Decision ID: 4bc2be7f-f784-52c7-aeab-46f3a168c394
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. RI 1, nata l'_ 1963, attiva quale ausiliaria di pulizie presso la _ di _ \"per ca. 18.50 ore settimanali per ogni sostituzione richiesta. Il preciso orario d'impegno dipende dal piano di lavoro\" dal 1° settembre 2011 e per il restante tempo quale casalinga, divorziata dal 2016 e madre di 4 figli (nati nel 1983, 1984, 1985 e 1987), il 28 maggio 2013 ha inoltrato una domanda di prestazioni dell’AI per \"anelli spina dorsale consumati, tiroide\" dal 1° febbraio 2009 (pag. 12-18, 359, 438-439 incarto AI).","1.2. Dopo avere acquisito gli atti medici ritenuti necessari - tra cui, in particolare, il rapporto della visita medico fiduciaria del 18 ottobre 2013 della dr.ssa med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, per la _ (pag. 12-18 incarto Lamal), la perizia pluridisciplinare del SAM del 26 maggio 2015 relativa all'aspetto reumatologico, neurologico e psichiatrico (pag. 147-221 incarto AI) e il rapporto finale del 29 maggio 2015 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 223-226 incarto AI) - l’UAI con decisione del 17 luglio 2015 (pag. 244-247 incarto AI) - previo preavviso mediante progetto del 2 giugno 2015 (pag. 227-230 incarto AI) e dopo aver raccolto l'annotazione del 15 luglio 2015 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 243 incarto AI) - ha respinto la richiesta di prestazioni dell'assicurata, poiché ella, in applicazione del metodo misto (avendola ritenuta salariata al 40% e casalinga al 60%), presentava un grado d'invalidità del 4% e, quindi, non pensionabile. Nel frattempo il contratto di lavoro è stato disdetto dal datore di lavoro il 7 gennaio 2015 con effetto al 30 aprile 2015, visto che il diritto al pagamento massimo di 730 giorni da parte dell'assicura-zione malattia si sarebbe esaurito il 24 aprile 2015 (pag. 360 incarto AI).","1.3. RI 1 rappresentata dall'avv. RA 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione, chiedendo di essere posta al beneficio di una rendita d’invalidità intera, in via principale, rispettivamente di mezza rendita d’invalidità, in via subordinata (pag. 257-263 incarto AI). In sede ricorsuale il patrocinatore dell'assicurata - che ha contestato la valutazione medico-valetudinaria effettuata dai medici dell'amministrazione ed anche l'applicazione del metodo misto al caso di specie - ha prodotto a suffragio delle proprie argomentazioni svariata documentazione economica come pure i certificati medici dell'11 agosto 2015 (pag. 395 e 396 incarto AI) e del 28 agosto 2015 (pag. 381 incarto AI) della dr.ssa med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, la quale ha preso a carico l'assicurata in data 15 luglio 2015, data a partire dalla quale ne ha attestato un'inabilità totale nell'attività abituale e anche in attività di tipo più leggero per tempo indeterminato a causa di un episodio depressivo di media gravità (ICD-10: F.32.1) e di una sindrome da dolore persistente (ICD-10: F.45.4). La precitata documentazione medica è stata sottoposta al medico SMR dr. med. _ che, nell'annotazione del 6 ottobre 2015, ha puntualizzato quanto segue:","\" (...) Dalla documentazione presentata non vi sono elementi comprovati che rendono verosimile la presenza di una problematica psichica invalidante fino alla data delle decisione impugnata. Ricordo che l'assicurata è stata valutata a livello psichiatrico in occasione della perizia SAM in maggio 2015 e precedentemente in ambito fiduciario (dr.ssa Uslenghi) in ottobre 2013 senza riscontro attuale né anamnestico di problematica psichica.\" (pag. 386 incarto AI).","La precitata documentazione medica è stata sottoposta anche alla dr.ssa med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che aveva visitato la ricorrente il 5 maggio 2015 nell'ambito della perizia pluridisciplinare del 26 maggio 2015 del SAM. Questa specialista ha puntualizzato che:","\" La collega certifica una presa a carico dal 15.07.2015, ossia successiva alla data in cui è stata prodotta dalla sottoscritta la perizia psichiatrica (11.05.2015). Emette una diagnosi psichiatrica, che in occasione della perizia non era oggettivata. La valutazione della collega successiva a quanto rilevato in sede peritale. La Dr.ssa _ non emette una diagnosi anamnestica (pregressa), che metta in discussione le conclusioni peritali. Queste pertanto non sono disconfermate dal certificato della curante. Essendo l'oggettivazione della collega successiva alla valutazione peritale della sottoscritta, no ci si può esprimere (né confermare né escludere) su un'eventuale evoluzione sfavorevole del quadro clinico, con l'insorgenza di un disturbo psichiatrico in precedenza assente.\" (pag. 405 incarto AI)","Le conclusioni della perita del SAM sono state fatte proprie anche dalla dr.ssa med. _, specialista FMH in medicina interna, e dal dr. med. _, specialista FMH in medicina generale, nello scritto del 26 luglio 2016 (pag. 402 e 403 incarto AI). Nell'annotazione del 28 luglio 2016 il medico SMR dr. med. _, ha sottolineato quanto segue:","\" La certificazione della dr.ssa _ è insufficiente a comprovare la presenza di una problematica depressiva invalidante perdurante almeno per 3 mesi precedenti la decisione del 17.7.2015. ricordo che l'assicurata era stata visitata in precedenza da 2 psichiatri che hanno negato la presenza di una patologia psichiatrica maggiore. In presenza di una perdurante IL certificata dal punto di vista psichiatrico la presentazione di una nuova domanda non può essere negata.\" (pag. 407 incarto AI)","1.4. Preso atto degli scritti del 17 e del 18 agosto 2016 con cui il patrocinatore dell'assicurata ha ritirato il ricorso interposto e la richiesta di gratuito patrocinio, facendo comunque presente che la sua assistita continuava ad essere in cura medica presso la dr.ssa med. _, il 22 agosto 2016 il Presidente del TCA ha stralciato la causa dai ruoli, in quanto divenuta priva di oggetto (pag. 409 e 410 incarto AI; STCA 32.2015.124 del 22 agosto 2016).","1.5. Il 24 agosto 2016 RI 1 ha inoltrato una seconda domanda di prestazioni dell’AI per \"dolori articolari, lombalgia, disturbi nervosi (ansia, depressione, insonnia persistente)\" dal 2012 (pag. 412-420 incarto AI).","1.6. Dopo avere acquisito gli atti medici e amministrativi ritenuti necessari - tra cui, in particolare, la perizia pluridisciplinare di decorso del SAM del 22 giugno 2017 relativa all'aspetto reumatologico, neurologico e psichiatrico (pag. 464-517 incarto AI), il rapporto finale del 5 luglio 2017 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 520-522 incarto AI) e il rapporto finale del 25 luglio 2017 del SIP, _ (pag. 527-529 incarto AI) - l’UAI con decisione dell'8 novembre 2017 (pag. 562-568 incarto AI) - previo preavviso mediante progetto del 26 luglio 2017 (pag. 530-534 incarto AI) e dopo aver preso atto del certificato medico del 3 agosto 2017 della psichiatra curante (pag. 548-550 incarto AI) e raccolto l'annotazione dell'11 ottobre 2017 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 557 e 558 incarto AI) ed il complemento del 22 settembre 2017 del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che aveva visitato la ricorrente il 15 e 29 marzo 2017 nell'ambito della perizia pluridisciplinare del 22 giugno 2017 del SAM (pag. 561 incarto AI), ha respinto la richiesta di prestazioni dell'assicurata, poiché ella (a fronte di un \"reddito da valido\" di fr. 47'574.-, fissato in base alla TA1 2014, divisione economica 77/82 (tranne 78) attività dei servizi amministrativi e di supporto, livello di qualifica: attività semplici e ripetitive, aggiornato al 2015 e \"da invalido\" di fr. 29'263.-, determinato in base alla TA1 2014, attività semplici e ripetitive, valore mediano, aggiornato al 2015, tenuto conto di una capacità lavorativa del 60%, applicando una decurtazione sociale del 10% dovuta alla necessità di svolgere unicamente attività leggere e per altri fattori di riduzione), presenta un grado d'invalidità del 38% e, quindi, non pensionabile.","1.7. Con tempestivo ricorso del 28 novembre 2017 RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha postulato il riconoscimento di una rendita di invalidità di almeno tre quarti (cfr. doc. I, pag. 10). Il patrocinatore della ricorrente contesta la valutazione medica operata dal SAM e dal SMR in base alle quali la sua cliente - affetta da una depressione di entità da moderata a grave - sarebbe in grado di svolgere altre attività adeguate al suo stato di salute nella misura del 60%. A suffragio delle proprie argomentazioni produce anche in questa sede il certificato medico del 3 agosto 2017 della psichiatra curante, già agli atti. Viste le opinioni divergenti tra gli specialisti in questione in merito alla capacità lavorativa della propria assistita, egli chiede l'esperimento di una perizia medica giudiziaria. Il rappresentante dell'insorgente critica l'operato dell'UAI anche per non aver indicato nella decisione avversata quali sarebbero le attività adeguate che consentirebbero alla ricorrente di conseguire con una capacità lavorativa del 60% un reddito di fr. 29'263.- nel Cantone Ticino. Il \"reddito da valido\" indicato nella decisione impugnata è una cifra assurda e la realtà sarebbe ben diversa. Neppure andrebbe utilizzato il valore mediano, ritenuto che l'assicurata è di sesso femminile, con conseguente reddito decisamente più basso. Parimenti inconcepibile, scorretta e contestato che la ricorrente possa guadagnare \"da invalida\" - a fronte di un \"reddito da valida\" di fr. 47'574.- e \"da invalida\" di fr. 54'191.- per un'attività a tempo pieno - ben fr. 7'000.- rispetto a quanto potrebbe conseguire \"da valida\". Il patrocinatore della ricorrente rileva che l'assicurata non ha potuto prendere conoscenza dei precisi dati statistici utilizzati dall'amministrazione, visto che il link internet indicato su sua esplicita richiesta scritta riporta i dati del 2014. Tale modo di procedere sarebbe inaccettabile. Il rappresentante dell'insorgente stigmatizza altresì l'operato dell'UAI che non ha neppure tenuto conto del fatto che quanto un impiegato percepisce in Ticino nel settore in discussione è oltre il 10% inferiore alla media. Ritenuto la presenza di svariati fattori di riduzione (età, grado di occupazione, cittadinanza straniera, nessuna formazione specifica, tasso di disoccupazione elevato in Ticino ed in continuo aumento) che non sono stati considerati né dal perito psichiatra (che ha preso in considerazione solamente le difficoltà economiche in cui versa l'assicurata), appare giustificata nel caso concreto la deduzione sociale massima del 25%. Egli critica l'operato dell'amministrazione anche per non aver indicato nella decisione avversata quali sarebbero i fattori di riduzione che giustificherebbero una deduzione sociale del 10%. Il patrocinatore della ricorrente rileva inoltre che nel calcolo a pag. 66 della perizia \"il tasso di riduzione per attività leggere\" viene indicato in 0%. Ciò è in contraddizione con quanto si legge a pag. 2 della decisione impugnata, ovvero che nel calcolo del reddito da invalida è \"inclusa una riduzione complessiva del 10% dovuta alla necessità di svolgere soltanto attività leggere ()...\". Il rappresentante dell'insorgente ritiene che, anche partendo da un salario da invalido al 100% (che comunque contesta) di fr. 54'191.-, a fronte di una capacità lavorativa residua del 40% (come ritenuto dalla psichiatra curante ed in attesa di una perizia giudiziaria) ed applicando una deduzione sociale del 25%, il reddito da invalida della sua assistita sarebbe pari a fr. 18'311.-. La perdita di guadagno ammonterebbe quindi a fr. 31'196.70, pari ad un grado di invalidità del 66% che, in quanto superiore al 60%, apre il diritto a tre quarti di rendita.","Da ultimo, il patrocinatore della ricorrente ha chiesto che la sua assistita venga posta al beneficio del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria.","1.8. Il 6 dicembre 2017 il rappresentante della ricorrente ha versato agli atti il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria, debitamente compilato e vidimato, e la documentazione economica dimostrante lo stato di indigenza del suo cliente (doc. V).","1.9. Nella risposta del 7 dicembre 2017 l'UAI ha postulato la reiezione del gravame con argomenti (in particolare, aggiornando il raffronto dei redditi al 2016) di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VI). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto le annotazioni del 4 dicembre 2017 del consulente in integrazione professionale, _ (doc. VI+1) e del Capo gruppo _ e dell'addetto agli affiliati _ (doc. VI+2).","1.10. Il 15 dicembre 2017 il patrocinatore della ricorrente - dopo aver puntualizzato che l'UAI era giunta ad un grado AI del 38,49% - ha ribadito la richiesta di una perizia giudiziaria, visto che la psichiatra curante concorda pienamente con l'esame psichico, la valutazione ei limiti funzionali osservati dal dr. med. _, ma non condivide con la trasposizione di tali dati clinici e funzionali in solo il 40% di incapacità di attività lavorativa della sua paziente. Per il resto, si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti, nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto, protestando spese e ripetibili per almeno fr. 1'500.- (doc. VIII).","1.11. L'11 gennaio 2018 l’UAI si è riconfermata nella richiesta di reiezione del gravame con argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. X).","1.12. Il doc. X è stato trasmesso per conoscenza al rappresentante della ricorrente (doc. XI)."}

{"in diritto In ordine","2.1. Il patrocinatore della ricorrente rileva che l'assicurata non ha potuto prendere conoscenza dei precisi dati statistici utilizzati dall'amministrazione, visto che il link internet indicato su sua esplicita richiesta scritta nello scritto del 18 agosto 2017 dell'UAI riporta i dati del 2014. Tale modo di procedere sarebbe inaccettabile. Egli critica l'operato dell'amministrazione anche per non aver indicato nella decisione avversata quali sarebbero i fattori di riduzione che giustificherebbero una deduzione sociale del 10%. Il rappresentante dell'insorgente lamenta sostanzialmente una violazione del diritto di essere sentito della sua cliente. Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V 387, 127 V 219, 127 V 431, 127 I 56, 126 V 130). Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni."}