Decision ID: 93bee17e-ff77-4267-a21a-736084f5e0ad
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 16 ottobre 2020 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, PI 1 procede contro suo padre, RI 1, per l’incasso dei
contributi di mantenimento di fr. 1'305.– mensili maturati da luglio 2019 ad aprile 2020, di complessivi fr. 13'050.– oltre agli interessi del 5% dal 6 di ogni singolo mese, secondo i decreti supercautelari 14 febbraio 2011 e 10 maggio 2017 della Pretura di Lugano.
B.
Con sentenza del 21 giugno 2021, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha parzialmente accolto l’istanza presentata da PI 1, rigettando in via definitiva l’opposizione interposta dal padre limitatamente a fr. 13'500.– oltre agli interessi del 5% dal 16 ottobre 2020.
C.
Emesso l’avviso di pignoramento per fr. 14'811.55, spese e interessi compresi, il 1° febbraio 2022 l’UE ha proceduto a pignorare i saldi dei conti dell’escusso presso l’_ SA, pari a fr. 2'837.10, tolti fr. 1'612.75 destinati a garantirgli il minimo esistenziale.
D.
Con ricorso del 9 febbraio 2022, RI 1 ha chiesto a questa Camera l’annullamento o la sospensione della procedura esecutiva
“ed il disconoscimento del debito”
.
E.
Nelle sue osservazioni del 14 febbraio 2022, l’UE ha chiesto alla Camera di valutare la possibilità di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori giusta l’art. 9 cpv. 2
della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200). Non ha notificato il ricorso per osservazioni alla controparte.
F.
Con replica spontanea del 21 febbraio 2022, RI 1 ha ribadito la sua richiesta
di “revisione dell’importo pignorabile”
e postulato
“quantomeno”
la sospensione della procedura di reclamo in attesa che la Pretura di Lugano si pronunci sulla sua petizione di annullamento/sospensione della procedura esecutiva, oltre che di disconoscimento del debito (inc. SE.2022.43), presentata il 9 febbraio 2021.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica del verbale di pignoramento, nella misura in cui riguarda tale provvedimento il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Il ricorrente espone che i contributi alimentari posti in esecuzione scaturiscono da una decisione supercautelare emessa dal Pretore di Lugano, sezione 4, il 10 maggio 2017 (doc. D accluso al ricorso), con cui l’ha condannato a pagare alla figlia diventata maggiorenne il 26 gennaio 2017 fr. 1'305.– mensili oltre all’assegno di formazione dal maggio del 2017. Nella causa di merito, lo stesso
Pretore ha parzialmente accolto la petizione di PI 1
con sentenza del 13 ottobre 2020 (doc. G), con cui ha obbligato il padre a pagare un contributo di mantenimento mensile di fr. 1'765.–, in aggiunta a eventuali assegni familiari, dal febbraio del 2017 al dicembre del 2022. Adita con un suo appello del 12 novembre 2020 e con un appello incidentale della figlia, mediante sentenza del 23 settembre 2021 la prima Camera civile del Tribunale d’appello (I CCA) ha riformato la decisione pretorile nel senso della reiezione della petizione e dell’assegnazione delle spese processuali all’attrice, e ha respinto l’appello incidentale (doc. H). RI 1 ne deduce che non deve alimenti alla figlia per il periodo dal febbraio del 2017 al dicembre del 2022 e chiede pertanto alla Camera l’annullamento o la sospensione della procedura esecutiva
“ed il disconoscimento del debito”
.
3.
La Camera, nella sua veste di autorità di vigilanza (sopra consid. 1), non è competente per annullare o sospendere l’esecuzione, né per disconoscere il debito, facoltà riservate all’apposito giudice
(art. 83 cpv. 2, 85 e 85
a
LEF), che RI 1 ha del resto adito
il 9 febbraio 2022 (sopra ad F). Per abbondanza, va inoltre rilevato che la I CCA ha puntualizzato che la sua decisione (del 23 settembre 2021) non riguardava l’assetto cautelare, non oggetto d’appello, precisando solo che i provvedimenti cautelari sarebbero decaduti (per il futuro) con la notificazione della sentenza d’appello (consid. 9 a pag. 10). Tale giudizio non appare pertanto determinante per i contributi alimentari posti in esecuzione, che concernono un periodo (
da luglio 2019 ad aprile 2020) antecedente la sua notificazione (successiva al 24 settembre 2021).
4.
In via subordinata il ricorrente chiede di dedurre dalla somma pignorata di fr. 2'837.10 diverse fatture per complessivi fr. 1'176.60 relative a spese di fornitura di corrente elettrica, a cure mediche, a medicamenti e alla chiusura della sua attività come indipendente dal punto di vista dei contributi personali AVS, che pare ritenere, implicitamente, spese indispensabili giusta l’art. 93 LEF.
4.1
Nel verbale interno delle operazioni di pignoramento l’UE ha stabilito che a fronte di redditi di fr. 1'066.10 (pensioni anticipate dalla _ e _) il minimo esistenziale di RI 1 ammonta a fr. 1'612.75 (base mensile di fr. 1'200.– + premi di assicurazione malattia di fr. 412.75).
4.2
Le spese di elettricità per la cucina e la luce sono già incluse nel minimo esistenziale di base di fr. 1'200.– mensili computato dall’UE (punto I della
Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, allegata alla Circolare CEF n. 35/ 2009, pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009),
a concorrenza di circa
fr. 60.– mensili per una persona sola (sentenza della CEF 15.2020.56 del 20 novembre 2020, consid. 3.2). Il costo di fr. 87.45 fatturato dall’AEM per l’ultimo trimestre del 2021 (doc. L) non può pertanto essere aggiunto all’im-porto già calcolato dall’UE né dedotto dal saldo della relazione bancaria pignorata.
4.3
La fattura del Dr med. _ dell’11 gennaio 2022 (doc. M) risulta essere a carico dell’assicurazione malattia obbligatoria (LAMal) e del resto è indirizzata all’_. Non se ne può tenere conto di conseguenza per ridurre la somma pignorata.
4.4
L’estratto conto per integratori alimentari forniti dal Dr med. _ il 14 dicembre 2021 (doc. N) riguarda spese il cui carattere indispensabile giusta l’art. 93 LEF non è dimostrato. I prodotti in questione rientrano d’altronde nella quota del minimo esistenziale di base dedicata all’alimentazione in generale (cfr. sentenza della CEF 15.2007.69 del 19 settembre 2007 consid. 3.2/b, massimata in RtiD 2008 I 1084 n. 64c). Anche su questo punto il ricorso è infondato.
4.5
È dubbio che la partecipazione di fr. 5.10 fatturata dall’_ (ex _) il 19 gennaio 2022 a RI 1 per medicamenti (doc. O) possa rientrare tra le spese mediche “d’importo rilevante” nel senso del punto II/8 della precitata Tabella. Va ad ogni modo compensata con il credito dell’escusso nei confronti dell’AVS (v. sotto consid. 4.6).
4.6
La “fattura di chiusura” di fr. 525.70 emessa il 20 gennaio 2022 dall’Istituto delle assicurazioni sociali (doc. P) si riferisce non a un debito, bensì a un saldo attivo a favore di RI 1, composto di interessi remunerativi di fr. 1.10 (v. doc. P, secondo foglio) e di “pagamenti membri PVR” di fr. 524.60 (doc. P, terzo foglio). Del resto, anche se dovessero risultare altre fatture non pagate per l’affiliazione di RI 1 alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG per la sua pregressa attività indipendente, siccome essa è terminata già il 31 dicembre 2020 (doc. P, primo foglio) l’eventuale debito residuo non potrebbe essere considerato una spesa ricorrente indispensabile da computare nel suo minimo esistenziale giusta l’art. 93 LEF, ma come un debito
una tantum
sorto prima del pignoramento, che non gode di alcun privilegio rispetto al credito vantato dalla figlia.
5.
In definitiva, nella misura in cui è ricevibile il ricorso va respinto. Stante tale esito, non è necessario notificare all’escutente né il giudizio odierno né il ricorso (cfr. art. 9 cpv. 2
della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]).
6.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).