Decision ID: d71d116e-80f7-5af4-b045-9410b3079b50
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. In data 25 dicembre 2016, RI 1, dipendente della ditta _ di _ in qualità di Chef de rang/service e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso la CO 1, è caduto e ha riportato, secondo il rapporto 25 dicembre 2016 del Servizio di PS dell’Ospedale cantonale di _, una frattura pluriframmentaria del radio distale con frattura dislocata dell’ulna sinistra (doc. 3).","L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.","1.2. Con sentenza 35.2018.79 del 30 gennaio 2019, questa Corte ha respinto il ricorso interposto dall’assicurato contro la decisione su opposizione del 9 luglio 2018 mediante la quale l’assicuratore aveva dichiarato estinto dal 1° gennaio 2018 il nesso di causalità naturale tra l’evento infortunistico del dicembre 2016 e i disturbi interessanti la spalla sinistra.","Il giudizio cantonale è cresciuto in giudicato.","1.3. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale dell’8 agosto 2020, la CO 1 ha posto termine al versamento dell’indennità giornaliera dal 1° agosto 2020 (doc. 209).","A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato personalmente (cfr. doc. 210, 212 e 213), in data 11 dicembre 2020, l’amministrazione ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 215).","1.4. Con tempestivo ricorso del 28 gennaio 2021, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto, in via principale, il ripristino dell’indennità giornaliera a decorrere dal 1° agosto 2020 e, in subordine, il rinvio degli atti all’assicuratore per complemento istruttorio.","A sostegno delle proprie pretese, accertato che tutti i disturbi denunciati costituiscono una conseguenza, naturale e adeguata, dell’infortunio occorso nel dicembre 2016, il patrocinatore dell’insorgente ha sviluppato le seguenti considerazioni:","\" (...).","Nel caso concreto, è palese che l’attività di “Chef de Rang/de service” non possa più essere svolta dal ricorrente, vista la limitazione nella mobilità del polso sinistro. Ciò è stato confermato da più medici, soprattutto dallo stesso dr. med. _ (il cui parere è alla base della decisione della CO 1) (...). Allo stesso modo, è stato accertato da più medici che egli non potrà adempiere nessuna attività, nemmeno leggera, che implichi l’utilizzo della mano sinistra, visto che quest’ultima non può essere utilizzata neppure in appoggio (...). A tal proposito, va anche sottolineato che risulta molto difficile, nella pratica, adempiere qualunque tipologia di attività lavorativa, senza utilizzare una mano (sia che si tratti di lavoro nel settore secondario, che nel terziario). Infatti, anche un lavoro d’ufficio non è ipotizzabile. Si pensi ad esempio al fatto che il ricorrente avrebbe molta difficoltà anche solo nell’utilizzare un computer con una mano sola. Ne discende che il ricorrente dev’essere ritenuto completamente inabile al lavoro, anche nello svolgimento di qualsiasi attività che non sia il suo lavoro abituale.” (doc. I, p. 12)","1.5. La CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. In particolare, il patrocinatore dell’assicuratore ha sostenuto che la sospensione del versamento dell’indennità giornaliera dal 1° agosto 2020, si giustifica per il fatto che, a quel momento, non vi erano più provvedimenti terapeutici suscettibili di migliorare sensibilmente lo stato di salute infortunistico ma pure per il fatto che, sempre a quel momento, l’assicurato avrebbe potuto mettere a frutto la sua capacità lavorativa residua in altro ambito, senza patire alcuna perdita di guadagno (cfr. doc. I).","1.6. In data 3 marzo 2021, il patrocinatore dell’assicurato ha rinunciato alla possibilità di produrre nuovi mezzi di prova (doc. VIII).","1.7. L’8 marzo 2021, il rappresentante dell’amministrazione ha comunicato a questa Corte di non avere ulteriori mezzi di prova da presentare (doc. XI).","1.8. Il 10 marzo 2021, al Tribunale è pervenuta documentazione volta a supportare la domanda di assistenza giudiziaria (doc. X + allegati).","1.9. In data 2 giugno 2021, il rappresentante dell’insorgente ha informato il TCA che, con decisione formale dell’11 gennaio 2021, la _ ha assegnato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 15%, pari ad un capitale di fr. 22'230. Contro questo provvedimento è stata interposta opposizione (doc. XIII + allegati)."}

{"in diritto","2.1. Nel caso concreto, l’oggetto litigioso è circoscritto alla questione di sapere se l’assicuratore resistente era legittimato a porre fine al versamento dell’indennità giornaliera a decorrere dal 1° agosto 2020, oppure no.","2.2. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.","Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.","Il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).","Una volta terminata la cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del 20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).","L’Alta Corte ha inoltre stabilito che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).","In una sentenza 8C_614/2019 del 29 gennaio 2020 consid. 5.3, l’Alta Corte ha precisato la giurisprudenza di cui alla DTF 134 V 109, nel senso che quello dell’atteso aumento o ripristino della capacità lavorativa, non rappresenta un criterio di valutazione esclusivo. La prosecuzione della cura medica - in quella fattispecie, si era trattato di un intervento chirurgico volto a eliminare il dito “a scatto” - può ancora comportare un sensibile miglioramento delle condizioni di salute, anche se la persona assicurata ha già ripreso in misura completa la sua precedente attività professionale.","2.3. Secondo il già citato art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità giornaliera.","Giusta l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale. In caso d’incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività.","L’entità dell’incapacità lavorativa (e, quindi, il diritto all’indennità giornaliera ex art. 16 LAINF) deve essere valutata considerando le mansioni che l’assicurato è concretamente chiamato a compiere nell’esercizio della sua abituale professione.","Nella RAMI 2004 U 529, p. 572ss., consid. 1.4., il TFA ha precisato che la definizione di incapacità al lavoro, così come quelle d’incapacità al guadagno e d’invalidità contenute nella LPGA, corrispondono alle definizioni e ai principi dell’assicurazione contro gli infortuni elaborati finora dalla giurisprudenza.","La questione di sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata sulla base dei fatti forniti dal medico.","Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.","Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.","Determinante ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2, U 27 p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79 consid. 2).","L'assicurato che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli potrebbe esercitare dimostrando buona volontà.","Carenze di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere, tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro causa è da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111 V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid. 2; 1987 p. 393 consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 91).","2.4. A proposito dell’eventualità prevista dalla seconda frase dell’art. 6 LPGA, occorre rilevare che l'obbligo di mettere a frutto la propria capacità lavorativa residua in un'attività adatta, principio derivante dall'obbligo di diminuire il danno, costituisce l'eccezione al principio secondo cui la valutazione della capacità lavorativa deve essere stabilita in base alle limitazioni effettive nell'ultimo lavoro esercitato (sentenze 8C_714/2018 del 5 marzo 2019 consid. 4.4.2 e U 108/05 del 28 agosto 2006 consid. 2.2, entrambe con riferimenti). Esso presuppone da un lato una prevedibile limitazione durevole della capacità lavorativa nell'occupazione esercitata fino al momento dell'infortunio e da un altro lato uno stato di salute stabile; un quadro clinico labile di una durata limitata nel tempo non è sufficiente (STFA U 108/05 consid. 2.3; U 301/02 del 1° ottobre 2003 consid. 1.3; entrambe con riferimenti). Dall'altra parte però ci si deve attendere ancora un percepibile miglioramento dalla continuazione della cura medica dopo l'infortunio, perché altrimenti il diritto alle indennità giornaliere decade e deve essere esaminato il diritto alla rendita alla luce dell'art. 19 cpv. 1 LAINF (M. Schmidt, in: Kommentar zum Schweizersichen Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung [UVG], 2018, n. 9 ad art. 16 LAINF). Un'incapacità lavorativa di durata lunga, la quale impone di considerare lo svolgimento di un'attività lavorativa adattata, non sussiste finché alla luce degli atti medici può essere stabilita una prognosi, la quale secondo il principio della probabilità preponderante permetta di concludere che l'assicurato potrà riprendere la propria capacità lavorativa nell'attività svolta in precedenza, in maniera da escludere la continuazione del diritto alle indennità giornaliere (STFA U 108/05 consid. 4.1 con riferimenti).","Se risulta che l'assicurato nell'ottica dell'obbligo di ridurre il danno sia tenuto a cambiare lavoro, l'assicuratore deve invitarlo in tal senso e concedergli un adeguato periodo transitorio per adattarsi alle mutate circostanze e trovare un nuovo posto di lavoro, durante il quale le indennità giornaliere continuano a essere versate. Tale periodo transitorio viene fissato da tre a cinque mesi (STF 8C_714/2018 del 5 marzo 2019 consid. 4.4.2 con rinvio alla DTF 141 V 625 consid. 4.1; cfr. anche STF 8C_838/2012 del 19 aprile 2013 consid. 3.1; 8C_173/2008 del 20 agosto 2008 consid. 2.3; U 108/05 del 28 agosto 2006 consid. 2.3; U 301/02 del 1° ottobre 2003 consid. 1.3 con rinvio alla DTF 114 V 281 consid. 5b; M. Schmidt, n. 10 ad art. 16 LAINF; J.-M. Frésard/M. Moser-Szeless, L'assurance-accidents obligatoire, in: Schweizerisches Bundesvewaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, n. 213 p. 973 con riferimenti).","Se l'assicuratore esige il reinserimento in una nuova occupazione, esso deve esporre i profili professionali o quali attività considera esigibili per l'assicurato. Solamente con una tale designazione e un tale chiarimento delle possibilità lavorative, l'assicuratore adempie il suo obbligo di motivazione, inteso come parte del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.). In questa maniera all'assicurato viene reso possibile di farsi un'idea sulla portata del cambiamento lavorativo richiesto (STF 8C_714/2018 consid. 4.4.4; STFA U 301/02 consid. 1.4 con rinvio alla DTF 124 V 181 consid. 1a).","2.5. Nella concreta evenienza, dalla decisione formale del 6 agosto 2020 e da quella, impugnata, che l’ha confermata dell’11 dicembre 2020, si evince che l’amministrazione ha fondato la decisione d’interrompere il versamento dell’indennità giornaliera, essenzialmente sul referto peritale 19 giugno 2020 del dott. _, spec. FMH in chirurgia della mano e dei nervi periferici (cfr. doc. 209, p. 209, p. 2, rispettivamente doc. 215, p. 4).","Dopo aver sottolineato come lo specialista in questione aveva dichiarato ormai stabilizzato lo stato di salute infortunistico, nel senso che “... non ci si poteva più attendere un miglioramento da interventi o cure attive” (doc. 215, p. 2), l’assicuratore convenuto ha indicato che, sempre secondo il dott. _, l’assicurato, definitivamente incapace di esercitare la sua precedente professione di chef de rang/de service, sarebbe ancora in grado di svolgere a tempo pieno delle attività alternative confacenti, “... a condizione che esse non mettano sotto sforzo il polso sinistro e che non richiedano una forte flessione o estensione del polso.” (doc. 209, p. 1, rispettivamente doc. 215, p. 4). L’istituto ha quindi sospeso il versamento dell’indennità giornaliera a partire dal 31 luglio 2020, senza concedere all’assicurato un periodo di adattamento per il motivo che egli è “... già da più tempo senza lavoro” (doc. 209, p. 2), e ha operato un raffronto dei redditi, dal quale è risultato che RI 1 non patisce alcuna perdita economica (doc. 215, p. 4 che rinvia al doc. 209, p. 2).","Con l’impugnativa, il rappresentante dell’assicurato rileva dapprima che l’argomento relativo alla stabilizzazione delle condizioni di salute infortunistiche non sarebbe pertinente al caso di specie, posto che “... tale giurisprudenza si riferisce alla cessazione del diritto alle cure appropriate dei postumi d’infortunio giusta l’art. 10 LAINF, e all’eventuale assegnazione di una rendita d’invalidità, e non alla sospensione nel versamento delle indennità giornaliere.” (doc. I, p. 18). D’altro canto, egli fa valere in sostanza che l’assicurato non sarebbe in grado di svolgere neppure un’attività sostitutiva adeguata. In questo contesto, il patrocinatore rimprovera all’amministrazione di non aver tenuto conto dei disturbi di natura neurologica (in realtà, il rappresentante fa riferimento a quelli psichici, cfr., in questo senso, il doc. X, p. 2: “Nel ricorso è stato diffusamente indicato e spiegato il problema riferito all’incapacità lavorativa del ricorrente a causa dei danni permanenti, così come è stata indicata la sussistenza del nesso di causalità tra l’infortunio occorso il 25 dicembre 2016 e i danni sia fisici che psicologici ...” – il corsivo è del redattore), i quali costituiscono, al pari di quelli ortopedici, una conseguenza, naturale e adeguata, del sinistro del dicembre 2016 (cfr. doc. I).","Il TCA osserva che non è contestata la circostanza che i disturbi interessanti l’estremità superiore sinistra costituiscono ancora, almeno in parte, una conseguenza naturale (e adeguata) dell’evento traumatico del dicembre 2016 (doc. VI, p. 6: “D’altro canto può sicuramente essere ammesso un nesso di causalità fra i limiti funzionali residui del polso sinistro e l’evento, ...”).","Trattandosi invece dei disturbi psichici, va rilevato che la CO 1 nega che essi si trovino in una relazione di causalità adeguata con l’infortunio in questione (cfr. doc. VI, p. 6: “L’assicuratore qui convenuto non ritiene che possa essere seriamente ammesso un nesso di causalità adeguato fra eventuali disturbi psichici e l’evento.”). In proposito, questa Corte condivide la posizione dell’amministrazione, posto che, in presenza di un evento rientrante nella categoria degli infortuni leggeri o insignificanti - il ricorrente è rimasto vittima di una banale caduta dalla posizione eretta dopo essere scivolato sul ghiaccio -, l’adeguatezza del nesso di causalità può essere negata a priori. In effetti, secondo l'esperienza della vita e ritenute le cognizioni acquisite in materia di medicina degli infortuni, può essere ammesso, senza dover procedere ad accertamenti psichici particolari, che un infortunio insignificante o leggero non sia di natura tale da provocare un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica. Va ancora segnalato che, secondo la giurisprudenza federale, una normale caduta oppure scivolata rientrano proprio in quella categoria d’infortuni (cfr. STF 8C_291/2018 del 28 febbraio 2019 consid. 5, concernente una caduta dalla propria altezza, DTF 115 V 133 consid. 6 e RAMI 1992 U 154 p. 246, riguardante una caduta nel corso di una partita di calcio, STFA U 347/01 del 9 gennaio 2003 consid. 5.2, nonché STF 8C_334/2008 del 26 novembre 2008 consid. 7; si veda pure la STCA 35.2014.95 del 17 dicembre 2014 consid. 2.12. e la 35.2013.90 dell’11 dicembre 2014 consid. 2.8.)."}