Decision ID: 946c01dc-8e2d-5d18-81a6-44875bad460f
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 6 novembre 2004 AP 1, al volante di un'autovettura Audi S3 Quattro immatricolata TI _ – da lui detenuta in leasing – è rimasto coinvolto in un incidente della circolazione a _. Il veicolo, gravemente danneggiato, è stato trasportato da un carro attrezzi fino al garage _ _ di _, dove sono state fatte le riparazioni delle parti meccaniche. Le riparazioni della carrozzeria sono invece state eseguite presso la AO 1 (in seguito _) di _
Per il proprio intervento AO 1 ha emesso una fattura di fr. 17'063.20, rimasta impagata.
B.
Con petizione 28 settembre 2005, AO 1 ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento della somma di fr. 17'063.20 oltre accessori, nonché il rigetto dell'opposizione interposta dal convenuto al PE no _ dell'UE di Lugano.
Con risposta 3 gennaio 2006 il convenuto ha postulato la reiezione della petizione, eccependo avantutto la propria carenza di legittimazione passiva, contestando l'esistenza di un rapporto contrattuale tra lui e l'attrice, adducendo di aver consegnato il veicolo per le riparazioni del caso al garage _ _ con il quale egli ha concluso un contratto d'appalto. _ M_ ha a sua volta incaricato l'attrice dei lavori di riparazione della carrozzeria, concludendo con la medesima un contratto di subappalto, al quale egli però sarebbe estraneo. Ha poi contestato che l'attrice abbia eseguito tutti i lavori fatturati, così come ha contestato che il lavoro sia stato eseguito a regola d'arte.
Con gli allegati di replica e duplica, e così con le conclusioni, entrambe le parti hanno confermato le rispettive domande.
C.
Con sentenza 5 maggio 2008 il Pretore ha accolto la petizione. Ritenuto che controparte contrattuale dell'attrice era effettivamente il convenuto, il primo giudice ha poi constatato la tardività della notifica di eventuali difetti e ha quindi condannato il convenuto al pagamento delle riparazioni.
D.
Con appello 23 maggio 2008 AP 1 postula la riforma della sentenza impugnata nel senso di respingere integralmente la petizione.
Con osservazioni 3 luglio 2008 l'appellata propone la reiezione del gravame.

Considerato
in diritto: 1.
Non è contestato che le prestazioni fornite dall'attrice siano tipiche del contratto d'appalto. Contestato è invece chi sia da considerare sua controparte nel contratto.
Per l'art. 32 CO
vi è rappresentanza diretta ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 e 2 CO quando il rappresentante agisce in nome del rappresentato e, cumulativamente, quando esiste una procura del rappresentato al rappresentante. L’onere della prova in ordine all’esistenza di una rappresentanza diretta incombe alla parte che se ne prevale (art. 8 CC), per cui nelle cause, come quella in esame, promosse dal terzo contro il rappresentato, spetta al primo l’onere di provare le circostanze a sostegno dell’applicazione della norma (II CCA 31 agosto 2005 inc. n. 12.2004.208, 7 febbraio 2008 inc. n. 12.2007.29, 29 settembre 2008 inc. 12.2007.179).
2.
Il Pretore, applicando le regole della rappresentanza, ha ritenuto che il contratto relativo alla riparazione del veicolo era nato tra le parti in causa. L'appellante contesta questa conclusione, rimproverando al primo giudice di aver emanato un giudizio contraddittorio perché, dopo aver riconosciuto che il convenuto aveva incaricato _ M_ di tutte le riparazioni, ha poi ritenuto che il rapporto era comunque nato tra le parti in causa.
Va qui rilevato che, in effetti, il veicolo del convenuto era stato affidato al garage _ M_, il quale, per le riparazioni della carrozzeria, aveva poi preso contatto con l'attrice. Incombeva pertanto a quest'ultima l'onere di provare che il responsabile di _ M_ aveva agito in rappresentanza del convenuto. Il teste _ _ ha riferito genericamente che il _, di cui era titolare, non si occupava di riparazioni di carrozzeria, lavori per i quali si appoggiava all'attrice, situazione della quale generalmente rendeva edotti i clienti. Ha poi rammentato che erano possibili diversi modi di procedere, adottati di caso in caso: fatturazione della carrozzeria direttamente al cliente, fatturazione della carrozzeria _ M_ che poi rifatturava al cliente, fatturazione diretta all'assicurazione o fatturazione da _ al cliente con rifatturazione a _ M_ (verbale 6 giugno 2007, pag. 2). Per quanto concerne il caso concreto, il teste non è però stato in grado di ricordare in che modo le parti si fossero accordate e la sua testimonianza, invero lacunosa, imprecisa e a tratti contraddittoria, non permette una visione chiara della fattispecie di cui trattasi. Risulta dai documenti prodotti che il 2 dicembre 2004 vi è stato un incontro presso _ _, al quale hanno presenziato il titolare di _ M_, il signor _, il responsabile dell'assicurazione _ - presso la quale il convenuto era assicurato - e il convenuto personalmente, dove è stato convenuto che AO 1 avrebbe trasmesso la fattura per la riparazione della carrozzeria direttamente alla compagnia d'assicurazioni, e altrettanto avrebbe fatto _ _ per la riparazione delle parti meccaniche (doc. C), circostanza questa che potrebbe lasciar intendere che controparte contrattuale di AO 1 era effettivamente il convenuto. Se non che, tale modo di procedere è stato adottato per agevolare all'assicurazione la liquidazione del caso (teste _ G_, verbale 29 novembre 2006, pag. 2), sicché nulla se ne ricava circa i rapporti contrattuali. Di rilievo è invece il fatto che _ M_ ha inviato alla _ due fatture, entrambe intestate a sé e datate 12 gennaio 2005, l'una di fr. 16'200.- per i lavori di carrozzeria e l'altra di fr. 3'598.- per le riparazioni meccaniche. Sulla base di queste due fatture _ ha poi stipulato con il convenuto la convenzione 1° febbraio 2005 sul versamento delle prestazioni d'assicurazione, sulla scorta della quale AP 1 ha ricevuto l'importo di fr. 18'798.- (Richiamo doc. dalla _, doc. 3, 4, 5).
Questo modo di procedere lascia sottintendere che in effetti _ _ si considerava controparte contrattuale di AO 1, le cui prestazioni ha rifatturato al cliente, rispettivamente all'assicurazione. In effetti, quando successivamente AO 1 ha inviato la propria fattura 24 febbraio 2005 per l'importo di fr. 17'063.20 alla _ e questa, stante l'avvenuta liquidazione, l'ha fatta proseguire all'attore (doc. F), quest'ultimo, con scritto 9 marzo 2005, l'ha prontamente contestata, adducendo di non aver commissionato alcun lavoro a AO 1, bensì unicamente a _ _, con la quale era in corso un contenzioso in merito al veicolo di cui trattasi (doc. G). AP 1 è sempre stato coerente con questa sua posizione, tant'è che sin dall'inizio della controversia egli ha sempre sostenuto di non aver conferito l'incarico per la riparazione AO 1 bensì a _ _, rivolgendosi a quest'ultima con le proprie doglianze in merito alle riparazioni non eseguite correttamente (doc. 3). È poi _ _ a essere intervenuta presso AO 1 per sollevare contestazioni circa le riparazioni (doc. 4, 6; richiamo IV doc. 1). Peraltro, anche la convenuta, con lettera 18 marzo 2005 con la quale chiedeva il pagamento della fattura al convenuto, rilevava che "dopo la perizia effettuata dal signor _ siamo stati incaricati dal garage _ di _ dopo suo ordine di procedere alla riparazione" (doc. H),
Così stando le cose, è da ritenere, diversamente da quanto fatto dal primo giudice, che tra il convenuto e AO 1 non sia stato stipulato alcun contratto, quest'ultima essendo invece legata a _ _ con un contratto di subappalto. Il fatto che il veicolo di cortesia sia stato messo a disposizione dall'attrice non è suscettibile di modificare queste conclusioni.
Di conseguenza la fattura di cui trattasi non può essere messa a carico del convenuto AP 1.
L'appello è quindi accolto e la decisione impugnata va riformata di conseguenza. Spese e ripetibili di prima e seconda istanza sono poste a carico di AO 1 (art. 148 CPC).