Decision ID: 5e14d5ae-dd46-4973-9a62-77c533b9c699
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta di tre decreti di sequestro del 30 novembre 2021, fondati su altrettante richieste di garanzia di stessa data, emessi nei confronti di RI 1 dalla Confederazione Svizzera (a garanzia dell’imposta federale diretta dal 2011 al 2018 e delle relative multe di complessivi fr. 640'000.– più interessi del 3% dal 1° dicembre 2021
, oltre alle spese
), dallo Stato del Canton Ticino (a garanzia dell’imposta cantonale per gli stessi anni e delle relative multe di complessivi fr. 670'000.– più interessi del 2.5% dal 1° dicembre 2021
, oltre alle spese
) e dal Comune di _ (a garan-zia dell’imposta comunale sempre per gli stessi anni, come pure delle relative multe, per complessivi fr. 510'000.– più interessi del 2.5% dal 1° dicembre
2021, oltre alle spese), quel giorno stesso la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha eseguito i tre decreti sequestrando
un motoveicolo, un natante, contanti, azioni, un immobile e diversi crediti che il debitore sequestrato vanta
nei confronti
di società terze
.
B.
Con ricorso del 10 dicembre 2021 RI 1 si aggrava contro i predetti provvedimenti, chiedendo, previo conferimento dell’effetto sospensivo, di annullare tutti gli atti in esecuzione dei sequestri e di ordinare all’UE di procedervi nuovamente, determinando il suo minimo vitale.
C.
Mediante ordinanza del 15 dicembre 2021 il presidente di questa Camera ha respinto la domanda di concessione dell’effetto sospensivo.
D.
Tramite osservazioni del 30 dicembre 2021 la Confederazione Svizzera, lo Stato del Cantone Ticino e il Comune di _ postulano la reiezione del gravame, mentre nelle sue del 3 gennaio 2022 l’Ufficio si rimette al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente.
E.
Il 23 dicembre 2021 i creditori sequestranti hanno invitato l’Ufficio a dissequestrare le relazioni bancarie sequestrate presso la sede luganese della Banca PI 4 limitatamente a fr. 10'416.15 per il conto n. _5 e fr. 14'504.55 per il conto n. _4, onde permettere al debitore sequestrato di pagare alcune fatture in scadenza.
F.
Ricevuta la relativa documentazione da RI 1 con scritto del 2 febbraio 2022, l’UE ha sequestrato pure la quota pignorabile dei suoi redditi a partire dal 28 febbraio 2022, determinando il suo minimo d’esistenza mensile in fr. 5'016.45 a fronte di redditi per fr. 10'838.20 al mese. Il 1° marzo 2022 ha quindi emesso il verbale di sequestro e lo ha notificato alle parti interessate.
G.
Con comunicazione del 21 marzo 2022 i creditori sequestranti hanno autorizzato l’Ufficio a dissequestrare nuovamente la relazione n. _5 presso la Banca PI 4 limitatamente a fr. 5'016.45 mensili, ovvero al minimo d’esistenza del debitore sequestrato.
L’indomani l’UE ha quindi autorizzato la banca a dissequestrare da subito il predetto importo con scadenza mensile.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro dieci giorni dall’esecuzione dei sequestri avvenuta il 30 novembre 2021, il ricorso presentato il 10 dicembre 2021 è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Il ricorrente sostiene di non essere in grado di far fronte alle sue spese e al suo fabbisogno quotidiano, siccome l’Ufficio gli ha sequestrato quasi interamente il suo patrimonio e i suoi redditi. Egli è dunque del parere che sia stato violato l’art. 93 LEF, l’UE non avendo – a suo dire – calcolato e garantito il suo minimo vitale, nonostante per costante giurisprudenza redditi e fabbisogni debbano essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del pignoramento o del sequestro.
Da parte loro, i resistenti fanno notare che nei verbali allestiti dall’UE il 30 novembre 2021 non è indicato alcun sequestro relativo a redditi percepiti da RI 1. Ricordano inoltre di aver
autorizzato il 23 dicembre 2021 l’Ufficio a dissequestrare fr. 10'416.15
dai conti bancari sequestrati per permettere al debitore sequestrato di far fronte ai pagamenti in scadenza. L’organo esecutivo rileva invece nelle proprie osservazioni che stabilirà il minimo d’esistenza non appena il debitore sequestrato gli avrà fornito la documentazione necessaria.
2.1
Ora, come rettamente ricordano i resistenti, si evince dagli atti che
il 30 novembre 2021 l’Ufficio non aveva (ancora) sequestrato i redditi
di RI 1, ma unicamente beni mobili, immobili e crediti che costui vanta nei confronti di diverse società. L’esecuzione del sequestro è stata invero completata solo nei mesi successivi, allorquando, in particolare con scritto del 2 febbraio 2022, il ricorrente ha prodotto all’UE i documenti giustificativi necessari a determinare il suo minimo d’esistenza, stabilito poi in fr. 5'016.45, ciò ch’egli non ha contestato. Su espressa richiesta dei creditori sequestranti, il 22 marzo 2022 l’Ufficio ha infine dissequestrato il conto bancario sul quale sono versati i redditi di RI 1, limitatamente all’importo corrispondente al suo minimo esistenziale con scadenza mensile.
2.2
Posto quanto precede, il mancato calcolo del minimo d’esistenza alla prima data d’esecuzione dei sequestri, causato sostanzialmente dallo stesso debitore sequestrato, che ha prodotto la documentazione giustificativa soltanto all’inizio del febbraio 2022, non impediva e non impedisce il mantenimento dei sequestri di tutti gli altri beni menzionati nei relativi verbali, sicché, sotto questo profilo, il ricorso s’avvera infondato. Esso era invece prematuro ed è ormai pure privo d’oggetto (art. 24
b
cpv. 1 LPR) per quanto attiene alla richiesta di ordinare all’UE di determinare il minimo d’esistenza del ricorrente, ciò che è stato invero fatto nel febbraio 2022, dopo che l’Ufficio ha finalmente ricevuto dal debitore sequestrato i documenti indispensabili al calcolo.
3.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).