Decision ID: aba25da9-73af-5bb9-bfe7-b46b92b80a3c
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. L’11 settembre 2020 RI 1 - con sede a _ e che ha lo scopo di “_” (cfr. doc. 3/2) - ha inoltrato alla Sezione del lavoro un preannuncio di lavoro ridotto per il periodo 21 settembre 2020 - 1° gennaio 2021 (cfr. doc. 1).","Dal relativo Formulario di preannuncio si evince, da un lato, che la perdita di lavoro probabile è del 100% per tutta l’azienda, e meglio per l’unico dipendente dell’Associazione (cfr. doc. 1 pti. 2, 4), dall’altro, che quale motivo è stato indicato “(...) Non possiamo svolgere le nostre attività di prevenzione nelle scuole, presso le società sportive e presso gli altri enti/organizzazioni con cui collaboriamo a causa della situazione venutasi a creare con il Coronavirus. La situazione non è ancora tale da permetterci di svolgere le nostre attività, poiché le scuole, le società sportive e gli altri enti in questo momento stanno riprendendo le attività con molte misure protettive, tali da impedire loro e di impedirci di svolgere/pianificare/organizzare le attività di cui ci occupiamo. Di conseguenza non abbiamo al momento attività da svolgere e nemmeno possiamo ricevere i finanziamenti per le stesse” (cfr. doc. 4 p.to 2.2.).","1.2. La Sezione del lavoro, dopo aver esperito degli accertamenti, il 19 novembre 2020, ha sollevato opposizione in relazione al versamento di indennità per lavoro ridotto per il periodo dal 21 settembre al 20 dicembre 2020, rilevando:","\" (...) dall’esame della documentazione prodotta il 14 ottobre 2020, risulta che RI 1 è costituita nella forma di un'associazione e consegue lo scopo di \"_” (art. 1, Statuto RI 1). ln particolare essa \"1. Sostiene attività di prevenzione e sensibilizzazione, in particolare laddove vengono coinvolti i giovani quali attori della prevenzione stessa. 2. Organizza, sostiene e partecipa ad attività di prevenzione e sensibilizzazione, in particolare presso le scuole, negli ambiti sportivi (società sportive, manifestazioni, ecc.), in momenti ricreativi (concerti, feste, ...). 3. Promuove e favorisce progetti di coordinamento delle attività di prevenzione e di sensibilizzazione nelle scuole, nell'ambito sportivo e in generale nella società (in particolare per i giovani): a) Autonomamente o in collaborazione con altri enti per le problematiche della _, del _ e _. b) ln sinergia con altri enti, organizzazioni, gruppi o privati che si occupano di prevenzione o di altre attività benefiche per altri aspetti. 4. Fornisce, nel limite delle proprie competenze e delle proprie possibilità, consulenza di base gratuita a terzi (scuole, società sportive, ecc.). Questo non implica l'impossibilità di assumere mandati, che comprendono anche consulenza, i cui costi sono sostenuti dal richiedente. 5. Opera in altri modi giudicati opportuni dal Comitato direttivo o dall'Assemblea in accordo (anche implicito) o dal Consiglio di sorveglianza per il perseguimento dell'obiettivo al punto 1\" (art. 3, Statuto RI 1).","Da quanto precede, segnatamente dallo scopo statutario, l'Associazione non appare prefiggersi lo svolgimento di attività di natura commerciale.","Inoltre, le sue principali fonti d'entrata sono costituite da sussidi pubblici, sussidi privati principalmente da fondazioni e/o donazioni da parte dei membri dell'associazione (cfr. lettera del 14.10.2020, RI 1), quando invece la maggior fonte di ricavo dovrebbe essere costituita dalla vendita di beni e/o servizi prodotti dall'azienda.","Per stessa ammissione del richiedente, l'Associazione ha operato negli ultimi anni soprattutto su progetti finanziati dal Dipartimento delle Istituzioni e dal Dipartimento della Sanità e della Socialità. ln particolare, questi sussidi pubblici ammontavano a CHF 39'110 e CHF 20'000, da parte del UFAG - DSS e Dl (tramite il _rispettivamente, per un totale di CHF 59'110, a fronte di una massa salariale pari a CHF 50'800 per gli anni 2019-2020 (cfr. lettera del 14.10.2020, RI 1).","Tenuto conto di quanto precede, non resta che constatare come la richiedente, pur essendo un datore di lavoro, non possa essere considerata alla stregua di un'azienda. Inoltre, si nota come non vi sia il rischio imminente e concreto di licenziamento, poiché la massa salariale appare ampiamente coperta dai sussidi pubblici. È quindi necessario respingere la richiesta dell'Associazione. (...)” (Doc. 4)","1.3. Contro la decisione del 19 novembre 2020 RI 1, tramite il proprio presidente _, il 22 novembre 2021, ha interposto opposizione, asserendo segnatamente, in primo luogo, che non corrisponde al vero che l’Associazione è un ente sussidiato dal Cantone e/o da altri enti pubblici, visto che riceve dei finanziamenti unicamente per sostenere determinati progetti che devono essere prima approvati se corrispondono agli obiettivi del finanziatore. È stato precisato che negli ultimi anni i progetti dell’Associazione si riferivano principalmente al _ e alla _ che coinvolge i giovani.","L’opponente ha osservato che assumendo a tempo indeterminato qualcuno - che tra l’altro aveva difficoltà causa invalidità e ha potuto beneficiare di un reinserimento da parte dell’AI - si è assunta un rischio aziendale e che non capisce come questo sforzo possa essere compromesso privandola della possibilità di usufruire a suo favore del lavoro ridotto in un particolare momento. L’Associazione ha puntualizzato di non avere, come le aziende che operano nell’ambito dei cantieri stradali, alcuna garanzia di ricevere i soldi dall’ente pubblico e quindi deve parimenti assumersi il proprio rischio aziendale.","In secondo luogo, è stato fatto valere che per il 2020 non erano previsti finanziamenti da parte del DSS, dato che non si è potuto presentare un programma realizzabile a causa della situazione pandemica (quelli del 2019 erano vincolati a spese specifiche relative a determinate attività). Solo il _ si è detto disposto a finanziare al 50% quanto si è potuto fare nel 2020 fino a una somma massima di fr. 10'000. È stato aggiunto che l’importo versato dal DSS per il 2019 è stato di fr. 39'110 nell’ambito di un finanziamento per il periodo 2019-2020 e concerneva unicamente le prestazioni relative alla realizzazione del progetto in questione e non la massa salariale (cfr. doc. 6).","1.4. Con decisione su opposizione del 1° settembre 2021 la Sezione del lavoro ha confermato la decisione del 19 novembre 2020, evidenziando:","\" (...)","3. Nel caso in esame, la richiedente risulta essere un’associazione di diritto privato ai sensi dell’art. 60 ss CC, sussidiata tuttavia in misura importante dal settore pubblico e da fondazioni private. Infatti, come già rilevato in prima istanza, le principali fonti di finanziamento sono costituite da “sussidi pubblici e/o privati (da parte di fonazioni ...)” e da “donazioni (...) da parte dei membri dell’associazione” (cfr. scritto 14 ottobre 2020, punto 11), quando invece la maggior fonte di ricavo dovrebbe essere costituita dalla vendita di beni e/o servizi prodotti dall’azienda.","Come ammesso dall’opponente inoltre, l’Associazione ha percepito finanziariamente per i propri progetti da parte del Dipartimento delle Istituzioni e dal Dipartimento della Sanità e della Socialità, sussidi che, per sua stessa ammissione, “superano la massa salariale” (cfr. scritto 14 ottobre 2020, punto 12b) e che in parte includevano proprio “anche il pagamento del salario del nostro collaboratore” (cfr. contributo UFAG-DSS 2018-2019). In particolare, per il 2020 i sussidi e le donazioni ricevute ammontavano a CHF 28'633 (cfr. conto economico 2020), a fronte di una massa salariale pari a CHF 24'000.- (cfr. dichiarazione salari 2020). Inoltre risulta aver contribuito in modo importante e regolare lo stesso signor _, presidente dell’Associazione.","Non di meno, l’Associazione beneficia ogni anno di un contributo di CHF 10'000.-- da parte della _ e questo, al contrario di quanto dichiarato dall’interessata, a prescindere dall’effettiva realizzazione di un progetto. Infatti, dalla documentazione sottoposta a questo ufficio in data 10 agosto 2021, emerge che detta fondazione abbia elargito l’annuale donazione all’Associazione per il 2020 in data 28 gennaio 2020 ed in data 4 giugno 2021 per l’anno corrente, senza che sia stato possibile realizzare alcun progetto a causa della pandemia.","Tenuto conto di quanto precede, non resta che constatare come l’Associazione, pur essendo un datore di lavoro, non possa essere considerata alla stregua di un’azienda. Inoltre, si nota come non vi sia il rischio imminente e concreto di licenziamento, poiché la massa salariale appare ampiamente coperta dai sussidi pubblici e da regolari contributi di privati. (...)” (Doc. 13=A1)","1.5. Contro la decisione su opposizione del 1° settembre 2021 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto:","\" 1. La decisione del 1° settembre 2021 della controparte sia annullata e la loro opposizione, datata 19.11.2020 (comunicata il 23.11.2020) alla nostra richiesta di indennità di lavoro ridotto dell'11.09.2020 sia definitivamente respinta.","2. La decisione del 16 aprile 2020 sia definitivamente confermata, con durata, come da decisione originale, fino al 22.09.2020 (secondo decisioni parlamentari).","3. Vengano accorpate al presente caso e quindi giudicate anche le decisioni seguenti:","1. Decisione del 3 settembre 2021 (allegato A6)","2. Decisione del 16 settembre 2021 (allegato A8)","Le opposizioni sollevate siano annullate.","4. Ripetibili di legge e spese (forfettarie) per 3’000, pur riservandoci di far valere le nostre ragioni in merito per i costi che questa procedura ci ha effettivamente costato.” (cfr. doc. I pag. 10)","A sostegno delle pretese ricorsuali l’insorgente ha innanzitutto spiegato l’origine dell’Associazione e le modalità di finanziamento:","\" (...) L'RI 1 è nata nel 2013, a sostegno di una campagna di sensibilizzazione portata avanti da una scuola cantonale. ln seguito vi è stata una separazione tra la scuola e l’RI 1 e abbiamo potuto continuare le nostre attività autonomamente.","L'RI 1 è da subito stata riconosciuta come ente di pubblica utilità, poiché si impegna nel sensibilizzare la popolazione, in un'ottica di prevenzione, sulle problematiche relative alla _, al _ e _ (in generale e in particolare attraverso lo sport), con target principale, ma non esclusivo, i giovani. Dati gli scopi e il riconoscimento quale ente di pubblica utilità, abbiamo interesse a fornire i nostri servizi (e, subordinatamente, beni) in maniera gratuita ai diretti beneficiari. Per far questo facciamo capo, laddove possibile, a finanziamenti pubblici, che però sono soggetti a precise leggi e regolamenti, al sostegno di enti (Fondazioni, ecc.), che pure ci danno dei soldi secondo precise condizioni, nonché a donazioni, pure vincolate ad un uso conforme ai nostri statuti e alle aspettative dei donatori e che, in ogni caso, devono essere conformi alle ragioni che ci fanno riconoscere ente di pubblica utilità. (...)” (Doc. I pag. 2)","La ricorrente ha precisato che i finanziamenti non sono garantiti e che gli stessi sono versati dietro mandato, che deve essere approvato secondo leggi precise e copre costi reali che vanno documentati. La pandemia, però, ha impedito di:","\" - Presentare nuove domande di finanziamento e/o progetti (non solo ad enti pubblici... noi non abbiamo remore a fornire delle prestazioni a pagamento, anche se data la natura di quanto proponiamo, preferiamo trovare fonti di finanziamento alternative).","- Tanto più che, per ragioni dovute all'evoluzione della \"Strategia cantonale di prevenzione della _ che coinvolge i giovani\" e al nostro (eventuale) ruolo all'interno di essa, avremmo dovuto rivedere le varie modalità di lavoro e, di riflesso, di finanziamento. Cosa che non abbiamo potuto fare proprio per le contingenze dovute alla pandemia Covid19 e alle relative limitazioni per le nostre attività (stavamo infatti sviluppando dei progetti che prevedevano, tra l'altro, l'impiego di persone con qualifiche più specifiche negli ambiti della prevenzione e proprio il nostro collaboratore avrebbe dovuto contattarle e incontrarle - proprio nel periodo in cui non si poteva fare -). (...)” (Doc. I pag. 3)","Riguardo all’unico dipendente è stato asserito, da una parte, che l’assunzione di una persona - peraltro in difficoltà a causa di un handicap - al 50% da inizio 2019 è avvenuta in un’ottica di crescita aziendale, secondo una strategia ben precisa, che avrebbe dovuto permettere all’Associazione di essere più efficace nella ricerca di fondi e di non avere costi inutili (cfr. doc. I pag. 4, 9). Dall’altra, che, siccome la situazione pandemica ha impedito la continuazione delle attività e del percorso di riorganizzazione iniziato e pianificato, il dipendente avrebbe potuto essere licenziato. In proposito è stato evidenziato:","\" (...) Avremmo evitato enormi costi dovuti alle necessità amministrative (già a partire dall'indirizzo più volte errato) e alle contestazioni che contestiamo con il presente esposto. Ma soprattutto non avremmo avuto nessun costo e nessun problema. Solo che, ovviamente, ci sembra una soluzione pessima moralmente ed eticamente e, ci sembrava, evitabile, visto la possibilità di ricorrere all'indennità di lavoro ridotto. Non comprendiamo la controparte, ma ci chiediamo chi ci fa fare tutto questo? Perché assumerci un costo evitabile ed inutile?","A nostro avviso infatti rimane un aspetto essenziale: avessimo licenziato il dipendente i costi per le assicurazioni sociali sarebbero stati gli stessi: avrebbe percepito le indennità di disoccupazione. Noi ci avremmo guadagnato, non dovendo pagare oneri sociali ed evitando tutti i costi amministrativi dovuti a queste procedure (opposizione, ricorso, e molte altre...).","Precisiamo che se non abbiamo proceduto in tal senso è solamente, oltre al fatto che sarebbe stato contrario alla nostra politica etica aziendale nei confronti del personale, poiché avevamo ragione di credere, cosa che crediamo tuttora, di avere diritto all'indennità per lavoro ridotto. Il fatto che poi il nostro dipendente, a fine maggio 2021, si è licenziato poiché ha trovato attività che gli permettono di lavorare e guadagnare (meglio) è positivo poiché quella di cercare un'occupazione alternativa è una richiesta fatta alle persone che beneficiano del lavoro ridotto.","Da parte nostra invece sottolineiamo che:","1. È nostra intenzione mantenere i posti di lavoro che avevamo. Solo che la decisione della controparte ce lo impedisce (ci ritorneremo in seguito).","2. Non ci fosse stata questa decisione, avremmo già aperto un concorso per l'assunzione di un nuovo collaboratore.","3. Abbiamo investito molto (nuovo ufficio, lontano da persone a rischio come il precedente, ecc.) per concretizzare queste intenzioni.” (Doc. I pag. 4)","In relazione all’affermazione della Sezione del lavoro secondo cui non vi sarebbe nessun rischio di licenziamento considerati i finanziamenti pubblici ricevuti, l’Associazione ha rilevato:","\" (...) non abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici dal DSS per il periodo 2020 e 2021 e non capiamo come la controparte possa sostenere il contrario e possa persistere, dopo le nostre precisazioni, in queste interpretazioni non veritiere.","Nei dettagli:","A4pt3: ln realtà i finanziamenti che abbiamo ricevuto non solo devono essere approvati (dobbiamo presentare un progetto che venga approvato, quindi vi è pure una certa concorrenza), ma per percepire il relativo finanziamento dobbiamo presentare un rapporto che attesti da un lato l'aver effettuato la prestazione, dall'altro l'aver assunto i relativi costi (fino all'ultimo centesimo). Ci sorprende che la controparte non ne sia a conoscenza. A maggior ragione ne siamo sorpresi dopo che avevano accettato la prima richiesta (16.04.2021). Comunque avrebbero potuto chiedere...","A4pt4: Confermiamo, con qualche differenza (non 10’000 ma 9’985 fr.), di aver ricevuto un finanziamento nell'ambito del PIC per il 2020. Per aver ricevuto i 9'985 fr. dal PIC abbiamo infatti presentato un rapporto che indicava e attestava i costi sostenuti. Sottolineiamo che queste modalità non sono invenzioni nostre, ma basate su leggi e regolamenti federali e cantonali (...)” (Doc. I pag. 5)","In seguito è stato osservato:","\" A4pt6","(...) la controparte non ci ha chiesto cosa avevamo sul conto ed è un'informazione che abbiamo dato spontaneamente e in assoluta buona fede, ma non per darne interpretazioni contorte.","Quei soldi ci sono e ci hanno permesso di pagare il salario nonostante la mancanza delle indennità di lavoro ridotto, ma sempre confidando che poi l'indennità ci sarebbe stata concessa. Non possiamo utilizzare i soldi che ci vengono dati per determinati scopi per altri scopi. Noi forniamo servizi (e, in parte minore, beni) che servono alla prevenzione del _, della _ e per _, per lo più (ma non esclusivamente) in favore dei giovani e attraverso lo sport. Chi ci paga per questi servizi (e beni) si aspetta che i soldi siano spesi in quel modo, esattamente come se mi rivolgessi ad un negoziante versandogli dei soldi per chiedergli di acquistare delle piastrelle... non accetterei, e nessuno lo accetterebbe, che mi dicesse che non mi può fornire le piastrelle perché ha usato i miei soldi per stipendiare degli operai che non hanno potuto lavorare a causa del Covid19 o delle relative restrizioni (o, peggio ancora, che mi dicesse di averli usati per pagare l'operaio che non ha potuto venire a mettermi le piastrelle, ma dato che avrebbe potuto venire, non ci fosse stato il covid, che lo devo pagare ugualmente).","ln più noi non possiamo utilizzare i fondi pubblici per fini differenti a quelli per cui ci sono stati versati. Commetteremmo un reato, utilizzando fondi pubblici per scopi differenti dei quali ci sono stati dati. (...)”. (Doc. I pag. 6)","Infine l’insorgente ha dichiarato, da un lato, che la Fondazione Damiano Tamagni non le versa il proprio contributo condizionandolo a un progetto specifico, ma per progetti che vengono decisi autonomamente, a condizione che il denaro sia utilizzato in progetti e/o attività di prevenzione della _. Dall’altro, che dei fr. 20'000 ricevuti (fr. 10'000 per il 2021 e fr. 20'000 per il 2020) solo alcune centinaia di franchi sono stati spesi, il rimanente va però usato per progetti di prevenzione della _ e non per altri scopi, come il pagamento del salario di persone che non lavorano. Ciò vale anche per le donazioni da privati (cfr. doc. I pag. 8-9).","1.6. Nella sua risposta del 12 ottobre 2021 la Sezione del lavoro ha proposto di respingere il ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).","1.7. Il 19 ottobre 2021 la ricorrente ha formulato alcune osservazioni e prodotto della documentazione (cfr. doc. V; AA1-AA5).","1.8. L’amministrazione, il 25 ottobre 2021, si è riconfermata interamente in quanto espresso nella risposta di casa del 12 ottobre 2021 (cfr. doc. VII).","1.9. Il doc. VII è stato trasmesso per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. VIII)."}

{"in diritto","2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se a ragione o meno la Sezione del lavoro non abbia riconosciuto all’RI 1 il diritto a indennità per lavoro ridotto per il suo unico dipendente per il periodo dal 21 settembre al 20 dicembre 2020.","La costante giurisprudenza federale ha, in effetti, stabilito che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_787/2020 del 26 maggio 2021 consid. 2.3.; STF 8C_542/2019 del 4 dicembre 2019 consid. 4.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid. 3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30 novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 134 V 418 consid. 5.2.1.; DTF 131 V 164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81 pag. 294)."}