Decision ID: 52f4967d-1b91-5fae-b1db-6cf11b1894d9
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che con decisione 16 maggio 2001, l’Ente turistico di CO 1 (in seguito Ente) ha chiesto ai coniugi RI 1 il pagamento della tassa di soggiorno per gli anni 2000 e 2001, riferita alla loro residenza di;
che con giudizio 4 luglio 2001, il CO 2, pur confermando nel principio l’obbligo per gli interessati al versamento di una tassa di soggiorno, ha accolto il ricorso degli stessi e rinviato gli atti all’Ente, affinché stabilito il numero di letti presenti nello stabile, si pronunciasse nuovamente;
che, dopo vicissitudini che non occorre qui rievocare, con giudizio 18 giugno 2003, il Governo ha dichiarato irricevibile lo scritto inoltrato dagli interessati a seguito del precetto esecutivo spiccato dall’UEF di _ su richiesta dell’Ente, per tasse di soggiorno scoperte relative agli anni 2000, 2001 e 2002; tale decisione è rimasta incontestata;
che con sentenza 11 febbraio 2004, il Giudice di Pace del circolo di _ ha respinto in via provvisoria, limitatamente a fr. 750.- oltre a spese accessorie, l’opposizione interposta da RI 1 al precetto esecutivo menzionato;
che, con scritto 26 febbraio 2004, RI 1 hanno chiesto al CO 2 di riconsiderare la loro richiesta di esonero dal pagamento delle tasse di soggiorno, per motivi medici; il 12 marzo 2004, hanno indicato che tale scritto era da intendere quale istanza di revisione della decisione governativa 18 giugno 2003;
che il Governo, con risoluzione 17 agosto 2004, ha dichiarato irricevibile l’istanza, in quanto non erano dati i presupposti della revisione;
che avverso il predetto giudizio governativo, i soccombenti si aggravano ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento;
che all’accoglimento del gravame si sono opposti sia il Consiglio di Stato che l’Ente;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale è data dall’art. 60 PAmm;
che nella misura in cui contestano il giudizio d’irricevibilità reso dal Consiglio di Stato, i ricorrenti sono senz’altro legittimati a ricorrere;
che il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che giusta l’art. 35 PAmm, la revisione è data:
“a) se l’autorità ha aggiudicato ad una parte più di quanto essa ha domandato o meno di quanto la controparte ha riconosciuto o altra cosa senza che una speciale norma lo consenta;
b)
se essa non ha apprezzato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano dagli atti o se la decisione contiene disposizioni fra di loro contraddittorie;
c)
se da un procedimento penale risulta che un crimine o un delitto ha influito sulla decisione a pregiudizio dell’istante;
d)
se l’istante, dopo la decisione, è venuto a conoscenza di fatti nuovi rilevanti o ha scoperto prove decisive che non aveva potuto fornire, senza sua colpa, nella procedura precedente.”
;
che in concreto, nelle argomentazioni addotte dagli interessati nell’istanza interposta dinanzi al Consiglio di Stato non è ravvisabile alcun motivo di revisione;
che, a ben guardare, i ricorrenti avversano la decisione governativa 18 giugno 2003 con l’intento di indurre l’autorità a procedere ad un
riesame della fattispecie
volto all’esonero dal pagamento delle tasse di soggiorno scoperte;
che nella decisione 18 giugno 2003 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile lo scritto 24 aprile 2003 di RI 1, in quanto non adempiva i requisiti di legge (art. 9 PAmm);
che la revisione non è ammissibile quando il difetto lamentato poteva essere censurato impugnando la decisione e facendo uso della via ordinaria di ricorso (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 2a ad art. 35);
che, in quel caso, nulla impediva PA 1 di avversare, mediante ricorso, la decisione governativa 18 giugno 2003 dinanzi a codesto Tribunale;
che il fatto che al momento della notifica del giudizio governativo in oggetto RI 1 fosse da poco rientrato dall’ospedale non permette di giungere a diversa conclusione; nemmeno i requisiti posti dall’art. 12 PAmm per una restituzione in intero contro il lasso dei termini sono dati;
che non permette di giungere a conclusioni più favorevoli trattare l’istanza quale richiesta di riesame; in effetti, per costante giurisprudenza, possono essere oggetto di riesame soltanto le decisioni delle autorità amministrative: sfuggono per contro a tale rimedio straordinario quelle degli organi giurisdizionali o giudiziari (STF del 18 agosto 2001 nella causa 2P.49/2001, consid. 3d/cc; STF del 12 aprile 2001 nella causa 2P.267/2000, consid. 2b/bb; André Grisel, Traité de droit administratif, vol. II, pag. 947 n. 1 e pag. 948);
che, l’istanza in questione, indipendentemente dal fatto che fosse considerata
di revisione
o
di riesame
, andava pertanto dichiarata irricevibile in ogni caso;
che di conseguenza il presente ricorso dev’essere respinto;
che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);
che i ricorrenti rifonderanno all’Ente, che si è avvalso di un patrocinio legale, un adeguato importo per ripetibili (art. 31 PAmm).