Decision ID: 3035662e-0167-541a-b629-cbb215b5e301
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza del 14 giugno 2017 diretta contro CO 1 e CO 2, l’avv. RE 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare in virtù dell’art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF
“l’immediato sequestro presso la residenza dei convenuti in via _ a _ del veicolo Range Rover modello ... targato ... così come di ogni altro bene sequestrabile di proprietà dei coniugi che si possa trovare in tale abitazione sino a concorrenza dell’importo complessivo di CHF 83'600.–
”. Quale titolo del credito, l’istante ha indicato il (mancato) pagamento della propria nota d’onorario del 9 maggio 2017 – comprensiva della tassa di bollo dell’archivio notarile – per complessivi fr. 83'600.–, emessa nell’ambito della costituzione di un diritto di compera sulla particella n. _ RFD di _.
B.
Statuendo con decisione del 19 giugno 2017, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’avv. RE 1 le spese processuali di fr. 250.–.
C.
Contro la sentenza appena citata l’avv. RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 26 giugno 2017
per ottenerne la riforma nel senso dell’accoglimento dell’istanza di sequestro, con protesta di tasse, spese e ripetibili di seconda sede.
Il reclamo non è stato notificato alla controparte.

Considerando
in diritto:
1.
La sentenza impugnata – di reiezione dell’istanza di sequestro (art. 272 LEF) – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 6 CPC), contro cui è dato esclusivamente il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG, sentenza della CEF 14.2011.108 del 30 agosto 2011, consid. 1)
. Il rimedio dell’opposizione al sequestro (art. 278 LEF), infatti, non entra in considerazione perché presuppone che la misura sia stata effettivamente decretata (DTF 126 III 488 consid. 2a/aa).
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC),
la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 26 giugno 2017 contro la sentenza notificata alla reclamante il 20 giugno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo e quindi ricevibile.
1.2
Allo stadio dell’emissione del decreto di sequestro, la procedura è unilaterale (
Stoffel
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 53 ad art. 272 LEF). Perciò anche l’eventuale fase ricorsuale dev’essere unilaterale, per preservare l’effetto sorpresa caratteristico del sequestro (sentenza della CEF 14.2004.71 del 13 agosto 2004, consid. 1.3/e, riassunto in
RtiD I-2005 916 seg. n. 132c)
, motivo per cui il reclamo non è stato notificato ai convenuti.
1.3
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha ritenuto verosimili i requisiti relativi all’esistenza del credito vantato dal reclamante e della causa di sequestro, ma non quello dell’esistenza di beni appartenenti ai debitori, ritenendo che il sequestrante non avesse apportato alcun elemento oggettivo a sostegno delle proprie allegazioni. A mente del magistrato, la designazione dei beni fornita
dall’avv. RE 1 risulta “
troppo indeterminata
” e
“non sufficientemente precisa”