Decision ID: 8c2c5e15-7e3b-5593-b988-2296ff281740
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 4 settembre 1996 la Delegazione tutoria del Comune di _ _, facendo seguito a una segnalazione di _ _ -_, ha presentato all’autorità di vigilanza sulle tutele un’istanza di interdizione nei confronti di _ _ (1956) e l’ha provvisoriamente sospeso dall’esercizio dei diritti civili, nominandogli un rappresentante nella persona di _ _;
che con decisione del 14 aprile 1997 la Divisione degli interni, sezione enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, ha pronunciato l’interdizione di _ _ sulla base dell’art. 369 CC;
che con scritto del 18 aprile 1997 _ _ è insorto contro la predetta decisione;
che non sono state richieste osservazioni al ricorso;

considerando
in diritto:
che le decisioni della Divisione degli interni in materia di interdizione sono impugnabili alla Camera civile del Tribunale di appello entro il termine di 20 giorni (art. 48 cpv. 1 e 54a LAC, in vigore dal 1° marzo 1997);
che la procedura di interdizione, sebbene retta dalla legge cantonale (art. 373 CC), è governata per diritto federale dal principio inquisitorio (
Schnyder/Murer,
Berner Kommentar, 3
a
edizione, n. 123 ad art. 373 CC con richiami);
che non è il caso pertanto di essere troppo severi in relazioni alle esigenze formali del rimedio, quantunque il gravame dell’interessato – consistente all’atto pratico in una semplice dichiarazione di ricorso – sia ai limiti della ricevibilità;
che per l’art. 369 cpv. 1 CC è soggetta a tutela ogni persona maggiorenne inabile a provvedere per infermità o debolezza di mente ai propri interessi, sicché richieda durevole protezione o assistenza;
che nella fattispecie la decisione di interdizione si fonda sulle considerazioni espresse il 31 maggio 1996 dai medici _ _ e _ _l, del Servizio psico-sociale di _;
che questi ultimi hanno definito il paziente “portatore di una sofferenza psichica maggiore e cronica con tendenza al peggioramento”, onde la necessità di istituire una misura tutelare nei suoi confronti;
che le difficoltà dell’interessato sono da situare nell’ambito di un delirio paranoide cronico e che tale situazione di disagio psichico e sociale sussiste dal 1980, quando avvenne il primo dei quattro ricoveri all’Ospedale neuropsichiatrico di _;
che nel 1987 il paziente è stato dichiarato invalido al 100% per cause psichiatriche e dopo alcuni infruttuosi tentativi di inserimento nell’ambito lavorativo, il 9 aprile 1996 egli è risultato denotare un delirio persecutorio poliforme ben cronicizzato;
che, ciò posto, non possono esservi dubbi in merito alle affezioni di cui soffre il ricorrente né sul fatto che lo stesso necessita di una misura tutelare;
che, invero, l’autorità di vigilanza sulle tutele non ha sentito personalmente l’interdicendo (art. 71 RTC);
che ciò è dovuto tuttavia al mancato ritiro delle citazioni (doc. 12 e 14) da parte del ricorrente medesimo, regolarmente citato due volte dall’autorità;
che, del resto, il ricorrente non contesta quanto figura nelle decisione impugnata, ragione per cui non v’è ragione per scostarsi dalle conclusioni cui è giunta l’autorità di vigilanza sulle tutele;
che, vista la particolarità del caso, si prescinde dal riscuotere spese;