Decision ID: 08514e42-df03-525b-8e4b-f5621b8ce054
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che nel comune di _ la distribuzione di energia elettrica è gestita da un'apposita azienda municipalizzata (Azienda elettrica comunale AEC), la quale fornisce l'energia elettrica al condominio _ di proprietà della relativa CO 1;
che per il periodo 2001/2004 il condominio _ ha regolarmente saldato le fatture emesse dall'AEC;
che il 24 gennaio 2005 l'AEC ha informato il quest'ultimo di alcuni degli errori nella fatturazione, per il periodo 2001/2004, relativa alla fornitura di energia elettrica per la piscina e gli appartamenti del Condominio;
che il 30 maggio 2005 l'AEC ha pertanto notificato al condominio _ due ulteriori fatture per complessivi fr. 49'688,55 (cfr. fattura n. 9.05: piscina; fattura n. 10.5: appartamenti);
che, adito con reclamo dalla comunione dei condomini, il Dipartimento delle istituzioni, con decisione 16 novembre, ha annullato entrambe le fatture;
che contro il predetto giudizio dipartimentale l'AEC, rappresentata dal RA 1, insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;
considerato,

in diritto
che, prima di entrare nel merito di un'istanza o di un'impugnativa l'autorità adita esamina d'ufficio se i presupposti processuali risultano adempiuti (art. 3 PAmm);
che, giusta l'art. 48 PAmm, l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo il richiamo degli atti, respingere con breve motivazione i ricorso inammissibili o manifestamente infondati;
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 40 LMSP (legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici del 12 dicembre 1907);
che all'azienda municipalizzata AEC rappresentata dal RA 1, qui insorgente, va per contro negata la legittimazione a ricorrere;
che le aziende comunali municipalizzate secondo la LMSP, in quanto organizzate separatamente, sono istituzioni di diritto pubblico comunali senza personalità giuridica (A. Scolari, Diritto amministrativo, parte speciale, n. 1204 con riferimenti);
che neppure il municipio, che è soltanto l'organo esecutivo del comune, è legittimato (art. 9 lett. c, 80 e 106 LOC); non si identifica con esso, ma lo rappresenta soltanto davanti all'autorità giudiziaria; legittimato a ricorrere e detentore della qualità per agire in giudizio è soltanto il comune; il municipio non ha invece né capacità giuridica, né capacità di essere parte (STF 5.3.1999 in re municipio di Iragna, in RDAT II - 1999, N. 48 con rinvii a giurisprudenza e dottrina);
che i requisiti concernenti la legittimazione devono essere ossequiati in modo severo; non costituisce un eccesso di formalismo chiederne l'adempimento rigoroso;
che, sulla scorta di quanto precede, il ricorso inoltrato dall'AEC rappresentata dal RA 1, va quindi dichiarato irricevibile per carenza di legittimazione attiva dell'insorgente;
che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm).