Decision ID: fa23f4b6-89a8-5639-8d30-01c893b43596
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con decreto 23 ottobre 1991 la Pretura del Distretto di Lugano ha pronunciato il fallimento della _. Il 12 gennaio 1998 l’UF di Lugano ha depositato, quale parte integrante della graduatoria, l’elenco oneri relativo alla part. _, di proprietà della fallita _.
B.
Con ricorso 22 gennaio 1998 il _ si aggrava contro l’elenco oneri contestando le iscrizioni sub.1 e sub. 2 relative alle imposte cantonali e comunali per l’anno 1990 a favore, rispettivamente, dello _ per fr. 614’591.-- oltre fr. 990.35 di interessi e del _ per fr. 524’294.50. La ricorrente sostiene che tali importi non debbano beneficiare della garanzia dell’ipoteca legale diretta ex art. 836 CC, non essendo le imposte notificate in stretta relazione con l’immobile.
C.
In data 1° aprile 1999 questa Camera ha parzialmente accolto il ricorso avendo, con l’inoltro delle rispettive osservazioni, lo _ e il _ comunicato di aver ridotto le loro notifiche di credito nei termini seguenti:
Imposta cantonale 1990
da fr. 614’591.-- a fr. 9’671.--
Imposta comunale 1990
da fr. 524’294.50 a fr. 11’855.85
Alla luce di tali circostanze l’elenco oneri della part. _ di _ è stato modificato con la rettifica degli importi relativi alle imposte cantonali e comunali per il 1990 poste al beneficio dell’ipoteca legale. L’Ufficio esazione e condoni, con scritto 28 gennaio 1998 allegato alle osservazioni 12 marzo 1998, ha inoltre comunicato che l’imposta cantonale per l’anno 1992 non viene notificata nell’elenco oneri essendo sorta dopo la dichiarazione di fallimento, avvenuta il 23 ottobre 1991. Tale importo è stato quindi depennato dall’elenco oneri impugnato. Il Comune di _ ha notificato l’importo relativo all’imposta comunale per il 1991 solo il 30 gennaio 1998. Essendo le insinuazioni tardive ammesse fino alla chiusura del fallimento, giusta l’art. 251 cpv. 1 LEF, tale importo è stato inserito ad elenco oneri. Di conseguenza allo scopo di tutelare i diritti dei singoli creditori, la graduatoria e l’elenco oneri depositati il 12 gennaio 1998 sono stati annullati, invitando l’UF di _ a voler procedere ad un nuovo deposito sulla base delle rettifiche esposte precedentemente, concedendo ai creditori la facoltà di cui all’art. 250 LEF.
D.
Con domanda di revisione 19 aprile 1999 la _ (_) postula l’annullamento della sentenza impugnata e che il ricorso 22 gennaio 1998 del _ venga dichiarato irricevibile, subordinatamente venga stralciato dai ruoli siccome divenuto privo d’oggetto o, in via ancor più subordinata, venga sospeso sino a crescita in giudicato della sentenza di ultimo grado nel processo promosso da _ contro lo _ nella causa di cui all’inc. no. _ della _. La _ sostiene infatti che l’Autorità cantonale di vigilanza avrebbe omesso di considerare, benché risultasse dalle osservazioni della stessa _, l’esistenza delle azioni di contestazione da lei promosse nei confronti dello _ ed il Comune di _, né avrebbe provveduto ad informarsi dell’esito dei processi. La _ ha inoltre impugnato la decisione in oggetto anche con ricorso ex art. 19 LEF al Tribunale Federale, al quale in data 27 aprile 1999 è stato concesso effetto sospensivo sino all’emanazione del giudizio sulla domanda di revisione.
E.
Con le rispettive osservazioni il _, _ e il Comune di _ chiedono la reiezione della domanda di revisione e la conferma del giudizio impugnato.

Considerando
in diritto: 1.
Per l’art. 26 lett. a LPR contro le sentenze dell’autorità di vigilanza è dato il rimedio della revisione se l’autorità non ha considerato, per inosservanza, fatti rilevanti che risultano dagli atti o se la sentenza contiene disposizioni fra di loro contraddittorie.
Non vi è motivo di revisione per inadeguata constatazione dei fatti se l’autorità ha scientemente rifiutato di tener conto di una fattispecie determinata - espressamente menzionata - ma che non è stata ritenuta decisiva, poiché un siffatto rifiuto non è questione di ordine fattuale bensì giuridico. La nozione di inavvertenza presuppone che il giudice abbia omesso di considerare un atto determinato o che l’abbia letto erroneamente, scostandosi dal suo esatto tenore, in particolare da quello letterale.
L’inavvertenza non concerne l’apprezzamento delle prove e neppure quello giuridico dei fatti. La revisione non è destinata a correggere eventuali errori di diritto del giudice e in linea di principio non può prendere la forma di un riesame della sentenza di cui è chiesta la revisione (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 1.1.2 e ss. ad art. 26, p. 270/271).
2.
Nel caso in esame l’istante ritiene che sia errore manifesto dell’Autorità di vigilanza il fatto di non aver considerato per inavvertenza che - parallelamente al ricorso ex art. 17 LEF - erano già state promosse azioni di contestazione della graduatoria e che pertanto, a mente dell’istante, il ricorso ex art. 17 LEF era da ritenere superato, poiché nel merito si esprime in via definitiva il giudice del merito e non la CEF. L’argomentazione della _ si può riassumere nel senso che ove fossero promossi contemporaneamente ricorsi ex art. 17 LEF e azioni di contestazione della graduatoria ex art. 250 LEF (in caso di fallimento), il ricorso all’autorità di vigilanza sarebbe superato dalle azioni di merito e dovrebbe comunque venir sospeso.
In realtà è vero il contrario: se vi è un ricorso ex art. 17 LEF contro la graduatoria, di cui l’elenco oneri è parte integrante nella procedura di fallimento (art. 125 cpv. 2 RFF), il processo di merito è prematuro. Infatti se viene modificato l’elenco oneri, ossia se viene apportata quella chiarezza che faceva difetto, la necessità di adire il giudice di merito può anche venir meno. Se una parte ritiene di dover promuovere subito un’azione di merito, ritenendo chiara la situazione, sarebbe però opportuno da parte sua avvisare il giudice del merito di sospenderla fino ad evasione del ricorso pendente davanti all’autorità di vigilanza per evitare cause inutili ( cfr. sulla distinzione ricorso/azione di merito, Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n. 9 e ss. ad art. 17 LEF). E’ quanto ha fatto il _ (cfr. Osservazioni 12 marzo 1998 dello Stato del Cantone Ticino, p. 2 n. 2), ma non la _, cui non resta che subirne le conseguenze.
Se è vero che la CEF non può giudicare nel merito, è anche opportuno che si debba attendere l’esito del ricorso ex art. 17 LEF prima di proseguire l’azione di contestazione della graduatoria. In casu non vi è quindi stato qualsivoglia errore manifesto dell’Autorità cantonale di vigilanza legittimante il giudizio di revisione cantonale.
3.
Ne consegue la reiezione della domanda di revisione.
Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art.