Decision ID: 30138d44-c79e-5132-8bd0-4690116b0c75
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. AO 1 è stata assunta da _ dal 3 luglio 2000 quale centralinista con uno stipendio mensile di fr. 3'700.- lordi oltre la tredicesima (doc. A e M1). La datrice di lavoro ha concluso per i propri dipendenti con "AP 1 (in seguito: Assicurazione) un contratto di assicurazione collettiva di indennità giornaliera in caso di malattia secondo la LCA, retta dalle condizioni generali edizione maggio 1999 (doc. Z = doc. A72) che prevede la corresponsione di un'indennità giornaliera pari all'80% del salario assicurato per un massimo di 730 giorni. Il periodo di attesa è stato fissato in 30 giorni (cfr. doc. L e A48).
B. Dall'ottobre 2001 l'assicurata è stata più volte inabile al lavoro per malattia (doc. M2, M3, M4, M6, M10, M11, M13 e M14). Nei diversi annunci all'Assicurazione rispettivamente referti medici ove è stata certificata un'inabilità lavorativa la diagnosi è stata indicata nella maniera seguente: "angor instabile con stenosi della arteria coronaria destra e stent sull'arteria coronaria destra, così come ipertensione arteriale" (doc. M5); "sindrome coronaria acuta, con leggere necrosi" (doc. M7), "infarto miocardio acuto di piccole dimensioni (microinfarto)" (doc. M9), "cardiopatia con stato dopo posa di stent, ipertensione arteriale, insufficienza renale" (doc. M10 e M11) e "leggero angor e dispnea" (doc. M15). La penultima volta in cui l'assicurata è stata dichiarata inabile al lavoro, sempre per malattia, è stato nel periodo dal 22 novembre 2004 al 25 gennaio 2005 (doc. M18 e M20). La causa indicata nel certificato medico 19 gennaio 2005 del dott. med. chirurgo _ _ è "lupus eritematoso" (doc. M18). Dal referto 1° febbraio 2005 del dott. med. _ _, specialista FMH Medicina Interna (doc. M20, pag. 2), emerge che il 23 novembre 2004 il dott. med. _, specialista in dermatologia e immunologia, ha diagnosticato alla paziente il "Lupus erythematodes subacuto cutaneo nella forma clinica particolare nella sindrome di Rowell, sindrome di Sjögren primaria o secondaria, e una sindrome di Raynaud". Il 1° febbraio 2005 la paziente è stata visita dal dott. med. _, specialista FMH Medicina Interna, intervenuto su richiesta dell'Assicurazione, che ha certificato l'abilità lavorativa della paziente. Egli ha giustificato la sua constatazione affermando: "per ciò che riguarda la cardiopatia ischemica la paziente è asintomatica se si eccettuano alcune palpitazioni che appaiono però soltanto a riposo. Per quanto riguarda l'affezione cutanea il quadro clinico attualmente non giustifica un'incapacità lavorativa in un'attività prettamente d'ufficio. Per concludere ritengo che nonostante vi siano numerosi diagnosi che forse vanno sotto lo stesso cappello di affezione immunologica, non vi sono attualmente motivi che giustifichino un'incapacità lavorativa (...)" (doc. D = doc. M20). A partire dal 7 febbraio 2005 la lavoratrice è stata nuovamente dichiarata inabile al lavoro con certificato del dott. med. _ _, con l'indicazione quale diagnosi di: "in osservazione medica" (doc. M21). Con scritto 11 maggio 2005 il medico ha precisato che l'inabilità della paziente dal 7 febbraio 2005 era da ricondurre a una "imponente depressione" rispettivamente a uno "stato dopo broncopolmonite", occorsa nel periodo dal 31 marzo al 12 aprile 2005 (doc. M22). Il 30 dicembre 2005 egli ha precisato che la forma "depressivo-ansiosa cronica" si stava trasformando in un quadro "fobico-panico" (doc. M27). Il dott. med. _ _, FMH Psichiatria e Psicoterapia, ha inviato il 13 marzo 2006 un rapporto all'Ufficio AI, ritenendola stabilmente inabile al lavoro. Nel suo scritto 16 giugno 2006 egli ha precisato che la paziente presentava un complesso quadro di multiple patologie: sindrome depressiva grava, disturbo di personalità misto, lupus eritematoso, sindrome di Sjögren, sindrome di Raynaud, cardiopatia ischemica con stent primario dell'arteria coronaria destra (2001), ipertensione arteriosa mista, stenosi dell'arteria renale destra con rene escluso, stato dopo pericardie e miocardite (1994) e ictus cerebri di breve durata della capsula interna destra (1998) (doc. M34).
C. Con scritto 27 aprile 2006 la datrice di lavoro ha disdetto il rapporto di lavoro con AO 1 per il 30 giugno 2006 (doc. A47, foglio 2). L'avv. RA 1, patrocinatore della lavoratrice, ha affermato che la disdetta era stata recapitata alla sua cliente unicamente il 2 maggio 2006, motivo per cui avrebbe avuto effetto unicamente per il 31 luglio 2006 (loc. cit., foglio 4). L'assicurazione ha riconosciuto e versato le proprie prestazioni di indennità giornaliera per il periodo dal 1° gennaio 2002 al 31 marzo 2002 (90 giorni), dal 3 dicembre 2003 al 24 marzo 2004 (20 giorni), dal 22 novembre 2004 al 25 gennaio 2005 (65 giorni) e dal 7 febbraio 2005 al 31 maggio 2006 (479 giorni), per un totale di 654 giorni. Con scritto 9 giugno 2006 essa ha poi precisato che le prestazioni massime di 700 giorni sarebbero state completate il 16 luglio 2006 (doc. A50). Con scritto 14 giugno 2006 il legale ha comunicato all'Assicurazione che l'inabilità dal 7 febbraio 2005 era da ricondurre a un nuovo caso di malattia (doc. A53). L'Assicurazione, rinviando all'art. B3, cpv. 3 delle CG – secondo il quale "se, durante una malattia ne subentra una nuova, i giorni per cui si ha diritto alle prestazioni relative al primo caso vengono considerati nel computo della durata delle prestazioni" – ha affermato che i giorni andavano cumulati (A55). Il 23 giugno 2006 il patrocinatore ha dichiarato che l'indennità andava calcolata dal 7 febbraio 2005 e corrisposta per l'intero periodo previsto dalla polizza, dato che la nuova malattia si era verificata in tale data quando la sua cliente era abile al lavoro (doc. A56). L'Assicurazione ha risposto che alcune delle patologie sofferte dalla paziente dopo il 7 febbraio 2005 (Lupus eritematoso e sindromi di Rauynaud e Sjörgren) erano in realtà già presenti durante l'incapacità lavorativa dal 2 (recte: 22) novembre 2004 al 25 gennaio 2005. Essa ha quindi prolungato fino al 4 novembre 2006 il diritto alle indennità per perdita di guadagno, versando il relativo importo, in considerazione del fatto che le assenze dal posto di lavoro dal 1° gennaio al 31 marzo 2002 e dal 3 dicembre 2003 al 24 marzo 2004 erano da ricondurre a un caso di malattia separato (doc. A59 e A59a). Il patrocinatore della lavoratrice ha contestato tale interpretazione dell'art. 3B cpv. 3 delle CG (doc. A60) e ha altresì chiesto, il 7 novembre 2006, che le prestazioni fossero fornite fino al 7 febbraio 2007 "in quanto la nuova malattia di natura nervosa, che è quella che ha determinato l'attuale incapacità lavorativa, non è subentrata durante una malattia ma quando la signora AO 1 era abile la lavoro" (doc. A66). L'Assicurazione ha ribadito il proprio punto di vista (doc. A67).
D. Con petizione 25 gennaio 2007 AO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano la condanna dell'Assicurazione al pagamento di fr. 10'014.90 oltre interessi, ribadendo che la malattia di cui all'inabilità al lavoro dal 7 febbraio 2005, di origine psichica, era nuova rispetto a quella fisica relativa alle inabilità precedenti. Essa si sarebbe manifestata, inoltre, quando la lavoratrice era abile al lavoro e, quindi, ella avrebbe diritto alle prestazioni fino al 7 febbraio 2007. L'attrice ha calcolato l'importo da lei richiesto moltiplicando fr. 105.42 di indennità giornaliera per 95 giorni. Nella propria risposta 28 febbraio 2007 la convenuta ha postulato in via principale l'irricevibilità della petizione per incompetenza per materia e, in via sussidiaria, la sua reiezione. Rinviando a diversi referti medici sulla paziente agli atti, essa ha sottolineato in particolare che la malattia di cui all'inabilità dal 7 febbraio 2005 non poteva essere considerata "nuova". In ogni caso, ci si troverebbe confrontati con una ricaduta, rispettivamente con una malattia subentrata durante il decorso di un'altra. In un'ipotesi come nell'altra l'inabilità lavorativa dal 22 novembre 2004 al 25 gennaio 2005 andrebbe quindi computata nel calcolo complessivo del diritto alle prestazioni. La convenuta ha infine contestato il conteggio dei giorni restanti, precisando che qualora si fosse in presenza di una nuova malattia l'attrice dovrebbe attendere il periodo di attesa di 30 giorni prima di avere diritto alle prestazioni. Infine, l'Assicurazione ha contestato che dal maggio 2006 la lavoratrice fosse inabile al lavoro. Nella propria replica 16 aprile 2007 l'attrice ha ribadito il proprio punto di vista. Con decreto 6 novembre 2007 il Pretore ha respinto l'eccezione di incompetenza materiale. Con i rispettivi allegati conclusivi le parti hanno ribadito le loro rispettive domande. Statuendo con sentenza 9 settembre 2008 il Pretore ha accolto la petizione per fr. 6'852.30 oltre interessi.
E. Con appello 1° ottobre 2008 l'Assicurazione è insorta contro il giudizio testé citato, chiedendone la riforma nel senso di respingere integralmente la petizione. Nelle proprie osservazioni 18 novembre 2008 l'attrice postula la reiezione del gravame.

Considerato
in diritto: 1. Il Pretore ha ritenuto, sulla scorta del carteggio processuale, che non vi fosse correlazione tra la depressione diagnosticata dal 7 febbraio 2005 e i problemi di salute riscontrati dall'assicurata nel periodo di inabilità lavorativa precedente, dal 22 novembre 2004 al 25 gennaio 2005. Egli ha respinto anche la tesi della ricaduta e dell'insorgenza della nuova malattia durante un'altra. Il primo giudice ha quindi riconosciuto all'attrice il diritto di percepire ancora 65 giorni di indennità per il periodo dal 4 novembre 2006 all'8 gennaio 2007, pari a fr. 6'852.30.
2. La convenuta sottolinea che "la concessione di computare nel periodo di calcolo solo i giorni di inabilità lavorativa intervenuti dopo il 4 novembre 2004" è stata resa con l'intento di un accordo bonale (appello, pag. 6 in mezzo). Il Pretore ha evidenziato l'atteggiamento a suo dire contraddittorio dell'Assicurazione, che da una parte ha affermato che la depressione sarebbe iniziata già nel contesto dell'infarto miocardio del 2003, dall'altra che ha considerato i periodi di inabilità dovuti a questo problema cardiaco (dal 1° gennaio al 31 marzo 2002 e dal 3 dicembre 2003 al 24 marzo 2004) casi di malattia completamente separati e indipendenti rispetto all'inabilità dal 22 novembre 2004 al 25 gennaio 2005 e rispetto a quella iniziata il 7 febbraio 2005 (sentenza impugnata, pag. 3 in fondo). Con scritto 9 giugno 2006 l'Assicurazione ha computato nel calcolo dei giorni totali anche le prestazioni erogate dal 1° gennaio al 31 marzo 2002 e dal 3 dicembre 2003 al 24 marzo 2004 (doc. S). Con scritto 14 giugno 2006 il legale dell'attrice ha precisato che il caso aperto il 7 febbraio 2005 era da considerarsi "nuovo", con nulla a che vedere con i casi precedenti (doc. N). Il 19 giugno 2006 la convenuta ha risposto che in virtù dell'art. B3 cpv. 3 delle CG se durante una malattia ne subentra una nuova, i giorni per cui si ha diritto alle prestazioni relative al primo caso vengono considerati nel computo della durata delle prestazioni. Essa ha quindi ritenuto che "le diverse diagnosi vanno a cumulare le prestazioni già da noi versate" (doc. O). L'avv. RA 1 ha precisato il 23 giugno 2006 che la nuova malattia si era verificata il 7 febbraio 2005, allorquando la lavoratrice era abile al lavoro (doc. R). Il 14 luglio 2006 la convenuta ha comunicato "di aver rivalutato la problematica tenendo conto delle sue considerazioni espresse in occasione del suo scritto del 23 giugno 2006. In tal senso la informiamo che a riguardo delle diagnosi poste dai medici, rileviamo che per le patologie sofferte dalla signora AO 1 a partire dal 7 febbraio 2005, alcune di esse (Lupus eritematoso e sindromi di Raynaud e Sjörgren) erano già presenti in occasione dell'incapacità lavorativa dal 2 novembre 2004 al 25 gennaio 2005". Essa ha informato che tale periodo rientrava pertanto nel computo delle prestazioni e che in tal senso doveva applicare l'articolo da lei menzionato. Essa ha quindi precisato che "in considerazione di quanto sopra, la informiamo che possiamo accogliere in parte la sua pretesa di prolungo delle nostre prestazioni in caso di perdita di guadagno dovuta a malattia. Pertanto alla luce di quanto sovraesposto, le comunichiamo che le prestazioni massime (...) per l'attuale caso di malattia verranno raggiunte in data 4 novembre 2006. Il prolungo dal 16 luglio 2006 al 4 novembre 2006 in effetti è giustificato in quanto non possiamo considerare le incapacità lavorative dal 1° gennaio 2002 al 31 marzo 2002 e dal 3 dicembre 2003 al 24 marzo 2004 che vengono considerate come un caso di malattia separato" (doc. S). Essa ha quindi esplicitamente dichiarato di "non potere" computare i periodi di inabilità lavorativa summenzionati. Al contrario di quanto affermato dall'appellante, dal carteggio processuale non emerge quindi che essa abbia espresso tale considerazione in vista di un'intesa bonale, con le riserve che la medesima non avrebbe avuto conseguenze giuridiche in caso di mancata transazione. D'altra parte, nella propria risposta essa ha affermato, al riguardo: "dopo l'intervento del patrocinatore dell'attrice, la parte convenuta ha rivisto in parte la propria posizione, comunicando alla stessa di riconoscere le prestazioni ancora per il periodo 16.6.06 – 4.11.06 (...). Tale prolungamento sarebbe giustificato dal fatto che i casi di malattia del 2002 – 2004 andrebbero considerati come casi separati (...). Anche tale soluzione non è stata accettata dalla parte, che ha richiesto ulteriori prestazioni" (risposta, pag. 4 in fondo e 5 in alto). Anche nella propria risposta essa ha quindi precisato che il prolungamento è da ricondurre al fatto che i casi 2002-2004 sono da ricondurre a un'altra malattia. Su questo punto la tesi esposta della convenuta in questa sede non può quindi essere seguita.
3. L'appellante reputa, inoltre, che non le possa essere contestato di aver versato prestazioni anche dopo il mese di maggio 2006 (memoriale, pag. 5 segg.). Essa sottolinea che con il rapporto 6 febbraio 2006 il dott. med. _ _ ha attestato l'abilità lavorativa completa dell'attrice al più tardi dal maggio 2006 (doc. M30) e che quindi dopo tale data nulla è dovuto all'assicurata. Il Pretore ha spiegato che la convenuta non poteva avvalersi di tale referto già solo per il fatto che essa ha versato le proprie indennità fino al 4 novembre 2006, quindi ben oltre i tre mesi a decorrere dal febbraio 2006 indicati nel referto testé citato (sentenza impugnata, consid. 7). L'appellante ribadisce di aver riconosciuto tali prestazioni successive al mese di maggio 2006 in vista di una composizione bonale. La censura non può essere seguita per i motivi esposti sopra (consid. 2). La convenuta sottolinea su questo punto l'inconferenza del referto 16 giugno 2006 dello psichiatra curante _ _ (doc. M34), cui il Pretore fa riferimento e che ha attestato nel giugno 2006, quindi successivamente alla scadenza di maggio prospettata dal dott. med. _ _, un'inabilità lavorativa stabile in misura del 100%. L'appellante afferma che tale certificato non avrebbe portata probatoria perché si esaurisce in poche righe ed è emanato dal medico curante dell'attrice, più propenso a suo dire alla tesi dell'attrice (memoriale, pag. 15). Non si può tuttavia seguire tale argomentazione. Invero, le dichiarazioni dei medici curanti di una parte non possono dirsi sprovvisti di rilevanza probatoria semplicemente per tale circostanza. Nemmeno si può ritenere che affermazioni espresse da un medico intervenuto su richiesta della controparte siano per la loro stessa natura preminenti sulle altre risultanze processuali. Occorre piuttosto valutare quanto emerso dall'istruttoria nel suo insieme. Cosa che ha, per l'appunto, fatto il Pretore. Invero, egli ha considerato che oltre alla presenza del rapporto del dott. med. _ _ la medesima attrice, come esposto sopra, aveva versato indennità fino al novembre 2006 e che non si può dire, sulla base dell'istruttoria, che essa abbia fatto ciò unicamente in vista di un accordo bonale. Del resto dal referto di cui al doc. M30 emerge che il medesimo dott. med. _ _ non ha escluso la possibilità di una “cronicizzazione e di una deriva verso l’invalidità” (pag. 4), mentre il medico psichiatra curante ha ritenuto, in data posteriore e meglio il 16 giugno 2006, che l’incapacità lavorativa al 100% era stabile. Anche su questo punto l'appello è di conseguenza respinto.
4. L'appellante contesta, altresì, l'apprezzamento delle prove da parte del Pretore in relazione all'inizio della malattia depressiva, in particolare dei rapporti medici (memoriale, pag. 7 segg.). Essa sostiene che il primo giudice avrebbe "più volte dato la preferenza" ai referti dei medici curanti, in contrasto con la giurisprudenza del Tribunale federale, non valutando altri referti medici che concluderebbero per l'esistenza di tale malattia già prima del 7 febbraio 2005.
4.1 Il primo giudice ha evidenziato (sentenza impugnata, pag. 3 in alto) che il dott. _ _ ha nel suo primo rapporto indicato che la sintomatologia ansioso-depressiva era iniziata nel 2003 (doc. F, pag. 5 = doc. M23) per poi specificare, nel suo secondo referto, che la medesima era insorta nel 2001 (doc. G, pag. 1 = doc. M25). Da qui la prima contraddittorietà. Inoltre, il Pretore ha sottolineato, a ragione, che egli non ha indicato la fonte di tali sue affermazioni. Il primo giudice ha poi spiegato che l'insorgenza di tale malattia già nel 2001/2003 "è tutt'altro che confermata dallo psichiatra curante" _ _. Il dott. med. _ _, anch'esso medico curante della lavoratrice, "sembra attestare l'insorgenza della depressione soltanto a partire dal 7 febbraio 2005". Suffragano, infine, tale tesi i rapporti del dott. _ _, che non fanno alcun riferimento a un'incipiente sindrome depressiva, ma addirittura accertano il buono stato di salute dell'attrice dal 22 luglio 2003, rispettivamente dal 25 gennaio 2005.
4.2 Su questo aspetto l'appellante ritiene che al contrario di quanto accertato dal Pretore i referti del dott. med. _ _ –specialista FMH psichiatria e psicoterapia (che ha visitato l'attrice in due occasioni su incarico della convenuta) – non siano contraddittori, rispettivamente eventuali contraddizioni "non sono di una rilevanza tale da poter inficiare l'intervenuta valutazione del perito". L'appellante afferma anzitutto che il dott. med. _ _, già responsabile del servizio cantonale psicosociale, sia "al di sopra di ogni sospetto di parzialità". La censura è ininfluente ai fini del giudizio. Il Pretore non ha invero evidenziato la parzialità di tale medico, bensì ha valutato l'istruttoria nel suo insieme, rilevando le contraddizioni di quest'ultimo e la mancanza di riferimenti a sostegno delle sue affermazioni. Essa soggiunge che i rapporti del dott. med. _ _ sono completi, redatti dopo un approfondito esame, completi di anamnesi, quadro clinico e diagnosi approfondita. Il Pretore ha tuttavia sottolineato che egli non ha indicato la fonte delle sue affermazioni sull'inizio della depressione. Con tale argomentazione la convenuta non si confronta, sicché al riguardo il gravame è finanche irricevibile. L'appellante soggiunge che l'incongruenza sulla data di inizio di tale malattia sia da ricondurre a una svista manifesta nel doc. F, laddove il medico fa riferimento all’infarto del 2003, in realtà subìto nel 2001. Anche se si volesse seguire tale tesi, resta che il medico in questione non ha indicato le fonti di tale sua affermazione e che, unitamente a quanto emerge dal resto dell'istruttoria, non vi è motivo di riformare, come verrà illustrato appresso, la decisione pretorile.