Decision ID: 6bf287a0-6cd4-5f1e-a037-ae9f21d4a0d2
Year: 2009
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A. A._, cittadino italiano, nato il [...], coniugato con figli, ha lavorato in Svizzera dal 1968 al 1969 e dal 1971 al 1976, solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS) durante tali periodi (doc. 1). Rientrato in Italia, ha svolto attività lucrativa come operaio nel settore dell'edilizia, da ultimo (giugno 1989) presso la ditta B._; egli era alle dipendenze di tale ditta il 24 luglio 2006, data di compilazione del formulario del datore di lavoro (doc. 10, doc. 11). A far tempo dal 1° ottobre 2004, percepisce una pensione d'invalidità italiana di complessivi Euro 505.23 mensili. Il 10 ottobre 2005, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2).
B. Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha assunto agli atti la seguente documentazione:
• il questionario per il datore di lavoro del 24 luglio 2006, giusta il quale l'interessato è stato assunto in qualità di addetto di produzione pannelli prefabbricati e dal 1995/1996 ha svolto lavori più leggeri (pulizia, riparazione di elementi prefabbricati, produzione pilastri) (doc. 10 e doc. 9);
• il questionario per l'assicurato del 24 luglio 2006, nel quale l'interessato ha affermato di continuare a svolgere un'attività lucrativa come operaio edile (doc. 11);
• una cartella clinica concernente il ricovero dal 9 al 23 febbraio 1988 segnatamente per epatoangiocolite acuta itterica, pregressa epatite B, micosi intestinale (doc. 13);
• un referto d'esame TC (addome) del 23 marzo 1988 (doc. 14);
• una cartella clinica concernente il ricovero dal 6 giugno all'11 luglio 1988 per cisti di echinococco del fegato (doc. 15);
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• una relazione clinica del 20 giugno 1995 concernente il ricovero dal 6 al 20 giugno 1995 per infarto miocardico della parete inferiore ed antero puntale, ipercolesterolemia (doc. 16);
• una relazione clinica del 26 febbraio 1996 concernente il ricovero dal 17 al 21 febbraio 1996 per esiti di infarto miocardico infero puntale, arteriopatia obliterante cronica periferica e carotidea, dislipidemia (doc. 17);
• un referto di elettrocardiogramma del 26 febbraio 2002 (doc. 18);
• un referto di esame ecocardio color doppler dell'11 maggio 2004 (doc. 19);
• un referto di ecocardiogramma e di elettrocardiogramma del 1° febbraio 2005 (doc. 20 e doc. 21);
• una relazione di esame oftalmologico del 1° febbraio 2005 (doc. 22);
• la perizia medica dettagliata E 213 della previdenza sociale italiana, effettuata il 23 giugno 2005 e datata 21 febbraio 2006, attestante cardiopatia ischemica con pregresso IMA Q inferiore V S, arteriopatia obliterante, diabete mellito tipo II, esiti di asportazione di cisti da echinococco epatico, note gonartrosiche, esiti di remota frattura biossea della gamba sx, ipoacusia in AA. Dalla stessa emerge che le condizioni dell'interessato sono stabilizzate e quest'ultimo è invalido nella misura del 75% (doc. 23).
C. Nel suo rapporto del 22 febbraio 2007, il dott. C._, del Servizio medico regionale “Rhône” (SMR), ha ritenuto la diagnosi principale di arteriosclerosi con cardiopatia coronarica con stato dopo infarto inferiore (giugno 1995), ostruzione arterie periferiche e stenosi della carotide. Ha pure evidenziato la diagnosi secondaria di difficoltà di udito e diabete mellito (con ripercussioni sulla capacità lavorativa) e di stato dopo frattura della gamba sinistra e stato dopo aspirazione di cisti da echinococco al fegato (senza ripercussioni sulla capacità lavorativa). Dopo aver rilevato che non sussistono patologie tali da giustificare il riconoscimento di un'invalidità pensionabile, ha
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considerato che l'assicurato è del tutto abile nel suo precedente lavoro (addetto alla fabbricazione) nonché in un'attività adeguata alle sue condizioni (lavoro non pesante, al riparo da umidità e freddo, con sollevamento di pesi non superiori ai 15 kg occasionalmente, senza camminare a lungo) a far tempo dal dicembre 1995 (sei mesi dopo l'infarto) (doc. 25).
D. Il 27 febbraio 2007, l'autorità inferiore ha comunicato all'interessato che la richiesta di prestazioni sarebbe stata respinta ed ha concesso a quest'ultimo la facoltà di formulare delle obiezioni per iscritto, facoltà di cui l'assicurato non ha fatto uso (doc. 28).
E. Il 2 maggio 2007, l'UAIE ha respinto la domanda di prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità. Ha osservato che l'assicurato non ha subito né un'incapacità permanente di guadagno né un'incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai sensi delle disposizioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. In particolare, ha precisato che quest'ultimo esercita un'attività lucrativa confacente al suo stato di salute, con orario normale e senza diminuzione di guadagno (doc. 29).
F. Il 1° giugno 2007, l'interessato ha interposto ricorso contro la decisione dell'UAIE del 2 maggio 2007 mediante il quale chiede, sostanzialmente, il riconoscimento del suo diritto ad una prestazione dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha fatto valere di essere costretto a continuare a svolgere un'attività lavorativa al fine di poter condurre una vita dignitosa e di sostenere la sua famiglia. Ha segnalato che le malattie di cui soffre, fra le quali, un'insufficienza cardiaca successiva ad un infarto acuto del miocardio, comportano delle notevoli limitazioni nella sua attività lavorativa e lo costringono a periodi di assenza dal lavoro. Ha precisato infine che il “Medico Aziendale” lo ha ritenuto parzialmente idoneo al lavoro (doc. TAF 1).
G. Nella risposta al ricorso del 6 dicembre 2007, l'autorità inferiore ha proposto la reiezione del gravame. Ha osservato che il ricorrente non ha esibito nuova documentazione medica e che lo stesso è in grado di svolgere la sua precedente attività e quindi non avrebbe mai subito un'incapacità al lavoro di livello pensionabile. Inoltre, ha precisato che l'assicurazione svizzera per l'invalidità non è vincolata dal fatto che
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l'interessato è al beneficio di una pensione d'invalidità nel suo Paese (doc. TAF 9).
H. Con replica del 23 gennaio 2008, il ricorrente ha esibito una copia del rapporto del 22 febbraio 2007 del dott. C._ (medico del SMR), nel quale ha aggiunto delle indicazioni manoscritte al paragrafo concernente le limitazioni funzionali. Segnatamente, ha inserito l'indicazione “non oltre 10 kg” alla rubrica “sollevamento di pesi” (“Heben von Gewichten”), ha sottolineato le parole “rumore, umidità, freddo e afa” (“Lärm, Feuchtigkeit, Kälte, Hitze”) alla rubrica “influenze diverse” (“verschiedene Einflüsse”) ed inoltre ha aggiunto la precisazione “N.B.: non mi è possibile camminare molto” (doc. TAF 12).
I. Il 29 gennaio 2008, questo Tribunale ha richiesto al ricorrente il versamento di un anticipo di fr. 300.-- a copertura delle presumibili spese processuali. Il 14 febbraio 2008, l'interessato ha tempestivamente versato l'importo di fr. 308.-- (doc. TAF 13-15).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]), rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).
1.2 In virtù dell'art. 3 lett. dbis della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), la procedura in materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20), le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi
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dell'art. 5 PA pronunciate dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF. In particolare, le decisioni dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) concernenti l'assicurazione per l'invalidità sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale giusta l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI.
1.4 Il ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1), che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati (art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri.
2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.
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2.3 L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.
2.4 Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita dell'assicurazione svizzera è determinato esclusivamente secondo il diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).
3.
3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio secondo il quale sono determinanti le norme materiali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto giuridicamente determinante (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti). Le disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di seguito è fatto riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.
3.3 Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 10 ottobre 2005. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 10 ottobre 2004 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 2 maggio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
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retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).
4. Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:
• essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);
• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 LAI).
Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2004, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad assicurati che
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sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede (sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 e relativi riferimenti).
5.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, il più presto, nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente al guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata norma si applica allorché lo stato di salute dell'assicurato si è stabilizzato ed è essenzialmente irreversibile e suscettibile di pregiudicare la capacità di guadagno probabilmente in modo permanente, in una misura giustificante il riconoscimento di una rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). La lettera b se lo stato di salute è labile, vale a dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile di subire modifiche di rilievo in un futuro presagibile (sentenza del Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 102 consid. 4a).
5.4 Un'incapacità al lavoro del 20% deve essere presa in considerazione per il calcolo dell'incapacità al lavoro media giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (cfr. nota marginale 2020 della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nel suo tenore applicabile fino al 31 dicembre 2007; Jurisprudence et pratique administrative des autorités d'exécution de l'AVS/AI [Pratique VSI] 1998 p. 126 consid. 3c).
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, DTF 110 V 275 e DTF 105 V 207). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
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confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido). In altri termini, l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 e DTF 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 LPGA, in funzione dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità.
6.2 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).
6.3 Secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa se necessario in una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I 543/03 del 27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a).
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di assicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 283 consid. 4a).
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Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, , Zurigo 2003, art. 42 n. 16 pag. 424 e seg.; sentenza del Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 469 consid. 4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).
7.2 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta liberamente.
8. Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).
In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie (sentenza del Tribunale federale U 505/06 del 17 dicembre 2007). Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contradditorie, il contenuto di una superperizia,
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o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in discussione le conclusioni peritali (sentenza del Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3.).
Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha precisato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione (DTF 125 V 351).
Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contradditori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3.).
9.
9.1 Dopo il rimpatrio, il ricorrente ha ancora esercitato un'attività lucrativa. In particolare, da giugno del 1989 è alle dipendenze della ditta B._, come addetto di produzione di pannelli prefabbricati, in ragione di 40 ore settimanali. L'interessato ha lavorato senza particolari restrizioni da imputare a motivi di salute fino al 5 giugno 1995. Dal 6 giugno al 6 dicembre 1995, è rimasto assente causa malattia; il lavoro è stato ripreso il 7 dicembre 1995. In seguito, a parte periodi di assenza per malattia, si è sempre presentato al lavoro, ma ha svolto un'attività più leggera, segnatamente lavori di pulizia, riparazione di elementi prefabbricati e produzione pilastri, in ragione di 40 ore settimanali e senza diminuzione di salario. Ha ancora lavorato a
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tempo pieno almeno fino al 24 luglio 2006, data di compilazione del formulario del datore di lavoro (doc. 10).
9.2 Dalla documentazione medica agli atti (segnatamente doc. 23, E 213, perizia medica dettagliata effettuata il 23 giugno 2005 e datata 21 febbraio 2006), emerge sostanzialmente la seguente diagnosi: cardiopatia ischemica con pregresso infarto miocardico acuto (IMA) inferiore, arteriopatia obliterante, diabete mellito tipo II, esiti di asportazione di cisti di echinococco epatico, note gonartrosiche, esiti di remota frattura biossea della gamba sinistra, ipoacusia.
9.3 Si tratta di affezioni di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, il ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% durante un anno.
10. La decisione del 2 maggio 2007 dell'autorità inferiore è basata sul rapporto del 22 febbraio 2007 del dott. C._, medico del SMR. Secondo quest'ultimo, il ricorrente non è affetto da alcuna patologia di natura cardiaca o da altra malattia invalidante secondo il diritto svizzero, come dimostrato pure dal fatto che lo stesso ha continuato a lavorare a tempo pieno dal 1989, anche se svolge lavori leggeri, ed a percepire il precedente salario. Secondo detto medico, in siffatte circostanze, e benché vi siano state assenze dal lavoro dovute a malattia (13 giorni nel 2006, 31 giorni nel 2005, 10 giorni nel 2004 e nel 2003, 16 giorni nel 2002 e 476 giorni dal 1995 al 2006), non è necessario aggiornare la documentazione medica. Il dott. C._ ha quindi ritenuto, a far tempo dal dicembre 1995 (sei mesi dopo l'infarto), una capacità lavorativa intatta, dunque del 100%, del ricorrente sia quale addetto alla fabbricazione che per un'attività sostitutiva adeguata alle sue condizioni, segnatamente per un lavoro non pesante, al riparo da umidità e freddo, con sollevamento occasionale di pesi non superiori ai 15 kg e senza camminare troppo (doc. 25). Certo dalla perizia medica dettagliata del 23 giugno 2005/ 21 febbraio 2006 (doc. 23) emerge un'incapacità lavorativa del 75%.
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Tale valutazione non è però corroborata da riscontri medici oggettivi. Dalla documentazione agli atti risulta, altresì, che l'insorgente ha continuato a lavorare a tempo pieno almeno fino a luglio del 2006 (data della compilazione del questionario del datore di lavoro), malgrado l'incapacità lavorativa accertata dal medico della previdenza sociale italiana. In sede di ricorso, il ricorrente ha confermato di seguitare a svolgere un'attività lucrativa, ma ha osservato che lo stato di salute lo costringe a periodi di assenza dal lavoro. A tal proposito, occorre tuttavia rilevare che dalle indicazioni del questionario del datore di lavoro (doc. 10 e doc. 9) emerge che, a partire dall'ottobre del 2004, l'insorgente è stato assente 10 giorni nel 2004, 31 giorni nel 2005 e 13 giorni nel 2006. A parte tali giorni di malattia, quest'ultimo si è sempre presentato al lavoro. Ne consegue che le affezioni di cui soffre l'insorgente, e che gli consentono comunque l'esercizio dell'attuale attività lavorativa a tempo pieno, non comportano un diritto ad una rendita AI secondo il diritto svizzero. Il ricorrente ha certo sottolineato, in sede ricorsuale, che le malattie di cui è affetto implicano delle notevoli limitazioni funzionali nella sua attività lavorativa, ma non ha prodotto documentazione suscettibile di dimostrare la sussistenza di un'invalidità ai sensi del diritto svizzero. A tal proposito, giova ancora rammentare che l'ottenimento di una pensione straniera d'invalidità non costituisce un elemento determinante per l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio 2003 consid. 2). Di per sé, non soccorre pertanto l'insorgente il fatto che sia stato ritenuto solo parzialmente idoneo al lavoro da parte del Medico Aziendale e che percepisca una pensione d'invalidità italiana a far tempo dal 1° ottobre 2004. Non va altresì dimenticato che, per costante giurisprudenza, ogni assicurato deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa se necessario in una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I 543/03 del 27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). In conclusione, sulla scorta della documentazione medica e delle considerazioni che precedono, questo Tribunale non ha motivo di scostarsi dal convincente apprezzamento del caso operato dal dott. C._, su cui si fonda la decisione impugnata. Nonostante le rilevate problematiche di natura medica, dalle carte processuali emerge che il ricorrente ha continuato a svolgere un'attività lucrativa a tempo pieno, senza riduzioni salariali almeno fino al 24 luglio 2006 (doc. 10). La richiesta di una rendita AI
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svizzera da parte del ricorrente deve quindi essere respinta poiché al 2 maggio 2007 (data dell'impugnata decisione) il ricorrente non ha mai subito un'incapacità al lavoro del 40% almeno in media per un anno e neppure una diminuizione di salario di pari entità.
11. Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
12. Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 308.--, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [, RS 173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di identico ammontare, versato dal ricorrente stesso il 14 febbraio 2008.
13. Il ricorrente non ha altresì diritto alla rifusione delle spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
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