Decision ID: 61c2afbe-fc34-5797-b05b-48e02e9968e0
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Nel mese di settembre 2001 la progettista RI 1 ha introdotto una domanda di costruzione per trasformare la stalla ubicata fuori zona edificabile in località _ (fondo n. 493 RF) in una residenza secondaria, specificando che il tetto sarebbe stato ricoperto con tegole di cemento grigie. Il 13 novembre 2001 il municipio ha concesso la postulata licenza edilizia.
B. a) Il 15 febbraio 2003 il municipio di _ ha negato all'istante la licenza edilizia in sanatoria per sostituire con delle piode della val _, già posate, il materiale inizialmente previsto per la copertura del tetto.
b) _, divenuto proprietario del rustico, si è dapprima aggravato al Consiglio di Stato ed in seguito presso questo tribunale che, evidenziata l'illecita sostituzione dei materiali, con sentenza 6 febbraio 2004 ha confermato la decisione dell'esecutivo comunale.
c) In conseguenza di ciò, il 27 maggio 2004 il municipio ha ordinato al proprietario del fondo ed alla RI 1, ritenuta esecutrice materiale dell'abuso edilizio, di rimpiazzare le lastre serpentinoscisti della val _ con il materiale indicato sulla domanda di costruzione iniziale (tegole di cemento grigie).
C. Avverso tale decisione, munita dei rimedi di diritto, si sono separatamente aggravati al Consiglio di Stato sia la progettista che _. Il Governo, unite le cause, ha d'un canto dichiarato irricevibile il ricorso della società in difetto della presentazione della decisione contestata. Dall'altro, ha respinto le censure sollevate dal proprietario del rustico inventariato come edificio meritevole di conservazione, a motivo che l'ordine di ripristino non appare sproporzionato, che non v'è violazione della buona fede e che la comminatoria dell'art. 292 CP è proporzionata.
D. Contro la decisione d'irricevibilità la soccombente fa valere ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo un diniego di giustizia formale a seguito di un eccesso di formalismo da parte dell'autorità di prima istanza. A suo dire, quest'ultima non le avrebbe mai chiesto di completare l'incarto trasmettendo la decisione comunale impugnata. Quanto al merito della vertenza, l'insorgente evidenzia le responsabilità delle autorità comunali e cantonali nell'averle rilasciato, chi oralmente e chi per iscritto, il beneplacito per sostituire la copertura del tetto del rustico. Inoltre, vi sarebbe una crassa violazione del principio dell'uguaglianza di trattamento con quanto deciso nel 1995 dallo stesso Governo per un caso simile in un paese confinante.
E. Il Consiglio di Stato ha comprovato di aver a suo tempo chiesto all'insorgente di presentare la decisione contestata. Il municipio ha rilevato la temerarietà del gravame, poiché scaturente da una risoluzione municipale che faceva seguito alla summenzionata sentenza di questo tribunale, già cresciuta in giudicato. Il Dipartimento del territorio (UDC) non ha formulato particolari osservazioni. Tutti e tre hanno sollecitato il rigetto del ricorso.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE per rinvio dell'art. 45 LE. La legittimazione attiva della ricorrente, personalmente e direttamente toccata dalla risoluzione governativa, è pacifica (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2. 2.1. In merito all'irricevibilità di un atto, l'art. 9 PAmm prevede che le istanze ed i ricorsi che non adempiono i requisiti di legge, che sono illeggibili o sconvenienti vengono rinviati all'interessato con l'invito a rifarli entro un termine perentorio, sotto comminatoria che, trascorso infruttuoso tale termine, saranno dichiarati irricevibili.