Decision ID: ba1c05b9-019f-5572-ab48-8192acfba5d0
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. AT 1, nato nel 1964, è alle dipendenze di _ dal 16 agosto 1982 (cfr. doc. L).
Nell’ambito di una riorganizzazione all’interno dell’unità _ della _
–
la nuova
“Convenzione”
sottoscritta dalle parti, circa il salario annuo, stabilisce che
“(...) a partire dal 1° maggio 2011 il collaboratore assume la funzione di _. L'attività di nuova definizione svolta dal collaboratore è classificata al livello di funzione 8, che si sostituisce di conseguenza al livello di funzione 9 precedente. Il nuovo salario di base lordo annuo è pari a CHF 99'967.-. II salario di base annuo per la precedente funzione era di CHF 123'762.-. La differenza ammonta quindi a CHF 23'795.-. Il tetto massimo per l'importo di differenza è fissato a CHF 20'000.-. (...)”
(doc. L)
–
il precedente contratto di lavoro del 1. ottobre 2007 è stato sciolto per il 30 aprile 2011 e il 7 gennaio 2011 AT 1 ha sottoscritto un nuovo contratto _ con effetto dal 1. maggio 2011 e grado d’occupazione del 50% (cfr. doc. M).
Per il tramite del suo datore di lavoro (_) AT 1 era assicurato per la previdenza professionale alla CV 1 (in seguito: Cassa).
1.2. A seguito di un incidente della circolazione occorsogli il 17 gennaio 2005
–
dopo avergli versato le indennità giornaliere fino al 26 novembre 2007 e dopo che questo Tribunale ha accertato che i disturbi (reumatologici) a livello cervico-cefalico si sono trovati in una relazione di causalità, naturale e adeguata, con l’infortunio del gennaio 2005, anche dopo il 25 novembre 2007 e retrocesso gli atti all’_ affinché ridefinisse il diritto a prestazioni dell’assicurato dal profilo materiale e temporale (cfr. la STCA di rinvio 35.2009.105 del 16 dicembre 2010 a seguito della STF 8C_82/2009 del 19 ottobre 2009)
–
la _, con decisione del 9 dicembre 2011 (doc. A), ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una mezza rendita dal 1. dicembre 2007 (pari ad un importo mensile di fr. 3'588.50 dal 1. dicembre 2007 e di fr. 3'720.20 dal 1. gennaio 2009) oltre ad un’indennità per menomazione dell’integrità di fr. 10'680.--.
Con decisione del 6 agosto 2007 (doc. B), l’Ufficio assicurazione invalidità aveva già attribuito all’assicurato il diritto ad una mezza rendita oltre alle rispettive rendite completive per i tre figli dal 1. gennaio 2006 (pari ad un importo di fr. 1'075.-- per l’assicurato e fr. 430.-- per ogni figlio dal 1. gennaio 2006 e di fr. 1'105.-- rispettivamente di fr. 442.-- dal 1. gennaio 2007).
1.3. Con la presente petizione
–
lamentata una mancanza di collaborazione da parte della Cassa che si sarebbe rifiutata di procedere ad un calcolo corretto della rendita e domandato che
“(...) vengano conteggiate le prestazioni dovute dalla CV 1 a far tempo dal 1.7.2011, tralasciando per motivi di opportunità, quanto occorso in epoca precedente. (...)”
(I, punto 3 a pag. 2)
–
AT 1, per il tramite dell’avv. RA 1, ha chiesto:
"
(...)
1. La petizione è accolta.
1.1 Conseguentemente è fatto ordine alla CV 1, di versare le seguente rendite mensili:
- dal 01.07.2011 al 31.12.2011, fr. 1'185.70 per AT 1 ed fr. 237.45 ciascuno per i figli _ e _;
- dal 01.01.2012 al 30.04.2012 e dal 01.08.2012 al 31.08.2012, fr. 442.30 per AT 1 ed fr. 88.60 ciascuno per i figli _ e _;
- dal 01.01.2013 al 31.08.2013, fr. 96.35 per AT 1 ed fr. 19.30 ciascuno per i figli _, _ e _;
- dal 01.09.2013 al 31.12.2013, fr. 68.95 per AT 1 ed fr. 13.75 ciascuno per i figli _, _ e _;
- dal 01.01.2014 al 31.12.2014, fr. 61.05 per AT 1 ed fr. 12.20 ciascuno per i figli _, _ e _;
- dal 01.01.2015 al 31.05.2015, fr. 53.60 per AT 1 ed fr. 10.75 ciascuno per i figli _, _ e _;
- dal 01.06.2015 al 31.07.2015, fr. 555.45 per AT 1 ed fr. 111.25 ciascuno per i figli _ e _;
- dal 01.08.2015 fr. 1'224.45 per AT 1 ed fr. 245.50 per _;
1.2. Rimango riservate le variazioni future a dipendenza delle modifiche della situazione economica e famigliare dell'assicurato.
1.3. A titolo di interesse al 31.12.2015 sulle rendite dovute sino al 31.12.2015 la convenuta corrisponderà l'importo di fr. 2'993.95, oltre all'interesse del 5% dal 1.1.2016 sull'importo di fr. 25'242.60 (ovvero le rendite dovute sino al 31.12.2015) e del 5% sull'importo di ciascuna rendita mensile dovuta dal 1.1.2016 a far tempo dal primo giorno del mese successivo al quale quest’ultime si riferiscono. (...)." (I, pagg. 12-13)
In sostanza
–
osservato che
“(...) giusta l'art. 92 cpv. 2 del Regolamento (doc. A) in caso di infortunio professionale, quale quello occorso al signor AT 1 ed all'origine dell'invalidità, la rendita può essere corrisposta soltanto nella misura in cui, sommata con le prestazioni conteggiabili e di cui al cpv. 3 del medesimo disposto, non superi il 100% del salario percetto prima dell'infortunio. Tale importo è definito dal Regolamento "salario determinante", che per le persone parzialmente invalide è ritenuto nella misura dell'invalidità senza rivalutazioni dal giorno del sinistro e nella misura della validità con rivalutazione (cfr. art. 14 cpv. 7 del Regolamento). (...)”
(I, punto 4 a pag. 2), ritenuto il diritto alla rendita completiva LPP dei figli di un assicurato invalido, considerate le prestazioni (rendite LAINF e AI) da porre in compensazione con la perdita salariale conseguente al sinistro e visti la regolamentazione degli assegni famigliari del CCL _ nonché le variazioni salariali negli anni
–
l’attore conclude che
“(...) alla luce della concreta situazione vissuta dalla famiglia AT 1, il conteggio del calcolo della rendita a favore del signor AT 1 e dei di lui figli si presenta come nelle tabelle (A a I) (...)”
(I, punto 5 a pag. 3 e le menzionate tabelle alle pagg. 4-10).
Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa la Cassa postula la reiezione della petizione. Contestando gli addebiti mossi dall’attore nei suoi confronti, la convenuta sostiene che al momento in cui è stato cambiato il contratto di lavoro
“(...) il calcolo del sovraindennizzo per il 1° maggio 2011 non fu effettuato, visto che già prima della riduzione del salario era in un sovraindennizzo totale. (...)”
(III, pag. 2), indica che un nuovo calcolo è stato eseguito il 1° luglio 2011 a causa della soppressione della rendita per un figlio, che ulteriori calcoli (in seguito corretti) sono stati fatti sempre a causa delle variazioni circa il diritto alle rendite per i figli e precisa che
“(...) l’attore come base della parte attiva tiene conto di un salario, che il sign. AT 1 non ha mai avuto, nemmeno prima del cambiamento del contratto a maggio 2011. Presumibilmente emana dal salario raggiunto prima dell’invalidità e gli aggiunge il carovita. Però lui ha firmato un nuovo contratto a partire da maggio 2011 con un salario più basso. Questo salario più basso gli viene effettivamente versato. (...)”
(III, pag. 4).
Delle singole risposte alle censure sollevate dall’attore verrà detto, se necessario, nei considerandi di diritto.
1.5. Nella replica del 14 gennaio 2016 l’attore si è confermato nelle proprie allegazioni osservando, in particolare, che
“(...) il salario per la parte attiva è stato ritenuto in misura del 50% di quello percetto l’anno precedente il sinistro
[...]
ed è stato adeguato al carovita, come dispone espressamente l’art. 92 cpv. 2 del Regolamento che a sua volta rimanda all’art. 14, sempre del Regolamento, per quanto attiene la definizione di “salario determinate”. Perché dovrebbe derogarvi la replica non lo specifica (invero neppure lo afferma), tantomeno lo sostanzia da un profilo legale. (...)”
(VI, pagg. 2 e 3) e ha puntualizzato che
“(...)
di contro si ammette che erroneamente
è stato sottratto l’importo di fr. 10'000.00 a quanto dev’essere posto in compensazione per calcolare il sovraindennizzo.
[...]
Pertanto detto importo non va dedotto, ma aggiunto a quanto incassato da AT 1 per il 2011, per il che nel corso del 2011 nulla è dovuto. (...)”
(VI, pag. 4).
1.6. Nella duplica del 4 febbraio 2016 la Cassa si è confermata nella domanda di reiezione della petizione (IX).
1.7. Su richiesta del TCA la Cassa ha trasmesso i conteggi di sovrassicurazione per ogni periodo, successivo al 1° luglio 2011, in cui vi sono stati dei cambiamenti comportanti una nuova definizione del calcolo medesimo (XI, XII + XII/1-2 e XIII + XIII/1-4).
1.8. Con lettera 20 ottobre 2016 il TCA ha trasmesso all’avv. RA 1 i doc. XI, XII e XIII con i relativi allegati chiedendogli
“(...) di voler esaminare dettagliatamente i conteggi effettuati dalla Cassa e di volermi precisare esattamente, motivando e producendo i relativi documenti,
in che misura e per quale motivo
i conteggi della Cassa non sarebbero corretti (anche in relazione ai diversi periodi temporali indicati dalla Cassa che non sembrerebbero corrispondere a quelli indicati in petizione nelle tabelle di cui ai punti A-I) (...)”
e di
“(...) precisare nel dettaglio come Lei ha proceduto a determinare il salario determinante, in particolar modo per la parte attiva; mi riferisco in particolare anche agli adeguamenti apportati al salario nei Suoi conteggi. (...)”
(XIV).
Con lettera del 9 novembre 2016 – dopo la chiesta proroga del termine (XV e XVI) – l’avv. RA 1 ha evaso la richiesta del TCA e prodotto i doc. QQ/1-5 (XVII).
1.9. I doc. XIV, XV, XVI e XVII con allegati sono stati notificati alla Cassa che ha preso posizione con lettera del 21 novembre 2016 (XVIII e XIX).
1.10. I doc. XVIII e XIX sono stati trasmessi all’attore per conoscenza (XX).
1.11. Il 14 dicembre 2016 l’attore ha fatto pervenire al TCA gli attestati fiscali di tutte le rendite AI percepite sino al 31 dicembre 2015 (XXI e XXI/1-10). Detta documentazione viene trasmessa per conoscenza alla convenuta con la sentenza.
considerato

in diritto
2.1. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il 1° gennaio 2012; RL 6.4.8.1). Con riferimento alla competenza territoriale, secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.
Siccome il luogo in cui AT 1 è stato assunto si trova in Ticino e trattandosi di controversia tra assicuratore LPP ed avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2b con riferimenti).
2.2. Nel caso in esame l’attore contesta il calcolo della sovrassicurazione operato dalla Cassa convenuta che ha portato al rifiuto del diritto a prestazioni.
2.3. L’art. 34a LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 (corrispondente al vecchio art. 34 LPP [cfr. DTF 131 V 78] e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP, entrata in vigore il 1° gennaio 2005) stabilisce che il Consiglio federale emana prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni (art. 34a LPP cpv. 1). Se vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’art. 66 cpv. 2 LPGA. Le prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’art. 54 LAM (art. 34a LPP cpv. 2).
Secondo l’art. 66 cpv. 1 LPGA, le rendite e le indennità in capitale delle varie assicurazioni sono cumulabili, salvo nei casi di sovraindennizzo. Il cpv. 2 stabilisce che
le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine: dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione per l’invalidità (lett. a); dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni (lett. b); dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità secondo la LPP (lett. c).
In base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore:
"
1
L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.
2
Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni d’invalidità.
3
I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.
4
L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.
5
L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante."
Dal 1. gennaio 2007 il tenore del cpv. 3 (giusta il n. I 3 dell’O del 29 sett. 2006 concernente l’attuazione della L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica registrata nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità) è stato modificato aggiungendo che, oltre ai redditi dei vedovi, anche quelli
“dei partner registrati”
sono conteggiati insieme a quelli degli orfani:
“I redditi dei vedovi o dei partner registrati e degli orfani sono conteggiati insieme.”
.
Dal 1. gennaio 2011 è entrato in vigore un ulteriore capoverso 2bis concernente le prestazioni accordate dopo il raggiungimento dell’età pensionabile AVS del seguente tenore:
“Dopo il raggiungimento dell'età pensionabile AVS sono considerate redditi conteggiabili anche le prestazioni di vecchiaia provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell'integrità e di prestazioni analoghe. L'istituto di previdenza può ridurre le sue prestazioni nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento dell'importo che, nel calcolo del sovrindennizzo eseguito immediatamente prima del raggiungimento dell'età pensionabile, era considerato come guadagno presumibilmente perso dall'assicurato. L'importo deve essere adeguato al rincaro registrato tra il raggiungimento dell'età pensionabile e il momento in cui era stato effettuato il calcolo. L'ordinanza del 16 settembre 1987 sull'adeguamento delle rendite superstiti e invalidità all'evoluzione dei prezzi è applicabile per analogia.”
.
Dal 1. gennaio 2012 il tenore del cpv. 2 (giusta il n. 2 dell’all. all’O del 16 nov. 2011) è stato modificato precisando che il reddito supplementare realizzato durante la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a LAI non è considerato reddito conteggiabile:
“È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni d’invalidità, eccettuato il reddito supplementare realizzato durante la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a della legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità.”
.
L’entrata in vigore della LPGA (1° gennaio 2003) e della prima revisione della LPP (1° gennaio 2005) non hanno determinato alcuna modifica della situazione giuridica per quanto concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo per cui si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedentemente.
In tal senso va fatto presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 è stato dichiarato conforme alla legge dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF; DTF 123 V 204 consid. 5b pag. 210 e 122 V 306 consid. 6b pagg. 314-315 con riferimenti). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 306, consid.
6b pagg. 314-315).
Va osservato che l’art. 34aLPP configura una norma generale di coordinamento, che intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del CF concernente la LPP del 19 dicembre 1975, pag. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, in SZS 1987 pag. 24; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, 1994, pag. 223, pag. 172; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, 1996, pag. 195).
Al riguardo il TFA, nella DTF 117 V 366, ha lasciato aperta la questione a sapere se gli articoli 24 e 26 OPP 2, nella misura in cui conferiscono agli istituti la semplice possibilità e non l'obbligo di prendere determinati provvedimenti atti ad impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti nel caso di concorso di prestazioni, sono o meno conformi alla legge. L’Alta Corte ha infatti sviluppato la seguente considerazione:
“(...)
Per quel che concerne le prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, esse devono essere escluse dal computo, sia per la parte obbligatoria che per la previdenza più estesa. Chiaramente in effetti l'art. 27 cpv. 1 dello Statuto dell'istituto ricorrente, con una regolamentazione più favorevole all'assicurato di quella prevista all'
art. 24 OPP 2
, esclude il computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ci si potrebbe al riguardo certo interrogare circa la conformità della norma statutaria con il diritto federale. Se è pacifico che il testo dello Statuto è conforme all'
art. 24 OPP 2
, dubbi sorgono viceversa circa la conformità di questo disposto regolamentare con la LPP. In effetti, quando si osservi che la legge affermando all'art. 34 cpv. 2 che il Consiglio federale "emana" ("erlässt", "édicte") disposizioni atte ad evitare indebiti profitti ha carattere imperativo, è lecito chiedersi se l'autorità esecutiva federale abbia correttamente ossequiato il mandato nella misura in cui nel regolamento ha adottato una forma potestativa, nel senso che il regolamento stesso afferma che l'istituto previdenziale semplicemente "può" ("kann", "peut") predisporre provvedimenti in tal senso (cfr. NEF, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 pag. 25 seg.; cfr. pure DTF 116 V 193 consid. 2b).
Ritenuto che la questione dell'eventualità del computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità non è litigiosa in sede di procedura federale, il punto può però rimanere insoluto nella presente causa.(...)
”
(DTF 117 V 336, consid. 4b/aa, pagg. 345-346).
Il concetto di indebito profitto coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI in vigore sino all’entrata in vigore della LPGA. In particolare il principio è che dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op. cit., pag. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato pag. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno (Peter, op. cit., pag. 195). Nel suo Messaggio il Consiglio Federale ha precisato che
“esiste un indebito profitto quando il reddito destinato a sostituire il salario mancante è superiore al 90% del salario considerato”
.
Va peraltro osservato che nell’ambito della previdenza professionale più estesa gli istituti di previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 243, consid.
3b pagg. 248-249 con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2013, ad art. 24 BVV 2, n. 2, pag.
382), ma devono rispettare i principi costituzionali basilari (parità di trattamento, divieto di arbitrio e proporzionalità; DTF 132 V 149, consid.
5.2.4 pagg. 153-154).
Va ancora detto, con riferimento all’art. 24 capoverso 5 OPP2 – secondo il quale
“l’istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante”
– che dal tenore di questa disposizione emerge che il calcolo della sovrassicurazione effettuato una prima volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita non resta immutato per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, sia l’ammontare delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa può mutare (SZS 1997 pag. 466, consid. 3b pagg. 469-470; vedi anche DTF 114 V 328). Di principio, quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto in ogni tempo, se la situazione si modifica in maniera importante. A proposito del concetto di modifica importante il TFA ha stabilito che un adeguamento delle prestazioni nella misura del 10% costituisce, in linea di principio, una modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 OPP2 (DTF 125 V 163, consid. 3b pagg. 164-165 con riferimenti).
Alla luce di tale giurisprudenza, quindi, un adeguamento della rendita della previdenza professionale è ammissibile se la situazione si modifica di un importo pari almeno al 10%.
2.4.
Occorre ricordare che s
econdo la giurisprudenza federale, con
“guadagno presumibilmente perso”
di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; STF 34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1 con riferimenti). Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a;
cfr. anche Vetter-Schreiber, op. cit., n. da 7 a 11, pagg. 383-384).
Per stabilire il reddito presumibilmente perso si parte dall’ultimo guadagno percepito prima dell’insorgenza del danno alla salute, tenendo conto di tutte le modifiche concernenti il reddito (il rincaro, l’aumento reale dei salari [Reallohnerhöhung], avanzamenti professionali ecc.) che verosimilmente sarebbero occorse senza l’invalidità (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti di giurisprudenza e dottrina; cfr. anche STF 9C_434/2012 dell’11 ottobre 2012 consid. 2.1, 9C_34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1).
Se per l’adeguamento del reddito ipotetico al rincaro non può essere fatto riferimento alle indicazioni dell’ex datore di lavoro o nemmeno ai dati del settore interessato, l’utilizzo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo risulta essere una valida alternativa (
Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384).
Secondo Vetter-Schreiber, per determinare l’ipotetico aumento reale del salario possono essere utili informazioni dell’ex datore di lavoro riguardo all’evoluzione dei salari, eventualmente combinati con la visione di attestati di lavoro, dati salariali ed eventualmente contratti collettivi. Occorre tuttavia tenere conto che in caso di malattia l’evoluzione del salario può essere fortemente frenata, che nella prassi generalmente nei confronti dell’invalido l’ex datore di lavoro fornisce una previsione piuttosto favorevole oppure in passato il collaboratore parzialmente incapace al lavoro ha beneficiato di una remunerazione non corrispondente alle condizioni concrete. Secondariamente, può essere utile l’indicazione fornita dall’ex datore di lavoro sulla passata evoluzione salariale di tutti i collaboratori. Possono essere infine utili dati statistici regionale sull’evoluzione dei redditi del settore interessato oppure prognosi sulla futura evoluzione salariale nel settore in discussione (
Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 15, pag. 385).
Va qui precisato che le tabelle salariali dell’Ufficio federale di statistica non sono applicabili nella misura in cui vigeva un consolidato e stabile rapporto di lavoro (STF 9C_434/2012 citata, consid. 2.4; SZS 2013 pag. 84).
Nel reddito presumibilmente perso può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento iniziati oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385; vedi Hürzeler in
Schneider/Geiser/Gächter, (éd.), Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 19, pag. 490
e Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2012, marg. 1023, pagg. 375-376).
Del resto, nell’assicurazione contro l’invalidità, nell’ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; in ambito previdenziale vedi anche la giurisprudenza citata da Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385). Degli indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA I 419/95 del 19 settembre 1996, M 8/01 del 4 settembre 2002).
Al reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (in DTF 123 V 203 consid. 6c l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione se computare anche gli assegni per figli; critica: Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. da 21 a 24, pagg. 386-387; a favore Hürzler, op. cit.
, ad art. 34a, n. 16, pag. 489, con riferimento a Kieser, come pure
STCA 34.1998.51 del 31 luglio 2000 consid. 2.10, 34.1999.20 del 24 luglio 2000 consid. 2.13, 34.1997.45 del 21 agosto 1998. consid. 2.13, 34.1997.58 del 30 settembre 1998 consid. 2.7).
Per quel che concerne invece i redditi conteggiabili, ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, in base al principio della concordanza dei diritti, che trova espressione all’art. 24 cpv. 2 OPP 2, sono computabili tutte le prestazioni di un tipo e di uno scopo analogo, accordate dall’assicurazione. In ragione di un evento assicurato (DTF 126 V 473 e 124 V 281). In particolare sono anche conteggiabili le rendite per i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato (l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25 settembre 2002).
2.5. Come accennato (cfr. consid. 2.3) nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2, ma devono rispettare i principi costituzionali basilari
.
Se le norme regolamentari sono più severe delle disposizioni legali, la sovrassicurazione si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG Nr. 6 pag. 31; cfr. anche STFA B 74/03 del 29 marzo 2003, consid. 3.3.3 in fine, dove è stato applicato tale principio non solo alle rendite ma anche in caso di versamento in capitale in luogo della rendita).
La LPP prevede infatti delle disposizioni minime (art. 6 LPP) con cui il legislatore ha voluto assicurare un ordinamento sociale minimo (cfr. art. 49 LPP). Accordi più sfavorevoli pattuiti tra aventi diritto e Istituto di previdenza sono nulli (art. 20 CO) e vengono sostituiti dalle disposizioni della LPP.
Norme a favore dell’assicurato sono per contro valide (cosiddetto
“Günstigkeitsprinzip”
, cfr. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 pag. 247; Riemer, Verhältnis des BVG zu anderen Sozialversicherungszweigen und zum Haftpflichtrecht, in SZS 1987, pagg. 123/124).
Con l’introduzione di questo principio il legislatore ha inteso tutelare la libertà contrattuale individuale nella previdenza professionale, per quanto ciò risulti compatibile con il mantenimento di un livello di vita adeguato.
Nel caso in esame, l’art. 92 del Regolamento di previdenza della CV 1 (di seguito Regolamento), sia nel tenore valido dal 1° gennaio 2010 che quello dal 1° agosto 2013, concernente il coordinamento delle prestazioni di previdenza prevede:
"
1
Se vi è concorso fra le prestazioni previste nel presente regolamento e nei piani di previdenza e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali, è applicabile l'art. 66 cpv. 2 LPGA. L'obbligo di versare prestazioni anticipate è retto dagli art. 70 e 71 LPGA. Se la CV 1 è tenuta a versare prestazioni anticipate, le stesse sono limitate a quelle secondo la LPP.
2
Le prestazioni previste nel presente regolamento e nei piani di previdenza vengono ridotte se, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90% o, in caso d'infortuni e malattie professionali, il 100% dell'ultimo salario determinante prima del verificarsi dell'evento assicurato. Nel quadro delle prestazioni minime secondo la LPP queste soglie corrispondono al 90% del guadagno presumibilmente perso.
3
Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni:
a. dell'AVS o dell'Al,
b. dell'assicurazione infortuni obbligatoria,
c. dell'assicurazione militare,
d. delle assicurazioni sociali svizzere ed estere,
e. di un'assicurazione contro i danni (assicurazione contro malattie o gli infortuni) a cui il datore di lavoro ha versato almeno il 50% dei premi,
f. di altri istituti di previdenza, e
g. di istituzioni di libero passaggio (polizze e conti di libero passaggio).
4
È computato il reddito da attività lucrativa o sostitutivo che le persone invalide riescono ancora a conseguire o potrebbero presumibilmente conseguire. Il reddito da attività lucrativa è stabilito in base al reddito d'invalidità ai sensi della decisione Al. Le eventuali prestazioni in capitale sono convertite in rendite equivalenti mediante un calcolo attuariale.
5
Le rendite AVS e Al per figli e orfani sono computate interamente. Gli assegni per grandi invalidi e le indennità per menomazione dell'integrità, le prestazioni di riparazione morale e altre prestazioni simili non sono computate.
6
Le prestazioni di previdenza sono coordinate a partire dal momento del decesso o da quando inizia il diritto alle prestazioni d'invalidità. l successivi aumenti per rincaro delle rendite degli assicuratori sociali non determinano una riduzione delle rendite in corso. In caso di riduzione o di soppressione di una rendita dell'assicurazione sociale, le prestazioni regolamentari vengono ricalcolate.
7
Se l'assicurazione AVS o Al riduce, sospende o rifiuta di versare le prestazioni perché l'avente diritto ha causato il decesso o l'invalidità per colpa grave o perché si oppone alle misure d'integrazione dell'Al, la CV 1 può ridurre le prestazioni nella stessa misura. Se l'assicurazione contro gli infortuni o l'assicurazione militare riduce le prestazioni corrisposte, la CV 1 può parimenti ridurre le prestazioni sovraobbligatorie."
Dal canto suo l’art. 14 del Regolamento, che concerne il salario assicurato, stabilisce che:
"
1
Il salario assicurato corrisponde al salario annuo determinante, detratto l'importo di coordinamento. L'importo di coordinamento è ricalcolato il 1° gennaio di ogni anno. Il salario annuo determinante e l'importo di coordinamento sono definiti nel piano di previdenza.
2
Il salario annuo determinante corrisponde al salario annuo AVS presumibile. Le componenti variabili del salario sono definite nel piano di previdenza.
3
L’importo massimo del salario annuo determinante è definito nel piano di previdenza.
4
Il datore di lavoro comunica alla CV 1 tutti i dati rilevanti per l'attuazione della previdenza professionale, in particolare gli importi del salario annuo determinante e i gradi di occupazione delle persone da assicurare. Le variazioni dei salari annui determinanti occorse durante l'anno civile sono prese in considerazione soltanto se uguali o superiori al 10%.
5
Al verificarsi di un evento assicurato, qualsiasi adeguamento del salario annuo determinante eseguito indebitamente è annullato.
6
Per le persone impiegate a tempo parziale o parzialmente invalide l'importo massimo e l'importo di coordinamento sono ridotti proporzionalmente al grado di occupazione e alla capacità di guadagno.
7
Se la persona assicurata è parzialmente invalida ai sensi del presente regolamento o del piano di previdenza, la previdenza è ripartita:
a. in una parte passiva, corrispondente al grado d'invalidità e non soggetta agli adeguamenti di salario, e
b. in una parte attiva, corrispondente alla capacità di guadagno e soggetta agli adeguamenti di salario secondo le disposizioni del presente articolo."
Per quanto concerne la versione del Regolamento applicabile, determinante è il momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione (STCA 34.2010.55 consid. 2.7 con riferimenti). Sia come sia, come detto, tanto la regolamentazione sulla sovrassicurazione che quella concernete il salario assicurato prevista dal Regolamento 2010 è rimasta invariata nel successivo Regolamento 2013.
2.6. Questo Tribunale rileva che in sede di replica l’attore ha riconosciuto che per il 2011 nulla gli è dovuto (cfr. consid. 1.5).
Inoltre
–
visti i conteggi della Cassa per i periodi in cui vi sono stati dei cambiamenti comportanti una nuova definizione del calcolo di sovrassicurazione (cfr. consid. 1.7 e i docc. XII/1-2 e XIII/1-4) e ritenuto che gli stessi non sono stati contestati dall’attore, ancorché invitato espressamente a pronunciarsi sui medesimi visto che i periodi temporali non coincidevano con quelli indicati in petizione nelle tabelle di cui ai punti A-I (cfr. consid. 1.8)
–
il TCA procederà al calcolo del sovrindennizzo per i seguenti periodi: dal 1. luglio 2011 (cfr. doc. XIII/4 e QQ/5), dal 1. aprile 2012 (cfr. doc. XIII/3 e QQ/4), dal 1. agosto 2012 (cfr. doc. XIII/2 e QQ/3), dal 1. giugno 2015 (cfr. doc. XIII/1 e QQ/2) e dal 1. agosto 2015 (cfr. doc. XII/1-2 e QQ/1).
In effetti, come accennato (cfr. consid. 1.3), già con la petizione l’attore ha precisato che
“(...) con la presente istanza si richiede che vengano conteggiate le prestazioni dovute dalla CV 1 a far tempo dal 1.7.2011, tralasciando per motivi di opportunità, quanto occorso in epoca precedente. (...)”
(doc. I, punto 3, pag. 2). Inoltre
–
ammesso che la soppressione e il ripristino della rendita AI dei figli abbia comportato una modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP 2 giustificante un nuovo calcolo della sovrassicurazione (cfr. consid. 2.3)
–
dai conteggi della Cassa, lo si ribadisce non contestati dall’attore, risulta che la stessa ha proceduto ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione dal 1. luglio 2011 vista la
“Soppressione rendita figli _”
(cfr. XIII/4), dal 1. aprile 2012 per la
“Ripresa rendita figli per _”
(XIII/3), dal 1. agosto 2012 per la
“Soppressione rendita figli _”
(cfr. XIII/2), dal 1 giugno 2015 per la
“Soppressione rendita figli _”
(cfr. XIII/2) e dal 1. agosto 2015 per la
“Soppressione rendita figli (_)”
(cfr. XII/1).
L’attore, come accennato (cfr. consid. 1.2), è stato vittima di un infortunio nel gennaio 2005 e (visto il grado d’invalidità del 50% e in quanto incapace al lavoro nella medesima misura) è stato messo al beneficio di prestazioni dell’assicurazione invalidità dal 1. gennaio 2006 e dell’assicurazione infortuni dal 1. dicembre 2007 (doc. A e B).
L’avv. RA 1
–
ritenuto il grado d’invalidità del 50% e fondandosi sugli articoli del Regolamento 92 cpv. 2 secondo cui
“le prestazioni previste nel presente regolamento e nei piani di previdenza vengono ridotte se, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90% o, in caso d'infortuni e malattie professionali, il 100% dell'ultimo salario determinante prima del verificarsi dell'evento assicurato. Nel quadro delle prestazioni minime secondo la LPP queste soglie corrispondono al 90% del guadagno presumibilmente perso”
, 14 capoversi 1 e 2 dai quali si desumerebbe che
“il salario determinante è il salario assicurato AVS”
(cfr. punto No. 6 dei docc. QQ/1-5) e 14 cpv. 7 che stabilisce che
“se la persona assicurata è parzialmente invalida ai sensi del presente regolamento o del piano di previdenza, la previdenza è ripartita: a. in una parte passiva, corrispondente al grado d'invalidità e non soggetta agli adeguamenti di salario, e b. in una parte attiva, corrispondente alla capacità di guadagno e soggetta agli adeguamenti di salario secondo le disposizioni del presente articolo”
–
sostiene, in particolare, che per il calcolo della quota attiva del salario determinante bisogna considerare il salario nel 2005 (momento dell’evento assicurato) e meglio l’importo di fr. 111'982.-- (di cui al
“Certificato di previdenza al 01.04.2005”
sub doc. AA) aumentarlo della
“Quota parte premio fedeltà/vari”
di fr. 1'000.-- dividerlo per 2 e adeguarlo agli aumenti salariali di cui alla tabella
“Misure salariali 2005 - 2015”
sub doc. R (cfr. punto No. 6 dei docc. QQ/1-5).
Al riguardo, come visto sopra (cfr. consid. 1.1), va osservato che l’attore ha sottoscritto la
“Convenzione”
con la quale il contratto di lavoro (con effetto dal 1. maggio 2011) è stato modificato e, in particolare, il salario sostanzialmente diminuito:
“(...) L'attività di nuova definizione svolta dal collaboratore è classificata al livello di funzione 8, che si sostituisce di conseguenza al livello di funzione 9 precedente. Il nuovo salario di base lordo annuo è pari a CHF 99'967.-. II salario di base annuo per la precedente funzione era di CHF 123'762.-. La differenza ammonta quindi a CHF 23'795.-. (...)”
(doc. L).
Detta riduzione salariale, riconducibile alla nuova attività svolta (classificata in un diverso livello di funzione), non è dunque dovuta alla parziale invalidità.
In questo senso lo stesso attore rileva che
“(...) a far tempo dal 1.1.2011
[ndr. recte: 1.5.2011]
è stato imposto un nuovo contratto di lavoro a tempo parziale, che comporta una riduzione del proprio salario, come può essere appreso dal doc. M, concluso a seguito della richiesta della _, ma formalmente “consensuale”, cessazione del rapporto di lavoro precedente (doc. L). (...)”
(doc. I, pag. 3).
Ricordato che l’art. 34a LPP configura una norma generale di coordinamento che intende evitare la sovrassicurazione (cfr. consid. 2.3) e ritenuto che un indebito profitto è possibile se quale salario ipotetico non fosse ritenuto quello che l’assicurato avrebbe effettivamente potuto realizzare senza l’invalidità nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo (circa la nozione di
“guadagno presumibilmente perso”
cfr. consid. 2.4), a mente di questo Tribunale, il calcolo della quota attiva del salario determinante non può essere effettuato come proposto dall’attore.
Infatti, procedendo come indicato dall’attore anche dopo la modifica contrattuale (ossia dal maggio 2011; cfr. consid. 1.1), si considererebbe, per la parte attiva, un salario che in realtà anche senza l’invalidità non sarebbe mai stato percepito dall’attore e che non corrisponde a quello effettivo di cui alle distinte di paga (cfr. doc. U e VI con allegati i docc. da CC a PP).
Ciò è dimostrato anche dal fatto che per gli anni 2011, 2012 e 2015 l’attore giunge ad un salario per la parte attiva di fr. 62'626.85, fr. 63'243.-- e 63'620.-- (cfr. punto No. 6 dei docc. QQ/1-5) allorquando dalle distinte di paga e dal riassunto sinottico sub doc. V risulta che le mensilità versate effettivamente in quegli anni sono state invece nel 2011 di fr. 53'949.55 ([4'760.10 x 4] + [3'844.90 x 8] + 4'149.95, cfr. VI e allegati docc. da CC a PP), nel 2012 di fr. 50'284.-- (3'868 x 13, cfr. doc. U e V) e nel 2015 di fr. 50'887.85 (3'914.45 x 13, cfr. doc. U e V).
Inoltre, volendo seguire la tesi dell’avv. RA 1, questo implicherebbe che se a un assicurato, nella stessa posizione dell’attore fosse riconosciuta una promozione con relativo aumento di salario, questo fatto non potrebbe essere considerato per stabilire la parte attiva del salario determinante e quindi nemmeno per il calcolo della prestazione.
Ricordato che di regola (a differenza di quanto occorso all’attore) il salario aumenta durante gli anni di servizio (promozioni e/o adeguamenti salariali) e richiamato inoltre il principio della buona fede valido per interpretare le norme regolamentari (in argomento cfr. la STF 9C-37/2012, 9C_106/2012, del 16 gennaio 2013, consid. 6.4), questo Tribunale ritiene che lo scopo del regolamento non possa essere quello di svantaggiare assicurati che dopo essere divenuti parzialmente invalidi continuano la loro attività a tempo parziale presso il medesimo datore di lavoro.
Per un corretto calcolo della sovrassicurazione occorre dunque considerare, per la parte attiva del salario determinante, gli importi di 53'949.55 per il 2011, di fr. 50'284.-- per il 2012 e di 50'887.85 per il 2015.
Procedendo in questo senso
–
ovvero, per i succitati periodi dal 1. luglio 2011, dal 1. aprile 2012, dal 1. agosto 2012, dal 1. giugno 2015 e dal 1. agosto 2015 (cfr. doc. XII/1-2 e XIII/1-4), considerando gli importi corretti della parte attiva del salario determinante
–
, anche volendo ritenere per buoni tutti gli altri dati corretti dall’attore nei conteggi di cui ai docc. da QQ/1 a QQ/5, vi è sempre una sovrassicurazione.
Periodo dal 1. luglio 2011
(doc. QQ/5)
Il totale del salario determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 116'873.55 (quota attiva fr. 53'949.55 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 6'432 assegni di custodia).
L’importo totale dei redditi da conteggiare ammonta a fr. 123'603.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr. 10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita _ + fr. 50.083.50 reddito da lavoro + fr. 6'432.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista l’eccedenza di fr. 6'729.95 (123'603.50 – 116'873.55) superiore all’importo di fr. 3'107.40 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dal luglio 2011; fr. 2'219.50 + fr. 887.90 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/5), nemmeno vi è diritto ad una rendita parziale.
Periodo dal 1. aprile 2012
(doc. QQ/4)
Il totale del salario determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 116'208.-- (quota attiva fr. 50'284 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 9'432 assegni di custodia).
L’importo totale dei redditi da conteggiare ammonta a fr. 132'107.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr. 15'912.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita _ + fr. 50’283.50 reddito da lavoro + fr. 9'432.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista l’eccedenza di fr. 15'899.50 (132'107.50 –116'208) superiore all’importo di fr. 3'551.35 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’aprile 2012; fr. 2'219.50 + fr. 1’331.85 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/4), nemmeno vi è diritto ad una rendita parziale.
Periodo dal 1. agosto 2012
(doc. QQ/3)
Il totale del salario determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 113'208.-- (quota attiva fr. 50'284 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 6'432 assegni di custodia).
L’importo totale dei redditi da conteggiare ammonta a fr. 123'803.-- (fr. 13'260.-- rendita AI + fr. 10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita _ + fr. 50’283.50 reddito da lavoro + fr. 6'432.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista l’eccedenza di fr. 10'595.-- (123'803 – 113'208) superiore all’importo di fr. 3'107.40 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’agosto 2012; fr. 2'219.50 + fr. 887.90 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/3), nemmeno vi è diritto ad una rendita parziale.
Periodo dal 1. giugno 2015
(doc. QQ/2)
Il totale del salario determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 114'339.85 (quota attiva fr. 50'887.85 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 6’960 assegni di custodia).
L’importo totale dei redditi da conteggiare ammonta a fr. 124'935.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr. 10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita _ + fr. 50’887.50 reddito da lavoro + fr. 6'960.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista l’eccedenza di fr. 10'595.65 (124'935.50 – 114'339.85) superiore all’importo di fr. 2'663.45 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dal giugno 2015; fr. 2'219.50 + fr. 443.95 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/2), nemmeno vi è diritto ad una rendita parziale.
Periodo dal 1. agosto 2015
(doc. QQ/1)
Il totale del salario determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 111'339.85 (quota attiva fr. 50'887.85 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 3’960 assegni di custodia).
L’importo totale dei redditi da conteggiare ammonta a fr. 116'631.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr. 5'304.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita _ + fr. 50’887.50 reddito da lavoro + fr. 3'960.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista l’eccedenza di fr. 5'291.65 (116'631.50 – 111'339.85) superiore all’importo di fr. 2'663.45 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’agosto 2015; fr. 2'219.50 + fr. 443.95 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/1), nemmeno vi è diritto ad una rendita parziale.
Anche avuto riguardo agli attestati fiscali di tutte le rendite percepite dall’attore fino al 31 dicembre 2015 prodotti il 14 dicembre 2016 (cfr. consid. 1.11) la situazione non cambia.
Infatti, per il periodo dal 1. luglio 2011, considerata l’attestazione fiscale per quell’anno di fr. 27'840.-- (doc. XXI/6) contro l’importo di fr. 23'868.-- (13'260.-- rendita AI + fr. 10'608.-- rendita AI per figli di cui al conteggio sub doc. QQ/5), vi sarebbe un’eccedenza superiore pari a fr. 10'701.95 (127'575.50 – 116'873.55).
Per il periodo dal 1. aprile 2012, considerata l’attestazione fiscale per quell’anno di fr. 28'768.-- (doc. XXI/7) contro l’importo di fr. 29'172.-- (13'260.-- rendita AI + fr. 15'912.-- rendita AI per figli di cui al conteggio sub doc. QQ/4), l’eccedenza sarebbe minore e pari a fr. 15'495.50 (131'703.50 – 116'208), ma comunque superiore all’importo di fr. 3'551.35 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’aprile 2012; fr. 2'219.50 + fr. 1’331.85 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/4), ciò che esclude il diritto ad una rendita.
Per gli altri periodi, viste le attestazioni fiscali e gli importi considerati nei relativi conteggi per i rispettivi anni
–
dal 1. agosto 2012: fr. 28'768.-- (doc. XXI/7) contro fr. 23'868.-- (doc. QQ/3); dal 1. giugno 2015: fr. 25'380.-- (doc. XXI/10) contro fr. 23'868.-- (doc. QQ/2) e dal 1. agosto 2015: fr. 25'380.-- (doc. XXI/10) contro fr. 18'564.-- (doc. QQ/1)
–
l’eccedenza sarebbe maggiore e più precisamente si attesterebbe per il periodo dal 1. agosto 2012 a fr. 15'495.-- e per i periodi dal 1. giugno e dal 1. agosto 2015 a fr. 12'107.65.--.
2.7. In simili circostanze, visto tutto quanto precede, la petizione va respinta.
Quanto alla richiesta di svolgere un’udienza:
“(...) al riguardo mi chiedo se non sia opportuno la convocazione di un’udienza nella quale lei possa sottoporre alle parti in contraddittorio le rispettive posizioni sui punti che lei avrà ritenuti non chiariti, cercando l’eventuale assenso su aspetti fattuali e ponendo in luce le contraddizioni da risolvere in sede di Sentenza (...)”
(XVII, punto 3, pag. 2), questo Tribunale ritiene che alla luce delle risultanze sopra esposte la situazione sia sufficientemente stata chiarita e rinuncia pertanto ad assumere la chiesta prova.
Sono infatti ammesse soltanto le prove giuridicamente determinanti ai fini del giudizio; possono inoltre essere respinti i mezzi di prova atti a provare una circostanza già chiara, i mezzi di prova che non porterebbero alcun chiarimento alla fattispecie o, ancora, che sono noti all’autorità per sua conoscenza diretta o indiretta (DTF 120 V 360). Quindi, se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Dieterle/ Kieser, op. cit., pag. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 1998, pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; DTF 122 II 469, 122 III 223). In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV N. 10 pag. 28; DTF 124 V 94).
Alla Cassa, che nemmeno è rappresentata da un avvocato, seppur vincente in causa, non sono assegnate ripetibili. Infatti, conformemente alla giurisprudenza, nessuna indennità per ripetibili è di regola assegnata alle autorità vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituti di previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).