Decision ID: 1081b98c-d2fb-5aec-b345-babd07197d63
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 21 dicembre 2007 la Cassa CO 1 (in seguito: la Cassa) ha confermato la precedente decisione del 18 ottobre 2007 (cfr. Doc. 8) con cui aveva negato all'assicurata il diritto a beneficiare delle indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° ottobre 2007.
La Cassa ha in particolare rilevato:
" L'assicurata rivendica l'indennità di disoccupazione dal 1° ottobre 2007. Entro il termine quadro per il periodo di contribuzione (art. 9 cpv. 3 LADI), ovvero entro il biennio precedente l'annuncio in disoccupazione, l'assicurata dichiara un'occupazione quale aiuto cucina, dal 15 maggio 2005 al 30 settembre 2007, presso l'_ in _, di cui è titolare il coniuge, signor _.
(...)
A questo proposito l'assicurata non può comprovare la riscossione dello stipendio per almeno dodici mesi entro il biennio precedente il 1° ottobre 2007.
Le informazioni fornite sono altresì contrastanti. Da una parte l'assicurata, il 20 novembre 2007, dichiara di aver sempre ricevuto lo stipendio da settembre 2006 come risulta dai conteggi, sottoscritti dal coniuge, e su cui è indicato uno stipendio lordo mensile di CHF 3'500.-. D'altra parte, il 10 dicembre 2007, la signora _, contabile, dichiara che l'assicurata non ha riscosso alcun stipendio da settembre 2006 a settembre 2007.
A comprova della riscossione dello stipendio esiste unicamente una dichiarazione del 6 novembre 2007 della _, su cui risulta tuttavia quale ultimo importo CHF 378.-, accreditati il 7 settembre 2006.
Posto anche che questo importo possa riferirsi al periodo lavorato fino al 7 settembre 2006, resta che prima del 1 ° ottobre 2007 non sono comprovati almeno dodici mesi di occupazione soggetta a contribuzione con comprova della riscossione dello stipendio.
Dopo un esame approfondito dei fatti determinanti e in applicazione delle disposizioni di legge menzionate, l'assicurata non ha diritto all'indennità di disoccupazione dal 1 ° ottobre 2007, perché non può attestare un periodo di contribuzione minimo sufficiente (12 mesi entro il biennio precedente), segnatamente la comprova della riscossione dello stipendio durante almeno dodici mesi dal 1 ° ottobre 2005 al 30 settembre 2007." (Doc. 16)
1.2. Contro la decisione su opposizione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è in particolare così espressa:
" (...)
Mio marito il 15.05.2005 ha ritirato una osteria in via _ a _, io sono stata assunta quale aiuto cucina dal 17.05.2005 con i seguenti orari: dalle 10.30 alle 14.30 e dalle 18.00 alle 21.30, paga oraria di Fr. 18.00 all'ora.
All'inizio l'Osteria andava benino, e mio marito mi versava lo stipendio, dall'estate 2006 la cifra d'affari diminuiva sempre più, e li sono cominciati i problemi, prima si doveva pagare i fornitori, gli oneri sociali AVS / disoccupazione pagato fino a settembre 2007 e vitto, che anche questo fa parte dello stipendio, IVA, ecc. ma non rimaneva più soldi per il mio salario.
Nel bilancio 2007 dell'Osteria risulterà nelle passività il mio salario degli ultimi 9 mesi.
Forse era meglio che chiudeva l'Osteria con i debiti e versarmi il salario, così ora avrei percepito la disoccupazione senza tutti questi problemi. (...)" (Doc. I)
1.3. La Cassa, nella sua risposta del 13 febbraio 2008 propone di respingere il ricorso e osserva:
" (...)
La cessazione dell'attività dell'esercizio pubblico _ di _ il 30 settembre 2007 è confermata dall'Ufficio contribuzioni del Municipio della _ di _ (allegato 12). Inoltre, il 19 ottobre 2007 (si presume almeno che questa sia la data corretta, visto che è stampata la data del 19 settembre 2007) il coniuge dell'assicurata comunica all'Ufficio del registro in_ la cessazione dell'attività della propria ditta individuale e ne chiede la cancellazione (allegato 10), avvenuta il 26 ottobre 2007 (allegato 6).
Dal 27 ottobre 2007, pertanto, l'assicurata non occupa più una posizione analoga a quella di datore di lavoro, riconosciuta alle persone che sono occupate per l'azienda del coniuge. Essa potrebbe aver diritto all'indennità di disoccupazione, al più presto, da questa data.
Resta tuttavia che l'assicurata, proprio perché occupava una posizione analoga a quella di datore di lavoro, è tenuta a comprovare di aver regolarmente ed effettivamente riscosso uno stipendio ai sensi dell'articolo 23 capoverso 1 della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), che considera quale guadagno assicurato il salario determinante nel senso della legislazione sull'AVS e normalmente riscosso.
A questo proposito, i conteggi di stipendio o i conteggi dei contributi alle assicurazioni sociali non costituiscono mezzi di prova sufficienti. Se lo stipendio è versato in contanti, l'assicurato deve almeno poter presentare il certificato di salario che attesta l'avvenuta riscossione dello stipendio.
Nel caso specifico, l'assicurata ha riscosso per l'ultima volta una parte del proprio stipendio sul proprio conto bancario presso la _ il 7 settembre 2006 (allegato 11). Il datore di lavoro annuncia uno stipendio lordo di CHF 3'500.00 (allegati 3 e 4), ma dalla dichiarazione della _ risultano dei versamenti di molto inferiori a quelli pattuiti e non regolari. Il 20 novembre 2007 l'assicurata dichiara altresì di aver sempre ricevuto lo stipendio, così come risulta dai conteggi AVS/AI/IPG (allegato 13), ma questa affermazione è smentita dalla dichiarazione della _ e dalla dichiarazione del 10 dicembre 2007 della signora _, contabile, secondo la quale l'assicurata non ha percepito stipendio a partire dal mese di settembre 2006 (allegato 15).
Per tutte queste ragioni non è possibile stabilire il guadagno assicurato dell'assicurata, poiché non è comprovata né la regolare né l'effettiva riscossione di uno stipendio, per almeno dodici mesi entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, per l'occupazione presso la ditta individuale del coniuge dell'assicurata e purtroppo il diritto all'indennità di disoccupazione non può essere riconosciuto dal 1 ° ottobre 2007." (Doc. III)
1.4. Il 24 aprile 2008 il Presidente del TCA ha sentito come teste la contabile signora _ (Doc. VII).
In quell'occasione ha pure avuto luogo il dibattimento (cfr. Doc. VII).
1.5. Il 28 aprile 2008 il TCA ha richiamato dalla Cassa di disoccupazione l'incarto completo dell'assicurata, che è stato trasmesso il 29 aprile 2008 (cfr. Doc. X).

in diritto
2.1. Il TCA é chiamato a stabilire sapere se la ricorrente ha adempiuto o no il presupposto di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.
L'assicurato ha, in effetti, diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).
Secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione.
L'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).
L'obbligo di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione durante almeno dodici mesi (cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).
Ai fini dell’applicazione di tale articolo, non è necessario che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione, abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a, pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N. 29, pag. 174).
In una sentenza pubblicata in DTF 131 V 444 l’Alta Corte, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che, dal profilo del periodo di contribuzione, la sola condizione per il diritto all'indennità di disoccupazione è, di principio, l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di contribuzione. La giurisprudenza esposta in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e le sentenze che ne sono seguite) non deve dunque essere intesa nel senso che, in aggiunta a ciò, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova che un salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante per la prova dell'esercizio effettivo di una attività dipendente.
In un'altra sentenza pubblicata in DTF 133 V 516 il Tribunale federale ha così riassunto la propria giurisprudenza:
" 2.2 L'assuré a droit à l'indemnité de chômage notamment s'il remplit les conditions relatives à la période de cotisation ou en est libéré (art. 8 al. 1 let. e LACI, en liaison avec les art. 13 et 14 LACI). Celui qui, dans les limites du délai-cadre prévu à cet effet (art. 9 al. 3 LACI), a exercé durant douze mois au moins une activité soumise à cotisation remplit les conditions relatives à la période de cotisation (art. 13 al. 1 LACI dans sa version en vigueur depuis le 1er juillet 2003). En vue de prévenir les abus qui pourraient advenir en cas d'accord fictif entre l'employeur et un travailleur au sujet du salaire que le premier s'engage contractuellement à verser au second, la jurisprudence considère que la réalisation des conditions relatives à la période de cotisation (art. 8 al. 1 let. e et art. 13 LACI) présuppose qu'un salaire a été réellement versé au travailleur (DTA 2001 p. 228, C 329/00). Dans un arrêt récent (ATF 131 V 444), le Tribunal fédéral des assurances a précisé cette jurisprudence en indiquant qu'en ce qui concerne la période de cotisation, la seule condition du droit à l'indemnité de chômage est, en principe, que l'assuré ait exercé une activité soumise à cotisation durant la période minimale de cotisation. Aussi bien la jurisprudence exposée au DTA 2001 p. 225 ss (et les arrêts postérieurs) ne doit-elle pas être comprise en ce sens qu'un salaire doit en outre avoir été effectivement versé; en revanche, la preuve qu'un salaire a bel et bien été payé est un indice important en ce qui concerne la preuve de l'exercice effectif de l'activité salariée (ATF 131 V 444 consid. 3 p. 449 ss).
2.3 L'exercice d'une activité salariée pendant douze mois au moins est donc une condition à part entière pour la réalisation de la période de cotisation, tandis que le versement d'un salaire effectif n'est pas forcément exigé, mais permet au besoin de rapporter la preuve de cette activité. Le versement déclaré comme salaire par un employeur ne fonde cependant pas, à lui seul, la présomption de fait qu'une activité salariée soumise à cotisation a été exercée.
2.4 Par activité soumise à cotisation, il faut entendre toute activité de l'assuré destinée à l'obtention d'un revenu soumis à cotisation pendant la durée d'un rapport de travail (GERHARD GERHARDS, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], vol. I, n. 8 ad art. 13 LACI p. 170). Cela suppose l'exercice effectif d'une activité salariée suffisamment contrôlable (ATF 113 V 352; DTA 1999 n° 18 p. 101 consid. 2a, C 291/98; THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in Ulrich Meyer [éd.], Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit, 2e éd., n. 207 p. 2239; BORIS RUBIN, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol des mesures cantonales, procédure, 2e éd., n. 3.8.4.2, p. 179)." (DTF 133 V 520-521)
In una sentenza 8C_226/2007 del 16 maggio 2008 l'Alta Corte ha ribadito i medesimi concetti, rilevando:
" (...)
7.1 Al consid. 3 della sentenza pubblicata in DTF 131 V 444 il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di statuire che di principio la sola condizione per ammettere l'esistenza di un periodo contributivo è l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo previsto, precisando che la giurisprudenza esposta in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e nelle sentenze successive) non va intesa nel senso che, a titolo cumulativo, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova che un salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante ai fini della determinazione dell'esercizio effettivo di una attività dipendente.
Il Tribunale ha altresì evidenziato che il testo dell'art. 13 LADI è chiaro e che non vi sono validi motivi per scostarsene, rinviando a quanto già statuito in DTF 113 V 352, secondo cui non è necessario che l'obbligo contributivo, il cui adempimento non può essere influenzato dal lavoratore, sia stato effettivamente rispettato. Da detta giurisprudenza la Corte ha dedotto che il fatto che al momento dell'insorgenza della disoccupazione non fossero ancora stati pagati dei salari (si confronti anche art. 165 CC, DLA 1999 no. 21 pag. 113) non deve svantaggiare il lavoratore, evidenziando che tale conclusione si deduce anche dal tenore dell'art. 29 LADI e degli art. 51 segg. LADI. È per contro ammissibile concludere diversamente nel caso in cui l'assicurato rinunci a percepire indennità salariali soggette a contribuzioni (DLA 1999 no. 8 pag. 34 consid. 3b).
La Corte ha quindi concluso che il pagamento effettivo del salario non può essere considerato quale presupposto indipendente per l'ammissione del periodo di contribuzione, ma quale indizio significativo e in casi limite determinante per l'ammissione dell'esercizio di un'attività soggetta a contribuzione (DTF 131 V 444 consid. 3.3 in fine pag. 453). (...)"
2.2. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) nella Circolare concernente l'indennità di disoccupazione in vigore dal 1° gennaio 2007 ha emanato la seguente direttiva:
" PERCEZIONE EFFETTIVA DI UN SALARIO
B144 Oltre ad aver esercitato un'attività soggetta a contribuzione, l'assicurato deve aver effettivamente percepito il salario convenuto. Anche se la riscossione effettiva di un salario non è di per sé un presupposto del diritto all'indennità, si tratta pur sempre di un criterio determinante per riconoscere l'esistenza di un'attività soggetta a contribuzione.
Se l'assicurato non ha percepito il salario in seguito a insolvenza del datore di lavoro secondo l'articolo 51 capoverso 1 LADI, il periodo corrispondente ai crediti salariali è considerato periodo di contribuzione.
Persone che non occupano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro
B145 Per le persone che, prima della disoccupazione, non occupavano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, l'attestato del datore di lavoro e i conteggi mensili dello stipendio sono in genere sufficienti per dimostrare la riscossione effettiva del salario e, di conseguenza, l'esistenza di un'attività soggetta a contribuzione.
È irrilevante invece il fatto che il datore di lavoro abbia o meno versato i contributi alla cassa di compensazione.
Se ha dubbi giustificati riguardo all'esattezza dell'attestato allestito dal datore di lavoro o riguardo all'esistenza stessa di un rapporto di lavoro, la cassa deve effettuare le opportune verifiche. Simili dubbi sussistono, ad esempio, in presenza di un rapporto di lavoro tra parenti.
Persone che occupano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro
B146 Per le persone che, prima di annunciarsi alla disoccupazione, occupavano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro e per i loro coniugi la cassa deve in ogni caso verificare il versamento effettivo del salario.
B147 Le ricevute di versamento sul conto postale o bancario sono in genere sufficienti, nell'ambito di tali verifiche da parte della cassa, a dimostrare il versamento del salario e l'esistenza di un'attività soggetta a contribuzione.
B148 Se il salario è stato versato in contanti, una dichiarazione fiscale corredata dei certificati di salario ottenuti presso l'amministrazione fiscale, le ricevute di salario o gli estratti di libri contabili forniti da una fiduciaria, unitamente a un estratto del conto individuale AVS, possono essere accettati a prova del versamento del salario. Se gli importi indicati sui documenti non corrispondono a quanto figura nell'estratto del conto individuale AVS, per il calcolo del guadagno assicurato viene preso in considerazione l'importo meno elevato.
L'assicurato il cui salario è versato in contanti può anche dimostrare con altri mezzi la riscossione effettiva del salario.
La riscossione del salario non può essere dimostrata soltanto con il conteggio mensile dello stipendio, la ricevuta di salario, il contratto di lavoro, la conferma della disdetta o l'inoltro del credito nell'ambito della procedura fallimentare. Questi documenti sono semplici allegazioni di parte, la cui veridicità può essere garantita unicamente dall'assicurato.
Se i giustificativi presentati non permettono di stabilire chiaramente i salari effettivamente versati nel periodo in questione, l'assicurato deve subire le conseguenze dell'assenza di prove e il diritto all'ID deve essergli negato per mancato adempimento del periodo di contribuzione. La prova della percezione effettiva del salario è determinante per stabilire l'esistenza di un periodo di contribuzione e per determinare il guadagno assicurato. In assenza di una simile prova, il calcolo del guadagno assicurato non sarebbe possibile (cfr. cifra marg. C2)."