Decision ID: e6ec8cfb-6190-56ec-bb4a-2b01d058697b
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
A. Minorenne, RI 1, nata nel 1974, è stata affiliata alla Cassa malati CO 1 insieme alla mamma. Raggiunta la maggiore età nel 1994 e convivendo fino al 2003 con la genitrice, sino ad allora l
'
assicurata è rimasta vincolata a questa Cassa malati figurando sempre sulla polizza assicurativa intestata alla mamma, che l
'
aveva stipulata anche a suo nome.
B. Con precetto esecutivo n. _ fatto spiccare dall
'
U_ di _ il 2 gennaio 2001, la Cassa malati ha chiesto alla mamma dell
'
assicurata il pagamento dei premi LAMal dell
'
intero anno 2000 (Fr. 4
'
456,80) relativi ad entrambe le assicurate. Tale procedura è sfociata in un attestato di carenza beni (doc. 1).
C. La richiesta del 4 novembre 2004 (doc. C) della Cassa malati pervenuta a RI 1 per il pagamento di Fr. 2
'
102.- per premi LAMal arretrati dell
'
anno 2000, inclusi Fr. 50.- di spese di sollecito, è rimasta inevasa. Ciò ha dato luogo il 4 gennaio 2005 (doc. E) all
'
emissione del PE n. _ dell
'
U_ di _ per un capitale di Fr. 2
'
052.-, oltre a Fr. 50.- per spese di sollecito e Fr. 200.- per spese amministrative. L
'
escussa si è opposta a questa procedura esecutiva.
D. Il 17 febbraio 2005 (doc. 6) la Cassa malati ha tolto l
'
opposizione al PE n. _ mediante una decisione di rigetto, contro cui l
'
assicurata ha formulato opposizione il 18 marzo 2005 (doc. 7) ed a seguito della quale il 31 agosto 2006 (doc. A) CO 1 ha emanato una decisione su opposizione che ha confermato il debito dell
'
assicurata nei suoi confronti per i premi non pagati dalla madre per il 2000, siccome dal 1994 ella è maggiorenne e quindi è responsabile del pagamento della sua copertura assicurativa anche se è stata stipulata dalla mamma.
E. Con ricorso del 28 settembre 2006 (doc. I) CO 1 chiede di annullare la decisione della Cassa malati, nel senso di accertare che ella non deve pagare i premi LAMal per il 2000 essendo
la madre
, stipulatrice della sua polizza, l
'
unica debitrice di questi premi. Contesta che il contratto stipulato dal genitore quando era minorenne passi automaticamente a lei, senza il suo consenso, appena diventata maggiorenne.
La Cassa ha confermato il 20 ottobre 2006 (doc. III) la propria richiesta di versamento del dovuto, fondandosi sul principio che, con la maggiore età, l
'
assicurata è diventata la reale debitrice dei premi assicurativi anche se è sempre stata la mamma che ha provveduto a saldarli al suo posto.
La ricorrente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV).
considerato

in diritto
in ordine
1. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAMal.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che deve essere valutata giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b).
Il TFA, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali (formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2).
In concreto, la decisione impugnata si riferisce alla riscossione di premi LAMal apparentemente dovuti dalla ricorrente per l
'
anno 2000. Le decisioni (formale e su opposizione) sono invece state emanate nel 2005 rispettivamente nel 2006. Pertanto, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAMal, per la riscossione dei premi sono applicabili le norme materiali in vigore fino al 31 dicembre 2002.
nel merito
2. Il
TCA
è chiamato a determinare se ed in quale misura la ricorrente è effettivamente debitrice nei confronti della Cassa malati del pagamento dei suoi premi LAMal per il 2000.
Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1).
L'assicuratore può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2).
Per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3).
L'ammontare dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 4).
L'art. 90 OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.
Obbligato al versamento del premio è l'assicurato maggiorenne. L'assicurazione malattia è obbligatoria per l'assicurata qui ricorrente. Essa era quindi astretta al pagamento del premio anche se non ha stipulato la polizza a suo tempo.
3. Nel caso di specie la Cassa malati, tramite la decisione su opposizione impugnata, ha chiesto il pagamento di Fr. 2
'
052.-, più le spese amministrative e di sollecito (complessivamente un importo di Fr. 250.-).
L
'
insorgente è nata nel 1974 ed era maggiorenne nell
'
anno 2000, oggetto del contendere.
Secondo l'art. 272 CC,
"
I genitori ed i figli si devono vicendevolmente l'assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della comunione richiede.
"
Per l'art. 276 cpv. 1 CC, i genitori devono procedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d'educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela. Il mantenimento consiste nella cura e nell'educazione ovvero, se il figlio non è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (cpv. 2).
I genitori sono liberati dall'obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con altri mezzi (cpv. 3).
L'art. 277 cpv. 1 CC prevede che l'obbligo di mantenimento dura fino alla maggiore età del figlio. Per il cpv. 2 se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione appropriata, i genitori per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi.
Il TF ed il TFA hanno già avuto modo di stabilire che il pagamento dei premi alle assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della famiglia" ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CC (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina citata; RAMI 2000 pag. 79, cfr. anche DTF 119 V 25 consid.
6a; DTF 112 II 404 consid. 6;
Eugster
, Krankenversicherung, in
Meyer-Blaser
, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337).
La conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria, così come il cambiamento di assicuratore, sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CC (
Eugster,
op. cit., pag. 182 e giurisprudenza federale citata alla n. 815). In base all'art. 166 cpv. 3 CC, i coniugi rispondono quindi solidalmente tra di loro per i premi impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto e dal momento della conclusione del contratto (DTF 129 V 90; DTF 119 V 21 consid. 4e).
Come detto debitore del premio è la persona assicurata (
Eugster,
op. cit., pag. 182, n. 337). L'obbligo del pagamento dei premi dei figli fino ai 18 anni compiuti (cfr. art. 61 cpv. 3 LAMal e
Eugster,
op. cit., pag. 179, n. 332) appartiene ai genitori conformemente all'art. 276 CC (
Eugster,
op. cit., pag. 182, n. 337).
A contrario
, in seguito incombe ai figli.
A questo proposito, con sentenza del 18 febbraio 2002 nella causa S. e T., Inc. K 132/01, il TFA ha affermato quanto segue:
"
(...)
Gleiches gilt sodann im Hinblick auf die Prämienzahlungspflicht der - unmündigen - Kinder, die im Rahmen der Unterhaltspflicht nach Art. 276 Abs. 1 in Verbindung mit Art. 277 Abs. 1 ZGB von den Eltern wahrzunehmen ist. Die das obligatorische Krankenpflegeversicherungsverhältnis betreffenden Kinderprämien gehören ebenfalls zu den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 ZGB, für welche die in gerichtlich ungetrennter Ehe lebenden Eltern solidarisch haften (RKUV 1993 Nr. K 914 S. 86 Erw. 2b/bb; Eugster, a.a.O., S. 182 Rz 337). Eine Unterhaltspflicht im Sinne der Prämienzahlungs- sowie Kostenbeteiligungspflicht für im Zeitpunkt der Beitragserhebung bereits mündige Kinder besteht demgegenüber nicht.
Den Akten zu entnehmen ist vorliegend einzig das Alter der Söhne O._ (geb. 1984) und J._ (geb. 1975), währenddem die Geburtsdaten von P._ und A._ nicht ersichtlich sind. Bereits aus diesen Angaben erhellt indes, dass die Beschwerdeführer, namentlich der dahingehend betriebene Beschwerdeführer 1, für die ausstehenden Prämien und Kostenbeteiligungen des im Zeitpunkt der relevanten Beitragserhebung bereits volljährigen Sohnes J._ nicht haften. Im Hinblick auf den Sohn P._, welcher gemäss Schreiben der Visana an die Beschwerdeführerin 2 (S._) vom 15. Januar 1997 aus dem Familienhaushalt ausgezogen war und somit vermutungsweise ebenfalls das Mündigkeitsalter erreicht hat, sowie die Tochter A._ lässt sich auf Grund der vorhandenen Unterlagen hingegen keine abschliessende Beurteilung der Haftungsfrage vornehmen.
"
(sottolineature della redattrice)
In altre parole, i genitori sono solidalmente responsabili unicamente per quanto concerne il pagamento dei premi dei figli minorenni (cfr. anche STFA del 23 giugno 2003, K 99/02).
I figli maggiorenni sono invece personalmente responsabili per il pagamento dei loro premi e partecipazioni ai costi.
Da quanto precede discende che i premi della ricorrente del 2000 devono essere imputati alla medesima quale unica responsabile e debitrice.
Il ricorso è dunque infondato.
4. Resta da esaminare se la Cassa malati può chiedere con il precetto esecutivo il pagamento delle spese di sollecito (Fr. 50.-) e delle spese amministrative (Fr. 200.-).
Per quanto concerne le spese di sollecito (e di diffida), va rammentato che in una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276, il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo (cfr. anche RAMI 2003 pag. 226).
Nel caso di specie, le condizioni generali d'assicurazione (CGA) dell'assicurazione di base, nell
'
edizione 1999 applicabile all
'
anno in questione, prevedono all'art. 4.6 lett. c che "
I costi per una procedura d
'
incasso per via esecutiva e altre spese, sono addebitati all
'
assicurato in mora. Nel caso di una sollecitazione o di una procedura esecutiva, è richiesto un indennizzo per i lavori amministrativi.
".
Con sentenza del 30 gennaio 2003 nella causa T. (Inc. n. 36.2002.80) questo Tribunale aveva giudicato eccessivo l’ammontare di Fr. 140.- per rapporto ad un debito di Fr. 523,90, e l’ha ridotto a Fr. 80.-.
In una vertenza concernente una Cassa malati che chiedeva Fr. 80.- per spese di diffida e Fr. 30.- per spese di apertura dell'incarto (S
TCA
del 12 novembre 2004 nelle cause R.D., Inc. n. 36.2004.88/100), visti gli importi posti in esecuzione (Fr. 197,80 e Fr. 164,25), questo
TCA
ha giudicato sproporzionati gli ammontari richiesti, riducendoli così a Fr. 20.- per le spese di diffida ed a Fr. 20.- per le spese di apertura dell'incarto.
In un
'
altra fattispecie, anche l’importo di Fr. 300.- per le spese amministrative è apparso eccessivo rispetto all’importo che la Cassa malati poteva chiedere all’assicurata, tenuto conto tra l’altro della riduzione dell’ammontare riconosciuto da questo Tribunale da Fr. 8'228,80 a Fr. 3'163,50 (S
TCA
del 14 agosto 2006 nella causa M.Z., Inc. n. 36.2006.20). Pertanto, un importo di Fr. 150.- è stato giudicato più equo, mentre sono stati confermati i Fr. 50.- per le spese di sollecito.
In concreto, appare adeguato emendare sia l
'
importo delle spese di sollecito (Fr. 50.-) riducendolo a Fr. 40.-, sia l
'
importo delle spese amministrative (Fr. 200.-) portandolo a Fr. 120.-.
Questi importi non vanno confusi con le spese esecutive vere e proprie che
non
formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; S
TCA
del 14 settembre 2004 nella causa H., 36.2004.79; RAMI 2003 KV 251 pag. 226 consid. 4; SZS 2001 pag. 568 consid.
5 con riferimenti;
Panchaud/Caprez
, La mainlevée de l'opposition, § 164, pag. 414;
K. Ammon
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1983, pag. 106).
Non
essendo oggetto della procedura di rigetto dell’opposizione, sull’importo relativo a queste spese
non
è ammissibile pronunciare il rigetto (
STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03, STFA del 26 agosto 2004 nella causa M., K 68/04 e del 18 giugno 2004 nella causa B., K 144/03).
Infine, per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione (premi, spese di sollecito ed amministrative), il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109 segg.; RAMI 1983 pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197) la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un PE con una decisione formale che si riferisce precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.
5. In queste condizioni,
la decisione del 31 agosto 2006 va confermata nel senso che l’assicurata è condannata a versare alla convenuta Fr. 2'052.- per i premi dell'assicurazione obbligatoria per l'anno 2000, a cui vanno però aggiunti Fr. 40.- per le spese di sollecito e Fr. 120.- per le spese amministrative.
Pertanto, l’opposizione al PE n. _ del 4 gennaio 2005 dell'U_ di _ è quindi rigettata definitivamente limitatamente alla somma di Fr. 2'212.-.