Decision ID: 871e81ca-f4bf-510a-b1ea-620e049edb5a
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ (1901), nata _, cittadina svizzera domiciliata a _, è deceduta il _ 1992 – senza lasciare discendenti – all'Ospedale _ _ di _. Essa era proprietaria di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, in _ e a _, di cui ha disposto in sei testamenti olografi, redatti il 23 settembre 1982, il 10 aprile 1986, il 19 marzo 1988, il 30 giugno 1988 e il 7 aprile 1990. Durante un ricovero all'Ospedale “_ _ ” di _, _ _ ha disposto della sua sostanza con un testamento pubblico del 20 luglio 1990 nel quale, oltre a confermare il contenuto delle sue precedenti disposizioni, ha nominato esecutore testamentario _ _– amministratore del suo patrimonio in _– e ha istituito eredi del suo patrimonio, in parti uguali, quest'ultimo con il pronipote _ _, disponendo inoltre vari lasciti a favore dei pronipoti _ _, _ _, _ _ e della famiglia dell'amico _ _. Con successivo testamento pubblico del 9 agosto 1990, rogato dal notaio _ _, _ _ ha revocato ogni precedente disposizione, ha nominato suo esecutore testamentario _ _ e ha istituito quest'ultimo con il pronipote _ _ suoi eredi, disponendo diversi legati per lo stesso _ _ e i suoi figli _, _ e _, per il suo commercialista _ _ e il di lui figlio _ e, infine, per i tre pronipoti della famiglia _. Il 10 settembre 1990 _ _ è stata ritrasferita all'Ospedale _ _ a _, dove è rimasta fino al 6 ottobre 1990, quando è tornata a _, accompagnata da _ _.
B. In _ _ _ è stata ospite della famiglia di _ _. Il 3 novembre 1990 _ _ ha tentato invano, con l'ausilio delle forze dell'ordine e dei suoi legali, di riportare la prozia in _. All'inizio di dicembre 1990 _ _ si è trasferita a _, da _ _, e il 24 dicembre 1990 è stata ricoverata nuovamente all'Ospedale _ _. Con testamento pubblico rogato dal notaio _ _ il 10 gennaio 1991, durante la degenza, essa ha revocato ogni precedente disposizione e ha nominato esecutore testamentario _ _, istituito erede universale; limitatamente ai lasciti, essa ha sostanzialmente mantenuto quanto disposto il 9 agosto 1990. In quella stessa circostanza _ _ ha rilasciato al pronipote _ una procura generale, revocando quelle precedenti a favore di _ _, al quale ha chiesto la restituzione di tutti i suoi beni. Con successivo testamento olografo aggiuntivo del 21 gennaio 1991, _ _ ha revocato ogni disposizione a favore della famiglia _, destinando i relativi beni a _ _, moglie di _. Dimessa dall'istituto di cura, essa ha vissuto a _ con la famiglia del pronipote.
C. Il 5 aprile 1991 _ _ ha segnalato alla Delegazione tutoria di _ la situazione di _ _, che a suo avviso denotava una circonvenzione d'incapace. Il 15 aprile 1991 l'autorità tutoria ha sospeso provvisoriamente _ _ dai diritti civili, designando quale suo rappresentante _ _. Nel contempo essa ha inoltrato un'istanza di interdizione al Consiglio di Stato. Il 2 luglio 1991 l'autorità di vigilanza ha deciso in via provvisoria l'inabilitazione dell'interdicenda e ha confermato suo assistente _ _. _ _ è stata ricoverata il 20 settembre 1991 un'ultima volta all'Ospedale _ _ di _, dove è deceduta il 17 marzo 1992.
D. Il 2 aprile 1992 il notaio _ _ ha pubblicato il testamento pubblico del 9 agosto 1990 e il 6 aprile 1992 il notaio _ _ ha fatto altrettanto per i testamenti del 10 e del 21 gennaio 1991. _ _ si è opposto il 14 aprile 1992 al rilascio del certificato ereditario e ha instato davanti al Pretore della giurisdizione di _ _, chiedendo la nomina di un amministratore giudiziario, nomina alla quale si sono opposti gli altri eredi. Il 15 aprile 1992 il Pretore ha nominato _ _ amministratore giudiziario della successione. il notaio _ _ ha pubblicato il 21 aprile 1992 i sei testamenti olografi redatti dalla defunta tra il 1982 e il 1990. Il 21 settembre 1992 _ _ ha denunciato il notaio _ _ per falsità in atti pubblici.
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F. Con ordinanza del 1° luglio 1994 il Pretore ha confermato la sospensione della causa. Il 23 dicembre 1994 il Procuratore pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento penale a carico del notaio _ _. Il Pretore ha riattivato la causa il 26 gennaio 1995. Nella loro duplica del 16 marzo 1995 i convenuti hanno riaffermato la loro proposta di giudizio. L'udienza preliminare ha avuto luogo il 29 maggio 1995. Esperita l'istruttoria, il 5 settembre 1996 i convenuti hanno prodotto un memoriale conclusivo nel quale hanno confermato le loro domande. A sua volta _ _ ha proposto di accogliere la petizione nelle proprie conclusioni del 10 settembre 1996. Statuendo il 7 aprile 1997, il Pretore ha accolto la petizione e ha annullato il testamento pubblico del 10 gennaio 1991. La tassa di giustizia di fr. 16'000.– e le spese sono state poste a carico dei convenuti in solido, con obbligo di rifondere alla controparte, sempre in via solidale, fr. 55'000.– per ripetibili.
G. Contro la sentenza appena citata _, _ e _ _, _, _ e _ _a, _ e _ _ e _ _ sono insorti con un appello del 29 aprile 1997 nel quale hanno chiesto, in riforma del giudizio impugnato, di respingere la petizione. Nelle sue osservazioni del 2 giugno 1997 _ _ ha proposto di respingere l'appello e di confermare la sentenza impugnata. Con sentenza del 1° febbraio 2000 questa Camera ha accolto l'appello e ha respinto la petizione. _ _ è insorto il 6 marzo 2000 al Tribunale federale con un ricorso di diritto pubblico in cui ha concluso per l'annullamento del giudizio di appello. Statuendo il 17 luglio 2000, il Tribunale federale ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza impugnata.
H. L'avv. _ _ ha rinunciato volontariamente all'esercizio dell'avvocatura l'8 settembre 2000, in seguito a vicissitudini penali estranee alla causa. Il mandato di patrocinio di _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _ è stato assunto dall'avv. _ _ _. Quest'ultimo ha comunicato che alcuni dei convenuti erano deceduti nel frattempo. Accertato che _ _ -_ era morto il 27 gennaio 1997 e _ _ _ il 4 aprile 1994, la presidente ha assegnato il 19 ottobre 2001 un termine ai rispettivi eredi per comunicare se ratificavano gli atti compiuti dall'avv. _ _. Nulla è pervenuto alla Camera nel termine impartito.

Considerando
in diritto: 1. L'appello è stato presentato il 29 aprile 1997 da tutti i convenuti, eredi e legatari istituiti dal testamento litigioso, per il tramite dell'avv. _ _. Se non che, a quel momento erano già deceduti _ _ _, il 4 aprile 1994, e _ _ -_, il 27 gennaio 1997 (dichiarazioni dell'Ufficio controllo abitanti di _, del 1° ottobre 2001). _ _ -_ ha lasciato quale erede istituita la moglie _, deceduta il 6 febbraio 1999. Quest'ultima aveva istituito eredi _ _ -_, _ _ _ _ -_ e _ _ _ -_ (certificato ereditario del 29 ottobre 2001 rilasciato dall'Erbschaftsamt del Canton Basilea Città), i quali hanno dichiarato il 31 ottobre 2001 a questa Camera il loro disinteresse per la causa. Gli eredi legittimi di _ _ _ sono i figli Sergio _ -_, _ _, _ _ -_, _ _ e _ _ -_. _ _ -_, _ _ e _ _ -_ non hanno reagito all'ordinanza del 19 ottobre 2001, mentre il vedovo e i figli di _ _ -_, deceduta il 25 maggio 1999, hanno dichiarato a loro volta di non interessarsi alla causa.
2. Gli eredi di _ _ -_ e _ _ _, di conseguenza, non hanno ratificato l'appello presentato dall'avv. _ _ in nome dei loro danti causa. Ne discende che per i due convenuti deceduti il ricorso risulta essere stato interposto da un patrocinatore sprovvisto di mandato di rappresentanza (falsus procurator). In mancanza di una ratifica degli eredi, l'atto di appello è di conseguenza nullo (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a edizione, pag. 245 n. 80). In siffatte circostanze l'appello del 29 aprile 1997 deve quindi ritenersi presentato solo in nome di _ _ _, _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _.
3. Litigiosa è la validità del testamento pubblico rogato il 10 gennaio 1991. Nella sua sentenza del 1° febbraio 2000 questa Camera aveva ritenuto, in base alle varie deposizioni cui si rinvia (inc. _._._, da pag. 8 a pag. 12), che l'atto pubblico faceva piena prova del suo contenuto, poiché le testimonianze titubanti e incerte di _ _ e _ _ _ sul modo in cui il testamento era stato rogato non bastavano a smentire il contenuto dell'atto pubblico. Statuendo su ricorso di diritto pubblico, il Tribunale federale è giunto alla conclusione che tale apprezzamento delle prove è arbitrario, poiché le prime dichiarazioni rese dalle testimoni all'atto pubblico, chiare e concordanti, dimostravano come il notaio non avesse rispettato le forme dell'art. 501 cpv. 1 CC, mentre la deposizione dello stesso notaio era poco attendibile, visti i rischi ai quali egli si sarebbe esposto se avesse smentito il testo dell'atto pubblico (sentenza, pag. 14 a 16). Tale giudizio vincola la Camera (cfr. DTF 112 Ia 354 consid. 3c/bb). Ciò posto, occorre ignorare la valutazione complessiva delle deposizioni rese dalle testimoni all'atto pubblico, in particolare le incertezze e i dubbi emersi dalle loro successive dichiarazioni, in parte contraddittorie, poiché le loro prime deposizioni sono da ritenere fedefacenti (sentenza del 17 luglio 2000, pag. 15). Occorre altresì considerare che la deposizione del notaio, contrastante con quelle delle testimoni, è “discreditata” (in altre parole, il notaio ha mentito: sentenza citata, pag. 16).
4. L'apprezzamento delle prove nel senso indicato dal Tribunale federale conduce inequivocabilmente a concludere che la testatrice non ha confermato alle testimoni di avere letto l'istromento, né di aver certificato l'autenticità delle disposizioni in esso contenute, e che le due testimoni non erano presenti contemporaneamente dopo la lettura e la firma dell'atto da parte della testatrice (sentenza del 17 luglio 2000, pag. 15). Il testamento pubblico del 10 gennaio 1991 non rispetta quindi le esigenze di forma poste dall'art. 501 CC ed è nullo. L'appello, infondato, deve di conseguenza essere respinto.
5. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), tanto in prima quanto in seconda sede. Nella misura in cui è stato fittiziamente introdotto da _ _ -_ e _ _ _, i costi dell'appello vanno a carico dell'avv. _ _, che risponde delle spese inutilmente provocate e che rifonderà alla controparte un'adeguata indennità per ripetibili. Ora, il testamento litigioso prevedeva per i “pronipoti _ ” un legato consistente in un appartamento, mentre all'erede e agli altri legatari attribuiva locali commerciali, svariati appartamenti e beni mobili. Tenuto conto dell'entità del compendio successorio, la parte dell'appello relativa a _ _ -_ e _ _ _ può essere equamente stimata in un ventesimo del totale. _ _ _, _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _ devono sopportare, con vincolo di solidarietà, i rimanenti costi dell'appello, con obbligo di versare all'attore una congrua indennità per ripetibili. Nessun costo può invece essere posto a carico degli eredi di _ _ -_ e di _ _ _, che non sono parti nella procedura di seconda sede.