Decision ID: 9cc9dea2-8440-5b3f-95a1-9b731c5dab00
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il Comune di Lodrino procede contro _ per l’incasso di diversi crediti.
B.
In seguito alla richiesta da parte del Comune di _ di riesaminare il calcolo del minimo di esistenza di _ con provvedimento 23 maggio 1997 l’UEF di Riviera ha ritenuto che non vi era eccedenza pignorabile, sulla base del seguente computo:
Introiti
- salario fisso Fr. 1’000.--
- provvigione ass. Fr. 2’000.--
Minimo di esistenza
- minimo base Fr. 1’025.--
- affitto Fr. 1’000.--
- oneri sociali Fr. 500.--
- cassa malati Fr. 480.--
- trasferte Fr. 200.--
totale Fr. 3’205.-- Fr. 3’000.--
L’UEF ha rilevato che _ confermato che l’onere dell’affitto è completamente a suo carico. La figlia abita saltuariamente con il padre e a volte con la madre.
C.
Contro siffatta determinazione si è tempestivamente aggravato il Comune di _ sostenendo che la figlia di _, _, risulta regolarmente domiciliata a _ e risiede quasi ininterrottamente nell’appartamento del padre, anche per il fatto che la madre abita nella casa del cognato, dove vivono già cinque persone e si reca lei stessa saltuariamente dall’altra figlia a _ per mancanza di spazio. Secondo il ricorrente è pertanto impossibile che la figlia _ abiti con la madre.
E.
Delle osservazioni dell’UEF di Riviera si dirà, se del caso, in seguito.
D.
Interrogata formalmente _ ha dichiarato di pernottare a _ nell’appartamento del padre un paio di sere la settimana, ogni tanto abita da sua sorella ad _ e alcune sere si ferma da un’amica a _ Si reca sì tutte le sere a _ a far la doccia nell’appartamento del padre, dove tiene i suoi effetti personali, ma non si ferma regolarmente. Al padre non versa nulla per l’affitto e non gli dà nessun aiuto finanziario. Ogni tanto va a dormire dalla madre, che abita presso il cognato a _. Questo avviene quando sua madre rientra in Ticino.

Considerato
in diritto
1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
a)
Ritenuto che se da un canto in caso di pignoramento viene considerato il minimo di esistenza del debitore e della sua famiglia, dall’altro insieme all’introito personale del debitore va calcolato anche quello dei suoi familiari. Il reddito dei figli maggiorenni che vivono nell’economia domestica del debitore viene preso in considerazione ai fini di un’equa riduzione (nel minimo d’esistenza) del canone di locazione e delle spese di riscaldamento: se del caso viene pure computata una partecipazione appropriata del beneficiario alle spese d’economia domestica (per vitto, ecc.). Tuttavia i figli che guadagnano hanno diritto alla soddisfazione dei loro normali bisogni, e non solo del minimo d’esistenza. L’ufficio esecuzione deve determinare il minimo vitale garantito dalla legge per ogni singolo caso secondo il suo libero apprezzamento. Le direttive della Conferenza svizzera degli ufficiali di esecuzione e fallimenti così come dell’Autorità cantonale di vigilanza possono essergli di sostegno, non lo liberano tuttavia dal suo obbligo di valutare le peculiarità del caso concreto (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 59 e 61 p. 177 e rif. ivi; punto 3.3. della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1. gennaio 1994).
b)
La figlia dell’escusso, _, risulta domiciliata a _ Dalle sue dichiarazioni si evince che essa non solo è domiciliata a _, ma che l’appartamento del padre a _ costituisce il centro dei suoi interessi e il suo punto di riferimento. Infatti _ si reca tutte le sere nell’appartamento del padre dopo il lavoro per fare la doccia, nell’appartamento del padre tiene inoltre i suoi effetti personali e vi pernotta in media due sere la settimana. Il fatto che essa conduca poi una vita indipendente, pernotti anche presso un’amica oppure presso la sorella o di tanto in tanto presso la madre, quando quest’ultima si trova in Svizzera, è ininfluente. Infatti anche se _ non vive giornalmente e regolarmente nell’economia domestica del debitore, l’appartamento del padre costituisce pur sempre il suo punto di riferimento. Di conseguenza essa è tenuta a partecipare alle spese di locazione e a quelle di riscaldamento per la camera che vi occupa nella misura di ca. 1/3, ossia di Fr. 300.-- mensili.
L’eccedenza mensile pignorabile di _ avrebbe dovuto essere pertanto calcolata sulla base del seguente computo:
Introiti
- salario fisso Fr. 1’000.--
- provvigione ass. Fr. 2’000.--
- contributo della figlia alla locazione Fr. 300.--
totale Fr. 3’300.--
Minimo di esistenza
- minimo base Fr. 1’025.--
- affitto Fr. 1’000.--
- oneri sociali Fr. 500.--
- cassa malati Fr. 480.--
- trasferte Fr. 200.--
totale Fr. 3’205.--
Eccedenza mensile pignorabile Fr. 95.--
L’UEF di Riviera dovrà pertanto pignorare dal reddito di _ Fr. 95.-- al mese per 12 mesi dall’emissione di questa decisione (art. 93 cpv. 2 LEF)
c)
Per quel che riguarda il canone di locazione va inoltre rilevato quanto segue:
aa)
Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R. cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S. e 12 giugno 1970 in Rep 1971 p. 117).
L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
bb)
Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (cfr. DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 15 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).
La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Das Grundriss des  Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178).
cc)
Nel caso in esame, a fronte di un reddito di Fr. 3’000.-- l’escusso ha preteso il riconoscimento di Fr. 1’000.-- a titolo di canone locatizio per l’appartamento che occupa a _
dd)
E` di tutta evidenza che Fr. 1’000.-- mensili quale canone locatizio per l’escusso con un reddito di Fr. 3’000.--, costituiscono, tenuto conto anche del contributo della figlia, un onere manifestamente sproporzionato che non può essere riconosciuto come tale in sede di determinazione del minimo di esistenza dopo il primo termine utile per la disdetta. Pertanto al debitore va ricordato che nel caso di ulteriori pignoramenti dal primo termine utile di disdetta del suo contratto di locazione gli verrà riconosciuto quale canone locatizio un importo mensile di Fr. 850.-- al massimo, spese accessorie e di riscaldamento comprese, per un appartamento di tre locali a _ o in un comune viciniore e che ca. 1/3 del canone di locazione sarà ritenuto a carico della figlia _ quale sua partecipazione alle spese di locazione. .
d)
Nel caso di ulteriori pignoramenti l’UEF di Riviera dovrà inoltre verificare il certificato d’assicurazione dell’escusso, ritenuto che quale assicurazione malattia può essere riconosciuta unicamente quella obbligatoria.
3.
Il ricorso 30 maggio 1998 del Comune di _ va quindi parzialmente accolto.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).