Decision ID: 375ce3df-95f7-5af3-8cab-ca3e849a54ff
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A
. AP 1 (1972) e AO 1 (1972), cittadini italiani, si sono sposati a _ (_) l'8 settembre 2007, adottando la separazione dei beni. In seguito il marito ha raggiunto la moglie nel Ticino, dove questa risiedeva da qualche mese e aveva già vissuto in precedenza. Dal matrimonio sono nati L_, il 20 agosto 2008, e O_, il 23 luglio 2009. Il 17 luglio 2014 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, chiedendo misure a protezione dell'unione coniugale. AP 1 ha lasciato il 18 ottobre 2014 l'abitazione comune (particella n. 151 RFD di _, intestata alla moglie) per trasferirsi prima da un conoscente e poi in un appartamento, sempre a _.
B.
Nell'ambito di un'udienza tenutasi il 9 giugno 2015 nella procedura a tutela dell'unione coniugale il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha omologato un accordo in virtù del quale le parti dichiaravano di vivere separate dal 18 ottobre 2014, disponevano l'attribuzione dell'alloggio coniugale alla moglie, prevedevano l'affidamento dei figli alla medesima e disciplinavano il diritto di visita paterno. AP 1 si impegnava, da parte sua, a versare contributi alimentari per ogni figlio di fr. 666.– mensili dal luglio al dicembre del 2015 e di fr. 250.– mensili dal gennaio del 2016 in poi (assegni familiari non compresi), più due terzi dei dividendi che avrebbe percepito dalle ditte I_ S.p.A. e L_ S.r.l. Le parti hanno escluso contributi di mantenimento tra coniugi.
C.
Il 14 febbraio 2018 AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al medesimo Pretore (inc. DM.2018.41).
Nell'ambito di tale causa essa ha presentato il 18 febbraio 2020 un'istan
za cautelare per essere autorizzata – già inaudita parte – a iscrivere il figlio L_ per l'anno scolastico 2020/21 all'Institut _ di _, dove il ragazzo avrebbe potuto frequentare una rinomata accademia musicale per lo studio del violino, che suona dall'età di quattro anni. Con decreto cautelare, emesso l'indomani senza contraddittorio, il Pretore ha citato le parti al contraddittorio del 2 aprile 2020 e ha fissato alla curatrice educativa un termine di 30 giorni per trasmettere un rapporto aggiornato sulla situazione di L_, che dal luglio del 2018 rifiuta di incontrare il padre.
D.
Con ulteriore decreto emesso il 25 febbraio 2020 senza contraddittorio il Pretore ha respinto una richiesta del 21 febbraio 2020 con cui AP 1 gli chiedeva di riconsiderare la sua decisione del 15 febbraio 2020 e di anticipare il contraddittorio. Contestualmente egli ha assegnato allo psicologo dott. _ C_, che aveva in cura il ragazzo, un termine di 20 giorni per consegnare un rapporto aggiornato. Raccolti i pareri della curatrice e dello psicologo e rinviata all'8 agosto 2020 la discussione, il Pretore aggiunto supplente ha respinto il 31 marzo 2020 una nuova domanda di riconsiderazione presentata da AP 1 e ha impartito a AO 1 un termine di 20 giorni per formulare osservazioni scritte.
E.
Nelle sue osservazioni del 21 aprile 2020 AO 1 ha proposto di respingere l'istanza della moglie e, a sua volta, ha avanzato richieste cautelari volte a ripristinare le relazioni personali con il figlio, come pure a ridurre i rapporti tra i figli e i nonni materni al fine di ristabilire i ruoli genitoriali, a ordinare una perizia sulle capacità genitoriali di AP 1, a disporre un diritto di visita a L_ di un pomeriggio settimanale alla presenza del fratello O_ e di revocare l'incarico allo psicologo dott. _ C_. Con decreto superprovvisionale del 24 aprile 2020 il Pretore ha invitato AP 1 a ridurre progressivamente i rapporti tra i figli e i nonni materni al fine di ristabilire il ruolo dei genitori e ha stabilito in un pranzo (la prima settimana) e in un pomeriggio settimanale dalle ore 14.00 alle 19.00 (in seguito), alla presenza anche del fratello O_, un diritto di visita per il mese di maggio 2020 (inc. CA.2020.108). Inoltre egli ha convocato le parti a un contraddittorio del 18 agosto 2020.
F.
All'udienza del 18 agosto 2020, indetta per la discussione di varie richieste cautelari, AO 1 ha instato per il rigetto dell'istanza 18 febbraio 2020 della moglie. Le parti hanno replicato e duplicato, mantenendo il rispettivo punto di vista e notificando prove, che il Pretore ha accettato seduta stante limitatamente all'ascolto del figlio L_. Con decreto cautelare di quello stesso 21 agosto 2020 il Pretore ha poi confermato il decreto emesso senza contraddittorio il 24 aprile 2020. Raccolto il rapporto di audizione del ragazzo, il Pretore ha sentito L_ personalmente il 14 ottobre 2020. Il 5 novembre 2020 egli ha chiesto alle parti se consentissero all'esercizio (sorvegliato) del diritto di visita paterno a L_ presso la specialista _ G_. AO 1 ha aderito alla proposta il 12 novembre 2020, mentre AP 1 vi si è opposta il 17 novembre successivo, sollecitando l'autorizzazione a iscrivere il figlio all'Institut _ di _ dal gennaio del 2021, con possibilità di esercitare il diritto di visita paterno presso quell'istituto.
G.
Il 26 novembre 2020 il Pretore, chiusa l'istruttoria, ha fissato ai coniugi un termine di 20 giorni per presentare conclusioni scritte sull'istanza cautelare del 18 febbraio 2020. Nel proprio memoriale del 23 dicembre 2020 AP 1 ha chiesto di poter iscrivere L_ al citato istituto per l'anno scolastico 2021/2022, dato che il termine per l'iscrizione all'anno scolastico corrente era “irrimediabilmente trascorso”. Nel proprio allegato conclusivo del 22 dicembre 2020 AO 1 ha proposto una volta ancora di respingere l'istanza della moglie. Il Pretore ha informato le parti il 28 dicembre 2020 che la procedura cautelare CA.2020.37 era ormai matura per il giudizio e ha assegnato al marito un termine di 20 giorni per esprimersi sulla nuova richiesta della moglie intesa a iscrivere il figlio all'Institut _ di _ per l'anno scolastico 2021/2022, al cui proposito egli ha aperto una nuova procedura (inc. CA.2020.433).
H.
Statuendo il 30 dicembre 2020, il Pretore ha stralciato dal ruolo per desistenza l'istanza cautelare 18 febbraio 2020 della moglie (e la successiva modifica 17 novembre 2020) tendente a ottenere l'autorizzazione a iscrivere L_ all'Institut _ di _ per l'anno scolastico 2020/2021. Le spese processuali di fr. 1000
.– sono state poste a carico dell'istante, tenuta a rifondere al marito fr. 3500.– per ripetibili.
I.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 7 gennaio 2021 per ottenere la riforma della decisione impugnata nel senso di accogliere la sua istanza del 18 febbraio 2020 e di autorizzare l'iscrizione del figlio L_ alla nota scuola per l'anno scolastico 2021/2022, addebitando le spese giudiziarie al marito. Il memoriale non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
La Camera esamina d'ufficio e con pieno potere di cognizione l'ammissibilità di un rimedio giuridico (
Jeandin
in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione, n. 7 all'introduzione degli art. 308-334). Ora, una desistenza o un'acquiescenza contenuta in un verbale firmato dalle parti, così come una transazione, ha l'effetto di una decisione passata in giudicato (art. 241 cpv. 1 e 2 CPC). In tal caso il giudice stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). Il decreto di stralcio è meramente dichiarativo e, in quanto tale, non suscettibile di impugnazione (DTF 139 III 133 consid. 1.2). Solo il dispositivo sulle spese giudiziarie può formare oggetto di reclamo (art. 110 CPC). La validità della desistenza, dell'acquiescenza o della transazione che ha comportato lo stralcio della causa dal ruolo può essere contesta unicamente con una domanda di revisione (art. 328 cpv. 1 lett. c CPC; DTF 139 III 134 consid. 1.3; v. anche RtiD II-2013 pag. 894 n. 41c consid. 2). Ciò vale anche qualora sia contestata l'esistenza stessa della desistenza, dell'acquiescenza o della transazione (I CCA, sentenze inc. 11.2015.4 dell'11 febbraio 2015 consid. 3, inc. 11.2013.112 del 22 gennaio 2014 e inc. 11.2013.103 del 9 dicembre 2013). Un decreto di stralcio per transazione, acquiescenza o desistenza si distingue al riguardo da un decreto di stralcio per sopravvenuta carenza d'oggetto o d'interesse (art. 242 CPC), che è invece una decisione appellabile (I CCA, sentenza inc. 11.2018.6 del 10 febbraio 2020 consid. 1 con rinvio).
2.
Nella fattispecie il Pretore ha decretato lo stralcio della procedura cautelare dal ruolo per desistenza dopo avere constatato che nel suo allegato conclusivo AP 1 non postulava più l'autorizzazione a iscrivere L_ all'Institut _ di _ per l'anno scolastico 2020/2021, neppure a decorrere dal 13 gennaio 2021. Quanto alla nuova richiesta di iscrivere il figlio per l'anno scolastico 2021/2022, il primo giudice l'ha considerata una nuova istanza che doveva essere sottoposta al vaglio del contraddittorio e che andava giudicata separatamente, “non da ultimo considerando che fino all'inizio del prossimo anno scolastico la situazione familiare complessiva, i rapporti fra padre e figlio, nonché i desideri di L_ possono evolversi” (decreto impugnato, pag. 4).
3.
Ripercorsa la cronistoria della vicenda, l'appellante deplora – in sintesi – che il Pretore abbia ravvisato una sua desistenza dalla domanda iniziale e abbia stralciato la procedura dal ruolo. Essa contesta di avere ritirato l'istanza cautelare del 18 febbraio 2020 o di avere rinunciato alle proprie richieste di giudizio, rilevando di averle soltanto adattate “al trascorrere del tempo, che aveva reso vana – e non per cause a lei imputabili – la sua iniziale domanda”. L'autorizzazione a iscrivere il figlio in vista dell'anno scolastico 2021/2022 – essa soggiunge – non costituiva perciò una nuova richiesta cautelare, ma una lecita modifica della domanda originaria. Considerati il tempo trascorso, la conclusione dell'istruttoria e la presa di posizione del marito nell'allegato del 22 dicembre 2020, l'interessata invita questa Camera a statuire essa medesima sulla richiesta di iscrivere L_ entro il 15 marzo 2021, ultimo termine utile, al ricordato istituto per il prossimo anno scolastico. Il marito avrebbe condizionato invero il proprio consenso in proposito al ripristino delle relazioni personali. Se non che – essa prosegue – L_ è irremovibile nel rifiuto di incontrare il padre e nel voler frequentare quanto prima l'istituto scolastico romando. Frequentazione che, per l'appellante, risponde al preminente interesse del minore.
4.
Che a distanza di dieci mesi dall'introduzione dell'istanza cautelare volta a ottenere l'autorizzazione di iscrivere L_ al noto istituto per l'anno scolastico 2020/2021 il Pretore abbia ravvisato desistenza per il solo fatto che AP 1 aves-se aggiornato – in una procedura retta dal principio inquisitorio illimitato – la domanda iniziale dopo che il termine per l'iscrizione all'anno scolastico 2020/2021 era “irrimediabilmente trascorso” (memoriale conclusivo del 23 dicembre 2020, pag. 5) appare a dir poco discutibile. Una desistenza deve risultare infatti da una comunicazione unilaterale con cui la parte procedente dichiara esplicitamente di ritirare la propria azione o istanza (I CCA, sentenza inc. 11.2019.21 del 23 dicembre 2019 consid. 5b con rinvio alla sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2 in: RSPC 2013 pag. 305). Sia come sia, e come si è spiegato (consid. 1), il sussistere di una desistenza poteva essere contestato unicamente con domanda di revisione. Tale orientamento è tuttora condiviso dalla dottrina dominante (menzionata da
Kriech
in: Brunner/Gasser/Schwander, Schweizerische ZPO,
2a edizione, n. 5 ad art. 241 CPC)
. E una domanda di revisione va presentata “al giudice che ha statuito sulla causa in ultima istanza” (art. 328 cpv. 1 CPC), cioè in concreto al Pretore. L'appello di AP 1 si rivela così irricevibile già di primo acchito.
5.
È vero che l'indicazione dei rimedi giuridici in calce al decreto di stralcio impugnato è erronea, menzionando essa la proponibilità dell'appello. A parte il fatto però che la legale dell'appellante avrebbe potuto avvedersi dell'errore consultando semplicemente il Codice di procedura civile, quell'indicazione fallace non può giustificare in alcun modo un'eventuale conversione dell'appello in una domanda di revisione, che questa Camera non sarebbe competente per trattare. Spetterà quindi, se mai, all'interessata adire di nuovo il Pretore con una domanda di revisione e contestare in virtù dell'art. 328 cpv. 1 lett. c CPC il sussistere di una desistenza nel memoriale conclusivo del 23 dicembre 2019. Anche sotto questo punto di vista il memoriale sfugge dunque a ulteriore disamina.
6.
Le spese del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma la tassa di giustizia va moderata in funzione della circostanza che la decisione attuale si esaurisce in una dichiarazione di non entrata in materia (art. 21 LTG). Non si pone problema di ripetibili, AO 1 non essendo stato chiamato a formulare osservazioni in appello.
7.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), le decisioni in materia di scolarizzazione di un figlio sono assimilate a misure di protezione nel senso degli art. 307 segg. CC (
Schwenzer/Cottier
in: Basler Kommentar, ZGB I, 6a edizione, n. 11 in fine ad art. 302 con rinvio). Sono impugnabili quindi con
ricorso in materia civile
senza riguardo a questioni
di valore (art. 72 cpv. 2 n. 7 LTF). Trattandosi in concreto, ad ogni modo, di un provvedimento cautelare, la ricorrente potrà far valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).