Decision ID: b52a992a-def3-5399-b253-6c5c49df504a
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 22 agosto 2013 dall’Ufficio esecuzione di Lugano, lo CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 5'497.35 oltre interessi del 2.5% dal 7 agosto 2013 (indicando quale causa del credito l’“imposta cantonale 2009”), di fr. 148.85 (“interessi aggiornati sino al 06.08.2013”) e di fr. 30.– (“Tassa di diffida (28.02.2013)”).
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 25 ottobre 2013 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, l’escusso si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 18 novembre 2013. Nella sua replica del 10 dicembre 2013, lo CO 1 si è riconfermato nella sua richiesta.
C. Statuendo con decisione 20 gennaio 2014, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 140.– e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 6 febbraio 2014 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Nelle sue osservazioni del 22 aprile 2014, lo CO 1 ha chiesto la conferma della decisione impugnata.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 6 febbraio 2014 contro la sentenza emanata il 20 gennaio 2014 e notificata a RE 1 il 28 gennaio 2014, in concreto il reclamo è tempestivo e quindi, sotto questo aspetto, ammissibile.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Con il reclamo può però essere censurato, oltre all’applicazione errata del diritto, anche l’accertamento manifestamente errato dei fatti (art. 320 CPC), fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Nel caso specifico, i documenti allegati al reclamo (calcolo dell’imponibile del 17 aprile 2009 [doc. A], diffida relativa all’imposta comunale per l’anno 2006 [doc. A1], calcolo dell’imponibile del 5 maggio 2010 [doc. B], calcolo provvisorio dell’imposta federale diretta 2010 [doc. B1] ed estratto del registro di commercio relativo a S_ SA [doc. D]) sono pertanto irricevibili e vanno estromessi dall’incarto. Sono pure inammissibili le allegazioni nuove fondate su tali documenti.
1.3 I requisiti di motivazione che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC impongono al reclamante di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
2.Nella decisione impugnata, il Pretore ha considerato che l’allegazione di RE 1, secondo cui egli non aveva mai ricevuto né la decisione di tassazione invocata quale titolo di rigetto né i bollettini di pagamento, essendo tali atti stati spediti al suo precedente datore di lavoro nonostante i suoi frequenti reclami, non solo non era sopportata da prove, ma lasciava comunque desumere ch’egli fosse a conoscenza della decisione di tassazione. In queste condizioni il primo giudice ha escluso che, stante il principio della buona fede, la contestazione del convenuto permettesse d’inficiare la validità della decisione di tassazione quale titolo di rigetto definitivo dell’opposizione, tanto più ch’egli non l’aveva impugnata dopo averla ricevuta, al più tardi, con l’intimazione dell’istanza di rigetto dell’opposizione.
3.Nel reclamo RE 1 rimprovera anzitutto e nuovamente allo CO 1 di non avergli validamente notificato la decisione di tassazione d’ufficio, ciò che gli ha precluso la possibilità d’impugnarla. Il reclamante osserva che già nel 2010 era evidente per l’Ufficio tassazione che la corrispondenza non doveva più essergli recapitata presso la S_ SA, per cui aveva lavorato fino al 2008, tanto che, difatti, essa gli veniva inviata al suo domicilio di allora in via _ a _. A un certo punto – egli continua – l’Ufficio di tassazione ha tuttavia ricominciato, inspiegabilmente, a indirizzare la sua corrispondenza presso la sua precedente datrice di lavoro, la quale, in assenza di un contratto di gestione o di domiciliazione, l’ha “regolarmente gettata via”, sicché egli non ne è venuto a conoscenza. Ad ogni modo – egli sostiene – l’incarico dato alla società di compilare le sue dichiarazioni d’imposte e di richiedere proroghe non significa ancora ch’egli abbia eletto il suo domicilio presso la stessa né autorizzato l’ufficio di tassazione a notificare ogni comunicazione ufficiale a lui destinata presso la fiduciaria, e neppure ch’essa sia tenuta a gestire la sua corrispondenza, tanto meno che la società si trovava allora in stato di liquidazione. Solo dopo aver ricevuto il precetto esecutivo, al quale ha prontamente interposto opposizione, il reclamante dice di essere stato informato dall’ufficio d’esecuzione ch’egli ormai non poteva “fare più nulla”, essendo la tassazione passata in giudicato.