Decision ID: 3b851f81-f058-5f37-8e5e-981e68c9de88
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1960, consulente immobiliare presso la propria ditta _, nel maggio 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. 1 inc. AI).
Esperiti gli accertamenti medici, concludenti per un’inabilità in qualsiasi attività del 100% dal 1° gennaio 2010 e del 70% dal 1° febbraio 2011, ed economici (cfr. inchiesta per assicurati con attività professionale indipendente del 16 settembre 2011 in doc. 60 inc. AI), con decisione del 27 novembre 2011, preavvisata il 27 settembre 2011, l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita intera dal 1° gennaio 2011 (doc. 63 e per le motivazioni doc. 612 inc. AI).
La rendita è stata confermata, dopo revisione d’ufficio, con comunicazione del 31 agosto 2012 (doc. 68 inc. AI).
1.2. Avviata d’ufficio nel 2014 una nuova revisione, al fine di approfondire l’aspetto medico l’Ufficio AI ha incaricato il SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) di procedere ad una perizia pluridisciplinare. Nel relativo rapporto 30 giugno 2016 i periti hanno valutato un’abilità lavorativa del 60% nell’abituale attività di consulente immobiliare ed in attività adeguate dal dicembre 2012 (doc. 102 inc. AI), confermata con complementi peritali del 25 ottobre 2016 e 17 ottobre 2016 (doc. 115 e doc. 117 inc. AI).
Dopo aver eseguito un’altra inchiesta economica per persone con attività indipendente (cfr. rapporto 7 dicembre 2016 in doc. AI 119), con progetto di decisione del 10 febbraio 2017 l’Ufficio AI, determinato un grado d’invalidità del 40%, ha ridotto la rendita intera ad un quarto (doc. 122, per le motivazioni doc. 121 inc. AI).
Con osservazioni del 10 aprile, 24 maggio 2017 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha contestato la valutazione medico-teorica operata dall’amministrazione, ritenendo in particolare come la sua attività attualmente svolta non sia da considerare come leggera, allegando inoltre un certificato del suo medico curante (doc. 129 e 133 inc. AI).
Dopo aver ricevuto la presa di posizione del SAM e dei singoli periti specialistici, datata 17 agosto 2017, al succitato certificato (doc. 137 inc. AI), preso atto che non vi sono nuovi elementi clinici determinanti per una diversa valutazione medica (cfr. annotazioni 1° settembre 2017 del SMR, doc. 138 inc. AI), con la decisione contestata l’Ufficio AI ha confermato la riduzione della rendita da intera ad un quarto.
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso chiedendo di essere ritenuto inabile al lavoro in ogni attività nella misura del 60% con diritto ad una rendita del 75%. Ribadendo come la sua attività d’immobiliarista non sia da considerare come leggera, necessitando infatti di un certo impegno fisico ed intellettivo che non viene svolta solo in ufficio ma in gran parte al di fuori dello stesso, contesta la valutazione medica operata dall’Ufficio AI.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata, ritenendo corretta sia la valutazione medico-teorica che la definizione del grado d’invalidità.
1.5. Il 20 marzo 2018 l’assicurato ha ribadito le motivazioni ricorsuali (VIII) e con osservazioni 17 aprile 2018 l’amministrazione ha confermato la richiesta di reiezione del ricorso (X).
considerato

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha ridotto la rendita da intera ad un quarto.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
S
econdo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3.
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
2.4. Nella presente fattispecie, nell’ambito dell’ultima revisione della rendita, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia pluridisciplinare eseguita del SAM.
Dal referto datato 30 giugno 2016 (doc. 102 incarto AI) risulta che i periti hanno proceduto al consueto riassunto degli atti (punto no. 2 della perizia), all’anamnesi (punto no. 3 perizia). Essi hanno fatto capo a consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. ssa med. _), reumatologica (dr. med. _), neurologica (dr. med. _), pneumologica (dr. _) e oncologica (dr.ssa med. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e degli accertamenti eseguiti presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi, con influsso sulla capacità lavorativa:
"
(...)
5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:
DSM-V 296.22 Disturbo depressivo maggiore episodio singolo, moderato con caratteristiche melancoliche / ICD-10 F 32.1 episodio depressivo di media gravità.
Carcinoma squamocellulare moderatamente differenziato del lobo polmonare inferiore ds., stadio pT2 N1 (3/15 linfonodi positivi peribronchiali) MO, G1, marzo 2010 con/su:
- pregressa broncoscopia, toracotomia, pneumotomia ds. e linfoadenectomia radicale del mediastino, 4.3.2010;
- pregressa re-toracotomia, toilette pleurica, rinforzo del moncone bronchiale con muscolo intercostale, packing con garze betatinate 28.4.2010;
-
pregressa re-toracotomia ds. e toilette, 30.5.2010;
- pregresso empiema pleurico a ds. trattato con Vancomicina e Tazobactam e successivamente sottoposto ad intervento operatorio;
- pregresso pneumotorace a ds. con livello idroaereeo ed enfisema sottocutaneo a ds., aprile 2010;
-
pregressa sindrome di Dressler post-toracotomia;
- pregresso versamento pericardico emorragico con necessità di drenaggio, 9.4.2010;
-
senza segni radiologici di recidiva (TAC dell'11.12.2015);
-
severo difetto restrittivo della ventilazione.
5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
DSM-V 300.4/ ICD 10 F 34.1 Disturbo depressivo persistente (distimia), con caratteristiche melanconiche, con sindrome distimica pura, con episodio attuale, Moderato.
DSM-V 300.01 / ICD-10- F 41.0 Disturbo da attacchi di panico (ansia episodica parossistica).
Sindrome cervico-toraco-lombo vertebrale con/su:
- alterazioni statiche con leggera scoliosi sinistro-convessa nella zona toracale e destro-convessa a livello lombare;
- alterazioni degenerative prevalentemente a livello della colonna cervicale al passaggio C6-C7 con osteocondrosi, spondilartrosi e uncartrosi;
- alterazioni degenerative a carattere diffuso della colonna lombare.
Periartropatia omero-scapolare tendinopatica con sintomatologia d'impingement alla spalla ds.
Tendenza a un reumatismo delle parti molli.
Irritazione del nervo mediano a ds. nel canale carpale e del nervo ulnare ds. a livello del solco cubitale.
Vertigini parossistiche (dato anamnestico) su cupolitiasi.
Pregressa fibrillazione atriale parossistica con conversione medicamentosa, 4.3 e 11.4.2010.
Sindrome metabolica (dato anamnestico).
Pregressa asportazione di due polipi a livello del colon, luglio 2015.
Sospetto glaucoma (sotto trattamento farmacologico). (...)”
(pag. 391-392 incarto AI)
Dopo aver proceduto ad un’esaustiva valutazione particolare e globale, in sede di discussione (punto no. 6 della perizia) i periti hanno accertato globalmente
“una capacità lavorativa globale del 60% come consulente immobiliare (attività d’ufficio) e dello 0% in attività svolte nel passato (cameriere e tapezziere) e in attività pesanti”
(pag. 405 inc. AI).
Quali deficit funzionali essi hanno accertato:
"
(...) La riduzione della capacità lavorativa dovuta alla presenza di umore depresso per la maggior parte del giorno (attualmente sempre), con sconforto e ruminazioni, da scarsa energia/astenia, da difficoltà di concentrazione e memorizzazione. Inoltre presente un rallentamento psicomotorio.
Dal punto di vista polmonare-oncologico l’A. è limitato in attività fisicamente impegnative; è presente un severo difetto restrittivo della ventilazione. (...)” (pag. 405 incarto AI)
I periti hanno precisato che tale percentuale è da intendersi come riduzione di rendimento in una giornata lavorativa di tutto il giorno (punto no. 8.1.2). Quali attività adeguate sono state individuate “
attività senza impegno fisico, da svolgere senza impegno fisico, da svolgere preferibilmente in posizione seduta e rispettando le prescrizione per l’igiene dell’aria ambientale”
(punto no. 9.1.1.), con una capacità lavorativa del 60%, intesa come riduzione di rendimento (punto no. 9.1.2 e 9.1.2.1). Il tutto con decorrenza dal dicembre 2012 (perizia punto no. 9.1.3).
Con scritti del 25 ottobre e 17 novembre 2016 i periti hanno fornito le richieste delucidazioni del SMR. In particolare con l’ultimo complemento essi hanno riassunto le valutazioni medici della fattispecie:
"
L'Ufficio Al il 27.9.2011 rispettivamente il 9.11.2011 ha deliberato per l'attribuzione di una rendita di invalidità (grado di invalidità dell'82%).
Il rapporto d'inchiesta per l'attività professionale d'indipendente redatto dal sig. _ il 26.9.2011 giunge a una proposta d'invalidità dell'82%.
Il Dr. med. _ nel suo rapporto SMR del 4.5.2011 (valutazione con visita) riporta solamente diagnosi somatiche e codifica un'incapacità al 100% dalli .1.2010 al 31.1.2011 e del 70% dall'1.2.2011 in qualsiasi tipo di attività.
Nell'ambito della perizia SAM, i consulenti in reumatologia, neurologia, pneumologia e oncologia valutano l'A. abile al lavoro nella misura del 100% in un'attività che non richieda sforzi fisici, cioè abile nella misura del 100% in attività sedentarie (per esempio lavoro di ufficio).
Dal punto di vista psichiatrico l'A. presenta una capacità lavorativa del 60% presente dal 2012. Ricordiamo che l'A. al momento dell'entrata al SAM non era più in cura psichiatrica e the non assumeva psicofarmaci. Per maggior sicurezza possiamo fare risalire la sopraccitata capacità lavorativa del 60% a fine 2012 (dicembre 2012).
Dal lato somatico l'A. è migliorato in tal modo da poter svolgere l'attività di immobiliare (attività da svolgere in ufficio). Ricordiamo che al riguardo del pregresso carcinoma polmonare non vi è stata nessuna recidiva. È limitato però dalla patologia psichiatrica.
Per questo motivo l'A. raggiunge solamente una capacità lavorativa del 60% come consulente immobiliare.” (pag. 537-538 incarto AI)
Infine, con complemento del 17 agosto 2017 i periti hanno preso posizione sul certificato 15 maggio 2017 del medico curante (doc. 137 inc. AI).
Con il presente ricorso l’assicurato contesta la valutazione medico-teorica del SAM. In estrema sintesi sostiene che l’attività di immobiliarista non può essere considerata unicamente di tipo leggero e sedentario, essendo la stessa in gran parte esercitata in fuori dall’ufficio, a volte in ambienti malsani come ad esempio nei cantieri, necessitando anche di un certo impegno fisico.
2.5. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Nella DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Va poi evidenziato
che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc
) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
2.6. Nell’evenienza concreta, questo Tribunale non può confermare la valutazione medico-teorica del SAM, senza l’allestimento di un complemento peritale per
i seguenti motivi.
2.6.1.
L’assicurato è stato visitato dalla dr.ssa med. _, la quale nel referto 29 ottobre 2016, poste le diagnosi d’ordine psichiatrico riportate al consid. 2.4, dopo aver proceduto ad un’esaustiva valutazione, in merito ai motivi della ridotta capacità lavorativa ha evidenziato:
"
(...) La diminuzione della capacità lavorativa nell’attività sinora svolta è determinata dalla presenza di: umore depresso per la maggior parte del giorno, attualmente sempre con sconforto e ruminazioni non ossessive, ogni giorno, senza tregua, accompagnato da scarsa energia o astenia, difficoltà di concentrazione e memorizzazione, sintomi che durano da alcuni anni, assente socialità, difficoltà nel sonno, perdita di piacere nelle attività. Spicca il rallentamento psicomotorio.
Penso che attualmente l’A. non presenti risorse personali tali da poter uscire dalla patologia psichiatrica, nonostante affermi il contrario, negando la realtà. (...)” (pag. 422 incarto AI)
Raccomandando la presa a carico psichiatrica, la specialista ha concluso per un’inabilità lavorativa del 40% in qualsiasi attività, ridotta a 20% quale casalingo (pag. 422 inc. AI).
2.6.2. L’aspetto reumatologico è stato esaminato dal dr. med. _. Poste le diagnosi reumatologiche di cui al consid. 2.4, nel rapporto 3 febbraio 2016 lo specialista ha concluso:
"
(...) I reperti clinici e radiologici sono di modesta entità.
Si tratta di un assicurato che svolge un'attività lavorativa indipendente di compra-vendita di immobili. Lavora con la moglie che attualmente ha preso in mano l'azienda. Egli si reca al proprio ufficio per al massimo un paio d'ore al giorno. Esegue unicamente delle consulenze, non si reca più sul posto per mostrare gli oggetti agli eventuali acquirenti.
Ha difficoltà nel spostarsi in automobile. L'assicurato dichiara soprattutto delle difficoltà di concentrazione, sensazioni di malessere, episodi di panico che lo limitano nella sua attività professionale. Vi sono a detta dell'assicurato delle limitazioni inerenti all'apparato muscolo scheletrico, in particolar modo per i dolori alla colonna lombare e cervicale.
Personalmente ritengo che queste problematiche di tipo degenerativo non siano di entità tale da provocare delle limitazioni funzionali in un'attività lavorativa da considerare piuttosto leggera nella quale l'assicurato può alternare le varie posizioni, può organizzare il lavoro a suo piacimento e può usufruire anche di aiuti esterni soprattutto da parte della moglie.
Ritengo pertanto che per quanto riguarda le sole patologie all'apparato muscolo-scheletrico l'assicurato possa essere ritenuto da sempre abile al lavoro nella forma completa. Naturalmente vi sono le altre patologie, oncologica e psichiatrica, che sono molto più determinanti per quanto riguarda le attuali condizioni di salute dell'assicurato.” (pag. 432 incarto AI)
2.6.3.
Con rapporto 20 gennaio 2016 Il perito neurologo dr. med. _ ha valutato:
"
(...) Nel complesso, dal punto di vista strettamente neurologico, il Paziente non presenta deficit particolari, a parte i disturbi della sensibilità nella regione cicatriziale toracica a destra.
Presenza di disturbi statici del rachide, in parte anche secondari alla toracotomia e dolori spalla-mano a destra, multifattoriali, senza però segni di rottura, nemmeno parziale, della cuffia dei rotatori, nè deficit sensitivo-motori.
Alterazioni statiche anche a livello cervicale, con tendenza a tenere il capo voltato sulla sinistra, asimmetria dei due muscoli sternocleidomastoidei a sfavore della destra, dolori piuttosto tendomialgici a livello sacroiliaco a destr, ricordo la MRI lombo-sacrale fatta recentemente senza evidenti conflitti radicolari e senza canale spinale stretto.
I problemi statici, sia a livello cervicale che lombosacrale giocano sicuramente un ruolo.
Per quel che concerne la capacità lavorativa: come Consulente Immobiliare in un lavoro d'Ufficio o anche di dimostrazione, non presenta una incapacità lavorativa. (...)” (pag. 442 incarto AI)
2.6.4. Dal punto di vista pneumologico l’assicurato è stato visitato dal dr. med. _. Nel referto 28 gennaio 2016 egli ha posto, quale diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa, stato dopo pneumectomia destra per carcinoma bronchiale con severo difetto restrittivo della ventilazione. Il perito ritiene che “
per il lavoro in ufficio, se di tipo sedentari (per esempio al computer) non risulta una diminuzione della capacità lavorativa”
, mentre in attività che necessitano di un lavoro fisico maggiore, quale cameriere, ha valutato una totale inabilità lavorativa del 100%.
L’assicurato può svolgere solo lavori senza impegno fisico, preferibilmente seduto e sotto osservazioni delle prescrizioni per l’igiene dell’aria ambientale. Per quel che concerne invece l’attività casalinga, lo specialista ha valutato un’abilità del 20% poiché tale attività necessita di un certo impegno fisico, tranne quelle mansioni che posso essere svolte in posizione sedentaria (pag. 434 inc. AI).
2.6.5. L’assicurato è stato visitato dalla dr. ssa med. _, la quale nel rapporto 11 aprile 2016, attestata una completa remissione della patologia oncologica, ha valutato una piena abilità lavorativa poiché
“il paziente svolge l’attività di venditore di immobili e può svolgere unicamente professioni che non richiedono attività fisica oltre quelle di un lavoro di ufficio
” (pag. 437). Essa ha pertanto concluso che le limitazioni funzionali permettono un lavoro sedentario in ufficio e non lavori fisicamente più pesanti che richiedono maggiori capacità respiratorie.
2.6.6. Globalmente, come visto al consid. 2.4, i periti hanno pertanto ritenuto l’assicurato abile al 60% nella sua precedente attività di consulente immobiliare ed in quelle attività senza impegno fisico, da svolgere
Orbene, da un lato questa Corte concorda nel ritenere che dal punto di vista somatico l’assicurato possa svolgere pienamente l’attività d’immobiliarista nella misura in cui la stessa sia svolta prevalentemente in ufficio, in particolare, come sostenuto dal perito reumatologo, dove “
può alternare le varie posizioni, può organizzare il lavoro a suo piacimento e può usufruire anche di aiuti esterni da parte della moglie
” (pag. 432 inc. AI). In attività con uno sforzo maggiore, come l’attività di cameriere, il perito pneumologo ha valutato una piena inabilità lavorativa. Egli ha pertanto valutato un’abilità del 20% in attività casalinghe che notoriamente necessitano di un certo sforzo. In questo contesto va inserita la valutazione oncologica secondo la quale l’assicurato è ritenuto totalmente inabile in attività casalinghe che di fatto sono state equiparate ad attività pesanti.
Premesso quanto sopra, l’attività di immobiliarista necessariamente si svolge esclusivamente in un ufficio. Difatti, nella prima inchiesta economica del 16 settembre 2011 è risultato che, prima del danno alla salute, l’assicurato si occupava nella misura del 70% in mansioni esterne,
“di acquisizione clientela, incontro con la stessa per visitare, valutare gli immobili da vendere/acquistare, pianificare, effettuare trattative ecc. “
(pag. 257).
In tale contesto, con scritto 15 maggio 2017 il dr. _, medico curante, ha sostenuto:
"
(...) Ritengo tuttavia che in qualità di immobiliarista il paziente sia in realtà abile al massimo del 50% per i seguenti motivi.
L'attività di immobiliarista non pub essere considerata sedentaria alla stregua di un lavoro di ufficio.
Questa attività viene svolta solo parzialmente in ufficio in quanto una gran parte del lavoro viene effettuato fuori ufficio e consiste in visite ad appartamenti (a volte in palazzi senza ascensori e con necessità di salire numerosi piani a piedi), a cantieri ecc, ciò che implica uno sforzo fisico. Nei cantieri vi sono inoltre spesso polveri, ostacoli e confusione, situazioni non adatte alla situazione del paziente. Durante una giornata possono rendersi necessarie numerose visite di appartamenti e frequenti spostamenti. Si tratta inoltre di un lavoro che genera spesso un notevole stress in quanto diventato sempre di più competitivo ed aleatorio.
E` pertanto comprensibile che un paziente che sia stato ritenuto abile in qualità di casalingo sino il 20 % unicamente per mansioni sedentarie, non possa essere considerato abile al 100% per l'attività di immobiliarista come viene in realtà svolta visto che la stessa non può considerarsi sedentaria, come invece lo sarebbe un puro lavoro di ufficio.
Come già precedentemente detto, in considerazione delle caratteristiche della sua professione e dell'attuale situazione di salute, il rendimento reale del paziente è al massimo del 50%, idealmente per 4 ore non consecutive sull'arco della giornata così da potergli permettere le necessarie pause di recupero.” (pag. 374 incarto AI)
Vero che nel complemento 17 agosto 2017 il SAM ed i singoli periti hanno confermato le loro valutazioni. Ciononostante va fatto presente che il dr. med. _ ha risposto:
"
(...) La valutazione pneumologica riguardante l’incapacità lavorativa rimane invariata con una capacità dello 0% per lavori che richiedono sforzo fisico anche già di entità lieve.
Per un’occupazione sedentaria prevalentemente seduto in ufficio, ritengo che il paziente, dal punto di vista pneumologico sia abile al 100%.
La contestazione a riguardo dell’attività fisica necessaria per un agente immobiliare ritengo che una tale valutazione si può solo effettuare su base individuale.
Considerando che l’assicurato per motivi psichiatrici è stato tenuto abile al 60% per un’attività come agente immobiliare, siamo comunque non lontani dal 50% ipotetizzato dal collega Dr. _.” (pag. 591 incarto AI)
Ora, la suddetta valutazione individuale non è stata effettuata.
Un certo sforzo fisico nell’esercizio dell’abituale professione dell’assicurato nella misura in cui è svolta fuori dall’ufficio può essere ammesso, ma sicuramente non tale da giustificare una piena inabilità lavorativa, come è stato valutato per l’attività di cameriere.
L’aspetto legato allo stress sostenuto dall’assicurato, va piuttosto preso in considerazione nella riduzione di rendimento psichiatrico dell’ordine del 40%.
Non può inoltre trovare conferma la valutazione dell’incapacità lavorativa del 60% fatta dal ricorrente (cfr. punto no. 2 del ricorso), difettando di una valutazione globale (somatica e psichiatrica).
Visto quanto sopra, un complemento peritale risulta essere necessario affinché, nell’ambito dell’abituale attività dell’assicurato, possa essere stabilita la capacità lavorativa in quelle mansioni svolte fuori dall’ufficio, quantificate nella misura del 70% dell’insieme dell’attività stessa, tenuto anche conto della riduzione di rendimento per motivi psichiatrici.
Sulla base delle risultanze, l’amministrazione procederà poi alla determinazione del grado d’invalidità secondo il metodo straordinario, metodo rimasto incontestato.
Quanto al rinvio degli atti all’amministrazione va rilevato che nella STF 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che necessitavano di un complemento (“
Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen”;
cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché vi erano delle carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“
Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist”
; cfr. STCA 32.2011.115 del 27 ottobre 2011).
In queste condizioni, la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente ai considerandi e si pronunci sulla revisione della rendita.
Ne consegue che il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.
2.7. V
isto
l'esito favorevole del ricorso, l'assicurato, rappresentato da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili.
2.8. Secondo l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l'esito della vertenza, le spese di fr. 500.--, sono poste a carico dell'Ufficio AI.