Decision ID: ad47bb83-6e68-5780-9fca-25240db4f5ad
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. Con sentenza 18 ottobre 2006 il TCA, accogliendo il ricorso 13 maggio 2006 inoltrato da RI 1, ha condannato l’Ufficio AI al versamento di una mezza rendita d’invalidità con effetto dal 1° ottobre 2003 (inc. 32.2005.65; doc. AI 220).
Di conseguenza, con una prima decisione 24 aprile 2007 l’amministrazione ha determinato, per il periodo 1° ottobre 2003 - 30 settembre 2005, in fr. 518.-- (dal 1.02.3005: fr. 528.--) mensili la mezza rendita spettante all’assicurato ed una rendita completiva di fr. 156.--- per la di lui moglie (dal 1.01.2005: fr. 159.--) (doc. AI 229-1)
A seguito del divorzio dell’assicurato (settembre 2005), mediante una seconda decisione dello stesso giorno l’Ufficio AI ha proceduto alla ripartizione dei redditi matrimoniali e ricalcolata la prestazione in fr. 450.--, con effetto dal 1° ottobre 2005. Dal 1° gennaio 2007 la rendita è stata adeguata a fr. 463.-- mensili (doc. AI 230-1).
Le rendite arretrate sono state compensate con prestazioni erogate dall’Ufficio del sostegno sociale e dalla cassa disoccupazione.
1.2. Contro le succitate decisioni amministrative l’assicurato è tempestivamente insorto al TCA.
Stigmatizzando il ritardo con cui è stata emessa la decisione di fissazione della rendita, egli ha evidenziato l’esiguità dell’importo della stessa, informando inoltre di essersi opposto, presso le competenti istanze, alle chieste restituzioni di prestazioni da compensare retroattivamente con la rendita d’invalidità.
1.3. Con risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata.
1.4. Con scritto 30 luglio 2007 il ricorrente ha segnatamente precisato di contestare il periodo di contribuzione e l’ammontare della rendita (X).
1.5. Il 13 agosto 2007 l’Ufficio AI ha prodotto al TCA i fogli di calcolo della rendita contestata (XIV), trasmessi per osservazioni al ricorrente (XV).
In data 14 settembre 2007 la RA 1, inviando la relativa procura, ha informato di rappresentare il ricorrente e chiesto che le venga notificata la sentenza (XVI).
1.6. Su richiesta del TCA, il 7 maggio 2008 la Cassa _, competente per la determinazione della rendita d’invalidità, ha trasmesso gli atti del ricorrente (XVIII).
Il 16 maggio 2008 questa Corte ha chiesto delle delucidazioni alla Cassa riguardo gli anni di contribuzione 1991, 1993 e 1997 (XIX), ricevendo risposta il 6 giugno 2008 (XXII). Il 4 luglio 2008 il ricorrente ha prodotto le sue osservazioni in merito al succitato accertamento (XXVI), alle quali l’Ufficio AI ha replicato il 16 luglio 2008 (XXVIII).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è realizzato antecendemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.3. Nel caso in esame, per il periodo 1° ottobre 2003 al 30 giugno 2005, la mezza rendita mensile di fr. 518.-- (dal 1° gennaio 2005: fr. 528) è stata determinata tenendo conto di una scala di rendita 35 (pari a 10 anni e 7 mesi di contribuzione) e di un reddito annuo medio (in seguito: RAM) rispettivamente di fr. 24'054.-- (2003) e fr. 24'510.-- (2005).
A seguito del divorzio dell’assicurato, la rendita è stata ricalcolata. La scala di rendita è rimasta invariata, mentre il RAM, dopo la ripartizione dei redditi matrimoniali, è sceso a fr. 15'430 (2005) ed a fr. 15'912 (2007). Di conseguenza, l’importo della mezza rendita d’invalidità dal 1° ottobre 2005 corrisponde a fr. 450.-- mensili, la quale, adeguata al 1° gennaio 2007, è di fr. 463.
L’assicurato contesta il periodo di contribuzione, nonché l’ammontare della rendita. Al riguardo va evidenziato che dagli atti richiamati dalla Cassa _ risulta che, dopo il presente ricorso, in data 29 maggio 2007 la stessa Cassa aveva già spiegato il calcolo all’assicurato (XVIII), il cui tenore, insieme a quello delle decisioni contestate, vanno confermate per i seguenti motivi.
2.4. Ai sensi dell’art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati legittimati alla rendita che, quando l'invalidità si manifesta, hanno pagato i contributi per almeno un anno. Il capoverso 2 prevede che, fatto salvo il capoverso 3, le
disposizioni della legge sull'AVS
sono applicabili per analogia al calcolo delle rendite ordinarie. A norma del citato capoverso 3 prima frase, se l'assicurato non ha ancora compiuto i 45 anni quando diventa invalido, il reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un supplemento percentuale.
Il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).
L’importo delle rendite d’invalidità corrisponde a quello delle rendite di vecchiaia dell’AVS (art. 37 cpv. 1 LAI) e se un assicurato con una durata intera di contribuzione non ha ancora compiuto i 25 anni al momento dell’insorgenza dell’invalidità, la sua rendita d’invalidità e le eventuali rendite completive ammontano ad almeno il 133
1
/
3
per cento dell’importo minimo della corrispondente rendita completa (art. 37 cpv. 2 LAI)
.
Il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).
2.5.
Periodo di contribuzione/scala di rendita
2.5.1. A seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; art. 52 OAVS e 32 OAI).
Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter cpv. 1 LAVS).
Secondo l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi, durante i quali:
- una persona ha pagato i contributi (lett. a);
- il suo coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha
versato almeno il doppio del contributo minimo (lett. b);
- possono essere computati accrediti per compiti educativi o
d’assistenza (lett. c).
2.5.2. Nella fattispecie per il calcolo della rendita di invalidità dell’assicurato (classe 1968) fa stato il periodo di contribuzione dal 1° gennaio 1989 (1° gennaio susseguente il 20.o anno di età) fino al 31 dicembre 2002 (31 dicembre che precede l’insorgenza dell'evento assicurato, in casu l’invalidità).
Dall’esame dei conti individuali del ricorrente, dove sono tra l'altro registrati i redditi da attività lucrativa per i quali sono stati versati i contributi AVS (art. 30ter LAVS e art. 140ss OAVS) risulta che l'insorgente, di nazionalità svizzera, presenta un periodo di contribuzione effettivo di 10 anni e tre mesi, cui la Cassa ha aggiunto 4 mesi a titolo di contributi versati prima dei 20 anni (art. 52b OAVS) e 10 mesi di contributi versati nell'anno (2003) in cui è sorta l’invalidità (art. 52c OAVS). Complessivamente sono stati computati 11 anni e 5 mesi di contribuzione in luogo dei 14 anni di contribuzione completa di un assicurato della stessa classe di età.
Riguardo alle lacune contributive, il 16 maggio 2008 il TCA ha chiesto alla Cassa dei ragguagli, ricevendo risposta il 3 giugno 2008, in particolare:
"
(...)
1. Perché per il 1991 non risulta una registrazione di contributi versati per l’attività dipendente che l’assicurato avrebbe svolto presso la ditta _ di _? In subordine, perché l’assicurato non è stato affiliato come persona senza attività lucrativa?
Per l'anno 1991 non risulta alcuna registrazione sul conto individuale non avendo l'insorgente, contrariamente a quanto affermato, svolto attività lucrativa. A comprova di ciò si rimanda alla dichiarazione del 10 febbraio 1992 rilasciata dalla ditta _ di _ e già agli atti del vostro incarto.
2. Per quale motivi non avete una registrazione di reddito per il 1992, almeno come persona senza attività lucrativa?
Conformemente all'articolo 64 cpv. 5 LAVS i datori di lavoro, le persone esercitanti un'attività lucrativa, le persone che non hanno un'attività lucrativa e gli assicurati dipendenti da datori di lavoro non tenuti al pagamento dei contributi devono, se non già affilati, annunciarsi alla cassa _. In tal senso l'assicurato ha provveduto a regolarizzare la propria posizione nei confronti dell'AVS solamente il 2 settembre 2003 mediante l'invio dell'apposito questionario.
Nei limiti dei termini della prescrizione previsti all'articolo 16 cpv. 1 LAVS (i contributi il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di 5 anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti non possono più essere nè pretesi nè pagati). La Cassa ha quindi provveduto ad un assoggettamento, quale persona senza attività lucrativa, retroattivamente al 1° gennaio 1998. Gli anni lacunosi antecedenti a questa data ed in particolare il 1991, 1992 e 1993 non potevano più in alcun modo essere fatti oggetto di una decisione di fissazione dei contributi e quindi ricuperati;
3. Lo stesso vale anche per il 1993, visto che per quell'anno non risultano essere state versate delle indennità giornaliere AI.
Vedi punto 2.
4. Nel 1997 l’insorgente, allora disoccupato, ha versato il contributo minimo AVS sufficiente per ritenerlo assicurato per tutto quell'anno?
Per l'anno 1997 sul conto individuale è iscritto un reddito di fr. 804.-- proveniente da indennità di disoccupazione e corrispondente a un obbligo contributivo solamente di 3 mesi. L'estrapolazione di questa indicazione è ottenuta mediante le apposite tabelle "Adempimento dell'obbligo di contribuzione minima" (allegato I delle Direttive sulle rendite, edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali). A termine di paragone, affinché la durata contributiva per il citato anno risulti completa, le citate tabelle prevedono un reddito di almeno fr. 5'543.--
."
(Doc. XIX + XXII/1)
Questo TCA non può che confermare quanto risposto dall’amministrazione a spiegazione delle lacune contributive.
Con scritto 4 luglio 2008 l’assicurato ha segnatamente evidenziato che dal 1991 al 1995 aveva percepito delle indennità giornaliere LAINF, sostenendo che spettava alla _ versare i contributi (XXVI). Al riguardo, con lettera 16 luglio 2008 l’Ufficio AI ha rettamente ricordato che, conformemente l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS) le indennità e le rendite dell’assicurazione contro gli infortuni non sono reddito da attività lucrativa (su tali cespiti non vengono prelevati i contributi AVS) e che i beneficiari di rendita pagano i contributi in base alla capitalizzazione della stessa e della sostanza (art. 28 OAVS). Come visto sopra, era compito dell’assicurato annunciarsi alla Cassa come persona senza attività lucrativa.
Riguardo il 1997 dal foglio di calcolo (XVI) risulta che dalle indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione (contrariamente a quanto è il caso per le indennità LAINF, le indennità LADI fanno parte del salario determinante ex art. 5 cpv. 2 LAVS) sono stati dedotti i contributi AVS ma non in misura sufficiente per poter riconoscere il contributo annuo minimo.
Tuttavia va fatto presente che, come si evince dal citato foglio di calcolo, la Cassa ha colmato parzialmente le lacune contributive con 4 mesi a titolo di contributi versati prima dei 20 anni (art. 52b OAVS) e 10 mesi di contributi versati nell’anno (2003) in cui è sorta l’invalidità (art. 52c OAVS).
In definitiva, non colmabili sono le lacune del 1991 (otto mesi), il 1992 (tutto l’anno) ed il 1993 (11 mesi). Da qui il riconoscimento di 11 anni e 5 mesi di periodo (incompleto) di contribuzione complessivo.
In base alle tabelle sulle rendite dell'UFAS, il cui uso è obbligatorio ex art. 30 bis LAVS, con un simile periodo di contribuzione si ottiene la scala di rendita 35.
2.6.
Reddito annuo medio
2.6.1. La rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato (art. 29 quater LAVS).
Esso si compone:
- dei redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a);
- degli accrediti per compiti educativi (lett. b);
- degli accrediti per compiti assistenziali (lett. c).
La somma dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS).
Il reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).
Il reddito annuo determinante (indicato sulla decisione) non corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita;
Sono presi in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).
I contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS).
Secondo l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per metà a ciascun coniuge se:
- entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a);
- una persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia
(lett. b);
- il matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c).
Tuttavia sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi conseguiti:
- tra il 1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e
- i periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. b LAVS).
2.6.2. Nel caso in esame, va innanzitutto rilevato che, come visto, il RAM corrisponde alla media dei redditi da attività lucrativa conseguiti durante il periodo di contribuzione. Da non confondere con il reddito da invalido di fr. 39'992.-- fissato nella STCA 18 ottobre 2006, alla base del raffronto dei redditi. Infatti, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Dal già citato foglio di calcolo della rendita risulta che l’amministrazione ha sommato tutti i redditi iscritti nel conto individuale dell’assicurato nel periodo di contribuzione (1° gennaio 1989 - 31 dicembre 2002), giungendo così all'importo di fr. 224’055.--. Non avendo l’assicurato avuto dei figli, eventuali accrediti per compiti educativi non sono stati computati (art. 29 sexies cpv. 1 LAVS) .
La somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (rinvio dell'art. 30 cpv. 1 LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51 bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (art. 30 LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima registrazione sul conto individuale determinante per la rendita.
Nel caso che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale dell’assicurato è avvenuta nel 1989 e, dalle citate tavole, il fattore di rivalutazione risulta essere l'1.000.
Per calcolare il RAM i fr. 224’055 di redditi complessivi rivalutati (224'055 x 1,000) vanno divisi per i 10 anni e 7 mesi di contribuzione. Non sono computabili i 10 mesi di contributi versati dal ricorrente nel 2003 (anno dell’inizio del diritto alla rendita), esulando dal periodo di contribuzione. Questi contributi, come visto, sono comunque serviti per colmare le lacune contributive ai fini del calcolo della scala di rendita.
Siccome quando l’insorgente è diventato invalido (nel 2003) aveva 35 anni, egli ha diritto ad un aumento del suo RAM ai sensi dell’art. 36 cpv. 3 LAI (cosiddetto “supplemento di carriera”), pari al 10% (cfr. art. 33 OAI).
Il RAM ammonta pertanto a fr. 23'288, il cui risultato, arrotondato all’importo immediatamente superiore secondo le citate tabelle edite dall’UFAS, corrisponde nel 2003 a fr. 24’054.-- e nel 2005 a fr. 24’510.
Tenuto conto del menzionato reddito annuo medio, nonché di una scala di rendita 35, con l’ausilio delle citate tabelle UFAS, l’assicurato ha diritto ad una mezza rendita rispettivamente di fr. 518.-- (2003) e fr. 528.-- (2005).
Essendo stato l’insorgente coniugato dal 21 ottobre 1994 al 1° settembre 2005 (cfr. sentenza di divorzio; sub. XVIII), la Cassa ha in seguito proceduto alla ripartizione dei redditi coniugali (cosiddetto splitting) e quindi i redditi complessivi sono scesi a fr. 139'460.--. Di conseguenza il RAM si attesta nel 2005 a fr. 15'192 e nel 2007 a fr. 15'912.-, per una mezza rendita di fr. 450.-- (2005) e di fr. 463.-- (2007).
In conclusione, l’importo delle rendite fissate con le decisioni impugnate sono corrette.
Ne consegue dunque la reiezione del ricorso.
Ciononostante va fatto presente che qualora la rendita d’invalidità non fosse sufficiente per far fronte al fabbisogno minimo, l’assicurato può richiedere, per il tramite dell’agenzia AVS del Comune di domicilio, una prestazione complementare così come suggerito dall’Ufficio AI nella risposta di causa.
2.7. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato.