Decision ID: b9efd37d-d840-5d51-a08f-07e1a877f8bf
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che con decisione 21 ottobre 2008 la CO 1 ha ordinato a RI 1 la restituzione della prestazione complementare versatagli nel mese di maggio 2008 di fr. 1277.–;
che il 16 marzo 2009 lo stesso ufficio, menzionando la decisione del 21 ottobre 2008, ha diffidato RI 1 a darvi seguito;
che il 2 luglio 2009 la CO 1 ha fatto notificare a RI 1 il PE n. _ dell'UEF di Bellinzona per l'incasso di fr. 1277.–, al quale l'escusso ha interposto opposizione;
con istanza 23 dicembre 2009 la CO 1 ha chiesto al Giudice di pace del Circolo di Giubiasco il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta da RI 1 al citato precetto esecutivo;
che all'udienza del 30 marzo 2010 indetta per il contraddittorio, il convenuto, unico comparente, ha proposto di respingere l'istanza poiché sprovvista di un valido titolo esecutivo, la decisione del 21 ottobre 2008 non essendogli mai pervenuta;
che statuendo il 2 aprile 2010 il Giudice di pace, deducendo dalla documentazione prodotta dall'istante un valido titolo esecutivo, ha accolto l'istanza;
che con ricorso per cassazione del 26 aprile 2010 l'avv. RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento;
che il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente concluso alla presenza di un valido titolo esecutivo nonostante l'assenza di una prova dell'effettiva notifica della decisione 21 ottobre 2008 della CO 1 al medesimo;
che con scritto 8 giugno 2010 l'istante ha rinunciato a formulare osservazioni al ricorso;
e considerando

in diritto:
che nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione il giudice accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall'istante possiede tutti i requisiti indispensabili perché possa essergli riconosciuto carattere esecutivo ai sensi dell'art.
80 LEF (D.
Staehelin
in: Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I,
n. 115 ad art. 80 e n. 50 ad art. 84)
che q
uest'esame tende ad accertare il carattere esecutivo del titolo prodotto, l'identità tra il creditore e il procedente, tra il debitore e l'escusso, e tra il credito indicato nel precetto e quello menzionato nel titolo medesimo (
D. Staehelin
, op. cit., n. 50 ad art. 84 LEF e n. 9 ad art. 80 LEF);
che l'esecutività di una decisione si determina dal suo passaggio in giudicato formale, ciò che presuppone la sua regolare intimazione al destinatario senza che questi l'abbia impugnata nei termini stabiliti (
D. Staehelin
, op. cit., n. 124 ad art. 80 LEF);
che la prova della regolare notifica del titolo incombe all'autorità, ciò a maggior ragione nel caso in cui, come in concreto, il destinatario contesta di aver ricevuto la decisione (D
. Staehelin
, op. cit., n. 124 ad art. 80 LEF);
che nella fattispecie l'istante, assente dal contraddittorio, non ha provato l'invio del plico raccomandato contenente la decisione 21 ottobre 2008;
che, al riguardo, all'istante sarebbe bastato allegare all'istanza le informazioni ottenute secondo il sistema
“
track and trace
” della Posta, accessibile liberamente sul sito ufficiale di quest'ultima;
che, invero, il ricorrente ammette di avere ricevuto la diffida del 16 marzo 2009 (doc. C; verbale del 30 marzo 2010);
che nella misura in cui l'interessato è venuto in qualche modo a conoscenza dell'esistenza della decisione ci si può chiedere se in virtù dell'obbligo di diligenza egli non avrebbe dovuto informarsi sul contenuto della decisione, un'eventuale omissione potendogli in un secondo tempo essere opposta come abusiva;
che in concreto, senza essere smentito, il ricorrente ha sostenuto di avere chiesto alla CO 1
“
lumi su questa incredibile e a lui non conosciuta questione
” senza ottenere risposta
;
che quindi il vizio di notifica non può essere sanato e il ricorso, fondato, deve essere accolto;
che accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d'applicazione dell'art. 332 cpv. 2 CPC, si impone una nuova pronuncia da parte di questa Camera con la conseguente reiezione dell'istanza;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 CPC);
che si giustifica riconoscere al ricorrente un'equa indennità per l'incomodo occorsogli per la stesura del ricorso;