Decision ID: 4bf610a3-f922-5655-9c1f-abf4e8837733
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
AO 1 (1964) e AP 1 (1961) si sono sposati a _ il 29 settembre 1990. Dal matrimonio sono nate C_, il 19 novembre 1990, e S_, il 7 febbraio 1993. I coniugi
vivono separati dai primi mesi del 2003. Statuendo il 4 ottobre 2004 in luogo e vece del Pretore su un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale presentata il 7 gennaio 2004 da AP 1, il Segretario assessore del Distretto di Leventina ha – tra l'altro – condannato AO 1 a versare dal 1° gennaio 2005 un contributo alimentare indicizzato di fr. 314.75 mensili per la moglie, uno di fr. 1422.40 mensili per la figlia C_ e uno di fr. 1116.80 mensili per la figlia S_, assegni familiari compresi. Contro tale sentenza AO 1 ha introdotto un appello del 13 ottobre 2004, che è tuttora pendente davanti a questa Camera (inc. 11.2004.130).
B.
Il 25 gennaio 2005 AO 1 ha postulato una riduzione dei contributi alimentari del 20%, facendo valere di essere stato licenziato dalla _ di _, per la quale lavorava come pilota di elicotteri, e di essere disoccupato dal 1° gennaio di quell'anno. All'udienza del 21 febbraio 2005 i coniugi hanno raggiunto un accordo, nel senso che in favore di ogni figlia il marito avrebbe versato un contributo alimentare di fr. 800.– per il mese di febbraio 2005 e di fr. 1136.50 mensili dal marzo al maggio del 2005, assegni familiari compresi. L'accordo è stato omologato seduta stante dal Segretario assessore. Nel maggio del 2005 AO 1 è stato riassunto temporaneamente dalla _.
C.
Con istanza del 31 agosto 2005 AO 1 ha chiesto nuovamente che i contributi alimentari fissati nella sentenza del 4 ottobre 2004 fossero ridotti di almeno il 20% dall'ottobre del 2005 in poi, rilevando di essere nuovamente senza attività dal 1° settembre 2005. Alla discussione del 30 settembre 2005 la convenuta si è opposta alla prospettata riduzione dei contributi. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato alla discussione finale, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 2 gennaio 2006 l'istante ha confermato l'istanza. Nel proprio, del 30 dicembre 2005, AP 1 ha proposto una volta ancora di respingere la domanda.
D.
Statuendo il 19 gennaio 2007, il Segretario assessore ha parzialmente accolto l'istanza, fissando i nuovi contributi alimentari come segue:
– per la moglie:
fr. 262.10 mensili dal 1° ottobre 2005 al 28 febbraio 2006 e
fr. 236.75 mensili dal 1° marzo 2006 in poi;
– per la figlia C_:
fr. 1184.50 mensili dal 1° ottobre 2005 al 28 febbraio 2006 e
fr. 1069.95 mensili dal 1° marzo 2006 in poi;
– per la figlia S_:
fr. 930.05 mensili dal 1° ottobre 2005 al 28 febbraio 2006 e
fr. 1069.95 mensili dal 1° marzo 2006 in poi.
La tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 280.– sono state poste per un quinto a carico dell'istante e per il resto a carico della convenuta. Non sono state attribuite ripetibili. Entrambi i coniugi sono stati ammessi al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
E.
Contro la sentenza appena citata è insorta AP 1 con un appello del 26 gennaio 2007 per ottenere che, conferitole il beneficio dell'assistenza giudiziaria, il giudizio impugnato sia riformato nel senso di respingere l'istanza del marito. L'appello non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1.
L'unico punto litigioso verte, ai fini del presente giudizio, sul reddito imputabile all'istante. Nella sentenza in esame il Segretario assessore ha accertato che il guadagno netto di lui, calcolato in fr. 5218.– mensili dal 1° gennaio 2005 nella sentenza del 4 ottobre 2004 (stipendio percepito dalla _: pag. 8 in fondo), si era ridotto dal 1° settembre 2005 a fr. 4740.70 mensili, pari all'indennità elargita dalla Cassa disoccupazione Cristiano Sociale/OCST, _ (pag. 4 in fondo). Tale diminuzione delle entrate apparendo duratura, il primo giudice ha vagliato se essa non fosse intervenuta per colpa dell'istante medesimo, il quale era stato licenziato a causa di due lievi incidenti occasionati mentre si trovava alla guida di un elicottero. Valutate le risultanze istruttorie, egli ha escluso tuttavia simile eventualità, i due infortuni essendo dovuti a mera negligenza. Il Segretario assessore ha constatato altresì che l'istante aveva documentato la ricerca assidua – seppure vana – di un nuovo impiego, dimostrando anche di essersi adoperato per conseguire un brevetto di istruttore di volo. Quanto alla _ di _, da lui fondata il 23 dicembre 2005 grazie a un mutuo di fr. 25
000.– ottenuto insieme con un amico, il primo giudice ha constatato che la ditta non è ancora attiva, di modo che non sussistono gli estremi per imputare all'istante un reddito ipotetico.
2.
L'appellante ribadisce che il marito ha perduto il lavoro per propria colpa, si è limitato a cercare un nuovo impiego
“
nell'ambito della disoccupazione
” (senza rendere verosimili sforzi adeguati)
, è in grado di continuare a svolgere l'attività di pilota d'elicottero, è gerente di una società a garanzia limitata (
“
ciò che dimostra che egli ha un potere decisionale che non può essere contestato
”
), ha ottenuto dalla _ un prestito di fr. 25
000.– senza fornire garanzie (onde l'esistenza di riserve economiche sufficienti) e ha locato per la ditta uno spazio di 60 m
2
in un bunker dell'aeroporto ad _,
“
dimostrando come egli si trova in una situazione finanziaria in cui non gli mancano le risorse per poter fare investimenti
”
. Essa sottolinea inoltre
“
che il periodo in cui il marito è stato a carico della disoccupazione, durante l'istruttoria risulta di pochissimi mesi, per cui sicuramente un periodo comunque insufficiente per poter accogliere l'istanza della controparte di modifica delle misure a protezione dell'unione coniugale
”
.
3.
Con gli argomenti testé riassunti l'interessata ripete la sua opinione, ma non si confronta con le motivazioni addotte dal Segretario assessore. Questi ha spiegato anzitutto che il licenziamento del marito si deve sì ai due lievi incidenti causati con l'elicottero, ma che la colpa di lui nel verificarsi degli infortuni è risultata lieve (il tutto si è risolto nel danneggiamento di due rotori, di modo che l'Ufficio federale dell'aviazione civile non ha nemmeno aperto
un'inchiesta). Sul licenziamento hanno pesato tuttavia le difficoltà che alcuni assistenti di volo hanno incontrato nel continuare a lavorare con l'istante dopo di allora, come pure la sensazione di
“
pericolo latente
”
avvertita dall'amministratore e direttore della _, oltre che dai membri del consiglio di amministrazione (sentenza, consid. 7 in principio). Come si possa affermare in simili circostanze che l'istante abbia cagionato di proposito il suo allontanamento dalla _ la convenuta non illustra. Insufficientemente motivato, su questo punto l'appello non adempie i requisiti dell'art. 309 cpv. 2 lett. f CPC e si rivela d'acchito inammissibile (art. 309 cpv. 5 CPC).
4.
Per quanto concerne le ricerche d'impiego, il Segretario assessore ha accertato che l'istante ha reso verosimile di avere intrapreso tutto quanto si poteva ragionevolmente esigere da lui, producendo una serie di documenti che attestano assiduità e impegno (sentenza impugnata, consid. 7 in fine). L'istante inoltre si era attivato per conseguire un brevetto di istruttore di volo, in modo da crearsi altri sbocchi professionali. Neppure con tali motivazioni la convenuta si misura. Invoca una sentenza di questa Camera per sostenere che ricerche d'impiego attuate nel quadro dell'assicurazione contro la disoccupazione non sono sufficienti per comprovare serietà e zelo, ma a torto. In quella sentenza la Camera aveva semplicemente rilevato che all'appellante non bastava far valere di avere eseguito quanto richiesto dall'assicurazione contro la disoccupazione per dimostrare automaticamente di avere condotto ricerche d'impiego con diligenza e applicazione (sentenza inc. 11.2003.95/96 del 14 agosto 2003, consid. 4a). Nella fattispecie invece l'istante ha prodotto non meno di 40 lettere con cui ha cercato infruttuosamente lavoro, come pilota
o istruttore, in eliporti di tutta la Svizzera e in Italia fra il settembre del 2005 e il gennaio del 2006 (plico doc. M). Perché ciò non dovrebbe rendere verosimile serietà e impegno d'indagine la convenuta non spiega. Anche al riguardo l'appello sfugge dunque a ulteriore disamina.
5.
Quanto alla ditta _ che l'istante ha fondato con un amico, il Segretario assessore ha ricordato che tale azienda, ancora inattiva, si è limitata per il momento a prendere in locazione un'area di 60 m
2
in un bunker di _ al costo di fr. 83.35 mensili (sentenza impugnata, consid. 8). Egli non ha trascurato che l'istante ha ottenuto un mutuo dalla _ di _ (fr. 25
000.– al tasso del 4% fino al 31 dicembre 2006) per liberare la sua quota di capitale sociale (doc. L), ma ha ritenuto che ciò non basti per rendere verosimile una disponibilità economica atta a giustificare il versamento integrale dei contributi alimentari fissati nella sentenza del 4 ottobre 2004 (sentenza impugnata, consid. 8 in fine). Anche con tali argomentazioni l'appellante si sottrae al confronto. Torna a evocare la costituzione della ditta, il mutuo di cui ha beneficiato l'istante senza fornire garanzie e lo spazio di 60 m
2
locato in un bunker dell'aeroporto, ma non rende verosimile che sia impossibile ottenere un prestito come quello citato senza fornire garanzie né, tanto meno, che gestendo la _ il marito potrebbe guadagnare attorno ai fr. 5200.– netti mensili, che era il reddito accertato nella sentenza del 4 ottobre 2004. Privo una volta ancora di adeguata motivazione, l'appello si rivela dunque irricevibile.
6.
L'appellante soggiunge invero
“
che il periodo in cui il marito è stato a carico della disoccupazione, durante l'istruttoria risulta di pochissimi mesi, per cui sicuramente un periodo comunque insufficiente per poter accogliere l'istanza della controparte di modifica delle misure a protezione dell'unione coniugale
”. In realtà, come detto, l'istante è rimasto disoccupato una prima volta dal gennaio all'aprile del 2005 e poi nuovamente dal 1° settembre 2005, senza che da allora sia riuscito a trovare un impiego nel suo ramo di attività. Certo, quando il 31 agosto 2005 egli ha postulato la modifica dei contributi alimentari si sarebbe fors'anche potuto dubitare circa la durevolezza della disoccupazione, benché il mercato del lavoro per una professione come quella di pilota d'elicottero sia relativamente ristretto. Allorché il Segretario assessore ha statuito però, il 19 gennaio 2007, l'istante era ormai senza impiego da quasi un anno e mezzo. Perché il primo giudice non avrebbe dovuto tenere conto di ciò la convenuta non spiega. Carente di motivazione, al riguardo l'appello denota una volta di più la sua improponibilità.
7.
Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). La richiesta di assistenza giudiziaria formulata dall'appellante non può essere accolta. Finanche irricevibile, l'appello appariva infatti destituito sin dall'inizio di ogni possibilità di successo (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag), tanto che non è stato intimato alla controparte. Delle condizioni economiche verosimilmente difficili in cui versa la convenuta si tiene conto, in ogni modo, contenendo per quanto possibile la tassa di giustizia. Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato all'istante, cui non ha cagionato spese presumibili.
8.
Per quanto riguarda i rimedi giuridici sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera la soglia dei fr. 30
000.– ove si capitalizzi la riduzione del 20% (litigiosa in appello) sui contributi alimentari dovuti dall'istante in virtù della sentenza originaria (del 4 ottobre 2004), fermo restando che i contributi in favore delle figlie si estingueranno alla maggiore età, mentre in difetto di scadenze prevedibili quello per la moglie va – nel dubbio – calcolato a vita.