Decision ID: 066cb571-8b24-50f1-8db0-a5ba22682e5c
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. CO 1 è stato per circa dieci anni il responsabile dell’area finanza della banca RE 1 (in seguito RE 1). Il 14 febbraio 2013, su ordine del Pubblico Ministero di _ egli è stato arrestato con l’accusa di aver commesso per anni numerosi reati patrimoniali ai danni della banca. Da parte sua, il Procuratore pubblico del Cantone Ticino ha aperto nei confronti dello stesso CO 2 un procedimento penale per il titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP) e, con ordine di perquisizione e di sequestro del 19 febbraio 2013, ha imposto alla banca C_ SA di _ d’identificare le relazioni riconducibili all’imputato (in particolare la n. _ e i sottoconti n. _ _ e _ _), sequestrandone la documentazione e gli averi.
B. Con istanza dell’8 agosto 2013 diretta contro CO 1, la RE 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il sequestro presso la C_ SA, Lugano, di “tutti gli averi patrimoniali depositati mediante conti o in cassette di sicurezza e i crediti riferiti a relazioni bancarie intestate o cointestate a CO 1, segnatamente, ma non soltanto, mediante le relazioni n. _20 e n. _, per un valore complessivo di EUR 5'900'458.97 al 30.4.2013”, il tutto fino a concorrenza di fr. 43'072'800.– oltre interessi del 5% dal 14 febbraio 2013 per “risarcimento del danno da atto illecito (art. 41 CO), da violazione contrattuale (art. 321e e 398 CO) e da indebito arricchimento (art. 62 segg. CO)”. Quale causa del sequestro l’istante ha indicato il domicilio del debitore all’estero (art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF).
C. Avendo il Pretore accolto integralmente l’istanza con decreto del 9 agosto 2013 e ordinato il sequestro secondo le modalità richieste, alla cui esecuzione l’Ufficio esecuzione di Lugano ha proceduto immediatamente (verbale n. _), con istanza 20 settembre 2013 CO 1 ha presentato opposizione al decreto di sequestro. All’udienza di discussione del 26 novembre 2013 egli ha confermato la sua opposizione, mentre la controparte ha concluso per la reiezione della stessa e la conferma del decreto di sequestro. In sede di replica e di duplica le parti hanno ribadito le rispettive posizioni.
D. In precedenza, ossia il 23 agosto 2013, anche l’assicurazione CO 1 aveva presentato opposizione al medesimo decreto di sequestro, facendo valere di essere la titolare esclusiva delle relazioni sequestrate. All’udienza di discussione del 25 novembre 2013 le parti hanno fondamentalmente confermato le rispettive conclusioni.
E. A garanzia dello stesso credito qui in discussione, inoltre, la RE 1 ha postulato (e ottenuto) il sequestro di altre relazioni bancarie presso la _ SA. Il reclamo contro l’ammissione dell’opposizione di CO 2 a tale sequestro è pendente davanti a questa Camera (inc. 14.2014.17), ma sarà oggetto di una sentenza separata.
F. Statuendo con decisione del 7 gennaio 2014 il Pretore ha accolto l’opposizione di CO 2 e annullato il sequestro, ponendo a carico della parte sequestrante le spese processuali di fr. 2'000.– e ripetibili di fr. 10'000.– a favore dell’opponente. Lo stesso giorno, il Pretore ha inoltre dichiarato senza oggetto la causa promossa dalla CO 1 e l’ha stralciata dai ruoli.
G. Contro le sentenze appena citate la RE 1 è insorta a questa Camera con due reclami del 20 gennaio 2014, l’uno diretto contro CO 2 (inc. 14.2014.16) e inteso a ottenere l’annullamento della sentenza, la reiezione dell’opposizione al sequestro e la conferma dello stesso, e l’altro diretto contro la CO 1 (inc. 14.2014.15), con cui ha chiesto, in via preliminare, la sospensione della procedura sino al passaggio in giudicato delle altre sentenze (inc. 14.2014.16 e 14.2014.17), in via principale l’annullamento della decisione di stralcio e la conferma del sequestro, e in via subordinata il rinvio della causa al Pretore.
H. Il 17 febbraio 2014 CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo che lo concerne e altrettanto ha fatto la CO 1 lo stesso giorno per l’altro reclamo, salvo chiedere in via subordinata che la parte sequestrante sia tenuta a corrispondere una garanzia di fr. 500'000.– a tenore dell’art. 273 LEF. Con ordinanza del 25 febbraio 2014, il vicepresidente della Camera ha assegnato alla reclamante un termine di 10 giorni per inoltrare eventuali osservazioni a tale domanda subordinata e respinto la domanda intesa alla fissazione di un termine per la replica, “fatto salvo il diritto a una replica spontanea riconosciuto dalla giurisprudenza”.
I. Replicando in modo spontaneo in entrambe le procedure di reclamo rispettivamente il 21 febbraio e il 3 marzo 2014, la RE 1 ha ribadito le sue conclusioni. Da parte sua CO 2 ha confermato il proprio punto di vista con duplica spontanea del 28 febbraio 2014, mentre la CO 1 è rimasta silente. Il medesimo 28 febbraio la reclamante ha notificato alla Camera nella causa di CO 2 una serie di fatti e mezzi di prova nuovi e il 12 marzo 2014 ha notificato in entrambe le cause in esame altri fatti e mezzi di prova nuovi. La CO 1, il 27 marzo 2014, ha confermato il suo precedente allegato, mentre CO 2, con osservazioni del 3 aprile 2014, ha chiesto che ambedue le nuove notifiche non fossero ammesse agli atti.

Considerando
in diritto: 1. Le sentenze impugnate – emanate in materia di opposizione al sequestro – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 6 CPC), contro cui è dato esclusivamente il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC e 278 cpv. 3 LEF) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione sull’opposizione al sequestro è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentati entrambi lunedì 20 gennaio 2014 contro le sentenze ambedue notificate al patrocinatore della reclamante l’8 gennaio, in concreto i reclami sono tempestivi, ricordato che, per legge, ove l’ultimo giorno del termine sia un sabato la scadenza è riportata al primo giorno feriale successivo (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
1.3 Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti.
a) La giurisdizione cantonale superiore ha lo stesso potere di cognizione del giudice di prima istanza e verifica quindi sotto l’angolo della semplice verosimiglianza se i presupposti del sequestro sono realizzati, riesaminando liberamente e sommariamente l’applicazione del diritto (art. 320 lett. a CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_925/2012 del 5 aprile 2013, consid. 9.3).