Decision ID: c0854c71-e368-5e9c-bca2-37f527b8b867
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 2 luglio 2012 la cittadina cilena RI 1 (1984) è entrata in Svizzera in vista del matrimonio con il cittadino elvetico _ (1987);
che a seguito delle nozze celebrate l'11 settembre 2012 a _,
alla stessa è stato rilasciato un permesso di dimora annuale
nell'ambito del ricongiungimento famigliare in seguito regolarmente rinnovato, l'ultima volta, fino al 10 settembre 2016;
che il 30 novembre 2016, dopo averle offerto la possibilità di
esprimersi, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle
istituzioni
ha deciso di non rinnovare il
permesso di dimora a RI 1 e le ha fissato un termine fino al 31 gennaio 2017 per lasciare il territorio svizzero;
che, fondandosi sui verbali di interrogatorio di polizia dei coniugi _, l'autorità ha rilevato che:
lo scopo per cui era stata concessa l'autorizzazione di soggiorno all'interessata fosse venuto a mancare a seguito della cessazione della vita in comune con il marito, il loro matrimonio non essendo più vissuto almeno dal 2015;
il centro di vita e degli interessi della medesima non si era mai trovato in Ticino, la stessa avendo sempre risieduto nel Canton Berna sin dal suo arrivo in Svizzera;
che il provvedimento è stato reso sulla base degli art. 3, 42, 50 cpv. 1 lett. a, 64, 64d e 96 della
legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005
(dal 1° gennaio 2019 rinominata legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI; RS 142.20]);
che la decisione dipartimentale è stata confermata su ricorso dal
Consiglio di Stato con giudizio del 18 aprile 2018 dopo averla
considerata conforme al principio della proporzionalità;
che contro la predetta pronunzia governativa la soccombente si
aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo
permesso
di dimora;
che la ricorrente, la quale sostiene che l'unione coniugale con suo marito è durata oltre tre anni e di essersi integrata con successo, riconosce di vivere e lavorare a _ dove ha i suoi amici più stretti e partecipa alla vita sociale;
che all'accoglimento dell'impugnativa si sono opposti sia il Consiglio di Stato sia la Sezione della popolazione, senza formulare particolari osservazioni al riguardo;
che nella sua replica l'insorgente ribadisce i propri argomenti, mentre in fase di duplica il Dipartimento si riconferma nelle proprie posizioni e il Governo è rimasto silente;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire nel merito della presente vertenza è data dall'art. 9 cpv. 2 della legge di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere
dell'8 giugno 1998 (LALPS;
RL 143.100
);
che il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 68 cpv. 1 della
legge sulla
procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm;
RL 165.100
)
e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 65 cpv. 1
LPAmm
), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm);
che giusta l'art. 33 LStrI il permesso di dimora viene rilasciato per soggiorni della durata di oltre un anno (cpv. 1) e per un determinato scopo di soggiorno, ritenuto che può essere vincolato ad ulteriori condizioni (cpv. 2) e può essere prorogato se non vi sono motivi di revoca secondo l'articolo 62 cpv. 1 della medesima legge (cpv. 3);
che secondo l'articolo 62 cpv. 1 lett. d LStrI, l'autorità competente può revocare i permessi - eccetto quelli di domicilio - e le altre decisioni se lo straniero disattende una delle condizioni legate alla decisione;
che giusta l'art. 42 cpv. 1 LStrI, i
coniugi stranieri e i figli stranieri, non coniugati e minori di 18 anni, di cittadini svizzeri hanno diritto
al rilascio e alla proroga del permesso di dimora se coabitano
con loro;
che secondo l'art. 50 LStrI, nella sua versione in vigore fino al 31 dicembre 2018 e quindi applicabile nella presente fattispecie (cfr. art. 126 cpv. 1 LStrI), dopo lo scioglimento del matrimonio o della
comunità familiare il diritto del coniuge al rilascio o alla proroga
del permesso
di dimora in virtù dell'art. 42 LStrI sussiste se l'unione coniugale è
durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo
(art. 50 cpv. 1 lett. a LStrI) oppure se gravi motivi personali rendono necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera (art. 50
cpv. 1 lett. b LStrI);
che giusta l'art. 36 LStrI, il titolare di un permesso di soggiorno di breve durata, di dimora o di domicilio può scegliere liberamente il luogo di residenza entro il Cantone che ha rilasciato il permesso;
che l'art. 66 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007 (OASA; RS 142.201) sancisce che il permesso vale sul territorio del Cantone che l'ha rilasciato: uno straniero può disporre pertanto di un permesso di soggiorno
di breve durata, di un permesso di dimora o di un permesso di
domicilio soltanto in un Cantone;
che l'art. 37 cpv. 1 LStrI dispone che il titolare di un permesso di soggiorno di breve durata o di dimora che intende trasferire la propria residenza in un altro Cantone deve richiedere dapprima il
permesso dal nuovo Cantone;
che il trasferimento del centro di propri interessi in un altro
Cantone implica quindi l'obbligo di un nuovo permesso nel nuovo
Cantone (art. 67 cpv. 1 OASA);
che giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. c LStrI un permesso decade alla scadenza della durata di validità;
che come accennato in narrativa, il 30 novembre 2016 la Sezione della popolazione ha respinto la domanda di RI 1 volta ad ottenere il rinnovo del suo permesso di dimora, scaduto dal 10 settembre 2016, in quanto:
il suo matrimonio con il cittadino svizzero _ con il quale la ricorrente si era sposata l'11 settembre 2012 non era più vissuto almeno dal 2015;
il centro di vita e degli interessi della medesima non si era mai trovato in Ticino, la stessa avendo sempre risieduto nel Canton Berna sin dal suo arrivo nel nostro Paese;
che nel suo ricorso al Tribunale RI 1, la quale sostiene che l'unione coniugale con suo marito è durata oltre tre anni prima di separarsi e di essersi integrata con successo, riconosce di vivere e lavorare da tempo a _ dove ha i suoi amici più stretti, partecipa alla vita sociale e vi ha pure svolto un apprendistato;
che dall'inserto di causa risulta che, conformemente all'art. 15 LStrI, l'interessata ha pure notificato la propria partenza dal Comune di _ a decorrere dal 31 gennaio 2017 alla volta di _ e il 16 gennaio 2018 ha presentato una domanda di cambiamento di Cantone presso le autorità bernesi;
che in siffatte circostanze bisogna pertanto concludere che da parecchio tempo il centro di vita e degli interessi della
ricorrente non si trova più in Ticino bensì nel Canton Berna dove svolge un'attività lucrativa, dispone di un appartamento, h
a i suoi amici più stretti e partecipa alla vita sociale come ha ammesso essa
stessa nel gravame;
che l'insorgente ha quindi disatteso la condizione di soggiornare e
vivere nel nostro Cantone;
che RI 1 dovrà pertanto richiedere il rilascio di un nuovo permesso di dimora nel Canton Berna, sempre che ne adempirà i requisiti;
che
avendo il centro dei propri interessi nel Canton Berna, non è nemmeno dato di vedere come il rifiuto di rinnovarle il permesso di dimora ottenuto per risiedere in Ticino sia lesivo del principio della proporzionalità;
che, stante quanto precede,