Decision ID: 227d0a71-4743-5a63-a4b4-af7f3441f707
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1. Il 1° settembre 2015 (doc. A3) RI 1, 1926, ha chiesto di beneficiare delle prestazioni complementari a causa dell'aumento delle spese per disabilità dovute al peggioramento delle sue condizioni di salute.","1.2. Con decisione del 26 gennaio 2016 (doc. 14) la Cassa cantonale di compensazione ha rifiutato all'assicurata le prestazioni dal 1° settembre 2014 stante un'eccedenza di entrate (docc. 15-17).","In particolare, fra le spese riconosciute la Cassa ha computato per ogni anno (2014-2016) gli interessi ipotecari di Fr. 3'440.-.","1.3. L'indomani (doc. A6), l'amministrazione ha informato l'assicurata che, in virtù dell'art. 14 cpv. 6 LPC e dell'art. 19 cpv. 1 LaLPC, aveva diritto al rimborso delle spese per il personale di cura per un massimo di Fr. 25'000.- secondo il calcolo proposto, importo sussidiabile che poteva esserle versato unicamente dopo avere ammortizzato l'eccedenza dei redditi stabilita per ogni anno.","In seguito, a metà dicembre di ogni anno, per gli anni 2017 (docc. 20-21), 2018 (docc. 22-23) e 2019 (docc. 24-25) la Cassa ha comunicato all'interessata che aveva diritto a una prestazione complementare mensile di Fr. 2'084.- per le spese di malattia.","1.4. Il 22 dicembre 2018 (doc. 28) l'amministrazione ha avviato una revisione periodica della prestazione complementare chiedendo all'assicurata di compilare l'apposito formulario, ritornatole il mese seguente dall'assicurata con allegata la notifica IC 2017 e ulteriori documenti così come indicatole dall'Ufficio intervento sociale del suo Comune di domicilio (doc. 29).","Il 13 febbraio 2019 (doc. 31) la Cassa di compensazione ha chiesto all'assicurata di produrre, in particolare, la dichiarazione bancaria attestante gli interessi ipotecari pagati per l'anno 2018 e il 19 febbraio seguente (doc. 32-3) l'interessata ha risposto che non vi sono interessi ipotecari, poiché il debito ipotecario è stato assunto dalla figlia proprietaria dell'immobile, debito poi estinto.","La successiva richiesta della Cassa di comprovare a partire da quando il debito ipotecario intestato alla figlia è stato rimborsato (doc. 33), è stata evasa dall'assicurata il 27 marzo 2019 (doc. 34) con l'invio della documentazione attestante il pagamento, il 15 settembre 2015, dell'ipoteca e dei relativi interessi.","1.5. Con decisione del 3 giugno 2019 (doc. 38) la Cassa cantonale di compensazione ha ricalcolato il diritto dell'assicurata alle PC dal 1° gennaio 2015 a seguito dello stralcio degli interessi ipotecari, con conseguente assenza del diritto a prestazioni (docc. 39-45) e con richiesta dell'amministrazione di restituirle Fr. 10'790.- per spese di malattia e di invalidità versate a torto (doc. 58).","1.6. Dopo l'incontro con la Cassa (doc. 50), l'assicurata ha ritirato (doc. 54) l'opposizione (doc. 46) e il 28 novembre 2018 (doc. 57) ha chiesto il condono delle spese di malattia da rimborsare.","1.7. Il 7 agosto 2020 (doc. III/3) la Cassa di compensazione ha respinto l'istanza di condono dell'assicurata, rilevando che è soltanto con la revisione periodica nel 2019 che è emerso che nel mese di settembre 2015 il debito ipotecario esistente sull'immobile sul quale l'assicurata beneficia di un diritto di usufrutto è stato estinto e quindi che non erano più dovuti degli interessi ipotecari. Questa circostanza non era tuttavia nota alla Cassa e quando il 2 settembre 2015 l'interessata ha presentato la sua domanda di PC erano stati allegati i documenti relativi al debito ipotecario e ai rispettivi interessi, senza però avvisare che il debito era stato nel frattempo rimborsato.","Pertanto, con la decisione del 3 giugno 2019 l'amministrazione ha chiesto la restituzione delle spese di malattia e di invalidità percepite indebitamente sulla base di una situazione personale ed economica errata. Infatti, secondo la Cassa, al momento in cui ha emanato la prima decisione di PC, era già nota l'estinzione dell'ipoteca, perciò l'assicurata avrebbe potuto facilmente accorgersi dell'errore di computo dell'interesse ipotecario. La condizione della buona fede non è dunque data, poiché l'assicurata ha omesso di informarla sull'estinzione del debito ipotecario gravante sulla sua abitazione sulla quale beneficia di un diritto di usufrutto.","1.8. Con decisione su opposizione del 28 ottobre 2020 (doc. A2) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione del 14 settembre 2020 (doc. III/2) e ha negato il condono dell'importo da restituire. Per l'amministrazione, l'assicurata ha violato il suo obbligo di informarla tempestivamente dell'estinzione del debito ipotecario e dei conseguenti interessi ipotecari che, per contro, sono stati computati a titolo di spese fino alla revisione periodica siccome indicati nel formulario di richiesta delle PC. Infatti, al punto 35 del formulario è stato indicato \"VA\", ossia vedi allegato, e nei documenti allegati v'era l'estratto bancario indicante il saldo dell'ipoteca e degli interessi ipotecari dovuti dal 1° al 31 gennaio (recte: marzo) 2015. L'assicurata non l'ha informata durante la procedura di richiesta delle PC che il debito ipotecario era stato estinto e ciò non è avvenuto nemmeno dopo la notifica della prima decisione di PC del 26 gennaio 2016, che includeva il computo dell'interesse ipotecario, tuttavia ormai estinto. Questa circostanza avrebbe invece dovuto fare sorgere all'assicurata un dubbio e interpellare la Cassa per chiarire questa posta non più sostenuta, indipendentemente se in precedenza veniva pagata dalla proprietaria dell'immobile o dalla sua usufruttuaria.","Ciò stante, l'errore in cui l'amministrazione è incorsa era di facile individuazione da parte dell'assicurata e/o da sua figlia.","La Cassa ha inoltre evidenziato che se al momento della richiesta di PC era chiaro all'assicurata che gli interessi ipotecari non le erano computabili per qualsiasi motivo, ciò dimostra che essa disponeva dei mezzi necessari per accorgersi dell'errore e notificarglielo. L'età dell'assicurata al momento della domanda di prestazioni non l'esonera dai suoi obblighi legali nei confronti dell'amministrazione; semmai, ci si deve domandare se la stessa non necessiti di una curatela amministrativa.","La violazione commessa dall'assicurata configura perciò una negligenza grave che le ha permesso di ottenere dei rimborsi di spese di malattia e di invalidità, perciò la buona fede non può essere ammessa, senza che occorra pertanto verificare il presupposto dell'onere gravoso per ottenere il condono.","1.9. Il 30 novembre 2020 (doc. I) RI 1, patrocinata dall'avv. RA 1, si è rivolta al Tribunale chiedendo di annullare la decisione su opposizione e di accogliere la sua domanda di condono dell'importo da restituire di Fr. 10'790.-.","L'insorgente ha evidenziato di non avere mai inserito nelle proprie spese gli interessi ipotecari legati all'usufrutto dell'immobile di cui la figlia è nuda proprietaria, giacché gli stessi erano a quest'ultima intestati e da essa sostenuti.","Inoltre, dati i suoi 89 anni al momento della compilazione della domanda di prestazioni e la non conoscenza del sistema, la ricorrente non aveva le competenze per rilevare l'errore commesso dalla Cassa di compensazione. Essa non si è quindi accorta, in buona fede, che gli interessi erano stati computati nelle sue spese e che il non averli pagati avrebbe comportato una riduzione della prestazione mensile di cui beneficiava. È perciò arbitrario imputarle una malafede nel non aver ravvisato, alla luce delle informazioni che ha sempre fornito correttamente, l'errore in cui è incorsa l'amministrazione con gli interessi.","Gli interessi che la Cassa ha computato erroneamente non sono mai stati indicati nella richiesta di PC e mai sono stati né a suo carico né a suo nome. Non è corretto che ora l'amministrazione le imputi di non avere attivamente rilevato l'errore che essa ha commesso. L'assicurata non ha né assunto un comportamento attivo volto ad ottenere indebitamente un vantaggio, né un comportamento omissivo al momento della compilazione della domanda. Nemmeno la Cassa si è d'altronde mai accorta dell'errore, sebbene l'interessata abbia sempre fornito informazioni corrette e senza indicazioni di interessi passivi, tanto che dai documenti inviati risultava senza dubbio che il relativo pagamento era assunto dalla figlia a cui i conti erano intestati. Nessuna negligenza le è dunque imputabile.","Qualora, per denegata ipotesi, gliene si addossasse una, a suo dire la stessa andrebbe qualificata come una mera negligenza passiva e di lievissima gravità.","Infatti, dall'atto notarile (doc. A5) e dai documenti bancari allegati era ben chiaro il diritto della ricorrente all'usufrutto e che l'ipoteca e gli interessi ipotecari erano presi a carico dalla figlia.","L'assicurata ha inoltre osservato che quando ha ricevuto la comunicazione del 17 dicembre 2018 relativa al diritto alle PC per l'anno 2019, il suo fiduciario ha apportato delle correzioni sul foglio di calcolo, tra cui gli interessi passivi conteggiati a torto, e poi la figlia l'ha rinviato alla Cassa stessa (doc. A6), ulteriore motivo per cui la sua buona fede deve essere tutelata.","Infine, l'insorgente ha sollevato la sua indigenza, data dalla percezione della rendita AVS e di una piccola previdenza, che non le permettono di fare fronte alle spese fisse della casa anziani, della Cassa malati e di ogni eventuale altra spesa.","1.10. Il 30 dicembre 2020 (doc. III) la Cassa di compensazione ha chiesto al Tribunale di respingere il ricorso, poiché l'errore commesso poteva senz'altro essere evitato se, al momento di richiedere le prestazioni complementari, l'assicurata avesse fornito indicazioni più chiare e complete. L'amministrazione ha ribadito che con scritto accompagnatorio al formulario di richiesta la figlia dell'assicurata includeva il debito ipotecario con i relativi interessi, indicati anche ai punti n. 35 e n. 47 con esplicito rinvio, senza però fornire un'indicazione che le potesse permettere di capire che tale voce non doveva essere computata. Il debito ipotecario è stato poi estinto subito il 15 settembre 2015, ma tale informazione non è stata data alla Cassa di compensazione, malgrado ciò sia avvenuto prima dell'emissione dell'errata decisione, circostanza che doveva invece indurre l'assicurata a comunicarle questo cambiamento, se non altro al momento della ricezione dell'errata decisione.","D'altronde, la comunicazione del 27 gennaio 2016 faceva chiaramente riferimento all'eccedenza di redditi calcolati con la decisione del giorno precedente, perciò l'interessata era stata messa nelle condizioni di potere verificare la correttezza di quanto concessole. È pertanto innegabile che l'errore su cui la ricorrente si è basata, nonostante l'età, era facilmente rilevabile.","Quanto al foglio di calcolo per l'anno 2019 ritornatole con delle correzioni, oltre ad essere tardiva, con questa comunicazione la ricorrente ha però dimostrato che poteva accorgersi dell'errore e quindi notificarlo per tempo.","La decisione su opposizione deve pertanto essere confermata.","1.11. Il 18 gennaio 2021 (doc. VII) l'insorgente ha ribadito che il formulario di richiesta non indica alcun dato relativo ad un interesse ipotecario pagato, tanto che la casella è stata barrata. Dal documento bancario allegato alla domanda di PC emerge inequivocabilmente che gli interessi ipotecari dell'immobile sono a carico della figlia, motivo per cui non sono stati inseriti degli interessi nel formulario. L'atto notarile di divisione ereditaria allegato alla domanda conferma ulteriormente che la ricorrente non è mai stata debitrice di interessi ipotecari.","In merito alla comunicazione del 27 gennaio 2016 sul suo diritto al rimborso delle spese di malattia e di invalidità, l'assicurata ha osservato che da tale documento non era rilevabile che il suo diritto alle PC fosse dovuto all'errore commesso dalla Cassa nel considerare nelle sue spese gli interessi ipotecari, visto che non vi si fa alcun riferimento. Non avendo violato il proprio obbligo di collaborare, le va dunque concesso il condono richiesto.","1.12. La Cassa ha ribattuto il 26 gennaio 2021 (doc. X) che il dossier di richiesta delle PC non era chiaro sulla questione degli interessi e che per valutare la buona fede non basta osservare unicamente l'atteggiamento manifestato dall'assicurata in sede di richiesta, poiché ciò che è stato determinante per negare il condono è la condotta tenuta dopo avere ricevuto la decisione di PC del 26 gennaio 2016 e la comunicazione delle spese di malattia del 27 gennaio 2016. Infatti, l'amministrazione ha ricordato che è gravemente negligente l'assicurato che non controlla con diligenza il foglio di calcolo delle PC e che perciò non segnala un errore di cui avrebbe potuto facilmente accorgersi (N. 4652.03 DPC). L'insorgente non poteva quindi non sapere che l'interesse ipotecario computato non era da lei sostenuto e che doveva informare la Cassa dell'errore.","1.13. La ricorrente ha evidenziato che spettava all'amministrazione richiedere delle delucidazioni se riteneva che qualcosa fosse poco chiara, ciò che non è avvenuto e che comprova la sua totale buona fede (doc. XII).","1.14. Il 15 marzo 2021 (doc. XIV) ha avuto luogo l'udienza richiesta dall'assicurata (doc. VII), in cui essa ha spiegato perché non è mai stata debitrice degli interessi ipotecari gravanti l'abitazione e quindi di avere correttamente segnalato alla Cassa questa circostanza. Quest'ultima ha riconosciuto il suo errore e che si tratta di un caso limite, rimettendosi al giudizio del TCA stante la poca chiarezza di legame tra la decisione del 26 gennaio 2016 e quella del giorno seguente sui rimborsi delle spese di malattia."}

{"considerato in diritto","2.1. L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.","Per l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.","Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2 OPGA).","Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art. 4 cpv. 4 OPGA)."}