Decision ID: f081534c-4f0b-5eb1-bfa8-7876d53eca53
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1970, in precedenza attivo quale maestro artigiano _, nel mese di marzo 2017 ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti, giustificata dall’esistenza di “lesione sovraspinoso, tendinosi capo lungo del bicipite brachiale, conflitto sottoacromiale, artrosi acromion-clavicolare spalla destra” (doc. 7).
Sulla base del rapporto finale SMR del 25 maggio 2018 (doc. 49), con progetto di decisione del 28 maggio 2018 (doc. 47), poi confermato con decisione del 17 agosto 2018 (doc. 62) e del 26 settembre 2018 (doc. 65), l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita intera di invalidità (grado AI del 100%) a decorrere dal 1° settembre 2017, prevedendo una revisione appena in possesso della documentazione atta a permettere una valutazione approfondita e conclusiva della fattispecie, essendo a quel momento l’interessato ancora in cura.
1.2. Nel mese di settembre 2018 l’Ufficio AI ha intrapreso una revisione d’ufficio.
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra i quali in particolare una perizia pluridisciplinare affidata al _, con progetto di decisione del 10 luglio 2019 (doc. 93), poi confermato con decisione del 16 ottobre 2019 (doc. 106), l’Ufficio AI ha soppresso il diritto ad una rendita di invalidità, ritenendo che l’assicurato non raggiunga un grado di invalidità sufficiente per continuare a beneficiare del diritto a prestazioni.
1.3. Contro il succitato provvedimento di soppressione della rendita è insorto, con tempestivo ricorso del 20 novembre 2019, l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, chiedendo l’annullamento della decisione impugnata e di potere continuare a beneficiare di una rendita intera di invalidità, così come già stabilito nella precedente decisione del 17 agosto 2018.
Sostanzialmente il legale ha contestato il fatto che lo stato di salute dell’assicurato sia migliorato dopo la decisione del 17 agosto 2018, ritenendo che l’apprezzamento della capacità lavorativa effettuata in sede di revisione costituisca “solo” una diversa valutazione della medesima fattispecie, ciò che esclude il diritto di procedere ad una revisione ed, in particolare, alla soppressione della rendita di invalidità già in corso (doc. I).

1.4. Con la risposta di causa del 26 novembre 2019, l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi in diritto (doc. IV).
1.5. In data 17 dicembre 2019, il patrocinatore dell’assicurato ha ribadito la propria posizione, rilevando come il dr. _ abbia attestato che lo stato di salute dell’interessato è invariato, circostanza che, a suo modo di vedere, rende il referto peritale di _ solo una diversa valutazione di una medesima fattispecie. Ciò non può fondare il diritto alla soppressione della rendita di invalidità già riconosciuta all’interessato con decisione del 17 agosto 2018 (doc. VIII).
1.6. Con osservazioni del 20 dicembre 2019 l’Ufficio AI ha confermato la correttezza della propria decisione (doc. X).
1.7. In data 28 aprile 2020 il legale dell’assicurato ha fatto presente che il proprio assistito versa in una situazione finanziaria disastrosa, con uno stato di salute inalterato (doc. XII).
in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione a sapere se l’Ufficio AI ha correttamente, o meno, soppresso la rendita intera di invalidità di cui beneficiava il ricorrente.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.2. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).