Decision ID: 8f995edf-7a8b-5b56-9da0-b88f4fb67bca
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 2 marzo 2015 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 16 ottobre 2014 con cui aveva negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 16 settembre 2014, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. A1; 54).
L’amministrazione ha così motivato la decisione su reclamo:
"
(...)
Il reclamo 17 novembre 2014 contesta la decisione che non riconosce un disavanzo, presentando un calcolo delle uscite per un totale di CHF 3'552.-- al mese e delle entrate (CHF 2'701.-- di salario e CHF 235.15 di assegno di legge) per un ammontare totale di CHF 2'937.-- mensili. Indica quindi un disavanzo di fr. 615.-- mensili, che andrebbe coperto con la prestazione assistenziale.
A torto.
Il calcolo della prestazione di assistenza si basa sulla legge sull’assistenza.
Il calcolo secondo la LAS comprende
I seguenti costi
- un fabbisogno di base mensile secondo la Legge sull’assistenza sociale (LAS) di CHF 1'595.--
- una spesa computabile ai sensi della LAS pari a CHF 2'682.--,
-di cui CHF 1'250.-- di spesa d’alloggio e
-CHF 790.-- di premio assicurazione malattia
-CHF 641.-- di altre spese: contributi AVS e spese professionali
le seguenti entrate
- reddito computabile mensile ai sensi della LAS pari a CHF 4'394.--
- sussidio per la cassa malati di CHF 534.--
I costi indicati rappresentano ciò che la legge riconosce come spesa necessaria per vivere in assistenza (vitto, alloggio, ass.malattia, spese domestiche, vestiario, AVS ecc.): in concreto si tratta di CHF 4'277.--.
Tale spesa è coperta dal reddito mensile del richiedente di CHF 4'394.-- e dal sussidio dei premi di cassa malati.
In base alla legge sono infatti da considerare come reddito anche gli alimenti del figlio (CHF 900.-- al mese, CHF 10'800.-- all’anno), che erroneamente il reclamante non ha considerato. Il calcolo della decisione impugnata è quindi corretto.
La decisione applica correttamente i criteri stabiliti dalla legge e viene quindi confermata.” (Doc. A1)
1.2. RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo del 2 marzo 2015 davanti al TCA, chiedendo il relativo annullamento e l’erogazione di una prestazione assistenziale da ricalcolare (cfr. doc. I).
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto:
"
(...)
6. Almeno parzialmente, le motivazioni della decisione impugnata non possono essere condivise.
Il calcolo dell’UR si presenterebbe in effetti come segue, ritenute le posizioni che andrebbero rettificate.
- Dapprima va rilevato che il figlio _, studente universitario di economia a _, non riceve aiuto allo studio (nella forma dell’assegno) nella misura massima sussidiabile.
Ne consegue che una parte degli oneri mensili restano a carico della madre ricorrente; in particolare, sono arretrate 3 pigioni dell’appartamento di quest’ultimo (fr. 750.- mensili) oltre a svariate bollette (luce, ecc.).
- Va inoltre riconsiderata la posizione per la CM, in quanto erroneamente la partita deal signora RI 1 è stata considerata alla stregua di un’assicurata che beneficia di prestazioni assistenziali.
Rimangono ancora scoperte fatture pregresse da onorare (fr. 4'000.- in totale), tra le quali una fattura relativa all’agopuntura (fr. 310.-) e la partecipazione del 10% (fr. 651.25) relativa a un delicato intervento chirurgico subito nel mese di gennaio all’ospedale _ di _, rispettivamente la tassa militare (fr. 400.-) dell’anno 2013, i contributi AVS (fr. 480.-) del figlio, l’abbonamento Arcobaleno, imposte diverse, premi assicurativi, spese accessorie locazione, premi cassa malati e fatture _.
Vanno inoltre aggiunte bollette diverse ancora da pagare per circa fr. 2'000.- (partecipazione _, _, bollette telefoniche, farmacia e pigione), mentre le ricevute attestano i pagamenti per i mesi di gennaio, febbraio 2015 per un importo di circa fr. 2'640.- (pigione, telefono, _, _, _ ed _).
- Concludendo, la precaria situazione riportata, considerando uno stipendio di fr. 2'930.- mensili, non può di sicuro condurre all’assenza di un disavanzo da coprire.” (Doc. I)
La ricorrente ha, inoltre, postulato l’ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. II).
1.3. L’USSI, in risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa, osservando in particolare quanto segue:
"
(...)
5.
Relativamente ai costi indicati dalla ricorrente si osserva che la prestazione di assistenza è calcolata a copertura del fabbisogno corrente e non copre i debiti. La decisione ha considerato il fabbisogno della madre e del figlio. Il calcolo deve considerare i costi (e quindi l’importo coperto) per una persona in assistenza, in tal senso considera i valori massimi coperti dalla legge, mentre i costi reali, nella misura in cui sono superiori non sono determinanti per il calcolo del fabbisogno per l’assistenza. Correttamente viene quindi considerato il valore della cassa malati (premio medio di riferimento, cfr. RL 6.4.6.1.8.), garantito per la persona in assistenza.
Il reddito dell’unità di riferimento comprende anche gli alimenti non considerati dalla reclamante e quindi è di CHF 4'394.--.
(...)” (Doc. V)
1.4. Il 13 maggio 2015 la ricorrente, per il tramite del proprio legale, ha trasmesso alcune ricevute di pagamenti relativi al mese di aprile 2014 (fatture mediche e farmaceutiche di complessivi fr. 360.70) e copia della decisione emanata dall’IAS il 20 novembre 2014 con cui è stata accolta la sua istanza di riduzione del premio LAMal per il 2015.
L’insorgente ha, inoltre, rilevato che degli alimenti di fr. 900.--versati dal padre per il figlio _ non può essere risparmiato alcunché, dal momento che vengono impiegati per pagare una parte della pigione dell’appartamento di _, pari a fr. 1'400.-- mensili (cfr. doc. XI; Q-R).
1.5. L’amministrazione, il 26 maggio 2015, ha indicato che la ricorrente non ha fatto valere fatti o motivi idonei a giustificare una diversa valutazione rispetto alla decisione su reclamo impugnata che è stata confermata (cfr. doc. XIII).
1.6. Il 27 maggio 2015 l’avv. RA 1 ha inviato il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con la relativa documentazione (cfr. doc. XIV).
1.7. L’avv. RA 1, per conto della ricorrente, il 30 giugno 2015 ha asserito che la situazione finanziaria della sua patrocinata è ulteriormente peggiorata, inviando al riguardo uno scritto della medesima datato 15 giugno 2015, come pure fatture relative, al premio dell’assicurazione per l’economia domestica privata per il periodo 1° luglio 2015 – 30 giugno 2016 di fr. 287.10, al conteggio delle spese accessorie 2014 di fr. 571.95, a costi medici, a imposte cantonali e comunali non pagate per il 2012 e 2013, alla richiesta d’acconto dell’imposta cantonale 2015 di fr. 345.-, dell’imposta comunale per il 2015 di fr. 330, ai contributi AVS del figlio per il 2014 di fr. 480.- e alla tassa militare per il 2013 di fr. 406.15 (cfr. doc. XVI + S-T), queste ultime voci (richiesta acconti imposte 2015, contributi AVS e tassa militare) peraltro già inviate con il ricorso
1.8. L’8 luglio 2015 l’USSI ha preso posizione, rilevando:
"
(...) L’assistenza non garantisce il tenore di vita normale ma solo l’indispensabile. Di conseguenza non copre le spese abituali ma quelle assolutamente necessarie. In particolare non sono di principio considerati i debiti, salvo a riduzione della sostanza che però nel caso della signora RI 1 è già pari a CHF 0.--. Anche le imposte non rientrano nel fabbisogno essenziale e per le stesse occorre chiedere il condono.
Si conferma la risposta al ricorso.” (Doc. XVIII)
1.9. Il doc. XVIII è stato trasmesso per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. XIX).

in diritto
2.1. Oggetto della vertenza è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI 1 una prestazione assistenziale richiesta nel mese di settembre 2014.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.2. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
977.--
100.--
1077.--
2 persone
1495.--
100.--
1595.--
3 persone
1818.--
100.--
1918.--
4 persone
2090.--
100.--
2190.--
5 persone
2364.--
100.--
2464.--
6 persone
2638.--
100.--
2738.--
7 persone
2912.--
100.--
3012.--
Per ogni persona supplementare
+ 272.--
-
+ 272.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).
Tali importi sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015 pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
2.4.
L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o
partner registrati o
conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento
;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ... . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.
.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare annua sono quelli previsti dalla LPC
Dai Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014 emerge che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr. 13’200.– per persona sola e fr. 15’000.– per coniugi.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.5. RI 1 ha contestato il calcolo che ha condotto al diniego di una
prestazione assistenziale da lei richiesta nel mese di settembre 2014, facendo valere in buona sostanza di dovere sostenere ulteriori costi, oltre alle spese computate dall’USSI (fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione malattia, suoi contributi AVS, spese professionali).
L’insorgente ha censurato innanzitutto l’importo del premio della cassa malati considerato dall’amministrazione, ritenendo che quest’ultima a torto abbia tenuto conto del premio computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali.
Ella ha poi menzionato gli altri oneri mensili a cui deve far fronte, in particolare relativi allo studio universitario in economia a _ del figlio _ non coperti dall’assegno di studio non riconosciuto in misura massima. In proposito la stessa ha precisato che sarebbero arretrate tre pigioni concernenti l’appartamento a Friborgo del figlio, come pure svariate bollette (luce, ecc.).
La ricorrente ha, inoltre, indicato ulteriori fatture arretrate scoperte riguardanti segnatamente trattamenti di agopuntura, partecipazione del 10% relativo a un intervento chirurgico effettuato nel gennaio 2015 presso l’Ospedale _ di _, tassa militare 2013, contributi AVS del figlio, abbonamento Arcobaleno, imposte e premi assicurativi (cfr. doc. I; XI; XVI).
L’USSI, dal canto suo, ha puntualizzato che sono state computate le spese correnti - ad esclusione dei debiti - che la legge riconosce (fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione malattie, contributi AVS per la ricorrente e spese professionali) per un totale di fr. 4'277.-- al mese che vengono coperte dal reddito della richiedente, composto del suo guadagno da attività lavorativa e degli alimenti per _, pari a complessivi fr. 4'394.-- mensili, ai quali va aggiunto il sussidio della cassa malati di fr. 534.-- (cfr. doc. AI; III; XVIII).
2.6. Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva dapprima, relativamente alla soglia di intervento, che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.3.), le
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 emanate dal Dipartimento della sanità e della socialità prevedono,
nel caso di un’unità di riferimento composta di due persone, come è il caso della ricorrente (la medesima e il figlio _ nato il 16 febbraio 1993), un forfait globale di mantenimento di fr. 1’495.-- al quale si aggiunge un supplemento di integrazione di fr. 100.-- per complessivi fr. 1'595.--.
Tale importo corrisponde all’ammontare computato dall’USSI (cfr. doc. 55).
Riguardo al forfait di mantenimento giova evidenziare che lo stesso include le spese relative alle seguenti voci:
"
- alimentazione, bevande e tabacco
- Abbigliamento e calzature
- Consumi energetici (elettricità, gas, ecc.) escluse le spese accessorie
- Pulizia, cura dell’appartamento e dell’abbigliamento, compresa la tassa sulla nettezza urbana
- Acquisto di piccoli oggetti d’uso domestico
- Spese sanitarie, escluse le franchigie e i farmaci non rimborsati dalla cassa malati
- Spese di trasporto, compresi gli abbonamenti a metà prezzo (trasporti pubblici locali, manutenzione della bicicletta e del ciclomotore)
- Telecomunicazioni (telefono, spese postali, ecc.)
- Formazione e svaghi (concessione radio/TV, giochi, giornali, libri, spese scolastiche, cinema, animali domestici, ecc.)
- Cure del corpo (parrucchiere e articoli da toilette)
- Attrezzatura personale (materiale di cancelleria, ecc.)
- Bevande consumate fuori casa
- Altre (quote assicurative, piccoli regali)” (Direttive COSAS del dicembre 2010 p.to B.2.1)
Pertanto i costi attinenti alle bollette telefoniche, all’abbonamento Arcobaleno, all’elettricità e ad alcune spese sanitarie (ad esempio medicamenti da banco) fatti valere dall’insorgente (cfr. doc. I) sono già compresi nella soglia di intervento.
Agli stessi va, di conseguenza, fatto fronte mediante l’ammontare appena citato.
2.7. L’art. 22 lett. c Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie
effettive
fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.
Giusta l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da due persone, come quella della ricorrente, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi, ossia a fr. 15’000.-- (cfr. art. 10 cpv. 1 lett. b LPC; Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS e all’AI del 3 dicembre 2013).
Per l'art. 257a cpv. 1 CO
"
le spese accessorie sono la remunerazione dovuta per le prestazioni fornite dal locatore o da un terzo in relazione all'uso della cosa."
Per il capoverso 2 esse sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuito.
In virtù della succitata norma il proprietario può fatturare solo i costi che sono stati convenuti. In mancanza di una convenzione, essi sono compresi nel canone di locazione (DTF 121 III 142 e dottrina citata; D. Lachat, Le bail a Loyer, Losanna 1997 pag. 222; T. Oberle, Nebenkosten, Heizkosten, Zurigo 1995, pag. 33).
Per l'art. 257b CO
"
nel caso di locali d'abitazione e commerciali le spese accessorie sono la remunerazione per i costi effettivamente sostenuti dal locatore per prestazioni connesse con l'uso quali i costi di riscaldamento e di acqua calda e analoghe spese d'esercizio, come pure i tributi pubblici a carico della cosa."
Le disposizioni sono di diritto imperativo (cfr. D. Lachat, op. cit. pag. 222 N 1.5; T. Oberle, op.cit., pag. 32)
La norma di cui all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese
accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria,
maggiorato del 15% per le spese accessorie."
La Laps, perciò, non fa capo alle spese effettive, come invece la Las, bensì a un importo fittizio calcolato sulla base della pigione netta.
L’art. 22 lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC, in vigore dal 1° gennaio 2008, vanno, in effetti, computate la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo.
Nel caso in cui le persone vivano in un appartamento in locazione da esse stesse riscaldato e non debbano pagare al locatore alcuna spesa di riscaldamento, va poi anche conteggiato, ol
tre alle spese accessorie usuali,
un forfait per le spese di riscaldamento ex art. 16b cpv. 1 e 2 OPC AVS/AI di fr. 840.-- annui.
E’, altresì, utile osservare che in una sentenza 39.2006.4 del 4 ottobre 2006 il TCA, chinandosi su un caso di rifiuto di assegni integrativi, ha comunque stabilito che nell’ipotesi di canoni di locazione molto bassi rispetto al valore usuale per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località per determinare l’importo della pigione da computare nel calcolo della prestazione armonizzata e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente applicati, per analogia, i disposti legali della LPC e OPC relativi alle spese di riscaldamento.
Con sentenza 42.2007.3 del 26 ottobre 2007 questa Corte ha pure deciso che nel caso di persone i cui contratti di locazione non prevedono il versamento di un importo a titolo di spese accessorie e che devono esse stesse provvedere alle spese di riscaldamento, si giustifica, nell’ipotesi in cui non sia possibile stabilire l’importo esatto relativo al costo del riscaldamento, l’applicazione, per analogia, dei disposti della LPC/OPC. In tal caso, a titolo di spese, in aggiunta alla pigione netta, va perciò perlomeno conteggiato l’importo forfetario di fr. 840.-- annui, ciò tuttavia nei limiti dell’importo massimo ammissibile secondo l’art. 9 Laps.
In concreto il contratto di locazione concernente l’appartamento di 3 locali a _ prevede una pigione di fr. 1'250.- al mese, pari a fr. 15'000.- annui e delle spese accessorie di fr. 100.-- al mese, corrispondenti a fr. 1'200.-- annui (cfr. doc. 91). Complessivamente, quindi, la ricorrente deve sostenere, quale costo per la propria abitazione, la somma di fr. 1'350.-- al mese, ossia fr. 16'200.-- all’anno.
L’importo di fr. 16'200.--, essendo superiore al limite massimo di fr. 15'000.--, a ragione l’amministrazione ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’ammontare di fr. 15'000.-- (cfr. doc. 55-56).
La ricorrente ha indicato di dover far fronte pure al conguaglio delle spese accessorie che per il 2014 è di fr. 571.95 (cfr. doc. T).
Come esposto sopra nel regime delle PC (per quanto attiene al computo della pigione analogo all’art. 22 lett. c Las), in caso di conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo.
In casu la questione di sapere se nel regime Las vada o meno considerato il conguaglio delle spese accessorie non merita di ulteriori approfondimenti, poiché in ogni caso, l’amministrazione ha già computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’ammontare massimo ammissibile ai sensi dell’art. 22 lett. c Las di fr. 15'000.-- (cfr. doc. 55-56).
Pertanto un aumento di tale importo per tenere conto del conguaglio delle spese accessorie è in ogni caso escluso.
2.8.
L’insorgente ha censurato gli importi dei premi della cassa malati di fr. 4'965.- annui per lei e di fr. 4'526 all’anno per _ considerati dall’amministrazione (cfr. doc. 55-56), ritenendo che quest’ultima abbia a torto tenuto conto del premio computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali (cfr. doc. I).
Ai fini della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale, in applicazione degli art. 22 Las e 8 cpv. 1 lett. g Laps, va considerato soltanto il premio dell’assicurazione
obbligatoria
contro le malattie a esclusione dei premi relativi alle assicurazioni complementari concluse in virtù della LCA.
Ciò del resto si evince dal chiaro tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps.
Giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (a cui l’art. 22 Las rinvia), in vigore dal 1° gennaio 2012, quale premio dell’assicurazione
obbligatoria
contro le malattie vanno computati i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta,
ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento
.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido dal 1° gennaio 2012, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio
ordinario per singolo assicuratore approvato dall'autorità
federale
:
a) per la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni, tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);
b) con franchigia ordinaria;
c) con rischio di infortunio incluso;
d) ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.
Per inciso è utile rilevare che il tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, in vigore fino al 31 dicembre 2011, prevedeva che quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie andavano computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Ai sensi dell’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge andava inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
Gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).
Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 11 pag. 44 segg.).
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però solo ad evitare
“gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a
“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa ... nell’ambito dell’assicurazione di base ... con l’introduzione del premio medio di riferimento”
che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta (cfr. STCA 36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid. 2.2.).
In relazione alla revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio 15 settembre 2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:
"
Articolo 8 capoverso 1 lettera g)
Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più riferimento all’importo della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1 lett. g) Laps viene quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei premi concessi secondo la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti dai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta.”
Inoltre dal Rapporto dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:
"
Art. 8 cpv. 1 lett. g. Laps
Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è stato modificato. La formulazione, che riprende quella della disposizione attualmente in vigore, è adeguata al nuovo sistema di riduzione dei premi con la sostituzione dell’espressione “
quota cantonale media ponderata
” con l’espressione “
premio medio di riferimento
”. Inoltre, è stata tolta l’espressione “
dedotto l’importo delle riduzioni dei premi concesso secondo la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997
”
, poiché la deduzione è già regolata dall’art. 11 cpv. 1 Laps.”
2.9. Il premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps è definito dagli art. 28 e 29 LCAMal (cfr. consid. 2.8.).
L’art. 29 cpv. 1 LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva che il premio medio di riferimento era costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti ai sensi della legge e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal.
L’art. 28 LCAMal, valido dal 1° gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014, enunciava del resto che:
"
1
Per ogni assicuratore è determinato il premio riconosciuto per le seguenti categorie di assicurati:
a) di età superiore a 25 anni;
b) di età compresa tra 18 e 25 anni;
c) fino all’età di 18 anni.
2
Esso è stabilito a partire dalla media ponderata dei premi approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione di:
a) franchigia ordinaria;
b) rischio di infortunio incluso.”
Al riguardo è utile evidenziare che i
l 18 maggio 2014 il popolo ticinese ha respinto, in votazione referendaria, la seguente modifica della legge cantonale di applicazione della LAMal (cfr. www.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/upload/pdf/Opuscoli/Votazione%20referendaria%20del%2018%20maggio%202014.pdf)
approvata il 25 novembre 2013 dal Gran Consiglio del Cantone Ticino (cfr. FU 96/2013 del 29 novembre 2013 pag. 9159 segg.):
"
Art. 28
1
Il premio medio di riferimento è stabilito, per le tre categorie di
assicurati previste dalla LAMal, sulla base dei premi approvati dall’autorità
federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
2
Esso è calcolato sulla base della media ponderata dei premi
dell’assicurazione standard, con franchigia ordinaria e rischio d’infortunio
incluso, tenuto conto del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore malattie ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal (P–) e considerando:
a) la percentuale di assicurati con modello assicurativo standard,
con franchigia ordinaria (α);
b) la percentuale di assicurati con modelli assicurativi alternativi,
con franchigia ordinaria (β);
c) lo sconto medio percentuale tra modello medico di famiglia e modello standard (γ).
3
Il regolamento stabilisce la data in cui è preso in considerazione il numero di assicurati e la modalità di calcolo della percentuale degli assicurati tra i vari modelli assicurativi.
Art. 29
Il premio medio di riferimento è stabilito come segue:
PMR
=
P–
* α +
P–
* ( 100% – γ ) * β"
(cfr. FU 96/2013 del 29 novembre 2013)
Il testo degli art. 28 e 29 LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva che il premio medio di riferimento fosse determinato tenendo conto solo del modello assicurativo standard (libera scelta del fornitore di prestazioni), con franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio d’infortunio incluso.
Secondo la misura approvata dal Gran Consiglio nel novembre 2013 e respinta dal popolo il 18 maggio 2014 il premio medio di riferimento avrebbe dovuto essere determinato considerando non solo il modello assicurativo standard ma, secondo le proporzioni riscontrate nelle scelte della popolazione, anche i modelli alternativi (ad esempio quello del “medico di famiglia”) che sempre più sono preferiti dai cittadini ticinesi. La modifica prevedeva, invece, il mantenimento della franchigia ordinaria di 300 franchi, comprendendo ancora il rischio d’infortunio (cfr. Messaggio relativo alla modifica della legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) n. 6851 del 24 settembre 2013 pag. 1;
www.ti.ch/fileadmin/GENERALE/DIRITTIPOLITICI/votazioni/18052014/VotazioneCantonale_18052014_opuscolo.pdf
: Opuscolo informativo concernente la votazione cantonale del 18 maggio 2014).
A seguito della votazione popolare del 18 maggio 2014 nel 2014 per il calcolo del premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps sono, dunque, restati validi gli art. 28 e 29 LCAMal entrati in vigore il 1° gennaio 2012.
Il 21 maggio 2014 il Consiglio di Stato ha conseguentemente adottato il seguente Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 (cfr. BU 28/2014 del 23 maggio 2014):
"
Art. 1
Le basi di calcolo per le riduzioni di premio nell’assicurazione malattie per l’anno 2014 sono definite come segue:
a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2011.
b) premio medio di riferimento:
– adulti: CHF 4’965.00
– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00
– minorenni: CHF 1’156.00
c) percentuali relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36 LCAMal.
Art. 2
1
Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.
2
Esso entra in vigore retroattivamente il 1° gennaio 2014 e mantiene la sua validità fino al 31 dicembre 2014.”
Il 3 novembre 2014 il Gran Consiglio ha poi approvato delle nuove modifiche della Legge di applicazione della LAMal, entrate in vigore il 1° gennaio 2015 (cfr. BU 62/2014 del 30 dicembre 2014 pag. 587-588).
Il tenore dell’art. 28 e dell’art. 29 cpv. 1 LCAMal corrisponde al testo degli art. 28 e 29 LCAMal
approvato dal Gran Consiglio nel novembre 2013 e respinto dal popolo il 18 maggio 2014.
All’art. 29 LCAMal è, però, stato aggiunto un cpv. 2 che enuncia:
"
Il premio medio di riferimento considerato per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal non può essere inferiore a quello applicato per l’anno 2014.”
Dal Messaggio del 10 settembre 2014 relativo alla Modifica della legge di applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) si evince:
"
(...)
3.1.4 Premi medi di riferimento
Come detto, si ripropone con il presente messaggio di utilizzare il metodo di calcolo dei PMR già proposto per il 2014 con M6851. Il contesto nel quale la proposta viene ora riformulata è sostanzialmente diverso rispetto a quello di cui al citato M6851: in effetti, in tal caso, si otteneva una diminuzione dell’importo di Ripam nel contesto di una formula di calcolo con riduzione lineare; l’attuale proposta, al contrario, garantisce che i cittadini sussidiati a baso reddito non si vedano ridotta la Ripam per effetto soltanto dei PMR utilizzati.
Si ripropone, quindi, di determinare i PMR considerando i premi approvati dalla Confederazione relativi al modello con libera scelta del fornitore di prestazioni, ponderati però rispetto ai modelli assicurativi alternativi (cioè con scelta limitata del fornitore di prestazioni), considerando lo sconto legato al modello “
medico di famiglia
” e ritenuto che, in ogni caso, i PMR non potranno essere inferiori a quelli dell’anno 2014.
Si propone quindi di modificare gli attuali artt. 28 e 29 LCAMal, riprendendone il testo di cui al citato M6851. In aggiunta (art. 29 cpv. 2), si codifica la regola secondo la quale i PMR considerati non possono essere inferiori a quelli applicati per l’anno 2014, e meglio CHF 4’965.- all’anno per un adulto, CHF 4’594.- per un giovane adulto e CHF 1’156.- per un minorenne.
(...)”
Inoltre dal Rapporto di maggioranza del 21 ottobre 2014 della Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio 10 settembre 2014 concernente la modifica della legge di applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) emerge:
"
(...)
6.1 Premio medio di riferimento
Il Consiglio di Stato, come già ampiamente esposto al punto 4.1.1, ripropone di utilizzare il metodo di calcolo del premio medio di riferimento (PMR) secondo quanto già proposto con il messaggio n. 6851 del 24 settembre 2013. Si tratta in sintesi di considerare non la sola media ponderata dei premi riferiti al cosiddetto modello standard ma anche la ripartizione fra le diverse casse malattia degli assicurati che hanno optato per modelli alternativi, nonché considerando lo sconto medio percentuale ottenibile scegliendo il modello "medico di famiglia", mantenendo la franchigia ordinaria di 300 franchi all'anno e il rischio d'infortunio. Rispetto alla proposta del messaggio n. 6851, il Consiglio di Stato propone in più che il PMR (sia per le situazioni acquisite, cioè i bassi redditi, come pure per le altre fasce di reddito) non possa essere inferiore a quello utilizzato per il 2014 (nuovo art. 29 cpv. 2, risp. nuovo art. 43a cpv. 2 lett. a) LCAMal). Questo porta a una graduale riduzione del premio medio rispetto alla copertura standard, che andrà ad accentuarsi sulla base delle scelte assicurative che hanno fatto e faranno i cittadini. È chiara la tendenza ad andare verso coperture alternative e, in modo particolare, verso il modello medico di famiglia, per la possibilità di risparmio che attualmente tali coperture offrono. Questa tendenza andrà sicuramente accentuandosi nei prossimi anni. Si tratterà poi di vedere se gli sconti attualmente proposti per queste coperture assicurative saranno mantenuti negli anni o se non si andrà gradualmente verso un allineamento dei premi. Già per il prossimo anno lo sconto sul premio per il modello medico di famiglia rispetto al modello standard è diminuita, anche se di poco, in rapporto al 2014.
(...)
6.5 Misure previste dal Preventivo 2015
Il messaggio sul Preventivo 2015 (n. 6987), oltre alle misure previste nell'ambito Ripam dal messaggio che stiamo esaminando, propone pure un'ulteriore misura di contenimento che deriva dalla nota questione legata al rimborso dei premi versati in eccedenza dai cittadini ticinesi. Il Parlamento federale ha deciso che il rimborso avverrà con un versamento annuo di 90 franchi a ogni assicurato per gli anni 2015-2017. Il Consiglio di Stato propone quindi di ridurre il PMR per la valutazione della Ripam per il medesimo importo e per gli anni indicati in precedenza. Questa misura comporterà un risparmio per la Ripam ordinaria di 2.2 milioni di franchi e di 2.3 milioni di franchi per la Ripam per i beneficiari di PC. In
totale quindi per il prossimo anno si prevede un risparmio di 23.8 milioni di franchi.
(...)”
L’11 febbraio 2015 il Consiglio di Stato ha, di conseguenza, adottato il seguente Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2015 entrato in vigore retroattivamente il 1° gennaio 2015 (cfr. BU 7/2015 del13 febbraio 2015 pag. 47) che ha confermato il precedente Decreto esecutivo provvisorio per l’anno 2015 del 18 novembre 2014 (cfr. BU 55/2014 del 21 novembre 2014 pag. 496):
"
Art. 1
Le basi di calcolo per le riduzioni di premio nell’assicurazione malattie per l’anno 2015 sono definite come segue:
a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2012.
b) premio medio di riferimento:
– adulti: CHF 4’875.-
– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’504.-
– minorenni: CHF 1’066.-
c) costante per il calcolo del reddito disponibile massimo:
– unità di riferimento senza figli: 3.4
– unità di riferimento con figli: 3.9
Art. 2
1
Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.
2
Esso entra in vigore retroattivamente il 1° gennaio 2015 e mantiene la sua validità fino al 31 dicembre 2015.”
2.10. Nel caso di specie a titolo di premio della cassa malati, perciò, non va tenuto conto del premio effettivo a carico della ricorrente e del figlio, bensì del premio ordinario per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie per singolo assicuratore ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del
premio medio di riferimento
ai sensi degli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps.
In effetti per valutare l’eventuale diritto dell’insorgente a una prestazione assistenziale, si deve far capo ai parametri utilizzati nell’ambito dell’assistenza sociale, indipendentemente dall’esito dell’esame, ovvero a prescindere dal fatto che la richiedente abbia o meno effettivamente diritto a una prestazione ordinaria.
Ne discende che in casu, contrariamente alle censure della ricorrente (cfr. consid. 2.8.), rettamente l’USSI ha applicato gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui rinvia l’art. 22 Las.
RI 1 e il figlio _ sono affiliati alla cassa malati _ (cfr. doc. 100; XIV).
Il premio effettivo per il 2014 per la ricorrente è di fr. 333.70, pari a fr. 4'004.40 annui (assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie _; cfr. doc. 100; XIV) e per _ è di fr. 340.90 mensili, corrispondenti a fr. 4'090.80 (cfr. doc. XIV).
Per il 2014, come visto, sono applicabili gli art. 28 e 29 LCAMal in vigore dal 1° gennaio 2012 secondo cui
il premio medio di riferimento è determinato tenendo conto solo del modello assicurativo standard (libera scelta del fornitore di prestazioni), con franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio d’infortunio incluso (cfr. consid. 2.9.).
Per il 2014 il premio ordinario (cfr. consid. 2.8.) per la _ da considerare giusta gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 5'533.-- per la ricorrente (premio ordinario
ponderato
concernente la _ per la categoria adulti, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per la Regione 1 di fr. 5'554.80.-- annui e per la Regione 2 di fr. 5'314.80 annui e del relativo numero di assicurati: 16’069 per la Regione 1 e 1'566 per la regione 2; cfr.
www.priminfo.ch
) e a fr. 5'258.-- per _ (premio ordinario
ponderato
concernente la _ per la categoria giovani tra i 19 e i 23 anni, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per la Regione 1 di fr. 5'277.60.-- annui e per la Regione 2 di fr. 5'049.60 annui e del relativo numero di assicurati: 2413 per la Regione 1 e 221 per la regione 2; cfr.
www.priminfo.ch
).
Gli importi di fr. 5'533.-- e di fr. 5'258.-- sono superiori al premio medio di riferimento per il 2014 di fr. 4’965.-- per gli adulti e di fr. 4’594.00 per i giovani adulti (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 del 21 maggio 2014 in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2014; consid. 2.9.).
Pertanto ai fini del calcolo della prestazione assistenziale per l’insorgente va tenuto conto del premio medio di riferimento per il 2014 di fr. 4’965.--, come del resto riconosciuto dall’USSI (cfr. doc. 55-56).
Per _ va considerato il premio medio di riferimento di fr. 4'594.--.
L’amministrazione ha, invece, conteggiato un premio di fr. 4'526.--anziché di fr. 4'594.-- (cfr. doc. 55-56).
I motivi di tale differenza non vanno approfonditi, in quanto in ogni caso il computo per _ del premio medio di riferimento di fr. 4'594.-- non è di alcun ausilio per la ricorrente (cfr. consid. 2.16.).
Giova, infine, evidenziare che l’importo del premio medio di riferimento sia per RI 1 che per il figlio da computare nel calcolo dell’assistenza sociale risulta, comunque, più elevato del rispettivo premi effettivo di fr. 4’040.40 per la ricorrente e di fr. 4'090.80 per _.
2.11. L’insorgente ha asserito, allegando le relative fatture, di dover far fronte ad altre spese, in particolare a fatture mediche, di partecipazione ai costi medici, a costi dentistici, al premio dell’assicurazione domestica, a contributi AVS per il figlio _, alla tassa militare per quest’ultimo e a imposte comunali e cantonali correnti e arretrate (cfr. doc. I, T; L; M).
Per quanto concerne i contributi AVS relativi al figlio _, studente senza attività lucrativa, di fr. 480.-- per il 2014 (cfr. doc. L), va rilevato che l'art. 11 cpv. 2 LAVS, prevede che se il pagamento del contributo minimo costituisce un onere troppo grave per l'assicurato, il contributo può essere condonato, a specifica richiesta dell'interessato e previa consultazione dell'autorità designata dal Cantone di domicilio. Per questi assicurati è infatti il Cantone di domicilio che paga il contributo minimo.
L'art. 32 cpv. 1 OAVS prevede che le persone tenute a pagare i contributi che, conformemente all'articolo 11 capoverso 2 LAVS, domandano il condono, devono presentare una domanda scritta e motivata alla cassa di compensazione cui esse sono affiliate; la cassa trasmette la domanda all'autorità designata dal Cantone di domicilio, affinché questa possa esprimere il suo parere.
Giusta l'art. 32 cpv. 2 OAVS, la cassa di compensazione decide della domanda di condono in base al parere dell'autorità designata dal Cantone di domicilio. Il condono può essere accordato per il periodo di due anni al massimo. Inoltre, una copia della decisione di condono deve essere notificata al Cantone di domicilio; questo può fare opposizione ai sensi dell'art. 52 LPGA o impugnare la decisione in conformità agli articoli 56 e 62 LPGA (art. 32 cpv. 3 OAVS).
Per l'art. 17 del Decreto legislativo di applicazione della legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (RL 6.4.5.2), il Dipartimento dell'Interno, Servizio cantonale della pubblica assistenza (ora: Dipartimento della sanità e della socialità), è designato quale autorità consultiva per il condono delle quote dovute dalle persone assicurate obbligatoriamente, per le quali il pagamento di esse costituirebbe un onere troppo grave. In tale caso la quota mensile di fr. 1.- è a carico dell'assistenza pubblica.
Pertanto, quando la Cassa di compensazione ha ridotto il contributo al minimo di legge, l'assicurato debitore può domandare il condono.
In effetti, il condono dei contributi è possibile solo quando l'assicurato è unicamente debitore del contributo minimo annuale (N. 3068 DIN). La legge, in proposito, è molto chiara: è
il contributo minimo
, il cui pagamento costituirebbe un onere troppo grave per le persone assicurate obbligatoriamente, che può essere esonerato (art. 11 cpv. 2 LAVS).
Il condono del contributo minimo può essere concesso solo ad assicurati che si troverebbero in una situazione insostenibile se dovessero pagare i contributi. Ciò significa che il condono dei contributi minimi è una misura straordinaria e può essere concesso solo quando l'assicurato vive in grande povertà (N. 3071 DIN).
La situazione insostenibile quale condizione per il condono del contributo giusta l'art. 11 cpv. 2 LAVS deve essere esaminata secondo il minimo vitale previsto dal diritto dell'esecuzione (
DTF 113 V 252 =
RCC 1988 pag. 117; N. 3072 DIN).
La citata norma legale prevede inoltre che le Casse di compensazione sottopongano tutte le richieste di condono all'autorità designata dal Cantone di domicilio (per il Cantone Ticino: Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento), la quale si accolla, se sono dati gli estremi, il pagamento del contributo minimo.
Al riguardo cfr. STCA 30.2013.46 del 27 febbraio 2014.
In concreto non risulta che sia stato avantutto chiesto il condono del contributo minimo AVS a carico di _, misura comunque prioritaria rispetto al computo nel calcolo dell’assistenza sociale.
In ogni caso, anche conteggiando la somma di fr. 480.-- annui, pari a fr. 40.-- al mese, alla ricorrente non può essere riconosciuta una prestazione assistenziale (cfr. consid. 2.16.).
2.12. Per quanto attiene agli altri costi menzionati dalla ricorrente (fatture mediche, di partecipazione ai costi medici, costi dentistici, premio assicurazione domestica, tassa militare per quest’ultimo, imposte comunali e cantonali correnti e arretrate; cfr. doc. I, T; L; M), essi non sono contemplati tra le spese computabili ai sensi della Las.
Al riguardo è utile osservare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 6, 8 e 9 Laps e all’art. 22 Las, che contempla delle deroghe ai disposti appena citati della Laps (cfr. consid. 2.4.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria di un assicurato, non è possibile computarne altre non previste dalla Laps, né dalla Las.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento (cfr. consid. 2.6.).
In simili condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr.
Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg.
368 segg.; STF 9C_423/2013 del 26 agosto 2014 consid. 4.2.; STFA H 231/02 del 20 agosto 2003 consid. 5), nel caso in cui il diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria sia esaminato mediante un conteggio effettuato secondo i parametri indicati dalla legge, ovvero tenendo conto di tutti quei redditi e quelle spese riguardanti il richiedente che sono previsti dalla Laps e dalla LAS, l’USSI non può aggiungere altri costi al fine di riconoscere il diritto all’assistenza sociale o aumentare l’importo della prestazione a seconda di quanto preteso dal richiedente.
Pertanto gli ulteriori costi fatti valere dalla ricorrente e menzionati sopra non possono essere computati nel calcolo della prestazione assistenziale.
Ad ogni modo l’assistenza sociale non deve servire a far fronte alle imposte correnti e arretrate. Il pagamento delle imposte non fa parte del minimo sociale della persona assistita, come peraltro evidenziato dall’USSI (cfr. doc. XVIII). In virtù del principio della sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.2.) il richiedente deve cercare di ottenere una proroga del pagamento o il condono delle stesse (cfr. STF8C_232/2014 del 21 aprile 2015 consid. 5.2.4.). .
2.13. Le spese relative alle partecipazioni ai costi sanitari, alle franchigie, alle spese dentistiche e al premio dell’assicurazione domestica non vanno computate nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria. Le stesse possono eventualmente, in linea di principio, essere assunte quali prestazioni assistenziali speciali alle condizioni qui di seguito esposte.
In effetti l'art. 20 Las, concernente le prestazioni speciali, enuncia:
"
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:
a) spese di formazione;
b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie dovute a malattia o handicap;
c) determinate assicurazioni;
d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e l’inserimento professionale;
e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;
f) spese di collocamento in istituto;
g) spese di sepoltura. (cpv. 1)
Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)
Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno specifico cui esse sono destinate
. (cpv. 3).
A titolo di prestito da rimborsare possono essere versate in particolare: il deposito di garanzia relativo alla locazione, gli arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi partecipazioni e franchigie nell’ambito della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994. (cpv. 4)" (La sottolineatura è del redattore)
E’ utile rilevare che l’art. 20 cpv. 4 Las relativo alla possibilità di ottenere determinate prestazioni speciali (deposito di garanzia relativo alla locazione, arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e franchigie LAMal) a titolo di prestito da rimborsare è in vigore dal 15 febbraio 2013 (cfr. BU del 15 febbraio 2013 pag. 97).
In proposito nel Messaggio del 15 ottobre 2012 n. 6697 relativo al
Preventivo 2013 (mod. L. tributaria - mod. LAPS - mod. LOC - mod. LACD - mod. LAS - DL contributo straordinario dipendenti, magistrati e CdS - DL partecipazione finanziaria comunale al risanamento finanziario del Cantone 2013 - DL urgente programma di risanamento finanziario, Roadmap 2013-2014)
, p.to 2.3. è stato indicato:
"
(...) si coglie occasione di introdurre un nuovo capoverso 4 all’art. 20 Las, precisando che le prestazioni che concernono i depositi di garanzia relativi alle pigioni, gli arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e franchigie nell'ambito della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), vengono accordate da parte dell’Ufficio del sostegno sociale e inserimento a titolo di prestazioni speciali sotto la forma di prestito che deve essere restituito.
Questa modifica legale non comporta cambiamenti né di prassi né ha effetti sulla spesa.
Essa sancisce di fatto nella Legge sull’assistenza sociale (Las) la prassi già in vigore dal 2005 presso l’Ufficio del sostegno sociale e inserimento e permette di garantire il rispetto dei principi di legalità e parità di trattamento.
(...)”
Le prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse anche quando il reddito disponibile
supera di poco
la soglia d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA 42.2004.3 del 17 maggio 2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).
2.14. Relativamente alla tassa d’esenzione dell’obbligo militare (cfr. doc. F; T), giova evidenziare che tale tassa, prevista dalla legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare (LTEO), è un tributo, di carattere sostitutivo, che ha lo scopo di garantire equilibrio tra le prestazioni fornite da chi compie il servizio militare o civile e chi vi è liberato, in ossequio della parità di trattamento (cfr. STF 2C_226/2010 del 19 novembre 2010).
Il Tribunale federale, in una sentenza 8C_232/2014 del 21 aprile 2015, ha stabilito che la tassa di esenzione dal servizio militare non va assunta dall’assistenza sociale nemmeno quale prestazione assistenziale speciale.
In particolare l’Alta Corte si è espressa come segue:
"
(...)
5.2.3.
Comme l'ont relevé les premiers juges, la réglementation sur l'aide sociale vaudoise ne prévoit pas la prise en compte de la taxe d'exemption de l'obligation de servir dans les prestations relevant du RI, notamment au titre de frais particuliers. En tant que célibataire, le recourant perçoit un forfait "entretien et intégration sociale" pour personne seule, un supplément pour le loyer et un forfait "frais particuliers", comme toute autre personne (homme ou femme) dans une situation économique comparable à la sienne. Sous l'angle de l'aide sociale, on ne voit pas que la législation vaudoise établirait une discrimination entre hommes et femmes ou entre hommes de nationalité suisse et étrangère dans une situation semblable. La différence de traitement dont se prévaut le recourant ne découle pas de la législation cantonale sur l'aide sociale mais elle est inhérente au système constitutionnel suisse qui astreint au service militaire seuls les hommes de nationalité suisse (art. 59 al. 1 Cst.), respectivement au paiement d'une taxe tout homme de nationalité suisse qui n'accomplit pas son service militaire ou son service de remplacement (art. 59 al. 3 Cst.). On relèvera que la différence de traitement dont se plaint le recourant se retrouve aussi dans le cas des personnes qui ne sont pas dépendantes de l'aide sociale. On notera encore au passage, comme l'a jugé à maintes reprises le Tribunal fédéral, que l'art. 59 Cst. prime, en tant que lex specialis, sur le principe général d'égalité de traitement de l'art. 8 Cst. Le fait que seuls les hommes de nationalité suisse sont astreints au paiement de la taxe d'exemption est ainsi conforme à la constitution (cf. arrêt 2C_221/2009 du 21 janvier 2010 consid. 2.1, in StR, 65 2010 332 et AJP, 2010 789).“
Come per le imposte (cfr. consid. 2.12.), anche nel caso della tassa d’esenzione militare il richiedente deve piuttosto cercare di ottenere una proroga o un condono della stessa (cfr. art. 37 LTEO).
2.15. La ricorrente ha lamentato il fatto di dover sostenere una parte degli oneri connessi allo studio universitario in economia a _ del figlio, in particolare sarebbero arretrate tre pigioni dell’appartamento di quest’ultimo, in quanto _ non riceve un assegno allo studio nella misura massima (cfr. doc. I p.to 6).
Dalla decisione dell’Ufficio borse di studio e dei sussidi del 22 settembre 2014 si evince che al figlio dell’insorgente per l’anno scolastico 2014-2015 è stato riconosciuto un assegno di studio di fr. 7'772.-- (cfr. doc. 153).
Ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 del Regolamento delle borse di studio in valido fino al 31 maggio 2015 (dal 1° giugno 2015 è in vigore la nuova legge sugli aiuti allo studio approvata dal Gran Consiglio il 23 febbraio 2015; cfr. BU 2015, 184) l’assegno annuo massimo è in effetti di fr. 16'000.--.
Il TCA, in proposito, ricorda che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà (art. 2 Las; 13 Laps; consid. 2.2.; DTF 137 V 143; STF 8C_196/2010 del 19 luglio 2010 consid. 5.4.).
Inoltre in una sentenza 2C_244/2008 del 5 giugno 2009 il Tribunale federale ha ribadito che
"secondo l'art. 14 Cost./TI, il quale elenca gli obiettivi sociali perseguiti, il Cantone provvede affinché ognuno possa beneficiare di un'istruzione e di una formazione adeguata e possa perfezionarsi conformemente ai suoi desideri e alle sue attitudini (lett. f). L'art. 19 cpv. 1 LSc sancisce che il Cantone favorisce l'accesso alla formazione (...) con la concessione di assegni di studio e di prestiti di studio (...), se il richiedente è in possesso del certificato di studi adeguato. Gli assegni e i prestiti di studio sono accordati a ticinesi e confederati domiciliati nel Cantone Ticino e a stranieri ivi residenti da almeno cinque anni (art. 20 cpv. 1 LSc). Gli stessi vengono concessi dal Consiglio di Stato anno per anno e per la durata minima del ciclo di studi, quale aiuto complementare alla famiglia per la formazione dei figli, e sono commisurati alle spese derivanti dagli studi e alle possibilità economiche del richiedente e della sua famiglia (art. 21 cpv. 1 e 2 LSc)”.
(La sottolineatura è del redattore)
Al riguardo cfr. pure STCA 42.2011.4 del 25 agosto 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 9 pag. 28.
Le disposizioni COSAS al p.to H.6 del dicembre 2007 prevedono peraltro che:
"
Prima formazione dei maggiorenni
Per principio, la prima formazione fa parte degli obblighi di mantenimento dei genitori. Questo obbligo di mantenimento vale anche nel caso in cui un maggiorenne è privo di una formazione appropriata (art. 277 cpv. 2 CCS). Se non è possibile esigere dai genitori l’obbligo di mantenimento e di finanziamento della formazione del figlio maggiorenne e se le entrate (salario, borse di studio, contributi di fondi e di fondazioni, ecc.) non sono sufficienti a coprire il mantenimento e le spese legate alla formazione, l’autorità preposta all’intervento sociale può decidere di versare un sostegno complementare.”(La sottolineatura è del redattore)
Da una parte, quindi, l’aiuto allo studio avviene, secondo l’art. 19 della legge sulla scuola valido fino al 31 maggio 2015 e giusta l’art. 1 della legge sugli aiuti alo studio in vigore dal 1° giugno 2015, mediante la concessione di borse di studio, dall’altra, l’assistenza sociale
può
eventualmente decidere in un secondo tempo, in virtù del principio della sussidiarietà, di intervenire versando un sostegno complementare.
Ad ogni modo prima che l’assistenza sociale decida in una particolare fattispecie se fornire o meno una prestazione, il richiedente deve avere esaurito le possibili vie prioritarie per, se del caso, accedere ad aiuti allo studio, ad esempio borse di studio (assegni e prestiti di studio), contributi di fondi e di fondazioni.
In concreto non risulta che _ abbia postulato la concessione di un prestito di studio al fine di integrare l’assegno ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 vRegolamento delle borse di studio, né che abbia chiesto l’aiuto di fondazioni private.
Va poi sottolineato che per ridurre i costi connessi allo studio fuori Cantone, invece di alloggiare in un appartamento, vi è la possibilità di far capo a dei
foyers
per studenti con rette inferiori all’importo di fr. 750.-- relativo al contratto di locazione del figlio dell’insorgente (cfr. www._).
In simili condizioni, un aiuto da parte dell’assistenza sociale, che interviene solo a carattere del tutto sussidiario, deve essere escluso.
Per quanto attiene le pigioni arretrate del figlio a _, giova, infine, segnalare che l’assistenza sociale non ha come scopo quello di estinguere i debiti, bensì di permettere al beneficiario di prestazioni assistenziali di far fronte a necessità contingenti (cfr. doc. XVIII; STF 8C_866/2014 del 14 aprile 2015; STF 8C_75/2014 del 16 luglio 2014; DTF 136 I 129).
2.16. Alla luce di tutto quanto esposto, occorre concludere che l’USSI a ragione ha negato alla ricorrente una prestazione assistenziale richiesta nel settembre 2014.
In effetti, anche tenendo conto di un premio della cassa malati per il figlio di fr. 4'594.- invece di fr. 4'526 computati dall’amministrazione (cfr. consid. 2.10.) e del contributo AVS minimo per _ per il 2014 di fr. 480.- (cfr. consid. 2.11.), l’insorgente non presenta comunque alcuna lacuna di reddito Las.
I redditi computabili della sua unità di riferimento corrispondono a fr. 52'735.-- (fr. 38’923 di reddito da attività lavorativa, doc. 165-168 + fr. 12 reddito da titoli e capitali + fr. 10'800 alimenti per _, doc. 113 + fr. 3'000 assegni familiari; doc. 55-56), pari a fr. 4'394.-- al mese (cfr. doc. 55).
La sostanza computabile risulta nulla (cfr. doc. 56).
Le spese computabili sono composte della spesa per l’alloggio di fr. 15’000 annui (cfr. consid. 2.13.), dei premi dell’assicurazione malattia di fr. 4'965 annui per la ricorrente e di fr. 4'594 all’anno per _ (cfr. consid. 2.10.), delle spese professionali di trasporto di fr. 603, delle spese professionali di doppia economia domestica di fr. 1'072 (cfr. doc. 56), dei contributi AVS per la ricorrente di fr. 6'025 (cfr. doc. 56) e del contributo AVS minimo per _ di fr. 480 (cfr. consid. 2.11.).
Esse, globalmente, ammontano a fr. 32'739.- annui, pari a fr. 2'728.- al mese.
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) della ricorrente ammonta a fr. 19'996.-- (redditi computabili di fr. 52'735.-- - spese computabili di fr. 32’739.--), pari a fr. 1’666.-- al mese.
La soglia di intervento per il 2014 dell’insorgente e del figlio corrisponde a fr. 1'595.-- al mese (cfr. consid. 2.6.; doc. 55).
Come indicato sopra (cfr. art. 18 Las; consid. 2.3.), hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento.
In casu i sussidi della cassa malati ammontano a fr. 534.-- (cfr. doc. 55).
In concreto la ricorrente non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome la somma del reddito disponibile residuale e dei sussidi di cassa malati risulta più elevata della soglia di intervento di
fr. 605.--
al mese [(fr. 1'666.-- + fr. 534.--) - fr. 1'595.--].
2.17. Deve ancora essere verificato se la ricorrente può essere posta al beneficio del gratuito patrocinio (cfr. doc. II).
Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) - del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13 maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
"
L’assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative."
Inoltre giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al gratuito patrocinio.
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza federale, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c).
Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).
Dalle carte processuali emerge che la ricorrente ha un reddito da attività lavorativa di fr. 2'953 netti al mese (cfr.doc. XIV), al quale va aggiunto l’importo di fr. 900.-- al mese quali alimenti per il figlio _ (cfr. doc. 113) e gli assegni familiari di fr. 250 per il figlio agli studi (cfr. doc. 87; 88).
I redditi globali ammontano, perciò, a fr. 4'103.-- al mese.
Per quanto riguarda il calcolo del fabbisogno, all’insorgente e al figlio deve essere applicato l’importo base mensile di fr. 1'950, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento, quale Autorità di vigilanza cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009, tuttora in uso.
Tale importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° settembre 2009).
Al minimo esecutivo va aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%, secondo la giurisprudenza citata.
In casu
, aggiungendo all’importo di base di fr. 1’950.-- il supplemento del 15-25% (25% corrisponde a fr. 487.-- e il 15% a fr. 292.--, cfr. su questo punto la STF 9C_89/2014 del 1° maggio 2014 nella quale il TF ha confermato l’importo di fr. 200.-- quale supplemento di procedura per una persona sola applicato dal Tribunale cantonale di Neuchâtel), si ottiene un fabbisogno che si situa tra i fr. 2'242 e i fr. 2'437.
Va poi computata la pigione mensile di fr. 1’350.-- (doc. 91), i premi di cassa malati per il 2015, già dedotto il sussidio, di complessivi fr. 158.-- al mese (cfr. doc. R; XIV), le spese professionali di fr. 140.-- al mese (cfr. doc. 87), il costo dell’assicurazione di economia domestica di fr. 24.-- al mese (cfr. doc. T; in proposito, A. Bühler, Betreibung- und prozessrechtliches Existenzminimum,
in
AJP 2002, pag. 654 e STF 5P.250/2002 del 20 settembre 2002 consid. 4.3), le imposte di fr. 50.-- mensili (cfr. doc. T) e le imposte cantonali e comunali arretrate per il 2012 e 2013 di fr. 100.-- al mese (cfr. doc. T; STF 8C_909/2014 del 6 maggio 2015 consid. 3.3.; STFA B45/05 del 13 aprile 2006 consid. 7.2.2.; STFA I 633/02 del 18 giugno 2003 consid. 5.2.), per complessivi fr. 1'822.-- mensili.
Le uscite mensili corrispondono dunque a fr. 4'064 se si tiene conto di un fabbisogno aumentato del 15% (fr. 2'242 + 1'822) e a fr. 4'259 se si considera un fabbisogno incrementato del 25% (fr. 2'437 + fr. 1'822).
Ne discende che la situazione finanziaria dell’insorgente oscilla tra un’eccedenza di reddito di fr. 39.-- al mese (fr. 4'103 – fr. 4'064) e un disavanzo di fr. 156.-- al mese (fr. 4'103 – fr. 4'259).
In simili condizioni, l’insorgente può essere considerata indigente.
Al riguardo va osservato che è possibile prescindere dall’accertare se al figlio della ricorrente sia stato concesso nuovamente un assegno di studio per l’anno scolastico 2015-2016, visto che lo stesso va ad ogni modo a coprire i costi supplementari connessi allo studio universitario non considerati in concreto nel calcolo del fabbisogno.
Visto che anche le altre due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono adempiute, l'istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio va accolta riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica dell’insorgente dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 6 LAG; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TF: cfr. art. 64 cpv. 4 LTF; art 152 cpv. 3 vOG; STF 9C_916/2009 del 30 agosto 2010 consid. 10.2.; STF I 472/06 del 21 agosto 2007 consid. 7.2.; STFA K 146/03 del 4 maggio 2004 consid. 7.1.; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002 consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).