Decision ID: bae390e9-3bf3-4365-8095-b05b24b48423
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Con decisione di entrata nel merito in materia di assistenza del 14 settembre
2018 resa nell’ambito del procedimento RH.17.0207-CAE, il Ministero pubblico
della Confederazione (in seguito: MPC) ha accolto la domanda di assistenza giu-
diziaria formulata il 19 settembre 2017 dalla Procura speciale contro la corru-
zione e la criminalità organizzata di Madrid, nonché il relativo complemento del
19 giugno 2018, nell’ambito di un procedimento penale aperto in Spagna nei con-
fronti di B. per i reati di corruzione negli affari (art. 286ter CP/E) e riciclaggio di
denaro (art. 301 CP/E ; p. 1.100.189-192).
B. Il MPC, con richiesta di informazioni, consegna di documenti, sequestro di valori
patrimoniali, sequestro dei mezzi di prova e obbligo del segreto del 14 settembre
2018 nell’ambito del procedimento penale interno SV.17.1702-CAE condotto
contro ignoti per titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP), falsità in documenti
(art. 251 CP) e corruzione di pubblici ufficiali stranieri (art. 322septies CP), ha ordi-
nato il sequestro dei beni depositati sulla relazione bancaria n° 1. intestata a A.
SA, presso C. SA, U., l’acquisizione della documentazione del conto summen-
zionato e ha altresì impartito agli organi della banca il divieto di informare (art. 73
cpv. 2 CPP) il titolare della relazione, gli aventi diritto economico ed eventuali
rappresentanti terzi del “presente provvedimento coercitivo” (p. 1.100.174-179,
p. 178).
C. Con decisione incidentale del 25 ottobre 2018 intimata a C. SA ed emanata
nell’ambito dell’incarto rogatoriale MPC RH.17.0207-CAE, il MPC ha ordinato
l’acquisizione nell’incarto rogatoriale della documentazione bancaria della rela-
zione n° 1. intestata a A. SA presso C. SA osservando che tale documentazione
già si trovava in possesso del MPC in quanto acquisita con decreto del 14 set-
tembre 2018 emanato nel procedimento interno n° SV.17.1702-CAE
(p. 1.100.187-188).
D. Sia la decisione di entrata nel merito in materia di assistenza del 14 settembre
2018 (p. 1.100.189-192; v. supra consid. A) che quella incidentale del 25 ottobre
2018 (p. 1.100.187-188; v. supra consid. C), entrambe emanate nel procedi-
mento RH.17.0207-CAE, sono state intimate dal MPC a C. SA in data 25 ottobre
2018 (v. p. 1.100.188).
E. Con decisione di chiusura del 19 febbraio 2019, intimata a C. SA nell’ambito del
procedimento RH.17.0207-CAE (p. 1.100.193-198), il MPC ha ordinato la tra-
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smissione alle Autorità spagnole roganti della documentazione bancaria della re-
lazione intestata a A. SA e sequestrata/acquisita all’incarto con la decisione inci-
dentale del 25 ottobre 2019 (v. supra consid. C).
F. Con lettera del 20 febbraio 2019 (p. 1.100.146) C. SA, per il tramite del servizio
“fermo banca” in vigore tra la banca e il cliente, come si evince dalla convenzione
conclusa dalla cliente con C. SA (v. sentenza RR.2019.58 del 19 giugno 2019
consid. 1.4.3, p. 1.100.023) ha informato A. SA di avere ricevuto un ordine di
perquisizione e sequestro del 25 ottobre 2018 (v. supra consid. C), con il quale il
MPC aveva ordinato il sequestro del conto n° 1. intestato alla qui istante presso
C. SA. Con la medesima lettera C. SA ha pure informato A. SA, e ciò sempre
tramite il servizio di “fermo banca”, di avere ricevuto dal MPC la decisione di
chiusura del 19 febbraio 2019 ci cui supra al consid. E; decisione allegata dalla
banca allo scritto inviato alla cliente.
G. Con e-mail del 28 febbraio C. SA ha nuovamente inviato a A. SA, questa volta
per posta elettronica, copia della decisione di chiusura del 19 febbraio 2019, no-
tificatale dal MPC il 20 febbraio 2019 (p. 1.100.144-145).
H. Con sentenza RR.2019.58 del 19 giugno 2019 la Corte dei reclami penali del
Tribunale penale federale (in seguito: TPF) ha respinto il ricorso presentato il
22 marzo 2019 da A. SA contro la decisione di chiusura del 19 febbraio 2019 in
ambito di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale alla Spagna
emanata nel procedimento RH.17.0207-CAE, con la quale il MPC aveva ordinato
la trasmissione all’autorità rogante spagnola della documentazione bancaria ri-
guardante la relazione n° 1. presso C. SA (p. 1.100.019-030). La ricorrente aveva
chiesto l’annullamento della decisione di chiusura del 19 febbraio 2019 del MPC
e, in via sussidiaria, di rinviare la causa al MPC ordinando a quest’ultimo di pro-
durre l’integralità degli atti affinché A. SA potesse esercitare il suo diritto di essere
sentito partecipando alla cernita dei documenti.
I. Con sentenza 1C_369/2019 del 15 luglio 2019 la I Corte di diritto pubblico del
Tribunale federale (in seguito: TF) ha dichiarato inammissibile il ricorso in materia
di diritto pubblico presentato da A. SA contro la decisione 19 giugno 2019 della
Corte dei reclami penali del TPF (p. 1.100.104-108).
J. Con istanza del 30 luglio 2019 alla Corte d’appello del TPF A. SA postula la re-
visione della sentenza del 19 giugno 2019 della Corte dei reclami penali del TPF
(p. 1.100.004-014). L’istante sostiene di essere stata informata solo il 22 luglio
2019 da C. SA (v. p. 1.100.170-171) – quindi posteriormente alla sentenza del
TF 1C_369/2019 del 15 luglio 2019 – che il 12 luglio 2019 il MPC aveva revocato
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il divieto di informare impartito a C. SA (p. 1.100.182), deducendo quindi che la
procedura di sequestro di documentazione ordinata dal MPC su richiesta roga-
toriale sarebbe stata in effetti soggetta a divieto d’informazione. A. SA, invocando
la violazione del diritto di essere sentito, che comprende il diritto di partecipare
alla cernita dei documenti da inviare alle autorità roganti, chiede nel merito l’an-
nullamento della sentenza RR.219.58 del 19 giugno 2018 della Corte dei reclami
penali del TPF nell’ambito della procedura rogatoriale RH.17.0207-CAE, l’annul-
lamento della decisione di chiusura del 19 febbraio 2019 del MPC e di rinviare gli
atti al MPC.
K. Visto l’esito della presente non sono state chieste prese di posizioni alle parti e
non si entrerà nel merito delle misure provvisionali richieste dall’istante in quanto
queste ultime, con l’emanazione della presente sentenza, sono divenute prive di
oggetto.

La Corte considera in diritto:
1.
1.1 La Corte d'appello del TPF giudica gli appelli e le domande di revisione, e ciò in
applicazione dell’art. 38a e segg. della legge sull’organizzazione delle autorità
penali della Confederazione (RS 173.71; LOAP).
1.1.1 Giusta l’art. 40 cpv. 1 LOAP, gli art. 121-129 della legge del 17 giugno 2005 sul
Tribunale Federale (RS 173.110; LTF) si applicano per analogia alla revisione,
all’interpretazione e alla rettifica delle decisioni delle corti dei reclami penali di cui
all’art. 37 cpv. 2 LOAP, visto che le procedure ivi elencate non sono rette dal
Codice di diritto processuale penale svizzero (RS 312.0; CPP) ma da leggi spe-
ciali (FF 2008 7409).
1.1.2 Nel caso in esame la decisione RR.2019.58 della Corte dei reclami penali del
TPF del 19 giugno 2019 è stata emanata in applicazione dell’art. 37 cpv. 2 lett. a
n. 1 LOAP, avendo la predetta Corte giudicato un reclamo in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale conformemente alla legge federale del
20 marzo 1981 sull’assistenza internazionale in materia penale (RS 351.1;
AIMP).
1.1.3 Alla luce di quanto sopra esposto sarebbe quindi data la competenza della Corte
d’appello per statuire sulla richiesta di revisione in oggetto.
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1.2 La Corte d’appello ha pertanto vagliato anche un’eventuale competenza del TF,
essendosi l’Alta Corte già chinata sulla causa in oggetto (v. supra consid. I).
1.2.1 Per costante giurisprudenza, la sentenza con cui il TF dichiara irricevibile un ri-
corso in materia di diritto pubblico è soggetta a revisione unicamente per un mo-
tivo che influenza questa decisione e non il giudizio di merito reso dall’autorità
cantonale (DTF 118 II 477 consid. 1).
1.2.2 In casu, il ricorso in materia di diritto pubblico presentato dalla qui istante all’Alta
Corte è stato dichiarato inammissibile con sentenza 1C_369/2019 del 15 luglio
2019. Ne discende pertanto che la predetta sentenza del TF non si è sostituita
alla sentenza RR.2019.58 della Corte dei reclami penali del TPF.
Non essendo subentrato l’effetto devolutivo, la sentenza della Corte dei reclami
penali del TPF è cresciuta in giudicato ed è pertanto suscettibile di revisione da-
vanti a questa Corte (v. sentenze del Tribunale federale 2C_462/2014 del 23 no-
vembre 2014 consid. 2.2; 8C_602/2011 del 30 settembre 2011 consid 1.3).
1.2.3 L’ultima istanza ricorsuale ad essersi confrontata con il merito della vertenza in
oggetto è quindi stata la Corte dei reclami penali del TPF e non l’Alta Corte.
È quindi data la competenza della Corte d’appello per analizzare l’istanza di re-
visione della sentenza RR.2019.58 della Corte dei reclami penali del TPF del
19 giugno 2019.
1.3 La revisione di una sentenza in materia di diritto pubblico può essere richiesta se
l’instante, dopo la pronuncia della sentenza, viene a conoscenza di fatti rilevanti
o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha potuto addurre nel procedimento
precedente, esclusi i fatti e i mezzi di prova posteriori alla sentenza (v. art. 123
cpv. 2 lett. a LTF).
1.3.1 La domanda di revisione deve essere depositata, quando è richiesta per altri mo-
tivi, entro 90 giorni dalla loro scoperta, non prima però della notificazione del testo
integrale della sentenza (v. art. 124 cpv. 1 lett. d LTF).
1.3.2 La sentenza RR.2019.58 della Corte dei reclami penali del TPF è del 19 giugno
2019 e l’istante afferma di avere avuto conoscenza del fatto rilevante che non
avrebbe potuto addure nel procedimento – cioè l’esistenza di un divieto d’infor-
mazione ordinato a C. SA nell’ambito del procedimento interno SV.17.1702-CAE
– solo il 22 luglio 2019, quando C. SA le ha comunicato la revoca del divieto di
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informazione intimata dal MPC alla banca con lettera 12 luglio 2019
(p. 1.100.182).
1.3.3 L’istanza di revisione in oggetto è stata presentata in data 30 luglio 2019
(p. 1.100.004), vale a dire otto giorni dopo che l’istante ha avuto conoscenza del
motivo di revisione.
L’istanza di revisione è pertanto da ritenersi tempestiva.
1.4 Siccome anche gli altri motivi di ricevibilità sono palesemente dati la Corte d’ap-
pello entra nel merito della domanda di revisione.
2.
2.1 Ai sensi dell’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, qui applicabile in considerazione del rinvio
di cui all’art. 40 cpv. 1 LOAP, la revisione in materia di diritto pubblico può essere
domandata se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene a conoscenza di
fatti rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha potuto addurre nel pro-
cedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di prova posteriori alla sentenza.
2.1.1 I fatti rilevanti sono fatti perlomeno anteriori alla decisione di cui è chiesta la re-
visione, ma scoperti solo successivamente. Questi fatti sono pertinenti in quanto
fanno apparire come inesatto o incompleto lo stato dei fatti sul quale si fonda la
decisione in esame. Il mezzo è ammissibile fintanto che l’istante non ha potuto
invocare questo fatto nella procedura precedente. Egli deve però dimostrare di
avere fatto prova di tutta la diligenza che gli può essere richiesta. La diligenza
verrà meno se, per esempio, la scoperta del fatto rilevante è il frutto di ricerche
che avrebbero potuto avere avuto luogo prima (v. PIERRE FERRARI in: Commen-
taire de la LTF, 2a ediz. 2014, n. 15-18 ad art. 123 LTF; YVES DONZALLAZ, Loi sur
le Tribunal fédéral, Commentaire, 2008, n. 4706-4710 ad art. 123 LTF).
2.1.2 Se non ritiene inammissibile o infondata la domanda di revisione, il Tribunale la
notifica all’autorità inferiore e a eventuali altre parti, altri partecipanti al procedi-
mento o autorità legittimate a ricorrere impartendo un termine per esprimersi in
merito (art. 127 LTF).
2.2 La Corte dei reclami del TPF, dopo avere accertato che la ricorrente qui istante
aveva concluso con la propria banca una convenzione di "fermo banca" (v. sen-
tenza RR.2019.58 del 19 giugno 2019 consid. 1.4.3, p. 1.100.023) e ritenuto che
la decisione di entrata in materia del 14 settembre 2018 e la decisione di chiusura
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del 19 febbraio 2019 erano state correttamente notificate alla banca presso cui
erano site le relazioni intestate alla ricorrente (v. DTF 136 IV 16 consid. 2.2),
(v. p. 1.100.025 e seg., consid. 2.2), ha respinto il ricorso inoltrato da A. SA.
Per la Corte dei reclami penali del TPF “il fatto che, nel caso concreto, al mo-
mento dell’emanazione della decisione di chiusura la ricorrente non fosse ancora
informata dell’esistenza di richieste di misure di assistenza, né abbia avuto com-
pleto accesso agli atti e facoltà di esprimersi durante la procedura di esecuzione
della commissione rogatoria in esame, non può invalidare l’operato dell’autorità
elvetica, la quale poteva in buona fede contare su una comunicazione immediata
da parte della banca al suo cliente. In ogni caso, nell’ambito della presente pro-
cedura di ricorso, dinanzi ad un’autorità dotata di pieno potere cognitivo in fatto
e in diritto, l’insorgente ha avuto la possibilità di consultare gli atti dell’incarto e,
in sede di replica, di esprimersi sui medesimi. Pertanto, un’eventuale violazione
del predetto diritto sarebbe stata comunque sanata dal presente procedimento
(v. DTF 124 II 132 consid. 2d).” (v. p. 1.100.025 e seg., consid. 2.2).
2.3 L’Alta Corte ha dichiarato irricevibile il ricorso in materia di diritto pubblico pre-
sentato da A. SA ritenendo che la ricorrente non aveva dimostrato che il TPF si
sarebbe scostato dalla giurisprudenza costante posta a fondamento dell’impu-
gnato giudizio, limitandosi a sostenere che la banca, sebbene né la decisione
incidentale né quella di chiusura contenessero un divieto di informazione imposto
dal MPC, non l’avrebbe informata immediatamente della loro esistenza (v. sen-
tenza del TF 1C_369/2019 del 15 luglio 2019 consid. 2.2).
Per di più la ricorrente non aveva dimostrato, come ritenuto anche dalla Corte
dei reclami penali del TPF, che nel caso di specie non sarebbero stati adempiuti
gli estremi per sanare un’eventuale lesione del diritto di essere sentita (v. sen-
tenza del TF 1C_369/2019 del 15 luglio 2019 consid. 2.3, p. 1.100.107).
2.4 A sostegno della domanda di revisione in esame A. SA, pur non contestando
l’esistenza di una convenzione di “fermo banca” con C. SA, afferma ora di avere
avuto conoscenza solo tramite lo scritto di C. SA del 22 luglio 2019 (p. 1.100.170-
171), quindi successivamente alla decisione dell’Alta Corte datata 15 luglio 2019,
della revoca del divieto di informare, comunicata dal MPC a C. SA con scritto del
12 luglio 2019 (p. 1.100.182).
2.4.1 Tuttavia, contrariamente a quanto sostenuto dall’istante, né la decisione di en-
trata nel merito in materia di assistenza giudiziaria del 14 settembre 2018 né
quella incidentale del 25 ottobre 2018, entrambe intimate a C. SA il 25 ottobre
2018 nell’ambito del procedimento RH.17.0207-CAE, e neppure la decisione di
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chiusura del 19 febbraio 2019, intimata a C. SA il 19 febbraio 2019 nell’ambito
del medesimo procedimento rogatoriale, contemplavano il divieto, ai sensi
dell’art. 73 cpv. 2 CPP, per gli organi della banca, di informare il titolare della
relazione, gli aventi diritto economico ed eventuali rappresentanti terzi dei prov-
vedimenti coercitivi adottati nell’ambito dell’evasione della domanda di assi-
stenza giudiziaria internazionale.
2.4.2 Non si trova inoltre agli atti – e neppure l’istante lo pretende – un’estensione alla
procedura rogatoriale RH.17.0207-CAE del divieto di informare il qui istante; di-
vieto di informare ordinato il 14 settembre 2018 unicamente nell’ambito del pro-
cedimento interno SV.17.1702-CAE e pertanto limitato allo quest’ultimo.
2.4.3 D'altronde anche la comunicazione di revoca del divieto di comunicare ai sensi
dell’art. 73 cpv. 2 CPP, inviata dal MPC a C. SA il 12 luglio 2019 (p. 1.100.182),
fa chiaramente riferimento ad altra procedura ed in particolare alla procedura in-
terna SV.17.1702-HER e non a quella rogatoriale oggetto della presente istanza
di revisione.
2.5 Alla luce di quanto sopra esposto, la Corte d’appello ritiene che nel caso non è
provato che l’istante sarebbe venuto a conoscenza di fatti rilevanti dopo la pro-
nuncia della sentenza della Corte dei reclami penali del TPF.
L’istanza di revisione di tale sentenza deve pertanto essere respinta.
3. L’istante, risultando soccombente data l’infondatezza della sua istanza, deve
sopportare le spese processuali cagionate (428 cpv. 1 CPP);
3.1 Una tassa di giustizia di fr. 1’500.–, fissata in applicazione degli art. 5 e 7bis del
regolamento del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripeti-
bili e le indennità della procedura penale federale del 31 agosto 2010 (RSPPF;
RS 173.713.162), è posta a suo carico.
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Per questi motivi la Corte d’appello pronuncia:
1. L’istanza di revisione è respinta.
2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è posta a carico dell'istante.
In nome della Corte d’appello
del Tribunale penale federale
La Presidente del Collegio giudicante La Cancelliera
Comunicazione a (atto giudiziale):
 Avvocati Mario Brandulas e Milos Blagojevic, Blagojevic - Brandulas - Perez
 Ministero pubblico della Confederazione
 Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (brevi manu)
Dopo il passaggio in giudicato la sentenza sarà comunicata a:
 Ministero pubblico della Confederazione in qualità di autorità d'esecuzione