Decision ID: 9173d342-cc4b-57a6-a255-ab038aa21bba
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto,
in fatto:
A. _ _ è proprietario dei mapp. _ e _ di _. Il mapp. _, edificato ed ubicato in località _, si affaccia lungo via _ _. Il mapp. _, pure edificato e posto in località _, è sito all'intersezione tra viale _ _ e via dei _. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di _ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. _ è stato assegnato alla zona residenziale semi-intensiva (zona C). Inoltre l'area immediatamente adiacente a via _ _ è stata gravata da un vincolo di arredo ai sensi dell'art. 10 cifra 2 NAPR per una larghezza di circa 6 m. Il mapp. _ è invece stato attribuito alla zona residenziale intensiva (zona B). La superficie di quest'ultimo fondo rivolta verso via dei _ ha pure costituito l'oggetto di una restrizione di arredo giusta l'art. 10 cifra 2 NAPR per una profondità di circa 4 m.
B. Con ricorso 9 novembre 1999 _ _ si è aggravato contro la menzionata deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, sollevando svariate censure. Per quanto interessa ancora a questo stadio della lite, l'insorgente ha contestato, in primo luogo, il piano viario nella misura in cui prevedeva il declassamento di viale _ _ a strada di servizio per il tratto compreso tra l'incrocio con via dei _ e quello con via _ e la chiusura dello sbocco di via _ _ su viale _ _ attraverso la realizzazione di un parco pubblico (parco _, indicato sul piano delle attrezzature pubbliche con il numero _). Egli ha inoltre censurato il vincolo di arredo gravante le sue proprietà e del conseguente obbligo di arretramento che questo comportava. Il ricorrente ha indi chiesto di attribuire il mapp. _ alla zona B ed ha contestato l'imposizione di un'altezza minima delle costruzioni per quest'ultima zona. Da ultimo ha censurato l'art. 5 cifra 11 lett. c NAPR, giusta cui le discoteche sono annoverate tra le aziende moleste.
C. Con risoluzione 16 ottobre 2001 (n. 4836) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione dell'art. 39 cpv. 1 NAPR, inteso a regolamentare l'edificazione lungo gli assi a forte traffico, e degli azzonamenti interessati dagli effetti di tale norma. Tra di essi quelli dei mapp. _ e _. Il ricorso è pertanto stato dichiarato privo di oggetto in merito alla richiesta del ricorrente di assegnare anche il mapp. _ alla zona B. La domanda di togliere l'imposizione di un'altezza minima per le costruzioni in quest'ultima zona è invece stata respinta. Le censure mosse contro il piano viario, il vincolo d'arredo e la classificazione delle discoteche tra le aziende moleste sono parimenti state rigettate (cfr. risoluzione impugnata, pag. 132 segg.).
D. Con impugnativa 19 novembre 2001 _ _ insorge innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, ribadendo le domande e gli argomenti già sottoposti
al giudizio dell'autorità inferiore. Censura altresì la limitazione del numero dei posteggi che possono rispettivamente devono essere eseguiti nella zona B in relazione alle funzioni non residenziali (art. 53 cifra 3.3.3 NAPR).
E. Il municipio chiede la reiezione del gravame; si rimette tuttavia al giudizio del Tribunale per quanto concerne la contestazione della limitazione del numero dei posteggi per le funzioni non residenziali nella zona B. La divisione della pianificazione territoriale postula invece il rigetto integrale dell'impugnativa.
F. Il 18 settembre 2002 si è tenuta l'udienza. In quest'occasione i rappresentanti del comune hanno versato agli atti alcune fotografie raffiguranti i fondi del ricorrente. Le parti hanno indi confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al sopralluogo in contraddittorio.
considerato,

in diritto:
1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione dell'insorgente certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il gravame è dunque ricevibile.
2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).
Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.
3. 3.1. L'insorgente contesta, in primo luogo, il piano viario nella misura in cui prevede il declassamento di viale _ _ a strada di servizio per il tratto compreso tra l'incrocio con via dei _ e quello con via _ e la chiusura dello sbocco di via _ _ su viale _ _ attraverso la realizzazione di un parco pubblico (parco _, indicato sul piano delle attrezzature pubbliche con il numero _). In corrispondenza di via _ _ l'asse stradale _-_-_ raccoglie il traffico proveniente dalla sponda destra del fiume Ticino, al quale si aggiungerà in futuro ancora quello in provenienza dal semisvincolo autostradale. Il ricorrente afferma l'importanza, quale arteria alternativa di sfogo per quest'ultimo traffico la tratta, parallela all'asse principale, che dipartendosi da via _ raggiunge direttamente la rotonda del Portone, passando attraverso via dei _ e via _. Donde la necessità di mantenere il collegamento tra i due assi di traffico attraverso viale _ _. La domanda del ricorrente non può tuttavia essere ascoltata.
3.2. L'attuale sistema della mobilità nella regione del _ mostra l'esistenza di conflitti e lacune nelle varie componenti della gestione dei collegamenti interni ed esterni al sistema urbano _, come la presenza di alcuni nodi problematici, l'offerta di servizi di trasporto insufficiente, una rete dei percorsi pedonali e ciclabili carente, una scarsa pianificazione della disposizione dei posteggi. Questa situazione pregiudica l'accessibilità di _ ed ha delle conseguenze negative sulla qualità di vita e sull'attrattività economica dell'intero comprensorio, dove si riscontrano una mancanza di fluidità del traffico, ritardi nel traffico pubblico, traffico parassitario dovuto alla ricerca di posteggi o di percorsi alternativi, mancanza di sicurezza per il traffico lento e un elevato livello di inquinamento atmosferico. L'evoluzione dei flussi di traffico, determinato prevalentemente dai fenomeni di suburbanizzazione della residenza sull'insieme del territorio cantonale e di polarizzazione dell'attività in pochi centri, tende peraltro ad acuire i problemi di capacità nei punti critici e gli effetti negativi che ne conseguono (traffico parassitario, pregiudizio dell'efficienza dei mezzi pubblici, conflitti con il traffico lento), conducendo l'intero sistema viario verso seri problemi di funzionalità. Nella prima metà degli anni '90 l'autorità cantonale ha pertanto promosso la realizzazione del piano regionale dei trasporti del _ (PTB), coinvolgendo i comuni interessati, con l'obiettivo di riorientare la politica dei trasporti verso un approccio integrato che persegua un maggior equilibrio tra i diversi modi di trasporto. Il PTB persegue l'ottimizzazione del sistema regionale dei trasporti, ed in particolare il miglioramento delle condizioni di mobilità nella regione e verso l'esterno, il potenziamento del trasporto pubblico, la riduzione delle immissioni foniche ed atmosferiche attraverso un miglioramento della ripartizione modale e la concentrazione del traffico su arterie al di fuori dei quartieri residenziali, la concentrazione del traffico proveniente da sud dalle strade locali sull'autostrada tramite la realizzazione di un semisvincolo centrale agganciato a via _ e connesso ad un posteggio di stazionamento di lunga durata (ampliamento del posteggio presso la scuola _ e _), il miglioramento delle infrastrutture per il traffico ciclabile e pedonale in modo da sfruttare la morfologia favorevole del comprensorio, il promovimento di una politica selettiva dei posteggi, riducendo i posti auto di lunga durata nel centro cittadino, trasferendoli nelle immediate vicinanze delle arterie principali.
Gli aspetti di ordine pianificatorio e urbanistico del PTB sono stati integrati nel piano direttore cantonale attraverso la scheda di coordinamento 12.22, adottata dal Consiglio di Stato il 26 gennaio 1999. Questa obbliga i comuni ad adeguare i piani regolatori alle indicazioni del PTB e ad intraprendere tempestivamente i passi necessari per la realizzazione degli interventi, dallo stesso previsti, che ricadono nelle loro competenze. Per quanto concerne le infrastrutture stradali, la scheda settoriale _._._prevede la realizzazione del menzionato semisvincolo sud con allacciamento all'altezza di via _ _ allo scopo di concentrare in un primo tempo il traffico privato su un numero limitato di arterie, rendendo nel contempo i flussi più omogenei, ridurre in seguito sostanzialmente il traffico lungo gli assi principali e nelle aree sensibili della città, ridurre infine il traffico di transito negli insediamenti principali dell'agglomerato attraversati dagli assi di penetrazione della città. La realizzazione del semisvincolo è affiancata dal prolungamento di via dei _ fino a via _ _, allo scopo di riorganizzare l'accesso all'area strategica compresa tra quest'ultima arteria e via _ _ (provvedimento pianificatorio _._._ _di dato acquisito e priorità 2, ovvero misura da adottare a breve termine; inoltre la risposta della divisione della pianificazione territoriale 15 aprile 2002, pag. 3), permettendo nel contempo di assicurare il transito dei trasporti pubblici regionali verso il centro della città attraverso viale _ _ (cfr. risoluzione impugnata, pag. 40 seg.). Il prolungamento è accompagnato dall'adozione delle necessarie misure volte ad evitare il traffico parassitario di attraversamento. Tra i provvedimenti che ricadono direttamente nelle competenze dei comuni nel quadro del prolungamento di via dei _ la scheda _._._menziona espressamente la chiusura al traffico di transito di via _ _ e viale _ _.
La classificazione di viale _ _ quale strada di servizio giusta l'art. 6 cpv. 5 Lstr e la prevista chiusura dello sbocco sulla stessa di via _ _ disposte dal piano viario di _ si inseriscono dunque nel quadro dei provvedimenti pianificatori, coordinati a livello di piano direttore, che devono essere adottati in vista della realizzazione del semisvincolo sud agganciato con via _ _. Queste misure, preparatorie, pongono le basi per preservare, se necessario attraverso l'adozione di ulteriori misure di costruzione (parco pubblico), di moderazione e di polizia, un quartiere (_) che, dopo la creazione del semisvincolo e del prolungamento di via dei _ sino a via _ _, sarebbe particolarmente esposto, per la sua posizione, al traffico parassitario di attraversamento. Il ricorrente non dimostra invece in alcun modo per quali motivi gli avversati provvedimenti, senz'altro provvidi, violino il diritto e possano di conseguenza essere censurati da parte del Tribunale (art. 61 PAmm). Egli si limita a fornire una sua ipotesi di viabilità per il centro cittadino, che tuttavia collide con l'obiettivo ancorato nel PTB di concentrare il traffico privato su un numero limitato di arterie al di fuori dei quartieri residenziali, con lo scopo - tra l'altro - di proteggere questi ultimi dagli effetti nocivi del traffico parassitario dovuto alla ricerca di percorsi alternativi.
3.3. Su questo punto il gravame dev'essere respinto.
4. 4.1. Il ricorrente ribadisce in seguito la contestazione dell'imposizione di un'altezza minima delle costruzioni per la zona B sancita all'art. 44 NAPR. Censura altresì la limitazione del numero dei posteggi che possono rispettivamente devono essere eseguiti in questa zona in relazione alle funzioni non residenziali (art. 53 cifra 3.3.3 NAPR). Ritiene i provvedimenti non giustificati e sproporzionati.
4.2. Com'è già stato spiegato, il Consiglio di Stato ha negato l'approvazione dell'art. 39 cpv. 1 NAPR, inteso a regolamentare l'edificazione lungo gli assi a forte traffico, e degli azzonamenti interessati dagli effetti di tale norma. Tra di essi l'assegnazione del mapp. _ alla zona residenziale intensiva (zona B) e del mapp. _ alla zona residenziale semi-intensiva (zona C). Per tali fondi le autorità comunali dovranno proporre una nuova pianificazione. Il ricorso di _ _ è pertanto stato dichiarato privo di oggetto in merito alla richiesta del ricorrente di assegnare anche il mapp. _ alla zona B. La domanda di togliere l'imposizione di un'altezza minima per le costruzioni in quest'ultima zona è invece stata respinta da parte del Consiglio di Stato. L'insorgente ripropone, in questa sede, quest'ultima contestazione. Ora, tuttavia, nessuno dei suoi fondi è per il momento assegnato alla zona B, poiché questi non risultano assegnati ad alcuna zona di utilizzazione. Difettando di una nuova situazione pianificatoria, manca quindi, per quanto li concerne, l'oggetto del contendere e il ricorso deve essere giudicato irricevibile su questo punto. L'insorgente può invero, ciò malgrado, pretendere l'esame di questa censura in veste di cittadino attivo di _ (art. 35 cpv. 2 lett. a LALPT). La verifica dell'impugnata prescrizione può tuttavia essere effettuata solo a livello generale, senza uno specifico riferimento alle proprietà del ricorrente.
4.3. Ogni restrizione di diritto pubblico è, di regola, compatibile con la garanzia della proprietà, ancorata all'art. 26 Cost. (che riprende sostanzialmente l'art. 22ter vCost.), soltanto se si fonda su di una base legale sufficiente, se è giustificata da un interesse pubblico preponderante e se è conforme al principio della proporzionalità (art. 36 Cost.).
4.4. La zona B è stata destinata, in prevalenza, alla residenza, cui devono essere obbligatoriamente riservati i 4/5, ovvero l'80%, della SUL. Essa non esclude, tuttavia, la presenza, minoritaria (1/5 della SUL complessivamente), di contenuti - non molesti - commerciali, artigianali, amministrativi e di carattere alberghiero. L'indice di sfruttamento è pari a 1. L'art. 44 NAPR, che regolamenta l'edificazione nella zona in oggetto, prescrive un'altezza minima delle costruzioni di m 13.50 e fissa quella massima a m 16.50.