Decision ID: cd2128c0-a6dd-53b5-9a6b-69b60195e589
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 9 marzo 2016 CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'350.– più interessi e spese.
B. All’udienza di discussione dell’11 maggio 2016 la parte istante ha confermato l’istanza, cui la convenuta ha dichiarato di non opporsi.
C. Statuendo con decisione 30 maggio 2016 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 a far tempo dal 31 maggio 2016 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D. Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 10 giugno 2016 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 13 giugno 2016 il presidente della Camera ha concesso d’ufficio all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Nelle sue osservazioni del 4 luglio 2016, CO 1 ha esposto un conteggio relativo all’esecuzione posta in esecuzione, da cui risulta un saldo negativo “S.E.O.” di fr. 1'644.75, tenuto conto dell’anticipo di fr. 1'000.– da lui versato in prima sede.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 10 giugno 2016 contro la sentenza notificata all’RE 1 il 1° giugno, in concreto il reclamo è tempestivo.
2. In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.