Decision ID: 0f5c0c9f-9bab-5df5-881d-cb755b8ae34e
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 31 marzo 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 30 gennaio 2006 (cfr. doc. 55) con cui a RI 1, nato il _, è stata assegnata una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili per il periodo dal mese di gennaio 2006 al mese di agosto 2006.
L’USSI al riguardo ha in particolare rilevato:
"
(...)
Nel mese di ottobre 2005 l'assicuratore malattia _ di _ ci informava che la sua famiglia risultava in arretrato con il pagamento degli oneri assicurativi.
Il 24 ottobre 2005 le veniva trasmessa in copia la nostra corrispondenza indirizzata all'_ in cui si informava che a decorrere dal 1° gennaio 2006 i premi LAMal per la famiglia, al netto del sussidio cantonale sarebbero stati trattenuti e versati direttamente all'assicuratore.
Dopo essere entrati in possesso del sussidio cantonale Cassa malati definito per il corrente anno, il 30 gennaio 2006 l'Ufficio scrivente emanava la decisione valida per il periodo 1° gennaio 2006/31 agosto 2006.
Questi gli estremi considerati ai fini del calcolo:
Composizione dell'unità di riferimento
signor RI 1, signora _, figlia _
➣
A) REDDITO computabile USSI
Nessun reddito computato
➣
B) SOSTANZA computabile
Nessun importo computato
➣
C) SPESE computabili
Premio cassa malati (quota cantonale media ponderata) Fr. 10'970.-- annui
Spesa per l'alloggio (residenza a _ c/o Casa _) Fr. 18'000.-- annui
Totale Fr. 28'970.-- annui
NB. Importo massimo deducibile per l'alloggio di un'unità di riferimento di 3 persone ai sensi di legge: Fr. 18'000.-- spese accessorie comprese.
Determinazione della lacuna di reddito dell'unità di riferimento:
fabbisogno mensile secondo i limiti
definiti dal Dipartimento della sanità e
della società per tre persone Fr. 2'092.--
+ totale spese computabili Fr. 28'970.- : 12 Fr. 2'414.--
./. partecipazione al premio dell'assicurazione
contro le malattie Fr. 751.--
Lacuna di reddito/assegno mensile Fr. 3'755.--
Questa prestazione è così suddivisa:
○
Fr. 3'427.80 versati alla famiglia _ per le spese indicate a pagina
3 della decisione
○
Fr. 327.20 versati direttamente alla _
_
Ai nostri atti, risulta una copia recente di una decisione dell'Ufficio delle borse di studio e dei sussidi che non accoglie una richiesta per l'assegno professionale inoltrata dalla figlia _ per la frequenza di un corso linguistico di inglese a _ in quanto lo stesso ha in programma 20 ore di lezione settimanali allorquando è richiesta la frequenza di corsi con almeno 25 ore la settimana; mentre che la richiesta per la frequenza del corso di tedesco a _ dal 4 ottobre 2005 al 24 novembre 2005 è stata accolta con un sussidio di Fr. 2'700.-- (la domanda è stata esaminata tenendo conto dei criteri previsti dal Regolamento delle borse di studio così si è espresso il competente ufficio cantonale).
In conclusione lo scrivente Ufficio ritiene opportuno confermare:
- Le prestazioni assistenziali ordinarie (differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d'intervento dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps - nel suo caso la partecipazione al premio Cassa malati) sono sempre state concesse in modo corretto.
Infatti, nel caso della sua unità di riferimento le prestazioni corrispondono ai limiti definiti annualmente dal Dipartimento della sanità e della socialità, più l'aggiunta dei costi alloggiativi sino al massimo di legge consentito e il premio assicurativo dovuto alla Cassa malati al netto del sussidio cantonale;
- per quanto concerne le spese di locazione il massimo considerabile ai fini del calcolo assistenziale corrisponde a quanto definito all'art. 9 Laps: per le unità di riferimento composte da più di due persone è conteggiato l'importo della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI per coniugi maggiorato del 20%; concretamente Fr. 15'000.-- + Fr. 3'000.-- = Fr. 18'000.--. Per il motivo citato è pertanto impossibile considerare l'importo di Fr. 2'000.-- mensili da lei inserito nella tabella di calcolo personalizzata annessa alla lettera del 1° marzo 2006 indirizzata al signor _, _ della Divisione dell'azione sociale;
- le spese di elettricità, manutenzione e infrastrutture da lei indicate in Fr. 800.-- il mese, sempre nella tabella di cui sopra, sono già conteggiate nell'ambito del fabbisogno mensile di Fr. 2'092.--. Infatti con le decisioni inviatele abbiamo sempre allegato una nota in cui si indicavano le spese già considerate nel calcolo assistenziale;
- nessuna prestazione speciale può essere riconosciuta (lei chiede un supplemento integrativo per computer di Fr. 2'000.--). Il Capitolo C 1.2 della COSAS da lei citato indica le spese che possono essere calcolate per l'esercizio di un'attività lavorativa; ciò non è nel suo caso;
- sono pure non considerabili le altre spese mensili da lei indicate per "abitazione di emergenza per l'emarginazione di Fr. 1'500.--, dell'_ con pasti fuori casa di _ di Fr. 2'700.-- e di spese di lavoro, difesa, spese giudiziarie di Fr. 400.--";
- i contributi AVS, poiché non conteggiati, sono riconosciuti in separata sede (vanno inviati i conteggi trimestrali della Cassa di compensazione al nostro Ufficio);
- è escluso ogni intervento per frequenze scolastiche della figlia in quanto la competenza per la decisione di attribuzione dell'assegno, se del caso, spetta all'Ufficio delle borse di studio e dei sussidi.
In questa sede vorremmo ribadire che le norme COSAS, da lei più volte citate, sono delle raccomandazioni; esse acquistano un carattere vincolante solo con la legislazione cantonale.
Ebbene la Legge sull'assistenza sociale tuttora in vigore all'art. 48 recita quanto segue:
-
Il Dipartimento designato dal Consiglio di Stato (Dipartimento della sanità e della socialità) è l'Autorità cantonale competente in materia di assistenza. Esso svolge i compiti e le attività assistenziali previsti da questa legge, e in particolare:
a) stabilisce la soglia d'intervento di cui all'art. 19
b) ...
c) ...
d) ...
In questo ambito il Dipartimento della sanità e della socialità ha emanato delle direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 che stabiliscono per un'unità di riferimento di 3 persone (con la terza persona convivente di più di 16 anni) l'importo di Fr. 2'092.--.
Le altre raccomandazioni della COSAS vengono assunte dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento solo in cui sono compatibili con la Legge ed il Regolamento di applicazione.
Lei ha elencato delle spese che in ogni caso non possono essere riconosciute ai fini assistenziali.
Pertanto lo scrivente ufficio non può procedere alla modifica del calcolo assistenziale." (Doc. IIbis)
1.2. Contro la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, esprimendosi come segue:
"
Contro la decisione sopra nominata faccio ufficialmente ricorso per la mancanza del rispetto dei
miei diritti sulla base della legge LAS e dello SKOS svizzero, che è l'orientamento legale nella
applicazione della LAS.
Purtroppo per mancanza di tempo non siamo ancora in grado di fornire le motivazioni, oltre che di
allegare copia del nostro reclamo fatto all'ufficio USSI del 21.2.2006.
Non appena avremo fatto ricorso per denegata giustizia contro tutti i 5 nostri precedenti ricorsi
che sono rimasti senza risposta, come pure conferma adesso lo scritto allegato (1) dell'uff. delle
azioni sociali, tramite il quale solamente adesso per noi ciò è anche possibile farli, saremo anche
in grado di motivare questo ricorso, e spiegare i fatti sul perché qui si tratta di un'emarginazione e
criminalizzazione illegale coordinata da quelle professioni giuridiche coinvolte in queste faccende, completamente all'infuori dalle strutture democratiche, dove di conseguenza anche quest'autorità
deve dimostrare di non far parte di queste istituzioni usate abusivamente e privatamente coordi
natamente per realizzare quest'illegalità nelle strutture democratiche. Questo perché tutte le
istituzioni e i loro funzionari e giuristi da noi coinvolti operano all'unisono fuorilegge e bloccano
qualsiasi verifica indipendente, in quanto obbligati da quelle influenze illegali, ciò che è facile da
verificare per giuristi con coraggio, perché non tutti i giuristi hanno automaticamente un carattere
negativo. Noi siamo convinti che vengono ricattati da una posizione centrale che ha influenza
sulla loro carriera. Da parte nostra crediamo per questi motivi di avere il diritto di chiedere la
dimostrazione a questo tribunale, già coinvolto in diversi ricorsi come autorità di ricorsi, di darci la
sicurezza di non operare all'infuori del proprio obbligo di cura verso di noi, ciò che invece tutti i
giuristi da noi coinvolti fanno e sembra devono fare come dipendenti dalla loro carriera. Proprio la
mirata esclusione del loro obbligo di cura verso di noi e i nostri diritti è il mezzo illegale per poter avere potere illegale su di noi, con la sicurezza di essere protetti da quei colleghi nella giustizia,
cosa dimostrano i diversi casi, nei quali anche il tribunale per i nostri ricorsi non ha applicato la
necessaria verifica della situazione giuridica.
Noi che siamo
profi
nella funzionalità di grandi sistemi, qui applicati nella democrazia, siamo
anche in grado di dare chiari parametri che definiscono il vostro operato come corretto o corrotto come gli altri operati di quelle professioni giuridiche coinvolte da noi, sui quali il CdS da noi informato fino ad oggi non ha preso posizione.
Perciò basandoci sulle nostre esperienze precedenti negative, diamo noi già i criteri per una
valutazione per istituzioni corrotte o democraticamente corrette, perché proprio la giustizia e i
suoi giuristi per realizzare la nostra emarginazione non hanno voluto fare una verifica indipen
dente, perché il nostro nome e già coordinato con l'emarginazione, che i giuristi da noi coinvolti
realizzano all'infuori della democrazia, cosa si può solamente scoprire tramite una verifica senza i
loro interessi. Adesso è il compito di questo tribunale amministrativo di agire, e quando questo
ufficio non verificherà la complessità totale di questa illegalità, e si concentra solo sul operato di
un dipendente da queste vigliacco-strutture dalle responsabilità delegate dalle quali dipende
anche il sig. _, perchè sotto la sua responsabilità, naturalmente ufficiale, via il proprio istituto
è stato già realizzato il primo tentativo di criminalizzarmi. Per questa ragione per noi e già una
manipolazione di occuparsi solamente delle decisioni di questo impiegato che deve ubbidire, e
non avviare un'inchiesta democratica su tutta la complessità che ha creato me un swiss made
dipendente dall'assistenza sociale. La vera conseguenza è quella, perché non si è potuto fregarci via banca la nostra tecnologia da coloro che bloccano anche l'intervento dello stato, per la speculazione di una banca con i valori dei propri clienti. Questa passività in questa illegalità non succe
de per caso e non per caso non si vogliono fare inchieste in merito.
Allora, un'inchiesta indipendente senza la partecipazione di quelle professioni giuridiche e i loro
dipendenti che da noi come coinvolti sono chiaramente corrotti e obbligano terzi di operare nella illegalità, non può più essere operata democraticamente corretta per questo ricorso. Qui ci vuole
una commissione guidata da democratici che non sono giuristi e che non dipendono dal loro
sistema di dipendenza. Sotto questa guida di democratici indipendenti e la nostra partecipazione
con il diritto di ricorsi contro la maniera di verificare e con la partecipazione dei rappresentanti
dell'etica e della funzionalità nella società, solamente così sarà ancora possibile eseguire una
corretta verifica, che noi chiediamo, prima di una qualsiasi decisione da questo tribunale.
Quando questa inchiesta indipendente non verrà fatta, allora abbiamo nuovamente da fare con
una giustizia illegale del secondo potere illegale fuori dal monopolio del potere dello stato, che ci
crea tramite la voluta ignoranza dell'obbligo di cura verso di noi, per poter avere il potere illegale
su di noi, senza una possibilità di difesa per noi già da oltre 17 anni, per realizzare così una
emarginazione e criminalizzazione via ogni istituzione democratica a disposizione per questa
influenza centrale. Queste azioni di ogni singolo giurista coinvolto sembrano nascoste per la loro
decentralizzazione tramite diverse istituzioni ma sempre con una coordinazione centrale, che ci
hanno già preannunciato queste difficoltà da oltre 10 anni se non si ubbidiva a questi gangster.
Perciò solamente dopo una verifica dei fatti, tramite una inchiesta ufficiale, per noi privati sarà
anche solamente possibile avere le giuste argomentazioni per motivare il nostro corretto e com
pleto ricorso.
Inoltre facciamo notare che solamente essere a conoscenza dell'illegalità nell'operato nello stato
dà l'obbligo a questo tribunale di avviare un'inchiesta in merito.
Inoltre facciamo pure notare che la responsabilità di ogni funzionario e giurista nello stato, nel
caso in cui lui non dovesse seguire il proprio obbligo di cura nel suo operato, la propria respon
sabilità non può essere trasferita a un'autorità statale come certe leggi che proteggono il funzio
nano sembrano far sembianza.
PS: P.f. non si dimentichi che noi ci troviamo sempre in un'abitazione d'emergenza che ci è stata provocata tramite l'influsso della coordinazione di quelle professioni giuridiche da noi coinvolte e
da dove dobbiamo preparare la nostra difesa e dove anche è stata deviata la nostra posta.
(...)." (Doc. I)
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).
1.4. Il 15 maggio 2006 RI 1 ha trasmesso uno scritto redatto in lingua _ che è stato inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. VII).
A seguito di una lettera dell’USSI del 23 maggio 2006 (cfr. doc. IX), il TCA ha assegnato al ricorrente un termine di quindici giorni per inoltrare la traduzione in lingua italiana dello scritto del 15 maggio 2006 (cfr. doc. X).
Il testo tradotto in italiano dal ricorrente è pervenuto al TCA il 13 giugno 2006 ed è stato immediatamente inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. XII).
L’Ufficio resistente si è espresso in merito il 22 giugno 2006 (cfr. doc. XIII).
1.5. Il doc. XIII è stato trasmesso al ricorrente per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).
RI 1 si è pronunciato al riguardo il 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV + XV1-3).
I doc. XV + XV1-3 sono stati inviati all’USSI per conoscenza (cfr. doc. XVI).
1.6. Il 23 luglio 2006 il ricorrente ha formulato delle nuove osservazioni, alle quali ha allegato alcuni documenti.
In particolare egli ha indicato di avere contattato il competente Ufficio dell’assistenza sociale in _ al fine di ottenere la documentazione che lo concerne per poi inviarla al TCA (cfr. doc. XVII +1/3).
1.7. Il 23 agosto 2006 RI 1 ha mandato tramite posta elettronica dei documenti relativi a una procedura esecutiva (cfr. doc. XVIII; XIX).
1.8. Questa Corte, il 26 settembre 2006, ha assegnato al ricorrente un ultimo termine perentorio di venti giorni per produrre la documentazione menzionata nello scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).
1.9. Il 6 ottobre 2006 l’insorgente ha trasmesso un nuovo messaggio di posta elettronica con annessi ulteriori documenti (cfr. doc. XXI).
1.10. Il ricorrente, il 18 ottobre 2006, ha inviato degli atti supplementari, fra i quali uno scritto a questa Corte del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXII 1-3).
1.11. Il 19 ottobre 2006 sono pervenuti al TCA ulteriori documenti da parte di RI 1 (cfr. doc. XXIV + allegati).
1.12. Il Presidente del TCA, il 19 ottobre 2006, ha trasmesso all’insorgente uno scritto in relazione allo scritto di quest’ultimo del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXVI; XXIV4).
1.13. I doc. XVII, XVIII; XIX; XX; XXI; XXII; XXIV; XXV; XXVI con la relativa documentazione sono stati inviati per conoscenza il 20 ottobre 2006 all’Ufficio resistente (cfr. doc. XXVII).
1.14. Il 25 ottobre 2006 il ricorrente ha inviato al TCA una lettera per posta elettronica (cfr. Doc. XXVIII) in relazione allo scritto del Presidente del TCA del 19 ottobre 2006 (cfr. Doc. XXVIII1) ed un allegato (cfr. Doc. XXVIII2).
Anche questa documentazione è stata trasmessa all'USSI il 27 ottobre 2006 per conoscenza (cfr. Doc. XIX).

in diritto
2.1. Preliminarmente va rilevato che RI 1, con scritto del 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV), ha invocato il fatto di non conoscere la composizione della Corte che si pronuncerà sul suo ricorso contro la decisione su reclamo del 31 marzo 2006 emessa dall’USSI.
Al riguardo va rilevato che il diritto a un tribunale indipendente e costituito conformemente alla legge, di cui all’art. 30 Cost. e all’art. 6 CEDU, implica il diritto dell’interessato di conoscere il nome delle persone che emaneranno, rispettivamente hanno emanato, la sentenza. In tal modo egli potrà, se del caso, far valere eventuali motivi di ricusazione.
Tale diritto è garantito, allorché il nome dei giudici della Corte competente è indicato nella sentenza, viene comunicato mediante uno scritto separato o può essere dedotto da una pubblicazione accessibile al pubblico, come ad esempio una guida emessa dal Cantone (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa X., I 40/00, consid. 1; DTF 114 Ia 278 consid 3b; DTF 114 V 61 consid. 2b; DTF 117 I1 322 consid. 1c; SVR 2001 BVG Nr. 7 pag. 27).
In concreto la composizione del TCA oltre che facilmente reperibile sul sito del Cantone Ticino, e meglio alla pagina www.ti.ch/generale/PG/TA/pubblico/TCA/composizione (dalla documentazione agli atti emerge che il ricorrente utilizza internet (cfr. doc. 62)) è nota al ricorrente che negli ultimi tempi ha ricevuto diverse sentenze del TCA (cfr. STCA del 24 agosto 2006 relativa alla ricusa del vicecancelliere avv. _; sentenze del TCA del 11 ottobre 2006 concernenti gli inc. 42.2006.7-8-9-10).
In simili condizioni, il diritto di conoscere la composizione personale del Tribunale giudicante è nel caso in esame rispettato.
2.2. Oggetto del contendere è soltanto la questione di sapere se l’importo della prestazione assistenziale riconosciuta a RI 1 per il lasso di tempo dal mese di gennaio al mese di agosto 2006 è o meno corretto.
Con riferimento all’abbondante documentazione inviata dal ricorrente, si ricorda che la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
In particolare in una sentenza pubblicata in DTF 125 V 4-3 (n. 19) il TFA ha ricordato che:
"
2.- a) Nach der Rechtsprechung (BGE 110 V 48 und seitherige Urteile) bilden Anfechtungsgegenstand im verwaltungsgerichtlichen Beschwerdeverfahren, formell betrachtet, Verfügungen im Sinne von Art. 5 VwVG (vgl. BGE 124 V 20 Erw. 1,25 Erw. 2a, je mit Hinweisen) und -materiell - die in den Verfügungen geregelten Rechtsverhältnisse."
Nella presente fattispecie la decisione su reclamo del 31 marzo 2006 riguarda esclusivamente l’assegnazione di una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili per il periodo gennaio-agosto 2006.
Ogni altra questione esula dalla presente vertenza. Di conseguenza questa Corte non può chinarsi su altre problematiche diverse da quella che riguarda l’entità della prestazione assistenziale attribuita all’insorgente per l’arco di tempo gennaio-agosto 2006.
2.3. RI 1 è di nazionalità _ e risiede in Svizzera.
Per quanto attiene all’applicazione dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC) entrato in vigore Il 1° giugno 2002, va osservato che le prestazioni assistenziali non rientrano nel campo di applicazione materiale dell’Accordo, il quale concerne il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale in senso stretto
(anche denominate più semplicemente assicurazioni sociali; cfr. B. Kahil-Wolff-P.J. Greber "Sécurité sociale:
aspects de droit national, international et européen". Ed. Helbing Lichterhahn, Ginevra, Basilea, Monaco - Bruylant, Bruxelles - L. G. D. J., Parigi, 2006 pag. 311: "Seuls sont exempts l'assurance sociale et médicale, ainsi que les régimes de prestations en faveur des victimes de la guerre").
Infatti l’art. 4 n. 1 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 del 14 giugno 1971 applicato dalle parti contraenti nell’ambito delle loro relazioni giusta l’art. 1 cpv. 1 dell’Allegato II dell’Accordo, elaborato sulla base dell’art. 8 ALC e facente parte integrante dello stesso (cfr. art. 15 ALC), in unione con la Sezione A di tale allegato, enuncia espressamente che rientrano nel campo di applicazione “ratione materiae” del Regolamento:
a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni d'invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (cfr. STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 5, 6).
Le prestazioni assistenziali costituiscono, per contro, dei vantaggi sociali ai sensi dell’art. 9 cpv. 2 dell’Allegato I dell’Accordo (a proposito dei vantaggi sociali cfr. DTF 132 V 184 consid. 6 e B. Kahil-Wolff-P.J. Greber, op. cit., pag. 294-296). Esse, pertanto, sono sottoposte alle regole di coordinamento applicabili ai vantaggi sociali, fra le quali figura il
divieto di discriminazioni dirette ed indirette fondate sulla nazionalità, in ossequio a uno dei principi cardine sui quali si fonda l’Accordo, ossia la parità di trattamento di cui all’art. 2 ALC (cfr. SVR 2003 AHV Nr. 6 pag. 15; RtiD II-2005 n. 65).
In concreto l’USSI ha fissato le prestazioni assistenziali spettanti a RI 1 applicando gli stessi criteri che utilizza per determinare quelle dei cittadini svizzeri.
Non è, quindi, ravvisabile alcuna violazione del principio di non discriminazione.
Relativamente alla Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la _ concernente l’assistenza agli indigenti del 14 luglio 1952, menzionata a più riprese dal ricorrente, va rilevato che la _ ha denunciato tale convenzione tramite una nota del 22 settembre 2005. Questa denuncia ha esplicato i propri effetti, ovvero l’abrogazione della convenzione, a decorrere dal 31 marzo 2006.
La convenzione citata agli art. 1, 2 e 3 prevedeva che:
"
Articolo 1
(1) Ciascuna delle parti contraenti s'impegna a concedere ai cittadini indigenti dell'altra parte residenti sul suo territorio, come ai suoi propri cittadini e alle stesse condizioni, l'assistenza di cui hanno bisogno.
(2) In Svizzera, l'assistenza è retta dalla legislazione dei Cantoni in materia d'assistenza giudiziaria, nella _, dalla legislazione sull'assistenza.
(3) Le prestazioni comprendono in particolare, le spese usuali di sostentamento nel luogo di domicilio, le cure mediche e quelle in stabilimenti ospedalieri. Se ne è il caso, esse comprendono parimente una sepoltura conveniente (decorosa).
Articolo 2
(1) Lo stato di residenza assume le spese di assistenza, comprese quelle relative a prestazioni speciali, per un periodo massimo di trenta giorni dall'inizio dell'indigenza.
(2) Se in singoli casi, prestazioni d'assistenza devono essere concesse ripetutamente e dopo interruzione, e se fra due periodi assistenziali trascorrono più di dodici mesi, le spese saranno nuovamente a carico dello Stato di residenza durante trenta giorni.
Articolo 3
Lo Stato d'origine provvede affinché tutte le ulteriori spese d'assistenza per l'indigente fino al giorno dell'eventuale rimpatrio siano rimborsate allo Stato di residenza. È riservato l'articolo 5, terzo capoverso."
La Convenzione conteneva dunque anch'essa il principio di non discriminazione.
Per quanto concerne la situazione, posteriormente alla denuncia della Convenzione del 1952, dei cittadini _ residenti in Svizzera, in uno scritto del 15 giugno 2005 indirizzato ai Dipartimenti cantonali degli affari sociali l’Ufficio federale di giustizia ha peraltro precisato che:
"
1. Conséquences pour les ressortissants _ résidant en Suisse
Les ressortissants _ au bénéfice d'un titre de séjour en bonne et due forme pourront, comme jusqu'à présent, demander à recevoir de l'aide sociale cantonale. Nous partons du principe que tous les cantons allouent aux ressortissants étrangers résidant dans notre pays la même aide sociale qu'aux ressortissants suisses. Rien ne devrait dès lors changer pour les bénéficiaires de l'aide sociale. A cet égard, les autorités cantonales ou les homes ne devraient pas - comme cela s'est déjà produit dans quelques cas isolés - inviter les bénéficiaires _ de l'aide sociale, en raison de la prochaine dénonciation, à rechercher en _ une solution pour la prise en charge des frais."
In simili circostanze, il ricorrente nulla può dedurre a suo favore dal richiamo di questa Convenzione internazionale.
2.4. A seguito di uno scritto del ricorrente del 23 luglio 2006 in cui ha indicato di avere contattato il competente Ufficio dell’assistenza sociale in _ al fine di ottenere la documentazione che lo concerne per poi trasmetterla al TCA (cfr. consid. 1.6.; doc. XVII), questa Corte, il 26 settembre 2006, gli ha assegnato un ultimo termine perentorio di venti giorni per produrre la documentazione menzionata nello scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).
Con scritti del 6 ottobre e del 18 ottobre 2006 il ricorrente ha chiesto di prolungare il termine di venti giorni accordatogli (cfr. doc. XXI; XXII).
La concessione di una proroga nel caso concreto non si giustifica.
In primo luogo, il termine di venti giorni accordatogli dal TCA era un termine perentorio e lo stesso è stato fissato il 26 settembre 2006, perciò due mesi dopo lo scritto del ricorrente del 23 luglio 2006.
Inoltre, alla luce anche di quanto esposto al considerando precedente, non si vede in che modo l’eventuale documentazione menzionata dall’insorgente richiesta al
“competente Ufficio dell’assistenza sociale in _”
potrebbe influire sull’esito della presente vertenza.
Infine, le procedure davanti al TCA sono rette dal principio della rapidità della procedura (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA applicabile per analogia anche alle altre materie di competenza del Tribunale delle assicurazioni; su questo principio cfr. STCA dell'11 ottobre 2006, 42.2006.7 concernente il ricorrente).
2.5. Il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost. fed., il quale prevede che:
"
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza dignitosa."
A tale proposito in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004, pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:
"
(...)
4.- L’art. 12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse. Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun, elle porte seulement sur les moyens indispensables à la survie dans une situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les soins medicaux (ATF 130 I 71 consid.
4.1 p. 75). Aux termes de l'art.
1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence, elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin, l'assistance publique.
Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi, mal fondé."
In una sentenza del 3 gennaio 2006 nella causa X., 2P.310/2005, con la quale ha respinto, nella misura in cui è ammissibile, un ricorso di diritto pubblico contro la sentenza del TCA pubblicata in RTiD I-2006 pag. 36 seg., il Tribunale federale ha in particolare sottolineato che:
"
Il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 12 Cost., che disciplina il diritto fondamentale all'aiuto minimo in situazioni di bisogno. Sennonché nel caso concreto oggetto di giudizio non è l'erogazione di mezzi indispensabili per poter sopravvivere, ma prestazioni assistenziali ordinarie riconosciute in virtù del diritto cantonale (e il cui ammontare, sia rilevato di transenna, è di solito più elevato rispetto a quello dell'aiuto minimo). Va poi osservato che il ricorrente non pretende né dimostra, perlomeno non conformemente a quanto richiesto dall'art. 90 OG, che l'importo da lui percepito mensilmente sia insufficiente per poter condurre una vita dignitosa. Su questo punto il gravame sfugge pertanto ad un esame di merito. Ad ogni modo, non è dato da vedere in che le considerazioni sviluppate al riguardo dalla Corte cantonale potrebbero essere ritenute prive di pertinenza e, di conseguenza, inficiate d'arbitrio."
In un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, pubblicata in DTF 131 I 166, il TF ha precisato che:
"
(...)
3.1. Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4. März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998 S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3. Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen).
Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern 2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E. 2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz, Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S. 29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)."
(STF del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)
Al riguardo cfr. anche la sentenza del Tribunale federale del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, consid. 3.
Il TFA, dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:
"
(...)
4.2.3 Le recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes, cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et 689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité sociale.
Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence."
(SVR 2004 IV N. 23 pag. 71)
In merito alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio 2005 nella causa X., 2A.692/2004.
Anche l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale - a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità umana e alle cure mediche essenziali.
La garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale (in proposito cfr. l'art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno).
Va comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz. 2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5).
Infine, in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha ricordato che, in materia di prestazioni assistenziali, vige il principio della sussidiarietà:
"
(...) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).
Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und 191)."
(RAMI 2005 pag. 30)
2.6. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone T
icino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Preliminarmente va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Tali modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
Esse non sono tuttavia applicabili nel caso concreto.
Infatti nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Nel caso in esame l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, con decisione su reclamo del 31 marzo 2006 ha accordato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- al mese per il periodo dal mese di gennaio al mese di agosto 2006.
In quel lasso di tempo le ultime modifiche della LAS e della Laps, non erano ancora in vigore.
Esse verranno comunque indicate per completezza nei considerandi seguenti.
L’art. 1 Las stabilisce quanto segue:
"
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)
Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)
Principio basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).
Come già risulta dal consid. 2.5. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà.
Al riguardo l’art. 2 Las prevede:
"
Le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali. (cpv. 1)
In particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."
(cpv. 2)
L’art. 13 Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate
le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie
a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Le prestazioni assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo. Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).
Secondo l’art. 3 Las:
"
Le prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da consentirne un conveniente inserimento nella società."
Come evidenziato al consid. 2.5., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di Stato,
Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).
2.7. Per quanto concerne il titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:
"
Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)
Le persone con sola dimora assistenziale hanno per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)
Sono riservate le disposizioni del diritto federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)
Delle eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:
"
Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a
a) richiedenti l’asilo e
b) persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora. (cpv. 1)
Nello stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)
II Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."
2.8. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Sono queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente, nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Al riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata del
le prestazioni assistenziali propriamente dette
sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate
(cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS; cfr. DTF 132 III 102) che corrisponde in lingua tedesca alla “Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe (SKOS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 24 gennaio 2006, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la
COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2006 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
+ 269.--
-
+ 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS):
per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34)
Le Disposizioni COSAS non sono vincolanti per il Cantone Ticino, contrariamente a quanto sembra sostenere il ricorrente (cfr. doc. XI, pag. 1, Doc. XXVIII3, pag. 4-5).
Il TCA constata infatti che l’art. 19 Las rinvia alle direttive COSAS, indicando, come visto, che la soglia di intervento viene definita “tenuto conto” delle stesse. Ciò non implica, dunque, un adeguamento integrale alle medesime.
Giova d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che
“...sono delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali private”
e che
“... acquistano un carattere vincolante solo con la legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”
. Infine esse precisano che
“... sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali”
(cfr. Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).
La scelta operata dal Cantone Ticino (cfr. consid. 2.5; 2.6.) è dunque diversa da quella effettuata da altri Cantoni.
Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P 196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che:
"Le règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale (art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt 2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid.
2b)"
e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X., 2P.158/2006 nella quale il TF ha sottolineato che:
"3.2 Führt eine unterstützte Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11 Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10 Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“
.
In tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006, 2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea Città:
"
A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen um berufliche und soziale Integration unterstützt. (...).
1.3
1.3.1 Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe (§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c Sozialhilfegesetz). Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden das Mass der wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).
1.3.2 Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig Aufgenommene, die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt, vorbehaltlich der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem auch Personen ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der kantonalen Richtlinien). Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die finanziellen Kriterien der Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden Personen und Personengruppen (Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die materielle Grundsicherung (Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff. 9) sowie Massnahmen zur sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10).
1.3.3 Bei den angefochtenen Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung, die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz), ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27 Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom 22.
April 1976
; BGE 131 I 166
E. 7.2 S. 179 f.).
Dabei sind die richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien gebunden, falls diese dem Sinn der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen Regelung nicht entsprechen sollten. So sollen inzwischen denn auch zahlreiche Sozialhilfeverfügungen ergangen sein, von denen einige weitergezogen wurden (vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai 2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im Einzelfall ist somit vorliegend gegeben (
BGE 128 I 167
E. 4.5 S. 173 ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier fraglichen Richtlinien ist die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung nicht zulässig. Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt sämtliche Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."
Per quanto riguarda il Ticino, va in particolare sottolineato che dalla direttiva emanata dal DSS per il 2006 appena menzionata emerge che il Dipartimento ha ripreso, a titolo di forfait globale per il mantenimento, gli stessi importi stabiliti dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.2). In relazione al supplemento d’integrazione viene conteggiato il supplemento minimo di fr. 100.-- a persona previsto dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS p.ti C.2, C.3).
Dalle precedenti direttive COSAS (cfr. Direttive12/02 p.to B.2.3) è poi stato ripreso anche il supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più di fr. 206.-- al mese per ognuna di queste persone da integrare agli importi afferenti al forfait globale di mantenimento e al supplemento d’integrazione.
Per quanto attiene alle altre raccomandazioni delle COSAS, il DSS ha precisato che esse vengono assunte dall’USSI come guida alla sua prassi nella misura in cui sono compatibili con la Las, il Regolamento e la direttiva medesima (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 p.to 2 pag. 34.
Il Dipartimento ha, dunque, tenuto debitamente conto delle direttive COSAS secondo quanto prescritto dall’art. 19 Las.
Il TCA constata che il ricorrente ha potuto disporre di una copia delle menzionate disposizioni COSAS, come emerge dal calcolo approntato dal medesimo (cfr. doc. 62). Le disposizioni COSAS sono peraltro facilmente consultabile al sito internet www.skos.ch.
L'art. 20 Las definisce, invece, le prestazioni speciali:
"
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:
a) spese di formazione;
b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie dovute a malattia o handicap;
c) determinate assicurazioni;
d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e l’inserimento professionale;
e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;
f) spese di collocamento in istituto;
g) spese di sepoltura. (cpv. 1)
Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)
Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."
Le prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA del 17 maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).
2.9. Per quanto attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)."
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione primaria. (cpv. 1)
Le entrate di cui al capoverso precedente alle quali un membro
dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
l) le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito e sulla sostanza. (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.8.), hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.10. Nella presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento con decisione del 30 gennaio 2006, confermata con decisione su reclamo del 31 marzo 2006, ha accordato al ricorrente, per il periodo dal mese di gennaio 2006 al mese di agosto 2006, una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili (cfr. doc. 55;
IIbis).
RI 1 ha contestato il calcolo effettuato dall’USSI, proponendo, in sede di reclamo, un proprio conteggio dei costi ai quali deve far fronte unitamente alla sua famiglia. Dallo stesso risulta che egli avrebbe diritto a una prestazione assistenziale mensile di fr. 12'639.--.
In particolare il ricorrente ritiene che debbano essere considerate al mese, oltre alle spese di base (fabbisogno per tre persone di fr. 1'886.--; affitto di fr. 2’000.--; eventuali spese accessorie statali e internet di fr. 250.--; manutenzione, infrastruttura ed elettricità di fr. 800.--; premio della cassa malati di fr. 751.--; assicurazione giornaliera di fr. 2.--; contributi AVS/AI di fr. 350.--), le prestazioni sociali per l’integrazione economica e sociale nella tecnologia per poter ricominciare un proprio progetto, ossia un supplemento integrativo per computer di fr. 2’000.-- e altre prestazioni dipendenti dalla sua situazione attuale, ovvero i costi per l’abitazione di emergenza di fr. 1'500.--, per i pasti fuori casa a _ di fr. 2'700.-- per tre persone, per le spese di lavoro e le spese giudiziarie e di difesa di fr. 400.-- (cfr. doc. 62).
2.11. Chiamato ad esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:
"
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)
In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."
Secondo l'art. 4 Laps:
"
L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)
Se il titolare del diritto non è economicamente indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)
Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv. 3)
I figli e i titolari del diritto maggiorenni economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)
Se non vi sono figli in comune, dell’unità di riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)
Non fanno parte dell’unità di riferimento le persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Come appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita dal coniuge, come pure dai figli maggiorenni se questi non sono economicamente indipendenti.
L’art. 2 Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:
"
Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente separata, divorziata o vedova;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
(cpv. 1)
Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2. (cpv. 2)
Il Servizio centrale delle prestazioni sociali emana una direttiva amministrativa per l’ applicazione dei capoversi 1 e 2, sentita la Divisione della scuola del Dipartimento dell’ educazione, della cultura e dello sport. (cpv. 3)"
In concreto la figlia del ricorrente, _, è nata il _. Essa, pur essendo maggiorenne, vive con i genitori ed è ancora in formazione (cfr. doc. 57, 58, 61, IIbis).
La stessa adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.
In simili condizioni, il ricorrente, sua moglie e la figlia _ costituiscono un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 55).
2.12. Per quanto riguarda le spese computabili, l’USSI, quale costo per l’alloggio, ha a ragione computato l’importo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 55; IIbis).
Come esposto sopra (cfr. consid. 2.9.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da più di due persone, come quella del ricorrente - costituita dallo stesso, dalla moglie e dalla loro figlia _ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%, ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).
Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
Nell’evenienza concreta il ricorrente e la sua famiglia abitano presso il cognato a _ (cfr. doc. I, XXI, XX2).
A titolo di pigione è stato concordato un importo mensile di fr. 1'500.-- (cfr. doc. 41, 44), corrispondenti alla somma di fr. 18'000.-- annui che maggiorata del 15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 20'700.
Tale ammontare è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18'000.--, per cui va conteggiato unicamente quest’ultimo importo.
Il ricorrente nel proprio conteggio ha pure computato la pigione di fr. 2'000.-- al mese relativa alla casa di _ di proprietà della comunione ereditaria _ fu _ e _, moglie del ricorrente (cfr. doc. 62, 26), di cui la madre (suocera del ricorrente) gode di un usufrutto (cfr. doc. 41).
I signori _ hanno sostenuto di dover alloggiare a _, in quanto le _ di _ hanno tolto l’alimentazione elettrica della casa di _ (cfr. doc. 41).
A prescindere dalle motivazioni che hanno portato all’interruzione dell’energia elettrica da parte dell’_, nel calcolo relativo alla prestazione assistenziale del ricorrente non è possibile ex lege considerare delle spese supplementari relative all’abitazione _. Infatti ai sensi della Las e della Laps possono essere computati unicamente i costi relativi all’alloggio primario, che in casu corrisponde attualmente a quello di _, per un importo massimo fissato dalla legge medesima.
L’abitazione di _, a differenza di quanto addotto dal ricorrente (cfr. doc. 62, I), non va ritenuta un alloggio di emergenza.
In effetti le direttive COSAS o SKOS indicano quale alloggio di emergenza quello che il sostegno sociale è tenuto a offrire a un beneficiario che è stato sfrattato dalla propria abitazione, poiché non era più in grado di pagare la pigione intera, dopo che, a seguito del suo rifiuto di trasferirsi in un’abitazione a buon mercato propostagli, il sostegno sociale gli ha riconosciuto solo l’importo dell’abitazione più economica (cfr. p.to B. 3).
L’alloggio di emergenza coincide, quindi, con una sistemazione temporanea.
Conseguentemente il carattere di emergenza è, in linea di principio, da escludere allorché l’interessato ha concluso un contratto di locazione di durata indeterminata, come in concreto (cfr. doc. 44).
In proposito giova, del resto, segnalare che il Tribunale federale in una sentenza del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, già menzionata sopra (cfr. consid. 2.5.) riguardo all’art. 12 Cost., relativo al diritto in situazioni di bisogno ha indicato che da tale diritto fondamentale non può essere desunta la pretesa a prestazioni che coprano necessità che vanno oltre le condizioni minime di esistenza, segnatamente il costo di un appartamento più grande rispetto alle proprie esigenze.
Inoltre il TF, in merito, ha osservato:
"
(...)
3.4 Der Beschwerdeführer beruft sich vor Bundesgericht nicht ausdrücklich auf das Willkürverbot gemäss
Art. 9 BV
, weshalb die Beschwerde auch nicht zulässig ist, soweit der Beschwerdeführer sinngemäss geltend macht, der angefochtene Entscheid sei unsachlich. Selbst wenn der angefochtene Entscheid auf Willkür überprüft werden könnte, wäre er aber nicht zu beanstanden. Zwar ist grundsätzlich einzuräumen, dass bei der Gewährung von Sozialhilfeleistungen in der Regel eine Übergangsfrist einzuhalten sein dürfte, um eine zu Wohnzwecken benutzte, als zu gross beurteilte Wohnung kündigen und eine kleinere mieten zu können. Das Kantonsgericht hat aber in verbindlicher Weise festgestellt, dass der Beschwerdeführer seinen als zu gross beurteilten Wohnungsteil nicht zu Wohn-, sondern zu Berufszwecken verwendet hat. Die rechtliche Folgerung, von der Sozialhilfe sei daher nur die zum Wohnen benützte Fläche nach einem ortsüblichen Mietzins abzugelten, erscheint nicht unhaltbar. Auch die übrigen vom Kantonsgericht vorgenommenen Beurteilungen beruhen auf ernsthaften sachlichen Gründen."
2.13. Per quanto concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.9.) vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
A titolo di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).
Il ricorrente, la moglie e la figlia _ sono affiliati alla cassa malati _ (cfr. doc. 56).
Per il 2006 il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 11’345.70 (fr. 4'067.10.-- x 2 + fr. 3'211.50; cfr. Decreto esecutivo concernente la determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2006 del 25 ottobre 2005).
Tale ammontare è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2006, corrispondente, per due adulti e una giovane adulta di età tra i 18 e i 25 anni, a complessivi fr. 10’970.-- (fr. 3'930.-- x 2 + fr. 3’110.--; cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2006).
In casu l’USSI, quale premio della cassa malati, ha dunque correttamente conteggiato la quota media cantonale ponderata complessiva di fr. 10’970.-- (cfr. doc. 55).
Per quanto riguarda le franchigie, le partecipazioni ai costi, le spese per cure dentarie menzionate dal ricorrente (cfr. doc. A3), esse sono previste quali prestazioni speciali all’art. 20 Las.
Al riguardo va, tuttavia, osservato che dal Messaggio del 15 ottobre 2004 sul preventivo 2005 del Consiglio di Stato emerge che è stata decisa una prassi più restrittiva per le prestazioni speciali giusta l’art. 20 Las. In particolare, in relazione alla spesa per la cura dentaria, è stato specificato che i preventivi dei medici dentisti sono sottoposti alla Commissione dei periti per l’approvazione. Si studiano con loro, ed eventualmente con l’Ordine dei dentisti, soluzioni atte a contenere ulteriormente tali spese (cfr. Messaggio n. 5589 p.to 10.2.2.3).
2.14. La soglia di intervento (cfr. consid. 2.8.), nell’ambito delle prestazioni assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate dalla Laps.
L’art. 19 Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps; consid. 2.8.).
Quest’ultima fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS=SKOS).
Nel caso di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento del ricorrente - composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2006, a fr. 1'886.-- mensili (cfr. consid. 2.5.), ossia a fr. 22'632.-- annui.
Per il regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (fr. 15'700. -- per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento + fr. 8’260.-- per la seconda persona supplementare dell’unità di riferimento; cfr. cfr. art. 10 e 37 cpv. 4 Laps; Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002).
In casu, visto che l’unità di riferimento del ricorrente è composta da più di due persone di almeno sedici anni compiuti, l’importo annuo di fr. 22'632.-- va integrato da un supplemento mensile di fr. 206.-- assegnato alla terza persona, pari a fr. 2'462.-- all’anno (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34; consid. 2.6.).
Di conseguenza, in concreto, la soglia di intervento ammonta a fr. 25'094.-- annui, ossia fr. 2'092.-- al mese.
Tale importo corrisponde a quello computato dall’USSI nel calcolo effettuato il 30 gennaio 2006 (cfr. doc. 55) ed è maggiore di quello contenuto nel calcolo fornito dal ricorrente (cfr. doc. 62), il quale non ha considerato il supplemento di fr. 206.-- al mese per la figlia con più di sedici anni.
2.15. RI 1, con il proprio reclamo, ha censurato l’omessa computazione dell’ammontare afferente ai contributi AVS/AI di fr. 350.-- mensili (cfr. doc. 62).
Al riguardo l’USSI nella decisione su reclamo del 31 marzo 2006 (cfr. doc. IIbis) ha indicato che
“...i contributi AVS, poiché non conteggiati, sono riconosciuti in separata sede (vanno inviati i conteggi trimestrali della Cassa di compensazione al nostro ufficio)”.
Va peraltro sottolineato che l’USSI ha già avuto occasione di precisare in un’altra vertenza in ambito di assistenza sociale che, nel caso in cui si giustifichi l’intervento assistenziale, l’importo dei contributi sociali è riconosciuto con versamenti trimestrali al fine di garantire l’effettivo pagamento alla Cassa cantonale di compensazione (cfr. STCA del 7 aprile 2006 nella causa B., 42.2006.5 consid. 2.11.).
Questa Corte prende atto che nel caso in esame i contributi sociali sono, dunque, assunti dall’assistenza sociale.
Il ricorrente, in sede di ricorso, non ha del resto contestato quanto addotto dall’Ufficio resistente (cfr. doc. I).
2.16. Nel calcolo approntato da RI 1 sono state inserite le spese per il computer, per internet, per i viaggi relativi al suo progetto e tra _ e _, per i pasti fuori casa - in quanto nell’abitazione di _ è stata interrotta l’erogazione dell’energia elettrica che alimenta, oltre alla luce, il riscaldamento - e per il lavoro in generale (cfr. doc. 62, 41, 36).
Giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, la spesa vincolata è costituita, segnatamente, dalle spese ai sensi degli art. 25-31 LT.
Per quanto qui di interesse gli art. 25 e 26 LT contemplano le spese deducibili dai proventi lordi imponibili in caso di attività lucrativa dipendente e indipendente.
Più precisamente, per l’attività lavorativa dipendente, possono essere dedotte le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro, le spese supplementari per i pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni, le altre spese necessarie per l’esercizio della professione. In relazione all’attività indipendente, per contro, vengono presi in considerazione gli ammortamenti e gli accantonamenti, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono state allibrate, gli interessi sui debiti commerciali (cfr. art. 25, 26 LT; Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2006 del 20 dicembre 2005).
In concreto non risulta dagli atti che il ricorrente o sua moglie esercitino una qualche professione né dipendente, né indipendente.
Nessun reddito da attività lucrativa è stato d’altronde conteggiato nel calcolo della prestazione assistenziale (cfr. doc. 55).
L’affermazione del ricorrente secondo cui, visto, tra l’altro, che a _ non è nel suo ambiente, non riesce a concentrarsi relativamente a una possibile sua soluzione professionale (cfr. doc. 42), pur risultando comprensibile, non giustifica il computo nel calcolo della prestazione assistenziale delle spese deducibili per chi esercita un’attività lavorativa.
Va, peraltro, rilevato che il ricorrente per legittimare l’assunzione di tali costi ha fatto riferimento alle direttive COSAS, ossia KSOS, C1-2 (cfr. doc. 62).
Esse tuttavia, in concreto, non sono pertinenti, siccome concernono spese straordinarie dovute a malattia o handicap e le spese dovute all’esercizio di un’attività lavorativa o di un’attività non remunerata quale volontariato, lavoro di vicinato, cura di familiari, partecipazione a programmi di integrazione o di riqualifica.
Il ricorrente mai ha allegato di svolgere una delle attività citate.
Al riguardo giova segnalare che nel caso in cui l’insorgente fosse intenzionato a inserirsi professionalmente esistono delle misure destinate a tale scopo (cfr. art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).
I costi legati ai viaggi, ai pasti fuori casa, alla manutenzione del computer e a internet non possono, pertanto, essere conteggiati ai fini della determinazione della prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente a decorrere dal 1° gennaio 2006.
Agli stessi va fatto fronte con l’ammontare relativo alla soglia di intervento (cfr. consid. 2.14.).
A tale proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.8.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
In simili condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr.
Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg.
368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), l’USSI non può aumentare l’importo della prestazione assistenziale secondo le richieste del ricorrente.
I costi attinenti al consumo di elettricità menzionati dal ricorrente nel proprio conteggio (cfr. doc. 62) sono poi già compresi nell’importo della soglia di intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B 2.1.). Pertanto anche a questa spesa va fatto fronte mediante tale ammontare.
2.17. La figlia del ricorrente, _, è ancora in formazione (cfr. consid. 2.8.).
Dalla documentazione agli atti si evince che l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi ha concesso a _ un assegno di studio per l’anno 2003-2004, corrispondente al primo anno di studio universitario presso la facoltà di lettere dell’Ateneo di _.
L’anno 2004-2005 non è stato sovvenzionato in applicazione della Legge della scuola, in quanto la giovane ha dovuto ripetere il primo anno.
_ durante il secondo anno di lettere – 2005-2006 – ha interrotto gli studi.
Nel mese di febbraio 2006 è poi stata accolta sulla base della Legge della scuola e del Regolamento sulle borse di studio la sua domanda di beneficiare di un assegno per un corso di tedesco a _ di otto settimane, mentre è stata respinta la richiesta relativa a un corso di inglese a _, non raggiungendo il citato corso le 25 ore di lezione settimanali (cfr. lettera del 21 novembre 2005 dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi a RI 1, doc. 61, 57, 58).
In effetti, come enunciato dall’USSI (cfr. doc. IIbis), l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi è l’autorità competente per attribuire assegni di studio in virtù della Legge della scuola e del Regolamento sulle borse di studio.
Ex art. 19 della Legge della scuola:
"
Il Cantone favorisce l’accesso alla formazione scolastica e professionale postobbligatoria, il perfezionamento e la riqualificazione professionali con la concessione di assegni e di prestiti di studio per l’assolvimento di un tirocinio, per la continuazione degli studi nelle scuole pubbliche ticinesi, per la frequenza di istituti superiori e di istituti specializzati per il perfezionamento e la riqualificazione professionali, se il richiedente è in possesso del certificato di studi adeguato. (cpv. 1)
L’aiuto finanziario è concesso in via principale nella forma dell’assegno e in casi particolari come prestito. (cpv. 2)"
L’art. 1b del
Regolamento sulle borse di studio dal canto suo, riguardo al limite di età per richiedere un assegno, prevede:
"
Gli assegni possono essere concessi a richiedenti che, nel corso dell’anno civile di inizio della formazione per la quale è richiesta la borsa di studio, non hanno ancora compiuto o non compiano il quarantesimo anno di età."
In proposito giova ribadire che l’assistenza sociale è sussidiaria. Essa interviene esclusivamente quando sono esaurite le prestazioni sociali di cui all’art. 2 Laps (cfr. consid. 2.6.).
L’art. 2 cpv. 1 Laps contempla prioritariamente (cfr. anche art. 13 Laps) i sussidi dell’assicurazione contro le malattie (lett.a) e proprio l’aiuto sociale allo studio, l’assegno di studio e l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsti dalla Legge della scuola (lett. b, c, d) e alle condizioni enunciate da questa legge.
Pertanto, visto poi che l’assicurata non ha raggiunto il limite di età di 40 anni di cui all’art. 1b del Regolamento sulle borse di studio, a ragione l’USSI nulla ha riconosciuto a titolo di costi connessi agli studi di _.
2.18.
Alla luce di tutto quanto esposto, le spese computabili di RI 1 sono costituite dal premio della cassa malati di fr. 10’970.-- (cfr. consid. 2.13.) e dalla spesa per l’alloggio di fr. 18'000.-- (cfr. consid. 2.11.).
Esse, complessivamente, ammontano a fr. 28’970.--.
Non risultano, invece, redditi computabili e la sostanza imponibile è nulla.
Di conseguenza il ricorrente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.9.).
Egli non dispone di alcun mezzo finanziario per far fronte alle spese computabili annue di fr. 28’970.--, corrispondenti a fr. 2'414.-- mensili.
La soglia di intervento per il 2006 della famiglia di RI 1 è poi pari a fr. 2'092.-- al mese (cfr. consid. 2.14.).
Come indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.8.).
In casu, come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale.
I sussidi della cassa malati per il 2006 ammontano dal canto loro a fr. 9'012.-- annui, ovvero fr. 751.-- mensili (cfr. doc. 56).
La lacuna di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 3'755.-- [(fr. 2’092.-- + fr. 2’414.--) - fr. 751.--].
Il ricorrente ha, dunque, diritto, a decorrere dal mese di gennaio 2006, a una prestazione assistenziale di fr. 3'755.--, come riconosciuto dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 55; IIbis).
Per completezza va sottolineato che, a partire dal mese di gennaio 2006, fr. 327.20 di questo importo vengono direttamente versati dall’USSI alla cassa malati _ quale premio netto.
Il ricorrente è stato espressamente informato al riguardo il 24 ottobre 2005 (cfr. doc. 53, 54).
2.19. RI 1 ha formulato la richiesta di partecipare a un colloquio nell’ambito del presente ricorso che venga videoregistrato e di sentire dei testi (cfr. doc. XI; XXVIII1).
Relativamente all'audizione delle parti, va osservato che può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv. 2 Costituzione federale e 6 n. 1 CEDU, del ricorrente.
Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STFA del 28 dicembre 2005 nella causa A., B., Sammelstiftung X., B 41/04, 42/04, 44/04, consid. 3, parzialmente pubblicata in SVR 2006 BVG N. 19 pag. 66; STFA del 24 agosto 2005 nella causa N., C 13/05 consid. 1.2.; STFA del 27 febbraio 2004 nella causa B., C 106/02, consid. 3; STFA del 26 agosto 2003 nella causa N., H 79/03, consid. 2.2.; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
Su questo tema, cfr. pure STFA del 20 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04, consid. 3.3.2:
"
Per completezza si rilevi infine che secondo la giurisprudenza pubblicata in
DTF 122 V 47
, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte, semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastando per creare un simile obbligo."
Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47, no. 63; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, IIa ed., pag. 274; Kummer, Grundriss des Zivilprozessrechts, 4a ed., pag. 135; Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 63; cfr. pure SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA del 15 novembre 2002 nella causa R., H 177/01; STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; STFA del 23 luglio 2002 nella causa G.; G.; G., H 170/01; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa C., H 194/01; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa R. G., I 11/01; STFA del 13 novembre 2000 nella causa F. S., H 238/98; DTF 124 V 94; DTF 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e rinvii). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; SVR 2001 IV no 10 pag. 28; DTF 124 V 94; DTF 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c e rinvii).
In concreto, da una parte, il ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta di indire un pubblico dibattimento ai sensi dell’art. 6 cifra 1 CEDU, ma ha semplicemente postulato la partecipazione a un colloquio dinanzi al TCA videoregistrato, dall'altra, sulla base degli elementi fattuali relativi alla presente vertenza e delle tavole processuali, questa Corte ritiene la questione dell’entità della prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente sufficientemente chiarita.
Conseguentemente la richiesta del ricorrente sia di un colloquio videoregistrato, che dell’audizione di testi va respinta.
2.20. Con riferimento allo scritto del ricorrente del 18 ottobre 2006 (cfr. doc. XXII1), il TCA rileva di non ravvisare alcun elemento
costitutivo di un qualsiasi reato da parte dei funzionari dell’amministrazione.
Pertanto non ritiene di dover segnalare alcunché al Ministero pubblico.
2.21. Secondo l'
art. 21 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause al Tribunale cantonale delle assicurazioni, il ricorrente ha diritto di farsi patrocinare. Se il giudice lo riconosce incapace a difendersi gli assegna un avvocato o un patrocinatore idoneo.
In una sentenza del 27 febbraio 2006 il TCA nella causa C., inc. 35.2005.53, ha negato ad un assicurato il patrocinatore d'ufficio rilevando:
"
Nel caso di specie, la qualità degli allegati prodotti da X, ingegnere elettrotecnico di professione, dimostra che egli è stato in grado di difendere adeguatamente i propri interessi davanti al TCA, di modo che non vi era necessità di assegnargli un patrocinatore d’ufficio."
In una sentenza dell'8 novembre 2004 nella causa F., C 116/03, il TFA è giunto allo stesso risultato, sottolineando:
"
Eine unentgeltliche Verbeiständung fällt ausser Betracht, da der
Beschwerdeführer seine Interessen in diesem Prozess selber gehörig wahren konnte und nicht ersichtlich ist, welchen zusätzlichen Nutzen in dieser Situation eine anwaltliche Vertretung erbracht hätte. (
BGE 103 V 47
, 98 118; vgl. auch
BGE 128 I 232
Erw. 2.5.2 mit Hinweisen)."
Per quanto attiene all’accenno a un avvocato d’ufficio di cui allo scritto del 24 ottobre 2006 del ricorrente (cfr. doc. XXVIII1), questa Corte rileva che quest’ultimo è stato in grado di motivare adeguatamente la pretesa di una prestazione assistenziale di fr. 12'639.-- al mese con riferimento alle normative in questione e avvalendosi di una tabella dallo stesso allestita (cfr. doc. 62).
Il TCA ha compreso quanto postulato dall’insorgente ed ha potuto rispondere puntualmente ed esaustivamente alle obiezioni da lui sollevate riguardo al calcolo effettuato dall'USSI (cfr. consid. 2.10. e segg.).
In simili circostanze, nel caso in esame non vi era la necessità di assegnare al ricorrente un patrocinatore d’ufficio.
2.22. RI 1 nel proprio conteggio della prestazione assistenziale allegato al reclamo (cfr. doc. 62) ha indicato l’importo di fr. 400.-- a titolo di spese di difesa e giudiziarie.
Per quanto riguarda le spese giudiziarie, il TCA ricorda che secondo l'art. 20 cpv. 1 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni (LPTCA) la procedura è per principio gratuita.
Pure gratuita è la procedura di reclamo visto che alla stessa è applicabile la LPTCA (cfr. art. 65 cpv. 1 Las; art. 33 cpv. 2 Laps).
Il ricorrente, di conseguenza, non deve assumersi alcuna spesa giudiziaria.
Relativamente alle spese per la difesa, va osservato che egli, a prescindere dall’adempimento o meno dei requisiti per riconoscere eccezionalmente a una parte vittoriosa non rappresentata il diritto a un'indennità per ripetibili per l'attività da lei svolta (causa complessa, interessi in gioco importanti, lavoro svolto che ha impedito notevolmente l'attività professionale o ha comportato una perdita di guadagno e sforzi profusi ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti; DTF 129 V 113 consid.
4.1, DTF 122 V 142 consid. 9, DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad art. 159; T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Verlag Stämpfli + Cie AG Berna, 1994, pag. 373), non ha comunque diritto a ripetibili, in quanto soccombente.
2.23. Infine, a proposito dei rimedi di diritto, è utile segnalare che
nella sua sentenza del 20 settembre 2006 (causa
2P.227/2006)
, che riguarda personalmente il ricorrente, il Tribunale federale ha stabilito che:
"
3.2 Il ricorrente censura la mancata indicazione dei rimedi di diritto. A torto. Il ricorso di diritto pubblico è infatti un rimedio di diritto indipendente e straordinario che apre una nuova procedura e non comporta una semplice continuazione di quella cantonale (DTF 118 III 37 consid. 2a e riferimenti); la Corte cantonale non era pertanto tenuta a farne menzione nel proprio giudizio.".