Decision ID: d50b9482-5c54-5c96-89a1-3bd0d6d11816
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. La RI 1 è una ditta individuale, non iscritta all'albo delle imprese di costruzione e degli operatori specialisti, che si occupa di opere di giardinaggio, costruzione e manutenzione di giardini, fornitura di piante e dell'esecuzione di piccoli lavori edili. La stessa, tra il 2014 e il 2015, ha partecipato all'esecuzione di lavori edili su due cantieri: sul mapp. _ di _ è stata eseguita la ristrutturazione di un'abitazione e la realizzazione di una piscina mentre che sul mapp. _ di _ è stata eseguita la costruzione di un nuovo edificio composto di quattro appartamenti e di una piscina. Entrambi i cantieri sono stati oggetto di numerosi controlli da parte della Commissione paritetica cantonale (CPC) e della Commissione di vigilanza per l'applicazione della legge sull'esercizio della professione d'impresario costruttore e di operatore specialista (CV-LEPICOSC). a. Sul cantiere di _, dove non è stata presentata nessuna domanda di costruzione né è stata annunciata un'impresa di costruzione incaricata di eseguire i lavori, sono stati eseguiti tre controlli da parte della CPC e tre controlli da parte della CV-LEPICOSC. Per quanto qui d'interesse, in occasione del sopralluogo del 19 novembre 2014 la CPC ha constatato la presenza di tre giardinieri riconducibili alla ditta RI 1 intenti a eseguire lavori di edilizia (muratura parapetto scala, muratura pozzetto di ventilazione e foratura muri per installazione di lampade), i quali hanno riferito di aver partecipato a tutti i lavori edili di ristrutturazione dell'edificio in questione. Il giorno seguente la CV-LEPICOSC ha eseguito anch'essa un sopralluogo rilevando che i lavori da capomastro erano già in fase avanzata (cfr. rapporto del 20 novembre 2014, opere già eseguite stimate dall'autorità in circa fr. 70'000.-). Sul cantiere sono stati trovati i medesimi operai di cui al precedente controllo della CPC, intenti ad eseguire lavori edili di finitura all'interno dell'abitazione, i quali hanno dichiarato di essere presenti sul luogo da circa due mesi e di avere partecipato a tutti i lavori eseguiti sino a quel momento. Il 9 dicembre 2014 la CV-LEPICOSC ha quindi notificato alla RI 1 l’avvio di una procedura disciplinare. Con osservazioni del 24 dicembre 2014 quest’ultima ha dichiarato che i lavori edili da essa svolti si limitavano alla demolizione di alcune pareti in muratura, intervento costato circa fr. 25'000.-. Il 20 febbraio 2015 la CV-LEPICOSC e la CPC sono intervenute nuovamente sul suddetto cantiere: le autorità hanno rilevato che lo scavo per la piscina e la casseratura per il getto della platea erano già stati eseguiti; hanno poi constatato che due operai della RI 1 unitamente a due operai di una ditta iscritta all'albo quale operatore specialista, stavano eseguendo il getto in calcestruzzo per la platea con armatura in acciaio. b. Sul cantiere a _, per il quale era stato indicato nella domanda di costruzione un costo complessivo di fr. 4'850'000.- ed era stata notificata alle autorità comunali la presenza di un'impresa di costruzione regolarmente iscritta all'albo, la CV-LEPICOSC ha esperito quattro sopralluoghi. Nell’ambito di un controllo congiunto da parte della CPC e della CV-LEPICOSC, avvenuto il 22 gennaio 2015, è stata constatata l’esecuzione di opere da capomastro in fase avanzata da parte dell'impresa di costruzione annunciata, la quale non era tuttavia presente in loco al momento del sopralluogo. Per contro sul cantiere vi erano due operai della RI 1 intenti a eseguire lavori di intonacatura delle pareti in cartongesso, scanalature a parete e pulizia cantiere. Alla CPC i due lavoratori hanno dichiarato di essere stati assunti quali aiuto giardinieri ma di non aver mai eseguito lavori di giardinaggio. Il 9 febbraio 2015 la CV-LEPICOSC ha nuovamente rilevato la presenza sul cantiere di questi stessi operai mentre stavano eseguendo il rifacimento di alcune pareti in cartongesso e il taglio del beton per il raccordo delle tubazioni sanitarie. Constatata l’esistenza di una situazione non propriamente chiara, l'11 febbraio 2015 la CV-LEPICOSC ha ordinato la sospensione dei lavori sul predetto cantiere e il 16 febbraio 2015 ha notificato alla RI 1 l’avvio di una procedura disciplinare, riguardo alla quale nessuna osservazione è stata inoltrata dalla ditta interessata. Nonostante l'ordine di fermo dei lavori, in occasione di due controlli, avvenuti il 24 febbraio 2015 e il 2 marzo 2015, è stata constatata la presenza sul cantiere di alcuni operai della RI 1. In particolare durante il secondo controllo, i lavoratori sono stati trovati impegnati nella posa dei profilati di appoggio ai serramenti. c. Fondandosi sui fatti accertati durante i predetti controlli, con risoluzione del 2 ottobre 2015 la CV-LEPICOSC ha inflitto alla RI 1 una multa di fr. 7'000.- per violazione degli art. 4 LEPICOSC e 8 cpv. 2 del relativo regolamento del 3 dicembre 2014 (RLEPICOSC; RL 705.510).
B. Avverso questa decisione la RI 1insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento. La ricorrente eccepisce una violazione del suo diritto di essere sentita lamentando una carente motivazione della decisione impugnata. Sostiene poi che i lavori da essa svolti non superano il valore di fr. 30'000.-. Eccepisce che la querelata risoluzione sarebbe lesiva dei principi di legalità e della proporzionalità e violerebbe la libertà economica. Ritiene infine incostituzionali le norme che stabiliscono l'assoggettamento alla legge sulla sola base di un criterio economico e critica il fatto che a questo fine si faccia riferimento alle tariffe emanate dalle associazioni di categoria, le quali non sono vincolanti.
C. All'accoglimento del ricorso si oppone la CV-LEPICOSC, le cui osservazioni verranno, per quanto necessario, riprese in seguito.
D. In sede di replica e di duplica le parti hanno ulteriormente sviluppato le loro contrapposte argomentazioni, riconfermandosi nelle rispettive domande di giudizio.
E. Con scritto del 1° luglio 2016 la ricorrente ha chiesto la chiamata in causa ex art. 45 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100) della Commissione federale della concorrenza (Comco).

Considerato, in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 17a LEPICOSC. La legittimazione attiva dell'insorgente, parte del procedimento di prima istanza e destinataria della decisione impugnata (art. 65 cpv. 1 LPAmm), nonché la tempestività del gravame (art. 68 cpv. 1 LPAmm), sono certe. 1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti acquisiti all'incarto, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). In particolare non è necessario procedere all'assunzione delle prove richiamate dalla ricorrente, in quanto insuscettibili di apportare la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio per le ragioni che verranno esposte in seguito.