Decision ID: 5797d670-c166-59d9-b3b3-796ec3ae734d
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 15 aprile 2013 dall’Ufficio esecuzione di Lugano (doc. A), RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 21'500.– oltre interessi del 5% dal 1° gennaio 2013, indicando quale titolo di credito la “fattura non pagata [dell’]avv. _ [per la] vendita [della] casa _”.
B. Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 4 febbraio 2014 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore. Nel termine impartito, l’escusso non ha presentato osservazioni scritte.
C. Statuendo con decisione 24 febbraio 2014, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 250.–.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 5 marzo 2014 per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza. Anche in questa circostanza CO 1 non ha presentato osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 5 marzo 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 il 25 febbraio 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, il Pretore si è limitato a constatare che la documentazione agli atti non costituisce un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione a favore del procedente.
3. Nel reclamo RE 1 obietta che la documentazione prodotta, ossia la parcella notarile del 14 novembre 2012 della notaia _ (doc. B), inviata per raccomandata, non contestata (doc. C e D) e da lui pagata (doc. E), in virtù della responsabilità solidale prevista all’art. 27 cpv. 2 LTN costituisce valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione, parificabile ad una sentenza esecutiva ai sensi dell’art. 80 LEF.