Decision ID: ecddce5d-5e95-5cbc-b89e-0bcb55c78bd0
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1981, coniugato, con figli, dal
luglio 2013 ha lavorato in Svizzera quale frontaliere, da ultimo in qualità di
cuoco presso la B._ Sagl di (...) (C._), solvendo regolari
contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
(doc. 11 e segg. dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità del
Canton C._ [di seguito incarto A]).
A.b Il 25 agosto 2017 l’interessato si è scontrato con una vettura mentre
circolava in sella alla propria motocicletta. Egli è stato trasportato al pronto
soccorso dell’Ospedale Regionale di (...) dove è stata diagnosticata una
frattura bifocale del femore destro, scomposta e pluriframmentaria ed è
stato eseguito un intervento di osteosintesi in urgenza, per cui è stato di-
chiarato totalmente inabile al lavoro (cfr. doc. 23 e segg. e in particolare
doc. 34 dell’incarto della D._, assicuratore infortuni [in seguito in-
carto B]). Le conseguenze dell’infortunio sono state assunte da D._
Assicurazioni SA, assicuratore infortuni (doc. B 23 e segg.).
B.
B.a In data 13 novembre 2017 l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio per l’as-
sicurazione per l’invalidità del Canton C._ (UAI-C._) il for-
mulario relativo alla richiesta di prestazioni dell’assicurazione per l’invali-
dità (doc. A 1). Ai fini dell’istruttoria l’UAI-C._ ha acquisito agli atti
l’incarto dell’assicuratore infortuni (cfr. in particolare doc. A 3, 33 e 40).
B.b Preso atto dell’ampia istruttoria specialistica esperita in ambito infortu-
nistico, di cui si dirà in dettaglio nei considerandi in diritto, il dott.
E._, specialista in chirurgia, con rapporto finale SMR del 14 settem-
bre 2018 ha posto la diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa di
“stato dopo osteosintesi con chiodo gamma lungo per frattura bifocale
scomposta pluriframmentaria femore destro (26.08.2017)” con “lesione
osteocondrale rotula destra” e “stato dopo dinamizzazione chiodo gamma
lungo e rimozione vite bloccaggio statica (11.07.2018)”. Inoltre, ha attestato
“disestesie apicali dita IV e V mano destra su probabile neuropatia riper-
cussione sensitiva del nervo ulnare senza documentabili rallentamenti di
conduzione all'ENG” senza ripercussione sulla capacità lavorativa. Per
quel che concerne la capacità lavorativa, il medico SMR ha attestato
nell’attività abituale un’incapacità lavorativa totale continua a partire dal 25
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agosto 2017 e in attività adeguate dal 25 agosto 2017 al 21 agosto 2018,
con successiva capacità lavorativa al 100% (doc. A 38).
B.c Con comunicazione del 28 maggio 2019 l’UAI-C._ ha informato
l’assicurato che avrebbe assunto i costi per la parte scolastica del diploma
cantonale di esercente nel periodo dal 26 agosto 2019 al 16 dicembre 2019
e che per la durata del provvedimento sarebbero state riconosciute inden-
nità giornaliere. Per i mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2019 l’assi-
curato ha inoltre percepito indennità giornaliere d’attesa da parte dell’UAI-
C._ (doc. A 86 e segg.).
B.d Con progetto di decisione del 29 maggio 2019 l’amministrazione ha
prospettato il rigetto della domanda di prestazioni, constatando un’inabilità
lavorativa totale nella precedente attività a decorrere dal 25 agosto 2017,
un’incapacità lavorativa completa in attività adeguate dal 25 agosto 2017
al 20 agosto 2018, data in cui l’assicurato aveva ritrovato una piena capa-
cità lavorativa in attività adeguate. Il grado di invalidità è risultato nullo, alla
luce di un reddito da valido di CHF 54'000.- e di un reddito da invalido di
CHF 63'790.- (doc. A 92).
B.e Con scritto del 28 giugno 2019 l’assicurato, rappresentato dall’avvo-
cato Sciuchetti, ha chiesto il riesame e la modifica del progetto di decisione,
contestando principalmente che fosse intervenuto un miglioramento dello
stato di salute nella misura e nelle tempistiche ritenute dall’UAIE. Egli ha
addotto in particolare che l’assicuratore infortuni lo aveva ritenuto inabile al
lavoro in misura del 100% in attività adeguate sino al 6 gennaio 2019 e del
50% dal 7 gennaio 2019 al 31 gennaio 2019, chiedendo che gli venisse
riconosciuta una rendita intera dal 1° agosto 2018 al 31 gennaio 2019 ed
una mezza rendita dal 1° febbraio 2019 al 30 aprile 2019 (doc. A 102).
B.f Con annotazione SMR dell’8 luglio 2019 il dott. E._ ha rilevato
che la nuova documentazione medica trasmessa in fase di osservazioni al
progetto di decisione non permetteva di modificare le conclusioni di cui al
rapporto finale del 14 settembre 2018, già confermate nelle precedenti
prese di posizione (doc. A 105).
B.g Con decisione del 17 luglio 2019 l’UAIE ha pertanto confermato il pro-
getto di decisione e respinto la domanda di prestazioni d’invalidità (doc. A
107).
B.h Nel frattempo la D._ ha confermato l’erogazione di indennità
giornaliere LAINF del 100% dal 26 agosto 2017 al 6 gennaio 2019 e del
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50% dal 7 gennaio 2019 al 30 aprile 2019, sopprimendole a partire dal 1°
maggio 2019 (cfr. conferma delle prestazioni d’indennità LAINF del 13 ago-
sto 2019, incarto D._). Inoltre, a seguito del ricovero per la rimo-
zione dei mezzi di sintesi l’8 gennaio 2020, la D._ ha nuovamente
versato indennità giornaliere del 100% dall’8 gennaio 2020 al 26 gennaio
2020 (Mail di F._ a Sergio Sciuchetti del 5 febbraio 2020 18:11, in-
carto D._).
C.
C.a Il 16 settembre 2019 l'interessato ha inoltrato ricorso contro la menzio-
nata decisione dell’UAIE del 17 luglio 2019 dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale (TAF), chiedendone l’accoglimento, l’annullamento del
provvedimento impugnato ed il riconoscimento di una rendita intera dal 1°
agosto 2018 al 30 aprile 2019. A sostegno delle proprie conclusioni il ricor-
rente ha prodotto documentazione medica in parte già agli atti e fatto valere
che gli accertamenti in ambito infortunistico si erano protratti almeno fino a
maggio 2019 compreso e che l’assicuratore infortuni ha riconosciuto l’as-
sicurato inabile al lavoro al 100% fino al 6 gennaio 2019 ed in misura del
50% sino al 30 aprile 2019 (doc. TAF 1).
C.b Il 10 ottobre 2019, l’interessato ha versato l’anticipo di CHF 800.- a
copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 5).
C.c Con risposta di causa del 19 dicembre 2019 l'UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando
al preavviso dell’Ufficio AI del Cantone C._ del 18 dicembre 2019,
all’annotazione SMR del 16 dicembre 2019 e all’annotazione SMR del 25
ottobre 2019, l’autorità inferiore ha ribadito l’esigibilità al 100% di un’attività
adeguata a partire dal 21 agosto 2018. In merito alla documentazione me-
dica prodotta l’UAIE ha rilevato che da essa non si evincono dati clinici
oggettivi per poter riconoscere l’insorgenza di nuove patologie o un peg-
gioramento con influsso sulla capacità lavorativa. Degli ulteriori motivi si
dirà, se necessario, nei considerandi di diritto (doc. TAF 8).
C.d Con scritto del 27 gennaio 2020 il rappresentante dell’assicurato ha
modificato le proprie conclusioni ricorsuali, chiedendo l’accoglimento del
ricorso, l’annullamento del provvedimento impugnato ed il riconoscimento
di una rendita intera dal 1° agosto 2018 al 30 aprile 2019 ed una mezza
rendita dal 1° maggio 2019 al 31 luglio 2019 (doc. TAF 11).
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C.e Con replica del 4 febbraio 2020 il ricorrente ha ribadito le proprie tesi e
conclusioni ricorsuali, precisando di non comprendere come il dott.
E._ – prendendo posizione a posteriori e senza aver mai visitato il
ricorrente – potesse non concordare con gli specialisti curanti e con l’assi-
curatore infortuni (doc. TAF 13).
C.f Con duplica del 27 febbraio 2020 l’UAIE ha mantenuto le proprie con-
clusioni, rinviando a quanto esposto nella decisione impugnata e nella ri-
sposta di causa (doc. TAF 16).
C.g Il 14 maggio 2020, il TAF ha assunto agli atti un aggiornamento dell’in-
carto dell’assicuratore infortuni (in seguito incarto D._) ed ha comu-
nicato all’assicurato che gli atti sono consultabili presso la propria sede e
che ne può richiedere la trasmissione di una copia (doc. TAF 19 – 21).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
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ammissibile. Peraltro, il ricorrente ha provveduto al richiesto versamento di
un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.
2.
Litigiosa è la questione se il ricorrente abbia diritto ad una rendita d’invali-
dità a far tempo dal 1° agosto 2018, così come una mezza rendita dal 1°
maggio 2019 al 31 luglio 2019 (consid. C), segnatamente l’aspetto parziale
se dal 21 agosto 2018 la capacità lavorativa in attività adeguate va consi-
derata totale (come indicato dal dott. E._ e dall’UAIE) oppure se è
perdurata anche in tali attività un’incapacità lavorativa dapprima del 100%
e poi del 50% a decorrere dal 7 gennaio 2019, come attestato dagli spe-
cialisti curanti, riconosciuto dall’assicuratore infortuni e altresì sostenuto
dall’assicurato.
3.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza es-
sere vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In
virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 della legge
federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale
accerta i fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le
prove necessarie e le valuta liberamente. Le parti sono tenute a cooperare
all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52
PA). Ne consegue che l'autorità di ricorso adita si limita di principio ad esa-
minare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate dalle
parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'incarto
ne diano sufficiente motivo (sentenza del TAF C-3146/2015 dell’11 maggio
2018 consid. 4 con rinvii).
4.
4.1 Dal profilo temporale, riservate disposizioni di diritto transitorio, sono
applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce con-
seguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2;
138 V 475 consid. 3.1).
4.2 Nel caso in esame – essendo contestato il diritto alla rendita da agosto
2018 al 30 aprile 2019 in seguito alla domanda del 13 novembre 2017 – si
applicano di principio le disposizioni della 6a revisione della LAI entrate in
vigore il 1° gennaio 2012 ed eventuali modifiche fino alla pronuncia della
decisione impugnata.
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5.
Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione
impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione
impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2).
Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano
imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione ante-
riore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid.
1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto liti-
gioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al mo-
mento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze del TF
8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20
aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
5.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e
risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv.
3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regola-
mento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
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LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4
LAI e 8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico
(DTF 116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio
2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv.
1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
6.2 La nozione di invalidità in ambito AI coincide con quella vigente in am-
bito LAINF e nell'assicurazione militare (art. 16 LPGA; DTF 127 V 129 con-
sid. 4d; 133 V 549 consid. 6). Se il danno alla salute è il medesimo, la va-
lutazione dell'invalidità in ambito AI, LAINF e assicurazione militare do-
vrebbe condurre al medesimo grado di invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6;
126 V 288 consid. 2a con rinvii). Un assicuratore non è tuttavia vincolato
ad una decisione emessa da un altro ente per esempio nel caso in cui il
grado di invalidità risulta da un accordo intercorso tra le parti (DTF 127 V
129 consid. 4d; 126 V 288 consid. 2a) rispettivamente si fonda su un errore
di diritto (DTF 126 V 288 consid. 2a).
Se inoltre in DTF 126 V 288 il Tribunale federale (TF) ha relativizzato il
carattere vincolante di una valutazione dell'invalidità passata in giudicato
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nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni nel senso che una deter-
minazione differente del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità entrava in linea di conto eccezionalmente e a condizione che
sussistessero motivi pertinenti, in DTF 133 V 549 il (TF) ha precisato la
propria giurisprudenza concludendo che la valutazione dell'invalidità da
parte dell'assicurazione infortuni non vincola l'assicurazione per l'invalidità
ai sensi della precedente giurisprudenza (DTF 126 V 288) e, di conse-
guenza, l'Ufficio AI non è legittimato a interporre opposizione, rispettiva-
mente ricorso, contro la decisione, rispettivamente contro la decisione su
opposizione, dell'assicuratore infortuni sulla questione del diritto alla ren-
dita in quanto tale o sul grado d'invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6; sen-
tenza del TF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 10).
6.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.4 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
7.
7.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, l’amministrazione (o al giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti che devono essere rassegnati
dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità sia una
nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono costituire
importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato (DTF 132
V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo
stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività l’assicurato è
incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio
per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’as-
sicurato. Affinché un rapporto medico acquisti valore di prova rilevante è
determinante che esso sia completo in merito ai temi sollevati, si fondi, in
piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su
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Pagina 10
esami approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l’assi-
curato e sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni mediche o nell’ap-
prezzamento della situazione medica; le conclusioni dell’esperto devono
inoltre essere motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né la sua origine né la sua denominazione,
ad esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo contenuto (DTF 134 V 231
consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto medico deve altresì essere
redatto da medici che dispongono delle qualifiche specialistiche richieste
nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del 22 novembre 2017
consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2).
7.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-
bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-
lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 consid.
3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione a
medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che
riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche
che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.
Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-
diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere
in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-
zione. Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere
attribuito pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino conclu-
denti, compiutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non
sussistano degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendi-
bilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipen-
denza con l’assicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e
l’imparzialità. Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che
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permettono di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la par-
zialità dell’apprezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid.
3b/ee).
7.3 Nell’ambito del libero apprezzamento delle prove è di principio consen-
tito che il giudice delle assicurazioni sociali basi la propria decisione unica-
mente sui rapporti di un medico interno all’assicuratore. Per quanto ri-
guarda l’imparzialità e l’attendibilità di tali rapporti, devono tuttavia essere
poste esigenze severe. Nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio
sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni dell’assicura-
zione, non è possibile fondarsi su tali rapporti ed occorre effettuare un com-
pletamento dell’istruttoria (DTF 139 V 225 consid. 5.2; 135 V 465 consid.
4.4; 122 V 157 consid. 1d). I pareri del servizio medico regionale e del ser-
vizio medico dell’UAIE sono da considerare quali rapporti medici interni
all’amministrazione (sentenze del TF 9C_159/2016 del 2 novembre 2016
consid. 2.2 e 8C_197/2014 del 3 ottobre 2014 consid. 4).
7.4 I rapporti del servizio medico regionale (SMR) hanno la funzione di ef-
fettuare una sintesi delle informazioni e degli esami medici di cui agli atti di
causa e formulare delle raccomandazioni quanto al seguito da dare all’in-
carto da un punto di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26
gennaio 2012 consid. 4.1). I rapporti interni del SMR apprezzano sotto
l’aspetto medico i referti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a bene-
ficio anche dell’amministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispon-
gono necessariamente di simili conoscenze specialistiche – la situazione
medica. Non è dunque indispensabile che la persona assicurata venga vi-
sitata. Il SMR esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene neces-
sario. Negli altri casi rende la propria valutazione sulla base della docu-
mentazione esistente. L’assenza di propri esami medici non costituisce
pertanto un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR se
esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente ri-
conosciute (sentenza del TF 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 consid.
4.2). Se i documenti agli atti non permettono di pronunciarsi sulle pretese
giuridiche litigiose, non è possibile decidere unicamente sui rapporti del
SMR, ma occorre effettuare un completamento dell’istruttoria (sentenza del
TF 9C_58/2011 del 25 marzo 2011 consid. 3.3).
8.
8.1 Il ricorrente censura in primo luogo un apprezzamento dei fatti contrario
alle risultanze istruttorie, non avendo l’amministrazione a suo dire esperito
alcun approfondimento medico autonomo, essa si è incomprensibilmente
C-4743/2019
Pagina 12
scostata dagli accertamenti specialistici eseguiti in ambito infortunistico, te-
nuto conto che quest’ultimi attestano una totale inabilità al lavoro fino al 6
gennaio 2019 (doc. TAF 1 e allegati).
8.2 Nel caso in esame dagli atti emerge che, a seguito del ricovero d’ur-
genza del 25 agosto 2017 e conseguente intervento chirurgico di osteosin-
tesi al femore destro, con lettera di uscita del 21 settembre 2017, i dott.i
G._ e H._ del Servizio di chirurgia dell’Ospedale Regionale
di (...), hanno posto la diagnosi, da una parte, di “frattura bifocale del fe-
more destro, scomposta e pluriframmentaria” e, dall’altra, di “lesione osteo-
condrale esterno rotula destra” (doc. B 34).
8.3 Con referto radiologico del 27 novembre 2017, il dott. I._, radio-
logo, ha riscontrato che “i monconi di frattura sintetizzati con chiodo
Gamma lungo risultano ben affrontati ed allineati, anche se con moderata
diastasi di un grossolano frammento corticale lungo la superficie posteriore
mediodiafisaria. Ancora scarsi i segni di consolidazione ossea in partico-
lare in sede diafisaria con rimedi interruzione tuttora ben visibili. Non mo-
bilizzazioni del chiodo di Gamma di sintesi; rottura di una delle due viti di
bloccaggio distale. Non evidenza di complicanze avascolari epifisarie. Po-
rosi ossea maculare” (doc. A 8).
8.4 Il 14 dicembre 2017 il dott. L._, primario del servizio di chirurgia
dell’Ospedale Regionale di (...), ha rilevato una buona mobilità attiva e
passiva in ginocchio e anca destra, senza dolenzie evocabili e con cicatrici
calme. Egli ha poi indicato di aver concordato una visita verso fine anno
per valutare la ripresa almeno parziale del lavoro come cuoco, in quanto il
paziente spingeva per ritornare al lavoro (doc. B 47).
8.5 Il 28 dicembre 2017 il dott. L._ ha preso atto che il paziente
riferiva un peggioramento della situazione con persistenti dolori a livello del
gluteo e della coscia destra. Dal profilo clinico egli ha constatato una buona
mobilità dell’anca e del ginocchio destro con rotazione interna dolente
dell’anca destra. Il medico ha concluso che si trattava possibilmente di uno
scompenso posturale/algico che ritardava la riabilitazione, rinviando al
prossimo controllo radiologico (doc. B 49). Il 2 febbraio 2018 il medesimo
specialista ha riscontrato che la riabilitazione “si trascinava lentamente” ed
il paziente restava assai sintomatico ai movimenti e al carico, precisando
che la radiografia mostrava ancora rime di frattura con lenta progressione
della guarigione ossea rispetto al controllo di due mesi prima (doc. B 55).
C-4743/2019
Pagina 13
8.6 Con referto radiologico del 9 marzo 2018 la dott.ssa M._, spe-
cialista in radiologia dell’Ospedale N._ di (...), ha concluso che i
“reperti descritti a carico dei focolai di frattura basicervicale e del lll medio
diafisario del femore sono compatibili con segni di pseudoartrosi in rela-
zione all'assenza di guarigione dall'evento traumatico. I monconi ossei a
carico dei focolai di frattura appaiono corticalizzati, è presente una minima
presenza di callo osseo in corrispondenza del focolaio di frattura al terzo
medio diafisario del femore” (doc. B 59).
8.7 Con valutazione specialistica in ortopedia delle anche del 25 aprile
2018, esperita su incarico dell’assicuratore infortuni, i dott.i O._,
specialista in ortopedia, e P._, specialista in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore, della Clinica universitaria (...),
hanno confermato le note diagnosi relative all’infortunio della circolazione
stradale del 25 agosto 2017, e riscontrato un’andatura fortemente claudi-
cante, proponendo ulteriori trattamenti volti a limitare i dolori e favorire il
consolidamento della frattura (doc. B 65).
8.8 In seguito alla valutazione dei dott.i O._ e P._, con re-
ferto del 4 giugno 2018, il dott. L._ ha proposto la dinamizzazione
del chiodo Gamma tramite estrazione della vite di bloccaggio prossimale
ed eventualmente in un secondo tempo anche della distale (doc. B 57).
8.9 In data 11 luglio 2018 il dott. L._ ha posto la diagnosi di ritardo
di consolidazione della frattura bifocale femorale destra in esiti di inchioda-
mento con gamma lungo bloccato in modo statico e rottura della prossi-
male delle due viti di bloccaggio distali e ha sottoposto l’assicurato ad un
intervento di dinamizzazione del chiodo gamma lungo e rimozione vite di
bloccaggio statica. Il medico ha inoltre attestato una totale incapacità lavo-
rativa fino al 28 agosto 2018 (doc. B 71 – 77).
8.10 Con lettera ambulatoriale del 29 agosto 2018, indirizzata alla
D._, il dott. L._ ha rilevato che ad un anno dal trauma e ad
un mese e mezzo dalla post-dinamizzazione, il paziente riferiva ancora do-
lori al carico, si muoveva utilizzando una stampella e presentava una visi-
bile atrofia muscolare della coscia destra, che la frattura al collo femorale
appariva consolidata e la frattura diafisaria femorale in consolidazione pro-
gressiva. Il medico ha dunque proposto il proseguimento della fisio-chine-
siterapia riabilitativa con intervento posturale correttivo, della tecar-terapia,
degli ultrasuoni, della magnetoterapia e dell’idroterapia in piscina. Ha inol-
tre dichiarato che il prossimo controllo era fissato per inizio novembre 2018
e che si sarebbe trattato di definire un’eventuale ripresa lavorativa al 50%
C-4743/2019
Pagina 14
come cuoco a partire da metà novembre (doc. B 89). Egli ha pure attestato
un’incapacità lavorativa totale dal 28 agosto 2018 al 23 ottobre 2018 com-
preso (doc. B 88).
8.11 Con rapporto finale SMR del 14 settembre 2018, il dott. E._,
specialista in chirurgia, redatto senza visitare l’interessato né contattare gli
specialisti curanti, ha posto quali diagnosi con ripercussioni sulla capacità
lavorativa uno “stato dopo osteosintesi con chiodo gamma lungo per frat-
tura bifocale scomposta pluri-frammentaria femore destro (26.08.2017)”
con “lesione osteocondrale rotula destra” e “stato dopo dinamizzazione
chiodo gamma lungo e rimozione vite bloccaggio statica (11.07.2018)”. Egli
ha inoltre posto la diagnosi senza ripercussione sulla capacità lavorativa di
“disestesie apicali dita IV e V mano destra su probabile neuropatia riper-
cussione sensitiva del nervo ulnare senza documentabili rallentamenti di
conduzione all'ENG”. Per quel che concerne la capacità lavorativa, il me-
dico SMR ha attestato nell’attività abituale una totale incapacità lavorativa
continua a partire dal 25 agosto 2017 e in attività adeguate un’inabilità com-
pleta dal 25 agosto 2017 al 21 agosto 2018 con successiva capacità lavo-
rativa a tempo pieno.
A tal proposito egli ha precisato che appare “ragionevolmente proponibile
e soprattutto esigibile (art. 21 cpv 4 LPGA), dal lato medico-assicurativo
nonché specialistico chirurgico dello scrivente, considerando che la situa-
zione clinica e le cure mediche instaurate permettono di definire una con-
solidazione dello stato di salute, dopo l'ultimo intervento chirurgico di dina-
mizzazione del chiodo gamma lungo e rimozione della vite di bloccaggio
statica (11.07.2018), in assenza di ulteriori argomenti clinici e/o elementi di
giudizio tali da giustificare un’ulteriore prolungo dell'incapacità lavorativa
per un'attività adeguata/confacente e dopo un congruo periodo di convale-
scenza (40gg), attestare una CL medico-assicurativa del 100% (intesa
come presenza e rendimento completo sull'intero arco della giornata) per
un'attività confacente/adeguata e rispettosa delle indicazioni e dei limiti fun-
zionali sopraccitati a partire dal 21.08.2018 continua e definitiva”.
Il medico SMR ha indicato i seguenti limiti funzionali:
“Non può camminare su terreni accidentati
Deve evitare di salire/scendere da più rampe di scale e mai su
impalcature o scale a pioli
C-4743/2019
Pagina 15
Non può lavorare accovacciato/inginocchiato
Può camminare su terreni piani in continuo oltre 50 metri con
brevi interruzioni al bisogno
Può sollevare e trasportare pesi fino a 10Kg all'altezza del tronco; sollevare
pesi oltre il livello della testa: massimo 5 Kg e mai ripetitivamente.
Può lavorare in posizione seduta, inchinata in avanti, con il tronco in tor-
sione
Indicata attività leggera, semi-sedentaria in cui sia imprescindibile il carico
constante, continuativo o ripetitivo sull'arto inferiore destro
Detti limiti funzionali e di carico sono applicabili sia durante le ore lavora-
tive, sia durante il tempo libero.
Vi sono dunque risorse fisiche che permettono una reintegrazione profes-
sionale.
Esempio di attività manuali come per lavori d'ufficio come aiuto, ad uno
sportello, in un magazzino, in un negozio, in una fabbrica
Esempio di attività non manuale come per mestieri di sorveglianza, attività
mentali (logistica, call center...)” (doc. A 38)
8.12 Con certificato medico del 23 ottobre 2018 il dott. L._ ha atte-
stato un’inabilità lavorativa totale dal 23 ottobre 2018 al 15 gennaio 2019
compreso (doc. B 99).
8.13 Con lettera ambulatoriale del 25 ottobre 2018 il dott. L._ ha
rilevato che la coscia destra è clinicamente accorciata di circa 1 cm rispetto
alla sinistra e che sussiste una iposensibilità dei tessuti periarticolari del
ginocchio destro. Inoltre, ha indicato che la radiografia documentava “una
consolidazione quasi completamente terminata sia della frattura pertrocan-
terica che della frattura in più parti diasfisaria femorale destra” e che il
chiodo era ben posizionato e senza segni di mobilizzazione”. Il medico ha
dunque proposto il proseguimento della fisio-chinesiterapia riabilitativa e
rieducativa con anche agopuntura ed un test di ripresa lavorativa come
cuoco nella misura del 50% a partire dal 7 gennaio 2019, con eventuale
aumento al 100% a partire da fine febbraio 2019 (doc. B 101 e A 45).
C-4743/2019
Pagina 16
8.14 Con certificato medico del 15 gennaio 2019 il dott. L._ ha at-
testato un’abilità lavorativa del 50% dal 7 gennaio 2019 al 28 febbraio 2019
e del 100% a partire dal 1° marzo 2019, unicamente per attività di tipo se-
dentario (doc. B 107).
8.15 Con lettera ambulatoriale del 22 gennaio 2019 il dott. L._ ha
riferito che il tentativo di ripresa lavorativa nella precedente attività è stato
abbandonato dopo tre ore a causa dei forti dolori all’arto inferiore destro.
Egli ha poi evidenziato che la radiografia di controllo mostrava una conso-
lidazione terminata delle fratture ed una posizione invariata dei mezzi di
sintesi, concludendo che una ripresa lavorativa nella precedente attività a
partire dal 1° marzo 2019 non sarebbe stata esigibile, ma che in un’attività
sedentaria adeguata, senza grande carico dell’arto inferiore destro, il pa-
ziente poteva riprendere il lavoro nella misura del 100% da marzo 2019.
Infine, egli ha chiesto una rivalutazione ortopedica in merito alla situazione
menisco-legamentare del ginocchio destro (doc. A 59).
8.16 Con referto del 13 febbraio 2019 i dott.i Q._ e G._, ri-
spettivamente viceprimario e capoclinica del Servizio di chirurgia ed orto-
pedia dell’Ospedale regionale di (...), hanno attestato che, per potersi de-
terminare sull’evoluzione della lesione rotulea e dell’edema osseo a carico
del condilo femorale esterno, poteva essere utile un’ulteriore risonanza ma-
gnetica (doc. A 67).
8.17 Con referto radiologico del 18 febbraio 2019, il dott. R._, spe-
cialista in radiologia, ha riscontrato al ginocchio destro una piccola fissura-
zione della cartilagine patellare sul versante esterno, stabile, e senza
edema osseo (doc. A 73).
8.18 Con certificato medico del 13 marzo 2019 il dott. G._ ha atte-
stato, a causa dell’infortunio subito, una capacità lavorativa del 50% dal 1°
marzo 2019 al 14 aprile 2019 nella precedente attività di cuoco (doc. A 73
in combinazione con doc. A 77).
8.19 Con referto del 15 marzo 2019 i dott.i Q._ e G._ hanno
precisato di rivedere il paziente dopo aver eseguito una risonanza magne-
tica del ginocchio destro al fine di indagare la persistente gonalgia. Essi
hanno rilevato che il quadro di risonanza magnetica risulta più che buono
e che la piccola fissurazione della cartilaginea non dovrebbe avere un
chiaro corrispettivo clinico. I medici hanno inoltre praticato un’infiltrazione
intra-articolare con rapidocaina e cortisone, dalla quale il paziente ha tratto
immediato beneficio, concludendo che l’assicurato avrebbe assolutamente
C-4743/2019
Pagina 17
dovuto intraprendere un percorso fisioterapico volto alla tonificazione mu-
scolare e a scopo antalgico. Gli specialisti in parola hanno altresì chiesto
al dott. L._ di rivedere il paziente fra circa due mesi per valutare
un’eventuale rimozione dei mezzi di osteosintesi (doc. A 75).
8.20 Con annotazione SMR del 1° aprile 2019 il dott. E._ ha preci-
sato che la nuova documentazione medica non permetteva di modificare
le conclusioni di cui al rapporto finale del 14 settembre 2018, confermando
un’inesigibilità durevole nella precedente attività di cuoco (doc. A 74).
8.21 Con scritto del 15 aprile 2019, il dott. G._ ha ricordato che,
oltre alla frattura del femore destro (trattata dal dott. L._), l’incidente
ha pure comportato un trauma al ginocchio destro (motivo per cui egli
aveva recentemente visitato l’assicurato). Lo specialista ha dunque preso
atto che il paziente riferiva gonalgia, soprattutto durante il carico, e che
dalla risonanza del 18 febbraio 2019 risultava soltanto una piccola fissura-
zione della cartilagine patellare sul versante esterno, stabile e senza
edema osseo. Il medico ha poi concluso che l’impedimento al carico non
permetteva più di eseguire l’attività di cuoco, motivo per cui riteneva oppor-
tuna una rivalutazione e riconsiderazione AI della sua precedente attività
(doc. A 76).
8.22 Con annotazione SMR del 10 maggio 2019 il dott. E._ ha di-
chiarato che il rapporto medico del dott. G._ datato 15 aprile 2019
non permetteva di modificare le conclusioni del rapporto finale del 14 set-
tembre 2018 (doc. A 79).
8.23 Con scritti del 16 maggio 2019, il dott. L._ ha precisato di rite-
nere l’assicurato abile al 50% nella precedente attività di cuoco, fino ad
avvenuta riqualifica professionale per un lavoro con minor carico dell’arto
inferiore destro (doc. TAF 1).
8.24 Con lettera del 17 giugno 2019, il dott. L._ ha scritto all’assi-
curatore infortuni, ribadendo il suo disaccordo in relazione al fatto che l’as-
sicurato sarebbe pienamente abile in attività adattate a partire dal 1° marzo
2019, precisando invece che “il signor A._ è in grado di lavorare,
ma assolutamente NON con carico ripetitivo e pesante degli arti inferiori.
Quindi, fino a non aver trovato una sistemazione adeguata, anche per
un'attività cosiddetta semplice e ripetitiva riservata agli uomini, va mante-
nuto il 50% di inabilità, in quanto il signor A._ non sarà mai in grado
di fare il magazziniere, muratore, manovale, operaio comunale o addetto
ad un comando di una macchina in posizione eretta durante tutto il giorno.
C-4743/2019
Pagina 18
Appello al vostro buon senso per ritornare sulla vostra decisione e appli-
carla con ragionevolezza” (doc. A 101).
8.25 Con annotazione SMR datata 8 luglio 2019 il dott. E._ ha rile-
vato che la nuova documentazione medica trasmessa in fase di osserva-
zioni al progetto di decisione non permetteva di modificare il rapporto finale
del 14 settembre 2018 e delle successive annotazioni SMR del 1° aprile
2019 e del 10 maggio 2019, in quanto priva di una plausibile oggettivazione
clinica atta a documentare la modifica dello stato di salute dell’assicurato
(doc. A 105).
8.26 Con lettera ambulatoriale del 25 ottobre 2019 il dott. L._ ha
indicato che erano diminuiti i dolori all’arto inferiore destro ma che perma-
nevano fastidi al ginocchio, soprattutto dopo attività in piedi e proposto la
rimozione dei mezzi di sintesi a partire da gennaio 2020 (cfr. incarto
D._).
8.27 In data 8 gennaio 2020, l’assicurato si è sottoposto ad un intervento
di allontanamento del chiodo gamma lungo del femore destro e regolariz-
zazione osteofita grande trocantere femore destro, con conseguente ina-
bilità lavorativa al 100% fino al 26 gennaio 2020 (cfr. incarto D._).
9.
9.1 Alla luce di quanto appena esposto e per i motivi indicati nei conside-
randi seguenti questa Corte non ha motivo di scostarsi dalle dettagliate,
approfondite, motivate e concludenti valutazioni specialistiche esperite in
ambito infortunistico, che vanno – almeno parzialmente – poste alla base
della presente sentenza, mentre non può confermare l’apprezzamento di-
scordante del medico SMR.
9.2 In primo luogo va ricordato che gli specialisti curanti hanno attestato
una totale incapacità lavorativa in qualsiasi attività fino al 6 gennaio 2019.
Tale conclusione risulta perfettamente condivisibile alla luce della docu-
mentazione medica succitata agli atti. A tal riguardo giova ricordare che l’11
luglio 2018 il dott. L._ ha constatato che vi era un ritardo nella con-
solidazione della frattura femorale e attestato un’incapacità lavorativa to-
tale fino al 28 agosto 2018 (doc. B 71 e segg.) e con lettera ambulatoriale
del 29 agosto 2018 ha evidenziato che la frattura al collo femorale appariva
consolidata, ma che la frattura diafisaria femorale era ancora in consolida-
zione progressiva, proponendo svariate terapie di sostegno ed attestando
peraltro un’ incapacità lavorativa totale fino al 23 ottobre 2018 compreso
C-4743/2019
Pagina 19
(doc. B 88). In seguito, il medico ha proposto un test di ripresa lavorativa
come cuoco nella misura del 50% a partire dal 7 gennaio 2019 (doc. B 101
e A 45), egli ha pure attestato un’abilità lavorativa in attività adeguate del
50% dal 7 gennaio 2019 al 28 febbraio 2019 e del 100% a partire dal 1°
marzo 2019 (doc. B 107). Il tentativo di ripresa lavorativa nella precedente
attività è tuttavia stato abbandonato dopo tre ore a causa dei forti dolori
all’arto inferiore destro e lo specialista ha indicato che una ripresa della
precedente attività era da ritenersi non più esigibile, ma che in un’attività
sedentaria adeguata, senza grande carico dell’arto inferiore destro, il pa-
ziente poteva riprendere il lavoro nella misura del 100% da marzo 2019
(doc. A 59). Da parte sua, l’interessato continuava a lamentare una persi-
stente gonalgia, soprattutto durante il carico degli arti inferiori, motivo per
cui è stato visitato a più riprese dai dott.i G._ e Q._ (cfr. con-
sid. 9.14 e segg. del presente giudizio). A seguito di tali ulteriori approfon-
dimenti, con lettera del 17 giugno 2019, indirizzata all’assicuratore infor-
tuni, il dott. L._ ha rilevato che l’assicurato era in grado di lavorare
ma non in attività comportanti carico ripetitivo e pesante degli arti inferiori,
attestando dunque, fino a quando non avrà trovato una sistemazione ade-
guata, anche per un'attività cosiddetta semplice e ripetitiva riservata agli
uomini, un’inabilità del 50% (doc. A 101).
9.3 D’altro canto, una piena capacità lavorativa in attività adeguate (intesa
come presenza e rendimento completo sull'intero arco della giornata) a de-
correre dal 21 agosto 2018 viene attestata unicamente dal dott. E._
del SMR. Tuttavia, senza che quest’ultimo abbia mai visitato il paziente, né
tanto meno discusso il caso in questione con gli specialisti curanti. Inoltre,
tale valutazione sembra poggiare essenzialmente su considerazioni gene-
riche e astratte piuttosto che su un approfondimento della situazione vale-
tudinaria nel caso concreto. Inoltre, le conclusioni del medico SMR risul-
tano problematiche anche perché le premesse su cui fondano non trovano
conferma nella documentazione medica agli atti: mentre il dott. E._
indicava che già ad agosto 2018 “la situazione clinica e le cure mediche
instaurate permettono di definire una consolidazione dello stato di salute,
dopo l'ultimo intervento chirurgico di dinamizzazione del chiodo gamma
lungo e rimozione della vite di bloccaggio statica (11.07.2018)”, da quanto
esposto al considerando precedente risulta chiaro che nel caso concreto
gli specialisti curanti nel mese di luglio 2018 hanno attestato un ritardo di
consolidazione della frattura bifocale femorale destra (v. doc. B 71 – 77) e
che il 29 agosto 2018 rilevavano ancora una frattura femorale in consoli-
dazione progressiva (doc. B 89). Pure con lettera ambulatoriale del 25 ot-
tobre 2018 il dott. L._ indicava che la radiografia più recente docu-
mentava unicamente “una consolidazione quasi completamente terminata
C-4743/2019
Pagina 20
sia della frattura pertrocanterica che della frattura in più parti diasfisaria
femorale destra” (doc. B 101 e A 45). Infine, è solo il 15 gennaio 2019, che
il dott. L._ ha riscontrato una consolidazione terminata delle fratture
(doc. A 59). Di conseguenza, il rapporto finale SMR del 14 settembre 2018
del dott. E._ presenta un valore probatorio limitato, esprimendosi
parzialmente in senso opposto a quanto emerge dagli atti dell’incarto e
non è suscettibile di mettere in discussione le conclusioni degli specialisti
che hanno avuto in cura l’assicurato in seguito all’incidente del mese di
luglio 2017, in particolare per quel che concerne la stabilizzazione del suo
stato di salute e le conseguenze sulla capacità lavorativa in attività ade-
guate. Peraltro agli atti non si vi è alcun referto medico in grado di corrobo-
rare la valutazione del medico SMR.
9.4 Di conseguenza, risulta in particolare appurato con il grado della vero-
simiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali che, almeno
fino al 6 gennaio 2019, a causa del ritardo di consolidazione della frattura
femorale, di una perdurante gonalgia segnatamente sotto carico e di
un’evidente atrofia muscolare della coscia destra, che ha necessitato sva-
riati trattamenti medici e numerosi accertamenti specialistici, l’assicurato
era totalmente inabile al lavoro in qualsiasi attività.
Pertanto, la censura secondo cui l’assicurato non poteva essere ritenuto
abile al lavoro in attività adeguate prima del 6 gennaio 2019 deve essere
accolta, non sussistendo per questa Corte alcun motivo di scostarsi dalle
convincenti e motivate valutazioni di cui alle valutazioni specialistiche agli
atti con riferimento alla residua capacità lavorativa del ricorrente. Al ricor-
rente spetta dunque perlomeno una rendita intera dal 1° agosto 2018 al 31
gennaio 2019 (cfr. art. 29 LAI e 17 LPGA).
10.
10.1 Per quel che concerne il periodo posteriore al 6 gennaio 2019, a
mente di questo Tribunale l’istruttoria svolta dall’autorità inferiore non per-
mette di confermare, nel senso della probabilità preponderante, un miglio-
ramento duraturo dello stato di salute dell’assicurato comportante dap-
prima una capacità lavorativa del 50% in attività adeguate fino a fine feb-
braio 2019 e poi del 100% nelle medesime attività.
10.2 Dalla documentazione medica raccolta risulta infatti che il dott.
L._ ha in un primo tempo attestato una capacità lavorativa del 50%
dal 7 gennaio 2019 al 28 febbraio 2019 e del 100% a partire dal 1° marzo
2019, unicamente per attività di tipo sedentario (doc. B 107). Tuttavia, in
C-4743/2019
Pagina 21
seguito lo specialista citato sembrerebbe nondimeno aver attestato un’ina-
bilità del 50% anche dopo il 1° marzo 2019, avendo comunicato all’assicu-
ratore infortuni che “fino a non aver trovato una sistemazione adeguata,
anche per un'attività cosiddetta semplice e ripetitiva riservata agli uomini,
va mantenuto il 50% di inabilità (...)” (doc. A 101). Tale aspetto non è mai
stato indagato con la necessaria chiarezza dal punto di vista medico, mo-
tivo per cui l’istruttoria risulta insufficiente e si impongono ulteriori accerta-
menti medici, che sono peraltro già previsti dall’assicuratore infortuni (cfr.
inc. D._, in particolare scritto di D._ al dott. L._ del 6
marzo 2020 secondo cui sono previsti ulteriori controlli presso il dott.
L._ ed una perizia presso il dott. S._, specialista in chirurgia
e medicina interna).
10.3 In concreto deve dunque ancora essere appurata la capacità lavora-
tiva in attività adeguate dopo il 6 gennaio 2019. In particolare se l’inabilità
lavorativa del 50% in tali attività sia durata fino al 28 febbraio 2019 o anche
in seguito.
11.
11.1 Da quanto esposto, discende che il ricorso è parzialmente accolto. La
decisione del 17 luglio 2019 con cui l’UAIE ha respinto la richiesta di pre-
stazioni va annullata. Il ricorrente ha diritto ad una rendita intera dal 1° ago-
sto 2018 al 31 gennaio 2019.
11.2 Per il periodo a partire dal 1° febbraio 2019 gli atti di causa sono rin-
viati all’UAIE affinché proceda al completamento dell’istruttoria ed alla pro-
nuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi che precedono.
11.3 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o rin-
viare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo
giudizio (cfr. sentenza del TAF C-6273/2014 del 25 ottobre 2016 consid.
9.2). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono
completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto fede-
rale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi
riferimenti; DTF 126 II 43; 125 II 326). Tale non è il caso nella presente
fattispecie per i motivi precedentemente indicati.
11.4 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché pro-
ceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti e ad
emanare una nuova decisione. La cassazione si giustifica per il fatto che
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dovrà essere determinata la capacità lavorativa in attività adeguate dopo il
31 gennaio 2019, nonché effettuato ogni ulteriore esame che pure l'evolu-
zione nel tempo dello stato di salute del ricorrente dovesse ancora rendere
necessario.
11.5 Neppure infine la giurisprudenza del Tribunale federale di cui a DTF
137 V 210 (cfr. segnatamente il consid. 4.4.1.4) si oppone al rinvio della
causa all'autorità inferiore per completamento dell'istruttoria. In particolare,
un rinvio si giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare
quello della doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella
fattispecie, è richiesto un accertamento in ambiti che sono stati insufficien-
temente chiariti nella procedura di prima istanza – in particolare lo stato di
salute e la capacità lavorativa dopo il 6 gennaio 2019 -, ma che lo avreb-
bero dovuto essere prima dell’emanazione della decisione litigiosa, gli ele-
menti per agire in tal senso essendo già presenti agli atti di causa (DTF
137 V 210 consid. 4.4.1.4).
12.
12.1 Visto l’esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di CHF
800.-, versato il 10 ottobre 2019, sarà restituito al ricorrente allorquando la
presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.
12.2 Ritenuto che il ricorrente, vincente in causa, è rappresentato in que-
sta sede da mandatario professionale, si giustifica l’attribuzione di un’in-
dennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in combinazione con gli
art. 7 e segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF; RS 173.320.2; cfr. pure DTF 137 V 210 consid. 7.1 e 132 V 215
consid. 6 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d’asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione).
12.3 Stando così le cose, in assenza di una nota dettagliata, il collegio giu-
dicante determina un'indennità di CHF 2'800.-, posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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