Decision ID: b04ffa3c-8d43-4f53-91ce-c6ca85946800
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_002
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. Mediante contratto di missione concluso con la B._ AG con sede a
L.1._ SG e succursale a L.2._ GR, A._, nato nel 1979,
celibe, cittadino italiano, era impiegato presso la C._ AG di L.3._
dal 4 maggio 2020 in poi (act. C.2).
2. La B._ AG trasmise all'Istituto nazionale svizzero di assicurazione
contro gli infortuni (INSAI, sigla tedesca più diffusa SUVA) una notifica
d'infortunio LAINF in data 8 maggio 2020 (act. C.1). Secondo questo
documento, il 6 maggio 2020 A._ sarebbe scivolato scendendo le
scale di un'impalcatura, cadendo sulla spalla. Gli sarebbe stata attestata
un'incapacità lavorativa totale a far tempo dal 6 maggio 2020 fino almeno
all'8 maggio 2020 (cfr. l'act. C.3). Ad A._ fu diagnosticata una lesione
del tendine sovraspinato della spalla destra con borsite (cfr. l'act. C.4).
L'INSAI gli corrispose delle indennità giornaliere dal 9 maggio 2020 (act.
C.7) e assunse le spese di cura. Le cure mediche furono seguite
prevalentemente in Italia.
3. Con decisione del 3 agosto 2020 (act. C.47), confermata il 6 novembre
2020 (act. C.58) su opposizione presentata per il tramite del Patronato
INAS (Istituto Nazionale Assistenza Sociale), l'INSAI chiuse il caso,
sospendendo il versamento di indennità giornaliere con effetto dal 31 luglio
2020. Secondo la valutazione del medico di circondario del 15 luglio 2020,
confermata con nuova valutazione del 30 settembre 2020 del Dr. med.
D._ (act. C.57), medico specialista in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore, i disturbi lamentati alla spalla
destra da A._ non potrebbero essere ricondotti all'infortunio del
6 maggio 2020 secondo il criterio della probabilità preponderante vigente
nel diritto delle assicurazioni sociali, bensì sarebbero dovuti a malattia. La
decisione su opposizione del 6 novembre 2020 crebbe in giudicato senza
essere stata impugnata.
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4. A._ presentò una richiesta di prestazioni AI il 17 novembre 2020,
l'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni ritenendo in stessa data che dagli
accertamenti effettuati risulterebbe che al momento, a causa dello stato di
salute di A._, l'attuazione di provvedimenti integrativi non sarebbe
possibile (act. C.61). Seguirono poi ancora vari esami e accertamenti
medici, innanzitutto su iniziativa di A._ stesso.
5. Tramite il suo nuovo patrocinatore, l'avv. Mattia Bartolo, con domanda del
9 settembre 2021 (act. C.65) A._ chiese di avere accesso agli atti in
formato elettronico. Con scritto del 19 ottobre 2021 (act. C.67) chiese la
riapertura dell'infortunio con riconoscimento di tutte le prestazioni LAINF,
segnatamente le indennità giornaliere dal 6 maggio 2020 alla completa
ripresa della capacità lavorativa, stante come la stessa sarebbe stata
indubbiamente pregiudicata dai postumi derivanti dall'infortunio sul lavoro.
Fece valere che mai prima dell'infortunio avrebbe sofferto di problemi alla
spalla e che i disturbi da lui lamentati sarebbero da ricondurre
esclusivamente all'infortunio. Non si comprenderebbe come si possa
negare la presenza di danni infortunistici e l'esistenza di un nesso causale
con l'evento del 6 maggio 2020, dal momento che egli non avrebbe ancora
ripreso a lavorare. Egli si sarebbe infine sottoposto a un intervento di
borsectomia e acromion-plastica artroscopica alla spalla destra e
risulterebbe tutt'ora inabile al lavoro.
6. Con scritto del 25 ottobre 2021 (act. C.68) l'INSAI rifiutò di tornare sulla
sua decisione del 6 novembre 2020, in quanto detta decisione sarebbe
cresciuta in giudicato e A._ non avrebbe addotto fatti nuovi. Il
23 novembre 2021 A._ fece chiedere il rilascio di una decisione
formale (act. C.69). Con nuovo scritto del 1° dicembre 2021 (act. C.71)
l'INSAI non entrò nel merito della domanda di A._, rinviando alla
giurisprudenza e mantenendo la decisione del 6 novembre 2020 cresciuta
in giudicato, considerandola tutt'ora valida.
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7. In data 24 marzo 2022 (act. C.72), con aggiunta del 19 aprile 2022 (act.
C.74), A._ chiese nuovamente di chiarire in una decisione formale le
motivazioni secondo le quali l'INSAI non riconoscerebbe il caso di
infortunio. Dall'8 novembre 2021 egli avrebbe ormai recuperato la capacità
lavorativa, il che andrebbe considerato un fatto nuovo, del quale non
sarebbe stato tenuto conto nella decisione formale del 6 novembre 2020
e che dimostrerebbe la bontà della richiesta che vengano riconosciute
prestazioni LAINF fino alla completa ripresa della capacità lavorativa. Non
solo l'INSAI non avrebbe motivato la propria decisione di non riaprire il
caso di infortunio, ma non sarebbe nemmeno stato possibile ottenere
alcuna risposta in italiana, nonostante egli sia cittadino italiano con poca
familiarità con il tedesco.
8. Intervenne poi un nuovo apprezzamento medico da parte del Dr. med.
D._ in data 23 giugno 2022 (act. C.77), con la quale detto medico
confermò la risposta del suo precedente apprezzamento. Considerò che
le diagnosi menzionate dal patrocinatore di A._ confermerebbero
pure pienamente la sua valutazione e che la borsectomia e l'acromion-
plastica della spalla destra sarebbero considerate esclusivamente una
patologia di origine morbosa e non infortunistica.
9. Con decisione formale del 6 luglio 2022 (act. C.78) l'INSAI trattò l'istanza
di A._, ritenendola di duplice natura: d'un canto conterrebbe una
domanda di riconsiderazione e dall'altro un'istanza di revisione. Mentre
non entrò nel merito della prima, precisando che la decisione a tal
proposito non potrebbe essere impugnata mediante rimedio giuridico
ordinario, respinse la seconda, in quanto dall'esame della
documentazione medica inviata all'INSAI da A._ non emergerebbero
fatti nuovi atti a modificare la precedente decisione su opposizione del
6 novembre 2020. Pure il fatto che egli abbia recuperato la piena capacità
lavorativa sarebbe ininfluente ai fini della procedura.
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10. Intanto l'Ufficio AI comunicò ad A._ con progetto di decisione del
30 agosto 2022 di prevedere di respingere la richiesta di prestazioni (act.
C.79).
11. A._ fece sollevare opposizione contro la decisione formale dell'INSAI
del 6 luglio 2022 con memoria scritta del 5 settembre 2022 (act. C.80).
Chiese in sostanza quanto già postulato in precedenza, approfondendo la
sua argomentazione.
In merito alla domanda di riconsiderazione ritenne che secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale egli non potrebbe impugnare la
mancata riconsiderazione. Egli si rimetterebbe pertanto al prudente
apprezzamento dell'assicurazione.
Quanto alla domanda di revisione considerò che i certificati medici prodotti
dopo la crescita in giudicato della decisione su opposizione dell'INSAI non
potrebbero non essere considerati nuovi mezzi di prova, posto che già
prima della crescita in giudicato A._ avrebbe tempestivamente
prodotto mezzi di prova propri, i quali avrebbero smentito palesemente la
valutazione dei medici di circondario e le conclusioni riportate nella
decisione su opposizione del 6 novembre 2020, l'INSAI però non li
avrebbe presi in considerazione. Inoltre, in presenza di rapporti medici
contraddittori – soprattutto considerato che a mente della Dr.ssa med.
E._, medica specialista in ortopedia e traumatologia, A._
avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico di acromion-plastica
– la vertenza non avrebbe potuto essere evasa senza valutare l'intero
materiale, compresi i certificati medici prodotti da A._, e indicare i
motivi per cui la valutazione si fondava su un rapporto piuttosto che su un
altro. I certificati medici prodotti con gli scritti del 19 ottobre 2021 e
23 novembre 2021 dovrebbero necessariamente essere considerati nuovi
mezzi di prova atti a giustificare la revisione della decisione dell'INSAI.
Sarebbero difatti dei nuovi mezzi di prova atti a provare che A._ non
sarebbe stato ancora clinicamente guarito dall'infortunio e che non
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avrebbe ancora riacquistato la piena capacità lavorativa. Si tratterebbe
inoltre di mezzi di prova rilevanti e concludenti, ritenuto che A._
avrebbe avuto diritto a percepire un'indennità giornaliera fino al ripristino
della piena capacità lavorativa.
12. Con decisione su opposizione del 12 settembre 2022 (act. C.84) l'INSAI
respinse l'opposizione di A._, confermando la decisione contestata
del 6 luglio 2022.
13. A._ ha fatto presentare ricorso al Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni contro detta decisione in data 13 ottobre 2022 (act.
A.1). Chiede che la decisione su opposizione del 6 novembre 2020 venga
annullata e l'incarto retrocesso all'INSAI per una nuova decisione, il tutto
sotto protesta di tasse, spese e ripetibili. Riprende per grandi linee quanto
già esposto e fatto valere nell'opposizione. Sostiene in particolare di
essere stato perfettamente in salute prima dell'evento infortunistico e
senza alcuna patologia pregressa quantomeno fino al momento
dell'infortunio e che non si potrebbe di certo dire che il suo stato di salute
al momento della soppressione delle prestazioni versate in suo favore
fosse simile a quello prima dell'infortunio. Non si potrebbe dire nemmeno
che al momento della soppressione dell'erogazione delle prestazioni le
sue condizioni di salute avessero raggiunto lo stato che sarebbe prima o
poi subentrato anche senza l'infortunio.
In merito alla domanda di riconsiderazione, contrariamente a quanto
considerato nell'opposizione afferma ormai che apparrebbe quantomeno
curioso sottoporre il caso solo al Dr. med. D._, medico di circondario
che era già intervenuto nella precedente procedura e che non avrebbe
evidentemente nessun interesse a smentire le proprie precedenti
valutazioni. Le conclusioni di detto medico non sarebbero condivise dai
medici curanti del ricorrente, in quanto fra le principali cause della borsite
che determinano la necessità di una borsectomia e acromion-plastica della
spalla vi sarebbero proprio le contusioni in corrispondenza di un trauma
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da caduta. Comunque il ricorrente dichiara di rimettersi al prudente
apprezzamento della Corte.
Quanto alla domanda di revisione ripete che i certificati medici emessi a
seguito della crescita in giudicato della decisione su opposizione
dell'INSAI e in particolare con gli scritti del 19 ottobre 2021 e 23 novembre
2021 non avrebbero potuto essere prodotti in precedenza e
rappresenterebbero quindi dei fatti nuovi ai sensi della giurisprudenza.
Costituirebbe inoltre un fatto nuovo pure la circostanza che il ricorrente
non sarebbe guarito a seguito della crescita in giudicato della decisione
dell'INSAI [recte: inteso verosimilmente fino all'8 novembre 2021].
14. Con risposta al ricorso del 28 ottobre 2022 (act. A.2) l'INSAI ha proposto
la reiezione del ricorso con protesta di tasse, spese e ripetibili. Rinvia
principalmente alla decisione impugnata.
Inoltre considera in motivazione che il ricorrente avrebbe chiesto la
riapertura dell'infortunio il 19 ottobre 2021 dopo essere stato sottoposto a
un intervento chirurgico il 15 luglio 2021. Alla luce dell'insieme della
documentazione agli atti l'INSAI non potrebbe che ribadire che non
sarebbero stati scoperti dei nuovi fatti rilevanti né prodotti dei nuovi mezzi
di prova che non avrebbero potuto essere prodotti in precedenza. Il
ricorrente, peraltro patrocinato da un sindacato, al momento in cui ha
ricevuto la decisione su opposizione del 6 novembre 2020 avrebbe potuto
e dovuto ricorrere se non fosse stato convinto delle conclusioni del medico
di circondario come da lui illustrato con il presente ricorso. Tali obiezioni
sarebbero oggi chiaramente tardive, visto che il ricorrente potrebbe fare
capo unicamente ai rimedi straordinari di diritto. Una valutazione
divergente della stessa situazione, come fatta valere con il ricorso, non
sarebbe un motivo di revisione procedurale. Nemmeno gli altri argomenti
fatti valere e in particolare il richiamo al principio post hoc ergo propter hoc
sarebbero pertinenti ai fini della presente procedura. Infine il fatto che il
ricorrente, al momento in cui l'INSAI ha sospeso le prestazioni, sarebbe
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ancora stato inabile al lavoro non avrebbe alcuna irrilevanza [recte: inteso
verosimilmente rilevanza] ai fini della presente procedura, in quanto
l'assicurazione contro gli infortuni che ritiene estinta la causalità non
dovrebbe comprovare l'avvenuta guarigione.
15. Con replica dell'11 novembre 2022 (act. A.3) A._ precisa che il
sindacato che lo avrebbe rappresentato in sede di opposizione dinanzi
all'INSAI si sarebbe tirato indietro a ridosso della scadenza del termine
ricorsuale contro la decisione su opposizione del 6 novembre 2020,
cosicché non gli sarebbe stato possibile munirsi di un legale per tempo e
produrre la documentazione atta a mettere in dubbio la correttezza delle
conclusioni del medico di circondario. Difficilmente sarebbe riuscito a
difendersi da solo, considerato che a quel tempo avrebbe ancora sofferto
delle conseguenze dell'infortunio. Per quanto attiene all'inabilità al lavoro,
il ricorrente sostiene che tale circostanza sia tutt'altro che irrilevante,
trattandosi di un criterio che andrebbe considerato ai fini della valutazione
di un'eventuale ricaduta. Per il resto il ricorrente enfatizza nuovamente i
motivi già esposti in precedenza, precisando il petito nel senso che chiede
l'annullamento della decisione su opposizione del 6 novembre 2020 con
conseguente riconoscimento delle prestazioni assicurative fino a quando
le conseguenze dell'infortunio avrebbero giocato un ruolo causale, ovvero
fino al riacquisto della capacità lavorativa.
16. Con duplica del 22 novembre 2022 (act. A.4) l'INSAI conferma le proprie
conclusioni. Ricorda che avrebbe sospeso le prestazioni perché la
causalità sarebbe stata estinta e non perché avrebbe ritenuto che il
ricorrente fosse guarito. Il ricorrente non avrebbe potuto produrre il
rapporto operatorio dell'artroscopia, ma lo stesso, come specificato dal
medico assicurativo, non avrebbe messo in luce nulla di nuovo. Quando
la causalità sarebbe estinta, non vi sarebbe alcun spazio per una ricaduta,
fermo restando che si parlerebbe di ricaduta ai sensi della legislazione
quando le affezioni originarie si manifesterebbero di nuovo. Ciò non
sarebbe il caso in concreto, visto che il ricorrente al momento della
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sospensione delle prestazioni non sarebbe guarito. Tutti gli argomenti
sollevati dal ricorrente a partire dalla richiesta di riapertura dell'infortunio
avrebbero potuto e dovuto essere avanzati con un ricorso ordinario
avverso la decisione su opposizione del 6 novembre 2020, ma non gli
sarebbero di alcun soccorso per la presente procedura.
Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerando in diritto:
1. Oggetto della presente procedura è la decisione su opposizione dell'INSAI
del 12 settembre 2022. Ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 della Legge federale
sull'assicurazione contro gli infortuni del 20 maro 1981 (LAINF; RS 832.20)
in unione con l'art. 56 cpv. 1 e con l'art. 58 cpv. 1 della Legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000
(LPGA; RS 830.1) contro le decisioni su opposizione delle assicurazioni
contro gli infortuni la persona assicurata può interporre ricorso al tribunale
delle assicurazioni del cantone in cui è domiciliata nel momento in cui
interpone ricorso. Se la persona assicurata è domiciliata all'estero è
competente il tribunale delle assicurazioni del cantone dell'ultimo domicilio
o in cui il suo ultimo datore di lavoro aveva domicilio (art. 58 cpv. 2 LPGA).
Nell'occorrenza il ricorrente risultava domiciliato in Italia e ha lavorato
presso una ditta con sede a L.3._ nel Cantone dei Grigioni. Il rapporto
di lavoro è venuto in essere tramite un contratto di missione con una
società che ha la propria sede principale a L.1._ nel Canton San
Gallo. Verosimilmente per questo motivo l'INSAI nel rimedio giuridico della
decisione qui impugnata ha ritenuto competente il Tribunale
amministrativo di San Gallo. La ditta in domanda ha però pure una
succursale a L.2._. Considerando che il lavoro è stato svolto a
L.3._ nel Cantone dei Grigioni e che la succursale della ditta che ha
fatto da tramite si trova anch'essa nel Cantone dei Grigioni, si giustifica
considerare data la competenza territoriale (cfr. DTF 144 V 313) – come
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d'altronde pure quella per materia – del Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni quale tribunale delle assicurazioni ai sensi dell'art. 57
LPGA in unione con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia
amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100). Questa Corte è
dunque competente per trattare la pratica in giudizio.
In quanto destinatario formale e materiale della decisione su opposizione,
il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa
ed è quindi legittimato a presentare ricorso (art. 59 LPGA). Sul ricorso
tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò – di principio –
essere entrato nel merito (artt. 60 e 61 lett. b LPGA).
2. La domanda che qui si pone è quella a sapere se l'INSAI ha respinto a
giusto titolo l'opposizione, confermando la sua decisione di non entrare nel
merito della domanda di riesame e di respingere la domanda di revisione.
È intanto incontestato che la decisione su opposizione del 6 novembre
2020 è formalmente passata in giudicato.
3. Giusta l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se
la persona assicurata o l'assicurazione scoprono successivamente nuovi
fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in
precedenza. Ai sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA, poi, l'assicurazione può
tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la
loro rettifica ha una notevole importanza. Secondo l'art. 53 cpv. 3 LPGA,
infine, l'assicurazione può riconsiderare una decisione o una decisione su
opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio delle sue
osservazioni all'autorità di ricorso. Presupposto per tutte e tre le
costellazioni è che la decisione da modificare sia stata errata dall'inizio, il
che può toccare circostanze di fatto come la situazione giuridica sulle quali
ci si basò.
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3.1. Benché non menzionato nella decisione impugnata né tematizzato nel
ricorso, giova costatare innanzitutto che è chiaro che i presupposti di cui
al cpv. 3 non sono dati, non essendo pendente una procedura di ricorso
contro la decisione su opposizione del 6 novembre 2020. Essa è, anzi,
formalmente passata in giudicato senza che il ricorrente l'abbia impugnata.
Nella misura in cui il ricorrente sostiene di non essere stato in grado di
impugnarla perché il sindacato che l'aveva rappresentato in sede di
opposizione si sarebbe tirato indietro e perché lui sarebbe stato inabilitato
a ricorrere da solo causa il suo stato di salute, gli va risposto che in tal
caso avrebbe dovuto perlomeno inoltrare una domanda di restituzione dei
termini di cui all'art. 41 LPGA e osservare il termine di 30 giorni dalla
cessazione dell'impedimento, cosa che però non ha fatto e del resto
nemmeno sostiene aver fatto. Fatto sta dunque che contro la decisione su
opposizione del 6 novembre 2020 non vi sono più mezzi di impugnazione
ordinari, bensì soltanto quelli straordinari della revisione e del riesame.
3.2. Nell'occorrenza pure le condizioni per un riesame giusta l'art. 53 cpv. 2
LPGA, per il quale non è previsto alcun termine (DTF 140 V 514) e con la
quale al contrario della revisione si può correggere anche errori
nell'applicazione del diritto (DTF 146 V 364 consid. 4.2), non sono riunite.
La notevole importanza dell'auspicata rettifica è senz'altro data, trattandosi
perlomeno nel caso delle indennità giornaliere di prestazioni periodiche
(cfr. ad esempio DTF 119 V 475 consid. 1c). Tuttavia, gli altri presupposti
non sono manifestamente adempiuti.
3.2.1. Innanzitutto si precisa che la procedura di riconsiderazione è suddivisa in
due fasi distinte: nella prima va esaminato se sono dati i presupposti per
un riesame, mentre nella seconda va presa una nuova decisione che
sostituisce quella riesaminata e ciò fondandosi sulle nuove basi decisionali
(vedi fra tanti UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 4a ed.,
Zurigo/Basilea/Ginevra 2020, n. 82 seg. ad art. 53 LPGA con rinvii alla
giurisprudenza; cfr. anche la sentenza del Tribunale federale
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8C_321/2012 del 14 agosto 2012 consid. 3.2 che rinvia proprio a questo
autore). Nell'occorrenza nella decisione qui impugnata la resistente ha
ritenuto non dati i presupposti per una riconsiderazione (prima fase) e non
è perciò entrata nel merito della rispettiva domanda.
3.2.2. Va poi ricordato che, diversamente dalla revisione di cui al cpv. 1, secondo
il testo chiaro del cpv. 2 l'assicurazione può – ma non deve – riconsiderare
una decisione passata in giudicato. La giurisprudenza ne conclude che in
assenza di motivi di revisione non vi sia un diritto giustiziabile al riesame
e che il tribunale adito non possa entrare nel merito di un ricorso contro
una decisione di non entrata nel merito in una domanda di
riconsiderazione oppure semmai contro una decisione su opposizione che
conferma tale non entrata nel merito (vedi in tal senso DTF 133 V 50
consid. 4.1, confermata con sentenza del Tribunale federale 9C_70/2021
del 12 aprile 2021 consid. 4). A tal proposito la dottrina spiega in modo più
nitido come la decisione su una domanda di riesame costituisce un oggetto
di contestazione in linea di principio soggetto a controllo giurisdizionale.
Effettivamente, come considera giustamente UELI KIESER, è palese che
quando l'assicurazione effettua un riesame e prende una nuova decisione
di merito, con la quale la parte non è d'accordo, la parte deve poter
impugnare la decisione di riconsiderazione (in questo senso ha deciso
anche il Tribunale federale nella sentenza 8C_111/2019 del 14 giugno
2019, vedi consid. 5.1). Soltanto nella misura in cui l'assicurazione non ha
dato seguito a una richiesta di riesame – cioè quando non entra nel merito
della domanda –, il che è appunto ammissibile, data la discrezionalità di
cui dispone, la giurisprudenza ritiene a ragione esclusa l'entrata nel merito
di un ricorso avverso la decisione dell'assicurazione, che sia anche presa
su opposizione. In altre parole, nella misura in cui poteva essere sollevata
opposizione (vedi sempre DTF 133 V 50), la decisione su opposizione che
conferma la non entrata nel merito della domanda di riconsiderazione non
può essere impugnata presso il tribunale delle assicurazioni (cfr. fra tante
pure DTF 146 V 364 consid. 5.1). Ne segue che nel caso qui in giudizio il
ricorso si rivela inammissibile in questo punto.
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3.2.3. Ciò vale perfino se si vuole interpretare come una "concessione" al
ricorrente il fatto che l'INSAI abbia trasmesso i nuovi referti medici inoltrati
dal ricorrente al medico di circondario per un nuovo apprezzamento.
L'INSAI non era tenuto a farlo e tantomeno può essere criticato che si sia
rivolto allo stesso medico per la nuova valutazione, come invece critica il
ricorrente. Che il medico dell'assicurazione sia (stato) prevenuto, nel
senso che nel caso concreto non sarebbe stato in grado di fornire una
nuova valutazione medica in base a referti medici a lui sconosciuti in
precedenza, non è minimamente documentato. Il ricorrente si limita a
insinuazioni in tal senso, senza però motivarle né proporre elementi che
giustificherebbero di seguire questo ragionamento. La decisione qui
impugnata si rivela dunque del tutto corretta.
3.3. Resta quindi da esaminare soltanto ancora l'ultima possibilità che è quella
della revisione di cui all'art. 53 cpv. 1 LPGA. Con essa, a determinate
condizioni, si possono correggere un accertamento errato dei fatti (errore
iniziale nel fatto; DTF 146 V 364 consid. 4.2).
3.3.1. Benché la norma non menzioni espressamente un termine, la disposizione
seguente, cioè l'art. 55 LPGA, dispone che le procedure che negli artt. 27-
54 LPGA non sono fissate in modo esaustivo sono disciplinate
conformemente alla Legge federale sulla procedura amministrativa del
20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021). Così la giurisprudenza ha ammesso
che per una domanda di revisione basata su nuovi fatti rilevanti o nuovi
mezzi di prova debba essere rispettato il termine legale di 90 giorni dalla
scoperta del motivo di revisione ai sensi all'art. 67 cpv. 1 PA (vedi DTF 143
V 105 consid. 2.1 e la sentenza del Tribunale federale 8C_434/2011
dell'8 dicembre 2011 consid. 3 e 4).
3.3.2. Nel caso che qui ci occupa ci si potrebbe chiedere se il ricorrente abbia
rispettato il termine, poiché i fatti nuovi che avanza sono da ricondurre
essenzialmente a esami medici svolti in parte dopo ma in gran parte
addirittura prima della decisione su opposizione del 6 novembre 2020,
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mentre la domanda di revisione l'ha trasmessa all'INSAI il 19 ottobre 2021
(primo scritto con cui è stata chiesta la riapertura del caso d'infortunio).
Pur tenendo conto della sospensione dei termini ai sensi dell'art. 38 cpv. 4
LPGA rispettivamente dell'art. 22a cpv. 1 PA con testo praticamente
identico, il termine potrebbe dunque già essere scaduto da tempo. La
domanda non necessita una risposta definitiva, posto che il ricorso va
respinto già per altri motivi.
3.3.3. Oltre al formale passaggio in giudicato e al termine di cui già si è detto,
ulteriore presupposto per una revisione è il motivo di revisione, cioè sia la
scoperta successiva di nuovi fatti rilevanti, sia nuovi mezzi di prova che
non potevano essere prodotti in precedenza (altri motivi, innanzitutto quelli
ai sensi dell'art. 66 cpv. 1 PA e dell'art. 66 cpv. 2 lett. c e d PA, non entrano
in domanda nella fattispecie e giustamente non sono stati fatti valere). A
tal proposito si precisa innanzitutto che il termine "fatti rilevanti" non
corrisponde a quello nella versione tedesca o francese. In occasione
dell'introduzione della LPGA, nella versione tedesca si è difatti passati dal
termine "entscheidende neue Tatsachen" del diritto previgente al termine
"erhebliche neue Tatsachen" di cui all'art. 53 cpv. 1 LPGA, adeguandosi
all'art. 66 cpv. 2 lett. a PA e ai vari codici di procedura amministrativa
cantonali. La versione francese "faits nouveaux importants" (in
precedenza: "faits [...] nouveaux et décisifs") ha subito la stessa
transizione della versione tedesca, mentre in italiano tale transizione
terminologica pare essere stata dimenticata. È comunque lecito
presumere che con la modifica delle due versioni il legislatore abbia voluto
mettere in evidenza che debba trattarsi di elementi di notevole importanza,
cioè che deve trattarsi di fatti idonei a modificare la base fattuale della
decisione in modo tale che nell'ambito del nuovo esame risulti una
decisione diversa. Secondo la dottrina difatti il termine "erheblich" va
interpretato allo stesso modo come quello di cui all'art. 17 cpv. 2 LPGA
che in italiano invece è stato tradotto con "notevole" e in francese con
"notablement" (UELI KIESER, op. cit., n. 25 ad art. 53 LPGA; vedi anche i
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commenti a quella disposizione), ma anche come quello di cui all'art. 61
lett. i LPGA.
Le nuove prove devono servire a dimostrare i nuovi fatti notevoli che
giustificano la revisione oppure a dimostrare fatti che erano noti nel
procedimento precedente ma che sono rimasti non provati a scapito della
persona richiedente la revisione (cfr. DTF 134 III 669 consid. 2.1; DTF 127
V 353 consid. 5b; sentenza del Tribunale federale 8C_434/2011
dell'8 dicembre 2011 consid. 7.1). Una prova è considerata importante
qualora si debba presumere che avrebbe indotto l'assicurazione (o il
tribunale) a decidere diversamente se fosse stata conosciuta nel
procedimento principale. Decisivo è che il mezzo di prova non serva
soltanto all'apprezzamento dei fatti ma a stabilirli. Pertanto, non è
sufficiente che un nuovo referto medico fornisca una diversa valutazione
dei fatti; devono esserci degli elementi di fatto nuovi da cui si evince che
la base della decisione presa era oggettivamente errata. Per giustificare la
revisione di una decisione formalmente passata in giudicato non basta che
a posteriori il medico o l'esperta traggano, dai fatti noti al momento della
decisione principale, conclusioni diverse da quelle dell'assicurazione. Non
vi è motivo di revisione nemmeno per il solo fatto che l'assicurazione pare
aver interpretato in modo errato fatti già noti nella procedura principale.
L'errata valutazione deve essere la conseguenza dell'ignoranza o
dell'assenza di prove di fatti essenziali per il giudizio (DTF 127 V 353
consid. 5b con rinvii). Affinché una nuova prova possa costituire un motivo
di revisione, essa deve dimostrare chiaramente l'errore o la lacuna nel
materiale probatoria precedente. Solo in questo modo si può evitare "che
vengano prodotte sempre nuove prove per ottenere una revisione", come
ha affermato il legislatore durante le deliberazioni sull'art. 53 cpv. 1 LPGA
(cfr. sentenza 8C_683/2015 del 29 ottobre 2015 consid. 4 con rinvii).
Se il motivo di revisione riguarda una condizione di diritto alla prestazione
assicurativa, la cui valutazione si basa in modo decisivo su stime o sulla
valutazione di elementi probatori, cioè su elementi che hanno
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necessariamente caratteristiche di discrezionalità, un fatto addotto per la
prima volta di regola non è importante (o "rilevante", per usare la
terminologia legale attuale) in quanto tale nel senso descritto sopra. Di
conseguenza un motivo di revisione procedurale può entrare in
considerazione soltanto se già nella procedura originaria il medico
esaminatore e l'autorità decisionale avrebbero imperativamente dovuto
esercitare il loro potere discrezionale in modo diverso a causa di un nuovo
referto prodotto e conseguentemente giungere a un risultato diverso.
Questo requisito previsto dal diritto di revisione procedurale viene meno
se la novità si esaurisce essenzialmente in considerazioni diagnostiche
(differenziali), ossia se deve essere collocato a livello di valutazione
medica. Nuove perizie mediche che non dimostrano un errore di diagnosi
grave e ingiustificabile nel procedimento che ha portato alla decisione
precedente non soddisfano il criterio dell'importanza (o appunto della
"rilevanza"). Sulla base dei sintomi, spesso le "malattie" non possono
essere chiaramente distinte [n.d.r.: il Tribunale federale parla proprio di
"Krankheiten", sono però intese piuttosto le implicazioni e conseguenze di
un infortunio rispetto a quelle di una o più malattie]. Non avrebbe senso se
ogni diagnosi corretta successivamente potesse giustificare una revisione,
tanto più che i reperti patologici accertati non sono fondamentali per
stabilire il grado di (in)capacità lavorativa e quindi neanche per la
determinazione del grado di invalidità (vedi per il tutto DTF 144 V 245
consid. 5.3 seg. con vari rinvii).
3.3.4. Nella fattispecie qui in giudizio il ricorrente non ha reso evidente la
necessità di una revisione. Egli biasima che l'INSAI non avrebbe
debitamente tenuto conto di vari rapporti medici da lui inoltrati già nella
prima procedura. Fa valere tra l'altro che fra le principali cause della
borsite che determinano la necessità di una borsectomia e acromion-
plastica della spalla vi sarebbero proprio le contusioni in corrispondenza
di un trauma da caduta come da lui sofferto il 6 maggio 2020. Dicendo ciò
non ha ancora dimostrato nulla di pertinente ai fini della procedura di
revisione da lui auspicata. Solo perché le cause di un'affezione possono
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essere molteplici e diverse da quelle ritenute dal medico di circondario o
meglio dall'assicurazione, ciò non permette per nulla di riaprire un caso
chiuso con decisione già formalmente cresciuta in giudicato. Pure il fatto
asserito che egli avrebbe tempestivamente prodotto mezzi di prova propri,
i quali avrebbero smentito la valutazione dei medici di circondario e le
conclusioni riportate nella decisione su opposizione del 6 novembre 2020,
ma che non sarebbero stati presi in considerazione da parte
dell'assicurazione, non costituisce un motivo sufficiente di revisione. Il
ricorrente non ha difatti spiegato adeguatamente perché dinanzi alle
nuove prove da lui prodotte la decisione originaria si rivelerebbe
manifestamente errata e le conclusioni mediche insostenibili. Anzi, l'INSAI
– benché non tenuto a farlo – ha interpellato nuovamente il medico di
circondario che ha esaminato i vari nuovi referti medici a cui si appella il
ricorrente e ha considerato che non vi sarebbe motivo per scostarsi dal
suo apprezzamento precedente. Ne è prova che i presupposti della
revisione non sono chiaramente rispettati in questo punto. Ma anche la
circostanza che i medici curanti difendano un punto di vista medico diverso
da quello dei medici dell'assicurazione non costituisce un motivo che
giustificherebbe la revisione. Secondo la giurisprudenza applicabile alla
procedura di merito in materia di assicurazioni sociali (vedi fra tante la
sentenza di questo Tribunale amministrativo S 21 36 del 31 maggio 2022
consid. 5.5) difatti il tribunale può e deve tenere conto del fatto che, per
esperienza, nel dubbio i medici curanti tendono talvolta a testimoniare a
favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia istauratasi
contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 consid.
3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della persona
(specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione peritale
commissionato d'ufficio dall'altro (cfr. DTF 124 I 170 consid. 4) non basta,
per sé stessa, per mettere in discussione una perizia amministrativa o
giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i medici curanti
giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Il ricorrente non ha
dimostrato che si sia in presenza di un caso eccezionale in cui si impone
una valutazione diversa dall'apprezzamento dell'assicurazione perché i
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rapporti dei medici curanti menzionerebbero degli aspetti importanti che
non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono
rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia. Anche qui l'INSAI
ha spiegato in modo plausibile che avrebbe considerato i rapporti dei
medici curanti e avrebbe ciononostante concluso alla mancanza del nesso
di causalità che però è indispensabile per corrispondere ulteriori
prestazioni. In ogni modo, basandosi sui vari documenti allestiti dai medici
curanti, allegati alle memorie scritte con cui chiede la revisione, il ricorrente
trascura il fatto che le nuove prove, per costituire un motivo di revisione,
devono dimostrare chiaramente l'errore o la lacuna nel materiale
probatoria precedente. Solo perché alcuni medici curanti sono giunti a una
conclusione diversa ciò non costituisce un motivo di ricorso. Nelle loro
relazioni, comunque, essi forniscono una nuova valutazione medica, non
un accertamento dei fatti.
3.3.5. Non si può infine neppure parlare di una ricaduta, poiché, come già
esposto, al momento della decisione su opposizione formalmente
cresciuta in giudicato del 6 novembre 2020 è ormai indiscusso che il
ricorrente non aveva ancora riguadagnato l'abilità lavorativa, continuava a
lamentare dolori e soffriva ancora di problemi alla spalla. Con detta
decisione l'INSAI aveva deciso che (rispettivamente confermato la
decisione secondo cui) dalla valutazione medica risultava che i disturbi
lamentati dal ricorrente con probabilità preponderante non erano da
ricondurre all'infortunio del 6 maggio 2020, bensì a malattia. Quindi, come
spiega giustamente l'INSAI, questi non ha messo in dubbio che il ricorrente
soffriva ancora di disturbi alla spalla ma ha negato il nesso di causalità.
L'allegazione del ricorrente che egli sarebbe da considerare guarito
soltanto dall'8 novembre 2021 in poi non costituisce dunque un fatto nuovo
ai sensi dei principi sopra esposti e non giustifica un nuovo esame della
decisione su opposizione del 6 novembre 2020. Se, come fa valere oggi,
non era d'accordo con le valutazioni del medico di circondario, il ricorrente
avrebbe piuttosto dovuto impugnare tale decisione su opposizione con
ricorso giudiziario. Il rimedio straordinario della revisione di cui all'art. 53
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cpv. 1 LPGA non è concepito in modo tale da permettere qualsiasi
correzione di decisioni formalmente passate in giudicato. Il ricorrente non
ha dimostrato il sussistere dei presupposti per una revisione in tal senso.
Ne segue che la revisione procedurale nel presente caso non è data.
4. Per tutti questi motivi la qui impugnata decisione su opposizione dell'INSAI
del 12 settembre 2022 si è rivelata del tutto corretta e merita piena
conferma. Di conseguenza il ricorso va respinto, nella misura in cui è
ricevibile.
5. Non si prelevano spese per la presente procedura (art. 61 lett. fbis LPGA).
Al resistente (INSAI) non va riconosciuta un'indennità a titolo di ripetibili
(art. 61 lett. g LPGA e contrario), anche perché pare averla richiesta senza
motivazione alcuna, limitandosi alla solita frase "protestate tasse, spese e
ripetibili".
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