Decision ID: a339d58a-0faa-5965-8420-b5d38e8e74b7
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 29 maggio 2002 il municipio di _ ha rilasciato alla _, la licenza edilizia per opere di ripristino resesi necessarie in seguito ad un incendio al capannone (mapp. n. _ RF) di sua proprietà, per un costo d’intervento complessivo indicato nella domanda di costruzione di fr. 800'000.--;
che, venuta a conoscenza del fatto che i lavori venivano eseguiti da _, il quale non è iscritto all’albo degli impresari costruttori, il 31 marzo 2003 la CV-LEPIC gli ha vietato di proseguirli, negando l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso; parallelamente ha avviato una procedura contravvenzionale nei suoi confronti;
che il 1° aprile 2003 la polizia cantonale ha constatato che due operai alle dipendenze del ricorrente lavoravano sul cantiere: il primo da 2, il secondo da 15 giorni;
che avverso il provvedimento di sospensione dei lavori, _ e la _ si aggravano ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento;
che gli insorgenti contestano l’operato della CV-LEPIC per aver fatto intervenire la forza pubblica solo susseguentemente all’ordine di sospensione e, a loro dire, senza spiegare su quali presupposti è stata presa la decisione di sospensione;
che all’accoglimento dei ricorsi si oppone la CV-LEPIC, adducendo che dalla domanda di costruzione risultano costi di costruzione di circa fr. 800'000.--, di cui almeno fr. 400'000.-- per lavori di capomastro, i quali, da un esame sommario, sarebbero stati appaltati al ricorrente _, che non è iscritto all’albo degli impresari e costruttori;
considerato,

in diritto
che la competenza del tribunale cantonale amministrativo è data (art. 15 cpv. 1 LEPIC), la legittimazione attiva degli insorgenti certa (art. 43 PAmm) e la tempestività delle impugnative sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm);
che i gravami sono dunque ricevibili in ordine e possono essere evasi con unico giudizio (art. 51 PAmm), senza esperire ulteriori accertamenti (art. 18 PAmm);
che nel canton Ticino, l’esercizio della professione di impresario costruttore è soggetto ad autorizzazione (art. 2 LEPIC);
che, di principio, giusta l’art. 4 cpv. 1 LEPIC, soltanto le imprese di costruzione iscritte al relativo albo sono abilitate ad eseguire lavori di sopra- e sottostruttura;
che non soggiace tuttavia all’applicazione della LEPIC l’esecuzione, a titolo professionale, di lavori di modesta importanza o particolarmente semplici, che possono essere eseguiti anche da persone senza particolari conoscenze nel ramo della costruzione e senza l’ausilio di attrezzature importanti; sono considerati di modesta importanza i lavori i cui costi preventivabili non superano l’importo di fr. 30'000.-- (art. 4 cpv. 2 e 3 LEPIC);
che l’esecuzione dei lavori non può essere suddivisa in lotti al fine di sottrarli all’applicazione dell’art. 4 cpv. 1 LEPIC (art. 6 cpv. 2 RLEPIC);
che, nella specie, ritenendolo incaricato di lavori eccedenti fr. 30'000.--, la CV-LEPIC ha vietato al ricorrente _, non iscritto all’albo, di proseguire i lavori di edificazione che stava svolgendo nel capannone di proprietà dell’altra ricorrente, _;
che l’ordine di sospendere i lavori è un provvedimento di natura cautelare, volto ad evitare l’aggravarsi dei momenti di contrasto con il diritto applicabile, fintanto che venga eventualmente vietata, con decisione di merito, l’esecuzione di una determinata opera edilizia;
che la PAmm pone quale unica condizione per l’adozione di misure provvisionali, l’opportunità delle stesse; occorre comunque, in particolare che, nel quadro di un esame di mera apparenza, siano resi verosimili il buon fondamento del provvedimento di merito e la rilevanza del pregiudizio che l’adozione della misura intende prevenire (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 21, n. 1 ss);
che un ordine provvisionale di sospensione dei lavori ha ragion d’essere fintanto che le opere non siano portate a compimento, rispettivamente fintanto che il divieto di eseguire le stesse non cresca in giudicato;
che, in concreto, non è controverso che siano stati appaltati lavori di costruzione al _ e che al momento del sopralluogo da parte della polizia cantonale alcuni suoi dipendenti fossero presenti sul cantiere per eseguirli;
che le censure mosse nei confronti della CV-LEPIC, oltre ad essere ininfluenti, devono essere disattese siccome il rapporto di contravvenzione 31 marzo 2002 è assolutamente chiaro in punto agli addebiti mossi nei confronti del ricorrente _;
che sia davanti alla CV-LEPIC, che ha assegnato loro un termine di 15 giorni al proposito, sia con i gravami in oggetto i ricorrenti hanno omesso di presentare il dettaglio dei lavori appaltati al _ con il relativo preventivo;
che, in assenza di tali indicazioni e di fronte a costi quantificati nel formulario della domanda di costruzioni in fr. 800'000.--, è a giusto titolo che la  ha provveduto a far interrompere i lavori appena venuta a conoscenza dell’esecuzione degli stessi - o di parte degli stessi - da parte di una persona non iscritta all’albo delle imprese di costruzione;
che, in tutti i casi, anche se fossero stati appaltati al ricorrente solo lavori parziali non eccedenti fr. 30'000.--, la CV-LEPIC era legittimata ad intervenire con un ordine di sospensione per il divieto di lottizzare i lavori al fine di sottrarli alla LEPIC;
che i rischi e i pericoli derivanti dall’esecuzione d’interventi di ristrutturazione di un intero capannone commerciale da parte di una persona che non dispone dei requisiti necessari per ottenere l’iscrizione al relativo albo, appaiono evidenti ed incontestabili;
che, di conseguenza, il provvedimento di sospensione dei lavori appare opportuno e giustificato;
che i ricorsi vanno pertanto respinti, nella misura in cui non sono divenuti privi d’oggetto;
che la tassa di giustizia va posta a carico degli insorgenti in solido, ritenuto che, quand’anche i ricorsi fossero divenuti privi d’oggetto in seguito alla conclusione dei lavori, al momento della sua adozione il provvedimento impugnato risultava ineccepibile (art. 28 PAmm);