Decision ID: b8e1f387-3971-5b18-9055-e38b338c4434
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che il 4 ottobre 2016 RE 1 si è rivolto all' CO 1 per farsi rappresentare in una vertenza da lui promossa nei confronti dell'ex moglie _ G_ volta alla riduzione del contributo alimentare da lui dovuto in favore della figlia O_;
che il 28 ottobre 2016 RE 1 ricevuta dalla legale una richiesta di acconto di fr. 1000.–, l'ha informata di essere impossibilitato a farvi fronte e di volere proseguire personalmente con la causa;
che il 24 novembre 2016 l'_ CO 1 ha trasmesso al cliente una nota professionale per le prestazioni da lei svolte dal 4 ottobre al 7 novembre 2016 di complessivi di fr. 1307.16 (fr. 1083.33 di onorario, fr. 127.– di spese e fr. 96.83 di IVA)
e, dedotto l
'
importo di fr. 500.– già incassato, gli ha chiesto il pagamento del saldo di fr. 807.16, senza esito;
che il 1° febbraio 2017 l'_ CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del circolo delle Isole, chiedendo la convocazione di RE 1 a un tentativo di conciliazione volto a ottenere il pagamento di fr. 807.16 “oltre interessi e spese”;
che all'udienza del 6 marzo 2017 le parti non hanno raggiunto un'intesa;
che in quell'occasione l'istante ha chiesto al Giudice di pace di emanare una decisione ai sensi dell'art. 212 CPC;
che statuendo il 9 marzo 2017 il Giudice di pace ha accolto l'istanza, condannando il convenuto a versare all'istante fr. 807.16 oltre interessi al 5% dal 24 novembre 2016 e ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 160.–;
che contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 5 marzo (recte: aprile) 2017 (cfr. timbro sulla busta di intimazione), in cui chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l'istanza;
che
l'atto
non è stato oggetto di notificazione;
e considerando

in diritto:
che le decisioni emanate dal Giudice di pace, come autorità di conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC, sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC;
Honegger
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], 3a edizione, n. 10 ad art. 212);
che nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al più presto al convenuto il 10 marzo 2017, sicché il reclamo, impostato il 6 aprile 2017 (cfr. timbro sulla busta di intimazione), è tempestivo;
che secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante non può limitarsi a criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella del primo giudice, ma deve
dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (
Trezzini
in: Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 321 pag. 1411);
che il Giudice di pace, preso atto della distinta sull'attività svolta dall'istante in favore del convenuto, ha ritenuto il compenso chiesto “congruo e giustificato”, donde l'accoglimento dell'istanza;
che il reclamante espone lo svolgimento dei fatti alla base del contenzioso e si
rifiuta di pagare interamente la nota professionale dell'istante perché per le prestazioni da lei eseguite “l'importo di fr. 500.– da lui versato è una retribuzione più che sufficiente”, non condividendo inoltre le spese telefoniche di fr. 37.– esposte nella parcella;
che ci si può chiedere se le argomentazioni del reclamante, non riportate nel verbale del 6 marzo 2017 e quindi apparentemente non espresse davanti al primo giudice, siano ricevibili, l'art. 326 cpv. 1 CPC escludendo in sede di reclamo l'allegazione di nuovi fatti e di nuovi mezzi di prova;
che nondimeno, il verbale citato si riferisce manifestamente alla procedura di conciliazione tant'è che nemmeno riporta le dichiarazioni del convenuto;
che, per contro,
o
ve
l'istante chieda l'emanazione di una decisione ai sensi dell
'
art. 212 cpv. 1 CPC, il giudice deve dapprima chiudere a verbale la procedura di conciliazione e successivamente aprire formalmente una procedura decisionale
, durante la quale l'
autorità
, che
agisce così come una vera e propria giurisdizione di prima istanza
, deve tenere
un verbale
conten
ente
gli elementi essenziali del processo
(
conclusioni, le istanze e
dichiarazioni
delle parti
:
art. 235 cpv. 1 lett. d CPC)
;
che i
l verbale nella procedura decisionale diventa altresì indispensabile in caso
impugnazione della decisione. L'autorità di reclamo deve sapere quali sono state, in prima sede, le domande, le allegazioni e i mezzi di prova delle parti, dovendo determinare se il reclamo contenga inammissibili conclusioni
, allegazioni e mezzi di prova nuovi (
CCR, sentenza inc. 16.2014.54 del 14 aprile 2016 consid. 6a con riferimenti);
che in tali circostanze si giustifica di esaminare le censure mosse nel reclamo da RE 1;
che, nondimeno, in presenza di una nota dettagliata come quella prestata dalla legale, il convenuto aveva l'obbligo, se non di prendere posizione su ogni singola voce dell'esposto, almeno di specificare se a essere contestate erano l'effettuazione stessa delle prestazioni fatturate, il tempo impiegato oppure le tariffe applicate e ciò affinché l'attrice sia messa in condizione di sapere di quali di questi fattori doveva fornire le prove (sentenza del Tribunale federale 4A_9/2015 del 29 luglio 2015 consid. 5.4);
che nella misura in cui il convenuto adduce solamente che l'avvocata si era limitata a “fissare un appuntamento in Pretura” e a effettuare una telefonata all'avvocato della controparte, la contestazione non può ritenersi sufficiente e non può avere come conseguenza l'obbligo per lei di provare tutti i fattori dell'onorario, per ogni singola prestazione elencata dall'attrice (sentenza del Tribunale federale 4A_415/2016 del 25 novembre 2016 consid. 4.2);
che per quanto concerne l'onorario di fr. 1083.33, esso corrispondente a 4.33 ore di lavoro alla tariffa oraria di fr. 250.– sicché la contestazione del reclamante secondo cui l'avvocata, contrariamente a quanto pattuito, avrebbe applicato una tariffa oraria di fr. 280.–, cade nel vuoto;
che in definitiva, il reclamo si rivela infondato;
che le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), mentre non si pone problema di indennità alla controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni.