Decision ID: ab63522e-775a-5da2-a3f6-1a6675ff26b5
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con decreto cautelare emesso a verbale il 4 novembre 2019 “nelle more istruttorie” in una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 9 ottobre 2019 da AO 1 (1970), il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha condannato AP 1 (1967) a versare un contributo alimentare di fr. 200.– mensili per l'istante, uno di 958.– mensili per la figlia N_ (22 ottobre 2002) e uno di fr. 1135.– mensili per la figlia G_ (30 settembre 2005), assegni familiari non compresi;
che con decisione del 28 novembre 2019 questa Camera ha parzialmente accolto un appello introdotto da AP 1 annullando il decreto cautelare appena citato per quanto riguarda il contributo alimentare di fr. 200.– mensili in favore della moglie e rinviando gli atti al Pretore perché emani su tal punto un giudizio motivato (inc. 11.2019.124);
che un ricorso in materia civile del
21 dicembre 2019 presentato da AP 1 contro la sentenza appena citata al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile con sentenza 5A_1060/2019 dell'8 gennaio 2020;
che, nel frattempo, l'11 dicembre 2020 il Pretore ha motivato il suo decreto condannando AP 1 a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 286.50 mensili;
che un appello presentato da AP 1 il 16 dicembre 2019 è tuttora pendente (inc. 11.2019.145);
che il 15 gennaio 2020 AO 1 si è rivolta al Pretore perché ordinasse già in “via cautelare e supercautelare” alla _ SA, _, per cui AP 1 lavora, di trattenere dallo stipendio di lui complessivi fr. 2379.50 mensili, oltre gli assegni familiari, quali contributi alimentari per sé e le figlie, e di riversarle direttamente la somma;
che con decreto di quello stesso giorno il Pretore ha ordinato la trattenuta per fr. 2379.50 mensili, oltre gli assegni familiari e ha convocato le parti alla discussione del 10 febbraio 2020;
che contro il decreto appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 21 gennaio 2020 in cui chiede l'annullamento del giudizio impugnato;
che l
a Camera non ha chiesto osservazioni al ricorso;
e considerando

in diritto:
che la decisione impugnata è un decreto cautelare emesso nel quadro di una procedura a tutela dell'unione coniugale;
che i provvedimenti cautelari adottati dai Pretori sono impugnabili soltanto se sono stati adottati previo contraddittorio;
che provvedimenti cautelari presi inaudita parte (art. 265 cpv. 1 CPC), senza nemmeno che il convenuto sia stato invitato a formulare osservazioni scritte, non sono suscettibili di alcun rimedio giuridico (DTF 137 III 419 consid. 1.3 con numerosi richiami, confermato in DTF 139 III 88 consid. 1.1.1);
che eccezioni a tale principio sussistono in settori specifici (esecuzioni e fallimenti, ipoteche legali degli
artigiani e imprenditori: sentenza del Tribunale federale 5A_508/2012
del 28 agosto 2012 consid. 3.1 in fine, in: SJ 2013 I 35), estranei tuttavia al caso in esame;
che nella fattispecie la decisione del Pretore non ha formato oggetto di alcun contraddittorio, nemmeno in forma scritta, tant'è che la discussione in proposito è stata indetta per il 10 febbraio 2020;
che la decisione impugnata raffigura dunque un decreto “superprovvisionale” nel senso dell'art. 265 cpv. 1 CPC, non suscettivo di alcuna impugnazione;
che in tali circostanze l'appello si rivela già di primo acchito irricevibile e può essere deciso da questa Camera in composizione monocratica (art. 48
b
lett. a n. 2 LOG);
che le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC) ma le circostanze del caso specifico inducono – eccezionalmente – a ogni prelievo, l'interessato essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di ripetibili, l'istante non essendo stata chiamata a formulare osservazioni all'appello.