Decision ID: e2873b5c-44c8-5a61-861a-b0f5402a4185
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che c
on sentenza del 14 marzo 2011 il Preto
re della giurisdizione di Mendrisio Sud ha sciolto il matrimonio contratto l'8 gennaio 2001 da AP 1 (1972) e _ (1976), omologando una convenzione sugli effetti del divorzio in cui lo stesso AP 1 si impegnava a versare un contributo alimentare di fr. 500.– mensili, oltre agli assegni familiari, in favore dei figli D_ (25 settembre 2002) e A_ (8 giugno 2005);
che in seguito al mancato pagamento di tali contributi, _ si è rivolta all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, il quale ha deciso il 9 maggio 2012 di erogarle fr. 500.– mensili per ciascun figlio sino al 30 aprile 2013;
che il 3 settembre 2012 lo Stato del Cantone Ticino si è rivolto al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud perché ordinasse alla _, già in via cautelare, di trattenere
dalle indennità dovute ad AP 1 la somma di fr. 1000.–
mensili e di riversarla a sé medesimo;
che, giudicando in via cautelare con “decisione di trattenuta” del 10 settembre 2012, il Pretore ha accolto l'istanza e ordinato quanto richiesto;
che AP 1 è insorto a questa Camera con un appello (“reclamo”) del 28 settembre 2012 per ottenere l'annullamento della decisione appena citata;
che il memoriale non è stato intimato per osservazioni;
e considerando

in diritto:
che le “decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari” possono essere appellate quando, trattandosi di controversie patrimoniali, “il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” sia di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 1 lett. b combinato con il cpv. 2 CPC);
che nella fattispecie il valore di fr. 10
000.– può ritenersi raggiunto, ove si pensi che la trattenuta verte su contributi di mantenimento di complessivi fr. 1000.– mensili dovuti dal maggio del 2012 all'aprile del 2013;
che, nondimeno, per decisioni cautelari si intendono decisioni in cui il giudice statuisce dopo avere convocato le parti a un'udienza “che deve aver luogo quanto prima” oppure dopo avere assegnato alla controparte un termine per presentare osservazioni scritte (art. 265 cpv. 2 prima frase CPC);
che in concreto il Pretore ha accolto l'istanza cautelare senza sentire il convenuto, emanando – né più né meno –
un decreto ”
superprovvisionale” nel senso dell'art. 265 cpv. 1 CPC;
che
decisioni con cui il giudice di primo grado accolga o respinga provvedimenti superprovvisionali
n
on possono essere oggetto di appello né di reclamo (DTF 137 III 419 consid. 1.3 con riferimento a FF 2006 pag. 6729 in alto e a numerosi autori);
che la “decisione di trattenuta” del 10 settembre 2012 non è dunque impugnabile;
che i
n calce alla medesima il Pretore ha menzionato invero la facoltà di interporre reclamo, ma tale indicazione è erronea e non può creare una via di ricorso inesistente;
che, improponibile, l'appello del convenuto sfugge dunque a ogni disamina;
che le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma la
fallace indicazione dei rimedi giuridici
induce a rinunciare a ogni prelievo nei confronti di un soggetto sprovvisto di formazione giuridica;
che non si pone in ogni modo problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni.