Decision ID: 9ddbc565-2c57-5e26-a084-97e6c8f3d525
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il 3 settembre 1987 gli attori hanno acquistato dai convenuti al prezzo di fr. 450’000.-- il fondo n. _di _, sul quale sorge un’abitazione unifamiliare (doc. I).
Ritenendo l’abitazione gravata da difetti, gli attori con la presente causa hanno chiesto la condanna dei convenuti al risarcimdnto del conseguente minor valore dell’oggetto venduto, pari a fr. 50’700.-- così che, dopo compensazione di un loro debito di fr. 13’736.60 nei confronti dei convenuti, questi sarebbero da condannare al pagamento della differenza di fr. 36’963.40 oltre interessi.
B.
Nella risposta del 18 ottobre 1990 i convenuti si sono opposti alla petizione, contestando l’esistenza degli asseriti difetti ed ammettendo unicamente la necessità di effettuare alcuni piccoli lavori di rifinitura, omessi stante il rifiuto degli attori di pagare il debito di fr. 13’736.70, importo eventualmente da compensare con il valore di detti lavori mancanti.
C.
Gli attori in corso di causa hanno ridotto la propria domanda a fr. 14’413.40 oltre interessi.
Le parti hanno per il resto mantenuto le rispettive tesi e richieste.
D.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, ritenuta l’esistenza tra le parti di un contratto di compravendita immobiliare, ha ammesso l’esistenza di pretese degli attori per opere non eseguite fino a concorrenza di fr. 10’950.--.
Dovendosi compensare questa pretesa con il maggiore credito dei convenuti, ne conseguirebbe la reiezione della petizione.
E.
Con tempestivo gravame datato 25 settembre 1995 gli attori hanno chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di ammettere la petizione per fr. 14’413.-- oltre interessi.
Il Pretore avrebbe respinto a torto la pretesa di fr. 16’000.-- relativa all’autorimessa inagibile, ritenendo erroneamente che il difetto in questione non fosse stato fatto valere con la petizione. Gli attori avrebbero invece segnalato il difetto fin dal 9 giugno 1988 (doc. N). In seguito il perito da loro incaricato avrebbe confermato che l’autorimessa era inagibile, opinione confermata dal perito giudiziario, che avrebbe valutato la spesa per la formazione di un accesso adeguato proprio in fr. 16’000.--
F.
Nelle osservazioni del 10 novembre 1995 i convenuti hanno chiesto la reiezione del gravame sulla scorta di argomentazioni delle quali, per quanto necessario, si dirà nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Il difetto lamentato dagli attori è costituito dall’inadeguatezza della rampa di accesso all’autorimessa, che avrebbe una lunghezza di solo due metri, il che comporterebbe una pendenza superiore al 35%, e con ciò, all’atto pratico, l’impossibilità di servirsi dell’autorimessa medesima (cfr. perizia, pag. 3 e 4; doc. AA, pag. 2).
2.
Gli attori, ritenendo che si tratti di un difetto nascosto della cosa venduta (“opere che in seguito si sarebbero rivelate difettose e inagibili”, appello, punto 5, pag. 5), ammettono di avere notificato tale difetto per la prima volta con la lettera doc. N del 9 giugno 1988 (appello, punto 4, pag. 4).
3.
In realtà, dalla stessa natura del difetto lamentato, risulta di meridiana evidenza che esso è riscontrabile con l’ordinaria verifica della cosa venduta, dovendosi ritenere -dalla stessa dichiarazione degli attori secondo cui il garage è “inutilizzabile”- che esso si è manifestato al primo tentativo di condurre un veicolo nell’autorimessa per via della rampa di accesso in questione. Ne discende -come rettamente ritenuto dal Pretore- che il difetto di cui trattasi è manifesto e non occulto.
4.
Secondo l’art. 201 cpv. 1 e 2 CO, applicabile anche in materia di compravendita immobiliare (
DTF
104 II 268), il compratore deve esaminare lo stato della cosa ricevuta non appena l’ordinario andamento degli affari lo consenta, e se vi scopre difetti deve darne subito notizia al venditore, in difetto di che la cosa si riterrà accettata fatti salvi quei difetti non riconoscibili mediante l’ordinario esame.
La tempestiva notifica al venditore dei difetti della cosa venduta è perciò l’indispensabile premessa per la possibilità di esercitare i diritti di garanzia previsti dalla legge in favore del compratore.
L’onere della prova della tempestiva notifica dei difetti spetta all’acquirente (
Giger
, Berner Kommentar, n. 99 ad art. 201 CO), acquirente che deve descrivere i difetti da lui constatati in maniera tale da permettere al venditore di comprendere il genere e la portata del difetto, nonché la natura delle critiche espresse dall’acquirente (
II CCA
21 giugno 1995 in re T./L.;
Giger
, opera citata, n. 64 e 65 ad art. 201 CO).
5.
La vendita in oggetto ha avuto luogo il 3 settembre 1987 (doc. I), e quello stesso giorno è avvenuta la consegna del bene venduto (doc. I, punto III).
La correzione della pendenza della rampa, se del caso -come suggerisce il  abbassamento del pavimento dell’autorimessa, non è opera che i convenuti si erano impegnati a compiere (doc. G e H), né gli attori hanno sostenuto una simile tesi.
Ne consegue che, in quanto difetto evidente, la lacuna in questione doveva essere notificata al più tardi entro la metà di settembre del 1987.
Così non è stato (cfr. doc. N), dal che si deve necessariamente ritenere l’accettazione della cosa venduta con il difetto in questione, e questo a prescindere dal fatto che i convenuti non abbiano lamentato la tardività della notifica, trattandosi di questione che il giudice deve verificare d’ufficio (
ICCTF
6 luglio 1990 in re A./L., consid. 3 e riferimenti).
Ne consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto.
Spese, tassa di giustizia e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).