Decision ID: fc66f2d3-a485-5f86-9421-96a98b89e8f9
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La Sezione dei permessi e dell’immigrazione con decisione 15 luglio 2005 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 160.- oltre alla tassa di giustizia di fr. 40.- e alle spese di fr. 10.-, per i seguenti motivi:
"ha lavorato in qualità di impiegata d’ufficio, al 70%, dal _ al _4, a favore della _ Sagl_, sprovvista del permesso della Sezione dei permessi e dell’immigrazione che le consentisse di svolgere detta attività”
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 3 cpv. 3, 23 cpv. 6 LDDS; 6 OLS.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
Sostiene che la responsabilità per l’infrazione commessa non può esserle imputata in quanto l’Ufficio regionale di collocamento e il comune di residenza, che erano a conoscenza della situazione, non l’hanno messa al corrente dell’obbligo di annunciarsi alla Sezione dei permessi e dell’immigrazione al fine di ottenere un’autorizzazione che le consentisse di svolgere un’attività lucrativa presso la ditta _ Sagl.
C.
La Sezione dei permessi e dell’immigrazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.
Secondo l’art. 3 cpv. 3 LDDS lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò. E considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS).
Le infrazioni alle disposizioni di polizia degli stranieri o ai provvedimenti delle autorità competenti sono punite con la multa fino a duemila franchi; nei casi di minima gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS).
3.
La ricorrente non nega di aver commesso l’infrazione rimproveratale, ma si prevale della sua buona fede in quanto l’Ufficio regionale di collocamento e il Comune di residenza, che erano a conoscenza della situazione, non l’hanno informata della necessità di ottenere un’autorizzazione al fine di esercitare un’attività lucrativa.
Così come risulta dagli atti, la ricorrente aveva effettivamente consegnato al signor _, consulente dell’Ufficio regionale di collocamento, una copia del contratto a termine stipulato con la ditta _ Sagl di _, ma questo non la dispensava dal dovere di verificare la regolarità della sua situazione, rivolgendosi per esempio all’_ o alla stessa Sezione dei permessi e dell’immigrazione.
Inoltre, l’eventuale buona fede della ricorrente non consente comunque di esimerla da qualsivoglia sanzione poiché le contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP).
4
.
La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
5.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito dalle spese. Data la particolarità del caso specifico si giustifica invece di rinunciare – in via eccezionale – al prelievo di una tassa di giustizia (art. 15 LPContr).