Decision ID: bc6c6935-3392-5541-82d8-1a51bf0764cb
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto: A. Il 1° dicembre 1999 _ si è recato a casa del cognato _ per discutere talune questioni legate all'eredità relitta dal suocero, deceduto senza lasciare testamento. Tra i due è ben presto sorto un litigio, nel corso del quale, secondo quanto ha riferito l'agente di polizia _, _ ha detto a _: “Tua madre è una puttana”. In seguito alla querela sporta da _ il 2 dicembre 1999, con decreto di accusa del 27 marzo 2000 il Procuratore pubblico ha riconosciuto _ autore colpevole di ingiuria e lo ha condannato a una multa di fr. 500.–. Statuendo su opposizione dell'accusato, con sentenza del 19 ottobre 2000 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha confermato l'imputazione e la pena.
B. Contro la sentenza appena citata _ ha inoltrato il 24 ottobre 2000 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale. Nella motivazione del ricorso, del 20 novembre 2000, egli chiede di essere prosciolto dall'accusa o quanto meno, in subordine, che la multa inflittagli sia ridotta. Nelle sue osservazioni del 15 gennaio 2001 il Procuratore pubblico propone di respingere il ricorso. Analoga conclusione ha formulato il 24 gennaio 2001 la parte civile _.

Considerando
in diritto: 1. Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto, non destinato a rimettere in causa l’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove (art. 288 cpv. 1 lett. a e 295 cpv. 1 CPP). Problemi del genere sono sindacabili unicamente se il giudizio impugnato denota gli estremi dell’arbitrio (art. 288 cpv. 1 lett. c CPP). Arbitrario non significa tuttavia opinabile o finanche erroneo, bensì manifestamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il sentimento di giustizia ed equità (Rep. 1990 pag. 352 consid. 1, pag. 360 consid. 2.2a; sulla nozione di arbitrio: DTF 126 I 170 consid. 3a, 125 I 168 consid. 2a, 124 I 316 consid. 5a, 123 I 5 consid. 4a, 121 I 114 consid. 3a, 120 Ia 40 consid. 4b).
2. Il Pretore ha accertato che in concreto, durante la lite, _ ha rivolto a _ la frase “Tua madre è una puttana”, riferita alla madre di lui. La circostanza è stata confermata al dibattimento dall'agente della polizia comunale _, intervenuto sul posto. Il ricorrente sostiene che il primo giudice, fondandosi solo su tale testimonianza e ignorando altri elementi a lui favorevoli, come la deposizione di _, è caduto in arbitrio. Afferma inoltre di avere proferito l'epiteto non riferendosi alla suocera, bensì alla figliastra di lei, tale _, e che nella confusione l'agente di polizia ha verosimilmente travisato il destinatario dell'ingiuria. Se non che, argomenti del genere non sono inidonei a sostanziare una censura di arbitrio. In effetti il ricorrente si limita a negare di avere apostrofato di “puttana” la madre del querelante, ma la deposizione resa dal testimone _, che ha confermato quanto dichiarato in fase istruttoria, non danno adito a dubbi, né sul contenuto della frase né sul fatto che destinataria era l'anziana madre del querelante (si veda anche l'act. 2: verbale del 4 dicembre 1999, pag. 2 in fine). Quanto alla deposizione di _, essa riguarda i rapporti ereditari tra le parti, ma non l'accaduto del 1° dicembre 1999, episodio cui essa non ha neppure assistito.