Decision ID: bdcff10f-9c99-57b3-a3b0-81c7f0319b56
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con decreto cautelare (“sentenza”) del 30 dicembre 2016, emanato nell'ambito di un'azione di divorzio promossa il 25 settembre 2015 da AO 1 (1969), il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha condannato AP 1, cittadino olandese
(1961), a versare
pendente causa un contributo alimentare per l'attrice di fr. 1500.– mensili dal 1° gennaio 2016 al 30 giugno 2017, sopprimendolo dopo di allora, e un contributo alimentare per la figlia I_ (nata il 10 aprile 2001) di fr. 1785.– mensili dal 1° gennaio 2016 al 30 giugno 2017, rispettivamente di fr. 2088.– mensili da allora in poi (assegni familiari compresi).
Le spese processuali di fr. 1680.–
sono state poste per un sesto a carico di AO 1 e per il resto a carico del marito, con obbligo di rifondere alla moglie fr. 4000.– per ripetibili ridotte. AO 1 è stata ammessa al
beneficio del gratuito patrocinio.
B.
Contro il decreto appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 16 gennaio 2017
nel quale insta perché, conferitogli il gratuito patrocinio, il decreto in questione sia riformato sopprimendo il contributo alimentare in favore della moglie e riducendo quello in favore della figlia a fr. 486.– mensili (assegni familiari non compresi). Il memoriale non è stato comunicato a AO 1 per osservazioni. La richiesta di gratuito patrocinio è stata respinta da questa Camera il 12 giugno 2018 (inc. 11.2017.9).

Considerando
in diritto: 1.
La richiesta di gratuito patrocinio presentata dall'appellante essendo stata respinta, AP 1 è stato invitato il 13 giugno 2018 dal presidente di questa Camera a depositare entro il 2 luglio successivo un anticipo di fr. 500.– in garanzia delle spese processuali presumibili (art. 98 CPC). In quella decisione la Camera aveva precisato che, avesse inteso rinunciare al ricorso, l'appellante avrebbe dovuto ritirare esplicitamente l'impugnazione, poiché il mancato versamento dell'anticipo non sarebbe stato interpretato come desistenza (consid. 7 in fine). Tale decisione è passata in giudicato.
2.
Il 2 luglio 2018 l'appellante ha comunicato a questa Camera di non essere in grado di depositare la somma richiesta e di dinteressarsi pertanto del rimedio giuridico. Nella lettera non figurando alcuna dichiarazione di ritiro, il presidente di questa Camera ha assegnato all'appellante il 4 luglio 2018 un termine suppletorio fino al 20 luglio successivo entro cui prestare il deposito in garanzia di fr. 500.–, con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il termine, l'appello sarebbe stato dichiarato irricevibile (art. 101 cpv. 3 CPC). AP 1 non ha reagito.
3.
La prestazione di un anticipo in garanzia delle spese presumibili costituisce un presupposto processuale (art. 59 cpv. 2 lett. f CPC). Mancando un presupposto processuale, il giudice non entra nel merito dell'azione o dell'istanza (art. 59 cpv. 1 CPC), ciò che vale anche in caso di appello. Di ciò AP 1 è stato espressamente avvisato nella richiesta del 4 luglio 2018 con cui gli era stato fissato un termine suppletorio per il deposito della somma. L'avvertimento essendo caduto nel vuoto, nelle circostanze descritte non rimane che dichiarare l'appello irricevibile.
4.
Le spese dell'odierno giudizio seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non è il caso invece di attribuire ripetibili a AO 1, la quale non è stata chiamata a formulare osservazioni all'appello. Un esemplare dell'attuale decisione va
comunicato inoltre a I_, come prevede l'art. 301
lett. b CPC.