Decision ID: cc26ffe4-b647-500f-8cfb-445eca8de2d2
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. a. All'inizio del 2002 i resistenti CO 2, CO 3 e CO 4 hanno chiesto al CO 1 il permesso di ristrutturare e sopraelevare un complesso di vecchi stabili, che si affaccia sulla piazza del nucleo e che a pianterreno ospita un ristorante (part. 146, 147 e 149). L'ampliamento, destinato a ricavare 4 ampie camere mansardate nel sottotetto, comporta una sopraelevazione del filo di gronda variante da m 1.30 dell’angolo NW a m 3.00 della facciata S e del corpo scale della facciata E. L’attuale conglomerato di vecchi edifici, in parte in disuso, verrebbe riordinato dal profilo formale e strutturale in modo da ricavare nel sottotetto un ulteriore piano abitabile. L’attuale volumetria del complesso, stando ai dati dei resistenti, sarebbe aumentata del 14.5%.
Alla domanda si è opposto il ricorrente RI 1, proprietario di un edificio contiguo (part. 148), che ha fra l'altro contestato l'entità della sopraelevazione, a suo avviso contraria all'art. 29 cpv. 3 NAPR, che fino all'entrata in vigore del piano particolareggiato del nucleo limita gli ampliamenti alle reali necessità dell'edificio.
B. Dopo vicissitudini note alle parti, che non occorre qui riassumere, il 19 ottobre 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, ritenendo che la sopraelevazione rientrasse nei limiti degli interventi ammissibili secondo l’art. 29 cpv. 3 NAPR, siccome adeguatamente ragguagliata alle effettive esigenze dell'edificio.
Con giudizio 19 aprile 2005 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dall'opponente. Il Governo ha in sostanza ritenuto che il municipio, considerando la sopraelevazione limitata e proporzionata alle reali necessità dell'edificio, non avesse abusato della latitudine di giudizio riservatagli dalla norma in questione.
Dichiarate improponibili alcune censure in quanto fondate sul diritto privato, l'Esecutivo cantonale ha in seguito ritenuto che l'intervento rispettasse anche le disposizioni di polizia del fuoco.
Contro tale giudizio RI 1 è insorto davanti a questo tribunale, che con giudizio 9 dicembre 2005 ha accolto l'impugnativa, alla quale i resistenti hanno di fatto aderito ritirando la domanda di costruzione.
C. Il 3 aprile 2006 CO 2, CO 3 e CO 4 hanno inoltrato al municipio una nuova domanda, diversa dalla precedente soltanto perché sopprimeva un locale previsto a confine con lo stabile del ricorrente.
RI 1 si è opposto anche a questa nuova domanda, giudicandola in contrasto con l’art. 29 cpv. 3 NAPR.
Raccolto nuovamente l'avviso del Dipartimento del territorio, il 30 agosto 2006 il municipio ha accolto anche questa domanda di costruzione, respingendo l'opposizione del vicino qui ricorrente.
Con giudizio 21 agosto 2007 il Consiglio di Stato ha confermato la nuova licenza, respingendo l'impugnativa contro di essa inoltrata dal vicino opponente.
Riallacciandosi al precedente giudizio, il Governo ha nuovamente ritenuto che la valutazione operata dal municipio in ordine all'entità dell'ampliamento rientrasse nei limiti della latitudine di giudizio riservatagli dall'art. 29 cpv. 3 NAPR.
D. Contro questo nuovo giudizio sfavorevole, il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; con rinvio al Consiglio di Stato per nuova decisione previo completamento dell'istruttoria.
Dopo aver negato che la licenza si estenda ai piccoli rustici circostanti, il ricorrente ribadisce che la sopraelevazione travalica i limiti degli ampliamenti ammissibili fissati dall'art. 29 cpv. 3 NAPR. Esso sarebbe di gran lunga superiore all'innalzamento di m 1.30 ritenuto dal Governo. La sopraelevazione, destinata a realizzare 4 camere nel sottotetto non costituirebbe una necessità oggettiva.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio che non formulano osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono i beneficiari della licenza, contestando in dettaglio le tesi dell'insorgente con argomenti che verranno discussi nei seguenti considerandi, sottolineando in particolare l'importanza della sopraelevazione realizzata dal ricorrente alcuni anni or sono sul suo stabile.

Considerato, in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione attiva dell'insorgente, proprietario di un fondo contermine e già opponente, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani e dalle fotografie allegate. Un nuovo sopralluogo non appare atto a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
2.2.1. Giusta l’art. 29 cpv. 2 NAPR, il nucleo di _ è soggetto all'elaborazione di un piano particolareggiato (...), che deve definire:
- l'aspetto urbanistico generale compresi gli spazi pubblici (...)
- le regole di gestione degli spazi privati, costruzioni, spazi liberi, arredi ecc.
- le direttive concernenti il recupero ambientale degli spazi pubblici, viottoli, piazzette ecc.
Fino all'entrata in vigore del piano particolareggiato del nucleo di _, soggiunge la norma (cpv. 3), sono ammessi la trasformazione di edifici, come pure la ricostruzione sui sedimi esistenti, gli innalzamenti e gli ampliamenti planimetrici limitati e proporzionati alle reali necessità dell'edificio.
La norma in oggetto mira essenzialmente a salvaguardare l'attuale assetto architettonico del nucleo, in attesa che il piano particolareggiato definisca concretamente le possibilità d'intervento.
Aumenti verticali (innalzamenti) o orizzontali (ampliamenti planimetrici) delle attuali volumetrie sono quindi ammessi soltanto in misura contenuta. Il limite degli aumenti delle volumetrie ammissibili, dettato dall'esigenza di mantenere inalterate le attuali volumetrie degli edifici al fine di non pregiudicare le scelte pianificatorie che il piano particolareggiato allo studio si ripropone di adottare, è costituito dalle necessità intrinseche dell'edificio. Per innalzamento limitato e proporzionato alle reali necessità dell'edificio occorre in sostanza intendere un intervento oggettivamente indispensabile ai fini di un'ulteriore utilizzazione dello stabile.
Determinanti non sono dunque le esigenze personali e soggettive dei proprietari pro tempore, ma le necessità tecniche e funzionali poste dalla destinazione dell'edificio. Possono quindi essere autorizzati soltanto gli interventi effettivamente indispensabili per assicurare la continuazione dell'utilizzazione dell'immobile e per adeguarne la fruibilità alle mutate esigenze comunemente riconosciute. Un'estensione sostanziale delle preesistenti possibilità di utilizzazione è di principio esclusa.
Il concetto di innalzamento limitato e proporzionato alle reali necessità dell'edificio è di natura indeterminata (Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N 66 B I seg.). In quanto tale, esso riserva all'autorità comunale una certa latitudine di giudizio ai fini dell'individuazione del suo contenuto normativo. Trattandosi di una norma del diritto comunale, l'autorità superiore è inoltre tenuta a rispettare l'autonomia dell'ente locale. Essa può scostarsi dall'interpretazione data dal municipio soltanto quando questa appare insostenibile, sprovvista di valide ragioni o lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini. Ove non sussista una simile violazione del diritto, l'autorità cantonale di ricorso non può annullare una decisione del municipio senza esporsi al rimprovero di essersi arrogata un potere di cognizione che contraddice il principio dell'autonomia comunale. Irrilevante al riguardo è il fatto che l'interpretazione data dall'autorità di ricorso al concetto giuridico indeterminato appaia altrettanto sostenibile di quella attribuitagli dall'autorità comunale (DTF 96 I 369 seg, consid. 4; RDAT 2000 II n. 29; 2002 II n. 32).