Decision ID: ac7e2a76-1232-54b1-ba73-0772ecc25dcc
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1960, coniugato, con due figli,
beneficiario di un permesso di domicilio valido fino al 3 gennaio 2001, ha
lavorato in Svizzera dal 1981 svolgendo diverse attività, da ultimo quella di
autista di mezzi pesanti (doc. 4 pag. 7, 6 pag. 19, 14 e 16 dell’incarto
dell'Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti
all’estero [UAIE]).
A.b Egli ha interrotto l’attività lavorativa il 13 maggio 1998 a seguito delle
conseguenze alla schiena di un incidente professionale (doc. UAIE 14
pag. 5, 16 pag. 1 e 22 pag. 43). Il caso è stato assunto dall’Istituto nazio-
nale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) che ha versato
indennità giornaliere del 100% dal 16 maggio 1998 al 28 febbraio 1999
(doc. UAIE 20, 32 pag. 1 e 65) e del 50% dal 1° marzo al 31 ottobre 1999
(consid. A.c). Dal 1° novembre 1999 al 31 dicembre 2001 l’assicurato ha
percepito indennità giornaliere del 50% dall’INSAI e indennità di disoccu-
pazione per il restante 50% (doc. UAIE 32 pag. 2).
A.c L’interessato, dopo aver ripreso il 1° marzo 1999 l’attività svolta presso
il suo ultimo datore di lavoro nella misura del 50%, è stato licenziato con
effetto al 31 ottobre 1999 (doc. UAIE 30 pag. 3 e 94 pag. 60). Tra il 1° giu-
gno 2004 e il 31 ottobre 2005 egli ha esercitato un’attività lavorativa al 50%
(doc. UAIE 104).
B.
B.a Il 18 febbraio 1999 A._ ha formulato all’attenzione dell’Ufficio
dell’assicurazione invalidità del Canton B._ (Ufficio AI) una richiesta
volta all’ottenimento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità (doc. UAIE 14).
B.b Nel corso dell’istruttoria l’Ufficio AI ha assunto agli atti i rapporti medici
del dott. C._, medico INSAI, specialista in chirurgia, del 12 ottobre
1998 (doc. UAIE 22 pag. 25-28), del 28 gennaio 1999 del dott. D._,
specialista in medicina interna e reumatologia (doc. UAIE 23), del dott.
E._, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologica dell’appa-
rato locomotore, del 1° settembre 1998 (doc. UAIE 22 pag. 31), 26 ottobre
(doc. UAIE 22 pag. 23) e 20 novembre seguenti (doc. UAIE 22 pag. 18) e
del 5 marzo 1999 (doc. UAIE 18), del dott. F._, specialista in medi-
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cina interna, del 3 maggio 1999 (doc. UAIE 24), i referti di G._, spe-
cialista in integrazione professionale, del 22 settembre 2000 (doc. UAIE 37
pag. 1) e del 23 gennaio 2001 (doc. UAIE 45) relativi a misure di reintegra-
zione/stages professionali svolti dall’assicurato tra l’8 maggio e il 7 settem-
bre 2000, rispettivamente dal 27 novembre 2000 al 7 gennaio 2001, il rap-
porto medico finale INSAI del dott. H._, specialista in chirurgia or-
topedica, del 15 febbraio 2001 (doc. UAIE 94 pag. 50-53), in cui l’assicu-
rato è stato considerato abile al lavoro nella precedente attività al 50% e in
attività adeguata all’80-85%, nonché il questionario per il datore di lavoro
del 3 marzo 1999 (doc. UAIE 16).
B.c Con decisione del 1° luglio 2002 (doc. UAIE 67) l’Ufficio AI ha ricono-
sciuto ad A._ un quarto di rendita di invalidità dal 1° maggio 1999,
con un grado di invalidità del 41,5%, tenuto conto di un reddito da valido di
fr. 64'805.- e di un reddito da invalido pari a fr. 37'883.-, sulla base di una
capacità lavorativa dell’85% in attività adeguata.
Mediante sentenza del 21 maggio 2003 (doc. UAIE 82) il Tribunale delle
assicurazioni del Canton B._ (TAS-B._) ha respinto il ricorso
interposto dall’interessato il 12 agosto 2002 avverso la succitata decisione
(doc. UAIE 75 pag. 10-15).
C.
Nel quadro della procedura di infortunio con decisione su opposizione del
25 marzo 2004 (doc. UAIE 94 pag. 24-26), l’INSAI ha respinto l’opposi-
zione presentata da A._ il 7 gennaio 2003 (doc. UAIE 94 pag. 9-10)
avverso la decisione del 20 dicembre 2002 con cui l’assicuratore infortuni
gli aveva attribuito una rendita d’invalidità del 42% dal 1° agosto 2002 non-
ché un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 10% (doc. UAIE
94 pag. 20-23). L’assicuratore infortuni ha rinviato alle conclusioni
espresse in ambito AI per quanto attiene al grado di invalidità.
D.
D.a Il 13 aprile 2005 (doc. UAIE 89) l’assicurato ha presentato all’Ufficio AI
una domanda di revisione della rendita.
D.b Nel corso dell’istruttoria l’Ufficio AI ha assunto agli atti il rapporto del
27 maggio 2005 del dott. F._ (doc. UAIE 97) e il questionario per il
datore di lavoro del 18 luglio 2005 (doc. 104).
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Pagina 4
D.c Tramite decisione del 21 ottobre 2005 (doc. UAIE 105) l’Ufficio AI ha
respinto la domanda di aumento del grado di invalidità e confermato il diritto
ad un quarto di rendita.
E.
Il 31 luglio 2006 A._ ha lasciato la Svizzera per trasferirsi in Italia
(doc. UAIE 107 pag. 1-2). Il 15 agosto seguente l’Ufficio AI ha pertanto tra-
smesso l’incarto all'UAIE per competenza (doc. UAIE 12 pag. 1).
F.
Nel quadro della procedura di revisione avviata dall’amministrazione il
13 novembre 2008 (doc. UAIE 119) sono stati assunti agli atti il rapporto
del 18 dicembre 2008 del dott. I._, specialista in ortopedia e trau-
matologia (doc. UAIE 124), la perizia medica particolareggiata (E213) del
dott. L._, la cui specializzazione non è nota, del 16 febbraio 2009
(doc. UAIE 123 pag. 1-13), nonché i referti radiologici del 3 e 9 dicembre
2008 (doc. UAIE 125-126).
Con scritto dell’8 aprile 2009 (doc. UAIE 130) l’UAIE ha confermato il diritto
dell’assicurato ad un quarto di rendita (consid. B.c).
G.
In data 22 marzo 2012 (doc. UAIE 133) l’autorità inferiore ha intrapreso
un’ulteriore procedura di revisione e assunto agli atti il rapporto del
21 aprile 2012 della dott.ssa M._, specialista in ortopedia e trauma-
tologia (doc. UAIE 141), la perizia medica particolareggiata (formulario
E213) del dott. N._, la cui specializzazione non è nota, del 2 maggio
2012 (doc. UAIE 138 pag. 1-13), nonché il referto radiologico del 19 aprile
2012 (doc. UAIE 140).
Tramite comunicazione del 27 luglio 2012 l’autorità di prime cure ha riferito
ad A._ la conferma delle prestazioni riconosciutegli (doc. UAIE
145).
H.
Con nuova procedura di revisione del 4 giugno 2015 (doc. UAIE 147)
l’UAIE ha assunto agli atti il rapporto del 30 luglio 2015 del dott.
O._, specialista in ortopedia e traumatologia (doc. UAIE 151), e la
perizia medica particolareggiata (formulario E213) dell’11 agosto 2015
della dott.ssa P._, la cui specializzazione non è nota (doc. UAIE 152
pag. 1-10).
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Pagina 5
Il 23 settembre 2015 (doc. UAIE 155), l’autorità inferiore ha comunicato
all’assicurato la conferma delle prestazioni assegnategli.
I.
I.a
I.a.a Il 21 agosto 2018 l’UAIE ha avviato un’ulteriore procedura di revisione
(doc. UAIE 158). Agli atti sono stati assunti il referto radiologico del 7 set-
tembre 2018 (doc. UAIE 165), il rapporto del dott. Q._, specialista
in ortopedia e traumatologia, dell’8 settembre 2018 (doc. UAIE 4), nonché
la perizia medica particolareggiata (formulario E213), notificata il 17 ottobre
2018, del dott. L._ (doc. UAIE 166 pag. 1-10).
I.a.b Con rapporti del 29 ottobre (doc. UAIE 168 pag. 1-6) e 3 dicembre
2018 (doc. UAIE 170 pag. 1-3) il dott. R._, medico del Servizio me-
dico regionale (SMR), specialista in medicina fisica e riabilitazione, ha con-
fermato le diagnosi poste dal dott. L._ e ne ha ripreso le conclusioni
quo alla capacità lavorativa, ritenuta totale in ogni attività dal 4 ottobre
2018.
I.b Mediante progetto di decisione del 1° febbraio 2019 l’UAIE ha quindi
ripreso le conclusioni del SMR quo alla capacità lavorativa di A._ e
comunicato la soppressione della rendita, fissando un’incapacità lavorativa
(senza precisare in quale attività) e di guadagno dello 0% (doc. UAIE 172).
L’autorità di prime cure ha ritenuto un miglioramento dello stato di salute
dal 4 ottobre 2018 con conseguente piena capacità lavorativa nell’attività
professionale abituale.
I.b.a Il 26 febbraio 2019 l’assicurato (doc. UAIE 179), agendo per il tramite
dell’avv. Rosario Maglio, si è opposto al progetto di decisione, producendo
il referto radiologico del 15 febbraio 2019 (doc. UAIE 180), il rapporto del
20 febbraio 2019 del dott. S._, specialista in ortopedia, traumatolo-
gia, terapia fisica e riabilitazione (doc. UAIE 183), nonché quelli del 22 feb-
braio 2019 del dott. Q._ (doc. UAIE 181) e del dott. T._, spe-
cialista in ortopedia (doc. UAIE 182). Egli ha sostenuto al riguardo che la
suddetta documentazione medica dimostrava che lo stato di salute era
peggiorato.
I.b.b Il dott. R._, chiamato nuovamente a pronunciarsi, con anno-
tazione del 18 giugno 2019 (doc. UAIE 194) ha affermato che la documen-
tazione prodotta non modificava le sue valutazioni.
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I.c Con decisione del 21 giugno 2019 (doc. UAIE 196) l’UAIE ha ripreso le
argomentazioni e le conclusioni del progetto di decisione del 1° febbraio
2019 (consid. I.b), sopprimendo il quarto di rendita di invalidità con effetto
dal 1° agosto 2019. Esso ha altresì evidenziato che la documentazione
medica prodotta dall’interessato in sede di osservazioni (consid. I.B.a) non
era tale da inficiarne le conclusioni.
Conformemente all’art. 97 LAVS (RS 831.10) in correlazione con l’art. 66
LAI (RS 831.20) l’autorità inferiore ha infine tolto l’effetto sospensivo al ri-
corso contro la suddetta decisione.
J.
J.a Il 13 agosto 2019, sempre tramite l’avv. Rosario Maglio, A._ ha
interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale, chiedendo,
in via preliminare, la restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso, nel me-
rito, in via principale, l’annullamento della decisione impugnata, il ricono-
scimento di un quarto di rendita d’invalidità anche dopo il 31 luglio 2019 e,
in via subordinata, l’espletamento di ulteriori accertamenti medici (doc. TAF
1 e allegati). Delle motivazioni si dirà se necessario nei considerandi di
diritto.
A sostegno del proprio gravame l’interessato ha prodotto il certificato del
15 luglio 2019 del dott. U._, la cui specializzazione non è nota (al-
legato 7 al doc. TAF 1), il rapporto del dott. S._ del 17 luglio 2019
(allegato 8 al doc. TAF 1), il referto radiologico del 1° agosto 2019 (allegato
9 al doc. TAF 1), nonché il referto del 7 agosto 2019 del dott. V._,
consulente medico-legale, specialista in endocrinologia (allegato 4 al
doc. TAF 1), il quale attesta una capacità lavorativa del 50% nella prece-
dente attività di camionista e del 100% in attività leggere tenuto conto di
diverse limitazioni funzionali.
J.b In data 18 settembre 2019 l’assicurato ha versato l’anticipo spese di
fr. 800.- (doc. TAF 10).
K.
Con decisione incidentale del 9 ottobre 2019 la giudice dell’istruzione ha
respinto l’istanza tendente alla restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso
(doc. TAF 13).
L.
Tramite risposta del 25 novembre 2019 (doc. TAF 15) l'UAIE ha proposto
C-4256/2019
Pagina 7
la reiezione del gravame, rinviando alla presa di posizione del dott.
R._ del SMR del 28 ottobre precedente, di cui si dirà nei conside-
randi in diritto (allegato al doc. TAF 15; consid. 14.2).
M.
Chiamato il 28 novembre 2019 (doc. TAF 16) dal Tribunale adito a presen-
tare la replica nonché a fare trascrivere in modo leggibile parte della docu-
mentazione medica prodotta, il ricorrente non ha reagito.
N.
Invitata il 3 febbraio 2020 a prendere posizione in merito alla vertenza
(doc. TAF 20), con scritto del 10 febbraio successivo (doc. TAF 23)
l’Z._ ha comunicato che il ricorrente non è assicurato presso di loro
né per la previdenza professionale obbligatoria né contro gli infortuni.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che
gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4
consid. 1.2).
Il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'UAIE.
1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù
dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è
disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1).
Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per
quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta
l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicura-
zione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi
alla LPGA. Secondo le regole generali del diritto intertemporale, si appli-
cano le norme procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso
(DTF 130 V 1 consid. 3.2).
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Pagina 8
1.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale ap-
plica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62
cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il
ricorso potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal
ricorrente o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non
ha preso in considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 con-
sid. 1.3; DTAF 2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti
per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta
liberamente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la
legge non disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado
di prova della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto pro-
vato, soltanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 con-
sid. 6). Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) e a motivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di prin-
cipio, ad esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non
invocate dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'e-
same dell'incarto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a;
121 V 204 consid. 6c).
3.
3.1
3.1.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1).
3.1.2 Nella fattispecie oggetto del contendere è la soppressione, con ef-
fetto dal 1° agosto 2019, del quarto di rendita concesso dal 1° maggio
1999. Ne consegue che sono applicabili le modifiche legislative di cui alla
6a revisione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012
C-4256/2019
Pagina 9
e le eventuali modifiche intervenute fino alla data della decisione impu-
gnata.
3.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa e meglio il 20 novembre 2017 (DTF 132 V
215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti ve-
rificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-
certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi
sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di in-
fluire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione liti-
giosa è stata resa (sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 con-
sid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V
200 consid. 3a in fine).
4.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e ri-
siede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3
del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento
medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
C-4256/2019
Pagina 10
5.
5.1 Oggetto del contendere è la soppressione, con effetto dal 1° agosto
2019, del diritto di A._ di percepire il quarto di rendita di invalidità
riconosciutogli dal 1° maggio 1999. In concreto va quindi esaminato se la
situazione di salute, rispettivamente la capacità lavorativa dell’assicurato –
in particolare l’aspetto parziale della capacità di svolgere la precedente at-
tività a tempo pieno invece che al 50% – sono migliorate in misura tale da
giustificare un grado di invalidità nullo.
5.2 L’insorgente fondandosi sulla documentazione medica prodotta, in par-
ticolare sui rapporti del dott. S._ del 20 febbraio 2019 (doc. UAIE
183) e 17 luglio 2019 (allegato 8 al doc. TAF 1), su quelli del 22 febbraio
2019 dei dott.ri Q._ (doc. UAIE 181) e T._ (doc. UAIE 182),
sul certificato del 15 luglio 2019 del dott. U._ (allegato 7 al doc. TAF
1), sul referto del 7 agosto 2019 del dott. V._ (allegato 4 al doc. TAF
1), nonché sui referti radiologici del 15 febbraio (doc. UAIE 180) e 1° ago-
sto 2019 (allegato 9 al doc. TAF 1), ritiene che non è intervenuto alcun
miglioramento né dello stato di salute né della capacità lavorativa dal 4 ot-
tobre 2018 ma che, al contrario, sarebbe sopraggiunto un peggioramento
(doc. TAF 1 e allegati).
5.3 L’amministrazione ritiene per contro, sulla base della perizia notificata
il 17 ottobre 2018 del dott. L._ (doc. UAIE 166) e dei rapporti ed
annotazioni SMR del 29 ottobre 2018 (doc. UAIE 168), 3 dicembre 2018
(doc. UAIE 170), 18 giugno 2019 (doc. UAIE 194) e 28 ottobre 2019 (alle-
gato al doc. TAF 15), che lo stato di salute del ricorrente è migliorato e che
egli presenta una capacità lavorativa totale dal 4 ottobre 2018, sia nell’atti-
vità abituale di autista che nell’esercizio di un’attività sostitutiva idonea, da
cui consegue un grado di invalidità nullo.
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di su-
bire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano un’at-
tività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che l’eserci-
tino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le
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Pagina 11
proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e
8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF
116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011
consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv. 1
LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
6.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.4
6.4.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice
in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere
rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invali-
C-4256/2019
Pagina 12
dità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche pos-
sono costituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e
per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’as-
sicurato (DTF 132 V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali atti-
vità l’assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-
mente esigibili dall’assicurato. Affinché un rapporto medico acquisti valore
di prova rilevante è determinante che esso sia completo in merito ai temi
sollevati, si fondi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudi-
naria (anamnesi), su esami approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di
cui si lamenta l’assicurato e sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni
mediche o nell’apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell’esperto devono inoltre essere motivate. Determinante quindi per stabi-
lire se un rapporto medico ha valore di prova non è né la sua origine né la
sua denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo con-
tenuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto me-
dico deve altresì essere redatto da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del
22 novembre 2017 consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 con-
sid. 4.2).
6.4.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-
bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-
lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 con-
sid. 3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione
a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che
riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche
che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.
Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-
diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere
in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-
C-4256/2019
Pagina 13
zione. Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere
attribuito pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino conclu-
denti, compiutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non
sussistano degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendi-
bilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipen-
denza con l’assicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e
l’imparzialità. Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che
permettono di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la par-
zialità dell’apprezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 con-
sid. 3b/ee).
6.4.3 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV
n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
6.5
6.5.1 Per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione
degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni,
stabiliscono la capacità funzionale dell’assicurato – determinante per l’AI
secondo l’art. 6 LPGA – di esercitare un’attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indi-
pendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
C-4256/2019
Pagina 14
Scopo e senso dell’art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell’art. 49 OAI risie-
dono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo ai propri medici per la
valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie
alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati
a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo
è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e
assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così
decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa
invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2).
Peraltro, i rapporti SMR hanno la funzione di effettuare una sintesi delle
informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa e formulare delle
raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da un punto di vista
medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1).
Per poter loro attribuire pieno valore probatorio, i rapporti dei servizi medici
regionali devono essere redatti da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso di specie. Se ciò non è il caso, il
loro valore probatorio è affievolito (sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 lu-
glio 2010 consid. 4.2).
6.5.2 I rapporti interni del SMR ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 OAI non pongono
autonomamente delle diagnosi, bensì apprezzano sotto l'aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio anche dell'am-
ministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono necessaria-
mente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non è
dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR
esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. Negli altri
casi rende la propria valutazione sulla base della documentazione esi-
stente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giuri-
sprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR
se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente
riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con
riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 con-
sid. 4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, con-
sid. 4.2.1).
6.5.3 Al riguardo va in particolare rilevato che se è vero che nelle procedure
concernenti l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni sociali
non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
C-4256/2019
Pagina 15
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4).
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 Giusta l’art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d’ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d’in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all’invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d’invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all’in-
validità (lett. b).
7.3 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
7.4 Giusta l’art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-
dita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assistenza è
messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se l’erogazione indebita è dovuta all’otteni-
mento illecito di una prestazione da parte dell’assicurato o se quest’ultimo
ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’art. 77
OAI.
C-4256/2019
Pagina 16
7.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Peraltro, per
procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il grado d'in-
validità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A diffe-
renza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre prestazioni
durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revisione di una
rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) una
modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può risiedere sia
in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica della compo-
nente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una modifica di
poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo a una re-
visione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale modifica de-
termina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF
133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invali-
dità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono segna-
tamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), possono es-
sere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del nuovo
esame (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti).
Irrilevante è invece, una diversa valutazione di una fattispecie restata so-
stanzialmente immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).
8.
8.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale
accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto
dei redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del prov-
vedimento litigioso (sentenza del Tribunale federale I 759/06 del 5 settem-
bre 2007; DTF 133 V 108 consid. 5).
8.2 Al riguardo va rilevato che le tre procedure avviate dall’amministrazione
tra il 2008 e il 2015 (consid. F-H) si fondano essenzialmente su perizie me-
diche particolareggiate (formulari E213; doc. UAIE 123, 138, 152), piutto-
sto stringate, redatte da medici di cui non si conosce la specializzazione,
C-4256/2019
Pagina 17
nonché su rapporti specialistici estremamente succinti (doc. UAIE 124,
141,151). Esse non adempiono quindi le condizioni poste dalla giurispru-
denza succitata.
Lo stesso dicasi per la procedura di revisione che ha condotto alla deci-
sione dell’Ufficio AI del 21 ottobre 2005 basata in sostanza su un solo rap-
porto, seppur abbastanza approfondito, del medico curante (consid. D).
Al contrario la prima procedura culminata con la decisione dell’Ufficio AI del
1° luglio 2002, emanata sulla scorta di numerosi e dettagliati rapporti me-
dici specialistici, e facendo riferimento alla procedura LAINF (consid. B.b),
adempie i criteri giurisprudenziali descritti al considerando 8.1.
8.3 Alla luce di quanto esposto, il periodo di riferimento nell’ambito della
presente vertenza è quello intercorrente tra il 1° luglio 2002, data della de-
cisione con cui l’Ufficio AI ha riconosciuto ad A._ un quarto di ren-
dita di invalidità dal 1° maggio 1999, e il 21 giugno 2019, data della deci-
sione impugnata.
9.
9.1 Nell’ambito della procedura introdotta da A._ il 18 febbraio 1999
con rapporto d’uscita del 28 gennaio 1999 (doc. UAIE 23), all’attenzione
dell’INSAI, il dott. D._ della A.a._ di A.b._, ha posto
le diagnosi di “ syndrome dorso-lombovertébral persistant, résistant aux
traitements, dans un contexte de: attitude vicieuse (...) et ménagement de
charge et mise en charge pathologique liés à la douleur, légère déformation
du rachis et suspicion clinique de dysfonctionnement segmentaire de
D12/L1, état consécutif à une chute avec contusion du dos et fracture des
corps de D11 et L1 le 13.05.1998 (...), légère diminution de la hauteur de
la D11 sur les radiographies et déformation cunéiforme de L1, spondylo-
phytose évolutive à la partie antérieure du plateau supérieur de L1, super-
position fonctionnelle croissante (...) “ e di “ légère périarthropatie du ge-
nou (...) à gauche dans un contexte de début de gonarthrose bilatérale “
(doc. UAIE 23 pag. 1).
Il medico ha pertanto ritenuto “ (...) une capacité de travail de 50% dès le
27.01.1999 comme chauffeur de poids lourds, pour des activités physiques
légèrement à moyennement contraignantes au maximum, faisant alterner
les charges (sans levage et port répétitifs de poids de plus de 20 kg, ni
longs trajets en camion sans courtes pauses pour se dégourdir). (...)“ La
C-4256/2019
Pagina 18
capacité de travail devrait être portée à 100% d’ici trois ou quatre semaines
au maximum (...) “ (doc. UAIE 23 pag. 3).
9.2 Mediante rapporto finale INSAI del 15 febbraio 2001 il dott. H._
(doc. UAIE 94 pag. 50-53) ha in particolare sostenuto “ dans son activité
antérieure, je pense qu’un rendement au-delà de 50% n’est pas représen-
tatif de la réalité. En effet, dans l’état actuel des choses, ce patient ne peut
effectuer de longs déplacements (au-delà de 45-60 minutes) et ne peut
porter des charges au-delà de 10 kg. En outre, des fréquentes périodes de
repos sont nécessaires “. Egli ha inoltre precisato “ dans une activité adap-
tée, idéalement en position semi-assise/semi-debout, avec la limitation de
charges précitées, ce patient pourrait avoir un rendement de l’ordre de 80-
85%. Ceci lui laisse l’opportunité de prendre des temps de pause : soit
sous forme d’une ou deux après-midi par semaine; soit sous forme de re-
pos toutes les heures (5 à 10 minutes) ou toutes les deux heures “. A titolo
esemplificativo il medico ha indicato quali attività sostitutive idonee quelle
di sorvegliante in una catena di montaggio, magazziniere per materiale leg-
gero, lavori d’ufficio non necessitanti lunghi spostamenti e lavori leggeri di
manutenzione.
10.
10.1 Contestualmente alla procedura di revisione avviata il 13 aprile 2005
con rapporto del 27 maggio seguente (doc. UAIE 97) il dott. F._ ha
ritenuto l’assicurato abile al 50% in attività adeguata leggera.
10.2 Nel quadro della seconda procedura di revisione avviata il 13 novem-
bre 2008, mediante perizia particolareggiata del 16 febbraio 2009 (formu-
lario E213, doc. UAIE 123) il dott. L._ ha posto le diagnosi di “ esiti
di frattura di D11 e L1; spondilodiscoartrosi lombare e segni di artrosi del
rachide dorsale; eccedenza ponderale “ (doc. UAIE 152 pag. 9), indicato
che le condizioni di salute erano rimaste stazionarie rispetto all’ultima visita
(doc. UAIE 123 pag. 9) e ritenuto A._ abile al 100% in ogni attività,
riconoscendo nel contempo un’invalidità del 40% secondo il diritto italiano
(doc. UAIE 123 pag. 11).
10.3 Contestualmente alla terza procedura di revisione del 22 marzo 2012
con perizia particolareggiata del 2 maggio 2012 (formulario E213,
doc. UAIE 138) il dott. N._ ha precisato che le condizioni di salute
erano migliorate rispetto all’ultima visita e ritenuto l’assicurato in grado di
svolgere regolarmente lavori leggeri (doc. UAIE 138 pag. 7). Egli ha per-
C-4256/2019
Pagina 19
tanto considerato A._ abile per 4 ore al giorno nell’ultima profes-
sione di operaio/camionista e a tempo pieno in un’attività adeguata, rico-
noscendo nel contempo un’invalidità del 50% secondo il diritto italiano in
ogni attività (doc. UAIE 138 pag. 9).
10.4 Nell’ambito della quarta procedura di revisione avviata il 4 giugno
2015 con perizia particolareggiata dell’11 agosto 2015 (formulario E213,
doc. UAIE 152) la dott.ssa P._ ha attestato che le condizioni di sa-
lute erano rimaste stazionarie rispetto alla precedente visita e ritenuto l’as-
sicurato in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri (doc. UAIE 152
pag. 7). Il medico interpellato ha posto infine i seguenti limiti funzionali: at-
tività che non comporti frequenti flessioni, trasporto e sollevamento pesi,
salita su piani inclinati, scale o scale a pioli, rischi di cadute e che permetta
cambiamenti posturali, l’alternanza tra deambulazione, posizione
eretta/seduta e senza ritmi particolarmente stressanti (doc. UAIE 152
pag. 8).
11.
11.1 In occasione della procedura di revisione in esame dal referto della rx
al rachide lombo-sacrale effettuata il 7 settembre 2018 emerge “ lieve ridu-
zione della fisiologica lordosi sul piano sagittale. Scoliosi lombare sinistro-
convessa sul piano coronale. Non lesioni ossee focali. Produzioni osteofi-
tosiche a ponte, in particolare nel passaggio dorso-lombare. Ridotto lo spa-
zio intersomatico L5-S1. Muro vertebrale posteriore indenne “ (doc. UAIE
165).
11.2 Con rapporto del 7 settembre 2018 (doc. UAIE 164) il dott. Q._
ha ripreso le diagnosi note, evidenziato limitazioni funzionali dolorose nel
rachide dorso-lombare con contrattura muscolare e consigliato di evitare
una prolungata posizione eretta e sforzi in flessione.
11.3 Mediante perizia medica particolareggiata notificata il 17 ottobre 2018
(formulario E213, doc. UAIE 163) il dott. L._, che ha esaminato l’as-
sicurato il 4 ottobre 2018, ha posto la diagnosi di “ rachialgia dorso-lombare
cronica e sciatalgia destra ricorrente da esiti di frattura di D11 e di L1 e da
artrosi (traumatismo lombare [ICD 17.19.9523.3] “ (doc. UAIE 163 pag. 7).
Egli ha inoltre precisato che le condizioni di salute erano migliorate rispetto
alla precedente visita, e considerato l’insorgente in grado di svolgere rego-
larmente lavori pesanti (doc. UAIE 163 pag. 7). L’esperto ha pertanto rite-
nuto A._ abile in misura totale sia nell’ultima professione di camio-
C-4256/2019
Pagina 20
nista che in un’attività adeguata, riconoscendo tuttavia nel contempo un’in-
validità del 50% in ogni attività secondo il diritto italiano (doc. UAIE 163
pag. 9).
11.4 Con rapporti del 29 ottobre (doc. UAIE 168 pag.1) e 3 dicembre 2018
(doc. UAIE 170) il dott. R._ ha confermato le diagnosi poste dal
dott. L._ e ne ha ripreso le conclusioni quo alla capacità lavorativa,
precisando che vi era un miglioramento rispetto a quanto attestato nel for-
mulario E213 del 2 maggio 2012, secondo cui la capacità lavorativa nell’at-
tività precedente era del 50%, mentre ora è totale.
12.
12.1
12.1.1 In fase di osservazioni al progetto di decisione del 1° febbraio 2019
il ricorrente ha prodotto il referto RMN dorsale e lombo-sacrale del 15 feb-
braio 2019 da cui emergono in particolare “ diffuse manifestazioni artrosi-
che, senza alterazioni della morfologia dei metameri; limitata alterazione di
segnale a carico del soma di D8, compatibile con emangioma vertebrale; il
muro posteriore appare comunque conservato (...) ” nonché “ piccola ernia
discale, paramediana ed intraforaminale destra, in corrispondenza dello
spazio intersomatico L5-S1; a tale livello si apprezzano alterazioni di se-
gnale a carico della spongiosa e delle limitanti somatiche affrontate, come
da sofferenza di tipo cronico “ (doc. UAIE 180).
12.1.2 Con rapporto del 20 febbraio 2019 il dott. S._ ha ritenuto il
ricorrente non autonomo (doc. UAIE 183).
12.1.3 Il 22 febbraio 2019 (doc. UAIE 182) il dott. T._ ha indicato
“ dolore alla digitopressione delle apofosi spinose lombari. Dolore delle ar-
ticolazioni dorso-lombari. Lasègue positivo a destra. Il paziente deambula
con difficoltà “, consigliando nel contempo una visita neurochirurgica e cicli
di rieducazione motoria.
12.1.4 Con rapporto del 22 febbraio 2019 (doc. UAIE 181) il dott.
Q._ ha evidenziato “ (...) limitazione funzionale dolorosa del ra-
chide lombosacrale in tutte le sue escursioni. Presenza di Lasègue ai mi-
nimi gradi a destra ed ai gradi medi a sinistra “ e suggerito di evitare sforzi
in flessione, prolungata stazione eretta e carichi superiori ai 15 kg.
C-4256/2019
Pagina 21
12.1.5 Chiamato a pronunciarsi, con presa di posizione del 18 giugno 2019
(doc. UAIE 194) il dott. R._ (doc. UAIE 93) ha affermato che la do-
cumentazione prodotta non modificava le valutazioni espresse in sede di
perizia dal dott. L._, di cui ha integralmente confermato le conclu-
sioni (consid. 10.3). Egli ha sottolineato che “ vengono fornite ulteriori
relazioni mediche. Si tratta di referti manoscritti (...), che non corrispon-
dono ai requisiti minimi e più elementari di una relazione medica. Vengono
semplicemente elencate diagnosi già note e sintomi descritti dal paziente “.
A proposito della risonanza magnetica ha precisato che le ernie discali ri-
scontrabili nel 40/50% dei pazienti vanno interpretate unicamente nel con-
testo clinico.
13.
13.1
13.1.1 In sede ricorsuale A._ ha prodotto il certificato medico del
15 luglio 2019 in cui il dott. U._ ha sconsigliato la guida di automezzi
e il sollevamento di pesi superiori a 15 kg (allegato 7 al doc. TAF 1).
Tramite rapporto del 17 luglio 2019 (allegato 8 al doc. TAF 1) il dott.
S._ ha raccomandato di non sollevare pesi superiori ai 15 kg e
l’esecuzione di cicli di KFT.
13.1.2 Il referto radiologico RM dorsale e lombosacrale del 1° agosto 2019
evidenzia “ (...) ernia intraspongiosa alla limitante somatica di L1. Patolo-
gia discoartrosica in L5-S1: il disco mostra segni degenerativi cronici con
riduzione dello spessore. Si associa un’ernia paramediana laterale destra
con impegno di forame con coniugazione omolaterale. Segni degenerativi
cronici artrosici prevalenti alle articolazioni interapofisarie (...) “ (allegato 9
al doc. TAF 1).
13.1.3 Con referto del 7 agosto 2019 (allegato 4 al doc. TAF 1) il dott.
V._ ha posto la diagnosi di “ lombalgia cronica ricorrente con irra-
diazione sciatalgica destra in esiti di frattura D11 e L1 con spondiloartrosi
secondaria ed ernia intraspongiosa in L1 “ (allegato 4 al doc. TAF 1,
pag. 4).
Riferendosi alla documentazione medica agli atti, in particolare alla perizia
della dott.ssa P._ dell’11 agosto 2015 (consid. 10.4), nonché ai nu-
merosi rapporti prodotti sia in sede di osservazioni al progetto di decisione
(consid. 12.1.1-12.1.4) che pendente causa di ricorso (consid. 13.1.1-
C-4256/2019
Pagina 22
13.1.3) il medico ha sostenuto che “ (...) le condizioni del sig. A._
siano stazionarie da oltre 20 anni e pertanto sia riconfermato il grado di
invalidità parziale del 50% e soprattutto che non può svolgere a tempo
pieno il suo ultimo lavoro di camionista operaio ma può svolgere solo lavori
leggeri evitando di fare frequenti flessioni, trasporto e sollevamento pesi,
salita di piani inclinati e scale per il rischio di cadute evitando ritmi partico-
larmente stressanti, con possibilità di cambiamenti posturali, alternando
deambulazione, stazione eretta e posizione seduta “ (allegato 4 al doc. TAF
1, pag. 7).
14.
14.1 Alla luce di quanto sopra esposto va quindi esaminato se la perizia
particolareggiata (formulario E213) del dott. L._, notificata il 17 ot-
tobre 2018, su cui si è fondato il SMR e, a sua volta, l’UAIE ai fini della
soppressione della rendita, permette di desumere in maniera completa,
motivata, concludente e pertanto convincente un’evoluzione positiva della
capacità lavorativa tale da giustificare un’abilità lavorativa del 100% sia
nell’attività precedente di autista di automezzi pesanti che in attività ade-
guate, in entrambi i casi dal 4 ottobre 2018.
14.2 Occorre in primo luogo porre in evidenza che la succitata perizia non
adempie – da un punto di vista formale – tutti i requisiti posti dalla dottrina
e dalla giurisprudenza in materia (consid. 6.4.3). Essa si fonda sì su degli
esami oggettivi, pone una diagnosi e trae delle conclusioni, tuttavia non
contiene una ricostruzione dettagliata dei fatti di pertinenza ortope-
dico/traumatologica. Inoltre l’anamnesi personale, professionale e patolo-
gica è stringata, vi sono pochi dati soggettivi e non è dato di sapere se è
stata allestita da uno specialista in materia.
14.3
14.3.1 Nel merito risulta inoltre che pendente causa di ricorso, malgrado il
dott. R._, nel referto del 28 ottobre 2019 (allegato al doc. TAF 15),
allegato alla risposta abbia dichiarato che i rapporti prodotti non adempi-
vano le condizioni minime previste per essere riconosciuti quali referti me-
dici e pertanto non erano atti a mettere in discussione le conclusioni del
dott. L._, ha attestato, per la prima volta, alla luce di quegli stessi
documenti (si confronti i rapporti dei dott.ri Q._, S._ e
U._, citati ai consid. 12.1.4 e 13.1.1), che andava evitato il solleva-
mento e il trasporto di pesi sopra i 15 kg concludendo che in ogni caso
(“ auf jedem Fall ”) sono ammissibili attività adeguate al 100%.
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Pagina 23
Dal tenore del succitato rapporto risulta che il medico SMR, seppur non del
tutto espressamente, pendente causa, si è scostato dal rapporto del dott.
L._, ammettendo l’impossibilità di svolgere lavori pesanti, qual era
l’attività precedente. Già solo per questi motivi la documentazione medica
su cui si è fondato l’UAIE per ridurre il grado di invalidità appare incon-
gruente, contraddittoria e quindi non concludente.
14.3.2 Va inoltre rilevato che il perito ha dichiarato un’invalidità del 50% in
ogni attività in virtù della legislazione italiana pur avendo attestato una ca-
pacità lavorativa totale nella precedente attività e in attività adeguate
(doc. UAIE 163 pag. 9). Se è vero che il concetto di invalidità vigente nel
diritto svizzero si distingue da quello del diritto italiano (cfr. sentenza del
Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio 2003 consid. 2) e che anche
dopo l’entrata in vigore dell’ALC (RS 0.142.112.681), il grado d’invalidità di
un assicurato che pretende una rendita dell’assicurazione svizzera è de-
terminato esclusivamente secondo il diritto svizzero (DTF 130 V 253 con-
sid. 2.4), è pur vero che le conclusioni summenzionate appaiono contrad-
dittorie e pertanto insostenibili anche da un punto di vista di una legisla-
zione che si fonda su principi differenti. Un’invalidità del 50% a fronte di
una capacità lavorativa totale in ogni attività risulta del tutto inspiegabile.
Va del resto posto in evidenza che dagli atti di causa emergono delle con-
dizioni di salute dell’insorgente sostanzialmente stabili dal momento dell’at-
tribuzione del quarto di rendita dal 1° maggio 1999. In particolare il conte-
nuto della documentazione assunta nel quadro delle tre procedure di revi-
sione avviate dall’amministrazione tra il 2008 e il 2015 ricalca quello della
procedura di revisione in oggetto. Sia le diagnosi poste che la loro sinto-
matologia risultano in buona sostanza identiche sin dal 2008 (consid. 10.2-
10.4). Pure da un punto di vista radiologico le rx al rachide lombosacrale
ed al rachide dorsale del 3/9 dicembre 2008 (doc. UAIE 125-126),
22 marzo 2012 (doc. UAIE 140), 7 settembre 2018 (doc. UAIE 165),
15 febbraio 2019 (doc. UAIE 180) e 1° agosto 2019 (allegato 9 al doc. TAF
1), mostrano in sostanza lordosi fisiologica, conservato allineamento del
muro posteriore vertebrale, spondilo artrosi e riduzione dello spazio inter-
somatico L5-S1. Parimenti le valutazioni, gli accertamenti oggettivi e i limiti
funzionali posti dagli specialisti sono pressoché identici. In particolare i
dott.ri I._, O._, P._ e Q._ nei rapporti del
18 dicembre 2008 (doc. UAIE 124), 21 aprile 2012 (doc. UAIE 141), 30 lu-
glio 2015 (doc. UAIE 152), 11 agosto 2015 (doc. UAIE 165) e 7 settembre
2018 (doc. UAIE 164), hanno ritenuto l’insorgente abile in attività leggere,
senza trasporto e sollevamenti di pesi, che permettono cambiamenti po-
C-4256/2019
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sturali e l’alternanza tra deambulazione, posizione eretta e seduta. Le va-
lutazioni e i limiti da essi espressi risultano inoltre identici a quelli indicati
nei rapporti, seppur in parte stringati, prodotti dall’assicurato, sia in fase di
osservazioni al progetto di decisione che in sede ricorsuale, in particolare
quelli del dott. Q._ del 22 febbraio 2019 (consid. 12.1.4), del 15 lu-
glio 2019 del dott. U._ (consid. 13.1.1), del dott. S._ del
17 luglio 2019 (consid. 13.1.1) e del 7 agosto 2019 del dott. V._
(consid. 13.1.3). Quest’ultimo medico ha in particolare attestato condizioni
stazionarie da oltre 20 anni e soprattutto incapacità di svolgere a tempo
pieno il suo ultimo lavoro di camionista.
Dal canto suo il dott. L._ si limita ad attestare in modo generico e
sibillino un miglioramento dello stato di salute rispetto alla precedente vi-
sita, di cui non indica neppure la data, comportante la capacità di svolgere
regolarmente lavori pesanti, omettendo di spiegare i motivi alla base del
supposto miglioramento, e altresì di descrivere quali aspetti concreti
nell’evoluzione delle patologie e nell’andamento della capacità lavorativa
hanno condotto alla nuova valutazione. Tale conclusione come detto è
stata implicitamente sconfessata anche dal dott. R._ pendente
causa ed è in contraddizione con gli atti medici pressoché univoci su que-
sto punto (consid. 14.3.1).
14.4 Alla luce di quanto sopra esposto questa Corte non può che conclu-
dere che la decisione impugnata si fonda su documentazione medica non
motivata, incompleta e contraddittoria. La perizia particolareggiata del dott.
L._, contrariamente a quanto attestato dall’UAIE, non prova con il
grado della verosimiglianza preponderante un miglioramento dello stato di
salute dell’assicurato – semmai in seguito alla comparsa di un’ernia del
disco e la proposta di sottoporre l’assicurato ad una visita neurochirurgica,
di cui non vi è traccia agli atti (consid. 12.1.3; si confrontino in proposito
anche le considerazioni generiche e quindi non rilevanti del dott.
R._ su questo punto, consid. 12.1.5), potrebbe eventualmente es-
sere intervenuto addirittura un peggioramento – né un miglioramento della
capacità lavorativa nella precedente attività.
14.5 L’autorità inferiore non ha infine approfondito in maniera sufficiente la
questione di un eventuale miglioramento della capacità lavorativa in attività
adeguate. Dagli atti di causa emerge infatti che con decisione del 1° luglio
2002 l’Ufficio AI ha riconosciuto un grado di invalidità del 41,5% calcolato
in base ad una capacità lavorativa dell’85% in attività adeguata (con-
sid. B.c). Nelle successive revisioni (consid. 10.2-10.4), l’autorità inferiore
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ha per contro riconosciuto una capacità lavorativa del 100%, seppur con
numerosi limiti funzionali.
Alla luce di quanto sopra esposto sorgono non soltanto dubbi minimi circa
la fedefacenza e concludenza del rapporto del medico SMR, fondato sulla
perizia E213 del dott. L._. Una perizia bidisciplinare va pertanto
eseguita in concreto (DTF 135 V 465 consid. 4, 8C_306/2010 del 25 feb-
braio 2011 consid. 6).
La decisione impugnata, fondandosi su un accertamento incompleto dei
fatti rilevanti, dev’essere pertanto annullata.
15.
15.1 Il Tribunale amministrativo federale che annulla una decisione può so-
stituirsi all’autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la
causa, con istruzioni vincolanti, all’autorità inferiore per un nuovo giudizio
(cfr. sentenza del TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 10.1). In
particolare, si sostituirà all’autorità inferiore se gli atti sono completi e co-
munque sufficienti ai fini dell’applicazione del diritto federale (v. sentenza
del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF
126 II 43 e 125 II 326). Tale non è il caso nella presente fattispecie per i
motivi precedentemente indicati.
15.2 Gli atti di causa vanno pertanto rinviati all’UAIE affinché completi l’ac-
certamento dei fatti giuridicamente rilevanti e, alla luce delle nuove risul-
tanze istruttorie, si pronunci nuovamente sul grado di invalidità e sul diritto
alla rendita del ricorrente. Occorre in particolare che l’autorità di prime cure
approfondisca l’evoluzione dello stato di salute e della capacità lavorativa
dell’assicurato dopo il 4 ottobre 2018 alfine di stabilire se è intervenuta una
modifica del grado di invalidità. L’istruttoria complementare presuppone
l’esecuzione di una perizia bidisciplinare ortopedico/reumatologica e neu-
rologica da eseguire in Svizzera, completamente carente in concreto (cfr.
sulla possibilità di un rinvio all’autorità inferiore in particolare per comple-
tare un aspetto non approfondito, DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 e sen-
tenza del TC 8C_633/2014 dell’11 dicembre 2014 consid. 3.2 e 3.3), non-
ché di ogni altro esame che l’evoluzione nel tempo dello stato di salute
dell’assicurato dovesse rendere necessario.
16.
Alla luce degli accertamenti predisposti l’amministrazione si pronuncerà
C-4256/2019
Pagina 26
nuovamente sul grado di invalidità di A._, procedendo al raffronto
dei redditi.
17.
17.1 Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali
(art. 63 cpv. 1 PA). L’anticipo spese, di fr. 800.-, versato dall’insorgente il
18 settembre 2019 (doc. TAF 10) verrà restituito al ricorrente.
17.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede si giustifica
altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in
combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2] cfr. pure DTF 132 V 215 con-
sid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia di asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministrazione per comple-
tamento istruttorio e nuova decisione). Giusta l'art. 14 cpv. 1 TS-TAF, le
parti che chiedono la rifusione di spese ripetibili devono presentare al Tri-
bunale, prima della pronuncia della decisione, una nota particolareggiata
delle spese. Se non viene prodotta una nota spese particolareggiata, come
nel caso concreto, il giudice fisserà un'indennità sulla base degli atti (art. 14
cpv. 2 TS-TAF).
17.2.1 Secondo giurisprudenza, nell'ambito del suo potere d'apprezza-
mento, il Tribunale di prima istanza determina l'onorario dell'avvocato in
funzione dell'importanza e delle difficoltà della lite nonché dell'ampiezza
del lavoro e del dispendio orario (cfr. sentenza del Tribunale federale
9C_284/2012 del 18 maggio 2012 consid. 6).
17.2.2 Per valutare l'importanza del lavoro e del tempo consacrato, occorre
tenere conto del fatto che la procedura in materia di assicurazioni sociali è
retta dalla massima inquisitoria, ciò che, di solito, facilita il compito del
mandatario. Quanto all'attività di quest'ultimo suscettibile di essere
considerata, essa non può comprendere le azioni inutili o superflue. Inoltre,
le iniziative intraprese prima della promozione della fase processuale non
possono essere ritenute (cfr. sentenza del Tribunale federale I 452/05 del
27 novembre 2006 consid. 5.5 e relativi riferimenti).
17.2.3 Il caso in esame non è complesso dal punto di vista dei fatti, ritenuto
che l'incarto dell'Ufficio AI non è eccessivamente voluminoso e che la fatti-
specie non pone questioni in diritto di particolare difficoltà. L’attività dell’av-
vocato si è peraltro limitata alla stesura del ricorso (diciannove pagine).
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Stando così le cose, in assenza di una nota dettagliata, il collegio giudi-
cante determina un'indennità (comprensiva di onorario e spese vive) di
fr. 2'800.-.
L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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