Decision ID: c3ed05cb-c139-4725-a0d3-d514acfe0ea1
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nata nel 1949, beneficiaria di una rendita in base alla LAVS, ha presentato una richiesta di assegno per grandi invalidi, istruita dalla Cassa ed evasa mediante la decisione 8 marzo 2022 che ha riconosciuto il diritto dell’assicurata ad un AGI di grado lieve a decorrere dal 1° novembre 2021 trascorso l’anno di attesa per il sussistere di una dipendenza da terzi per vestirsi e svestirsi, lavarsi e spostarsi rispettivamente stabilire contatti. L’assicurata, rappresentata dalla figlia RA 1, si è opposta a questa decisione il 15 marzo 2022 postulando il riconoscimento di un AGI di grado medio.
B. Con decisione su opposizione del 18 marzo 2022 la Cassa CO 1 ha respinto la contestazione dell’assicurata con le seguenti motivazioni:
"
(...) Dagli atti emerge che l’assicurata - per il tramite della figlia (RA 1) – ha compilato la "Richiesta: Assegno per grandi invalidi AVS" (cfr. il punto 4.7 della stessa).
L'assicurata, alle domande riguardanti la grande invalidità, ha affermato che essa necessita - dal mese di novembre 2020 - dell'aiuto regolare e notevole di terzi per compiere tre atti ordinari della vita (vestirsi/svestirsi, cura del corpo e spostarsi/mantenimento dei contatti sociali).
Va ancora rilevato che al punto 4.2. del questionario l’assicurata ha affermato di necessitare di cure infermieristiche di giorno (a far tempo dal mese di novembre 2020).
Infine, alla domanda "E possibile rimanere da solo per almeno una o due ore al giorno?", l’assicurata ha risposto in maniera affermativa.
Nella presente fattispecie, l’assicurata - per il tramite di sua figlia RA 1 - ha risposto a tutte le domande, univocamente. Non vi è pertanto motivo alcuno per non ritenere veridiche le affermazioni contenute nel formulario di cui sopra. Tanto è vero che lo stesso curante Dr. med. _ della Clinica _ ha confermato che le indicazioni sulla grande invalidità fornite dall'assicurata con la propria richiesta di prestazioni concordano con le sue constatazioni mediche (cfr. a tal proposito l'annotazione 24.12.2021 del medico curante al punto 7.7).
Oltre a ciò, lo stesso Dr. med. _ della Clinica _ - in risposta ad un'esplicita richiesta dell'amministrazione - ha chiaramente attestato in data 28.02.2022 che l’assicurata, dal mese di novembre 2020, necessita dell'aiuto di terze persone per i tre atti di vestirsi/svestirsi, cura del corpo e spostarsi.
Tali conclusioni non possono ora venir modificate da quanto addotto dalla figlia dell'assicurata con la propria opposizione datata 15 marzo 2022 (secondo la quale la Signora RI 1 - da almeno un anno - necessiterebbe altresì dell'aiuto di terze persone per fare i propri bisogni).
(...).
Oltre a ciò, nell'evenienza concreta, l’assicurata ha manifestato un dissenso puramente soggettivo nei confronti della valutazione operata dall'amministrazione senza tuttavia produrre eventuali elementi oggettivi, segnatamente di natura medica, a sostegno delle proprie argomentazioni. (...)” (Doc. A1)
C. Dissentendo da queste conclusioni l’assicurata, sempre per il tramite della figlia RA 1, ha impugnato il provvedimento dinanzi a questo Tribunale cantonale delle assicurazioni con gravame del 6 aprile 2022 in cui, minuziosamente, ripercorre le difficoltà e gli impedimenti causati dalla patologia che l’affligge (doc. I). Il gravame postula la rivalutazione della decisione impugnata.
Invitata a prendere posizione in merito l’11 aprile 2022 (doc. III), la Cassa CO 1 ha sottoposto la documentazione medica pervenuta tramite la rappresentante dell’assicurata (prodotta al Tribunale cantonale delle assicurazioni) al Dr. med. _, specialista in psichiatria e psicoterapia, per una nuova valutazione (doc. IV/1). Questi ha concluso per la necessità di un’inchiesta a domicilio (atto mai eseguito in precedenza) per determinare con la necessaria chiarezza il grado di grande invalidità dell’assicurata.
Sulla scorta di tale atto la Cassa CO 1 ha quindi proposto al Tribunale cantonale delle assicurazioni la retrocessione degli atti per lo svolgimento dei necessari accertamenti in conformità con quanto suggerito dal SMR e l’emanazione di una nuova decisione (doc. IV p. 2).
Invitata a prendere posizione in merito l’assicurata, sempre per il tramite della figlia, si è opposta all’esecuzione di una inchiesta a domicilio siccome la patologia di cui soffre (malattia di Alzheimer) permette, a tratti, momenti di autonomia che si alternano a momenti di dipendenza da terzi. La reale necessità di assistenza non sarebbe appurabile mediante tale atto. Le osservazioni 23 maggio 2022 dell’assicurata (doc. VI) propongono una “
controproposta
” destinata all’amministrazione: l’inchiesta a domicilio dovrebbe durare una settimana (per almeno 4 ore al giorno). L’assicurata richiama la necessità poi di sentire (interpellare) le badanti, assistenti e volontarie che la seguono, rispettivamente il geriatra che la cura (Dr. _). Le osservazioni del 23 maggio 2022 propongono poi l’invio dei protocolli del personale curante per integrare le valutazioni necessarie a una decisione.
D. L’atto è trasmesso alla Cassa in uno con la presente decisione. Non sono state acquisite ulteriori prove.

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
Su questi temi si veda
Ivano Ranzanici
: La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg.
nel merito
2. Come correttamente evoca la decisione su opposizione impugnata l'art. 43bis cpv. 1 LAVS prevede che hanno diritto all'assegno per grandi invalidi i beneficiari di rendite di vecchiaia o di prestazioni complementari con domicilio e dimora abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, che presentano un'invalidità (art. 9 LPGA) di grado elevato, medio o lieve. La rendita di vecchiaia anticipata è parificata al godimento di una rendita di vecchiaia.
Per l'art. 43bis cpv. 2 LAVS, i
l diritto all'assegno per grandi invalidi sorge il primo giorno del mese in cui tutte le condizioni sono soddisfatte, ma al più presto dal momento in cui l'assicurato fu grande invalido di grado elevato, medio o lieve per un anno intero, senza interruzione. Esso si estingue alla fine del mese nel quale le condizioni di cui al capoverso 1 non sono più adempiute.
Giusta l'art. 43bis cpv. 3 LAVS, l
'assegno per grandi invalidi di grado elevato ammonta all'80%, quello per grandi invalidi di grado medio al 50% e quello per grandi invalidi di grado lieve al 20% dell'importo minimo della rendita di vecchiaia previsto all'articolo 34 cpv. 5.
A norma del capoverso 5 dell'art. 43bis LAVS, le disposizioni della LAI sono applicabili per analogia alla valutazione della grande invalidità. Spetta agli uffici per l'assicurazione invalidità di determinare, per le casse di compensazione, il grado della grande invalidità. Il Consiglio federale può promulgare prescrizioni complementari.
Il diritto al pagamento arretrato è disciplinato nell'art.
24 cpv. 1 LPGA (art. 46 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 46 cpv. 2 LAVS, se l'assicurato fa valere il diritto a un assegno per grandi invalidi più di dodici mesi dopo il sorgere di tale diritto, l'assegno gli è pagato soltanto per i dodici mesi precedenti la richiesta, in deroga all'art. 24 cpv. 1 LPGA.
Sono accordati pagamenti retroattivi per periodi più lunghi, se l'assicurato non poteva conoscere i fatti determinanti il suo diritto alle prestazioni e se presenta la sua richiesta entro dodici mesi a partire dal momento in cui ha avuto conoscenza di tali fatti.
Secondo l'art. 9 LPGA, è considerato grande invalido colui che, a causa di un danno alla salute, ha bisogno in modo permanente dell'aiuto di terzi o di una sorveglianza personale per compiere gli atti ordinari della vita.
L'art. 37 cpv. 1 OAI stabilisce che la grande invalidità è reputata di
grado elevato
se l'assicurato è totalmente grande invalido. Ciò è il caso quando necessita dell'aiuto regolare e notevole di terzi per compiere tutti gli atti ordinari della vita e il suo stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza personale (cpv. 1).
Per il capoverso 2 dell’art. 37 OAI, prevede che l
a grande invalidità è di
grado medio
se l'assicurato, pur munito di mezzi ausiliari, necessita:
a. di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere la maggior parte degli atti ordinari della vita,
b. di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di una sorveglianza personale permanente,
c. di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di un accompagnamento permanente nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'art. 38 OAI.
Infine, l'art. 37 cpv. 3 LAI stabilisce che la grande invalidità è di
grado lieve
se l'assicurato, pur munito di mezzi ausiliari:
a. è costretto a ricorrere in modo regolare e considerevole, all'aiuto di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita;
b. necessita di una sorveglianza personale permanente;
c. necessita, in modo durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste dalla sua infermità;
d. a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica, può mantenere i contatti sociali con l'ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole; oppure
e. è costretto a ricorrere a un accompagnamento costante nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'art. 38.
A norma dell'art. 38 cpv. 1 OAI, esiste un bisogno di accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'art. 42 cpv. 2 LAI quando un assicurato maggiorenne non vive in un'istituzione e a causa di un danno alla salute:
a.
non può vivere autonomamente senza l'accompagnamento di una terza persona;
b.
non può compiere le attività della vita quotidiana e intrattenere contatti fuori casa senza l'accompagnamento di una terza persona; oppure
c.
rischia seriamente l'isolamento permanente dal mondo esterno.
Per l'art. 38 cpv. 3 OAI, è considerato unicamente l'accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana che è regolare e necessario in relazione a una delle situazioni di cui al capoverso 1. Fra queste non rientrano in particolare le attività di rappresentanza e di amministrazione nel quadro delle misure di protezione degli adulti conformemente agli articoli 390-398 del Codice civile.
La giurisprudenza ha precisato che l'aiuto di cui abbisogna l'assicurato può essere inteso sia come aiuto diretto di terzi che come sorveglianza dell'assicurato durante il compimento degli atti ordinari rilevanti della vita, per esempio quando la persona che lo sorveglia lo esorta a compiere un atto che rimarrebbe incompiuto senza l'espresso incitamento di un terzo a causa dello stato psichico dell'assicurato (cosiddetto aiuto indiretto; DTF 133 V 463; STF 8C_479/2007 del 4 gennaio 2008; DTF 121 V 91; 107 V 149).
Gli atti ordinari della vita sono i seguenti (DTF 127 V 97; DTF 125 V 303; DTF 117 V 146 consid. 2):
- vestirsi/svestirsi
- alzarsi/sedersi/coricarsi
- mangiare
- provvedere all'igiene personale (cura del corpo)
- andare al gabinetto (fare i propri bisogni)
- spostarsi (in casa e all'esterno) e stabilire contatti sociali.
3. Nel caso concreto, con il ricorso l’assicurata ha prodotto atti medici tali da porre in dubbio la correttezza della decisione impugnata. L’assicuratore, in luogo e vece di annullare il proprio provvedimento mediante l’atto di risposta di causa, propone l’accoglimento del gravame e il rinvio degli atti. In sostanza è proposto l’annullamento della decisione impugnata a fronte delle argomentazioni mediche addotte con l’impugnativa.
Tale soluzione appare corretta. La documentazione medica, d’avviso dello psichiatra specialista SMR incaricato, è tale da imporre un’ulteriore verifica ed approfondimento. Il suggerimento del dr. med. _ è quello di allestire un’inchiesta a domicilio per un concreto accertamento. A tale atto s’oppone l’assicurata.
4. La decisione impugnata deve essere annullata siccome, come invocato dalla ricorrente e confermato dal SMR, la documentazione medica prodotta agli atti con il gravame non permette di ritenere che il provvedimento sia stato adottato dopo le necessarie verifiche e gli approfondimenti che il caso impone. La patologia, i suoi effetti e le capacità dell’assicurata di far fronte ai bisogni elencati in precedenza vanno approfonditi. Mezzo idoneo per eseguire l’accertamento è l’inchiesta a domicilio. Come suggerito dallo specialista.
A questo proposito si annoti che, con sentenza 30.2019.21 del 18 novembre 2019 questo Tribunale cantonale delle assicurazioni aveva imposto alla Cassa di svolgere un’inchiesta a domicilio per indagare adeguatamente le necessità dell’assicurato. Quel giudizio era stato impugnato dalla Cassa al Tribunale federale con l’argomento che la situazione era adeguatamente indagata e non sussisteva il diritto dell’assicurato all’AGI. Il Tribunale federale (STF 9C_818/2019) ha respinto il ricorso dell’amministrazione.
5. In concreto la decisione impugnata va annullata. Gli atti rinviati alla Cassa affinché verifichi le condizioni per il riconoscimento di un AGI all’assicurata, riprendendo l’istruttoria della procedura. Il rinvio è aperto nel senso che la Cassa potrà certamente procedere con l’inchiesta a domicilio suggerita dal SMR ma procederà anche all’acquisizione delle ulteriori informazioni utili al suo giudizio. L’offerta dei protocolli del personale che segue l’assicurata (doc. VI pag. 2) potrebbe rivelarsi utile alla valutazione del caso, gli stessi potranno, se del caso, essere raccolti dall’assistente sociale che sarà chiamato/a a eseguire l’inchiesta a domicilio. Si annoti qui che gli incaricati di svolgere tali inchieste sono persone debitamente formate, cui sono note le caratteristiche delle patologie cui sono confrontati, e l’assicurata non deve temere che un momento di lucidità – possibile nella malattia di Alzheimer – possa essere in qualche modo frainteso. L’assicurata potrà, se del caso e laddove lo ritenesse utile, fare allestire un rapporto di dettaglio al geriatra curante dr. med. _, da produrre alle Cassa CO 1.
6. Alla luce di quanto precede il ricorso è accolto. La decisione impugnata annullata. Gli atti rinviato alla Cassa per un approfondimento dell’istruttoria necessaria e la resa di una nuova decisione. Resta, in ogni modo, garantito il diritto (minimo) all’AGI di grado lieve in favore dell’assicurata. Non sono prelevate tasse e spese, che permangono a carico dello Stato. Benché vincente in causa, non essendo rappresentata da un legale, alla ricorrente non sono assegnate ripetibili (art. 61 lett. f LPGA).