Decision ID: aea0ea5d-ea5a-50fc-adb2-f7d8a10ba552
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadina italiana, nata il (...) 1965, dal 17 novembre 2008
ha lavorato in Svizzera come frontaliera, impiegata al 50%, in qualità di
governante / collaboratrice domestica presso un’abitazione privata, sol-
vendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i su-
perstiti e l'invalidità (doc. 2, 5 e 12 dell’incarto dell’Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per gli assicurati residenti all’estero [in seguito UAIE]).
A.b Dal 30 novembre 2017, a causa di infortunio, prontamente annunciato
alla B._SA (in seguito: B._), l’interessata ha interrotto l'atti-
vità lavorativa (doc. 1 e 5). Il rapporto lavorativo è stato disdetto dal datore
di lavoro per fine agosto 2018 (doc. 26).
B.
B.a Il 13 maggio 2018, visto il persistere dell’inabilità lavorativa totale, l’in-
teressata ha formulato all’attenzione dell’Ufficio assicurazione invalidità del
Canton C._ (in seguito UAI-C._) una richiesta volta all'otte-
nimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 5).
B.b L’autorità inferiore ha quindi avviato l’istruttoria, assumendo agli atti la
documentazione presso l’assicurata (doc. 1-9, 13-14) e il datore di lavoro
(doc. 16) ed avviando i provvedimenti di intervento tempestivo (doc. 10, 23,
26-29). Ha inoltre richiamato l’incarto dell’assicuratore contro gli infortuni
(doc. 31).
B.b.a Dall’incarto della B._ è emerso che il 30 novembre 2017
aprendo il portone del proprio garage l’assicurata ha riportato una distra-
zione alla regione scapolare della spalla destra, per cui è stato prescritto
un trattamento conservativo a base di antiinfiammatori, antidolorifici e ki-
nesiterapia (doc. 97-103). L’approccio terapeutico è stato mantenuto an-
che a seguito dell’ecografia alla spalla destra del 12 dicembre 2017 (doc.
101) e dell’artro-MRI alla spalla destra del 7 febbraio 2018 (doc. 105), sulla
base della quale il 28 febbraio 2018 il dott. D._, specialista in orto-
pedia e traumatologia, ha posto la diagnosi di lesione parziale articolare
del sovraspinato di minime dimensioni, lesione SLAP di tipo 2 e lesione
della pulley del CLB (doc. 106).
B.b.b Sono quindi proseguite le visite di controllo, richiesti ulteriori pareri
specialistici, che in alcuni casi hanno proposto la soluzione chirurgica (doc.
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107, 108, 109, 112) e tra agosto e ottobre 2018 dei cicli di infiltrazioni dai
quali l’assicurata ha potuto trarre parziale beneficio (doc. 119, 130, 131),
pur persistendo inalterata l’incapacità lavorativa totale (cfr. doc. 25, 40,
129, 134).
B.b.c Con rapporto peritale del 7 novembre 2018 – sul quale si tornerà nel
dettaglio nei considerandi in diritto – il dott. E._, specialista in me-
dicina interna generale e perito assicurativo certificato SIM, incaricato
dall’assicuratore infortuni, ha accertato il raggiungimento dello stato finale
per il 31 dicembre 2018, ritenendo che dopo tale data non fosse più possi-
bile migliorare ulteriormente la funzionalità dell’arto mediante trattamento
conservativo. Ha quindi considerato esigibile, a partire dal 1° gennaio 2019,
una ripresa completa nella precedente professione svolta a metà tempo,
nella quale tuttavia sussiste una limitazione del rendimento del 20% (riferito
ad un impiego del 100%). Nessuna limitazione è stata per contro riscon-
trata in attività sostitutive adeguate ergonomicamente e rispettose dei limiti
funzionali (doc. 133).
B.c
B.c.a Preso atto delle diagnosi e delle conclusioni mediche emerse dalla
procedura infortunistica, con rapporto finale del 23 gennaio 2019 il dott.
F._, medico generico del SMR, ha ritenuto che, a fronte di un danno
di base non importante, con una funzionalità dell’arto conservata nono-
stante la sintomatologia algica, non fosse indicata la soluzione chirurgica.
Egli ha quindi considerato possibile una ripresa dell’attività lavorativa abi-
tuale in misura completa, come pure qualsiasi altra attività, comprese le
mansioni domestiche, a partire dal 1° gennaio 2019 (doc. 36).
B.c.b Alla luce delle considerazioni mediche summenzionate il 31 gennaio
2019 l’assicurata è stata informata della fine dell’intervento tempestivo
(doc. 37).
B.c.c Con annotazione SMR del 19 febbraio 2019, dopo aver visionato gli
ulteriori atti medici prodotti dall’assicurata (cfr. doc. 39-40), il dott.
F._ si è riconfermato nelle precedenti conclusioni (doc. 41).
B.d Con progetto di decisione del 25 febbraio 2019 l’UAI-C._, con-
statata un’incapacità lavorativa totale dal 30 novembre 2017 al 31 dicem-
bre 2018, ha quindi prospettato l’attribuzione di una rendita intera dal 1°
novembre 2018, ossia allo scadere dell’anno di attesa, fino al 31 dicembre
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2018, essendo esigibile dall’assicurata una ripresa dell’attività abituale dal
1° gennaio 2019 (doc. 44).
B.e Le osservazioni del 5 aprile 2019 (doc. 52), nonché la documentazione
medica ulteriormente trasmessa dalla ricorrente (doc. 57, 59, 60, 62, 69),
sono state sottoposte al SMR che nelle annotazioni del 15 e del 30 aprile
2019 ha riaffermato la propria posizione (doc. 55, 61).
B.f Con decisione del 26 aprile 2019 l’UAIE – ritenendo assodato che a
partire dal 1° gennaio 2019 l’assicurata fosse in grado di riprendere a svol-
gere in misura completa sia la precedente attività lavorativa svolta al 50%
che l’attività di casalinga – le ha attribuito una rendita intera d’invalidità li-
mitata nel tempo, dal 1° novembre 2018 al 31 dicembre 2018 (doc. 64).
C.
C.a Con ricorso del 6 giugno 2019 A._, rappresentata dall’avv. Iglio
Rezzonico, è insorta dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF),
contestando in via preliminare la carenza di motivazione della decisone, da
cui discende la violazione del diritto di essere sentita. Nel merito ha criticato
l’accertamento medico svolto dall’autorità inferiore e chiesto l’annullamento
della decisione dell’UAIE del 26 aprile 2019 (notificata il 7 maggio 2019
[doc. TAF 2]), postulando in via principale il riconoscimento del diritto a una
rendita intera con grado AI del 100% anche dopo il 31 dicembre 2018 e in
via subordinata il rinvio degli atti all’amministrazione per svolgere ulteriori
accertamenti sanitari. A suffragio delle proprie allegazioni, di cui si dirà se
del caso nei considerandi in diritto, sono stati prodotti una serie di referti
medici già figuranti agli atti. L’insorgente ha inoltre chiesto l’esonero dal
pagamento delle spese giudiziarie e l’ammissione al beneficio del gratuito
patrocinio (doc. TAF 1).
C.b Con decisione incidentale del 23 agosto 2019 la giudice dell’istruzione
ha accolto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, no-
minando l’avv. Iglio Rezzonico patrocinatrice d’ufficio della ricorrente (doc.
TAF 5).
C.c Con risposta dell’11 settembre 2019 l'UAIE, facendo riferimento al
preavviso dell’UAI-C._ del 9 settembre 2019 – che ha ritenuto non
sussistere alcuna violazione del diritto di essere sentito ed ha confermato
la correttezza delle conclusioni tratte dal punto di vista medico – ha pro-
posto la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata
(doc. TAF 7).
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C.d Con replica del 7 ottobre 2019, unitamente alla quale è stato tra-
smesso un nuovo certificato d’incapacità lavorativa, la ricorrente si è ricon-
fermata nelle allegazioni e nelle conclusioni ricorsuali, contestando la tesi
dell’autorità inferiore e ribadendo in particolare la carenza nell’accerta-
mento medico svolto da quest’ultima (doc. TAF 9).
C.e Con duplica del 4 novembre 2019 l’autorità inferiore ha sostanzial-
mente ribadito la propria posizione, difendendo l’operato del SMR (doc.
TAF 11).
C.f Con triplica del 25 novembre 2019 la ricorrente ha sostanzialmente rei-
terato le argomentazioni già esposte in sede di ricorso e di replica, alle-
gando due nuovi certificati d’incapacità lavorativa (doc. TAF 13).
C.g Con quadruplica del 13 dicembre 2019 l'UAIE, facendo riferimento al
preavviso dell’UAI-C._ del 10 dicembre 2019, a sua volta fondato
sull’annotazione SMR del 6 dicembre 2019 – il quale ha esaminato tutti i
certificati medici trasmessi a seguito dell’emanazione dell’ultima annota-
zione SMR, ritenendo non sussistere alcun elemento nuovo, suscettibile di
mettere in dubbio le valutazioni precedentemente esposte – ha proposto la
reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF
15).
C.h Con osservazioni del 16 marzo 2020, la ricorrente ha contestato la va-
lutazione del SMR e, fondandosi sui nuovi referti medici prodotti (sui quali
si tornerà nei considerandi in diritto), si è riconfermata nelle precedenti al-
legazioni e nelle richieste ricorsuali (doc. TAF 20).
C.i Con osservazioni del 23 aprile 2020 l’UAIE, facendo riferimento al
preavviso dell’UAI-C._ del 20 aprile 2020, a sua volta fondato
sull’annotazione SMR del 31 marzo 2020, ha ribadito la propria antitetica
posizione (doc. TAF 25).
C.j Con scritto del 6 maggio 2020 la ricorrente ha trasmesso un ulteriore
certificato d’incapacità lavorativa (doc. TAF 26). Altri tre certificati medici
sono stati trasmessi con lettera del 22 giugno 2020 (doc. TAF 27).
C.k Con presa di posizione del 23 luglio 2020, in risposta alle precisazioni
di codesto Tribunale secondo cui in seguito al rinvio degli atti all’autorità
inferiore vi era il rischio di una decisione a sfavore dell’assicurata (doc. TAF
28), quest’ultima ha dichiarato di voler mantenere il ricorso contro la deci-
sione impugnata (doc. TAF 30).
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Pagina 6

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33
LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni
rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). Di conseguenza questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle
assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e
28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59
e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA).
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità di ricorso adita si
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limita di principio ad esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di
diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle
parti o l'esame dell'incarto ne diano sufficiente motivo (sentenza del TAF
C-3146/2015 dell'11 maggio 2018 consid. 4 con rinvii).
3.
3.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Nel caso in esame, essendo con-
testata la soppressione del diritto alla rendita a far tempo dal 1° gennaio
2019, salvo indicazione contraria, si applicano di principio le disposizioni
della 6a revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le succes-
sive (RU 2011 5659; FF 2010 1603) pur non comportanti cambiamenti ri-
spetto al diritto precedente in merito alla valutazione dell’invalidità, entrate
in vigore fino alla data della decisione impugnata.
3.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445
consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea e
risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
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con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv.
3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regola-
mento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
5.1 A titolo preliminare la ricorrente ha contestato la violazione del diritto di
essere sentita, consistente nella scarsa motivazione della decisione (già
carente nel progetto di decisione) e nell'impossibilità di visionare gli atti
medici determinanti prima dell’emissione della decisione impugnata.
5.2
5.2.1 Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed., garan-
tisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione
sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la
facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di
esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi espri-
mere sulle relative risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla
decisione (DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a;
sentenze del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 e 8C_321/2009 del 9
settembre 2009).
5.2.2 Il diritto di essere sentito è previsto, nella procedura amministrativa
federale, agli art. 26-28 PA (diritto di esaminare gli atti), agli art. 29-33 PA
(diritto di essere sentito stricto sensu). In materia di assicurazioni sociali,
all'art. 42 LPGA (diritto di essere sentito stricto sensu) e, infine, per quanto
riguarda la procedura di preavviso, all'art. 57a cpv. 1 LAI il quale stabilisce
che l'Ufficio AI comunica all'assicurato, per mezzo di un preavviso, la deci-
sione prevista in merito alla domanda di prestazione o alla soppressione o
la riduzione della prestazione già assegnata, l'assicurato ha diritto di es-
sere sentito conformemente all'art. 42 LPGA.
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5.2.3 Detto diritto, così come quello di consultare gli atti (DTF 132 V 387
consid. 5.2), è una garanzia di natura formale, la cui violazione implica, di
principio, l'annullamento della decisione, indipendentemente dalle possibi-
lità di successo del ricorso nel merito (DTF 134 V 97; 132 V 387 consid.
5.1 con rinvii). Restano tuttavia riservati nella prassi i casi in cui la viola-
zione è leggera e può essere sanata dinanzi ad un'autorità che dispone di
pieno potere d'esame e meglio che può esaminare la decisione sia da un
punto di vista del diritto che dei fatti. Il rinvio degli atti all'autorità inferiore,
affinché questa proceda a sanare la violazione del diritto di essere sentito,
avviene quindi quando si è in presenza di una grave violazione della ga-
ranzia procedurale. È tuttavia possibile prescindere da un rinvio se l'ope-
razione si esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e procrastine-
rebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse della parte - di pari
rango del diritto di essere sentito - di essere giudicata celermente (DTF 132
V 387 consid. 5.1). La censura va quindi esaminata prioritariamente
dall'autorità di ricorso (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1).
5.3
5.3.1 Nella procedura di opposizione, che in materia d'invalidità è stata
sostituita dalla procedura d'audizione, di cui all' art. 57a LAI, l'amministra-
zione deve sottoporre all'interessato il rapporto del medico del SMR. In
caso contrario incorre in una violazione del diritto di essere sentito (sen-
tenze del TF 8C_424/2008 del 16 settembre 2008 consid. 2.2;
8C_102/2007 del 25 ottobre 2007 consid. 3.2; I 211/06 del 22 febbraio 2007
consid. 5.4.2).
5.3.2 Se un atto è, senza alcun dubbio, un elemento fondamentale per la
pronuncia della decisione su opposizione, la mancata trasmissione, prima
dell'emanazione della decisione su opposizione e quindi anche preceden-
temente alla pronuncia della decisione emanata nell'ambito della proce-
dura di audizione in materia di assicurazione invalidità, costituisce una
grave violazione del diritto di essere sentito, che non può essere sanata
(cfr. in questo senso DTF 132 V 387 consid. 5.2).
Se, infine, è vero che una parte deve, di principio, formulare una domanda
per ottenere il diritto di consultare gli atti (art. 8 cpv. 1 LPGA), è pur vero
che ciò presuppone che essa venga informata sull'assunzione di nuovi atti
decisivi, che non conosce e nemmeno può conoscere (DTF 132 V 387
consid. 6.2).
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Pagina 10
5.3.3 Il diritto di accesso agli atti dell'incarto (cfr. DTF 132 II 485 consid.
3.2) – ovvero di consultare elementi probatori – presuppone unicamente
che le parti siano a conoscenza delle prove prodotte e che le stesse siano
a disposizione di coloro che le richiedono (cfr. DTF 128 V 272 consid. 5b/bb
in fine e DTF 112 Ia 202 consid. 2a.). Detta garanzia non comprende il
diritto di consultare tutto l'incarto, bensì unicamente gli atti che posso avere
un'incidenza sull'esito della procedura. Giusta l'art. 26 PA – che riprende
essenzialmente i principi giurisprudenziali (cfr. MOOR/POLTIER, op. cit., no.
2.2.7.6, pag. 327) – la parte o il suo rappresentante ha il diritto di esaminare
alla sede dell'autorità statuente o d'una autorità cantonale, designata da
questa, le memorie delle parti o le osservazioni delle autorità (lett. a), tutti
gli atti adoperati come mezzi di prova (lett. b), le copie delle decisioni noti-
ficate (lett. c). Secondo tale norma, il diritto di consultare gli atti si estende
a tutti gli atti rilevanti per l'esito della procedura, ovvero tutti gli atti che
l'autorità prende in considerazione per motivare la propria decisione (cfr.
DTF 132 II 485 consid. 3.2, DTF 121 I 225 consid. 2a e DTF 119 Ia 139
consid. 2b).
5.3.4 Va pure evidenziato che giusta l'art. 49 cpv. 3 seconda frase LPGA le
decisioni devono essere motivate se non corrispondono interamente alle
richieste delle parti. Dal diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost.
deriva infatti l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Esso ha
lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di
afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto
della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di
causa, e, dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la
fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa tuttavia che
l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte
le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze
rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (DTF 129 I 232
consid. 3.2 pag. 236; 126 I 97 consid. 2b pag. 102; 125 II 369 consid. 2c
pag. 372).
5.4
5.4.1 Nel caso in esame dagli atti emerge che la documentazione medica
su cui si è fondato l’UAIE per l’emanazione del progetto di decisione del 25
febbraio 2019 (doc. 44), in particolare il rapporto finale SMR del 23 gennaio
2019 (doc. 36) e l’annotazione SMR del 19 febbraio 2019 (doc. 41), sono
stati trasmessi alla ricorrente nell’ambito della procedura di audizione (doc.
47-48). Per il tramite della propria rappresentante, l’8 aprile 2019 l’assicu-
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Pagina 11
rata ha formulato le proprie osservazioni, trasmettendo ulteriore documen-
tazione medica (doc. 52). Il 16 aprile 2019 l’amministrazione ha quindi co-
municato all’interessata che il SMR, visionati i nuovi atti medici, si è ricon-
fermato nella propria posizione (doc. 55-56). Dal canto suo l’insorgente si
è limitata a produrre il 23 e il 29 aprile 2019 prima dell’emanazione della
decisione impugnata due ulteriori referti medici (doc. 58, 64).
In simili circostanze, vista la giurisprudenza suesposta e conto tenuto del
comportamento delle parti appena descritto, non si ravvede alcuna viola-
zione del diritto di essere sentito. A maggior ragione considerato che,
nell’ambito della presente vertenza, la ricorrente avrebbe comunque potuto
accedere a tutti quegli atti che essa non aveva eventualmente ancora vi-
sionato (si pensi ad esempio alle annotazioni SMR del 15 e del 30 aprile
2019 [doc. 55 e 61]), senza patire alcun pregiudizio.
5.4.2 A proposito dell'addotta – scarsa – motivazione della decisione va
rilevato che, alla luce di quanto esposto sopra, la censura della ricorrente
non è del tutto mal riposta, ritenuto che nella decisione impugnata
l’amministrazione si limita a fare un riferimento generico agli atti medici,
senza specificare né quali, né il loro contenuto. Per ragioni di economia di
giudizio e nell'interesse dell'assicurata, visto l'esito della vertenza, la
questione tuttavia se vi è, in quest'ultima ipotesi, una violazione del diritto
di essere sentito rispettivamente se essa è stata eventualmente sanata in
questa sede non dev'essere risolta. Il ricorso va infatti accolto per altri
motivi, che verranno precisati nei considerandi seguenti.
6.
Oggetto del contendere, nel caso concreto, è la questione se a giusto titolo
l’amministrazione ha considerato essere intervenuto a partire dal 1° gen-
naio 2019 un miglioramento dello stato di salute tale da precludere l’ulte-
riore diritto a prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità.
6.1 A mente della ricorrente, le condizioni di salute in cui versa non sono
affatto migliorate dopo il 31 dicembre 2018, come attestano i certificati di
incapacità lavorativa completa rilasciati dai medici curanti, ragione per cui
essa chiede, in via principale, che il diritto alla rendita intera sia riconosciuto
anche dopo tale data. In via subordinata essa postula il rinvio degli atti
all’amministrazione al fine di completare l’istruttoria.
6.2 L’autorità inferiore, per contro, sulla scorta delle valutazioni del proprio
servizio medico, che a sua volta si è fondato in larga misura sugli accerta-
C-2813/2019
Pagina 12
menti condotti nell’ambito della procedura infortunistica, ha ritenuto accer-
tato che, a partire dal 1° gennaio 2019, le conseguenze del danno alla sa-
lute non producessero più effetti invalidanti. Ha inoltre segnalato di non
riscontrare dalla documentazione prodotta alcun elemento nuovo, suscet-
tibile di modificare le proprie conclusioni.
7.
7.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-
tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b; sen-
tenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008
del 18 maggio 2009).
Secondo l'art. 7 cpv. 1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-
dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un’incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv.
2 LPGA). Secondo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qual-
siasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica,
mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella
professione o nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di
lunga durata, possono essere prese in considerazione anche le mansioni
esigibili in un'altra professione o campo d'attività.
L’assicurazione svizzera per l’invalidità risarcisce pertanto, e di principio,
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o
C-2813/2019
Pagina 13
psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (DTF 116 V 246 consid. 1b).
7.2 La nozione di invalidità in ambito AI coincide con quella vigente in am-
bito LAINF e nell'assicurazione militare (art. 16 LPGA; DTF 127 V 129 con-
sid. 4d; 133 V 549 consid. 6). Se il danno alla salute è il medesimo, la va-
lutazione dell'invalidità in ambito AI, LAINF e assicurazione militare do-
vrebbe condurre al medesimo grado di invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6;
126 V 288 consid. 2a con rinvii). Un assicuratore non è tuttavia vincolato
ad una decisione emessa da un altro ente per esempio nel caso in cui il
grado di invalidità risulta da un accordo intercorso tra le parti (DTF 127 V
129 consid. 4d; 126 V 288 consid. 2a) rispettivamente si fonda su un errore
di diritto (DTF 126 V 288 consid. 2a).
Se inoltre in DTF 126 V 288 il Tribunale federale (TF) ha relativizzato il
carattere vincolante di una valutazione dell'invalidità passata in giudicato
nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni nel senso che una deter-
minazione differente del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità entrava in linea di conto eccezionalmente e a condizione che
sussistessero motivi pertinenti, in DTF 133 V 549 il (TF) ha precisato la
propria giurisprudenza concludendo che la valutazione dell'invalidità da
parte dell'assicurazione infortuni non vincola l'assicurazione per l'invalidità
ai sensi della precedente giurisprudenza (DTF 126 V 288) e, di conse-
guenza, l'Ufficio AI non è legittimato a interporre opposizione, rispettiva-
mente ricorso, contro la decisione, rispettivamente contro la decisione su
opposizione, dell'assicuratore infortuni sulla questione del diritto alla ren-
dita in quanto tale o sul grado d'invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6; sen-
tenza del TF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 10).
7.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
7.4 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
C-2813/2019
Pagina 14
7.5 L'art. 29 cpv. 1 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce al più presto
dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-
stazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condi-
zioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI; DTF 142 V 547 consid. 3.2), ma al più presto a
partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni. L'art. 29 cpv. 3 LAI
precisa altresì che la rendita è versata all'inizio del mese in cui nasce il
diritto.
8.
8.1 Per costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica
decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporanea-
mente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere
applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative
ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr.
13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I
38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 feb-
braio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
8.2 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
8.3 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3
maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
C-2813/2019
Pagina 15
8.4 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare la data di mo-
difica del diritto deve essere stabilita conformemente all'art. 88a OAI (RS
831.201; sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2,
9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005
consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti;
cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e
relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88a OAI
non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita
(cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 13 giugno 2014).
8.5 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-
scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rap-
porto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della
lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la sop-
pressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel
senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il
riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2
et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-
zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-
tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se
l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è
stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).
9.
9.1 Alfine di poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o even-
tualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali atti-
vità l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da
un assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (sentenza del
TF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 consid. 3).
9.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose.
C-2813/2019
Pagina 16
Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante, se-
condo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto
di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che
consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena
conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto me-
dico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determi-
nante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è
tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio,
quale perizia o rapporto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid.
5.1; DTF 125 V 351 consid. 3a; 122 V 157 consid. 1c; HANS-JAKOB MOSI-
MANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles im Sozialver-
sicherungsrecht, 2001, pag. 266).
9.3 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n.
18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
9.4 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronun-
ciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che
essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
9.5 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre
2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giu-
dice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
C-2813/2019
Pagina 17
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evi-
denziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (sentenza del Tri-
bunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
10.
10.1 Giusta il principio inquisitorio, che regge la procedura in materia di
assicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio gli accertamenti necessari e raccogliere le informazioni di cui ha
bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
10.2 Alfine di poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o even-
tualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali atti-
vità l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da
un assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).
10.3 Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle in-
dicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente
ipotizzabili (sentenza del TF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 consid. 3).
10.4 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid.
5.1; 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-
JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles
im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266).
10.5 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
C-2813/2019
Pagina 18
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n.
18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorati-va hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
11.
Nel caso concreto, con domanda di prestazioni del 13 maggio 2018, l’assi-
curata ha fatto valere che a seguito dell’infortunio del 30 novembre 2017
alla spalla destra, permane un danno alla salute determinante un’incapa-
cità lavorativa totale.
11.1
11.1.1 Dai primi accertamenti condotti immediatamente dopo l’infortunio
presso il pronto soccorso dell’G._ di (...) in data 30 novembre 2017,
è emersa una distrazione alla regione scapolare della spalla e del braccio
destro ed è stato prescritto un trattamento conservativo (doc. 2).
11.1.2 Il 12 dicembre 2017 è stata eseguita un’ecografia alla spalla, dalla
quale è risultato un assottigliamento del sovraspinato (doc. 2) e il 7 febbraio
2018 un esame di artro-MRI, che ha mostrato delle parziali lesioni con sfi-
lacciamento dei legamenti gleno-omerali medio e superiore e lesioni di tipo
SLAP II del labbro glenoideo antero-superiore (doc. 105).
11.1.3 Sulla base dei suddetti esami strumentali e degli esami clinici del 13
dicembre 2017 (doc. 104), del 28 febbraio 2018 (doc. 106) e del 28 marzo
2018 (doc. 107) il dott. D._, ortopedico, che ha seguito il decorso,
prescrivendo di volta in volta la protrazione di ulteriori trenta giorni dell’ina-
bilità lavorativa, ha posto la diagnosi di lesione parziale articolare del so-
vraspinato di minime dimensioni, lesione SLAP di tipo 2 e lesione della pul-
ley del CLB. A seguito dell’ultima visita di controllo, preso atto della persi-
C-2813/2019
Pagina 19
stenza di dolore nelle sollecitazioni della spalla nelle comuni attività di ca-
salinga, lo specialista ha consigliato di procedere mediante intervento chi-
rurgico artroscopico di tenotomia/tenodesi del CLB e riparazione della cuf-
fia dei rotatori, rimettendosi in tal senso alla disponibilità dell’assicurata
(doc. 107).
11.1.4 La ricorrente è stata quindi visitata il 2 e il 29 maggio 2018 dal dott.
H._, specialista in chirurgia ortopedica (doc. 109 e 112), che, sulla
base dell’esame clinico e degli accertamenti strumentali, ha confermato la
diagnosi di lesione SLAP di tipo II e di lesione parziale preinserzionale del
sovraspinoso, riscontrando una mobilità e una motilità dell’arto nella
norma, pur con persistenti algie e difficoltà nei movimenti sopra la testa. Ha
quindi invitato l’assicurata a sottoporsi a un ciclo di infiltrazioni volto ad
aiutare la cicatrizzazione della lesione prima di valutare l’eventuale opzione
chirurgica suggerita dal dott. D._. Al contempo ha protratto
ulteriormente l’inabilità lavorativa fino al 5 luglio 2018 (doc. 108, 110, 111).
11.2 In data 8 giugno 2018, su incarico dell’assicuratore LAINF, il dott.
E._ ha visitato una prima volta l’assicurata, constatando una mobi-
lizzazione passiva senza limitazione della spalla destra, normale trofismo
e forza muscolare paragonabile alla controlaterale sotto l’orizzontale. Ha
preso atto del trattamento conservativo osservato fino al momento della
visita e dell’indicazione di presa a carico chirurgica ventilata dai medici cu-
ranti in caso di mancato miglioramento. A fronte della limitata lesione inser-
zionale del sovraspinato di grado I, ha quindi ritenuto giustificato protrarre
il “periodo conservativo” ancora per 3 mesi prima di decidere riguardo ad
un eventuale intervento su di una paziente, a suo dire, comunque in ottime
condizioni sia generali che del trofismo muscolare agli arti superiori. Pur
riservandosi di valutare l’evoluzione futura ha ritenuto proponibile a partire
dal 1° luglio 2018 una ripresa lavorativa almeno parziale del 50% dell’atti-
vità abituale svolta al 50%, evitando mansioni pesanti e ripetitive oltre l’oriz-
zontale (doc. 115).
11.3
11.3.1 Riguardo alla ripresa lavorativa, hanno espresso un’opinione con-
traria i medici curanti – in particolare il dott. I._, medico chirurgo
(doc. 121-123) e il dott. L._, medico generalista dal quale l’assicu-
rata è stata inviata dal dott. H._ per svolgere il trattamento infiltra-
tivo, quale ultimo tentativo prima di un eventuale intervento chirurgico (doc.
119) – che hanno protratto l’incapacità totale fino alla fine di dicembre 2018
(doc. 129, 132, 134).
C-2813/2019
Pagina 20
11.3.2 Nel frattempo, il 1° agosto 2018 l’assicurata si è sottoposta ad un
esame di RX cervicale, dal quale è emersa una netta riduzione dello spazio
C6-C7 con accentuata sclerosi delle limitanti contrapposte e presenza di
becchi osteofitosici marginali, delle alterazioni spondilartrosiche
generalizzate e la presenza di artrosi interapofisarie a carico dei metameri
distali (doc. 124).
11.3.3 Le infiltrazioni a base di plasma autologo condizionato eseguite il 24
agosto, il 31 agosto e il 7 settembre 2018, hanno condotto, a mente del
dott. L._, a un oggettivo miglioramento dei dolori e della forza ai test
per il sovraspinato, pur avendo quest’ultimo riscontrato la probabile insor-
genza di una capsulite, con moderata riduzione della rotazione esterna e
della flessione, con importanti dolori ai gradi finali dell’arco di movimento
(doc. 130). Per tentare di agire sulla componente infiammatoria, è stata
quindi eseguita l’11 ottobre 2018 un’ulteriore infiltrazione con un corticoste-
roide cristallino e anestetico locale, che ha portato un notevole beneficio
benché limitato ai soli giorni successivi, essendovi stata una parziale re-
crudescenza dei dolori, mantenutisi tuttavia ben al di sotto del livello iniziale
(doc. 131).
11.4 È quindi seguita la seconda visita peritale da parte del dott.
E._, che, nel rapporto del 7 novembre 2018 (doc. 133), ha posto la
diagnosi, da un punto di vista infortunistico, di:
“trauma distrattivo della spalla destra dominante riportando la lesione
della cuffia rotatoria con
 lesione di grado I del sovraspinato e SLAP II,
 favorevole trattamento conservativo con infiltrazioni di PRP non
escludendo una presa a carico chirurgica in futuro;”
e la diagnosi non infortunistica di:
“Spondilartrosi cervicale con netta riduzione dello spazio C6-C7”.
Il dott. E._ ha precisato che i problemi alla salute attualmente ri-
scontrabili sono in nesso causale preponderante con l’evento infortunistico
del 30 novembre 2017 non essendovi alcun fattore estraneo influenzante i
postumi ancora presenti. Egli ha quindi indicato che, alla luce del decorso
clinico e “dell’attuale esame funzionale in infiltrazione a pochi giorni or-
sono”, potesse ragionevolmente essere riconosciuto il raggiungimento
dello stato finale per il 31 dicembre 2018. Dopo tale data, infatti, è stato
ritenuto non sussistere alcuna possibilità di miglioramento ulteriore della
funzionalità dell’arto.
C-2813/2019
Pagina 21
A partire dal 1° gennaio 2019, come convenuto con il dott. L._, il
dott. E._ ha quindi proposto la ripresa lavorativa totale nell’attività
abituale, sebbene con una riduzione di circa il 20% (su un pensum del
100%) a causa degli impedimenti riscontrati in alcune mansioni. Dalla
stessa data l’assicurata è stata reputata interamente abile nello svolgi-
mento di un’attività sostitutiva adeguata allo stato di salute (senza neces-
sità di portare, sollevare, spostare pesi superiori ai 5 kg oltre l’orizzontale,
specialmente se ripetutamente).
11.5
11.5.1 Il 27 dicembre 2018 il dott. I._ ha suggerito all’assicurata di
sottoporsi a una visita fisiatrica, prolungando ulteriormente l’incapacità la-
vorativa (doc. 136, 137).
11.5.2 L’interessata si è quindi rivolta al dott. M._ specialista in fi-
siatria e medicina manuale, che con rapporto del 18 gennaio 2019, pur
suggerendo nell’immediato un ciclo di kinesiterapia per il recupero funzio-
nale, alla luce dei tentativi infruttuosi di trattamento conservativo ha consi-
gliato all’assicurata di sottoporsi a un intervento di stabilizzazione della
spalla destra (doc. 139).
11.6
11.6.1 Con rapporto finale SMR del 23 gennaio 2019 (doc. 36), il dott.
F._ ha individuato le seguenti diagnosi con ripercussione sulla ca-
pacità lavorativa:
 Moderata artropatia degenerativa acromion-clavicolare;
 Lieve borsite acromiale sottodeltoidea;
 Parziali lesioni con sfilacciamento dei legamenti gleno-omerali me-
dio e superiore e lesione SLAP II del labbro glenoideo antero-supe-
riore.
Ribadendo quanto già sostenuto nell’annotazione del 5 ottobre 2018 (doc.
30), il dott. F._ ha riferito sussistere un danno di base non impor-
tante né sul piano anatomico né sul piano funzionale. Egli ha infatti consta-
tato che, pur lamentando una sintomatologia algica persistente, l’assicu-
rata non presentava alcun deficit di movimento, né alterazioni del trofismo
muscolare. Sulla base di tali premesse, il medico SMR non ha ritenuto es-
sere indicata una soluzione chirurgica dei sintomi. In assenza di compli-
canze future non prevedibili al momento della valutazione medico-teorica,
C-2813/2019
Pagina 22
il dott. F._ ha quindi concluso che l’assicurata fosse senz’altro in
grado di riprendere a svolgere, in misura completa e senza alcuna limita-
zione, la sua attività abituale di ausiliaria di pulizie a partire dal 1° gennaio
2019. Dalla stessa data è stata ritenuta parimenti abile a svolgere qualsiasi
altra attività, come pure le mansioni casalinghe.
11.6.2 Invitato dall’amministrazione a spiegare il motivo per cui si è disco-
stato dalle conclusioni del dott. E._ in punto all’abilità lavorativa,
con annotazione SMR del 19 febbraio 2019 (doc. 41) il dott. F._ ha
chiarito che la differente valutazione va ricercata nella storia clinica e nella
diagnosi dell’assicurata (danno di base non importante e assenza di deficit
di movimento o alterazioni del trofismo muscolare). Si è inoltre opposto
all’opzione chirurgica suggerita dal dott. M._, non avendo quest’ul-
timo posto alcuna nuova diagnosi codificata secondo ICD-10, né oggetti-
vato alcun nuovo danno in precedenza non considerato.
11.7
11.7.1 Sono seguiti i rapporti del dott. M._ relativi alle visite del 1°
febbraio (doc. 143) del 21 febbraio (doc. 146) e del 18 marzo 2019 (doc.
147). In occasione della prima visita, il medico ha riferito di un lieve ma
graduale miglioramento della sintomatologia algica alla spalla destra, pur
permanendo affaticabilità e disfunzione nei movimenti overhead (doc. 143).
In occasione della seconda visita, pur confermando il miglioramento in atto,
ha riscontrato la persistenza di dolore, a volte trafittivo o molto intenso in
determinati movimenti o nel sollevare o trasportare oggetti pesanti (doc.
146). In occasione della terza visita, il dott. M._ ha segnalato un
miglioramento minimo e constatato un successo solo parziale del tratta-
mento fisioterapico in atto, ragione per cui ha ritenuto indispensabile acce-
lerare i tempi e procedere con l’intervento di riparazione chirurgica propo-
sto dal dott. H._, al quale ha chiesto di convocare l’assicurata per
discutere delle modalità del ricovero (doc. 147). L’incapacità lavorativa ha
continuato ad essere protratta dal dott. M._ fino al 18 aprile 2019
(cfr. 143, 146, 147).
11.7.2 Il 10 aprile 2019 è stato inoltre svolto un nuovo esame artro-MRI alla
spalla destra che ha confermato i reperti della precedente indagine artro-
MRI, in particolare la lieve borsite subacromion deltoidea, la tendinopatia
degenerativa del sovraspinato con piccola lesione grado I e la lesioni da
sfilacciamento dei legamenti gleno-omerale medio a superiore e la lesione
SLAP II da ore 1100 a ore 1500 (doc. 149).
C-2813/2019
Pagina 23
11.7.3 Con rapporto del 18 aprile 2019 il dott. H._, preso atto del
fatto che il trattamento, seppur prolungato per oltre un anno, non ha appor-
tato i benefici sperati e che l’artro-MRI alla spalla destra ha confermato la
presenza invariata della SLAC lesion, ossia della SLAP lesion di tipo 2 della
rottura parziale del sovraspinoso, ha nuovamente consigliato l’intervento
per via artroscopica di riparazione della SLAC lesion. Riguardo al decorso
post operatorio, ha previsto tre settimane di immobilizzazione e circa tre
mesi di rieducazione (doc. 153). In vista dell’intervento, l’inabilità lavorativa
è stata prolungata fino all’8 giugno 2019 (doc. 152, 154).
11.8 Nel frattempo i referti del dott. M._, del dott. H._ e
l’esame artro-MRI alla spalla destra sono stati sottoposti al SMR.
11.8.1 Nell’annotazione SMR del 15 aprile 2019 (doc. 55), il dott.
F._ ha confermato che l’assicurata presenta delle “condizioni asso-
lutamente blande che fino a questo momento non sono state ritenute in
ambito specialistico suscettibili di riparazione e ricostruzione artroscopica”.
Egli ha poi spiegato nel dettaglio la tipologia di lesioni SLAP e la classifica-
zione di lesioni alla spalla, concludendo che le lesioni parziali – come quella
di cui l’assicurata soffre – nella maggior parte dei casi non necessitano di
riparazione. Ha quindi concluso respingendo le valutazioni del dott.
I._ e del dott. M._, riguardo all’abilità lavorativa e al modo di
procedere, ritenendole non circostanziate, né oggettivate sul piano clinico-
strumentale, quindi non giustificate dal punto di vista medico.
11.8.2 Nell’annotazione SMR del 30 aprile 2019 (doc. 61), esprimendosi in
relazione al rapporto del dott. H._, il dott. F._ ha sottolineato
come quest’ultimo non abbia proposto alcuna nuova diagnosi, né alcuna
nuova limitazione funzionale, riferendo di una situazione invariata della le-
sione nota. Egli ha inoltre sottolineato il fatto che agli atti non figura nes-
suna data per l’intervento chirurgico consigliato dal dott. H._ e che
le attestazioni di inabilità lavorativa non sono circostanziate da alcuna
nuova diagnosi né da un esame obbiettivo e/o strumentale.
11.8.3 Nell’annotazione SMR del 13 maggio 2019 (doc. 67), rilasciata po-
steriormente alla decisione impugnata, il dott. F._ ha preso posi-
zione riguardo al referto dell’artro-MRI alla spalla destra del 15 aprile 2019,
indicando che non vi è alcuna novità rispetto alla precedente presa di po-
sizione nella quale si è interamente riconfermato.
11.9
C-2813/2019
Pagina 24
11.9.1 In corso di causa, oltre alla documentazione già elencata, sono stati
prodotti svariati certificati del dott. I._ e uno del dott. N._, la
cui specializzazione non è nota, attestanti il persistere dell’inabilità lavora-
tiva totale anche dopo la decisione impugnata (cfr. doc. TAF 9, 13, 20). È
stato inoltre prodotto il rapporto del 19 febbraio 2020 del dott. H._,
che a fronte del peggioramento della situazione valetudinaria ha ribadito la
necessità di procedere all’intervento artroscopico di riparazione, nonché il
rapporto del dott. O._, specialista in medicina legale e delle assicu-
razioni, che in buona sostanza si è limitato a ripercorrere l’anamnesi, ripro-
ponendo la diagnosi nota e ad aderire alla proposta di intervento già for-
mulata dai medici curanti (doc. TAF 20).
11.9.2 Con annotazione SMR del 6 dicembre 2019 il dott. F._ ha
ritenuto non affidabili e incomplete le valutazioni del dott. I._, man-
cando delle motivazioni e degli esami fisici obbiettivi suscettibili di giustifi-
care la protrazione dell’incapacità lavorativa; ha quindi escluso la necessità
di un intervento chirurgico, oltre che di nuovi accertamenti, essendo la si-
tuazione chiara (doc. TAF 15). Con annotazione SMR del 31 marzo 2020
ha infine riferito che il peggioramento dei sintomi descritto da dott.
H._ non è stato oggettivato, né spiegato; che la situazione risulta
invariata, come pure la mobilità, la funzionalità e il trofismo muscolare
dell’arto; che l’esame obiettivo del dott. O._ risulta essere blando e
sovrapponibile a quello del dott. M._; infine che l’indicazione chirur-
gica è esclusa (doc. TAF 23).
12.
Alla luce di quanto sopra esposto è pacifico e peraltro neppure contestato
che a partire dal 30 novembre 2017 l’assicurata ha presentato un’inabilità
lavorativa completa in qualsiasi attività lavorativa. Su tale circostanza con-
cordano tutti i medici consultati e non vi sono agli atti elementi suscettibili
di mettere in discussione tale conclusione.
È pertanto a giusto titolo che l’amministrazione ha fatto decorrere il diritto
a una rendita d’invalidità il 1° novembre 2018, ossia trascorso l’anno d’at-
tesa previsto dall’art. 28 cpv. 1 LAI e sei mesi dalla presentazione della
domanda.
Inoltre fino al 31 dicembre 2018 tutti i medici interrogati, compresi i medici
fiduciari degli assicuratori coinvolti, il dott. E._ e il dott. F._,
sono concordi nel ritenere l’assicurata totalmente inabile in qualsiasi atti-
vità.
C-2813/2019
Pagina 25
13.
13.1 Per quanto invece concerne il periodo decorrente dal 1° gennaio
2019, questo Tribunale si trova sprovvisto degli elementi fattuali necessari
per poter valutare lo stato di salute dell’assicurata e l’incidenza sulla capa-
cità lavorativa delle patologie da cui essa è affetta.
13.2 Al riguardo si rileva innanzitutto che due ortopedici (dott. H._
e dott. D._) e un fisiatra (dott. M._) hanno sostenuto la ne-
cessità di sottoporre l’assicurata a un intervento artroscopico di riparazione
alla spalla destra. Tale indicazione è stata ribadita a più riprese nel corso
del lungo decorso – da ultimo a seguito dell’esame di artro-MRI alla spalla
destra del 15 aprile 2019 da parte del dott. H._ (cfr. consid. 11.7.3)
– essendo gli specialisti giunti alla conclusione che il trattamento conser-
vativo non permetteva di raggiungere un risultato soddisfacente, dal punto
di vista della sintomatologia algica come pure della funzionalità residua
(movimenti e utilizzabilità degli arti sopra l’orizzontale). Alla stessa conclu-
sione, a ben vedere, era giunto pure il dott. E._, che nel rapporto
finale del 7 novembre 2018 aveva chiaramente indicato che dal trattamento
conservativo non era più possibile attendersi alcun sostanziale migliora-
mento dello stato di salute e che l’eventuale intervento chirurgico di ripara-
zione, qualora si fosse deciso in tal senso, andava posto a carico dell’assi-
curatore LAINF (doc. 133, già nel rapporto intermedio del 15 giugno 2018,
per altro, quest’ultimo si era espresso in termini possibilistici riguardo all’op-
zione chirurgica [doc. 115]).
Tali valutazioni concordanti – alle quali hanno aderito anche gli altri medici
curanti, dott. I._ e dott. L._, oltre che il perito di parte, dott.
O._ – sono state per contro contestate dal dott. F._, medico
generico del SMR. Quest’ultimo ha escluso la necessità di procedere me-
diante intervento chirurgico, sviluppando la propria valutazione sulla base
della documentazione medica figurante agli atti, senza ritenere utile o ne-
cessario sottoporre l’assicurata a ulteriori accertamenti strumentali o a va-
lutazioni specialistiche. Orbene, l’insistenza con cui gli ortopedici curanti
hanno perorato la causa dell’intervento chirurgico – indipendentemente dal
fatto che una data per procedere in tal senso sia stata fissata o meno –
insinua dei ragionevoli dubbi riguardo all’attendibilità della valutazione del
dott. F._, che pur non disponendo di una specializzazione in ambito
ortopedico, traumatologico o di malattie dell’apparato locomotore, tale op-
zione l’ha sempre esclusa categoricamente. Quello esposto dal dott.
F._ risulta essere un parere differente – e meno autorevole – ri-
C-2813/2019
Pagina 26
guardo a una fattispecie altrimenti identica a quella esaminata dagli spe-
cialisti curanti. A fronte della valutazione contrastante del proprio medico
fiduciario, su un aspetto comunque rilevante, l’autorità inferiore avrebbe
quindi dovuto richiedere un parere specialistico da parte di un ortopedico
del SMR (o esterno) – non figurando agli atti della procedura infortunistica
alcuna valutazione peritale in tale ambito, né tantomeno essendo stata as-
sunta agli atti della procedura che ci occupa una perizia medica particola-
reggiata E213. Quantomeno, come misura istruttoria minima, avrebbe do-
vuto sollecitare una seconda opinione da parte di un altro medico del SMR,
essendo stato coinvolto nella valutazione del caso unicamente il dott.
F._ (che dal primo rapporto del 5 ottobre 2018, all’ultimo del 31
marzo 2020 ha reiterato la medesima posizione).
In relazione a quanto precede, si osserva che, se è vero che nelle proce-
dure concernenti l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni
sociali non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4, nel caso in esame un rapporto interno all'INSAI).
Tali dubbi, alla luce di quanto appena esposto e della documentazione pro-
dotta dall’assicurato, sussistono nel caso in esame.
13.3 In secondo luogo non pare essere stato del tutto chiarito se le patolo-
gie lamentate dall’assicurata siano di origine esclusivamente infortunistica
o se ve ne siano anche di origine morbosa. Dal rapporto del dott.
E._, risultano infatti esservi delle “diagnosi infortunistiche” e delle
“diagnosi non infortunistiche”, circostanza che lascia presagire l’esistenza
di altre problematiche e meglio quelle riscontrate nell’ambito dell’esame RX
alla colonna cervicale del 1° agosto 2018 (cfr. consid. 11.3.2). Sebbene tali
problematiche, identificate dal dott. E._ come “spondilartrosi cervi-
cale con netta riduzione dello spazio C6-C7”, non vengano ulteriormente
approfondite in ambito LAINF, non essendo in nesso causale con l’infortu-
nio, le stesse dovrebbero quantomeno essere considerate nell’ambito della
procedura AI – quand’anche le stesse non abbiano influsso sulla capacità
lavorativa dell’assicurata. A maggior ragione considerato che proprio il dott.
F._, nell’annotazione del 15 aprile 2019, aveva espressamente se-
gnalato che, per una valutazione clinica completa, “devono essere inda-
gate le altre cause di dolore riflesso della spalla: patologie cervicali, sin-
drome dello stretto toracico superiore, distrofia riflessa” (doc. 55).
C-2813/2019
Pagina 27
Nessuna menzione del suddetto esame radiografico, come pure della “dia-
gnosi non infortunistica” posta dal dott. E._ viene tuttavia fatta nel
rapporto finale SMR del 23 gennaio 2019, né tantomeno nelle successive
annotazioni SMR. Già solo per questa ragione, le valutazioni esposte dal
dott. F._ non possono dirsi complete e convincenti. Esse non sono
pertanto conclusive.
13.4 Oltre a ciò, va rilevato che il dott. F._, nonostante l’ampio rife-
rimento agli accertamenti condotti in ambito infortunistico, si discosta dal
dott. E._ in punto alla capacità lavorativa. Quest’ultimo, si ram-
menta, pur ritenendo l’assicurata abile al lavoro in misura completa a par-
tire dal 1° gennaio 2019, riconosce una riduzione del 20% (su un grado di
impiego del 100%) nell’attività abituale di aiuto domestico e di conse-
guenza nelle mansioni abituali di casalinga (trattandosi sostanzialmente
della medesima attività). Sollecitato a spiegare la differente valutazione
della capacità lavorativa residua il dott. F._ non ha fornito alcuna
valida motivazione, né alcun elemento oggettivo che permettesse di giusti-
ficare un differente apprezzamento del caso, limitandosi a trascrivere le
considerazioni già esposte nel rapporto finale SMR del 23 gennaio 2019
(cfr. consid. 11.6.2).
Fondandosi sulla differente – e apparentemente ingiustificata – valutazione
del rendimento dell’assicurata proposta dal dott. F._, l’autorità infe-
riore ha omesso di chiarire quale fosse la residua capacità funzionale
dell’assicurata e in quale attività sostitutiva avrebbe potuto mettere even-
tualmente a frutto al meglio la propria residua capacità lavorativa (incari-
cando in tal senso il proprio consulente in integrazione professionale).
13.5 Da ultimo, si osserva che nella misura in cui l’assicurata avesse con-
tinuato a lavorare a tempo parziale – circostanza per nulla appurata
dall’amministrazione, nonostante quest’ultima, a seguito del corso di for-
mazione, fosse disposta a svolgere un lavoro a tempo pieno (si cfr. curri-
culum vitae [doc. 28]) – e conto tenuto dell’eventuale riduzione del rendi-
mento anche nell’attività di casalinga (le cui mansioni sostanzialmente
coincidono con quelle dell’attività abituale di aiuto domestico), l’amministra-
zione avrebbe dovuto svolgere un’adeguata indagine dell’economia dome-
stica, onde valutare le conseguenze del danno alla salute anche in tale
ambito (mediante inchiesta per le persone che si occupano dell’economia
domestica).
C-2813/2019
Pagina 28
13.6 In definitiva, per tutte le ragioni che precedono, non risulta essere di-
mostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle as-
sicurazioni sociali, che a partire dal 1° gennaio 2019 l’assicurata ha bene-
ficiato di un miglioramento dello stato di salute tale da permetterle di ripren-
dere a svolgere la propria attività abituale, come pure le mansioni casalin-
ghe in misura completa.
Ne consegue che, su questo punto, la decisione impugnata va annullata,
essendo stata pronunciata in base ad un accertamento insufficiente dei fatti
giuridicamente rilevanti.
14.
14.1 Gli atti sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché proceda a
completare l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti e alla luce dei
nuovi accertamenti emani una nuova decisione sul grado di invalidità
dell’assicurata dal 1° novembre 2018.
14.2
14.2.1 A tale scopo l’autorità inferiore procederà dapprima all’assunzione
di una perizia medica particolareggiata E213, dalla quale emergano nel
complesso le patologie da cui è affetta l’insorgente. L’incarto sarà poi sot-
toposto nuovamente al servizio medico dell’amministrazione, il quale di-
sporrà con l'Ufficio competente e l'assicurata tutti quegli esami strumentali
e radiologici che il caso – e l’evoluzione nel tempo dello stato di salute –
richiede onde valutare lo stato valetudinario della spalla destra e dell’appa-
rato motorio superiore, la sua evoluzione, così come le conseguenze delle
problematiche infortunistiche ed extra-infortunistiche sulla capacità lavora-
tiva. I referti medici figuranti agli atti dovranno essere in particolare esami-
nati da uno specialista in ortopedia, che terrà conto delle censure esposte
nel presente giudizio e che riferirà in merito alle affezioni lamentate dalla
ricorrente, alla loro evoluzione nel tempo (in particolare dal mese di gen-
naio 2019), al procedere terapeutico più indicato e all’impatto delle stesse
sulla capacità lavorativa, così come sulla sua messa a frutto in un mercato
del lavoro equilibrato. Nel caso non fosse possibile ottenere in tal modo
una risposta esaustiva e conclusiva ai suddetti quesiti, l’amministrazione
sottoporrà l’assicurata a una visita peritale in ambito ortopedico/traumato-
logico – ed eventualmente anche neurologico (laddove emergessero so-
spetti di problematiche rilevanti per tale campo medico) – secondo le regole
procedurali valide in materia di svolgimento di una perizia medica (DTF 137
V 210) e nel rispetto del diritto di essere sentito.
C-2813/2019
Pagina 29
14.2.2 Nella misura in cui fosse confermata una parziale incapacità lavora-
tiva o una riduzione del rendimento nelle attività esigibili (abituale e/o so-
stitutive), l’amministrazione disporrà gli accertamenti necessari al calcolo
del grado d’invalidità. A tal proposito si rammenta che la scelta del metodo
applicabile (metodo ordinario del raffronto dei redditi, metodo specifico o
metodo misto) dipende dallo statuto attribuito al potenziale beneficiario
della rendita. Se una persona vada considerata appartenente all'una o
all'altra di queste categorie si determina accertando cosa essa avrebbe
fatto, nella medesima situazione, se non fosse subentrato il pregiudizio alla
salute. Tale quesito si decide tenendo conto dell'evoluzione della situa-
zione sino all'emanazione della decisione impugnata, ritenuto che l'ipote-
tica ripresa di un'attività lucrativa completa o parziale va ammessa ove tale
eventualità presenti un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 141
V 15 consid. 3.1 con rinvii). Alfine di determinare lo statuto della persona
assicurata (persona esercitante un'attività lucrativa a tempo pieno, a tempo
parziale o senza attività lucrativa), si deve segnatamente esaminare se (e
in quale misura) la stessa, da sana, avrebbe consacrato l'essenziale della
sua attività all'economia domestica o a un'occupazione lucrativa, alla luce
della sua situazione personale, famigliare, sociale, finanziaria e professio-
nale (sentenza del TF 9C_279/2018 del 28 giugno 2018 consid. 2.2 con
rinvii e DTF 130 V 393 consid. 3.3). Ai fini di questa valutazione si deve
ugualmente tenere conto della volontà ipotetica della persona interessata,
la quale, ove non altrimenti desumibile, dovrà dedursi, in quanto fatto in-
terno, da indizi esterni, stabiliti secondo il grado della verosimiglianza pre-
ponderante richiesto nel diritto delle assicurazioni sociali (sentenza del TF
9C_48/2013 del 9 luglio 2013).
14.3 In tali circostanze, non essendo stati chiariti aspetti medici determi-
nanti, neppure la giurisprudenza del Tribunale federale pubblicata in DTF
137 V 210 (segnatamente consid. 4.4.1.4; DTF 139 V 99 consid. 1) si op-
pone al rinvio della causa all'autorità inferiore per completamento dell'istrut-
toria, nel senso indicato da questo Tribunale. In particolare, un siffatto rinvio
appare in generale giustificato qualora l'amministrazione ha proceduto ad
una constatazione dei fatti incompleta (essendovi degli aspetti mai appro-
fonditi dal punto di vista ortopedico, oltre che possibili affezioni extrainfor-
tunistiche) e non del tutto concludente, non essendo compito del Tribunale
effettuare in prima battuta i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza
del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti).
C-2813/2019
Pagina 30
15.
15.1 Visto l'esito della procedura non vengono prelevate spese processuali
(art. 63 PA). Tenuto conto del carattere sussidiario, l’assistenza giudiziaria
concessa con decisione incidentale del 23 agosto 2019 (consid. C.b) non
si applica in concreto.
15.2 Allo stesso modo anche la decisione di gratuito patrocinio (consid.
C.b) non si applica in concreto.
15.3 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da un legale
si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 132 V 215
consid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'as-
segnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal pro-
filo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per com-
plemento istruttorio e nuova decisione). Conto tenuto del lavoro effettivo
ed utile svolto sia dalla patrocinatrice e in assenza di una nota dettagliata,
l’indennità è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in 2'800 franchi. L'in-
dennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(il dispositivo è alla pagina seguente)
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