Decision ID: 79de5faf-cfdc-515e-93fd-83cc531e4abb
Year: 2016
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, nato nel 1959, è coniugato con RI 2. Marito e moglie lavorano alle dipendenze della _ SA, società da loro fondata nel 1998 con scopo l’acquisto, la vendita, l’importazione e l’esportazione di prodotti e merce di ogni tipo.
B.
Nel 1998 il contribuente è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale. La trattativa con l’assicurazione RC si è conclusa il 10 febbraio 2010, con la sottoscrizione di una transazione (
Entschädigungsvereinbarung
). RI 1 ha accettato il versamento di una somma totale di fr. 875'000.– (già dedotto l’anticipo di fr. 50'000.– ricevuto nel 2008) a tacitazione di ogni pretesa nei confronti della compagnia d’assicurazione _.
In una nota allegata alla dichiarazione fiscale 2010, i contribuenti spiegavano di avere percepito un’indennità “per danni permanenti dovuti all’incidente del 1998” di fr. 700'000.–, già dedotto l’onorario di fr. 175'000.– trattenuto dall’avv. _.
C.
L’Ufficio di tassazione di Locarno, con due decisioni del 14 maggio 2013, notificava ai coniugi RI 1 la tassazione dell’imposta annua intera su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza per il periodo fiscale 2010, assoggettando all’imposta la prestazione in capitale di fr. 611'000.–, composta dall’indennità per perdita di guadagno (
Erwerbsausfall
) di fr. 493'000.– e dagli interessi compensativi (
Schadenzinsen
) di fr. 118'000.–.
Il 30 maggio 2013 notificava ai coniugi la decisione di tassazione per il periodo fiscale 2010, commisurando il reddito imponibile in fr. 257'100.– per l’IC ed in fr. 418'600.– per l’IFD. Rispetto a quanto dichiarato, l’autorità aveva in particolar modo aggiunto ai redditi ordinari l’importo di fr. 74'000.– ricevuto dalla _ a titolo di risarcimento del danno cagionato dalla riduzione delle future rendite di vecchiaia (
Rentenschaden
).
D.
I contribuenti impugnavano le suddette decisioni con reclamo del 13 giugno 2013, completato il 26 luglio 2013.
Chiedevano, in relazione all’imposta annua intera, una riduzione della prestazione in capitale imponibile, sottolineando di avere concordato unicamente un importo di liquidazione complessivo, non invece la ripartizione delle diverse poste del danno proposta dalla compagnia assicurativa. Contestavano, in merito alla tassazione ordinaria, l’aggiunta di un reddito di fr. 74'000.–, trattandosi del risarcimento di un danno futuro da imporre separatamente con imposta annua intera.
E.
Seguiva una fitta corrispondenza tra le parti. Con scritto di posta elettronica del 27 marzo 2014, l’autorità di tassazione trasmetteva infine ai contribuenti, rappresentati dall’avv. RA 1, il seguente calcolo:
Prestazione complessiva fr. 925'000.–
- Anticipo 2008 fr. 50'000.–
fr. 875'000.–
- Spese effettive avv. _ fr. 175'000.–
Versamento dell’1.3.2010 fr. 700'000.–
- Interessi compensatori fr. 118'000.– (imponibili ordinariamente)
fr. 582'000.–
-
Rentenschaden
fr. 74'000.–
(art. 38 LT e LIFD)
fr. 508'000.–
- Indennità economia domestica fr. 90'000.– (non imponibile)
fr. 418'000.–
- Torto morale fr. 50'000.– (non imponibile)
Perdita di guadagno fr. 368'000.– (art. 38 LT e LIFD)
F.
Con decisioni su reclamo dell’8 aprile 2014, l’autorità di tassazione notificava ai coniugi RI 1 la nuova tassazione dell’imposta annua intera su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza per il periodo fiscale 2010, assoggettando all’imposta la prestazione in capitale di fr. 442'000.–, come da “comunicazione del 27 marzo 2014”.
Il successivo 25 aprile 2014, l’autorità notificava ai contribuenti anche la nuova tassazione per il periodo fiscale 2010, stralciando l’importo di fr. 74'000.– versatogli dalla _ a titolo di risarcimento del danno cagionato dalla riduzione delle future rendite (
Rentenschaden
), ma aggiungendo nel contempo gli interessi compensatori (
Schadenzinsen
) di fr. 118'000.– a titolo di altri redditi della sostanza mobiliare.
G.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2, rappresentati dall’avv. RA 1, impugnano unicamente la decisione su reclamo del 25 aprile 2014, contestando l’aggiunta degli interessi compensatori (
Schadenzinsen
) di fr. 118'000.– al reddito ordinariamente imponibile anziché al capitale imponibile secondo gli art. 38 LT e LIFD.
A mente dei ricorrenti, le singole componenti di una liquidazione in capitale possono unicamente essere assoggettate all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD oppure esentate, ma non possono in nessun caso essere tassate ordinariamente con le aliquote progressive.
H.
Nelle proprie osservazioni del 23 maggio 2014, l’autorità di tassazione ribadisce di considerare gli interessi compensatori imponibili a titolo di redditi della sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD). Acconsente invece ad una loro imposizione secondo l’art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in capitale per prestazioni ricorrenti.

Diritto
1.
1.1.
Secondo gli art. 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD, all’imposta sul reddito sottostà la totalità dei proventi, siano essi periodici oppure unici. Come ha ripetutamente sottolineato il Tribunale federale, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale
(Grundsatz der Gesamtreineinkommensbesteuerung)
.
Tali disposizioni sono, in altri termini, espressione della teoria dell’incremento patrimoniale, in virtù della quale tutto quanto accresce il patrimonio del contribuente nel corso di un determinato lasso di tempo va considerato reddito. Esse contengono dunque una clausola generale, che è completata da una lista esemplificativa di diverse componenti reddituali (art. 16 – 22 LT e art. 17 – 23 LIFD).
1.2.
Per quanto qui di interesse, gli art. 22 lett. b LT e 23 lett. b LIFD impongono, a titolo di altri redditi, le somme uniche o periodiche versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute.
Dal principio dell’imposizione del reddito netto globale discende tuttavia che non sono imponibili le indennità conseguite in sostituzione di entrate patrimoniali o per reintegrare perdite patrimoniali. È reddito il risarcimento del lucro cessante, non lo è invece il risarcimento del danno emergente (
Richner/Frei/Kaufmann/ Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2
a
ediz., Zurigo 2009, n. 27 ad art. 16-39 LIFD, p. 153;
Noël
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 15 ad art. 16 LIFD, p. 197;
Locher
,
Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001,
n. 15 ad art. 16 LIFD, p. 282).
1.3.
Le prestazioni assicurative che servono a compensare un danno patrimoniale già verificatosi o futuro
(damnum emergens)
non comportano un incremento patrimoniale netto, ma un semplice scambio di attivi esente da imposta (cfr.
DTF 139 II 363 = StE 2013 B 21.1 n. 23 = RF 68/2013 p. 730 = RDAF 2013 II 607, consid.
2.6 e giurisprudenza e dottrina citate). In questi casi l’indennità si prefigge unicamente di ristabilire la situazione economica del danneggiato, al fine di ricondurla allo stato antecedente l’evento pregiudizievole. Nel rispetto della teoria dell’incremento patrimoniale accennata sopra, la stessa non è pertanto imponibile, poiché non provoca alcun aumento della sostanza del contribuente.
Un arricchimento è invece costitutivo di reddito. È il caso, per esempio, delle indennità per perdita di guadagno, che hanno quale scopo quello di riparare il pregiudizio subito dalla parte lesa, a causa dell’interruzione durevole oppure temporanea, totale oppure parziale, della sua attività (
lucrum cessans
). Le stesse considerazioni valgono per altre indennità che implicano un incremento patrimoniale oggettivo, come per esempio la compensazione di un reddito in natura (
Gendre/Casanova
, Indemnisation et droit fiscal, ASA 59, p. 655
).
Sono pertanto imponibili, in generale, i redditi compensatori
(lucrum cessans)
, che un contribuente percepisce a titolo sostitutivo, perlomeno nella misura in cui il reddito venuto a mancare sarebbe stato a sua volta imponibile (
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
op. cit., n. 28 ad introduzione agli artt. 16-39 LIFD, p. 153).
1.4.
Chiamato a giudicare il caso di una casalinga che, a seguito di un incidente sciistico, aveva subito un danno permanente alla salute, il Tribunale federale ha ricordato che le rendite
dell’assicurazione invalidità sottostanno integralmente all’imposta sul reddito, sempreché non siano destinate a compensare un danno patrimoniale materiale, attuale o futuro, oppure un pregiudizio immateriale (
DTF 132 II 128 = RF
61/2006 p. 357 = StE 2006 B 26.43 n. 2 = RDAF 2007 II 22 = ASA 78 p. 209 consid. 3 e 6). Sono invece esenti da imposte le indennità per e
conomia domestica (cioè il risarcimento versato ad una persona compromessa nella sua capacità di provvedere alle mansioni domestiche), in quanto non comportano un incremento patrimoniale, poiché destinate a compensare delle spese supplementari subite o future (cfr. anche
Laffely Maillard
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n 14 ad art. 23 LIFD, p. 403).
2.
2.1.
Venendo al caso in esame, RI 1 è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale nel 1998. Dodici anni più tardi, il 10 febbraio 2010, ha sottoscritto un accordo transattivo con l’assicuratore RC _, accettando il versamento di una liquidazione in capitale di fr. 875'000.– (già dedotto l’anticipo di fr. 50'000.– ricevuto nel 2008), a tacitazione di ogni sua pretesa. Come esposto in narrativa, l’autorità di tassazione ha assoggettato all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD la componente di indennità per perdita di guadagno di fr. 368'000.– e di indennità per riduzione delle rendite future di fr. 74'000.–, ha esentato la componente di indennità per economia domestica di fr. 90'000.– e di indennità per torto morale di fr. 50'000.–, mentre ha imposto ordinariamente gli interessi compensatori (
Schadenzinsen
) di fr. 118'000.–.
Oggetto di litigio è unicamente quest’ultima componente della liquidazione in capitale. I ricorrenti ritengono infatti che gli interessi compensatori potevano tutt’al più essere assoggettati all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD, ma non potevano in nessun caso essere tassati ordinariamente con le aliquote progressive. Di parere contrario è invece l’autorità di tassazione, che considera gli interessi compensatori quali redditi della sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD) da imporre ordinariamente. Nelle proprie osservazioni propone quindi di applicare gli art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in capitale per prestazioni ricorrenti.
2.2.
L’interesse compensatorio (
Schadenzins
) può essere definito, in termini generali, come l’indennizzo che deve essere riconosciuto al titolare di una pretesa di risarcimento, per il fatto che un simile credito, di principio esigibile a partire dal momento in cui è subentrato l’evento pregiudizievole, non gli è stato rimborsato immediatamente (
Spahr
, L’intérêt moratoire, conséquence de la demeure, in RVJ 1991 351 e s., p. 372 con rinvii). Si tratta, in altri termini, di una componente del danno che deve essere risarcita dall’assicuratore RC e che permette al danneggiato di compensare la mancata possibilità di far fruttare
durante un certo lasso di tempo il capitale al quale egli aveva diritto (DTF 131 III 12 consid. 9; v. anche TF n. 4A_548/2013 del 31 marzo 2014 consid. 5).
Fatte queste premesse, è immediatamente evidente che gli interessi compensatori di fr. 118'000.– non erano destinati a riparare un danno materiale, attuale o futuro, al patrimonio del contribuente (
damnum emergens
), ma costituivano la contropartita di un lucro cessante (
lucrum cessans
), per effetto del lungo lasso di tempo trascorso tra l’incidente della circolazione stradale (1998) e la liquidazione in capitale (2010). Non può quindi esserci alcun dubbio sul loro assoggettamento all’imposta sul reddito, essendo destinate a risarcire il mancato conseguimento di un possibile guadagno.
2.3.
A questo punto occorre tuttavia chiedersi se gli interessi compensatori andavano effettivamente imposti ordinariamente, applicando l’aliquota attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD, così come proposto dall’autorità di tassazione, oppure se gli stessi andavano assoggettati all’imposta annua intera degli art. 38 LT e LIFD.
3.
3.1.
Gli art. 37 LT e LIFD concernono l’imposizione ordinaria del reddito. Nella misura in cui i proventi del contribuente comprendono liquidazioni in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti, l’imposta sul reddito è calcolata, tenuto conto degli altri proventi e delle deduzioni autorizzate, con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse corrisposta una prestazione annua corrispondente.
Dapprima limitata ai casi in cui il versamento unico compensava aspettative future, il Tribunale federale ha successivamente stabilito che, in date circostanze, versamenti in capitale destinati a compensare prestazioni parziali accumulate, cioè che trovano la propria fonte nel passato, possono ugualmente essere considerati versamenti in capitale per prestazioni ricorrenti (sentenza TF n. 2A.68/2000 del 5 ottobre 2000, in: RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; decisione TF n. 2A.50/2000 del 6 marzo 2001, in: RDAF 2001 II 253 = ASA 71 p. 486). In questo modo si tiene conto della capacità contributiva del beneficiario, che altrimenti ne risulterebbe pregiudicata per effetto della progressività delle aliquote.
3.2.
Gli art. 38 LT e LIFD concernono, per contro, le prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza, che per volontà del legislatore vanno assoggettate ad un’imposizione privilegiata. Tali disposizioni impongono separatamente, con un’imposta annua intera, le prestazioni in capitale secondo gli art. 21 LT e 22 LIFD (vale a dire i redditi da fonti previdenziali) e, per quanto qui di interesse, le somme versate in seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della salute (art. 22 lett. b LT e 23 lett. b LIFD). Sebbene la legge federale non ne faccia espressa menzione, sono infine assoggettate ad un’imposta annua intera i versamenti analoghi di cui agli art. 16 cpv. 2 e 17 cpv. 2 LIFD (vale a dire le liquidazioni in capitale provenienti da istituzioni previdenziali in rapporto con l’attività dipendente e analoghi versamenti in capitale del datore di lavoro; cfr.
Baumgartner
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2a,
2
a
ediz.
, n. 9 ad art. 38 LIFD, p. 650).
Secondo l’art. 38 cpv. 2 LT, l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica fosse versata una prestazione annua corrispondente (l’aliquota minima è del 2 per cento). L’art. 38 cpv. 2 LIFD dispone invece che l’aliquota è calcolata su un quinto dell’aliquota normale.
3.3.
Chiamato a giudicare l’imposizione di una liquidazione in capitale versata a una vittima di un incidente della circolazione stradale, il Tribunale federale si è recentemente chiesto se la stessa potesse ricadere nel campo di applicazione dell’art. 37 LIFD, così come preteso dalla contribuente, oppure dovesse necessariamente fare l’oggetto di un’imposizione annua intera nel senso dell’art. 38 LIFD. I giudici federali hanno dapprima ricordato che non è permesso optare per l’una o l’altra modalità di imposizione, scegliendo la soluzione più vantaggiosa per il contribuente. Hanno quindi sottolineato che il campo di applicazione dell’art. 38 LIFD comprende, secondo la dottrina unanime e la giurisprudenza, tutte le prestazioni in capitale versate da un’assicurazione infortuni o da un’assicurazione di responsabilità civile in caso di decesso, di danno corporale permanente o di pregiudizio durevole della salute, a tacitazione delle pretese della vittima di un incidente o di un malato cronico (sentenza TF n. 2C_158/2013 del 26 agosto 2013 consid. 3.3; v. anche DTF 131 I 409 consid. 5.5.5;
Baumgartner
, op. cit., n. 8 ad art. 38 LIFD, p. 649).
4.
4.1.
L’autorità di tassazione, come visto, ha considerato gli interessi compensatori di fr. 118'000.– quali redditi da sostanza mobiliare (art. 19 LT e 20 LIFD). Li ha quindi imposti ordinariamente al momento dell’incasso, proponendo in questa sede di applicare l’aliquota attenuata prevista dagli art. 37 LT e LIFD, trattandosi di una liquidazione in capitale per prestazioni ricorrenti.
4.2.
Questa Camera si è già occupata della qualifica giuridica degli interessi compensatori versati dall’ente pubblico al proprietario di un fondo espropriato, giungendo alla conclusione che si tratta effettivamente di redditi da sostanza mobiliare.
In una prima decisione del 27 settembre 1999 (CDT n. 80.99.147, in: RDAT I-2000 n. 1t), confermata anche dal Tribunale federale (TF n. 2A.535/1999 del 29 febbraio 2000, in: RDAT II-2000 n. 19t), i giudici cantonali si sono in realtà limitati ad escludere che si trattasse di utili (in capitale) di carattere immobiliare, sottolineando che gli interessi compensatori, dal punto di vista fiscale, devono essere trattati come il provento sostitutivo di un reddito della sostanza. Calcolati sulla base del minor valore di un fondo colpito da espropriazione materiale, essi servono a risarcire il proprietario del danno che egli ha subito per non essere stato indennizzato nel momento stesso in cui è entrato in vigore il provvedimento che ha comportato la restrizione dell’uso della sua proprietà, perdendo in tal modo la possibilità di far fruttare durante un certo lasso di tempo il capitale al quale egli aveva diritto. In una successiva sentenza del 28 settembre 2004, in tema di doppia imposizione intercantonale, hanno quindi precisato che gli interessi compensatori,
benché parte integrante dell’indennità riconosciuta al proprietario del fondo, non mirano a risarcire
il mancato reddito della sostanza immobiliare bensì il mancato reddito della sostanza mobiliare, per effetto del ritardo nella compensazione dell’espropriazione materiale. In altre parole, l’ente pubblico viene condannato a pagare degli interessi sul capitale (mobiliare) che colui che ha subito la restrizione della proprietà avrebbe dovuto ricevere già al momento in cui la misura pianificatoria è entrata in vigore.
In applicazione della giurisprudenza del Tribunale federale in materia di doppia imposizione intercantonale, i giudici cantonali hanno di conseguenza concluso che se il domicilio del proprietario non coincide con il luogo di situazione dell’immobile, gli interessi compensatori sono imponibili nel cantone di domicilio
(CDT n. 80.2004.53, in: RDAT I-2005 n. 24t)
.
4.3.
La giurisprudenza appena citata si attaglia anche alla presente fattispecie. È ben vero che il campo di applicazione degli art. 38 LT e LIFD si estende a tutte le prestazioni in capitale versate da un’assicurazione infortuni o da un’assicurazione di responsabilità civile in caso di decesso, di danno corporale permanente o di pregiudizio durevole della salute. Anche nel presente caso, tuttavia, gli interessi compensatori versati dalla compagnia d’assicurazione _ non mirano a riparare il pregiudizio subito da RI 1 in seguito all’incidente della circolazione stradale occorsogli nel 1998, quanto piuttosto il mancato reddito della sostanza mobiliare, per effetto del ritardo nel pagamento del credito esigibile a partire dal momento in cui è subentrato l’evento pregiudizievole. Nello stesso senso si è recentemente espresso anche il Tribunale fiscale del Cantone Basilea Campagna, che nell’ambito dell’imposizione di una prestazione in capitale versata da un assicuratore di responsabilità civile ha distinto la componente di interessi compensatori, confermando la sua imposizione ordinaria quale reddito da sostanza mobiliare (cfr. sentenza del Tribunale fiscale del Cantone Basilea Campagna del 24 ottobre 2014, inc. 510 13 62, consid. 18).
Nulla si oppone quindi all’imposizione ordinaria degli interessi compensatori di fr. 118'000.–, la cui entità non è stata peraltro contestata dai ricorrenti.
5.
5.1.
Occorre infine confrontarsi con l’eventualità che la prestazione in discussione possa essere assoggettata all’imposta con le aliquote attenuate previste per le liquidazioni in capitale che sostituiscono prestazioni ricorrenti (art. 37 LT e LIFD), così come proposto dall’autorità di tassazione nelle proprie osservazioni del 23 maggio 2014.
5.2.
La giurisprudenza ha in particolare precisato che l’agevolazione dell’aliquota prevista dagli art. 37 LIFD e 37 LT è ammissibile unicamente nella misura in cui il versamento unico non è stato provocato dal contribuente medesimo: non cadono pertanto sotto le summenzionate norme prestazioni per loro natura periodiche, che, invece di venire distribuite a scadenze prestabilite, vengono deliberatamente accumulate durante anni per poi essere liquidate con un versamento unico, ad esempio, di riserve occulte non distribuite. La scelta dell’aliquota non può essere lasciata all’arbitrio del contribuente (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210; cfr. anche
Richner/Frei/Kaufmann/ Meuter
, op. cit., n. 9 ad art. 37 LIFD, p. 608).
Diversamente dal caso delle riserve occulte deliberatamente accumulate, l’agevolazione dell’art. 37 LIFD è invece stata ammessa dal Tribunale federale nel caso del pagamento di rendite arretrate, che si erano accumulate per diversi anni, a seguito di una transazione intervenuta tra la SUVA e l’assicurato. Simili versamenti possono tuttavia beneficiare dell’imposizione privilegiata al tasso della rendita annua corrispondente, secondo l’art. 37 LIFD, solo se normalmente, secondo la natura delle prestazioni di cui si tratta, un pagamento periodico sarebbe stato previsto ma non è stato effettuato, non però in conseguenza dell’intervento del contribuente cui le prestazioni erano dovute. Sono pure suscettibili di beneficiare dell’agevolazione prevista dagli articoli 37 LIFD e 37 LT altre prestazioni periodiche maturate nel passato, per esempio contributi di mantenimento secondo l’art. 125 CC oppure ancora il pagamento di salari arretrati dovuti in applicazione dell’art. 8 cpv. 3 Cost. fed. (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210).
5.3.
Questa soluzione, che circoscrive l’agevolazione prevista sia dall’art. 37 LT sia dall’art. 37 LIFD ai soli casi in cui il versamento arretrato non è frutto di scelta deliberata del beneficiario, consente un’applicazione della norma conforme al suo spirito, che è in sostanza quello di non penalizzare l’imposizione di prestazioni periodiche maturate nel passato con un’aliquota maggiorata, quando, indipendentemente dalla volontà del beneficiario, vengono liquidate con un versamento unico (RDAF 2002 II 1 = StE 2001 B 29.2 N. 7 = ASA 70 p. 210).
5.4.
Tornando al caso in esame, gli interessi compensatori concordati in fr. 118'000.– e versati nel 2010 per effetto del ritardo nel pagamento dell’indennità assicurativa esigibile sin dal 1998 andavano pacificamente imposti con l’aliquota attenuata, che sarebbe stata applicata se fosse stata corrisposta una prestazione annua invece della prestazione unica. La
ratio
stessa degli interessi compensatori, che è quella di compensare la mancata possibilità di far fruttare
durante un certo lasso di tempo il capitale al quale il danneggiato aveva diritto, impone di assimilare il suo versamento
ad una liquidazione in capitale in sostituzione di prestazioni ricorrenti.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la prestazione annua corrispondente va calcolata dividendo dapprima l’importo della liquidazione in capitale per il numero delle rendite mensili accumulate e moltiplicando poi, ai fini della conversione, il risultato così ottenuto per 12, indipendentemente dal momento in cui interviene la liquidazione all’interno del periodo fiscale in esame (decisione TF n. 2A.118/2006 del 4 luglio 2006;
Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter
, op. cit., n. 25 e 26 ad art. 37 LIFD, p. 612).
Dall’esame dell’incarto fiscale risulta che l’evento pregiudizievole (l’incidente della circolazione stradale) si è realizzato il 27 marzo 1998, mentre il ricorrente ha sottoscritto l’accordo transattivo con l’assicuratore RC il 10 febbraio 2010, ovvero 11 anni e 10 mesi più tardi. Per questa ragione gli sono stati riconosciuti interessi compensatori nella misura di fr. 118'000.–, che possono essere così suddivisi:
(fr. 118'000.– : 142 mesi) x 12 = fr. 9'972.–.
6.
Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, il ricorso è parzialmente accolto. Di conseguenza la decisione su reclamo del 25 aprile 2014 è riformata nel senso che l’imposta è calcolata con l’aliquota che sarebbe applicabile se al posto della prestazione unica di fr. 118'000.– fosse versata una prestazione annua corrispondente di fr. 9'972.–.
Visto l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico dei ricorrenti nella misura di tre quarti.