Decision ID: 519c83b1-4660-56a2-8cdb-9d4902b5d4de
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto:","A. Nell’aprile 2014 AO 1 ha concluso un contratto d’appalto con _ SA (v. doc. FF e doc. 4) avente per oggetto l’esecuzione di opere da impresario costruttore in relazione alla ristrutturazione di un immobile sito sulla part. n. _ RFD di _ (parziale demolizione della vecchia struttura e costruzione di un nuovo immobile di quattro appartamenti), di proprietà del committente stesso. Il fondo è stato successivamente costituito in proprietà per piani (PPP da _ a _), tre delle quali appartenenti a quest’ultimo (n. _, _ e _), mentre la quarta (n. _) appartiene a D_ _.","B. In seguito la G_ SA (qui di seguito “G_”) è stata allontanata dal cantiere dal committente, che l’ha sostituita con AP 1 (qui di seguito “AP 1”), con la quale ha concluso, in data 28 agosto 2014, un nuovo contratto d’appalto, sempre avente per oggetto la medesima opera (doc. G). Il contratto stabiliva una mercede di fr. 380'000.- (oltre IVA all’8%, per complessivi fr. 410'400.-) sulla base dei preventivi 13 e 22 agosto 2014. Quest’ultimo in particolare prevedeva una mercede complessiva netta di fr. 530'000.-, da cui dedurre l’importo di fr. 150'000.- corrispondente ai lavori già eseguiti da G_ (doc. G). Il contratto faceva altresì riferimento al “modulo d’offerta no. 01” (doc. H). I lavori sono terminati a luglio 2015.","C. Con scritto 19 ottobre 2015 AP 1 ha trasmesso al committente il conteggio finale, chiedendo il versamento di un saldo pari a fr. 80'000.- oltre IVA (doc. T). Il calcolo teneva conto della mercede inizialmente pattuita di fr. 380'000.-, dei lavori supplementari eseguiti “extra contratto” (fr. 154'620.-) e degli acconti già ricevuti (fr. 453'448.-).","D. Con due separate istanze del 24 novembre 2015 AP 1 ha chiesto al Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord l’iscrizione di un’ipoteca legale provvisoria degli artigiani e imprenditori (art. 837 cpv. 1 cifra 3, 839 e 961 CC) sulle tre PPP di proprietà di AO 1 (inc. CA.2015.69 e SO.2015.753) e su quella di proprietà di _ F_ (inc. CA.2015.70 e SO.2015.754). La seconda istanza è stata nel seguito ritirata, con conseguente stralcio della procedura e aggravio delle spese (fr. 80.-) a carico della ditta. La prima istanza è invece sfociata in un accordo transattivo, sulla base del quale il Pretore con decisione 21 dicembre 2015 ha ordinato l’iscrizione di un’ipoteca legale provvisoria a carico dei fogli PPP _, _ e _, sempre con aggravio delle spese (fr. 200.-) a carico di AP 1, assegnandole nel contempo un termine di 30 giorni per promuovere l’azione di accertamento del credito e di iscrizione definitiva dell’ipoteca legale.","E. Con petizione 30 dicembre 2015 AP 1 ha postulato l’iscrizione definitiva delle suddette ipoteche legali a carico delle PPP _, _ e _, nonché la condanna di AO 1 al pagamento di fr. 80'000.- oltre interessi del 5% dal 24 novembre 2015 (saldo finale della mercede dovuta) e di fr. 280.- oltre interessi del 5% dal 21 dicembre 2015 (rimborso delle spese processuali sostenute per le due procedure di iscrizione provvisoria delle ipoteche legali). In particolare, l’attrice ha specificato alcune posizioni che compongono la mercede richiesta per le opere “extra contratto” (fr. 154'620.-), ovvero i maggiori costi per le opere relative a lavori di scavo e alla costruzione di un muro esterno di sostegno (fr. 59'824.-, cfr. doc. T, posizione 2 e doc. S) e l’esecuzione di opere aggiuntive che inizialmente si supponeva essere state già eseguite da G_ (fr. 67'000.-, cfr. doc. T, posizione 1). A tal proposito, l’attrice ha rilevato che l’importo di fr. 150'000.- posto in deduzione dalla mercede complessiva di fr. 530'000.- per tener conto dei lavori già effettuati dalla prima impresa è stato quantificato solo sulla base delle informazioni fornite dalla medesima, ritenuto che una verifica effettiva ha potuto accertare che le opere concretamente eseguite da G_ ammontavano unicamente a fr. 83'000.-.","F. Con risposta 5 febbraio 2016 il convenuto si è opposto alla petizione, postulandone l’integrale reiezione e la conseguente cancellazione delle tre ipoteche legali provvisoriamente iscritte sulle PPP di sua proprietà, nonché la condanna della controparte al versamento in suo favore di fr. 122'505.12 oltre IVA e interessi. In sintesi, il convenuto ha rilevato di non dovere alcunché alla controparte, contestando sia le argomentazioni concernenti il valore delle opere eseguite da G_, sia la mercede richiesta per gli asseriti lavori “extra contratto”, sia la tempestività dell’istanza di iscrizione delle ipoteche legali. Con contestuale domanda riconvenzionale il convenuto ha chiesto la rifusione degli importi a suo dire da lui pagati in eccesso, e meglio fr. 73'448.- per acconti eccedenti la mercede pattuita (fr. 453'448.- / fr. 380'000.-), fr. 21'345.- quale ingiustificato pagamento di un importo esposto nella fattura n. 6/14 (doc. P) e in realtà non a suo carico e fr. 27'712.12 per le spese da lui sopportate per evitare che la gru telescopica acquistata da AP 1 venisse asportata dal cantiere a causa del mancato pagamento del prezzo di compravendita.","G. Con replica e risposta riconvenzionale 14 marzo 2016, duplica e replica riconvenzionale 15 aprile 2016 e duplica riconvenzionale 18 maggio 2016 le parti si sono riconfermate nelle proprie antitetiche posizioni, contestando le pretese avverse.","H. Con scritto 13 gennaio 2016 (recte: 2017) AO 1 ha ritirato la sua pretesa di rifusione dell’importo di fr. 27'712.12 riferito alla gru telescopica, riducendo pertanto la sua domanda riconvenzionale da fr. 122'505.12 a fr. 94'793.- oltre IVA e interessi.","I. In data 12 dicembre 2017 le parti hanno concordato di sostituire l’ipoteca provvisoria gravante il foglio PPP n. _ con una garanzia di fr. 26'000.-, versata sul conto della Pretura (inc. SO.2017.862).","J. Dopo l’esperimento dell’istruttoria (comprendente in particolare la perizia 7 dicembre 2018 dell’arch. _ B_) e la produzione degli allegati conclusivi scritti, con decisione 17 febbraio 2021 il Pretore ha respinto la petizione, ordinando la cancellazione delle ipoteche iscritte sulle PPP n. _ e _ e la liberazione in favore di AO 1 della garanzia sostitutiva di fr. 26'000.-, e ha accolto parzialmente la domanda riconvenzionale nella misura di fr. 49'831.96 oltre IVA e interessi del 5% dall’8 febbraio 2016. In relazione all’azione principale, la tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 6’521.-, sono state poste a carico dell’attrice, pure condannata a versare al convenuto fr. 6’000.- per ripetibili. Quanto all’azione riconvenzionale, la tassa di giustizia e le spese, pari a complessivi fr. 7’721.-, sono state poste per il 40% a carico della convenuta riconvenzionale e per il 60% a carico dell’attore riconvenzionale, il quale è stato condannato a versare alla controparte fr. 1'470.- per ripetibili parziali. In sintesi, il Pretore ha quantificato le spettanze di AP 1 in fr. 403'616.04 IVA esclusa (fr. 380'000.- + fr. 23'616.04 per opere extra-contratto), stabilendo altresì il suo diritto al pagamento dell’importo di fr. 21'345.- di cui alla fattura n. 6/14. Avendo tuttavia AO 1 pagato acconti per complessivi fr. 453'448.04 (IVA esclusa), la medesima non poteva pretendere alcun importo aggiuntivo, dovendo piuttosto restituire al committente quanto da lui versato in eccesso.","K. Con appello 23 ottobre 2019 AP 1 si è aggravata contro tale giudizio, postulandone la riforma nel senso di iscrivere in via definitiva le richieste ipoteche legali sulle PPP n. _ e _, confermare la garanzia di fr. 26'600.- versata in sostituzione dell’ipoteca legale sulla PPP n. _, condannare la controparte al pagamento in suo favore di fr. 67'736.07 e fr. 280.- oltre interessi e respingere la domanda riconvenzionale di quest’ultima, con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi.","L. Con risposta 23 dicembre 2019 AO 1 si è opposto al gravame, postulandone l’integrale reiezione.","E considerato"}

{"in diritto:","1. L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie tale valore supera pacificamente la soglia testé menzionata. I termini di impugnazione e risposta sono di 30 giorni (art. 311 e 312 CPC). Nel caso concreto l’appello 23 ottobre 2019 contro la decisione 16 settembre 2019, notificata all’appellante il 24 settembre 2019, è tempestivo, così come è tempestiva la risposta 23 dicembre 2019 dell’appellato.","2. L’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore. Egli non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite e circostanziate, poiché l'autorità di appello deve essere messa nella misura di comprendere agevolmente le censure ricorsuali, pena l’irricevibilità delle medesime.","3. Nella fattispecie, vi è preliminarmente da osservare che la petizione 30 dicembre 2015 qui in esame, e meglio l’azione condannatoria ivi contenuta, non è stata preceduta da alcun tentativo di conciliazione. Con decisione 21 dicembre 2015, dopo l’iscrizione provvisoria delle ipoteche legali richieste, il Pretore aveva assegnato all’attrice un termine di 30 giorni per “l’inoltro della causa di accertamento del credito e iscrizione dell’ipoteca legale definitiva” ai sensi dell’art. 961 cpv. 3 CC (ritenuto che l’iscrizione definitiva presuppone l’esame pregiudiziale dell’esistenza del credito), e non altresì per l’azione condannatoria, che può, ma non deve, esservi cumulata (v. art. 90 CPC e DTF 137 III 563, consid. 3.4). Ne consegue che la domanda di iscrizione definitiva dell’ipoteca legale era esente da conciliazione ai sensi dell’art. 198 lett. h CPC, ma che lo stesso non valeva per la congiunta azione condannatoria, tenuto conto che secondo il Tribunale federale, l’elenco di cui all’art. 198 CPC è esaustivo e non include il cumulo di azioni (STF 4A_413/2012 del 14 gennaio 2013, consid. 5 e 6.1). La dottrina e la giurisprudenza dei tribunali cantonali sono divise in merito alla ricevibilità di una simile azione condannatoria in assenza di preventiva conciliazione, propendendo per l’una o per l’altra soluzione con diverse argomentazioni. L’Obergericht del Canton Berna (II. Zivilkammer) si è ad esempio espresso in favore di un’esenzione dall’obbligo di conciliazione (decisione del 25 giugno 2015, ZK 15 153), mentre l’Obergericht del Canton Zurigo (I. Zivilkammer) in una sua decisione del 17 settembre 2014 (LB130063) ha sancito l’irricevibilità della condannatoria per assenza del presupposto processuale della preventiva conciliazione. Comunque sia la questione, mai affrontata dalle parti né dal giudice di primo grado, non necessita di essere risolta nella presente decisione, per i motivi che seguiranno.","4. Con l’impugnata decisione, il Pretore ha innanzitutto esaminato il fondamento delle pretese attoree relative alle opere extra-contratto, ovvero delle 16 posizioni enunciate nel doc. T (complessivi fr. 154'620.-).","5. Quanto alla prima voce di fr. 67'000.-, relativa ai presunti lavori non eseguiti da G_ (contestazione della deduzione di fr. 150'000.-, a dire dell’attrice da ridurre a fr. 83'000.-), il primo giudice ha in sintesi osservato che l’unico motivo addotto dall’attrice per pretendere una remunerazione aggiuntiva risiede nella sua asserita mancata possibilità di verificare lo stato del cantiere al momento di subentrare nei lavori. Ciononostante, secondo quanto risulta dagli atti, quest’ultima prima di allestire il preventivo 22 agosto 2014 non solo ha ricevuto alcuni piani, il contratto concluso con G_ e il capitolato per le opere da impresario costruttore (v. replica 14 marzo 2016, p. 3; doc. EE e FF; teste ing. _ F_, attivo sul cantiere in relazione alle opere di ingegneria civile; teste arch. _ L_, direttore dei lavori), ma ha anche potuto verificare lo stato del cantiere e allestire la sua offerta definitiva prima dell’inizio dei lavori: difatti il presidente del CdA di AP 1 _ M_ e almeno uno dei suoi figli hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere verso la fine di luglio 2014, rispettivamente nella fase di transizione tra l’interruzione dei lavori da parte di G_ e l’inizio dei lavori da parte di AP 1, come confermato sia dai testi _ F_ e _ L_, sia dall’amministratore unico di G_ _ G_. Il primo giudice ha aggiunto che il prezzo esposto nel preventivo del 22 agosto 2014, sottoscritto da entrambe le parti e confermato nel contratto 28 agosto 2014, costituisce un accordo vincolante. Esso poteva dunque essere modificato con l’accordo delle parti oppure essere unilateralmente annullato invocando un vizio di volontà (errore, dolo o timore ai sensi degli art. 23 seg. CO) o una manifesta sproporzione giusta l’art. 21 CO, sennonché l’attrice non ha invocato nessuno dei predetti istituti, esprimendo unicamente la volontà di rimettere in discussione la deduzione operata e di voler essere retribuita per quanto fatto. Ad ogni modo, nessuna delle succitate norme può trovare applicazione nel caso concreto, poiché gli accordi sul prezzo sono il frutto di libere valutazioni e apprezzamenti delle parti. L’attrice non è stata impedita di chiedere le informazioni ed eseguire gli accertamenti che a suo modo di vedere riteneva necessari per stabilire il valore delle opere eseguite da G_ e la relativa deduzione da applicare alla sua offerta, e ha poi espresso liberamente la sua volontà di aderire alle condizioni convenute.","6. Con il gravame, l’appellante osserva a titolo preliminare che l’attività di G_ si è limitata all’esecuzione di alcuni lavori sull’arco di 4 mesi circa, mentre il suo intervento ha riguardato tutto lo stabile e ha condotto alla realizzazione di 4 appartamenti, nonché che i lavori sono terminati il 31 luglio 2015 senza che venisse effettuata una sola notifica per difetti. Trattasi di considerazioni generali a valere quale premessa, non contenendo delle censure puntuali avverso il giudizio pretorile.","7. L’appellante ribadisce che, a suo modo di vedere, l’importo di fr. 150'000.- sarebbe una mera stima comunicatale da AO 1 e dall’arch. _ L_ (v. deposizione di _ M_, verbale del 27 febbraio 2018, p. 5). La medesima vi avrebbe fatto affidamento, non solo non avendo inizialmente potuto valutare l’entità del lavoro già svolto fintanto che G_ si trovava sul cantiere né misurare quanto eseguito, ma anche in virtù del particolare rapporto di fiducia che la legava a AO 1, il quale per un breve periodo (26 maggio 2015 – 31 agosto 2015) è addirittura stato il presidente del suo CdA con diritto di firma individuale (doc. B). A suo dire, l’importo pattuito fra le parti non ha potuto essere preventivamente verificato da qualcuno cognito in materia, come l’arch. _ L_ o l’ing. _ F_. Una debita verifica nel dettaglio dei lavori effettivamente eseguiti da G_ neppure poteva essere effettuata sulla base di alcuni piani e del contratto, né di una semplice visita del cantiere, in assenza di un descrittivo delle opere che indicasse quantità e metrature di quanto eseguito e in assenza di misurazioni, che neanche il convenuto pretende siano state realizzate prima della fissazione dell’importo di fr. 150'000.-. Secondo la sua opinione, tale importo sarebbe stato errato. Innanzitutto, il valore delle opere eseguite da G_ ammonterebbe unicamente a fr. 83'000.-, come illustrato nel doc. O e nella distinta di cui al doc. PP, confermata dai testi _ G_, _ F_ e _ L_. In aggiunta a ciò, l’istruttoria ha dimostrato che la mercede riconosciuta a G_ non inglobava soltanto delle opere contrattuali/edificatorie (che potevano pertanto essere computate nella somma globale d’appalto), ma anche opere a regia non previste inizialmente nel contratto (v. teste _ G_, verbale del 16 maggio 2017, p. 3 a metà). Più precisamente, l’importo totale relativo al lavoro eseguito da G_ riguardava all’incirca per 1/3 delle opere extra-contrattuali (v. anche perizia, domanda 3, p. 3 seg.), che dunque non dovevano essere dedotte nel preventivo. AO 1 e _ L_ dovevano saperlo, poiché hanno negoziato con G_ la sua liquidazione finale, fondandosi anche sui bollettini di lavoro allestiti da quest’ultima per le opere extra-contrattuali (v. testi _ G_, _ F_ e _ L_). La controparte l’avrebbe pertanto ingannevolmente indotta a ritenere che la cifra di fr. 150'000.- fosse veritiera e che si riferisse a opere contrattuali, laddove conoscendo la reale situazione, AP 1 avrebbe aumentato la propria pretesa di remunerazione perlomeno dell’importo pagato alla ditta uscente per le opere extracontrattuali, ovvero fr. 47'002.54. Il Pretore avrebbe dovuto considerare tale circostanza e applicare d’ufficio il diritto anche senza l’espressa invocazione degli art. 24 o 28 CO, ritenuto che il committente sarebbe pure tenuto a risarcirle il derivante danno sulla base della culpa in contrahendo. A mente dell’appellante si dovrebbe pure considerare che AO 1 ha pagato a G_ un importo totale di fr. 144'210.- e non di fr. 150'000.-."}