Decision ID: e7d90dc0-3890-5ccd-a6f3-2c39320bb642
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Nel 1988, a seguito di una divisione ereditaria, _, nata _, è diventata proprietaria unica della part. n. _ RFD di _, un fondo parzialmente edificato di complessivi mq 24'871 posto in località _, a sud della zona del nucleo tradizionale del paese.
B. In data 6 aprile 1973 il Consiglio di Stato ha approvato il primo piano regolatore del Comune di _ (PR 1973), con la conseguente inclusione di ca. 17'000 mq di questo vasto mappale e di altri due fondi contermini (mapp. _ e _) in zona AP-EP allo scopo di edificare in loco un centro scolastico/cul-turale, delle sale multiuso e altre infrastrutture di pubblico interesse. Gli studi pianificatori allestiti dal Comune prevedevano invero di imporre il vincolo su tutta l'area del fondo, allora di proprietà di _; questi è però insorto innanzi al Consiglio di Stato, ottenendo che una parte del mappale fosse attribuita alla zona residenziale con costruzioni a carattere medio.
La successiva revisione del PR approvata dal Consiglio di Stato il 12 aprile 1988 non ha fondamentalmente modificato questo assetto pianificatorio: 15'600 mq ca. della part. _, unitamente ai contigui mapp. _, _ e _, sono rimasti colpiti dal vincolo AP-EP in vista della realizzazione di un posteggio, una chiesa, un centro scolastico e culturale, sale multiuso e ulteriori servizi, mentre la parte restante è stata inclusa in zona R3b malgrado le contestazioni degli eredi fu _, che in via ricorsuale avevano postulato l'attribuzione dell'intero fondo alla zona R4. I proprietari hanno censurato il provvedimento anche innanzi al Gran Consiglio, ma in seguito hanno ritirato il loro gravame.
C. Nel 1976 il comune ha comperato la part. _, erigendovi la scuola dell'infanzia e destinando il resto del terreno a parco.
Nel 1990, a seguito di un procedimento di espropriazione materiale poi completato in via formale, ha acquisito la part. _.
Quanto al mapp. _, l'11 maggio 1988 gli eredi _ hanno promosso una causa risarcitoria contro il comune di _ che si è conclusa nel 1995 con la condanna dell'ente pubblico al pagamento di un'indennità di espropriazione materiale di fr. 60.- il mq, oltre interessi a contare dal 6 aprile 1973 (STA 12.12.1994 e STF 6.6.1995). Soluto l'indennizzo fissato dal Tribunale federale, nel maggio del 1998 il comune di _ ha avviato un procedimento davanti al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina al fine di ottenere l'esproprio formale dei 15'600 mq del mapp. _ inclusi in zona AP-EP e già espropriati in via materiale. La procedura è tuttora pendente davanti al Tribunale di espropriazione per la fissazione dell'indennità dovuta all'espropriata, dopo che quest'ultima ha invano adito sia il Tribunale cantonale amministrativo (STA 4 febbraio 2002), sia il Tribunale federale (STF 5 agosto 2002) per opporsi all'esproprio e ottenere una modifica dei piani.
D. Nel frattempo il municipio di _ aveva commissionato all'arch. _ un piano d'indirizzo sull'utilizzazione dell'area AP-EP in località _. Lo studio presentato nell'ottobre 1997 - composto da un piano d'indirizzo, norme d'attuazione e un progetto indicativo - propone di suddividere l'edificazione del comparto in tre tappe, e meglio:
I. tappa: palestra, sala multiuso, spazi esterni e posteggi;
II. tappa: scuola elementare e spazi esterni complementari;
III. tappa: centro civico-culturale con biblioteca, sala d'esposizione, ecc.
Votati i crediti necessari per la progettazione prima e la realizzazione poi della prima tappa, il 23 agosto 1999 il comune di _ ha chiesto al proprio municipio il permesso di costruire sui mapp. _, _ e _ una sala multiuso e una palestra con tanto di viale di accesso e area di posteggio alberati. La sostanza dell'opera verrebbe eretta sulla porzione orientale del mapp. _. Sarebbe formata da due parallelepipedi (sala: ml 8.90 x 41.40, altezza massima ml 5.30; palestra: ml 20.90 x 38, altezza massima ml 4.90) disposti a "L" nei quali troverebbero accoglienza, sviluppate su due livelli (di cui uno interrato), tutte le strutture previste dalla fase iniziale del piano di indirizzo _. Gli edifici si affaccerebbero su una piazza aperta verso O, uniti da un ampio porticato destinato a fungere pure da spazio di mediazione tra l'esterno e i contenuti del centro. Alle spalle del complesso, in corrispondenza del mapp. _, verrebbe creato un posteggio per 53 autovetture e 56 moto-cicli direttamente collegato con via _. L'accesso dal nucleo del paese sarebbe invece assicurato da un lungo viale pedonale alberato, predisposto tra la Chiesa e la piazza della nuova infrastruttura pubblica.
Alla domanda si è opposta _, contestando l'intervento in particolare dal profilo della sua compatibilità con gli scopi per i quali era stato istituito a suo tempo il vincolo AP-EP ed avviato il procedimento di esproprio formale della sua proprietà. Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, in data 20 settembre 1999 il municipio di _ ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo nel contempo le censure sollevate dall'opponente.
E. Con giudizio 27 giugno 2000 il Consiglio di Stato ha confermato il permesso, respingendo a sua volta l'impugnativa contro di esso inoltrata da _.

Narrati i fatti e ripresi in diritto alcuni considerandi di sentenze emanate in passato da questo Tribunale e dal TPT, l'autorità di ricorso di prime cure ha escluso che la licenza impugnata violasse il diritto. Le opere dedotte in edificazione rispecchierebbero la destinazione sancita dal PR in vigore e rispetterebbero i vincoli edificatori del tutto sufficienti previsti dalla sue norme di attuazione.
F. Avverso il predetto giudizio governativo la soccombente è insorta innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venisse annullato unitamente alla controversa licenza sulla scorta delle argomentazioni addotte senza successo davanti alla precedente istanza.
Ricordate le utilizzazioni previste dal PR in località _ ed i contenuti dell'art. 44 NAPR disciplinante l'edificazione nelle zone AP-EP, la ricorrente ha annotato innanzi tutto che lo strumento pianificatorio locale non fornisce alcuna indicazione circa l'ubicazione, l'estensione e il volume delle costruzioni pubbliche da realizzare in quel comparto territoriale. La costruzione di una palestra e di una sala per le società non è neppure contemplata dal PR, per cui il permesso andrebbe annullato sia per l'indeterminatezza delle disposizioni pianificatorie su cui si fonda, sia per la non conformità delle opere previste con le disposizioni del piano regolatore. Il progetto ossequia invero i contenuti del piano d'indirizzo elaborato dall'arch. _, ma tale documento contrasta con le previsioni del PR e non è mai stato approvato secondo la procedura indicata dalla LALPT.