Decision ID: ebcc1004-3f9a-5bac-808f-9350aafc92df
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 12 gennaio 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'200.– oltre agli interessi del 5% dal 5 agosto 2016, indicando quale titolo di credito le
“indennità ripetibili assegnate con sentenza della Camera di protezione del Tribunale d’Appello del 05.08.2016”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 26 gennaio 2017 CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Paradiso. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 20 febbraio 2017.
Con replica del 20 marzo l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è nuovamente opposta con una duplica del 21 aprile 2017. Su invito del primo giudice, il 27 giugno e il 28 luglio 2017 CO 1 e RE 1 hanno inoltrato rispettivamente le loro
“contro osservazioni”
e
“conclusioni finali”
.
C.
Statuendo con decisione del 4 agosto 2017, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione
interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali
di fr. 175.– e un’indennità di fr. 110.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 17 agosto 2017
per ottenerne la riforma nel senso dell’accoglimento dell’istanza limitatamente a fr. 390.– (anziché fr. 1'200.–), oltre agli interessi di mora dal 24 gennaio 2017 (in luogo del 5 agosto 2016). Chiamata a esprimersi
limitatamente alla censura relativa alla data di decorrenza degli interessi di mora, nelle sue osservazioni del 4 gennaio 2018 CO 1
ha postulato l’integrale reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 17 agosto 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 9 agosto, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non dimostri immediatamente eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).
3.
Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha (implicitamente) ritenuto che la decisione del 5 agosto 2016 emessa dalla Camera di protezione del Tribunale d’appello, poiché passata in giudicato, costituisce un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’importo posto in esecuzione. Egli non ha d’altronde accolto l’eccezione di compensazione sollevata dall’escusso, ritenendo che dalla documentazione da lui prodotta si evince semplicemente il pagamento di
“alcune fatture”
, ma non uno scritto da cui risulti la sua volontà di compensarle con le proprie pretese.
4.
Nel reclamo RE 1 rimprovera al primo giudice di aver respinto l’eccezione di compensazione da lui sollevata senza considerare
“tutte le condizioni dell’esistenza del credito”
da lui vantato, con particolare riferimento alla causale e alla data del pagamento delle fatture da lui prodotte. Al proposito il reclamante sottolinea che l’accordo transattivo concluso con l’istante l’11 maggio 2016 dinanzi all’Autorità di protezione di _ – da cui risulta che gli onorari dello psicologo per il figlio L_ erano posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno – costituisce una transazione giudiziaria nel senso dell’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF. Posto come la cassa malati del figlio rimborsi il 75% delle fatture dello psicologo direttamente sul conto dell’istante quale detentrice della custodia, RE 1 sostiene che la metà delle prestazioni del medico da lui sostenute debba essere detratta dall’importo posto in esecuzione. In merito agli interessi di mora, il reclamante ribadisce che non decorrono dalla data della sentenza, bensì dal giorno in cui è stato apposto il timbro del passaggio in giudicato della stessa. Tenuto conto del credito che pone in compensazione, in conclusione RE 1 chiede pertanto che l’istanza di CO 1 sia respinta in via definitiva limitatamente a fr. 390.–, oltre agli interessi del 5% dal 24 gennaio 2017.
5.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).
5.1
Nella fattispecie l’istante fonda la propria pretesa nei confronti del convenuto sulla decisione del 5 agosto 2016 (doc. C e doc. E, inc. n. _), con cui il presidente della Camera di protezione del Tribunale d’appello ha riconosciuto, tra le altre cose, un importo di fr. 1'200.– per ripetibili a favore di CO 1. Poiché esecutiva e addirittura passata in giudicato – come si evince dal timbro apposto sull’ultima pagina – è pacifico che la menzionata decisione costituisca un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione giusta l’art. 80 cpv. 1 LEF per l’importo posto in esecuzione.
5.2
Contrariamente poi a quanto sostiene il reclamante (pag. 7 ad 2), gli interessi di mora non iniziano a decorrere dal giorno in cui è stato apposto il timbro di
“crescita in giudicato”
(il 24 gennaio 2017), poiché con esso viene unicamente accertato, a posteriori, il carattere definitivo della decisione e non la data in cui essa è diventata esecutiva.
a)
Di pri
ncipio, le decisioni esecutive nel senso dell’art. 80 LEF valgono titolo di rigetto definitivo anche per gli interessi di mora maturati dopo il loro passaggio in giudicato sebbene non lo specifichino esplicitamente (
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 49 e 134 ad art. 80;
Abbet
in: La mainlevée d’opposition, 2017, n. 43 e 139 ad art. 80 LEF;
P
eter
Stücheli,
Die Rechtsöffnung, 2000, pagg. 192 segg.
). La decorrenza degli interessi applicabili alle ripetibili non è disciplinata da una norma specifica. Il Tribunale federale ritiene che in assenza di altri elementi pertinenti l’interesse di mora decorra dal giorno successivo alla notifica del precetto esecutivo (sentenza 5D_13/2016 del 18 maggio 2016 consid. 2.3.3). Contrariamente a quanto scrive A
bbet
(op. cit., n. 43 ad art. 80), non si può dedurre da tale precedente che il
dies a quo
non possa essere il passaggio in giudicato della decisione, poiché in quel caso la data del passaggio in giudicato non era certa.
b)
Sul tema la dottrina è tutto tranne che unanime. Le opinioni divergono già sul diritto applicabile, tra coloro che sostengono l’applicabilità, per analogia, della norma relativa alle spese giudiziarie, ossia l’art. 112 CPC (
Tappy
in: CPC commenté, 2011,
n. 23 ad art. 112 CPC
), e quelli che invece rinviano direttamente alle disposizioni topiche (art. 102 e segg.) del codice delle obbligazioni (tra altri:
S
chmid
in:
Schweizerische ZPO, Kurzkommentar, 2
a
ed. 2014, n. 13c ad art. 112 CPC;
Jenny
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO
, 3a ed. 2016,
n. 9 ad art. 112 CPC;
Mohs
in:
Gehri/Jent-Sørensen/Sarbach
[curatori],
ZPO Kommentar, 2
a
ed. 2015, n. 3 ad art. 112 CPC;
Zotsang