Decision ID: 81223d19-edd5-5746-a807-07f011d68f26
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il 23 giugno 1995 in territorio di _ l’attore percorreva la strada cantonale _ in direzione nord e si apprestava a svoltare a sinistra per entrare nella stazione di servizio _ ivi esistente allorché è stato urtato sulla fiancata anteriore sinistra dal motoveicolo condotto dal _ che a sua volta percorreva la cantonale in direzione di _.
B.
L’attore sostiene che il _ avrebbe dapprima indebitamente superato la vettura che seguiva quella dell’attore, e sullo slancio avrebbe proseguito la sua corsa fino ad urtare la parte sinistra della sua vettura, già impegnata nella manovra di svolta, dal che l’obbligo suo e della sua assicuratrice RC, parimenti convenuta in causa, al risarcimento del danno subito.
C.
I convenuti si sono opposti alla petizione, addebitando all’attore una manovra di svolta a sinistra brusca ed improvvisa, che avrebbe costretto il primo veicolo ad uno scarto sulla destra per evitare quello dell’attore, mentre il _ avrebbe scelto di scansare a sinistra, sulla corsia di contromano, collidendo tuttavia con la sua vettura sul sedime della stazione di servizio. La responsabilità del sinistro sarebbe perciò dell’attore, che avrebbe svoltato a sinistra senza curarsi dei veicoli che seguivano.
D.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, dopo avere rammentato le norme di legge applicabili, ha accertato in base agli atti la correttezza della manovra di svolta dell’attore, addebitando per contro al convenuto _ una chiara violazione dell’art. 35 cpv. 6 LCS, stante il sorpasso da parte sua sulla sinistra di un veicolo in preselezione.
Dal che l’accoglimento della petizione limitatamente ai fr. 8’291.74 oltre interessi spesi per il trasporto e la riparazione della vettura dell’attore.
E.
Delle argomentazioni degli appellanti -che postulano la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione, ribadendo la tesi secondo cui il sinistro sarebbe da addebitare all’attore, che nella propria manovra di svolta non avrebbe adottato tutte le precauzioni del caso- e di quelle del resistente -che chiede la reiezione del gravame protestando spese e  dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
L’art. 61 cpv. 2 LCS stabilisce che un detentore risponde verso un altro dei danni materiali conseguenti ad un sinistro della circolazione solo se, fatte salve altre eventualità che qui non ricorrono, la parte lesa prova che il danno è stato cagionato dalla colpa del detentore convenuto.
Oltre a stabilire un preciso onere probatorio a carico del procedente (
II CCA
24 gennaio 1996 in re M. e S./V.R. e W), la norma implica che in caso di colpe concomitanti dei detentori coinvolti il danno deve essere sopportato in rapporto alle colpe rispettive se è dato un nesso di causalità tra la colpa e l’insorgenza del danno (
ICCTF
26 agosto 1993 in re M. e R. SA/M. e Z.).
2.
Secondo l’art. 86 LCS nel giudizio su pretese derivanti da sinistro della circolazione il giudice apprezza i fatti senza essere vincolato dalle disposizioni della procedura cantonale concernenti le prove.
Scopo della norma è quello di concedere al giudice la massima libertà di apprezzamento possibile circa la determinazione dei fatti (
Bussy/Rusconi
, Code suisse de la circulation routière, 3. edizione, Losanna, 1996, n. 2.1 ad art. 86 LCS).
Essa non è comunque inconciliabile con l’art. 90 CPC, secondo la quale il giudice valuta le prove secondo il suo libero convincimento a dipendenza delle risultanze di causa, e di questo dà ragione nella sentenza, e con il principio secondo cui l’istanza chiamata a verificare l’apprezzamento operato dal primo giudice non se ne discosterà in assenza di un valido motivo (
II CCA
7 aprile 1993 in re V./R. e Z.).
3.
In concreto, la colpa del conducente _ che con l’altra convenuta insiste nel negare l’evidenza, consiste -a prescindere da altre possibili infrazioni quali l’eccesso di velocità e il divieto di sorpasso nei confronti dei veicoli che seguivano quello dell’attore- quanto meno nella decisione di superare a sinistra anziché scansare sulla destra la vettura dell’attore (art. 35 cpv. 6 LCS).
Che il transito sulla destra del veicolo dell’attore in preselezione, che a non averne dubbi costituiva il corretto comportamento in un caso del genere, fosse concretamente possibile nelle circostanze date è dimostrato aldilà di ogni ragionevole dubbio dal fatto che la vettura che precedeva il _ (che non giunge a negarne l’esistenza) e che per prima seguiva l’attore ha tranquillamente scansato sulla destra la vettura dell’attore.
Da ciò consegue, secondo il normale andamento delle cose e la comune esperienza, che se tale manovra è stata possibile per il primo veicolo che seguiva l’attore -più ingombrante della motocicletta del _ ed inoltre più vicino alla vettura dell’attore, e pertanto con meno tempo a disposizione per reagire all’asserita manovra improvvisa dell’attore- la medesima manovra doveva a maggior ragione essere possibile per il _.
Se ciò non bastasse, anche lo scooter condotto da _, che per secondo seguiva la vettura dell’attore, è riuscito a scansarla sulla destra senza alcuna difficoltà, ed anzi permettendosi anche il lusso di un illecito sorpasso sulla destra ai danni della vettura che lo precedeva (cfr. sua deposizione).
4.
Oltre al predetto granitico argomento di comune buon senso, che ovviamente delegittima completamente la tesi dei convenuti di un inesistente stato di necessità che avrebbe costretto il _ a superare sulla sinistra, la serena lettura delle testimonianze in atti non può portare che alla conferma del giudizio impugnato a meno di non impegnarsi, come fanno i convenuti, in una sistematica quanto arbitraria forzatura del senso di deposizioni altrimenti limpide, opera che impone addirittura di negare validità anche alle affermazioni del teste (_) da loro stessi notificato.
La pochezza delle argomentazioni dei resistenti è tale da rendere superflua la loro confutazione nel dettaglio: basti il rilievo secondo cui le deposizioni dei vari testi sono fra di loro concordanti, che nessuna di esse consente di formulare addebiti all’indirizzo dell’attore, e che tutte evidenziano la (peraltro ammessa) manovra di sorpasso effettuata dal _
Per il resto gli appellanti sono rinviati alle calzanti argomentazioni e alle opportune citazioni di cui al querelato giudizio, che non vi è qui motivo di riscrivere.
Ne consegue la reiezione del gravame, ai limiti del temerario.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).