Decision ID: 161c2b45-65c1-5488-af48-bbcde09f5517
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nato nel 1968, il 9 gennaio 2009 ha compilato il questionario per l’affiliazione degli indipendenti, chiedendo l’iscrizione dal 1° gennaio 2009 quale “
rappresentante di prodotti edili
” (doc. 12). Con scritto separato ha contestualmente affermato che “
con inizio del gennaio 2009 sono uscito della disoccupazione e ho la possibilità di svolgere un’attività tale rappresentante di materiali edili in tutta la Svizzera e per tante ditte diverse. Per questo motivo ho deciso di rimettermi in proprio, rinunciando così alle prestazioni della cassa disoccupazione. Visto che ho appena cominciato a lavorare non ho ancora emesso fatture, cosa che avverrà verso fine mese
” (doc. 11).
B. Il 20 agosto 2009 la Cassa CO 1 ha interpellato la “_”, presso la quale è affiliata la società PI 1, che si è così espressa:
"
(...)
Aufgrund der uns zur Verfügung gestellten Unterlagen sind wir der Meinung, dass die Tätigkeit von Herrn RI 1 als
unselbständig
zu qualifizieren ist. Herr RI 1 übt für die Firma PI 1 die Tätigkeit eines Aussendienst-Mitarbeiters aus, er verfügt über keine eigene Verkaufsorganisation, handelt nicht im eigenen Namen, stellt keine Rechnungen aus und trägt keinerlei Inkassorisiko“ (doc. 8)
C. Con decisione del 25 novembre 2009 (doc. 7), confermata dalla decisione su opposizione del 22 dicembre 2009 (doc. 1), la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta di RI 1 ritenendo l’assicurato quale dipendente della PI 1 poiché non ha una propria organizzazione di vendita, non agisce in nome proprio, non fattura direttamente le sue prestazioni al cliente finale e non sopporta alcun rischio d’incasso. Nella decisione su opposizione l’amministrazione ha inoltre aggiunto che “
per le prestazioni fornite alle ditte, _ e _ _ non viene chiesto nessun contributo AVS in quanto il salario è inferiore all’imponibile AVS (art. 34d OAVS).
”
D.
Contro la predetta decisione RI 1 è tempestivamente insorto al TCA, ribadendo in sostanza di voler essere affiliato come indipendente. L’assicurato afferma che il suo lavoro consiste nel dare consulenza tecnica a diverse ditte specializzate nel campo dell’impermeabilizzazione di tetti piani, quindi non lavora come rappresentante, bensì come consulente tecnico e non vende materiali d’edilizia. La sua attività consiste nel dare consulenza per la costruzione di tetti piani in generale, quindi non è legato ad un materiale ma consiglia in favore di diversi materiali di edilizia. Uno dei primi clienti è la PI 1, rivenditrice di solo uno di questi materiali ma è in trattative con altre ditte del ramo per prestare le sue conoscenze.
La società PI 1 gli ha confermato di essere uno dei tanti indipendenti che svolge questo tipo di attività. Il ricorrente sostiene di agire in proprio nome, di fatturare in modo diretto al cliente finale per le sue prestazioni e di sopportare tutti i rischi d’incasso.
Non occupandosi della rivendita di materiali di costruzione, non ha bisogno di magazzini o altri locali e oltre a questo si occupa dell’istruzione nella posa dei tetti, di organizzare workshop per tutte le ditte interessate e di lavorare direttamente sul cantiere a stretto contatto con le ditte che lo richiedono. Per svolgere questo tipo di attività di consulente tecnico necessita di un ufficio che comprende un computer, una stampante e un telefono.
L’insorgente afferma infine di offrire le sue conoscenze a diverse ditte sul territorio nazionale, tra cui la PI 1, che è attualmente il suo miglior cliente e che non è mai stata presa in considerazione l’idea di stipulare un contratto fisso con le ditte a cui presta la sua collaborazione (doc. I).
E. Con risposta del 27 gennaio 2010 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
F. Tramite scritto del 4 febbraio 2010 l’insorgente ha ribadito la sua posizione affermando che il suo guadagno, attualmente, non è ancora sufficientemente elevato per permettergli un’iscrizione nel registro di commercio e di conteggiare l’IVA, che lavora in nome proprio e in proprio conto, assumendosi un rischio economico poiché non riceve uno stipendio fisso, di essere retribuito ad ore da PI 1 e di non aver stipulato, con questa società, un contratto di lavoro al 50%.
Egli ribadisce di essere libero di scegliere i lavori che svolge, di ricevere mandati da numerose ditte, di sopportare personalmen-te tutti i rischi e di essere retribuito in proporzione ai giorni lavorativi effettivi. L’insorgente evidenzia di non essere stato assunto al 50% dalla PI 1, “
infatti il mio lavoro ammonta al 30% in confronto all’accordo
”, e di non poter essere considerato “manodopera” delle società menzionate dalla Cassa, trattandosi di contatti indipendenti avuti da lui stesso. Il ricorrente contesta anche la presa di posizione della “_
_
” poiché il 31 luglio 2009 non era ancora riuscito a spiegare nel dettaglio la sua attività. Lo scopo finale del suo lavoro è quello di collaborare con più ditte diverse possibili e la PI 1 è solo una fra le tante e l’unica con cui è riuscito ad avere una collaborazione continua, mentre con le altre ditte per adesso collabora in singoli cantieri.
In conclusione l’insorgente chiede un colloquio personale in cui possa spiegare la sua professione viste le sue difficoltà linguistiche. L’interessato afferma infine che respingendo la sua richiesta è in pericolo la sua attività, unica fonte di guadagno per lui e di mantenimento per la sua famiglia (doc. V).
G. L’8 ottobre 2009 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa la PI 1 ed ha fissato un termine scadente il 28 maggio 2010 per determinarsi in merito (doc. IX).
H. Con scritto del 26 aprile 2010 la PI 1 ha preso posizione affermando che l’insorgente non è un dipendente della ditta e che, a seconda dei bisogni, l’interessato svolge lavori specifici per la società. Pertanto il ricorrente va considerato indipendente come altri collaboratori (doc. X). Le parti, cui è stata concessa la facoltà di esprimersi in merito (doc. XI), sono rimaste silenti.

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
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istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
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organizzazione giudiziaria (sentenza H 180/06 del 21 dicembre 2007; sentenza I 707/00 del 21 luglio 2003).
nel merito
2.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l
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allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell
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11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
4. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
5.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).