Decision ID: 32152528-5621-557b-a34c-35d79635d5e4
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Con risoluzione 11 febbraio 2003 (n. 618), il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore di PI 1. In quella sede, il Governo non ha tuttavia approvato la zona industriale J in località _, così come proposta dal comune, attribuendo d'ufficio quel comparto alla zona agricola.
B. Con sentenza 8 aprile 2005 il Tribunale della pianificazione del territorio, integrato poi nel Tribunale cantonale amministrativo con effetto 14 luglio 2006 (BU 2006, pag. 215 segg.), accogliendo parzialmente alcuni gravami, fra cui quello inoltrato da RI 1, ha annullato la risoluzione governativa dell'11 febbraio 2003, limitatamente alla non approvazione e alla modifica d'ufficio riguardanti il comparto in località _, con motivazioni che qui non appare necessario di riassumere. Con questo giudicato, il tribunale ha indi disposto la retrocessione degli atti al Consiglio di Stato per nuova decisione.
C. Con risoluzione 6 giugno 2007 (n. 2829), il Governo, negando nuovamente l'approvazione della zona industriale J, ha attribuito d'ufficio il settore in località _ alla zona senza destinazione specifica.
D. Contro la predetta risoluzione governativa, RI 1 è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo e quantificando un indennizzo a titolo d'espropriazione materiale per quanto riguarda i suoi fondi inclusi nel suddetto comparto: il mapp. 15 e il mapp. 354, quest'ultimo in ragione di 1/3.
E. La divisione dello sviluppo territoriale postula la reiezione del ricorso, mentre il municipio ne chiede l'accoglimento, nella misura in cui è ricevibile.

Considerato, in diritto
1.Il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione della ricorrente è certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Prima di entrare nel merito il Tribunale cantonale amministrativo esamina d'ufficio la sua competenza (art. 3 PAmm).
1.1. Oggetto del ricorso inoltrato da RI 1 non è la contestazione del dispositivo della risoluzione 6 giugno 2007 (n. 2829), con cui il Consiglio di Stato ha, tra l'altro, negato l'approvazione della zona industriale J, inserendo poi d'ufficio il comparto in località _ in zona senza destinazione specifica (cfr. risoluzione impugnata, pag. 27, 47 lett. i, 49 e allegato 6), bensì la richiesta di complessivi fr. 1'225'025.- più interessi a titolo d'indennizzo per espropriazione materiale. Ora, questa pretesa esula dalla procedura di approvazione di un piano regolatore secondo gli art. 32 segg. LALPT, come nel caso del piano regolatore del comune di PI 1 di cui ci si occupa, ma costituisce piuttosto un'eventuale conseguenza discendente dall'iter pianificatorio.
1.2. Le pretese, derivanti da vincoli che configurano gli estremi dell'espropriazione materiale, devono essere fatti valere entro il termine di 10 anni dal giorno in cui è entrato in vigore il provvedimento dal quale si vogliono far derivare le pretese (art. 39 cpv. 1 LEspr.). La notificazione delle pretese deve essere trasmessa all'ente a favore del quale la restrizione legale della proprietà è stata sancita: poiché la pretesa per asserita espropriazione materiale deriva da una scelta di azzonamento effettuata nell'ambito del piano regolatore, questo ente è, nel nostro Cantone, il comune (RDAT II-1998 n. 34, consid. 5). La notificazione al comune può essere sostituita da una notificazione diretta al Tribunale d'espropriazione (art. 39 cpv. 2 LEspr.).
1.3. Il ricorso inoltrato da RI 1 va quindi dichiarato irricevibile per incompetenza del Tribunale cantonale amministrativo. L'impugnativa va pertanto trasmessa al comune di PI 1 conformemente all'art. 4 cpv. 1 PAmm.
2. Dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.