Decision ID: e3d98938-f1ca-5207-93b2-4bc063845f9b
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 7 giugno 1995 il Segretario assessore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato in luogo e vece del Pretore il divorzio tra _ (1962), cittadino turco, e _ (1964), cittadina italiana. La convenzione sugli effetti del divorzio omologata con la sentenza prevedeva, tra l'altro, l'affidamento dei figli _ (nata il _ 1984) e _ (nato il _ 1986) alla madre, con obbligo per il padre di versare a ogni figlio un contributo alimentare di fr. 500.– mensili fino al 12° anno di età, di fr. 600.– fino al 16° anno e di fr. 700.– fino alla maggiore età. Nell'agosto del 1998 _ si è trasferito in _, dove ha sposato la connazionale _.
B. Il 26 ottobre 2001 _ ha promosso davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, un'azione di modifica della sentenza di divorzio, postulando l'esonero dai contributi alimentari dovuti ai figli _ e _ dal 1° settembre 2001. All'udienza del 24 gennaio 2002 egli ha confermato la domanda, alla quale si sono opposti i figli. Esperita l'istruttoria, le parti hanno riaffermato il loro punto di vista in un memoriale conclusivo e hanno rinunciato al dibattimento finale. Statuendo il 19 maggio 2003, il Pretore ha respinto l'istanza. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 500.–, sono state poste a carico dell'istante, tenuto a rifondere alle controparti fr. 1000.– complessivi per ripetibili. I convenuti sono stati ammessi al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
C. Insorto contro la predetta sentenza con un appello del 30 maggio 2003, _ postula – previa concessione dell'assistenza giudiziaria e l'adozione di misure provvisionali – la soppressione del contributo litigioso o, quanto meno, la sua riduzione a fr. 100.– mensili per ciascun figlio e la conseguente riforma del giudizio impugnato. L'appello non è stato intimato a _ né a _.

Considerando
in diritto: 1. La modifica del contributo alimentare per un figlio minorenne previsto in una sentenza di divorzio soggiace – dal 1° gennaio 2000 – all'art. 134 cpv. 2 CC, che rinvia agli art. 285 e 286 cpv. 2 CC (Leuenberger in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 8 e 9 ad art. 7a tit. fin. CC; Breitschmid in: Das neue Scheidungsrecht, Zurigo 1999, pag. 135). La procedura è quella degli art. 425 segg. CPC, nella quale il Pretore statuisce con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 428 CPC). Le parti e il Pretore si sono fondate a ragione sui medesimi principi. Tempestivo, il ricorso è quindi ricevibile.
2. Il Pretore ha accertato che l'istante, dopo avere lasciato il lavoro alla _, si è trasferito in _, dove si è risposato e si è impiegato in un albergo come chef de partie, con un guadagno di DM 3400.– mensili lordi, pari a DM 1649.24 netti. Sulla base di tale introito il primo giudice ha ritenuto che l'istante non fosse in grado di far fronte nemmeno al proprio fabbisogno. Tuttavia, essendosi egli risposato, il dovere di mutua assistenza tra coniugi imponeva alla seconda moglie di riprendere o estendere la sua attività lucrativa. E siccome nulla era dato di sapere sulla situazione di quest'ultima, il primo giudice ha escluso la possibilità di ridurre il contributo per i figli, tanto più che di fronte a una condotta processuale negligente non spettava al tribunale intervenire d'ufficio. Oltre a ciò – ha soggiunto il Pretore – la situazione finanziaria della prima moglie non è affatto florida, poiché fino al 30 giugno 2001 essa ha beneficiato unicamente di sussidi e solo il 20 agosto 2001 ha trovato lavoro come ausiliaria, con un guadagno di fr. 3050.– mensili lordi.