Decision ID: d3b3994a-1509-5967-bb92-dbae5cedc364
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con PE n. _ dell’8/11 febbraio 2002 dell'UEF di Bellinzona _ ha escusso _ per l'incasso di fr. 106’386.-- oltre interessi al 6% dal 30 giugno 2001 indicando quale titolo di credito “vaglia cambiario 13.3.1995 di nominali 350'000.--”.
Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B. Il procedente fonda la sua pretesa su un vaglia cambiario di fr. 350'000.-- emesso il 13 marzo 1995 in bianco di scadenza da _, _, e sottoscritto per avallo da _, _, pagabile all'ordine della _, Bellinzona (doc. B). Il vaglia non è stato successivamente completato in ordine alla scadenza.
C. Con il memoriale di risposta scritto prodotto all'udienza di contraddittorio l'escusso ha sostenuto che il vaglia cambiario sarebbe stato emesso all’ordine della Banca _ e non a favore dell’istante. La banca con scritto del 18 luglio 2001 avrebbe comunicato al convenuto di svincolarlo dai suoi impegni derivanti dall’effetto cambiario: per questo motivo quindi l’obbligo cambiario sarebbe estinto.
L’escusso ha evidenziato che non vi sarebbe una girata a favore dell’istante, così da legittimarlo a procedere contro il convenuto.
Ex art. 1061 CO “a avvenuto pagamento deve essere indicato sulla cambiale per chi è fatto”: in mancanza di tale indicazione il pagamento si intenderebbe fatto per il traente ossia l’emittente.
A mente di _ dal doc. 1 emerge che “l’istante avrebbe ripreso la posizione della _ per fr. 319'160.--“. Essendo però la _ emittente del vaglia cambiario, la stessa non potrebbe agire contro di lui. Infatti “dato che la posizione dell’avallante, quale quella del convenuto, è di garantire il pagamento di una cambiale, quando detto pagamento è effettuato dall’emittente (si contesta comunque detto pagamento) o da chi ne fa le veci, quest’ultimo non ha regresso cambiario contro l’avallante”.
All’istante sarebbe stato restituito il titolo in quanto, quale rappresentante della _, avrebbe pagato il debito di quest’ultima.
Per _ anche l’art. 1022 cpv. 3 CO non sarebbe in concreto applicabile, ritenuto che l’istante non sarebbe intervenuto quale avallante, “ma come rappresentante della _, riprendendo il debito di quest’ultima”.
Inoltre la cambiale sarebbe stata messa in circolazione in mala fede dalla banca e dall’istante, perché gli avallanti avevano autorizzato la banca “a mettere in circolazione in qualsiasi momento l’obbligo cambiario, previa regolare disdetta e notifica alle parti, qualora la Banca _ (...) lo ritenesse opportuno ai fini del rientro del proprio credito”. In concreto infatti il credito non sarebbe stato disdetto né sarebbe stato comunicato al convenuto, da parte della creditrice Banca _, altro se non che veniva ritenuto libero da qualsiasi impegno (doc. 3): per questo motivo quindi il titolo non poteva essere messo in circolazione.
_ rileva che agli atti non figura un’assunzione di debito interna da parte di _ e neppure vi è traccia dell’avvenuto pagamento.
Inoltre chi pagherebbe un vaglia cambiario prima della scadenza (art. 1030 cpv. 2 CO per il rinvio dell’art. 1098 CO) lo farebbe a suo rischio e pericolo. In concreto la cambiale non indicherebbe la scadenza motivo per cui non vi potrebbe essere rigetto dell’opposizione.
Il vaglia non sarebbe stato presentato al convenuto per il pagamento né sarebbe stato levato protesto. Ritenuto che solo contro “l’avallante dell’accettante, rispettivamente dell’emittente (nel vaglia cambiario) non è necessario il protesto”, “se l’istante agisse in qualità di avallante che ha pagato (è l’istante che deve fornire la prova) la cambiale ciò che, come già detto si contesta, quest’ultimo aveva l’obbligo di levare protesto prima di procedere contro il convenuto”.
Ex art. 1050 cpv. 1 CO spirati i termini stabiliti per levare il protesto per mancato pagamento, il portatore decadrebbe dai suoi diritti contro i giranti, contro il contraente e contro gli altri obbligati, ad eccezione dell’accettante, rispettivamente dell’emittente e del suo avallante. Agendo l’istante quale emittente non ha il diritto di chiedere un centesimo al suo avallante: se agisse invece quale avallante che ha estinto il debito dell’emittente non avrebbe azione contro l’altro avallante.
_ ha asseverato che l’avallante che paga la cambiale acquista i diritti cambiari ad essa inerenti contro l’avallato e contro coloro che sono obbligati cambiarmente verso quest’ultimo (art. 1022 cpv. 3 CO) ma non contro un avallante di pari grado.
L’escusso ha rilevato che la cambiale non sarebbe stata completata per quanto attiene alla scadenza. La cambiale in bianco può essere riempita successivamente risp. in qualsiasi momento (art. 1000 CO), ma al più tardi al momento in cui viene chiesto il pagamento o vengono fatte valere le pretese fondate su di essa, ossia il 31 luglio 2001. In concreto ciò non sarebbe avvenuto e la cambiale sarebbe prescritta ex art. 1069 cpv. 1 CO, applicabile anche in caso di azioni contro l’avallante.
La cambiale risp. il vaglia cambiario se pagabile a vista deve essere presentato per il pagamento entro il termine di un anno dalla sua data (art. 1024 CO, 1098 CO) pena la perenzione dei diritti. In concreto il termine per presentare la cambiale in oggetto sarebbe già scaduto da anni ed il vaglia sarebbe perento, perché per l’art. 1097 cpv. 2 CO il vaglia cambiario senza indicazione della scadenza si considera pagabile a vista.
Luogo di pagamento è la Banca _, motivo per cui sarebbe stato necessario levare il protesto.
In replica l’istante ha evidenziato di essere surrogato ex lege nei diritti della Banca _ e quindi nell’ambito della procedura esecutiva ordinaria il vaglia cambiario costituirebbe titolo di rigetto dell’opposizione.
Il creditore ha argomentato che le eccezioni sollevate dal convenuto sarebbero di natura cambiaria e pertanto irricevibili in questa sede, ritenuto che la procedura esecutiva che ci occupa è ordinaria e non cambiaria e che in concreto vi sarebbe agli atti valido riconoscimento di debito a favore del portatore della cambiale, surrogato per legge nei diritti del precedente creditore.
D. Con sentenza 12 aprile 2002 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona dopo aver rilevato che dal doc. 1 emerge che il procedente ha “ripreso la posizione debitoria della _ per l’importo di fr. 319’160”, ha respinto l’istanza perché in concreto non risulterebbe che l’istante abbia pagato il debito, motivo per cui quest’ultimo nulla potrebbe pretendere dai coobbligati.
E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente _ postulando, con protesta di spese, tasse e ripetibili, il rigetto dell’opposizione
L’appellante ha rilevato di essere entrato in possesso del vaglia cambiario dopo “aver soluto alla Banca _ il debito della fallita società _ ”. Ciò è stato fatto nella sua veste di avallante: se così non fosse stato mal si comprende come l’appellante “possa essere entrato in possesso dell’originale del vaglia cambiario”.
Per l’art. 1046 CO chi ha pagato il vaglia cambiario può ripetere dai suoi garanti la somma integrale sborsata oltre accessori.
A mente del creditore le eccezioni di controparte riguardano il merito e non devono pertanto essere considerate in sede di rigetto dell’opposizione.
Per l’appellante “la qualità per ottenere il rigetto dell’opposizione risulta dalla semplice detenzione del titolo cambiario”.
F. Con osservazioni 22 maggio 2002 _ si è opposto al gravame, asseverando che l’appellante sosterrebbe per la prima volta con appello di “essere entrato in possesso del vaglia cambiario dopo aver soluto alla Banca _ il debito della fallita società _ ”. A mente dell’osservante dal doc.1 emergerebbe “che l’avv. _ ha semplicemente ripreso la posizione debitoria della _, non che ha pagato, rispettivamente saldato il debito”.
A mente dell’escusso anche nell’ipotesi in cui il procedente avesse pagato il debito egli non acquisterebbe per surrogazione i diritti inerenti il vaglia cambiario.
_ ripropone poi le eccezioni già sollevate in prima sede.

Considerato
in diritto:
1.a) Ex art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
b) La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).
c) Nel caso di un'esecuzione ordinaria per titolo cambiario l'esame della sua esecutività si estende all'accertamento della validità del titolo sotto il profilo del diritto cambiario (Rep 1979 pag. 400-401 e Rep 1949 pag. 312; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 59 pag. 141).
Una cambiale, così come un vaglia cambiario, valida e non prescritta costituisce riconoscimento di debito per tutti i firmatari debitori secondo il diritto cambiario (cfr. Panchaud/Caprez, op. cit., § 65 pag. 153).