Decision ID: ae1589dc-3b8a-5a63-bf0f-a488cd240c46
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale pendente dinanzi al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud, AP 1 (1969) e AO 1 (1971) hanno raggiunto il 29 aprile 2013 un accordo cautelare in virtù del quale i figli AO 2 (nata il 21 ottobre 1998) e N_ (nato il 1° dicembre 2004) erano affidati alla madre, mentre il padre si impegnava a versare per loro un contributo alimentare unitario di fr. 1300.– mensili (assegni familiari non compresi). Il Pretore ha omologato l'accordo seduta stante. Contestualmente egli ha sospeso la procedura (inc. SO.2013.198).
B.
Il 20 giugno 2017 AO 1, in rappresentanza del figlio N_, e AO 2 (divenuta maggiorenne) si sono rivolte al Pretore, chiedendo che fosse ordinato alla ditta P_ di _, per la quale AP 1 lavora, di trattenere immediatamente dallo stipendio di lui fr. 1300.– mensili complessivi, riversando fr. 650.– in favore del figlio N_ su un conto bancario intestato a AO 1 e fr. 650.– su un conto corrente postale intestato a AO 2. Identica richiesta le istanti hanno avanzato a titolo cautelare. Con decreto superprovvisionale del 21 giugno 2017 il Pretore supplente ha emanato il provvedimento richiesto.
C.
Al contraddittorio del 13 luglio 2017 AP 1 ha contestato di dover ancora contribuire al mantenimento di AO 2 dopo la maggiore età (21 ottobre 2016), sostenendo di avere già corrisposto ai figli più del dovuto. In replica le istanti hanno mantenuto la loro domanda e in duplica il convenuto ha proposto una volta ancora di respingerla. Statuendo il 24 luglio 2017, il Pretore ha accolto l'istanza e ordinato alla P_ di trattenere dallo stipendio del convenuto fr. 650.– mensili da riversare alla figlia AO 2 e fr. 650.– mensili da riversare alla moglie in favore del
figlio N_. Le spese processuali di fr. 200.– sono state poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere alle istanti fr. 600.– complessivi per ripetibili.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 4 agosto 2017 per ottenere che – conferito al ricorso effetto sospensivo – il giudizio in questione sia riformato respingendo l'istanza di AO 1 e AO 2. Nelle loro osservazioni del 28 agosto 2017 queste ultime propongono di rigettare la richiesta di effetto sospensivo e di respingere l'appello nella misura in cui fosse ricevibile.

Considerando
in diritto: 1.
Una diffida ai debitori per contributi alimentari dovuti ai figli è appellabile entro dieci giorni (art. 314 cpv. 1 CPC), che sia emanata come decisione a sé stante “al di fuori di un processo concernente l'obbligo di mantenimento dei genitori” (art. 302 cpv. 1 lett. c CPC con rinvio all'art. 291 CC) o – come in concreto – nell'ambito di provvedimenti a protezione dell'unione coniugale (art. 177 CC) o come provvedimento cautelare in una causa di divorzio (art. 276 cpv. 1 CPC). Occorre nondimeno che il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata fosse di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie era in discussione davanti al Pretore una trattenuta di stipendio di fr. 650.– mensili per AO 2 dal giugno del 2017 fino al termine della formazione professionale (13 ottobre
2018: doc. B nell'inc. SO.2017.209, agli atti) e di fr. 650.– mensili
per N_ dal giugno del 2017 almeno fino alla maggiore età (1° dicembre 2022). Il valore litigioso di fr. 10
000.– è quindi dato (art. 93 cpv. 1 CPC). Quanto alla tempestività del ricorso, la sentenza impugnata è pervenuta alla legale del convenuto il 26 luglio 2017 (bollo postale sul retro della busta di notificazione). Cominciato a decorrere l'indomani, il termine d'impugnazione sarebbe scaduto così sabato 5 agosto 2017, salvo protrarsi al lunedì 7 agosto successivo in forza dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Depositato l'ultimo giorno utile (stampiglia postale sulla busta d'invio), l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2.
Nella sentenza impugnata il Pretore si è domandato anzitutto fin quando durasse il contributo alimentare per AO 2 pattuito dai genitori nell'accordo raggiunto il 29 aprile 2013 a protezione dell'unione coniugale, esprimendo il convincimento che in ossequio alla giurisprudenza più recente esso sia dovuto fino al termine del percorso scolastico o professionale della figlia. Circostanza che – ha continuato il primo giudice – era nota a AP 1, tanto che dopo avere postulato il 12 marzo 2017 la soppressione di quel contributo egli aveva ritirato l'istanza il 27 marzo seguente (inc. SO.2017.209, agli atti). Riguardo alla somma di fr. 1300.– mensili, il Pretore ha ritenuto di suddividerla in parti uguali tra i beneficiari, l'accordo del 29 aprile 2013 non prevedendo altro. E siccome, secondo il Pretore, “effettivamente” il convenuto non aveva “puntualmente fatto fronte al proprio obbligo di versare i contributi alimentari per i figli”, l'istanza di trattenuta è stata accolta appieno, a conferma del decreto superprovvisionale emesso dal Pretore supplente il 21 giugno 2017.
3.
L'appellante critica l'opinione del Pretore circa la durata del contributo alimentare per AO 2, facendo valere che nessun accordo e nessuna sentenza lo obbliga a sovvenzionare il mantenimento della figlia dopo la maggiore età. Nulla impedisce – egli allega – che costei chieda un contributo alimentare anche dopo i 18 anni facendo capo all'art. 277 cpv. 2 CC, ma ciò non può avvenire nel quadro di una procedura sommaria di diffida ai debitori. Per di più, egli soggiunge, il suo obbligo nei confronti di AO 2 è indeterminato, poiché la suddivisione a metà del contributo alimentare di fr. 1300.– mensili complessivi pattuito nel 2013 poteva presumersi valere fino alla maggiore età della figlia, ma non oltre. L'accordo omologato dal Pretore quel 29 aprile 2013 non è quindi un titolo esecutivo sufficiente per trattenergli fr. 650.– mensili dallo stipendio, l'appellante contestando altresì di avere mai interpretato l'accordo a tale stregua. Anche per quel che è di N_, il convenuto ribadisce che nessun titolo esecutivo attesta un contributo alimentare individuale di fr. 650.– mensili, sostenendo ad ogni buon conto di avere sempre versato con regolarità quanto dovuto. Non sussisterebbe perciò alcuna trascuranza dei doveri di mantenimento, men che meno reiterata. Onde la richiesta di respingere per intero l'istanza di trattenuta e di modificare in tal senso la decisione del Pretore.
4.
Se i genitori trascurano i propri doveri verso il figlio, il giudice può ordinare ai loro debitori che facciano i pagamenti del tutto o in parte nelle mani del rappresentante legale del figlio (
“diffida ai debitori”:
art. 291 CC). Il provvedimento costituisce una
forma di esecuzione privilegiata equiparabile a un pignoramento
sui generis
(DTF 138 III 24 in alto; 137 III 194 consid. 1.1). Questa Camera ha già avuto modo di ricordare perciò ch'esso deve fondarsi su un titolo esecutivo sufficientemente definito (RtiD II-2010 pag. 642 consid. 6b). L'obbligo di mantenimento si estingue, per legge, alla maggiore età del figlio (art. 277 cpv. 1 CC). Può sospingersi oltre, ma in tal caso la maggior durata deve evincersi con esplicita chiarezza dal titolo esecutivo: formulazioni generiche come “finché il figlio si trova in formazione” o “fino al termine della formazione” sono troppo vaghe per giustificare una diffida ai debitori per contributi di mantenimento dopo la maggiore età (RtiD II-2010 pag. 642 consid. 6b e 6c).
a)
Nel caso in esame l'accordo omologato dal Pretore il 29 aprile 2013 a protezione dell'unione coniugale disponeva unicamente quanto segue (doc. A nell'inc. SO.2013.198, agli atti):
4. A titolo di contributo alimentare AP 1 verserà a AO 1 la somma di fr. 1300.– per i figli, oltre agli assegni familiari che potranno essere direttamente percepiti dalla madre.
Il versamento dovrà essere effettuato entro il 5° giorno di ogni mese in via anticipata.
La clausola non accennava nemmeno di scorcio a un eventuale obbligo contributivo di AP 1 dopo la maggiore età di AO 2. Non integra dunque un titolo per ottenere una trattenuta di stipendio a copertura di contributi alimentari in favore della figlia dopo il compimento dei 18 anni. Il contributo in rassegna si è estinto da sé il 21 ottobre 2016, indipendentemente dal fatto che il convenuto ne abbia
postulato il 12 marzo 2017 la soppressione, salvo poi ritirare l'istan
za (senza oggetto). Per il resto, un documento addotto a sostegno di una trattenuta di stipendio deve costituire oggettivamente un titolo esecutivo. Come l'obbligato possa interpretarlo (o averlo interpretato) soggettivamente poco giova, né incombe al giudice della diffida ai debitori, che si apparenta a un giudice dell'esecuzione, procedere a eventuali esegesi sulla base di elementi estrinseci all'atto o cimentarsi in esercizi di apprezzamento sulla portata del documento.
b)
Il Pretore richiama nella decisione impugnata la giurisprudenza pubblicata in DTF 139 III 401, la quale invita il giudice del divorzio (o il giudice del mantenimento o l'autorità di protezione dei minori) a fissare contributi di mantenimento per figli minorenni non solo fino al compimento dei 18 anni, ma anche in seguito, fino al termine del percorso scolastico o professionale, seppure il figlio sia molto giovane e non abbia alcun piano di formazione al momento del giudizio. Tale giurisprudenza non prevede tuttavia che sentenze già emanate o convenzioni di mantenimento già omologate debbano sospingersi automaticamente, dal profilo temporale, dopo la maggiore età del figlio, vanificando in pratica il dettato dell'art. 277 cpv. 1 CC. Né la giurisprudenza è, in sé, un titolo esecutivo. Come questa Camera ha già avuto occasione di rammentare, una diffida ai debitori per contributi alimentari dopo la maggiore età del figlio deve fondarsi su un titolo esecutivo chiaro ed esplicito, in difetto di che spetta al figlio promuovere azione di mantenimento nei confronti del genitore (art. 277 cpv. 2 CC; RtiD II-2010 pag. 642 consid. 6d). Su questo punto l'appello del convenuto merita accoglimento e la sentenza del Pretore va riformata annullando la trattenuta di stipendio in favore del contributo alimentare per la figlia.
5.
Per quanto concerne il contributo di mantenimento in favore di N_, non a torto l'appellante fa notare che non è dato di sapere a quanto esso ammonti. Ammesso e non concesso tuttavia che la somma di fr. 1300.– mensili complessivi pattuita il 29 aprile 2013 fosse destinata ai figli in ragione di metà ciascuno (come il Pretore e gli istanti sostengono), non risulta che il convenuto fosse in mora nei pagamenti. Gli istanti stessi hanno dichiarato al Pretore che dal novembre del 2016 (la figlia AO 2 ha compiuto 18 anni il 21 ottobre 2016) al giugno del 2017 (l'istanza di diffida ai debitori è del 20 giugno 2017) il convenuto ha versato ai figli complessivi fr. 6300.– (doc. C allegato all'istanza). Avesse anche dovuto corrispondere al figlio N_ fr. 650.– mensili (la metà di fr. 1300.–), per complessivi fr. 5200.–, in quegli otto mesi egli ha pagato fr. 1100.– complessivi in esubero (verbale del 13 luglio 2017, conteggio figurante al 4° foglio). Una trattenuta di stipendio a carico del convenuto non poteva così entrare in linea di conto. Ne discende che l'appello si rivela una volta ancora provvisto di buon diritto e che la diffida ai debitori va annullata anche per quanto riguarda la trattenuta di stipendio in favore del contributo alimentare riguardante il figlio N_.
6.
L'emanazione del presente giudizio rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nell'appello.
7.
Le spese processuali seguono la soccombenza delle istanti in entrambi i gradi di giurisdizione (art. 106 cpv. 1 CPC). Dinanzi al Pretore le istanti avevano postulato il gratuito patrocinio, richiesta che il primo giudice ha dichiarato senza oggetto poiché il convenuto avrebbe dovuto versare loro un'equa indennità per ripetibili (dispositivo n. 3). Ciò viene meno in esito all'attuale sentenza. Occorre statuire pertanto sul beneficio richiesto. Ora, che le istanti versino in ristrettezze economiche è verosimile (art. 117 lett. a CPC). Sta di fatto che la loro richiesta appariva senza probabilità di successo fin dall'inizio. La possibilità d'incasso di un obbligo di mantenimento si estingue, per legge, alla maggiore età del figlio (art. 277 cpv. 1 CC), al punto che – come questa Camera ha precisato in giurisprudenza pubblicata – una diffida ai debitori destinata ad assicurare contributi di mantenimento in favore di un minorenne decade da sé, per principio, alla maggiore età del figlio (RtiD II-2010 pag. 641 consid. 6a). Su che basi AO 2 pretendesse nel caso specifico contributi di mantenimento dal padre dopo il 18° compleanno l'istanza di diffida ai debitori non indicava. Perché, di conseguenza, quanto versato dal padre a N_ dopo la maggiore età della figlia non adempisse l'obbligo di mantenimento rimaneva un interrogativo. Nelle condizioni descritte l'istanza appariva votata all'insuccesso già di primo acchito. Ciò osta al conferimento del gratuito patrocinio (art. 117 lett. b CPC).
8.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierno giudizio sul
piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso raggiunge non solo fr. 10
000.– (consid. 1), ma anche la soglia di fr. 30
000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.