Decision ID: bf185d21-7df9-5927-8ea4-03ea7d8ad0e7
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che con decisione del 17 giugno 2005, la Sezione della circolazione ha ritenuto RI 1 colpevole di avere posteggiato il veicolo TI _ “
su una strada principale nella località, senza lasciare abbastanza spazio per l’incrocio di due autoveicoli, ostacolando notevolmente la circolazione. Inoltre sul veicolo erano abusivamente in funzione le luci di avvertimento lampeggianti”
; circostanze accertate dalla polizia comunale alle ore 8.27 del 22 aprile 2005, in via Mezzana a Losone, all’altezza della panetteria “Dolce Monaco”;
che in applicazione della pena, l’autorità gli ha inflitto una multa di fr. 200.–, ponendo inoltre a suo carico una tassa di giustizia di fr. 40.– e spese in ragione di fr. 20.–;
che RI 1 è insorto contro tale decisione con un ricorso del 30 giugno 2005, nel quale postula in sostanza l'annullamento della multa;
che nelle osservazioni del 25 agosto 2005, la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine;
che sulle prove offerte, non è il caso di disporre la non meglio precisata “
ulteriore testimonianza
” auspicata dal ricorrente con lettera del 12 settembre 2005: gli atti sono completi (cfr. in specie la deposizione 23 agosto 2005 dell’autore della dichiarazione scritta allegata al ricorso) e il postulato complemento istruttorio, per altro generico e tardivo, non appare dunque suscettibile d’influire sull’esito del giudizio;
che la Sezione della circolazione rimprovera al multato – in applicazione degli art. 37 cpv. 2, 90 n. 1 LCS; 19 cpv. 2 lett. c e 23 cpv. 3 lett. a ONC – di avere posteggiato il suo veicolo “
su una strada principale nella località, senza lasciare abbastanza spazio per l’incrocio di due autoveicoli, ostacolando notevolmente la circolazione. Inoltre sul veicolo erano abusivamente in funzione le luci di avvertimento lampeggianti”
;
che il ricorrente non contesta né di essersi fermato con la sua vettura nel luogo appena indicato né di avere con ciò intralciato la circolazione, dicendosi anzi “
cosciente che il veicolo ostruiva la strada
” (ricorso, verso il basso);
ch’egli fa valere nondimeno di essersi dovuto fermare “
perché si è spento il motore all’improvviso
”, soggiungendo di essere indi “
sceso per cercare un telefono per chiamare aiuto
”, ma “
purtroppo c’era altra gente che telefonava
”, e di essere poi tornato al veicolo “
per cercare di rimuoverlo e con
[sua]
sorpresa il motore si è acceso e
[ha]
potuto continuare il
[suo]
tragitto senza fare una parola con l’agente di polizia”
che ha poi denunciato l’accaduto;
che a sostegno delle sue argomentazioni, l’insorgente allega una dichiarazione 30 giugno 2005 del titolare della panetteria vicina al luogo dell’infrazione, secondo cui il multato non avrebbe “
acquistato nulla
”, ma avrebbe semplicemente “
chiesto di telefonare
”;
che l’autore della dichiarazione, chiamato a deporre davanti alla polizia il 23 agosto 2005, ha confermato invero la sua versione, ma – invitato a precisare temporalmente i fatti – ha situato l’episodio “
circa
una settimana prima, comunque poco tempo prima
” di avere firmato lo scritto 30 giugno 2005;
che il tentativo di telefonare dalla panetteria ha avuto luogo, in altri termini, due mesi dopo i fatti rimproverati al multato, risalenti al 22 aprile 2005;
che sull’accaduto, l’agente denunciante si è così espresso in un rapporto del 23 agosto 2005:
“
il sottoscritto dopo essersi avvicinato al veicolo Toyota Hiace, targato TI _, parcheggiato sulla corsia di marcia in Via Mezzana, direzione Via Locarno ha subito cercato il conducente del veicolo, il quale
era al bancone del pane intento all’acquisto
. Dopo alcuni secondi usciva dalla Panetteria Dolce e Monaco
con il sacchetto del pane
. Chiedevo spiegazioni in modo educato, dicendo che il posteggio in quel luogo era molto pericoloso. Subito il conducente proferiva alcune parole in modo alquanto maleducato, si metteva alla guida e subito ripartiva senza aver particolari problemi nell’accensione del proprio veicolo.
[...];
che in una successiva lettera del 12 settembre 2005, l’insorgente ha contestato le affermazioni dell’agente e ha ribadito la propria versione, senza tuttavia neppure tentare di spiegare in che modo l’agente denunciante potesse ragionevolmente essersi sbagliato, o quale ragione avesse potuto indurre un tutore dell’ordine a dichiarare circostanze finanche inveritiere;
che in siffatte evenienze, questo giudice non ritiene in definitiva sussistere alcun ragionevole dubbio riguardo alla fattispecie considerata dall’autorità di primo grado;
che la decisione impugnata merita pertanto conferma, la multa inflitta essendo altresì adeguata all’entità dell’infrazione commessa e alle circostanze del caso specifico, rettamente commisurata al grado di colpa dell’insorgente e contenuta nei limiti di legge;
che il ricorso – infondato – deve perciò essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 cpv. 2 LPContr);