Decision ID: 9f1f93cf-d7c2-5579-9aaf-7b805e640708
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. L'attrice è risultata perdente nel fallimento di _ dell'importo di fr. 65'494.80 per premi dell'assicurazione infortuni rimasti impagati negli anni 1990, 1991 e 1992, importo ridotto a fr. 56'935.85 a seguito di un accordo raggiunto dall'attrice con l'avv. _, anch'egli, come gli altri convenuti, già membro del consiglio di amministrazione della fallita.
Ottenuta la cessione delle pretese della massa ex art. 260 LEF, nella presente causa essa procede contro i convenuti per il suddetto importo, addebitando loro gravi negligenze nella conduzione della società, segnatamente l'omesso allestimento dei bilanci di alcuni anni e, stante la compromessa situazione economica, il mancato deposito degli stessi ex art. 725 CO, atto che sarebbe stato doveroso da lungo tempo.
B. Nella propria risposta del 20 marzo 1996 i convenuti hanno escluso che l'insolvenza di _ possa essere stata ascrivibile agli amministratori, quanto semmai al clima generale di recessione, contestando inoltre gli addebiti relativi alle pretese omissioni e negligenze nell'allestimento dei bilanci e la circostanza per cui gli stessi da tempo avrebbero dovuto essere presentati al giudice.
C. Le parti hanno in seguito sostanzialmente confermato le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
D. Nel giudizio qui impugnato il Pretore, posta l’applicabilità degli art. 754 e segg. CO in vigore sino al 30 giugno 1992, ha ritenuto che la _ sarebbe già stata in situazione fallimentare alla metà degli anni 80, situazione che risulterebbe con chiarezza dai bilanci di quegli anni, ragione per cui gli amministratori in ossequio all'art. 725 v.CO, avrebbero dovuto provvedere al deposito del bilancio prima che restassero impagati i premi assicurativi spettanti all'attrice, il che avrebbe evitato il danno occorsole.
Dal che l'accoglimento della petizione.
E. L'ing. _ nel proprio gravame sostiene che non sarebbe stato l'indebitamento della _ a causare il danno patito dall'attrice, ma piuttosto l'agire dell'ing. _, azionista unico e amministratore delegato della società, il quale l'avrebbe gestita da solo e da solo avrebbe omesso il pagamento dei contributi assicurativi pur conoscendo la situazione debitoria della società, il che interromperebbe il nesso di causalità adeguata con la colpa del ricorrente, consistente nel mancato deposito dei bilanci, ed il danno in questione.
In subordine, il ricorrente chiede che si tenga conto del fatto che egli non ha partecipato all'atto giuridico che ha causato il danno, così da non potere essere ritenuto solidalmente responsabile con l'ing. _, unico organo attivo della società.
F. Delle osservazioni formulate dall'attrice al gravame, del quale essa chiede la reiezione con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1. Le parti e il Pretore, a giusta ragione (art. 1 Titolo finale CCS), sono concordi nel ritenere che la controversia circa la pretesa dedotta in causa sia da risolvere mediante l’applicazione degli art. 754 e segg. v.CO (II CCA 30 ottobre 1997 in re I. S.p.A./Z., 12 ottobre 1995 in re B./D.A. e V.).
2. A questo stadio della causa non vi è più contestazione da parte dell'appellante dell'esistenza di una violazione da parte sua dei doveri dell'amministratore della società anonima, sanciti dall'art. 725 v.CO, per il motivo del mancato deposito del bilancio della _ nonostante che non fosse più data la necessaria copertura del capitale azionario (appello, punto 9, pag. 4 e 5), mentre che litigiosa è la questione dell'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra questo comportamento dell'amministratore e l'insorgenza del danno di cui è chiesto il risarcimento.
2.1 Il nesso di causalità adeguata è dato allorché il comportamento del presunto danneggiante, esaminato secondo l’ordinario andamento delle cose e la comune esperienza, era di per sé atto a dar luogo o a favorire l’evento dannoso (DTF 112 II 442; II CCA 21 maggio 1993 in re M./C. e llcc.; Brehm, Berner Kommentar, n. 122 e segg. ad art. 41 CO; Deschenaux/Tercier, La responsabilité civile, Berna, 1975, pag. 55 e segg.; Oftinger, Schweizerisches Haftpflichtrecht, vol. 1, pag. 72 e 73).