Decision ID: 0c1502f7-704a-5490-92fc-f1aeed40b7f4
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
La segnalazione si riallaccia in sostanza a due procedure promosse da _ e sfociate nei pronunciati 6 marzo 2001 [inc. n. 15.2000.35] e 12 marzo 2001 [inc. n. 15.2000.71] di questa Camera. La prima vertenza (ricorso 9 febbraio 2000 in materia di prosecuzione dell'esecuzione) traeva origine da tre esecuzioni dell'UEF di Bellinzona promosse contro _ da
l
Comune di _ (esecuzione n. _ del _/_ per fr. 27'844.15 oltre accessori). La domanda 18 novembre 1998 di proseguire l'esecuzione trova legittimazione nella sentenza 6 novembre 1998 di questa Camera (inc. 14.98.63) - su appello 18 giugno 1998 presentato dall'avv. _ per l'escusso _ - che conferma il pronunciato pretorile di rigetto definitivo dell'opposizione: _ è indicato in sentenza come rappresentato dall'avv. _. Con ulteriore sentenza 21 luglio 1999 la seconda Camera civile del Tribunale d'appello ha respinto l'appello 17 maggio 1999 di _, patrocinato dall'avv. _ volto alla riforma del giudizio pretorile che non aveva respinto la domanda dell'escusso di annullare l'esecuzione n. _;
l
Cassa di compensazione AVS _ (esecuzione n. _ del _ per fr. 36'465.05 oltre accessori, in relazione al fallimento della ditta _ [responsabilità ex art. 52 LAVS di _ quale organo della fallita]). La domanda 11 dicembre 1998 di proseguire l'esecuzione si fonda sulla sentenza 25 maggio 1998 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona (inc. EF.98.273), cresciuta in giudicato, che ha rigettato in via definitiva l'opposizione interposta dall'escusso. _ è indicato in sentenza come rappresentato dall'avv. _;
l
_ (esecuzione n. _ del _ per fr. 1'070.-- oltre accessori). La domanda 23 settembre 1999 di proseguire l'esecuzione si fonda sulla sentenza 20 settembre 1999 del Giudice di pace del Circolo di Bellinzona (inc. EF.98.273), cresciuta in giudicato, che ha rigettato in via definitiva l'opposizione interposta dall'escusso.
B.
La procedura ricorsuale è poi sfociata nella sentenza 6 marzo 2001 di questa Camera, dal cui dispositivo risulta:
1.
Il ricorso 9 febbraio 2000 _, è respinto.
2.
È fatto ordine all'UEF di Bellinzona di notificare l'avviso di pignoramento nelle tre esecuzioni n. _ (precettante: il Comune di _), _ (precettante: Cassa di compensazione AVS _) e _ (precettante: _):
2.1.
a _, al suo domicilio di _, con invio raccomandato e contestuale invio semplice;
2.2.
all'avv. _, quale patrocinatore di _, con l'invito di comunicare senza indugio all'UEF di Bellinzona se non fosse più legittimato al patrocinio.
2.3.
Ove l'invio raccomandato non potesse essere notificato a _ e se l'avv. _ dichiarasse di non essere più legittimato a patrocinarlo o comunque formulasse riserve sui suoi poteri di rappresentanza, l'UEF di Bellinzona procederà senza indugio alla notifica in via edittale dell'avviso di pignoramento nelle tre esecuzioni.
3.
Notificato l'avviso di pignoramento, ove l'escusso non dichiarasse all'UEF di Bellinzona espressamente entro 10 giorni dalla notifica la sua disponibilità all'esecuzione del pignoramento secondo le modalità dell'art. 91 LEF, l'organo d'esecuzione forzata chiederà l'aiuto della Polizia cantonale in ordine all'apertura dei locali dell'appartamento e dei ripostigli ubicati al domicilio di _, per il giorno fissato per l'esecuzione del pignoramento.
4. _
, è condannato alla multa di fr. 400.--.
5.
Tassa di giustizia e spese in complessivi fr. 100.-- sono a carico di _.
C.
La seconda vertenza (segnalazione/denuncia 22 maggio 2000) si è conclusa con la sentenza 12 marzo 2001 di questa Camera, che ha stralciato la procedura dai ruoli, atteso che:
- il 12 dicembre 2000 le parti sono state convocate per un'udienza di discussione preliminare;
- nel corso di tale udienza è emerso che la ditta _ è stata dichiarata fallita il 6 dicembre 1994 e che la procedura di liquidazione è stata chiusa con decreto 5 dicembre 1996 della Pretura del Distretto di Bellinzona;
- di conseguenza gli atti riferiti alla liquidazione fallimentare chiusa il 5 dicembre 1996, che non hanno formato oggetto di impugnativa, sono sottratti al potere di indagine della CEF quale Autorità cantonale di vigilanza;
- non sono comunque emersi elementi tali da giustificare l'apertura di un procedimento disciplinare ex art. 14 cpv. 2 LEF.
D.
Per quanto si riferisce alla Cassa di compensazione AVS _ (esecuzione n. _ del _ per fr. 36'465.05 oltre accessori sentenza 12 marzo 2001), l'esecuzione è sfociata nel pagamento 30 maggio 2001 effettuato da _
E.
Con atto 4 febbraio 2002 di non semplice lettura - considerato dapprima quale ricorso e solo successivamente come segnalazione/denuncia - _ chiede a questa Camera "l'esperimento formale e materiale di una inchiesta e perizia sul lavoro svolto dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti del Distretto di Bellinzona e di tutte le istanze successive e nell'ambito del fallimento della _ e degli atti promossi personalmente da _ e _ nei riguardi del sottoscritto". Secondo il denunciante vi sarebbero state nel maggio dello scorso anno "inadempienze palesi dell'UEF di Bellinzona", che avrebbero determinato il pagamento da parte sua di "fr. 37'000.-- per contributi previdenziali dovuti dalla fallita _ e che il mezzo di prova, che poteva costituire mezzo di difesa degli interessi dei suoi congiunti, gli è stato celato per 4 anni e consegnato solo 4 giorni prima della scadenza perentoria del termine di pagamento". Lamenta altresì di "aver patito danni materiali per oltre fr. 90'000.--, cui vanno aggiunti tutti gli oneri derivanti da azioni e soprattutto i danni di natura morale che non possono essere taciuti". Egli ha osservato che "nel caso in cui questa autorità non dovesse impegnarsi, diversamente da quanto ha fatto in passato, ad agire in modo almeno equidistante, farà valere presso lo Stato del Cantone Ticino una richiesta di risarcimento dei danni valutati in circa fr. 200'000.-- siccome non accetta che per incuria e per supponenza agenti dello Stato procurino danni a terzi con la sciagurata consapevolezza di farlo".
F.
Con atto 28 febbraio 2002 _ ha rinnovato le sue accuse all'UEF di Bellinzona, "il quale, oltre ad aver mancato clamorosamente ai suoi doveri, malgrado precise avvertenze e tempestive, ha celato (non rispondendo a varie richieste scritte e verbali) e di proposito un documento per 4 anni cagionando danni". Con successivo atto 4 marzo 2002 egli rimprovera all'ufficiale dell'UEF di Bellinzona di "aver tenuto celata per 4 anni (...) una mia lettera scritta, con altre prima dell'inizio del fallimento _ (dei recidivi, sia chiaro) e così facendo ha impedito la difesa dei miei interessi in varie sedi" (cfr. terzo capoverso), tale lettera essendogli stata consegnata "3 giorni prima della scadenza di un pagamento che dovevo effettuare proprio a seguito delle disonestà professionali svolte dall'UEF di Bellinzona anche nella procedura fallimentare _ " (cfr. quarto capoverso).
G.
Con atto 14 marzo 2002 questa Camera ha invitato l'UEF di Bellinzona a prendere posizione sulle affermazioni riportate al punto precedente e riferite ai cpv. 3 e 4, come pure a trasmettere una copia della lettera cui _ si richiama.
H.
Con atto 29 marzo 2002 l'UEF di Bellinzona ha trasmesso la lettera 21 febbraio 1995 di _ - inviata per fax il 22 febbraio 1995 alle 11.54 - indirizzata "all'UEF di Bellinzona e per esso alla Delegazione dei creditori della ditta _ in procedura di fallimento", con accompagnatoria così formulata: "Egregio Signor _ sono impedito per malattia di far quello che avevo in animo: ossia una relazione dettagliata su ogni argomento e la consegna, previo incontro. Invio una brevissima relazione che comunque contiene alcuni spunti interessanti all'attenzione della Delegazione e un rendiconto limitato ai documenti che io ricevevo. Io mi auguro che la Delegazione accetti la mia proposta di partecipare ai lavori, perché pur essendo dolorosamente coinvolto in questa faccenda per soli 4 mesi di appartenenza, ritengo giusto e utile poter dare il mio contributo".
I.
L'UEF di Bellinzona ha pure prodotto copia dei fax inviati da _ il 31 maggio e il 18 luglio 2001, da cui risulta l'affermazione del denunciante di aver "ricevuto la sua [dell'UEF] busta contenente quella lettera [del 21 febbraio 1995 di _, cfr. sub H] che cercavo da cinque anni per la mia difesa sul piano morale e sul piano finanziario". Il denunciante ipotizza che gli sia stata inviata tale copia con ritardo e pertanto "per colpa dello Stato" ha dovuto pagare "fr. 36'000.-- e rotti alla _ per tre mesi di appartenenza nel consiglio di amministrazione"; egli conclude ritenendo di avere "due possibilità: o far causa allo Stato, per questo ed altro, oppure che la signora _ mi accordi un concordato, perché adesso tra la faccenda del falso sindaco che racchiude una serie di problematiche penali e il dover pagare fr. 36'000.-- ed altro per colpa dello Stato, mi disturba parecchio" (cfr. lettera 31 maggio 2001 _ a ufficiale d'esecuzione e fallimenti di Bellinzona). Nel successivo scritto del 18 luglio 2001, pure inviato per fax allo stesso ufficiale, _ ha ribadito di aver ricevuto "dopo 5 anni i documenti che da anni cercavo, depositati presso un avvocato in copia, e lei li ha letti di sicuro. Sono la prova che, prima che iniziasse il fallimento, io ponevo l'attenzione su quanto succedeva, una ripetizione, sia detto, di precedenti operazioni che hanno visto coinvolte le medesime persone".

Considerato
in diritto:
1.
Questa Camera già si è dovuta esprimere su una segnalazione/denuncia del 22 maggio 2000 di _ sulla liquidazione fallimentare riferita alla _, giungendo alle conclusioni di cui alla citata sentenza 12 marzo 2001 (cfr. sub C) perché la liquidazione fallimentare, iniziata il 6 dicembre 1994, si era conclusa con il decreto di chiusura 5 dicembre 1996 della Pretura del Distretto di Bellinzona, e di conseguenza non vi era più spazio per determinarsi, non essendovi state impugnative sugli atti di liquidazione e nemmeno risultando elementi idonei ad approfondimenti di natura disciplinare.
2.
In questa sede _ allega un fatto che a suo dire consentirebbe una lettura diversa degli accadimenti. Si tratta della lettera con allegato da lui scritta il 21 febbraio 1995 all'UEF di Bellinzona, "depositati presso un avvocato in copia".
Orbene, siffatto elemento non solo è ben lungi dal costituire un novum: al denunciante già doveva essere noto, al momento della pregressa segnalazione 22 maggio 2000, che il 21 febbraio 1995 aveva dichiarato la propria disponibilità all'UEF di Bellinzona e alla delegazione dei creditori "affinché siano perseguiti tutti i mezzi destinati a tacitare i creditori, e soprattutto, per svolgere un lavoro che sia rispettoso delle esigenze di chi è coinvolto nella vicenda. Dovrà esser chiarita la destinazione del patrimonio della SA e l'accertamento di crediti non ancora formalizzati, per prestazioni di progettazione e tecniche". È di tutta evidenza che a poco giovano in questa sede gli scritti cui egli si richiama, trattandosi in sostanza di una dichiarazione d'intenti, che necessitava di interventi puntuali quando ancora ve ne era la possibilità e la necessità, provocando ad esempio provvedimenti degli organi della liquidazione fallimentare per poterli impugnare con ricorso ex art. 17 cpv. 1 LEF a questa Camera, riservato il ricorso per denegata o ritardata giustizia in conformità dell'art. 17 cpv. 3 LEF a condizione che vi fosse ancora un interesse pratico e attuale alla sua determinazione (
Flavio Cometta
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 31, 34 e 38 all'art. 17 LEF). A quel momento, _ avrebbe potuto richiedere l'intervento non solo dell'Autorità cantonale di vigilanza in materia di esecuzione e fallimenti ma anche del Ministero pubblico ove fossero emersi elementi che ne giustificassero l'intervento. Dal profilo dell'attuazione del diritto esecutivo federale e a questo stadio di procedura la lettera 21 febbraio 1995 con allegato è del tutto irrilevante per procedere ad una revisione del giudizio 12 marzo 2001 di questa Camera. Ne consegue lo stralcio dai ruoli della segnalazione/denuncia 4 febbraio 2002 di _.
3.
A titolo abbondanziale si rileva che il denunciante intende addebitare allo Stato del Cantone Ticino "danni materiali per oltre fr. 90'000.--" (cfr. segnalazione/denuncia, p. 2, terzo capoverso), in connessione alle tre esecuzioni indicate nella narrativa fattuale sub A, segnatamente per quanto riguarda la Cassa di compensazione AVS _ (esecuzione n. _ del _ per fr. 36'465.05 oltre accessori, in relazione al fallimento della ditta _ [responsabilità ex art. 52 LAVS di _ quale organo della fallita]).
a)
La domanda 11 dicembre 1998 di proseguire l'esecuzione si fondava sulla sentenza 25 maggio 1998 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona (inc. EF.98.273), cresciuta in giudicato, che aveva rigettato in via definitiva l'opposizione interposta dall'escusso, allora rappresentato dall'avv. _. In questo contesto giova ricordare che all'udienza del 12 dicembre 2000, nella procedura davanti a questa Camera di cui all'inc. n. 15.2000.35, il citato patrocinatore ebbe a dichiarare quale teste (cfr. sentenza 6 marzo 2001 alla narrativa fattuale sub G2):
- sull'esecuzione n. _ promossa dalla Cassa di compensazione AVS _: "È vero che nei confronti di _ e dell'altro amministratore (_) della _ è stata promossa nell'autunno 1996 un'azione di risarcimento secondo l'art. 52 LAVS. Purtroppo il signor _ non ha ritirato la decisione della _ con la quale gli imponeva di versare circa fr. 36'000.--; egli ha lasciato scadere i 30 giorni per interporre opposizione. Confermo che a quel momento il signor _ soffriva di disturbi psichici. Quando _ mi ha incaricato di oppormi a questa decisione ho sollevato opposizione alla Cassa AVS _, che però ha giudicato tardiva questa opposizione; ho però rappresentato _ davanti al Tribunale delle assicurazioni, che ha emesso la propria sentenza il 10 ottobre 1997: ricordo che il Tribunale aveva ritenuto tardiva l'opposizione da me fatta e non è entrato nel merito materiale dell'opposizione, respingendola per motivi formali. Aggiungo che le argomentazioni del signor _, se ricevibili, avrebbero potuto scagionarlo, almeno in parte, da queste pretese di risarcimento danni ex art. 52 LAVS";
- "ricordo che la stessa _ aveva indicato nel PE il mio nome quale rappresentante del signor _, per il fatto che avevo appunto rappresentato _ nella procedura dinanzi al TCA, sfociata nella sentenza dell'ottobre 1997: mi sono ritenuto legittimato a ricevere il PE sulla base di questa indicazione ma anche della comunicazione 21 gennaio 1998 di _. Durante la procedura fallimentare della _ il signor _ personalmente e per il mio tramite si è attivato verso l 'UEF di Bellinzona dando a questi le necessarie informazioni relative all'effettiva situazione patrimoniale della ditta, in particolar modo in merito alle concrete possibilità di incasso di crediti esigibili, e ciò al fine di contenere le passività della ditta e di cercare di salvaguardare i diritti dei creditori. In quest'ottica _ aveva proposto che io entrassi nella delegazione dei creditori, ma questa proposta non venne accettata".
b)
Da quanto precede si rileva che _ non aveva potuto far valere alcuna ragione nei confronti della Cassa di compensazione AVS _ per il semplice fatto che non aveva ritirato l'invio raccomandato contenente la decisione della _ con la quale gli si chiedeva di versare circa fr. 36'000.-- a titolo di risarcimento danni ex art. 52 LAVS. Detto altrimenti, quanto il denunciante tenta maldestramente di addebitare allo Stato è in realtà dovuto alla sua negligenza nel non ritirare le raccomandate che gli vengono inviate. Si tratta peraltro di un caso non isolato, sivvero che nella citata sentenza 6 marzo 2001 di questa Camera già vi era la dimostrazione delle difficoltà che autorità giudiziarie e amministrative di ogni ordine incontrano al momento della notifica di invii raccomandati a _ (cfr. narrativa fattuale riferita all'inc. n. 15.2000.35, con la conclusione di cui al dispositivo riportato sub B).
c)
La scarsa propensione alla ricezione di raccomandate aveva già causato l'intervento di questa Camera con sentenza 10 dicembre 1993 (cfr. inc. VIG 155/93) su reclamo 15 ottobre 1993 della stessa Cassa di compensazione AVS _ contro l'operato di _ quale commissario del concordato _ e _. In tale circostanza la _ aveva segnalato che il commissario non aveva ritirato per due volte la raccomandata contenente l'insinuazione di credito nel concordato. Dalla narrativa fattuale sub F della citata sentenza emerge che "con raccomandata 16/17 novembre 1993 il giudice delegato ha citato il commissario per l'udienza del 3 dicembre 1993 per essere sentito in merito al concordato in relazione al mancato ritiro dell'insinuazione di credito della _ del 2 e 16 settembre 1993 come pure dell'ordinanza 29 ottobre 1993 dell'Autorità di vigilanza: anche questa quarta raccomandata è tornata con la menzione postale
non ritirata
".
d)
Per evitare il reiterarsi di tentativi di notifica di invii raccomandati, incompatibili con il principio di celerità che informa il diritto esecutivo federale, la presente decisione sarà inviata a _ nella duplice forma di invio raccomandato e di invio per posta semplice. Nell'ipotesi che la raccomandata non venisse ritirata, per evidenti motivi di prova della notificazione questa Camera sarà costretta a procedere senza ulteriore avviso nelle forme edittali in virtù della disciplina dedotta dall'art. 66 cpv. 4 n. 2 LEF.
Richiamato l'art. 14 cpv. 2 LEF,