Decision ID: f85b591b-d8da-5fc3-8a04-7c1bac971485
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di una causa civile promossa da CO 1 contro il marito RE 1 davanti al Tribunale di Varese il giudice istruttore di quel tribunale ha ordinato il 13 luglio 2012 alla _, per cui il convenuto lavora, di versare direttamente all'attrice – in virtù di un non meglio precisato “provvedimento presidenziale” – “l'importo mensile equivalente ad € 1000.00 sulle coordinate bancarie che saranno comunicate dalla beneficiaria creditrice”. Il funzionario giudiziario del Tribunale di Varese ha attestato il 30 novembre 2012 l'esecutività dell'ingiunzione.
B.
Il 10 gennaio 2013 CO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord, chiedendogli di dichiarare esecutivo in Svizzera l'ordine del Tribunale di Varese.
Con decisione del 14 gennaio
2013, emanata senza contraddittorio, il Pretore ha accolto la richiesta, ha dichiarato l'ordine esecutivo e ha posto le spese processuali di fr. 190.– a carico di RE 1, condannato a rifondere “a _” fr. 250.– per ripetibili.
C.
Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto con un reclamo del 21 febbraio 2013 a questa Camera in cui chiede di accertare la “non applicabilità” della sentenza impugnata “causa vizio di forma”, la beneficiaria dell'ordine essendogli una persona sconosciuta, e di esonerarlo dall'obbligo di rifondere ripetibili alla moglie, non disponendo egli di sufficienti risorse
economiche. Nelle sue osservazioni del 7 giugno 2013 CO 1 propone di respingere il reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
Il riconoscimento, la dichiarazione di esecutività e l'esecuzione di decisioni straniere sono regolati dagli art. 335 segg. CPC, “eccetto che un trattato internazionale o la LDIP dispongano altrimenti” (art. 335 cpv. 3 CPC). Nel Cantone Ticino l'istanza va presentata, senza riguardo a questioni di valore, al Pretore competente secondo l'art. 339 cpv. 1 CPC (art. 37 cpv. 3 LOG), il
quale statuisce con la procedura sommaria (art. 339 cpv. 2 CPC).
La decisione del Pretore non è suscettibile di appello (art. 309 lett. a CPC), ma solo di reclamo (art. 319 lett. a e 327
a
cpv. 1 CPC), dato anche a eventuali terzi toccati nei loro diritti (art. 346 CPC).
2.
Nella fattispecie il Pretore ha trattato l'istanza di CO 1 come richiesta di esecutività fondata sugli art. 38 segg. CLug, non soggetta a contraddittorio (art. 41 CLug). La relativa decisione è stata notificata a RE 1 il 15 febbraio 2013. Il termine d'impugnazione essendo di due mesi (art. 43 par. 5 CLug, cui rinvia l'art. 327
a
cpv. 3 CPC), il reclamo da lui introdotto il 25 febbraio 2013 a questa Camera (art. 48 lett. a n. 8 LOG) è tempestivo.
3.
Il Tribunale di Varese ha ordinato alla _, in concreto, una trattenuta di stipendio a favore di un coniuge (verosimilmente in forza dell'art. 156 comma 6 del Codice civile italiano). Tale ingiunzione corrisponde, nel diritto svizzero, a una “diffida ai
debitori” nel senso dell'art. 177 CC (cui rinvia anche l'art. 276 cpv. 1
CPC relativo ai provvedimenti cautelari nelle cause di separazione e divorzio). Ora, secondo la giurisprudenza più aggiornata la procedura intesa a ottenere un simile provvedimento è una procedura “in materia di esecuzione delle decisioni” a norma dell'art. 22 n. 5 CLug. Il giudice svizzero è competente, quindi, per ordinare a un datore di lavoro svizzero una trattenuta di stipendio a carico di un lavoratore domiciliato in Svizzera quand'anche la decisione che condanna il lavoratore al pagamento di contributi alimentari sia stata presa all'estero (DTF 138 III 18 consid. 7).
Questa Camera si è invero sospinta oltre. Recentemente essa ha avuto modo di precisare, in specie, che nel diritto interno il giudice al domicilio o alla sede svizzera di un datore di lavoro è competente per pronunciare una “diffida ai debitori”
sulla base di una decisione estera che condanna un coniuge al versamento di contributi alimentari all'estero, seppure il lavoratore sia anch'egli domiciliato all'estero (art. 339 cpv. 1 lett. b CPC). La Camera si è domandata invero se, prima di emanare una tale diffida, il giudice non debba dichiarare esplicitamente esecutiva in conformità all'art. 38 segg. CLug la decisione estera che condanna al pagamento di contributi alimentari, ma nella fattispecie ha
lasciato la questione aperta (sentenza inc. 11.2012.135 del 15 no
vembre 2012, consid. 2, 3 e 4 destinati a pubblicazione in RtiD II-2013).
4.
Più delicato è sapere se il giudice svizzero sia competente, oltre che per pronunciare una diffida ai debitori nei confronti di un datore di lavoro con domicilio o sede in Svizzera sulla scorta di una sentenza estera che condanna il lavoratore al versamento di contributi alimentari, per dichiarare esecutiva una diffida
emanata all'estero
, sempre nei confronti di un datore di lavoro con domicilio o sede in Svizzera. Il Tribunale federale si è posto la domanda, ma ha lasciato il quesito irrisolto (DTF 138 III 22 consid. 7.2.3 in fine). Nel 2009 questa Camera aveva affrontato il tema (RtiD II-2010 pag. 686 n. 10c), giungendo alla conclusione – sotto il vecchio Codice di procedura civile ticinese – che il giudice svizzero può riconoscere diffide estere facendo capo alla Convenzione dell'Aia concernente il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di obbligazioni alimentari, del 2 ottobre 1973 (RS 0.211.213.02), ratificata anche dall'Italia. Simile prassi potrebbe anche essere riesaminata alla luce delle riflessioni contenute in DTF 138 III 12 consid. 5, sebbene tali considerazioni si riferiscano a un'altra Convenzione dell'Aia (quella concernente la competenza delle autorità e la legge
applicabile in materia di protezione dei minorenni: RS 0.211.231.01).
A tal fine occorrerebbe però che il reclamante contestasse in qualche modo la competenza del giudice svizzero. Tale non è il caso in concreto, come si vedrà in appresso.
5.
Nel suo memoriale RE 1 si duole che la beneficiaria dell'ingiunzione emanata dal giudice istruttore del Tribunale di Varese non sia sua moglie, bensì una persona estranea. La censura è infondata. Il giudice istruttore del Tribunale di Varese ha ordinato il 13 luglio 2012 alla _ “di versare direttamente alla moglie di RE 1, CO 1, l'importo mensile equivalente ad € 1000.00 sulle coordinate bancarie che saranno comunicate dalla beneficiaria creditrice”. Beneficiaria dell'ingiunzione è dunque CO 1, non una terza persona. In proposito il reclamo è destinato all'insuccesso.
Diversa è la situazione per quanto attiene alle ripetibili (fr. 250.–), che il Pretore ha attribuito – manifestamente per svista – a una certa _. Il reclamante chiede di sopprimerle, trovandosi in difficoltà finanziarie, ma ciò non si giustifica. Anche chi beneficia del gratuito patrocinio, e versa perciò nell'indigenza, non è esentato dal pagamento delle ripetibili qualora perda la causa (art. 118 cpv. 3 CPC). A ragione invece RE 1 fa valere che _ è una persona assolutamente
estranea al procedimento, senza alcun diritto di riscuotere ripetibili da lui. La palese inavvertenza del Pretore va dunque corretta, sostituendo il nome di _ con quello di CO 1. Su questo punto il reclamo merita accoglimento.
6.
Le spese del giudizio odierno seguirebbero la vicendevole soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). Il reclamante ottiene causa vinta solo sull'identità della persona abilitata a incassare ripetibili nei suoi confronti. Si tratta di una vittoria trascurabile per rapporto al valore litigioso della trattenuta di stipendio e che non influisce apprezzabilmente sul grado di soccombenza. È giusto nondimeno tenere conto delle verosimili difficoltà finanziarie in cui egli versa e moderare di conseguenza la tassa di giustizia. L'indennità per ripetibili a CO 1 è commisurata alla semplicità delle osservazioni al reclamo.
7.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF ove appena si consideri che la rendita di € 1000.– è dovuta senza limiti di tempo, come lo stesso RE 1 riconosce nel reclamo.