Decision ID: c5dbdca4-2328-5815-ba60-345228f7814c
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
In data 8 ottobre 1991 l’attore ha aperto il conto n. _ presso la convenuta, accreditandovi fr. 450'000.‐‐.
L’attore ha in seguito sottoscritto 4 atti di costituzione di pegno e cessione a favore della convenuta:
- l’8 ottobre 1991 a garanzia dei crediti della banca nei confronti del titolare medesimo;
- il 19 dicembre 1991 a garanzia dei crediti della banca nei confronti della società _
- il 5 febbraio 1992 a garanzia dei crediti della banca nei confronti di _
- il 2 dicembre 1992 a garanzia dei crediti della banca nei confronti di _
B.
Il 13 settembre 1994 _, titolare del conto “_” presso la convenuta, ha ordinato la chiusura del conto e il trasferimento di tutti gli averi sul conto “_” Lo stesso giorno l’attore ha sottoscritto 3 ulteriori atti di costituzione di pegno e cessione del conto “_” in favore della convenuta e a copertura dei crediti nei confronti di: _ e _ (doc. B, C, D). Anche i preesistenti atti di costituzione di pegno gravanti il conto “_ ” sono stati addossati, con la chiusura di quel conto, al conto “_”.
C.
A partire dai primi mesi del 1995 sono sorte delle contestazioni tra le parti in causa, avendo la convenuta bloccato il conto “_”, invocando gli atti generali di pegno sottoscritti dall’attore.
D.
Con la petizione l’attore ha chiesto che alla convenuta sia ordinato di liberare da ogni vincolo il conto “_ ”. Egli avrebbe sottoscritto gli atti di costituzione di pegno in maniera automatica, confidando nel fatto che si sarebbe trattato di semplici formalità connesse con l’apertura o il possesso del conto.
Sarebbe in ogni caso stata pattuita la liberazione almeno parziale del conto dopo che _ aveva costituito un ipoteca su un proprio fondo in favore della convenuta.
La banca vi avrebbe provveduto, ma avrebbe in seguito disposto un nuovo blocco.
In diritto vi sarebbe inadempienza della convenuta agli accordi presi, oppure dolo da parte sua, oppure ancora errore essenziale dell’attore.
E.
La convenuta si è opposta alla petizione contestando sia il preteso errore essenziale che il proprio asserito agire doloso, ritenuto che l’attore per anni in più circostanze avrebbe regolarmente firmato gli atti di cessione in pegno dell’avere in conto senza sollevare obiezioni, con il che sarebbe del tutto legittimo e conforme alle pattuizioni contrattuali il blocco del conto in questione.
F.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, respinte le eccezioni di dolo e errore essenziale, non ha ritenuto la convenuta inadempiente al riguardo degli accordi intercorsi, risultando dalle affermazioni dell’attore medesimo che la condizione per la liberazione del di lui conto -l’iscrizione dell’ipoteca a registro fondiario- non si sarebbe verificata, dal che la reiezione della petizione.
G.
Con l’appello l’attore postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la petizione.
Il Pretore sulla questione dell’obbligo assunto dalla convenuta alla liberazione del conto dell’attore avrebbe disatteso le risultanze delle deposizioni testimoniali. Il teste _ avrebbe dichiarato che gli accordi tra le parti avrebbero previsto la liberazione del conto con la sottoscrizione dell’atto notarile di costituzione dell’ipoteca, e non con la sua iscrizione a registro fondiario. Il teste _ non avrebbe contraddetto questa versione dei fatti, ma comunque egli sarebbe meno credibile in quanto dipendente della convenuta.
H.
Dalle argomentazioni della resistente, che chiede la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
L’appellante per ottenere la liberazione del proprio conto bancario invoca un asserito accordo con la convenuta in forza del quale ciò gli sarebbe stato promesso in cambio della costituzione di un’ipoteca sui beni immobili siti in _, di proprietà dei coniugi _ (doc. H; appello, punto 10, pag. 6).
Stanti la costituzione dell’ipoteca (doc. H), e la sua mancata iscrizione a registro fondiario, il gravame si esaurisce nel tentativo di dimostrare, per mezzo della deposizione del _ -economicamente interessato alla vertenza in quanto promotore dell’operazione terminata con il fallimento di _ che le parti avrebbero pattuito la liberazione del conto dell’attore già con la firma dell’atto di costituzione di ipoteca, e non solo con la sua iscrizione a registro.
2.
Se non che, la questione è in realtà irrilevante ai fini dell’esito della causa.
Infatti, anche volendo ammettere che la convenuta con il 24 aprile 1992, data della costituzione dell’ipoteca (doc. H) avesse avuto l’obbligo di liberare il conto dell’attore, questo accordo risulterebbe comunque superato dalle successive pattuizioni intervenute il 13 settembre 1994, data in cui l’attore ha nuovamente accettato di costituire in pegno il conto in questione per gli impegni di _ e _ (doc. B, C, D).
3.
Stante l’incontestabile e incontestata validità di questi impegni -l’attore abbandona in questa sede le eccezioni di dolo e errore essenziale-, è manifesto che la domanda di causa di liberazione del conto _da ogni vincolo di garanzia non può trovare accoglimento.
Ne segue la reiezione del temerario gravame.
Le spese e la tassa di giustizia, cosi come le ripetibili, seguono la soccombenza della ricorrente (art. 148 CPC).