Decision ID: 6a9f5f13-db77-5a7c-85c0-88480e47e518
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Acquarossa, il 29 maggio 2015 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Blenio di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'536.85 più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione 22 giugno 2015 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 23 giugno 2015 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 a far tempo dal 24 giugno 2015 alle ore 09.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 150.–.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo 25 giugno 2015
per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il giorno successivo il presidente della Camera ha conferito all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Entro il termine impartitole, la controparte non ha presentato osservazioni al reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 25 giugno 2015 contro la sentenza notificata
alla RE 1 quello stesso giorno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo
.
2.
In virtù dell’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF le parti possono avvalersi di fatti nuovi se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza. Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (art. 172 n. 3 LEF). Orbene,
nel caso in esame la reclamante ha allegato di avere pagato alla procedente il capitale del credito posto in esecuzione, di fr.1'536.85, l’8 giugno 2015, e gli interessi e spese specificati dall’escutente, di fr. 413.60, il 23 giugno, allegando le copie ad uso informativo degli ordini di pagamento e la conferma della loro esecuzione. Entro il termine assegnatole, la procedente non ha contestato tali allegazioni, che possono quindi essere ritenute comprovate, tanto più che in data odierna la CO 1 ha confermato informalmente all’UE, con messaggio elettronico, il pagamento integrale del suo credito. Essendo lo stesso avvenuto
prima della pronuncia del fallimento
, la decisione impugnata va annullata.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF), come pure le spese dell’Ufficio fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo (dopo la notifica della comminatoria di fallimento, il 26 aprile 2015) ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Le sarebbe infatti spettato informare la Pretura, prima dell’emanazione della sentenza di fallimento, che la pendenza era stata saldata. Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa formulato osservazioni.