Decision ID: d483ff37-714a-5d35-8247-ce625854c09c
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 18 settembre 2007 RI 1 (1953) ha chiesto alla Commissione tutoria regionale 1 di revocare la tutela volontaria istituita nei suoi confronti il 14 febbraio 2001;
che in un rapporto del 30 maggio 2003, commissionato dall'autorità tutoria, il Servizio psico-sociale di Mendrisio ha dichiarato “essenziale” il mantenimento della tutela;
che con decisione dell'8 novembre 2007 la Commissione tutoria ha confermato l'interdizione, respingendo l'istanza;
che contro tale decisione RI 1 ha ricorso il 15 novembre 2007 alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele;
che, statuendo il 19 maggio 2008, l'Autorità di vigilanza ha respinto il ricorso senza prelevare tasse né spese;
che contro la decisione predetta RI 1 ha introdotto il
2 giugno 2008 una dichiarazione di ricorso, redatta personalmente;
che l'atto non ha formato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che nel Cantone Ticino l'unico rimedio esperibile contro decisioni prese dall'Autorità di vigilanza sulle tutele è l'appello (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, dell'8 marzo 1999, cui rinvia l'art. 39 LAC);
che lo scritto in esame, tempestivo, può solo essere trattato come appello;
che un appello deve contenere in specie – sotto pena di nullità – i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda, come pure le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. e ed f CPC combinati con il cpv. 5);
che nel caso in cui un tutelato insorga personalmente contro una decisione a lui sfavorevole, le esigenze formali dell'appello vanno per certi versi attenuate, essendo sufficiente che le richieste di giudizio e i motivi di impugnazione possano desumersi dall'insieme del ricorso (
Geiser
in: Basler Kommentar,
3
a
edi
zione,
n. 41 ad art. 420);
che in concreto l'appello si esaurisce testualmente nelle due frasi seguenti:
Egregi signori,
in merito alla vostra decisione del 19-5 scorso di respingere il mio ricorso per la revoca della tutela, vi comunico che non sono d'accordo. Decido per tanto di inoltrare per tramite vostro un nuovo ricorso al Tribunale d'appello alla Camera civile di Lugano;
che nelle circostanze descritte la conclusione intesa alla revoca della tutela e alla conseguente modifica della decisione impugnata può ragionevolmente essere presunta, mentre non è dato di comprendere – nemmeno intuitivamente – per quali ragioni ciò dovrebbe avvenire;
che, ciò posto, l'appello va dichiarato irricevibile per totale mancanza di motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5);
che a simile difetto non può rimediarsi, del resto, dopo la scadenza del
termine d'impugnazione (Rep. 1968 pag. 70; v. anche
Cocchi/Trezzini
,
CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 308);
che gli oneri processuali andrebbero posti a carico dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC);
che in concreto si può nondimeno prescindere – eccezionalmente – dal prelevare spese, l'appellante risultando sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l’ausilio di un patrocinatore;
che non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato oggetto di intimazione;
che quanto a
i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
le decisioni sull'interdizione – e la revoca – sono impugnabili con ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore (art. 72 cpv. 2 lett. b
n. 6 LTF;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,