Decision ID: b45ec977-272d-504e-a257-63dbddc16dcc
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto: A. L’11 settembre 2007, il Presidente della Pretura penale ha dichiarato RI 1 autore colpevole di ripetuta complicità in truffa e di ripetuta falsità in documenti e lo ha condannato a una pena pecuniaria di 35 aliquote giornaliere di fr. 310.–, per un totale di fr. 10 850.–, la cui esecuzione è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni e a una multa di fr. 2 000.–, fissando a 20 giorni la pena detentiva sostitutiva in caso di mancato pagamento. RI 1 è stato inoltre condannato al pagamento delle tasse e spese di giustizia.
In relazione alla ripetuta complicità in truffa, a RI 1 è stato rimproverato di avere, nel periodo compreso tra maggio 1995 e gennaio 1997, nella sua veste di direttore sanitario della Clinica psichiatrica _, facente capo al dr. med. _, allo scopo di procacciare a quest’ultimo un indebito profitto, ripetutamente assecondato il dr. med. _ e le strutture a lui facenti capo nell’ingannare con astuzia gli assicuratori sociali e in particolare i funzionari delle casse malati preposti al pagamento delle fatture, così da indurli a compiere atti pregiudizievoli del patrimonio di terzi, consistenti in particolare nel pagamento di fatture per prestazioni medico-sanitarie fittizie. L’inganno astuto si è configurato avendo RI 1 personalmente partecipato all’allestimento di documentazione medica (quale rapporti di entrata/uscita pazienti e richieste di copertura assicurativa per le casse malati), attestante dati inveritieri relativi a prestazioni in realtà mai fornite che sarebbero state idonee a comprovare – anche a fronte di controlli – degenze e prestazioni in realtà mai avvenute.
Quanto al reato di ripetuta falsità in documenti, RI 1 è stato condannato per avere, nel periodo tra maggio 1995 e gennaio 1997, nella sua qualità di direttore sanitario presso la Clinica psichiatrica _, a scopo di indebito profitto altrui, segnatamente per assecondare le malversazioni indicate per il reato di complicità in truffa, formato, in un imprecisato numero di occasioni, ma almeno quattro, documenti falsi, da lui poi anche firmati personalmente. I documenti medici fittizi erano tali da comprovare, contrariamente al vero, la degenza dei pazienti coinvolti nella struttura medica e giustificare così le relative fatture alle casse malati.
B. Con sentenza del 3 novembre 2008, questa Corte ha respinto, in quanto ammissibile, il ricorso per cassazione interposto da RI 1 contro la sentenza di prima istanza. In sostanza, la CCRP ha ritenuto che fossero dati sia gli elementi oggettivi che soggettivi della ripetuta complicità in truffa e che a ragione il primo giudice ha reputato adempiuta la fattispecie penale di falsità in documenti in luogo di falso certificato medico.
C. Contro la sentenza appena citata RI 1 è insorto al Tribunale federale con ricorso in materia penale. Ha lamentato un accertamento inesatto dei fatti nonché la violazione del diritto e ha postulato il suo proscioglimento dall’accusa di ripetuta complicità in truffa e di ripetuta falsità in documenti.
Con sentenza del 9 aprile 2009 il Tribunale federale ha parzialmente accolto in quanto ammissibile il ricorso in materia penale presentato da RI 1, annullando la sentenza impugnata e rinviando la causa all’autorità cantonale per nuovo giudizio ai sensi dei considerandi (sentenza 6B_991/2008). In particolare l’Alta Corte federale ha prosciolto l’imputato dal reato di falsità in documenti (art. 251 CP). Ciò ripristina la litispendenza del processo davanti a questa Corte.

Considerando
in diritto: 1. Secondo l’art. 107 cpv. 2 LTF se il Tribunale federale accoglie il ricorso, giudica esso stesso nel merito o rinvia la causa all’autorità inferiore affinché pronunci una nuova decisione. Può anche rinviare la causa all’autorità che ha deciso in prima istanza.
Nel caso in cui il Tribunale federale annulli una sentenza e rinvii la causa per nuovo giudizio all’autorità cantonale, quest’ultima deve porre a fondamento della propria decisione i considerandi di diritto della sentenza di cassazione (cfr. mutatis mutandis, art. 277ter cpv. 2 vPP). Benché gli articoli 66 vOG e 277ter capoverso 2 vPP non siano stati ripresi nella nuova normativa federale, è evidente che l’autorità cui la causa è rinviata deve, per principio, fondare la nuova decisione sui considerandi della decisione del Tribunale federale (Messaggio concernente la revisione totale dell’organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 3901). I punti che non sono stati toccati rimangono acquisiti (DTF 121 IV 109 consid. 7 pag. 128 con richiami).
2. Nella misura in cui questa Corte aveva dichiarato inammissibili o respinto le censure di arbitrio volte dal ricorrente all’accertamento dei fatti e alla valutazione delle prove da parte del giudice della Pretura penale, la sentenza del 3 novembre 2008 ha quindi acquisito carattere definitivo, il ricorso in materia penale presentato da RI 1 su alcuni di questi punti al Tribunale federale essendo stati a sua volta dichiarati inammissibili (sentenza 6B_991/2008, consid. 1). A tale riguardo il sindacato del primo giudice non può più, dunque, essere rimesso in discussione.
Nemmeno in diritto può essere più discussa la condanna – in quanto tale – inerente il reato principale di complicità in truffa (art. 25 e 146 CP; consid. 2). Nemmeno la pretesa violazione del principio della celerità è stato accolta dal Tribunale federale (consid. 4).
3. Per contro, l’Alta Corte ha ritenuto che la condanna per falsità in documenti ai sensi dell’art. 251 CP ha violato il diritto federale. Applicabile era, per contro, il reato di falsità in certificato medico ai sensi dell’art. 318 CP, reato nel frattempo prescrittosi.