Decision ID: 4aa0eaec-8063-5d0d-926e-bad057a45897
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. La ricorrente _ è stata assunta il 1. ottobre 1988 dal comune di _ quale impiegata di cancelleria nominata a metà tempo.
B. Con decisione 21 settembre 2000 il municipio le ha notificato la disdetta del rapporto d'impiego per mancata conferma, con effetto al 31 dicembre 2000. Il provvedimento è stato giustificato con l'intenzione del municipio di risparmiare sulle spese di personale, sostituendo l'insorgente con un apprendista.
C. Con giudizio 21 novembre 2000 il Consiglio di Stato ha confermato il licenziamento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da _. In sostanza, il Governo ha ritenuto che l'art. 60 LOrd, applicabile in via sussidiaria, permettesse all'autorità comunale di rescindere il rapporto d'impiego in ogni tempo, con un preavviso di tre mesi per giustificati motivi; motivi che, in concreto, sarebbero dati dall'intenzione del municipio di sopprimere il posto.
D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa disdetta.
L'insorgente eccepisce in sostanza la intempestività del licenziamento e l'inapplicabilità dell'art. 60 LOrd.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Ad identica conclusione perviene il municipio, contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario verranno discussi qui appresso.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 LOC. La legittimazione attiva della ricorrente, direttamente e personalmente colpita dalla decisione impugnata, è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Vertendo esclusivamente sull'applicazione del diritto, il giudizio può essere reso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
2. 2.1. Sino al 1995, i dipendenti cantonali erano nominati per periodi quadriennali, che scadevano il 31 dicembre dell'anno successivo a quello dell'elezione del Consiglio di Stato, indipendentemente dal momento della nomina. La riconferma in carica era presunta se entro il 30 settembre di quell'anno, l'autorità di nomina non comunicava al funzionario la mancata conferma, precisandone i motivi (art. 5 e 12 LOrd 1987, BU 1987, 361 seg.). La LOrd del 15 marzo 1995 (RL 2.5.4.1) ha soppresso l'istituto della nomina a tempo determinato. I dipendenti cantonali sono ora nominati a tempo indeterminato (art. 7 LOrd). Al datore di lavoro è tuttavia data facoltà di sciogliere il rapporto d'impiego in ogni tempo per giustificati motivi, con un preavviso di tre, rispettivamente di sei mesi a seconda dell'anzianità di servizio (art. 60 LOrd).
2.2. A differenza della LOrd, la LOC ha mantenuto l'istituto della nomina a tempo determinato. I dipendenti comunali sono tuttora nominati ogni quattro anni dal municipio (art. 125 LOC).
Il periodo di nomina, dispone l'art. 127 cpv. 1 LOC, scade per tutti i dipendenti del comune, compresi quelli nominati durante il quadriennio, sei mesi dopo le elezioni comunali. Salvo proroga da accordare dal Consiglio di Stato, soggiunge il seguente capoverso, la riconferma è presunta se, entro quattro mesi dalle elezioni, il municipio non comunica al dipendente, precisandone i motivi, la mancata conferma.
Il periodo di nomina quadriennale conferisce al pubblico dipendente una certa garanzia di stabilità del rapporto d'impiego per la durata del periodo amministrativo, permettendo, di regola, al datore di lavoro di disdirlo soltanto alla scadenza per giustificati motivi.
2.3. L'art. 135 cpv. 3 LOC, introdotto con novella del 15 marzo 1995, ha comunque dato ai comuni la facoltà di derogare all'ordinamento della LOC, adottando le disposizioni della LOrd, che disciplinano la durata e lo scioglimento del rapporto d'impiego (art. 135 cpv. 3 LOC). Essi possono quindi prevedere, mediante norma esplicita, che i dipendenti comunali siano nominati a tempo indeterminato e che il datore di lavoro possa disdire il rapporto d'impiego in ogni tempo, per la fine di un mese, con un preavviso di tre, rispettivamente di sei mesi, per giustificati motivi.
3. Nell'evenienza concreta, il comune di _ non ha fatto uso della facoltà di deroga concessagli dall'art. 135 cpv. 3 LOC. Riprendendo testualmente l'art. 5 dell'abrogata LOrd 1987 (BU 1987, 362), l'art. 4 ROD prevede tuttora che la nomina è l'assunzione a tempo determinato, automaticamente rinnovabile alle scadenze periodiche definite dall'art. 16 ROD; norma, quest'ultima, che riproduce a sua volta letteralmente l'art. 127 LOC. Il periodo di nomina dei dipendenti del comune scade quindi sei mesi dopo le elezioni comunali, ritenuto che la riconferma è presunta se entro quattro mesi dalle elezioni il municipio non comunica al dipendente, precisandone i motivi, la mancata conferma.
Non avendo adottato il sistema della nomina a tempo indeterminato, che caratterizza questo tipo di rapporto d'impiego dei dipendenti cantonali, l'art. 60 LOrd è del tutto inapplicabile. Manifestamente a torto ritiene il Consiglio di Stato che il rinvio alle disposizioni della LOrd contenuto nell'art. 81 ROD permetta di far capo in via sussidiaria all'ordinamento della LOrd. Il sistema della nomina a tempo determinato, su cui si fonda il ROD di _, non può logicamente coesistere con quello della nomina a tempo indeterminato retto dalla LOrd.
Stando così le cose, la disdetta del rapporto d'impiego, pronunciata dal municipio per titolo di mancata conferma ai sensi dell'art. 38 lett. e ROD, va senz'altro annullata siccome tardiva, in quanto ampiamente posteriore al termine di quattro mesi dalle elezioni comunali del 16 aprile 2000.
Contrariamente a quanto assumono il Consiglio di Stato ed il municipio, la decisione di disdetta non può nemmeno essere tutelata per titolo di soppressione del posto di lavoro. A differenza dell'art. 36 LOrd 1987 (BU 1987, 370), al quale manifestamente si ispira, l'art. 38 ROD non annovera infatti la soppressione del posto fra i motivi di cessazione del rapporto d'impiego. Omissione, questa, che, vista l'evidente ricezione della normativa cantonale da parte dell'art. 38 ROD, può addirittura essere ricondotta ad un silenzio qualificato del legislatore comunale, che escludendo l'ipotesi della soppressione del posto quale titolo di rescissione del rapporto d'impiego durante il quadriennio, sembra aver voluto dare ai dipendenti comunali una garanzia di stabilità del posto di lavoro ancor più marcata di quella offerta dalla LOrd 1987.
4. In esito alle considerazioni che precedono, la controversa decisione municipale va quindi annullata al pari di quella governativa che la conferma, siccome palesemente lesiva del diritto.
Dato l'esito si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. Le ripetibili di entrambe le istanze sono invece a carico del comune secondo soccombenza.