Decision ID: e24a0e1c-7517-42ed-87bb-0d8fcc74fab1
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Visti:
- la decisione di chiusura del 29 settembre 2014 emanata dal Ministero pubblico
della Repubblica e Cantone Ticino in seguito ad una domanda di assistenza
internazionale in materia penale presentata dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale ordinario di Padova il 21 febbraio 2012 (v. act. 1.2);
- il ricorso del 30 ottobre 2014 interposto presso la Corte dei reclami penali del
Tribunale penale federale da A. avverso la suddetta decisione (v. act. 1);
- lo scritto del 16 dicembre 2014, mediante il quale il Ministero pubblico ticinese
ha comunicato di non avere osservazioni da formulare, rimettendosi alla deci-
sione della Corte (v. act. 8);
- le osservazioni del 17 dicembre 2014, con le quali l'Ufficio federale di giustizia
(in seguito: UFG) postula la reiezione del ricorso, nella misura della sua am-
missibilità (v. act. 9).

Considerato:
- che la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i gravami
in materia di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale (art. 37
cpv. 2 LOAP);
- che in questo ambito la procedura è retta in particolare dalla legge federale
sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021; v. art. 39 cpv. 2 lett. b
LOAP);
- che il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di con-
segna di mezzi di prova secondo l’art. 74 AIMP, resa dall’autorità cantonale di
esecuzione;
- che i requisiti di ammissibilità di cui agli art. 80k, così come 80e cpv. 1 in rela-
zione con l’art. 25 AIMP, sono pacificamente dati;
- che la ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a
ricorrere dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP;
- che in base a quest’ultima disposizione, oltre all’UFG (art. 80h lett. a AIMP),
ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e direttamente da una
misura d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione
all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche
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l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto il
procedimento penale all’estero);
- che il concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di legge trova
concretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP;
- che per essere considerato personalmente e direttamente toccato da una mi-
sura di assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un lega-
me sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1
d/aa);
- che, più concretamente, nel caso di una richiesta d’informazioni su un conto
bancario è considerato personalmente e direttamente toccato il titolare del
conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 consid. 5 e 118 Ib 547 consid.
1d), così come nelle perquisizioni domiciliari questa qualità spetta al proprieta-
rio o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP);
- che in via giurisprudenziale è stato altresì precisato che la legittimazione a ri-
correre compete alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva
(perquisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II
211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 con-
sid. 1b; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82), mentre gli interessati toccati solo in
maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto economico di un
conto bancario, non possono impugnare tali provvedimenti (DTF 137 IV 134
consid. 5.2.1 e 122 II 130 consid. 2b e rinvii);
- che per lo stesso motivo, nel caso di documenti in possesso di terzi, soltanto
questi ultimi in quanto loro possessori possono contestare il sequestro degli
stessi, anche se i documenti in questione concernono un’altra persona contro
la quale è pendente un procedimento penale estero (DTF 123 II 161 consid.
1d; 116 Ib 106 consid. 2a; TPF 2007 79 consid. 1.6);
- che secondo la giurisprudenza, questo vale parimenti nel caso di documenta-
zione bancaria detenuta da un avvocato o da una fiduciaria in ragione di un
mandato (sentenza del Tribunale federale 1A.293/2004 del 18 marzo 2005,
consid. 2.3; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.101 del 12 luglio
2007, consid. 2.1);
- che in concreto, nella misura in cui il ricorrente contesta la trasmissione all'e-
stero di documentazione riguardante conti bancari intestati alle società B. (Pa-
radiso), C. (Panama), D. (Amsterdam) e E. (Lugano) presso le banche F. e G.,
la legittimazione ricorsuale fa difetto (v. act. 1.2, punti 2a-2c del dispositivo
della decisione impugnata);
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- che alla medesima conclusione occorre giungere per quanto riguarda il verba-
le d'interrogatorio di H. del 29 ottobre 2009, dato che il medesimo non contie-
ne informazioni relative a conti bancari del ricorrente (v. act. 1.2, punto 2d del
dispositivo della decisione impugnata), sola eccezione che la giurisprudenza
ammetterebbe nel caso di consegna di verbali d'audizione di terzi (v. TPF
2007 79 consid. 1.6 pag. 82 e seg.);
- che la documentazione indicata ai punti 2e-2g del dispositivo della decisione
impugnata concerne una procedura di reclamo dinanzi al Giudice dell'istruzio-
ne e dell'arresto del Cantone Ticino relativa ad un sequestro di un conto ban-
cario intestato alla la società D., per cui anche in questo ambito manca la le-
gittimazione ricorsuale;
- che ciò vale, infine, anche per gli atti relativi ad un conto bancario intestato a
la società E., la quale non tocca, almeno direttamente, il ricorrente (v. act. 1.2
punti 2h-2o del dispositivo della decisione impugnata);
- che riassumendo, in virtù della suddetta giurisprudenza, il ricorrente non di-
spone della legittimazione ricorsuale, ragione per cui il suo ricorso è inammis-
sibile;
- che il ricorrente, cui spetta l'onere di allegare e motivare le ragioni di una sua
eventuale legittimazione, pur confrontandosi parzialmente con detta, costante
giurisprudenza, non ne ha tratto le giuste conclusioni, limitandosi in sostanza
ad affermare che egli sarebbe "di tutta evidenza toccato personalmente e di-
rettamente dalla decisione impugnata che ha per oggetto la trasmissione di
diversa documentazione acquisita durante il procedimento penale svizzero
che lo riguarda" (v. act. 1 pag. 8);
- che il fatto di trasmettere all'estero documentazione riguardante il procedimen-
to a suo carico in Svizzera non fonda di per sé una sua legittimazione a ricor-
rere (v. più ampiamente TPF 2007 79 consid. 1.6.3-1.6.7);
- che nemmeno il fatto che la documentazione da trasmettere possa essere il
preludio a future misure coercitive nei suoi confronti fonda una tale legittima-
zione, visto che se del caso potrà opporsi alle stesse secondo le modalità
bensì offerte dalla legge e dalla giurisprudenza;
- che il ricorrente, risultando soccombente data l'inammissibilità del gravame,
deve sopportare le spese processuali cagionate (art. 63 cpv. 1 PA);
- che una tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a suo carico; essa è fissata
giusta gli art. 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del Tribunale penale federale del
31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della
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procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), richiamato l'art. 63 cpv.
4bis e 5 PA.
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