Decision ID: cd4861eb-950f-5b38-bf4e-d0f02bc9f4f3
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto in fatto
che la _ (in seguito semplicemente detta: _), nell’intento di recuperare dal signor _ tutta una serie di importi messigli a suo tempo a disposizione, nel luglio 1993 ha chiesto ed ottenuto il sequestro delle azioni della _ nonché di FF 1’000’000 e frs. 8’000.-, appartenenti a quest’ultima (cfr. doc. A e B inc. no. 508/1994 spec. della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord);
che le cause di convalida dei sequestri sono state tempestivamente avviate nel canton Ginevra (cfr. doc. E inc. no. 508/1994 spec. della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord);
che in data 8 febbraio 1994, per evitare che terze persone potessero intaccare il patrimonio della _ e con ciò rendere vano il sequestro delle azioni, la _ ha convenuto in lite la stessa _ l’amministratore unico della società _, come pure gli eventuali procuratori e i futuri amministratori o curatori della medesima società, chiedendo in sostanza che fosse loro vietato di alienare, gravare o comunque diminuire il valore del patrimonio della _., nonché di trasferire la sua sede fino ad avvenuta tacitazione dell’attrice per le pretese creditorie vantate nei confronti del signor _ e la realizzazione forzata di un’azione della _ pure sequestrata, divieto da impartirsi con la comminatoria dell’art. 292 CPS;
che con decreto supercautelare di pari data il Pretore ha accolto inaudita altera parte tale richiesta e il 21 febbraio 1994 ha assegnato alla parte istante un termine di 90 giorni per promuovere l’azione di merito;
che con petizione 26 maggio 1994 la _ ha nuovamente convenuto in causa i convenuti, postulando la conferma della misura provvisionale;
che con risposta 23 settembre 1994, non intimata alla controparte, _, nel frattempo dimessosi dalla carica di amministratore unico della _ (doc. B), si è opposto alla petizione, contestando preliminarmente la sua legittimazione passiva e chiedendo altresì che la lite nei suoi confronti fosse dichiarata temeraria;
che con scritti 30 maggio e 15 settembre 1995 l’attrice comunicava come l’azione di convalida dei sequestri a _ si fosse conclusa positivamente, per cui la banca aveva provveduto a chiedere il pignoramento dei beni sequestrati;
che con ulteriore scritto datato 2 settembre 1996 l’attrice ha infine annunciato che la presente causa era ora divenuta priva d’oggetto, in quanto l’attrice stessa, a seguito delle aste 31 gennaio 1996 presso l’UE di Lugano e 15 luglio 1996 presso l’UE di Mendrisio, era diventata proprietaria di tutte le azioni della _ e dei crediti vantati contro quest’ultima dal signor _
che di conseguenza la Pretura veniva invitata a stralciare la causa dai ruoli, con l’accollo della tassa di giustizia e delle spese a chi le aveva anticipate, ma senza assegnazione di ripetibili, visto che le convenute non avevano dovuto inoltrare atti di causa;
che con decreto 16 settembre 1996 il Pretore, dando seguito alla richiesta dell’attrice, ha pertanto stralciato la causa, caricando alla _ tassa di giustizia di fr. 400.- e compensando le ripetibili;
che con appello 30 settembre 1996 _ ha postulato la riforma del querelato giudizio nel senso che gli venisse assegnata un’indennità per ripetibili per la procedura di primo grado;
che, a giudizio dell’appellante, il ritiro della petizione da parte dell’attrice costituiva desistenza, avendo egli oltretutto già provveduto ad inoltrare il proprio allegato responsivo;
che, sempre a suo dire, la desistenza di controparte comportava la sua totale soccombenza e l’obbligo di rifondergli un’indennità per ripetibili;
che delle osservazioni 18 ottobre 1996 della parte attrice con cui si chiede la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei successivi considerandi;

considerando in diritto
che innanzitutto, per fugare i dubbi sollevati dalla parte appellata, va subito detto che l’allegato responsivo di _ è effettivamente pervenuto in Pretura il 26 settembre 1994, come risulta dalla data dell’esibito;
che, per quanto riguarda l’appello che qui ci occupa, il riconoscimento o meno di un’indennità per ripetibili a favore dell’appellante presuppone un esame dello scritto 2 settembre 1996 con cui controparte ha chiesto lo stralcio della petizione;
che nel caso in cui quest’ultimo dovesse essere interpretato come desistenza dell’attrice, nulla osterebbe all’assegnazione di ripetibili al convenuto, la stessa essendo per principio equiparata alla soccombenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC, n. 8 e 10 ad art. 148;
Rep
. 1985 p. 146;
CCC
20 giugno 1990 in re N./D.;
IICCA
6 luglio 1993 in re M./P. SA, 10 gennaio 1994 in re F./U., 11 giugno 1996 in re P./B.);
che, al contrario, se si volesse ammettere con l’attrice che la lite sarebbe divenuta priva di oggetto a seguito della conclusione delle procedure esecutive inerenti le azioni della _ va comunque osservato che la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare, seguendo il disposto di cui all’art. 163 CPC, che ove una lite diventi priva di oggetto o di interesse giuridico (art. 351 cpv. 1 CPC) in materia di spese e ripetibili si deve applicare per analogia l’art. 72 della procedura civile federale (
Rep
. 1990 p. 284;
ICCA
22 febbraio 1993 in re B./B., 1 giugno 1993 in re F. SA/S. SA, 27 settembre 1993 in re P./P.;
IICCA
23 marzo 1994 in re I. SA e llcc./L. SA e llcc.), norma in virtù della quale, quando una lite diventa senz’oggetto o priva d’interesse giuridico per le parti, il tribunale, udite le parti, ma senz’ulteriore dibattimento, dichiara il processo terminato e statuisce, con motivazione sommaria, sulle spese, “tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite”: in sostanza si tratta perciò di valutare, sommariamente, quale possibilità di buon esito avrebbe avuto in concreto la causa (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., n. 31 ad art. 148;
DTF
111 Ib 191 cons. 7a;
IICCA
21 settembre 1993 in re J./N., 23 marzo 1994 in re I. SA e llcc./L. SA e llcc.);
che nel caso di specie è del tutto evidente che la petizione, nella misura in cui era diretta nei confronti del convenuto _, era sicuramente destinata all’insuccesso;
che, in effetti, se la legittimazione passiva di quest’ultimo era pacificamente data per la procedura supercautelare sfociata nel decreto 8 febbraio 1994, la stessa non lo era però più per la causa di merito promossa con la petizione 26 maggio 1994, atteso come egli a far tempo dal 3 marzo 1994 (cfr. doc. A) non era più formalmente amministratore unico della società _.;
che, in entrambi i casi evocati, ben si giustifica di attribuire al convenuto un’indennità per ripetibili;
che la stessa viene determinata equitativamente da questa Camera in fr. 600.-, ciò che tiene conto del fatto che da un lato la causa si è conclusa prematuramente e che dall’altro l’attività del patrocinatore del convenuto è stata relativamente ridotta, essendosi egli in sostanza limitato all’allestimento di un breve allegato responsivo ed alla redazione di un paio di missive;
che, implicitamente, la stessa attrice aveva per altro ammesso di doversi far carico delle spese e delle ripetibili della presente procedura, allorché aveva proposto di caricare le spese a chi le aveva anticipate -cioè a sé  che le ripetibili avrebbero dovuto essere compensate e ciò per il semplice fatto (poi rivelatosi errato) che le parti convenute avevano omesso di inoltrare degli atti di causa;
che l’appello deve pertanto essere accolto, con accollo di spese e ripetibili a carico della parte soccombente (art. 148 CPC);