Decision ID: 23e01813-6b64-548b-ac8e-6e1dc3aad411
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
A. AT 1, 1947, è stato alle dipendenze della _ di _ come operaio addetto alle consegne dal 1989 fino al licenziamento del 1° marzo 2007 per il 30 giugno (doc. 20), poi posticipato diverse volte fino al 31 dicembre 2007 (doc. 38) a causa della sua malattia. Tramite il datore di lavoro, l
'
assicurato beneficiava della copertura complementare assicurativa _ contro la perdita di guadagno presso CV 1.
Inabile al lavoro al 100% dal 1° marzo 2007 per depressione (docc. 2 e 3), il 18 aprile 2007 (doc. 9) l
'
assicurato è stato sottoposto ad una visita medica fiduciaria e, sulla scorta del rapporto del medico psichiatra, il 25 aprile 2007 (doc. 10) l
'
assicuratore malattia gli ha comunicato che avrebbe riconosciuto la sua totale inabilità lavorativa per la sindrome da disadattamento soltanto fino a fine mese.
B. Sulla scorta di nuovi certificati medici che attestavano una continua incapacità lavorativa del 100%, il 13 ottobre 2007 (doc. 43) l
'
assicurato è stato rivisto dal medesimo medico interpellato dall
'
assicuratore ed il 29 ottobre 2007 (doc. 44) quest
'
ultimo l
'
ha considerato inabile al lavoro al 100% fino al 31 dicembre 2007.
C. Il 1° gennaio 2008 (doc. 51) l
'
interessato è passato alla copertura individuale e, giudicato inabile al 100% dai suoi medici curanti, l
'
assicuratore ha chiesto un terzo parere alla psichiatra già chiamata in causa, sulla cui risposta il 28 gennaio 2008 (doc. 56) ha ribadito che dall
'
inizio dell
'
anno non v
'
erano più motivi medici per continuare a versargli le indennità per perdita di guadagno.
D. A richiesta dell
'
assicurato, CV 1 l
'
ha sottoposto il 26 febbraio 2008 (doc. 62) ad una perizia (neutra) presso un altro medico psichiatra e, abile al 100%, il 4 marzo (doc. 61) gli ha riconosciuto il versamento di indennità giornaliere fino al 29 febbraio 2008.
E. Con petizione del 30 aprile 2008 (doc. I) AT 1, rappresentato dal RA 1 di _, ribadisce di essere inabile al lavoro al 100% e pertanto di essere impossibilitato ad annunciarsi all
'
assicurazione contro la disoccupazione, come per contro suggeritogli dall
'
assicuratore malattia, tutt
'
al più che quest
'
ultimo deve comunque concedergli un termine d
'
adattamento di 3-5 mesi prima di interrompere il versamento delle prestazioni, anche se egli non è più vincolato da un contratto di lavoro. L
'
attore chiede al
TCA
di condannare CV 1 a versargli le indennità giornaliere, lasciando all'autorità giudiziaria la facoltà di decidere fino a quando.
F. L
'
avv. RA 2, in rappresentanza dell
'
assicuratore malattia, il 9 giugno 2008 (doc. V) ha negato all
'
attore il riconoscimento di un periodo di adattamento e quindi di continuare a versargli le indennità per perdita di guadagno. A suo dire, la giurisprudenza citata dall
'
assicurato riguardo all
'
obbligo di concedergli 3-5 mesi per riadattarsi non è attinente alla fattispecie, siccome dal 1° marzo 2008 l
'
attore ha riacquistato la piena capacità lavorativa e quindi può tornare a svolgere il suo lavoro. Se poi non trova un
'
occupazione, spetta alla Cassa di disoccupazione e non all
'
assicuratore malattia assumersene il rischio.
L
'
attore ha prodotto un nuovo rapporto del suo medico psichiatra (doc. B), sul quale l
'
assicuratore ha potuto determinarsi (doc. XI).
considerato

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
'
istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
nel merito
2. Il
TCA
deve esaminare se, correttamente, l
'
assicuratore ha negato all
'
attore il diritto di (continuare a) ricevere dal 1° marzo 2008 indennità giornaliere per perdita di guadagno, siccome nuovamente abile al lavoro al 100%.
Conformemente alla consolidata giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legittimità delle decisioni impugnate – e delle comunicazioni degli assicuratori LCA - in base allo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione litigiosa è stata presa (DTF 109 V 179, DTF 107 V 5), quindi nel marzo 2008 (doc. 61).
Occorre dunque stabilire la capacità lavorativa dell
'
attore a quel momento e, successivamente, valutare se effettivamente l
'
assicuratore sia tenuto a concedere da tre a cinque mesi di tempo all
'
interessato per cercarsi una nuova attività lucrativa.
3. Il 1° gennaio 2008 l
'
attore è passato all
'
assicurazione individuale contro la perdita di guadagno. L
'
art. 46 delle Condizioni generali d
'
assicurazione (CGA) per l
'
assicurazione collettiva d
'
indennità giornaliera ai sensi della LCA, edizione 2005 (doc. 66), specifica che in caso di (libero) passaggio vengono accordate le prestazioni d
'
assicurazione precedenti, a condizione che esse siano adeguate alla nuova situazione. Fanno stato le condizioni e le tariffe dell
'
assicurazione individuale vigenti al momento del passaggio. Inoltre, ai fini della determinazione del diritto, fanno stato per analogia gli articoli 32 e 33 che definiscono come sono calcolate le prestazioni di indennità giornaliera.
Quindi, l
'
art. 12 delle CGA dell
'
assicurazione collettiva prevede che se in base a quanto constatato dal medico l
'
assicurato è totalmente inabile al lavoro, CV 1 paga l
'
indennità giornaliera prevista dal contratto.
Giusta l
'
art. 13 CGA, in caso di parziale inabilità al lavoro pari almeno al 25%, l
'
indennità giornaliera viene erogata in proporzione al grado
d'inabilità lavorativa.
In virtù dell'art. 14 CGA, se l'assicurato è da considerarsi disoccupato ai sensi dell'art. 10 LADI, l'assicuratore corrisponde le prestazioni fino a concorrenza dell'indennità di disoccupazione persa secondo determinati criteri.
L'art. 16 CGA
considera incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d
'
attività abituale. Dopo 3 mesi d
'
incapacità al lavoro si prendono in considerazioni anche mansioni esigibili in un
'
altra professione o in un altro campo d
'
attività.
L
'
allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha estrapolato dall'art. 72 LAMal il concetto di inabilità lavorativa: è incapace al lavoro colui che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria attività, oppure può farlo soltanto in misura ridotta oppure, ancora, quando l'esercizio di una tale attività rischia di aggravarne le condizioni di salute (DTF 114 V 283 consid.
1c; DTF 111 V 239 consid. 1b;
Maurer
, Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, Tomo I, pag. 286 segg.).
La questione a sapere se esista un'incapacità lavorativa tale da giustificare il riconoscimento del diritto a prestazioni va valutato in considerazione dei dati forniti dal medico. Determinante non è, comunque, l'apprezzamento medico-teorico - anche se il giudice non se ne scosterà senza sufficienti motivi, essendo anch'egli tenuto a rispettare la sfera d'apprezzamento del medico (RAMI 1983 pag. 293; RAMI 1987 pag. 106 segg.) -, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dal danno alla salute (DTF 114 V 283 consid. 1c).
Il grado dell'incapacità lavorativa viene valutato con riferimento all'impossibilità, derivante da motivi di salute, di adempiere, secondo quanto può essere ragionevolmente richiesto, la professione normalmente esercitata dall'assicurato.
L'incapacità di guadagno
si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa
residua
in un mercato del lavoro equilibrato.
L'incapacità di lavoro
, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività (
Scartazzini
, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
In relazione alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa, va ricordato che anche nell'ambito dell'assicurazione malattia vige il principio – già comune a tutti i campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia, indipendentemente dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V 233 consid.
3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid.
3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF 105 V 178 consid. 2).
Nell'ambito dell'assicurazione complementare, secondo il Tribunale federale, l'art. 61 LCA esprime il medesimo principio dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno (STF del 23 ottobre 1998, 5C.176/1998, consid. 2c).
Quindi, se da un lato la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata, dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del danno alla salute sulla sua condizione economica.
Pertanto, in caso d'incapacità durevole nella professione precedentemente esercitata, è obbligo dell'assicurato di utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi diversi, ragionevolmente prospettabili.
Del resto, deve essere ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina, questo principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti (
Peter
, Die Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi citata).
4. Circa l'incapacità lavorativa dell'attore, va osservato come il medico curante dr. med. _, FMH in medicina interna, l
'
abbia certificata fissando un grado del 100% sin dal primo giorno della malattia, ossia il 1° marzo 2007 (doc. 2), prescrivendo un trattamento farmacologico per contrastare la depressione reattiva sorta con la lettera di licenziamento. Il curante aveva inizialmente previsto la ripresa lavorativa al 1° aprile 2007 ed il termine della cura al 31 maggio 2007 (doc. 4).
Poi, i vari certificati medici attestano mensilmente semplicemente un
'incapacità di lavoro totale
fino almeno al 31 dicembre 2007
, mentre il 9 maggio 2007 (doc. 13) il curante specifica che l'inabilità lavorativa è dovuta alla depressione, che l'assicurato soffre di insonnia e che è preoccupato per il suo futuro, non riuscendo a concepire eventuali altri impieghi dove potrebbe essere utile.
Vedendo il perdurare della malattia, il 18 aprile 2007 (doc. 9) l
'
assicuratore ha sottoposto l
'
attore ad una visita presso la dr. med. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, la quale ha esposto la situazione attuale, l
'
anamnesi, i disturbi soggettivi attuali, l
'
esame clinico e la diagnosi di sindrome da disadattamento (ICD10 F43.2). Nella sua valutazione, l
'
esperta ha ricondotto questa sindrome ansioso depressiva di natura reattiva con malessere soggettivo alla notizia del licenziamento ricevuta dapprima verbalmente in febbraio, poi per iscritto il 1° marzo 2007. L
'
attore ha considerato come inatteso e soprattutto ingiusto il suo licenziamento, ciò che l
'
ha portato ad essere (molto) preoccupato di non più riuscire a trovare un
'
attività lavorativa vista la sua età, tendendo ad assumere una posizione passiva regressiva.
La specialista ha concluso considerando l
'
assicurato inabile al lavoro al 100% per altre due settimane, quindi fino al 1° maggio 2007, dopodiché ha ritenuto utile che l
'
interessato si iscriva alla disoccupazione per potere recuperare il proprio ruolo lavorativo, visto che ha riacquistato la sua piena capacità lavorativa.
Il dr. med. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, ha avuto in cura l
'
attore dal 3 aprile 2007 e nel breve rapporto del 22 maggio 2007 (doc. 14) allestito all
'
indirizzo dell
'
assicuratore ha posto le diagnosi di disturbo distimico endo reattivo, disturbo dell
'
adattamento e disturbo di personalità evitante e dipendente, con conseguente impossibilità di reinserimento in qualsiasi ambito lavorativo. È seguito da una psicologa psicoterapeuta, dallo stesso psichiatra e dal suo medico curante; inoltre, segue una psicofarmacoterapia per i suoi disturbi ansiosi depressivi. L
'