Decision ID: 6183f455-92e8-5f08-9e7e-d66acf241bb7
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione _ dell’UEF di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di complessivamente fr. 6'176.35.
B.
All’udienza di contraddittorio del 22 marzo 2010 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 22 marzo 2010 il Pretore del Distretto di _ ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 23 marzo 2010 alle ore 09.00.
D.
Con l’appello la AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in esame, producendo copia di una ricevuta postale del 27 marzo 2010 relativa al versamento di fr. 6'339.70 a favore dell’istante (doc. C) e uno scritto di quest’ultima in cui viene confermato il pagamento a saldo dell’esecuzione in oggetto (doc. D). L’appellante ha inoltre presentato un estratto delle sue esecuzioni ammontanti complessivamente a fr. 157'517.47 (doc. E), rilevando che 48 sono già state pagate, alcune non corrispondono all’importo che deve essere ancora versato, mentre altre sono state poste in esecuzione in doppio, per cui al 31 marzo 2010 le esecuzioni a suo carico ammontano a fr. 64'270.90. La debitrice ha poi prodotto una garanzia della B_ d_ S_ _ C_ T_ emessa l’8 aprile 2010 (doc. G), con cui la banca si è irrevocabilmente impegnata a pagare l’importo di fr. 157'517.47, ossia l’importo complessivo delle esecuzioni ancora pendenti compresi gli accessori.

Considerato
In diritto:
1.a
)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
L’appellante ha dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta del 27 marzo 2010 relativa al versamento di fr. 6'339.70 a saldo dell’esecuzione in oggetto, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1.
Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilitâ – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – va osservato che dall’estratto delle esecuzioni dell’UEF di _ al 29 marzo 2010 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 157'517.47, 49 esecuzioni essendo state pagate. Orbene, a prescindere dal fatto che l’appellante sostiene che parte di queste esecuzioni sono già state solute e che alcune non corrispondono all’importo che dovrà essere pagato oppure sono state erroneamente notificate in doppio, determinante è che l’appellante ha prodotto la garanzia dell’8 aprile 2010 della B_ d_ S_ _ C_ T_ (doc. G), indicata nella narrativa fattuale sub D, da cui si evince l’impegno irrevocabile della citata banca di pagare all’UEF di _ l’importo di fr. 157'517.47 da considerare quale finanziamento del correntista G_ S_ per la liquidazione delle esecuzioni pendenti al momento del fallimento, impegno condizionato all’accoglimento dell’appello in oggetto e all’annullamento del fallimento decretato per il 23 marzo 2010. Questa dichiarazione permette di ritenere che l’appellante, tramite la B_ d_ S_ _ C_ T_, che agisce in seguito al finanziamento dell’amministratore unico della AP 1, dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure pendenti nei suoi confronti. Il presupposto della solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato.
2.
L’appello va accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OPTLEF).
Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.