Decision ID: ce58cf4b-a452-583b-a1e4-7e6e8cd627ed
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con istanza del 7 dicembre 2017 diretta contro CO 1, l’associazione RE 1 ha chiesto alla Giudicatura del circolo di Taverne di decretare in virtù dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF il sequestro del salario del convenuto, compresa la tredicesima mensilità ed eventuali gratifiche, percepite dalla sua datrice di lavoro l’_ SA a _. Quale titolo del credito, pari a fr. 715.– oltre agli interessi del 5% su fr. 660.– dal 9 gennaio 2015, l’istante ha indicato il mancato pagamento del residuo della fattura n. _ del 16 ottobre 2014 per intervento a mezzo autoambulanza dell’8 ottobre 2014.
B. Statuendo con decisione del 22 dicembre 2017, il Giudice di pace ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’istante le spese processuali di fr. 60.–.
C. Contro la sentenza appena citata il RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 29 dicembre 2017 per ottenerne la riforma nel senso dell’accoglimento dell’istanza di sequestro, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Il reclamo non è stato notificato alla controparte.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – di reiezione dell’istanza di sequestro (art. 272 LEF) – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 6 CPC), contro cui è dato esclusivamente il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG, sentenza della CEF 14.2011.108 del 30 agosto 2011, consid. 1). Il rimedio dell’opposizione al sequestro (art. 278 LEF), infatti, non entra in considerazione perché presuppone che la misura sia stata effettivamente decretata (DTF 126 III 488 consid. 2a/aa).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 29 dicembre 2017 contro la sentenza notificata alla reclamante il 23 dicembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo e quindi ricevibile.
1.2 Allo stadio dell’emissione del decreto di sequestro, la procedura è unilaterale (Stoffel in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 53 ad art. 272 LEF). Perciò anche l’eventuale fase ricorsuale dev’essere unilaterale, per preservare l’effetto sorpresa caratteristico del sequestro (sentenza della CEF 14.2004.71 del 13 agosto 2004, consid. 1.3/e, riassunto in RtiD I-2005 916 seg. n. 132c), motivo per cui il reclamo non è stato notificato ai convenuti.
1.3 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che la causa di sequestro indicata dall’istante (art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF) non sussistesse, siccome essa ha prodotto solo fatture e nessun riconoscimento di debito.
3. Nel reclamo il RE 1 fa valere che la causa di sequestro invece sussiste, poiché l’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, alternativamente al presupposto del riconoscimento di debito, menziona anche il legame sufficiente del credito con la Svizzera, che nella fattispecie è verosimile, dal momento che la sequestrante ha la sede in Svizzera e la prestazione caratteristica per cui essa procede è un intervento sul territorio svizzero. La reclamante allega inoltre che gli altri due presupposti per decretare il sequestro sono realizzati, avendo essa reso verosimile sia il credito da essa vantato – fondato sulla fattura agli atti, di cui una parte è stata assunta dall’Istituzione Comune Lamal – sia il salario da sequestrare presso la datrice di lavoro del debitore. Chiede di conseguenza l’accoglimento dell’istanza.
4. Per i crediti scaduti, in quanto non siano garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro dei beni del debitore che si trovano in Svizzera segnatamente quando il debitore non dimori in Svizzera, se non vi è altra causa di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera o si fondi su un riconoscimento di debito ai sensi dell’articolo 82 capoverso (art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF). Pacifico nella fattispecie il domicilio di CO 1 all’estero (v. attestazione 14 settembre 2017 della Segreteria di Stato della migrazione, doc. I), il Giudice di pace, come rileva a ragione la reclamante, ha valutato unicamente l’esistenza di un riconoscimento di debito, tralasciando qualsivoglia considerazione in merito al presupposto alternativo del legame sufficiente del credito con la Svizzera. Orbene, tale legame è indubbiamente verosimile, giacché la reclamante ha la sede in Svizzera (sentenza della CEF 14.2016.85-92 del 26 ottobre 2016, RtiD 2017 I 753 n. 50c consid. 6.3/a, con rif.; Stoffel, op. cit., 2a ed. 2010, n. 91 ad art. 271). La decisione impugnata poggia quindi su una motivazione giuridicamente errata.