Decision ID: a7daac67-1639-512f-a54d-b8c75c15788e
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_007
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto
A.
PI 1 è nato il 2002 dalla relazione tra CO 2 e RE 1.
B.
Il 23 maggio 2005 i genitori, non sposati, hanno sottoscritto una convenzione sull’obbligo di mantenimento e sul diritto alle relazioni personali, ratificata dalla Commissione tutoria regionale _, competente all’epoca (ris. n. 328/2005 del 26 luglio 2005). La convenzione prevedeva l’attribuzione dell’autorità parentale alla madre, disciplinava il diritto di visita tra PI 1 e il padre nonché il contributo di mantenimento dovuto da quest’ultimo.
Dopo la cessazione della convivenza tra i genitori di PI 1, la Commissione tutoria è intervenuta ad alcune riprese per regolamentare i diritti di visita di RE 1
con il figlio.
C.
A partire dal mese di febbraio 2013, RE 1 ha segnalato con diversi scritti all’Autorità regionale di protezione _ – nel frattempo subentrata alla Commissione tutoria – che PI 1 era vittima di maltrattamenti, fisici e psichici (minacce di morte comprese) da parte della madre. L’Autorità di protezione ha, a sua volta, segnalato la circostanza al Ministero pubblico.
D.
Dopo aver sentito le parti, con risoluzione n. 158/2013 del 22 aprile 2013 l’
Autorità di protezione
ha conferito all’allora Ufficio delle famiglie e dei minorenni (UFaM) di _ il mandato di procedere ad una verifica socio-ambientale nei confronti di CO 2 e RE 1
, entro un termine di tre mesi.
E.
Alla luce di ulteriori maltrattamenti riferitigli dal figlio, il 23 aprile 2013 RE 1
ha postulato l’affidamento esclusivo del ragazzo (“
das alleinige Sorgerecht
”).
L’
Autorità di protezione ha comunicato che si sarebbe determinata sulla questione dopo la ricezione della
verifica socio-ambientale. Nel contempo, ha chiesto all’UFaM di valutare anche se l’affidamento al padre fosse nell’interesse del minore.
F.
Con scritto del 29 aprile 2013 il Servizio medico psicologico (SMP) di _ ha segnalato all’Autorità di protezione una situazione al limite dello scompenso da parte di PI 1 dopo il rientro dal diritto di visita col padre; ha dunque proposto il collocamento urgente in una struttura educativa minorile, misura “
atta a contenere le esacerbazioni comportamentali di PI 1 che sono fortemente favorite dalla situazione contestuale conflittuale
”.
G.
Con decisione
supercautelare del 10 maggio 2013 (ris. n. 164/2013) l’
Autorità di protezione
ha privato CO 2 della custodia parentale su PI 1, lo ha collocato presso l’Istituto _ di _ ed ha provvisoriamente sospeso i diritti di visita con entrambi i genitori. Con decisione cautelare del 29 maggio 2013 (ris. n. 215/2013) l’
Autorità di protezione ha confermato la supercautelare, ripristinando i diritti di visita coi genitori nella forma accompagnata presso il Punto d’Incontro di _.
Sulla base del rapporto del Servizio medico psicologico, con risoluzione n. 234/2013 del 17 giugno 2013
l’
Autorità di protezione ha ulteriormente ampliato i diritti di visita tra PI 1 e i genitori.
H.
Con scritto del 20 giugno 2013 RE 1 ha postulato la revoca della decisione 17 giugno 2013, la sospensione del contributo di mantenimento dovuto alla madre (finché privata della custodia parentale), il ripristino di un diritto di visita libero con PI 1, nonché la nomina di un curatore di rappresentanza per il figlio. Il 2 luglio 2013
l’
Autorità di protezione ha comunicato di non ravvisare elementi tali da dover revocare immediatamente la decisione con cui i diritti di visita venivano estesi; per il resto, ha trasmesso alla madre l’istanza per osservazioni.
I.
Con scritto del 30 luglio 2013, RE 1 ha sollecitato l’evasione delle sue richieste e ha inoltre postulato la possibilità di trascorrere una settimana di ferie assieme al ragazzo. Sentito il SMP, l’Autorità di protezione ha respinto quest’ultima richiesta.
L.
All’udienza 15 ottobre 2013 RE 1 ha ribadito la richiesta di avere diritti di visita liberi con il figlio e la nomina di un curatore di rappresentanza. CO 2
ha chiesto invece una perizia sulle capacità genitoriali di entrambi. In tale occasione le
parti hanno concordato un calendario relativo ai successivi diritti di visita.
L’
Autorità di protezione ha respinto seduta stante la richiesta del padre di nominare un curatore di rappresentanza a PI 1.
M.
Con decisione n. 399/2013 del 6 novembre 2013
l’
Autorità di protezione ha stabilito il calendario dei diritti di visita di PI 1 con il padre e la madre ed ha respinto la richiesta materna di trascorrere le vacanze col figlio a _. E’ stato inoltre conferito incarico allo Studio _ di _ di procedere ad una valutazione delle capacità genitoriali.
N.
Il 14 novembre 2013 l’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP, nel frattempo subentrato all’UFaM) ha reso la sua valutazione socio-famigliare, secondo la quale “
si impone
(...)
una certa prudenza prima di modificare l’assetto attuale della situazione
”: benché “
la situazione materna permetterebbe un rientro a casa del figlio
”, in considerazione del conflitto esistente, tale rientro dipende anche dall’evoluzione del comportamento di PI 1 e dall’esito della perizia sulle capacità genitoriali (pag. 6).
O.
Con decisione n. 533/2013 del 17 dicembre 2013, l’Autorità di protezione ha accolto la richiesta di RE 1 in merito ai diritti di visita natalizi, permettendo a PI 1 di trascorrere con il padre il periodo dal 20 dicembre 2013 al 5 gennaio 2014.
P.
Con decreto di data 12 febbraio 2014 il Procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento penale aperto nei confronti di CO 2
–
per
i reati di lesioni semplici, qualificate e vie di fatto – a seguito della segnalazione trasmessa dall’Autorità di protezione.
Q.
Il 3 marzo 2014 l’Autorità di protezione si è pronunciata favorevolmente sulla richiesta di CO 2 di poter trascorrere due giorni con il figlio PI 1 durante le vacanze scolastiche di carnevale.
R.
Il 10 marzo seguente RE 1
ha quindi presentato le proprie richieste per i diritti di visita durante le vacanze scolastiche pasquali e quelle estive; CO 2
ha invece proposto che
i diritti di visita fossero
equamente ripartiti tra i genitori.
Sentita la direzione dell’Istituto _, con risoluzione n. 114/2014 del 9 aprile 2014 l’Autorità di protezione ha statuito sulle vacanze pasquali.
S.
Con reclamo del
12 maggio 2014 RE 1
è insorto dinnanzi a questa Camera.
Egli impugna la risoluzione concernente i diritti di visita pasquali, ritenendo che la situazione dei due genitori non sia comparabile e che dunque, equiparando le situazioni, l’Autorità di protezione abbia commesso una violazione del principio della parità di trattamento. Egli ritiene inoltre che il diritto di visita del padre non possa essere limitato nell’attesa della perizia sulle capacità genitoriali, nella misura in cui tali accertamenti possono solo influire sulla decisione sull’autorità parentale, ma non sulla questione delle relazioni personali. Secondo l’insorgente, la risoluzione impugnata è infine nulla, nella misura in cui priva di motivazione riguardante la “situazione di disagio” in cui verserebbe PI 1.
L’insorgente chiede inoltre di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. Contestualmente formula inoltre un reclamo per denegata/ritardata giustizia. Questo reclamo è stato trattato separatamente vista la diversa competenza decisionale (cfr. art. 48 lett. f n. 2 LOG) e visto che CO 2 non è parte al procedimento (cfr. sentenza CDP 1° ottobre 2014, inc. CDP 9.2014.70).
T.
Delle osservazioni al gravame e del successivo scambio di allegati si dirà,
se del caso, nei considerandi di diritto.
U.
Successivamente alla presentazione del reclamo, l’Autorità di protezione ha emanato due ulteriori decisioni. Il 27 maggio 2014 ha respinto l’istanza di RE 1
concernente la nomina di un curatore di rappresentanza per il figlio (ris. n. 253G/2014), mentre il 13 giugno 2014 ha stabilito il calendario delle vacanze estive (discusso e concordato tra i genitori di PI 1 in occasione dell’udienza del 10 giugno 2014; ris. n. 278G/2014). In data 8 settembre l’Autorità di protezione ha intimato alle parti la perizia concernente le capacità genitoriali.

Considerato
in diritto
1.
Con l'entrata in vigore della modifica del 19 dicembre 2008 del Codice civile (in materia di protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto di filiazione), l’autorità giudiziaria competente per giudicare i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni è la Camera di protezione del Tribunale di appello, che giudica nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione con gli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 48 lett. f n. 7 LOG; art. 2 cpv. 2 LPMA).
Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8). Per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPAmm), in particolare l’art. 99 LPAmm.
2.
Nel suo reclamo, RE 1 censura la risoluzione n. 114/2014 del 9 aprile 2014 con cui l’Autorità di protezione ha statuito sulle vacanze pasquali e ne postula l’annullamento.
2.1.
Nella risoluzione impugnata, l’Autorità di protezione si è pronunciata sulla richiesta 10 marzo 2014 del reclamante, con la quale domandava che PI 1 potesse trascorrere con lui il periodo da giovedì 17 a domenica 27 aprile durante le vacanze scolastiche di Pasqua 2014. In data 24 marzo 2014 anche la madre aveva presentato un’analoga richiesta, chiedendo – per parità di trattamento – che i diritti di visita durante le vacanze scolastiche venissero equamente ripartiti tra lei e RE 1. Postulava, in particolare, che il figlio PI 1 potesse trascorrere con lei il periodo da giovedì 17 a martedì 22 aprile. L’Autorità di protezione, considerando che “
sono tutt’ora in corso le verifiche sulle capacità genitoriali dei genitori, in relazione alla tolta di custodia alla madre e alla richiesta di affidamento del padre
” e che “
domenica 30 marzo 2014, al rientro dalla permanenza con il padre, vi è stata una situazione di disagio del ragazzo presso l’Istituto _, verificata dalla scrivente ARP
”, ha ritenuto “
che i diritti di visita per le vacanze pasquali di entrambi i genitori vadano limitati
”, concedendo dunque alla madre un diritto di visita da sabato 19 a lunedì 21 aprile, e al padre un diritto di visita da venerdì 25 a domenica 27 aprile.
2.2.
Per quanto attiene alla ricevibilità del ricorso, secondo il reclamante “
il fatto che la decisione riguarda le vacanze scolastiche di Pasqua, ormai trascorse, non rende privo d’oggetto il ricorso
” (reclamo, pag. 2). Vi sarebbe infatti “
un interesse degno di protezione a che la questione sulla fondatezza della decisione sia esaminata, e ciò per evitare che decisioni simili a quella impugnata, priva di fondamento, vengano assunte in futuro
”, rispettivamente egli avrebbe
“
un interesse degno di protezione a che l’autorità superiore giudichi sulla questione delle illegittime limitazioni del diritto di visita del padre
” (reclamo, pag. 2).
2.3.
Nel caso concreto il reclamo appare di primo acchito privo di un interesse attuale e pratico, nella misura in cui esso è stato presentato dopo che il periodo delle vacanze scolastiche in questione si era già concluso. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, è tuttavia possibile rinunciare all’esigenza di un interesse pratico e attuale, laddove la situazione che ha dato origine alle censure invocate, e al cui chiarimento sussiste un interesse pubblico sufficientemente importante, è suscettibile di ripresentarsi ancora in futuro e laddove il controllo giudiziario tempestivo risulti praticamente impossibile (cosiddetto interesse virtuale: DTF 140 III 92, consid. 1.1; 136 III 497; STF del 19 giugno 2014, inc. 5A_268/2014, consid. 1.2).
Contrariamente a quanto asserito nel reclamo, nella fattispecie non risulta essere dato nemmeno un interesse virtuale.
Da un lato, la lamentata violazione del principio della parità di trattamento e la carenza di motivazione non sono mai state fatte valere in occasione di precedenti risoluzioni concernenti i diritti di visita, contro cui il reclamante non si è mai aggravato, né risulta che si siano ripresentate nella risoluzione emanata successivamente dall’Autorità di protezione concernente i diritti di visita durante le vacanze estive (
ris. n. 278G/2014 del 13 giugno 2014
), che neppure è stata impugnata da RE 1.
Dall’altro lato, non rischia nemmeno di ripresentarsi il rischio che l’Autorità di protezione limiti i diritti di visita paterni in attesa dell’esito delle verifiche sulle capacità genitoriali, nella misura in cui tali verifiche sono ormai state ultimate e il relativo referto è stato consegnato.
Di conseguenza, non risultando particolari rischi che le situazioni contestate dal reclamante si riproducano in futuro, occorre concludere che non sussiste nemmeno un interesse virtuale all’evasione del reclamo. Lo stesso deve dunque essere ritenuto privo di oggetto.
3.
RE 1 postula la concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
Ai sensi dell’art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell’art. 13 LAG, ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b).
Come visto, nel caso concreto il reclamo – formulato dall’insorgente per ottenere l’annullamento della risoluzione concernente i diritti di visita pasquali – è stato presentato dopo la conclusione del periodo di vacanza in questione. La domanda appariva pertanto di primo acchito votata
all’insuccesso. L’istanza tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio deve pertanto essere respinta.
4.
Nel suo allegato di duplica, la controparte CO 2 non si limita a chiedere il rigetto del reclamo di RE 1, bensì formula una serie di richieste di giudizio (peraltro non attinenti alla questione delle ferie pasquali). In particolare, a seguito di alcuni comportamenti di PI 1, chiede che venga fatto divieto al figlio di usare/abusare “
di mezzi tecnici quali smarphone, tablet e computer, perlomeno quando egli si trova all’Istituto _
”, subordinatamente che gli sia concesso l’uso “
di un telefono che possa effettuare e ricevere chiamate e messaggi sms, ma che non possa navigare in internet
”, in via ancora più subordinata che gli sia concesso l’uso di tali dispositivi ma “
esclusivamente con l’accompagnamento di un educatore
” (duplica, pag. 5 e 8).
Le richieste di CO 2 sono palesemente irricevibili in questa sede. Esse sono semmai da proporre dinnanzi all’Autorità di protezione affinché adotti, se del caso, i relativi provvedimenti.
5.
Quanto agli oneri processuali, in considerazione della particolarità del caso si rinuncia eccezionalmente al loro prelievo.
RE 1 rifonderà a
CO 2 fr. 600.- a
titolo di ripetibili, ridotte in considerazione delle richieste di giudizio irricevibili proposte nella duplica.
Visto l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili, la domanda di assistenza giudiziaria formulata da
CO 2
deve essere considerata priva di oggetto (cfr. STF del 18 luglio 2012, inc. 2C_182/2012, consid. 6.3; STF del 7 agosto 2009, inc. 5A_389/2009, consid. 7).