Decision ID: 20aad1dc-c196-5a2c-a0ec-0f425d9248a3
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ (di seguito: interessata, ricorrente o insorgente), cittadina
italiana, nata il (...), ha indicato (circostanza rimasta altresì incontestata
nell’ambito della vertenza in esame) di percepire una rendita di vecchiaia
svizzera (anticipata) a decorrere dal 1° febbraio 2017 (doc. TAF 1, allegato
5). Il 28 febbraio 2017, l’interessata ha lasciato la Svizzera e ha trasferito il
suo domicilio in Italia (doc. TAF 1, allegato 10).
A.b Il 6 marzo 2017, l’interessata ha ricevuto la tessera sanitaria italiana
provvisoria (doc. TAF 1, allegato 11). La sua affiliazione al Servizio sanitario
nazionale italiano è divenuta definitiva mediante il rilascio della tessera sa-
nitaria della Repubblica italiana (valida quale tessera europea di assicura-
zione malattia [doc. TAF 1, allegato 12]).
A.c Con scritto dell’11 aprile 2017 (comportante l’indicazione “Raccoman-
data”), la cassa malati B._ (di seguito: cassa malati o assicuratore
malattia), ha ringraziato l’interessata per “averci comunicato il suo trasferi-
mento del domicilio in Italia”. Le ha inoltre segnalato che, conto tenuto del
trasferimento del suo domicilio in un Paese UE (Italia), la sua copertura
assicurativa andava adeguata “secondo gli accordi bilaterali sulle assicu-
razioni sociali”. A partire dal 1° marzo 2017, il premio per l’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie ai sensi della LAMal ammonte-
rebbe a fr. 300.- (secondo gli accordi bilaterali CH-IT). La cassa malati ha
altresì indicato all’interessata che, da un lato, poteva usufruire dell’opzione
di scelta assicurativa tra l’Italia e la Svizzera da esercitare entro tre mesi
dal trasferimento del suo domicilio, e, dall’altro lato, che, se optava per il
servizio sanitario italiano, doveva richiedere l’esenzione dall’obbligo assi-
curativo in Svizzera. In tale caso, secondo quanto riportato sempre nel ci-
tato scritto della cassa malati, l’interessata veniva invitata “ad inoltrarci una
disdetta scritta, la conferma di esenzione dell’Istituzione comune LAMal (le
è peraltro stato indicato l’indirizzo di tale Istituzione dove avrebbe potuto
chiedere l’esenzione dall’obbligo di assicurazione in Svizzera) nonché la
conferma dell’Azienda sanitaria locale (ASL) del suo Paese di domicilio”.
Inoltre, la cassa malati ha precisato che “in assenza di un suo scritto in
senso contrario entro il 28 maggio 2017 (tre mesi dall’annuncio di partenza
dalla Svizzera) partiamo dal presupposto che desidera mantenere l’assicu-
razione in Svizzera e di conseguenza saranno applicati i premi della comu-
nità europea a partire dal 1° marzo 2017”. L’interessata è pure stata infor-
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mata del fatto che se “dovesse ricevere in un secondo momento una ren-
dita anche dall’Italia, dovrà assicurarsi nel Paese di domicilio e sarà tenuta
a comunicarcelo” (doc. TAF 13, allegato 1).
A.d Il 18 aprile 2017, l’interessata ha inoltrato uno scritto alla cassa malati
(che lo avrebbe ricevuto il 20 aprile 2017 [cfr. il timbro apposto in basso a
destra dalla cassa malati stessa]) – denominato “Disdetta polizza assicu-
rativa LAMal per trasferimento domicilio all’estero” –, mediante il quale ha
indicato alla cassa malati medesima che “disdico il contratto LAMal presso
di voi con effetto al 28 febbraio 2017 in quanto ho trasferito il mio domicilio
all’estero (Italia). Vi informo inoltre che mi sono assicurata in Italia (vedi
doc.). Infatti non posso permettermi di pagare la cassa malati in Svizzera
senza sussidio” (doc. TAF 3).
A.e Agli atti di causa si trovano poi degli scritti della ricorrente ad
B._ e all’Istituto assicurazioni sociali di C._ del 6 giugno
2017 (con allegata copia della tessera sanitaria italiana definitiva e di quella
provvisoria del marzo 2017), del 5 luglio 2017 ai medesimi destinatari (con
l’indicazione che si è trasferita in Italia dal 1° marzo 2017, che da tale data
è assicurata presso il servizio sanitario italiano e che si giustifica il paga-
mento dei premi di B._ solo fino al 28 febbraio 2017), del 29 agosto
2017 ad B._ (con annesso il questionario in caso di trasferimento
all’estero) nonché del 15 novembre 2017 sempre al medesimo destinatario
(con cui ribadisce di risiedere in Italia dal 1° marzo 2017 e di essere assi-
curata da tale data presso il Servizio sanitario italiano [doc. TAF 1 allegati
3 a 6]).
A.f Il 25 gennaio 2018, l’interessata – per il tramite infine di un proprio rap-
presentante (cfr. procura del 6 giugno 2017 [allegata al doc. TAF 1]) – ha
trasmesso all’Istituzione comune LAMal (ed alla cassa malati) in particolare
una dichiarazione del 21 dicembre 2017, mediante la quale ha indicato di
essere residente in Italia dal 1° marzo 2017, di non essere più affiliata ad
alcuna cassa malati svizzera e di essere iscritta presso il Servizio sanitario
nazionale italiano da marzo 2017. Ha quindi chiesto di essere esentata
dall’obbligo assicurativo in Svizzera a decorrere dal 1° marzo 2017 (doc.
TAF 1, allegati 3, 4 e 7).
A.g Il 28 febbraio 2018, l’interessata ha trasmesso all’Istituzione comune
LAMal il formulario “Domanda di esenzione dall’obbligo assicurativo in
Svizzera in qualità di titolare di una pensione svizzera residente in Italia”.
Al menzionato formulario ha allegato copie della tessera sanitaria provvi-
soria, della notifica di partenza dalla Svizzera per il 28 febbraio 2017 da
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parte dell’Ufficio controllo abitanti del comune di D._ e della tessera
sanitaria italiana (definitiva [v. doc. TAF 8]).
A.h Con decisione del 9 marzo 2018, l’Istituzione comune LAMal ha re-
spinto la domanda di esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera for-
mulata dall’interessata, ritenuto che la stessa è stata fatta dopo la sca-
denza del termine di tre mesi dalla “presa di residenza in uno Stato
dell’UE/AELS, in Islanda o Norvegia nonché dei loro familiari” (art. 18 cpv.
2 LAMal [doc. TAF 8, allegato 3).
B.
B.a Con opposizione del 6 aprile 2018, l’interessata ha contestato la men-
zionata decisione dell’Istituzione comune LAMal del 9 marzo 2018 e chie-
sto l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera a decorrere dal 1°
marzo 2017. Ha fatto valere di avere rispettato il termine d’opzione di tre
mesi a decorrere dal trasferimento del suo domicilio in Italia. A causa di una
bassissima scolarità e vivendo in una situazione familiare estremamente
difficile (con un figlio maggiorenne gravemente malato psichicamente)
avrebbe inviato tale missiva solo alla cassa malati, ma omesso di farlo an-
che nei confronti dell’Istituzione comune LAMal (non avrebbe capito che
ciò sarebbe stato necessario). La volontà di essere assicurata contro le
malattie in Italia sarebbe comunque stata chiara. Ha inoltre indicato che
contribuisce al finanziamento del Servizio sanitario nazionale italiano attra-
verso l’imposta alla fonte del 5% che le viene trattenuta sulla sua rendita di
vecchiaia (doc. TAF 8, allegato 4 ed annessi).
B.b Con decisione su opposizione dell’8 maggio 2018, l’Istituzione comune
LAMal ha respinto l’opposizione dell’interessata e confermato la decisione
del 9 marzo 2018. L’autorità inferiore ha considerato che l’interessata ha
lasciato il territorio elvetico già nel febbraio del 2017 e che la domanda di
esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera è stata presentata solo nel
gennaio del 2018, ossia dopo la scadenza del termine legale di tre mesi
dalla nascita dell’obbligo assicurativo (citato l’allegato XI al regolamento
[CE] n. 883/2004). Ha altresì osservato che l’ignoranza del “diritto d’op-
zione” non soccorre l’interessata. L’autorità inferiore ha altresì indicato che
il finanziamento del Sistema sanitario nazionale italiano attraverso il paga-
mento delle imposte alla fonte nulla muta al fatto che l’interessata rimane
assicurata al rischio malattia in Svizzera (doc. TAF 8, allegato 5).
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Pagina 5
C.
C.a Il 5 giugno 2018, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la decisione su opposizione dell’8
maggio 2018, mediante il quale ha chiesto l’annullamento della decisione
su opposizione impugnata e l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Sviz-
zera a decorrere dal 1° marzo 2017. Ha fatto valere in sostanza come dalle
carte processuali risulti dimostrato il fatto che abbia informato tempestiva-
mente (ossia nel termine previsto di tre mesi) la propria cassa malati sviz-
zera del trasferimento del domicilio in Italia, dato la disdetta dal contratto di
assicurazione obbligatoria contro le malattie in Svizzera presso la cassa
malati medesima e dimostrato, con la necessaria documentazione, l’affilia-
zione già avvenuta al Servizio sanitario nazionale italiano. Ha altresì indi-
cato che credeva che fosse sufficiente e nel corretto rispetto delle norme
in vigore informare la propria cassa malati. Chiara risulterebbe la sua vo-
lontà di disdire l’assicurazione malattie svizzera e d’essere affiliata contro
le malattie al sistema sanitario italiano. Peraltro – siccome pagherebbe re-
golarmente le imposte in Italia e che tali imposte servirebbero, tra le altre
cose, a finanziare pure il sistema sanitario italiano – un’affiliazione alla
cassa malati svizzera sarebbe contraria agli accordi tra la Confederazione
svizzera e la Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni. Ha
quindi chiesto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e
l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera dal 1° marzo 2017. Ha al-
tresì formulato una domanda d’assistenza giudiziaria, nel senso della di-
spensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, non-
ché chiesto la rifusione delle spese ripetibili (doc. TAF 1 e allegati).
C.b Il 13 luglio 2018, la ricorrente ha prodotto dinanzi al TAF copia dello
scritto del 18 aprile 2017, inviato all’assicuratore malattia, mediante il quale
avrebbe esercitato tempestivamente il diritto d’opzione a favore dell’assog-
gettamento all’assicurazione malattia in Italia.
C.c Con decisione incidentale del 16 luglio 2018, questo Tribunale ha stral-
ciato dai ruoli la domanda d’assistenza giudiziaria, nel senso della di-
spensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, per-
ché priva di oggetto (la procedura ricorsuale in materia d’esenzione dall’ob-
bligo assicurativo essendo gratuita giusta l’art. 18 cpv. 8 LAMal in combi-
nazione con l’art. 85bis cpv. 2 LAVS). Questo Tribunale ha altresì segnalato
che nella misura in cui la ricorrente avesse inteso pure formulare una do-
manda di gratuito patrocinio, la stessa avrebbe dovuto essere respinta,
avuto riguardo al fatto che, da un lato, non era possibile designare quale
patrocinatore d’ufficio il “Patronato INAS”, ma solo degli avvocati (DTF 132
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V 200 consid. 5.1.e 5.2) e, dall’altro lato, che l’assistenza di un avvocato
non appariva né necessaria né indicata se la parte poteva beneficiare
dell’assistenza di rappresentanti di associazioni, di assistenti sociali o an-
cora di specialisti della materia in casi non particolarmente complessi (ci-
tata la sentenza del TF 9C_786/2017 del 21 febbraio 2018 consid. 4.2 con
rinvii [doc. TAF 2]). Tale decisione incidentale non è stata impugnata.
C.d Con risposta al ricorso del 17 settembre 2018, l’autorità inferiore ha
proposto il respingimento dell’impugnativa e la conferma della decisione su
opposizione. L’Istituzione comune LAMal ha ribadito che la domanda
d’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera (fatta valere con scritti del
21 dicembre 2017 nonché del 25 gennaio e 28 febbraio 2018) è stata de-
positata dopo la scadenza del termine di tre mesi previsto a tal fine (sono
stati citati l’art. 2 cpv. 6 OAMal e l’allegato XI al regolamento [CE] n.
883/2004). Peraltro, l’ignoranza della legge non tutelerebbe dalle conse-
guenze previste dalla legge medesima (al riguardo è stata citata la DTF
127 III 357 consid. 3d). Ciò premesso, l’Istituzione comune LAMal ha rite-
nuto comunque irrilevante per l’esito della lite il fatto che, attraverso il pa-
gamento delle imposte alla fonte, la ricorrente finanzi automaticamente il
Servizio sanitario nazionale italiano (doc. TAF 8 e allegati).
C.e Nella replica del 30 ottobre 2018, la ricorrente si è riconfermata nelle
allegazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso. Ha nuovamente osservato,
in particolare, di avere tempestivamente informato la cassa malati del suo
trasferimento in Italia e della sua volontà di non essere più affiliata all’assi-
curazione malattie in Svizzera con la lettera del 18 aprile 2017, ma che non
le era affatto chiaro che una simile comunicazione doveva essere fatta ne-
cessariamente nel medesimo termine di tre mesi pure all’Istituzione co-
mune LAMal mediante la compilazione di un apposito formulario. La ricor-
rente ha peraltro richiamato l’art. 27 LPGA (obbligo d’informazione degli
assicuratori nelle singole assicurazioni sociali) e l’art. 30 LPGA. Secondo
la ricorrente, in applicazione segnatamente di quest’ultima disposizione di
legge, tutti gli organi esecutivi delle assicurazioni sociali (cassa malati com-
presa) hanno comunque l’obbligo di accettare le domande, le richieste e le
memorie che pervengono per errore, di registrarne la data d’inoltro e di
trasmettere i relativi documenti al servizio competente, ciò che nel caso
concreto non sarebbe però stato fatto (doc. TAF 11).
C.f Con duplica del 6 dicembre 2018, l’autorità inferiore ha riproposto il re-
spingimento del ricorso e la conferma della decisione su opposizione im-
pugnata. Ha indicato che, con lettera raccomandata dell’11 aprile 2017, la
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cassa malati ha informato l’insorgente per tempo ed esaustivamente in me-
rito al suo diritto d’opzione e al relativo termine per il suo esercizio, adem-
piendo così al suo obbligo d’informazione giusta l’art. 27 LPGA. Inoltre, ha
indicato che la documentazione pervenuta alla cassa malati non lo è stato
per errore ma era necessaria per la disdetta dell’assicurazione malattie e
pertanto non vi era alcun obbligo per la cassa malati medesima di trasmet-
tere tale documentazione all’Istituzione comune LAMal ai sensi dell’art. 30
LPGA. Ha altresì osservato che “Non è chiaro se la ricorrente abbia pre-
sentato una domanda di esenzione dall’obbligo di assicurazione presso la
cassa malati e se questa non l’abbia inoltrata all’Istituzione comune LAMal.
Di conseguenza non è possibile stabilire una violazione della trasmissione
obbligatoria”. Ha infine osservato che la situazione finanziaria dell’interes-
sata è irrilevante per l’esame della domanda di esenzione dall’obbligo di
assicurazione in Svizzera (doc. TAF 13 e allegato).
C.g Nelle osservazioni alla duplica del 28 gennaio 2019, l’insorgente si è
riconfermata nelle allegazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso e alla re-
plica. In particolare, ha ribadito di avere pensato di avere adempito all’ob-
bligo di comunicazione mediante il suo scritto del 18 aprile 2017 (con alle-
gati), scritto trasmesso alla cassa malati entro il termine di tre mesi (sca-
dente il 28 maggio 2017) dal trasferimento del domicilio in Italia il 28 feb-
braio 2017. Ha riaffermato che la cassa malati avrebbe dovuto trasmettere
il menzionato scritto del 18 aprile 2017 all’Istituzione comune LAMal (art.
30 LPGA) essendo chiara la sua volontà di optare per l’assicurazione ma-
lattia in Italia (tale assicurazione in Italia essendo peraltro già stata con-
clusa nel marzo del 2017). Chiede peraltro nuovamente che sia pertanto
ammessa la sua esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera a decor-
rere dal 1° marzo 2017 (doc. TAF 15 e allegato).
C.h Copie delle menzionate osservazioni alla duplica, nonché dell’allegato
documento, sono poi state trasmesse per conoscenza all’autorità inferiore
(doc. TAF 16).
C.i Il 29 luglio 2020, l’insorgente ha sollecitato l’evasione del gravame (doc.
TAF 17). Il 3 settembre 2020, questo Tribunale le ha comunicato che il pro-
getto di sentenza era in fase di elaborazione, che lo stesso avrebbe poi
dovuto ancora circolare per approvazione tra i membri del collegio giudi-
cante e successivamente avrebbe potuto essere notificato alla ricorrente
nel più breve tempo possibile (doc. TAF 18).
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF e art. 7 PA), rispetti-
vamente l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185
consid. 2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 LTAF e gli art. 18 cpv. 2bis e 90a cpv. 1 LAMal (RS 832.10), i
ricorsi contro le decisioni, comprese quelle su opposizione, ai sensi dell'art.
5 PA, rese dall’Istituzione comune LAMal in materia d’esenzione dall’ob-
bligo di assicurazione malattia in Svizzera come nel caso di specie.
1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge federale del 6 otto-
bre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA,
RS 830.1). Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono
applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale,
se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAMal, riservate le eccezioni non pertinenti nel caso
concreto dell’art. 1 cpv. 2 LAMal, le disposizioni della LPGA sono applica-
bili all'assicurazione malattie, sempre che la LAMal non preveda espressa-
mente una deroga alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione impu-
gnata e avente un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla
sua modifica (art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso – interposto tem-
pestivamente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispettoso dei requisiti
previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammis-
sibile.
2.
2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 con-
sid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Se è intervenuto
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un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
2.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto l’8 maggio 2018.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid 3a in
fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4 di-
cembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
3.
Nella presente fattispecie, oggetto del contendere è la questione di sapere
se a giusto titolo, o meno, l’autorità inferiore ha rigettato la domanda dell’in-
sorgente d’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera (giusta l’art. 6a
cpv. 3 seconda frase LAMal in combinazione con l’art. 2 cpv. 6 LAMal) poi-
ché l’insorgente non avrebbe validamente esercitato, entro i tre mesi dal
trasferimento del domicilio in Italia, il suo diritto d’opzione in favore dell’as-
sicurazione contro le malattie della Repubblica italiana.
4.
4.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
è domiciliata in tale Stato (Italia) e non è contestato l’esistenza di un nesso
transfrontaliero (DTF 143 V 81, in particolare consid. 8.1), per cui è appli-
cabile, di principio, l’ALC (RS 0.142.112.681).
4.2
4.2.1 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Deci-
sione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
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sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2; DTF 143 V 52 consid. 6.1 e sentenza del TAF C-
3093/2018 del 30 marzo 2020 consid. 2.1).
4.2.2 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-
colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre
2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009
4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-
terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009
621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE)
n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e
gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel
regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
4.2.3 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ul-
teriormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a de-
correre dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26
aprile 2016 consid. 4.2 con rinvii).
5.
5.1 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAMal, ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla na-
scita in Svizzera. Pertanto, sull’intero territorio svizzero vige un obbligo
d’assicurarsi contro le malattie (DTF 143 V 52 consid. 4; sentenze del TAF
C-3093/2018 del 30 marzo 2020 consid. 2.2 e C-5359/2017 del 6 dicembre
2018 consid. 4.1). L’art. 1 cpv. 1 OAMal (RS 832.102) prevede che le per-
sone domiciliate in Svizzera ai sensi degli art. 23 a 26 del Codice civile
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svizzero (CC, RS 210) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’art. 3
LAMal.
5.2 Il Consiglio federale può estendere – giusta l’art. 3 cpv. 3 LAMal – l’ob-
bligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in parti-
colare a quelle che (lett. a) esercitano un’attività in Svizzera o vi hanno la
propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA) o (lett. b) lavorano all’estero
per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera. Ai sensi dell’art. 1
cpv. 2 lett. d OAMal, sono inoltre tenute ad assicurarsi le persone che ri-
siedono in uno Stato membro dell’Unione europea e (che) sono soggette
all’assicurazione svizzera ai sensi dell’ALC e del relativo allegato II (v. an-
che art. 95a lett. a LAMal). Giusta l’art. 7 cpv. 8 OAMal, le persone tenute
ad assicurarsi ai sensi dell’art. 1 cpv. 2 lett. d OAMal devono assicurarsi
entro tre mesi dalla nascita dell’obbligo d’assicurazione in Svizzera. Se si
assicurano entro questo termine, l’assicurazione inizia dall’assoggetta-
mento all’assicurazione svizzera. Se si assicurano più tardi, l’assicurazione
inizia dalla data dell’affiliazione. L’assicurazione cessa se queste persone
non adempiono più le condizioni per un assoggettamento all’assicurazione
svizzera conformemente all’ALC e al relativo allegato II.
5.3 Il regolamento (CE) n. 883/2004 si applica ai cittadini di uno Stato mem-
bro, agli apolidi e ai rifugiati residenti in uno Stato membro che sono o sono
stati soggetti alla legislazione di uno o più Stati membri, nonché ai loro
familiari e superstiti (art. 2 n. 1 del regolamento (CE) n. 883/2004).
5.4 Il Titolo II del regolamento (CE) n. 883/2004 contiene le norme di coor-
dinamento per la determinazione della legislazione applicabile in materia
di sicurezza sociale. L’art. 11 n. 1 del regolamento (CE) n. 883/2004 san-
cisce il principio dell’unicità della legislazione applicabile, secondo il quale
le persone alle quali si applica il regolamento sono soggette alla legisla-
zione di un singolo Stato membro, definita in funzione delle prescrizioni
contenute agli art. 11 e segg. (DTF 135 V 339 consid. 4). Ai sensi dell’art.
11 n. 3 lett. e del regolamento (CE) n. 883/2004, le persone sono in princi-
pio soggette alla legislazione dello Stato membro di residenza (sentenza
del TAF C-3961/2018 del 31 marzo 2020 consid. 3.1.1).
5.5
5.5.1 Il Titolo III del regolamento (CE) n. 883/2004, agli art. 23 e segg.,
determina la legislazione applicabile in materia di prestazioni di malattia
per le persone che beneficiano di una pensione (ai sensi dell’art. 1 lett. w)
e i membri della loro famiglia. Di principio, il fattore determinante è l’effettivo
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Pagina 12
versamento di una pensione (cfr. sentenza del TAF C-3961/2018 del 31
marzo 2020 consid. 3.1.2 con rinvii).
5.5.2 L’art. 23 del regolamento (CE) n. 883/2004 riguarda il caso di un tito-
lare di una o più rendite ai sensi della legislazione di almeno due Stati
membri, uno dei quali è lo Stato di residenza. In tal caso, la persona inte-
ressata beneficia delle prestazioni dall’istituzione del luogo di residenza e
a spese della medesima istituzione, come se avesse diritto alla pensione
soltanto ai sensi della legislazione dello Stato membro di residenza.
5.5.3 L’art. 24 del regolamento (CE) n. 883/2004 regola la situazione in cui
una persona è titolare di una o più pensioni in virtù della legislazione di uno
o più Stati membri, non beneficia di prestazioni in natura secondo la legi-
slazione dello Stato membro di residenza, ma avrebbe diritto a tali presta-
zioni (in natura) secondo la legislazione dello Stato membro o di almeno
uno degli Stati membri che versa la pensione se risiedesse in tale Stato
membro.
5.5.4 L’art. 25 del regolamento (CE) n. 883/2004 designa lo Stato membro
che assumerà il costo delle prestazioni in natura allorquando il beneficiario
di una pensione risiede in un altro Stato membro la cui legislazione non
subordina il diritto a prestazioni in natura a condizioni di assicurazione o di
esercizio di un’attività subordinata o autonoma e la persona interessata
non riceve una pensione da detto Stato membro. Il costo delle prestazioni
in natura erogate alla persona interessata è sostenuto dall’istituzione di uno
degli Stati membri competenti in materia di pensioni, determinata a norma
dell’art. 24 cifra 2 del regolamento (CE) n. 883/2004, nella misura in cui il
pensionato avrebbe diritto a tali prestazioni se risiedesse in tale Stato
membro.
5.5.5 L’art. 26 del regolamento (CE) n. 883/2004 tratta la fattispecie relativa
al di una pensione che risiede in uno Stato membro diverso da quello in cui
risiedono i suoi familiari.
5.6 Infine, giusta l’art. 83 del regolamento (CE) n. 883/2004, nell’allegato
XI figurano le disposizioni particolari di applicazione delle legislazioni di ta-
luni Stati membri. Per quanto concerne la Svizzera, il n. 3 lett. a punto ii
dell’allegato XI, prevede che le disposizioni giuridiche svizzere che disci-
plinano l’assicurazione malattia obbligatoria si applicano alle persone non
residenti in Svizzera, segnatamente alle persone per le quali la Svizzera si
fa carico dei costi delle prestazioni ai sensi degli art. 24, 25 e 26 del rego-
lamento (CE) n. 883/2004.
C-3289/2018
Pagina 13
6.
6.1 Nella presente fattispecie, è incontestato che la ricorrente dal 1° marzo
2017 non ha (più) il proprio domicilio in Svizzera. Emerge infatti dalla noti-
fica di partenza del 27 febbraio 2017 rilasciata dal Comune di D._
che l’insorgente ha lasciato la Svizzera il 28 febbraio 2017 e che ha trasfe-
rito il suo domicilio in Italia (a E._ [cfr. doc. 10 allegato al doc. TAF
1]). Ne consegue che per la ricorrente, in assenza di un domicilio in Sviz-
zera, non vi è alcun obbligo d’assicurarsi contro le malattie in Svizzera sulla
base dell’art. 3 cpv. 1 LAMal.
6.2 La ricorrente è non di meno per principio soggetta all’assicurazione
contro le malattie in Svizzera – ai sensi dall'art. 3 cpv. 3 lett. a LAMal in
combinazione con l'art. 1 cpv. 2 lett. d OAMal – salvo in caso d’esercizio
tempestivo del diritto d’opzione a favore del suo Paese di residenza.
6.3
6.3.1 Ai sensi dell’art. 2 cpv. 6 OAMal, introdotto in seguito all'entrata in
vigore dell'ALC, a domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione –
sancito dall'art. 3 cpv. 3 lett. a LAMal in combinazione con l'art. 1 cpv. 2 lett.
d OAMal – le persone residenti in uno Stato membro della Comunità euro-
pea, purché possano esservi esentate conformemente all'ALC e al relativo
Allegato II e dimostrino di essere coperte in caso di malattia sia nello Stato
di residenza sia durante un soggiorno in un altro Stato membro della Co-
munità europea o in Svizzera.
6.3.2 Giusta il n. 3 lett. b dell’allegato XI del regolamento (CE) n. 883/2004,
le persone di cui alla lett. a (segnatamente le persone non residenti in Sviz-
zera, ma per le quali la Svizzera si fa carico dei costi delle prestazioni ai
sensi degli art. 24, 25 e 26 del regolamento (CE) n. 883/2004 [dunque che
percepiscono, come la ricorrente, una rendita di vecchiaia in Svizzera])
possono, su richiesta, essere esentate dall’assicurazione obbligatoria se
risiedono in uno dei seguenti Stati e dimostrano che vi beneficiano di co-
pertura in caso di malattia: Germania, Francia, Italia, Austria e Portogallo.
Detta richiesta deve essere presentata alla competente autorità svizzera
entro i tre mesi successivi all’insorgenza dell’obbligo di assicurarsi in Sviz-
zera; se, in casi giustificati, la richiesta è depositata dopo tale termine,
l’esenzione prende effetto dall’inizio dell’obbligo di assicurazione.
6.4 L’Istituzione comune LAMal decide delle domande d’esenzione dall’ob-
bligo assicurativo in Svizzera (in altri termini in merito al cosiddetto diritto
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Pagina 14
d’opzione di cui beneficia un assicurato [art. 18 cpv. 2bis LAMal]). Il diritto di
opzione deve essere di regola esercitato entro tre mesi dalla partenza per
l'estero (cfr. DTF 136 V 295 consid. 2.3.3) e non può essere fatto valere
per atti concludenti (sentenza del TF 9C_801/2014 del 10 marzo 2015 con-
sid. 3.3). Tuttavia, la giurisprudenza ha anche ammesso che qualora l'as-
sicurato sia stato impossibilitato a esercitare il suo diritto di opzione, per
carenza di informazione, deve essergli riconosciuto, anche dopo il termine
di tre mesi, la possibilità di esercitare il diritto di opzione (DTF 136 V 295
consid. 5.8 - 5.10).
6.5
È giustamente incontestato in questa sede che con l’abbandono del domi-
cilio/residenza abituale in Svizzera il 28 febbraio 2017, è sorto a favore
della ricorrente ai sensi dei precedentemente menzionati disposti di legge
un diritto d’opzione a favore dell’assicurazione contro le malattie in Italia
(insorgente beneficiaria di una rendita di vecchiaia svizzera, ma non ita-
liana, che dal 1° marzo 2017 non ha più il suo domicilio in Svizzera, ma
risiede in Italia).
6.5.1 L’autorità inferiore ha considerato che la ricorrente è stata tempesti-
vamente ed esaustivamente informata dalla propria cassa malati della pro-
cedura relativa alla domanda di esenzione dall’assicurazione obbligatoria
svizzera e del relativo termine per far valere il suo diritto di opzione con
lettera raccomandata dell’11 aprile 2017. Non ha ravvisato pertanto alcuna
violazione dell’obbligo di informare (art. 27 LPGA). Inoltre, ha ritenuto che
la documentazione trasmessa dall’insorgente – con scritto del 18 aprile
2017 (ossia entro il termine di tre mesi per l’esercizio del diritto d’opzione)
– non è pervenuta alla cassa malati per errore ma era necessaria per la
disdetta del contratto di assicurazione, per cui non vi era alcun obbligo per
la cassa malati di trasmettere tale documentazione all’Istituzione comune
LAMal giusta l’art. 30 LPGA (obbligo di trasmissione). Da tale scritto del 18
aprile 2017 non si sarebbe peraltro potuto dedurre una volontà di essere
esentata dall’assicurazione svizzera obbligatoria. L’autorità inferiore ha
pertanto ritenuto che la ricorrente ha presentato una domanda formale
d’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera solo nel gennaio del 2018,
ossia ben oltre il termine di tre mesi dalla partenza per l’Italia. Per conse-
guenza, l’insorgente non potrebbe che rimanere affiliata all’assicurazione
svizzera obbligatoria contro le malattie.
6.5.2 La ricorrente ha fatto valere in sede ricorsuale di avere informato la
propria cassa malati per tempo della sua partenza per l’Italia, dell’iscrizione
al Servizio sanitario nazionale italiano e della volontà di voler scindere il
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Pagina 15
contratto d’assicurazione contro le malattie mediante lo scritto del 18 aprile
2017, scritto al quale ha allegato sia la notifica di partenza che copia della
tessera sanitaria italiana. Dal menzionato scritto, sempre secondo la ricor-
rente, è evidente la sua volontà di essere affiliata all’assicurazione contro
le malattie in Italia. L’insorgente censura una violazione degli art. 27 e 30
LPGA da parte della cassa malati. Da un lato, per una persona come lei
con “bassa scolarità e non avvezza a questioni burocratiche” non sarebbe
affatto risultato chiaro dallo scritto della cassa malati dell’11 aprile 2017 che
avrebbe dovuto rivolgersi a più soggetti per far valere il suo diritto d’op-
zione. Dall’altro lato, dal momento che la sua volontà di essere assicurata
contro le malattie nel suo Paese di residenza, l’Italia, era chiaramente de-
sumibile dal suo scritto del 18 aprile 2017, incombeva alla cassa malati
medesima o d’avvertirla (tempestivamente) del fatto che avrebbe dovuto
inviare detto suo scritto anche all’Istituzione comune LAMal nel medesimo
termine di tre mesi o allora d’inviare lei stessa il citato scritto della ricorrente
all’autorità inferiore.
6.5.3 Nel caso concreto, per le ragioni che verranno esposte di seguito,
questo Tribunale ritiene fondate le censure sollevate dalla ricorrente.
6.5.3.1 Quanto all’obbligo d’informazione dell’assicuratore malattia
giusta l’art. 7b OAMal
Nel caso concreto, non si può ritenere che l'assicuratore malattia abbia
rispettato compiutamente il suo obbligo d'informazione, peraltro sancito
dall'art. 7b OAMal. In particolare, nello scritto del menzionato assicuratore
dell’11 aprile 2017 non è stato indicato con la necessaria chiarezza alla
ricorrente che per esercitare il suo diritto d’opzione doveva rivolgersi diret-
tamente e necessariamente, nel termine di tre mesi dalla partenza dalla
Svizzera, all’Istituzione comune LAMal (con l’apposito formulario) e che
pertanto non era sufficiente informare per scritto l’assicuratore malattia
della sua scelta di assicurarsi contro la malattia in Italia. Non è stata in
particolare data alcuna spiegazione precisa né in merito alla natura né alle
modalità di esercizio del diritto di opzione (cfr., su questo punto, la sentenza
del TF 9C_531 /2019 del 17 febbraio 2020 consid. 6.2), non essendo a tal
fine sufficiente invitare la ricorrente – a quel momento (11 aprile 2017) pe-
raltro non rappresentata da un mandatario professionale – a “inoltrarci una
disdetta scritta, la conferma di esenzione dell’Istituzione comune LAMal
nonché la conferma dell’Azienda sanitaria locale (ASL) del suo Paese di
domicilio” (anche se le era perlomeno stato indicato l’indirizzo dell’Istitu-
zione comune LAMal dove avrebbe potuto chiedere l’esenzione dall’ob-
bligo di assicurazione in Svizzera). In effetti, l’invito da parte della cassa
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Pagina 16
malati alla ricorrente “ad inoltrarci” la succitata documentazione è fuor-
viante, tanto più ove si osservi che nello scritto in questione la cassa malati
ha pure indicato che la ricorrente “può chiedere l’esenzione dall’obbligo di
assicurarsi in Svizzera” all’Istituzione comune LAMal, ma non che doveva
necessariamente chiedere l’esenzione entro il termine di tre mesi diretta-
mente a tale Istituzione, e non solo alla cassa malati, qualora avesse effet-
tivamente voluto salvaguardare il termine di tre mesi rispettivamente bene-
ficiare dell’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera.
6.5.3.2 Quanto alla volontà riconoscibile della ricorrente d’optare per
l’assicuratore malattia in Italia e al rispetto del termine per l’esercizio
del diritto di opzione
Anche volendo, per denegata ipotesi, ritenere che l’assicuratore malattia
abbia sufficientemente informato la ricorrente ai sensi dell’art. 7b OAMal
(in combinazione con l’art. 6a LAMal), questo Tribunale osserva che l’in-
sorgente ha fatto valere di avere esercitato la sua scelta in favore del Ser-
vizio sanitario nazionale italiano con il suo scritto del 18 aprile 2017 tra-
smesso all’assicuratore malattia (anche se non ha utilizzato l’apposito for-
mulario per la domanda d’esenzione). Al riguardo questo Tribunale rileva
che, giusta l’art. 29 cpv. 3 LPGA, se una domanda non rispetta le esigenze
di forma o se è trasmessa a un servizio incompetente, per quanto riguarda
l’osservanza dei termini e gli effetti giuridici collegati alla domanda è deter-
minante la data in cui essa è stata consegnata alla posta o inoltrata a tale
servizio. In altri termini, una domanda che non è presentata mediante il
formulario ufficiale o che si rivela incompleta è, in principio, sufficiente per
salvaguardare il termine per l’inoltro di tale domanda, sempre che la vo-
lontà dell’assicurato emerga chiaramente dalla domanda medesima (cfr.
sentenza del TF 8C_145/2019 del 3 giugno 2020 consid. 6.4.2). Ora, que-
sto Tribunale osserva che, contrariamente a quanto ritenuto dall’autorità
inferiore, dallo scritto della ricorrente del 18 aprile 2017 – trasmesso ap-
punto all’assicuratore malattia (e ricevuto dall’assicuratore malattia il 20
aprile 2017) – emerge chiaramente ed inequivocabilmente la volontà della
ricorrente di disdire il contratto d’assicurazione malattia con la propria
cassa malati svizzera, la già intervenuta assicurazione contro la malattia in
Italia (suo luogo di residenza) e l’impossibilità di permettersi il pagamento
dei premi di cassa malati in Svizzera. Non può pertanto essere seriamente
sostenuto che dallo scritto del 18 aprile 2017 non sia desumibile la volontà
dell’insorgente di essere esentata dall’assicurazione malattia obbligatoria
in Svizzera. Conto tenuto che l’insorgente ha trasferito il proprio domicilio
all’estero il 28 febbraio 2017, che la sua volontà di esercitare il diritto d’op-
zione a favore dell’assicuratore malattia in Italia era ben riconoscibile nel
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Pagina 17
suo scritto del 18 aprile 2017, occorre ritenere che il termine di tre mesi per
esercitare il suo diritto di opzione è stato salvaguardato mediante il men-
zionato scritto inoltrato all’assicuratore malattia (art. 29 cpv. 3 LPGA), indi-
pendentemente dal fatto che detto scritto non sia poi stato trasmesso
dall’assicuratore malattia all’Istituzione comune LAMal (cfr. anche le sen-
tenze del TAF C-2522/2016 del 25 settembre 2019 consid. 5.2 e C-
5130/2017 del 27 giugno 2019 consid. 5.2). Nella misura in cui l’autorità
inferiore volesse rimproverare all’insorgente il mancato utilizzo dell’appo-
sito formulario per l’esercizio del suo diritto d’opzione, bisognerebbe allora
rilevare che ciò costituirebbe manifestamente un eccesso di formalismo e
quindi un diniego di giustizia formale vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost. (cfr. la
sentenza del TF 8C_145/2019 del 3 giugno 2020 consid. 6.3).
6.5.3.3 Quanto alle ulteriori incombenze di pertinenza della cassa ma-
lati
Infine, e secondo giurisprudenza, sulla base del principio della buona fede
e del divieto del formalismo eccessivo, l’amministrazione ha l’obbligo, in
determinate circostanze, d’informare d’ufficio l’amministrato che commette
o sta per commettere un vizio procedurale, a condizione che il vizio sia
facilmente riconoscibile e che possa essere riparato per tempo (cfr. sen-
tenza del TF 8C_145/2019 del 3 giugno 2020 consid. 6.3.3 in fine). Questo
Tribunale ritiene che alla cassa malati non poteva sfuggire il fatto che allo
scritto del 18 aprile 2017 – pervenutole il 20 aprile 2017 –, comprensivo
della notifica di partenza nonché della copia della tessera sanitaria italiana,
mancava un ultimo documento per completare la disdetta del contratto di
assicurazione presso la medesima (segnatamente la decisione d’esen-
zione dall’obbligo assicurativo in Svizzera dell’Istituzione comune LAMal).
Tuttavia, non emerge dagli atti di cui all’incarto, che la cassa malati abbia
reagito o in qualche modo dato seguito al ricevimento del menzionato
scritto della ricorrente del 18 aprile 2017 entro la scadenza del termine per
l’esercizio del diritto d’opzione (al 28 maggio 2017 [ma solo successiva-
mente a tale termine, con la richiesta di pagamento dei premi arretrati a
decorrere dal 1° marzo 2017]), nonostante che l’insorgente medesima non
abbia minimamente accennato in detto suo scritto ad una richiesta d’esen-
zione già inoltrata anche all’Istituzione comune LAMal ma che non sarebbe
ancora stata evasa (e che quindi avrebbe prodotto alla cassa malati in una
successiva fase). Alla luce della giurisprudenza poc’anzi richiamata, alla
cassa malati (che aveva deciso, peraltro a torto [v. pure consid. 6.5.3.2 del
presente giudizio], che non vi era motivo di trasmettere lo scritto della ri-
corrente del 18 aprile 2017 direttamente all’Istituzione comune LAMal ai
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sensi dell’art. 30 LPGA) – avrebbe allora perlomeno dovuto tempestiva-
mente rendere edotta la ricorrente del fatto che non le era ancora stata
fatta pervenire la decisione di esenzione dall’obbligo assicurativo da parte
dell’Istituzione comune LAMal ed invitarla a depositare la sua domanda a
tale autorità entro il 28 maggio 2017 qualora non lo avesse ancora fatto
(scadenza del termine di tre mesi per esercitare il diritto d’opzione [cfr., al
riguardo, anche la sentenza del TF 9C_531/2019 del 17 febbraio 2020
consi. 6.2 in fine). Basti ancora rilevare che il tempo per potere/dovere
agire in tal senso da parte della cassa malati era più che sufficiente alfine
dell’esercizio del diritto d’opzione da parte della ricorrente medesima nel
termine di tre mesi dalla partenza dalla Svizzera direttamente dinanzi
all’Istituzione comune LAMal.
6.5.4 Conclusione
In conclusione, ognuno dei singoli motivi indicati ai considerandi 6.5.3.1 a
6.5.3.3, in particolare quello di cui al considerando 6.5.3.2, è già di per sé
sufficiente per accogliere il gravame e annullare la decisione impugnata, a
prescindere, fra l’altro, dal fatto che l’apposito formulario d’esenzione
dall’obbligo assicurativo in Svizzera è pervenuto all’Istituzione comune LA-
Mal solo il 5 marzo del 2018. Peraltro, quando il Tribunale amministrativo
federale annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità inferiore e
giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con istruzioni vinco-
lanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio (cfr., fra le tante, la sentenza
del TAF C-3166/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 9.4). In particolare, esso
si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi o comunque suffi-
cienti a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr., fra le tante, la sen-
tenza del TAF C-5816/2018 del 19 agosto 2020 consid. 12.1 con rinvii).
Tale è il caso nella presente fattispecie. In effetti, vista la chiara volontà
della ricorrente, manifestata tempestivamente con scritto del 18 aprile
2017, di optare per le assicurazioni sociali italiane, volontà peraltro suffra-
gata dal suo assoggettamento alle assicurazioni sociali italiane (v. copia
della tessera sanitaria italiana con scadenza all’8 marzo 2023 agli atti di
causa [di principio in Italia tale tessera ha notoriamente e normalmente una
validità di 6 anni]), si può rinunciare a rinviare la causa all’autorità inferiore
per nuova decisione e, in riforma della decisione su opposizione dell’8
maggio 2018, riconoscere alla ricorrente l'esenzione dall'assicurazione ob-
bligatoria contro le malattie in Svizzera a partire dal 1° marzo 2017 (art. 7
cpv. 8 OAMal), avendo l’insorgente stessa esercitato il diritto d’opzione in
favore dell’assicurazione in Italia entro i tre mesi dall’inizio del potenziale
nuovo obbligo assicurativo in Svizzera al 1° marzo 2017, con conseguente
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cessazione, appunto, dell’obbligo d’assicurarsi in Svizzera contro la malat-
tia a decorrere dal 1° marzo 2017 (cfr., fra l’altro, anche la sentenza del TF
9C_531/2019 del 17 febbraio 2020 consid. 6.3). Va altresì rilevato che la
ricorrente si è assicurata in Italia contro le malattie nel marzo del 2017 (cfr.
in particolare l’esibita tessera sanitaria italiana). Giova peraltro ancora ram-
mentare che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale la produ-
zione della tessera europea di assicurazione malattia (che si trova a tergo
della tessera sanitaria italiana) è sufficiente per dimostrare di essere co-
perti in caso di malattia sia nello Stato di residenza sia durante un sog-
giorno in un altro Stato membro della Comunità europea o in Svizzera (DTF
136 V 295 consid. 6.1 e sentenza del TF 9C_531/2019 del 17 febbraio
2020 consid. 6.3, nonché art. 2 cpv. 6 OAMal]). Non appare altresì che vi
siano altri fatti decisivi che necessitino ancora di ulteriore approfondimento
alfine di potersi determinare nel merito con cognizione di causa nel pre-
sente caso (ciò che peraltro l’autorità inferiore nemmeno ha fatto valere
nell’ambito della procedura in esame).
7.
7.1 Nel caso concreto, non si prelevano spese processuali (art. 18 cpv. 8
LAMal in combinazione con l’art. 85bis cpv. 2 LAVS). La domanda di assi-
stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese
processuali e del relativo anticipo, è già stata dichiarata priva d’oggetto con
decisione incidentale del 16 luglio 2018 (cfr. doc. TAF 2).
7.2 Ritenuto che l’insorgente è rappresentata in questa sede da un man-
datario professionale (Patronato INAS), si giustifica altresì l'attribuzione di
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del rego-
lamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr.
sentenza del TF 9C_310/2009 del 14 aprile 2010 consid. 4.3 con rinvii).
L’ammontare di quest’ultime, in assenza di una nota dettagliata, è fissata
d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 1'000.- (compresi i disborsi ed esclusa
l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante, sentenza del TAF C-4/2019 del 26 set-
tembre 2019 consid. 6.9 con rinvii]), tenuto conto del lavoro utile e neces-
sario svolto dal rappresentante della ricorrente. L'indennità per ripetibili è
posta a carico dell’Istituzione Comune LAMal.
(dispositivo alla pagina seguente)
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