Decision ID: 7a4855a3-4b28-5bc4-aa29-a467b8557f0d
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 21 settembre 2015 l’Ufficio assicurazione invalidità (di seguito: UAI) ha rifiutato il versamento di una rendita AI ad RI 1, nato nel 1963, di professione gruista (doc. 35 incarto AI).
1.2. Il 21 novembre 2016 l’assicurato ha inoltrato una nuova domanda (doc. 39 incarto AI). Dopo aver fatto allestire una perizia pluridisciplinare del _, redatta il 4 ottobre 2017 (doc. 83 incarto AI), ed una perizia di decorso, redatta il 24 ottobre 2019 (doc. 136 incarto AI), con progetto di decisione del 30 ottobre 2019 (doc. 142 incarto AI), confermato dalla decisione del 13 agosto 2020 (doc. 157 incarto AI), l’UAI ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita intera limitata nel tempo dal 1° aprile 2018 al 30 aprile 2019.
1.3. RI 1 è insorto al Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) contro la predetta decisione, chiedendone in via principale l’annullamento ed il riconoscimento di almeno 1⁄4 di rendita, in via subordinata l’annullamento ed il rinvio degli atti all’UAI per ulteriori accertamenti (doc. I). Il ricorrente, che richiama gli atti dell’AI, allega un certificato dell’8 novembre 2019 della curante, dr.ssa med. _, che attesta una completa incapacità lavorativa ed afferma di essersi sottoposto, il 2 settembre 2020, ad una visita presso il dr. med. _, il quale ha confermato la totale incapacità lavorativa e gli ha comunicato che l’avrebbe sottoposto ad una risonanza magnetica il 7 settembre 2020. L’insorgente si riserva di produrre ulteriore documentazione in merito.
1.4. Con risposta del 24 settembre 2020, cui ha allegato la presa di posizione del 23 settembre 2020 del medico SMR, dr. med. _ (doc. IV/1) e l’intero incarto, l’UAI, rilevato di aver ricevuto dall’insorgente le valutazioni ambulatoriali dell’_ a firma del dr. med. _ del 3 e 17 settembre 2020 ed un certificato medico generico di incapacità lavorativa per un periodo determinato con prescrizione di fisioterapia, propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).
1.5. In data 7 ottobre 2020 l’insorgente ha chiesto l’allestimento di una perizia giudiziaria (doc. VI), mentre il 19 ottobre 2020 l’amministrazione ha confermato la richiesta di respingere l’impugnativa, allegando l’annotazione, già agli atti, del medico SMR, dr. med. _, del 9 dicembre 2019 sul rapporto dell’8 novembre 2019 della dr.ssa med. _ (doc. VIII/1).
1.6. Il 3 novembre 2020 è pervenuto al TCA un referto del 7 ottobre 2020 della dr.ssa med. _ (doc. X), su cui l’UAI si è espresso il 9 novembre 2020, producendo le osservazioni di medesima data del medico SMR, dr. med. _ (doc. XII/1).

in diritto
2.1. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.2. Trattandosi dell'attribuzione di una rendita limitata nel tempo, per costante giurisprudenza, quando l'amministrazione con un'unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
L'art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta.
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche in merito all'art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della soppressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e presumibilmente continuerà a durare (cfr. art. 88a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, il cambiamento va tenuto in considerazione non appena è durato tre mesi senza interruzione notevole. L'art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).
Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF 8C_94/2013 dell'8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L'art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già un'invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).
2.3. In concreto, acquisiti gli atti medici ritenuti necessari, l’UAI ha deciso di far allestire una perizia pluridisciplinare ad opera del _ (medicina interna: dr.ssa med. _; endocrinologia/diabetologia: dr. med. _; neurologia: dr. med. _; psichiatria e psicoterapia: dr.ssa med. _; reumatologia: dr. med. _; pneumologia: dr. med. _).
Nel referto del 4 ottobre 2017, i periti, dopo aver descritto gli atti, l’anamnesi famigliare, personale-sociale, professionale, patologica e sistemica, le affezioni attuali e le constatazioni obiettive, hanno posto la diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa di gonartrosi al compartimento mediale del ginocchio destro in stato dopo due interventi chirurgici di meniscectomia parziale del menisco mediale nel 2013 e nel 2014 e sindrome lombovertebrale su alterazioni degenerative plurisegmentali (pag. 30 perizia = pag. 364 incarto AI). Gli specialisti hanno inoltre posto numerose diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa.
I periti hanno affermato che l’insorgente è abile al 70% nella professione di gruista ed al 30% quale muratore. In attività adatte, con le limitazioni ivi descritte, è abile al 100%.
Il medico SMR, dr. med. _, il 5 ottobre 2017 ha confermato l’esito della perizia, precisando che il ricorrente, in qualsiasi attività, è stato incapace al lavoro al 100% dal 24 giugno 2013 al 9 giugno 2014, allo 0% dal 10 giugno 2014 al 4 settembre 2014 e nuovamente al 100% dal 5 settembre 2014 al mese di febbraio 2015. Dal marzo 2015 è completamente abile in attività adatte, abile al 70% quale gruista ed al 30% quale muratore (doc. 82 incarto AI).
In seguito alla produzione di ulteriore documentazione medica, l’UAI ha fatto allestire una perizia pluridisciplinare di decorso in ambito internistico (dr.ssa med. _), psichiatrico (dr.ssa med. _), pneumologico (dr. med. _) e reumatologico (dr. med. _).
Nel referto del 24 ottobre 2019 i periti, riassunti gli atti, l’anamnesi famigliare, personale-sociale, professionale, patologica e sistemica, i disturbi soggettivi, le affezioni attuali e le costatazioni obiettive, hanno posto le diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa di gonartrosi al compartimento mediale del ginocchio destro con stato dopo due interventi chirurgici di meniscectomia parziale del menisco mediale (2013 e 2014) e sindrome lombovertebrale su alterazioni degenerative plurisegmentali oltre a numerose diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa (pag. 39 perizia = pag. 612 incarto AI). Gli specialisti hanno confermato la capacità lavorativa del 70% nell’attività di gruista e del 30% in quella di muratore, nonché la totale capacità lavorativa in attività adatte (pag. 41 perizia = pag. 614 incarto AI).
Il 28 ottobre 2019 il medico SMR, dr. med. _, ha confermato le conclusioni peritali, aggiungendo che l’insorgente, oltre alle già note incapacità lavorative, nella precedente attività di muratore è stato inabile al lavoro al 100% dal 5 settembre 2014 al 2 marzo 2015, allo 0% dal 3 marzo 2015 al 5 giugno 2015, al 70% dal 6 ottobre 2015 al 24 aprile 2018, al 100% dal 25 aprile 2018 al 15 gennaio 2019 ed al 70% dal 16 gennaio 2019 (pag. 679 incarto AI). Per contro, in attività adatte, l’assicurato è abile al lavoro al 100% dal 3 marzo 2015, tranne per il periodo dal 25 aprile 2018 al 15 gennaio 2019 quando è stato completamente incapace al lavoro (pag. 679 incarto AI).
In seguito al progetto di decisione del 30 ottobre 2019 (doc. 142 incarto AI), l’insorgente ha prodotto un referto dell’8 novembre 2019 della dr.ssa med. _, la quale, oltre a elencare numerose diagnosi e la terapia in atto, ha attestato una completa incapacità lavorativa dell’assicurato “in qualità di gruista e nel settore edile” (pag. 709 incarto AI). La dr.ssa ha aggiunto che “considerando il basso livello di scolarità (scuole medie) è improponibile una riqualifica professionale all’età di 56 anni, per esempio per quello che riguarderebbe un lavoro meno pesante che sarebbe quello di ufficio e che comunque non potrebbe eseguire a tempo pieno, dato che non riesce a mantenere a lungo la stessa posizione. Per la problematica alla schiena il paziente dovrebbe evitare lavori che richiedono frequenti sollecitazioni della colonna, ed non dovrebbe alzare pesi”.
Il 9 dicembre 2019 il medico SMR, dr. med. _, ha indicato che nel rapporto della curante sono elencate le note diagnosi e che tale referto non modifica quanto stabilito in precedenza (pag. 722 incarto AI).
Nelle more processuali all’UAI è pervenuto un certificato del dr. med. _, medico aggiunto specialista in chirurgia ortopedica, del 2 settembre 2020 che attesta un’inabilità lavorativa del 100% dal 2 settembre 2020 al 16 settembre 2020 (pag. 735 incarto AI) ed un referto del medesimo medico del 3 settembre 2020 dove lo specialista sostiene che “il decorso è sempre stato buono sino a circa una settimana or sono quando il paziente ha cominciato ad accusare dolore alla spalla sinistra operata un anno e mezzo or sono. All’esame clinico la mobilità è buona ed anche la motilità, presenta dolore ma non ipostenia al test di Whipple. Si richiede una Risonanza Magnetica di controllo e rivaluteremo il paziente e daremo delle indicazioni terapeutiche non appena lo rivaluteremo con la Risonanza Magnetica” (pag. 755 incarto AI).
Il medico SMR, dr. med. _, il 23 settembre 2020 ha preso posizione sulla predetta documentazione, così come sul rapporto del dr. med. _ del 17 settembre 2020 relativo all’esame RM dell’8 settembre 2020 che non mostra rotture della capsula, ma un sospetto clinico per una capsulite retrattile ed in seguito al quale è stata eseguita un’infiltrazione con steroidi e prescritta fisioterapia. Il medico SMR ha affermato che “dall’attuale documentazione risulta peggioramento a livello della spalla sinistra con attuale IL 100%. L’insorgenza del peggioramento è databile con l’ultima settimana di agosto, quindi posteriore alla data di decisione. La prognosi della problematica è favorevole, possibile però una IL di qualche mese” (doc. IV/1).
Il 3 novembre 2020 è pervenuto al TCA un referto del 7 ottobre 2020 della dr.ssa med. _, la quale, oltre ad elencare le note diagnosi e la terapia, ha certificato che l’insorgente “a causa delle problematiche ampiamente sottoelencate risulta inabile al lavoro al 100% dal 1.10.2020 al 30.04.2021” (doc. X).
Il 9 novembre 2020 il medico SMR, dr. med. _, ha preso posizione sul citato referto, rilevando che sono state elencate le note diagnosi ed ha affermato che all’UAI è stato trasmesso un certificato di incapacità lavorativa dal 28.10.2020 all’11.12.2020 della dr.ssa _ ed un rapporto del 27 ottobre 2020 del dr. med. _ dove viene costatato un miglioramento rispetto ad agosto 2020 e dove viene indicato che permane un’incapacità lavorativa del 100% con rivalutazione in dicembre. Il medico SMR ha confermato la sua nota del 23 settembre 2020 (doc. XII/1).
2.4. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Nella DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).