Decision ID: 1a1bcf54-90ea-5be5-9a4f-48106d386ef1
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che AP 1 possiede la proprietà per piani n. 1186, pari a
125
/
1000
della particella n. 405 RFD di _ (“AO 3”), con diritto esclusivo sull'appartamento n. 4;
che all'assemblea ordinaria dei comproprietari tenutasi il 21 marzo 2008 l'amministratore _ ha rassegnato le dimissioni per il 31 dicembre 2008;
che il 3 febbraio 2009 AP 1 ha promosso causa davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord contro la Comunione dei comproprietari del “AO 3” per ottenere la nomina di un amministratore;
che con lettera del 9 febbraio 2009 la Comunione dei comproprietari ha comunicato di aderire all'istanza;
che con sentenza (
“
decreto
”)
del 19 febbraio 2009 il Pretore ha accolto l'istanza e ha nominato in qualità di amministratore _ di _, ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 150.– a carico delle parti in ragione di metà ciascuno;
che contro il giudizio appena citato AP 1 è insorta con un appello del 27 febbraio 2009 in cui chiede di porre gli oneri processuali a carico della convenuta, con obbligo di rifonderle fr. 700.– per ripetibili;
che l'appello non ha formato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che la nomina di un amministratore della proprietà per piani (art. 712
q
CC) è retta dalla procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 20 e art. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC), onde in concreto la tempestività dell'appello (art. 370 cpv. 2 CPC);
che nella fattispecie il Pretore ha accolto l'istanza e ha designato un amministratore, ma ciò nonostante – senza fornire motivazione alcuna – ha suddiviso la tassa di giustizia e le spese metà per parte, omettendo di statuire sull'assegnazione di ripetibili;
che l'appellante se ne duole, non riuscendo a capire perché mai, pur avendo essa ottenuto causa vinta, il Pretore le abbia addebitato metà della tassa di giustizia e delle spese;
che secondo l'art. 148 CPC il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra parte le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 1);
che verificandosi soccombenza reciproca o “altri giusti motivi” egli può procedere a una suddivisione (cpv. 2), le spese inutili restando in ogni caso a carico di chi le ha provocate (cpv. 3);
che nel caso specifico non è dato di comprendere per quale ragione il Pretore, pur accogliendo l'istanza della comproprietaria, abbia suddiviso la tassa di giustizia e le spese a metà, senza giudicare in tema di ripetibili;
che secondo l'art. 285 cpv. 1 lett. e CPC le sentenze devono contenere, “a pena di nullità”, l'esposizione dei motivi di fatto e di diritto;
che la motivazione può anche essere succinta, purché consenta al destinatario di capire come mai il giudice abbia deciso in un modo piuttosto che in un altro e permetta all'autorità di ricorso di verificare se tale decisione sia conforme al diritto (v. DTF 132 I 198 consid. 3, 131 I 20 consid. 3, 129 I 236 consid. 3.2 con richiamo);
che in concreto non è dato di arguire per quale motivo, nel dispositivo sugli oneri processuali, il Pretore abbia derogato al principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), né perché abbia rinunciato a statuire sulle ripetibili;
che nelle circostanze descritte non è possibile sindacare l'operato del primo giudice;
che, ciò posto, non rimane che annullare il dispositivo n. 4 della sentenza impugnata e rinviare gli atti al Pretore perché statuisca sugli oneri processuali e le ripetibili, previa sufficiente motivazione;
che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero a loro volta la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma data la particolarità del caso giova rinunciare a ogni prelievo;
che in appello l'istante ottiene ragione sul principio, mentre non è possibile prevedere come il Pretore statuirà in esito al rinvio, sicché per finire il caso si risolve senza vincitori né vinti e non giustifica l'attribuzione di ripetibili;
che, del resto, l'istante avrebbe visto compensare le ripetibili quand'anche la Comunione dei comproprietari avesse proposto – a torto – di respingere l'appello;
che non si pone problema di ripetibili nemmeno alla Comunione dei comproprietari, la quale non è stata chiamata a esprimersi;
che circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una decisione incidentale (di rinvio in prima sede), essa segue la via giudiziaria dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF);
che il valore residuo dell'azione principale ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF (fr. 150.– di oneri processuali e fr. 700.– di ripetibili) è lungi in ogni modo dal raggiungere la soglia di fr. 30
000.– per un ricorso in materia civile;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,