Decision ID: 61901bdf-2e0e-4eca-aa54-65b001e4c023
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che RI 1 è proprietario dei mapp. 1380 e 3304 di Airolo, fondi confinanti e ubicati a _. Il primo è inserito in zona residenziale R3 secondo il piano regolatore approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione dell'11 aprile 1989 (n. 2534) e oggetto in seguito di numerose varianti, mentre il secondo è assegnato alla zona agricola, cui si sovrappone una zona ricreativa invernale. Sul mapp. 1380 sorgono due edifici, di cui il lato orientale del sub. A confina con il mapp. 3304, inedificato;
che durante le sedute del 29 e 30 aprile 2019 il Consiglio comunale di Airolo ha adottato le varianti del piano regolatore denominate "Varianti di PR 2018"; quella qui d'interesse prevede di ampliare di 60
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2
la zona edificabile residenziale R3 spostandone il limite verso est in corrispondenza del lato orientale del sub. A al mapp. 1380 e di ridurla di 22
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a nord del medesimo edificio (cfr. rapporto di pianificazione dell'aprile 2019, pag. 13 e allegato A2b);
che RI 1 non è insorto contro questa variante;
che, con risoluzione del 16 marzo 2022 (n. 1319), il Consiglio di Stato ha approvato le suddette varianti, negando tuttavia la sanzione all'adeguamento del limite della zona edificabile residenziale a _ (cfr. consid. 5.3.6., pag. 15, consid. 7.1. lett. e, pag. 58 e allegato n. 5, pag. 67 della risoluzione citata);
che il dispositivo della risoluzione governativa è stato pubblicato sul FU n. 57/2022 del 23 marzo 2022 (pag. 7) e all'albo comunale, mentre la risoluzione integrale è stata depositata presso la Cancelleria comunale dal 25 marzo al 9 maggio 2022;
che, con ricorso del 10 maggio 2022, RI 1 insorge contro la citata risoluzione governativa, sostenendo di contestarne
in modo specifico il punto 5.3.6
per motivi che non occorre qui specificare;
che il ricorso non è stato intimato alle controparti per la presentazione della risposta;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 30 cpv. 1 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 [LST, RL 701.100]);
che, secondo l'art. 49 cpv. 2
della legge sull'organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006 (LOG; RL 177.100)
, il Tribunale cantonale amministrativo può decidere nella composizione di un giudice unico le cause che non pongono questioni di principio o che non sono di rilevante importanza, evenienza che si realizza in concreto;
che, inoltre, giusta l'art. 72 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100) l'autorità di ricorso può respingere con breve motivazione i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati;
che quanto alla tempestività del gravame questo giudice considera quanto segue;
che secondo l'art. 30 cpv. 1 LST contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 30 giorni dalla notificazione;
che in concreto, come detto, attraverso la risoluzione impugnata il Governo ha negato, fra l'altro, l'approvazione alla proposta di adeguare il limite della zona residenziale a _;
che esso ha quindi disposto la pubblicazione del dispositivo della sua risoluzione all'albo comunale e sul Foglio ufficiale (cfr. FU 57/2022 del 23 marzo 2022, pag. 7) a tenore degli art. 29 cpv. 3 LST e 39 cpv. 3 del suo regolamento del 20 dicembre 2011 (RLst; RL 701.110);
che al p.to 4.2. del dispositivo, recante il titolo
Pubblicazione e notificazione
, esso ha pure disposto il deposito della risoluzione impugnata nella sua versione integrale presso la Cancelleria comunale
fino a decorrenza del termine di ricorso
;
che per quanto attiene ai
Rimedi di diritto
il Governo ha indicato al p.to 5.2. lett. b del dispositivo che il ricorso è da presentare in tre copie
entro 30 giorni dalla pubblicazione del dispositivo sul Foglio Ufficiale negli altri casi
, ovvero nel caso in cui, come in concreto, la decisione non era stata notificata personalmente (cfr. p.to 5.2. lett. a del dispositivo);
che, poiché in materia di atti pianificatori la pubblicazione integrale della decisione è determinante per il calcolo del termine di ricorso (STA 90.2020.13 del 3 marzo 2020), l'indicazione contenuta al p.to 4.2. del dispositivo non poteva che riferirsi al periodo di 30 giorni durante il quale la decisione sarebbe stata depositata presso la Cancelleria comunale (dal 25 marzo 2022 al 9 maggio 2022) e non a quello indicato al p.to 5.2. lett. b del dispositivo, che era già iniziato a decorrere il 24 marzo 2022 (cfr. art. 19 cpv. 2 LPAmm in combinazione con l'art. 13 cpv. 1 LPAmm);
che in proposito non ci si può esimere dal rilevare che simile formulazione del dispositivo è fonte di incertezza per quanto attiene alle modalità di esercizio del diritto di ricorrere nei casi in cui non è prevista la notificazione personale;
che, ad ogni modo, in concreto il Municipio ha fissato correttamente il periodo di pubblicazione;
che infatti, poiché l'art. 13 cpv. 1 LPAmm trova applicazione anche nel caso di pubblicazione delle decisioni (cfr., in generale, RDAT I-1995 n. 1 consid. 2; STPT 90.2004.40 del 15 giugno 2004 consid. 1.2 in materia di decisioni di approvazione del piano regolatore), il giorno della pubblicazione non doveva essere computato nel calcolo del termine di ricorso;
che, poiché la risoluzione qui avversata è stata pubblicata il 25 marzo 2022, il termine di ricorso di 30 giorni è iniziato a decorrere il giorno 26 marzo 2022 e, per effetto delle ferie giudiziarie (art. 16 cpv. 1 lett. a LPAmm), è venuto a scadenza il giorno 9 maggio 2022;
che dunque l'impugnativa, datata 10 maggio 2022 e consegnata alla posta in medesima data, si appalesa irrimediabilmente tardiva;
che, sulla scorta di quanto precede, il ricorso va dichiarato irricevibile;
che la tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente, soccombente (art. 47 cpv. 1 LPAmm).