Decision ID: 78812fd6-7fd5-5372-98a9-664b72ae9221
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che il tentativo di truffa è stato scoperto allorquando la citata ditta ha chiesto alla cliente il versamento di un acconto;
5.2.
nel gennaio 2002,
a Bellinzona,
dichiarato contrariamente al vero ad una funzionaria della Posta che a debito dei propri conti postali erano stati effettuati dei prelievi abusivi, allo scopo di ottenere dalla Posta il rimborso della somma complessiva di CHF 1'778.90, che aveva portato in dare i suoi conti postali,
ritenuto che, a seguito delle indicazioni ricevute dalla funzionaria postale, l'accusato procedeva in data 16.01.2003 a sporgere denuncia penale dinanzi alla Gendarmeria di Locarno, e meglio nelle circostanze di cui sub 9, e che nel proseguo del procedimento si scopriva che l'autore dei prelievi era il denunciante medesimo;
6. abuso di un impianto per l'elaborazione di dati
per avere
nel Locarnese ed in altre località in Ticino e Svizzera,
tra marzo e dicembre 2002,
a scopo di indebito profitto,
servendosi in modo abusivo di dati, influito su un procedimento elettronico o simile di trattamento o di trasmissione di dati e provocato in tal modo, per mezzo dei risultati erronei così ottenuti, un trasferimento di attivi a danno di altri,
e meglio per avere
6.1.
facendo uso della Postcard n. _ intestata a PC 2, carta precedentemente sottratta dalla bucalettere di quest'ultima nelle circostanze di cui sub. 2.2, e servendosi del codice PIN rinvenuto nella scrivania della parte civile, pagato rifornimenti di carburante per complessivi CHF 207.45.--, e meglio nelle seguenti circostanze:
a _, il 10.03.2002 (ore 21:49), presso il distributore _: CHF 31.--;
a _, il 25.03.2002 (ore 19:41), presso il distributore _ (_): CHF 40.--;
a _, il 26.05.2002 (ore 23:47), presso il distributore _, CHF 50.—;
a _, il 27.05.2002 (ore 19:02), presso il distributore _ (_): CHF 36.--;
a_, il 04.06.2002 (ore 00:15 e 00:18), presso il distributore _: CHF 1.35 e CHF 49.10.-;
6.2.
facendo uso della carta EC UBS n. _ rispettivamente della carta Manor intestate a PC 1, carte contenute nel portamonete sottratto dalla vettura di quest'ultima nelle circostanze di cui sub. 3.5, e servendosi del codice PIN dedotto dalla data di nascita risultante sulla carta di identità della parte civile,
prelevato il 02.12.2002 con la carta EC UBS dal bancomat di UBS SA Locarno denaro per complessivi CHF 5'990.--
,
denaro destinato ad acquisti personali e al pagamento di arretrati,
nonché
pagato con la carta Manor rifornimenti di carburante e/o acquisti di merce per complessivi CHF 272.65.--, e meglio nelle seguenti circostanze:
a_, il 22.12.2002, presso la stazione _: rifornimento di carburante per CHF 51.60;
a _, il 22.12.2002, presso la stazione _: CHF 51.25.--;
a _, il 26.12.2002, presso la stazione _: CHF 54.35;
a _, il 29.12.2002, presso la stazione _: CHF 54.35.--;
a _, il 30.12.2002, presso la stazione _: CHF 61.10.--;
6.3.
facendo uso di una carta Postcard intestata a PL 3, carta contenuta nel portamonete sottratto dalla vettura di quest'ultima nelle circostanze di cui sub. 3.6, e servendosi del codice PIN pure rinvenuto all'interno del portamonete,
effettuato il 04.01.2003 presso l'Ufficio postale di Tenero due prelievi per complessivi CHF 1'000.--,
denaro destinato ad acquisti personali e al pagamento di arretrati (refurtiva recuperata dalla parte civile tramite la ditta PL 1, che ha dedotto la somma dall'ultimo stipendio dell'accusato);
7. violazione di domicilio, ripetuta
per essersi
indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto,
ripetutamente introdotto nell'appartamento di PC 2, e segnatamente nelle circostanze di cui sub. 2.1, 3.1, 4.1 e 5.1;
8. falsità in documenti
per avere
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub. 5.1,
al fine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé un indebito profitto,
formato un documento falso, facendone altresì uso, inserendo i dati personali di PC 2 e falsificandone la firma, ovvero apponendo la firma falsa di quest'ultima, su una cartolina di ordinazione della ditta Ackermann allo scopo di ottenere l'invio di un set PC del valore di CHF 3'311.95;
9. sviamento della giustizia
per avere
il 16.01.2003,
a Locarno,
fatto all'autorità una falsa denuncia per un atto punibile ch'egli sapeva non commesso,
e meglio
per avere
allo scopo di chiedere ed ottenere poi il rimborso dalla Posta,
sporto dinanzi alla Gendarmeria di Locarno denuncia penale contro ignoti per titolo di abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati, asserendo contrariamente al vero che a debito del suo conto giallo n. _ rispettivamente del suo conto deposito n. _ erano stati effettuati, nel periodo 21-27.12.2002, prelievi abusivi presso i postomat di Tenero, Sion, Airolo, Chiasso e Como per complessivi CHF 1'798.90,
mentre in realtà tali prelievi erano stati da lui effettuati;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
Art. 123 Cifra 1 CP, Art. 137 Cifra 1 CP, Art. 139 Cifra 1 CP, Art. 144 cpv. 1 CP, Art. 146 cpv. 1 CP, Art. 147 Cifra 1 CP, Art. 186 CP, Art. 251 Cifra 1 CP, Art. 304 Cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
182/2004
del
22 dicembre 2004
, emanato dal Procuratore pubblico.
E inoltre prevenuto colpevole di:
1. ripetuto furto
per avere,
a scopo di indebito profitto e al fine di appropriarsene, agendo in parte con scasso, in ripetute occasioni,
sottratto cose mobili altrui nelle seguenti circostanze:
A. in correità con _
1.1.
a Sion, in data imprecisata, del periodo invernale 2002/2003, sottratto a danno di persona sconosciuta, una borsetta contenente un portamonete con Fr. 20.-, tessere bancarie e documenti personali;
1.2.
a Sion, in data imprecisata tra maggio e giugno 2003, sottratto a danno di persona sconosciuta un portamonete contenente una tessera bancaria e altri documenti personali;
1.3.
a Losanna, in data 12.12.2004, previa rottura del vetro anteriore destro della vettura Nissan Micra targata _, sottratto a danno di _ una borsetta con effetti personali, Fr. 120.- in contanti, un apparecchio fotografico marca Advantix del valore di Fr. 200.- nonché un natel Nokia 3410 e a danno di _ una borsa, un natel Nokia 3220, un portamonete contenente Fr. 49.- nonché una sciarpa (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alle parti civili);
1.4.
a Losone, in data 18.12.2004, sottratto a danno di _
una borsetta con effetti personali e un natel Nokia nonché un paio di scarpe e un paio di occhiali depositati all'interno della vettura BMW targata _ aperta utilizzando le chiavi contenute nella borsetta, per un valore totale complessivo di Fr. 550.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile);
1.5.
a Pazzallo, in data 01.01.2005, previa rottura del finestrino sinistro della vettura Fiat Punto targata _, sottratto a danno di _ una borsa contenente effetti personali e 30 CD e a danno di _ una borsetta contenente effetti personali e un natel Samsung per un valore complessivo totale di Fr. 2'304.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alle parti civili);
1.6.
a Pazzallo. in data 01.01.2005, previa rottura del deflettore della portiera anteriore destra della vettura Polo targata _, sottratto a danno di _ una borsetta con effetti personali e a danno di _ una borsa contenente indumenti, accessori, delle scarpe nonché un
apparecchio fotografico Nikon con relativa carta di memoria per un valore complessivo totale di Fr. 2'145.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile _);
1.7.
a Pazzallo, in data 01.01.2005, sottratto da una vettura con targhe italiane, trovata aperta, a danno di persona non identificata, un natel Siemens M 50 con inserita la carta Sim Wind per un valore complessivo totale imprecisato (refurtiva recuperata e repertata presso l'Ufficio reperti);
B. singolarmente
1.8.
a Sion, in data 15.01.2004, sottratto a danno di _ un mazzo di chiavi e un natel Nokia 6610 (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile; reato contestato dall'accusato che asserisce di avere rinvenuto la refurtiva trovata in suo possesso all'interno della scuola);
2. ripetuto danneggiamento
per avere, intenzionalmente danneggiato, distrutto o reso inservibile la proprietà altrui nelle seguenti circostanze:
in correità con _
al fine di commetterei furti di cui ai punti 1.3., 1.5., 1.6. e meglio:
2.1.
a Losanna in data 12.12.2004, a danno di _, il vetro anteriore destro della vettura Nissan Micra targata _ (danni non quantificati dalla parte civile);
2.2.
a Pazzallo, in data 01.10.2005, a danno di _, il finestrino anteriore sinistro della vettura Fiat Punto targata _ (danni non quantificati dalla parte civile);
2.3.
a Pazzallo, in data 01.01.2005, a danno di _, il deflettore della portiera anteriore destra della vettura VW Polo targata _ (danni non quantificati dalla parte civile);
3. ripetuto tentato abuso di un impianto per l'elaborazione di dati
per avere, per procacciarsi un indebito profitto servendosi in modo abusivo di dati, tentato di influire su un processo automatico di trasmissione dati al fine di provocare per mezzo dei risultati erronei così ottenuti un trasferimento di attivi di terzi e meglio per avere, senza riuscire nell'intento:
A. in correità con _
3.1.
a Losanna in data 12.12.2004, tentato di prelevare contanti da due Bancomat non meglio precisati utilizzando la tessera della BCV provento del furto descritto al punto 1.3. commesso a danno di _;
3.2.
a Morcote in data 01.01.2005 , tentato di prelevare contanti presso il Bancomat della Banca Raiffeisen utilizzando una delle tessere bancarie del Credito Svizzero provento del furto descritto al punto 1.5. commesso a danno di _;
3.3.
a Lugano in data 01.01.2005, tentato di acquistare una carta giornaliera presso il distributore automatico della Stazione FFS, utilizzando una delle tessere bancarie del Credito Svizzero provento del furto descritto al punto 1.5. commesso a danno di _;
3.4.
a Rivera e a Tenero in data 01.01.2005, tentato di prelevare contanti presso i locali Postomat utilizzando la tessera postale provento del furto descritto al punto 1.5. commesso a danno di _;
B. singolarmente
3.5.
a Sion, nel periodo invernale 2002/2003, tentato di prelevare contanti da diversi Bancomat non meglio precisati utilizzando la tessera bancaria sottratta nelle circostanze descritte al punto 1.1. a danno di persona sconosciuta;
3.6.
a Sion, nel periodo maggio/giugno 2003, tentato di prelevare contanti da diversi Bancomat non meglio precisati utilizzando le tessere bancarie sottratte nelle circostanze descritte al punto 1.2. a danno di persona sconosciuta;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti dagli art. 139 cifra 1, 144 cpv. 1 e 147 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 24/2005 del 3 marzo 2005, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il PP 1.
§
L'accusato AC 1
assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.
§
L'avv. RC 1, in rappresentanza della PC PC 1.
§
La Parte civile PC 2, rappresentata dall'avvRC 2.
Il Presidente notifica le seguenti subordinate:
a) lieve entità in riferimento al punto 3.3 dell’AA 182/2004 del 22 dicembre 2004 ai sensi dell’art. 172ter CP.
b) appropriazione semplice delle chiavi in riferimento al punto 1.8 dell’AA 24/2005 del 3 marzo 2005.
c) omessa notificazione del rinvenimento di cose smarrite delle chiavi in riferimento al punto 1.8 dell’AA 24/2005 del 3 marzo 2005, ai sensi dell’art. 332 CP.
Il pt. 3.1. dell'atto di accusa no. 182/2004 é corretto come segue: leggasi "un lingotto d'oro" invece di "un lingotto d'argento".
Espleti i pubblici dibattimenti:
- mercoledì 20 aprile 2005 dalle ore
09.30
alle ore
16.40
,
- giovedì 21 aprile 2005 dalle ore 09.35 alle ore 12.30.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale conferma integralmente gli AA in esame e, in ordine alle modifiche prospettate in fase d’istruttoria, postula che sia mantenuto il punto 3.3 dell’AA 182/2004 del 22 dicembre 2004 e che non sia prevista l’attenuante della lieve entità; per il punto 1.8 AA 24/2005, si rimette al giudizio della Corte, nel senso più favorevole al reo, posto che, comunque, le eventuali attenuanti non liberano l’accusato. Chiede inoltre sia mantenuto il punto 1.1 dell’AA 182/2004 del 22 dicembre 2004.
Conclude chiedendo che l’accusato venga condannato a:
- 12 mesi di detenzione dedotto il carcere preventivo sofferto;
- per la sospensione condizionale della pena si rimette al giudizio della Corte, richiedendo comunque un periodo di prova di almeno 3 anni;
- misura accompagnatoria del Patronato o delle cure mediche in relazione allo “stalking”.
Non si oppone al risarcimento del danno se immediato e dimostrato; in particolare, in riferimento a PC 2 chiede di defalcare l’importo di fr. 100.- relativi ad un furto dal salvadanaio della vittima, poiché non risultanti nell’AA e per il torto morale si rimette al giudizio della Corte; riguardo a PC 1 chiede l’aggiudicazione di quanto richiesto dalla stessa, con modifica da fr. 5'000.- a fr. 5'990.-, e rispettivamente della richiesta della _ agli atti.
Si oppone al dissequestro dei cellulari e chiede la confisca del foglio A4 e del frangivetro.
§
L'avv. RC 2, rappr. PC, la quale si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpabilità dell’imputato e pone l’accento sull’aspetto soggettivo e sugli effetti che le azioni dell’accusato hanno prodotto in capo alla PC 2, sui danni alla salute della stessa, nonché sulle ingenti spese sostenute sia per scoprire l’identità dell’autore dei reati a suo danno, sia per le cure.
Conclude chiedendo:
- il risarcimento dei danni materiali più il rimborso delle cure mediche, rinviando all’istanza di risarcimento prodotta (doc. TPC 10);
- il risarcimento per torto morale di Fr. 20'000.-;
- l’integrale conferma degli AA.
Rinuncia ai Fr. 100.- relativi al salvadanaio di cui sopra.
Si oppone all’attenuante della scemata responsabilità.
§
Il Difensore, il quale ponendo in risalto la sprovvedutezza dell’accusato, la lieve entità dei reati commessi e la mancanza di attitudine delinquenziale, contesta:
-
il reato di lesioni semplici (punto 1.1 AA182/2004) poiché i fatti non integrano suddetta fattispecie; in subordine i danni morali poiché la PC è guarita dal malessere causatole dai fatti e la causalità, poiché la PC aveva già in precedenza sofferto di tali malesseri;
- il furto delle chiavi e del cellulare (punto 1.8 AA 24/2005), poiché non provato in applicazione del principio in dubbio pro reo;
- la truffa (punto 5.1 AA182/2004) poiché i fatti non integrano la fattispecie in quanto trattasi di atti preparatori di furto, non punibili per legge.
Conclude chiedendo:
- il proscioglimento per i reati di cui ai punti 1.1 e 5.1 dell’AA 182/2004;
- il proscioglimento per il reato di cui al punto 1.8 dell’AA 24/2005.
Riconosce le pretese di PC tranne:
- per PC 2 il danno alla salute, poiché è contestato in via principale il reato di lesioni semplici; in via subordinata si riconosce la posizione del dr. _, ma non degli altri medici e curanti, poichè non sono in relazione diretta con i fatti;
- per PC 1 le note dell’avv.RC 1, le quali sono accolte solo per Fr. 3'310.20;
Non contesta le pretese della _ per _ e _ _ e per le altre PC che non hanno quantificato il danno rinvia eventualmente al foro civile.
In ordine ai sequestri chiede il dissequestro dei natel di cui è presumibile la proprietà in quanto sono disponibili le scatole con i codici IMEI.
Chiede una riduzione della pena da porsi al beneficio della sospensione condizionale .
Chiede la misura del Patronato.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. lesioni semplici
per avere,
tra novembre 2001 e febbraio 2003, a Riazzino,
agendo allo scopo di mettere a disagio ossia in stato di paura e soggezione la vittima, abitante nello stesso immobile, di cui era geloso e per la quale provava sentimenti di attrazione, violato ripetutamente il domicilio di PC 2 nonché azionato in più occasioni il campanello della sua abitazione per disturbarne la tranquillità, provocando in tal modo a quest'ultima disturbi psicofisici, segnatamente uno stato di depressione e di ansia, che hanno richiesto cure medicamentose e psicoterapiche ad opera di un medico psichiatra?
1.2. ripetuta appropriazione semplice
per avere
a scopo di indebito profitto,
1.2.1. tra settembre e inizio novembre 2001 a Riazzino
prelevato dalla bucalettere di PC 2 la chiave dell'appartamento di quest'ultima allo scopo di introdursi nello stesso in sua assenza e soddisfare in tal modo il proprio desiderio di conoscerne le abitudini e modi di vita,
1.2.2. tra settembre e inizio novembre 2001 a Riazzino sottratto da un armadietto sito all'entrata dell'appartamento di PC 2, la chiave Kaba _, allo scopo di poter accedere all'appartamento in qualsiasi momento;
1.2.3.
nel gennaio 2002, a Riazzino, prelevato dalla bucalettere di PC 2 un invio postale contenente la Postcard n. _ intestata alla medesima, appropriandosi della stessa ed utilizzandola per i rifornimenti di carburante di cui al punto 6.1 dell’atto di accusa?
1.3. ripetuto furto, in parte tentato
per avere
1.3.1. in 12 occasioni, di cui 2 tentate, tra il 4 novembre 2001 e il 3 febbraio 2003, a Riazzino e Tenero sottratto, rispettivamente tentato di sottrarre, gioielli, denaro, tessere bancarie, un impianto di videosorveglianza e altre cose mobili per un valore complessivo di fr. 2'330.-?
1.3.2. in 7 occasioni, nel periodo novembre/dicembre 2002 sino al 1. gennaio 2005 a Sion, Losanna, Losone e Pazzallo, agendo in correità con _ sottratto denaro, tessere bancarie, telefoni cellulari, apparecchi fotografici, indumenti e altri oggetti per un valore complessivo di fr. 5'368.-?
1.3.3. il 15 gennaio 2004 a Sion, ai danni di _ sottratto un mazzo di chiavi e un telefono cellulare?
1.3.3.1. trattasi invece di appropriazione semplice?
1.3.3.2. trattasi invece di omessa notificazione del rinvenimento di cose smarrite?
1.3.4. trattasi di un numero di furti consumati inferiore?
1.4. ripetuto danneggiamento
per avere
1.4.1. in 3 occasioni
,
dopo il novembre 2001 e sino al 4 gennaio 2003, a Riazzino e Tenero gettato due fotografie, 2 portamonete e alcuni documenti precedentemente sottratti in occasione di alcuni dei furti di cui sub. 1.3.1?
1.4.2. in 3 occasioni, tra il 12 dicembre 2004 e il 1. gennaio 2005, agendo in correità con _, alfine di commettere parte dei furti di cui sub 1.3.2, danneggiato automobili altrui provocando danni non quantificati?
1.5. ripetuta truffa tentata e mancata
per avere, a scopo di indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia persone, affermando cose false o dissimulando cose vere alfine di indurle ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio, e meglio
1.5.1. il 14.01.2002, a Riazzino, ordinato presso la ditta _ un set PC portatile del valore di CHF 3'311.95, utilizzando la relativa cartolina di ordinazione estrapolata da un catalogo sottratto nell'appartamento di PC 2, sottoscrivendo l'ordinazione con la falsa firma di quest'ultima?
1.5.2. nel gennaio 2002, a Bellinzona, dichiarato contrariamente al vero ad una funzionaria della Posta che a debito dei propri conti postali erano stati effettuati dei prelievi abusivi, allo scopo di ottenere dalla Posta il rimborso della somma complessiva di CHF 1'778.90, che aveva portato in dare i suoi conti postali?
1.6. abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, in parte tentato
per avere
1.6.1. in 5 occasioni, tra il 10 marzo 2002 e il 4 giugno 2002 a Sementina, Tenero, Bellinzona e Riazzino, servendosi in modo abusivo di dati e della tessera Postcard n. _ a danno di PC 2, effettuato a proprio favore rifornimenti di carburante per complessivi CHF 207.45?
1.6.2. il 2.12.2002 a Locarno, servendosi in modo abusivo di dati e della carta EC UBS n. _ a danno di PC 1, ottenuto a proprio favore il trasferimento di complessivi fr. 5'990.-?
1.6.3. in 5 occasioni, tra il 22.12.2002 e il 30.12.2002 a Riazzino, Villet/VD, Losone, Martigny/VS e Mendrisio, servendosi in modo abusivo della carta Manor a danno di PC 1, effettuato a proprio favore rifornimenti di carburante e/o acquisti di merce per complessivi CHF 272.65.-?
1.6.4.
il 4 gennaio 2003, a Tenero, servendosi in modo abusivo di dati e della carta Postcard a danno di _, ottenuto a proprio favore il trasferimento di complessivi fr. 1'000.-?
1.6.5. in almeno 6 occasioni, tra il novembre/dicembre 2002 fino al 1. gennaio 2005, a Losanna, Morcote, Lugano, Rivera e Tenero, agendo in correità con _ nonché a Sion agendo singolarmente, servendosi in modo abusivo di dati e di carte bancarie sottratte in occasione dei furti di cui sub 1.3.2 tentato di ottenere a proprio favore il trasferimento di attivi appartenenti a terzi?
1.7. ripetuta violazione di domicilio
per essersi indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto,
ripetutamente introdotto nell'appartamento di PC 2, e segnatamente nelle circostanze di cui sub. 1.2.1, 1.3.1, 1.4.1 e 1.5.1?
1.8. falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub. 1.5.1,
al fine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé un indebito profitto, formato e fatto uso di un documento falso, inserendo i dati personali di PC 2 su una cartolina di ordinazione della ditta _ e apponendone la firma falsificata di quest'ultima, allo scopo di ottenere l'invio di un set PC del valore di CHF 3'311.95?
1.9. sviamento della giustizia
per avere
il 16.01.2003, a Locarno, allo scopo di chiedere ed ottenere poi il rimborso dalla Posta, sporto dinanzi alla Gendarmeria di Locarno denuncia penale contro ignoti per titolo di abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati, asserendo contrariamente al vero che a debito del suo conto giallo n. _ rispettivamente del suo conto deposito n. _ erano stati effettuati, nel periodo 21-27.12.2002, prelievi abusivi presso i postomat di Tenero, Sion, Airolo, Chiasso e Como per complessivi fr. 1'798.90, mentre in realtà tali prelievi erano stati da lui stesso effettuati?
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?
3. Deve essere ordinata una misura di sicurezza e se sì quale?
4. Deve subire la confisca di e subordinatamente il sequestro conservativo di:
4.1. 1 lingottino in argento CS del di 5 gr.
4.2. 1 frangivetro di colore rosso
4.3. 1 natel Nokia argento modello 6210 no. _
4.4. 1 natel Nokia verde modello 7110 no. _ con carta Sim Sunrise
4.5. 1 natel Siemens grigio modello M 50 no. _
4.6. 1 natel Nokia viola modello 6510 no. _ senza carta Sim
4.7. 1 natel Nokia nero modello 6600 no. _ con display rotto senza carta Sim
4.8. 1 natel Nec modello KMPGJI F 1 no. _ con carta Sim Wind
4.9. 1 natel Swisscom modello Sharp 30 grigio
4.10. 1 chiave di colore oro no. 919
4.11. 1 foglio A4 con indirizzi manoscritti
4.12. 1 paio di guanti in cotone bianco
4.13. 2 paia di guanti neri
4.14. 1 torcia marca Daimon
4.15. 1 torcia marca Philips
4.16. 1 frontalino marca Sony XR 5880 R
4.17. 1 autoradio marca Sony XR 5880 R serie _
4.18. 1 scatola vuota per natel Sharp Swisscom
4.19. 2 scatole per tessere di ricarica natel, marca Orange, vuote
5. Deve essere condannato al pagamento dell’indennità alle seguenti parti civili:
5.1. PC 1, S. Antonino;
5.2. PC 2, Riazzino;
5.3. _ e _, Locarno e per esse la _.
Considerato,

in fatto ed in diritto:
1.
AC 1 è cittadino italiano nato e cresciuto nel nostro paese. Interrogato sul suo passato dal Segretario giudiziario del MP ha dichiarato:
"
Sono di origine italiana ma sono nato a Niederbipp il _ e poi dopo l'asilo mi sono trasferito dai nonni a _ (Caserta) dove ho frequentato 4 anni di scuola elementare per poi tornare in Svizzera nel 1990 a _ dove i miei genitori si erano trasferiti definitivamente. I miei genitori si sono trasferiti in Svizzera se ben ricordo nel 1979 o forse prima. Mio papà che ha 50 anni è attualmente magazziniere. La mamma ha lavorato alle dipendenze del Canton Ticino quale donna delle pulizie. Attualmente è in invalidità. Mia mamma ha 49 anni. Ho un fratello di 19 anni che è apprendista per la professione di panettiere/pasticciere.
La mia formazione scolastica è iniziata in Italia dove ho frequentato le elementari. Poi in Svizzera ho concluso le elementari (quinta classe) e poi le medie a _. Ho poi iniziato l'apprendistato per la professione di cuoco a _ presso il _.
Ho concluso l'apprendistato nel 1999 presso l'Albergo _ di Ascona.
Ho continuato a lavorare presso l'Albergo _ fino alla primavera del 2000 per poi andare al Bar _ e al Bar _ di Locarno. Qui ho lavorato fino all'agosto 2000. Ho poi svolto diverse attività (con le società tipo Adecco) fino alla metà del 2001.
Sono stato in disoccupazione durante l'estate 2001. Non ho svolto nessuna attività fissa se non qualche giornata tramite le solite società. Ho poi trovato lavoro nel 2002 fino al febbraio 2003 (giorno del mio primo arresto) presso la PL 1 di Tenero. Dopo la mia scarcerazione a partire da giugno 2003 ho percepito nuovamente la disoccupazione. Non ho svolto nessuna attività fino ad aprile 2004 quando ho trovato lavoro a Brunnen quale cuoco. Questo impiego è durato fino al settembre 2004. In quel periodo mia mamma si ammalò gravemente e io tornai in Ticino per starle vicino. Da ottobre 2004 a dicembre 2004 ho lavorato presso il cantiere nautico _ di Riazzino.
Questo è l'ultimo lavoro che ho svolto.“ (verbale MP 04.02.05)
Dal profilo affettivo va detto che l’accusato, pur definendosi una persona con difficoltà nell’approccio con le persone dell’altro sesso non avendo mai avuto una ragazza più giovane di lui, ha avuto, per quanto qui di rilievo, tre relazioni amorose di un certo significato: la prima con tale _ dal 14 febbraio 2001 al marzo 2002, la seconda nel luglio 2002 con tale _ e la terza, nell’ottobre 2002, con la signorina _.
L’accusato è incensurato (AI 55).
2.
Il 16 gennaio 2003 AC 1 si presentava presso il posto di gendarmeria di Locarno dove denunciava degli indebiti a danno del suo conto postale ad opera di ignoti. Nel testo della denuncia si legge:
"
Il giorno 30/31 di dicembre '02 (non ricordo più esattamente la data) ricevevo il mio estratto conto tramite posta a casa, controllando potevo notare che nel bilancio dei miei estratti conto, erano stati effettuati dei prelevamenti a mia insaputa, rubandomi 1780.- CHF. Questi prelevamenti erano stati effettuati dal mio conto giallo e dal mio conto risparmio (deposito).
Faccio presente che per poter prelevare dai miei due conti del denaro tramite postomat, sono in possesso di due carte chiamate postcard e postcard
deposito. Per il prelevamento bisogna effettuare un codice, il quale è differente per le due rispettive postcard.
Nel periodo precedente in cui mi è stato prelevato il denaro a mia insaputa, entrambe le mie postcard si trovavano nel mio portamonete che ho sempre a
ppresso.
Oltre a me, a conoscenza del codice della postcard (conto giallo) vi è solamente mio padre. Questo perché alcune volte, quando finisco tardi dal lavoro e devo fare dei prelevamenti la consegno a lui per svolgere il tutto. Altre volte gliela impresto per poter comperarsi delle piccole cose o per fare ad esempio la benzina per la macchina.
Il codice della postcard deposito per contro è solamente a mia conoscenza. I codici li conosco a memoria e non li ho mai trascritti altrove.
Il codice che ho dato a mio padre (_, _, _) è pure stato memorizzato da quest'ultimo senza esser trascritto altrove.
Venerdì 20 dicembre 02 poiché avevo alcuni pagamenti in ritardo, davo la mia postcard conto giallo a mio padre per svolgere il tutto. Arrivato in Posta gli
veniva però detto che la carta non funzionava e che la stessa era stata annullata, gli dicevano che questo era forse dovuto ai troppi prelevamenti effettuati.
In serata, rientrato a casa (io e mio padre viviamo nello stesso palazzo ma in due appartamenti differenti, tutti noi siamo comunque in possesso delle rispettive chiavi d'entrata dei due appartamenti) mio padre mi consegnava la tessera dicendo che non funzionava e che avrei dovuto l'indomani recarmi in posta con un documento per poter fare i miei pagamenti. Il giorno dopo 21.12.02 facevo una prova presso il postomat di Tenero ed effettivamente la carta non funzionava. Sono quindi entrato all'interno dell'ufficio postale per chiedere spiegazioni e, dopo un ulteriore prova decidevo di pagare
tramite assegno postale, telefonando poi al centro postale di Bellinzona per delle spiegazioni in merito, mi dicevano così le stesse cose che mi aveva detto in precedenza mio padre.
A quel momento il mio conto giallo era sotto di 100.- CHF.
I giorni che mi sono stati effettuati i prelevamenti dal conto giallo a mia insaputa sono:
21.12.02 a Sion 100.- CHF ed in seguito nello stesso giorno 400.- CHF
22.12.02 ad Airolo 400.- CHF
23.12.02 a Chiasso 400.- CHF
27.12.02 a Como 80 euro pari a 118.90 CHF."
(....)
"
L'agente interrogante mi fa notare che alcuni postomat sono provvisti di telecamera, da parte mia comunque riconfermo quanto detto. Non riesco però a capacitarmi come abbiano potuto fare i prelevamenti, tanto più che le mia postcard del conto giallo era, secondo la Posta, fuori uso. Non ho nessun sospetto su chi possa aver rubato i miei soldi.
A seguito di quanto detto, sporgo regolare denuncia contro ignoti per abuso d'impianti per l'elaborazione di dati. Mi costituisco pure parte civile qualora si possa risalire agli autori/e.
(....)
In seguito a suddetta denuncia la polizia cantonale di Locarno ha fatto richiesta al servizio di sicurezza La Posta dello striscio postomat, riferito ai conti giallo e deposito di AC 1, e dei relativi fotogrammi registrati dalla videocamera di sorveglianza (cfr. rapporto richiesta accertamenti postali 4.02.2003, inc. n. 173/2004, AI 8).
Dai fotogrammi forniti dal servizio di sicurezza La Posta,provenienti dal postomat di Chiasso, emergeva che I'autore delle malversazioni denunciate era AC 1 stesso."
Nuovamente interrogato dalla polizia AC 1 ha in un primo momento ribadito la sua denuncia contro ignoti. Una volta appreso che le immagini video lo avevano identificato quale autore dei prelievi che aveva denunciato, ha poi dovuto ammettere di aver agito per ottenere un risarcimento dalla Posta dato che si trovava in difficoltà economiche. Così si è espresso nel suo verbale del 24 febbraio 2004 davanti agli agenti di polizia:
"
Confermo nuovamente la mia denuncia penale contro ignoto/i per il titolo di reato citato in apertura del presente verbale.
Effettivamente sono stato vittima di malversazioni perpetrate presso gli sportelli elettronici postomat di Chiasso, Vallese ed Italia, nel periodo 21/27.12.2002, sempre per mano ignota, per complessivi CHF 1'798,90
ADR: come già indicato in precedenza l'ignoto autore ha operato nei singoli postomat senza l'ausilio delle mie carte di credito postali poiché di fatto le stesse sono tutt'ora in mio possesso.
ADR: non sono in grado di indicare come l'ignoto autore abbia potuto mettere a segno quanto sopra senza essere in possesso fisicamente delle mie carte di credito postali.
ADR: come già detto nel periodo in cui si sono verificati i fatti io non mi sono mai recato oltre Gottardo.
ADR: dopo aver parlato con la signora _ della Posta per formalizzare la richiesta indennizzo, questa mi faceva notare che dapprima necessitava che mi recassi in Polizia per sporgere regolare denuncia per gli avvenuti illeciti per poi successivamente, a mano del relativo rapporto, avrei potuto essere indennizzato.
Gli interroganti mi invitano a riflettere attentamente su quanto appena dichiarato ed eventualmente di raccontare come realmente si sono verificati i fatti.
Da parte mia mi limito a confermare le dichiarazioni rese sino ad oggi a tale proposito; trattasi della verità.
Mi viene sottoposto in visione un fotogramma estrapolato dall'impianto video di sorveglianza presente presso lo sportello elettronico (postomat) di Chiasso, datato 23.12.2002 ore 21:42:54, data ed orario da me indicati nella denuncia, raffigurante una persona di sesso maschile (autore malversazioni).
Invitato a precisare se conosco l'individuo ivi raffigurato, debbo subito dire che trattasi del sottoscritto.
A mano del mio precedente verbale di interrogatorio (denuncia contro ignoti - incarto MP no. 2003.981/TT) si rileva che l'autore delle malversazioni ha pure operato in quel di Chiasso, postomat PTT, il 23.12.2002, sulla fascia oraria 21:43:57/21:48:21, prelevando CHF 400.-.
A questo punto ho capito la mia posizione nel contesto della presente indagine di polizia giudiziaria e dopo breve colloquio con gli interroganti, ho deciso di assumere le mie responsabilità e di raccontare la verità in merito alla mia falsa denuncia.
Innanzitutto io sono titolare di due conti c/o La Posta e meglio il conto deposito no. _ e il conto privato no. _.
Effettivamente mi sono, intenzionalmente. presentato presso gli scriventi uffici poiché volevo mettere in atto una truffa ai danni dell'ufficio postale.
Per inciso sapevo benissimo cosa avrei rischiato, parlo penalmente, a presentare una falsa denuncia.
In sostanza i singoli prelevamenti da me denunciati effettuati per mano ignota, in realtà sono stati da me eseguiti nei vari sportelli elettronici citati nella denuncia.
La ragione di questo mio agire va ricercata nel fatto che attualmente ho problemi finanziari, avendo prelevato eccessivo contante sui miei conti postali, ed essendo passato nelle cifre rosse, dovevo trovare una soluzione, strategia di ripiego, per pareggiare il saldo a mio favore.
Spiegazione delle varie trasferte e singoli prelevamenti abusivi:
-20.12.2002 ore 18:06:24 c/o postomat Tenero prelevati mediante carta no. _ CHF 20.--, da me precedentemente indicato di aver tentato lo, di prelevare senza alcun esito.
-21.12.2002 ore 17:21:30 I c/o postomat Sion 2 Nord Av. Rjtz 24 8 prelevati mediante carta no. _ CHF 100.-
-21.12.2002 ore 17:22:43 c/o postomat Sion 2 Nord Av Ritz 24 prelevati mediante carta no. _ CHF 400.-
-21.12.2002 ore 17:23:38 c/o postomat Sion 2 Nord Av Ritz 24 prelevati mediante carta no. _ CHF 380.-
22.12.2002 ore 20:02:46 c/o postomat Airolo prelevati mediante carta no. _ CHF 400.-
23.12.2002 ore 21 :44:46 c/o postomat Chiasso Piazza Indipendenza 3 - , prelevati mediante carta no. _ CHF 400.-
-23.12.2002 ore 20:28:43 c/o postomat di
Como/l
in Via Bellinzona 170 - prelevati mediante carta no. _ CHF 118.90 pari a 80 Euro.
Effettivamente nelle date suindicate mi sono recato dapprima in Vallese poiché dovevo incontrarmi con delle persone, le quali avevano risposto ad un mio annuncio per lavoro partime, pubblicato su internet da parte di un mio amico.
Non sono però in grado di precisare l'indirizzo internet, poiché di ciò se ne occupato un mio amico del quale non intendo fornire nominativo.
Rientrando dal Vallese mi sono fermato ad Airolo dove presso il postomat di detta località ho effettuato un prelevamento in contante.
Nei giorni a seguire mi sono recato in Italia e per la precisione a Como in compagnia di un mio amico per effettuare delle compere, in quella circostanza ho effettuato un prelevamento di denaro al postomat di Chiasso ed un secondo prelevamento in quel di Como."
(verbale PS 24.02.2003)
Il 24 febbraio successivo AC 1 veniva arrestato la prima volta. Oltre ad aver presentato la falsa denuncia di cui sopra, dall’esame di altri fotogrammi relativi al bancomat dell’UBS di Locarno emergeva che egli era pure l’autore di prelevamenti indebiti a mano di una carta intestata a tale PC 1 che ne aveva denunciato il furto (punti 3.5, 4.2. e 6.2 dell’atto di accusa). Interrogato dagli agenti _ ammetteva pure di essere l’autore di alcuni furti perpetrati presso la ditta PL 1 per cui lavorava (punti 3.3 e 3.4 dell’atto di accusa) nonché ai danni di tale _ (punto 3.6. dell’atto di accusa). L’arresto veniva poi confermato dal GIAR onde chiarire in particolare la sua posizione in relazione all’amico _, studente residente in Vallese, presso il quale si recava spesso, pur non avendo la patente, e con il quale girava sovente anche in Ticino. L’amico, pur facendo spesso da “taxi” all’accusato e pur essendo spesso presente nei pressi degli impianti di distribuzione di denaro dove AC 1 ha effettuato i vari prelevamenti indebiti, è poi risultato, in questa fase, estraneo ai fatti.
Sempre nell’ambito di questa prima detenzione preventiva emergeva che _ era il persecutore di una giovane donna, tale PC 2, residente nella stessa palazzina, della quale si era invaghito. Trovata la chiave dell’appartamento quasi per caso frugando nella bucalettere della ragazza,AC 1 nel novembre 2001 entrò per la prima volta nell’abitazione di costei approfittando della sua assenza riponendo poi la chiave nel luogo in cui l’aveva trovata. Successivamente racconta di aver approfittato di una breve assenza della ragazza che era scesa in cantina senza chiudere la porta a chiave per entrare nuovamente nel suo appartamento, dove trovò la chiave di riserva di cui si impadronì. Da allora e fino al suo arresto fu uno stillicidio di ripetute visite nell’appartamento della ragazze condite da furti di vari oggetti, ovviamente senza scasso. La cosa mise parecchio a disagio la vittima che, come vedremo, si ammalò. Fatto sta che, visto il continuo sparire di oggetti di sua proprietà, la PC 2 fece pure istallare un impianto di video sorveglianza all’interno del suo appartamento onde finalmente scoprire l’autore di quelle visite. Ma invano: già il giorno dopo AC 1, che entrava ed usciva da quell’appartamento praticamente tutti i giorni, si accorse subito che vi era un filo anomalo che collegava un armadietto nel locale ufficio: strappò le antine e si accorse della presenza della videocamera che asportò, distruggendo poi la video cassetta. Sorpresa ed incredula del nuovo episodio di cui è rimasta vittima, la donna decise finalmente di cambiare il cilindro della serratura. AC 1 non si diede tuttavia per vinto e tentò, pur non riuscendovi, ancora due volte di entrare in quell’appartamento scassinando la serratura, senza tuttavia riuscirvi.
Sulle antine del citato armadio vennero rinvenute le impronte di _. Posto a confronto con tali contestazioni AC 1 ha reso ampia e circostanziata confessione. Ma ci torneremo. Fatto sta che rimase in carcere per poco più di venti giorni e, il 18 marzo 2003, venne posto in libertà provvisoria per ordine dello stesso PP.
3.
Sulle singole imputazioni relative al primo atto di accusa e, per intenderci, precedenti al secondo arresto, l’accusato è reo confesso. A prescindere dai reati commessi ai danni della PC 2, cui verranno dedicati due capitoli distinti, vengono qui brevemente esposte le varie fattispecie di cui AC 1 si è reso colpevole con il preciso riferimento alla numerazione del primo atto di accusa.
a)
Punti 5.2 e 9
Già si è detto che l’accusato ha presentato denuncia contro ignoti per abuso di un impianto di elaborazione dati lamentando dei prelevamenti, da parte di terzi a danno del suo conto postale, che in realtà aveva fatto lui, chiedendo che contro questi terzi venisse aperto un procedimento penale, con il solo scopo di ottenere un indebito risarcimento da parte de La Posta. Non occorre pertanto disquisire oltre sui reati di mancata truffa e di sviamento della giustizia così come esposti nell’atto di accusa, gli stessi essendo pacificamente ammessi.
b)
Punti 3.3 e 3.4.
La signora _ è stata interrrogata dalla polizia il 24 febbraio 2003 quale rappresentante della ditta stessa ed in qualità di parte lesa. In merito ai furti commessi a suo danno da AC 1 e dallo stesso confessati, la signora _ ha dichiarato:
"
La PL 1
è
diretta da _, mentre per quanto concerne la gestione del personale
e
produzione se ne occupa direttamente la sottoscritta. Gli interroganti mi informano che, in sede d'indagine,
a
carico del nostro dipendente AC 1 in Riazzino, operaio in genere,
è
emerso per sua stessa ammissione, di essersi reso autore materiale di furti ai danni della stessa dittaAC 1 ha significato di aver prelevato, in due circostanze, denaro contante dalla cassaforte murale presente nel nostro ufficio per complessivi
Fr. 100.- (60/40). AC 1
lavora alle dipendenza della PL 1
a
partire dal
18.02.2002.
Preso conoscenza dei fatti indicati mi preme precisare quanto segue: ... Per quanto concerne il furto di denaro che AC 1 ha dichiarato di aver prelevato indebitamente
dalla cassaforte murale dell'ufficio, sino ad oggi sia la sottoscritta che il personale dell'ufficio non era a conoscenza di questa situazione. In rappresentanza della PL 1, sporgo denuncia penale, contro AC 1 per titolo di furto e con questo intendo dire il denaro che AC 1 ha indebitamente asportato dalla cassaforte murale." (Verbale PS 24.02.03)
Reinterrogato dalla polizia il 13 marzo 2003 su questi fatti _ ha precisato:
"
Da quando ho iniziato a lavorare alla ditta PL 1 , entrando nell'ufficio contabile, avevo notato la presenza della cassaforte murale.
Ero perfettamente a conoscenza che tutti i giorni veniva effettuata la contabilità degli incassi.
Oltre ciò la mattina, quando iniziavo il lavoro, avevo rimarcato che la segretaria da un certo armadietto prelevava la chiave che apriva la cassaforte murale.
Le segretarie terminano la giornata lavorativa sulla fascia oraria 17:30/18:30 al più tardi.
Per me non esisteva pertanto alcun problema per poter mettere a segno furto di denaro depositato in cassaforte.
Infatti io ero quasi sempre l'ultima persona che la sera usciva dalla ditta PL 1.
In questo modo ho messo a segno, in due circostanze ben distinte, furto di denaro contante dalla cassaforte murale per ca. CHF 100.-. Sapevo fra l'altro che l'anziano sig._ ogni tanto prelevava cartamoneta dalla cassaforte che poi cambiava in moneta spicciola.
Il fondo cassa, per quanto a mia conoscenza non doveva superare i CHF 200.-- trattasi di una mia supposizione."
In aula l’accusato ha aggiunto che in tali occasioni in cassa vi erano più soldi ma si è limitato a sottrarne un centinaio di franchi in tutto poiché corrispondevano ai suoi bisogni del momento. In queste circostanze la corte ha ritenuto di poter applicare, in virtù del principio della presunzione di innocenza, l’art. 172 ter CP non disponendo di elementi certi che l’agire dell’imputato non sia dipeso proprio dall’entità della refurtiva. Appare inoltre plausibile che _, che peraltro durante tutta l’inchiesta ha sempre offerto la sua massima collaborazione agli inquirenti, si sia limitato, nonostante avesse la possibilità di rubare cifre maggiori, a quelle indicate anche per non destare sospetti, tant’è che la responsabile della ditta nemmeno se ne accorse.
Per quel che é dell'imputazione di cui al capo N. 3.4, basta rilevare che la ditta PL 1 riscontrò pure un ammanco dal distributore automatico del caffé di proprietà della ditta PL 2. Nello stesso verbale del 13 marzo 2003 AC 1 ha ammesso:
"
distributore automatico delle bibite calde (....) asportato denaro contante dal contenitore della moneta per ca. CHF 400.-- + chiave di riserva per aprire l'apparecchiatura."
Ne discende che l'imputazione va confermata senza ulteriori commenti.
c)
Punti 3.5, 4.2 e 6.2
PC 1 interrogata dalla polizia giudiziaria in data 3 dicembre 2002 in merito al furto subito il giorno precedente a Tenero in via _ verso le 18.25/18.45, ha così dichiarato (cfr. verb.PS 03.03.2002, all. AI 10):
"
In data ed ora sopra citati mi trovavo a Tenero in Via _ per consegnare dei polli che portavo direttamente dal mio domicilio.
Giunta sul posto, chiamavo verbalmente la signora _ per farle vedere i diversi polli, che portavo nel baule della mia vettura (marca Honda Logo targata _). A questo momento la signora usciva dal negozio (_) e veniva in direzione della mia vettura per vedere e scegliere il suo pollo, nel frattempo ero già uscita dalla mia vettura e chiudevo la portiera ed aspettavo il giungere della signora.
Preso il suo pollo, la signora rientrava nel negozio ed io riponevo la cassa dei polli all'interno del baule, chiudevo lo stesso ed entravo nel negozio per riscuotere l'equivalente del pollo di CHF. 55.-.
Faccio notare che al momento in cui sono entrata nel negozio ho lasciato l'auto chiusa con le chiavi nel blocchetto d'avviamento e la borsetta era posta all'interno dell'auto sul sedile passeggero anteriore, io all'esterno non notavo niente di particolare udivo unicamente un rumore. Presumo che il rumore possa essere stato provocato dalla maniglia della portiera lasciata di fretta, come se ti scappa dalle mani.
Dopo aver udito questo rumore non ci badavo e avevo già riscosso i soldi del pollo.
Uscivo dal negozio salivo in auto e i soldi li riponevo nella tasca sinistra della giacca, mentre la borsetta si trovava ancora nello stesso posto di dove io l'avevo lasciata.
Nel frattempo mi recavo a fare un'altra consegna nelle vicinanze a circa 200 metri di distanza.
Parcheggiavo vicino all'abitazione scendevo chiudendo la portiera con sempre le chiavi nel blocchetto d'avviamento ed andavo a bussare alla porta.
In questo frangente notavo unicamente tre persone di cui due bambini ed un adulto, i quali conosco ma non bene.
Dopo aver bussato ritornavo verso l'auto aprivo il baule mentre la signora si avvicinava per prendere una cassa di polli, chiudevo il baule ed accompagnavo la signora all'entrata della sua abitazione, per riscuotere la somma di CHF. 190.-.
La stessa mi pagava 200.-- ed io dovevo ritornarle CHF. 10.-, ritornavo verso l'auto per prendere il mio portamonete che era riposto all'interno della mia borsetta quando mi avvedevo che all'interno lo stesso mancava, subito ricontrollavo bene all'interno della borsetta e sul sedile ma non lo ritrovavo." (verb. PS 10.03.2003, all. AI 32)
(....)
Giunto nel frattempo sul luogo _, _, con il quale mi recavo presso il suo domicilio dove dapprima bloccavo il telefono portatile e poi la carta EC della banca UBS.
D1: quanto tempo é trascorso dal momento che si é accorta che mancava il tuo portamonete?
R1: sono trascorsi 10-15 minuti, tra le ore 18.25/18.45.
D2: dopo essersi accorta che mancava il suo portamonete contenente la carta EC, quanto tempo é trascorso per bloccarla.
R2: sono trascorsi ca 20-30 minuti, tra le
19.05/19.15.
D3: nel suo portamonete teneva il suo codice PIN della carta?
R3: no, non l'avevo segnato ,da nessuna parte.
D4: il codice PIN era una data di nascita o un numero di targa?
R4: si era la mia data di nascita _, cioè _.
D5: come possono avere fatto a ritirare l'importo di CHF. 5990.- dal suo conto bancario ed ha indovinare il codice PlN?
R5: ho un prelevamento giornaliero massimo di 5000.- e un limite EC di 1000.-
ed presumo che abbiano scoperto il mio codice PIN tramite la mia carta d'identità ove vi é la mia data di nascita.
Il 10 dicembre 2002 il PP Arturo Garzoni, su richiesta della polizia cantonale 9.12.2002, ha emesso un ordine di perquisizione e sequestro nei confronti della UBS SA di tutto il materiale inerente al prelevamento effettuato il 2 dicembre presso la filiale di Locarno, nonché del filmato che ritrae il prelevante stesso (inc. n. 173/2004, AI 4 e 5).
In seguito alla falsa denuncia esposta da AC 1 ed a un confronto dei fotogrammi sequestrati alla UBS con quelli spediti dalla Posta relativi al postomat di Chiasso, è infine stato identificato l'autore degli indebiti profitti con AC 1, il quale ha poi confessato.
Interrogata il 10 marzo 2003 ed informata dell'avvenuta identificazione dell'autore del reato perpetrato ai suoi danni, PC 1 ha confermato sia gli illeciti prelevamenti sia l'utilizzo della carta Manor (verb. PG 10.03.2003):
"
Per quanto mi concerne confermo che con la carta EC sono stati eseguiti dei prelevamenti pari a Fr 5'990.-. Parimenti la carta Manor à stata pure usata in diverse occasioni, come da fattura Manor del 16.01.2003, per acquisti ammontanti a Fr. 272.65. Fattura che ho già consegnato allo scrivente)."
AC 1 è reo confesso fatto salvo per il cellulare che non è indicato nell’atto di accusa:
"
Ricordo pure di essermi reso autore, qualche giorno prima, di un'analogo furto ai danni del detentore o detentrice di un'autovettura di piccola cilindrata di colore nero. Questo accadeva in zona di Tenero nel parcheggio antistante il negozio di fiori _. In quell'occasione trovata Ia vettura non assicurata a chiave, entravo all'interno dell'abitacolo e dal sedile passeggero anteriore mi impossessavo indebitamente del portamonete colà riposto. All'interno di quest'ultimo ebbi modo di trovare carte di credito, denaro in contante per una cifra irrisoria.
In seguito presso il bancomat dell'istituto di credito UBS filiale Locarno Piazza Grande ho effettuato alcuni prelevamenti di denaro contante.
Oltre alla carta di credito in questione ho rinvenuto la carta di credito Manor che ho indebitamente utilizzato sia in Ticino che oltre Gottardo.
Gli interroganti mi informano che l'autore, rinvenuto nella borsetta il portamonete della danneggiata contenente alcune carte di credito, tra cui quella UBS, presso lo sportello elettronico dell'istituto di credito menzionato, filiale di Locarno Pza. Grande, ha effettuato, verso le ore
19:00,
diversi prelevamenti di denaro contante in ragione di complessivi CHF 5'990.--.
Gli interroganti mi sottopongono in visione alcuni fotogrammi estrapolati dall'impianto video di sorveglianza presente presso Io sportello elettronico. della banca UBS di Locarno, sui quali figura I'autore materiale degli illeciti 02.12.2002 ore 19:12:31).
Invitato a precisare se conosco la persona ivi raffigurata rispondo che trattasi del sottoscritto.
Vengo informato che la danneggiata ha segnalato inoItre l'illecito uso della carta cliente Manor, presso diversi distributori/chioschi neI Ticino e oltre Gottardo, per complessivi CHF 272.65.
Mi vengono pertanto contesti i singoli illeciti effettuati presso i bancomat UBS di Locarno e chioschi Shell CH e meglio:
- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002 CHF 2'000.-
- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002 CHF 3'000.-
- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002 CHF 50.-
- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002 CHF 940.-.
Totale prelevamenti CHF 5'990.--.
- chiosco _ -stazione Shell il 22.12.2002 CHF 51.60.-
- chiosco _ -stazione Shell _ -1603 Villet le/VD -il 22.12.2002 CHF 51.25.-
- chiosco _ -_ _ -stazione Shell - il 26.11.2002 CHF 54.35.-
- chiosco _ -_
-stazione Shell - il 29.12.2002 CHF 54.35.-
- chiosco _ _ -stazione Shell -il 30.12.2002 CHF 61.10.-.
Totale addebiti CHF 272.65.
Effettivamente mi sono recato, nelle date suindicate oltre Gottardo sempre per le analoghe ragioni dichiarate in apertura del presente verbale (ricerca di lavoro).
ADR: sono riuscito ad identificare il no. codice PIN della carta di credito UBS poiché rispecchiava la data di nascita della danneggiata che avevo appreso leggendo la sua carta d'identità CH pure rinvenuta nel portamonete.
ADR: uscito dalla dittaPL 1, in quella occasione, avendo bisogno di denaro, mi ero prefissato l'idea che se, strada facendo, sul cammino di rientro verso casa, avessi trovato una vettura aperta (non assicurata a chiave) avrei rovistato all'interno alla ricerca di denaro, portamonete o carte di credito." (verbale PS 24.02.03)
d)
Punti 3.6, 4.3 e 6.3
_ interrogata dalla polizia giudiziaria il 4 gennaio 2003 in merito al furto subito lo stesso giorno alle ore 11.30/12.15, ha così dichiarato (verb. PS 4.01.2003)
"
In data odierna mi sono recata presso la Ditta PL 1. Ho parcheggiato la mia vettura nei parcheggi della ditta, nei pressi del magazzino. Scendendo dal mio veicolo non mi sono accorta che il mio portamonete mi era caduto per terra.
Quando mi sono recata in un negozio per effettuare degli acquisti mi sono accorta d'aver smarrito il borsellino.
In
esso vi erano:
- 2 tessere Postomat
- 1 tessera Visa UBS
- carta d'identità
- denaro contante di frs. 200.00
- tessera Cassa Malattia."
_ ha inoltre sporto denuncia contro ignoti anche alla regione carabinieri Piemonte e Valle D'Aosta, stazione di Cannobio l'11 gennaio 2003, poiché risultava un tentativo di prelievo con la sua carta UBS ad Intra, da lei non effettuato (cfr. denuncia carabinieri Piemonte e Valle D'Aosta 11.01.2003, inc. n. 173/2004, all. AI 27).
Riconvocata dalla polizia il 26 febbraio 2003 _ ha aggiunto quanto segue (verb. PS 26.02.2003):
"
Voglio informare l'agente interrogate che quando mi trovavo presso la ditta PL 1 a Tenero, dove ho perso il mio borsellino, vi era il noto AC 1.
Con questo non voglio incolpare AC 1, ma comunque ho dei sospetti contro di lui."
Nuovamente interrogata il 4 gennaio 2003 dalla polizia cantonale in merito al furto subito in stessa data tra le ore 11.30 e le 12.45, la stessa ha dichiarato che l'autore del furto aveva inoltre effettuato degli illeciti prelievi con una Postcard rinvenuta nel portafogli rubato (verb. PS 4.03.2003):
"
Alle ore 15.03 ho bloccato le tessera della Posta. Poco prima avevo bloccato la tessera Visa. Il servizio della carta VISA mi ha subito informato che alle ore 12.05 qualcuno aveva tentato di prelevare con la mia tessera senza però riuscire nel suo intento, questo per due volte. Il servizio della carta Postomat non mi poteva informare in merito ai prelievi, ho così stampato l'estratto conto. Da qui si può constatare che mi sono stati prelevati in un primo tempo Fr. 200.- ed in seguito Fr. 800.- per un totale di Fr. 1'000.-)."
AC 1 è reo confesso. Egli infatti ha dichiarato agli agenti di polizia:
"
Tenero -PL 3 -negozio PL 1 -il 04.01.2003 -verso le ore 11 :30 - asportato portamonete e carta di credito postcard + prelevamento postomat Tenero di CHF 1'000.--.
ADR: sono l'autore materiale del furto suindicato.
All'interno del portamonete rinvenivo una postcard a nome della danneggiata nonché l'annotazione con il numero di codice PIN,
Oltre ciò trovavo pure denaro contante in ragione di ca. CHF 200.--. Presso il postomat di Tenero, procedevo al prelievo in contante per la somma complessiva di CHF 1'000.--.
Denaro utilizzato per sopportare spese personali e pagamenti arretrati."
(verbale PS 13.03.2003)
e)
Osservasi per il resto che _ è stato licenziato in tronco dalla ditta PL 1. Come da accordi con la stessa, dal suo ultimo stipendio, sono stati dedotti gli importi necessari a tacitare sia la ditta PL 1 medesima, sia la PL 2 sia la signora PL 3 (Verbale PS 13.03.03).
4.
Tornando a PC 2 occorre evidenziare che la ragazza si trasferì alcuni anni orsono nella stessa palazzina dove AC 1 viveva già da un anno circa. L’uomo, pur dicendosi di essere rimasto colpito dalla bellezza della ragazza e di essersene poi innamorato, non ha mai tentato alcun approccio. I contatti tra i due sono sempre stati assai sporadici, limitati ai reciproci saluti, come avviene normalmente tra abitanti dello stesso immobile che non hanno particolari rapporti.
a)
Il 16 marzo 2002 PC 2 presentava, presso il posto di polizia di Magadino, denuncia penale contro ignoti poiché da casa sua erano spariti vari oggetti ed aveva l’impressione che il ladro avesse la chiave. Nel suo interrogatorio del 23 luglio 2002 dichiarava agli agenti di polizia:
"
Io occupo un appartamento di 3 1/2 locali al primo piano dello stabile abitativo. La porta principale dello stabile normalmente é assicurata a chiave, la chiave che apre la porta del mio appartamento, apre anche la porta principale di accesso. Esiste un balcone, versante ovest, ma non credo che qualcuno, mediante scalamento abbia facile accesso allo stesso... In data 20.01.2002, ricordo che era di domenica, mia madre mi raggiunse al domicilio poiché ci eramo accordate che gli affidavo una chiave di casa per questioni nostre personali. In quel frangente nuovamente rilevavo la sparizione di una chiave di casa. All'origine la chiave in questione era depositata in una scatoletta in plastica color celeste a sua volta riposta nell'armadietto collocato a lato della scarpiera presente all'entrata di casa. Sono più certa che la chiave doveva trovarsi nella scatoletta poiché la sera prima l'avevo personalmente collocata dove indicato, avendola in precedenza messa a disposizione di _ che quella sera mi aveva restituito."
NB:_ é il suo ragazzo di quel momento.
Sempre nel medesimo verbale PC 2 dichiarava:
"
In data 01.11.2001, unitamente a _, mi sono recata a Parigi per
un periodo di quattro giorni. Il giorno seguente al rientro al mio domicilio, nel
mentre mi stavo preparando per andare al lavoro, volendo indossare qualche gioiello rilevavo che dal cofanetto dei preziosi riposto nell'armadio presente in una camera, stranamente era sparito un anello in oro giallo con incastonato un diamante ed all'interno la dicitura "6.1.94 _ ".
Controllato in casa, non trovato il prezioso, ne parlavo con mio padre.
Devo dire che all'epoca mi ero lasciata con _ e la rottura della nostra relazione aveva causato per la sottoscritta una forte crisi depressiva. Ricordo che mio padre mi tranquillizzava supponendo che avevo inavvertitamente smarrito l'anello.
Nel mese di dicembre 2001, mi sono accorta che dalla scatoletta porta gioielli nuovamente era sparito un prezioso, e meglio un ciondolo d'oro con pietra blu regalatomi da mio padre al compimento dei vent'anni. Questo gioiello per me ha un grande valore affettivo. Pure in questa circostanza ho effettuato le solite verifiche
con
esito negativo.
Per inciso, devo dire d'essere una persona molto ordinata e metodica.
Arriviamo ora a fine dicembre 2001, allorquando assieme alla mia famiglia venni invitata a pranzo dagli zii a Gorduno.
Mia zia _ mi aveva fatto dono di una catenella girocollo in metallo bianco con applicato un ciondolo a forma di cuore con incastonato un diamante. Dovendomi recare a pranzo dagli zii, decidevo d'indossare il gioiello suindicato. Anche in questa circostanza, il prezioso era sparito.
Tutti queste strane circostanze iniziarono a sollevarmi alcuni sospetti e perplessità. Malgrado ciò non avevo ancora formalizzato alcuna denuncia a tale riguardo.
Il giorno 18.03.2002, stanca d'essere importunata nonché vittima di ripetuti furti, su consiglio di _ chiedevo l'intervento della ditta _ di Pazzallo al fine di procedere alla posa di una videocamera di sorveglianza. Quel giorno al mio domicilio si presentò il titolare _ ac
compagnato da un collaboratore. In quell'occasione vi fu solamente un sopralluogo. L'impianto vero e proprio venne posato il 25.03.2002 in mia presenza ed in pratica fu posata una microcamera in un classificatore riposto in una libreria a Iato dell'armadio dove custodivo il cofanetto dei preziosi e dove di fatto venne posato il videoregistratore. Armadio quest'ultimo munito, di serratura, che provvedevo a chiudere a chiave.
Di questo fatto l'unica persona a conoscenza, oltre alla sottoscritta, era mio padre.
Il giorno successivo al termine della giornata lavorativa, rincasavo con l'idea di visionare il filmato. Guadagnato l'interno del mio appartamento subito mi accorsi che qualche cosa non quadrava. Trovai conferma al mio sospetto, allorquando volli aprire l'armadio ove era stato collocato il videoregistratore.
Con grande stupore vidi che le antine dell'armadio all'altezza della serratura erano state in un certo qual modo forzate, e dall'interno asportato la videocassetta presente nel videoregistratore, i cavi di collegamento di quest'ultimo ed inoltre dal classificatore era stata asportata la microcamera colà celata.
Fattore importante la porta d'entrata di casa mia non presentava alcuna minima traccia di scasso.
Tempestivamente chiedevo l'intervento della Polizia Cantonale come pure il signor _ che raggiunse il mio domicilio accompagnato dal solito collaboratore.
Fu in quella circostanza che al funzionario di polizia spiegai gli antecedenti fatti e nei giorni a seguire venni sentita nei dettagli dal sgt _.
Sono dell'avviso che l'autore materiale dei furti sia sempre la medesima persona eventualmente in complicità di terzi, poiché tutti i furti subiti: gioielli, biancheria intima, videocassetta, e non da ultimo alcuni marenghi e monete antiche, asportatemi in periodo imprecisato, si sono sempre verificati senza lo scasso della porta d'entrata, ne tantomeno previo scalamento sul balcone o via portefinestre.
Ritornando all'ultimo furto, impianto video di sorveglianza, la polizia ebbe modo di rilevare un'impronta palmare e digitale sullo specchio dell'armadio. Ho fornito loro il nominativo di persone che conosco e frequento tra cui _ e _. Gli accertamenti successivamente esperiti dalla polizia hanno dato esito negativo.
Per evitare ulteriori e spiacevoli inconvenienti, in data 04.04.2002, sostituivo il cilindro della porta d'entrata di casa mia.
Non da ultimo, e meglio il 14.07.2002, per l'ennesima volta e sempre per mano ignota, vi è stato un tentativo di scasso della mia porta d'entrata del mio appartamento. Pure in quella circostanza vi è stato l'intervento della polizia."
b)
Una volta arrestatoAC 1 ha ammesso di essere l’autore delle “visite” in casa della ragazza da dove ha asportato vari oggetti:
"
Come già precisato nei miei precedenti verbali un giorno, in modo del tutto occasionale, controllando la mia corrispondenza, vidi che lo sportello della bucalettere della sig.ra PC 2 era socchiuso ed all'interno vi era una chiave che subito capii che doveva essere quella del suo appartamento.
Volendo conoscerla meglio, sapendo che non era in casa, prendevo la chiave e visitavo il suo appartamento.
Successivamente riposizionavo la chiave nello scomparto dei pacchi presente nella bucalettere della PC 2.
Più il tempo passava e maggiormente nutrivo un sentimento nei suoi confronti.
Questo sino al giorno in cui ebbi modo di vedere che la ragazza ospitava o meglio riceveva visita di ragazzi.
Geloso, decidevo di vendicarmi.
Controllati attentamente i suoi movimenti, un giorno ebbi modo di notare che la ragazza scendeva in cantina.
Ne approfittavo allora per raggiungere il suo appartamento che
come
sospettavo la porta d'entrata non era chiusa a chiave. ,
Questa mia visita era dettata dal fatto che mi necessitava trovare una seconda chiave di casa sua.
Controllato l'armadietto posto all'entrata con mia grande fortuna trovavo una chiave che asportavo.
Da quel giorno, ogni qualvolta ero
certo
che la ragazza fosse assente, in particolare poiché nel parcheggio antistante lo stabile abitativo non vi era stazionata la sua vettura, mi recavo nel suo appartamento e asportavo gioielli oppure suoi effetti personali.
Interrogato dal PP in ordine al reato di appropriazione semplice di cui al punto 2.1 dell'A.A., l'accusato ha riconfermato:
"Per quanto concerne la chiave di casa PC 2 io me ne sono impossessavo una prima volta trovandola nella buca lettere di PC 2; in questa occasione I'ho utilizzata unicamente quel giorno, che credo risalga a un paio di mesi prima del primo furto (segnalato in data 4.11.2001) compiuto nel suo appartamento, ovvero nel settembre 2001. In pratica in questa occasione sono entrato nell'appartamento a curiosare senza asportare nulla, riponendo poi la chiave nella bucalettere. Della chiave mi sono poi impossessato un paio di giorni prima del primo furto. PC 2 era scesa in cantina e io, approfittando della sua temporanea assenza, mi sono introdotto nel suo appartamento. All'entrata di quest'ultimo ho visto alcune chiavi, tra cui una relativa alla porta d'entrata ed allora ho pensato di prenderla. Questa chiave l'ho tenuta per qualche tempo finché l'ho gettata siccome divenuta inservibile a seguito dell'avvenuta modifica del cilindro della porta d'entrata dell'appartamento PC 2". (verb. PP 17.3.2003)
c)
In particolare in merito alle accuse di cui ai punti 3.1; 3.2; 4.1. e 7 dell’atto di accusa AC 1 ha ammesso i fatti così come esposti nell’atto di rinvio a giudizio:
"
In pratica l'intervento della Scientifica ha acconsentito di procedere al prelievo di un'impronta palmare e digitale, presenti sullo specchio di un'anta di un armadio a sua volta forzato, che ha permesso l'identificazione dell'autore, con oltre 12 punti di riscontro concordanti, nella persona del sottoscritto.
A tale riguardo preciso che effettivamente sono l'autore del furto in questione, ma non trattasi, parlando della danneggiata sig.ra PC 2, dell'unica volta che io ho "visitato" casa sua.
lo naturalmente con il passare dei giorni la simpatia nei confronti di PC 2 si tramutava in un sentimento profondo; mi ero innamorato.
Naturalmente io di lei non sapevo nulla e mi spiego non sapevo quali locali frequentasse, come trascorreva i fine settimana, le sue amicizie ed in particolare non conoscevo i suoi gusti circa le persone di sesso maschile.
ADR: Il mio approccio con il gentil sesso non é dei più semplici.
Sono un ragazzo dal carattere introverso, timido e facilmente, in particolare se a confronto con una donna, cado in situazioni di disagio, (imbarazzo).
Sino ad oggi non sono riuscito ad avere un'amicizia con una giovane donna e con questo intendo che non abbia più di 25 anni.
Le mie esperienze personali e sessuali sono sempre state con donne che avevano oltre i 25 anni e erano persone impegnate (sposate o divorziate).
Sempre per questi miei problemi di socializzare con Ie persone, non sono mai riuscito ad avvicinarmi a PC 2 o perlomeno a cercare di farle capire cosa provassi per lei.
Con l'andar del tempo iniziavo a notare chePC 2 frequentava tanti ragazzi e che sovente gli stessi erano suoi ospiti.
Sebbene non avevo mai avuto alcun approccio con PC 2 iniziai a nutrire una forte gelosia.