Decision ID: 1b3571bf-9b06-5d42-ba4b-b0ca4521a0f0
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Lo _ procede nei confronti di _ per l’incasso di un credito di fr. 8'739.--. In data 8 novembre 1999 l’UE di Lugano ha stabilito il pignoramento della quota del reddito eccedente il minimo di esistenza del debitore, determinato come segue:
Introiti: fr. 3’921.--
Minimo di esistenza:
importi di base fr. 1'025.--
figli minorenni fr. 300.--
int. Ipotecari, riscald e spese fr. 1'300.--
AVS fr. 99.45
cassa malati fr. 524.--
totale deduzioni fr. 3'248.25
B.
Con ricorso 13 dicembre 1999 _ insorge contro tale provvedimento chiedendone l’annullamento. Il ricorrente postula il riconoscimento nel calcolo del minimo di esistenza dei seguenti importi mensili:
fr. 49.40 a titolo di premi della cassa malati,
fr. 600.-- spese di mantenimento della figlia,
fr. 94.20 per premi assicurativi relativi all’immobile.
C.
Delle osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se necessario, in seguito.

Considerando
in diritto:
1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
Il ricorrente chiede che l'importo mensile di fr. 524.--, riconosciuto dall’UE di Lugano a titolo di premi della cassa malati, venga aumentato di fr. 49.40. Orbene, dal certificato della cassa malati _ prodotto dall'escusso si evince che l’importo di fr. 524.-- riconosciuto dall’UE di Lugano è da ritenere generoso non essendo limitato alle prestazioni obbligatorie secondo la LAMal. Orbene, considerato che quale assicurazione malattia può essere riconosciuta unicamente l’assicurazione obbligatoria, l’importo in oggetto andrebbe ridotto. Tale decurtazione non viene tuttavia effettuata, ostandovi il divieto della reformatio in peius sancito dall’art. 22 LPR.
3.
Secondo il punto 1.1 della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (in seguito: Tabella) l’importo base per persona singola che vive sola ammonta fr. 1'025.-- al mese. Il supplemento per figli minorenni che vivono con l’escusso di età compresa tra 6 e 12 anni è di fr. 300.-- (cfr. Tabella punto 1.2.1).
Nel caso di specie il ricorrente, che vive con la figlia dodicenne, pretende che tale importo venga raddoppiato, sostenendo che lo stesso sarebbe inadeguato alle necessità di una bambina in età scolastica. Tale richiesta non può essere accolta, essendo la cifra riconosciuta dall’UE di Lugano perfettamente conforme a quanto stabilito da questa Camera nella Tabella in oggetto, unica fonte per la determinazione del reddito pignorabile ex art. 93 LEF.
4.
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178). ). Se il debitore vive in casa propria in luogo del canone di locazione si terrà conto degli interessi ipotecari. (cfr. Tabella dei minimi di esistenza, punto 2.1.2).
Nel caso in esame Il ricorrente ha preteso e ottenuto che nel calcolo del minimo di esistenza venisse calcolato a titolo di interessi ipotecari l'importo di fr. 1’300.-- per la propria abitazione di _. Tale importo risulta manifestamente sproporzionato agli effettivi interessi ipotecari pagati. Infatti dal conteggio della _, prodotto in sede di pignoramento, si evince che l’escusso paga su un capitale di fr. 237'229.-- un interesse del 3,75%, pari a fr. 741.-- mensili. Di conseguenza l’importo di fr. 1'300.--, non decurtabile per il divieto di cui all’art. 22 LPR, copre abbondantemente le spese di assicurazione dell’immobile di cui il ricorrente postula il riconoscimento e non vi è quindi spazio per ulteriori deduzioni.
Al debitore va inoltre ricordato che nel caso di ulteriori pignoramenti, ove sussistano i presupposti di cui all’art. 95 cpv. 3 LEF, dovrà essere pignorata anche l’abitazione.
5.
Al debitore è stato riconosciuto l’importo mensile di fr. 99.45 per contributi AVS. Dalla documentazione agli atti si evince però che tale importo, relativo al contributo minimo per persona senza attività lucrativa, si riferisce al contributo trimestrale. Di conseguenza, in assenza del noto divieto dell’art. 22 LPR, a titolo di contributi AVS potrebbe essere riconosciuto unicamente l’importo mensile di fr. 33.15.
6.
Ne consegue la reiezione del gravame.
Sulle spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF