Decision ID: 4d1d178b-f070-5266-9938-01f99ff9f948
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 22 novembre 1996 _ _ ha introdotto davanti alla Pretura del Distretto di Leventina istanza di provvedimenti cautelari nei confronti del marito _ _, chiedendo un contributo alimentare pendente causa di fr. 435.–, corrispondenti a Lit. 500’000, la trattenuta salariale di tale importo e infine una provvigione
ad litem
di fr. 2’000.–;
che all’udienza del 13 dicembre 1996 l’istante ha confermato le proprie richieste di giudizio, alle quali si è opposto il convenuto;
che in tale occasione le parti hanno notificato mezzi di prova e hanno concordato di regolare l’assetto cautelare confermando gli accordi sottoscritti e omologati a suo tempo dal Tribunale di Sondrio, in forza dei quali il convenuto si impegnava a versare alla moglie un contributo alimentare mensile di Lit. 500’000 (doc. A);
che nelle more dell’istruttoria il Pretore ha emanato il giorno stesso un decreto cautelare con cui ordina alla ditta _ _ _, datrice di lavoro del convenuto, di trattenere mensilmente dallo stipendio di quest’ultimo l’importo di fr. 435.– e di versarlo all’istante;
che conclusa l’istruttoria le parti sono comparse al dibattimento finale del 21 gennaio 1997, in cui hanno ribadito le rispettive domande di giudizio;
che con decreto cautelare del 12 febbraio 1997 il Pretore ha fatto obbligo al convenuto di versare mensilmente alla moglie il controvalore in franchi svizzeri di Lit. 500’000, ha confermato la trattenuta salariale e ha posto la tassa di giudizio di fr. 50.– e le spese di fr. 90.– a carico del convenuto, il quale è anche stato tenuto a stanziare alla controparte fr. 800.– per ripetibili;
che contro tale decreto _ _ ha introdotto un appello del 24 febbraio 1997 in cui chiede l’annullamento della decisione impugnata e la fissazione del contributo alimentare in “l’importo di fr. ...” ;
che l’appello non è stato intimato alla controparte;
e considerando

in diritto:
che a norma dell’art. 309 cpv. 2 lett. e CPC l’atto di appello deve contenere – sotto pena di nullità – “le domande”, ovvero le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 5 CPC);
che nel caso di litigi pecuniari – ivi comprese le contestazioni sui contributi alimentari provvisionali – l’appellante non può limitarsi a conclusioni indeterminate, ma deve cifrare le sue pretese (Rep. 1993 pag. 228 consid. b;
Cocchi/Trezzini
, CPC annotato, Lugano 1993, n. 6 ad art. 309; I CCA, sentenza del 25 giugno 1993 nella causa P.-S. contro B., sentenza del 27 settembre 1993 nella causa P. contro P.; identico principio vige, del resto, sul piano federale:
Messmer/Imboden
, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivilsachen, Zurigo 1992, pag. 151 nota 9);
che in concreto l’appellante critica la determinazione del contributo alimentare provvisionale decisa dal Pretore, ma non indica nemmeno approssimativamente quale sia l’importo da stabilire in riforma del decreto impugnato;
che pertanto l’appello del convenuto, carente di requisiti formali, sfugge a un giudizio di merito;
che le spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di attribuire ripetibili all’istante, cui l’appello non è nemmeno stato intimato per osservazioni;
richiamato l’art. 313
bis
CPC
e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,