Decision ID: aa979bd0-dfa4-5adf-90ab-8310d13cc66e
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il CO 1 è proprietario del locale mapp. 32, un fondo inedificato di 65 mq a forma di "L" posto in zona residenziale estensiva (R est.), a ridosso del nucleo di _.
B. Il 13 novembre 2006 il CO 1 ha licenziato il messaggio n. 22/2006, chiedendo al consiglio comunale di autorizzarlo a vendere il mapp. 32 tramite trattative dirette al prezzo di fr. 350.- il mq. Tale somma - si legge nel messaggio - era già stata in pratica convenuta con il futuro acquirente del terreno _, proprietario della contigua part. 34.
C. Il consiglio comunale di _ si è riunito il 18 dicembre 2006, alla presenza di 16 membri su 20. In quell'occasione ha tra l'altro approvato il messaggio n. 22/2006 con 14 voti favorevoli e 2 astenuti. La risoluzione è stata pubblicata all'albo comunale il 21 dicembre 2006.
D. Con giudizio 11 luglio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa inoltrata da RI 1.
L'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto in sostanza che nel caso di specie fossero date tutte le premesse per derogare al principio del pubblico concorso sancito dall'art. 180 LOC. La vendita a trattative dirette permetterebbe infatti di incorporare il mapp. 32 nell'adiacente mapp. 34, ottenendo un riordino fondiario auspicabile nell'ambito dell'assetto definitivo del comparto di _. D'altra parte, la vendita della part. 32 al prezzo di 350.- fr. il mq non comporterebbe alcun danno al comune.
E. Contro tale giudicato governativo il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
L'insorgente ricorda di essere proprietario del mapp. 247, ove abita, e degli attigui mapp. 248 e 249 di _, fondi gravati da un vincolo PZ (piazza) in parte utilizzati quale parcheggio privato. Dato che il comune potrebbe presto realizzare il vincolo pianificatorio sottraendogli l'area sinora sfruttata come posteggio, egli ha un interesse evidente a poter acquisire il mapp. 32, posto nelle immediate vicinanze delle sue proprietà. A fronte di una simile situazione, il consiglio comunale non poteva autorizzare la vendita a trattative dirette in luogo del pubblico concorso, vuoi perché vi sono con certezza più persone interessate all'acquisto del medesimo bene, vuoi perché i prezzi dei terreni nel nucleo di _ sono superiori a quello concordato tra il municipio e il proprietario del mapp. 34. Per evitare che il comune subisca un danno, rispettivamente per consentirgli di ricavare dall'operazione il maggior profitto possibile, è quindi necessario che la part. 32 venga venduta quantomeno per licitazione privata.
F. La Sezione degli enti locali si astiene dal prendere posizione, mentre il Consiglio di Stato propone di respingere il gravame e si riconferma nella propria risoluzione senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono il presidente del consiglio comunale e il CO 1, i quali avversano partitamente le tesi dell'insorgente con argomentazioni che saranno riprese - per quanto necessario - nel seguito.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del ricorrente, cittadino attivo di _, certa (art. 43 PAmm e 209 lett. a LOC).
Il gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. Le decisioni del legislativo comunale sono annullabili quando risultano sostanzialmente contrarie a norme della costituzione, di legge o di regolamenti (art. 212 lett. a LOC).
Giusta l'art. 13 lett. h LOC, il legislativo autorizza in particolare l'alienazione dei beni comunali. Dal canto suo, l'art. 180 cpv. 1 LOC sancisce che le alienazioni, gli affitti e le locazioni di beni mobili ed immobili devono essere fatte per pubblico concorso. In casi eccezionali e quando al comune non ne può derivare danno, soggiunge la norma, il municipio può procedere per licitazione privata oppure per trattative dirette.
Tale disposto mira, da un lato, a salvaguardare gli interessi della comunità permettendo all'ente pubblico di scegliere fra più offerte quella maggiormente vantaggiosa e, dall'altro, ad assicurare a tutti i concorrenti le stesse possibilità di riuscita (STA 52.2005.238 dell'8 marzo 2006 in re L.F. e llcc, consid. 5.1.).
Circa la ripartizione di competenze tra legislativo comunale e municipio in materia di alienazione di beni comunali, legge e giurisprudenza indicano chiaramente che al primo organo spetta solo il compito di pronunciarsi sul principio della vendita e, eventualmente, sulle condizioni della transazione (prezzo minimo di vendita). Al secondo, incombe invece l'onere di perfezionare l'operazione secondo le modalità indicate all'art. 180 LOC (cfr., sul tema, Ratti, Il comune, vol. 1, p. 679 ss.; RDAT II-1993 n. 2).
3. Nel caso di specie, le autorità comunali prima ed il Consiglio di Stato poi hanno ritenuto che il legislativo di _ potesse decidere di vendere il mapp. 32 al proprietario del contiguo mapp. 34 senza far capo al pubblico concorso. A torto.
In effetti, come ricordato al considerando precedente, la chiave di ripartizione delle competenze stabilita dalla LOC imponeva che il consiglio comunale si pronunciasse unicamente sul principio dell'alienazione in quanto tale, oltre - eventualmente - sul prezzo minimo di vendita, escluse quindi le modalità di realizzazione dell'operazione, che sarebbe poi spettato al municipio determinare.
Il ricorso va dunque accolto già solo per questo motivo.
Per evitare ulteriori gravami sulla medesima questione, mette comunque conto di annotare che in concreto non è ravvisabile una situazione a tal punto eccezionale da giustificare una deroga all'obbligo del pubblico concorso sancito dall'art. 180 cpv. 1 LOC. È ben vero che solitamente scorpori di terreno pubblico di esigue dimensioni vengono venduti direttamente al confinante in quanto unica persona interessata ad integrare nel proprio fondo modeste porzioni di terreno contermine altrimenti prive di attrattiva. Per quanto concerne la part. 32, bisogna però considerare che la cerchia dei suoi possibili acquirenti non si riduce al solo possessore del mapp. 34. Anche la proprietaria della part. 30 potrebbe avere interesse ad estendere il suo fondo verso S-E, annettendovi il terreno che il comune intendere cedere. Senza parlare del ricorrente, che pur non confinando direttamente con tale area, è sicuramente allettato dall'idea di poter disporre di una superficie nelle immediate vicinanze della sua abitazione in sostituzione del mapp. 248, gravato da un vincolo PZ e destinato quindi a divenire un bene pubblico del CO 1. Posto che il
pubblico concorso è il metodo di selezione che meglio permette di reperire l’acquirente più redditizio per il comune salvaguardando così gli interessi economici della comunità, non v'è dubbio che di fronte ad una pluralità di potenziali compratori di pari dignità il municipio farebbe bene a scegliere la procedura esatta dall'art. 180 cpv. 1 LOC o optare quantomeno per una licitazione privata.
4. Sulla scorta di quanto precede il ricorso deve essere accolto, annullando per violazione degli art. 13 lett. h e 180 LOC il giudizio governativo impugnato e la risoluzione del consiglio comunale che esso ha tutelato.
Date le circostanze, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm). Soccombente, il comune non può tuttavia essere esentato dal pagamento di congrue ripetibili al ricorrente, patrocinato da un avvocato iscritto nell'apposito registro (art. 31 PAmm).