Decision ID: 21949033-6f8b-4577-bd96-24da2949f165
Year: 2009
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. A. e B. sono oggetto di un'indagine preliminare di polizia giudiziaria per il
titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis del codice penale  del 21 dicembre 1937 (CP; RS 311.0). L'indagine, avviata nel marzo del 2004, coinvolge in tutto una ventina di persone fisiche e giuridiche ed è  in lingua italiana dalla sede distaccata di Lugano del Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC).
B. Con decisione del 25 maggio 2009 il MPC ha ordinato la disgiunzione
dell’istruzione preparatoria avviata nei confronti della banca C., di D. e di E. – la prima istituto di diritto pubblico con sede a Z. e i secondi dipendenti a vario titolo della banca C. – dal procedimento riguardante gli altri co-imputati.
C. Con reclami separati A. e B. sono insorti contro questa decisione dinanzi alla
I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulandone l’annullamento. Essi osservano in sintesi che, contrariamente a quanto  nella contestata decisione, i fatti loro contestati sono strettamente  con quelli dei co-imputati oggetto della disgiunzione; quest’ultima –  il principio dell’indivisibilità del procedimento penale – rappresenta  un’illecita quanto insanabile limitazione delle loro garanzie processuali. A. postula inoltre la concessione dell’effetto sospensivo al suo gravame.
D. In data 2 giugno 2009, il Presidente della I Corte dei reclami penali ha con-
cesso l’effetto sospensivo a titolo supercautelare al reclamo di A. (v. act. 2 dell’annesso incarto BP.2009.33).
E. Con risposte del 25 giugno 2009 il MPC ha chiesto la reiezione dei gravami
in epigrafe e la conferma della decisione impugnata. Dal canto loro, con  del 10 luglio 2009, A. e B. hanno in sostanza ribadito le proprie  allegazioni e conclusioni.
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Diritto:
1. 1.1. Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina
d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono  senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 361 consid. 1, 131 II 571 consid. 1). Vista la sostanziale identità di contenuti e forma delle cause litigiose, che sono dirette contro la medesima decisione e si fondano su una problematica materiale e giuridica dello stesso genere, si giustifica di procedere alla loro riunione e di pronunciarsi con un unico .
1.2. Giusta gli art. 105bis cpv. 2 PP, art. 28 cpv. 1 lett. a LTPF e art. 9 cpv. 2 del
Regolamento del 20 giugno 2006 del Tribunale penale federale (RS 173.710) gli atti e le omissioni del Procuratore generale della Confederazione possono essere impugnati con reclamo dinanzi alla I Corte dei reclami penali del  penale federale in applicazione delle prescrizioni procedurali degli art. 214 – 219 PP. Il diritto di reclamo spetta alle parti ed a qualunque  cui l’operazione o l’omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il ricorso deve essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto od  in questione (art. 217 PP). La decisione impugnata è stata inviata il 25 maggio 2009 ai patrocinatori di tutte le parti al procedimento, che l’hanno ricevuta il giorno successivo (v. act. 1.1, pag. 4 in fondo). I reclami, introdotti rispettivamente il 29 maggio (BB.2009.55) e 2 giugno 2009 (BB.2009.56),  pertanto tempestivi. La legittimazione ricorsuale dei reclamanti,  nel procedimento penale in esame e destinatari della decisione , è senz’altro data (v. art. 214 cpv. 2 PP).
2. In concreto, con sentenza del 5 agosto 2009 la I Corte dei reclami penali, in
accoglimento dei gravami proposti dalla banca C., da D. e da E., ha  la decisione impugnata dai qui reclamanti, giudicando che la disgiunzione in esame non era giustificata dalle emergenze istruttorie (v. sentenza del  penale federale BB.2009.51 del 5 agosto 2009, alle cui motivazioni si rinvia per economia di giudizio). Pertanto, le presenti procedure sono  prive d’oggetto, ciò che la I Corte dei reclami penali si limita a costatare (v. sentenza del Tribunale penale federale BV.2005.29 del 30 settembre 2005, consid. 2).
3. Secondo l’art. 72 PCF, la cui applicazione analogica si giustifica in virtù dei
rinvii di cui all’art. 245 cpv. 1 PP e 71 LTF, quando una lite diventa
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senz’oggetto o priva d’interesse giuridico per le parti, il tribunale, udite le , ma senz’ulteriore dibattimento, dichiara il processo terminato e statuisce, con motivazione sommaria, sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite. Non è dunque necessario esaminare in dettaglio quale sarebbe stato l’esito della procedura, l’autorità giudicante dovendo unicamente procedere, sulla base dell’incarto, a una  sommaria della situazione antecedente il fatto che ha messo fine al litigio. Se l’esito probabile può essere determinato, in un caso concreto,  mediante un esame più approfondito della situazione, le spese  e le indennità ripetibili sono allora in primo luogo messe a carico  parte che ha provocato la procedura divenuta priva d’oggetto o presso la quale sono intervenute le cause che hanno condotto a tale situazione,  ai criteri valevoli nella procedura civile (DTF 118 Ia 488 . 4a, pag. 494; sentenza del Tribunale federale 2A.573/2003 del 30 luglio 2004, consid. 2.7).
3.1. Nella fattispecie, i presenti reclami sono divenuti privi d’oggetto in seguito alla
precedente sentenza di codesta Corte, che ha annullato la decisione . Dal momento che le motivazioni contenute nei reclami in epigrafe non si discostano sostanzialmente da quelle esposte nell’ambito delle precedenti procedure (v. incarti BB.2009.51, BB.2009.53, BB.2009.54) e che non vi sono oggi motivi per giudicare diversamente rispetto alla precedente decisione, vi è da supporre che le censure sollevate, e con essa i presenti ricorsi, sarebbero stati accolti.
3.2. Visto l’esito dei reclami, ai reclamanti, che si sono avvalsi del patrocinio dei
rispettivi legali, vanno riconosciute adeguate indennità per ripetibili (art. 245 cpv. 1 PP con rinvio all’art. 68 LTF). Secondo l’art. 68 cpv. 1 LTF, statuendo sulla contestazione, il tribunale decide se e in quale misura le spese della parte vincente devono essere sostenute da quella soccombente. Se la  dà ragione al ricorrente, le spese indispensabili causate dalla  gli devono essere rimborsate; in concreto è applicabile il Regolamento del 26 settembre 2006 sulle ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale (RS 173.711.31). Giusta il suo art. 3 cpv. 2, se entro l’udienza finale il patrocinatore non fa pervenire la sua nota delle spese, l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento del Tribunale. Nelle  davanti alla I Corte dei reclami penali, la data della decisione fa stato e sostituisce quella della chiusura dei dibattimenti. Tenuto conto del  e necessario dispendio causato dalla presente causa, in concreto è loro assegnata un’indennità forfetaria (IVA inclusa) di Fr. 1’500.-- cadauno a titolo di ripetibili, da porre a carico del MPC. Gli anticipi delle spese versati in  di causa devono invece essere integralmente restituiti ai reclamanti.
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