Decision ID: 90815173-456d-573b-92f1-cb101b7badbb
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a Il 28 aprile 2006, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assi-
curati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in favore di
A._ – cittadino italiano, nato il (...; doc. 1) – una rendita intera
dell’assicurazione svizzera per l’invalidità a decorrere dal 1° settembre
2005 (doc. 23; v. anche doc. 22). È stato stabilito, in virtù della documen-
tazione medica assunta agli atti (doc. 15 e 16) nonché del rapporto del 27
febbraio 2006 del dott. B._, medico SMR (doc. 12), che l’interessato
era affetto segnatamente da epilessia post-traumatica, stato dopo trauma
cranico, disturbi della memoria e del comportamento, stato dopo polmonite
necrotizzante e che lo stesso presentava un’incapacità al lavoro del 100%
in una qualsiasi attività lucrativa dal 5 settembre 2004.
A.b Il 2 febbraio 2010, l’autorità inferiore ha avviato la prevista procedura
di revisione della rendita (doc. 28). Con decisione del 16 agosto 2012,
l’UAIE – dopo aver constatato, in virtù dei rapporti dell’agosto, settembre e
dicembre 2011 e luglio 2012 del dott. C._, medico SMR (segnata-
mente doc. 64, 66, 68, 70 e 94), che lo stato di salute dell’interessato era
migliorato dal 12 ottobre 2010, nel senso che l’epilessia risultava ben equi-
librata, e che lo stesso era di nuovo in grado di svolgere la precedente
attività di bracciante agricolo come pure ogni altra sostitutiva adeguata –
ha deciso di sopprimere, con effetto al 1° ottobre 2012, la rendita intera
d’invalidità pagata fino ad allora, essendo intervenuto un notevole miglio-
ramento ai sensi dell’art. 17 LPGA (doc. 96; v. anche doc. 71).
A.c Con sentenza del 19 febbraio 2013, il Tribunale amministrativo fede-
rale ha dichiarato inammissibile il ricorso interposto dall’interessato il 18
settembre 2012 contro la decisione dell’UAIE del 16 agosto 2012 a causa
del mancato versamento, nel termine accordato, dell’anticipo sulle presu-
mibili spese processuali (doc. 102).
B.
B.a Il 20 novembre 2013, l’interessato ha formulato una seconda richiesta
volta all’ottenimento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità (doc. 105).
B.b Nel corso dell’istruttoria, l’UAIE ha assunto agli atti documenti medici
di data da ottobre 2010 a dicembre 2013 (doc. 109 a 111) e la perizia me-
dica E 213 del 13 dicembre 2013, in cui è posta la diagnosi di esiti per
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pregresso trauma cranico con secondaria epilessia in trattamento farma-
cologico, parkinsonismo, ipertensione arteriosa, diabete mellito II, indicato
che l’interessato è ritenuto in grado di svolgere regolarmente lavori pesanti
come pure un lavoro adeguato alle sue condizioni, ma non il suo ultimo
lavoro a tempo pieno, e segnalato che il medesimo è considerato invalido
al 70%, conformemente alle disposizioni di legge del Paese di residenza,
nella precedente attività (doc. 112). Tra gli atti va annoverato anche il que-
stionario per l’assicurato del 22 febbraio 2014 (doc. 116).
B.c Nel rapporto del 27 marzo 2014, il dott. C._, medico SMR, ha
esposto la diagnosi di epilessia post-traumatica, stato dopo trauma cranico,
disturbi della memoria e del comportamento, abuso etilico, parkinsonismo,
reflusso gastroesofageo, vene varicose alle gambe, epatopatia etilica, dia-
bete mellito tipo 2 ed ipertensione arteriosa. Il medico ha quindi ritenuto
che l’interessato presenta una capacità al lavoro del 100% sia nella prece-
dente attività di bracciante agricolo sia in un’attività confacente allo stato di
salute dal 12 ottobre 2010 (doc. 119).
B.d Il 2 aprile 2014, l’autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha
comunicato all’interessato che la domanda di prestazioni è (recte: sarebbe
stata) respinta, ritenuto in particolare che l’esercizio di un’attività lucrativa
è (recte: sarebbe) da considerare esigibile in misura sufficiente per esclu-
dere il diritto ad una rendita (doc. 121).
B.e Il 12 maggio 2014 (doc. 128), l’interessato ha chiesto il riesame della
pratica. Ha segnalato, sulla base della documentazione medica di data da
aprile 2012 a gennaio 2014, allegata in copia (doc. 130 a 140), che vi è
stato un peggioramento del suo stato di salute e che non è in grado di
esercitare una qualsiasi attività lucrativa.
B.f Nel rapporto del 24 luglio 2014, il dott. C._ ha rilevato che non
vi erano motivi per modificare la precedente presa di posizione (doc. 142).
B.g Con decisione del 31 luglio 2014, l’UAIE ha respinto la domanda di
prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Ha osservato che
l’interessato non ha subito un’incapacità al lavoro media sufficiente per un
anno, ai sensi dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. In particolare, ha
precisato che dagli atti risulta che malgrado il danno alla salute l’esercizio
di un’attività lucrativa è da considerare esigibile in misura sufficiente per
escludere il diritto ad una rendita (doc. 143).
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C.
Il 10 settembre 2014, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 31 luglio 2014
mediante il quale ha chiesto il riconoscimento di una rendita intera d’inva-
lidità dal 20 novembre 2013. Ha segnalato che vi è stato un peggioramento
del suo stato di salute e che egli non è in grado di svolgere una qualsiasi
attività lucrativa, neppure una leggera (doc. TAF 1). Con versamenti del 23
ottobre e 17 novembre 2014 (doc. TAF 2 a 10), ha provveduto al paga-
mento di un anticipo sulle presumibili spese processuali di fr. 402.64.
D.
Nella risposta al ricorso del 4 dicembre 2014, l’autorità inferiore ha propo-
sto la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti del 27 marzo e 24 luglio
2014 del proprio servizio medico, l’interessato presenta secondo l’UAIE
una completa capacità al lavoro nella precedente attività. L’autorità infe-
riore ha altresì rilevato che l’insorgente non ha allegato alcun fatto nuovo
suscettibile di giustificare un diverso apprezzamento (doc. TAF 12).
E.
Nella replica del 20 gennaio 2015, l’interessato ha ribadito che le patologie
di cui è affetto nonché i farmaci che assume non gli consentono di svolgere
una qualsiasi attività lucrativa. Ha esibito documenti medici di data da feb-
braio 2010 ad ottobre 2014 (doc. TAF 14).
F.
Nella duplica dell’11 marzo 2015, l’autorità inferiore ha ritenuto, in virtù del
rapporto del 6 marzo 2015 del proprio servizio medico (in cui è in partico-
lare segnalato che il rapporto neurologico dell’ottobre 2014 espone le note
diagnosi e terapie, senza alcun riferimento ad una specifica incapacità al
lavoro; doc. TAF 20), che la documentazione medica prodotta in replica
non comporta elementi tali da modificare la valutazione clinica-lavorativa
dell’interessato. L’autorità inferiore ha quindi nuovamente proposto la reie-
zione del ricorso (doc. TAF 20).
G.
In una presa di posizione del 20 marzo 2015, l’interessato si è riconfermato,
in virtù della documentazione medica agli atti, nelle argomentazioni in fatto
e in diritto di cui al ricorso del 10 settembre 2014 ed alla replica del 20
gennaio 2015 (doc. TAF 23), presa di posizione che è poi stata trasmessa
da questo Tribunale con provvedimento del 27 marzo 2015 all’autorità in-
feriore per conoscenza (doc. TAF 24).
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid.
1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 20 novem-
bre 2013, al caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a
revisione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012.
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni
sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei
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fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi
d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se
gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscet-
tibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta de-
cisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2;
DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
Giova peraltro rilevare che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI sviz-
zera per più di 3 anni (doc. 115) e, pertanto, adempie in ogni caso la con-
dizione della durata minima di contribuzione.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-
cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un
danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-
posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
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Pagina 8
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b,
110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-
sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-
cabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il
reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragione-
volmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una si-
tuazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che
egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da
valido; metodo generale del raffronto dei redditi).
6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa.
6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni
mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-
validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-
gibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e 114 V 310 consid. 3c).
7.
In virtù dell'art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in
relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il tribunale accerta, con la collabora-
zione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, as-
sume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-
denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati,
può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid.
4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-
struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un
rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento
dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio
inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-
stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-
nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti).
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Pagina 9
8.
Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva
tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi de-
cidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un
giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio me-
dico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito
ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situa-
zione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle
censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fon-
date, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid.
3).
9.
Dalla documentazione medica agli atti appare che il ricorrente soffre se-
gnatamente di esiti per pregresso trauma cranico con secondaria epilessia
in trattamento farmacologico, parkinsonismo, ipertensione arteriosa, dia-
bete mellito II, abuso etilico, disturbi della memoria e del comportamento
(cfr. perizia medica E 213 del dicembre 2013 [doc. 112] e rapporto del me-
dico SMR del marzo 2014 [doc. 119]) nonché di deficit cognitivo (cfr. rap-
porto neuropsicologico del gennaio 2014 [doc. 138]).
10.
10.1 L’autorità inferiore sostiene che dagli atti di causa non risulta un’inca-
pacità al lavoro media sufficiente, per un anno, ai sensi di legge; malgrado
il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa sarebbe sempre esigi-
bile in misura sufficiente per escludere il diritto ad una rendita.
10.2 Questo Tribunale osserva che sulla residua capacità lavorativa dell’in-
sorgente sussiste una valutazione divergente tra il medico incaricato
dall’INPS che ha redatto la perizia medica particolareggiata E 213 del 13
dicembre 2013 (cfr. perizia medica E 213; doc. 112) ed il dott. C._,
medico SMR (cfr. rapporti del 27 marzo e 24 luglio 2014; doc. 119 e 142).
Il primo ha ritenuto, in virtù dei documenti agli atti e di una visita personale
del ricorrente, che lo stesso non è più in grado di svolgere a tempo pieno
la sua precedente attività (l’incapacità lavorativa è stata indicata nel 70%
secondo le disposizioni di legge del Paese di residenza). Il secondo, la cui
opinione è fondata unicamente su un esame dei documenti medici agli atti,
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ha considerato un’incapacità lavorativa dello 0% nella precedente attività.
Trattasi, a non averne dubbio, di una rilevante divergenza d’opinioni.
10.3
10.3.1 Quanto alla valutazione del medico dell’UAIE sullo stato di salute e
sulla capacità lavorativa del ricorrente di cui ai rapporti del 27 marzo e 24
luglio 2014 (doc. 119 e 142), occorre rilevare che la stessa è succinta e
generica e non è dato sapere per quale ragione, malgrado le patologie di
cui soffre l’insorgente – ossia l’epilessia post-traumatica, il parkinsonismo,
l’abuso etilico, i disturbi della memoria e del comportamento ed il deficit
cognitivo (cfr. considerando 9 del presente giudizio) – l’attività abituale (e
pesante) di bracciante agricolo, come pure ogni altra sostitutiva, sarebbe
ancora esigibile dall’ottobre del 2010 e perché nella misura del 100%. Il
dott. C._ si è limitato nella sostanza ad un generico rinvio alla peri-
zia medica E 213 del dicembre 2013, segnalando che le condizioni di sa-
lute del ricorrente sono stazionarie e che il medesimo ha subito un’unica
(ultima) crisi epilettica nel marzo del 2013. A tal proposito, va osservato che
il verbale di accertamento dell’invalidità civile del Centro Medico Legale di
D._ del 4 aprile 2014 (doc. 139) riferisce in realtà di crisi (epilettiche)
convulsive a frequenza quindicinale e di episodi di agitazione psicomotoria.
Peraltro, la perizia medica E 213 (doc. 112) evidenzia dei movimenti (forza
e tono muscolare) rigidi, un’andatura stentata, dei fini tremori agli arti su-
periori ed una lieve disartria (v. pag. 4 n. 4.10 e 4.12). Agli atti di causa
figurano inoltre solo due rapporti di specialisti in neurologia dell’aprile 2012
e del dicembre 2013 (doc. 111 e 130). Gli stessi, dal contenuto estrema-
mente succinto, non si pronunciano, fra l’altro, sulle conseguenze sulla ca-
pacità lavorativa delle affezioni neurologiche riscontrate, ciò che non con-
sente di operare una seria valutazione della residua capacità lavorativa
dell’insorgente. Peraltro, il rapporto neurologico del 6 ottobre 2014 (doc.
TAF 14) – lo stesso, benché redatto dopo che è stata resa la decisione
impugnata, può essere preso in considerazione nell’ambito della presente
vertenza (v., sulla quesitone, il considerando 3.2 del presente giudizio), dal
momento che fornisce, con probabilità preponderante, degli indizi conclu-
denti su una situazione medica esistente già al momento dell’emanazione
della decisione litigiosa – riferisce, fra l’altro, di crisi convulsive in tratta-
mento (a frequenza plurimensile), deficit di rievocazione, di calcolo e pre-
senza di tremori diffusi.
10.3.2 Ma vi è di più. Se il dott. C._ si è certo pronunciato anche
sulla problematica psichica, lo ha fatto in modo impreciso, limitandosi ad
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una mera affermazione in merito all’esame neuropsicologico del 14 gen-
naio 2014 (doc. 138), secondo cui da detta valutazione risulterebbe un qua-
dro clinico con deficit cognitivo e difficoltà nelle attività della vita quotidiana
con punteggi (ai test) leggermente inferiori alla norma. Ora, va rilevato che
il surriferito esame neuropsicologico del 14 gennaio 2014 conclude invero
ad insufficienza cognitiva, insufficienza (per le) attività quotidiane, disturbo
della memoria, deficit dell’attenzione, insufficienza comportamentale non-
ché cambiamenti di personalità.
10.3.3 Peraltro, neppure la perizia medica E 213 del 13 dicembre 2013
(doc. 112) – che non appare redatta da uno specialista in neurologia e/o
psichiatria ed è basata su un esame superficiale dal profilo neurologico e
dal profilo psichico (v. pag. 3 e 4 n. 4.1 e 4.10) – fornisce sufficienti elementi
per fondare un giudizio con cognizione di causa sulla residua capacità la-
vorativa del ricorrente.
10.3.4 In siffatte circostanze, stante appunto la diversa valutazione della
residua capacità lavorativa, perlomeno per quanto attiene all’esercizio
della precedente attività, di cui alla perizia medica E 213 ed ai rapporti del
dott. C._ nonché la pochezza della documentazione medica spe-
cialistica presente agli atti di causa, non appare possibile oggettivare, in
assenza di un rapporto neurologico e/o psichiatrico dettagliato, una capa-
cità al lavoro del 100% nella precedente attività di bracciante agricolo, ma
neppure un capacità del 100% in un’attività sostitutiva adeguata e confa-
cente allo stato di salute del ricorrente.
10.4 Visto quanto precede, l'autorità inferiore non poteva sulla base di in-
sufficiente documentazione medica e di una generica ed imprecisa valuta-
zione del dott. C._, specialista in medicina generale (medico che
peraltro non ha visitato personalmente il ricorrente, ma si è basato unica-
mente sui referti medici messi a sua disposizione), negare ogni effetto in-
validante, persino nella precedente attività, alle affezioni di cui soffre l’in-
sorgente, segnatamente neurologiche e psichiche, attestate da altri medici,
senza prima raccogliere il giudizio di uno specialista in neurologia e di uno
specialista in psichiatria. Infatti, solo una valutazione specialistica avrebbe
potuto stabilire con il necessario grado della verosimiglianza se i descritti
disturbi neurologici e psichici potevano (nuovamente) assumere valore pa-
tologico avente incidenza significativa sulla capacità lavorativa nel periodo
determinante (cfr. sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid.
4 e relativi riferimenti).
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Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata – che viola il di-
ritto federale (accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente
rilevanti) – incorre nell'annullamento.
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12.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito
o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un
nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015
consid. 10.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti
sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto
federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e
relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e 125 II 326). Tale non è il caso nella
presente fattispecie per i motivi precedentemente indicati.
12.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la
stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-
vanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente, segnatamente con
una perizia neurologica ed una psichiatrica (cfr., sulla possibilità di un rinvio
all'autorità inferiore in siffatte circostanze, DTF 137 V 210 4.4.1.4), e con
ogni ulteriore esame che pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute
dell'insorgente dovesse rendere necessario, nonché a pronunciare una
nuova decisione.
12.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento del ri-
corrente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento
che nella decisione impugnata del 31 luglio 2014 l'autorità inferiore ha con-
siderato che l'insorgente non ha subito un'incapacità lavorativa di livello
pensionabile, perlomeno fino alla data della decisione impugnata (che co-
stituisce il limite della cognizione temporale di questo Tribunale nel caso di
specie), ed ha respinto la domanda del medesimo volta all'ottenimento di
una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Non era pertanto ne-
cessario conferire al ricorrente la facoltà di ritirare il proprio gravame.
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13.1 Visto l'esito della procedura, non sono prelevate delle spese proces-
suali (art. 63 PA). L’anticipo di fr. 402.64, corrisposto con versamenti del 23
ottobre e 17 novembre 2014, è restituito al ricorrente.
13.2 Si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripeti-
bili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La stessa, in
assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF)
in fr. 1'000.-, tenuto conto del lavoro utile e necessario, limitato, svolto dal
primo rappresentante del ricorrente. L'indennità per ripetibili è posta a ca-
rico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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