Decision ID: 2101ae09-29e2-52bc-ba62-437d93ced3c4
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano nato il ..., coniugato, ha lavorato in Svizzera
come operaio edile, con permesso per confinanti, dal 1972 al 2008,
versando i relativi contributi obbligatori all'assicurazione per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità (AVS/AI; incarto AI, doc. 13/4). Il 20 agosto 2008
l'assicurato ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità del
Cantone Ticino (UAI-TI) una domanda di rendita d'invalidità svizzera
(incarto AI, doc. 10), la cui istruzione ha permesso di acquisire, tra gli altri,
i documenti seguenti:
- l'incarto, incompleto, della cassa malati dell'assicurato (contratto
collettivo d'indennità giornaliera concluso dal datore di lavoro), l'Helsana,
da cui si evince in particolare un'incapacità lavorativa del 100% dal
29 novembre al 6 dicembre 2006, dal 25 giugno all'8 luglio 2007 e dal
21 marzo al 31 agosto 2008, in seguito ad una lombosciatalgia destra con
ernia discale L3-4, operata nel 2008,
- il questionario per il datore di lavoro, del 1° settembre 2008 (incarto AI,
doc. 15), dal quale traspare che l'assicurato lavorava come muratore,
eseguendo pure tavolati, presso una ditta ticinese dal 1° gennaio 2002,
dalle otto alle nove ore giornaliere e dalle quaranta alle quarantaquattro
ore settimanali, con un salario annuo di Fr. 65'665.- nel 2008, e che era
assente per malattia dal 21 marzo 2008,
- un rapporto del medico curante dell'assicurato, del 2 settembre 2008
(incarto AI, doc. 16/2 a 6), diagnosticante un'ernia discale lombare L3/4
destra, esistente dal 21 marzo 2008, con dolore lombosciatalgico agli arti
inferiori destri e alla colonna lombosacrale, nonché una gonalgia, e nel
quale è ricordato l'intervento del 22 aprile 2008 per ernia discale lombare,
ed è riferita la necessità di procedere ad un nuovo intervento per recidiva
erniaria, la capacità lavorativa essendo nulla per l'ultima attività svolta e
pari a ventidue ore settimanali in occupazioni confacenti, non implicanti in
particolare il sollevamento e il trasporto di pesi superiori a 10 kg e la
posizione seduta chinata ed eretta chinata, come pure la flessione delle
ginocchia e gli spostamenti a piedi per lunghi tragitti,
- un referto di risonanza magnetica (RMN) del rachide lombosacrale, del
22 luglio 2008 (incarto AI, doc. 16/7),
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- una breve annotazione della dott.ssa B._, medico dell'UAI-TI, del
7 aprile 2009 (incarto AI, doc. 19), in cui è riferita la necessità di eseguire
una visita reumatologica per poter determinare la capacità lavorativa,
- un rapporto peritale del dott. C._, reumatologo, del 28 aprile
2009 (incarto AI, doc. 22), diagnosticante una sindrome lomboradicolare
cronica L4 e L5 a destra, in alterazioni degenerative del rachide lombare,
esiti da microdiscectomia L3/4 (21 aprile 2008) e da posizionamento di
distanziatore interspinoso L3/4 (23 ottobre 2008), disturbi statici del
rachide, con sbilancio e decondizionamento, una poliartrosi delle dita, in
esiti da amputazione delle falangi distali III e IV della mano sinistra, una
gonartrosi sintomatica a destra, con lesione meniscale mediale, ed
obesità. L'esperto ha formulato un'incapacità lavorativa di due terzi per
l'attività di muratore, nel senso di una diminuzione di due terzi del
rendimento sull'arco di una giornata lavorativa normale, a decorrere dal
1° maggio 2009, ed una capacità lavorativa del 100%, con un rendimento
massimo del 100%, pure a partire dal 1° maggio 2009, ossia a distanza di
circa sei mesi dall'ultimo intervento neurochirurgico al rachide lombare
avvenuto il 13 ottobre 2008, in attività confacenti non implicanti, in
particolare, il sollevamento e il trasporto di pesi superiori a 26 kg,
- un rapporto della dott.ssa B._, del 13 maggio 2009 (incarto AI,
doc. 24), in cui è ripresa la diagnosi posta dal dott. C._, ed è
fissata un'incapacità lavorativa del 100% dal 21 marzo 2008 al 30 aprile
2009, sia come muratore sia in occupazioni adeguate, con, a partire dal
1° maggio 2009, una riduzione di un terzo (due terzi, secondo correzione
del 9 giugno 2010, e conformemente alla valutazione del dott.
C._) del rendimento per l'attività abituale ed un'incapacità
lavorativa del 90% per le attività confacenti,
- un rapporto del dott. D._, internista, medico fiduciario
dell'Helsana, relativo ad una visita dell'assicurato avvenuta l'8 giugno
2009 (incarto AI, doc. 25), diagnosticante, nel quadro di uno stato di
salute non ancora stabilizzato, una sindrome lombospondilogena e
lomboradicolare a destra su alterazioni statiche (iperlordosi lombare) e
degenerative (spondilosi, spondilartrosi e discopatie plurisegmentali), una
periartropatia omeroscapolare a sinistra, esiti da amputazione traumatica
delle falangi distali III e IV della mano sinistra e sovrappeso, e nel quale è
stabilita un'incapacità lavorativa del 100% dal 21 marzo 2008, qualificata
di definitiva per l'attività di muratore,
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- un'annotazione della dott.ssa B._, del 30 giugno 2009 (incarto
AI, doc. 29), in cui è affermato che la ripresa dell'attività usuale con una
riduzione del rendimento di un terzo non era proponibile, che lo stato di
salute era ancora suscettibile di modificarsi, che bisognava riconsiderare
la situazione al più tardi dopo un anno e verificare se gli importanti limiti
funzionali fossero concretamente compatibili con un'attività lucrativa.
B.
Nonostante la non stabilizzazione dello stato di salute della ricorrente,
l'UAI-TI ha invitato la consulente in integrazione professionale a
procedere al calcolo del grado d'invalidità (incarto AI, doc. 36 e 37). La
consulente ha così redatto un rapporto finale, il 7 agosto 2009 (incarto AI,
doc. 36), dal quale si evince che, nel 2008, l'assicurato avrebbe potuto
guadagnare, visti i dati forniti dal datore di lavoro, un salario da valido
annuo di Fr. 65'665.- e, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica
(UFS) relativi ad attività leggere e ripetitive (tabelle RSS), adattati ad una
settimana lavorativa di 41.7 ore (tabelle B 9.2 e B 10.2, La Vie
Économique), un salario da invalido di Fr. 61'378.49 (operaio nel settore
secondario e venditore), ridotto del 15% per tenere conto delle
circostanze personali (attività leggere e a tempo parziale), e nella misura
del 90% (capacità lavorativa residua), ossia Fr. 46'954.54, per cui si
ottiene una perdita di guadagno del 28.49%, corrispondente ad un grado
d'invalidità del 28%.
Il 7 ottobre 2009 la dott.ssa B._ ha brevemente precisato (incarto
AI, doc. 41) che, dal 1° maggio 2009, la capacità, e non l'incapacità,
lavorativa in attività adeguate era pari al 100%, e non al 90%, e che
l'assicurato presentava una riduzione del rendimento di due terzi
nell'attività di muratore, come indicato dal dott. C._ nella sua
perizia.
Prendendo atto di questa precisazione, la consulente in integrazione
professionale ha modificato il calcolo del grado d'invalidità, il 7 ottobre
2009 (incarto AI, doc. 43 e 44), proponendo una riduzione del 5%, dovuta
al carattere leggero delle attività sostitutive, del salario annuo da invalido
di Fr. 61'378.49, ossia Fr. 58'309.56, e ha dunque ricavato una perdita di
guadagno dell'11.20%, pari ad un grado d'invalidità dell'11%.
C.
Nel prosieguo della procedura l'UAI-TI si è ancora procurato un rapporto
di revisione del medico curante dell'assicurato, del 9 dicembre 2009
(incarto AI, doc. 47/2 a 7), sovrapponibile al rapporto del 2 settembre
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2008, una nuova perizia neurologica del dott. C._, del 1° giugno
2010 (incarto AI, doc. 55), pure sovrapponibile alla perizia del 28 aprile
2009, nonché una perizia particolareggiata E 213 del dott. E._,
medico dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS), del
23 marzo 2010 (incarto AI, doc. 65), diagnosticante una lombalgia cronica
ed una colonna diffusamente lombo-discoartrosica, e riferente condizioni
di salute migliorate, la capacità di svolgere lavori semipesanti, la non
esigibilità dell'attività di muratore e un grado d'invalidità, secondo il diritto
italiano, del 50%.
In una breve annotazione del 9 giugno 2010 (incarto AI, doc. 56), la
dott.ssa B._ ha confermato le conclusioni del dott. C._. La
consulente in integrazione professionale ha pure ribadito, il 25 giugno
2010 (incarto AI, doc. 57), la fondatezza del calcolo alla base del grado
d'invalidità dell'11%.
D.
L'UAI-TI ha quindi approntato un progetto di decisione il 9 luglio 2010,
munito della relativa delibera all'attenzione dell'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), competente a
decidere visto il domicilio in Italia dell'assicurato, con il quale ha
prospettato all'interessato il riconoscimento del suo diritto ad una rendita
intera d'invalidità limitatamente al periodo dal 1° marzo al 31 luglio 2009,
invitandolo nel contempo a formulare eventuali osservazioni entro un
termine di trenta giorni (incarto AI, doc. 60 e 61).
L'assicurato si è opposto a questo progetto, per il tramite del
Patronato INAS, il 19 agosto 2010 (incarto AI, doc. 68), rilevando che
l'attività di muratore non era più esigibile, che le attività di sostituzione
proposte non erano comunque esercitabili alle condizioni di mercato, e
che si doveva applicare al salario da invalido una riduzione del 25% per
tenere debitamente conto delle sue circostanze personali, in particolare
l'età avanzata e la scarsa scolarizzazione, ed ha richiesto che gli fosse
riconosciuto il diritto ad una rendita intera anche successivamente al
31 luglio 2009. Egli ha peraltro allegato un certificato del suo medico
curante, del 5 agosto 2010 (incarto AI, doc. 68/4), in cui è formulata
un'incapacità lavorativa del 100% per l'attività di muratore e una capacità
di lavoro, da definirsi, in attività non implicanti la stazione eretta
prolungata per oltre un'ora e/o sforzi fisici con sollevamento di pesi
superiori a 5 kg.
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Pagina 6
In risposta ai punti sollevati dall'assicurato, la consulente in integrazione
professionale ha evidenziato, nel suo rapporto complementare del
6 settembre 2010 (incarto AI, doc. 70), che la reperibilità di un posto di
lavoro doveva essere effettuata astrattamente e che una riduzione del
salario da invalido del 25% non era in concreto proponibile, vista
l'assenza d'influsso di fattori quali l'età, l'origine o la formazione, sulle
possibilità di guadagno.
Di conseguenza, mediante decisione del 13 ottobre 2010 (incarto AI, doc.
73), l'UAIE ha riconosciuto all'assicurato il diritto ad una rendita intera
d'invalidità per il periodo intercorrente tra il 1° marzo e il 31 luglio 2010,
sulla base di una durata contributiva di trentacinque anni, di un reddito
annuo medio determinante di Fr. 61'560.- e della scala delle rendite 41.
E.
Contro questa decisione, rappresentato dal Patronato INAS, l'assicurato
ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il 16 novembre
2010, al quale ha allegato un referto elettrofisiologico del 16 novembre
2009, chiedendo che gli sia attribuita una rendita intera d'invalidità anche
oltre il 31 luglio 2009, e che gli sia concessa l'assistenza giudiziaria
parziale (esonero dal pagamento delle spese processuali).
Con ordinanza del 24 novembre 2010, questo Tribunale ha invitato il
ricorrente a compilare il formulario "Domanda di gratuito patrocino",
corredato dei relativi giustificativi, entro il 12 gennaio 2011.
F.
L'UAI-TI ha presentato le proprie osservazioni al ricorso il 23 dicembre
2010, proponendone il rigetto con la conseguente conferma della
decisione impugnata. L'UAIE ha dunque formalmente risposto al ricorso il
3 gennaio 2010, prendendo le stesse conclusioni dell'UAI-TI.
Con ordinanza del 3 febbraio 2011, questo Tribunale ha trasmesso al
ricorrente copie della risposta dell'UAIE e delle osservazioni dell'UAI-TI,
invitandolo a replicare entro un termine di trenta giorni.
Il 28 febbraio 2011 il ricorrente ha inoltrato a questo Tribunale il
formulario "Domanda di gratuito patrocinio" compilato, ma senza
giustificativi, dal quale risultano un reddito di 3'000.- e spese di 480.- euro
o franchi mensili, senza specificazione. Il ricorrente non ha peraltro più
replicato.
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Pagina 7

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale
del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo tribunale giudica i
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021),
emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le
eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni rese
dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
portate davanti al Tribunale amministrativo federale conformemente
all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale sull'assicurazione per
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).
In concreto, la decisione impugnata è stata emessa dall'UAIE
conformemente all'art. 40 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per
l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), relativo alla
notificazione delle decisioni ai frontalieri. Di conseguenza, questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). In conformità
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili
all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e 28-70), sempreché la
LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è
toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un
interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua
modificazione. Il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,
l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo
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rappresentante, con allegati la decisione impugnata e i documenti
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.
52 cpv. 1 PA).
1.4 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato
presentato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA).
2.
2.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681), ed il correlato Allegato II, che
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, modificato il
1° aprile 2012 (Decisione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012;
RU 2012 2345). Il caso in esame rimane comunque regolato, in virtù del
rinvio dell'art. 80a LAI, dalla versione dell'Allegato II in vigore fino al
31 marzo 2012 (RU 2002 1527, RU 2006 979 e 995, RU 2006 5851, RU
2009 2411 e 2421), secondo cui le parti contraenti applicano tra di loro il
Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971, relativo
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai
lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della
Comunità (RU 2004 121, 2008 4219, 2009 4831), normativa applicabile a
tutte le rendite il cui diritto sorge dal 1° giugno 2002 o successivamente,
in sostituzione delle Convenzioni di sicurezza sociale che disciplinavano i
rapporti fra due o più Stati (art. 6 del Regolamento n. 1408/71), nonché il
Regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972, relativo
all'applicazione del Regolamento n. 1408/71 (RU 2005 3909, 2009 621,
2009 4845).
2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta
nell'Allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della
Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a
decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo, qualora il medesimo
campo sia disciplinato da quest'ultimo (art. 6 del Regolamento n.
1408/71). Nella misura in cui l'Accordo, in particolare l'Allegato II che
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non
prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura come
pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di invalidità
svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid.
2.4).
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2.3 L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente
procedura, trattandosi di un cittadino italiano che risiede nell'Unione
europea, dell'ALC e dei Regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72.
2.4 Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione
straniera d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02
del 4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita
dell'assicurazione svizzera è determinato esclusivamente secondo il
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).
3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere precisato che, a partire
dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel suo
tenore modificato il 6 ottobre 2006 (5 a revisione), ritenuto tuttavia il
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (ATF 136
V 24 consid. 4.3). Le disposizioni relative alla 6 a revisione AI (primo
pacchetto di misure), che sono entrate in vigore il 1° gennaio 2012, non
sono invece applicabili (RU 2011 5659, FF 2010 1603).
4.
Il periodo di cognizione giudiziaria di questo Tribunale si estende fino al
13 ottobre 2010, data della decisione impugnata. Il giudice delle
assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata,
in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2). Il giudice delle
assicurazioni sociali può tuttavia tenere conto dei fatti verificatisi dopo la
data della decisione impugnata quando essi possono imporsi quali
elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla
decisione stessa (DTF 130 V 138, vedi anche 121 V 366 consid. 1b, 116
V 248 consid. 1a).
5.
Il ricorrente contesta la validità materiale della decisione dell'UAIE,
chiedendo che gli sia riconosciuto il diritto ad una rendita intera
d'invalidità anche successivamente al 31 luglio 2010.
6.
Secondo le norme applicabili, per avere diritto ad una rendita
dell'assicurazione per l'invalidità svizzera, un cittadino italiano deve,
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cumulativamente, essere invalido ai sensi della legge svizzera ed avere
versato contributi all'AVS/AI svizzera durante almeno tre anni (art. 36
LAI). A tale fine è possibile prendere in considerazione anche i contributi
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro
dell'UE o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a
condizione che almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI
svizzera (FF 2005 pag. 4065; art. 45 del Regolamento n. 1408/71).
In concreto, è pacifico che il ricorrente adempie la condizione della durata
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai
sensi di legge.
7.
7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga
durata. L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere
conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2
della stessa norma stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.
7.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%,
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29
cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore
al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.
7.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che
l'assicurato ha diritto ad una rendita alle seguenti condizioni: (a) la sua
capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; (b) ha avuto
un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante
un anno senza notevole interruzione; e (c) al termine di questo anno è
invalido almeno al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più
presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il
diritto alle prestazioni conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma
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al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni
(art. 29 cpv. 1 LAI).
7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al
guadagno è definita all'art. 7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto
l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili.
8.
8.1 Una rendita d'invalidità limitata nel tempo corrisponde,
materialmente, ad una revisione ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LPGA.
Quindi, per verificare la legalità della decisione impugnata, bisogna
conformarsi ai principi di questa disposizione, secondo la quale, se il
grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta.
8.2 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza,
tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può
supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni
caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art.
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere
mansioni consuete peggiora, occorre tenere conto del cambiamento
determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).
8.3 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità
decrescente/crescente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa
disciplina un rapporto giuridico suscettibile di essere, in caso di
contestazione, oggetto della lite e dell'impugnativa. Qualora sia
contestata solo la riduzione o la soppressione delle prestazioni, il potere
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cognitivo del giudice non è limitato nel senso che egli debba astenersi
dallo statuire circa i periodi per i quali il riconoscimento di prestazioni non
è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2 et 2.3 confermato in 131 V 164).
Va ricordato che nel caso in cui la prestazione venga accordata con
effetto retroattivo ma limitata nel tempo, aumentata oppure ridotta, esiste
un'unica relazione giuridica; ciò vale anche se l'assegnazione della
rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è stata comunicata
mediante più decisioni recanti la stessa data (DTF 131 V 164 consid. 2.2
e 2.3).
9.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di
carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In
base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per
valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido. In altri termini, l'assicurazione svizzera per l'invalidità
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 84). La documentazione
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato, ma non
spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314).
In concreto, come risulta dagli atti, il ricorrente non ha più lavorato dopo il
21 marzo 2008, dimodoché è necessario riferirsi alla documentazione
medica non solo per stabilire il danno alla sua salute, ma anche per
sapere quali attività professionali sono ancora da lui esigibili e in che
misura (capacità lavorativa residua).
10.
Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva
tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 352
consid. 3a). Per costante giurisprudenza le certificazioni mediche
possono costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno
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invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). Perché un rapporto
medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini
in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito
in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti
concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della vita,
il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).
11.
In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, in
particolare, dalle perizie del dott. C._, reumatologo, del 28 aprile
2009 e 1° giugno 2010 (incarto AI, doc. 22 e 55), dal rapporto della
dott.ssa B._, medico dell'UAI-TI, del 13 maggio 2009 (incarto AI,
doc. 24), dal rapporto del dott. D._, internista, medico fiduciario
dell'Helsana, relativo ad una visita del ricorrente avvenuta l'8 giugno 2009
(incarto AI, doc. 25), e dalla perizia E 213 del dott. E._, medico
dell'INPS, del 23 marzo 2010 (incarto AI, doc. 65), risulta la diagnosi di
sindrome lomboradicolare cronica L4/5 a destra, in alterazioni
degenerative del rachide lombare, di esiti da microdiscectomia L3/4
(21 aprile 2008) e da posizionamento di distanziatore interspinoso L3/4
(23 ottobre 2008), di disturbi statici del rachide, con sbilancio e
decondizionamento, di poliartrosi delle dita, in esiti da amputazione delle
falangi distali III e IV della mano sinistra, e di gonartrosi sintomatica a
destra, con lesione meniscale mediale, ed obesità.
Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata
dal ricorrente, questo Tribunale non vede nessun valido motivo per
scostarsene.
12.
12.1 Rispetto alle conseguenze invalidanti delle affezioni diagnosticate, il
dott. C._ ha formulato, nelle sue due perizie reumatologiche,
un'incapacità lavorativa di due terzi per l'attività di muratore, nel senso di
una diminuzione di due terzi del rendimento sull'arco di una giornata
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lavorativa normale, a decorrere dal 1° maggio 2009, ed una capacità
lavorativa del 100%, con un rendimento massimo del 100%, pure a
partire dal 1° maggio 2009, ossia a distanza di circa sei mesi dall'ultimo
intervento neurochirurgico al rachide lombare avvenuto il 13 ottobre 2008,
in attività confacenti non implicanti, in particolare, il sollevamento e il
trasporto di pesi superiori a 26 kg.
È importante sottolineare che, mediante la sua seconda perizia, il cui
rapporto è stato redatto il 1° giugno 2010, il dott. C._ ha dissipato i
dubbi dovuti alla non stabilizzazione dello stato di salute del ricorrente,
suscitati dal rapporto del dott. D._, e condivisi dalla dott.ssa
B._ nella sua annotazione del 30 giugno 2009 (incarto AI, doc.
29), in cui ha postulato la necessità di riconsiderare la situazione al più
tardi dopo un anno. Inoltre, il fatto che il dott. D._ abbia
riconosciuto un'incapacità lavorativa definitiva del 100% per l'attività di
muratore, come del resto il medico curante del ricorrente (cfr. rapporti del
2 settembre 2008 e 9 dicembre 2009, nonché il certificato del 5
agosto 2010; incarto AI, doc. 16/2 a 6, 47/2 a 7 e 68/4) e il medico
dell'INPS nella perizia E 213 (incarto AI, doc. 65), mentre il dott.
C._ ha ritenuto una capacità lavorativa del 100% con una
diminuzione del rendimento pari a due terzi, parere al quale ha aderito
senza riserve la dott. B._ (cfr. annotazioni del 7 ottobre 2009 e 9
giugno 2010; incarto AI, doc. 41 e 56), non ha conseguenze particolari in
concreto, se si considera che entrambe le valutazioni mediche implicano
la necessità, per determinare la perdita di guadagno ed il conseguente
grado d'invalidità, di riferirsi ad attività sostitutive sul mercato equilibrato
del lavoro e procedere al raffronto dei redditi da valido e da invalido (cfr.
consid. 9), operazione debitamente compiuta dall'UAI-TI, come si
mostrerà in seguito.
12.2 Visto quanto precede, questo Tribunale constata innanzitutto,
seguendo il parere del dott. C._, nella sua qualità di specialista in
reumatologia, e della dott.ssa B._, che il ricorrente dispone di una
capacità lavorativa del 100%, dal 1° maggio 2009, in attività confacenti al
suo stato di salute, non implicanti, tra le altre restrizioni minori, il
sollevamento e il trasporto di pesi superiori ai 26 kg. I limiti di carico posti
dal medico curante, dapprima 10 e poi 5 kg, non appaiono invece
convincenti, anche alla luce delle conclusioni della perizia E 213, secondo
cui sono esigibili lavori semipesanti.
Rispetto alla questione della capacità lavorativa nell'attività di muratore,
questo Tribunale considera che non è necessario prendere posizione per
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una delle due valutazioni in gioco, ossia quella del dott. C._
(riduzione del rendimento di due terzi) o quella del dott. D._
(incapacità lavorativa del 100%), nella misura in cui, come ricordato
sopra, l'UAI-TI ha calcolato il grado d'invalidità riferendosi ad attività
sostitutive sul mercato equilibrato del lavoro.
13.
13.1 Come già esposto al consid. 9, secondo l'art. 16 LPGA, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato invalido potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito
da invalido), è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Occorre ancora specificare che il salario da invalido, quale introito teorico,
può essere ridotto per tenere conto di fattori personali dell'assicurato
(DTF 126 V 75), come l'età o un handicap. Nell'ambito dell'applicazione di
tale riduzione, l'amministrazione gode di un'ampia autonomia di giudizio
che il giudice può rivedere solamente in casi particolari. Il giudice delle
assicurazioni sociali non può, senza motivo pertinente, sostituire il proprio
apprezzamento a quello dell'amministrazione. Se lo fa, deve motivare in
modo appropriato che una diversa valutazione s'impone. Inoltre, la
deduzione non va effettuata automaticamente, ma solo se nel singolo
caso sussistono elementi che lascino presagire che la persona
assicurata, a causa di una o più di queste circostanze, ben difficilmente
riuscirà a sfruttare la sua capacità residua di lavoro (DTF 137 V 71
consid. 5.2).
13.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se il reddito da
valido è inferiore alla media dei salari per un'attività equivalente e la
persona assicurata, per motivi estranei alla sua invalidità, ha realizzato un
reddito considerevolmente inferiore alla media nazionale svizzera senza
spontaneamente accomodarsene, si procede ad un parallelismo dei due
redditi di paragone. Il Tribunale federale ha poi precisato che un reddito è
inferiore alla media dei salari per un'attività equivalente se il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% dal salario statistico
usuale nel settore. Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va
effettuato soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%.
Ciò può avvenire aumentando in maniera adeguata il reddito da valido
effettivamente conseguito oppure riducendo opportunamente il reddito
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statistico da invalido. In un secondo tempo, occorre esaminare la
questione di un'eventuale deduzione per circostanze personali e
professionali, applicabile al reddito da invalido ottenuto sulla base dei
valori medi statistici. A questo riguardo, i fattori estranei all'invalidità di cui
si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi, non
possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito
della deduzione per circostanze personali e professionali (DTF 135 V 297
e 134 V 322).
13.3 In concreto, l'UAI-TI ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità in
applicazione del metodo generale di confronto dei redditi. Dal rapporto
finale della consulente in integrazione professionale, del 7 agosto 2009,
modificato e confermato il 7 ottobre 2009 e 25 giugno 2010 (incarto AI,
doc. 36, 43, 44 e 57), si evince che il ricorrente, secondo i dati forniti dal
suo datore di lavoro, avrebbe potuto guadagnare in Ticino nel 2008 un
salario da valido di Fr. 65'665.- (parallelismo dei redditi non necessario),
e, in conformità con i dati dell'UFS relativi ad attività leggere e ripetitive
(Tabelle RSS), adattati ad una settimana lavorativa di 41.7 ore (tabelle B
9.2 e 10.2, La Vie Économique), un salario da invalido di Fr. 61'378.49,
ridotto del 5% per attività leggera, ossia Fr. 58'309.56. L'UAI-TI ha
pertanto ricavato una perdita di guadagno dell'11.20%, corrispondente ad
un grado d'invalidità dell'11%.
A proposito dell'esecuzione di questo calcolo occorre sottolinearne la
correttezza, pur rilevando che la riduzione del 5% del salario da invalido,
dovuta al carattere leggero delle attività sostitutive, può legittimamente
apparire troppo bassa, come esposto nell'impugnativa. Ciononostante,
anche se si decidesse di attuare la riduzione massima del 25%, non si
raggiungerebbe il grado minimo d'invalidità del 40% per avere diritto ad
una rendita. Il calcolo effettuato dall'UAI-TI non può dunque che essere
approvato.
14.
In conclusione, questo Tribunale rileva dunque che il miglioramento della
capacità al guadagno del ricorrente, in seguito alla sua ritrovata capacità
lavorativa al 100% a partire dal 1° maggio 2009, attestata senza equivoci
nella seconda perizia del dott. C._, durava già da tre mesi il 31
luglio 2009, per cui è a giusto titolo che l'UAIE ha soppresso la rendita
intera d'invalidità a decorrere dal 1° agosto 2009 (art. 88a cpv. 1 OAI).
15.
In virtù dell'art. 24 cpv. 1 LTAF, il giudice dell'istruzione decide quale
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giudice unico circa lo stralcio dal ruolo delle cause divenute prive di
oggetto (lett. a) e la non entrata nel merito di impugnazioni
manifestamente inammissibili (lett. b). Sono fatte salve, secondo il cpv. 2,
le competenze del giudice unico secondo le leggi federali in materia di
assicurazioni sociali.
Ai sensi dell'art. 85 bis
cpv. 3 della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e i superstiti (LAVS, RS 831.10), se l'esame preliminare,
anteriore o posteriore a uno scambio di scritti, rileva che il ricorso al
Tribunale amministrativo federale è inammissibile o manifestamente
infondato, un giudice unico può, con motivazione sommaria, pronunciare
la non entrata in materia o il rigetto. Questa disposizione è applicabile
anche in ambito dell'assicurazione invalidità, conformemente all'art. 69
cpv. 2 3 a frase LAI.
In concreto, questo Tribunale può quindi pronunciare, quale giudice
unico, il rigetto del presente ricorso manifestamente infondato.
16.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe a
carico della parte soccombente. In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA,
l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può
assegnare al ricorrente una indennità per le spese indispensabili e
relativamente elevate che ha sopportato (spese ripetibili). Le autorità
federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3
del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]).
In concreto, non si prelevano spese di procedure e non si assegnano
indennità per spese ripetibili .
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