Decision ID: 8145098a-2304-57cf-bae4-49d4b5793582
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1 RI 1, classe 1962, precedentemente attivo quale montatore di binari, nel mese di ottobre 1996 ha presentato una prima richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).
Essendo l’incapacità lavorativa riconducibile esclusivamente a postumi infortunistici, l’Ufficio AI, allineandosi alla valutazione dell’assicuratore contro gli infortuni _, mediante due decisioni 18 marzo 1999, cresciute in giudicato, ha assegnato una mezza rendita per il periodo dal 1° settembre 1996 al 31 luglio 1997, una rendita intera dal 1° agosto 1997 al 30 aprile 1998. Dal 1° maggio 1998 non è stata invece riconosciuta alcuna prestazione essendo l’incapacità al guadagno inferiore al 40% (25% dal 1° maggio 1998 e 20% dal 1° giugno 1998) (doc. 28-33).
1.2. Con una seconda domanda del 10 gennaio 2003 RI 1 ha postulato di essere posto al beneficio di una rendita d’invalidità per problemi alla spina dorsale (ernie e vertebre) e per limitazioni nei movimenti e nel sollevamento di pesi (doc. 38).
Esperiti gli accertamenti del caso, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. _, con decisione 16 dicembre 2004 l’Ufficio AI ha posto l’assicurato al beneficio di una mezza rendita dal 1° gennaio 2003 (doc. 92).
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurato ha interposto opposizione. Contestando in sostanza la valutazione medica su cui l’amministrazione ha fondato il proprio giudizio, in particolare per quel che concerne la residua capacità lavorativa, egli ha chiesto una rivalutazione della fattispecie ed il riconoscimento di una rendita intera (doc. 96 e 103).
1.4. Con decisione su opposizione 15 luglio 2005 l'amministrazione, rettificando il calcolo della media retrospettiva ai fini dell’inizio del diritto alla rendita, ha annullato e modificato la pronunzia del 16 dicembre 2004 nel senso di riconoscere il diritto ad un quarto di rendita dal 1° giugno 2002, ad una rendita intera dal 1° luglio 2003 ed ad una mezza rendita dal 1° agosto 2003 in poi.
Per quel che concerne la questione medica, l’amministrazione ha fatto presente:
"
Considerato come l'assicurato abbia tuttavia prodotto ulteriore documentazione medica in sede d'opposizione (cfr. in modo particolare gli scritti 16.04.2004 del Dr. _, 8.8.2003 del Dr. _ e 24.10.2003 del Dr. _ agli atti), per un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate è stato nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR).
In data 6 aprile 2005, il Dr. _ del SMR dell'AI si è così espresso:
"[...] L'attuale documentazione medica non mostra quindi elementi clinici nuovi rispetto alla documentazione medica alla base delle proposte mediche di novembre 2003 e maggio 2004, valutazioni che vanno quindi confermate".
In definitiva, stante quanto precede, si può affermare che non vi sono elementi dal lato medico (compresi quelli presentati in sede d'opposizione i quali sono stati tra l'altro adeguatamente valutati) che depongano per un'incapacità lavorativa superiore a quella già attestata nelle precedenti valutazioni effettuate dall'amministrazione.
Lo scrivente ufficio ritiene pertanto che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato in oggetto, senza che si renda necessario l'esperimento di ulteriore accertamenti medici specialistici.
Visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze specialistiche, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato da danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate) - è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b), che l'assicurato è abile al lavoro nella misura dell'80% in attività consone alle limitazioni descritte nella perizia reumatologica 2.9.2003 del Dr. _." (Doc. AI 107)
1.5. Con il presente tempestivo ricorso RI 1,
patrocinato dall’avv. RA 1, postula il riconoscimento di una rendita intera.
A motivazione della sua richiesta ricorsuale egli ha evidenziato quanto segue:
"
La decisione su opposizione della convenuta del 15 luglio 2005 si fonda sostanzialmente sulla perizia reumatologica eseguita dal dottor _
il
2.9.03, che giungeva alla conclusione di ritenere il signor RI 1 abile al
lavoro nella misura dell'80% in attività consone alle limitazioni descritte nella
perizia stessa. Tale valutazione era stata contestata in sede di opposizione.
II 15 febbraio 2005, il _ produceva poi all'attenzione dell'UAI ulteriore documentazione medica. In particolare, esso inviava una copia del rapporto del medico fiduciario delle _, dottor _, della visita eseguita al signor RI 1 l'8 agosto 2003 (allegato C). Questo rapporto giungeva a conclusioni completamente diverse rispetto a quelle della perizia _
.
Il rapporto esprime infatti in modo categorico che
"pare inutile al momento attuale preoccuparsi di quale attività egli possa svolgere, poiché nelle sue condizioni l'abilità lavorativa residua è quasi nulla".
II dottor _
continua poi indicando la necessità di
"una valutazione approfondita di un centro ortopedico universitario
prima
di procedere
a
qualsiasi nuovo intervento diagnostico e/o terapeutico
(..)
Confermata la diagnosi di instabilità
vertebrale,
la decisione di un nuovo intervento
o
su un trattamento conservativo con intensa fisioterapia specifica di stabilizzazione spetta, come detto,
ad
un centro specializzato
a
cui
è
ora fondamentale indirizzare
il
paziente".
La
valutazione indicata dal dottor _
è
poi stata effettuata dalla clinica _
,
su incarico del servizio medico ferroviario (allegato
D).
In
esso,
il
servizio medico poneva le seguenti domande:
"ich möchte Sie der Einfachheit halber auf die Schlussfolgerungen auf Seite 3-4 des Gutachtens von
dr. _
hinweisen und möchte Sie bitten, Herm RI 1 im Rahmen Ihrer ambulanten Rückensprechstunden zu sehen und zuhanden der behandelnden Ärzte Ihre weitere Beurteilung abzugeben sowie zuhanden von unserem Dienst Ihre Beurteilung, die zumutbare Arbeitsfähigkeit und die diesbezügliche Prognose anbelangt"
La
clinica _
,
nella sua perizia del
29
marzo
2004,
eseguita dal primario di chirurgia della colonna
vertebrale
dottor _
e
dall'assistente medico dottor _
,
giungeva alla seguente conclusione:
"(.
..)
so dass wir vorderhand mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie der Begutachtung von
Dr. _
vom August 2003 beurteilt".
Essi si esprimono poi
in
modo scettico sulle possibilità di miglioramento futuro della capacità lavorativa grazie
ad
un nuovo intervento:
"Inwieweit mit einer Revisions-Sponylodese dorsovetral L4-S1 die Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu beurteilen.
In der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten die Arbeitsfähigkeit mit einer Revisions-Spondylodese verbessert wird".
A seguito di queste indicazioni, la cassa pensioni delle _ ha deciso di porre il signor RI 1 al beneficio di una rendita di invalidità.
Nonostante il chiaro contrasto con quelle dell'UAI, queste indicazioni mediche hanno portato ad una revisione solo parziale della sua posizione, riconoscendo il diritto ad un quarto di rendita dal l ° aprile al 30 giugno 2002, ad una rendita intera dal 1 ° luglio 2002 al 31 luglio 2003 e ad una mezza rendita dal 1 agosto 2003 in poi.
Queste indicazioni mediche sono state sottoposte al parere del servizio medico regionale dell'AZ, il quale, il 6 aprile 2005, si è espresso come segue: l'attuale documentazione medica non mostra quindi elementi nuovi rispetto alla documentazione medica alla base delle proposte mediche di novembre 2003 e maggio 2004, valutazioni che vanno quindi confermate (Considerando di diritto no. 4 a pag. 4 della decisione su opposizione).
L'evidente contraddizione tra i pareri medici è quindi stata in modo per noi inspiegabile ignorata. A nostro modo di vedere, assume particolare importanza il considerando di diritto no. 3, in cui l'AZ si premura di precisare che secondo costante giurisprudenza le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa da medici riconosciuti specializzati hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a ritenerle inaffidabili. Riteniamo che, nella fattispecie, il parere espresso nel rapporto steso dal dottor _, redatto pure al termine di una visita approfondita e le conferme della perizia _, debbano essere considerate ben più che un indizio concreto.
Riteniamo pure opportuno precisare che questi medici non possono essere considerati alla stregua del medico di famiglia il quale, come aggiunge MAI, attesta a favore del proprio paziente. Essi hanno infatti agito per incarico delle _ e della cassa pensioni _ per accertare la capacità lavorativa residua, rispettivamente definire possibili provvedimenti per migliorare quest'ultima, agendo quindi nella veste di periti del tutto neutrali.
Alla luce di queste considerazioni, chiediamo che a codesto Lodevole Tribunale piaccia giudicare:
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata viene annullata. Al signor RI 1, sulla base delle indicazioni fornite dal dottor _ e dalla perizia _, viene riconosciuto un grado di invalidità superiore al 66 2/3 % e, di conseguenza, una rendita intera.
" (Doc. I)
1.6. Con risposta di causa l’Ufficio AI chiede invece la reiezione del ricorso.
1.7. Con scritto 7 ottobre 2005 il ricorrente ribadisce la necessità di una perizia giudiziaria (V).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.
Al riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).
Tale questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343).
Le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31 dicembre 2002.
2.3. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b;
VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (DTF 128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.4. Va infine rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123
V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572).
In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid.
4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.).
Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434).
Dalla persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).
2.5. Nell’evenienza concreta, il ricorrente è stato peritato dal dr. _. Nel referto 2 settembre 2003 (doc. 59) lo specialista in reumatologia, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni soggettive e obiettive, ha posto la seguente diagnosi:
"
Sindrome panvertebrale prevalentemente lombospondilogena cronica a destra, in
- esito da laminectomia L5, spinotomia L5/S1 e L4/5, artrotomia e recessotomia bilaterale L5/S1 e L4/5, foraminotomia S1 e L5 bilaterale, discectomia L5/S1 e L4/5, impianto di PLIF con gabbie in materiale sintetico L4/5 e L5/S1 con fissazione posteriore bilaterale da L4 e S1, l'11 gennaio 2002,
- esito da asportazione del fissatore interno il 7.2.2003,
- instabilità segmentale L5/S1,
- rachide piatto
Esito da frattura dell'osso navicolare carpale sinistro il 31.8.1995,
- osteosintesi con viti di Herbert il 17.10.1995,
- interposizione di un trapianto di spugnosa del navicolare carpale sinistro per pseudoartrosi il 19.4.1996,
- artrodesi lunato-capitato-hamato e triquetro spugnosa il 20.6.1997,
- asportazione di 5 chiodi di Kirschner il 16.12.1997
Tallonite a destra in piedi piatti bilaterali." (Doc. AI 59)
Quanto alla valutazione sulla capacità lavorativa egli ha osservato:
"
Considero come lavoro ergonomicamente idoneo alle patologie sopramenzionate, un'attività con carichi variabili (carico massimo: 10 kg), che permette di cambiare molto spesso la posizione del rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna vertebrale, rispettivamente senza estensione prolungata del rachide. L'assicurato non dovrebbe caricare la mano sinistra oltre i 5 kg, rispettivamente sottoporla a movimenti monotoni.
In un lavoro adeguato allo stato di salute, giudico l'assicurato abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale ma con una diminuzione del rendimento del 20% dovuta alla necessità di cambiare molto spesso la posizione del rachide.
Come montatore di binari, l'assicurato è da considerare inabile al lavoro nella misura del 100% dall'inizio 2001." (Doc. AI 59)
2.6. Con il ricorso l’assicurato contesta la valutazione del Dr. _, sostenendo di non presentare alcuna capacità lavorativa residua in attività adeguate.
Egli ha fatto riferimento alla seguente documentazione medica contenuta agli atti:
·
perizia 8 agosto 2003 del dr. _, specialista in medicina interna, indicato dal Servizio medico delle _ di determinare la capacità lavorativa (doc. C e doc. 103).
Poste sostanzialmente le stesse diagnosi accertate dal dr. _, il succitato medico ha così concluso:
“Il signor RI 1 è da considerarsi inabile al 100% definitivamente nella sua funzione di montatore di binari, come già affermato dal medico curante dopo l'incidente che ha portato la frattura del navicolare della mano sinistra. L'abilità lavorativa riconquistata dopo questo incidente, che permise di riprendere l'attività nei binari come controllore, è però attualmente fortemente messa in discussione dalla sintomatologia attuale che gli impedisce praticamente qualsiasi attività lavorativa.
Mi pare inutile al momento attuale preoccuparsi di quale attività egli possa svolgere poiché nelle sue condizioni l'abilità lavorativa residua è quasi nulla.
E' necessario invece, con intensità, ripiegarsi sulla sintomatologia dorsale e sul sospetto di instabilità vertebrale. Mi pare indispensabile una valutazione approfondita in un centro ortopedico universitario prima di procedere a qualsiasi nuovo intervento diagnostico e/o terapeutico. La posta in gioco è in effetti alta. Se fossimo in presenza di una vera instabilità vertebrale un intervento di rifissazione potrebbe ridare al paziente un'abilità lavorativa parziale tale da riprendere la funzione esercitata dopo l'incidente alla mano.
Confermata la diagnosi di instabilità vertebrale, la decisione su un nuovo intervento o su un trattamento conservatorio con intensa fisioterapia specifica di stabilizzazione spetta, come già detto, ad un centro specializzato a cui è ora fondamentale indirizzare il paziente."
(Doc. C)
·
perizia 29 marzo 2004 della Clinica universitaria _ di _. Questa è la valutazione conclusiva fornita al Servizio medico delle _:
„Es liegt hier mit grosser Wahrscheinlichkeit um eine Pseudarthrose L5/S1 vor, welche die vom Versicherten beschriebenen einschiessenden Schmerzen auf Höhe LWS gürtelförmig durchaus erklären kann. Fermer besteht eine Foraminalstenose auf Höhe L5/S1 mit Kompression vor allem der rechten Nervenwurzel L5, welche die in den rechten lateralen Oberschenkel ausstrahlenden Schmerzen erklären kann.
Erwähnenswert ist ebenfalls die radiocarpale Arthrose im linken Handgelenk bei Status nach oben gennanten Operationen bei Os scaphoid-Fraktur 1996, welche eine Arbeitsunfähigkeit von 100% in seinem Beruf als Gleismonteur verursachte. Die Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im Gleisbau, welche nach dem Unfall der linken Hand vorhanden war, ist durch die aktuelle klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass wir vorderhand mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in der Begutachtung von Dr. _ vom August 2003 beurteilt.
Inwieweit mit einer Revisions-Spondylodese dorsoventral L4-S1 die Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu beurteilen. In der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten die Arbeitsfähigkeit mit einer Revisions-Spondylodese verbessert wird."
(Doc. AI 75)
·
rapporto 16 aprile 2004 del dr. _, attivo presso il Servizio medico delle _. Dopo aver visionato la perizia della Clinica _, il sanitario ha evidenziato quanto segue:
"
Il ressort clairement de ces documents, comme le pensait déjà notre médecin attitré, le Dr. _, qu'en raison des sérieux problèmes de santé ostéo-articulaires qui touchent cet employé, ce dernier n'est plus capable de reprendre une activité professionnelle, même dans une activité autre que celle de son ancien métier de monteur de voies, activité professionnelle pour laquelle il avait déjà été déclaré inapte.
Dans ces conditions, comme on ne peut pas s'attendre dans le futur à une amélioration de l'état de santé de RI 1 qui lui permettrait de reprendre une activité professionnelle, même si plus tard une nouvelle intervention devait être pratiquée, ce dernier, qui a déjà été mis au bénéfice d'une retraite anticipée partielle de 20% en 1998, remplit les conditions médicales d'une résiliation des rapports de service selon l'article 104 de la CCT." (
Doc. AI 96)
Egli ha pertanto concluso che l’assicurato assolve le condizioni per avere diritto ad una rendita intera, stimando l’incapacità di guadagno superiore al 70% (doc. 96).
2.7. Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 p. 110 consid. 3c).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01, consid.
3.4; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc); Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).$
Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).
2.8.
Nell’evenienza concreta, secondo questo TCA, non vi sono motivi per mettere in dubbio la fedefacenza della valutazione effettuata dal perito dr. _, il quale ha compiutamente tenuto conto delle affezioni invalidanti dell’assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla piena incapacità lavorativa nella professione abitualmente esercitata, ma abile all’80% in attività adeguate.
Vero che nel rapporto 8 agosto 2003, quindi quasi un mese prima della perizia del dr. _, il dr. _ ha escluso un’eventuale capacità lavorativa in attività adeguate (“
Mi pare inutile al momento attuale preoccuparsi di quale attività egli possa svolgere poiché nelle sue condizioni l’abilità lavorativa residua è quasi nulla”
, doc. C) e che non si tratta del resto di una valutazione del medico di famiglia, la quale, secondo la giurisprudenza del TFA, a dipendenza delle situazioni gode di un ridotto valore probatorio (cfr. consid. 2.7). Tuttavia va rilevato che il perito chiamato dall’Ufficio AI è specialista in reumatologia ed ha dettagliatamente descritto non solo i limiti funzionali dell’assicurato, in particolare legati alla problematica lombare, ma anche le residue risorse fisiche che l’assicurato potrebbe mettere a frutto in un’eventuale attività adeguata. Essendo dunque la perizia specialistica completa ed esaustiva, alla stessa va conferito valore probatorio pieno.
Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, nella perizia 29 marzo 2004 i medici della Clinica _ non hanno confermano l’assenza di una residua capacità in altre attività, seppur chiamati a rendere in tal senso una loro valutazione (“
Es geht hier um di Frage nach der weiteren Restarbeitsfähigkeit und ob in einer leichteren, rückenschonenenden Tätigkeit wiedere eine Arbeitsfähigkeit möglich ist, in welchem Prozentsatz uno ob vorgängige therapeutische Massnahmen notwendig sind und welcher Art”
, doc. 75 pag. 1). Infatti, essi non hanno potuto valutare se un intervento di revisione della spondilodesi a livello L4-S1 può migliorare la capacità lavorativa, facendo comunque presente che, secondo la letteratura, solo raramente un simile intervento dopo diversi anni d’incapacità porta ad un miglioramento dell’abilità al lavoro (“
Inwieweit mit einer Revision-Spondylodese dorsoventral L4-S1 di Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu beurteilen.
In der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten di Arbeitsfähigkeit mit einer Revision-Spondylodese verbessert wird”
, doc. 75).
Pertanto, se da una parte gli specialisti della Clinica _ non hanno intravisto la possibilità di migliorare la capacità lavorativa dell’assicurato, dall’altra va detto che tale ipotesi è stata formulata in relazione alla precedente attività lucrativa in quanto nel paragrafo precedente essi hanno confermato il giudizio di piena inabilità quale controllore nel montaggio di binari espresso dal dr.
_ (
Die Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im Gleisbau, welche nach dem Unfall der linken Hand vorhanden war, ist durch die aktuelle klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass wir vorderhand mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in der Begutachtung von Dr. _ vom August 2003 beurteilt
,
doc. AI 75
)
Del resto, il dr.
_ nel raccomandare una valutazione specialistica approfondita aveva evidenziato che “
se fossimo in presenza di una vera instabilità vertebrale un intervento di rifissazione potrebbe ridare al paziente un’abilità lavorativa parziale tale da riprendere la funzione esercitata dopo l’incidente alla mano”
, eventualità, come detto, esculsa dai medici di _.
Vero che con comunicazione 16 aprile 2004 il Servizio medico della Cassa pensioni _, sulla base dei rapporti del dr. _ e della Clinica _, escludendo una capacità lavorativa in altre attività, ha ritenuto l’assicurato inabile al 70% ciò che giustificherebbe una rendita intera d’invalidità LPP (doc. 96), ma è altrettanto vero che detto servizio non era a conoscenza della perizia 2 settembre 2003 del dr. _.
In conclusione, sulla base dell’affidabile e concludente perizia del dr. _, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b),
che l'assicurato è abile nella misura dell’80% in un’attività adeguata rispecchiante le limitazioni elencate dal perito.
Visto quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va respinto.
2.9. In via subordinata il legale dell'assicurato ha chiesto al TCA di ordinare una perizia.
Ora, se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. KöIz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure SVR 2003 IV Nr. 1; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
In concreto, con riferimento al considerando precedente, non è necessario esperire una perizia giudiziaria, avendo la perizia del dr. _ valore probatorio pieno. La richiesta del ricorrente non può essere accolta.