Decision ID: 36aab47b-b84a-5439-9772-851585a951e7
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
che
_, nata nel 1923 e deceduta il 24 febbraio 2012 (doc. B5), nel 2011 era affiliata presso CO 1 per l'assicurazione malattia di base LAMal;
il 29 novembre 2011 (doc. A1) _ ha disdetto la sua polizza assicurativa per il 31 dicembre 2011;
Il 30 novembre 2011 (doc. B1) la Cassa malati ha ritirato l'invio raccomandato, benché il 12 gennaio 2012 (doc. A3) CO 1 SA abbia informato il nuovo assicuratore (_) di non avere ricevuto nessuna disdetta del contratto e quindi che lo stesso rimaneva in vigore nel 2012;
la polizza assicurativa del 4 dicembre 2011 (doc. B2) rilasciata da _ a _ con validità per l'anno 2012 è stata successivamente annullata, giacché non risultava che l'interessata fosse assicurata presso di sé (doc. A2);
il 9 maggio 2012 (doc. 3) la Casa anziani _ o di _ ha trasmesso ad CO 1 la fattura di Fr. 3'162,50 per il ricovero di _ dal 1° gennaio al 24 febbraio 2012 (doc. 3) per la diretta evasione;
sulla scorta della polizza assicurativa LAMal in essere valida anche per l'anno 2012 (doc. 1), il 23 giugno 2012 (doc. 4) la Cassa malati ha trasmesso a RI 1, figlia della defunta assicurata ed appartenente alla comunione ereditaria che si è venuta a creare con il decesso della madre, il conteggio delle prestazioni per la degenza in casa anziani della mamma, chiedendo il pagamento entro 30 giorni della partecipazione ai costi del 10% (Fr. 316,25);
un anno dopo, il 2 maggio 2013 (doc. 5) CO 1 ha sollecitato direttamente RI 1 al pagamento del credito di Fr. 316,25 oltre al 5% di interessi dal 23 luglio 2012, per un totale dovuto di Fr. 328,50;
anche il sollecito del 6 giugno 2013 (doc. 6) è rimasto inevaso;
la Cassa malati ha quindi fatto spiccare dall'Ufficio _ di _ un precetto esecutivo (n. _) nei confronti di RI 1 per il mancato pagamento delle prestazioni di gennaio e febbraio 2012 della mamma, oltre al 5% di interessi dal 23 luglio 2012, a cui la debitrice si è opposta (doc. A4);
con decisione del 19 agosto 2013 (doc. 9) la Cassa malati ha rigettato detta opposizione, confermando la legittimità del debito in capitale di Fr. 316,25 e degli interessi di Fr. 16,55;
l'invio del rigetto dell'opposizione non è stato ritirato dalla destinataria, quindi dopo 7 giorni di giacenza è ritornato al mittente (doc. 17), il quale il 30 agosto 2013 (doc. A5) l'ha nuovamente spedito per raccomandata alla debitrice, aggiungendo al credito le spese di esecuzione (Fr. 33.-) ed aggiornando gli interessi (Fr. 17,45);
nell'opposizione del 1° ottobre 2013 (doc. A6) RI 1 ha rilevato di non essere affiliata presso CO 1, perciò non può essere debitrice di alcunché nei suoi confronti;
il 4 ottobre seguente (doc. 11) la Cassa malati ha spiegato all'interessata che ella risulta essere responsabile della comunione ereditaria della madre defunta, perciò l'ha invitata a saldare il dovuto direttamente presso l'Ufficio esecuzioni;
il 24 ottobre 2013 (doc. A7) la figlia dell'assicurata ha chiesto l'emanazione della decisione su opposizione ed il 15 novembre successivo (doc. A9) la Cassa malati ha ribadito che da informazioni ottenute presso la Divisione delle Contribuzioni essa risulta registrata quale erede della madre, sua assicurata. L'assicuratore le ha inoltre trasmesso il conteggio delle prestazioni e la copia della fattura, invitandola a saldare il credito in sospeso;
stante una nuova richiesta in tal senso (doc. A10), il 12 dicembre 2013 (doc. A11) CO 1 ha emanato la decisione su opposizione con cui ha confermato il rigetto dell'opposizione e quindi la sua pretesa di pagamento di Fr. 316,25, oltre alle spese di esecuzione di Fr. 33.-;
la Cassa malati ha evidenziato che ai sensi dell'art. 560 CC l'eredità passa agli eredi, i quali hanno la facoltà di rinunciare all'eredità. Inoltre, giusta l'art. 603 cpv. 1 CC gli eredi sono solidalmente responsabili per i debiti della successione, perciò i debiti del defunto diventano con il suo decesso debiti personali degli eredi (art. 560 cpv. 2 CC);
inoltre, il credito più volte preteso dalla Cassa malati non è ancora stato saldato, così pure le spese esecutive ex art. 105b cpv. 2 OAMal, mentre gli interessi di mora non possono essere pretesi sulle partecipazioni ai costi, non rientrando nella nozione di contributi di cui all'art. 26 cpv. 1 LPGA. Il rigetto dell'opposizione è stato quindi confermato (solo) per il credito di Fr. 316,25;
con ricorso del 28 gennaio 2014 (doc. I) RI 1 ha rilevato che la mamma aveva regolarmente disdetto il contratto assicurativo con CO 1 e che era stata poi affiliata da _ la quale, solo nel mese di maggio 2012, l'ha informata che la sua affiliazione era stata annullata;
inoltre, la ricorrente non capisce il motivo per cui dovrebbe essere solo lei responsabile dei debiti della mamma e quindi perché ha ricevuto un precetto esecutivo a suo nome, che ora chiede di cancellare, avendo comunque due fratelli ed avendo soltanto proceduto al disbrigo delle pratiche dopo il decesso della mamma;
nella risposta del 6 febbraio 2014 (doc. III) CO 1 ha proposto di respingere il ricorso, affermando innanzitutto di non avere mai ricevuto la disdetta del contratto assicurativo della madre della ricorrente e che presso _ la stessa nemmeno figurava assicurata. Pertanto, la copertura presso CO 1 è stata validamente in essere fino al 24 febbraio 2012;
in ragione del fatto che la Cassa malati resistente ha evaso la fattura della Casa anziani _ relativa al soggiorno di _ per i mesi di gennaio e febbraio 2012, la partecipazione ai costi del 10% (Fr. 316,25) è stata sollecitata alla comunione ereditaria _ presso la figlia, qui ricorrente, siccome la stessa, per sua ammissione, si era occupata delle pratiche della mamma, e dunque le ha inviato il conteggio delle prestazioni del 23 giugno 2012, che è stato ricevuto dalla ricorrente;
la Cassa malati ha precisato che il sollecito di pagamento ed il precetto esecutivo che ha fatto seguito sono stati inviati direttamente a RI 1 quale rappresentante della comunione ereditaria, ritenuto che in virtù dell'art. 560 cpv. 2 CC i debiti del defunto diventano con il suo decesso debiti personali degli eredi ed essa potrà, quale debitrice solidale, rifarsi sui fratelli;
ritenuto che l'importo richiesto non è stato corrisposto e che nemmeno il credito di Fr. 316,25 è stato contestato in quanto tale, va posto quale debito a carico degli eredi di _ e, pertanto, l'opposizione deve essere levata ed il ricorso respinto;
a richiesta del TCA, la Cassa malati ha preso posizione l'11 febbraio 2014 (doc. IV) sulla tempestività del ricorso, negandola;
il 26 febbraio 2014 (doc. VI) la ricorrente ha prodotto nuova documentazione inerente l'affiliazione della mamma presso _ e la tempestività della disdetta assicurativa;
considerato

in diritto
che
la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove), perciò il TCA può decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007);
quanto alla tempestività del ricorso ma, prima ancora, dell'opposizione formulata da RI 1, va qui rilevato che già il 19 agosto 2013 (doc. 9) CO 1 ha emanato il rigetto dell'opposizione al precetto esecutivo n. _ del 2 agosto 2013, ma che la debitrice escussa non ha ritirato questo invio raccomandato (doc. 17), perciò lo stesso è ritornato al mittente dopo 7 giorni;
in data 30 agosto 2013 (doc. A5) la Cassa malati ha nuovamente inviato per raccomandata all'escussa il rigetto dell'opposizione - contemplante questa volta anche le spese esecutive, oltre agli interessi aggiornati ed al credito -, la quale l'ha regolarmente ricevuto ed il 1° ottobre 2013 (doc. A6), quindi tempestivamente, si è opposta per invio raccomandato lamentando di non essere assicurata presso CO 1 e quindi di non essere debitrice di alcunché;
la tempestività dell'opposizione del 1° ottobre 2013 è data dal secondo invio raccomandato della Cassa malati, che sostituisce il precedente, non pervenuto alla destinataria, e che quindi ha fatto rinascere il termine di 30 giorni per opporsi (art. 52 LPGA);
ciò stante, l'affermazione della Cassa malati che sostiene di non avere ricevuto l'opposizione del 1° ottobre 2013, ma solo quella del successivo 24 ottobre, viene smentita dalla documentazione prodotta dall'interessata, ovvero una ricevuta postale attestante l'avvenuta spedizione e una copia dell'atto in questione (STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011;
STF 9C_1089/2009 del 21 gennaio 2011; STFA C 94/94). Questi atti comprovano l'invio raccomandato e quindi c'è la presunzione che esso conteneva effettivamente quanto sostenuto dal mittente (DTF 124 V 400; STFA C 94/94);
il ricorso che ne è seguito è dunque tempestivo ed il TCA può entrare nel merito del suo esame;
per l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno (franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale) (cpv. 2). Giusta l'art. 64 cpv. 3 LAMal, il Consiglio federale stabilisce la franchigia e l'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale;
il nuovo art. 64a LAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012, per ciò che qui interessa ha il seguente tenore:
"
1
Se l'assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l'assicuratore, dopo almeno un sollecito scritto, deve diffidarlo assegnandogli un termine supplementare di 30 giorni e indicandogli le conseguenze della mora (cpv. 2).
2
Se, nonostante la diffida, l'assicurato non paga i premi, le partecipazioni ai costi e gli interessi di mora entro il termine assegnato, l'assicuratore deve richiedere l'esecuzione. Il Cantone può esigere che l'assicuratore comunichi all'autorità cantonale competente il nome dei debitori escussi.
3
L'assicuratore comunica all'autorità cantonale competente il nome degli assicurati interessati nonché, per ogni debitore, l'importo complessivo dei crediti relativi all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (premi e partecipazioni ai costi in arretrato, interessi di mora e spese di esecuzione) per i quali, durante il periodo considerato, è stato rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo equivalente. L'assicuratore chiede all'organo di revisione designato dal Cantone di confermare l'esattezza dei dati che ha comunicato al Cantone e trasmette la conferma a quest'ultimo.
4
Il Cantone assume l'85 per cento dei crediti oggetto della comunicazione di cui al capoverso 3. (...)";
in caso di mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi, l'assicuratore invia la diffida al più tardi entro tre mesi dall'esigibilità degli stessi. Egli la presenta separatamente da eventuali altri pagamenti in arretrato (art. 105b cpv. 1 OAMal);
se l'assicurato causa per propria colpa spese che avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l'assicuratore può riscuotere adeguate spese amministrative, se una misura siffatta è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi dell'assicurato (art. 105b cpv. 2 OAMal);
nel caso di specie l'assicuratore, con la decisione su opposizione, chiede il pagamento dell'importo di Fr. 316,25 per la partecipazione ai costi non soluta e di Fr. 33.- per le spese esecutive;
l'ammontare della partecipazione ai costi richiesto è corretto e corrisponde alla fattura del 9 maggio 2012 (doc. 3) della Casa anziani _ di _ per prestazioni dal 1° gennaio al 24 febbraio 2012 di cui ha beneficiato la mamma della ricorrente;
la Cassa malati ha quindi inviato alla comunione ereditaria _, all'indirizzo della ricorrente, il conteggio delle prestazioni del 23 giugno 2012 (doc. 4), in cui ha posto a carico dell'assicurata, usufruita tutta la franchigia annua di Fr. 300.-, il 10% della fattura di Fr. 3'162,50 per un importo di Fr. 316,25, che va qui confermato dal Tribunale;
come detto, il mancato pagamento della partecipazione ai costi ha comportato l'avvio della procedura esecutiva nei confronti della ricorrente da parte della Cassa malati, che ha fatto spiccare il precetto esecutivo n. _, oggetto del contendere, per l'importo di Fr. 316,25 oltre interessi del 5% dal 23 luglio 2012;
si tratta ora di stabilire se la ricorrente era la rappresentante dell'assicurata e se quindi la Cassa malati poteva escuterla per ottenere il pagamento della partecipazione ai costi in questione;
riguardo all'acquisto dell'eredità, l'art. 560 cpv. 1 CC prevede che gli eredi acquistano per legge l'universalità della successione dal momento della sua apertura. A norma dell'art. 560 cpv. 2 CC, salve le eccezioni previste dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso del defunto passano senz'altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano loro debiti personali;
il diritto delle successioni è retto dal principio della successione universale. La totalità degli attivi e dei passivi del
de cujus
passa agli eredi. Questi ultimi succedono nei crediti e nei debiti del defunto (
Steinauer
, Le droit des successions, Berna 2006, n. 25 pag. 55);
gli eredi acquisiscono la successione al momento della sua apertura, ossia immediatamente alla morte del
de cujus
(c'è, in altre parole, continuità nella titolarità dei diritti e degli obblighi tra il
de cujus
ed i suoi eredi). Che lo voglia o meno e anche se ignora il decesso, l'erede diventa
ipso jure
titolare dei diritti e degli obblighi del
de cujus
con la sua morte. L'acquisizione della successione non dipende da un atto positivo d'accettazione da parte degli eredi (
Steinauer
, op. cit., n. 28 e seguenti pag. 56);
questi ultimi rispondono personalmente dei debiti del defunto. Se ci sono più eredi, si assumono una responsabilità solidale (
Steinauer
, op. cit., n. 37 pag. 58 e art. 603 CC);
per questo motivo la legge prevede diversi mezzi per proteggersi; in particolare la rinuncia della successione, la richiesta del beneficio d'inventario o la liquidazione d'ufficio (
Steinauer
, op. cit., n. 38 pag. 58);
per l'art. 566 CC, gli eredi legittimi ed istituiti possono rinunciare alla successione loro devoluta. La rinuncia si presume quando l'insolvenza del defunto al momento dell'aperta successione fosse notoria o risultasse da atti officiali. Il termine per rinunciare è di tre mesi (art. 567 cpv. 1 CC). Esso decorre, per gli eredi legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a meno che provino di aver conosciuto più tardi l'apertura della successione; per gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione officiale della disposizione che li riguarda;
per l'art. 580 cpv. 1 CC, l'erede che ha facoltà di rinunciare alla successione può chiedere il beneficio d'inventario. Ogni erede può chiedere la liquidazione d'officio, anziché rinunciare all'eredità od accettarla con beneficio d'inventario (art. 593 cpv. 1 CC);
in concreto, la ricorrente è figlia della defunta _ e l'insorgente non ha smentito tale circostanza;
ella ne è pertanto erede legale. Infatti, in virtù dell'art. 457 cpv. 1 CC, i prossimi eredi del defunto sono i suoi discendenti;
quale erede legale la ricorrente ha acquisito,
ex lege
, di principio, la totalità degli attivi e dei passivi della successione relitta dalla mamma e risponde, salvo eccezioni, con tutto il suo patrimonio, dei debiti della stessa, a meno che abbia rinunciato alla successione, sia stato chiesto il beneficio d'inventario o la liquidazione d'ufficio;
RI 1, figlia della defunta _ e di conseguenza sua erede (art. 457 cpv. 1 CC), non ha contestato di non avere rinunciato alla successione (art. 566 CC), di non avere chiesto il beneficio d'inventario della medesima (art. 580 CC) e di non avere avviato la liquidazione della successione relitta dalla mamma (art. 597 CC), perciò ne ha acquisito i debiti, unitamente ai suoi fratelli, nella misura in cui anch'essi non vi hanno rinunciato;
gli eredi legali, come la ricorrente, entrano in possesso della successione al momento del decesso del
de cujus
. Il possesso inizialmente è provvisorio, ritenuta la possibilità che il
de cujus
abbia preso disposizioni per causa di morte. Dal momento che è accertato che il
de cujus
non ha istituito alcun erede, gli eredi legali acquisiscono il possesso definitivo della successione. Di norma l'autorità non interviene per assicurare l'amministrazione della successione e per trasferirne il possesso (
Steinauer
, op. cit., n. 905 pagg. 443 e 444). Per contro, per gli eredi legali (come per gli eredi istituiti), si pone la questione della legittimazione nei confronti dei terzi. Per questo motivo, anche se il legislatore non ha ritenuto necessario precisarlo, un certificato ereditario può essere rilasciato anche agli eredi legali ogni volta che, per loro, è d'utilità (per esempio in vista dell'iscrizione a registro fondiario, per trattare con le banche, ecc;
Steinauer
, op. cit., n. 906 pag. 444);
anche in assenza di tale certificato, di cui qui non occorre comunque verificare l'esistenza, la ricorrente non può sfuggire al pagamento dei debiti della successione relitta;
in queste condizioni è a giusta ragione che la Cassa malati le ha chiesto di pagare la partecipazione ai costi in arretrato della defunta _;
pertanto, l'emanazione del precetto esecutivo n. _ nei suoi confronti è corretta;
in virtù dell'art. 603 cpv. 1 CC, gli eredi sono solidalmente responsabili per i debiti della successione, perciò la ricorrente è legittimata a pretendere dai suoi fratelli, coeredi nella misura in cui non abbiano rinunciato alla successione della madre, il rimborso della loro quota parte del debito che essa è tenuta a pagare;
con la decisione su opposizione la Cassa malati chiede il pagamento dell'importo di Fr. 316,25, nonché delle spese d'esecuzione di Fr. 33.- e rigetta l'opposizione al precetto esecutivo n. _ dell'U_ di _;
in sede di opposizione la Cassa malati ha giustamente rinunciato a chiedere anche gli interessi di mora, giacché, di principio, non sono dovuti sulle partecipazioni ai costi (RAMI 2006, KV 356, pag. 40);
per quanto concerne il pagamento di Fr. 33.- per le spese esecutive, va rammentato che con sentenza K 114/03 del 22 luglio 2005 l'Alta Corte ha affermato:
"
10.
All'assicurata, infine, sono state poste a carico spese di diffida per fr. 20.- e spese esecutive per fr. 70.-, che contesta.
(...)
10.3 L
'assunzione delle spese esecutive viene invece disciplinata dall'art. 68 LEF, secondo cui esse sono a carico del debitore, ma il creditore è tenuto ad anticiparle. In mancanza di tale anticipazione, l'ufficio può intanto sospendere l'atto esecutivo, dandone avviso al creditore.
Questi costi sono dovuti per legge e dal debitore, oltre all'importo posto in esecuzione, nel caso in cui l'esecuzione abbia successo (RAMI 2003 no. KV 251 pag. 226 consid. 4 e giurisprudenza citata). Non essendo tuttavia oggetto della procedura di rigetto dell'opposizione, sull'importo relativo a queste spese non è ammissibile pronunciare il rigetto (sentenze del 26 agosto 2004 in re M., K 68/04, e del 18 giugno 2004 in re B., K 144/03).”;
queste spese esecutive
non
formano dunque oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (STFA K 114/03 del 22 luglio 2005; STCA 36.2004.79 del 14 settembre 2004; RAMI 2003 KV 251 pag. 226 consid.
4; SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti;
Panchaud/Caprez
, La mainlevée de l'opposition, § 164, pag. 414
;
K. Ammon
/
F. Walther
, Grundriss des  Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, pag. 114, § 18 N 25:
"Nicht zulässig wäre dagegen ein auf die Betreibungskosten beschränkter Rechtsvorschlag; denn für diese haftet der Schuldner von Gesetzes wegen (SchKG 68). Will er die Kostenfestsetzung rügen, muss er das mit Beschwerde an die Aufsichtsbehörde tun (BGE 85 III 128)"
).
Non
essendo dunque oggetto della procedura di rigetto dell'opposizione, sull'importo relativo a queste spese
non
è ammissibile pronunciare il rigetto (
STFA K 114/03 del 22 luglio 2005, STFA K 68/04 del 26 agosto 2004; STF K 144/03 del 18 giugno 2004);
per cui queste spese (Fr. 33.-) non fanno parte del rigetto dell'opposizione, ma rimangono a carico della debitrice escussa;
infine, in merito all'incasso forzato di somme quali quelle in discussione (premi, partecipazioni, spese amministrative), l'allora TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109 segg.; RAMI 1983 pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un PE con una decisione formale che si riferisce precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF;
in queste condizioni,
la
decisione su opposizione va parzialmente confermata, nel senso che il debito complessivo ammonta a Fr. 316,25
, a cui non vanno però aggiunte le spese esecutive pretese;
n
e discende, pertanto, che l'opposizione della ricorrente al PE
n. _ del 2 agosto 2013 emanato dall
'
U_ di _ deve
essere rigettata in via definitiva limitatamente
alla cifra appena esposta. Il costo della procedura esecutiva segue l'esecuzione stessa e non deve essere oggetto di decisione da parte del giudice amministrativo;
il ricorso deve quindi essere parzialmente accolto e la decisione impugnata parzialmente confermata;
malgrado sia parzialmente vincente in causa, siccome non è patrocinata all'assicurata non vanno attribuite delle indennità per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).