Decision ID: cc9134eb-77be-54bc-98f2-f5a96aa6282d
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che con decisione 6 luglio 2000 l'Ufficio permessi e passaporti del Dipartimento istituzioni ha autorizzato _, titolare della patente d'esercizio pubblico riferita alla propria mensa aziendale, ad assumerne anche la gestione, affidata, sino a quel momento, alla _;
che contro questa decisione la _, titolare della patente di un esercizio pubblico, situato a _ in prossimità della suddetta industria, è insorta davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento;
che con giudizio 5 dicembre 2000, dichiarato definitivo, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in ordine per carenza di legittimazione attiva dell'insorgente;
che con istanza 24 settembre 2001 la _ ha chiesto al Consiglio di Stato di accertare la nullità del predetto giudizio;
che con decisione 9 ottobre 2001 il Governo ha respinto l'istanza per motivi che non occorre qui riassumere;
che contro la predetta risoluzione governativa _, amministratrice della _, è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l'annullamento di succitati giudizi governativi;
considerato,

in diritto
che giusta l'art. 48
PAmm "l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere con breve motivazione di respingere il ricorso se esso si riveli inammissibile o manifestamente infondato";
che, in concreto, l'impugnativa va respinta in ordine già perché la ricorrente non ha veste di parte nel pregresso procedimento ricorsuale;
che con il giudizio qui impugnato il Consiglio di Stato ha, in effetti, respinto un'istanza inoltratagli dalla _;
che ricorrente in questa sede è invece _, amministratrice della società; non v'è quindi identità fra la parte soccombente in prima istanza e l'insorgente davanti a questo tribunale;
che il ricorso sarebbe comunque stato senz'altro respinto nel merito anche se fosse stato ricevibile in ordine;
che è invero di meridiana evidenza che la decisione 5 dicembre 2000 del Consiglio di Stato non era nulla, ma semmai soltanto annullabile;
che sconfina nella temerarietà pretendere di rimediare alle conseguenze della mancata impugnazione di una decisione sfavorevole, chiedendo, nove mesi più tardi, all'autorità decidente di accertarne la nullità;
che la tassa di giustizia è a carico della ricorrente;
visti gli art. 48, 60, 61, 65 PAmm;