Decision ID: 7ff7fc9d-395b-5f15-9018-be06470ed864
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto:","A. L’8 aprile 2011 _ R_ e AP 1 hanno concluso un contratto in cui la prima incaricava la seconda di coordinare e gestire le operazioni finalizzate alla costruzione e alla vendita di unità abitative sulla part. n. _ RFD di_ di sua proprietà. Il 14 aprile 2011 AP 1 e AO 1 società che gestisce uno studio di architettura, hanno concluso un contratto avente per oggetto varie prestazioni nell’ambito della ristrutturazione e sopraelevazione con cambio di destinazione dell’edificio esistente sulla citata part. n. _. La mercede pattuita in favore dello studio di architettura ammontava a complessivi fr. 210'000.- oltre IVA all’8% (totale IVA inclusa fr. 226'800.-), e meglio fr. 25'000.- per “provvigione cliente”, fr. 45'000.- per lavori preliminari, fr. 21'000.- per il progetto di massima, fr. 44'800.- per il progetto definitivo, fr. 23'300.- per le procedure di appalto e fr. 50'900.- per la fase di realizzazione (doc. C). Dei lavori si è concretamente occupato l’arch. _ C_, gerente di AO 1.","B. Il 6 maggio e il 7 dicembre 2011 AO 1 ha inoltrato a AP 1 le prime due richieste di acconto di fr. 20'600.- e fr. 18'900.-, per un totale di fr. 39'500.- (doc. E e F), importi regolarmente versati dalla controparte. Le richieste di acconto successive sono per contro rimaste inevase (v. doc. G, H e I). Il 29 maggio 2013, lo studio di architettura ha fatto spiccare nei confronti della controparte il PE n. _ dell’UE di _, notificato il 3 giugno 2013 (doc. L), escutendola per l’importo di fr. 187'300.- oltre accessori, ovvero il saldo di quanto pattuito (fr. 226'800.- - fr. 39'500.-).","C. Previo ottenimento dell’autorizzazione ad agire, con petizione 7 marzo 2014 AO 1 ha convenuto AP 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, postulandone la condanna al pagamento di fr. 187'300.- oltre interessi del 5% dal 16 giugno 2012 e il rigetto in via definitiva dell’opposizione al PE n. _ dell’UE di _.","D. Con risposta 18 aprile 2014, la convenuta si è opposta alla petizione postulandone l’integrale reiezione, rilevando in particolare che il vero senso degli accordi raggiunti fra le parti è deducibile dal doc. 2, da cui si evince una remunerazione forfettaria di fr. 60'000.- per prestazioni effettive d’architetto e fr. 150'000.- quale partecipazione all’eventuale utile realizzato grazie alla vendita dell’immobile, per un totale di fr. 210'000.-, ciò che troverebbe un riscontro anche nello scritto 14 aprile 2011 allegato al contratto doc. C. A suo dire, il doc. C sarebbe invece un contratto simulato mirato a celare alla committente _ R_ la partecipazione di AO 1 agli utili della futura compravendita. Non avendo tuttavia l’operazione immobiliare prodotto gli utili previsti, l’importo di fr. 150'000.- non sarebbe dovuto, così come non sarebbe dovuto il rimanente importo di fr. 20'500.-, a fronte di una carente esecuzione del contratto da parte dell’attrice, che avrebbe comportato la rescissione anticipata del medesimo prima dell’esecuzione di tutte le prestazioni pattuite.","E. Con replica 22 maggio 2014 e duplica 26 giugno 2014 le parti hanno ulteriormente sostanziato le proprie antitetiche posizioni, contestando quelle avverse. In particolare, l’attrice ha rilevato che il doc. 2 è stato superato dalla successiva stipulazione del doc. C e che l’arch. _ C_ ha diligentemente svolto quanto pattuito contrattualmente. La convenuta ha invece ribadito le proprie tesi, evidenziando come il contratto doc. C riportasse cifre e prestazioni non reali.","F. Esperita l’istruttoria (fra cui anche la perizia giudiziaria 6 dicembre 2016 dell’arch. _) e raccolti gli allegati conclusivi scritti, con decisione 28 dicembre 2018 il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto la petizione nella misura di fr. 96’300.- oltre interessi del 5% dal 17 luglio 2012 su fr. 13'500.-, dal 2 aprile 2013 su fr. 30'960 e dal 3 giugno 2013 su fr. 51'840.-, decretando limitatamente a tale importo il rigetto definitivo dell’opposizione al PE n. _ e ponendo la tassa di giustizia di fr. 6’000.- e le spese di fr. 10’000.- a carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.","G. Con appello 18 febbraio 2019 la convenuta si è aggravata contro tale giudizio, chiedendone la riforma nel senso di respingere la petizione, con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi.","H. Con risposta 10 aprile 2019 l’attrice si è opposta al gravame, postulandone l’integrale reiezione, e ha sollevato appello incidentale, chiedendo la modifica della decisione pretorile nel senso di accogliere la petizione nella misura di fr. 107’164.- oltre accessori e di rigettare in via definitiva l’opposizione al PE n. _ relativamente a tale importo, pure con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi. L’appellante principale ha omesso di presentare una risposta all’appello incidentale.","E considerato"}

{"in diritto:","1. L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie tale valore supera ampiamente la soglia testé menzionata. I termini di impugnazione e risposta sono di 30 giorni (art. 311 e 312 CPC). Sia l’appello principale 18 febbraio 2019 contro la decisione 28 dicembre 2018 (notificata il 17 gennaio 2019), sia la risposta e appello incidentale 10 aprile 2019 sono tempestivi.","In merito all’appello principale della convenuta","2. L’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore. Egli non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite e circostanziate, poiché l'autorità di appello deve essere messa nella misura di comprendere agevolmente le censure ricorsuali, pena l’irricevibilità delle medesime. Nel caso concreto, l’appello in vari punti non contiene una critica puntuale al giudizio di prima istanza, bensì si limita a critiche generiche non debitamente motivate, riprendendo senza supporto di prove tesi già esposte in prima sede. Esso viene pertanto esaminato unicamente nella misura in cui rispetta i principi sopraindicati.","3. Con la decisione impugnata il primo giudice ha da una parte accertato la validità del contratto doc. C, e dall’altra determinato se e in che misura l’attrice avesse diritto all’onorario preteso.","3.1 Quanto agli accordi raggiunti fra le parti, il Pretore aggiunto ha stabilito che il doc. 2 (indicante un onorario fisso di fr. 60'000.- e una partecipazione agli utili dell’operazione immobiliare di fr. 150'000.-) riflette un accordo iniziale raggiunto fra le parti, mentre il contratto doc. C (indicante un onorario fisso di fr. 210'000.-) il diverso accordo definitivo successivamente raggiunto e da ritenersi valido e vincolante, così come peraltro spiegato nel suo interrogatorio dall’arch. _ C_ con particolare riferimento alla necessità di stipulare un contratto più chiaro per tutti, soprattutto in relazione alla sua remunerazione. La tesi della convenuta, secondo cui il doc. C sarebbe un contratto simulato, non ha difatti trovato alcun riscontro istruttorio.","In primo luogo, gli interrogatori del suo socio _ G_ e del suo organo _ C_ non hanno avvalorato detta tesi, essendosi entrambi limitati a riferire degli accordi fra le parti al momento della redazione del doc. 2, e avendo il secondo indicato specificatamente che in questo “è contenuto l’accordo iniziale con noi” per poi spiegare, in relazione al doc. C, che esso è stato redatto dall’arch. _ C_ e rappresentava “il contratto concluso con noi”."}