Decision ID: fc8aaec9-a3da-5f4e-a8de-21fc58d068ce
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 15 settembre 1989 il Comune di CO 1, rappresentato dalla direzione dei lavori composta degli arch. _ B_ e _ M_, ha concluso con la ditta di costruzione _ SA un contratto d’appalto per varie opere da capomastro da eseguire presso la casa anziani di _ “per l’approssimativo presumibile importo di fr. 3'162'719.80”. Più di tre anni dopo, il 16 giugno 1993, in nome della committenza l’arch. B_ ha comunicato alla _ SA la delibera a suo favore del lavoro di sostituzione delle vasche da doccia nella casa anziani, invitandola a presentare giornalmente i bollettini a regia per la firma di controllo e a far pervenire la fattura alla direzione dei lavori per verifica e invio alla committenza. Con scritto sottoscritto il 25 agosto 1993, l’arch. B_ ha invitato il CO 1 a effettuare il pagamento della fattura di fr. 8'721.75 emessa il 3 agosto 1993 dalla ditta per tali lavori. Il 12 giugno 1998 _ ha ceduto a RE 1 tutte le pretese della _ SA nei confronti del Comune di CO 1. Il 25 maggio 1994 la Pretura del Distretto di Lugano ha omologato il concordato per abbandono dell’attivo intervenuto tra la _ SA e i suoi creditori. La società è stata radiata dal registro di commercio il 15 luglio 2003.
B. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 24 febbraio 2014 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano (doc. H), RE 1 ha escusso il Comune di CO 1 per l’incasso di fr. 8'721.75 più interessi del 6% dal 4 agosto 1993, indicando quale titolo di credito la “fattura n. 47/93 del 03.08.1993 emessa dalla ditta _ SA per lavoro di sostituzione vasche docce nella casa anziani _”. In precedenza, RE 1 aveva già escusso il Comune di CO 1 per il medesimo titolo di credito con precetti esecutivi del 3 agosto 1998 (n. _), 4 agosto 2008 (n. _) e 18 aprile 2013 (n. _).
C. Avendo il Comune di CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 20 giugno 2014 RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. All’udienza di discussione tenutasi il 25 novembre 2014, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta con osservazioni scritte incorporate nel verbale di udienza.
D. Statuendo con decisione 28 novembre 2014, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 180.– e un’indennità di fr. 300.– a favore della parte convenuta.
E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 15 dicembre 2014 per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza. Nelle sue osservazioni del 19 gennaio 2015, il Comune di CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo e protestato tasse, spese e ripetibili.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo in concreto la notifica avvenuta a RE 1 il 3 dicembre 2014, il termine di 10 giorni è scaduto sabato 13 dicembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 15 dicembre 2014 (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato l’ultimo giorno del termine, il reclamo è quindi tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).