Decision ID: 971ca9da-dd7e-4150-9366-b68ef93e55a2
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_005
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. La A._ SA è proprietaria del fondo n. C._, D._, RF di
B._. Il fondo si trova in parte in zona residenziale R3 e in parte in zona
non edificabile. La parte in zona non edificabile è sovrapposta interamente
da una zona di pericolo elevato 1. La parte in zona non edificabile e ca.
metà della parte in zona residenziale R3 sono sovrapposte da una zona di
protezione delle acque (approvata dal Governo il 6 aprile 2021). Nella zona
residenziale il fondo è edificato con la casa n. d'ass. 198.8A e il ripostiglio
n. d'ass. 198.8A-A.
2. Il fondo n. C._ è raggiungibile sia dalla "Strada del E._" (strada
collettrice) sia dalla piazzetta "F._" tramite un sentiero ubicato sulla
particella del Comune patriziale di B._ n. G._.
3. Il 16 giugno 2021 la A._ SA ha inoltrato una domanda di costruzione
per la ristrutturazione e l'ampliamento della casa di abitazione sul fondo n.
C._ nonché la creazione di due nuovi parcheggi esterni. La domanda
di costruzione è stata in seguito completata. Durante il periodo di
esposizione non sono pervenute opposizioni.
4. Con decisione 8/17 novembre 2021 il Comune di B._ ha rilasciato alla
A._ SA la licenza edilizia per la ristrutturazione e l'ampliamento della
casa di abitazione sul fondo n. C._ con vincoli e condizioni. Esso non
ha invece approvato la creazione dei due nuovi parcheggi siccome il Piano
generale di urbanizzazione (PGU) prevedrebbe solo un collegamento
pedonale (cfr. cifra 6 del dispositivo della licenza edilizia). Il Municipio ha
perciò imposto il pagamento del contributo sostitutivo per i parcheggi.
5. Avverso questa decisione, il 21 dicembre 2021 la A._ SA (qui di
seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del
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Cantone dei Grigioni chiedendo che la cifra 6 del dispositivo della licenza
edilizia impugnata sia annullata e che di conseguenza sia concessa la
formazione di nuovi posti macchina come richiesto nella domanda di
costruzione.
6. Nella presa di posizione del 14 febbraio 2022 il Comune di B._ (qui
di seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso per quanto ricevibile.
7. Nella replica del 7 marzo 2022 la ricorrente ha confermato i petiti di ricorso,
aggiungendo la richiesta che in via subordinata la concessione dei posti
macchina sia ammessa con arretramento dei due posteggi esterni e
mantenimento di un posto macchina interno (già esistente).
8. Nella duplica del 21 aprile 2022 il convenuto ha mantenuto invariato i suoi
petiti. Dopodiché sono seguiti altri tre scambi di scritti. Nella quintuplica del
7 giugno 2022 la ricorrente ha chiesto che se il ricorso non dovesse essere
accolto, neppure in via subordinata, la licenza edilizia sia annullata
integralmente e gli atti ritornati al convenuto.

II. Considerando in diritto:
1. Oggetto d'impugnazione è la licenza edilizia dell'8/17 novembre 2021 con
cui il convenuto ha approvato il progetto della ricorrente di ristrutturazione
e ampliamento della casa d'abitazione sul suo fondo n. C._, esclusa
tuttavia la formazione di nuovi posti macchina. La competenza di questo
Tribunale è data (cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia
amministrativa [LGA; CSC 370.100]). La tempestività (art. 52 cpv. 1 LGA)
nonché la forma (art. 38 LGA) del ricorso sono rispettate.
2. Controverso è il rifiuto del convenuto per la formazione dei due nuovi
parcheggi esterni.
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3. La modifica del progetto inoltrata in sede di replica con arretramento dei
due posteggi e mantenimento di un posteggio nell'asserito garage
esistente con rinuncia alla trasformazione dello stesso in lavanderia (che
verrebbe inserita nel deposito sci) non è oggetto della licenza edilizia
impugnata. Questa non può essere ritenuta una modifica di poco conto e
non può essere trattata nel quadro di una condizione accessoria (art. 90
LPTC), eventualmente apponibile alla licenza edilizia, per cui non si entra
nel merito della richiesta subordinata. Irricevibile è pure la richiesta di cui
alla quintuplica del 7 giugno 2022 di annullare la licenza edilizia impugnata
in quanto priva d'interesse per la ricorrente, dacché si tratta di un
ampliamento illecito dei petiti fuori termine di ricorso (cfr. sentenza del
Tribunale amministrativo [STA] U 17 8/U 16 5 consid. 2.4).
4.1. Sotto il profilo formale, la ricorrente eccepisce che se il convenuto non
avesse ritenuto idonea la formazione dei posteggi così come prospettata
dalla ricorrente, non avrebbe dovuto dar seguito alla pubblicazione della
domanda, ritenuto che senza un accesso veicolare la ricorrente non
avrebbe presentato la domanda di trasformazione ma avrebbe mantenuto
la situazione attuale con accesso e due posteggi. I posteggi sarebbero
stati una condizione essenziale della domanda di costruzione. Posta
l'intenzione di negare la licenza per i posteggi, il convenuto avrebbe dovuto
chiedere alla ricorrente se era intenzionata a mantenere in essere la
domanda.
4.2. Come osservato dal convenuto, il fatto che il convenuto abbia esposto
pubblicamente la domanda di costruzione non significa che la ritenesse
approvabile. Prima dell'esposizione l'autorità edilizia si limita a effettuare
un esame materiale provvisorio risp. preliminare (v. art. 44 cpv. 1 OPTC).
Il convenuto non era tenuto a soprassedere alla pubblicazione poiché
poteva ritenere che la ricorrente avesse un interesse alla trasformazione
dell'abitazione nonostante sia stata negata la realizzazione dei nuovi
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parcheggi esterni. Tantomeno è ravvisabile un obbligo dell'autorità edilizia
di sentire l'istante prima di emanare una decisione edilizia con vincoli e
condizioni.
5.1. La ricorrente invoca inoltre la tutela dell'affidamento e il divieto di
comportamento contraddittorio derivanti dal principio della buona fede (art.
5 cpv. 3 e art. 9 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
[Cost.; RS 101]). L'Ufficio tecnico il 12 ottobre 2021 avrebbe chiesto la
definizione dell'ubicazione dei posteggi. Ciò sarebbe dunque stato un
segno che i posteggi erano ammissibili.
5.2. Per l'ammissione del legittimo affidamento serve, fra l'altro, che l'autorità
che ha fornito l'informazione fosse competente per farlo o che il cittadino
avesse fondati motivi per ritenere che lo fosse e che il cittadino non abbia
potuto rendersi conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione
ricevuta (cfr. STF 2C_486/2014/2C_487/2014 consid. 2.2 con rinvii,
1C_8/2019 consid. 6.2 con riferimenti; DTF 126 II 377 consid. 3a, 137 I 69
consid. 2.5.1, 137 II 182 consid. 3.6.2).
5.3. Nello scritto del 12 ottobre 2021 il Tecnico comunale ha chiesto al
progettista della ricorrente se poteva "inserire in una situazione i posteggi
possibili per questa nuova struttura nella zona edificabile e accessibili".
Come evidenziato dal convenuto, le proposte e affermazioni del Tecnico
comunale non potevano essere ritenute vincolanti da parte della ricorrente
risp. del suo progettista, siccome l'autorità edilizia competente per
decisioni e posizioni vincolanti in materia nel comune convenuto è il
Municipio. Ma anche ammettendo che egli fosse stato competente per
dare una conferma che i posteggi previsti sarebbero stati autorizzati, va
osservato che in detto scritto il Tecnico comunale ha richiesto che i
posteggi fossero accessibili. È vero che la richiesta di inserire i posteggi,
malgrado la premessa della loro accessibilità, appare insolita visto che,
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come si vedrà sotto, un accesso veicolare al fondo n. C._ non è dato.
Ciò non basta tuttavia per ammettere che la ricorrente in base a questa
richiesta del Tecnico comunale, in cui si fa esplicitamente riferimento al
requisito dell'accessibilità, poteva confidare che i posteggi sarebbero stati
approvati.
6.1. La ricorrente sostiene che vi sono due posti auto esistenti (coperti). Il
diniego dei due nuovi posteggi non coperti sostitutivi sarebbe illegale, privo
d'interesse pubblico e sproporzionato, poiché il fondo sarebbe urbanizzato
e il proprietario ne avrebbe diritto d'accesso con il proprio veicolo. Se del
caso basterebbe un cartello stradale che vieti l'accesso, tranne ai
proprietari del fondo in questione. Secondo la ricorrente vi sarebbe un
accesso esistente. Come per altre particelle nei dintorni, l'accesso al fondo
n. C._ avverrebbe, da tempo immemore, transitando dal ponte che
attraversa il "H._". La ricorrente è dell'avviso che vi sia stata una
soppressione di un suo diritto acquisito di accesso veicolare al fondo.
L'agire del convenuto contravverrebbe al principio della buona fede, della
sicurezza del diritto e della trasparenza, sarebbe sproporzionato e non
sorretto da alcun interesse. Mai prima d'ora sarebbe stato vietato l'accesso
con veicoli alla ricorrente. Visto poi che altri mappali avrebbero degli
accessi e che i rispettivi veicoli transiterebbero sul sentiero comunale,
sarebbe escluso che ci si possa fondare su elementi di sicurezza per
negare l'accesso alla ricorrente. Nel PGU la maggior parte delle strade
sarebbe puntinata in verde (puntinatura per sentieri). Anche i centri storici
di grandi città della Svizzera sarebbero solo pedonali ma l'accesso
veicolare sarebbe garantito ai proprietari del centro.
6.2. Nella domanda di costruzione è stato, tra l'altro, indicato che vi sono due
posti auto esistenti, ovvero nel locale al piano terra che stando alla
ricorrente verrebbe utilizzato come garage. Il progetto in esame prevede
la trasformazione di questo locale in lavanderia e deposito sci e la
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realizzazione di due posti auto esterni. Nel PGU in vigore il tracciato su cui
la ricorrente intende transitare con un veicolo per raggiungere i posteggi
progettati sul fondo n. C._ è segnato come "sentiero" (esistente). Ne
discende che un accesso veicolare al fondo n. C._ non è possibile. Il
PGU è vincolante e non può essere messo in discussione in questa sede
nel contesto di un controllo incidentale, siccome la ricorrente non ha
comprovato l'adempimento dei relativi criteri (cfr. STA U 21 64 consid. 2.1
segg.; STF 1C_20/2019 consid. 3.4 con rinvii). La ricorrente non ha fatto
valere e non ha dimostrato che in occasione della revisione del piano non
aveva potuto rendersi conto delle restrizioni impostele o che non aveva
avuto la possibilità di contestarle. Inoltre, le circostanze di fatto e di diritto
non sono (notevolmente) mutate dall'emanazione del piano.
6.3. Si ricorda oltretutto che la constatazione dell'assenza di un accesso
privato veicolare non significa che il fondo n. C._ non sia urbanizzato,
siccome la sufficienza dell'urbanizzazione non presuppone la possibilità di
giungere fino al relativo fondo con un veicolo (cfr. ad es. DTF 136 III 130
consid. 3.3.2), posto che il diritto cantonale e comunale non prescrivono
tale requisito. Per inciso, il convenuto ha fatto notare che il ponte in pietra
sulla "H._" sarebbe molto vecchio (addirittura medioevale) e che
rischierebbe di essere danneggiato dal passaggio di veicoli a motore. In
generale, l'intero tratto di sentiero non sarebbe adatto alla circolazione di
veicoli. Quindi anche volendo ammettere la possibilità di transitare su un
sentiero pedonale con veicoli, per ragioni di sicurezza sembra che non si
possa comunque transitare sul sentiero in discussione.
6.4. Per quanto la ricorrente intenda appellarsi a un diritto di parità di
trattamento, sostenendo che altre particelle vicine avrebbero accesso
tramite il sentiero comunale, non può essere seguita. Le particelle n.
I._, J._, K._, L._ e M._ menzionate dalla
ricorrente in base al PGU sono accessibili attraverso strade carrozzabili di
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quartiere e/o strada nazionale (alcune sovrapposte da sentieri pedonali).
Il fondo n. N._, ulteriormente citato dalla ricorrente, per quanto
intravedibile non dispone di parcheggi per autoveicoli. E semmai l'ultimo
corto tratto che si dirama dalla strada collettrice (inserito quale "sentiero"
nel PGU) fosse utilizzato per accedere al fondo n. N._ con un veicolo,
la situazione non è certo paragonabile a quella in oggetto, data la
larghezza e la conformazione del tracciato (semi-piazzale di ghiaia).
6.5. Infine i presupposti per ammettere la protezione di una situazione
acquisita non sono evidentemente adempiti. Qui non si tratta di valutare
una ristrutturazione dell'asserito "garage", bensì di una nuova formazione
di due parcheggi esterni. L'argomentazione dei diritti acquisiti si rivela
perciò infondata.
7. La ricorrente osserva infine che, nel caso che il ricorso dovesse essere
respinto, andrebbero restituite tutte le tasse prelevate (tassa di
allacciamento alla canalizzazione e alla depurazione), poiché la licenza
non le interesserebbe più. Al riguardo il convenuto sottolinea giustamente
che le tasse prelevate non fanno parte della presente procedura e che ad
ogni modo si tratta di tasse provvisorie (cfr. decisione del Tribunale
amministrativo A 03 92 del 6 ottobre 2003), le quali eventualmente, se si
rinuncerà all'edificazione secondo la licenza edilizia in oggetto, potranno
essere restituite.
8. Visto quanto sopra, può rimanere aperta la questione se sono date le
condizioni secondo la legislazione sulla protezione delle acque per la
realizzazione dei posteggi nell'ubicazione prevista o se eventualmente
essi andrebbero realizzati in posizione arretrata al di fuori dello spazio
riservato alle acque, dacché come appena visto sopra il fondo n. C._
non è dotato di un accesso veicolare per cui non possono essere costruiti
dei parcheggi per veicoli. Pur volendo entrare nel merito della richiesta
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subordinata della replica della ricorrente, questa andrebbe dunque
respinta.
9. In conclusione, i posteggi previsti nel progetto della ricorrente non possono
essere realizzati. Il convenuto ha quindi giustamente richiesto il
pagamento del contributo sostitutivo ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 LE secondo
cui qualora l'impianto dei parcheggi prescritti non sia possibile su terreno
proprio o garantito su terreno di terzi mediante accordo contrattuale ed i
parcheggi non possano nemmeno essere realizzati in un impianto in
comune, per ogni parcheggio mancante va versato un contributo
sostitutivo unico. In rigetto del ricorso, la licenza edilizia risp. la cifra 6 del
dispositivo della stessa qui impugnata va dunque confermata.
10. I cosi processuali per la presente procedura, composti da una tassa di
Stato fissata a CHF 3'000.00 e spese di cancelleria, sono addossati alla
ricorrente soccombente in causa (art. 73 cpv. 1 LGA). Al convenuto non
sono assegnate ripetibili giusta la regola nell'art. 78 cpv. 2 LGA.