Decision ID: 8dc8e6cf-83bf-5060-b4d8-2725caccca79
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell'esecuzione n. _ promossa da RI 1 nei confronti dell'ex marito PI 1 per l'incasso di fr. 61'391.–, l'Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) di Locarno aveva allestito il seguente calcolo dell'eccedenza pignorabile a carico dell'escusso:
Guadagno
Attività indipendente fr. 4'700.00
Totale fr 4'700.00
Minimo d'esistenza
Importo di base fr. 1'200.00
Affitto / interessi ipotecari fr. 994.00
Cassa malati fr. 384.00
Alimenti fr. 1'715.00
Totale fr 4'293.00
B.
Trascorso un anno dal giorno dell'esecuzione del pignoramento, il 15 maggio 2014 l'UEF ha emesso nei confronti dell'escusso un attestato di carenza beni per l'importo scoperto di fr. 69'293.75. Sulla scorta di tale attestato, con domanda 20 maggio 2014 RI 1 ha chiesto all'organo esecutivo di proseguire l'esecuzione senza l'emissione di un nuovo precetto.
C.
Dando seguito alla predetta richiesta, alla quale è stato assegnato il nuovo numero di esecuzione _, dopo aver interrogato un'altra volta il debitore, il 2 luglio 2014 l'UEF ne ha determinato nuovamente reddito e minimo d'esistenza nel seguente modo:
Guadagno
Attività indipendente fr. 4'000.00
Totale fr 4'000.00
Minimo d'esistenza
Importo di base fr. 1'200.00
Affitto / interessi ipotecari fr. 994.00
Cassa malati fr. 400.00
Alimenti fr. 1'715.00
Totale fr 4'309.00
D.
Accertata l'impignorabilità del reddito sulla base del predetto computo, il 3 luglio 2014 l'organo esecutivo ha emesso il verbale di pignoramento e contestualmente l'attestato di carenza beni, che ha trasmesso alla procedente unitamente al calcolo del minimo esistenziale di PI 1.
E.
Con ricorso del 10 luglio 2014, RI 1 si aggrava contro il suddetto provvedimento, chiedendone l'annullamento con emissione di un nuovo verbale di pignoramento che tenga conto di un'eccedenza mensile pignorabile sugli introiti del debitore di oltre fr. 407.–. Ella postula inoltre l'ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, con l'esenzione dalle spese giudiziarie e il gratuito patrocinio dell'avv. PA 2.
F.
A complemento della domanda di gratuito patrocinio, con scritto 17 agosto 2014 RI 1 ha trasmesso la relativa documentazione giustificativa.
G.
Con osservazioni del 27 agosto 2014 l'UEF, pur non opponendosi a un adeguamento del verbale impugnato tenuto conto del reddito di fr. 4'200.– dichiarato dall'escusso in occasione di un suo nuovo interrogatorio il 20 agosto 2014, ritiene che anche in funzione di questo nuovo dato il pignoramento risulterebbe infruttuoso. PI 1, dal canto suo, è rimasto silente.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all'autorità di vigilanza entro 10 giorni dalla notifica dell'atto impugnato, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Giusta l'art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a giudizio dell'Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia. Le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d'ufficio il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia al momento dell'esecuzione del sequestro o del pignoramento (DTF 112 III 19 consid. 2d; 108 III 12 consid. 3; 106 III 13 consid. 2), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 12 consid. 4).
3.
La ricorrente rimprovera anzitutto all'UEF di aver computato al debitore, indebitamente e contrariamente a quanto stabilito in precedenza, un guadagno mensile di soli fr. 4'000.–, scostandosi senza motivo dalla sentenza di divorzio del 30 maggio 2012 del Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città, in base alla quale l'organo esecutivo aveva precedentemente fissato in fr. 4'700.– il guadagno mensile di PI 1 quale muratore indipendente.
3.1
Se il debitore esercita un'attività lucrativa indipendente, l'ufficio d'esecuzione lo interroga sul genere di attività che svolge, così come sulla natura e il volume dei suoi affari; stima il reddito, ordinando d'ufficio le indagini necessarie e assumendo le informazioni che ritiene utili; può inoltre farsi consegnare i libri contabili e i documenti concernenti l'azienda del debitore, il quale è tenuto a fornire le indicazioni richieste (art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF). In assenza di elementi sicuri, risultanti in particolare da una contabilità tenuta regolarmente, la determinazione del reddito è effettuata sulla base degli indizi a disposizione per raffronto tra attività similari e, se ciò non fosse possibile, mediante valutazione per stima (sentenza del Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid.
2.1;
DTF 126 III 91 consid. 3a;
sentenza dell'autorità di vigilanza di Basilea-Città del 4 luglio 2006, BlSchK 2006, 141, consid.
3;
Ochsner
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 26-28 ad art. 93 LEF).
3.2
Nel caso in rassegna, si evince dagli atti che, al fine di determinare il reddito dell'attività lucrativa indipendente dell'escusso, l'UEF si è basato in un primo tempo unicamente sulle dichiarazioni dell'escusso, il quale ha valutato i propri redditi in fr. 4'000.– mensili netti, mentre in occasione del suo nuovo interrogatorio del 20 agosto 2014 l'escusso, pur confermando le sue precedenti dichiarazioni, ha prodotto l'ultima decisione di tassazione emanata il 29 gennaio 2014 in merito al periodo fiscale 2012, che accerta il suo reddito annuo netto in fr. 51'000.–, ovvero fr. 4'250.– mensili. Nelle sue osservazioni al reclamo l'Ufficio rileva come l'importo appurato fiscalmente sia comunque inferiore al minimo d'esistenza dell'escusso, pari a fr. 4'309.–.
3.3
La ricorrente, da parte sua, sostiene che l'UEF non avrebbe dovuto scostarsi dalla sentenza di divorzio del 30 maggio 2012, nella quale il Pretore, con riferimento al Contratto collettivo di lavoro nel settore edilizio, ha imputato a PI 1 un reddito ipotetico di fr. 4'700.– mensili per la sua attività di muratore indipendente (doc. C, pag. 27). Sennonché la giurisprudenza relativa al diritto del divorzio su cui si è fondato il Pretore non si applica in ambito esecutivo, il pignoramento di redditi meramente ipotetici essendo materialmente impossibile (sentenza CEF 15.2011.3 del 10 ottobre 2011 consid. 4). Orbene, la ricorrente non pretende che l'ex marito sia stato assunto come muratore dipendente e guadagni ora fr. 4'700.– mensili. Su questo punto il ricorso non merita accoglimento.
3.4
Ciò posto, non si evince né dai verbali relativi ai due interrogatori dell'escusso né dalle osservazioni al ricorso che l'UEF abbia indagato sull'asserita diminuzione del reddito di lui, facendosi consegnare i libri contabili e i documenti concernenti la sua azienda o almeno gli estratti dei suoi conti bancari e/o postali. Ora, una verifica delle dichiarazioni dell'escusso s'imponeva nella fattispecie, dal momento che, ancora nel maggio del 2014, egli aveva girato all'Ufficio l'ultima rata di fr. 375.– stabilita nel precedente pignoramento di reddito n. _ (in media di fr. 407.– mensili) calcolato sulla base di un reddito di fr. 4'700.– mensili (doc. B accluso al ricorso). E la tassazione fiscale del 2012 non consente di prescindere da un simile (ri)esame, non solo perché si riferisce a dati inattuali, ma anche perché in tempi più recenti (fino al maggio del 2014) l'escusso ha pagato regolarmente per un anno trattenute calcolate su un reddito di fr. 4'700.–.
3.5
In siffatte circostanze occorre accogliere parzialmente il ricorso, annullando l'attestato di carenza di beni e rinviando l'incarto all'Ufficio affinché proceda a un nuovo interrogatorio dell'escusso, ingiungendogli di portare i libri contabili e i documenti concernenti la sua azienda (fatture, scontrini per le forniture, ecc.) nonché gli estratti dei suoi conti bancari e/o postali relativi al 2014. In assenza di elementi sicuri, l'UEF determinerà il reddito dell'escusso sulla base degli indizi a disposizione per raffronto tra attività similari e, se ciò non fosse possibile, mediante valutazione per stima (sopra consid. 3.1). Verificherà anche presso l'autorità competente se l'escusso non ha chiesto un sussidio per il pagamento del premio di assicurazione malattie obbligatoria, ciò che egli nega (verbale interno delle operazioni di pignoramento del 2 luglio 2014), ritenuto che se l'avesse già ottenuto sarebbe già dedotto dal premio pagato alla cassa malattia.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
5.
La ricorrente postula l'ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, con l'esenzione dalle spese giudiziarie e il gratuito patrocinio dell'avv. PA 2, rilevando di essere a beneficio di una rendita dell'assicurazione invalidità che non le permette di sopperire alle spese di procedura.
5.1
Visto il principio della gratuità della procedura di ricorso giusta l'art. 17 LEF (sopra consid. 4), l'assistenza giudiziaria può essere concessa solo nella forma del gratuito patrocinio, ragione per cui la richiesta della ricorrente di essere esentata dalle spese giudiziarie si rivela priva d'oggetto. Per quanto attiene invece al gratuito patrocinio, la sua ammissione è disciplinata dagli art. 117 e segg. CPC e dalla legge cantonale sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio (LAG; RL 3.1.1.7). Giusta l'art. 117 CPC, ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a) e la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b). Secondo la giurisprudenza, il diritto al gratuito patrocinio non è in principio escluso nella procedura di ricorso ai sensi degli art. 17 segg. LEF, ma, essendo quest'ultima dominata dal principio dell'ufficialità, l'assistenza di un avvocato non è in generale necessaria; può ciononostante rivelarsi indispensabile allorquando il caso o le questioni da risolvere sono complesse, il richiedente fruisce di scarse conoscenze giuridiche o vi sono importanti interessi in gioco (cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_919/2012 dell'11 febbraio 2013, consid. 8.3; DTF 122 III 392 consid. 3).
5.2
Nel caso di specie, la ricorrente non ha reso verosimile (e invero non ha neppure allegato) la necessità oggettiva di patrocinio, che non è data. Il caso non poneva infatti questioni giuridiche complesse, che non avrebbero consentito all'interessata di procedere con atto proprio, con cui avrebbe potuto limitarsi a far notare l'incongruenza tra il reddito dichiarato dall'escusso nel nuovo pignoramento e quello accertato in quello immediatamente precedente. Alla luce di tali considerazioni, la domanda di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio dev'essere dunque respinta.