Decision ID: de628a50-11e7-5625-bab5-303fac0fab04
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. L'assicurato, nato nel _, in data 13 dicembre 1996 ha presentato una richiesta intesa all'assegnazione di una rendita AI. A sostegno di tale richiesta il dr. _, medico di fiducia dell'assicurato, ha diagnosticato:
"
Sindrome cervicale su alterazioni degenerative in presenza di discopatie C5-C6 e C6-C7 + spondilartrosi + sindrome radicolare bilaterale alternante C7. Stato dopo traumi cervicali distorsivi nel 1985, 1992, 1995." (Doc. _)
1.2. Esperita l'istruttoria, di cui si dirà nei considerandi successivi, per decisione 17 luglio 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), confermando la propria proposta di decisione 14 giugno 2000, ha respinto la richiesta di prestazioni:
"
Secondo l'art. 8 della legge federale sull'assicurazione invalidità, gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale diritto, dev'essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile.
Assicurati disoccupati, che sono portatori di danni alla salute, ma che sono ritenuti idonei al collocamento, non hanno diritto a provvedimenti reintegrativi d'ordine professionale.
Secondo l'art. 28 della legge federale sull'assicurazione invalidità, l'assicurato ha diritto a una rendita intera quando è invalido per almeno due terzi, a una mezza rendita quando e, invalido per almeno la metà, a un quarto di rendita quando e, invalido nella misura del 40%.
Nei casi di disagio economico (caso di rigore) la mezza rendita può, essere assegnata ‐ su richiesta ‐ anche per un'invalidità del 40%.
Le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera. Questo presupposto deve essere adempiuto anche per i congiunti per i quali e' richiesta una prestazione.
Per determinare l'invalidità si raffronta il reddito che l'assicurato potrebbe attualmente conseguire in un'attività ragionevolmente da lui ESIGIBILE con il reddito del lavoro che egli potrebbe oggi conseguire senza il danno alla salute. Il grado di invalidità è calcolato in per cento in base alla perdita di capacità di guadagno.
Nel presente caso il signor _ si è dovuto sottoporre a degli accertamenti istruttori presso il Centro di accertamento della capacità professionale ad _, durante il periodo dal 21.02.2000 al 17.03.2000.
Tali accertamenti hanno consentito ai preposti del Centro di valutare come la capacità di lavoro residua dell'assicurato non risulti in alcun nodo limitata, la capacità di rendimento in alcun modo penalizzata e la gamma delle possibili attività ancora svolgibili, abbastanza vasta e comprendente pure attività che non siano semplicemente semplici e ripetitive.
Egli dunque va ritenuto totalmente abile nello svolgimento di professioni rispecchianti le controindicazioni (leggere, con possibilità di variare le posizioni e senza lavori ripetitivi in posizioni controproducenti per la schiena). In tali professioni la capacità di guadagno stimata dal nostro consulente in integrazione professionale può raggiungere fr. 49'032.‐ annui, ciò che limita il grado di invalidità o di perdita di guadagno in misura del 12% soltanto, percentuale inferiore ai minimi legali previsti ai fini della concessione di una rendita.
Il grado di invalidità nasce dunque dal rapporto fra il reddito che l'assicurato avrebbe conseguito oggi, senza danno alla salute, (fr. 55'350.‐) con il reddito sopra indicato di fr. 49'032.‐, ritenuto ancora esigibile." (Doc. AI _)
1.3. Con tempestivo ricorso datato 3 agosto 2000, l'assicurato, dopo dettagliato riassunto dei fatti antecedenti la querelata decisione, ha chiesto a questo TCA:
"
(...)
Conclusioni
1. Decisione dell'ufficio Federale di invalidità di Bellinzona del 17 luglio 2000 va respinta.
2. L'ufficio assicurazione invalidità dovrà provvedere nell'intraprendere un mestiere leggero con possibilità di variare le posizioni e senza lavori ripetitivi in posizioni controproducenti per la
schiena senza danno per la salute con reddito annuo di 49'032 fr.
3. Trovare in seguito un posto di lavoro secondo criteri di lavoro del UAI di Bellinzona del 17 luglio 2000 con reddito annuo di 49'032 fr.
4. Spese, tasse di giustizia e ripetibili a carico dell'ufficio federale di invalidità di Bellinzona. (...)"
adducendo le seguenti motivazioni:
"
(...)
Motivazione
1. non sono d'accordo con il rapporto _ del 5 maggio 2000, visto che dopo soli 2 giorni durante due colloqui avvenuti (uno il mattino, l'altro il pomeriggio) il medico del centro _ Dr. Med. _ mi dichiarò che non avrò nessuna possibilità di ottenere una rendita Al o qualsiasi aiuto da parte dell'Al. Queste sono le dichiarazioni del Dr. Med_ fatte il giorno 23 febbraio 2000 in mia presenza nel suo studio:
a. Durante la prima visita al mattino il medico Dr. Med. _ dichiara "Secondo atti trasmessi dall'UAI di Bellinzona si potrebbe pensare a una rendita di invalidità pari al 50%", La sua situazione è molto difficile sia per quando concerne la sua malattia, sia per trovare un adeguato posto di lavoro o una riqualifica professionale visto che oggi ci sono poche speranze che una ditta assumerà una persona con problemi alla cervicale"
b. Durante seconda visita del pomeriggio il Dr. Med. _ dichiara "Secondo atti trasmessi dall'UAI di Bellinzona e secondo mio giudizio dopo la lettura degli atti lei non ha niente che le impedirebbe di svolgere dei lavori leggeri con cambiamento abituale della posizione con salvaguardia della schiena e quindi lei non avrà nessuna possibilità di ottenere le prestazione Al ed io non intendo andare contro questa decisione apparsa nell'incarto dell'AI". "Unica cosa che lei ha è una forte depressione visto il tempo trascorso dalla domanda all'UAI di Bellinzona (16 dicembre 1996) in più lei è molto provato visto che la sua moglie è seriamente malata".
Visto quando sopra è davvero incomprensibile che un perito dopo solo 2 giorni sa cosa scriverà nel suo rapporto per UAI di Bellinzona. Inoltre mi chiedo, visto che Dr. Med. _ è stato condizionato fortemente dal rapporto UAI di Bellinzona, cosa accertava questo centro _ per altri 17 giorni.
2. Sono disoccupato di lunga durata dal 1 febbraio 1997. In questi 3 anni nessuno mi ha proposto un posto di impiego (né URC di _, né Sig. _ integratore dell'UAI di Bellinzona).
Ho fatto in questi anni più di 200 offerte di impiego e nessuno vuole assumere una persona con problemi alla colonna cervicale.
Per questo motivo visto quando sopra UAI dì Bellinzona sapeva benissimo che con la sua decisione del 17 luglio 2000 e che senza loro aiuto concreto non ho nessuna possibilità di trovare un impiego fino all'età di pensionamento che sono quasi 26 anni.
Per questo motivo la decisione dell'UAI di Bellinzona non è solo discorretta ma anche disumana, visto che l'unica porta che mi ha lasciato UAI di Bellinzona è assistenza pubblica per i futuri 26 anni. Considerato che mi devo preparare da solo alla mia difesa chiedo lodevole tribunale d'appello di Lugano di fissare la prima udienza fra 2 mesi. Questa proroga mi aiuterà a preparare al meglio la mia difesa." (Doc. _)
1.4. Con risposta 21 agosto 2000, l'UAI si è riconfermato nella propria decisione ed ha chiesto la reiezione del gravame, evidenziando in sostanza come la graduazione dell'invalidità dell'assicurato sia stata effettuata sulla base di approfonditi accertamenti eseguiti dal del _ e di una precisa valutazione da parte del consulente in integrazione professionale.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è l'attribuzione a _ di una rendita d'invalidità. Con il querelato provvedimento l'UAI, sulla base degli accertamenti medici e professionali esperiti durante l'istruttoria, ha negato tale diritto non attingendo l'incapacità al guadagno dell'assicurato il minimo pensionabile.
Dal canto suo l'insorgente contesta in particolare le valutazioni contenute nel rapporto relativo al periodo d'osservazione delle capacità professionali presso il centro _, invocando altresì le particolari difficoltà di reperimento di un'attività lavorativa compatibile con il danno alla salute di cui è portatore,
2.3. Perchè sia possibile riconoscere una invalidità ai sensi della LAI, è necessario che l'assicurato non solo abbia una menomazione fisica o psichica, ma pure che il danno alla salute abbia una ripercussione economica.
L'art. 4 LAI definisce infatti l'invalidità quale "incapacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata cagionata da un danno alla salute fisica o psichica".
Da quanto precede risulta che l'invalidità ai sensi della LAI consiste nella soppressione o riduzione durevole della capacità di guadagno, in ragione di un danno alla salute.
Ciò che fa stato ai fini dell'AI è l'incapacità di guadagno, la quale a sua volta deve trovarsi in relazione con il danno alla salute accertato dal medico. Se manca anche soltanto uno dei tre elementi costitutivi dell'invalidità, vale a dire:
·
che ci si trovi in presenza di un danno alla salute;
·
che sia costatata un'incapacità di guadagno;
·
che l'incapacità di guadagno sia causata dal danno alla salute;
allora non è dato un diritto alle prestazioni AI (cfr. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 229ss).
2.4. La misura dell'incapacità lucrativa è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.
Infatti l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che:
"
l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido."
(metodo ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).
Ne consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno effettiva. Infatti, bisogna tener conto, nel calcolo dell'incapacità di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della circostanza opposta.
Inoltre, a norma dell'art. 26 cpv. 2 OAVS, se un assicurato non ha potuto, a causa dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che egli potrebbe conseguire se non fosse stato invalido corrisponde al reddito medio percepibile da un lavoratore nella professione alla quale l'assicurato si preparava.
2.5. Nella presente fattispecie, onde accertare lo stato di salute dell'assicurato, l'amministrazione, a completazione della documentazione medica agli atti, ha sottoposto l'assicurato ad una perizia medica specialistica a cura della _.
Con referto 11 maggio 1999, i periti, posta la diagnosi di
"
(...)
4. Diagnose
Zervikale Spondylose C5/6 und C6/7 mit Protrusionen der beiden Bandscheiben bis zur Grenze des Duralsackes. (...)"
(Doc. AI _)
In merito alla capacità lavorativa di _ i periti hanno rilevato:
"
(...)
5. Grad der Arbeitsfâhigkeit
In körperlich anstrengenden Berufen ist seine Arbeitsfähigkeit null. Wir können nicht beurteilen, inwiefern die bis jetzt ausgeübten Tätigkeiten, Handel mit Mineralwasser, Vorhängeeinbau im Auto und Arbeit im Tiefbau, körperlich sehr streng waren. Die Einschränkung seiner Arbeitsfähigkeit ist auf dem Boden eines morphologisch fassbaren Befundes begründet, es ist aber kein Befund, der eine vollständige Einsatzunfähigkeit bzw. Invalidität rechtfertigt.
5. Möglichkeiten zur Verbesserung der Arbeitsfähigkeit
Keine physikalische Therapie würde hier etwas bringen. Wir raten auch nicht zu einer Operation, denn dann müssten zwei Bewegungssegmente versteift werden und es fehlt hier das ganze Umfeld, das bei einer solchen Operation zum Ziele führen würde. Selbst wenn Herr _ sich für körperliche schwere Tätigkeiten vollständig einsatzunfähig hält, hat er dennoch gar keine Vorstellung, was er sonst machen könnte. Er hätte an "hunderten" von Banken
geschrieben und sich als Portier oder Abwart gemeldet, er hätte nur Absagen erhalten. Wir raten im Konkreten, die Möglichkeit einer Arbeit ohne grosse körperliche Belastung zu prüfen, Wir sollten dabei
die Ueberbetonung seiner Beschwerden etwas relativieren, denn die Halswirbelsäule von Herrn _ ist sicherlich geschädigt, aber nicht in dem Ausmass, um einen Menschen in seinem Alter komplett und für immer invalid zu machen
." (Doc. AI _) (La sottolineatura è del redattore)
2.6. Come è già stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno. Questo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).
I documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2 luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).
Di conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità da parte della Commissione AI.
L'incapacità di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4 LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
La LAI tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità al guadagno.
Di regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952, pagg. 140 e 141).
Quindi, il grado d'invalidità di un assicurato non può essere fondato sulla mera valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al guadagno, tenuto conto di ogni attività che da lui ragionevolmente si può richiedere e delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell’incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.7. Al fine di accertare la capacità lavorativa dell'assicurato, l'UAI ha ordinato un periodo d'osservazione delle sue attitudini professionali presso il centro _. In esito agli accertamenti eseguiti dal 21 febbraio al 17 marzo 2000, con rapporto 5 maggio 2000 i responsabili dell'indagine hanno in particolare evidenziato:
"
(...)
2.2. ARBEITSFAEHIGKEITEN UND GRENZEN
Herr _ investierte seine Energie vor allem darauf, sich über die schulischen Aufgaben lustig zu machen und Reklamationen anzubringen. Er war nicht bereit zu kooperieren, zeigte weder in den schriftlichen Tests noch bei den handwerklichen Übungen eine verwertbare
Leistung und zerstörte seine Lötarbeit gar am Schluss. Wir interpretieren diese Ergebnisse als passive Verweigerung.
Technisch Zeichnen
Der Versicherte erledigte, was von ihm verlangt wurde, jedoch mit grossem Zeitaufwand und ungenau in der Ausführung. Auf Grund seines mangelnden Vorstellungsvermögens war er auf vermehrte Anleitungen angewiesen. Gegen Ende der Woche konnte er auf zweidimensionaler Ebene einfache Zeichnungen erstellen.
Am 3. Tag verliess der Versicherte die _ vorzeitig mit der Erklärung die Arbeitsposition "tue ihm nicht gut", ohne die bestehende Möglichkeit wahr zu nehmen, die Haltungen zu wechseln. lm persönlichen Verhalten wurde er als zynisch und negativ eingestellt erlebt.
Elektronikmontage
Herr _ nahm diesen Arbeitsbereich ohne Interesse in Angriff, erwähnte, vor allem eine weitere Woche hinter sich bringen zu wollen. Entsprechend dieser Einstellung fiel seine quantitative Leistung mager aus. Er kam nur langsam voran, führte die Aufträge aber sorgfältig aus. Es wurden ihm mittel‐ bis feinmanuelle Fähigkeiten attestiert. Er wählte die vorwiegend sitzende Position, unterbrochen von vielen Spaziergängen und Clowneinlagen mit anderen Versicherten.
Mechanik
Die Motivation des Versicherten war schwierig zu beurteilen. Einerseits machte er sich lustig im Sinne von abwertenden Bemerkungen (Beispiel "Kinderspielereien"), andererseits schien ihm die Arbeit an der Drehbank zu gefallen. Sägen und Feilen lehnte er unter Angabe zu erwartender Schmerzen ab. Er bewies eine schnelle Auffassungsgabe, hohes Qualitätsbewusstsein und Durchhaltevermögen bei monotonen Tätigkeiten. Das nahende Ende der Abklärung schien ihm Auftrieb zu verleihen. Er war zu zahIreichen Spässen aufgelegt und genoss es, wenn er im Mittelpunkt des allgemeinen Interesses stand.
2.3. MEDIZINISCHE SITUATION
Diagnosen
(11.5.99 _, Prof. _, Gutachten an IV)
Zervikale Spondylose C5/6 und C6/7 mit Protrusionen der beiden Bandscheiben bis zur Grenze des Duralsackes
(28.5.96 Dr. _, Neurochirurgie FMH)
Zervikal‐Syndrom
‐ zum Teil wechseIndes radikuläres, bilaterales Schmerzsyndrom C7
‐ degenerative Diskopathie, wahrscheinlich posttraumatisch
Subjektive Angaben
"Meine Frau ist schwer krank wegen einer granulomatösen Hypophysenerkrankung. Alle Ärzte hätten diese Krankheit in der Schweiz übersehen. Nunmehr sei sie zu 100% berentet und müsse viele Medikamente zu sich nehmen".
Er sei Pole, aus Warschau, habe 8 Jahre Schule und vier Jahre in der Gastronomie in _ eine Ausbildung gehabt. Seit dem 15.3.96 arbeite er nicht mehr. Er habe sich nach 2 Jahren bei der IV um Hilfe gemeldet, habe aber lange Jahre nichts gehört. Er wisse eigentlich nicht, warum man ihn jetzt noch in die _ schicke.
Er habe mehrere Unfälle erlebt, 1982, 1983, 1985 (Schleuderunfall), Schlittelunfall 1992 und erneutes Auffahrtrauma 1996.
Aktuell habe er starke Schmerzen im Nacken, mit Ausstrahlungen in den Hinterkopf und je nach Belastung der Arme mit Ausstrahlung re oder li in die obere Extremität.
Beim Austritt erklärte der Versicherte: "Ich kann etwas schaffen, nach einer Stunde muss ich aber eine Pause einlegen. Lo so, che potrei fare qualche cosa, mi hanno detto a _, che non esiste un posto di lavoro per me".
Bei der Schlussuntersuchung erkIärt der Versicherte, bei der Arbeit als Tornitore (in der _) klemmende, lanzinierende Schmerzen im rechten Arm bekommen zu haben.
Eigene Untersuchungen und Befunde
39 Jahre alt, leicht übergewichtig. Langtest auf stereoskopisches Sehen unauffällig. Gut ausgebildete Muskulatur im Bereich der Schulter und der oberen Extremitäten.
OA‐Umfang re 32 cm, li 31 cm.
Symmetrische Unterarmumfänge von 28 cm.
Bei Austritt: Angabe einer Hyperästhesiezone C7 re. Symmetrischer PSR, TSR, BRR und ASR. Negativer Babinski. Kalt‐VVarm‐Empfindung an oberen und unteren Extremitäten unauffäIlig. Schmerzempfindung dito, ausgenommen im Bereiche C7, wo eine deutlich gesteigerte Schmerzhaftigkeit re angegeben wird. Lasègue negativ. Fersen‐ und Zehengang, Romberg o. B..
HWS‐Beweglichkeit bei Rotation nach re und li uneingeschränkt, Ott 30/32, Schober 10/15, FBA 27 cm. Muskulärer Hartspann der Nackenmuskulatur bds., weiche, paravertebrale, thorakale und lumbale Muskulatur.
Nach Prüfung des Arm‐Lasègue re (Angabe von Schmerzen im Nackenbereich), gibt der Versicherte an, massive Schmerzen im Armbereich zu haben. Er habe genau jenes klemmende, lanzinierende Schmerzgefühl im re Oberarm. Parästhesien im Bereiche der Hand.
Der Versicherte gibt sich im Gespräch sehr gut orientiert über Babinski, periphere und radikuläre Schmerzen.
Zusammenfassende Beurteilung / med.‐theoretische Möglichkeiten / Einschränkungen
Der Versicherte beklagt sich bei Spondylose C5/6 und C6/7 über lanzinierende Schmerzen, je nach Belastung in der rechten oder linken oberen Extremität. Aktuell gibt er eine Hyperästhesie in C7 rechts an. Die Schmerzangaben erscheinen über die Jahre konsistent.
Diese Schmerzen seien bei der letzten Arbeitsprobe an der Drehbank aufgetreten. In den Arbeitsproben fielen das hohe Qualitätsbewusstsein und die guten technischen Fertigkeiten des Patienten auf. Die Leistung dagegen blieb tief. Der Versicherte führte dies auf den Zwang zu Pausen und Entlastungen zurück.
Den Akten entnehmen wir eine volle Arbeitsunfähigkeit für körperlich schwere Arbeiten. Auf Grund unserer Beobachtung sehen wir den Versicherten arbeitsfähig in einer leichten, wechselbelastenden Tätigkeit, ohne Positionsmonotonien vornübergeneigt und ohne repetitive Arbeiten in Hyperlordosehaltung im Nackenbereich.
Der Versicherte braucht zweifellos eine Einarbeitungszeit von 3‐6 Monaten.
lm Verlaufe der Abklärung verschwand die zu Beginn etwas negativ auffallende Art von Überheblichkeit, Ablehnung und schlecht verdeckter Aggression gegenüber unseren Bemühungen und wir konnten einen zunehmend kooperativen Versicherten nach Hause entlassen.
Bei Fortbestehen der verdächtigen radikulären Schmerzen (C7) empfehlen wir die neurologische Untersuchung mit der Frage einer radikulären Schädigung C7 rechts.
3. BEURTEILUNG DER BERUFLICHEN EINGLIEDERUNG
Herr _ sah den Sinn der AbkIärung nicht ein. Er kam mit einer äusserst negativen Einstellung in die _, zeigte ein von Zynismus und Aggressionen geprägtes Verhalten.
Sein erkIärtes Ziel für die Zukunft ist die volle IV‐Rente. Für andere Optionen war er nicht offen. Er machte sich und anderen Beteiligten seine Abklärungszeit nicht leicht, mässigte aber seine deutlich zur Schau getragene Ablehnung nach eindringlicher Intervention und liess in Ansätzen praktische mittel‐ bis feinmanuelle Fähigkeiten und Monotonieresistenz erkennen.
Der Versicherte ist in der Lage, ganztags leichte wechselnd belastende Tätigkeiten auszuführen.
Nach einer Einarbeitungszeit von 3‐6 Monaten kann er beispielsweise in folgenden Bereichen eingesetzt werden:
• Anspruchsvolle mittel‐ bis feinmanuelle Montagearbeiten
• Verpackungsarbeiten
• Ueberwachen, Kontrollieren eingestellter Maschinen
• Bedienung von Tankstellenshops
Das Resterwerbseinkommen des Versicherten beträgt Fr. 41'400.‐ (Schweizerische Lohnstrukturerhebung des Bundesamtes für Statistik 1996, TA13, Seite 34 für den Kanton Tessin). (...)" (Doc. AI _) (Le sottolineature sono del redattore)
2.8. Alla luce delle valutazioni contenute nel citato rapporto _, interpellato dall'amministrazione il Consulente in integrazione professionale dell'AI, rilevando come l'assicurato presenti una capacità lavorativa completa in attività semplici e ripetitive e di tipo leggero, ha stabilito, facendo capo ai dati statistici salariali pubblicati dall'UFAS ed adeguati al 1997 e tenendo altresì conto di un coefficiente di riduzione del 10%, un reddito da invalido pari a fr. 49'032 (cfr. doc. AI _).
Dal raffronto di tale reddito con quello ipotetico da valido cifrato in fr. 55'350, il Consulente ha quindi evidenziato un tasso d'incapacità al guadagno pari al 11,4%.
2.9. Riguardo alla fissazione del reddito da invalido in attività di tipo leggero, va ricordato che per quanto riguarda i salari applicati nel Canton Ticino, con sentenza 13 luglio 1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr. 55 pag. 183; RAMI 1998 pag. 223) questo Tribunale utilizzando dati salariali concreti ed analizzando approfonditamente la giurisprudenza federale in materia aveva stabilito che in attività leggere non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il reddito annuo per la manodopera maschile ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
L'importo di fr. 35'000.-- era quindi stato confermato anche per gli anni 1996 a 2000 (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.; (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.; STCA 19.6.1998 in re E. M.; STCA 28.1.2000 in re B.C).
I parametri utilizzati dal TCA sono stati approvati dal TFA, ad esempio nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella pubblicata in SVR 1998 UV N° 6.
In seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione invalidità..." (
stfa 30.6.1998
in re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).
Nel 1995 per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.
Tuttavia, la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata recentemente oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni.
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in DTF 126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
2.‐ Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249 consid. 1b).
L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).
3.‐ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato, contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990. Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel febbraio 1996.
Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente. Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.
b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.‐ In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‐ percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione ‐, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione.
5.‐ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
3.1. Con sentenza 4 settembre 2000 in re. N. R. _ questa Corte, tenuto conto per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha quindi precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne.
3.2. Nella fattispecie in esame, alla luce della refertazione medica agli atti (redatta successivamente all'ultimo incidente della circolazione infortunio occorso all'assicurato nel dicembre 1995) - segnatamente il citato referto peritale della _ Klinik come pure i rapporti medici 30 giugno 1997 del dr. _ ("
concludo che vi sia una limitazione lavorativa ad attività nelle quali il paziente debba effettuare lavori pesanti o restare diverso tempo con la testa in posizioni scomode
", cfr. doc. AI _), 17 marzo 1997 del dr._ ("
un recyclage professionnel a 100% dans una activité plutôt légère dès maintenant est nécessaire et possible pour M. _
", cfr. doc. AI _), 16 dicembre 1996 del dr. _ ("
...in una attività più leggera, che non prevede l'esecuzione di lavori particolarmente pesanti da svolgere con le braccia, il paziente sarebbe in grado di lavorare senza limitazioni
", cfr. doc. AI _) e 28 novembre 1996 dell'Hôpital _ ("
A notre avis un récyclage professionnel a 100% dans une activité plutôt légère...est nécessaire...",
cfr. doc. AI _) - come pure dalle valutazioni riportate nel rapporto _ (cfr. consid. 2.7) che ha proceduto ad un completo e dettagliato esame delle attitudini professionali dell'interessato, è da ritenere siccome dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali che _ presenta una piena capacità lavorativa in attività leggere ai sensi della citata giurisprudenza (cfr. consid. 2.9, 3.1), nelle quali vi sia in particolare la possibilità di cambiare posizione ed evitare posizioni scomode soprattutto per la testa.
3.3. Orbene, considerata una piena capacità lavorativa in attività leggere adeguate, pur tenendo conto del massimo della riduzione consentita (25%) applicata al salario stabilito in base alle citate tabelle sulla struttura dei salari (ISS) per siffatte attività nel settore privato nel 1998 (45'390), considerata un'indicizzazione anche solo al 1999 (45'390 x 1835 : 1832= 45'464.30, cfr. La Vie économique, 2/2001, pag. 28, tabella B.10.3),
in concreto
il reddito da invalido computabile ammonta a fr. 34'098 (fr. 45'464.30 ridotti del 25%).
Ritenuto un reddito da valido incontestato di fr. 55'350 nel 1997, indicizzato al 2000 in fr. 56'014 (cfr. La Vie économique, 3-2001, tabella B.10.2), il tasso d'invalidità emergente dal raffronto dei redditi (39%) non attinge il minimo pensionabile previsto dalla LAI.
3.4. Per quanto riguarda infine le asserite difficoltà di reperimento di un impiego adeguato allo stato di salute dell'assicurato, giova ricordare che secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (cfr. consid. 2.4).
Il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamenti anche se presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination der Invalidenrente, Schultess 1997 p. 71 e dottrina ivi citata), anche in virtù del principio della riduzione del danno.
Ai fini dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; U. Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, ad art. 28 LAI p. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell’impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se - ipotesi non realizzata nella fattispecie - l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).
Sulla scorta di quanto precede, il ricorso deve essere respinto.