Decision ID: f07b984e-58f7-5a1c-b2c3-b9a8612f667c
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La
Sezione della circolazione
con decisione 14 novembre 2003 ha inflitto a
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una multa di fr. 200.-, oltre la tassa di giustizia di fr. 40.- e le spese di fr. 70.-, per i seguenti motivi:
"alla guida della vettura
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, si arrestava di colpo inserendo l'indicatore di direzione destro all'ultimo momento per cui veniva urtato posteriormente da uno scooter."
Fatti accertati il 24 luglio 2003 in territorio di
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, e che la Polizia cantonale nel rapporto del 25 agosto 2003, ha così ricostruito:
"il protagonista
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, circolava a
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su Via
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in direzione di
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. Durante questo tratto di strada superava la motoleggera del
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, il quale circolava anch'esso su Via
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. Giunto al dare precedenza, di fronte alla fermata del bus di Arbigo, si accodava dietro ad un altro veicolo. In seguito proseguiva in direzione di
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. Giunto all'altezza del tabaccaio su Via
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, il protagonista
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frenava improvvisamente e scansava sulla destra, era sua intenzione arrestarsi al tabaccaio. Quest'ultimo inseriva l'indicatore di direzione solo all'ultimo momento e in quell'istante veniva tamponato dal
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che lo seguiva con la sua motoleggera".
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 37 cpv. 1, 90 cifra 1 LCS e dell'art. 12 cpv. 2 ONC.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale
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, con scritto 24 novembre 2003, si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
Egli infatti sostiene che:
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"il rapporto della Polizia sull'incidente cita "Sul luogo, erano presenti i rispettivi conducenti.", ciò non corrisponde a quanto realmente accaduto. Infatti sono stato interrogato verbalmente solo 9 giorni dopo l'evento presso la gendarmeria di
_
".
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"la mia frenata era necessaria per il bisogno
citato nelle mie osservazioni del 14.10.03".
-
"il sottoscritto aveva notato pure lo scooter che mi seguiva, ma sicuramente non credevo che mi tamponasse, probabilmente il conducente dello scooter non si è accorto di quello che avveniva davanti a lui, infatti non ha neppure frenato prima di tamponarmi".
C.
La Sezione della circolazione
propone con scritto 2 dicembre 2003, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti acquisiti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.
Il ricorrente si è opposto alla condanna inflittagli, respingendo le motivazioni addotte dalla Sezione della circolazione nella propria decisione 14 novembre 2003, e ribadendo che a fondamento della constatazione della contravvenzione l'autorità dipartimentale si sia erroneamente fondata sulla sua dichiarazione - "mi sono fermato di colpo" - e non sui fatti realmente accaduti. Tale censura è però infondata, è infatti il protagonista
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a dare tale versione dei fatti e a confermarla con la sottoscrizione del verbale. Inoltre l'interessato non ha presentato alcuna prova oggettiva a conforto di una diversa dinamica dei fatti.
3.
Giusta l'art. 37 cpv. 1 LCS, il conducente che vuole fermarsi deve badare, per quanto possibile, ai veicoli che lo seguono. Le frenate e gli arresti improvvisi sono permessi soltanto se nessun veicolo segue o in caso di bisogno (art. 12 cpv. 2 ONC). Inoltre giusta l'art. 90 cifra 1 LCS, chiunque contravviene a tali norme è punito con l'arresto o con la multa.
4.
Come si evince dal verbale d'interrogatorio 2 agosto 2003 dell'interessato:
"
Ero fermo al dare precedenza - fermata bus
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- dietro ad un altro veicolo, dopo un attimo questo è ripartito in direzione della caserma; giunto all'altezza del tabaccaio di fronte al ristorante
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mi sono fermato di colpo inserendo l'indicatore di direzione all'ultimo momento
".
Si osserva quindi che è il ricorrente ad ammettere in definitiva di aver frenato in modo repentino ("di colpo"). Secondo la giurisprudenza il conducente che vuole fermarsi deve avere riguardo delle vetture che lo seguono, deve quindi annunciare tempestivamente mediante gli strumenti necessari la sua intenzione e procedere alla manovra di arresto in maniera prudente (cfr. SCHAFFHAUSER, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. I. 2a. edizione, n. 801 pag. 366). Il motivo avanzato da quest'ultimo a titolo giustificativo della propria manovra di arresto, ossia la necessità di dover rispondere al cellulare (cfr. osservazioni 14 ottobre 2003 e ricorso 24 novembre 2003), non può di certo essere qualificato "un caso di bisogno" ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 ONC (cfr. SCHAFFHAUSER, op. citata, n. 697 pag. 316; BUSSY/RUSCONI, Code suisse de la circulation routière, 3a. edizione, n. 1.3.2 seg. ad Art 37 LCS).
Nel caso di specie si deve riconoscere, in primo luogo, che il comportamento del ricorrente ha provocato una situazione di pericolo per il conducente che lo seguiva, tant'è vero che la situazione si è risolta con un tamponamento e con il ferimento del protagonista
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, ed in secondo luogo che la fermata improvvisa è avvenuta benché il ricorrente avesse notato il conducente che lo seguiva, come da lui stesso ammesso (cfr. ricorso 24 novembre 2003).
Non scagionano l'interessato dall'illiceità del suo comportamento l'asserita inosservanza della distanza e l'asserita disattenzione da parte del conducente che lo seguiva; giova infatti precisare che ai sensi dell'art. 90 cifra 1 LCS ogni persona risponde delle proprie azioni od omissioni, il comportamento illecito altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di norme imputabili a propria colpa. Semmai tali questioni possono essere presentate in sede civile, essendo il giudice civile competente a dirimere un'eventuale controversia riguardo alla suddivisione, fra le parti interessate, della responsabilità per i danni cagionati dall'incidente.
Inoltre si sottolinea che giusta il principio dell'affidamento (art. 26 cpv. 1 LCS), il conducente che rispetta le normative vigenti in ambito stradale può attendersi che gli altri utenti della strada si comportino pure correttamente. Chi però si comporta scorrettamente, cagionando così un pericolo agli altri utenti della strada, non può pretendere che siano questi ultimi a ridurre il pericolo adoperando maggior attenzione (SCHAFFHAUSER, op. citata, volume I, 2a. edizione, n. 421 pag. 186).
5
.
Questo giudice giunge alla conclusione che il ricorrente abbia effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli. La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito di tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).