Decision ID: bb2437de-b562-583b-8097-b2613b4acad9
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 29 marzo 2007 la _ di _ ha informato l'CO 1 che il 21 marzo 2007 la propria dipendente PI 1 "posizionando per il pranzo un'ospite allettata, con l'aiuto della collega, sente un forte dolore alla spalla" (cfr. Doc. 1).
1.2. Esperiti i necessari accertamenti medico-amministrativi, l’Istituto assicuratore, con decisione formale del 29 maggio 2007, ha negato il proprio obbligo contributivo relativamente al danno alla salute alla spalla, siccome esso non sarebbe da porre in relazione a un infortunio, né sarebbe ravvisabile una lesione parificabile a infortunio (cfr. doc. 14).
1.3. A seguito dell’opposizione interposta il 22 agosto 2007 dalla RI 1, l'CO 1, il 3 settembre 2007, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A1).
Contro questa decisione la RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
(...)
3. Durante il colloquio con il collaboratore _ della CO 1 del 07.05.2007, l'assicurata ha spiegato in modo preciso lo svolgimento dell'infortunio: "nello spostare l'ospite, che pesava oltre i 90 chilogrammi, la mia collega non l'aveva presa bene ed a seguito di questo fatto era venuta a gravitarmi con tutto il peso del corpo sul mio braccio destro. A seguito di questo fatto la mia spalla destra è stata caricata in modo violento dal peso dell'ospite. Avevo il braccio destro piegato e tenevo l'ospite sotto la schiena. Nel momento in cui la spalla ha subito la forte trazione, ho sentito un dolore interno abbastanza violento, come una fitta".
Mezzi di prova:
rapporto di colloquio con l'assicurata del 07.05.2007 ordinare la sua edizione dall'opponente.
4. L'assicurata ha ancora precisato lo svolgimento dell'infortunio nell'annesso all'avviso d'infortunio del 13.06.2007: "Nel sistemare un ospite allettato per prepararlo per consumare il pranzo a letto, assieme ad una collega lo abbiamo sollevato, prendendolo sotto le ascelle (tecnica adeguata alla circostanza). Durante questa operazione la mia collega ad un certo momento ha involontariamente ed improvvisamente allentato la sua presa ed il peso della persona si è caricato su di me costringendomi ad eseguire un movimento ed uno sforzo imprevisto e immediato che mi ha fatto sentire subito un forte dolore alla spalla destra".
Mezzi di prova:
Copia avviso d'infortunio dell'assicurata del 13.06.2007
annesso 2
5. L'opponente ha negato la presenza di un infortunio o di una lesione corporale parificabile a infortunio con decisione del 29.05.2007. Al seguito dell'opposizione definitiva della ricorrente del 22.08.2007, l'opponente ha confermato il suo rifiuto di prestazioni con decisione su opposizione del 03.09.2007. La ricorrente richiede l'annullamento della decisione su opposizione precitata e la presa a carico dell'infortunio del 21.03.2007 dall'opponente.
B) In diritto
1. L'opponente ha negato l'esistenza di un fattore esterno straordinario (necessario per ammettere un infortunio) nella presente fattispecie. Questo parere non può esser condiviso.
Nella sua giurisprudenza, il Tribunale federale ha dovuto esaminare un caso molto simile descritto in questo modo nella sentenza: «En voulant lever une patiente avec une collègue, celle-ci n'ayant pas su bien prendre la patiente, j'ai dû pallier à ce manque pour éviter la chute de celle-ci, et c'est là que je me suis blessée puisque j'ai dû supporter tout le poids de la pensionnaire.» Dans le cadre de l'opposition qu'elle a soulevé contre la décision du 13 août 2002 de la Generali, la recourante a précisé que: «L'activité était habituelle et devait être accomplie par deux personnes.
La collègue qui travaillait avec moi, ayant mal assuré sa prise, n'a pas réussi à maintenir la pensionnaire et l'a, soudainement et sans me prévenir, lâchée.
J'ai dû alors soutenir seule tout le poids de la pensionnaire et tirer avec le pied une chaise vers moi pour y asseoir la pensionnaire.» Le 7 novembre 2002, elle a indiqué que, le jour même de l'accident, elle avait informé, verbalement et dans les termes figurant dans l'opposition, la directrice de la pension, en précisant que la collègue « temporaire » n'était pas « compétente » pour ce travail.
Elle a confirmé ces dernières déclarations à une employée de la Generali lors d'une visite domiciliaire effectuée le 13 novembre 2002.
Interrogée par la juridiction cantonale le 9 octobre 2003, la recourante a indiqué: «Lorsque nous avons voulu lever cette personne, ma collègue et moi, nous nous trouvions toutes les deux du même côté du lit à côté du fauteuil et à proximité de la personne encore allongée.
C'est moi qui ai sorti les pieds de la pensionnaire afin qu'elle puisse les poser par terre. Ensuite, ma collègue et moi prenons chacune un bras de la personne mais ma collègue n'a pas supporté le poids de la pensionnaire de sorte que celle-ci m'est tombée dessus, sur la poitrine du côté droit. Je l'ai retenue pour éviter qu'elle ne tombe.
C'est à ce moment que j'ai senti mon dos craquer comme si des élastiques se déchiraient» (STF del 15.10.2004 nella causa R [ref.
U 9/04], consid. 4).
2. Nella sentenza del TF precitata, egli afferma che il sollevare una paziente da un letto ad una sedia fa effettivamente parte del lavoro quotidiano di un'ausiliaria di cure. Ma quest'operazione è sempre svolta a due e il giorno dell'infortunio, l'assicurata aveva dovuto reggere da sola una grande parte del peso della paziente a seguito della defezione della sua collega a mantenere la paziente. A questo fatto si aggiunge che il trasferimento del carico si è prodotto in un modo relativamente inaspettato che l'assicurata non doveva aspettarsi. In un tal caso il fattore straordinario deve essere ammesso (STF del 15.10.2004, consid. 5).
3. La giurisprudenza della STF U 9/04 è stata confermata in un'altra sentenza relativamente recente: STF del 04.05.2007 nella causa "Compagnie d'Assurance Nationale Suisse" [ref. U 252/06], consid. 2 e 4 con le referenze. Il TF ha così precisato che la sopravvenienza di un movimento non programmato durante lo svolgimento naturale dell'evento (ossia il sollevamento di un peso) conduceva ad ammettere un fattore esteriore straordinario. L'infortunio della nostra assicurata essendo paragonabile a quelli descritti nella giurisprudenza citata, la sopravvenienza di un infortunio doveva chiaramente essere ammessa da parte dell'opponente.
4. Se tuttavia l'esistenza di un infortunio dovesse essere negata dalla Vostra Corte, andrebbe riconosciuta una situazione di pericolo accresciuto in cui sarebbe verosimilmente sopravvenuta una piccola lesione muscolo-tendinea del sovraspinato e dunque un caso di lesione corporale parificabile ai postumi di un infortunio (art. 9 cap. 2 lett. f OAINF).
Il fatto di dover inaspettatamente reggere da sola un peso di 90 kg non è certo un atto ordinario della vita per una donna (anche perché un tale movimento è sempre eseguito in modo simultaneo da due persone). Si tratta senza dubbio di una sollecitazione del corpo eccedente il quadro di quanto fisiologicamente normale per una giovane donna. Ci si trova dunque di fronte ad una situazione di pericolo accresciuto nella presente fattispecie.
Circa la lesione del sovraspinato il dott. _, radiologo presso la Clinica _, ha eseguito una RM della spalla con ricostruzione 2D/3D. Egli ha diagnosticato una piccola lesione muscolo-tendineo del sovraspinato. Da parte sua il medico circondariale dell'opponente, il dott. _, ha affermato di non aver visto nessuna rottura della cuffia dei rotatori.
Visto i pareri contraddittori dei due medici precitati, l'opponente doveva assolutamente procedere a degli accertamenti medici complementari per accertare la presenza o meno di una lesione corporale parificabile all'infortunio. Avrebbe dovuto per lo meno chiedere il parere di un terzo medico. A questo si aggiunge il fatto che il dott. _ è specializzato in radiologia. Non sembra essere il caso del dott. _.
Tra l'altro i rapporti medici interni all'assicurazione hanno valore di prova soltanto se sonno completi e motivati (STF 125 V 353, consid. 3b, ee). Questo non è il caso per quanto concerne la raccomandazione del dott. _, per di più illeggibile e che non contiene assolutamente nessuna spiegazione.
L'opponente doveva d'ufficio intraprendere gli accertamenti complementari necessari per chiarire questo punto (art. 43 LPGA). Contentandosi del parere privo di spiegazioni del suo medico circondariale e scartando in modo arbitrario il parere del dott. _, l'opponente non ha dato seguito correttamente al suo dovere d'accertamento d'ufficio. Per questa ragione la decisione su opposizione deve essere annullata e la causa rinviata all'opponente per accertamenti complementari circa un'eventuale Iesione corporale parificabile ai postumi di un infortunio ai sensi dell'art. 9 cap. 2 lett. f OAINF." (Doc. I)
1.4. PI 1, alla quale è stato assegnato un termine di venti giorni per prendere posizione in merito al ricorso (cfr. doc. III), il 23 ottobre 2007 ha indicato:
"
(...)
Con la presente confermo quanto affermato nel verbale redatto con il perito dell'CO 1 e quanto scritto sul formulario inviatomi dalla cassa malati RI 1.
Inoltre confermo che tale caso è chiaramente un infortunio, non malattia." (Doc. III)
1.5. L'Istituto assicuratore, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).
1.6. Il 17 gennaio 2007 il Presidente del TCA ha sentito come teste _, collega di lavoro dell'assicurata.
In quell'occasione si è pure svolto il dibattimento (cfr. Doc. VIII)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l'CO 1 deve o no essere tenuto a corrispondere prestazioni assicurative a dipendenza del danno alla salute lamentato da PI 1 e annunciatogli il 29 marzo 2007.
Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non professionale e di malattie professionali.
Secondo l'art. 4 LPGA:
"
È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o che provochi la morte."
Si evince dalla nozione stessa d'infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RDAT I-2003 N. 79 pag. 313; RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, è irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno è considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (cfr. RDAT I-2003 N. 79 pag. 313; DTF 118 V 61 consid. 2b; 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Ad esempio, la vittima deve essere inciampata, scivolata, avere urtato contro un oggetto oppure avere reagito a sproposito, presa alla sprovvista, ad un pericolo improvviso. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (cfr. sentenza del Tribunale federale U 528/06 del 29 ottobre 2007; RDAT I-2003 N. 79 pag. 313; DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).
2.3. Conformemente alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio (cfr. RDAT I-2003 N. 79 pag. 313).
Quando l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid.
5b, DTF 116 V 136ss. consid. 4b, DTF 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).
Gli stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; DTF 116 V 141 consid. 4b).
2.4. In una sentenza U 166/04 del 18 aprile 2005, massimata in RtiD II-2005 N. 56 pag. 265, il TFA ha ammesso il carattere infortunistico nel caso di un'assicurata di 35 anni e del peso di 57 kg, attiva come fisioterapista presso una Casa per anziani, che si è procurata un danno alla salute nel tentativo di sostenere un paziente, del peso di 84 kg, che stava improvvisamente per cadere.
L'Alta Corte al proposito ha sviluppato le seguenti considerazioni, illustrando in particolare la più recente giurisprudenza federale relativa alla nozione di "sforzo eccessivo":
"
(...)
4.
4.1Sulla scorta delle dichiarazioni in atti appare pacifico che nel caso di specie si sia registrato l'intervento di un fattore esterno (in concreto: l'interazione tra il corpo in caduta di J._ e quello della ricorrente; cfr. ad es. anche la sentenza del 15 gennaio 2003 in re S., U 421/01, consid. 3).
4.2 Quanto alla straordinarietà del fattore esterno, unico elemento
controverso nella presente vertenza, la casistica sviluppata da questa Corte in vicende paragonabili a quella qui in esame permette di effettuare un esame comparativo.
4.2.1 In una sentenza pubblicata in DTF 116 V 136, il Tribunale federale delle assicurazioni ebbe modo di negare l'esistenza di uno sforzo eccessivo in relazione alle dorsalgie immediatamente lamentate da un assicurato - infermiere 36enne di buona costituzione fisica - dopo che lo stesso aveva, da solo, trasferito, da un tavolo operatorio a un letto, un paziente del peso di 100-120 kg. Il Tribunale respinse la richiesta dell'interessato soprattutto in considerazione del fatto che l'azione incriminata rientrava nelle mansioni quotidiane della sua professione e che comunque il paziente non era stato propriamente sollevato (DTF 116 V 139 consid. 3c). Allo stesso modo è stato giudicato il caso di un'assicurata, anch'essa infermiera (53enne all'epoca dei fatti), la quale, intenta a sistemare una degente del peso di circa 80 kg che giaceva a letto in posizione anomala, accusò un blocco lombare in quanto la collega, impegnata con lei nell'operazione, non coordinò l'azione e fece gravare su di lei tutto il peso della paziente. Anche in quell'occasione, il Tribunale federale delle assicurazioni, oltre a evidenziare che in realtà non si trattava di dovere sollevare l'ammalata, ma solo di farla scivolare nel letto, osservò che lo spostamento di una persona ricoverata in un letto
d'ospedale fa parte del lavoro quotidiano di un aiuto infermiere (sentenza inedita del 17 dicembre 1993 in re M., U 123/93).
4.2.2 In una successiva vertenza, pubblicata in RAMI 1994 no. U 185 pag. 79, questa Corte ammise per contro l'esistenza di un fattore esterno straordinario nel caso di un'altra infermiera 32enne, la quale, impegnata a trasferire dal letto alla sedia a rotelle un degente molto pesante, si procurò un trauma da sollevamento ("Verhebetrauma") nel tentativo - riuscito grazie a uno sforzo eccessivo e repentino - di evitare l'improvvisa caduta del paziente che si era inaspettatamente afflosciato. In quell'occasione, il Tribunale federale delle assicurazioni rilevò che con l'imminente e inaspettato pericolo di caduta del pesante paziente si era manifestamente verificato un evento esternamente percettibile che aveva costretto l'assicurata a uno sforzo fulmineo ed eccessivo (RAMI 1994 no. U 185 pag. 80 consid. 2b). In una sentenza pubblicata in RAMI 1994 no. U 180 pag. 37, il
Tribunale federale delle assicurazioni ebbe quindi modo di precisare che, per accertare se si è in presenza di un infortunio conseguente a uno sforzo straordinario, occorre tenere conto di tutti gli aspetti del processo lavorativo concreto sicché anche il sollevamento di un peso, rientrante, in quanto tale, nell'attività abituale dell'assicurato, può risultare straordinario se lo stesso peso si rivela essere inaspettatamente superiore al solito e se il lavoro dev'essere ad es. eseguito in posizione piegata e affrettata.
4.2.3 Nella sentenza pubblicata in SJ 2000 II pag. 439 - alla quale si è tra l'altro richiamata anche l'autorità giudiziaria di prime cure per motivare il proprio giudizio - il Tribunale federale delle assicurazioni ha quindi dovuto statuire sul caso di un infermiere 40enne, in buona forma fisica e con un'esperienza professionale ventennale, il quale, nel tentativo di applicare una manovra di Heimlich per ottenere l'espulsione di un pezzo di pesca sciroppata andato di traverso a una pensionata in fase di soffocamento e in perdita di conoscenza, accusò una fitta dorsale irradiante fino alla spalla destra poiché, in questa operazione, ebbe a sopportare il peso (55-60 kg) della paziente su di lui. In tale occasione, questa Corte rilevò che nessun
fattore straordinario aveva caratterizzato quell'incidente, non eccedente il quadro degli avvenimenti e delle situazioni oggettivamente quotidiane o comunque usuali per un infermiere sperimentato e attivo in una clinica di psichiatria geriatrica.