Decision ID: 5db98c3a-cbb8-5cf0-bb9b-b438dc517cc4
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'743.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 13 giugno 2007 l’escussa si è opposta all’istanza di fallimento, asserendo di essere intenzionata a pagare il dovuto.
C.
Con sentenza 9 luglio 2007 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 9 luglio 2007 alle ore 14.00.
D.
Con l’atto di appello AP 1 ha sostenuto di essere in attesa di un finanziamento che dovrebbe permetterle di disporre di liquidità.

Considerato
In diritto:
1.
a)
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
Le parti possono avvalersi illimitatamente di fatti nuovi, avveratisi anteriormente alla dichiarazione di fallimento. Questi fatti nuovi devono tuttavia essere fatti valere e documentati entro il termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 19 ad art. 174).
L’appellante non fa valere fatti avveratesi anteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui l’art. 174 cpv. 1 LEF non può essere applicato.
b)
Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e
prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore;
3. o che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
Nel caso di specie nemmeno l’art. 174 cpv. 2 LEF può essere applicato, l’appellante non avendo estinto il debito della escutente, compresi gli interessi e le spese (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), non avendo nemmeno depositato presso questa autorità l’importo dovuto a disposizione della creditrice (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) e quest’ultima non avendo ritirato la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF). In via abbondanziale va rilevato che nemmeno il presupposto della solvibilità sarebbe stato reso verosimile. Dall’estratto delle esecuzioni _ al 18 settembre 2007 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 12 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 15'666.95 e che nell’anno in corso per 3 procedure sono state emesse le comminatorie di fallimento. Inoltre il 28 marzo 2007, a carico dell’appellante, sono stati emessi 8 attestati di carenza di beni per un importo complessivo di fr. 17'531.40. Ciò porta a concludere che l’escussa non dispone della liquidità necessaria per far fronte ai suoi impegni.
Il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
2.
L’appello 11 luglio 2007 di AP 1 va quindi respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).