Decision ID: e84bdfb7-0d1e-52d5-befd-ae23e6a8e45a
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _
(1951) e _ (1969) si sono sposati a _ il _ 1991. Dall’unione sono nati _ (_1992) ed _
(_1996). Il marito, già rappresentante tecnico di computer e titolare di una ditta di apparecchi per la pulizia (poi fallita), è indipendente. La moglie ha svolto, durante la vita in comune, diverse attività a tempo parziale. Il 25 marzo 1998 _ si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso l’11 maggio 1998.
B.
_ ha promosso il 20 ottobre 1998 azione di divorzio, chiedendo l’affidamento dei figli e un contributo alimentare per i figli da adeguare alle relative fasce d’età, oltre la metà della prestazione d’uscita maturata dal coniuge in costanza di matrimonio. Nella sua risposta del 10 dicembre 1998 _ i si è opposto al divorzio e il 15 aprile 1999, nel corso dell’istrut-toria, ha offerto un contributo di fr. 700.– mensili per ogni figlio. Nel loro memoriale conclusivo le parti hanno poi ribadito le rispettive domande, l’attrice rinunciando tuttavia alla metà della prestazione d’uscita acquisita dal marito. I coniugi hanno rinunciato al dibattimento finale.
C.
Con sentenza del 14 maggio 1999 il Pretore ha pronunciato il divorzio, ha affidato i figli alla madre (riservato il diritto di visita del padre) e ha obbligato _ a versare un contributo mensile indicizzato di fr. 400.– per ogni figlio. Non sono state prelevate tasse o spese né sono state assegnate ripetibili. L’attrice è stata posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria.
D. _
ha impugnato la sentenza del Pretore con un appello del 2 luglio 1999 nel quale chiede – previa concessione dell’as-sistenza giudiziaria – l’aumento del contributo per ogni figlio a
fr. 700.– mensili. _ non ha presentato osservazioni all’appello.

Considerando
in diritto: 1.
Lo scioglimento del matrimonio a norma dell’art. 142 cpv. 1 CC non è più in discussione ed è passato in giudicato. Litigioso rimane il contributo per i figli _ ed _. A tale riguardo il Pretore ha rilevato che, con un reddito di fr. 2’000.– mensili, il convenuto non è in grado oggi di coprire nemmeno il proprio fabbisogno, ma che, vista la sua possibilità di migliorare la situazione finanziaria, un contributo mensile di fr. 400.– per ogni figlio appariva giustificato. L’appellante insorge contro tale conclusione, facendo valere che il convenuto ha offerto un contributo di fr. 700.– mensili per ogni figlio e che il Pretore non poteva scostarsi da simile offerta.
2.
Nella determinazione dei contributi per i figli minorenni vige il principio inquisitorio illimitato: il giudice di ogni grado non è vincolato né alle allegazioni, né alle prove offerte, né alle richieste di giudizio e chiarisce la fattispecie di propria iniziativa (DTF 120 II 231 consid. 1 con rinvio; 118 II 93; Rep. 1995 pag. 146). In tale ambito è finanche possibile una
reformatio in peius
(DTF 119 II 203 consid. 1 con richiami dottrinali). Certo, il principio inquisitorio è destinato a tutelare, in primo luogo, gli interessi del figlio. Un intervento del giudice in favore del genitore si giustifica, nondimeno, ove i contributi alimentari appaiano manifestamente eccessivi per rapporto alla capacità finanziaria dell’obbli-gato (Rep. 1994 pag. 237;
Hegnauer
in: Berner Kommentar, n. 109 ad art. 279-280 CC; Grundriss des Kindesrechts, 4
a
edizione, n. 14.10 e 21.05). Contributi esagerati non devono servire, del resto, a riscuotere presso l’ente pubblico anticipi di alimenti che sono in realtà prestazioni assistenziali (
Geiser
in: AJP 4/96 pag. 491, nota 2). A ragione quindi il Pretore ha esaminato se l’offerta del convenuto fosse ragionevole e realista.
3.
In concreto il Pretore non ha calcolato il fabbisogno minimo del padre. In mancanza di dati più precisi, esso può prudenzialmente essere stimato in almeno fr. 2’145.– mensili (minimo vitale del diritto esecutivo fr. 1’025.–, spese di alloggio fr. 800.–, premio della cassa malati fr. 220.–, spese di trasporto necessarie a un indipendente fr. 100.–, onere fiscale fr. 100.–). Si volesse anche supporre, pertanto, che nel frattempo la situazione finanziaria del convenuto sia migliorata e che egli sia in grado di guadagnare almeno fr. 3’000.– mensili, rimane il fatto che con quest’ ultima somma l’interessato può versare al massimo i contributi di mantenimento fissati dal primo giudice. E siccome un obbligato alimentare non può essere costretto a vivere con un importo inferiore al proprio fabbisogno minimo (DTF 123 III 5 consid. 3b/bb e 9 consid. 5), nella fattispecie non vi è spazio per un aumento degli importi fissati dal Pretore. Nell’ipotesi in cui la situazione economica del convenuto dovesse migliorare, l’appel-lante potrà sempre postulare, comunque sia, un adeguato aumento dei contributi in virtù dell’art. 286 CC.
4.
Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Considerato nondimeno che il prelievo sottrarrebbe all’interessata mezzi necessari al proprio sostentamento, si può rinunciare eccezionalmente alla riscossione di tasse e spese, mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, che non ha presentato osservazioni. La richiesta di assistenza giudiziaria presentata dall’appellante non può invece essere accolta, poiché – foss’anche dato il requisito dell’indigenza – nel caso in rassegna difettava sin dall’inizio il requisito cumulativo della parvenza di buon diritto (art. 157 CPC).