Decision ID: 9af2472b-ff4a-5856-ae2d-9be15ebf7603
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto: che nel 2006 CO 1, titolare di una ditta di impianti elettrici, ha istallato presso la RI 1 di _, ditta attiva nel settore del cambio di valute, un impianto di videosorveglianza composto di due videocamere, un videoregistratore e un monitor, intervento regolarmente pagato;
che nel mese di ottobre del 2008, in seguito a un guasto dell'impianto, CO 1 è intervenuto sul medesimo sostituendo la telecamera e l'alimentatore del videorecorder, fatturando alla cliente, il 3 dicembre 2008, complessivi fr. 1228.35;
che la RI 1 ha tempestivamente contestato tale fattura lamentando la lunga durata della riparazione (tre mesi) durante la quale l'ufficio è rimasto privo di sorveglianza, e il fatto di non essere ancora in possesso del videorecorder, ritirato per la sostituzione di una ventola;
che con istanza del 15 dicembre 2009 CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Balerna per ottenere il pagamento di fr. 1228.35 oltre accessori e il rigetto dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE n. _ dell'UEF di Mendrisio;
che all'udienza del 4 febbraio 2010 indetta per la discussione l'istante ha dichiarato la propria disponibilità a sostituire gratuitamente la ventola del videorecorder, mentre la convenuta ha proposto di respingere l'istanza giacché intenzionata a sostituire l'intero impianto di sorveglianza;
che statuendo il 9 febbraio 2010 il Giudice di pace ha accolto l'istanza, l'istante avendo dimostrato di avere fornito le prestazioni oggetto della fattura;
che con ricorso per cassazione del 22 febbraio 2010 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto: che secondo l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione deve contenere, pena nullità (cpv. 3) le domande di ricorso come pure i motivi di fatto e di diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno illustrando) il motivo di cassazione invocato;
che in concreto il contenuto del ricorso 22 febbraio 2010 non supera la soglia imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per cassazione;
che infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del Giudice di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione di norme di diritto, la ricorrente si limita a riproporre le proprie lamentele in merito all'operato della parte istante alla quale rimprovera di non essere “stata in grado di riparare l'apparecchiatura”, senza però contestare l'effettiva esecuzione delle prestazioni fatturate;
che in assenza di una qualsiasi censura nei confronti del giudizio impugnato, questa Camera è nell'impossibilità di individuare e di giudicare i presupposti per un eventuale annullamento della sentenza dedotta in cassazione;
che giusta l'art. 313bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione in virtù del rinvio di cui all'art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;
che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, la ricorrente essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si pone problema di ripetibili, il ricorso non essendo stato oggetto di intimazione.