Decision ID: 0e8aa68e-621c-547d-83ae-fd2a0ed45ec3
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 14 settembre 2015 il Dicastero Servizi Urbani della CO 2 ha invitato tre ditte specializzate a presentare un'offerta per le prestazioni relative allo smaltimento della carta e del cartone (misti) per l'anno 2016;
che il capitolato trasmesso agli invitati indicava che il concorso era sottoposto alla legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) e che le offerte sarebbero state valutate in base ai seguenti criteri e fattori di ponderazione:
1.
Maggior bonifico 95%
2.
Formazione degli apprendisti 5%
che lo stesso documento
precisava tutti i parametri che sarebbero stati utilizzati per la valutazione di ogni singolo criterio di aggiudicazione (vedi pag. 7 del formulario di concorso), avvertendo peraltro gli interessati che il municipio si riservava il diritto di annullare il concorso secondo le proprie necessità e possibilità (cifra 11 prescrizioni di gara);
che in tempo utile tutte le ditte interpellate hanno risposto all'invito, i
noltrando offerte comprese tra fr. 0.- e fr. 48'600.-;
che esperite le necessarie valutazioni, il 17 dicembre 2015 il
CO 2
ha risolto di annullare il concorso, dandone
comunicazione agli offerenti - senza alcuna spiegazione - il giorno seguente;
che nel contempo l'esecutivo comunale ha deciso di deliberare lo smaltimento della carta alla ditta CO 1 di _
, disposta a pagare un bonifico annuale stimato in ca. fr.
238'140.-;
che contro entrambe le determinazioni municipali la ditta RI 1 di _ è insorta
davanti al
Tribunale cantonale amministrativo con un'unica impugnativa, chiedendo il loro annullamento e sollecitando l'aggiudicazione della commessa
a proprio favore, previa concessione dell'effetto sospensivo al
gravame;
che in sostanza la ricorrente ha censurato la decisione di annullamento della gara siccome carente di motivazione nella forma e nella sostanza; resa in violazione del diritto di essere sentita della RI 1, la querelata risoluzione disattende chiaramente l'art. 34 cpv. 1 LCPubb, rispettivamente l'art. 55 del regolamento cantonale di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del Concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 7.1.4.1.6);
che, di riflesso, del tutto illegittimo risulta l'incarico diretto conferito alla CO 1;
che i
ntimando il ricorso alle parti, il giudice delegato ha ordinato
loro, in via supercautelare, di astenersi dall'adozione di misure di esecuzione della delibera (cfr. ordinanza dell'11 gennaio
2016);
che con scritto 19 gennaio 2016 indirizzato al Tribunale il municipio ha domandato di revocare il predetto provvedimento supercautelare, rilevando che la Divisione Spazi Urbani raccoglie
quotidianamente ca. 15 t (= 75 mc) di carta e cartone, che devono per forza essere consegnate a terzi essendo impensabile sospendere
il servizio o stoccare in luogo appropriato un quantitativo simile di materiale;
che
in sede di risposta il committente si è opposto all'accoglimento dell'impugnativa, sottolineando tra l'altro che la fattispecie non è
retta dalla LCPubb e che il gravame, direttamente proposto davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, non è quindi ricevibile in ordine;
che la CO 1 è rimasta silente;
che
l'Ufficio dei lavori sussidiati e degli appalti (ULSA) si è rimesso
alle allegazioni del committente, facendo presente di non esser
stato coinvolto nella procedura concorsuale;
che con la replica e la duplica le parti si sono riconfermate nelle loro rispettive posizioni, puntualizzandole con argomentazioni di cui si dirà - per quanto necessario - nei considerandi seguenti;
considerato,

in diritto
che non ponendo questioni di principio né di rilevante importanza
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 della legge sull'organizzazione giudiziaria
del 10 maggio 2006 (LOG; RL 3.1.1.1) il gravame può essere evaso da un giudice unico;
che prima di entrare nel merito di un ricorso, il Tribunale cantonale amministrativo è tenuto ad esaminare d'ufficio la propria competenza (art. 5
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1);
che la LCPubb è applicabile all'aggiudicazione di commesse edili, forniture e prestazioni di servizi da parte del Cantone, dei comuni e altri enti preposti a compiti cantonali e comunali come i patriziati (art. 2 cpv. 1, 4 LCPubb e 4 RLCPubb/CIAP);
che la legge cantonale, al pari di quella federale e degli accordi internazionali posti a fondamento della materia (
Accordo GATT/
OMC sugli appalti pubblici del 15 aprile 1994; AAP; RS 0.632.231.422),
non definisce la nozione di acquisto pubblico; secondo dottrina e giurisprudenza, la commessa pubblica soggetta all'apposita, omonima legge vede da un lato una stazione appaltante che acquisisce dei lavori, delle forniture o dei servizi
al fine di adempiere i propri compiti pubblici e dall'altro un aggiudicatario che per la sua prestazione riceve una remunerazione
;
che da questo punto di vista, l'ente pubblico svolge il ruolo di
consumatore della prestazione, mentre il privato ne è il fornitore
(
Jean-Baptiste Zufferey/Corinne Maillard/Nicolas Michel
,
Droit des marchés publics, Fribourg 2002, pag. 58-59; DTF 125 I
209 consid.
6; RDAT II-2001 n. 96 pag. 407);
che co
me ricorda l'Alta Corte federale (STF 2P.19/2001 del 16 maggio 2001, consid. 1a/bb), la commessa pubblica nel senso che qui interessa è di natura sinallagmatica e si caratterizza per il pagamento di un compenso all'offerente in cambio della sua prestazione;
che nell'evenienza concreta, il CO 2 ha indetto un concorso ad invito per lo smaltimento della carta e del cartone
relativamente all'anno 2016, annunciando che la gara era assoggettata
alla LCPubb; dal fascicolo concorsuale si desume tuttavia che l'ente pubblico non solverebbe alcunché per le prestazioni dispensate dall'assuntore del servizio;
che in realtà è quest'ultimo che pagherà al comune una certa
somma per acquistare la carta ritirata; donde l'evidente interesse dell'ente pubblico di cedere il materiale alla ditta disposta a corrispondergli il prezzo più alto;
che inquadrata in questi termini, la fattispecie non rientra manifestamente nel novero di quelle sottoposte alla LCPubb,
normativa di diritto pubblico volta a regolamentare la fase di avvicinamento ad una relazione giuridica esattamente opposta (caratterizzata dal fatto che previo concorso, delibera e stipulazione di un contratto è il committente a rimunerare la controparte più vantaggiosa per la prestazione erogatagli; cfr. art. 32 cpv. 1 LCPubb); di riflesso, il ricorso proposto dalla RI 1 in base all'art. 36 LCPubb si avvera irricevibile per difetto di competenza del Tribunale cantonale amministrativo (RtiD I-2009 n. 22);
che ciò non significa tuttavia che le risoluzioni 17/18 dicembre 2015 del CO 2 non fossero deducibili in giudizio; giusta l'art. 208 cpv. 1 della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2), contro ogni decisione degli organi
comunali è infatti dato ricorso al Consiglio di Stato;
che in applicazione dell'art. 6 cpv. 1 LPAmm l'impugnativa 4 gennaio 2016 della RI 1 viene pertanto trasmessa al Governo affinché abbia a pronunciarsi in merito;
che date le circostanze, non si preleva tassa di giudizio e non si assegnano ripetibili (art. 47 e 49 LPAmm).