Decision ID: fb5848a5-7d68-5c4e-af0a-447802de6d1e
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _ e la moglie _ sono stati assicurati contro le malattie presso la Cassa malati _ dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2002, beneficiando dell'assicurazione obbligatoria e dell'assicurazione complementare delle prestazioni particolari _.
1.2. La società _ - ricupero crediti, a nome e per conto di _, ha fatto spiccare, nel mese di luglio 2002 (doc. _), dall'Ufficio esecuzione e fallimenti di _, un precetto esecutivo tramite il quale è stato chiesto all'assicurato il pagamento di premi arretrati dei mesi di gennaio e maggio 1999, febbraio e aprile 2000, febbraio 2002 e partecipazioni ai costi per un importo di fr. 144.80 (fattura del 31 luglio 2001), oltre interessi al 5% dal 13 giugno 2002 su fr. 440.15 e fr. 35.-- di spese.
La medesima società, sempre nel mese di giugno 2002, ha fatto spiccare dall'Ufficio esecuzione e fallimenti di _ un altro precetto esecutivo tramite il quale è stato chiesto alla moglie, _, il pagamento di premi arretrati dei mesi di febbraio e maggio 1999, febbraio e aprile 2000, febbraio 2002 e partecipazioni ai costi di fr. 396.70 (fattura del 29 agosto 2000), fr. 16.50 (fattura del 19 agosto 2000) e fr. 4.45 (fattura del 28 dicembre 2001), per un importo complessivo di fr. 713.-- oltre interessi al 5% dal 13 giugno 2002.
Contro i predetti precetti esecutivi gli assicurati hanno sollevato opposizione.
1.3. Con due distinte decisioni formali del 17 ottobre 2002, confermate tramite decisione su opposizione del 24 febbraio 2003, la Cassa malati ha rigettato le opposizioni presentate da _ e da _.
Gli assicurati, rappresentati dall'avv. _, sono tempestivamente insorti contro le decisioni su opposizione.
Il marito ha rilevato che:
"
B. Alla decisione querelata non figurano allegati documenti: se
codesto Tribunale non provvedesse già a farlo d'ufficio, il ricorrente chiede formalmente che vengano richiamati dalla _
- i doc. _-_ prodotti dal ricorrente con la propria opposizione 5
novembre 2002
- l'intero incarto relativo al rapporto assicurativo tra il ricorrente e la _, in particolare
-- tutte le registrazioni dei pagamenti effettuati dal ricorrente nel
periodo gennaio 1999-dicembre 2002
-- tutte le fatture dei premi e delle partecipazioni ai costi emesse a carico del ricorrente dalla _ nel periodo gennaio 1999-dicembre 2000
-- il dettaglio delle compensazioni fatte dalla _ tra premi-
partecipazioni ai costi e pagamenti del ricorrente.
C. La _ negli ultimi mesi del 2002, dopo che il ricorrente le ha notificato regolare disdetta, ha aggredito lui, sua moglie e i suoi due figli minori con numerosi precetti esecutivi. Nel tentativo di capirci qualcosa, il ricorrente ha fatto diffidare la _, per il tramite dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di _, a presentare i mezzi di prova concernenti le proprie pretese poste in esecuzione:
a detta richiesta la _ non ha però dato seguito, continuando così ad alimentare la confusione da essa creata.
II ricorrente produce sub. doc. _ la diffida e la conferma UEF.
D. II ricorrente da anni vive e lavora con la propria famiglia in Svizzera ed è una persona operosa, parsimoniosa ed onesta: mai ha ricevuto in tutti questi anni un precetto esecutivo. Nei suoi rapporti con la _ ha sempre fatto fronte a tutte le richieste di pagamento. Non solo, ma negli ultimi tre anni, per la disamministrazione e le disfunzioni della _, ha sempre dovuto pagare di tasca propria le spese mediche e farmaceutiche, anticipandole: per un verso non risulta che la _ abbia rimborsato alcunché al ricorrente di quanto da lui anticipato e per altro verso non risulta chiaramente in che misura questi anticipi siano stati oggetto di compensazione.
La _ Cassa Malati non ha fatto fronte al proprio onere di tenuta e di resa del conto nei confronti del ricorrente e causato così nei rapporti di dare-avere tra le parti una totale confusione. Ancorché l'onere probatorio incomba alla _, il ricorrente si vede pertanto costretto a chiedere una perizia per accertare
- l'avvenuto pagamento dei premi e delle partecipazioni pretese
in via esecutiva dalla _
- l'esistenza e l'ammontare di contropretese del ricorrente nei confronti della _ per gli anticipi delle spese mediche e farmaceutiche.

In fatto e in diritto
1. Con la querelata decisione la _ ha confermato il rigetto dell'opposizione interposta dal ricorrente al proprio PE per l'incasso di fr. 440.15 oltre accessori relativi al pagamento di "premi LAMal
01.05.99-02.0400-02.02. partecipazione
ai costi LAMal. Spese di sollecito": si veda il PE doc. _ richiamato e la decisione doc. _ pure richiamata.
2. La _ ritiene di avere ragione poiché il ricorrente era un proprio assicurato che non ha pagato quanto essa pretende. Contro la querelata decisione il ricorrente si appella per i seguenti motivi:
- in via generale può e deve essere rimproverato alla _ di non aver minimamente fatto fronte al proprio onere probatorio a sostegno delle proprie asserite (e contestate) ragioni creditorie: già da questo primo rilievo la querelata decisione deve essere annullata. Tanto più che il ricorrente ha motivato e documentato la propria opposizione 5 novembre 2002, ciò che avrebbe dovuto imporre alla _ un accresciuto rigore probatorio nella sua querelata decisione;
- va premesso inoltre che il ricorrente, di fronte all'assoluta mancanza di un rendiconto da parte della _ e delle sue purtroppo croniche disfunzioni, è stato costretto ad inoltrare disdetta del rapporto assicurativo per il 31 dicembre 2002: solo successivamente all'inoltro di detta disdetta la _ si è attivata facendo intimare al ricorrente (ed anche a tutti i suoi famigliari, moglie e due figli minori) numerosi PE: tra questi vi è il PE doc. _ richiamato in esame;
- solo dopo la notifica del PE doc. _ richiamato, su richiesta del ricorrente, la _ gli ha fatto pervenire un conteggio da essa impropriamente definito "conto corrente globale" e, su certe poste, dei "solleciti LAMal", mai ricevuti prima: detti conteggi e detti solleciti sono contestati. Intanto si tratta di conteggi sorprendenti, non chiari, privi di giustificativi, con delle duplicazioni per il pagamento di taluni premi mensili, senza chiara indicazione della compensazione con le spese mediche e farmaceutiche anticipate dal ricorrente (salvo in un caso a inizio dicembre 2000), con premi di settembre-ottobre-novembre-dicembre 2002 registrati come già pagati ma nell'agosto 2002. E' di tutta evidenza che le conseguenze di questa confusione e mancanza di trasparenza e giustificazione non possono essere fatte ricadere sulle spalle del ricorrente;
- notoriamente un credito non può basarsi su un conteggio creato ad hoc ed ex post dal creditore, come ha fatto la _ con il proprio "conto corrente globale", ma su precisi ed inequivocabili giustificativi, che in concreto non sono stati presentati, come era ed è suo onere di fare, dalla _. Tanto più che il ricorrente, come detto, negli ultimi 3 anni ha sempre pagato di tasca propria le spese mediche e farmaceutiche, anticipandole, per un importo complessivo per tutta la famiglia di fr. 6'652.15 (doc. _ richiamato). Non risulta, comunque non risulta chiaramente se quanto anticipato dal ricorrente sia stato rimborsato dalla _, rispettivamente posto in compensazione. Di conseguenza, nella denegata ipotesi che la _ avesse diritto ad alcunché dal ricorrente, il ricorrente ha posto e pone in compensazione il suo diritto al rimborso sino a concorrenza di detto importo di fr. 6'652.15.
viste le norme della LAMal e della LCA, così come ogni altro disposto di legge eventualmente applicabile,
riservato un maggiore sviluppo delle argomentazioni di fatto e di diritto in corso di procedura
si propone a giudizio
1. La querelata decisione è annullata.
Conseguentemente
1.1. L'opposizione interposta dal ricorrente al PE n. _
dell'UEF _ fattogli intimare in data 11 luglio 2002 per l'incasso dell'importo di fr. 440.15 oltre accessori è confermata.
2. Protestate spese e ripetibili." (Doc. _, inc. _)
La moglie ha in sostanza sollevato le medesime censure, rilevando inoltre:
"
(...)
1. Con la querelata decisione la _ ha confermato
il rigetto dell'opposizione interposta dalla ricorrente al proprio PE per l'incasso di fr. 713.-- oltre accessori relativi al pagamento di "premi LAMal 02.05.1999 - 02.04.2000/02.2002 partecipazione ai costi LAMal. Spese di sollecito": si veda il PE doc. _ richiamato e la decisione doc. _ pure richiamata.
2. La _ ritiene di avere ragione poiché la
ricorrente era un proprio assicurato che non ha pagato quanto essa pretende. Contro la querelata decisione la ricorrente si appella per i seguenti motivi:
- (...)
- va premesso inoltre che tutte le richieste di pagamento della
_ sono sempre state inviate al marito della ricorrente _ e sempre regolarmente e puntualmente pagate. II PE doc. _ richiamato è stato per contro intimato a tale "_" in _: nella _ vi è confusione di nomi, per cui si eccepisce la carenza di identità tra la ricorrente e la persona richiesta del pagamento nel PE doc. _ richiamato;
- va premesso altresì che la ricorrente, di fronte all'assoluta mancanza di un rendiconto da parte della _ e delle sue purtroppo croniche disfunzioni, è stata costretta ad inoltrare disdetta del rapporto assicurativo per il 31 dicembre _ si è attivata facendo intimare alla ricorrente (ed anche a tutti i suoi famigliari, marito e due figli minori) numerosi PE: tra questi vi è il PE doc. _ richiamato in esame;
(...)
- la ricorrente, come detto, negli ultimi 3 anni ha sempre pagato di tasca propria le spese mediche e farmaceutiche, anticipandole, per un importo complessivo per tutta la famiglia di fr. 6'652.15 (doc. _ richiamato). Non risulta, comunque non risulta chiaramente se quanto anticipato dal ricorrente sia stato rimborsato dalla _, rispettivamente posto in compensazione. Di conseguenza,
- nella denegata ipotesi che la _ avesse diritto ad alcunché dalla ricorrente, la ricorrente ha posto e pone in compensazione il suo diritto al rimborso sino a concorrenza di detto importo di fr. 6'652.15.
(...)
si propone a giudizio
1. La querelata decisione è annullata.
Conseguentemente
1.1. L'opposizione interposta dalla ricorrente al PE n. _
dell'UEF _ fattogli intimare in data 11 luglio 2002 per l'incasso dell'importo di fr. 713.-- oltre accessori è confermata.
2. Protestate spese e ripetibili." (Doc. _, inc. _)
1.4. Con risposte del 4 aprile 2003, la Cassa propone la reiezione delle impugnative.
Per quanto concerne il marito l'assicuratore ha osservato:
"
2. In data 20 febbraio 2001, _ (qui sotto: la Cassa, l'intimata) ha
informato il ricorrente che i premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure dei mesi di gennaio 1999, maggio 1999, febbraio 2000 e aprile 2000, nonché una partecipazione ai costi di CHF 2.10, cioè un importo totale di CHF 152.60, restavano fino ad oggi impagati.
Prova: documento _
3. Malgrado un accordo di pagamento concesso all'assicurato in data 9 marzo 2001, quest'ultimo non ha pagato gli arretrati.
Prova: documenti _ e _
4. II 14 maggio 2002, la Cassa gli ha indirizzato un'intimazione al pagamento di CHF 475.15, corrispondente ai premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure dei mesi di gennaio e maggio 1999, febbraio e aprile 2000, febbraio 2002, alla partecipazione ai costi di CHF 144.80 nonché alle spese di sollecito di CHF 35.-.
Prova: documento _
5. Poiché il termine di pagamento non è stato rispettato, il 18 luglio 2002 la Cassa gli ha notificato un precetto esecutivo per l'importo di CHF 510.15 (procedimento No _), al quale è stata fatta totale opposizione.
Prova: documento _
6. II 17 ottobre 2002, la Cassa ha reso una decisone formale ai
sensi dell'art. 80 della Legge federale sull'assicurazione obbligatoria delle cure (LAMal), tramite la quale respinge questa opposizione dichiarando l'assicurato debitore dell'importo precitato.
Prova: documento _
7. Tramite lettera raccomandata del 5 novembre 2002, l'assicurato,
per l'intermediario del suo avvocato, ha fatto opposizione alla decisione di revoca e ha richiesto una decisione su opposizione, resa il 24 febbraio 2003.
Prova: documenti _ e_
8. II 12 marzo 2003 l'assicurato ha depositato il suo ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni del Ticino.
Essendo il ricorrente iscritto in qualità di membro dell'assicuratore malattie, ha l'obbligo legale di pagare i suoi premi e le sue partecipazioni d'assicurazione.
Infine, per analogia con le altre assicurazioni sociali ed in base all'art. 24 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), in vigore dal 1°
gennaio 2003, il diritto a contributi arretrati si estingue cinque anni dopo lo scadere dell'anno civile fine per cui il contributo doveva essere pagato.
In questo caso, in base alla pratica, in particolare all'estratto del conto corrente del ricorrente (documento _), è evidente che quest'ultimo non ha onorato i premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure dei mesi di gennaio 1999 (CHF 34.10), maggio 1999 (CHF 34.10), febbraio 2000 (CHF 41.15), aprile 2000 (CHF 41.15) e febbraio 2002 (CHF 144.85), cioè un importo totale di CHF 295,35.
Malgrado la fatturazione emessa il 29 settembre 2001, l'assicurato non ha pagato inoltre la partecipazione ai costi di CHF 144.80, relativa alla fattura della Farmacia _ datata 31 luglio 2001, indennizzata dall'intimata l'11 settembre 2001 conformemente al sistema del terzo pagante (Prova: documenti _ e _).
A queste condizioni, è evidente che il ricorrente resta debitore degli arretrati dei premi e delle partecipazioni ai costi del litigio." (Doc. _, inc. _)
Con osservazioni in gran parte simili l'assicuratore propone di respingere anche il ricorso della moglie (doc. _, inc. _).
1.5. Dopo aver visionato la documentazione presentata da _, gli assicurati hanno osservato:
"
Con riferimento alla documentazione prodotta in risposta dalla _ il ricorrente osserva quanto segue.
a) Il ricorrente conferma di non aver mai ricevuto dalla _ il doc. _ e l'estratto conto doc. _: con la presente si chiede dalla _ la prova della relativa notifica dei doc. _ e _.
b) Con riferimento al contenuto del doc. _ il ricorrente contesta decisamente di aver mai fatto una domanda di dilazione di pagamento alla _, rispettivamente la venuta in essere di un accordo di dilazione di pagamento con la _. Il doc. _ è pertanto eccepito di falso ideologico. Di conseguenza in base all'art. 9 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni il ricorrente chiede di essere interrogato dal Giudice delegato per collaborare ad accertare detta falsità.
c) Il ricorrente chiede inoltre di essere interrogato formalmente per dimostrare di aver sempre fatto fronte a tutte le richieste di pagamento della _." (Doc. _, _)
1.6. I ricorrenti, dopo aver preso visione di ulteriore documentazione presentata dalla Cassa Malati, hanno precisato:
"
1. Purtroppo i miei mandanti non dispongono più delle ricevute dei
pagamenti salvo quelle risultanti dalla fotocopia del libretto postale doc. _. Inoltre, come risulta dal doc. _, i miei mandanti hanno anticipato spese mediche e farmaceutiche per complessivi fr. 6'652.15 non ottenendo dalla _ il relativo rimborso. A ben vedere sono quindi i miei mandanti creditori della _ e non viceversa. Spetta alla _ provare e dimostrare di essere creditore, ma non sulla base di un estratto conto creato ex post.
2. Tra le parti non è mai stata parola di una domanda di dilazione di pagamento: i ricorrenti, sebbene di condizioni modeste, sono dei lavoratori onesti ed hanno sempre fatto fronte a tutti i loro impegni con puntualità: essi non hanno mai conosciuto la vergogna di un precetto esecutivo e, dati gli importi in discussione, non c'era per loro motivo di chiedere dilazioni alla _. Si ribadisce inoltre che i miei mandanti non hanno mai ricevuto i doc. _ e _ che la controparte asserisce, a torto e per evidenti motivi di causa, di aver loro notificato. Significativo è che questi doc. _ e _ e il loro contenuto saltano fuori solo ora.
3. La risposta 5 agosto 2003 della _ è sintomatica della sua disamministrazione: di ciò non possono ovviamente farne le spese i ricorrenti. In questo contesto va osservato che centinaia sono state le procedure esecutive della Cassa Malati _ iniziate nei confronti soprattutto di quei suoi affiliati che hanno dato la disdetta dal rapporto assicurativo: per ciò fare la _ ha delegato una società d'incassi, che è partita all'attacco senza verifiche e spiegazioni, ma con decisioni di tassazione e precetti esecutivi, verosimilmente confidando che una certa percentuale di ex-affiliati un po' per ignoranza, un po' per timore delle procedure esecutive, un po' per non aver tenuto le debite registrazioni paghi e taccia. All'evidenza questi tentativi non possono trovare protezione in un Tribunale." (Doc. _, inc. _)
1.7. A questo proposito l'assicuratore ha osservato:
"
Contrariamente a quanto lasciano intendere i Sigg. _ e _, stabilendo l'esistenza di una copertura d'assicurazione per il periodo determinante, _ ha stabilito l'esistenza del suo credito, il cui fondamento si trova nella legge. È quindi agli interessati che spetta di dimostrare, tramite delle prove, l'esistenza di una causa di estinzione di questo credito, tanto più che l'assenza di ogni pagamento è un fatto negativo la cui prova non può essere in grado di produrre le ricevute dei loro versamenti, è d'obbligo constatare che non esibiscono questa prova, fosse questa allo stadio della verosimiglianza preponderante.
D'altronde, l'esistenza di pretese degli assicurati nei confronti di _ non costituisce il motivo del presente litigio, in ogni caso senza importanza per la sua soluzione nella misura in cui gli assicurati non possono in alcun caso opporre i loro propri crediti in compensazione di quelli della cassa malati che li assicura a titolo obbligatorio (DTF 122 V 331; v. su questo punto: Jean-Louis Duc, Quelques aspects de la demeure de l'assuré dans la cadre de la LAMal, in La défaillance de paiement, Enseignement de 3
e
cycle de droit 2000, Fribourg 2002, p. 190)." (doc. _, inc. _)
1.8. L'11 settembre 2003 gli insorgenti hanno affermato:
"
A mio sommesso avviso punto centrale della controversia dedotta in giudizio non è se i ricorrenti hanno pagato quanto preteso dalla Cassa Malati _ - il cui onere probatorio spetterebbe ovviamente ai ricorrenti medesimi -, ma se le ragioni creditorie della Cassa Malati _ in quanto contestate dai ricorrenti come entità e come importo sono fondate: e qui la prova dell'esistenza di questi crediti spetta ovviamente alla Cassa Malati _. Al riguardo occorre tener presente che
- la _ ha presentato unicamente un estratto conto, da essa creato ad hoc e ex post: questo estratto conto non può ovviamente valere come prova del vantato (e contestato) credito,
- la _ non ha reso plausibile una sua prestazione e/o un suo intervento a favore dei ricorrenti tale da giustificare il vantato (e contestato) suo credito. Infatti,
- per le partecipazioni ai costi pretesi non ci sono riscontri probatori con fatture del medico/farmacista o con altri fatti allegati e documentati,
- anche per i premi pretesi scoperti dalla _, fatte le debite somme di detti premi con gli importi posti in esecuzione, i conti non tornano,
- l'estratto conto della _ è praticamente indecifrabile: proprio per i premi asseritamente scoperti non si capisce la rubrica "trasferimento" dell'estratto conto, non si capisce come mai la rubrica "stato delle fatture" è indicato come "contenzioso" mentre il saldo in tanti caso risulta pari a zero,
- anche la causale della rubrica "trasferimento" e i relativi importi non hanno riscontri oggettivi e documentati,
- è poco verosimile che i premi scoperti risalenti al 1999 siano rimasti tali per anni dalla _: come detto la _ si è mossa soltanto dopo la disdetta del rapporto assicurativo ad opera dei ricorrenti.
Circa l'onere probatorio va comunque osservato che in ogni caso i ricorrenti si trovano in uno stato di necessità probatorio, essendo stati confrontati solo dopo anni e solo dopo aver disdetto il loro rapporto assicurativo con la _ a dei conteggi come detto indecifrabili e che la Cassa malati _ medesima non è più in grado di ricostruire e di documentare, posta per posta." (doc. _, inc. _)
1.9. Infine, dopo aver preso visione dell'ammontare del sussidio per il 2002, in data 13 ottobre 2003 gli assicurati hanno trasmesso al TCA uno scritto, trasmesso per conoscenza alla Cassa, tramite il quale affermano:
"
(...)
2. I coniugi _, i miei mandanti, mi confermano che la loro famiglia ha beneficiato e beneficia dei sussidi cantonali: quest'ultimi vengono corrisposti direttamente alla Cassa Malati _ a inizio di ogni anno dall'ente pubblico.
3. Con riferimento al conteggio doc. _ della Cassa Malati _ osservo che
a) nel caso del marito i premi ad agosto 2002 non sono di fr.
144.85 ma di fr. 152.50. I premi di settembre 2002 sono stati pagati a 4 riprese per importi di fr. 144.85, di fr. 142.50, di fr. 13.30 e di fr. 13.30. Il premio di ottobre 2002 risulterebbe pagato in parte con versamento e in parte per compensazione. Facendo la somma degli importi in più e in meno della finca "trasferimento" non risulta il saldo di - 708.10. Ci sono dei pagamenti dei premi per "girata credit reforme", altri per "vostro pagamento";
b) nel caso della moglie la situazione è, con veniali modifiche, la
medesima di quella del marito:
tutto ciò prova e dimostra l'assoluta inattendibilità e mancanza di
forza probatoria dei conteggi presentati dalla _ a sostegno del proprio millantato credito. Dal momento che detto millantato credito è contestato dai ricorrenti miei mandanti, non spetta evidentemente a quest'ultimi fornire la prova del pagamento, ma alla _ fornire la prova di essere creditrice: bisogna dar atto che le prove documentarie offerte dalla _ non sono idonee a dare fondamento al proprio millantato credito." (doc. _)
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2.
I
ricorsi presentati da _ e da _ contro le decisioni del 24 febbraio 2003 della _
vengono congiunti a norma degli art. 23 della legge cantonale per i ricorsi al TCA e 72 CPC.
2.3. I ricorsi del 12 marzo 2003 hanno dato contestualmente luogo all'apertura anche di due incarti paralleli relativi a pretese fondate sulle assicurazioni complementari, in quanto nelle impugnative e nelle decisioni su opposizione le parti hanno fatto cenno alla LCA e alle assicurazioni complementari.
Poiché in corso di causa è risultato che oggetto del contendere sono le decisioni su opposizione tramite le quali si chiede il pagamento di premi e partecipazioni ai costi derivanti dall'assicurazione obbligatoria secondo la LAMal, le relative petizioni vanno stralciate dai ruoli siccome prive di oggetto.
Nel merito
2.4. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAMal.
Mentre le norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
2.5. Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1).
L'assicuratore può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2).
Per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3).
L'ammontare dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 4).
L'art. 90 OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.
2.6. Giusta l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno (franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).
Secondo l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a della legge ammonta a 230 franchi per anno civile dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU 1997 2435, in precedenza fr. 150). L'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 600 franchi per gli assicurati adulti e a 300 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (cpv. 3).
A norma dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie opzionali ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a fr. 400, 600, 1200 e 1500 (cfr. RU 1997 2435; in precedenza a 300, 600, 1200 e 1500 franchi) per gli assicurati adulti e a 150, 300 e 375 franchi per gli assicurati che non hann
o ancora compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita questa forma d’assicurazione deve offrire tutte le franchigie opzionali.
2.7. Nel caso di specie l'assicuratore chiede a _ il pagamento di un importo complessivo di fr. 440.15, composto da fr. 68.20 (34.10 X 2) di premi dovuti in gennaio e in maggio 1999, da fr. 82.30 (41.15 X 2) di premi dovuti in febbraio e in aprile 2000, da fr. 144.85 di premi dovuti nel febbraio 2002 (cfr. doc. _ e _) e da fr. 144.80 di partecipazioni ai costi, derivanti dalla fattura del 31 luglio 2001 della Farmacia _ (doc. _ e _).
L'assicurato ritiene che l'assicuratore non avrebbe provato il suo credito. A torto.
Infatti, assodato che l'insorgente è affiliato presso la Cassa dal 1997, in quanto tale egli è debitore, per legge, dei premi e delle partecipazioni ai costi per gli anni durante i quali era assicurato presso _.
Dalla documentazione prodotta emerge che, beneficiando di una franchigia di fr. 400, nel 1999 il premio dell'assicurazione obbligatoria ammontava a fr. 34.10 (211.60 - 177.50 di sussidi, doc. _), nel 2000 a fr. 41.15 (224.50 - 183.35 di sussidi, doc. _), e nel 2002 a fr. 144.85 (225.80 - 80.95 di sussidi, doc. _).
Per quanto concerne la partecipazione ai costi, la Cassa ha allegato la fattura del 31 luglio 2001 della Farmacia _ da cui emerge un importo di fr. 144.80 (doc. _ e allegati inc. _).
Circa l'ammontare dei premi da agosto 2002 (cfr. le osservazioni del 13 ottobre 2003, doc. _), va rilevato da una parte che non sono oggetto del contendere e dall'altra che, come emerge dai documenti prodotti dall'assicuratore (doc. _), il sussidio, da luglio 2002, ammontava a fr. 83.30 (499.80 : 6), per cui il premio dovuto era di fr. 142.50 (fr. 225.80 - 83.30). Da qui la differenza rispetto al premio dei primi sei mesi del 2002 di fr. 144.85 (485.65 : 6 = 80.95; 225.80 - 80.95 = 144.85).
Per quanto concerne _, si osserva come
l'assicuratore chiede all'interessata il pagamento di un importo complessivo di fr. 713.--, composto da fr. 68.20 di premi dovuti in febbraio e maggio 1999 (34.10 X 2), da fr. 82.30 di premi dovuti in febbraio e aprile 2000 (41.15 X 2), da fr. 144.85 di premi dovuti nel febbraio 2002 e da fr. 417.65 di partecipazioni ai costi (396.70 + 16.50 + 4.45).
Circa l'importo dovuto per i premi rimasti impagati, la Cassa ha dimostrato il loro ammontare. Infatti, anche per la moglie, dalle tavole processuali risulta che nel 1999, con una franchigia di fr. 400, il premio dell'assicurazione obbligatoria ammontava a fr. 34.10 (211.60 - 177.50 di sussidi, doc. _), nel 2000 a fr. 41.15 (224.50 - 183.35 di sussidi, doc. _), e nel 2002 a fr. 144.85 (225.80 - 80.95 di sussidi, doc. _).
Per quanto concerne invece la partecipazione ai costi, va osservato che la Cassa ha comprovato unicamente l'ammontare di fr. 396.70, derivante dalla fisioterapia eseguita da _ (doc. _, inc. _), avendo prodotto la relativa fattura del 15 giugno 2000.
Le fatture della Farmacia _ del 18 ottobre 2001 di fr. 44.50 e del 3 luglio 2000 di fr. 135.40 non sono invece state trasmesse.
Malgrado una richiesta in tal senso del Tribunale (doc. _, inc._), la Cassa si è infatti limitata ad inviare a questo TCA delle copie di "videate" del computer (cfr. doc. _ 3 e 4, inc. _), che tuttavia non sono sufficienti a rendere verosimile il credito vantato nei confronti della ricorrente. Non può infatti essere escluso un errore del funzionario preposto ad immettere i dati nel computer e non essendo dimostrata l'identità della "videata" con la fatturazione allestita.
Considerato inoltre che per il marito la Cassa deteneva ancora la fattura della Farmacia _ e che l'amministrazione è tenuta a conservare i documenti, questo TCA deve concludere che le partecipazioni ai costi di fr. 16.50 e di fr. 4.45 non sono state rese verosimili e non vanno di conseguenza riconosciute.
Per cui l'ammontare complessivo dovuto dalla moglie si riduce a fr. 692.05 (713 - 4.45 - 16.50).
Alla luce di quanto sopra esposto emerge che l'assicuratore ha comprovato da una parte l'ammontare dei premi dovuti negli anni dal 1999 al 2002, tramite la trasmissione delle polizze degli anni in esame e dall'altra, perlomeno in parte, l'ammontare delle partecipazioni alle spese con la produzione delle fatture della Farmacia _ e della Dottoressa _.
Per cui, gli assicurati, alfine di liberarsi dall'obbligo di pagamento, devono rendere verosimile che la Cassa non ha agito conformemente alle norme legali e statutarie oppure di aver pagato gli importi chiesti.
2.8. Gli assicurati sostengono di non aver mai richiesto alcuna dilazione di pagamento e affermano di non aver mai ricevuto i doc. _ e _, concernenti da una parte la concessione della dilazione e dall'altra l'elenco dei pagamenti effettuati.
Gli interessati eccepiscono di falso ideologico il doc. _, ossia la lettera del 9 marzo 2001 della Cassa che concede la possibilità di pagare l'importo dovuto ratealmente.
Essi chiedono inoltre l'allestimento di una perizia volta, tra l'altro, a provare l'avvenuto pagamento, nonché di essere formalmente interrogati.
2.8.1. In data 21 luglio 2003 il TCA ha chiesto alla _ la trasmissione delle "
Condizioni Generali d'assicurazione (CGA), applicabili al caso di specie
" e di indicare se "
la corrispondenza trasmessa al ricorrente (vostri doc. _ a _) è stata notificata tramite posta semplice oppure tramite raccomandata
" (doc. _)
La Cassa in risposta ha trasmesso le CGA edizione 2001 ed ha affermato da una parte che "
un minuzioso esame della pratica del Sig. _ non ci ha purtroppo permesso di ritrovare dell'altra corrispondenza ma solamente quella già presentata nella presente procedura
" e che "
vi confermiamo che i documenti numerati da 2 a 5 sono stati indirizzati per lettera semplice al sig. _.
" (doc. _)
All'art. 16.1 (mora dell'assicurato) delle Condizioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie è indicato che "
se, nonostante diffida, l'assicurato non paga i premi o le partecipazioni ai costi scaduti, la cassa promuove una procedura esecutiva. Conformemente all'articolo 9 OAMal, essa sospende la rimunerazione delle prestazioni finché i premi o partecipazioni ai costi arretrati siano stati integralmente pagati, compresi gli interessi di mora
."
Va innanzitutto rammentato all'assicuratore che, pur non essendo oggetto del contendere, l'art. 9 OAMal è già stato giudicato non conforme alla legge dal TFA con sentenza del 29 giugno 1999, pubblicato in DTF 125 V 266 ed è stato abrogato recentemente. E' inammissibile che nel 2001 tale disposizione si trovi ancora nelle Condizioni d'assicurazione.
Va ora esaminato se l'assicuratore ha adempiuto alle condizioni da lui stesso adottate alfine di chiedere il rimborso dei premi e delle partecipazioni ai costi arretrati.
Come visto, prima di iniziare la procedura esecutiva, l'assicuratore deve diffidare l'assicurato (art. 16.1 delle Condizioni d'assicurazione).
Dai documenti prodotti emerge che in data 14 maggio 2002 la Cassa ha trasmesso a _ un "
Sollecito & Ingiunzione LAMAL
" tramite il quale ha chiesto il pagamento degli importi contestati (doc. _).
Gli assicurati in data 17 aprile 2003, prima di prendere visione dei documenti prodotti dalla Cassa avevano affermato che "
prudenzialmente e riservato un migliore esame dei doc. chiesti in contraddittorio con il mio mandante, la ricezione di detti documenti nel (sic) mio mandante è contestata
." (doc. _)
Con scritto 6 maggio 2003, dopo aver preso conoscenza della documentazione, gli assicurati hanno confermato di non aver mai ricevuto i doc. _ e _ (concessione di una dilazione di pagamento e elenco dei pagamenti: "
situazione del vostro conto
"), mentre non hanno contestato la ricezione del doc. _, ossia l'ingiunzione di pagamento.
Ne segue che non avendo gli insorgenti soluto il debito malgrado siano stati sollecitati in merito, l'assicuratore, conformemente alle Condizioni d'assicurazione, poteva, come ha fatto, iniziare la procedura esecutiva.
Irrilevante la circostanza che gli interessati non avrebbero mai chiesto una dilazione di pagamento. Infatti, sono debitori dei premi e delle partecipazioni ai costi in virtù degli art. 61 segg. LAMal (cfr. consid. 2.4-2.7). Per cui risulta superflua un'audizione dei ricorrenti per stabilire se il documento relativo alla concessione di una dilazione è un falso ideologico.
Da rilevare che interpellati dal TCA circa la produzione delle ricevute postali e/o bancarie dei pagamenti effettuati (doc. _), gli insorgenti hanno risposto di non avere più le ricevute dei pagamenti "
salvo quelle risultanti dalla fotocopia del libretto postale, DOC. _
" (doc. _).
Ora, dal doc. _ risulta un pagamento di fr. 127.85 il 3 maggio 1999. Dal doc. _ risulta che la Cassa ha registrato nel conto del marito, il 3 maggio 1999, un importo complessivo di fr. 123.60 (45.50 + 22.60 + 45.50 + 10).
Dai documenti prodotti dalla Cassa nell'incarto relativo alla moglie (inc. _), emerge che il 3 maggio 1999 sono stati registrati ulteriori fr. 91 (45.50 + 45.50, doc. _).
Per cui, l'importo complessivo registrato dalla Cassa è superiore all'ammontare che il marito ha dimostrato di aver pagato.
In queste circostanze dall'importo richiesto non può essere dedotto l'ammontare pagato il 3 maggio 1999.
E' vero che il conteggio prodotto dalla Cassa al doc. _ intitolato "
conto corrente LCA- LAMAl
" non è facilmente decifrabile ed è poco chiaro. Tuttavia, come più volte ricordato, il credito non deriva direttamente dal conteggio allegato, bensì dalla circostanza che i ricorrenti sono affiliati presso la _.
Pure irrilevante che facendo la somma degli importi nella finca "trasferimento" non risulta il saldo di - 708.10.
Infatti, oggetto del contendere è l'importo chiesto con la decisione su opposizione e non altri importi risultanti dal "
conto corrente
."
Al fine di liberarsi dall'obbligo di pagamento è necessaria la presentazione della ricevuta postale di pagamento o degli estratti bancari degli assicurati, da cui emergono i versamenti effettuati.
A questo proposito gli assicurati chiedono una perizia intesa a comprovare che il pagamento è effettivamente avvenuto e l'interrogatorio formale di _.
2.8.2. Per quanto concerne quest'ultima prova va rammentato che scopo principale dell'interrogatorio formale è quello di ottenere che l'interrogando faccia dichiarazioni contrarie al suo interesse. Tant'è che anche negli ordinamenti processuali in cui, a differenza del nostro, è possibile anche l'interrogatorio della parte che ne faccia richiesta per sé stessa, le dichiarazioni che la parte interrogata fa a suo favore non hanno valore di prova (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 271, N. 1). Inoltre, alle parti non è consentito postulare l'interrogatorio formale di loro stesse, di conseguenza il relativo verbale va stralciato dall'incarto (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 271, N. 3).
Per cui in concreto, trattandosi di stabilire se gli assicurati hanno pagato i premi e le partecipazioni ai costi, un interrogatorio formale del marito, richiesto da lui stesso e dalla moglie, non avrebbe alcun valore.
Il marito non potrebbe nemmeno essere sentito quale teste ai sensi dell'art. 227 e seg. CPC applicabile in virtù del rinvio di cui all'art. 23 LPTCA. Tale facoltà è espressamente esclusa dall'art. 228 cifra 1 CPC.
Circa la perizia, va invece ricordato che il suo scopo è l'accertamento di fatti la cui soluzione richiede conoscenze particolari. In senso generale la perizia giudiziaria è il contributo di un'esperienza particolare alla formazione del giudizio, essa favorisce infatti la ricerca di elementi di giudizio e agevola l'interpretazione dei fatti, cause ed effetti che richiedono conoscenze speciali. In altre parole, con la perizia vengono messi a disposizione del giudice accertamenti e nozioni di carattere scientifico che esulano dalla normale esperienza, intesa quale fonte cui attingere giudizi comuni, e che sono ignoti al giudice stesso, allo scopo di colmare una sua lacuna e meglio orientare il suo sapere che, così arricchito, gli permetterà di emettere un giudizio che tenga conto di tutti i punti di vista configurabili e non del solo interesse delle parti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 247, N. 1 e 2).
Nel caso di specie gli assicurati tramite la produzione delle ricevute postali o degli estratti bancari degli anni dal 1999 al 2002 avrebbero potuto comprovare l'avvenuto pagamento. Ora, la perizia giudiziale non ha da essere un mezzo di prova che si sostituisce ai normali mezzi di prova (cfr. anche Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 247, N. 3).
Non essendo più in possesso di tali mezzi di prova, gli insorgenti non possono ora sopperire a questa mancanza tramite l'allestimento di una perizia.
In tali circostanze il TCA rinuncia all'interrogatorio formale dell'assicurato, all'allestimento di una perizia ed all'assunzione di ulteriori prove.
Va qui rammentato che per costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Non avendo provato il pagamento dell'importo chiesto in esecuzione e trattandosi in concreto di premi e partecipazioni ai costi dovuti dal 1999 al 2002 e chiesti prima dello scadere del termine quinquennale di perenzione (cfr. a questo proposito STFA del 17 giugno 2003 nella causa V., K 82/02), la Cassa poteva domandare il pagamento dell'importo figurante nelle decisioni impugnate, dedotti gli importi delle partecipazioni ai costi di fr. 16.50 e di fr. 4.45 (cfr. supra).
2.9. Gli insorgenti chiedono la compensazione di quanto dovuto con il credito vantato nei confronti dell'assicuratore che ammonterebbe ad oltre fr. 6'600.
Ora, a prescindere dalle argomentazioni dei ricorrenti, va rilevato che il TCA, applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che, di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.
La compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali prestazioni a carico della Cassa non è possibile.
Infatti, in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF 110 V 183, il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote arretrate.
Pari diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:
"
3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.
In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung, somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980 Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des Urteils).
Diese unterschiedliche Handhabung der Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse abhängen.
Wie bereits dargelegt, ist in den meisten Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG)
.
Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern." (DTF 110 V 183)
In una successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138, l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni.
Infine, in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione, considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).
La dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal, in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.).
In queste circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la dottrina, a mente del TCA le richieste degli insorgenti tendenti alla compensazione dei premi scaduti con le pretese avanzate non possono trovare accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J., _).
Va poi abbondanzialmente rammentato che recentemente l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00, pubblicata in SVR 6/2003, KV nr. 15, pag. 57) ha fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "
la giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal
."
2.10. La Cassa ha chiesto inoltre a _ fr. 35 di spese di sollecito e ad entrambi gli interessi di mora al 5% dal 13 giugno 2002 (cfr. decisioni su opposizione e precetti esecutivi).
In una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo.
Il TFA ha in particolare precisato:
"
Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw 2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der Versicherten beizulegen haben.
Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster (a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft verursacht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten, die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992 Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4 betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.
cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen Versicherungbedingungen (der Kasse) ... die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen in der Höhe von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."
In concreto, le "
condizioni dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
" dell'assicurazione di base, edizione 2001, prodotte dalla Cassa su invito del TCA che aveva chiesto le "
Condizioni Generali d'assicurazione (CGA applicabili al caso di specie)
" (doc. _), sono silenti circa la riscossione di spese in caso di ritardo nel pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi. Solo le CGA delle assicurazioni complementari dell'assicurazione malattia e infortuni, tuttavia sottoposti alla LCA (cfr. doc. _) e non oggetto della presente vertenza, essendo chiesti unicamente importi relativi alla LAMal, prevede all'art. 13 che le spese di richiamo di diffida e di esecuzione sono a carico dello stipulante.
Per cui in concreto, in assenza di una norma esplicita, le spese non possono essere richieste. Su questo punto la decisione va modificata.
Per quanto concerne invece il riconoscimento delle spese esecutive, giova ricordare che esse non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (cfr. STCA del 26 aprile 2000, _, DTF 71 III 144, Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts, Berna 1983, p. 106), senza che sia necessaria una esplicita pronuncia di merito (STCA 26 aprile 2000, 36.99.166). Per cui i fr. 30 di spese esecutive, oltre fr. 5 di spese d'incasso, chiesti al marito, da non confondere con i fr. 35 di spese amministrative chiesti dalla Cassa per l'avvio della procedura esecutiva e non dovuti in mancanza di norme nelle CGA (cfr. STCA del 21 marzo 2003, _/_), e i fr. 50 chiesti alla moglie seguono l'esito del ricorso.
2.11. Per quanto concerne gli interessi, va rilevato quanto segue.
Fino al 31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio 2000 nella causa A., inc. _; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con riferimenti).
Questo principio conosceva delle eccezioni.
Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad interessi moratori allorché si riscontravano “
circostanze particolari
”.
Queste circostanze sono state considerate realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi amministrativi (DTF 101 V 118).
In DTF 108 V 19 consid. 4b (= RCC 1983 pag. 156 consid. 4b) l’Alto tribunale, dopo avere confermato la propria prassi, ha aggiunto che per poter attribuire eccezionalmente interessi moratori in assenza di base legale oltre all’atto illecito era ancora necessario un agire colposo da parte dell’amministrazione (o di un’autorità di ricorso, cfr. anche DTF 117 V 352 consid. 3, 116 V 327).
Il TFA ha tuttavia rifiutato il versamento generalizzato di interessi. Tale impostazione è fondata sulla circostanza che nel diritto delle assicurazioni sociali il riconoscimento di interessi moratori è giustificato, come in passato, soltanto in via eccezionale e in casi isolati che particolarmente urtano il senso del diritto (DTF 113 V 50 consid. 2a, RCC 1990 pag. 47 consid. 3).
In DTF 101 V 114 il TFA ha inoltre rilevato come "
quant à l'assuré, la règle de l'égalité des parties commande de le dispenser lui aussi du paiement des intérêts de retard lorsqu'il a defendu ce qu'il estimait être son droit.
"
La possibilità di chiedere gli interessi, introdotta nel 1996 in ambito LAMal, nella prima la versione dell'art. 9 cpv. 2 OAMal, è stata abrogata con effetto dal 1.1.1998 (Gerhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828).
Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; per un commento sulla nuova legge cfr. Regina Berger Hadorn, in: Sécurité sociale, 5/2002, pag. 265 segg.). La LPGA all'art. 26 prevede che i crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di breve durata (da rilevare che attualmente nell'ordinanza non è stato previsto alcun limite). Per il cpv. 2 sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto 12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto.
Per cui, in concreto, prima del 1° gennaio 2003 la Cassa non poteva chiedere il pagamento di interessi di mora (Gebhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828, Ueli Kieser, ATSG Kommentar, ad art. 26, in particolare pag. 309, DTF 101 V 114, DTF 108 V 13).
Questa possibilità è data unicamente dal 1° gennaio 2003 (cfr. Kieser, op. cit. ad art. 26 pag. 309, n. 32), essendo l'art. 26 LPGA verosimilmente applicabile anche ai premi (cfr. Kieser, op. cit. ad art. 26 pag. 296 n. 7). La questione può tuttavia rimanere aperta. Infatti, per l'art. 82 LPGA le disposizioni materiali della legge non sono applicabili alle prestazioni correnti e alle esigenze fissate prima della sua entrata in vigore.
Nelle disposizioni materiali sono compresi in particolare gli art. da 3 a 26 LPGA (Kieser, op. cit. ad art. 82 pag. 820 n. 8 segg.).
Nel caso di specie, la Cassa ha chiesto il pagamento dei premi precedentemente all'entrata in vigore della LPGA (precetto esecutivo e decisione formale sono del 2002). Poiché l'art. 26 LPGA relativo agli interessi è una norma di diritto sostanziale, non può trovare applicazione in concreto (cfr. anche consid. 2.3 e sentenze citate).
In queste circostanze gli interessi non sono dovuti.
Per cui anche su questo punto il ricorso va accolto.
2.12. Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione (premi e spese di sollecito ed amministrative), il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.
La circostanza che nel PE fatto spiccare nei confronti della moglie, prima del nome venga indicato anche "_", non è rilevante nella misura in cui debitrice dell'importo è chiaramente l'assicurata il cui nome ed indirizzo, per il resto, figurano correttamente (_).
2.13. Alla luce degli argomenti sviluppati in precedenza i ricorsi vanno parzialmente accolti.
La decisione inerente _ va modificata, nel senso che le spese di fr. 35 e gli interessi di mora non sono dovuti.
L'opposizione è tolta limitatamente all'importo di fr. 440.15.
La decisione relativa a _, va modificata nel senso che la ricorrente è debitrice di fr. 692.05, mentre gli interessi di mora non sono dovuti.
L'opposizione è tolta limitatamente all'importo di fr. 692.05.
Agli interessati, rappresentati da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili (art. 87 lett. g LAMal e 61 lett g LPGA, a proposito dell'applicazione dell'art. 61 LPGA: SVR 2003, AHV nr. 13 pag. 33).