Decision ID: 217de20e-425f-5ecd-9542-7843bbbbd638
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con atto pubblico del 23 settembre 1992, n. _ del notaio _ _ le sorelle _ e _ _ hanno donato al nipote _ _ le loro quote di comproprietà della particella n. _RFD di _, sezione _. Alla rogazione dell’atto hanno partecipato _ _ e _ _, che ha agito per sé e per la sorella _ sulla base di una procura firmata da quest’ultima il 22 settembre 1992, autenticata il medesimo giorno dal notaio rogante.
_
_ è _ a _ -_ il _ _ 1992, lasciando quali eredi la sorella _ _ e i nipoti _ _, _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _.
B.
Con petizione 3 giugno 1993 _ _, _ _ e _ _ hanno convenuto davanti alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, _ _o, chiedendo l’accertamento della nullità della donazione 23 settembre 1992, subordinatamente l’annullamento della donazione e la reintegrazione del bene immobiliare nella successione fu _ _, nonché la reintegrazione nel compendio ereditario di tutti i beni mobili di spettanza della successione in possesso di _ _. In via cautelare gli attori hanno instato per l’annotazione a registro fondiario di una restrizione della facoltà di disporre sul foglio particella n. _RFD di _, sezione _, proprietà di _ _. Il convenuto si è opposto alla domanda cautelare.
C.
Nella sua risposta 21 ottobre 1993 _ _ si è opposto alla petizione. Nei successivi atti scritti le parti hanno mantenuto il loro punto di vista.
Con decreto del 21 maggio 1994, il Pretore ha accolto parzialmente la domanda cautelare e ha ordinato l’annotazione della restrizione della facoltà di disporre a carico della particella n. _RFD di _, sezione _.
D.
Esperita l’istruttoria, le parti sono comparse al dibattimento finale del 12 maggio 1995. Gli attori hanno specificato e diminuito le proprie domande di giudizio, abbandonando la domanda subordinata e la richiesta di reintegrare il mobilio nella massa successoria. Il convenuto, dal canto suo, ha mantenuto l’opposizione alla petizione. Con sentenza del 7 agosto 1995, il Pretore ha constatato la nullità della donazione 23 settembre 1992 e ha ordinato la reintegrazione della quota di proprietà di 1⁄2 oggetto della donazione nel compendio successorio fu _ _.
E
. A seguito dell’appello presentato il 19 settembre 1995 da _ _, questa Camera ha dichiarato nulla la sentenza del Pretore e ha fissato agli attori un termine di trenta giorni per integrare la petizione con la partecipazione di tutti i membri della comunione ereditaria fu _ _ (_._._).
F.
Il 19 febbraio 1997 gli attori hanno completato la petizione e con decreto del 7 agosto 1997 il Pretore ha dichiarato validi tutti gli atti di causa seguenti la petizione, salvo la sentenza del 4 agosto 1995, citando le parti per il dibattimento finale del 15 ottobre 1997. In questa occasione le parti hanno ribadito le loro domande.
G.
Statuendo il 15 ottobre 1997, il Pretore, in accoglimento della petizione, ha constatato la nullità della donazione 23 settembre 1992 e ha ordinato la reintegrazione della quota di proprietà di 1⁄2 oggetto della donazione nel compendio successorio fu _ _. La tassa di giustizia di fr. 2’000.– e le spese sono state poste a carico degli attori per 1/4 e a carico del convenuto per 3/4, con l’obbligo per quest’ultimo di rifondere agli attori un’indennità per ripetibili ridotte di fr. 2’000.–.
H.
_ _ è insorto contro la predetta sentenza con appello del 29 ottobre 1997 in cui chiede che la sentenza impugnata sia annullata e l’incarto ritornato al Pretore. Nelle loro osservazioni del 9 dicembre 1997 _ _, _, _, _ e _ _ propongono di respingere l’appello.

Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore, sulla base delle diverse testimonianze assunte, è giunto al convincimento secondo il quale al momento della firma della procura che legittimava la sorella _ a sottoscrivere il rogito con il quale ha donato al nipote _ la sua quota di comproprietà della particella n. _RFD di _, _ _ era in errore sia sul contenuto della procura sia sul contenuto e la portata del mandato conferito alla sorella. Egli ha pertanto constatato la nullità della donazione e ha ordinato la reintegrazione della quota di comproprietà nel compendio successorio fu _ _.
2.
Nell’appello il convenuto chiede che la sentenza sia annullata e l’incarto trasmesso al Pretore affinché proceda nei suoi incombenti. Ora, secondo l’art. 309 cpv. 2 lett. e CPC l’appello deve contenere, sotto pena di nullità (cpv. 5), la chiara e precisa indicazione delle domande. Lo scopo dell’appello è quello di sottoporre a una verifica il giudizio di primo grado affinché l’autorità di ricorso abbia, dandosi il caso, a riformarlo con un diverso giudizio che quello sostituisce. Non adempie tali requisiti, e va pertanto dichiarato inammissibile, l’appello che si limita a chiedere che la sentenza pretorile venga annullata con rinvio degli atti al Pretore per nuovo giudizio, senza indicare i motivi di annullamento della sentenza impugnata
(Cocchi/Trezzini
, Codice di procedura civile annotato, Lugano 1993, nota 4 ad art. 309 CPC). In particolare l’annullamento di una sentenza non può avvenire per motivi di merito e invano nell’appello si cercano gli atti della procedura che dovrebbero essere annullati (art. 309 cpv. 4 e 326 CPC), ragione per cui il ricorso in esame deve essere dichiarato irricevibile senza ulteriore disamina.
Si aggiunga che un minor rigore processuale non si giustifica quando l’appellante è rappresentato da un avvocato (
Cocchi/Trezzini
, loc. Cit.), come è il caso in concreto.
3.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono posti a carico dell’appellante che rifonderà alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili d’appello.