Decision ID: 604aa189-e29e-5445-8bb3-99b257b55805
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa contro PI 1 per l’incasso di fr. 351.--, il Comune RI 1, il 14 aprile 2008, ha chiesto la realizzazione dei beni immobili pignorati il 16 novembre 2006, ovvero la quota di comproprietà D di 1⁄2 del fondo n. 1_ e il fondo mapp. n. 3_. Gli altri creditori del gruppo (n. 2), A_ (es. n. _) e lo S_ (es. n. _) hanno anch’essi richiesto la vendita degli stessi beni, in data 21 maggio e 6 novembre 2008, rispettivamente 14 giugno 2007, 8 maggio e 13 ottobre 2008. Il Comune RI 1, come richiesto il 17 aprile 2008, ha anticipato fr. 3'000.-- a garanzia delle spese di realizzazione il 30 maggio 2008, mentre lo S_ ha comunicato di non essere intenzionato a dare seguito ad una richiesta simile, chiedendo all’Ufficio di valutare se fosse il caso di procedere ad un pignoramento complementare o al rilascio di un attestato di carenza di beni (scritto del 17 ottobre 2008).
B.
Gli stessi beni immobili sono inoltre stati pignorati il 16 ottobre 2007 a favore del gruppo (n. 4) composto delle esecuzioni n. _ (per fr. 140.--), n. _ (per fr. 292,80), n. _ (per fr. 197,10), n. _ (per fr. 144,95) e n. _ (per fr. 123,40) promosse dal Comune RI 1 (per le quali ha chiesto la realizzazione il 16 aprile 2008) e di altre 16 esecuzioni, tra cui quelle promosse da A_ (es. n. _, _, _ e _) e da P_ (es. 247'557 e 247'790), che ne hanno chiesto la realizzazione il 6 novembre 2008, rispettivamente il 2 aprile 2009.
C.
Il fondo mapp. n. 3_ è ancora stato pignorato il 7 gennaio 2008 a favore del gruppo n. 3 (composto dalle esecuzioni n. _, _, _ e _), il 5 maggio 2008 a favore del gruppo n. 5 (composto di 15 esecuzioni, di cui 4 inoltrate dal Comune RI 1 – n. _ per fr. 2'575,10, n. _ di fr. 296,25, n. _ di fr. 209,15 e n. _ di fr. 306.-- –, per le quali ha depositato le relative domande di vendita il 5 marzo 2009), il 24 settembre 2008 a favore del gruppo n. 6 (composto da 7 esecuzioni) e il 19 febbraio 2009 a favore del gruppo n. 7 (composto di 6 esecuzioni, di cui una è stata promossa dal ricorrente). In tutti i verbali di pignoramento, il valore del fondo in questione è stato stimato in fr. 147'481.-- (pari al valore di stima ufficiale), con l’osservazione che lo stesso risultava gravato da pegni immobiliari per fr. 280'000.--.
D.
Il 30 giugno 2008, l’Ufficio ha informato l’escusso che il Comune RI 1, per le sue esecuzioni n. _ dei gruppi n. 1, 2 e 4 aveva anticipato le spese di realizzazione dei fondi di _ e di _ e che la procedura avrebbe seguito il suo corso se non le avesse pagato integralmente (con un versamento di fr. 3'893,65, oltre fr. 961,70 di spese) entro il 23 giugno 2008 (sic).
E.
Il 14 agosto 2008, l’CO 1 ha incaricato l’UEF _ di procedere alla vendita del fondo 3_, che è stata fissata per il 18 giugno 2009.
F.
L’11 marzo 2009, l’CO 1 ha chiesto al Comune un ulteriore anticipo di fr. 3'000.--, indicando che le spese maturate avevano già raggiunto la somma di fr. 2'700.-- circa e che si era appena scoperta la necessità di provvedere all’immediato pagamento dei premi d’assicurazione relativi a due stabili pignorati. L’Ufficio ha reso attento il Comune che le ulteriori realizzazioni sarebbero state sospese se l’anticipo non fosse stato effettuato nel termine di 10 giorni.
G.
Con messaggio elettronico del 20 marzo 2009, il Comune ricorrente ha informato l’Ufficio di non essere disposto a versare ulteriori somme, che riteneva ingiustificate.
H.
Il 31 marzo 2009, l’Ufficio, in risposta ad un messaggio elettronico dello stesso giorno con cui il Comune chiedeva, nel caso avesse deciso di sospendere la vendita degli immobili, di formalizzare la decisione in forma scritta, ha confermato che la realizzazione del fondo di _ sarebbe comunque stata portata a termine malgrado l’acconto versato dal Comune fosse già esaurito, precisando che per contro gli altri oggetti pignorati non sarebbero stati realizzati.
I.
Il 18 giugno 2009, l’Ufficio rogato ha aggiudicato il fondo n. 3_ a favore della creditrice ipotecaria di primo rango (B_) per fr. 290'000.--, ovvero poco più del piede d’asta, stabilito in fr. 288'906,50 (somma dei crediti garantiti da ipoteche legali o convenzionale così come iscritti nell’elenco oneri). Il 28 luglio 2009, l’Ufficio rogato ha comunicato all’CO 1 il seguente conteggio:
Delibera 18.06.2009 fr. 290’000.00
Acconto prezzo delibera in contanti: fr. 45’000.00
Saldo in compensazione fr. 245’000.00
Totali a pareggio fr. 290’000.00 fr. 290’000.00
Eccedenza fr. 45’000.00
Comune _ fr. 4’926.40
Consorzio correzione fiume Ticino fr. 157.40
Ufficio esazione e condoni fr. 4’822.70
Saldo in contanti a B_ fr. 34’000.00
Totali fr. 43’906.50 fr. 45’000.00
Eccedenza a parziale copertura
delle nostre spese e competenze fr. 1’093.50
Totali a pareggio fr. 45’000.00 fr. 45’000.00
TUI provvisoria fr. 8’876.00
Nostre spese e competenze fr. 2’207.95
Totale fr. 10’903.95
./. eccedenza saldo delibera fr. 1’093.50
Differenza a nostro favore fr. 9’810.45
L.
Il 29 luglio 2009, l’CO 1 ha chiesto al Comune ricorrente di pagare le spese non coperte dal ricavo della vendita del fondo di _, determinate in fr. 11'374,25 secondo il seguente calcolo:
Spese UEF _ fr. 9’810.45
Spese CO 1 fr. 4’563.80
./. vostro acconto fr. 3'000.--
Totale fr. 11’374.25
M.
Con ricorso 5 agosto 2009, il Comune RI 1 si è aggravato contro questa richiesta di pagamento, ricordando di aver segnalato all’Ufficio, il 20 marzo 2009, di non essere più d’accordo di versare ulteriori anticipi di spesa e quindi di voler fermare la procedura, richiesta ribadita il 31 marzo 2009. Orbene, l’Ufficio non avrebbe dato risposta e avrebbe lo stesso proceduto alla realizzazione del fondo contrariamente a quanto indicato nella seconda richiesta d’anticipo delle spese. Il ricorrente critica inoltre il provvedimento impugnato per un altro motivo: le spese d’amministrazione, di realizzazione e di ripartizione avrebbero dovuto essere prelevate sul ricavo dell’asta prima di ogni versamento ai creditori pignoranti in conformità dell’art. 144 cpv. 3 LEF.
N.
Nelle sue osservazioni, l’CO 1 rileva come l’art. 126 LEF preveda il pagamento dei crediti poziori a quello del creditore precedente, motivo per il quale i crediti garantiti da ipoteche legali e convenzionali sono stati pagati per primo (a concorrenza di fr. 288'906,50) e, siccome il saldo del prezzo d’aggiudicazione (fr. 1'093,50) non copriva le spese degli uffici rogante e rogato, la differenza è stata posta a carico del procedente.

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l’art. 68 LEF,
le spese d’esecuzione sono a carico del debitore, ma il creditore è tenuto ad anticiparle. In mancanza di tale anticipazione, l’ufficio può intanto sospendere l’atto esecutivo, dandone avvisto al creditore
. Secondo il testo stesso della legge, l’ufficio non è obbligato a chiedere all’escutente di anticipare le spese né a sospendere l’atto esecutivo qualora il suo costo non sia coperto da anticipi spese o da altri attivi (as es. ricavo dalla realizzazione di altri beni pignorati). Qualora l’ufficio non abbia chiesto alcun anticipo all’escutente e abbia omesso di prelevare le spese sul versamento effettuato dal debitore o sul ricavo della realizzazione, esso può ancora esigerne il pagamento da parte del creditore, il quale potrà a sua volta pretenderne il rimborso da parte dell’escusso (cfr. DTF 39 I 509-10; 62 III 15;
Emmel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 12 ad art. 68;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 14 e 32-33 ad art. 68;
Ruedin
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 16 e 24 ad art. 68). L’ufficio può tuttavia esigere l’anticipo delle spese di realizzazione solo a quei creditori che hanno formulato domanda di vendita ed eventuali spese scoperte possono essere poste a carico soltanto di quei medesimi creditori (cfr. DTF 28 I 60-62; 55 III 122; 111 III 65, cons. 2).
1.1.
Nel caso concreto, non è contestato che il ricorrente, nell’ambito del gruppo n. 2, ha chiesto il 14 aprile 2008 la realizzazione del fondo n. 3_ né che ha formulato analoga domanda il 5 marzo 2009 e il 16 aprile 2008 per quanto concerne i gruppi n. 3 e 4. Ci si potrebbe invero chiedere se i messaggi elettronici 20 e 31 marzo 2009 del ricorrente siano da considerare quale ritiro della/e domanda/e di realizzazione. Orbene, nel primo messaggio il ricorrente si è limitato ad opporsi al versamento di un ulteriore anticipo, mentre nel secondo ha chiesto all’Ufficio di formalizzare la sua decisione per scritto sull’eventuale sospensione della realizzazione dei fondi, senza però rinunciare esplicitamente alla realizzazione. D’altronde, l’Ufficio si è determinato lo stesso giorno su tale ultima richiesta, decidendo di porre il fondo di _ all’asta, ancorché l’anticipo versato dal ricorrente fosse insufficiente. Quest’ultimo non ha contestato siffatto provvedimento né il successivo avviso d’incanto e le relative condizioni d’asta. In queste condizioni, v’è da concludere che il ricorrente non ha ritirato la domanda di realizzazione e risponde di conseguenza delle relative spese, il provvedimento 11 marzo 2009 essendo da considerare superato dalla decisione del 20 marzo 2009 e da quelle successive.
1.2.
Su questo punto, il ricorso sarebbe quindi da respingere.
2.
Il ricorrente sostiene però anche che le spese di cui l’Ufficio gli chiede ora il pagamento sarebbero dovute essere prelevate direttamente sul ricavo dell’asta in conformità dell’art. 144 cpv. 3 LEF.
2.1.
In realtà, la norma citata dal ricorrente trova applicazione solo nei casi in cui vi è un ricavo da distribuire tra i creditori pignoranti che partecipano al pignoramento (cfr. art. 144 cpv. 4 LEF). Diversa è invece la situazione se il provento della realizzazione non copre nemmeno le spese: gli importi scoperti vanno in tal caso posti a carico dei creditori che hanno chiesto la realizzazione (cfr.
DTF 111 III 65, cons. 2; 66 III 380; 55 III 122;
Schöniger
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998,
n. 52 ad art. 144
;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol.
II, Losanna 2000, n. 33 ad art. 144; contra:
Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol.
II, 4a ed., Zurigo 1997, n. 16 ad art. 144;
Rey-Mermet
,
Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 37 ad art.
144: questi autori, fondandosi su una vecchia sentenza (DTF 28 I 58) ormai superata, sostengono che tutti i creditori della serie rispondono delle spese
in proporzione dei rispettivi crediti, misconoscendo però il fatto che chi non ha chiesto la realizzazione non può essere tenuto responsabile delle spese che ne derivano). D’altronde, le spese di realizzazione vengono messe interamente a carico dei creditori che hanno chiesto la vendita qualora il fondo non possa essere aggiudicato in mancanza di un’offerta sufficiente ai sensi dell’art. 126 LEF (DTF 116 III 28, cons. 3). Logicamente, la stessa regola dovrebbe applicarsi nei casi in cui il prezzo d’aggiudicazione supera il piede d’asta, ma non permette l’intero pagamento delle spese di amministrazione e di realizzazione del fondo: l’art. 126 LEF non prevede infatti eccezioni al principio secondo cui gli oggetti da realizzare sono aggiudicati al maggior offerente solo se l’offerta eccede l’importo degli eventuali crediti garantiti da pegno poziori a quello del creditore procedente (detto principio dell’offerta sufficiente o di copertura). I creditori pignoranti, per evitare il rischio di dover sopportare spese oltre al fatto di non percepire alcun dividendo, possono rinunciare alla realizzazione e chiedere l'emissione di un attestato di carenza di beni (art. 127 LEF).
2.2.
Ancorché senza esaminare la portata dell’art. 126 LEF, il Tribunale federale, in una sentenza del 1963 (DTF 89 III 76-77 cons. 2), seguendo l’opinione di
Jaeger
(SchKG-Kommentar, Zurigo 1900, n. 4 e 5 ad art. 144), ha stabilito che i creditori pignoratizi (garantiti da pegno) che non hanno promosso esecuzione sarebbero da considerare “creditori interessati” ai sensi dell’art. 144 cpv. 3 LEF e dovrebbero quindi accettare che le spese di realizzazione e di riparto, limitatamente al pegno, siano prelevate in primo luogo sul ricavo lordo della realizzazione, in applicazione analogica dell’art. 262 cpv. 2 LEF. La dottrina più recente va anche nello stesso senso (
Jaeger
et al., op. cit., n. 15 ad art. 144;
Schöniger
, op. cit., n. 66 ad art. 144;
Gilliéron
, n. 43 ad art. 144). Parimenti,
Eduard
Brand
(Die betreibungsrechtliche Zwangsverwertung von Grundstücken im Pfandverwertungsverfahren, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, p. 187 ad 3.4) sostiene che il principio di copertura varrebbe solo per la questione dell’aggiudicazione e non per quella della ripartizione, sicché le spese di realizzazione, e in particolare la tassa sull’utile immobiliare e l’imposta sul valore aggiunto, andrebbero prelevate sul prezzo di aggiudicazione a costo che i creditori pignoratizi non procedenti non siano interamente pagati.
2.3.
Invero, come ammette lo stesso
Jaeger
, la sua tesi lede il principio di copertura stabilito all’art. 126 LEF, ovvero il principio secondo cui il creditore, a meno che venga interamente pagato, non può essere costretto ad accettare la realizzazione del suo pegno – salvo che la stessa venga chiesta da un creditore pignoratizio di rango prevalente –, poiché deve poter scegliere il momento migliore per la vendita (DTF 104 III 81 cons. 2). Orbene, l’art. 144 cpv. 3 non deroga a siffatto principio, dal momento che disciplina la “ripartizione” (titolo marginale) tra creditori
pignoranti
, ossia che partecipano al pignoramento (cfr. art. 79 cpv. 2 e 3 RFF; l’art. 144 cpv. 4 LEF usa invece i termini
“beteiligten Gläubigern”
in tedesco e “creditori interessati” in italiano). Inoltre, la tesi di
Jaeger
crea una disparità di trattamento tra creditori pignoratizi non escutenti la cui pretesa è esigibile e quelli la cui pretesa non è ancora esigibile, dato che secondo lo stesso
Jaeger
(op. cit., n. 4 ad art. 144) nella seconda ipotesi le spese possono essere detratte dal prezzo di aggiudicazione solo per la parte che eccede il piede d’asta. Infine, il riferimento all’art. 262 cpv. 2 LEF è irrilevante, giacché il principio di copertura non si applica in materia di fallimento (art. 259 LEF e 130 cpv. 4 RFF; DTF 43 III 262;
Foëx
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/ Monaco 2005, n. 4 ad art. 258 con rif.).
2.4.
Ingrid
Jent-Sørensen