Decision ID: d653a4b4-cc86-5075-9b15-8d327d364ffd
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione 26 aprile 2000 l'Ufficio assicurazione AI (UAI) ha riconosciuto a _, nato il _, provvedimenti sanitari necessari alla cura dell'infermità congenita di cui alla cifra 495 dell'Ordinanza sulle infermità congenite del 9 dicembre 1985 (OIC), per il periodo dal 30 gennaio al 15 febbraio 2000.
Successivamente, in data 4 maggio 2000, _, padre di _, ha presentato istanza all'UAI tendente al rimborso delle spese relative alle visite mediche ed ad ogni ulteriore trattamento necessario alla cura delle affezioni cutanee manifestatesi nelle rispettive date 1. aprile e 26 aprile 2000.
1.2. Con proposta di decisione 21 settembre 2000 l'UAI ha respinto la richiesta di assunzione dei costi per i seguenti motivi:
"
(...)
Giusta l'art. 13 della legge federale per l'assicurazione invalidità (LAI), gli assicurati di età inferiore ai 20 anni hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari al trattamento delle infermità congenite riconosciute.
Queste affezioni sono menzionate in modo esaustivo nella lista figurante nell'ordinanza e concernente le infermità congenite che dà diritto ai provvedimenti sanitari.
Il dossier medico non permette di determinare un'infermità congenita riconosciuta dall'assicurazione invalidità, e le condizioni per il diritto secondo l'art. 12 LAI non sono adempiute.
Infatti le macchie cutanee sono scomparse spontaneamente dopo pochi giorni, pertanto una diagnosi precisa no è stata posta.
Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta. (...)" (Doc. AI _)
1.3. Per decisione 12 ottobre 2000 l'UAI ha confermato integralmente la proposta di decisione 21 settembre 2000.
1.4. Con tempestivo ricorso 10 novembre 2000 il padre dell'assicurato ha impugnato la decisione amministrativa postulandone l'annullamento e chiedendo che il caso venga sospeso sino a quando verrà posta una diagnosi precisa dell'affezione di cui _ è portatore.
Queste le motivazioni del gravame:
"
(...)
In data _ 2000 è nato mio figlio _. In data 29 gennaio 2000 venivano riscontrati diversi ematomi su tutto il palmo della mano sinistra e destra fino ai polsi, con conseguente aumento degli ematomi il giorno seguente, con accentuato gonfiore presso le mani e caviglia. Immediatamente veniva ordinato il ricovero d'urgenza presso il reparto cure intense del Kinderspital _. Il capo‐clinica Dr. Med. _ prescriveva l'immediata somministrazione di cura antibiotica per via endovenosa per la durata di 15 giorni. Gli esami di laboratorio c/o il Kantonsspital di _ diagnostificavano "Darm‐ und Hautbakterien". In data 15 febbraio 2000 il piccolo _ veniva dimesso dal _. Per più ampie informazioni potranno essere richiesti tutti i documenti depositati verosimilmente c/o il _.
In data 1° aprile e 27 aprile 2000 venivano riscontrate eruzioni cutanee tipo ematoma sulla guancia destra, sulla pianta e sopra il piede destro nonché sulla caviglia sinistra, parte interna. In tali circostanze venivano esperite visite pediatriche dal primario Dr. Med. _ c/o l'Ospedale _.
In data 7 novembre 2000 venivano riscontrate macchie (tipo ematoma) sulla gamba sinistra e destra, sulle braccia, sul viso, come pure sull'orecchio sinistro. _ veniva visitato ambulatoriamente dal Dr. Med. _ c/o _.
In data 8 novembre 2000 subentrava un forte peggioramento e accentuamento delle macchie, con conseguente importante gonfiore dell'orecchio sinistro, delle guance e delle mani. La D.ssa _, c/o _, disponeva l'immediata ospedalizzazione stazionaria.
In data 10 novembre 2000 le macchie/ematomi sono ancora presenti; il relativo colore sembra mutare dal rosso al viola.
Prove:
incarto fotografico depositato c/o il ricorrente, documentazione medica e fotografica depositata c/o _, interrogatorio Dr. Med. _, Dr. Med. Ped. _ e D.ssa _, c/o l'Ospedale _).
Motivi:
L'AI ha riconosciuto prestazioni per provvedimenti sanitari per il periodo 30.01.‐15.02.2000. In seguito una chiara diagnosi del prodursi delle macchie non è stata stabilita.
Alla luce delle importanti e preoccupanti macchie/ematomi, di cui è stato vittima mio figlio _ ‐ in particolar modo a partire dal 7 novembre 2000, non essendo finora stata posta una chiara diagnosi, si ritiene opportuno esperire ulteriori e più approfonditi accertamenti sulle vere cause del manifestarsi delle macchie/ematomi in oggetto.
Al momento della redazione della decisione del 12 ottobre 2000, gli ultimi eventi (vedi situazione a partire dal 7 novembre 2000) non si erano ancora manifestati.
Verosimilmente solo in seguito sarà possibile definire e fare chiarezza sulla causa e quindi dare una diagnosi plausibile, a sapere se i provvedimenti sanitari nel frattempo intrapresi risultano essere di competenza dell'assicurazione invalidità." (Doc. _)
1.5. Con risposta di causa 27 febbraio 2001 l'UAI ha proposto di respingere il ricorso, producendo un certificato del dott. _ datato 16 febbraio 2001, e ha osservato quanto segue:
"
il piccolo _ presentava alla nascita un'importante forma infettiva. I medici del Kinderspital di _ hanno quindi attestato la presenza dell'infermità congenita di cui alla cifra 495 OIC.
L'UAI ha rimborsato i costi legati alle cure mediche intraprese.
In data 2 maggio 2000 il padre dell'assicurato rendeva noto allo scrivente Ufficio che il piccolo _ aveva dovuto essere sottoposto a nuovi controlli, in quanto su varie parti del corpo erano comparse delle macchie che ricordavano quelle presentate alla nascita. Veniva di conseguenza chiesta nuovamente la copertura delle spese di cura. Interrogato in proposito il dottor _, primario del reparto di pediatria presso l'Ospedale _, ha escluso che i disturbi accusati dal bambino fossero riconducibili all'infezione neonatale.
La richiesta di prestazioni assicurative è pertanto stata respinta.
Contro la succitata decisione è tempestivamente ricorso il padre dell'assicurato. Questi, sottolineando che il figlio, a causa dei predetti disturbi nuovamente ripresentatisi, ha dovuto essere addirittura ospedalizzato, ha chiesto che la decisione impugnata venga annullata, e che il caso resti in sospeso sino a che queste manifestazioni non possano essere diagnosticate con precisione.
Tale modo di procedere non può essere seguito.
Innanzitutto il dottor _, oltre ad escludere un collegamento dei disturbi con l'infezione neonatale, ha espressamente affermato che gli stessi non sono riconducibili ad alcun'altra infermità congenita: "questa affezione non può venir ricondotta a nessuna delle infermità congenite previste nel catalogo dell'Al e non è sicuramente in relazione diretta con la setticemia neonatale" (missiva 16.2.2000, in annesso).
D'altro lato, come già evidenziato nell'impugnata decisione, una copertura delle spese non entra in linea di conto nemmeno dal punto di vista dell'art. 12 LAI.
Tale norma prevede infatti il diritto a provvedimenti sanitari destinati non alla cura vera e propria del male, bensì direttamente all'integrazione professionale, e atti a migliorare in modo sostanziale e duraturo la capacità al guadagno.
In linea di principio l'Al non prende a carico che gli stati stabili, in quanto la cura della malattia vera e propria spetta in primo luogo all'assicurazione malattie (DTF 104 V 81).
Per quanto attiene agli assicurati minorenni, l'Al può eccezionalmente farsi carico di misure mediche di reintegrazione ai sensi dell'art. 12 LAI anche se lo stato non è ancora stabilizzato, quando però ci si possa attendere con un sufficiente grado di certezza che le misure in causa permettono d'evitare la minaccia ulteriore di gravi conseguenze difficilmente correggibili, e suscettibili di influenzare in maniera rilevante la capacità di guadagno o la formazione professionale (Circolare sulle misure mediche reintegrative, marg. 39 segg.).
Nella fattispecie non è stato accertato che l'affezione del piccolo _ sia di gravità tale da esercitare una qualsivoglia influenza negativa in tal senso. Al contrario, il dottor _ ha specificato che "l'affezione sembra avere un decorso benigno" (idem)." (Doc. _)
1.6. Con osservazioni 18 giugno 2001 il padre di _ ha sostanzialmente ribadito gli argomenti sviluppati nel gravame ed ha prodotto ulteriore documentazione medica.
1.7. Con osservazioni 2 luglio 2001 allo scritto 18 giugno 2001 dell'assicurato, l'UAI ha insistito nel chiedere la reiezione del gravame.
1.8. In data 6 luglio 2001 il TCA ha posto ai medici dell'Universitäts-Kinderspital di _ alcuni quesiti inerenti l'affezione per la quale è stata chiesta la copertura assicurativa da parte dell'AI.
1.9. Nelle date 9 luglio e 23 luglio 2001 il rappresentante dell'assicurato ha presentato ulteriori osservazioni in cui ha sostanzialmente ribadito le argomentazioni e le richieste risorsuali.
1.10. Con rapporto 18 agosto 2001 i medici dell'Universitäts-Kinderspital di _ hanno risposto ai quesiti posti loro dal TCA. Tale rapporto è stato trasmesso alle parti per osservazioni. Con osservazioni 28 agosto 2001 l'UAI si é riconfermato nella loro domanda di giudizio, mentre l'assicurato è rimasto silente.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. Gli assicurati minorenni hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità congenite (art. 13 cpv. 1 LAI).
Il diritto a questi provvedimenti è dato indipendentemente dalla possibilità di integrazione (art. 8 cpv. 2 LAI).
Il Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).
In altre parole non tutte le infermità congenite secondo l'accezione comune del termine lo sono ai sensi della legge e della relativa ordinanza, in quanto il termine legale di "infermità congenita" è più ristretto di quello medico.
Il termine legale pretende infatti, da una parte, una sicura relazione fra la malattia e il parto o gli agenti durante la vita intrauterina o con riferimento a cause ereditarie, mentre, dall'altra, tiene conto sia della gravità dell'infermità, sia delle possibilità di influire con terapie adeguate sulla futura capacità di guadagno.
Ne consegue che l'AI può erogare le prestazioni secondo l'articolo 13 della LAI, solamente se si tratta di infermità congenite figuranti nell'allegato all'OIC, oppure se sono dati i presupposti perché l'infermità sia qualificata di congenita ai sensi dell'art. 1 cpv. 2 ultima frase OIC.
Il presupposto della relazione congenita dell'infermità è dato quando quest'ultima risulta esistere a nascita compiuta. Il momento della diagnosi non è rilevante (art. 1 cpv. 1 OIC).
Non sempre tuttavia è possibile stabilire se un'infermità sia realmente congenita o non sia invece insorta in epoca successiva alla nascita.
Secondo la costante giurisprudenza federale è sufficiente, dal profilo probatorio, che secondo il parere del medico specialista sussista un'infermità figurante nell'OIC (RCC 1963, pag. 354; Valterio, Droit et pratique de l'AI, pag. 121).
Ovviamente l'infermità sarà assunta dall'AI soltanto nella misura in cui adempie le condizioni precisate nell'elenco allegato all'OIC, sempreché evidentemente tali condizioni non appaiano contrarie alla legge (STCA 11 novembre 1991 in re S.R.).
Il TFA ha tuttavia ancora precisato che il termine per la manifestazione, la diagnosi o la cura contenuto in alcune cifre dell'OIC, costituisce soltanto una presunzione per il riconoscimento dell'infermità congenita.
Presunzione che può essere rovesciata quando l'assicurato riesca a dimostrare che in concreto si era trattato della manifestazione tardiva della sindrome congenita (STFA inedita 5 marzo 1990 nella causa B.B., consid. 4a; STFA inedita 16 luglio 1992 in causa S.R., consid. 2).
2.3. L'art. 12 LAI conferisce agli assicurati un diritto ai provvedimenti sanitari destinati non alla cura vera e propria del male, ma direttamente all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità (SVR 1995 IV Nr. 47 p. 132; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung; Serie Rechtsprechung des Bundesgerichts, Zurigo 1997, p. 79).
La norma persegue lo scopo di circoscrivere il campo d'applicazione dell'AI, da quello delle assicurazioni sociali contro le malattie e gli infortuni. Questa distinzione si fonda sul principio secondo cui la cura di una malattia o degli esiti infortunistici appartiene principalmente alla LAMal, senza tener conto della durata dell'affezione (Rapporto della Commissione degli esperti per la revisione dell'AI del 1° luglio 1966, pag. 31; Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, pag. 93; DTF 104 V 81s. consid. 1).
La legge definisce provvedimenti sanitari, che non sono assunti dall'AI, quelli tesi alla "cura vera e propria del male". Fintanto che sussiste uno stato patologico labile, che può essere trattato con provvedimenti sanitari volti alla cura causale o sintomatica dell'affezione di base o delle sue conseguenze, essi sono considerati, dal profilo del diritto delle assicurazioni sociali, come cura vera e propria del male (T. Locher, Bundessozialversiche- rungsrecht, Basilea Francoforte 1994, p. 189). La giurisprudenza ha sempre parificato lo stato patologico labile a un danno alla salute, avente carattere di malattia, non ancora stabilizzato (Greber, Droit suisse de la sécurité sociale, pag. 217).
Pertanto tutti i provvedimenti che tendono alla cura, rispettivamente alla guarigione di malattie evolutive non rientrano nella sfera di competenza dell'AI (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90 consid. 1a).
Di regola l'AI assume unicamente provvedimenti tendenti direttamente all'eliminazione o correzione di un difetto stabile oppure di un deficit funzionale, nella misura in cui, dalla prognosi, si possa presumere un notevole successo reintegrativo. Quest'ultimo, preso a sé, non costituisce un criterio determinante nel quadro dell'art. 12 LAI, poiché, praticamente, ogni provvedimento sanitario che abbia esito positivo influenza favorevolmente la capacità lucrativa (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90; DTF 112 V 349; DTF 105 V 19; DTF 100 V 101 consid. 1a, 98 V 208 consid. 2).
Se quindi un provvedimento serve a curare una malattia, non può essere assunto dall’AI neppure se migliora la capacità di guadagno (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90).
Se vi è, inoltre, possibilità di miglioramento duraturo e sostanziale della capacità al guadagno va esaminato da un punto di vista del caso concreto (DTF 115 V 199 consid. 5a; Maurer, op. cit., p. 152). Sostanziale è l’effetto del provvedimento se, in un determinato lasso di tempo, raggiunge un grado rilevante (DTF 115 V 199 consid. 5a; DTF 98 V 211).
Entro un certo lasso di tempo il risultato ottenuto, da un punto di vista della capacità di guadagno, deve raggiungere una certa importanza minima (DTF 115 V 199 consid. 5a).
La rilevanza dipende anche dalla gravità dell’affezione e dal tipo di attività esercitata o che potrà esserlo dopo l’avvenuta integrazione (DTF 115 V 199 consid. 5a)
Miglioramenti esigui non vengono invece presi in considerazione (DTF 115 V 199 consid. 5a; Locher, op. cit. P.190).
Di conseguenza l’AI non si assume provvedimenti sanitari se la capacità lavorativa viene migliorata solo in misura minima. In questo ambito la legge non prevede infatti dei provvedimenti che perseguono lo scopo di mantenere un piccolo e insicuro residuo di capacità lavorativa (DTF 115 V 200 consid. 5c; DTF 101 V 52 consid. 3c). Ciò è spesso il caso per coloro i quali percepiscono una rendita intera con un grado di invalidità di almeno 2/3.
2.4. Inoltre, l'art. 5 cpv. 2 LAI prevede che le persone d'età inferiore a 20 anni, menomate nella salute fisica o psichica, che non esercitano un'attività lucrativa, sono considerate invalide se il danno alla salute cagionerà probabilmente un'incapacità di guadagno.
Secondo la giurisprudenza, in questa ipotesi i provvedimenti sanitari possono essere particolarmente utili per favorire l'integrazione professionale e quindi essere assunti dall'AI, malgrado l'affezione abbia ancora carattere labile. Ciò è in particolare il caso se, senza questi provvedimenti la cura risulterebbe difettosa o subentrerebbe uno stato stabilizzato, in seguito al quale la capacità lavorativa o la formazione professionale risulterebbero danneggiate (Meyer-Blaser, op. cit. p. 84 e giurisprudenza citata). Vengono quindi ad esempio posti a carico dell'AI i trattamenti psichiatrici relativi ad una malattia psichica che evolverà con grande verosimiglianza in uno stato patologico stabile difficilmente correggibile, che danneggerà in maniera rilevante la formazione e la capacità lavorativa dell'assicurato (DTF 105 V 19; 100 V 41).
2.5. Dalle tavole processuali emerge che, a seguito della richiesta di prestazioni presentata in data 4 maggio 2000, con rapporto 25 agosto 2000 il dott. _, pediatra presso l'Ospedale _, ha attestato:
"
4.1 A quanto pare il bambino è stato annunciato dal papà all'AI. Sua madre era pure, a quanto mi consta, annunciata all'AI (non so sotto quale cifra) per un'affezione recidivante dall'infanzia di difficile interpretazione e che era stata interpretata da vari specialisti di allora come sindrome di Schönlein‐Henoch (diagnosi a mio modesto parere perlomeno dubbia). _ ha presentato ad alcune riprese delle macchie cutanee scomparse spontaneamente dopo pochi giorni, che ricordano vagamente l'affezione della mamma. In famiglia ci sarebbero altre persone con manifestazioni simili. Al momento a mio parere è impossibile porre una diagnosi precisa che spieghi questo quadro. D'altra parte il bambino si sta sviluppando bene senza nessun problema di rilievo.
Al momento non saprei veramente sotto che cifra potrei annunciare il bambino all'AI.
Sono naturalmente a disposizione per ulteriori informazioni se necessarie." (Doc. AI _)
Con successivo certificato 16 febbraio 2001 prodotto nelle more della presente procedura, lo stesso sanitario ha rilevato:
"
il bambino è stato annunciato all'Al per una infezione neonatale congenita (Kinderspital di _), affezione da cui è sicuramente definitivamente guarito. Attualmente, presenta delle manifestazioni vascolitiche recidivanti, probabilmente in relazione con infetti virali intercorrenti, di difficile interpretazione eziologica. L'affezione sembra avere un decorso benigno. La madre soffre dall'infanzia di disturbi analoghi.
Anche se una diagnosi precisa al momento è difficile da porre, questa affezione non può venir ricondotta a nessuna delle infermità congenite prevista nel catalogo dell'AI e non è sicuramente in relazione diretta con la setticemia neonatale." (Doc. _)
In risposta ai quesiti posti dal TCA pendente lite, i medici dell'Universitäts-Kinderspital di _, dove il piccolo _ era stato ricoverato a seguito dell'infezione congenita (cifra 495 OIC), con rapporto 18 agosto 2001 hanno osservato:
"
(...)
·
_ era stato ricoverato presso il servizio di cure intense di neonatologia del Kinderspital di _ a seguito di una infezione congenita.
La definizione di infezione congenita è: infezione batterica che si manifesta nelle prime 72 ore dopo la nascita. In questo caso si trattava di una setticemia ad E. Coli. L'infezione venne trattata adeguatamente con antibiotici di conseguenza definitivamente guarita.
Per quanto concerne l'affezione cutanea che il paziente presenta non può venir effettuato nessun correlato con la precedente infezione batterica poiché guarita.
·
L'infezione ad E. Coli essendo stata , come prima definito, un'infezione congenita fa parte delle infermità previste dal catalogo Al.
·
Per quanto concerne l'affezione cutanea presentata dal paziente , non é ancora chiaramente definito di che tipo di patologia possa trattarsi. Durante la degenza in neonatologia era a questo riguardo stato interpellato il Prof. Dr. med. _ (dermatologia) che pure non aveva saputo meglio definire la patologia cutanea.
Di conseguenza non sapendo chiaramente a che tipo di patologia siamo confrontati non é possibile dichiarare se si tratti di un infermità Al o di infermità di competenza della cassa malati.
Restiamo a sua completa disposizione qualora necessitasse ulteriori chiarimenti a riguardo di quanto sopra esposto."
(Doc. _)
2.6.
In casu
dagli atti medici acquisiti all'incarto AI come pure dagli ulteriori accertamenti medici esperititi pendente causa emerge che il piccolo _, al momento della nascita, presentava un'infermità congenita enumerata alla cifra 495 OIC, la quale a seguito dei trattamenti, riconosciuti dall'AI, è definitivamente guarita.
Per quanto riguarda l'ulteriore affezione cutanea manifestatasi successivamente e per la quale è qui chiesta la copertura assicurativa da parte dell'AI, la stessa è stata giudicata non essere in relazione con la precedente affezione.
Inoltre sia il dott. _, con rapporti 25 agosto 2000 e 16 febbraio 2001, che i medici di _, con raporto 18 agosto 2001 hanno confermato che allo stadio attuale, non potendo essere chiaramente definito il tipo di patologia, non è possibile stabilire se l'affezione cutanea di cui soffre il piccolo _ costituisce un'infermità congenita ai sensi dell'art. 13 LAI (cfr. consid. 2.4).
Sulla base degli atti medici all'inserto è pertanto dato di ritenere siccome dimostrato con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 22 agosto 2000 in re K.B., C 116/00, consid. 2b, pag. 5; STFA del 23 dicembre 1999 in re A.F., C 341/98, consid. 3, pag. 6; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63) che al momento dell'emanazione dell'atto impugnato (novembre 2000) le condizioni per il riconoscimento di un'infermità congenita non era adempiute.
Giova al riguardo ricordare che secondo costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata (fra le tante: STFA del 6 dicembre 1991 in re R.C., pag. 5, non pubblicata; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF 112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179 consid. 1; DTF 107 V 5 consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (STFA 17 febbraio 1994 in re F.P., non pubblicata, STFA 5 gennaio 1993 in re W. Schw., non pubblicata; STFA 1° marzo 1993 in re V.F., non pubblicata).
Nel caso in esame, come visto, gli atti medici all'inserto hanno permesso di stabilire che nel novembre 2000 - e anche successivamente a tale momento (cfr. certificato dott. _ 16 febbraio 2001) - la patologia di cui il piccolo _ è portatore non è riconducibile ad alcuna affezione congenita figurante nell'allegato OIC, né appaiono d'altronde dati i presupposti perché l'infermità in rassegna possa essere qualificata come congenita ai sensi dell'art. 1 cpv. 2 ultima frase OIC (cfr. consid. 2.2).
2.7. Parimenti non adempiute appaiono inoltre le premesse giustificanti il riconoscimento di provvedimenti sanitari giusta l'art. 12 LAI, sulla base della certificazione medica agli atti essendo infatti da ritenere che la patologia di cui l'assicurato è portatore non sia tale da pregiudicare la sua futura capacità al guadagno o la sua formazione professionale. Come attestato dal dott. _, infatti, "
il bambino si sta sviluppando bene senza nessun problema di rilievo
" e "
l'affezione sembra aver un decorso benigno
" (cfr. consid. 2.3).
Qualora, a dipendenza dell'evoluzione della patologia, fosse in futuro possibile stabilire l'esistenza di un'infermità congenita ai sensi dell'art. 13 LAI, l'assicurato avrà evidentemente la facoltà di presentare all'ufficio AI una nuova richiesta di provvedimenti sanitari.
Stante quanto sopra, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.