Decision ID: b8769065-fd87-42b5-bfc9-58d1ee21c1f8
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 29 dicembre 2021 dall’Ufficio d’esecuzione di Locarno, la CO 1, ossia l’organo _, ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 20.– oltre agli interessi del 5% dal 1° novembre 2021, indicando quale causa del credito la
“Fattura n. _ per la procedura di conciliazione n. _ tra RE 1 e PINT1 1”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 2 marzo 2022 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo della Melezza. Nel termine impartito, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 4 aprile 2022.
C.
Statuendo con decisione del 2 maggio 2022, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta
dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 40.–
e un’indennità di fr. 15.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 20 maggio 2022
per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza, protestate spese e ripetibili. Con un successivo scritto dell’8 giugno 2022, il reclamante ha presentato una richiesta di esonero dall’anticipo delle spese processuali considerata
“la particolarità del caso e della
[
propria
]
situazione economica”,
a suo dire nota alla Camera. Stante il presumibile esito dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 10 maggio 2022, il termine d’impugnazione è scaduto venerdì 20 maggio. Presentato quello stesso giorno (data del timbro postale), il reclamo è dunque tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Ciò posto, i due scritti del 19 novembre 2019 trasmessi dal Servizio reclami della S_ AG a _ (allegati 3 e 4) annessi al gravame, nonché le allega-zioni di fatto fondate sui medesimi, sono inammissibili, siccome non sono stati addotti in prima sede. Non possono quindi essere presi in considerazione ai fini del presente giudizio.
1.3
Il reclamo dev’essere “motivato”
(art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la Camera verifica d’ufficio –
nel senso che dal memoriale deve evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I 94 consid. 8.2 con rinvii)
.
Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Spetta al reclamante confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (sentenza del Tribunale federale 4A_ 290/2014 del 1° settembre 2014 consid. 3.1, in: RSPC 2015 pag. 52, i cui principi valgono anche per i reclami: sentenza 5D_190/ 2014 del 12 maggio 2015 consid. 2). Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resiste alla critica.
1.3.1
Nella sentenza impugnata, il Giudice di pace ha constatato che la decisione del 7 maggio 2021 dell’organo _ e quella del 13 settembre 2021 emessa dal Tribunale amministrativo federale sono entrambe passate in giudicato, ritenendo così implicitamente ch’esse costituiscono validi titoli di rigetto definitivo dell’opposizione per le spese procedurali di fr. 20.– poste in esecuzione. In merito al disappunto esternato dall’escusso con le proprie osservazioni, in cui ha sostenuto di aver subìto un
“grave torto”
e un
“ingiusto trattamento”
da parte dell’istante, il primo giudice ha ricordato, da una parte, che con la sua richiesta di avvio della procedura di conciliazione davanti all’CO 1, RE 1 si è assunto l’onere delle spese processuali legate alla medesima, e dall’altra che nella causa sommaria di rigetto il compito del giudice è limitato all’esame della validità del titolo di credito prodotto. Onde l’accoglimento dell’istanza.
1.3.2
Nel reclamo RE 1 critica nuovamente il modo d’agire della CO 1, poiché a suo dire essa non avrebbe fornito la prestazione dovuta e non avrebbe svolto il servizio per cui è richiesta la tassa di fr. 20.–. Allega che l’istante non si è attenuta, contrariamente a lui, alle disposizioni di legge previste per la procedura di conciliazione da egli avviata – di cui riporta alcuni articoli all’inizio del suo gravame – non garantendo così lo svolgimento corretto della medesima. Persiste infine nel criticare il Tribunale amministrativo federale per la sua richiesta
“dura e sproporzionata”
di un anticipo delle spese processuali di fr. 500.– e per non aver giudicato nel merito sul suo ricorso.
1.3.3
Sennonché, così facendo, il reclamante non si confronta con la sentenza impugnata (v. sopra consid. 1.3) con la quale il Giudice di pace, seppur in modo succinto, ha rilevato che le decisioni prodotte dall’istante sono passate in giudicato e ricordato che il suo compito è limitato all’esame della validità del titolo di credito (oltre che delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF, che tuttavia RE 1 non ha sollevato). Essendo le critiche del reclamante rivolte all’operato della CO 1 e non alla motivazione della sentenza impugnata, il reclamo si rivela insufficientemente motivato (art. 321 cpv. 1 CPC) e, come tale, irricevibile.
1.3.4
Comunque sia, la decisione impugnata risulta corretta nel merito. Sia la decisione emessa il 7 maggio 2021 dalla CO 1, con cui sono state poste a carico di RE 1 le spese procedurali di conciliazione di fr. 20.–, sia la successiva decisione d’inammissibilità del suo ricorso al Tribunale amministrativo federale in seguito al mancato anticipo delle spese processuali, sono entrambe passate in giudicato e costituiscono pertanto validi titoli di rigetto definitivo dell’opposizione nel senso dell’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF. Rinunciando a versare l’anticipo al Tribunale amministrativo federale, l’escusso ha infatti impedito all’unica autorità competente di esaminare le sue censure nel merito e le lamentele rivolte allo svolgimento della procedura di conciliazione.
2.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue
la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il gravame non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni.
3.
Per quanto attiene alla
richiesta di ammissione al gratuito patrocinio
formulata da RE 1
– limitata all’esenzione dalle spese
processuali (art. 118 cpv. 1 lett. b CPC) –, può essere lasciata aperta
la questione di sapere
se egli sia sprovvisto dei mezzi necessari a difendersi (giusta l’art. 117 lett. a CPC), perché ad ogni modo il reclamo
appariva
fin dall’inizio
privo di probabilità di successo (
nel senso dell’art. 117 lett. b CPC
), tanto da non essere stato notificato alla controparte
. La richiesta andrebbe quindi respinta, ma ancora una volta (v. sentenza della CEF 14.2022.29 del 6 maggio 2022, pag. 3)
– l’ultima, però – motivi di opportunità inducono a prescindere da ogni prelievo delle spese processuali, il quale rischierebbe di tradursi per altro in oneri d’incasso infruttuosi per l’ente pubblico.
4.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, pari a fr. 20.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.