Decision ID: 250e745f-b89d-59a1-b3e3-c1b186bda054
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 12 settembre 2017 (cfr. doc. A inc. 38.2017.76) la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione del 7 aprile 2017 (cfr. doc. 12 inc. 38.2017.76), con cui aveva ritenuto RI 1, iscritta in disoccupazione dal 1° febbraio 2016, inidonea al collocamento dal 14 marzo 2017.
Secondo la Sezione del lavoro, infatti, non era più possibile considerare l’assicurata a disposizione del mercato del lavoro alle condizioni normalmente richieste, dato che la stessa ha interrotto il programma d’occupazione temporanea (POT) assegnatole presso _, ritenendolo inconciliabile con la sua attività indipendente di vendita di accessori per cani e gatti, nonostante il responsabile della misura le avesse proposto di svolgere il POT soltanto al mattino (cfr. doc. A inc. 38.2017.76).
Al riguardo l’amministrazione ha in particolare rilevato quanto segue:
" (...) non appare più possibile ritenere che l’assicurata subisca una perdita di lavoro computabile e nemmeno che è idonea al collocamento. Infatti, gli orari di lavoro indicati (dalle 09.00 alle 18.00) fanno sì che ella è occupata a tal punto da non avere più una perdita di lavoro computabile. Si rileva inoltre che l’idea di avviare l’attività indipendente è nata già nel 2015 – quando ancora non sapeva l’esito delle ricerche svolte nel suo settore d’origine o in quello esercitato- assecondando dunque la sua passione per animali come emerge dal suo sito internet _ (_) e dunque l’avvio dell’attività indipendente appare piuttosto finalizzata a concretizzare una sua passione e non per evitare la disoccupazione e diminuirne il danno. Infatti, ella sin da subito, ha organizzato un incontro con la signora _ per il 28 ottobre 2015, teso a svolgere un sopralluogo dei punti vendita del settore esistenti nel _. L’attività è stata avviata nel corso di marzo 2016, investendovi CHF 10'000.--, e considerato dunque il tempo trascorso, non è più possibile ritenetela un’attività temporanea ma essa è un’attività duratura che, come ammesso dall’assicurata medesima, richiede la sua presenza a tempo pieno e dunque ella non subisce più una perdita di lavoro computabile (...)”. (cfr. doc. A inc. 38.2017.76)
1.2. Con tempestivo ricorso inoltrato personalmente al TCA l’assicurata ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione e conseguentemente di essere riconosciuta quale persona collocabile ai sensi della LADI.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali RI 1 ha dichiarato di essere collocabile sia oggettivamente che soggettivamente, e ha sottolineato di avere sempre dimostrato la sua volontà ad accettare un’occupazione adeguata ai sensi dell’art. 16 LADI. Inoltre la ricorrente ha precisato di avere aperto il negozio adibito alla vendita di articoli per animali per conseguire un guadagno intermedio, ossia al solo scopo di adempiere al suo obbligo di diminuire il danno nei confronti della Cassa disoccupazione.
L’assicurata ha, poi, affermato:
" (...)
A marzo 2017 vengo nuovamente inserita in un programma occupazionale di 3 mesi presso _, che svolgo a partire dall’8 marzo.
Non permettendomi lo stesso di continuare con la mia attività di guadagno intermedio avevo chiesto al signor _ di non farlo, ma lo stesso mi aveva consigliato telefonicamente di almeno provarlo. Interrompo il POT a decorrere dal 13 marzo 2017, poiché lo stesso essendo al 100% non mi permetteva di seguire l’attività di guadagno intermedio che stavo intraprendendo. Avrei dunque dovuto chiudere definitivamente la mia “attività”, ciò che sarebbe però stato in contraddizione con la mia obbligazione di ridurre il danno secondo la LADI.
Non permettendomi lo stesso di continuare con la mia attività di guadagno intermedio avevo chiesto al signor _ di non farlo, ma lo stesso mi aveva consigliato telefonicamente di almeno provarlo. Interrompo il POT a decorrere dal 13 marzo 2017, poiché lo stesso essendo al 100% non mi permetteva di seguire l’attività di guadagno intermedio che stavo intraprendendo. Avrei dunque dovuto chiudere definitivamente la mia “attività”, ciò che sarebbe però stato in contraddizione con la mia obbligazione di ridurre il danno secondo la LADI.
(...). Contrariamente da quanto indicato nella decisione su opposizione, se io trovassi un’attività adeguata potrei abbandonare in ogni momento la mia attività di vendita di articoli per animali oppure svolgere la stessa quale attività accessoria solo per poche ore settimanali nel mio tempo ibero: di fatto proprio per essere libera di cessare l’attività in ogni momento non ho preso in affitto dei locali, ma svolgo l’attività nel garage/locale seminterrato della mia abitazione. (...)” (Doc. I inc. 38.2017.76)
1.3. In risposta la Sezione del lavoro ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V inc. 38.2017.76).
1.4. La ricorrente, il 26 e il 28 novembre 2017, ha prodotto alcuni documenti (cfr. doc. VII B1-B9; IX; IX1 inc. 38.2017.76) e ha ribadito di non avere avviato alcuna attività in proprio, bensì di svolgere un guadagno intermedio. Al riguardo l’assicurata ha segnatamente asserito di non avere un negozio con una porta che viene aperta al pubblico alle 9:00 e chiusa alle 18:00. La medesima ha specificato, da un lato, che la vendita si svolge nel locale hobby seminterrato di casa sua e di non stare seduta nel seminterrato dalle 9:00 alle 18:00. Dall’altro, che l’orario comunicato all’amministrazione è una fascia oraria indicativa in modo che eventuali clienti conoscano la sua eventuale disponibilità (cfr. doc. VII B9 inc. 38.2017.76).
1.5. La Sezione del lavoro ha preso posizione al riguardo l’11 dicembre 2017 (cfr. doc. XI + 1/2 inc. 38.2017.76).
1.6. Il 14 dicembre 2017 l’insorgente ha presentato ulteriori osservazioni in merito alla fattispecie (cfr. doc. XIII inc. 38.2017.76).
1.7. Il doc. XIII inc. 38.2017.76 è stato inviato per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. XIV inc. 38.2017.76).
1.8. Con sentenza 38.2017.76 del 20 febbraio 2018 questa Corte ha respinto il ricorso di RI 1 contro la decisione su opposizione del 12 settembre 2017 (cfr. doc. XV inc. 38.2018.76).
1.9. Con pronunzia 8C_260/2018 del 12 giugno 2018 il Tribunale federale, accogliendo la domanda di ricusazione nei confronti della vicecancelliera redattrice _ formulata da RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, contestualmente al ricorso contro il giudizio 38.2017.76 emanato da questo Tribunale il 20 febbraio 2018 (cfr. doc. XVI inc. 38.2017.76), ha annullato la sentenza cantonale e rinviato gli atti al TCA per l’emissione di una nuova decisione (cfr. doc. I).
1.10. Il 12 luglio 2018 il presidente di questo Tribunale, da una parte, ha comunicato all’avv. RA 1 e agli avv. _ e _ della Sezione del lavoro di avere aperto un nuovo incarto e che l’avv. Raffaella Sartoris Vacchini avrebbe funto da vicecancelliera redattrice.
Dall’altra, ha assegnato loro un termine di dieci giorni per formulare osservazioni in relazione alla vertenza (cfr. doc. II).
Il 17 luglio 2018 la Sezione del lavoro si è riconfermata nella decisione impugnata, postulando la reiezione del ricorso (cfr. doc. III).
La parte ricorrente, il 24 luglio 2018, ha comunicato di non avere alcuna obiezione in merito all’apertura di un nuovo incarto, né all’assegnazione, quale vicecancelliera, dell’avv. Sartoris Vacchini.
L’avv. RA 1, per conto dell’assicurata, ha però chiesto che tutte le prove assunte nella precedente procedura davanti al TCA vengano richiamate (cfr. doc. IV).
1.11. Il doc. III è stato trasmesso per conoscenza alla patrocinatrice dell’insorgente (cfr. doc. V), mentre il doc. IV è stato inviato per conoscenza all’amministrazione (cfr. doc. VI).

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se la Sezione del lavoro ha a ragione o meno ritenuto RI 1 inidonea al collocamento dal 14 marzo 2017.
Fondamentale presupposto per il riconoscimento del diritto all’indennità di disoccupazione è, tra l’altro, che l’assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. f e 15 LADI).
A norma dell’art. 15 LADI il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace e autorizzato ad accettare un’occupazione adeguata e a partecipare a provvedimenti di reintegrazione.
L'idoneità al collocamento deve essere quindi valutata da un duplice punto di vista (cfr. STF 8C_825/2015 del 3 marzo 2016 consid. 3.1.)
Oggettivamente l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e mentali (cfr. STF 8C_406/2010 del 18 maggio 2011 consid. 5.1.; STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001 consid. 1 pag. 146).
Soggettivamente la sua situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di essere collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la disponibilità dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento, ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più strettamente legate alla sua persona (cfr. STF 8C_406/2010 del 18 maggio 2011 consid. 5.1.; STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001 consid. 1 pag. 146).
L'assicurato dimostra una sufficiente disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole tempo all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di lavoro in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (cfr. STF 8C_474/2017 del 22 agosto 2018 consid. 2.2.; STF 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 consid. 6.1.; DTF 113 V 137 consid. 3 = DLA 1986 n. 20).
Vi è invece inidoneità al collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi personali o familiari non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa come normalmente lo pretende un datore di lavoro.
Assicurati che, a causa di ulteriori impegni o di particolari circostanze personali, vogliono lavorare soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di ore settimanali, possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto molto condizionatamente.