Decision ID: 3e688587-cf0a-5b2a-8e07-5064a4a2063f
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 11 giugno 2009 RI 1, nato nel 1954, direttore-carrozziere della _ di _ e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è caduto dalla bicicletta, riportando una lussazione acromio-claveare alla spalla destra (doc. 1), poi trattata chirurgicamente in data 16 novembre 2009 (doc. 35).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
Preso atto dei risultati della visita medica _ di chiusura del 19 maggio 2010, eseguita dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica (doc. 68), il 26 maggio 2010 l’assicuratore LAINF ha comunicato all’interessato che per i soli postumi infortunistici alla spalla destra, egli era nuovamente abile al 100% a partire dal 28 maggio 2010, aggiungendo che la problematica alla spalla sinistra competeva all’assicuratore malattia (doc. 69).
1.2. Esperiti gli accertamenti del caso, con progetto di decisione del 9 febbraio 2012, poi confermato con decisione del 26 aprile 2012 (doc. 83), l’Ufficio AI, dopo avere indicato che l’assicurato, amministratore unico con diritto di firma individuale della _ era da ritenere inabile al lavoro al 20% nella propria professione, ma ancora abile al lavoro al 100% in attività adeguate a partire dal 1° ottobre 2010, gli ha attribuito una rendita intera di invalidità dal 1° giugno 2010 (ma effettivamente versata dal 1° ottobre 2010 ex art. 29 cpv. 1 LAI) al 31 gennaio 2011 (doc. 79).
1.3. In data 5 ottobre 2013 l’assicurato ha annunciato una ricaduta, senza tuttavia fare valere alcuna inabilità lavorativa.
1.4. In data 16 gennaio 2015 l’assicurato ha annunciato una nuova ricaduta, per la quale il curante ha attestato un’inabilità al lavoro del 75% a decorrere dal 17 gennaio 2015.
A far tempo dal 17 gennaio 2015, l’amministrazione ha quindi ripristinato il diritto alle prestazioni di corta durata (cura medica + indennità giornaliera) a titolo di ricaduta del sinistro del 2009 (cfr. doc. 116).
1.5. In ambito AI, esperiti gli accertamenti del caso, in particolare una perizia reumatologica a cura del dr. _ (cfr. doc. 163) – il quale, tenuto conto dell’insieme delle problematiche dell’assicurato, interessanti, oltre alla spalla destra di competenza dell’assicuratore LAINF, anche aspetti di natura morbosa, a carico dell’assicuratore malattia (spalla sinistra e colonna vertebrale), ha ritenuto RI 1, a partire dal 1° febbraio 2013, abile al lavoro al 100% nello svolgimento della propria attività dirigenziale organizzativa presso la carrozzeria di cui, pur non essendo più amministratore unico, continua a mantenere invariata la funzione di direttore; inabile al lavoro al 40% nell’attività di carrozziere e verniciatore e, infine, abile al lavoro al 100% nello svolgimento di attività adeguate, rispettose delle sue limitazioni funzionali (cfr. doc. 163, pag. 9-10) - con progetto di decisione del 21 gennaio 2015, poi confermato con decisione del 25 marzo 2015 (doc. 166/3-7), l’Ufficio AI ha assegnato all’assicurato un quarto di rendita di invalidità dal 1° maggio 2013 (ma effettivamente versata dal 1° gennaio 2014 ex art. 29 cpv. 1 LAI) al 30 novembre 2014 (doc. 165).
Con decisione del 12 febbraio 2016, inoltre, l’Ufficio AI ha rifiutato di entrare in materia sulla nuova richiesta di prestazioni dell’assicurato, osservando che il SMR “ha dichiarato che non vi sono nuovi atti con obiettività di modifiche significative delle limitazioni o con nuove diagnosi rispetto a quanto già noto al nostro ufficio” (doc. 166/1-2).
1.6. Preso atto dei risultati della visita medica _ di chiusura del 16 novembre 2016, eseguita dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore - giusta il quale l'assicurato, il cui stato di salute è da considerarsi ormai stabilizzato, è abile in misura completa nell’attività dirigenziale di ufficio, ritenendo per contro l’attività di carrozziere e verniciatore non più esigibile in misura completa, concludendo che globalmente risulta abile in misura massima possibile a partire dal 1° gennaio 2017 nello svolgimento di attività rispettose delle sue limitazioni funzionali (doc. 178) - il 29 novembre 2016 l’assicuratore LAINF ha comunicato all’interessato la sospensione a decorrere dal 1° gennaio 2017 delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera), ritenuto come, in base alla documentazione medica agli atti, “considerati adeguatamente i postumi lasciati dall’infortunio è ancora ritenuta esigibile un’attività lucrativa nella misura completa” (doc. 179).
1.7. Con progetto di decisione del 9 maggio 2017, l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità dal 1° maggio 2016 (cfr. doc. 202).
1.8. Con decisione formale del 5 luglio 2017, l’assicuratore LAINF, facendo riferimento alla comunicazione del 29 novembre 2016, ha negato all’assicurato il diritto a delle prestazioni di lunga durata, ritenendo, da un canto, che i postumi infortunistici dovuti alla ricaduta del 16 gennaio 2015 non influiscano in maniera apprezzabile sull’incapacità al guadagno (essendo l’attività amministrativa di direttore tuttora esigibile in misura completa e non avendo “le problematiche alla spalla destra peggiorato l’esigibilità medica del lavoro in vigore, prima della ricaduta, per le sole affezioni morbose”) e, d’altro canto, che non sussista alcuna menomazione importante e durevole dell’integrità fisica (doc. 213).
1.9. In data 4 settembre 2017 l’assicurato, per il tramite della RA 1, ha contestato la decisione dell’assicuratore LAINF, chiedendo che gli venga assegnata una rendita di invalidità, alla luce del discapito economico esistente tra quanto egli potrebbe ora conseguire nello svolgimento di attività adatte e quanto percepito prima della ricaduta nelle mansioni esecutive, non più possibili (doc. 225).
1.10. Con decisione su opposizione dell’8 settembre 2017, l’CO 1 ha ribadito che a giusta ragione l’assicuratore infortuni ha rifiutato di concedere all’assicurato prestazioni di lunga durata, in particolare una rendita di invalidità, sottolineando come già al momento dell’annuncio di ricaduta egli fosse inabile al lavoro nella misura del 75%, in quanto non era più in grado di espletare l’attività di carrozziere, ma solo i lavori amministrativi (doc. A).
1.11. Con tempestivo ricorso del 12 ottobre 2017 l’assicurato, sempre rappresentato dalla RA 1, ha postulato nuovamente l’attribuzione di una rendita di invalidità (doc. I).
Sostanzialmente la rappresentante del ricorrente ha ribadito che l’assicurato, a seguito dell’infortunio, non è stato più in grado di svolgere l’attività di carrozziere, ma unicamente l’attività dirigenziale, nella misura del 25%, senza possibilità di incrementare oltre tale percentuale ritenute le ridotte dimensioni dell’azienda e la presenza pure di una segretaria.
Secondo la sua rappresentante legale, dunque, non potendo l’interessato incrementare oltre la misura del 25%, da sempre dedicata agli aspetti dirigenziali-burocratici, la percentuale di lavoro ancora esigibile dal profilo medico all’interno della carrozzeria, egli subisce nel caso specifico una concreta perdita di guadagno.
La rappresentante del ricorrente ha poi contestato la valutazione fornita dall’amministrazione di una situazione identica a quella esistente prima della ricaduta, sottolineando come prima della ricaduta in oggetto l’assicurato fosse ancora parzialmente abile nell’attività di carrozziere, mentre successivamente egli non ha più potuto ripristinare una capacità lavorativa totale in queste mansioni (per le quali il dr. _ lo ha ritenuto inabile al lavoro al 40% dal 1° febbraio 2013).
Per tali ragioni, secondo la rappresentante del ricorrente, l’Istituto assicuratore avrebbe dovuto procedere al calcolo del grado di incapacità al guadagno dell’assicurato applicando le percentuali di inabilità lavorativa dal profilo medico ad uno schema ripartitorio delle mansioni (25% attività dirigenziali e 75% attività esecutive), oppure, in via alternativa, procedendo ad un confronto dei redditi in un’attività adatta, utilizzando le schede DPL o i dati statistici federali (doc. I).
1.12. Con risposta del 27 novembre 2017, l’CO 1 ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).
1.13. In data 11 dicembre 2017 la rappresentante del ricorrente ha comunicato al TCA di non avere ulteriori mezzi di prova da addurre, sottolineando tuttavia come solo a seguito della ricaduta occorsa all’assicurato i medici abbiano “statuito che l’attività di carrozziere non fosse più esigibile”, mentre in precedenza “il medico di _ della CO 1 aveva ritenuto il signor RI 1 completamente abile al lavoro nella sua attività di riferimento” (doc. VII).
1.14. Con osservazioni del 15 dicembre 2017, l’assicuratore LAINF ha evidenziato che già prima della ricaduta l’attività di carrozziere non era più esigibile a causa di malattia (disturbi alla cuffia dei rotatori della spalla sinistra, oggetto anche di intervento chirurgico, e sindrome lombo-vertebrale) – disturbi per i quali l’assicurato ha beneficiato delle indennità giornaliere di malattia per tutto il periodo di diritto, dal 1° dicembre 2012 al 20 novembre 2014 – mentre lo era la parte amministrativa, peraltro ancora esigibile in maniera completa anche attualmente.
L’CO 1 ha pertanto ancora una volta rilevato che “la situazione attuale è identica a quella antecedente la ricaduta”, non avendo le problematiche alla spalla destra, come espressamente valutato dal medico di _, “peggiorato l’esigibilità medica del lavoro in vigore prima della ricaduta, per le sole affezioni morbose” (doc. IX).
Queste considerazioni dell’amministrazione sono state trasmesse all’assicurato (cfr. doc. X), per conoscenza.

in diritto
2.1. L’oggetto della lite è circoscritto al diritto alla rendita d’invalidità a dipendenza dei postumi della ricaduta del gennaio 2015 dell’evento infortunistico del giugno del 2009.
2.2. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.
Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.
Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.
L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.