Decision ID: 3f25e791-727a-5417-a8a3-7db44d3366f5
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera il
31 agosto 2013;
il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha
reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive
all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con
comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;
i verbali d'audizione del 3 settembre 2013 (di seguito: verbale 1) e del
18 settembre 2013 (di seguito: verbale 2);
il verbale della decisione dell'UFM del 30 settembre 2013 con cui tale
Ufficio non è entrato nel merito della succitata domanda d'asilo ed ha
pronunciato l'allontanamento e l'esecuzione dell'allontanamento del
richiedente dalla Svizzera, notificata oralmente all'interessato il medesimo
giorno (cfr. Acta A15/1);
il ricorso del 07 ottobre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 08 ottobre 2013);
la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 08 ottobre 2013;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 della Legge sull'asilo del
26 giugno 1998, [LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia d'asi-
lo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Legge sul Tribunale ammi-
nistrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso è di
principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e
52 cpv. 1 della Legge federale sulla procedura amministrativa del
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021);
che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui
l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo
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(art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a
esaminare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel
merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3);
che contro una decisione di non entrata nel merito in materia di asilo
l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla
questione della concessione dell'asilo che presuppone un esame materia-
le della domanda stessa;
che, di conseguenza, la conclusione tendente alla concessione dell'asilo
è inammissibile;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti;
che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della
domanda;
che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richie-
dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili,
di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presen-
tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è
accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi
(lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiari-
menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);
che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,
segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'iden-
tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinan-
za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formali-
tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);
che, per contro, non sono documenti validi quelli emessi per altri scopi,
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita,
la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (ibid., consid. 6);
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che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun
documento che adempia i citati criteri;
che circa il possesso di documenti l'insorgente ha affermato di avere
perso il proprio passaporto in Italia nel 2001 (cfr. verbale 1, pag. 5); che,
inoltre, non avrebbe mai richiesto una carta d'identità non avendone
bisogno (cfr. verbale 1, pag. 6); che, interpellato sulla possibilità di
ottenere dei validi documenti, egli ha dichiarato di avere chiamato la
sorella residente a Dubai; che, tuttavia, quest'ultima potrà unicamente
procurargli il certificato di nascita (cfr. ibidem); che in occasione della
seconda audizione ha sostenuto di essersi recato presso il Consolato
tunisino di Milano per procurarsi il passaporto, nonché di avere contattato
la propria famiglia per farsi inviare il certificato di nascita (cfr. verbale 2,
D4-5, pag. 2); che il succitato consolato lo avrebbe informato del fatto che
necessiterebbe del certificato di nascita e della denuncia di smarrimento
del passaporto per ottenerne uno nuovo (cfr. verbale 2, D5, pag. 2); che
il ricorrente ha quindi dichiarato che si recherà presso la Questura di
Milano per la denuncia di smarrimento e che la propria famiglia lo contat-
terà per ottenere il numero di fax dove inviare il proprio certificato di
nascita (cfr. verbale, 2, D10, pag. 2);
che, tuttavia, tali giustificazioni non convincono il Tribunale; che, infatti,
non è verosimile che il ricorrente si sia recato a Milano con il solo docu-
mento di richiedente l'asilo come da egli sostenuto (cfr. verbale 2, D6,
pag. 2); che, difatti, tale documento non permette di lasciare il territorio
elvetico; che, oltretutto, l'insorgente ha avuto oltre un mese di tempo per
ottenere un valido documento senza che egli abbia mostrato alcun risulta-
to concreto;
che nel ricorso l'insorgente sostiene che vi sarebbero motivi scusabili ai
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi per la mancata consegna dei docu-
menti; che, tuttavia, le giustificazioni ricorsuali si limitano a generiche
affermazioni di parte prive di alcun elemento concreto;
che, vista l'inverosimiglianza, nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità
delle suddette dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti
d'identità, vi è ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi
documenti d'identità per i bisogni di causa;
che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata
consegna dei documenti d'identità;
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che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né
fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi,
l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente
non è applicabile;
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in
base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di
rifugiato del richiedente;
che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore
ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una
procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o
meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una deci-
sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);
che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata
decisione alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le allegazioni
del ricorrente siano inverosimili, nonché irrilevanti ai sensi dell'asilo;
che, infatti, come rettamente rilevato nella decisione contestata alla quale
si rinvia per i dettagli, il ricorrente si è contraddetto più volte su punti
essenziali del proprio racconto;
che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, con
riferimento all'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente;
che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi
da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determina-
zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo;
che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista
dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss. e DTAF
2009/50 consid. 5-8, pp. 725-733);
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del
28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del
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16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente
in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della
Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trat-
tamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione
impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1
sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 2011 [OAsi 1,
RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di
diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr);
che la situazione vigente in Tunisia non è caratterizzata da guerra, guerra
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione
nell'integralità del territorio nazionale;
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane,
celibe, e ha svolto una formazione professionale quale cuoco in Italia
(cfr. verbale 1, pag. 3); che il medesimo vanta esperienze professionali
nella compravendita di articoli di elettronica e quale cuoco (cfr. verbale 1,
pag. 4); che l'insorgente dispone in patria di una rete sociale, ritenuto che
vi risiedono il padre e diversi zii (cfr. verbale 1, pag. 5); che, pertanto, egli
ha senz'altro le possibilità di reinserirsi con successo nel paese d'origine;
che i problemi medici adotti non sono tali da giustificare la permanenza
del ricorrente in Svizzera; che, infatti, al ricorrente è stato diagnosticato il
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morbo di Crohn in Italia già nel 2000; che lo stesso interessato ha
ammesso di avere seguito regolarmente una terapia per tale malattia in
Tunisia (cfr. verbale 1, pag. 10); che, in aggiunta, egli ha affermato di
essere in grado di controllare la malattia seguendo una dieta appropriata
e assumendo i medicamenti prescrittigli (cfr. ibidem); che, inoltre, il ricor-
rente è stato recentemente visitato da un medico in Ticino il quale gli ha
prescritto un antidolorifico generico e dei medicamenti per le crisi
d'astinenza da metadone; che, pertanto, agli atti non risultano esserci
documenti atti a provare problemi medici di natura tale da rendere neces-
saria la permanenza del ricorrente in Svizzera per motivi medici;
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2
LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà
procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34
consid. 12, pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque
pure possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e
la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni
ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla
trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno
respinte;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili
spese processuali è divenuta senza oggetto;
che visto l'esito della procedura le spese processuali di CHF 600.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse
e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale
[LTF, RS 173.110]).
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Gilles Fasola