Decision ID: ce5e3ec4-16c4-5ff3-b59d-485e91aadfc3
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, precedentemente attivo quale falegname, nel mese di febbraio 2003 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posto al beneficio di una riformazione professionale o di una rendita (cfr. doc. AI 1) in quanto affetto da “
perdita funzionale praticamente completa dell’occhio destro dopo importante contusione bulbare il 4 gennaio 2002 con conseguente larga cicatrice stellata centro macurale
”, come attestato dal Dr. Med. _ (cfr. doc. AI 14).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 13 luglio 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, motivando come segue:
"
(...)
Esito degli accertamenti:
● Dalla documentazione medica ed economica acquisita agli atti, nonché dal rapporto della nostra consulente in integrazione professionale del 06.07.2004, si evince che la sua attuale attività di venditore ambulante è compatibile con il danno alla salute di cui è portatore; non è pertanto considerabile una diminuzione del rendimento nella sua professione.
Considerato che lei non ha le competenze per svolgere attività qualificate e tenuto conto delle limitazioni funzionali, viene ritenuto integrato sul mercato libero del lavoro solo in attività non qualificate che non necessitano di una visione binoculare o lavori di precisione, come per esempio venditore non qualificato, operaio di fabbrica in lavori d'imballaggio-impacchettatura o aiuto magazziniere, custode, ecc.
Stando alle statistiche RSS, nell'esercizio di un'attività non qualificata potrebbe percepire da Fr. 44'669.00 a Fr. 52'566.00 circa annui (valori del 2002).
Considerati i redditi da lei conseguiti nell'attività di falegname indipendente prima dell'insorgenza del danno alla salute (ca. Fr. 28'000.00), non risulta esserci una perdita di guadagno.
Pertanto non sussiste il diritto per l'attribuzione di una rendita e nemmeno il diritto all'applicazione di provvedimenti professionali, in quanto lei è adeguatamente integrato nell'attuale mercato del lavoro.
Decidiamo pertanto:
● La richiesta di prestazioni è respinta." (Doc. AI 37)
1.2. Con decisione 19 aprile 2005 l’amministrazione ha respinto l’opposizione dell’assicurato, rappresentato dall’avv. _ (cfr. doc. AI 40), non risultando una perdita di guadagno di almeno il 20% necessaria per riconoscere il diritto ai chiesti provvedimenti reintegrativi (cfr. doc. AI 47).
L’amministrazione ha infatti rilevato:
"
(...)
4.
In concreto occorre ricordare che l'amministrazione ha espresso il proprio convincimento prendendo la decisione che si è imposta al termine di una procedura istruttoria ritenuta completa. Per principio in fase di opposizione spetta all'assicurato fornire le prove atte a giustificare una diversa valutazione del caso. Nel caso specifico non è stato prodotto alcun nuovo elemento di natura medica a sostegno delle argomentazioni portate in fase di opposizione.
Come visto il danno alla salute è stato valutato dal Servizio Medico Regionale AI (SMR).
Quest'ultimo, per il tramite del Dr. med. _, nella fase relativa all'istruttoria della pratica, ha avuto modo di esaminare gli atti dell'incarto, in particolare quelli trasmessi dal Dr. med. _, dal Dr. med. _ e dal Prof. Dr. med. _, di apprezzarne i contenuti e di rassegnare infine le proprie constatazioni a riguardo della capacità lavorativa ancora esigibile da parte del signor RI 1.
A tal proposito il SMR ha valutato l'assicurato ancora in grado di svolgere, senza alterazione di rendimento, tutte le attività che non necessitano di visione binoculare.
In base a una consolidata giurisprudenza, si deve evidenziare che, qualora un assicurato non eserciti alcuna attività lucrativa, oppure non sfrutti appieno la propria capacità di guadagno residua, la determinazione del reddito da invalido deve essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni a categorie di lavoro (VSI 2002 pag. 68 consid.
6b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid.
3b).
La richiesta dell'assicurato, completa di tutta la documentazione, è stata dunque successivamente sottoposta all'esame della consulente AI in integrazione professionale, alfine di poter individuare eventuali possibilità di adozione di misure di riqualificazione professionale, rispettivamente di tradurre in capacità di guadagno la capacità di lavoro stimata in sede medica.
Applicando correttamente i parametri imposti dalle disposizioni di legge, la consulente AI ha innanzitutto escluso l'avvio di misure di riqualificazione non risultando una perdita di guadagno di almeno il 20%. Come visto l'assicurato è stato ritenuto in grado di esercitare da subito attività rispecchianti le indicazioni mediche (venditore non qualificato, operaio di fabbrica in lavori di impallaggio-impacchettatura, aiuto magazziniere, custode, ecc.), per il tramite delle quali potrebbe recuperare appieno la capacità di guadagno residua. In effetti esercitando tali attività a tempo pieno e senza limitazioni l'opponente potrebbe conseguire almeno CHF 44'669.-- annui (dato riferito all'anno 2002).
Per quanto riguarda il reddito da invalido, non è possibile considerare quanto consegue attualmente nella nuova attività intrapresa di venditore ambulante indipendente in quanto la capacità di guadagno residua non viene sfruttata appieno. L'assicurato è infatti impiegato al 50% anche se medicalmente la stessa attività è esigibile al 100%.
L'assicurato, infine, ritiene che senza il danno alla salute, sempre nell'anno 2002, avrebbe potuto conseguire circa CHF 58'000.-- (secondo CCL). Verificando tutti i redditi conseguiti dal signor RI 1 durante la sua vita lavorativa, si rilevano degli importi annui massimi pari a CHF 28'000-29'000.--. Questo conferma che anche nei periodi in cui l'assicurato lavorava a tempo pieno non ha mai conseguito dei redditi tali da poter aprire il diritto a prestazioni AI. Quanto indicato in base di opposizione (CHF 58'000.--) è quindi da ritenere quale dato puramente teorico e non applicabile al caso in questione.
In conclusione, esaminata l'opposizione in oggetto, nonché le disposizioni legali in casu applicabili, risulta che la decisione impugnata appare corretta e merita pertanto conferma." (Doc. AI 47)
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato un tempestivo atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare di una riqualifica professionale.
Sostanzialmente in sede ricorsuale egli ha contestato il salario da valido e quello da invalido ritenuto dall’amministrazione in sede di decisione, nonché la valutazione medica operata dal SMR, rilevando quanto segue:
"
(...)
1.- RI 1 è nato il _ ed il 31 agosto 1989 ha conseguito l'attestato di capacità quale falegname. Da allora egli ha lavorato come pattugliatore (doc. A) per le _ di _ (doc. B) e ad _. A far tempo dal 1999 il ricorrente ha poi lavorato come falegname indipendente. In concomitanza con l'inizio dell'attività di falegname RI 1 ha pure iniziato i lavori di ristrutturazione di uno stabile di famiglia a _, in cui ora vive con la moglie.
Da questo fatto è conseguito un mancato reddito contabile. I lavori di ristrutturazione dell'abitazione
non
possono essere semplicemente ignorati come fatto dalle diverse istanze cantonali e ritenere che egli non percepisse per questi lavori alcuna entrata. Il ricorrente ha infatti eseguito importanti e costosi lavori (doc. C), evitando di ricorrere a terzi e consentendo alla propria famiglia di conseguire un manifesto risparmio.
Le economie operate con la riattazione della propria abitazione vanno quindi imputate, almeno in parte, riconoscendo al ricorrente un reddito ipotetico pari almeno a quanto sarebbe stato rimunerato un artigiano per dei lavori analoghi, a maggior ragione alla luce della sua aspettativa successoria e pertanto considerando il
plus valore
immesso nell'immobile in esame.
La perizia sul valore di stima attuale dell'immobile, certamente maggiorato rispetto al precedente grazie ai lavori svolti dal ricorrente, dimostrerà il valore del lavoro svolto dal ricorrente che, certamente,
non
è inferiore a Fr. 58'000.-- come riconosciuto dal CCL nel 2002.
Dopo l'incidente il ricorrente
non
ha potuto più conseguire un reddito paragonabile al precedente. In effetti
non
ha nemmeno potuto proseguire con i lavori di ristrutturazione di altri immobili di famiglia. Contrariamente alle conclusioni dell'Autorità, l'impiego del ricorrente quale venditore ambulante
non
gli permette di conseguire un reddito nella misura indicata dalla decisione impugnata (doc. G). Ne consegue che il salario in un attività non qualificata computato ipoteticamente dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità
non
può far stato.
Prove: doc., testi, perizia sul valore di stima precedente e attuale dell'abitazione del Signor RI 1, sul valore dei lavori in essa effettuati, sulle menomazioni visive complessive del ricorrente che consideri il campo visivo complessivo e l'alterazione del suo rendimento lavorativo complessivo in attività diverse da quelle praticate precedentemente; si
richiamano
dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona l'intero incarto in re RI 1, nonché dall'Ufficio di tassazione di _, _ l'intero incarto fiscale in re RI 1, _ (_).
2.- Durante il periodo in cui era occupato con la ristrutturazione della propria attuale abitazione di cui si è detto sopra, RI 1 ha subito un grave infortunio all'occhio destro durante una lezione di ginnastica.
In seguito a questo incidente gli è stata diagnosticata una grave contusione bulbare all'occhio destro con perdita dell'acuità visiva centrale. All'occhio sinistro è stato invece constatato un astigmatismo ipermetropico (doc. D, E, F).
Prove: doc., testi.
3.- Il Servizio medico regionale AI (
in seguito SMR
) ha valutato RI 1 in grado di svolgere, senza alterazione di rendimento, tutte le attività che non necessitano di visione binoculare. Il SMR ha però
completamente ignorato
che i referti medici agli atti sono concordi nell'affermare che il ricorrente oltre che la perdita dell'acuità visiva dall'occhio destro dispone già di un acuità visiva all'occhio sinistro ridotta alla metà (doc. E).
Ne consegue che la valutazione medica operata dal SMR è stata effettuata ignorando importanti circostanze di fatto già agli atti e limitandosi a considerare l'incidente occorsogli, senza esaminare in maniera organica lo stato di salute del ricorrente. L'acuità visiva residua del Signor RI 1, e in generale le menomazioni visive dell'assicurato, dovevano infatti essere considerate in un esame complessivo che non si limitasse, come invece è accaduto, alla valutazione della capacità (teorica) lavorativa senza visione binoculare.
Agli atti
non
risulta nemmeno che una perizia che rilevasse la capacità lavorativa dell'assicurato sia stata esperita da parte del SMR o che il ricorrente sia stato visitato dal dr. med. _ per conto del SMR.
Con questo procedere il giudizio è stato emesso unicamente sulla base dei certificati medici agli atti, dai quali, in proposito alle menomazioni visive del ricorrente, semmai si deducono conclusioni diametralmente opposte a quelle dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità. In effetti dagli atti risulta che già nel 2002 i medici curanti avevano considerato che
"
OD: FV sc korrekte Lichtprojektion, Tensio 14 mmHg, Motilität unauffällig, Bindehaut reizfrei, Hornhaut glatt, klar, fluonegativ, Vorderkammer tief, Zellen +, Tyndall +, Pupille in mittlerer traumatischer Mydriase, leicht verzogen, mehrere Pigmentblattdefekte, Linse klar, dichte GKBlutung, oben Netzhaut aber sicher anliegend. OS. FV se 1,0, Tensio 14 mmHg, Vorderabschnitt reizfrei, brechende Medien klar, blander Fundusbefund
" (così il certificato medico del dr. med. _ e del Prof.
_ del 27 febbraio 2002, doc. D).”
La diagnosi è stata confermata nel 2004 analogamente ai sintomi di affaticamento e di contestuale limitazione dell'acuità visiva all'occhio sinistro, e meglio
"
In seguito all'incidente il Signor RI 1 presenta soggettivamente un'importante riduzione dell'acuità visiva centrale all'OD che si accompagna da fotofobia e da un affaticamento frequente dell'OS. Vi è pure stato un aumento delle cefalee di cui soffriva già in precedenza (...).
Il Signor RI 1 presenta una perdita dell'acuità visiva centrale dell'OD in seguito al trauma del 4 gennaio 2002. Funzionalmente è praticamente monocolo e attività quali quella nella quale era precedentemente attivo gli sono precluse: sarebbe effettivamente inopportuno che iniziasse nuovamente a lavorare su delle impalcature o al taglio della legna. In futuro, quando sarà maggiormente infastidito dall'ipermetropia dell'OS bisognerà prescrivere la giusta correzione. In queste condizioni il Signor RI 1 presenta una diminuzione dell'integrità del 30% secondo l'Assicurazione Invalidità
." (certificato medico del dr. med. _ del 24 agosto 2004, doc. E).
Il giorno seguente il dr. med. _ aveva confermato quanto precede ritenendo che
"
L'acuità visiva dell'occhio in questione risulta con la miglior correzione inferiore al 5%. Causa tale menomazione il paziente già precedentemente in cura per sintomatologia ansioso depressiva ha accusato una chiara esacerbazione dei sintomi ansiosi con attacchi caratterizzati dalla presenza di tremori, sudorazioni, dispnea e sensazione di freddo alle estremità. Egli presenta inoltre crisi di panico in particolare se in presenza di altre persone. Inoltre dall'incidente accentuazione delle già precedentemente conosciute cefalee come pure difficoltà di concentrazione soprattutto nelle ore pomeridiane.
Tali manifestazioni, in aggiunta alla perdita funzionale di un occhio, sono da considerarsi sicuramente limitanti, sia riguardo la sua precedente attività quale falegname che gli è preclusa sia riguardo l'attuale attività quale venditore ambulante
" (certificato medico del dr. med. _ del 25 agosto 2004, doc. F).
L'Ufficio dell'assicurazione invalidità
non
ha considerato l'insieme delle circostanze e ha
omesso
qualsiasi esame dell'acuità visiva bilaterale e della limitazione del campo visivo. La decisione impugnata che ha ritenuto l'assicurato in grado di svolgere, senza alterazione di rendimento, tutte le attività che non necessitano della visione binoculare, si fonda pertanto su un
esame incompleto
della situazione medica del ricorrente e va pertanto
annullata
siccome
arbitraria
.
Prove: doc., testi, perizia sul valore di stima precedente e attuale dell'abitazione del Signor RI 1, sul valore dei lavori in essa effettuati, sulle menomazioni visive complessive del ricorrente che consideri il campo visivo complessivo e l'alterazione del suo rendimento lavorativo complessivo in attività diverse da quelle praticate precedentemente; si
richiama
dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona l'intero incarto in re RI 1.
4.- L'Ufficio dell'assicurazione invalidità, partendo dal presupposto negativo che il ricorrente non è più in grado di svolgere le attività che necessitano della visione binoculare, giunge incomprensibilmente alla conclusione che l'assicurato sarebbe comunque in grado di svolgere quelle che non necessitano di detta visione.
Tuttavia questa deduzione "
a contrario
"
non
trova alcun riscontro di causa e tanto meno sui certificati medici sulla base dei quali, in definitiva, il giudizio del SMR si fonda. Poco importa che gli stessi siano stati nuovamente esaminati dal dr. med. _. Nella misura in cui nessuna indagine medica ulteriore è stata compiuta, non è possibile scostarsi dalle conclusioni dei medici curanti agli atti e, in particolare, dalla constatazione che gli effetti invalidanti dell'incidente si estendono in realtà non solo alle attività binoculari, ma anche alle altre, compresa quella di venditore ambulante.
In effetti
"
in aggiunta alla perdita funzionale di un occhio, sono da considerarsi sicuramente limitanti, sia riguardo la sua precedente attività quale falegname che gli è preclusa sia riguardo l'attuale attività quale venditore ambulante
" (certificato medico del dr. med. _ del 25 agosto 2004, doc. F).
Il giudizio impugnato che ritiene il ricorrente abile all'esercizio di un attività non qualificata e che pertanto emette un giudizio complessivo del suo stato di salute e della sua capacità di guadagno,
ignora completamente
che l'acuità visiva esaminata nella procedura
non
è mai stata valutata complessivamente. Non è inoltre mai stata esaminata, né sul piano medico né su quello dell'opportunità, la possibilità di un'effettiva alterazione del rendimento lavorativo del ricorrente in attività diverse da quelle richiedenti la visione binoculare. I certificati medici sulla base dei quali il SMR avrebbe valutato il danno alla salute, sono silenti in proposito, anzi, come visto semmai riferiscono di una situazione contraria.
Nella misura in cui l'Ufficio dell'assicurazione invalidità si è scostato dal contenuto di questi certificati medici
senza
apportare alcuna valida motivazione è incorso in una decisione
arbitraria
e il suo giudizio, fondato su risultanze di causa in manifesto contrasto con gli atti, va quindi
annullato
.
Prove: doc., testi, perizia sul valore di stima precedente e attuale dell'abitazione del Signor RI 1, sul valore dei lavori in essa effettuati, sulle menomazioni visive complessive del ricorrente che consideri il campo visivo complessivo e l'alterazione del suo rendimento lavorativo complessivo in attività diverse da quelle praticate precedentemente; si
richiama
dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona l'intero incarto in re RI 1.
5.- La decisione dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità
andrebbe comunque annullata considerando
che le conclusioni stereotipate addotte dall'Autorità cantonale sono
insufficienti
a garantire i requisiti di motivazione chiesti per una decisione amministrativa tale quella in esame. L'Autorità competente si è infatti limitata a un sommario riassunto dell'iter procedurale senza motivare sufficientemente per quale motivo le conclusioni mediche dei certificati agli atti non sono state confermate dalla decisione impugnata.
Non è sufficiente ritenere che l'Amministrazione abbia espresso il proprio convincimento prendendo la decisione al termine di un'istruttoria completa. In particolare quando, come già visto, dalla stessa
non
emerge alcuna conclusione oggettiva sull'effettiva alterazione del rendimento lavorativo complessivo del ricorrente. Agli atti - accertata l'assenza di un perizia medica sullo stato di salute del ricorrente - risultano unanimemente conclusioni
contrarie
a quelle della decisione impugnata. Nessuna valutazione d'insieme dell'acuità visiva del ricorrente è stata eseguita così come nessun esame sulla limitazione e quantificazione del suo campo visivo.
Prove: doc., testi, perizia sul valore di stima precedente e attuale dell'abitazione del Signor RI 1, sul valore dei lavori in essa effettuati, sulle menomazioni visive complessive del ricorrente che consideri il campo visivo complessivo e l'alterazione del suo rendimento lavorativo complessivo in attività diverse da quelle praticate precedentemente; si
richiama
dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino, 6501 Bellinzona l'intero incarto in re RI 1.
6.- Da quanto precede ne consegue che sulla base degli atti RI 1 lamenta un'invalidità ai sensi della LAI pari almeno al 50% (doc. F), in ragione della quale si giustificano pure opportune misure di riqualificazione professionale. (...)" (Doc. I)
1.4. Con risposta di causa 13 giugno 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso, rilevando che in base all’annotazione medica del SMR viene confermata la capacità lavorativa al 100% dell’assicurato nell’attività di venditore ambulante indipendente come anche in attività adeguate allo stato di salute (cfr. doc. III).
1.5. In data 22 luglio 2005 il rappresentante dell’assicurato ha osservato:
"
(...)
1.- Relativamente alle "
Annotazioni del medico
" allegate alla risposta 13 giugno 2005 dell'Ufficio dell'Assicurazione invalidità del Cantone Ticino (
di seguito le "
Annotazioni del medico
"
) RI 1 ribadisce le proprie contestazioni ricorsuali.
Dagli atti risulta infatti incontestato che anche nell'attività di venditore ambulante RI 1 soffra di una
diminuzione del rendimento
a causa della monocularità. Fatto questo confermato sia dal rapporto AI del dott. med. _ del 14 aprile 2003 sia dal rapporto del dott. med. _ del 23 aprile 2003 e di riflesso dallo stesso dott. med. _ per l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino che le ha fatte proprie nelle "
Annotazioni del medico
". Per diminuzione del rendimento va intesa una diminuzione della velocità di esecuzione, che inevitabilmente condiziona il rendimento del ricorrente con
conseguente riduzione della sua capacità lucrativa
. E' infatti risaputo che quale venditore ambulante egli disporrebbe di un salario variante a seconda della sua produttività e che questa risulterebbe chiaramente condizionata dal proprio rendimento. A maggior ragione nell'esercizio indipendente di tale attività. L'Autorità di prime cure ha tuttavia
omesso qualsiasi valutazione in proposito
ignorando completamente un esame organico e circostanziato della situazione dell'assicurato. Fatto questo inammissibile alla luce delle conclusioni dei certificati medici agli atti.
2.- La decisione impugnata e le annotazioni del medico, sebbene ammettono l'impossibilità per il ricorrente di esercitare un'attività che richieda la visione stereoscopica, omettono di considerare le conseguenze della visione monoculare in particolare il sovraccarico per l'occhio sano e il rallentamento dell'attività lavorativa. Non è pertanto sostenibile la valutazione del SMR del 9 dicembre 2003 secondo la quale le attività che non necessitano di visione stereoscopica in particolare quella di venditore ambulante possano essere svolte
normalmente
.
3.- Il rapporto del dott. med. _ riferisce inoltre di sintomi della sfera psichica che contrariamente alle conclusioni dell'Autorità
limitano la funzionalità relazionale e lavorativa del ricorrente
. Il referto riferisce infatti di attacchi di panico soprattutto se in presenza di altre persone, che come tali compromettono palesemente la capacità lavorativa di RI 1 nel contesto della nuova attività. Già solo per questo motivo il ricorso andrebbe accolto. Non è infatti possibile imporre al ricorrente una nuova occupazione che egli oggettivamente non potrebbe svolgere. Non occorre infatti disquisire a lungo per dimostrare che quale venditore ambulante indipendente egli avrebbe frequenti e intensi contatti con molte persone, contatti che cagionerebbero insostenibili stati di angoscia. Non è quindi ammissibile ritenere che non vi siano sufficienti elementi per attribuire ai disturbi in esame valore di "
danno alla salute
".
Abbondanzialmente si rileva che l'Autorità, sebbene non le contesti,
non ha mai esaminato compiutamente la portata di tali conseguenze
. Poco importa che egli non abbia seguito una terapia in proposito. L'Autorità non può porre a carico del ricorrente alcuna conseguenza per questo fatto, semmai doveva escludere che sulla base degli atti il ricorrente potesse esercitare con profitto l'attività di venditore ambulante indipendente o almeno esaminare in che misura essa non può essere esercitata integralmente a causa della menomazione visiva e delle conseguenze ad essa correlate.
4.- L'Autorità conclude che la maggior parte delle attività comuni sul mercato del lavoro può essere espletata. Non precisa tuttavia né il tipo di attività
né il tipo di remunerazione
. Ne consegue l'impossibilità per il ricorrente di confutare nel dettaglio le conclusioni dell'Autorità che vanno dunque ritenute inammissibili.
5.- Per quanto riguarda la risposta dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino, colpisce inoltre che a RI 1 sia stata riconosciuta una capacità lavorativa del 100% quale venditore ambulante indipendente, senza adattare il suo possibile reddito a tutte le circostanze del caso, in particolare alla diminuzione del rendimento lavorativo dovuta alla sua visione monoculare. L'Autorità di prime cure non si è infatti mai preoccupata di valutare l'effettiva capacità lavorativa quale venditore ambulante.
Tale procedimento, nella misura in cui omette l'esame completo delle circostanze del caso, non può che essere ritenuto inammissibile
.
Altrettanto sintomatico dell'inammissibilità della decisione impugnata è il fatto che dagli atti non risulti alcuna referenza agli strumenti statistici dottrinali o giurisprudenziali per quanto riguarda la possibilità per il ricorrente di inserirsi nel mondo del lavoro quale venditore ambulante. RI 1 non è infatti mai stato in grado di esaminare compiutamente il calcolo operato dall'Autorità. Fatto questo che
viola crassamente il suo diritto di essere sentito
.
6.- Come in sede di ricorso il ricorrente ribadisce che a far tempo dal 1999 ha lavorato al progetto di riattazione delle propria abitazione. Le economie realizzate vanno quindi imputate quale reddito ipotetico. Ne risulta un'incapacità lavorativa decisamente superiore a quella decisa dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino.
Fatto certo è che dopo l'infortunio RI 1 non è più stato in grado di ottenere un reddito pari al precedente nemmeno come venditore ambulante
.
7.- Il certificato medico 3 luglio 2005 del dott. med. _ conferma le censure mosse dal ricorrente. E meglio il rallentamento della velocità lavorativa e il sentimento di paura e ansia legato al fatto che "
in caso di incidenti dovuti a corpi estranei, di regola viene toccato l'occhio migliore siccome è responsabile della fissazione
" (certificato medico 3 luglio 2005 del dott. med. _, pag. 2, [doc. I]).
8.- Da quanto precede risulta che il ricorrente lamenta un'incapacità lavorativa del 100% quale falegname e non può considerarsi abile al 100% quale venditore ambulante indipendente siccome sofferente di una diminuzione del rendimento a causa della monocularità. Le conclusioni dell'Autorità di prima istanza non possono quindi essere confermate nemmeno per il calcolo del reddito precedentemente conseguito quale falegname indipendente, non essendo state computate a questo titolo le economie operate dedicando per lungo tempo la propria attività alla ristrutturazione della propria abitazione." (Doc. IX)
1.6. Con scritto 29 luglio 2005 l’amministrazione ha ribadito quanto già asserito in sede di risposta di causa, trasmettendo al TCA la nota medica 27 luglio 2005 del SMR, che conferma la precedente valutazione emessa sulla capacità lavorativa (cfr. doc. XI).
1.7. In data 4 agosto 2005 il rappresentante dell’assicurato ha rilevato che la decisione dell’amministrazione si basa su referti medici resi senza un esame del paziente mirato a definire l’influenza dei fattori psicologici. Egli ha infatti osservato:
"
(...)
1.- Il ricorrente prende avantutto atto di come l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino si limita a riferirsi alle "
Annotazioni del medico
" del 27 luglio 2005 senza nulla aggiungere.
2.- Nella misura in cui le "
Annotazioni del medico
" si riferiscono in maniera astratta ad una
non
meglio precisata capacità di assuefazione
senza
contestualizzare ciò alla situazione del ricorrente, costituiscono uno strumento improprio a definire la sua capacità lavorativa. Le stesse ammettono tuttavia l'esistenza di un rischio di infortuni e di fattori psicologici che nella valutazione prettamente medica sono stati
completamente ignorati
. Nessun esame medico del ricorrente è stato compiuto tenendo conto anche di questi elementi, ad eccezione del referto medico di parte agli atti. Nella misura in cui l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino riconferma la propria decisione con considerazioni invero stereotipate, ritenendo di fatto ininfluenti i fattori sopraccitati, cade nell'
arbitrio
, siccome fonda la sua decisione su referti medici resi
senza
un esame del paziente mirato a definirne l'influenza dei fattori psicologici. Un referto medico non può infatti escluderne la concludenza senza un esame mirato del paziente tanto meno considerando le conclusioni contrarie del referto medico di parte (doc. I).
In ragione di quanto precede
si chiede quindi formalmente l'esecuzione di una nuova perizia medica
volta a definire una volta per tutte e in maniera oggettiva la capacità lavorativa del ricorrente RI 1." (Doc. XIII)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,
H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA;
RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.
Al riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4°). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).
Tale questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343).
2.3. Oggetto del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione professionale o eventualmente ad una rendita.
2.4. L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI
"
per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità."
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid.
2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79
consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid.
2a).
L'assicurato ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).
Una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid.
1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 131).
Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita
20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).
2.5. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid.
3, 1990, pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid.
2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222; cfr. anche
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.6. In merito alla diminuzione della capacità lucrativa in caso di perdita funzionale di un occhio, in una sentenza del 20 dicembre 1985, pubblicata in
RAMI
1986 pag. 258 e segg. il TFA ha avuto modo di stabilire (sottolineature del redattore):
"
(...)
Dr. med. Sch., Unfallarzt des Versicherers, führt aus, dass durch den funktionellen Verlust eines Auges das Tiefen‐ oder Plastischsehen beeinträchtigt sei. Die ophtalmlogische Erfahrung zeige aber, dass dieser Mangel durch Angewöhnung und Anpassung weitgehend korrigiert werden könne. Die Angewöhnungszeit bis zum Erreichen des rudimentären Tiefenschätzungsvermögens sei unterschiedlich in verschiedenen Altersgruppen. Bei jüngeren Leuten betrage sie höchstens sechs Monate, bei älteren könne sie bis zwei Jahre dauern. Laut den gesetzlichen Strassenverkehrsregeln bedinge die Einäugigkeit nicht eine Fahruntauglichkeit. Umso weniger würde sie eine Unzumutbarkeit für die meisten beruflichen Tätigkeiten rechtfertigen. Im vorliegenden Falle sei dem Versicherten die Maurertätigkeit (auch auf Gerüsten) sicher zumutbar (Bericht vom 8. November 1984). In seiner Vernehmlassung verweist der Versicherer auf ein (in anderem Zusammenhang) von Prof. B. erstelltes Gutachten vom 5. Juli 1968. Danach würden medizinische Sachverständige seit längerem darauf hinweisen, dass sich der einseitige Sehausfall weit weniger einschneidend und benachteiligend auswirke, als man ohne nähere Prüfung zu vermuten geneigt sei. Es entspreche einer Erfahrungstatsache, dass die Erwerbsfähigkeit durch den Verlust eines Auges überraschend selten (nämlich nur etwa in 10 % aller Fälle) beeinträchtigt werde und eine Erwerbseinbusse nach Verlust eines Auges meist fehle oder nur geringfügig ausfalle. Die Furcht, das gesunge Auge durch Ueberanstrengung zu schädigen, sei unbegründet und auch der Ermüdungsfaktor spiele eine weit geringere Rolle als oft angenommen werde. Das Gesichtsfeld erleide beim Blick in die Nähe praktisch keine Einschränkung, beim Blick in die Ferne lasse sie sich durch eine leichte kopfbewegung kompensieren. Stereoskopisches Sehen sei nicht unbedingt mit Binokularsehen gleichzusetzen, denn zur Tiefenlokalisation diene auch die scheinbare Grösse der betrachteten Objekte, die Linienüberschneidung, die perspektivische Verkürzung, die Verteilung von Licht und Schatten usw., welche es nach der erforderlichen Angewöhungszeit auch beim Einäugigen erlaubten, räumlich zu sehen. Selbst Patienten im mittleren Lebensalter vermöchten den Ausfall des Binokularsehens weitgehend zu kompensieren. Höchstens bei sehr raschen bzw. rasch wechselnden Arbeitsvorgängen könne sich ein gewisser Qualitätsunterschied im Tiefensehen auswirken, beispielsweise bei Akkordarbeit am Fliessband oder Aehnlichem. Die frühere Einstufung in Berufe mit geringen, mittleren und hohen Anforderungen erscheine als fragwürdig, weil weniger die Berufsart, als vielmehr die Art der Arbeit, die Arbeitsweise und das Arbeitstempo eine Rolle spielten.
(...)"
In una successiva sentenza dell'8 luglio
1999 in
re A.F., non pubblicata, l'Alta Corte, per quanto riguarda la capacità al lavoro di persone con visione monoculare, ha precisato (sottolineature del redattore):
"
(...)
3.‐ Au cours de la procédure judiciaire cantonale, les parties sont convenues de requérir l'avis d'un expert indépendant, le professeur Huber, spécialiste en ophtalmologie. Dans des rapports des 30 mai et 10 juin 1997, ce médecin a indiqué que, selon l'expérience, les personnes présentant une vision monoculaire sont en mesure d'effectuer la plupart des métiers et qu'il est fréquent que le travail à l'écran permette à des personnes possédant une acuité visuelle fortement réduite d'être encore productive, les documents pouvant être aggrandis à volonté. Si l'assuré rencontre des problèmes de réglage de distance en raison de son hypermétropie et de sa presbytie, ces problèmes peuvent normalement être résolus à l'aide d'une correction optique adéquate.
(...)
"
2.7. Nel caso in esame, nel rapporto 4 aprile 2003 il curante, Dr. Med. _, FMH in oftalmologia, posta la diagnosi di “
OD diminuzione della funzione visiva in stato dopo contusione oculare
”, ha rilevato:
"
(...)
3. Anamnesi:
II 04 gennaio 2002 il signor RI 1 ha subito un’importante contusione all'OD colpito da un disco di
hockey in palestra. In seguito a questo incidente ha consultato il _ dell'_ di _,
Dr. _
e il
Prof. _
al _ di _ (questi avrebbe confermato al paziente
come
non vi è più nessuna possibilità di recuperare funzionalmente l'OD).
4. Disturbi soggettivi
Importante calo dell'acuità visiva all'OD con scotoma centrale.
5. Constatazioni:
Acuità visiva da lontano non corretta inferiore al 5% OD non migliorabile con importante scotoma del campo visivo centrale e 100% OS. Pressione intraoculare all'aplanazione nella norma: 17 mmHg OD e 14 mmHg OS. Segmenti anteriori calmi. In dilatazione si notano numerose cellule pigmentate nel vitreo anteriore dell'OD. Da questo
lato è pure evidente una larga cicatrice stellata ed in parte pigmentata situata tra le due arcate vascolari temporali ed
inglobante il centro della macula, la retina periferica è adesa e nel vitreo inferiore vi è la raccolta di un residuo emorragico. OS senza particolarità.
6. Esami specialistici
7. Provvedimenti terapeutici
/ prognosi
Ho proposto al signor RI 1 dei controlli annuali.
Non dispongo di nessuna documentazione dei Colleghi che hanno esaminato precedentemente il paziente." (Doc. AI 9)
Nel formulario “
Allegato al rapporto medico
” lo specialista ha inoltre rilevato che “
attualmente il paziente si è già “riciclato” quale venditore ambulante dopo aver abbandonato la sua precedente professione di falegname”
, precisando che “
nella nuova attività di venditore ambulante si deve considerare una diminuzione del rendimento dovuta alla situazione di monocularità anche se più di un anno dopo il trauma questo non dovrebbe più influire in modo preponderante sulla capacità lavorativa
”. Il Dr. _ ha poi indicato che l’assicurato è in grado di svolgere, immediatamente, altre attività, puntualizzando che può trattarsi di “
qualsiasi attività che non comporti una visione stereoscopica (ad es. assemblaggio di piccoli pezzi)
” e osservando che bisogna tener particolarmente conto della “
situazione di monocularità del paziente con necessità di una protezione costante dell’OD
”. (cfr. doc. AI 9 bis).
Sempre in data 4 aprile 2003 il Dr. _ ha scritto al Dr. _, informandolo di avere esaminato il paziente in data 18 marzo, il quale “
presenta una perdita funzionale praticamente completa dell’occhio destro dopo importante contusione bulbare con conseguente larga cicatrice stellata centromaculare all’occhio destro. L’acuità visiva con la miglior correzione è inferiore al 5% occhio destro e di 100% all’occhio sinistro. Pressione intraoculare all’aplanazione nella norma
”
(cfr. doc. AI 14c).
Con rapporto 17 aprile 2003 il Dr. Med. _, FMH in medicina generale, posta la diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa di “
perdita funzionale praticamente completa dell’occhio destro dopo importante contusione bulbare 4 gennaio 2002 con conseguente larga cicatrice stellata centro maculare
” e indicato che l’assicurato è inabile al 100% dal 4 gennaio 2002 al 4 febbraio 2002 e al 50% dal 5 febbraio 2002, ha rilevato:
"
In data 04.01.02 durante una partita di hockey in palestra, il paziente riceveva a forte velocità
la
pallina da gioco sul bulbo oculare destro.
Gli accertamenti iniziali presso il _ dell'_ di _ ed in seguito presso la clinica del dr. _ a _ come pure presso il prof. _ all'ospedale _ di _ evidenziavano la presenza di ematoma monoculare, ferita alla ciglia superiore, erosione corneale con midriasi traumatica ed in particolare sanguinamento intraoculare con presenza di danno retinale (cicatrice centrale con rottura della corioidea e sanguinamento subretinale).
Quale approccio terapeutico si optava per la via conservativa, purtroppo con la perdita funzionale completa dell'occhio destro.
Infatti tramite miglior correzione l'acuità visiva all'occhio destro è inferiore al 5 % mentre risulta essere del 100 % all'occhio sinistro.
6. Esami specialistici:
dopo le iniziali consultazioni presso gli specialisti sopraccitati il paziente viene ora controllato ad intervalli annuali presso lo studio del dr. _, _, _.
7. Provvedimenti terapeutici / prognosi:
Non sono previsti ulteriori accorgimenti terapeutici." (Doc. AI 14a)
Il medico ha inoltre allegato al rapporto medico il seguente scritto:
"
(...)
1.1. Che conseguenze ha il disturbo alla salute sull’attuale attività?
Il paziente è chiaramente limitato nello svolgere lavori che richiedono una visione binoculare cosa per altro molto importante nella sua attività quale falegname
.
1.2. È ancora proponibile l’attività attuale?
Sì, l'attività è eseguibile nella misura del 100 %
1.3. Esiste inoltre una diminuzione del rendimento? Se sì, in che misura?
Diminuzione del rendimento causa ridotta velocità d'esecuzione di circa il 50%
.
2.2.1. L’assicurato è in grado di svolgere altre attività?
Se sì da quando? Di che tipo di attività si potrebbe trattare? Di che cosa bisognerebbe tenere particolarmente conto? In quale misura (ore al giorno) queste attività possono essere svolte?
Ogni attività senza necessità di visione binoculare è possibile nella misura del 100%
." (Doc. AI 14b)
In data 30 aprile 2003 il Prof. _ e il Dr. _ dello _ hanno così risposto alle domande poste nel “Rapporto medico” 12 marzo 2003 dall’Ufficio AI:
"
(...)
Ad A.
(Diagnosi
con ripercussioni
sulla
capacità lavorativa):
Zentrale Narbe bei St. n. Adernhautruptur und subretinaler Blutung sowie Glaskörperblutung bei St. n. Contusio bulbi rechts am 04.01.02
Ad B. (Incapacità lavorativa
medicalmente giustificata
del 20% almeno, per l’ultima attività esercitata quale):
Es wurde keine Arbeitsunfähigkeit im Rahmen unserer Betreuung attestiert. Der Beruf des Versicherten ist uns nicht bekannt.
Ad C. (Domande generali per il medico):
1. Lo stato di salute dell’assicurato è:
Stationär.
2. La capacità lavorativa può essere migliorata con provvedimenti sanitari?
Nein.
3. Ritiene che provvedimenti sanitari siano indicati?
Wahrscheinlich nicht (der Beruf des Versicherten ist uns nicht bekannt).
4. L’assicurato ha bisogno di mezzi ausiliari?
Nein.
5. L’assicurato deve ricorrere all’aiuto di terzi per svolgere gli atti ordinari della vita? Se sì, da quando?
Nein.
6. Ritiene che un accertamento medico supplementare sia indicato?
Nein.
Ad D. (Dati medici):
1. Trattamento: Vom 22.01.02 bis 12.06.02
2. Ultima consultazione del: 12.06.02
3. Anamnesi:
Der Patient wurde uns initial von Dr. _, _ in _ mit einer starken Kontusionsverletzung des rechten Auges durch einen Puck überwiesen. Auf Grund der Glaskörperblutung hatte man eine Echografie durchgeführt, welche den Verdacht einer Netzhautablösung ergab. Die echografische Untersuchung bei uns zeigte keine eindeutigen Hinweise für eine Amotio retinae, sodass man die Resorption der Glaskörperblutung abgewartet hat. Am 12.06.02 zeigte sich ein klarer Funduseinblick mit anliegender NetzHaut jedoch Makulanarbe bei St. n. Aderhautruptur und subretinaler Blutung, welche den Visus von 0.063 erklärt. Es besteht keine weitere Therapiemöglichkeit und eine Verbesserung der Sehkraft rechts ist nicht zu erwarten.
4. Disturbi soggettivi:
Akuter Visusverlust rechts bei Contusio bulbi durch Puck am 04.01.02.
5. Constatazioni: Siehe Punkt 3.
6. Esami specialistici:
Regelmässige ophthalmologische Kontrollen sind sinnvoll. Gemäss Angaben des Patienten wird er sich bei Dr. _ in _ melden.
7. Provvedimenti terapeutici / Prognosi: Siehe Punkt 3.
Bemerkung:
Die Fragen auf dem Beiblatt können wir auf Grund der nicht bekannten Profession nicht beantworten. Es ist jedoch klar, dass der versicherte Patient durch die Monokelsituation keinen Beruf ausüben darf, welcher eine Stereopsis verlangt.
Körperliche Einschränkungen gibt es sonst keine." (Doc. AI 13)
Con “Proposta per il medico” 19 novembre 2003 il funzionario incaricato ha posto le seguenti osservazioni:
"
(...)
Note riassuntive
● Domanda del 04.03.2003 a causa di un infortunio all'occhio destro
l'assicurato si dichiara inabile dal 4.1.2002
● Diagnosi: OD diminuzione della funzione visiva in stato dopo
contusione oculare
● Professione/attività appresa: falegname diplomato
● Attività svolte / datori di lavoro: falegname indipendente
Redditi conseguiti prima dell'insorgenza del danno alla salute:
1999: fr. 28'192.-- annui
2000: fr. 28'192.-- annui
2001: fr. 26'300.-- annui
anche nei precedenti anni l'assicurato ha sempre avuto redditi molto contenuti (vedi estratti delle tassazioni)
● Disoccupazione NO
● Incapacità lavorativa: il medico curante e la LAINF attestano le seguenti
incapacità: 100% dal 4.1.2002 e 50% dal 5.2.2002
● Domande al medico:
L'assicurato dal 1.1.2003 si è riciclato quale venditore ambulante indipendente. I medici sono concordi nell'affermare che attività adeguate sono esigibili in misura completa. Per questo motivo chiedo il benestare per passare il dossier alla consulente in integrazione professionale. Visti i redditi contenuti conseguiti prima dell'insorgenza del danno alla salute probabilmente non vi sarà il diritto ad alcuna prestazione in quanto non dovrebbe sussistere una perdita di guadagno di almeno il 20%.
E213 NO " (Doc. AI 29)
Con “Proposta medico” 9 dicembre 2003 il Dr. _ ha indicato:
"
Trattasi di un A. 33enne falegname indipendente che ha subito una contusione al OD con relativa perdita quasi completa dell'acuita visiva. L'OS è normale.
Per l'Assic. Infortunio l'A. viene ritenuto inabile totalmente dal 1.02 e al 50% dal 2.02. Sicuramente non è più idoneo nell'attività precedente.
Tutte le attività che necessitano una visione stereoscopica non sono più esigibili. Il fatto che l'Assic. Infortuni riconosce un IL del 50% nella sua professione s'intende sicuramente per le attività che non necessitano la visione binoculare in maniera assoluta.
L'A. ha già iniziato una attività di venditore indipendente dal 1.03. Tale attività risulta compatibile con il danno alla salute e non è presente una diminuzione del rendimento.
Possiamo inviare l'incarto al OP." (Doc. AI 30)
L’assicurato è stato pertanto ritenuto totalmente inabile nella precedente attività di falegname e in tutte quelle attività che necessitano di una visione stereoscopica, ma pienamente abile in quelle professioni non qualificate che non necessitino di una visione binoculare o lavori di precisione, come per esempio venditore non qualificato, operaio di fabbrica in lavori d’imballaggio-impacchettatura o aiuto-magazziniere, custode, ecc..
2.8. Con il proprio ricorso l’assicurato ha contestato la decisione dell’amministrazione, trasmettendo al TCA il certificato medico 24 agosto 2004 del Dr. Med. _, del seguente tenore:
"
Il sottoscritto dichiara di seguire alla propria consultazione il paziente sopra menzionato sin dal 18.03.2003
.
Diagnosi oculari: 1) OD stato dopo grave contusione bulbare (04.01.2002) con perdita dell'acuità visiva centrale su cicatrice maculare
2) OS astigmatismo ipermetropico
Il 04.01.2002 il signor RI 1 è stato colpito all'OD da un disco di hockey per
palestra. Constatando un immediato calo dell'acuità visiva allora consultando dapprima l'_ di _, quindi il Dr. _ a _ ed infine il Prof. _ all'_ del
_
di _ ( vedi rapporti allegati) dove è stato seguito sino all'autunno 2002. Purtroppo, a causa della gravità del trauma, non fu possibile nessun trattamento.
In seguito all'incidente il signor RI 1 presenta soggettivamente un'importante riduzione dell'acuità visiva centrale all'OD che si accompagna da fotofobia e da un affaticamento frequente dell'OS. Vi è pure stato un aumento delle cefalee di cui soffriva già in precedenza.
Sempre in seguito all'incidente ed alle sue conseguenze sulla vista ha dovuto rinunciare alla sua professione di falegname-carpentiere ed è oggi attivo quale venditore ambulante.
Stato Oculare
Acuità visiva da lontano non corretta: OD inferiore a 0.05, OS 8/10 non corretta. Acuità visive non migliorabili: a destra vi è un importante scotoma centrale ed il paziente percepisce unicamente i movimenti della mano nel campo visivo periferico.
Refrazione in cicloplegia: s + 1.75: c - 0.5/25° ed OS s + 3.0: c - 0.75/60°.
Pressioni intraoculari all'aplanazione nella norma: 17 mmHg OD e 14 mmHg OS.
Segmenti anteriori calmi, a destra il vitreo presenta un'importante cellularità (pigmento).
Fondo oculare in midriasi: nervi ottici vitali, nella regione maculare dell'OD è presente un'ampia cicatrice stellata con pigmento (foto allegata). Retine periferiche adese. Residuo d'emorragia del corpo vitreo inferiore all'OD.
In
conclusione
il signor RI 1 presenta una perdita dell'acuità visiva centrale dell'OD in seguito al trauma del 04.01.2002. Funzionalmente è praticamente monocolo e attività quali quella nella quale era precedentemente attivo gli sono precluse: sarebbe effettivamente inopportuno che iniziasse nuovamente a lavorare su delle impalcature o al taglio della legna. In futuro, quando sarà maggiormente infastidito dall'ipermetropia dell'OS bisognerà prescrivere la giusta correzione (al momento non sopporta neppure una piccola correzione sferica positiva).
In queste condizioni il signor RI 1 presenta una diminuzione dell'integrità del 30% secondo l'Assicurazione Invalidità." (Doc. E)
L’assicurato ha pure trasmesso al TCA il certificato medico 25 agosto 2004 del Dr. Med. _, del seguente tenore:
"
Complemento al rapporto medico del 17.4.2003
Come a voi ben noto causa dell'infortunio del 4.1.2002 il sopraccitato presenta una perdita funzionale praticamente completa dell'occhio destro dopo importante contusione bulbare e cicatrice stellata centro maculare.
L'acuità visiva dell'occhio in questione risulta con la miglior correzione inferiore al 5%.
Causa tale menomazione il paziente già precedentemente in cura per sintomatologia ansioso depressiva ha accusato una chiara esacerbazione dei sintomi ansiosi con attacchi caratterizzati della presente di tremori, sudorazioni, dispnea e sensazione di freddo alle estremità. Egli presenta inoltre crisi di panico in particolare se in presenza di altre persone.
Inoltre dall'incidente accentuazione delle già precedentemente conosciute cefalee come pure difficoltà di concentrazione soprattutto nelle ore pomeridiane.
Tali manifestazioni, in aggiunta alla perdita funzionale di un occhio, sono da considerarsi sicuramente limitanti, sia riguardo la sua precedente attività quale falegname che gli è preclusa sia riguardo l'attuale attività quale venditore ambulante." (Doc. F)
Con scritto 10 giugno 2005 il Dr. _ del SMR ha osservato:
"
Annotazioni del medico
La decisione dell’UAI è oggetto di ricorso: allo scopo si producono certificati/rapporti medici:
1.
rapporto del Prof. _, della clinica _ di _ (doc. D - ma già agli atti)
2.
certificato del dr. _, oftalmologo curante (doc. E)
3.
complemento al rapporto medico, del dr. _ (doc. F)
Agli atti AI si trovano i seguenti documenti (citati solo quelli di rilievo):
14.04.03
rapporto AI del dr. _, si pone la diagnosi di diminuzione funzione visiva occhio dx. dopo contusione oculare.
Indica l'occhio sinistro senza particolarità.
Nell'allegato attesta che l'attuale attività (riciclato come venditore ambulante) può ancora essere svolta con diminuzione del rendimento, a causa della monocularità.
Aggiunge che qualsiasi attività che non comporti visione stereoscopica (es. assemblaggio piccoli pezzi) può essere svolta a tempo pieno.
23.04.03
Rapporto del dr. _, curante di base dell'assicurato. Attesta la lesione infortunistica. Attesta che l'assicurato è limitato nello svolgere l'attività di falegname (importante la visione binoculare nella sua attività) che potrebbe essere svolta nella misura del 100% con diminuzione del rendimento (velocità d'esecuzione) del 50%.
Ogni attività senza necessità di visione binoculare può essere svolta nella misura del 100%.
Si trovano rapporti medici allegati, tra cui quello del dr. _ del 10.04.02 con il quale si apprezza anche il visus all'occhio sin. di 0.8 senza correzione, e il rapporto del Prof. _ (allegato pure all'atto di ricorso) nel quale si descrive lo stato clinico tra cui il reperto di normalità dell'occhio sinistro (visus1.0, senza altre particolarità).
08.05.03
Rapporto del _ (prof. _) che non prende posizione sulla CL se non "non può esercitare attività che richiedano visione stereoscopica)”.
09.12.03
Valutazione degli atti c/o SMR: si ammette che le attività con necessità di visione stereoscopica non sono più esigibili e che l'attività di venditore ambulante possa essere svolta normalmente.
Osservazioni:
-
in modo unico è attestato un danno alla salute consistente riferito alle conseguenze di infortunio, con il quale l'assicurato ha subito praticamente la perdita dell'occhio destro.
-
In modo univoco viene riconosciuto che le attività che presuppongono la visione binoculare non siano più esigibili.
-
A tale proposito va reso atto al dr. _ per l'attestazione di IL/CL 50% per l'attività di falegname - un'IL totale terrebbe conto di un'esigibilità che non è puramente di tipo medico-sanitario. Infatti anche il falegname svolge attività per cui la visione binoculare non è necessaria.
-
La necessità di visione binoculare (la necessità di visione stereoscopica precisa) è richiesta, dal lato lavorativo, solo in casi non frequenti.
Questo è un concetto di medicina del lavoro che appare in contraddizione con il "modello" dei non medici; ad esempio la visione monoculare non impedisce di salire ed anche lavorare su ponteggi, oppure non è necessario risparmiare l'occhio sano. Ne è conferma il fatto che la guida di autoveicoli della categoria 3 (auto, moto) è permessa dopo un periodo di 4 mesi di assuefazione ed esame da parte di un esperto di guida.
-
Per le attività che potrebbero costituire rischio accresciuto di ferimento all'occhio sano, il porto di occhiali protettivi è da considerare doveroso (vedi prevenzione infortuni SUVA)
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Secondo il testo "sozialmedizinische Begutachtung in der gesetzlichen
Rentenversicherung" Gustav Fischer Verlag, si deve considerare lo stato di un occhio con visus 08. o più e l'altro con meno di 0.2, come situazione di monocolo, come nel caso presente
-
Ne consegue che la maggior parte delle attività comuni sul mercato del lavoro può essere espletata.
-
Si può anche affermare che tra le attività professionali proponibili in misura normale si trova quella di venditore ambulante.
In sede di ricorso sono stati prodotti i rapporti citati più sopra.
Il rapporto del dr. _ (doc. E) menziona gli elementi clinici conosciuti e propone una valutazione di "diminuzione dell'integrità" del 30%. Ora questa valutazione va riferita ai concetti valutativi LAINF, trattandosi di valutazione dell'IMI. Si tratta però di concetto estraneo alla LAI. Per quanto riguarda la valutazione di capacità lavorativa non ha messo in rilievo elementi clinici diversi o proposto altre considerazioni rispetto al suo certificato precedente.
Il rapporto del dr. _ (doc. F) ripropone la valutazione di "monocolarità" di cui si è ampiamente tenuto conto. Riferisce di sintomi della sfera psichica (ansia, tremori, sudorazione, dispnea e sensazione di freddo alle estremità) che sono sintomi neurovegetativi che non limitano la funzionalità relazionale e lavorativa. Si fa riferimento ad attacchi di panico soprattutto se in presenza di altre persone.
Non vi è alcuna nozione di terapia effettuata. Ciò non è sufficiente per attribuire ai disturbi un valore di "danno alla salute" sec. definizione di "invalidità".
Si osserva che se tali disturbi avessero "Krankheitswert" ne dovrebbe conseguire la proposta all'ufficio competente di "ritiro" del permesso di guida.
Da quanto risulta agli atti non si intravvedono elementi che facciano pensare ad una valutazione diversa rispetto a quella precedentemente definita, ovvero capacità lavorativa al 100% in attività adeguate come anche nell'attività attualmente svolta di venditore ambulante indipendente." (Doc. V bis)
Il Dr. Med. _, FMH in oftalmologia, nella sua valutazione specialistica 3 luglio 2005 ha indicato quanto segue:
"
Valutazione dei documenti:
-
Certificato
medico datato 24.8.2004, Signor Dr. med. _
-
Rapporto datato 27.02.2002 indirizzato al Sig. Dr. med. _ dal Signor Prof. Dr. _
-
Rapporto datato 10.04.2002 indirizzato al Sig. Dr. med. _ dal Signor Dr. med. _
-
Rapporto datato 24.06.2002 indirizzato al sig. Dr. med. _ dal Signor Prof. Dr. _
-
Valutazione dell'Ufficio AI Ticino, 10.6.2005, Sig. Dr. med. _
Situazione attuale:
Il Signor RI 1 ha avuto un infortunio con una contusione bulbare in data 4.01.2002 perdendo la vista centrale all'occhio destro. Il paziente è stato considerato giuridicamente cieco all'occhio destro.
Significato medico della vista binoculare:
Entnommen
aus:
Bücherei
des Ausgenarztes
Band 126,
Enke-Verlag Stuttgart
1991
"Das Sehen mit
2
Augen
hat neben der besonderen
Qualität
der Stereopsis noch andere Vorteile: Die Ubertragung nahezu identischer Signale von der Netzhaut bis zu den kortikalen Feldern über 2 getrennte "Kanäle" erlaubt eine bessere
Unterscheidung
des Signals vom
optischen
Rauschen als der Weg über einen Kanal allein. So sind bessere (niedrigere) binoculare als monucolare Schwellen für viele visuelle Funktionen möglich. Man
spricht auch
von
beidäugiger
Summation.
Die beidäugige Summation zur Diskriminierung ist gering und bewegt sich um den Faktor 1,1, d.h die beidäugige Sehschärfe ist 1,1 mal besser als die einäugige. Man hat gefunden, dass für einfache visuelle Funktionen wie "Objektendeckung" eine beidäugige Sehweise die Leistung und den Faktor 1,8 ansteigen lassen kann im Vergleich zur monokularen Leistung (Perenne 1943, Thorn et. Al. 1947, Lindblom 1989).
Für die Kontrasempfindlichkeit beträgt der Faktor des Anstieges der binokularen Leistung je nach Messtechnik zwischen 1,4 und 1,7 gegenüber Messungen an Einzelaugen (Campell et al. 1965, Cogan et al. 1982).
Für einige unserer visuellen Leistungen gilt, dass sie zwar vom Vorhandensein beider Augen abhängen, jedoch beide Einzelaugen nicht zwingend über eine volle Sehschärfe verfügen müssen. Ein Beispiel hierfür ist die dynamische räumliche Orientierungsfähigkeit. Diese beruht neben der binokularen Verschaltung der Netzhautzentren vornehmlich auf der intakten Korrespondenz der rezeptiven Felder der Netzhautperipherien beider Augen (Sireteanu 1981). Da letztere aber beispielsweise von einer
Amblyopie
weniger betroffen sind als die foveolaren Felder, weisen einige
amblyope
Patienten noch eine erhebliche periphere Binokularität bei Prüfung mit dynamischen Reizen auf. Diese Beobachtung könnte unmittelbare verkehrsmedizinische Relevanz haben. Ein klinisch einsatzfähiges Verfahren zur Prüfung der peripheren dynamischen
Stereopsis steht jedoch z. Z. noch nicht zur Verfügung."
Problemi lavorativi inerenti l'attività del paziente come falegname in seguito
alla perdita della capacità visiva di un occhio:
- Perdita della vista stereoscopica:
1. Crea difficoltà ad effettuare lavori dove è necessario un
orientamento con una vista stereoscopica.
2. Il rischio d'infortunio aumenta lavorando su cantieri, camminando
su delle impalcature ed in officina per esempio usando attrezzi pericolosi tipo motosega.
- Fattori psicologici:
In caso di incidenti per esempio dovuti a corpi estranei, di regola viene
toccato l'occhio migliore siccome è responsabile della fissazione. Per questo motivo il paziente, essendo più ansioso, avrà bisogno di una migliore protezione sul posto di lavoro. Questa situazione crea un rallentamento della velocità lavorativa.
- Una riduzione della vista del contrasto crea più difficoltà a svolgere lavori in condizioni di luce ridotta.
Constatazioni conclusive:
La perdita di un occhio per un falegname giustifica l'incapacità lavorativa nella percentuale del 50% a seguito di varie difficoltà includendo il rallentamento dell'attività lavorativa.
Una piena reintegrazione lavorativa è legata ad un reinserimento in un'altra attività lavorativa.
Se il nuovo lavoro crea una perdita di salario l'assicurazione dovrebbe rispondere della differenza." (Doc. IX I)
Con “Annotazioni del medico” 27 luglio 2005 il Dr. _ ha rilevato:
"
Prendo atto del nuovo atto a sostegno del ricorso e dell'allegata valutazione del Dr. _, oftalmologia FMH.
Un'osservazione sulle note tratte dalla letteratura: si tratta di valutazioni di confronto tra persone sane e "monocoli". Si può dedurre che la presenza di due occhi è senz'altro più favorevole; per contro non se ne può trarre una valutazione di capacità lavorativa.
Non va dimenticato che la perdita di un occhio porta anche ad assuefazione, cioè all'integrazione di stimoli nuovi che vengono memorizzati e riprodotti (si impara un modo un po' diverso di "vedere" e reagire).
Per quanto riguarda il commento vero e proprio del collega, devo far osservare che il rischio d'infortuni non è aumentato per l'accesso a impalcature; lo è invece per la manipolazione di attrezzi pericolosi. Per questo motivo
la CL
come falegname è sicuramente ridotta.
Per quanto riguarda i fattori psicologici, questi vanno un po' ridimensionati, nel senso che la pratica di attività (abitudine), la valutazione reale del rischio senza preconcetti di tipo popolare possono influire solo nella fase iniziale della perdita della "binocularità". Questo va considerato analogamente quando si crede che la visione da un solo occhio strapazzi e metta a rischio l'occhio sano. Gli aspetti psicologici, in modo forse più importante, influiscono su tutti i portatori di malattie croniche, malattie ad evoluzione verso stati finali, o a prognosi insicura (cardiopatie, tumori, sclerosi multipla, diabete ecc.).
Si rileva poi che il ricupero della piena capacità lavorativa è condizionata al reinserimento in altra professione. Questa riflessione corrisponde a quanto da noi già più volte valutato.
In conclusione: non possiamo trovare elementi che differiscano da quanto da noi valutato in precedenza e non vi è valutazione di CL/IL di rilievo." (doc. XI bis)
2.9. Questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono pervenuti il Dr. _ e il Dr. _ a proposito della piena capacità lavorativa dell’assicurato in attività che non richiedano una visione binoculare, conclusione del resto condivisa pure dai medici curanti, Dr. _, Dr. _ e Dr. _.
Lo stesso medico curante, Dr. _, infatti, nel rapporto 4 aprile 2003 all’Ufficio AI, ha attestato che il suo paziente, che si è riciclato quale venditore ambulante dopo aver abbandonato la sua precedente professione di falegname, nella nuova professione di venditore ambulante si deve considerare che presenti una diminuzione del rendimento dovuta alla situazione di monocularità, precisando tuttavia “
anche se più di un anno dopo il trauma questo non dovrebbe più influire in maniera preponderante sulla capacità lavorativa
”. Lo stesso specialista in oftalmologia ha poi rilevato che l’assicurato è in grado di svolgere immediatamente altre attività, specificando che può trattarsi di qualsiasi attività che non comporti una visione stereoscopica e proteggendo costantemente l’occhio destro (cfr. doc. AI 9bis).
Nel suo successivo scritto 24 agosto 2005 il Dr. _ ha precisato che in seguito all’incidente l’assicurato presenta un’importante riduzione dell’acuità visiva centrale dell’occhio destro, che lo rende funzionalmente praticamente monocolo e gli preclude attività quali quella di falegname da lui svolta in precedenza. Lo specialista conclude dicendo che “
in queste condizioni il signor RI 1 presenta una diminuzione dell’integrità del 30% secondo l’Assicurazione invalidità
”, senza ulteriori specificazioni (cfr. doc. I E).
Il Dr. _, dal canto suo, nello scritto 17 aprile 2003 ha indicato che l’assicurato è in grado di svolgere la sua attività di falegname al 100%, con una diminuzione del rendimento a causa della ridotta velocità di esecuzione di circa il 50%, mentre invece è in grado di svolgere al 100% qualsiasi altra attività che non necessiti di visione binoculare (cfr. doc. AI 14b).
Nel successivo scritto 25 agosto 2004 di complemento al rapporto 17 aprile 2003 il Dr. _ ha indicato che l’assicurato, in seguito alla menomazione subita all’occhio destro, ha accusato una esacerbazione dei sintomi ansioso-depressivi che già in precedenza lo affliggevano e una accentuazione delle cefalee già precedentemente conosciute, circostanze queste ultime che “
in aggiunta alla perdita funzionale di un occhio, sono da considerarsi sicuramente limitanti, sia riguardo alla sua precedente attività quale falegname che gli è preclusa, sia riguardo all’attuale attività quale venditore ambulante
” (cfr. doc. I F). Al riguardo, occorre innanzitutto rilevare che il Dr. _ non ha espresso in che percentuale l’assicurato sarebbe inabile al lavoro in attività che non necessitino di visione binoculare, limitandosi ad indicare che i disturbi dell’assicurato sono “
sicuramente limitanti
”. Inoltre, la presunta esacerbazione dei sintomi ansiosi per i quali l’assicurato sarebbe già stato in cura precedentemente per sintomatologia ansioso depressiva non è stata minimamente comprovata: agli atti infatti non risulta nessun certificato medico specialistico attestante un qualunque tipo di trattamento dell’assicurato per problemi depressivi.
Infine, il Dr. _ ha attestato che “
la perdita di un occhio per un falegname giustifica l’incapacità lavorativa nella percentuale del 50% a seguito di varie difficoltà includendo il rallentamento dell’attività lavorativa
” e ha rilevato che “
una piena reintegrazione lavorativa è legata ad un reinserimento in un’altra attività lavorativa
” (cfr. doc. IX I).
Visto quanto sopra, gli argomenti sollevati dal ricorrente devono essere totalmente respinti. Innanzitutto, dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato, contrariamente a quanto esposto in sede ricorsuale, non presenta una acuità visiva ridotta della metà all’occhio sinistro. Nel referto 4 aprile 2003, infatti, il Dr. _ ha indicato che l’acuità visiva all’occhio sinistro è del 100%.
Inoltre, l’assunto ricorsuale secondo il quale non si può dedurre “a contrario” che dato che l’assicurato non può più svolgere attività che necessitano della visione binoculare, allora egli sia in grado di svolgere attività che non necessitino di tale visione è totalmente assurdo. I medici curanti dell’assicurato hanno infatti concluso nei loro certificati che l’assicurato è in grado di svolgere al 100% attività che non comportino una visione stereoscopica (cfr. doc. AI 9bis, doc. AI14b, doc. IX I).
Conformemente alla succitata giurisprudenza federale (cfr. consid.
2.6.) generalmente una visione monoculare permette di effettuare la maggior parte delle professioni (“
Es entspreche einer Erfahrungstatsache, dass die Erwerbsfähigkeit durch den Verlust eines Auges überraschend selten (nämlich nur etwa in 10 % aller Fälle) beeinträchtigt werde und eine Erwerbseinbusse nach Verlust eines Auges meist fehle oder nur geringfügig ausfalle”,
RAMI
1986 pag. 258 s; cfr. anche
STFA
8 luglio 1999 nella causa A.F.).
Inoltre, nella medesima sentenza pubblicata in
RAMI
1986 pag. 258s, il TFA, facendo riferimento ad una perizia medica, ha accertato che, a seguito del progressivo adeguamento alla visione monoculare, l’assicurato poteva continuare la sua professione di muratore, anche se doveva spostarsi sulle impalcature (
“Im vorliegenden Falle sei dem Versicherten die Maurertätigkeit (auch auf Gerüsten) sicher zumutbar (Bericht vom 8. November 1984)“,
cfr. consid. 2.6.). Del resto, continua il TFA, in persone di media età la perdita della visione binoculare viene largamente compensata. Al massimo, in attività con cambiamenti repentini della posizione di lavoro vi è un deficit visivo, come ad esempio in lavori al nastro trasportatore o simili.
(”
Selbst Patienten im mittleren Lebensalter vermöchten den Ausfall des Binokularsehens weitgehend zu kompensieren. Höchstens bei sehr raschen bzw. rasch wechselnden Arbeitsvorgängen könne sich ein gewisser Qualitätsunterschied im Tiefensehen auswirken, beispielsweise bei Akkordarbeit am Fließband oder Ähnlichem“,
cfr. consid.
2.6.
).
Nella seconda sentenza citata al consid. 2.6., il TFA non ha riscontrato una riduzione lavorativa, a seguito della perdita della visione binoculare e stereoscopica dovuta ad un incidente, di un assicurato disegnatore ed architetto il quale faceva uso di un computer. In quel caso, l’Alta Corte ha ritenuto che l’assicurato poteva ovviare al suo deficit visivo, ingrandendo i documenti utilizzati e che mediante una correzione ottica adeguata poteva risolvere i problemi di vista dovuti da ipermetropia e da presbiopia.
I medici
specialisti delle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è portatore,
hanno compiutamente valutato il danno alla salute dal punto di vista oftalmologico sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla completa incapacità dell'assicurato nella precedente attività di falegname – attività nella quale addirittura secondo il Dr. _ l’assicurato presenterebbe un’incapacità lavorativa del 50% a seguito di varie difficoltà, ivi incluso un rallentamento della velocità lavorativa (cfr. doc. IX I), parere quest’ultimo già espresso anche dal Dr. _ (cfr. doc. AI 14b) - e alla totale capacità lavorativa in svariate altre attività che non necessitino della visione stereoscopica.
Questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare dal profilo medico l'incapacità al lavoro dell'assicurato sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti.
Stante quanto precede, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze specialistiche, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b),
che l'assicurato è totalmente inabile al lavoro nella sua professione di falegname, mentre è totalmente abile in attività che non necessitino della visione binoculare.
2.10.
L’amministrazione ha quindi affidato alla consulente IP l’incarico per integrazione (cfr. doc. AI 31). La funzionaria incaricata, con
“Rapporto 1° incontro e/o finale”
6 luglio
2004, ha
espresso le seguenti valutazioni:
"
(...)
Dati medico teorici
In sintesi, si tratta di un assicurato _ che a causa di un infortunio <contusione all'occhio destro con relativa perdita quasi completa dell'acuità visiva> risulta essere inabile al 50% nella professione di falegname. Stando ai dati medici contenuti nell'incarto (proposta SMR del medico _ del 9.12.2003), l'A. è totalmente abile in attività che non necessitino di una visione stereoscopica (binoculare).
L'attuale attività svolta dall'A. di venditore ambulante risulta compatibile con il danno alla salute e non è presente una diminuzione del rendimento.
Dati socio professionali
II signor RI 1, dopo le scuole dell'obbligo, ha svolto l'apprendistato di falegname, ottenendo il diploma nel
1989. In
seguito ha lavorato come pattugliatore delle funivie ad _ e al S. _ e dal 1999 come falegname indipendente. A seguito di un infortunio subito a gennaio del 2002, dopo un tentativo di ripresa lavorativa al 50%, l'A. ha interrotto quest'attività. Dall'inizio del
2003 l
'A. è attivo al 50% come venditore ambulante.
Dati economici e calcolo della capacità di guadagno residua
Nell'attività di falegname indipendente l’A. ha percepito fr. 28’192 annui nel 1999, fr. 28’192 annui nel 2000 e fr. 26’300 annui nel 2001.
Confrontando i redditi conseguiti prima dell'insorgenza del danno alla salute con i salari contenuti nelle statistiche RSS teoriche (4°rango e 2° quartile), non risulta esserci una perdita di guadagno e quindi in questa situazione non vi è il diritto all'applicazione di provvedimenti professionali.
Discussione e Proposte
Ho incontrato l'A. per un colloquio il 30.6.2004; è stato convenientemente informato sulle prestazioni Al e sui vari criteri di assegnazione.
A seguito dell'infortunio all'occhio destro, il signor RI 1 non è più risultato idoneo a riprendere la sua attività di falegname. Dall'inizio del 2003 è attivo quale venditore ambulante indipendente al 50%. A suo modo di vedere il problema legato all'occhio non gli permette di lavorare a tempo pieno in quest'attività, ritiene infatti che con il passare del tempo sarà possibile aumentare la percentuale lavorativa ad un massimo del 70%. A mio avviso l'attività attualmente svolta dal signor RI 1 rientra nelle attività confacenti con il danno alla salute. Anche da un punto di vista medico teorico quest'attività risulta essere compatibile con il danno alla salute e può essere esigibile in misura completa.
L'attività di venditore ambulante non richiede una particolare qualifica. Infatti, l'A. non ha acquisito sufficienti competenze lavorative durante il suo percorso socio professionale per poter essere inserito in attività qualificate. Considerato che l'A. non ha le competenze per svolgere attività qualificate e tenuto conto delle limitazioni funzionali, si ritiene l'A. integrabile sul mercato libero del lavoro, solo in attività non qualificate che non necessitano di una visione binoculare o lavori di precisione, come per esempio venditore non qualificato, operaio di fabbrica in lavori d'imballaggio-impacchettatura o aiuto magazziniere, oppure come custode. Stando alle statistiche RSS, in un'attività non qualificata l'A. avrebbe potuto percepire da fr.
44’669 a
fr. 52’566 circa annui nel 2002.
Tenuto conto che l'A. è adeguatamente integrato nell'attuale mercato del lavoro, non ci sono i presupposti per prendere in considerazione l'eventuale aiuto al collocamento da parte dell'AI." (Doc. AI 35)
2.11. Orbene, dall’esame del
dettagliato ed esaustivo rapporto 6 luglio 2004 della consulente - in cui è stato evidenziato che nel caso di specie sono date delle opportunità reintegrative in attività non qualificate che non necessitano di una visione binoculare e che non richiedono lavori di precisione, quali quella di venditore non qualificato, operaio di fabbrica in lavori d’imballaggio-impacchettatura o aiuto-magazziniere, oppure come custode - questo TCA non può che ritenere l’assicurato abile al 100% in altre attività adeguate al suo stato di salute.
Occorre qui ricordare che c
ompito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts, op. cit., p. 228; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).
A
i fini dell'accertamento dell'invalidità ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht,
op cit., p. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347).
Ciò non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid.
4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 124).
Dall’altra parte,
l'art.
8 cpv. 1 LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, tra cui i provvedimenti professionali (art. 15-18 LAI), necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno.
Ciò non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in integrazione professionale.
D'altra parte, va ricordato che
in relazione alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa - conformemente a un principio generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali - all'assicurato incombe l'obbligo di diminuire il danno. In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, op. cit., p. 221).
Nel caso concreto non vi sono ragioni per scostarsi dalla valutazione della consulente, eseguita tra l’altro da una persona versata in questioni reintegrative.
In tale contesto, dunque, è corretto procedere al calcolo dell’incapacità al guadagno, come eseguito nella decisione contestata, considerando un reddito ipotetico da invalido conseguibile in quelle attività ritenute proponibili.
2.12.
2.12.1.
Per quel che concerne il salario da valido, nella decisione su opposizione l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo annuo di fr. 28’000.--/ fr. 29'000.--: l’Ufficio AI ha proceduto all’esame dei redditi conseguiti dall’assicurato nel corso della sua vita lavorativa e ha rilevato che anche nei periodi in cui lavorava a tempo pieno non ha mai conseguito importi superiori (cfr. doc. AI 47).
L’assicurato ha contestato il reddito da valido ritenuto dall’Ufficio AI, rilevando che a far tempo dal
1999 ha
iniziato la sua attività di falegname indipendente, dando il via contemporaneamente a lavori di ristrutturazione di uno stabile di famiglia a _ dove ora vive con la moglie (cfr. doc. I). L’assicurato ha quindi osservato di avere eseguito importanti e costosi lavori, evitando di ricorrere alle opere di terzi. Dai lavori di ristrutturazione di tale immobile è quindi conseguito un mancato reddito contabile, ma al contempo è stato immesso nell’immobile un plus valore che deve essere a suo avviso tenuto in considerazione. Egli ha pertanto chiesto che gli venga riconosciuto un reddito pari almeno a quello che avrebbe percepito un artigiano per lavori analoghi, non inferiore a fr. 58'000 come riconosciuto dal CCL 2002 (cfr. doc. I).
Come verrà esposto di seguito, anche volendo prendere in considerazione un salario da valido di fr. 58'000 il diritto a prestazioni andrebbe in ogni caso negato.
2.12.2. Riguardo al reddito da invalido, va precisato che lo stesso
va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).
La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del
reddito da invalido
è stata
oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in: RDAT II-2001, pag. 593 segg. (pagg. 602-606)).
La determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid.
3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c; RCC 1989 pag. 485 consid. 3b).
Nell’evenienza concreta, vista anche la recente giurisprudenza del TFA in materia (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01) possono essere ritenuti i salari lordi statistici relativi al Canton Ticino.
Va a questo proposito rilevato che in una sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (Inc. n. 35.2003.6), il
TCA
ha inoltre sottolineato come il TFA, che ha posto il principio della priorità dei dati statistici nazionali rispetto a quelli regionali, in alcune sue pronunzie ha confermato il reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.
Ad esempio, nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre 2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido facendo capo al valore afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla regione lemanica.
In un’altra sentenza sempre del 13 giugno 2003, il TFA ha inoltre ricordato che "(...) le circostanze del caso concreto determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche il consid. 4c non pubblicato in DTF 128 V 174).
L’Alta Corte, come detto, ha pure ritenuto non criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/ 01, consid. 4.4.).
Il TFA ha ancora ribadito questi concetti in una recente sentenza del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid. 6.3.
In ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre dunque, in assenza di dati salariali concreti, basarsi sui valori statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari.
Conformemente alla prassi di questa Corte, secondo cui la priorità deve essere attribuita ai valori statistici regionali (rispetto a quelli raccolti a livello nazionale), tornano quindi applicabili i dati afferenti al Ticino contenuti nella tabella TA13.
C
onformemente ai dati statistici salariali (valore mediano) relativi al 2000, il salario ipotetico conseguibile in attività
semplice
e ripetitiva esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, riportato su 41,8 ore (
La vie économique 9/2004, Tabella B9.2),
nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4’027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4’123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2’925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (Tabella TA 13 privato e pubblico).
Secondo i dati del 2002 (
ultima edizione disponibile
della tabella
edita dall'Ufficio federale di statistica sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari),
il salario lordo mediamente percepito in quell'anno riportato su una media di 41,7 ore settimanali (cfr. per questo aspetto, STFA del 21 luglio 2003 nella causa D., I 203/03, consid. 4.4 e "La vie économique 4-2005", Tabella B 9.2 pag. 86)
per un’attività leggera e ripetitiva (ossia il livello 4 di qualificazione) nel
settore privato
nel Cantone Ticino corrisponde a Fr. 51’266.- (Fr. 4'098.- : 40 x 41,7 x 12) per gli uomini ed a Fr. 40'945.- (Fr. 3’273.- : 40 x 41,7 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 settore privato).
Per il caso in esame, per calcolare il
reddito da invalido
dell’assicurato sulla base dei recenti citati dati statistici, si deve partire da un salario lordo di Fr. 51’266.- percepito dagli uomini nel 2002 nel settore privato per 41,7 ore settimanali di lavoro.
2.12.3.
Considerata una capacità lavorativa in attività adeguate pari al 100%
d
al raffronto di tale reddito da invalido con quello da valido di fr. 58’000
.— invocato dal ricorrente
, risulta un’incapacità al guadagno del 11.61% (
58'000 –
51'266
x 100 : 58'000), arrotondata al 12%.
Visto il risultato al quale si è appena giunti, è da ritenere che anche negli anni successivi, sino al 2005 (data d’emissione del querelato provvedimento, cfr. consid. 2.5.), con ogni verosimiglianza non sia raggiunta né la soglia del 20%, né tantomeno il tasso minimo pensionabile del 40%.
In conclusione, sulla scorta di quanto precede,
la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso dev’essere respinto.
2.13.
L'assicurato, per il tramite del suo rappresentante, ha chiesto al TCA di sentire alcuni testi e di ordinare una perizia giudiziaria volta ad accertare le menomazioni visive complessive dell’assicurato (cfr. doc. I).
Al proposito si osserva che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.
3c con riferimenti).
In concreto, alla luce degli atti di causa, questo Tribunale
ritiene la documentazione agli atti sufficiente per statuire nel merito della vertenza.