Decision ID: 5c16fc07-1362-5e2b-bcc7-161835e5d5e8
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
La AP 1 è proprietaria della particella n. 1896 RFD di _, sezione di _, sulla quale AO 1 ha eseguito opere di piastrellista commissionategli in subappalto dalla ditta _ di _. Il 3 maggio 2011 AO 1 ha inviato alla _ una fattura di fr. 240
291.– recante un saldo in suo favore, dedotti acconti per fr. 150
000.–, di complessivi fr. 90
291.– (IVA inclusa). Tale somma è rimasta impagata.
B.
Il 29 luglio 2011 AO 1 si è rivolto al Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 3, perché sulla particella n. 1896 fosse iscritta in via provvisoria a suo favore un'ipoteca legale
degli artigiani e imprenditori di fr. 90
291.– con interessi al 5% dal 27 luglio 2011. Con decreto cautelare del 2 agosto 2011, emesso
inaudita parte, il Pretore ha ordinato l'iscrizione richiesta (inc. CA.2011.208).
C.
All'udienza del 12 gennaio 2012, indetta per la discussione, la AP 1 ha proposto di respingere l'istanza. Sentito personalmente AO 1 (“unica prova offerta in sede di udienza immediatamente esperibile e disponibile”), il Pretore ha respinto tutte le altre prove e ha tenuto seduta stante il dibattimento finale, durante il quale le parti hanno confermato le rispettive posizioni. Statuendo con sentenza il 20 febbraio 2012, egli ha poi accolto l'istanza, ha confermato l'ipoteca legale provvisoria degli artigiani e imprenditori iscritta senza contraddittorio in favore di AO 1 sulla particella n. 1896 per fr. 90
291.– con interessi al 5% dal 27 luglio 2011 e ha impartito all'istante un termine di 30 giorni per promuovere la causa intesa all'accertamento del credito e all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale. Le spese processuali di complessivi fr. 800.– sono state poste a carico della convenuta, tenuta a rifondere alla controparte fr. 1800.– per ripetibili.
D.
Contro la sentenza appena citata la AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 2 marzo 2012 per ottenere che l'istanza di ipoteca legale sia respinta e la decisione pretorile riformata di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 12 aprile 2012 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1.
L'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori è trattata con la procedura sommaria degli art. 248 segg. CPC (art. 249 lett. d n. 5 CPC). Le decisioni del Pretore in tale materia sono appellabili perciò entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, trattandosi di controversie patrimoniali, il valore litigioso raggiunga almeno fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale presupposto è dato,
ove appena si consideri l'entità dell'ipoteca legale (fr. 90
291.–).
Quanto alla tempestività dell'appello, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore della convenuta il 21 febbraio 2012. Introdotto il 2 marzo 2012, ultimo giorno utile, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.
2.
Accertato che litigiosa era unicamente in concreto la tempestività dell'iscrizione provvisoria, il Pretore ha ricordato che
una simile annotazione può essere rifiutata solo qualora la scadenza del termine sia chiaramente decorsa prima dell'iscrizione nel registro fondiario. Ancorché nel caso specifico la direzione dei lavori
avesse confermato una dichiarazione rilasciata dal responsabile della _, secondo cui le opere erano state ultimate verso la metà di marzo del 2011, a mente del Pretore l'istruttoria non consentiva di escludere con certezza che nessun'altra opera fosse stata eseguita dopo di allora, in particolare il 2 maggio 2011, come indicava l'istante. Anzi, dalla
deposizione del medesimo risultava con sufficiente verosimiglianza che gli ultimi interventi erano stati effettuati all'inizio di maggio del 2011. Onde “i requisiti minimi per ordinare l'annotazione provvisoria”, l'ammontare del credito di fr. 90
291.– non essendo contestato.
3.
L'appellante ribadisce la tardività dell'iscrizione provvisoria, rimproverando al Pretore di avere trascurato che l'ing. _, della direzione lavori, ha confermato una dichiarazione rilasciata il 1° aprile 2011
dal responsabile della _, secondo cui i lavori erano terminati già verso la metà di marzo del 2011. Per di più, lo stesso AO 1 ha indicato nell'istanza come
i lavori siano terminati “all'inizio del mese di maggio (2 maggio 2011)”, salvo precisare nella sua deposizione che “pochi giorni dopo avere terminato i lavori, al massimo una settimana lavorativa, ho emesso la fattura datata 3 maggio 2011”. Le opere erano state ultimate così – epiloga l'appellante – prima del 3 maggio 2011, al più tardi verso la fine di aprile. A suo parere, di conseguenza, l'iscrizione nel registro fondiario, intervenuta il 2 agosto 2011, è manifestamente tardiva.
4.
Litigiosa è in concreto – come detto – la
tempestività dell'iscrizione provvisoria, ovvero il rispetto del termine per ottenere l'annotazione dell'ipoteca legale nel registro fondiario. Ora, conformemente all
'art. 839 cpv. 2 vCC tale iscrizione doveva “essere fatta al più tardi entro tre mesi dal compimento del lavoro”. Il 1° gennaio 2012 la scadenza è stata portata a quattro mesi (RU 2011 pag. 4637) e ci si potrebbe domandare se la novella sia applicabile
alla fattispecie. La questione, controversa in dottrina ove la fine dei lavori si situi proprio a cavallo della modifica legislativa (
Steinauer,
Les droits réels, vol. III, 4a edizione, pag. 297 nota 7 con riferimento alle opinioni di
Schumacher
, Das Bauhandwerkerpfandrecht, Ergänzungsband zur 3. Auflage, Zurigo 2011, pag. 141 n. 468
a e di
Reetz
,
Bauhandwerkerpfandrecht , Verwaltungsvermögen und das neue Recht, in: BR/DC 2010 pag. 124
), può nondimeno rimanere irrisolta per le ragioni in appresso.
5.
Nel caso specifico è fuori dubbio che incombesse
all'istante addurre elementi idonei a rendere verosimile il rispetto del termine per l'iscrizione dell'ipoteca nel registro fondiario (cfr.
Steinauer
, op. cit., pag. 322 n. 2897). Trattandosi di una procedura sommaria, non si dovevano porre soverchie esigenze al riguardo.
Il litigio vertendo sulla tempestività dell'iscrizione provvisoria, questa
poteva essere rifiutata solo nell'eventualità in cui la scadenza del termine fosse chiaramente decorsa prima dell'iscrizione nel registro fondiario (
sentenza
del Tribunale federale 5A_475/2010 del 15 settembre 2010 consid. 3.1.2; analogamente:
I CCA, sentenza inc. 11.2009.153 del 19 dicembre 2012, consid. 5b con rinvii).
a)
Nell'istanza del 29 luglio 2011 AO 1 aveva allegato che i lavori si erano conclusi “al più presto all'inizio del maggio 2011 (2 maggio 2011)” e aveva prodotto la sua fattura del 3 maggio 2003 (doc. A). Sentito personalmente, egli ha dichiarato: “Pochi giorni dopo avere terminato i lavori, al massimo una settimana lavorativa, ho emesso la fattura datata 3 maggio 2011” (verbale del 12 gennaio 2012, pag. 9). La AP 1 ha contestato tale asserzione, producendo una dichiarazione del 1° aprile 2011 redatta dalla subappaltante _, secondo cui le opere da piastrellista erano “state consegnate a metà marzo 2011” (doc. 1). Su taIe dichiarazione figura il timbro e la firma dell'ing. _, della direzione lavori, con la dicitura “confermato”.
b)
Ciò posto, la fattura del 3 maggio 2011 costituisce sì un indizio circa la fine dei lavori
svolti dall'artigiano o imprenditore (RtiD II-2006 pag. 707 consid. 5b con rimandi),
ma non basta per rendere verosimile il momento in cui i lavori sono stati effettivamente ultimati (DTF 102 II 209
consid. 1b/aa). Quanto
alla
dichiarazione
dell'istante, è vero che egli è stato sentito sotto comminatoria di pena (art. 192 cpv. 2 CPC), ma la sua rimane pur sempre un'affermazione di parte, per altro contestata. Non si disconosce che l'allegazione contraria della convenuta si fonda su una mera dichiarazione scritta del subappaltatore confermata dalla direzione lavori. Non bisogna dimenticare però che in una procedura sommaria una dichiarazione scritta può equipararsi a un documento
e concorrere a rendere verosimili i fatti che riporta
(
Bohnet
in
: CPC commenté, Basilea 2011, n. 3 ad art. 254; v. anche
Dolge
in: Basler Kommentar, ZPO, 2a edizione, n. 12 ad art. 177
).
c)
Tenuto conto di quel che precede, nelle circostanze descritte un indizio neutralizzava l'altro. M
al si comprende di conseguenza perché il Pretore abbia rifiutato l'audizione dei dipendenti dell'istante e quella degli estensori della dichiarazione 1° aprile 2011, offerte dalle parti alla discussione del 12 gennaio 2012. Il Pretore sembra riferirsi al dettato dell'art. 254 cpv. 2 CPC, il quale ammette mezzi di prova diversi dai documenti solo “se non ritardano considerevolmente il corso della procedura”. Ciò non significa tuttavia – come egli sembra credere – che vadano respinte tutte le prove non esperibili immediatamente al contraddittorio. Anche testimonianze e ispezioni sono proponibili, purché possano essere amministrate con sollecitudine (
Bohnet
, op. cit., n. 6 ad art. 254 CPC). E nella fattispecie non consta che escutere i testimoni notificati dalle parti dilazionasse eccessivamente la procedura.
d)
Sta di fatto che nelle osservazioni all'appello l'istante non chiede di assumere le prove rifiutate dal Pretore nel caso in cui non bastassero gli elementi da lui addotti. Né spetta a questa Camera riaprire l'istruttoria d'ufficio.
E siccome in concreto non è possibile determinare il verosimile momento in cui
i lavori dell'istante sono stati terminati, non risulta verosimile nemmeno
la tempestività dell'iscrizione. Certo, in caso di dubbio sulla legittimità di un'ipoteca legale il giudice ordina, comunque sia, l'iscrizione provvisoria
(sentenza del Tribunale federale 5A_777/2009 del 1° febbraio 2010, consid. 4.1; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2009.152 del 13 agosto 2010, consid. 9
). Nel caso in rassegna
però gli elementi agli atti non bastano per alimentare il dubbio, la verosimiglianza – e con essa il dubbio – non potendosi ancorare alle sole dichiarazioni dell'istante, per di più contestate (cfr. RtiD II-2005 pag. 716 consid. 6). Né soccorre il fatto che
dopo la fatturazione siano stati eseguiti altri lavori, giacché –
come lo stesso istante
ha
ammesso – tali opere
consistevano in semplici riparazioni o rifacimenti per difetti e non sono assimilabili a lavori nella prospettiva dell'art. 839 cpv. 2 CC (RtiD II-2006 pag. 707 consid. 5b con rimandi).
e)
Se ne conclude che nella fattispecie difettano già a un sommario esame elementi di verosimiglianza suscettibili di
confortare l'esecuzione dei lavori nel termine stabilito dall'art. 839
cpv. 2 CC. L'appello merita quindi accoglimento e la decisione impugnata va riformata nel senso che, respinta l'istanza del 29 luglio 2011, va ordinata la cancellazione dell'iscrizione provvisoria decretata dal Pretore inaudita parte.
6.
Le spese e le ripetibili seguono la soccombenza dell'istante in entrambi i gradi di giurisdizione (art. 106 cpv. 1 CPC).
7.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso di fr. 90
291.– con interessi (consid. 1) raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. P
iù delicata è la questione legata all'esecutività della presente sentenza, un ricorso al Tribunale federale avendo effetto sospensivo solo per decreto del giudice dell'istruzione (art. 103 cpv. 3 LTF). In circostanze del genere l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale potrebbe essere cancellata, anche nell'eventualità di un ricorso al Tribunale federale, prima che l'istante abbia modo di ottenere il conferimento dell'effetto sospensivo. I Cantoni devono vigilare nondimeno, in ossequio alla forza derogatoria del diritto federale, affinché eventuali ricorsi sprovvisti per legge di effetto sospensivo non siano resi illusori (RtiD I-2004 pag. 614 n. 128c). Nella fattispecie occorre quindi far sì che l'ufficiale del registro fondiario non dia immediato seguito all'ordine di cancellazione e che l'istante possa adire il Tribunale federale almeno con un ricorso sommariamente motivato con richiesta di effetto sospensivo (
Meyer/Dorman
in: Basler Kommentar, BGG, 2
a
edizione, n. 28 ad art. 103;
Geiser/Uhlmann
, Prozessieren vor Bundesgericht, vol.
I, 3a edizione, n. 1.166 e 1.167 § 1 Grundlagen
). A tal fine un lasso di 15 giorni appare sufficiente e ragionevole.