Decision ID: 7fa215cd-be40-5148-b4f7-55c7da42e658
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 27 marzo 2009 la Commissione tutoria regionale 12 ha presentato all'Autorità di vigilanza un'istanza di interdizione nei confronti di AP 1 (1944) fondata sull'art. 369 CC, facendo valere un
“
decadimento psico-organico
”
del tutelando per problemi di depressione e asserito abuso di alcol;
che con decisione del 2 dicembre 2009 l'Autorità di vigilanza sulle tutele ha respinto la domanda, ma ha istituito in favore di RI 1 una curatela combinata (art. 392 n. 1 e 393 n. 2 CC), invitando la Commissione tutoria regionale a designare il curatore;
che il 2 settembre 2010 la Commissione tutoria regionale, in esecuzione della citata decisione, ha nominato CO 3 in qualità di curatore, non senza avere offerto previamente all'interessato la possibilità di indicare una persona di sua fiducia;
che RI 1 ha ricorso il 10 settembre 2010 all'Autorità di vigilanza sulle tutele per ottenere l'annullamento di tale decisione;
che, statuendo il 21 settembre 2010, l'Autorità di vigilanza sulle tutele ha dichiarato il ricorso irricevibile, giacché l'interessato
poteva insorgere solo contro la designazione del curatore, non più contro l'istituzione della curatela;
che in esito a tale decisione l'Autorità di vigilanza non ha prelevato tasse né spese;
che RI 1 ha impugnato il 9 ottobre 2010 la decisione predetta davanti a questa Camera, ribadendo l'inutilità della curatela, il suo stato di salute essendo nel frattempo migliorato;
che il memoriale non ha formato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che a parere dell'appellante la curatela è del tutto superflua, il suo stato di salute essendo migliorato rispetto al momento in cui la Commissione tutoria regionale ha presentato la domanda di intervento all'Autorità di vigilanza;
che
l'appellante non spende una parola invece sulla motivazione addotta dal
l'Autorità di vigilanza, secondo cui il ricorso era fuori argomento, poiché oggetto
della decisione impugnata poteva essere solo la designazione del curatore;
che, di conseguenza, in questa sede l'appellante avrebbe dovuto spiegare perché a torto l'Autorità di vigilanza ha dichiarato il suo ricorso irricevibile, ovvero perché la decisione impugnata riguardava anche la misura tutelare e non solo la persona del curatore;
che al proposito l'appello è del tutto silente, onde la sua inammissibilità;
che, invero, nella sua decisione del 2 settembre 2010 la Commissione tutoria regionale ha ripetuto quanto già aveva deciso l'Autorità di vigilanza, ovvero che in favore di RI 1 era
“
istituita una curatela in applicazione degli art. 392 n. 1 e 393 n. 2 CC
”
(dispositivo n. 1);
che tale dispositivo era nondimeno inutile e fuorviante, la curatela essendo già stata pronunciata dall'Autorità di vigilanza sulle tutele e non potendo essere istituita due volte;
che tuttavia ciò può avere indotto in buona fede l'appellante a ricorrere e giustifica di rinunciare a tasse e spese di appello (art. 148 cpv. 2 CPC), come ha fatto l'Autorità di vigilanza, a maggior ragione ove si consideri che l'interessato ha agito da sé solo, senza l'ausilio di un patrocinatore;
che, l'appello non essendo stato intimato, non si pone problema di ripetibili;
ch
e per quanto attiene ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
un eventuale ricorso in materia civile è dato (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 6 LTF) – per sua natura – senza riguardo a questioni di valore;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,