Decision ID: 3eb33480-f326-5bb3-95fb-4aaa36c82490
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, 1965, coniugato con due figli, ha svolto attività lavorativa quale magazziniere e autista.
Dal 1° maggio 1994 al 31 gennaio 1996 ha lavorato in questa veste presso la _, la quale era affiliata, ai fini dell'attuazione della previdenza professionale, alla LPP Fondazione di previdenza della _ (doc. _).
Dal mese di dicembre 1994 il dipendente è stato ripetutamente dichiarato inabile al lavoro al 100% (cfr. atti AI e doc. _).
1.2. Con effetto dal 15 febbraio 1996 _ è stato assunto quale magazziniere presso la _ e, di conseguenza, assicurato ai fini della previdenza professionale alla Fondazione di previdenza LPP della _.
A partire dall'11 marzo 1996 è stato nuovamente dichiarato inabile al lavoro al 100%, con un'interruzione di otto giorni nel mese di marzo (cfr. atti AI).
L'assicurazione malattia del datore di lavoro lo ha poi ritenuto abile al lavoro al 100% in attività leggere, di tipo organizzativo e intellettuale dal 1° novembre 1996, mentre il rapporto di lavoro è stato disdetto per il 30 novembre 1996.
1.3. In data 13 maggio 1996 _ ha presentato istanza all'assicurazione invalidità (UAI) tendente all'assegnazione di prestazioni dell'AI per adulti, in quanto affetto da sindrome lombovertebrale cronica recidivante su protrusione discale e base larga del segmento L4-L5, nonché recessi laterali stretti bilateralmente tra L4-L5 fino a L5-S1 su ipertrofia e degenerazione delle articolazioni interapofisarie, manifestatasi nell'ottobre 1994.
Alla luce della documentazione medica prodotta, in data 11 ottobre 1996, l'UAI ha avviato la procedura integrativa. In attesa di una decisione da parte dell'assicurazione invalidità _ ha percepito indennità di disoccupazione dal 1° gennaio al 31 agosto 1997 (cfr. atti AI).
Con provvedimento dell' 8 settembre 1997 l'UAI ha quindi riconosciuto, a favore dell'assicurato, la "riformazione quale impiegato di commercio presso la ditta _ a decorrere dal 1° settembre 1997 al 31 agosto 2000", così come le relative indennità giornaliere.
Il tirocinio avviato presso la _ è stato sospeso a fine 1997, per essere ripreso presso la _.
La riformazione professionale ha tuttavia dovuto essere definitivamente interrotta nel corso del 1999 a causa dei problemi di salute dell'interessato, a cui è quindi stata assegnata una rendita intera di invalidità dal 1° settembre 1999 (XXVII e atti AI).
1.4. In data 18 ottobre 2000, _, rappresentato dall'avvocato _, ha presentato petizione al TCA nei confronti di
- Fondazione Istituto collettore LPP
- _ Fondazione collettiva LPP
- Fondazione collettiva LPP _
- Fondazione di previdenza del personale della _
chiedendo che le parti convenute fossero condannate
a corrispondergli una
rendita d'invalidità della previdenza professionale a far tempo dal 13 maggio 1996, di almeno
fr. 20'000.‐‐ annui
.
Tutte le parti convenute hanno richiesto la reiezione della petizione.
Mediante sentenza del 27 agosto 2001, cresciuta in giudicato, il TCA ha dichiarato irricevibile la petizione presentata nei confronti della _, mentre ha respinto nel merito quelle inoltrate nei confronti della Fondazione Istituto Collettore LPP, la Fondazione collettiva LPP della _ e la Fondazione previdenza del personale della _. Il TCA ha in sostanza ritenuto che l'incapacità lavorativa all'origine dell'invalidità era da ricondurre al dicembre 1994. Di conseguenza debitore della prestazione d'invalidità della previdenza professionale era l'istituto di previdenza presso il quale era affiliata la _, ditta per la quale l'assicurato aveva lavorato dal 1. maggio 1994 al 31 gennaio 1996 (cfr. inc. _).
1.5. Con petizione del 31 agosto _, sempre assistito dall'avv. _, ha convenuto la _ postulando la concessione di una rendita di invalidità della previdenza professionale di almeno fr. 20'000 annui, a far tempo dal dicembre 1994, subordinatamente dal 13 maggio 1996, ma al più tardi dal 1. settembre 1999. A motivazione della sua domanda, ha fatto valere:
"
(...)
2. II 18 ottobre 2000, l'attore ha presentato petizione a questo Tribunale nei confronti di:
- Fondazione istituto collettore LPP;
- _ fondazione collettiva LPP;
- _
,
Società Svizzera di assicurazioni sulla vita;
- Fondazione di previdenza del personale della _;
chiedendo che queste ultime venissero condannate a corrispondergli le prestazioni di cui all'art. 23 segg. della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, segnatamente a corrispondergli la rendita a far tempo dal 13 maggio 1996, di almeno
fr.
20'000.- annui.
(...)
3. Con decisione 27 agosto 2001, questo Tribunale, effettuata l'istruttoria di causa, ha respinto la petizione, in quanto ha ritenuto che l'inabilità lavorativa al 100% nell'attività precedentemente svolta di magazziniere - autista sia da ricondurre, con delle brevi pause, al dicembre 1994.
Di conseguenza, quando l'attore era alla dipendenze della _,
"la susseguente invalidità é data sia una connessione materiale che temporale stretta ai sensi della giurisprudenza federale applicabile"
(cfr. decisione di cui al doc. _).
(...)
4. Di conseguenza con la presente viene convenuta e richiesta la prestazione alla fondazione di previdenza della _.
Si chiede comunque a questo Tribunale di tenere conto, per quanto attiene all'erogazione della prestazione LPP, degli averi accumulati dall'attore successivamente presso la fondazione LPP della _ (quando ha lavorato dal 15 febbraio al 30 novembre 1996 presso la _), dalla Cassa di compensazione _ (per il periodo in cui ha beneficato dei provvedimenti di integrazione dal 1 settembre 1997 al 31 dicembre 1999, periodo in cui l'attore é stato impiegato presso la _ e poi presso la _ nell'ambito di una riqualifica professionale) e dalla Cassa di disoccupazione (gennaio 1997 - 1. settembre 1997 in cui le prestazioni LPP, dal 1. luglio 1997, sono state versate
all'Istituto Collettore
LPP) precisando che la somma trasferita dalla prestazione di libero passaggio della _ é tuttora depositata sul conto risparmio intestato all'attore presso la Banca _.
Prove:
c.s., edizione incarto dalla _, Fondazione di libero passaggio, come pure dalla Banca _ e degli estratti conto risparmi _, nonché del conto No. _, richiamo dalla Cassa di disoccupazione _ di tutto l'incarto, richiamo incarto dalla Cassa di compensazione _ di tutto l'incarto." (cfr. doc. _)
1.6. Con risposta di causa del 12 dicembre 2001, seguito da una presa di posizione datata 28/31 gennaio 2002, la Fondazione di previdenza LPP della _, pur riconoscendo di essere titolare dell'obbligo di versare la rendita d'invalidità della previdenza professionale a _, ha rifiutato il versamento della prestazione a motivo di sovrassicurazione rilevando, tra l'altro, quanto segue:
"
(...)
II signor _ era da noi assicurato, al momento in cui è subentrata la sua incapacità al lavoro, la quale ha portato all'invalidità. Di conseguenza, conformemente all'art. 23 della LPP la nostra Cassa Pensione è tenuta al pagamento delle prestazioni.
Le pretese dei beneficiari di una rendita vengono regolati secondo il regolamento in vigore al momento della scadenza della rendita (Edizione 1994).
Considerato che l'incapacità al lavoro è subentrata nel 1995, le prestazioni di quel periodo sono assicurate (come da certificato d'assicurazione allegato):
-
Rendita d'invalidità
Fr. 8'513.40
- Rendita d'invalidità per figli
Fr. 3'405.60
(Fr. 1'702.80 ogni figlio)
Totale
Fr.
11'919.-
Attualmente il signor _ beneficia di una rendita annuale AI di Fr. 43'356.--.
L'Art.
22.2 del nostro regolamento prevede che, le prestazioni assicurative della Fondazione di previdenza e quelle di un'altra istituzione di previdenza professionale (AI) non possono eccedere il 90 % del salario annuo che presumibilmente viene a mancare. Le nostre prestazioni vengono ridotte affinché la somma delle rendite percepite dall'assicurato rientrino nel summenzionato limite massimo.
Al momento in cui è subentrata la sua incapacità al lavoro il signor _ percepiva un salario di Fr. 44'642.-- annuo.
Con l'adeguamento secondo l'indice economico il suo salario odierno sarebbe di Fr. 47'253.50.
Considerato che le rendite AI di Fr. 43'356.-- superano già il 90% del reddito di Fr. 47'253.50, al momento non sono dovute nostre prestazioni.
Tuttavia per poter finanziare le prestazioni in futuro, la precedente Cassa pensione del signor _ deve rimborsarci la prestazione di uscita di Fr. 7'729.90 al 31.01.199 (più il 4 di interessi fino al pagamento)." (cfr. XVIII)
1.7. Pronunciandosi sulla risposta di controparte, l'attore, sempre assistito dal suo legale, ha affermato:
"
con riferimento alla Vostra assegnazione di termine 31 corr., mi limito
a rimandare per intero alla motivazione di ricorso, segnatamente al fatto che questo Tribunale deve tenere conto, per quanto attiene all'erogazione della prestazione LPP, degli averi accumulati dall'attore successivamente presso la fondazione LPP della _
,
la Cassa di compensazione _ e la Cassa di disoccupazione, dato che la somma trasferita della prestazione di libero passaggio della _ é tuttora depositata sul conto risparmio "_, intestato all'attore e presso la _.
Quale salario assicurato deve essere ritenuto quello percepito successivamente; in ogni caso la rendita di invalidità per l'attore e per i figli deve essere versata, almeno secondo i minimi indicati nell'attestato di prestazione all'01.01.95, ed essere adattati alla nuova situazione." (cfr. XX)
1.8. Pendente causa il TCA ha richiamato agli atti l'incarto AI dell'assicurato, comunicando alle parti che lo stesso poteva essere visionato presso il TCA. Ha inoltre proceduto a chiedere all'istituto di previdenza convenuto, così come all'ex datore di lavoro dell'attore una serie di ragguagli e documentazione , e alla Cassa di compensazione competente la lista dei salari percepiti da _ dalla _; le relative risultanze sono state intimate alle parti, le quali si sono sostanzialmente ribadite nelle proprie domande e allegazioni.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è l'erogazione, da parte della Fondazione di previdenza LPP della _, di una rendita di invalidità della previdenza professionale a favore di _.
L'invalidità in quanto tale dell'attore è incontestata così come non è controverso che l'attore abbia diritto ad una rendita d'invalidità della previdenza professionale (art. 23 e 24 LPP) (cfr. anche XXXVI, XL).
Litigioso nella fattispecie è invece se, ed eventualmente in che misura, la prestazione previdenziale possa essere rifiutata o ridotta a motivo di sovrassicurazione. La Fondazione convenuta ne reputa in effetti adempiuti gli estremi considerato come le rendite percepite dall'interessato dall'UAI superino già il 90% del reddito presumibilmente perso.
Pure controverso in concreto è il momento a partire dal quale la prestazione dovrebbe essere erogata. Mentre l'istituto di previdenza interessato è dell'avviso che la rendita sia dovuta dal 1. settembre 1999 (cfr. in particolare atto XXXVI), momento a partire dal quale all'assicurato è stata concessa la rendita dell'UAI, _ ne postula la concessione a decorrere dal dicembre 1994, subordinatamente dal 13 maggio 1996 o, al più tardi, dal 1. settembre 1999.
2.2. Per quanto innanzitutto riguarda la decorrenza della rendita d'invalidità della previdenza professionale, l’art. 26 cpv. 1 LPP prevede che
"
per la nascita del diritto alle prestazioni di invalidità sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (art. 29 LAI)."
L'istituto di previdenza può inoltre stabilire nelle sue disposizioni regolamentari che il diritto alle prestazioni sia differito fintanto che l'assicurato riscuote il salario pieno (art. 26 cpv. 2 LPP; SZS 1998 p. 393; 1995 p. 464 consid. 3b).
Secondo l’art. 29 cpv. 1 LAI, applicabile in base al rinvio di cui all’art. 26 cpv. 1 LPP,
"
il diritto alla rendita secondo l’art. 28 nasce, tra l’altro, il più presto nel momento in cui l’assicurato è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media."
In proposito va ancora ricordato che nell'ambito della previdenza obbligatoria, gli istituti di previdenza sono di principio vincolati da quanto pronunciato dall'assicurazione invalidità non solo per quel che concerne il grado d'invalidità (SZS 1996 p. 48 consid. 2b e 2d e riferimenti), ma ugualmente per quanto concerne la nascita del diritto alla rendita (DTF 123 V 271 consid. 2a e riferimenti; SZS 2002 p. 155; SZS 1997 p. 68). Nella previdenza obbligatoria il concetto d'invalidità è infatti il medesimo, di modo che accertamenti separati del grado d'invalidità potrebbero condurre a risultati differenti in contraddizione con lo scopo perseguito dalla legge (DTF 115 V 210 e 218; DTF 188 V 39).
La giurisprudenza federale ha stabilito che il diritto alla rendita della previdenza professionale non insorge fintanto che l'assicurato ha diritto a indennità giornaliere dell'AI. Tenuto in effetti conto dell'interdipendenza che lega le prestazioni d'invalidità del secondo pilastro a quelle del primo (cfr. l'art. 26 LPP), l'assicurato che non ha (ancora) diritto ad una rendita dell'AI al termine del periodo di carenza di un anno secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI in ragione dell'esecuzione di misure di riformazione e, quindi della concessione delle relative indennità giornaliere - come in concreto - non può pretendere una rendita della previdenza professionale fintanto, appunto, che le misure di riformazione ordinate dall'AI non siano concluse (DTF 123 V 272 e riferimenti).
Nel caso di specie l’AI ha fissato la decorrenza della rendita al 1. settembre 1999, al termine dell'esecuzione (infruttuosa) di provvedimenti integrativi (consid. 1.3).
Di conseguenza, tenuto conto delle succitate disposizioni di legge e della giurisprudenza, considerato peraltro come il regolamento dell'Istituto di previdenza convenuto faccia espresso riferimento al concetto di invalidità previsto dall'AI (cfr. art. 14 del Regolamento, doc. _; cfr. SZS 2002 p. 15, SZS 1996 p. 48 consid. 2b e 2d e riferimenti), secondo l’art. 26 cpv. 1 LPP anche il diritto alla rendita intera LPP di _ è sorto il 1. settembre 1999 (cfr. SVR 1997 BVG n. 80).
Sulla base della ricordata giurisprudenza, la circostanza che l'incapacità lavorativa all'origine dell'invalidità di _ sia da ricondurre già al dicembre 1994, come stabilito da questa Corte nella sentenza del 27 agosto 2001 (consid. 1.4), non muta alle suddette conclusioni, considerato come successivamente egli abbia dapprima percepito un normale salario e in seguito beneficiato di provvedimenti integrativi dell'UAI (cfr. consid. 1.2 e 1.3).
2.3. L’art. 34 cpv. 2 LPP stabilisce che:
"
il Consiglio federale emana disposizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni...”
La citata disposizione configura una norma generale di coordinamento, che intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del Consiglio federale concernente la LPP del 19 dicembre 1975, p. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 p. 24; A. Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, Basilea e Francoforte 1994, p. 223, p. 172; E. Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, Zurigo 1996, p. 195).
Il concetto di indebito profitto coincide in particolare con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI: dopo la realizzazione del rischio assicurato, l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno (Peter, op. cit., p. 195).
In base alla suesposta delega legislativa l’Esecutivo federale ha stabilito all'art. 24 OPP2, in vigore dal 1. gennaio 1993 (per il periodo precedente cfr. SZS 1997 pag. 467-468, DTF 116 V 184, DTF 120 V 314):
"
1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui aggiunte ad altri redditi conteggiabili superano il 90 % del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.”
"
2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa conseguito da beneficiari di prestazioni di invalidità.”
In virtù del capoverso 3 del medesimo disposto le rendite per coniugi AVS/AI possono essere conteggiate solo per due terzi. I redditi della vedova e degli orfani sono conteggiati insieme.
L'art. 24 cpv. 1 OPP2 é stato dichiarato conforme alla legge dal TFA (DTF 126 V 471, DTF 124 V 281 consid. 1, DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg. consid. 6b). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio, è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 314).
Secondo l’art. 24 capoverso 5 OPP2, inoltre,
"
l’Istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante”.
Dal tenore della disposizione emerge quindi che il calcolo della sovrassicurazione effettuato una prima volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita non resta immutato per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, sia l’ammontare delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa può mutare (cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328).
Di principio, quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto in ogni tempo, se la situazione si modifica in maniera importante (SZS 1997 p. 469 consid. 3b).
In due successive sentenze pubblicate in DTF 123 V 193 seg. (201) e in DTF 123 V 204 seg. (211) l’Alta Corte ha poi risolto definitivamente la questione relativa ai presupposti necessari per poter procedere all’adeguamento dell’ammontare della rendita, precisando che
"
un adeguamento delle prestazioni nella misura del 10% costituisce, in linea di principio, una modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 OPP2”.
Alla luce della giurisprudenza federale citata, quindi, un adeguamento della rendita della previdenza professionale è ammissibile solo se la situazione si modifica di un importo pari almeno al 10% (cfr. anche DTF 125 V 164 consid. 3b, SVR 2000 BVG n. 6 pag. 32) .
2.4. Secondo le cifre 22.1 e 22.2 del Regolamento della Fondazione di previdenza LPP della _ (doc. _)
"
22.1
La fondazione di previdenza ha la facoltà di ridurre o di negare le sue
prestazioni nella misura in cui esse sono ridotte o negate dall'AVS/AI o dall'assicurazione contro gli infortuni o dall'assicurazione militare"
22.2
Se, in totale, le prestazioni assicurative della fondazione di previdenza e quelle di un'altra istituzione di previdenza professionale, dell'AVS/AI, dell'assicurazione militare o di un'altra assicurazione cui la ditta ha versato almeno la metà dei premi eccedono il 90% del salario annuo che presumibilmente viene a mancare, il consiglio di fondazione ha la facoltà di ridurre le prestazioni della fondazione di previdenza affinché la somma delle rendite percepite dall'assicurato rientri nel summenzionato limite massimo. Le rendite per i coniugi superstiti garantite dall'AVS/AI possono essere conteggiate soltanto per due terzi. Per il computo dell'ammontare totale delle prestazioni percepite dall'assicurato, le prestazioni in capitale uniche vengono convertite in rendite secondo i principi attuariali applicati dalla fondazione di previdenza."
2.5. Il concetto di “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP2 è stato chiarito in DTF 122 V 151ss (cfr. anche DTF 126 V 93segg.; DTF 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; DTF 122 V 314 consid. 6; 317 consid. 2a; 317 consid. 2a; su questo tema cfr. anche I. Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, in Tagung "Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge", 4.5.2000).
Secondo l’Alta Corte federale si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’Ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V 278 consid. 2b; DTF 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; DTF 122 V 154 consid. 3c e dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; I. Vetter-Schreiber, Es bleibt einen Ermessensspielraum, SPV 1999 p. 581; STFA non pubblicate del 12 febbraio 2001 in re C., B43/00 e del 24 maggio 2000 in re S., B 12/98).
In quanto fattore da considerare nel calcolo della sovrassicurazione, esso può essere rifissato in ogni momento ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 (DTF 123 V 197 consid. 5a e giurisprudenza ivi citata).
Il TFA ha inoltre precisato che questi principi venivano già applicati al calcolo del sovrindennizzo secondo i vecchi art. 45 LAI e 39bis OAI e secondo l’art. 48 LAVS e 66quater OAVS e l’art. 40 LAINF (in cui è indicato il concetto di "guadagno di cui l'assicurato è presumibilmente privato"). Lo stesso criterio è stato introdotto nella Legge federale del 6 ottobre 2001 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali che entrerà in vigore il 1. gennaio 2003 (cfr. in particolare l'art. 66 cpv. 2).
L’Alta Corte ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre 1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).
2.6. In concreto dal tenore delle disposizioni del Regolamento dell'istituto di previdenza convenuto risulta che il concetto di guadagno presumibilmente perso coincide con quello di cui all'art. 24 OPP2, precisato dalla giurisprudenza succitata. Per il calcolo della sovrassicurazione si deve quindi tener conto di questo concetto, sebbene la fondazione interessata preveda anche prestazioni della previdenza sovraobbligatoria (art. 49 cpv. 2 LPP), a cui di regola l'art. 24 OPP2 non si applica, in quanto i fondi di previdenza sono liberi di stabilire differentemente la coordinazione con gli altri ambiti (cfr. DTF 122 V 155 consid. 3d; SVR 2000 BVG n. 6 p. 31; STFA non pubblicata del 28 giugno 2002 in re A., B 66/00; cfr. anche STCA non pubblicata del 30 settembre 1998 in re F. I).
2.7. Per quanto riguarda le concrete modalità di calcolo della sovrassicurazione, il TFA ha precisato che
"
per calcolare il sovrindennizzo ci si deve basare sul guadagno presumibilmente perso dall’assicurato in caso di incapacità totale al guadagno, deducendo dallo stesso i redditi che egli ha effettivamente conseguito sfruttando la sua parziale capacità di lavoro e di guadagno” (DTF 123 V 88; 93 consid. 3a; vedi anche DTF 126 V 102 segg.).
In proposito l’Alta Corte ha evidenziato che questo modo di procedere corrisponde a quanto stabilito dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e militare in materia di calcolo della sovrassicurazione (DTF 123 V 93 consid. 3a; DTF 117 V 400).
In proposito il TFA in DTF 117 V 400 consid. 4b ha precisato che per calcolare il guadagno presumibilmente perso bisogna fondarsi su una capacità lavorativa piena e sul relativo guadagno deducendo gli eventuali redditi che l’assicurato percepisce sfruttando la capacità di guadagno residua.
Il reddito ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto percepire utilizzando la parte valida non va invece computato (DTF 123 V 201; cfr. STCA del 21 agosto 1998 in re L.M, non pubbl. consid. 2.11; STCA del 30 settembre 1998 in re F. I).
2.8. Nel caso in esame , come visto (cfr. consid. 2.2), il diritto alla rendita d'invalidità della previdenza professionale di _ è sorto il 1. settembre 1999. Conformemente ai succitati principi legali e giurisprudenziali, per stabilire se esiste sovrassicurazione, e, quindi, l'eventuale riduzione della rendita d'invalidità della previdenza professionale dell'assicurato, va dunque accertato il salario che l'assicurato avrebbe percepito a quella data, quale magazziniere/autista se non fosse divenuto invalido (DTF 123 V 93 e 197; STCA non pubblicata del 24 luglio 2000 in re I, _e del 21 agosto 1998 in re L.M; SZS 1997 p. 469 consid. 2c).
Dagli atti emerge infatti che, al momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa che ha poi portato all'invalidità l'interessato, alle dipendenze della _, svolgeva questa attività (cfr. STCA del 27 agosto 2001, _e XXVI/4).
Per stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito percepito dal richiedente, e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99).
Questa conclusione si fonda sulla constatazione empirica, secondo cui, nell'ipotesi di buona salute l'interessato avrebbe continuato a svolgere la precedente attività (cfr. sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Canton Basilea del 2 dicembre 1998 citata in Plädoyer 2/1999 p. 61; I. Vetter-Schreiber, op. cit. p. 585; idem, Ueberentschädigung/Ungerecht- fertigte Vorteile, Referat, der Tagung "neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 6) e meglio che la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. RDAT I 1999 p. 287 consid. 2.1.2; STCA non pubblicata del 31 luglio 2000 in re C., _).
Nel caso concreto, ciò vale sia per la parte obbligatoria della LPP, sia per quella sovraobbligatoria, considerato come la fondazione convenuta abbia stabilito la coordinazione con gli altri ambiti in modo analogo a quello previsto dalla legge (cfr. consid. 2.4.; DTF 122 V 155 consid. 3d).
Ora, dai dati forniti dalla convenuta e dalla documentazione all'inserto risulta che _ percepiva nel 1995, per un'attività a tempo pieno, un reddito annuo di fr. 44'642 pari a fr. 3'434 mensili (doc. _).
Secondo l'ex datrice di lavoro dell'attore, la _, il salario annuo lordo cui avrebbe avuto diritto _ se fosse stato totalmente abile al lavoro nel 1999 è pari a fr. 45'409 (XLVII). Nello scritto del 31 ottobre 2001 al TCA la ditta ha in effetti così indicato l'evoluzione dei salari nel periodo da 1995 al 2002:
"
(...)
Die Lohnentwicklungvon Herrn _ würde so aussehen:
1995 Fr. 44'642/Jahr
1996 Fr. 44'642/Jahr; keine Lohnanpassung
1997 Fr. 44'642/Jahr; keine Lohnanpassung
1998 Fr. 44'954/Jahr; Erhöhung 0,7%
1999 Fr. 45'409/Jahr; Erhöhung 1%
2000 Fr. 45'409/Jahr; keine Lohnanpassung
2001 Fr. 46'774/Jahr; Erhöhung 3%
2002 Fr. 48'178/Jahr; Erhöhung 3%
(...)"
Il TCA non ha motivi per scostarsi da queste cifre, le allegazioni dell'interessato, secondo cui l'aumento salariale indicato dalla ditta _ sarebbe troppo esiguo, non essendo state minimamente sostanziate o documentate. Le argomentazioni avanzate dall'ex datrice di lavoro a sostegno delle cifre indicate appaiono invece convincenti.
In particolare, considerati i redditi mensili percepiti da _ nel 1994 (fr. 3'400) e nel 1995 e 1996 (fr. 3'434) (cfr. doc. _), un aumento come quello preteso dall'attore tale da condurre ad un salario mensile ipotetico nel 2002 di fr. 4'200 non può essere ritenuto verosimile (LVIII; cfr. STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa S., K 26/00 consid. 4.5).
In proposito si osservi d'altra parte che "il guadagno presumibilmente perso" ai sensi dell'art. 24 OPP2 costituisce comunque un valore ipotetico che il giudice può determinare disponendo di un certo margine d'apprezzamento (cfr. DTF 123 V 93 consid. 3b e STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99) e riferendosi rigorosamente alla concreta situazione, sulla base dell'evoluzione particolare più presumibile e non di quella più vantaggiosa o di quella generale. Non è infatti superfluo ribadire in questa sede che, come detto (consid. 2.3 e 2.5), il concetto di indebito profitto di cui all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).
Inoltre, al reddito ipotetico vanno aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter/Schreiber, Kinderzulagen als Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, _; del 24 luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, _; del 21 agosto 1998 in re L.M non pubbl. consid. 2.13, _; del 30 settembre 1998 in re F.I. non pubbl. consid. 2.7, _), che nel nostro Cantone ammontavano nel 1999 (e ancora attualmente) a fr. 183 secondo l'art. 16 della Legge cantonale sugli assegni familiari dell'11 giugno 1996.
In concreto il salario annuo computabile per il 1999 è quindi pari a fr. 49'801 (fr. 45'409 oltre a due assegni familiari di fr. 183 cadauno mensili per 12 mensilità).
Di conseguenza, il 90% del salario annuo presumibilmente perso nel 1999, determinante per il calcolo della sovrassicurazione, è di fr. 44'820.90.
Per quanto riguarda invece le entrate dell'assicurato dopo l'insorgenza dell'invalidità, sono computabili, in forza dell'art. 34 LPP in relazione con l'art. 24 OPP2 e della cifra 22.2 del Regolamento della fondazione convenuta, la rendite AI percepita per sé (dal 1. settembre 1999 di fr. 1'721 mensili), quella completiva per la moglie (di fr. 516) e quelle per i due figli
(di fr. 688 ciascuno) per complessivi fr. 3'613 mensili e, quindi,
fr. 43'356 annui (_e atti AI).
Senza tener conto delle prestazioni erogate dalla Cassa pensioni, al momento del calcolo della sovrassicurazione l'assicurato, in quanto invalido, percepiva quindi globalmente
fr. 43'356.
2.9. La Fondazione convenuta ha dal canto suo dichiarato che la rendita d'invalidità della previdenza professionale ammonta a
fr. 8'598.55 annui per l'assicurato, quelle per i due figli a
fr. 1'719.80 cadauna (LII; cfr. anche _), precisando in data 18 giugno 2002 quanto segue:
"
2. Berechnung der Invaliditätsleistungen
Die Invalidenrente beträgt 7.5 % des massgebenden Altersguthabens. Dieses entsprichit dem Sparguthaben per 1.1.1995 (Jahr in welchem die Invalidität begonnen hat) vermehrt um die bis zur Vollendung des 65. Lebensjahres noch möglichen Altersgutschriften, abstellend auf den letzten Lohn, ohne Zinsen.
Die Invaliden-Kinderrenten betragen 20 % der Invalidenrente.
(...)
4. Geäufnetes Sparkapital
Eintritt in die Pensionskasse 01.05.1994
Elingebrachte Freizügigkeitsleistung Fr. 4'736.55
Sparbeiträge 1994 (AN/AG) Fr. 1'009.60
Sparbeiträge 1995 Fr. 1'495.20
Sparbeiträge 1996 Fr. 124.60
Zins Fr. 363.95
Sparkapital per Austritt (31.01.1996) Fr. 7'729.90."
(cfr. doc. _)
In data 29 giugno 2002 ha altresì specificato:
"
(...)
Die Invalidenrenten der Pensionskasse werden wir folgt berechnet:
Bestehendes Sparkapital per 1.1.1995. Fr. 5'850.35
Künftige Sparbeiträge Arbeitnehmer und
Arbeitgeber bis Alter 65 Fr. 107'656.60
Total Fr. 113'506.95
Die Rente entspricht 7.5 % vom massgebenden Altersguthaben von Fr. 113'506.95, also Fr. 8'513.40." (cfr. doc. _)
Infine, in data 14 novembre 2002 la Fondazione ha ancora precisato che la rendita di fr. 8'513.40 ("bei Eintritt der Erwerbsunfähigkeit"), aggiornata al rincaro, corrispondeva nel 1999 ad una prestazione di fr. 8'598.55 (LII).
Con riferimento all'ammontare della rendita d'invalidità il Regolamento della Fondazione convenuta prevede che la medesima prestazione ammonta al 7,5% dell'avere di vecchiaia determinante e che la rendita per figli di invalidi ammonta al 20% della rendita d'invalidità del genitore (art. 14.3 e 15.1 del Regolamento, doc. _). Inoltre, l'art. 4.9 del Regolamento stabilisce che quale avere di vecchiaia determinante fa stato l'avere di vecchiaia effettivo (composto, secondo l'art. 4.7, dagli accrediti di vecchiaia, dalla eventuale prestazione di libero passaggio apportata e dai conferimenti facoltativi, interessi compresi) maggiorato dai presunti accrediti di vecchiaia fino al compimento del 65.esimo anno d'età, calcolati in base all'ultimo salario assicurato al netto degli interessi (doc. _).
Tale disciplinamento corrisponde sostanzialmente a quello legale (cfr. l'art. 24 LPP; cfr. anche l'art. 8.3 del Regolamento che definisce gli accrediti di vecchiaia) risultando tuttavia più favorevole per l'assicurato nella misura in cui prevede un'aliquota di conversione per il calcolo della rendita d'invalidità del 7,5% anziché del 7.2% come previsto dagli art. 24 cpv. 2 LPP in relazione con gli art. 14 LPP e 17 OPP2. Ne discende che il disciplinamento della rendita di invalidità previsto dal regolamento in oggetto, in quanto rientrante nei limiti e nell'autonomia che la legge concede agli istituti di previdenza (art. 6 e 49 LPP), è conforme alle LPP.
In concreto, dai conteggi prodotti in causa risulta che il calcolo della rendita d'invalidità riconosciuta dalla Fondazione convenuta è stato effettuato conformemente alle predette disposizioni regolamentari e non può quindi essere censurato.
Del resto l'attore non ha contestato né l'ammontare né il calcolo della prestazione in quanto tali, limitandosi a pretendere che nella fissazione della stessa si tenesse conto degli averi da lui accumulati successivamente (vale a dire dopo l'uscita dall'Istituto di previdenza della _) presso la Fondazione LPP della _, la Cassa di compensazione _ e la Cassa disoccupazione. Ora, tenuto conto dell'esposto disciplinamento regolamentare (e legale), in base al quale, come visto, la rendita d'invalidità della previdenza professionale si calcola sulla base dell'avere di vecchiaia teorico (composto dagli accrediti di vecchiaia per il periodo in cui l'assicurato è stato affiliato all'istituto di previdenza e delle prestazioni che sono state accreditate a favore dell'assicurato dagli istituti di previdenza
precedenti
- cfr. gli art. 24 cpv. 2 lett. a e art. 15 cpv. 1 LPP -), la richiesta dell'attore risulta priva di fondamento e non può quindi essere tutelata.
2.10. Ritenuto che, come visto al considerando che precede, l'importo complessivo delle rendite AI e LPP é di fr. 55'394.15 (fr. 43'356 dall'AI e fr. 12'038.15 dalla cassa pensioni), si é effettivamente di fronte ad un caso di sovrassicurazione in quanto le prestazioni percepite dall'interessato superano il 90% del salario lordo perso. La rendita d'invalidità LPP deve pertanto essere ridotta. L’ammontare della rendita di invalidità annua che la cassa pensioni convenuta dovrà versare all’attore ammonta quindi a fr. 1'464.90 secondo il seguente calcolo:
90% del salario lordo perso fr. 44'820.90
rendite invalidità AI fr. 43'356.- fr. 1'464.90
==========
La petizione deve, pertanto, essere parzialmente accolta e all’attore concessa, dal 1. settembre 1999, una rendita di invalidità annua di fr. 1'464.90, pari ad una prestazione
fr. 122.05 mensili. La rendita andrà adeguata al rincaro ai sensi dell'art. 36 LPP (cfr. SVR 2000 BVG n. 6 p. 33).
Si ricorda tuttavia ancora all'assicurato che qualora le circostanze (segnatamente l'ammontare delle rendite percepite) dovessero modificarsi in misura rilevante (vale a dire di almeno il 10%) ai sensi del citato art. 24 cpv. 5 OPP2 in rapporto alla situazione vigente al momento in cui è stato eseguito il calcolo della sovrassicurazione, gli è data facoltà di postulare un adattamento della rendita della previdenza professionale cui ha diritto (cfr. sopra consid. 2.3.).
2.11. Il TCA deve ancora rilevare che, come a ragione sostenuto dalla convenuta (cfr. XVIII, XXVI, XXVI/2, LXIV), la prestazione di libero passaggio già percepita dall'attore dalla Fondazione convenuta dev’essere restituita conformemente all'art. 3 cpv. 2 LFLP. Se l’interessato non è in grado di farlo la rendita deve essere compensata per un certo periodo con il credito di restituzione (cfr. SZS 2001 p. 485, 1997 pag. 547segg; cfr. anche l'art. 3 cpv. 3 LFLP). L’obbligo di restituire incombe del resto anche al nuovo istituto di previdenza a cui è stata trasferita la prestazione di libero passaggio (cfr. SZS 2000 p. 301,SZS 1997 pag. 551, 1994 p. 471 consid. 5b; STCA non pubblicate del 2 settembre 2002 in re B., _, del 4 febbraio 1998 in re M., _).
2.12. Quanto infine alla richiesta di _ formulata con scritto del 11 dicembre 2002 al TCA (LXIII) tendente all'assunzione di una perizia per stabilire l'entità del salario da lui presumibilmente perso, va detto che per costante giurisprudenza quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P., sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito sancito dall'art. 4 CF (RCC 1986 pag. 202, consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b; Walter, "Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista trimestrale di diritto e procedura civile, 1991, pag. 1292);
Nella presente fattispecie, osservato come le conclusioni cui è giunta questa Corte si basano su un’attenta applicazione delle norme di diritto in materia e un’accurata valutazione delle risultanze istruttorie, il TCA ritiene che le prove assunte siano sufficienti ai fini dell’esito della causa e non reputa pertanto necessario esperire un accertamento peritale (cfr. in particolare il consid. 2.8). La richiesta formulata da _ è pertanto respinta.
2.13. In quanto l'attore è parzialmente vittorioso in causa, la Fondazione convenuta verserà a _, rappresentato da un legale, fr. 1’000 a titolo di spese ripetibili.
Per quel che riguarda invece l’addebito di tasse e spese relative alla presente procedura, si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20 capoverso 1), applicabile in virtù dell’articolo 8 cpv. 2 LALPP, la procedura è di principio gratuita.