Decision ID: 7086e52b-d4c9-527b-bb55-79362afb0a08
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. PI 1
procede in via esecutiva contro RI 1 per l’incasso di fr. 7'845'641,05 oltre interessi e spese.
B.
Il 15 giugno 2012, l’CO 1 ha pignorato diversi fondi, mobili e conti dell’escusso, e segnatamente due conti correnti bancari presso la banca C_ di Zugo, intestati l’uno alla società H_ GmbH (in seguito “H_”) (n. 37) e l’altro ad A_ SA (n. 38), ma di cui l’escusso risulta avente diritto economico. Entrambi i conti sono stati stimati (per errore) in fr. 1.--.
C.
Con “reclamo” (recte: ricorso) del 31 luglio 2012, l’escusso ha chiesto la correzione del verbale del pignoramento, nel senso di cancellare il pignoramento dei suddetti due conti bancari. Afferma che la banca gli avrebbe fatto firmare per errore il formulario A al momento della costituzione dei conti, mentre i veri aventi diritto economico sarebbero le società intestatarie, che hanno personalità giuridica propria. Precisa di aver nel frattempo sottoscritto nuovi formulari A, che però non sono stati accettati dalla banca a causa dell’avvenuto pignoramento.
D.
Con osservazioni del 14 agosto 2012, l’escutente si è opposto al ricorso, ritenendo insufficienti le asserzioni del ricorrente in merito al fatto che non avrebbe ben compreso la portata dei formulari A ch’egli ha sottoscritto presso _ e “maldestra” la tentata produzione di nuovi formulari A. Ha peraltro evidenziato l’esistenza di movimenti sui conti che lascerebbero presumere che siano stati utilizzati come conti propri. L’escutente ha inoltre chiesto che venisse proceduto al pignoramento della quota sociale di H_ e delle azioni di A_ SA e che l’escusso venisse nuovamente sentito in merito ai movimenti sospetti intervenuti sui conti di queste due società.
E.
Nelle sue osservazioni del 22 agosto 2012, l’CO 1 ribadisce la pignorabilità dei conti in questione, pur precisando che il verbale dovrà essere corretto, in quanto non è stata avviata la procedura di rivendicazione giusta gli art. 106 segg. LEF (a dipendenza del fatto che i conti non sono intestati all’escusso) e non è stato indicato il valore di stima corretto, pari al saldo attuale dei conti, ovvero fr. 5'911,45 per il primo e fr. 593,32 per il secondo. L’Ufficio ritiene inoltre che la quota sociale di fr. 20'000.--della società H_ dovrà essere pignorata, così come eventualmente le azioni di A_ SA, e che si dovrà approfondire la questione relativa ai redditi percepiti dall’escusso dalla società P_ AG di Cham, che sono stati bonificati in parte sul suo conto privato e in parte sul conto di H_, e in merito alla quale l’Ufficio, il 10 agosto 2012, ha già chiesto all’escusso la produzione della relativa documentazione (cfr. doc. F annesso alle osservazioni dell’Ufficio).
F.
Con scritto 3 settembre 2012, RI 1 ha preso posizione sulle richieste 10 agosto 2012 dell’Ufficio, spiegando l’origine e la causa dei movimenti bancari sul suo conto privato e sul conto di H_.

considerando
in diritto:
1.
Dal punto di vista esecutivo, i rapporti patrimoniali vanno in linea di massima considerati in funzione di criteri giuridici e non economici. In effetti, ogni persona risponde di regola unicamente dei propri obblighi (principio della responsabilità personale). Eccezioni sono però ammesse in casi particolari, laddove il terzo si richiama abusivamente a tale principio con lo scopo d'impedire il pignoramento o il sequestro del bene in questione (caso del prestanome o "uomo di paglia") oppure quando il suo titolo di proprietà/titolarità è inopponibile al creditore siccome revocabile ai sensi degli art. 285 segg. LEF (cfr. CEF 3 marzo 2010, inc. 15.08.29, RtiD II-2010, 722 segg. n. 67c, cons. 3.3/b; CEF 10 giugno 2008, inc. 15.08.28, cons. 5.1).
1.1.
L’ufficio di esecuzione è in linea di principio tenuto a pignorare, d’ufficio
,
tutti i diritti patrimoniali pignorabili (giusta gli art. 92 e 93 LEF) di cui l’escusso pare essere il titolare, purché essi non facciano indiscutibilmente parte del patrimonio di un terzo. Deve pertanto pignorare anche i beni che appartengono solo formalmente a un terzo, qualora sussista il dubbio che l’escusso ne è proprietario così come nei casi in cui la rivendicazione del terzo sembra fondata su un atto revocabile o sembra abusiva. In particolare l’ufficio deve pignorare i beni che l’escutente o l’escusso indicano come facenti parte del patrimonio di quest’ultimo; in caso di contestazione del terzo, la controversia andrà risolta nella procedura di rivendicazione (art. 106 e segg. LEF). Tuttavia, se la proprietà del terzo è manifesta, specialmente quando esso è proprietario del fondo o titolare del conto bancario di cui il procedente chiede il pignoramento, la richiesta di quest’ultimo dev’essere motivata e suffragata da indizi (DTF 132 III 284, cons.
2.2; CEF 14 maggio 2007, inc. 15.06.137, RtiD I-2008, 1081 segg. n. 61c, cons. 3.1 ;
Gilliéron
, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 4a ed., Losanna 2005, n. 1120; C.
Jaques
, La saisie et le séquestre des droits
patrimoniaux dont le débiteur est l’ayant droit économique, ZZZ 2005, 343 ad 3.5.2, con rif.).
1.2.
Nel caso in esame, l’Ufficio è venuto a conoscenza dei conti intestati ad A_ SA e H_ dalla comunicazione 27 giugno 2012 di C_ (doc. A allegato alle osservazioni dell'Ufficio). Nel suo scritto 10 agosto 2012 (doc. F annesso alle osservazioni dell'Ufficio al ricorso), l’Ufficio ha evidenziato diversi bonifici sul conto di H_, che sembrano direttamente connessi con l’escusso personalmente, ciò che viene confermato dalle allegazioni contenute nelle osservazioni 3 settembre 2012 dello stesso escusso, con cui ha confermato di essere da anni impiegato della P_ di Cham, la quale ha pagato – a suo dire – anticipi per le sue spese professionali e “di mantenimento corrente” sul conto di H_ (bonifici di complessivi fr. 16'000.-- dei 26 marzo, 27 aprile e 25 maggio 2012), mentre il bonifico del 13 aprile 2012 di fr. 23'594,50 corrisponderebbe alla restituzione di una cauzione per un appartamento preso in affitto dalla famiglia RI 1 a _ (ZH). Questi elementi, coniugati con il fatto che l’escusso è l’unico socio (e gerente) di H_ (doc. D) e che sull’estratto conto figurano addebiti a favore del fisco ticinese, dell’Ente ospedaliero cantonale o di casse malati (cfr. doc. H annesso alle osservazioni dell'Ufficio), sono indizi sufficienti a ritenere che il conto sia utilizzato dall’escusso come conto proprio. Pertanto, il suo pignoramento va confermato, anche se il conto è stato aperto il 15 maggio 2008, prima del sequestro (risalente al 7 luglio 2011) e prima che il credito della procedente diventasse esigibile (il 10 ottobre 2010), perché l’utilizzo del conto di H_ a scopi personali potrebbe anche essere abusivo riguardo all’escutente. Va d’altronde confermato il pignoramento anche del conto sdella società A_ SA, siccome è interamente controllata da H_ (cfr. l’estratto del libro delle azioni annesso alle osservazioni 3 settembre 2012 dell’escusso).
1.3.
L’Ufficio ha dimenticato di assegnare all’escutente (cfr. CEF 3 marzo 2010, inc. 15.08.29, con. 3.3/c) il termine per contestare le pretese di H_ e A_ SA sui conti oggetto del ricorso giusta l’art. 108 LEF. Siccome esso si è comunque impegnato a farlo con le sue osservazioni al ricorso e che l’assegnazione può – e nel caso concreto non può che – essere fatta con un atto distinto dal verbale di pignoramento, non si giustifica un intervento specifico dell’autorità di vigilanza.
2.
La questione dell’eventuale pignoramento della quota sociale in H_, delle azioni di A_ SA e dei redditi percepiti dall’escusso dalla P_ AG non è oggetto del ricorso e nemmeno di una decisione dell’Ufficio, sicché non dev’essere esaminata in questa sede.
3.
Il ricorso va pertanto respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
richiamati gli art. 17, 20a, 91, 108 LEF, 61 e 62 OTLEF;