Decision ID: b2c5aa7f-0708-5733-a648-2c47ca393b46
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ (di seguito, interessata, ricorrente o insorgente) – cittadina ita-
liana, nata il (...) – ha lavorato in Svizzera tra il 1984 ed il 2005 e tra il 2012
ed il 2014, da ultimo come collaboratrice domestica presso una famiglia,
da maggio del 2012 a settembre del 2014, in ragione di 14 ore alla setti-
mana, solvendo contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i su-
perstiti e l’invalidità (doc. 112 e doc. 17 dell’incarto dell’autorità inferiore [di
seguito, doc. A 112 e doc. A 17]). Ha interrotto il lavoro il 15 settembre 2014
per motivi di salute. Il 15 aprile 2015, ha formulato una richiesta volta all’ot-
tenimento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. A
5).
B.
B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Can-
tone B._ (Ufficio AI) ha in particolare assunto agli atti documenti
medici di data intercorrente da maggio 2014 a maggio 2017 (doc. A 2, A
20, A 21, A 22, A 32, A 35, A 38, A 41, A 51, A 57, A 58, A 64 ed A 65; v.
anche doc. 1 a doc. 33 dell’incarto dell’assicurazione C._ [di se-
guito, doc. B 1 a B 33]), segnatamente i rapporti internistici del 26 giugno
ed 11 novembre 2015 del dott. D._ (doc. B 17 e B 18) nonché la
perizia medica E 213 del 14 luglio 2015, in cui è posta la diagnosi di ernia
discale L2-L3 operata due volte e carcinoma duttale seno destro, ritenuto
che l’interessata non poteva svolgere a tempo pieno né il suo ultimo lavoro
né un lavoro adeguato alle sue condizioni e segnalato che la medesima
andava considerata invalida al 100%, conformemente alle disposizioni di
legge del Paese di residenza, sia nella precedente attività che in un’attività
adeguata alle sue condizioni (doc. A 32). Tra gli atti va annoverato anche il
questionario per il datore di lavoro dell’11 maggio 2015 (doc. A 17).
B.b Nel rapporto del 22 agosto 2017 (fondato su una visita del 21 agosto
2017), il dott. E._, medico del Servizio medico regionale dell’AI
(SMR), ha posto la diagnosi segnatamente di lombalgia cronica con esiti di
spondilodesi L2-L3 previa asportazione di ernia discale, esiti di discectomia
L2-L3, spondiloartrosi con instabilità L2-L3, decondizionamento fisico ge-
nerale, esiti di quadrantectomia destra per carcinoma duttale del seno de-
stro (con ripercussione sulla capacità lavorativa) e di sindrome depressiva
in remissione (senza ripercussione sulla capacità lavorativa). Il medico
SMR ha ritenuto per l’interessata – fermo restando una completa incapa-
cità lavorativa in una qualsiasi attività dal 16 settembre 2014 al 17 luglio
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2015 – un’incapacità al lavoro del 50% dal 18 luglio 2015 e del 100% dal
21 agosto 2017 nell’attività di collaboratrice domestica e baby-sitter, ma
una capacità al lavoro del 50% dal 18 luglio 2015 e del 100% dal 21 agosto
2017 in un’attività sostitutiva adeguata (doc. A 72).
B.c Nel rapporto d’inchiesta economica per le persone che si occupano
dell’economia domestica del 10 ottobre 2017, l’assistente sociale ha repu-
tato che il grado d’invalidità dell’interessata quale casalinga (consuete
mansioni domestiche) è del 40% dal 2014 (doc. A 75).
B.d Nel rapporto del 23 ottobre 2017, la consulente in integrazione profes-
sionale ha ritenuto esigibile l’esercizio di attività sostitutive adeguate sia nel
settore secondario (operaia assemblatrice) sia nel settore terziario (dama
di compagnia, baby-sitter, addetta alla vendita, maschera per cinema e tea-
tri; doc. A 79).
B.e Dalle carte processuali risultano poi essere stati prodotti un rapporto
medico del 6 dicembre 2017, un rapporto psichiatrico dell’8 settembre 2017
ed un referto di esame radiologico del 30 agosto 2017 (doc. A 74 ed A 83).
B.f Nel rapporto del 9 gennaio 2018 (v. anche l’annotazione del 25 ottobre
2017 [doc. A 82]), il dott. E._, medico SMR, ha ritenuto, in virtù della
documentazione medica agli atti, che vi è stato un peggioramento dello
stato di salute dell’interessata (rispetto al quadro clinico esistente al mo-
mento della sua valutazione clinico-lavorativa dell’agosto 2017). Ha quindi
proposto l’effettuazione di una perizia pluridisciplinare (comprendente una
valutazione reumatologica, psichiatrica e neurologica [doc. A 86]; v. anche
lo scritto dell'Ufficio AI del Cantone B._ del 2 febbraio 2018, in cui
è stata ritenuta necessaria [pure] una valutazione internistica [doc. A 89]).
B.g Nella perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 del Servizio accerta-
mento medico (SAM) di (...; consecutiva ad esami del 21, 27 e 28 marzo
nonché 11 e 16 aprile 2018), i periti hanno posto la diagnosi segnatamente
di sindrome lombo-vertebrale cronica con componente spondilogena a de-
stra in stato dopo due interventi chirurgici alla colonna lombare al segmento
L2-L3, fibromialgia di tipo primario, sindrome ansioso depressiva nell’am-
bito di sindrome del disadattamento cronico (ICD 10 F 43.2) sfociata in di-
stimia (ICD 10 F 34.1) (con ripercussione sulla capacità lavorativa) e di
stato dopo quadrantectomia destra per carcinoma duttale seno destro,
stato dopo intervento di cheiloplastica per alluce rigido e presenza di un’ar-
trosi metatarsofalangea a sinistra, cervicalgie su alterazioni degenerative
discali da C4 a C7 (senza ripercussione sulla capacità lavorativa). I periti
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hanno concluso che le conseguenze sulla capacità lavorativa derivano
dalle patologie reumatologiche e dal disturbo psichico. L’interessata pre-
senta una capacità al lavoro del 40% nell’attività di collaboratrice domestica
e del 70% in un’attività confacente allo stato di salute da agosto del 2017
(data della visita medica del dott. E._, medico SMR; doc. A 96).
B.h Con complemento peritale del 23 novembre 2018, i medici SAM hanno
ritenuto che, per il periodo anteriore alla valutazione peritale, si giustifica
un’incapacità lavorativa del 100% dal 16 settembre 2014, del 50% dal 20
luglio 2015, del 100% dal 14 settembre 2015, del 50% dall’8 ottobre 2015
e del 100% dal 1° novembre 2015 in una qualsiasi attività (doc. A 98).
B.i Nel rapporto del 29 novembre 2018, il dott. E._ ha ritenuto per
l’interessata da agosto del 2017 – in virtù della menzionata perizia e rela-
tivo complemento, fermo restando un’incapacità lavorativa del 100% dal
15 settembre 2014, del 50% dal 20 luglio 2015, del 100% dal 14 settembre
2015, del 50% dall’8 ottobre 2015 e del 100% dal 1° novembre 2015 in una
qualsiasi attività – una capacità lavorativa del 40% nell’attività di collabora-
trice domestica e del 70% in un’attività sostitutiva adeguata (doc. A 99).
B.j Il 4 dicembre 2018, l'Ufficio AI ha determinato, nell'ambito di un'attività
sostitutiva adeguata, un grado d'invalidità del 25,37% dal 1° agosto 2017
e del 25,36% dal 1° gennaio 2018 (doc. A 100 ed A 101).
B.k Con progetto di decisione del 5 dicembre 2018, l'Ufficio AI del Cantone
B._ ha comunicato che l'assicurata è stata considerata salariata
nella misura del 33% e casalinga nella misura del 67%. Ha indicato che, in
virtù della perizia pluridisciplinare dell’agosto 2018, risulta un’incapacità la-
vorativa del 100% dal 15 settembre 2014, del 50% dal 20 luglio 2015, del
100% dal 14 settembre 2015, del 50% dall’8 ottobre 2015, del 100% dal 1°
novembre 2015 e del 60% dal 1° agosto 2017 nell’attività di collaboratrice
domestica ed un’incapacità lavorativa del 100% dal 15 settembre 2014, del
50% dal 20 luglio 2015, del 100% dal 14 settembre 2015, del 50% dall’8
ottobre 2015, del 100% dal 1° novembre 2015 e del 30% dal 1° agosto
2017 in un’attività sostitutiva adeguata. Ha rilevato che dal rapporto d'in-
chiesta economica per le persone che si occupano dell’economia dome-
stica dell’ottobre 2017 emerge un impedimento del 40% nel compimento
delle mansioni consuete di casalinga. Infine, ha sottolineato che il grado
d'invalidità complessivo, in funzione dell'impedimento nell'esercizio di
un'attività lucrativa e nello svolgimento dell'attività di casalinga, è del 57%
dal 1° settembre 2015 ([0,33 x 92,41 {media retrospettiva}] + [0,67 x 40]),
del 60% dal 1° dicembre 2015 ([0,33 x 100] + [0,67 x 40]), del 35% dal 1°
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agosto 2017 ([0,33 x 25,37] + [0,67 x 40]) e del 35% dal 1° gennaio 2018
([0,33 x 25,36] + [0,67 x 40]). Pertanto, sussisterebbe un diritto ad una
mezza rendita d’invalidità svizzera dal 1° settembre 2015 (decorso il ter-
mine di attesa legale di un anno) ed a tre quarti di rendita dal 1° dicembre
2015 (tre mesi dopo il riconoscimento della prestazione) al 31 ottobre 2017
(momento in cui il miglioramento significativo dello stato di salute perdu-
rava da tre mesi). Sennonché, la mezza rendita d’invalidità sarebbe stata
versata solamente dal 1° ottobre 2015, ossia sei mesi dopo la data della
richiesta di una rendita d'invalidità svizzera. Dall'altro, e per quanto attiene
all'adozione di provvedimenti d'integrazione professionale, l'Ufficio AI del
Cantone B._ ha escluso l'applicazione di siffatte misure, ritenuta la
possibilità di un reinserimento nel mondo del lavoro tramite la normale via
del collocamento (doc. A 103).
B.l Con scritto dell’8 gennaio 2019 (doc. A 106), l’interessata ha chiesto la
rivalutazione del caso, dal momento che, secondo il certificato medico del
3 gennaio 2019, allegato in copia (doc. A 105), le patologie di cui è affetta
non le consentono di “produrre una capacità lavorativa costante e durevole
in qualsiasi mansione superiore al 40/50%”. Ha poi fatto valere di essere
stata riconosciuta invalida, “con riduzione permanente della capacità lavo-
rativa del 75%”, dalle autorità italiane (v. l’allegato verbale di visita medica
del 16 novembre 2018 della commissione medica per l’accertamento
dell’invalidità civile di [...] del 16 novembre 2018; doc. A 105).
B.m Con annotazione del 23 gennaio 2019, il dott. E._ ha ritenuto
che la documentazione medica prodotta non apporta nuovi elementi clinici
tali da modificare la sua precedente presa di posizione (doc. A 108).
B.n Con decisioni del 22 marzo 2019, l’Ufficio dell’assicurazione per l’inva-
lidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in
favore dell’interessata una mezza rendita d’invalidità svizzera dal 1° otto-
bre al 30 novembre 2015 e tre quarti di rendita dal 1° dicembre 2015 al 31
ottobre 2017 (doc. A 111 e doc. A 112; v. anche doc. A 102).
C.
C.a Il 13 giugno 2019, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro le decisioni dell’UAIE del 22 marzo
2019 mediante il quale ha chiesto che “venga rivista la posizione dell’assi-
curazione invalidità poiché l’inabilità perdura anche oltre l’ottobre 2017”. In
particolare, ha segnalato che – secondo i documenti medici allegati in co-
pia, fra gli altri, la relazione medico-legale del 10 giugno 2019 ed il rapporto
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ortopedico del 9 maggio 2019 – le patologie di cui è affetta comportano
un’invalidità del 100% nell’attività di operaia ed un’invalidità del 60% in
un’attività confacente allo stato di salute (doc. TAF 1).
C.b Il 29 luglio 2019, la ricorrente ha versato l’anticipo a copertura delle
presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 5).
C.c Con risposta al ricorso del 23 ottobre 2019, l’UAIE ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Ha rinviato al
preavviso dell’Ufficio AI del Cantone B._ del 22 ottobre 2019, in cui
è indicato che per la valutazione (sullo stato di salute e) la residua capacità
lavorativa dell’interessata detto Ufficio si è basato sulla perizia pluridiscipli-
nare del 30 agosto 2018 – perizia che peraltro comprende una valutazione
in psichiatria, neurologia e reumatologia ed è conforme ai criteri di una pe-
rizia neutrale specialistica – (e sul relativo complemento del 23 novembre
2018; v. anche il rapporto del 29 novembre 2018 del medico SMR). Detto
Ufficio ha poi precisato che i documenti medici prodotti in sede di ricorso e
sottoposti ad esame dei periti del SAM (v. la presa di posizione del 1° otto-
bre 2019) non comportano elementi tali da modificare la valutazione cli-
nico-lavorativa dell’insorgente (v. anche l’annotazione del 7 ottobre 2019
del medico SMR). Per quanto attiene all’aspetto economico, l’Ufficio AI ha
ribadito la correttezza della valutazione effettuata (doc. TAF 9).
C.d Nella replica del 6 dicembre 2019, l’insorgente si è doluta di un’errata
valutazione del suo stato di salute e della sua capacità lavorativa. In parti-
colare, ha segnalato che, secondo la relazione medico-legale del 4 dicem-
bre 2019, i rapporti ortopedici del 1° dicembre e 28 novembre 2019, il rap-
porto psichiatrico del 21 novembre 2019, il referto di esame radiologico del
27 novembre 2019 ed il rapporto fisiatrico del 25 novembre 2019, allegati
in copia, le patologie di cui è affetta giustificano “una riduzione funzionale
al 60%”. Ha poi sottolineato che, in virtù delle sue condizioni fisiche, non si
può esigere da lei l’esercizio di un’attività sostitutiva in un mercato equili-
brato del lavoro (doc. TAF 12).
C.e Nella duplica del 23 gennaio 2020, l’UAIE ha nuovamente proposto la
reiezione del ricorso e rinviato alla presa di posizione dell’Ufficio AI del Can-
tone B._ del 17 gennaio 2020, secondo cui i documenti medici pro-
dotti e sottoposti ad esame del proprio servizio medico (v. l’annotazione del
medico SMR del 14 gennaio 2020) non riferiscono di alcuna sostanziale
modifica dello stato di salute (rispetto alla valutazione peritale dell’agosto
2018 del SAM), quanto piuttosto di una cronicizzazione del quadro clinico
dal profilo reumatologico, neurologico e psichiatrico (doc. TAF 14).
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C.f Con provvedimento del 30 gennaio 2020 (notificato il 5 febbraio 2020;
doc. TAF 16 [avviso di ricevimento della Posta svizzera]), il Tribunale am-
ministrativo federale ha trasmesso alla ricorrente la duplica dell'autorità in-
feriore del 23 gennaio 2020, nonché la presa di posizione dell'Ufficio AI del
Cantone B._ del 17 gennaio 2020 e l’annotazione del medico SMR
del 14 gennaio 2020, e le ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito
alle osservazioni dell'autorità inferiore (doc. TAF 15), facoltà di cui l'insor-
gente non ha fatto uso.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile.
1.5 Quanto all’inoltro tempestivo del gravame, occorre rilevare che l’auto-
rità inferiore ha indicato nella risposta al ricorso che la decisione impu-
gnata, del 22 marzo 2019, è stata erroneamente inviata (al Patronato CGIL
di [...]) e poi nuovamente intimata (al Patronato ACLI di [...; allora rappre-
sentante della ricorrente; doc. A 104]) il 13 maggio 2019. Secondo l’estratto
della Posta svizzera “Tracciamento degli invii” del 3 ottobre 2019 (doc. TAF
9), l’invio raccomandato contenente la decisione dell’UAIE del 22 marzo
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2019 è stato notificato il 15 maggio 2019, con la conseguenza che il ricorso
è stato deposto tempestivamente, di modo che può essere esaminato nel
merito senza alcuna riserva da parte di questo Tribunale.
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-
ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS
0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
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ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016
consid. 4.2 e relativi riferimenti).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti; 129 V 1 consid. 1.2). La
domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 15 aprile 2015, al
caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a revisione
della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012.
3.2 La ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di ren-
dita il 15 aprile 2015. L'art. 29 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce
al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il
diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate al-
tresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.1.3 del presente giu-
dizio]). Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è
delimitato dalla data della decisione impugnata.
3.3 Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impu-
gnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa
è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti veri-
ficatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accer-
tamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF
129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono
strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire
sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa
è stata resa (DTF 118 V 200 consid. 3a in fine; sentenze del TF
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8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20
aprile 2010 consid. 3.2.2).
4.
Giova peraltro rilevare che la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI
svizzera per più di 22 anni (doc. A 112) e, pertanto, adempie in ogni caso
la condizione della durata minima di contribuzione.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI.
5.1.1 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-
dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.1.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.1.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita
se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante prov-
vedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto
un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un
anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è
invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.1.4
5.1.4.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto
di carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 e relativi riferimenti).
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5.1.4.2 Qualora l'assicurato eserciti un'attività lucrativa a tempo parziale o
collabori gratuitamente nell'azienda del coniuge, l'invalidità per quest’atti-
vità è valutata secondo il metodo ordinario del raffronto dei redditi. Se, inol-
tre, svolge anche le mansioni consuete, l'invalidità per questa attività è va-
lutata sulla base di un confronto delle attività domestiche di principio da
attuare mediante un’inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97 consid. 3.3.1; cfr.
la sentenza del TF I 733/2006 del 16 luglio 2007 consid. 4.2.1 sui presup-
posti di un’inchiesta domiciliare all'estero). In tal caso, occorre determinare
la parte dell'attività lucrativa o della collaborazione gratuita nell'azienda del
coniuge e la parte dello svolgimento delle mansioni consuete e valutare il
grado d'invalidità (globale in funzione dell’impedimento) nei due ambiti
(metodo misto; art. 28a cpv. 3 LAI e art. 27bis OAI in combinazione con gli
art. 28a cpv. 1 e 2 LAI, 16 LPGA e 27 OAI; v. pure DTF 141 V 15 consid.
3.2, 137 V 334 consid. 3.1.3, 130 V 393 e 130 V 97 consid. 3.3.1 nonché
sentenza del TF 8C_912/2015 del 18 aprile 2016 consid. 4).
5.1.4.3 In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1
LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (red-
dito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto
dei redditi). L’art. 27bis cpv. 3 OAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio
2018, prevede che il calcolo del grado d’invalidità nell’ambito dell’attività
lucrativa è disciplinato dall’articolo 16 LPGA, secondo le modalità seguenti:
il reddito che l’assicurato potrebbe conseguire esercitando l’attività lucra-
tiva a tempo parziale se non fosse divenuto invalido è calcolato sulla base
della stessa attività lucrativa esercitata a tempo pieno (lett. a); la perdita di
guadagno percentuale è ponderata in funzione del grado d’occupazione
che l’assicurato avrebbe se non fosse divenuto invalido (lett. b).
5.1.4.4 In virtù dell’art. 27 cpv. 1 OAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio
2018, per mansioni consuete secondo l’art. 7 cpv. 2 LAI di assicurati occu-
pati nell’economia domestica s’intendono gli usuali lavori domestici nonché
la cura e l’assistenza ai familiari. L’art. 27bis cpv. 4 OAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2018, precisa che per il calcolo del grado d’invalidità
nell’ambito delle mansioni consuete viene determinata la quota percen-
tuale che le limitazioni dell’assicurato rappresentano nello svolgimento
delle mansioni consuete rispetto alla sua situazione se non fosse divenuto
invalido. Questa quota viene ponderata in funzione della differenza tra il
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Pagina 12
grado d’occupazione (che l’assicurato avrebbe se non fosse divenuto inva-
lido) e un’attività lucrativa esercitata a tempo pieno.
5.1.4.5 Secondo giurisprudenza, l'inchiesta domiciliare – se redatta se-
condo le indicazioni fornite dalle cifre 3081 segg. della Circolare dell'UFAS
sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità – costi-
tuisce una base di giudizio idonea e di regola anche sufficiente. Per potergli
attribuire piena forza probatoria, è però essenziale che il rapporto sia re-
datto da una persona qualificata – quale è normalmente un collaboratore
dei servizi sociali – che conosca le circostanze territoriali e locali come pure
le limitazioni risultanti dagli accertamenti medici. Inoltre, il rapporto deve
tenere conto delle indicazioni della persona assicurata e menzionare, se
del caso, le opinioni divergenti. L'inchiesta deve infine essere plausibile,
motivata e sufficientemente dettagliata in merito alle singole limitazioni e
deve riprodurre quanto accertato in loco (sentenza del TF 9C_642/2010
del 26 aprile 2011 consid. 5.1). Di regola, si ritiene che i lavori di una per-
sona sana occupata nell’economia domestica comprendono queste cinque
attività usuali: pasti, pulizia e ordino dell’alloggio, acquisti e altre commis-
sioni, bucato e cura dei vestiti, cura e assistenza ai figli e/o ai familiari, per
le quali è assegnato un rispettivo limite massimo. Il grado di disabilità per
ogni singola attività risulta dal confronto percentuale tra la ponderazione
senza disabilità – da persona qualificata dei servizi sociali – e la limitazione
dovuta alla disabilità (cfr. cifre marginali 3083, 3085 e 3087 della Circolare
dell’UFAS sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per l’inva-
lidità). Il ricorso al giudizio di un medico che abbia a pronunciarsi sulle sin-
gole posizioni dell'inchiesta sotto il profilo dell'esigibilità è solo eccezional-
mente necessario, segnatamente in presenza di dichiarazioni inverosimili
della persona assicurata in contraddizione con i reperti medici (sentenza
del TF 9C_642/2010 consid. 5.1). Se la persona assicurata, a causa della
sua inabilità, può svolgere determinate mansioni domestiche solo con dif-
ficoltà e con un impegno temporale assai più elevato, deve provvedere a
riorganizzare il proprio lavoro e, nella misura usuale, ricorrere all'aiuto dei
familiari. Nel caso di persone attive nell'economia domestica, un impedi-
mento può così essere considerato dall'assicurazione per l'invalidità solo
se le mansioni non più esercitabili personalmente devono essere eseguite
da terze persone dietro pagamento oppure dai familiari che per fare ciò
dimostrino di subire una perdita di guadagno o comunque un aggravio ec-
cessivo. Il grado di assistenza che si può pretendere dai famigliari per
l'aiuto in favore di un/a casalinga/o va oltre il sostegno che si può normal-
mente attendere in assenza di danno alla salute (sentenza del TF
9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 5.8).
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5.1.5 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce peraltro, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa.
5.2 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
5.2.1 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'as-
sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se
la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità
si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013
consid. 6.5 con rinvii).
5.2.2 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica
rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-
dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato
di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-
seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-
ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
5.2.3 Quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una
rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sop-
prime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 131 V 164; 131 V 120; 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del
19 agosto 2014 consid. 3 con rinvii).
C-2946/2019
Pagina 14
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.4 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
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sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
6.5 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7),
in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-
fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid.
2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143
V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-
sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito
di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori
atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della
persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid.
6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione
della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3),
segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi
“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi;
successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-
dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche
[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-
renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione
uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid.
4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-
tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). Si può tuttavia rinunciare
ad effettuare la valutazione della capacità al lavoro di una persona nell’am-
bito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indica-
tori allorquando le limitazioni all’esercizio di un’attività risultano da un’esa-
gerazione dei sintomi, o costellazioni simili, ciò che esclude l’esistenza di
un danno alla salute suscettibile di cagionare un’invalidità (DTF 141 V 281
consid. 2.2 nonché sentenze del TF 9C_534/2015 del 1° marzo 2016 con-
sid. 2.2.2 con rinvii e 8C_562/2014 del 29 settembre 2015 consid. 8.4). Va
tuttavia rammentato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
va fatta una distinzione tra una tendenza all’esagerazione dei sintomi – con
la conseguenza precedentemente indicata – e una semplice accentua-
zione dei sintomi, la quale, per contro, non consente di per sé di escludere
il diritto ad una rendita (sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015
consid. 4.2.1 con rinvii). Ad una procedura d’accertamento dei fatti struttu-
rata fondata su indicatori può essere rinunciato anche allorquando è stata
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diagnosticata un’affezione (psichica) senza ripercussione sulla capacità la-
vorativa (DTF 143 V 409 consid. 4.5.3).
7.
Nel caso in esame, l’oggetto litigioso è costituito dalla questione di sapere
se la ricorrente abbia diritto, o meno, anche dopo il 31 ottobre 2017, ad una
rendita d’invalidità svizzera, come da lei postulato.
8.
Questo Tribunale rileva, preliminarmente, che è incontestato sia da parte
della ricorrente sia da parte dell’autorità inferiore che l’insorgente da sana,
avrebbe consacrato la sua attività ad un’occupazione lavorativa al 33% e
si sarebbe dedicata all’economia domestica per il restante 67% (in partico-
lare, dal questionario per il datore di lavoro [doc. A 17], emerge che la
stessa è stata alle dipendenze, da maggio del 2012 a settembre del 2014,
di una famiglia come collaboratrice domestica, in ragione di 14 ore alla set-
timana da gennaio del 2014, ciò che corrisponde ad un grado d’occupa-
zione del 33% [v. anche l’annotazione del 10 ottobre 2017; doc. A 77]).
9.
Dalla documentazione medica agli atti (v. la perizia pluridisciplinare del
SAM dell’agosto 2018 [doc. A 96] ed il rapporto del medico SMR del no-
vembre 2018 [doc. A 99]) emerge che è stata posta la diagnosi segnata-
mente, con ripercussione sulla capacità lavorativa, di sindrome lombo-ver-
tebrale cronica con componente spondilogena a destra in stato dopo due
interventi chirurgici alla colonna lombare al segmento L2-L3, fibromialgia
di tipo primario, sindrome ansioso depressiva nell’ambito di sindrome del
disadattamento cronico (ICD 10 F 43.2) sfociata in distimia (ICD 10 F 34.1)
e, senza ripercussione sulla capacità lavorativa, di stato dopo quadrantec-
tomia destra per carcinoma seno destro, stato dopo intervento di cheilopla-
stica per alluce rigido e presenza di un’artrosi metatarsofalangea a sinistra,
cervicalgie su alterazioni degenerative discali da C4 a C7.
10.
10.1 Questo Tribunale rileva che, a suo tempo, nel giugno e nel novembre
2015, la ricorrente è stata sottoposta ad una valutazione internistica.
10.1.1 Nei rapporti del 26 giugno ed 11 novembre 2015, il dott. D._,
specialista in medicina interna, medico incaricato dall’assicurazione
C._ (doc. B 17 e B 18), aveva diagnosticato una sindrome lombo-
vertebrale in esiti di due interventi chirurgici (asportazione di ernia discale
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Pagina 17
L2-L3 in gennaio 2012 e discectomia L2-L3, spondilodesi L2-L3, posizio-
namento cage intersomatico in marzo 2015), un carcinoma seno destro
con esiti di quadrantectomia, radioterapia, endocrinoterapia ed una sin-
drome depressiva ricorrente in remissione parziale. Secondo l’internista,
l’affezione oncologica era da considerare in remissione completa. La sin-
drome depressiva era, a suo parere, da ritenersi siccome in remissione
parziale. Sempre secondo il medico internista, le conseguenze sulla capa-
cità lavorativa derivano dalla sola patologia reumatologica (sindrome
lombo-vertebrale cronica con sintomatologia algica). Dal profilo oncologico
(intervento di quadrantectomia e biopsia linfonodo) e da quello psichico
(sindrome depressiva) non sussisteva, a suo parere, alcuna incapacità la-
vorativa.
10.1.2 Nella valutazione di cui al rapporto del 26 giugno 2015 (doc. B 17),
il dott. D._ aveva dapprima ritenuto che si giustificava un’incapacità
lavorativa del 100% fino al 18 luglio 2015 con possibilità di riprendere un’at-
tività lavorativa nella misura del 50% “per un periodo da definire, non infe-
riore a tre mesi”. Nella valutazione di cui al rapporto dell’11 novembre 2015
(doc. B 18), aveva poi precisato che si giustificava un’incapacità lavorativa
del 100% nell’attività di collaboratrice domestica “per un periodo indetermi-
nato e probabilmente definitivo”, ma che “a medio termine, una volta che
la situazione clinica (sarebbe stata) stabilizzata, (sarebbe stato) da pren-
dere in considerazione un cambio di professione” (attività lavorativa confa-
cente allo stato di salute).
10.2 In seguito, nell’agosto del 2017, l’insorgente è stata sottoposta ad una
visita medica presso il Servizio medico regionale dell’AI (SMR).
10.2.1 Nel rapporto del 22 agosto 2017 (doc. A 72), il dott. E._, me-
dico SMR, aveva dapprima posto la diagnosi di lombalgia cronica con esiti
di spondilodesi L2-L3 previa asportazione di ernia discale, esiti di discec-
tomia L2-L3, spondiloartrosi con instabilità L2-L3, decondizionamento fi-
sico generale, esiti di quadrantectomia per carcinoma del seno destro (con
ripercussione sulla capacità lavorativa) e di sindrome depressiva in remis-
sione (senza ripercussione sulla capacità lavorativa) nonché concluso ad
un’incapacità al lavoro del 100% dal 16 settembre 2014, del 50% dal 18
luglio 2015 e del 100% dal 21 agosto 2017 nell’attività di collaboratrice do-
mestica e baby-sitter e ad un’incapacità al lavoro del 100% dal 16 settem-
bre 2014, del 50% dal 18 luglio 2015 e dello 0% dal 21 agosto 2017 in
un’attività sostitutiva adeguata.
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10.2.2 Nel rapporto del 9 gennaio 2018 (doc. A 86), il dott. E._ ha
poi segnalato che, rispetto al quadro clinico esistente al momento della sua
valutazione clinico-lavorativa dell’agosto 2017, era intervenuto un peggio-
ramento dello stato di salute – peggioramento relativo in parte alla proble-
matica lombare, in parte all’insorgenza di una sindrome depressiva curata
in ambito specialistico ed in parte ad un disordine neurologico in fase di
accertamento – tale da giustificare l’effettuazione di una perizia medica plu-
ridisciplinare (con valutazione in reumatologia, psichiatria e neurologia).
10.3
10.3.1 Dal profilo reumatologico, nel rapporto del 28 marzo 2018 (doc. A
96 pag. 415), alla base della perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 e
relativo complemento del 23 novembre 2018, il dott. F._, specialista
in reumatologia e riabilitazione, ha indicato che la ricorrente presenta una
sindrome lombo-vertebrale con componente spondilogena, senza segni di
tipo irritativo, compressivo o radicolare o deficitario, sensitivo o motorio,
nonché dei disturbi piuttosto diffusi all’apparato muscolo-scheletrico, inte-
ressanti in particolare la colonna vertebrale, le spalle, le anche. L’esame di
risonanza magnetica della colonna cervicale (del maggio 2017; doc. A 65)
evidenzia delle discopatie C4-C5, C5-C6 e C6-C7. Secondo il reumatologo,
i disturbi vanno interpretati nel quadro di un reumatismo delle parti molli a
carattere fibromialgico con (presenza di) tutti i cosiddetti “tender points” ne-
cessari per la diagnosi di una fibromialgia. In associazione, vi sono dei di-
sturbi funzionali ed una sindrome ansioso-depressiva. Il dott. F._ ha
pertanto posto la diagnosi di sindrome lombo-vertebrale cronica con com-
ponente spondilogena a destra in stato dopo due interventi chirurgici alla
colonna lombare al segmento L2-L3 di ernia discale e di fissazione inter-
somatica, fibromialgia di tipo primario (con ripercussione sulla capacità la-
vorativa) e di stato dopo intervento di cheiloplastica per alluce rigido a sini-
stra e presenza di un’artrosi metatarso-falangea a sinistra, cervicalgie
nell’ambito di una fibromialgia primaria su alterazioni degenerative discali
da C4 a C7 (senza ripercussioni sulla capacità lavorativa). Quanto alla ca-
pacità lavorativa, per il periodo anteriore alla visita peritale, egli condivide
solo in parte la valutazione dell’internista dott. D._, di cui ai rapporti
del 26 giugno ed 11 novembre 2015 (doc. B 17 e B 18), e del medico SMR
dott. E._, di cui al rapporto del 22 agosto 2017 (doc. A 72). Secondo
il reumatologo, l’insorgente può ancora svolgere l’attività (lavorativa/sala-
riata) di badante (occuparsi di uno dei figli della famiglia, preparare la me-
renda e il pasto serale nonché effettuare limitati lavori di pulizia), ma, conto
tenuto delle difficoltà nell’espletamento di lavori pesanti di pulizia, si giusti-
fica un’incapacità lavorativa del 50%, essendo esigibile, a suo parere,
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un’attività di controllo, gestione ed accompagnamento di un ragazzo (sof-
ferente di una trisomia 21), di preparazione dei pasti e di svolgimento di
piccoli lavori domestici. Sempre secondo il reumatologo, nell’ambito
dell’esercizio di un’attività sostitutiva adeguata, conto tenuto della proble-
matica alla colonna lombare e del quadro di tipo fibromialgico, si giustifica
un’incapacità al lavoro del 20%, incapacità al lavoro motivata con la neces-
sità di ripetute e prolungate pause a causa della stanchezza cronica e
dell’affaticamento rapido. Il dott. F._ ha quindi ritenuto che, fermo
restando una completa inabilità lavorativa dal 15 settembre 2014, la ricor-
rente presenta un’incapacità al lavoro del 50% nell’attività di badante, men-
tre in un’attività confacente allo stato di salute è abile al lavoro all’80% dal
22 agosto 2017 (data della visita medica presso il Servizio medico regio-
nale dell’AI). Infine, ha osservato che nell’eventualità in cui fosse accertata
un’incapacità lavorativa dal profilo neurologico e dal profilo psichico, le ri-
spettive incapacità lavorative potrebbero, a suo parere, essere addizionate
parzialmente all’incapacità lavorativa come determinata dal profilo reuma-
tologico.
10.3.2 Dal profilo psichico, nel rapporto del 12 aprile 2018 (doc. A 96 pag.
427), alla base della perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 e relativo
complemento del 23 novembre 2018, il dott. G._, specialista in psi-
chiatria e psicoterapia, ha segnalato che la ricorrente riferisce di sentirsi
triste, ansiosa e preoccupata per il proprio stato di salute e la propria situa-
zione professionale ed economica. L’esame psichico evidenzia un’espres-
sione del viso sofferente, intensa emotività, tono dell’umore orientato al
polo negativo, quota ansiosa incrementata. Secondo il perito, il percorso
esistenziale dell’insorgente è stato caratterizzato da problematiche fami-
gliari e di salute che l’hanno portata nel corso degli anni a mobilitare le sue
risorse, credendo di potercela fare a superare le difficoltà che avrebbe tro-
vato sul suo cammino. Sempre secondo il perito psichiatra, a partire in par-
ticolare dal secondo intervento chirurgico al rachide dorsale (marzo 2015),
è però emerso un quadro di disagio della struttura difensiva del sé che,
nell’ambito di una problematica del disadattamento divenuto cronico, ha
portato la ricorrente ad entrare in una crisi esistenziale con un quadro di
sofferenza psicologica, che le ha reso difficile sostenere il carico emotivo
relativo alle problematiche vissute sia a livello famigliare che sociale e va-
letudinario. L’insorgente non appare, a parere del perito, esagerata e tan-
tomeno simula nella descrizione dei sintomi psicologici. Il dott. G._
ha ritenuto che la ricorrente soffre di una sindrome ansioso depressiva
nell’ambito di sindrome del disadattamento cronico (ICD 10 F 43.2) sfociata
in distimia (ICD 10 F 34.1). Secondo lo psichiatra, conto tenuto del fatto
che la ricorrente fatica a mantenere un’attitudine positiva verso lo sforzo
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da compiere che in precedenza le risultava agevole come effetto della re-
sistenza interiore che è venuta incrinandosi nell’ambito del disturbo disti-
mico di cui soffre, si giustifica una diminuzione della capacità lavorativa del
20%. Ha quindi concluso che la medesima è abile al lavoro all’80% da ot-
tobre del 2014 (data dell’intervento per tumore al seno destro) sia nell’atti-
vità di collaboratrice domestica sia in un’attività sostitutiva adeguata.
10.3.3 Dal profilo neurologico, nel rapporto del 17 aprile 2018 (doc. A 96
pag. 409), alla base della perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 e re-
lativo complemento del 23 novembre 2018, il dott. H._, specialista
in neurologia, ha rilevato che il disturbo principale dell’insorgente è rappre-
sentato dai dolori lombari e dai dolori cervicali. L’esame neurologico è nella
norma, senza riscontro di deficit sensitivi o motori e neppure di alcuna le-
sione delle strutture nervose periferiche o centrali. Il referto di elettromio-
grafia (dell’aprile 2017) evidenzia delle discrete alterazioni (lieve sofferenza
neurogena periferica L4-L5 sinistra; doc. A 64) che, a parere del neurologo,
sono da ritenersi siccome poco rilevanti. Gli esami di risonanza magnetica
celebrale (dell’agosto 2017 e del marzo 2018; doc. A 74 e doc. A 96 pag.
437) mostrano alcune discrete alterazioni aspecifiche della sostanza
bianca da considerare, sempre a parere del perito neurologo, asintomati-
che. Dal profilo diagnostico sono state indicate “sindrome da insufficienza
lombo-vertebrale cronica in stato da stabilizzazione lombare L2-L3 senza
deficit radicolari e sindrome cervicale cronica senza deficit neurologici as-
sociati senza influsso sulla capacità lavorativa”. Il dott. H._ ha dun-
que ritenuto che la ricorrente è abile al lavoro al 100% (nell’attività di colla-
boratrice domestica ed in un’attività sostitutiva adeguata).
10.3.4 Nella perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 e relativo comple-
mento del 23 novembre 2018 del SAM (fondata su un esame internistico e
sui surriferiti consulti reumatologico, psichiatrico e neurologico; doc. A 96
ed A 98), i periti hanno rilevato che la ricorrente è stata sottoposta, nell’ot-
tobre del 2014, ad un intervento di quadrantectomia per neoplasia al seno
destro, seguito da radioterapia ed endocrinoterapia. I periti hanno poi indi-
cato che l’insorgente soffre da anni di lombalgia cronica con talvolta irra-
diazione dei dolori all’arto inferiore destro fino al ginocchio ed è stata sot-
toposta in particolare, nel marzo del 2015, ad intervento chirurgico di rimo-
zione dispositivo interspinoso L2-L3, discectomia L2-L3 e posizionamento
gabbia intersomatica. Lamenta inoltre cervicalgia persistente con pareste-
sia agli arti superiori. Gli esami effettuati evidenziano la presenza di spon-
dilodiscoartrosi degenerativa con instabilità L2-L3, protrusione discale C4-
C5, ernia discale C5-C6 e C6-C7, canale cervicale ristretto. L’insorgente
C-2946/2019
Pagina 21
presenta pure un decadimento dell’umore, condizionato anche da una si-
tuazione famigliare di separazione con una figlia in età scolare, per il quale
è in cura, dall’estate del 2016, presso una psicologa. La medesima riferisce
di presentare un’importante tristezza, accompagnata da frequenti episodi
di ansia e da preoccupazioni per quanto riguarda la salute e la situazione
professionale ed economica, con accentuazione della sintomatologia e dei
disturbi del sonno (doc. A 96 pag. 391). Conto tenuto dell’insieme dei do-
cumenti a disposizione e delle risultanze delle visite specialistiche effet-
tuate, i periti hanno posto la diagnosi con ripercussione sulla capacità la-
vorativa segnatamente di sindrome lombo-vertebrale cronica con compo-
nente spondilogena a destra in stato dopo due interventi chirurgici alla co-
lonna lombare al segmento L2-L3, fibromialgia di tipo primario e sindrome
ansioso-depressiva nell’ambito di sindrome del disadattamento cronico
(ICD 10 F 43.2) sfociata in distimia (ICD 10 F 34.1). Senza ripercussione
sulla capacità lavorativa hanno poi valutato, lo stato dopo quadrantecto-
mia, radioterapia, endocrinoterapia per carcinoma seno destro, lo stato
dopo intervento di cheiloplastica per alluce rigido e presenza di un’artrosi
metatarsofalangea a sinistra e cervicalgie su alterazioni degenerative di-
scali da C4 a C7 (doc. A 96 pag. 395). Quanto alla valutazione della residua
capacità lavorativa, i periti hanno ritenuto che le rispettive incapacità lavo-
rative accertate dai consulenti non devono essere addizionate, ma inte-
grate, ritenuto che “le patologie che causano la diminuzione della capacità
lavorativa comportano delle limitazioni funzionali, di carico e di rendimento
che in buona parte si sovrappongono” (doc. A 96 pag. 401). Hanno quindi
concluso che la ricorrente presenta un’incapacità al lavoro del 100% dal 16
settembre 2014, del 50% dal 20 luglio 2015, del 100% dal 14 settembre
2015, del 50% dall’8 ottobre 2015 e del 100% dal 1° novembre 2015 in una
qualsiasi attività lucrativa (come riconosciuto dall’assicurazione C._
[v. doc. A 81]), ma dall’agosto 2017 (data della visita medica presso il Ser-
vizio medico regionale dell’AI) una capacità al lavoro del 40% nell’attività
di collaboratrice domestica e del 70% in un’attività confacente allo stato di
salute (attività da esercitare con cambiamento della posizione medesima,
con sollevamento di pesi non superiore ai 5 kg, senza movimenti di fles-
sione ed estensione del tronco, senza posizioni inergonomiche per la co-
lonna lombare; doc. A 96 pag. 401 e doc. A 98).
10.4
10.4.1 Questo Tribunale osserva che la succitata perizia pluridisciplinare
dell’agosto 2018 (doc. A 96) – con relativo complemento del novembre
2018 (doc. A 98) – si fonda su informazioni fornite dalla persona esaminata
e dai medici curanti, sull’esame del quadro clinico e del comportamento
C-2946/2019
Pagina 22
della ricorrente, sulle risultanze della visita dell’insorgente nonché sulla do-
cumentazione medica agli atti. Il rapporto di perizia comporta un’introdu-
zione, l’anamnesi, informazioni tratte dall’incarto, indicazioni della peri-
tanda, la diagnosi, la discussione nonché la risposta alle domande poste.
Tale perizia può pertanto essere considerata un mezzo probatorio idoneo
per la valutazione dello stato di salute dell’insorgente e dell’esigibilità
dell’esercizio sia dell’attività di collaboratrice domestica sia di un’attività so-
stitutiva adeguata. Peraltro, le ivi ritenute diagnosi e incapacità lavorative
sono state sottoposte al dott. E._, medico SMR, il quale nel suo
rapporto del 29 novembre 2018 (doc. A 99) le ha confermate. Per i motivi
che saranno indicati di seguito (consid. 10.4.2), non sussistono in effetti –
sulla base della documentazione medica agli atti di causa, delle affezioni
di cui soffre la ricorrente nonché delle particolari circostanze del caso di
specie – elementi suscettibili di giustificare una diversa valutazione dello
stato di salute e della capacità lavorativa dell’insorgente per il periodo in-
tercorrente da settembre 2014 (data dell’interruzione al lavoro a seguito di
malattia) ad agosto 2018 (data della redazione della perizia pluridiscipli-
nare) rispettivamente alla data della decisione impugnata (in assenza di
documentazione medica oggettiva che dimostri la fondatezza di una valu-
tazione diversa della fattispecie rispettivamente che fornisce perlomeno in-
dizi seri e concreti per giustificare ulteriori accertamenti medici).
10.4.2
10.4.2.1 Inoltre, e benché la ricorrente neppure abbia sollevato una speci-
fica censura in merito, la perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 del
SAM (e relativo complemento del 23 novembre 2018) soddisfa nella so-
stanza i requisiti della DTF 141 V 281. È opportuno rilevare che il Tribunale
federale con la menzionata DTF 141 V 281 ha modificato la sua giurispru-
denza in materia di affezioni psicosomatiche – tra cui appare potersi con-
templare anche la sindrome lombo-vertebrale cronica e la fibromialgia –
ridefinendo a quali condizioni queste possano giustificare il diritto a una
rendita d'invalidità. In particolare nella valutazione della capacità lavorativa
vi è l'abbandono della presunzione secondo cui i disturbi derivanti da sin-
drome somatoforme dolorosa (o altre affezioni psicosomatiche cui si riferi-
sce tale giurisprudenza) o i loro effetti possono essere superati con uno
sforzo di volontà ragionevolmente esigibile. La prassi fondata sul modello
regola/eccezione è stata sostituita da uno schema di valutazione normativo
strutturato del carattere invalidante delle affezioni di natura psicosomatica
e psichica mediante un catalogo di indicatori standard (sul tema DTF 143
V 409 e 418 rispettivamente DTF 141 V 281). Se, da un lato, tutte le ma-
C-2946/2019
Pagina 23
lattie di tale natura devono, in linea di principio, soggiacere alla nuova pro-
cedura probatoria strutturata esposta nella citata giurisprudenza, dall'altro
lato questo non vuol dire però che si debba negare immediatamente il va-
lore probatorio a una perizia che non contiene un'analisi secondo i nuovi
indicatori. Le conclusioni a cui sono giunti i periti secondo i parametri della
precedente giurisprudenza non perdono di per sé il loro valore probatorio
(sul tema, DTF 137 V 210 consid. 6). Si deve piuttosto esaminare nel con-
testo di un esame globale del singolo caso se le perizie amministrative e/o
giudiziarie raccolte – se necessario mettendole in relazione con altri rap-
porti medici – permettono o meno un apprezzamento concludente del caso
alla luce degli indicatori determinanti (cfr., fra le altre, la sentenza del TF
9C_808/2019 del 18 agosto 2020 consid. 5.2 con riferimento alla DTF 141
V 281 consid. 8). Spetta inoltre agli organi incaricati di applicare il diritto
(l'amministrazione o un tribunale in caso di controversia) procedere all'ap-
prezzamento definitivo della capacità lavorativa dell'assicurato (sentenza
del TF 9C_808/2019 del 18 agosto 2020 con rinvii, segnatamente alla DTF
140 V 193 consid. 3.2).
10.4.2.2 Questo Tribunale rileva che la perizia reumatologica del 28 marzo
2018 del dott. F._ (doc. A 96 pag. 415) e la perizia psichiatrica del
12 aprile 2018 del dott. G._ (doc. A 96 pag. 427) espongono una
chiara visione d’insieme della situazione della ricorrente. I periti hanno in
particolare spiegato per quale motivo sono state diagnosticate una fibro-
mialgia ed una sindrome ansioso depressiva nell’ambito di sindrome del
disadattamento cronico (ICD 10 F 43.2) sfociata in distimia (ICD 10 F 34.1).
Si sono pronunciati sullo stato psichico dell’insorgente. Hanno segnalato
che la medesima è in cura presso una psicologa e presso uno psichiatra
ed assume degli psicofarmaci. Si sono altresì espressi in merito alle risorse
personali ed al mantenimento di un contesto familiare, la ricorrente occu-
pandosi in particolare della figlia. I periti hanno poi descritto le attività gior-
naliere dell’insorgente, la quale trascorre le sue giornate in modo struttu-
rato. In altri termini, tutti gli elementi essenziali che permettevano di fare
un’analisi degli indicatori erano comunque presenti.
10.4.2.3 La ricorrente ha certo fatto valere in sede di ricorso di avere diritto,
anche dopo il 31 ottobre 2017, ad una rendita d’invalidità (rendita non limi-
tata nel tempo), in quanto le patologie di cui soffre comportano un’inabilità
al lavoro del 100% nell’attività (di principio, di collaboratrice domestica) e
del 60% in un’attività sostitutiva adeguata (doc. TAF 1). Sennonché, agli
atti di causa non figura alcun documento medico di data anteriore alla de-
cisione impugnata, ed in particolare pure di data posteriore alla perizia me-
dica del SAM dell’agosto 2018, che concluda sulla base di esami oggettivi
C-2946/2019
Pagina 24
ad un’incapacità lavorativa in un’attività confacente allo stato di salute su-
periore a quella del 70% ritenuta nella perizia pluridisciplinare e confermata
dal medico SMR nel rapporto del 29 novembre 2018. Quanto al rapporto
ortopedico del 9 maggio 2019, alla relazione medico-legale del 10 giugno
2019 ed ai referti radiologici del 24 e 27 maggio 2019 (doc. TAF 1), secondo
i periti del SAM (v. la presa di posizione del 1° ottobre 2019 [doc. TAF 9])
ed il medico SMR (v. la presa di posizione del 7 ottobre 2019 [doc. TAF 9]),
gli stessi espongono le affezioni (dolorabilità e irritabilità della muscolatura
paravertebrale dorso-lombare, senza riscontro di deficit neurologici o le-
sioni delle strutture nervose agli arti superiori ed inferiori, discopatie alla
colonna cervicale, senza segni di compressione od irritazione radicolare)
note e precedentemente diagnosticate nella perizia pluridisciplinare
dell’agosto 2018, senza apportare nuovi elementi clinici. Per quanto attiene
poi alla relazione medico-legale del 4 dicembre 2019, ai rapporti ortopedici
del 1° dicembre e 28 novembre 2019, al rapporto psichiatrico del 21 no-
vembre 2019, al referto di esame radiologico del 27 novembre 2019 ed al
rapporto fisiatrico del 25 novembre 2019 (doc. TAF 12), sempre a giudizio
del medico SMR (v. l’annotazione del 14 gennaio 2020 [doc. TAF 14]), nella
misura in cui evidenziano “una dorso-lombalgia conseguente a intervento
del tratto lombare, segni sfumati di radicolopatia L4-L5 a carattere croniciz-
zante” ed un quadro psichico aggravato in seguito a perdita del padre
(senza formulare una diagnosi psichica)”, non riferiscono di alcuna sostan-
ziale modifica dello stato di salute (rispetto alla valutazione peritale del
SAM dell’agosto 2018), quanto di una cronicizzazione del quadro clinico
dal profilo reumatologico, neurologico e psichiatrico.
10.5 In conclusione, sulla scorta in particolare delle risultanze della perizia
pluridisciplinare dell’agosto 2018, del relativo complemento del novembre
2018, della valutazione del medico SMR del novembre 2018 nonché delle
considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che risulta giustifi-
cato confermare quanto ritenuto dall’autorità inferiore, ossia che la ricor-
rente ha presentato un’incapacità lavorativa del 100% dal 16 settembre
2014, del 50% dal 20 luglio 2015, del 100% dal 14 settembre 2015, del
50% dall’8 ottobre 2015 e del 100% dal 1° novembre 2015 in una qualsiasi
attività lucrativa. L’esercizio dell’attività di collaboratrice domestica sarebbe
poi stato proponibile al 40% da agosto del 2017. All’insorgente sarebbero
altresì state proponibili, sempre da agosto del 2017, attività confacenti al
suo stato di salute nella misura del 70%.
C-2946/2019
Pagina 25
11.
11.1 Questo Tribunale osserva altresì che, secondo un principio generale
del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre
il danno conseguente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi
riferimenti). In virtù di tale obbligo, l’assicurato deve pertanto intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore
possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a
profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in una
nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF
9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2).
11.2 La ricorrente ha certo fatto valere che “risulta alquanto difficile collo-
care o, solamente, individuare ambiti lavorativi idonei a svolgere le man-
sioni che (ella) potrebbe svolgere” (v. la replica [doc. TAF 12]). Quanto
all’esigibilità e alla possibilità per l’insorgente di esercitare una nuova atti-
vità in un mercato equilibrato del lavoro, questo Tribunale osserva che nel
momento in cui è stato accertato in modo affidabile – il 30 agosto/23 no-
vembre 2018 (v. rapporto della perizia pluridisciplinare del SAM [doc. A 96]
e suo complemento [doc. A 98]) – che l’esercizio (al 70%) di un’attività so-
stitutiva adeguata era ragionevolmente esigibile dal punto di vista medico
(DTF 138 V 457 consid. 3.3; v. anche la sentenza del TAF C-6022/2010 del
22 febbraio 2013 consid. 4.1.2) – la ricorrente, nata il (...), aveva 52 anni e
6 mesi, ossia non aveva ancora raggiunto l’età di 60 anni a partire dalla
quale la giurisprudenza considera che di principio non esiste più la possi-
bilità realistica di mettere a profitto la residua capacità lavorativa sul mer-
cato del lavoro generalmente supposto equilibrato (DTF 143 V 431 consid.
4.5 e 138 V 457 consid. 3.3; sentenze del TF 9C_87/2018 del 5 aprile 2018
consid. 4.2, 9C_839/2017 del 24 aprile 2018 consid. 6.2 e 8C_761/2014
del 15 ottobre 2015 consid. 3.2.3).
11.3 Benché la questione non sia neppure stata sollevata dalla ricorrente,
va rilevato che l’UAIE non ha invero proposto alcuna attività sostitutiva spe-
cifica adeguata alle condizioni dell’insorgente. Ha comunque ritenuto,
nell’ambito del calcolo comparativo dei redditi (doc. A 111 ed A 112), che la
medesima avrebbe potuto svolgere un’attività confacente al suo stato di
salute in ogni categoria professionale del settore secondario nonché del
settore terziario. Certo, durante la sua carriera professionale, la ricorrente
appare avere svolto esclusivamente l’attività di operaia presso una cami-
ceria ed un calzaturificio e di collaboratrice domestica (doc. A 13). Questo
Tribunale osserva, tuttavia, che alla medesima si presenta comunque un
C-2946/2019
Pagina 26
ventaglio relativamente ampio di professioni possibili nei settori dell’indu-
stria e dei servizi, con mansioni semplici e ripetitive, che non richiedono
necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale e un adattamento del posto di lavoro alle sue condizioni di
salute risulta comunque di relativamente semplice realizzazione (cfr. anche
la sentenza del TAF C-517/2017 del 12 giugno 2019 consid. 8 con rinvii).
Infine, va rilevato che un eventuale rapporto di lavoro avrebbe potuto pro-
seguire per oltre 11 anni (fino all’età di pensionamento secondo il diritto
svizzero). Da quanto esposto, discende che chiaramente può essere ra-
gionevolmente preteso dall’insorgente che abbia a mettere a profitto la sua
residua capacità lavorativa in attività leggere adattate su un mercato del
lavoro equilibrato.
12.
12.1 Considerato che la ricorrente ha presentato un’incapacità lavorativa
del 100% dal 15 settembre 2014, del 50% dal 20 luglio 2015, del 100% dal
14 settembre 2015, del 50% dall’8 ottobre 2015, del 100% dal 1° novembre
2015 e del 30% dal 1° agosto 2017 in un’attività confacente al suo stato di
salute e che, senza il danno alla salute, la stessa avrebbe esercitato un’at-
tività lucrativa al 33%, occorre esaminare la conformità del tasso d’invali-
dità calcolato dall’autorità inferiore in ambito salariato.
12.2 Dal momento che l’insorgente ha presentato, durante l’anno d’attesa,
diverse percentuali d’incapacità lavorativa, l’UAIE ha indicato, nella moti-
vazione della decisione (doc. A 111 pag. 495), che, in applicazione del cal-
colo della media retrospettiva, ha stabilito alla scadenza dell’anno d’attesa,
ossia a settembre del 2015, un grado d’invalidità del 92,41% in ambito sa-
lariato (v., sulla questione, la Circolare dell’UFAS sull’invalidità e la grande
invalidità nell’assicurazione per l’invalidità [stato al 1° gennaio 2018] cifra
marginale 2008 e seguenti), calcolo che appare corretto e dal quale il Tri-
bunale amministrativo federale non ha motivo di scostarsi d’ufficio.
12.3
12.3.1 Ritenuto che al 1° agosto 2017 sarebbero di nuovo state proponibili
alla ricorrente attività confacenti al suo stato di salute nella misura del 70%
(cfr. la perizia pluridisciplinare dell’agosto 2018 con relativo complemento
del novembre 2018), questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo
effettuato dall’autorità inferiore per la determinazione del grado d’invalidità,
secondo le basi di calcolo di cui al documento A 101, che occorre fare rife-
rimento piuttosto ai dati del 2017 che a quelli del 2016, fermo restando che
C-2946/2019
Pagina 27
da questo profilo nulla cambia nella sostanza per quanto attiene all’esito
della lite.
12.3.2 Per quanto attiene al reddito da valida, si sarebbe dovuto tenere
conto di un reddito annuale di fr. 14'300.-, conseguibile come collaboratrice
domestica nel 2017 (secondo le indicazioni della datrice di lavoro [v. doc.
A 78]).
12.3.3 Per quel che concerne il reddito da invalida, va fatto riferimento al
reddito annuale ottenibile in attività semplici e ripetitive nel 2017 di
fr. 10'759.90 (tenuto conto di un salario medio mensile nel 2016 di fr.
4'363.- [valore mediano totale, livello di competenze 1], secondo la perti-
nente tabella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, di un’in-
dicizzazione del salario dello 0,4% rispetto al 2017 [cfr. statistiche pubbli-
cate dall’Ufficio federale di statistica], di un orario usuale di 41.7 ore setti-
manali nel 2017, di una quota parte salariata del 33% e della presa in con-
siderazione di una diminuzione del 30% per l'incapacità lavorativa e di una
riduzione giurisprudenziale del 15%, la quale, oltre a non essere conte-
stata, appare ammissibile, conto tenuto delle particolarità personali e pro-
fessionali del caso).
12.3.4 Dal confronto fra il reddito da valida di fr. 14'300.- e quello da inva-
lida di fr. 10'759.90 consegue la determinazione di un grado d’invalidità del
24,75% ([{14’300 – 10'759.90} x 100] : 10'759.90 = 24,75%).
12.4
12.4.1 Per il resto, dato che al 1° gennaio 2018 sono entrati in vigore gli
articoli 27 e 27bis cpv. 2-4 OAI (calcolo dell’invalidità secondo il metodo mi-
sto) nel loro nuovo tenore, l’UAIE ha aggiornato il calcolo del grado d’inva-
lidità in ambito salariato al 1° gennaio 2018.
12.4.2 Questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo effettuato
dall’autorità inferiore per la determinazione del grado d’invalidità, secondo
le basi di calcolo di cui al documento A 100, che occorre fare riferimento
piuttosto ai dati del 2018 che a quelli del 2016, fermo restando che da que-
sto profilo nulla cambia nella sostanza per quanto attiene all’esito della lite.
12.4.3 Per quanto attiene al reddito da valida, si sarebbe dovuto tenere
conto di un reddito annuale di fr. 43'540.20, conseguibile come collabora-
trice domestica nel 2018 (salario annuale di fr. 14'300.- nel 2017 [secondo
C-2946/2019
Pagina 28
le indicazioni della datrice di lavoro; doc. A 78]) rapportato ad una percen-
tuale lavorativa del 100% ed indicizzato al 2018 [l'indice dei salari nominali
per la categoria delle donne è passato da 2719 nel 2017 a 2732 nel 2018;
cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica]).
12.4.4 Per quel che concerne il reddito da invalida, va fatto riferimento al
reddito annuale ottenibile in attività semplici e ripetitive nel 2018 di fr.
32'535.35 (tenuto conto di un salario medio mensile nel 2018 di fr. 4'371.-
[valore mediano totale, livello di competenze 1], secondo la pertinente ta-
bella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, per una percen-
tuale lavorativa del 100%, di un orario usuale di 41.7 ore settimanali nel
2018 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di statistica] e della
presa in considerazione di una diminuzione del 30% per l'incapacità lavo-
rativa e di una riduzione giurisprudenziale del 15%, la quale, oltre a non
essere contestata, appare ammissibile, conto tenuto delle particolarità per-
sonali e professionali del caso).
12.4.5 Dal confronto fra il reddito da valida di fr. 43'540.20 e quello da in-
valida di fr. 32'535.35 consegue la determinazione di un grado d’invalidità
del 25,27% ([{43'540.20 – 32'535.35} x 100] : 43'540.20 = 25,27%).
13.
13.1 Nel rapporto d'inchiesta economica per le persone che si occupano
dell’economia domestica del 10 ottobre 2017 (consecutivo ad una visita a
domicilio del 27 settembre 2016; doc. A 75), l'assistente sociale, dopo
avere descritto la situazione familiare e abitativa dell'assicurata, ha stabilito
la ripartizione delle singole attività domestiche, analizzato le mansioni con-
suete che l'insorgente può o non può più svolgere e valutato gli impedi-
menti incontrati nello svolgimento delle singole mansioni, conto tenuto
delle limitazioni funzionali e della situazione concreta dell'interessata, che
vive insieme alla figlia e può contare sull'aiuto di quest’ultima e della so-
rella. In particolare, l'assistente sociale ha indicato che la ricorrente non
incontra difficoltà nell'organizzazione dell'economia domestica (pianifica-
zione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo; importanza asse-
gnata del 5%). Per l'alimentazione (preparazione dei pasti, pulizia della cu-
cina; importanza assegnata del 35%), ha indicato che il tasso d'impedi-
mento del 40% tiene conto delle limitazioni funzionali dell'interessata (che
riesce a preparare piatti semplici) nonché degli aiuti forniti dalla sorella (a
cui è delegata la pulizia degli armadietti e degli elettrodomestici). Ha rico-
nosciuto un tasso d'impedimento del 60% per la pulizia dell'appartamento
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(rispolvero, pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare i letti; importanza asse-
gnata del 20%) in quanto l'assicurata esegue le pulizie più leggere (spol-
vera con un “panno swiffer”, passa l’aspirapolvere “attorno agli oggetti”,
lava il pavimento con l’aiuto di un vaporetto), attività che suddivide su più
giorni della settimana, alternandola a momenti di riposo, mentre tutte le
altre pulizie (pulizia del piano doccia e delle piastrelle del bagno, dei vetri,
delle tende, rifare i letti) sono delegate alla sorella. Per spesa e acquisti
diversi (percentuale degli impedimenti del 30% con importanza assegnata
del 10%), ha segnalato che l'assicurata si occupa della spesa, preferibil-
mente accompagnata dalla figlia o dalla sorella, sia per il presentarsi di
agitazione alla guida e nei luoghi affollati sia per farsi aiutare nel trasporto
degli acquisti, che suddivide in più sacchetti per ridurre il carico. Ha quan-
tificato al 40% gli impedimenti nel bucato (lavare, stendere, stirare; impor-
tanza assegnata del 20%) dal momento che l'assicurata dichiara di occu-
parsi del bucato, attività che suddivide su più giorni della settimana (carica
e scarica la lavatrice seduta su uno sgabello, limita il peso della cesta per
la biancheria alfine di riuscire ad alzarla, stende i capi lentamente, stira
“solo l’indispensabile”, si limita a piegare i capi, utilizza l’asciugatrice per
asciugare i capi più pesanti). Infine, quanto alla cura della figlia, che fre-
quenta la seconda media (importanza assegnata del 10%), ha sottolineato
che la stessa è ormai autonoma nell’organizzazione dei compiti e del
tempo libero, mentre dipende ancora dai genitori per gli spostamenti e per
le attività del tempo libero, da cui una percentuale di impedimento del 30%,
ritenute le limitazioni funzionali dell'assicurata nelle attività ricreative co-
muni (i dolori e la necessità di alternare la postura hanno limitato le attività
che svolgeva con la figlia, ad esempio andare al cinema, portarla a fare
shopping, uscire per delle camminate o biciclettate), ma data l'esigibilità di
collaborazione del padre. L'assistente sociale ha concluso ad un grado
d'invalidità del 40% nell'attività di casalinga, a far tempo dal 2014.
13.2 Per quanto attiene alla valutazione degli impedimenti nello svolgi-
mento delle consuete mansioni domestiche, la ricorrente ha riferito, du-
rante la visita peritale reumatologica del marzo 2018, che “si occupa della
propria economia domestica e della propria figlia ancora in età scolastica.
Si tratta di un’economia domestica di due persone e di un appartamento di
3 1⁄2 locali di cui una camera mansardata e due bagni. Fa quello che riesce.
Riposa tra un’attività e l’altra. Sta piuttosto sdraiata. Cucina. Non stira più,
piega solo la biancheria. Ha difficoltà nel caricare la macchina da lavare i
panni e anche la lavastoviglie. Ha difficoltà nell’alzare dei pesi. I lavori
troppo pesanti vengono svolti dai parenti o da amici. Per esempio, il cambio
del letto non riesce più a farlo da sola“. Secondo il reumatologo dott.
F._, l’insorgente è inabile al lavoro al 40% nell’attività di casalinga
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dal 10 ottobre 2017 (v. la perizia reumatologica del 28 marzo 2018 [doc. A
96 pag. 419 e 424]). Nella perizia pluridisciplinare del 30 agosto 2018 e
relativo complemento del 23 novembre 2018 (fondata, fra gli altri, sul suc-
citato consulto reumatologico; doc. A 96 ed A 98), i periti del SAM hanno
quindi concluso che la ricorrente presenta una capacità lavorativa medico-
teorica del 60% nel compimento delle consuete mansioni domestiche, così
come determinato nel rapporto d'inchiesta economica per le persone che
si occupano dell’economia domestica (doc. A 96 pag. 403).
13.3 In siffatte circostanze, e ritenuto altresì che la ricorrente non ha co-
munque sollevato in sede ricorsuale alcuna censura in merito all’incapacità
a svolgere le consuete mansioni domestiche, questo Tribunale non ha mo-
tivo di scostarsi dalla valutazione dell'assistente sociale, di cui al rapporto
d’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia do-
mestica del 10 ottobre 2017 (doc. A 75), sulla ripartizione delle singole at-
tività domestiche e sugli impedimenti nello svolgimento delle singole man-
sioni, valutazione da cui deriva un tasso d'invalidità del 40% nell'attività di
casalinga a far tempo dal 2014.
14.
14.1 A far tempo da settembre del 2015 (decorso il termine di attesa legale
di un anno), l’UAIE ha determinato, in applicazione del metodo misto, un
grado d’invalidità complessivo, in funzione di un impedimento del 92,41%
nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. consid. 12.2) e del 40% nello svolgi-
mento dell’attività di casalinga (v. consid. 13.3), del 57% ([0,33 x 92,41] +
[0,67 x 40]), che determina il diritto ad una mezza rendita d’invalidità sviz-
zera (doc. A 111 pag. 496).
14.2 Nella misura in cui dal 1° dicembre 2015 (tre mesi dopo il riconosci-
mento della prestazione), l’insorgente ha poi presentato un impedimento
del 100% nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. consid. 10.5) e del 40%
nello svolgimento dell’attività di casalinga (v. consid. 13.3), l’autorità infe-
riore ha determinato, in applicazione del metodo misto, un grado d’invali-
dità complessivo del 60% ([0,33 x 100] + [0,67 x 40]), che determina il diritto
a tre quarti di rendita d’invalidità svizzera (doc. A 111 pag. 496).
14.3 Ritenuto, inoltre, che dal 1° agosto 2017, l’insorgente ha presentato
un impedimento del 24,75% nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. consid.
12.3.4) e del 40% nello svolgimento dell’attività di casalinga (v. consid.
13.3), ne deriva, in applicazione del metodo misto, un grado d’invalidità
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complessivo del 35% ([0,33 x 24,75] + [0,67 x 40]), che esclude il ricono-
scimento, a partire dal 1° novembre 2017 (momento in cui il miglioramento
significativo dello stato di salute perdurava da tre mesi, giusta l’art. 88a cpv.
1 OAI), del diritto ad una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità
(non essendo raggiunta la necessaria soglia del 40%; doc. A 111 pag. 496).
14.4 Per il resto, dato che al 1° gennaio 2018, l’insorgente ha presentato
un impedimento del 25,27% nell’esercizio di un’attività lucrativa (v. consid.
12.4.5) e del 40% nello svolgimento dell’attività di casalinga (v. consid.
13.3), ne deriva, in applicazione del metodo misto, un grado d’invalidità
complessivo del 35% ([0,33 x 25,27] + [0,67 x 40]), che esclude il ricono-
scimento del diritto ad una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità (non essendo raggiunta la necessaria soglia del 40%; doc. A 111 pag.
496).
15.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
16.
16.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono
poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett.
b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di identico ammon-
tare, versato dall'insorgente stessa il 29 luglio 2019.
16.2 Visto l’esito della procedura, alla ricorrente, soccombente, non spetta
altresì alcuna indennità per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA
in combinazione con l’art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le
autorità federali, quand’anche vincenti, non hanno di principio diritto a
un’indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non
ravvisabili nel caso concreto (v., fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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