Decision ID: bc5dd544-6c93-471f-8f15-3a7b6269f5bc
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_003
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._, sposata e madre di due figli, vive con la famiglia in Svizzera dal
2005 e da allora ha sempre lavorato in qualità di cameriera ai piani, da
ultimo a B._ per la C._ SA di D._, percependo un salario
mensile lordo di CHF 3'500.00 più tredicesima mensilità. Il marito è
imbianchino e consegue un salario lordo mensile di ca. CHF 5'000.00. L'11
aprile 2013, ella ha fatto domanda di prestazioni AI a causa di una
poliartrite di cui soffre già dal 2007 e che avrebbe comportato un'incapacità
al lavoro del 30 % dal 1. ottobre 2012.
2. Con decisione 19 settembre 2013, l'Ufficio AI dei Grigioni ha rifiutato il
diritto a una rendita d'invalidità. Questa decisione è stata cassata su
ricorso dal Tribunale amministrativo con sentenza S 13 127 del 18 febbraio
2014. Il Tribunale ha rinviato la causa all'Ufficio AI per nuova decisione
previa effettuazione degli accertamenti ai sensi dei considerandi
(disposizione di una perizia preferibilmente pluridisciplinare e chiarimento
della questione se sia indicato un cambiamento di lavoro o se l'attività
svolta sia quella che meglio si conforma alla patologia invalidante).
A._ ha continuato anche in seguito a lavorare come cameriera presso
la C._ SA con un carico di lavoro del 60 % (tre giornate lavorative alla
settimana) e un salario lordo di ca. CHF 2'000.00.
3. Nella perizia pluridisciplinare disposta dall'Ufficio AI del Servizio
Accertamento Medico (SAM) di Bellinzona del 22 giugno 2015 i periti
hanno diagnosticato con influenza sulla capacità lavorativa: un'artrite
reumatoide sieropositiva (diagnosi del 2007) con fattore reumatoide e
anticorpi anti-CCP positiva; una poliartrosi delle dita; una sindrome
panvertebrale con componente spondilogena, cronica in: nota moderata
ernia discale L5-S1 (MRI lombare del 25 giugno 2013), disturbi statici del
rachide (appiattimento della dorsale con minima scoliosi sinistro-
convessa, scoliosi destra-convessa lombare), decondizionamento e
- 3 -
sbilancio muscolare, tendenza fibromialgica (8 punti su 18 punti
fibromialgici positivi), obesità (peso 62 kg/ statura 153.5 cm); una
sindrome ansioso-depressiva e una sindrome dolorosa somatoforme.
Senza influsso sulla capacità lavorativa i medici hanno constatato
un'emisindrome sensitiva a sinistra di origine verosimilmente funzionale,
una pregressa moderata sindrome del tunnel carpale bilaterale
(attualmente non dimostrabile), und morbo di Basedow dal 2000 e un
tabagismo cronico. Nella valutazione globale i periti hanno giudicato
A._ abile al lavoro nell'attività abituale di cameriera ai piani nella
misura del 60 % (normale tempo di lavoro con diminuzione del rendimento
del 40 %) e abile al lavoro in attività adatta nella misura dell'80 % (normale
tempo di lavoro con diminuzione del rendimento del 20 %). I periti hanno
affermato che l'attività abituale rispetterebbe soltanto parzialmente i limiti
funzionali e di carico dovuti alla patologia reumatologica, trattandosi di
un'attività che comporterebbe il mantenimento della posizione eretta con
movimenti di torsione ed anteflessione del tronco, in parte lavori sopra il
livello della testa con sollecitazione costante delle articolazioni, in parte
anche ripetitivamente. Inoltre la patologia psichiatrica comporterebbe una
diminuzione della resistenza e della tenuta, unitamente alla diminuzione
della tolleranza allo stress. Tutte le limitazioni nel loro insieme
comporterebbero una diminuzione del rendimento del 40 %. Evitando i
limiti funzionali e di carico descritti, secondo i periti in attività adatta le
patologie somatiche non comporterebbero nessuna incapacità lavorativa,
mentre la patologia psichiatrica comporterebbe una diminuzione del
rendimento del 20 % per ogni professione.
4. Il 4 novembre 2015 l'Ufficio AI ha prospettato il rifiuto di una rendita in base
a un grado d'invalidità dell'11.15 %. Con le osservazioni a tale progetto del
14 gennaio 2016 A._ ha inoltrato il rapporto del Prof. Dr. med.
E._, specialista in anestesiologia, del 18 dicembre 2015 in cui questi,
in particolare, rilevava una discopatia sintomatica L5-S1, considerava una
- 4 -
capacità lavorativa (in qualsiasi lavoro) di al massimo il 50 %, concludeva
di valutare la possibilità di un lavoro meno pesante nel settore alberghiero
e proponeva una nuova perizia in considerazione di questa nuova
diagnosi.
5. Nel rapporto del 29 febbraio 2016 il reumatologo curante Dr. med. F._
ha condiviso l'opinione del Prof. Dr. med. E._ riguardo all'incapacità
lavorativa e alla necessità di svolgere a tempo parziale un'attività più
leggera. Per quanto riguarda l'artrite, egli valutava la situazione molto
soddisfacente, in remissione con una terapia relativamente semplice.
Infine, pure egli riteneva indicata una rivalutazione multidisciplinare a
causa del peggioramento alla schiena.
6. La nuova documentazione è quindi stata sottoposta ai periti del SAM, i
quali nel complemento di perizia del 30 maggio 2016 hanno univocamente
confermato che questa non comporterebbe nuovi elementi richiedenti una
modifica della loro valutazione del 22 giugno 2015, la quale manterrebbe
la sua completa validità. Lo specialista in reumatologia e medicina interna
del SAM, Dr. med. G._, ha affermato, sostanzialmente, che la
discopatia L5-S1 sarebbe già stata conosciuta sulla base della MRI del 25
giugno 2013 e sarebbe stata messa in relazione con la sindrome
panvertebrale con componente spondilogena, cronica. Riguardo alla
necessità di eseguire un'attività a tempo parziale più leggera dell'attuale
riferita dal reumatologo curante, il Dr. med. G._ ha sottolineato che la
sua valutazione della capacità di carico terrebbe già conto di questo
aspetto (abilità in un lavoro adatto allo stato di salute sull'arco di una
giornata lavorativa normale di 8-9 ore con rendimento massimo del 100
%).
7. Nelle osservazioni dell'11 agosto 2016 A._ ha fatto rimarcare che,
contrariamente a quanto affermato dal Dr. med. G._, la diagnosi del
Prof. Dr. med. E._ prima non sarebbe mai stata presa in
- 5 -
considerazione. Inoltre, alle osservazioni è stato allegato un rapporto della
Dr.ssa med. H._, specialista in psichiatria e psicoterapia, dell'8
agosto 2016, in cui questa certifica un'incapacità lavorativa del 50 % dal
23 maggio 2016 e ipotizza la diagnosi di episodio depressivo di media
gravità con sintomi biologici reattivo alla patologia organica con sintomi
biologici di risveglio precoce, a tratti anedonia, calo d'appetito, stanchezza
al mattino, nervosismo. Stando alla psichiatra, la patologia psichiatrica
sarebbe molto embricata alla patologia fisica con un'incapacità lavorativa
al 50 % per la facile affaticabilità e l'intolleranza allo stress.
8. Nel rapporto medico del 28 agosto 2016 il medico di famiglia, Dr. med.
I._, specialista in medicina interna, ha attestato un'inabilità al lavoro
del 100 % a seguito di una esacerbazione dei dolori lombo-sacrali causati
dalla discopatia. Nel rapporto del 27 settembre 2016 il Dr. med. F._
ha specificato che la nuova MRI del 16 settembre 2016 mostrerebbe
un'ernia discale L5/S1 senza neurocompressione trattata con infiltrazione.
La terapia dell'artrite reumatoide sarebbe rimasta invariata essendo ben
funzionate e ben tollerata.
9. L'Ufficio AI ha di conseguenza incaricato il SAM per una rivalutazione.
Nella perizia pluridisciplinare del 23 marzo 2017 i periti del SAM hanno
aggiornato le loro diagnosi come segue:
Con influenza sulla capacità lavorativa:
Artrite reumatoide sieropositiva:
- diagnosi nell'aprile 2007; sotto terapia con Methotrexate da maggio 2007,
combinato ad Enbrel 50 mg ogni quattro settimane da settembre 2008;
- clinicamente in remissione, sinora anerosiva e anodulare.
Sindrome lombovertebrale /spondilogena cronica su:
discopatia a livello L5-S1 senza neurocompressione.
Sindrome ansioso depressiva (ICD-10 F41.2) evoluta in episodio depressivo,
attualmente di intensità lieve (ICD-10 F32.0)
Sindrome dolorosa somatoforme (ICD-10 F45.4)
- 6 -
Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
Emisindrome sensitiva a sinistra, di origine non organica.
Pregressa moderata sindrome del tunnel carpale bilaterale, attualmente non
dimostrabile.
Morbo di Basedow dal 2000 stato dopo trattamento con radio-iodio, attualmente
sostituzione ormonale insufficiente.
Tabagismo cronico.
Iniziale poliartrosi alle mani.
Sovrappeso.
Osteopenia.
Dal lato reumatologico, in sostanza il Dr. med. J._ non ha riscontrato
dei peggioramenti oggettivabili circa la patologia articolare infiammatoria
rispetto a quanto descritto dal Dr. med. G._. Vi sarebbe però stato un
peggioramento, perlomeno soggettivo, della patologia lombare, con
aumentati dolori che influenzerebbero l'attività abituale. Il Dr. med. J._
ha suggerito la continuazione di un corretto programma di ginnastica per
mantenere una buona tonicità della muscolatura del tronco. Egli ha
ritenuto che per il periodo di esacerbazione dei dolori lombari dall'11
agosto 2016 al 31 dicembre 2016, come attestato dal medico curante,
l'incapacità lavorativa sarebbe stata completa. Dal 1. gennaio 2017 egli
attestava invece un'inabilità lavorativa del 50 % nella professione di
cameriera ai piani o in un'attività fisicamente medio-pesante e un'inabilità
del 20 % allo svolgimento di una professione fisicamente leggera,
rispettosa delle patologie reumatiche, così come in qualità di casalinga.
Sotto il profilo psichiatrico, il Dr. med. K._ ha riscontrato un
peggioramento subentrato in primavera del 2016 seguito però da lenti ma
significativi miglioramenti grazie alle terapie messe in atto. Il Dr. med.
K._ ha giudicato A._ abile al 60 % da maggio fino a ottobre 2016
e all'80 % da novembre 2016. I periti hanno sottolineato che le percentuali
di incapacità lavorativa per la patologia reumatologica e per quella
psichiatrica non andrebbero sommate, bensì integrate per compensazione
vicendevole. Essi hanno attestato un'abilità lavorativa globale nell'attività
- 7 -
abituale di cameriera per piani e per tutte le attività lavorative pesanti e
medio-pesanti del 60 % dal 1. maggio 2013 al 10 agosto 2016 e dello 0 %
dall'11 agosto 2016 al 31 dicembre 2016 e del 50 % a partire dal 1. gennaio
2017, mentre in attività adatta essi hanno accertato un'abilità dell'80 % dal
1. maggio 2013 al 30 aprile 2016, del 60 % dal 1. maggio 2016 al 10 agosto
2016, dello 0 % dall'11 agosto 2016 al 31 dicembre 2016 e dell'80 % a
partire dal 1. gennaio 2017. I periti hanno specificato che l'incapacità
lavorativa nella professione abituale e per tutte le attività lavorative pesanti
e medio-pesanti sarebbe da intendersi come parziale diminuzione del
tempo di lavoro e del rendimento. I periti hanno considerato la possibilità
di lavorare in tali attività per il 70 % del normale tempo di lavoro con una
riduzione del rendimento nell'ordine del 30 %. In una professione adatta
alle sue condizioni di salute, invece, l'incapacità lavorativa del 20 %
sarebbe da intendersi come diminuzione del rendimento per il normale
tempo di lavoro con necessità di effettuare delle pause. I periti hanno
considerato adatta alle condizioni di salute un'attività lavorativa leggera ed
ergonomica, che non comporti movimenti ripetitivi di flessione/estensione
e rotazione del tronco e non imponga il mantenimento prolungato delle
posizioni statiche. Stando ai periti, il peso massimo dei carichi manipolabili
è di 10 kg e inoltre devono essere evitate le sollecitazioni intense delle
articolazioni con conseguente impossibilità di maneggiare ripetutamente
utensili con le mani. Oltre a ciò, A._ non può flettere ripetutamente le
ginocchia né camminare su terreni sconnessi e deve evitare i ripetuti
cambiamenti di temperatura e il contatto con l'acqua fredda.
10. Il 31 maggio 2017 la datrice di lavoro di A._ le ha notificato il recesso
dal contratto di lavoro per il 30 novembre 2017.
11. Nel rapporto del 27 novembre 2017 la Dr.ssa med. H._ ha osservato
che l'ipotetico miglioramento dello stato depressivo, considerato nella
perizia psichiatrica del Dr. med. K._ del 9 febbraio 2017, sarebbe
avvenuto nel corso del 2016 grazie proprio all'astensione dal lavoro. Ella
- 8 -
ha poi confermato la sua diagnosi di episodio depressivo di media gravità
con sintomi biologici reattivo alla patologia organica (ICD-10 F32.11) e
prognosticato una capacità lavorativa del 50 % per l'intolleranza allo
stress, la sintomatologia dolorosa che comparirebbe sotto sforzo e il
conseguente umore depresso. Nell'ulteriore rapporto del 14 dicembre
2017 la Dr.ssa med. H._ ha affermato che la sintomatologia attuale
consisterebbe in umore depresso, pensiero incentrato sulle difficoltà ad
affrontare la giornata e i dolori cui sarebbe confrontata, a tratti presenti
ideazioni suicidali passive (desiderio di fuga da tutto). Ella ha poi
riconfermato la sua precedente ipotesi diagnostica e l'inabilità lavorativa
del 50 % dal punto di vista psichiatrico.
12. Nel rapporto del 26 settembre 2017 il reumatologo curante Dr. med.
F._ ha rilevato che la situazione non sarebbe migliorata per quanto
riguarderebbe il dolore localizzato a livello dell'articolazione intervertebrale
L5/S1. I disturbi lamentati sarebbero diffusi. Non vi sarebbe invece alcun
problema per quanto concerne l'artrite reumatoide. Nel rapporto del 29
novembre 2017 egli ha poi specificato che le diagnosi del perito Dr. med.
J._ coinciderebbero con le sue e che la sua valutazione della capacità
lavorativa sarebbe coerente con le diagnosi e sostenibile. Riguardo ai
dolori lombari in relazione alla discopatia L5/S1 con ernia discale, egli ha
aggiunto che una nuova esacerbazione potrebbe giustificare una maggior
incapacità lavorativa transitoria, e che un'importante lombalgia su ernia
discale potrebbe giustificare un'incapacità lavorativa totale nel lavoro di
cameriera ai piani e un'incapacità lavorativa del 50 % in un'attività adatta.
13. In data 1. febbraio 2018 A._ ha comunicato all'Ufficio AI di essere in
incapacità lavorativa totale presso l'assicuratore d'indennità giornaliera per
malattia. L'invalidità sarebbe di lunga durata. Ella faceva sostanzialmente
notare che le considerazioni dei medici curanti contraddirebbero le
conclusioni dei periti.
- 9 -
14. Nel rapporto del 15 marzo 2018 il Dr. med. F._ ha notato che riguardo
all'artrite la situazione resterebbe clinicamente in remissione, per cui non
occorrerebbe modificare la terapia di base ben tollerata. In primo piano vi
sarebbe il mal di schiena. Persisterebbe un dolore diffuso con una
sintomatologia depressiva nell'ambito della fibromialgia.
15. Nel rapporto del 7 maggio 2018 la Dr.ssa med. H._ ha osservato che
la psicopatologia attuale consisterebbe in umore sub-depresso, a tratti
depresso, difficoltà ad iniziare la giornata; a tratti sarebbe presente anche
una sintomatologia dolorosa che peggiorerebbe ma che sarebbe in
trattamento. Ella ha poi precisato la sua precedente diagnosi nel senso di
episodio depressivo di media gravità con sintomi biologici in sindrome
ricorrente (ICD-10 F33.11), reattivo alla patologia organica dell'artrite
reumatoide. Infine, ella ha affermato che la capacità lavorativa
apparirebbe ridotta al 50-70 % per l'intolleranza allo stress, l'umore
depresso e la sintomatologia dolorosa.
16. Nel (nuovo) progetto di decisione del 28 giugno 2018 l'Ufficio AI ha
prospettato il conferimento di una rendita intera determinata dal 1. agosto
2016 al 31 dicembre 2016.
17. Nelle osservazioni del 31 agosto 2018 A._ ha obiettato, in special
modo, che l'Ufficio AI avrebbe violato l'obbligo di istruzione, basandosi
sulla perizia ormai vecchia del 23 marzo 2017 in contraddizione con il
parere della Dr.ssa med. H._, che segnalerebbe un'incapacità in
qualsiasi professione del 50 %. Inoltre, l'Ufficio AI non avrebbe tenuto
conto dell'evoluzione negativa della discopatia sboccata in un'invalidità
con incapacità lavorativa del 50 % in attività adatta.
18. Il 2 maggio 2019 il Dr. med. F._ ha confermato la sua diagnosi del 29
novembre 2017 e che lo stato di salute di A._ sarebbe diventato
cronico.
- 10 -
19. Dal 23 aprile 2019 al 18 maggio 2019 A._ è stata ricoverata nella
clinica Rehazentrum L._ a causa di forti dolori alla schiena e a
entrambi le mani. Stando al rapporto di dimissione del 14 maggio 2019,
non sono stati rilevati segni di attività della sintomatologia reumatica. La
situazione algica attuale era da ricondurre principalmente alla
problematica muscolare. La clinica ha potuto constatare dei progressi a
livello muscolare nel corso della cura stazionaria, anche se i dolori lombari
e la forza ridotta nelle mani sarebbero stati ridotti soltanto marginalmente.
La clinica L._ ha poi sottolineato l'importanza di un allenamento
costante al fine di prevenire un'altra esacerbazione dei dolori. Per motivi
fisici, veniva attestata una capacità lavorativa (in attività adatta) del 50 %
a partire dal 17 giugno 2019, mentre l'ultima attività svolta non veniva più
ritenuta esigibile. A._ veniva inoltre visitata dallo psichiatra Dr. med.
M._, che nel rapporto di dimissione poneva la diagnosi di
osservazione per sospetto di disturbi psichici e comportamentali senza
disturbo psichiatrico manifesto (ICD-10 Z03.2) con scomparsa, secondo
propria anamnesi, già al momento d'ingresso in clinica del disturbo
dell'adattamento dovuto a molteplici fattori di carico nel passato più
recente.
20. Con decisione 17 maggio 2019 l'Ufficio AI ha conferito una rendita intera
per il periodo dal 1. agosto 2016 al 31 dicembre 2016. A motivazione
l'Ufficio AI ha addotto, in sintesi, che a partire dal 15 maggio 2013 lo stato
di salute di A._ sarebbe peggiorato. Da tale data in poi vi sarebbe
stata un'incapacità lavorativa del 40 %, per cui l'anno di attesa sarebbe
iniziato il 15 maggio 2013. L'Ufficio AI ha calcolato che nell'attività di
cameriera ai piani nel 2018 A._ avrebbe potuto conseguire un reddito
di CHF 48'470.25, mentre per il reddito da invalida l'Ufficio si è basato su
di un reddito pari a CHF 44'358.55 in base alle tabelle RSS 2014, livello di
competenza 1, per donne, adeguato a 41.7 ore settimanali, indicizzato,
con capacità lavorativa dell'80 %. In base alla capacità lavorativa attestata
- 11 -
nella perizia in attività adatta, dal raffronto dei redditi effettuato dall'Ufficio
AI risultava un grado d'invalidità del 31 % a partire dal 1. maggio 2016 (60
% di abilità lavorativa), del 100 % tra l'11 agosto 2016 e il 31 dicembre
2016 (capacità lavorativa dello 0 %) e dell'8 % a partire dal 1. gennaio
2017 (capacità lavorativa dell'80 %). L'Ufficio AI ha asserito di potersi
basare sulla perizia del SAM del 23 marzo 2017. La prognosi lavorativa
sarebbe stazionaria, per cui l'attualità della perizia non sarebbe rilevante
e non servirebbero ulteriori accertamenti. La documentazione medica
presentata con l'obiezione non sarebbe in grado di scalfire le valutazioni
del SAM, in quanto si baserebbe su fattori estranei all'invalidità (Dr.ssa
med. H._) e unicamente sull'attività originaria di cameriera ai piani
(Dr.ssa med. H._ e I._) nonché confermerebbe quanto affermato
nella perizia SAM (Dr. med. I._ e F._).
21. Nel rapporto dell'11 giugno 2019 la Dr.ssa med. H._ ha confermato
la sua precedente diagnosi di episodio depressivo di media gravità con
sintomi biologici in sindrome ricorrente reattiva alla patologia organica
(artrite reumatoide) (F32.[recte: 33]11 ICD-10). La psichiatra curante
attestava un'incapacità lavorativa al 50 % per la facile affaticabilità, il
rallentamento psicomotorio, l'intolleranza allo stress risp. nervosismo,
l'umore altalenante, la sintomatologia dolorosa e l'ideazione suicidale a
tratti presente e a volte minimizzata.
22. Avverso la decisione 17 maggio 2019 dell'Ufficio AI, A._ (qui di
seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni il 13 giugno 2019, chiedendo che il grado d'invalidità
sia considerato superiore al 70 % e che l'Ufficio AI sia obbligato a
riconoscerle una rendita d'invalidità intera. In via subordinata, ella ha
postulato il rinvio del caso all'Ufficio AI per disporre una nuova perizia
psichiatrica e che all'Ufficio AI sia fissato un termine non superiore a nove
- 12 -
mesi per la delibera di una nuova decisione. La ricorrente faceva valere in
special modo che, nonostante le sue osservazioni in fase di obiezione,
l'Ufficio AI non avrebbe tenuto conto dell'evoluzione negativa del caso sia
in campo psichiatrico che fisico. Secondo la ricorrente, dagli atti
risulterebbe un'incapacità lavorativa del 50 % dovuta ai problemi psichici
e pure del 50 % a causa della discopatia cronica. La ricorrente sosteneva
che l'incapacità lavorativa totale sarebbe del 75 % (attività adatta
esercitabile al 25 % [50 % x 50 %]). Infine, la ricorrente eccepiva il fatto
che non fosse stata applicata una riduzione sul reddito da invalida, che in
considerazione dell'assenza di formazione professionale, di conoscenze
linguistiche ridotte e di limiti di rendimento dovrebbe equivalere al 25 %.
La ricorrente giungeva pertanto a un grado d'invalidità del 78.55 %.
23. Nella presa di posizione del 27 giugno 2019 l'Ufficio AI (qui di seguito:
convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. Il convenuto sosteneva in
special modo che la documentazione prodotta in sede di ricorso non
sarebbe in grado di scalfire le valutazioni del SAM, in quanto
confermerebbe quanto affermato dai periti (rapporti del Dr. med. F._
del 28 novembre 2017 e 2 maggio 2019), fornirebbe una diversa
valutazione sulla capacità lavorativa della ricorrente risp. perorerebbe una
diversa valutazione del fatto giuridico (rapporto di dimissione del
Rehazentrum L._ del 14 maggio 2019, della Dr.ssa med. H._
dell'11 giugno 2019) nonché confermerebbe l'inesistenza di psicopatologie
(rapporto psichiatrico del Rehazentrum L._ del 28 maggio 2019). In
più, bisognerebbe tener presente il fatto che un disturbo reattivo, dal quale
sembra essere affetta la ricorrente, sarebbe irrilevante per il diritto alla
rendita d'invalidità, visto che tale affezione psichica sarebbe suscettibile di
essere curata (a tal proposito il convenuto rinvia a quanto riferito nel
rapporto psichiatrico del Rehanzentrum L._ del 28 maggio 2019).
Inoltre, la concessione di una deduzione dal reddito da invalida in
considerazione dei disturbi sarebbe esclusa, dato che nell'abilità al lavoro
- 13 -
attestata all'80 % sarebbero già sufficientemente considerate le limitazioni
della capacità fisica, psichica, funzionale e del rendimento. Tantomeno
una deduzione si giustificherebbe a causa dell'assenza di formazione
professionale e di conoscenze linguistiche, visto che il livello di
competenze 1 delle tabelle RSS applicate comprenderebbe proprio attività
semplici, per le quali non si presupporrebbero conoscenze professionali
e/o linguistiche.
24. Nella replica del 16 agosto 2019 la ricorrente ha confermato i petiti del
ricorso. Ella ha ribadito che il convenuto non avrebbe per nulla considerato
gli ultimi sviluppi e la diagnosi del Dr. med. F._, il quale peraltro in altri
casi fungerebbe da perito per il convenuto. Riguardo all'affezione psichica,
sarebbe indifferente che questa sia o no suscettibile di essere curata; fino
ad oggi non sarebbe stato possibile curarla.
25. Con scritto del 10 settembre 2019 il convenuto ha rinunciato a una duplica.

II. Considerando in diritto:
1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui questo
competente Tribunale entra nel merito del ricorso contro la decisione di
rendita d'invalidità del 17 maggio 2019.
2. Controverso è se la ricorrente ha diritto a una rendita d'invalidità intera.
3.1. Giusta l'art. 28 cpv. 2 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità
(LAI; RS 831.20) l'assicurata ha diritto a una rendita intera se è invalida
almeno al 70 %, a tre quarti di rendita se è invalida almeno al 60 %, a una
mezza rendita se è invalida almeno al 50 % o a un quarto di rendita se è
invalida almeno al 40 %.
- 14 -
3.2. Per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurata invalida
potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lei
dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che ella avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventata invalida (art. 16 della Legge federale sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1] in combinato
disposto con l'art. 28a cpv. 1 LAI).
3.3. Per stabilire il grado d'impedimento, l'amministrazione e il giudice si
fondano su documenti allestiti dal medico o eventualmente da altri
speciali-sti, il cui compito consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurata sia incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili (DTF 125
V 256 consid. 4, 115 V 133 consid. 2). Quanto alla valenza probatoria di
un rapporto medico, determinante, secondo la giurisprudenza, è che i
punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che
il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Decisivo quindi per stabilire se
un rapporto medico abbia valore di prova non è tanto la sua origine o la
sua denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto (DTF 125 V 351
consid. 3a, 122 V 157 consid. 1c). La giurisprudenza ha tuttavia sviluppato
alcune direttive in relazione a determinate forme di attestazioni mediche
(DTF 125 V 351 consid. 3b, 118 V 286 consid. 1b). In tal senso, se non vi
sono indizi concreti che depongano contro la loro attendibilità, va
riconosciuto pieno valore probatorio alle perizie di medici specialistici
esterni che rilasciano i propri referti in base a indagini e osservazioni
accurate e dopo aver preso visione di tutta la documentazione medica e
- 15 -
che nella descrizione dei loro reperti giungono a risultati concludenti (DTF
137 V 210 consid. 1.3.4, 125 V 351 consid. 3b/bb). Riguardo ai medici
curanti si deve tenere conto, in seguito al rapporto di fiducia istauratosi
contrattualmente, che non può essere escluso che nel dubbio possano
esprimersi a favore del proprio paziente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, 125
V 351 consid. 3b/cc, 124 I 170 consid. 4). Considerata la divergenza tra il
mandato di cura e il mandato peritale commissionato d'ufficio, il mero fatto
che i medici curanti giungano a opinioni differenti da quelle dei periti, non
basta per mettere in discussione una perizia disposta dall'amministrazione
o dal giudice e non implica l'ordine di nuovi accertamenti. Sono fatti salvi i
casi in cui si impone una nuova valutazione, dacché i rapporti dei medici
curanti indicano degli aspetti oggettivi – quindi non soltanto riconducibili a
un'interpretazione soggettiva – che non sono stati identificati o sono stati
ignorati nella perizia e che sono sufficientemente pertinenti per mettere in
discussione le conclusioni del perito (cfr. sentenze del Tribunale federale
8C_317/2019 del 30 settembre 2019 consid. 2.3, 8C_379/2019 del 21
agosto 2019 consid. 2.2, 8C_229/2019 del 5 luglio 2019 consid. 5.1,
8C_835/2018 del 23 aprile 2018 consid. 3, 9C_142/2008 del 16 ottobre
2008 consid. 2.2).
3.4. Di regola, è determinate la fattispecie fino alla decisione impugnata. I
rapporti medici prodotti soltanto in fase di ricorso della clinica L._ del
14 e 28 maggio 2019 nonché della Dr.ssa med. H._ dell'11 giugno
2019, se del caso potranno essere eccezionalmente considerati (cfr. DTF
132 V 215 consid. 3.1.1, 130 V 138 consid. 2.1), per quanto essi
permettano di trarre conclusioni sulla fattispecie conclusasi con la
decisione impugnata e non espongano nuovi fatti che eventualmente
potrebbero essere oggetto di una nuova domanda d'invalidità.
4.1. Nel caso di specie la perizia del SAM del 23 marzo 2017 (doc. 130
convenuto), su cui il convenuto si è basato per la sua decisione, è stata
allestita lege artis in conoscenza dell'intero incarto e, dal punto di vista
- 16 -
psichiatrico (cfr. rapporti dello psicologo lic. e dipl. Ferrari e dello psichiatra
Dr. med. K._ [doc. 130/64 segg. e 130/69 segg. convenuto]), rispetta
la prassi in DTF 141 V 281 – in linea generale da applicare a qualsiasi
malattia psichica (DTF 143 V 418, 143 V 409 consid. 4.5.3). Dal punto di
vista fisico, va notato che la perizia non contrasta con la valutazione del
medico curante Dr. med. F._, il quale ha piuttosto affermato che le
diagnosi del perito Dr. med. J._ coinciderebbero con le sue e che la
valutazione della capacità lavorativa del Dr. med. J._ sarebbe
coerente con le diagnosi e sostenibile (cfr. rapporto del 29 novembre 2017
[doc. 2 ricorrente]). Per quanto la ricorrente censuri che il convenuto non
abbia tenuto conto degli ultimi sviluppi fisici, si osserva che nella lettera
del 2 maggio 2019 (doc. 2 ricorrente) il Dr. med. F._ ha soltanto
confermato la sua diagnosi del 29 novembre 2017 e il fatto che lo stato
della paziente sia diventato cronico. Il Dr. med. F._ aveva
diagnosticato l'ernia discale già con rapporto del 27 settembre 2016, a
seguito di cui il convenuto ha incaricato il SAM per una rivalutazione.
Laddove il Dr. med. F._ nel rapporto del 29 novembre 2017 menziona
che "per quanto riguarda i dolori lombari in relazione a una discopatia
L5/S1 con un'ernia discale, una nuova esacerbazione può giustificare una
maggior incapacità lavorativa transitoria (un'importante lombalgia su ernia
discale può giustificare un'incapacità lavorativa totale nel lavoro di
cameriera ai piani e un'incapacità lavorativa del 50 % in un'attività adatta)",
va detto che questa affermazione del Dr. med. F._ è soltanto
ipotetica. Fino al momento della delibera della decisione impugnata datata
17 maggio 2019, il convenuto non era apparentemente stato messo al
corrente del rapporto di dimissione dalla clinica L._ datato 14 maggio
2019 (doc. 3 ricorrente) rilasciato in seguito alla cura stazionaria tra il 23
aprile e il 15 maggio 2019 a causa dell'esacerbazione occorsa a fine aprile
2019. Trattandosi di una documentazione medica nuova, notificata dopo
la decisione, la valutazione della clinica L._ sulla capacità lavorativa
(nessuna capacità lavorativa nell'ultima attività svolta e 50 % di inabilità in
- 17 -
attività adatta a causa dei problemi fisici) è irrilevante nel caso di specie e
può semmai costituire oggetto di una nuova domanda di prestazioni. E pur
volendo considerare in questa sede il rapporto di dimissione della clinica
L._ del 14 maggio 2019, in quanto si riferisce all'esacerbazione
avvenuta a fine aprile 2019, quindi a un periodo precedente l'emanazione
della sentenza, va detto che la sintomatologia lombo-vertebrale,
diagnosticata nel rapporto della clinica L._ del 14 maggio 2019, era
già stata accertata nella perizia del SAM del 23 marzo 2017 (cfr. doc.
130/36 convenuto). Se poi, da un lato, l'esacerbazione subentrata ad
aprile 2019, come quella di agosto 2016, può aver comportato una
limitazione completa della capacità lavorativa, dall'altro va rilevato che,
stando a detto rapporto di dimissione, l'esacerbazione è stata temporanea
e soprattutto da ricondurre a una problematica muscolare. Da quanto
riferito non solo già dal perito Dr. med. J._, ma pure dalla clinica
L._, un allenamento muscolare sarebbe peraltro cruciale onde
prevenire ulteriori esacerbazioni. La capacità lavorativa del 50 % attestata
dalla clinica L._ a partire dal 17 giugno 2019 è quindi da reputare
come una semplice valutazione diversa da quella dei periti del SAM in
merito alla stessa problematica (sindrome lombovertebrale/spondilogena
cronica). Pertanto il rapporto di dimissione della clinica L._ del 14
maggio 2019 e quello del Dr. med. F._ (sulla mera possibilità di
un'incapacità lavorativa del 50 % in attività adatta) da soli, non sono
comunque in grado di scuotere la validità delle conclusioni nella perizia del
SAM del 23 marzo 2017.
4.2. Dal punto di vista psichiatrico, va ugualmente detto che il convenuto ha
tenuto conto di tutti gli sviluppi subentrati fino al momento della decisione
impugnata. L'opinione perorata dalla Dr.ssa med. H._ circa una
capacità lavorativa residua dal punto di vista psichiatrico del 50 % (in
qualsiasi attività), rappresenta soltanto una diversa valutazione della
percentuale lavorativa rispetto a quella data nella perizia del SAM (80 %
- 18 -
di abilità lavorativa [cfr. doc. 130/73 convenuto). In considerazione del
rapporto di fiducia tra la psichiatra curante e la ricorrente, per
l'accertamento della capacità lavorativa residua il convenuto ha dunque
potuto poggiare sulla perizia indipendente del SAM. Inoltre, il rapporto
psichiatrico di dimissione della clinica L._ del 28 maggio 2019 non è
principalmente pertinente perché rilasciato dopo la decisione impugnata.
Tuttavia, va rilevato che in detto rapporto medico il Dr. med. M._ ha
affermato che poco prima dell'ingresso in clinica la ricorrente avrebbe
sofferto di un disturbo depressivo dell'adattamento, il quale però sarebbe
già scomparso all'inizio del trattamento in clinica.
4.3. La perizia del SAM ha pertanto pieno valore probatorio e il convenuto si è
giustamente basato su di essa. Una violazione dell'obbligo di accertare i
fatti da parte del convenuto non è intravedibile.
5. I periti del SAM hanno concluso che a partire dal 1. gennaio 2017 la
ricorrente sarebbe abile al lavoro nella misura del 50 % nella professione
abituale di cameriera per piani e per tutte le attività lavorative pesanti e
medio-pesanti. L'incapacità lavorativa sarebbe da intendersi come
parziale diminuzione del tempo di lavoro e del rendimento. I periti hanno
considerato la possibilità di lavorare in tali attività per il 70 % del normale
tempo di lavoro con una riduzione del rendimento nell'ordine del 30 %. In
una professione adatta alle sue condizioni di salute, invece, secondi i periti
la ricorrente sarebbe abile all'80 %, con un'incapacità lavorativa del 20 %
da intendersi come diminuzione del rendimento per il normale tempo di
lavoro con necessità di effettuare delle pause. Essi hanno considerato
adatta alle condizioni di salute un'attività lavorativa leggera ed
ergonomica, che non comporti movimenti ripetitivi di flessione/estensione
e rotazione del tronco e non imponga il mantenimento prolungato delle
posizioni statiche. Stando ai periti, il peso massimo dei carichi manipolabili
sarebbe di 10 kg. Devono inoltre essere evitate le sollecitazioni intense
delle articolazioni con con-seguente impossibilità di maneggiare
- 19 -
ripetutamente utensili con le mani. La ricorrente non può flettere
ripetutamente le ginocchia né camminare su terreni sconnessi; dovrebbe
evitare i ripetuti cambiamenti di temperatura e il contatto con l'acqua
fredda. I periti hanno sottolineato che le percentuali di incapacità lavorativa
per la patologia reumatologica e per quella psichiatrica non andrebbero
sommate, bensì integrate, per compensazione vicendevole. Il profilo
descritto dai periti per un'attività ritenuta adeguata allo stato di salute della
ricorrente appare molto limitato, ma non irrealistico. A tal riguardo, va
notato che secondo la giurisprudenza occorre partire dal presupposto che
il mercato lavorativo teorico offra una moltitudine variegata di posti di
lavoro (cfr. sentenze del Tribunale federale 9C_253/2017 del 6 luglio 2017
consid. 2.2.1, 8C_670/2015 del 12 febbraio 2016 consid. 4.2 seg.; DTF
110 V 273 consid. 4b). Va dunque ritenuto che la ricorrente possa
impiegare sul mercato la sua capacità lavorativa residua e ottenere un
rispettivo reddito.
6. Per inciso va aggiunto che, come già notato dal convenuto nella decisione
impugnata, dalle indennità versate dall'assicuratore d'indennità giornaliera
per malattia il ricorrente non può dedurre nulla in suo favore per il diritto a
prestazioni d'invalidità, siccome detto assicuratore ha compensato alla
ricorrente la perdita di guadagno subita nell'attività originaria, mentre per
una rendita d'invalidità, in questo caso, è determinante l'incapacità
lavorativa in attività adatta.
7. Benché una parallelizzazione dei redditi non venga fatta valere dalla
ricorrente, riguardo al reddito da valida pari a CHF 48'470.25 (per l'anno
2018) va comunque notato che, sebbene detto reddito sia relativamente
modesto, esso non giustifica una parallelizzazione dei redditi, siccome non
è inferiore al salario minimo per collaboratori senza apprendistato (con
tredicesima mensilità) giusta l'art. 10 cpv. 1 cifra 1 lett. a CCNL
dell’industria alberghiera e della ristorazione con modifiche in vigore fino
al 2018.
- 20 -
8. Per la determinazione del reddito da invalida il convenuto ha applicato a
ragione le tabelle RSS. La soluzione di valutare il grado d'invalidità in base
all'attività abituale, come evidenziato nella sentenza di questo Tribunale S
13 127 del 18 febbraio 2014 consid. 4, non è (più) pertinente, siccome il
rapporto di lavoro è stato sciolto e tutti i medici interpellati sono
dell'unanime parere che l'attività di cameriera ai piani è inadeguata per la
ricorrente. Va pertanto ritenuto che la ricorrente non possa sfruttare al
meglio le risorse lavorative residue in questa attività, per cui è dato
fondarsi su di un reddito secondo le tabelle (cfr. DTF 139 V 592 consid.
2.3).
9. Resta da esaminare se occorre applicare una deduzione sul reddito da
invalida. La formazione professionale e le conoscenze linguistiche non
possono condurre a una deduzione, siccome il convenuto si è basato sul
livello di competenze 1, comprendente attività che non presuppongono
specifiche qualifiche (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_492/2015
del 17 novembre 2015 consid. 3.2.3). A causa dei disturbi, inoltre, non può
essere concessa una deduzione, siccome questi sono già stati presi in
debita considerazione nella riduzione della percentuale lavorativa. Tra
parentesi, si osserva che, pur concedendo una deduzione del 25 %,
questa non porterebbe a un grado d'invalidità rilevante per il periodo dal
1. gennaio 2017 in avanti con capacità lavorativa dell'80 %.
10. Infine, si accerta che ai calcoli del grado d'invalidità effettuati dal
convenuto nella decisione impugnata in base alle percentuali di capacità
lavorativa giusta la perizia del SAM non c'è nulla da eccepire. Va invece
corretto il termine di assegnazione della rendita intera. Secondo
giurisprudenza, quando l'amministrazione assegna una rendita retroattiva
(per la prima volta) graduata e/o limitata nel tempo, devono essere
applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative
giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA e l'art. 88a dell'Ordinanza sull’assicurazione
per l’invalidità (OAI; RS 831.201) in merito al cambiamento del diritto a
- 21 -
prestazioni in seguito a miglioramento o peggioramento della capacità al
guadagno (cfr. DTF 133 V 263 consid. 6.1, 131 V 164 consid. 2.2, 125 V
413 consid. 2d; sentenza del Tribunale federale 8C_542/2019 del 4
dicembre 2019 consid. 3.2). Di conseguenza, conformemente al termine
di tre mesi di cui all'art. 88a cpv. 1 OAI, considerato che è stato ritenuto un
miglioramento della capacità al guadagno a partire da gennaio 2017, la
rendita intera assegnata fino al 31 dicembre 2016 deve essere prolungata
fino al 31 marzo 2017. In tal senso, il ricorso va parzialmente accolto.
11.1. L'esito della controversia giustifica l'accollamento delle spese processuali
fissate a CHF 700.00 (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e art. 69 cpv. 1bis LAI) per
due terzi alla ricorrente e per un terzo al convenuto.
11.2. Giusta l'art. 61 lett. g LPGA, la ricorrente che vince la causa ha diritto al
rimborso delle ripetibili secondo quanto stabilito dal tribunale delle
assicurazioni. L’importo è determinato senza tener conto del valore
litigioso, ma secondo l’importanza della lite e la complessità del
procedimento. La nota d'onorario di CHF 2'466.60 inoltrata dal
patrocinatore della ricorrente si basa su una tariffa oraria di CHF 275.00,
che secondo prassi di questo Tribunale in mancanza di un accordo
sull'onorario va ridotta a CHF 240.00. Inoltre, le spese superano l'importo
forfettario del 3 % dell'onorario riconosciuto per prassi per le spese non
dimostrate nel dettaglio. Di conseguenza, a prescindere da questa nota
d'onorario che andrebbe corretta, in applicazione dell'art. 61 lett. g LPGA
il Tribunale fissa le ripetibili in favore della ricorrente a sua discrezione,
tenendo conto di una vittoria parziale in misura di 1/3 e di ripetibili
assegnate in casi di complessità analoghi, a CHF 800.00.