Decision ID: 5eceae57-8adf-55b6-ab80-6474bebfc7ed
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 10 settembre 2002 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha ordinato a _ di restituire l'importo di fr. 10'131.-- percepiti indebitamente a titolo di assegni integrativi nel periodo dal 1° maggio 2001 al 31 maggio 2002 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
A motivazione della richiesta la Cassa ha rilevato che:
"
Con decisione del 4 aprile 2001 la nostra Cassa le ha accordato un assegno familiare integrativo mensile di fr. 1'117.-- a decorrere dal 1. febbraio 2001. L'assegno è stato diminuito a fr. 678.-- con effetto 1. agosto 2001 (decisione del 12 aprile 2002).
Con lettera del 12 maggio 2002 ci comunica che la situazione economica della sua famiglia è cambiata:
·
in data 24 gennaio 2000 con testamento pubblico la signora _ nominava lei e suo marito unici eredi delle particelle _ e _site nel comune di _;
·
la signora _ è deceduta ad _ in data 29 aprile 2001 ed il testamento è stato pubblicato l'11 maggio 2001;
·
incassate inoltre fr. 1'200.-- mensili quale affitto di un appartamento sito nella proprietà citata;
·
nel mese di marzo 2002 si è trasferita, con la famiglia, nella casa ereditata.
L'articolo 41 della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) dispone che il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno.
Nel consegue che per il periodo 1. maggio 2001 al 31 maggio 2002 ha percepito a torto l'importo di fr. 10'131,-- come da seguente conteggio:
Assegno integrativo percepito:
dal 01.05.2001 al 31.07.2001/03 mesi a fr. 1'117.-- fr. 3'351.--
dal 01.08.2001 al 31.05.2002/10 mesi a fr. 678.-- fr. 6'780.-- fr. 10'131.--
Assegno integrativo di diritto (cfr. tabelle allegate):
dal 01.05.2001 al 31.05.2002/13 mesi a fr. 0.-- fr. 0.-- fr. 0.--
Totale assegno integrativa a nostro favore
fr. 10'131.--
========" (Doc. _)
1.2. Contro questo provvedimento è insorta l'assicurata, inoltrando un tempestivo ricorso al TCA, nel quale si è così espressa:
"
(...)
contesto in particolare anche dove mi si dice di non aver tempestivamente avvisato la cassa competente su ogni cambiamento economico rilevante in quanto questo è avvenuto solo al termine delle procedure per il riconoscimento dell'eredità.
Preciso inoltre quanto segue:
- noi abbiamo saputo di essere gli eredi della Sig.ra _ in data 11.05.2001, cioè solo alla pubblicazione del testamento;
- da quella data è iniziata la procedura di riconoscimento dell'eredità, che malgrado sia stata sollecitata da noi e dagli altri eredi è stata lunga in quanto si sono dovuti ricercare parenti che potessero per legge contestare il testamento (vedi copia pubblicazione foglio ufficiale);
- inoltre l'avvocato - esecutore testamentario ha dovuto allestire i bilanci dell'eredità, dividere la successione tra i diversi eredi e presentare i conti all'ufficio di tassazione. La definitiva notifica di tassazione risulta al 21.02.2002;
- abbiamo potuto usufruire dell'eredità a partire dal marzo 2002, quando cioè la proprietà è stata definitivamente iscritta nei registri fondiari.
Contesto quindi il conteggio 01.05.01/31.12.01 fattomi dall'istituto delle assicurazioni sociali, dove mi si calcola l'eredità già come mio avere.
Gentili Signori, oltre al ricorso vorrei anche farvi presente che in data 10.09.2002 abbiamo ricevuto un ordine di restituzione di Fr. 9756.--, da noi accettato (vedi lettera allegata).
Mi permetto di esprimere le mie perplessità riguardo al sistema di calcolo / restituzione degli assegni in quanto ritengo la procedura alquanto complicata da risolvere per un semplice cittadino: prima si ricevono i sussidi e poi bisogna restituirli." (Doc. _)
1.3. Con risposta del 9 dicembre 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame oppure di rettificare l'importo da restituire da fr. 10'131.-- a fr. 9'905.--, osservando:
"
(...)
In data 12 maggio 2002 la Cassa fu informata dalla ricorrente che, unitamente al marito, aveva ereditato una sostanza immobiliare nel comune di _. II 29 aprile 2001 decedeva ad _ la signora _. Con rogito n. 119 del notaio _ del 24 gennaio 2000 la defunta disponeva, mediante testamento pubblico, suoi eredi universali in parti uguali i coniugi
_
e _. Questo testamento è stato pubblicato in data 11 maggio 2001 avanti la Pretura di _ a cura del notaio _.
Per l'ottenimento del certificato ereditario ed il conseguente trapasso di proprietà furono necessari accertamenti volti a ricercare parenti che potessero per legge contestare il testamento. II certificato ereditario è del 18 gennaio 2002 e conferma le ultime volontà della defunta.
La Cassa ha quindi proceduto al ricalcolo degli assegni integrativi a contare dal 1. maggio 2001 mese seguente il decesso della signora _.
In sede ricorsuale si contesta il calcolo dell'indebito dal 1. maggio 2001 al 31 dicembre 2001 perché prevede il computo della sostanza ereditata sebbene la stessa non fosse ancora in possesso della ricorrente e del marito.
A questa obbiezione sono opponibili le seguenti argomentazioni:
a) dagli atti risulta che redditi ed oneri della proprietà dal 1. maggio 2001 sono pertoccati ai coniugi _;
b) l'affitto degli inquilini che abitano la proprietà fino al mese di febbraio 2002 sono stati incassati dai coniugi _;
c) l'onere ipotecario e le spese di manutenzione fino al mese di febbraio 2002 sono stati assunti dai ricorrenti a decorrere dal 1. maggio 2001.
Quanto precede testimonia una mutata situazione economica sin dal 1. maggio 2001. L'unico dubbio potrebbe riguardare il computo del valore della sostanza immobiliare visto che i coniugi _ non ne potevano liberamente disporre fino alla pubblicazione del certificato ereditario.
L'ordine di restituzione potrebbe eventualmente essere leggermente modificato da
fr.
10'131.- a
fr.
9'905.- qualora fosse ritenuta corretta la tesi della non computabilità del valore della sostanza immobiliare come rilevabile dalle seguenti tabelle di calcolo. La Cassa per contro non condivide che non siano computabili redditi e oneri della proprietà sin dal 1. maggio 2001.
Periodo
dal 01.05.2001 al 31.12.2001
FABBISOGNO
100
Interessi ipotecari
1637
102 Spese di manutenzione
3600
105 Contributo assicurazione malattia
1466
111 Pigione lorda annua
16440
134 Pigione ammessa
15000
130 Fabbisogno vitale
44388
TOTALE
FABBISOGNO
(1)
66091
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito
2456
208 Altri fattori della sostanza
27686
220 Debiti ipotecari
38500
221 Altri debiti
6000
222 Parte sostanza non computabile
85000
TOTALE
SOSTANZA
(2)
0
REDDITO
300 Reddito da attività dipendente
7956
304 Reddito d'attività indipendente
42292
312 Interessi da libretti risparmio e deposito
296
318 Assegno di base
1070
321 Pigioni
14400
TOTALE
REDDITO
(3)
66014
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno: 20398
Assegno annuo: 66091 (1) - 66014 (3): 0
Assegno mensile dal 01.05.2001 al 31.12.2001
(1/12 assegno annuo): 0
Secondo l'articolo 27 cpv. 3 LAF, l'assegno integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio
(fr. 183.-).
Periodo dal 01.01.2002 al 28.02.2002
FABBISOGNO
100
Interessi ipotecari
1594
102 Spese di manutenzione
3600
105 Contributo assicurazione malattia
2917
111 Pigione lorda annua 16440
134 Pigione ammessa
15000
130 Fabbisogno vitale
44388
TOTALE
FABBISOGNO
(1)
67499
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito
15362
208 Altri fattori della sostanza
27686
220 Debiti ipotecari
38500
221 Altri debiti
6000
222 Parte sostanza non computabile
85000
TOTALE
SOSTANZA
(2) 0
REDDITO
300 Reddito da attività dipendente
7956
304 Reddito d'attività indipendente
42292
312 Interessi da libretti risparmio e deposito
435
318 Assegno di base
1070
321 Pigioni
14400
TOTALE
REDDITO
(3)
66153
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno:
20398
Assegno annuo: 67499 (1) - 66153 (3):
1346
Assegno mensile dal 01.01.2002 al 28.02.2002
(1/12 assegno annuo):
113
Periodo dal 01.03.2002 al 31.05.2002
FABBISOGNO
100 Interessi ipotecari 1594
102 Spese di manutenzione 4800
105 Contributo assicurazione malattia 2917
111 Pigione lorda annua 6480
134 Pigione ammessa 6480
130 Fabbisogno vitale 44388
TOTALE FABBISOGNO (1)
60179
SOSTANZA
200 Libretti di risparmio e di deposito 15362
208 Altri fattori della sostanza 37686
220 Debiti ipotecari 38500
221 Altri debiti 6000
222 Parte sostanza non computabile 85000
TOTALE
SOSTANZA
(2)
44320
REDDITO
235 Sost. convertita in reddito
(1/15 di
fr.
44'320)
2954
300 Reddito da attività dipendente 7956
304 Reddito d'attività indipendente 42292
311 Valore locativo 4800
312 Interessi da libretti risparmio e deposito 435
318 Assegno di base 1070
321 Pigioni 14400
TOTALE
REDDITO
(3)
73907
CALCOLO DELL'ASSEGNO FAMILIARE
Importo massimo erogabile per anno:
20398
Assegno annuo: 60179 (1) - 73907 (3):
0
Assegno mensile dal 01.03.2002 al 31.05.2002
(1/12 assegno annuo):
0"
(Doc. _)
1.4. Il 19 dicembre 2002 l'assicurata ha precisato:
"
(...)
- Il periodo 01.05.2001/31.12.2001 è da considerarsi secondo noi quale periodo transitorio.
- In questo periodo abbiamo dovuto pagare allo Stato fr. 39'606.-- per le tasse di successione, e Fr. 1'834.-- per la parcella notarile (vedi allegati).
- Per questo stesso periodo lo Stato calcola come già nostro reddito l'entrata delle pigioni (Fr. 14'400.--), che non era ancora a nostra disposizione.
Quindi da una parte paghiamo le imposte allo Stato e dall'altra ci vengono richiesti soldi in base a un reddito che non corrisponde ancora alla situazione del periodo indicato.
Ritengo di aver agito sempre correttamente e in buona fede, peccato che non abbia ereditato anche un avvocato, mi sarebbe stato molto utile per districarmi nelle procedure burocratiche." (Doc. _)
1.5. La Cassa, l'8 gennaio 2003, ha puntualizzato:
"
(...)
1. ci riconfermiamo nella risposta di causa del 9 dicembre 2002;
2. le tasse di successione e la parcella notarile non sono costi computabili ai fini della determinazione del diritto agli assegni familiari;
3. ribadiamo la computabilità dei redditi della sostanza immobiliare dal 1. maggio 2001 come pure dei relativi oneri.
(...)
N. B.: nella tabella di calcolo dal 1. marzo 2002 è stato omesso il valore di stima dell'abitazione primaria
(fr.
119'772.-) che comporta la modifica dell'importo quale "sostanza convertita in reddito" da
fr.
2'954.- a
fr.
2'880.-. II reddito totale viene pertanto diminuito a
fr.
73'841.-; l'assegno di famiglia è comunque respinto." (Doc. _)
1.6. Pendente causa il TCA ha chiesto all'assicurata di trasmettere gli estratti mensili del suo conto postale relativi al periodo dal mese di maggio 2001 al mese di marzo 2002 (cfr. doc. _).
L'interessata ha dato seguito a tale richiesta il 15 gennaio 2003 (cfr. doc. _).
1.7. Il 22 gennaio 2003 questa Corte ha posto a _ i seguenti quesiti:
"
(...)
- a chi ha versato la pigione relativa al suo appartamento di _ dopo il decesso della signora _, avuto luogo il 29 aprile 2001, nel periodo dal mese di maggio 2001 al mese di febbraio 2002;
- dagli atti risulta che il canone di locazione a cui deve far fronte ammonta a fr. 1'200.-- mensili. Indichi se nel lasso di tempo sopra menzionato ha sempre versato questa somma. In caso di risposta negativa precisi a quanto corrispondevano i bonifici realmente effettuati;
- da quando ha iniziato a pagare la pigione alla signora _ e a quanto ammontava." (Doc. _)
La signora _, il 29 gennaio 2003, ha risposto:
"
(...)
- Dopo la morte della signora _ ho versato i soldi dell'affitto sul conto dello studio legale _
& _.
Questo a partire dal mese di maggio 2001 fino al mese di agosto 2001. Dal mese di settembre 2001 al mese di febbraio 2002 ho versato sul conto
_ e
_
.
-
Il canone attuale di locazione ammonta a 1200 franchi. Nel periodo sopra citato versavo 1300 franchi mensili.
- Come detto, ho iniziato il pagamento dell'affitto ai signori _ il mese di settembre 2001. Fino al mese di febbraio 2002 ho versato 1300 franchi, a partire dal mese di marzo l'importo è stato fissato a 1200 franchi mensili.
Su sua richiesta posso farle pervenire copia dei versamenti effettuati." (Doc. _)
1.8. I doc. _ e _ sono stati sottoposti alle parti per osservazioni (cfr. doc. _).
La ricorrente è rimasta silente.
La Cassa, per contro, il 25 febbraio 2002, ha comunicato:
"
(...)
a) ribadiamo la computabilità dell'affitto incamerato sin dal 1. maggio 2001 con la correzione del suo ammontare a
fr.
1'300.- mensili;
b) nessun cambiamento per quanto attiene i capitali posseduti.
Quanto precede ci consente di rettificare il diritto all'assegno integrativo dal 1. gennaio 2002 al 28 febbraio 2002, portandolo a
fr.
38.- mensili anziché ai
fr.
113.- richiesti nella risposta di causa, ciò ha l'effetto di correggere l'ordine di restituzione da
fr.
10'131.- a
fr.
10'055.- anziché ai
fr.
9'905.- previsti." (Doc. _)
1.9. Il doc. _ è stato inviato all'assicurata per conoscenza con la facoltà di presentare eventuali osservazioni entro 5 giorni (cfr. doc. _).
L'interessata non ha formulato alcuna considerazione in merito.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la restituzione alla Cassa di fr. 10'131.-- percepiti a torto a titolo di assegni integrativi dal 1° maggio 2001 al 31 maggio 2002.
Preliminarmente va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore, per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).
Il 1° febbraio 2003 è entrata in vigore anche la Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) che prevede delle nuove modalità di calcolo per gli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag,. 13 segg.).
Nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; STFA del 7 marzo 2003 nella causa G., H 305/01; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso in esame si riferisce a un periodo (1° maggio 2001 - 31 maggio 2002; decisione del 10 settembre 2002) precedente all'entrata in vigore della modifica delle disposizioni della LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002, rispettivamente al 31 gennaio 2003 per gli assegni integrativi e gli assegni di prima infanzia.
L’assegno integrativo è regolato ai v.art. 24ss LAF.
Il v.art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo:
"
1
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno
(integrativo), per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia del figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione
sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
2
Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha
diritto all'assegno.
3
Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una prestazione
complementare all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo
della prestazione."
Il v.art. 27 LAF prevede altresì che
"
1
L'importo dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché
gli eventuali obblighi alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.
2
In ogni caso l'importo dell'assegno non può superare il limite del o
dei figli per i quali l'assegno è riconosciuto.
3
L'assegno integrativo non è versato se il suo importo annuo è
inferiore all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."
Secondo il v.art. 28 cpv. 1 a 3 LAF, inoltre,
"
1
Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizione della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
2
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
3
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
Il v.art. 33 del Regolamento LAF (Reg.LAF) prevede che
"
Nei limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie”.
Per la determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni (v.art. 34 Reg.LAF).
2.2. Per il v.art. 29 LAF
"
1
L'assegno integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in
caso di cambiamento del reddito disponibile dei genitori o della
composizione della famiglia.
2
Il regolamento disciplina i particolari.
3
L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di
revisione è stata inoltrata.
4
La riduzione o la soppressione interviene:
a)
se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo giorno del mese successivo la notifica della decisione;
b)
se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente, retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."
In proposito il v.art. 35 RegLAF precisa che
"
1
Per cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni
variazione nella comunione di persone che è alla base del calcolo
della prestazione.
2
L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento
importante del reddito disponibile dei genitori.
3
Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso
provoca una modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno
erogato."
Secondo il v.art. 36 RegLAF inoltre
"
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi momento se non sono più adempiute le condizioni legali."
2.3. Per il v.art. 41 LAF:
"
Il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare tempestivamente il datore di lavoro, rispettivamente la Cassa competente, su ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno."
In proposito il v.art. 70 del Reg.LAF precisa che
"
Il titolare del diritto o il beneficiario informano immediatamente la Cassa cantonale per gli assegni familiari di ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno, in particolare:
a)
ogni mutamento delle condizioni personali o familiari del titolare del diritto o del beneficiario;
b)
ogni variazione della situazione economica del titolare del diritto o del beneficiario, rispettivamente dei loro familiari."
Anche secondo il v.art. 42 LAF:
"
Il titolare del diritto o il beneficiario e i loro familiari, i datori di lavoro, le Autorità amministrative cantonali e comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private sono tenuti a fornire tutte le informazioni utili all'accertamento del diritto agli assegni ed al pagamento dei contributi."
2.4. Per quanto riguarda l'obbligo di restituzione e il condono il v.art. 44 LAF prevede che:
"
1
L'assegno indebitamente percepito deve essere restituito.
2
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui la Cassa ha avuto conoscenza dell'indebito ma, in
ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento dell'assegno.
3
La restituzione è condonata da parte della Cassa competente, in
tutto od in parte, se il richiedente ha percepito la prestazione
indebita in buona fede e se, tenuto conto delle sue condizioni
economiche al momento della restituzione, il provvedimento
costituirebbe per lui un onere troppo grave."
Dal tenore del Messaggio alla LAF emerge che la norma è stata formulata analogamente all’art. 27 OPC, applicabile in materia di prestazioni complementari (Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia pag. 54).
Per il v.art. 76 Reg.LAF:
"
1
In caso di violazione dell'obbligo di informare, la Cassa cantonale
per gli assegni familiari emette un ordine di restituzione nei
confronti del titolare del diritto o del beneficiario dell'assegno.
2
La richiesta di condono è presentata dalla persona tenuta alla
restituzione alla Cassa cantonale per gli assegni familiari.
3
La richiesta è presentata, debitamente motivata, nel termine di 30
giorni dalla notifica della decisione di ordine di restituzione della
Cassa."
Secondo il v.art. 47 LAF, infine,
"
Per quanto non previsto dalla legge, sono applicabili le disposizioni della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia ed i superstiti e la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI."
2.5. Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile anche alla LPC e quindi in materia LAF, in base al rinvio di cui al v.art. 47 LAF, la richiesta di restituzione è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido. E’ infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
E' tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).
Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato pure ripreso dal v.art. 44 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.4.).
2.6. A motivazione dell'ordine di restituzione la Cassa sostiene che l'assicurata non ha tempestivamente notificato di aver ereditato, unitamente al marito, una sostanza immobiliare nel comune di _ da _, deceduta il 29 aprile 2001 e il cui testamento è stato pubblicato l'11 maggio 2001 (cfr. consid.1.1., doc. _).
La ricorrente, per contro, sostiene di aver comunicato alla Cassa l'intervenuto cambiamento economico per tempo, al termine delle procedure per il riconoscimento dell'eredità.
L'assicurata inoltre contesta il conteggio concernente il periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2001 relativamente al computo dell'eredità, in quanto essa avrebbe potuto usufruirne soltanto a partire dal mese di marzo 2002, quando la proprietà immobiliare è stata iscritta a Registro fondiario (cfr. consid. 1.2., doc. _).
Al riguardo va ricordato che giusta i v.art. 41 LAF e 70 Reg.LAF, il titolare del diritto all'assegno è tenuto a informare la Cassa cantonale dei "cambiamenti rilevanti per il diritto" (cfr. consid. 2.3.).
Inoltre l'art. 25 lett.c OPC, al quale la LAF rinvia in modo generale (cfr. v.art. 28 e 47 LAF), prevede che:
ad ogni diminuzione o aumento delle spese riconosciute dalla LPC, dei redditi determinanti e della sostanza, se durerà prevedibilmente per un periodo di tempo abbastanza lungo: determinanti sono i nuovi redditi e le spese duraturi, calcolati su un anno, e la sostanza presente alla sopravvenienza del cambiamento, se il cambiamento è inferiore a 120 franchi l'anno, si può rinunciare all'adattamento."
Nell'evenienza concreta risulta dagli atti che effettivamente l'assicurata nella primavera del 2001 ha ereditato da _ le particelle n. _ e _ RFD _, la cui stima complessiva ammonta a fr. 119'772.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e sulle quali, più precisamente sul fondo n. _, sorge un'abitazione di 155 m2 costituita di due appartamenti in cui in uno viveva la defunta e nell'altro un'inquilina, in virtù di un contratto di locazione concluso nel 1989 che prevedeva il versamento di una pigione annua di fr. 14'400.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
E' pacifico dunque che la situazione reddituale dell'assicurata, a partire dalla morte di _, grazie all'eredità lasciatale, è nettamente migliorata rispetto a quanto considerato dall'amministrazione ai fini del calcolo dell'assegno integrativo nelle decisioni con effetto dal 1° febbraio 2001 e dal 1° agosto 2001, la quale si era basata unicamente sui redditi da attività dipendente e indipendente, sull'assegno di base e sull'interesse del conto risparmio (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Di conseguenza risulta chiaramente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del reddito disponibile dei coniugi _ (cfr. v.art. 35 Reg.LAF; consid. 2.2.), il calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in base alle nuove condizioni economiche dell'assicurata.
In simili condizioni, dunque, _ ha effettivamente percepito indebitamente, dal profilo oggettivo, gli assegni integrativi che le sono stati erogati. Essi vanno così restituiti.
2.7. Occorre ora stabilire se l'importo richiesto in restituzione è corretto.
L'assicurata ritiene di non dover restituire gli assegni integrativi percepiti dal 1° maggio al 31 dicembre 2001, poiché si trattava di un periodo transitorio in cui l'eredità, non essendo ancora a sua disposizione, non andava computata nel conteggio degli assegni (cfr. consid. 1.2., 1.4.).
Giusta l'art. 560 CCS:
"
1
Gli eredi acquistano per legge l'universalità della successione dal momento della sua apertura.
2
Salve le eccezioni previste dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso del defunto passano senz'altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano loro debiti personali.
3
Per gli eredi istituiti, gli effetti dell'acquisto risalgono al momento dell'apertura della successione, e gli eredi legittimi sono tenuti a consegnare loro l'eredità secondo le regole del possesso."
L'art. 656 cpv. 2 CCS prevede:
"
Nei casi di occupazione, successione, espropriazione, esecuzione forzata o sentenza, l'acquirente diventa proprietario già prima dell'iscrizione, ma può disporre del fondo nel registro fondiario solo dopo che l'iscrizione fu eseguita."
Pertanto gli eredi sia legittimi che istituiti acquistano l'eredità (comprendente sia gli attivi che i passivi) in pieno diritto al momento dell'apertura della successione, che avviene alla morte del de cujus (cfr. art. 537 cpv. 1 CCS), senza dover osservare le formalità di acquisto dei beni tra vivi.
Per quanto riguarda gli immobili, non è quindi necessaria l'iscrizione a Registro fondiario per acquisirne la proprietà. Tale iscrizione ha infatti soltanto un effetto dichiarativo e permette di conformare il Registro fondiario alla realtà giuridica. Tuttavia essa è indispensabile per poter disporre dei beni immobili, poiché, nei confronti dell'ufficiale del Registro fondiario, solo l'iscrizione legittima il proprietario ad effettuare le relative operazioni (cfr. P.H. Steinauer, Les droits réels, Vol. I, Berna 1990, n. 699, 700).
Nella fattispecie _ è deceduta il 29 aprile 2001. Il testamento con il quale essa ha istituito quali eredi universali l'assicurata e il marito e nominato come esecutore testamentario l'avv. _ è stato pubblicato l'11 maggio 2001 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
L'allora Pretore del Distretto di _ avv. _, il 18 gennaio 2002, ha rilasciato all'assicurata il certificato ereditario attestante che unici eredi della successione relitta dalla defunta _ sono i coniugi _ (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Il 6 marzo 2002 _ e _ sono poi stati iscritti a Registro fondiario quali proprietari delle particelle n. _ e _ RFD di _ (cfr. _ agli atti dell'amministrazione).
Giusta l'art. 3c cpv. 1 lett. c LPC, applicabile agli assegni integrativi sulla base del v.art. 28 cpv. 1 LAF:
"
I redditi determinanti comprendono:
(...)
c. Un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi è preso in considerazione quale sostanza."
Per quanto concerne la modalità di calcolo di tale sostanza, va osservato che l’art. 3a cpv. 7 lett. b LPC prevede che il Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.
Secondo l'art. 17 OPC -AVS/AI
"1)
La valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
2) e 3) abrogati
4) La sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.
5) In caso di alienazione di un immobile, a titolo oneroso o gratuito, il valore venale è determinante per sapere se ci si trova in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai senso dell'art. 3c capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non è applicabile se, per legge, esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore.
6) Invece del valore venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la ripartizione fiscale intercantonale.
Visto che fino all'iscrizione a Registro fondiario un erede non può disporre della sostanza immobiliare, relativamente alle due particelle di _ ci si potrebbe chiedere se il valore dei fondi ereditati dall'assicurata vada computato o meno nel calcolo dell'assegno integrativo per il periodo dal 1° maggio 2001 al 31 dicembre 2001 e nel caso esso vada conteggiato, quale valore applicare (valore di stima o commerciale).
Tali questioni possono, in concreto, rimanere irrisolte, poiché comunque, come verrà esposto in seguito (cfr. consid. 2.12.), anche non tenendo conto di nessuna sostanza, i redditi sarebbero più elevati delle spese riconosciute
2.8. Il reddito della sostanza immobiliare ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC, a cui la LAF rinvia (cfr. v. art. 28 cpv. 1 LAF), comprende pigioni e canoni d'affitto, usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore locativo della propria abitazione (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni complementari, cifra 2092; Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).
Dagli atti emerge che un appartamento dell'abitazione edificata sul fondo n. _ RFD di _ è stato dato in locazione a _ (cfr. consid. 2.6.). Dopo il decesso della signora _, fino al mese di agosto 2001, essa ha versato le pigioni sul conto dello studio dell'avv. _. In seguito il canone di locazione è stato bonificato direttamente all'assicurata e al marito, come risulta del resto dagli estratti del conto postale della ricorrente. Dal mese di febbraio 2001 al mese di febbraio 2002 l'importo era pari a fr. 1'300.--, mentre dal mese di marzo 2002 lo stesso è diminuito a fr. 1'200.-- (cfr. consid. 1.7.; doc. _), come previsto dal contratto di locazione (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Nel caso di specie le pigioni versate dal conduttore vanno senz'altro conteggiate nel calcolo volto a determinare l'assegno integrativo a cui aveva diritto l'assicurata.
Infatti dal mese di settembre 2001 esse sono state incassate, senza intermediari, dalla ricorrente. Per il periodo precedente, a decorrere dal mese di maggio 2001, è vero che i canoni di locazione sono stati versati allo studio legale dell'avv. _, tuttavia il relativo ammontare è stato dedotto dall'onorario dovuto dall'insorgente all'esecutore testamentario (cfr. doc. _: 4 affitti da signora _ fr. 5'200.--, corrispondenti a fr. 1'300.-- X 4 mesi). E' stata quindi l'assicurata a beneficiare anche delle prigioni relative ai mesi da maggio ad agosto 2001.
Di conseguenza, dato che dal mese di febbraio 2001 al mese di febbraio 2002 l'inquilina ha corrisposto mensilmente fr. 1'300.--, nel conteggio relativo al periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2001 deve essere computata, a titolo di reddito da sostanza immobiliare sotto forma di pigioni, la somma annua fr. 15'600.-- (fr. 1'300.-- X 12 mesi).
2.9. Per quanto concerne l'appartamento dove viveva la signora _ e rimasto disabitato fino al mese di marzo 2002, quando vi ha traslocato la famiglia _, va osservato che in generale anche il valore locativo di una casa di vacanza deve essere tenuto in considerazione. Esso è d'altronde imposto pure fiscalmente. Per costante giurisprudenza federale e cantonale, in ambito fiscale, ciò è giustificato dal fatto di avere l'abitazione a disposizione per tutto l'anno, indipendentemente dalla sua effettiva utilizzazione. E' cioè irrilevante l'intensità dell'uso dell'abitazione da parte del proprietario. Anche chi non occupa o non dà in locazione un appartamento di vacanza, deve lasciarsi imputare il valore locativo, che è calcolato per l'intero anno, a condizione che il proprietario ne possa sempre disporre e che lo stabile sia abitabile tutto l'anno. Un'eccezione all'imposizione del valore locativo può essere ammessa solo per appartamenti oggettivamente inutilizzabili e che rimangono vuoti per l'impossibilità di trovare inquilini a causa di importanti svantaggi oggettivi. In altre parole, solo impedimenti di natura oggettiva possono, se del caso, giustificare l'esenzione del valore locativo (cfr. Circolare N. 15/1999 del 30 giugno 1999 emessa dalla Divisione delle contribuzioni, p.to 2.3.).
Secondo l'art. 12 OPC AVS-AI, applicabile per analogia al caso concreto, il valore locativo è valutato secondo i criteri validi in materia d'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio e, se tali criteri non esistono, secondo quelli in materia di imposta federale diretta (cfr. DTF 126 V 254-256).
Giusta l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD l'uso da parte del proprietario (o dell'usufruttuario) del suo immobile o di parte di esso è fiscalmente imponibile quale reddito della sostanza immobiliare; ad esso viene attribuito un valore locativo. La legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante dall'uso personale della proprietà fondiaria.
Di regola il valore locativo deve corrispondere alla pigione che il contribuente dovrebbe pagare per avere l'uso di un bene equivalente (cfr. DTF 126 V 255; RDAT N. 5t/II-1996; RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale federale ha precisato che il valore locativo deve corrispondere "al canone che si potrebbe esigere equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il godimento di un oggetto del genere - tenendo conto in modo adeguato delle particolarità della costruzione e delle sue installazioni, in quanto esse rispondano ai bisogni normali di un utente di condizioni economiche e sociali analoghe a quelle del proprietario (ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25; Rusconi, L'imposition de la valeur locative, Losanna 1988, pag. 98).
Secondo la circolare del 30 giugno 1999 (n. 15/1999), la quale abroga la circolare n. 15/1997 del 16 maggio 1997: "il valore locativo corrisponde, di regola, ad una percentuale del valore di stima dell'immobile. Il tasso viene regolarmente adeguato dalla Divisione delle contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di costruzione dell'immobile. Quando questo metodo porta a dei risultati in contrasto col principio secondo cui il valore locativo deve corrispondere a quello reperibile sul mercato, si può ricorrere, senza ledere il principio della parità di trattamento, a valutazioni individualizzate (canoni locatizi della zona, stato di manutenzione dell'immobile, ecc.).
Quando ai fini del valore locativo, si fa riferimento al valore delle pigioni di mercato, è tuttavia applicato un valore prudenziale che si situa al 70% circa del valore effettivo della pigione".
Per ragioni di praticità e di praticabilità del diritto, il valore verrà stabilito, di massima, nel 6.25% del valore di stima ufficiale del fabbricato ridotto del 30% nei comuni con revisione generale delle stime entrata in vigore dal 1. gennaio 1991 (cfr. allegato alla Circolare del 30 giugno 1999 della Divisione delle contribuzioni, N. 15/1999; Istruzioni per la compilazione della dichiarazione d'imposta delle persona fisiche 2001/2002, p.to 5).
Dalla notifica di tassazione 2001/2002, relativa al periodo dal 29 aprile 2001 al 31 dicembre 2002, inviata il 22 aprile 2002 allo Studio legale dell'avv. _ e indirizzata agli ora eredi di _, risulta che il valore locativo dell'appartamento, rimasto disabitato fino al mese di marzo 2002, è pari a fr. 4'800.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Il fatto che l'assicurata non fosse iscritta a Registro fondiario quale proprietaria della part. N. _ RFD di _ è ininfluente sull'obbligo di computare il valore locativo dell'appartamento. Mancando tale iscrizione, la ricorrente non poteva effettivamente disporre del fondo a Registro fondiario, tuttavia l'esecutore testamentario avrebbe potuto, per esempio, dare in locazione l'alloggio, visto che ex art. 518 cpv. 2 CCS uno dei suoi compiti è l'amministrazione della successione, conseguendo così un reddito da questa sostanza immobiliare di cui avrebbero poi potuto beneficiare gli eredi.
Essendo attuabile la cessione dell'uso dell'appartamento a titolo oneroso, il valore locativo di fr. 4'800.-- deve essere conteggiato nel calcolo degli assegni integrativi.
2.10. Giusta l'art. 3b cpv. 3 lett. b LPC, applicabile anche all'accertamento e al calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui al v.art. 28 cpv. 1 LAF, dal reddito possono essere dedotte le spese di manutenzione dei fabbricati e gli interessi ipotecari solo fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile (cfr. DTF 126 V 256).
Va rilevato che ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 OPC, il quale specifica l'art. 3b cpv. 3 lett. b LPC, le spese di manutenzione dei fabbricati sono dedotte in base al tasso forfetario dell'imposta cantonale diretta fissata dal Cantone di domicilio. Non possono pertanto essere dedotte le spese effettive (Carigiet, op. cit., pag. 89 seg.; ZAK 1987 p. 309).
Ai sensi dell'art. 31 cpv. 2 LT, in linea di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese (cfr. CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/1995 della Divisione delle Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se l'immobile è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i 10 anni la deduzione è del 25%.
Nel caso di specie, essendo la costruzione stata edificata sicuramente prima dell'anno 1955 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), a titolo di spese di manutenzione dei fabbricati vanno quindi computati fr. 5'100.-- (25% del valore locativo di fr. 4'800.-- + pigioni di fr. 15'600.--).
Dagli atti emerge che i coniugi _ hanno dovuto far fronte al pagamento degli interessi ipotecari a far tempo dal decesso della signora _ (cfr. doc. _). L'importo per il 2001 ammonta a fr. 1'637.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
In concreto, dunque, le spese di manutenzione e gli interessi ipotecari corrispondono complessivamente a fr. 6'737.-- (fr. 5'100.-- + fr. 1'637.--), importo inferiore al ricavo lodo dell'immobile.
2.11. Per quanto riguarda gli interessi da deposito a risparmio dalle tavole processuali si evince che per il 2001 essi ammontano a fr. 296.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), a differenza di quanto indicato dalla Cassa nel calcolo allegato all'ordine di restituzione (cfr. doc. _).
2.12. Per il resto la ricorrente non ha sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole voci di reddito e di fabbisogno indicate dalla Cassa nei calcoli effettuati per determinare l'importo di assegni a cui l'assicurata aveva diritto dal 1° maggio al 31 dicembre 2001.
Ora, nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal principio inquisitorio (SVR 2001 KV Nr. 50 pag. 145; STFA del 10 marzo 2003 nella causa D.-Y., C 162/01), secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati dal giudice, il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato come questo principio non sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001 N. 12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U 429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).
Osservato come nel caso di specie l'assicurata - malgrado che ciò fosse senz'altro esigibile - non ha portato elementi tali da inficiare il calcolo dell'amministrazione, il TCA deve concludere che non sussiste alcun motivo per scostarsi dalla decisione della Cassa relativamente al periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2001.
Infatti, anche non considerando alcuna sostanza (cfr. consid. 2.7.), i redditi determinanti di fr. 72'014.-- (fr. 7'956.-- reddito da attività dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 4'800.-- valore locativo + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.15'600.- pigioni + fr. 296.-- interesse di risparmio) sono più elevati delle spese riconosciute di fr. 67'591.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr. 1'466.-- premio cassa malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr. 1'637.-- interessi ipotecari).
Va peraltro osservato che anche dando seguito alle obiezioni dell'assicurata, e meglio non computando nemmeno il valore locativo dell'appartamento in cui viveva _ e conseguentemente riducendo proporzionalmente le spese di manutenzione dei fabbricati a fr. 3'900.-- (25% delle pigioni di fr. 15'600.--, cfr. consid. 2.8.; 2.10.), l'esito della vertenza per il periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2001 non muterebbe.
In effetti i redditi di fr. 67'214.-- (fr. 7'956.-- reddito da attività dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.15'600.- pigioni + fr. 296.-- interesse di risparmio) supererebbero comunque le spese riconosciute di fr. 66'391.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr. 1'466.-- premio cassa malati + fr. 3'900.-- spese di manutenzione + fr. 1'637.-- interessi ipotecari).
2.13. Per quanto concerne il periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002, va rilevato che anche per questi due mesi è irrilevante sapere se il valore della sostanza immobiliare sia da considerare o meno nel conteggio degli assegni integrativi (cfr. consid. 2.7.), in quanto, a prescindere dal computo di un eventuale importo di sostanza convertita in reddito, i redditi sono maggiori delle spese riconosciute, come verrà precisato in seguito (cfr. consid. 2.15.).
Nel mese di gennaio 2002, poi, mediante l'emanazione del certificato ereditario che ha indicato quali unici eredi di _ i coniugi _ (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), è stato definitivamente confermato che i beni della defunta spettavano all'assicurata e al marito, fatta eccezione per alcuni legati (cfr. doc. _).
Pertanto, a più forte ragione, rispetto al periodo da maggio a dicembre 2001, il valore locativo di fr. 4'800.-- dell'appartamento di _ (cfr. consid. 2.9.) deve essere conteggiato nel calcolo dei mesi di gennaio e febbraio 2002 quale reddito della sostanza immobiliare. Infatti i coniugi _ avrebbero potuto, tramite l'esecutore testamentario, concedere l'uso a terzi fruendo dei corrispondenti introiti. Esso non è però stato locato, verosimilmente poiché l'assicurata aveva l'intenzione di andarci a vivere con la famiglia, come è effettivamente avvenuto a decorrere dal mese di marzo 2002.
A titolo di reddito della sostanza immobiliare vanno anche computate le pigioni versate dall'inquilina di fr. 1'300.-- mensili, pari a fr. 15'600.-- annui (cfr. consid. 2.8.).
2.14. Per quanto attiene alle spese di manutenzione si rinvia al consid. 2.10.
Gli interessi ipotecari nel 2002 sono invece diminuiti a fr. 1'594.-, a seguito dell'ammortamento del debito ipotecario da fr. 38'500.-- a fr. 37'500.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), come riconosciuto dalla Cassa (cfr. allegati a doc. _).
2.15. Gli interessi del conto risparmio, per contro, non corrispondono a quanto computato dalla Cassa nei calcoli annessi all'ordine di restituzione (cfr. allegati a doc. _), bensì nel 2002 ammontano a fr. 436.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Di conseguenza nel periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002 i redditi dell'assicurata, indipendentemente dal computo di un'eventuale sostanza (cfr. consid. 2.13.), sono più elevati delle spese riconosciute.
Infatti i redditi determinanti corrispondono a fr. 72'154.-- (fr. 7'956.--reddito da attività dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 4'800.-- valore locativo + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.15'600.- pigioni + fr. 436.-- interesse di risparmio) a fronte di spese riconosciute di fr. 68'999.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 15'000.-- pigione + fr. 2'917.-- premio cassa malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr. 1'594.-- interessi ipotecari).
2.16. Il 6 marzo 2002 i coniugi _ sono stati iscritti a Registro fondiario come proprietari di un mezzo ciascuno delle particelle n. _ e _ RFD di _ (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione). A partire da questa data, dunque, essi potevano disporre in modo completo dei fondi, procedendo se del caso anche ad un'alienazione.
Dal mese di marzo 2002 al mese di maggio 2002 va quindi certamente computata la sostanza immobiliare di proprietà dell'assicurata e del marito.
Come esposto al consid. 2.7., se la sostanza immobiliare serve da abitazione dell'assicurato, fa stato il cpv. 1 dell'art. 17 OPC, secondo il quale la valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
La norma in questione vuole facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare (RCC 1991 pag. 422).
Secondo la volontà del legislatore, dunque dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve essere, di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale prima della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).
A norma dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti per il valore di stima ufficiale.
Ne consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT I-1993, pag. 232).
In concreto il valore di stima dei fondi n. _ e _ RFD _ ammonta a fr. 119'772.--, come risulta sia dalla notifica di tassazione 2001/2002 del 22 aprile 2002 inviata all'avv. _ e indirizzata agli eredi di _, che dagli estratti del Registro fondiario (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Tale somma è stata d'altronde riconosciuta anche dall'insorgente (cfr. doc. _).
2.17. Ai fini del calcolo dell'assegno integrativo è comunque computabile unicamente 1/15 della sostanza netta, dalla quale deve essere previamente dedotta anche la parte non computabile, pari nella fattispecie a fr. 85'000.-- (fr. 40'000.-- per i coniugi + fr. 15'000.-- X 3 figli; cfr. art. 3c cpv. 1 lett. c LPC, consid. 2.7.).
Nel caso concreto quale sostanza, in aggiunta alle due particelle di _, va considerato pure l'ammontare del libretto di risparmio che, nel 2002, corrisponde a fr. 15'362.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e non a fr. 20'229.--, come indicato dalla Cassa (cfr. allegati a doc. _).
Pertanto, tenendo conto anche degli altri elementi della sostanza (fr. 27'686.-- altri fattori della sostanza, cfr. allegati a doc. _) e sottraendo, oltre alla parte non computabile di fr. 85'000.--, i debiti di complessivi fr. 43'500.-- (fr. 37'500.-- debiti ipotecari + fr. 6'000.-- altri debiti, cfr. allegati a doc. _), la sostanza ammonta a fr. 34'320.--.
La sostanza convertita in reddito, determinante per il conteggio in questione, è quindi di fr. 2'288.-- (1/15 di fr. 34'320.--).
2.18. Inoltre nel mese di marzo 2002 la famiglia _ ha traslocato nell'appartamento dove viveva la defunta (cfr. doc. _).
A far tempo da questa data, di conseguenza, l'importo di fr. 4'800.-- (cfr. consid. 2.9.) deve essere computato a titolo di valore locativo della propria abitazione (cfr. consid. 2.8.).
2.19. Nel caso di assicurati che vivono in casa propria, analogamente alla LPC, è riconosciuta quale spesa la pigione (cfr. Direttive UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021). Ciò nella misura del valore locativo (cfr. DTF 126 V 256-257; ZAK 1968, pag. 248).
In concreto la Cassa ha computato l’importo di fr. 6'480.-- (cfr. allegati a doc. _), composto di fr. 4'800.--, quale valore locativo dell’abitazione e fr. 1’680.-- quale forfait per spese accessorie.
Secondo l’art. 16a cpv. 1 OPC AVS/AI infatti nei confronti di persone che abitano un immobile di loro proprietà, per le spese accessorie è previsto solo un forfait. Esso è pari proprio a fr. 1’680.--.
Va, comunque, segnalato che la somma del valore locativo dell'immobile e delle spese può essere riconosciuto al massimo fino a concorrenza degli importi massimi stabiliti dalla legislazione federale per le spese di pigione, pari per tutti i Cantoni, dal 1° gennaio 2001, a fr. 13'200.-- per le persone sole e fr. 15'000.-- per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000; Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 87).
In casu visto che il valore locativo dell'abitazione dell'assicurata ammonta effettivamente a fr. 4'800.-- (cfr. consid. 2.9.), l'importo conteggiato dall'amministrazione a titolo di pigione annua di fr. 6'480.-- è corretto.
2.20. Come visto in precedenza (cfr. consid. 2.8.), dal mese di marzo 2002 _ versa quale canone di locazione fr. 1'200.-- mensili.
Di conseguenza a giusta ragione l'amministrazione ha tenuto conto, nei redditi determinanti, di un importo annuo di pigioni di fr. 14'400.-- (fr. 1'200.-- X 12 mesi; cfr. allegati a doc. _).
2.21. Le spese di manutenzione, gli interessi ipotecari e gli interessi del conto di risparmio corrispondono a quelli per il periodo dal mese di gennaio al mese di febbraio 2002 (cfr. consid. 2.14; 2.15.).
In simili circostanze questa Corte deve concludere che pure nel periodo dal 1° marzo al 31 maggio 2002 i redditi determinanti dell'insorgente di fr. 73'242.-- (fr. 2'288.-- sostanza convertita in reddito + fr. 7'956.--reddito da attività dipendente + fr. 42'292.-- reddito da attività indipendente + fr. 4'800.-- valore locativo + fr. 1'070.-- assegni di base + fr.14'400.- pigioni + fr. 436.-- interesse di risparmio) superano le sue spese riconosciute di fr. 60'479.-- (fr. 44'388.-- fabbisogno vitale + fr. 6'480.-- pigione + fr. 2'917.-- premio cassa malati + fr. 5'100.-- spese di manutenzione + fr. 1'594.-- interessi ipotecari).
2.22. L'assicurata ha allegato di aver dovuto pagare le tasse di successione, pari a fr. 39'606.-- e la parcella notarile di fr. 1'834.-- (cfr. consid. 1.4., doc. _).
A tale proposito va rilevato che la lista dei costi computabili ai fini del calcolo della PC, elencati all'art. 3b cpv. 3 LPC, al quale la LAF rinvia (cfr. v.art. 24 cpv. 1 lett. c; v.art. 28, v.art. 36 LAF consid. 2.2.), è esaustiva e che le disposizioni sono di diritto federale imperativo (E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135; e Ergänzungsband, Zurigo 2000, p. 83).
Le spese che non risultano nell'elenco non possono quindi essere ammesse in deduzione.
Nel caso di specie, pertanto, i costi menzionati dalla ricorrente non possono essere conteggiati quali spese specifiche.
A tali costi si deve dunque sopperire tramite l'importo destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Va per inciso segnalato che la nuova Legge cantonale sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), in vigore dal 1° febbraio 2003 e che si applica al calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr. nuovi art. 24 cpv. 1 lett. c; 27 cpv. 1, 31 lett. c; 35 LAF; 2 Laps; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.), prevede che nella spesa vincolata siano computate anche le imposte federali, cantonali e comunali, tuttavia unicamente quelle ordinarie sul reddito e sulla sostanza (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. j Laps), visto che si tratta di un importo non disponibile per l'utente (cfr. Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998).
2.23. Alla luce di tutto quanto precede, occorre concludere che per il periodo dal 1° marzo al 31 dicembre 2001, per i mesi di gennaio e febbraio 2002 e infine per il lasso di tempo dal 1° marzo al 31 maggio 2002 non sono dovuti alla ricorrente degli assegni integrativi.
Di conseguenza l'ordine di restituzione emanato dalla Cassa non presta il fianco a critiche nemmeno per quanto attiene alla sua quantificazione.
Il TCA, pertanto, avendo l'assicurata percepito indebitamente gli assegni erogatile e vista la correttezza dell'importo chiesto in restituzione, deve confermare l'ordine di restituzione del 10 settembre 2002.
2.24. Di transenna va segnalato che l'insorgente nell'atto ricorsuale ha menzionato un precedente ordine di restituzione di fr. 9'756.--, precisando che ritiene la procedura relativa al sistema di calcolo degli assegni e alla restituzione alquanto complicata per un semplice cittadino che dapprima riceve gli assegni e in seguito deve restituirli (cfr. consid. 1.2., doc. _).
Il provvedimento citato è cresciuto in giudicato incontestato, per cui esula dalla presente vertenza.
Abbondanzialmente va comunque rilevato che dagli atti risulta che la decisione alla quale si riferisce la ricorrente è stata emessa il 12 aprile 2002, in quanto gli assegni integrativi versati dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000 hanno dovuto essere rivisti a seguito della notifica di tassazione 2001/2002 del 21 maggio 2001. Dalla stessa è infatti emerso un reddito aziendale più elevato rispetto a quelli conteggiati in precedenza, desumibili dalle notifiche di tassazione 1997/1998 e 1999/2000 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Senza entrare nel merito di tale fattispecie, giova osservare che in linea di principio, giusta il v. art. 29 LAF, l'assegno integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento del reddito disponibile dei genitori (cfr. consid. 2.2.) e che in ogni caso vanno restituite quelle prestazioni a cui un assicurato da un profilo oggettivo non aveva diritto (cfr. consid. 2.5.).