Decision ID: 9b7333ff-51f5-5cfc-aeb5-b0eb74f5f6fd
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
Fra il 1° luglio e il 29 novembre 2011, RI 1 ha venduto otto unità in proprietà per piani del fondo base n. _ RFD di _.
Dopo diversi richiami e proroghe, l’RS 1 ha inflitto al venditore una multa disciplinare per il mancato inoltro delle dichiarazioni per l’imposta sugli utili immobiliari. Il 9 gennaio 2013 il venditore ha inoltrato le dichiarazioni per l’imposta sugli utili immobiliari, senza tuttavia allegare alcun giustificativo. L’11 gennaio 2013 ha poi trasmesso all’autorità fiscale gli atti di compravendita, precisando che “il conteggio dei costi segue”.
Il 25 luglio 2013, l’autorità fiscale ha attribuito al contribuente un termine fino al 19 agosto 2013 per inviare copia del rogito del precedente acquisto, la distinta degli investimenti con la relatva documentazione e la comprova del pagamento delle provvigioni. La richiesta è stata poi ribadita con due ulteriori scritti del 4 dicembre 2013 e del 4 aprile 2014, muniti di diffida: in caso di mancato adempimento entro, rispettivamente, il 20 dicembre 2013 e il 4 aprile 2014, l’autorità avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio.
B.
Non avendo il venditore dato seguito alle diffide in questione, RS 1 gli ha notificato la tassazione dell’imposta sugli utili immobiliari allestita d’ufficio.
Questi l’utile imponibile e l’imposta dovuta, secondo le decisioni del 26 maggio 2014:
PPP n.
Utile imponibile
Imposta
32’600
8’802
123’600
33’372
166’000
46’480
155’000
43’400
113’600
31’808
126’600
35’448
136’600
38’248
171’000
47’880
Totale
1’025’000
285’438
Nelle decisioni, l’autorità di tassazione ha precisato che contro una tassazione d’ufficio il reclamo è ammesso “soltanto con il motivo ch essa è manifestamente inesatta, indicandone i motivi e fornendone le prove, pena l’irricevibilità del reclamo”.
C.
Il contribuente ha reclamato il 6 giugno 2014, con uno scritto nel quale ha contestato il calcolo dell’utile eseguito dall’Ufficio di tassazione ed ha affermato che l’utile netto imponibile risultante dalla sua “tabella” ammontava a fr. 404'587.–. Il reclamante ha aggiunto di essere “in possesso di tutti i documenti comprovanti i costi assunti” ed ha chiesto “di poterli esibire nella audizione sul reclamo stesso... in caso di mancata accettazione delle sue contestazioni”.
Con lettera del 10 giugno 2014, l’Ufficio di tassazione si è rivolto al reclamante, ricordandogli i requisiti per contestare una tassazione d’ufficio ed attribuendogli un termine fino al 27 giugno 2014 per inviare tutta la documentazione, avvertendolo infine che, scaduto infruttuoso questo termine, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile e le tassazioni d’ufficio sarebbero diventate definitive.
D.
Con decisione del 15 luglio 2014, l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, “essendo scaduto infruttuoso il termine per la completazione delle dichiarazioni d’imposta”.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta il calcolo dell’imposta sugli utili immobiliari e sostiene che l’onere fiscale corretto ammonterebbe a fr. 123'000.–. Ribadisce poi di essere in possesso di tutti i documenti relativi ai costi di investimento sostenuti.

Diritto
1.
1.1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso in esame, la decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente. Questa Corte si limiterà pertanto a verificare se sia legittima la decisione dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio.
2.
2.1.
Per quanto concerne le disposizioni procedurali che concernono l’imposta sugli utili immobiliari, l’art. 213 LT dispone che, in mancanza di norme particolari siano applicabili per analogia le disposizioni della procedura ordinaria di tassazione (art. 195–208).
Per l’art. 214 cpv. 1 LT, l’alienante è tenuto a presentare una dichiarazione di imposta completa e veritiera per la tassazione degli utili immobiliari. Essa indica in particolare il valore dell’alienazione, quello del precedente acquisto e i costi di investimento.
L’art. 214 cpv. 3 LT aggiunge che la dichiarazione di imposta deve essere presentata all’autorità di tassazione entro trenta giorni dall’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente dalla conclusione del negozio giuridico assoggettato all’imposta sugli utili immobiliari. In via eccezionale e per fondati motivi il termine di trenta giorni può essere prorogato dall’autorità di tassazione.
2.2.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili, e questo anche qualora tale mancanza non possa essere imputata al contribuente (decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41;
Zweifel
, in: Zweifel/
Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2b, 2a ediz., Basilea 2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.;
Richner/Frei/Kaufmann
, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972;
contra
Berger
, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 197).
L’autorità di tassazione può
tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
L’autorità fiscale deve comunque agire “
pflichtgemäss
”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (
Zweifel
, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).
2.3.
Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è
manifestamente inesatta
; il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT).
Le norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiedono espressamente che il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. In tale contesto vi è un’inversione
dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
Tali requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassaz ione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale federale del 21 novembre 1997, in: DTF 123 II 552).
Secondo il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella disposizione in esame, deve essere considerato quale presupposto di validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).
A tale riguardo, il Tribunale federale ha precisato che, siccome la necessità di motivare il reclamo e di indicare mezzi di prova non è prevista per i reclami contro tassazioni ordinarie, l’autorità fiscale dovrebbe indicare, nella decisione di tassazione per apprezzamento, quanto disposto dall’art. 206 cpv. 3 LT e le conseguenze in caso di inottemperanza. Vi è infatti il rischio che il contribuente non cognito di diritto ometta di motivare in modo sufficiente l’impugnativa, provocandone l’inammissibilità. In mancanza di un’espressa menzione, contenuta nell’indicazione dei rimedi giuridici della tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale può comunque rimediarvi, dopo l’inoltro del reclamo da parte del contribuente, invitando quest’ultimo a emendare il gravame, conformemente ai requisiti dell’art. 206 cpv. 3 LT, con la comminatoria di dichiarare irricevibile l’impugnativa (DTF 123 II 552, consid. 4f).
3.
3.1.
Come già ricordato, il contribuente si è limitato ad inoltrare le dichiarazioni per l’imposta sugli utili immobiliari, nelle quali ha fatto valere spese di miglioria e provvigioni per mediazione, senza tuttavia allegare alcun giustificativo. L’Ufficio di tassazione ha allora proceduto alla tassazione d’ufficio, deducendo dal valore di alienazione il prezzo d’acquisto del terreno, suddiviso per millesimi, e spese di costruzione per complessivi 3'000'000 di franchi, suddivise per millesimi. Così facendo, l’autorità fiscale ha intrapreso una valutazione già favorevole al ricorrente, poiché ha ammesso, in misura non certo trascurabile, spese di investimento per le quali non era stata apportata alcuna prova.
3.2.
In ogni caso, con il reclamo il contribuente non ha adempiuto i presupposti per contestare la tassazione d’ufficio. Non ha infatti portato la prova della manifesta inesattezza della decisione impugnata. Non solo non ha provveduto ad inoltrare la documentazione ripetutamente sollecitata, ma neppure ha dato seguito al successivo invito, rivoltogli dall’Ufficio di tassazione, a conformarsi alle esigenze stabilite dalla legge.
Sebbene la motivazione della decisione di tassazione avesse già illustrato succintamente le conseguenze dell’inosservanza delle condizioni di ricevibilità del reclamo contro la tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale le ha ancora ribadite con la lettera del 10 giugno 2014, nella quale ha precisato che l’inosservanza dei requisiti legali avrebbe comportato l’irricevibilità del reclamo.
3.3.
La decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, appare di conseguenza ineccepibile. La decisione di tassazione è pertanto passata in giudicato, senza che alla Camera di diritto tributario sia concesso di entrare nel merito del ricorso.
È peraltro il caso di sottolineare che neppure con il ricorso l’insorgente ha adempiuto in modo soddisfacente i suoi obblighi di collaborazione. Infatti, non ha ancora inoltrato la documentazione dei costi di costruzione, stimati dall’autorità fiscale, limitandosi per contro a ribadire di esserne “in possesso”.
4.
Il ricorso è pertanto respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.