Decision ID: 2196013d-6739-5066-8295-b475052f91fb
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 27 dicembre 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 10'800.– oltre agli interessi del 5% dal 24 novembre 2016, indicando alla voce titolo di credito: “Solidale con _ S_ fatt. MIN241011 del 24.10.2016”.
B. Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 27 febbraio 2017 RE 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 24 aprile 2017.
C. Statuendo con decisione del 4 maggio 2017, il Pretore aggiunto ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 350.– e un’indennità di fr. 500.– a favore della parte convenuta.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 15 maggio 2017 per ottenerne l’annullamento e la retrocessione degli atti alla Pretura, affinché pronunci una nuova decisione previa assegnazione di un congruo termine per la replica. Nelle sue osservazioni del 12 giugno 2017, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. Con allegati scritti spontanei di replica e di duplica, le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 15 maggio 2017 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 5 maggio, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, il Pretore aggiunto ha rilevato che i due contratti per le prestazioni di architetto prodotti dall’istante, dai quali risulta chiaramente il compenso pattuito, costituiscono in principio validi titoli di rigetto provvisorio dell’opposizione a norma dell’art. 82 LEF. Il primo giudice ha però accolto l’eccezione d’inadempimento della controprestazione contrattuale sollevata dall’escusso, perché l’istante non aveva ancora portato a termine la procedura d’inoltro della domanda di costruzione volta al conferimento di una destinazione d’uso all’appartamento n. 3 edificato sulla particella n. _ RFD di _, come risulta dal permesso di abitabilità parziale rilasciato il 4 novembre 2016 dal Comune di _, da cui si deduce che a quel momento l’unità abitativa sita sulla quota di comproprietà per piani n. _ non era stata ultimata, né era ancora stata definita la sua destinazione d’uso. Così che al convenuto è stato intimato d’inoltrare un’ulteriore domanda di costruzione, incombenza che a mente del primo giudice incombeva all’istante in virtù del contratto del 14 settembre 2011.
3. Nel reclamo RE 1 si duole di una violazione del suo diritto di essere sentita, perché il Pretore aggiunto ha emesso la sentenza senza darle il tempo di esprimersi sulle osservazioni della parte convenuta. Infatti la decisione pretorile le è pervenuta solo 8 giorni dopo l’intimazione delle osservazioni. Tale termine è stato tanto breve da non permettere di presumere una rinuncia da parte sua a inoltrare una replica spontanea, tanto che si stava infatti apprestando a presentare le proprie argomentazioni in merito alle censure dell’escusso, da lei ritenute prive di fondamento. Infine, la reclamante fa valere che l’eccezione d’inadempimento della prestazione a proprio carico, accolta dal primo giudice, è del tutto infondata, atteso che la stessa, comunque contestata, si riferisce all’allestimento di una successiva variante alla domanda di costruzione resasi necessaria dalle modifiche richieste dal committente in corso d’opera, di cui era peraltro stata incaricata un’entità giuridica diversa dalla procedente.