Decision ID: 6fd10f68-6c44-4e66-a9db-861941e3bdfd
Year: 2011
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il 2 gennaio 2009 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza , completata il 3, 7 e 29 aprile, 27 maggio, 22 settembre 2009, 17 marzo e 21 aprile 2010, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei  di B., C., D. e E. per titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 CP italiano), truffa (art. 640 CP italiano) e turbata libertà degli incanti (art. 353 CP italiano). B., direttore dell'assessorato al turismo della Regione Lombardia, in concorso con altri, avrebbe assegnato appalti pubblici ricavandone utilità di vario genere. Egli deterrebbe a Lugano conti dove potrebbe essere depositato il provento del reato raccolto da C., 'egli detentore di conti a Lugano, uomo "tuttofare" di B. ben inserito nei meccanismi della Regione Lombardia. B., con la complicità di C., avrebbe inoltre truffato la Regione Lombardia utilizzando fondi pubblici per pagare debiti privati. Con la sua domanda di assistenza l'autorità rogante ha , tra l'altro, l'interrogatorio, in qualità di testimone, di A., l'acquisizione di una sua foto nonché del suo numero di cellulare negli anni 2008-2009.
B. Mediante decisione del 13 settembre 2010, il Ministero pubblico del Canto-
ne Ticino è entrato in materia sulla domanda presentata dall'autorità  ordinando quanto da lei richiesto.
C. Con decisione di chiusura del 27 settembre 2010 l'autorità d'esecuzione ha
accolto la rogatoria, ordinando la trasmissione all'autorità rogante del  d'interrogatorio di medesima data, con allegata una busta contenente una fotografia ed un numero di telefono cellulare di A.
D. Il 28 ottobre 2010 A. ha interposto ricorso contro la suddetta decisione  alla II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale , principalmente, l'annullamento della decisione impugnata e, , la trasmissione all'autorità rogante del verbale del 27  2010 unitamente alla foto segnaletica.
A conclusione delle loro osservazioni del 16 e 24 novembre 2010 il  pubblico ticinese risp. l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG)  postulato la reiezione del gravame.
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E. Con memoriale di replica del 21 dicembre 2010, trasmesso per conoscenza al Ministero pubblico ticinese e all'UFG, il ricorrente si è riconfermato nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale.

Diritto:
1. 1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione
delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 cpv. 2 del Regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale  federale (ROTPF; RS 173.713.161), la II Corte dei reclami penali  i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-
na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione  di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; RS 0.351.1), dall'Accordo che completa e agevola l'applicazione della CEAG del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo ) nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. dalla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato,  a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti  non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio ( principio di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza  in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1),  alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo italo-svizzero; DTF 136 IV 82 consid. 3.1; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio di favore vale anche nell' delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c).
1.3 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di chiu-
sura dell'autorità cantonale d'esecuzione (v. art. 80e cpv. 1 e 80k AIMP). La legittimazione di A., persona sottoposta direttamente ad un interrogatorio
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rogatoriale in qualità di testimone e chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente, è pacifica (v. art. 80h lett. b AIMP; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82 e rinvii).
2. Il ricorrente sostiene che il fatto di aver dovuto fornire all'autorità d'esecu-
zione una sua fotografia ed un suo numero di telefono cellulare al fine di permettere all'autorità rogante di confutare o confermare dichiarazioni spontanee di un accusato in Italia costituisce una condotta arbitraria, in quanto permetterebbe all'autorità estera di raccogliere mezzi di prova su suolo svizzero con modalità non previste dal Codice di procedura penale . Secondo lui, il testimone sarebbe chiamato unicamente a rendere delle dichiarazioni.
2.1 L'art. 63 AIMP prevede che l'assistenza a tenore della terza parte della leg-
ge comprende informazioni, atti processuali e altri atti ufficiali ammessi dal diritto svizzero, in quanto sembrino necessari all'estero per un  in materia penale o servano a reperire il corpo del reato (cpv. 1). Entrano in linea di conto come provvedimenti d'assistenza segnatamente (cpv. 2): la notificazione di documenti (lett. a); l'assunzione di prove, in particolare la perquisizione di persone e locali, il sequestro, l'ordine di consegna, le , l'audizione e il confronto di persone (lett. b); la consegna di inserti e documenti (lett. c); la consegna di oggetti o beni da confiscare o da  agli aventi diritto (lett. d).
2.2 Nella fattispecie, dal verbale d'interrogatorio del 27 settembre 2010 risulta
che il ricorrente ha consegnato al Ministero pubblico ticinese il suo numero di cellulare valido negli anni 2008 e 2009 nonché una sua foto formato , chiedendo che gli stessi venissero trasmessi all'autorità rogante unicamente a procedura d'assistenza conclusa (v. atto 88, pag. 2, MPTI). Orbene, da una parte, il ricorrente non si è opposto alla consegna di quanto richiestogli, affermando addirittura di essere consenziente alla loro  al termine della procedura rogatoriale, quindi al momento della  di chiusura. Come rettamente rilevato dal Ministero pubblico ticinese, il suo comportamento risulta essere contraddittorio. Dall'altra, la raccolta di mezzi di prova utili per l'inchiesta estera rientra pienamente nell'attività 'autorità d'esecuzione, per cui non si vede per quale motivo acquisire una foto ed un numero di telefono, misure formalmente richieste dalle autorità italiane, possa essere giudicato arbitrario. La censura in questo ambito va dunque respinta.
3. Secondo l'insorgente, essendo il verbale relativo al suo interrogatorio del
27 settembre 2010, la sua foto e il suo numero di cellulare negli anni 2008-
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2009 inutili per l'inchiesta italiana, la loro trasmissione all'estero violerebbe il principio della proporzionalità.
3.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una do-
manda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero  essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull' di assumere determinate prove e non può sostituirsi in questo  all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzionalità sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3 non pubblicato in TPF 2007 57) o se la  appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 . 3a). In base alla giurisprudenza l'esame va quindi limitato alla  utilità potenziale, secondo cui la consegna giusta l'art. 74 AIMP è  soltanto per quei mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il  penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c pag. 264; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b).
3.2 Nella fattispecie, l'autorità rogante sospetta che il denaro frutto della corru-
zione di B. sia confluito dapprima su un conto presso la banca F. a Lugano ed in seguito trasferito su un conto presso la banca G. a Lugano intestato alla società H. SA, società di cui il ricorrente è direttore. Secondo le  di quest'ultimo, tale denaro sarebbe stato quindi consegnato in  da dipendenti della società H. SA a persone incaricate all'uopo da B. o dal segretario di quest'ultimo, nonché coaccusato, E. (v. act. 1.5 e 1.9). Nel suo complemento del 17 marzo 2010 (v. atto 69 MPTI), l'autorità rogante  che nel corso di un interrogatorio del 16 marzo 2009 avanti al  delle indagini preliminari E. ha riferito di non aver mai ritirato il denaro presso la società H. SA. Secondo l'autorità estera "in data 16 giugno 2009 A., legale rappresentante della società H. SA, ha riferito che il denaro di B. è stato ritirato in contanti da E. in tre occasioni e in particolare ha riferito che: a) ciò è avvenuto su indicazione di I., referente della banca F, b) il nominativo di E. è stato fatto da A. dopo aver parlato con J., dipendente della società H. SA". Nel complemento del 21 aprile 2010, sono inoltre  le seguenti informazioni e spiegazioni:
"successivamente E. ha reso spontanee dichiarazioni (...) sostenendo che un soggetto dal forte accento svizzero si è recato da lui in Italia (a ) consegnando due buste con all'interno denaro che poi E. ha  a recapitare a B. Al fine di riscontrare ovvero smentire le  rese da E., si chiede assistenza giudiziaria al fine di: a) interrogare, in qualità di testimone, A. in ordine a una eventuale consegna di denaro
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in Italia da parte di soggetti facenti capo alla società H. SA; b) acquisire una foto di A. in modo da mostrarla a E.; c) acquisire il numero cellulare in uso a A. negli anni 2008-2009 al fine poi di attestare se in date  con il ritiro del denaro contante e con gli ordini di bonifico di B. A. fosse presente in Italia" (v. atto 84 MPTI).
In questo senso, l'autorità rogante ha sufficientemente spiegato tutte le  che rendono necessari per l'inchiesta estera l'interrogatorio in  nonché la foto ed il numero di cellulare del ricorrente. In conclusione, l'utilità potenziale dei documenti ed informazioni oggetto della decisione impugnata è senz'altro data, ragione per cui la contestata trasmissione non viola il principio della proporzionalità.
4. Visto quanto precede, il ricorso va respinto. Le spese seguono la soccom-
benza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta l'art. 73 cpv. 2 LOAP e l'art. 8 cpv. 3 del Regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 5'000.-- a carico del ; essa è coperta dall'anticipo delle spese già versato.
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