta il 26.6.2001 e di 90 giorni di detenzione inflitti il 5.5.2003.
Chiede inoltre la confisca di tutto quanto in sequestro e l’accoglimento delle pretese delle PC nella misura di cui alla tabella riassuntiva di pagina 3 dell’AA.
§ Il Difensore, che pone in risalto la figura, la personalità e la vita anteriore del suo patrocinato.
Non contesta né i fatti né il diritto di cui all’atto di accusa e non si oppone alla richiesta di confisca di quanto in sequestro e alle richieste di risarcimento delle PC. In favore di _sottolinea la piena, immediata e fattiva collaborazione prestata nella ricostruzione delle sue malversazioni, la piena presa di coscienza degli sbagli commessi e il pentimento dimostrato dalla richiesta di espiare in modo anticipato la propria pena detentiva. Conclude chiedendo che la pena detentiva venga contenuta in 18 mesi da porre al beneficio della sospensione condizionale con un periodo di prova di 5 anni. Non si oppone alla revoca delle sospensioni condizionali delle precedenti pene.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: _
1. E’ autore colpevole di:
1.1. ripetuta appropriazione indebita
1.1.1 per avere,
a Lugano nel periodo gennaio 2000 – ottobre 2000,
impiegato indebitamente parte della somma di 150'000.- CHF affidatagli a scopo d’investimento da cinque suoi clienti
e meglio per essersi appropriato di complessivi 57'391,90 fr., importo in seguito utilizzato per necessità sue e della società _?
1.1.2 trattasi di ripetuta appropriazione indebita aggravata siccome commessa nella sua qualità di gerente di patrimoni?
1.2. ripetuta truffa
per avere,
a Lugano e in altre località in Svizzera e all’estero,
nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
ingannato con astuzia 25 suoi clienti con le modalità descritte nell’atto di accusa, riuscendo con ciò ad ottenere dalle stesse un importo complessivo di 1'382'822.93 fr.,
denaro utilizzato per pagare spese societarie, sue personali e per rimborsare altri clienti i cui fondi erano stati precedentemente persi od utilizzati indebitamente, causando un danno finale di complessivi 880'102.63 fr.?
1.2.1 trattasi di ripetuta truffa qualificata siccome commessa per mestiere?
1.3. ripetuta amministrazione infedele
per avere
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub. 1 AA,
nella sua qualità di gerente di patrimoni,
mancato ripetutamente al proprio dovere contrattuale d’informare i suoi clienti delle perdite subite nell’ambito degli investimenti effettuati, inviando loro per contro rendiconti attestanti contrariamente al vero l’esistenza di utili, perdendo così l’intero capitale di 92'608.10 fr. e causando loro un danno equivalente?
1.4. ripetuta falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui ai pt. 1, 2 e 3 dell’AA, allo scopo di celare le malversazioni finanziarie commesse, nonché per ritardare le richieste di restituzione del denaro ed ottenere ulteriori fondi, allestito, e spedito ai suoi clienti, falsi rendiconti?
1.5. esercizio abusivo della professione di fiduciario
per avere,
a Lugano, nel periodo 22.6.1999 – 18.11.2003,
operando ininterrottamente quale gestore di patrimoni affidatigli da 37 clienti a scopo d’investimento, ed agendo tramite le società _, _ e _,
esercitato, senza autorizzazione,
la professione di fiduciario finanziario, ottenendo un guadagno lordo di complessivi 118'215.67 USD e 13'900 fr.,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa di libertà?
3. Deve subire la revoca della sospensione condizionale della pena di:
3.1. 16 mesi di detenzione inflittagli il 26.6.2001 dal Tribunale cantonale dei Grigioni?
3.2. 90 giorni di detenzione inflittagli il 5.5.2003 dal Ministero Pubblico di Bellinzona?
4. Deve subire la confisca di quanto in sequestro?
5. Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alle parti civili?
Considerato, in fatto ed in diritto
1. _, cittadino svizzero, domiciliato a _, è nato il 22 luglio _a Berlino. Poco dopo la sua nascita, i genitori (il padre è di nazionalità tedesca e la madre svizzera) si sono trasferiti con il figlio, dapprima, a _ e poi, dopo un paio d’anni, a _ dove il padre lavora come medico assistente. Nel 1981, la famiglia _si è trasferita a _ (JU) dove il padre, nel frattempo specializzatosi in radiologia, diventa primario nei nosocomi di _ e _.
La madre, infermiera di professione, si è sempre dedicata alla famiglia.
Il fratello minore è assistente sociale.
2. _, dopo avere frequentato le scuole dell’obbligo (in parte a _ nel Canton _ e in parte a _y), ed un anno di liceo (tipo E) a _, nel _si diploma presso la _.
Dopo il servizio militare, nel novembre del 1993 si trasferisce in Ticino dove lavora presso la _, una fiduciaria con sede a _. Il suo lavoro consiste nel contattare telefonicamente i potenziali clienti – scelti in genere in base all’attività lavorativa indicata sull’elenco telefonico – e convincerli a partecipare a degli investimenti a termine. Così come spiegato al dibattimento, il suo lavoro si divide in due fasi: la prima di acquisizione della fiducia del potenziale cliente vantando i pregi della società (con colloqui ed invio di materiale pubblicitario) e la seconda di vendita vera e propria dell’investimento. Dopo circa un anno _passa alla _– società che fa parte del “gruppo” _– dove continua a svolgere la stessa attività con la sola differenza che viene promosso a capo settore e il suo guadagno mensile raggiunge una media di 7'000.-/ 8'000.- fr.
3. Nel settembre 1994 _ sposa _ a.
Dal matrimonio - sciolto con sentenza di divorzio _- non nasceranno figli.
4. Nel corso del 1995, _decide di mettersi in proprio. Messo fine al rapporto lavorativo con la _ (1.1995-1.9.1995), l’1.10.1995 costituisce, insieme a _, la società _.
Quale sede della società viene scelto il Grigioni in quanto - come ha spiegato _in aula - in quel Cantone non è richiesta alcuna autorizzazione per esercitare la professione di fiduciario finanziario.
_riprende con la _ (1.10.1995 – 31.5.1999) l’attività che praticava in Ticino, occupandosi dell’acquisizione di clientela cui propone investimenti ad alto rischio speculativo (mercati a termine, opzioni e divise).
La _ - che rimane attiva dal dicembre 1996 al marzo 1999 – non mantiene, però, le promesse fatte ai clienti .
Nel 1999 la situazione precipita. I clienti protestano. Il 16.7.1999 la _sottopone loro una proposta di restituzione dei capitali affidati per 729'329.75 fr. per i quali il 2.8.1999 _e _si riconoscono, solidalmente, debitori. Il 17.12.1999 viene aperta la procedura di fallimento che terminerà, il 21.1.2000, con la cancellazione della _per mancanza di attivi.
Contestualmente, il 7.6.1999, la Commissione federale delle banche avvia un’inchiesta sull’attività della _ nel mercato forex. Il 4.10.1999 _, dipendente della _, viene incaricato di far luce su quanto avvenuto fra la _ e i suoi clienti. Il 7 aprile 2000 _ consegna il suo rapporto dal quale risulta che la maggior parte del denaro consegnato dagli investitori alla _ non era nemmeno stato investito e che, in relazione a ciò, erano stati redatti degli estratti conto fittizi. Avutone notizia, la Procura pubblica apre un'inchiesta nei confronti di _e _, del cui esito si dirà in seguito.
5. Con l’intento di “rifarsi” _, il 1.6.1999, costituisce le società _ con sede a _ (trasferita poi a _o) e _ con sede a _ (poi a _).
Così come ammesso, le sedi societarie erano state scelte per sottrarsi all’obbligo di ottenere l’autorizzazione all’esercizio della professione di fiduciario finanziario. A questo proposito va segnalato che, il 4.5.2001, _, in occasione di un sopralluogo da parte di un ispettore del Consiglio di vigilanza sulle professioni di fiduciario, ha spudoratamente mentito dichiarando quanto segue:
" la ditta non è ancora attiva ........ che non sono finora stati contattati clienti, non sono stati raccolti fondi né stipulato contratti di gestione, ......... che egli per il momento è stato incaricato di trovare un fiduciario finanziario e procedere all’affiliazione ad un organismo di autodisciplina. Il colloquio termina con la promessa del sig. _di attenersi alle indicazioni dell’ispettore e di informare l’autorità di sorveglianza sui fiduciari al momento in cui _ Sa avvierà l’attività effettiva” (Al 11).
In realtà, contrariamente a queste indicazioni, a Lugano, sotto l’egida delle citate due società, _continua a fare quel che già faceva nei Grigioni: acquisisce clientela a cui propone degli investimenti in forex da effettuare per il tramite di brokers professionisti.
_nell’ambito della sua attività di acquisizione della clientela utilizza un prospetto pubblicitario per vantare le qualità manageriali della _. Il prospetto - dal titolo “Financial Services: Interbank, Devisenhandel, Das Dynamische Kapital-management” - è un opuscolo dalla grafica e dalle foto (banconote, lingotti, ecc..) accattivanti e nel quale si spiega ai potenziali clienti i motivi per i quali conviene loro far capo alla società _: “Warum mit uns zusammenarbeiten? Stärken, Erfahrung, Seriösität, Sicherheit, International”. In esso viene pure spiegato che con un capitale di 1'000'000.- fr. è possibile movimentare un capitale di 10'000'000.- fr. (effetto leva x 10) e che la società _ ha sviluppato il meccanismo dello “Stop-Loss Order” grazie al quale è possibile limitare il rischio di perdita del capitale investito. Vengono illustrati alcuni esempi d’investimento dai quali si evince che con un capitale del cliente di 1’000'000.- fr., in poche ore, rispettivamente giorni, è possibile realizzare un guadagno di 80'000.- fr., rispettivamente di 300'000.- fr. (cfr. documentazione in atti in classeur Rapporto Polizia annesso 7, separazione 12).
Durante il periodo d’attività 1.6.1999 – 18.11.2003 _riesce a convincere ben 29 clienti ad affidargli circa 1'500'000.- fr. da investire.
I contratti (cfr. contratti in classeurs Rapporto Polizia annessi 1 e 2) fatti sottoscrivere da _prevedono in particolare che:
" Mit der Unterzeichnung dieses Auftrages bestätigt der Anleger ausdrücklich, dass er sich der Risiken, denen sein Kapital im Divisengeschäft ausgesetzt ist, voll bewusst ist. Er akzeptiert diese Risiken als natürlichen Bestandteil des Devisengeschäftes. Dem Anleger ist bekannt, dass bei sehr ungünstigen Umständen ein Teil – oder Totalverlust seines investierten Kapitals eintreten kann.”
Inoltre, in detti contratti si legge quanto segue:
" Der Anleger erhält von der _ einmal monatlich einen Kontoauszug zugestellt, der alle getätigen Transaktionen und die Kapitalveränderung einzeln ausgewiesen aufzeigt”.
6. Il 26.6.2001, il procedimento penale che era stato avviato nei confronti di _ in relazione alla sua attività con la _sfocia nella sentenza di condanna alla pena di 16 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni per truffa per mestiere e ripetuta falsità in documenti (Al 19).
In sintesi, la magistratura grigionese ha accertato che i fondi versati dai clienti non venivano investiti ma utilizzati da _e _per “vivere, sostenere le proprie spese personali e della società e, in piccola parte, per rimborsare altri clienti che reclamavano il proprio denaro” e che, per nascondere i mancati investimenti e l’illecito loro utilizzo, venivano redatti dei falsi estratti conto dai quali risultava che degli investimenti erano stati effettuati e che questi investimenti avevano prodotto degli utili.
La sentenza grigionese accertava che l’importo malversato ammontava complessivamente a 618'047.- fr. mentre il danno finale si situava a 457'266.40 fr.
7. _, oltre a quella inflittagli con la citata sentenza del 26.6.2001, conta altre due condanne (Al 28).
La prima del 15.7.2002 con cui il Tribunale militare di Divisione _ di _ gli ha inflitto 20 giorni di arresto sospesi con un periodo di prova di tre anni per omissione di servizio e assenza ingiustificata.
La seconda, del 5.5.2003, con cui il Ministero Pubblico ticinese gli ha inflitto 90 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per 4 anni, oltre che la revoca della sospensione condizionale della citata pena di 20 giorni, per avere guidato in stato di ebrietà.
Dal profilo finanziario la situazione di _ è catastrofica: a suo carico, il 29.12.2003 risultavano esserci (estratto UEF 29.12.2003, separazione 18 in Al 72) esecuzioni in corso per circa 136'670 fr. (periodo 2001 – dicembre 2003) e attestati di carenza beni per circa. 148'128.05 fr. (periodo 1998 – 2001).
In aula _ha aggiornato questi dati, indicando in ca. fr. 300'000.- gli attestati carenza beni e dichiarando di avere chiesto ed ottenuto il fallimento privato.
8. I fatti così come descritti nell’atto di accusa non sono contestati. Anzi _si è assunto la paternità di questa ricostruzione dei fatti, nel senso di avere lui medesimo largamente contribuito alla ricostruzione degli eventi (cfr. verb. _a PP Al 24, 77 e 87; verb. _a polizia doc. 3 in Al 72).
I fatti di cui all’atto di accusa si riferiscono all’attività esercitata da _ nell’ambito delle due citate società _ di sua “proprietà”, e ciò nel periodo che va dal 1.6.1999 fino al giorno del suo arresto, il 18.11.2003.
In questo periodo _, avvalendosi anche di procacciatori di clienti (_, _ e altri ancora; cfr. verb. doc. 15 e 16 in Al 72), contatta tutta una serie di potenziali clienti, scelti in base alla professione da loro svolta (si tratta della medesima strategia messa in atto presso la _ e la _GmbH). _propone loro d’investire il loro denaro nel mercato delle divise.
Questa attività viene svolta da _, inizialmente dai locali di casa sua, in seguito dagli uffici a Lugano delle società _ allestiti a tale scopo e ciò malgrado _fosse a conoscenza (_ha ammesso di avere istituito le sedi societarie delle _ in svizzera interna proprio per aggirare la legge ticinese) dell’obbligo di ottenere un’autorizzazione per l’esercizio della professione di fiduciario nel Cantone Ticino (cfr. verb. dibattimento, p. 3).
Così come ammesso al dibattimento, del denaro ricevuto dai primi clienti all’inizio dell’attività con la _, _si è appropriato per – dice lui – avviare l’attività. Questo avviamento di attività si traduce nell’acquisto dei mobili per l’ufficio, nel pagamento degli affitti e nello spendere per sé.
Gli unici soldi investiti da _sono quelli ricevuti da alcuni clienti (5) nel periodo da febbraio a ottobre 2000: _ha effettivamente investito 125'000.- fr. , cioè parte del denaro consegnatogli dai clienti _ (fr. 40'000.-), _ (fr. 50'000.-), _ (fr. 25'000.-), _ (fr. 25'000.-) e _ (fr. 10'000.-). Questi sono gli unici importi investiti come prospettato nell’opuscolo pubblicitario e come concordato nei contratti sottoscritti (cfr. verb. _a PP Al 24, 77 e 87).
Il rimanente del capitale ottenuto dai clienti, ovvero fr. 1'407'822.90 (fr. 1'382'822.90 di cui al pt. 2 dell’AA + fr. 25'000.- di cui al pt. 1 dell’AA), non è mai stato investito, né è mai stato fatto tentativo alcuno in tal senso.
Semplicemente questo denaro è stato utilizzato - è lo stesso _ad averlo ammesso - per “potere vivere”. E’ stato, cioè, utilizzato da _per garantirsi un alto tenore di vita, per pagare le spese delle sue società (pochissime, ha precisato al dibattimento) e, infine, in parte, per rimborsare il denaro che alcuni suoi clienti gli chiedevano di restituire (in totale fr. 554'543.15 fr.; cfr. verb. _a PP Al 24, 77 e 87).
Va precisato che – così come ammesso davanti al PP e, poi, ribadito al dibattimento – _effettuava questi rimborsi per far credere ai clienti di avere effettivamente investito i loro capitali e che tali investimenti rendevano bene così da rassicurarli ed ottenere nuovi fondi (verb. a polizia p. 13 doc. 3 in Al 72; verb. _a PP Al 24 p. 2). Nuovi fondi che egli sapeva benissimo che non avrebbe mai investito ma di cui egli si sarebbe appropriato così come aveva fatto con quelli precedentemente ottenuti (eccezion fatta per quei fr. 125.000.- di cui s’è detto).
Ne risulta che – così come ammesso al dibattimento - nei quattro anni di attività delle società _, _si è appropriato – senza nemmeno tentare di adempiere al mandato di investimento che gli era stato affidato - ed ha sperperato circa 880'000.- fr. . In pratica – così come confermato al dibattimento – _ha vissuto per 4 anni attingendo ai soldi che i clienti gli affidavano, per un importo annuo medio di fr. 200.000.- in modo da garantirsi un alto tenore di vita.
Relativamente al capitale investito (125'000.- fr.), va precisato che _ha ben presto proceduto ad una serie di disinvestimenti per complessivi 32'391.90 fr. in quanto - ha detto in aula – aveva bisogno di soldi per sostenere le sue spese personali e quelle delle sue società (che sappiamo essere praticamente irrilevanti).
La differenza, fr. 92'608.10 fr., rimasta investita è, invece, poi andata integralmente persa (verb. _a PP Al 77, p. 2 e Al 87 p. 2).
Al fine di nascondere la situazione poc’anzi descritta (mancati investimenti, differente utilizzo dei capitali rispetto a quanto pattuito, perdita del capitale investito) così da evitare che i clienti gli chiedessero la restituzione dei loro capitali, come pure per cercare di carpire nuovi capitali che gli permettessero di continuare a “vivere” così come gli piaceva, _ha allestito una lunghissima serie di rendiconti falsi che attestavano l’esistenza d’investimenti e di utili (cfr. verb. _a PP Al 24 p. 2, Al 77 p. 2 e Al 87 p. 2; verb. _a Polizia p. 15 doc. 3 in Al 72).
9. A seguito delle denunce inoltrate da alcuni clienti, la Procura pubblica ticinese ha aperto un’inchiesta per i fatti sopra descritti (Al 3 e 5).
La prima denuncia presentata da _ risale al 7.5.2003: è la Procura pubblica del Canton Lucerna che la trasmette al MP ticinese che decide il 20.8.2003 di assumere il procedimento (Al 1 e 3). La seconda risale al 12.8.2003 ed è di _ (Al 2).
Il 18.11.2003, dopo la perquisizione degli uffici delle società _ e dell’appartamento di _, quest’ultimo viene arrestato (Al 16).
10. Dopo alcuni mesi di carcere preventivo, il 12 marzo 2004, previo versamento di una cauzione di 30'000.- fr. e il deposito dei documenti d’identità (verb. _a PP Al 96), _ viene scarcerato e posto in libertà provvisoria.
Il 14.5.2004, per il tramite del suo legale, _ha comunicato l’intenzione di rientrare in carcere “il giorno 20 maggio p.v. onde iniziare a scontare anticipatamente la pena privativa della libertà che gli verrà comminata” (allegata a doc. TPC 3).
Il 21.5.2004 _si è effettivamente ripresentato presso il Penitenziario di Lugano al fine di porsi in esecuzione anticipata della pena (doc. TPC 4). Quindi, dal 21.5.2004, ad eccezione dei giorni 26/7 giungo 2004 per i quali ha beneficiato di un congedo (doc. TPC 11 e 12), si trova in espiazione di pena anticipata. Sulle motivazioni di questa decisione, _, al dibattimento, ha dichiarato:
" di avere deciso di entrare in espiazione anticipata di pena perché sono pentito di quello che ho fatto e perché sapevo che non avrei potuto sfuggire alla prigione” (verb. dibattimento, p. 3).
11. Il reato di appropriazione indebita è contemplato dall’art. 138 CP (in vigore dal 1. gennaio 1995) che commina la reclusione fino a 5 anni o la detenzione a chiunque tra l’altro impieghi indebitamente a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli (cifra 1). La comminatoria di pena è però la reclusione fino a 10 anni o la detenzione se il colpevole ha agito tra l’altro quale gerente di patrimoni (cifra 2).
La fattispecie qualificata riguarda la cerchia di autori che, per la loro posizione nei rapporti con le vittime, godono di una particolare fiducia e sottostanno, quindi, a un particolare obbligo di fedeltà (DTF 117 IV 22; 120 IV 184).
E' gerente di patrimoni colui che adempie in modo indipendente e a titolo professionale incarichi di gestione patrimoniale, anche se ciò non rappresenti la sua attività principale (cfr. oltre alla giurisprudenza testé menzionata: Rep. 1987 274, in particolare cons. 1.3 a pag. 276 e nota 2 a pag. 277; Rep. 1982 190).
_, disinvestendo parte dei 150.000.- fr. investiti (fr. 32'391.90) ed utilizzandolo, unitamente ai rimanenti 25'000.- fr. mai investiti, in modo contrario a quanto concordato contrattualmente, ed agendo in qualità di gerente di patrimoni ai sensi di quanto suindicato, si è reso autore colpevole della forma qualificata dell’appropriazione indebita per l’importo complessivo di 57'391.90 fr.
Per l'art. 146 cpv. 1 CP, commette truffa e è punito con la reclusione fino a cinque anni o con la detenzione chiunque, a scopo d'indebito profitto, tra altro inganna con astuzia una persona per indurla ad atti pregiudizievoli al suo patrimonio o a quello di altri ( DTF 126 IV 165; 125 IV 127; 122 IV 197; 120 IV 188; 119 IV 28; 118 IV 35 e 359; 116 IV 23; 107 IV 170, cons. 2 a; 101 I a 613; Corboz, Les principales infractions, all'art. 146 n. 16 segg.; Stratenwerth, Schweiz. Strafrecht, BT I, § 15 n.16-18 e rif.; Trechsel, Kurzkommentar, all’art. 146 n. 7)
Il mestiere implica un’attività di carattere professionale. L’autore agisce professionalmente quando, a causa del tempo e dei mezzi consacrati alla sua attività delittuosa, come pure della frequenza degli atti durante un determinato periodo e dei redditi sperati o conseguiti, risulti che egli esercita la propria attività delittuosa alla stessa stregua di una professione. Un’attività delittuosa esercitata alla stregua di una professione accessoria è sufficiente a giustificare la qualifica del mestiere (DFT 116 IV 319).
_– così come ammesso dalla difesa – si è reso autore colpevole di truffa per mestiere avendo egli ingannato i suoi clienti sulle sue reali intenzioni al momento della sottoscrizione dei contratti di gestione. Sin dall’inizio – eccettuati gli investimenti fatti nell’isola temporale gennaio/ottobre 2000 - _non aveva alcuna intenzione di investire il 1'382'822.93 fr. ottenuti in gestione dai clienti. Al contrario, come ha fatto e come ha ammesso, _ha, sin dall’inizio, voluto appropriarsi dei beni che i clienti gli affidavano - o, meglio, che egli, con l’inganno (cioè, mentendo sulle sue reali intenzioni), riusciva ad estorcere loro - per sostenere le numerose sue spese personali.
Quest’attività truffaldina si è protratta per un lungo periodo (4 anni), occupandolo praticamente a tempo pieno. Numerosi sono stati i clienti truffati (25), ingente il capitale raccolto (oltre 1'300'000.- fr.) e con un "utile netto" ragguardevole (200'000.- fr. l’anno). Non v’è dubbio alcuno che nel caso concreto vada applicata l’aggravante del mestiere ex. art. 146 cpv. 2 CP.
L’art. 158 CP punisce con la detenzione chiunque, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga.
Così come ammesso anche dalla difesa, mancando al dovere contrattualmente assunto di corretta informazione sull’andamento degli investimenti e togliendo, così, ai clienti qualsiasi possibilità di controllo sui loro investimenti, _si è reso autore colpevole di amministrazione infedele ripetuta per i fatti descritti al punto 3 dell’AA.
Anche la falsità in documenti è punita con la reclusione fino a cinque anni o la detenzione ed è commessa da chiunque, a scopo d'indebito vantaggio (non necessariamente pecuniario) o al fine di nuocere al patrimonio od a altri diritti di una persona, tra altro forma un documento falso o altera un documento vero oppure attesta o fa attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto giuridicamente importante (art. 251 n. 1 CP); ove per documento va inteso uno scritto destinato o atto a provare un fatto di portanza giuridica oppure un segno destinato a provare tale fatto (art. 110 n. 5 cpv. 1 CP).
Nel caso del falso ideologico occorre, per distinguerlo dalla semplice (e non punibile) menzogna scritta, una credibilità accresciuta del documento, ovvero una sua affidabilità particolare, tale da far apparire inutile o non pretendibile un controllo da parte dei destinatari (DTF 123 IV 61).
Di questo reato – ripetuto - l'accusato si è reso colpevole con l’allestimento dei rendiconti indicanti, contrariamente al vero, avvenuti investimenti e esistenza di utili e il loro invio o consegna ai clienti (DTF 122 IV 28 cons. b; 120 IV 361; Corboz, Les principales infractions, all'art. 251 n. 37segg. e 133).
Giusta l’art. 19 cpv. 1 lett. a e cpv. 5 della legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario (Lfid) punisce, nei casi gravi o di recidiva, con l’arresto o la multa chiunque senza autorizzazione esercita in Ticino per conto di terzo e a titolo professionale le professioni di fiduciario commercialista, fiduciario immobiliare e di fiduciario finanziario (art. 1 Lfid.).
Ritenuto che _ ha gestito, sull’arco di 4 anni, averi patrimoniali per un valore complessivo superiore al milione di franchi, che ha avuto oltre 20 clienti e che da tale attività ha attinto per almeno 200'000.- franchi annui e, inoltre, che sapeva perfettamente dell’esistenza della legge cantonale citata, tutti gli elementi oggettivi e soggettivi del reato di cui all'art. 19 LFID sono certamente realizzati (cfr. CCRP 30.7.2003 in re F.P.).