Decision ID: 9c699eb4-0735-56e9-8ff9-50f432611faf
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 17 dicembre 2012 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, A_ (nel frattempo deceduto) ha escusso RE 1, e in via solidale il marito G_, per l’incasso di fr. 13'442.05 oltre agli interessi del 7% dal 1° dicembre 2010, indicando quale titolo di credito: “differenza canone di locazione dicembre 2010 + differenza canone di locazione gennaio, febbraio, maggio, giugno e luglio 2011, canone di locazione agosto, settembre, ottobre e novembre 2011, differenza canone di locazione gennaio, marzo, giugno, luglio 2012, canone di locazione agosto, settembre, ottobre + spese diffida”.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 3 ottobre 2014 gli eredi dell’escutente, CO 1, CO 2 e CO 3, ne hanno chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Nel termine impartito,
la parte convenuta non ha presentato osservazioni scritte.
C.
Statuendo con decisione 5 novembre 2014, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 13'402.05, oltre interessi del 5% dal 1° dicembre 2010 su fr. 330.25, dal 1° gennaio 2011 su fr. 847.90, dal 1° febbraio 2011 su fr. 847.90, dal 1° maggio 2011 su fr. 816.80, dal 1° giugno 2011 su fr. 897.–, dal 1° luglio 2011 su fr. 920.–, dal 1° agosto 2011 su fr. 940.–, dal 1° settembre 2011 su fr. 940.–, dal 1° ottobre 2011 su fr. 940.–, dal 1° novembre 2011 su fr. 940.–, dal 1° gennaio 2012 su fr. 353.20, dal 1° marzo 2012 su fr. 864.45, dal 1° giugno 2012 su fr. 860.–, dal 1° luglio 2012 su fr. 84.55, dal 1° agosto 2012 su fr. 940.–, dal 1° settembre 2012 su fr. 940.–, dal 1° ottobre 2012 su fr. 940.–, ponendo a suo carico sia le spese processuali di fr. 320.– che quelle esecutive di fr. 103.–, oltre a un’indennità di fr. 200.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un “appello” del 17 novembre 2014
per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Invitata ad esprimersi sul reclamo, la controparte è rimasta silente
.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
. L’“appello” di RE 1 va così trattato come reclamo.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 17 novembre 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 il 7 novembre 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.
2.
Nella decisione impugnata, il Pretore aggiunto ha considerato che il contratto di locazione prodotto dagli istanti costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione. Dall’importo di fr. 13'442.05 posto in esecuzione, egli ha tuttavia dedotto fr. 40.– chiesti dall’escutente a titolo di spese, ritenuto che per le stesse non vi fosse alcun riconoscimento di debito firmato dall’escussa. Il primo giudice ha inoltre ridotto il tasso di interesse di mora richiesto dal 7% al 5%, conformemente a quanto stabilito dall’art. 104 CO e in assenza di un diverso accordo tra le parti. Infine, appurato che il precetto esecutivo è stato emesso il 17 dicembre 2012, egli ha (nuovamente) rilevato la possibilità che l’esecuzione fosse perenta.
3.
Nel reclamo RE 1, ricordato il genere dei rapporti – l’uno di locazione, l’altro lavorativo – creatisi con _ e rievocata la diffida da lui ricevuta il 2 ottobre 2012, che è successivamente sfociata nell’esecuzione avviata contro lei e il marito, nel frattempo anche lui defunto, solleva l’eccezione di perenzione della procedura esecutiva ai sensi dell’art. 88 cpv. 2 LEF. A suo dire, dalla notifica del precetto esecutivo alla procedura di rigetto dell’opposizione sarebbe trascorso ben più di un anno, donde l’impossibilità di continuare la procedura avviata. Infine, la reclamante prospetta la possibilità di trovare un accordo transattivo alfine di chiarire le varie posizioni di dare e avere ancora esistenti tra le parti.
4.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio spiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
5.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio, a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto. Il giudice appura anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla. Per contro non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione di cui l’interessato deve prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).
5.1
G
iusta l’art. 88 cpv. 2 LEF il diritto di chiedere la continuazione dell’esecuzione si estingue decorso un anno dalla notificazione del precetto esecutivo, il termine rimanendo sospeso in particolare tra il giorno in cui è stata promossa l’azione di rigetto dell’opposizione e quello della sua definizione. Di principio, spetta all’autorità di vigilanza stabilire se l’esecuzione sia o meno perenta. Come visto (sopra, consid. 5), tale eccezione è tuttavia ricevibile nella procedura di rigetto dell’opposizione quando la perenzione è evidente, ossia quando l’estinzione dell’esecuzione è manifesta (DTF 125 III 45 consid. 3a; sentenza del Tribunale federale 5A_600/2008 del 15 dicembre 2008, consid. 2,
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 13 ad art. 84 LEF
, con rif.;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol.
I, Losanna 1999, n. 80 ad art. 82 LEF e n. 48 i.f. ad art. 88 LEF).
5.2
Nel caso specifico l’eccezione di perenzione sollevata da RE 1 può pertanto essere esaminata da questa Camera, la stessa apparendo di primo acchito evidente. Non sussiste, infatti, alcun dubbio sul fatto che la domanda di rigetto dell’opposizione del 3 ottobre 2014 è stata presentata a distanza di quasi due anni dal giorno della notifica del precetto esecutivo, avvenuta il 18 dicembre 2012 (doc. C). In particolare, non risulta dagli atti – né gli istanti pretendono – che sia stata avviata una procedura di rigetto prima di quella in oggetto, tale da giustificare una sospensione del termine di un anno previsto dall’art. 88 cpv. 2 LEF. Non spetta alla reclamante, ad ogni modo, di dimostrare che il termine in questione non è scaduto, l’onere di tale prova gravando al riguardo sugli istanti (
cfr. DTF 106 III 49, pag. 50;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9
a
ed. 2013, n. 11 ad § 22
; Gilliéron
, op. cit., n. 48 ad art. 88,
Schmidt,
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite,
2005,
n. 8 ad art. 88 LEF). Ne discende che la manifesta perenzione dell’esecuzione avviata nei confronti della reclamante comporta l’annullamento della sentenza impugnata e la conseguente reiezione dell’istanza di rigetto dell’opposizione. Donde l’accoglimento del reclamo.
6.
Per quanto riguarda le spese esecutive, le stesse non sono decise dal giudice del rigetto, bensì
dall’ufficio d’esecuzione con competenza esclusiva (v. art. 68 LEF; DTF 85 III 128; sentenze della CEF 14.2002.77 del 27 gennaio 2003 consid. 3.5 e 15.2012.16 del 28 febbraio 2012).
Il Pretore aggiunto è pertanto incorso in un errore nel decidere che tali spese andavano a carico dell’escussa.
7.
La tassa del presente giudizio e le ripetibili, stabilite in applicazione rispettivamente degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
da una parte e 15 RTar (RL 3.1.1.7.1) dall’altra,
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 13'402.05, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.