Decision ID: 4898e95f-6c99-5825-bade-0fc3c0a0d198
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In seguito ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2005 presso lo studio legale e notarile dell’avv. RI 1, affiliato come datore di lavoro, un’ispettrice della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per complessivi Fr. 48’590.--, corrispondenti all’importo conseguito nel 2005 da _, segretaria dello studio legale fino al 31 dicembre 2004 (doc. 3).
1.2. Mediante tassazione d'ufficio del 18 settembre 2006, l’amministrazione ha fissato i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti ed ha notificato all'interessata una decisione formale con gli importi dei salari ripresi.
1.3. Con decisione su opposizione del 6 ottobre 2006 la Cassa ha parzialmente accolto le censure sollevate dall’avv. RI 1 ed ha ridotto l’importo della ripresa a fr. 45'650 (doc. 1).
1.4. Contro la predetta decisione l’avv. RI 1 è insorto al TCA (Doc. I).
L’interessato fa valere che _, sua segretaria a tempo parziale fino al 31 dicembre 2004, dal 1. gennaio 2005 ha iniziato a svolgere la sua attività quale dipendente della neocostituita società _, alla quale l’assicurato ha affidato dei mandati di prestazione (tenuta della contabilità e lavori di segretariato), eseguiti personalmente da _. La fatturazione alla società è avvenuta sulla base di un importo orario di fr. 50.--.
L’avv. RI 1 rammenta che il conferimento di mandati esterni allo studio per l’esecuzione di lavori di contabilità e di segretariato in genere avrebbe potuto essere dato anche ad altre società di servizi e che, solo perché _ è stata per diversi anni sua segretaria, ha deciso di conferire i mandati alla _, di cui la sua ex segretaria è socia gerente, piuttosto che ad altri. A questo proposito afferma che se _ fosse considerata sua dipendente, egli interromperebbe immediatamente la collaborazione con la società, togliendole i mandati di segretariato e tenuta della contabilità.
L’avv. RI 1RI 1, dopo aver indicato di non essere al corrente del salario percepito da _ per il lavoro svolto a favore della _, rileva che se quest’ultima società gli ha fatturato fr. 45'650, significa unicamente che le ore fatturate sono state 913. Considerato che l’orario di lavoro annuo di una segretaria a tempo pieno nel 2005 è stato di 1'916 ore, ne deriva che _, per conto di _ ha fornito prestazioni nella misura del 47,66% (913:1916).
Infine l’interessato rileva che un’ipotetica rimunerazione della sua ex-segretaria con un salario lordo annuo di fr. 95'800 sarebbe assurdo, poiché il salario percepito fino al 31.12.2004 era di fr. 54'600 per un’attività al 75% (6 ore al giorno), ciò che corrisponde a fr. 72'800 per un lavoro al 100% (stipendio di fr. 38 all’ora: 72'800: 1916). Se _ avesse lavorato ancora quale dipendente dell’avv. RI 1, avrebbe percepito un salario lordo di fr. 34'694 (38 X 913).
1.5. Con risposta del 20 novembre 2006 la Cassa propone di respingere il ricorso. L’amministrazione rammenta che _ è stata dipendente dello studio legale dell’avv. RI 1 fino al 31 dicembre 2004 con uno stipendio mensile lordo di fr. 4'550. Dal 1. gennaio 2005 _ ha fatturato all’avv. RI 1 le sue prestazioni, per il tramite della neocostituita _ di cui è socia gerente, con regolari importi mensili per un totale annuo di fr. 45'650. La Cassa rileva che dall’analisi del bilancio della società emerge che l’unico committente è l’avv. RI 1, elemento che porta l’amministrazione a ritenere che la soluzione giuridica messa in atto sia stata artatamente adottata all’unico scopo di rendere possibile una relazione professionale tra enti. La realtà economica dei fatti porta a ritenere che _ “
de facto
” continua a svolgere un’attività di segretaria contabile in nome e per conto del ricorrente mantenendo in questo modo una continuità di relazione personale tra le parti come avvenuto fino al dicembre 2004. Poiché _ non si assume alcun rischio economico e dipende dal ricorrente da un punto di vista economico, la Cassa l’ha ritenuta dipendente (doc. III).
1.6. Pendente causa il TCA ha interpellato _ (doc. V) ed _ (doc. VI), i quali hanno risposto con un unico atto (doc. IX). Le parti hanno potuto esprimersi in merito (doc. X e seguenti).

in diritto
2.1. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24 gennaio 2007 consid.
6.1, H 178/05; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid.
1, DTF 126 V 166 consid. 4b).
Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA (dal 1. gennaio 2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In concreto le decisioni formale e su opposizione si riferiscono ad un controllo del datore di lavoro per il periodo dal 1.1.2002 al 31.12.2005, mentre la ripresa contestata concerne unicamente il 2005.
Per cui al caso di specie trovano applicazione sia le norme della LPGA che le modifiche apportate alla LAVS dal 1.1.2003.
2.2. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati
(art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993
pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale.
(...)"
2.5. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa
B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).