Decision ID: 46cc4de5-baf7-5851-ad8a-8b62a7966580
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
A.
Con PE n. _del 14/26 luglio 1993 dell’UEF di Bellinzona la _ (in seguito: _ ha escusso _ per l’incasso di Fr. 239’568.15 oltre interessi alll’8 1⁄2 % dal 1. gennaio 1993, indicando quale titolo di credito: “Fälliger Zins auf Darlehen nr. _ bei unserer Geschäftsstelle in _.”
Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, la creditrice ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su una lettera di concessione di credito 28 novembre 1988 e contestuale riconoscimento di debito 2 dicembre 1988 per l’importo di Fr. 1’728’000.-- sottoscritto dall’escussa (doc. B). Il versamento dell’importo mutuato è stato effettuato il 30 novembre 1988 (doc. P). La creditrice pretende gli interessi calcolati dal 31 dicembre 1988 al 30 giugno 1993 di Fr. 288’568.15, dedotto l’importo versato di Fr. 49’000.--, ossia Fr. 239’568.15. Con lettera 14 maggio 1993 (doc. I) la debitrice ha chiesto una dilazione di un anno per il pagamento sia della somma mutuata che degli interessi. Secondo la _, con questo scritto, avrebbe implicitamente riconosciuto il tasso d’interesse di mora dell’8.5%, valendo la volontà contrattuale delle parti e non l’eventuale tasso indicato sui titoli ipotecari.
C.
All’udienza di contraddittorio l’escussa ha dichiarato che sono state intraprese trattative con la banca creditrice e con altri istituti bancari allo scopo di trovare una soluzione.
D.
Con sentenza 4/10 ottobre 1995 il Segretario assessore della Pretura di Bellinzona ha ritenuto che la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione ex art. 82 LEF.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa sostenendo che la vendita dell’immobile, senza l’esecuzione dei lavori di rinnovo, si è rivelata impossibile. Se questi lavori fossero stati eseguiti tempestivamente, il canone locatizio avrebbe potuto essere aumentato ed il valore dell’immobile conservato. L’appellante ha pertanto dichiarato di non sentirsi responsabile per gli interessi calcolati sul prestito, il cui tasso è sempre stato aumentato, nè del mutuo; anzi essa intende chiedere un indennizzo danni per mancato guadagno e abuso di fiducia.
F.
Con osservazioni 20 novembre 1995 la parte appellata si è opposta al gravame riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.

Considerato
in diritto
1.
Per i combinati cpv. 2 lett. f e cpv. 5 dell’art. 309 CPC, la dichiarazione di appello è nulla se manca l’indicazione dei motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda.
Il rigore formale va però attenuato e si prescinde quindi dalla declaratoria di nullità dell’atto di appello quando, pur in mancanza dei requisiti citati, dal contesto appaia chiara la volontà di appellare e risulti in termini affidabili quanto si chiede sia giudicato e per quali motivi, atteso che dalle irregolarità formali non derivi pregiudizio alla controparte: la sanzione di nullità è infatti da applicare con cautela, evitando di incorrere nella censura di formalismo eccessivo (cfr. in senso convergente II CC 16 aprile 1985 in re A.SA c. B., in Rep 1985 p. 338; II CC 10 gennaio 1986 in re C. c. C., in Rep 1986 p. 271; II CC 21 marzo 1980 in re S. c. F., in Rep 1981 p. 185; Lorenzo Anastasi, Il sistema dei mezzi d’impugnazione del codice di procedura civile ticinese, Zurigo 1981, p. 135).
Nella concreta fattispecie si può affermare che dall’atto d’appello emerge in termini univoci la volontà di _ di impugnare la sentenza pretorile, l’escussa avendo indicato la procedura esecutiva in oggetto, le parti in causa ed esposto la fattispecie, sostenendo che sarebbe stata indotta in errore.
Dalla pretesa carenza formale dell’atto d’appello nessun danno è inoltre derivato all’appellata che in sede di osservazioni ha ben compreso l’oggetto del contendere.
Ne consegue l’ammissibilità in principio dell’appellazione.
2.a)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).
b)
Il contratto di mutuo costituisce riconoscimento di debito per il rimborso della somma mutuata, quando cumulativamente sono adempiuti i seguenti requisiti:
- vi é contratto di mutuo scritto;
- vi é la prova documentale (che può risultare dal contratto medesimo o da una ricevuta separata) che il mutuante ha trasferito al mutuatario il capitale pattuito;
- la pretesa deve essere inoltre esigibile (cfr. CEF 19 giugno 1990 in re J./W.SA).
c)
Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (cfr. Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).
d)
Ex art. 321 cpv. 1 lett. b CPC in sede di appello è esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni.
e)
La lettera di concessione di credito 28 novembre 1988 con il contestuale riconoscimento di debito(doc. B) costituisce, insieme con l’ordine di pagamento 30 novembre 1988 (doc. P), gli estratti conto (doc. A), attestanti la scadenza degli interessi dal 31 dicembre 1988 al 30 giugno 1993, così come la lettera 14 maggio 1993 della debitrice (doc. I), con la quale ha riconosciuto l’esattezza degli interessi scaduti, valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF per l’importo di Fr. 239’568.15 posto in esecuzione.
Le allegazioni sollevate dalla debitrice la prima volta in questa sede vanno respinte, ex art. 321 cpv. 1 lett. b CPC essendo vietato in sede di appello addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni.
Contrariamente a quanto ritenuto in sede pretorile gli interessi di mora possono essere riconosciuti ex art. 104 cpv. 1 CO solo al tasso del 5%, la lettera doc. I della debitrice non contenendo alcuna dichiarazione di volontà esplicita ex art. 82 LEF in merito al tasso d’interesse e non potendosi calcolare in sede di procedura sommaria su quali importi sono applicabili i tassi del 5% risp. del 5 1/4% fissati nel contratto di concessione di mutuo doc. B. Ex art. 105 cpv. 1 CO gli interessi moratori per ritardo nel pagamento di interessi contrattuali sono dovuti solo dal giorno in cui si è proceduto contro la debitrice in via esecutiva, ossia dal 14 luglio 1993.
L’opposizione va pertanto rigettatata in via provvisoria per Fr. 239’568.15 oltre interessi al 5% dal 14 luglio 1993.
3.
L’appello 23 ottobre 1995 di _ va quindi parzialmente accolto.
Tassa di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 51, 54, 67 e 68 OTLEF).