Decision ID: dda2ef21-4754-479f-a51e-c3580055f28b
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 2001, sin dalla nascita beneficia di diverse prestazioni AI, tra cui dei provvedimenti sanitari volti alla cura dell’infermità congenite 201 OIC (palatoschisi) – inclusa la psicoterapia ambulatoriale riconosciuta in connessione con la palatoschisi – e 121 OIC (condrodistrofia).
Nel giugno 2019 l’assicurato ha terminato la frequentazione (in internato) della scuola _ l’Istituto _ di _ (p. 271 inc. AI, se non indicato diversamente i documenti citati si riferiscono agli atti dell’Ufficio AI prodotti con la risposta di causa).
Con rapporto 13 novembre 2019 il dr. _ del SMR (Servizio medico regionale), appurato come, nonostante diffida del 29 ottobre 2018, l’assicurato non abbia dato seguito all’obbligo di astenersi dal consumo di sostanze stupefacenti ritenuto esigibile, valutato il rapporto 24 giugno 2019 dall’allora psichiatra curante dr. med. _ (doc. 140), ha concluso che “
le limitazioni funzionali derivanti da patologia neurologica/psichiatrica attualmente evidenziabili sono con verosimiglianza preponderante causate dal consumo di sostanze psicotrope e dalle alterazioni comportamentali conseguenti, l’assicurato rifiuta consapevolmente di curarsi
. Il medico SMR ha pertanto ritenuto che “
in una attività generica, non qualificata, rispettosa dei limiti funzionali, non è possibile oggettivare limitazioni alla capacità lavorativa”
(doc. 149).
Di conseguenza, con decisione 13 gennaio 2020, cresciuta in giudicato, l’Ufficio AI ha negato il diritto alla rendita poiché “
dalla documentazione medica non emergono affezioni invalidanti atte a pregiudicare la capacità lavorativa dell’assicurato, viene pertanto ritenuto totalmente abile”
(doc. 151).
1.2. Nel mese di ottobre 2020 l’assicurato ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni AI (doc. 165).
Accertato che l’assicurato non faceva più uso di sostanze stupefacenti e che quindi non vi erano più impedimenti per svolgere una formazione professionale, con comunicazioni del 2 febbraio 2021 e del 9 marzo 2021 (doc.186 e 190) l’Ufficio AI gli ha riconosciuto la copertura dei costi per un percorso di resistenza e miglioramento delle competenze presso l’Istituto _ di _ dall’8 febbraio al 30 giugno 2021.
Con comunicazione 12 ottobre 2021 l’Ufficio AI ha in seguito riconosciuto all’assicurato il diritto alla rifusione delle spese supplementari per la prima formazione professionale quale assistente d’ufficio presso la Fondazione _ di _ dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2023 (doc. 214), con il relativo diritto all’indennità giornaliera (cfr. comunicazione di pari data in doc. 215). Inoltre l’assicurato è stato posto al beneficio di provvedimenti di natura pedagogica per il periodo 19 novembre 2021 - 30 giugno 2022 (cfr. comunicazione del 24 novembre 2021 in doc. 220).
1.3. A seguito di numerose assenze, in parte non giustificate, presso il datore di lavoro, con diffida emanata il 29 novembre 2021 l’Ufficio AI, richiamate le sanzioni di cui all’art. 24 cpv. 4 LPGA, ha intimato all’assicurato:
"
(...)
·
di ottemperare con diligenza ed impegno al provvedimento professionale, in modo tale da conseguire il massimo profitto;
·
di prendere coscienza del fatto che il provvedimento in corso riconosciuto dall’assicurazione invalidità è attualmente esigibile e compatibile con il suo stato di salute;
·
di non assentarsi e/o a non presentarsi, senza un motivo valido e comprovato da un certificato medico dal luogo del provvedimento (datore di lavoro), da scuola e dalle lezioni di sostegno organizzate;
·
a seguire con costanza e regolarità le terapie di psicoterapia /psichiatria che verranno organizzate dal suo Curatore Signor RA 1” (doc. 238)
Contestualmente l’Ufficio AI gli ha assegnato un termine di 10 giorni per dichiarare se intende sottoporsi al provvedimento professionale ordinato, ritornando, debitamente firmato, l’allegato formulario contenente le summenzionate quattro diffide. L’amministrazione lo ha anche invitato, qualora non volesse sottoporsi al citato provvedimento, a indicarne in modo esaustivo i motivi, avvisandolo infine che in caso di scadenza infruttuosa del termine avrebbe emanato un progetto di decisioni con le sanzioni previste dall’art. 21 LPGA.
In data 15 dicembre 2021 l’assicurato ha firmato il formulario (doc. 238).
1.4. Costatate ulteriori assenze ingiustificate e visto che l’assicurato non si è presentato sul posto di lavoro (cfr. email 31 gennaio 2022 in doc. 249), con scritto del 3 febbraio 2022 l’Ufficio AI gli ha comunicato l’interruzione del provvedimento professionale e la sospensione dell’indennità giornaliera con effetto dal 28 gennaio 2022 (doc. 254).
Preso atto dello scioglimento del contratto di tirocinio con effetto al 17 gennaio 2022 (cfr. doc. 261), con decisione del 7 giugno 2022, preavvisata il 20 aprile 2022 (doc. 259), l’Ufficio AI ha negato l’assunzione di prestazioni AI a causa della violazione dell’obbligo di collaborare, non avendo l’assicurato dato seguito a quanto indicato nella diffida del 29 novembre 2021 da lui sottoscritta per accettazione. L’amministrazione ha precisato che ulteriori provvedimenti di ordine professionale non verranno erogati e che il diritto alla rendita è da ritenere escluso essendo l’assicurato pienamente abile al lavoro (doc. 264).
1.5. Contro la succitata decisione l’assicurato, per il tramite del suo curatore, è tempestivamente insorto, motivando come segue:
"
Il signor RI 1 a causa del disagio psicofisico importante di cui è affetto sino dall’età infantile, dalla menomazione fisica congenita, non è stato in grado di concludere il progetto di formazione assoggettato dall’ufficio invalidità ed hanno quindi deciso il 29.01.2022 di sospendere il progetto a causa della scarsa collaborazione e di ritenerlo
pienamente abile al 100%.
Non condivido questa decisione né tantomeno il medico curante psichiatra Dottore _.
Si interpone formale ricorso”.
1.6. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso, rilevando come l’assicurato non abbia portato alcuna prova volta ad inficiare la valutazione medica del SMR che a suo tempo aveva ritenuto
“il provvedimento idoneo e esigibile con una piena abilità lavorativa”.
considerato

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (cfr. pro multis STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).
nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione a sapere se l’Ufficio AI ha correttamente o meno deciso d’interrompere il provvedimento di prima formazione professionale (nel senso di non riconoscere più le spese supplementari relative alla sua formazione quale assistente d’ufficio presso la Fondazione _ di _; cfr. consid. 1.2.), non avendo l’assicurato ottemperato agli obblighi di cui alla diffida del 29 novembre 2021, negando nel contempo l’adozione di ulteriori provvedimenti professionali ed il diritto alla rendita ritenendolo pienamente abile al lavoro.
2.3. Secondo l’art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o minacciati da un’invalidità (art. 8 LPGA) hanno diritto ai provvedimenti d’integrazione per quanto (lett. a) essi siano necessari e idonei per ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità al guadagno o la loro capacità di svolgere le mansioni consuete e (lett. b) le condizioni per il diritto ai diversi provvedimenti siano adempiute.
L’art. 16 cpv. 1 LAI prevede che g
li assicurati, che non hanno ancora esercitato alcuna attività lucrativa e che a cagione della loro invalidità incontrano notevoli spese suppletive per la prima formazione professionale, hanno diritto alla rifusione di siffatte spese, se tale formazione confà alle loro attitudini.
Per l’art. 5 cpv. 1 OAI
è considerata prima formazione professionale la formazione professionale di base secondo la legge del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale, come anche l’istruzione conseguita nelle scuole medie, professionali o nelle università, dopo che l’assicurato abbia frequentato le scuole pubbliche o speciali, e la preparazione professionale a un lavoro ausiliario od a un’attività in laboratorio protetto.
Per formazione professionale iniziale si intende lo sviluppo sistematico di un individuo, avente lo scopo preciso di renderlo idoneo a esercitare una professione, in altre parole, a insegnargli delle nozioni e dargli una capacità specificatamente professionale. Un tale insegnamento non include l’acquisizione di nozioni scolastiche fondamentali necessarie per intraprendere con possibilità di successo un apprendistato professionale o una formazione elementare (RCC 1982 p. 471).
2.4. L’art. 7 LAI regola gli obblighi dell’assicurato.
Secondo il cpv. 1 l’assicurato deve fare tutto quanto si può ragionevolmente esigere da lui per ridurre la durata e l’entità dell’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) e per evitare l’insorgere di un’invalidità (art. 8 LPGA).
Il cpv. 2 stabilisce che l’assicurato deve partecipare attivamente all’esecuzione di tutti i provvedimenti ragionevolmente esigibili che possono contribuire sia a mantenerlo nel suo attuale posto di lavoro, sia a favorire la sua integrazione nella vita professionale o in un’attività paragonabile (mansioni consuete). Si tratta in particolare di: a. provvedimenti di intervento tempestivo (art. 7
d
); b. provvedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione professionale (art. 14
a
); c. provvedimenti professionali (art. 15–18 e 18
b
); d. cure mediche conformemente all’articolo 25 LAMal; e. provvedimenti di reintegrazione per i beneficiari di una rendita secondo l’articolo 8
a
capoverso 2.
Secondo l’art. 7a LAI, che regola i provvedimenti ragionevolmente esigibili, è considerato ragionevolmente esigibile ogni provvedimento che serve all’integrazione dell’assicurato; fanno eccezione i provvedimenti che non sono adatti allo stato di salute dell’assicurato.
L’art. 7b LAI regola le sanzioni.
Secondo il cpv. 1 le prestazioni possono essere ridotte o rifiutate conformemente all’articolo 21 capoverso 4 LPGA se l’assicurato non ha adempiuto gli obblighi di cui all’articolo 7 della presente legge o all’articolo 43 capoverso 2 LPGA.
Il cpv. 2 stabilisce che in deroga all’articolo 21 capoverso 4 LPGA, le prestazioni possono essere ridotte o rifiutate senza diffida e termine di riflessione se l’assicurato: a. non si è annunciato immediatamente all’AI nonostante un’ingiunzione dell’ufficio AI conformemente all’articolo 3c capoverso 6 e ciò si ripercuote negativamente sulla durata o sull’entità dell’incapacità al lavoro o dell’invalidità; b. non ha adempiuto l’obbligo di notificazione ai sensi dell’articolo 31 capoverso 1 LPGA; c. ha ottenuto o ha tentato di ottenere indebitamente prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità; d. non fornisce all’ufficio AI le informazioni di cui questo abbisogna per adempiere i suoi compiti legali.
Secondo il cpv. 3 la decisione di ridurre o di rifiutare prestazioni deve tener conto di tutte le circostanze del singolo caso, in particolare del grado della colpa dell’assicurato.
Infine, il cpv. 4 stabilisce che in deroga all’articolo 21 capoverso 1 LPGA, gli assegni per grandi invalidi non possono essere né rifiutati né ridotti.
L’art. 21 cpv. 4 LPGA prevede che:
"
Le prestazioni possono essere temporaneamente o definitivamente ridotte o rifiutate se l’assicurato, nonostante una sollecitazione scritta che indichi le conseguenze giuridiche e un adeguato termine di riflessione, si sottrae, si oppone oppure, entro i limiti di quanto gli può essere chiesto, non si sottopone spontaneamente a una cura o a un provvedimento d’integrazione professionale ragionevolmente esigibile e che promette un notevole miglioramento della capacità di lavoro o una nuova possibilità di guadagno. Non si possono esigere cure e provvedimenti d’integrazione che rappresentano un pericolo per la vita o per la salute."
Per quanto riguarda il concetto di esigibilità, non definita nella LPGA, Kieser
(Kieser, ATSG –Kommentar, 2020, art. 21 n. 123 – 125, p. 43)
rileva:
"
Im ATSG findet sich keine allgemeine Regelung der Zumutbarkeit, doch ist die allgemeine Geltung des Grundsatzes unbestritten (vgl. dazu ATSG-Kommentar, Vorbemerkungen N 99). Soweit eine Unmöglichkeit vorliegt, die infrage stehende Verhaltensweise zu erfüllen, stellt sich die Frage der Zumutbarkeit gar nicht (vgl. dazu *Landolt, Zumutbarkeitsprinzip, 108 ff.). Dieses Prinzip hat nur Bedeutung, wenn das geforderte Verhalten erfüllt werden kann, diesem jedoch bestimmte Umstände entgegenstehen. Dabei kann es sich um subjektive oder um objektive Elemente handeln. Zu den subjektiven Elementen zählen etwa Alter, Gesundheitszustand, Ausbildung, Wohnsitz oder familiäre Verhältnisse; objektive Umstände sind z.B. die arbeitsmarktlichen Verhältnisse (vgl. *Landolt, Zumutbarkeitsprinzip, 118; aus der Rechtsprechung SVR 2008 IV Nr. 7, I 824/06, E. 3.1.1).
(...).
Es muss ferner Art. 32 lit. f des IAO-Übereinkommens Nr. 128 (vom 29. Juni 1967, SR 0.831.105) einbezogen werden, wonach eine Leistungskürzung bei verweigerter Mitwirkung nur möglich ist, wenn die betreffende Person die Eingliederung «ohne triftigen Grund» (vgl. zu diesem Begriff auch ATSG-Kommentar, Art. 44 N 50 f.) nicht in Anspruch nimmt.”
Quindi, nella
misura in cui è impossibile adempiere al provvedimento richiesto, la questione dell’esigibilità non si pone. Tale principio è rilevante solo se il comportamento richiesto può essere soddisfatto, ma alcune circostanze lo impediscono. Possono essere elementi soggettivi o oggettivi. Gli elementi soggettivi includono, ad esempio, l'età, lo stato di salute, l'istruzione, la residenza o le condizioni familiari; le circostanze oggettive sono, ad esempio, le condizioni del mercato del lavoro. Una riduzione delle prestazioni in caso di rifiuto di collaborare è possibile solo se l'interessato non si avvale dell'integrazione "senza un valido motivo".
L’art. 21 cpv. 4 LPGA si riferisce al trattamento e all'integrazione nella vita lavorativa (cfr. DTF 133 V 512). In questo contesto, nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità si applica il principio generale secondo cui la persona interessata deve compiere tutti gli sforzi ragionevoli per attenuare al meglio le conseguenze di un danno alla salute (STF 8C_5/2017 dell’11 aprile 2017 consid. 5.3.) (Kieser, ATSG –Kommentar, 2020, art. 21 n. 115, p. 437). D
alla persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell'attività lavorativa (DTF 113 V 22 consid. 4a p. 28; cfr. pure VSI 2001 p. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).
2.5. Nel caso in esame, come visto al consid. 1.2, con decisione 12 ottobre 2021, debitamente preavvisata, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto alla rifusione delle spese supplementari per la prima formazione professionale quale assistente d’ufficio presso la Fondazione _ di _ dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2023 (doc. 214), oltre a provvedimenti di natura pedagogica per il periodo 19 novembre 2021 - 30 giugno 2022 (cfr. comunicazione del 24 novembre 2021 in doc. 220).
Tale misura è stata presa a conclusione positiva dello stage che l’assicurato aveva svolto presso la suddetta fondazione, come risulta dal rapporto 4 ottobre 2021 del consulente IP (doc. 211).
Dal punto di vista medico, il provvedimento è stato ritenuto esigibile. Difatti, con annotazioni 2 dicembre 2020 il dr. _ ha evidenziato:
"
Ho preso visione del dossier e della documentazione medica. Dal punto di vista delle diagnosi, l’unica variazione è che l’assicurato non consuma più THC, problematica che aveva causato il fallimento delle precedenti misure SIP. Il caso è stato discusso con _. Dal punto di vista medico appare indicato riattivare misure SIP volta al conseguimento di una prima formazione professionale (doc. 175).”
Dopo alcune assenze e preso atto della volontà dell’assicurato, espressa tramite il suo curatore, di non continuare con il provvedimento ordinato ma d’intraprendere un altro percorso formativo (email 25 gennaio 2022 del curatore all’ispettrice AI in doc. 247) e appurato che dopo la pausa delle 10 l’interessato non si è più presentato sul posto di lavoro nonostante che avesse concordato con l’ispettrice di parlarne (email 31 gennaio 2022 della consulente AI in doc. 249 e 250), una volta sciolto il contratto di tirocinio (doc. 216), con comunicazione 1° febbraio 2022 l’Ufficio AI ha interrotto la misura professionale con effetto dal 28 gennaio 2022 (cfr. comunicazione in doc. 254).
Di conseguenza, con la decisione impugnata l’amministrazione ha negato l’assunzione di prestazioni AI a causa della violazione dell’obbligo collaborare, non avendo l’assicurato dato seguito a quanto indicato nella diffida del 29 novembre 2021 da lui sottoscritta per accettazione. L’amministrazione ha precisato che ulteriori provvedimenti di ordine professionale non verranno erogati e che il diritto alla rendita è da ritenere escluso essendo l’assicurato da ritenere abile al lavoro (doc. 264).
Con il presente ricorso il curatore dell’assicurato sostiene che il suo assistito non è stato in grado di portare a termine il provvedimento professionale ordinato a causa del disagio psicofisico di cui egli è affetto sin dall’età infantile e dalla menomazione fisica congenita, motivo per cui contestata il diniego di prestazioni. In sede di risposta di causa, come pure nella decisione contestata, l’Ufficio AI ha fatto presente che l’assicurato non ha prodotto alcun referto comprovante le sue argomentazioni, motivo per cui non ha apportato alcuna prova atta ad inficiare la valutazione del SMR che aveva ritenuto il provvedimento professionale idoneo ed esigibile con una piena abilità lavorativa.
A tal riguardo
va ricordato che se da una parte
la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‐ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‐ le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
Ora, dagli atti non risulta che dal punto di vista medico il provvedimento formativo sia da ritenere medicalmente inesigibile. Certo, nell’email 25 gennaio 2022 alla consulente AI il curatore aveva fatto presente che
“(...) dall’incontro di ieri svolto con lo psichiatra dr. _ si è evidenziato una fragilità di RI 1 nella continuazione del progetto. Il medico ha ritenuto renderlo inabile al 50% a fronte delle ripetute assenze (...)
, allegando il relativo certificato d’inabilità al 50% dal 13 dicembre 2021 al 15 febbraio 2022 (doc. 247). Altri due certificati sono stati prodotti con il ricorso: il primo datato 9 dicembre 2021 certifica un’inabilità al 100% dal 23 novembre 2021 e dal 2 dicembre al 12 dicembre 2021, mentre il secondo di data 10 febbraio 2022 attesta sempre un’inabilità al 100% dal 29 gennaio 2022 “
fino a data da stabilire
” (doc. A7 e A8).
Questi certificati non sono motivati e quindi non permettono di concludere, come detto, per un’inesigibilità del provvedimento professionale in parola. Né del resto, il curatore ha prodotto un rapporto dello psichiatra curante attestante un danno alla salute psichica, rispettivamente una patologia che non consenta all’assicurato – e per quali precisi motivi – di continuare con la prima formazione professionale quale assistente d’ufficio.
Va inoltre rilevato che a seguito della richiesta da parte del curatore di organizzare un incontro di rete
“per definire un’eventuale prosecuzione del progetto o cambiamento”
avendo il suo assistito mostrato molto interesse per un’attività alternativa all’ufficio, come ad esempio in un progetto presso una fattoria o caseificio d’alpe (cfr. email del 25 gennaio 2022 in doc. 247), e nonostante che in data 31 gennaio 2022 l’incaricata avesse concordato con l’assicurato di attendere che parlasse con la consulente AI “
prima di prendere qualsiasi decisione”
, quest’ultimo
“non è più tornato dalla pausa delle 10 (partito senza congedarsi) “
(cfr. email 31 gennaio 2022 della consulente AI in doc. 249 e 250).
Dopo di che, come detto, la prima formazione scolastica è stata interrotta (doc. 254) ed il contratto di tirocinio sciolto (doc. 261).
In queste circostanze, dunque, con riferimento all’art. 21 cpv. 4 LPGA indicato nella diffida del 29 novembre 2021, nonostante che l’assicurato abbia sottoscritto il relativo formulario di impegno, rettamente l’Ufficio AI ha interrotto il provvedimento per la sua mancata collaborazione.
2.6. L’amministrazione, nella decisione impugnata, ha anche stabilito che
“ulteriori provvedimenti di ordine professionale non vengono erogati”,
escludendo nel contempo il diritto alla rendita “
essendo l’assicurato pienamente abile al lavoro”.
Va innanzitutto ricordato che l’Ufficio AI aveva riconosciuto ai sensi dell’art. 16 LAI (secondo cui, al cpv. 1, “
gli assicurati, che non hanno ancora esercitato alcuna attività lucrativa e che a cagione della loro invalidità incontrano notevoli spese suppletive per la prima formazione professionale, hanno diritto alla rifusione di siffatte spese, se tale formazione confà alle loro attitudini)
il finanziamento delle spese suppletive della prima formazione professionale quale assistente d’ufficio presso la Fondazione _ (cfr. consid. 1.2) causate della sua invalidità. A tal riguardo va ricordato che una persona assicurata è invalida ai sensi dell'articolo 16 LAI se, a causa della natura e della gravità del disturbo, non può seguire, nonostante i suoi sforzi, un normale corso di formazione professionale. Questa condizione è soddisfatta se, a causa della sua disabilità, l’assicurato sostiene costi significativamente più elevati rispetto a una persona non disabile (Valterio, Commentaire – Loi fédérale sur l’assurance-invalidité (LAI), 2018, art. 16 n. 2, pag. 219).
Premesso quanto sopra, la decisione contestata non contiene alcuna spiegazione riguardo al rifiuto di riconoscere ulteriori provvedimenti professionali, anche se si può ipotizzare che l’Ufficio AI consideri l’assicurato pienamente integrabile nel mercato del lavoro come deciso il 13 gennaio 2020 (cfr. consid. 1.1 in fine) e che pertanto non necessiti di ulteriori provvedimenti. Fatto sta che agli atti non vi è alcun rapporto in cui il consulente IP si sia confrontato con la situazione dell’assicurato creatasi con l’interruzione della prima formazione professionale.
Infine, l’Ufficio AI ha escluso il diritto alla rendita, ritenendo l’assicurato pienamente abile, senza specificare in quale genere di attività e senza procedere ad un’eventuale raffronto dei redditi.
Al riguardo, nel rapporto 13 novembre 2019 il SMR aveva fra l’altro evidenziato
“come il risultato della testistica neuropsicologica non confermi un ritardo mentale ma collochi l’assicurato ad un livello di funzionamento limite (ICD-10 R41.83). Tale condizione non limita la CL (capacità lavorativa, n.d.r.) dell’assicurato,
in un’attività generica, non qualificata (...)
”
(doc. 149) (sottolineatura del redattore), mentre nella decisione impugnata, appunto, l’assicurato è ritenuto ”
pienamente abile al lavoro”
senza specificare in quale tipologia di attività.
L’assenza di sufficiente motivazione in punto ai suevocati due aspetti – neppure sanata nell’ambito della presente procedura ricorsuale – configura una violazione del diritto di essere sentito che giustifica l’annullamento del provvedimento impugnato laddove ha per oggetto il diritto ad eventuali ulteriori provvedimenti professionali e all’eventuale erogazione di una rendita d’invalidità.
Il diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. comprende infatti anche l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo – per altro esplicitamente previsto dall’art. 49 cpv. 3 LPGA – ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima (STF U 397/05 del 24 gennaio 2007 consid. 3.2 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2 p. 236; STCA 32.2018.3 del 30 gennaio 2019, consid. 2.1; STCA 35.2019.12 del 5 febbraio 2020, consid. 2.1; STCA 35.2020.53 del 1° marzo 2021, consid. 2.3; cfr., tra le tante, la recentissima STF 8C-668/2021 del 18 febbraio 2022, consid. 2.4).
L’atto decisionale deve quindi menzionare ed esporre le considerazioni e i motivi che ne hanno determinato il convincimento e che hanno dunque indotto a decidere in un senso piuttosto che nell’altro (STF C 143/06 del 3 ottobre 2007 consid. 8.1, STFA I 475/01 del 13 giugno 2003 consid, 2.1, STFA H 192/00 del 10 giugno 2002; DTF 121 III 331 consid. 3b; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, 2000, p. 368s con rinvii), ciò che non corrisponde al caso in esame, nel quale è dunque da ritenere che l’annullamento della decisione viziata non comporti un inutile formalismo o ritardi superflui (sul punto DTF 142 II 218 consid. 2.8.1 p. 226; 133 I 201 consid. 2.2 p. 204s).
2.7. Visto quanto sopra, confermata la legalità dell’interruzione del provvedimento di prima formazione professionale, la decisione va annullata e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, mediante eventuali approfondimenti istruttori, motivi la decisione di non riconoscere ulteriori provvedimenti professionali e di escludere il diritto alla rendita.
Ne consegue che il ricorso dev’essere accolto parzialmente ai sensi dei considerandi.
2.8. Secondo l'art. 69 cpv. 1
bis
LAI in vigore dal 1° gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. la disposizione transitoria dell’art. 83 LPGA in combinazione con gli art. 61 lett. a e f
bis
LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021) la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l’esito della vertenza, le spese di fr. 500 sono poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno.
Per quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può di regola venire assegnata solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (vedasi, per la regola e le eccezion, DTF 129 II 297 consid. 5, 119 Ib 412, 112 V 86 consid. 4, 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4; Leuzinger-Naef, Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im Sozialversicherungsrecht, in SZS 1991 pp. 180 ss) ed è concessa non soltanto se l'assicurato è patrocinato da un avvocato, ma anche quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V 140 consid. 2= RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC 1983 p. 329; cfr. anche STCA 30.2009.32 del 2 aprile 2010).
Con riferimento alla rappresentanza da parte di un curatore, la giurisprudenza federale distingue due situazioni: quella in cui l'assicurato è patrocinato da un "
semplice
" curatore e quella in cui il rappresentante è allo stesso tempo avvocato o comunque giurista. Se rappresentato da un “
semplice
” curatore, non quindi particolarmente qualificato, l’assicurato non ha diritto all’indennità per ripetibili
(sentenze
K 139/06 del 31 gennaio 2008, K 123/06 del 6 dicembre 2007, K 63/06 del 5 settembre 2007,
I 384/06 del 4 luglio 2007, I 459/05 del 24 luglio 2006).
Nel caso in disamina dagli atti non risulta che il curatore dell'insorgente sia giurista o comunque in possesso di una specifica formazione nella materia in causa. Né è per il resto ravvisabile un comportamento temerario da parte dell'amministrazione, il che potrebbe eventualmente legittimare l’assegnazione di ripetibili (in argomento
K 63/06 del 5 settembre 2007 che rimanda per analogia a
DTF 127 V 205
, 110 V 132).
Ne consegue che al ricorrente, ancorché parzialmente vittorio in causa, non vanno assegnate ripetibili (parziali).