Decision ID: 88bf84c6-3911-50c8-9094-3d0b2e8e4906
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
CO 1 (1970) e RE 1 (1964) si sono sposati a _ l'8 settembre 2000. Dal matrimonio non sono nati figli. Il marito lavora come magazziniere per la _ a _. La moglie è maestra di scuola elementare. I coniugi si sono separati nel gennaio del 2005, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. 1754 RFD di _, sezione di _, comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno), per trasferirsi prima a _, nei pressi di _ e poi a _.
B.
Il 2 luglio 2007 CO 1 ha introdotto azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona, chiedendo l'assegnazione dell'abitazione coniugale e offrendo alla moglie fr. 32
660.– in liquidazione del regime dei beni. Nella sua risposta del 2 ottobre 2007 RE 1 ha aderito allo scioglimento del matrimonio, ma ha rivendicato l'attribuzione dell'abitazione coniugale dietro rimborso al marito dei beni propri investiti nell'immobile e metà del saldo tra il valore peritale del fondo, dedotta l'ipoteca, e l'insieme dei beni propri investiti dalle parti. Essa ha postulato inoltre la metà del maggior valore acquisito dalle particelle n. 1143 RFD di _, n. 122 e 552 RFD di _, appartenenti al marito. Il Pretore ha trattato la causa come divorzio su richiesta comune con accordo parziale.
C.
All'udienza preliminare sulle conseguenze accessorie oggetto di disaccordo, il 14 maggio 2008, RE 1 ha chiesto, tra l'altro, l'esecuzione di una perizia per accertare il valore degli immobili, ciò che il Pretore ha ammesso. Il 5 luglio 2009 l'arch. _ ha consegnato la perizia a lei commissionata. L'attore ha postulato il 31 agosto 2009 la completazione del referto, chiedendo – tra l'altro – di stimare il valore degli interventi di riattazione eseguiti “sulla base della documentazione fotografica e delle fatture allegate all'istanza” (quesito n. 4.3). La convenuta si è opposta alla richiesta l'8 ottobre 2009, postulando lo stralcio del quesito n. 4.3. Con ordinanza del 29 ottobre 2009 il Pretore ha ammesso le domande di complemento, salvo il quesito contestato. La perita ha completato il 20 giugno 2010 il proprio referto, del quale CO 1 ha chiesto l'8 luglio 2010 un'ulteriore delucidazione, che è seguita il 14 luglio 2010.
D.
Il 21 febbraio 2011 RE 1 ha chiesto sulla base dell'audizione di _, sentito il 10 febbraio precedente, l'edizione dal marito dei bollettini relativi al trasporto del materiale in elicottero per la ristrutturazione dell'immobile a _. PI 1 ha prodotto l'11 marzo 2011 un fascicolo (doc. UU) contenente fotografie e originali delle fatture inerenti alla ristrutturazione, postulando un'integrazione della perizia sulla scorta della documentazione prodotta e l'assunzione suppletoria di due fotografie. RE 1 si è opposta alle richieste. Con ordinanza del 22 agosto 2011 il Pretore aggiunto ha ammesso la documentazione presentata da CO 1 e ha modificato l'ordinanza del 29 ottobre 2009, ammettendo il citato quesito n. 4.3. Il 31 agosto 2011 la convenuta ha chiesto l'annullamento di tale ordinanza. Il Pretore aggiunto ha assegnato il 27 settembre 2011 ad CO 1 un termine di 15 giorni per versare un anticipo di fr. 3000.– destinato alla completazione della perizia.
E.
Il 29 settembre 2011, RE 1 ha chiesta la ricusazione dell'arch. _. Nelle sue osservazioni del 5 ottobre 2011 la perita ha dichiarato di non ravvisare alcun motivo d'astensione. CO 1 ha proposto il 10 ottobre 2011 di respingere l'istanza. Statuendo il 18 novembre 2011, il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza di ricusazione e ha posto la tassa di giustizia con le spese (fr. 150.– complessivi) a carico di RE 1.
F.
Contro la decisione appena citata RE 1 è insorta con un reclamo del 19 settembre 2011 alla terza Camera civile del Tribunale d'appello nel quale chiede l'annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti al Pretore per un nuovo giudizio o, in subordine, la ricusazione della perita direttamente da parte del secondo grado di giurisdizione. La terza Camera civile ha trasmesso il reclamo l'11 gennaio 2012 a questa Camera per competenza (
inc. 13.2011.94).
Il memoriale non è stato intimato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Ciò vale non solo per le decisioni finali, ma anche per le decisioni incidentali, come quelle sulla ricusazione (DTF 138 III 43 consid. 1.2.2; sentenza del Tribunale federale 5A_628/2011 del 17 febbraio 2012, consid. 2 con richiami). In concreto il giudizio del Pretore aggiunto è stato comunicato il 18 novembre 2011, sicché l'ammissibilità dell'impugnazione va esaminata secondo il diritto nuovo. Ora, la decisione con cui un giudice statuisce sulla ricusa di un ausiliario del tribunale, compreso un perito giudiziario, è impugnabile mediante reclamo (art. 50 cpv. 2 CPC). Il reclamo va introdotto all'autorità giudiziaria superiore entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata (art. 321 cpv. 1 CPC), ma se è impugnata una decisione pronunciata in procedura sommaria o una disposizione ordinatoria processuale il termine è di dieci giorni, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 321 cpv. 2 CPC).
2.
Il Tribunale federale ha
recentemente ha avuto modo di rilevare che una procedura di ricusazione ha natura sommaria (art. 49 cpv. 1 seconda frase CPC), di modo che il termine di reclamo è di dieci giorni (sentenza 5A_448/2012 del 17 gennaio 2013,
consid. 2.2). Svariati autori seguono il medesimo orientamento (
Wullschleger
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger
[curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2a edizione, n. 5 ad art. 50;
Diggelmann
in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, Zurigo/S. Gallo 2011, n. 3 ad art. 50;
Kiener
in: Oberhammer [curatore], Schweizerische ZPO, Basilea 2010, n. 1 in fine ad art. 50).
Tappy
soggiunge che, a prescindere dall'indole sommaria della procedura
, una decisione in materia di ricusa va considerata in ogni modo alla stregua di una “disposizione ordinatoria processuale” nel senso dell'art. 319 lett. b CPC, onde la sua impugnabilità entro dieci giorni
(in: CPC commenté, Basilea 2011, n. 21 e 32 ad art. 50).
Che
una decisione in tema di ricusa costituisca una “disposizione ordinatoria processuale” è, a sua volta, un'opinione largamente condivisa
(
Kiener
, op. cit., n. 4 ad art. 50 CPC;
Livschitz
in:
Baker & McKenzie [curatori], Schweizerische ZPO, Berna 2010, n. 2 ad art. 50;
Rüetschi
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 3 e 5 ad art. 50;
Blickenstorfer
in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, op. cit., n. 23 ad art. 319;
A. Staehlin/D. Staehlin/ Grolimund
, Zivilprozessrecht, 2a edizione, § 6 n. 28; A.
Staehlin
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, op. cit., n. 4 ad art. 124; cfr. anche
Cocchi
in: Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag. 85,
Gasser/Rickli
in:
Schweizerische ZPO, Kurzkommentar, Zurigo/S. Gallo 2010, n. 2 ad art. 50 e
Weber
in: Basler Kommentar, ZPO, edizione 2010, n. 4 ad art. 50, i quali rinviano all'art.
319 lett. b n. 1 CPC).
Solo
Jeandin
reputa che una decisione riguardante una ricusa costituisca un'“altra decisione” a norma dell'art. 319 lett. b CPC (in: CPC commenté, op. cit., n. 15 ad art. 319), il cui termine di reclamo è quello applicabile alla procedura di merito (n. 10 ad art. 321 CPC). In dottrina v'è tuttavia chi sostiene che il termine di reclamo contro le “altre decisioni” dell'art. 319 lett. b CPC è sempre di dieci giorni (
Meier,
Schweizerisches Zivilprozessrecht, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, pag. 470;
Trezzini
in:
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, op. cit., pag. 1413,
Hungerbühler
in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweizerische ZPO, op. cit.,
n. 9 ad art. 321
;
Gasser/Rickli,
op. cit., n. 3 ad art. 319 CPC; cfr. altresì
H
offmann-Nowotny
in: ZPO-Rechtsmittel Berufung und Beschwerde, Kommentar zu den Art. 308-327
a
ZPO, Basilea 2013, n. 17 ad art. 319).
In definitiva, dovendo una decisione in materia di ricusa essere impugnata entro dieci giorni, nel caso specifico il reclamo si dimostra tardivo. La sentenza del Pretore è stata intimata venerdì 18 novembre 2011 ed è pervenuta alla patrocinatrice della convenuta martedì 22 novembre 2011 (timbro postale sul retro della busta di intimazione allegata all'appello). Il termine d'impugnazione è cominciato a decorrere pertanto mercoledì 23 novembre 2011 (art. 142 cpv. 1 CPC) ed è giunto a scadenza lunedì 2 dicembre 2011. Consegnato alla posta mercoledì 21 dicembre 2011, il reclamo va dichiarato pertanto irricevibile (art. 143 cpv. 1 CPC).
3.
Non si disconosce che nell'indicazione dei rimedi giuridici in calce alla decisione impugnata il Pretore si è limitato a riprodurre gli art. 319 e 321 CPC, senza specificare esplicitamente il termine di reclamo. Il carattere sommario della procedura di ricusazione non poteva sfuggire tuttavia alla patrocinatrice della reclamante, tanto meno ove si consideri che già sotto l'egida del diritto ticinese l
a procedura che disciplinava la trattazione di una ricusa era quella contenziosa di camera di consiglio
(art. 30 cpv. 3 CPC ticinese), per sua natura sommaria (art. 361 segg. CPC ticinese), nella quale il termine per appellare era di dieci giorni (art. 308 cpv. 1 CPC ticinese).
4.
Le spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).
Non si pone invece il problema di ripetibili, non essendo state chieste osservazioni al reclamo.
5.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il ricorso in materia civile è dato – trattandosi di una
decisione riguardante la ricusazione
– seppure la decisione impugnata non abbia carattere finale e indipendentemente da questioni di valore (art. 92 LTF).