Decision ID: fd6b31c6-47aa-566a-8853-e11e541b6a0e
Year: 2017
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1 è una società il cui scopo sociale consiste: “nell’esercizio di un’impresa per la progettazione e costruzione di edifici di vario genere, case e tetti prefabbricati in legno e non; l’acquisto e la vendita, l’importazione e l’esportazione e, in genere, il commercio di beni mobili; l’effettuazione di studi e ricerche, la progettazione, l’esecuzione e la prestazione di assistenza tecnica nel settore specifico e in rami d’attività affini; attività di general contractor; l’acquisto, la detenzione e l’utilizzo di marchi e brevetti e altre forme di proprietà intellettuale. La società può aprire succursali e filiali in Svizzera e all’estero e partecipare ad altre imprese in Svizzera e all’estero. La società può acquisire, possedere e vendere beni immobili. La società può inoltre esercitare tutte le attività commerciali, finanziarie o di altro genere che siano in relazione con lo scopo della società”.
B.
Periodo fiscale 2014
a.
Con decisione di tassazione IC/IFD 2014 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr. 201'883.- a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una perdita di fr. 201'883.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“. In merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “
spese non documentate o eccessive
”, “
rettifica utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo
”, ed anche “
prestazioni (valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine, vantaggi vari
”.
Il capitale per l’IC veniva commisurato in fr. 500'000.-.
b.
Con “reclamo cautelativo” del 12/15.5.2017, l’insorgente, per il tramite di _, si aggravava contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava l’aggiunta all’utile di fr. 201'883.- e chiedeva che le venissero trasmessi i dettagli relativi ai fattori presi in considerazione.
c.
Con decisione di tassazione su reclamo del 22.6.2017 l’UTPG stabiliva che il reclamo fosse irricevibile, proponendo la seguente motivazione:
“La legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di protezione, che può essere sia un interesse di fatto sia un interesse di diritto, direttamente connesso con l’oggetto della contestazione ed attuale (...). Perché sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti: - l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla decisione: è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali, ma basta che la decisione gli cagioni uno svantaggio economico, ideale, materiale o di altra natura; - il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque altro. Oggetto di un reclamo in materia fiscale possono essere unicamente questioni giuridiche attuali, le cui conseguenze gravano sul contribuente. Questioni giuridiche astratte, che non presentano alcuna relazione con il periodo di tassazione in discussione, ma che avranno conseguenze solo in seguito, non presentano interesse degno di tutela giuridica (...). Nella fattispecie la ricorrente ha impugnato l’imposta sull’utile (cantonale e federale) che ammonta però a zero, ed è quindi chiaro che manca un interesse attuale ad impugnare le tassazioni in oggetto. Viene pertanto riconosciuta alla contribuente la possibilità di contestare l’ammontare delle perdite accertate relative all’esercizio 2014 quando saranno compensate con eventuali utili degli esercizi futuri”.
d.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario del 21/24.7.2017 _ insorge contro la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD 2014. La stessa si ritiene legittimata ad impugnare la decisione siccome parte alla procedura e toccata dalla stessa. Indica che l’UTPG, aggiungendo al risultato dichiarato da _ un importo di fr. 201'833.- azzera di fatto la perdita d’esercizio. La correzione fiscale sarebbe dovuta a non meglio precisati fattori aggiunti all’utile (spese non documentate o eccessive, e rettifica utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo) e prestazioni (valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine. Secondo la ricorrente nella decisione non viene illustrato né nel dettaglio, ma neppure in maniera sufficiente quali siano le spese non documentate. La ricorrente spiega che il diritto fiscale si basa sul principio del bilancio commerciale: nel caso in cui l’autorità fiscale si discosti dal medesimo è necessario che venga indicato e specificato quali norme fiscali non sarebbero state rispettate. La ricorrente ritiene pertanto violato il suo diritto di essere sentita.
In merito all’irricevibilità del reclamo, la ricorrente la censura integralmente. _ sostiene che le rettifiche fiscali, apportate ai conti presentati ed al risultato d’esercizio, danneggerebbero la società e la esporrebbero ad ulteriori conseguenze fiscali, non unicamente sulle imposte dirette della società, ma anche sull’IVA e sull’imposta preventiva. A queste si dovrebbe poi sommare l’eventuale responsabilità solidale degli amministratori sui medesimi debiti d’imposta dovuti dalla società. La ricorrente indica poi che le spese non documentate, riprese ai fini delle imposte dirette, hanno la conseguenza di essere riqualificate come prestazioni valutabili in denaro a favore degli azionisti. Secondo l’insorgente, rifiutandole una giustificazione alla ripresa effettuata, l’UTPG la esporrebbe ad un rischio di prelievo ingiustificato, non avendo la società operato alcuna distribuzione di utili né palese né dissimulata. Nel gravame RI 1 conclude postulando che la decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che gli atti vengano ritornati all’UTPG perché adotti una decisione motivata
C.
Periodo fiscale 2015
a.
Con decisione di tassazione IC/IFD 2015 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr. 320’048.- a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una perdita di fr. 320'048.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“. In merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “
spese non documentate o eccessive
”, “
rettifica utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo
”, ed anche “
prestazioni (valutabili in denaro) ad azionisti o persone vicine, vantaggi vari
”.
Il capitale per l’IC veniva commisurato in fr. 500'000.-.
b.
Con “reclamo cautelativo” del 12/15.5.2017 RI 1, per il tramite di _, si aggravava contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava l’aggiunta all’utile di fr. 320'048.- e chiedeva che le venissero trasmessi i dettagli relativi ai fattori presi in considerazione.
c.
Con decisione su reclamo del 22.6.2017 l’UTPG dichiarava irricevibile il gravame con la medesima motivazione esposta per il periodo fiscale precedente.
d.
Con tempestivo ricorso 21/24.7.2017 RI 1 si aggrava contro la decisione su reclamo IC/IFD 2015 proponendo i medesimi argomenti esposti nel gravame per il precedente periodo fiscale. Censura la violazione del suo diritto di essere sentita in relazione alla motivazione della decisione su reclamo: in particolare la contribuente non è in grado di comprendere su quali basi si è fondato l’UTPG per riprendere elementi dell’utile. Ritiene inoltre necessario che l’autorità fiscale, nei correttivi apportati al risultato dichiarato indichi e specifichi con minimo ma sufficiente dettaglio e motivazioni le norme fiscali che ritiene non siano state rispettate. Contesta inoltre che non sussista
in casu
un interesse degno di protezione ad impugnare la decisione di tassazione: questa ha anche ulteriori conseguenze fiscali (IVA, imposta preventiva). Inoltre le spese non documentate potrebbero essere riqualificate in prestazioni valutabili in denaro a favore degli azionisti. Vi sarebbero anche delle conseguenze da parte dell’AVS e dell’imposta alla fonte per quei vantaggi che dovessero venire qualificati come salario in natura. Nel gravame RI 1 conclude postulando che la decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che gli atti vengano ritornati all’UTPG perché adotti una decisione motivata.
D.
Con uniche osservazioni 31.7/2.8.2017 per i ricorsi IC/IFD 2014/2015 l’UTPG indica che secondo la giurisprudenza del TF in applicazione dell’art. 67 LIFD (di egual tenore l’art. 75 LT) una tassazione in materia d’imposte dirette acquista autorità di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in questione: le circostanze di fatto e di diritto possono essere valutate in modo diverso in occasione di un ulteriore periodo fiscale. Secondo l’UTPG quando un contribuente riceve una decisione di tassazione che stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è alcun debito d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire l’utile nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione, sicché tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata sostanziale. L’UTPG indica che, nella misura in cui un contribuente auspica che l’ammontare della perdita da riportare sul periodo fiscale successivo sia oggetto di una decisione secondo l’art. 67 LIFD, gli manca un interesse attuale degno di tutela. Il riporto delle perdite andrà eventualmente esaminato in occasione della tassazione dei periodi fiscali successivi.
E.
Con replica 30/31.8.2017 RI 1 si è riconfermata nei suoi allegati ricorsuali, contestando la presa di posizione dell’UTPG. In particolare la ricorrente ritiene che il modo di procedere dell’autorità fiscale determini l’applicazione di una tassazione provvisoria, priva di base legale.
F.
Il 20.11.2017 si è tenuta presso la Camera di diritto tributario un’udienza alla presenza dei rappresentanti della contribuente, del Capo Ufficio dell’Ufficio giuridico della Divisione delle contribuzioni e di due funzionari dell’UTPG.
I rappresentanti della ricorrente hanno fatto presente il danno economico che può derivare dalla mancata decisione di merito. I finanziatori della società, in particolare le banche, potrebbero tener conto delle riprese che risultano dalle tassazioni contestate. Ad avviso dell’insorgente l’UTPG non terrebbe debitamente in considerazione la grande importanza che ha una decisione di tassazione nel mondo economico e finanziario. La contribuente indica anche di avere interesse a conformarsi alle disposizioni tributarie, ma a tal fine deve conoscere le ragioni delle riprese fiscali, per evitare che nei periodi successivi si ripresentino problemi analoghi. La ripresa effettuata sarebbe inoltre avvenuta senza che l’autorità fiscale abbia effettuato accertamenti fiscali contrariamente a quanto si può desumere dalla decisione. La contribuente ritiene che, se invece un accertamento vi fosse stato, lo stesso sarebbe avvenuto in violazione del diritto di essere sentita della ricorrente.
L’UTPG ha per sua parte richiesto la conferma delle decisioni impugnate, che si fondano su una consolidata giurisprudenza del Tribunale federale. Ritiene inolte che ci siano altre procedure che consentirebbero di evitare i pregiudizi paventati dalla ricorrente. L’autorità conclude da ultimo dicendo di avere invece proceduto a delle riprese fondate su un pur minimo accertamento.

Diritto
1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine.
Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
2.
2.1.
Nel caso che qui ci occupa, RI 1 contesta le decisioni dell’UTPG che hanno dichiarato irricevibile il reclamo da lei interposto per i periodi fiscali 2014 e 2015, con la motivazione che l’imposta sull’utile ammontava a fr. 0.-.
Di fatto la ricorrente censura una violazione del suo diritto di essere sentita: non le sarebbe stata data la possibilità di comprendere gli elementi alla base delle rettifiche operate dall’UTPG, così come i motivi ed il processo di accertamento che hanno portato alla correzione fiscale operata.
I ricorrenti non hanno contestato l’imposta sul capitale.
2.2.
2.2.1.
L’art. 29 Cost. fed. impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).
Per far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (DTF 111 Ia 1, cons. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF 101 Ia 3; decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981 in re St.;
Imboden/ Rhinow
, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol.
I, n. 85 B III a, p. 535;
Känzig/Behnisch
, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., Vol.
III, Basilea 1992, p. 249).
2.2.2.
La motivazione deve dunque consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (
Känzig/Behnisch
, op. cit., p. 249; inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).
2.2.3.
Nel caso di specie, l’UTPG nella propria motivazione della decisione su reclamo ha spiegato le ragioni per le quali non poteva entrare nel merito delle contestazioni sollevate dalla ricorrente in relazione all’aggiunta di fattori imponibili all’utile: ritenendo come RI 1 avesse impugnato l’imposta sull’utile (cantonale e federale) che tuttavia ammontava a zero franchi, l’UTPG ha ritenuto non vi fosse un interesse attuale ad impugnare le tassazioni. L’autorità fiscale ha peraltro indicato che alla contribuente sarebbe stata riconosciuta la possibilità di contestare l’ammontare delle perdite accertate relative agli esercizi 2014 e 2015, al momento in cui queste sarebbero state compensate con eventuali utili degli esercizi futuri.
Non si ravvisa pertanto una violazione del diritto di essere sentita della ricorrente: nella propria decisione l’UTPG ha sostanziato per quali ragioni giuridiche non potesse entrare nel merito delle sue doglianze.
2.3.
2.3.1.
Si tratta pertanto di verificare se sia legittima la decisione dell’autorità di tassazione di dichiarare irricevibili i reclami interposti dalla società contribuente contro le decisioni di tassazione IC/IFD per i periodi fiscali 2014 e 2015 o se avrebbe dovuto entrare nel merito delle censure che le erano state sottoposte dalla reclamante.
2.3.2.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale che concerne la deduzione delle perdite, una decisione di tassazione ha autorità di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in questione; le circostanze di fatto e di diritto possono essere valutate diversamente in occasione di un ulteriore periodo fiscale. Esse assumono unicamente la qualifica di motivi e come tali non partecipano dell’autorità materiale di cosa giudicata. In particolare quando un contribuente riceve una tassazione che riporta un reddito nullo, con la conseguenza che non deve pagare alcuna imposta, l’ammontare delle perdite che hanno condotto alla tassazione su di un reddito nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione, con la conseguenza che tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata. Nella misura in cui il contribuente desidera che sia accertato l’ammontare della perdita da riportare al periodo fiscale seguente, non vi è un interesse attuale degno di protezione (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_911/2013 e 2C_912/2013 del 26 agosto 2014, in RDAF 2015 II p. 119 consid. 2.2, con riferimento a: ATF 140 I 114 consid. 2.4.1 p. 119 s.; sentenze 2C_973/2012 del 4 ottobre 2013 consid. 4.2; 2C_91/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.3.3, in RF 68/2013 p. 158; v. anche
Danon
, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2
a
edizione, Basilea 2017, n. 17 ad art. 67 LIFD;
Helbing/Felber
, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3
a
ed., Basilea 2016, n. 14 ad art. 67 LIFD).
2.3.3.
Sebbene la giurisprudenza fiscale sottolinei di solito il requisito dell’esistenza di un utile o di un reddito imponibile nullo, è evidente che la situazione di un contribuente che riceve una decisione, con cui il suo debito d’imposta viene fissato a zero a causa di un utile o di un reddito imponibile estremamente ridotto, deve essere assimilata a quella di un contribuente la cui decisione di tassazione stabilisce un utile o un reddito nullo e, di conseguenza, un debito d’imposta nullo. Un simile contribuente non ha un interesse attuale a contestare un debito d’imposta nullo né a ottenere una decisione in merito all’ammontare della perdita da riportare ai periodi fiscali successivi (sentenza 2C_973/2012 del 4 ottobre 2013 consid. 4.2).
2.3.4.
Ne consegue come l’UTPG a ragione ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato dalla ricorrente, posto come il debito relativo all’imposta sull’utile fosse, sia per l’IFD che per l’IC 2014-2015, di zero franchi.
Per quanto attiene alle preoccupazioni formulate dall’insorgente, in merito alle ulteriori conseguenze fiscali delle decisioni litigiose, sia per la stessa società (imposta preventiva, imposta sul valore aggiunto) sia per i suoi azionisti (responsabilità solidale, prestazioni valutabili in denaro), non si può che ribadire che la motivazione delle decisioni impugnate non vincola le autorità fiscali competenti per le eventuali altre decisioni. Queste ultime saranno pertanto impugnabili con i rimedi giuridici previsti dalle rispettive procedure (cfr. anche la sentenza del TF 2P.345/2005 dell’11 maggio 2006 consid. 2.2
in fine
).
In relazione alle paventate ripercussioni delle decisioni nei rapporti con finanziatori della società, anch’essi potranno tener conto della particolare situazione procedurale, che è illustrata nella decisione su reclamo. Ci si domanda d’altra parte se una società, che necessita di finanziamenti, possa considerarsi pregiudicata da una decisione di tassazione che riduce le perdite dichiarate.
3.
Il ricorso è irricevibile. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di RI 1, soccombente.