Decision ID: 1495cee3-23ec-5ff5-af29-32b416657d01
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A.
Con decisione 1° aprile 2011, l'Ufficio delle misure attive della Sezione del lavoro del Dipartimento delle finanze e dell'economia (in seguito: UMA) ha respinto la domanda della RI 1 volta a ottenere il sussidio all'assunzione, con uno stipendio di fr. 10'000.- lordi mensili, del loro unico dipendente _ in qualità di direttore e responsabile dello sviluppo progetti e marketing, a partire dal 1° febbraio 2001.
L'autorità dipartimentale ha ritenuto che _, essendo iscritto al registro di commercio in qualità di direttore con firma individuale, potesse influenzare in modo determinante le decisioni dell'azienda. La risoluzione è stata resa sulla base degli art. 3 della legge cantonale sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997 (L-rilocc; RL 10.1.4.1) e 6 cpv. 2 lett. c del relativo regolamento del 4 febbraio 1998 (R-rilocc; RL 10.1.4.1.1).
B. Con giudizio 12 luglio 2011, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione dell'UMA, respingendo l'impugnativa contro di essa presentata dalla RI 1.
In sostanza, l'Esecutivo cantonale ha ribadito i motivi addotti dall'autorità dipartimentale nella decisione impugnata.
C. Contro la predetta pronunzia governativa, la soccombente insorge ora dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando l'incentivo all'assunzione di _.
La ricorrente sostiene che il dipendente in parola non ha alcun tipo di potere tale da influenzare risolutivamente le decisioni dell'azienda, precisando che le sue mansioni sono indirizzate al marketing. Afferma che l'unica persona che possa determinarle è invece l'amministratore unico, il quale può limitare il potere di _ in qualunque momento.
D. All'accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato che il dipartimento, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 30 cpv. 4 L-rilocc. Il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 46 cpv. 1 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una persona (giuridica) senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).
2. 2.1. La legge cantonale sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati ha quale scopo di prevenire e combattere la disoccupazione, di favorire il reinserimento dei disoccupati, di alleviarne le difficoltà economiche e di promuovere il rilancio dell'occupazione (art. 1 L-rilocc).
Tra le principali misure volte a rilanciare l'impiego vi è, per quanto qui interessa, l'incentivo all'assunzione. Sotto questo aspetto, l'art. 3 L-rilocc dispone che lo Stato incentiva la creazione di nuovi posti di lavoro e che a tal fine può concedere un aiuto finanziario alle aziende (cpv. 1). L'aiuto finanziario corrisponde al 100% degli oneri sociali (AVS/AI/IPG/AD/LPP obbligatoria) a carico del datore di lavoro, relativi alle persone assunte conformemente al cpv. 1, per la durata effettiva del rapporto di lavoro ma al massimo per 24 mesi (cpv. 2). L'aiuto finanziario può essere concesso esclusivamente se il tasso di disoccupazione medio dell'anno civile precedente l'assunzione è superiore o uguale al tasso di disoccupazione di riferimento fissato dal Consiglio di Stato in funzione della situazione del mercato del lavoro, ritenuto un tasso massimo del 4% (cpv. 3). L'aiuto finanziario non può essere riconosciuto alle aziende che
nei dodici mesi precedenti la richiesta hanno operato licenziamenti o soppresso posti di lavoro per motivi economici; oppure che non rispettano i contratti collettivi cui sono assoggettate e i contratti normali di lavoro. Le eccezioni sono disciplinate dal regolamento (cpv. 4).
2.2. Il Consiglio di Stato ha disciplinato le modalità d'applicazione della norma in questione mediante l'adozione dell'art. 6 R-rilocc. Secondo il capoverso 1 di tale disposizione, viene considerato nuovo posto di lavoro: ogni unità supplementare rispetto all'effettivo del personale dell'azienda richiedente nell'anno civile precedente l'assunzione. L'effettivo dell'azienda viene stabilito sulla base delle copie consegnate alla cassa di compensazione AVS delle dichiarazioni dei salari sottoposti a contributi AVS/AI/IPG/AD e della distinta del personale con l'indicazione del grado di occupazione (a); ogni posto di lavoro creato da nuove aziende (b). Giusta l'art. 6 cpv. 2 R-rilocc, non possono essere considerati nuovi posti di lavoro: quelli risultanti da ristrutturazioni, fusioni o acquisto di aziende (a); quelli risultanti da assunzioni temporanee o stagionali (b), quelli occupati da persone, coniugi compresi, che determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni dell'azienda (c), quelli occupati da lavoratori confinanti (d).
3. Come accennato in narrativa, la RI 1, società attiva in particolare nel ramo della consulenza e della ricerca nel campo del marketing e della comunicazione, ha assunto _ in qualità di direttore e responsabile dello sviluppo dei progetti e del marketing della ditta con uno stipendio di fr. 10'000.- lordi mensili.
La ricorrente sostiene che l'ammontare del salario pattuito non è un elemento tale da ritenere che il dipendente possa influenzare le decisioni della società, considerato pure che egli è stato assunto per svolgere specifiche mansioni e che il suo ruolo può essere limitato in ogni momento dall'amministratore unico.
Ora, a prescindere dalla ragguardevole remunerazione garantitagli, bisogna tenere conto che _ è l'unico dipendente della società ed ha la carica di direttore e responsabile dello sviluppo dei progetti e del marketing della ditta. Oltre a ciò, egli possiede diritto di firma individuale, iscritto al registro di commercio. Disponendo pertanto di una certa autonomia in seno alla società, egli si trova con tutta evidenza in una posizione tale
da poter, se non determinare, quanto meno influenzare risolutivamente le decisioni dell'azienda. Non è certo il fatto che il suo ruolo potrebbe essere limitato in ogni momento dall'amministratore unico, che permette di ritenere il contrario. Ai fini dell'applicazione dell'art. 6 cpv. 2 lett. c R-rilocc, non è necessario che la persona determini risolutivamente le decisioni dell'azienda.
È
sufficiente infatti che possa influenzarle.
In siffatte circostanze, è quindi a giusta ragione che l'Ufficio delle misure attive ha ritenuto inadempiute le condizioni previste dalla legge per l'erogazione del sussidio in questione ed ha di conseguenza respinto la richiesta della RI 1.
4. In esito alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere pertanto respinto con conseguente conferma della decisione governativa qui impugnata, la quale risulta immune da violazioni del diritto.
La tassa e le spese seguono la soccombenza (art. 28 LPamm).