Decision ID: ad3af094-b536-586a-8ed9-3145fd5a9788
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Nell'ambito dell'allestimento della graduatoria del fallimento del signor _ il Comune di _ ha notificato all'amministratore speciale del fallimento diversi crediti di imposta per complessivi fr. 162'425.05. Quest'ultimo ha iscritto i crediti di imposta notificati dal Comune negli elenchi oneri speciali quali ipoteche legali ex art. 836 CCS e 183 LAC e meglio fr. 57'274.76 a carico della part. n. _, fr. 57'274.76 a carico della part. n. _e fr. 47'875.53 a carico della part. n. _RFD di _.
B.
Ritenendo ingiustificata l'iscrizione dei crediti relativi alle imposte comunali, la qui attrice ha avviato nei confronti del Comune di _ un'azione di contestazione degli elenchi oneri, con l'obiettivo di far depennare i relativi crediti di imposta.
In particolare, con la petizione l'attrice sosteneva che alla data determinante dell'apertura del fallimento non esistevano né decisioni di tassazione cresciute in giudicato, né conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale cresciuti in giudicato.
L'attrice negava inoltre l'esistenza di una particolare relazione tra i crediti di imposta insinuati e i fondi gravati, come espressamente richiesto dall'art. 252 cpv.1 LT.
Con risposta 19 aprile 1996 il Comune di _ si è parzialmente opposto alla petizione, ammettendo per le part. _e _RFD di _ lo stralcio dagli elenchi oneri contestati degli importi di fr. 5'835.60 (tassa uso fognatura) e per la part. _RFD di _ lo stralcio di fr. 123.45 (tassa uso fognatura), di fr. 39'938.90 (contributo sostitutivo parcheggi) e di fr. 7'421.70 (tassa esonero rifugi PC).
L'attrice, dal canto suo, in sede di udienza preliminare ha riconosciuto l'importo di fr. 20'696.85 a titolo di contributo di canalizzazione, che, come rilevato dal Pretore, andava iscritto esclusivamente sulla part. _RFD di _, poiché per una svista dell'amministratore speciale del fallimento era stato erroneamente riportato anche sulla part. _ RFD di _.
C.
Con sentenza 4 luglio 1996 il Pretore, in parziale accoglimento della petizione, ha stralciato dall'elenco oneri relativo alla part. _RFD di _ l'iscrizione di fr. 5'385.60 (tasse uso fognatura) e l'iscrizione "grava pure la particella no. _RFD Comune di _ ", dall'elenco oneri relativo alla part. _RFD di _ l'iscrizione di fr. 20'696.85 (contributi di canalizzazione), quella di fr. 31'192.31 (imposta immobiliare), quella di fr. 5'385.60 (tasse uso fognatura) e l'iscrizione "ipoteca legale di complessivi nominali fr. 17'526.-. Grava pure la particella no. _RFD Comune di _ ", nonché dall'elenco oneri relativo alla part. _RFD di _ l'iscrizione di fr. 123.45 (tasse uso fognatura), quella di fr. 39'938.90 (contributo sostitutivo posteggio) e quella di fr. 7'421.70 (tassa esonero rifugio PC).
Il Giudice di prime cure in sostanza ha argomentato che, non essendo definitiva la tassazione, i crediti d'imposta comunale avrebbero dovuto essere iscritti soltanto pro memoria conformemente all'art. 63 RUF, ma che, essendo nel frattempo le decisioni di tassazione 12 aprile 1996 (doc. 3) cresciute in giudicato, accordare l'iscrizione pro memoria per poi procedere subito dopo alla collocazione definitiva costituirebbe un formalismo eccessivo.
D.
Con atto di appello 15 luglio 1996 l'attrice chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di stralciare dagli elenchi oneri speciali anche i crediti d'imposta immobiliare insinuati dal convenuto ed ammessi dal Pretore e più precisamente dall'elenco oneri della part. no. _RFD di _
il credito di fr. 31'192.31, dall'elenco oneri della part. no. _RFD di _ il credito di fr. 36.- e dall'elenco oneri della part. no. _ (recte _) RFD di _ il credito di fr. 391.48.
In particolare l'appellante sostiene che la documentazione prodotta dal Comune di _ (doc. 3) non prova né l'esigibilità del credito fiscale, né il diritto al pegno sulla base della procedura prevista dalla LT. I conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale comunale (doc. 3) sarebbero sprovvisti di firma, della prova dell'avvenuta intimazione al debitore d'imposta, nonché del timbro di crescita in giudicato. Mancherebbero inoltre le decisioni di tassazione cresciute in giudicato.
L'appellante eccepisce inoltre che, essendo la procedura di quantificazione dell'ipoteca legale stata avviata soltanto il 12 aprile 1996, vale a dire dopo l'apertura del fallimento e dopo la scadenza del termine di deposito della graduatoria, l'amministrazione del fallimento, in applicazione dell'art. 59 cpv. 1 RUF, avrebbe dovuto respingere l'insinuazione oppure fissare al creditore un termine per presentare i suoi mezzi di prova. Al limite, conformemente all'opinione di parte della dottrina, l'amministrazione del fallimento avrebbe dovuto applicare per analogia l'art. 63 RUF e registrare il credito nella graduatoria soltanto pro memoria.
L'appellante ritiene infine che il Comune di _, non fosse più legittimato ad avviare la procedura di quantificazione dell'ipoteca legale posteriormente al fallimento del debitore di imposta (15 marzo 1995).
Delle osservazioni 2 agosto 1996 del convenuto, con cui si postula la reiezione del gravame, si dirà, se del caso, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
L'art. 836 CCS stabilisce che le ipoteche legali determinate dalle leggi cantonali per i rapporti di diritto pubblico od altri rapporti di carattere obbligatorio generale per tutti i proprietari di fondi, non richiedono per la loro validità l'iscrizione nel registro fondiario, salvo contraria disposizione. La giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che questa norma lascia semplicemente sussistere i diritti di pegno legali delle legislazioni cantonali, le quali sono pertanto libere nella determinazione dell'estensione e del grado: il diritto federale impone soltanto la forma dell'ipoteca e, trattandosi di garanzie per pretese fiscali cantonali, esige che l'imposta abbia una relazione particolare con il fondo da gravare (
DTF
110 II 237 con rif.).
In Ticino giusta l'art. 229 cpv. 1 vLT (cfr. art. 252 cpv. 1 LT) per il pagamento di tutte le imposte cantonali e comunali che hanno una relazione particolare con l'immobile è riconosciuta al Cantone ed ai Comuni un'ipoteca legale secondo l'art. 836 CC (cfr. pure art. 183 LAC). Il cpv. 2 della medesima norma prevede che la relativa pretesa d'imposta è stabilita mediante conteggio da intimare per raccomandata alle parti interessate, con facoltà di reclamo all'autorità di tassazione ex art. 175 segg. vLT, nonché di ricorso alla Camera di diritto tributario del Tribunale di appello ex art. 181 segg. vLT (cfr. art. 253 cpv. 1 e 2 LT).
2.
Ci si potrebbe innanzitutto chiedere se il giudice civile, cui sono demandate le azioni di contestazione dell'elenco oneri, sia o meno competente a decidere un contenzioso di diritto amministrativo-fiscale, come quello che ci occupa. A questo proposito va rilevato che il Tribunale federale, con sentenza 24 marzo 1994 in re Stato del Cantone Ticino, ricorrente contro l'operato dell'autorità di vigilanza del Canton _ in materia LEF (
DTF
120 III 32), ha mutato la giurisprudenza fissata in
DTF
48 III 228 e di seguito ripetutamente confermata, concludendo che il Giudice del fallimento ha la competenza formale per giudicare contestazioni dell'elenco oneri relative al diritto pubblico nell'ambito di un'azione di contestazione della graduatoria. In tal modo, onde garantire al meglio i diritti dei terzi creditori, è stato abbandonato il sillogismo per cui, mancando al giudice del fallimento la competenza sostanziale a decidere questioni -di diritto pubblico- riservate ad altre autorità amministrative e giudiziarie, gli era negata anche la competenza formale poiché l'azione giudiziaria veniva considerata un'inutile complicazione (
DTF
48 II 228; 59 II 314; 63 III 60): lo stesso principio trovava applicazione per le contestazioni relative a garanzie connesse con crediti di diritto pubblico (
DTF
77 III 43).
Questo nuovo indirizzo giurisprudenziale, peraltro già fatto proprio da questa Camera (
II CCA
5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B.;
II CCA
22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e llcc.;
II CCA
27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T.), trova riscontro anche in parte della dottrina (
Fritsche/Walder
, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. 2, Zurigo 1993, § 49, pag 313, N. 30;
Zucker
, Das Steuerpfandrecht in den Kantonen, Zurigo 1988. pag. 138; critico
Pedroli
, L'ipoteca legale per crediti d'imposta,
RDAT
1995/I, pag. 556 segg.).
Nel caso concreto ciò significa che nell'ambito dell'azione di contestazione dell'elenco oneri il Giudice civile non è vincolato da eventuali decisioni dell'autorità fiscale circa l'esistenza e l'ammontare dei crediti vantati dagli enti pubblici, e potrà esaminare liberamente con il potere d'apprezzamento che gli è dato, se le censure sollevate dall'attrice possano impedire il riconoscimento del beneficio dell'ipoteca legale ai crediti fiscali. Va da sé che, trattandosi di un'azione civile, la mancanza della prova circa l'esistenza, l'ammontare, e il grado del credito per il quale si postula il beneficio dell'ipoteca legale andrà a carico del convenuto, cui incombe l'onere della prova (art. 8 CCS; cfr. sentenze
II CCA
citate;
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 183, n. 12;
Brunner/Houlmann/Reutter
, Kollokations- und Widerspruchsklagen nach SchKG, Berna 1994, pag. 129).
Ciò premesso si può senz'altro provvedere all'esame delle singole censure d'appello.
3.
Nella fattispecie in esame l'appellante eccepisce che i conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale comunale (doc. 3) sarebbero privi di qualsiasi valore probatorio, poiché sprovvisti di firma, della prova dell'avvenuta intimazione, nonché del timbro di crescita in giudicato.
3.1
Si osserva innanzitutto che il fatto che i conteggi non siano sottoscritti dall'appellata non pregiudica in alcun modo la loro validità, non essendo prescritto dalla LT che essi debbano recare la firma dell'autorità fiscale che li emana.
3.2
Pure la censura secondo la quale il comune appellato non avrebbe provato l'avvenuta intimazione dei conteggi al debitore di imposta non può essere accolta in quanto tardivamente formulata per la prima volta con l'appello e, di conseguenza, irricevibile (art. 321 litt. b CPC).
3.3
Per contro è ben vero che i conteggi prodotti dall'autorità fiscale comunale difettano dell'attestazione di crescita in giudicato, contestazione che l'appellante ha tempestivamente sollevato in sede di replica (cfr. verbale udienza preliminare 29 maggio 1996, pag. 1).
Mal si comprende come il Giudice di prime cure abbia potuto, sulla base delle risultanze istruttorie, affermare che le decisioni di tassazione (doc. 3; recte: "conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale comunale") fossero cresciute in giudicato. Qualora egli abbia proceduto, motu proprio, ad accertamenti in tal senso ha manifestamente violato norme di procedura fondamentali quali gli art. 84 e 85 CPC. A mente dell'art. 85 CPC infatti il Giudice deve fondare il suo giudizio soltanto sulle risultanze del procedimento. Dalle tavole processuali non si evince in alcun modo che i succitati conteggi siano cresciuti in giudicato, motivo per cui essi non possono essere considerati definitivi ai fini del presente giudizio.
4.
Ma l’assenza di prova della crescita in giudicato non permette ugualmente di giungere alla conclusione semplicistica dell’appellante di stralciare tout court i crediti relativi e le loro garanzie reali dagli elenchi oneri. Infatti l'ipoteca legale sussiste dal momento in cui sono date le condizioni oggettive previste dalla legge, indipendentemente dalla conclusione della procedura ordinaria di tassazione (
II CCA
22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e llcc, pag. 8;
Rep
. 1991, pag. 532) e questa Camera ha già avuto modo di statuire anche sulla competenza sostanziale del giudice del fallimento allorquando la procedura fiscale di accertamento di un credito o del diritto all'ipoteca legale non è terminata, ovvero è pendente, oppure non è ancora stata avviata.
Nel primo caso, l'autorità fiscale (amministrativa o giudiziaria) è già investita del contenzioso, onde -nel quadro della prassi fin qui adottata- si attuerebbe l'indicazione contenuta in
DTF
48 III 228 secondo cui la soluzione è offerta dall'art. 63 RUF.
In virtù di questa norma i crediti che formano oggetto di liti già pendenti davanti all'autorità giudiziaria al momento dell'apertura del fallimento, vengono dapprima registrati nella graduatoria soltanto pro memoria, senza farne oggetto di speciale decisione da parte dell'amministrazione, precisando ai capoversi seguenti che, se il processo non viene continuato, il credito sarà, a secondo dell'esito di quella procedura, cancellato o collocato definitivamente nella graduatoria (cfr. anche
Fritzsche/Walder
, op. cit., ibidem). Tale procedura trova applicazione sia che al momento dell'apertura del fallimento il procedimento amministrativo fosse già pendente, sia che invece non lo fosse ancora (
Pedroli
, op. cit., pag. 554).
Il secondo caso meriterebbe identiche conseguenze purché l'autorità fiscale abbia almeno intimato una decisione d'imposizione suscettibile di reclamo per cui, virtualmente, la procedura fiscale ben può considerarsi aperta (
II CCA
5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B.).
5.
È indiscutibile che gli importi relativi all'imposta immobiliare -che è calcolata in funzione del valore di stima dell'immobile stesso- abbiano una connessione particolare con gli immobili di proprietà del fallito, per cui la relativa imposta, qualora siano date le ulteriori premesse (crescita in giudicato dei conteggi), può tranquillamente essere posta al beneficio dell'ipoteca legale (
II CCA
22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e llcc, pag. 8;
II CCA
27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T, pag. 9).
6.
Ne discende che, in parziale accoglimento dell’appello, i crediti d'imposta immobiliare oggetto del presente gravame, segnatamente fr. 31'192.31 (part. no. _RFD _), fr. 36.- (part. no. _RFD _) e fr. 391.48 (part. no. _RFD _) vanno registrati pro memoria giusta l'art. 63 cpv. 1 RUF nei rispettivi elenchi oneri, mentre per il credito di fr. 20'696.85 (contributi di canalizzazione), riconosciuto dall'appellante, viene confermata l'iscrizione al no. 1 (ipoteche legali) dell'elenco oneri della part. _RFD di _.
7.
L’esito della procedura d’appello non consente di derogare ala ripartizione di spese e ripetibili così come giudicata dal Pretore che è fatta propria da questa Camera anche con riguardo agli oneri della procedura di appello.