Decision ID: 440f7a10-f889-53d1-90e2-4993348d7630
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. La convenuta nel settembre del 1988 ha appaltato all’attore l’allestimento di 2’500 esemplari di un catalogo consistente in fotografie di gioielli di sua produzione, nonché di altri stampati pubblicitari.
Dal mancato pagamento della mercede dell’attore, quantificata in fr. 36’656.70, prende avvio la presente causa.
B. Nella risposta del 16 ottobre 1989 la convenuta si è opposta alla petizione.
L’attore avrebbe fornito, oltretutto in ritardo sul termine pattuito, un’opera gravemente difettosa. L’inadempienza dell’attore avrebbe causato alla convenuta un pregiudizio quantificabile in fr. 13’185.50, somma da opporre in compensazione alla pretesa dell’attore nell’eventualità che essa dovesse essere ammessa.
C. Le parti hanno in seguito confermato le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
D. Nel giudizio qui impugnato, ritenuta l’applicabilità del diritto svizzero in materia di contratto di appalto, il Pretore ha rilevato che la convenuta avrebbe dimostrato le carenze qualitative del catalogo sottoposto al perito, ma non anche che i difetti riguarderebbero l’intera partita di 2’500 cataloghi.
Da ciò l’accoglimento della petizione in conseguenza della mancanza della prova dell’esistenza dei difetti, senza più necessità di esaminare le questioni della tempestività della loro notifica, e dell’esistenza del pregiudizio lamentato dalla convenuta.
E. Con tempestivo gravame datato 31 gennaio 1995 la convenuta ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione.
Essa avrebbe chiaramente dichiarato di contestare siccome difettosa tutta la fornitura dell’attore, e non solo uno oppure alcuni cataloghi.
I difetti identificati dal perito sarebbero inoltre oggetto di riproduzione meccanica durante la tiratura degli stampati, così che ci si dovrebbe lecitamente attendere la loro presenza su tutti gli esemplari prodotti.
La convenuta ammetterebbe per il resto di aver potuto fruire della prestazione dell’attore nella misura di lire 6’850’000, ma a tale suo debito essa potrebbe con successo opporre in compensazione la propria contropretesa relativa ai danni conseguenti all’inadempienza dell’attore, così che in definitiva nulla gli sarebbe dovuto.
F. Nelle osservazioni del 16 marzo 1995 l’attore ha chiesto la reiezione del gravame sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1. A questo stadio della causa sono pacifici l’applicabilità alla fattispecie del diritto svizzero, come pure l’esistenza tra le parti di un contratto di appalto ai sensi degli art. 363 e segg. CO.
2. Secondo l’art. 367 cpv. 1 CO, eseguita la consegna dell’opera, il committente, appena lo consente l’ordinario andamento degli affari, deve verificare lo stato dell’opera e segnalare i difetti all’appaltatore.
La mancata verifica e il mancato avviso all’appaltatore equivalgono in sostanza all’approvazione tacita dell’opera consegnata, con la conseguente liberazione dell’appaltatore dalla sua responsabilità, salvo ovviamente che si tratti di difetti irriconoscibili con l’ordinaria verifica all’atto del ricevimento o che l’appaltatore li abbia scientemente dissimulati (art. 370 CO).
Si ha in altre parole la perenzione di tutti i diritti accordati al committente dall’art. 368 CO, ivi compreso quello di ottenere il risarcimento del danno causato dai difetti dell’opera (DTF 64 II 257 e segg.; Gauch, Der Werkvertrag, 3. edizione, Zurigo, 1985, n. 1557).
Ove i difetti si manifestino più tardi, dovrà essere dato avviso tosto che siano stati scoperti, altrimenti l’opera si riterrà approvata nonostante i difetti stessi (art. 370 cpv. 3 CO).