Decision ID: 8aa5814d-651a-555d-9cd7-cd340dcc7d97
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che rivoltasi al CO 1 per la sostituzione di uno specchietto retrovisore su un' auto di sua proprietà, la ditta RE 1 non ha pagato la relativa fattura emessa dal garagista il 26 novembre 2009 di fr. 1470.15;
che il 23 maggio 2010 CO 1 ha fatto notificare alla RE 1 il PE n. _ dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti di Mendrisio al quale l'escussa ha interposto opposizione;
che il 16 ottobre 2012 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del circolo di Balerna chiedendo di convocare le parti a un tentativo di conciliazione e di formulare, nel caso di mancata conciliazione, una proposta di giudizio volta alla condanna di RE 1 al pagamento di fr. 1470.15 oltre interessi del 5% dal 26 dicembre 2009, fr. 285.– a titolo di risarcimento danni e rigettare l'opposizione al citato precetto esecutivo;
che all'udienza del 12 novembre 2012, indetta per la discussione, l'attrice unica comparente, ha confermato le sue domande;
che statuendo quel medesimo giorno il Giudice di pace ha accolto l'istanza e ha condannato la convenuta al pagamento di fr. 1470.15 oltre interessi e spese, rigettando in via definitiva l'opposizione interposta al citato PE;
che con scritto 20 novembre 2012 RE 1 si è rivolta a questa Camera chiedendo “che la fattura della ditta CO 1 venga modificata“;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che la documentazione prodotta con il reclamo (e non davanti al primo giudice) è irricevibile, l'art. 326 cpv. 1 CPC vietando espressamente alle parti di avvalersi davanti all'autorità di reclamo di nuove conclusioni, nuovi fatti o nuovi mezzi di prova (
Jeandin
in:
Code de procédure civile commenté
, Basilea 2011, n. 2 ad art. 326);
che secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante non può limitarsi a criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella del primo giudice, ma deve dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (
DTF 135 V 4
consid. 1.3, con rinvii;
Trezzini
in: Commentario al Codice di diritto processuale civile Svizzero, art. 321 pag. 1411);
che in concreto con il suo scritto 20 novembre 2012 la reclamante si limita a indicare i motivi per i quali non ha saldato la fattura contestata ritenendola eccessiva;
che tale argomentazione, peraltro proposta per la prima volta con il reclamo e quindi irricevibile ai sensi del menzionato art. 326 cpv. 1 CPC, non concretizza nessuna censura nei confronti dell'operato del primo giudice;
che quindi, a fronte di un reclamo che non contiene nessuna critica nei confronti della decisione del giudice di pace con riferimento all'accertamento dei fatti o all'applicazione del diritto,
il primo giudice avendo riconosciuto la pretesa di parte attrice sulla base della documentazione agli atti rimasta incontestata dalla convenuta, questa Camera è nell'impossibilità di individuare e giudicare i presupposti per un eventuale annullamento della decisione impugnata, peraltro neppure richiesto dalla reclamante (
Trezzini,
op. cit., art. 321 pag. 1411 e art. 311 pag. 1367;
Jeandin,
op. cit., n. 3 ad art. 311 e n. 5 ad art 321), donde l'
irricevibilità del reclamo;
che, tuttavia, avendo il primo giudice correttamente condannato la convenuta al solo pagamento della fattura di fr. 1470.15 (solo credito comprovato) oltre interessi del 5% dal 26 dicembre 2009 e spese esecutive di fr. 81.75, si impone una rettifica d'ufficio del dispositivo n. 2 nel quale il primo giudice ha erroneamente concesso il rigetto dell'opposizione anche per l'importo non riconosciuto di fr. 285.–;
che le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, la reclamante essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di indennità all'istante, alla quale il reclamo non è stato notificato per osservazioni.