Decision ID: a5932280-283f-5df2-a4fe-8d1121902e5c
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che con istanza 25 settembre 2008 la società di incasso CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Riva San Vitale per ottenere il pagamento di fr. 498.55 oltre interessi e spese così come il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposata dalla convenuta al PE n. _ dell'UEF di Mendrisio;
che tale importo corrisponde al saldo di una fattura emessa il 22 giugno 2007 dal dott. dent. _ P_ a titolo di onorario per prestazioni professionali svolte in favore della convenuta, pretesa poi ceduta all'istante per il tramite della Cassa dei medici dentisti;
che all'udienza del 3 novembre 2008, indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza ritenendo insoddisfacenti e difettose le prestazioni fornite dal dentista;
che statuendo il 10 novembre 2008 il Giudice di pace ha accolto l'istanza;
che il 13 novembre 2008 _ RI 1 si è rivolto al Giudice di pace
“opponendosi al suo giudizio”;
che il 20 novembre 2008 questa Camera, alla quale il predetto scritto era stato trasmesso per competenza, ha assegnato ad _ RI 1 un termine di dieci giorni comunicare se l'atto doveva essere interpretato come ricorso per cassazione e in tal caso, farlo sottoscrivere da RI 1;
che il 25 novembre 2008 RI 1 ha confermato l'intenzione di ricorrere contro la sentenza del Giudice di pace;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che per l'art. 328 cpv. 1 CPC il ricorso per cassazione si propone entro 20 giorni dalla notifica della sentenza;
che, in concreto, la sentenza è stata intimata il 10 novembre 2008 sicché se lo scritto del 13 novembre 2008 è senz'altro tempestivo, le argomentazioni esposte nella lettera 25 novembre 2008 appaiono tardive, il termine di 10 giorni fissato da questa Camera riguardava la sottoscrizione della lettera del 13 novembre 2008 e non costituiva una proroga del termine di ricorso;
che, comunque sia, in entrambi i casi il ricorso si rivela irricevibile;
che, intanto, il documento prodotto con il ricorso (e non davanti al primo giudice) è irricevibile e deve essere estromesso dall'incarto, l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vietando alle parti di addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni;
che giusta l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione, per essere considerato valido, deve contenere le domande di ricorso così come i motivi di fatto e di diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno descrivendo) il motivo di cassazione invocato: caso contrario l'atto è nullo (cpv. 3);
che in concreto il contenuto degli scritti 13 e 25 novembre 2008 non superano la soglia imposta dalla procedura per essere trattati come ricorso per cassazione;
che infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del Giudice di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione di norme di diritto, la ricorrente si limita a ribadire la propria contestazione in merito all'operato del dott. dent. _;
che, innanzitutto, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, il Giudice di pace non ha deciso “in assenza di motivazione e privo di contraddittorio” giacché essa ha potuto esporre le sue argomentazioni all'udienza del 3 novembre 2008 e il Giudice di pace ha spiegato perché ha accolto l'istanza, ovvero perché la convenuta “risulta essere in mora nell’adempimento dei suoi doveri (pagamento): mora ingiustificata già solo a fronte dell'assenza di ogni e qualsiasi provata contestazione in merito”;
che inoltre il solo fatto di produrre la fattura relativa alle prestazioni di un altro dentista non è sufficiente per dimostrare la difettosità dell'intervento eseguito dal dott. dent. P_;
che mancando una qualsiasi censura nei confronti del giudizio impugnato, questa Camera è nell'impossibilità di individuare e di giudicare i presupposti per un eventuale annullamento della sentenza dedotta in cassazione, peraltro neppure richiesto dalla ricorrente (
Cocchi/Trezzini,
CPC annotato e massimato, Lugano 2000, n. 3 ad art. 329);
che giusta l'art. 313
bis
CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione in virtù del rinvio di cui all'art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;
che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che si giustifica, per questa volta, di rinunciare ad ogni prelievo, la ricorrente essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si pone invece problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato oggetto di intimazione.