Decision ID: 55d11915-054b-5f55-8d37-4655777c65f8
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Nell'ambito di una causa di divorzio su richiesta unilaterale promossa con petizione del 24 novembre 2004 da AP 1 (1962), la moglie AO 1 (1966) ha chiesto l'8 settembre 2006 al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud che fosse ingiunto al marito in via provvisionale, sotto comminatoria dell'art. 292 CP, di sottoscrivere:
– i contratti di credito ipotecario relativi alle ipoteche variabili n. _ e _ della _, _, gravanti la particella n. 740 RFD di _, sezione di _ (abitazione familiare), comproprietà delle parti in ragione di metà ciascuno;
– un contratto di cessione fiduciaria in proprietà a scopo di garanzia relativo alla proprietà di una cartella ipotecaria di nominali fr. 375 000.– accesa in primo grado sulla medesima particella.
B. L'istanza è stata intimata alla legale del marito il 14 settembre 2006, in Pretura, in coda a un'udienza destinata all'escussione di un testimone nell'istruttoria di merito. Il contraddittorio ha avuto luogo seduta stante. La legale di AO 1 ha confermato allora la domanda provvisionale, quella del convenuto ha proposto di respingerla. La prima ha replicato, la seconda ha duplicato, senza che le conclusioni mutassero. Statuendo con decreto cautelare del 21 settembre 2006, il Pretore ha accolto l'istanza e ha ordinato all'attore di sottoscrivere la documentazione bancaria, comminandogli l'applicazione dell'art. 292 CP in caso di mancata osservanza. La tassa di giustizia di fr. 150.– e le spese sono state poste a carico di lui, tenuto a rifondere alla convenuta fr. 250.– per ripetibili. Il beneficio dell'assistenza giudiziaria postulato da AP 1 è stato respinto.
C. Contro il decreto predetto AP 1 è insorto con un appello del 29 settembre 2006 per ottenere che, conferitogli il beneficio dell'assistenza giudiziaria in seconda sede e accordato al suo ricorso effetto sospensivo, la decisione del Pretore sia annullata. Egli ha impugnato altresì il diniego dell'assistenza giudiziaria, postulandone la riforma nel senso di vedersi conferire tale beneficio. Con decreto dell'11 ottobre 2006 il presidente della Camera ha dichiarato l'istanza di effetto sospensivo irricevibile per legge. L'appello non ha formato oggetto di intimazione alla controparte.

Considerando
in diritto: I. Sull'appello
1. Le misure provvisionali in pendenza di una causa divorzio sono trattate con la procedura sommaria dell'art. 376 cpv. 2 lett. d CPC (art. 419c cpv. 1 CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con decreto appellabile entro dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC). Fatti, domande e prove nuove sono inammissibili (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), l'art. 138 CC applicandosi solo alle sentenze di merito (FamPra.ch 2001 pag. 128 consid. 1 e 2). Del resto, dandosi mutamenti di apprezzabile rilievo, le misure provvisionali possono sempre essere adattate dal giudice alle nuove circostanze.
2. In ordine l'appellante censura anzitutto una violazione del suo diritto d'essere sentito, allegando che all'udienza del 14 settembre 2006 la sua legale ha dovuto difenderlo senza averlo potuto interpellare previamente e senza essere stata in grado di produrre la documentazione necessaria. Nulla del genere emerge tuttavia dal verbale d'udienza, dal quale risulta che la legale dell'attore ha sì risposto e duplicato, ma non che abbia sollevato censure di forma, né che abbia chiesto un rinvio dell'udienza per potersi eventualmente preparare (act. XXVII, pag. 4). Nuova, l'argomentazione in rassegna è dunque irricevibile.