Decision ID: 2530d331-b649-55ff-99a5-b30a182068b9
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Locarno, il 30 dicembre 2014 la RE 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'346.45 più spese.
B. All’udienza di discussione del 28 gennaio 2015 è comparsa la sola convenuta, che si è dichiarata disposta a saldare il debito in quattro rate mensili di fr. 1'000.– l’una e di volersi mettere in contatto con l’istante per ottenere una dilazione di pagamento.
C. Statuendo con decisione 9 febbraio 2015 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento della RE 1 a far tempo dal 10 febbraio 2015 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.–.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 febbraio 2015 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo che la creditrice aveva ritirato la domanda di fallimento. L’indomani il vicepresidente della Camera ha conferito all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito al ritiro dell’istanza.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 19 febbraio 2015 contro la sentenza notificata alla convenuta il 17 febbraio, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
2. In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.