Decision ID: 6f46eaa3-122d-541c-b048-12574a36d546
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
_ procede nei confronti di _ per l'incasso del suo credito. Con verbale di pignoramento 13 gennaio 1999, spedito il 26 marzo 1999, l'UEF di Locarno ha comunicato alle parti il pignoramento di fr. 218.-- mensili dello stipendio di _. Con successivo verbale di pignoramento 6 maggio 1999, spedito il 10 maggio 1999, l'ufficio ha pignorato una vettura, un natel e un televisore, riducendo la quota di stipendio a fr. 200.--. Con scritto 12 maggio l'UEF di Locarno ha comunicato alla creditrice che, sulla base delle osservazioni presentate dall'escusso, l'importo a titolo di salario risultava impignorabile. A seguito di rimostranze della qui ricorrente (lettera 14 maggio 1999), l'UEF di Locarno ha creduto opportuno modificare per un'ennesima volta in data 25 maggio 1999 il calcolo per la determinazione della quota di salario pignorabile che si presenta come segue:
Introiti debitore fr. 3'556.--
Minimo di esistenza
minimo base fr. 1’370.--
locazione fr. 1'520.--
cassa malati fr. 458.--
trasferte e pasti in pensione fr. 300.--
Totale deduzioni fr. 3'648.--
Con lettera 25 maggio 1999 l'ufficio ha nuovamente informato _ dell'impignorabilità del salario dell'escusso, allegando il calcolo dell'eccedenza e il verbale interno per le operazioni di pignoramento 20 maggio 1999, firmato dalla moglie _, nel quale veniva pignorata un'autovettura Porsche del 1985, dichiarata di proprietà di _.
C.
Contro il pignoramento 25 maggio 1999 si è aggravato il 28 maggio 1999 l'escutente sostenendo che la pigione a carico dell'escusso ammonterebbe a soli fr. 1'370.-- e non a fr. 1'500.--, come riconosciuto dall'ufficio. La pigione per i due posteggi non dovrebbe essere computata e nemmeno il supplemento per il riscaldamento, già compreso nelle spese accessorie. Vi sarebbe quindi un'eccedenza mensile di fr. 108.-- che andrebbe pignorata. Il ricorrente ha pure chiesto il pignoramento delle autovetture del debitore.
D.
Con osservazioni 9 giugno 1999 l'UEF di Locarno si è limitato a confermare l'esattezza del proprio operato.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
Il punto 2.4.3 della Tabella prevede per chi è costretto a prendere pasti fuori dell’economia domestica un importo da fr. 6.-- a fr. 9.-- per ogni pasto principale. Il debitore esercita un'attività lavorativa a _, abitando a _. Non è quindi proponibile il rientro al domicilio per il pranzo. Si giustifica perciò di riconoscere fr. 198.-- (fr. 9 x 22 giorni) per pasti fuori domicilio.
3.
E’ principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n.27, p.170; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n..60; Georges Vonder Mühll in : Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, 1998, n. 23 ad art. 92 LEF).
Il pignoramento di un bene necessario al conseguimento del reddito è di regola annullabile, esso è nullo solo in casi eccezionali, quando senza il bene all'escusso non è più possibile conseguire in un modo o nell'altro un reddito sufficiente a mantenere la propria famiglia (cfr. Georges Vonder Mühll, op. cit., n. 66 ad art. 92 LEF). L'escusso che voglia contestare la pignorabilità di un bene si deve aggravare entro il termine usuale presso l'autorità di vigilanza anche se l'oggetto è rivendicato da un terzo. Prima deve infatti essere decisa la questione della pignorabilità e solo dopo quella della proprietà sull'oggetto (cfr. Georges Vonder Mühll, op. cit., n. 63 ad art. 92 LEF).
In concreto l'utilizzo dei mezzi pubblici per spostarsi tra _ e _ risulta piuttosto problematico. L'auto intestata all'escusso doveva quindi probabilmente essere dichiarata impignorabile ex art. 92 n.3 LEF. L'ufficio ha invece pignorato il bene e l'escusso non si è aggravato contro il provvedimento. Siccome il pignoramento dell'auto non impedisce all'escusso, di per sé, il conseguimento del reddito, esso è unicamente annullabile e non può essere modificato d'ufficio da questa Camera. Ciò non toglie che nel minimo esistenziale di _ vada computata una posta per le spese di trasferta. Pur se coi mezzi pubblici (nel caso specifico è però ipotizzabile l'utilizzo di una delle vetture se, a conclusione della procedura di rivendicazione, dovessero rimanere a sua disposizione) l'escusso è tenuto a spostarsi giornalmente sul luogo di lavoro, la relativa spesa può essere quantificata in almeno fr. 300.-- mensili.
4.
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178). Le spese medie mensili di riscaldamento sono da aggiungere alla pigione (cfr. Georges Vonder Mühll, op. cit., n. 26 ad art. 93 LEF).
In concreto il canone di locazione mensile è di fr. 1'200.-- oltre a un acconto spese per fr. 170.-- (comprensivo delle spese di riscaldamento). Per una famiglia di tre persone (la nascita del figlio dell'escusso era prevista per agosto) tale importo deve essere considerato un onere sproporzionato che, a far tempo dal primo termine utile di disdetta, non può più essere computato interamente nel minimo esistenziale.
Dal contratto di locazione si evince che la disdetta può essere data per la prima volta per la fine di marzo 2001. Viste anche le oggettive difficoltà legate al reperimento di un subentrante, fino a quella data l'intera pigione va inclusa nel minimo vitale. Al debitore va comunque ricordato che, in caso di ulteriori pignoramenti, dall'aprile 2001 gli verrà riconosciuto quale canone locatizio un importo massimo di fr. 1'000.--, spese di riscaldamento comprese, per un appartamento di 3 locali a Losone o in un comune sito nelle vicinanze del luogo di lavoro. Non può essere riconosciuta alcuna spesa per locazione posteggio, non essendovi alcun diritto in tal senso per chi usa per lavoro l'autovettura, salvo casi particolari che qui non si realizzano (impedimenti fisici, impossibilità di reperire luoghi di parcheggio in loco, ecc.).
5.
Dalle copie delle polizze di assicurazione malattia di _ e _, relative rispettivamente all'escusso e a sua moglie, si evince che la somma dei premi mensili per l'assicurazione di base per i coniugi _ ammonta a fr. 433.80. Solo in quella misura il premio deve essere computato nel minimo esistenziale, ritenuto che le assicurazioni sottoposte alla LCA non devono essere considerate.
6.
Il minimo esistenziale di _ va di conseguenza ricalcolato sulla base dei considerandi precedenti, e meglio:
minimo base fr. 1’370.--
locazione fr. 1'370.--
pasti fuori casa fr. 198.--
trasferte fr. 300.--
cassa malati fr. 433.80
Totale fr. 3'671.80
A fronte di un salario netto di fr. 3'556.-- non si può che rilevare l'impignorabilità dello stipendio dell'escusso.
7.
Il ricorrente chiede il pignoramento delle due auto dell'escusso. La vettura marca _ è già stata pignorata dall'ufficio con verbale 6 maggio 1999. L'altro mezzo, una Porsche 924 del 1985, è stata pignorata con verbale di pignoramento 20 maggio 1999 e la moglie dell'escusso, _, firmataria del verbale, l'ha dichiarata di sua proprietà.
A norma dell'art. 95 cpv. 3 LEF, nel caso in cui il pignoramento di altri beni non coprisse il credito posto in esecuzione, devono essere pignorati pure i beni indicati dal debitore come appartenenti a terzi oppure rivendicati da terzi. Dottrina e giurisprudenza hanno relativizzato la norma nel senso di escludere il pignoramento quando risulta chiaramente la proprietà di un terzo; l'ufficio può per contro pignorare se è convinto dell'appartenenza dei beni all'escusso oppure se l'escutente lo rende verosimile (cfr. DTF 117 III 31; DTF 107 III 87; Bénédict Foex, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 56 ad art. 95 LEF e giurisprudenza ivi citata). In concreto l'escusso va considerato come compossessore della vettura Porsche, che si trova presso il suo domicilio, in un posteggio locato a nome suo e di sua moglie. La presunzione di proprietà del possessore ex art. 930 CC è sufficiente, in casu, per giustificare il pignoramento del bene. Il fatto che l'auto sia intestata alla moglie non è decisivo (si noti che l'altra vettura è intestata all'escusso, che sostiene però di non esserne proprietario).
L'atto di pignoramento ex art. 112 LEF ha unicamente funzione dichiarativa, il pignoramento viene di regola eseguito con la sottoscrizione dell'escusso o di un suo rappresentante (art. 91 cpv. 1 n. 1 LEF) del verbale per le operazioni di pignoramento (in seguito verbale di pignoramento; cfr. Modulo 6; Ingrid Jent-Soerensen, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 2 e 3 ad art. 112 LEF). Il rapporto tra atto di pignoramento e verbale di pignoramento in caso di divergenze non è stato chiarito dalla giurisprudenza. Mentre Jent-Soerensen, op. cit., n. 4 all'art. 112 LEF, propende per il prevalere dell'atto di pignoramento, questa Camera è per contro dell'opinione di Jaeger/Walder/Kull/Kottmann (Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Zurigo 1997, Vol. I, n. 5 ad art. 112 LEF) secondo cui in conformità del principio principio della buona fede per il debitore valgono come pignorati i beni indicati nel verbale di pignoramento; il creditore, che di regola non ha conoscenza del verbale, deve invece fare affidamento in linea di principio sull'atto di pignoramento, salvo che gli siano portati anzitempo a conoscenza tutti gli elementi utili per la tutela dei suoi interessi. In concreto l'UEF ha pignorato la vettura Porsche con verbale di pignoramento 20 maggio 1999 ma non ha emesso il relativo atto di pignoramento, il creditore ha, nel caso di specie, ricevuto il verbale di pignoramento ed è stato quindi informato del provvedimento. A queste condizioni il pignoramento della Porsche è già avvenuto validamente ad opera dell'ufficio, che è tenuto a dar corso alla procedura di rivendicazione ex art. 106 ss. LEF.
8.
Ne consegue la sostanziale reiezione del gravame.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamato l'art. 92, 93, 95, 112 LEF