Decision ID: e582a662-3380-51ef-800c-682b5f8965d0
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Il 6 marzo 1998, il municipio di _ ha assunto il ricorrente _ quale ausiliario presso gli _ nell'ambito di un programma occupazionale promosso ai sensi della LAS.
Il 12 aprile 1999 l'autorità comunale ha convertito il rapporto d'impiego in un incarico definito per funzione temporanea secondo l'art. 13 ROD.
B. Con decisione 20 febbraio 2003 il municipio ha disdetto il rapporto d'impiego per il 30 aprile successivo, ritenendo che nonostante i ripetuti richiami a migliorare il rendimento, le prestazioni lavorative fornite non corrispondessero ai requisiti minimi richiesti per la funzione d'ausiliario.
C. Con giudizio 16 aprile 2003 il Consiglio di Stato ha confermato la disdetta, respingendo il ricorso contro di essa inoltrato da _.
Configurato il rapporto d'impiego alla stregua di un incarico per funzione stabile, il Governo ha in sostanza ritenuto che la disdetta non dovesse essere giustificata da particolari motivi. Rispettosa dei termini, l'ha quindi confermata.
D. Contro il predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
L'insorgente rimprovera anzitutto al Consiglio di Stato non aver accertato i fatti correttamente. Nega in particolare di essere stato invitato a migliorare il suo rendimento. I suoi superiori diretti ed i colleghi sarebbero soddisfatti delle sue prestazioni lavorative. Le valutazioni del capo-cuoco sarebbero sempre state positive. Il motivo del licenziamento, allega, sarebbe da ricercare nelle sue, peraltro sporadiche, assenze per infortunio, che avrebbero indispettito il responsabile della _.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio, contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che saranno discussi qui appresso.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. La legittimazione attiva dell'insorgente è certa.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza assumere prove (art. 18 PAmm). Non è compito specifico di questo tribunale porre rimedio alle carenze istruttorie poste in essere dalle istanze inferiori. Se la fattispecie è stata accertata in modo incompleto, il tribunale può infatti annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti all’istanza inferiore per nuovo giudizio (art. 65 cpv. 2 PAmm).
2. 2.1. I dipendenti del comune di _ sono suddivisi in due ordini: quelli nominati e quelli incaricati (cfr. art. 2 del regolamento organico dei dipendenti del comune di _ e delle sue aziende municipalizzate del 19 maggio 1998; in seguito ROD). I dipendenti incaricati sono a loro volta suddivisi in due categorie: quelli incaricati per funzione stabile e quelli incaricati per funzione temporanea.
L'incarico per funzione stabile è conferito per una durata indeterminata, mediante pubblico concorso, ai dipendenti che non rispondono ai requisiti della cittadinanza svizzera e dell'idoneità, sanciti dall'art. 5 cpv. 1 lett. a) e d) per il conferimento della nomina (art. 10 e 11 ROD). Questo tipo d’incarico è trasformato in nomina quando si realizzano in capo al dipendente incaricato i requisiti mancanti al momento dell’assunzione (art. 12 ROD).
I dipendenti incaricati per funzioni temporanee sono invece assunti direttamente dal municipio, senza pubblico concorso, per funzioni istituite a titolo provvisorio (cfr. art. 13 ROD). La durata dell'incarico temporaneo è determinata dalla natura stessa dell'attività per la quale si procede all'assunzione (art. 14 cpv. 1 ROD). Di regola, viene prestabilita al momento in cui il dipendente viene assunto.
2.2. Di regola, il rapporto d'impiego dei dipendenti incaricati a tempo determinato si estingue per semplice decorrenza del termine prestabilito. Non occorre né una disdetta, né una conferma del termine di scadenza del rapporto, che è stato fissato al momento dell’assunzione.
Il rapporto d’impiego dei dipendenti incaricati a tempo indeterminato perdura invece fintanto che non viene sciolto mediante disdetta. Il termine di preavviso varia da un mese se l'incarico dura da meno di un anno a tre mesi se l’incarico sussite da più di cinque anni (art. 89 ROD).
La disdetta dei dipendenti nominati presuppone l'esistenza di giustificati motivi (art. 86 ROD). È in particolare considerato giustificato motivo qualsiasi circostanza soggettiva od oggettiva, data la quale non si può pretendere in buona fede che l’autorità di nomina possa continuare il rapporto d’impiego nella stessa funzione o in altra funzione adeguata e disponibile nell’ambito dei posti vacanti.
La disdetta dei rapporti d'incarico a tempo indeterminato non presuppone invece particolari motivi. Essa è in larga misura rimessa al potere discrezionale del datore di lavoro, che è comunque tenuto ad esercitarlo nei limiti del divieto d’arbitrio.
Notoriamente, decidere secondo apprezzamento non significa decidere come pare e piace. Anche le decisioni rese secondo libero apprezzamento devono fondarsi su motivi pertinenti e rispettare i principi fondamentali del diritto, segnatamente quelli riferiti alla parità di trattamento, alla proporzionalità ed all’equità. Censurabili da parte dell’autorità di ricorso sono le decisioni fondate sull’apprezzamento, che procedono da considerazioni estranee alla materia, scaturiscono da motivazioni contraddittorie o sono altrimenti insostenibili dal profilo dei principi suddetti.
3. 3.1. In concreto, va anzitutto rilevato che il rapporto d’impiego del ricorrente, anche se costituito senza pubblico concorso, non si configura come un incarico per funzione temporanea, ma come un incarico per funzione stabile. A dispetto del tenore letterale dell’atto di assunzione, l’incarico non è invero stato conferito a tempo determinato per lo svolgimento di un compito di natura provvisoria, bensì a tempo indeterminato per una funzione almeno apparentemente stabile e duratura. La cessazione del rapporto d’impiego non interviene quindi ope temporis, ma presuppone la notifica di una formale disdetta. Atto, questo, che costituisce l’oggetto del presente giudizio.
3.2. Il municipio ha giustificato la disdetta con l’insufficienza delle prestazioni lavorative fornite dal ricorrente. Questi ne contesta il fondamento, sostenendo di aver sempre avuto un rendimento soddisfacente.
Ora, dagli atti non emerge assolutamente nulla che permetta di suffragare l’una o l’altra tesi. L’incarto è costituito dall’atto di assunzione e della decisione di disdetta. Non v’è altro. L’autorità comunale non si è curata di produrre lo stato di servizio del ricorrente, le valutazioni periodiche, una registrazione delle assenze o anche solo una dichiarazione dei diretti superiori del ricorrente che permetta di verificare il fondamento delle sue allegazioni. Il Consiglio di Stato, dal canto suo, ha respinto tutte le prove offerte, asserendo apoditticamente che gli atti permettevano di statuire sul ricorso senza istruttoria.
Siffatto modo di procedere non può essere condiviso.