Decision ID: 9be84d30-cd07-5254-95c5-c85a3802e879
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Il 5 giugno 2017, alle 04:30 circa, a _ ha avuto luogo una colluttazione che ha visto coinvolti _ e RI 1 (vedi doc. 29).
Quest’ultimo ha subito “un trauma cranico lieve con una completa amputazione del padiglione auricolare sinistro e una FLC frontale mediana, un trauma contusivo emitorace sinistro e una contusione del gomito e del ginocchio destri. (...)” (Doc. III/1).
RI 1 era occupato presso il _ di _ come aiuto cucina (cfr. doc. 1, doc. 7) ed assicurato contro gli infortuni presso la CO 1, la quale ha assunto il caso e versato le relative prestazioni.
1.2. Con decisione su opposizione del 21 marzo 2018 la CO 1 ha confermato la precedente decisione del 10 ottobre 2017 (cfr. doc. 29) con la quale aveva ridotto del 50% le prestazioni in contanti spettanti all’assicurato per avere partecipato ad una rissa, argomentando:
" (...) Orbene, nel caso che ci occupa, è assodato come l’assicurato sia entrato nella zona di pericolo, provocando un’azione da parte dell’altra persona. Infatti, l’altra persona è solo intervenuta quando tra l’assicurato e la sua consorte si era già scatenata una lite, ed è stata proprio quella lite che ha poi scatenato la reazione dell’altra persona. Oltretutto, come appurato dallo stesso rapporto della Polizia, solo dopo un battibecco verbale i due sono passati alle vie di fatto. Dunque, l’assicurato non può essere considerato come estraneo all’accaduto, bensì deve essere considerato come parte attiva, essendosi esposto al pericolo, e provocando con i suoi gesti e parole una risposta immediata da parte dell’altra persona. Si ritiene pertanto giustificata una riduzione delle prestazioni in contanti da parte di CO 1, in quanto conforme con la costante giurisprudenza del Tribunale federale. (...)” (Doc. III/1 pag. 4)
La CO 1 ha pure respinto l’istanza di ammissione all’assistenza giudiziaria durante la procedura di opposizione in quanto non era data la necessità dell’assistenza di un legale e non esistevano possibilità di successo.
1.3. Contro questa decisione su opposizione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore contesta innanzitutto il rifiuto dell’assistenza giudiziaria sottolineando che la necessità di ricorrere ad un avvocato era data dalle difficoltà linguistiche dell’assicurato e dal tema della vertenza (partecipazione oppure no ad una rissa).
La procedura non sarebbe peraltro priva di esito favorevole.
Egli domanda di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria pure in sede ricorsuale.
Nel merito, il patrocinatore dell’assicurato chiede che vengano versate integralmente le prestazioni in contanti, rilevando:
" (...) Per quanto concerne la riduzione del 50% delle prestazioni in contanti relativi ai giorni in cui l’assicurato si è assentato dal posto di lavoro, deve essere sottolineato che nonostante CO 1 parli di scambio di colpi, l’assicurato di fatto è stato aggredito riportando le relative conseguenze mentre l’altra parte non ha subito alcuna lesione, nulla.
L’assicurazione sostiene inoltre che l’assicurato abbia “provocato il suo aggressore determinando una sua risposta violenta”. Invero il nostro cliente in realtà stava solo discutendo con la propria moglie.
Inoltre, non può rappresentare un “pericolo straordinario”, come ha stabilito invece l’assicurazione, il semplice discutere in qualsiasi modo con il proprio coniuge. Vale il detto: “tra moglie e marito non mettere il dito”. Attuare una riduzione nel caso di specie significherebbe considerare il matrimonio come una impresa pericolosa.
Infine, l’assicurazione sostiene che l’assicurato sia entrato nella “zona di pericolo”. Egli si trovava all’esterno dell’edificio a discutere con la moglie ed è stata l’altra parte ad uscire dal proprio appartamento raggiungendolo per aggredirlo, quindi un’aggressione non ha niente a che vedere con una rissa.
Anche girando i fatti in tutti i sensi non si riesce a parlare di una rissa ai sensi della LAI.
L’assicurato ha presentato inoltre richiesta di ricevere un aiuto sulla base della LAVI in quanto vittima di reato.
In ultimo non rileva, per quanto riguarda il concetto e significato di rissa, il fatto che entrambe le parti coinvolte avessero bevuto, in quanto la legge (LAINF) non impedisce di bere alcolici.” (Doc. I)
Il 18 maggio 2018 il patrocinatore dell’assicurato ha allegato il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (cfr. doc. VI).
1.4. Nella sua risposta del 20 maggio 2018 la CO 1 propone di respingere il ricorso e osserva:
" (...)
Ad 2 (sui fatti) Lo stesso ricorrente ammette che il suo modo di agire ha provocato la reazione dell’altra persona, ossia dell’imputato. Ed è proprio per questo che al contrario di quanto sostenuto dal ricorrente, un nesso causale tra il comportamento del ricorrente e quanto avvenuto è dato.
Ad 3 (sui motivi) Pur avendo una formazione semplice, si fa presente che l’opposizione poteva verbalmente e poi messa a verbale dai funzionari di CO 1.
Quindi, CO 1 continua ad essere del parere che in sede di opposizione non fosse necessaria la presenza di un avvocato, discorso diverso vale per quanto riguarda il ricorso, in quanto in quel caso l’assicurato si trova a dover interagire con un tribunale.
Ad 3 B Non è necessario che si usino le mani per provocare una reazione violenta, basti pensare a quanto succede quotidianamente nei campi di calcio, addirittura a quanto accaduto dodici anni fa in una finale di coppa del mondo. Il ricorrente non stava semplicemente discutendo con la moglie, con il loro modo di fare hanno disturbato la quiete pubblica in piena notte. Se il tutto fosse avvenuto all’interno delle mura domestiche, di certo l’imputato non sarebbe intervenuto, in quanto non disturbato dallo schiamazzo. Ma c’è di più, è assodato come il ricorrente abbia poi anche avuto modo di discutere con l’imputato e solo dopo una discussione accesa con quest’ultimo si è passati per le vie di fatto. Dunque, in virtù di quanto appena illustrato, è evidente come il ricorrente con il suo modo di agire abbia provocato quanto accaduto. Tra l’atteggiamento del ricorrente e l’evento in parola sussiste un nesso causale. La decisione di CO 1 di ridurre le prestazioni in virtù delle disposizioni legali è quindi corretta. (...)” (Doc. VII pag. 5)
1.5. L’11 luglio 2018 il patrocinatore dell’assicurato ha ribadito la richiesta di rinunciare a ogni riduzione delle prestazioni in contanti, sostenendo che l’assicurato va considerato “solo come vittima di una aggressione, frutto esclusivamente del comportamento di un’altra persona” e al riguardo ha rilevato:
" (...) Il signor RI 1, contrariamente a quanto sostenuto da parte convenuta con risposta del 30 maggio 2018, non sarebbe mai entrato nella cosiddetta zona di pericolo, provocando una reazione dell’altra parte.
Egli si trovava, come si evince chiaramente dai verbali di polizia, al di fuori dell’abitazione del suo aggressore, ovvero nel vialetto d’entrata del palazzo, mentre l’altra persona era all’interno del suo appartamento sito al terzo piano.
Il ricorrente aveva avviato una semplice discussione con la moglie, probabilmente in modo un po’ animato. A questo punto, il terzo, contro cui è stato poi avviato un procedimento penale, con fare minaccioso è sceso in strada scagliandosi contro RI 1.
Il comportamento assunto da questa terza persona rispecchiava l’intenzione di passare alle vie di fatto, senza alcun motivo legittimo, se non quello di invitare i coniugi a spostarsi per non disturbare. Ma non erano affari suoi; egli non sarebbe dovuto intervenire.
Se i coniugi disturbavano la quiete del vicinato avrebbe dovuto al limite far intervenire le forze di polizia.
Non è pertanto corretto asserire che la discussione tra il ricorrente e la moglie fosse atta a provocare l’intervento di un terzo.
Il signor RI 1 può essere solo ritenuto una vittima.
Eventualmente tale sua partecipazione, nel tentativo di rispondere all’aggressione, può essere considerata alla stregua di una legittima difesa, giusta l’art. 15 CP.
In conclusione, il fatto che il signor RI 1 stesse discutendo (privatamente) con la moglie non può essere considerato un motivo sufficiente per addure che così facendo egli abbia voluto provocare l’altra persona.
L’aggressione, dal canto suo, ha aggredito il signor RI 1 per una ragione futile ed ha agito prevalentemente perché alterato dall’alcol e dagli stupefacenti precedentemente assunti, fraintendendo la situazione.
Contrariamente a quanto asserito da parte convenuta, il ricorrente non ammette che il suo modo di agire abbia provocato la reazione dell’altra parte.
È quindi solamente l’aggressore da considerare parte attiva e responsabile delle lesioni riportate. (...)” (Doc. XII)
Egli ribadisce la richiesta di assistenza giudiziaria durante la precedente procedura amministrativa in quanto “vista la complessità del caso non è sufficiente la presenza di una persona di fiducia, ma è necessario il supporto di un Legale” (cfr. doc. XII).
Il 24 agosto 2018 la CO 1 ha formulato al riguardo le seguenti osservazioni:
" (...)
1. In riferimento a quanto fatto presente dal ricorrente nella sua replica spontanea, CO 1 ritiene che questa non apporti elementi nuovi. Tuttavia CO 1 ci tiene a ricordare al ricorrente quanto stabilito più volte dalla costante giurisprudenza federale (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 361/98 del 10 marzo 2000 consid. 2b con riferimenti), secondo la quale colui che partecipa a una disputa prima che comincino gli atti di violenza propriamente detti entra in una “zona di pericolo” esclusa dalla copertura assicurativa dell’assicurazione infortuni. Poco importa il motivo per cui l’assicurato ha preso parte alla rissa, chi ha dato avvio alla violenza o se l’assicurato ha dato o soltanto ricevuto delle percosse. Decisiva è unicamente la circostanza che quest’ultimo poteva e doveva rendersi conto del rischio che potesse effettivamente scoppiare una rissa o una baruffa.
2. Orbene, nel caso che ci occupa, vale la pena ricordare come lo stesso ricorrente abbia ammesso durante l’interrogatorio presso la polizia cantonale di aver tirato dei pugni.
Quindi, ciò dimostra che il ricorrente poteva e doveva rendersi conto del rischio che potesse effettivamente scoppiare quanto poi realmente accaduto. Il ricorrente avrebbe pertanto dovuto lasciar perdere di discutere con l’imputato e andare via senza cercare di rispondere alla provocazione o ai pugni di quest’ultimo. Pertanto, concludendo, il comportamento del ricorrente è in nesso causale con quanto accaduto. (...)” (Doc. XIV)
Tale scritto è stato trasmesso per conoscenza al rappresentante dell’assicurato il 27 agosto 2018 (cfr. doc. XV).

in diritto
2.1. Oggetto della lite è la questione di sapere se CO 1 era legittimata a ridurre del 50% le prestazioni in contanti spettanti a RI 1 a dipendenza dell’infortunio non professionale del 3 giugno 2017, oppure no.
2.2. Secondo l’art. 39 LAINF, il Consiglio federale può designare i pericoli straordinari e gli atti temerari motivanti il rifiuto di tutte le prestazioni o la riduzione delle prestazioni in contanti in materia di assicurazione contro gli infortuni non professionali. Può ordinare il rifiuto e la riduzione in deroga all'articolo 21 capoversi 1-3 LPGA.
Il Consiglio federale ha fatto uso di questa delega di competenza all’art. 49 (pericoli straordinari) e all’art. 50 OAINF (atti temerari).
Secondo l’art. 49 cpv. 2 OAINF, le prestazioni in contanti sono ridotte di almeno la metà in caso d'infortuni non professionali occorsi segnatamente in caso di partecipazione a risse e baruffe, salvo l'assicurato sia stato ferito dai litiganti pur non prendendovi parte oppure soccorrendo una persona indifesa (lett. a) e di pericoli cui l'assicurato si espone provocando altrui violentemente (lett. b).
Questa normativa corrisponde in sostanza a quella valida prima dell’entrata in vigore della LAINF (il 1° gennaio 1984), di modo che la giurisprudenza sviluppata allora ha mantenuto la propria validità anche sotto l’egida del nuovo diritto (cfr. RAMI 1996 Nr. U 255 p. 211 consid. 1a; SVR 1995 UV Nr. 29 p. 85, consid. 2b e c).
2.3. A proposito della partecipazione ad una rissa o a una baruffa (cfr. art. 49 cpv. 2 lett. a OAINF) il Tribunale federale, in una sentenza 8C_145/2014 del 19 maggio 2014, ha sviluppato le seguenti considerazioni:
" (...)
2.1. La lite verte sul tema di sapere se l'INSAI abbia a ragione o meno ridotto del 50% le prestazioni in contanti spettanti al ricorrente a dipendenza delle conseguenze dell'evento verificatosi nel novembre 2012.
2.2. Nei considerandi dell'impugnato giudizio, il primo giudice ha già esposto le disposizioni legali e i principi giurisprudenziali applicabili al caso di specie. A questa esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione, non senza tuttavia ribadire che giusta l'art. 49 cpv. 2 lett. a OAINF le prestazioni in contanti sono ridotte di almeno la metà in caso di infortuni non professionali occorsi ad assicurati che partecipano a risse e baruffe, a meno che non siano stati feriti dai litiganti pur non prendendovi parte oppure soccorrendo una persona indifesa. L'istanza precedente ha poi ricordato che vi è partecipazione a una rissa o baruffa non soltanto quando l'interessato partecipa ad atti di violenza veri e propri, ma già quando egli si è lasciato coinvolgere nell'alterco verbale che li ha eventualmente preceduti e che racchiudeva in sé il rischio di degenerare in vie di fatto. Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, colui che partecipa a una disputa prima che comincino gli atti di violenza propriamente detti entra in una "zona di pericolo" esclusa dalla copertura assicurativa dell'assicurazione infortuni. Poco importa il motivo per cui l'assicurato ha preso parte alla rissa, chi ha dato avvio alla violenza o se l'assicurato ha dato o soltanto ricevuto delle percosse. Decisiva è unicamente la circostanza che quest'ultimo poteva e doveva rendersi conto del rischio che potesse effettivamente scoppiare una rissa o una baruffa (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 361/98 del 10 marzo 2000 consid. 2b con riferimenti).