Decision ID: 44cd95d6-267e-5350-a841-62ca6b45eb49
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 3 agosto 1984 il municipio di _ ha rilasciato al ricorrente _ un'autorizzazione per il servizio taxi sul territorio del comune, con diritto a sostare sull'area pubblica appositamente designata a tale scopo (tipo A). L'autorizzazione è stata tacitamente rinnovata di anno in anno. Nel 1989 è stata ulteriormente confermata nell'ambito del concorso indetto a seguito dell'entrata in vigore dell'ordinanza municipale sul servizio taxi del 26 giugno 1987 (OMST).
B. Il 1° febbraio 1994 il ricorrente è stato messo al beneficio di una rendita AI per incapacità lavorativa con un grado di invalidità del 75 %. Non risulta che la relativa decisione sia stata portata a conoscenza del municipio.
C. Il 20 luglio 1997, il municipio di _ ha informato i tassametristi beneficiari di un'autorizzazione del tipo A che gli effettivi non erano più sufficienti a garantire un servizio pubblico efficiente. Li ha quindi informati di aver indetto un concorso per ammettere ulteriori operatori. Con la stessa circolare, l'autorità comunale ha invitato i tassametristi che per condizioni di salute non potevano garantire una normale presenza di servizio a presentare un certificato medico aggiornato. Il ricorrente ha inviato al municipio un certificato medico, confermativo di un precedente certificato del 1996, che attestava una capacità lavorativa del 30% e l'impossibilità di effettuare i turni di notte.
D. Analogamente sollecitato dall'Associazione tassametristi, che si doleva dell'impossibilità di ottenere dai suoi affiliati il rispetto dei turni di servizio prestabiliti, il 23 febbraio 2000 il municipio di _ ha comunicato al ricorrente di aver constatato che da diversi anni non era più in grado di garantire uno svolgimento regolare degli oneri lavorativi. L'ha pertanto diffidato a riprendere il lavoro a tempo pieno entro 10 giorni, pena la revoca dell'autorizzazione.
Il 3 marzo 2000 _ ha inviato al municipio un ulteriore certificato medico che gli attestava una capacità lavorativa del 30%. Considerato che il ricorrente non era in grado di assolvere i turni di servizio prestabiliti, il 21 aprile 2000 il municipio gli ha revocato l'autorizzazione con effetto immediato, prospettandogli il rilascio di un'autorizzazione di tipo B.
E. Con giudizio 30 agosto 2000 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da _.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che la revoca dell'autorizzazione fosse giustificata da un interesse pubblico preponderante.
F. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando la conferma dell'autorizzazione revocata.
Secondo l'insorgente, il municipio avrebbe agito in mala fede, revocando l'autorizzazione dopo aver lungamente tollerato una prestazione di servizio ridotta a causa dell'incapacità lavorativa subentrata nel 1994.
G. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, ed il municipio di _, che contesta in dettaglio le tesi dell'insorgente.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. La legittimazione attiva del ricorrente è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
2. L'art. 7 dell'ordinanza municipale sul servizio taxi (OMST) subordina il rilascio delle autorizzazioni per il servizio taxi alle seguenti condizioni: (a) esercizio dei diritti civili; (b) attitudine all'esercizio della professione; (c) conoscenze toponomastiche; (d) buona reputazione; (e) licenza di condurre di tipo B.
L'autorizzazione, dispone l'art. 11 OMST, decade alla fine di ogni anno civile ed è rinnovata tacitamente. Essa, soggiunge la norma, decade pure quando non si verificano più le condizioni che ne hanno determinato il rilascio.
I titolari dell'autorizzazione di tipo A devono garantire le presenze minime prescritte dall'art. 27 OMST. Spetta ai titolari di queste autorizzazioni accordarsi sui turni di servizio e notificare mensilmente all'autorità una tabella dei turni con i nominativi dei conducenti. L'autorità comunale vigila sul buon andamento del servizio adottando, se del caso, i necessari provvedimenti.
L'art. 7 OMST subordina il rilascio dell'autorizzazione al requisito dell'
attitudine
all'esercizio della professione
. La nozione di
attitudine
all'esercizio della professione
è di natura indeterminata. Nell'individuazione del suo contenuto precettivo l'autorità comunale fruisce quindi di una certa latitudine di giudizio, che deve esercitare tenendo soprattutto conto delle sue finalità.
In quest'ottica, si può comunque ammettere che nel caso dei taxisti titolari di un'autorizzazione di tipo A, l'attitudine all'esercizio della professione comprenda anche la capacità di assumere gli oneri derivanti dai turni di servizio stabiliti d'intesa con i colleghi. Allorché la parziale incapacità lavorativa del titolare di un'autorizzazione di tipo A ostacola una regolare ed equa distribuzione dei turni di servizio fra gli operatori appare di conseguenza lecito ritenere che il requisito dell'attitudine all'esercizio della professione non sia più soddisfatto.
3. L'autorità che tollera temporaneamente una situazione illegale non perde di principio il diritto di esigere il ripristino della legalità. Fanno eccezione a questa regola i casi in cui il principio della buona fede prevale su quello di legalità. Ciò si verifica, in particolare, quando l'atteggiamento assunto dall'autorità di fronte ad una situazione illegale è oggettivamente atto ad indurre chi ne trae vantaggio a prendere disposizioni irreversibili confidando nell'ulteriore rinuncia ad esigere il ripristino di una situazione conforme al diritto. Anche in questi casi occorre comunque che l'interesse del beneficiario dell’illecito a continuare a trarre vantaggio dalla situazione difforme prevalga su quello pubblico teso al ripristino della legalità (Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 76; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd., ibidem).
4. Il 1. febbraio 1994 il ricorrente è stato dichiarato inabile al lavoro in misura significativa (grado d'invalidità 75 %). Una riduzione talmente importante della capacità lavorativa non può non incidere sull'adempimento del requisito dell'attitudine all'esercizio della professione di cui all'art. 7 OMST. Non appare invero fuori luogo ritenere che un taxista titolare di un'autorizzazione del tipo A, che non è in grado di adempiere gli oneri del servizio in misura superiore al 25%, non sia più atto all'esercizio della professione. L'autorità comunale, che non ignorava lo stato di salute del ricorrente, ha rinunciato per anni a prevalersi delle prerogative conferitele dall'art. 11 OMST per dichiarare decaduta l'autorizzazione. Essa non ha tuttavia potuto fare a meno di intervenire quando le rimostranze dell'associazione dei tassametristi, impedita dall’invalidità del ricorrente ad ottenere il rispetto dei turni, ha sollecitato il municipio ad adottare i provvedimenti necessari per assicurare un ordinato e regolare andamento del servizio. Orbene, contrariamente a quanto assume l'insorgente, il ritardo con cui l'autorità è intervenuta nei suoi confronti non permette di dare la precedenza al principio della buona fede su quello di legalità. Il ricorrente non poteva invero ignorare che il municipio si asteneva dall'adozione di provvedimenti nei suoi confronti soltanto per motivi di natura umanitaria. Né poteva in buona fede ritenere che l'autorità avrebbe continuato all'infinito a tollerare una situazione contraria alle disposizioni dell'OMST. L’interesse pubblico ad un servizio taxi efficiente, l’interesse degli altri operatori ad un’equa distribuzione dei turni e quello di assicurarne il rispetto prevalgono d'altro canto sull'interesse del ricorrente a perpetuare i vantaggi derivanti dall'atteggiamento passivo assunto dall'autorità nei suoi confronti.
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il provvedimento in contestazione, volto a ripristinare una situazione conforme alle disposizioni dell’OMST, appare di conseguenza immune da violazioni del diritto. Il ricorso va di conseguenza respinto.
La tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente.