Decision ID: 5b3ba7b9-bc9e-5f20-b632-d86c24e33470
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. A partire dal 1° dicembre 2006 (doc. 2 e 3) AP 1 è stato assunto alle dipendenze di AO 1 (denominata anche "M_ ", doc. D, E e F), rivenditrice ufficiale in Svizzera dell'omonima marca di autoveicoli. Dopo aver svolto per alcuni mesi la funzione di sales supporter, dal mese di ottobre 2007 AP 1 ha assunto la nuova funzione di direttore delle succursali di _ e _ (doc. B, C e 5). Le condizioni di lavoro sono state formalizzate e attualizzate con contratto del 5 marzo 2009 (doc. D e doc. 6), con validità dal 1° agosto 2009. Questo stabiliva, tra l'altro, un termine di disdetta di sei mesi e un salario mensile lordo di fr. 12'000.-, oltre tredicesima e bonus fissato sulla base di uno specifico regolamento aziendale (cfr. certificati di salario doc. 2 e 3).
B. La vendita di autoveicoli da parte delle suddette filiali di AO 1 si è svolta in collaborazione con _ AG, importatrice ufficiale per la Svizzera (doc. 8). Sulla base di specifici accordi, i rivenditori ufficiali (per quanto qui interessa le filiali di AO 1) acquistano i veicoli dalla suddetta importatrice che, allo scopo di incrementare le vendite, ha pattuito la concessione di sconti speciali. Tra questi vi era lo sconto per la fornitura di veicoli destinati a far parte delle cosiddette flotte, ovvero rivenduti a particolari clienti dell'agenzia che acquistano nel tempo un certo numero di autovetture da utilizzare quali veicoli di servizio o aziendali (doc. 11 e 16). Sulla base dei medesimi accordi l'importatrice concedeva altresì ai rivenditori (nel caso specifico quindi alle agenzie summenzionate dirette da AP 1) una riduzione del prezzo sui veicoli direttamente acquistati a loro nome, a condizione che venissero da loro utilizzati per un minimo di due mesi, mettendoli a disposizione dei rispettivi clienti quali veicoli di servizio o dimostrativo (doc. 10 con riferimento al "Demowagenrabatt" dell'8% e doc. 15). Nel corso del 2010 sono emerse, a livello nazionale, irregolarità commesse da un dipendente di una succursale per ottenere indebitamente sconti speciali. Con modalità di cui meglio si dirà in seguito, per quanto rilevante, la questione è divenuta oggetto di discussione tra i responsabili nazionali di AO 1 e i direttori delle numerose succursali svizzere e in particolare è stata al centro di una specifica riunione, sfociata nella sottoscrizione da parte di tutti i quadri dirigenti aziendali e dirigenti di filiale di un accordo a valere quale nuovo codice di comportamento (doc. E: "M_ -Verhaltenskodex" sottoscritto da AP 1 il 14 aprile 2010). Nelle settimane successive hanno poi fatto seguito ulteriori riunioni a questo proposito tra i dirigenti della società e i singoli direttori di succursale, rispettivamente il loro personale addetto alle questioni amministrative. In questo ambito, nel mese di giugno 2010, i responsabili a livello nazionale della AO 1, tra i quali il delegato del suo Consiglio di amministrazione T_ J_ e M_ M_ si sono incontrati con AP 1 per discutere specificatamente di alcune pratiche di vendita (con applicazione del summenzionato sconto per auto di servizio) eseguite dalle succursali da lui dirette, con riguardo ad operazioni svoltesi negli anni 2007, 2008 e 2009 (audizione teste M_ M_ del 2 ottobre 2012 pag. 3). Con invio mail del 12 luglio 2010 AP 1 ha quindi fatto avere ai suoi interlocutori un documento con la lista di tutti i casi ("Anbei alle Fälle") di vetture di servizio acquistate con specifico sconto, ma in realtà vendute a clienti prima della decorrenza del termine fissato dal regolamento (doc. 13). Tale ricapitolazione, elaborata con il supporto di una tabella excel (file dall'eloquente nome: "STATIST/_ /Premi falsi.xls") elencava una trentina di casi tra il 2004 e il 2009, con specificazione del veicolo, delle date in cui è stato fornito e effettivamente rivenduto, rispettivamente la data falsamente indicata all'importatrice affinché l'operazione di compravendita del veicolo apparisse rispettosa delle condizioni pattuite per ottenere lo sconto (colonna denominata: "Auslösung gefälscht").
C. Nel corso della medesima estate la suddetta importatrice per la Svizzera e la casa madre di riferimento D_ AG hanno svolto ulteriori verifiche con un controllo a campione delle domande di retrocessione presentate dalle succursali svizzere. In tale ambito l'importatrice _ AG ha interpellato AP 1 (con invio e-mail 13 luglio 2010, plico Doc. Q) in merito ad alcuni casi in cui si ipotizzava che la succursale da lui diretta avesse venduto veicoli concedendo indebitamente agli acquirenti lo sconto flotta, in violazione del relativo regolamento. Come richiesto, il direttore ha preso posizione in merito, fornendo puntuali spiegazioni sulle singole operazioni e negando responsabilità per eventuali irregolarità che, a suo parere, sarebbero semmai addebitabili agli acquirenti, promettendo peraltro di intervenire (scambio mail plico doc. Q).
D. Con lettera 3 agosto 2010 (doc. 14) l'importatrice _ AG ha scritto a AP 1, con copia a AO 1, rendendo noto l'esito dei controlli relativi alle succursali ticinesi da lui dirette, dai quali sarebbe emerso un agire illecito per ottenere retrocessioni non dovute servendosi di documenti appositamente falsificati. A seguito degli accertamenti dei suoi responsabili nazionali, intervenuti in Ticino per chiedere spiegazioni (audizione teste M_ M_ del 2 ottobre 2012 pag, 4), il 9 agosto 2010 AO 1 con riferimento al colloquio di stessa data e alle precedenti comunicazioni verbali, ha disdetto con effetto immediato il contratto di lavoro con il direttore AP 1, riservandosi altresì di procedere nei confronti del dipendente per il risarcimento del danno subito e di chiederne il perseguimento in sede penale per l'ipotesi di frode e falsità in documenti (doc. H). Sollecitata a fornire i motivi a giustificazione del licenziamento in tronco (doc. I) e a correggere il contenuto del certificato di lavoro (doc. L) la datrice di lavoro ha specificato il motivo nello scritto 2 settembre 2010 con riferimento al comportamento del dipendente a suo dire inconciliabile con le direttive e alla politica aziendale ("Aufgrund von Verhaltensweisen als Geschäfts- und Verkaufsleiter, welche sich mit unseren Richtlinien und mit unserer Unternehmenspolitik nicht vereinbaren lassen" doc. M).
E. Con petizione 17 settembre 2010 AP 1 ha chiesto la condanna di AO 1 al pagamento di complessivi fr. 158'600.- a titolo di rifusione del pregiudizio patito in seguito alla rescissione immediata del rapporto di lavoro e di indennità per licenziamento immediato ingiustificato, nonché la modifica del certificato di lavoro. In breve, egli ha contestato la sussistenza di motivi tali da giustificare il suo licenziamento immediato ed ha sostenuto che eventuali manchevolezze a lui imputate avrebbero dovuto indurre la datrice di lavoro a formulare un avvertimento preventivo sulle conseguenze del ripetersi di comportamenti anticontrattuali, ciò che nel caso concreto non sarebbe avvenuto. Il licenziamento in tronco risulterebbe pertanto ingiustificato, ragion per cui egli ritiene di aver diritto al guadagno che avrebbe conseguito se il rapporto di lavoro fosse cessato alla scadenza del termine di disdetta di sei mesi, oltre ad un’indennità pari a sei mensilità giusta l’art. 337c cpv. 3 CO. L'attore chiede inoltre la modifica del certificato di lavoro nel senso di eliminare il riferimento ai comportamenti ingiustamente rimproveratigli.
F. Con risposta 10 gennaio 2011 la convenuta si è integralmente opposta alla petizione. In sintesi, essa ha argomentato che l'agire del dipendente, a maggior ragione se si tien conto del suo ruolo di direttore, avrebbe pregiudicato in modo definitivo e irreversibile il rapporto di fiducia. Non solo egli avrebbe volutamente sottaciuto fatti gravi in occasione dei chiarimenti richiesti durante l'incontro del 1° giugno 2010, ma avrebbe tollerato e sostenuto le pratiche scorrette anche dopo tale data, esponendo così la datrice di lavoro al rischio di procedure giudiziarie da parte dell'importatrice vittima dell'inganno e del conseguente danno. Tali gravi manchevolezze sarebbero quindi valido motivo del licenziamento immediato. Nella replica e nella duplica orale le parti si sono riconfermate nelle proprie allegazioni e richieste. Esperita l’istruttoria le parti hanno rinunciato a comparire alla discussione finale, ribadendo le proprie antitetiche posizioni nei rispettivi allegati conclusivi.
G. Con sentenza del 13 maggio 2013 il Pretore ha confermato la validità e la tempestività del licenziamento immediato e conseguentemente respinto le pretese dell'attore, ponendo a suo carico tasse di giustizia e ripetibili.
H. Con atto di appello 13 giugno 2013 AP 1 chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere integralmente la petizione, protestate tasse, spese e ripetibili. Con risposta del 27 agosto 2013 la convenuta propone la reiezione del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili.
e considerato

in diritto:
1.Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero che trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC).
2.Nella propria sentenza il Pretore, ribadite dottrina e giurisprudenza in materia di disdetta con effetto immediato del contratto di lavoro ai sensi dell'art. 337 CO, ha esaminato le divergenze sorte tra le parti in merito ai motivi del licenziamento e alla sua tempestività. Il primo giudice ha dapprima ritenuto che le pratiche ingannevoli messe in atto per ottenere sconti sulle auto di servizio costituissero una grave violazione dei doveri contrattuali dell'attore, oggetto di ben due ammonimenti in occasione degli incontri avvenuti nei mesi di febbraio e giugno 2010. La chiara volontà dalla datrice di lavoro di non più tollerare simili pratiche sarebbe inoltre stata codificata nel codice di comportamento appositamente allestito e sottoscritto dalle parti (doc. E) e resa altresì esplicita in occasione della campagna di sensibilizzazione e informazione del personale appositamente promossa a livello svizzero ad inizio 2010. Alla luce di queste circostanze, apparendo chiaro all'attore il rischio di licenziamento immediato in caso di nuovi analoghi comportamenti scorretti, il Pretore ha considerato il dipendente adeguatamente ammonito, pur in assenza di un'esplicita minaccia in tal senso.