Decision ID: 87eef6e1-aa37-5afe-a4dc-d4fe558821e3
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. I coniugi _ sono entrambi nati nel _e domiciliati a _. Il 14 febbraio 2001 _ è stata ricoverata d’urgenza presso l’Ospedale _ con degenza che è durata sino al 20 febbraio 2001. Con scritto 22 febbraio 2001 l’_ ha segnalato all’Istituto della Assicurazioni Sociali a Bellinzona (IAS qui di seguito) l’assenza di copertura assicurativa da parte di _. L’Ufficio Assicurazione Malattia dell’IAS ha, con scritto 26 febbraio 2001, invitato la signora _ a volersi assicurare presso un assicuratore malattia riconosciuto nel termine di 20 giorni con successiva produzione del relativo certificato.
Il 13 marzo 2001, tramite la lic. jur. _ sua fiduciaria, _ si è rivolta all’IAS richiamando il tenore dell’art. 2 cpv. 2 OAMal e postulando l’esenzione dall’obbligo della copertura assicurativa per le cure medico ospedaliere obbligatorie in virtù della LAMal. Tale richiesta è stata formulata a nome di entrambe i coniugi _ osservato come il dott. _, già direttore della _, e la moglie _, approfitterebbero di benefici derivanti dal programma denominato “_ ” soggetto a sua volta a legge statunitense del 1974 nota come “_. La lic. jur. _ ha indicato il pagamento di un premio di US$ 32.50 mensili da parte dei coniugi _ ed ha osservato come – data la funzione precedentemente occupata dal dott. _– egli è al beneficio dell’_ le cui prestazioni sono state descritte in documentazione prodotta (con successiva presentazione della traduzione in lingua italiana). Secondo la rappresentante dei ricorrenti le prestazioni _ sarebbero addirittura superiori a quelle volute dalla legislazione svizzera.
Annesso allo scritto è stata prodotta lettera a firma _ da cui si desume che il responsabile dell’_ conferma che “both, you and your wife ... are covered under the _ offered to retirees”. I coniugi _ hanno inoltre prodotto un “current benefits coverage” in cui si attesta l’ammontare di premi versati (US$ 32,50 mensili per l’anno 2000) ed hanno prodotto la lista – parziale – delle prestazioni di cui godono in virtù di quella copertura assicurativa.
Recependo lo scritto 13 marzo 2001 quale domanda di esenzione dall’obbligo assicurativo secondo LAMal l’Ufficio Assicurazione Malattia ha deciso, con atto del 21 marzo 2001, la reiezione della domanda d’esenzione accertando l’obbligo di assicurazione dal 1 gennaio 1996 con il conseguente obbligo di iscrizione presso un assicuratore malattia autorizzato nel termine di 30 giorni e con produzione della relativa documentazione.
1.2. Avverso tale decisione i coniugi _ sono insorti il 19 aprile 2001 mediante reclamo all’IAS in cui sostengono l’adempimento delle tre condizioni poste dall’art. 2 cpv. 2 OAMal per l’ottenimento dell’esenzione dall’obbligo assicurativo. Il reclamo è stato respinto con decisione 30 aprile 2001 in cui l’IAS ha ritenuto in particolare che non fossero adempiute le condizioni di legge poste dall’OAMal per la pretesa esenzione. In particolare l’amministrazione ha ritenuto la copertura assicurativa di cui beneficiano i ricorrenti fornita da un assicuratore privato e non imposta dal diritto pubblico estero senza possibilità di scioglimento. Mancando già tale prima condizione per l’amministrazione cantonale non si giustifica ulteriore esame delle altre condizioni di legge.
Insoddisfatti della decisione i coniugi _ si sono aggravati al TCA con atto del 31 maggio 2001 in cui ribadiscono l’adempimento di tutte le condizioni per l’ottenimento dell’esenzione dall’obbligo assicurativo. I ricorrenti osservano di essere a _ dal marzo 1986 di essere inseriti nel sistema delle assicurazioni sociali americano e di beneficiare della _. I signori _ rilevano ancora come:
"
A differenza di tanti altri datori di lavoro, la _ permette ai suoi quadri di ritirarsi in età relativamente giovane (a _ anni nel caso dei dott. _), a condizione però che restino a disposizione dell'ex datrice di lavoro, prestando, se del caso, delle consulenze che riguardano le specifiche nozioni acquisite nel corso di una vita lavorativa trascorsa al servizio di questa società.
In quest'ottica va anche considerato il fatto, che oltre alla pensione, ai signori _ è garantita la continuità della assicurazione malattia, la quale è composta da due componenti ben distinte (doc. _):
• dalla statale _
• dalla volontaria offerta dalla _ a completazione della copertura
Nella decisione qui impugnata, ai coniugi _ viene rimproverato che essi siano assicurati presso un assicuratore privato americano per la copertura delle prestazioni all'estero. Ciò non corrisponde al vero in quanto, come sopra esposto, la loro copertura assicurativa è almeno parzialmente garantita dalla assicurazione obbligatoria statunitense.
L'Ufficio dell'assicurazione malattia non ha ritenuto entrare nel merito
dell'adempimento delle altre due condizioni poste per ottenere l'esenzione, ossia
-
la copertura almeno equivalente a quella prevista dalla LAMal e
-
il fatto che gli assicurati paghino loro stessi i relativi premi.
Ribadiamo quindi che queste condizioni sono ampiamente adempiute, come abbiamo esposto nella lettera 13 marzo 2001 indirizzata all'Ufficio dei l'assicurazione malattia (doc. _) nonché ai documenti ivi allegati.
Si fa inoltre presente che nel Canton _ la copertura assicurativa offerta dalla _ è riconosciuta come copertura che adempie tutte le condizioni per l'esenzione; ciò è comprovato anche dal fatto che su semplice segnalazione della _ collaboratori e pensionati vengono esentati dall'obbligo assicurativo delle cure medico sanitarie ai sensi della LAMal."
I ricorrenti chiedono quindi l’annullamento della decisione impugnata e l’accertamento dell’esenzione dall’obbligo di assicurazione imposto dalla LAMal.
Al gravame si oppone l’IAS che evidenzia in particolare, nelle sue osservazioni del 21 giugno 2001, come sia:
"
Contestato che negli Stati Uniti d'America sia in vigore un sistema assicurativo di diritto pubblico che comprende un obbligo d'assicurazione esteso a tutta la popolazione. Incontestato il fatto che i ricorrenti siano coperti attraverso un assicuratore estero. Ciò non è ancora condizione sufficiente per legittimare un'esenzione dal diritto assicurativo svizzero in materia di copertura contro le malattie, che in forza di legge si applica, in particolare, alle persone residenti in forma stabile (ciò che è il caso per i ricorrenti).
La prima delle tre condizioni cumulative di cui all'art. 2 cpv. 2 OAMal ‐ obbligo assicurativo in virtù di un diritto estero ‐ non viene qui palesemente soddisfatta.
Venendo a decadere la prima delle tre clausole cumulative, diventa ininfluente l'esame di dettaglio delle altre due clausole (doppio onere ed equivalenza della copertura).
Il controllo dell'obbligo d'assicurazione è demandato al diritto cantonale (artt. 6 LAMal e 10 OAMal).
Alla luce di ciò, già di principio risulta ininfluente il riferimento alla la prassi seguita in altri Cantoni.
Questa parte convenuta ha modo di osservare come nel Cantone Ticino, in fatto di criteri che presiedono al controllo dell'obbligo d'assicurazione, si seguano strettamente i principi sanciti dal diritto federale." (doc. _)
1.3. Nelle more del procedimento il giudice delegato ha chiesto ai ricorrenti di volere:
"
Produrre attestazione, da parte degli Uffici competenti, secondo cui la copertura goduta dei signori _ in materia di assicurazione malattia è obbligatoria. La invito inoltre a volere comprovare, sempre mediante produzione di documentazione degli uffici competenti, le prestazioni dell'assicurazione obbligatoria nella loro completezza.
Ovviamente la documentazione di cui si tratta dovrà essere prodotta tradotta in lingua italiana." (doc. _)
osservando che
"
Dall'allegato c alla sua impugnativa, la copertura _ (pag. 24) prevede un rimborso limitato all'80% ed al 50% per prestazioni mediche quali le visite mediche nell'ambulatorio o a domicilio, per il rimborso di medicamenti (limitatamente a quelli ammessi dalla _) o cure sanitarie implicanti la manipolazione vertebrale." (doc. _)
I signori _ hanno prodotto (con traduzione in lingua italiana) una comunicazione datata gennaio 1987 (IX/B1) della _, le traduzioni in italiano delle pagine 17, 22 a 24 del Programma della Società _ per l’assicurazione medica dei pensionati”, la traduzione di un articolo riportato dalla rivista “_ ” del 1998 (IX/B3) ed ancora dei conteggi di prestazioni eseguite in favore dei coniugi _ da cui si desume il rimborso delle spese per cura medica nella misura dell’80%. Da osservare che i conteggi sono stati allestiti dall’assicuratore privato che copre gli ex dipendenti della _ (_qui di seguito).
I documenti sono stati trasmessi all’IAS con facoltà di prendere posizione in merito (X).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. Giusta l'art 3 cpv. 1 LAMal è tenuta ad assicurarsi, nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ogni persona domiciliata in Svizzera.
_ e _ sono domiciliati in Ticino e soggiacciono, dunque, di principio all’obbligo assicurativo.
2.3. L'art 3 cpv. 2 e 3 LAMal da facoltà al Consiglio Federale di prevedere eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di stati esteri, o di estendere l'obbligo di assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che esercitano un'attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo prolungato (art 3 cpv. 2 lett. a) e a quelle che lavorano all'estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera.
2.4. Facendo uso della delega di cui all'art 3 cpv. 1 LAMal, il Consiglio federale ha emanato l'art 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione.
In particolare, giusta l'art 2 cpv. 2 OAMal, a domanda, sono esentate dall'obbligo di assicurazione le persone obbligatoriamente assicurate contro le malattie in virtù del diritto estero, se l'assoggettamento all'assicurazione svizzera costituirebbe un doppio onere e se esse beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Le condizioni cumulative per l'esonero poste da questo articolo sono, dunque, le seguenti:
- assoggettamento obbligatorio ad un'assicurazione estera;
- protezione estera equivalente a quella offerta dalla LAMal;
- doppio onere finanziario.
Con tale disposto si vuole evitare un doppio assoggettamento nei casi in cui la persona tenuta ad assicurarsi ai sensi dell'art 3 cpv. 1 LAMal è parimenti obbligata a farlo in virtù del diritto pubblico estero, senza possibilità di svincolo e con obbligo del pagamento dei premi a condizione che l'assicurazione estera offra una copertura equivalente a quella offerta dalla LAMal.
A questo proposito, nella sentenza emanata il 20.5.1999 in re DFI c. I.A. (inc. 33/999), il TFA ha osservato quanto segue:
"
... une dispense de l'obligation d'assurance ne peut être envisagée que si le ressortissant étranger et obligatoirement assuré contre la maladie en vertu du droit étranger (art 2 al 2 OAMal, Eugster, Krankenversicherung in SBVR , 1998, n. 15)..." (STFA cit. consid 3b).
Il TFA ha ancora rilevato (STFA 29 giugno 2000 in re EZ) che il carattere obbligatorio dell’assicurazione
"
... non è fine a sé stesso, bensì un istrumento destinato a garantire la necessaria solidarietà. Considerata la volontà del legislatore, si giustificava quindi di circoscrivere in modo restrittivo le eccezioni di coloro che esulano, per non essere tenuti all’obbligo assicurativo, dalla comunità di persone solidali” (STFA cit. pag. 5)
Giusta l’art. 2 cpv. 2 OAMal la possibilità di assicurarsi facoltativamente all’estero è esclusa a motivo della possibile facile elusione del carattere obbligatorio dell’assicurazione svizzera (v. RAMI 2000 no. KV pag. 20 c. 4c citata in STFA 29 giugno 2000 cit.). Per quanto attiene ai problemi suscettibili di porsi nel caso di persone anziane al beneficio di un’assicurazione facoltativa estera – come in parte è il caso nella fattispecie – il TFA ha evidenziato (in STFA 29 giungo 2000 cit. loc. cit.) che la copertura straniera può essere sospesa rispettivamente trasformata temporaneamente in un’assicurazione complementare a quella obbligatoria svizzera (RAMI cit. pag. 21 c. 4 d)
In merito alla possibilità di far compenetrare un’assicurazione estera obbligatoria ed una facoltativa sempre straniera - circostanza questa sostenuta anche nel caso concreto – il TFA ha osservato come:
"
cc) La ricorrente sostiene pure che il requisito dell'affiliazione ad un'assicurazione obbligatoria all'estero dovrebbe essere considerato adempiuto tramite l'integrazione delle due menzionate assicurazioni olandesi, di cui una è obbligatoria.
Anche questa censura dev'essere disattesa. Infatti, al proposito occorre rilevare che, in occasione della recente revisione dell'art. 2 OAMal, il Consiglio federale ha ritenuto non dover integrare nel nuovo testo dell'ordinanza il cpv. 6 del progetto di revisione dell'OAMal posto in consultazione, il quale riguardava, appunto, i casi particolari costituiti da certe persone anziane o malate coperte in maniera estesa attraverso un'assicurazione privata estera o un'assicurazione statale a cui si aggiunge un'assicurazione privata (procedura di consultazione relativa a un progetto di revisione parziale dell'Ordinanza sull'assicurazione malattie, del 25 novembre 1996)." (STFA 29 giugno 2000 in re Z.)
A proposito del pagamento dei premi sempre il TFA, in una sentenza 11 ottobre 2000, in un caso relativo a cittadini statunitensi al beneficio di copertura assicurativa senza necessità di corresponsione diretta di un premio ma dipendente da servigi resi all’ente pubblico e con la constatazione dei costi assunti dalla compagnia assicurativa medesima, non ha considerato adempiute le condizioni dell’art. 2 cpv. 2 OAMal.
2.5. Nel caso concreto _ e _ sono assicurati contro le malattie grazie alla _, che costituisce una assicurazione statale la quale, alla luce del documento prodotto dagli stessi ricorrenti, non appare essere obbligatoria contrariamente all’assunto dei ricorrenti. I signori _ sono inoltre beneficiari di una copertura assicurativa che viene riconosciuta agli ex dipendenti della _ così come appare dai documenti prodotti in uno con il gravame in discussione e così come riferito a pag. 3 del ricorso. Quest’ultima assicurazione viene denominata “_ ” (doc. _ a firma di _) con le coperture desumibili dal _ (doc. _), si tratta di una assicurazione “volontaria” (ricorso pagina 3) e quindi non obbligatoria. Per questa copertura, e solo per questa, i coniugi _ pagano un premio mensile che per l’anno 2000 era di poco superiore ai 32 dollari USA mensili e beneficiano delle prestazioni che si vorrebbero addirittura superiori a quelle svizzere.
In sostanza si deve ritenere come, dagli atti, si possa considerare l’esistenza di due parallele coperture assicurative per le malattie in favore dei signori _, una statale relativa allo statuto di beneficiari della _ da parte dei ricorrenti e l’altra dipendente dalla collaborazione del dott. _ con la _
Va subito rilevato come per la copertura statale – nonostante lo specifico invito in tal senso da parte del giudice delegato alla rappresentante dei ricorrenti – non sia stata portata alcuna documentazione relativa all’obbligatorietà dell’assicurazione. Unico documento prodotto in merito è lo scritto del gennaio 1987 che rammenta come:
"
Lei nei prossimi mesi compirà i _ anni oppure sarà qualificato dalla _ quale avente diritto ai benefici dell'invalidità per almeno 24 mesi, Siccome lei ha diritto ai benefici di cassa dalla _, Lei sarà automaticamente autorizzato ali' assicurazione ospedaliera di _ senza pagare un premio mensile." (doc. _)
Questa attestazione indica come per le persone che sono al beneficio di prestazioni da parte della _ che vivono al di fuori degli USA (titolo in grassetto) e che hanno compiuto i 65 anni (il caso dei coniugi _) esiste un
diritto
a prestazioni della _
senza pagamento di premi mensili
. Il documento firmato dalla _, con recapito a _, prevede che:
"
_ non potrà pagare nessuna delle sue spese ospedaliere o mediche a meno che queste non vengono praticate negli Stati Uniti (compreso Puerto Rico, le isole Vergini, Guam, l'isola di Nor‐Mariana e Samoa americana). In alcune situazioni molto limitate i servizi medici provvisti in Canada o Messico possono anche essere coperti da _ ma solo se lei sarà residente negli Stati Uniti. Quindi, a meno che lei ritenga di ritornare negli Stati Uniti per vivere o per ricevere cure mediche sarà probabilmente non vantaggioso per lei registrarsi nell'assicurazione medica in questo momento."
(doc. _)
Il testo in questione non indica in nessuna sua parte l’esistenza di una obbligatorietà dell’assicurazione, dipendente da norma imperativa del diritto pubblico del paese interessato, per la copertura di malattie. Il documento specifica la portata della copertura statale alle sole cure prestate negli Stati Uniti rispettivamente in alcuni altri territori strettamente legati agli USA o confinanti con la stessa nazione purché l’assicurato abbia residenza negli USA.
Le prestazioni regolate dalla assicurazione statale così come specificate nel documento del gennaio 1987 della _, _ non appare costituire un obbligo assicurativo estero fondato sul diritto pubblico e non costituisce, in maniera provata, un obbligo assicurativo cui i ricorrenti non possono sottrarsi (in questo senso STFA 29 giugno 2000 in re HGT e BT).
2.6. Analogo ragionamento vale per la copertura specificata nel Programma della _ per l’assicurazione medica dei pensionati. Anche per questa copertura assicurativa di cui beneficiano i ricorrenti non è dimostrata l’obbligatorietà nonostante specifica richiesta del giudice delegato alla fiduciaria dei ricorrenti. Gli stessi ricorrenti ammettono anzi che si tratti di una copertura assicurativa volontaria. L’estratto degli statuti prodotto nella sua traduzione in lingua italiana ma non nella versione inglese indica semplicemente che _ (legge del 1974 come specificato nelle considerazioni che precedono) garantisce determinati diritti di accesso ad informazioni e dati rispettivamente conferisce diritti in materia di gestione degli averi della Cassa privata. Nulla invece è indicato in merito all’obbligatorietà della copertura assicurativa secondo norme del diritto pubblico USA.
Nel caso di specie non è quindi dimostrato che le coperture assicurative di cui beneficiano i signori _ negli USA siano obbligatorie e che i ricorrenti non possano svincolarsi dalle stesse ritenuta la loro residenza in Svizzera. L’onere di comprovare l’obbligatorietà secondo il diritto pubblico estero dell’assicurazione malattia e della mancata possibilità di non assoggettarsi alla stessa incombe alla parte che postula lo svincolo dall’obbligatorietà dell’assicurazione di base voluta dalla LAMal come permette di ritenere il testo di legge:
"
Alla domanda va accluso un attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie”
Nel caso concreto il giudice delegato ha chiesto ai signori _ di volere produrre attestazione che fornisse “tutte le informazioni necessarie”, i documenti spediti non permettono però di giungere alle conclusioni volute dai ricorrenti.
Già la prima delle condizioni legali poste dalla legge per l’ottenimento dell’esenzione non è data e, quindi, l’esenzione non può essere concessa (RAMI 2000 no. KV 102 pag. 20 consid. 4c-e e RAMI 1999 no. KV 81 pag. 337; STFA 6 luglio 2001 in re J.E.H.).
2.7. Il beneficio della _ per i beneficiari della _ viene goduto dai ricorrenti senza che per ciò vengano apparentemente corrisposti premi assicurativi. Il documento _ prodotto agli atti accerta specificatamente che le coperture assicurative offerte – in particolare quelle ospedaliere -, se beneficiate dopo il compimento del sessantacinquesimo anno d’età, non sono soggette a percezione di premio. E’ fuor di dubbio che i coniugi _, nati entrambe nel _, hanno compiuto i 65 anni ed abbiano superato tale età. Lo scritto del gennaio 1987 dello _, _, è stato notificato ai ricorrenti l’anno precedente il compimento dei 65 anni d’età e reca l’avvertenza che l’assicurazione ospedaliera non è soggetta alla percezione di premi. Già questo solo aspetto permette di ritenere non adempiuta la seconda condizione posta dalla legge. L’esistenza di un doppio onere non è infatti data se il pagamento del premio dell’assicurazione non avviene rispettivamente se avviene solo parzialmente e per un’assicurazione di tipo complementare e su base volontaria. In concreto i signori _ pagano per la copertura delle cure mediche offerta dalla _ un premio contenuto in 32,50 US dollari al mese (riferito all’anno 2000) ma non appare comprovato il pagamento di un premio per la _ che, anzi, dal doc. _ sembra essere – per una parte almeno delle coperture (obbligatorie per il diritto svizzero) - concessa a titolo gratuito. L’esistenza di un doppio onere non può quindi essere ammessa in questa sede.
2.8. Anche la terza condizione legale posta dal diritto federale non appare avverata nella fattispecie. In effetti occorre che le prestazioni fornite dall’assicurazione straniera siano equivalenti a quelle imposte dal diritto svizzero.
Come rammenta la dottrina (Eugster: Krankenversicherung, in Schweizerisces Bundesverwaltungsrecht, Helbing &Lichtenhahn, Basilea, pag. 9 ad 16 nota 35):
"
Gleichwertig ist eine ausländische Versicherung, wenn sie die Kosten ambulanter, teilstationär und stationär Behandlung sowie des Aufenthaltes auf allgemeinen Abteilung eines öffentlichen Spitals in der Schweiz oder in einer schweizerischen teilstationären Einrichtung im wesentlichen voll deckt”
Nel caso concreto, senza che occorra approfondirne particolarmente l’esame, va rilevato come la copertura statale pubblica di cui beneficiano i signori _ non sia stata praticamente illustrata e comprovata nella sua estensione. Il documento prodotto in merito (_ più volte citato) evidenzia come le prestazioni offerte dalla copertura assicurativa possono essere garantite unicamente all’interno del territorio nazionale USA con qualche eccezione come più sopra specificato. Già questo aspetto non permette di ritenere equivalenti le prestazioni della _ con quelle imposte dalla normativa elvetica, con esplicito richiamo – ad esempio – all’art. 36 OAMal. Non si giustifica invece un esame comparato delle prestazioni offerte dalla copertura per i collaboratori pensionati di _, che avvengano su base volontaria, anche per l’incompletezza (nonostante la richiesta specifica del giudice delegato) delle informazioni relative alle prestazioni offerte da tale assicurazione. Come detto comunque detto esame non è necessario alla luce dell’esito dell’impugnativa.
2.9. Va ancora evidenziato come i coniugi _ non possano trarre beneficio, e quindi ottenere l’esonero dall’obbligo assicurativo imposto dalla LAMal, per l’esistenza cumulativa di due coperture, una statale e l’altra su base volontaria offerta dall’ex datrice di lavoro del dott. _, come rilevato in precedenza il TF ha ritenuto, nel caso EZ citato per esteso (STFA 29 giugno 2000 pag. 6 cons. 4cc), che il cumulo di una copertura statale obbligatoria (ciò che non è neppure dato in concreto) ed una complementare privata – implicitamente per giungere a soddisfare le esigenze della LAMal – non appare ammissibile per concedere il richiesto esonero, ciò in considerazione del fatto che l’obbligo assicurativo sarebbe comunque facilmente eludibile e verrebbe così violato il principio della solidarietà voluto dal legislatore federale.
Concludendo, ritenuto che le condizioni poste dall’art 2 cpv. 2 OAMal sono cumulative ed in concreto non sono realizzate, l’esonero non può essere concesso. Il riferimento dei ricorrenti ad una pratica avvenuta nel Cantone di _ e riferito ad altre persone ex dipendenti della _ non permette di giungere ad altra conclusione. Da un lato la situazione personale non è specificata e nota, d’altro canto perché nessuna autorità (che i ricorrenti potevano ritenere competente in materia) ha fornito ai signori _ – in virtù delle regole della buona fede – alcuna informazione (errata) riferita alla loro specifica situazione. Come rettamente osserva l’Ufficio Assicurazione Malattia la prassi ticinese vuole rigoroso esame dei presupposti di legge per l’ammissione dell’esonero e quindi l’uscita dalla cerchia delle persone solidalmente tenute all’assicurazione obbligatoria di base voluta dalla LAMal. I ricorrenti non adempiono alle esigenze di legge ed allora il ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e spese e senza riconoscimento di ripetibili.
2.10. Infine, nei propri allegati i ricorrenti chiedono di essere sentiti.
Il TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d’essere sentito del ricorrente, sancito dalla Costituzione e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa G.H. contro CCC e TCA, H 74/99 Ws, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47, no. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechts- pflege, IIa ed., pag. 274; Kummer, Grundriss des Zivilprozes- srechts, 4a ed., pag. 135; Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 63; cfr. pure DTF 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e rinvii). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito (DTF 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e rinvii).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all’audizione richiesta e all'assunzione di ulteriori prove.