Decision ID: 1cb48139-4963-5c6f-9929-a52adf162136
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

Ricorda che nel caso _ la velocità era di ben 150 – 180 km a fronte di un limite di 60 km/h, l’accusato non era sotto l’influsso di alcol, era già stato redarguito in precedenza e aveva accanto a se un passeggero. A suo dire questo caso non può essere ritenuto meno grave di quello odierno, anzi è vero il contrario.
A dire del difensore la sentenza di _ può essere il punto di partenza e anche quello di arrivo per giudicare il caso odierno. Una pena di 2 anni da porsi al benefico della sospensione condizionale può essere considerata una giusta pena. Egli pone poi l’accento sulla sofferenza morale provata dal suo assistito.
Il difensore descrive quindi la personalità e la figura di AC 1. A suo dire la sua figura come poliziotto era positiva. Ricorda poi che il suo patrocinato aveva una vita anche al di fuori dal lavoro e dalla frequentazione dei bar.
Egli ricorda poi il contenuto delle dichiarazioni dei testi qui in aula. A suo dire dalle stesse non emerge che AC 1 era un alcolista. Mette in evidenza il fatto che alcuni testi hanno rivisto le loro dichiarazioni. L’atteggiamento processuale di AC 1 è stato corretto.
Pone l’accento sul fatto che dopo i fatti AC 1 ha cambiato vita: non beve più, non guida più e lavora in un altro contesto. Dopo l’incidente egli ha infatti sciolto il rapporto di impiego come poliziotto. Questi, a dire del difensore, sono concreti elementi di presa di coscienza di quanto successo. L’espiazione di 6 mesi di carcere, come chiesto dal PP, non avrebbe alcun senso, non servirebbero a nulla.
Non vi è alcuna prova che AC 1 sia arrivato in servizio ubriaco o che egli non abbia rispettato l’obbligo dello 0,0 kg/g.
Il patrocinatore dichiara che la perizia tecnica non è contestata e che non si invocano concause nella morte di C_.
Egli ricorda che AC 1 ha fatto dei concreti passi per risarcire il danno. Egli ha anche accettato una rivalsa del 50% di quanto pagato dall’assicurazione.
A mente del difensore tutti questi elementi dovrebbero essere sufficienti per contenere la pena che verrà oggi inflitta nei 2 anni.
Egli si china quindi sulla questione della prognosi. Sottolinea il fatto che AC 1 non ha precedenti; la revoca, per un lungo periodo, della licenza di condurre è in ogni caso garanzia di prognosi favorevole. Qualora permanessero comunque dei dubbi al riguardo, il difensore ricorda la facoltà del giudice di ordinare delle misure di condotta.
Accenna anche alla durezza per l’accusato di affrontare questo procedimento in ragione della grande mediatizzazione dello stesso.
Il difensore conclude chiedendo che venga inflitta al suo assistito una pena di 2 anni da porsi al benefico della sospensione condizionale, ritenuta una prognosi favorevole.
In merito alle pretese delle PC afferma che esse non sono in linea con la prassi e rinvia al suo scritto agli atti.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti:
quesiti:
AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1 omicidio colposo
per avere, il 3 agosto 2007, a _, per negligenza, al volante della vettura _, circolando a velocità eccessiva e in stato di ebrietà, provocato la collisione con il veicolo _, causando il decesso del conducente C_?
1.2 guida in stato di inattitudine
per avere, il 3 agosto 2007, a _, circolato alla guida del veicolo _ in stato di ebrietà (tasso alcolemico di 2.08 – 2.30 Kg/g)?
E meglio come descritto nell'atto d'accusa.
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
3. Deve un risarcimento alle PC e se sì in che misura?
4.
Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato,

in fatto e in diritto
1.
In aula AC 1 al riguardo della propria vita anteriore ha confermato quando già dichiarato in fase istruttoria (verbale 9 agosto 2007, AI 2.1, pag.4):
“
Sono nato e cresciuto a _ con la mia famiglia. Ho un fratello che è nato nel 1961 di nome _. Mio padre di professione era assicuratore. E' morto nel 1995. Ho frequentato i primi due anni di elementari a _ ed in seguito a _. Dopo le elementari ho frequentato il ginnasio a _. Dopo la terza ho iniziato un apprendistato a _ come metalcostruttore conseguendo il relativo diploma. Ho poi fatto il servizio militare, sia la scuola reclute che il corso di caporale, conseguendo il relativo grado. In Svizzera Romanda ho poi svolto un corso di un anno di enologia e viticoltura. Questo per poi poter gestire il vigneto che avevamo a _. Adesso questo vigneto ha circa 25'000 piante. Ho poi svolto la scuola tecnica di _ come assistente tecnico per l'edilizia. Ho terminato questa scuola conseguendo il relativo diploma. Nel 1991 sono entrato in polizia. Assolvendo la relativa scuola. Ho iniziato la mia attività in seno alla Polizia stradale per due anni; ho poi chiesto di essere trasferito nella gendarmeria di _ dove ci sono rimasto per 5 anni. Nel contempo, a partire dal 1992 e fino al 1997, ho fatto parte dei gruppi di intervento. Ho poi lavorato per 5 anni presso il posto di Gendarmeria di _ e poi presso la sede di _ nei _. Nel 1999 sono entrato nel gruppo "negoziati". In seno a questo gruppo ci si occupa di condurre le trattative con le persone che stanno commettendo particolari reati tali le prese d'ostaggio, i rapimenti o anche in altre situazioni particolari come per esempio con le persone in procinto di suicidarsi oppure anche ancora per quanto riguarda gli annunci in caso di decesso. In questo contesto ho conosciuto anche il dottor _ con il quale ho collaborato nel contesto di "ricoveri coatti" presso _. Dal 1992 al 2003 ho svolto regolarmente servizio militare, presso la polizia militare a _ (Svitto). Sono inoltre specialista in esplosivi/artificiere per il ramo civile e militare. Nel 2001/2002 ho conseguito i gradi di caporale ed attualmente sono sostituto capogruppo presso _ di _. Sono consigliere comunale a _ dal 1991. Quali hobby ho la fotografia e come già detto mi occupo la vigna. A parte le conseguenze dell'incidente non ho problemi di salute. Durante la mia carriera professionale, in particolare in seno alla polizia, non ho mai avuto problemi di tipo disciplinari, né ho avuto mai problemi di carattere penale e neppure per quanto riguarda la circolazione stradale se si eccettua un radar quando avevo 18 anni. Prima di questa situazione non ho mai avuto o sono stato coinvolto in incidenti stradali. Il mio consumo di alcol è sporadico. Non ho mai avuto problemi con il consumo di alcol, nel senso che ne sono dipendente o che ne sento il bisogno di consumarne. Se bevo alcol, si tratta di vino, magari saltuariamente una birra.”
L’accusato percepiva da ultimo uno stipendio di fr. 5'800.- netti mensili. Dopo l’incidente egli ha rassegnato le dimissioni dal corpo di polizia e ora egli lavora nell’azienda agricola di famiglia per uno stipendio fr. 2000.- mensili (doc. dib. 3). Egli ha dichiarato di non avere debiti.
Il prevenuto non ha precedenti penali. Dal profilo amministrativo risulta a suo carico un solo precedente, risalente al 1982, allorché la licenza di allievo conducente gli è stata revocata per eccesso di velocità (vedi AI 5.1 e cfr. l’incarto richiamato dalla Sezione della circolazione).
2.
Interrogato sui fatti del 3 agosto 2007, il prevenuto ha dichiarato di essere stato in congedo e di essersi pertanto alzato verso le 8:30 -9:00. Dopo aver svolto le faccende domestiche e alcuni lavori di giardinaggio si è recato verso le 10:30 con la propria vettura _ presso alcuni centri commerciali di _ per fare delle compere. Egli ha poi fatto rientro al proprio domicilio per prendere alcune fotografie che intendeva regalare ad un conoscente con cui aveva appuntamento ancora quella mattina in un bar ubicato vicino al negozio di alimentari _ di via _. Stando alle sue parole, in questo esercizio pubblico egli ha sorbito un caffè macchiato e un bicchiere di vino bianco. Verso le 12:15 – 12:30 il prevenuto ha lasciato il locale e si è recato al _ alla ricerca di alcuni attrezzi da giardinaggio. Non trovando niente di interessante, egli è risalito in macchina e si è recato a _ per rendere visita ad un conoscente che vi gestisce un bar con annessa stazione di benzina e autolavaggio, nei pressi della stazione. Secondo la propria versione dei fatti, qui l’accusato ha rifornito la vettura di benzina e ha bevuto 2 bicchieri di vino bianco, conversando con questo suo amico. Egli afferma di essersi trattenuto in questo locale per un’oretta, sino circa alle 15:00. AC 1 è poi ripartito in direzione di _ e si è recato al negozio della _, sito di fronte al garage _. Egli ha ritirato le foto che aveva fatto sviluppare, e si è poi recato nel vicino bar _, dove aveva scorto alcuni conoscenti. Lì egli è rimasto circa 2 ore. In fase predibattimentale egli ha affermato di aver sorbito in questo bar un altro bicchiere di vino bianco. A suo dire, l’accusato quel giorno non ha assunto alimenti.
3.
Le dichiarazioni di AC 1 sul consumo di alcool -complessivi 4 bicchieri di vino bianco- sono smentite dal risultato del test alcolemico effettuato dopo l’incidente, che ha accertato nel suo sangue un tasso alcolemico compreso tra 2.08 e 2.30 g/kg (allegato a AI 1.1), risultato per il cui conseguimento un uomo della sua corporatura deve assumere circa 15 bicchieri di vino bianco (senza considerare il fisiologico smaltimento in ragione di circa 0.15 g/kg all’ora).
Al dibattimento l’accusato, a fronte della contestazione di questi dati da parte del Presidente, ha dato atto dell’assunzione di un tale quantitativo di vino bianco, accennando pure alla possibilità di avere sorbito anche qualche amaro (cfr. verbale dibattimentale, pag. 2), fatto di cui egli non serberebbe però un ricordo preciso.
Nonostante l’insistenza del Presidente, che l’ha lungamente interrogato al proposito, l’accusato non è stato in grado di spiegare le ragioni per cui per quel giorno egli, senza un apparente motivo, ha bevuto in tale misura. Egli ha nondimeno ammesso che non vi era una ricorrenza particolare ed anche che le persone con cui si era intrattenuto al bar _ erano dei semplici conoscenti.
In considerazione dell’(apparente) inspiegabilità del comportamento dell’accusato e alla luce delle dichiarazioni scritte prodotte dal patrocinatore delle parti civili deponenti in tal senso (vedi AI 3.23 A), il Presidente della Corte ha ritenuto necessario procedere ad atti istruttori volti a tentare di chiarire se quello appena descritto potesse essere un comportamento abituale del AC 1.
A questo fine sono stati convocati 9 testi, ai quali se ne sono aggiunti 4 richiesti dalla difesa.
L’esito delle audizioni testimoniali è nel complesso stato quello di non dovere ritenere confermate le dichiarazioni scritte, che sono risultate rilasciate più che altro sulla scorta del sentito dire e non per diretta esperienza del dichiarante. La loro valutazione critica non ha permesso di ritenere accertato che l’imputato fosse solito ridursi in siffatto stato di ubriachezza e condurre poi la propria vettura, mentre che può essere ammesso che egli in varie altre occasioni egli si fosse messo al volante dopo aver sorbito 5-6 bicchieri di vino, ciò che peraltro egli aveva spontaneamente ammesso in fase predibattimentale (verbale 11 dicembre 2007, AI 2.4, pag. 3, in cui ha dichiarato: “
Non posso escludere che in 20 anni che guido l’automobile possa essere capitato in qualche circostanza di essermi messo al volante in condizioni critiche, comunque non con un tasso alcolemico del livello di quello misurato in questa occasione
”).
Ripetuti episodi di guida dopo l’assunzione di 5/6 bicchieri di vino bianco non vanno bagatellizzati -si tratta infatti di un tasso alcolemico teorico pari a circa 0.75-0.90 per mille, dedotto però il predetto smaltimento a dipendenza della durata del periodo di assunzione prima dimettersi al volante- essendo essi costitutivi quanto meno di contravvenzione alla soglia minima dello 0.5 per mille, senza però certezza del raggiungimento del limite dello 0.8 per mille. Tuttavia, dal profilo dell’inattitudine alla guida, si tratta di situazioni ben differenti da quella verificatasi il 3 agosto 2007.
4.
Nelle condizioni di alterazione etilica poc’anzi descritte, l’accusato verso le ore 18:00 ha lasciato il bar _ diretto al proprio domicilio, a _. Al volante della propria vettura egli si è diretto verso il centro di _. Superato lo stadio, egli si è immesso su via _ e in fondo alla via ha girato a destra e ha imboccato la strada che sale verso _. Inspiegabilmente, l’accusato, contrariamente alle proprie asserite abitudini, ha lanciato la vettura a forte velocità. Giunto in prossimità di _, dopo aver affrontato una curva piegante a destra in località _, l’accusato per il combinato effetto della velocità eccessiva e delle proprie condizioni alterate ha perso il controllo del veicolo, invadendo la corsia di contromano all’uscita della curva e andando a collidere frontalmente col veicolo _ guidato da C_, che si è visto invadere la propria corsia di marcia circa 1-1.5 secondi prima dell’impatto, senza pertanto avere il tempo di tentare alcunché, se non una frenata, per evitare l’impatto.
La collisione ha causato ferite mortali a C_. Al momento dell’impatto la velocità della _ guidata da AC 1 era di 78-82 km/h a fronte di un limite di 50 km/h .
Per maggiori dettagli sulla dinamica dell’incidente si rinvia alla perizia dell’ing. _ (AI 4.5 e complemento AI 4.7).
La difesa, a giusta ragione, ha rinunciato a sollevare qualsivoglia ipotesi di concolpa di C_, ammettendo l’esclusiva responsabilità del AC 1 per l’incidente.
5.
Alla luce di questi accertamenti, l’atto d’accusa merita piena conferma, sia per l’imputazione principale di omicidio colposo giusta l’art. 117 CP che per quella di guida in stato di inattitudine secondo l’art. 91 LCS.
All’inizio del dibattimento il patrocinatore di parte civile ha formulato istanza affinché i fatti a giudizio fossero qualificati come omicidio intenzionale per dolo eventuale, richiesta respinta dalla Corte non sussistendo gli estremi dell’ascritto reato (cfr. il riassunto dello stato della giurisprudenza sul tema nella recente sentenza della Corte delle assise criminali del 6 febbraio 2009 in re N.).
6.
Secondo l’art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
Per l’art. 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
7.
La gravità oggettiva delle violazioni di legge imputabili al AC 1 è grande ed emerge dalle considerazioni espresse sopra. Il peso dei fatti posti a giudizio è incontrovertibile e si situa tra i casi più gravi di omicidio colposo giudicati di recente nel nostro Cantone.
Anche dal punto di vista soggettivo la posizione dell’accusato è estremamente pesante. Uomo maturo, agente di polizia di lunga esperienza, egli non poteva non essere consapevole del pericolo che avrebbe costituito per sé e per gli altri utenti della strada mettendosi al volante della sua vettura in uno stato simile e, non pago di ciò, violando anche crassamente le norme della circolazione, con una guida a velocità dissennata anche per un conducente sobrio, circolando a circa 80 km/h laddove vige il limite di 50 km/h . Eccessivamente sicuro di sé e delle sue capacita automobilistiche e nel contempo incurante delle norme e delle possibili conseguenze del proprio agire, egli, per ragioni che non ha saputo spiegare alla Corte, non ha voluto rinunciare a guidare pur sapendo di non essere in diritto di farlo, causando col suo atteggiamento, connotato da negligenza madornale, la morte di un giovane innocente.
In tali condizioni la Corte ha ritenuto equa per AC 1 una pena detentiva di 2 anni, tale da tenere conto della gravità della sua colpa ma anche della sua incensuratezza, dell’assenza di precedenti recenti in tema di circolazione stradale e del fatto che egli è a seguito di questi fatti ha perso il lavoro, a cui teneva e in cui aveva investito 17 anni di vita, ed è stato colpito da un forte biasimo sociale, percepito dalla Corte in modo tangibile anche al dibattimento e che trova la sua origine nel particolare contesto dei fatti. AC 1 era un agente di polizia, sul quale, come tale, ricadeva l’aspettativa di un ben diverso comportamento, ed inoltre era persona nota nella regione. Anche C_ era un giovane del posto, figlio amorevole a dire della gente e, dettaglio che ha suscitato molta commozione, già provato da un grande dolore, visto che egli è morto proprio mentre rientrava dal cimitero dove era andato a deporre fiori sulla tomba della fidanzata. Proprio, suppone la Corte, per la percezione di questo forte biasimo sociale AC 1 sembra essersi rinchiuso nella nuova attività che egli svolge prevalentemente al domicilio. Situazione nella sostanza non molto dissimile da quella che si sarebbe verificata se egli avesse subito una sanzione più pesante, comportante una pena da dovere essere parzialmente espiata in regime agevolato.
In ogni caso, l’odierna pena appare adeguata anche avuto riguardo al raffronto (con tutti i limiti di siffatti paragoni) con la recentissima sentenza in materia di omicidio colposo in re _ dell’Assise criminali del 6 febbraio 2009 e con le sentenze delle Assise correzionali di questo Tribunale del 30 novembre 2006 contro T.P., del 28 marzo 2007 contro D.E.B e del 17 gennaio 2008 contro X.K.
La pena detentiva viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni, a fronte di una prognosi complessivamente positiva. Malgrado la gravità incontestabile della colpa, la Corte non ritiene sussistano le premesse per concedere solo una sospensione condizionale parziale. Le perplessità dovute all’apparente mancanza di spiegazione dei comportamenti costituenti reato giustificano l’imposizione di un periodo di prova superiore al minimo legale. La sanzione viene inoltre rafforzata da una multa di fr 3'000.-.
8.
Il patrocinatore di parte civile ha presentato un’istanza di risarcimento per torto morale, perdita di guadagno e spese di patrocinio.
Gli importi richiesti a titolo di torto morale sono parsi eccessivi se raffrontati a quanto normalmente riconosciuto dai Tribunali elvetici in casi analoghi. In linea con la giurisprudenza, questa Corte ha attribuito ad PC 2, madre del defunto, fr 30'000.- e a PC 1, fratello della vittima, fr 10'000.- Il presidente ha per contro rinviato al foro civile la pretesa avanzata a nome di PC 3, nipote della vittima.
Per quanto attiene le pretese per perdita di guadagno e per spese di patrocinio, esse sono parse non liquide e esorbitanti, per la loro complessità, le competenze di una Corte penale. Esse sono pertanto state rinviate al competente foro civile.
9.
La Corte ha disposto il dissequestro a favore degli aventi diritto della vettura _ intestata al defunto C_.
10.
La tassa di giustizia di fr. 1’000.- le spese processuali sono poste a carico del condannato.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti,
visti gli art.
12, 40, 42, 44, 47, 49, 106, 117 CP,
91 cpv. 1 LCS;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;