Decision ID: 704411fd-1649-542c-93c0-3f692b19a48f
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con sentenza del 28 novembre 2000 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha sciolto il matrimonio tra _ e _ nata _, omologando la convenzione sulle conseguenze del divorzio sottoscritta dalle parti il 5 luglio 2000;
che in tale convenzione _ si impegnava, tra l'altro, a erogare all'ex moglie un contributo alimentare di fr. 1400.– mensile indicizzati;
che nei mesi di luglio e agosto del 2002 egli ha versato a titolo di contributo alimentare unicamente l'importo mensile di fr. 1000.–;
che _ si è rivolta il 13 agosto 2002 al Pretore del Distretto di Bellinzona perché ordinasse al datore di lavoro dell'ex marito di trattenere immediatamente dallo stipendio di quest'ultimo fr. 1400.– mensili, riversandoli a lei direttamente;
che all'udienza del 6 settembre 2002, indetta per la discussione, l'istante ha confermato la richiesta, mentre il convenuto, pur ammettendo di avere decurtato di fr. 400.– le mensilità di luglio e agosto a seguito di asserite difficoltà finanziarie dovute al trasloco, si è opposto alla trattenuta affermando di impegnarsi a “pagare regolarmente”;
che, statuendo il 6 settembre 2002 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha accolto l'istanza e ha ordinato alla ditta _ SA, datrice dei lavoro del convenuto, di trattenere dallo stipendio di quest'ultimo fr. 1400.– ogni mese e di riversare tale importo a _;
che non sono state prelevate spese né tassa di giustizia;
che contro il citato provvedimento _ è insorto il
20 settembre 2002 alla Camera civile di appello con un atto denominato “reclamo” nel quale chiede, previo conferimento dell'effetto sospensivo, l'annullamento della diffida ai debitori;
che l'appello non è stato intimato alla controparte;
e considerando

in diritto:
che a norma dell'art. 132 CC quando l'obbligato trascura i doveri di mantenimento il giudice può prescrivere ai suoi debitori di effettuare totalmente o in parte i loro pagamenti all'avente diritto;
che nel Cantone Ticino la diffida ai debitori è regolata dalla procedura di camera di consiglio contenziosa, in esito alla quale il Pretore statuisce con sentenza (art. 4 n. 1b e 5 LAC, che rinviano agli art. 361 segg. CPC);
che il “reclamo” è in concreto tempestivo, essendo stato presentato prima della scadenza del termine di dieci giorni previsto dall'art. 370 cpv. 2 CPC e può dunque essere esaminato come appello;
che il Segretario assessore, dopo avere accertato che il convenuto aveva ridotto il contributo alimentare dovuto per luglio e agosto 2002 di fr. 400.– mensili, essendo stato per di più dichiarato in fallimento il 5 luglio 2002 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l'istanza e ha ingiunto al datore di lavoro di trattenere dallo stipendio del lavoratore e di versare direttamente alla creditrice l'importo mensile di fr. 1400.–;
che l'appellante ammette di avere decurtato unilateralmente i contributi alimentari versati in luglio e agosto 2002, ma ritiene sproporzionata la trattenuta di stipendio a fronte di una morosità tanto limitata;
che la diffida ai debitori deve invero rispettare il principio di proporzionalità e non si giustifica per un semplice ritardo nei pagamenti (
Schwenzer
in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 2 ad art. 132 CC);
che nella fattispecie, tuttavia, le pretese della creditrice sono seriamente messe in pericolo, poiché il debitore è stato dichiarato in fallimento il 5 luglio 2002 (doc. A) e il suo stato di insolvenza non consente una prognosi positiva per il versamento puntuale dei contributi alimentari, tanto più se si considera che egli ha ammesso di avere ridotto i versamenti in luglio e agosto 2002 proprio per le intervenute difficoltà economiche;
che a giusta ragione, pertanto, il primo giudice ha disposto la diffida ai debitori;
che nelle circostanze descritte l'appello, manifestamente infondato, può essere deciso con la procedura dell'art. 313
bis
CPC;
che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di effetto sospensivo contenuta nel gravame;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di attribuire ripetibili alla controparte, alla quale l'appello non è nemmeno stato notificato;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,