Decision ID: 62419902-9345-5b65-9d7a-18463fef8567
Year: 2016
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A. Con decisione del 6.5.2015 l’Ufficio di tassazione di _ (di seguito UT) commisurava – per il periodo fiscale 2013 – il reddito imponibile di RI 1 in CHF 51'100.– per l’imposta cantonale ed in CHF 56'700.– per l’imposta federale diretta. Per quanto atteneva alle spese professionali, la contribuente aveva dichiarato un totale di CHF 13'776.--, mentre che l’autorità di tassazione ne accertava CHF 2'500.--. In particolare RI 1 aveva fatto valere un importo di CHF 10'576.-- a titolo di “Spese di riqualifica professionale contribuente”, che non venivano riconosciute dall’UT con la motivazione “Deduzione non ammessa difettando i requisiti di legge attività indipendente”.
B. Con reclamo 26.5.2015 RI 1 insorgeva avverso la decisione di tassazione per l’anno 2013 (IC ed IFD). Ella precisava come la deduzione per “spese professionali del contribuente” fossero inerenti ad un percorso formativo iniziato nel 2012 e come lo stesso fosse essenziale per svolgere l’attività come “coach”. Le spese in questione risalivano inoltre ad un periodo precedente all’inizio dell’attività indipendente.
C. Con decisione su reclamo dell’8.7.2015 l’UT respingeva il gravame presentato dalla contribuente con la seguente motivazione:
Secondo la costante giurisprudenza, sono considerate spese di perfezionamento tutte quelle spese che sono oggettivamente in rapporto con la professione svolta e che permettono al contribuente di mantenere le sue opportunità di lavoro.
Nel caso concreto la contribuente ha iniziato un’attività indipendente come consulente in formazione aziendale e sviluppo personale / organizzativo. I corsi frequentati sono serviti ad ottenere le credenziali richieste per poter svolgere la professione; si parte dal corso base per poi frequentare ulteriori corsi che permettono di acquisire delle credenziali di livello superiore. Appare evidente che i costi sostenuti sono costi di formazione e pertanto non deducibili come spese professionali.
D. Il 29.7.2015 l’UT calcolava l’imponibile su reclamo dopo rettifica, posto come nella precedente decisione vi era stata un’omissione circa le deduzioni.
E. Con tempestivo ricorso 3/4.8.2016 RI 1 si aggrava – sia per l’IC sia per l’IFD – contro la decisione su reclamo [compresa quella di rettifica] relativa al periodo fiscale 2013. L’insorgente specifica di aver richiesto una deduzione dei costi relativi ad un corso di perfezionamento, da lei seguito ed iniziato nel 2012 ed un successivo programma di certificazione, presso lo stesso istituto di coaching. Il surriferito programma di coaching risulterebbe essere un perfezionamento professionale, tenuto conto di come si tratti di una formazione continua e non di una formazione di base. L’adempimento dei programmi di coaching in questione verrebbe spesso richiesto per ricoprire ruoli aziendali nell’ambito learning & development da aziende e organizzazioni che impiegano dei coach su mandato per seguire i loro collaboratori.
La ricorrente precisa inoltre di aver svolto in precedenza la funzione di learning & development manager in qualità di dipendente e di aver poi intrapreso la medesima attività da indipendente. RI 1 sostiene anche di avere una formazione universitaria come pedagoga. All’Università – frequentata in _ – la ricorrente avrebbe parimenti frequentato corsi di scienza dell’educazione / formazione per adulti, psicologia e sociologia e avrebbe redatto un tema di laurea proprio sulla tematica del coaching.

Diritto
1. 1.1.
Nel periodo fiscale qui in esame la ricorrente ha anche beneficiato delle indennità giornaliere erogatele dall’assicurazione contro la disoccupazione. Tali indennità non costituiscono evidentemente un reddito dell’attività lucrativa dipendente secondo gli articoli 17 LIFD e 16 LT.
Prima ancora di approfondire le postulate spese professionali, occorre pertanto definire la natura giuridica di simili indennità e conseguentemente delimitare le spese di acquisizione deducibili.
1.2.
È immediatamente evidente che le indennità versate alla ricorrente dall’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione sono qualificabili come proventi sostitutivi di provento da attività lucrativa secondo gli articoli 23 cpv. 1 lett. a LIFD e 22 cpv. 1 lett. a LT (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 7 e 18 ad art. 23 LIFD, pp. 407 e 409; Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 7 ad art. 23 LIFD, p. 401; Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Basilea/Therwil 2001, n. 16 e 22 ad art. 23 LIFD, pp. 583 e 585; sentenza CDT 80.2009.164 del 17.8.2010).
1.3.
La dottrina dominante è sempre stata dell’avviso che l’art. 25 LIFD debba essere considerato come una clausola generale, con la conseguenza che tutti i costi necessari all’acquisizione di un qualsiasi reddito debbano essere di principio considerati deducibili (Locher, op. cit., n. 2 ad art. 25 LIFD, p. 628; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 4 ad art. 25 LIFD, p. 443). In una sentenza del 12 dicembre 2008, riguardante le spese affrontate da un disoccupato per la ricerca di un nuovo impiego, anche il Tribunale federale è giunto alla conclusione che tutti i costi necessari al conseguimento di un reddito sostitutivo, seppure non espressamente menzionati dagli art. 26 ss. LIFD, sono detraibili, chiedendosi persino se non sia il caso di applicare direttamente, e non solo per analogia, le disposizioni degli art. 26 ss. LIFD (decisione TF n. 2C_681/2008, in: StR 2009 p. 380).
1.4.
L’entrata in vigore, il 1. gennaio 2016, della Legge federale del 27 settembre 2013 sull’imposizione delle spese di formazione e di perfezionamento a fini professionali ha comportato l’abrogazione degli art. 26 cpv. 1 lett. d LT e 34 lett. b LIFD. Queste disposizioni permangono comunque applicabili al caso di specie, ritenuto come lo stesso porti sul periodo fiscale 2013 e che non esiste alcuna disposizione di diritto transitorio che preveda una soluzione differente (v. sentenza TF 2C_588/2015 del 1°.2.2016, consid. 4.1.; sentenza TF 2C_660/2014 del 6.7.2015 consid. 5).
1.5.
Sia secondo l’art. 25 cpv. 1 lett. d LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 lett. d LIFD, dal reddito da un’attività dipendente sono deducibili, a titolo di spese professionali, le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio dell’attività professionale.
Gli altri costi e spese non possono essere dedotti; tra questi le altre spese di formazione professionale (art. 33 lett. b LT; art. 34 lett. b LIFD).
1.6.
Dal chiaro tenore letterale della legge emerge che le spese per il perfezionamento e la riqualificazione professionali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività professionale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 9 cpv. 1 decreto esecutivo del 19 dicembre 2012 concernente l’imposizione delle persone fisiche, valido per il periodo fiscale 2013). Non è invece ammessa la deduzione delle spese di formazione vera e propria e quella delle spese già considerate nella deduzione prevista dall’art. 8 (art. 9 cpv. 2 del decreto esecutivo; art. 33 lett. b LT).
Anche per l’IFD le spese per il perfezionamento e la riqualificazione professionali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività professionale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 8 dell’ordinanza federale del 10 febbraio 1993). La deduzione non è ammessa, una volta ancora, se le spese riguardano la formazione vera e propria (art. 8 dell’ordinanza federale; art. 34 lett. b LIFD).
1.7.
Non sono quindi deducibili le spese per la formazione di base, vale a dire le spese necessarie per acquisire capacità e conoscenze per l’esercizio di una professione, per esempio il tirocinio, la scuola di commercio, la maturità, gli studi superiori ecc. (decisione TF n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum DBG, n. 3 ad art. 34 LIFD; Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.1).
Sono invece spese di perfezionamento quelle che permettono al contribuente di mantenersi aggiornato nella professione appresa, rispettivamente di soddisfare le nuove e crescenti esigenze. In questa categoria rientrano le spese per ripassare e rielaborare nozioni già acquisite (per esempio corsi di ripetizione o di perfezionamento propri del settore, seminari, congressi ecc.), come anche le spese per corsi di lingue e per esami che possono rientrare in questa categoria. Sono inoltre deducibili le spese inerenti al perfezionamento di una professione già appresa ed esercitata, come nel caso dell’impiegato di commercio che diventa perito contabile o del pittore che dà gli esami di maestria (Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.2; decisione TF n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005).
2. 2.1.
Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, sono deducibili tutte le spese di perfezionamento che sono oggettivamente in rapporto con la professione e che permettono al contribuente di mantenere le sue opportunità di lavoro, soddisfacendo alle nuove esigenze della professione svolta, anche se ciò non appaia assolutamente indispensabile per mantenere la posizione professionale acquisita (decisioni TF n. 2C_750/2009 del 26 maggio 2010 e n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005, in: StE 2006 B 22.3 n. 86 entrambe con rinvii).
La qualifica di spese di perfezionamento deducibili dipende pertanto da un esame concreto della situazione. Occorre paragonare la formazione di base seguita dal contribuente e le nuove conoscenze acquisite con la formazione in discussione; è inoltre necessario considerare la professione esercitata e gli effetti di detta formazione sull’attività lavorativa (decisioni TF n. 2C_750/2009 del 26 maggio 2010; n. 2A.424/2005 del 28 aprile 2006 e n. 2A.182/2005 del 17 ottobre 2005, in: StR 61/2006 p. 41).
2.2.