Decision ID: e34ad0c7-1aa9-5ebd-99ea-c634870b916e
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1964, nel novembre 2011 ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia psichiatrica a cura del CPAS dopo aver proceduto al consueto raffronto dei redditi, con decisione 12 febbraio 2013 (preavvisata il 22 novembre 2012) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni non raggiungendo l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile.
1.2. Con sentenza 25 novembre 2013 il TCA ha accolto il ricorso inoltrato dall’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, contro la succitata decisione riconoscendo il diritto ad un quarto di rendita dal 1° marzo 2012 (inc. 32.2013.50). Confermata la valutazione medico-teorica, questa Corte, procedendo al raffronto dei redditi definiti dall’Ufficio AI ed applicando, secondo il principio del parallelismo dei redditi, il cosiddetto “gap salariale”, ha determinato un grado d’invalidità del 46%.
1.3. Adito dall’Ufficio AI, con pronunzia del 2 aprile 2014 (9C_21/2014) il TF ne ha accolto il ricorso ed annullato la sentenza cantonale, rinviando gli atti a questa Corte “ ...
affinché determini se l'opponente - per motivi estranei all'invalidità - si sia deliberatamente accontentato di un reddito considerevolmente inferiore a quello che avrebbe potuto ottenere nel settore specifico e statuisca poi di nuovo (cfr. sentenza 9C_409/2009 dell'11 dicembre 2009 consid. 3.3, in Plädoyer 2010/1). In tale occasione l'istanza precedente dovrà pure ricalcolare in maniera corretta il gap sariale. Salta in effetti all'occhio che per stabilire questa differenza essa ha, forse inavvertitamente, raffrontato il reddito percepito dall'opponente prima del danno alla salute con quello dedotto dal valore totale dell'intero settore privato di cui alla Tabella TA1 (livello di qualifica 4) dell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica, anziché, come avrebbe dovuto, con quello usuale a livello nazionale nello specifico settore economico (cfr., fra le tante, sentenza 9C_83/2008 del 19 gennaio 2009 consid. 4.3, in RtiD 2009 II pag. 194).” (STF citata consid. 4.3).
1.4.
Con scritto 17 aprile 2014 il TCA ha formulato delle domande all’assicurato, ricevendo risposta il 29 aprile 2014 (III).
1.5. Su richiesta del Tribunale, con scritto 20 maggio 2014 l’amministrazione ha presentato le proprie osservazioni in merito al succitato accertamento (V), seguite da un’ulteriore presa di posizione dell’assicurato del 26 maggio 2014 (VII).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
Nel merito
2.2. Per costante giurisprudenza il Tribunale federale e il Tribunale cantonale, a cui la questione viene rinviata per ulteriori accertamenti, sono vincolati alla decisione di rinvio dei giudici di ultima istanza.
Se il Tribunale cantonale non si attiene alle istruzioni del Tribunale federale e di conseguenza la sua seconda decisione viene annullata, le spese di giudizio possono essere poste a carico del Cantone (cfr. RAMI 1999 pag. 126 seg.).
In particolare le considerazioni di diritto (richiamate nel dispositivo) sulla base delle quale il Tribunale federale motiva il rinvio della causa ad un'autorità inferiore sono vincolanti sia per quest'ultima che per l'Alta Corte (cfr. STF 8C_775/2010 del 14 aprile 2011; STF I 874/06 dell'8 agosto 2007; STFA I 65/06 del 3 agosto 2006; STFA U 46/05 del 29 giugno 2006; STFA U 194/04 del 25 aprile 2005; DTF 120 V 237; DTF 117 V 241; DTF 113 V 159).
Quando una causa viene rinviata dal Tribunale federale ad un'autorità inferiore, quest'ultima deve dare alle parti una nuova occasione di esprimersi (cfr. sentenza C 89/03 del 2 luglio 2007).
2.3. Nella precedente sentenza del 25 novembre 2013 il vicepresidente del TCA, confermato un grado d’incapacità lavorativa del 50% dal marzo 2011 definita sulla base della perizia 31 agosto 2012 del CPAS, ha determinato un reddito da valido di fr. 43'722 (anno di riferimento 2012). Ritenuto come tale importo fosse inferiore del 30% rispetto a quanto l’assicurato avrebbe potuto percepire senza invalidità, nello stesso anno, in media a livello svizzero nell’industria manifatturiera (fr. 65'469.--), non riscontrando negli atti indizi secondo i quali l’interessato si sarebbe accontentato di una guadagno modesto, questa Corte ha ridotto il reddito statistico da invalido (
fr. 62'420.--
) del 25% (ossia della parte eccedente la soglia del 5%), per tenere conto del gap salariale, ottenendo così un importo di fr.
46'815, in seguito ulteriormente ridotto del 50% per in considerazione la residua capacità lavorativa
. Dal raffronto tra il reddito da valido (fr. 46'815.--) e quello da invalido (fr. 23'407.--) è risultato un grado d’invalidità del 46%, motivo per cui all’assicurato è stato conferito il diritto ad un quarto di rendita dal 1° marzo 2012, trascorso il termine d’attesa annuale ex art. 28 cpv. 1 lett.b LAI.
2.4. S
e una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità (per esempio a causa della sua carente formazione scolastica o professionale, delle sue carenti competenze linguistiche, delle limitate possibilità di assunzione dovute a uno statuto di lavoratore stagionale), ha realizzato un reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone. In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto presente che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali (
DTF 134 V 322).
Quando il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 pag. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando però che questo parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 V 297 e STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5).
In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico (DTF 134 V 322).
Il parallelismo dei redditi tiene conto della circostanza che la persona assicurata da invalida non è realisticamente in grado di realizzare il salario statistico medio per cui occorre riconoscerle un salario da invalido conseguentemente più basso. Per converso, laddove un reddito da invalido di fascia media è realisticamente conseguibile, rispettivamente ragionevolmente esigibile, un reddito da valido inferiore alla media (per motivi economici) non deve essere adattato al livello medio di tale reddito (DTF 135 V 58 consid. 3.4.3 e 3.4.4 pag. 61 segg.).
2.5. Nel caso in esame, per quel che concerne le caratteristiche personali e professionali dell’assicurato, l’Ufficio AI rileva, sulla base degli atti, che egli, entrato in Svizzera nel dicembre 1994 quale richiedente d’asilo, possiede una formazione media-superiore conseguita in _ (scuole elementari, media e liceo [High School]). Ha svolto una carriera militare di 6 anni prima di lasciare il suo paese. Oltre alla lingua madre _, parla bene l’italiano e l’inglese; si è sposato nel 1996, divorziandosi nel 2004 e nel 2006 è diventato cittadino svizzero.
Nella STCA 21 aprile 2013 questa Corte aveva poi fatto riferimento alla
risposta di causa in cui l’amministrazione, basandosi sull’estratto conto AVS, aveva elencato le diverse attività svolte (aiuto cucina, cameriere ed aiuto giardino) dall’assicurato a partire dalla sua entrata in Svizzera (dicembre 1994), intercalate da periodi di disoccupazione. Più precisamente l’amministrazione aveva rilevato che:
"
... emerge che il signor _ ha lavorato nel
1996
per 4 mesi nel settore ristorazione/alberghiero con 1 mese in disoccupazione; nel
1997
ha lavorato per 5 mesi percependo per i mesi restanti le indennità disoccupazione; nel
1998
ha percepito per i primi mesi dell'anno la disoccupazione, mentre per i restanti 8 ha svolto l'attività per "Bahncatering" continuata per tutto l'anno
1999 e 2000; nel 2001
ha
svolto la precedente attività per 7 mesi, poi fino a novembre ha percepito le indennità disoccupazione, indi fino al termine dell'anno ha lavorato per la _; nel
2002
ha
lavorato ancora per la _ per 3 mesi, percependo la disoccupazione per il resto dell'anno; per il
2003
, primo periodo, ha percepito le indennità disoccupazione, indi da
agosto 2003 fino a fine 2005
ha
lavorato per Michel Cantoni quale aiuto-giardiniere; nel
2006
non risulta alcuna attività lavorativa con 3 mesi in disoccupazione; nel
2007
risulta un'attività saltuaria presso il Nibbio (fr. 600.-, importo soggetto a contributi AVS) con restante periodo annuo in disoccupazione; nel
2008
ha svolto per 9 mesi attività presso la Fondazione Integrazione per Tutti e 3 mesi in disoccupazione; per il
2009
ha svolto un'attività per 7 mesi presso la Fondazione _ percependo le indennità disoccupazione per il restante periodo; per il
2010
ha percepito unicamente indennità di disoccupazione per tutto l'anno. (...)" (doc. V, pag. 3)
Dopo il rinvio, con scritto 17 aprile 2014 questa Corte ha formulato all’assicurato le seguenti domande (in corsivo) ricevendo risposta il 19 aprile 2014:
"
(...)
Ad 1.
Qual è il motivo della cessazione del rapporto d'impiego _ e _?
L'attività di cameriere nel servizio di ristorazione della _ rappresentava per il signor RI 1 uno sforzo oltremodo pesante sia da un profilo psichico che da un profilo fisico. I turni di oltre quindici ore al giorno facevano sì che giungesse alla fine della giornata in condizioni insopportabili (stress, cefalee, disturbi psico-somatici).
L'attività quale aiuto giardiniere presso _ si è rilevata pure troppo pesante.
Già durante il periodo di attività aveva avuto periodo di assenza per malattia molto prolungati. Tale attività è coincisa con la separazione (poi sfociata nel divorzio) che ha condotto alla situazione invalidante che conosciamo.
Alla presente viene accluso il rapporto medico del 24.4.2014 del dr. med. _, suo medico curante dal 2000, che conferma quanto sopra riferito.
Ad 2.
Durante il periodo di disoccupazione di quel periodo, quale genere di attività lucrative lei ha cercato?
Dopo l'attività presso la _ RI 1 cercava un'attività quale operaio con un orario di lavoro regolare. A tale proposito si è rivolto anche presso la ditta di lavoro interinale, _, la quale gli ha indicato la possibilità di lavorare presso _ quale aiuto giardiniere.
Cessata l'attività presso _ è stato per un anno in malattia, nel frattempo si era divorziato dalla moglie, quindi è andato in disoccupazione che lo ha poi mandato presso _ Hanno dapprima fatto un corso per cercare lavoro, poi uno stage di due settimane quale aiuto meccanico presso _ che poi lo ha assunto, facendogli il contratto di lavoro per durata indeterminata.
Dall'aprile 2008 al luglio 2009 lei è stato alle dipendenze della _ di _a, come operaio meccanico.
Ad 3.
Questa attività le è stata proposta dalla Fondazione _?
Come ha detto più sopra l'attività presso _ è stata reperita tramite l'aiuto della _, durante il periodo di disoccupazione.
Ad 4.
Per quale motivo lei ha accettato tale impiego con un salario inferiore alla media?
La rimunerazione corrente era quella. Nella ditta vi era personale straniero meno pagato del signor _. Nonostante tutte le ricerche poste in atto non ha reperito un'attività meglio rimunerata, circostanza che tuttora non ritiene essere facile, anche stando meglio.
Ad 5.
Esattamente di cosa si occupava?
Lavorava al montaggio degli ingranaggi che venivano posti alle estremità dei rulli delle rotative per la stampa che venivano fabbricati dalla _ in tutte le dimensioni, ma in maggior misura doveva provvedere ad imballare i rulli montati e preparati per la vendita, come pure provvedere alle pulizie dei medesimi.
Ad 6.
Terminata l'esperienza lavorativa, che tipologia di lavoro ha cercato durante il periodo di disoccupazione?
Dopo la _ è stato in disoccupazione ed ha cercato un'attività quale operaio, ma in quel periodo già stava male. La _ lo ha lasciato a casa poiché non aveva più lavoro ed in quel momento si ê ammalato, finendo in depressione. Comunque anche durante l'attività presso _ non stava bene." (doc. III)
Nel menzionato certificato 24 aprile 2014 il medico curante, dr. _, ha dichiarato:
"
Il paziente che conosco dal novembre del 2000 ha dovuto smettere di lavorare sui vagoni ristorante come cameriere in quanto non reggeva la mole di lavoro di 16 ore per turno che gli causavano tachicardie, ipertensione arteriosa elevata oltre ad uno strass psichico importante. Nel 2005 a causa di una depressione ha dovuto smettere il lavoro di aiuto giardiniere a causa di una depressione psicofisica." (doc. A)
Orbene, in merito al fatto che ora l’assicurato riconduca a motivi medici le ragioni dell’interruzione delle attività presso _ e _, nelle osservazioni 20 maggio 2014 l’amministrazione ha unicamente rilevato come egli abbia introdotto solo nel novembre 2011 una domanda di prestazioni AI e che dal marzo 2011, quindi diversi anni dopo le succitate due esperienze lavorative, è risultata un’inabilità lavorativa del 50%. Tuttavia questo non significa che i problemi di salute non abbiano avuto alcuna influenza, seppur temporanea, sulla continuazione dell’esercizio di un’attività lucrativa. Se dagli atti, a parte il succitato certificato postumo del medico curante, non risulta il motivo per cui dopo tre anni e mezzo di “Bahncatering” presso _ l’assicurato abbia cessato tale attività, dal rapporto 6 dicembre 2011 risulta che, quale dato di anamnesi, lo psichiatra curante aveva precisato che il suo paziente terminò il lavoro di giardiniere nel 2004, anno del divorzio, che gli causò uno stato depressivo di oltre un anno, iscrivendosi dopo alla disoccupazione (cfr. doc. AI 14/2).
Premesso quanto sopra, venendo alla problematica oggetto del rinvio, questo Tribunale concorda con quanto osservato dall’amministrazione il 20 maggio 2014, ossia che l’assicurato, seppur non avendo una formazione professionale specifica, ha comunque svolto diverse attività lucrative (aiuto-cucina, cameriere, cameriere sui treni, aiuto giardiniere e da ultimo operaio meccanico). Egli ha inoltre conseguito presso _ e Michel Cantoni un salario in linea con la media svizzera. Tuttavia, il TCA non condivide il giudizio espresso dall’amministrazione nel ritenere che per l’ultima attività di operaio meccanico l’assicurato si sia accontentato di un salario inferiore al minimo statistico. Dopo un periodo di disoccupazione, egli ha lavorato presso la _ di _, attività reperita tramite la Fondazione _ che, come risulta dal suo sito (www.foundation-_.ch), si è specializzata nel reinserimento professionale di persone in difficoltà di fronte al mercato del lavoro o lese nella loro salute. Tale rapporto di lavoro, come si evince dalla lettera di licenziamento 30 marzo 2009, è terminato per la difficile situazione congiunturale della ditta (doc. AI 22/8), quindi non per colpa del dipendente. Dopo di che egli è ritornato in disoccupazione, cercando, come risposto alla domanda no. 6, un’attività quale operaio e precisando comunque che
“in quel periodo stava male”
e che già “
durante l’attività presso la _ non stava bene”.
A tal riguardo, quasi a voler relativizzare quanto sostenuto dall’assicurato, l’amministrazione ha osservato che dal questionario del datore di lavoro, compilato il 4 febbraio 2012 dalla _, risulta che nel 2008 l’assicurato è stato assente per malattia dal 13 al 17 dicembre, nel 2009 dal 18 febbraio all’8 marzo e dal 2 aprile per infortunio (doc. AI 22-2), il cui nesso causale tra evento infortunistico e disturbi residui è stato ritenuto estinto, con piena abilità lavorativa dal 24 agosto 2009 (cfr. scritto 27 agosto 2009 della _, atti LAINF doc. 34).
Non va dimenticato che, come risulta dalle succitate risposte, l’assicurato si è impegnato a trovare un’attività lucrativa facendo anche riferimento ad agenzie di lavoro interinale. In queste circostanze, tenuto comunque conto di un profilo professionale generico e non specializzato, del fatto che si trovava in disoccupazione, non si può concludere che egli si sia accontentato di una retribuzione quale operaio alla _ inferiore alla media, ove, come sostenuto, vi era del resto personale straniero meno retribuito di lui (cfr. risposta no. 3).
2.6. Occorre ora procedere al calcolo del gap salariale.
Nella precedente sentenza questa Corte aveva accertato che
nel 2012 il reddito da valido dell’assicurato ammontava a fr. 43'722.-- e che tale importo era inferiore al salario realizzato, nello stesso anno, in media a livello svizzero dai lavoratori del settore industria manifatturiera di fr. 65'469. In un caso analogo, con sentenza 24 febbraio 2014 (9C_854/2013) il TF ha precisato che il raffronto va fatto col
settore specifico
in cui l’assicurato era attivo e non con il
settore generico
. In quel caso, non confermando la presa in considerazione da parte del TCA della divisione economica dell’industria manifatturiera (media delle categorie 10 – 33), l’Alta Corte ha dato ragione all’amministrazione nel tener conto della categoria 27 (fabbricazione di apparecchi elettrici) corrispondente al settore specifico in cui l’interessato era attivo.
Nella fattispecie concreta, ritenuto che da ultimo l’assicurato aveva lavorato presso la _ al montaggio dei rulli (cfr. risposta no. 5; come pure l’estratto RC della società), può essere presa in considerazione la categoria 32 (altre industrie manifatturiere) visto che le categorie 10 - 31 non rispecchiano il campo di attività della citata ditta. Di conseguenza il reddito statistico risulta essere di fr. 63'082.-- (5'001: 40 x 41,3 x 12, adeguati all’evoluzione dei salari per gli anni 2011 [1%] e 2012 [0,8%]). Tale modifica, come verrà esposto in seguito, non risulta essere rilevante per l’esito della vertenza.
Di conseguenza, il reddito statistico da invalido (
fr. 62'420.--
) va ridotto del 25% (percentuale corrispondente al
gap
salariale applicabile [fr. 43'722 contro
fr.
63'082
.--
danno una differenza del 30% che va ridotto dei primi 5 punti percentuali])
e si attesta pertanto a fr.
46’815
(fr.
62'420.-- ridotti del 25% = fr. 15'605).
Ritenuta una capacità lavorativa del 50% in un’attività adeguata, il reddito ipotetico da invalido ammonta a fr.
23'407,50
(
fr.
46’815 : 2
).
Raffrontando il reddito da valido di fr. 43'722 .-- con quello da invalido di fr.
23'407,50, il
grado d’invalidità risulta essere del 46% ([43'722 -
23'407,50
] x 100 : 43'722 = 46,46% arrotondato per difetto a 46% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2), conferente il diritto ad un quarto di rendita.
Confermata la valutazione medica-teorica, stante la quale l’incapacità lavorativa al 50% è da far risalire al marzo 2011, il termine di carenza scadrebbe il 1° marzo 2012 (art. 28 cpv. 1 lett. b LAI). Avendo egli inoltrato la domanda di rendita nel novembre 2011, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla rivendicazione di tale diritto, ossia a partire dal 1° maggio 2012 (art. 29 cpv. 1 LAI).
2.7. S
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--sono poste a carico dell’Ufficio AI.
Al ricorrente, rappresentato da un legale, vanno riconosciuti fr. 2'000.-- di ripetibili, ciò che rende la domanda di assistenza giudiziaria priva di oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6).