Decision ID: 26347dc0-3976-58fe-b127-d797a8077d40
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 9 dicembre 2012 RE 1 ha concluso con la CO 1 un abbonamento “_” per un allacciamento a internet e alla rete fissa al prezzo di fr. 59.– al mese e per una durata minima di 36 mesi. Il 24 aprile 2016, l’abbonato ha contestato le fatture per il 2016 ricevute dalla società, facendo valere che il contratto è stato disdetto automaticamente alla prima scadenza contrattuale, ossia al 31 dicembre 2015, in seguito al suo trasloco nel giugno del 2014 a _, zona non coperta dai servizi della CO 1. Quest’ultima gli ha risposto il 25 aprile 2016 che in assenza di formale disdetta il contratto si era prolungato automaticamente di anno in anno e poteva essere disdetto solo mediante lettera raccomandata con un preavviso di tre mesi. La CO 1 ha poi rescisso d’ufficio l’abbonamento telefonico il 29 aprile 2016 con effetto immediato “a causa dei mancati versamenti dei canoni, malgrado i richiami e solleciti di pagamento”.
B. Con lettera 3 maggio 2016 la CO 1 ha comunicato ad RE 1 di aver ricevuto da parte sua fr. 59.– e gli ha chiesto di versarle il saldo di fr. 572.– entro dieci giorni.
C. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 17 giugno 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Bellinzona, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 572.– oltre agli interessi del 8% dal 3 maggio 2016, indicando quale titolo di credito il “Contratto _ _ del 09.12.2012, spese amministrative e spese esecutive”.
D. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 26 ottobre 2016 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Bellinzona. L’invito a presentare le proprie osservazioni scritte entro 15 giorni, inviato con raccomandata del 10 novembre 2016, non è stato ritirato dal convenuto e gli è stato rispedito con invio semplice prioritario il 5 dicembre 2016. Con scritto dell’11 dicembre 2016 RE 1 ha chiesto una proroga per poter presentare le proprie osservazioni scritte entro “i primi di gennaio 2017”.
E. Accertata la mancata presentazione di osservazioni all’istanza, con decisione 12 gennaio 2017 la “Vice” Giudice di pace (recte: Giudice di pace supplente, v. art. 28 LOG) ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 150.–. Non sono state assegnate indennità.
F. Nelle proprie osservazioni recanti la data del 9 gennaio 2017, ma spedite solo il 17 gennaio 2017 e pervenute alla Giudicatura di pace il giorno successivo, il convenuto ha chiesto di respingere l’istanza. Con lettera 19 gennaio 2017 la Giudice di pace supplente ha spiegato all’escusso di non poter accettare tali osservazioni, siccome le erano pervenute tardivamente.
G. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 27 gennaio 2017 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza, così come una valutazione sulla validità del contratto e sulla proporzionalità del risarcimento preteso dall’istante. Il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 28 gennaio 2017 contro la sentenza notificata ad RE 1 il 19 gennaio, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3 Nel caso in esame occorre esaminare prima di tutto se le allegazioni di fatto contenute nel reclamo sono nuove e pertanto inammissibili, tenuto conto dell’apparente tardività delle osservazioni all’istanza spedite con invio semplice prioritario solo il 17 gennaio 2017 (act. B2 e 4).
a) Il 10 novembre 2016 la Giudice di pace supplente ha assegnato al convenuto un termine di 15 giorni per presentare le proprie osservazioni scritte all’istanza. Non avendo egli ritirato la relativa raccomandata, la prima giudice gli ha rispedito l’invito a presentare osservazioni con invio semplice prioritario del 5 dicembre 2016. L’11 dicembre, l’escusso ha chiesto alla Giudice di pace supplente di concedergli una proroga, proponendole di mandare le proprie considerazioni entro “i primi di gennaio 2017”. Rilevato come il convenuto non avesse presentato osservazioni malgrado quanto scritto l’11 dicembre 2016, il magistrato ha statuito direttamente sul merito della causa con decisione del 12 gennaio 2017, accogliendo l’istanza senza tenere conto delle osservazioni all’istanza, che benché recante la data del 9 gennaio 2017 sono pervenute alla Giudicatura di pace al più presto il 18 gennaio 2017 (doc. B2 con busta d’intimazione e scritto 19 gennaio 2017 della Giudice di pace supplente all’escusso, act. 4).