Decision ID: 74788858-d026-5081-9511-5b86c773b05d
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con decisione del 27 ottobre 2016 il Pretore supplente del Distretto di Leventina ha respinto un'istanza del 17 settembre 2016 con cui AP 1 (1991) e AP 2 (1997) chiedevano una diffida ai debitori del padre AO 1 per i contributi alimentari loro dovuti (rispettivamente fr. 2000.– e fr. 1200.– mensili) in virtù di una sentenza di divorzio emessa dal Pretore il 31 luglio 2015. In esito a tale decisione il Pretore supplente non ha riscosso spese né ha assegnato ripetibili.
B.
AP 1 e AP 2 si sono nuovamente rivolti al Pretore supplente con una “domanda” dell'8 novembre 2016 in cui postulano una “trattenuta salariale” a carico del padre, il quale nel frattempo – essi allegano – ha omesso anche il versamento del loro contributo alimentare relativo all'ottobre del 2016. Il Pretore supplente ha fatto seguire l'istanza a questa Camera.

Considerando
in diritto: 1.
Nella sentenza del 27 ottobre 2016 il Pretore supplente ha respinto la prospettata diffida ai debitori, rilevando che un simile provvedimento non si giustifica in caso di ritardi insignificanti nel pagamento di contributi o di omissioni puramente sporadiche. Nella fattispecie – egli ha continuato – AO 1 ha sempre assolto il proprio obbligo contributivo, salvo tralasciare un versamento mensile nel 2015 e uno nel 2016 (il contributo di agosto), tutti gli altri pagamenti essendo regolarmente avvenuti, seppure con qualche ritardo. Ciò non basta per ordinare una trattenuta di stipendio a norma dell'art. 291 CC.
2.
Nella “domanda” dell'8 novembre 2016, trasmessa dal Pretore supplente a questa Camera, AP 1 e AP 2 non discutono la sentenza del Pretore supplente, cui neppure alludono. Fanno valere – in sintesi – che nel frattempo il padre non ha ancora versato loro il contributo alimentare dell'ottobre 2016, oltre ad avere trascurato quello di agosto già menzionato dal Pretore supplente. Ciò giustificherebbe ora l'emanazione del provvedimento richiesto.
3.
Nelle circostanze descritte mal si comprende perché la “domanda” di AP 1 e AP 2 sia stata fatta seguire a questa Camera. Nello scritto i litisconsorti non denotano alcuna intenzione di impugnare la decisione presa il 27 ottobre 2016 dal Pretore supplente. Adducono unicamente che, avendo AO 1 “saltato” non solo il versamento di agosto 2016, ma anche quello di ottobre, è giunto il momento di ordinare la diffida ai debitori. Si tratta quindi di una nuova istanza, che non può essere giudicata direttamente in appello.
4.
Nelle condizioni descritte la “domanda” dell'8 novembre 2016 va ritornata alla Pretura del Distretto di Leventina perché sia trattata come nuova istanza di diffida ai debitori. La trasmissione a questa Camera essendo avvenuta per iniziativa del Pretore supplente, senza l'intervento di AP 1 e AP 2, si rinuncia al prelievo di spese.