Decision ID: c1a02d45-6666-5279-8caa-58c7f9a6c96b
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1987) e AP 1 (1993), cittadini kosovari, si sono sposati a _, nel comune di _ (Kosovo) l'8 marzo 2012. Dal matrimonio non sono nati figli. Il marito beneficia di un permesso di domicilio a _, la moglie ha ottenuto nel dicembre del 2012 un permesso di dimora per “ricongiungimento familiare con attività”. Il primo lavora a _ come venditore in un negozio della catena _, la seconda a _ come assistente di studio medico per il dott. _. I coniugi si sono separati il 20 giugno 2014, quando AP 1 è riparata dal fratello a _, salvo trovare poi una sistemazione nella struttura protetta “_” a _.
B. Il 5 settembre 2014 AP 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale, chiedendo – previo conferimento del gratuito patrocinio – di essere autorizzata a vivere separata, di vedersi assegnare l'alloggio coniugale a _, di essere abilitata a prelevare i suoi effetti personali dall'abitazione dei suoceri a _ e
di condannare il marito a versarle un contributo alimentare di fr. 2350.– mensili dall'agosto del 2014 in poi. Identiche richieste essa ha avanzato in via cautelare. Il Pretore ha convocato le parti per il contraddittorio all'udienza del 9 ottobre 2014, rinviata in seguito al 21 ottobre successivo. Il 15 ottobre 2014 AO 1 ha comunicato al Pretore di avere promosso sin dal 16 luglio 2014 causa di divorzio nel Kosovo davanti al Tribunale di primo grado a _, diramazione _, il che non lasciava spazio alla protezione dell'unione coniugale.
C. Chiamata a esprimersi per scritto sulla comunicazione del marito, AP 1 ha contestato il 27 ottobre 2014 la competenza del giudice estero adito con l'azione di divorzio, sostenendo che in ogni modo la sentenza di quel tribunale non sarebbe stata riconosciuta in Svizzera, onde la competenza del Pretore a emanare provvedimenti a tutela dell'unione coniugale. Invitato a esprimersi sul memoriale della moglie, con osservazioni del 3 dicembre 2014 AO 1 ha sollecitato il Pretore a sospendere la procedura a tutela dell'unione coniugale per litispendenza anteriore del divorzio all'estero e a stralciare la procedura dal ruolo non appena il tribunale kosovaro avesse giudicato.
D. Con sentenza del 19 gennaio 2015 il Pretore aggiunto ha accertato la litispendenza previa della causa di divorzio introdotta da AO 1 nel Kosovo e ha dichiarato irricevibile per incompetenza l'istanza a protezione dell'unione coniugale di AP 1. Le spese processuali di fr. 250.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. Con decisione di quello stesso 19 gennaio 2015 il Pretore aggiunto ha respinto anche la richiesta di gratuito patrocinio contenuta nell'istanza a protezione dell'unione coniugale, istanza ritenuta senza probabilità di successo.
E. Contro le decisioni appena citate AP 1 è insorta con un appello del 2 febbraio 2015 nel quale chiede che – accordatole il gratuito patrocinio davanti a questa Camera – la sentenza impugnata sia riformata nel senso di accertare la competenza del Pretore investito dell'istanza a protezione dell'unione coniugale (o almeno di accertarne la competenza per emanare provvedimenti cautelari correlati al divorzio) e che le sia concesso il beneficio del gratuito patrocinio in prima sede. Nelle sue osservazioni del 20 febbraio 2015 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le decisioni finali o incidentali emanate dai Pretori in procedure a tutela dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di rito sommario (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC). Ove tali decisioni vertano su controversie meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale presupposto è dato già per il fatto che il valore del contributo alimentare in discussione (fr. 2350.– mensili) eccede manifestamente fr. 10 000.–, essendo di durata incerta e dovendo essere calcolato perciò sull'arco di vent'anni (art. 92 cpv. 2 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_689/2008 dell'11 febbraio 2009, consid. 1.2). Quanto alla tempestività dell'appello, la decisione impugnata è giunta alla patrocinatrice dell'istante il 22 gennaio 2015. Il termine per ricorrere sarebbe scaduto così domenica 1° febbraio 2015, ma si è protratto al lunedì successivo in forza dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Depositato il 2 febbraio 2015, ultimo giorno utile, l'appello in esame è dunque ricevibile.