Decision ID: af1e6802-8546-407c-8be2-78f93531c250
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Tra dicembre 2019 e gennaio 2020 la ditta individuale RE 1 ha eseguito lavori di tinteggio interni ed esterni in un'abitazione appartenente a CO 1. Il 15 giugno 2020 la ditta ha trasmesso al committente una fattura di complessivi fr. 1895.50. Nonostante i solleciti di pagamento la fattura in questione è rimasta impagata.
B.
Con istanza del 24 novembre 2020 RE 1 si è rivolto al Giudice di pace del circolo del Gambarogno chiedendo di convocare CO 1 per un tentativo di conciliazione e, in caso di mancata conciliazione, di pronunciare un giudizio sulla
base dell'art. 212 CPC,
volto a ottenere il pagamento di fr. 1895.50
oltre interessi al 5% dal 15 luglio 2020. All'udienza di conciliazione dell'11 gennaio 2021, poi posticipata al 15 febbraio 2021, le parti non hanno raggiunto un'intesa di modo che il Giudice di pace ha preannunciato l'emanazione di una decisione.
C.
Statuendo con sentenza del 5 marzo 2021 il Giudice di pace ha parzialmente accolto la petizione nel senso che il convenuto è stato obbligato a versare all'attrice fr. 947.75. Le spese processuali di fr. 180.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le indennità.
D.
Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 1° aprile 2021 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di accogliere integralmente la petizione. Il reclamo non è stato oggetto di notificazione a CO 1.

Considerando
in diritto:
1.
Le decisioni emanate dal Giudice di pace come autorità di conciliazione in applicazione dell'art. 212 cpv. 1 CPC sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza (art. 321 cpv. 1 CPC;
Honegger
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger [curatori], 3a edizione, n. 10 ad art. 212). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta all'attore l'8 marzo 2021. Introdotto il 1° aprile 2021 (cfr. timbro sulla busta d'invio), il reclamo in esame è pertanto tempestivo.
2.
Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha accertato che l'incarico conferito all'attore dal convenuto consisteva nell'esecuzione di “lavori di riparazione su un lavoro di risanamento già eseguito da un'altra ditta”. Egli ha così constatato che l'attore “professionista nel campo” aveva eseguito tali lavori, investendo materiale e tempo, senza però valutare, come gli incombeva, o “esplicitare in modo ineccepibile” i rischi insiti alla riparazione. D'altro canto, egli ha rimproverato al convenuto di non avere dimostrato di aver sollecitato risposte “in tal senso” prima dell'inizio dei lavori, ciò che è “impensabile anche per un profano” non porsi la domanda “a sapere se vi erano rischi”. In circostanze siffatte, il Giudice di pace ha considerato che entrambe le parti “devono sopportare parte della spesa nella misura del 50% ciascuno”, donde il parziale accoglimento della petizione.
3.
Il reclamante, dopo avere rilevato di avere informato il committente che i lavori avrebbero comportato una spesa di circa fr. 2000.–,
assevera di aver eseguito i lavori in due tappe e di non avere mai ricevuto lamentele in merito all'esecuzione degli stessi. Richiamato l'art. 367 cpv. 1 CO, egli rimprovera al convenuto di non avere dimostrato di avere tempestivamente notificato difetti, “ciò malgrado l'esplicita contestazione” da lui formulata il 18 gennaio 2021, né tanto meno di avere dimostrato l'esistenza degli stessi.
A suo avviso, ad ogni modo, si volesse anche ritenere che vi fossero dei difetti notificati tempestivamente, questi riguarderebbero tutt'al più i lavori esterni, il cui costo ammontava a fr. 660.–
di modo che una suddivisione a metà dell'importo fatturato è “privo di qualsivoglia fondamento”.
4.
D
al profilo formale ci si potrebbe chiedere se gli
argomenti del reclamante non siano nuovi e quindi irricevibili (art. 326 cpv. 1 CPC),
giacché né l'istanza né il verbale d'udienza del 15 febbraio 2021 riportano le allegazioni testé riassunte. In realtà tutto si ignora anche sugli argomenti addotti dal convenuto senza che si possa escludere che questi non siano stati verbalizzati dal Giudice di pace. Al proposto allo stesso va ricordato che se l'autorità di conciliazione non deve verbalizzare le dichiarazioni delle parti nella procedura di conciliazione (art. 205 cpv. 1 CPC), al momento dell'apertura della procedura decisionale dell'art. 212 CPC va tenuto un verbale che deve contenere di principio gli elementi essenziali del processo che non figurino già in atti scritti e segnatamente le conclusioni, le istanze e dichiarazioni delle parti, così come le indicazioni concernenti i fatti perlomeno nel loro contenuto essenziale (
art. 235 cpv. 1 lett. d CPC; CCR, sentenza inc. 16.2018.56 del 19 dicembre 2019 consid. 7 con riferimenti). E ciò si sarebbe giustificato a maggior ragione nel caso concreto, ove appena si pensi che l'istanza di conciliazione non è per nulla motivata. Ad ogni modo, anche tenendo conto delle allegazioni dell'attore in questa sede, il reclamo non è destituito di buon diritto.
5.
In concreto, è pacifico che tra le parti sia sorto un contratto d'appalto, nel quale
l'attore si è obbligato a compiere un'opera (in concreto
il tinteggio
di pareti) e il committente a pagare una
mercede
(
art. 363 segg. CO). Ora, per quel che è di eventuali difetti, s
petta al committente che fa valere delle pretese in garanzia l'onere della prova della tempestiva notifica dei difetti ma incombe
all'appaltatore l'onere
di allegare la mancanza di un avviso dei difetti o la tardività dello stesso (DTF 107 II 50 consid. 2a; 118 II 147 consid. 3a; più recentemente: sentenza del Tribunale federale 4A_288/2018 del 29 gennaio 2019 consid. 6.1.2 con riferimenti pubblicata in: SJ 2019 pag. 213). Dal profilo procedurale, i fatti devono essere regolarmente e tempestivamente allegati.
Detto altrimenti, incombeva all'attore, in qualità di appaltatore, allegare con l'istanza che in mancanza di una notifica dei difetti o della tardività della stessa, il committente aveva accettato l'opera nonostante l'esistenza di difetti. Spettava poi al convenuto, dimostrare di avere tempestivamente notificato i difetti. Premesso ciò, l'attore ha presentato un'istanza non motivata e mai prima d'ora ha allegato che la notifica dei difetti da parte del convenuto fosse tardiva. In assenza di una tale allegazione, il convenuto nemmeno avrebbe dovuto dimostrare di avere notificato tempestivamente dei difetti. Se non che, come si è visto, il Giudice di pace ha omesso di verbalizzare le allegazioni delle parti né ha fatto uso del suo dovere d'interpello chiedendo all'attore di completare le sue allegazioni (art. 56 CPC).
Resta il fatto che per
quel che riguarda l'ammontare della mercede, in caso di contestazioni come in concreto (doc. C 2° foglio), incombe all'appaltatore, che chiede il pagamento della propria mercede, l'onere della prova per quel che concerne l'esistenza e l'entità (cfr.
Zindel/Schott
, Basler Kommentar OR I, 7a edizione n. 37 ad art. 373 e n. 18 ad art.
374
).
Considerato che nonostante agli atti vi siano delle offerte (doc. 1 e 2), il reclamante ammette di non avere allestito un preventivo scritto ma di avere solamente informato il committente che i lavori avrebbero comportato una spesa di circa fr. 2000.– (reclamo pag. 2 ad. 4.1), la mercede andrebbe determinata
sulla base dei lavori effettivamente eseguiti e dei materiali effettivamente impiegati
(art. 374 CO). All'attore spettava pertanto di dimostrare
il valore del lavoro e le sue spese
. Se non che, a parte la fattura (doc. A), che
salvo accettazione tacita o per atti concludenti non vi sono termini entro i quali il committente debba contestarla (
Chaix
in: Commentaire Romand, Code des obligations I, 2a edizione, n. 16 ad art. 374), agli atti non vi è alcun elemento, né l'interessato ha allegato, che permette al giudice di fissare la mercede dell'appaltatore (
Chaix
, op. cit., n. 35 ad art. 373;
Zindel/Schott
, op. cit., n. 18 ad art.
374
). In definitiva, pur avendo il Giudice di pace statuito in equità senza applicare il diritto, in mancanza di prove sulla congruità della mercede, a ben vedere la pretesa dell'attore nemmeno andava accolta. Il giudizio impugnato risulta finanche favorevole all'appaltatore ragione per cui il reclamo vede la sua sorte segnata.
6.
Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di indennità alla controparte, alla quale non è stato chiesto di determinarsi sul reclamo.