Decision ID: 9911b0b1-b538-50cc-b41c-74d23e1778f6
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che con decisione 12 novembre 2003 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da _ _ avverso la risoluzione 2 settembre 2002 con la quale il municipio di _ gli ha imposto il pagamento di una tassa di fr. 100.- per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per l'anno 2002;
che malgrado che il comune di _ fosse rappresentato da un legale, il Governo non gli ha assegnato ripetibili;
che con lettera 23 novembre 2002 l'autorità comunale, per mezzo del proprio patrocinatore, ha chiesto all'Esecutivo cantonale di
"completare le decisioni, emettendo le necessarie decisioni a complemento su questa ulteriore domanda di giudizio. La presente vale in subordine quale domanda di revisione delle decisioni"
;
che l'8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato, trattando la richiesta alla stregua di una domanda di revisione l'ha accolta ed ha riconosciuto all'istante un'indennità per ripetibili pari a fr. 300.-;
che avverso tale risoluzione _ _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando l'annullamento sia della risoluzione 12 novembre 2002 sia di quella dell'8 gennaio 2003; delle considerazioni addotte si dirà, se necessario, in seguito;
che il comune di _ si oppone all'accoglimento del gravame, contestandone in via principale la tempestività;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 208 cpv. 1 LOC e 60 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione attiva dell'insorgente sono certe;
che il ricorso è tempestivo per quanto rivolto contro la risoluzione 8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato (art. 46 cpv. 1 PAmm); è invece tardivo nella misura in cui ha per oggetto la risoluzione 12 novembre 2002 dello stesso Consiglio;
che il gravame può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che giusta l'art. 35 PAmm contro le decisioni è dato rimedio della revisione:
a) se l'autorità ha aggiudicato ad una parte più di quanto essa ha domandato o meno di quanto la controparte ha riconosciuto o altra cosa senza che una speciale norma lo consenta;
b) se essa non ha apprezzato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano dagli atti o se la decisione contiene disposizioni fra di loro contraddittorie;
c) se da un procedimento penale risulta che un crimine o un delitto ha influito sulla decisione a pregiudizio dell'istante;
d) se l'istante, dopo la decisione, è venuto a conoscenza di fatti nuovi rilevanti o ha scoperto prove decisive che non aveva potuto fornire, senza sua colpa, nella procedura precedente;
che la revisione è un mezzo d'impugnazione straordinario; ciò significa che non è data quando il difetto lamentato avrebbe potuto essere censurato impugnando la risoluzione e facendo uso della via ordinaria di ricorso (RDAT II-1995, n. 17);
che nella fattispecie il municipio di _ ha contestato ancora nei termini ricorsuali la mancata assegnazione di ripetibili;
che non essendo il giudizio del Consiglio di Stato ancora cresciuto in giudicato, l'esecutivo comunale avrebbe dovuto inoltrare ricorso a questa corte, chiedendo di porre rimedio all'omissione in cui è incorso il Governo;
che, in ogni caso, non essendo adempiuto alcuno dei motivi di cui all'art. 35 PAmm, il rimedio della revisione non era dato;
che l'istanza introdotta con lettera 23 novembre 2002 avrebbe pertanto dovuto essere dichiarata irricevibile;
che al caso concreto non è applicabile l'art. 4 PAmm, concernente la trasmissione d'ufficio degli atti all'autorità competente;
che in effetti dallo scritto 23 novembre 2002 non traspare in alcun modo la volontà del comune d'impugnare la risoluzione 12 novembre 2002; il legale che lo patrocinava, cognito della materia e dei mezzi d'impugnazione, si è infatti limitato a chiedere il completamento ed in via subordinata la revisione della decisione;
che anche in questa sede il resistente ha ribadito tale sua intenzione (cfr. consid. 4. risposta 7 febbraio 2003);
che sulla scorta di tali considerazioni, il ricorso va accolto per quanto diretto contro la risoluzione 8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato; va invece dichiarato irricevibile, siccome tardivo, nella misura in cui ha invece per oggetto la decisione 12 novembre 2002;
che le ripetibili e la tassa di giustizia sono poste a carico del ricorrente proporzionalmente al suo grado di soccombenza, ritenuto che il comune va esente da quest'ultima siccome comparso in lite per motivi di funzione.