Decision ID: 563b3a07-3228-5d39-9097-24f2074f0ce1
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il resistente _ è proprietario di due capannoni ad uso magazzino-deposito, costruiti nel 1975 a _, in località _, nella zona residenziale estensiva R2a (part. n. _ RF).
Il 1° dicembre 1997 l'UTC di _ ha constatato che nei fabbricati si erano insediate le ditte _ (impresa costruzioni) e _ (ponteggi) senza chiedere alcun permesso di costruzione. Ravvisando nell'insediamento un cambiamento di destinazione abusivo, il 3 settembre 1998 il municipio ha sollecitato _ a chiedere un permesso in sanatoria.
B. Con giudizio 1° dicembre 1998 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dal proprietario delle opere in contestazione.
Esperito un sopralluogo ed accertato che i fabbricati erano sempre stati utilizzati da imprese che operano nel ramo edilizio, il Governo ha escluso che il controverso insediamento integrasse gli estremi di un cambiamento di destinazione, soggetto all'obbligo del permesso.
C. Contro il predetto giudizio governativo, insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo il comune di Losone, chiedendone l'annullamento.
A mente dell'insorgente l'insediamento delle due ditte sarebbe da considerare alla stregua di un cambiamento di destinazione, inconciliabile con la funzione prevista per la zona di utilizzazione, che ammette soltanto aziende artigianali non moleste.
D. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.
Anche _ propone di respingere l'impugnativa, ribadendo che l'insediamento non ha mai cambiato la primitiva destinazione.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione attiva del comune ricorrente sono incontestabilmente date dall'art. 21 LE.
Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Il permesso di costruzione è l'atto amministrativo che legittima la realizzazione di un'opera edilizia e la sua successiva utilizzazione. Esso non si limita ad accertare che l'opera prevista rispetta le norme del diritto edilizio relative a distanze, altezze ed indici, ma stabilisce anche che la destinazione è conforme alla funzione assegnata alla zona di utilizzazione. Condizione, questa, che deve necessariamente essere soddisfatta affinché il permesso possa essere rilasciato (art. 22 cpv. 2 lett. a LPT).
2.2. L'ordine di inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria è un atto amministrativo mediante il quale l'autorità accerta che un determinato fondo è stato oggetto di interventi edilizi privi della necessaria autorizzazione. Pur essendo incoercibile, esso costituisce un atto impugnabile in quanto sancisce l'obbligo del proprietario di un'opera edilizia di presentare una domanda di costruzione per lavori o cambiamenti delle modalità di utilizzazione attuati senza permesso o al di fuori del permesso ricevuto.
2.3. Le costruzioni legittimamente realizzate beneficiano della garanzia della proprietà, intesa come tutela delle situazioni acquisite, sancita dall’art. 22 ter Cost. Possono quindi essere mantenute anche nel caso in cui vengano a trovarsi in contrasto con il diritto edilizio entrato in vigore in epoca successiva (cfr. art. 39 RLE). La garanzia costituzionale della proprietà così intesa non si estende soltanto all’opera edilizia in quanto tale, ma comprende anche la sua destinazione. Edifici o impianti la cui destinazione non è conforme alla funzione prevista per la zona di utilizzazione in cui sorgono possono quindi essere conservati ed ulteriormente utilizzati (cfr. art. 70 LALPT).
2.4. Per cambiamento di destinazione rilevante dal profilo del diritto pianificatorio e della polizia delle costruzioni si intende generalmente una modifica delle modalità di utilizzazione di una costruzione esistente suscettibile di produrre ripercussioni sostanzialmente diverse e localmente percettibili sull'ordinamento delle utilizzazioni (RDAT 1992 II N. 28; DFGP, Commento alla LPT, ad art. 22 N. 12; Scolari, Commentario, II ed. N. 647).
La modifica è rilevante ed implica l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di costruzione, sia quando comporta l'applicazione di norme diverse da quelle applicabili all'uso anteriore, sia quando determina un'intensificazione dell'uso delle opere di urbanizzazione o un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni ambientali (STA 28 febbraio 1992 in re comune di Cademario; Mäder, Das Baubewilligungsverfahren, ZSVR, N. 209 segg.).
2.5. Il PR di _ è stato approvato nel 1979. L'art. 38 NAPR (versione 21.01.1997) riserva la zona residenziale estensiva R2a alla costruzione di edifici a carattere residenziale mono- o plurifamiliari o commerciale (cpv. 1), nei quali possono insediarsi unicamente aziende artigianali non moleste (cpv. 2).
Giusta l'art. 8.4 NAPR, per aziende non moleste si intendono quelle che non hanno ripercussioni diverse da quelle che derivano dall'abitare (lett. a). Per aziende poco moleste si intendono tutte quelle le cui attività rientrano nell'ambito delle aziende ove il lavoro si svolge solo di giorno ed eventuali immissioni hanno frequenza discontinua e limitata nel tempo e nell'intensità (lett. b). Aziende con ripercussioni più marcate sono invece considerate moleste (lett. c).
3. Controversa è essenzialmente la questione a sapere se l'insediamento delle due ditte nei magazzini del resistente integri gli estremi di un cambiamento di destinazione soggetto ad autorizzazione o se invece si tratti di una modifica irrilevante dal profilo del diritto pianificatorio e della polizia delle costruzioni.
3.1. I capannoni in esame sono stati costruiti nel 1975 sulla base di una licenza edilizia rilasciata dal municipio di _ all'impresa di costruzioni _ per la formazione di magazzini-deposito. I fabbricati sono stati successivamente locati alla ditta _, attiva nel settore della carpenteria (1982 - 1991) ed all'impresa di costruzioni _ (1991 - 1994). A partire dal 1995 il fondo è stato dato in locazione all'impresa di costruzioni _, all'impresa di pittura _, all'impresa di costruzioni _, divenuta in seguito _ ed alla _, operante nel campo della costruzione di ponteggi.
3.2. A ragione il Consiglio di Stato non ha ravvisato nella fattispecie gli estremi di un cambiamento di destinazione soggetto a permesso di costruzione. Il fondo è infatti sempre rimasto adibito ad uso deposito-magazzino per imprese che operano nel ramo dell'edilizia. E' irrilevante il fatto che non venga più utilizzato come deposito da un'unica impresa, ma da quattro ditte minori, una delle quali attiva nel settore della costruzione di ponteggi. Per rapporto all'uso autorizzato i nuovi insediamenti non comportano alcuna intensificazione delle opere di urbanizzazione, Né ingenerano ripercussioni sostanzialmente diverse sull'ambiente circostante.
Dal sopralluogo esperito dall'autorità inferiore è emerso che l'insediamento della _ e della _ ha determinato una diminuzione del personale impiegato (che aveva la possibilità di posteggiare sul fondo) da circa 60 a 15 operai, nonché una diminuzione del traffico di automezzi (furgoni) e del volume del materiale depositato. Il fondo continua peraltro ad essere utilizzato soltanto come deposito e non per svolgervi attività di costruzione. Gli operai vi si recano unicamente per prelevare o portare materiali o macchinari. A differenza di quanto è accaduto in passato, quando sul fondo si è insediata la carpenteria _ (STA 29.11.85 in re de qua), il personale delle ditte che occupano i magazzini non svolge altre attività. Il materiale ed i macchinari depositati sul fondo e nei magazzini non sono diversi da quelli depositati sinora. I cambiamenti di locatario verificatisi in questi anni non hanno modificato in misura apprezzabile la destinazione preesistente. In questi cambiamenti non può essere ravvisata alcuna soluzione di continuità fra l'uso anteriore e quello attuale. Ne discende che non sono soggetti a permesso di costruzione.
A torto il ricorrente si richiama alla funzione residenziale ed artigianale non molesta della zona di situazione per suffragare la sua richiesta. Anche se i magazzini in contestazione non dovessero risultare conformi alla funzione di zona, in quanto sede di attività poco moleste, la garanzia della proprietà, intesa come tutela delle situazioni esistenti, ne assicura comunque il mantenimento indipendentemente dai cambiamenti di locatario. È sufficiente che l'uso fattone dai nuovi inquilini rientri nel quadro della destinazione autorizzata a suo tempo. Condizione, questa, che non era ad esempio data quando si è insediata l'_ o quando la _ ha chiesto il permesso di posare una gru nell'area del proprio magazzino (risoluzione governativa 21 aprile 1998).
4. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi respinto, confermando la decisione governativa impugnata, siccome immune da violazioni del diritto.
Dato l'esito, il comune va esente da tassa di giustizia. Deve tuttavia rifondere al resistente un adeguato importo a titolo di ripetibili.