Decision ID: 93d4d2c2-9dad-5f69-aad3-5b2dfbda2e39
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Con risoluzione 20 ottobre 1992 (n. 9083), il Consiglio di Stato ha approvato la revisione generale del piano regolatore del comune di PI 1. Per quanto riguardava il comparto territoriale a lago, situato tra l'albergo _ e le Cantine di _, il Governo ha operato una modifica d'ufficio del piano regolatore, inserendovi a titolo schematico e indicativo il tracciato per una passeggiata a lago, così come indicata graficamente a pag. 51 della risoluzione (cfr. risoluzione 20 ottobre 1992, pagg. 15, 42, 51).
B. Nella seduta del 26 gennaio 2006 il consiglio comunale di PI 1 ha adottato, unitamente al piano particolareggiato PRP Casa _, alcune varianti di piano regolatore, tra cui, per quanto qui interessa, quella relativa al comparto A (_). Questa variante si prefiggeva di riconsiderare pianificatoriamente la fascia lungo il lago tra l'albergo _ e Casa _, con la riformulazione delle destinazioni, il consolidamento del tracciato della passeggiata a lago e l'elaborazione di una nuova sistemazione della strada cantonale _ -_.
C. Con ricorso 15 maggio 2006, RI 1, cittadini attivi del comune di _, sono insorti contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo in sostanza di non approvare la variante così come adottata dal Legislativo comunale.
D. Con risoluzione 19 dicembre 2006 (n. 6321) il Consiglio di Stato ha approvato la variante comparto A (_) e ha respinto integralmente l'impugnativa dei ricorrenti con motivazioni, di cui si dirà, se necessario, nei considerandi di diritto (cfr. risoluzione impugnata, pagg. 29 e 42).
E. Con ricorso 20 gennaio 2007, RI 1 insorgono innanzi a questo tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento. A mente degli insorgenti la variante riguardante il comparto A (_) non deve essere approvata, in quanto non risponderebbe al precetto costituzionale che impone all'azione pianificatoria un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del territorio, volta alla creazione e alla conservazione di insediamenti accoglienti. A tale riguardo, essi criticano il tracciato della passeggiata, che verrebbe soltanto in parte realizzato lungo la riva del lago (45% del percorso globale), con larghezze di percorrenza inferiori, in alcune tratte, al 1.50 m. Inoltre, essi ritengono che il tracciato comprometterebbe sia la vista sul lago agli esercizi pubblici situati a monte della cantonale, sia la sicurezza per gli utenti dei posteggi: la posizione degli stalli, ubicati a ridosso della carreggiata per lasciare spazio all'antistante percorso pedonale, unitamente alla nuova formazione del marciapiede a monte della cantonale, ridurrebbero lo spazio di manovra per consentire agli automobilisti una convenevole immissione nel traffico. Per tutti questi motivi, la pianificazione in contestazione risulterebbe priva del sostegno di un sufficiente interesse pubblico. Ritenuto poi che, a loro modo di vedere, gli investimenti previsti non sarebbero commisurati ai benefici, gli insorgenti propongono un modello alternativo di passeggiata che, a differenza di quello posto in contestazione, prevedrebbe un sistema di accessi a lago effettivi, collegati fra di loro con passerelle sporgenti sullo specchio lacustre.
F. Il municipio e la divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità postulano il rigetto integrale dell'impugnativa.
G. In data 27 giugno 2007 si sono tenuti l'udienza e il sopralluogo in contraddittorio, durante il quale sono state scattate alcune fotografie dei luoghi, acquisite in seguito agli atti. Dopo ampia discussione, le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande. Il tribunale ha dichiarato quindi chiusa l'istruttoria.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 38 cpv. 1 LALPT)
, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
2.
In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).
Il potere cognitivo del Tribunale cantonale amministrativo è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n. 78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.
3. Giusta l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto piano regolatore - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il piano regolatore disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del piano direttore, rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT). Il piano regolatore si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione (art. 26 LALPT). Le rappresentazioni grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici (art. 28 cpv. 1 LALPT). Esse fissano, tra l'altro, la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT), nonché le modalità e i vincoli per agevolare il pubblico accesso e percorso delle rive dei laghi e fiumi (art. art. 28 cpv. 2 lett. g LALPT). Quest'ultimo disposto, unitamente alla legislazione di ordine superiore, segnatamente l'art. 3 cpv. 2 lett. c e cpv. 3 lett. c LPT (che prescrivono alle autorità incaricate di compiti pianificatori di tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi ed agevolarne il pubblico accesso e percorso e di mantenere e costruire vie ciclabili e pedonali) e la Legge sui percorsi pedonali ed i sentieri escursionistici del 9 febbraio 1994, abilita incontestabilmente i comuni a prevedere nei propri piani regolatori percorsi pedonali, esistenti o futuri, aperti al pubblico (cfr. anche art. 4 cpv. 2 Legge sulle strade).
4.
Prima di entrare nel merito, occorre premettere che, con il loro ricorso, gli insorgenti non dimostrano in alcun modo, salvo con l'implicito richiamo alla carenza d'interesse pubblico, di cui si dirà in seguito, per quali motivi l'avversata pianificazione del comparto A (_) violi il diritto e possa di conseguenza essere censurata da parte del tribunale (art. 61 PAmm). Essi si limitano a formulare tesi, fondate su argomentazioni generiche, e a contrapporre un loro modello pianificatorio - assai approssimativo - che, più che altro, sembra collidere con l'obiettivo alla base della variante all'esame, che in sintesi pone l'accento sulla mobilità lenta, attraverso il riordino della cantonale in funzione della moderazione del traffico e la valorizzazione e l'attrattività della passeggiata a lago. In sostanza, i ricorrenti contestano, in funzione dell'accessibilità ai posteggi, la formazione del marciapiede a monte della strada unitamente a quella, a valle, del tracciato della passeggiata a lago. Quest'ultimo non sarebbe inoltre atto a favorire un sufficiente accesso alla riva lacuale.
5. Il concetto di interesse pubblico è un concetto dinamico, che evolve con la società riflettendone esigenze ed aspirazioni (Imboden / Rhinow / Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Nr. 57 B II). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione significativa che compete al potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. V'è interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività (G. Müller, Commentaire de la Constitution fédérale, art. 22ter n. 34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in giuoco.
5.1. Sull'interesse pubblico a sostegno del marciapiede a monte della strada si osserva quanto segue. Sul troncone che attraversa il comparto A (_), lungo poco più di 250 m, si affacciano direttamente numerosi alberghi (Albergo _, Hotel _, Hotel _, Albergo _, Albergo del _ e Albergo _), inseriti nel fronte del nucleo delle Cantine di _, composto da numerose abitazioni. In un comparto ad elevata connotazione turitico-residenziale, risulta pertanto più che assodato l'interesse a riservare alla popolazione e, più in generale, a tutti gli utenti, adeguate superfici volte a garantire e a favorire la mobilità, in completa sicurezza (cfr. rapporto di pianificazione, ottobre 2005, pag. 15, cifra 2.3.4). In questo senso, l'avversato vincolo costituisce un tassello del progetto di sistemazione della strada cantonale, che ha come fulcro alcune misure di moderazione del traffico, atte proprio a favorire la fruizione pedonale del comparto su entrambi i lati della strada. Peraltro, non sussiste alcun dubbio circa l'idoneità e la necessità di un marciapiede lungo il lato di una strada che ne difetta attualmente e in cui la maggior parte delle edificazioni sono ubicate a ridosso del campo stradale. La sussistenza di un interesse pubblico preponderante deve dunque essere riconosciuta.