Decision ID: 416ed65b-249c-5ef1-b943-fdca032d08ed
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto: A. Con sentenza 12 febbraio 2010 la Corte delle assise criminali di _ ha dichiarato RI 1 autore colpevole di:
• infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (LStup), siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere in grado di mettere in pericolo la salute di parecchie persone, per avere, senza essere autorizzato:
- effettuato preparativi in vista dell’importazione di stupefacenti e meglio per avere, nel corso della primavera 2007, a _, dopo aver presentato il trafficante di stupefacenti _ ad TERZ 3, aiutato quest’ultimo a reclutare quale corriere TERZ 2 per recarsi in _ dove insieme avrebbero dovuto prendere in consegna da 2 a 3 kg di cocaina ciascuno da portare in Svizzera;
- trasportato stupefacenti, e meglio organizzando tramite TERZ 3 e TERZ 5, il 24 maggio 2007, ad _, l’accoglienza della “comitiva brasiliana” con TERZ 2, che sapeva o doveva presumere trasportare un ingente quantitativo di cocaina, ma almeno 12 kg, presso l’aeroporto di _ ed il suo successivo trasporto mediante due autoveicoli presso l’albergo _;
- all’inizio del 2008, ad _, detenuto al proprio domicilio 180 g di cocaina quindi venduto a credito, al prezzo di Euro 4'000.-, risp. fr. 6'000.-, 80 g. di cocaina a TERZ 5, che tuttavia non gli ha mai versato i soldi;
- il 29 aprile 2009, ad _, detenuto a scopo di messa in circolazione 2,77 kg di marijuana (tasso THC 2,7 - 10,4%);
- acquistato (con ruolo di complice) stupefacenti e meglio per avere inviato a _ il 19 febbraio 2007 fr. 3'840.- tramite agenzia _ e il 20 febbraio 2007 fr. 3'940.- tramite agenzia _, sapendo o dovendo presumere che si trattava di denaro destinato al pagamento di alcuni kg di stupefacenti;
• sviamento della giustizia, per avere, in correità con _, il 21 aprile 2006, a _, fatto all’autorità una falsa denuncia per un atto punibile, che essi sapevano non commesso, e meglio per avere falsamente denunciato alla polizia Cantonale di avere subito, in data 19 aprile 2006, tra le 13.15 e le 14.45, a _, il furto del furgone Fiat Ducato di proprietà della PC 1 da lui noleggiato a _ e del preteso carico (350 PC portatili del valore dichiarato di EUR 192'500), furto in realtà non avvenuto;
• truffa mancata, per avere, in correità con _, nell’aprile 2006, ad _ e in altre località, allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, compiuto senza risultato tutti gli atti necessari per ingannare con astuzia i funzionari della PC 2 e meglio per avere, chiedendo ed ottenendo di aumentare da fr. 100'000.- a fr. 304'150.- la copertura assicurativa della polizza “assicurazioni trasporti” della _ (di cui _ era azionista e RI 1 amministratore unico) in relazione al previsto trasporto di 350 PC portatili di cui sopra, annunciando poi contrariamente al vero il 20/24 aprile 2006, di averne subito il furto, compilando l’apposita dichiarazione di sinistro e fornendo una fattura proforma riferita all’asserita vendita dei PC, tentato di ottenere indebitamente da parte della _ un risarcimento pari al valore dichiarato della merce asseritamente trasportata;
• appropriazione indebita, per essersi, il 18/19 aprile 2006, a _ nonché in altre località all’estero, allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, appropriato del furgone Fiat Ducato summenzionato, del valore di fr. 22'300.- (valore a nuovo, fr. 45'000.-) ritenuto che il veicolo, di cui è stato denunciato il furto contrariamente al vero, non è più stato ritrovato.
In applicazione della pena, il primo giudice ha condannato RI 1 alla pena detentiva di quattro anni e sei mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, e lo ha condannato a risarcire fr. 22'300.- alla parte civile PC 1.
B. Nel medesimo giudizio sono stati pure condannati:
• TERZ 1, alla pena detentiva di quattro anni per infrazione aggravata alla LStup, riciclaggio di denaro e contravvenzione alla LStup;
• TERZ 2, alla pena detentiva di due anni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, per infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup;
• TERZ 3, alla pena detentiva di tre anni e dieci mesi e a un trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP per infrazione aggravata alla LStup, grave infrazione alle norme sulla circolazione e contravvenzione alla LStup;
• TERZ 5, alla pena detentiva di tre anni e dieci mesi per infrazione aggravata alla LStup, trascuranza degli obblighi di mantenimento, truffa e contravvenzione alla LStup;
• TERZ 4, alla pena detentiva di tre anni, di cui due anni sospesi condizionalmente per il periodo un prova di tre anni, per infrazione aggravata alla LStup, riciclaggio di denaro e contravvenzione alla LStup.
Il primo giudice ha, inoltre, statuito in merito alla sorte degli oggetti sequestrati e ha posto a carico dei condannati in solido (con ripartizione interna in ragione di un sesto ciascuno) la tassa di giustizia e le spese processuali, mantenendo i sequestri conservativi a garanzia del loro pagamento.
C. I fatti posti alla base del giudizio della Corte delle assise criminali, con particolare riferimento alle vicende in cui è coinvolto RI 1, sono in sintesi i seguenti.
1. Il procedimento, che ha coinvolto sei coimputati, riguarda principalmente tre viaggi effettuati alla volta del _ allo scopo di prelevare ingenti quantità di cocaina ed importarle in _. RI 1 è risultato implicato solo nell’organizzazione del primo di questi viaggi, che è stato materialmente effettuato nel maggio del 2007 da TERZ 3 e TERZ 2 quali corrieri.
2. Nella seconda metà del 2006, nell’ambito della sua attività professionale di venditore porta a porta di contratti telefonici, TERZ 3 aveva conosciuto RI 1, che si occupava della vendita di vestiti da uomo per conto della _, di cui era amministratore unico. Successivamente TERZ 3 lavorò per un breve periodo per RI 1.
3. Attorno al marzo del 2007, RI 1 domandò a TERZ 3 di ospitare per qualche tempo il suo conoscente _, presentato come un uomo d’affari italo-sudamericano, che in quel momento alloggiava a casa sua. _ era, in realtà, al vertice di un’organizzazione che trafficava droga. Durante la permanenza di _ a casa di TERZ 3, questi gli raccontò di essere l’organizzatore di traffici di cocaina dal _ e gli chiese se era interessato a partecipare. _ conobbe, quindi, tutta la compagnia di TERZ 3, che all’epoca frequentava il suo appartamento, ovvero TERZ 2, TERZ 5 (“dr. _”), TERZ 1, e _. Anche a TERZ 2 venne proposto di effettuare un viaggio in _. Sia TERZ 2 che TERZ 3 hanno ammesso che, già prima della partenza, era chiaro che il viaggio era finalizzato all’importazione di importanti dosi di cocaina.
4. Per fugare le perplessità di TERZ 2 in relazione all’operazione venne organizzato un incontro a casa di RI 1, durante il quale quest’ultimo e TERZ 3 lo rassicurarono in merito alla sicurezza del trasporto (nel senso che le valigie erano confezionate in modo tale da non essere scoperte e che i viaggi effettuati in precedenza avevano avuto buon fine). TERZ 2, che non disponeva del passaporto, venne tranquillizzato da RI 1 che gli spiegò che poteva procurarsene uno temporaneo all’aeroporto di _.
5. L’8 maggio 2007 TERZ 2 si recò all’aeroporto di _ in compagnia di TERZ 3 per ottenere un passaporto provvisorio, che venne pagato da TERZ 3 con i soldi ricevuti a tale scopo da RI 1. Dopodiché i due corrieri si recarono in un’agenzia di viaggi di _ per ritirare i biglietti aerei per il _ che erano stati prenotati da RI 1. I biglietti vennero pagati con il denaro che quest’ultimo aveva appositamente consegnato loro. La somma necessaria (o parte di essa) era stata ricevuta da RI 1 proprio quel giorno dalla _, tramite un versamento _, compagna di _.
6. Il 9 maggio 2007, giorno della partenza, RI 1 accompagnò i due corrieri all’aeroporto di _, da dove questi raggiunsero il _. Giunti a _, e TERZ 3 presero alloggio nell’albergo indicato telefonicamente da _ a RI 1 e già riservato per loro. Durante il soggiorno in _, RI 1 ebbe un paio di contatti telefonici con loro ed era in contatto con _.
Dopo una settimana di attesa in albergo, siccome il carico di droga da trasportare era in ritardo, TERZ 3 si impaurì e fece anticipatamente ritorno in _. RI 1, dopo avergli chiesto le ragioni del suo rientro anticipato, gli domandò di occuparsi dell’organizzazione dell’accoglienza della comitiva proveniente dal _ presso l’aeroporto di _.
TERZ 2, nel frattempo, aveva atteso in albergo l’arrivo delle valigie contenenti il carico di cocaina. Il carico arrivò in hotel insieme a _ e a tre altri corrieri: _. Tutti quanti partirono, dunque, da _ con lo stesso volo, trasportando un carico di almeno 12 kg di cocaina. Anche _ viaggiò insieme a loro, ma senza trasportare personalmente nessun quantitativo di cocaina.
7. Il 24 maggio 2007 la comitiva atterrò a _ e fu accolta da TERZ 3, _, TERZ 5 (cui TERZ 3 aveva chiesto aiuto per organizzare l’accoglienza del gruppo) e _ (che su richiesta di TERZ 5 aveva messo a disposizione la sua automobile per il trasporto della comitiva). Come da indicazioni di _, dopo aver caricato le valige nell’automobile di _ la comitiva partì per _, ove il gruppo (eccetto TERZ 2) si stabilì fino al 12 giugno 2007 presso l’Hotel _.
8. Successivamente TERZ 3 si occupò di organizzare, per conto di Severoni e unitamente a TERZ 5, il trasporto in due tranches della cocaina dalla Svizzera all’Italia. Il primo viaggio, a destinazione _, fu effettuato tra la fine di maggio e l’inizio di giugno _, con il quale anche RI 1 era in contatto. Il secondo viaggio ebbe luogo ad inizio giugno 2007, con destinazione _, dove la droga fu consegnata a tale _.
Il 12 giugno 2007, al rientro di TERZ 3 e TERZ 5 da _, _ telefonò a TERZ 3 spiegando che sospettava di essere sorvegliato dalla polizia e di essere pertanto in fuga verso _. Severoni ordinò ai due di raggiungerlo portando con loro sia la complice che era rimasta a _ che la somma di Euro 80'000.-, lasciata in deposito a _, a quel tempo compagna di TERZ 3. TERZ 3 e TERZ 5 raggiunsero _ a _ dove gli fecero credere che i soldi erano andati persi poiché anche loro erano braccati dalla polizia. In realtà, i due si suddivisero l’importo con _ e utilizzarono la rimanenza per coprire le spese di alloggio presso l’Hotel _. Temendo la reazione di _ per la perdita del denaro, TERZ 3 e TERZ 5 si rivolsero a RI 1 domandandogli di intervenire presso _ per avvalorare la loro versione, ciò che questi fece per un compenso di Euro 5'000.-.
9. Il secondo viaggio venne effettuato tra la fine di luglio ed il 1. di agosto 2007 da TERZ 1 e _ ed il terzo a cavallo tra ottobre e novembre del 2007 da TERZ 1 e TERZ 4. Per questi viaggi non è risultato un coinvolgimento di RI 1.
10. Prima di questi avvenimenti, RI 1 era già sotto inchiesta per mancata truffa, appropriazione indebita e sviamento della giustizia per fatti accaduti nel 2006.
In data 21 aprile 2006 egli aveva, infatti, denunciato di avere subito il furto del furgone Fiat Ducato di proprietà della PC 1 da lui preso a noleggio presso il _, contenente 350 PC Toshiba, del valore di Euro 192'500.-, fornitigli dalla ditta di tale _, oltre che l’importo di
fr. 23'000.- contenuto nel veicolo, che era stato lasciato in un posteggio a _ mentre lui pranzava in un ristorante nei pressi.
La polizia non ha creduto alla denuncia di RI 1.
11. RI 1 è stato arrestato il 28 aprile 2009 presso la sua abitazione ad _ e rilasciato il 6 luglio seguente.
D. Contro la sentenza della Corte delle assise criminali RI 1 ha inoltrato dichiarazione di ricorso.
Nei motivi del gravame, presentati il 2 aprile 2010 dal patrocinatore di RI 1, avv. DUF 5, viene chiesto l’annullamento della sentenza impugnata con completo proscioglimento del condannato, oltre alla reiezione delle pretese di parte civile. In via subordinata, viene chiesta una massiccia riduzione della pena comminata e, in ogni caso, il dissequestro di tutti i beni confiscati.
Il 2 aprile 2010, RI 1 ha prodotto una sua personale e separata motivazione al ricorso in aggiunta a quella del suo patrocinatore.
Lo scritto non è stato oggetto di intimazione.
E. Con scritto 3 maggio 2010, il procuratore pubblico ha postulato la reiezione del gravame presentato dall’avv. DUF 5, rinviando alle motivazioni contenute nel giudizio impugnato.
Le parti civili, per contro, non hanno fatto pervenire osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. Giusta l’art. 288 CPP il ricorso per cassazione può essere presentato per errata applicazione del diritto sostanziale ai fatti posti a base della sentenza (lett. a), per vizi essenziali di procedura (purché il ricorrente abbia eccepito l’irregolarità non appena possibile) (lett. b) e per arbitrio nell’accertamento dei fatti (lett. c). Il ricorso per cassazione è dunque essenzialmente un rimedio di diritto (art. 288 lett. a e b CPP), ritenuto che l’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono censurabili unicamente per arbitrio (art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP).
2. Nel suo gravame, il ricorrente propone una censura di tipo formale, lamentando una violazione del diritto di essere sentito poiché “non tutti gli atti ed i documenti facenti parte dell’incarto sono stati messi a disposizione, e ciò malgrado le ripetute richieste, e ciò indipendentemente dalla mole degli incarti” (ricorso avv. DUF 5, pag. 19).
La critica non può essere condivisa.
Il ricorso per cassazione è ammesso per vizi di procedura solo se il ricorrente ha eccepito l’irregolarità appena possibile (art. 288 litt. b CPP), ciò che nel caso concreto non risulta esser stato fatto, il verbale del dibattimento non riportando nulla a riguardo.
La censura deve, dunque, essere considerata tardiva e, di conseguenza, irricevibile.
Ma anche volendo far astrazione dalla sua irricevibilità ed esaminare la questione nel merito, la censura andrebbe respinta.
Dalla corrispondenza agli atti risulta che, in data 22 luglio 2009, RI 1 ha personalmente chiesto al procuratore pubblico un elenco di tutti i beni sequestrati, la restituzione del cellulare e del PC, e la copia di tutti gli atti che lo riguardavano (doc. AI 5.96) e che, a tale richiesta ha fatto seguito, il 28 luglio 2009, la richiesta dell’avv. DUF 5 (allora patrocinatore di DUF 5) tesa ad ottenere “il permesso di poter visionare l’incarto sopraccitato” (doc. AI 5.98). Il procuratore pubblico, con scritto 31 luglio 2009, ha informato l’avv. DUF 5 “che sia lei che il signor RI 1 potrete visionare l’incarto inerente il procedimento penale a carico di quest’ultimo ed altri presso la cancelleria del Ministero Pubblico di _” ed ha precisato che solo il patrocinatore era autorizzato ad estrapolare eventuali fotocopie dagli atti, con la condizione che le stesse non venissero divulgate a terzi (doc. AI 5.100).
Che l’avv. DUF 5 abbia effettivamente visionato l’incarto risulta, poi, dal suo scritto 28 settembre 2009, nel quale chiedeva al procuratore la trascrizione su supporto cartaceo dei CD che aveva visto nell’incarto (doc. AI 5.106A). Anche RI 1 personalmente ha visionato l’incarto, avendo comunicato al Procuratore, con scritto 29 settembre 2009, di non avervi trovato una distinta dettagliata dei beni sequestrati negli atti consultati e chiedendone una copia (doc. AI 5.107A) cui fece seguito il procuratore con la trasmissione all’interlocutore di copia del verbale di sequestro del 24 aprile 2009, che era agli atti in quanto allegato al rapporto di arresto del ricorrente (doc. AI 5.117).
La critica del ricorrente – espressa in modo del tutto generico (in particolare, non viene precisato quando, come e a quale documentazione l’accesso sia stato negato alla difesa) – avrebbe, quindi, comunque dovuto venire respinta.