Decision ID: 0a004c2d-3b25-52c6-a693-a67649b77085
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto,
in fatto
che, malgrado l’opposizione del dipartimento del territorio fondata sul DLBN, il 23 dicembre 2005 il municipio di _ ha rilasciato alla ricorrente la licenza edilizia per la costruzione di 3 palazzine ai mapp. 1039 e 2665 di quel comune;
che, dietro ricorso del dipartimento del territorio, con risoluzione 3 maggio 2006 il Consiglio di Stato ha annullato la licenza; esso ha in particolare considerato che il piano delle zone di protezione allestito a norma del DLBN e del relativo regolamento, approvato in sede di piano regolatore, includeva i fondi in oggetto tra i paesaggi pittoreschi, che non dovevano essere deturpati: l’opposizione dipartimentale, fondata sul preavviso negativo della Commissione per la protezione delle bellezze naturali, che riteneva deturpante la realizzazione, appariva dunque vincolante per il municipio (art. 7 cpv. 2 LE), che non poteva - di conseguenza - rilasciare la licenza edilizia;
che, con ricorso 22 maggio 2006, la RI 1 è insorta contro la menzionata risoluzione governativa dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, al quale ha domandato di accertare la nullità del piano dei siti e dei paesaggi pittoreschi della città di _ e, di conseguenza, di annullare la risoluzione governativa impugnata medesima, fondata su tale piano;
che, con ricorso di identica data, l’insorgente ha inoltrato un analogo gravame dinanzi al Tribunale della pianificazione del territorio;
che non occorre riassumere i motivi addotti in quest’ultimo ricorso, che non è stato intimato alle controparti;
considerato,

in diritto
che la competenza del Presidente, in luogo di quella del tribunale, è data (art. 26c cpv. 2 LOG);
che, prima di entrare nel merito di una istanza o di un ricorso, l’autorità esamina d’ufficio la propria competenza (art. 3 PAmm), la quale è determinata dalla legge (art. 2 PAmm);
che, in materia di rilascio di licenze edilizie, i ricorsi contro le decisioni del Consiglio di Stato devono essere presentati al Tribunale cantonale amministrativo (art. 21 cpv. 1 LE);
che non è, per contro, data la competenza del Tribunale della pianificazione del territorio;
che la domanda formulata dall’insorgente, tendente a far accertare preliminarmente la nullità del piano dei siti e dei paesaggi pittoreschi, non permette di mutare l’anzidetta conclusione;
che in effetti, in linea di principio, l’accertamento della nullità di un atto amministrativo dev’essere conseguito nei limiti e seguendo le forme stabilite per la sua impugnazione;
che, di conseguenza, per poter ottenere la dichiarazione di nullità del piano dei siti e dei paesaggi pittoreschi da parte di questo tribunale in applicazione dell’art. 38 cpv. 1 LALPT, l’insorgente avrebbe dovuto inoltrare ricorso contro la risoluzione governativa di approvazione del piano regolatore 16 ottobre 2001, nel cui contesto è stato parimenti approvato il piano censurato, non invece contro la decisione di annullamento della licenza edilizia; per di più - come ulteriormente prescrive l’appena menzionata disposizione - questo ricorso avrebbe dovuto essere presentato entro il termine di 30 giorni dalla notificazione della risoluzione di approvazione del piano regolatore;
che alla ricorrente rimane tuttavia la possibilità di far accertare la nullità del piano in discussione in via pregiudiziale, qualora tale accertamento fosse determinante per l’emanazione di una decisione nell’ambito di un’altra procedura; esaurita la procedura di impugnazione diretta, la nullità di un atto amministrativo, com’è noto, dev’essere comunque sia rilevata d’ufficio da parte di qualsiasi autorità e in qualsiasi momento;
che l’insorgente ha salvaguardato questa prerogativa nel gravame 22 maggio 2006 dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulando in primis la dichiarazione di nullità del piano dei siti e dei paesaggi pittoreschi; spetterà quindi al Tribunale cantonale amministrativo di pronunciarsi a titolo incidentale su questa domanda, qualora il suo esito dovesse risultare decisivo ai fini del rilascio del permesso di costruzione;
che, sulla scorta di quanto precede, il ricorso va dichiarato irricevibile;
che la tassa di giustizia dev’essere posta a carico della ricorrente (art. 28 PAmm).