Decision ID: 5026484e-3dc2-568e-8dc5-0bd85d45edff
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 28 luglio 2005 la ditta CO 1, ditta specializzata nella fabbricazione e vendita di cucine, ha convenuto RI 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Lugano per ottenere il pagamento di fr. 1832.70 oltre al rigetto dell'opposizione da questi interposta al PE n. _ dell'UE di Lugano. L'importo rivendicato corrisponde al saldo dovuto su una fattura emessa il 18 ottobre 1999 per la fornitura di un arredamento da cucina. All'udienza del 21 settembre 2005, proseguita il 24 maggio 2006, indetta per la discussione, il convenuto ha proposto di respingere l'istanza eccependo la presenza di difetti così come l'intervenuta prescrizione del credito ai sensi dell'art. 128 n. 3 CO.
B.
Con sentenza 30 agosto 2006 il Giudice di pace, accertato che il credito non era prescritto e considerato che il difetto lamentato dal convenuto non era di una gravità tale da giustificare l'intera trattenuta di quanto rivendicato dall'istante, ha riconosciuto un minor valore della mercede pattuita nella misura di fr. 300.–/ 400.– che ha compensato con gli interessi e le spese esposti dall'istante. L'istanza è stata pertanto accolta per fr. 1832.70, importo limitatamente al quale ha pure rigettato in via definitiva l'opposizione interposta dal convenuto al citato PE.
C.
Con ricorso del 19 settembre 2006 RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare le norme sulla prescrizione del credito dell'istante. Al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF
132 I 17 consid. 5.1).
2.
Contestata dal ricorrente è la conclusione del primo giudice secondo la quale la pretesa dell'istante non si era prescritta. Al proposito il Giudice di pace ha accertato che la fattura è stata emessa il 18 ottobre 1999 e che il convenuto aveva versato acconti per fr. 10 000.– ragione per cui il termine di prescrizione era stato interrotto. Il ricorrente ribadisce che nella fattispecie si applica il termine di prescrizione quinquennale dell'art. 128 n. 3 CO e che con l'interruzione della prescrizione mediante versamento di un acconto inizia a decorre un nuovo termine di prescrizione. E siccome non vi è una prova di quando è intervenuto il pagamento dell'acconto in questione, ma ritenuta la richiesta di interessi dal 31 dicembre 1999, la prescrizione, secondo l'interessato, è intervenuta al più tardi il 31 dicembre 2004.
3.
Ora, è vero che con il versamento di un acconto inizia a decorrere una nuova prescrizione della stessa durata di quella interrotta (art. 137 cpv. 1 CO;
Däppen
in: Basler Kommentar, OR I 3
a
edizione, n. 2 ad art. 137) sicché in mancanza della prova di una nuova interruzione del termine, che incombeva all'istante, il giudice di pace avrebbe potuto concludere per la prescrizione del credito vantato dall'istante. Se non che, l'annullamento di una sentenza si giustifica unicamente quando essa è arbitraria nel suo risultato e non solo nella sua motivazione (v. anche
DTF 129 I 8
consid. 2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii).
In concreto, il convenuto ha fatto valere il termine di prescrizione di 5 anni previsto dall'art. 128 n. 3 CO. Tale disposizione trova applicazione “per lavori d'artigiani” e deroga al termine ordinario di 10 anni previsto dall'art. 127 CO. Essa riveste carattere di eccezione sicché deve essere interpretata in modo restrittivo, ritenuto che in caso di dubbio vale il termine ordinario di prescrizione di dieci anni
(
Thévenoz/Werro
, Commentaire romand du Code des obligations I, Basilea 2003, n. 15 ad art. 128 CO;
Gauch
, Le contrat d'entreprise, Zurigo 1999, n. 1288; Rep. 1984, pag. 147).
L'onere della prova circa l'esistenza delle premesse per l'applicabilità del termine di prescrizione abbreviato incombe alla parte che se ne prevale (II CCA 5 novembre 1993 in re V.SA/R.;
Kummer
, Berner Kommentar, Berna 1966, n. 165 ad art. 8 CC). In concreto spettava quindi al convenuto provare la natura artigianale della prestazione fornita dall'istante, ritenuto che né il giudice né le parti possono modificare i termini di prescrizione del terzo titolo della prima parte del Codice delle Obbligazioni (art. 129 CO).
Nella fattispecie tutto si ignora sulla prestazione effettuata dall'istante salvo l'incarico di fornire e montare un arredamento da cucina con relativi apparecchi elettrici per fr. 24 651.15 (cfr. fattura 18 ottobre 1999). Che tale lavoro possa essere definito di tipo artigianale appare dubbio, tanto più che
nella loro definizione rientrano quei lavori nei quali l'attività manuale è preponderante o perlomeno equivalente alle altre prestazioni dell'artigiano (quali ad esempio l'utilizzo di macchinari, i lavori amministrativi e organizzativi). In questo senso l'attività dell'artigiano non deve necessitare di particolari tecnologie e non deve neppure essere pianificata o coordinata con altri artigiani, ma deve trattarsi di un lavoro di routine (
DTF 123 III 122 consid.
2;
Thévenoz/ Werro
, op. cit., n. 16 ad art. 128 CO;
Gauch
, op. cit., n. 1287; Rep. 1992, pag. 273).
Al riguardo, come detto il ricorrente non ha addotto nulla sicché in mancanza di una prova in merito al fatto che la prestazione dell'istante rientrasse nel concetto di lavoro artigianale
la pretesa dell'istante è soggetta al termine ordinario di prescrizione di 10 anni che, pacificamente,
non è ancora decorso.
Ciò posto, il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve essere respinto
4.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre all'istante, che non ha presentato osservazioni, non si assegnano ripetibili.