Decision ID: 3a1540da-7534-54ec-90f0-6678a2b58713
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadina italiana, coniugata con due figli, nata il (...) 1965,
ha lavorato in Svizzera quale frontaliera dal 1981, principalmente in qualità
di stiratrice, solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 2, 3, 13 e 15 dell'incarto dell'UAI
B._ [di seguito doc. A]).
A.b A partire da dicembre 2013 l’interessata lamentava dolori a livello in-
guinale. In occasione del ricovero in ospedale intervenuto dal 2 al 3 gen-
naio 2014 non è tuttavia stata posta una diagnosi chiara. A partire da marzo
2014 sono insorti ulteriori dolori dovuti a coxalgia a sinistra (cfr. in partico-
lare doc. A 2 e segg. e doc. A 93). L’interessata ha di conseguenza inter-
rotto l'attività lavorativa il 14 marzo 2014 alternando periodi d'incapacità
lavorativa totale e parziale (50%) e percependo indennità giornaliere
dall’assicurazione malattia (doc. A 2 e segg., doc. A 93 e doc. B 6 dell'in-
carto dell’assicuratore malattia (...) [di seguito doc. B]).
B.
B.a Il 29 luglio 2014 l’assicurata ha formulato all'Ufficio dell’assicurazione
invalidità del Cantone B._ (UAI-B._) istanza volta all'otteni-
mento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. A 3,
formulario pervenuto il 6 agosto 2014 [doc. A 6]). Alla luce dell’istruttoria
esperita, con decisione del 23 novembre 2015 (doc. A 67) l’UAIE ha attri-
buito alla richiedente tre quarti di rendita dal 1° marzo 2015 (dopo un anno
di attesa) al 30 giugno 2015 (tre mesi dopo il miglioramento avvenuto il 19
marzo 2015).
B.b L'8 gennaio 2016 l'interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la decisione dell'UAIE del 23 novem-
bre 2015, contestando la misura della capacità lavorativa stabilita dall’am-
ministrazione (doc. A 72).
B.c Con risposta del 6 aprile 2016 l'UAIE ha proposto l'ammissione del ri-
corso, l'annullamento della decisione impugnata ed il rinvio degli atti di
causa all'amministrazione affinché eseguisse accertamenti medici in am-
bito reumatologico e psichiatrico. Inoltre, l’amministrazione ha segnalato la
necessità di una presa di posizione da parte del consulente in integrazione
professionale in merito alla questione della parallelizzazione dei redditi sol-
levata dall’insorgente (doc. A 76).
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B.d Con sentenza del 1° giugno 2016 il TAF ha accolto il ricorso, annullato
la decisione impugnata e dato seguito alla proposta dell’UAIE di rinviargli
gli atti di causa affinché procedesse al completamento dell’istruttoria ed
alla pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. Nel giudi-
zio la Corte adita ha tra l’altro ritenuto comprovato il diritto a tre quarti di
rendita già accordato dal 1° marzo al 30 giugno 2015 (doc. A 77; consid.
13.5).
B.e L’istruttoria è pertanto stata completata tramite perizia pluridisciplinare
psichiatrica, neurologica e reumatologica, allestita il 9 maggio 2017, dai
dott.i C._e D._, specialisti in medicina interna del Servizio
accertamento medico (SAM) dell’E._, con il coinvolgimento dei
dott.i F._ (reumatologo), G._ (specialista in psichiatria e psi-
coterapia) e H._ (neurologo).
I periti hanno considerato l’interessata abile al lavoro nella misura del 90%
nella precedente attività e del 100% in attività sostitutive adeguate, a de-
correre da marzo 2014 (doc. A. 93, pagg. 39 e segg.).
B.f Con rapporto finale del 12 maggio 2017 (doc. A 94) il dott. I._
del SMR, medico generico, perito medico SIM e medico fiduciario SGV-
SSMC, ha sostanzialmente confermato le diagnosi e le conclusioni della
perizia del SAM, ritenendo tuttavia rilevanti i menzionati gradi di incapacità
lavorativa a decorrere dal 19 marzo 2015.
B.g In data 15 maggio 2017 l’UAI-B._ ha inoltre eseguito ulteriori
accertamenti volti a determinare la necessità di procedere alla parallelizza-
zione dei redditi (cfr. doc. A 95, 96, 101 e segg.).
B.h Nel progetto di decisione del 4 luglio 2017, l’autorità inferiore non ha
eseguito la parallelizzazione dei redditi ed ha prospettato il rigetto della ri-
chiesta di prestazioni, in ragione di un grado di invalidità nullo (doc. A 105).
B.i Con scritto dell’INAS del 23 agosto 2017 l’assicurata ha inoltrato una
richiesta di riesame cautelativo, riservandosi di confermare e completare
oppure annullare l’opposizione una volta in possesso del rapporto del suo
medico di fiducia (doc. A 109). Con scritto dell’8 settembre 2017 (doc. A
113), l’interessata ha confermato la domanda precedentemente formulata
inoltrando il parere medico legale della dott.ssa L._ del 6 settembre
2017.
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B.j Con osservazioni dell’11 settembre 2017 il medico SMR, dott.
I._, ha dichiarato che la documentazione prodotta non apportava
nuovi elementi medici che non fossero già stati constatati e valutati nella
perizia pluridisciplinare del SAM, confermando la sua valutazione del 12
maggio 2017 (doc. A 110 e 111).
B.k Con decisione del 18 settembre 2017, pur rinviando alla precedente
decisione del 23 novembre 2015 ed alla sentenza di rinvio del TAF del 1°
giugno 2016 l’UAIE non ha statuito sul diritto a 3⁄4 di rendita dal 1° marzo al
30 giugno 2015 riconosciuta e avvallata dal TAF (doc. A 116), limitandosi a
rigettare il diritto a prestazioni.
C.
C.a Con ricorso inoltrato al TAF il 21 novembre 2017 l’assicurata ha chiesto
l’annullamento della decisione contestata ed il riconoscimento di un’inabi-
lità lavorativa del 100% nella professione abituale e del 50% almeno in
attività adattate. Ha altresì lamentato (implicitamente) la mancata paralle-
lizzazione dei redditi, chiedendo infine anche la dispensa dal pagamento
delle spese giudiziarie (doc. TAF 1).
C.b Con decisione incidentale del 21 febbraio 2018 la domanda di assi-
stenza giudiziaria è stata respinta (doc. TAF 9). L’ anticipo spese richiesto
con la medesima decisione pari a CHF 800.- è stato versato a rate in data
10 aprile, 28 maggio e 25 giugno 2018 (doc. TAF 11 a 19).
C.c Con risposta di causa del 16 luglio 2018 l'UAIE ha proposto la reiezione
del gravame e la conferma del provvedimento impugnato, rinviando al
preavviso dell’Ufficio AI del Cantone B._ (UAI-B._) del 12
luglio 2018 (doc. TAF 21). Dei motivi si dirà se necessario nei considerandi
di diritto.
C.d Con replica del 18 settembre 2018, l’assicurata ha ribadito le proprie
tesi e conclusioni ricorsuali (doc. TAF 23).
C.e Con duplica del 3 ottobre 2018, l’UAIE ha mantenuto le proprie conclu-
sioni (doc. TAF 25).
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Pagina 5

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che
gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4
consid. 1.2).
Il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20),
i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assi-
curazione per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo
l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-
curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le
singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1
LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-
lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. Se-
condo le regole generali del diritto intertemporale, si applicano le norme
procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso (DTF 130 V 1 con-
sid. 3.2).
1.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
2.1 In via preliminare va rilevato che l’oggetto litigioso è costituito dalla que-
stione se la ricorrente abbia diritto, o meno, ad una rendita d’invalidità an-
che a decorrere dal 1° luglio 2015, segnatamente se dal 19 marzo 2015 la
capacità lavorativa in attività adeguate sia totale come ritenuto dall’ammi-
nistrazione oppure se l’incapacità lavorativa sia almeno del 50% come in-
dicato dalla ricorrente.
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Pagina 6
2.2 Il diritto a 3⁄4 di rendita assegnata all’assicurata nella procedura prece-
dente con decisione del 23 novembre 2015 (doc. A 67) con effetto dal 1°
marzo 2015 al 30 giugno 2015 non è per contro contestato. La sua confor-
mità al diritto è del resto già stata confermata dal TAF nella precedente
sentenza di rinvio del 1° giugno 2016 (doc. A 77; sentenza C-138/2016 del
1° giugno 2016, consid. 13.2 a cui rinvia il dispositivo no. 1).
2.3 Pertanto, nella decisione impugnata - visto l’annullamento da parte del
TAF del precedente provvedimento del 23 novembre 2015 - l’autorità infe-
riore avrebbe dovuto riconfermare il diritto a tre quarti di rendita dal 1°
marzo al 30 giugno 2015, come peraltro accennato nella decisione stessa
(cfr. doc. A 116).
2.4 Poiché l’amministrazione ha tuttavia omesso di statuire in tal senso, su
questo punto il ricorso deve essere accolto, e concesso il diritto a 3⁄4 di
rendita dal 1° marzo al 30 giugno 2015.
3.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
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Pagina 7
4.
4.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Nel caso in esame, salvo indica-
zione contraria, si applicano di principio le disposizioni della 6a revisione
della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le eventuali modifiche inter-
venute fino alla pronuncia della decisione impugnata.
4.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445
consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.3 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea
e risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
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procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv.
3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regola-
mento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4
LAI e 8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico
(DTF 116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio
2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv.
1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
5.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
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suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.
6.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, l’amministrazione (o al giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o even-
tualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità sia una nozione econo-
mico-giuridica, le certificazioni mediche possono costituire importanti ele-
menti per apprezzare il danno invalidante e per determinare quali lavori
siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato (DTF 132 V 93 con-
sid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di
salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività l’assicurato è incapace
al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per de-
terminare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicu-
rato. Affinché un rapporto medico acquisti valore di prova rilevante è deter-
minante che esso sia completo in merito ai temi sollevati, si fondi, in piena
conoscenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami
approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l’assicurato e
sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni mediche o nell’apprezza-
mento della situazione medica; le conclusioni dell’esperto devono inoltre
essere motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico
ha valore di prova non è né la sua origine né la sua denominazione, ad
esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo contenuto (DTF 134 V 231
consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto medico deve altresì essere
redatto da medici che dispongono delle qualifiche specialistiche richieste
nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del 22 novembre 2017
consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2).
6.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
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sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-
bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-
lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 consid.
3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione a
medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che
riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche
che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.
Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-
diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere
in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-
zione. Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere
attribuito pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino conclu-
denti, compiutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non
sussistano degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendi-
bilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipen-
denza con l’assicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e
l’imparzialità. Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che
permettono di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la par-
zialità dell’apprezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid.
3b/ee).
6.3 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di disturbi psichici, in particolare di disturbi da dolore soma-
toforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi
ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado
da leggero a medio (DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile di una
persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di una
visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti
strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti
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Pagina 11
e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e
4.1 nonché 143 V 418 consid. 6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso
gli indicatori per la valutazione della capacità lavorativa in due categorie
(DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), segnatamente categoria “gravità funzio-
nale” (consid. 4.3) con i complessi “danno alla salute” (consid. 4.3.1; risul-
tati e sintomi rilevanti per la diagnosi; successo od insuccesso del tratta-
mento e della reintegrazione; comorbidità), “personalità” (sviluppo e strut-
tura della personalità, funzioni psichiche [consid. 4.3.2] e contesto sociale
[consid. 4.3.3]) nonché categoria “coerenza” (aspetti del comportamento
[consid. 4.4] in rapporto alla limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti
gli ambiti della vita paragonabili [consid. 4.4.1] ed alla sofferenza dimo-
strata secondo l’anamnesi in vista di un trattamento o di una reintegrazione
[consid. 4.4.2]).
6.4 Secondo le recenti sentenze pubblicate in DTF 143 V 409 e 418 è cor-
retto e conforme al sistema sottoporre ad una procedura probatoria strut-
turata secondo la DTF 141 V 281 in linea di principio, tutte le malattie psi-
chiche. È infatti erroneo qualificare come leggera un'affezione, per il motivo
che la diagnosi non richiede un grado di gravità e già solo per questa ra-
gione negare ogni limitazione rilevante della capacità lavorativa. Ciò vale a
maggior ragione per il fatto che distinguere tra disturbi somatoformi oppure
disturbi funzionali riconducibili a depressione crea spesso problemi in am-
bito peritale (DTF 143 V 409 consid 4.5.).
6.5 Un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata
sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si
veda DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno va-
lenza probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica spe-
cialistica o perché vi sono altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5).
7.
7.1 Nel caso concreto, a seguito della sentenza di rinvio del TAF, occorre
in primo luogo esaminare se l’autorità inferiore ha a giusto titolo ritenuto
provato con il grado della verosimiglianza preponderante un miglioramento
dello stato di salute della ricorrente a partire da marzo 2015. Inoltre, in caso
di risposta affermativa deve essere verificato se l’eventuale miglioramento
ha comportato un incremento della capacità lavorativa tale da giustificare
la soppressione della rendita a partire luglio 2015 o se invece, come fatto
valere dall’insorgente, la sua capacità lavorativa era da ritenersi al mas-
simo del 50% in attività adeguate.
C-6572/2017
Pagina 12
7.2 Nella procedura sfociata nella decisione del 23 novembre 2015, l’auto-
rità inferiore aveva assunto agli atti tra l’altro i seguenti atti medici:
- la perizia del 18 luglio 2014 del dott. M._, specialista in me-
dicina interna, medico di fiducia SGV/SSMC/SSMF, eseguita su in-
carico dell’assicuratore malattia (doc. B 6), in cui il perito ha posto
la diagnosi di sintomatologia dolorosa lombosacrale associata a do-
lenzia nella regione inguinale sinistra persistente da inizio 2014, di
natura non chiara, la quale ha influenzato la capacità lavorativa in
maniera alterna nella misura del 50% e del 100%. Ha infine consi-
gliato l’esecuzione di una perizia reumatologica per valutare in ma-
niera dettagliata i limiti funzionali e di carico (doc. B 6, p. 8);
- la valutazione internistica reumatologica del 6 agosto 2014 del dott.
N._, specialista in medicina interna, perito certificato SIM,
eseguita su incarico dell’assicuratore malattia (doc. B 7), il quale ha
posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “coxalgia
sinistra ricorrente su minime alterazioni degenerative, sbilancio mu-
scolare, importante antiversione del bacino, esiti di inserzionite
sulle porzioni craniali dei grandi trocanteri femorali soprattutto a si-
nistra, entesopatia calcifica in sede dei grandi trocanteri femorali” e
di “lombalgia ricorrente su minime alterazioni degenerative, altera-
zioni della statica (alterazioni osteofitiche su emisacralizzazione si-
nistra di L5)”(doc. B 34 pag. 5 e 6). Ha inoltre specificato che, “salvo
complicazioni”, una capacità lavorativa totale era esigibile nell’ul-
tima attività svolta a decorrere dal 15 settembre 2014. In attività
sostitutiva adeguata rispettosa dei limiti funzionali, l’interessata era
da ritenersi abile in misura totale dal 6 agosto 2014 (data di reda-
zione della perizia). Il perito ha segnalato di ritenere eventualmente
opportuna una rivalutazione dello stato di salute dell’interessata
avente per scopo la verifica dei limiti funzionali suscettibili di giusti-
ficare un’incapacità lavorativa oltre il 15 settembre 2014 (doc. B 7
pag. 7),
- l’ulteriore valutazione internistica reumatologica del dott.
N._ del 10 novembre 2014 (doc. B 9), in cui il perito ha con-
statato un peggioramento nella deambulazione, che risultava com-
promessa per instabilità e risparmio nell’appoggio dell’arto inferiore
sinistro. Ha poi evidenziato la necessità di una rivalutazione orto-
pedica, ed eventualmente una nuova RMN delle anche e del ra-
chide L-S, per potersi determinare in merito all’opportuna terapia e
alla prognosi. Si è quindi espresso in merito all’incapacità lavorativa
C-6572/2017
Pagina 13
dell’interessata – che ha ritenuto nulla dal 20 ottobre 2014 e del
50% dal 3 novembre 2014 – e puntualizzato che una prognosi la-
vorativa sarebbe stata possibile solo dopo accertamenti diagnostici
e opportuna terapia.
- la perizia del 1° settembre 2015 della dott.ssa O._, esperita
per conto dell’UAI-B._ (doc. A 49), in cui la specialista in
medicina fisica e riabilitazione ha posto le diagnosi, con influsso
sulla capacità lavorativa, di "cervico-toraco-lombalgia su base
degenerativa" e "sindrome miofasciale diffusa in verosimile trend
fibromialgico". Si è poi espressa sull'incapacità lavorativa
dell'interessata a decorrere da gennaio 2014 e, in particolare, ha
ritenuto l'assicurata inabile nella precedente attività in misura del
30%, da intendersi come riduzione del rendimento lavorativo
nell'arco di una giornata di 8 ore, a decorrere dal 19 marzo 2015
nonché totalmente abile in un'attività sostitutiva adeguata rispettosa
delle limitazione funzionali (cioè evitando una posizione fissa in
ortostatismo per periodi prolungati, un carico di pesi superiori a 5
kg, e continue rotazioni o flessioni del tronco), dalla medesima data,
ossia dal 19 marzo 2015 (doc. A 49 pag. 6). Per quanto riguarda il
periodo precedente il 19 marzo 2015, l'esperta ha concluso che "in
assenza di dati clinici sufficienti per valutare l'inabilità lavorativa
precedente al 19 marzo 2015", confermava "le certificazioni
eseguite dai colleghi a partire dal 03.01.2014 al 18.03.2015".
7.3 Nella sentenza di rinvio il Tribunale adito aveva considerato che l’istrut-
toria non era stata sufficientemente approfondita, mancando in particolare
i necessari accertamenti per poter determinare se le affezioni accertate
giustificavano la conclusione di cui alla decisione impugnata – secondo cui
l’insorgente presentava una capacità lavorativa del 70% nell’attività abi-
tuale a decorrere dal 19 marzo 2015 e dalla medesima data del 100% in
un’attività sostitutiva adeguata – o se la capacità lavorativa residua era in-
feriore e legittimava la concessione di una rendita superiore e per una du-
rata maggiore, come preteso dalla ricorrente. A tal proposito, il TAF aveva
segnalato che l’incapacità lavorativa risultante dalle note patologie non era
stata attestata in modo uniforme dai vari medici e che non era provato che
fosse subentrato un miglioramento dello stato di salute della ricorrente a
partire da marzo 2015 e in che cosa consistesse. Inoltre, ha indicato che
sia la dott.ssa O._, che il dott. N._ avevano consigliato l'e-
secuzione di una rivalutazione reumatologica visto il sospetto di fibromial-
gia (doc. A 49 pag. 6), rispettivamente una rivalutazione ortopedica, ed
eventualmente una nuova RMN delle anche e del rachide L-S (doc. B 9
C-6572/2017
Pagina 14
pag. 4). Infine, per potersi determinare sulla residua capacità lavorativa
della ricorrente, ha ritenuto necessario anche un approfondimento della
patologia psichiatrica.
8.
8.1 Nella perizia pluridisciplinare (internistica, reumatologica, neurologica,
e psichiatrica) esperita in sede di rinvio il SAM ha in particolare posto le
seguenti diagnosi (doc. 93 pag. 39):
“5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:
Fibromialgia (codice ICD M 79.70, precisato dal SAM su richiesta della
giudice dell’istruzione pendente causa di ricorso, doc. TAF 28)
lncipiente discopatia C5-C6:
- nessuna importante diminuzione della mobilità;
- nessuna neurocompressione.
lncipienti alterazioni degenerative (fisiologiche) degli ultimi due segmenti
lombari liberi, in presenza di anomalia di transizione senza rilevanza
clinica:
- nessun'importante diminuzione della mobilità:
- nessuna neurocompressione.
5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
Disturbo di personalità dipendente (astenico) (ICD-10 GM: F 60.7).
Disturbo dell'adattamento con ansia (ICD-10 GM: F 43.22).
lpotiroidismo subclinico in previsione di accertamenti specialistici.
Consumo tabagico (30 PY).
Stato da istero-annessiectomia bilaterale (febbraio 2015).
Stato da varicectomia ds. per varicosi non complicata.
C-6572/2017
Pagina 15
Stato da intervento di asportazione di cisti latero-cervicale a ds. di natura
non chiara (2005)”.
8.2 I periti hanno precisato che “attualmente dal punto di vista reumatolo-
gico si ribadisce un quadro fibromialgico in associazione ad incipiente di-
scopatia cervicale e ad incipienti alterazioni degenerative per altro fisiolo-
giche a livello lombare, (...). Il Dr. med. F._, riguardo all’evoluzione
dello stato di salute dell’A., ritiene che sia molto difficile in base agli atti a
disposizione ricostruire in modo affidabile l’incapacità lavorativa, questo
trovandosi in assenza di una qualunque diagnosi ragionevolmente credi-
bile e di un’incapacità lavorativa in nessun caso sostenuta da qualunque
argomento medico” (doc. A 93 p. 47)
8.3 Con riferimento alla capacità lavorativa residua i periti hanno stabilito
che sussisteva una riduzione unicamente in virtù della patologia reumato-
logica. Il dott. F._, alla luce delle menzionate diagnosi, ha in parti-
colare ritenuto esigibile – a decorrere da marzo 2014 – un impiego al 90%
nella precedente attività di stiratrice per riduzione del rendimento. In attività
adeguate e come casalinga, la capacità lavorativa è stata ritenuta com-
pleta, sempre a partire da marzo 2014. Il reumatologo ha attestato che “la
diagnosi di fibromialgia creava in particolare nell’A. una generale lieve di-
minuzione del rendimento dovuta a dolori diffusi, disturbi del sonno ed alla
stanchezza che ne deriva. Vi è dunque una lieve diminuzione del rendi-
mento in particolare per lavori molto impegnativi e veloci da un punto di
vista fisico o mentale. Si possono dunque rendere necessarie pause leg-
germente più lunghe per riprendersi” (doc. A 93, p. 40 e segg.).
8.4 Il SAM ha inoltre precisato che “le conclusioni peritali si fondano su
un’esauriente discussione tra i medici periti del SAM. Sussistendo unica-
mente una riduzione della capacità lavorativa per patologia reumatologica,
non si rende necessario procedere a teleconferenza con i periti coinvolti”
(doc. A 93, p. 40), aggiungendo che “si sono potute evidenziare discre-
panze tra i sintomi descritti dall’A., l’anamnesi e le varie valutazioni cliniche
specialistiche. In particolare dal punto di vista fisico si oggettiva una discor-
danza tra i sintomi descritti e l’assenza di qualunque elemento patologico
oggettivo rilevabile. Si ritiene che l’A. presenti un grado di amplificazione
dei sintomi elevato, possibilmente correlato anche alla patologia psichia-
trica. Tuttavia, non sussistono criteri diagnostici per poter formulare la dia-
gnosi di un disturbo somatoforme” (doc. A 93, p. 49).
C-6572/2017
Pagina 16
9.
9.1 Dal canto suo, l’assicurata ha trasmesso il parere medico legale del 6
settembre 2017 della dott.ssa L._, specialista in medicina legale e
delle assicurazioni, la quale ha posto le diagnosi di fibromialgia, depres-
sione (senza indicare alcun codice ICD) e ipotiroidismo subclinico. La spe-
cialista ha inoltre rilevato di non concordare con le conclusioni relative alla
capacità lavorativa di cui alla perizia pluridisciplinare, specificando, dopo
aver ricordato la definizione di fibromialgia e, da un punto di vista astratto,
i limiti funzionali causati da detta patologia (in particolare dolore continuo e
diffuso, astenia, disturbi dell’umore quali ansia e depressione), che le pre-
cisazioni circa la natura della patologia da cui è affetta giustificano “la sua
incapacità lavorativa rispetto alle mansioni abituali di stiratrice e l’impossi-
bilità ad una riqualificazione professionale adeguata e rispettosa delle sue
competenze” (doc. A 112).
9.2 In fase ricorsuale, l’interessata ha prodotto il rapporto dettagliato della
dott.ssa P._, medico chirurgo, specialista in criminologia clinica ed
in psichiatria, datato 8 febbraio 2016, in cui ha spiegato, dopo essersi sof-
fermata sull’anamnesi ed aver eseguito l’esame psichiatrico, che il caso
“presenta diversi elementi indicativi della presenza nel soggetto di una ma-
lattia psichiatrica, clinicamente rilevante sviluppatasi in stretta correlazione
con la sintomatologia algico disfunzionale e peraltro influente, in senso
peggiorativo, in termine di percezione del dolore, sulla stessa”, conclu-
dendo che la paziente è affetta da una sindrome depressiva ad elevata
espressività somatica, i cui esiti possono dirsi nell’attualità stabilizzati nelle
componenti principali e scarsamente attenuati dalla terapia antidepressiva
assunta. Infine, ha attestato che tale patologia costituisce certamente “un
aggravamento del grado di invalidità della persona che deve essere valu-
tata complessivamente (malattia fisica e psichica) in misura non inferiore
al 50%” (allegato al doc. TAF 1).
9.3 Al riguardo il SMR ha evidenziato che la perizia pluridisciplinare ha te-
nuto conto anche del rapporto della dott.ssa P._.
10.
10.1 Alla luce di quanto appena esposto e per i motivi indicati nei conside-
randi seguenti questa Corte non ha motivo di scostarsi dalla perizia detta-
gliata, approfondita, motivata e concludente del SAM, che va posta alla
base della presente sentenza.
C-6572/2017
Pagina 17
10.2 In primo luogo va rilevato che dalla perizia pluridisciplinare è emerso
che dal punto di vista psichiatrico non vi erano diagnosi con influsso sulla
capacità lavorativa e che la specialista G._ ha attestato una piena
capacità lavorativa in qualsiasi attività, precisando che non erano dati i cri-
teri diagnostici per poter attestare un disturbo somatoforme.
10.3 Con riferimento alla valutazione specialistica della dott.ssa P._
va rilevato che essa è anteriore di oltre un anno alla perizia del SAM e che
la dott.ssa G._ ha compiutamente addotto le ragioni (segnatamente
il fatto che il disturbo della personalità non ha mai impedito all’interessata
di conciliare attività professionale e famiglia e l’assenza di criteri diagnostici
per poter diagnosticare un disturbo somatoforme) che l’hanno indotta a
scostarsi dalle conclusioni della collega. Quest’ultima ha peraltro formulato
una diagnosi senza indicare alcun codice ICD né si è espressa concreta-
mente sui limiti funzionali o sulla residua capacità lavorativa, prendendo
invece posizione sul grado di invalidità che, secondo il diritto svizzero, non
è di competenza del medico, senza inoltre motivare compiutamente le pro-
prie conclusioni.
Inoltre la dott.ssa P._ ha dichiarato che gli esiti della sindrome de-
pressiva diagnosticata “possono dirsi nell’attualità stabilizzati nelle compo-
nenti principali” anche se “scarsamente attenuati dalla terapia antidepres-
siva”. In simili circostanze le conclusioni divergenti in relazione alla capa-
cità lavorativa residua paiono semplicemente configurare una valutazione
diversa di una situazione identica.
La perita del SAM ha invece fondato la propria valutazione su un approfon-
dito esame clinico in base ad un doppio incontro con l’assicurata e dopo
aver esperito test psicologici specifici e approfondimenti, segnatamente
esami psicodiagnostici Rorschach e MMPI - 2.
A tal proposito risulta inoltre significativo che neppure il dott. Q._,
medico curante dell’assicurata e specialista in psichiatria, abbia mai atte-
stato una patologia psichiatrica nei suoi numerosi certificati medici (cfr. doc.
A 72, p. 223 e segg.).
Di conseguenza, dal profilo psichiatrico la perizia evidenzia in maniera pre-
cisa, comprensibile, concludente e pertanto convincente per quale motivo,
nella fattispecie non sussistono disturbi psichici invalidanti, mentre i referti
trasmessi dalla ricorrente non sono atti a metterla in discussione.
C-6572/2017
Pagina 18
10.4 Dal canto suo, il neurologo ha evidenziato di non poter porre alcuna
diagnosi. In particolare ha segnalato di non aver riscontrato elementi clinici
o elettrofisiologici per un quadro di radicolopatia lombare o per altre cause
giustificanti i sintomi accusati dall’assicurata, concludendo per una piena
capacità lavorativa in qualsiasi attività. Agli atti non figurano inoltre referti
specialistici suscettibili di inficiare il parere peritale del dott. H._.
10.5
10.5.1 In ambito ortopedico-reumatologico le valutazioni dei periti del SAM
coincidono sostanzialmente con quanto appurato dai precedenti specialisti,
ossia i dott.i N._ (referti del 6 agosto e del 10 novembre 2014) e
O._ (perizia del 1° settembre 2015; consid. 7.2) circa una generale
evoluzione positiva dello stato di salute della ricorrente a partire da agosto
2014 e sulla sopravvenienza, a partire al più tardi da marzo 2015 di un
conseguente miglioramento significativo e duraturo della capacità lavora-
tiva. Difatti, nell’agosto 2014, il dott. N._ aveva attestato una piena
capacità lavorativa in attività adeguata (cfr. doc. B 7, p. 6), rilevando poi un
peggioramento temporaneo nel mese di novembre 2014, da rivalutare in
seguito ad ulteriori accertamenti diagnostici e opportuna terapia (doc. B 9,
p. 2 e segg.). In seguito, dopo che la dott.ssa O._ aveva attestato
una piena capacità lavorativa in attività adeguate a partire dal 19 marzo
2015, pure il dott. F._ ha riconosciuto che le conseguenze della pro-
blematica fibromialgica comportavano unicamente una lieve diminuzione
del rendimento, attestando una capacità lavorativa del 90% nella prece-
dente attività e del 100% in attività adeguate, entrambe a decorrere da
marzo 2014.
10.5.2 Di conseguenza, e nonostante gli specialisti interpellati siano giunti
a conclusioni leggermente diverse per quel che concerne le tempistiche ed
il grado di capacità lavorativa residua nella precedente attività, dagli atti
medici all’incarto risulta provato con il grado della verosimiglianza prepon-
derante valido nelle assicurazioni sociali che l’interessata, a partire da ago-
sto 2014, abbia progressivamente ritrovato la propria abilità lavorativa. Gli
specialisti concordano inoltre su una capacità lavorativa completa in attività
adeguate al più tardi da marzo 2015.
10.6 Occorre infine rilevare che il parere medicolegale della dott.ssa
L._ del 6 settembre 2017, non evidenzia nuovi elementi clinici che
depongono per un peggioramento dello stato di salute dell’insorgente (cfr.
annotazione del medico SMR, dott. I._, dell’11 settembre 2017 [doc.
A 110]) e che pertanto, nella misura in cui la citata valutazione attesta una
C-6572/2017
Pagina 19
totale incapacità lavorativa in qualsiasi attività, costituisce unicamente un
diverso apprezzamento di circostanze di fatto sostanzialmente identiche a
quelle di cui alla perizia pluridisciplinare.
Sennonché, detta valutazione è stata effettuata da un medico non specifi-
catamente specializzato nelle branche della medicina interessanti le affe-
zioni della ricorrente. Inoltre, la dott.ssa L._ non motiva in maniera
approfondita le conclusioni a cui giunge, esprimendosi peraltro su questioni
che non le competono. Di conseguenza, il valore probatorio di tale referto
è molto limitato e non è suscettibile di mettere in discussione le conclusioni
dei periti del SAM sulla portata della capacità lavorativa residua in attività
adeguate a partire dal marzo 2015.
L’insorgente non ha altresì esibito un documento medico o di data poste-
riore alla menzionata perizia pluridisciplinare del SAM atto a metterne in
dubbio le conclusioni.
10.7 Va infine rilevato che in concreto l’esecuzione di una procedura pro-
batoria strutturata ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 141 V 281
non è necessaria, in quanto l'incapacità lavorativa dal punto di vista psi-
chiatrico, neurologico e ortopedico-reumatologico si fonda su dei referti
dettagliati e completi, nei quali i periti hanno sostanzialmente preso posi-
zione in maniera esaustiva in merito al danno alla salute, tra l’altro svol-
gendo dettagliati esami strumentali, tematizzando le possibilità di successo
dei trattamenti disponibili, così come gli effetti congiunti delle diverse affe-
zioni. I periti si sono pure chinati sulla questione delle risorse dell’assicurata
e della facoltà di riprendere un’attività lavorativa alla luce dei limiti funzionali
del caso concreto (cfr. doc. A 93, segnatamente pag. 40 e segg.). Peraltro,
l’incapacità lavorativa è stata determinata di comune accordo tra i periti,
sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti. Inol-
tre, le valutazioni contrarie, segnatamente delle dott.sse L._ e
P._ non hanno, per i motivi precedentemente indicati, pieno valore
probatorio. Non è pertanto necessario nel caso di specie chiedere un com-
plemento alla perizia pluridisciplinare del SAM del 9 maggio 2017.
10.8 Alla luce di quanto sopra esposto, conto tenuto della documentazione
medica specialistica a disposizione al momento della decisione, il caso ap-
pare senz’altro sufficientemente indagato e pronto per la definizione. È
dunque a giusto titolo che l’autorità inferiore non ha ordinato ulteriori accer-
tamenti.
C-6572/2017
Pagina 20
10.9 Di conseguenza, la censura secondo cui l’assicurata sarebbe com-
pletamente inabile nella precedente attività di stiratrice e almeno al 50% in
attività esigibili non trova alcun riscontro serio e oggettivo negli atti di causa
e dev’essere respinta, non sussistendo per questa Corte alcun motivo di
scostarsi dalla convincente e motivata valutazione di cui alla perizia pluri-
disciplinare del SAM con riferimento alla residua capacità lavorativa della
ricorrente dal profilo neurologico, psichiatrico e ortopedico-reumatologico.
11.
In conclusione, risulta quindi provato con il grado della verosimiglianza pre-
ponderante valido nelle assicurazioni sociali che l’insorgente, a partire da
marzo 2015, dispone di una piena capacità lavorativa in ogni attività sosti-
tutiva compatibile con le limitazioni funzionali riscontrate nella perizia pluri-
disciplinare del SAM, mentre essa è del 90% (intesa quale riduzione del
rendimento) nell’attività precedentemente svolta (cfr. in particolare doc. 93,
p. 393).
12.
12.1 Avendo determinato la capacità lavorativa della ricorrente in un’attività
sostitutiva confacente al suo stato di salute, occorre, infine, esaminare la
conformità del grado d’invalidità calcolato dall’autorità inferiore, tenuto
conto in particolare della censura di mancata parallelizzazione dei redditi
(doc. TAF 1).
12.2 A tal proposito giova ricordare che in seguito alla menzionata sen-
tenza del TAF, l’autorità inferiore ha svolto ulteriori verifiche per determi-
nare l’eventuale necessità di parallelizzazione (cfr. gli scritti del 15 maggio
2017 sub doc. A 95 e del 20 maggio sub doc. A 103), concludendo che
nella fattispecie tale procedura non si imponeva risultando comprovato che
l’assicurata si era accontentata di un salario modesto (doc. TAF 21).
12.3 In concreto la questione summenzionata non va risolta. L’assicurata
è infatti abile al lavoro al 90% nella precedente attività, che avrebbe potuto
riprendere con un discapito salariale ridotto, ragione per cui non si impo-
neva in concreto una parallelizzazione dei redditi. Inoltre, alla luce della
menzionata inabilità lavorativa del 10%, non si otterrebbe un tasso di inva-
lidità pensionabile neppure applicando – per ipotesi – la riduzione giuri-
sprudenziale massima del 25%, che in concreto non è comunque giustifi-
cata né per l’età, né per eventuali limiti funzionali di cui tiene già conto la
riduzione del rendimento del 10%, né per attività lavorativa a tempo par-
ziale e neppure per attività leggera.
C-6572/2017
Pagina 21
13.
In conclusione il ricorso va parzialmente accolto e alla ricorrente vanno at-
tribuiti tre quarti di rendita dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2015, come già
statuito nella precedente decisione e non contestato dalle parti. Per il resto
il ricorso è respinto
14.
14.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 800.-, sono
poste a carico della ricorrente nella misura di 1⁄2, per un importo di CHF
400.- (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento del 21
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tri-
bunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), che viene com-
pensato con l’anticipo spese di CHF 800. L’importo residuo di CHF 400.-
verrà restituito alla ricorrente successivamente alla crescita in giudicato
della presente sentenza.
14.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). L’ammontare di quest’ul-
time, in assenza di una nota dettagliata e visto l’accoglimento parziale del
ricorso, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in CHF 500.- tenuto conto
del lavoro utile e necessario svolto dal rappresentante della ricorrente. L'in-
dennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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