Decision ID: 24d52f4a-ffb5-5a91-90ec-72c845020732
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

Sentiti: - il Procuratore Pubblico, per la sua requisitoria, il quale chiede la conferma integrale dell’atto d’accusa sia in fatto che in diritto. Ritiene che la colpa dell’imputato sia grave, avendo egli violato i doveri di prudenza che gli incombevano ed essendosi messo al volante dopo aver bevuto alcool. Sottolinea che recentemente vi è stato un inasprimento delle norme concernenti la circolazione stradale. In conclusione, propone la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 13 mesi, non opponendosi alla sospensione condizionale della stessa, nonché al pagamento di una multa di Fr. 350.--. Non si oppone al dissequestro di quanto in sequestro;
- l’avv. RAAP 1, rappresentante degli accusatori privati, il quale sottolinea l’importanza del processo odierno, che si augura possa portare una pace giuridica, di modo che tutte le parti coinvolte possano voltare pagina almeno dal profilo giudiziario. Chiede che la sentenza venga motivata. Ricorda che l’incidente mortale ha avuto conseguenze devastanti sulla famiglia della vittima. Deplora il fatto che l’imputato non abbia mai preso direttamente contatto con i famigliari di †_ e che non si sia assunto fino in fondo le proprie responsabilità;
- il signor ACPR 1, accusatore privato, il quale prende la parola a nome di tutti i suoi famigliari, ricordando innanzitutto la persona di †_. Sottolinea il grande dolore causato dalla perdita prematura di †_, che ha rotto l’equilibrio famigliare. Esprime il senso di impotenza e frustrazione che provano lui e la sua famiglia, che spesso hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte a un muro. Porge le condoglianze all’imputato per la perdita della moglie. Sottolinea che la mancanza di contatto da parte dell’imputato ha contribuito ad aumentare la sofferenza per la perdita di †_. Conclude rimarcando che lui ed i suoi famigliari hanno fiducia nella giustizia;
- il signor _ della _, il quale chiede la parola per far presente l’impegno profuso per la soluzione assicurativa del caso;
- l’avv. DF 1, difensore dell’imputato, il quale esordisce rimarcando che purtroppo il suo assistito non può essere presente per gravi motivi di salute, attestati dai periti. Rileva che l’imputazione di omicidio colposo non è contestata. Evidenzia però che il consumo di alcool da parte di IM 1 il giorno dei fatti non è stato causale per il verificarsi dell’incidente mortale, poiché numerose circostanze dimostrano che egli era idoneo alla guida. Contesta inoltre che il suo assistito abbia commesso una violazione grave alle norme della circolazione. In conclusione, postula una drastica riduzione della pena proposta dalla Pubblica Accusa, da porre al beneficio della sospensione condizionale. Non si oppone alla multa. Postula il dissequestro dell’auto di proprietà del suo patrocinato.
Considerato,

in fatto ed in diritto
- che in merito alla dinamica dell’incidente mortale verificatosi l’8 ottobre 2010 a _, la Corte ha accertato che i fatti si sono svolti così come riportato nell’atto d’accusa. Tale ricostruzione si fonda infatti sulle dichiarazioni che l’imputato ha reso in sede d’inchiesta - essendo stato dispensato dal comparire al dibattimento per gravi motivi di salute giusta l’art. 336 cpv. 3 CPP - nonché sugli accertamenti del perito ing. _. In sostanza, è quindi stato accertato che verso le 17.45, IM 1 circolava, alla guida del proprio veicolo a motore _, su via _ proveniente da _, dove aveva fatto la spesa, in direzione di _ /_, per fare rientro presso la propria casa di vacanza a _. IM 1 viaggiava ad una velocità di 30/35 km/h, rispettando quindi il limite massimo consentito di 50 km/h. Nella sua direzione di marcia, la strada è in salita, con una pendenza longitudinale del 6.5%. Giunto poco prima dell’intersezione con via _, IM 1 iniziava a rallentare per svoltare a sinistra e imboccare via _. L’imputato ha dichiarato che davanti a lui circolava un’altra automobile e che prima di svoltare ha guardato in avanti ma non ha visto arrivare nessuno (VI PG 08.10.2010, pag. 4; VI PP 29.09.2011, pagg. 2-3). Non rispettando le demarcazioni stradali, IM 1 anticipava la manovra di svolta, svoltando su via _ all’altezza dei triangolini (linea di attesa, art. 75 cpv. 3 dell’Ordinanza sulla segnaletica stradale, OSStr) invece che in corrispondenza della linea tratteggiata (linea guida, art. 76 cpv. 2 OSStr). Mentre effettuava la manovra di svolta alla velocità di circa 10 km/h, su via _ in senso inverso sopraggiungeva †_ _, che circolava regolarmente sulla sua corsia di marcia in sella alla sua motocicletta _, ad una velocità massima di 55 km/h.
Il giovane motociclista - le cui analisi del sangue hanno dato esito negativo all’etanolo (AI 17) - non aveva il tempo materiale per eseguire una manovra di emergenza e andava quindi a collidere contro lo spigolo anteriore destro della vettura condotta da IM 1. A seguito del violento impatto, il giovane †_ - che indossava regolarmente il casco - subiva gravi lesioni. Veniva trasportato tramite elisoccorso all’Ospedale _ di _, dove purtroppo decedeva nella notte in conseguenza del grave trauma cranio encefalico riportato nell’incidente (relazione medico legale del 6.12.2010, AI 18);
- che è inoltre stato accertato che al momento dell’incidente, il conducente IM 1 aveva un tasso alcolemico compreso tra 0.61 g/kg e 1.10 g/kg (AI 17);
- che entrambi i veicoli coinvolti nell’incidente mortale sono risultati essere in buono stato d’usura e di manutenzione e privi di rotture o guasti che avrebbero potuto causare l’incidente (AI 7 e AI 8);
- che giusta l’art. 117 CP chiunque per negligenza cagiona la morte di una persona è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
Perché la fattispecie dell'omicidio colposo sia adempiuta devono essere riunite tre condizioni: il decesso di una persona, una negligenza ed un nesso di causalità tra la negligenza ed il decesso (DTF 122 IV 145 consid. 3 e rinvii).
Giusta l'art. 12 cpv. 3 CP commette un crimine o un delitto per negligenza chi, per imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne ha tenuto conto. L'imprevidenza è colpevole se l’autore non ha usato le precauzioni cui era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali.
Un comportamento viola i doveri di prudenza, in particolare, quando al momento dei fatti l'autore avrebbe potuto, tenendo conto delle sue conoscenze e delle sue capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e ha oltrepassato i limiti del rischio ammissibile (DTF 129 IV 119 consid.
2.1; DTF 127 IV 62 consid. 2d; DTF 126 IV 13 consid. 7a/bb; Trechsel, StGB, Praxiskommentar, n. 29 ad art. 12 CP).
Per determinare precisamente quali siano i doveri di prudenza, occorre riferirsi alle norme specifiche, a cominciare da quelle sulla circolazione stradale (DTF 129 IV 119 consid. 2.1; DTF 122 IV 133 consid. 2a; sentenza TF 6B_543/2011 del 07.10.2011, consid. 2.2.2; Jenny, Basler Kommentar, N 88 ad art. 12 CP);
- che nel concreto caso, con il suo comportamento l’imputato ha violato gravemente diverse norme di prudenza stabilite dalla Legge sulla circolazione stradale. IM 1 ha infatti iniziato la manovra di svolta su via _ senza avere il campo visivo libero, poiché (parzialmente) ostruito dal veicolo che lo precedeva, ciò che gli ha impedito di scorgere il motociclista che giungeva in senso inverso, al quale avrebbe dovuto dare la precedenza e al quale ha invece tagliato la strada. Inoltre, IM 1 non ha effettuato correttamente la manovra di svolta, poiché ha anticipato la stessa invece di portarsi all’altezza della linea tratteggiata di via _. Non da ultimo, IM 1 si è messo alla guida del proprio veicolo in stato di ebrietà, per cui - indipendentemente dall’aspetto soggettivo - oggettivamente non era idoneo alla guida (art. 31 cpv. 2 LCStr; art. 1 dell’Ordinanza dell’Assemblea federale concernente i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale);
- che se l’imputato si fosse invece comportato conformemente ai doveri di prudenza impostigli dalle norme sulla circolazione stradale, la prematura morte di †_ - che comprensibilmente ha causato un’enorme sofferenza ai suoi famigliari, come la Corte ha potuto constatare personalmente al dibattimento - poteva essere evitata;
- che pertanto l’imputato si è reso colpevole di omicidio colposo giusta l’art. 117 CP e di guida in stato di inattitudine giusta l’art. 91 LCStr;
- che la Corte ha considerato adeguata alla colpa dell’imputato una pena detentiva di 10 mesi nonché la multa di Fr. 350.-- richiesta dalla Pubblica Accusa. Vista la sua incensuratezza (estratto del casellario giudiziale svizzero del 04.12.2010, doc. TPC 7) e l’assenza di precedenti amministrativi nell’ambito della circolazione stradale (doc. TPC 25), la pena detentiva è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni;
- che gli aspetti civili sono stati concordati dalle parti in via extragiudiziale;
- che, con l’accordo del Procuratore Pubblico, l’automobile _ e la relativa licenza di circolazione nonché il motoveicolo _ e la relativa licenza di circolazione vengono dissequestrati, così come la licenza per allievo conducente di †_;
- che la tassa di giustizia di Fr. 500.-- e le spese sono poste a carico dell’imputato (art. 426 cpv. 1 CPP).
Visti gli art.
12, 40, 42, 44, 47, 117 CP;
27, 31, 34, 36, 90 cifra 2, 91 cpv. 1 LCStr;
13 e 15 ONC;
75 e 76 OSStr;
82, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;