Decision ID: 51778dda-16d6-5e02-bebf-0c95962d9505
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
La cronistoria del caso in esame
è diffusamente illustrata nella sentenza del 30 settembre 2020 con cui questa Camera ha respinto un appello di AP 1
(1956), cittadino italiano,
mentre ha parzialmente accolto un appello della moglie AO 1
(1973), cittadina ungherese, contro
una sentenza emessa il
19 giugno 2019
dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, riguardo alla modifica di misure protettrici dell'unione coniugale (inc. 11.2019.77 e 11.2019.78). Ai fini dell'attuale giudizio basti ricordare che i figli L_ (nato 22 dicembre 2005) e F_ (nato il 12 agosto 2010) sono stati
affidati “congiuntamente ad entrambi i genitori”, L_ collocato “principalmente” dal padre e F_ “principalmente” dalla madre. Le relazioni personali sono state così regolate:
L_ trascorre con la madre e il fratello F_ almeno una sera infrasettimanale
dalla fine della scuola (o, durante le vacanze scolastiche, dalle ore 18.00) fino alle ore 21.00 (con la cena) e un fine settimana ogni 15 giorni dal venerdì alle ore 18.00 fino alla domenica alle ore 18.00;
F_ trascorre con il padre e il fratello L_ almeno una sera
infrasettimanale
dalla fine della scuola (o, durante le vacanze scolastiche, dalle ore 18.00)
fino alle ore 21.00 (con la cena) e un fine settimana ogni 15 giorni dal venerdì alle ore 18.00 fino alla domenica alle ore 18.00.
B.
In seguito,
il 16 agosto 2021, AP 1 si è rivolto al Pretore perché fosse consentito al figlio F_ di trascorrere con lui e il fratello L_ la settimana di vacanza dal 23 al 29 agosto 2021. AO 1 ha proposto il 20 agosto 2021 di respingere la richiesta. Statuendo con decreto cautelare del 23 agosto 2021, il Pretore ha autorizzato AP 1 a trascorrere con F_ un periodo di vacanza dalla mattina di mercoledì 25 agosto fino alla mattina di sabato 29 agosto 2021, ordinando al padre di accompagnare e riprendere il figlio al corso di preparazione alle scuole medie organizzato dall'assemblea dei genitori di _. Le spese processuali sono state rinviate “al merito”.
Accertato che giovedì 26 agosto 2021 F_ non aveva frequentato il corso di preparazione (corso che sarebbe durato fino al 29 agosto successivo), AO 1 ha chiesto al Pretore di comminare a AP 1 l'applicazione dell'art. 292 CP. La domanda è stata accolta inaudita parte dal Pretore quello stesso giorno. Invitato a presentare osservazioni, in un memoriale del 6 settembre 2021 AP 1 ha proposto di respingere la richiesta. In una replica dell'8 settembre 2021 la moglie ha postulato la conferma del decreto supercautelare.
C.
Statuendo con decreto del 14 settembre 2021, il Pretore ha constatato che “l'oggetto del decreto supercautelare 26 agosto 2021 è superato dagli eventi” e ha stralciato l'istanza cautelare dal ruolo siccome diventata priva d'oggetto. Le spese processuali di fr. 300.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
D.
Contro il dispositivo sulle spese giudiziarie del decreto appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 23 settembre 2021 per ottenere la riforma del disposi-tivo impugnato nel senso di porre gli oneri processuali a carico della moglie, tenuta a rifondergli un imprecisato importo per ripetibili. Il rimedio non è stato notificato ad AP 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Una decisione in materia di spese giudiziarie è impugnabile a titolo indipendente soltanto mediante reclamo (art. 110 CPC). Se essa è stata emanata – come in concreto – con la procedura sommaria, il termine per ricorrere è di 10 giorni (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie la decisione impugnata è stata notificata al patrocinatore di AP 1 il 15 settembre 2021 (tracciamento dell'invio n. 98._, agli atti). Introdotto il 23 settembre 2021, il rimedio giuridico in esame è dunque tempestivo.
2.
N
ella fattispecie AP 1 ha impugnato il dispositivo sulle spese giudiziarie del decreto di stralcio con appello anziché con reclamo. Certo, nell'indicazione dei rimedi giuridici in calce al decreto impugnato figura tale via di ricorso riferita al “merito”, ma non quella specifica per la contestazione delle spese giudiziarie. Sia come sia, per tacere del fatto che un'indicazione errata dei rimedi giuridici non può creare una via di ricorso inesistente (DTF 129 III 89 consid. 2.1), un mandatario professionale non può valersi dell'errata indicazione di rimedi giuridici se gli è possibile ravvisare lo sbaglio consultando un chiaro testo di legge, senza compiere ricerche di giurisprudenza o di dottrina (DTF 141 III 273 consid. 3.3; 138 I 54 consid. 8.3.2). In concreto bastava leggere l'art. 110 CPC per sincerarsi che “la
decisione in materia di spese giudiziarie è impugnabile a titolo indipendente soltanto mediante reclamo
”.
La giurisprudenza più aggiornata ha avuto modo di precisare nondimeno che un'autorità di secondo grado può convertire un rimedio giuridico in un altro ove l'errata intestazione sia dovuta a svista o a inavvertenza manifesta, oppure nell'ipotesi in cui la scelta del ricorso da esperire non fosse facilmente riconoscibile (sentenza del Tribunale federale 5A_221/2018 del 4 giugno 2018 consid. 3 con richiami, pubblicato in: RSPC 2018 pag. 408; analogamente: sentenza 5A_46/2020 del 17 novembre 2020 consid. 4 in:
RSPC 2021 pag. 140).
Quest'ultima ipotesi è appena stata scartata nel caso specifico.
Riguardo alla conversione del rimedio giuridico, essa è esclusa se l'insorgente, patrocinato da un difensore professionista, ha scientemente optato per una via di diritto che non poteva ignorare essere errata (sentenza del Tri-bunale federale 5A_953/2020 del 9 agosto 2021 consid. 3.4.2.2; analogamente:
RtiD II-2019 pag. 767 consid. 3 con rinvii; da ultimo: I CCA, sentenza inc.
11.2020.161 del 17 dicembre 2020 consid. 3).
In concreto il rimedio denota una certa confusione terminologica. Da un lato infatti
il memoriale è espressamente intestato come
“appello” e l'interessato si definisce
“appellante” non meno di tre volte nella motivazione,
tant'è che
nella richiesta di giudizio propone di accogliere “l'appello”.
Egli stesso però ritiene tempestivo “il reclamo”, dà per pacifica la sua legittimazione a “reclamare”, come pure il suo interesse a “interporre reclamo”. Sapere se il ricorso sia stato introdotto consapevolmente come appello, e vada dichiarato pertanto irricevibile, o se ciò sia dovuto a una svista appare pertanto arduo. I
n condizioni del genere conviene transigere sull'impropria designazione dell'atto e trattare l'appello come reclamo
, anche perché l'esito dell'impugnazione non muta, come si vedrà in appresso.
3.
N
ella fattispecie il Pretore
ha stralciato l'istanza di AO 1 dal ruolo
, come detto,
poiché la procedura era divenuta senza oggetto a causa del tempo trascorso. In conseguenza di ciò egli ha posto le spese di fr. 300.– a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. AP 1 contesta tale ripartizione, facendo valere in sintesi che la caducità dell'istanza va ricondotta al comportamento della moglie, la quale ha “domandato tardivamente al Pretore di aggiungere la comminatoria penale dell'art. 292 CP”. Quanto alle ripetibili, egli rivendica una congrua indennità, “rimettendosi al prudente giudizio di questa Camera”.
a)
Qualora una causa diventi senza oggetto ed è stralciata dal ruolo, le spese processuali vanno stabilite “secondo equità” (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC; sui criteri: RtiD II-2021 pag. 717).
Equità che in materia di spese informa, del resto, tutte le cause del diritto di famiglia (art. 107 cpv. 1
lett. c
CPC). In concreto è vero che AP 1 ha preso conoscenza solo il 30 agosto 2021 del decreto supercautelare emanato dal Pretore il 26 agosto 2021, ma egli sapeva che con decreto cautelare del 23 agosto precedente gli era stato ordinato
di accompagnare il figlio al corso di preparazione alle scuole medie
. Ed egli non nega di averne avuto contezza, salvo affermare di non avere dato seguito all'ordine per imprecisati “precedenti impegni professionali” (osservazioni al Pretore del 6 settembre 2021). L'iniziativa processuale della moglie, tenuta all'oscuro di ciò, non poteva pertanto dirsi inutile, abu-siva o vessatoria. Tanto meno se si pensa che per finire l'interessato ammette di avere semplicemente ritenuto “opportuno non portare il figlio al corso” (osservazioni al Pretore del 6 settembre 2021). Non può dolersi quindi che in condizioni del genere il Pretore gli abbia addebitato la metà delle spese processuali.
b)
Quanto alle ripetibili, compensate dal Pretore, la censura del reclamante è finanche irricevibile. AP 1 si limita infatti a postulare “fr. ... di ripetibili”. Ma una richiesta indeterminata per ripetibili è ammissibile in primo grado, non più in sede di ricorso (DTF 143 III 112 consid. 1.2). Né l'esigenza di conclusioni cifrate anche in materia di ripetibili trascende nel formalismo eccessivo (sentenza del Tribunale federale 4D_61/2011 del 26 ottobre 2011 consid. 2, in: RSPC 2012 pag. 92). Debitamente assistito da un avvocato, l'interessato non poteva ignorare l'esigenza di quantificare la pretesa. E in mancanza di conclusioni numeriche non sussistono i requisiti per statuire sull'entità del postulato indennizzo (analogamente: I CCA, sentenza inc.
11.2020.167 del 23 settembre 2021 consid. 11 con rinvio).
4.
Se ne conclude che, privo di consistenza, il “reclamo” vede la sua sorte segnata.
Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema di ripetibili, AO 1 non essendo stata invitata a presentare osservazioni.
5.
Quanto ai rimedi giuridici
esperibili
contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore delle spese giudiziarie controverse non raggiunge manifestamente la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.