Decision ID: c60c4639-ae31-5f6f-bab3-1385b2b45a3b
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ dell’UE di Lugano (doc. A), CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 282'355,55 oltre interessi al 5% dal 1° febbraio 2011 e spese, indicando quale titolo di credito il “Lodo Arbitrale esecutivo del 31.01.2011”.
Interposta opposizione, l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo.
B. All'udienza di contraddittorio del 21 giugno 2011, la parte convenuta si è opposta all’istanza, osservando come mancasse sul lodo l’indicazione del suo passaggio in giudicato.
C. Con sentenza dello stesso giorno, il Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza, respingendo l’eccezione sollevata dall’escussa, con riferimento all’art. 387 CPC, secondo cui, una volta comunicato alle parti, il lodo arbitrale ha gli stessi effetti di una decisione giudiziaria esecutiva e passata in giudicato.
D. L’escussa si aggrava contro la sentenza pretorile con reclamo, contestando l’applicabilità dell’art. 387 CPC. Sostiene che, a norma dell’art. 407 cpv. 2 CPC, le procedurali arbitrali che, come quella in esame, erano in corso al momento dell’entrata in vigore del nuovo CPC, sono rette dalla previgente normativa, ovvero dal Concordato intercantonale sull’arbitrato del 27 marzo 1969, il quale, al suo art. 44, dispone che l’esecutività del lodo arbitrale è subordinata alla dichiarazione di forza esecutiva da parte – nel Cantone Ticino ¿del Tribunale d’appello. L’attestazione di crescita in giudicato sarebbe quindi un presupposto imprescindibile per la concessione del rigetto dell’opposizione (art. 455 CPC-TI).
E. Delle osservazioni dell’escutente si dirà, per quanto necessario ai fini del giudizio, nei considerandi successivi.

Considerato
in diritto: 1. Premesso che sia l’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione, proposta il 1° marzo 2011, sia la decisione impugnata, che risale al 21 giugno 2011, sono posteriori all’entrata in vigore (il 1° gennaio 2011) del Codice di diritto processuale svizzero (CPC), tanto la procedura di prima istanza quanto quella ricorsuale sono rette dal nuovo diritto.
2.Contro le sentenze di rigetto dell’opposizione è dato il rimedio giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b. n. 3 e 319 lett. a CPC), da inoltrare entro 10 giorni dalla notifica della sentenza impugnata (combinati art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC). Proposto il 27 giugno, a fronte di una sentenza notificata all’escussa il 22 giugno 2011, il reclamo è senz’altro tempestivo e rientra nella competenza della Camera di esecuzione e fallimenti (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
3. Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente inesatto dei fatti.
4. Per l’art. 80 cpv. 1 LEF quando il credito sia fondato sopra una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione. Giusta l’art. 387 CPC, una volta comunicato alle parti, il lodo arbitrale ha gli stessi effetti di una decisione giudiziaria esecutiva e passata in giudicato.
4.1. Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, e come risulta dal soprastante considerando 1, la procedura e le condizioni di esecuzione di un lodo arbitrale svizzero sono retti dal diritto vigente al momento in cui è stato avviato il procedimento esecutivo davanti all’autorità giudiziaria competente (Domej, Kurzkommentar zur ZPO, Basilea 2010, n. 4 ad art. 404) e – ancorché la questione non si ponga nella fattispecie – ciò vale anche per il regime delle eccezioni a norma dell’art. 81 LEF (cfr. art. 2 cpv. 1 delle disposizioni finali della modifica 16 dicembre 1994 della LEF). In effetti, l’art. 407 cpv. 2 CPC, come l’art. 404 cpv. 1 CPC per le cause giudiziarie, non si applica indistintamente a tutti i procedimenti che oppongono due parti, ma specificatamente ad ogni singolo procedimento, finché sono “pendenti”, ovvero “fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita”. Poiché la litispendenza della fase decisionale di un procedimento termina con la notifica del lodo o della sentenza finale (Tappy, CPC commenté, Basilea 2011, n. 19 ad art. 404), la fase – successiva – di esecuzione del lodo o della sentenza è da considerare retta dal nuovo CPC se è iniziata dopo il 31 dicembre 2010 (in questo senso: Trezzini, Commentario al CPC, Lugano 2011, p. 1562-3 ad art. 404, sub 2).
4.2. Ora, nel caso concreto l’istanza di rigetto dell’opposizione è stata proposta il 1° marzo 2011, sicché l’esecuzione del lodo è disciplinata dagli art. 335 segg. CPC (cfr. Jeandin, CPC commenté, Basilea 2011, n. 15 ad art. 335; Kofmel Ehrenzeller, Kurzkommentar zur ZPO, Basilea 2010, n. 2 ad art. 335); il Concordato intercantonale sull’arbitrato del 27 marzo 1969 è a questo riguardo obsoleto (cfr. D. Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2a ed., Basilea 2010, n. 16 ad art. 80).
4.3. Così come risulta dal testo dell’art. 387 CPC, un lodo arbitrale svizzero diventa esecutivo ed efficace già al momento della sua comunicazione. Infatti, il ricorso contro il lodo non sospende la sua esecutività né impedisce il suo passaggio in giudicato (cfr. i combinati art. 389 cpv. 2 CPC e 103 cpv. 1 LTF, rispettivamente 390 cpv. 2 e 325 cpv. 2 CPC; Cocchi, Commentario al CPC, Lugano 2011, p. 1543). D’altronde, il legislatore, con la revisione degli art. 79 e 80 LEF, ha rinunciato all’esigenza del passaggio in giudicato del titolo sul quale è fondata l’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione (FF 2006, 6746 ad art. 312): è ora sufficiente che lo stesso sia esecutivo (Staehelin, op. cit., n. 7 ad art. 80). La censura ricorsuale fondata sull’assenza di attestazione di passaggio in giudicato del lodo è quindi irrilevante.