Decision ID: 65b8a16a-68b9-5e79-9e2c-59f5a01280f0
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 14 agosto 2002 (doc. _) la Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona ha ricalcolato la prestazione complementare a favore di _ fissandola a Fr. 1'889.- mensili con effetto dal 1° agosto 2002.
Precedentemente, la medesima Cassa aveva stabilito detto diritto in Fr. 2'066.- dal 1° agosto 2001 (doc. _), non avendo però considerato nel calcolo per il diritto alla PC dello stesso assicurato anche il figlio _, che a quel momento viveva con la mamma _.
1.2. Con ricorso del 16 settembre 2002 (doc. _) l'assicurato, per il tramite dell'avv. _, ha sollevato dubbi sulle modalità di allestimento della tabella di calcolo PC ed ha pertanto chiesto che, sulla base delle motivazioni riprese qui di seguito, la decisione impugnata venga annullata e che la Cassa stabilisca la sua PC in Fr. 1'592.- in aggiunta alla cifra fissata con la summenzionata decisione:
"
(...)
3.1
Prima di iniziare la convivenza con _ e il figlio _, gli importi percepiti mensilmente dal signor _ erano i seguenti:
Rendita AI (doc. _) fr. 1'091.--
Rendita PC (doc. _) fr. 2'066.--
Totale
fr. 3'167.--
Sulla scorta della decisione dell'Autorità tutoria (doc. _), il ricorrente versava nelle mani della madre, la signora _, la somma di fr. 650.-- per _.
(...)
4.
fino al 1. agosto 2002 (doc. _) nel fabbisogno di _ veniva conteggiato un importo di fr. 7'800.-- annui, corrispondenti alla somma di fr. 650.-- dovuta mensilmente dal ricorrente al figlio _ a titolo di contributo di mantenimento (doc. _).
D'altro canto, il reddito non privilegiato ha subìto un aumento da fr. 13'092.-- a fr. 18'072.-- (cfr. doc. _ e _; in quanto è stata inserita la posta corrispondente alla rendita completiva per _ pari a fr. 415.-- x 12 mesi; in applicazione dell'art. 7 OPC-AVS/AI). Si segnala che l'importo di fr. 650.-- è sempre stato versato da _ (quindi in aggiunta alla rendita completiva e alla PC).
Invece, dal 1. agosto 2002 (doc. _) l'importo dovuto da _ a titolo di contributo di mantenimento è stato eliminato completamente dal conteggio (v. voce "fabbisogno").
In sostituzione, come esposto in precedenza (pto. 3.2), la Cassa di compensazione ha fissato una prestazione complementare per il figlio _ pari a fr. 539.-- (doc. _; versata nelle mani della madre, _, oltre a fr. 19.-- versati all'Ufficio assicurazione malattia).
E' chiaro che il ricorrente, sulla scorta della risoluzione della Commissione tutoria di _ (doc. _), deve continuare a versare per _ l'importo di fr. 650.-- mensili.
Rispetto alla cifra di fr. 558.-- versata a _ dalla Cassa compensazione (= fr. 539.-- + fr. 19.--; v. doc. _) sorge una differenza negativa pari a fr. 92.--, che viene interamente sopportata dal qui ricorrente; invece, in precedenza, l'intero contributo per _ veniva incluso – in tal modo riconosciuto – nel fabbisogno di _ (v. doc. _).
Fino al 1. agosto 2002, pagato il contributo di mantenimento di fr. 650.-- a favore di _, a _ rimanevano
fr. 2'517.--
(= fr. 3'167.-- ./. 650.--).
A partire dal 1. agosto 2002, a seguito della decisione qui impugnata, la situazione finanziaria del ricorrente è peggiorata in quanto le sue entrate mensili sono diminuite a
fr. 2'349.--
(fr. 2'441.-- ./. fr. 92.--), vale a dire di un importo di
fr. 168.--
.
Alla somma attualmente percepita da _ a titolo di prestazione complementare (fr. 1'350.--) dovrebbero essere aggiungi fr. 92.-- per _ (contributo di mantenimento) e fr. 150.-- (quota-parte per il nuovo appartamento di 4 1/2 locali a _), per un ammontare complessivo di
fr. 1'592.--
.
(...)"
Infine, il ricorrente lamenta che in occasione del suo esercizio del diritto di visita nei confronti della figlia _, egli deve provvedere al regime dietetico di cui ella abbisogna poiché affetta da diabete e celiachia, ciò che gli cagiona altre spese supplementari che non gli sono state però riconosciute con la decisione contestata; la mamma _, invece, oltre alla normale rendita completiva AI per se stessa e per i due figli _ e _ con cui vive, percepisce dall'AI un ulteriore contributo straordinario di Fr. 350.- al mese. L'assicurato chiede quindi di poter anch'egli beneficiare di pari importo o, in subordine, di una parte di esso.
1.3. Nella propria risposta di causa dell'11 novembre 2002 (doc. _) la Cassa di compensazione ha proposto di respingere il ricorso sulla base dell'art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI, il quale prevede che la prestazione complementare di un figlio che vive con un solo genitore che ha diritto ad una rendita deve essere fissata congiuntamente alla rendita del genitore. Quanto al computo del contributo alimentare che il ricorrente versa al figlio _, siccome essi vivono insieme, non vi sarebbe ragione di riconoscere all'assicurato tale posta. Infatti, ciò implicherebbe il riconoscimento del medesimo importo quale reddito, per cui poi le due voci si annullerebbero. Infine, la Cassa rileva che _ riceve già una prestazione complementare comprensiva dell'ammontare di Fr. 2'100.- per le spese per la dieta; pertanto, non sarebbe lecito conteggiare tale posta anche all'assicurato.
1.4. Il rappresentante del ricorrente ha comunicato di rinunciare a produrre nuovi mezzi di prova (doc. _).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Va avantutto rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).
2.3. Per l’art. 2c lett. a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2 LPC gli invalidi che hanno diritto a una mezza rendita o a una rendita intera dell'AI.
2.4. Secondo l’art. 3a cpv. 1 LPC,
"
L'importo della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."
2.5. Per quanto riguarda le spese riconosciute, fino al 31 dicembre 1998 l’art. 3b LPC prevedeva che:
"
Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:
1.
per le persone sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16290 franchi;
2.
per i coniugi, almeno 22035 franchi e al massimo 24435 franchi;
3.
per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell’importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;
b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione." (cpv. 1)
"
Per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:
a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
Dal 1° gennaio 1999 (sino al 31 dicembre 2000) l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari a Fr. 16’460.- per persone sole, Fr. 24’690.- per coniugi, Fr. 8’630.- per il primo e per il secondo figlio o orfano, Fr. 5'755.- per il terzo e per il quarto figlio o orfano e Fr. 2’880.- per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).
A decorrere dal 1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del fabbisogno vitale sono aumentati a Fr. 16'880.- per persone sole, Fr. 25’320.- per coniugi e, per orfani e figli che danno diritto ad una rendita per figli AVS o dell’AI, a Fr. 8'850.- (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).
2.6. Ancora, giusta l’art. 3c LPC i redditi determinanti comprendono:
"a. le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa è interamente computato;
b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"
"
Non sono computati come redditi determinanti:
a. le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;
b. le prestazioni d'aiuto sociale;
c. le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;
d. gli assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;
e. le borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione. (cpv. 2)"
2.7. Il ricorrente contesta la decisione della Cassa poiché non ritiene corretto che nel conteggio dei redditi essa abbia considerato pure la rendita AI per figli che il figlio _ percepisce. A dire dell'assicurato, inoltre, malgrado la resistente abbia tenuto conto di un fabbisogno vitale che comprende pure il figlio (Fr. 16'880.- + Fr. 8'850.-), la stessa avrebbe tralasciato di conteggiare, nelle spese riconosciute, il contributo alimentare che l'assicurato versa mensilmente a _ (Fr. 650.- x 12). Nel precedente conteggio valido dal 1° agosto 2001 (doc. _), invece, il limite di reddito considerato era solo relativo al ricorrente (Fr. 16'880.-), ma l'Amministrazione aveva tenuto pure conto degli alimenti pagati a _ (Fr. 7'800.-).
In virtù dell'art. 35 cpv. 1 LAI, le persone legittimate alla rendita d'invalidità hanno diritto ad una rendita completiva per ogni figlio che, qualora esse fossero morte, avrebbe diritto ad una rendita per orfani dell'assicurazione per la vecchiaia ed i superstiti.
Il capoverso 4 prevede che la rendita completiva per figli è versata come la rendita cui è connessa. Sono salve le disposizioni per un utilizzo della rendita conforme al suo scopo (art. 50) e le disposizioni contrarie del giudice civile. Il Consiglio federale può emanare ulteriori prescrizioni sul versamento della rendita completiva, segnatamente per figli di genitori separati o divorziati.
Nel caso di specie, siccome _, padre naturale di _, percepisce una rendita intera AI, sulla base del citato art. 35 LAI quest'ultimo ha a sua volta diritto, sin dalla sua nascita, a ricevere una rendita completiva AI.
Fintanto che gli stessi vivono insieme, la rendita completiva AI di _ deve essere versata all'assicurato, poiché egli è l'avente diritto principale di una rendita AI.
2.8. Ora, per sua stessa ammissione (doc. _ punto 2 pag. 3), a far data dal 1° luglio 2002 il ricorrente vive con il figlio _ e la convivente _ in un appartamento di 4 1/2 locali a _ (doc. _: contratto di locazione). L'assicurato è pertanto legittimato a percepire direttamente la rendita AI del figlio.
Giusta l'art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI, la prestazione complementare annua per i figli che danno diritto ad una rendita per figli dell'AVS o dell'AI è calcolata congiuntamente alla rendita del genitore, se i figli vivono con un solo genitore che ha diritto ad una rendita o può far valere il diritto ad una rendita completiva dell'AVS o dell'AI.
Come precisa il N. 2043.2 delle Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e AI (DPC), edite dall'UFAS, se i figli vivono con uno solo dei genitori il quale ha diritto alla rendita o al quale viene versata una rendita completiva dell'AVS o dell'AI, la PC viene calcolata insieme a questo genitore. Le spese riconosciute ed i redditi determinanti dei figli vengono attribuiti al genitore.
Stante quanto precede, bisogna dunque d'un canto conteggiare insieme il fabbisogno vitale dell'assicurato e del figlio _, i contributi fissi per l'assicurazione malattia di entrambi e la pigione annua lorda ripartita fra i due beneficiari di PC in questione (art. 16c OPC-AVS/AI); d'altro canto, vi sono da sommare i redditi di entrambi gli aventi diritto.
2.9. Questo TCA deve verificare se i parametri esposti dalla Cassa nell'impugnata decisione siano da confermare.
Quanto alle spese riconosciute di cui al considerando 2.5., vi è in primis da considerare il fabbisogno vitale dell'assicurato.
Per il 2001, il fabbisogno vitale massimo per persone sole è pari a Fr. 16'880.- (art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).
Il Decreto cantonale esecutivo concernente la Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore dal 1° gennaio 2001, ha stabilito per il Cantone Ticino che tale fabbisogno vitale equivale all'importo massimo fissato nella summenzionata ordinanza federale. Esso ammonta pertanto a Fr. 16'880.- annui.
Sulla base della medesima ordinanza e del relativo decreto cantonale risulta che il fabbisogno vitale per i figli assomma a
Fr. 8'850.- annui, importo che in specie deve essere imputato a _. Conformemente al citato art. 7 OPC-AVS/AI, questo limite di reddito deve essere sommato al fabbisogno vitale del ricorrente, per cui nella tabella di calcolo PC impugnata l'Amministrazione ha a giusta ragione ritenuto un fabbisogno vitale totale pari a Fr. 25'730.- (Fr. 16'880.- + Fr. 8'850.-).
Questa Corte non può scostarsi dalla legislazione vigente.
Detto valore finale è stato quindi correttamente inserito dalla Cassa nella tabella di calcolo PC in questione, valida dal
1° agosto 2002.
2.10. Pure il contributo fisso di Fr. 4'284.- per l'assicurazione malattia individuato dall'Amministrazione deve essere confermato.
Tale ammontare costituisce la somma del premio medio cantonale per gli adulti e per i figli minorenni relativi al 2002.
Il premio per gli adulti per l'anno 2002 è stato fissato, per il Cantone Ticino, in Fr. 3'372.- annui in virtù dell’Ordinanza sui premi medi cantonali 2002 dell’assicurazione delle cure medico sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari del 25 ottobre 2001 del DFI. Detto premio non viene più integralmente coperto dal sussidio cantonale come successo nel corso dell’anno precedente, ma viene parzialmente posto a carico della PC. In altri termini, nel 2001 il contributo fisso per l’assicurazione malattia di Fr. 3'096.- era interamente coperto dal sussidio cantonale all’assicurazione malattia. Per l’anno 2002 la situazione si è modificata ed il sussidio cantonale è limitato a Fr. 2'772.-. Per giungere all’importo del premio medio per l'assicurazione obbligatoria delle cure ammesso nel Cantone Ticino e riconosciuto nel fabbisogno, cifrato come indicato in Fr. 3'372.-, l’importo di Fr. 600.- è stato posto a carico delle prestazioni complementari con il loro conseguente aumento. L’aumento non si è tradotto però, per l’assicurato, in un beneficio reale poiché, nella misura di Fr. 50.- mensili pari Fr. 600.- annui, viene utilizzato per pagare il premio della CM. In pratica per l’assicurato l’aumento della PC è andato a compensare il minor importo del sussidio cantonale all’assicurazione malattia.
Per i figli minorenni, a carico delle PC è stato posto l'importo di Fr. 17.- al mese, ciò che corrisponde a Fr. 204.- annui. Siccome il premio medio cantonale è pari a Fr. 912.- all'anno, la differenza di Fr. 708.- viene coperta dal sussidio cantonale.
I contributi fissi per l'assicurazione malattia (Fr. 3'372.- + Fr. 912.-) sono stati correttamente inseriti dalla Cassa nella tabella di calcolo PC del ricorrente.
2.11. Resta da analizzare se l'ammontare di Fr. 15'000.- relativo alla pigione annua lorda sia corretto.
Per il citato art. 3b cpv. 1 lett. b (cfr. consid. 2.5.), sono considerate spese riconosciute la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie.
Dal 1° luglio 2002 il ricorrente ha locato un appartamento in Via _ avente una pigione di Fr. 2'000.- al mese, a cui vanno ad aggiungersi Fr. 250.- di spese accessorie (doc. _: contratto di locazione).
L'importo annuo della pigione lorda (pigione netta + spese accessorie) assomma dunque a Fr. 27'000.- (Fr. 24'000.- + Fr. 3'000.-).
Nel caso concreto, il citato appartamento serve da dimora domestica per tre persone, e meglio per _ e _ e per lo stesso _; pertanto, la corrispondente pigione deve essere suddivisa fra tre persone.
Per quanto riguarda l’ammontare della pigione computabile nell’ipotesi in cui più inquilini abitino nel medesimo appartamento, il nuovo art. 16c OPC-AVS/AI entrato in vigore il 1° gennaio 1998 prevede che:
"
Quando appartamenti o case unifamiliari sono occupati anche da persone escluse dal calcolo della PC, la pigione computabile dev’essere ripartita fra le singole persone. Le parti di pigione delle persone escluse dal calcolo della PC non sono prese in considerazione nel calcolo della prestazione complementare annua (cpv. 1).
Di massima l’ammontare della pigione è ripartito in parti uguali (cpv. 2)." (sottolineatura della redattrice)
L’UFAS ha commentato nel modo seguente questa norma (Pratique VSI 1998 pag. 35):
"
Le
1
er
alinéa
indique quand il y a lieu de procéder à une répartition du loyer. Il s'agit d'empêcher que les PC aient également à intervenir à l'endroit de personnes qui ne sont pas prises en compte dans le calcul PC.
On ne précise pas davantage la nature du loyer qui doit être partagé. En règle générale, lorsque l'appartement appartient à une tierce personne, c'est le loyer prévu qui sera partagé. Si l'appartement ou la maison occupée l'est conjointement avec le propriétaire, l'usufruitier ou le titulaire d'un droit d'habitation, c'est le montant de la valeur locative qui sera en règle générale réparti entre toutes les personnes.
Le 2
e
alinéa indique comment la répartition doit être opérée. En principe, elle se fera par têtes, et non selon le nombre des pièces occupées ou de m
2
. Des dérogations sont possibles, d'où l'utilisation de l'expression "en principe"."
La norma citata ha in pratica codificato quanto stabilito in precedenza dalla giurisprudenza federale. Secondo il TFA, infatti, il canone di locazione deve essere suddiviso in parti uguali tra le persone che occupano l'alloggio (RCC 1977 pag. 567; RCC 1974 pag. 512 consid. 2; STCA 11 novembre 1991 in re A.T.; STCA 21 febbraio 1992 in re A.T.), anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato ad una sola persona (ZAK 1974 pag. 556).
Lo stesso vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono con i genitori (ZAK 1977 pag. 245). Una deroga a tale principio è concessa solo entro certi limiti e dev’essere ammessa con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo gran parte dell’abitazione.
Un’eccezione è parimenti ammessa quando una persona accoglie gratuitamente nell’abitazione un’altra, poiché vi è obbligata moralmente o giuridicamente (DTF 105 V 273).
In quest’ultimo caso il TFA ha ammesso l’eccezione alla suddivisione in parti uguali del canone di locazione, in quanto la titolare del contratto di locazione, affetta da disturbi fisici e psichici, necessitava forzatamente delle cure erogatele dalla persona che divideva con lei l’appartamento, in caso contrario avrebbe dovuto essere ricoverata in istituto. Tali cure risultavano quindi di grande importanza per l’assicurata, che aveva un grosso debito di riconoscenza nei confronti dell’amico (DTF 105 V 274).
La summenzionata giurisprudenza è stata ripresa al N. 3023 DPC, laddove è previsto quanto segue:
"
Se più persone abitano in comune in un appartamento o in una casa unifamiliare, la pigione (comprese le spese accessorie) è suddivisa in parti uguali tra le singole persone e così computata per il calcolo della PC annua. Ciò vale anche per le persone che vivono in concubinato. In casi particolari, ad esempio quando una persona occupa la maggior parte dell'alloggio, si può adottare una ripartizione diversa a seconda delle proporzioni reali (DTF 105 V 271 segg.).
Non si tiene conto delle parti della pigione pagate dalle persone che non sono comprese nel calcolo della PC."
Ora, siccome _ non è beneficiaria di una rendita AVS o AI, la stessa deve essere esclusa dal calcolo della prestazione complementare annua. In tali circostanze, la sua parte di pigione (1/3) non deve essere presa in considerazione. Si ottiene così che solo 2/3 della pigione annua di Fr. 27'000.- (1/3 ciascuno imputabili al ricorrente ed a _), pari Fr. 18'000.- annui, dovrebbero essere computati all'assicurato.
Tuttavia, l’art. 5 cpv. 1 lett. b LPC, in vigore dal 1° gennaio 1999, precisa inoltre che:
"
I Cantoni stabiliscono l’importo delle spese di pigione giusta l’articolo 3b capoverso 1 lettera b fino a concorrenza, in un anno, di:
1. 12000 franchi per le persone sole,
2. 13800 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita."
Per l'anno 2001 – con validità pure per il 2002 -, i suddetti importi sono stati fissati rispettivamente a Fr. 13'200.- al massimo ed a Fr. 15'000.- al massimo (art. 2 della citata Ordinanza 01, cfr. consid. 2.5.).
Per le persone sole, il Cantone Ticino ha stabilito per l'anno 2001 una pigione massima pari a Fr. 13'200.-, mentre per i coniugi essa ammonta a Fr. 15'000.- (cfr. predetto Decreto esecutivo, consid. 2.5.). Tali importi sono validi anche per l'anno corrente.
La resistente ha pertanto agito in modo corretto riconoscendo al ricorrente l'importo di Fr. 15'000.-.
2.12. Infine, a titolo di reddito il ricorrente lamenta che la Cassa gli ha conteggiato, oltre alla sua rendita personale d'invalidità, la rendita AI di cui beneficia _, aumentandogli così le sue entrate e diminuendo, conseguentemente, le prestazioni complementari a cui ha diritto. A suo dire, però, la resistente avrebbe dovuto continuare a considerargli nelle spese riconosciute gli alimenti di Fr. 650.- al mese versati alla mamma di _ sulla base del contratto del 9 maggio 2001 relativo al suo obbligo di mantenimento (doc. _).
L'agire dell'Amministrazione è corretto.
Infatti, se si ritenesse nelle spese riconosciute dell'assicurato l'importo annuo di Fr. 7'800.- a titolo di contributi alimentari versati al figlio (Fr. 650.- x 12 mesi), alla stessa stregua bisognerebbe computare il medesimo ammontare nei redditi di _. Si avrebbe di conseguenza un'operazione nulla.
Le tabelle di calcolo di _ e di _, modificate, darebbero infatti un diritto alle PC superiore a favore del primo ed un diritto PC quantitativamente inferiore per il secondo; ciò nonostante la somma delle PC di entrambi, divisa per due, darebbe un importo medio corrispondente esattamente all'ammontare di Fr. 1'889.- fissato dalla Cassa nella sua decisione del 14 agosto 2002.
A titolo abbondanziale, questo Tribunale osserva da un lato che il riconoscere al ricorrente il contributo alimentare che lo stesso dice di continuare a versare al figlio malgrado quest'ultimo conviva con il genitore-debitore e, dall'altro, il non computare tale importo nei redditi di _, porterebbe ad un sovraindennizzo di quest'ultimo. In effetti, le spese di mantenimento per _ sono già comprese nel suo limite di reddito di Fr. 8'850.- annui. Aggiungere a tale ammontare pure Fr. 7'800.- significherebbe conteggiargli un doppio importo per un medesimo scopo: le spese ordinarie di mantenimento. Siccome però dette persone vivono inoltre insieme, non v'è fondamento giuridico alcuno secondo cui l'assicurato, che già provvede normalmente ai bisogni del figlio, continui a versare alla mamma, che vive insieme ai due beneficiari della PC, il succitato contributo alimentare stabilito nel predetto contratto del 9 maggio 2001.
Sulla scorta dei citati art. 7 OPC-AVS/AI e N. 2043.2 DPC (cfr. consid. 2.8.), sia le spese riconosciute che i redditi del figlio devono di conseguenza essere sommati a quelli del genitore con cui vive.
Pertanto, nel caso concreto la rendita d'invalidità di _ è stata correttamente attribuita ai redditi del ricorrente per un totale di Fr. 18'072.-, contro l'importo di Fr. 13'092.- riferito alla sola rendita AI di _ (doc. _). In quell'occasione, invero, come detto, il calcolo della prestazione complementare di quest'ultimo era stato fatto separatamente da quello per il figlio che, a quel momento, viveva solo con la mamma.
In simili condizioni, a giusta ragione le spese riconosciute sono state cifrate dalla Cassa in Fr. 45'014.- ed i redditi in Fr. 18'072.-.