Decision ID: 1d299394-81ab-50f9-b9d3-f84e88b799a8
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto
a.
A seguito di due decreti d’accusa ticinesi (DA _ del 4.4.2011 con una pena detentiva sostitutiva prevista di 5 giorni in caso di mancato pagamento della multa, e DA _ del 5.12.2011 con una pena detentiva sostitutiva prevista di 25 giorni in caso di mancato pagamento della pena e della multa) ed uno _ (Strafbefehl 8.4.2011 con una pena detentiva sostitutiva prevista di 10 giorni), con decisione 5.6.2013 il giudice dei provvedimenti coercitivi ha calcolato che il reclamante deve espiare 40 giorni di carcerazione, dal 4.6.2013 al 14.7.2013. Ritenuto che l’interessato è cittadino _ senza alcun legame significativo con il territorio ed è attualmente residente in _, il magistrato ha disposto il suo collocamento in Sezione chiusa in ragione di un concreto pericolo di fuga. Nella propria decisione il magistrato ha ricordato a RE 1 che poteva in ogni momento procedere al pagamento (parziale o integrale) della pena pecuniaria e delle multe.
b.
In data 10.6.2013 le autorità di esecuzione pena del Canton _ hanno chiesto alle autorità del Canton Ticino di assumere la competenza per far espiare una sanzione di tre giorni di pena detentiva. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha emanato il 17.6.2013 un’ulteriore decisione di collocamento, prorogando la carcerazione fino al 17.7.2013, disponendo che il collocamento continui in Sezione chiusa.
c.
Con un testo manoscritto datato 17/19.6.2013 il qui reclamante ricorda di essere stato responsabile di un autonoleggio a _, attività da cui gli sono derivati i problemi con le autorità penali ticinesi ed _. Afferma di essere residente non in _ ma a _, e di essere privo di documenti a seguito di un furto dei medesimi da lui subito. Nel proprio scritto chiede il pagamento rateale o il trasferimento in semilibertà. Afferma di non essere stato al corrente di nulla al suo rientro dopo un’assenza di due anni e di non aver ricevuto nulla al suo indirizzo di _, dove sostiene di risiedere.

in diritto
1.
1.1.
Il Codice di diritto processuale penale svizzero (Codice di procedura penale, CPP), all'art. 439 cpv. 1 CPP, lascia ai Cantoni la facoltà di designare le autorità competenti per l'esecuzione delle pene e delle misure e di stabilire la relativa procedura.
Il Canton Ticino ha adottato il 20.4.2010 la Legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM), entrata in vigore l'1.1.2011.
L'art. 10 cpv. 1 lit. h conferisce al giudice dell'applicazione della pena - funzione questa attribuita in Ticino dall'1.1.2011 al nuovo giudice dei provvedimenti coercitivi giusta l'art. 73 LOG - la competenza, fra l'altro, a decidere il collocamento iniziale del condannato ex art. 76 CP.
Contro tale decisione, conformemente all'art. 12 cpv. 1 lit. b LEPM, è data facoltà al condannato e al Ministero pubblico di interporre reclamo ai sensi degli art. 393 e seguenti CPP alla Corte dei reclami penali.
1.2.
Con il reclamo ex art. 393 ss. CPP si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e/o l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato entro 10 giorni per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all'art. 390 CPP per la forma scritta ed all'art. 385 CPP per la motivazione.
La persona o l'autorità che lo interpone deve indicare, in particolare, i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
1.3.
Il gravame, manoscritto e non datato, avverso le decisioni 5.6.2013 e 17.6.2013 del giudice dei provvedimenti coercitivi è stato spedito il 17.6.2013 e pervenuto il 19.6.2013, ed è pertanto tempestivo.
Le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate, anche se in modo scarno, e con riserva di quanto si dirà al punto 2.1.
RE 1, quale condannato e destinatario delle decisioni impugnate, che lo toccano direttamente, personalmente e attualmente nei suoi diritti, è pacificamente legittimato a reclamare giusta l'art. 382 cpv. 1 CPP, avendo un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica dei giudizi.
Il reclamo, in quanto diretto contro le decisioni di collocamento iniziali, è di principio ricevibile in ordine: diverso il discorso per quanto attiene la rateizzazione (cfr. punto 2.1.).
2.
2.1.
Nel proprio gravame RE 1 chiede una rateizzazione del pagamento della pena pecuniaria e delle multe.
Competente a decidere una richiesta di rateizzazione, giusta l’art. 35 CP, è di principio la Divisione della giustizia, in virtù dell’art. 12 cpv. 1 del Regolamento sull’esecuzione delle pene e delle misure degli adulti (REPM). Contro la sua decisione non è di principio previsto un ricorso in ambito cantonale.
Competenti a decidere un’eventuale sospensione dell’ese-cuzione di una detenzione sostitutiva, per mancato pagamento della pena pecuniaria o della multa, giusta l’art. 36 cpv. 3 CP, sono il giudice di applicazione della pena (ovvero il giudice dei provvedimenti coercitivi) o il Ministero pubblico [art. 10 cpv. 1 lit. a della Legge sull’esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM), art. 12 cpv. 4 REPM]. Contro detta decisione è dato ricorso alla Corte di appello e di revisione penale (art. 12 cpv. 1 lit. a LEPM).
Considerato che la richiesta di rateizzazione è formulata in modo del tutto generico (senza indicare né il numero delle rate proposte né tantomeno il loro importo), che le decisioni di collocamento prevedono la possibilità di pagamenti in riduzione della detenzione, che la brevità della pena ed i tempi tecnici per un’altra decisione di rateizzazione non sono concretamente più attuabili (esaurendosi l’esecuzione della pena il 17.7.2013), posta infine l’incompetenza di questa Corte, non si giustifica, anche in ossequio al principio dell’economia di procedura, di trasmettere lo scritto 17/19.6.2013 ad altra autorità.
2.2.
Il reclamante, nel proprio gravame, chiede inoltre di poter essere trasferito in semilibertà, senza ulteriormente chiarire la propria richiesta.
Ritenuto che la semilibertà, un tempo prevista a livello cantonale, non esiste più, occorre interpretare la richiesta formulata dal reclamante.
Nella parte generale del CP troviamo la semiprigionia (art. 77 b CP, per le pene detentive da sei mesi a un anno, se non vi è d’attendersi che il detenuto si dia alla fuga o commetta nuovi reati), il lavoro e l’alloggio esterno (art. 77a CP, nel regime progressivo della pena, quando una pena detentiva è già stata scontata per metà, sempre se non vi sia da attendersi che il detenuto si dia alla fuga o commetta nuovi reati) o il collocamento in Sezione aperta (in luogo di quella chiusa, quest’ultima prevista nel caso vi sia il pericolo che il detenuto si dia alla fuga o commetta nuovi reati, art. 76 CP).
Dovendo interpretare la richiesta del reclamante, l’auspicata semiprigionia dev’essere intesa come richiesta di collocamento in Sezione aperta in luogo di quella chiusa.
3.
3.1.
Giusta l'art. 76 CP le pene detentive sono scontate in un penitenziario chiuso o aperto (cpv. 1). Il detenuto è collocato in un penitenziario chiuso o in un reparto chiuso di un penitenziario aperto se vi è pericolo che si dia alla fuga o vi è da attendersi che commetta nuovi reati (cpv. 2).
L'art. 19 del Regolamento sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti del 6.3.2007 (REPM, in vigore dal 9.3.2007), relativo al regime ordinario, stabilisce che l'esecuzione della pena in uno stabilimento chiuso, nel quale le misure di sicurezza sono elevate, è la forma di esecuzione ordinaria quando al detenuto non possono essere concesse altre forme di esecuzione in grado di evitare in particolare la fuga o pericoli a terzi (cpv. 1). L'esecuzione della pena avviene ininterrottamente nello stabilimento. Il trattamento, che ha come scopo finale il reinserimento sociale, è fondato su una graduale concessione di libertà tendente alla responsabilizzazione progressiva del carcerato, sulla base di un piano individuale di esecuzione della pena (cpv. 2). Una persona condannata può scontare la pena privativa di libertà in maniera totale o parziale in uno stabilimento aperto, ossia in una struttura che dispone di misure di sicurezza ridotte per quanto concerne l'organizzazione, il personale e la costruzione, se questa sua collocazione non provoca pericoli alla comunità, evita il ripetersi di azioni delittuose e non vi è rischio di fuga (cpv. 3).
Infine, nel Regolamento delle strutture carcerarie del Cantone Ticino, adottato il 15.12.2010 e in vigore dall'1.1.2011, l'art. 3 cpv. 3 precisa che il carcere penale La Stampa è, tra l'altro, destinato all'incarcerazione di persone maggiorenni poste in esecuzione di pena o di misura o di internamento (lit. a). La persona incarcerata viene ammessa al regime ordinario qualora motivi di sicurezza non vi si oppongano (art. 40 cpv. 1 prima frase).
3.2.
Con quale intensità debba sussistere il pericolo di fuga o il rischio che il detenuto commetta nuovi reati richiesto dall'art. 76 cpv. 2 CP, non può essere espresso in generale e in astratto ma dipende dalle circostanze. Tali due criteri non sono cumulativi (cfr. Messaggio concernente la modifica del Codice penale svizzero del 21.09.1998 pubblicato in FF 1999, p. 1669 ss., p. 1793).
Per ammettere l'esistenza di un rischio di fuga o di recidiva non occorre certamente che siano state intraprese manovre concrete in tal senso, bensì è sufficiente che sia riconoscibile l'esistenza di detti rischi (BSK Strafrecht I – A. BAECHTOLD, 2a. ed., art. 77b CP n. 7).
Per quanto attiene al pericolo di recidiva il testo di legge non precisa espressamente di quale gravità i reati di cui si teme la reiterazione debbano essere. Per la dottrina gli stessi devono essere di una certa rilevanza (BSK Strafrecht I – A. BAECHTOLD, op. cit., art. 77b CP n. 7), stante che nel pericolo di recidiva non entra in considerazione la (prospettata) commissione di semplici contravvenzioni (S. TRECHSEL et al., Schweizerisches StGB, Praxiskommentar, art. 76 CP n. 3).
3.3.
Nel presente caso, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha collocato il reclamante in Sezione chiusa in considerazione, a suo dire, dell’esistenza di un pericolo di fuga, data la cittadinanza _ di RE 1, l’assenza di legami significativi con il territorio svizzero e la sua residenza in _.
Il reclamante sostanzialmente contesta il pericolo di fuga in quanto non risiederebbe in _ ma a _.
Pacifico che il reclamante abbia cittadinanza _. Neppure contestato è il fatto di non intrattenere significativi legami con il nostro paese.
Il reclamante eccepisce per contro di non dimorare in _, sostenendo di risiedere a _. Invano.
Negli atti dell’incarto del giudice dei provvedimenti coercitivi troviamo (AI 12) copia del suo verbale d’interrogatorio svoltosi il 4.6.2013 nell’ambito del procedimento penale inc. MP _. Dallo stesso (pag. 4), con riferimento alla sua situazione personale, si apprende che “
A seguito di una delusione sentimentale ho poi deciso di cambiare vita e mi sono trasferito in _ (...). Attualmente gestisco un ristorante a _, la _. Il ristorante d’estate non ha una grande attività in quanto sprovvisto di terrazza e, considerato anche il fatto che mia mamma è gravemente malata, ho deciso di tornare a _ per restarci tutta l’estate
”.
Ciò che conferma quanto ritenuto dal magistrato e smentisce quanto sostenuto nel gravame.
In queste condizioni, ammettere l’esistenza di un concreto pericolo di fuga è giustificato.
4.
Il reclamo, per quanto ricevibile, è respinto. La tassa di giustizia e le spese, contenute, sono poste a carico del reclamante.