Decision ID: e59a81df-4761-556c-a350-458aa1dfc85b
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 22 agosto 2012 A._, nato il (...), la moglie B._, entrambi
cittadini colombiani, ed i loro figli gemelli C._ e D._, nati il
(...), cittadini panamensi, hanno inoltrato alla Sezione della popolazione
del Cantone Ticino (in seguito: SPOP) la richiesta per il rilascio di un «visto
per un soggiorno lungo» (visto D), nonché la richiesta di un permesso di
dimora nel Cantone Ticino, a motivo di importanti interessi fiscali per il Can-
tone Ticino e di ricongiungimento famigliare.
B.
Con scritto del 31 ottobre 2012 la Divisione delle contribuzioni del Cantone
Ticino (in seguito: Divisione delle contribuzioni) ha segnalato l'interesse fi-
scale del Cantone al soggiorno della famiglia A._ in Svizzera, evi-
denziando l'accordo raggiunto per una tassazione globale secondo il di-
spendio per un importo di fr. 960'000.–. Il 2 novembre seguente la SPOP
ha quindi preavvisato positivamente il rilascio dei permessi di dimora ri-
chiesti, in applicazione dell'art. 30 LStr (RS 142.20), trasmettendo l'incarto
all'allora Ufficio federale della migrazione (UFM; attualmente: Segreteria di
Stato della migrazione [SEM]) competente per l'approvazione.
C.
Con messaggio di posta elettronica del 14 novembre 2012 l’UFM ha chie-
sto al Dipartimento federale degli affari esteri (in seguito: Dipartimento o
DFAE) un «preavviso circa la venuta [di A._]», alla luce «degli ap-
parenti legami dell'interessato con esponenti degli ambienti politici, econo-
mici e culturali del suo paese d'origine».
D.
Mediante messaggio di posta elettronica del 3 dicembre 2012, il DFAE ha
informato l’UFM in merito ad alcuni procedimenti penali – terminati e pen-
denti – per presunti reati commessi dall'interessato durante il periodo in cui
ricopriva la carica di Governatore del Dipartimento di E._, e circa i
presunti legami dello stesso con le Forze Armate Rivoluzionarie della Co-
lombia (in seguito: FARC). Da una parte il Dipartimento ha precisato che i
procedimenti penali nei confronti dell'interessato sono terminati con un non
luogo a procedere, poiché le autorità colombiane non hanno comprovato i
presunti reati con i necessari mezzi di prova, dall'altra ha sottolineato che
permangono comunque dubbi circa il comportamento dell'interessato, e
che «même en l'absence de toute preuve» non è opportuno che sul piano
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politico la Svizzera conceda un permesso di soggiorno allo stesso e alla
propria famiglia.
E.
Conseguentemente, con scritto del 4 dicembre 2012 l’UFM, dopo «attenta
e approfondita analisi degli elementi agli atti» e in virtù «d'informazioni co-
municate dai servizi competenti della Confederazione», ha informato gli in-
teressati di essere intenzionata a rifiutare l'approvazione al rilascio di un
permesso di dimora a motivo di preminenti interessi pubblici. In proposito
l'autorità di prime cure ha comunicato ai richiedenti che non è nell'interesse
della Svizzera accogliere sul proprio territorio cittadini stranieri la cui repu-
tazione non è al di sopra di ogni sospetto, invitandoli a prendere posizione
in merito – nell’ambito del diritto di essere sentiti – entro l'11 gennaio 2013.
F.
Con osservazioni del 24 gennaio seguente gli interessati hanno auspicato
e ribadito la necessità dell'approvazione del rilascio del permesso di sog-
giorno, ammettendo che A._ è stato oggetto di procedimenti penali
che tuttavia si sono conclusi con due sentenze di assoluzione, come com-
provato dal casellario giudiziario. L'interessato ha pure evidenziato che il
proprio desiderio di risiedere in Svizzera nasce dalla volontà di fornire alla
propria famiglia un quadro di vita sicuro lontano dalla vita pubblica e dai
pericoli presenti in Colombia per determinate autorità e personaggi pub-
blici. In particolare egli ha sottolineato che il padre subì un sequestro ed
egli stesso ha subito un tentativo di rapimento.
G.
Con decisione del 6 marzo 2013 l’UFM ha rifiutato formalmente l'approva-
zione al rilascio di un permesso di dimora «per importanti interessi pub-
blici» (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr) in favore di A._, rivelando come
«non sia nell'interesse della Svizzera [...] accogliere sul proprio territorio
dei cittadini stranieri la cui integrità è messa in discussione e la cui pre-
senza [...] sia suscettibile d'attentare all'ordine e alla sicurezza pubblici del
paese ai sensi dell'articolo 62 LStr». A sostegno delle proprie considera-
zioni l'autorità federale ha evidenziato che l'interessato durante l'esercizio
delle proprie cariche pubbliche abbia mantenuto un «comportamento re-
prensibile», e che nonostante sia stato prosciolto da ogni accusa, persi-
stono «seri dubbi» sulla sua persona. L’UFM ha inoltre rilevato che siccome
«sembrerebbe esservi la possibilità che l'interessato sia chiamato a com-
parire in futuri processi circa i legami tra potere politico e organizzazioni
armate illegali [...] non si può escludere che l'eventuale soggiorno in Sviz-
zera possa essere utilizzato quale elemento ostruzionistico all'esercizio
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delle proprie funzioni da parte della giustizia colombiana». Un permesso di
soggiorno a dire dell'autorità di prime cure non sarebbe altresì auspicabile
per motivi di ordine politico.
Considerando che lo statuto della moglie e dei figli sia legato a quello del
richiedente e che l'art. 44 LStr non prevede alcun diritto per moglie e figli,
l’UFM ha negato la richiesta del permesso di dimora a motivo di ricongiun-
gimento familiare in favore di B._, nonché di C._ e
D._.
Infine, l’UFM ha ribadito che agli interessi privati dei ricorrenti deve essere
contrapposto l'interesse pubblico giusta l'art. 3 cpv. 3 LStr, ovvero quello di
adottare una politica migratoria tenendo conto dell'evoluzione demografica,
sociale e sociopolitica della Svizzera. Invero le scelte delle autorità elveti-
che in ambito migratorio rappresentano una prerogativa appartenente ad
ogni Stato sovrano, fatti salvi gli obblighi derivanti dal diritto internazionale.
H.
Con ricorso del 22 aprile 2013 gli interessati hanno chiesto in via principale
il rilascio del permesso di dimora B per importanti interessi pubblici in fa-
vore di A._, e per ricongiungimento famigliare in favore della moglie
e dei due figli comuni. In via subordinata essi hanno chiesto al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: Tribunale) di annullare la decisione e
trasmettere le richieste all'autorità inferiore per una nuova decisione.
A sostegno delle proprie allegazioni, i ricorrenti hanno asserito l'assenza di
giustificate ragioni, evidenziando di non rappresentare un pericolo per l'or-
dine e la sicurezza pubblici giusta l'art. 62 LStr, come invece pretende
l’UFM. In particolare le considerazioni dell'autorità di prime cure, secondo
cui A._ non avrebbe mantenuto un comportamento irreprensibile
durante l'esercizio della carica di Governatore del Dipartimento di
E._, sono prive di fondamento nella misura in cui lo stesso non è
stato oggetto di alcuna condanna penale, come comprova l'assenza di
iscrizioni nel casellario giudiziario. Anche i presunti legami con le organiz-
zazioni paramilitari FARC non sono comprovate da alcun documento agli
atti. In particolare l'interessato ha rilevato che i procedimenti penali sono
sorti a causa di «gelosie e attacchi» conseguenti alle diverse responsabilità
e successi ottenuti nel quadro della propria attività politica. Prive di fonda-
mento sarebbero pure le allegazioni dell'autorità federale secondo cui il
permesso di soggiorno in Svizzera permetterebbe all'interessato di sot-
trarsi ad eventuali procedimenti futuri in Colombia, senza possibilità di pro-
cedere all'estradizione. Infine, alla luce dell'assenza di condanne penali, i
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ricorrenti richiamano questo Tribunale al rispetto del principio della presun-
zione di innocenza violato dall’UFM nella sua decisione.
I.
Con osservazioni del 23 luglio 2013 l'autorità di prima istanza ha chiesto di
dichiarare infondato il ricorso in tutte le sue conclusioni e di confermare la
decisione impugnata.
J.
Invitati dal Tribunale a fornire un aggiornamento in merito alla propria si-
tuazione personale, in data 10 febbraio 2015 i ricorrenti hanno dichiarato
di risiedere a F._, puntualizzando di non aver riscontrato alcuna dif-
ficoltà ad ottenere i permessi necessari da parte delle autorità spagnole.
Gli interessati hanno altresì confermato il loro desiderio di volersi stabilire
in Svizzera ed in particolare a G._ in ragione della bellezza dei luo-
ghi e della qualità della vita. Infine hanno ricordato che il casellario giudi-
ziale di A._ è privo di qualsivoglia iscrizione e che le inchieste a suo
carico erano il frutto di complotti politici volti a screditarlo, e che il permesso
di dimora in Svizzera non sarebbe d'ostacolo ad un'eventuale domanda di
estradizione da parte delle autorità colombiane.
K.
Con osservazioni del 19 febbraio 2015 l'autorità inferiore si è limitata a
prendere conoscenza dei ragguagli forniti dai ricorrenti ed ha confermato
la propria posizione.

Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il
Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese
dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
In particolare, le decisioni concernenti il rifiuto dell'approvazione al rilascio
di un permesso di dimora, il rifiuto dell'approvazione del permesso di di-
mora per ricongiungimento familiare ed il rinvio dalla Svizzera rese dalla
SEM – la quale costituisce un'unità dell'amministrazione federale come de-
finita all'art. 33 lett. d LTAF – possono essere impugnate dinanzi al Tribu-
nale che nella presente fattispecie statuisce in via definitiva (art. 1 cpv. 2
LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifre 2, 4 e 5 LTF).
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1.2 Salvo in casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura da-
vanti la Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).
1.3 A._, B._ e i figli comuni C._ e D._ sono
destinatari della decisione impugnata ed hanno dunque il diritto di ricorrere
(art. 48 cpv. 1 PA). Il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini pre-
scritti dalla legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e art. 52 PA).
2.
Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-
rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-
mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-
guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato
come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella
procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso
(cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al
momento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
3.
3.1 Dal 1° gennaio 2008, il soggiorno in Svizzera di cittadini stranieri è di-
sciplinato dalla LStr e dalle corrispondenti ordinanze d'applicazione, ed in
particolare l'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del
24 ottobre 2007 (OASA, RS 142.201). Ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 LStr, la
legge in vigore trova applicazione laddove non siano applicabili altre dispo-
sizioni del diritto federale oppure trattati internazionali conclusi dalla Sviz-
zera.
3.2 Riservate le eccezioni previste dalla legge, occorre che il soggiorno di
stranieri in Svizzera sia legittimato dal rilascio del permesso corrispondente
(cfr. art. 10 e 11 LStr; PETER UEBERSAX, Einreise und Anwesenheit, in: Ue-
bersax et al. [ed.], Ausländerrecht: eine umfassende Darstellung der
Rechtsstellung von Ausländerinnen und Ausländern in der Schweiz, 2a ed.
2009, n. marg. 7.84, pag. 247).
4.
4.1 La ripartizione delle competenze tra autorità federali e cantonali com-
petenti in materia di stranieri risulta dagli art. 98 e 99 LStr nonché dagli art.
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83, 85 e 86 OASA. Tutto ciò che concerne il rilascio o il rinnovo dei per-
messi di dimora e che non è contemplato da ordinanze ben precise o da
istruzioni è di competenza dei Cantoni.
4.2 Giusta l'art. 85 OASA, sia nella versione in vigore fino al 31 ago-
sto 2015, sia nella sua nuova formulazione in vigore dal 1° settembre 2015
(cfr. al proposito DTF 141 II 169 consid. 4), la SEM è competente per l'ap-
provazione del rilascio e del rinnovo dei permessi di dimora. L'autorità in-
feriore può negare l'approvazione o vincolarla a condizioni (art. 86 cpv. 1
OASA).
4.3 Nel caso di specie la competenza decisionale spetta alla Confedera-
zione in virtù degli art. 99 LStr, 85 e 86 OASA. Ne discende che né il Tribu-
nale, né la SEM sono vincolati dal parere delle autorità cantonali in merito
al rilascio di un permesso di dimora e sono abilitati a scostarsene.
5.
5.1 Giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr è possibile derogare alle condizioni di
ammissione ai sensi degli art. 18-29 LStr al fine di tenere conto dei casi
particolarmente gravi o di importanti interessi pubblici. In relazione a que-
sta norma l’art. 32 cpv. 1 lett. c OASA precisa che per la tutela di importanti
interessi pubblici può essere rilasciato un permesso di soggiorno di breve
durata o di dimora; nella valutazione occorre considerare in particolare
l’esistenza di notevoli interessi fiscali cantonali. La prassi vigente nel Can-
tone Ticino riconosce un importante interesse fiscale qualora il reddito im-
ponibile ammonta almeno a fr. 500'000.– (cfr. SAMUELE VORPE, L’imposi-
zione secondo il dispendio tra passato, presente e futuro, RtiD II 2013, pag.
726). La persona che intende postulare la concessione di un permesso di
dimora in applicazione dell’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr deve dimostrare che
intende trasferire il centro dei propri interessi in Svizzera e soggiornarvi in
maniera preponderante (cfr. n. marg. 5.5.1 delle Istruzioni e commenti set-
tore degli stranieri della SEM, pubblicate sul sito internet www.sem.ad-
min.ch [Istruzioni LStr] > Pubblicazioni & servizi > Istruzioni e circolari > I.
Settore degli stranieri, versione del 18 luglio 2016 [sito internet consultato
nel settembre 2016]).
5.2 L’applicazione dell’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr può entrare in linea di conto
qualora non siano dati i presupposti per il rilascio di un permesso di dimora
per redditieri. Giusta i combinati disposti degli art. 28 LStr e art. 25 cpv. 1
OASA, lo straniero che non esercita più un’attività lucrativa può essere am-
messo in Svizzera, come redditiere, se cumulativamente ha raggiunto l’età
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minima di 55 anni, possiede legami personali particolari con la Svizzera e
dispone dei mezzi finanziari necessari. Ne discende dunque che, siccome
A._ è nato il (...), non ottempera alle condizioni per essere am-
messo in Svizzera in qualità di redditiere.
5.3 Un permesso per notevoli interessi fiscali cantonali (art. 32 cpv. 1 lett. c
OASA) può essere rilasciato qualora il richiedente eserciti un’e-ventuale
attività lucrativa unicamente all’estero. È fatta salva l’ammini-strazione del
proprio patrimonio. Nel quadro dell’ammissione per aspetti culturali signifi-
cativi o per ragioni politiche di rilievo può essere autorizzato l’esercizio di
un’attività lucrativa (cfr. Istruzioni LStr, n. marg. 5.5.1 in fine).
5.4 Il Tribunale rileva che nella fattispecie la Divisione delle contribuzioni
del Cantone Ticino, che ha stabilito una tassazione globale secondo il di-
spendio, il cui reddito determinante annuo è stato fissato a fr. 960'000.–
(cfr. lettera del 31 ottobre 2012, incarto Simic, pag. 52) e la SPOP – che ha
trasmesso il preavviso positivo alle autorità federali – hanno rettamente
esaminato la domanda di rilascio di un permesso di dimora presentata dal
ricorrente alla luce dell’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr e non dell’art. 28 LStr, seb-
bene sulla documentazione di cui all’incarto dell’autorità cantonale figu-
rasse impropriamente il termine «redditiere» (cfr. formulario SPOP Ufficio
della migrazione N. 1048 «esame delle domande intese ad ottenere un
permesso di dimora nel nostro Cantone senza svolgere un’attività lucrativa
“redditieri” per cittadini di Stati terzi» del 2 novembre 2012, incarto Simic,
pagg. 57 e 58). Ne discende che è a giusta ragione che la SEM ha esami-
nato la fattispecie in applicazione degli art. 30 cpv. 1 lett. b LStr e art. 32
cpv. 1 lett. c OASA.
6.
6.1 La SEM ha rifiutato l'approvazione del permesso di dimora «per impor-
tanti interessi pubblici» (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr) in favore di A._,
considerando che «non sia nell'interesse della Svizzera, accogliere sul pro-
prio territorio dei cittadini stranieri la cui integrità è messa in discussione e
la cui presenza [...] sia suscettibile d'attentare all'ordine e alla sicurezza
pubblici del paese ai sensi dell'articolo 62 LStr». Come ricordato in narra-
tiva l'autorità federale ha ritenuto segnatamente che l'interessato, durante
l'esercizio delle proprie cariche pubbliche, abbia mantenuto un «comporta-
mento reprensibile» e che sulla sua persona esistano «seri dubbi», nono-
stante egli sia stato prosciolto in più occasioni. La SEM ha infine eviden-
ziato che siccome «sembrerebbe esservi la possibilità che l'interessato sia
chiamato a comparire in futuri processi circa i legami tra potere politico e
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organizzazioni armate illegali [...] non si può escludere che l'eventuale sog-
giorno in Svizzera possa essere utilizzato quale elemento ostruzionistico
all'esercizio delle proprie funzioni da parte della giustizia colombiana». A
dire dell'autorità inferiore la concessione del permesso postulato non sa-
rebbe altresì auspicabile per motivi d'ordine politico.
6.2 Giova a questo proposito ricordare che la SEM ha interpellato il DAFE
per ottenere una presa di posizione in merito alla persona di A._.
Questa richiesta di informazioni si inserisce nell'ambito del processo di ac-
certamento dei fatti che l'autorità deve svolgere. A tal proposito quest'ultima
si serve di documenti, informazioni delle parti, di terzi o di testimonianze,
oltre che di sopralluoghi e perizie (cfr. art. 12 PA). È dunque lecito ricorrere
alla collaborazione di altre autorità affinché queste, nel limite delle proprie
competenze, possano fornire il loro apporto al fine di un corretto accerta-
mento dei fatti (cfr. a questo proposito KRAUSKOPF/EMMENEGGER, in Wald-
mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2009, ad art. 12 PA,
n. marg. 179 e segg., pagg. 286 e 287).
6.3 I ricorrenti, di parere contrario rispetto all'autorità inferiore, hanno cen-
surato la decisione ritenendo che la SEM si sia fondata su una fattispecie
inesatta e incompleta, evidenziando come A._ sia stato assolto da
ogni capo di imputazione e mai oggetto di alcuna condanna penale, circo-
stanza che emerge d'altronde da una lettura del casellario giudiziale.
6.4 Giusta i combinati disposti degli art. 33 cpv. 3 LStr e art. 86 cpv. 2 lett. a
OASA, la SEM può negare l'approvazione di un permesso di dimora qua-
lora sussistano dei motivi di revoca ai sensi dell'art. 62 LStr. E meglio qua-
lora lo straniero richiedente espone a pericolo l'ordine e la sicurezza pub-
blici in Svizzera o all'estero o costituisce una minaccia per la sicurezza in-
terna o esterna della Svizzera (art. 62 lett. c LStr). L'art. 80 cpv. 1 OASA,
sancisce che vi è violazione della sicurezza e dell'ordine pubblici in caso di
mancato rispetto di prescrizioni di legge e di decisioni delle autorità (lett.
a), in caso di mancato adempimento temerario di doveri di diritto pubblico
o privato (lett. b) o se la persona interessata approva o incoraggia pubbli-
camente un crimine contro la pace, un crimine di guerra, un crimine contro
l'umanità o un atto terroristico oppure fomenta l'odio contro parti della po-
polazione (lett. c). Vi è altresì esposizione della sicurezza e dell'ordine pub-
blici a pericolo, se sussistono indizi concreti che il soggiorno in Svizzera
dello straniero in questione porti con notevole probabilità ad una violazione
della sicurezza e dell'ordine pubblici (art. 80 cpv. 2
OASA). In tal senso dovrà quindi essere emessa una prognosi negativa a
meno che i motivi che hanno condotto l'interessato ad agire violando la
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sicurezza e l'ordine pubblici, non sussistano più (MARC SPESCHA ET AL., Mi-
grationsrecht, 4a ed. 2015, ad art. 67 LStr, n. marg. 3, pag. 270).
6.5 In proposito il Tribunale evidenzia che un individuo possa costituire una
minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblici, anche senza che alcun giudi-
zio di condanna penale sia stato pronunciato nei suoi confronti. In effetti, in
virtù del principio di separazione dei poteri, le autorità amministrative de-
terminano, indipendentemente dalla giustizia penale, coloro che possono
essere autorizzati a soggiornare sul territorio svizzero. In altre parole l'au-
torità amministrativa non è legata dalle decisioni adottate dalle autorità pe-
nali e nel quadro del proprio apprezzamento segue principi diversi (DTF
140 I 145 consid. 4.3; 137 II 233 consid. 5.2.2; 130 II 493 consid. 4.2 e
giurisprudenza ivi citata). Ciononostante per decidere in merito l'autorità
amministrativa deve rispettare segnatamente il principio di proporzionalità
e il divieto dell'arbitrio (ZÜND/ARQUINT HILL, Beendigung der Anwesenheit,
Entfernung und Fernhaltung, in: Uebersax et al. [ed.], Ausländerrecht, 2a
ed. 2009, n. marg. 8.44, pag. 339 e referenze ivi citate).
6.6 Inoltre il Tribunale rileva che per costante giurisprudenza la SEM ha la
facoltà di rifiutare l'approvazione del permesso di dimora, anche in assenza
di un motivo di revoca giusta l'art. 62 LStr, rispettivamente che il cittadino
straniero non ha alcun diritto alla concessione del permesso di dimora, a
meno che non possa prevalersi di una disposizione di diritto federale o di
un trattato che lo accordi (DTF 135 II 1 consid. 1.1; 131 II 339 consid. 1;
nonché sentenza del TAF C-2048/2011 del 12 dicembre 2013 consid 11.3);
in assenza di tale diritto alla concessione dell'autorizzazione di soggiorno,
l'autorità competente decide secondo il proprio libero potere discrezionale
ai sensi dell'art. 96 LStr. In altre parole l'art. 30 LStr è una disposizione
legale redatta in forma potestativa o «Kann-Vorschrift», di modo che gli
interessati non possono prevalersi di un diritto alla concessione di un per-
messo di soggiorno per importanti interessi pubblici, segnatamente per im-
postanti interessi fiscali (art. 30 cpv. 1 lett. b LStr in combinato disposto con
l’art. 32 cpv. 1 lett. c OASA), a meno che si fondino su una disposizione
specifica, di diritto federale o di un trattato internazionale, che conferisca
loro tale diritto. Ciò che non è tuttavia il caso nella fattispecie in esame.
6.7 Giusta l'art. 96 cpv. 1 LStr nell'esercizio del loro potere discrezionale,
le autorità competenti tengono conto degli interessi pubblici e della situ-
azione personale nonché del grado d'integrazione dello straniero. E meglio
devono considerare tutte le circostanze della fattispecie, segnata-mente
ponderare gli interessi pubblici e privati. In particolare costituisco-no inte-
ressi pubblici, gli interessi dell'economia, le necessità culturali e scientifiche
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ed i motivi di ordine pubblico come pure l'evoluzione socio-demografica
della Svizzera (art. 3 LStr; BENJAMIN SCHINDLER, in: Caroni et al., Bun-
desgesetz über die Ausländerinnen und Ausländer, 2010, ad art. 96 LStr,
n. marg. 12, pagg. 880 e 881). In altre parole commette abuso nell'esercizio
del proprio potere discrezionale l'autorità che si fonda su criteri inappro-
priati, non considera le circostanze pertinenti della fattispecie o emana una
decisione arbitraria, in violazione allo scopo della legge o in violazione di
principi generali del diritto quali il principio di proporzionalità, di eguaglianza
e di buona fede (cfr. segnatamente DTF 129 III 400 consid. 3.1; 140 I 257
consid. 6.3.1; sentenza del TAF C-1216/2010 del 15 gennaio 2013 consid.
3.2).
6.8 Dall'istruttoria emerge che A._ è stato oggetto di tre procedi-
menti penali condotti dalle autorità giudiziarie colombiane (cfr. doc. 12 a 15
allegati al ricorso del 22 aprile 2013).
A fine dicembre 2007 le autorità giudiziarie colombiane hanno aperto un
procedimento per il reato di «extorsion» a carico dell'interessato, il quale
ha subìto pure un periodo di carcerazione preventiva della durata di 33
mesi, per presunte irregolarità nel quadro della compravendita di una li-
cenza miniera tra investitori stranieri e il sindacato dei venditori di sabbia.
Con sentenza emessa l'11 novembre 2011, la Prima Corte Speciale del
Dipartimento di E._ (cfr. Juzgado Primero Penal del Circuito Espe-
cializado de E._ del 25 aprile 2012, doc. 11 e 13 allegati al ricorso
del 22 aprile 2013) ha però prosciolto il primo ricorrente da ogni accusa;
tale giudizio è stato successivamente confermato dall'Alta Corte di Giusti-
zia del Dipartimento di E._ il 25 aprile 2012 (cfr. Juzgado Primero
Penal del Circuito Especializado de E._ del 25 aprile 2012, doc. 11
e 13 allegati al ricorso del 22 aprile 2013) e pure dalla Corte Suprema de
Justicia Sala de Casación Penal il 6 febbraio 2013 (doc. 14 allegato al ri-
corso del 22 aprile 2013).
Nei confronti di A._ è stato altresì aperto un procedimento per il
presunto reato di appropriazione indebita di fondi pubblici («peculando por
apropiaciòn»), nel quadro di operazioni di edificazione di linee elettriche nel
Dipartimento di E._. L'istruttoria esperita ha però dimostrato l'estra-
neità ai fatti dell'imputato e la Corte Suprema de Justica Sala de Casación
Penal ha conseguentemente assolto l'interessato da ogni accusa e chiuso
il procedimento penale (cfr. sentenza del 17 giugno 2009, doc. 12 allegato
al ricorso del 22 aprile 2013).
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Il richiedente, come rilevato dal DFAE, è stato altresì indagato per presunta
appropriazione indebita di somme di denaro dell'ente pubblico nel quadro
dell'amministrazione del Dipartimento di E._ ed in particolare attra-
verso irregolarità contrattuali. L'imputato, in stato di detenzione provvisoria
contestualmente all'indagine penale, è stato scarcerato e l'indagine legata
a questo procedimento archiviata, nella misura in cui entro i termini legali
le autorità colombiane non hanno prodotto i mezzi di prova necessari a
sostegno delle accuse addotte (cfr. doc. 11 allegato al ricorso del 22 aprile
2013).
Dalle emergenze istruttorie, come confermato da A._ stesso, sus-
siste infine a suo carico un procedimento penale – tutt'ora in essere, sic-
come il ricorrente nell'aggiornamento del 10 febbraio 2015 non ha fornito
indicazioni che lascino presagire il contrario – per presunti legami con or-
ganizzazioni criminali / gruppi di guerriglia / paramilitari, tra cui le FARC. Il
ricorrente ha asserito che in corso dell'istruttoria sono stati sentiti in qualità
di testimoni due ex comandanti della regione di E._, oggetto di un
programma di reinserimento sociale, i quali hanno negato di conoscerlo e
negato ogni contatto o implicazione con le autorità politiche dello Stato. Tali
affermazioni restano però allegazioni di parte nella misura in cui alcun do-
cumento probatorio è versato agli atti.
In corso di istruttoria A._ ha pure prodotto copia del casellario giu-
diziale privo di iscrizioni (cfr. doc. 16 allegato al ricorso del 22 aprile 2013
e doc. 18 allegato allo scritto del 10 febbraio 2015).
6.9 In siffatte circostanze, con riferimento ai procedimenti penali sopra
elencati, lo scrivente Tribunale rileva che qualche dubbio in capo alla per-
sona del ricorrente permane. In particolare con riferimento al pro-cedi-
mento per presunti legami con organizzazioni criminali illegali, per il quale,
come da egli stesso ammesso, ci si trova in una fase preliminare, sebbene
siano trascorsi diversi anni. Come poc’anzi rilevato non è ad oggi dato a
sapere l’esito del procedimento penale avviato per presunti legami con or-
ganizzazioni criminali, ne discende che il ricorrente non può affermare di
essere stato scagionato da tutte le accuse a suo carico. Per questo motivo
il Tribunale ritiene che i dubbi in merito alla reprensibilità di A._ non
siano stati completamente dissipati.
6.10 Nel suo gravame il ricorrente ha altresì invocato la violazione del prin-
cipio di innocenza nella misura in cui a suo carico non sussistono condanne
penali.
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Se è vero che giusta l'art. 10 del Codice di procedura penale (CPP, RS 312)
ognuno è presunto innocente fintanto che non sia condannato con deci-
sione passata in giudicato (tale principio è pure garantito dagli art. 32 cpv.
1 Cost., art. 6 par. 2 CEDU e art. 14 cpv. 2 del patto internazionale relativo
ai diritti economici, sociali e culturali del 16 dicembre 1966 [Patto ONU II,
RS 103.1]), occorre nondimeno ricordare che l'autorità amministrativa non
è legata dalle decisioni adottate dalle autorità penali e per di più nel quadro
del proprio apprezzamento segue principi diversi (cfr. consid. 6.5 supra).
Detto apprezzamento può pertanto rivelarsi più rigoroso nei confronti
dell’interessato; infatti quest’ultimo nell’ambito di una procedura di conces-
sione di un permesso di dimora ai sensi dell’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr non
può richiamarsi al principio della presunzione d’innocenza (cfr. sentenza
del TAF F-5323/2014 del 23 agosto 2016 consid. 7.3). Al contrario, nel qua-
dro del potere discrezionale concessogli dal legislatore (cfr. art. 96 cpv. 1
LStr) e rispettando i principi di proporzionalità e di divieto di arbitrio, l’auto-
rità amministrativa può decidere, sulla base di dubbi fondati ed in assenza
di una condanna penale, di non concedere un permesso di dimora al ri-
chiedente qualora consideri che la sua presenza in Svizzera possa rappre-
sentare una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblici (cfr. sentenza del
TAF C-2048/2011 del 12 dicembre 2013 consid. 11.2 e 11.3). Ne discende
che nel caso di specie l'apprezzamento dell'autorità inferiore, la quale ha
considerato che le vicissitudini giudiziarie di A._, indipendente-
mente dalla questione a sapere se vi siano state condanne, è conforme a
quanto poc’anzi esposto, in quanto permangono timori ai sensi dell'art. 62
cpv. 1 lett. c LStr.
6.11 Occorre inoltre considerare che non è nell’interesse della Svizzera
l’ammissione sul proprio territorio di persone dal profilo politicamente espo-
sto e la cui reprensibilità può lasciare adito a dubbi.
6.12 Tribunale ritiene nondimeno che la problematica relativa ai dubbi circa
la reprensibilità del ricorrente non sia in casu determinante, in quanto l’ap-
provazione al rilascio di un permesso di dimora in favore di A._ e
dei suoi familiari deve essere rifiutata per i motivi esposti qui di seguito.
7.
7.1 In particolare in merito alla questione dell’ammontare e della prove-
nienza del patrimonio di A._ il Tribunale costata che le informazioni
fornite dal ricorrente a questo proposito non permettono di avere un quadro
completo e sufficientemente documentato. In effetti le uniche indicazioni a
tale riguardo sono state fornite dall’interessato in occasione dello scritto
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indirizzato all’Ufficio della migrazione del Cantone Ticino il 22 ottobre 2012,
allorquando l’autorità cantonale, nell’ambito del procedimento per il rilascio
di un permesso di dimora, aveva invitato A._ a fornire delucidazioni
in merito all’esatto ammontare della sostanza mobiliare ed immobiliare
posseduta, sia in Svizzera, sia all’estero. Orbene l’interessato ha dichiarato
che il suo patrimonio ammonta a circa USD 36'000'000.–, di cui USD
22'000'000.– sono costituiti da proprietà agricole in Colombia, USD
8'000'000.– sono da ricondurre al giornale colombiano «H._» di cui
A._ è il proprietario ed i restanti USD 6'000'000.– sono rappresen-
tati da averi bancari depositati in Svizzera. Il Tribunale rileva tuttavia che il
ricorrente non ha prodotto alcun documento atto a comprovare quanto so-
stenuto in merito all’ammontare ed alla provenienza della propria fortuna.
7.2 A proposito dei redditi di A._ il Tribunale costata che le sole in-
dicazioni presenti agli atti sono le attestazioni cantonali del 31 ottobre 2012
e del 2 novembre 2012 (menzionate al consid. 5.4 supra), dalle quali si
evince che le autorità cantonali intendono porre il ricorrente al beneficio
dell’imposizione globale secondo il dispendio per un importo fissato in fr.
960'000.– annui (cfr. art. 13 della legge tributaria del Cantone Ticino [LT,
RU 10.2.1.1]), nonché il curriculum vitae del ricorrente datato 19 otto-
bre 2012 da cui si evince che negli anni compresi tra il 1996 e il 1998
A._ ha ricoperto alte cariche in seno ad aziende ed al governo co-
lombiano. Nel dettaglio emerge che nel 1996 l’interessato è stato presi-
dente del consiglio d’amministrazione dell’azienda colombiana I._,
l’anno successivo è diventato dapprima viceministro ed in seguito ministro
dei trasporti e direttore dell’agenzia dell’aeronautica civile, nel 1997 è stato
nominato presidente dei consigli d’amministrazione dell’Istituto nazionale
colombiano delle strade e della Società colombiana dei trasporti ferroviari,
nel 1998 A._ è divenuto rappresentante del Presidente della Re-
pubblica di Colombia e durante il periodo compreso tra il 2003 ed il 2007
egli ha ricoperto la carica di Governatore del Dipartimento di E._ e
di deputato alla Camera dei Rappresentanti di Bogotá. A proposito di
quest’ultima carica e di quella di rappresentante del Presidente della Re-
pubblica di Colombia giova rilevare che vi è una discrepanza tra quanto
indicato dall’interessato nel curriculum vitae datato 19 ottobre 2012 figu-
rante all’incarto Simic (pag. 47) e quello non datato allegato al ricorso del
22 aprile 2013 (doc. 6). Dalle informazioni fornite dal ricorrente risulta che
a partire dal 2007 egli si sia occupato esclusivamente della «gestion de ses
affaires personnelles». Queste delucidazioni non sono supportate da alcun
elemento probatorio, non essendo stato prodotto alcun documento atto a
dimostrare quali siano le attività di gestione del proprio patrimonio eserci-
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tate dal ricorrente ed a quanto ammontino attualmente i suoi redditi. Al con-
trario A._ si è limitato ad affermare genericamente che non avrebbe
lavorato in Svizzera, ma che «le sue risorse economiche e il suo reddito di
rendita sarà sufficiente per coprire il soggiorno della sua famiglia e delle
persone che, alle sue dipendenze, la seguiranno» (cfr. presa di posizione
dinanzi all’Ufficio della migrazione del Cantone Ticino del 10 ottobre 2012,
incarto Simic, pagg. 36 e 37).
7.3 Visto quanto sopra, occorre ritenere che non risultano sufficientemente
chiari la provenienza e l’ammontare del patrimonio e dei redditi del ricor-
rente, il quale non ha trasmesso alcuna documentazione in merito, ciò che
peraltro sarebbe stato opportuno di fronte ai procedimenti per appropria-
zione indebita aperti nei suoi confronti.
7.4 Dalle emergenze istruttorie si evince altresì che A._ è giunto in
Svizzera nel 2012, senza beneficiare di legami duraturi o profondi, né tan-
tomeno di familiari che vivono in questa nazione. Inoltre, le affermazioni
secondo cui le inchieste a carico del ricorrente sarebbero scattate unica-
mente per motivi legati alle invidie che l'elezione di A._ alla carica
di Governatore ha generato, non sono supportate da alcun riscontro pro-
batorio, dovendosi considerare la «note explicative» di cui al doc. 15 alle-
gato al ricorso del 22 aprile 2013 alla stregua di una mera allegazione di
parte.
7.5 Il Tribunale rileva inoltre che sussistono perplessità pure in merito
all’asserita volontà da parte del ricorrente di astenersi dall’esercitare attività
lucrative in Svizzera, eccezion fatta per l’amministrazione del proprio patri-
monio personale (cfr. n. marg. 5.5.1 delle Istruzioni LStr). Come detto
A._ non ha fornito alcuna indicazione circa la provenienza dei suoi
redditi ed in merito al fatto che dal 2007, quando ha abbandonato le proprie
cariche politiche, egli si occupa esclusivamente dell’amministrazione della
propria fortuna. Agli atti non figura in effetti alcun documento in tal senso
(ad esempio attestati bancari o notarili atti ad illustrare il patrimonio della
famiglia A._ e le sue attuali attività).
8.
8.1 Come rilevato al consid. 5.1 supra, giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. b LStr, la
persona che chiede di essere posto al beneficio di un permesso di dimora
per importanti interessi fiscali deve dimostrare che intende spostare il cen-
tro dei propri interessi in Svizzera e risiedervi in maniera preponderante
(cfr. n. marg. 5.5.1 delle Istruzioni LStr).
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8.2 Al proposito il Tribunale ritiene che vi siano dei dubbi. In effetti, ecce-
zion fatta per le dichiarazioni dell’interessato (cfr. presa di posizione del 25
ottobre 2012 per il tramite della propria patrocinatrice dinanzi alle autorità
cantonali, incarto Simic, pag. 50), dagli atti non emergono elementi atti a
comprovare l’asserita volontà di A._ di trasferire in Svizzera il pro-
prio centro di vita.
8.3 In particolare per quanto attiene alla situazione abitativa risulta che in
occasione del soggiorno in Svizzera effettuato tra il 1° dicembre 2012 ed il
31 gennaio 2013, la famiglia A._ ha alloggiato in un appartamento
situato in un lussuoso complesso alberghiero e residenziale di G._
(cfr. lettera di conferma del pernottamento del 18 ottobre 2012, incarto Si-
mic, pagg. 45 e 46). Il ricorrente ha altresì asserito che qualora il permesso
di dimora fosse stato rilasciato, egli, unitamente alla famiglia, avrebbe in
un primo tempo alloggiato presso la struttura testé citata ed in seguito
avrebbe locato un appartamento con un canone mensile di circa fr.
16'000.– (cfr. presa di posizione del 10 ottobre 2012 dinanzi alle autorità
cantonali, incarto Simic, pagg. 36 e 37; nonché presa di posizione del 22
ottobre 2012, dossier Simic, pagg. 48 e 49). A proposito di detto alloggio
l’interessato si è limitato a produrre due scambi di posta elettronica inter-
corsi con delle agenzie immobiliari attive nel Cantone Ticino, da cui emerge
l’esistenza di contatti al fine di cercare una proprietà per la famiglia
A._ (cfr. incarto Simic, pagg. 7 e 8). Sebbene sia comprensibile che
A._ non abbia locato o acquistato una residenza in Ticino fintanto
che il permesso di dimora in suo favore ed in favore della famiglia non sia
stato concesso, il Tribunale costata come non si evincano ulteriori dettagli
in merito agli eventuali esiti di questa ricerca immobiliare, ma al contrario
le indicazioni fornite in tal senso appaiono limitate, di conseguenza non è
dato a sapere se il ricorrente ed i suoi familiari disporrebbero di un’abita-
zione conforme qualora fossero posti al beneficio di un permesso di dimora
in Svizzera.
8.4 Giova altresì prendere atto che dagli atti all’inserto non emergono ele-
menti atti a dimostrare la volontà del ricorrente di rendere possibile l’inte-
grazione dei figli in Svizzera. Le uniche informazioni fornite al proposito
sono contenute nella presa di posizione di A._ dinanzi all’Ufficio
della migrazione del Cantone Ticino del 10 ottobre 2012 (cfr. incarto Simic,
pagg. 36 e 37), secondo cui la famiglia A._ si sarebbe «già messa
in contatto con diverse associazioni sociali e sportive, informandosi per una
prossima iscrizione» ed «è previsto che i figli frequentino scuole locali» le
quali a mente del ricorrente rappresenterebbero «il miglior investimento per
il loro percorso scolastico e professionale». Occorre nondimeno prendere
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atto che l’insorgente non ha specificato di che tipo di associazioni o società
si tratti e quali siano gli istituti scolastici che intenderebbe fare frequentare
ai figli. Alla luce di queste circostanze il Tribunale non può che considerare
le dichiarazioni A._ come delle semplici allegazioni di parte non suf-
fragate da qualsivoglia elemento probatorio.
8.5 Lo scrivente Tribunale osserva di transenna che nemmeno il fatto che
il ricorrente abbia dichiarato a più riprese di volersi insediare nel Cantone
Ticino ed in particolare a G._, in quanto è rimasto colpito dalla bel-
lezza, dalla sicurezza, dalla tranquillità e dalla qualità di vita, costituisce un
elemento decisivo nell’ambito della valutazione riguardante la questione a
sapere se le autorità debbano o meno concedere un permesso di dimora
a A._ ed alla sua famiglia.
9.
A fronte di quanto sopra, il Tribunale, rilevando che sussistono dubbi sulla
persona del richiedente, sulla provenienza e l’ammontare del suo patrimo-
nio, nonché sulla reale volontà di spostare in Svizzera – paese con cui non
ha alcun legame – il centro dei propri interessi, ritiene che il rifiuto dell'ap-
provazione al permesso di dimora a beneficio di A._ è fondato; con-
seguentemente è parimenti fondato il rifiuto del permesso di dimora, a mo-
tivo di ricongiungimento familiare, in favore di B._ e dei figli comuni.
Nemmeno le ultime informazioni fornite dai ricorrenti a seguito della richie-
sta di aggiornamento formulata dal Tribunale il 27 gennaio 2015, ed in par-
ticolare il fatto che gli stessi risiedano a F._ e che il loro arrivo non
abbia dato luogo a nessuna obiezione o lamentela da parte delle compe-
tenti autorità catalane, così come la circostanza secondo cui il casellario
giudiziale di A._ sia ad oggi immacolato, permettono di modificare
l'apprezzamento dello scrivente Tribunale.
10.
Ciò detto l'autorità di prima istanza ha correttamente esercitato il proprio
potere discrezionale, senza violare il diritto federale o costatare in maniera
inesatta i fatti giuridicamente rilevanti e le censure dei ricorrenti non pos-
sono essere ammesse. Per questi motivi il ricorso va respinto.
11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a carico
dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1-3 del regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]).
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