Decision ID: 8e4dc057-ef63-5f2f-90c7-c6a341c82a7f
Year: 2018
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
- in data 13.12.2017 RI 1 si è presentato alla prova pratica di guida presso la sede della Polizia cantonale di Noranco;
- avendo constatato che il veicolo con cui intendeva sottoporsi all’esame non era munito di un contrassegno “L” per veicoli a motore con quattro ruote, l’esperto ha rifiutato di eseguire la prova con tale mezzo;
- il 18.12.2017, la RS 1 ha inviato a RI 1 una bolletta per il pagamento della tassa di 100 franchi per l’esame di guida “non eseguito”;
- il 1° febbraio 2018, RI 1 ha interposto reclamo contro la suddetta decisione, definendola di dubbia liceità, non rispettosa del principio di proporzionalità, irrispettosa e ridicola;
- il reclamante ha argomentato di aver acquistato il contrassegno “L” in una cartoleria e di aver circolato con lo stesso per oltre un anno ed ha sottolineato di aver chiesto all’esaminatore di poter sostituire il contrassegno con uno conforme, ottenendo tuttavia una risposta negativa;
- secondo l’insorgente, inoltre, l’uso di un contrassegno non conforme non sarebbe neppure un comportamento passibile di multa;
- la RS 1 ha respinto il reclamo, con decisione del 14.5.2018, nella quale ha sostenuto che il mancato rispetto dell’art. 27 cpv. 1 dell’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (OAC; RS 741.11) che obbliga a portare il contrassegno “L”, è sanzionato con una multa di 20 franchi (cfr. Ordinanza concernente le multe disciplinari [RS 741.031], Allegato 1, cifra 320.1);
- l’esperto della circolazione aveva pertanto legittimamente deciso di non procedere con la prova pratica di guida, non essendo il veicolo conforme alle disposizioni legali;
- l’art. 9 cpv. 2 del Regolamento di applicazione della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore del 1° dicembre 1992 (RIC; RL 760.510) prevedeva del resto che dovesse essere “comunque fatturato” un esame non effettuato per ragioni da ascrivere al candidato;
- con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula, in via principale, l’annullamento della tassa contestata e, in via subordinata, il rinvio degli atti al Consiglio di Stato per un giudizio di prima istanza contro una “decisione formale per atti materiali ai sensi dell’art. 64 LPAmm”;
- l’insorgente contesta nuovamente che il veicolo con cui si è presentato all’esame non fosse conforme alle prescrizioni e ribadisce la propria buona fede, per aver acquistato il contrassegno che riteneva adeguato;
- a suo avviso, la decisione dell’esperto di rifiutargli la prova pratica di guida sarebbe sproporzionata e gli avrebbe altresì cagionato dei danni finanziari, a causa del tempo perso da lui e dalla sua accompagnatrice;
- nella misura in cui egli contesta la decisione di negargli la prova pratica, il ricorrente ritiene che, se non fosse annullata la tassa, gli atti dovrebbero essere trasmessi al Consiglio di Stato, competente per “eliminare le conseguenze di atti materiali illeciti” (art. 64 cpv. 1 lett.
b
LPAmm);
- nelle sue osservazioni del 26.6.2018, la RS 1 propone di respingere il ricorso.

Diritto
- ai sensi dell’art. 9
a
LIC, contro le decisioni del Dipartimento competente è dato reclamo entro il termine di 30 giorni (cpv. 1), mentre contro la decisione su reclamo è dato, sempre entro il termine di 30 giorni, ricorso alla Camera di diritto tributario (cpv. 2);
- il ricorso del 15.6.2018, interposto contro la decisione su reclamo del 14.5.2018, notificata al ricorrente il 16.5.2018, è pertanto ricevibile in ordine;
- litigiosa è la legittimità della decisione, con cui la RS 1 ha posto a carico dell’insorgente la tassa di 100 franchi, prevista per la prova pratica di guida, sebbene l’esame stesso non sia stato svolto;
- secondo l’art. 2 della Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore del 9 febbraio 1977 (LIC; RL 760.500), il Consiglio di Stato fissa per regolamento le tasse per l’emissione delle licenze e dei permessi speciali, per gli esami di conducente, per il rilascio delle targhe, per collaudi, i controlli o per qualsiasi altra prestazione, come pure per quelle delegate;
- l’art. 5 RIC fissa in 100 franchi la tassa per l’esame pratico di guida per le categorie B, BE, B1, C1E, DE, D1E, F e trasporto professionale di persone con veicolo leggero;
- per l’art. 9 cpv. 1 RIC, per la mancata presentazione, senza valida giustificazione, agli esami di guida ed agli esami dei veicoli, può essere riscossa l’intera tassa dovuta;
- l’art. 9 cpv. 2 RIC prevede poi che, nei casi in cui gli esami di guida o gli esami dei veicoli non possono essere svolti per cause da ascrivere all’utente, possa essere riscossa l’intera tassa dovuta;
- va rilevato, in primo luogo, che la facoltà, per la Sezione della circolazione, di riscuotere la tassa dovuta anche nei casi di mancata presentazione del candidato e di mancato svolgimento della prova per cause da ascrivere all’utente, è prevista unicamente dal regolamento del Consiglio di Stato e non anche dalla legge cantonale;
- secondo la giurisprudenza costante del Tribunale federale, l’obbligo di fare una prestazione in denaro previsto dal diritto pubblico richiede una base legale in senso formale, che determini l’obbligo contributivo almeno nei suoi fondamenti (art. 127 cpv. 1 Cost.);
- se il legislatore delega la competenza a determinare un tributo ad un’autorità inferiore, deve perlomeno indicare la cerchia dei contribuenti, l’oggetto e la base di calcolo del tributo;
- la giurisprudenza ha tuttavia attenuato questi requisiti, quando si tratta della commisurazione di determinati tributi causali, per i quali la misura del tributo è limitata da principi costituzionali suscettibili di verifica, come quelli della copertura dei costi e dell’equivalenza;
- la Suprema Corte ha tuttavia sottolineato che questa attenuazione è ammissibile solo in relazione ai criteri di calcolo del tributo e non anche quando si tratta di definire l’obbligo tributario in sé, cioè la cerchia dei contribuenti e l’oggetto del tributo (DTF 134 I 179 consid. 6.1 e giurisprudenza citata);
- alla luce dei suddetti requisiti costituzionali, è dubbio che la tassa posta a carico del ricorrente sia coperta da una base legale sufficiente: la delega contenuta nella legge applicabile si limita infatti a conferire al Consiglio di Stato il compito di “fissare” per regolamento le tasse, fra l’altro, “per gli esami di conducente”, senza peraltro estendere il campo d’applicazione del tributo anche al candidato che non si è neppure sottoposto alla prova, quali che ne siano le ragioni;
- in altre parole, mentre è chiaro che nella nozione di tassa “per gli esami di conducente” rientri il tributo che viene messo a carico del candidato che si sottopone alla prova richiesta, non è altrettanto evidente che vi rientri anche una tassa riscossa nei confronti di una persona che non si è sottoposta agli “esami di conducente”;
- alla luce delle esigenze che discendono dal principio di legalità, che come rilevato non può essere attenuato quando si tratta di definire la cerchia dei contribuenti soggetti ad un tributo, ci si domanda pertanto se le tasse, previste dall’art. 9 RIC, per il caso del mancato svolgimento di un esame, siano coperte da una sufficiente base legale in senso formale;
- la questione può tuttavia restare insoluta, per il fatto che la tassa posta a carico dell’insorgente si rivela comunque illegittima, nel caso concreto;
- come già ricordato, infatti, l’art. 9 cpv. 2 RIC ammette che possa essere riscossa l’intera tassa dovuta, nei casi in cui gli esami di guida o gli esami dei veicoli non possono essere svolti per cause da ascrivere all’utente;
- il regolamento del Consiglio di Stato non precisa con quale criterio si stabilisca se un esame non si sia potuto svolgere “per cause da ascrivere all’utente”, ma l’autorità resistente fa dipendere l’applicazione di questa disposizione dalla circostanza che il candidato si sia presentato all’esame con un veicolo non conforme alle disposizioni legali, per il fatto che l’applicazione di un contrassegno “L” delle dimensioni inadeguate ad un veicolo a quattro ruote costituirebbe una contravvenzione;
- ora, come rileva il ricorrente, l’autorità resistente non ha dimostrato che l’applicazione sul veicolo di un contrassegno “L” per veicoli a due ruote anziché per veicoli a quattro ruote sia sanzionabile con una multa disciplinare di 20 franchi;
- è vero che l’art. 27 cpv. 1 dell’Ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale (ONC; RS 741.11) dispone che i veicoli a motore guidati da un allievo conducente debbano essere muniti di una targa portante una «L» bianca su fondo blu, applicata posteriormente in un punto ben visibile e che la targa debba essere tolta quando il veicolo non è più guidato da un allievo conducente;
- l’allegato 4 dell’Ordinanza del 19 giugno 1995 concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV; RS 741.41) prevede, da parte sua, che per la targhetta “L” debba misurare 16 x 16 cm sui veicoli a quattro ruote e 12 x 12 cm sui veicoli a motore a due ruote, tricicli a motore, quadricicli a motore e quadricicli leggeri a motore;
- le condotte sanzionate con una multa disciplinare di 20 franchi, secondo la cifra 320 dell’allegato 1 dell’Ordinanza del 4 marzo 1996 concernente le multe disciplinari (OMD; RS 741.031) sono tuttavia unicamente le “corse di scuola guida senza apporre una targa «L» (art. 27 cpv. 1 ONC)” e l’“omissione di togliere la targa «L» se non sono effettuate corse di scuola guida (art. 27 cpv. 1 ONC)”;
- la disposizione penale definisce la condotta punibile facendo espresso riferimento all’art. 27 cpv. 1 ONC, che, come già rilevato, obbliga ad applicare la targa «L», quando il veicolo è guidato da un allievo conducente, e a toglierla, quando il veicolo non è più guidato da un allievo conducente;
- né l’art. 27 cpv. 1 ONC né l’allegato 1 all’OMD sanzionano per contro il fatto di apporre una targa “L” avente dimensioni non conformi alla tipologia del veicolo, secondo l’allegato 4 dell’OETV;
- l’affermazione, su cui si fonda la decisione impugnata, secondo cui il fatto di aver apposto una targa “L” di dimensioni non conformi sarebbe sanzionato con una multa di 20 franchi, non trova pertanto riscontro nella legge e, d’altra parte, non risulta che l’insorgente sia stato punito per questa ragione;
- ne consegue che non vi sono elementi sufficienti per affermare che l’esame di guida non si sia potuto svolgere “per cause da ascrivere all’utente”, come richiede l’art. 9 cpv. 2 RIC, laddove prevede che possa essere riscossa “l’intera tassa dovuta”;
- la decisione di porre a carico dell’utente la tassa litigiosa appare conseguentemente illegittima;
- alla luce del tenore dell’art. 9 cpv. 2 RIC, che lascia alla Sezione della circolazione un certo potere di apprezzamento, quando si tratta di stabilire se riscuotere la tassa in caso di mancato svolgimento dell’esame (“può essere riscossa”), ci si domanda se, in un caso come quello che qui si esamina, non sarebbe comunque stata più proporzionata alla situazione una rinuncia alla riscossione del tributo;
- la descrizione dello svolgimento dei fatti, proposta dal ricorrente e non contestata dall’autorità resistente, solleva infatti qualche perplessità, alla luce dell’intransigenza e del rigore mostrati dall’esperto che avrebbe dovuto sottoporlo all’esame;
- visto l’esito del ricorso, tuttavia, anche questo aspetto non merita di essere ulteriormente approfondito.