Decision ID: 8f6953df-51ad-5fc6-99ef-bc4309d4f8ba
Year: 2007
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
L’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro
con decisione 28 aprile 2006 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 500.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 60.- e alle spese 20.-, per aver omesso, senza alcuna valida giustificazione, di trasmettere le informazioni richieste violando così i propri obblighi.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 20 cpv. 2, 88 cpv. 1 lett. b, 106 LADI; 25 [recte: 28] LPGA.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
C.
L’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 20 cpv. 2 LADI, il disoccupato deve presentare alla cassa un attestato di lavoro del suo ultimo datore di lavoro. Questi lo consegna al disoccupato quando lascia il suo servizio. Se l’assicurato diventa disoccupato soltanto più tardi, il datore di lavoro deve trasmettergli l’attestato, su domanda, entro una settimana. L’art. 88 cpv. 1 lett. b LADI impone altresì al datore di lavoro di compilare tempestivamente gli attestati necessari ai lavoratori per far valere i diritti alle prestazioni; egli è tenuto a dare tutte le informazioni necessarie per accertare il diritto alle prestazioni (art. 28 cpv. 3 LPGA).
Chiunque viola l’obbligo d’informare fornendo scientemente informazioni inveritiere o incomplete o rifiutando di dare informazioni è punito con la multa fino a fr. 5'000.- (art. 106 cpv. 1 LADI).
Se l’infrazione è commessa nella gestione degli affari di una persona giuridica le disposizioni penali si applicano alle persone fisiche che l’hanno commessa (art. 6 cpv. 1 DPA, applicabile per il rinvio di cui all’art. 107 LADI); l’organo della persona giuridica che, intenzionalmente o per negligenza, in violazione di un obbligo giuridico, omette di impedire un’infrazione del subordinato soggiace alle disposizioni penali che valgono per l’autore (cpv. 2 e 3).
3.
L’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro, in applicazione delle predette disposizioni, ha sanzionato l’insorgente per aver omesso, senza alcuna valida giustificazione, di trasmettere le informazioni richieste violando così i propri obblighi.
4.
Il ricorrente, dal canto suo, benché non neghi l’infrazione ascrittagli, sostiene che “
il mancato invio della risposta ad una lettera inviataci a suo tempo e di cui non troviamo traccia non è devoto a malvolere ma a problemi logistici in quanto la nostra società ha dimesso la struttura di Wangs e pertanto tutta la corrispondenza non era stata evasa tempestivamente a causa del trasloco dell’ufficio ed anche in seguito al grave stato di salute in cui mi trovo (grave cardiopatia)
”.
5.
Le argomentazioni del ricorrente non sono tuttavia liberatorie.
Il trasloco degli uffici di una società da un luogo all’altro non può essere infatti ritenuto un motivo giustificativo valido per sottrarsi ai propri obblighi nei confronti delle autorità. Tale circostanza non esimeva certo il ricorrente dalle sue responsabilità di presidente (con firma individuale), segnatamente dall’obbligo di rendersi parte diligente nella gestione interna della ditta.
A tale fine egli avrebbe dovuto adottare tutte le misure necessarie alla ricezione della corrispondenza presso la nuova sede e alla sua pronta evasione. Un ritardo di quattro mesi nell’evasione della corrispondenza non può in ogni caso essere giustificabile con il trasferimento degli uffici amministrativi da una sede all’altra della società.
Neppure il grave stato di salute dell’insorgente – peraltro non chiaramente documentato – non è suscettibile di influire sulle sue responsabilità e non può di conseguenza essere ritenuto.
6.
In siffatte evenienze questo giudice, dopo aver vagliato gli atti istruttori, non ritiene sussistere alcun ragionevole dubbio che il ricorrente ha effettivamente commesso l’infrazione rimproveratagli dall’autorità di prime cure.
La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).