Decision ID: 09ec694a-92e4-5d0b-ae6c-781c4dfc93c8
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 15 maggio 2003 la Cassa malati _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 517.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 20 agosto 2003 nessuna delle parti è comparsa.
C.
Il 5 settembre 2003 la Pretore del Distretto di _ ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo dal 5 settembre 2003 alle ore 14.00
D.
Con atto d'appello 18 settembre 2003 _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere pagato il debito oggetto dell'esecuzione in esame, compresi gli interessi e le spese, producendo una ricevuta postale 10 settembre 2003 (doc. _) relativa al pagamento di fr. 632.-- all'Ufficio esecuzione di _. Per quel che riguarda la sua solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto delle sue esecuzioni 8 settembre 2003 (doc. _), sostenendo che la sua situazione debitoria non è grave. Egli ha poi asserito di essere comproprietario per 1/2 di un appartamento acquistato per l'importo di fr. 255'000.--, producendo la fotocopia dell'istanza di iscrizione 7 novembre 2001 della relativa compravendita (doc. _).

Considerato
in diritto: 1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta postale 10 settembre 2003 (doc. _) si evince che il debitore con il versamento di fr. 632.-- all'UE di _ ha saldato l'esecuzione in oggetto, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che dall'estratto delle esecuzioni 8 settembre dell'UE di _ (doc. _), prodotto dall'appellante, risulta che contro _ sono pendenti, oltre alla procedura esecutiva in esame, ulteriori 4 esecuzioni, di cui per una è stata interposta opposizione, mentre per le ulteriori tre esecuzioni il PE è stato notificato risp. spedito al debitore, per cui in queste fasi di procedura non può ancora essere ritenuto che _ sia effettivamente debitore degli importi posti in esecuzione. Dal predetto estratto non risultano d'altro canto attestati di carenza di beni a carico dell'appellante. Di conseguenza non può essere affermato che _ si trovi in uno stato d'illiquidità e che non è in grado di saldare i propri debiti. Pertanto anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dalla prima giudice va quindi annullata.
2.
L'appello 18 settembre 2003 di _ va di conseguenza accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi, il pagamento del credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).