Decision ID: 02e032e6-5a62-5e86-8123-b9572c4efcb0
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con decisione del 14 settembre 2011 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1967) e AP 1 (1968), ha accertato il diritto di ogni coniuge alla metà della prestazione d'uscita
accumulata dall'altro in costanza di matrimonio presso il rispettivo istituto di previdenza professionale (dispositivo n. 7), non ha fissato contributi alimentari in favore del figlio P_ (nato il 27
gennaio 2003), il cui mantenimento è stato posto interamente a carico della madre
(dispositivo n. 11), e ha addebitato la tassa di giustizia (fr. 4000.–)
con le spese alle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili (dispositivo n. 12).
B.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 14 ottobre 2011 per ottenere che non si facesse luogo ad alcun riparto delle prestazioni d'uscita maturate dai coniugi in costanza di matrimonio presso i rispettivi istituti di previdenza professionale, che AO 1 fosse condannato a versare un contributo alimentare indicizzato per il figlio di fr. 400.– mensili fino al 6° compleanno e di fr. 600.– mensili da allora in poi fino al termine della formazione scolastica o professionale, assegni familiari non compresi, e che la tassa di giustizia con le spese fossero addebitate al medesimo, tenuto a rifonderle un'indennità di fr. 7000.– per ripetibili.
L'appello non è stato notificato ad AO 1 per osservazioni.
C.
Contro la sentenza del Pretore ha adito questa Camera anche AO 1 con un memoriale del 21 novembre 2011 inviato per fax nel quale chiede che la sentenza del Pretore sia annullata, che il divorzio sia pronunciato per colpa della moglie e che sia “considerato un risarcimento per danni arrecati al padre e al figlio, dovuti alla condotta antigiuridica della Pretura di Lugano, dal 21 dicembre 2003 ad oggi”. Il memoriale non è stato notificato a AP 1 per osservazioni.
D.
Il 15 marzo 2012 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello.

Considerando
in diritto: I. Sull'appello di AP 1
1.
Il ritiro di un appello equivale a desistenza (
Rüegg
in: Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 3 ad art. 106), indipendentemente dai motivi che possono avere indotto l'appellante a recedere dalla lite. E desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie (art. 106 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie non v'è motivo di scostarsi da tale principio, ma l'ammontare della tassa di giustizia va ridotto, la procedura di appello terminando senza sentenza (art. 21 LTG per analogia). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato al convenuto per osservazioni. Esso non ha quindi cagionato costi presumibili.
II. Sull'appello di AO 1
2.
La decisione di divorzio era impugnabile a questa Camera entro 30 giorni dalla notificazione, ciò che il Pretore aveva specificato in calce alla decisione stessa, intimata il 14 settembre 2011 all'allora patrocinatore del convenuto. Il memoriale di AO 1 data del 21 novembre 2011 ed è stato inviato per fax al Tribunale d'appello il 23 novembre successivo. Ch'esso sia tempestivo appare praticamente impossibile. Dal momento tuttavia che il memoriale sfugge a un esame di merito per le ragioni in appresso, non mette conto di avviare ricerche sul giorno preciso della notificazione, così come appare superfluo fissare un termine all'interessato per apporre una firma autografa sul documento.
3.
L'appellante chiede anzitutto di pronunciare il divorzio “in quanto la moglie ha violato gli obblighi che derivano dal matrimonio”. La conclusione risulta d'acchito improponibile, ove appena si consideri che la nozione di divorzio per colpa di un coniuge è stata epurata dal diritto svizzero da oltre un decennio (FF 1996 I 31 n. 144.3 e 46 n. 146.22). Sulla richiesta non è lecito quindi entrare in materia.
4.
In secondo luogo l'appellante postula “un risarcimento per i danni arrecati al padre e al figlio, dovuti alla condotta antigiuridica della Pretura di Lugano, dal 21 dicembre 2003 ad oggi”. La conclusione è una volta ancora inammissibile, tanto meno formulata per la prima volta in appello. Pretese di risarcimento verso il Cantone Ticino vanno fatte valere nei modi e nei termini previsti dagli art. 18 segg. della legge sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici (RL 2.6.1.1). Anche su tale questione l'appello denota di conseguenza la sua irricevibilità.
5.
Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma in concreto l'incasso si risolverebbe verosimilmente in un ulteriore onere amministrativo per l'erario, l'appellante non risultando provvisto di mezzi nemmeno per contribuire al mantenimento del figlio (decisione impugnata, pag. 17). Conviene dunque rinunciare a ogni prelievo. Non si pone inoltre problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato all'attrice per osservazioni.
6.
Relativamente ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la presente sentenza
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), essa
può formare oggetto di un ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore
(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF)
, litigiose non essendo solo conseguenze pecuniarie del divorzio, ma lo scioglimento stesso del vincolo matrimoniale.