Decision ID: fd4bf8f0-123d-5c1e-bc5b-0630f761672a
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nel corso della seconda metà dell'anno 2013 la società CO 1 ha sostituito i vetri di alcune finestre e posato una gelosia nell'abitazione di RE 1. Per le sue prestazioni la ditta ha emesso, il 18 settembre 2013, una fattura di fr. 3780.– più IVA, che è stata saldata dalla compagnia assicurativa del committente. Il 18 settembre 2014 RE 1, lamentando una cattiva esecuzione dei lavori consistente nel fatto che le parti sostituite non erano uguali alle originali, ha convenuto la CO 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Paradiso per ottenere il pagamento di fr. 3319.40, corrispondenti al costo preventivato dalla F_ Sagl per sistemare i difetti
.
All'udienza del 14 ottobre 2014 le parti hanno raggiunto la seguente transazione (inc. E14-048):
“La ditta CO 1 si impegna entro la fine del mese di novembre 2014 a sistemare rispettivamente a sostituire i vetri come erano prima. Nel caso non si trovassero o non fossero più in commercio, non verranno sostituiti. Per quanto attiene alle maniglie, esse verranno sostituite come le originali, sempre che le stesse fossero state riconosciute dall
'
assicuratore, fornibili dalla ditta G_ Sagl di _ e per altri lavori, quelli riconosciuti dall
'
assicuratore _, che a suo tempo ha fatto la perizia e risarcito il danno.”
B.
Il 27 dicembre 2014 RE 1 si è nuovamente rivolto al medesimo giudice per ottenere dalla CO 1
fr. 2000.– per la mancata esecuzione dei lavori di riparazione. All'udienza del 10 febbraio 2015, indetta per il contraddittorio, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza. Statuendo il 9 marzo 2015 il Giudice di pace ha parzialmente accolto l'istanza e ha così condannato la convenuta a pagare fr. 500.– all'istante. La tassa di giustizia di fr. 100.– è stata condonata.
C.
Il 16 marzo 2015 RE 1 si è rivolto al Giudice di pace comunicandogli di ritenere iniqua la sua decisione e chiedendogli che “la riparazione la paghi il convenuto”. L'atto è stato trasmesso a questa Camera per essere trattato quale reclamo. Invitata a presentare osservazioni, il 23 giugno 2015 la CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. Il 18 marzo 2015 il reclamante ha presentano una replica spontanea, in cui ha chiesto di annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti al primo giudice per un nuovo giudizio.

Considerando
in diritto:
1.
Nella decisione impugnata il Giudice di pace ha indicato che RE 1 ha introdotto il 27 dicembre 2014 “un'istanza di conciliazione”. Le decisioni emanate dal Giudice di pace, come autorità di conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC, sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al più presto all'istante il 10 marzo 2015, sicché il reclamo, impostato il 18 marzo 2015 (cfr. timbro sulla busta di intimazione), è tempestivo.
2.
Il Giudice di pace considerato “che il danno richiesto di fr. 2000.– non è stato comprovato ma è semplicemente un importo fissato dall'istante per chiudere bonalmente il tutto” e “che il giudice, per equità, può comunque decidere senza dover motivare la sua decisione”, ha parzialmente accolto l'istanza obbligando la ditta convenuta a versare alla controparte fr. 500.–. Il reclamante, si duole essenzialmente del fatto che il primo giudice non ha ritenuto provata la sua pretesa lamentando che questi gli abbia consigliato di ridurre la domanda dagli originari fr. 3319.40 a fr. 2000.– per poter far rientrare la causa sotto la sua competenza, specificando poi che l'avrebbe “messa a posto lui”. Egli si chiede inoltre perché gli sono stati riconosciuti fr. 500.– se la pretesa di fr. 2000.– non era provata.
3.
Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). Compito di questa Camera è pertanto esaminare se i fatti accertati nella decisione impugnata dall'autorità inferiore non siano arbitrari e/o se il primo giudice abbia correttamente applicato il diritto. Non compete pertanto a questa Camera sindacare sull'operato del primo giudice, del quale per altro il reclamante non trae alcuna conseguenza giuridica. Al riguardo non occorre diffondersi.
4.
Relativamente al merito della pretesa, a ragione, il reclamante lamenta il fatto che non è dato di capire perché il primo giudice gli ha riconosciuto fr. 500.–, tanto meno se si pensa che
un giudizio in equità è possibile soltanto quando è la legge a prevedere questo criterio di giudizio (art. 4 CC), ciò che non il caso in concreto. Resta il fatto che, nella fattispecie, il primo giudice ha rimproverato all'istante di non avere comprovato il danno. E per l'art. 8 CC, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova (art. 8 CC). Ciò significa che toccava proprio all'istante provare che i costi della sostituzione dei vetri ammontavano ad almeno fr. 2000.–, fermo restando che la mancanza di prove va a sfavore di tale parte (DTF 126 III 192 consid. 2b; v. anche DTF 132 III 702 consid. 4.5). Dagli atti, nondimeno, non vi è alcun elemento a sostegno della pretesa dell'interessato di modo che l'istanza andava finanche respinta. Sotto questo profilo l'interessato non può dolersi del giudizio impugnato. Non si disconosce che l'istante si è riferito a un preventivo di fr. 3319.40 allestito da una ditta terza. Se non che, per tacere del fatto che tale documento non è agli atti, un preventivo non costituisce di per sé un documento idoneo a dimostrare il danno, siccome riferito ad eventuali costi futuri (DTF 129 III 24 consid. 2.4). Ne segue che il reclamo vede la sua sorte segnata.
5.
Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di indennità di inconvenienza, per altro nemmeno rivendicate, l'opponente essendosi difesa da sola senza verosimilmente incorrere in spese di rilievo.