Decision ID: cc234788-e958-537e-8566-9c8e9bdc0e0e
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto che con ordinanza presidenziale 30 agosto 2004 al gravame è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto:
A. _ AO 1 e _ AO 2 hanno chiesto il fallimento di _ AP 1 senza preventiva esecuzione asserendo che in seguito ad una loro denuncia, inoltrata al Ministero Pubblico, nei confronti di _ AP 1 è stato aperto un procedimento penale, che ha assunto dimensioni sempre più importanti ed ha portato ad una minuziosa istruttoria, fino a giungere all'arresto della stessa e il 30 aprile 2004 alla promozione dell'accusa per i reati di truffa, appropriazione indebita e falsità in documenti con la seguente motivazione (doc. 3 e 4): "per avere a _ e _ nel periodo 1996-2003 ripetutamente ingannato con astuzia persone, affermando cose false e sottacendo cose vere e meglio prospettando investimenti con alto rendimento mentre in realtà essa intendeva impiegare i capitali raccolti per necessità sue e di terzi, inducendo in tal modo tali persone a pregiudicare il loro patrimonio ovvero ad affidargli complessivamente somme di denaro per oltre CHF 1'000'000.--, ritenuto che l'accusata, per perfezionare l'inganno astuto e per celare il mancato investimento delle somme affidate, ha fatto uso anche di documenti falsi, ritenuto altresì che alle vittime è stato sinora restitutito un importo di complessivi CHF 260'000.-- circa, e che per parte delle somme non v'è traccia alcuna del loro destino." Tra le diverse persone danneggiate, _ AO 1 ha dichiarato di avere affidato a _ AP 1 US$ 360'000.-- e fr. 126'000.--, importi mai restituiti. Le istanti hanno sostenuto che la convenuta era a conoscenza della sua grave situazione debitoria per un importo di oltre fr. 1'000'000.-- e dell'impossibilità di risarcire integralmente i suoi debiti, prima degli atti di disposizione avvenuti il 22 gennaio 2004. In quel giorno _ AP 1 e il marito _ AP 1 hanno fatto atto di donazione a favore dei tre figli della part. _ e della part. _, delle quali _ AP 1 era comproprietaria di 1/2 con il marito (doc. 9 e 10). Lo stesso giorno i coniugi _ hanno donato sempre ai tre figli tutto ciò che si trova nell'immobile in via _ doc. 11). Secondo le istanti la collocazione temporale di tali atti di disposizione gratuita sul patrimonio e la natura degli stessi dimostrano che _ AP 1 intendeva, con azioni mirate sulla massa attiva, danneggiare ulteriormente i creditori rispettivamente rendere loro difficoltoso e oneroso il recupero dei loro crediti. Ciò trova conferma nelle dichiarazioni dei tre figli interrogati come testi dall’Autorità penale il 29 aprile 2004 (doc. 12, 13 e 14).
B. All'udienza di contraddittorio _ AP 1 ha eccepito la carenza di legittimazione attiva di _ AO 2, le somme di denaro oggetto della denuncia penale appartenendo alla figlia _ AO 1. Essa si è poi opposta all'utilizzo dei verbali d'inchiesta dei figli doc. 12, 13 e 14 essendo ammissibili nella procedura in oggetto solo dichiarazioni testimoniali scritte assunte con riferimento alla procedura nell'ambito della quale esse vengono prodotte. Le dichiarazioni dei discendenti non sono inoltre ammissibili poiché rientranti nei casi di esclusione previsti dall'art. 228 CPC, applicabile per il rinvio dell'art. 25 LALEF. Secondo l'appellante i fatti penali rilevati dalla parte istante attestano unicamente situazioni inerenti l'esistenza di svariati creditori, senza tuttavia permettere di concludere che la donazione contestata non sia in effetti stata da tempo pianificata indipendentemente dai fatti penali. Da tempo infatti era stata prevista la donazione, anche in seguito alla soppressione della tassa di donazione per i discendenti. _ AP 1 ha poi rilevato che la donazione ha avuto una duplice controprestazione: l'assunzione da parte dei figli dell'intero aggravio ipotecario e la concessione dell'usufrutto ai genitori. L'ipotesi di atto fraudolento viene poi relativizzata dal fatto che essa non sussiste per la quota di 1/2 del marito (cfr. doc. 9). L'immobile è inoltre stato finanziato in buona parte con mezzi derivanti dalla cassa pensione di quest’ultimo, soggetti a rimborso in caso di alienazione a terzi. Secondo la convenuta, ritenute le controprestazioni ricevute e la qualità dell'immobile donato, decade il presupposto di atto fraudolento e di danno a detrimento dei creditori.
Replicando la parte istante ha sostenuto che i documenti prodotti rendono più che verosimile la volontà della convenuta di danneggiare i propri creditori, ritenuto che non vi era alcuna preesistente volontà dei genitori di donare gli immobili ai figli. Gli immobili hanno d'altro canto un valore molto superiore all'aggravio ipotecario. Per procedere alla donazione i figli dovevano inoltre assumersi il debito ipotecario. Il fatto poi che ai genitori sia stato concesso l'usufrutto suffraga in modo ancor più evidente quali erano le vere intenzioni della convenuta. Il marito di quest’ultima si è inoltre prestato a donare ai figli la sua parte per favorire la moglie. Egli non ha d’altro canto contribuito con mezzi propri, in particolare con fondi della sua cassa pensione, all'acquisto della casa.
Con la duplica la convenuta ha osservato che al momento della donazione le esecuzioni in corso nei suoi confronti erano solo 4 per importi irrisori, salvo l'esecuzione della _ che però risale al 1996. Di conseguenza non può essere affermato che era oberata dai debiti in modo riconoscibile da terzi e nemmeno da parte dei familiari. I figli ancora nel mese di febbraio 2004 credevano nella consistenza degli investimenti fatti e nella possibilità di ricavarne importanti guadagni.
C. Con sentenza 17 agosto 2004 il Pretore _ ha accolto l'istanza di _ AO 1, mentre ha respinto quella di _ AO 2 per carenza di legittimazione attiva, non essendo quest'ultima creditrice della convenuta, gli importi affidati a quest’utlima appartenendo alla figlia _ AO 1. Il primo giudice ha ritenuto i verbali di audizione dei figli della convenuta, redatti nell'ambito di un procedimento giudiziario (penale), atti ad essere prodotti in causa come ogni altro documento. Egli ha poi argomentato che dalle tavole processuali risultano in maniera palese le modalità e le finalità delle donazioni immobiliari (la quota di comproprietà di 1/2 delle part. n. _ e n. _) e mobiliari (i beni mobili contenuti nella proprietà di _) ai propri figli, avvenute il 20 gennaio 2004, nell'intento di togliere ai propri creditori il substrato patrimoniale sul quale essi avrebbero potuto contare per il recupero delle pretese da loro vantate. Secondo il Pretore la tempistica relativa a queste alienazioni - avvenute poco prima della denuncia penale 16 febbraio 2004 e quando era già intervenuto l'avv. RA 2 patrocinatore della parte istante, informando di quanto accaduto i familiari di _ AP 1 - non lascia dubbi in merito alle intenzioni della debitrice. Inoltre nulla cambia alla connotazione di atto fraudolento ai sensi dell'art. 190 LEF l'assunzione formale da parte dei donatari del debito ipotecario e nemmeno la concessione ai donanti dell'usufrutto sugli immobili. D'altro canto per il primo giudice costituisce già atto fraudolento sufficiente ad adempiere i presupposti dell'art. 190 LEF la donazione dei beni mobili. Il fatto poi che il marito sia comproprietario per 1/2 non ricopre alcun interesse, trattandosi semmai di una questione da affrontare nell'ambito di un'azione revocatoria. Lo stesso vale per quel che riguarda il preteso acquisto degli immobili facendo capo alla cassa pensione del marito della convenuta.
D. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata _ AP 1 riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
E. Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
In diritto:
1. La dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione (art. 190 ss. LEF) è impugnabile per il rinvio dell'art. 194 LEF all'art. 174 LEF. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi (art. 22 cpv. 4 LALEF), nei limiti posti dall'art. 174 LEF.
2. L'appello della parte che vede respinta l'istanza della controparte è irricevibile per mancanza d'interesse (Cocchi/Trezzini, CPC-TI N.10 e 11 ad art. 307).
L'appello di _ AP 1, con cui viene chiesta la reiezione, subordinatamente la reiezione per carenza di legittimazione attiva dell'istanza di fallimento senza preventiva esecuzione presentata da _ AO 2, è pertanto irricevibile per mancanza d'interesse, l'istanza di _ AO 2 essendo stata respinta in prima istanza.
3.Secondo l'art. 190 cpv. 1 LEF, il creditore può chiedere al giudice la dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione:
- contro qualunque debitore che non abbia dimora conosciuta o sia fuggito per sottrarsi alle sue obbligazioni od abbia compiuto o tentato di compiere atti fraudolenti in pregiudizio dei suoi creditori o nascosto oggetti del suo patrimonio in una esecuzione in via di pignoramento (cifra 1);
- contro il debitore soggetto alla procedura di fallimento che abbia sospeso i suoi pagamenti (cifra 2);
- nel caso dell’articolo 309 (cifra 3).
Ai sensi dell’art. 190 LEF si può procedere contro qualsiasi debitore, ad eccezione del cpv. 2 cifra 2 (sospensione dei pagamenti) applicabile solo nei confronti di debitori iscritti a Registro di commercio.
L'istante _ AO 1 ha fatto valere il compimento da parte di _ AP 1 di atti fraudolenti in pregiudizio suo e di altri creditori, chiedendone il fallimento senza preventiva esecuzione.