Decision ID: a5d1b660-baf6-5fc1-a6ea-27e7e2da0e8e
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...) 1971, ha lavorato in Svizzera dal
1992 quale frontaliere presso differenti datori di lavoro, dapprima in qualità
di verniciatore-carrozziere non qualificato e, in seguito a riqualifica profes-
sionale, resasi necessaria a causa dell’allergia ai prodotti chimici delle ver-
nici, in qualità di impiegato di commercio/contabile dal 2002, solvendo re-
golari contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità (AVS/AI). Dal 10 gennaio 2010, per esigenze aziendali, è stato
impiegato nella misura dell’80% (doc. 5, 12, 13, 22, 101 p. 20, 123 dell’in-
carto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti
all’estero [UAIE]).
B.
B.a In data 23 febbraio 2015 l’assicurato ha formulato all’Ufficio AI del Can-
ton B._ (in seguito UAI-B._) una domanda volta al conse-
guimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, in ra-
gione dell’incapacità lavorativa persistente dal 1° luglio 2014 (cfr. certificati
medici: doc. 170, 172, 173, 175, 183, 189, 193, 207, 209, 215, 217, 220,
226, 228) causata dalle sequele di un infortunio e in seguito da malattia
(doc. 5, 7, 171).
B.b
B.b.a L’amministrazione cantonale ha assunto agli atti l’incarto dell’assicu-
ratore contro gli infortuni (INSAI doc. 6, 199-229) e quello dell’assicuratore
malattia C._ (di seguito C._; doc. 8, 167-198), dai quali è
emerso che, in occasione di una banale caduta avvenuta il 23 dicembre
2013, l’assicurato ha riportato una contusione a entrambi i gomiti, soffrendo
nei mesi successivi di dolore e formicolii agli avambracci. Alla fine di giugno
2014 l’insorgente si è rivolto al Pronto soccorso dell’Ospedale di (...) per la
comparsa di dolore al dito mignolo della mano sinistra, dovuto presumibil-
mente a una puntura d’insetto infettata e annunciato il 30 giugno 2014
quale caso bagatella all’INSAI (doc. 167, 199). Durante il trattamento sono
stati riscontrati problemi neurologici ai due gomiti e meglio l’intrappola-
mento del nervo ulnare a livello del tunnel cubitale, problematica per cui
l’assicurato è stato sottoposto il 21 novembre 2014 a intervento di neurolisi
bilaterale del nervo ulnare al gomito (doc. 199, cfr. sentenza C-4975/2016
del 4 aprile 2017, consid. B.a). Il 2 dicembre 2014 il caso è stato quindi
annunciato all’ C._ (doc. 208).
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B.b.b Dagli accertamenti condotti dall’C._ (doc. 213, 221, 229) e
dalle ulteriori refertazioni assunte agli atti (doc. 41, 44, 48, 60), fra cui la
perizia particolareggiata E213 redatta dal dott. D._, medico gene-
rico (doc. 23 e doc. 35 – copia firmata e datata 21 maggio 2015), è emersa
la presenza di un quadro fibromialgico. L’amministrazione ha quindi ordi-
nato l’allestimento di una valutazione psichiatrica eseguita il 23 marzo 2016
presso il Servizio medico regionale (di seguito: SMR) da parte del dott.
U._, specialista in psichiatria e psicoterapia, che ha escluso, alla
luce della documentazione medica citata, la sussistenza di componenti psi-
copatologiche (doc. 55-59).
B.b.c Nell’annotazione SMR del 29 marzo 2016 (doc. 61) il dott.
H._, specialista in prevenzione e salute pubblica, ha confermato
quanto già indicato nel rapporto finale SMR del 28 agosto 2015 nel quale
aveva stabilito un periodo d’inabilità al 100% dal 1° luglio 2014 al 22 giugno
2015 (data della visita reumatologica), seguito da una capacità lavorativa
totale, sia in attività adeguata che in quella abituale, che tengano conto
dell’impossibilità di alzare pesi oltre 5 kg e della necessità di alternare la
postura (doc. 47).
B.c Con decisione del 6 giugno 2016 l’UAIE ha confermato il progetto di
decisione del 30 marzo 2016 (doc. 62) e ritenuto l’assicurato inabile al la-
voro al 100% dal 1° luglio 2014 al 21 giugno 2015 mentre dal 22 giugno
2015 nuovamente abile, in misura completa, nella professione abituale.
Non ritenendo adempiute le condizioni poste dall’art. 28 cpv. 1 LAI, in as-
senza di un’inabilità lavorativa pari ad almeno il 40% durante un anno
senza interruzione (let. b) e non presentando più l’assicurato alcuna inca-
pacità lavorativa a partire dal 22 giugno 2015, l’autorità inferiore ha dunque
negato il diritto ai provvedimenti professionali e alla rendita di invalidità
(doc. 68).
B.d Contro la decisione dell'UAIE in data 16 agosto 2016 (doc. TAF 1),
l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale (TAF), che dando seguito alla proposta dell’autorità inferiore ha annul-
lato la decisione impugnata e rinviato gli atti all’amministrazione al fine di
completare l’istruttoria, tramite l’esperimento di una perizia pluridisciplinare
in ambito psichiatrico, neurologico e reumatologico, come indicato dal SMR
nell’annotazione del 16 febbraio 2017 (doc. 81-83), prima di emanare una
nuova decisione sul diritto alla rendita del ricorrente (si cfr. sentenza del
TAF C-4975/2016 del 4 aprile 2017, consid. 3).
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C.
C.a In esecuzione del suddetto giudizio il ricorrente è stato convocato
dall’UAI-B._ presso il Servizio Accertamento Medico di (...) (SAM)
per l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare in ambito reumatologico,
neurologico e psichiatrico (doc. 90-99).
Nel referto del 15 marzo 2018, di cui si dirà nel dettaglio nei considerandi
in diritto, gli specialisti del SAM hanno constatato una situazione di salute
fondamentalmente stabilizzata a partire da gennaio 2015 ossia a circa un
mese di distanza dall’intervento di neurolisi bilaterale dei nervi ulnari dei
gomiti, in un assicurato che, al momento della visita peritale, non stava
seguendo alcuna specifica terapia. I periti non hanno formulato proposte
terapeutiche, ritenendo da quel momento l’assicurato abile all’80% in qual-
siasi professione (doc. 101 p. 28).
C.b Dando seguito alla richiesta di delucidazioni del SMR del 6 aprile 2018
(doc. 102), gli specialisti del SAM si sono riconfermati nelle precedenti va-
lutazioni tramite complemento del 17 maggio 2018 (doc. 104). Sulla base
delle diagnosi poste i periti hanno quindi ulteriormente dettagliato tutti i pe-
riodi in cui, dall’infortunio del 29 giugno 2014 l’assicurato è stato totalmente
o parzialmente inabile al lavoro (doc. 101 pp. 25-26, 104).
C.c Con rapporto finale del 30 maggio 2018 il SMR ha fatto proprie le con-
clusioni peritali attestando i seguenti periodi di incapacità lavorativa: 100%
dal 29 giugno al 31 agosto 2014, 20% dal 1° settembre al 20 novembre
2014, 100% dal 21 novembre al 31 dicembre 2014, 20% dal 1° gennaio al
31 maggio 2015, 100% dal 1° al 9 giugno 2015. Dal 10 giugno 2015 l’assi-
curato è stato ritenuto nuovamente abile al lavoro in qualsiasi professione
e nelle mansioni domestiche, nella misura dell’80%, intesa come riduzione
del rendimento (doc.106).
C.d Invitati dal medico SMR (doc. 130) a prendere nuovamente posizione
sulla nuova documentazione assunta agli atti, segnatamente il rapporto
dell’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia do-
mestica del 14 dicembre 2018 (doc. 128), i periti del SAM si sono sostan-
zialmente riconfermati nelle proprie conclusioni (doc. 133). Il rapporto finale
SMR del 30 maggio 2018 è stato pertanto confermato (doc. 134).
C.e In esito all’istruttoria complementare, è emerso che dal 10 giugno 2015
il ricorrente era abile al lavoro all’80% nella precedente attività. L’UAI-
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B._ ha quindi constatato, applicando il metodo misto un grado d’in-
validità del 20% e con progetto di decisione del 25 giugno 2019 ha negato
il diritto alla rendita di invalidità e ai provvedimenti professionali (doc. 136).
C.f Alla luce della nuova documentazione prodotta dall’assicurato con le
osservazioni del 26 agosto 2019 (doc. 139) e del parere dei medici fiduciari
(doc. 141 e 142), l’amministrazione ha ordinato l’esecuzione di una perizia
pluridisciplinare di decorso (doc. 151, 154).
Nel rapporto peritale del 9 aprile 2020, di cui vi si dirà nei considerandi in
diritto, i periti hanno sostanzialmente confermato le conclusioni a cui erano
giunti nella perizia del 2018, segnalando che da allora l’assicurato non si è
sottoposto ad alcun particolare esame, né ha iniziato a seguire terapie spe-
cifiche e rimarcando una certa tendenza ad enfatizzare ed esagerare la
descrizione dei sintomi di pertinenza soprattutto somatica, benché nessun
oggettivo peggioramento dello stato di salute fosse riscontrabile (doc. 156).
C.g Tali valutazioni sono state interamente riprese dal dott. H._ nel
rapporto SMR del 24 aprile 2020 (doc. 158) e confermate dallo stesso
nell’annotazione del 27 maggio 2020 (doc. 162), redatta seguito delle os-
servazioni trasmesse il 18 maggio 2020 dall’assicurato (doc. 160).
C.h Con decisione dell’8 giugno 2020 l’UAIE ha pertanto confermato il pro-
getto di decisone del 25 giugno 2019 (doc. 165).
D.
D.a Contro il citato provvedimento in data 10 luglio 2020 (doc. TAF 1)
A._, patrocinato dall’avv. Pizzola, è nuovamente insorto dinanzi al
TAF, lamentando un accertamento inesatto dei fatti rilevanti e meglio con-
testando le conclusioni peritali su cui si è fondata l’amministrazione, in par-
ticolare. Egli ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata. In via
principale ha postulato il riconoscimento di una rendita intera, in via subor-
dinata il rinvio degli atti all’amministrazione al fine di completare l’istruttoria
integrando degli esami ematochimici e radiologici ed una perizia psichia-
trica approfondita. A suffragio delle proprie allegazioni dei rapporti medici,
già figuranti agli atti, sono stati allegati al ricorso. Dei motivi addotti si dirà
se necessario nei considerandi in diritto (doc. TAF 1).
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D.b Con decisione incidentale del 21 luglio 2020 (doc. TAF 2) il ricorrente
è stato invitato a versare un anticipo di Fr. 800.-, corrispondente alle pre-
sumibili spese processuali, regolarmente saldato in data 28 agosto 2020
(doc. TAF 4).
D.c Con risposta del 22 ottobre 2020 l'UAIE, facendo riferimento al preav-
viso dell’UAI-B._ del 21 ottobre 2020, ha confermato la correttezza
e la completezza degli accertamenti medici svolti ed ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 6).
D.d Con memoriale di replica del 30 novembre 2020 (doc. TAF 8) e di du-
plica del 17 dicembre 2020 (doc. TAF 10) le parti si sono sostanzialmente
riconfermate nelle proprie posizioni. Quanto alla documentazione prodotta
dall’assicurato, con annotazione del 15 dicembre 2020 il SMR ha ritenuto
che la stessa non apportasse alcun elemento nuovo (allegato al doc. TAF
10).

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33
LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni
rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). Di conseguenza questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle
assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e
28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge e l’ac-
conto spese è stato pagato (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA).
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Pagina 7
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
3.
3.1
3.1.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1).
3.1.2 Nel caso in esame, essendo contestato il respingimento della do-
manda di prestazioni presentata il 23 febbraio 2015, salvo indicazione con-
traria, si applicano di principio le disposizioni della 6a revisione della LAI
entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le modifiche successive (RU 2011
5659; FF 2010 1603), entrate in vigore fino alla data della decisione impu-
gnata.
3.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445
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consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata pronunciata (sen-
tenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine).
4.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e ri-
siede in Italia, vi è inoltre un elemento transfrontaliero, avendo l’interessato
lavorato in Svizzera quale frontaliere (DTF 143 V 81 consid. 8.3 con rinvii,
143 II 57 e 141 V 521 consid. 4.3.2 nonché, tra le altre, le sentenze della
CGUE del 5 maggio 2011 C-434/09 McCarthy, punto 45, e dell'11 ottobre
2001 C-95/99 a 98/99 e C-180/99 Khalil et aliud, punto 69), per cui è appli-
cabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione
svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera circola-
zione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. L'allegato II ALC
prevede in particolare che le parti contraenti applicano tra di loro, dal 1°
aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordina-
mento dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il rego-
lamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16
settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di appli-
cazione del regolamento (CE) n. 883/2004 (art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in
relazione con la Sezione A dell’Allegato II ALC). Il Regolamento (CE) n.
883/2004 è stato ulteriormente modificato dai regolamenti (UE) n.
1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345) e n. 1224/2012
(RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e gli Stati membri
dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, anche in
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della procedura
come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'invalidità
svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3 del Rego-
lamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento mede-
simo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
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5.1 Oggetto del contendere, nel caso concreto, è il mancato riconosci-
mento del diritto ad una rendita intera d’invalidità con effetto al più presto
dal 1° agosto 2015 (ossia sei mesi dopo il deposito della domanda di pre-
stazioni, art. 29 cpv. 1 LAI – cfr. consid. B.a).
5.2 La decisione tendente al rigetto dell’assegnazione di provvedimenti
professionali, essendo l’assicurato in grado di svolgere la precedente pro-
fessione all’80% non è per contro stata contestata e pertanto è passata in
giudicato.
5.3 L’amministrazione ha considerato, sulla base delle valutazioni peritali,
che al termine dell’anno d’attesa previsto dall’art. 28 LAI, malgrado il danno
alla salute, il ricorrente non raggiungesse un grado d’invalidità sufficiente
per riconoscere il diritto alla rendita, rimanendo esigibile con una riduzione
del rendimento del 20% sia l’esercizio della professione abituale, che di
un’attività sostitutiva, oltre che delle mansioni domestiche.
5.4 A mente del ricorrente gli accertamenti medici su cui si è fondata l’UAIE
sarebbero incompleti e contradditori e non terrebbero sufficientemente
conto di tutte le patologie riscontrate dai vari medici da cui è stato visitato.
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-
tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b; sen-
tenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008
del 18 maggio 2009).
Secondo l'art. 7 cpv. 1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-
dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
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Pagina 10
alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un’incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv.
2 LPGA). Secondo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qual-
siasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica,
mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella
professione o nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di
lunga durata, possono essere prese in considerazione anche le mansioni
esigibili in un'altra professione o campo d'attività.
L’assicurazione svizzera per l’invalidità risarcisce pertanto, e di principio,
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o
psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (DTF 116 V 246 consid. 1b).
6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.4 L'art. 29 cpv. 1 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce al più presto
dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-
stazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condi-
zioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI; DTF 142 V 547 consid. 3.2), ma al più presto a
partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni. L'art. 29 cpv. 3 LAI
precisa altresì che la rendita è versata all'inizio del mese in cui nasce il
diritto.
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio, che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio gli accertamenti necessari e raccogliere le informazioni di cui ha
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Pagina 11
bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
7.2 Alfine di poter graduare l'invalidità l'amministrazione (o il giudice in caso
di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o eventual-
mente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un
giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività
l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante ele-
mento di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da un
assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
laddove necessario quali attività professionali siano concretamente ipotiz-
zabili (sentenza del TF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 consid. 3).
7.3 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 139 V
496 consid. 4.4 e 137 V 64 consid. 2).
7.4 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessaria
prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi
in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi
hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
C-3547/2020
Pagina 12
7.5 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre
2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giu-
dice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evi-
denziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (sentenza del Tri-
bunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
7.6
7.6.1 Con sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015, pubblicata in DTF
141 V 281, il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza,
abbandonando la presunzione secondo cui i disturbi da dolore somato-
forme possono essere superati con uno sforzo di volontà ragionevolmente
esigibile da parte della persona che ne è affetta (questa presunzione impli-
cava peraltro il presupposto che l'incapacità di compiere simili sforzi com-
portava sempre e solo una completa incapacità al lavoro; DTF 141 V 281
consid. 3.4.2.2) e stabilendo che la capacità lavorativa esigibile di una per-
sona che soffre di disturbi da dolore somatoforme oppure di un'affezione
psicosomatica assimilata a questi ultimi (DTF 141 V 281 consid. 4.2) deve
essere valutata sulla base di una visione d'insieme, nell'ambito di una pro-
cedura d'accertamento dei fatti normativa strutturata atta a stabilire, da un
lato, i fattori invalidanti e, dall'altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281
consid. 3.4, 3.5 e 3.6).
7.6.2 Il Tribunale federale ha comunque sottolineato che la nuova giuri-
sprudenza non implica alcuna modifica del presupposto, di cui all'art. 7 cpv.
2 LPGA, secondo cui sussiste un'incapacità al guadagno suscettibile di ca-
gionare un'invalidità soltanto se la stessa non è obiettivamente superabile.
La nuova giurisprudenza non pregiudica altresì la necessità di riscontri og-
gettivi. Le valutazioni e le limitazioni soggettive che non sono spiegabili dal
profilo medico non potranno essere considerate quali danni alla salute in-
validanti, fermo restando che in tali casi di frequente non è seguito alcun
trattamento adeguato (DTF 141 V 281 consid. 3.7.1). Pertanto, il Tribunale
federale ha confermato che occorre partire dal principio che la persona che
soffre di un'affezione psicosomatica è da considerarsi siccome valida (DTF
141 V 281 consid. 3.7.2).
7.6.3 Nella sentenza 9C_899/2014 del 29 giugno 2015, il Tribunale fede-
rale ha poi precisato che, dal profilo medico, deve essere spiegato per
C-3547/2020
Pagina 13
quale motivo le limitazioni funzionali riscontrate giustificano una limitazione
della capacità lavorativa, conto tenuto dello sforzo di volontà ragionevol-
mente esigibile, secondo gli indicatori stabiliti (sentenza del TF
9C_899/2014 del 29 giugno 2015 consid. 3.2). Un disturbo da dolore so-
matoforme od una patologia psicosomatica assimilata a quest'ultimo com-
portano un'invalidità, nella misura in cui le limitazioni funzionali di uno stato
di salute accertato dal profilo medico sono dimostrate, secondo gli indica-
tori stabiliti, in modo convincente e senza contraddizioni, perlomeno nel
senso della verosimiglianza preponderante. In caso contrario, la persona
assicurata sopporta le conseguenze dell'assenza di prova (DTF 141 V 281
consid. 6 e sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 consid. 3.2).
7.6.4 Secondo le sentenze pubblicate in DTF 143 V 409 e 418 è corretto e
conforme al sistema sottoporre ad una procedura probatoria strutturata se-
condo la DTF 141 V 281 in linea di principio, tutte le malattie psichiche. È
infatti erroneo qualificare come leggera un'affezione, per il motivo che la
diagnosi non richiede un grado di gravità e già solo per questa ragione
negare ogni limitazione rilevante della capacità lavorativa. Ciò vale a mag-
gior ragione per il fatto che distinguere tra disturbi somatoformi oppure di-
sturbi funzionali riconducibili a depressione crea spesso problemi in ambito
peritale (DTF 143 V 409 consid 4.5.).
7.6.5 Un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata
sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si
veda DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno va-
lenza probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica spe-
cialistica o per altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5).
8.
8.1 Nell’ambito della procedura conclusasi con la sentenza di rinvio del
TAF C-4975/2016 del 4 aprile 2017, passata in giudicato, con annotazione
SMR del 16 febbraio 2017 il dott. H._, alla luce della nuova docu-
mentazione prodotta in sede di causa, sospettando una patologia neurolo-
gica emergente, ha comunicato all’UAIE di ritenere indicato eseguire una
perizia pluridisciplinare in ambito neurologico, reumatologico e psichiatrico
(doc. 81).
8.2 Alla luce delle indicazioni del SMR e della proposta formulata dall’UAIE
pendente causa di ricorso il TAF ha pertanto accolto la proposta dell’am-
ministrazione di annullare la decisione impugnata e rinviarle gli per com-
pletare l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti con riferimento allo
C-3547/2020
Pagina 14
stato di salute del ricorrente e ai fini di verificare la sua capacità di lavoro
residua da un punto di vista complessivo, segnatamente psichiatrico, neu-
rologico e reumatologico, tramite l’esperimento di una perizia pluridiscipli-
nare (sentenza del TAF C-4975/2016 del 4 aprile 2017).
Secondo il TAF: “dalla documentazione esibita in sede di replica, che dovrà
essere attentamente esaminata da parte dei periti, in particolare dal rap-
porto neurologico della dr.ssa Dd._ del 23 settembre 2016 e
dall’esame EMG/ENG del 19 dicembre 2015 (poi ripetuto in occasione
della visita), emerge il mancato reclutamento volontario in alcuni muscoli,
in una situazione di conduzione nervosa motoria e sensitiva comunque
nella norma e pur non essendovi sicuri segni di sofferenza neuroperiferica,
«la riduzione del reclutamento ha caratteristiche di deficit di attivazione cor-
tico-spinale» (allegato al doc. TAF 15 dell’inc. C-4975/2016). A mente del
dr. M._, soltanto una volta esperiti tutti gli esami strumentali e clinici,
dai quali non sia emersa l’evidenza di patologie organiche, sarà possibile
porre o escludere una diagnosi di sindrome somatoforme di somatizza-
zione o eventualmente di conversione (rapporto del 26 settembre 2016 al-
legato al doc. TAF 15)” (cfr. consid. 3.3, inc. C-4975/2016).
9.
9.1 In esecuzione della sentenza di rinvio succitata l’amministrazione ha
quindi incaricato il SAM di eseguire una perizia pluridisciplinare. Al dott.
D._ è inoltre stato chiesto di redigere un rapporto aggiornato in vista
della valutazione peritale (doc. 98, 100), richiesta a cui quest’ultimo non ha
tuttavia mai dato seguito.
9.2
9.2.1
9.2.1.1 Nel rapporto peritale del 15 marzo 2018, nel quale sono confluite le
valutazioni di natura psichiatrica, reumatologica, neurologica e internistica,
è stata posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di panalgia
di probabile origine funzionale-somatoforme (doc. 101 p. 20) e di sindrome
fibromialgica primaria. Tali diagnosi sono state ritenute dal SAM di origine
prettamente reumatologica (doc. 101 pag. 20).
9.2.1.2 Sono invece state considerate senza ripercussione sulla capacità
lavorativa le diagnosi di obesità (BMI ca. 34.5 kg/m2); dislipidemia; ipergli-
C-3547/2020
Pagina 15
cemia; trombocitosi; sospetta ipertensione arteriosa (non trattata); pre-
gressa decompressione del nervo ulnare bilateralmente a livello del solco
cubitale bilaterale del 21 novembre 2014; stato da splenectomia; allergie a
vari prodotti chimici (doc. 101 p. 20).
9.2.1.3 A seguito delle delucidazioni fornite tramite il SAM il 17 maggio
2018 dai periti in reumatologia e psichiatria, su richiesta del medico SMR,
il dott. E._, alla luce del rapporto del dott. F._, che ne aveva
sospettato l’esistenza, ha posto la diagnosi psichiatrica di sindrome soma-
toforme da dolore persistente (ICD-10: F 45.4), priva tuttavia di influsso
sulla capacità lavorativa (doc. 102, 104).
9.2.2 Nella valutazione del 31 gennaio 2018 (allegata al doc. 101) il dott.
G._, specialista in neurologia ha rilevato che dall’esame neurolo-
gico (esame elettroneurografico del 29 gennaio 2018) – reperto oggettivo
non dipendente dalla collaborazione del paziente – è emerso un trofismo e
un tono muscolare nella norma, con riflessi osteotendinei simmetrici. I test
di forza muscolare non hanno dal canto loro presentato reperti indicativi di
una sicura paresi di origine organica. Al riguardo il perito ha notato che
l’assicurato “tende a risparmiare tutta la muscolatura dell’emicorpo destro
sotto sforzo per cui la valutazione oggettiva risulta difficoltosa, ma è in
grado di sviluppare una forza almeno a tratti nella norma per gran parte dei
gruppi muscolari”. Riferendo dell’esito degli ulteriori test eseguiti, come
pure di quello delle valutazioni specialistiche eseguite in Italia, il dott.
G._ ha indicato che tutti i documenti a disposizione concordano
nell'affermare che gli accertamenti eseguiti sono normali e che non vi siano
elementi che permettano di diagnosticare una patologia neurologica orga-
nica soggiacente. Sulla base dell’esame clinico condotto egli ha quindi ri-
scontrato un’importante discrepanza tra i sintomi lamentati e il grado di sof-
ferenza dell’assicurato e tutti gli esami eseguiti, risultati nella norma. Il pe-
rito ha quindi escluso l’esistenza di una patologia neurologica organica,
affermando che “tutti i sintomi in ambito neurologico dimostrati sono di ori-
gine funzionale e, alla luce di quanto affermato e dimostrato, vi è il sospetto
che vi sia anche una esagerazione dei sintomi”.
Dal punto di vista strettamente neurologico, ha quindi concluso che l’assi-
curato è interamente abile al lavoro, esprimendo una prognosi favorevole
e non avanzando alcuna proposta terapeutica.
9.2.3 Nella valutazione del 13 febbraio 2018 il dott. E._, specialista
in psichiatria e psicoterapia (allegata al doc. 101), ha riferito che l’assicu-
rato non ha mai manifestato sintomi psichiatrici tali da necessitare un aiuto
specialistico o una particolare terapia psichiatrica. Al riguardo egli ha infatti
C-3547/2020
Pagina 16
sottolineato che l'interessato “ha mostrato buone capacita di adattamento
e di sopportazione sul piano del suo equilibrio psicologico, sia in occasione
della riqualifica professionale nel 2000 e soprattutto dal 2014 quando si e
sviluppata l'attuale sintomatologia neurologica. Non ha mai mostrato cedi-
menti, né ha sviluppato una sintomatologia psicopatologica ansiosa de-
pressiva reattiva, come in genere ci si aspetta da un cambiamento di vita
così importante”. Il perito ha quindi escluso l’esistenza di diagnosi attive dal
profilo psichiatrico, pur riservandosi di ritornare sulla propria valutazione al
termine degli accertamenti diagnostici pluridisciplinari in atto (si cfr. in pro-
posito consid. 9.2.1.3).
Il dott. E._ ha quindi concluso che l’assicurato è abile a svolgere,
da subito, in qualsiasi attività nella misura del 100%, senza alcuna limita-
zione funzionale, né alcuna controindicazione per l’esecuzione di eventuali
provvedimenti d’integrazione professionale (cfr. consid. 9.2.1.3).
9.2.4 Nella perizia del 19 febbraio 2018 (allegata al doc. 101) il dott.
F._, specialista in medicina interna e in malattie reumatiche, ha ri-
tenuto l’interessato molto dimostrativo nel manifestare i suoi dolori/disturbi
e decritto un esame reumatologico reso difficile dalla mancata collabora-
zione dell’assicurato. Dalla documentazione specialistica agli atti il perito
ha riscontrato che “gli innumerevoli trattamenti farmacologici già provati nel
corso degli anni non hanno mai portato ad alcun miglioramento dei suoi
disturbi”, ha inoltre sottolineato il fatto che “non siano mai state eseguite
delle corrette riabilitazioni fisiatriche, anche perché mal tollerate dall'assi-
curato, che non sopporta alcun tipo di terapia attiva”. In particolare ha se-
gnalato che dai vari esami neurologici e neuroradiologici non è emersa al-
cuna patologia di rilievo, in particolare la colonna vertebrale è priva di com-
pressione delle strutture neurali o di patologie degenerative. Il perito ha
quindi riferito che l’assicurato presenta una sindrome algica cronica diffusa
non riconducibile ad alcuna chiara patologia ortopedico-reumatologia, né
una "semplice" sindrome fibromialgica, ritenendo piuttosto trattarsi di “una
sindrome somatoforme in un paziente con un disturbo di personalità” (si
cfr. anche consid. 9.2.1.3).
Per quanto concerne la capacità lavorativa il dott. F._ ha quindi ri-
tenuto che “l'assicurato presenti una capacità dell'80% per qualsiasi tipo di
attività, sia leggera che pesante, in assenza di chiare patologie ortopedico-
reumatologiche. II 20% di incapacità lavorativa e considerato quale ricono-
scimento di una sindrome del dolore cronico e non tanto motivato da reali
patologie reumatologiche. Questa incapacità lavorativa è verosimilmente
presente dal luglio 2014, quando egli ha interrotto la sua attività lavorativa”.
Esprimendo una prognosi incerta, in ragione dell’assenza di un’adeguata
C-3547/2020
Pagina 17
risposta alle terapie intraprese nel corso degli anni il perito si è astenuto
dal proporre consigli terapeutici, se non una corretta presa a carico psi-
chiatrica.
9.2.5 Valutando congiuntamente il caso, i periti hanno attestato un’incapa-
cità lavorativa totale dal 29 giugno 2014 a fine agosto 2014 in ragione del
problema alla mano sinistra (infezione conseguente alla presunta puntura
d’insetto e successivi accertamenti) e degli accertamenti che ne sono se-
guiti. A partire dal mese di gennaio 2015, momento in cui lo stato di salute
si è definitivamente stabilizzato, essi hanno quindi ritenuto che l’assicurato
era capace al lavoro all’80% sia nell’attività di impiegato d’ufficio (conta-
bile), che in attività sostitutiva e nelle attività domestiche, da intendersi
quale presenza durante tutto il giorno ma con rendimento ridotto, a causa
della sola patologia reumatologica (doc. 101 pp. 25-29).
9.2.6 Invitati dal medico SMR ha fornire ulteriori delucidazioni in relazione
ai periodi di incapacità lavorativa (doc. 102, consid. 10.2.1.3), i periti hanno
precisato quanto segue:
 Nelle osservazioni del 16 aprile 2018 il dott. G._ ha segna-
lato che l’intervento di neurolisi del nervo ulnare ad entrambi i gomiti
del 21 novembre 2014 non ha lasciato rilevanti conseguenze neu-
rologiche e che per tale ragione ha ritenuto giustificata un’incapa-
cità lavorativa del 100% dal 21 novembre 2014 alla fine di dicembre
2014 per la fase postoperatoria, non essendo successivamente in-
sorte ulteriori problematiche di natura neurologica (doc. 104).
 Nelle osservazioni del 16 aprile 2018 riguardo alla capacità lavora-
tiva dell’assicurato il dott. F._ ha precisato: “avevo attestato
un'inabilità di solo il 20% a partire da luglio 2014, quando egli aveva
interrotto il lavoro. Evidentemente si deve però considerare un pe-
riodo di totale incapacità lavorativa dal 21 novembre 2014 per un
periodo di almeno sei settimane a seguito dell'intervento di decom-
pressione del nervo ulnare bilaterale. Concordo con te di fare perciò
risalire la sua attestata capacità lavorativa dell'80% a partire da
gennaio 2015”.
 Nelle osservazioni del 26 aprile 2018 il dott. E._ ha indicato:
“Alla luce del rapporto del dott. F._, ritengo opportuno inte-
grare come diagnosi psichiatrica la sindrome somatoforme da do-
lore cronico persistente F45.4. Lascerei invece al collega stabilire
C-3547/2020
Pagina 18
l'entità della ripercussione sulle capacita lavorative, avendo un’in-
fluenza soprattutto sul piano somatico; per contro invece non rav-
vedo nessuna influenza sul piano psicopatologico” (doc. 104).
9.3 Con rapporto finale SMR del 30 maggio 2018 il dott. H._ ha fatto
proprie le conclusioni peritali. Egli ha riportato le diagnosi proposte nella
perizia, elencando tutti i periodi in cui, dal giorno dell’infortunio l’assicurato
è stato totalmente o parzialmente inabile al lavoro e meglio: al 100% dal
29 giugno al 31 agosto 2014, al 20% dal 1° settembre al 20 novembre
2014, al 100% dal 21 novembre al 31 dicembre 2014, al 20% dal 1°
gennaio al 31 maggio 2015, al 100% dal 1° al 9 giugno 2015. Dal 10 giugno
2015 ha quindi attestato una capacità lavorativa dell’80% (intesa come
riduzione del rendimento) nell’attività abituale di contabile come pure in
un’attività sostitutiva adeguata e nelle mansioni consuete, senza alcuna
limitazione funzionale (doc.106).
10.
10.1 Alla luce dello statuto di lavoratore a tempo parziale, l’amministra-
zione ha quindi incaricato l’assistente sociale, I._, di svolgere
presso il domicilio dell’assicurato l’inchiesta economica per le persone che
si occupano dell’economia domestica. Nel rapporto del 14 dicembre 2018
quest’ultima ha ritenuto sussistere una percentuale di invalidità del 74%
per le attività domestiche rilevando che “dal punto di vista pratico non è
possibile negare le difficoltà descritte dall’assicurato nei vari ambiti che mi
riservo ad ogni modo di rivedere se dovesse cambiare la valutazione me-
dica” (doc. 128 p. 8).
10.2 Invitati dal medico SMR ad esprimersi riguardo alla suddetta inchiesta
e alle valutazioni dell’assistente sociale (doc. 130) i periti del SAM hanno
segnalato quanto segue (doc. 133):
 Dott. G._ (osservazioni del 22 marzo 2019): “La valutazione
si basa sulle affermazioni soggettive dell’assicurato che, essendo
stato abbandonato dalla moglie, si è trovato senza il sostegno di
quest'ultima. Come discusso nella valutazione neurologica del
gennaio 2018 le difficoltà anche motorie presentate dall’assicurato
non erano spiegabili da una patologia neurologica organica e
d'altronde esami estesi eseguiti già anche in precedenza non
avevano mai messo in evidenza patologie oggettive neurologiche.
Ritengo dunque di poter confermare, anche alla luce della nuova
documentazione, le conclusioni a cui ero giunto nel gennaio 2018,
C-3547/2020
Pagina 19
anche per quel che riguarda la capacita lavorativa come casalingo”
(vale a dire una capacità piena, cfr. rapporto allegato al doc. 101).
 Dott. F._ (osservazioni del 22 marzo 2019): “Nel suo
dettagliato rapporto la signora I._ riferisce di una lunga serie
di limitazioni soggettivamente riferite dall’assicurato e causate dagli
importanti diffusi dolori muscolo-scheletrici. Si riferisce in modo
particolare di dolori e disturbi di sensibilità al braccio ed alla mano
destra, a causa dei quali fa fatica ad eseguire qualsiasi tipo di
attività, anche se fisicamente leggera. Come avevo già avuto modo
di sottolineare nella mia perizia reumatologica del 19 febbraio 2018
il signor A._ presenta un complesso quadro algico,
difficilmente riconducibile ad una ben precisa patologia ortopedico-
reumatologica. Allora non avevo riscontrato alcuna patologia che
potesse né spiegare i suoi disturbi/dolori né tanto meno motivare
un’incapacità lavorativa. Non mi sembra che in quest’ultimo anno
siano insorte nuove chiare patologie che possano modificare la mia
valutazione peritale. I dati riferiti dalla signora I._ sono
riconducibili unicamente alle affermazioni soggettive
dell’assicurato. È pensabile che la recente separazione dalla moglie
abbia ulteriormente aggravato lo stato psico-fisico dell'assicurato,
con conseguente peggioramento delle sue funzioni. Non ritengo
comunque che vi siano oggettive patologie ortopedico-
reumatologiche che possano giustificare o spiegare i suoi disturbi".
 Dott. E._ (osservazioni del 9 maggio 2019): “Per ciò che
concerne la valutazione della Signora I._, avvenuta a
domicilio dell’assicurato in data 22 novembre 2018, ritengo esserci
una evidente discrepanza tra quanto lamentato dall’assicurato nel
corso dei due colloqui con il sottoscritto e quanto emerso dalla
valutazione domiciliare, dove l’assicurato dichiara di non poter fare
nulla. Ribadisco dunque che dalla mia valutazione (anche il Dr. Med
L._, psichiatra di (...), nel febbraio del 2016 e il Dr. Med.
M._, FMH in psichiatria e psicoterapia, nella valutazione del
mese di settembre 2016, giungevano alle medesime conclusioni)
non si evidenziano altre patologie psichiatriche, rimanendo la
sindrome somatoforme da dolore cronico persistente F45.4 l'unico
elemento diagnostico attestabile".
10.3 Con annotazione del 24 maggio 2019, il dott. N._, specialista
in psichiatria e psicoterapia, ha quindi confermato il rapporto finale SMR
del 30 maggio 2018 (doc. 134).
C-3547/2020
Pagina 20
10.4 Con annotazione del 24 giugno 2019, l’assistente sociale, preso atto
delle osservazioni peritali e del fatto che la percentuale scaturita dall’inda-
gine domestica non è stata ritenuta condivisibile dal punto di vista medico,
ha adeguato la propria valutazione in ambito domestico al 20% (doc. 135).
11.
11.1 Nell’ambito delle osservazioni al progetto di decisione del 25 giugno
2019 (doc. 136), il ricorrente ha prodotto la seguente documentazione:
 Rapporto medico della Commissione per l’accertamento della ca-
pacità globale ai fini del collocamento mirato del 15 settembre 2017,
attestante un’invalidità con permanente riduzione della capacità la-
vorativa del 75% dal 29 febbraio 2016 per fibromialgia polidistret-
tuale invalidante, esiti d’intervento di liberazione del nervo ulnare
bilaterale a livello transcubitale, poliallergia a composti chimici, esiti
di splenectomia (doc. 139 all.4, cfr. anche all. 3).
 Rapporto reumatologico del 5 settembre 2018 della dott.ssa
O._ che, avendo riscontrato all’esame clinico un buon com-
penso cardiorespiratorio, l’assenza di artrosinovite, addome piano
trattabile non dolente alla palpazione e l’assenza di tender point, ha
prescritto della tachipirina 1000 al bisogno e proposto un ricovero
ospedaliero per proseguire accertamenti e cure (doc. 139 all. 5).
11.2 Le osservazioni del ricorrente e la suddetta documentazione sono
state sottoposte al SAM (doc. 141 e 142) che, nel rapporto del 15 ottobre
2019, sulla base delle indicazioni del perito psichiatra (doc. 143), ha repu-
tato necessario procedere a una “rivalutazione in ambito psichiatrico asso-
ciando approfondimenti testistici di personalità e anche eventualmente dal
punto di vista reumatologico e neurologico” (doc. 142 p. 10).
11.3 L’amministrazione ha quindi ordinato l’esecuzione di una perizia plu-
ridisciplinare di decorso (doc. 151, 154, 156) in ambito internistico (rapporto
del 9 aprile 2020 della dott.ssa P._), psichiatrico e psicoterapico
(rapporto del 16 marzo 2020 del dott. E._), reumatologico (rapporto
del 2 marzo 2020 del dott. F._) e neurologico (rapporto del 6 marzo
2020 del dott. G._), oltre che l’esecuzione di test psicodiagnostici
(rapporto del 6 marzo 2020 dello psicologo Q._).
11.3.1 La valutazione globale esposta nella perizia pluridisciplinare del 9
aprile 2020 ha messo in evidenza la diagnosi con influsso sulla capacità
C-3547/2020
Pagina 21
lavorativa di “panalgia di origine funzionale somatoforme, sindrome soma-
toforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4)”. La sindrome fibromialgica
primaria è stata menzionata unicamente nella perizia reumatologica (alle-
gato al doc. 156 pag. 5). Sono state inoltre rilevate le seguenti dianosi
senza ripercussioni sulla capacità lavorativa: “sindrome algica cronica dif-
fusa più pronunciata all’emicorpo destro con disturbi motori non di origine
organica, probabilmente una componente funzionale; ipertensione arte-
riosa non trattata; esiti di splenectomia post-traumatica; iperlipidemia non
trattata; obesità di primo grado (BMI 30.22 kg/m2)” (doc. 156 pp. 42-43).
11.3.2 I periti hanno constatato delle limitazioni funzionali correlate alla dia-
gnosi psichiatrica (contrariamente a quanto indicato nella precedente peri-
zia), nel senso che l’aspetto sintomatologico “interferisce lievemente sulla
performance lavorativa, sulla capacità di sopportare e sui tempi di recu-
pero, sulla costanza degli obbiettivi da perseguire e sulla capacità di tra-
durre in atto i propri propositi, con riduzione della caricabilità psichica e
della resistenza”.
Dal lato reumatologico all’assicurato è stata riconosciuta una capacità la-
vorativa ridotta del 20% quale riconoscimento di una sindrome da dolore
cronico, mentre dal punto di vista neurologico ed internistico non sono state
riscontrate limitazioni funzionali (doc. 156 p. 43).
11.3.3 Dal punto di vista lavorativo l’assicurato è stato ritenuto abile a svol-
gere nella misura dell’80% sia l’attività abituale di contabile che un’attività
sostitutiva adeguata. I periti hanno precisato che tale percentuale è dovuta
all’integrazione della capacità lavorativa in ambito reumatologico (80%) e
in ambito psichiatrico (80%), che si giustifica “in quanto le limitazioni pre-
sentate dall’assicurato in ambito psichiatrico interferiscono con il quadro
reumatologico e viceversa” ed essendo il dolore cronico il sintomo princi-
palmente lamentato (doc. 156 pag. 45).
Dal punto di vista reumatologico vi è capacità lavorativa all’80% dal mese
di luglio 2014. In seguito non sono stati documentati peggioramenti delle
patologie ortopedico-reumatologiche tali da giustificare un incremento
dell’inabilità lavorativa. Dal punto di vista psichiatrico la riduzione della ca-
pacità lavorativa è presente da settembre 2018 (doc. 156 pp. 44-45).
La medesima riduzione del rendimento del 20% è stata ritenuta valida an-
che per le attività domestiche, nel cui ambito i periti hanno nuovamente
escluso il tasso d’incapacità lavorativa ritenuto in un primo momento
dall’assistente sociale (cfr. consid. 10.1; doc. 156 pp. 46-47).
C-3547/2020
Pagina 22
11.3.4 Benché la valutazione peritale non abbia evidenziato disturbi della
personalità rilevanti, alla luce della tendenza ad esagerare i sintomi, ai limiti
della simulazione, della mancanza di capacità introspettive e psicologiche
in generale, oltre che dello stress causato dalla procedura di separazione
dalla moglie, dal punto di vista psichico è stata consigliata una presa a
carico psichiatrica integrata (farmacoterapia e psicoterapia) di lunga du-
rata. Dal punto di vista neurologico non è stata formulata nessuna proposta
terapeutica, mentre dal punto di vista reumatologico consigliata una rego-
lare attività fisica. Dal punto di vista internistico è stato ritenuto auspicabile
l’impostazione di una terapia antiipertensiva (doc. 156 p. 43 e 45).
11.4 Con rapporto finale SMR del 24 aprile 2020 il dott. H._ ha
quindi riassunto le valutazioni peritali facendole proprie e, considerando
esservi un quadro clinico-valetudinario ormai stabilizzato, ha confermato le
conclusioni già esposte in precedenza (doc. 158).
Con annotazione del 27 maggio 2020 il dott. H._ ha ulteriormente
confermato la propria posizione, rammentando che la valutazione
dell’invalidità da parte del diritto italiano si fonda su criteri differenti rispetto
a quella prevista dal diritto svizzero (doc. 162).
12.
12.1 Alla luce di quanto sopra esposto emerge che, in esecuzione della
sentenza di rinvio, l’amministrazione ha dato seguito alla richiesta del TAF
di fornire un quadro pluridisciplinare completo e aggiornato dello stato di
salute dell’assicurato. Al riguardo si rileva che la perizia del 15 marzo 2018
(cfr. consid. 9) e quella di decorso del 9 aprile 2020 (cfr. consid. 11.3),
nonché le valutazioni specialistiche che le compongono – dalle quali è
emersa una situazione valetudinaria attuale stabile, sostanzialmente
sovrapponibile a quella esistente al momento dell’interruzione
dell’incapacità lavorativa (eccezion fatta per alcuni transitori peggioramenti
dello stato di salute e per il riconoscimento, dal mese di settembre 2018,
dell’influsso dell’affezione psichica sulla capacità lavorativa, benché
limitato e in relazione con la problematica reumatologica) – si fondano su
informazioni fornite dalla persona esaminata e dai medici curanti,
sull’esame del quadro clinico e delle risultanze della visita dell’insorgente,
nonché sulla documentazione medica agli atti così come sugli accertamenti
strumentali e di laboratorio ordinati dai periti (esami ematologico,
ematochimico, screening tiroideo, urine e strisca reattiva,
elettroneurografico, nonché test SIMS e MMPI-2-RF [doc. 101 e 156]). I
rapporti peritali contengono un’introduzione, un elenco degli atti e delle
C-3547/2020
Pagina 23
informazioni tratte dall’incarto, un’anamnesi dettagliata, le indicazioni
soggettive del ricorrente e le constatazioni obbiettive, la diagnosi, la
discussione nonché le conclusioni sulla capacità lavorativa residua. Dalla
valutazione psichiatrica è inoltre desumibile un esame degli indicatori
standard, conformemente alla giurisprudenza del TF in caso di disturbi da
dolore somatoforme (cfr. consid. 7.6). Tali referti possono pertanto essere
considerati perlomeno da un punto di vista formale un mezzo probatorio
idoneo ai fini della valutazione dello stato di salute del ricorrente e
dell’esigibilità dell’esercizio di un’attività lavorativa e delle mansioni
domestiche.
12.2
12.2.1 Le diagnosi esposte nella perizia pluridisciplinare del 15 marzo 2018
(doc. 101 p. 20), riconfermate per quanto riguarda le affezioni con influsso
sulla capacità lavorativa nella perizia di decorso del 9 aprile 2020 (doc.
156, pp. 42-43), concordano sostanzialmente con quelle ritenute da tutti gli
specialisti consultati dall’assicurato e da quelle a suo tempo esposte dal
perito dell’C._ (cfr. rapporti del dott. R._ del 31 agosto e del
9 novembre 2015 [doc. 221, 229], sui quali si era inizialmente fondato il
SMR [doc. 59, 61]).
Tutti i medici sono infatti concordi nel descrivere l’indicazione soggettiva di
parestesie, disturbi della sensibilità a livello motorio e di forza e più in ge-
nerale un quadro algico di natura somatoforme, cronicizzato, senza origine
organica, indentificato da taluni come sindrome fibromialgica (dott.i
D._ [doc. 36], Aa._ [doc. 41], Ee._ [doc. 44],
S._ [doc. 48], Cc._ [doc. 60 p. 20], L._ [doc. 60 p. 3],
T._ [doc. 60 p. 5]), da altri come sindrome somatoforme di somatiz-
zazione (dott. M._ [doc. 79 all. B]) o ancora descritto come “pare-
stesia e ipoestesia” (dott.ssa O._, che dal canto suo aveva escluso
nel rapporto reumatologico del 5 settembre 2018 la presenza di tender
points attivi [doc. 139 all. 5]). La diagnosi di “panalgia di probabile origine
funzionale-somatoforme, sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD-10 F45.4)” ritenuta dall’autorità inferiore, concorda per altro con quella
ritenuta dagli enti previdenziali italiani nella constatazione dell’invalidità ci-
vile dell’assicurato ai sensi del diritto italiano (fibromialgia polidistrettuale
invalidante, cfr. doc. 63, 139 all. 4).
12.2.2 Dal profilo psichiatrico il dott. E._ aveva dapprima escluso
nel rapporto del 13 febbraio 2018 (doc. 101) la presenza di diagnosi attive
C-3547/2020
Pagina 24
e in attesa degli accertamenti da parte degli altri periti aveva ritenuto pre-
maturo escludere sindromi dissociative da conversione o altre sindrome
somatoformi tali da giustificare la sintomatologia presentata. Nelle deluci-
dazioni del 26 aprile 2018 (doc. 104) alla luce di quanto emerso dagli ac-
certamenti e dichiarato dal dottor F._, aveva quindi integrato la dia-
gnosi psichiatrica di sindrome somatoforme da dolore cronico persistente
(ICD-10 F45.4, consid. 10.2.1.3), mentre nell’ambito della perizia di de-
corso, come già era stato il caso nella presa di posizione complementare
del 9 maggio 2019 (doc. 133), egli ha negato l’insorgenza di altre patologie
psichiatriche, o di comorbidità, precisando che “la modica sintomatologia
ansioso depressiva insorta in relazione al divorzio, non raggiunge un’inten-
sità sufficiente da configurare una diagnosi attiva” (rapporto del 16 marzo
2020, doc. 156). Tali conclusioni a ben vedere concordano con quelle espo-
ste dagli psichiatri ai quali si era rivolto il ricorrente (rapporto dott.
L._ [doc. 60 p. 3] e del dott. M._ [doc. 79 all. B]).
12.2.3 Al di fuori delle diagnosi esposte non vi sono elementi che consen-
tano di ritenere che l’assicurato sia portatore di altre affezioni suscettibili di
influire durevolmente sullo stato di salute e sulla capacità lavorativa di
quest’ultimo. Al riguardo giova precisare che i periti hanno constatato che
l’assicurato, al di fuori dell’assunzione per un breve periodo nel 2015 di
duloxetina, non si è mai sottoposto ad alcuna specifica terapia (antiiperten-
siva o volta ad alleviare il dolore e i disturbi lamentati). Benché l’assicurato
riferisca di un progressivo peggioramento della situazione valetudinaria, i
periti hanno fatto notare che quest’ultimo non ha svolto nessun particolare
accertamento di natura ortopedica, reumatologica o neurologica volto a mi-
gliorare il suo stato di salute e alleviare i dolori. Dal punto di vista reumato-
logico risulta che l’assicurato non ha mai patito alcuna sindrome infiamma-
toria, né ha mai sofferto di alcuna affezione di rilievo. Dal punto di vista
neurologico nessuna patologia organica è stata riscontrata. Pure dal profilo
psichiatrico, è stata ribadita l’assenza di particolari affezioni (al di fuori della
sindrome somatoforme da dolore cronico persistente connessa alle proble-
matiche di reumatologiche) e comorbidità ed è anzi stato precisato che
l’assicurato ha sempre dimostrato un buon equilibrio psichico, non neces-
sitando fino al 2018 (in concomitanza con il divorzio) di alcun particolare
sostegno psicologico (doc. 101, 104, 133, 156).
12.3
12.3.1 Per quanto concerne l’evoluzione dello stato di salute i complementi
istruttori eseguiti nell’ambito del rinvio hanno permesso di meglio definire
la sintomatologia lamentata dall’assicurato e chiarire che, contrariamente
C-3547/2020
Pagina 25
all’opinione di alcuni medici curanti, le patologie da cui è affetto non
comportano, né hanno mai comportato alcuna particolare limitazione
funzionale dal punto di vista fisico/somatico. I periti hanno sostanzialmente
constatato uno stato di salute invariato rispetto alla situazione in essere al
momento dell’interruzione della capacità lavorativa nel luglio 2014. Ciò è
senz’altro il caso per quanto concerne gli aspetti neurologici e internistici.
In occasione della perizia del 2018 al ricorrente era stata consigliata la
presa a carico dell’obesità, della dislipidemia ed iperglicemia onde
prevenire malattie cardiovascolari e diminuire il carico sul rachide e gli arti
inferiori. Tali suggerimenti, solo in parte seguiti (fra le due perizie è stata
infatti constatata una sensibile riduzione ponderale [12 kg]), sono stati
ribaditi nella perizia di decorso del 2020, nella quale, pur negando la
presenza di limitazioni funzionali di sorta, i periti avevano consigliato
l’esecuzione di esercizio fisico regolare per cercare di migliorare la
vascolarizzazione dei tessuti, la tonicità muscolare e soprattutto
l’autostima.
Nel rapporto del 22 marzo 2019 (doc. 133) il dott. F._, ha ipotizzato
che la recente separazione dalla moglie potesse aggravare ulteriormente
lo stato psico-fisico dell'assicurato, con conseguente peggioramento delle
sue funzioni. Ha tuttavia ribadito di non constatare oggettive patologie or-
topedico-reumatologiche che possano giustificare o spiegare i suoi di-
sturbi, sottolineando che la professione abituale di contabile non era e non
è tuttora gravosa a tal punto da poter scatenare i dolori lamentati dall’assi-
curato, essendo un’attività che può considerarsi fisicamente leggera. Dal
punto di vista reumatologico, la riduzione del rendimento invariata dal mese
di luglio 2014, si giustifica unicamente quale riconoscimento di una sin-
drome da dolore cronico (doc. 156).
12.3.2 Dal punto di vista psichiatrico, per contro, un’evoluzione nella situa-
zione valetudinaria è stata constatata, in particolar modo in occasione della
perizia di decorso del 2020. Pur rimanendo invariata la diagnosi principale
di sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4), dal 2018,
ossia in concomitanza con il divorzio dalla moglie, il perito ha constatato
l’insorgere di una modica sintomatologia ansioso depressiva, considerata
comunque di intensità insufficiente per configurare una diagnosi a sé
stante. D’altro canto, sempre dal 2018, il corteo sintomatologico aspecifico
che accompagna la sindrome somatoforme da dolore persistente (descritto
dal perito nella perizia di decorso, come tendenza all’esagerazione dei sin-
tomi), è stato ritenuto suscettibile di interferire “lievemente sulla perfor-
mance lavorativa, sulla capacità di sopportare e sui tempi di recupero, sulla
costanza degli obiettivi da perseguire e sulla capacita di tradurre in atto i
C-3547/2020
Pagina 26
propri propositi, con riduzione della caricabilità psichica e della resistenza”
(doc. 156 p. 43). A mente del perito l’avvio di una presa a carico psichiatrica
integrata (farmacoterapia e psicoterapia) prolungata di tali aspetti – deter-
minanti una leggera riduzione della capacità lavorativa – permetterebbe di
migliorare la prognosi e le possibilità d’integrazione dell’assicurato (doc.
156).
12.4
12.4.1 Un aspetto a più riprese evidenziato dai periti è la tendenza del ri-
corrente ad accentuare i sintomi.
Il dott. G._ al riguardo ha riferito di “notevoli discrepanze tra i sin-
tomi presentati dal paziente, il suo atteggiamento estremamente sofferente
e l'esame neurologico clinico che non mostra, almeno per quel che riguarda
i reperti indipendenti dalla collaborazione del paziente, alterazioni patolo-
giche. A ciò corrisponde anche quanto e stato già riferito nell'ambito di pre-
cedenti valutazioni neurologiche. Da rilevare che il paziente e stato sotto-
posto anche ad estese indagini neuroradiologiche ed elettrofisiologiche,
tutte risultate nella norma. Sottolineo inoltre ancora la discrepanza tra
quanto riferisce il paziente per quel che concerne ciò che gli è stato comu-
nicato e ciò che è stato scritto nei documenti a nostra disposizione, dove si
parla di reperti neurologici normali e di fibromialgia, mentre il paziente parla
di diagnosi quali sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica e distrofia
muscolare, tutte assolutamente non riportate in alcun documento” (doc.
101).
Dal canto suo il dott. F._ – che già in occasione della perizia e nelle
delucidazioni del 2018 (doc. 101, 104) riferiva di un “paziente molto soffe-
rente e dimostrativo”, sul quale non era stato possibile svolgere un corretto
esame reumatologico a causa di una compliace e di una manifestazione
algica inadeguata – ha confermato in occasione della perizia di decorso
tale circostanza, non riscontrando per altro alcun elemento medico teso a
confermare un reale e oggettivo peggioramento dello stato di salute dell’as-
sicurato (doc. 156).
Lo psicologo incaricato di svolgere i test psicodiagnostici ha ulteriormente
confermato quanto appena esposto. Dall'analisi delle risposte date al
SIMS, è infatti emerso che l’assicurato ha mostrato una marcata accentua-
zione della sintomatologia in particolar modo sul versante dei disturbi mne-
sici, dei dolori e del tono dell'umore. L'analisi delle scale di validità
dell'MMPl-2-RF conferma la tendenza dell'assicurato all'esagerazione di
C-3547/2020
Pagina 27
alcuni sintomi di natura medica, riferendo un ampio numero di sintomi fisici
e mnestici. L'analisi globale dei risultati ai test, unitamente al colloquio,
fanno ipotizzare che ci sia, comunque, una situazione generale di males-
sere nell'assicurato, dovuta a diversi fattori (cfr. doc. 156 pp. 31-32). Al ri-
guardo il dott. E._ ha riferito che la tendenza all’enfatizzazione – ai
limiti della simulazione – emersa dai testi psicologici andrebbe contestua-
lizza all’interno di un setting terapeutico di fiducia, garantito unicamente da
una presa a carico psichiatrica integrata, che consentirebbe di prevenire
ulteriori peggioramenti (doc. 156).
12.4.2 Tale tendenza ad accentuare i sintomi, ha avuto, agli occhi dei periti,
un chiaro influsso sulla valutazione della coerenza.
Al riguardo il dott. G._ ha riferito: “Come già discusso più sopra si
trovano varie discrepanze all'esame clinico. II paziente si mostra estrema-
mente sofferente, non riesce ad eseguire vari test neurologici. Tutto ciò che
non dipende dalla sua collaborazione risulta comunque nella norma. Da
notare inoltre che il paziente inizialmente all'esame clinico indica una ane-
stesia alla guancia destra, testando pero con occhi chiusi e pungendo leg-
germente la cute fa un vero e proprio sobbalzo sul lettino d'esame, indi-
cando chiaramente che la sensibilità è ben presente. Inoltre anche la mar-
cia presenta caratteristiche di tipo piuttosto funzionale e non spiegabili da
una problematica organica neurologica” (doc. 156). Il dott. G._ rife-
risce inoltre che l’assicurato si è recato alla visita peritale guidando la pro-
pria auto, cosa che alla luce dei dolori e delle limitazioni evocate da
quest’ultimo non sarebbe stata verosimilmente possibile.
Dal canto suo il dott. F._ ha riferito che i dolori cronici e i disturbi
lamentati dal paziente non possono essere spiegati dalla presenza di reali
patologie ortopedico-reumatologiche (doc. 156).
Il dott. E._, infine, che esaminando dapprima gli aspetti della per-
sonalità (non ritenendo che l’assicurato mostrasse buone capacità intro-
spettive e psicologiche in generale, essendo fortemente identificato nei de-
ficit neurologici e non accettando i responsi negativi dei vari accertamenti),
i fattori di stress (evidenziandone l’assenza di particolarmente acuti) e delle
risorse (riscontrando lo sviluppo progressivo dei “deficit/sintomi neurolo-
gici, che nell'impossibilità di trovare una spiegazione tangibile hanno pre-
cipitato l'assicurato in un circolo vizioso di esasperazione dei sintomi, come
confermato dai test psicologici), ha indicato, sotto il profilo della coerenza,
di aver avuto l’impressione di una tendenza ad enfatizzare ed esagerare la
descrizione dei sintomi di pertinenza soprattutto somatica (doc. 156).
C-3547/2020
Pagina 28
12.5
12.5.1 Il ricorrente contesta infine la valutazione globale dell’incapacità la-
vorativa sia per quanto concerne l’attività salariata che per quanto riguarda
le attività domestiche. Egli critica l’importante discrepanza in essere fra le
valutazioni dell’ente previdenziale italiano (che ha riconosciuto un’invalidità
civile pari al 75%) e la valutazione dell’assistente sociale (che aveva rite-
nuto una percentuale d’inabilità pari al 74%) e quella riconosciuta comples-
sivamente dai periti del SAM (20%).
12.5.2 Secondo il Tribunale federale il grado di incapacità lavorativa com-
plessivo va stabilito in base ad una valutazione globale, un semplice cu-
mulo dei gradi essendo inammissibile (sentenza del TF 9C_295/2013 del
20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre, sempre secondo l'Alta Corte, la que-
stione di sapere se i singoli gradi di inabilità lavorativa vadano sommati, e,
se del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica,
che, di principio, il giudice non rimette in discussione (sentenza del TF
9C_362/2014 del 19 agosto 2014 consid.7, 9C_400/2011 del 20 marzo
2012 che rinvia alla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I
338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485
consid. 2b; anche sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2;
anche sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005 consid. 5.4.1 e 5.4.2).
12.5.3 Per quanto riguarda la somma dei gradi di invalidità i periti hanno
chiarito in maniera convincente il motivo per il quale l’incapacità lavorativa
riscontrata in ambito reumatologico (20%) e in ambito psichiatrico (20%)
non vadano sommate ma debbano essere integrate una all’altra. Come ha
avuto modo di spiegare il dott. E._ le limitazioni riscontrate in ambito
psichiatrico (riduzione della caricabilità psichica e della resistenza, con in-
flusso sulla performance lavorativa, sulla capacità di sopportare e sui tempi
di recupero, sulla costanza degli obiettivi da raggiungere) derivano dal cor-
teo sintomatologico ascrivibile alla diagnosi di sindrome somatoforme da
dolore persistente. Il progressivo sviluppo di tale patologia e dei deficit a
livello somatico ad essa correlati, l’identificazione con la sintomatologia e i
disturbi, inspiegabili a dire dell’assicurato che non accetta i responsi nega-
tivi dei vari accertamenti, hanno precipitato quest’ultimo in un circolo vi-
zioso di esasperazione dei sintomi, al limite della simulazione (rapporto del
16 marzo 2020 p. 39-42 [doc, 156]). Dal tenore della perizia e sulla scorta
della documentazione medica versata agli è lecito ritenere che le proble-
matiche di natura psichiatrica e reumatologica siano strettamente con-
nesse una all’altra, scaturendo entrambe dal dolore cronico, ossia il sin-
tomo principale dell’assicurato. Parimenti appare corretto considerare le
C-3547/2020
Pagina 29
limitazioni funzionali riscontrate sotto il profilo psichiatrico quale manifesta-
zione del dolore cronico che da tempo affligge l’assicurato e non quale de-
ficit a sé stante determinante una distinta inabilità lavorativa. È pertanto a
giusto titolo che i periti ritengono giustificata l’integrazione delle due inca-
pacità lavorative, dal momento che vi è un’interferenza reciproca fra le li-
mitazioni riscontrate in ambito psichiatrico e il quadro reumatologico (per il
quale, si rammenta, non è stata prescritta alcuna limitazione funzionale).
In punto all’incapacità lavorativa i periti sono stati molto chiari ed hanno
confermato a più riprese la propria valutazione. Il dott. F._ aveva da
subito precisato che il 20% di incapacità lavorativa era da considerarsi
quale riconoscimento di una sindrome del dolore cronico e non tanto da
patologie reumatologiche, ritenendo tale stato sussistere sin dal 1° luglio
2014. Pur ritenendo utile, dal punto di vista diagnostico e terapeutico, svol-
gere ulteriori indagini in ambito internistico – come ad esempio un aggior-
namento degli esami ematochimici (doc. 156 p. 31), già eseguiti in occa-
sione della perizia pluridisciplinare del 2018 (cfr. doc. 101 p. 18), non
avendo l’assicurato da allora più svolto alcun accertamento o terapia volta
a chiarire la situazione clinica e a migliorare i disturbi soggettivamente la-
mentati – la dott. P._ ha attestato una piena capacità lavorativa in
qualsiasi professione e nelle attività domestiche senza limitazioni funzionali
né riduzione del rendimento (doc. 156 p. 34). Analogamente al dott.
G._ per gli aspetti neurologici, quest’ultima non ha infatti ritenuto
sussistere alcun tipo d’inabilità dal punto di vista internistico. Il dott.
E._, dal canto suo, benché nella prima valutazione peritale non
avesse considerato vi fossero affezioni suscettibili di influire sulla capacità
lavorativa si è poi ricreduto riconoscendo a partire dal mese di settembre
2018 – momento in cui la sindrome somatoforme è stata meglio inquadrata
e contestualizzata – un’incapacità del 20% in qualsiasi attività.
12.5.4 Di avviso contrario, alcuni fra i medici curanti hanno ritenuto sussi-
stere un grado d’incapacità lavorativa superiore. Si veda in particolare il
dott. D._ che nel rapporto E213 e nel rapporto medico del 17 aprile
2015 ha attestato un’incapacità lavorativa del 100% a partire dal 1° luglio
2014. A seguito del rinvio operato dal TAF, nonostante esplicita richiesta da
parte dell’autorità inferiore quest’ultimo non si è tuttavia più espresso
sull’evoluzione dello stato di salute e della capacità lavorativa dell’assicu-
rato. Vi è inoltre il dott. S._ che nel rapporto dell’8 ottobre 2015 (doc.
48) parla di una “grave riduzione dell’attività quotidiana” senza tuttavia me-
glio specificare di che entità si tratti. In maniera altrettanto generica si è
espresso il dott. L._ nel rapporto del 9 febbraio 2016 riferendo di
una patologia invalidante. Vi è infine il dott. T._ che nel rapporto del
C-3547/2020
Pagina 30
10 marzo 2016 (doc. 60 p. 5) attesta un’incapacità lavorativa del 100%, ma
unicamente per l’attività abitualmente svolta. Orbene tali valutazioni ben-
ché esposte anche da medici specialisti, non possono essere seguite, non
essendo sufficientemente motivate, né supportate da validi elementi ogget-
tivi.
Non va oltretutto dimenticato che in ragione della diversità dell'incarico as-
sunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di divergenza non
ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se
specialista (cfr., tra le tante, sentenza TF 9C_151/2011 del 27 gennaio
2012 consid. 5.1 con riferimenti; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012, consid.
4.4; I 1102/06 del 31 gennaio 2008; I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2),
poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico
curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V
353 consid. 3b)cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; Sentenza del
TF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; R. SPIRA, La preuve en droit des as-
surances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.). D’altro canto, il solo fatto che uno o più medici
curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere
in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a
imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid.
4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii
giurisprudenziali ivi menzionati).
Neppure soccorre il ricorrente il riconoscimento dell’invalidità civile e
l’eventuale attribuzione di una prestazione da parte degli enti previdenziali
italiani, poiché il sistema italiano è fondato su presupposti completamente
diversi da quello svizzero (ciò di cui il ricorrente è consapevole [cfr. ricorso
pag. 13 e 18]).
12.5.5 Quanto alla capacità lavorativa relativa alle attività domestiche, la
critica del ricorrente è mal riposta, dal momento che l’assistente sociale –
che in un primo tempo aveva effettivamente riconosciuto un’inabilità pari al
74% – ha subito corretto la valutazione esposta nel rapporto del 14 dicem-
bre 2018 sull’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’eco-
nomia domestica, allineandosi completamente alle conclusioni proposte
dai periti e meglio attestando un’incapacità del 20% (cfr. doc. 135). Tale
grado d’incapacità lavorativa è stato nuovamente ribadito, in maniera con-
vincente, in occasione della perizia di decorso. Vale inoltre la pena di rile-
vare che tale conclusione non è stata contraddetta da nessun medico cu-
rante.
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Pagina 31
12.5.6 Non vi è pertanto fondato motivo per discostarsi dalla valutazione
sull’incapacità lavorativa proposta dai periti, in particolare per quanto con-
cerne il momento in cui essa è stata riscontrata, sull’evoluzione della
stessa nel corso del tempo e sulla sua entità nel contesto della professione
abituale, di una sostitutiva adeguata, nonché delle mansioni domestiche.
12.6
12.6.1 Alla luce di quanto precede, occorre concludere che il caso dell’as-
sicurato è stato oltremodo indagato sia da parte di medici fiduciari (dott.
R._, dott. U._, dott. F._, dott. G._, dott.
E._, dott.ssa V._, dott.ssa P._) che da medici curanti
(dott. D._, dott.ssa Z._, dott.ssa Aa._, dott.ssa
Bb._, dott. S._, dott. Cc._, dott. L._, dott.
T._, dott.ssa Dd._, dott. M._, dott.ssa O._)
specializzati nei differenti ambiti della medicina rilevanti per l’esame della
fattispecie.
12.6.2 A seguito del rinvio, l’autorità inferiore ha esperito tutti gli accerta-
menti che le erano stati richiesti da questo Tribunale, sottoponendo il caso
addirittura quattro volte ai periti del SAM e raccogliendo tutte le indicazioni
mediche utili per valutare la fattispecie. In sede giudiziaria, d’altro canto,
con la sola eccezione del certificato della commissione medica per la con-
ferma della patente di guida di (...) del 25 giugno 2020 (doc. TAF 8 all. H),
l’assicurato non ha prodotto alcun atto medico nuovo, che non fosse già
stato precedentemente esaminato dal SMR (cfr. doc. TAF 1 e 8). Il suddetto
certificato medico, attestante l’idoneità alla guida dell’assicurato senza al-
cuna prescrizione, come rettamente segnalato dal dott. H._ nell’an-
notazione SMR del 15 dicembre 2020 (allegata al doc. TAF 10), non sol-
tanto non apporta alcun elemento nuovo, ma neppure appare rilevante per
valutare la presente fattispecie.
13.
13.1 In definitiva questa Corte non ha fondato motivo di scostarsi dalle va-
lutazioni peritali raccolte, apparendo non solo la situazione reumatologica,
neurologica, internistica, ma anche quella psichiatrica sufficientemente ap-
profondita, motivata e concludente, motivo per cui non è necessario far
esperire una nuova perizia psichiatrica.
13.2 In conclusione risulta quindi provato, con il grado della verosimi-
glianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, che dal 1° luglio
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2014 lo stato di salute del ricorrente, così come le conseguenze sulla ca-
pacità lavorativa hanno subito un peggioramento, per poi migliorare –
quand’anche non più ai livelli precedenti l’evento infortunistico (persistendo
una riduzione del rendimento in qualsiasi attività del 20% per ragioni reu-
matologiche) – a partire dal 1° settembre 2014. Un ulteriore peggioramento
protrattosi fino a fine dicembre 2014, è intervenuto a partire dal 21 novem-
bre 2014, in occasione del ricovero per intervento di neurolisi bilaterale del
nervo ulnare al gomito. A decorrere dal 1° gennaio 2015, lo stato di salute
del ricorrente è risultato sostanzialmente stabile, con la sola eccezione del
temporaneo peggioramento registrato tra il 1° e il 9 giugno 2015, in occa-
sione del ricovero per accertamenti specialistici. A partire da tale momento,
da un punto di vista reumatologico, neurologico, internistico e psichiatrico
una ripresa lavorativa nell’attività abituale, in attività sostitutive semplici,
come pure nelle attività domestiche, è stato ritenuto esigibile nella misura
dell’80%, inteso come rendimento ridotto sull’arco di un intera giornata,
senza alcuna limitazione funzionale, se non quelle di ordine psichiatrico,
considerate a partire dal mese di settembre 2018, benché non suscettibili
di aggravare ulteriormente l’incapacità lavorativa.
14.
Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
15.
15.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico
ammontare, versato dall'insorgente il 28 agosto 2020 (doc. TAF 4).
15.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario).
Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio
diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-
zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
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