Decision ID: 55416819-cc44-54f1-8a45-955f65c50960
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. La _ è titolare di una sala da biliardo situata a _ in via _ (part. n. _ RFD; zona C residenziale semi-intensiva). Nel locale sono istallati 5 tavoli da biliardo.
Il 18 ottobre 1994 la predetta società ha chiesto al municipio il permesso di trasformare parte del locale in una sala giochi vietata ai minori di 18 anni. La domanda non ha suscitato opposizioni ed è stata preavvisata favorevolmente da parte dell'autorità cantonale.
B. Con decisione 22 marzo 1995 il municipio di _ ha sospeso l'esame della domanda giusta gli art. 57 e 65 LALPT, ritenendola in contrasto con gli studi pianificatori in atto, che prevedono di considerare le sale giochi alla stregua di attività moleste, ossia di attività incompatibili con la destinazione di zona.
C. Con giudizio 23 maggio 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dall'insorgente.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che l'intervento integrasse gli estremi del cambiamento di destinazione e si ponesse in contrasto con le disposizioni di PR allo studio.
D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme al controverso provvedimento di salvaguardia della pianificazione.
Secondo l'insorgente la prevista trasformazione non configurerebbe un cambiamento di destinazione.
La nuova attività, del tutto analoga all'attuale, non implicherebbe alcun aumento delle immissioni.
E. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di _, che postulano la conferma della decisione censurata.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'impugnativa sono indiscutibilmente date dagli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm.
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
2. Dato che i fatti sono pacifici, il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
3. 3.1. Come rettamente rileva il Consiglio di Stato, richiamandosi alla giurisprudenza di questo Tribunale, "per cambiamento di destinazione rilevante dal profilo del diritto pianificatorio si intende generalmente una modifica delle condizioni di utilizzazione di una costruzione esistente atta a produrre ripercussioni sostanzialmente diverse e localmente percettibili sull'ordinamento delle utilizzazioni (cfr. DFGP, Commento alla LPT, ad art. 22 N. 12; Scolari, Commentario della LE, ad art. 39 N. 16 seg.). La modifica è rilevante ed implica l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di costruzione, sia quando comporta l'applicazione di norme edilizie diverse rispetto a quelle applicabili all'uso preesistente, sia quando determina un'intensificazione dell'uso delle opere di utilizzazione o un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni ambientali (cfr. Dilger, Raumplanungrecht der Schweiz, § 10 N. 18; Leutenegger, Das formelle Baurecht des Schweiz, 112, che addirittura sottopone all'obbligo del permesso qualsiasi cambiamento delle finalità di un'opera edilizia).
Non tutte le modifiche delle condizioni d'uso sono soggette all'obbligo del permesso. Nel rispetto del principio di proporzionalità esigono tuttavia l'avvio di un procedimento di verifica preventiva della loro compatibilità con l'ordinamento pianificatorio ed edilizio tutti i cambiamenti delle condizioni di utilizzazione che interessano concretamente un bene giuridico tutelato da norme di natura edilizia, pianificatoria od ambientale. Nei casi dubbi, l'apertura di un simile procedimento non è soltanto auspicabile, ma si impone, poiché soltanto in quest'ambito è possibile verificare compiutamente se sono dati gli estremi di un cambiamento di destinazione (cfr. Mäder, Das Baubewilligungsverfahren, Zürcher Schriften zum Verfahrensrecht, N. 211 pag. 99).
3.2. In concreto, l'insorgente nega che la trasformazione di una sala da biliardo in una sala giochi integri gli estremi del cambiamento di destinazione soggetto ad autorizzazione. A suo avviso, l'attività dello stabilimento rimarrebbe sostanzialmente invariata.
L'obiezione non può essere accolta.
Vero è che tanto l'attività di una sala giochi attrezzata con "slot machines", quanto l'attività di una sala da biliardo rientrano nel novero delle attività commerciali destinate allo svago ed al divertimento. Il confronto fra le due attività non può tuttavia limitarsi a considerare soltanto questo aspetto, ma deve tener conto anche delle altre circostanze che le caratterizzano. Non può in particolare ignorare gli aspetti infrastrutturali.
In quest'ottica, ben si deve ammettere che il cambiamento totale degli impianti istallati nella sala da biliardo costituisca un evento rilevante dal profilo della polizia delle costruzioni. La sostituzione dei tavoli da biliardo con impianti di diverso genere (slot machines) non permette di prescindere dall'avvio di una procedura di verifica della conformità dell'intervento con le prescrizioni edilizie, pianificatorie ed ambientali concretamente applicabili. Anche se il genere di attività dello stabilimento non subisce radicali cambiamenti, la sostanziale modifica delle infrastrutture e delle condizioni d'esercizio configura un evento che giustifica ed impone l'avvio di una procedura di rilascio del permesso (cfr. Mäder, op. cit., N. 185 seg.). La stessa ricorrente ha del resto avvertito quest'esigenza, inoltrando spontaneamente la domanda di costruzione qui in esame.
In quanto volto a contestare la necessità della procedura di rilascio del permesso spontaneamente promossa dalla stessa ricorrente, il ricorso va quindi respinto.
4. 4.1. Giusta l'art. 65 LALPT, in mancanza di una zona di pianificazione, il municipio deve sospendere per due anni al massimo la sua decisione quando la domanda di costruzione appare in contrasto con uno studio pianificatorio in atto.
Secondo l'art. 24 RLALPT, lo studio pianificatorio è considerato in atto quando esiste un progetto sommario di piano.
L'art. 25 RLALPT precisa invece che una domanda di costruzione è in contrasto con uno studio pianificatorio in atto quando l'esecuzione dell'opera intralcerebbe o comprometterebbe la realizzazione degli obiettivi dello stesso. Esiste contrasto, soggiunge questa norma, segnatamente nel caso di costruzione di edifici ed impianti su sedimi riservati ad attrezzature o costruzioni di interesse pubblico e nel caso di sfruttamento del suolo non compatibile con la destinazione prevista dal progetto di piano. Differenze nelle altezze, nelle distanze e nell'indice di occupazione non giustificano, di regola, una decisione di sospensione, tranne nel caso di grave contrasto con il contenuto del progetto di piano o di imminenza della pubblicazione del piano stesso.
Scopo precipuo di questa norma di salvaguardia della pianificazione è quello di impedire che il processo pianificatorio venga compromesso o reso troppo difficile da interventi attuati prima della sua conclusione.
4.2. Nel caso in esame, il municipio di _ ha fondato la decisione censurata sugli art. 45 cifra 1 e 5 cifra 11 lett. c delle NAPR in via di adozione. Riallacciandosi all'art. 28 delle NAPR vigenti, la prima disposizione mantiene l'attuale destinazione di zona, permettendo l'edificazione di costruzioni residenziali con la possibilità di inserirvi contenuti commerciali e artigianali non molesti. L'art. 5 cifra 11 delle NAPR in fieri affina invece la definizione del concetto di "molestia" data dall'art. 40 lett. g delle NAPR attualmente in vigore, precisando che rientrano nel novero delle attività moleste anche " i cosiddetti impianti a grande affluenza, cioè suscettibili di provocare immissioni non armonizzate con le caratteristiche della relativa zona tramite una grande affluenza di pubblico, il richiamo di traffico veicolare, gli schiamazzi notturni (in particolare: grandi magazzini, stazioni di servizio, sale giochi, discoteche, ecc.)".
Orbene, dal profilo dell'art. 5 cifra 11 lett. c delle NAPR in via di adozione, non v'è dubbio che l'apertura di una sala giochi nella zona residenziale semi-intensiva di _ costituisca un intervento contrario alle previsioni del PR allo studio, suscettibile di intralciare il conseguimento degli obiettivi perseguiti, in quanto comportante uno sfruttamento del suolo non compatibile con la funzione prevista per la zona di situazione (cfr. art. 25 RLALPT).
Se l'oggetto della contestazione fosse costituito dall'insediamento ex novo di una sala giochi nella zona residenziale semi-intensiva di _, l'adozione di un provvedimento di salvaguardia della pianificazione apparirebbe incontestabile. L'intervento in esame consiste tuttavia soltanto nella trasformazione di una sala da biliardo esistente in contrasto con il diritto in formazione in un locale destinato ad accogliere un numero equivalente di slot machines. Esso implica soltanto la modifica delle infrastrutture e delle condizioni d'esercizio di uno stabilimento esistente in apparente contrasto con l'art. 5 cifra 11 lett. c delle NAPR in fieri.
Ai fini del giudizio si tratta quindi di verificare se il semplice cambiamento del genere di attività ludica esercitata nella sala giochi costituisca un intervento suscettibile di pregiudicare il processo pianificatorio in atto.
Orbene, la questione va risolta sulla base di quanto dispone l'art. 70 LALPT. In virtù di tale norma, edifici o impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione possono essere conservati. Sono autorizzati solo lavori di manutenzione indispensabili.
Ampliamenti e migliorie tecniche del processo produttivo possono essere eccezionalmente autorizzati soltanto a condizione che la destinazione non sia di grave pregiudizio alla zona di utilizzazione e che siano rispettate le altre disposizioni del piano.
Ora, la modifica delle istallazioni prospettata dall'insorgente non costituisce né un ampliamento, né una miglioria tecnica del processo produttivo. Si tratta per contro di un intervento destinato ad aumentare l'attrattività e la redditività del locale.
Sotto questo profilo, la trasformazione in esame può quindi essere considerata alla stregua di un intervento suscettibile di consolidare ed aggravare il contrasto con la funzione prevista per la zona di utilizzazione. In quanto atta a pregiudicare il processo pianificatorio in corso giustifica pertanto l'adozione di un provvedimento cautelare fondato sull'art. 65 LALPT.
Per il che, il ricorso va respinto, confermando tanto la decisione municipale impugnata, quanto quella governativa che l'avalla.
5. La tassa di giustizia segue la soccombenza.