Decision ID: 9a5175ff-1f99-5d3a-ba34-d82a411ebdfe
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto:
che con decreto di accusa del 26 agosto 2002 il Procuratore pubblico ha riconosciuto _ autore colpevole di omicidio colposo, proponendone la condanna a 30 giorni di detenzione con due anni di sospensione condizionale della pena, per avere, come uno dei docenti responsabili di una passeggiata al lago cui partecipavano 13 studenti della Scuola _, concorso il 28 agosto 2001 a cagionare per imprevidenza colpevole l'annegamento di _ (nato il _ 1986), avvenuto il 28 agosto 2001 a _ (Comune di _);
che, statuendo su opposizione al decreto di accusa, con sentenza del 29 aprile 2004 emanata nelle forme contumaciali il giudice della Pretura penale ha confermato l'imputazione, riducendo tuttavia la pena a 20 giorni di detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni;
che contro tale sentenza _ ha introdotto il 30 aprile 2004 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale;
che nella motivazione scritta del ricorso, presentata il 3 giugno 2004, egli chiede il suo proscioglimento e la conseguente riforma della sentenza impugnata o, in subordine, l'annullamento della sentenza medesima e il rinvio degli atti alla Pretura penale per nuovo giudizio;
che il ricorso non è stato intimato per osservazioni;
e considerando

in diritto:
che il ricorrente è stato giudicato in contumacia (art. 277 cpv. 1 CPP) siccome rimasto assente al processo, quantunque – come ha accertato il primo giudice – regolarmente citato (verbale del dibattimento, pag. 2);
che all'inizio del dibattimento il difensore non risulta avere contestato la regolarità della citazione, né avere chiesto un rinvio del processo;
che egli si è limitato, in effetti, a produrre una lettera di quello stesso 29 aprile 2004 in cui comunicava al giudice l'impossibilità, per il suo assistito, di presenziare all'udienza, non avendo costui mezzi sufficienti per finanziare la trasferta dagli Stati Uniti alla Svizzera e trovandosi per di più “una persona a lui vicina” in gravi condizioni di salute;
che, tuttavia, il giudice non ha dispensato l'accusato dal comparire in aula, né ha riconosciuto in qualche modo giustificata l'assenza (art. 277 cpv. 1 con riferimento all'art. 274 CPP);
che, secondo costante giurisprudenza, in caso di sentenza contumaciale il ricorso per cassazione è proponibile solo contro la dichiarazione di contumacia, ovvero sulla questione di sapere se il giudice abbia deciso a ragione o a torto di procedere in assenza dell'accusato (Rep. 1982 pag. 194 con la sentenza del Tribunale federale parzialmente riprodotta in calce; CCRP, sentenza del 9 gennaio 2003 in re J. con riferimenti);
che non è dato ricorso per cassazione, invece, contro la sentenza come tale (CCRP, loc. cit.; DTF 122 I 36 consid. 2 pag. 37, 121 IV 340 consid. 1a pag. 341);
che all'accusato è data nondimeno la facoltà di chiedere in ogni momento, entro sei mesi nei casi di competenza della Pretura penale (art. 277 cpv. 3 CPP) ed entro il termine di prescrizione dell'azione penale nei casi di competenza delle Corti di assise (art. 316 cpv. 1 CPP), la revoca del giudizio pronunciato in assenza e lo svolgimento del processo con rito ordinario (CCRP, loc. cit.; analogamente: sentenza del 15 luglio 2003 in re G.);
che, per quanto avvertito alla fine del processo circa il limitato potere cognitivo della Corte di cassazione e di revisione penale nel caso di giudizi in assenza (verbale del processo, pag. 3), il ricorrente non muove censure contro la dichiarazione di contumacia, ma insorge contro la sentenza di primo grado lamentando arbitrio nell'accertamento dei fatti e violazioni del diritto federale;
che in condizioni del genere il ricorso si rivela d'acchito inammissibile;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP con rinvio all'art. 9 cpv. 1 CPP);
in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP
e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,