Decision ID: 5a021972-b5d6-5680-8262-9ad048df1fd4
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe 1951, è stato professionalmente attivo quale capomanovra _ presso la stazione ferroviaria di Chiasso. Nel marzo 2006 egli ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti, indicando, quale danno alla salute, di soffrire di problemi cardiaci (doc. AI).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici, con decisione 8 novembre 2006, preavvisata il 29 agosto 2006, l’Ufficio AI ha riconosciuto il diritto ad un quarto di rendita dal 1° maggio 2006. In particolare, accertato che l’assicurato non può più esercitare l’attività di capomanovra dal maggio 2005 e che un’attività leggera adeguata al suo stato di salute è proponibile al 100%, l’amministrazione ha proceduto al consueto raffronto dei redditi, giungendo alla determinazione di un grado d’invalidità del 40% (doc. AI 32).
1.2. Avverso la succitata decisione amministrativa, l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato ricorso al TCA, postulando il riconoscimento di almeno una mezza rendita.
Egli sostiene che i problemi di salute e la sua specifica formazione non gli permettono di trovare un posto di lavoro fra quelli elencati dalla consulente in integrazione professionale dell’AI (in seguito: consulente), evidenziando fra l’altro:
"
Per fortuna sino ad ora il datore di lavoro del signor RI 1 ha trovato soluzioni alternative alla funzione di capomanovra. Infatti dal 04.09.2006 il ricorrente è impiegato, a titolo di prova, presso una selleria con lavori di taglio e preparazione di materiale da cucito. Guarda a caso trattasi di mansioni tipo indicate nella decisione 8 novembre 2006 (attività semplice, leggera e poco qualificata). A dire del datore di lavoro la redditività del lavoratore può essere quantificata al 50% in un tipo di lavoro non qualificato come quello che sta svolgendo ora il ricorrente e con i problemi fisici che lo attanagliano giornalmente, al 40% (vd. doc. D).
Il grado di invalidità assodato al 40%, non tiene sufficientemente conto del fatto di come il signor RI 1 debba evitare tassativamente qualsivoglia tipo di sforzo fisico e di come egli abbia sempre svolto un lavoro assolutamente non paragonabile a quelli proposti (che peraltro non trovano riscontro nel mercato attuale del lavoro, considerata pure la mancanza totale di qualifica del signor RI 1, così come la mancanza di ulteriori esperienze lavorative, se non quelle nell'ambito della manovra in ferrovia".
Si chiede pertanto che si ponderi con maggiore peso la valutazione dei parametri di riduzione del reddito ipotetico, che, per ora sono attestati solamente al 15% (10% per lo sforzo fisico e 5% per l'età), ritenuto come la particolare situazione personale e professionale (55 anni, specialista solo nella sua vecchia professione) dovuta alle affezioni invalidanti e l'età, tale riduzione dovrebbe arrivare come minimo alla percentuale del 30%." (Doc. I)
Fondandosi sul certificato 4 dicembre 2006 del medico curante, in cui viene evidenziata l’insorgenza di una sindrome ansioso-depressiva, il ricorrente chiede l’esperimento di una perizia pluridisciplinare volta ad accertare il suo stato di salute.
1.3. Con risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, facendo presente che la nuova problematica relativa alla sindrome ansiosa depressiva potrà essere oggetto di una revisione della rendita.
1.4. Con scritto 18 gennaio 2007 l’assicurato ha ribadito la richiesta ricorsuale.
considerato,

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita d’invalidità maggiore di quella assegnata con la decisione contestata.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.3.
2.3.1. Nella fattispecie in esame, raccolta la documentazione medica del caso, con nota 14 agosto 2006 il Servizio medico regionale dell’AI (in seguito: SMR) ha accertato che l’assicurato presenta una cardiopatia ischemica che lo rende totalmente inabile, dal maggio 2005, nella sua attività abituale di capomanovra _. In attività alternative ed adeguate al suo stato di salute, l’abilità lavorativa è stata invece ritenuta totale (doc. AI 17).
Questa valutazione non è stata oggetto di alcuna contestazione da parte del ricorrente. Infatti, con rapporto 24 aprile 2006 all’Ufficio AI il dr. _, medico curante e angiologo, ha ritenuto il suo paziente totalmente inabile nella nell’originaria professione a causa dell’insufficienza cardiaca, ma abile al 100% nel suo ambito lavorativo ma in attività leggere senza sforzi fisici (doc. AI 13).
Infine, il miglioramento delle condizioni di salute è stato confermato dal citato medico nello scritto 14 agosto 2006, in cui egli ha in particolare evidenziato l’assenza di una ripresa del consumo di alcol, valutato come lieve l’insufficienza cardiaca e ritenuto il paziente abile al 100% in lavori medio-leggeri (doc. AI 20-4).
2.3.2. Allegato al ricorso, l’assicurato ha prodotto il certificato 4 dicembre 2006 del medico curante avente il seguente tenore:
"
Con la presente certifico che il summenzionato soffre di cardiomiopatia dilatativa di origine mista. Durante l'anno 2005 la situazione era severa con funzione ventricolare sinistra gravemente ridotta (F 22% il 22.06.2005), passaggio in fibrillo-fluttere in giugno 2005 con esiti dopo cardioversione che ha permesso di mantenere in ritmo sinusale a tutt'oggi la situazione. L'anticoagulazione ha potuto essere interrotta.
Nel corso del 2006, grazie alle cure prodigate dal _ la situazione è ancora migliorata e nel corso della valutazione di fine estate di quest'anno, l'insufficienza cardiaca era considerata medio-lieve con una frazione di eiezione attorno al 50%.
Lo stato di salute attuale del paziente è più influenzato dalla sindrome ansioso-depressiva che lo ha colpito recentemente e che anche probabilmente è imputabile alle mutazioni dell'assetto di lavoro a cui egli è stato sottoposto. La funzionalità cardiaca residua seppur non ottimale permette un'attività leggera.
Sotto queste condizioni è difficile quantificare l'incapacità lavorativa residua ma che, malgrado tutto, nel corso dei mesi è stata gravata solo da poche assenze e anche quest'ultime piuttosto gravate dallo stato psicologico del paziente che da problematiche cardiologiche pure.
Ritengo che l'abilità lavorativa di questo paziente debba essere considerata multidisciplinarmente nell'ambito di una valutazione peritale al fine di determinare globalmente lo stato di salute del paziente. Non considerando unicamente lo stato cardiologico." (Doc. C)
Come rettamente sostenuto nella nota 28 dicembre 2006 dal dr. _, attivo presso il SMR, il menzionato certificato del dr. _ non permette di oggettivare una modifica dello stato di salute dell’assicurato fino alla decisione contestata, resa l’8 novembre 2006 (doc. IIIbis). Al riguardo va qui ricordato che s
econdo
costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (cfr. DTF 130 V 138 consid. 2; STFA del 23 giugno 2005 nella causa I., C 75/05 consid. 2.3.; STFA del 30 settembre 2002 nella causa N., C 43/00; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; DLA 2000 pag. 74; STFA del 18 settembre 2000 nella causa R.S., I 278/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate).
In particolare, dal certificato risulta che la sindrome ansiosa depressiva è stata per la prima volta menzionata nel dicembre 2006, motivo per cui dal punto di vista temporale non rientra nell’apprezzamento della presente procedura.
Tuttavia, qualora la problematica psichiatrica dovesse persistere e risultare invalidante, il ricorrente può richiedere una revisione della propria rendita allegando la pertinente documentazione medica.