Decision ID: e6428dec-283a-5f36-8e4a-6532504b5adc
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con precetto esecutivo n. _ dell’UE di Lugano (doc. A), la società italiana CO 1 ha escusso la ditta RE 1 per l'incasso dell’importo di fr. 29'363,30 oltre interessi e spese, indicando quale titolo di credito: “Credito totale (tot. Euro 13'943,93: sentenza del Tribunale di Modena, Sezione distaccata di Sassuolo, del 5 ottobre 2009; Spese processuali (tot. Euro 2440: Euro 2000 oltre al CPA (2%) e IVA (20%): sentenza del Tribunale di Modena, Sezione distaccata di Sassuolo, del 5 ottobre 2009 [...]”.
Interposta opposizione, l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo previo riconoscimento e dichiarazione di esecutività in Svizzera della sentenza italiana.
B. All'udienza di contraddittorio del 7 maggio 2012, la parte istante ha confermato la propria istanza, mentre la parte convenuta vi si è opposta, allegando che non vi sarebbe stata agli atti la prova della regolare notifica dell’atto introduttivo di causa, che la sentenza sarebbe stata contraria all’ordine pubblico svizzero in quanto era stata emanata senza contraddittorio e non indicava i mezzi d’impugnazione, per cui la convenuta non sarebbe stata in grado di difendersi. Ha inoltre contestato la competenza del giudice italiano. In replica, l’istante ha puntualmente contestato le allegazioni della controparte, che invece si è confermata nelle proprie allegazioni in sede di duplica.
C. Con decisione 14 maggio 2012, il Pretore di Lugano, Sezione 5, ha parzialmente accolto l’istanza, ritenendo applicabile la Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, conclusa a Lugano il 30 ottobre 2007 (CLug) e rilevando come l’istante avesse regolarmente prodotto l’attestato di cui all’art. 54 CLug. Previa reiezione delle censure fondate sull’asserita violazione dell’ordine pubblico svizzero, segnatamente in considerazione del atto che il doc. E dimostra l’avvenuta notifica della domanda giudiziale, sicché la contumacia della convenuta le è unicamente imputabile, il primo giudice ha riconosciuto e dichiarato esecutiva in Svizzera la sentenza 5 ottobre 2009 del Tribunale _. Ha tuttavia limitato il rigetto definitivo dell’opposizione all’importo stabilito nella sentenza italiana (€ 13'943,93 + 2'440,00), pari a fr. 19'988,40 oltre interessi e spese, in base al tasso di conversione valido alla data della domanda di esecuzione, ovvero al 27 settembre 2011, pari a €1 per CHF 1,22.
D. Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente RE 1, riproponendo la censura della mancata notifica dell’atto introduttivo di causa, in quanto la dichiarazione di notifica 11 marzo 2008 del Tribunale d’appello (doc. G) non indicherebbe quale sia l’atto effettivamente notificato alla convenuta mentre la produzione in sede di replica della citazione del Tribunale di Modena, aggraffata alla suddetta dichiarazione 11 marzo 2008 (doc. M), lascerebbe comunque sussistere dubbi sull’identità del documento effettivamente annesso a tale dichiarazione, tanto più che l’istante non ha prodotto il formulario di domanda di notifica che solitamente viene inviato dall’autorità estera con l’atto da notificare in Svizzera.
E. Delle osservazioni della parte istante si dirà, per quanto necessario ai fini del giudizio, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1. Secondo l’art. 319 cpv. 1 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza.
1.1. Tal è il caso per le decisioni del giudice dell’esecuzione (cfr. art. 309 lett. a CPC), in particolare quelle concernenti il riconoscimento, la dichiarazione d’esecutività e l’esecuzione di sentenze estere (art. 335 cpv. 3 CPC), così come per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).
1.2. I reclami diretti contro le decisioni del giudice dell’esecuzione rientrano nella competenza delle Camere civili del Tribunale d’appello (art. 48 lett. a n. 8 e lett. b n. 5 LOG), mentre i reclami nelle cause proposte a norma della LEF, escluse quelle di disconoscimento del debito (art. 83 cpv. 2 LEF) e di accertamento dell’inesistenza del debito (art. 85a LEF), rientrano nella competenza della Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG). Di conseguenza, il reclamo in esame andrebbe esaminato dalla seconda Camera civile per quanto concerne la contestazione del riconoscimento e dell’esecuzione della sentenza italiana – posto che la decisione impugnata non ha, anche su questo punto, carattere solo pregiudiziale e verte su una questione di diritto delle obbligazioni (cfr. art. 48 lett. b. n. 1 LOG), e meglio su una fornitura di materiale ceramico – e dalla CEF per quanto riguarda la questione del rigetto definitivo dell’opposizione. In ossequio al principio di economia e di celerità della procedura nonché della sicurezza del diritto, le due Camere hanno convenuto di demandare il giudizio su entrambe le questioni alla CEF in applicazione analogica dell’art. 127 CPC. Ci si può del resto chiedere se l’art. 48 LOG non disciplina una questione di organizzazione puramente interna del Tribunale d’appello, il quale costituisce invece per le parti un’unica entità.