Decision ID: d317ff32-2a5e-50e5-b81f-db5673acbacc
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ (di seguito: assicurata, interessata, ricorrente o insor-
gente), cittadina italiana nata il (...) 1958, coniugata, con figli, ha lavorato
in Svizzera dal 1975 a febbraio 2007, per diversi datori di lavoro, prevalen-
temente in qualità di impiegata di ufficio, solvendo regolari contributi all’as-
sicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (cfr. doc. 1 e
segg. e 17 dell’incarto dell’autorità inferiore).
A.b A partire dal 28 febbraio 2007, l’interessata si è trasferita in Italia e non
ha più svolto un’attività lavorativa (doc. 3 e 17).
A.c Nel settembre 2017 all’assicurata è stato diagnosticato un carcinoma
della giunzione retto-sigmoidea ed il 10 ottobre 2017 si è sottoposta ad un
intervento di emicolectomia, al quale sono seguiti diversi cicli di chemiote-
rapia fino al 31 maggio 2018 (doc. 20 a 47).
B.
B.a Il 29 gennaio 2018, per il tramite dell'Istituto nazionale italiano della
previdenza sociale (INPS), l’interessata ha formulato all'Ufficio dell'assicu-
razione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) una do-
manda di rendita d'invalidità svizzera, trasmettendo ampia documenta-
zione medica (doc. 10 e segg.), di cui si dirà nei considerandi in diritto.
B.b Preso atto dei referti medici inoltrati, nell’annotazione del 6 ottobre
2018 del dott. B._ (del servizio medico dell’UAIE), specialista in me-
dicina interna, è stata posta la diagnosi principale di esiti dell’intervento di
emicolectomia con cicli di chemioterapia. Sono state inoltre ritenute – quali
diagnosi secondarie senza effetto sulla capacità lavorativa – uno stato an-
sioso-depressivo, una isterectomia ed una colecistectomia ed una totale
incapacità lavorativa dal 10 ottobre 2017 – data dell’intervento di emicolec-
tomia – al 31 agosto 2018 (tre mesi dopo l’ultimo ciclo di chemioterapia).
Dal 1° settembre 2018, l’interessata avrebbe ritrovato una piena capacità
lavorativa in qualsiasi attività, segnatamente anche nella precedete attività
di impiegata d’ufficio (doc. 50).
B.c Con progetto di decisione del 9 ottobre 2018, l’UAI-C._ ha pro-
spettato all’assicurata il respingimento della domanda di prestazioni.
Avendo constatato un’incapacità lavorativa totale in qualsiasi attività dal 10
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ottobre 2017 al 31 agosto 2018, ma un pieno recupero della capacità lavo-
rativa medesima a partire dal 1° settembre 2018, l’UAI-C._ ha rite-
nuto che non risultava dunque un’incapacità lavorativa media sufficiente,
per un anno, ai sensi di legge (art. 28 LAI [doc. 51]).
B.d Con scritto del 12 novembre 2018, l’assicurata ha contestato il fonda-
mento del citato progetto di decisione. Ha trasmesso nuova documenta-
zione, di cui si dirà nei considerandi in diritto, ed ha chiesto che le fosse
riconosciuto il diritto a prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità
(in sostanza una rendita in virtù di un grado d’invalidità del 100% [doc. 56
e 60]).
B.e Con annotazione del 15 dicembre 2018, il dott. B._, del servizio
medico dell’UAIE, ha evidenziato che dalla documentazione trasmessa
dall’assicurata non risultavano elementi medici suscettibili modificare le
precedenti conclusioni del 6 ottobre 2018 (doc. 64).
B.f Con decisione del 7 gennaio 2019, l’UAIE ha quindi respinto la do-
manda di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità non essendo adem-
pite le condizioni dell’art. 28 LAI (doc. 65).
C.
C.a Il 20 febbraio 2019, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale conto la decisione dell’UAIE del 7 gennaio
2019 mediante il quale ha chiesto l’accoglimento del gravame, l’annulla-
mento della decisione impugnata ed il riconoscimento, nella sostanza, di
una rendita intera stante una percentuale d’invalidità pari al 100%. Essa ha
inoltre prodotto ampia documentazione medica – già agli atti – e di cui si
dirà in dettaglio nei considerandi in diritto (doc. TAF 1).
C.b Il 30 marzo 2019, l’insorgente ha versato il richiesto anticipo di CHF
800.- sulle presumibili spese processuali (doc. TAF 5 e 6).
C.c Nella risposta al ricorso del 23 maggio 2019, l’UAIE ha proposto la
reiezione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rin-
viando alla presa di posizione del proprio servizio medico del 1° maggio
2019, l’autorità inferiore ha osservato che l’assicurata – che ha recuperato
una piena capacità lavorativa a partire dal 1° settembre 2018 (dopo un pe-
riodo di recupero di tre mesi dall’ultimo ciclo di chemioterapia), non ha mai
subito un periodo di incapacità lavorativa di livello pensionabile (doc. TAF
8).
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C.d Con replica del 6 agosto 2019, la ricorrente ha ribadito le proprie tesi
e conclusioni ricorsuali, evidenziando il fatto che la commissione medica
dell’INPS le aveva confermato il suo stato invalidante fino al mese di di-
cembre 2019 e non “solo” fino al 31 agosto 2018. Essa ha pure allegato
nuova documentazione medica, di cui si dirà nei considerandi in diritto
(doc. TAF 11).
C.e Con duplica del 16 settembre 2019, l’UAIE ha nuovamente chiesto la
reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Rinviando
alla presa di posizione del proprio servizio medico del 5 settembre 2019,
l’autorità inferiore ha considerato che la nuova documentazione medica
non forniva elementi che permettessero di concludere per una diversa va-
lutazione del caso (doc. TAF 13).
C.f Con ordinanza del 27 settembre 2019, è stata accordata alla ricorrente
la facoltà d’inoltrare, nel termine di 15 giorni a decorrere da quello succes-
sivo alla notificazione del menzionato provvedimento, eventuali osserva-
zioni alla duplica (doc. TAF 14).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
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(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-
ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS
0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
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2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata
in data 29 gennaio 2018 e quindi di principio si applicano al caso di specie
le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni
della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto con-
cerne le disposizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la
loro entrata in vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore
successivamente e fino alla pronuncia della decisione impugnata.
3.3 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è de-
limitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 27 aprile 2018.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
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consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4
dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
La ricorrente adempie in ogni caso la condizione della durata minima di
contribuzione, avendo pagato contributi per più di tre anni, fermo restando
che ha versato all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’in-
validità contributi per più di un anno (doc. 53).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI).
5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
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alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.5 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
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medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
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6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
7.
7.1 Per poter determinare se l’amministrazione ha a giusto titolo respinto
la richiesta di prestazioni dell’insorgente, occorre dapprima verificare se
l’istruttoria effettuata dall’autorità inferiore sia sufficiente, o meno, per sta-
tuire nel caso di specie, fermo restando il grado di prova della verosimi-
glianza determinante valido nelle assicurazioni sociali.
8.
8.1 Con lettera di dimissione del 21 settembre 2017, il dott. D._
dell’Azienda Ospedaliera Regionale E._ di (...) ha posto la diagnosi
di eteroplasia del retto (doc. 46).
8.2 Con lettera di dimissione del 14 ottobre 2017, il dott. F._
dell’Azienda Ospedaliera Regionale E._ di (...) ha posto la diagnosi
di carcinoma della giunzione retto-sigmoidea e indicato che il 10 ottobre
2017 la paziente è stata sottoposta ad un intervento di emicolectomia sini-
stra robotica (doc. 45).
8.3 Con lettera di dimissione del 9 dicembre 2017, il dott. G._
dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica del Centro di Riferi-
mento Oncologico di H._ ha posto le diagnosi di adenocarcinoma
della giunzione rettosigmoidea pT3N1c, isterectomia per miomi e asporta-
zione cisti ovarica, colecistectomia e sindrome ansioso depressiva (doc.
13).
8.4 Con verbale del 19 dicembre 2017, la commissione medica per l’accer-
tamento dell’invalidità civile del centro medico legale INPS di (...) ha rile-
vato un tono dell’umore marcatamente deflesso ed ha ritenuto le diagnosi
di adenocarcinoma della giunzione retto-sigmoidea pT3 N1c ed una sin-
drome ansioso depressiva. Ha inoltre riconosciuto l’interessata invalida
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con totale e permanente inabilità lavorativa del 100% a decorrere dal 30
novembre 2017 (doc. 12 e 59).
8.5 Con certificato medico del 25 gennaio 2018, il dott. I._, la cui
specializzazione non è nota, ha posto le diagnosi di adenocarcinoma della
giunzione rettosigmoidea pT3N1c, emicolectomia sinistra, trattamento che-
mioterapico e sindrome ansioso depressiva (doc. TAF 1).
8.6 Con perizia medica particolareggiata E213 del 5 giugno 2018, il dott.
L._, la cui specializzazione non è nota, ha posto le diagnosi di ade-
nocarcinoma della giunzione retto-sigmoidea pT3N1c e di sindrome an-
sioso depressiva. Egli ha inoltre indicato che la paziente non era in grado
di svolgere alcuna attività lavorativa ed ha confermato una totale invalidità
secondo la normativa italiana dal 30 novembre 2017 al 31 dicembre 2019
(doc. 11).
8.7 Con annotazione del servizio medico dell’UAIE del 6 ottobre 2018, il
dott. B._ ha posto la diagnosi principale di carcinoma della giun-
zione retto-sigmoidea pT3N1c. Egli ha inoltre ritenuto – quali diagnosi se-
condarie senza effetto sulla capacità lavorativa – uno stato ansioso-de-
pressivo, isterectomia per miomi e asportazione cisti ovarica e colecistec-
tomia. Infine, egli ha attestato una totale incapacità lavorativa dal 10 ottobre
2017 al 31 agosto 2018, mentre a partire dal 1° settembre 2018 – ossia a
distanza di tre mesi dal termine dell’ultimo ciclo di chemioterapia – si po-
teva ritenere che la ricorrente aveva ritrovato una piena capacità lavorativa
in qualsiasi attività, segnatamente anche nella precedete attività di impie-
gata d’ufficio (doc. 50).
8.8 Con certificato medico del 5 novembre 2018, il dott. M._, onco-
logo, ha posto le diagnosi di pregresso adenocarcinoma del colon-retto,
neuropatia periferica iatrogena, stato ansioso-depressivo in terapia medica
ed episodi di dolori addominali che influenzano negativamente la qualità di
vita della paziente (doc. 58).
8.9 Con presa di posizione del servizio medico dell’UAIE del 15 dicembre
2018, il dott. B._ ha confermato la precedente annotazione del 6
ottobre 2018 (doc. 64).
8.10 A seguito del ricorso dell’insorgente, con presa di posizione del servi-
zio medico dell’UAIE dell’11 maggio 2019, il dott. B._ ha rilevato
che la documentazione medica trasmessa, già ampiamente agli atti, non è
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suscettibile né di modificare le precedenti prese di posizione né di rendere
necessari ulteriori approfondimenti medici (doc. TAF 8).
8.11 Con relazione di consulenza tecnica d’ufficio medico-legale per il Tri-
bunale di (...) del 30 maggio 2019, il dott. N._, la cui specializza-
zione non è nota, ha posto le diagnosi di cardiopatia ipertensiva, sindrome
ansioso-depressiva, isteroannessiectomia bilaterale per K endometrio,
esiti di intervento chirurgico per adenocarcinoma della valvola ileo-cecale
e trattamento chemioterapico secondario. Sulla base di tali affezioni, detto
medico ha in sostanza concluso che la ricorrente era da considerarsi inva-
lida con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della
sua età (grave 100% [doc. TAF 11]).
8.12 Con presa di posizione del servizio medico dell’UAIE del 5 settembre
2019, il dott. B._ ha in particolato rilevato che la summenzionata
consulenza tecnica del 30 maggio 2019, il dott. N._ avrebbe posto
le diagnosi di cardiopatia ipertensiva e di sindrome ansioso-depressiva,
senza fondarsi su elementi anamnestici, esami clinici o trattamenti farma-
cologici passati o presenti. Non vi sarebbero quindi motivi per modificare
le sue precedenti prese di posizione (doc. TAF 13).
9.
9.1 Questo Tribunale rileva preliminarmente che è incontestato – né ad un
esame d’ufficio degli atti di causa emergono elementi tali da mettere seria-
mente in dubbio tale circostanza – che fino al 31 agosto 2018 la ricorrente
era totalmente inabile in qualsiasi attività già solo in virtù dell’intervento di
emicolectomia subito e dei susseguenti cicli di chemioterapia. Per conse-
guenza, può essere ritenuta anche in questa sede processualmente dimo-
strata, nel senso della probabilità preponderante, un’incapacità lavorativa
del 100% dal 10 ottobre 2017 al 31 agosto 2018.
9.2 Quanto alla residua capacità lavorativa a decorrere dal 1° settembre
2018, giova osservare che, mentre il servizio medico dell’UAIE e l’UAIE
hanno ritenuto che l’insorgente presentasse una totale capacità lavorativa
in qualsiasi attività, in particolare anche nella sua precedente d’impiegata
d’ufficio, i medici che hanno visitato la paziente in Italia hanno tutti rilevato
una perdurante incapacità lavorativa o perlomeno limitazioni funzionali
gravi (cfr. a tal proposito – segnatamente – il verbale del 19 dicembre 2017
della commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile del cen-
tro medico legale INPS di (...) [doc. 12], la perizia medica particolareggiata
E213 del 5 giugno 2018 del dott. L._ [doc. 11], il certificato medico
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del 5 novembre 2018 del dott. M._ [doc. 58] e la relazione di con-
sulenza tecnica d’ufficio medico-legale per il Tribunale di (...) del 30 maggio
2019 del dott. N._ [doc. TAF 11]).
9.3 A tal proposito, questo Tribunale rileva che l’apprezzamento del servi-
zio medico dell’UAIE si basa – da un lato – sul generico assunto secondo
cui, in mancanza di indizi per una recidiva tumorale, tre mesi dopo il ter-
mine dell’ultimo ciclo di chemioterapia si poteva partire dal presupposto
che la precedente attività era nuovamente esercitabile a tempo pieno.
Dall’altro lato, esso ha ritenuto – senza esaurienti precisazioni/motivazioni
al riguardo – come senza effetto sulla residua capacità lavorativa le ulteriori
affezioni, segnatamente la sindrome ansioso-depressiva, di cui appare sof-
frire l’insorgente secondo i certificati medici esibiti (doc. 50).
9.4 Alla luce di quanto precede, questo Tribunale non ritiene – per i motivi
che saranno esposti più in dettaglio di seguito – di potere conferire pieno
valore probatorio alle valutazioni effettuate per l’autorità inferiore dal suo
servizio medico, né per quanto attiene alle diagnosi con incidenza sulla
capacità lavorativa né in merito alla ritrovata piena capacità lavorativa a
partire dal 1° settembre 2018 (cfr. presa di posizione medica del 6 ottobre
2018 [doc. 50], presa di posizione medica del 15 dicembre 2018 [doc. 64],
presa di posizione medica dell’11 maggio 2019 e del 5 settembre 2019
[doc. TAF 8 e 13]). Gli accertamenti medici in merito sono lacunosi e su-
perficiali e più che legittime anche le doglianze formulate dalla ricorrente
quanto alle conclusioni – non sufficientemente consistenti - tratte dall’auto-
rità inferiore sulla base della documentazione medica già agli atti.
9.5
9.5.1 Per quel che concerne le affezioni oncologiche, dagli atti risulta che
nella determinazione dei limiti funzionali e della ritrovata (piena) capacità
lavorativa, il dott. B._, che peraltro non è uno specialista del ramo,
si è fondato principalmente sulla considerazione che dall’assenza di certi-
ficati attestanti una recidiva tumorale possa venir concluso per un rapido
sviluppo positivo dell’affezione in parola (cfr. doc. 50). Tuttavia, sulla base
della documentazione medica agli atti, le valutazioni del servizio medico
dell’UAIE non risultano condivisibili e convincenti, basandosi le stesse su
mere speculazioni/congetture senza riscontri oggettivi, peraltro in contrasto
con le valutazioni di tre medici che hanno visitato personalmente la pa-
ziente. Da questo profilo, non soccorre l’UAIE la generica affermazione che
la determinazione dell’invalidità in Italia si basa su un sistema completa-
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mente diverso. In effetti, benché l’invalidità sia un concetto economico-giu-
ridico e non medico, le certificazioni mediche possono costituire importanti
elementi per apprezzare il danno invalidante e per determinare le limita-
zioni funzionali e quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili ed a
partire da quando (cfr. sentenza del TF 9C_790/2015 del 22 giugno 2016
consid. 6.2 con rinvii) e ciò anche se tali certificazioni mediche sono state
redatte da un medico italiano. Questo Tribunale ritiene pertanto che tenuto
conto del fatto che la valutazione sulla residua capacità lavorativa effet-
tuata dal dott. B._ relativamente ai problemi oncologici è poco con-
vincente e appare in contrasto con quanto indicato dai medici in Italia, l’ac-
certamento dei fatti giuridicamente rilevanti appare insufficiente per per-
mettere una conclusione consistente, nel senso della verosimiglianza pre-
ponderante, circa la ritrovata capacità lavorativa a tre mesi dall’ultimo ciclo
di chemioterapia.
9.5.2 Pertanto, risulta che l’autorità inferiore ha rinunciato a torto ad ordi-
nare ulteriori approfondimenti oncologici prima di emanare la decisione im-
pugnata, conto tenuto pure del quadro clinico che, sulla base della docu-
mentazione medica agli atti, appare più complessa di quanto ritenuto dal
citato servizio medico.
9.6 Per quel che attiene alla problematica depressiva lamentata dalla ricor-
rente, questo Tribunale rileva inoltre che, mentre il medico dell’UAIE e
l’UAIE stesso hanno ritenuto come uniche diagnosi con effetto sulla capa-
cità lavorativa gli esiti dell’intervento di emicolectomia (con susseguenti ci-
cli di chemioterapia) ed una derivante polineuropatia, i medici italiani hanno
regolarmente rilevato un tono dell’umore depresso, rispettivamente marca-
tamente depresso (cfr. in particolare doc. 12). Con certificato medico del 5
novembre 2018, il dott. M._, ha inoltre segnalato che a causa dello
stato ansioso-depressivo la paziente si trovava in terapia medica (doc. 58).
Dal canto suo, il dott. B._, ha invece sempre considerato che l’affe-
zione in parola non esplicasse alcun effetto sulla capacità lavorativa. Egli
ha motivato tale conclusione indicando che dagli atti non sarebbero rileva-
bili esami dettagliati o indicazioni in merito al trattamento psicoterapeutico
seguito (cfr. in particolare doc. TAF 13). Ora, anche in considerazione della
patologia oncologica dell’insorgente, degli interventi subiti nonché dei trat-
tamenti seguiti in tale ambito e naturalmente delle constatazioni di svariati
medici che hanno visitato personalmente la ricorrente medesima in Italia
(tono dell’umore da depresso a marcatamente depresso e conseguente
limitazione delle risorse lavorative), il servizio medico dell’UAIE non può
essere seguito laddove ritiene ragionevole pensare che si tratti di un di-
sturbo leggero, rispettivamente senza influenza sulla capacità lavorativa,
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Pagina 15
unicamente perché non è dimostrato che la ricorrente sia mai stata seguita
da uno psichiatra o sia in trattamento farmacologico, tale conclusione fon-
dandosi su generiche presunzioni fattuali inconsistenti dal momento che
non trovano alcun riscontro oggettivo agli atti di causa (si confronti a tal
riguardo anche il certificato del dott. M._ che ha fatto riferimento ad
una terapia medica in corso [doc. 58]) . Pertanto, anche per potersi deter-
minare sullo stato di salute psichico della ricorrente, ed in particolare sui
limiti funzionali e le ricorse personali della medesima, si imponeva pure una
valutazione psichiatrica rispettosa della più recente giurisprudenza al ri-
guardo (DTF 143 V 409 e 418 [procedura probatoria strutturata]. Peraltro,
secondo tale giurisprudenza, ad una procedura probatoria strutturata può
essere rinunciato unicamente a condizioni restrittive e sulla base di rapporti
medici specialistici aventi piena forza probatoria (cfr., fra l’altro, DTF 125 V
351). Su tale questione, l’UAIE neppure si è espresso, tanto meno vi è agli
atti una valutazione specialistica esauriente suscettibile di giustificare un
motivo di rinuncia ad una procedura probatoria strutturata in ambito psi-
chiatrico.
9.7 Inoltre, questo Tribunale rileva che nel certificato medico del 5 novem-
bre 2018 il dott. M._ ha pure posto le diagnosi di neuropatia perife-
rica iatrogena (doc. 58), affezione poi confermata anche dal dott.
B._ come diagnosi principale (insieme agli esiti dell’affezione onco-
logica) a partire dalla sua presa di posizione del 15 dicembre 2018 (doc.
64). Tuttavia, il dott. B._, del servizio medico dell’UAIE, non ha ri-
chiesto alcun esame specialistico in tale ambito, né spiegato per quale mo-
tivo una siffatta istruttoria non sarebbe stata necessaria prima di conclu-
dere ad un’assenza di effetti sulla residua capacità lavorativa dell’insor-
gente a partire dal 1° settembre 2018. Alla complessità della fattispecie, si
aggiunge dunque anche una problematica neurologica. Ora, risultava e ri-
sulta evidente la necessità di far eseguire ulteriori accertamenti medici al
riguardo da parte di uno specialista neurologo.
10.
Stante le premesse, l’autorità inferiore non ha accertato in maniera suffi-
ciente i fatti giuridicamente rilevanti con riferimento ad una incapacità lavo-
rativa anche successivamente al 31 agosto 2018. In simili condizioni, non
risulta possibile per questo Tribunale determinarsi, con il grado della vero-
simiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, sullo stato di
salute della ricorrente e sulla residua capacità dopo il 31 agosto 2018.
11.
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Pagina 16
11.1 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, fondata su
un accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti incorre
nell'annullamento. Gli atti di causa vanno pertanto rinviati all'autorità infe-
riore affinché la stessa proceda al necessario completamento dell'istrutto-
ria – con una perizia interdisciplinare oncologica, neurologica e psichiatrica
– riservato ogni ulteriore esame che pure l'evoluzione nel tempo dello stato
di salute dell'insorgente dovesse ancora rendere necessario, ed emani una
nuova decisione. Va peraltro precisato che la perizia interdisciplinare, da
effettuarsi in Svizzera da parte di specialisti cogniti delle esigenze giuri-
sprudenziali in materia, deve tener conto, in particolare, anche dell’even-
tuale effetto congiunto delle diverse patologie di cui è affetta la ricorrente.
11.2 Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la più recente giurispru-
denza del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il
consid. 4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per
completamento dell'istruttoria. In effetti, in assenza di tali accertamenti
complementari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di
causa, ed il necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo
stato di salute della ricorrente e sull’incidenza delle affezioni di cui soffre
sulla sua capacità lavorativa. In particolare, un rinvio all’autorità inferiore si
giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare quello della
doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella fattispecie,
è richiesto un accertamento peritale interdisciplinare in ambiti che non sono
stati minimamente chiariti nella procedura di prima istanza, ma che lo
avrebbero dovuto essere prima dell’emanazione della decisione litigiosa,
gli elementi per dovere agire in tal senso essendo già presenti agli atti di
causa (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 [cfr., in particolare, il consid. 9 del
presente giudizio]). Peraltro, il Tribunale federale ha già avuto modo pure
di precisare che in virtù dell’art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e
dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta,
con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della
controversia, assume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo
giurisprudenza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente
delucidati, può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210
consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completa-
mento dell'istruzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione comple-
mentare. Un rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'ac-
certamento dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità
né il principio inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale
siccome giustificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constata-
zione dei fatti sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi
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stato il Tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sen-
tenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii).
11.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4), dal momento
che nella decisione impugnata del 7 gennaio 2019 è stata respinta la do-
manda tendente all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità formulata dalla ricorrente.
12.
12.1 Visto l'esito del ricorso, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di CHF
800.-, versato il 30 marzo 2019 (doc. TAF 5), sarà restituito alla ricorrente
allorquando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.
12.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57
consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione). L’ammontare di quest’ultime, in as-
senza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in
CHF 2’000.- tenuto conto del lavoro utile e necessario svolto dal rappre-
sentante della ricorrente (cfr., sulla questione, anche al sentenza del TAF
C-4840/2016 del 9 febbraio 2018 consid. 16.2). L'indennità per ripetibili è
posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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