Decision ID: 0829eb09-bb5a-54f5-9ac3-69c338cbbf87
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con istanza dell’8 novembre 2000, _ ha chiesto nei confronti di _ (in seguito _), a concorrenza della somma di fr. 1,3 milioni il sequestro ex art. 271 cpv.1 n. 4 LEF di 3 certificati azionari e 11 warrants della _, 2 certificati azionari e 26 warrants della _, 2 certificati azionari e 7 warrants della _ nonché di 2 certificati azionari e 4 warrants della _, tutti sequestrati presso il Ministero Pubblico del Cantone Ticino nell’ambito dell’incarto n. 4526/1998.
B
. Il sequestro è stato ordinato come richiesto il 13 novembre 2000.
C.
Sia _ che, con atto 23 novembre 2000, _. (in seguito _) hanno interposto opposizione, quest’ultima asseverando essere titolare di un diritto di pegno manuale sui beni sequestrati.
D.
Con sentenza 11 gennaio 2002, la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’opposizione di _, mentre l’opposizione di _ è stata pure accolta con sentenza 16 gennaio 2002.
La prima giudice ha invece respinto l’istanza di _ per la prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 1'000'000.--, ritenendo che l’opponente non avesse fatto alcun accenno in merito al danno ed alla sua entità e che comunque nessun pregiudizio era stato causato a _, visto che il proprio asserito diritto di pegno sussisteva tuttora e che il sequestro era in ogni caso stato annullato.
E.
Con appello 31 gennaio 2002 diretto contro _, _ chiede la conferma del sequestro predisposto contro _ e critica in via subordinata la ripartizione delle spese ed indennità tra le parti, che non tiene conto della soccombenza di _ sulla questione della garanzia.
Ella chiede in particolare la riforma del dispositivo n. 3 della sentenza impugnata, nel senso che le spese di prima sede vengano ripartite metà per parte, compensate le indennità, vista la soccombenza di _ in una misura non inferiore a 6/10 (recte: circa 1/3, ossia fr. 1'000'000.-- / 2'700'000.--).
F.
Nelle sue osservazioni, _ rileva segnatamente come la Pretore abbia tenuto conto della sua soccombenza sul punto della garanzia, visto che l’indennità, in applicazione analogica degli art. 9 e 19 LTG prendendo i saggi medi previsti da queste norme, sarebbe potuta essere fissata in una cifra sui fr. 35'000.--.

Considerando
in diritto: 1.
Questioni procedurali
1.1.
Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.
1.2.
Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario (cfr.
W
alter
Stoffel
,
Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 280 s.;
Pierre-Robert
Gilliéron
,
Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e rif.;
B
ertrand
Reeb
, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466;
Amonn/Gasser
,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51;
Rudolf
Ottomann
, Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p. 253, n. 32).
1.3.
Concesso il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF), rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione esercitato in precedenza (cfr.
Reeb
,
op. cit., p. 478;
Gilliéron
, op. cit., p. 135) – se alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr.
Amonn/Gasser
,
op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr.
H
ans
Reiser
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.
III, n. 38 ad art. 278).
1.4.
La nuova decisione (sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser
, op. cit., n. 44-45 ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore – e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr.
Amonn/ Gasser
,
op. cit., n. 74 ad § 51;
Reeb
,
op. cit., p. 482).
2.
Interesse all’appello
È fatto notorio a questa Camera (“gerichtsnotorisch”) che l’appello interposto dall’appellante _ contro la sentenza diretta contro _ che accoglieva l’opposizione di quest’ultima è stato respinto da questa stessa Camera, di modo che il sequestro in oggetto è quindi decaduto. L’appello in esame si rivela quindi privo di oggetto per carenza di gravamen in merito alla validità del sequestro.
3. Attribuzione delle spese ed indennità in prima sede
La tassa di giustizia e le indennità, la cui entità non è messa in discussione da parte dell’appellante, seguono il grado di soccombenza (cfr. per la tassa di giustizia: art. 49 cpv. 2 OTLEF [implicito; cfr. pure art. 148 CPC per rinvio dell’art. 25 LALEF]; per le indennità: art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Nel caso di specie, l’appellante rileva (punto 16 dell’appello) a giusto titolo che _ è risultata parzialmente soccombente in prima sede (sul punto della garanzia). Infatti, la sua domanda di prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 1'000'000.-- è stata respinta dalla prima giudice, ciò che _ non rimette peraltro in discussione (cfr. osservazioni, p. 9 ad 10), mentre prevale sulla questione principale, il cui valore di causa era pari a fr. 1'700'000.--. Si giustifica pertanto un riparto della tassa di giustizia in ragione di 1/3 a carico di _ e 2/3 a carico di _, che deve rifondere a _ fr. 3'000.-- per parte di indennità. In effetti, non risulta dalla decisione impugnata che la Pretore abbia tenuto conto della parziale soccombenza di _, la quale non ha peraltro contestato l’importo dell’indennità concessa; si ricorda d’altronde che l’appello adesivo non è ammesso in procedura sommaria (art. 22 cpv. 2 LALEF).
4.
L’appello 24 gennaio 2002 _ va quindi parzialmente accolto.
La tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.
Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,