Decision ID: 65b6df23-d990-57c2-9c42-1eeee7bfd8b9
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
A seguito della sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi ex art. 230 LEF, la ditta _ procede in via di pignoramento nei confronti della _ per l’incasso del proprio credito.
B.
In data 7 luglio 1998 l’UE di Lugano ha emesso l’attestato di carenza di beni nell’esecuzione n. _, non avendo accertato presso la società debitrice alcun bene pignorabile e non esplicando la stessa più nessuna attività lucrativa.
C.
Con ricorso 17 luglio 1998 la _ si aggrava contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni. La ricorrente sostiene che l’amministratore unico della _, _, sarebbe debitore nei confronti della società per un considerevole importo, avendo effettuato numerosi prelevamenti dagli attivi della _. Per questa ragione la _ chiede che l’UE di Lugano accerti l’esistenza di tali crediti vantati dalla _ nei confronti di _ e ne effettui il pignoramento, nonché abbia ad adottare ogni misura appropriata per reperire beni pignorabili di pertinenza della _.
D.
Delle osservazioni della _, di _ e dell’UE di Lugano, si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Per l’art. 91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi.
L’ufficio di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore, avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali dell’inosservanza (cfr. art. 91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi sono indizi concreti in tal senso (cfr.
André E. Lebrecht
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr.
André E. Lebrecht
, op. cit., n.12 ad art. 91).
2.
Nel caso di specie l’UE di Lugano ha interrogato l’amministratore unico della società _ il 7 luglio 1998 e le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato di carenza di beni 7 luglio 1998. L’Ufficio ha reso attento _ delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico della _. L’eventuale occultamento di beni pignorabili da parte della debitrice potrebbe essere oggetto di indagine penale, qualora la ricorrente ritenesse di adire tale autorità.
3.
Ne consegue la reiezione del gravame.
Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17 e 91 LEF