Decision ID: a9c9e25c-83d5-5a3d-b1eb-48315dde9942
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 6 ottobre 1982 il Pretore dell’allora giurisdizione di Lugano Ceresio ha pronunciato il divorzio fra _ _ _ (1920) e _ nata _ (1930), omologando gli accordi delle parti sulle conseguenze accessorie in virtù dei quali il marito si impegnava, fra l’altro, a versare all’ex moglie fr. 450’000.– in liquidazione del regime matrimoniale e un contributo alimentare mensile di fr. 1’500.– vita natural durante. _ _ _, già commerciante _, dopo il divorzio ha svolto attività di _ e _ _. Egli è partito per Barcellona il 31 ottobre 1988 ed è ritornato in Ticino nell’agosto 1994.
B. Il 10 ottobre 1995 _ _ _ ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, chiedendo di essere liberato dall’ obbligo di versare la rendita alimentare all’ex moglie dal 1° settembre 1995, subordinatamente di vedersi ridurre la rendita mensile a fr. 150.– e, in entrambi i casi, di essere sollevato dall’obbligo di pagare gli alimenti arretrati. Egli ha sostenuto di non essere più in grado di erogare il contributo alimentare alla moglie a causa delle sue precarie condizioni economiche, fisiche e psichiche. Contestualmente egli ha presentato una domanda provvisionale, che è stata respinta dal Pretore con decreto del 20 agosto 1996. _ _ si è opposta alla petizione. Nel successivo scambio di atti scritti ogni parte ha mantenuto le proprie conclusioni. Il 28 giugno 1996 _ _ _ ha presentato un’istanza intesa all’ammissione del beneficio dell’assistenza giudiziaria. Il dibattimento finale ha avuto luogo l’11 marzo 1997. In tale occasione le parti hanno mantenuto le rispettive domande.
C. Con sentenza del 4 agosto 1997 il Pretore ha respinto la petizione. La tassa di giustizia di fr. 1’000.– e le spese sono state poste a carico dell’attore, tenuto a rifondere alla controparte fr. 3’500.– a titolo di ripetibili. La richiesta di assistenza giudiziaria è stata respinta.
D. Contro la sentenza pretorile _ _ _ è insorto con un appello del 22 settembre 1997 in cui chiede, previa concessione dell’effetto sospensivo al gravame, la soppressione del contributo alimentare per l’ex moglie dal 1° settembre 1995 o in subordine la sua riduzione a un importo non superiore a fr. 150.–, la liberazione dal pagamento degli arretrati e all’accoglimento dell’istanza di assistenza giudiziaria. La presidente di questa Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo con decreto 25 settembre 1997.

Considerando
in diritto: 1. Il Pretore ha respinto l’azione di modifica con l’argomento che l’attore, asseritamente solo al beneficio di una rendita AVS e delle relative prestazioni complementari, non aveva dimostrato il degrado della sua situazione economica rispetto all’epoca del divorzio, in particolare non aveva chiarito per quali motivi aveva consumato la notevole sostanza di cui disponeva. Ne ha dedotto, il Pretore, che l’attore aveva ancora sostanza occulta, nonostante le risultanze della documentazione fiscale, e che l’asserita cessazione dell’attività lucrativa, contraddetta da alcune testimonianze, era prevedibile sin dal momento del divorzio e non poteva giustificare pertanto la soppressione del contributo alimentare.
2. L’appellante ribadisce di trovarsi in uno stato di indigenza notorio e conclamato, essendo a carico della pubblica assistenza e beneficiando solo della rendita AVS con le relative prestazioni complementari. Sostiene che il degrado della sua situazione economica, imprevedibile, non si riconduce a malvolere, a grossolana negligenza o a decisioni arbitrarie, che l’impossibilità di far fronte all’obbligo alimentare è un fatto oggettivo e che l’inabilità lucrativa è dovuta all’età e a problemi di salute.
3. L’art. 153 cpv. 2 CC stabilisce che il coniuge obbligato a fornire una rendita a titolo di alimenti può domandare di esserne liberato o che essa sia ridotta quando il bisogno più non esista o sia sensibilmente diminuito, come pure quando le condizioni economiche del debitore più non corrispondano all’entità della rendita. Poco importa che la rendita sia dovuta per convenzione o per sentenza omologata dal giudice: decisivo è che dal profilo economico le circostanze siano cambiate in modo ragguardevole, imprevisto e – secondo il normale andamento delle cose – duraturo rispetto all’epoca in cui la rendita è stata fissata (DTF 117 II 363; Rep. 1996 pag. 141). Il problema di sapere in che misura un mutamento ragguardevole, imprevisto e duraturo delle circostanze giustifichi la soppressione – o la riduzione – di una rendita è una questione di equità (Hinderling/Steck, Das Schweizerische Ehescheidungsrecht, Zurigo 1995, pag. 363). Il giudizio deve fondarsi, in ogni modo, su un confronto tra la situazione economica delle parti al momento in cui è stata emanata la sentenza di divorzio e la situazione che risulta dal fascicolo processuale dell’azione di modifica. L’onere di allegare e dimostrare i fatti determinanti incombe a chi li invoca (Bühler/ Spühler in: Berner Kommentar, nota 54 ad art. 153 CC), il diritto federale non imponendo l’applicazione del principio inquisitorio a tale riguardo (Bühler/Spühler, op. cit., nota 87 ad art. 153 CC; Rep. 1996 pag. 141).
4. L’istruttoria ha dimostrato che la situazione economica dell’atto-re è mutata in modo considerevole rispetto a quella esistente al momento del divorzio. Il Pretore stesso, insistendo sul divario tra l’agiato tenore di vita delle parti durante il matrimonio e quello in cui versa ora l’attore, accerta sostanzialmente che nella fattispecie le circostanze sono radicalmente cambiate. Al momento del divorzio l’attore era tassato su una sostanza di fr. 440’000.– e un reddito complessivo di fr. 50’800.– annui (tassazione intermedia 18 maggio 1984 nei documenti richiamati dall’Ufficio circondariale). A quel momento egli aveva già pagato all’ex moglie la somma di fr. 450’000.– in liquidazione del regime matrimoniale (doc. A). Nella dichiarazione allestita nel 1987 l’attore ha poi indicato un reddito medio di fr. 28’000.– annui per consulenze e vendite di libri (dichiarazione d’imposta 1987/88). Il 31 ottobre 1988 egli è partito per Barcellona, da dove è rientrato nell’ago-sto del 1994. La tassazione del 9 dicembre 1996 relativa al periodo fiscale 1995/96 attesta una rendita AVS di fr. 10’764.– e un reddito d’altra fonte di fr. 15’000.– annui, oltre una sostanza di fr. 40’000.– (oggetti di valore: libri; incarto fiscale richiamato).
Nell’ottobre del 1995 l’attore risultava al beneficio di una rendita AVS di fr. 897.– mensili (doc. L) e riceveva dal 1° dicembre 1995 una prestazione complementare di fr. 1’389.– mensili, ridotta poi a fr. 1’375.– dal 1° gennaio 1996 (doc. M1). Abita tuttora in un appartamento di 31⁄2 locali a _, con un onere di alloggio di fr. 880.– (doc. D) e ha dichiarato di possedere come sostanza libri di _ per fr. 40’000.– (dichiarazione fiscale del 13 giugno 1996). Gli incarti fiscali richiamati e le altre risultanze dell’istruttoria dimostrano così che la situazione economica dell’attore è peggiorata in modo notevole dal momento del divorzio. È vero, come rileva il primo giudice, che con i redditi successivi al divorzio l’attore non avrebbe potuto versare il contributo alimentare di fr. 18’000.– annui, che sono stati corrisposti fino all’aprile 1995. Se non che, l’appellante ha sempre ribadito di aver venduto a mano a mano gli oggetti d’arte e i libri di sua proprietà per vivere e pagare il contributo alimentare. Tale affermazione, che figurava già nella dichiarazione fiscale 1987/88, è stata confermata anche dall’istruttoria. Vari testimoni hanno dichiarato che da quando è rientrato dalla Spagna l’attore si trova in una situazione finanziaria precaria, ha un tenore di vita molto modesto e ha venduto oggetti e mobili antichi ad amici e conoscenti per procurarsi liquidità (verbale 31 gennaio 1996, teste _ _, pag. 2, teste _ _ _, pag. 3).
5. Le perplessità espresse dal primo giudice sulla sostanza dell’at-tore non possono essere condivise. Dall’istruttoria non sono emersi indizi atti a lasciar supporre l’esistenza di sostanza occulta. L’attore ha ripetutamente addotto di aver consumato il capitale di cui disponeva nel 1982 per il suo mantenimento e per il versamento dei contributi alimentari alla moglie. Egli ha ammesso di essere stato molto ricco (verbale 21 novembre 1995, pag. 2), ma ha soggiunto altresì di non avere mai avuto un reddito fisso e di aver utilizzato parte del patrimonio per coprire i costi. La diminuzione di fr. 290’000.– della sostanza dal biennio fiscale 1983/84 al biennio 1995/96 non può quindi dirsi oscura, tanto meno se si pensa che la convenuta ha ammesso di avere ricevuto dall’ex marito oltre fr. 200’000.– a titolo di contributo alimentare dal 1982 in poi (interrogatorio formale, verbale del 31 gennaio 1996, inc. _._._, pag. 1). Il consumo della sostanza per coprire il proprio mantenimento sull’arco di oltre dieci anni spiega del resto come l’attore si sia ritrovato nell’attuale situazione di indigenza. Ciò posto, non si può ritenere nemmeno che il peggioramento della situazione economica dell’appellante sia dovuto a malvolere, a grossolana negligenza o a una decisione arbitraria dell’obbligato alimentare. Per altro, si volesse anche considerare – come sostiene l’appellata – che l’attore avrebbe dovuto essere più previdente nella gestione del proprio patrimonio, ciò non basterebbe per computargli la sostanza consumata, la quale non può più essere ricostituita (DTF 117 II 16).
6. Né si può ragionevolmente pretendere che l’attore, quasi ottantenne (classe 1920), continui a lavorare per conseguire un reddito sufficiente a far fronte agli impegni assunti nel 1982. Egli ha svariati problemi di salute, tanto che nel 1995 il suo medico lo ha definito incapace di svolgere qualsiasi attività lavorativa, pur nell’ambito della professione originale di antiquario (doc. G). I servizi sociali di _ hanno constatato a loro volta problemi locomotori dovuti a infermità (doc. O). Certo, stando ai figli delle parti, il padre avrebbe continuato a commerciare oggetti _ e lavorerebbe come _ _ quando ne è richiesto. L’istruttoria però non ha fornito elementi concreti al riguardo, salvo per quanto concerne un episodio isolato. I figli, attivi nel ramo _, sono bensì convinti che il padre eserciti ancora un’attività professionale, ma non sono stati in grado di fare il nome di persone che si sarebbero rivolte al genitore per consulenze e perizie (verbale del 31 gennaio 1996, pag. 6, 7 e 8). Il teste _ _ ha accennato a una sola perizia allestita dall’attore nel 1995, per un compenso di fr. 2’000.– o fr. 3’000.– (verbale 7 novembre 1996 pag. 4). Il teste _ _, specialista in trasporti internazionali, ha dato all’attore informazioni sul costo per il trasporto di riviste di _, ma non ha avuto conoscenza di un’attività effettiva in quel settore (verbale del 31 gennaio 1996, pag. 9). In conclusione, le varie testimonianze dimostrano quindi che l’attore ha venduto occasionalmente qualche oggetto di antiquariato, ciò che egli ha sempre ammesso, e che ha svolto un’occasionale attività come critico d’arte, ricavandone un modesto compenso. Tali elementi non bastano tuttavia per ritenere alla portata dell’attore un’attività lucrativa regolare tale da consentire il pagamento del contributo alimentare in favore dell’ex moglie, superiore a fr. 1’800.– mensili (doc. 2).