Decision ID: debdc960-6ec9-58ac-bd12-f989f833a759
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 9 gennaio 1998, _ _ ha emesso cinque vaglia cambiari (doc. 2-6) di fr. 50'000.-- cadauno, pagabili, rispettivamente, il 28 febbraio, il 31 marzo, il 30 aprile, il 31 maggio e il 30 giugno 1998, all'ordine di _ (in seguito: _). Quest’ultima, con PE del 12 luglio 2000, ha posto i vaglia cambiari, debitamente protestati per mancato pagamento, in esecuzione cambiaria nei confronti di _ per l'importo di fr. 250'000.-- oltre interessi al 6% dalle suddette scadenze nonché spese. Avendo l'escussa interposto opposizione, l'UE di Lugano l'ha sottoposta al giudizio del Pretore del Distretto di Lugano ai sensi dell'art. 181 LEF.
B.
All'udienza di contraddittorio 13 settembre 2000 _ ha postulato il mantenimento dell'opposizione, facendo valere, in sostanza, che il suo debito nei confronti dell’escutente era stato assunto, con il consenso di quest’ultima, dalla società _. L’escutente ha da parte sua, in riassunto, osservato che _ non aveva provato che il debito sotteso alle cambiali poste in esecuzione fosse quello derivante dalla relazione denominata _ che l’escussa affermava poi essere stato ceduto a _ con l’accordo dell’escutente. _ ha inoltre contestato che vi fosse agli atti alcun documento che soddisfacesse alle condizioni dell’art. 182 n. 1 LEF. Semmai si volesse considerare buona la versione della ripresa del debito di base da parte di un terzo, la relativa eccezione sarebbe ricevibile solo se fosse stata adempiuta la condizione dell’art. 1007 CO e dietro immediato deposito da parte dell'escussa dell’importo del credito in denaro. Sugli altri argomenti delle parti si dirà, per quanto di rilievo, in proseguo di giudizio.
C.
Con sentenza 2 ottobre 2000, la Pretore di Lugano non ha ammesso l'opposizione. La prima giudice ha considerato che non emergeva dai documenti prodotti la prova rigorosa (“strikter Beweis”) dell’avvenuto pagamento delle cambiali poste in esecuzione, ritenendo d’altronde che l’eccezione riferita all’estinzione del debito con la sua assunzione da parte di _, come altri tipi di estinzione non menzionati all’art. 182 n. 1 LEF (compensazione, confusione, novazione, ecc.), rientrava nelle ipotesi contemplate dall’art. 182 n. 4 LEF. Orbene, le condizioni di ricevibilità poste in quest’ultima norma non sono state considerate adempiute nel caso di specie. In particolare, l’importo posto in esecuzione non è stato depositato. La giudice di prime cure ha infine osservato che il documento (B) sul quale _ fonda la sua liberazione è firmato per conto di _ dal _, mentre è fatto notorio per la prima giudice che l’unica persona legittimata a validamente vincolare _ è il suo direttore con firma individuale _, di modo che l’accordo sarebbe in ogni caso da considerare privo di oggetto.
D.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l'escussa, criticando la decisione impugnata laddove ritiene che l’art. 182 n. 1 LEF contemplerebbe solo il caso dell’intervenuto pagamento quando il testo legale menziona pure l’ipotesi della rimessione e della semplice dilazione del credito. Ne discenderebbe la ricevibilità dell’eccezione riferita all’assunzione privativa del debito dell’escussa da parte di _, la quale comporterebbe pedissequamente l’estinzione del debito dell’appellante. _ osserva inoltre che l’assunzione di debito non è litigiosa ed é comprovata dai doc. C a G; la questione della validità formale dell’accordo di cui al doc. B non è stata sollevata dalla controparte all’udienza di contraddittorio. Infine, L’appellante ritiene innegabile che le cambiali poste in esecuzione siano state emesse a fronte delle fatture relative al _ _ assunte da _, fondandosi sul doc. M, con il quale il suo revisore attesta che l’appellante avrebbe rinunciato ai propri crediti, di pari importo a quello figurante nel doc. B, contro _ e depennato dalla sua contabilità le fatture _, nonché sul doc. N, che è un PE che _ ha fatto notificare a _ sempre per lo stesso importo.
E.
Nelle sue osservazioni, la parte appellata ribadisce in sostanza gli argomenti sostenuti in prima sede.
Ritenuto

In diritto:
1.
Nell'ambito della procedura cambiaria, il giudice chiamato a pronunciarsi sull'opposizione procede d'ufficio all'esame e all'accertamento della validità del titolo in rapporto alle menzioni e alle formalità essenziali volute dal diritto cambiario (cfr.
CEF
29 settembre 1995 in re FMS SA c. A. & Cie. in liq.,
CEF
13 aprile 1987 in re A./P. SA).
I vaglia cambiari in oggetto (doc. 2-6) sono per quel che riguarda le menzioni e le formalità volute dal diritto cambiario titoli validi.
2.
Ex art. 182 n. 1 LEF il giudice ammette l'opposizione quando venga provato con documenti che il debito è stato pagato al portatore della cambiale o dello chèque ovvero che questi ha accordato la remissione od una dilazione.
2.1.
Secondo
Thomas Bauer
(Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 1 ad art. 182 LEF), al quale si è riferita la prima giudice, solo il pagamento giustifica l’ammissione dell’opposizione in base all’art. 182 n. 1 LEF e non gli altri modi di estinzione – quali la compensazione, la confusione, la novazione, ecc. –, i quali possono solo motivare un’opposizione ex art. 182 n. 4 LEF. Quest’autore ammette tuttavia che una prestazione fatta in luogo del pagamento in denaro (“Leistung an Zahlungs Statt”) o, contraddicendosi, addirittura la compensazione possano, se comprovate, giustificare l’applicazione dell’art. 182 n. 1 LEF (op. cit., n. 11, risp. 12 ad art. 182). A dire il vero, non si vedono motivi per non estendere questa norma a tutti i modi di estinzione del credito, purché essi siano stati debitamente comprovati, sulla falsariga degli art. 85 e 172 n. 3 LEF (cfr.
Amonn/Gasser
,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6a ed., Berna 1997, n. 24 ad § 37; cfr. pure ZR XII 177, citata in
Carl Jaeger
, Commentaire de la LP, ed. fr. di Robert Petitmermet e Henri Bovay, vol. II, Losanna 1920/1924, n. 6 ad art. 182, “supp. 1915”). Questo vale in particolare per l’assunzione privativa di debito, che provoca la liberazione del debitore primitivo se viene accettata, in modo esplicito o tacito, dal creditore (cfr. art. 176 CO
;
Pierre
Engel
, Traité des obligations en droit suisse, 2a ed., Berna 1997, p. 899, ad 1;
Ingeborg Schwenzer
, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 2a. ed., Berna 2000, n. 91.10). Visto che l’assunzione privativa di debito, al contrario della novazione, non fa decadere le garanzie non strettamente personali fornite dal debitore primitivo (cfr.
Engel
, op. cit., p. 900, ad 3a;
Schwenzer
, op. cit., n. 91.19), ci si potrebbe però chiedere se le cambiali (recte: i crediti astratti che esse constatano) sottoscritte da quest’ultimo, in quanto vengono a sovrapporsi al rapporto giuridico di base per facilitarne l’incasso, non continuino ad esistere nonostante l’assunzione privativa del debito causale. La questione può però, in casu, essere lasciata aperta, come pure quella di sapere se sia stata debitamente comprovata l’assunzione da parte di _ del debito di _ nei confronti di _ relativo al _
2.2.
Infatti, qualora si voglia ammettere che l’art. 182 n. 1 LEF non contempli solo le ipotesi di pagamento, rimessione e dilazione del credito astratto (“Wechselforderung”; in questo senso restrittivo: SchKKom. Lucerna, 22 settembre 1969, in
Erwin Brügger
, SchKG, schweizerische Gerichtspraxis 1946-1984, Adligenswil 1984, n. 24 ad art. 183; apparentemente nello stesso senso:
Bauer
, op. cit., n. 11) ma pure l’estinzione del credito causale, presupposto indispensabile della prova rigorosa (“strikter Beweis”) imposta da questa norma è in ogni caso che non vi sia dubbio sul fatto che il debito causale asseritamente estinto è quello per il pagamento del quale la cambiale è stata emessa e non un altro credito tra le stesse parti (cfr. Obergericht Soletta, 12 giugno 1947, in
BlSchK
1949, 149). Tale prova può essere portata ad esempio con la produzione di un contratto scritto di emissione della cambiale che menzioni quale causa dell’emissione il rapporto giuridico di base o una ricevuta di pagamento che faccia riferimento alla cambiale. Orbene, nel caso di specie, non vi è agli atti un documento di questo genere. In particolare, il doc. B non fa il minimo accenno alle cambiali poste in esecuzione, né costituisce una ricevuta generale per tutti i debiti di _ nei confronti di _, visto che sia lo scritto 16 settembre 1998 che l’allegato si limitano in modo esplicito all’oggetto _. Certo, sembra risultare dal raffronto dei documenti C, G, H e I che una precedente esecuzione (n. _), fondata su una delle cambiali di fr. 50'000.-- del 9 gennaio 1998 (cfr. doc. G), e giunta allo stadio della fissazione dell’udienza di fallimento per il 30 settembre 1998, poi annullata (cfr. doc. I), sia stata ritirata, il 9 aprile 1999 (cfr. doc. H), in seguito all’assunzione di debito di cui al doc. B. Non è tuttavia data la prova rigorosa dell’identità della cambiale sulla quale si fondava l’esecuzione n. _ con una delle cambiali poste nell’esecuzione in esame. Non è infatti escluso che sia stato emesso, il 9 gennaio 1998, un sesto (o diversi altri) vaglia cambiari di fr. 50'000.-- a dipendenza di un’altra relazione giuridica tra _ ed _ che non quella relativa al cantiere _ Mal si comprende del resto perché _, o il suo patrocinatore, mentre si è affrettata a far annullare l’esecuzione n. _, non abbia chiesto la restituzione degli altri quattro vaglia cambiari non posti in esecuzione, né perché queste quattro cambiali, se veramente concernessero la relazione _, non siano state fatte valere da _ nella stessa esecuzione, quand’anche già esigibili. D’altronde, il doc. M è un documento di parte che si limita ad attestare lo stralcio dalla contabilità di _ delle “relative fatture della ditta _ ” (fatture enumerate nello scritto 16 settembre 1998, doc. B), senza specificare che non vi erano altre fatture della stessa ditta contro _ rimaste impagate. Infine, il doc. N non dimostra altro se non che _ ha accettato l’offerta, da parte di _, di assumere il debito di _ relativo al cantiere _ e intende prevalersene nei confronti di _.
2.3.
La questione di sapere se la tesi di _ sia ammissibile sotto il profilo dell’art. 182 n. 4 LEF, il quale esige solo la semplice verosimiglianza e non la prova rigorosa dei fatti alla base dell’eccezione sollevata dall’escusso, può rimanere aperta, dato che comunque l’escussa non ha depositato l’importo dei vaglia cambiari posti in esecuzione.
3.
L'appello 9 ottobre di _ va quindi respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).