Decision ID: 394797aa-3530-5eaf-92f1-a6eb466ec2bc
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 7 gennaio 2019 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso di fr. 100.– oltre agli interessi del 5% dal 5 dicembre 2018, indicando quale titolo di credito: “
spese
amministrative sostenute per l’inadeguatezza procedurale di accertamento alle violazioni dei doveri di servizio con il ricovero coatto del 05.12.2018 + spese esecuzione + interessi. Si riservano i diritti di risarcimenti per il torto morale e lesione personalità”
.
B.
Avendo la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 2 gennaio 2020 anche intestata alla moglie RE 2 e da lei firmata, RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Locarno. L’8 gennaio 2020, il Giudice di pace ha assegnato agli istanti un termine di 10 giorni per trasmettere un riconoscimento del credito posto in esecuzione e li ha informati, ove non fossero in possesso di un titolo di rigetto, sulla possibilità alternativa d’inoltrare un’istanza di conciliazione. Il Giudice di pace ha inoltre precisato che l’istanza avrebbe dovuto essere presentata solo da RE 1, unico creditore indicato sul precetto esecutivo.
C.
Il 15 gennaio 2020, l’avv. PA 1 ha informato il Giudice di pace di essere stato nominato con effetto immediato dall’Autorità regionale di protezione (ARP) n. 9 di Toricella-Taverne quale co-curatore di RE 1 in appoggio al curatore di rappresentanza _ con il compito in particolare di rappresentare il curatelato in ogni processo giudiziario civile e amministrativo. L’avv. PA 1 ha chiesto di ricevere con urgenza informazioni sulla causa e una copia dell’istanza. Con scritto 23 gennaio 2020, RE 1 ha comunicato al giudice di ritenere che la pendenza di un ricorso presso la Camera di protezione del Tribunale d’appello non consentiva l’assegnazione del mandato di rappresentanza al curatore e al co-curatore
“poiché oggetto di contestazione”
. Il 31 gennaio 2020, l’avv. PA 1 ha ritirato l’istanza per quanto riguarda unicamente RE 1 (ad esclusione della moglie) e chiesto al Giudice di pace di prescindere dal prelevare spese processuali.
D.
Statuendo con decisione del 7 febbraio 2020, il Giudice di pace ha respinto l’istanza senza riscuotere spese processuali.
E.
Contro la sentenza appena citata i coniugi RE 1 sono insorti
alla Camera civile dei reclami del Tribunale d’appello
con un reclamo del 24 febbraio 2020
per farne dichiarare la nullità e per
“assegnare i risarcimenti e le multe”
. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 24 febbraio 2020 contro la sentenza notificata ai coniugi RE 1 il 15 febbraio, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2
Con risoluzione n. 227.2019 del 9 dicembre 2019 (inc. 2017.50) l’ARP n. 9 di Toricella-Taverne ha nominato in via cautelare l’avv. PA 1 quale co-curatore di RE 1 perché affiancasse il curatore di rappresentanza _ in particolare nel
“rappresentare il curatelato in ogni processo giudiziario civile e amministrativo”
e
“chiudere dove possibile quelli per i quali non vi è nessun senso o scopo giuridico a mantenerli in essere”
. I dispositivi del decreto sono stati dichiarati immediatamente esecutivi e a un eventuale reclamo è stato tolto l’effetto sospensivo (in virtù dell’art. 450
c
CC). I reclamanti sostengono invero che la decisione dell’ARP non è ancora passata in giudicato poiché RE 1 l’ha impugnata alla Camera di protezione del Tribunale d’appello (come risulta dal doc. A accluso all’istanza). Sennonché i reclamanti non dimostrano – e neppure allegano – che al reclamo di RE 1 sarebbe stato restituito l’effetto sospensivo. La decisione dell’ARP risulta dunque esecutiva. Nella misura in cui è promosso da RE 1 il reclamo è pertanto inammissibile perché egli non è al momento attuale legittimato ad agire personalmente in giustizia e non ha dimostrato di aver ottenuto dal co-curatore l’autorizzazione a inoltrarlo. Non è così necessario entrare nel merito del reclamo. Comunque sia, per gli argomenti appena esposti l’avv. PA 1 era legittimato a ritirare l’istanza e l’istanza era infondata nel merito siccome alla stessa non è allegato alcun riconoscimento del debito di fr. 100.– posto in esecuzione firmato dalla CO 1.
1.3
Nella sentenza impugnata il Giudice di pace ha rilevato a ragione che RE 2 non è indicata quale escutente sul precetto esecutivo.
1.3.1
Anche se tecnicamente non si può parlare di difetto di una delle cosiddette tre identità che il giudice del rigetto deve verificare d’ufficio in occasione dell’esame dell’istanza nel merito (DTF 142 III 722 consid. 4.1) – identità che dev’esistere segnatamente tra il creditore menzionato sul precetto esecutivo e il creditore risultante dal titolo di rigetto dell’opposizione – il fatto che la moglie non sia menzionata sul precetto esecutivo (ma solo nell’istanza) ne esclude, comunque sia, un interesse personale degno di protezione a ottenere il rigetto dell’opposizione a un’esecuzione promossa esclusivamente dal marito. Poiché difetta il presupposto processuale dell’interesse (personale) ad agire posto all’art. 59 cpv. 2 lett. a CPC (
Bohnet
in: Commentaire romand,
Code de procédure civile, 2
a
ed. 2018, n. 89a ad art. 59 CPC) e poiché la moglie non invoca alcuna norma legale che le consenta di agire a nome del marito (cfr.
Trezzini
in: Trezzini et al. [curatori], Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. I, 2
a
ed. 2017, n. 41 ad art. 59 CPC)
, l’istanza andava d’ufficio dichiarata irricevibile (art. 60 CPC). Per il medesimo motivo, anche il reclamo, nella misura in cui è promosso da RE 2, è inammissibile.
1.3.2
I reclamanti sostengono invero che la moglie sarebbe intervenuta nella causa quale rappresentante del marito in virtù dell’art. 27 cpv. 1 LEF, norma che dal 1° gennaio 2018 ammette che chiunque avente l’esercizio dei diritti civili sia autorizzato a rappresentare altre persone nelle procedure sommarie disciplinate dalla LEF (così la sentenza della CEF 14.2018.15 del 15 marzo 2018). A parte il fatto che si tratta di un’allegazione nuova e pertanto inammissibile (art. 326 cpv. 1 CPC), ad ogni modo RE 1, in seguito alla nomina dei curatori, non è più legittimato a designarsi autonomamente un rappresentante in una procedura giudiziaria. Solo i curatori avrebbero potuto autorizzare la moglie a rappresentare il marito nelle cause di prima e seconda istanza ma non risulta dagli atti che l’abbiano fatto. Anche su questo punto il reclamo di RE 2 si conferma inammissibile.
1.3.3
A RE 2 difetta invero anche la legittimazione attiva, ovvero la titolarità attiva della pretesa dedotta in giudizio, sicché l’istanza, in quanto da lei firmata, risultava pure infondata nel merito (
sentenza della CEF 14.2015.77 del 24 luglio 2015, consid. 5, massimata in RtiD 2016 I 718 n. 41c
, che va però precisata nel senso che la mancata identità tra escutente e istante in sé pone un problema d’interesse ad agire, da verificare d’ufficio [sopra ad 1.3.1], prima che di legittimazione attiva, da esaminare solo in caso di contestazione).
1.4
Stante l’inammissibilità del reclamo per entrambi i ricorrenti, non è necessario entrare nel merito delle altre censure.
2.
La tassa del presente giudizio andrebbe posta a carico dei reclamanti in ragione della loro soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC), ma tutto induce a ritenere che nel caso specifico la riscossione di oneri si tradurrebbe in un mero costo aggiuntivo per l’ente pubblico, sicché giova eccezionalmente prescindere dal loro prelievo. Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.
3.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 100.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.