Decision ID: 59453c12-c763-5d63-81ec-a0dc6ad8a559
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 1. ottobre 1998 la _ ha chiesto il fallimento della _ per Fr. 31’842.50 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio dell’11 novembre 1998 l’escussa non è comparsa.
C.
L’appellante adduce di avere ottenuto una dilazione di pagamento prima della declaratoria di fallimento, producendo una lettera 17 novembre 1998 della creditrice, in cui quest’ultima dichiara di accettare la dilazione di pagamento proposta dalla _ (doc. B).
D.
Con le sue osservazioni la creditrice ha rilevato che l’appellante ha effettuato i versamenti pattuiti, estinguendo il debito nei suoi confronti.

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l'art. 172 n. 3 LEF il giudice rigetta la domanda di fallimento quando il debitore provi con documenti che il creditore gli ha concesso una dilazione.
Per l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
2.
L’appellante adduce per la prima volta in sede d’appello, di avere ottenuto una dilazione di pagamento prima della declaratoria di fallimento. A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub C. Questo documento costituisce prova sufficiente della concessione da parte della creditrice di una dilazione ante declaratoria di decozione: il fallimento va quindi annullato ex art. 174 cpv. 1 LEF.
3.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, non essendo comparsa avanti al primo giudice, in ambo le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.