Decision ID: 67282599-5b7b-478b-a020-027234646019
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Dal 20 febbraio 2012 l’Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito:
AFC), conduce un’inchiesta fiscale speciale giusta gli art. 190 e segg. della
legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD;
RS 642.11) nei confronti di A. e B. – poi estesa nei confronti di C.– sospettati
di aver personalmente commesso gravi sottrazioni d'imposta (art. 175 e segg.
LIFD), di aver partecipato ai reati fiscali commessi dalle società D. SA, E. SA,
F. SA, G. SA, H. SA, I SA, J. SA e K. SA (art. 177 LIFD) e di avere realizzato il
reato di frode fiscale (art. 186 LIFD) facendo uso, a scopo d'inganno, di docu-
menti falsi (v. act. 1.3).
B. Nell’ambito di detta inchiesta, il 20 marzo 2014, l'avv. L. (anch'egli patrocinato-
re di A.) ha contestato all'AFC l'utilizzo dei verbali di interrogatorio delle perso-
ne informate sui fatti non svolti in contraddittorio (act. 7.4).
C. Con decisione del 24 marzo 2014, il collaboratore inquirente ha rifiutato di e-
stromettere tali verbali dal dossier d'inchiesta, rilevando che tutti gli interroga-
tori delle persone informate sui fatti "si sono svolti secondo le regole del diritto
penale amministrativo" (act. 1.1, 7.3).
D. Il 28 marzo 2014, A. ha impugnato la summenzionata decisione dinanzi al Di-
rettore dell'AFC, invocando una violazione dell'art. 35 DPA per non avere l'au-
torità inquirente informato l'imputato ed i suoi difensori degli interrogatori che
intendeva effettuare, non consentendo quindi di fatto una loro partecipazione
ai medesimi (act. 1.2).
E. Con decisione del 31 luglio 2014, l'AFC ha respinto l'impugnativa di A., osser-
vando che il collaboratore inquirente aveva agito conformemente alla legge,
che la violazione del diritto di essere sentito del reclamante era stata sanata e
che, nonostante avesse preso conoscenza dei verbali di audizione, "il recla-
mante non ha né domandato nuovi interrogatori, né indicato i fatti che necessi-
tavano dei chiarimenti supplementari" (act. 1.3).
F. Con reclamo del 6 agosto 2014, A. è insorto contro la predetta decisione di-
nanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando
l'estromissione dagli atti di tutti i verbali di interrogatorio delle persone interro-
gate in assenza di A. e dei suoi difensori (act. 1).
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G. Con scritto del 1° settembre 2014, l’AFC ha chiesto la reiezione del reclamo in
misura della sua ricevibilità (act. 7). Invitato a presentare la replica, il 12 set-
tembre 2014 il reclamante ha precisato che non esisteva alcuna ragione che
impediva all'AFC di effettuare gli interrogatori contestati in contraddittorio
(act. 9).
H. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario,
nei considerandi seguenti.

Diritto:
1.
1.1 Contro le operazioni e le omissioni del funzionario inquirente non impugnabili
giusta l'art. 26 DPA, può essere interposto reclamo presso il direttore o il capo
dell'amministrazione in causa (art. 27 cpv. 1 DPA). La decisione su reclamo
può essere impugnata presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale
federale soltanto per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'a-
buso del potere di apprezzamento (art. 27 cpv. 3 DPA). Il diritto di reclamo
spetta a chiunque è toccato dall'operazione impugnata, dall'omissione censu-
rata o dalla decisione su reclamo ed ha un interesse degno di protezione
all'annullamento o alla modificazione (art. 28 cpv. 1 DPA).
1.2 In concreto il reclamante, destinatario della decisione impugnata, ha un inte-
resse degno di protezione alla modificazione della stessa, ritenuto che con la
medesima viene confermata la reiezione della sua richiesta di estromissione
dal dossier d'inchiesta dei verbali di interrogatorio di persone sentite quali per-
sone informate sui fatti, audizioni alle quali il reclamante ed il suo difensore
non sono stati invitati a partecipare. Il suo precedente gravame è stato trattato
dall'amministrazione in causa ai sensi dell'art. 27 cpv. 1 DPA ("altre operazioni
di inchiesta") per cui la via del reclamo ai sensi dell'art. 27 cpv. 3 DPA è di
principio aperta. La decisione impugnata, datata 31 luglio 2014, è stata ritirata
del patrocinatore di A. il 4 agosto 2014 (act. 1.4 e 1.5); il termine di reclamo di
cui all'art. 28 cpv. 3 DPA è pertanto stato ossequiato. Il reclamo è ricevibile in
ordine.
2. Con la sua impugnativa, A. lamenta un diniego di giustizia formale, avendo il
funzionario inquirente dell'AFC sentito persone informate sui fatti senza co-
municare a lui ed ai suoi difensori la data dei relativi interrogatori, impedendo
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quindi di fatto una loro partecipazione alle audizioni in violazione dell'art. 35
DPA. L'insorgente chiede pertanto che i relativi verbali di interrogatorio venga-
no estromessi dagli atti di causa.
2.1 II diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 della Costi-
tuzione federale (Cost; RS 101), comprende il diritto per I'interessato di offrire
mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne I'assunzione, di partecipare
all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella
misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 131 I 153 consid. 3;
126 I 15 consid. 2a/aa; 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2).
Il diritto al contraddittorio, previsto espressamente all'art. 6 n. 3 lett. d della
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamen-
tali (CEDU; RS 0.101), trova applicazione anche nel diritto penale amministra-
tivo (v. sentenza dell'Obergericht del Cantone Zurigo n. SU110025 del 1° feb-
braio 2012, consid. 8.2 e seg.; ANDREAS J. KELLER, Grundrechtskonformität
und Tauglichkeit des Verwaltungsstrafrechts als Prozessgesetz, Aktuelle Her-
ausforderungen für die Praxis im Verwaltungsstrafverfahren, 2013, pag. 179).
Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e del Tri-
bunale federale, è sufficiente che l'imputato abbia avuto, almeno una volta,
nell'ambito dell'intero procedimento, una possibilità adeguata e sufficiente di
esercitare il proprio diritto al confronto (WOHLERS, in: Donatsch/Hansjakob/Lie-
ber, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], 2a ediz.,
Zurigo/Basilea/Ginevra 2014, n. 12 e seg. ad art. 147 CPP e riferimenti citati).
A tale diritto può essere dato seguito durante le indagini preliminari, ma esso
può essere invocato anche nel corso della procedura dinanzi al Tribunale di
primo grado. La possibilità di utilizzare delle prove a carico dipende comunque
dal rispetto del diritto al contraddittorio, a condizione che l'imputato abbia fatto
valere questo diritto almeno una volta nel corso della procedura (DTF 132 I
127 consid. 2; v. anche sentenza del Tribunale federale 6B_92/2008 del 20
giugno 2008, consid. 3.3.1). Il rischio dell'impossibilità di assumere successi-
vamente una prova in contraddittorio è sopportato dall'autorità inquirente (v.
DTF 131 I 476 consid. 2.3.4).
2.2 Con specifico riguardo alla procedura penale-amministrativa, l'art. 35 DPA
prevede che il funzionario inquirente consente all'imputato e al difensore di
partecipare all'assunzione delle prove; tale partecipazione può tuttavia essere
esclusa se la legge lo prevede, se un interesse essenziale, pubblico o privato,
vi si oppone e se la presenza dell'imputato e del difensore intralcia l'inchiesta
(art. 35 cpv. 1 e 2 DPA; EIKER/FRANK/ACHERMANN, Verwaltungsstrafrecht und
Verwaltungsstrafverfahrensrecht, Berna 2012, pag. 240 e seg.; KURT HAURI,
Verwaltungsstrafrecht, Berna 1998, n. 3 e 6 ad art. 35 DPA). L'art. 41 cpv. 3
DPA prevede anch'esso che l'imputato ed il suo difensore hanno il diritto di
assistere all'interrogatorio dei testimoni e di porre domande completive per il
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tramite del funzionario inquirente. Alle medesime condizioni, l'imputato ed il
suo difensore hanno diritto di partecipare all'audizione delle persone informate
sui fatti (HAURI, op. cit., n. 5 ad art. 40 DPA).
Nell'ambito del diritto penale amministrativo, conformemente alla legge, i diritti
di partecipazione dell'imputato e del suo difensore all'assunzione delle prove
possono dunque essere determinati, in larga misura, dal potere di apprezza-
mento del funzionario inquirente (KELLER, op. cit., pag. 178 e seg.; GÜNTER
HEINE, Straftäter Unternehmen: das Spannungsfeld von StGB, Verwaltun-
gsstrafrecht und Steuerstrafrecht, in: Recht 2005 pag. 1 e segg., pag. 8).
3.
3.1 Contro la decisione del funzionario inquirente di rifiutare la partecipazione
all'assunzione di una prova, può essere interposto reclamo presso il direttore
o capo dell'amministrazione in causa (art. 27 cpv. 1 DPA). Nell'eventualità di
accoglimento del reclamo, la prova deve essere assunta nuovamente. La par-
tecipazione all'assunzione della prova non è tuttavia requisito della sua validi-
tà. Se dunque il difetto (ad esempio la mancata partecipazione ad un'audizio-
ne) può essere sanato altrimenti, ad esempio tramite presa di conoscenza da
parte dell'imputato e del suo patrocinatore del verbale di interrogatorio, l'as-
sunzione della prova non deve necessariamente essere ripetuta per poter va-
lidamente essere utilizzata, a meno che la parte esclusa avesse importati do-
mande complementari da porre (EIKER/FRANK/ACHERMANN, op. cit., pag. 241;
HAURI, op. cit., n. 6b ad art. 35 DPA).
3.2 Nel caso concreto, risulta in effetti dagli atti che l'AFC, nel corso dell'istruttoria,
ha sentito persone informate sui fatti senza convocare alle audizioni il recla-
mante ed i suoi difensori. Il 15 marzo 2013, l'autorità inquirente ha poi conse-
gnato al legale di A. i vari verbali di interrogatorio delle persone sentite
nell'ambito dell'inchiesta. Il 26 marzo 2013, il collaboratore inquirente ha ac-
cordato al reclamante un termine scadente il 20 aprile 2013 per determinarsi
sulla necessità di procedere nuovamente agli interrogatori delle persone già
sentite, precisando il nome della persona e la descrizione dei fatti da chiarire
ulteriormente. Nel medesimo scritto, l'AFC ha pure indicato che richieste di ef-
fettuare atti d'inchiesta supplementari avrebbero potuto essere presentate an-
che una volta decorso il termine summenzionato (act. 1.3 pag. 4, act. 7.6).
Con scritto del 28 marzo 2013, l'avv. Cotti ha richiesto di consultare nuova-
mente gli atti, postulando la concessione di una proroga sino al 30 aprile 2013
per esprimersi sulla necessità di interrogare le persone già sentite (act. 7.5).
Dopo aver ulteriormente visionato il dossier, tuttavia, nessuna richiesta di
nuovi interrogatori né alcuna indicazione dei fatti che necessitavano di chiari-
menti supplementari in contraddittorio è stata presentata all'AFC (act. 1.3
pag. 4). In merito alla motivazione dell'esclusione del reclamante e dei suoi di-
fensori da determinati interrogatori, nelle proprie osservazioni del 1° settembre
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2014 l'autorità inquirente ha precisato che, per ragioni istruttorie, si intendeva
così evitare di intralciare l'inchiesta, escludendo rischi concreti di collusione. In
proposito, l'AFC ha spiegato che gran parte delle persone interrogate – il cui
stato non era ancora stato determinato a quell'epoca – si sono rivelate essere
dei "prestanomi" con problemi personali o finanziari, tanto da essere facilmen-
te influenzabili e spinti ad effettuare dichiarazioni inveritiere, come emerso dal
confronto delle dichiarazioni rese in presenza ed in assenza del reclamante
(act. 7).
Nell'ambito del presente reclamo, A. ha nuovamente contestato la possibilità
di utilizzare gli interrogatori eseguiti in assenza sua e dei suoi difensori, senza
tuttavia precisare, neppure in questa sede, quali audizioni e quali fatti necessi-
terebbero di chiarimenti supplementari in contraddittorio. E ciò nonostante
l'AFC gli avesse accordato l'accesso agli atti e gli avesse richiesto, già nella
primavera 2013 e anche allora senza esito, tali indicazioni, offrendogli in tal
modo la possibilità di prendere posizione ed eventualmente di far nuovamente
interrogare le persone sentite in sua assenza.
In simili circostanze, limitandosi il reclamante ad invocare in maniera vaga
un'assenza di contraddittorio e contestando solo astrattamente la possibilità di
intralcio per l'inchiesta, non si vede come il reclamante possa oggi lamentarsi
di un mancato rispetto del suo diritto di essere sentito. Tanto più che le possi-
bilità offertegli, nei mesi di marzo e aprile 2013, in ossequio al suo diritto al
contraddittorio, di indicare quali aspetti fossero, a suo giudizio, da chiarire e
quali persone da interrogare nuovamente, non risultano essere state concre-
tamente utilizzate.
La censura sollevata si rivela dunque infondata e l'impugnativa deve conse-
guentemente essere respinta.
4. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura di
reclamo davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73
LOAP. L’art. 73 LOAP rinvia al regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale
penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della
procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), regolamento che tutta-
via non contiene indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie.
Trovano pertanto applicazione, in analogia, le disposizioni della LTF (v.
TPF 2011 25 consid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, al reclamante – integral-
mente soccombente – vengono addossate spese per un importo di fr. 2'000.--.