Decision ID: 86dce272-a312-572a-8176-f9a61f5a5e74
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con contratto 24 maggio 1991 il _ ha concesso a _ e _, in qualità di debitori solidali, un credito in conto corrente di fr. 500’000.-- (doc. A- osservazioni _). A garanzia del credito _ hanno costituito in pegno due cartelle ipotecarie al portatore di nominali fr. 300’000.-- ciascuna e gravanti in quarto e pari rango la part. n. _ RFD _ (atto di costituzione di pegno 24 maggio 1991, doc. B - osservazioni _).
Dopo un aumento della linea di credito a fr. 600’000.-- (scritto 31 luglio 1991 doc. C - osservazioni _), il limite in conto corrente è stato ridotto una prima volta a fr. 504’000.-- (atto 7 gennaio 1993 doc. D - osservazioni _) e in seguito a fr. 435’000.-- (atto 14 settembre 1993 doc. 5 - ricorso).
Contestualmente alle predette riduzioni di credito, anche la garanzia reale è stata modificata, nel senso che le due cartelle ipotecarie - a seguito del frazionamento della part. _ - sono state estese in un primo tempo alle part. _, _ e _ RFD _, con svincolo della part. _ frazionata (atto di costituzione del pegno 12 maggio 1993, doc. E - osservazioni _); successivamente l’onere reale è stato limitato alle part. _ e _ RFD _ (atto di costituzione del pegno 19 ottobre 1993, doc. F - osservazioni _ e doc. 6 - ricorso).
B.
Con due domande di esecuzione “in via di pignoramento o di fallimento” datate 3 luglio 1997 il _ ha chiesto all’UEF di Locarno di procedere in via ordinaria per un credito di fr. 481’920.05 oltre accessori, contro _ rispettivamente contro _. Quale titolo di credito sulle domande di esecuzione è stato indicato:
“debito in conto corrente no. _ intestato ai Signori _. Regolarmente disdetto”.
C.
ll 7 luglio 1997 l’UEF di Locarno ha emesso il PE n. _ in via ordinaria contro _ e il PE n. _, pure in via ordinaria, contro _. Ad entrambi i PE, notificati agli escussi il 14 luglio 1997, è stata interposta opposizione.
D.
Con atto unico di ricorso 23 luglio 1997 contro i due precetti esecutivi gli escussi hanno postulato l’annullamento delle due esecuzioni, affermando che:
- “con le procedure in oggetto il _ ha posto in esecuzione un debito in conto corrente (...) di fr. 481’920.05”;
- “come risulta dai precetti esecutivi (...), contro i quali i ricorrenti hanno interposto opposizione, la creditrice fa valere il proprio credito in via ordinaria”;
- “il debito in questione risulta garantito da due cartelle ipotecarie di fr. 300’000.-- cadauna gravanti in IV e pari rango i fondi part. _ e _ RFD di _ ”;
- con l’introduzione del nuovo capoverso 1bis all’art.41 LEF “il legislatore ha inteso codificare il principio del
beneficium excussionis realis
a favore del debitore, che dottrina e giurisprudenza già avevano in precedenza riconosciuto”;
- “il signor _ non ha sottoscritto l’atto di costituzione in pegno (...) delle cennate cartelle”;
- ”a prescindere dalla valdità o meno di eventuali accordi intercorsi fra la creditrice e coloro che hanno costituito in pegno dette cartelle, è in ogni caso evidente che gli stessi non sono opponibili al ricorrente sopracitato (_, ndr.)”.
E.
Delle osservazioni delle altre parti interessate al procedimento verrà detto, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Giusta l’art. 41 cpv. 1 LEF per i crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno. anche contro debitori soggetti alla procedura di fallimento. La garanzia del pegno conferisce al debitore il beneficio dell’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria (K. Amonn/ D. Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §32 n.8 ss., p. 262; H. Fritzsche/ H. U. Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984 , §34 n.7 p. 475 s.; P.-R. Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.110). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale siffatto beneficio non è di natura imperativa, e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare (DTF 120 III 106; 117 III 74; 110 III 7; 104 III 9; 97 III 15; 84 III 69) nelle ipotesi seguenti:
a) omettendo di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro il precetto esecutivo, qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 101 III 21; 58 III 59; cfr. art. 41 cpv. 1bis LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997);
b) concedendo al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare il pegno (DTF 68 III 133);
c) pattuendo con il creditore che la pretesa garantita dal pegno venga dapprima escussa nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15; 73 III 16; K. Amonn/ D. Gasser, op.cit., §32 n.10 e 17 p. 262 s.).
2.
Con la sottoscrizione degli atti di costituzione di pegno 24 maggio 1991 (doc. B), 12 maggio 1993 (doc. E ) e 19 ottobre 1993 (doc. F) - di identico tenore per quanto riguarda le condizioni a retro degli stessi - _ ha conferito alla banca la facoltà di “procedere in via di realizzazione del pegno o in via di esecuzione ordinaria” (cfr. punto 7 delle citate condizioni). Con siffatta pattuizione _ ha espressamente rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla banca il diritto di opzione tra
beneficium excussionis realis
e
beneficium excussionis personalis
. Legittima nei suoi confronti è quindi stata la scelta operata dal _ di procedere dapprima in via esecutiva ordinaria. In questo senso il ricorso di _ va respinto.
3.
Diverso è invece il caso di _ _. Pur essendo debitore solidale con gli altri tre per il credito concesso dalla banca, non risulta infatti che abbia rinunciato al
beneficium excussionis realis
, in particolare non risulta che abbia autorizzato la banca, mediante sottoscrizione delle surriferite condizioni doc. B, doc. E e doc. F o mediante altro patto equivalente, a procedere direttamente nei suoi confronti prima di realizzare il pegno. Ne consegue che il ricorso di _ va accolto e il PE n. _ emesso nei suoi confronti annullato.
4.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 41 e 151 ss. LEF