Decision ID: 8c610e14-4709-550a-a8af-e1921c01fdc4
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 25 maggio 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 84.– oltre agli interessi del 12% dal 25 novembre 2015 e di fr. 80.–, indicando quali titoli di credito rispettivamente la
“fattura _ del 09.11.15 per Rep. Congelatore ad armadio _”
e le
“spese di gestione dell’incarto”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 23 giugno 2016 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Balerna. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 25 luglio 2016, cui l’istante ha replicato con uno scritto dell’11 agosto 2016, irritualmente notificato alla controparte solo con la sentenza.
C.
Statuendo con decisione del 22 agosto 2016, il Giudice di pace ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 84.– oltre agli interessi del 12% dal 25 novembre 2015, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 50.– e un’indennità di fr. 15.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un “ricorso” (
recte:
reclamo) del 2 settembre 2016
per ottenerne l’annullamento e
“il rinvio a nuovo giudizio”
. Statuendo sulla domanda 12 settembre 2016 della reclamante, il presidente della Camera l’ha esenta dal versare l’anticipo di fr. 60.– richiestole in garanzia delle spese processuali presumibili. Nelle sue osservazioni del 14 ottobre 2016, la CO 1
ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 2 settembre 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 23 agosto, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3.
Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che il preventivo firmato dall’escussa il 2 settembre 2015 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione giusta l’art. 82 LEF mentre ha respinto l’istanza per quanto concerne le spese di gestione dell’incarto di fr. 80.–
“in quanto non documentate”
.
4.
Nel reclamo RE 1 sostiene che
"la fattura e la cifra messa in esecuzione sono state emesse in un secondo tempo senza alcun comune accordo reciproco documentato"
, sicché nega l’esistenza di un valido riconoscimento di debito. La reclamante contesta inoltre il tasso d’interesse del 12% ammesso dal primo giudice quando l’art. 104 cpv. 1 CO lo fissa in 5%.
Nelle sue osservazioni al reclamo, l’istante si limita a ricordare i dettagli del suo intervento e il fatto che l’escussa ha riconosciuto il lavoro eseguito a suo favore firmando il preventivo il 2 settembre 2015.
5.
Ora, sta di fatto che la reclamante non contesta di avere firmato di proprio pugno il rapporto n. _ allestito il 2 settembre 2015 dall’istante (doc. B accluso all’istanza), riconoscendo così esplicitamente l’importo di fr. 166.50 (pari a fr. 84.– forfettari più fr. 82.50 per una mezz’ora di lavoro) preventivato per la riparazione del sistema di sbrinamento automatico del suo frigorifero. Ciò rappresenta secondo l’art. 82 cpv. 1 LEF un valido titolo di rigetto provvisorio per l’importo, ridotto a fr. 84.– con la fattura (doc. C), posto in esecuzione. Al riguardo il reclamo si avvera così infondato.
6.
Il preventivo citato non contiene per contro alcuna pattuizione in merito agli interessi di mora e l’istante non ha prodotto altri documenti sottoscritti dall’escussa da cui si potrebbe dedurre ch’essa ha riconosciuto il tasso del 12% fatto valere dalla procedente. In assenza di accordo delle parti, si applica quindi il tasso legale del 5% stabilito dall’art. 104 cpv. 1 CO, come del resto ammesso dalla CO 1 nell’istanza (alla voce "osservazioni"), seppure nel
petitum
insista a postulare il rigetto per gli interessi di mora del 12%
dal 25 novembre 2015. La sentenza impugnata va quindi riformata su questo punto nel senso richiesto dalla reclamante, la data di decorrenza degli interessi moratori risultando dalla fattura (doc. C).
7.
In entrambe le sedi
le spese processuali, stabilite in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35),
seguono la soccombenza parziale reciproca (art. 106 cpv. 2 CPC). Non si giustifica invece di attribuire indennità d’inconvenienza, le parti non avendo addotto alcuna motivazione al riguardo (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), per tacere del fatto che se fossero dovute tali indennità in ogni modo andrebbero compensate.
8.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 84.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.