Decision ID: 363111d3-a62f-51e5-9ac1-635630f5eb4e
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1946) e AO 1 (1941) si sono sposati a il 2 dicembre 1988. Al quel momento la moglie era già madre di K_ (1960), N_ (1962) e P_ (1969), avute da un precedente matrimonio. Dalle seconde nozze non è nata prole. I coniugi si sono separati nella primavera del 2000, quando la moglie ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. 6072 RFD, intestata ai coniugi in ragione di metà ciascuno) per trasferirsi in un appartamento, sempre a _. Il marito è al beneficio di prestazioni della sua cassa pensione e dell'Assicurazione Invalidità. La moglie, durante la vita in comune, non ha esercitato attività lucrativa.
B. Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 12 aprile 2000 da AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona i coniugi hanno stipulato, l'8 giugno 2000, un accordo in virtù del quale il marito si impegnava a versare
alla moglie un contributo alimentare di fr. 2450.– mensili (inc. SP.2000.17). Un'istanza presentata il 17 dicembre 2001 da AO 1 per ottenere l'aumento della somma è stata accolta dal Pretore, che il 25 giugno 2002 ha portato il contributo a fr. 3000.– mensili dal 1° dicembre 2000 (inc. SP.2001.51). Adita da AP 1, con sentenza del 16 agosto 2002 questa Camera ha invece respinto l'istanza, riformando la decisione del Pretore in tal senso (inc. 11.2002.80).
C. il 14 febbraio 2007 AP 1 ha introdotto azione unilaterale di divorzio, proponendo una determinata liquidazione del regime dei beni e offrendo alla moglie un contributo alimentare di fr. 966.35 mensili. In via cautelare egli ha chiesto di fissare il contributo provvisionale a fr. 1240.30 dal 1° aprile 2004, “da dedurre quanto già versato”. All'udienza del 12 marzo 2007, indetta per la discussione cautelare, l'istante ha ridotto a fr. 966.35 mensili l'offerta di contributo, mentre la convenuta ha proposto di respingere l'istanza e ha postulato un contributo alimentare di fr. 1425.– mensili, previo versamento di una provvigione ad litem di fr. 10 000.–. L'istruttoria cautelare è iniziata quello stesso giorno ed è terminata il 31 marzo 2008.
D. Nel frattempo, il 7 novembre 2007, AP 1 e AO 1 hanno venduto la particella n. 6072 RFD di _, depositando il provento dell'operazione (fr. 135 826.35) su un conto del notaio _. Il 15 novembre 2007 la moglie ha chiesto di proseguire un'esecuzione da lei avviata per l'incasso di contributi alimentari arretrati e il 26 novembre 2007 l'Ufficio di esecuzione di _ ha avvisato AP 1 che il 3 aprile 2008 avrebbe pignorato la spettanza di lui sull'importo depositato presso il notaio. AP 1 si è rivolto al Pretore il 25 marzo 2008, chiedendogli che ordinasse in via cautelare il blocco della somma depositata presso il notaio o, subordinatamente, che ordinasse all'Ufficio di esecuzione di pignorare “la parte delle rendite da lui percepite eccedenti il suo minimo di
esistenza dopo essere state decurtate dal contributo alimentare versato alla moglie”, eccedenza da riversare poi su un conto bloccato. Con decreto cautelare emesso quello stesso giorno senza contraddittorio, il Segretario assessore ha decretato in luogo e vece del Pretore il provvedimento richiesto. All'udienza del 17 aprile 2008, indetta per il contraddittorio, AP 1 ha sollecitato l'estensione del blocco “al pignoramento della rendita pensionistica (...), poiché nel frattempo l'Ufficio di esecuzione ha pignorato detta rendita” e ha chiesto – tra l'altro – di sentire l'avv. _, mentre la convenuta ha concluso per la reiezione dell'istanza.
E. Il 21 aprile 2008 il Segretario assessore ha respinto la testimonianza dell'avvocato _ e ha citato le parti alla discussione finale cautelare del 16 maggio 2008, alla quale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 13 maggio 2008 AP 1 ha chiesto di fissare il
contributo provvisionale per la moglie in fr. 1230.15 mensili dal 1° aprile 2004 al 14 febbraio 2007, aumentati a fr. 1243.45 mensili da allora in poi, dedotti gli importi già versati. Inoltre egli ha postulato nuovamente il blocco della somma depositata presso il notaio _ e il deposito presso l'Ufficio di esecuzione della trattenuta di fr. 624.– mensili sulla sua rendita pensionistica. Nel proprio allegato del 16 maggio 2008 AO 1 ha riaffermato le sue domande, precisando la richiesta di contributo provvisionale in fr. 2519.– mensili dal marzo (“eventualmente febbraio”) al novembre del 2007 e in fr. 2376.80 mensili dopo di allora.
F. Statuendo con decreto cautelare del 27 maggio 2008, il Pretore ha obbligato AP 1 a versare dal 15 febbraio 2007 un contributo provvisionale di fr. 1601.75 mensili per la moglie, ha respinto la provvigione ad litem chiesta da quest'ultima, come pure il prospettato deposito presso l'Ufficio di esecuzione, revocando il blocco dell'importo depositato presso il notaio _. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese sono state poste per due terzi a carico di AP 1 e per il resto a carico di AO 1, alla quale il marito è stato tenuto a rifondere fr. 1500.– per ripetibili ridotte.
G. Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorto con un appello del 9 giugno 2008 nel quale chiede di riformare il giudizio impugnato, riducendo il contributo litigioso a fr. 1249.05 mensili dal 1° aprile 2004 al 14 febbraio 2007 e a fr. 1244.50 mensili dopo di allora, dedotti gli importi già versati, e confermando il blocco del noto importo presso il notaio _, come pure il deposito presso l'Ufficio di esecuzione di fr. 624.– mensili trattenuti dalla sua rendita pensionistica. Con osservazioni del 14 luglio 2008 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le misure provvisionali in pendenza di una causa di divorzio sono trattate con la procedura sommaria dell'art. 376 cpv. 2 lett. d CPC (art. 419c cpv. 1 CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con decreto impugnabile entro dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC). Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame è ricevibile.
2. L'appellante chiede preliminarmente di sentire l'avvocato _ “per confermare che, durante il suo patrocinio, era pacifico che si doveva calcolare l'ammontare della rendita valuta 1° aprile 2004 e che il relativo importo doveva far stato per i coniugi a partire da detta data”. L'offerta di prova, respinta dal Segretario assessore, è di per sé ammissibile (art. 309 cpv. 2 lett. g CPC), ma come si vedrà in seguito irrilevante ai fini del giudizio.
3. Per definire il contributo alimentare in favore della moglie il Pretore ha calcolato anzitutto le entrate del marito in fr. 4890.– mensili (rendita LPP fr. 2945.–, rendita AI fr. 1945.–) a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 3190.70 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, pigione fr. 1050.–, premio della cassa malati e franchigia fr. 511.30, spese dentarie fr. 250.–, contributi personali AVS/AI/IPG fr. 68.65, spese d'automobile fr. 200.–, tassa rifiuti fr. 10.75). Della moglie il primo giudice ha accertato le entrate in fr. 1962.– mensili, pari alla rendita AVS, e il fabbisogno minimo in fr. 3466.15 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, pigione e spese accessorie fr. 1195.60, premio della cassa malati e spese mediche fr. 384.55, spese dentarie fr. 445.–, assicurazione dell'economia domestica fr. 38.–, abbonamento ai mezzi pubblici fr. 83.–, tassa rifiuti fr. 20.–, spese di patrocinio fr. 200.–). Constatata un'eccedenza di fr. 97.55 mensili, il Pretore ha riconosciuto alla moglie un contributo provvisionale di fr. 1601.75 mensili dal 15 febbraio 2007. Egli ha rifiutato invece di far decorrere il nuovo contributo prima di allora. Certo, egli ha soggiunto, “la modifica della situazione finanziaria dei coniugi è intervenuta prima dell'introduzione dell'istanza e fra le parti erano in corso trattative volte all'adeguamento del contributo alimentare litigioso, ma non si vede perché il marito abbia indugiato nel postulare la modifica dell'assetto ancorché egli fosse da tempo al corrente della nuova situazione”.