Decision ID: a1d89273-6797-5572-97b8-8f81d5f3da73
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che in esito a un'azione possessoria promossa il 16 settembre 2010 da CO 1, con sentenza del 28 ottobre 2010 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, ha ordinato a RI 1:
di abbassare la ringhiera del pianerottolo (subalterno b) che dà accesso alla sua proprietà mappale n. 89 RF di _, in modo da garantire il diritto di sporgenza e l'apertura regolare delle imposte della finestra della casa mappale n. 91 (subalterno A) RF di _ di proprietà dell'attore CO 1 e
di allontanare dal pianerottolo (subalterno b) – e dalla relativa ringhiera – della casa mappale n. 89 RF di _ ogni ostacolo all'apertura regolare delle imposte delle finestre della casa dell'attore CO 1 di cui al mappale n. 91 (subalterno A) e al diritto di sporgenza n. 89/1 RF di _.
che il 16 gennaio 2015 CO 1 si è rivolto al medesimo Pretore perché fosse eseguita la citata sentenza;
che all'udienza del 17 febbraio 2015 il convenuto ha postulato il rigetto della domanda;
che con decisione del 6 marzo 2015 il Pretore ha ordinato a RI 1 – sotto comminatoria dell'art. 292 CP e di una multa disciplinare di fr. 100.– per ogni giorni di inadempimento – di eseguire entro venti giorni dalla notifica della decisione, non sospesi dalle ferie, quanto indicato dalla nota sentenza, ponendo le spese giudiziarie di complessivi fr. 400.– a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 400.– per ripetibili;
che contro la sentenza appena citata RI 1 è insorto a questa Camera con un reclamo (“opposizione”) del 13 marzo 2015 in cui chiede “un riesame più accurato della sentenza”;
che il reclamo non è stato notificato a CO 1.
e considerando

in diritto:
che le decisioni emanate dai Pretori in materia di esecuzione delle sentenze sono impugnabili mediante reclamo (art. 309 lett. a CPC) da esperire – trattandosi di procedura sommaria – entro 10 giorni dalla notifica della decisione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che presentato nel termine di 10 giorni, l'“opposizione” del convenuto può solo essere trattata come reclamo;
che, in sintesi, il Pretore dopo avere accertato come il convenuto non avesse dato seguito a quanto impostogli dalla sentenza del 28 ottobre 2014, ha ritenuto inammissibili le obbiezioni sollevate dal convenuto poiché volte a rimettere in discussione la sentenza da eseguire;
che il reclamante lamenta manchevolezze del Pretore in occasione del sopralluogo del 14 ottobre 2011, rileva l'intempestività delle pretese del vicino dopo 15 anni dalla fine dei lavori e ritiene inattuabile la decisione da eseguire in palese contrasto con norme di natura edilizie e sulla sicurezza;
che, tuttavia, così argomentando,
l'interessato perde di vista l'oggetto del reclamo, che è la decisione con cui il Pretore ha accolto la domanda di esecuzione, non quella con cui il Pretore ha accolto l'azione possessoria;
che, come già rilevato dal primo giudice, nel quadro dell'esecuzione diretta o indiretta non è possibile rimettere in discussione la decisione da eseguire o le misure di esecuzione previste in tale decisione;
che questa, infatti, può essere contestata solo mediante i normali mezzi d'impugnazione (se non è ancora passata in giudicato) o mediante una domanda di revisione (se è passata in giudicato: art. 328 CPC);
che davanti al giudice dell'esecuzione “la parte soccombente” è abilitata a opporre soltanto circostanze intervenute “successivamente alla comunicazione della decisione” (art. 341 cpv. 3 CPC);
che, in altri termini, nella fattispecie il convenuto poteva obiettare, e dimostrare, di avere adempiuto la prestazione richiesta, di aver ottenuto la concessione di una dilazione, oppure ancora sollevare l'intervenuta prescrizione o la perenzione della prestazione dovuta;
che limitandosi a ribadire le sue contestazioni in merito alla decisione da eseguire senza spiegare perché il giudizio impugnato sarebbe errato il reclamo si rileva d'acchito irricevibile e può essere deciso
in virtù dell'art. 48
b
lett. a n. 2 LOG
;
che le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma avendo il reclamante, sprovvisto di cognizioni giuridiche, agito di sua iniziativa senza l'ausilio di un legale si giustifica per equità di prescindere dal prelevare spese (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone invece problema di ripetibili, CO 1 non essendo stato invitato a formulare osservazioni al reclamo;
che c
irca
i rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso non
supera la soglia di fr. 30
000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF, il Pretore avendolo fissato in fr 10 000.– (cfr. sentenza del 28 ottobre 2014, pag. 3).