Decision ID: 84a7844a-e018-48fa-bba8-01746b7653e7
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
In data 31 maggio 2021, X._ SA (in seguito: la ricorrente) ha inol-
trato alla Fondazione Pro Helvetia (in seguito: la Fondazione, Pro Helvetia
o l’autorità inferiore) una domanda di sussidio di fr. 25'200.– per la tradu-
zione dell'opera in tedesco "Schweizer Migrationsgeschichte" (ANDRÉ HO-
LENSTEIN, PATRICK KURY UND KRISTINA SCHULZ, Hier und Jetzt, Verlag für
Kultur und Geschichte GmbH, CH-Baden) in italiano, con pubblicazione
prevista per l'inverno 2021-2022.
B.
Con decisione del 5 agosto 2021, l'autorità inferiore ha respinto la richiesta
di sussidio, in quanto il progetto relativo alla traduzione del libro "Storia
svizzera delle migrazioni" sarebbe stato inoltrato nel canale "Traduzioni let-
terarie" del portale elettronico della Fondazione. Trattandosi di un libro di
saggistica storica, Pro Helvetia non potrebbe considerare il progetto come
la traduzione di un'opera letteraria.
L'autorità inferiore afferma di aver comunicato nell'autunno 2020, che
avrebbe attuato, a partire dal 1° gennaio 2021, alcuni sviluppi nelle attività
di promozione che comportano anche un cambiamento di trattamento della
saggistica, rispettivamente, delle pubblicazioni tematiche – comprese le
loro traduzioni. Pro Helvetia sosterrebbe nelle varie discipline progetti che,
partendo da una prospettiva globale e contemporanea, si confrontano in
maniera critica con la creazione artistica svizzera attuale o con i suoi singoli
aspetti.
Nella fattispecie, la richiesta della ricorrente non soddisferebbe i criteri di
sostegno per i progetti di traduzione secondo le linee guida.
C.
In data 10 settembre 2021, la ricorrente ha impugnato detta decisione con
ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale
o TAF), postulando:
IN VIA PRINCIPALE
1. Il ricorso è accolto.
2. La domanda di sussidio della ricorrente è accolta.
3. Protestate spese e ripetibili.
B-4036/2021
Pagina 3
IN VIA SUBORDINATA
1. Il ricorso è accolto.
2. L'incarto è rinviato a Pro Helvetia con l'invito a emettere una deci-
sione che tenga conto degli oneri assunti in buona fede dalla ri-
corrente.
3. Protestate spese e ripetibili.
La ricorrente avrebbe preso in considerazione la traduzione dell'opera in
questione nel 2018. Sulla base dell'esperienza passata con l'autorità infe-
riore, la ricorrente ha acquisito, in data 15 gennaio 2019, i diritti d'autore
dalla casa editrice Hier und Jetzt Verlag e firmato il contratto di traduzione
il 9 maggio 2019.
La ricorrente afferma che "In base alla pluridecennale esperienza di colla-
borazione con Pro Helvetia, la ricorrente aveva tutti i motivi per considerare
sussidiabile la pubblicazione citata." e spiega di aver inoltrato la richiesta
di sussidio all'autorità inferiore a traduzione finita, "al fine di poter sotto-
porre a Pro Helvetia una domanda di finanziamento basata su criteri og-
gettivi [...]" (ricorso punto 3c-d). La procedura seguita nella circostanza sa-
rebbe stata conforme ad una prassi ampiamente consolidata e si sarebbe
fondata sulla convinzione che iI progetto adempiva le premesse necessarie
per ottenere l’aiuto di Pro Helvetia (autore svizzero, traduttore svizzero,
soggetto di importanza nazionale).
Circa l'affermazione dell'autorità inferiore, secondo la quale la ricorrente
sarebbe stata messa al corrente del cambiamento di prassi nel corso del
2020 dalla dott.ssa A._, la ricorrente afferma che il contatto telefo-
nico avvenuto nell'autunno 2020 con una sua collaboratrice, la signora
B._, riguardava piuttosto le modalità di presentazione delle do-
mande di sussidio, non dei criteri per l'attribuzione dell'aiuto stesso. Qua-
lora la ricorrente fosse stata effettivamente informata del cambiamento di
prassi, essa "[...] avrebbe certamente reagito e sottoposto con grande sol-
lecitudine la domanda di sostegno al fine di beneficiare del sussidio!" (ri-
corso punto 3h).
La decisione impugnata provocherebbe un danno importante alla ricor-
rente, la quale avrebbe già assunto diversi impegni finanziari in vista della
pubblicazione dell'opera tradotta. Essa avrebbe già versato fr. 7'400.– di
fr. 25'200.– per la traduzione e la verifica, fr. 1'400.– di acquisto dei diritti,
e fr. 3'600.– per costi tipografici di prestampa. Qualora la decisione impu-
gnata dovesse essere confermata, verrebbe impedita la pubblicazione
B-4036/2021
Pagina 4
dell'opera in questione, precludendo, così, "la possibilità di far conoscere
alle persone di lingua italiana una pubblicazione di indubbio pregio su un
tema di grande impatto sociale, politico e culturale." (ricorso punto 3l).
La ricorrente sarebbe al corrente di aver inoltrato la richiesta di sussidio
dopo il cambiamento di regolamento, pubblicato sul sito online dell'autorità
inferiore. Tuttavia, essendo consolidata da molti anni la pratica dei rapporti
con Pro Helvetia, non sarebbe stato pensabile un cambiamento dei criteri
di sussidio, senza una comunicazione scritta. Nella fattispecie, il progetto
di traduzione sarebbe stato avviato prima del cambio di regolamento. Per-
tanto, l'autorità inferiore non potrebbe negare ogni forma di aiuto in base
ad un nuovo regolamento (entrato in vigore il 1° gennaio 2021), "[...] non
esistente quando, in assoluta buona fede, in base a una prassi ampia-
mente consolidata, ai criteri di sussidio conosciuti, è stato concretamente
avviato il progetto e sono stati presi importanti impegni finanziari" (ricorso
punto 4c).
Sul piano giuridico, la ricorrente si avvale dell'art. 5 cpv. 3 della Costitu-
zione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.,
RS 101), secondo cui organi dello Stato, autorità e privati agiscono se-
condo il principio della buona fede. "Applicato alla presente fattispecie il
principio della buona fede porta a riconoscere che la ricorrente, forte di
un’esperienza decennale di rapporti con Pro Helvetia, poteva assumere
impegni per la pubblicazione della Storia delle migrazioni avendo ragione-
voli certezze che la domanda di sussidio poteva essere accolta". Ciò vor-
rebbe dire, "[...] valutare la richiesta di sussidio della ricorrente secondo i
criteri vigenti al momento dell'avvio del progetto di traduzione" (ricorso
punto 4d). In tal senso, bisognerebbe tener conto "[...] del principio di tutela
del legittimo affidamento che conferisce al cittadino il diritto di essere pro-
tetto nella legittima fiducia riposta nelle rassicurazioni ricevute dalle auto-
rità o in un atteggiamento atto a far nascere precise aspettative" (ricorso
punto 4e). La pluridecennale collaborazione fra la ricorrente e Pro Helvetia
avrebbe consolidato aspettative da parte della ricorrente che avrebbero
dovuto portare Pro Helvetia ad un’informazione completa, esplicita e mirata
in caso di modifica dei criteri di sussidio della pubblicazione.
D.
Con scritto del 2 novembre 2021, l’autorità inferiore ha presentato una ri-
sposta, rinviando alle motivazioni della decisione impugnata, e postulando
la reiezione del gravame, con protesta di spese a carico della ricorrente.
B-4036/2021
Pagina 5
In aggiunta alle motivazioni già apportate, l’autorità inferiore ha precisato
che l'oggetto della presente procedura di ricorso non sarebbe l'applica-
zione materiale del diritto nella decisione impugnata, bensì la questione se
la ricorrente possa far valere nel caso concreto e a giusto titolo, un diritto
al pagamento di un sussidio derivante dall'art. 5 cpv. 3 Cost., nonché dalla
protezione del legittimo affidamento, o se alla ricorrente sia stato garantito,
in un qualsiasi momento, un sussidio.
La richiesta di sussidi per l’opera in discussione, sarebbe stata inoltrata il
31 maggio 2021 ovvero dopo l'entrata in vigore dell'Ordinanza del Consi-
glio di fondazione della Fondazione Pro Helvetia del 22 ottobre 2020 sui
sussidi (Ordinanza sui sussidi di Pro Helvetia, RS 442.132.2), avvenuta il
1° dicembre 2020 (art. 17).
La ricorrente non farebbe valere che la sua domanda non sia stata esami-
nata secondo la base legale corretta o che, contrariamente all'opinione
dell'autorità inferiore, essa soddisfi i criteri applicati per la concessione di
una sovvenzione. Piuttosto, sostiene che, sulla base della sua esperienza
e di un certo comportamento da parte di Pro Helvetia, la medesima aveva
motivi di presumere di ottenere una sovvenzione. La questione se, sulla
base del principio della buona fede ai sensi dell'art. 5 cpv. 3 Cost. e in virtù
della tutela del legittimo affidamento, contra legem (cfr. art. 2 dell'Ordinanza
sui contributi Pro Helvetia), possa esistere un diritto ai sussidi, potrebbe
essere lasciata aperta. I requisiti per la protezione del legittimo affidamento
non sarebbero soddisfatti nel caso in questione. Infatti, i privati, non potreb-
bero fare affidamento sulla continuità di una legge applicabile, ma dovreb-
bero, in linea di principio, aspettarsi delle revisioni (cfr. ULRICH HÄFE-
LIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 8a ed.,
Zurigo 2020, marg. 640). Tale fatto sarebbe riconosciuto dalla ricorrente
stessa, nella misura in cui la medesima ammetterebbe che una verifica
regolare delle norme vigenti avrebbe dovuto essere fatta. Per di più, modi-
fiche delle norme concernenti i requisiti per l'ottenimento di sovvenzioni,
non verrebbero effettuate in maniera inaspettata per gli interessati nel set-
tore culturale, poiché il settore culturale e, di conseguenza, l'assegnazione
dei sussidi si basano sulle linee guida del Consiglio federale nel cosiddetto
"Messaggio culturale". In tal senso, le modifiche delle basi legali per l'attri-
buzione di sussidi sarebbero sensate e pertanto prevedibili, in quanto rap-
presenterebbero una reazione al nuovo Messaggio del 26 febbraio 2020,
concernente la promozione della cultura negli anni 2021–2024 (Messaggio
sulla cultura 2021–2024, FF 2020 2813).
B-4036/2021
Pagina 6
Infine, la ricorrente avrebbe potuto scegliere il momento per l'inoltro della
domanda di sussidio, rispettivamente chiedere chiarimenti circa il cambia-
mento di prassi.
E.
Con replica del 21 gennaio 2022, la ricorrente rinvia a quanto asserito nel
ricorso, ribadendo che la questione di fondo della presente causa sarebbe
quella di stabilire se la medesima, in base al principio di affidamento, po-
teva anticipare dei costi per la realizzazione di un progetto editoriale, con-
fidando in una risposta positiva di Pro Helvetia.
F.
Con duplica del 25 marzo 2022, l'autorità inferiore sottolinea, in sostanza,
quanto affermato nella risposta al ricorso.
G.
Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi
e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza.
B-4036/2021
Pagina 7

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale esamina d’ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che
gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).
1.2 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della
Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA,
RS 172.021; art. 31 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale [LTAF, RS 173.32]). Giusta l’art. 33 lett. h LTAF, il ricorso
è ammissibile contro le decisioni delle autorità o organizzazioni indipen-
denti dell’Amministrazione federale, che decidono nell’adempimento di
compiti di diritto pubblico loro affidati dalla Confederazione.
1.3 Le decisioni della Fondazione Pro Helvetia, relative a domande di sus-
sidi, sono soggette a ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale
(art. 31 e 33 lett. h LTAF in collegamento con art. 31 cpv. 1 della Legge
dell’11 dicembre 2009 sulla promozione della cultura [LPCu, RS 442.1],
nonché art. 37 LTAF in collegamento con art. 44 PA).
1.4 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA).
1.5 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11
PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma
dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese processuali
(art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti processuali (art. 44 e
segg. PA), sono rispettate.
1.6 Pertanto, nulla osta alla ricevibilità del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati,
giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la violazione del
diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento
(lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti
(lett. b), nonché l’inadeguatezza (lett. c).
B-4036/2021
Pagina 8
2.1
2.1.1 Con riferimento al potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), nel
settore delle sovvenzioni, alle quali la legislazione non conferisce alcun di-
ritto, sia per quanto riguarda la definizione che l'applicazione dei criteri di
priorità, il potere discrezionale dell'autorità emittente è particolarmente im-
portante (cfr. sentenza del TAF B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 con-
sid. 5.4). Essa ha, infatti, potere decisionale se aggiudicare nel singolo
caso un sussidio o meno (cfr. sentenza del TAF B-731/2018 del 22 gennaio
2019 consid. 2.1 con rinvii; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., marg. 398;
BARBARA SCHAERER, Subventionen des Bundes zwischen Legalitätsprinzip
und Finanzrecht, 1992, pag. 178).
Il potere discrezionale dell'autorità include l’istituire un ordine di priorità per
la valutazione delle domande (art. 13 cpv. 1 e 2 della Legge federale del
5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità [LSu, RS 616.1]), qualora
la quantità di domande presentate o prevedibili superi i mezzi disponibili.
In tal caso, i dipartimenti competenti devono determinare dei criteri di ag-
giudicazione che consentano di dare la priorità ai progetti ammissibili al
finanziamento, in funzione del loro grado di idoneità a ricevere una sovven-
zione. L'uso di tali criteri di valutazione garantisce che le domande di sov-
venzione siano trattate, per quanto possibile, nel rispetto dei principi di
uguaglianza e del divieto di arbitrio (cfr. DTAF 2015/33 consid. 4.2; sen-
tenze del TAF B-731/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 2.1 con rinvii,
B-5220/2014 del 7 maggio 2018 consid. 4.2.7, B-4920/2015 del 2 febbraio
2017 consid. 5.3).
Secondo la giurisprudenza e la dottrina, un'autorità abusa del suo potere
discrezionale, tra l'altro, adottando criteri inadeguati, non tenendo conto o
non effettuando un esame completo delle circostanze pertinenti, nonché
non utilizzando criteri oggettivi (cfr. DTF 135 III 179 consid. 2.1 in fine, 130
III 176 consid. 1.2 con rinvii; sentenze del TAF B-731/2018 del 22 gennaio
2019 consid. 2.1 con rinvii, B-4380/2016 del 13 agosto 2018 consid. 6.1.2,
B-4243/2015 del 13 giugno 2017 consid. 4.1.1 e B-4920/2015 del 2 feb-
braio 2017 consid. 5.2).
2.1.2 Il Tribunale federale considera che, in ambiti richiedenti elevate co-
noscenze tecniche, l'autorità di ricorso deve far prova di riserbo e confidare
nell'apprezzamento delle autorità specializzate competenti (cfr. sentenza
del TF 1A.244/2003 del 31 marzo 2004 consid. 2). In tali circostanze le
decisioni su ricorso devono essere prese nel rispetto dei ruoli abituali della
B-4036/2021
Pagina 9
giustizia e dell'amministrazione (cfr. DTF 142 II 451 consid. 4.5.1, 139 II
185 consid. 9.3, 129 II 331 consid. 3.2).
Il Tribunale, in quanto autorità giudiziaria, non è un'autorità superiore pre-
posta alla promozione della cultura, né un'autorità di vigilanza in questo
campo (cfr. sentenze del TAF B-731/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 2.2
con rinvii, B-4380/2016 del 13 agosto 2018 consid. 4.2.2.1, B-5356/2016
del 12 marzo 2018 consid. 2, B-50/2014 del 10 aprile 2015 consid. 4). Oltre
a ciò, le decisioni relative a richieste di sussidi non si prestano bene ad un
controllo giudiziario per il fatto che l'autorità di ricorso non conosce tutti i
criteri di valutazione dei progetti per poterne apprezzare la qualità, in par-
ticolare rispetto ai progetti concorrenti (cfr. DTAF 2007/37 consid. 2.1 e
2007/6 consid. 3; sentenze del TAF B-253/2013 del 26 febbraio 2014 con-
sid. 3 non pubblicato in: DTAF 2014/2 e B-4243/2015 del 13 giugno 2017
consid. 2.2).
Conformemente alla giurisprudenza finora illustrata, se in materia di sussidi
la concessione di questi ultimi dipende dal margine di apprezzamento
dell’autorità inferiore, il Tribunale limita il proprio esame alla questione
dell'eccesso o dell'abuso dell'esercizio di tale potere (cfr. sentenza del TAF
B-4243/2015 del 13 giugno 2017 consid. 2.2).
Pertanto, a meno che non sussistano dubbi sull’imparzialità degli organi
chiamati a statuire sulle domande di sussidi, non vi sia una violazione dei
diritti di una delle parti nella procedura seguita, o la valutazione effettuata
non appaia scorretta e inappropriata, il Tribunale rispetta il margine di ap-
prezzamento dell’autorità inferiore, esercitando il proprio potere d'esame
con una certa moderazione. Tale reticenza è, tuttavia, circoscritta alla va-
lutazione del progetto in quanto tale. Nella misura in cui il ricorrente censuri
l’interpretazione e l’applicazione di una normativa o contesti vizi procedu-
rali, l'autorità di ricorso esamina le censure liberamente e con pieno potere
di cognizione (cfr. DTAF 2015/33 consid. 4.3, 2007/37 consid. 2.2; sen-
tenze del TAF B-4243/2015 del 13 giugno 2017 consid. 2.2, B-4920/2015
del 2 febbraio 2017 consid. 5.4, B-6272/2008 del 20 ottobre 2010 consid.
4.3, B-2139/2009 del 10 novembre 2009 consid. 4 e B-6801/2007 del 2 lu-
glio 2008 consid. 4.1 con rinvii).
2.2 Circa l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. a PA),
secondo la giurisprudenza esso risulta incompleto, quando non tutte le cir-
costanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per la decisione sono stati
presi in considerazione dall'autorità inferiore. L'accertamento è invece ine-
satto, quando l'autorità ha segnatamente omesso di amministrare la prova
B-4036/2021
Pagina 10
di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera erronea il risultato dell'am-
ministrazione di un mezzo di prova, o ha fondato la propria decisione su
dei fatti erronei, in contraddizione con gli atti dell'incarto (cfr. sentenza del
TAF B-4243/2015 del 13 giugno 2017 consid. 4.1.1; BENOÎT BOVAY, Pro-
cédure administrative, 2a ed. 2015, pag. 566).
2.3 In merito all’inadeguatezza (art. 49 lett. c PA), nei casi in cui quest’ul-
tima viene esclusa dal legislatore, tramite leggi speciali, essa diviene inam-
missibile a priori (cfr. sentenza del TAF B-4243/2015 del 13 giugno 2017
consid. 2.1; ZIBUNG/HOFSTETTER, in: WALDMANN/WEISSENBERGER [ed.],
Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz [in seguito: Praxiskom-
mentar VwVG], 2a ed. 2016, art. 49 PA n. 44).
In materia di aiuti finanziari, l’art. 26 cpv. 2 LPCu stabilisce espressamente
che, nelle procedure di ricorso, non può essere invocata l’inadeguatezza
ai sensi dell’art. 49 lett. c PA, risultando dunque inammissibile (cfr. sen-
tenza del TAF B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 consid. 5.5).
2.4 Pertanto, nel caso in questione, le ricorrenti possono far valere, me-
diante ricorso, la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o
l’abuso del potere di apprezzamento (art. 49 lett. a), come pure l’accerta-
mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b),
ma non l’inadeguatezza (art. 49 lett. c).
3.
3.1 Ai fini del presente giudizio val la pena qui ricordare che la procedura
amministrativa è retta dal principio dell'applicazione d'ufficio del diritto (iura
novit curia), che impone all’autorità competente di esaminare liberamente
la situazione giuridica, nonché applicare il diritto che considera determi-
nante e di darne l'interpretazione di cui è convinta (art. 62 cpv. 4 PA; DTF
110 V 48 consid. 4a; THOMAS HÄBERLI, in: Praxiskommentar VwVG, art. 62
marg. 42 e segg.). Nell’effettuare tale applicazione, l’autorità competente
non è vincolata dai motivi invocati dalle parti, né dall'opinione espressa da
precedenti istanze di giudizio, bensì dal principio inquisitorio, in base al
quale l'autorità amministrativa ha l'obbligo di accertare d'ufficio i fatti deter-
minanti per la decisione (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit
administratif, vol. II, 3a ed. 2011, n. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della mas-
sima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati:
l'autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni com-
plementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o
B-4036/2021
Pagina 11
dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V
204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).
3.2 Ferme queste premesse e a prescindere dalle censure sollevate dalla
ricorrente nel gravame, occorre in un primo momento illustrare l’organizza-
zione per la promozione della cultura (consid. 4) e le norme pertinenti per
la concessione di aiuti finanziari in tale ambito, nonché concretamente da
parte della Pro Helvetia (consid. 5). In un secondo momento, va analizzato
e considerato se la motivazione fornita dall’autorità inferiore sia sufficiente
perché il Tribunale possa stabilire l’appropriatezza e la correttezza della
valutazione effettuata (consid. 7-8).
4.
4.1 Giusta l’art. 3 LPCu, la Confederazione è incaricata di promuove la cul-
tura al fine di: rafforzare la coesione e la pluralità culturale in Svizzera
(lett. a); promuovere un’offerta culturale variata e di alta qualità (lett. b);
creare condizioni quadro favorevoli per gli operatori culturali e per le istitu-
zioni e organizzazioni culturali (lett. c); permettere e facilitare alla popola-
zione l’accesso alla cultura (lett. d); far conoscere all’estero la creazione
culturale svizzera (lett. e).
Essa può collaborare alla promozione della cultura con altri enti promotori
di diritto pubblico (art. 5 cpv. 2 LPCu), come ad esempio la Fondazione Pro
Helvetia. La ripartizione delle competenze a livello federale, tra la
Fondazione e l’Ufficio federale della cultura (UFC), è disciplinata dalla
LPCu (cfr. art. 23).
4.2 Pro Helvetia è una fondazione di diritto pubblico (art. 31 cpv. 1 LPCu),
incaricata di promuovere la varietà della creazione artistica e la cultura po-
polare, far conoscere la creazione artistica e culturale svizzera, nonché in-
trattenere scambi culturali (art. 32 cpv. 1 LPCu). Essa adempie i suoi com-
piti autonomamente (art. 32 cpv. 2 LPCu).
A tal proposito, la Fondazione concede a terzi, che ne fanno domanda, aiuti
finanziari per la realizzazione di opere o progetti, secondo le disposizioni
dell'Ordinanza del Consiglio di fondazione della Fondazione Pro Helvetia
del 22 ottobre 2020 sui sussidi di Pro Helvetia (RS 442.132.2; in seguito:
Ordinanza sui sussidi), nonché del Regolamento interno della Fondazione
Pro Helvetia del 22 ottobre 2020 (RS 442.132.1), in collegamento con la
LPCu e l’Ordinanza del 23 novembre 2011 sulla promozione della cultura
(OPCu, RS 442.11).
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/efbb7d74-89cf-46c3-8229-fea377ab1eb0?citationId=6f74bace-cc07-4d78-aa94-560ab665eba0&source=document-link&SP=16|nulcgj
B-4036/2021
Pagina 12
5.
5.1 Le condizioni generali per un sostegno sono regolate dall'art. 6 LPCu
e segg. La Confederazione sostiene, in una delle forme previste dall’art. 25
LPCu, soltanto progetti, istituzioni e organizzazioni d’interesse nazionale
(art. 6 LPCu) e accessibili al pubblico (art. 7 LPCu).
5.2
5.2.1 L'Ordinanza sui sussidi, entrata in vigore il 1° dicembre 2020
(art. 17), disciplina la concessione di aiuti finanziari da parte dell'autorità
inferiore a terzi che ne fanno richiesta per la realizzazione di progetti
(art. 1). Giusta l'art. 2, non può essere fatto valere alcun diritto agli aiuti
finanziari. Pro Helvetia promuove la creazione artistica e culturale in parti-
colare mediante (art. 3): sussidi per la realizzazione di opere (lett. a), sus-
sidi per la realizzazione di mandati (lett. b), e sussidi per la realizzazione di
progetti (lett. c). Le richieste devono essere presentate a Pro Helvetia tra-
mite l’apposito portale elettronico (art. 7 cpv. 1), conformemente alle indi-
cazioni contenute nelle Guide per i richiedenti sul portale elettronico (art. 7
cpv. 2).
Pertanto, i sussidi per la realizzazione di opere o progetti devono essere
classificati come sussidi con un margine discrezionale (cfr. sentenza del
TAF B-731/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 5.2.1 con rinvii).
5.2.2 Nel caso in questione, la richiesta di sussidio presentata dalla ricor-
rente, concerne un sostegno per la traduzione e la pubblicazione dell'opera
"Schweizer Migrationsgeschichte".
5.3 Perché la Fondazione possa sostenere un progetto, esso deve soddi-
sfare i criteri di idoneità e qualità fissati all’art. 4 Ordinanza sui sussidi:
1 Pro Helvetia sostiene progetti legati alla creazione artistica e culturale pro-
fessionale contemporanea che:
a. promuovono lo sviluppo, la realizzazione e la diffusione di opere;
b. promuovono gli scambi culturali in Svizzera e all’estero;
c. diffondono la creazione artistica e culturale professionale svizzera
all’estero; oppure
d. sono particolarmente atti a fornire nuovi stimoli artistici e culturali.
B-4036/2021
Pagina 13
2 Pro Helvetia promuove progetti che:
a. hanno un legame con la Svizzera;
b. sono d’interesse nazionale; e
c. beneficiano di un finanziamento adeguato di terzi.
3 Pro Helvetia sostiene prioritariamente i progetti legati alla creazione arti-
stica e culturale contemporanea che maggiormente rispondono ai se-
guenti criteri di qualità e di efficacia:
a. il progetto si distingue per la sua notevole originalità e compe-
tenza specialistica, per la sua rilevanza sociale e contenutistica;
b. il progetto vanta un rapporto equilibrato tra risorse impiegate ed
effetti.
6.
Il Tribunale osserva che dalla decisione impugnata, assai stringata
(cfr. fatti B), non risulta chiaro se si tratti di una decisione di entrata nel
merito (consid. 7) o di una decisione di merito con rigetto della richiesta di
sussidio (consid. 8). Del resto, l'autorità inferiore non conclude espressa-
mente all'irricevibilità o al rigetto della richiesta, bensì utilizza una formula
vaga, secondo cui la richiesta "non soddisfa i criteri di sostegno per i pro-
getti di traduzione".
7.
Qualora si trattasse di una decisione di non entrata nel merito, il Tribunale
constata quanto segue.
7.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore si limita ad affermare che,
nella fattispecie, si tratterebbe di un libro di saggistica storica e che, per-
tanto, non potrebbe considerare il progetto come la traduzione di un'opera
letteraria (cfr. fatti B), ritenendo altresì errato l'inoltro della richiesta di sus-
sidio nel canale "Traduzioni letterarie" del portale elettronico della Fonda-
zione.
Pro Helvetia non si esprime sulla ricevibilità della richiesta di sussidio della
ricorrente, bensì, si limita a rinviare alle linee guida interne, a sostegno del
fatto che la richiesta non soddisferebbe i criteri per i "richiedenti letteratura".
7.2 Tale motivazione circa la ricevibilità sarebbe di per sé già sufficiente a
giustificare un annullamento della decisione impugnata. La semplice argo-
mentazione secondo cui la ricorrente avrebbe scelto il canale sbagliato per
B-4036/2021
Pagina 14
l'inoltro della sua richiesta di sussidio, non basta a non entrare nel merito
della sua richiesta. Infatti, una richiesta inoltrata alla giusta autorità non può
essere dichiarata inammissibile in ragione dell'organizzazione interna della
medesima. Sta all'autorità di trasmettere senza indugio la richiesta all'unità
interna competente.
8.
Nel caso in cui si trattasse di una decisione materiale, va considerato
quanto segue.
8.1 Secondo il diritto di essere sentito (art. 29 Cost.), all'autorità inferiore
viene imposto di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo è soddisfatto
quando l'interessato ha la possibilità di valutarne la portata e di deferirlo ad
un'autorità superiore con piena cognizione di causa. È sufficiente che l'au-
torità inferiore menzioni almeno brevemente su quali motivi si è basata per
prendere la sua decisione. Essa non è tenuta a pronunciarsi su tutte le
ragioni invocate dalle parti e può, pertanto, limitarsi ai punti essenziali per
la decisione (cfr. DTF 143 III 65 consid. 5.2, 142 II 154 consid. 4.2, 138 I
232 consid. 5.1, 137 II 266 consid. 3.2, 136 I 229 consid. 5.2; sentenza del
TAF B-731/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1 con rinvii).
Va, inoltre, rilevato che la portata della motivazione è definita in funzione
delle circostanze del caso specifico. Dunque, l'obbligo di motivazione è
tanto più ampio quando la decisione si basa su un potere di libera discre-
zione dell'autorità, quando si avvale di concetti giuridici indeterminati,
quando viola gravemente i diritti individuali, quando il caso è particolar-
mente complesso, o quando si tratta di una deroga ad una norma giuridica.
Una semplice giustificazione sommaria della decisione, oppure il semplice
affermare e giudicare inadatto un progetto o un’opera ad un sussidio non
sono sufficienti (cfr. DTF 142 II 324 consid. 3.6, 129 I 232 consid. 3.3 in
fine; DTAF 2013/56 consid. 3.1; sentenze del TAF B-731/2018 del 22 gen-
naio 2019 consid. 7.1.1, B-2943/2017 del 23 luglio 2018 consid. 4.4.1,
B-1780/2017 del 19 aprile 2018 consid. 5.3.2 e B-4920/2015 del 2 febbraio
2017 consid. 6.1; UHLMANN/SCHILLING-SCHWANK, in: Praxiskommentar
VwVG, art. 35 PA n. 18 e 21).
Come sottolineato dal Tribunale federale, è infatti l'obbligo di motivare ac-
curatamente la propria decisione che consente all'autorità di non essere
guidata da sentimenti ed impressioni soggettive (cfr. sentenze del
TF 1C_265/2014 del 22 aprile 2015 consid. 4.1 non pubblicato in: DTF 141
II 245; 1C_49/2015 del 9 dicembre 2015 consid. 3.3; sentenza del TAF
B-4036/2021
Pagina 15
B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 consid. 8.2.3), ancor più in materia di sov-
venzioni, nella quale vige un ampio margine di apprezzamento (cfr. con-
sid. 2.1).
8.2 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore fornisce assai pochi ele-
menti di analisi e di argomentazione. Se da un lato, essa non analizza l'o-
pera in questione, spiegando quali elementi la renderebbero un libro di
saggistica storica e non di letteratura, dall'altro lato, la medesima non ne
illustra la differente trattazione in materia di sussidi.
Sia nella decisione impugnata, che nella risposta, Pro Helvetia rinvia ad un
cambiamento di prassi. Tuttavia, la medesima non spiega quali cambia-
menti vi siano stati e in che misura questi influirebbero sulle richieste di
sussidi. L'autorità inferiore non si confronta con la richiesta in specie, né
sulla base della nuova prassi, né tantomeno della vecchia, limitandosi a
rinviare in maniera generale alle linee guida interne. Così facendo, non ri-
sulta chiaro se la richiesta della ricorrente adempia i requisiti necessari per
l'ottenimento di un sussidio secondo la nuova prassi.
Pertanto, la decisione manca di una qualsivoglia motivazione materiale
concreta circa il rifiuto della richiesta di sussidio.
Infatti, né nella decisione del 5 agosto 2021, né nella risposta del 2 novem-
bre 2021, vi è un qualsivoglia riferimento da parte dell’autorità inferiore alle
norme pertinenti per la concessione generale di sussidi per la realizzazione
di progetti (cfr. consid. 5), nonché ai criteri di idoneità (cfr. consid. 5.3). Inol-
tre, l’autorità inferiore non ha in alcun modo spiegato o illustrato i propri
criteri di valutazione, riportato o fatto riferimento ad alcun passaggio del
testo o alle norme pertinenti e, in generale, mancano esempi di qualsiasi
genere.
Del resto, "letterario" e "letteratura" si riferiscono solitamente a tutti i testi
linguistici destinati alla pubblicazione, senza limitazioni al linguaggio ro-
manzesco o informale (cfr. KLAUS GANTERT, Bibliothekarisches Grundwis-
sen, 9a ed. Berlino 2016, pag. 73; IVAN CHERPILLOD, Stämpfli-SHK Urhe-
berrecht, 2a ed. Berna 2012, art. 2 n° 10). Pertanto, un'interpretazione re-
strittiva e tecnica di una nozione da parte dell'autorità inferiore deve poter
essere dedotta dagli scopi della promozione culturale (cfr. supra, consid. 4)
e conseguentemente motivata.
8.3 Pertanto, le argomentazioni apportate dall'autorità inferiore, non risul-
tano mettere la ricorrente nella posizione di poter valutare la portata della
B-4036/2021
Pagina 16
decisione e di deferirla all’autorità superiore, ovvero il Tribunale. Ne conse-
gue che, non risultando la decisione sufficientemente comprensibile, va
considerato violato l’obbligo di motivazione ai sensi dell’art. 29 Cost.
In tale contesto, l'affermazione dell’autorità inferiore secondo cui la ricor-
rente avrebbe limitato l'oggetto del ricorso al semplice principio della buona
fede (Treu und Glauben; cfr. fatti D), non può essere condivisa. È, infatti, la
mancata motivazione di Pro Helvetia che ha impedito alla ricorrente di con-
testare la decisione dal profilo materiale.
8.4 Del resto, le argomentazioni dell'autorità inferiore non risultano nem-
meno sufficientemente chiare, concrete e oggettive, perché possano es-
sere oggetto di giudizio da parte del Tribunale. Infatti, il Tribunale si trova
impossibilitato a giudicare il contenuto delle affermazioni, nonché l’appro-
priatezza e la correttezza della valutazione fatta dall’autorità inferiore, la
quale, senza fornire alcun elemento tangibile o spiegazione dei criteri og-
gettivi adottati per giudicare il caso in questione, si limita ad affermare ciò
che dovrebbe invece dimostrare (cfr. consid. 8.1; sentenza del TAF
B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 consid. 8.2.1).
9.
In virtù di quanto precede, il ricorso è accolto e la decisione impugnata del
5 agosto 2021 è annullata.
10.
10.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o ec-
cezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. La
riforma di una decisione presuppone che l'incarto sia sufficientemente
istruito, considerato che non spetta all'autorità di ricorso procedere a delu-
cidazioni complementari complicate (cfr. DTF 129 II 331 consid. 3.2; sen-
tenza del TAF B-1379/2019 del 14 maggio 2019 consid. 6.1; MADELEINE
CAMPRUBI, in: VwVG – Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwal-
tungsverfahren, Auer/Müller/Schindler [ed.], 2a ed. Zurigo/San Gallo 2019,
art. 61 PA, margg. 2‐6). Inoltre, la riforma di una decisione è inammissibile
se questioni pertinenti devono essere risolte per la prima volta e se l'auto-
rità inferiore dispone di un certo potere di apprezzamento (DTF 131 V 407
consid. 2.1.1; sentenze del TAF B-1332/2014 del 7 maggio 2015 consid. 8
e B-4420/2010 del 24 maggio 2011 consid. 6).
B-4036/2021
Pagina 17
Anche se il Tribunale è competente per procedere a ulteriori atti istruttori
volti a chiarificare la fattispecie, è preferibile che sia l'autorità inferiore, pe-
raltro la più prossima in materia, a pronunciarsi sulla causa. Il rinvio è in-
vece indispensabile, quando appare che la fattispecie determinante è stata
constatata in maniera inesatta o incompleta (art. 49 lett. b PA). In simili
casi, una decisione riformatoria emanata dal Tribunale non entra più in li-
nea di conto (cfr. sentenze del TAF A-8035/2015 del 14 novembre 2017
consid. 2.3, A-3558/2013 del 18 novembre 2014 consid. 2.3 con rinvii; MO-
SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsge-
richt, 2a ed. 2013., n. 3.193 segg.).
10.2 In concreto, benché l'art. 61 cpv. 1 PA permetta solo eccezionalmente
di ricorrere alla procedura di rinvio, posto che Pro Helvetia ha omesso di
procedere ad un’analisi dell'opera in questione, in relazione alla sua ido-
neità per un sussidio, secondo la nuova e la vecchia prassi, limitandosi ad
affermarne il cambiamento e ad asserire che non vi sarebbe alcun diritto
ad un sussidio, senza spiegarne soddisfacentemente il ragionamento
(cfr. consid. 8.3 e 8.4), un rinvio della causa all'autorità inferiore si rivela
giustificato e indispensabile. Infatti, l'autorità inferiore dispone delle com-
petenze funzionali e materiali che la mettono nella condizione di svolgere
al meglio i dovuti chiarimenti. Così facendo, alla ricorrente è garantito il
diritto di ottenere una decisione dettagliata di prima istanza ed è parimenti
mantenuta la possibilità di una seconda analisi in sede di ricorso.
10.3 Di conseguenza, ritenuto quanto precede, gli atti di causa sono rinviati
all'autorità inferiore, perché proceda ad una nuova analisi della fattispecie,
segnatamente che si confronti con la domanda se, secondo la nuova
prassi, il progetto della ricorrente adempie i criteri per l'ottenimento di un
sussidio.
Se ciò non fosse il caso, Pro Helvetia dovrà tenere conto di quanto segue.
11.
La ricorrente si avvale del principio della protezione della buona fede, af-
fermando che, essendovi un rapporto lavorativo esistente da diversi anni
ed essendo regolarmente in contatto con l'autorità inferiore, quest'ultima
avrebbe dovuto informarla del cambiamento di prassi. La ricorrente fa va-
lere che, proprio sulla base di tale rapporto di fiducia, essa avrebbe soste-
nuto delle spese importanti, avviando i lavori di traduzione prima dell'otte-
nimento di un sussidio.
B-4036/2021
Pagina 18
Dal canto suo, l'autorità inferiore afferma di avere informato personal-
mente, nell'autunno 2020, la ricorrente circa i cambiamenti del 1° gennaio
2021.
11.1 Per quanto concerne il cambiamento di prassi, addotto dall'autorità
inferiore come unica motivazione alla sua decisione, nonché l'assenza di
un rispettivo annuncio, recriminata dalla ricorrente, il Tribunale precisa
quanto segue.
11.1.1 Si parla di prassi o di pratica amministrativa per indicare la ripeti-
zione regolare e costante nell’applicazione di una norma da parte delle au-
torità amministrative di prima istanza. Dette pratiche amministrative non
possono essere fonte di diritto, né sono vincolanti per il giudice. Tuttavia,
esse possono esplicare direttamente effetti giuridici tramite il principio
dell’affidamento o della parità di trattamento (DTF 146 I 105 consid. 5.2.2;
sentenza del TAF A-1268/2021 del 31 maggio 2021 consid. 4.2; PIERRE
MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. I, Berna 2011, n° 2.1.3.3
pag. 89). Una prassi ben consolidata acquisisce inoltre un certo peso. In-
fatti, affinché l’interessato possa pretendere l’applicazione di una prassi
contraria al diritto, occorre che l’autorità abbia adottato una simile prassi in
maniera costante e non soltanto in uno o più casi isolati (cfr. DTF 139 II 49
consid. 7.1 e 136 I 65 consid. 5.6; sentenze del TAF B-210/2021 del 13 di-
cembre 2021 consid. 3.2.3.5, A-1878/2014 già citata consid. 3.4.1 segg.).
Come avviene nei casi di un cambiamento di giurisprudenza delle autorità
giudiziarie (cfr. DTF 138 III 270 consid. 2.2.2 e 135 II 78 consid. 3.2), un
cambiamento della pratica amministrativa deve dunque poggiare su motivi
seri e oggettivi, ossia una conoscenza più approfondita della volontà del
legislatore, un cambiamento delle circostanze esterne o lo sviluppo dei
concetti giuridici, nonché una cattiva applicazione del diritto. Inoltre, il cam-
biamento della prassi deve avvenire sistematicamente, vale a dire che la
nuova prassi non può costituire una singola eccezione, ma deve fare da
guida per tutte le fattispecie simili e future. Infine, le ragioni che parlano a
favore di un nuovo punto di vista devono essere più importanti degli effetti
negativi per la sicurezza del diritto risultanti da un cambiamento di prassi
(cfr. sulla tematica DTF 126 V 36 consid. 5a e 125 III 312 consid. 7; DTAF
2011/22 consid. 4 e 2008/31 consid. 9.2; sentenze del TAF B-210/2021 del
13 dicembre 2021 consid. 3.2.3.1, A-6777/2013 del 9 luglio 2015 consid.
2.5.1, A-1878/2014 del 28 gennaio 2015 consid. 3.4.1 e 3.4.2; ULRICH
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, op. cit., marg. 589 segg.).
11.1.2 Se le condizioni menzionate sono adempiute e nella misura in cui la
nuova prassi si applica in maniera generale a tutti i casi non ancora trattati
B-4036/2021
Pagina 19
al momento della sua adozione, una sua modifica non è in contraddizione
né con il principio della certezza del diritto, né con quello della parità di
trattamento, sebbene ogni modifica dell’applicazione del diritto comporti
necessariamente un diverso trattamento dei casi precedenti e di quelli più
recenti (DTF 125 II 152 consid. 4c/aa; sentenze del TF 9C_283/2010 del
17 dicembre 2010 consid. 4.2 e 2A.320/2002 del 2 giugno 2003 con-
sid. 3.4.3.7; sentenza del TAF B-210/2021 del 13 dicembre 2021 con-
sid. 3.2.3.2 con rinvii).
11.1.3 In linea di principio, un cambiamento della prassi va applicato im-
mediatamente e ha valenza per tutte le procedure pendenti. Rientra co-
munque nel potere di apprezzamento dell’autorità amministrativa scegliere
il momento presente o futuro per applicare la nuova prassi o fissare un
periodo transitorio per l’entrata in vigore della medesima. L’autorità ammi-
nistrativa può anche scegliere di annunciare il cambiamento di prassi alle
persone interessate (cfr. AURÉLIE GAVILLET, La pratique administrative
dans l’ordre juridique suisse, 2018, margg. 709 segg., 717 segg. e 739).
Se la nuova prassi intacca irreparabilmente un diritto di natura procedurale
dell’assoggettato, l’autorità amministrativa è tenuta a comunicare prelimi-
narmente a quest’ultimo il cambiamento di prassi (sentenza del TAF
A-6777/2013 del 9 luglio 2015 consid. 2.5.2 con rinvii; GAVILLET, op. cit.,
margg. 717 segg. e 739). Se per l’amministrato la nuova prassi è meno
vantaggiosa rispetto a quella precedente, ad esempio se il cambiamento
non era prevedibile e se non sussiste alcun interesse pubblico preponde-
rante ad un’applicazione immediata della nuova prassi, l’autorità ammini-
strativa è tenuta ad osservare i principi della buona fede, della proporzio-
nalità e della sicurezza del diritto e, nei limiti del suo potere di apprezza-
mento, a prendere delle misure suscettibili di mitigare le conseguenze ne-
gative derivanti dalla modifica della prassi, segnatamente una regolamen-
tazione transitoria, un annuncio anticipato della nuova prassi, nonché
un’applicazione della prassi unicamente ai casi futuri (idem). Di principio,
l’inattività o il silenzio dell’autorità amministrativa non possono costituire
una situazione di fiducia sulla quale l'attore si poteva legittimamente fon-
dare (sentenze del TAF B-210/2021 del 13 dicembre 2021 consid. 3.2.3.3,
A-6777/2013 del 9 luglio 2015 consid. 2.5.2 con rinvii).
11.2 Il principio dell'affidamento o tutela della fiducia e il divieto di "venire
contra factum proprium" emanano dal principio della buona fede sancito
dagli artt. 9 e 5 cpv. 3 Cost., che istituisce un diritto fondamentale del citta-
dino ad essere trattato secondo il principio della buona fede da parte degli
organi dello Stato, nonché rappresenta un principio giuridico generale va-
B-4036/2021
Pagina 20
lido anche in diritto pubblico (cfr. sentenze del TAF A-7148/2010 del 19 di-
cembre 2012 consid. 7.1 e B-2841/2009 dell'11 novembre 2009 consid. 5
con rinvii). Il divieto del comportamento contraddittorio vieta alle autorità di
scostarsi senza motivi oggettivi da una posizione che hanno preso in una
determinata fattispecie (cfr. sentenza del TF 2C_706/2018 del 13 maggio
2019 consid. 3.1 con rinvii).
Sia nel caso del principio dell'affidamento, che del divieto di un comporta-
mento contradditorio, il principio della buona fede tutela l'amministrato nei
confronti dell'autorità, quando, assolte determinate condizioni, il medesimo
abbia agito conformemente alle istruzioni e alle dichiarazioni di quest'ul-
tima.
11.2.1 Il principio dell'affidamento tutela in particolare la fiducia riposta in
(1) un'informazione ricevuta dall'autorità o in un suo determinato compor-
tamento suscettibile di destare un'aspettativa legittima, (2) quando l'auto-
rità sia intervenuta in una situazione concreta riguardo a determinate per-
sone, (3) quand'essa era competente a rilasciare l'informazione o il citta-
dino poteva ritenerla competente sulla base di fondati motivi, (4) quando
affidandosi all'esattezza dell'informazione egli abbia preso delle disposi-
zioni non reversibili senza subire un pregiudizio e (5) quando non siano
intervenuti mutamenti legislativi posteriori al rilascio dell'informazione
stessa (cfr. DTF 141 V 530 consid. 6.2, 131 II 627 consid. 6.1, 137 II 182
consid. 3.6.2; sentenze del TF 2C_482/2020 del 28 settembre 2021 con-
sid. 4.2, 2C_706/2018 del 13 maggio 2019 consid. 3.1 con rinvii; sentenze
del TAF A-7148/2010 del 19 dicembre 2012 consid. 7.2, B-2843/2009
dell'11 novembre 2009 consid. 5).
In questi casi, se le condizioni sono soddisfatte, l'amministrato ha il diritto
di non subire danni in relazione alla situazione risultante dall'informazione.
In linea di principio, quindi, la situazione giuridica viene decisa in base alle
informazioni errate fornite all'amministrato, ma sono possibili anche altre
conseguenze, come il risarcimento, poiché l'obiettivo della tutela del citta-
dino è di evitare che subisca un danno. Pertanto, la comunicazione indivi-
duale della pratica ad un cittadino comporta la protezione della fiducia che
egli ha riposto in tale pratica. Se le condizioni per la protezione della fiducia
sono soddisfatte, per l'amministrato in questione viene mantenuta la solu-
zione prevista dall'informazione datagli, nonostante il cambiamento di
prassi o, se del caso, l'illegalità della prassi precedente. Tuttavia, si tratta
di una protezione individuale che non impedisce all'autorità di modificare la
propria prassi nei confronti dei cittadini non toccati dall'informazione data
(HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., marg. 700; AURÉLIE GAVILLET, in : La
B-4036/2021
Pagina 21
pratique administrative dans l'ordre juridique suisse, ASR – Abhandlungen
zum Schweizerischen Recht Band/Nr. 827, Heinz Hausheer [ed.], 2018,
pag. 228 con ulteriori rinvii a dottrina e giurisprudenza).
Visto quanto sopra esposto, la distinzione fondamentale che regola l'inter-
vento degli aspetti del principio di buona fede, che sono la tutela della fidu-
cia e il divieto di comportamenti contraddittori, consiste nella comunica-
zione individuale della pratica all'amministrato. Infatti, quando la pratica
amministrativa è stata comunicata individualmente e specificamente al cit-
tadino, quest'ultimo può beneficiare della tutela della fiducia, se le sopra
citate condizioni sono soddisfatte. Se, invece, tale comunicazione non ha
avuto luogo, si applica il principio di buona fede sotto l'aspetto del divieto
di comportamento contraddittorio, che impone all'autorità di seguire la pro-
pria prassi finché non sono soddisfatte le condizioni del cambiamento di
prassi (cfr. AURÉLIE GAVILLET, op. cit., pag. 232).
11.2.2 Una minoranza della dottrina ritiene che la prassi nella forma di un
provvedimento amministrativo pubblicato costituisca una base di fiducia
che consente al cittadino di fare affidamento su di essa anche senza alcuna
comunicazione specifica, purché siano soddisfatte le altre condizioni per la
tutela della fiducia. La minoranza dottrinale che difende l'applicazione del
principio di fiducia anche in assenza di comunicazione, ritiene che il rap-
porto speciale tra lo Stato e il cittadino, criterio importante per l'applicazione
della tutela della fiducia, debba essere inteso in senso ampio (cfr. AURÉLIE
GAVILLET, op. cit., pagg. 232-233 con ulteriori rinvii a dottrina e giurispru-
denza). In questi casi, restano però applicabili le altre condizioni per la pro-
tezione della fiducia: il cittadino che intende avvalersi della sua fiducia in
una prassi amministrativa, deve dimostrare di esserne stato a conoscenza,
di aver compiuto uno o più atti su tale base e di aver subito un danno per-
ché la prassi non è stata applicata nei suoi confronti. L'interesse privato del
cittadino alla protezione della sua fiducia deve essere soppesato con l'in-
teresse pubblico all'applicazione uniforme della nuova prassi. Tali ipotesi
non impediscono ad un'autorità di cambiare la propria prassi in generale,
ma solo di tutelare la fiducia del cittadino nel suo caso specifico (cfr. sen-
tenza del TAF B-4993/2012 del 24 giugno 2014 consid. 4.1 e 4.4; AURÉLIE
GAVILLET, op. cit., pag. 234 con ulteriori rinvii a dottrina e giurisprudenza;
HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., marg. 624 seg. e marg. 627 segg.).
11.2.3 Nella fattispecie, dall’incarto è possibile evincere un rapporto piutto-
sto stretto tra le parti, fatto di una collaborazione personale di svariati anni,
nonché di uno scambio di telefonate e di e-mail dal linguaggio colloquiale
B-4036/2021
Pagina 22
e confidenziale, nell'ambito delle quali le parti si danno del "tu" (cfr. scam-
bio di e-mail del 17 giugno 2021, alleg. 4 dell'incarto dell'autorità inferiore).
Tutto ciò va ben oltre il rapporto classico tra autorità e cittadino.
Da anni la ricorrente e l'autorità inferiore collaborano strettamente, mante-
nendo un contatto costante e individuale durante tutta la fase preparatoria
della richiesta di sussidio.
La stessa autorità inferiore indica che vi sarebbe stata in autunno 2020 da
parte della signora B._ una comunicazione individuale e orale circa
la futura/nuova prassi. D'altro canto, agli atti figura uno scritto secondo cui
dall’informazione telefonica, la ricorrente ne ha compreso una modifica dei
criteri e conseguentemente del trattamento da parte di un'altra sezione. Da
tale conversazione, la ricorrente afferma non avere potuto dedurre delle
nuove condizioni a lei sfavorevoli. Allo stato attuale, anche il Tribunale fa-
tica a vedere quali siano.
Infatti, dall'incarto non è possibile evincere in cosa consista il cambiamento
di prassi dichiarato da Pro Helvetia, su quali "motivi seri e oggettivi" poggi,
se avvenga sistematicamente, nonché se ed eventualmente quali misure
l'autorità inferiore abbia adottato per mitigare le conseguenze negative de-
rivanti da tale cambiamento. Non è altresì possibile stabilire se il cambia-
mento di prassi sia stato annunciato in maniera sufficientemente chiara al
pubblico.
È comunque palese che l’autorità inferiore abbia voluto procedere ad una
comunicazione individuale della futura prassi nei confronti della ricorrente.
Pro Helvetia ha però perlomeno peccato di incompletezza ed inesattezza
nella sua comunicazione. Ciò ha impedito alla ricorrente di reagire in ma-
niera appropriata al futuro cambiamento. Prova ne sono le affermazioni
della ricorrente e il fatto che, se la ricorrente avesse effettivamente capito
la portata del cambiamento di prassi, presumibilmente avrebbe inoltrato la
richiesta di sussidio prima di ciò. Il tempo sarebbe stato sufficiente.
Un altro elemento a sostegno dell'incomprensione tra l'autorità inferiore e
la ricorrente, è che l'8 luglio 2021, le parti si sono ritrovate nella sede di Pro
Helvetia a Zurigo (ricorso punto 3i), per stabilire la maniera di agire in futuro
secondo la nuova prassi.
11.3 Visto quanto precede, se la ricorrente non dovesse ottenere un sus-
sidio secondo la nuova prassi (cfr. consid. 10.3), l'autorità inferiore dovrà
procedere ad analizzare se, secondo la vecchia prassi, la richiesta della
B-4036/2021
Pagina 23
ricorrente avrebbe adempiuto i requisiti per un sussidio oppure no, indican-
done eventualmente i motivi.
Qualora l'autorità inferiore dovesse arrivare alla conclusione che le condi-
zioni per un sussidio non siano date secondo la nuova prassi, bensì lo sa-
rebbero state secondo la vecchia, la medesima dovrà effettuare una pon-
derazione dell'interesse pubblico all'applicazione uniforme della nuova
prassi con quello della ricorrente a ottenere il sussidio. In caso di impossi-
bilità di accordare un sussidio, Pro Helvetia dovrà altresì verificare l'even-
tualità di contribuire in una certa misura alle spese già sostenute dalla ri-
corrente, allo scopo di inoltrare la presente richiesta di sussidio in maniera
dettagliata.
12.
Pertanto, visto quanto precede, il ricorso è accolto e la decisione impu-
gnata del 5 agosto 2021 è annullata. Di conseguenza, gli atti di causa sono
rinviati all’autorità inferiore, perché proceda alla pronuncia di una nuova
decisione ai sensi dei considerandi (consid. 10 e 11, in particolare 10.3 e
11.3).
13.
Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a carico
della parte soccombente. Se quest’ultima soccombe solo in parte, le me-
desime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di
giustizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario, dell'ampiezza e
della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situa-
zione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF).
13.1 Nella fattispecie, visto l'esito del ricorso (cfr. consid. 12), non si prele-
vano spese processuali. L’anticipo spese di fr. 1'500.–, già versato in data
27 settembre 2021, verrà dunque restituito alla ricorrente.
13.2 Infine, in virtù dell’art. 63 cpv. 2 PA, nessuna spesa processuale è
messa a carico dell’autorità inferiore.
14.
La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto ad un'indennità per
le spese indispensabili derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione
con gli artt. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF).
B-4036/2021
Pagina 24
Le spese ripetibili comprendono le spese di rappresentanza o di patrocinio
ed eventuali altri disborsi di parte (art. 8 TS-TAF). Le spese di rappresen-
tanza e di patrocinio comprendono tra l'altro l'onorario dell'avvocato o l'in-
dennità dovuta ai mandatari professionali che non sono avvocati (art. 9
cpv. 1 lett. a TS-TAF), i quali sono calcolati in funzione del tempo necessa-
rio alla rappresentanza della parte (art. 10 cpv. 1 TS-TAF). Giusta l'art. 14
cpv. 1 TS-TAF le parti che chiedono la rifusione delle ripetibili devono pre-
sentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una nota parti-
colareggiata delle spese. Se quest'ultima non è stata inoltrata, l'indennità
è fissata sulla base degli atti di causa (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).
14.1 Nella fattispecie, la ricorrente, totalmente vincente e rappresentata da
un avvocato, ha diritto alla rifusione delle spese ripetibili.
Considerato che la medesima non ha prodotto alcuna nota particolareg-
giata che permetta di verificare le ore impiegate, l'indennità è fissata sulla
base degli atti. Non essendosi dovuta confrontare con delle questioni di
fatto o di diritto inabituali o eccezionalmente ardue e avendo presentato un
ricorso e una replica, è giustificato ritenere che, per la ricorrente, le spese
necessarie derivanti dalla causa siano di fr. 3'000.–. Tale importo è messo
a carico dell'autorità inferiore (art. 64 cpv. 2 PA; cfr. sentenza del TAF
B-7402/2016 del 27 luglio 2018 consid. 15.2.1).
14.2 Quanto all’autorità inferiore, essa non ha diritto ad un'indennità per le
spese ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
15.
La presente sentenza è definitiva e non può essere impugnata al Tribunale
federale con un ricorso in materia di diritto pubblico (art. 83 lett. k della
legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).
B-4036/2021
Pagina 25