Decision ID: d0840191-9e91-5f6b-9aee-fa8af25d8176
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
AP 1 ha inoltrato il 15 giugno 2021 un'istanza cautelare e “supercautelare” al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, perché fosse vietato al comitato del AO 1 di convocare un'assemblea generale ordinaria fino al momento in cui non fosse intervenuta una sentenza definitiva sulla sua richiesta di inserire la trattazione di determinati argomenti all'ordine del giorno.
L'istanza “supercautelare” è stata respinta con decreto del 16 giu
gno 2021 dal Pretore aggiunto. Ripresentata il 18 giugno 2021, essa è stata nuovamente respinta dal Pretore aggiunto il 21 giugno successivo. Statuendo con decreto del 5 agosto 2021, il Pretore aggiunto ha poi respinto anche l'istanza cautelare. Le spese processuali di fr. 500.– sono state poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere al AO 1 fr. 600.– per ripetibili.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorto con un appello del 17 agosto 2021 a questa Camera per ottenere che il giudizio in questione fosse riformato vietando al AO 1 la convocazione di un'assemblea generale ordinaria finché non fosse intervenuta una pronuncia definitiva sulla sua domanda volta a introdurre la trattazione dei citati oggetti all'ordine del giorno. Previamente egli ha postulato l'emanazione di provvedimenti “supercautelari” perché fosse proibito all'associazione – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di convocare un'assemblea generale ordinaria fino alla sentenza della Camera, subordinatamente di convocare un'assemblea generale ordinaria senza gli oggetti da lui proposti all'ordine del giorno. La richiesta di provvedimenti “supercautelari” è stata respinta dal presidente della Camera con decreto del 26 agosto 2021.
C.
L'8 settembre 2021 AP 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare l'appello, divenuto a suo avviso senza interesse giuridico.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. Nella fattispecie l'appellante va tenuto così a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, fermo restando che per l'emanazione del decreto “supercautelare” sono già stati riscossi fr. 500.–. Nelle circostanze descritte rimane da prelevare unicamente una tassa di giustizia limitata all'apertura dell'incarto e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto a eventuali ripetibili, il AO 1 non è stato chiamato dalla Camera a formulare osservazioni.