Decision ID: 1987198f-58f5-57df-89e2-81fb716d3856
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto che il 5 maggio 2014 la terza Camera civile del Tribunale d’appello ha stralciato il reclamo inoltrato il 16 aprile 2014 da CO 1 contro l’ordinanza 4 aprile 2014 con la quale il Pretore aveva assegnato un termine di trenta giorni per versare un anticipo di fr. 30'000.- per le presumibili spese di causa;
richiamato lo scritto 29 aprile 2014 dell’attrice – sempre rappresentata dalla RA 2 menzionata sopra – con il quale ha comunicato al Pretore di ritirare la propria “istanza di accertamento negativo del credito, considerando la vostra richiesta di anticipo delle spese totalmente fuori dalla portata della nostra affiliata”;
domande sulle quali il Pretore ha statuito con decisione 2 luglio 2014 stralciando dai ruoli la procedura e ponendo la tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 500.-, a carico dell’attrice, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 1'500.- a titolo di ripetibili;
reclamante la convenuta, che con reclamo 23 luglio 2014 chiede la riforma del dispositivo n. 2 della decisione querelata, nel senso di aumentare le ripetibili in suo favore a fr. 3'900.-, con protesta di spese processuali e ripetibili di secondo grado;
ritenuto che il gravame è stato intimato sia direttamente all’attrice (che non ha ritirato l’invio speditole per plico raccomandato) sia alla rappresentante di quest’ultima;
mentre con risposta 12 settembre 2014 – sottoscritta da “J. D_, Segretario RA 2” – CO 1 postula che: “a) il ricorso dell’avv. RA 1 in rappresentanza della spettabile RE 1 (non ci è dato a sapere se il mandante abbia legittimato l’avv. RA 1 a presentare questo ricorso o si tratta semplicemente di una iniziativa propria priva di qualsiasi autorizzazione del mandante), è respinto, di conseguenza: b) il reclamo presentato con il numero di riferimento _ inviato il 23 luglio 2014 è considerato un abuso di diritto e come tale va sanzionato; c) a titolo di risarcimento morale, la RA 2 chiede un franco di danni morali; d) protestate spese e ripetibili”;
preso atto dello scritto 17 settembre 2014 dell’avv. RA 1, che reputa l’atto di risposta “viziato da condotta processuale querulomane e altrimenti abusiva a’ sensi dell’art. 132 PC”, di modo che dev’essere “rinviato al mittente senz’altre formalità, così come “il signor D_, redattore del medesimo, (..) sanzionato con una multa non essendo, tra l’altro nuovo a simili atteggiamenti”;
nonché della comunicazione 13 febbraio 2015 con cui J_ D_, su carta intestata RA 2, afferma di non rappresentare più CO 1;
letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;
ritenuto
in fatto: A. Con istanza (correttamente: petizione) 20 marzo 2014 CO 1 – rappresentata dalla “RA 2 (...), _, tramite il suo segretario J_ D_” (in seguito: RA 2; cfr. doc. A) – ha convenuto dinanzi alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud RE 1. La causa è stata promossa quale “azione ordinaria di accertamento negativo di credito art. 85a LEF” e volta ad accertare la nullità del debito di fr. 5'951'539.80 oltre interessi di cui al PE n. _ del 21 gennaio 2014 dell'UE di _ fatto spiccare nei suoi confronti dalla controparte, nonché delle “spese di tale precetto pari a fr. 413.-”. L’attrice ha altresì chiesto di procedere alla cancellazione della procedura summenzionata e di considerare tale procedura temeraria e come tale di sanzionarla “con l’aggravante che essa è stata interposta da uno studio legale che dovrebbe conoscere in virtù della costante giurisprudenza del Tribunale federale i doveri di un avvocato in Svizzera”. Con risposta 3 aprile 2013 la convenuta si è opposta alle domande avversarie. Essa ha rilevato anzitutto che l’azione doveva essere dichiarata inammissibile, perché da un lato proposta erroneamente sulla base dell’art. 85a LEF, dall’altro, se trattata come azione ordinaria di accertamento negativo, poiché non preceduta dall’obbligatorio tentativo di conciliazione. La convenuta ha, poi, chiesto la reiezione della petizione nel merito e la condanna di J_ D_ e dell’amministratore della controparte al versamento di una multa disciplinare di fr. 2'000.- ciascuno per malafede e temerarietà processuale.
B. Il 16 aprile 2014 l’attrice, rappresentata dalla RA 2, ha inoltrato un reclamo dinnanzi la terza Camera civile del Tribunale d’appello contro l’ordinanza 4 aprile 2014 con la quale il Pretore le aveva assegnato un termine di trenta giorni per versare un anticipo di fr. 30'000.- per le presumibili spese di causa. Preso atto del ritiro del gravame, il 5 maggio 2014 il Presidente della Camera adita ha stralciato il medesimo dai ruoli. Egli ha comunque evidenziato che già di primo acchito la legittimazione alla rappresentanza di RA 2 sembrava essere esclusa e che tale questione avrebbe dovuto comunque essere esaminata dal Pretore.
C. Con scritto 29 aprile 2014 l’attrice – sempre rappresentata da RA 2 – ha comunicato al Pretore di ritirare la propria “istanza di accertamento negativo del credito, considerando la vostra richiesta di anticipo delle spese totalmente fuori dalla portata della nostra affiliata”. Preso atto della desistenza dell’attrice, con missiva 27 maggio 2014 la convenuta ha chiesto di tenere conto nella fissazione delle ripetibili del fatto che si tratta di una procedura ordinaria con un valore di causa di fr. 5'951'539.80 oltre interessi e accessori e che ha comportato un impegno non indifferente segnatamente per quanto attiene alle eccezioni d’ordine. A sostegno della propria motivazione essa ha rinviato al contenuto della decisione della terza Camera civile del 5 maggio 2014 menzionata sopra. Statuendo con decisione 2 luglio 2014 il Pretore ha stralciato dai ruoli la procedura e ha posto la tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 500.-, a carico dell’attrice, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 1'500.- a titolo di ripetibili.
D. Con reclamo 23 luglio 2014 la convenuta è insorta contro il querelato giudizio, chiedendo la riforma del dispositivo n. 2 sulle spese giudiziarie e meglio di aumentare le ripetibili in suo favore a fr. 3'900.-. Tale allegato è stato intimato sia direttamente alla convenuta (che non ha ritirato l’invio per plico raccomandato) sia alla rappresentante di quest’ultima. Con risposta 12 settembre 2014 – sottoscritta da “J. D_, Segretario RA 2” – CO 1 postula che: “a) il ricorso dell’avv. RA 1 in rappresentanza della spettabile RE 1 (non ci è dato a sapere se il mandante abbia legittimato l’avv. RA 1 a presentare questo ricorso o si tratta semplicemente di una iniziativa propria priva di qualsiasi autorizzazione del mandante), è respinto, di conseguenza: b) il reclamo presentato con il numero di riferimento _ inviato il 23 luglio 2014 è considerato un abuso di diritto e come tale va sanzionato; c) a titolo di risarcimento morale, la RA 2 chiede un franco di danni morali”. Con scritto 17 settembre 2014 l’avv. RA 1 ha affermato che l’atto di risposta è “viziato da condotta processuale querulomane e altrimenti abusiva a’ sensi dell’art. 132 PC”, di modo che dev’essere “rinviato al mittente senz’altre formalità, così come “il signor D_, redattore del medesimo, va sanzionato con una multa non essendo, tra l’altro nuovo a simili atteggiamenti”. Entrambe le parti protestano, infine, le spese giudiziarie della procedura di reclamo.
E. Con ordinanza 11 febbraio 2015 la Presidente di questa Camera ha chiesto all’avv. RA 1 di produrre la procura conferita dalla reclamante, non presente agli atti. Entro il termine impartito questi ha prodotto quanto richiesto. Alla controparte è stata inviata – per plico raccomandato all’indirizzo risultante dall’estratto del Registro di commercio – copia dell’ordinanza testé menzionata. La missiva non è stata ritirata poiché, come emerge dall’indicazione postale affissa alla busta, “il destinatario è irreperibile all’indirizzo indicato”. Il 13 febbraio 2015 RA 2 ha comunicato di non più rappresentare l’attrice.
e considerato

in diritto: 1. La decisione sulle spese giudiziarie, con cui il Pretore fissa le spese processuali e assegna le ripetibili, è di regola parte della decisione finale (art. 104 cpv. 1 CPC) ed è così impugnabile unitamente alla sentenza finale mediante appello se, pronunciata in una controversia patrimoniale, il valore litigioso di quest’ultima è di almeno fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 CPC), oppure mediante reclamo, se il suo valore litigioso è inferiore a quell’importo (art. 319 lett. a CPC). Giusta l’art. 110 CPC, laddove il dispositivo in materia di spese è impugnato in modo indipendente è tuttavia dato unicamente il rimedio del reclamo, e ciò a prescindere dal fatto che la decisione finale possa essere impugnata mediante appello o reclamo (Trezzini in: Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, CPC, Lugano 2011, p. 447), ritenuto che la competenza a statuire sul quel rimedio giuridico spetterà alla Camera d’appello competente per il merito, nel primo caso quindi – a dipendenza della materia – alla prima o alla seconda Camera civile, nel secondo alla Camera civile dei reclami (III CCA, decisione inc. 13.2011.34 del 22 giugno 2011; II CCA, decisione inc. 12.2011.137 del 28 ottobre 2011).
2. Nella fattispecie, essendo stato impugnato a titolo indipendente il dispositivo pretorile in materia di spese giudiziarie in una vertenza patrimoniale con un valore litigioso superiore a fr. 10'000.-, questa Camera è senz’altro competente a statuire sul reclamo della convenuta. Va detto, poi, che la causa – sia che trattasi di un’azione di disconoscimento di debito sia che, come indicato dall’attrice, sia un’azione fondata sull’art. 85a LEF (sull’improponibilità di tale via qualora l’escusso abbia interposto opposizione al precetto esecutivo si rinvia a DTF 128 III 334, 125 III 149; RtiD II-2005 82c pag. 785; II CCA, sentenza inc. 12.2012.56 del 4 maggio 2012) – è retta dalla procedura ordinaria, sicché alla luce dell’art. 321 cpv. 1 e 322 cpv. 2 CPC sia il reclamo sia la risposta sono tempestivi.
3. Dalla procura (doc. A) emerge che “_rappresentante della spettabile CO 1 (...) conferisce procura alla associazione RA 2 (...) tramite il suo segretario J_ D_ (...)”. Occorre quindi vagliare se RA 2 (posto che abbia la personalità giuridica) possa validamente rappresentare in giudizio CO 1. Tale questione è determinante per stabilire la validità dell’allegato di risposta 12 settembre 2014 al reclamo.