Decision ID: c34f60b8-aef9-5f25-9a66-60a910c6688c
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con petizioni 30 novembre 1990 (inc. n. _) e 7 gennaio 1991 (inc. n. _ _ ha promosso azione di contestazione della rivendicazione di proprietà sollevata da _ _ _ su beni sequestrati nell’ambito di una procedura esecutiva contro il di lei marito _ _;
che con sentenza 7 giugno 1996 il Pretore ha accolto le petizioni e ha disconosciuto le rivendicazioni di proprietà della convenuta, a eccezione di quelle sugli oggetti n. 1 e 3 del verbale di sequestro datato 4 settembre 1990 (seq. n. _/_), ponendo la tassa di giustizia di fr. 8000.– e le spese a carico di _ _ _, con l’obbligo di rifondere all’attore l’importo di fr. 22’000.– per ripetibili;
che con appello del 18 giugno 1996 _ _ _ contesta la sentenza, asserendo che i documenti da lei presentati giustificano la veridicità delle sue rivendicazioni;
che il gravame non è stato notificato alla controparte;
considerato

in diritto:
che la convenuta dichiara di appellare la sentenza pretorile, che a suo dire non risponderebbe alla realtà e chiede una revisione e una presa in visione dei documenti da lei prodotti in causa, che giustificano la veridicità delle sue rivendicazioni di proprietà;
che l’appello non indica i motivi di fatto e di diritto per cui l’accoglimento delle petizioni sarebbe errato e risulta quindi carente dei requisiti formali prescritti dall'art. 309 cpv. 2 lett. f CPC;
che inoltre l’appello non precisa quale giudizio dovrebbe essere emanato in riforma della sentenza impugnata e difetta anche della condizione formale imposta dall'art. 309 cpv. 2 lett. e CPC;
che la tolleranza e l’indulgenza da prestare nei confronti di appellanti sprovvisti di cognizioni giuridiche non possono in concreto rimediare le manifeste e insanabili carenze dell’atto di appello (art. 309 cpv. 5 CPC);
che il gravame, irricevibile, sfugge quindi a un esame di merito e può essere deciso con la procedura semplificata dell’art. 313bis CPC;
che non si giustifica di riconoscere ripetibili alla controparte, cui l’appello nemmeno è stato notificato;
che gli oneri processuali sarebbero di principio a carico dell’appellante, interamente soccombente (art. 148 cpv. 1 CPC);
che tuttavia, appare giustificato prescindere, in concreto, dal prelievo di oneri processuali, il cui incasso appare già sin d’ora difficile, sia in considerazione delle asserite difficoltà economiche dell’appellante, sia per il suo domicilio all’estero;
che, ciò posto, l’istanza di gratuito patrocinio contenuta nell’appello diviene senza oggetto;