Decision ID: dad97347-f188-5995-b24f-e16ef1d61905
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 23 marzo 2007, A._ (in seguito A._), cittadina senegale-
se nata l'... e B._, cittadino svizzero nato il ..., si sono uniti in ma-
trimonio in Senegal. Giunta quindi in Svizzera il 28 luglio 2007, a motivo
di ricongiungimento famigliare, l'interessata ha risieduto a C._ nel-
la casa di proprietà del marito. Il 25 settembre 2007 B._ è decedu-
to.
B.
Con scritto del 5 ottobre 2007 A._ ha postulato, presso l'allora
competente Sezione dei permessi e dell'immigrazione a Bellinzona ([SPI],
attualmente Sezione della popolazione, in seguito SPOP), il mantenimen-
to del permesso di dimora. L'interessata ha affermato di vivere a
C._ nella casa del defunto marito assieme al figlio di quest'ultimo,
osservando che la propria situazione economica non presentava proble-
mi. Ha dichiarato inoltre che non appena ne sarebbe stata in grado,
avrebbe cercato un'attività lavorativa e che intratteneva dei buoni rapporti
con la famiglia del defunto marito.
Su richiesta dell'Ufficio degli stranieri di Bellinzona, con scritto del 13 no-
vembre 2007, l'interessata ha spiegato di aver conosciuto B._
mediante una cittadina svizzera per la quale lavorava. I futuri coniugi
avrebbero dapprima intrattenuto contatti telefonici e, dopo sei mesi di cor-
rispondenza e telefonate, convissuto, seppure per un breve periodo
dall'11 al 31 marzo 2007, e quindi celebrato il loro matrimonio in Africa.
C.
Con scritto del 5 febbraio 2008, la SPOP ha pronunciato un preavviso fa-
vorevole in merito alla proroga del permesso di dimora, rimanendo tutta-
via riservata l'approvazione dell'UFM.
D.
Il 30 maggio 2008, l'UFM ha comunicato all'interessata l'intenzione di ri-
fiutare l'approvazione della proroga del permesso di dimora e le ha con-
cesso, in virtù del diritto di essere sentita, la possibilità di prendere posi-
zione in merito alla questione, impartendole un termine fino al 23 giugno
2008.
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E.
Con scritto del 16 giugno 2008 la ricorrente ha preso posizione in merito.
In seguito con decisione del 17 luglio seguente, l'autorità inferiore ha rifiu-
tato l'approvazione della proroga del permesso di dimora all'interessata e
le ha assegnato al 17 settembre 2008 il termine di partenza dal territorio
svizzero.
F.
A._ è quindi insorta avverso la suddetta decisione, chiedendone
l'annullamento e l'accoglimento della proroga del permesso di dimora.
G.
Con sentenza del 7 marzo 2011 il Tribunale amministrativo federale (in
seguito TAF o il Tribunale), sulla base della previgente legge federale sul-
la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117), poiché la do-
manda della ricorrente era stata introdotta prima dell'entrata in vigore del-
la Legge federale sugli stranieri (LStr, RS 142.20) (cfr. art. 126 LStr), ha
respinto il ricorso dell'interessata rilevando che non sussistevano gli
estremi per il rinnovo del permesso di dimora. In particolare il Tribunale
ha evidenziato che la ricorrente non aveva legami particolarmente stretti
con la Svizzera, inoltre tutta la sua famiglia risiedeva nel Paese africano,
dove la stessa ha trascorso la maggior parte della sua esistenza, ne co-
nosce la lingua, la cultura nonché gli usi e i costumi locali. Infine questo
Tribunale ha rilevato che la sola dimostrazione di impegno nell'apprende-
re la lingua italiana non poteva essere considerata un criterio determinan-
te.
H.
Con scritto del 29 novembre 2011 A._ ha presentato all'UFM una
istanza di revisione/riesame relativa alla decisione di rifiuto di proroga del
permesso di dimora. Essa sostiene che sono trascorsi oltre tre anni dalla
prima decisione negativa dell'autorità di prime cure, periodo durante il
quale avrebbe aumentato l'integrazione nella comunità locale, come pure
sottolinea di aver "stretto conoscenze" e lavorato "svolgendo mansioni di
diverso tipo". Inoltre a suo dire non "avrebbe più possibilità di trovarsi
un'attività lavorativa e rischierebbe di dipendere dalla famiglia di origine".
Infine, a sostegno della sua richiesta, l'interessata fa valere la necessità
di restare in territorio svizzero al fine di seguire e gestire in prima persona
le problematiche legate alla divisione ereditaria. Con decisione del 6 feb-
braio 2012 l'UFM ha rilevato di essere tenuto, secondo prassi e dottrina,
"ad entrare nel merito dell'istanza di riesame quando le circostanze si so-
no modificate in maniera determinante dal momento dell'emanazione del-
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la decisione, oppure quando il richiedente presenta fatti e mezzi di prova
importanti che non conosceva o di cui non aveva ragione di prevalersi
all'epoca della prima decisione". In concreto, l'autorità di prime cure non è
entrata nel merito dell'istanza di riesame non reputando adempiuti i requi-
siti sopra posti, in particolare il mutamento delle circostanze del caso in
esame.
I.
Il 5 marzo 2012, l'interessata ha interposto ricorso al TAF chiedendo l'an-
nullamento e la riforma della decisione impugnata con accordo della pro-
roga del permesso di dimora. A sostegno del proprio gravame la ricorren-
te ha riproposto le allegazioni sottoposte davanti all'UFM segnatamente
l'aver mantenuto e curato importanti relazioni personali in Svizzera, la dif-
ficoltà di trovare un'attività lavorativa nel Paese d'origine e la necessità di
restare in Svizzera durante la procedura di divisione ereditaria. La ricor-
rente ha altresì evidenziato che "l'affetto e la solidarietà manifestatale da
tutta la comunità locale nell'ambito del presente procedimento" rappre-
senta a "non averne dubbio [...] un fatto nuovo, rilevante e significativo
sotto il profilo della legislazione sugli stranieri e che prova come la [sua]
situazione sia sostanzialmente evoluta rispetto al momento del suo arrivo
nel nostro paese".
J.
Con osservazioni del 3 maggio 2012, l'autorità di prime cure ha ribadito le
proprie allegazioni di fatto e di diritto, chiedendo a questo Tribunale di di-
chiarare il ricorso infondato e di confermare la decisione impugnata.
K.
Con scritto del 2 agosto 2012 il patrocinatore della ricorrente ha comuni-
cato al Tribunale di ritenere il caso in esame "del tutto analogo a quello
discusso e giudicato dal Tribunale federale nella sua sentenza
2C_993/2011 del 10 luglio 2012". In sostanza esso rileva "un cambiamen-
to di giurisprudenza o, in ogni caso, di una novità dal profilo
dell'interpretazione dell'art. 50 cpv. 1 LStr" che giustificherebbe a suo dire
un riesame della fattispecie.
L.
Con osservazioni del 22 agosto seguente l'autorità di prime cure ha co-
municato che un cambiamento di giurisprudenza non costituisce di per sé
un motivo per il riesame di una decisione cresciuta in giudicato. Nel meri-
to l'UFM ha pure rilevato che la fattispecie in esame non sia del "tutto a-
naloga" al caso sui cui si è chinato il Tribunale federale: infatti A._
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e il defunto marito si sono conosciuti poco tempo prima di unirsi in matri-
monio, hanno vissuto una brevissima relazione e vita comune. Oltre a ciò
nella fattispecie in esame non sarebbe dimostrato "l'esistenza di un le-
game forte e sincero". L'autorità di prime cure, evidenziando infine che vi
"sono seri dubbi circa il fatto che l'interessata fosse all'oscuro dei proble-
mi di salute del marito sino al momento del ricovero avvenuto a fine ago-
sto 2007", si è riconfermata in tutte le sue conclusioni ed ha chiesto di di-
chiarare il ricorso infondato.
M.
Con replica del 25 settembre 2012 il patrocinatore della ricorrente ha con-
testato le osservazioni dell'autorità di prime cure indicando che "il rappor-
to affettivo tra Béatrice e suo marito era [...] autentico, sincero e la perdita
[...] è stato per lei un colpo tremendo". Inoltre, a dire dell'interessata, "non
vi sono circostanze che consentano di mettere in dubbio la "fondatezza"
del matrimonio contratto a suo tempo né l'intensità dei rapporti coniugali
istaurati".
N.
Il 31 ottobre 2012 D._, cugino del defunto B._, ha tra-
smesso uno scritto all'UFM in cui informava sulla situazione personale cri-
tica dell'interessata, la quale era ospitata provvisoriamente presso la di lui
famiglia: ad essa infatti venivano sistematicamente negati un alloggio e
un'attività lucrativa, poiché priva di un permesso di dimora B. Con rispo-
sta del 1° novembre seguente l'autorità di prime cure ha informato
D._ circa la procedura in essere davanti al Tribunale amministrati-
vo federale.

Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art.
31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o il
TAF) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge fe-
derale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA; RS
172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le
decisioni in materia di rifiuto dell'approvazione alla proroga di un permes-
so di dimora e di rinvio dalla Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce
un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF
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- possono essere impugnate dinanzi al TAF, che in quest'ambito decide in
via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 2
della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).
1.2 L'entrata in vigore della legge federale del 16 febbraio 2005 sugli
stranieri, avvenuta il 1° gennaio 2008, ha comportato l'abrogazione della
legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS,
CS 1 117), giusta i disposti combinati art. 125 LStr, cifra I dell'allegato 2, e
le ordinanze d'esecuzione (cfr. art. 91 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007
sull'ammissione, i soggiorno e l'attività lucrativa [OASA, RS 142.201]).
Orbene, considerato che la domanda di riesame, oggetto della presente
procedura, è stata introdotta il 29 novembre 2011, ovvero dopo l'entrata in
vigore della LStr, e considerato che la ricorrente allega l'esistenza di ele-
menti e fatti nuovi sopraggiunti anch'essi posteriormente l'entrata in vigo-
re del nuovo diritto, occorre, come già rilevato dalla giurisprudenza del
Tribunale federale, applicare il nuovo diritto al caso di specie (cfr. DTF
136 II 177 consid. 2.2.1, come pure sentenze del Tribunale federale
2C_968/2011 del 20 febbraio 2012 consid. 1.4 e 2C_154/2010 dell'8 no-
vembre 2010 consid. 2.2).
1.3 Eccetto i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura da-
vanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).
1.4 A._ è legittimata a ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr.
art. 50 e 52 PA).
2.
Il Tribunale non può che esaminare i rapporti di diritto sui quali l'autorità
inferiore si è pronunciata nella sua decisione del 6 febbraio 2012, la quale
determina l'oggetto del litigio (cfr. DTF 131 II 200 consid. 3.2; 125 V 413
consid. 1 e 2). Quest'ultimo si limita di conseguenza ai motivi di non en-
trata in materia concernente la domanda di riesame.
3.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del diritto
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'ac-
certamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché
l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudi-
cato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale
nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del
ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di
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fatto al momento del giudizio (cfr. DTAF 2011/1 consid. 2 e giurisprudenza
ivi citata; DTAF 2011/43 consid. 6.1; DTAF 2012/21 consid. 5.1).
4.
4.1 La domanda di riesame (o riconsiderazione) consiste in una richiesta
non sottoposta ad esigenze formali o di termine, presentata ad un'autorità
amministrativa in vista di una riconsiderazione di una decisione emanata
da quest'ultima e che ha acquisito forza di cosa giudicata. Essa non è
espressamente contemplata dalla PA ma la giurisprudenza e la dottrina
l'hanno dedotta dall'art. 66 PA, il quale regolamenta il rimedio giuridico
straordinario della revisione, nonché dagli art. 8 e 29 cpv. 2 della Costitu-
zione federale della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.,
RS 101 [cfr. anche DTF 127 I 133 consid. 6 et 109 Ib 246 consid. 4a e le
sentenze del TAF C-4447/2008 del 15 marzo 2010 consid. 3.1 e C-
3061/2009 del 17 febbraio 2010 consid. 2.1 e riferimenti ivi citati]).
Nella misura in cui questa procedura costituisce un rimedio giuridico stra-
ordinario, l'autorità amministrativa è tenuta ad esaminarla unicamente a
certe condizioni. Tale è il caso secondo la giurisprudenza e la dottrina,
quando il ricorrente invoca uno dei motivi di revisione previsti all'art. 66
PA (segnatamente un'irregolarità nell'ambito della procedura che ha con-
dotto all'emissione della prima decisione o dei fatti rispettivamente dei
mezzi di prova importanti dei quali il ricorrente non era a conoscenza du-
rante la precedente procedura o dei quali non poteva prevalersi e non
aveva motivi per prevalersene all'epoca) o qualora le circostanze si sono
modificate in maniera considerevole dall'emissione della prima decisione
(cfr. DTF 127 precitato, 124 II 1 consid. 3a, 120 Ib 42 consid. 2b e riferi-
menti citati; cfr. anche le sentenze del Tribunale federale 2C_335/2009
del 12 febbraio 2010 consid. 2.1.1 e 2C_168/2009 del 30 settembre 2009
consid. 2; cfr. tra l'altro le sentenze del TAF C-4447/2008 e C-3061/2009
precitati e riferimenti ivi citati).
La decisione su riesame deve riferirsi alle circostanze modificatesi suc-
cessivamente alla decisione pronunciata nei confronti del ricorrente. Una
domanda di riesame tende in altri termini a riadattare la decisione da par-
te dell'autorità di prima istanza siccome da quando è stata pronunciata la
prima decisione si è creata una nuova situazione, di fatto o sul piano giu-
ridico, segnatamente nel caso di una modifica del diritto oggettivo, rispet-
tivamente un cambiamento di legislazione la quale comporta una modifi-
ca considerevole delle circostanze (cfr. sentenza del TAF D-5897/2006
del 12 gennaio 2010 consid. 2.2).
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4.2 La procedura straordinaria (di revisione o di riesame) non deve co-
munque essere un mezzo per aggirare i termini di ricorso o continuare a
rimettere in discussione una decisione cresciuta in giudicato (cfr. DTF
127, 120 e 109 precitati, cfr. anche sentenza del Tribunale federale
2C_335/2009 precitata e le sentenze del TAF C-4447/2008 precitata con-
sid. 3.2 e C-3061/2009 precitata e riferimenti ivi citati). Essa non dovreb-
be inoltre avere quale scopo quello di eliminare un errore di diritto, di be-
neficiare di una nuova interpretazione o di una nuova prassi o ancora di
ottenere un nuovo apprezzamento di fatti già conosciuti al momento della
procedura ordinaria (cfr. DTF 111 Ib 209 consid. 1 in fine e 98 Ia 568 con-
sid. 5b; cfr. anche le sentenze del TAF C-4447/2008 e C-3061/2009 preci-
tate e i riferimenti ivi citati).
5.
5.1 Nel gravame la ricorrente ha ritenuto che fosse necessario riesamina-
re la questione circa la proroga del permesso di dimora, rilevando, a so-
stegno delle proprie allegazioni, il periodo di oltre 3 anni trascorso dalla
decisione dell'UFM, la difficoltà nel fare ritorno in patria, l'impossibilità di
trovarvi un'attività lucrativa, e la necessità di indirizzare e accompagnare
a buon fine le discussioni circa la divisione ereditaria dalla Svizzera.
A._ ha altresì sottolineato che l'affetto e la solidarietà manifestata-
le da tutta la comunità locale nell'ambito del presente procedimento rap-
presenta "a non averne dubbio [...] un fatto nuovo, rilevante e significativo
sotto il profilo della legislazione sugli stranieri e che prova come la [sua]
situazione [...] sia sostanzialmente evoluta rispetto al momento del suo
arrivo nel nostro paese" (cfr. ricorso, pag. 3).
5.2 In proposito il Tribunale osserva che sebbene dalla decisione del 17
luglio 2008 siano passati ormai cinque anni e di conseguenza il soggiorno
della ricorrente in Ticino si è consolidato, rafforzando i suoi agganci socia-
li e professionali, il semplice trascorrere del tempo dalla decisione cre-
sciuta in giudicato e la conseguente evidente maggiore integrazione
dell'interessata in questo Paese, confermata delle 430 lettere di sostegno
di persone residenti in Ticino per lo più nella regione del Sopraceneri, non
costituiscono propriamente dei fatti nuovi idonei ad ammettere una modi-
fica sostanziale della propria situazione personale (cfr. sentenze del Tri-
bunale federale 2C_38/2008 del 2 maggio 2008 consid. 3.4, 2A.147/2003
del 10 aprile 2003 consid. 2 e 2A.180/2000 del 14 agosto 2000 consid.
4c, cfr. anche la sentenza del TAF C-1645/2009 del 29 settembre 2009
consid. 5). Una diversa interpretazione condurrebbe ad una sistematica
revisione/riesame di decisioni in materia di diritto degli stranieri, avente
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quale solo motivo il soggiorno prolungato in Svizzera indipendentemente
dalle circostanze che lo determinano.
Con riferimento alle difficoltà di reintegrazione in Senegal, il Tribunale ri-
leva che l'UFM - nella sua decisione del 17 luglio 2008 - si è già chinato
sulla problematica, ravvisando che la durata della sua permanenza in
Svizzera è stata molto breve, in rapporto agli anni trascorsi nel Paese
d'origine (24 anni). Dall'istruttoria emerge inoltre che la censura relativa
alla difficoltà di trovare un'attività lavorativa in Senegal è stata proposta
dalla ricorrente già nel quadro della procedura qui oggetto di riesame,
conclusasi con sentenza del TAF del 7 marzo 2008. Ne discende che tali
circostanze evocate dalla ricorrente non rappresentano un fatto nuovo.
5.3 Il Tribunale ritiene inoltre che la necessità di essere presente perso-
nalmente nel Cantone Ticino per assicurare il buon esito della procedura
successoria, non costituisce un motivo di riesame della decisione, anche
perché la stessa può essere evasa altrettanto correttamente con la nomi-
na di un rappresentante a tutela degli interessi di A._.
6.
6.1 La ricorrente ha infine richiamato delle analogie tra la fattispecie e il
caso "discusso e giudicato dal Tribunale federale nella sua sentenza
2C_993/2011 del 10 luglio 2012", rilevando un "cambiamento di giuri-
sprudenza o, in ogni caso, di una novità dal profilo dell'interpretazione
dell'art. 50 cpv. 1 LStr" (cfr. scritto della ricorrente del 2 agosto 2012).
Il Tribunale osserva che di regola una domanda di riesame non può esse-
re ammessa a motivo di una nuova prassi rispettivamente giurisprudenza,
a meno che ciò non conduca ad una situazione contraria in maniera evi-
dente e palese al principio dell'equità (MOOR/POLTIER, Droit administratif,
Vol. II, n. 2.4.4.2, pag. 399; RDAF 1999 II pag. 399 con riferimenti giuri-
sprudenziali; DTF 136 II 177 consid. 2.2.1 sopra menzionato).
6.2 Ai sensi dell'art. 50 cpv. 1 let. b LStr dopo lo scioglimento del matri-
monio, il diritto del coniuge al rilascio e alla proroga del permesso di di-
mora sussiste se casi particolarmente gravi rendono necessario il prose-
guio del soggiorno in Svizzera. Nella sentenza citata dalla ricorrente il
Tribunale federale si è espresso sull'applicazione di questa disposizione
di legge (cfr. sentenza TF 2C_993/2011 del 10 luglio 2012 consid. 3.3,
pubblicata in DTF 138 II 393) evidenziando che, secondo l'esperienza
generale di vita e il corso ordinario delle cose, il vincolo coniugale è, in
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maniera generale, reale e intenso a tal punto che il decesso del coniuge
costituisce una circostanza che segna indissolubilmente la vita del coniu-
ge superstite, ancor più se ciò avviene in un contesto migratorio. Conse-
guentemente, allorquando non sussistono delle circostanze particolari
che permettono di dubitare del fondamento veritiero del matrimonio e
dell'intensità del legame tra i coniugi, si presume che il decesso del co-
niuge svizzero costituisce un grave motivo personale che rende necessa-
rio il proseguio del soggiorno del coniuge straniero in Svizzera giusta l'art.
50 cpv. 1 let. b LStr, e ciò senza dover esaminare se il ritorno in patria di
quest'ultimo sia particolarmente compromesso. Questa presunzione non
è tuttavia irrefragabile. Le autorità di polizia possono dimostrare l'esisten-
za di circostanze particolari che permettono di dubitare della veridicità dei
legami che univano i coniugi. Tra queste figura in particolare il caso di
uno straniero che si sarebbe unito in matrimonio sapendo che il coniuge
svizzero era gravemente ammalato e la sua speranza di vita fortemente
ridotta, al fine di prevalersi abusivamente delle conseguenze del decesso.
6.3 Come già rilevato al consid. 1.2 il Tribunale, essendo la domanda di
riesame stata introdotta il 29 novembre 2011, applica al caso di specie il
nuovo diritto materiale e nello specifico la LStr. Conseguentemente, alla
luce della suesposta giurisprudenza relativa all'art. 50 LStr, il Tribunale ri-
tiene che l'UFM deve entrare nel merito della domanda di revisione pre-
sentata dalla ricorrente. Infatti dagli atti di causa non emerge in modo
chiaro e inequivocabile se la ricorrente era o meno a conoscenza della
grave malattia del marito (cfr. lettera del figlio del defunto del 17 dicembre
2012), ciò che permetterebbe di dubitare del fondamento veritiero del ma-
trimonio e dell'intensità del legame tra i coniugi.
6.4 In tale circostanze il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi e la
decisione impugnata dell'UFM del 6 febbraio 2012 è annullata; l'autorità
di prima istanza è tenuta ad entrare in materia sulla domanda di riesame
del 29 novembre 2011.
7.
Visto l'esito del ricorso non si prelevano spese processuali.
L'autorità inferiore non sopporta spese procedurali (cfr. art. 63 cpv. 2 PA).
La ricorrente ha diritto all'importo di 1'000.- franchi a titolo di spese ripeti-
bili a carico dell'UFM (cfr. art. 7 cpv.1 del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
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