Decision ID: 791ca875-890d-58c5-8a43-02eeb81e1a70
Year: 2018
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1 (_), celibe, di professione impiegato, è amministratore unico dalla fine del mese di agosto 2014 della _, con sede a _, il cui recapito è in _, _. La società (il cui scopo è
l’attività di import-export, la commercializzazione di prodotti vari nel settore automobilistico, l’elaborazione dati, nonché la fornitura di servizi ad esse collegate, la compravendita di autoveicoli; può acquistare immobili; può partecipare ad altre società con scopo simile ed eseguire qualsiasi attività affine; può acquistare e vendere partecipazioni ad altre imprese o società, promuovere operazioni commerciali e finanziarie ritenute necessarie per il conseguimento dello scopo sociale)
è stata iscritta a registro di commercio il 28 gennaio 2010
(
cfr. estratto RC del Canton Ticino).
Va al riguardo rilevato che RI 1 è stato socio e gerente con diritto di firma individuale, dalla sua costituzione fino al suo fallimento, della allora _, con sede a _, iscritta a registro di commercio il 14 novembre 2005 e radiata d’ufficio il 25 aprile 2013 in applicazione dell’art. 159 cpv. 5 lett.
a
ORC. Lo scopo della società era praticamente identico a quello della _ (
l’attività di import-export, ovvero la commercializzazione e l’installazione di veicoli e di prodotti vari nel settore automobilistico, l’elaborazione dati, nonché la fornitura di servizi ad esse collegati; può acquistare immobili e partecipare ad altra società con scopo simile ed eseguire qualsiasi attività affine). Il suo recapito fino al 21 maggio 2010 era in _, _, corrispondente al recapito attuale della _. Il recapito della (allora) _ è stato poi trasferito presso la _, _, fino alla sua radiazione (cfr. estratto RC del Cantone Ticino). Il capitale sociale della _ era suddiviso fra RI 1 (con una quota di fr. 19'000.–) e sua sorella _ (con una quota di fr. 1'000.–) (cfr. estratto RC e
sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).
Si evidenzia inoltre che _ è stato amministratore unico con diritto di firma individuale della _ dalla sua costituzione (28 gennaio 2010) fino alla fine del mese di agosto 2014. _ è socio e gerente con diritto di firma individuale della _ (iscritta a registro di commercio il 30 luglio 2007), che, come visto, era il recapito della allora _, poi _, dal 21 maggio 2010 fino alla sua radiazione avvenuta il 25 aprile 2013.
B.
Nella dichiarazione d’imposta 2014, RI 1, ha indicato di avere percepito un reddito da attività dipendente accessoria dell’ammontare di fr. 21'500.– e di essere senza attività lucrativa. Ha chiesto in deduzione fr. 800.– a titolo di spese per attività accessoria (forfait) e fr. 5'200.– per oneri assicurativi (assicurazione malattia privata). Non ha però allegato alcun documento attestante in particolare il reddito percepito e le spese sostenute per la cassa malati. Non ha dichiarato né sostanza né debiti. Ha inoltre omesso di indicare il reddito percepito come amministratore unico della _ (dal mese di agosto 2014 fino alla fine dell’anno). Non ha dichiarato alcun conto bancario/postale.
C.
Notificando al contribuente la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 7 gennaio 2016, l’RS 1 ha in particolar modo riqualificato il reddito indicato dal contribuente in reddito da attività indipendente principale ("
Reddito indipendente rettificato ed esposto alla cifra nr. 2.1.
") e lo ha commisurato in fr. 45'000.–, motivando così l’aumento rispetto a quanto da lui dichiarato:
"
Valori stabiliti per apprezzamento in mancanza di documentazione precisa e completa
".
Ha inoltre riconosciuto la deduzione di fr. 5'200.– per oneri assicurativi (cassa malati), mentre non ha ammesso la postulata deduzione di fr. 800.– a titolo di spese per attività accessoria, in difetto dei requisiti di legge.
D.
Il contribuente ha impugnato la summenzionata decisione con reclamo del 25 gennaio 2016, domandando di annullare la decisione impugnata e di riformarla con un reddito imponibile di fr. 21'500.–, corrispondente, a suo dire, al reddito da lui effettivamente conseguito nel periodo fiscale litigioso. Ha in particolare asserito di vivere "in maniera modesta e senza particolari pretese" e di essersi "fatto aiutare dalla cerchia familiare più stretta". Ha inoltre ritenuto che, in base alle normative legali e stante la sua attività professionale "modesta", egli non sarebbe obbligato a "tenere una precisa contabilità e pertanto, neppure (a) presentare una documentazione contabile". Il reddito conseguito sarebbe "frutto di una attività dipendente di consulenza, non a tempo pieno". Ha postulato di essere sentito.
E.
Con scritto del 27 gennaio 2016, l’RS 1, preso atto del reclamo presentato da RI 1, lo ha convocato presso i suoi uffici l’11 febbraio 2016 e lo ha invitato a produrre all’udienza le "osservazioni in merito all’allegato calcolo delle entrate-uscite dal quale si riscontra un’insufficiente disponibilità finanziaria per l’anno 2014" (precisando parimenti che "ogni rettifica al calcolo deve essere comprovata e supportata dalla relativa documentazione a sostegno") e la documentazione attestante "eventuali prestiti, aiuti finanziari ecc. ricevuti nell’anno 2014 (girate bancarie ecc.)". Lo ha inoltre avvertito delle conseguenze in caso di assenza ingiustificata.
Il calcolo delle entrate e delle uscite relativo al 2014 trasmesso dall’autorità fiscale al reclamante è il seguente:
Entrate
Uscite
Reddito
Reddito indipendente
21’500
Oneri
Oneri assicurativi
5’200
Affitto (valutato)
14’400
Totale entrate/uscite
21’500
19’600
Eccedenza
+ 1’900
F.
Al termine di un’udienza tenutasi l’11 febbraio 2016, alla presenza di un collaboratore dell’autorità di tassazione e del rappresentante del contribuente (_), le parti hanno sottoscritto il seguente verbale:
Sentite le osservazioni risulta necessaria la presenza del contribuente unitamente alla presentazione della seguente documentazione:
- Certificato di salario
- Bilancio e conto economico della _
- Decisione di assoggettamento AVS
- Debiti / aiuti da parenti/amici
- Eventuale contratto affitto/luogo di residenza
Viene fissata una nuova audizione per giovedì 18.2.2016 alle 9:30.
Il 18 febbraio 2016 si è tenuta una seconda udienza, ancora alla presenza del solo rappresentante di RI 1, nel corso della quale non è stata in particolare prodotta la documentazione richiesta.
Con scritto del 19 febbraio 2016, il rappresentante del contribuente, richiamando le suindicate udienze, ha prodotto copia della dichiarazione d’imposta 2014 (priva di allegati) della _ e del bilancio e conto economico relativi all’anno 2014, dai quali risulterebbe un’uscita pari a fr. 21'000.– (
recte
fr.21'500.–) all’anno a favore di RI 1 (cfr. documentazione annessa al citato scritto).
Con successiva lettera del 30 gennaio 2017, il rappresentante del contribuente ha prodotto copia di una decisione su opposizione, adottata dall’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS), che concerne il calcolo dei contributi personali AVS per gli anni dal 2010 al 2013. Ha in particolare postulato il riconoscimento dell’esito della predetta decisione (la quale accerterebbe un’insufficiente disponibilità finanziaria da parte di RI 1 per quanto concerne gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013), in quanto il suo assistito non sarebbe in grado di produrre la documentazione richiesta. Ha inoltre asserito che "pur non essendo il RI 1 riuscito a produrre il contratto di locazione, rispettivamente il bilancio e il conto economico della _, ho ragione di ritenere come sufficienti gli accertamenti espletati dalla cassa cantonale AVS nel contesto della fissazione dei contributi AVS" per i citati anni. A suo dire, tali accertamenti comproverebbero un reddito insufficiente da parte del contribuente, le cui uscite comprenderebbero anche le spese per vitto, alloggio, cassa malati, ecc.
G.
L’RS 1 ha respinto il reclamo del contribuente, con decisione del 15 febbraio 2017, in cui ha sostenuto, sia per l’IC, sia per l’IFD, quanto segue:
Con lettera del (25 gennaio 2016) viene contestata la tassazione 2014 nei termini di legge. In sede di audizione con il rappresentante del contribuente è stata riscontrata un’insufficiente disponibilità finanziaria (come da calcolo dispendio inviato al contribuente con lettera del 27.1.2016) per la quale necessitava la documentazione a comprova del sostentamento (prestiti/donazioni da parenti e amici, costi dell’alloggio ecc.). Considerato che non è stato possibile produrre quanto richiesto, che è a carico del contribuente la prova dei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario e i vantaggi economici riscontrati nell’ambito della _, l’autorità fiscale si vede costretta (a) riconfermarsi nella decisione di prima istanza.
H.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede l’annullamento della decisione impugnata e l’emanazione di una nuova decisione di tassazione per l’anno 2014 ai sensi dei considerandi, segnatamente di riconoscere un reddito annuale pari a fr. 21'500.–, così come negli anni precedenti (2010, 2011, 2012 e 2013). Censura nuovamente la commisurazione del reddito di fr. 45'000.– da parte dell’autorità fiscale. Sostiene di non aver percepito né in maniera diretta, né indiretta, tale somma. Ammette però di non essere (stato) in grado di produrre la documentazione richiesta. Asserisce al riguardo che le persone le quali avrebbero provveduto al suo sostentamento, non avrebbero preteso la sottoscrizione di alcun documento: il loro "aiuto diretto e indiretto fornito è stato garantito a titolo di pura amicizia". Non sarebbe nemmeno in grado di produrre un contratto di locazione, in quanto non ne dispone ("La qual cosa non deve suscitare stupore, in ragione di un reddito insufficiente, rispettivamente in presenza di attestati di carenza beni, non è stato possibile concludere nessun contratto locativo"). Lamenta che se l’autorità fiscale avesse effettuato un controllo incrociato dei dati da lui forniti con quelli indicati nella dichiarazione fiscale 2014 della _, "avrebbe potuto accertare che senz’ombra di dubbio, l’uscita annuale per l’anno 2014 e anche per l’anno 2015, quale “prestazione a terzi” ammontava esattamente all’importo dichiarato dal ricorrente nel contesto della dichiarazione d’imposta delle persone fisiche, dunque fr. 21'500.–. Prestazione annuale a terzi, che la _ ha elargito al ricorrente a titolo di consulenze prestate". Richiama nuovamente la decisione su opposizione emanata dallo IAS. Contesta di aver tratto dei vantaggi economici dalla _ e richiama la dichiarazione fiscale della società.
I.
Con scritto del 13 marzo 2017, l’RS 1 si è limitato a produrre l’incarto fiscale 2014 dell’insorgente, comunicando parimenti di non avere osservazioni da formulare.

Diritto
1.
1.1.
Nella procedura fiscale vigono la
massima ufficiale
e il
principio inquisitorio
. L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger
, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190
). La procedura fiscale è inoltre retta dal
principio di collaborazione
. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione accertano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF n. 2C_51/2010 del 23 agosto 2010 consid. 3.1; decisione TF n. 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006 consid. 2, in: StR 61 p. 442).
1.2.
Di principio, in applicazione analogica della regola generale
prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
La descritta regola sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti alle effettive possibilità probatorie o comportamenti ostruzionistici (
Schär
, Normentheorie und
mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere pretesa. In queste circostanze, fatti rimasti privi di prova nell’ambito di una tassazione d’ufficio ai sensi dell’art. 130 cpv. 2 LIFD sono da accertare mediante una stima (
Zweifel/Hunziker
, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 3
a
ediz., Basilea 2017, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 2242 s., e riferimenti)
2.
2.1.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui
vi è un’inversione
dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
2.2.
Giurisprudenza e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF n. 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41;
Zweifel/
Hunziker
, op. cit., n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 2242 ss.;
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 3
a
ediz., Zurigo 2016, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 1407;
contra
Berger
, op. cit., p. 197
).
L’autorità fiscale deve agire “
pflichtgemäss
”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (
Zweifel/Hunziker
, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD, p. 2249).
3.
3.1.
Nel caso in esame, come visto, l’RS 1 nella decisione di tassazione del 7 gennaio 2016 ha riqualificato il reddito indicato dal contribuente in reddito da attività indipendente e lo ha aumentato da fr. 21'500.– a fr. 45'000.–, procedendo ad un apprezzamento della sua disponibilità finanziaria "in mancanza di documentazione precisa e completa". Nel pieno rispetto del diritto di essere sentito, con lettera del 27 gennaio 2016, l’autorità fiscale ha sottoposto al contribuente un calcolo delle entrate (reddito da attività indipendente fr. 21'500.–) e delle uscite (oneri assicurativi fr. 5'200.– e affitto valutato in fr. 14'400.–, per complessivi fr. 19'600.–), da cui risulta un’eccedenza di soli fr. 1'900.–. Ha inoltre richiesto di prendere posizione in merito, di documentare ogni rettifica apportata e di produrre la documentazione a comprova di eventuali prestiti, aiuti finanziari da parte di terzi, ecc., da consegnare all’udienza fissata l’11 febbraio 2016. Ha parimenti avvertito il contribuente che, in caso di assenza ingiustificata, "il reclamo sarà deciso, senza ulteriori convocazioni, sulla base della documentazione già a disposizione dell’autorità e la decisione di prima istanza sarà confermata". Esperite due udienze (l’11 e il 18 febbraio 2016, in occasione delle quali non è stato prodotto alcunché), con lettere del 19 febbraio 2016 e del 30 gennaio 2017, il rappresentante del contribuente ha prodotto solo una minima parte dei documenti richiesti. Con decisione dopo reclamo del 15 febbraio 2017, l’RS 1 ha confermato la sua precedente decisione, considerato come è stata riscontrata un’insufficiente disponibilità finanziaria di RI 1 in sede di udienza (tramite il calcolo effettuato) e non è stata prodotta alcuna documentazione attestante il suo sostentamento finanziario da parte di terzi. Inoltre sono stati rilevati vantaggi economici provenienti dalla _. L’autorità fiscale ha dunque rinunciato ad intraprendere una tassazione d’ufficio, perlomeno nel
ristretto senso contemplato dall’art.
204 cpv. 2 LT (art. 130 cpv. 2 LIFD), omettendo di indicare nei rimedi giuridici l’esistenza dei requisiti posti dall’art. 206 cpv. 3 LT (art. 132 cpv. 3 LIFD) e le conseguenze in caso di inottemperanza, senza peraltro successivamente porvi rimedio. In effetti, in mancanza di una diffida, l’art. 132 cpv. 3 LIFD non può trovare applicazione. Tale circostanza non esclude però la possibilità di stabilire gli elementi imponibili per apprezzamento, purché nel rispetto delle norme concernenti l’onere probatorio (decisione TF n. 2A.561/2005 del 22 febbraio 2006 consid. 3). L’Ufficio di tassazione ha dunque notificato al contribuente una tassazione ordinaria e, in mancanza di documentazione completa, non poteva far altro che procedere ad una valutazione del reddito, basandosi sugli stessi
metodi di stima previsti dalla tassazione ai sensi degli art.
204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, quali sono il calcolo dell’evoluzione patrimoniale, l’esame del tenore di vita del contribuente e ancora l’uso di coefficienti sperimentali (
Althaus-Houriet
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,
2
a
ediz.,
Basilea 2017, n. 14 ad art. 130 LIFD).
3.2.
L’autorità di tassazione ha basato la propria valutazione sul calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2014, da cui emerge un’eccedenza di fr. 1'900.–, mediante l’allestimento della seguente tabella:
Entrate
Uscite
Reddito
Reddito indipendente
21’500
Oneri
Oneri assicurativi
5’200
Affitto (valutato)
14’400
Totale entrate/uscite
21’500
19’600
Eccedenza
+ 1’900
A ciò ha aggiunto vantaggi economici percepiti dalla _ (senza però indicare l’esatto importo e quali sarebbero questi vantaggi), giungendo alla conclusione che il ricorrente dovesse avere conseguito un ulteriore reddito da attività indipendente di fr. 23'500.–.
4.
4.1.
Va anzitutto rilevato che, nella misura in cui l’autorità fiscale ha riqualificato il reddito dichiarato dal ricorrente in reddito dell’attività lucrativa indipendente, la decisione solleva degli interrogativi.
4.2.
L’autorità di tassazione ha riconosciuto il reddito di fr. 21'500.– dichiarato dall’insorgente quale reddito da attività indipendente. Detto importo risulta però solamente dal bilancio e dal conto economico della _ quale "prestazione a terzi", non avendo l’insorgente, come visto, prodotto alcun documento attestante il reddito percepito (in particolare, il certificato di salario, che ogni datore di lavoro è obbligato a rilasciare al dipendente secondo gli articoli 127 cpv. 1 lett.
a
LIFD e 201 cpv. 1 lett.
a
LT) e l’attività professionale svolta nel periodo fiscale litigioso. Nell’incarto fiscale è allegata copia di una fattura, datata però 31 dicembre 2015, rilasciata da RI 1 a carico della _ ("Fattura per consulenza alla _ periodo 2012") dell’importo di fr. 21'500.– per (una non meglio precisata) "consulenza aziendale", ma non riguarda l’anno 2014.
L’Ufficio di tassazione ne ha tratto la conclusione che l’insorgente, nel periodo fiscale litigioso, avrebbe svolto un’attività lucrativa indipendente.
4.3.
Tuttavia, visti i rapporti con la società e tenuto conto del fatto che quest’ultima non versa alcuno stipendio e non avrebbe pertanto alcun dipendente, ci si potrebbe interrogare in merito allo statuto professionale del ricorrente. La _ SA ha fatturato nel 2014 ricavi da forniture e prestazioni per ben fr. 196'201.47 e ha acquistato materiale per fr. 71'966.27, senza tuttavia disporre di un solo impiegato. A ciò si aggiunga che ha registrato costi per veicoli per fr. 18'577.94 e per spese telefoniche per fr. 5'623.33. Si fatica a comprendere come una società possa svolgere le sue attività senza alcun dipendente.
È vero che, dal punto di vista fiscale, la questione ha poche ripercussioni pratiche, poiché il reddito è soggetto all’imposizione in entrambi i casi. Oltre a condizionare il diritto del contribuente alle deduzioni delle spese professionali, l’esatta qualifica del reddito in questione avrebbe tuttavia un’importante influenza sugli obblighi contributivi della società e del ricorrente. È vero che per la determinazione dei contributi sociali la competenza è delle assicurazioni sociali, ma queste ultime si basano comunque sui dati accertati dall’autorità di tassazione.
Su questo aspetto, si giustificano pertanto l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’Ufficio di tassazione, perché adotti una nuova decisione, coinvolgendo anche l’UTPG.
5.
5.1.
Un secondo aspetto della decisione impugnata, che presenta aspetti problematici, concerne l’imposizione dei “vantaggi economici” di cui il ricorrente avrebbe goduto quale socio o persona vicina alla _ SA. Dalla motivazione della decisione si evince infatti che i vantaggi in questione sarebbero stati considerati nella determinazione del reddito imponibile.
Nella tassazione della _ SA, l’UTPG ha in effetti effettuato una ripresa fiscale di 10'000 franchi per vantaggi economici. Verosimilmente, si tratta di vantaggi riconducibili all’uso dei veicoli della società, per i quali come già ricordato quest’ultima ha registrato costi per fr. 18'577.94.
5.2.
Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all’imposta sull’utile delle persone giuridiche, che:
1
Costituiscono utile netto imponibile:
a.
il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell’anno precedente;
b.
tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall’uso commerciale, in particolare:
- ...[omissis]...
- le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall’uso commerciale.
Quanto all’imposizione delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 LIFD e 20 cpv. 1 LT prevedono da parte loro che:
1
Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente:
c. i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).
5.3.
L’uso privato di un autoveicolo appartenente ad una società di capitali rappresenta un tipico caso di distribuzione dissimulata di utili o più precisamente di “prelevamento anticipato di utili”, cioè una forma particolare di distribuzione mascherata fatta con l’assegnazione all’azionista di utili di competenza della società prima ancora che essi entrino a far parte del patrimonio di quest’ultima. È quanto si verifica ogni volta che la società rinuncia ad un adeguato indennizzo per le sue prestazioni a favore dell’azionista (
Bernardoni/Bortolotto
, La fiscalità dell’azienda nel nuovo diritto federale e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432).
5.4.
I vantaggi economici provenienti da una società costituiscono, come visto, reddito della sostanza del socio che ne ha beneficiato. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se della prestazione gode la persona vicina all’azionista, il vantaggio dev’essere in via di principio imputato a quest'ultimo (cosiddetta “teoria del triangolo”; cfr. p. es. la sentenza del 29 maggio 2012 n. 2C_882/2011 e 2C_883/2011 consid. 2.4).
Non è giustificata di conseguenza la qualifica dei vantaggi litigiosi come reddito dell’attività lucrativa indipendente del ricorrente.
Nel caso in esame, tuttavia, non è noto se il socio della _ SA sia il ricorrente, che in ogni caso non ne ha dichiarato le azioni. Dagli atti a disposizione non si evince a quale titolo gli siano stati imputati i vantaggi provenienti dalla società.
Anche a questo riguardo, gli atti sono pertanto rinviati all’autorità di tassazione per una nuova decisione.
6.
6.1.
Indipendentemente dalla qualifica dei redditi conseguiti dal contribuente, trova comunque giustificazione la decisione dell’autorità di tassazione di aggiungere agli importi dichiarati un ulteriore reddito, per tener conto della sproporzione fra le entrate e le uscite. Sebbene la decisione impugnata non fornisca, nel dettaglio, il calcolo effettuato per quanto concerne la commisurazione del reddito aggiunto in via di apprezzamento, ciononostante, l’importo litigioso di fr. 23'500.– stimato dall’autorità fiscale da aggiungere all’importo di fr. 21'500.– dichiarato dall’insorgente appare (molto) difficilmente censurabile alla luce delle considerazioni che seguono.
6.2.
L’autorità fiscale ha stimato un canone di locazione annuale di fr. 14'400.–. Un canone mensile valutato in fr. 1'200.– (fr. 14'400 : 12 mesi), per un appartamento ubicato in territorio di _, per una persona sola, appare congruo e condivisibile.
Va al riguardo evidenziato che il ricorrente, nella dichiarazione fiscale 2014 ha indicato una pigione annua di soli fr. 1'650.– (dunque fr. 137.50 mensili) e _ quale proprietario dello stabile. Da un controllo incrociato effettuato dall’Ufficio di tassazione non risulta però che quest’ultimo, nel 2014, abbia percepito un affitto da parte di RI 1.
Sia come sia, spettava all’insorgente – il quale afferma di non aver sottoscritto un contratto di locazione, a causa del suo reddito insufficiente e di attestati di carenza beni a suo carico – produrre perlomeno una dichiarazione rilasciata dal proprietario dello stabile attestante la pigione annua versata, e ciò indipendentemente dalla sua situazione finanziaria.
Secondo un consolidato principio, infatti, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito verso l’erario (CDT 80.2015.197 consid. 2.4; decisone TF n. 2C_109/2015 del 1° settembre 2015 consid. 4.1.; DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
L’RS 1 ha inoltre considerato fra le uscite la somma di fr. 5'200.–, a titolo di oneri assicurativi, corrispondente all’importo dichiarato dal contribuente per l’assicurazione malattia privata nella dichiarazione fiscale 2014, nonostante il contribuente non abbia prodotto i relativi giustificativi.
Nel calcolo delle uscite, si possono anche aggiungere le spese per i contributi AVS/AI/IPG dovuti da RI 1 per l’anno 2014 di fr. 480.– (contributo minimo).
6.3.
Secondo la tabella per il calcolo del minimo di esistenza, nella sua edizione del 1° settembre 2009 e valevole anche per il periodo fiscale litigioso, tale importo, destinato a coprire le spese per i bisogni vitali (sostentamento, igiene e salute) e quelle necessarie a condurre una vita dignitosa ed adattata ai tempi moderni (
Ochsner
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, p. 528 ad art. 93 LEF), per una persona che vive da sola ammonta a fr. 1'200.– (fr. 14'400.– annui). È ben vero che la sua applicazione ai fini fiscali deve essere valutata alla luce delle circostanze concrete di ogni singolo caso, poiché il tenore di vita di un contribuente può essere valutato in base a diversi parametri, a dipendenza della sua situazione personale (CDT n. 80.2006.66 del 26 giugno 2007).
Nel caso in esame, l’insorgente è però venuto meno ai suoi obblighi di collaborazione, in quanto non ha esposto, e tanto meno comprovato, la sua situazione finanziaria in maniera esaustiva e trasparente (cfr. consid. 1.1 della presente decisione). Si può dunque ritenere che il suo fabbisogno annuale minimo nel 2014 ammontava a complessivi fr. 14'400.– (fr. 1'200.– minimo vitale mensile x 12 mesi).
6.4.
Circa l’asserzione dell’insorgente, secondo cui terze persone avrebbero provveduto al suo sostentamento, va rilevato che egli non solo non ha prodotto alcuna documentazione attestante la sua tesi (come, ad esempio, una dichiarazione scritta e firmata dalle persone che lo avrebbero aiutato finanziariamente), ma neppure ha indicato i nomi di chi lo avrebbe aiutato, venendo meno in tal modo all’onere della prova.
Nemmeno la decisione su opposizione del 24 novembre 2016, prodotta in sede di reclamo e in questa sede (mediante la quale lo IAS ha deciso che i contributi AVS/AI/IPG dovuti da RI 1 per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 sono stati ridotti al contributo minimo annuale per ciascun anno), è atta a comprovare il reddito conseguito dall’insorgente e la sua situazione finanziaria per l’anno 2014, poiché non concerne (tra l’altro) il periodo fiscale qui in discussione.
6.5.
Alla luce di quanto sopra esposto, a fronte delle spese annuali sostenute dal ricorrente di complessivi fr. 34'480.– (di cui fr. 14'400.– per il minimo vitale ai sensi della LEF, fr. 14'400.– per l’affitto, fr. 5'200.– per la cassa malati, fr. 480.– per contributi AVS/AI/IPG), il reddito definito per apprezzamento dall’RS 1 appare ancora prudenziale. Infatti, l’importo aggiunto dal fisco al reddito dichiarato (fr. 21'500.–) e ai vantaggi economici provenienti dalla _ (fr. 10'000.–) ammonta a fr. 13'500.–.
Tale importo, che potrebbe anche variare a dipendenza della nuova decisione in merito ai vantaggi, sarà qualificato reddito dell’attività lucrativa indipendente, nel caso in cui questa qualifica dovesse essere confermata; altrimenti, sarà imposto a titolo di “altri redditi”.
7.
Visto l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente in misura parziale.