Decision ID: f0e04dcc-95f5-5e1d-aadc-809366497e8c
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 5 luglio 2019 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'530.– più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 16 ottobre 2019 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 28 ottobre 2019 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 30 ottobre 2019
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. L’indomani il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla
notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 30 ottobre
2019 contro la sentenza notificata a RE 1 quello stesso giorno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
2.
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (cosiddetti
“unechte Noven”
). Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, ha estinto il credito posto in esecuzione per pagamento (art. 172 n. 3 LEF).
Nel caso in esame la Camera ha accertato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) per il tramite dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano che il pagamento di fr. 3'000.– di cui all’ordine accluso al reclamo è stato accreditato sul conto postale dell’Ufficio il 29 ottobre 2019 alle ore 08:39, ovvero un’ora e 21 minuti prima della pronuncia del fallimento. D’altronde, è stato anche appurato che il versamento è bastato a estinguere il saldo del credito dell’istante, comprese la tassa del decreto di fallimento e l’anticipo delle spese
esecutive dell’Ufficio dei fallimenti.
Di conseguenza il presupposto di cui all’art. 172 cpv. n. 3 risultando adempiuto già quando il Pretore ha statuito
, il fallimento va annullato senza necessità di verificare la solvibilità del reclamante
nel senso
dell’art. 174 cpv. 2 LEF
(sentenza della CEF 14.2016.134
del 26 luglio 2016, RtiD 2017 I 748 n. 47c consid. 2.2)
.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico del reclamante, il cui pagamento tardivo, successivo alla scadenza del termine di pagamento indicato nella comminatoria di fallimento, ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.