Decision ID: b857af0b-b7ef-504b-aaa9-13e34154d290
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1955, nel settembre 2002 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, indicando di avere
“(...) dall’età di 13 anni subito di continuo operazioni: 25 per problemi acuti cartilagine – ossa – bypass – artrosi – calcinosi (...)”
(doc. AI 2/1-7).
Con decisione su opposizione 19 ottobre 2005
–
sulla base della perizia pluridisciplinare 21 giugno 2005 del Servizio Accertamento Medico (SAM) (doc. AI 72/1-35), del rapporto medico 17 agosto 2005 del dr. _ (doc. AI 78/1-3 e delle annotazioni 17 ottobre 2005 del consulente in integrazione professionale (doc. AI 82/1)
–
l’Ufficio AI ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1. aprile 2003 al 30 giugno 2004, a una mezza rendita dal 1. luglio 2004 al 31 maggio 2005 ed a tre quarti di rendita dal 1. giugno 2005 (doc. AI 83/1-6).
Questa decisione è stata confermata da questo Tribunale con la STCA del 23 ottobre 2006 cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 100/1-20).
1.2. Con scritto 5 gennaio 2009 l’avv. _, riferendosi ad un suo precedente scritto del 27 dicembre 2007 con il quale aveva domandato la revisione del diritto alla rendita di tre quarti, ha chiesto all’Ufficio AI a che punto si trovava la relativa procedura e ha trasmesso ulteriore documentazione medica (doc. AI 104/1-16).
Con decisione 27 maggio 2010, preavvisata con progetto 18 marzo 2010 (doc. AI 126/1-3)
–
dopo aver comunicato con lettera 29 gennaio 2009 che nessuna domanda di revisione datata 27 dicembre 2007 è pervenuta ai loro uffici (doc. AI 105/1) e sulla base della perizia pluridisciplinare 26 novembre 2009 del SAM (doc. AI 123/1-92), del rapporto medico 11 febbraio 2010 e delle annotazioni 7 maggio 2010 del dr. _ (doc. AI 125/1-2 e 133/1)
–
, l’Ufficio AI ha riconosciuto un aumento della rendita da tre quarti ad intera limitatamente al periodo dal 1. gennaio al 31 agosto 2009 (doc. AI 138/1-3 e 139/1-3).
1.3. Contro questa decisione, sempre tramite l’avv. _, l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale – contestata la valutazione medica – ha chiesto il diritto ad una rendita intera, in via principale, dal mese di dicembre 2007 e, in via subordinata, dal mese di novembre 2008.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso osservando, in particolare, che
“(...) le conclusioni peritali SAM sono state confermate dal Servizio medico regionale (SMR) nel rapporto dell’11 febbraio 2010. Alla perizia SAM va riconosciuta piena forza probatoria, ritenuto che è stata realizzata sulla base di accertamenti approfonditi, è completa, dettagliata, e giunge a conclusioni logiche e coerenti. Lo scritto del Dr. _, prodotto da controparte in fase ricorsuale, non contiene elementi oggettivi clinici atti ad inficiarne le conclusioni. In considerazione di quanto sopra lo scrivente Ufficio conferma la decisione impugnata che determina il diritto alla rendita intera per l’assicurata dal 1° gennaio 2009, ribadendo che non sono dati i presupposti per riconoscere all’assicurata il diritto alla rendita intera continua, come richiesto. Inoltre, viene confermato l’inizio del diritto alla rendita intera da gennaio 2009, dal momento dell’inoltro della domanda di revisione (per la questione si rinvia al chiaro scritto dell’Ufficio AI, agli atti, datato 29 gennaio 2009). (...)”
(VI).
1.5. Con scritto 16 agosto 2010 l’avv. _ ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione medica.
1.6. Con osservazioni 6 settembre 2010 – viste le annotazioni del medesimo giorno del dr. _ – l’Ufficio AI ha confermato la domanda di reiezione del ricorso.
1.7. Con scritto 23 settembre 2010 l’avv. _ ha preso posizione sulle osservazioni 6 settembre 2010 dell’Ufficio AI.
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 130 V 445
consid. 1 pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329
).
Ne consegue che nel caso in esame sono applicabili le norme materiali in vigore fino al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a tale data, mentre per il periodo dal 1° gennaio 2008 sino alla decisione impugnata, che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti), trovano applicazione le nuove norme. In concreto la questione non ha comunque particolare portata pratica, poiché la 5a revisione dell'AI non ha modificato in maniera sostanziale le disposizioni legali sulla valutazione del grado d'invalidità. La giurisprudenza fondata sulle norme precedenti mantiene pertanto la sua validità (cfr. STF 9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 4 con riferimento a STF 8C_76/2009 del 19 maggio 2009 consid. 2).
2.3. Oggetto del contendere è sapere se la decisione 27 maggio 2010 – con la quale l’Ufficio AI ha riconosciuto un aumento della rendita erogata da tre quarti ad intera limitatamente al periodo dal 1. gennaio al 31 agosto 2009 – è conforme o meno alla legislazione federale.
L’assicurata postula il riconoscimento del diritto ad una rendita intera dal mese di dicembre 2007, in via subordinata dal mese di novembre 2008.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46
).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI (cpv. 1 fino al 31 dicembre 2007) gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.5. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine).
(...)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004, consid. 3.2).
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(...) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (...)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).
Va altresì rilevato che secondo la giurisprudenza del TFA, un disturbo somatoforme da dolore persistente non è di regola atto, in quanto tale, a determinare una limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A determinate condizioni tale disturbo può causare un’incapacità lavorativa e spetta comunque allo specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione riconosciuta pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente sull’esigibilità della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.
Al riguardo, nella sentenza 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 352 (confermata in DTF 131 V 49 e nelle STF 9_C 830/2007 del 29 luglio 2008 e 9C_959/2009, 9C_995/2009 del 19 febbraio 2010), l’Alta Corte ha precisato che un’inesigi-bilità presuppone in ogni caso la presenza manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri criteri. Tali criteri sono
(1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante simultaneamente l’in-successo e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico (profitto primario tratto dalla malattia; "primärer Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130 V 354 consid. 2.2.3; STFA I 702/03 del 28 maggio 2004, consid. 5 e STFA I 870/02 del 21 aprile 2004, consid.
3.3.2; Pratique VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsun-fähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den Einkommensvergleich in der Invaliditäts-bemessung, in: René Schaffhauser/Franz Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80 segg.).
Infine, va fatto presente che il TFA si é confermato nella propria giurisprudenza e l'ha estesa anche al caso della fibromialgia (DTF 132 V 65; STFA I 873/05 del 19 maggio 2006).
2.6. Secondo l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
Qualsiasi cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicher-ung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI stabilisce che l’aumento della rendita o dell’assegno per grandi invalidi avviene al più presto, se l’assicurato ha chiesto la revisione, a partire dal mese in cui la domanda è stata inoltrata.
2.7.
Come accennato, l’assicurata, con decisione su opposizione 19 ottobre 2005 (doc. AI 83/1-6), era stata posta al beneficio di una rendita intera dal 1. aprile 2003 al 30 giugno 2004, una mezza rendita dal 1. luglio 2004 al 31 maggio 2005 e tre quarti di rendita dal 1. giugno 2005.
Questo Tribunale, nella STCA del 23 ottobre 2006 cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 100/1-20), ha confermato la decisione su opposizione 19 ottobre 2005 sviluppando, in particolare, le seguenti considerazioni:
"
(...)
Visto il certificato medico 17 marzo 2005 del dr. _ (doc. AI 66/1) – al riguardo del quale il dr _, medico SMR, nelle sue annotazioni 22 marzo 2005 ha osservato che “(...) ai problemi ortopedici si aggiungono problemi di astenia. Non può essere esclusa una forte componente funzionale o psichiatrica. In considerazione dell’evoluzione sofferta risulta indicata una rivalutazione del caso in ambito SAM per stabilire le risorse residue dell’assicurata (...)” (doc. AI 67/1) – l’Ufficio AI ha ordinato l’esperimento di una perizia da parte del SAM.
Dalla perizia pluridisciplinare 21 giugno 2005 (doc. AI 72/1-35) risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. _), ortopedica (dr. _) e neurologica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno della ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente diagnosi:
" 5.1 Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
Gonalgie e limitazioni funzionali bilaterali con/su:
-
esiti da gonartrosi;
-
stato dopo artroprotesi totale condilare del ginocchio ds., giugno 2003;
-
gonartrosi sin.;
-
stato dopo osteotomia valgizzante prossimale della tibia e del perone sin., luglio 2002;
-
condrocalcinosi.
Periartropatia omeroscapolare bilaterale con/su:
-
stato dopo resezione/plastica acromioclavicolare ds. e osteosintesi per osso acromiale ds gennaio 2003.
Brachialgie parestetiche bilaterali, soprattutto a ds., multifattoriali con/su:
-
persistente rallentamento della conduzione sensitivomotoria per entrambi i nervi mediani al canale carpale;
-
stato dopo intervento decompressivo al tunnel carpale ds., novembre 2000;
-
stato dopo intervento decompressivo al tunnel carpale sin., febbraio 2001.
5.2 Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa
Obesità corporea (BMI 36,5%).
Menorragie." (Doc. AI 72/11)
Sulla base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i periti del SAM, dopo aver rilevato che “l’attuale grado di capacità lavorativa medico-teorico globale dell’A. nella sua professione di docente di scuola elementare è valutabile nella misura del 40% (insegnamento non superiore alle 12 ore settimanali)” (doc. AI 72/14), hanno concluso:
" (...)
8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA