Decision ID: 5d7aca67-90e9-5d74-969e-0beffe1bf7d8
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 6 novembre 2013 dall’Ufficio esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'668.– oltre interessi del 6% dal 31 ottobre 2013, indicando quale titolo di credito: “Riconoscimento di debito del 10.08.2011/ 5 fatture del 4.12.2010 al 18.03.2011/ Titolo di credito ceduto dalla ditta _ _ ad CO 1 in data 01.06.2011”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 13 febbraio 2014 l’escutente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Agno. Nel termine impartito, l’escussa non ha presentato osservazioni.
C. Statuendo con decisione 8 aprile 2014, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 125.–.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 13 aprile 2014 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Alla controparte il reclamo non è stato intimato per osservazioni. Con scritto del 5 maggio 2014 la reclamante ha comunicato di non essere in grado di versare l’anticipo e di ricevere un aiuto finanziario da parte dell’Ufficio del sostegno sociale di Bellinzona.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 13 aprile 2014 contro la sentenza intimata a RE 1 il 9 aprile, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Nel caso specifico sono quindi irricevibili tutte le allegazioni contenute nel reclamo, non avendo la reclamante presentato osservazioni in prima istanza.
2. Nella decisione impugnata, il Giudice di pace ha ritenuto la conferma di pagamento rateale del 10 agosto 2011, sottoscritta dalla convenuta, valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF e ha quindi rigettato in via provvisoria l’opposizione da lei interposta.
3. Nel reclamo RE 1 sostiene che la pretesa in questione si riferisce a una fattura di _ _ del 4 dicembre 2010, per un importo esiguo che non aveva potuto pagare, trovandosi in quel periodo in una difficile situazione finanziaria. La predetta società – essa precisa – aveva in seguito disdetto il contratto per il 18 marzo 2011, imponendole il pagamento di una penale di fr. 500.–, nonostante il contratto sarebbe venuto a scadere il giorno seguente, nel cui caso non avrebbe dovuto pagare alcuna penalità. CO 1, alla quale era stata ceduta la pretesa in oggetto, aveva poi esercitato telefonicamente su di lei una continua pressione psicologica così che aveva accettato, contro la sua volontà, un pagamento rateale per un importo spropositato con tassi d’interesse troppo elevati.