Decision ID: 14b590b8-c893-5feb-a011-a9944de6c012
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. A metà ottobre 1990 _, autotrasportatore indipendente, a seguito di un improvviso movimento della testa e del tronco, ha accusato dei dolori alla spalla ed al braccio destro.
Gli è stata quindi diagnosticata un ernia discale cervicale e, a seguito di una mielografia, un'affezione epilettica (cfr. certificato 26 febbraio 1991 dr. _ in doc. AI _).
In data 5 febbraio 1991 l'assicurato ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti.
Durante l'istruttoria egli è stato sottoposto ad un inchiesta economica per indipendenti eseguita _. Nel rapporto 17 giugno 1991 i responsabili dell'inchiesta hanno escluso che l'assicurato possa continuare ad esercitare la propria professione (doc. AI _).
Nella perizia neurologica affidata dall'amministrazione al dr. med. _ del Kantonsspital di _, il sanitario ha concluso per una totale incapacità lavorativa nella professione di autista dal 17 ottobre 1990 e del 75% dal 1° maggio 1991, ritenendo comunque esigibile un'attività fisicamente non impegnativa che non comporti un eccessivo carico della schiena e della nuca (cfr. rapporto 6 novembre 1991 doc. AI _).
In seguito, l'assicurato è stato ritenuto dal dr. _, medico curante, abile al lavoro al 50% nella precedente attività lucrativa. In attività adeguata la capacità è stata valutata al 100% (cfr. rapporto 30 novembre 1993 in doc. AI _).
Tale valutazione fa riferimento al rapporto 30 novembre 1993 del dr. _, neurologo, in cui quest'ultimo ritiene che dal punto di vista neurologico non vi sono impedimenti alla capacità lavorativa (cfr. doc. AI _).
Con decisione 15 febbraio 1994 la domanda di prestazioni è stata respinta dalla Cassa cantonale di compensazione (che allora aveva la competenza decisionale sulle rendite AI ) con la seguente motivazione:
"
Preso atto dunque del rifiuto di sottoporsi alla consultazione psichiatrica specialistica, la quale costituisce un accertamento necessario ed esigibile, la Commissione Invalidità si vede costretta a respingere ogni diritto a prestazioni, tanto più che dal profilo organico i medici consultati escludono l'esistenza di un'incapacità ad esercitare la professione sin qui praticata (doc. AI _). "
1.2. Nel mese di settembre 1997 l'assicurato ha chiesto la riattivazione della pratica. Al fine di accertare le condizioni di salute nonché l'eventuale capacità lavorativa residua, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha ordinato una perizia multidisciplinare presso il _.
Nel rapporto 22 settembre 1999 i periti hanno concluso per una piena capacità lavorativa dell'assicurato quale conducente di automezzi pesanti, ridotta al 50% con riferimento alle mansioni di carico/scarico della merce (cfr. doc. AI _).
Su incarico dell'amministrazione, _ ha proceduto ad un inchiesta economica per gli indipendenti.
Tale istituto ha valutato un grado d'invalidità del 35% dal mese di gennaio 1994, del 44% da maggio 1998, del 63 % da marzo 1999 e del 100% da marzo 2000 (cfr. rapporto 17 aprile 2000 in doc. AI _).
L'assicurato è stato poi ricoverato dal 13 aprile al 20 maggio 2000 presso l'Ospedale _ (cfr. doc. AI _).
Con rapporto 30 maggio 2000 il dr. _ lo ha ritenuto inabile al 100% a partire dall'11 febbraio 2000 e per almeno due anni (cfr. doc. AI _).
1.3. Con progetto di decisione 27 giugno 2000 l'amministrazione ha quindi deliberato quanto segue:
"
Il grado d'invalidità, determinato in base all'art. 4 LAI, viene fissato al 100% con diritto a rendita intera a decorrere dal 01.03.2000, dopo il decorrere dell'anno d'attesa (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI). Infatti dalla documentazione acquisita all'incarto ed in particolare da quella economica risulta che l'assicurato fino al 30.04.1998 presentava, quale camionista, un'incapacità di lavoro valutabile nella misura massima del 35%.
Dal 01.05.1998 al 28.02.1999 lo stesso ha lavorato a tempo pieno, senza alcuna assenza e con un salario di categoria (fr. 4300.‐‐ mensili) presso la ditta _. Dal 01.03.1999 l'assicurato è da ritenere inabile al lavoro e di conseguenza, dopo il decorrere dell'anno di carenza, egli ha diritto alla rendita intera d'invalidità."
(doc. AI _)
Mediante scritto 14 agosto 2000 l'UAI ha comunicato all'assicurato che:
"
Con riferimento al colloquio presso l'Ufficio Al del 12 luglio s., le dobbiamo confermare il progetto di decisione del 27 giugno 2000. Infatti, anche dopo aver preso atto della documentazione trasmessaci dall'Ufficio Tassazioni di _, non vi sono elementi che possano permettere di ritenere un reddito, senza danno alla salute, di gran lunga superiore ai fr. 51'000,00 annui e quindi arrivare a un grado d'invalidità di almeno il 40% prima del marzo 1999.
Questa valutazione viene fatta dopo aver considerato che, con l'esercizio a tempo pieno di un'attività alternativa a quella di trasportatore, ha potuto ottenere nel 1998/1999 un reddito pari a fr. 4'330,00 per 13 mensilità.
Non va inoltre dimenticato che tale reddito avrebbe potuto sicuramente ottenerlo anche negli anni precedenti considerato che lo stato di salute è rimasto pressoché stazionario fino all'inizio del 1999 e questo in base anche all'ultimo esame peritale con il quale viene giustifica un'incapacità totale da marzo 1999 in base al cambiamento dello stato di salute.
In considerazione a quanto sopra, nei prossimi giorni trasmetteremo la relativa delibera al servizio rendite della nostra Cassa per il calcolo dell'importo della rendita di suo diritto e in seguito le verrà intimato la decisione formale." (doc. AI _)
Il 7 dicembre 2000 il legale dell'assicurato ha sollecitato l'emissione della decisione.
Con provvedimento formale 22 dicembre 2000 l'UAI ha confermato la proposta di decisione.
1.4. Contro la decisione amministrativa è tempestivamente insorto _, rappresentato del proprio legale, postulando che la rendita intera venga erogata dal 1° marzo 1999.
In particolare egli ha evidenziato che:
"
Da un'analisi approfondita dell'ormai decennale calvario che ha visto sfortunato protagonista il Signor _, si può evincere come allo stesso sia già stata, nei primi anni novanta, negata una rendita in virtù del fatto che l'incapacità al lavoro sia durata esclusivamente un anno. Decorso l'anno di carenza, lo stesso aveva, a dire dell'Autorità, riacquisito la capacità lavorativa.
L'incapacità lavorativa oggetto della procedura in esame, si basa sui medesimi fatti e sulle medesime cause di quelle che hanno fatto l'oggetto delle procedure iniziatesi attorno agli anni novanta.
Da ciò si può evincere come, per la medesima fattispecie, il qui ricorrente abbia già per così dire "pagato" l'anno di attesa.
Appare quindi iniquo nonché errato far sopportare nuovamente, per l'ennesima volta, l'anno di carenza.
Altro sarebbe stato se i fatti posti alla base della richiesta fossero da accreditare a cause diverse per rapporto a quelle di inizio anni novanta. Così non è e pertanto il richiedente deve essere posto a beneficio della rendita, avendo già scontato il periodo legale di attesa. a far tempo dal 1 marzo 1999." (doc. AI _)
1.5. Mediante risposta 10 aprile 2001 l'UAI propone di respingere il gravame.
Dopo aver esposto una breve cronistoria della pratica, l'amministrazione ha rilevato quanto segue:
"
Per quanto attiene al momento in cui l'aggravamento dello stato di salute è stato ritenuto determinante per il diritto alla rendita, ovvero il 1. marzo 1999, si sottolinea che lo stesso è stato stabilito sia in base alle dichiarazioni stesse del ricorrente ‐come emerge dal rapporto citato‐ sia in base ad oggettivi riscontri. In effetti, negli anni successivi all'emanazione della prima decisione non risulta che lo stato di salute dell'assicurato abbia subito sostanziali modifiche.
Ed in pratica questi ha effettivamente svolto un'attività lucrativa, prima come autotrasportatore indipendente, in seguito come impiegato presso la ditta _, per la quale ha lavorato dal maggio del 1998 al febbraio del 1999, percependo inizialmente 4300.‐ franchi (fr. 55'900.‐ annui) e dal 1999 fr. 4330.‐ al mese.
Nel biennio che ha preceduto l'insorgere del danno alla salute (1989/90), l'assicurato ha conseguito un reddito aziendale ammontante a fr. 51'000.‐ (media annua) (cf. doc. n. _ inc. AI). Non vi sono elementi per concludere che lo sviluppo dell'azienda sarebbe stato nel frattempo tale da originare, paragonato ai 55'900.‐ franchi di cui sopra, un grado di invalidità del 40% almeno prima del 1999.
Si rilevi infine che fra i due rapporti medici, l'uno facente stato di un'incapacità totale dal marzo 1999, l'altro attestante una capacità lavorativa del 50% ancora nel settembre 1999, è stata ritenuta quella più favorevole all'assicurato." (doc. _)

in diritto
2.1. In ordine
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. A norma dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
·
un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
·
la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
La misura dell'incapacità di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.
Infatti l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che:
"
l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido."
(metodo ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).
Ne consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della circostanza opposta.
2.3. Secondo la giurisprudenza la valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori puramente medico-teorici (STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2d, DTF 114 V 314 consid. 3a, 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). Non spetta invece al medico di graduare l'invalidità dell'assicurato. Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c).
Il medico non possiede invece né la preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno. Quest'ultimo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e deve essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).
I documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2 luglio 1996 in re M.N. p.4. consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).
Di conseguenza, il fatto che un assicurato sia, sotto il profilo medico, incapace al lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità da parte della Commissione AI.
L'incapacità di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4 LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
La LAI tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità al guadagno.
Di regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica; in taluni casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo, 1952, pagg. 140 e 141).
2.4. La giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso di indipendenti, che un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (cfr. Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).
L’invalidità è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s, Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Losanna 1985, p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151).
In tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 104 V 138; ZAK 1987 p. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a).
Nella prassi il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa indipendente.
Nel caso di un indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.
Di conseguenza il TFA ha stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c).
2.5. Nel caso in esame, il ricorrente contesta l'inizio della decorrenza del diritto alla rendita AI.
Secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media.
Di regola il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa (cfr. DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281; RCC 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 pag. 126).
Alla scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità - questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i disposti dell'art. 28 LAI.
L'ammontare della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%, l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità (Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).
Secondo la giurisprudenza nel periodo di attesa di cui all'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI è unicamente rilevante l'esistenza di un'incapacità lavorativa, non anche le conseguenze finanziarie della stessa (DTF 105 V 159 consid. 2a). Il fatto, quindi, di aver beneficiato di indennità giornaliere dell'assicurazione disoccupazione non esclude il riconoscimento di inabilità lavorativa (DTF 104 V 191). Lo stesso vale anche nel caso in cui l'interessato è ancora vincolato da contratto di lavoro, malgrado l'inabilità lavorativa (DTF 105 V 159 consid. 2a).
In caso di pagamento dello stipendio, alfine di verificare se l'assicurato era effettivamente inabile al lavoro in maniera rilevante, dev'essere stabilito d'ufficio con diligenza, se l'assicurato svolgeva le proprie usuali mansioni oppure se, a causa del danno alla salute, effettuava prestazioni limitate (consid. 4 non pubbl. di DTF 120 V 421; cfr. Meyer/Blaser, op. cit., p. 234).
Se l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi, il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).
Vi è interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30 giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).
2.6. Nel caso che ci occupa, l'amministrazione ha fatto decorrere il termine di carenza dal 1° marzo 1999 corrispondente alla data a cui il medico curante, dr. med. _, ha riferito l'inizio dell'inabilità lavorativa del 100% e questo su indicazioni del suo paziente (
"gemäss Angaben des Patienten"
cfr. in doc. AI _).
Inoltre, l'UAI ha rilevato che nel marzo 1999 l'assicurato ha cessato per motivi di salute l'attività di autotrasportatore dipendente _, iniziata a maggio del 1998 (cfr. doc. AI _ pag. 4 punto 5.2).
_ sostiene invece che l'anno di carenza sia già trascorso da quando ha avuto iniziato il suo iter assicurativo e quindi postula che la rendita intera venga erogata dal 1° marzo 1999.
2.7. Dagli atti di causa risulta che nella perizia neurologica del 6 novembre 1991 il dr. med. _ ha ritenuto il ricorrente totalmente incapace al lavoro nella sua attività di autista dal 17 ottobre 1990 e nella misura del 75% dal 1° maggio 1991.
Il neurologo ha tuttavia ritenuto esigibile un'attività fisicamente non impegnativa che non comporti un eccessivo carico della schiena e della nuca (
Tätigkeiten mit erheblicher Rücken- und Nackenbelastung sollten vermieden werden
, cfr. doc. AI _).
A seguito di diverse indagini economiche, (doc. AI _ e _) l'amministrazione ha escluso un'integrazione professionale (doc. AI ).
Nel certificato 1° novembre 1993 il medico curante dr. _ ha attestato un'inabilità del 75% dal 1° maggio 1991 al 31 dicembre 1992 e del 50% dal 1° gennaio 1993, valutando una piena capacità lavorativa in attività che non comporti un carico alla schiena (doc. AI _).
Infine, nel rapporto medico 30 novembre 1993 il neurologo dr. _, accertata l'assenza di ulteriore attacchi di epilessia, ha comunque escluso, dal punto di vista neurologico, un'incapacità lavorativa nella precedente attività professionale (doc. AI _).
2.8. Dopo la riattivazione della pratica da parte dell'assicurato, nella perizia 22 settembre 1999 il _, posta la diagnosi (con influsso sulla capacità lavorativa) di "
periathropathia humeroscapularis tendopathica rechts mit leichte Omarthrose
", ha concluso per una capacità lavorativa del 100% quale autista, ridotta al 50% se tenuto conto delle operazione scarico/carico della merce. I periti hanno tuttavia rinviato all'amministrazione il compito di accertare concretamente l'incapacità lavorativa ("
Zusammengefasst besteht für die reine Arbeit als Chauffeur eine Arbeitstätigkeit von 100% und für die Be- und Entladetätigkeit des Camions sowie Servicearbeiten eine Arbeitsfähigkeit von zirka 50%. Wir müssen es Ihnen überlassen, anhand der konkreten Tätigkeit die Erwerbsunfähigkeit zu ermittlen"
cfr. doc. _ pag. 17).
Di conseguenza l'amministrazione ha incaricato l'UAI del Cantone _ (l'assicurato risiedeva e svolgeva la propria attività principalmente nel Cantone di _, pur mantenendo in Ticino il domicilio legale) di eseguire un'inchiesta economica per indipendenti.
Con rapporto 17 aprile 2000, dopo aver esaminato dal profilo professionale la situazione dell'assicurato e tenuto conto delle affezioni accertate, l'amministrazione _ ha concluso per un'inabilità lavorativa del 35% da gennaio 1994, del 44% da maggio 1998, del 63 % da marzo 1999 e del 100% da marzo 2000.
Il calcolo dell'incapacità lavorativa è stato eseguito comparando le diverse mansioni costitutive l'attività di autotrasportatore prima e dopo il danno alla salute secondo il seguente specchietto riassuntivo:
Betätigungsvergleich ohne Gewichtung
Vor
Invalidität in %
Anteil der einzelnen Tätigkeiten
am gesamten Aufgabenbereich
ohne Gesundheitsschaden
▼
Mit
Invalidität in % seit:
Gemäss Abklärungsperson noch möglicher Einsatz seit Eintritt des Gesundheitsschadens
Anfallende Tätigkeiten
1.94
5.98
3.99
3.00
1. Administration (Rechnungstellung, Kontrolle Eingang, Wagenwartung etc.)
8
5
2
4
0
2. Be- u. Entladen, Wartezeit
30
15
5
10
0
3. Transport
57
40
17
20
0
4. Zollformalitäten an Ort u. Stelle
5
5
2
3
0
5. _ (unselbständig)
30
Total der noch möglichen Tätigkeiten
100%
Einschränkung nach Betätigungsvergleich
35%
44%
63%
100%
%
In seguito, le riduzioni delle singole attività (limitatamente alla situazione presente al marzo 1999) sono state valutate in relazione alla loro incidenza sulla capacità di guadagno per giungere ad un'invalidità del 62% (cfr. tabella alla pagina 6).
Infine, dal 13 aprile al 20 maggio 2000 l'assicurato è stato ricoverato presso l'Ospedale _ (doc. AI _) e nel rapporto 30 maggio 2000 il medico curante dr. _ ha quindi attestato una totale inabilità lavorativa quale autotrasportatore dall'11 febbraio 2000 per almeno due anni (doc. AI _).
2.9. Dal 1° maggio 1998 al 28 febbraio 1999 _ ha lavorato a tempo pieno presso _ quale magazziniere/ autista percependo nel 1998 fr. 4300.-- al mese, fr. 4'330.-- nel 1999.
Durante tale periodo egli non ha fatto alcuna assenza per malattia (cfr. questionario datore di lavoro 23 febbraio 2000 in doc. AI _).
In merito a questa esperienza lavorativa, nella perizia 22 settembre 1999 del _ si legge come l'assicurato sia riuscito a lavorare, nonostante l'aumento dei dolori alla spalla ed al braccio destro, grazie alla regolare somministrazione di antidolorifici, ricorrendo anche all'ipnosi:
"
Subjektiv klagt er über die bereits oben genannten Beschwerden und Schmerzen vom Nacken über die rechte Schulter in den rechten Arm. Vor allem könne er damit keine richtige Kraft entfalten und sei deshalb beim Be- und Entladen des Camions, respektive beim Öffnen oder Schliessen erheblich behindert.
Die Behindern habe sich auch während seiner Anstellung als Chauffeur und Staplerfahrer bei _ von Mai 1998 bis Februar 1999 gezeigt, als die Schmerzen im rechten Arm und in der Schulter zunahmen und der Explorand aus diesem Grund diese Stelle gekündigt habe. Er habe sich zudem innerlich immer mehr angespannt gefühlt, weil er ständig brüske Bewegungen mit der Wirbelsäule und dem rechten Arm habe ausführen müssen und auf Analgetika und nachts sogar auf Hypnotika angewiesen gewesen sei." (doc. _ pag. 14).
Nel rapporto 17 aprile 2000 dell'UAI di _ l'attività dipendente è stata considerata non esigibile:
"
Aufgrund der Aufnahme einer unselbständigen Erwerbstätigkeit im 1998, von welcher sich der Vt. eine Schmerzreduktion versprach, sich aber durch den unterschiedlichen Einsatz im Innen- und Aussendienst nicht realisierte, und It. Ehepaar der Vt. nur mit der Einnahme von ca. 4 Ponstan/Tag einigermassen über die Runden kam, ist davon auszugehen,
dass der Vt. in diesem Zweitraum über dem Zumutbaren
(sottolineatura del redattore)
gearbeitet hat und sich dies nach 8 Monaten nicht mehr länger ertragen lies
. Hinzu kommt, dass durch diese steigende Medikamenteneinnhame auch die Fahrtüchtigkeit von Herrn _ in einen gefährlichen Grenzbereich eintrat." (doc. AI _ pag. 5).
Infine, nel mese di settembre 1999 l'assicurato ha tentato un'altra attività lucrativa (autista indipendente di camion per la ditta _) terminata per motivi di salute nel febbraio dell'anno successivo:
"
("Wie im _ festgehalten wurde, ist der Vt. seit Sept. 99 für die Firma _ als selbständiger Lastwagenfahrer tätig. Wie Herr _ nun berichtet, musste auch diese Tätigkeit aufgrund der Beschwerdezuhnahme zum 3.02.2000 aufgegeben werde, d.h. der Vt. hat seitdem keine Einkünfte mehr" doc. AI _ pag. 2).
2.10. Nell'evenienza concreta, dopo un attento esame dell'incarto, secondo questo TCA, determinante per l'evasione della causa è il rapporto dell'UAI di _, le cui risultanze sono da considerare affidabili e convincenti (cfr. in particolare il commento ad ogni singola riduzione delle attività riportato quale "
Ergänzende Bemerkungen zum Betätigungsvergleich ohne Gewichtung"
) sia ai fini della valutazione dei periodi di incapacità lavorativa per il calcolo dell'anno di carenza ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, sia per la determinazione del grado d'invalidità nella fase successiva.
Innanzitutto a tale rapporto va fatta adesione per quel che concerne l'inizio del periodo di carenza, rispettivamente il periodo di inabilità lavorativa, in quanto gli atti medici presenti nell'incarto non sono idonei a sovvertire le conclusioni a cui sono giunti i responsabili dell'inchiesta _, i quali, tra l'altro, hanno debitamente tenuto conto delle affezioni dell'assicurato riscontrate nella perizia del _ e proceduto ad un dettagliato e motivato esame retrospettivo della diminuzione della capacità di rendimento nella professione di autotrasportatore (cfr. capitolo 1
"Beginn und Ausmass der Beschwerden
").
Infatti, nel lasso di tempo tra la prima decisione (15 febbraio 1994) e la riattivazione della pratica (settembre 1997) non esiste alcuna documentazione medica che attesti un'inabilità lavorativa. Solo nella perizia del _ di settembre 1999 viene formulata un'incapacità del 50% quale autotrasportatore, senza contenere una valutazione retrospettiva dell'inabilità lavorativa
Inoltre, non può essere preso in considerazione il certificato 1° settembre 2000 del medico curante dr. _, ove è stata indicata un'incapacità lavorativa al 100% da
marzo
1999, visto che tale data è stata indicata dall'assicurato stesso
("gemäss Angaben des Patienten"
), senza trovare alcun riscontro in altri certificati.
Infine, gli otto mesi di attività lucrativa presso l'_ non permettono di interrompere il periodo di carenza poiché il pieno rendimento è stato possibile solo grazie agli sforzi profusi dall'assicurato ed alla pesante cura medicamentosa (cfr. consid. 2.9).
Per quel che concerne le ripercussioni economiche degli impedimenti, come detto al consid. 2.8, tale valutazione è stata fatta unicamente per il mese di marzo 1999.
Poiché in quel mese il tasso d'invalidità è risultato leggermente inferiore alla riduzione di rendimento (del 62% al posto del 63%) può essere senz'altro ritenuto che la stessa tendenza si riscontra nel periodo precedente. Queste variazioni, del resto, non incidono comunque sul diritto alla rendita.
Nel periodo successivo, infine, visto che a marzo 2000 è stata riscontrata una totale riduzione delle diverse mansioni a causa del danno alla salute, l'incapacità al guadagno risulta essere giocoforza totale.
Di conseguenza, sulla base delle risultanze dell'inchiesta economica, è da ritenere dimostrato con il grado di certezza richiesto nella assicurazioni sociali (fra le tante cfr. STFA inedita 22 agosto 2000 in re K.B., C 116/00 consid. 2b pag. 5,
DTF 125
V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati) che
i periodi di incapacità lavorativa, che nella fattispecie corrispondono sostanzialmente alla accertata riduzione di rendimento nella professione esercitata dall'assicurato, sono i seguenti:
Ø
35% dal 1° gennaio 1994 al 30 aprile 1998;
Ø
44% dal 1 maggio 1998 al 28 febbraio 1999;
Ø
63% dal 1° marzo 1999 al 29 febbraio 2000:
Ø
100% dal 1° marzo 2000.
Orbene, sulla base di questi dati l'assicurato risulta inabile per un anno almeno al 40% in media a partire dal 1° novembre 1997 (6 mesi al 35 % e 6 mesi al 44% per una media retrospettiva del 40% ( 474% : 12 = 39,5%).
Per quanto riguarda la graduazione dell'invalidità dopo l'anno di carenza, alla luce dell'inchiesta economica deve essere concluso che _ ha diritto ad un quarto di rendita dal 1° novembre 1998 (grado d'invalidità al 44,4%), ad una mezza rendita dal 1° giugno 1999 (tre mesi dopo l'aumento del grado d'invalidità al 63% con decorrenza 1°marzo 1999) ed ad una rendita intera (grado d'invalidità al 100%) dal 1 giugno 2000 (tre mesi dopo 1° marzo 200). Al proposito del cambiamento del grado di invalidità va infatti rilevato che l'art. 88a LAI prescrive che:
"
Se la capacità al guadagno dell’assicurato migliora o la grande invalidità di cui è affetto si attenua, v’è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (capoverso 1).
In caso di aggravamento dell’incapacità al guadagno o della grande invalidità, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’articolo 29
bis
è applicabile per analogia (capoverso 2)."
In tal senso la decisione impugnata deve essere annullata e gli atti rinviati all'UAI affinché determini i nuovi importi di rendita.