Decision ID: 83b02a93-fca2-5f4d-941f-835e96cf00e8
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 26 ottobre 2004 la Corte Suprema del Sud
Africa ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto il 17 marzo 2000 da AO 1 (1958), cittadino austriaco, e AP 1 (1972), cittadina svizzera e sudafricana, omologando una convenzione in cui i coniugi pattuivano – tra l'altro – l'affidamen-to della figlia E_ (nata il 16 agosto 2000) a entrambi, disciplinando le relazioni personali. Nel dicembre del 2008 AP 1 si è trasferita a _, portando con sé la figlia, e in quello stesso mese ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, con un'azione di modifica di sentenza di divorzio, integrata con un memoriale del 29 gennaio 2009 e richieste di provvedimenti cautelari (inc. OA.2008.837 e DI.2009.177). A sua volta, il 22 gennaio 2009, AO 1 si è rivolto all'Autorità centrale del Sud Africa per ottenere il ritorno immediato della figlia in ossequio alla Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori, del 25 ottobre 1980.
B.
Il 9 febbraio 2009 AO 1 ha invocato la predetta Convenzione dell'Aia davanti all'Autorità ticinese di vigilanza sulle tutele, sollecitando il rientro immediato di E_ a _ e chiedendo che in via cautelare fosse vietato a AP 1 di lasciare la Svizzera, con l'obbligo per lei di consegnare all'Auto-rità di vigilanza sulle tutele i documenti d'identità della figlia. Statuendo senza contraddittorio il 12 febbraio 2009, l'Autorità di vigilanza ha accolto le domande cautelari e ha assegnato alla convenuta un termine per esprimersi sull'istanza. Le parti sono state sentite il 6 marzo 2009.
C.
Con decisione del 9 aprile 2009 l'Autorità di vigilanza ha poi accolto la richiesta di rientro, senza prelevare tasse o spese e condannando AP 1 a rifondere all'istante fr. 2000.– per ripetibili. Accertato che la dimora abituale della figlia è a _ e che i genitori esercitano insieme l'autorità parentale e detengono insieme la custodia (fatti incontestati), essa ha rilevato che AP 1 aveva condotto E_ in Svizzera senza l'assenso del padre e senza alcuna autorizzazione, quindi – stando alla citata Convenzione dell'Aia – in modo illecito. Per di più, la convenuta non aveva dimostrato né che AO 1 si fosse disinteressato della figlia né che il rientro ponesse quest'ultima in una situazione intollerabile.
D.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta con un appello del 5 maggio 2009 nel quale chiede che la richiesta di rientro della figlia a _ sia respinta. Nelle sue osservazioni del 9 giugno 2009 AO 1 propone di respingere l'appello.
E.
Il 1° luglio 2009 è entrata in vigore la legge federale sul rapimento internazionale dei minori e sulle Convenzioni dell'Aia sulla protezione dei minori e degli adulti (RS 211.222.32), applicabile per diritto transitorio anche alle procedure pendenti. Con ordinanza del 3 luglio 2009 il presidente di questa Camera ha designato così l'avv. _ quale mediatore incaricato di tentare una conciliazione dei coniugi e l'avv. _ quale curatore di rappresentanza della minorenne, convocando le parti a una discussione. Una richiesta del curatore volta a ottenere l'audizione di E_ da parte di specialisti è stata respinta con ordinanza presidenziale del 23 luglio 2009. Preso atto della decisione delle parti di intraprendere una mediazione di ampia portata, il 22 settembre 2009 il presidente della Camera ha poi sospeso la procedura di appello fino all'11 gennaio 2010.

Considerando
in diritto: 1.
Le decisioni emesse dall'Autorità di vigilanza sulle tutele sono impugnabili a questa Camera nel termine di venti giorni (art. 48 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, dell'8 marzo 1999, cui rinvia anche l'art. 39 LAC). La procedura è quella degli art. 307 segg. CPC, con le particolarità – per analogia – dell'art. 424
a
CPC. Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame era dunque ricevibile.
2.
In pendenza di ricorso è stata promulgata, come detto, la legge federale sul rapimento internazionale dei minori e sulle Convenzioni dell'Aia sulla protezione dei minori e degli adulti (LF-RMA). Tale ordinamento applicandosi “anche alle domande in vista del ritorno già presentate presso autorità cantonali” al momento della sua entrata in vigore (art. 16 LF-RMA), questa Camera ha trattato l'istanza di AO 1 alla stregua di una domanda di rientro presentata direttamente in appello (art. 7 cpv. 1 LF-RMA). Applicandosi la procedura sommaria (art. 8 cpv. 2 in fine LF-RMA), ovvero gli art. 361 segg. CPC, è quindi stata indetta un'
udienza (art. 363 CPC), cui sono state citate le parti personalmente (art. 9 cpv. 1 LF-RMA combinato con l'art. 364 CPC), previo tentativo di mediazione (art. 8 cpv. 1 LF-RMA) e nomina di un curatore di rappresentanza alla figlia (art. 9 cpv. 3 LF-RMA). Quest'ultima avendo poco più di nove anni, non ne è occorsa invece l'audizione (art. 9 cpv. 2 LF-RMA; DTF 133 III 148 consid. 2.3 e 2.4).
3.
Con lettera del 19 gennaio 2010 l'avv. _ ha comunicato alla Camera che la procedura di mediazione si era conclusa positivamente, le parti avendo raggiunto “un accordo globale
transattivo su tutte le questioni giuridiche rilevanti”. Il 14 aprile
2010 le parti hanno poi informato la Camera di avere chiesto al Pretore di stralciare dai ruoli l'azione di modifica della sentenza di divorzio (inc. OA.2008.837) e il relativo procedimento cautelare (inc. DI.2009.177). Nella stessa lettera AO 1 ha dichiarato a questa Camera di ritirare l'istanza di rientro e AP 1 di ritirare l'appello introdotto il 5 maggio 2009, ognuno assumendosi gli oneri della rispettiva procedura, compensate le ripetibili.
4.
Il ritiro dell'istanza di rientro da parte di AO 1 fa decadere la decisione presa il 9 aprile 2009 dall'Autorità di vigilanza sulle tutele e rende senza oggetto l'appello del 5 maggio 2009 volto contro tale decisione. L'intera causa va dunque stralciata dai ruoli. Nelle circostanze descritte rimane da statuire sugli oneri processuali e le ripetibili dei due gradi di giurisdizione. Le parti avendo disciplinato convenzionalmente esse medesime tali conseguenze, non è il caso di scostarsi senza ragioni prevalenti da simile regolamentazione. La tassa di giustizia in appello, ad ogni modo, va adeguatamente ridotta, la procedura terminando senza sentenza (art. 21 LTG per analogia).