Decision ID: e0f4b999-e452-522c-9b72-95b66b0447e4
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. I resistenti CO 1 sono comproprietari di un vasto terreno (part. 139 di 31'581 mq), situato a _ in località _. L'edificabilità del fondo è retta da un piano particolareggiato (PP), approvato dal Consiglio di Stato nel 1992 e modificato nel 2002, secondo la procedura retta dall'art. 41 LALPT. Una di queste modifiche comportava il trasferimento alla part. 139 della superficie edificabile della part. 143 di 810 mq, allora appartenente allo stesso proprietario, dalla quale era separata da un passo pedonale.
B. Il 18 luglio 2007 il ricorrente RI 1 si è aggiudicato all'asta la part. 143 nell'ambito del fallimento del precedente proprietario dei due fondi summenzionati.
C. Il 1° luglio 2005 i resistenti hanno chiesto al municipio il permesso di costruire sulla part. 139 uno stabile di 32 appartamenti.
Alla domanda si è opposto RI 1, chiedendo che prima del rilascio della licenza il municipio imponesse ai proprietari del fondo dedotto in edificazione di acquistare la part. 143 oppure modificasse il PP in modo da ripristinarne l'edificabilità, sottraendo alla part. 139 le quantità edificatorie che erano state trasferite ad essa.
Raccolto il preavviso del Dipartimento del territorio, il 15 gennaio 2007 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione del vicino.
D. Con giudizio 4 settembre 2007 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo, per motivi che non occorre qui riassumere, l'impugnativa contro di esso inoltrata dal vicino qui ricorrente.
E. Contro questo giudizio il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza.
L'insorgente sostiene in pratica di non aver saputo, al momento dell'acquisto, che la part. 143 era inedificabile perché la superficie edificabile era stata trasferita alla part. 139. La sua buona fede andrebbe protetta.
F. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato che non formula osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono il municipio ed i beneficiari della licenza, contestando le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei seguenti considerandi.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. In quanto proprietario di un fondo situato nelle immediate vicinanze di quello dedotto in edificazione, l'insorgente è legittimato ad impugnare il giudizio che conferma la licenza edilizia alla quale si è opposto. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). I fatti sono chiari ed incontestati. Nemmeno l'insorgente postula l'assunzione di particolari prove.
2. 2.1. La licenza edilizia è per definizione un atto amministrativo mediante il quale l'autorità accerta che al momento della decisione nessun impedimento di diritto pubblico si oppone all'esecuzione dei lavori previsti (art. 1 cpv. 1 RLE; Adelio Scolari, Commentario, II
a
ed., ad art. 1 LE n. 627).
2.2. Nel caso concreto, il progetto è perfettamente conforme alle norme di attuazione del PP della zona _. La SUL (mq 5'004) rientra abbondantemente nei limiti (mq 24'810) ammessi dall'art. 4 delle norme di attuazione del PP. Nemmeno l'insorgente sostiene il contrario. Il trasferimento di quantità edificatorie dal suo fondo (810 mq) alla part. 139 è del tutto irrilevante dal profilo della legittimità della licenza. Non occorre dunque esaminare se sia scaturito da una procedura pianificatoria viziata.
3. Il ricorso, palesemente infondato per non dire temerario, va dunque senz'altro respinto.
La tassa di giustizia, commisurata per difetto, tenendo conto soltanto del dispendio occasionato dall'impugnativa e non del valore della costruzione avversata (15 mio), è posta a carico dell'insorgente secondo soccombenza.