Decision ID: e374fb64-00bf-5b33-bfc6-d241cbadb6cb
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1953) e AO 1 (1953), entrambi divorziati, si sono sposati a _ il 19 dicembre 2011. Dal precedente matrimonio tutt'e due hanno figli, ora maggiorenni e indipendenti. Poco prima di passare a nuove nozze, il 2 dicembre 2011, AO 1 ha donato alla figlia F_ la particella n. 1639 RFD di _, riservando per sé e per AP 1 un diritto di usufrutto a vita. Il 16 dicembre 2011 i coniugi hanno adottato inoltre la separazione dei beni e hanno stipulato un contratto di reciproca rinuncia al-l'eredità. AP 1 è pensionato. AO 1 percepisce una mezza rendita AI e, dal novembre del 2017, una rendita di vecchiaia AVS.
B. Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale introdotta il 13 novembre 2015 da AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, i coniugi hanno raggiunto un accordo del 15 dicembre 2015 in ossequio al quale il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. 1639) nel febbraio del 2016. Statuendo con sentenza del 17 agosto 2018, il Pretore ha autorizzato le parti a vivere separate, ha assegnato l'abitazione coniugale in uso alla moglie e ha condannato il marito a versare a quest'ultima un contributo alimentare di fr. 1385.– mensili dal 1° febbraio 2016 al 31 agosto 2017, aumentato a fr. 1420.– mensili dal 1° settembre 2017 in poi, rinviando tutte le contese sulla divisione dei beni mobili e sulla liquidazione dei rapporti patrimoniali all'eventuale divorzio (inc. SO.2015.5080). Contro tale sentenza AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 3 settembre 2018, che però ha ritirato e che è stato stralciato dal ruolo con decreto del 9 ottobre 2018 (inc. 11.2018.94).
C. Il 26 ottobre 2018 AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Leventina con una petizione non motivata in cui figura anche un'istanza cautelare volta alla riduzione immediata del contributo alimentare per la moglie a fr. 45.70 mensili. All'udienza del 20 novembre 2018, indetta per la conciliazione nella causa di divorzio e la discussione dell'istanza cautelare, il Pretore ha formulato una proposta intesa a regolare nelle vie amichevoli gli effetti del divorzio, fissando alle parti un termine di 15 giorni per esprimersi. Quanto all'istanza cautelare, AP 1 l'ha confermata, postulando in subordine la riduzione del contributo litigioso a fr. 871.– mensili. La convenuta ha proposto di respingere l'istanza. Entrambi i coniugi hanno notificato prove. Con lettere del 12 e 19 dicembre 2018 essi hanno poi comunicato di non accettare il prospettato accordo sugli effetti del divorzio. Su invito del Pretore, il 15 aprile 2019 AP 1 ha motivato così la petizione, formulando le proprie richieste di giudizio in merito agli effetti del divorzio.
D. Nel procedimento cautelare il Pretore non ha indetto una discussione finale. Statuendo con decreto del 24 aprile 2019, egli ha respinto l'istanza e ha posto le spese processuali di fr. 350.– a carico del marito, tenuto a rifondere alla moglie un'indennità di fr. 300.– per ripetibili.
E. Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 6 maggio 2019 per ottenere che, come richiesto davanti al Pretore, il giudizio impugnato sia riformato riducendo dal 1° ottobre 2018 il contributo alimentare per la moglie a fr. 45.75 mensili o, subordinatamente, a fr. 871.– mensili. In via ancor più subordinata egli chiede che il decreto impugnato sia annullato e gli atti ritornati al Pretore per istruttoria e nuovo giudizio. Nelle sue osservazioni del 3 giugno 2019 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari sono emanate con la procedura sommaria (art. 276 CPC) e sono impugnabili perciò con appello entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito è dato, ove appena si consideri la riduzione del contributo alimentare in discussione davanti al Pretore (da fr. 1420.– a fr. 45.70 mensili dal 1° ottobre del 2018 in poi), di durata incerta e da calcolare quindi sull'arco di vent'anni (art. 92 cpv. 2 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_117/2016 del 9 giugno 2016, consid. 1.1).
Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto cautelare impugnato è giunto al patrocinatore di AP 1 il 25 aprile 2019 (tracciamento dell'invio 98._, agli atti). Cominciato a decorrere l'indomani, il termine di ricorso sarebbe scaduto così domenica 5 maggio 2019 (art. 314 cpv. 1 CPC), salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Introdotto lunedì 6 maggio 2019, ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto ricevibile. Tempestive sono altresì le osservazioni all'appello. Il termine per presentarle sarebbe scaduto infatti la domenica 2 giugno 2019, ma si è protratto anch'esso al lunedì successivo in forza dell'art. 142 cpv. 3 CPC.
2. All'appello l'istante acclude la sentenza emessa il 17 agosto 2018 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, il decreto di stralcio emanato il 9 ottobre 2018 da questa Camera, copia del verbale d'udienza del 20 novembre 2018, copia di una bolletta del 22 gennaio 2018 per il consumo di elettricità e copia di una fattura del 4 maggio 2018 riguardante la manutenzione della caldaia e del bruciatore nell'abitazione di _. Egli chiede inoltre di assumere le prove da lui offerte al contraddittorio cautelare, rimproverando al Pretore di non avere statuito in proposito. Riguardo alle fatture dell'elettricità e per la manutenzione della caldaia e del bruciatore, l'appellante dichiara trattarsi di documenti prodotti nella procedura a tutela dell'unione coniugale, ma dichiarati irriti dal Pretore e pertanto non ammessi agli atti. Se non che, mancando le condizioni dell'art. 317 cpv. 1 lett. b CPC, tali documenti non possono essere esibiti per la prima volta davanti a questa Camera (DTF 142 III 415 consid. 2.2.2). Quanto alle prove notificate al contraddittorio cautelare, nel decreto impugnato il Pretore ha ritenuto di respingere l'istanza di AP 1 “senza che (...) alcun mezzo di prova d[ovesse] essere assunto” (consid. 8). Ora, la richiesta di esperire in appello prove rifiutate dal primo giudice è di per sé ricevibile (art. 316 cpv. 3 CPC). Come si vedrà oltre, tuttavia, l'assunzione di simili prove non gioverebbe ai fini del giudizio (sotto, consid. 10).