Decision ID: 9897764f-ee13-5b52-85c7-c7d9910ff5a8
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Con PE n. _ del 18/21 giugno 2010 dell’UE di _ AO 1 ha escusso AP 1 per l’incasso di fr. 19'943.75 oltre interessi al 5% dal 17 giugno 2010, indicando quale titolo di credito: “Contratto di lavoro, salario impagato”. Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
Il procedente fonda la sua pretesa su di un contratto di lavoro sottoscritto dalle parti il 16 gennaio 2010, con cui all’istante è stato riconosciuto un salario lordo di fr. 4'875.-- rispettivamente netto di fr. 4'216.-- al mese (doc. B), uno scritto del 18 maggio 2010 inviato da AP 1 all’istante in merito a stipendi arretrati (doc. C) e un conteggio relativo alla sua rivendicazione di salari per il periodo dal 16 gennaio al 31 maggio 2010 ammontanti a complessivi fr. 19'943.75, del seguente tenore (doc. D):
“
Tipo salario Base Tasso Importo
Salario lordo versamento Marzo 2'475.00
parziale fr. 2'400
Salario lordo Aprile 4'875.00
Salario lordo Maggio 4'875.00
Salario per straordinari
equivalente a 15 giorni 2'437.50
Salario lordo conteggio
finale 5'281.25
Totale 19'943.75”
L’istante ha presentato pure un conteggio dei giorni liberi, delle vacanze e dei festivi (doc. E), una diffida di pagamento del 12 maggio 2010 inviata alla convenuta in merito agli stipendi per marzo e aprile (doc. F) e un comunicato di AP 1 ai suoi dipendenti relativo alla cessazione del suo rapporto di lavoro, in cui viene ringraziato per l’opera svolta (doc. I).
C.
All’udienza di contraddittorio del 23 novembre 2010 il procedente si è confermato nella sua istanza, mentre la convenuta ha sostenuto che il procedente non dispone di un riconoscimento di debito per l’importo posto in esecuzione di fr. 19'443.75, che il salario netto mensile concordato ammontava a fr. 4'154.-- al mese, che nello scritto del 18 maggio 2010 ha riconosciuto solo lo scoperto relativo al mese di marzo 2010 pari a fr. 754.-- e lo scoperto del mese di aprile 2010 pari a fr. 4'154.--, complessivamente fr. 4'908.-- e che questo importo è stato comunque saldato, così come il salario del mese di maggio 2010. L’escussa ha poi sollevato l’eccezione di compensazione, già fatta valere con lettera del 2 giugno 2010 (doc. 2), con
una contropretesa derivante dalla sottrazione di merce da parte dell’istante.
Con la replica l’istante ha contestato le allegazioni di controparte, mentre con la duplica l’escussa si è riconfermata nelle sue argomentazioni ed eccezioni.
D.
Con sentenza 23 novembre 2010 il Pretore del Distretto di _, ha accolto l’istanza ritenendo la documentazione prodotta valido riconoscimento di debito, atteso che la convenuta nemmeno ha sostenuto che l’istante non ha eseguito la sua prestazione lavorativa nel periodo per il quale pretende il pagamento del salario. Il primo giudice ha poi rilevato che l’affermazione della convenuta secondo cui l’intero debito nei confronti dell’istante sarebbe stato saldato, è rimasta allo stadio di puro parlato, per cui l’estinzione del debito non è stata ritenuta provata. Pure l’eccezione di compensazione del credito posto in esecuzione con una contropretesa della convenuta per merce asseritamente sottratta dall’istante è stata respinta, l’escussa non avendo fornito alcun riscontro oggettivo in tal senso, la produzione di uno scritto del suo patrocinatore costituendo una dichiarazione di parte. In prima sede è stato infine osservato che la pretesa sottrazione di merce da parte dell’istante risulta in stridente contrasto con gli apprezzamenti per l’operato dell’istante espressi dalla convenuta nel suo comunicato ai dipendenti.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente la convenuta sostenendo che al massimo può essere riconosciuto all’istante uno scoperto di fr. 754.-- relativo al mese di marzo 2010 e di fr. 4'154.-- per il mese di aprile 2010, come emerge dallo scritto del 18 maggio 2010 (doc. C), oltre al salario per il mese di maggio 2010 di fr. 4'154.--, complessivamente fr. 9'602.--, ritenuto che il conteggio prodotto dall’istante relativo alla rivendicazione dei salari (doc. D) è un documento di parte, mai da lei sottoscritto, per cui non può costituire riconoscimento di debito
nei suoi confronti. L’appellante rileva poi che nemmeno il conteggio dei giorni liberi, delle vacanze e dei festivi reca la sua firma. D’altro canto nessun credito per salari arretrati può essere riconosciuto all’istante, ritenuto che con scritto del 2 giugno 2010 (doc. 2) è stata sollevata da parte sua l’eccezione di compensazione con le indennità per abbandono ingiustificato del posto di lavoro e la sottrazione di merce e mobilio. L’appellante sostiene infine che il fatto che abbia espresso la sua soddisfazione per il lavoro svolto da AO 1, non significa che abbia rinunciato a far valere la compensazione con le sue predette contropretese.
F.
Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in in seguito.
considerato

in diritto:
1.
Se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi emergano gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep 1989 pag. 338 con riferimenti).
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (
Cometta,
op. cit., pag. 331; da ultimo CEF 19 giugno 2006 [14.2005.149], consid. 5 con rinvii).
Un contratto di lavoro può costituire riconoscimento di debito per lo stipendio concordato, dedotti gli oneri sociali, quando è steso in forma scritta, comprende gli elementi negoziali essenziali, è firmato dal datore di lavoro ed è incontestato che vi è stata prestazione lavorativa da parte del lavoratore o impedimento imputabile esclusivamente al datore di lavoro (Cometta, op. cit., pag. 341;
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, vol. I, n. 126 ad art. 82;
Gilliéron
, Commentaire de la LP; vol I, Losanna 1999, n. 44 e 57 ad art. 82).
La documentazione prodotta (in particolare i conteggi e altri computi numerici) deve permettere una chiara e immediata ricostruzione dei movimenti contabili di dare ed avere tra le parti fino a giungere all’importo finale posto in esecuzione: un’indagine approfondita di natura contabile sfugge al potere di cognizione del giudice del rigetto (
Cometta
, op. cit. pag. 339).
Il contratto di lavoro in esame costituisce, in via di principio, valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per il salario netto mensile – dedotti gli oneri sociali - di fr. 4'216.-- ivi previsto (doc. B), ritenuto che la convenuta non ha sostenuto che il suo dipendente AO 1 non ha fornito la sua prestazione lavorativa per il periodo in cui era suo dipendente e non ha prodotto alcun documento comprovante che il suo salario mensile era stato diminuito a fr. 4’154. Avendo l’istante riconosciuto nella sua rivendicazione dei salari, per il periodo dal 16 gennaio al 31 maggio 2010 (doc. D), un versamento parziale di fr. 2'400.-- per il mese di marzo 2010, l’importo complessivo ancora dovuto è il seguente: marzo 2010: fr. 4'216.-- dedotti fr. 2'400.-- = fr. 1'816.--, aprile 2010 fr. 4'216.--, maggio 2010 fr. 4'216.--, complessivamente fr. 10'248.--. Nella citata rivendicazione l’istante chiede pure il pagamento di fr. 2'437.50 quale “
salario per straordinari equivalente a 15 giorni
” (doc. D) rispettivamente di fr. 5'281.25 quale “
salario lordo conteggio finale
” (doc. D). Il contratto di lavoro non fornisce tuttavia gli elementi necessari per calcolare questi importi, per i quali di conseguenza non costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. D’altro canto l’istante non ha prodotto ulteriori documenti atti a costituire un valido riconoscimento di debito da parte dell’escussa per le predette rivendicazioni.
2.
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (DTF 104 Ia 413 consid.
4;
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann
, Bundesgesetz über Schuldbetreibung- und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82; Staehelin, op. cit., n. 87 segg. ad art. 82;
Gilliéron
, op. cit., n. 82 ad art. 82;
Stücheli
, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 350 con rif.).
L’escussa ha sollevato l’eccezione di compensazione con sue contropretese per indennità derivanti dall’abbandono ingiustificato del posto di lavoro rispettivamente per la sottrazione di merce da parte del procedente.
L’eccezione di estinzione del debito per compensazione deve essere accolta nella misura in cui il credito posto in compensazione sia reso attendibile (
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, § 36 n. 1 e segg.
pag. 80 e segg.;
Staehelin
, op. cit. n. 93 ad art. 82 LEF).
A tal fine spetta all’escusso rendere verosimile non solo il suo diritto a far valere la compensazione, ma anche, sulla base di giustificativi, la causa e l’importo del credito, ritenuto che la compensazione può avvenire solo nel caso in cui l’importo e l’esigibilità della contropretesa risultano con sufficiente chiarezza dalla documentazione agli atti (
Panchaud/Caprez
, op. cit., § 36 n. 1 e 2, pag. 81).
L’eccezione di compensazione
sollevata dall’escussa con l’atto di appello con una sua contropretesa per indennità derivanti dall’abbandono ingiustificato del posto di lavoro è irricevibile per il divieto previsto dall’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC di addurre, la prima volta in sede di appello, nuovi fatti, prove ed eccezioni.
D’altro canto la contropretesa fatta valere dall’appellante per l’asserita sottrazione di merce non è stata resa attendibile, ritenuto che non si fonda su alcun riscontro oggettivo, ma solo su uno scritto del patrocinatore della convenuta (doc. 2 ) e che non è stato fornito alcun importo in merito. Questo asserito credito, come rilevato in prima sede, si pone inoltre in netto contrasto con la comunicazione della convenuta ai suoi dipendenti, in cui l’istante viene ringraziato e ne viene apprezzato il suo operato (doc. I).
L’istanza va pertanto accolta limitatamente all’importo di fr. 10'248.-- oltre interessi al 5% dal 17 giugno 2010.
3.
Ne discende il parziale accoglimento dell’appello.
Tassa di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).