Decision ID: 3baeb2f1-f908-5192-9d6b-4835fdd2022b
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
_ _ (1960) e _ _ (1967), cittadini _, si sono sposati a _ (_) il _ 1986. Dall'unione sono nati _, il _ 1986, e _, il _ _ 1989. Il marito, già _ e ausiliario presso la _ di _, lavora come aiuto _ alle dipendenze della _ _, che gestisce l'osteria “_ _ _ ” di _o; la moglie è ausiliaria presso la clinica _ _ di _. Il 5 dicembre 1997 _ _ ha instato davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 2 febbraio 1998, e il 14 luglio 1998 ha postulato l'adozione di misure provvisionali. Con decreto cautelare emanato senza contraddittorio il giorno stesso, il Pretore ha obbligato il marito a versare un contributo alimentare di fr. 500.– mensili per ognuno dei figli, assegnati alla madre (inc. _._._). Il 1° ottobre 1998 _ _ ha promosso causa di divorzio, tuttora in fase istruttoria.
B.
Il 25 gennaio 1999 _ _ ha chiesto al Pretore di ridurre a fr. 110.– mensili i contributi provvisionali dovuti ai figli, facendo valere una contrazione del salario. Alla discussione dell'11 marzo 1999 egli ha confermato l'istanza, alla quale si è opposta la moglie. Esperita l'istruttoria, le parti hanno confermato le loro domande nel rispettivo memoriale scritto, rinunciando alla discussione finale. Con decreto cautelare del 9 giugno 2000 il Segretario assessore ha parzialmente accolto in luogo e vece del Pretore l'istanza del marito, riducendo il contributo mensile a fr. 350.– per ogni figlio, oltre all'assegno familiare. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
C.
Contro il decreto appena citato _ _ è insorto con un appello del 23 giugno 2000 nel quale chiede che, previa concessione dell'assistenza giudiziaria, la sua istanza di modifica sia accolta. Con osservazioni del 7 luglio 2000 _ _ propone che, conferitole il beneficio dell'assistenza giudiziaria, il gravame sia respinto.

Considerando
in diritto:
1.
L'art. 137 cpv. 2 prima frase CC prevede che, pendente causa, il giudice decreta le necessarie misure provvisionali. Fra queste rientrano i contributi alimentari per i figli minorenni e il coniuge (
Leuenberger
in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 13, 19 e 29
ad art. 137 CC). Come nel vecchio diritto, le misure provvisionali adottate durante una causa di separazione o di divorzio possono sempre essere modificate, in particolare ove siano mutate in maniera rilevante e duratura le circostanze considerate al momento della decisione (
Leuenberger
, op. cit., n. 15 e 16 ad art. 137 CC). Trattandosi di contributi alimentari destinati ai figli minorenni, poi, sono applicabili il principio inquisitorio illimitato e la massima ufficiale (
Sutter/Freiburghaus
, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 20 ad art. 137 CC;
Wullschleger
in: Scheidungsrecht Praxiskommentar, op. cit., n. 18 e 20 delle osservazioni generali agli art. 176–293 CC). Il giudice di ogni grado non è vincolato di conseguenza né alle allegazioni, né alle prove offerte, né alle richieste di giudizio e chiarisce la fattispecie di propria iniziativa (DTF 120 II 231 consid. 1c con rinvio, 118 II 294; Rep. 1995 pag. 146). Il principio inquisitorio, in ogni modo, è destinato a salvaguardare anche nel nuovo diritto gli interessi del minorenne, non quelli del genitore (Rep. 1994 pag. 237 consid. 2b).
2.
In concreto il primo giudice, rilevato che l'istante aveva lasciato l'impiego presso la _ _ valide ragioni, ha imputato al medesimo un reddito di fr. 2'700.– mensili, pari allo stipendio percepito da tale datore di lavoro. Calcolato il fabbisogno minimo dell'istante in fr. 1'998.80 mensili, egli ha constatato che, una volta coperte le proprie necessità, costui disponeva ancora di fr. 700.– mensili. Ciò posto, egli ha ridotto a fr. 350.– mensili il contributo per ogni figlio. L'appellante contesta il citato reddito ipotetico di fr. 2'700.– mensili e ribadisce che il suo reddito effettivo è di fr. 2'169.70 mensili. Chiede inoltre che il suo fabbisogno minimo sia aumentato di fr. 100.– mensili per tenere debito conto del carico fiscale.
3.
Dagli atti risulta che dal 1983 al 1992 l'istante ha lavorato quale portiere-aiuto cuoco presso _ _ di Lug_no (deposizione _ _ del 22 settembre 1999) e dal 1° gennaio 1993 al 31 luglio 1994 presso _ _ _ _, ove percepiva uno stipendio mensile netto di fr. 3'275.– nel 1993 e di fr. 3'458.– nel 1994 (certificato di salario nell'incarto fiscale richiamato). Dopo un periodo di disoccupazione dal 1995 al 1996 (certificati dell'assicurazione contro la disoccupazione nell'incarto fiscale richiamato), nel 1997 egli è passato alle dipendenze della _ come ausiliario, fino al maggio del 1998. In seguito, fino all'agosto 1998 ha soggiornato in _ e poi è rientrato in _, lavorando per due mesi _ _ di _ con uno stipendio mensile netto di fr. 2'600.– mensili (doc. 2). Infine egli è stato assunto, nell'ottobre del 1998, come aiuto cuoco presso l'osteria “_ _ _ ” di _ con uno stipendio di fr. 1300.– mensili per un'attività al 50% (doc. 5). Dal maggio 1999 egli lavora presso il medesimo esercizio pubblico a tempo pieno, con un salario mensile di fr. 2'169.73 netti (doc. 14).
4.
Nell'ottobre del 1997 l'istante ha percepito dalla _ uno stipendio di fr. 2'710.45 mensili (doc. L nell'inc. _._._richiamato). Trattandosi di un'attività retribuita a ore, il guadagno conseguito in un solo mese non è tuttavia determinante. Ora, dalla documentazione richiamata dal datore di lavoro emerge che nel 1997 l'appellante ha conseguito un reddito mensile medio di fr. 2'428.– netti, sceso nel 1998 a fr. 887.– mensili (v. richiamo dalla _). Dopo il rientro dalla _ egli ha dimostrato però di poter ritrarre un reddito superiore. Alle dipendenze _ _ l'appellante guadagnava infatti fr. 2'600.– mensili netti (doc. 2 e deposizione _ _ del 22 settembre 1999). Certo, l'occupazione era stagionale (loc. cit.), sicché alla chiusura dell'esercizio pubblico l'appellante avrebbe dovuto annunciarsi alla cassa disoccupazione. L'interessato non ha però reso verosimile di avere fatto quanto si poteva ragionevolmente esigere da lui per sfruttare appieno le sue possibilità. Dal fascicolo processuale non è dato di sapere quali ricerche egli abbia intrapreso dopo di allora per trovare un'attività, né egli adduce alcunché nell'appello o illustra i motivi per i quali non si potessero pretendere da lui ulteriori sforzi nella ricerca di un'occupazione, in un settore economico che negli ultimi tempi mostra segni di ripresa. Ne segue che, a un giudizio puramente sommario come quello che disciplina l'emanazione di misure provvisionali (art. 376 cpv. 2 lett. d CPC), l'appellante ha reso attendibile una riduzione del reddito, ma non nella misura da lui pretesa. E siccome per il proprietario _ _ l'appellante sarebbe stato riassunto nel 1999 alle medesime condizioni salariali (deposizione _ _ del 22 settembre 1999), non vi sono ragioni per imputare all'istante un reddito ipotetico inferiore a fr. 2'600.– mensili.
5.
L'appellante chiede di inserire nel suo fabbisogno minimo una spesa di fr. 100.– per le imposte. L'argomentazione è in parte fondata. L'onere fiscale corrente rientra per giurisprudenza, già in sede cautelare, nel fabbisogno minimo (DTF 114 II 394 consid. 4b, 118 II 99 in basso). Nel caso in esame l’autorità tributaria non ha ancora proceduto alla tassazione intermedia dei coniugi a norma dell’art. 55 lett. a LT (Rep. 1994 pag. 298). Dagli atti risulta nondimeno che nell'ultima dichiarazione d'imposta riferita al biennio 1997/98 l'onere a carico dell'intera famiglia ammontava a complessivi fr. 80.– mensili (v. incarto fiscale richiamato). Nel quadro di un giudizio meramente provvisionale e in mancanza di dati più affidabili, l'onere fiscale può di conseguenza essere stimato in fr. 50.– mensili, ciò che porta il fabbisogno minimo mensile a fr. 2'050.–.
6.
Tenuto conto di quanto precede, l'appellante è in grado di versare per i figli, senza intaccare il fabbisogno minimo al quale ha diritto (DTF 123 III 1), un contributo di complessivi fr. 550.– mensili. L'appello va accolto di conseguenza accolto in questi limiti.
7.
Gli oneri processuali seguono la reciproca soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). Sono posti dunque a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Le domande di assistenza giudiziaria presentate dalle parti possono essere accolte, le rispettive posizioni processuali non essendo d'acchito sprovviste di probabilità di esito favorevole e la loro indigenza risultando pacifica alla luce dei documenti prodotti.