Decision ID: 9b6afddc-5f94-573c-8a5b-aa5553e60e36
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.AP 1
è proprietario della part. _ RFD di _. Nel corso del 1998, nell’ambito di una ristrutturazione parziale della casa di abitazione ivi ubicata, egli ha incaricato, per il tramite del progettista e responsabile della direzione lavori arch. A_, la ditta individuale P_ di _ - di cui AO 1 è titolare - dell’esecuzione di un soffitto ribassato nel locale della piscina interna. Trattandosi di un intervento particolare - il committente richiedeva infatti un soffitto ribassato lisciato bianco e non la classica struttura a pannelli - B_ della P_ ha consultato un tecnico di soffitti ribassati per piscine, S_, il quale ha proposto di utilizzare le lastre fornite dalla ditta R_ GmbH (in seguito R_). Questa soluzione è stata discussa tra B_, S_ e l’arch. A_.
B.
In data 17 giugno 1998 B_ della P_ ha sottoposto per accettazione all’arch. A_ una dichiarazione con la quale quest’ultimo confermava di assumersi la completa responsabilità per il sistema di posa ed il materiale di lavoro utilizzato per la realizzazione del soffitto (doc. 2). Il contenuto della stessa era il seguente:
“Con la presente si vuole indicare che l’architetto A_ Studio d’architettura _ ci ha incaricato di svolgere, come da sue indicazioni sul tipo di materiale dove e come posarlo, il seguente lavoro presso l’abitazione del Sig. W_ in _:
(...) Fornitura e posa di un controsoffitto con lastre Panelcrete mm9 avvitate su doppia struttura in ferro zincato CW 60x27 con pendinatura in acciaio inox, stuccato con Knauf Hardbord filler con garza sui giunti (intonaco da definire).
Desideriamo comunque, puntualizzare che il lavoro verrà eseguito unicamente se la responsabilità del sistema di posa e del materiale di lavoro utilizzato verranno presi a suo carico. (...).
Scritto che l’arch. A_ ha firmato.
In data 30 luglio 1998 P_ ha emesso la fattura per i lavori svolti per complessivi fr. 26'001.95.
C.
Nel corso del 1999 sono apparse delle crepe tra i pannelli del soffitto ribassato del locale piscina. L’arch. A_ ha segnalato il difetto a P_ e ne ha chiesto la riparazione. A sua volta questa ha coinvolto la ditta R_, fornitrice dei materiali, pretendendo che prendesse a suo carico i lavori di risanamento, ciò che essa ha fatto (cfr. doc. C). R_ GmbH è infatti intervenuta assumendo i costi della riparazione eseguita tra il 21 gennaio e il 9 febbraio 2000 da P_ (doc. 3).
Nel 2002 si sono manifestate nuove crepe sul soffitto del locale piscina. I successivi sopralluoghi e gli intensi scambi di corrispondenza intercorsi tra le parti non hanno permesso di risolvere la vertenza (cfr. doc. D, E, F, G, H, I, L).
D.
AP 1 ha quindi fatto spiccare nei confronti di AO 1 i precetti esecutivi PE n. _ del 30 settembre 2003, PE n. _ del 24 gennaio 2005 e PE n. _ del 23 gennaio 2006 dell’UEF di Mendrisio per gli importi di rispettivamente fr. 27'500.- per il rifacimento del soffitto ribassato, fr. 35'000.- per risarcimento danni e costi di rifacimento/riparazione del soffitto ribassato e fr. 50’000.- per risarcimento danni, costi di rifacimento del soffitto ribassato, costi accessori e garanzia per i difetti. La convenuta ha interposto opposizione.
E.
Con istanza del 21 dicembre 2004, promossa nei confronti di AO 1AP 1AP 1AP 1 ha chiesto l’allestimento di una perizia a futura memoria avente per oggetto il soffitto ribassato eseguito nel locale piscina dell’abitazione sita sul mapp. _ RFD di _. La richiesta è stata parzialmente accolta ed è stato pertanto dato incarico ad un perito di constatare i difetti presenti nell’opera eseguita e riparata da P_ e d’indicare le cause tecniche dei difetti riscontrati (per i dettagli cfr. doc. rich. I incarto Pretura di Lugano, sez. 3 DI.2004.1561).
Stante il formale rifiuto di AO 1 di procedere al rifacimento del soffitto, D_ ha commissionato l’intervento alla ditta B_ SA, che ha eseguito lo stesso nel corso dei primi mesi del 2006 (doc. BB, fattura del 22 marzo 29006).
F.
Con petizione del 28 agosto 2006 AP 1 ha postulato la condanna di AO 1 al pagamento di fr. 49'732.70 oltre interessi al 5% dal 28 agosto 2006 a titolo di risarcimento dei costi sopportati per il rifacimento totale dell’opera e degli altri danni connessi all’inadempienza contrattuale, nonché il rigetto definitivo dell’opposizione al precetto esecutivo n. _ dell’UEF di Mendrisio per il medesimo importo. A sostegno delle proprie richieste egli ha addotto l’esecuzione difettosa, ad opera di P_, del soffitto ribassato nel locale della piscina interna come pure dei successivi lavori di riparazione. A mente dell’attore, la responsabilità per questi difetti ricadrebbe sulla convenuta la quale dovrebbe pertanto sopportare l’onere dei costi di rifacimento. Egli ha lamentato inoltre una violazione delle regole dell’arte nella realizzazione del soffitto e dei successivi lavori di riparazione, in particolare, ha sostenuto che la ditta B_ SA, a cui è stato commissionato il rifacimento del soffitto dopo il rifiuto della convenuta di procedere all’intervento, avrebbe constatato un’esecuzione difettosa dell’opera. Nel dettaglio, i tasselli in cui erano inserite le viti che sostenevano la struttura metallica sarebbero stati conficcati nell’isolazione anziché essere fissati al beton, inoltre per oltre metà della superficie non vi sarebbe stata la prevista doppia struttura metallica. L’attore ha quindi chiesto alla convenuta la rifusione di tutti i danni connessi alla sua inadempienza contrattuale.
G.
AO 1 si è opposta alla petizione, contestando integralmente le pretese creditorie dell’attrice. In estrema sintesi, ella ha argomentato che il progettista, arch. A_, sottoscrivendo lo scritto del 17 giugno 1998, si è assunto la totale responsabilità circa il materiale utilizzato e il sistema di posa scelto per la realizzazione del soffitto ribassato. Ella ha dichiarato di aver accettato di eseguire i lavori solo a condizione che l’architetto, in rappresentanza del committente e per sé stesso, si assumesse questo onere. Il fatto che i lavori di riparazione del 2000 siano stati eseguiti da P_, ma i relativi costi presi a carico da R_ GmbH, non è atto ad inficiare questa assunzione di responsabilità che resta della direzione lavori. La convenuta ha precisato di avere sin da subito contestato qualsiasi sua responsabilità, ritenendo di aver eseguito i lavori a regola d’arte. AO 1 ha inoltre contestato la validità della prova a futura memoria eccependo vizi procedurali e ne ha chiesto l’estromissione dagli atti. Ella ha altresì sollevato l’eccezione di prescrizione dei crediti fatti valere dall’attore.
La convenuta ha denunciato la lite all’architetto A_ e a R_ GmbH, che non sono intervenuti.
H.
Nei successivi allegati di replica e duplica le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e richieste. Esperita l’istruttoria, le parti hanno rinunciato a partecipare al dibattimento finali. Nei rispettivi memoriali conclusivi esse hanno confermato le proprie posizioni.
I.
Con sentenza del 16 febbraio 2010, il Pretore ha integralmente respinto la petizione ed ha posto tasse, spese e ripetibili a carico della parte soccombente. In sostanza, il primo giudice ha ritenuto che i difetti manifestatisi nel soffitto del locale piscina sono da ricondurre alle istruzioni date dall’arch. A_, nella sua veste di rappresentante del committente, e in particolare al sistema di posa da lui proposto e ai materiali utilizzati, per i quali egli si era assunto la completa responsabilità.
L.
Con atto d’appello del 15 marzo 2010 l’attore chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere integralmente la petizione e di condannare la convenuta al pagamento di fr. 49'732.70 oltre interessi nonché di rigettare in via definitiva l’opposizione al PE n. _ dell’UEF di Mendrisio per l’importo di fr. 49'732.70. Con osservazioni del 14 maggio 2010 AO 1 postula la reiezione del gravame.
e considerato,

in diritto:
1.
Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC). La decisione pretorile è stata pronunciata e impugnata prima di questa data e la procedura ricorsuale rimane dunque disciplinata dal previgente codice di procedura civile cantonale (art. 404 cpv. 1 CPC).
2.
Nell’ambito della procedura relativa all’allestimento della perizia a futura memoria di cui si è detto in precedenza (cfr. consid. E), AP 1, attore e appellante in questa procedura, è insorto al Tribunale d’appello con atto d’appello del 18 febbraio 2005 postulando un’estensione dei quesiti peritali nel senso di domandare al perito di esprimersi anche sulle cause dei difetti accertati e non di limitarsi unicamente alla loro constatazione e descrizione. Con sentenza del 8 giugno 2005 il gravame è stato parzialmente accolto. La perizia è quindi stata allestita dal perito incaricato, arch. P_, in data 20 settembre 2005 (doc. T e doc. S).
Con riferimento alla causa che qui ci occupa, in data 31 agosto 2009 AO 1 ha presentato appello contro il decreto pretorile 7 luglio 2009 che respingeva la sua richiesta di nullità della perizia per vizi procedurali e di estromissione della stessa dagli atti di causa. In data 16 settembre 2009 il Pretore ha rifiutato di concedere all’appello 31 agosto 2009 l’effetto sospensivo richiesto, con la conseguenza che il gravame potrà essere trattato solo con la prima appellazione sospensiva, sempre che a quel momento l’appellante dichiari di mantenerlo (art. 96 cpv.4, 309 cpv. 3 CPC-TI).
Nel caso concreto, la convenuta, nelle sue osservazioni 14 maggio 2010 all’appello presentato da AP 1 contro la sentenza pretorile del 16 febbraio 2010 oggetto del presente giudizio, evoca l’atto d’appello da lei presentato in data 31 agosto 2009 ma omette di dichiarare se intende mantenerlo. Ella si limita infatti ad indicare che “
(...)
si precisa che l’appellata ha sin da subito contestato la validità della perizia prodotta dalla parte avversa quale doc. T, giacché esperita in violazione di procedura e pertanto non opponibile a P_ (si rimanda a quanto verrà meglio esposto al punto 3.3)”
ed ancora
”Le conclusioni del perito, a tutt’oggi contestate (come pure i contenuti dei successi scritti del legale di controparte basati sulle risultanze peritali) e soggette a nullità (ricordiamo che l’appello contro il decreto con cui il perito ha disconosciuto la nullità della perizia, è tuttora pendente”)
(pag. 17) ed in seguito “
(...)
Anzitutto, si contesta nuovamente la validità delle perizia a futura memoria sulla quale dovrà pronunciarsi questo Lodevole Tribunale”
(pag. 20).
Alla luce di quanto precede, in assenza di un’esplicita richiesta di mantenere il gravame da parte della convenuta, si può ritenere che lo stesso sia stato abbandonato, in conformità con quanto previsto dall’art. 309 cpv. 3 CPC-TI.
3.