Decision ID: c52dbaa2-745f-5c57-8725-c62d84f2509e
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Locarno, l’8 marzo 2019 l’CO 1 ha chiesto alla
Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 16'639.10
più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 13 marzo 2019 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 6 maggio 2019 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento di RE 1 dal 7 maggio 2019 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 100.–.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 23 maggio 2019
, asserendo di avere
“la ferma volontà di saldare il dovuto”
. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 23 maggio 2019 contro la sentenza notificata a RE 1 il 13 maggio, in concreto il reclamo, inoltrato l’ultimo giorno utile, è tempestivo.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
Nel caso in esame, il reclamante non fa valere alcuno dei presupposti appena citati, limitandosi ad affermare, peraltro senza riscontri oggettivi e concreti, di avere
“la ferma volontà di saldare il
dovuto”
e di aver già
“preso accordi con la debitrice”
(
recte:
la creditrice). Ciò è insufficiente ed è comunque tardivo, dal
momento che i presupposti dell’art. 174 LEF devono essere adempiuti
al più tardi l’ultimo giorno del termine di ricorso (DTF 136 III 295 consid. 3.2). Nella fattispecie, non solo il reclamante non ha estinto o depositato la somma reclamata dall’istante, o comunque ottenuto dalla stessa il ritiro dell’esecuzione, ma egli non appare neppure solvibile, siccome è oggetto di altre quattro esecuzioni. Del resto, il fallimento è stato sospeso per mancanza di attivo il 29 maggio 2019. Il reclamo va pertanto respinto e il fallimento di RE 1 confermato.
3.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.
4.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.