Decision ID: 84db143c-b498-58d8-8dcb-c98acd4e395e
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. Con decisione su opposizione del 21 maggio 2015 (cfr. doc. A8) la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione dell’11 marzo 2015 (cfr. doc. 16) con la quale aveva negato ad RI 1 il diritto all’indennità di disoccupazione per non avere più la residenza in Svizzera, bensì in Austria, il 10 febbraio 2015, quando si è annunciato nuovamente nel nostro paese dopo avere beneficiato per tre mesi dell’esportazione delle prestazioni LADI.","Al riguardo l’amministrazione ha sottolineato che le figlie dell’assicurato si sono trasferite in Austria nel settembre 2014, che l’assicurato era intenzionato ad acquistare una casa in quel paese (trasloco previsto nel novembre 2014) e che a quel momento la famiglia risiedeva presso la madre di RI 1.","Dopo avere sottolineato che nell'opposizione l'interessato ha sostenuto di non aver avuto alcun motivo, al suo ritorno in Svizzera, di immaginare che il suo diritto alle prestazioni in esame potesse finire, avendo egli ricevuto dall'URC il formulario relativo alla conferma dell'esportazione, da egli sottoscritto il 26 ottobre 2014, nel quale viene indicato che \"Zudem nimmt sie (die versicherte Person) zur Kenntnis, dass ihr Anspruch auf Leistungen der Arbeitslosenversicherung erlischt, wenn sie sich nicht bis spätestens am 09.02.2015 persönlich biem RAV gemeldet hat\" la Sezione del lavoro ha precisato che il consulente è tenuto, indipendentemente da un eventuale ritorno o meno, a registrare la data (per il riannuncio) nel formulario in questione, nell'apposita casella con la dicitura \"vom RAV auszufüllen\". L’amministrazione ha inoltre rilevato che il riannuncio, entro la data menzionata, costituisce peraltro una condizione supplementare per poter riscuotere, nuovamente, le indennità in Svizzera, e non dispensa in alcun modo dall'adempimento delle altre condizioni del diritto (cfr. al riguardo p.to 5; Circ. ID 883 G117, G118).","Secondo la Sezione del lavoro spettava all'opponente, informarsi, se del caso, a quali condizioni egli avrebbe potuto beneficiare delle prestazioni in caso di ritorno in Svizzera, fermo restando che la sua partenza dalla Svizzera, per ritornare nel suo paese nativo e raggiungere la famiglia, appariva definitiva. Tant'è che egli stesso ammette di aver deciso il suo ritorno in Svizzera solo ad inizio febbraio 2015, a seguito di un evento del tutto imprevedibile, quale l'opposizione inoltrata in relazione al progetto _ alla fine di gennaio 2015.","Infine l’amministrazione ha precisato che il giorno medesimo del riannuncio presso l'URC, il consulente ha rilevato come moglie e figlie del signor RI 1 risultassero ancora domiciliate in Austria, e, sollevando dei dubbi circa la sua effettiva residenza in Svizzera, ha avvertito il medesimo che il caso sarebbe stato sottoposto all'UG (cfr. verbale colloquio di consulenza 9 febbraio 2015).","1.2. Contro la decisione su opposizione l'assicurato ha inoltrato un ricorso al TCA.","Egli ha innanzitutto ricordato di avere sempre correttamente informato l’URC di _ dello spostamento suo e dei suoi familiari in Austria. Il ricorrente ha poi precisato di avere in un primo tempo pensato che avrebbe potuto lavorare presso il tunnel di base _ in Austria dal mese di aprile 2015, ma che a seguito di un ricorso inoltrato nel gennaio 2015 l’inizio dei lavori ha subito un ritardo di 3 a 6 mesi.","Il ricorrente sostiene inoltre che, avendo ripreso contatto con l’URC entro il 9 febbraio 2015 egli avrebbe il diritto alle indennità giornaliere di disoccupazione.","Per il ricorrente il centro delle sue relazioni personali era in Svizzera. Di conseguenza chiede di continuare a beneficiare delle prestazioni della LADI.","Egli ha affermato che non è usuale nell'ambito dell'edilizia che la moglie e i figli che devono ancora frequentare la scuola si trasferiscano al luogo in cui si trova il cantiere edile dove lavora il padre della famiglia e che sua moglie e i suoi figli rappresentano un'eccezione. Per restargli vicino essi hanno anche affrontato la sfida di dover imparare una nuova lingua straniera.","RI 1 ha motivato la residenza in Svizzera con i seguenti elementi:","\" (...)","Domicilio fiscale: Dal 1 gennaio 2007 al 30 aprile 2015 ho pagato le tasse senza interruzione in Svizzera (ho dovuto pagare tutte le tasse fino al 30 settembre 2014 come prestatore di lavoro presso la ditta _, dal 1 ottobre 2014 al 9 febbraio 2015 ho dovuto pagare le tasse per la ricevuta delle prestazioni dell'URG).","Assicurazione contro le malattie: Sono stato assicurato fino al 30 aprile 2015 presso l'assicurazione contro le malattie _ (Svizzera), perché in Austria non avevo nessun diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro le malattie.","I documenti ufficiali e le lettere sono stati trasmessi soltanto all'indirizzo svizzero.","Anche il permesso è stato mandato all'indirizzo svizzero. L'indirizzo svizzero (via _ und _) è stato comunicato personalmente all'ufficio.","Clausola del diritto d'abitazione: Unione Europea L166 / 20 Art. 7.","La mia intenzione di lavorare e di vivere permanentemente in Svizzera è ancora attuale. La permanenza della moglie e dei figli non è di rilevanza nel mio settore perché si tratta di lavori edili.","Bisogna però menzionare che alla mia moglie e ai miei figli sarebbe piaciuto tornare a vivere in Svizzera se avessi trovato lavoro in questo paese.”","Infine il ricorrente ha ricordato che se fosse stato correttamente informato dall’URC avrebbe avuto ancora la possibilità di optare per la variante 1 (la mia famiglia resta fino alla fine dell'anno scolastico del 2015 in Svizzera; cfr. doc. I).","1.3. Nella sua risposta del 22 luglio 2015 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso.","L’amministrazione ribadisce innanzitutto che l’assicurato non ha la residenza in Svizzera, visto che, secondo la giurisprudenza, il luogo dove risiede la famiglia riveste un'importanza fondamentale nel determinare il centro degli interessi dell'assicurato.","La Sezione del lavoro nega poi che l’URC abbia violato il suo obbligo di informare, rilevando come all'URC, che non poteva minimamente immaginarsi un eventuale ritorno dell'interessato in Svizzera - deciso dall'interessato solo ad inizio febbraio 2015 -, non possa essere mosso alcun rimprovero per mancata informazione.","Secondo l’amministrazione spettava, se del caso, al ricorrente informarsi a quali condizioni egli avrebbe potuto beneficiare delle prestazioni in caso di ritorno in Svizzera.","La Sezione del lavoro ha aggiunto che il consulente URC è tenuto, per ogni evenienza ed indipendentemente da un eventuale ritorno o meno, a registrare la data (per il riannuncio) nel formulario in questione, nell'apposita casella con la dicitura \"vom RAV auszufüllen\".","Infine l’amministrazione ha precisato che l’assicurato non avrebbe comunque spostato nuovamente la sua famiglia in Ticino per un periodo limitato, giacché - comprensibilmente - voleva permettere alle figlie la frequenza della scuola dall'inizio dell'anno scolastico nel medesimo posto (cfr. doc. 8/1).","La Sezione del lavoro sottolinea che l'assicurato stesso ammette del resto che uno spostamento delle famiglia durante l'anno scolastico non sarebbe stato opportuno (doc. I pag. 5).","Secondo la Sezione del lavoro, l'affermazione del ricorrente, secondo cui \"se avessi trovato un lavoro in Svizzera, l'avrei accettato volentieri perché a quell'epoca (si presume trattarsi del periodo dopo il suo ritorno in Svizzera) non era sicuro se avrei ottenuto il lavoro presso il tunnel di base del _ \" (cfr. ricorso pag. 3) è contraddetta da quanto sopra esposto, in particolare dal precontratto stipulato con la _ (doc. 10). Il medesimo, sottoscritto il 12 novembre 2014, è stato voluto dal datore di lavoro già nell'estate 2014 per garantirsi l'impegno del signor RI 1 (doc. 8/1), e non appare verosimile che esso non avrebbe dovuto avere validità legale, come sostenuto dall'interessato. Peraltro, l'interessato nella corrispondenza elettronica del 29 gennaio 2015 indirizzata al suo consulente conferma di avere il lavoro presso la galleria del _ da maggio 2015, in base ad un precontratto (doc. A1).","Infine, riguardo alla richiesta di risarcimento postulata dall'assicurato in alternativa al riconoscimento delle indennità di disoccupazione di cui sopra (cfr. doc. I pag. 1), la Sezione del lavoro ha precisato che la medesima esula dalla presente procedura ricorsuale, non essendo stata oggetto della decisione impugnata e che a dipendenza dell'esito del ricorso, essa sarà esaminata dall'amministrazione in separata sede.” (Doc. V, pag. 5-7)","1.4. Il 3 agosto 2015 l’assicurato ha sottolineato di non avere mai ottenuto un’informazione precisa dall’amministrazione, né un colloquio con l’Ufficio giuridico sebbene la situazione non fosse chiara né per lui né per il consulente del personale _.","Egli ha ribadito di avere sempre avuto l’intenzione di lavorare e vivere in Svizzera e che la permanenza della moglie e dei figli non è rilevante, trattandosi di un’attività lavorativa nel settore dell’edilizia (cfr. doc. VII).","Al riguardo il 13 agosto 2015 la Sezione del lavoro ha ribadito in particolare come per l'URC nell'autunno 2014 non vi fosse alcun indizio tale da ritenere doveroso fornire un'informazione al signor RI 1 per l'eventualità di un ritorno del medesimo in Svizzera che non si paventava affatto e che l'interessato stesso dice di aver deciso ad inizio febbraio 2015.","1.5. Il 4 marzo 2016 il Presidente del TCA ha inviato all’avv. _ dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro uno scritto del seguente tenore:","\" Al fine di evadere il ricorso citato, con la presente le assegno un termine di 10 giorni per determinarsi sul ricorso del 18 giugno 2015 alla luce delle sentenze 38.2015.30 del 20 novembre 2015 e 38.2015.53 del 2 dicembre 2015 emesse dal TCA successivamente alla vostra risposta di causa.” (cfr. doc. XI)","Il 9 marzo 2016 l’avv. Taddei ha così risposto:","\" Durante il periodo della sua attività lucrativa in Svizzera dal 1 febbraio 2007 al 31 agosto 2014 l'assicurato, cittadino austriaco, è stato residente in Svizzera ad _, unitamente alla moglie _ e le figlie _ ed _ (doc. 28). L'interessato si è iscritto in disoccupazione 11 18 giugno 2014 e, tenuto conto delle prestazioni volontarie d'uscita percepite, la Cassa di disoccupazione competente ha aperto un termine quadro per la riscossione dal 19 ottobre 2014 al 18 ottobre 2016. Con effetto dal 10 novembre 2014 e sino al 9 febbraio 2015 il signor RI 1 ha beneficiato dell'esportazione delle prestazioni in Austria, paese in cui la famiglia si è trasferita il 31 agosto 2014 (doc. 28, 7).","A differenza degli assicurati di cui nelle sentenze da lei citate (38.2015.30 e 38.2015.53), il signor RI 1, al momento dell'iscrizione in disoccupazione, non aveva lo statuto di frontaliero - vero o falso. Tale statuto deve infatti essere acquisito prima dell'insorgere (di fatto) della disoccupazione, mentre un trasferimento durante un periodo di disoccupazione non conferisce lo status di lavoratore frontaliero (cfr. Circ. ID 883 A34, A35).","All'interessato, residente in Svizzera ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI in relazione all'art. 12 LADI sino al termine della sua attività lucrativa in Svizzera, è stato riconosciuto il beneficio dell'esportazione delle prestazioni, che richiede l'adempimento dei presupposti previsti dal nostro diritto interno, segnatamente all'art 8 LADI (cfr. Circ. ID G39). Al fine di permettergli il trasferimento presso i coniuge, residente nel paese d'origine della famiglia dal momento dell'insorgere della disoccupazione, l'esportazione è stata approvata con un periodo di attesa ridotto (cfr. Circ. ID 883 G62).","Alla luce di quanto precede, la giurisprudenza resa nelle sentenze citate non appare influire sulla situazione in esame. Ci si conferma pertanto nelle conclusioni esposte in sede di risposta di causa e si propone di respingere il ricorso in esame e confermare la decisione contestata.” (cfr. doc. XII)","Al riguardo l’assicurato il 22 marzo 2016 ha riconosciuto che l’avv. _ ha ragione quando dice che ha deciso a febbraio per tornare in Svizzera, ma ha pure precisato che sulla base dell’esperienza con grandi progetti (reclami, ritardi, rifiutare un progetto, ...), un ritorno in Svizzera non è stato mai da lui escluso.","Egli ha ribadito la convinzione di non essere stato correttamente informato.","Il 6 aprile 2016 la Sezione del lavoro ha riaffermato che l’assicurato non può pretendere il diritto alle prestazioni sulla base dell’art. 27 LPGA, in quanto il ritorno del signor RI 1 nel suo paese nativo per raggiungere la famiglia risultasse essere definitivo per l'amministrazione. Pertanto, non emerge alcuna violazione dell'obbligo di informazione e di consulenza, considerato che l'amministrazione, nel prestare l'usuale attenzione, non poteva riconoscere che l'assicurato avrebbe potuto tornare in Svizzera per riscuotere le indennità di disoccupazione. Si rammenta al riguardo come, fintanto che, nel prestare l'usuale attenzione (durchschnittliches Mass an Aufmerksamkeit), non può riconoscere che la situazione in cui si trova la persona assicurata è tale da pregiudicarne il diritto alle prestazioni, l'assicuratore non abbia un obbligo di informazione e di consulenza ai sensi dell'art. 27 LPGA (cfr. DTF 133 V 249 Regesto).","La Sezione del lavoro ha poi osservato come la presunta violazione della norma citata non risulti essere causale per omissione di eventuali disposizioni da parte dell'interessato, ritenuto che in ogni caso non appare plausibile che egli avrebbe riportato in Svizzera la famiglia, la quale, come deciso in estate 2014 (cfr. doc. 15 pag. 1), si è spostata con effetto 31 agosto 2014 in Austria, al fine di \"permettere alle figlie di frequentare sin dall'inizio il nuovo anno scolastico in Austria\" (cfr. doc 8/1)."}

{"in diritto","2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se RI 1 ha diritto oppure no a indennità di disoccupazione per il periodo dal 10 febbraio 2015 e fino al 17 aprile 2015, quando egli è rientrato definitivamente in Austria, dove ha ripreso a lavorare dal 4 maggio 2015 (cfr. doc. 8/7).","Uno dei presupposti da adempiere per avere diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione è la residenza in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).","L'art. 12 LADI precisa che \"in deroga all'articolo 13 LPGA, gli stranieri senza permesso di domicilio sono considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi dimorano in virtù di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività lucrativa o in virtù di un permesso stagionale\".","In una sentenza del 20 settembre 1989, pubblicata parzialmente in DTF 115 V 448 e riprodotta integralmente in D. Cattaneo \"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage\", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 422-424, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che determinante, nel contesto dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, non è l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera bensì la residenza effettiva (cfr. DTF 115 V 448-449).","Così, nel caso che era chiamata a giudicare, la nostra Massima Istanza giudiziaria ha stabilito che un cittadino svizzero che aveva affittato un appartamento in Francia, ma risiedeva a Ginevra, adempiva il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 424, n. 685).","In un'altra sentenza del 6 settembre 1999, pubblicata in DTF 125 V 465, il TFA ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata a proposito all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI non viola l'art. 20 lett. a della Convenzione n. 168 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) concernente la promozione dell'impiego e la protezione contro la disoccupazione del 21 giugno 1988 (RS 0.822.726.8; RU 1991 1914; in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991).","L’Alta Corte ha pure ribadito la validità della propria giurisprudenza che subordina il diritto all'indennità di disoccupazione alla residenza effettiva in Svizzera, così come all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni personali:","\" (...)","Orbene non si vede come la suddetta giurisprudenza relativa all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI esigente una presenza qualificata nel nostro Paese possa essere contraria alla Convenzione. In effetti, solo restando a diretto contatto con il mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito il disoccupato può dar prova di un serio e costante impegno nella ricerca di un lavoro. Inoltre la presenza effettiva garantisce alle autorità competenti la possibilità di verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la disoccupazione. Ridurre tale presenza a qualche ora al giorno, come richiesto dal ricorrente, equivarrebbe a non far obbligo agli interessati di mettersi nella situazione di concretamente poter reperire un impiego. Con un simile sistema verrebbe garantita solo l'indennizzazione degli assicurati, mentre sarebbe disatteso l'altro intento contenuto nella Convenzione, quello della promozione del pieno impiego, intento che può essere concretizzato solo con un disciplinamento che favorisca la ricerca di un'occupazione. La giurisprudenza di questa Corte che subordina il diritto all'indennità di disoccupazione, oltre che alla residenza effettiva in Svizzera, anche all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne - durante questo tempo - il centro delle proprie relazioni personali non è quindi in contrasto con il diritto convenzionale, questo a prescindere dal fatto che ciò non esclude necessariamente per l'interessato la possibilità di avere il domicilio all'estero presso la propria famiglia.” (...)”","In quell’occasione il TFA, accogliendo il ricorso e rinviando gli atti all'amministrazione cantonale, ha poi concluso che:","\" (...)","Nella fattispecie si pone la questione di sapere se C. fosse nel periodo determinante effettivamente residente nel nostro Paese, ossia presente sul mercato del lavoro svizzero.","Orbene, per attestare la sua effettiva residenza in Svizzera il ricorrente rileva in particolare di avere avuto a disposizione una camera presso il \"Personalhaus\" dell'ex-datore di lavoro. A comprova di quanto affermato esibisce una dichiarazione 18 dicembre 1996 di quest'ultimo, da cui si evince che l'interessato, quale dipendente della ditta L. SA, abitava durante tutto l'anno nel \"Personalhaus\". Per contro, nulla si rileva per quanto concerne il periodo dopo il licenziamento.","In effetti, nell'incarto manca qualsivoglia documento attestante una costante presenza sul mercato del lavoro svizzero per consentire al giudice di statuire. Si rende pertanto necessario un complemento d'istruttoria. (...)\" (cfr. DTF 125 V 465, consid. 6, pag. 469-470)","In una sentenza 8C_777/2010 del 20 giugno 2011, pubblicata in DLA 2012 Nr. 1 pag. 71, il Tribunale federale ha concluso che un assicurato non aveva la residenza in Svizzera, rilevando:","\" (...)","\" (...)","3. 3.1 Le droit à l'indemnité de chômage suppose, selon l'art. 8 al. 1 let. c LACI, la résidence effective en Suisse, ainsi que l'intention de conserver cette résidence pendant un certain temps et d'en faire, durant cette période, le centre de ses relations personnelles (ATF 133 V 169 consid. 3 p. 172; 125 V 465 consid. 2a p. 466; 115 V 448 consid. 1b p. 449). (...)","3.3 (...) Il convient donc, préalablement, de trancher le point de savoir si l'intimé remplissait ou non la condition prévue par l'art. 8 al. 1 let. c LACI.","A ce propos, il y a lieu de constater que l'intimé, même s'il logeait une partie de la semaine en Suisse, comme il l'affirme, résidait tout de même la plupart du temps en France, où il avait loué successivement plusieurs appartements à partir de l'année 2000. Il a vécu sans discontinuer en France voisine avec ses trois enfants, dont il avait la garde et sur lesquels il exerçait l'autorité parentale. Les trois enfants y étaient régulièrement scolarisés (cf. sur l'importance dans ce contexte du rôle de l'établissement de la famille, arrêt 4C.4/2005 du 16 juin 2005 consid. 4.1 publié in : SJ 2005 I p. 501). Par ailleurs, l'intimé bénéficiait en France de diverses prestations sociales (revenu minimum d'insertion, allocation de soutien familial, aide au logement), ce qui supposait nécessairement une résidence dans ce pays. Il disposait certes d'un pied-à-terre à Genève dans lequel toutefois, en raison de ses dimensions modestes, il ne pouvait visiblement pas accueillir sa famille. A un contrôleur de la CAF qui s'était interrogé en juillet 2002 sur la résidence effective de l'intéressé, celui-ci a déclaré qu'il conservait une adresse en Suisse pour bénéficier de la qualité de résident sur territoire helvétique (déclaration relatée par la CAF dans sa télécopie du 23 octobre 2008). Il signifiait par là clairement que ce seul intérêt justifiait le maintien d'un point d'attache en Suisse. Au regard de l'ensemble des circonstances, il ne fait dès lors pas de doute que le centre de ses intérêts personnels se trouvait en France.","Par conséquent, il n'avait pas droit aux prestations de l'assurance-chômage en application de la législation interne suisse. (...)“","Al risultato opposto l’Alta Corte è giunta nella sentenza 8C_658/2012 del 15 febbraio 2013 nel caso di un assicurato, in possesso di un permesso di domicilio (tipo C), che dormiva su un materasso in un appartamento occupato dai suoi genitori e da sua sorella, senza che vi fossero i suoi effetti personali.","Il Tribunale federale ha ritenuto decisive le circostanze che l’indirizzo era stato annunciato alla polizia degli stranieri, che l’assicurato era presente nell’abitazione durante un controllo non preannunciato, che l’assicurato ha lavorato conseguendo un guadagno intermedio e che i genitori e la sorella hanno confermato per iscritto la presenza nell’appartamento in questione.","In un’altra sentenza 8C_797/2013 del 21 febbraio 2014, a proposito di un'assicurata che aveva svolto la professione di badante e che è rimasta in disoccupazione soltanto per un mese e mezzo, il Tribunale federale ha stabilito che l'assicurata risiedeva in Svizzera rilevando:","\" (...)","4.1. L'argomentazione dell'istanza precedente non può essere seguita. La Corte cantonale ha in particolare ritenuto che l'assicurata aveva risieduto in Svizzera a partire dall'ottobre 2009 fino a fine gennaio 2012, ossia durante quasi due anni e mezzo, per poi interrompere questa sua residenza durante circa due mesi e mezzo e quindi riprenderla a contare da metà aprile 2012. L'istanza precedente ha evidentemente giudicato che l'assicurata durante il periodo da fine gennaio a metà aprile aveva risieduto a C._, in Italia. Simile accertamento appare contrario al diritto federale, per i seguenti motivi.","La ricorrente sostiene di vivere da lungo tempo separata dal marito, che abita in Italia. L'affermazione appare senz'altro credibile in considerazione dell'ininterrotta residenza in Svizzera dell'interessata sin dall'ottobre del 2009. Le ragioni che avrebbero in siffatte circostanze indotto quest'ultima a interrompere questa sua residenza per la durata di due mesi e mezzo appaiono alquanto dubbie, visto in particolare che l'insorgente spiega di aver potuto soggiornare durante il periodo in parola presso la sua amica Y._, la quale conferma tale asserzione. Non appare pertanto plausibile che l'interessata abbia per quel breve periodo ripreso a convivere con suo marito a C._, dopo che ciò non era avvenuto durante i due anni e mezzo precedenti e neppure in seguito. Dal momento che le relazioni coniugali erano da parecchio tempo turbate, come la ricorrente espone in maniera credibile, il soggiorno presso un'amica appare assai più probabile, e anche comprensibile, che non quello presso il marito, considerata la turbata unione coniugale. (...)\"","Per una critica di questa sentenza federale cfr. Daniele Cattaneo, “Assurance-chômage et droit du travail: quelques cas tessinois” in Rèmy Wyler/Anne Meier/Sylvain Marchand (ed.), Regards croisés sur la droit du travail: Liber Amicorum pour Gabriel Aubert, Ginevra/Zurigo 2015, Schulthess Editions Romandes, pag.73 seg. (75-76: “(...) Malheureusement, dans cet arrêt, la Haute Cour a entièrement omis d’examiner les motivations (pour éventuellement les rejeter) à la base de la décision sur opposition du service de l’emploi et de l’arrêt cantonal (notamment le fait que le domicile à l’étranger avait été signalé par l’ancien employeur de l’assurée, que cet adresse figurait sur les attestations de l’autorité administrative étrangère et la circonstance que les prélèvements et payements avaient été faits tout près de la frontière). (...)\"). Vedi pure lo stralcio per intervenuta transazione della successiva causa STCA 38.2014.31 del 2 ottobre 2014 pag. 3: \"(...) e che inoltre i rapporti erano tali per cui un paio di volte ha portato la signora a casa sua a X. per alcuni giorni, dove dormiva nella casa dell’ex marito, che spesso non c’era visto che lavorava fuori. (...)\".","In un’altra sentenza, pubblicata in SVR 2014 ALV Nr. 9, il Tribunale federale ha ribadito che il diritto all’indennità di disoccupazione secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI presuppone la residenza effettiva in Svizzera, come pure l’intenzione di conservarla per un certo periodo di tempo e di farne, durante quel periodo il centro delle proprie relazioni personali.","Questo presupposto è stato negato nel caso di un assicurato che ha subaffittato uno studio ad una famiglia di tre persone e che ha dichiarato di avere vissuto in un appartamento con la sua amica in Francia. L’Alta Corte ha, tra l’altro, sottolineato che appare difficilmente credibile l’affermazione secondo cui quella all’estero è una residenza secondaria visto che si tratta di un appartamento di sua proprietà.","In una sentenza 8C_405/2015 del 27 ottobre 2015 il Tribunale federale ha ritenuto che un assicurato di nazionalità svizzera, sposato e padre di due bambini, che ha lavorato in Svizzera dal 1° novembre 2012 al 31 dicembre 2013 e che è proprietario di una villa in Francia dove la famiglia si è trasferita nel 2010 soddisfa il presupposto dell’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI.","Egli infatti, dopo avere beneficiato nel settembre 2010 di indennità di disoccupazione quale vero frontaliere “atipico” già nell’agosto 2012 e quindi ben prima del momento in cui si è iscritto per il collocamento (dal 1° gennaio 2014) aveva annunciato il suo ritorno all’indirizzo del padre.","L’Alta Corte ha confermato la sentenza dell’autorità di ricorso, rilevando:","\" (...) 4.2. La caisse de chômage se plaint d'une constatation arbitraire des faits et de la violation de l'art. 8 al. 1 let. c LACI.","Elle fait valoir que lorsque l'assuré a annoncé son retour en Suisse, au mois d'août 2012, son droit aux indemnités était épuisé et que les mesures auxquelles il aurait pu prétendre, selon la législation cantonale en matière de chômage, requièrent un domicile en Suisse. La recourante soutient, par ailleurs, que le centre des intérêts de l'assuré est là où habite sa famille, soit à E._. Elle fait valoir que cette commune ne se situe qu'à 12 kilomètres de l'appartement de C._ et que celui-ci ne constituait qu'un pied-à-terre lui facilitant ses recherches d'emploi et lui permettant de retrouver les siens aisément, à tout le moins le weekend. En outre, le fait que des travaux ont été entrepris pour accueillir l'ensemble de la famille ne serait pas déterminant. Cet élément ne ressortirait, au demeurant, que de simples déclarations de l'intimé. Par ailleurs, l'implication de celui-ci dans la vie associative du canton et de Suisse ne serait pas non plus pertinente.","4.3. De son côté, l'intimé fait valoir qu'en janvier 2015 sa famille a emménagé à C._, comme il s'y était engagé, et que son fils cadet y a débuté sa scolarité.","5. 5.1. Par son argumentation, la recourante se limite à contester la pertinence des faits retenus pour l'appréciation juridique du cas. Ce faisant, elle ne démontre pas en quoi les constatations cantonales seraient arbitraires. Partant, il n'y a pas lieu de s'écarter de l'état de fait retenu par la juridiction cantonale.","5.2. S'agissant du grief tiré de la violation de l'art. 8 al. 1 let. c LACI, il est mal fondé. En effet, le seul fait que la famille de l'assuré résidait à E._ ne permet pas en soi d'exclure que celui-ci ait eu sa résidence effective en Suisse. Il ne s'agit pas du seul critère à prendre en considération pour déterminer le centre des relations personnelles de l'assuré (cf. BORIS RUBIN, op. cit., n. 10 et 11 ad art. 8 al. 1 let. c LACI). A ce propos, on ne saurait reprocher à la juridiction cantonale d'avoir tenu compte du fait que l'intéressé est membre de plusieurs associations dans le canton de Genève et en Suisse. En effet, cet élément tend à montrer que l'assuré s'est créé des attaches particulières avec la Suisse et constitue un critère pertinent pour apprécier la question de la résidence (cf. supra consid. 3). On ajoutera, par ailleurs, que le point de savoir si en 2012, l'assuré avait un intérêt - sur le plan de l'assurance-chômage - à être domicilié en Suisse, n'est pas susceptible d'influer sur le sort de la cause. En effet, l'intimé ne sollicite l'octroi d'une indemnité de chômage qu'à compter du 1 er janvier 2014, de sorte que les raisons qui l'ont poussé à annoncer son retour en Suisse en 2012 ne sont pas décisives. Vu ce qui précède, la cour cantonale pouvait donc admettre, sans violer l'art. 8 al. 1 let. c LACI, que l'intimé résidait effectivement à C._, qu'il avait l'intention d'y rester et d'en faire le centre de ses relations personnelles. Le recours est mal fondé. (...)”","In una sentenza 8C_592/2015 del 23 novembre 2015, il Tribunale federale, confermando la sentenza del TCA (cfr. qui sotto al consid. 2.5), ha sottolineato che “è peraltro anche più probabile che il centro dei propri interessi fosse in Italia, presso la di lui coniuge, ove disponeva di un’abitazione più spaziosa e non in Svizzera” dove viveva in un bilocale con il figlio.","In un’altra sentenza 8C_157/2016 del 24 marzo 2016 il Tribunale federale ha dichiarato manifestamente inammissibile il ricorso inoltrato contro la sentenza 38.2015.5 del 3 febbraio 2016 con la quale il TCA aveva considerato un assicurato frontaliere. L’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:","\" (...)","che il ricorrente non si confronta con le motivazioni del Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale, fondandosi sugli atti al fascicolo e le di lui dichiarazioni, ha spiegato le ragioni per cui egli dovesse essere ritenuto frontaliere e quindi con diritto di prestazioni in Italia,","che la Corte cantonale in modo particolare ha concluso come la condivisione dell’appartamento di due locali e mezzo (60 m2), di cui il conduttore è un amico, dormendo sul divano del soggiorno, quando nel fine settimana era regolare il rientro in Italia, non potesse costituire una residenza in Svizzera a norma dell’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. recentemente sulla tematica sentenza 8C_592/2015 del 23 novembre 2015 consid. 5), considerazione essenziale per l’ottenimento delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione,","che il ricorrente non si china in alcun modo su questo aspetto, dilungandosi per contro sul comportamento di alcuni funzionari ticinesi, questione non oggetto del litigio (art. 86 cpv. LTF) (...).”","Con giudizio 8C_855/2015 del 29 febbraio 2016 l’Alta Corte ha poi stabilito che un’assicurata, dopo essere stata attiva all’estero in ambito umanitario, si è iscritta in disoccupazione in Svizzera il 2 giugno 2014, non adempiva la condizione della residenza effettiva in Svizzera dal suo annuncio per il collocamento al 22 luglio 2014. Il Tribunale federale ha in particolare sottolineato che, siccome dal 14 giugno al 22 luglio 2014 ha lasciato la Svizzera per raggiungere all’estero il suo compagno ed essere seguita dal suo medico curante fino alla fine della gravidanza, l’assicurata non aveva l’intenzione di creare in Svizzera il centro della sua vita.","In una sentenza pubblicata in DTF 138 V 186 il Tribunale federale ha ricordato che nella sua giurisprudenza, il domicilio (in questo contesto: la residenza abituale “der Wohnort als gewöhnlicher Aufenthalt”) viene determinato sulla base esclusivamente di criteri oggettivi riconoscibili a terzi e non di quelli soggettivi (la volontà interna della persona interessata).","La situazione familiare è soltanto uno dei diversi indizi da ritenere. Rilevanti sono pure la durata e la continuità del domicilio prima di iniziare un’occupazione; la durata e la modalità dell’assenza, il tipo di attività svolta nell’altro Stato come pure l’intenzione del lavoratore, risultante dall’insieme delle circostanze, di tornare nel luogo in cui si trovava prima di assumere un’occupazione.","In una sentenza pubblicata in DTF 141 V 530 e in SVR 2015 IV Nr. 42 il Tribunale federale ha rilevato che:","\" (...)","5.3. Par résidence habituelle au sens de l'art. 13 al. 2 LPGA, il convient de comprendre la résidence effective en Suisse (\"der tatsächliche Aufenthalt\") et la volonté de conserver cette résidence; le centre de toutes les relations de l'intéressé doit en outre se situer en Suisse (ATF 119 V 111 consid. 7b p. 117 et la référence).",(...),"5.4 Au regard des circonstances de la présente affaire, il n'y a pas lieu de considérer que la recourante a son domicile civil et sa résidence habituelle en Suisse pour la période du 1er novembre 2012 au 14 mai 2014, seule déterminante en l'espèce. Les démarches entreprises par les parents de la recourante afin de lui constituer un nouveau domicile civil en Suisse n'y changent rien. Certes a-t-il été procédé au dépôt des papiers le 1er février 2012 auprès de l'Office cantonal de la population. Cet élément ne constituait toutefois qu'un indice (cf. ATF 125 III 100 consid. 3 p. 102), insuffisant en l'espèce à établir la volonté de la recourante de faire de la Suisse le centre de ses relations personnelles. A la lumière des faits retenus par la juridiction cantonale (consid. 10 du jugement attaqué), lesquels n'ont pas été remis en cause dans le cadre du présent recours, il convient de constater que la situation concrète de la recourante ne s'est pas modifiée entre celle qui prévalait avant sa majorité et celle qui avait cours jusqu'au 14 mai 2014, date de la décision administrative litigieuse: la recourante a continué, après comme avant, à passer les jours de la semaine dans l'institution - choisie par ses parents - qui l'a accueillie en Suisse et ses nuits - à quelques exceptions près - ainsi que ses week-ends chez ses parents en France. D'un point de vue objectif, on ne saurait y voir la manifestation, reconnaissable pour les tiers, de la volonté de la recourante de déplacer le centre de ses intérêts; le lieu de résidence effective de ses parents, lieu où la recourante dormait, passait son temps libre et laissait ses effets personnels (arrêt du Tribunal fédéral des assurances K 34/04 du 2 août 2005 consid. 3, in SVR 2006 KV n° 12 p. 38; voir également CHRISTIAN BRÜCKNER, Das Personenrecht des ZGB, 2000, p. 92 n. 319 ss), demeurait l'endroit avec lequel ses liens personnels étaient les plus intenses. Il importe à cet égard peu que la recourante passait la majeure partie de son temps éveillé au Centre de jour du foyer G. C'est également pour les mêmes raisons qu'il faut considérer que la résidence habituelle de la recourante se situait en France. Le point de savoir si le changement de domicile de la mère de l'assurée en octobre 2014 est susceptible de modifier ce résultat n'a pas à être examiné, seules les circonstances prévalant jusqu'à la date de la décision administrative litigieuse étant déterminantes. (...)”","In una sentenza 32.2012.285 del 18 novembre 2013, in materia di assicurazione per l’invalidità, il TCA ha stabilito che il centro degli interessi di un’assicurata al beneficio di un assegno per grandi invalidi fosse presso il suo curatore in Italia e non presso il suo domicilio in Svizzera. Decisiva è stata considerata la circostanza che tra gennaio e agosto 2013 la polizia cantonale ha eseguito rispettivamente fatto eseguire dalla polizia comunale di un Comune svizzero 18 controlli presso l’appartamento di cui l’assicurata è conduttrice in Svizzera senza mai trovare nessuno.","In una sentenza 2C_498/2015 del 9 novembre 2015 relativa alla stessa assicurata il Tribunale federale ha confermato una decisione della Sezione alla popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino, confermato dal Tribunale cantonale amministrativo, che ha dichiarato decaduto il permesso di domicilio della cittadina straniera intimandole di lasciare la Svizzera.","L’Alta Corte ha ritenuto che vi sono sufficienti indizi, sostanzialmente concordi fra loro per concludere, che il centro degli interessi della ricorrente si trova all’estero e non in Svizzera (controlli nell’appartamento senza mai trovare nessuno, appartamento non utilizzato con regolarità, verbale dell’interrogatorio del curatore e compagno della ricorrente).","2.2. I criteri fissati dalla giurisprudenza federale per ammettere la residenza in Svizzera sono riassunti dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) nella Circolare concernente l’indennità di disoccupazione (Circolare ID), (modificata su questi punti nel luglio 2013 conformemente a quanto figura nella Prassi LADI):","\" RISIEDERE IN SVIZZERA","Art. 8 cpv. 1 lett. c e 12 LADI","Principio ê","B135 Per aver diritto all’indennità di disoccupazione, l’assicurato deve risiedere in Svizzera.","Egli deve soddisfare questo presupposto non soltanto all’apertura del termine quadro, ma anche durante tutto il periodo in cui percepisce l’indennità giornaliera.","Nozione di “risiedere in svizzera” ê","B136 Secondo la giurisprudenza costante, l’espressione \"risiedere in Svizzera\" non ha esattamente la stessa accezione della nozione di domicilio definita agli articoli 23 segg. del CC. La nozione di residenza in Svizzera, condizione del diritto all’indennità, non va quindi intesa nel senso del diritto civile ma secondo l’accezione fornita dalla giurisprudenza, ossia di dimora abituale. (DTFA C 290/03 del 6 marzo 2006).","Questa nozione si applica sia ai cittadini svizzeri sia a quelli stranieri, indipendentemente dal loro permesso di soggiorno.","Il riconoscimento della dimora abituale in Svizzera è subordinato a 3 condizioni:","● risiedere effettivamente in Svizzera;","● avere l’intenzione di continuare a risiedervi; e","● avervi contemporaneamente il centro delle proprie relazioni personali. (n.d.r.: sottolineatura del redattore)","Residenza e idoneità al collocamento ê","B137 Gli stranieri senza permesso di domicilio devono inoltre essere titolari di un permesso di soggiorno valido che li autorizzi a esercitare un’attività lucrativa. Se il permesso è scaduto, questa condizione non è più adempiuta, anche se di fatto continuano a risiedere in Svizzera. Una deroga a tale regola si impone se il cittadino straniero ne ha chiesto il rinnovo entro i termini stabiliti e può aspettarsi di ottenerlo se trova un’occupazione adeguata. La cassa di disoccupazione deve informarsi a tal fine presso le autorità cantonali preposte al mercato di lavoro e presso le autorità di polizia degli stranieri.","L’autorizzazione a esercitare un’attività lucrativa condiziona altresì l’idoneità al collocamento dei cittadini stranieri senza permesso di domicilio (B230 segg. e Circolare ID 883 E15).","Þ Giurisprudenza","8C_479/2011 del 10.2.2012 (dottorando russo: il permesso di lavoro determina il soggiorno in Svizzera)","Residenza e reperibilità (cfr. Prassi LADI ID B342) ê","B138 Un soggiorno non autorizzato all’estero implica la negazione del diritto alle indennità per tutta la durata del soggiorno stesso, anche se l’assicurato resta facilmente reperibile ed è in grado di rientrare rapidamente in Svizzera nel caso di un’assegnazione.","Valutazione dell’esistenza della residenza effettiva in Svizzera ê","B139 Si constata che la mobilità della popolazione si è al giorno d’oggi notevolmente accresciuta e che l’attestato rilasciato dal Comune, come pure l’esistenza di un permesso di soggiorno o di domicilio, non costituiscono più una garanzia di residenza effettiva in Svizzera (n.d.r. sottolineatura del redattore). In caso di dubbio, spetta alle autorità esecutive eseguire i controlli necessari in tal senso.","B140 Infatti, per essere considerati «residenti in Svizzera» ai sensi della LADI non basta possedere una cassetta delle lettere o pagare le imposte in una determinata località. Le autorità esecutive presteranno quindi attenzione in particolare agli elementi seguenti:","● cambiamento dell’indirizzo estero a favore di uno in Svizzera al momento del licenziamento o subito prima dell’inizio della disoccupazione;","● indirizzo presso terzi;","● indicazione nella lettera di candidatura di un numero di telefono o di un indirizzo all’estero come indirizzo di contatto. (...)”"}