Decision ID: 6ecb32e9-563d-5c2c-ac36-88fcc49f7b4a
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con istanza 10 aprile 2003 diretta contro AP 1, Panama, l¿avv. dott. AO 1 ha chiesto al Pretore _ il sequestro in base all'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF del fondo part. n° _ RFD di _. L¿istante ha allegato di avere nei confronti della debitrice un credito di fr. 15¿100.--, oltre interessi al 5% dal 21 marzo 2003, per rifusione di spese e ripetibili accertate in diverse sentenze, già dovuto alla I_., e successivamente ceduto all¿avv. AO 1 il 4 marzo 2003.
B
. L¿11 aprile 2003, il Pretore ha decretato il sequestro come richiesto. Poiché l¿avv. _ ¿ che aveva patrocinato la debitrice nella causa giudiziaria all¿origine del credito vantato dal sequestrante ¿ aveva dichiarato di non più patrocinare la sua cliente, l¿Ufficio esecuzione di _, il 1° ottobre 2003, ha chiesto all¿Ufficio federale di giustizia di far notificare a AP 1, Panama, il decreto e il verbale di sequestro nonché il precetto esecutivo emesso a convalida del sequestro, unitamente alle loro relative traduzioni.
C.
La conferma della notifica nel Panama, avvenuta il 24 marzo 2004, è giunta all¿Ufficio esecuzione solo il 17 agosto 2004 e conteneva uno scritto 31 marzo 2004, mediante il quale AP 1 interponeva opposizione al sequestro ai sensi dell¿art. 278 LEF, ritenendolo manifestamente abusivo in quanto ¿ a suo dire ¿ il credito fatto valere dall¿istante non sarebbe esistito.
D.
Il 31 agosto 2004, il Pretore ha citato le parti a un¿udienza da tenersi il 1° settembre 2005 (data poi apparentemente posposta al 1° dicembre 2005 con nuova citazione del 21 settembre 2004) e ha chiesto l¿assistenza dell¿Ufficio federale di giustizia per la notifica della convocazione destinata a AP 1 Il 3 settembre 2004, detto Ufficio ha invitato la Pretura a trasmettere la sua domanda di notifica all¿autorità competente di Panama con la traduzione in lingua spagnola del documento debitamente autenticato a cura della cancelleria cantonale. Non risulta dall¿incarto che ciò sia stato fatto.
Il 7 aprile 2005, il Pretore ha fissato a AP 1 un termine di 30 giorni per versare l¿importo di fr. 500.-- quale anticipo della tassa di giustizia e delle spese, pena lo stralcio della causa. Questa richiesta è stata in un primo tempo, e più precisamente l¿8 aprile, spedita alla debitrice con raccomandata estera, ma è ritornata in Pretura senza essere stata distribuita a causa di un recapito in apparenza insufficiente (¿direcciòn insuficiente¿). Il 3 giugno 2005, la Pretura ha chiesto l¿assistenza dell¿Ufficio federale di giustizia per la notifica in Panama di questa assegnazione di termine (debitamente autenticata dalla Cancelleria dello Stato). Dall¿incarto non risulta che tale richiesta abbia avuto buon fine.
All¿udienza del 1° dicembre 2005 si è presentata solo la parte sequestrante.
D.
Con sentenza 1° dicembre 2005, il Pretore ha respinto l¿opposizione di AP 1, ritenendo inconfutabile l¿esistenza del credito vantato dal sequestrante, in base alle sentenze 10 settembre 2002 del Tribunale federale, 2 ottobre 2002 della seconda Camera civile del Tribunale d¿appello e 31 ottobre 2002 del Pretore _, in relazione con la cessione di credito del 4 marzo 2003.
E.
Con appello 23 febbraio 2006, AP 1, per l¿occasione di nuovo rappresentata dal medesimo studio legale che l¿aveva patrocinata nella causa di merito, chiede l¿accoglimento della sua opposizione e la revoca del sequestro.
L¿appellante si duole di una violazione del suo diritto di essere sentita, in quanto non ha ricevuto la citazione all¿udienza di discussione e afferma che la sentenza impugnata le è giunta per posta, il 13 febbraio 2006, e non tramite la via diplomatica prescritta dall¿ordinamento giuridico svizzero in assenza di accordi internazionali, via che è invece stata correttamente seguita per la citazione all¿udienza di rigetto definitivo dell¿opposizione interposta all¿esecuzione di convalida del sequestro (inc. _).
F.
Nelle sue osservazioni, il sequestrante ritiene l¿opposizione al sequestro superata dalla dichiarazione di compensazione espressa dalla società sequestrata all¿udienza del 1° dicembre 2005 di discussione dell¿istanza di rigetto definitivo (cfr. doc. 3 allegato alle osservazioni), che a suo dire conterrebbe la rinuncia a contestare l¿esistenza del credito posto a fondamento del sequestro.

Considerando
in diritto:
1.
La decisione del giudice del sequestro ¿ sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad art. 278) ¿ che statuisce sull¿opposizione (ai sensi dell¿art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo può essere impugnata entro dieci giorni davanti all¿autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell¿appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8¿000.--. L¿autorità superiore deve verificare ¿ sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti ¿ se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore ¿ e contestate dalle controparti ¿ è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr.
Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad § 51;
Reeb
, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 482).
2.
Secondo l¿art. 20 cpv. 1 LEF, le parti alla procedura di opposizione al sequestro (art. 278 LEF) devono essere sentite prima dell¿emanazione della sentenza. Visto il rinvio dell¿art. 25 LALEF all¿art. 122 CPC, la parte con domicilio o sede all¿estero deve essere citata nei modi consentiti dai regolamenti postali o per il tramite dell¿Autorità giudiziaria del luogo, riservate le disposizioni dei trattati internazionali. Anche se il diritto cantonale sembra consentirlo, non appaiono ammissibili notifiche in via postale di atti giudiziari a destinazione di Stati non firmatari di convenzioni nell¿ambito dell¿assistenza giudiziaria internazionale, poiché viceversa la Svizzera considera intimazioni di questo genere sul suo territorio una violazione della propria sovranità, costitutiva di reato penale (art. 271 n. 1 CP; DTF 124 V 50, cons. 3a; linee direttive in merito all¿assistenza giudiziaria in materia civile dell¿Ufficio federale di giustizia, 3a ed., Berna 2003, p. 2 ad B, p. 4 ad 5 e p. 10 ad 2.2, con il rilievo che l¿argomento fondato sul principio di reciprocità ai sensi dell¿art. 21 della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati potrebbe essere messo in dubbio nei casi ¿ come quello in esame ¿ in cui appunto non è applicabile alcun trattato internazionale). Del resto, il Tribunale federale ha confermato la necessità di una notifica in via diplomatica di atti esecutivi da notificare nel Panama (DTF 129 III 556 ss.) ¿ che tra l¿altro erano destinati proprio alla parte qui appellante e concernevano la medesima procedura di sequestro ¿ e non si vedono motivi per non ritenere lo stesso principio applicabile anche agli atti giudiziari. In verità, nel caso concreto, la questione potrebbe anche essere lasciata aperta, perché risulta dagli atti che la notifica postale della citazione all¿udienza di discussione è comunque fallita (cfr. anche l¿ammissione del sequestrante in sede di osservazioni, p. 5 ad 3). La sentenza impugnata va quindi annullata e l¿incarto retrocesso al primo giudice per nuova decisione, previo citazione delle parti ad una nuova udienza di discussione. Il diritto essere sentito è comunque di natura essenzialmente formale, la cui violazione determina l¿annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 125 I 118, cons. 3; CEF 6 marzo 2001 [15.00.200], cons. 2).
3.
A titolo aggiuntivo, si considera poi irrilevante -a questo stadio della causa- che l¿appellante abbia sollevato eccezione di compensazione in sede di discussione dell¿istanza di rigetto definitivo dell¿opposizione (ai sensi dell¿art. 74 LEF); infatti, tale dichiarazione non costituisce ritiro dell¿opposizione al sequestro (ai sensi dell¿art. 278 LEF) e nemmeno la conferma di quest¿ultima può essere qualificata di abuso manifesto di diritto come invece pretende la parte appellata, perché l¿appellante avrebbe potuto ¿e potrà¿ invocare la compensazione anche in occasione dell¿udienza di discussione dell¿opposizione al sequestro, così come potrà portare altri argomenti, l¿art. 20 cpv. 2 LALEF non prevedendo alcuna limitazione a scapito dell¿istante nella facoltà di motivare la propria domanda soltanto in sede di udienza (CEF 16 dicembre 2004 [14.04.88/89], cons. 3.2; CEF 22 gennaio 2003 [14.02.101], cons. 2).
4.
L¿appello 23 febbraio 2006 di AP 1 va quindi accolto
La tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.
Richiamati gli art. 271 ss.
LEF, 20, 25 LALEF, 122 CPC, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,