Decision ID: aaa2832a-5157-4c85-a037-69a631b4a408
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 29 marzo 2022, A._ (la ricorrente), cittadina dell’Ucraina nata il ...
1971 (n. di passaporto ...), di professione maestra di ginnastica, è giunta
da Kiev in Svizzera con il suo figlio B._, cittadino ucraino nato il ...
2000 (n. di passaporto ...), di professione impiegato (cfr. incarto SEM, doc.
2/1). La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha aperto due
procedure distinte per la ricorrente (N ...) e per il suo figlio (N ...).
B.
Compilando il “Breve questionario Ucraina” e il “Foglio complementare
d’ingresso”, la ricorrente ha indicato alla SEM, tra le altre cose, di non avere
parenti in Svizzera, ma di poter vivere presso dei privati volontari, ossia la
famiglia ... a ..., nel Canton Grigioni (cfr. incarto SEM, doc. 4/13).
C.
Il 29 marzo 2022, la SEM ha emesso due decisioni nei confronti della
ricorrente (cfr. incarto SEM, doc. 3/3 e 4/13).
La prima è la “decisione positiva sulla concessione della protezione
provvisoria”, il cui dispositivo riconosce alla ricorrente la protezione
provvisoria (punto 1) e l’attribuisce al Canton Grigioni, togliendo l’effetto
sospensivo ad un eventuale ricorso contro quest’ultimo provvedimento
(punti 2 e 3). I rimedi giuridici indicano un termine di ricorso di 30 giorni
lavorativi dal momento della notifica della decisione.
La seconda è la “decisione di ripartizione al cantone”, il cui dispositivo
ordina l’attribuzione della ricorrente al Canton Grigioni (punto 1) e toglie
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso contro la misura in questione
(punto 2). I rimedi giuridici indicano un termine di ricorso di 10 giorni
lavorativi dal momento della notifica della decisione.
D.
Il 25 aprile 2022, rappresentata dalla sua legale, la ricorrente ha adito il
Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo, previa restituzione
dell’effetto sospensivo al ricorso e concessione del gratuito patrocinio, che
il punto 2 del dispositivo della decisione positiva sulla concessione della
protezione provvisoria sia “annullato e riformato”, per cui essa stessa “con
il suo intero nucleo familiare è assegnata al Cantone Ticino anziché al
Cantone Grigioni”.
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Diritto:
1.
Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17
giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro le
decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei casi previsti all’art.
32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e sia la “decisione
positiva sulla concessione della protezione provvisoria”, sia la “decisione
di ripartizione al cantone”, che non rientrano peraltro nell'elenco dell'art. 32
LTAF, costituiscono dei provvedimenti ai sensi dell’art. 5 PA, emanati dalla
SEM nell’ambito della procedura d’asilo (cfr. art. 4 LAsi), dimodoché questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso (cfr. gli artt. 105 e
108 cpv. 6 della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31]). Dato
che si tratta di una procedura in materia d’asilo, la presente sentenza non
può essere impugnata davanti al Tribunale federale ed è quindi definitiva
(cfr. art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno
2005 [LTF, RS 173.110]).
2.
Questo Tribunale verifica d’ufficio se sono soddisfatti i presupposti
processuali. Bisogna così accertare se è data la tempestività del gravame,
a seconda che il termine determinante per ricorrere sia, in concreto, quello
di 10 o quello di 30 giorni. In seguito, si deve esaminare il presupposto
processuale particolare formulato all’art. 27 cpv. 3 3a frase LAsi, il quale
esige che, per poter impugnare la decisione d’attribuzione, deve essere
invocata una violazione del principio, di rango costituzionale, dell’unità
della famiglia (cfr. art. 13 cpv. 1 della Costituzione federale [Cost., RS 101]).
Questo implica che la relativa censura deve essere sollevata e motivata
(cfr., per analogia, l’art. 106 cpv. 2 LTF). È solo se il presupposto
processuale è adempiuto che la censura deve essere vagliata.
3.
Riguardo alla tempestività del ricorso vanno ritenute le due decisioni che
la SEM ha emanato e notificato, contemporaneamente, il 29 marzo 2022
(cfr. consid. C), ossia quella che concede la protezione provvisoria, nei cui
rimedi giuridici è fissato un termine di 30 giorni per interporre ricorso a
questo Tribunale, e quella di attribuzione cantonale, i cui rimedi fissano un
termine di 10 giorni per ricorrere.
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3.1 La “decisione positiva sulla concessione della protezione provvisoria”
è la decisione di merito, finale, che accorda alla ricorrente la protezione
provvisoria (art. 4 LAsi [permesso di persone bisognose di protezione “S”]).
In quanto tale, essa ha messo fine alla procedura davanti alla SEM (cfr.,
par analogia, l’art. 90 LTF). Dalla sua notifica ha così cominciato a
decorrere il termine di ricorso di 30 giorni (cfr. art. 108 cpv. 6 LAsi; cfr. anche
gli artt. 44 e 50 cpv. 1 PA).
3.2 D’altra parte, per sua natura la “decisione di ripartizione al cantone” non
è, in conformità alla LAsi (cfr. artt. 27 cpv. 3, 107 cpv. 1 e 108 cpv. 2 LAsi),
finale, bensì incidentale (in tedesco: “Zwischenverfügung”; in francese:
“décision incidente”).
Le decisioni incidentali possono concernere “sowohl prozessrechtliche
Anordnungen (z.B. Verfügung über Beweisabnahme oder Ausstand) als
auch materiellrechtliche Vorfragen (z.B. Bejahung einer grundsätzlichen
Haftung oder Feststellung der Invalidität), soweit diese das Verfahren nicht
prozessual beenden im Sinne einer Endverfügung” (cfr. FELIX
UHLMANN/SIMONE WÄLLE-BÄR, in: Waldmann/Weissenberger [editori],
Praxiskommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2a
ed., 2016, n. 4 ad art. 45 PA).
Le decisioni incidentali si caratterizzano per il fatto che sono “notificate
separatamente” (in tedesco: “selbständig eröffnet”; in francese: “notifiées
séparément”) rispetto alla decisione finale (cfr. artt. 45 e 46 PA). A proposito
di questa condizione la dottrina precisa che “für das Erfordernis der
Selbständigkeit ist der für die Eröffnung gewählte Zeitpunkt grundsätzlich
unerheblich. Auch wenn Zwischenverfügungen wesensgemäss im Laufe
des Verfahrens erlassen werden sollten, ändert eine Eröffnung kurz vor
dem Verfahrensabschluss an sich nichts an ihrer Rechtsnatur. Wird eine
Entscheidung dagegen erst zusammen mit bzw. innerhalb des
Endentscheids erlassen, fehlt es an einer selbständigen Eröffnung” (cfr.
MARTIN KAYSER/LYSANDRE PAPADOPOULOS/RAHEL ALTMANN, in: Christoph
Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Bundesgesetz über das
Verwaltungsverfahren – Kommentar, 2a ed., 2019, n. 21 ad art. 45 PA).
3.3 In concreto, come già anticipato, la decisione d’attribuzione della
ricorrente al Canton Grigioni è stata, da un lato, emanata e notificata lo
stesso giorno della decisione di merito finale sulla concessione della
protezione provvisoria, ossia il 29 marzo 2022, e, dall’altro lato, è stata
integrata nel punto 2 del dispositivo della medesima decisione. Benché non
si riesca a capire la ragion d’essere di questo doppione, questo Tribunale
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considera che la decisione d’attribuzione è divenuta parte integrante della
decisione di merito finale e che, per questo motivo, non ha mai acquisito o
ha perso il suo carattere di decisione incidentale munita del suo proprio
termine di ricorso di 10 giorni. Il termine di ricorso di 10 giorni è stato, per
così dire, assorbito dal termine di ricorso di 30 giorni (cfr., in questo senso,
gli artt. 46 cpv. 2 PA e 93 cpv. 3 LTF). Questo implica che la ripartizione al
Canton Grigioni, come punto del dispositivo della decisione di merito finale,
è perlomeno impugnabile secondo il termine di ricorso di quest’ultima, che
è di 30 giorni, in ossequio al principio della buona fede (cfr. artt. 5 cpv. 3 e
9 Cost.).
Ora, visto che la decisione di merito finale è stata emessa, e notificata alla
ricorrente, il 29 marzo 2022 (cfr. incarto SEM), e che il ricorso è stato
inoltrato a questo Tribunale il 27 aprile 2022 (cfr. incarto TAF), il termine di
30 giorni è rispettato, dimodoché il ricorso è tempestivo.
4.
Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un
interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve contenere le conclusioni, i motivi,
l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo
rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i
documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA).
In concreto, la ricorrente, destinataria della decisione impugnata, ha
presentato il suo gravame nel rispetto dei requisiti previsti dalla PA. Da
questo punto di vista, il ricorso sarebbe dunque ammissibile. Resta tuttavia
da esaminare se la ricorrente invochi effettivamente, come esige la LAsi,
la violazione del principio dell’unità della famiglia (cfr. consid. 2).
5.
La ricorrente ha dichiarato alla SEM, per scritto, di non avere parenti in
Svizzera, ma di poter vivere presso dei privati volontari, ossia la famiglia
... a ..., nel Canton Grigioni (cfr. consid. B). Sulla base di questa
indicazione la SEM ha attribuito la ricorrente al Canton Grigioni,
presupponendo verosimilmente che ciò corrispondesse alla sua volontà. Si
aggiunga che pure suo figlio maggiorenne è stato attribuito, in base alla
medesima indicazione, allo stesso cantone.
Nell’impugnativa la ricorrente si riferisce, innanzitutto, all’informazione
secondo cui “nel Cantone Grigioni manchino tremila due posti protetti nei
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rifugi”, per concluderne che “un’aggiudicazione della famiglia ... al Ticino
anziché ai Grigioni, meglio si adatterebbe e rispecchierebbe con più
efficacia il principio di proporzionalità e adeguatezza che permeano il
nostro ordinamento giuridico” (ricorso, § 8). Ora, non si può che constatare
che questa censura, peraltro formulata al condizionale, semplicemente non
si rapporta al principio dell’unità della famiglia ed è pertanto inammissibile.
In secondo luogo, la ricorrente pretende che “la decisione di attribuzione al
Canton Grigioni sia inadeguata e contraria agli artt. 27 LAsi e 22 OAsi
(Ordinanza 1 sull’asilo dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]), per la
semplice ragione che le relazioni umane – soprattutto tra gente dello stesso
Paese – sono in questo frangente più che mai indispensabili e non vanno
spezzate” (ricorso, § 9). Anche questa censura, non riferendosi al principio
dell’unità della famiglia, va respinta come inammissibile.
In terzo luogo, affermando che “rappresenta l’intera famiglia”, la ricorrente
chiede “di poter vivere questo assurdo periodo nella vicinanza di affetti
importanti e solidi [...]” nel Canton Ticino, “al fine di garantirle una
sistemazione idonea, assicurarle un periodo sereno in un contesto
familiare fatto di rapporti risalenti [sic] e validi a titolo di supporto e conforto”
(ricorso, §§ 10 e 11). In proposito, si deve osservare che la ricorrente non
specifica minimamente né chi sia la sua intera famiglia, se si eccettua il
suo figlio maggiorenne, né chi siano gli affetti importanti e solidi sotto il
profilo della sua parentela. Stando così le cose, non si può ammettere che
la ricorrente faccia valere una violazione del principio dell’unità della
famiglia.
In seguito, riferendosi all’art. 27 cpv. 1 LAsi e al requisito del “vincolo
familiare”, la ricorrente invoca la “presenza di profondi legami con altri
ucraini presenti in territorio ticinese. A maggior ragione se si accoglie
l’interpretazione prevalente ed estensiva che fa coincidere il concetto di
famiglia di cui alla menzionata norma LAsi con quello di vita familiare ex
art. 8 CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo [CEDU, RS 0.101]),
[...], si può ben comprendere la necessità di concedere un avvicinamento
della ricorrente con famiglia, agli affetti stabili che hanno accompagnato la
sua realtà in Ucraina” (ricorso, § 13). Ora, anche questa censura, malgrado
la sua parvenza, non concerne alcuna violazione del principio dell’unità
della famiglia.
Per finire, richiamandosi agli artt. 13 Cost. e 8 CEDU, la ricorrente
asserisce che essi “tutelano, oltre al rispetto della vita familiare, anche
quello della vita privata, [...], data l’esistenza di legami sociali intensi con
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persone già assegnate al Ticino” (ricorso, § 14). Anche in questo caso non
è dato di intravvedere alcuna censura che abbia per oggetto la violazione
del principio dell’unità della famiglia. Riguardo alla protezione della vita
privata, pur volendo ammettere che gli artt. 8 e 13 (diritto a un ricorso
effettivo) CEDU possano essere invocati, sotto questo profilo, nel contesto
della presente procedura, si deve constatare che la ricorrente non apporta
elementi di fatto concreti sufficienti per assumere che la sua attribuzione al
Canton Grigioni costituisca di per sé un’ingerenza nell’esercizio del diritto
al rispetto della sua vita privata. Pertanto, la ricorrente non può beneficiare
della tutela di queste norme convenzionali.
Siccome non si evince in alcun modo, né dall’incarto (cfr. consid. B) né dal
ricorso, che la ricorrente abbia dei familiari/parenti in Svizzera, più
precisamente in Ticino, non si può ammettere che invochi, sollevandole e
motivandole, delle censure relative alla violazione del principio dell’unità
della (sua) famiglia. Pertanto, dal momento che il presupposto processuale
formulato all’art. 27 cpv. 3 3a frase LAsi non è soddisfatto, il ricorso è
inammissibile.
Si aggiunga, ad abundantiam, che la ricorrente può comunque chiedere un
cambiamento di cantone in conformità alla procedura degli artt. 22 cpv. 2 e
44 OAsi 1.
6.
In conclusione, alla luce degli argomenti sopraesposti, il ricorso si rivela
essere inammissibile.
7.
L’emanazione della presente sentenza rende priva d'oggetto la domanda
di restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso.
8.
Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte
soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv.
1 PA); a titolo eccezionale, le spese processuali possono essere condonate
(art. 63 cpv. 1 ultima frase PA), in particolare se un ricorso è liquidato in
seguito a rinuncia o a transazione senza avere causato un lavoro
considerevole all'autorità di ricorso, oppure se, per altri motivi inerenti al
litigio o alla parte in causa, non risulti equo addossare le spese processuali
alla parte (art. 4a dell'ordinanza sulle tasse e spese nella procedura
amministrativa [OTSPA, RS 172.041.0]).
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Date le circostanze del caso, non si prelevano spese processuali, per cui
la domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria diviene priva
d’oggetto.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA
nonché l’art. 7 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF, RS 173.320.2]).