Decision ID: 27884636-8331-43d5-8d3f-c20d1abd2db2
Year: 2007
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il 24 dicembre 2004, il capo del Dipartimento federale delle finanze On. Hans-Rudolf Merz ha autorizzato l’Amministrazione federale delle  (in seguito: AFC) ad aprire un’inchiesta fiscale speciale nei confronti degli avvocati A. e B., titolare quest’ultima di uno studio legale e notarile a Lugano ed entrambi ivi domiciliati.
B. A. è sospettato d’aver commesso gravi infrazioni fiscali ai sensi dell’ 190 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale  (LIFD; RS 642.11), ossia d’aver sottratto al fisco federale una parte importante dei suoi redditi e della sua sostanza imponibili, ricorrendo in  a conti bancari non dichiarati intestati a società di tipo “off-shore”. Egli avrebbe inoltre partecipato a reati fiscali commessi da C. B., dal canto suo, avrebbe partecipato ai reati fiscali commessi dal marito.
C. In data 2 e 3 febbraio 2005 la divisione delle inchieste speciali dell’AFC (in seguito: DIF) ha proceduto ad una prima perquisizione dello studio legale e notarile D. a Lugano, la quale ha permesso di porre in luogo sicuro diversi documenti cartacei ed informatici. Tuttavia, per quanto concerne la maggior parte della documentazione presente nello studio legale nonché gli incarti depositati nei due archivi dello studio, B. si è opposta alla loro . Malgrado l’opposizione di B. e A. concretizzatasi mediante un reclamo respinto dall’AFC con decisione dell’8 marzo 2005, la perquisizione dello studio legale è proseguita il 9 e 10 marzo seguenti ed ha avuto come  la documentazione presente negli archivi. La DIF ha in sostanza  una scelta sommaria dei documenti che ha ritenuto necessari per l’inchiesta, sigillandoli e ponendoli in luogo sicuro.
D. Con scritto dell’11 aprile 2005 l’AFC ha presentato una richiesta di levata dei sigilli alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale  la totalità dei documenti “sequestrati” presso lo studio legale e  D. a Lugano. A tale richiesta i coniugi A. e B. si sono sostanzialmente opposti.
E. La Corte dei reclami penali, con sentenza dell’8 agosto 2005, ha accolto la richiesta di levata dei sigilli in questione, fissandone le modalità (v. con-
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sid. 7.3). Il Tribunale federale, con sentenza del 6 febbraio 2006, ha  questa decisione (sentenza 1S.31/2005).
F. L’8 giugno 2006 le parti ed il giudice delegato, vista la voluminosa  sequestrata (126 cartoni), si sono riuniti per definire  gli aspetti pratici della levata sigilli. Costatate le divergenze  concernenti l’utilità o meno di tutta la documentazione sigillata, al termine dell'udienza del 27 luglio 2006 il giudice delegato ha comunicato alle parti che il tribunale avrebbe statuito autonomamente su tutti gli incarti sequestrati. Le parti si sono dichiarate d’accordo con questo approccio,  quindi espressamente alla procedura in contraddittorio.
G. Con sentenze del 14 settembre, 28 settembre (con rettifica del 17 ottobre) e 31 ottobre 2006 la Corte dei reclami penali ha statuito sulla maggior parte della documentazione dissuggellata, decidendo quali incarti dovevano  versati agli atti per i bisogni dell'inchiesta e quali, in quanto inutili,  agli indagati.
Con sentenza del 20 febbraio 2007 la presenta autorità, viste le grosse  legate alla prosecuzione della cernita (impossibilità di distinguere i clienti protetti dal segreto professionale dell'avvocato da quelli non protetti), ha deciso di versare agli atti tutta la documentazione restante in forma non anonimizzata. Contro tale decisione i coniugi A. e B. sono insorti davanti al Tribunale federale, il quale ha deciso, nella misura della sua ammissibilità, di accogliere il ricorso (sentenza 1B_47/2007 del 28 giugno 2007). La I Corte dei reclami penali è stata quindi invitata a proseguire con la cernita conformemente alla procedura in tre fasi prestabilita, avvalendosi della  dei ricorrenti.
H. Con decreto del 10 agosto 2007 la I Corte dei reclami penali, dopo aver  una lista dettagliata degli incarti ancora in sospeso, ha invitato l'AFC ad esprimersi sull'utilità degli stessi. Tale presa di posizione è stata poi  ai coniugi A. e B., i quali sono stati invitati ad indicare in quali  giudicati utili dall'AFC loro ritengono vi sia un segreto professionale da proteggere. Alle loro osservazioni sono stati allegati dei listati, da non  a disposizione dell'AFC, contenenti i nomi di clienti da loro ritenuti  dal segreto professionale dell'avvocato.
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I. In data 16 ottobre 2007 la I Corte dei reclami penali, dopo aver reso edotte le parti della sua volontà di continuare a procedere a tappe, ha statuito su un'ulteriore parte di atti rimasti in sospeso, restituendo agli indagati, perché giudicati inutili per l'inchiesta, una ventina di incarti.
Ulteriori tre sentenze sono state emesse nel mese di novembre 2007 (una il 12 e due il 19), mediante le quali l'autorità giudicante ha statuito su tutti gli incarti bancari, su quelli concernenti il periodo sino al 1993 compreso  su quelli relativi agli anni 2001 e segg.
L. Con la sentenza odierna, la I Corte dei reclami penali si è invece chinata su tutti i documenti concernenti il 1994.

Diritto:
1. Nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli conseguente ad una per-
quisizione, una volta riconosciuta l’ammissibilità di principio di quest’ultima da parte della Corte dei reclami penali, i documenti sequestrati fanno l’oggetto di una cernita, la quale ha come scopo quelli di distinguere quelli che possono essere versati nell’incarto da quelli per i quali l’opposizione  giustificata. In caso di disaccordo, la Corte dei reclami penali decide.
2. Il segreto professionale è opponibile unicamente al sequestro di documenti
legati all’attività tipica dell’avvocato ai sensi dell’art. 321 CP. L’attività tipica dell’avvocato consiste essenzialmente nel fornire consigli di natura , nel difendere gli interessi altrui intervenendo davanti ai tribunali e  i clienti nel medesimo contesto (B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Berne 2002, vol. II, n° 10 ad art. 321 CP; dello stesso autore, Le secret professionnel de l’avocat selon l’art. 321 CP, in SJ 1993 pag. 77 e segg., in particolare pag. 82). L’avvocato non può per contro prevalersi del suo segreto professionale per impedire il sequestro di documenti relativi ad attività che presentano un carattere commerciale preponderante,  quelle che riguardano l’amministrazione di beni o la gestione di capitali oppure altre prestazioni che esulano dalla sua funzione specifica (sentenza del Tribunale federale 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 . 2.4 e giurisprudenza citata; M. PFEIFER, in FELLMANN/ZINDEL [éd.], Kommentar zum Anwaltsgesetz, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005, n° 31 e segg. ad art. 13 LLCA; N. OBERHOLZER, Basler Kommentar, Basilea 2003,
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n° 13 ad art. 321 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, n° 19 ad art. 321 CP). Il Tribunale federale ha già deciso che le attività che consistono nel gestire o investire dei fondi (DTF 112 Ib 606), nell’assumere un mandato d’incasso (DTF 120 Ib 112) o nell’ una società per conto di un cliente (DTF 101 Ib 245; 115 Ia 197; 114 III 105) non costituiscono attività tipiche dell’avvocato. In questi casi il  professionale non può essere invocato per rifiutare di testimoniare o per contrastare una perquisizione o un sequestro.
3. La presente sentenza verte su tutti gli incarti che non sono stati presi in
considerazione nell'esame di periodi contabili particolari. Tale  consta di migliaia di atti, nella stragrande maggioranza dei quali  nomi di terzi. Per i motivi già esposti nella sentenza del 12 novembre 2007 (consid. 3), la cernita dei nomi da oscurare e l'esecuzione concreta di tale anonimizzazione rappresenterebbero – ribaditi comunque tutti i dubbi sull'effettiva fattibilità di tali operazioni - un lavoro totalmente . La distinzione tra gli atti da versare agli atti e quelli da restituire agli  deve essere effettuata, per ogni incarto, soppesando in maniera ragionevole gli interessi dell'inchiesta e quelli legati alla protezione  dovuta a certi clienti degli opponenti.
Ciò premesso, la I Corte dei reclami penali, proseguendo nella sua analisi a tappe della documentazione restante, ha statuito sugli incarti in questione, decidendo quanto segue:
US318U: questo incarto contiene le pezze giustificative dei movimenti di cassa per l'anno 1994. I numerosi documenti constano, nella stragrande , di giustificativi relativi a spese generali, senza menzione di nomi di clienti. La cernita e l'anonimizzazione degli atti che possono contenere  di clienti potenzialmente protetti dal segreto professionale dell'avvocato rappresenterebbe un lavoro considerevole e sproporzionato. L'insieme 'incarto deve dunque essere versato agli atti alle condizioni già espresse in altre occasioni analoghe.
US321/S322U: essi contengono centinaia di note d'onorario saldate nel 1994. L'anonimizzazione di tali documenti rappresenterebbe un lavoro . Devono dunque essere versate agli atti unicamente quelle fatture che riguardano delle prestazioni manifestamente atipiche.
US325 (parziale)U: l'incarto si compone di 16 documenti, tra i quali alcune  d'onorario. L'anonimizzazione di documenti nei quali figurano nomi di
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clienti potenzialmente protetti dal segreto dell'avvocato è ragionevolmente possibile. I documenti sono versati agli atti con l'oscuramento dei nomi in questione. Gli originali di tali documenti sono restituiti agli opponenti.
US349/S359U: gli incarti in questione si compongono di centinaia di pagine di listati contabili relativi al 1994 e, parzialmente, al 1995. L'anonimizzazione di tali listati sarebbe totalmente sproporzionata e la loro utilità per l'inchiesta esigua, tenuto conto che i bilanci e conti economici, già versati agli atti,  i medesimi risultati. Gli incarti devono essere restituiti agli .
US440 (parziale)U: contiene quattro piccoli classificatori con gli avvisi e i  relativi al conto 1. per l'anno 1994. L'anonimizzazione di centinaia di documenti sarebbe sproporzionata. Visto il loro esiguo interesse per l', essi saranno restituiti agli opponenti.
U7307U: si tratta di un libro di cassa per l'anno 1994. Nel documento figura un gran numero di nomi di terzi, la cui anonimizzazione sarebbe . Tutti i movimenti sono caratterizzati da una referenza ad una rubrica contabile, di modo che vi è da presumere che gli stessi siano stati  contabilizzati. Il loro interesse per l'inchiesta è esiguo, ragione per cui il documento deve essere restituito agli opponenti.
U7309U: consta di un registro manoscritto delle operazioni effettuate nel 1994 mediante il conto 1. Per le ragioni già espresse (v. sentenza del 12  2007, consid. 3.1), l'anonimizzazione delle rubriche contenenti nomi di terzi sarebbe sproporzionata. Vista la sua esigua utilità per l'inchiesta, il  deve dunque essere restituito agli opponenti.
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