Decision ID: aa4da34f-46c0-4cb3-866a-6c2dab7f5691
Year: 2020
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_003
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

Fattispecie:
1. Nell'ottobre del 2011 i genitori di A._ hanno inoltrato all'Ufficio AI del
Canton Ticino una richiesta per provvedimenti sanitari in favore di loro figlio.
Nel rapporto medico del 2 dicembre 2011 il Dr. med. B._, specialista
in pediatria, diagnosticava dei disturbi della coordinazione e neuromotorici
con necessità di fisioterapia da settembre 2011. Nel rapporto medico del
23 dicembre 2011 il Dr. med. C._, specialista in pediatria,
diagnosticava un ritardo nello sviluppo motorio con ipotonia soprattutto di
tipo assiale.
2. Con decisione del 5 gennaio 2012 l'Ufficio AI del Canton Ticino si
assumeva le spese per la cura dell'infermità congenita cifra 395 (leggeri
disturbi motori cerebrali) fino al 28 febbraio 2013 (ovvero fino alla fine del
mese di compimento del secondo anno di età conformemente alla cifra
395).
3. Nel rapporto medico del 17 dicembre 2013 il Dr. med. C._ confermava
la sua diagnosi di ritardo nello sviluppo motorio con ipotonia soprattutto di
tipo assiale. Dopo una consultazione psicometrica, nell'ulteriore rapporto
del 15 maggio 2014 egli e la psicologa lic. phil. D._ concludevano che
A._ mostrerebbe un quadro disomogeneo con un ritardo soprattutto
nell'aspetto motorio e visuo-spaziale e trovavano indicato un aiuto tramite
ergoterapia.
4. Nel rapporto intermedio di ergoterapia del 31 marzo 2017 l'ergoterapista
affermava che A._ ha difficoltà in svariati ambiti, dalla motricità fine
alla globale, alle funzioni esecutive e alla propriocezione, ma che
nonostante ciò abbia un grande potenziale di sviluppo visti tutti i
miglioramenti degli ultimi mesi.
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5. Il 15 maggio 2017 A._ è stato sottoposto a un'ulteriore valutazione
psicometrica. Nel rapporto medico del 22 maggio 2017 la psicologa lic. phil.
D._ e il Dr. med. C._ attestavano un ritardo globale dello sviluppo
con difficoltà nei ragionamenti logici nonché nella memoria di lavoro e con
tempi di attenzione molto limitati.
6. Nel rapporto di valutazione di ergoterapia del 6 giugno 2018 si riteneva
opportuno un seguito in ergoterapia a cadenza di una seduta a settimana
in un intervento di gruppo (piccolo gruppo con un altro bambino della sua
età), oltre ad alcune sedute durante i periodi di vacanze scolastiche. Nei
rapporti medici del 21 novembre 2018 e 18 dicembre 2018 il Dr. med.
C._ segnalava la presenza di un importante impaccio motorio e
riteneva necessario un aiuto ergoterapico. Il rapporto di ergoterapia del 13
febbraio 2019 confermava la necessità del proseguimento del trattamento
ergoterapico. Nell'annotazione del 9 aprile 2019 il Dr. med. E._,
specialista in pediatria, in forza dell'art. 12 LAI consigliava il riconoscimento
dell'ergoterapia ambulatoriale a cadenza settimanale dal 4 gennaio 2018 al
31 gennaio 2020.
7. In data 15 aprile 2019 l'Ufficio AI del Canton Ticino ha trasmesso l'incarto
all'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni in seguito allo spostamento di
domicilio di A._ a X._.
8. Il 5 giugno 2019 il Dr. med. B._ scriveva all'Ufficio AI del Cantone dei
Grigioni chiedendo una garanzia della copertura dei costi di ergoterapia
secondo l'art. 12 LAI, osservando che A._ riuscirebbe a seguire il
percorso scolastico regolare grazie a un progetto pedagogico specifico a
scuola e un intenso lavoro di ergoterapia. Con questo progetto si
intenderebbe migliorare la riuscita scolastica e quindi il futuro
professionale.
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9. Il 19 giugno 2019 i genitori di A._ hanno inoltrato nuovamente la
richiesta di copertura dei costi per l'ergoterapia, questa volta all'Ufficio AI
del Cantone dei Grigioni quale nuovo ufficio competente dopo il cambio di
domicilio.
10. Nel rapporto medico del 23 luglio 2019 il Dr. med. B._ diagnosticava
un moderato ritardo globale dello sviluppo con fisioterapia dal primo anno
di vita nonché pedagogia e ergoterapia dai 4 anni. Egli negava la presenza
di un'infermità congenita, considerava lo stato di salute suscettibile di
miglioramento, precisava che finora con gli aiuti supplementari e
l'ergoterapia A._ è riuscito a seguire un percorso scolastico regolare
e prevedeva un trattamento a lungo termine (sedute settimanali di
ergoterapia in studio e alcune sedute a domicilio [monitoraggio mensile]).
Nel foglio aggiuntivo a detto rapporto medico, il Dr. med. B._
specificava che A._ avrebbe difficoltà nei ragionamenti logici, nella
memoria di lavoro e avrebbe tempi di attenzione limitati; inoltre
presenterebbe difficoltà di motricità fine e globale. Egli aggiungeva che
senza l'ergoterapia A._ non riuscirebbe a seguire il curriculum
scolastico.
11. Il 12 agosto 2019 la Dr.ssa. med. F._ del Servizio medico regionale
(SMR) affermava che gli accertamenti medici indicherebbero un ritardo
nello sviluppo combinato. Dei miglioramenti dello stato di salute non
sarebbero documentati, né tantomeno degli obiettivi concreti in merito alla
scolarizzazione che si vogliono raggiungere attraverso delle sedute di
numero definito, o meglio attraverso una terapia di durata determinata. Ella
proseguiva sostenendo che in primo piano vi sarebbe la cura della malattia,
siccome sarebbe già da 4 anni che viene prescritta l'ergoterapia.
12. Nel progetto di decisione dell'11 ottobre 2019 l'Ufficio AI ha pertanto
prospettato il rifiuto della richiesta. Contro di esso A._ ha presentato
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opposizione in data 28 ottobre 2019, a cui allegava la valutazione del Dr.
med. G._, specialista in psichiatria e psicoterapia infanzia e
adolescenza (certificato medico del 14 marzo 2019 e rapporto medico del
21 giugno 2019), in cui questi attesta (per la prima volta) un disturbo dello
spettro autistico.
13. Il 2 dicembre 2019 il Dr. med. H._ del SMR, specialista in psichiatria e
psicoterapia, considerava che dagli atti neuropediatrici precedenti la
diagnosi di autismo avvenuta all'8. anno di età risulterebbe un'intelligenza
ridotta nel quadro di un ritardo globale dello sviluppo. In questi documenti
non vi sarebbero indizi di specifici sintomi d'autismo bisognosi di terapia.
Non vi sarebbero quindi i presupposti per riconoscere un'infermità
congenita di cui alla cifra 405 (disturbi dello spettro dell'autismo). Andrebbe
poi confermata la decisione di rifiuto dell'ergoterapia giusta l'art. 12 LAI.
14. Nel rapporto intermedio di ergoterapia del 13 dicembre 2019, alla luce dei
risultati ottenuti fino a quel momento e delle fragilità ancora presenti, si
riteneva importante continuare con il lavoro di ergoterapia per supportare
A._ nello sviluppo delle abilità di motricità globale e fine, della
grafomotricità, delle abilità attentive e di concentrazione, delle abilità visuo-
percettive e delle abilità sociali, fondamentali per sostenere il suo
inserimento nel percorso scolastico.
15. Con decisione del 17 dicembre 2019 l'Ufficio AI ha respinto la richiesta di
prestazioni, motivando che, innanzitutto, secondo la documentazione
medica non sarebbe presente un'infermità congenita riconosciuta e che,
inoltre, anche le condizioni di copertura dei costi per l'ergoterapia ai sensi
dell'art. 12 LAI non sarebbero soddisfatte. Secondo i suoi accertamenti,
l'ergoterapia non sarebbe rivolta all'integrazione ma alla cura della
sofferenza.
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16. Nel rapporto medico del 3 febbraio 2020 il Dr. med. B._ riteneva
l'ergoterapia mirata all'integrazione nelle attività scolastiche e nello
svolgimento delle mansioni consuete in modo da poter seguire il curriculum
scolastico.
17. Avverso la decisione del 17 dicembre 2019, in data 3 febbraio 2020
A._ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni chiedendo che l'impugnata
decisione sia cassata e riformata nel senso che gli sia riconosciuta la
copertura dei costi di ergoterapia. Egli sosteneva che l'ergoterapia sarebbe
rivolta all'integrazione. Essa non avrebbe lo scopo di curare la sofferenza,
ma di raggiungere una stabilità in grado di garantire premesse
notevolmente migliori per la formazione futura. Senza l'ergoterapia
sussisterebbe uno stato di salute difficilmente correggibile, pregiudicante la
formazione professionale futura. Le condizioni previste dalla legge
sarebbero perciò adempiute. Al ricorso erano allegati, tra gli altri, il rapporto
intermedio di ergoterapia del 28 gennaio 2020 con rispettivo allegato del
17 marzo 2020 nei quali si ribadiva l'importanza del proseguimento
dell'ergoterapia per supportare il ricorrente nello sviluppo delle abilità di
motricità, attentive, di concentrazione, visuo-percettive e sociali,
fondamentali per sostenere l'inserimento nel percorso scolastico risp. al
fine di migliorare la sua qualità di vita, le sue capacità ad agire e di
apprendimento nonché le sue autonomie personali. Al ricorso era inoltre
compiegato il rapporto medico del Dr. med. G._ del 30 gennaio 2020
in cui egli sosteneva che grazie al trattamento di ergoterapia sarà possibile
raggiungere uno stato di stabilità in grado di garantire premesse
notevolmente migliori per la formazione futura.
18. Nella presa di posizione medica del 19 febbraio 2020 il Dr. med. H._
non contestava la diagnosi del Dr. med. G._ di disturbo dello spettro
autistico, ma precisava che non sarebbero dimostrati i rispettivi sintomi
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specifici prima del compimento del 5. anno di età, per cui, anche dopo
l'esame dei rapporti del Dr. med. G._ del 30 gennaio 2020 e di
ergoterapia del 28 gennaio 2020, egli confermava la sua posizione sulla
negazione di un'infermità congenita secondo la cifra 405. Il Dr. med.
H._, inoltre, negava l'adempimento di almeno quattro dei requisiti di
cui all'art. 12 LAI. Nella risposta del 20 febbraio 2020 l'Ufficio AI del Cantone
dei Grigioni (qui di seguito: convenuto) ha quindi chiesto il rigetto del
ricorso. In sostanza esso, dopo aver negato l'esistenza di un'infermità
congenita ai sensi di legge, ribadiva che i criteri dei cui all'art. 12 LAI non
sarebbero dati. In particolare, non prevarrebbe il carattere integrativo
dell'ergoterapia in questione, siccome, stando al rapporto intermedio di
ergoterapia del 28 gennaio 2020, l'obiettivo terapeutico dichiarato sarebbe
un miglioramento del piano delle azioni da intraprendere nonché
dell'autonomia.
19. Nella replica del 17 marzo 2020 il ricorrente si riconfermava nei sui petiti di
ricorso. Egli sosteneva che i sintomi del disturbo dello spettro autistico
sarebbero già stati presenti prima del compimento dei cinque anni, solo che
la diagnosi sarebbe giunta dopo. Di conseguenza, le condizioni per
riconoscere l'infermità congenita sarebbero adempite. In ogni caso,
sarebbero adempiti i requisiti secondo l'art. 12 LAI. Un intervento mirato a
tale difficoltà permetterebbe di incrementare in maniera considerevole le
risorse del ricorrente, potenziando le sue competenze ad oggi fragili e
migliorando la sua qualità di vita, le sue capacità di agire e di
apprendimento così come le sue autonomie personali.
20. Con scritto del 24 marzo 2020 il convenuto rinunciava all'inoltro di una
duplica.
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Considerando in diritto:
1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni per cui questo
competente Tribunale entra nel merito del presente ricorso contro la
decisione del 17 dicembre 2019 con cui il convenuto ha respinto la richiesta
di prestazioni del ricorrente.
2. Contestato è se il convenuto debba assumersi i costi per l'ergoterapia in
favore del ricorrente, sia secondo l'art. 13 LAI (diritto in caso di infermità
congenita) sia secondo l'art. 12 LAI (diritto in generale a provvedimenti
sanitari).
3. Dapprima va esaminato se sussiste un diritto a prestazioni per infermità
congenita.
3.1. Giusta l'art. 13 cpv. 1 LAI gli assicurati, fino al compimento dei 20 anni,
hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità
congenite. Nel caso di specie, è discussa la presenza di un'infermità
congenita di cui alla cifra 405 dell'Ordinanza sulle infermità congenite (OIC;
RS 831.232.21). I disturbi dello spettro dell'autismo sono riconosciuti quali
infermità congenita giusta la cifra 405 allegato OIC, se i sintomi propri alla
malattia e che necessitano un trattamento si sono manifestati prima del
compimento del quinto anno di età (v. Circolare sui provvedimenti sanitari
d'integrazione dell'assicurazione invalidità valida dal 1° luglio 2020 [CPSI],
marginale 32). Ciò serve a distinguere i disturbi dello spettro autistico
prenatali o perinatali da altre malattie simili sorte dopo la nascita (cfr. art. 3
cpv. 2 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1], secondo cui sono considerate
infermità congenite le malattie presenti a nascita avvenuta; cfr. sentenza
del Tribunale federale 9C_682/2012 del 1° maggio 2013 consid. 3.2.1). La
cifra 405 allegato OIC non presuppone un'attestazione diagnostica prima
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del compimento del quinto anno d'età. Il requisito di "sintomi propri alla
malattia e che necessitano un trattamento" non va inteso nel senso che la
sintomatica doveva essersi formata in modo così chiaro prima del quinto
anno d'età da poter fare facilmente già allora la rispettiva specifica diagnosi.
Piuttosto, va ritenuto che vi è sufficiente certezza sul fatto che il disturbo
risale alla nascita, se fino al compimento del quinto anno d'età si sono
registrati dei sintomi tipici dell'autismo. In base a questi deve essere
accertato, in primo luogo, che vi era un disturbo (non ancora specificato
definitivamente) in senso medico specialistico, e in secondo luogo che i
reperti di allora sono stati integrati nella diagnosi definitiva.
Dalla possibilità di accertamento diagnostico retrospettivo discende che
non sono determinanti soltanto le valutazioni mediche fatte in tempo reale,
bensì pure quelle successive, per quanto consentano di trarre conclusioni
su un riconoscimento tempestivo del disturbo. Tuttavia, una descrizione a
posteriori dei sintomi va valutata con occhio tanto più critico quanto più
aumenti la distanza temporale, poiché a una descrizione a posteriori
spesso si sovrappongono le successive osservazioni. Per queste ragioni,
nel singolo caso deve essere dimostrato in modo conclusivo che la relativa
anamnesi non si limiti a proiettare nel passato gli accertamenti attuali.
Caratteristico dei disturbi dello spettro autistico, quale l'autismo infantile e
la sindrome di Asperger, è secondo la giurisprudenza la compromissione
della capacità interpersonale (di relazione sociale); sebbene vada
osservato che questo disturbo relazionale nel caso della sindrome di
Asperger è meno grave e profondo che in quello dell'autismo infantile (cfr.
sentenza del Tribunale federale 9C_37/2020 del 19 maggio 2020 consid.
2.3.2-2.3.4 con riferimenti). Va poi notato che secondo l'ICD-10 i disturbi
del gruppo "Disturbi pervasivi dello sviluppo" F84 (a cui appartengono le
varie forme di autismo) sono caratterizzati da compromissioni qualitative
delle interazioni sociali e delle modalità di comunicazione e da un repertorio
limitato, stereotipato e ripetitivo di interessi e di attività. Queste anormalità
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qualitative sono una caratteristica preminente del funzionamento
dell'individuo in tutte le situazioni.
3.2. Nel caso di specie, in base agli atti non è possibile constatare che siano
stati riconosciuti dei tipici sintomi da autismo prima del quinto anno d'età.
Infatti, fino alla diagnosi – indiscussa fra le parti – fatta dal Dr. med.
G._ di disturbo dello spettro dell'autismo (ICD-10 F84.0; cfr. rapporti
del 14 marzo 2019 e del 21 giugno 2019 [doc. 34/2 segg. convenuto]) era
stata constatata la presenza di un ritardo globale dello sviluppo e in primo
piano vi era una problematica cognitiva e di motricità, ma non vi si trovano
accertamenti da parte di specialisti di sintomi tipici dell'autismo. Certo è
vero che negli atti fino all'11 febbraio 2016 (ovvero fino al compimento del
quinto anno d'età) si possono individuare perlomeno alcuni indizi di sintomi
tipici dell'autismo come p.es. nel rapporto del 25 settembre 2012 del Dr.
med. C._ dove si legge: "è un bambino che dice poche parole" (doc.
30/7 convenuto), oppure nel rapporto del 15 maggio 2014 in cui lo stesso
riferisce: "durante l'esecuzione dei test sono uscite anche alcune difficoltà
comportamentali" (doc. 30/8 convenuto). Oppure ancora nella valutazione
psicometrica della psicologa del 23 maggio 2014 in cui p.es. si menziona
che il ricorrente "è un bambino che entra in relazione velocemente e senza
difficoltà. Sin dall'inizio parla spontaneamente e si esprime volentieri
attraverso il linguaggio. [...] Non presenta però una collaborazione ottimale:
raramente esegue quanto gli viene richiesto e in maniera diretta,
normalmente fa ciò che vuole [...]" (doc. 30/9 convenuto). Si tratta dunque
sì di indizi, ma non di sintomi tipici dell'autismo. Resta dunque da analizzare
se le valutazioni mediche successive consentono di trarre conclusioni su
un riconoscimento tempestivo del disturbo. Nella consultazione
psicometrica del 15 maggio 2017 (doc. 30/14 convenuto), effettuata
quando il ricorrente aveva 6 anni, la psicologa scriveva che "[il ricorrente]
entra in relazione senza grosse difficoltà con una persona nuova. Sin da
subito chiacchiera spontaneamente e mi pone delle domande. Fatica molto
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però a sostenere una conversazione in quanto è molto dispersivo e spesso
non ascolta [...] mostra importanti difficoltà nel collaborare e mantenere
l'attenzione durante questa valutazione [...]" (doc. 30/14 convenuto).
Inoltre, nel rapporto di valutazione di ergoterapia del 6 giugno 2018 si
riportava che il ricorrente "mentre giocava ed interagiva con altri bambini,
[...] faticava nel comunicare i suoi desideri e bisogni in modo adeguato e
tendeva spesso ad alzare la voce per cercare di ottenere quello che
desiderava. Faticava anche nel rispettare fisicamente lo spazio dell'altro e
nel fare dei compromessi, preferendo piuttosto giocare da solo. [...] Per
quanto riguardava il riconoscimento delle emozioni, [il ricorrente] faticava a
riconoscere le quattro emozioni di base e ad associarle ad un evento" (doc.
30/20 seg. convenuto). Da questi rapporti allestiti dopo il compimento del
quinto anno di età e prima della diagnosi di autismo, si evincono sì delle
difficoltà a livello socio-emotivo; tuttavia, questi elementi non consentono
di trarre conclusioni su un riconoscimento tempestivo del disturbo, poiché
si tratta di descrizioni in tempo reale dopo il compimento del quinto anno
d'età. Per contro, nella valutazione clinica del Dr. med. G._ del 21
giugno 2019 (doc. 34/3 segg. convenuto), in cui è stato diagnosticato il
disturbo dello spettro autistico, è riportata l'intervista ADI-R ai genitori del
ricorrente che si concentra sullo sviluppo nel periodo della prima infanzia
del ricorrente e costituisce quindi una descrizione retrospettiva. Da questa
risulta in particolare che i genitori furono colpiti, già nei primi anni d'età del
ricorrente, segnatamente dalla sua notevole passività, dall'inconsistenza
nei giochi sociali e da reazioni idiosincrasiche sorprendenti. Inoltre, si
evince che i genitori rammentano che da sempre è difficile conversare con
il ricorrente (doc. 34/4 seg. convenuto). Tuttavia, va notato che queste
affermazioni provengono dai genitori del ricorrente e non da uno
specialista. Inoltre, esse sono state fatte a distanza di 8 anni dalla nascita
del ricorrente. Secondo questo Tribunale soltanto poggiando sulle
affermazioni dei genitori a posteriori (quando il ricorrente aveva già 8 anni)
non si può affermare che un disturbo dello spettro autistico era riconoscibile
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già prima del quinto anno d'età. Per questa distinzione giuridica appare
piuttosto determinante il fatto che gli specialisti non abbiano mai osservato
dei sintomi tipici dell'autismo prima del quinto anno d'età. Di conseguenza,
di fronte ai chiari reperti medici nel periodo rilevante (fino al compimento
del quinto anno d'età), i quali non mostravano classici segni di disturbo dello
spettro dell'autismo, in applicazione della giurisprudenza non è dato
concludere che i sintomi dell'autismo si sono manifestati prima del
compimento del quinto anno d'età. Un diritto a prestazioni giusta l'art 13 LAI
va pertanto escluso.
4. Resta da valutare se esiste un diritto a prestazioni giusta l'art. 12 LAI.
4.1 Sino all’età di 20 anni compiuti, gli assicurati hanno diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente
all’integrazione nella vita professionale o a favorire lo svolgimento delle
mansioni consuete e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la
capacità al guadagno o la capacità di svolgere le mansioni consuete o a
evitare una diminuzione notevole di tale capacità (art. 12 cpv. 1 LAI). Il
Consiglio federale ha la facoltà di delimitare i provvedimenti previsti nel cpv.
1 da quelli destinati alla cura vera e propria del male. A tale scopo, esso
può segnatamente precisare la natura e l’estensione dei provvedimenti a
carico dell’assicurazione e disciplinare l’inizio e la durata del diritto (art. 12
cpv. 2 LAI). Sono ritenuti provvedimenti sanitari, secondo l’art. 12 LAI, in
particolare gli interventi chirurgici, fisioterapeutici e psicoterapeutici, intesi
a sopprimere o ad attenuare i postumi d’una infermità congenita, d’una
malattia o d’un infortunio – caratterizzati da una diminuzione della motilità
del corpo, delle facoltà sensoriali o delle capacità di contatto – per
migliorare in modo duraturo e notevole la capacità di guadagno o la
capacità di svolgere mansioni consuete oppure preservare tale capacità da
una diminuzione importante. I provvedimenti devono essere considerati
come indicati secondo le conoscenze mediche esperimentate, e
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permettere d’integrare l’assicurato in modo semplice e adeguato (art. 2 cpv.
1 OAI).
4.2. Giusta la CPSI, nell’applicazione dell’articolo 12 LAI vanno osservati tutti i
criteri seguenti:
 L’assicurato deve essere invalido o rischiare di diventarlo.
 Il provvedimento sanitario deve essere di durata limitata. Non devono
esistere lesioni secondarie importanti che pregiudicano o
pregiudicheranno l’attività lucrativa.
 Il miglioramento della capacità al guadagno deve essere significativo e
duraturo.
 Alla base di un provvedimento d’integrazione deve esserci una buona
prognosi.
 Il provvedimento deve essere ritenuto valido dalla scienza medica e
permettere d’integrare l’assicurato in modo semplice e adeguato (art. 2
cpv. 1 OAI). Le prestazioni concesse devono essere economiche. Nella
relativa decisione emanata dall’ufficio AI devono figurare il tipo di
prestazioni concesse, la durata prevista, la quantità
(intensità/frequenza, numero e durata delle sedute) e lo scopo delle
prestazioni. Se possibile, i provvedimenti vanno coordinati con i medici
curanti.
 Il successo terapeutico del trattamento va verificato regolarmente in
collaborazione con i medici curanti.
 Le infermità congenite di lieve importanza non giustificano la
concessione di prestazioni. Il rapporto costi/risultato deve essere
ragionevole e sostenibile. Il semplice risultato dell’integrazione non
rappresenta un criterio di delimitazione ai sensi dell’articolo 12 LAI.
 Un provvedimento terapeutico che si limita alla sola soppressione dei
sintomi non può essere considerato un provvedimento sanitario ai sensi
dell’art. 12 LAI, anche se è indispensabile per l’integrazione scolastica
e professionale (cfr. per tutto CPSI, marginale 32 con rinvii).
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Secondo la giurisprudenza, il successo di integrazione di giovani assicurati
va ritenuto duraturo, se è probabile che venga mantenuto durante una
notevole parte dell'aspettativa concreta d'attività, la quale a sua volta non
può essere significativamente ridotta. Se vi sono reperti secondari capaci
di ridurre significativamente l'aspettativa di attività nonostante i
provvedimenti sanitari, va negata la durevolezza del successo di
integrazione. La prognosi del successo di integrazione di un bambino deve
contenere le due affermazioni seguenti: dapprima, deve essere accertato
che senza il trattamento preventivo probabilmente nel prossimo futuro
insorgerebbe una compromissione permanente; al contempo deve essere
altresì accertato che attraverso il trattamento si possa raggiungere uno
stato (di salute) stabile, in cui comparativamente sussistono condizioni
notevolmente migliorate per la futura formazione e capacità di guadagno
(cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_632/2017 del 6 marzo 2018
consid. 5.3.1 con riferimenti).
4.3. Nel caso di specie, va innanzitutto osservato che non è in discussione la
validità o l'economicità del provvedimento di ergoterapia per il ricorrente,
bensì la questione di base se i costi dell'ergoterapia debbano essere
assunti dall'assicurazione invalidità piuttosto che dall'assicurazione
malattia.
4.4. A differenza del convenuto, questo Tribunale ritiene che i requisiti per
l'assunzione delle spese di ergoterapia da parte del convenuto secondo
l'art. 12 LAI siano adempiti.
Come già accertato sopra, la diagnosi di autismo non è controversa. Il
convenuto ritiene tuttavia che le compromissioni (intelligenza ridotta e
ritardo globale dello sviluppo) del ricorrente, le quali si intenderebbero
affrontare attraverso l'ergoterapia richiesta, lo ostacolino nelle attività
quotidiane e a scuola. Il convenuto conclude che negli atti non vi sarebbero
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indizi che l'ergoterapia, in questo caso, sia necessaria per impedire
l'insorgere di uno stato di difetto permanente. Per il resto, circa
l'inadempimento dei criteri dell'art. 12 LAI il convenuto rinvia alle prese di
posizione del SMR. In particolare il Dr. med. H._ nella sua presa di
posizione del 19 febbraio 2020 si è chinato su tali requisiti, affermando
l'inadempimento di almeno quattro di essi. Innanzitutto, egli sostiene che vi
siano reperti secondari importanti pregiudicanti a loro volta la capacità al
guadagno. Il Tribunale è invece dell'avviso che i reperti secondari
(intelligenza ridotta e ritardo globale dello sviluppo) non siano atti a ridurre
significativamente l'aspettativa di attività lavorativa. Infatti, se da un lato
l'intelligenza ridotta non può essere curata, dall'altro non si intravede come
mai questo aspetto debba essere ritenuto importante al fine di trovare
un'attività lucrativa, siccome in un mercato teorico esistono svariate attività,
tra cui attività non complesse a livello intellettuale. Inoltre, il ritardo globale
dello sviluppo (stando agli atti evidenziato soprattutto nell'aspetto motorio
e viso-spaziale) non appare altresì come una malattia importante
impedente il raggiungimento di un'integrazione lavorativa. Anzi, bisogna
piuttosto attendersi che con il trattamento auspicato si raggiungano
miglioramenti anche in questo senso (soprattutto in quello motorio). Non vi
sono dunque concreti indizi per ammettere che il raggiungimento di una
durevole integrazione lavorativa attraverso l'ergoterapia sia compromesso
da questi ulteriori disturbi. Il Dr. med. H._ ha tra l'altro omesso di
spiegare come mai sia giunto a una diversa conclusione a tal riguardo.
Inoltre, il Dr. med. H._ non intravede una prevalenza del carattere
integrativo del rispettivo trattamento. Analogamente, anche il convenuto
nella risposta al ricorso, in riferimento alla sentenza del Tribunale federale
I 501/06 del 29 giugno 2007 consid. 6, afferma che nel caso in esame non
è accertato un carattere prevalentemente integrativo della misura in
discussione. Questa conclusione non può essere condivisa. Stando agli
atti, dopo un inizio in una classe regolare (cfr. p.es. doc. 29/1 convenuto),
da agosto 2019 il ricorrente beneficia di una misura di scolarizzazione
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speciale parzialmente integrativa (cfr. doc. 39/1 convenuto). L'ergoterapia
è prevista espressamente allo scopo di sostenere l'inserimento nel
percorso scolastico (cfr. p.es. rapporto intermedio di ergoterapia del 13
dicembre 2019 [doc. 39/3 convenuto]; rapporto del 3 febbraio 2020 del Dr.
med. B._ [doc. 46/1 convenuto]). Va da sé che se il suo programma
scolastico non può essere mantenuto, il ricorrente in futuro incontrerà delle
difficoltà di integrazione lavorative. Naturalmente, l'ergoterapia serve al
ricorrente anche per favorirgli lo svolgimento delle attività quotidiane e la
sua indipendenza, come osservato dal SMR e dal convenuto. Ma questo
aspetto è esplicitamente incluso nel diritto a provvedimenti sanitari da parte
dell'AI (cfr. art. 12 cpv. 1 LAI). Soltanto i provvedimenti sanitari destinati alla
cura vera e propria del male risp. che si limitano alla sola soppressione dei
sintomi non rientrano sotto questa norma, cosa che qui non è
evidentemente il caso. Oltretutto, il Dr. med. H._ conclude a torto che
l'ergoterapia avrebbe un carattere permanente. L'ergoterapia, è vero, è
stata prescritta a lungo termine (cfr. doc. 30/2 convenuto). Ciò non significa
però che questo provvedimento sia permanente. Il Dr. med. H._ è
infine del parere che la prognosi sia perlomeno incerta, siccome anche
dopo l'ergoterapia già applicata il ricorrente presenterebbe sempre ancora
delle sostanziali difficoltà nello sviluppo in vari ambiti. Ciò confermerebbe
che lo stato del ricorrente è significativamente pregiudicato e
probabilmente così resterà anche in futuro. Questa conclusione si basa su
una congettura, piuttosto che sulle prognosi che gli ergoterapisti si
aspettano dal trattamento. Lo scopo dell'ergoterapia, si ribadisce, è
segnatamente quello di permettere al ricorrente di seguire il percorso
scolastico. Malgrado gli importanti disturbi di cui è affetto, non è dato
concludere soltanto sulla base di questi disturbi che una prognosi di
integrazione nel mercato lavorativo sia incerta, poiché finora mediante
l'ergoterapia sono stati ottenuti apparentemente solo dei piccoli (ma
comunque costanti) miglioramenti. E in ogni caso, stando all'ultimo
rapporto di ergoterapia i traguardi raggiunti con essa sono definiti importanti
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(cfr. doc. 8 ricorrente). Gli altri criteri secondo la CPSI, per quanto non già
analizzati nell'esame appena esposto, non erano oggetto di discussione
dinanzi al convenuto e non vanno approfonditi, dacché non cambiano la
conclusione di questo Tribunale secondo un esame dell'art. 12 LAI ai sensi
della giurisprudenza. Per completezza, si osserva che gli ulteriori criteri
indicati nella CPSI (dedotti dalla legge o dalla giurisprudenza) sono
ugualmente adempiti. Infatti, senza provvedimenti il ricorrente può rischiare
di diventare invalido, per cui ci si può inoltre attendere che con essi il
miglioramento della capacità al guadagno sarà significativo e duraturo. Non
vi sono poi dubbi sul fatto che il provvedimento in questione sia valido dal
punto di vista medico e permetta d’integrare il ricorrente in modo semplice
e adeguato (art. 2 cpv. 1 OAI). Sull'economicità del provvedimento non
bisogna tuttavia esprimersi oltre in questa sede. Spetta ancora al
convenuto emanare la relativa decisione in cui figureranno segnatamente
la durata e la quantità prevista di ergoterapia per la quale il convenuto si
assumerà i costi.