Decision ID: 0b09c7b9-ebbf-58ee-b3c8-6fd7c4370e7c
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1965, sposato, con figli, ha
lavorato in Svizzera dal luglio 1987 a fine luglio 2017. A partire dal 21 ago-
sto 1989 egli è stato alle dipendenze della B._SA di (...), in qualità
di responsabile tecnico del servizio clientela (doc. 10 e 19 dell’incarto
dell’autorità inferiore [di seguito doc. A 10 e 19]).
A.b A partire dal 1993, l’interessato ha iniziato a lamentare disturbi al gi-
nocchio destro (progrediente artrosi femoro-patellare e femoro tibiale) e poi
anche al rachide (protrusione erniaria e discopatia), continuando tuttavia a
lavorare a tempo pieno (doc. 4 e segg. dell’incarto dell’assicuratore infor-
tuni [di seguito doc. B 4 e segg.]).
A.c In data 13 febbraio 2015, l’assicurato è stato vittima di un incidente
della circolazione stradale: mentre viaggiava in bicicletta è stato urtato da
un trattore ed è caduto a terra. Al pronto soccorso dell’Ospedale
C._ gli sono state diagnosticate policontusioni del capo, dell’arcata
dentaria con semiavulsione 5/6 sup, del rachide cervicale con distrazione
e contusione delle ginocchia (doc. B 13).
A.d A seguito del menzionato incidente è stata aperta una procedura da
parte dell’assicuratore contro gli infortuni, nella fattispecie l’Istituto nazio-
nale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA, v. annuncio infor-
tunio del 18 febbraio 2015; doc. B 14) e l’assicurato è stato dichiarato to-
talmente inabile al lavoro (cfr. ad esempio doc. B 21). Nelle settimane suc-
cessive alla caduta, sono insorti presso l’interessato dolori diffusi, formico-
lio, sensazione di gonfiore agli arti inferiori ed al passaggio lombo-sacrale,
difficoltà a muoversi, disturbi del sonno, astenia, deflessione del tono
dell’umore e stati ansiosi (doc. B 21, 23 e 24).
A.e A partire dal 13 luglio 2015, l’assicurato ha ripreso la precedente attività
lavorativa al 50%, interrompendola tuttavia dopo circa tre settimane a
causa dei dolori diffusi, segnatamente a livello del ginocchio destro e della
schiena (cfr. in particolare doc. B 35).
B.
B.a In data 22 febbraio 2016, l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio dell’assi-
curazione invalidità del cantone D._ (UAI-D._) il formulario
per la richiesta di integrazione professionale/rendita dell’assicurazione per
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l’invalidità, avendo in precedenza – in data 27 maggio 2015 – tramite la
SUVA, già inoltrato un annuncio per il mantenimento del termine ex art. 29
cpv. 1 LAI (doc. A 1 – 5).
B.b Dopo aver ordinato esami specialistici in ambito ortopedico e reuma-
tologico – di cui si dirà più in dettaglio nei considerandi in diritto –, con
decisione del 23 marzo 2016, la SUVA ha rilevato che dagli accertamenti
esperiti non risultavano cause organiche sufficienti a spiegare i disturbi an-
cora lamentati, ossia un’assenza di causalità adeguata tra l’evento notifi-
cato ed il danno insorto, e di conseguenza ha interrotto l’erogazione di pre-
stazioni a partire dal 4 marzo 2016 (doc. B 38). La decisione non è stata
contestata dall’assicurato ed è cresciuta in giudicato (doc. B 39).
B.c Dopo la chiusura del caso da parte della SUVA, è stato informato della
fattispecie l’assicuratore malattia – O._ –, il quale, in seguito ad una
valutazione psichiatrica del Dr. E._ del 25 aprile 2016, con deci-
sione del 29 aprile 2016, ha ritenuto l’interessato abile al lavoro nella mi-
sura del 100% a decorrere dal 22 aprile 2016, sopprimendo le proprie pre-
stazioni assicurative a partire da tale data (doc. 4 dell’incarto dell’assicura-
tore malattia [di seguito doc. C 4]).
B.d A partire dal 1° luglio 2016, l’assicurato ha ripreso la precedente atti-
vità lavorativa al 50% (doc. A 23 e 29).
B.e Con progetto di decisione del 14 febbraio 2017, l’amministrazione ha
prospettato il versamento di una rendita intera dal 1° febbraio 2016 al 30

aprile 2016 (doc. A 47). L’amministrazione ha in particolare considerato che
non vi erano elementi che non fossero già stati valutati in ambito infortuni-
stico e di assicurazione malattia, motivo per cui non si imponevano ulteriori
accertamenti medici (doc. A 49).
B.f Con osservazioni del 21 marzo 2017, l’assicurato ha chiesto – in via
principale – che gli venga riconosciuta una perdurante inabilità lavorativa
del 50% ed – in via subordinata – che venga ordinato un esame peritale
volto a chiarire il suo reale stato di salute. Egli ha inoltre trasmesso le os-
servazioni del 18 marzo 2017 del dott. F._, specialista in psichiatria
interpellato dall’interessato (doc. A 53).
B.g In data 24 aprile 2017, il datore di lavoro ha rescisso il contratto di
lavoro con l’assicurato con effetto a decorrere dal 31 luglio 2017.Secondo
quest’ultimo, il licenziamento sarebbe stato dovuto anche a problemi di sa-
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lute insorti dopo l’incidente, quali difficoltà di concentrazione, ansia e diffi-
coltà a gestire situazioni stressanti (doc. A 57). Dagli atti all’incarto non ri-
sulta che l’interessato abbia in seguito ripreso un’attività lavorativa.
B.h Con decisione del 15 maggio 2017, l’UAIE ha assegnato all’assicurato
una rendita intera d’invalidità dal 1° febbraio 2016 al 30 aprile 2016, con
corrispondente rendita per figli. A decorrere dal 22 aprile 2016 (data in cui
il dott. E._ ha sottoposto l’assicurato ad una visita psichiatrica am-
bulatoriale), l’autorità inferiore ha considerato il ricorrente abile al 100% in
qualsivoglia attività. L’amministrazione ha in particolare addotto che la pro-
pria decisione si basa sulle oggettive conclusioni degli assicuratori infortuni
e malattia e che le osservazioni prodotte non sono suscettibili di modificare
quanto ritenuto in tali ambiti (doc. A 58).
C.
C.a Con atto del 22 giugno 2017, regolarizzato il 13 luglio 2017, l’interes-
sato ha inoltrato ricorso contro la summenzionata decisione dell’UAIE di-
nanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) mediante il quale ha chie-
sto di esser posto al beneficio di almeno una mezza rendita a decorrere
dal 1° maggio 2016, formulando inoltre una domanda di assistenza giudi-
ziaria. Il ricorrente si è doluto di un accertamento insufficiente dal profilo
medico, ritenendo che le sue condizioni di salute erano tali da determinare
una persistente inabilità lavorativa del 50% almeno in qualsiasi attività an-
che dopo il 1° maggio 2016 (doc. TAF 1 e 3).
C.b In data 14 agosto 2017, questo Tribunale ha trasmesso al ricorrente
copia dell’intero incarto dell’autorità inferiore e gli ha concesso un termine
di trenta giorni per completare il proprio ricorso (doc. TAF 7).
C.c Con osservazioni del 14 settembre 2017, l’interessato ha ribadito le
valutazioni e conclusioni esposte nel ricorso del 22 giugno 2017 / 13 luglio
2017 ed ha trasmesso le osservazioni del dott. F._ del 13 settembre
2017 (doc. TAF 10).
C.d Invitato a prendere posizione, con risposta del 19 ottobre 2017, l’UAIE
ha proposto la reiezione del gravame e la conferma del provvedimento im-
pugnato. Rinviando al preavviso dell’UAI-D._ del 17 ottobre 2017 e
all’annotazione SMR del 13 ottobre 2017, l’autorità inferiore ha osservato
come le certificazioni mediche prodotte dal ricorrente non attestino fatti
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nuovi rispettivamente modifiche significative suscettibili di smentire gli ac-
certamenti psichiatrici effettuati dal dott. E._ per conto dell’assicu-
ratore malattia (doc. TAF 13).
C.e In data 27 ottobre 2017, l’interessato ha comunicato al Tribunale di ri-
nunciare alla domanda di gratuito patrocino (doc. TAF 14) e con scritto del
27 dicembre 2017 ha chiesto di poter pagare a rate il richiesto anticipo di
CHF 800.- (doc. TAF 15 – 17).
C.f Con replica del 3 gennaio 2018, il ricorrente si è riconfermato nel pro-
prio gravame. Egli ha trasmesso un ulteriore rapporto medico del dott.
F._ del 24 giugno 2017, di cui si dirà – se necessario – nei conside-
randi in diritto (doc. TAF 18).
C.g Con decisione incidentale del 12 gennaio 2018, questo Tribunale ha
respinto l’istanza di pagamento rateale del richiesto anticipo di CHF 800.-
(doc. TAF 19) ed il 7 febbraio 2018 l’interessato ha versato tale somma a
copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 21 e 23).
C.h Con duplica del 13 marzo 2018, l’UAIE ha nuovamente chiesto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata, considerato
come nella replica del 3 gennaio 2018 il ricorrente avrebbe ripresentato le
medesime obiezioni come nel ricorso e che le stesse sarebbero già state
trattate dall’amministrazione in sede di risposta (doc. TAF 24).
C.i Nelle osservazioni del 23 aprile 2018, l’insorgente ha preso posizione
in merito alle tesi esposte dall’autorità inferiore, ribadendo le proprie con-
clusioni (doc. TAF 26).
C.j Il 27 marzo 2019, il ricorrente ha chiesto di venir aggiornato sullo stato
della procedura (doc. TAF 28).
C.k Il 24 maggio 2019, questo Tribunale ha segnalato al ricorrente che
l’istruttoria appare di principio essere stata portata a termine nel mese di
maggio del 2018 e che si sarebbe adoperato per pronunciare una sentenza
entro un termine il più possibile contenuto (doc. TAF 29).
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
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l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Peraltro, il ricorrente ha provveduto al richiesto versamento di
un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali (art. 63 cpv. 4
PA).
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
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(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata
all’INPS in data 27 maggio 2015 / 22 febbraio 2016 e quindi di principio si
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applicano al caso di specie le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2012,
tra le quali le disposizioni della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1
consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA imme-
diatamente applicabili con la loro entrata in vigore), così come le ulteriori
modifiche entrate in vigore successivamente e fino alla pronuncia della de-
cisione impugnata.
3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina
il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia
conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali
elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-
sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri
termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se
sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in
cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011
del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-
sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
4.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
4.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni cumulative:
a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;
b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media
durante un anno senza notevole interruzione; e
c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.
4.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
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rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-
nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno,
hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI
indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento
[CE] n. 883/04).
4.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
5.
5.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
5.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
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riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013
consid. 6.5 con rinvii).
5.3 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica
rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-
dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato
di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-
seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-
ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5)
5.4 Quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una ren-
dita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime
per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole
sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF
131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 19
agosto 2014 consid. 3 con rinvii).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
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6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
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6.6 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di disturbi psichici, in particolare di disturbi da dolore soma-
toforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi
ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado
da leggero a medio (DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile di una
persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di una
visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti
strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti
e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e
4.1 nonché 143 V 418 consid. 6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso
gli indicatori per la valutazione della capacità lavorativa in due categorie
(DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), segnatamente categoria “gravità funzio-
nale” (consid. 4.3) con i complessi “danno alla salute” (consid. 4.3.1; risul-
tati e sintomi rilevanti per la diagnosi; successo od insuccesso del tratta-
mento e della reintegrazione; comorbidità), “personalità” (sviluppo e strut-
tura della personalità, funzioni psichiche [consid. 4.3.2] e contesto sociale
[consid. 4.3.3]) nonché categoria “coerenza” (aspetti del comportamento
[consid. 4.4] in rapporto alla limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti
gli ambiti della vita paragonabili [consid. 4.4.1] ed alla sofferenza dimo-
strata secondo l’anamnesi in vista di un trattamento o di una reintegrazione
[consid. 4.4.2]).
7.
7.1 Per poter determinare se l’amministrazione ha a giusto titolo, da un
lato, accordato all’insorgente una rendita intera con versamento a decor-
rere dal 1° febbraio 2016 (al più presto dopo sei mesi dalla data in cui è
stato rivendicato il diritto alla prestazione [il 27 maggio 2015 {art. 29 cpv. 1
LAI}]) e, dall’altro lato, l’abbia soppressa con effetto al 1° maggio 2016,
considerando come dimostrato un miglioramento dello stato di salute, che
sarebbe intervenuto il 22 aprile 2016, con residua capacità lavorativa del
100% nella precedente attività di consulente tecnico alla clientela, occorre
esaminare se prima dell’emanazione della decisione impugnata, ha proce-
duto ad un sufficiente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti oppure
avrebbe dovuto fare eseguire ulteriori esami medici per potersi determinare
con cognizione di causa – secondo il grado della verosimiglianza prepon-
derante valido nelle assicurazioni sociali – sullo stato di salute e sulla resi-
dua capacità lavorativa del ricorrente.
C-3547/2017
Pagina 13
7.2 A tal proposito, giova osservare che la decisione impugnata si fonda,
essenzialmente, sulle diagnosi e valutazioni della capacità lavorativa espe-
rite su incarico degli assicuratori infortuni e malattia, ed in particolare sulla
perizia psichiatrica del dott. E._ del 25 aprile 2016 per conto di
O._.
8.
8.1 A Per quel che attiene all’aspetto medico, in un primo tempo l’assicu-
rato è stato curato presso il pronto soccorso dell’Ospedale generale
C._. Con annotazione nella cartella clinica in data 20 aprile 2015, il
dott. G._, specialista in ortopedia e chirurgia ortopedica della
SUVA, ha rilevato che il paziente accusa dolori alla schiena, al ginocchio
destro, all’anca destra ed alla caviglia sinistra e che all’esame clinico si è
presentato in notevole depressione. Lo specialista ha dunque indicato di
ritenere necessario un importante supporto psicologico e – dal punto di
vista ortopedico – una visita specialistica dal dott. H._, così come
ulteriori accertamenti neurologici. Egli ha poi attestato una perdurante ina-
bilità lavorativa (doc. B 21).
8.2 Nella valutazione specialistica del 1° giugno 2015, il dott. H._,
specialista in medicina interna, malattie reumatiche e medicina manuale,
su incarico della SUVA, ha posto le diagnosi di:
“- Incidente della circolazione su/con:
. gonalgia dx
. stato dopo trauma diretto
. stato dopo ricostruzione del ligamento crociato circa 15-20 anni fa
. stato dopo duplice pulizia del ginocchio dx
- Trauma distorsivo della caviglia dx
- Sindrome lombo-vertebrale su/con:
. stato dopo trauma diretto
. lievi alterazioni degenerative con protrusione discale L5/S1”.
Il medico ha inoltre indicato che a seguito dell’incidente, il paziente accu-
sava dolori diffusi in tutto il corpo, segnatamente al ginocchio ed alla cavi-
glia, così come a livello lombo-sacrale – dove la situazione è peggiorata a
causa dell’infortunio – generali difficoltà a muoversi e disturbi del sonno.
Inoltre, il dott. H._ riferisce di aver avuto la sensazione di aver di
fronte una persona molto depressa, soprattutto insicura su come proce-
dere, alla luce anche dei dolori da cui è afflitto. Egli ha infine proposto una
C-3547/2017
Pagina 14
presa in carico presso un Day-Hospital alfine di impedire una generalizza-
zione dei dolori (doc. B 23).
8.3 Il dott. F._, il 6 giugno 2015 ha indicato che fin dai primi giorni
dopo l’incidente l’assicurato ha iniziato a lamentare una sintomatologia a
carattere ansioso e depressivo, difficilmente inquadrabile come conse-
guenza fisica dell’incidente, ma che ha determinato un progressivo cam-
biamento della personalità e del suo modo di relazionarsi con le persone.
Lo specialista psichiatrico interpellato dal ricorrente ha concluso che il pa-
ziente presentava “una severa e parzialmente invalidante sintomatologia a
carattere ansioso e depressivo reattiva all’incidente della strada di cui è
stato vittima (...)” e che “complessivamente la situazione psicopatologica
e clinica di cui soffre (...) appare inquadrabile da un punto vista diagnostico
come un Disturbo Post-Traumatico da Stress, Cronico (F43.10 secondo il
DSM-V)”. Egli ha poi indicato di ritenere opportuna l’introduzione di una
terapia psicofarmacologica con un antidepressivo e con un ipnoinducente,
a cui sarebbe certamente stato utile associare un percorso di psicoterapia
(doc. B 24).
8.4 Con rapporto del 7 luglio 2015, il dott. H._ ha riferito al dott.
G._ in merito all’evoluzione del Day-Hospital, indicando che il pa-
ziente riferisce di dolori pressoché immutati e che rispetto alla precedente
visita medica presentava 18 punti su 18 positivi per una fibromialgia. Per
quel che concerne l’incapacità lavorativa, il medico ha attestato una ripresa
al 50% a decorrere dal 13 luglio 2015 e che in seguito pareva essere pos-
sibile una ripresa al 100% nel giro di 3-4 settimane (doc. B 26).
8.5 In seguito ad ulteriore valutazione del paziente, il 27 gennaio 2016, il
dott. H._ ha posto le diagnosi di:
“-Sindrome lombo-vertebrale sino a lombo-spondilogena su/con:
.stato dopo trauma diretto
.alterazioni degenerative con protrusione discale laterale dx L5/S1, ernia
discale Th10/Th11 in sede mediana-paramediana sx e piccola ernia
Th11/Th12
.nell’ambito della III diagnosi
- Gonalgia dx persistente su/con:
.stato dopo trauma diretto
.stato dopo ricostruzione del ligamento crociato circa 15-20 anni fa e
dopo duplice pulizia del ginocchio dx
.alterazioni degenerative tricompartimentali con ulcerazioni cartilaginee
C-3547/2017
Pagina 15
- Disturbo post-traumatico da stress
- Trauma distorsivo della caviglia”.
Lo specialista ha poi spiegato che “dal punto di vista reumatologico per-
mangono i problemi al ginocchio con gonalgia dx, secondo me attualmente
soprattutto su gonartrosi, così come sindrome lombo-spondilogena su al-
terazioni degenerative e stato dopo trauma diretto; fino a che punto questo
giochi un ruolo preponderante sui dolori rimane da stabilire” e che “rimane
il grosso problema psicologico con importante iponimia facciale in paziente
estremamente passivo”, concludendo che a suo avviso – e dal lato pura-
mente reumatologico – il paziente avrebbe dovuto cercare di riprendere
l’attività lavorativa, ma che doveva altresì essere affrontata la problematica
psichiatrica e che per l’appunto erano previsti ulteriori accertamenti neuro-
logici (doc. B 35).
8.6 Con relazione psichiatrica del 5 febbraio 2016, il dott. F._, ha
confermato la sua precedente diagnosi di disturbo post-traumatico da
stress, cronico (F43.10 secondo il DSM-V). Inoltre egli ha ritenuto indicato
il proseguimento della terapia psicofarmacologica. A suo giudizio, l’assicu-
rato presentava ancora un’invalidità temporanea parziale del 50% (doc. B
36).
8.7 Nel rapporto medico del 4 aprile 2016, allestito su richiesta dell’UAI-
D._, il dott. I._, psichiatra e psicoterapeuta, ha diagnosticato
una probabile sindrome somatoforme da dolore persistente F. 45.4 nell’am-
bito di una reazione depressiva prolungata F43.21 ed ha emesso una pro-
gnosi favorevole, rilevando che le condizioni del paziente apparivano in
graduale ridimensionamento. Lo specialista ha dunque consigliato il man-
tenimento della medicazione impostata dallo psichiatra curante e che dal
punto di vista medico è consigliata una ripresa parziale dell’attività lavora-
tiva non appena possibile, onde evitare una cristallizzazione e cronicizza-
zione dei dolori (doc. A 11).
8.8 Con relazione psichiatrica del 25 aprile 2016, su incarico di O._
, il dott. E._, psichiatra e psicoterapeuta, ha indicato di aver riscon-
trato serie difficoltà durante l’anamnesi a causa della reticenza al colloquio
da parte dell’assicurato e di aver avuto la netta impressione che quest’ul-
timo “a causa dell’evidente reticenza e della mancanza di collaborazione
(...) aggravi in misura importante i deficit cognitivi lamentati” e che “c’è inol-
tre un’evidente discrepanza fra la descrizione dei disturbi di memoria e di
attenzione e l’asserita capacità di riuscire a guidare, seppure per brevi di-
C-3547/2017
Pagina 16
stanze, in modo sicuro”. Egli ha pertanto posto la diagnosi di sindrome con-
versiva (amnesia dissociativa) (F 44.0); DD: Elaborazione di sintomi fi-
sici/conversivi per ragioni psicologiche (nevrosi di compenso). Infine, dal
profilo medico-psichiatrico, lo specialista ha spiegato di ritenere che sia
piuttosto l’atteggiamento dell’assicurato, caratterizzato da scarsa collabo-
razione, marcata reticenza, passività e rifiuto di rispondere ad assumere
valenza di un disturbo comportamentale piuttosto che la sintomatologia al-
gica e gli aspetti affettivi concomitanti e che “in tal senso si può presumere,
con grande probabilità, un atteggiamento aggravatorio rilevante, inquadra-
bile in una sindrome comportamentale di richiamo dell’attenzione (istrio-
nica), probabilmente legata alla possibilità di compensi economici a seguito
dell’infortunio”. Egli ha dunque concluso che non erano presenti disturbi
psichici di rilevanza clinica, in particolare nessun disturbo affettivo di entità
media o grave che giustifica, in qualche modo, un’inabilità lavorativa par-
ziale o completa (doc. C 3).
8.9 Nella perizia particolareggiata E213 del 1 luglio 2016, la dott.ssa
L._, ha diagnosticato una gonalgia persistente destra, una lombo-
sciatalgia ricorrente e una sindrome depressiva; ha attestato per l’insor-
gente una residua capacità lavorativa del 50% nella sua precedente attività
(doc. A 22).
8.10 Con rapporto medico del 10 novembre 2016 la dott. L._ ha
confermato una residua capacità lavorativa dell’assicurato del 50% nella
sua abituale attività a decorrere dal 1° luglio 2016 (doc. A 42).
8.11 Nel rapporto medico del 28 novembre 2016 richiesto dall’UAI-
D._, il dott. I._, ha attestato una reazione depressiva pro-
lungata con diversi aspetti emozionali F43.21 in un paziente con una storia
di burn-out Z73.0. Egli ha pure confermato la prognosi favorevole, con il
paziente che ha ripreso l’attività lavorativa nella misura possibile, ossia al
50% (doc. A 38).
8.12 Nelle osservazioni di parte sulla perizia del dott. E._, il dott.
F._, in data 3 dicembre 2016 ha preso posizione sulle valutazioni e
conclusioni del collega nella relazione del 25 aprile 2016; confermando la
diagnosi di disturbo post-traumatico da stress, cronico (F43.10 secondo il
DSM-V) (doc. C 14). Il dott. E._, dal canto suo, con referto del 21
marzo 2017, ha a sua volta trasmesso all’assicuratore malattia le proprie
osservazioni in merito alla più recente relazione del dott. F._, con-
cludendo di non aver riscontrato elementi clinici atti ad invalidare le conclu-
sioni del suo rapporto peritale del 25 aprile 2016 (doc. C 18).
C-3547/2017
Pagina 17
8.13 Con osservazioni di parte del 18 marzo 2017 e del 24 giugno 2017, il
dott. F._ ha ulteriormente confermato la diagnosi posta in prece-
denza e determinato una residua capacità lavorativa del 50% (doc. A. 53 e
doc. TAF 1).
8.14 In data 13 ottobre 2017, il dott. M._, psichiatra e psicotera-
peuta del SMR, ha rilevato che le conclusioni del dott. F._ non sono
suffragate da elementi oggettivi di status dell’assicurato e che il curante
non fornisce elementi diversi da quanto osservato dal dott. E._,
confermando le precedenti prese di posizione SMR, che tuttavia non si tro-
vano agli atti (cfr. doc. TAF 13).
9.
9.1 Da quanto precede risulta che l’assicurato, in seguito all’incidente della
circolazione stradale del 13 febbraio 2015 ha sviluppato una complessa
situazione valetudinaria. Per i motivi che sanno esposti di seguito, le affe-
zioni di cui soffre il ricorrente non sono mai state sufficientemente acclarate
nell’ambito della procedura AI in esame, l’autorità inferiore essendosi so-
stanzialmente basata su esami incompleti degli assicuratori infortuni e ma-
lattia.
9.2
9.2.1 Per quel che concerne le sequele dell’incidente del 13 febbraio 2015,
questo Tribunale rileva come non sia mai stata accertata la natura dei dolori
diffusi lamentati dall’assicurato. Da un lato, lo specialista in ortopedia, dott.
G._, ha difatti a più riprese indicato che dal profilo prettamente or-
topedico la caduta subita non ha provocato problematiche tali da spiegare
i dolori lamentati dall’assicurato e segnalando di ritenere appropriati ulte-
riori accertamenti reumatologici, neurologici e psichiatrici, oltre che un im-
portane supporto psicologico (cfr. in particolare doc. B 21, 28 e 40). Il reu-
matologo, dott. H._, ha pure lui attestato dolori diffusi in tutto il
corpo, segnatamente al ginocchio, alla caviglia e a livello lombo sacrale
(doc. B 23). In data 7 luglio 2015, lo specialista ha inoltre rilevato che l’evo-
luzione è caratterizzata da una persistenza dei dolori e che il paziente pre-
sentava 18 punti positivi su 18 per una fibromialgia (doc. B 26). Nella valu-
tazione del 27 gennaio 2016, il reumatologo ha ribadito che dal punto di
vista reumatologico permangono i problemi al ginocchio destro con gonal-
gia e la sindrome lombo-spondilogena su alterazioni degenerative, ma che
rimane tuttavia da stabilire in che misura tali affezioni siano alla base dei
dolori lamentati dal paziente e che permane ad ogni modo una notevole
C-3547/2017
Pagina 18
problematica psicologica in paziente estremamente passivo (doc. B 35).
Pure la dott.ssa N._, in qualità di medico di circondario della SUVA,
con un referto del 29 febbraio 2016, documento che non si trova agli atti
ma che viene riassunto dal dott. E._ nella sua perizia del 25 aprile
2016, ha segnalato il disturbo di fibromialgia e le problematiche psichiche
(cfr. doc. C 3, p. 3). Infine, il dott. I._ ha a sua volta parlato di una
probabile sindrome somatoforme da dolore persistente F45.4 nell’ambito
di una reazione depressiva prolungata F43.21 (doc. A 11 e 38). Pertanto,
nonostante gli specialisti in ortopedia, reumatologia e psichiatria abbiano a
più riprese indicato la necessità di ulteriori accertamenti, così come la pos-
sibile matrice psico-somatica dei dolori lamentati dall’assicurato, in partico-
lare l’insorgenza di una sindrome fibromialgica, quest’ultimo aspetto non è
mai stato sufficientemente approfondito dall’autorità inferiore, ma neppure
dagli assicuratori infortuni e malattia (nella misura in cui rilevante nel loro
rispettivo ambito).
9.2.2 Al riguardo giova rilevare che per l’approccio alla diagnosi clinica
della fibromialgia – una sindrome cronica dall’origine ancora sconosciuta,
che si colloca nell’ambito delle malattie reumatiche – nel 1990, l’American
College of Rheumatology (ACR) ha individuato 18 punti, detti tender points,
che rispondono con dolore circoscritto ad un’azione di digitopressione pari
a circa 4 kg. Il punteggio per la diagnosi di fibromialgia tramite tender points
è dato dalle scale di soglia del dolore, sommate per ciascuno dei 18 punti.
Secondo la scienza medica, per porre la diagnosi di fibromialgia, il medico
dovrebbe accertare la dolenzia di almeno 11 dei 18 punti. Tuttavia, nel caso
in cui un paziente dichiari meno di 11 punti dolenti ma presentasse altri
sintomi tipici della fibromialgia (come rigidità, dolori diffusi, disturbi del son-
no e/o dell’umore, etc.), il medico potrebbe comunque prescrivere una te-
rapia mirata per la fibromialgia (fonti: https://www.reumatismo.ch/reumati-
smo-dalla-a-alla-z/fibromialgia; https://www.suisse-fibromyalgie.ch/fr).
9.2.3 Ad ogni buon conto, al fine di poter validamente porre una diagnosi
di fibromialgia, la sola valutazione da parte di un reumatologo non sarebbe
comunque sufficiente. A tale scopo, e secondo la giurisprudenza del Tribu-
nale federale, è infatti necessaria la partecipazione di uno psichiatrica, in
quanto i fattori psicosomatici hanno un influsso decisivo sullo sviluppo di
questa malattia. Soltanto una perizia interdisciplinare che tenga conto di
entrambi gli aspetti risulta pertanto un provvedimento istruttorio adeguato
al fine di stabilire se l'assicurato presenta uno stato doloroso di una gravità
tale che la messa a profitto della sua capacità al lavoro in un mercato del
lavoro equilibrato non sia più esigibile o lo sia solo parzialmente (DTF 132
V 65 consid. 4.3).
https://www.suisse-fibromyalgie.ch/fr
C-3547/2017
Pagina 19
9.2.4 Di conseguenza, nel caso concreto, in assenza di una valutazione
interdisciplinare volta a determinare la precisa eziologia dei dolori lamentati
dall’assicurato e l’eventuale componente psicosomatica degli stessi, la na-
tura di tale disturbo, ed in particolare l’evocata fibromialgia (dal dott.
H._), non è pertanto stata indagata a sufficienza.
9.3 Inoltre, per quel che attiene alla sindrome di dolore diffuso sviluppata
dall’assicurato – con particolare riferimento ai dolori lombari –, non sono
stati esperiti neppure i necessari esami neurologici, nonostante il dott.
G._ abbia espressamente consigliato tale approfondimento (doc. B
21) e anche il dott. H._ abbia limitato le proprie considerazioni
all’aspetto reumatologico e segnalato la necessità di ulteriori accertamenti,
menzionando segnatamente una visita neurologica infine mai eseguita
(doc. B 35). La mancanza di accertamenti neurologici è stata inoltre segna-
lata dallo stesso dott. E._, il quale nel rapporto peritale del 25 aprile
2016 ha evidenziato che agli atti dell’assicuratore infortuni non erano pre-
senti rapporti/valutazioni dal profilo neurologico ed ipotizzando che in as-
senza di un rapporto di causalità adeguata, la SUVA non sia neppure en-
trata nel merito di tale problematica (doc. C 3). Stanti queste premesse, ed
in assenza dei necessari approfondimenti specialistici interdisciplinari, non
soccorre l’autorità inferiore neppure il fatto che lo psichiatra dott.
E._ abbia fatto riferimento, in modo altresì generico ed impreciso in
considerazione dell’insieme delle circostanze del caso di specie, ad un at-
teggiamento aggravatorio rilevante da parte dell’insorgente. Basti ancora
rilevare che dalla documentazione agli atti risulta che dal profilo psichiatrico
gli specialisti hanno posto diagnosi e conclusioni divergenti tra loro per quel
che concerne il disturbo sviluppato dall’assicurato e le sue conseguenze
sulla capacità lavorativa. Da un lato, è stato attestato un tono dell’umore
fortemente depresso da diversi medici che hanno visitato il paziente, in
particolare dai dott.i G._ e H._ (doc. B 21 e segg.). Un’affe-
zione psichiatrica invalidante è ulteriormente stata diagnosticata da più
specialisti del ramo: il dott. F._ ha sempre diagnosticato un disturbo
post-traumatico da stress, cronico (doc. B 24 e 36, doc. C 14 e doc. TAF
1), e il dott. I._ ha attestato una probabile sindrome somatoforme
da dolore persistente F45.4 nell’ambito di una reazione depressiva prolun-
gata F43.21 (doc. A 11) ed una reazione depressiva prolungata con diversi
aspetti emozionali (F43.21) in un paziente con una storia di burn out Z73.0
(doc. A 38). Entrambi gli specialisti sostanzialmente concordano per una
capacità lavorativa del 50% nella precedente attività (doc. A 38 e B 36).
D’altro lato, il dott. E._ ha negato vi siano disturbi psichici di rile-
vanza clinica, escludendo in particolare un disturbo affettivo di entità media
C-3547/2017
Pagina 20
o grave che giustifichi un’inabilità lavorativa parziale o completa. Lo spe-
cialista si è detto convinto, per contro, che il paziente presenti marcate ten-
denze aggravatorie, verosimilmente in ottica di ottenerne benefici econo-
mici. Egli ha spiegato di ritenere che dal profilo medico-psichiatrico “più che
la sintomatologia algica e gli aspetti affettivi concomitanti, sia l’atteggia-
mento dell’assicurato, caratterizzato da scarsa collaborazione, marcata re-
ticenza, passività e rifiuto di rispondere, ad assumere valenza di un di-
sturbo comportamentale”, precisando che durante l’esame clinico sareb-
bero emersi per la prima volta dei presunti gravi disturbi cognitivi, in parti-
colare di memoria, e attentivi, elementi mai rilevati in precedenza e per-
tanto poco credibili (doc. C 3). A proposito del comportamento tenuto dal
ricorrente durante la visita peritale presso il dott. E._– che quest’ul-
timo ha interpretato come reticente, diffidente e caratterizzato da una totale
mancanza di collaborazione, attestando importanti deficit cognitivi e atten-
tivi – va tuttavia ricordato che anche il dott. F._, nel referto del 6
giugno 2015 aveva evidenziato che “l’atteggiamento nei confronti dell’in-
terlocutore è caratterizzato da una tendenza al mutacismo per cui parla
solo se direttamente stimolato fornendo risposte scarne e laconiche” (doc.
B 24) e che ugualmente il dott. H._ in data 27 gennaio 2016 ha
constatato un’importante iponimia facciale in un paziente estremamente
passivo (doc. B 35). Pertanto, e al contrario di quanto rilevato dal dott.
E._, già in precedenza l’assicurato si era contraddistinto per una
propensione al dialogo minima ed una loquacità estremamente limitata, e
che tuttalpiù risulta plausibile che i gravi disturbi cognitivi riscontrati corri-
spondano ai sintomi cognitivi con difficoltà di attenzione e concentrazione
tipici dei quadri depressivi evidenziati dallo psichiatra curante (cfr. ad esem-
pio doc. TAF 10), eventualmente accentuati da un atteggiamento del perito
percepito come aggressivo da parte dell’assicurato (v. doc. A 53). Pertanto,
le conclusioni del dott. E._, per cui tale atteggiamento sarebbe stato
rilevato per la prima volta e sarebbe con grande probabilità un atteggia-
mento aggravatorio rilevante (disturbo fittizio/simulazione) non convincono.
Alla luce di quanto precede, risulta che il dott. E._ ha espresso dia-
gnosi e conclusioni contrastati rispetto agli specialisti interpellati dai vari
assicuratori in merito a circostanze di fatto sostanzialmente identiche,
senza tuttavia spiegare in maniera convincente la divergenza rispetto ai
colleghi che hanno visitato a più riprese il paziente ed in particolare il dott.
I._, medico neutrale operante a favore dell’assicurazione invalidità,
dunque non di parte ricorrente, che ad inizio aprile 2016 ha ancora consi-
gliato il mantenimento della medicazione psichiatrica impostata dal curante
ed attestato una capacità lavorativa ridotta (doc. A 11).
C-3547/2017
Pagina 21
9.4 Questo Tribunale condivide pertanto – sulla base dell’insieme delle ri-
sultanze processuali, in particolare dell’insieme delle valutazione speciali-
stiche agli atti – la censura ricorsuale secondo la quale l’istruttoria dell’au-
torità inferiore era insufficiente per poter concludere, nel senso della pro-
babilità preponderante, ad un miglioramento duraturo dello stato di salute
dell’insorgete suscettibile di giustificare una capacità lavorativa del 100% a
decorrere dal 22 aprile 2016 con conseguente soppressione di qualsiasi
prestazione a partire dal 1° maggio 2016. Per conseguenza, non era né è
consentito prescindere dall’effettuazione dei menzionati ulteriori accerta-
menti interdisciplinari – in reumatologia, ortopedia, neurologia e psichiatria
– alfine della determinazione dell’eventuale residua capacità lavorativa del
ricorrente. Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, fon-
data su un accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti, in-
corre nell'annullamento.
10.
10.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito
o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un
nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-6273/2014 del 25 ottobre 2016
consid. 9.2). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti
sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto
federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e
relativi riferimenti; DTF 126 II 43; 125 II 326). Tale non è il caso nella pre-
sente fattispecie per i motivi precedentemente indicati.
10.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la
stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-
vanti e ad emanare una nuova decisione. La cassazione si giustifica per il
fatto che dovranno essere eseguiti rispettivamente completati i necessari
accertamenti medici, segnatamente effettuata una perizia interdisciplinare
in reumatologia, ortopedia, neurologia e psichiatria (secondo una proce-
dura probatoria strutturata [DTF 143 V 409; 141 V 281]), nonché effettuato
ogni ulteriore esame che pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute
del ricorrente dovesse ancora rendere necessario. Per il resto, e a seconda
del risultato di tale esame, l'UAIE dovrà pronunciarsi pure sulla sfruttabilità
di un'(eventuale) residua capacità lavorativa medico-teorica nonché, se del
caso, effettuare un confronto dei redditi determinanti sulla base delle pos-
sibili attività sostitutive adeguate ritenute.
C-3547/2017
Pagina 22
10.3 Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la giurisprudenza del
Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il consid.
4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per completa-
mento dell'istruttoria. In effetti, in assenza dei citati accertamenti comple-
mentari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di causa, ed
il necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo stato di sa-
lute del ricorrente e sull’incidenza delle affezioni di cui soffre sulla residua
capacità lavorativa. In particolare, un rinvio all’autorità inferiore si giustifica,
dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare quello della doppia
istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella fattispecie, è ri-
chiesto un accertamento (peritale interdisciplinare) in ambiti che non sono
stati (o comunque insufficientemente) chiariti nella procedura di prima
istanza, ma che lo avrebbero dovuto essere prima dell’emanazione della
decisione litigiosa, gli elementi per dovere agire in tal senso essendo già
presenti agli atti di causa (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 [cfr., in partico-
lare, anche il consid. 9 del presente giudizio]). Peraltro, il Tribunale federale
ha già avuto modo pure di precisare che in virtù dell’art. 43 LPGA nonché
degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 PCF (RS
273), il Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determi-
nanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le
valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i fatti
non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche li-
mitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'am-
ministrazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui mede-
simo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione che ha
per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i principi della
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un sif-
fatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'amministrazione ha
proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella speranza che in
caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare i necessari ac-
certamenti fattuali (sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid.
2.3 con rinvii; cfr. pure sentenza del TAF C-3038/2016 del 2 aprile 2019
consid. 12).
10.4 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4). In altri termini,
e nell'ambito della nuova procedura dinnanzi all'autorità inferiore, la rendita
intera accordata al ricorrente dal 1° febbraio 2016 al 30 aprile 2016 e ricon-
ducibile alle conseguenze dell’incidente del 13 febbraio 2015, ha da rite-
nersi siccome già acquisita, la stessa non essendo stata contestata e non
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risultando elementi che possano mettere in dubbio le ripercussioni sulla
capacità lavorativa, fermo restando la necessità di un complemento peri-
tale interdisciplinare per acclarare la situazione a decorrere dal mese di
maggio 2016. A seguito della presente sentenza, resta pertanto aperta solo
la questione di sapere se gli ulteriori accertamenti sullo stato di salute del
ricorrente ancora da esperire giustificano, contrariamente a quanto ritenuto
nella decisione impugnata, l'attribuzione di una rendita anche dopo il 30
aprile 2016 (cfr. al riguardo, sentenze del TAF C-5080/2017 del 16 novem-
bre 2018 consid. 11.5, C-1316/2014 del 13 marzo 2018 consid. 12.3 e C-
2736/2014 dell'8 dicembre 2017 consid. 14.3)
11.
11.1 Visto l'esito del ricorso, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di CHF
800.-, versato il 7 febbraio 2018 (doc. TAF 21), sarà restituito al ricorrente
allorquando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.
11.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57
consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione). L’ammontare di quest’ultime, in as-
senza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in
CHF 1’000.- tenuto conto del lavoro utile e necessario svolto dal rappre-
sentante del ricorrente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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