Decision ID: 8df47f1c-b90d-5ade-9881-eb508770d9f4
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con domanda di esecuzione 19 maggio 2009 PI 1, tramite il suo legale, ha chiesto all’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera l’emanazione di un precetto esecutivo per la somma di fr. 132'720.20 oltre accessori nei confronti della società RI 1, “_, _, Socio e presidente della gerenza, _ S_”. Il 22 maggio 2009 l’Ufficio ha quindi spedito il precetto esecutivo n. _ all’indirizzo menzionato, che l’Ufficio postale ha notificato a _ S_ il 26 maggio 2009, senza che questi solle- vasse opposizione. Il 16 giugno 2009 PI 1 ha quindi chiesto allo stesso Ufficio la prosecuzione dell’esecuzione.
B.
Con allegato datato giugno 2009 RI 1 e RI 2, socia gerente della società, chiedono la restituzione del termine ex art. 33 cpv. 4 LEF per interporre opposizione al summenzionato precetto esecutivo. Essi allegano che lo scorso 17 giugno 2009 _ R_, marito di RI 2, ha chiesto all’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera una attestazione sullo stato esecutivo della RI 1, che intendeva esibire all’ufficio dei permessi in funzione dell’autorizzazione alla riapertura definitiva del M_ _ gestito, per l’appunto, dalla RI 1. Con sorpresa questi è venuto a conoscenza dell’esistenza di numerose esecuzioni nei confronti della RI 1, benché l’altro socio-gerente della società, _ S_, avesse sempre negato l’esistenza di procedura esecutive. Premesso che lo scorso 26 maggio 2009 è stato notificato dalla Posta alla RI 1, verosimilmente nella persona di _ S_, il precetto esecutivo n. _ fatto spiccare da PI 1 per la non indifferente somma di fr. 132'720.20 e che dall’attestazione sullo stato esecutivo della RI 1 non risulta che al precetto esecutivo in rassegna sia stata interposta opposizione e ritenuto ciò sconcertante, specie se si considera che si tratta di una fattispecie che non riguarda la società, ma _ S_ in persona, gli insorgenti asseverano che RI 2 sarebbe entrata con un altro socio nella compagine societaria della RI 1 e che in quell’epoca, per controllare l’andamento, essi hanno dato formali istruzioni all’ufficio postale di _ di recapitare tutta la corrispondenza relativa alla RI 1 presso RI 2 al suo indirizzo di _. Sennonché, proseguono RI 1 e RI 2, l’avviso relativo alla procedura esecutiva promossa da Michele Benzoni non è mai pervenuta al richiesto indirizzo, ma verosimilmente è stato invece recapitato e intimato impropriamente e indebitamente a _ S_. Questo errore di notifica della posta, forse tratta in inganno dal S_ stesso - essi rilevano - ha così ostacolato la debitrice nei suoi diritti, segnatamente in quello di fare opposizione al precetto esecutivo. Da qui la richiesta di restituzione del termine per potere formalizzare l’opposizione nei confronti dell’esecuzione n. _ dell’UEF di _, dato che con le istruzioni allora date alla posta dalla RI 1, il precetto esecutivo doveva essere avvisato al recapito di _ presso la socia gerente RI 2; il fatto che lo stesso precetto esecutivo sia stato ritirato da _ S_, pure socio gerente e finanche presidente della società, è irrilevante, dato che le istruzioni sul recapito relativo alla corrispondenza della RI 1 miravano proprio a impedire a S_ di ritirare la corrispondenza societaria personalmente e a pregiudizio degli interessi della società medesima. Del resto, rilevano altresì RI 1 e RI 2, già il 18 marzo 2009 era stata chiesta la convocazione dell’assemblea straordinaria della società proprio e anche per formalizzare il trasferimento agli effetti del registro di commercio del recapito da _ a _; a questa convocazione S_ non ha però dato seguito con pretesti dettati verosimilmente da considerazioni dovute all’aspettativa, poi avveratasi, della contestata esecuzione in esame.
C.
Con separato scritto di stessa data (18 giugno 2009) indirizzato, oltre che all’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera, anche all’ufficio postale di _, RI 2, ripercorsa la fattispecie con le stesse motivazioni, ha chiesto la notifica di un nuovo precetto esecutivo alla RI 1 presso il recapito di _ in deroga a quello desumibile dall’iscrizione a Registro di Commercio, in modo da restituire alla debitrice il termine per potere fare opposizione, per infine concludere, cautelativamente, che lo stesso scritto vale come opposizione. Il 20 giugno 2009 il legale di RI 1 e RI 2 ha inviato ai medesimi destinatari il decreto supercautelare del Pretore di _ del 19 giugno 2009, con il quale questi ha revocato con effetto immediato e fino a nuovo avviso i poteri di gestione e di rappresentanza del gerente-presidente della RI 1 _ S_, con conseguente revoca immediata del suo diritto di firma e con conseguente trasferimento dei poteri di rappresentanza alla socia gerente RI 2.
D.
Con osservazioni del 2 luglio 2009 PI 1 chiede la reiezione del ricorso, rispettivamente della domanda di restituzione in intero dei termini, ritenendo che l’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera abbia agito correttamente inviando per l’intimazione il precetto esecutivo al recapito indicato dal creditore nella domanda di esecuzione, ovvero a _ S_, allora socio gerente e presidente della società. Alla medesima conclusione è giunto l’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera nelle sue osservazioni del 6 luglio 2009.

considerando
in diritto:
1.
L’istanza in esame, benché fondata sull’art. 33 cpv. 4 LEF che regola la restituzione dei termini, costituisce in realtà un ricorso contro la notifica del precetto esecutivo, di cui l’escussa e la pretesa sua rappresentante affermano di avere avuto cono- cenza successivamente alla data indicata nel registro delle esecuzioni e nel precetto esecutivo medesimo a causa del fatto che lo stesso sarebbe stato impropriamente spedito e intimato a un recapito - e, quindi, a un organo - non più attuale, dato che i ricorrenti pretendono di avere già da tempo dato formali istru- zioni all’ufficio postale di _ di volere recapitare la corrispondenza di RI 1 in Via _ a _ (ossia dove risiede _).
a) Se l’esecuzione è diretta contro una persona giuridica o contro una società, la notificazione si fa al rappresentante delle medesime e, segnatamente, per una società anonima, una società in accomandita per azioni, una società a garanzia limitata, una società cooperativa o un associazione iscritta nel registro di commercio, a qualunque membro dell’amministra- zione o delle direzione, come pure a qualunque direttore o procuratore (art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF).
b) Nella fattispecie l’ufficio di esecuzione e fallimenti ha compilato il precetto esecutivo a carico di RI 1 sulla base delle indicazioni fornite dal creditore nella domanda di esecuzione del 19 maggio 2009, ossia indicando come persona destinataria della ricezione del precetto esecutivo _ S_, socio e presidente della gerenza della stessa società, con recapito in via _, _, sede della ditta (cfr. estratto del registro di commercio). Procedendo in questo modo, l’Ufficio ha senz’altro agito correttamente, poiché a quel momento _ S_ risultava ancora a tutti gli effetti iscritto a registro di commercio come organo della società escussa, ossia come socio gerente e presidente della gerenza della RI 1, ancorché con firma collettiva a due unitamente a RI 2 (cfr. estratto del registro di commercio). Del resto, per ammissione degli stessi ricorrenti, _ S_ è stato provvisionalmente privato dei poteri di gestione e di rappresentanza della società soltanto con decreto supercautelare del 19 giugno 2009 del Pretore del Distretto di Rivera; il che sta a significare che fino a quel momento il soggetto era legittimo rappresentante a tutti gli effetti della società. Nulla impediva perciò al funzionario postale preposto alla consegna del precetto esecutivo notificare il medesimo a _ S_ presso la sede della società, così come indicato nel precetto stesso in conformità con l’art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF.
Stanti le chiare e corrette indicazioni contenute nell’atto esecutivo, ove come persona abilitata a ricevere il precetto esecutivo figurava una determinata persona (_ S_, organo della ditta) e un determinato indirizzo (quello ove la società ha la sua sede sociale ufficiale), si rileva priva di pregio l’obiezione dei ricorrenti, secondo cui lo stesso precetto andava invece consegnato al recapito (via _, _) indicato nell’ordine di rispedizione/cambiamento di indirizzo compilato – peraltro da chi non è dato da sapere, il relativo formulario presentando una firma illeggibile - il 17 marzo 2009 all’attenzione dell’ufficio postale di _-_. Un’iniziativa del genere - volta in buona sostanza a esautorare _ S_ dalle sue funzioni di organo della società, trasferendo di fatto con una decisione unilaterale la sede e i poteri di rappresentanza della RI 1 presso il domicilio privato di RI 2, benché per vincolare la ditta occorresse allora la firma collettiva dei due antagonisti (v. estratto del registro di commercio) - non poteva di certo impedire la consegna del precetto esecutivo alla sede ufficiale della ditta e al suo gerente/presidente, la cui legittimazione a ritirare l’atto esecutivo non è sicuramente venuta meno per il solo fatto che un altro organo, per litigi interni, ha pensato di fatto di autoproclamarsi socia e gerente esclusiva della società, iniziativa questa, concretizzatasi, almeno pro tempore, solo con il decreto supercautelare del 19 giugno 2009. Il 26 maggio 2009, giorno della notifica del precetto esecutivo, _ S_ era però, lo si ripete, ancora pienamente in funzione.
c) Ne discende che nella misura in cui i ricorrenti impugnano la notifica del precetto esecutivo, il ricorso deve essere disatteso, siccome manifestamente infondato.
2.
Dato quanto precede, ossia riconosciuto il corretto operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Riviera, non vi è spazio per vagliare il ricorso come istanza di restituzione in intero ex art. 33 cpv. 4 LEF, secondo cui chi è impedito ad agire entro il termine stabilito da un ostacolo non imputabile a sua colpa può chiedere all’autorità di vigilanza o all’autorità giudiziaria competente la restituzione del termine, ritenuto che egli deve, entro il medesimo termine dalla cessazione dell’impedimento, inoltrare la richiesta motivata e compiere presso l‘autorità l’atto omesso. Di fronte alla circostanza che _ S_ era legittimato a ritirare il precetto esecutivo, non vi era alcuno impedimento – peraltro nemmeno i ricorrenti lo pretendono – affinché questi sollevasse opposizione entro il termine di dieci giorni di cui all’art. 74 cpv. 1 LEF, che ha iniziato a decorrere il giorno seguente alla consegna del precetto esecutivo, avvenuta il 26 maggio 2009. Proposta impropria- mente, l’istanza di restituzione dei termini ex art. 33 cpv. 4 LEF va perciò dichiarata inammissibile.
3.
Non si preleva tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).