Decision ID: 00250720-0d5e-57ee-b4df-9015b181037d
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: A. RE 1 e RE 2, comproprietari di un mezzo ciascuno della particella n. _ RFD di _, hanno appaltato il 2 dicembre 2008 all'impresa di costruzioni CO 1 l'edificazione di una casa monofamiliare su tale fondo per un costo di fr. 154 995.–. Al termine dei lavori, l'impresa di costruzione ha sottoposto alla direzione lavori, la _, cinque liquidazioni, che sono state approvate. Il 12 ottobre 2009 CO 1 ha chiesto ai committenti il pagamento del saldo di fr. 40 415.75 della fattura finale di fr. 200 415.75.","B. Il 24 novembre 2009 la CO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere l'iscrizione provvisoria di un'ipoteca degli artigiani e imprenditori sulla particella n. _ RFD di _ per la somma di fr. 40 415.75 con interessi al 5% dal 12 ottobre 2009. Con decreto cautelare del 25 novembre 2009, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha ordinato l'iscrizione richiesta. All'udienza del 20 gennaio 2010 i convenuti non si sono opposti a tale iscrizione. Statuendo il 20 gennaio 2010 il primo giudice ha quindi confermato l'annotazione dell'ipoteca legale provvisoria, senza riscuotere spese né assegnare ripetibili, e ha assegnato all'istante un termine fino al 26 aprile 2010 per promuovere la causa volta all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale, poi prorogato fino al 20 luglio 2010.","C. Il 20 maggio 2010 RE 1 e RE 2, sulla scorta di un “rapporto orientativo” allestito dalla _, hanno comunicato alla CO 1 di ritenere corretto il saldo rivendicato, ma che da esso avrebbero trattenuto fr. 5000.– per un danno alla soglia della porta d'ingresso e fr. 300.– per il maggior costo dovuto alla ricarica di intonaco supplementare sulla muratura in seguito all'esecuzione difforme dei muri della cantina. In occasione di un'udienza per incombenti tenutasi il 13 luglio 2010 le parti hanno raggiunto un accordo, nel senso che i committenti avrebbero versato fr. 35 115.75 all'impresa di costruzione, la quale avrebbe chiesto la riduzione dell'ipoteca legale provvisoria per tale importo e rilasciato una garanzia bancaria della durata di 2 anni pari al 10% dei lavori effettuati.","D. Non essendosi concretizzati in tempo utile tali accordi, il 20 luglio 2010 la CO 1 ha convenuto davanti al medesimo Pretore RE 1 e RE 2 per ottenere il pagamento di fr. 40 415.75 oltre interessi, e conseguente iscrizione in via definitiva dell'ipoteca legale, così come la rifusione di fr. 660.– corrispondenti alle spese giudiziarie anticipate per la procedura di iscrizione dell'ipoteca legale in via provvisoria, di fr. 30.– per la tassa di iscrizione dell'ipoteca legale provvisoria nel registro fondiario e di fr. 3077.35 per le spese di patrocinio legale. Il 29 luglio 2010 RE 1 e RE 2 hanno versato all'impresa di costruzione fr. 35 115.75, sicché il 31 agosto 2010 l'attrice ha ridotto a fr. 9067.35 (fr. 5300.– + fr. 3077.35) oltre interessi la richiesta di pagamento e a fr. 5300.– oltre interessi la richiesta di iscrizione in via definitiva dell'ipoteca legale.","Nella loro risposta del 14 settembre 2010 i convenuti hanno chiesto di respingere la petizione e di ordinare la cancellazione dell'ipoteca legale provvisoria a carico del loro fondo. Replicando il 18 ottobre 2010 l'attrice ha confermato le sue domande. Analoga posizione hanno espresso i convenuti nella duplica del 18 novembre 2010. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 15 dicembre 2011 l'attrice ha sostanzialmente ribadito le sue domande riducendo a fr. 6907.35 (fr. 5300.– +","fr. 1577.35 per spese di patrocinio + fr. 30.– per la tassa di iscrizione a registro fondiario) oltre interessi al 5% dal 12 ottobre 2009 al 29 luglio 2010 su fr. 20 374.20, dal 20 luglio 2010 su","fr. 1697.35 e dal 6 dicembre 2010 su fr. 5300.– la pretesa di pagamento, oltre alla rifusione delle spese della procedura di iscrizione dell'ipoteca legale provvisoria di fr. 660.– e delle ripetibili di fr. 1500.–. Nel loro allegato di medesima data, i convenuti hanno una volta di più postulato il rigetto dell'azione.","E. Statuendo il 26 gennaio 2012 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, nel senso che ha condannato i convenuti a pagare in solido all'attrice fr. 5300.– oltre interessi al 5% dal 12 ottobre 2009 al 29 luglio 2010 su fr. 20 374.20 e dal 6 dicembre 2010 su fr. 5300.–, ordinando l'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale per fr. 5300.– oltre interessi al 5% dal 6 dicembre 2010. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1400.–, sono state poste a carico dei convenuti, tenuti a rifondere alla controparte fr. 9000.– per ripetibili di “entrambe le procedure”.","F. Contro la decisione appena citata RE 1 e RE 2 sono insorti con un reclamo del 9 febbraio 2012 chiedendo, previa concessione dell'effetto sospensivo, l'annullamento del giudizio impugnato. Con decreto 6 febbraio 2012 il presidente di questa Camera ha concesso al reclamo l'effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 15 marzo 2012 la CO 1 ha concluso per il rigetto del reclamo."}

{Considerando,"in diritto: 1. Fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita, i procedimenti pendenti al momento dell'entrata in vigore del Codice di diritto processuale civile svizzero continuano ad essere regolati dalla legge anteriore (art. 404 cpv. 1 CPC). Alle impugnazioni si applica invece il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie la sentenza del Pretore è stata intimata il 26 gennaio 2012, sicché il reclamo soggiace alla legge nuova. Presentato contro una “decisione inappellabile di prima istanza finale” (art. 319 lett. a CPC) entro trenta giorni dalla sua notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC) e in una causa con valore litigioso inferiore a fr. 10 000.– (art. 48 lett. d n. 1 LOG), il reclamo, tempestivo, è ricevibile.","2. I reclamanti chiedono a questa Camera di esaminare se il Pretore potesse redigere la sentenza allorché tutte le udienze erano state tenute dal Pretore aggiunto, ciò che offenderebbe il principio dell'oralità e dell'immediatezza. Ora, nella misura in cui sembrano invocare il diritto di esprimersi davanti al Pretore, gli interessati dimenticano di avere essi medesimi rinunciato “ad essere citate dal Pretore o dal Pretore aggiunto per il dibattimento finale” (verbale del 27 ottobre 2011, pag. 15). Dolersi in simili circostanze di non avere visto il Pretore non è serio. Al proposito il reclamo non merita altra disamina.","3. Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). Il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che, relativamente all'applicazione del diritto, occorre spiegare in modo conciso, riferendosi all'oggetto del litigio, in cosa consiste la violazione e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (cfr. DTF 134 II 246, consid. 2.1). Quanto all'accertamento dei fatti, la definizione di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio ragione per cui il reclamante non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella del primo giudice (DTF 136 II 494, consid. 2.8 con riferimenti). Egli deve così dimostrare, attraverso un' argomentazione chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 135 V 4, consid. 1.3 con rinvii). Non basta segnatamente che il reclamante affermi l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche (DTF 136 II 494, consid. 2.8).","4. Per quanto riguarda la difformità della parete al piano cantina, il Pretore ha accertato che “il redattore del rapporto orientativo” ha ammesso di avere operato una valutazione basandosi solo sulle dichiarazioni del proprietario e che quand'anche il muro fosse stato fuori squadra, lo stesso ha sostenuto che in base alla norma SIA 262 vi potevano essere delle tolleranze di esecuzione. Sennonché, ha soggiunto, non vi è una prova concreta di una differenza di esecuzione, le mere affermazioni del proprietario non essendo sufficienti “per valutare l'effettivo superamento della soglia di tolleranza nella costruzione del muro”. Per il primo giudice non era perciò possibile valutare l'esistenza del difetto e giustificare “il maggior costo di rimessa in tolleranza valutato dal perito di parte in fr. 300.– e addotto dai convenuti, importo non concretamente documentato e privo di un riscontro probatorio”. Infatti, ha proseguito, “se eseguita, la ricarica di intonaco avrebbe potuto essere documentata e giustificata da una corrispondente fatturazione di chi l’ha effettuata. Nemmeno le dichiarazioni fatte dalla teste _ in merito alla quantificazione del danno in fr. 2000.– / 2500.– trovano un riscontro probatorio concreto, basandosi solo su una stima fatta dalla teste stessa e non concretamente documentata”.","5. a) I reclamanti rimproverano al Pretore di essere giunto “all'errata conclusione che il perito abbia operato una valutazione basandosi solo sulle dichiarazioni del proprietario”. Essi rilevano che “le constatazioni (in particolare le fotografie) di cui al rapporto” sono state fatte personalmente dall'ing. _ e che “gli accertamenti peritali si sono per forza di cose limitati a quanto era ancora constatabile visibilmente: come rilevato dal perito stesso, si è proceduto con una ricarica di un pacchetto isolante fissato nella muratura ed il difetto è stato per questo parzialmente corretto”. A loro parere “quand'anche come afferma il Pretore non si possa stabilire se la differenza rientri o meno entro i margini di tolleranza stabiliti dalla norma SIA 262, e quand'anche la differenza rientrasse entro i margini di tolleranza”, l'entità del difetto (minor valore) è stata stabilita in fr. 2000.– / 2500.– dalla teste arch. _.","b) Come accertato dal Pretore le parti hanno concluso un contratto di appalto convenendo l’applicazione della norma SIA 118 (edizione 1977/1991: v. doc.18). Ora, per l’art. 169 cpv. 1 SIA 118 per ogni difetto, il committente può far valere dapprima unicamente il diritto all'eliminazione del danno da parte dell'imprenditore entro un termine conveniente, ritenuto che se entro tale termine costui non elimina il difetto, il committente ha il diritto di esigere le migliorie dell'opera, una riduzione del prezzo corrispondente al minor valore dell'opera (diritto ad una riduzione del prezzo, art. 368 cpv. 2 CO) oppure, a determinate condizioni, di recedere dal contratto. In concreto, quindi i committenti avrebbero dovuto dare la possibilità alla ditta appaltatrice di eliminare il difetto prima di incaricare un terzo di installare i pannelli per l'isolazione termica e correggere in questo modo il difetto (DTF 116 II 453; 116 II 311; II CCA, sentenza inc. 12.2001.53 del 28 febbraio 2002, consid. 9). Non avendo i convenuti preteso dalla controparte la riparazione gratuita del difetto, né dimostrato che la ditta attrice fosse incapace di procedere a tale miglioria (art. 169 cpv. 2 SIA 118), ciò escludeva finanche il loro diritto al minor valore dell'opera. Il reclamo, su questo punto, andrebbe respinto già per tale motivo.","c) Sia come sia, quand'anche si volesse ammettere che i muri della cantina fossero “fuori squadra” così come indicato dall’arch. _ (deposizione del 16 giugno 2011, verbali pag. 4) e da _ (deposizione del 1° settembre 2011, verbali pag. 8), il primo giudice ha rimproverato ai convenuti di non avere dimostrato la differenza di 30 mm, come da loro preteso, donde l'impossibilità di valutare l'effettivo superamento della soglia di tolleranza nella costruzione del muro, come indicato dall'ing. _. E al riguardo agli atti non vi è alcuna prova, salvo l'affermazione degli stessi reclamanti, di tale circostanza, trascurando però che un'allegazione di parte – foss'anche plausibile – non è sufficiente a provare un fatto a meno che non sia corroborata da altri mezzi che avvalorino la sua tesi (sentenza del Tribunale federale 5A_225/2010 del 2 novembre 2010, consid. 3.2). E in concreto, non può seriamente essere revocato in dubbio che nella relazione del 15 gennaio 2010 l'ing. _ ha indicato come sia stato il proprietario a comunicargli la pretesa differenza (doc. D, pag. 10).","d) Quanto all'eventuale minor valore dell'opera, che i reclamanti identificano con il costo della riparazione (DTF 111 II 162, consid. 3; DTF 116 II 305), ovvero della “rimessa in tolleranza”, la pretesa si basa su una stima dell'ing. _, la quale però si fonda una volta di più sulle allegazioni dei convenuti stessi in merito alla “difformità di 30 mm”. La quale non essendo stata dimostrata non può essere considerata come base di calcolo. Relativamente all’arch. _, per tacere del fatto che secondo la teste andrebbe finanche richiesto l'intervento di un gessatore per le differenze minime “entro le tolleranze date dalle normative”, ciò che contrasta con le affermazioni dell'ing. _ secondo cui per la norma SIA 262 ci possono essere delle tolleranze di esecuzione delle murature nonché delle imprecisioni” (doc. D, pag. 10), la mancanza di ogni accertamento sull'entità della differenza di esecuzione non permette di capire come essa abbia calcolato il costo di fr. 2000.– / 2500.–. Per di più, come evidenziato dal primo giudice, ove i proprietari avessero proceduto alla riparazione, essi non hanno prodotto alcuna fattura di chi abbia eseguito il lavoro.","e) Visto quanto precede l'apprezzamento delle prove effettuato dal Pretore, che nulla ha a che vedere con l'art. 8 CC, (sentenza del Tribunale federale 5C.78/2002 del 30 maggio 2001, consid. 5), non appare arbitrario, i reclamanti non dimostrando che il primo giudice abbia manifestamente misconosciuto il senso e la portata delle deposizioni dell'ing. _ e dell'arch. _. Né soccorre ai reclamanti il rinvio al precedente citato da Cocchi/Trezzini (Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, n. 36 ad art. 90). Quand'anche in quel caso è stato considerato, anche in assenza di una perizia giudiziaria, processualmente dimostrata l'esecuzione di opere supplementari eseguite dalla ditta attrice per un importo pari ad almeno la somma minima indicata in sede di audizione dal direttore dei lavori e dall'ingegnere, mandatari del committente, i quali avrebbero dovuto per contratto allestire il controllo della liquidazione finale, ma non l'hanno fatto, ciò non basta per ritenere arbitraria la conclusione del Pretore, tanto meno se si considera che in quel precedente le ammissioni dei mandatari del convenuto, contrariamente alla fattispecie, erano del tutto esplicite e confermavano la pretesa avversaria della ditta attrice.","6. Per quanto concerne la soglia, il Pretore ha stabilito che “(...) la pretesa dei convenuti è priva di un concreto riscontro probatorio per quel che riguarda il quantum. Avendo i convenuti rinunciato a una perizia non è valutabile l'entità del danno perché quantificato solo dalla stima del perito di parte e non confermata da un qualsivoglia altro riscontro probatorio.” Secondo il primo giudice, è “ (...) inutile, in mancanza di prove certe sul danno adombrato dai convenuti, analizzare se siano o no adempiuti gli altri requisiti per una responsabilità della ditta attrice. Questa non sarebbe, ad ogni modo, ravvisabile nemmeno sotto il profilo di un eventuale agire illecito o anticontrattuale dell'impresa di costruzione, in quanto non esistono delle prove certe che ne diano conferma. Le dichiarazioni dei testi riguardo a un adombrato coinvolgimento di operai dell'attrice si fondano su mere supposizioni o deduzioni dei testi stessi (teste _ e teste _) e non trovano alcun riscontro concreto. Né la verosimiglianza addotta dai convenuti risulta sufficiente, ove si consideri che non si tratta di una procedura sommaria, ma di una procedura ordinaria che richiede la certezza della prova (art. 165 e ss. CPC-TI).”","7. a) I reclamanti sostengono che il Pretore ha ritenuto a torto non provata la loro pretesa di fr. 5000., ritenendo le testimonianze fornite dall'ing. _ e dall'arch. _, entrambi esperti del mestiere, elementi non sufficienti per provare l'entità del danno da loro subito. Inoltre, essi ribadiscono che il danno alla soglia può essere considerato tanto un danno all'immobile quanto un difetto dell'opera, asseriscono che, a prescindere dalla possibilità o no di riuscire a stabilire chi sia il responsabile del danno, la ditta attrice è tenuta a pagare l'importo richiesto in virtù dell'art. 31 della norma SIA 118.","b) In merito al costo di riparazione della soglia, l'ing. _ ha indicato nella sua relazione che “l'intervento da eseguirsi e riguardante l'estrazione della soglia e la riposa di una nuova, compresa di opere annesse e collaterali (riparazione intonaco e mazzette, nonché serramento entrata), può essere quantificato in fr. 5000.”. Egli ha poi precisato che a suo avviso “se si dovesse intervenire solo toccando le mazzette laterali e non dovendo fare l'intonaco l'intervento potrebbe costare al massimo in fr. 2000.” (verbale 27 ottobre 2011 pag. 13 e 14). Dal canto suo l'arch. _ non si è invece espressa in merito al costo dell'intervento, limitandosi ad asserire che “quello proposto dal perito _ [recte: _] nel documento 4 a pagina 5, punto 4 è la risultanza delle nostre discussioni e quello che ritengo anch'io personalmente l'intervento più appropriato” (verbale 16 giugno 2011 pag. 4)."}