Decision ID: 87dfc96c-dacc-5766-80f5-5975b14d1b7c
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ (di seguito: interessato, insorgente, ricorrente), cittadino
italiano, nato il (...), ha lavorato in Svizzera dal 21 agosto 2000, svolgendo
l’attività di muratore, senza attestato di capacità, e solvendo contributi
all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 14
pag. 51 dell’incarto dell’autorità inferiore, di seguito: doc. A 14 pag. 51 [que-
stionario per il datore di lavoro, ripetuto in doc. A 17 pag. 59]).
A.b Ha interrotto l’attività lavorativa il 7 novembre 2015 a causa di “pluri-
patologie: lombalgia da discopatia multipla in esiti discectomia; colica re-
nale sinistra con pielonefrite; addominalgie residue aspecifiche” (doc. 3
pag. 3 dell’incarto della cassa malati, di seguito: doc. B 3 pag. 3 [rapporto
intermedio LAMal redatto dal medico curante]).
A.c Con valutazione del 10 febbraio 2016 eseguita per conto dell’assicura-
tore malattia, il dott. B._, specialista in medicina interna, ha posto
la diagnosi di “Cistite emorragica con pielonefrite in novembre 2015, suc-
cessiva riacutizzazione di nota lombalgia ricorrente su alterazioni degene-
rative documentate alla RMN. Coesiste addominalgia ricorrente in attesa
di colonscopia. L’esame clinico dimostra una mobilità lievemente ridotta del
rachide L-S. Cambi di postura rallentati”. Il dott. B._ ha quindi rite-
nuto medicalmente giustificata un’incapacità lavorativa totale nell’attività
abituale di muratore a decorrere dal 7 novembre 2015. In attività leggera e
rispettosa dei limiti funzionali ha ritenuto esservi una totale capacità lavo-
rativa a decorrere dal 10 febbraio 2016 (data della visita medica, doc. B 5
pag. 8).
B.
B.a Il 13 aprile 2016, l’interessato ha formulato una domanda volta all’otte-
nimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. A 4
pag. 4).
B.b Dalle carte processuali risultano segnatamente i seguenti documenti
medici:
 le RM del rachide dorsale e cervicale del 27 febbraio 2016 da cui sono
emerse protrusioni dei dischi in D7/D8, D10/D11, C4/C5, C5/C6 e T1/T2
(cfr. doc. A 22 pag. 80 e 85);
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 la visita medico fiduciaria specializzata del 17 maggio 2016 eseguita
per conto dell’assicuratore malattia dal dott. C._, medicina in-
terna e reumatologia. Il menzionato specialista ha ritenuto nell’attività
abituale un’incapacità lavorativa totale dal 7 novembre 2015 e, in atti-
vità adeguata leggera, un’incapacità lavorativa del 50% dal 12 maggio
2016 (data della visita medica, doc. B 8 pag. 13);
 la relazione clinica di dimissione del 10 giugno 2016, dalla quale
emerge che il 6 giugno 2016 l’interessato ha subito un intervento di “ar-
trodesi per via PL con viti peduncolari e barre (materiale RMN compa-
tibile) L2-L3-L4-L5, laminectomia decompressiva di L2, L3 e L4” (doc.
A 22 pag. 83 [ripetuto in doc. B 9 pag. 20 e doc. B 15 pag. 30]; cfr. doc.
A 25 pag. 96 [annotazione SMR del 9 novembre 2016]);
 la perizia dell’8 aprile 2017 (visita medica del 4 aprile 2017) del dott.
D._, reumatologo, il quale ha concluso che nell’attività abituale
di muratore l’interessato presenta un’incapacità lavorativa totale dal 7
novembre 2015. In un lavoro adatto rispettoso delle limitazioni funzio-
nali ha ritenuto una capacità lavorativa totale dal 10 febbraio 2016, del
50% dal 12 maggio 2016, nulla dal 6 giugno 2016 (intervento chirur-
gico), ed infine totale dal 7 dicembre 2016 (6 mesi dopo l’intervento
chirurgico; doc. A 41 pag. 125);
 la visita medico fiduciaria specializzata del 10 aprile 2017 del dott.
C._, medicina interna e reumatologia, il quale ha ritenuto nell’at-
tività di muratore e in qualsiasi altra attività pesante un’incapacità lavo-
rativa totale dal 7 novembre 2015, mentre in attività leggera rispettosa
delle limitazioni funzionali ha ritenuto esservi una capacità lavorativa
del 50% (intesa come riduzione della presenza) a decorrere dal 6 aprile
2017 (data della visita medica, doc. B 16 pag. 32 [ripetuto in doc. B 17
pag. 38]).
B.c Con rapporto finale del 14 aprile 2017, il dott. E._ (specializza-
zione non nota), medico del Servizio medico regionale (SMR), ha ripreso
le diagnosi e le valutazioni della capacità lavorativa ritenute dal perito reu-
matologo nella perizia dell’8 aprile 2017. Sono altresì state indicate le limi-
tazioni funzionali dell’interessato (doc. A 42 pag. 138; cfr. anche annota-
zione del medico SMR del 9 agosto 2017 [doc. A 49 pag. 157]).
B.d Con rapporto complementare del 31 luglio 2017, il dott. C._,
medicina interna e reumatologia, sulla base di un referto TAC (referto di
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data non nota e che non figura agli atti di causa), ha segnalato una possi-
bile compressione del nervo in L4/L5 che potrebbe in parte spiegare i dolori
accusati dall’interessato. Si è quindi riconfermato nella propria valutazione
secondo cui l’interessato ha un’incapacità lavorativa totale nell’attività abi-
tuale di muratore e una capacità lavorativa al massimo del 50% in attività
leggere (doc. B 17 pag. 37).
B.e Il 2 agosto 2017, il consulente in integrazione professionale ha consi-
derato esigibili in misura completa attività semplici e ripetitive. Ha concluso
che non vi erano i presupposti per la messa in atto di provvedimenti pro-
fessionali sotto forma di riqualifica. Il consulente ha altresì segnalato che
l’interessato avrebbe potuto chiedere un aiuto al collocamento e ritenuta
conclusa “l’elaborazione della pratica” (doc. A 48 pag. 154).
B.f Sulla base del rapporto finale del SMR del 14 aprile 2017, della valuta-
zione del consulente in integrazione professionale del 2 agosto 2017, non-
ché dell’annotazione del SMR del 9 agosto 2017, con progetto di decisione
del 10 agosto 2017, l’UAIE ha prospettato il riconoscimento di una rendita
intera (con grado d’invalidità del 100%) dal 1° novembre 2016 (al termine
dell’anno di attesa) fino al 31 marzo 2017, ossia 3 mesi dopo il migliora-
mento dello stato di salute del 7 dicembre 2016 (doc. A 51 pag. 160).
B.g Con osservazioni del 21 settembre 2017, l’interessato si è opposto al
menzionato progetto di decisione. Ha fatto valere un accertamento insuffi-
ciente dei fatti giuridicamente rilevanti. In particolare, ha osservato che la
perizia reumatologica del dott. D._ non tiene conto dei diversi pro-
blemi che lo affliggono. Ha osservato inoltre che non è stata indagata la
sindrome depressiva già segnalata dal medico fiduciario dell’assicuratore
malattia. Ha quindi chiesto ulteriori accertamenti medici specialistici negli
ambiti della neurochirurgia e della psichiatria. Ha altresì indicato che le at-
tività adeguate e i relativi redditi non appaiono conseguibili (doc. A 58 pag.
171; cfr. anche doc. A 54 pag. 167 [procura]).
B.h Con complemento peritale del 9 ottobre 2017, il dott. D._, reu-
matologo, ha in particolare precisato di avere tenuto conto, per la propria
valutazione di cui alla perizia dell’8 aprile 2017, dell’intero rachide, dei nervi
e dei muscoli (doc. A 61 pag. 177; cfr. doc. A 59 pag. 175 [richiesta com-
plemento peritale da parte del SMR]).
B.i Nella perizia del 5 dicembre 2017, le dott.sse F._ e G._,
psichiatre e psicoterapeute del Centro peritale per le assicurazioni sociali
(CPAS) hanno posto la diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa
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di disturbo dell'adattamento con sintomi ansioso-depressivi (ICD 40
F43.22) e ritenuto un’incapacità lavorativa del 20% in qualsiasi attività la-
vorativa (intesa come riduzione del tempo) a decorrere da aprile 2017, os-
sia da quando il dott. C._ ha menzionato fra le sue diagnosi una
sindrome depressiva (doc. A 65 pag. 186).
B.j Con rapporto finale del 14 dicembre 2017, nonché con annotazione del
27 dicembre 2017, il dott. E._, medico SMR, ha ripreso le incapacità
lavorative attestate nella perizia reumatologica dell’8 aprile 2017 e nella
perizia psichiatrica del 5 dicembre 2017. Sono altresì state indicate le limi-
tazioni funzionali dell’interessato, nonché che lo stesso presenta ancora
buone risorse spendibili nel libero mercato del lavoro (buona adattabilità ai
contesti lavorativi, buone doti manuali utilizzabili in settori ove non siano
richiesti grandi sforzi fisici). Infine, ha osservato che sono indicate misure
di reinserimento professionale nel senso di un aiuto al collocamento mirato
(doc. A 66 pag. 224 e doc. A 68 pag. 230).
B.k Sulla base del rapporto finale del 14 dicembre 2017, nonché sull’anno-
tazione SMR del 27 dicembre 2017, con (nuovo) progetto di decisione del
5 gennaio 2018, l’UAIE ha prospettato il riconoscimento di una rendita in-
tera dal 1° novembre 2016 (anno di attesa) con grado d’invalidità del 100%
limitatamente fino al 31 marzo 2017 (3 mesi dopo il miglioramento dello
stato di salute del 7 dicembre 2016 [doc. A 73 pag. 242]).
B.l Con osservazioni del 7 marzo 2018, l’interessato ha contestato il men-
zionato progetto di decisione. Si è riconfermato nelle allegazioni in fatto e
in diritto di cui alle precedenti osservazioni del 21 settembre 2017. Ha alle-
gato il rapporto della RMN della colonna cervicale del 26 gennaio 2018,
nonché il certificato del 6 febbraio 2018 del dott. H._, specialista in
neurochirurgia, il quale riferisce anche di una cervicobrachialgia a sinistra
cronicizzata associata a sindrome vertiginosa e senso di instabilità ricon-
dotta a discopatia degenerativa in C5/C6 associata a osteofitosi con ridu-
zione dei forami neurali. L’interessato ha altresì chiesto la messa in atto di
misure di reinserimento professionale così come indicato nella perizia psi-
chiatrica, ma scartate senza motivazione nel menzionato progetto di deci-
sione. Inoltre, ha chiesto il riconoscimento di una deduzione giurispruden-
ziale pari al 25%. Ha quindi concluso al riconoscimento di una rendita intera
a decorrere dal 1° novembre 2016 non limitata nel tempo (doc. A 79 pag.
255).
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B.m Con annotazione del 9 aprile 2018, il medico del SMR ha ritenuto che
la documentazione trasmessa dall’interessato non apporta alcun nuovo
elemento che non sia già stato constatato e valutato (doc. A 83 pag. 270).
B.n Con decisione del 27 aprile 2018, l’UAIE ha riconosciuto all’interessato
il diritto di percepire una rendita intera dal 1° novembre 2016 (termine
dell’anno di attesa) al 31 marzo 2017 (3 mesi dopo il miglioramento dello
stato di salute del 7 dicembre 2016), nonché le rendite per due figlie legate
alla rendita del padre, conto tenuto di un grado d’invalidità del 100%. Se-
condo l’autorità inferiore, sulla base degli accertamenti medici eseguiti, l’in-
teressato presenta, nell’attività abituale di muratore, un’incapacità lavora-
tiva totale dal 7 novembre 2015 e continua, mentre in attività adeguata ri-
spettosa delle limitazioni funzionali, presenta un’incapacità lavorativa totale
dal 7 novembre 2015, nulla dal 10 febbraio 2016, del 50% dal 12 maggio
2016, del 100% dal 6 giugno 2016, nulla dal 7 dicembre 2016 e infine del
20% dall’aprile 2017 (incapacità lavorative intese come riduzione della pre-
senza). In particolare, l’autorità inferiore ha osservato che nonostante
un’incapacità lavorativa del 20% in qualsiasi attività per motivi psichiatrici,
l’interessato non raggiunge un grado d’invalidità pensionabile. L’ammini-
strazione ha pure negato il diritto a provvedimenti per una riqualifica pro-
fessionale, ma ha segnalato la disponibilità, previa domanda, per un aiuto
al collocamento (doc. A 84 pag. 271; cfr. anche doc. A 70 pag. 232 e doc.
A 71 pag. 236 [fogli di calcolo]).
C.
C.a Il 30 maggio 2018, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (TAF) contro la decisione del 27 aprile 2018,
mediante il quale ha chiesto, in via principale, il riconoscimento di una ren-
dita intera, nonché delle rendite per figlie, dal 1° novembre 2016 non limi-
tata nel tempo, e, in via subordinata, il rinvio degli atti all’autorità inferiore
per ulteriori accertamenti. L’insorgente ha fatto valere un accertamento in-
sufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti con riferimento al preteso, ma
non dimostrato, miglioramento del suo stato di salute il 7 dicembre 2016.
Tale miglioramento sarebbe smentito sia dalle varie indagini eseguite dal
Servizio sanitario nazionale italiano rispettivamente da specialisti cui è
stato inviato. Mancherebbero in particolare rapporti specialistici in ambito
neurologico/neurochirurgico. Inoltre, l’autorità inferiore non avrebbe saputo
motivare l’asserita, e contestata, residua capacità lavorativa e/o le attività
adeguate ed esigibili rispettivamente la necessità di provvedimenti integra-
tivi. Il ricorrente contesta anche la determinazione dei salari di riferimento
presi in considerazione, che dovrebbero piuttosto riferirsi al mercato del
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lavoro in Italia, conto tenuto della sua cittadinanza, della sua residenza e
dell’assenza di permessi di lavoro in Svizzera dopo il licenziamento nel
2016 (doc. TAF 1 e allegati).
C.b Con versamento del 12 giugno 2018, l’insorgente ha corrisposto fr.
800.- a copertura del richiesto anticipo sulle presumibili spese processuali
(doc. TAF 4).
C.c Con risposta del 10 agosto 2018, l’autorità inferiore ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata conformemente
all’allegato preavviso dell’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Cantone
I._ (Ufficio AI) del 7 agosto 2018, il quale si fonda a sua volta sul
complemento peritale del dott. D._ del 20 luglio 2018 e sull’annota-
zione del medico SMR del 23 luglio 2018 ivi allegati. Detto Ufficio ha in
particolare osservato che l’aspetto medico è stato sufficientemente accla-
rato e valutato. Inoltre, la documentazione medica trasmessa in fase ricor-
suale riporta le affezioni già note al momento dell’effettuazione della perizia
reumatologica e non apporta alcun nuovo elemento atto a determinare una
diversa valutazione della fattispecie. Per quanto attiene all’aspetto econo-
mico, l’amministrazione si è riconfermata nei calcoli eseguiti per determi-
nare il grado d’invalidità di cui alla decisione impugnata e ha altresì indicato
che il consulente in integrazione professionale, nel rapporto del 2 agosto
2017, ha indicato sussistere attività esigibili sul mercato del lavoro (doc.
TAF 8 e allegati).
C.d Nella replica del 14 settembre 2018, il ricorrente si è riconfermato nelle
allegazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso. Ha rinviato alla valutazione
del neurochirurgo dott. H._, intervenuto anche operativamente nel
caso concreto, che chiarisce e documenta le affezioni degenerative pre-
senti, ma anche la situazione complessa della schiena (dell’insorgente
stesso). Non così l’approccio estremamente limitativo fatto dal dott.
D._, il quale non essendo un neurochirurgo, ma un reumatologo, si
è giocoforza limitato a dare un suo parere riguardo alle patologie di sua
competenza. Peraltro, detto perito, che realizzerebbe una parte importante
del suo fatturato annuo grazie ai mandati che gli provengono dall’Istituto
delle assicurazioni sociali (IAS) nemmeno potrebbe ritenersi un perito indi-
pendente e neutrale. Anche la valutazione psichiatrica della dott.ssa
F._ non reggerebbe appieno ad una seria critica, ritenuto che omet-
terebbe di considerare che il dolore è un sintomo accompagnatore dei pro-
cessi degenerativi o di malattie degenerative. Detta specialista avrebbe
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però ritenuto, contrariamente a quanto poi deciso dall’autorità inferiore, sic-
come fortemente indicate delle misure di reintegrazione professionale
(doc. TAF 10).
C.e Con duplica del 31 ottobre 2018, l’UAIE, conformemente all’allegato
preavviso dell’Ufficio AI del 22 ottobre 2018, ha riproposto la reiezione del
ricorso e la conferma della decisione impugnata. Quanto all’indipendenza
del dott. D._, l’amministrazione ha osservato che si tratta di un mo-
tivo sollevato tardivamente solo in sede ricorsuale (con la replica), fermo
restando che per nota giurisprudenza del Tribunale federale non è dato un
motivo di ricusa di un perito per il solo fatto che egli sia economicamente
dipendente dal mandante oppure che svolga incarichi per l’amministra-
zione (citata fra l’altro la sentenza del TF 9C_44/2014 dell’11 febbraio
2014). Quanto alle competenze specialistiche del dott. D._, il Tribu-
nale federale ha già precisato che per formazione ed esperienza lavorativa
il reumatologo dispone di mezzi per valutare in modo adeguato e completo
affezioni dell’apparato muscolo-scheletrico (citata la sentenza del TF
9C_965/2008 del 23 dicembre 2009 consid. 4.2). Quanto alla censura ri-
guardante la mancata applicazione di misure professionali, l’amministra-
zione ha rinviato al rapporto del servizio integrazione professionale del 2
agosto 2017, nel quale è indicata la possibilità di ricevere un aiuto al collo-
camento. Per il resto, l’autorità inferiore ha rinviato a quanto già indicato
nella decisione impugnata e nella risposta al ricorso (doc. TAF 12 e alle-
gato).
C.f Con osservazioni alla duplica del 4 gennaio 2019, l’insorgente si è ri-
confermato nelle allegazioni, contestazioni e domande (doc. TAF 14).
C.g Copia delle menzionate osservazioni alla duplica è stata trasmessa
per conoscenza all’autorità inferiore con provvedimento dell’8 gennaio
2019 (doc. TAF 15).
C.h Il 9 ottobre 2019, il ricorrente ha sollecitato l’evasione del gravame
(doc. TAF 16). Il 31 ottobre 2019, questo Tribunale gli ha comunicato che
avrebbe pronunciato la sentenza il più rapidamente possibile, fermo re-
stando che di principio avrebbe dato priorità all’evasione delle cause an-
cora pendenti dinanzi al TAF inoltrate anteriormente alla sua (doc. TAF 17).
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Pagina 9

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalle decisioni e avente
un interesse degno di protezione al loro annullamento o alla loro modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 12 giugno 2018 (doc. TAF 4), il
ricorrente ha tempestivamente corrisposto il richiesto anticipo di fr. 800.- a
copertura delle presumibili spese processuali (art. 21 cpv. 3 e 63 cpv. 4
PA).
1.5 Va peraltro precisato che nel caso di specie è oggetto del litigio anche
l’assegnazione della rendita intera dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità dal 1° novembre 2016 al 31 marzo 2017. In effetti, secondo costante
giurisprudenza, assegnando retroattivamente una rendita degressiva e/o
limitata nel tempo, l’autorità amministrativa disciplina un rapporto giuridico
suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della lite e dell’im-
pugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la soppressione delle
prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è dunque limitato nel senso
che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il riconosci-
mento di prestazioni non è contestato, e ciò indipendentemente dal fatto
che la rendita degressiva e/o limitata nel tempo sia stata accordata da parte
dell’amministrazione mediante una sola decisione o più decisioni separate
(cfr. su questo punto DTF 131 V 164 consid. 2, segnatamente 2.3.2, con
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rinvii; v. pure sentenze del TAF C-3164/2017 del 14 novembre 2019 consid.
1.5, C-3859/2016 del 22 maggio 2017 consid. 7 e C-6248/2011 del 25 luglio
2012 consid. 10 con rinvii).
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
è domiciliato in tale Stato (l’Italia) e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF
143 V 81, in particolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC
(RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
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Pagina 11
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 27 aprile 2018.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4
dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
C-3197/2018
Pagina 12
4.
In via preliminare, occorre esaminare la violazione del diritto di essere sen-
tito sollevata dal ricorrente. Il ricorrente rimprovera infatti all’autorità infe-
riore di non avere spiegato il motivo per cui è stata esclusa l’applicazione
di provvedimenti integrativi e di non avere indicato quali siano le attività
adeguate ritenute esigibili (carente motivazione della decisione impugnata;
cfr. consid. 4.1 del presente giudizio). L’insorgente ha altresì messo in di-
scussione l’indipendenza e la neutralità del dott. D._, perito reuma-
tologo incaricato dall’autorità inferiore di esperire una perizia reumatologica
nella presente fattispecie (cfr. consid. 4.2 della presente sentenza).
4.1
4.1.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost., le parti hanno diritto d'essere sentite.
Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve essere de-
dotto il diritto per l'interessato di esprimersi su tutti i punti essenziali di un
procedimento prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi con-
fronti (DTF 133 I 270 consid. 3.1; 126 I 15 consid. 2a/aa; 124 I 49 consid.
3a), quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedi-
mento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare
all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al
riguardo (DTF 132 V 368 consid. 3.1 con rinvii).
4.1.2 Essendo il diritto di essere sentito una garanzia costituzionale for-
male, la sua violazione implica l'annullamento della decisione impugnata,
a prescindere dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 387 con-
sid. 5.1). Ai sensi della giurisprudenza, una violazione del diritto di essere
sentito – segnatamente nella misura in cui essa non sia di particolare mo-
mento – è da ritenersi sanata qualora l'interessato abbia la facoltà di espri-
mersi innanzi ad un'autorità di ricorso che gode di piena cognizione. La
sanatoria di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via ecce-
zionale (cfr. sentenza del TF 9C_469/2011 del 18 giugno 2012 consid. 4.2).
4.1.3 ll diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende an-
che l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha
lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di com-
prendere le ragioni poste a fondamento del provvedimento, di rendersi
conto della sua portata e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e,
dall'altro lato, di permettere all'autorità di ricorso di esaminarne la fonda-
tezza. Ciò non significa tuttavia che l'autorità è tenuta a pronunciarsi in
modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa si può
infatti occupare delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, e meglio atte
C-3197/2018
Pagina 13
ad influire sulla decisione (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 15 consid.
2a/aa; 125 II 369 consid. 2c; 122 IV 8 consid. 2c).
4.1.4 In considerazione del fatto che, come richiesto dal ricorrente in via
subordinata, la decisione impugnata deve essere annullata e gli atti di
causa rinviati all’autorità inferiore perché abbia ad approfondire la fattispe-
cie ed emanare una nuova decisione di merito in materia di revisione, la
questione di sapere se la decisione impugnata abbia leso il diritto di essere
sentito del ricorrente (carente motivazione della decisione impugnata) può
essere lasciata indecisa.
4.2
4.2.1 Oltre alle garanzie di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost., il diritto dell’interes-
sato di collaborare all’espletamento di una perizia medica durante l’istrut-
toria nell’ambito delle assicurazioni sociali è regolata all’art. 44 LPGA.
Quest’articolo prevede che se per chiarire i fatti l’assicuratore deve far ri-
corso ai servizi di un perito indipendente, ne comunica il nome alla parte
(prima frase). Essa può ricusare il perito per motivi fondati e presentare
controproposte (seconda frase; cfr. anche DTF 132 V 376 e sentenze del
TAF C-2464/2017 del 7 febbraio 2019 consid. 5 e C-6439/2013 del 17 no-
vembre 2016 consid. 4.1.1).
4.2.2 Mediante la DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha modificato la
giurisprudenza in relazione alle formalità necessarie in caso di allestimento
di una perizia specialistica. In particolare sono stati potenziati i diritti di par-
tecipazione degli interessati. In caso di disaccordo tra le parti sull'allesti-
mento di una perizia medica, l'UAIE è tenuto a rendere una decisione inci-
dentale suscettibile, a determinate condizioni, di essere impugnata dinanzi
al Tribunale amministrativo federale (DTF 137 V 210, segnatamente con-
sid. 3.4.2.6). Secondo giurisprudenza (DTF 138 V 271 consid. 1.1), allor-
quando è stato designato un centro peritale, la persona assicurata può fare
valere dinanzi al Tribunale amministrativo federale, oltre alla ricusa dei pe-
riti, delle obiezioni materiali contro l'effettuazione della perizia in quanto tale
(per esempio perché si tratterebbe di un'inutile seconda opinione), contro
la natura e la portata della perizia (per esempio riguardo alla scelta delle
discipline mediche) o contro determinati periti designati (per esempio per
quanto attiene alla loro competenza specialistica; cfr. anche sentenze del
TAF C-4424/2018 del 25 marzo 2019 consid. 3.5 e C-2464/2017 del 7 feb-
braio 2019 consid. 5.3). Inoltre, le esigenze dello stato di diritto di cui alla
DTF 137 V 210 sono applicabili per analogia alle perizie mediche mono- e
bidisciplinari (DTF 139 V 349 consid. 3-5).
C-3197/2018
Pagina 14
4.2.3 Nella replica del 14 settembre 2018, l’insorgente ha messo in dubbio
l’indipendenza, l’imparzialità e la neutralità del dott. D._. L’insor-
gente ritiene infatti che il menzionato perito, che realizzerebbe parte del
suo fatturato grazie ai mandati ricevuti da parte dell’Istituto delle assicura-
zioni sociali (IAS), non può essere ritenuto un perito indipendente e neu-
trale. Ora, secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, un mo-
tivo formale di ricusa non è dato allorquando un perito sia economicamente
dipendente dall’AI, poiché un siffatto motivo di ricusa non si realizza già
con lo svolgimento di compiti per l’amministrazione, ma solo in caso di pre-
venzione personale (DTF 137 V 210 consid. 1.3.3 con rinvii; cfr. pure sen-
tenza del TF 9C_44/2014 dell’11 febbraio 2014). Il Tribunale federale ha
altresì precisato che il fatto che un ufficio AI ricorra regolarmente ai servizi
di un esperto, così come il volume degli onorari così generati, non sono
degli elementi costitutivi di apparenza di prevenzione personale (sentenza
del TF 9C_410/2019 del 18 maggio 2020 consid. 5.2 con rinvii). Ad ogni
buon conto, e sempre secondo costante prassi del Tribunale federale, un
rifiuto formale di un perito non può di regola fondarsi su circostanze strut-
turali (DTF 138 V 271 consid. 1.1 nonché 2.2 con rinvii). Il ricorrente non
fornisce alcun elemento pertinente e atto a creare dei dubbi quanto all’im-
parzialità dell’esperto in reumatologia e pertanto la sua censura deve es-
sere respinta.
4.2.4 Peraltro, con scritto del 13 marzo 2017, l’Ufficio AI ha comunicato al
ricorrente la data e il luogo in cui sarebbe stata esperita la perizia, l’ambito
della medicina in cui questa sarebbe stata eseguita (reumatologia), il nome
dell’esperto, nonché una lista delle domande che sarebbero state sottopo-
ste al perito. Ha inoltre informato l’insorgente del diritto di formulare ulteriori
domande e l’ha invitato a trasmettere obiezioni fondate contro il tipo di ac-
certamento, il tipo di disciplina così come eventualmente contro il nome del
perito prescelto entro il 26 marzo 2017 (cfr. doc. A 39 pag. 120 e doc. A 40
pag. 123). Questo Tribunale osserva in particolare che il menzionato scritto
del 13 marzo 2017 è stato tramesso direttamente al ricorrente (e non al
suo rappresentante) in quanto a quel momento ancora era sprovvisto di un
rappresentante (cfr. procura del 30 agosto 2017, doc. A 54 pag. 167). L’in-
sorgente non ha altresì reagito allo scritto del 13 marzo 2017 e non ha fatto
valere alcun motivo di ricusazione contro il dott. D._. Inoltre, in se-
guito all’espletamento della perizia reumatologica, il ricorrente (per il tra-
mite del suo rappresentante) ha potuto esprimersi sugli esiti della perizia
reumatologica del dott. D._ (cfr. doc. A 56 pag. 169 [il 1° settembre
2017 l’Ufficio AI ha trasmesso copia dell’incarto al rappresentante del ricor-
rente] e doc. A 58 pag. 171 [osservazioni al progetto di decisione]). Per-
tanto, e da questo profilo, questo Tribunale non ravvisa alcuna violazione
C-3197/2018
Pagina 15
del diritto di essere sentito, segnatamente dei diritti di partecipazione di cui
alla DTF 137 V 210.
5.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
Il ricorrente adempie in ogni caso la condizione della durata minima di con-
tribuzione, avendo pagato contributi per più di tre anni, fermo restando che
ha versato all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invali-
dità contributi per più di un anno (cfr. doc. A 14 pag. 51 [questionario per il
datore di lavoro, ripetuto in doc. A 17 pag. 59]).
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI).
6.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
C-3197/2018
Pagina 16
6.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.5 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
6.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
7.
Una rendita limitata e/o crescente nel tempo corrisponde, materialmente,
ad una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA e se ne deve pertanto seguire i
principi.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modifica, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
C-3197/2018
Pagina 17
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
7.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-
validità (lett. b).
7.3 L’art. 88a cpv. 1 OAI, prevede che se la capacità al guadagno dell’as-
sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se
la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all’invalidità
si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
7.4 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-
dita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza è
messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se il beneficiario ha ottenuto indebitamente la
prestazione o ha violato l’obbligo di informare impostogli ragionevolmente
dall’art. 77 OAI, indipendentemente dal fatto che la prestazione abbia con-
tinuato a essere versata a causa dell’ottenimento indebito della medesima
o della violazione dell’obbligo di informare.
8.
8.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
C-3197/2018
Pagina 18
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1 e DTF 125 V 351 consid. 3).
8.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 232 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
8.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
Tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb).
8.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
8.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia pre-
cisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
C-3197/2018
Pagina 19
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2).
8.6 Va ancora rilevato che in linea di principio (DTF 143 V 418 e DTF 143
V 409), tutte le malattie psichiche devono soggiacere a una procedura pro-
batoria strutturata secondo la DTF 141 V 281. La DTF 141 V 218 consid.
4.3.1.3 deve essere intesa nel senso che i disturbi, indipendentemente
dalla loro diagnosi, possono rientrare in una comorbidità giuridicamente ri-
levante, se nel caso concreto può essere loro attribuito un effetto ostaco-
lante sulle risorse (consid. 8.1). Questa nuova giurisprudenza è applicabile
a tutti i casi ancora pendenti al momento della modifica della prassi (cfr.
sentenza del TF 8C_453/2019 del 3 febbraio 2020 consid. 3.3 con rinvio).
Peraltro, ogni valutazione peritale, anche alla luce della DTF 141 V 281,
soggiace – entro i limiti indicati dalla più recente giurisprudenza del Tribu-
nale federale – al libero apprezzamento dell’amministrazione e, in sede
ricorsuale, del Tribunale. In assenza di una valutazione peritale lege artis
rispondente ai criteri della DTF 143 V 418 (in combinazione con la DTF 141
V 281), sussiste un valido motivo – per l’amministrazione rispettivamente
per il Tribunale – per scostarsi dalla valutazione peritale medesima, senza
incorrere in un illegittimo esame giuridico parallelo (DTF 145 V 361 consid.
4, in particolare 4.3, con rinvii).
8.7 Giova altresì rammentare che le condizioni (art. 17 LPGA) e gli effetti
temporali (art. 88a OAI) della riduzione o soppressione di una rendita in
caso di prima assegnazione retroattiva decrescente o temporanea si valu-
tano in analogia all'ipotesi di revisione (DTF 131 V 164; 125 V 413 consid.
2d). Pertanto, una riduzione o soppressione può essere adottata quando
le circostanze di fatto (di natura valetudinaria e/o economica) rilevanti per
il diritto alla rendita si sono modificate in maniera considerevole (DTF 130
V 343 consid. 3.5). Occorre inoltre soggiungere che secondo il principio
dell'onere probatorio materiale, la situazione giuridica precedente deve
permanere se una modifica rilevante della fattispecie non è dimostrabile
con il grado di verosimiglianza preponderante (cfr. sentenza del TF
9C_158/2012 del 5 aprile 2013 consid. 3 con rinvii).
8.8 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione – o come in concreto di assegnazione retroattiva
di una rendita decrescente – se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
C-3197/2018
Pagina 20
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti. Dalla perizia deve
quindi emergere chiaramente che i fatti con cui viene motivata la modifica
sono nuovi o che i fatti preesistenti si sono modificati sostanzialmente per
quanto riguarda la loro natura rispettivamente la loro entità. L'accertamento
di una modifica dei fatti è in particolare sufficientemente comprovata se i
periti descrivono quali aspetti concreti nell'evoluzione della malattia e
nell'andamento dell'incapacità lavorativa hanno condotto alla nuova valu-
tazione diagnostica e alla stima dell'entità dei disturbi (cfr. sentenze del TF
9C_244/2017 del 26 ottobre 2017 e 9C_158/2012 del 5 aprile 2013 consid.
4 con rinvii). L’amministrazione sopporta l'onere della prova dell’interve-
nuto (evocato) miglioramento dello stato di salute dell’assicurato
(9C_158/2012 del 5 aprile 2013 consid. 6.2 in fine).
9.
Nel caso concreto, occorre verificare se l’istruttoria effettuata dall’autorità
inferiore sia sufficiente, o meno, per statuire nel caso di specie.
9.1 È incontestato – né appare esservi motivo per questo Tribunale di in-
tervenire d’ufficio – che la rendita intera accordata al ricorrente a decorrere
dal 1° novembre 2016 fino al 31 marzo 2017 è legittimata e giustificata e
resta acquisita (fermo restando che il diritto alla rendita sorge dopo un anno
di attesa [segnatamente nella presente fattispecie nel novembre del 2016]
e benché la decisione del 27 aprile 2018 debba essere annullata per i mo-
tivi di cui si dirà di seguito, senza possibilità di una nuova decisione
dell’UAIE a detrimento dell’insorgente già solo in considerazione delle pa-
tologie reumatologiche ritenute [cfr., su questo punto, consid. 11.3 del pre-
sente giudizio]). Essa è fondata su sufficiente documentazione medico
specialistica e una convincente valutazione – da questo profilo – delle con-
seguenti incapacità lavorative. In sostanza, già solo a seguito delle patolo-
gie reumatologiche rilevate dal perito reumatologo nella sua perizia dell’8
aprile 2017 (doc. A 41 pag. 125) – ossia “a) sindrome cervicovertebrale
parzialmente cervicospondilogena cronica a sinistra, in: 1) alterazioni de-
generative plurisegmentali del rachide cervicale (estrusione discale me-
diana-paramediana bilaterale dei dischi C4/C5 e C5/C6), 2) disturbi statici
del rachide (ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo), 3) de-
condizionamento e sbilancio muscolare; b) sindrome lombospondilogena
cronica a sinistra, in: 1) discopatie plurisegmentali lombari, 2) esiti da
asportazione di recidiva di ernia discale lombare L4/L5 a sinistra con fora-
minotomia a sinistra il 16 settembre 1997, 3) esiti da asportazione di ernia
discale L4/L5 a sinistra recidiva, nel 2008, 4) esiti da artrodesi per via PL
con viti peduncolari e barre L2-L3-L4-L5, laminectomia decompressiva di
L2, L3 ed L4, il 6 giugno 2016, 5) disturbi statici della rachide (ipercifosi
C-3197/2018
Pagina 21
della dorsale alta con protrazione del capo, appiattimento della colonna
dorsale intermediana, caudale e della colonna lombare), 6) decondiziona-
mento e sbilancio muscolare, 7) sindrome fibromialgica generalizzata, 8)
obesità (peso: 93,1 kg / statura: 175,5 cm)” –, è stata legittimamente rite-
nuta per l’insorgente un’incapacità lavorativa totale in qualsiasi attività la-
vorativa dal 6 giugno 2016 (data dell’intervento chirurgico) al 7 dicembre
2016. In particolare, questo Tribunale osserva che è stata ritenuta da tutti
gli esperti coinvolti, segnatamente dal dott. B._, dal dott.
C._, dal dott. D._, nonché dal medico SMR, nell’attività abi-
tuale di muratore, un’incapacità lavorativa totale dal 7 novembre 2015 e
continua. Per contro, e per quanto riguarda la valutazione della capacità
lavorativa in attività adeguate leggere e rispettose delle limitazioni funzio-
nali, questo Tribunale osserva che nella perizia dell’8 aprile 2017 il dott.
D._ ha ripreso le conclusioni del dott. B._ di cui alla valuta-
zione del 10 febbraio 2016 (segnatamente una capacità lavorativa totale
dal 10 febbraio 2016) e del dott. C._ di cui al rapporto della visita
medico fiduciaria del 17 maggio 2016 (segnatamente del 50% dal 12 mag-
gio 2016). Il peggioramento della capacità lavorativa in attività adeguate
leggere (segnatamente il passaggio da una totale capacità lavorativa dal
10 febbraio 2016 a una capacità lavorativa del 50% dal 17 maggio 2016)
può essere riconducibile alla presenza di protrusioni dei dischi in C4/C5 e
C5/C6 risultate alla RMN del rachide cervicale del 27 febbraio 2016, ossia
eseguite posteriormente alla valutazione del dott. B._ del 10 feb-
braio 2016 (e fermo restando che far risalire l’incapacità lavorativa del 50%
in attività leggere attestata dal dott. C._ alla data di tale referto –
ossia il 27 febbraio 2016 – anziché al 12 maggio 2016 non ha alcuna rile-
vanza nella presente fattispecie [l’anno d’attesa scadendo nel novembre
2016]). Con complemento peritale del 9 ottobre 2017 (doc. A 61 pag. 177),
il perito reumatologo ha confermato la propria valutazione, la quale è stata
ripresa nei rapporti finali SMR del 14 aprile 2017 e del 14 dicembre 2017.
9.2 Tali attestate incapacità lavorative comportano sicuramente il ricono-
scimento, da parte dell’assicurazione per l’invalidità svizzera, di una rendita
intera dal 1° novembre 2016 (ossia trascorso un anno d’attesa) al 31 marzo
2017 (ossia 3 mesi dopo il miglioramento del 7 dicembre 2016 evocato
nella perizia reumatologica dell’8 aprile 2017).
9.3 Per quanto attiene invece al diritto ad un’eventuale rendita dopo il 31
marzo 2017, si rileva che gli atti di causa non consentono di condividere la
conclusione cui è giunta l’autorità inferiore.
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9.3.1 In merito al miglioramento dello stato di salute del ricorrente che sa-
rebbe intervenuto il 7 dicembre 2016 (ossia sei mesi dopo l’intervento chi-
rurgico del 6 giugno 2016), questo Tribunale rileva che non è stato spiegato
dal perito dott. D._ in modo chiaro e convincente – né nella perizia
reumatologica dell’8 aprile 2017, né nei suoi complementi del 9 ottobre
2017 e del 20 luglio 2018 (quest’ultimo allegato al doc. TAF 8) – in cosa
sarebbe consistito tale miglioramento che avrebbe comportato il passaggio
da un’incapacità lavorativa totale a una nulla in attività adeguata leggera
rispettosa dei limiti funzionali. Informazioni concludenti al riguardo non
sono reperibili neppure nei rapporti finali SMR del 14 aprile 2017 e del 14
dicembre 2017 o nelle annotazioni del medico SMR del 27 dicembre 2017,
del 9 aprile 2018 e del 23 luglio 2018 (quest’ultima allegata al doc. TAF 8).
Inoltre, questo Tribunale osserva che la valutazione del dott. D._
non convince anche per quanto riguarda le diagnosi attestate dal perito
medesimo (peraltro il perito reumatologo non ha fatto nella sua diagnosi
una distinzione tra affezioni con o senza incidenza sulla residua capacità
lavorativa). Infatti, questo Tribunale osserva che nel rapporto della visita
medico fiduciaria specializzata del 17 maggio 2016, eseguita per conto
dell’assicuratore malattia, il dott. C._, specialista in medicina in-
terna e reumatologia, è stata segnalata la necessità di completare la dia-
gnostica mediante una valutazione reumatologica con l’esecuzione pure di
una RM delle sacro-iliache alfine di ricercare una sacro-ileite bilaterale e
determinare l’HLA-B27 alfine di poter valutare la possibile presenza di una
spondartrite sieronegativa, in particolare artrite reattiva (cfr. doc. B 8 pag.
13, in particolare pag. 16 e 18). Al riguardo, questo Tribunale osserva che
dagli atti di cui all’incarto non appare essere stata eseguita alcuna RM delle
sacro-iliache, né che sia stato determinato l’HLA-B27, fermo restando che
non è stato indicato da alcun esperto in reumatologia che una tale patologia
(segnatamente la spondartrite sieronegativa, in particolare artrite reattiva)
non avrebbe potuto avere un’incidenza sulla residua capacità lavorativa
dell’insorgente. Questo Tribunale ritiene che, conto tenuto di quanto pre-
cede, l’accertamento dei fatti dal profilo reumatologico deve pertanto rite-
nersi carente.
9.3.2 Questo Tribunale osserva che non può neanche essere ritenuto, se-
condo la verosimiglianza preponderante valida nelle assicurazioni sociali,
che il ricorrente ha, nelle attività sostitutive leggere, una capacità lavorativa
del 50% a decorrere dal 6 aprile 2017, così come ritenuto dal dott.
C._ nel suo rapporto del 10 aprile 2017 (cfr. doc. B 16 pag. 32).
Infatti, e a prescindere dal fatto che il dott. C._ ha indicato fra le
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa pure delle patologie che esu-
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lano dal suo campo di specializzazione (segnatamente la sindrome depres-
siva su/con iniziale componente psico-somatica), nel menzionato rapporto
del 10 aprile 2017 è stata formulata una valutazione al momento della visita
(ossia il 6 aprile 2017), ma non è stata fornita alcuna indicazione quanto
alla capacità lavorativa dell’insorgente nel periodo intercorso dal rapporto
17 maggio 2016 al rapporto del 10 aprile 2017, periodo che è stato in par-
ticolare caratterizzato dall’intervento chirurgico di artrodesi del 6 giugno
2016. In altre parole, la valutazione del dott. C._ non ha tenuto
conto del comprovato peggioramento dello stato di salute del ricorrente do-
vuto all’intervento chirurgico e non ha quindi spiegato in modo chiaro e
convincente quale modifica dello stato di salute dell’insorgente avrebbe
(poi) comportato un miglioramento e perché tale miglioramento giustifiche-
rebbe una capacità lavorativa del 50% in attività sostitutive leggere a de-
correre dal 6 aprile 2017. Indicazioni chiare al riguardo non sono riscontra-
bili nemmeno nel suo seguente parere/complemento del 31 luglio 2017
(doc. B 17 pag. 37). Ne discende che nemmeno alla valutazione del dott.
C._ può essere riconosciuto pieno potere probatorio e l’istruttoria
dell’autorità inferiore si rileva pertanto carente.
9.4 Occorre altresì rilevare che dall’incarto dell’autorità inferiore emerge
della documentazione di data anteriore alla decisione impugnata che forni-
sce concreti indizi circa la sussistenza di affezioni neurologiche suscettibili
di incidere sulla residua capacità lavorativa del ricorrente (anche in attività
adeguate leggere rispettose delle limitazioni funzionali) e che non sono
state sufficientemente acclarate, segnatamente mediante una perizia neu-
rologica. Questo Tribunale osserva infatti che dalla documentazione me-
dica di cui agli atti emergono la presenza di una possibile compressione
del nervo in L4/L5 (cfr. parere/complemento del 31 luglio 2017 del dott.
C._ [doc. B 17 pag. 37]), di una modesta protrusione dell’anello in
sede mediana-paramediana bilateralmente a livello D1/D2 (cfr. RM della
colonna cervicale del 27 febbraio 2016 [doc. A 22 pag. 85]), di una protru-
sione discale in sede mediana-paramediana bilateralmente del disco
D7/D8 e di una protrusione discale mediana-paramediana bilaterale
dell’anello con lieve prevalenza sul versante di destra in D10/D11 (cfr. RM
della colonna dorsale del 27 febbraio 2016 [doc. A 22 pag. 80]), nonché di
un’ernia dorsale soffice in D10/D11 e di discopatie degenerative in D1/D2,
D2/D3 e D7/D8 (cfr. il rapporto dell’ambulatorio di chirurgia vertebrale del
22 maggio 2018 del dott. H._, specialista in neurochirurgia, in cui
viene fatto riferimento a una RMN dorsale del 4 aprile 2018 [dunque di data
anteriore alla decisione impegnata; rapporto allegato al doc. TAF 1]). Conto
tenuto dell’insieme delle circostanze del caso di specie e segnatamente dei
dolori di cui soffre il ricorrente, questo Tribunale ritiene che i menzionati
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referti medici giustificavano (e giustificano) l’assunzione anche di una peri-
zia neurologica. Ne consegue che l’istruttoria dell’autorità inferiore si rileva
carente anche dal profilo neurologico, risultando del tutto assente una va-
lutazione eseguita da un perito in tale ambito, fermo restando che il dott.
H._, neurochirurgo, che ha visitato l’interessato, si è limitato ad
escludere la possibilità per l’insorgente di fare lavori pesanti, ma non si è
pronunciato quanto a un’eventuale (in)capacità lavorativa in attività ade-
guate leggere.
9.5 Per quanto attiene al profilo psichiatrico, dal consulto peritale psichia-
trico del 5 dicembre 2017 eseguito dalle dott.sse F._ e G._,
psichiatre e psicoterapeute del Centro peritale per le assicurazioni sociali
(CPAS; doc. A 65 pag. 186), risulta la diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa di “disturbo dell’adattamento con sintomi ansioso-depressivi
(ICD 40 F43.22)”. Tale diagnosi comporta, secondo le esperte psichiatri-
che, un’incapacità lavorativa del 20% in qualsiasi attività a decorrere
dall’aprile 2017 (intesa come riduzione del tempo), ossia da quando il dott.
C._ ha segnalato una sindrome depressiva tra le sue diagnosi.
Questo Tribunale osserva che la perizia psichiatrica del 5 dicembre 2017
si basa su due colloqui svolti il 23 e il 30 novembre 2017 (della durata di
80 e rispettivamente 75 minuti) e sulla documentazione messa a disposi-
zione dall’autorità inferiore, tra cui in particolare anche la perizia reumato-
logica dell’8 aprile 2017 e il suo complemento del 9 ottobre 2017. Il rapporto
peritale comporta l’introduzione, l’anamnesi del ricorrente (familiare e
primo sviluppo, socio-relazionale, lavorativa, nonché psicopatologica),
l’esame clinico secondo AMDP-System, una valutazione psicodiagnostica,
la descrizione della giornata, le informazioni da parte di terzi, la diagnosi,
la discussione, la descrizione delle risorse e dei deficit (secondo lo schema
MINI ICF – APP), nonché le conclusioni quanto alle conseguenze sulla ca-
pacità lavorativa e il momento in cui queste sono insorte. Tale perizia è
completa, priva di contraddizioni e risponde inoltre ai requisiti posti dalla
giurisprudenza in ambito di disturbi da dolore somatoforme oppure di un’af-
fezione psicosomatica assimilata a quest’ultimi, nel senso che è stata ese-
guita una procedura probatoria strutturata. La perizia psichiatrica infatti,
conto tenuto che è stata posta una diagnosi psichiatrica con influsso sulla
capacità lavorativa dell’insorgente (disturbo dell’adattamento con sintomi
ansioso-depressivi), risponde a un esame sulla base di una visione d’in-
sieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti normativa
strutturata atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro lato, le
risorse della persona. Le perite hanno infatti posto una diagnosi psichiatrica
e valutato la conseguenza di questa patologia sulla capacità lavorativa
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dell’insorgente conto tenuto della comorbidità, della personalità, delle ri-
sorse, del contesto sociale, nonché della limitazione che questa affezione
psichiatrica può avere in tutti gli ambiti della vita e della sofferenza dimo-
strata dall’insorgente medesimo all’idea di una ripresa lavorativa. Alla peri-
zia psichiatrica può pertanto essere riconosciuto (se presa isolatamente)
pieno valore probatorio e non vi è pertanto motivo per questo Tribunale di
scostarsi dalla valutazione espressa dalle perite psichiatriche quanto allo
stato di salute del ricorrente e alla sua conseguenza sulla capacità lavora-
tiva fino alla data della decisione impugnata.
10.
Per conseguenza, la decisione impugnata del 27 aprile 2018 – che viola il
diritto federale (accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti
dal profilo medico) – deve essere annullata. Giova altresì ancora rilevare
che in considerazione dell’esito della lite, le ulteriori censure sollevate dal
ricorrente, segnatamente quella sulla valutazione economica e sul diritto a
provvedimenti di reinserimento professionali, possono restare indecise,
l’autorità inferiore dovendo nuovamente pronunciarsi sul caso.
11.
11.1 Quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità
inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con istru-
zioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio. In particolare,
esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque
sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr. sentenza del
TAF C-3196/2017 dell’11 settembre 2019 consid. 10.1 con rinvio). Tale non
è il caso nella presente fattispecie per i motivi precedentemente indicati.
Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la stessa
proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti con
riferimento allo stato di salute del ricorrente, segnatamente con una perizia
interdisciplinare, da svolgersi in Svizzera (cfr. sentenza del TAF C-
3196/2017 dell’11 settembre 2019 consid. 10.2), in ambito reumatologico,
neurologico e psichiatrico (non essendo sufficiente nel caso di specie esa-
minare le affezioni mediante perizie isolate [cfr. sulla necessità dell’esperi-
mento di una perizia interdisciplinare, tanto più in presenza, come nel caso
di specie, di una comorbidità psichiatrica, DTF 137 I 327 consid. 7.3, 132
V 65 consid. 4.3 con rinvii; sentenza del TF 9C_235/2013 del 10 settembre
2013 consid. 3.2, nonché sentenze del TAF C-1193/2017 del 23 gennaio
2020 consid. 8.2 e C-3196/2017 dell’11 settembre 2019 consid. 8.4 con
rinvii]) e con ogni ulteriore esame che l’evoluzione nel tempo dello stato di
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salute del ricorrente dovesse rendere ancora necessario, nonché a pro-
nunciare una nuova decisione.
11.2 Peraltro, e in siffatte circostanze, nulla – neppure la più recente giuri-
sprudenza del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnata-
mente il consid. 4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità infe-
riore per completamento dell'istruttoria. In effetti, in assenza di tali accerta-
menti complementari (che avrebbero già dovuto essere esperiti prima
dell’emanazione della decisione impugnata), non era, né è, possibile de-
terminarsi con cognizione di causa, ed il necessario grado della verosimi-
glianza preponderante, sullo stato di salute del ricorrente e sull’incidenza
delle affezioni di cui soffre sulla residua capacità lavorativa nell’attività abi-
tuale e in attività sostitutive adeguate. In particolare, un rinvio all’autorità
inferiore si giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (segnatamente
quello della doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella
fattispecie, è richiesto un complemento peritale indispensabile per potersi
determinare nel caso in esame con cognizione di causa (DTF 137 V 2010
consid. 4.4.1.4) e che peraltro l’autorità inferiore avrebbe già dovuto richie-
dere prima di emanare la decisione impugnata, gli elementi per dover agire
in tal senso essendo già noti prima dell’emanazione della decisione impu-
gnata. Peraltro, il Tribunale federale ha già avuto modo pure di precisare
che in virtù dell’art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta, con la collabo-
razione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia,
assume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-
denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati,
può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid.
4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-
struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un
rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento
dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio
inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-
stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-
nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii [cfr. anche sentenza
del TAF C-1722/2015 del 16 gennaio 2019 consid. 11.2 con rinvii]).
11.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4). In altri termini,
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e nell’ambito della nuova procedura dinnanzi all’autorità inferiore, la rendita
intera accordata al ricorrente dal 1° novembre 2016 al 31 marzo 2017 ri-
conducibile alle sole patologie reumatologiche rilevate nella perizia reuma-
tologica dell’8 aprile 2017 ha da ritenersi siccome già acquisita, la stessa
non essendo stata contestata e risultando giustificata (cfr. consid. 9.1 del
presente giudizio). A seguito della presente sentenza, resta aperta solo la
questione di sapere se gli ulteriori accertamenti sulla residua capacità la-
vorativa giustificano, contrariamente a quanto ritenuto nella decisione im-
pugnata, l’attribuzione di una rendita anche dopo il 31 marzo 2017 (cfr., al
riguardo, sentenze del TAF C-1316/2014 del 13 marzo 2018 consid. 12.3
e C-2736/2014 dell’8 dicembre 2017 consid. 14.3).
12.
12.1 Visto l’esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr.
800.-, versato il 12 giugno 2018, sarà restituito al ricorrente allorquando il
presente giudizio sarà cresciuto in giudicato.
12.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57
consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione). L’ammontare di quest’ultime, in as-
senza di una nota dettagliata, è fissato d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in
fr. 2’800.- (compresi i disborsi ed esclusa l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante,
sentenza del TAF C-4/2019 del 26 settembre 2019 consid. 6.9 con rinvii]),
tenuto conto del lavoro utile e necessario svolto dal rappresentante del ri-
corrente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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