Decision ID: 5f44dbcc-647f-54af-96d7-1c628ecf577b
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1957, da ultimo professionalmente attiva quale cameriera, nel febbraio 2011 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 4).
Sulla base di una perizia pluridisciplinare 29 ottobre 2012 allestita dall’_ (_; doc. AI 93), con decisione 24 gennaio 2013 (preavvisata il 21 novembre 2012) l`Ufficio AI del Canton _, cantone presso il quale a quell’epoca l’assicurata era domiciliata, ha respinto la domanda di prestazioni non presentando l’interessata un grado d’invalidità pensionabile (doc. AI 107).
1.2. Trasferitasi nel frattempo in Ticino, nel novembre 2013 l'assicurata ha inoltrato una nuova richiesta di prestazioni, facendo valere un peggioramento delle condizioni di salute (doc. AI 119).
Acquisita la documentazione medica necessaria, fondandosi sulla perizia pluridisciplinare del SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) e sul rapporto finale 17 novembre 2014 del SMR (Servizio medico regionale), con progetto di decisione 28 novembre 2014 l’Ufficio AI del Cantone Ticino ha riconosciuto il diritto ad un quarto di rendita (per un grado d’invalidità del 48%) dal 1° novembre 2014 (doc. AI 170).
Il 27 novembre 2014 l’Ufficio AI ha inviato al rappresentante dell’assicurata una procura al fine d’inviare ai medici curanti copia della perizia SAM (doc. AI 168/169).
Non avendo ricevuto di ritorno la procura firmata e tantomeno delle osservazioni al progetto di decisione, in data 3 febbraio 2015 l’amministrazione ha intimato al rappresentante dell’assicurata una decisione di conferma del quarto di rendita (doc. AI 176; per le motivazioni cfr. doc. AI 173).
1.3. Contro la suddetta decisione l’assicurata, rappresenta dal RA 1, ha interposto ricorso. Contesta genericamente la valutazione medico-teorica, poiché il suo psichiatra curante, dr. _, non era ancora in possesso di una copia della perizia multidisciplinare.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI propone la reiezione del ricorso. In sostanza ritiene che dal rapporto 16 marzo 2015, ricevuto direttamente dallo psichiatra curante, non emergono elementi che depongano per un’incapacità lavorativa maggiore di quella attestata dalla perizia SAM.
1.5. Il 22 ottobre 2015 questo TCA ha svolto un accertamento presso l’Ufficio AI, ricevendo risposta con scritto del 5 novembre 2015 (XII e XII). Le risultanze sono state inviate al patrocinatore dell’assicurata per una presa di posizione (XIV), il quale tuttavia è rimasto silente.

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita maggiore di quella riconosciuta con la decisione contestata.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).
2.3. Qualora l'amministrazione entra nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in Schaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichun- gen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
In particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI).
2.4. Nel caso in esame, nell’ambito della seconda domanda di prestazioni l’Ufficio AI ha ordinato una perizia multidisciplinare a cura del SAM. Dal referto, datato 14 novembre 2014 (doc. AI 163), risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. _), reumatologica (dr. _) e neurologica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno dell’insorgente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:
" (...)
5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:
Sindrome depressiva ricorrente, episodio di gravità media (ICD-10 F 33.1).
Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4).
Sindrome dolorosa panvertebrale cronica con:
- probabili esiti da distrofia di crescina di Scheuermann al passaggio dorsolombare con ipercifosi,
- osteocondrosi con edema osseo (anamnesticamente Modic I) a livello L1-L2 (referto MRI 4.10.2010),
- alterazioni degenerative C4-C7 senza neuro compressione (referto MRI nella perizia ASIM del 29.10.2012),
- stato dopo colpo di frusta cervicale ca. un anno fa.
5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
Ipertensione arteriosa.
Possibile iniziale artrosi delle cita.
Possibile iniziale gonartrosi.
Osteoporosi anamnestica.
Tabagismo cronico.
Sindrome del colon irritabile. (...)” (doc. AI 163/35)
Dal punto di vista reumatologico l’assicurata è stata ritenuta pienamente abile in qualunque attività mediamente pesante o leggera a tempo pieno e con pieno rendimento (doc. AI 163/30). Neurologicamente parlando il perito specialista non ha accertato alcuna inabilità lavorativa (doc. AI 163/33). Abile al 50% è invece la valutazione del perito psichiatrica (doc. AI 163/56). Dopo discussione tra di loro, i succitati specialisti hanno ritenuto l’assicurata “abile al lavoro nella misura del 50% (metà rendimento per il normale tempo di lavoro) in ogni attività salariata, compresa l’attività abituale e da ultimo esercitata di cameriera” con effetto dal gennaio 2011 (doc. AI 163/38). Essi hanno concluso che la diminuzione della capacità lavorativa è “dovuta soprattutto ai sintomi depressivi: riduzione delle capacità cognitive, idee di inutilità, umore depresso, diminuzione dell’energia vitale, isolamento sociale, difficoltà di reagire emotivamente, insonnia. Questi sintomi riducono la concentrazione sui compiti da eseguire” (doc. AI 163/38).
L’insorgente contesta le succitate conclusioni del SAM, in particolare la valutazione psichiatrica.
2.5. Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.
Nella DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).