Decision ID: 6965be4a-a9ad-58db-a7f3-3df1b7942144
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, precedentemente attivo quale meccanico di galleria presso la _ e dal 7 febbraio 2006 riassunto dalla medesima ditta quale meccanico di “servizio” (doc. AI 45/1-3 e 47/1), nel mese di aprile 2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da “infarto intervenuto durante il periodo [di] infortunio il 23.02.2004” (doc. AI 1/1-7).
Esperiti gli accertamenti medici del caso, tra cui una perizia medica 21 febbraio 2006 a cura del dr. _, con progetto di decisione 24 ottobre 2006 (doc. AI 50/1-3), confermato con decisione 13 aprile 2007 (doc. AI 72/1-2), l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal 1° gennaio al 30 novembre 2004.
1.2. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dal RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale – rilevato che egli è “(...) rimasto inabile totalmente in qualsiasi attività fino al 30.6.2005. In effetti, subito dopo la prima visita di chiusura, il ricorrente veniva dichiarato inabile dal Dr. _ poiché era insorto un caso di borsite con intervento effettuato il 13.1.2005. A questo punto l’inabilità al lavoro per l’assicurazione infortuni continuava e il caso pertanto non poteva essere chiuso, autorizzando l’operazione con lettera del 2.12.20004. A fine febbraio 2005 il Dr. _ dichiarava abile al lavoro il ricorrente dal 1.3.2005, richiedendo una nuova visita di chiusura del caso infortunio. Il ricorrente è stato messo a beneficio dalla _ di indennità per inabilità sino al 30.6.2005. (...)” (doc. I, punto 2) – ha chiesto l’erogazione di una rendita intera di invalidità sino al 30 giugno 2005.
1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, rilevato che “(...) la documentazione medica agli atti indica per contro che il periodo di inabilità lavorativa completa dell’assicurato valutata dal medico di circondario della _, Dr. _, e dal Servizio medico regionale dell’AI (SMR), è dal 21 gennaio 2003 al 1° marzo 2005 (doc. 59-1, inc. AI). Risulta quindi corretto riconoscere la rendita AI assegnata per il periodo dal 1° gennaio 2004 fino al 31 maggio 2005, tre mesi dopo il miglioramento (art. 88a OAI). (...)”, ha chiesto di voler “ (...) riformare la decisione impugnata nel senso indicato e, conseguentemente, accogliere parzialmente il ricorso. (...)” (doc. IV, pag. 2).
1.4. Con lettera 27 luglio 2007, il rappresentante dell’assicurato ha comunicato al TCA che il ricorrente “(...) accetta la presa di posizione dell’ufficio invalidità con la quale accetta di accordare una rendita intera AI assegnata per il periodo dal 1 gennaio 2004 al 31 maggio 2005, tre mesi dopo il miglioramento (...)” (doc. VII).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera limitatamente al periodo dal 1° gennaio al 30 novembre 2004. Il ricorrente postula il diritto ad una rendita intera fino al 30 giugno 2005.
2.3.
Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).
2.4. L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:
"
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.”
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
2.5. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.6. La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità al guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In
una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine, g
li organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).
2.7. Nel caso di specie dalla decisione impugnata emerge che l’Ufficio AI ha limitato il diritto ad una rendita intera fino al 30 novembre 2004 fondandosi sul parere del dr. _, FMH in chirurgia ortopedica e ortopedia, che, richiamandosi alla visita di chiusura 3 agosto 2004 della _ (doc. 2/29-33, inc LAINF), nella perizia 23 febbraio 2006 (doc. AI 43/1-5), ha concluso che sia l’attività di meccanico che quella di magazziniere sono ancora praticabili nella misura di 8 ore al giorno con una diminuzione della capacità di lavoro del 35% a decorrere dal 3 agosto 2004.
Con scritto 7 dicembre 2006 all’Ufficio AI (doc. 3/1-2, inc. LAINF) la _ ha comunicato all’Ufficio AI che:
"
(...)
In data 3.8.2004 il sig. RI 1 è stato convocato per la definizione del caso in agenzia e il nostro medico di circondario aveva chiuso il caso formulando l’esigibilità al lavoro. Ci siamo a questo punto attivati presso il datore di lavoro per verificare se vi fossero attività adeguate presso di loro purtroppo con esito negativo (v. atto nr. 88 già inviatovi in copia precedentemente). Subito dopo la lettera del datore di lavoro dove veniva comunicato lo scioglimento del contratto ci è pervenuto un certificato del dr. _ (atto nr. 89) dove veniva richiesto il nostro benestare per un nuovo intervento che è stato effettuato il 13.1.2005. L’inabilità al lavoro a questo punto continuava e il caso non poteva essere chiuso.
A fine febbraio 2005 è arrivato un nuovo certificato del dr. _ con il quale ci comunicava che il sig. RI 1 per la borsite subentrata e nel frattempo curata “
sarebbe
stato” abile dal 1.3.2005 e che l’assicurato chiedeva una nuova visita in agenzia di chiusura per valutazione dolori al braccio e polso (atto nr. 101).
Il nostro medico di circondario al quale avevamo sottoposto nuovamente la pratica non ha ritenuto necessario riconvocare l’assicurato ma ha riconfermato il contenuto della visita effettuata il 3.8.2004 (referto del 27.4.2005 atto nr. 102).
(...)" (doc. 3/1, inc. LAINF)
In effetti dagli atti risulta che il dr. _, medico di circondario della _, nel rapporto della visita di chiusura 3 agosto 2004 (doc. 2/29-33, inc. LAINF) aveva attestato che “(...) in merito all’attività professionale, l’assicurato viene dichiarato abile al lavoro nella
misura massima possibile
, dal-l’1.9.2004, per cui sarà più preciso il nostro servizio competente. (...)” (doc. 2/33, inc. LAINF).
In seguito, vista la borsite cronica all’olecrano sinistro sintomatica alla ripresa dell’attività professionale e alla indicazione operatoria (confermata dal dr. _, FMH chirurgia generale spec. chirurgia della mano, con scritto 22 novembre 2004 al dr. _ e avallata dalla _ visto il parere del loro consulente medico; doc. 2/5-6 e 2/3, inc. LAINF), l’assicurato è stato operato il 13 gennaio 2005 (doc. 2/2, inc. LAINF).
Nel suo rapporto intermedio 19 febbraio il dr. _, ha attestato che “(...) per la borsite il paziente sarebbe abile dal 01.03.2005 (...)” (doc. 3/43, inc. LAINF).
Nel referto 27 aprile 2005 il dr. _ ha certificato che:
"
(...)
L’assicurato il 3.8.2004 è stato sottoposto ad un approfondito esame medico-clinico e strumentale, della durata complessiva di mezza giornata, onde valutare le conseguenze dirette dell’infortunio del 21.1.2003.
In tale occasione, una borsite olecranica intercorrente era completamente regredita.
Dopo la chiusura pare che questa borsite sia nuovamente comparsa, per cui il signor RI 1 il 13.1.2005 fu sottoposto alla borsectomia, con buon esito.
Tale episodio fu chiuso con abilità lavorativa dall’1.3.2005.
(...)" (doc. 3/42, inc. LAINF)
Anche il dr. _, medico SMR, nelle annotazioni 29 novembre 2006, ha osservato che “(...) in data 13.01.2005 l’A. è stato sottoposto a borsectomia al gomito sin. per borsite olecranica recidivante, con buon esito. Nel suo rapporto per la _ del 27.04.2005, il dr. _ aveva stabilito che tale episodio fosse chiuso con abilità lavorativa dall’01.03.2005. Per i soli postumi infortunistici, la _ ha riconosciuto una completa IL dal 21.01.2003 al 30.06.2005. La valutazione del dr. _ sembra essere conforme alla realtà di concedere una IL fino al 01.03.2005 per l’intervento di borsectomia. (...)”(doc. AI 59/1).
Viste le risultanze degli atti medici sopra enunciati questo TCA deve concludere, come del resto riconosciuto anche dall’Ufficio AI in sede di risposta, che l’assicurato è stato completamente inabile al lavoro dal 21 gennaio 2003 al 28 febbraio 2005.
Di conseguenza all’assicurato va riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1° gennaio 2004 al 31 maggio 2005 (un anno dopo il periodo d’attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI e tre mesi dopo il miglioramento ex art. 88a OAI).
La decisione impugnata va quindi annullata e riformata nel senso che all’assicurato è riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1° gennaio 2004 al 31 maggio 2005.
2.8. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza (pressoché totale soccombenza dell’amministrazione che alla richiesta dell’assicurato di una rendita intera fino al 30 giugno 2005, con la risposta di causa, l’ha riconosciuta per acquiescenza fino al 31 maggio 2005) le spese per fr. 200.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.
Parzialmente v
incente in causa, il ricorrente, rappresentato dal RA 1, ha diritto ad un’indennità parziale per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).