Decision ID: f1bb6969-fb7c-5ea1-8c32-844d961611e5
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con istanza del 18 ottobre 2013 RE 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il proprio fallimento ai sensi dell’art. 191 LEF. All’udienza di discussione del 4 dicembre 2013 l’istante ha confermato la propria domanda.
B. Con decisione del 5 dicembre 2013 il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Sud ha respinto l’istanza e posto a carico dell’istante le spese e la tassa di giustizia di complessivi fr. 100.–, ordinando di restituirgli l’anticipo eccedente di fr. 700.– da lui prestato.
C. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 19 dicembre 2013, chiedendo implicitamente di annullarla e di accogliere l’istanza.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento (art. 191 LEF) – è una decisione finale di prima istanza, contro cui è dato il rimedio del reclamo alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1, per il rinvio dell’art. 194 LEF; combinati art. 309 lett. b n. 7 e 319 lett. a CPC).
1.1 Nel caso specifico, la decisione impugnata è stata notificata al reclamante il 14 dicembre 2013. Inoltrato il successivo 20 dicembre, il reclamo è dunque tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto che l’accertamento manifestamente errato dei fatti (art. 320 CPC). Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1 LEF e art. 326 cpv. 2 CPC) – i cosiddetti “pseudo nova” – o se, benché posteriori, adempiono i requisiti dell’art. 174 cpv. 2 LEF. Nel caso concreto il reclamante si è limitato ad accludere al reclamo una copia della sua istanza di autofallimento del 18 ottobre 2013, già agli atti.
1.3 I requisiti di motivazione che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC impongono al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
2. Nella sentenza impugnata, il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Sud ha rilevato che l’istante lavora a tempo pieno quale responsabile del ristorante _ di _ per un salario lordo mensile di fr. 4'800.–, al quale si aggiungono bonus versati regolarmente, pari in media a fr. 408.90 mensili (complessivi fr. 4'080.10 da gennaio a ottobre 2013), per cui il salario medio mensile lordo dell’istante, compresa la tredicesima, si attesta a fr. 5'608.10, corrispondenti a fr. 4'167.20 netti al mese (doc. A). A titolo di spese correnti, il primo giudice ha riconosciuto quelle esposte dall’istante (doc. B), ad eccezione dell’importo di fr. 400.– versati a favore del figlio venticinquenne, per il quale non risultavano obblighi di mantenimento, e ha aggiunto un importo mensile stimato in fr. 320.– per imposte (importo calcolato considerando un reddito imponibile di fr. 39'300.– annui), oltre a fr. 1'200.– mensili quale minimo vitale secondo la tabella edita dalla Camera, ottenendo così un fabbisogno mensile di complessivi fr. 3'038.35. Onde un’eccedenza di fr. 1'128.85 mensili (fr. 4'167.20 ./. fr. 3'038.35). Preso atto dai conteggi di salario dell’esistenza di una trattenuta di fr. 850.– mensili in media effettuata a titolo di “pignoramento”, il Pretore aggiunto ha considerato che l’importo residuo a disposizione dell’istante – pari a fr. 3'464.50 mensili , gli permetteva in ogni caso di coprire il suo fabbisogno allargato di fr. 3'038.35 e di disporre di un’eccedenza di fr. 426.15 mensili (fr. 3'464.50 ./.fr. 3'038.35) per fronteggiare eventuali imprevisti.
3. Con il reclamo RE 1 rileva di subire dal luglio del 2012 una trattenuta di salario, a quanto è dato di capire per il pagamento d’imposte arretrate dell’ordine di fr. 30'000.–, ciò che non gli ha più permesso di fare fronte a quelle correnti. Per quanto riguarda il mantenimento di suo figlio, che sta frequentando una scuola a Londra, il reclamante ritiene che sia un suo dovere morale continuare a versargli fr. 1'000.– mensili come quando la sua situazione finanziaria glielo permetteva.