Decision ID: 1c0344e9-a46a-5214-ad45-7b0a67039def
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione di tassazione d'ufficio del 14 gennaio 2004 (doc. M) la Cassa CO1 di _ ha ripreso a RI1 _ l'importo di Fr. 143'137.- come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente – tuttavia non notificato come tale - negli anni 2000 (Fr. 41'642.-) e 2002 (Fr. 101'495.-) presso la società _.
1.2. In un primo tempo, su tale importo la Cassa _ ha fissato in Fr. 7'592,80 i contributi AVS/AI/IPG/AD/AF dovuti da RI1 in qualità di dipendente della predetta società.
Con decisione del 4 febbraio 2004 (doc. N), l'amministrazione ha rettificato tale importo fissandolo a Fr. 5'125,50, poiché la ripresa doveva portare unicamente sui salari conseguiti nel 2002.
1.3. Contro l'opposizione formulata il 9 febbraio 2004 (doc. Q) dallo _ per conto dell'assicurato, il 16 febbraio 2004 (doc. A) la Cassa _ ha emanato una decisione su opposizione, con cui ha rigettato la predetta opposizione e così confermato lo statuto di dipendente di RI1 a motivo che la società _ è stata la sua unica committente durante l'anno 2002.
1.4. Contro detta decisione su opposizione il 17 marzo 2004 (doc. I) RI1 per il tramite dell'RA1 _, ha formulato ricorso chiedendo l'annullamento della , Medesima.
In proposito, dopo aver affermato che nel 2002 ha conseguito i propri ricavi esclusivamente attraverso le forniture alla società _ che già figurava quale sua cliente insieme ad altre ditte, l'interessato ha rilevato quanto segue:
"
(...)
5.3. E' infatti assodato e comunque comprovabile in ogni momento che il ricorrente
- è stato affiliato come indipendente e con un proprio conteggio aziendale a far tempo dal 1955. Da allora in poi (e sono passati ben 49 anni) nulla è mutato in seno all'attività del ricorrente;
- a far tempo dalla sua affiliazione il ricorrente ha sempre contato su una struttura aziendale propria, che egli ha quindi dovuto finanziare integralmente con mezzi propri;
- l'attività è stata esercitata in locali adeguatamente attrezzati, per i quali il ricorrente ha sempre corrisposto un regolare canone di locazione;
- nei rapporti con i propri clienti il ricorrente ha sempre goduto di totale indipendenza e autonomia, non essendo soggetto ad alcun rapporto di subordinazione e dovendo semplicemente rispettare tempi e modalità di consegna come un qualsiasi appaltatore è tenuto nei confronti del proprio committente;
- fino al 31 dicembre 2002 (incluso quindi anche l'anno messo in contestazione da parte della Cassa _) il ricorrente ha avuto alle proprie dipendenze almeno un lavoratore, regolarmente sottoposto ai contributi AVS. Oltre a ciò egli è sempre stato coadiuvato nell'attività da parte della moglie;
- il lavoro svolto è sempre stato fatturato sulla base dei prezzi di mercato, accettati dal cliente, il quale aveva comunque sempre la facoltà di rifiutare i pezzi che non riteneva eseguiti a regola d'arte. Difetti di qualità sono quindi sempre andati a carico esclusivo del ricorrente, il quale aveva l'obbligo di eliminarli in garanzia;
- il ricorrente ha sempre subito i contraccolpi (positivi o negativi) dell'andamento congiunturale, sopportando integralmente in proprio il rischio aziendale;
- ha inoltre sempre tenuto e presentato una contabilità aziendale e tutte le sue tassazioni sono state emesse sulla base dei redditi aziendali dichiarati.
L'autorità fiscale ha quindi sempre imposto il ricorrente sulla base del reddito netto conseguito, risultante dal conto economico, e non sulla base della cifra d'affari realizzata;
- la stessa Cassa _ ha sempre riconosciuto questa situazione, al punto che, ancora in data 4 febbraio 2004, considerava il ricorrente quale indipendente per l'anno 2001. E' solo con il successivo scritto del 12 febbraio 2004 (quindi di una settimana posteriore) che la Cassa _, senza valida giustificazione, ha deciso di stralciare il signor RI1 dal registro degli affiliati indipendenti con effetto dal 31 dicembre 2001.
6. (...)
Ora, in virtù del principio dell'affidamento e tenuto conto che il qui ricorrente ha esercitato la propria attività quale indipendente per ben 49 anni senza che mai la Cassa CO1 avesse da eccepire in ordine alla sua affiliazione, non è lecito modificare improvvisamente il suo statuto senza avergli dato la possibilità di negoziare preventivamente il carico dei contributi assicurativi con la propria controparte contrattuale.
(...).".
1.5. Con risposta di causa del 29 marzo 2004 (doc. III) la Cassa _ ha proposto di respingere il ricorso, evidenziando che siccome fino al 31 dicembre 2001 RI1 aveva avuto diversi committenti, fino ad allora si poteva giustificare la sua qualifica come indipendente. Durante il 2002, invece, _ è risultata essere la sua unica committente, per cui si configurava un rapporto di subordinazione fra le parti.
1.6. Con scritto del 19 aprile 2004 (doc. V) l'insorgente ha contestato le conclusioni dell'amministrazione, affermando che il fatto di aver un unico committente debba essere posto in contraddizione con gli elementi tipici dell'attività indipendente che, in concreto, prevalgono.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3).
Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
Dal profilo del diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2002, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la qualifica dell'attività svolta dall'assicurato RI1 per la società _ vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Ne discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, fatte salve indicazioni in senso contrario.
Nel merito
2.3. Questo Tribunale è chiamato a decidere se gli importi versati dalla società _ di _ all'assicurato RI1 nel 2002 (Fr. 101'495.-) debbano essere considerati salario derivante da un'attività dipendente oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento di un’attività indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione di RI1 quale dipendente della summenzionata ditta e di quest'ultima quale datrice di lavoro del precitato assicurato.
Se _ verrà considerata datrice di lavoro bisognerà quindi riprendere a titolo di salario gli importi versati a RI1 sui quali essa dovrà poi pagare i relativi contributi paritetici.
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.5. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale. (...).".
2.7. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).