Decision ID: 8ee7049b-5a2f-5007-bdb7-a433c0f35d12
Year: 2017
Language: it
Court: TI_CARP
Chamber: TI_CARP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto: A.
Con decreto d’accusa n. 2016-01-MV del 4 aprile 2016, l’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario (di seguito: Autorità di vigilanza) ha ritenuto AP 1 autrice colpevole di:
“
esercizio abusivo della professione di fiduciario
per avere svolto, a _, _ e _, a partire dal 1° luglio 2003, a titolo professionale, abusivamente - poiché priva di un’autorizzazione di fiduciario commercialista -, tramite la propria società _, al momento dei fatti con sede in _ (attualmente in _), società sprovvista di un fiduciario commercialista autorizzato responsabile, di cui era (ed è tuttora) azionista unica, dipendente a tempo pieno, responsabile e amministratrice unica, attività disciplinate dalla Legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario, ininterrottamente fino al trasferimento della sede della società citata da _ a _, avvenuto il 18 novembre 2015;
in particolare, per aver svolto a titolo professionale, in qualità di amministratrice unica, di organo iscritto a Registro di Commercio e di organo di fatto, a titolo fiduciario per conto di terzi, in tutto o in parte, quelle mansioni tipiche di un fiduciario commercialista autorizzato, quali la tenuta della contabilità, l’emissione di fatture, l’incasso, l’allestimento delle dichiarazioni dei redditi, la rappresentanza verso terzi, quella fiscale e quella in ambito della Legge sull’esecuzione e i fallimenti, attività previste dall’art. 3 della Legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario, almeno per le seguenti società:
quale amministratrice unica:
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
- _, con sede in _
quale organo iscritto a Registro di Commercio o organo di fatto:
- Presidente della gerenza di _, con sede in
_
- Presidente del Consiglio di Amministrazione di _, con
sede in _
- Membro del Consiglio di Amministrazione di _, con sede in
_
- Membro del Consiglio di Amministrazione di _, con sede in
_
- Responsabile di _, Succursale di _
- Direttrice con firma individuale di _ _, Succursale
di _.
Fatti avvenuti nelle surriferite circostanze di tempo e di luogo;
infrazione prevista dall’art. 23 LFid.”.
e ne ha proposto la condanna alla multa di fr. 15'000.-, oltre che al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1'000.- e di un importo di fr. 1'500.- a copertura delle spese. Inoltre è stata richiesta la confisca di fr. 15'000.-, da devolvere allo Stato.
Il 13 aprile 2016 l’imputata ha presentato opposizione al decreto alla stessa Autorità di vigilanza che, il 25 aprile 2016 lo ha confermato, trasmettendo gli atti alla Pretura penale per procedere al dibattimento.
B.
Statuendo, dopo aver tenuto il dibattimento in due sedute di data 20 dicembre 2016 e 9 giugno 2017, con sentenza 9 giugno 2017 (intimata il 24 agosto 2017), il Presidente della Pretura penale ha confermato la proposta di condanna per la contravvenzione alla LFid formulata con il decreto d’accusa ed ha sanzionato la prevenuta con una multa di fr. 7'500.-, ponendo a suo carico la tassa e le spese giudiziarie per fr. 3'500.-.
C.
Con scritto del 12 giugno 2017 l’imputata ha presentato annuncio d’appello, che ha tempestivamente confermato, ricevuta la motivazione scritta, con dichiarazione 8 settembre 2017, in cui ha precisato d'impugnare tutta la sentenza e di chiedere il suo proscioglimento da ogni accusa, con caricamento di tasse e spese allo Stato ed il riconoscimento a suo favore di
“ripetibili della sede d’appello nella misura in cui questo verrà accolto”
(doc. CARP II).
D.
In applicazione degli art 406 cpv. 1 lett. c e cpv. 3 CPP,
in data 11 settembre 2017 la presidente di questa Corte ha informato le parti che l’appello sarebbe stato trattato in procedura scritta ed ha impartito un termine di 20 giorni a AP 1 per la presentazione di una motivazione scritta. Il relativo allegato è stato presentato dall’appellante, dopo la concessione di una proroga, in data 19 ottobre 2017.
Con l'impugnativa, AP 1
sostiene, in particolare, che non sono adempiti i presupposti della contravvenzione ai sensi dell’art. 23 LFid, poiché lei, quale amministratore unico delle società, non ha svolto un’attività per conto terzi: in veste di organo delle persone giuridiche in questione, lei operava all’interno delle competenze concessele dall’art. 716 CO. Inoltre, l’appellante non ha mai eseguito, e nulla agli atti dimostra il contrario, le attività elencate all’art. 3 LFid che caratterizzano proprio la professione di fiduciario. Lei ha espletato ed espleta, a suo dire, unicamente compiti che la legge le attribuisce quale amministratrice, ossia l’allestimento di bilanci e conti economici, nonché le registrazioni contabili e la loro verifica ex art. 957a CO, così come tutte le incombenze organizzative, gestionali, di controllo e di verifica in seno all’usuale amministrazione della società anonima. _ è intervenuta solo per attività contabili, dietro delega legittima dell’amministratrice o del CdA delle singole SA.
Un amministratore o membro di CdA di una società anonima, aggiunge, è legato da un contratto di mandato con la società (art. 394 CO).
AP 1 è titolare integralmente o parzialmente di 4 società, così che per le stesse non può venire considerata agente a titolo professionale, ma a mero titolo personale.
Per le altre società, di cui non è azionista, ella ha operato muovendosi unicamente nel campo del diritto societario, non in quello del fiduciario commerciale.
La conseguenza di ciò è che la prevenuta non necessitava di alcuna autorizzazione per l’esercizio della professione di fiduciario.
Dal punto di vista soggettivo, la procedente rileva come potesse, legittimamente, ritenere di agire in maniera legale, poiché l'Autorità di vigilanza, nello scambio di corrispondenza avuto con lei, seppur non abbia mai esplicitamente indicato che l’attività della _ fosse in regola, ha fatto credere che lo fosse per atti concludenti.
Il fatto che AP 1 abbia chiesto, dopo aver conseguito il diploma di fiduciaria, l’autorizzazione, non significa nulla.
Ciò posto, si impone quindi l’annullamento della sentenza impugnata, il proscioglimento dell’appellante da ogni accusa ed il riconoscimento di un’indennità ex art. 429 CPP, quantificata in fr. 14'493.60.
E.
In data 20 ottobre 2017, la presidente di questa Corte ha ordinato l’intimazione alle parti della motivazione d’appello, impartendo loro un termine di 20 giorni per presentare eventuali osservazioni (art.
390 cpv. 2 CPP)
.
F.
Il giudice della Pretura penale, con scritto 23 ottobre 2017, ha comunicato di non avere osservazioni e di rimettersi al giudizio di questa Corte.
Con osservazioni 7 novembre 2017 l’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario ha chiesto la reiezione dell’appello e la conferma della sentenza impugnata. In particolare, sottolinea come, eccezion fatta per le società di cui l’appellante era ed è azionista unica o di maggioranza, la sua attività di costituzione, amministrazione e gestione delle ditte è stata svolta a titolo fiduciario per conto terzi e professionalmente, in proprio o tramite la _. Con riferimento alla prescrizione, sottolinea come, trattandosi di reato continuato, la stessa non sia ancora intervenuta. Addirittura, non esclude che l’imputata, dopo il trasferimento fittizio nel Canton _ volto ad eludere la LFid, eserciti a tutt’oggi tale professione.

Considerando
in fatto e in diritto:
L’imputata
1.
AP 1, nata il _ _ a _ e domiciliata ad _, dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo e due anni di liceo, ha seguito l’apprendistato di impiegato di commercio presso la _, _. Dopo l’ottenimento del relativo attestato, dal 1988 all’aprile 1990, ha lavorato come contabile per la _ di _, società di import-export. In seguito, da gennaio 1991 a aprile 1992, è passata, con le stesse mansioni, alla _, _, e poi, da luglio 1992 a dicembre 1993, alla _ di _. Dopo due anni di pausa lavorativa a seguito della nascita di un figlio, l’imputata ha ripreso la propria attività presso la _ _, _, in qualità di amministratrice.
Dal 1. luglio 2003 è amministratrice unica della _ _ di _, il cui scopo iscritto a Registro di commercio è:
“_
”.
Il _, AP 1 ha conseguito il diploma di fiduciaria con attestato professionale federale.
Formalmente, la prevenuta è dipendente al 100% di _, ma parallelamente ne è pure azionista unica (verbale d’interrogatorio di fronte all’autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario del 10 dicembre 2014, AI 5, pag. 2).
Il 13 novembre 2015 la _ è stata radiata d’ufficio dal Registro di commercio ticinese a seguito del trasferimento della sua sede a _, nel _. Dall’iscrizione al relativo RF si può leggere che lo scopo è stato modificato in:
“_” (doc. A allegato a scritto 13 settembre 2016 dell’autorità
di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario).
2.
L’attività di _ è stata oggetto di interesse da parte dell’Autorità di vigilanza sin dal 7 febbraio 2005, quando questa ha inviato alla società uno scritto rilevando che tra gli organi non risultava nessun fiduciario autorizzato, nonostante lo scopo della stessa comprendesse attività soggette alla LFid, e chiedendo lumi in merito.
Da quel momento e sino al 14 novembre 2006 è intercorso uno scambio di corrispondenza tra i funzionari cantonali e la signora AP 1, in qualità di organo e titolare della società, senza che, tuttavia, i primi abbiano mai preso posizione in merito alla legittimità o illegalità dell'attività svolta da quest'ultima.
Sette anni dopo, il 16 luglio 2013, l’Autorità di vigilanza ha nuovamente preso contatto con _, ribadendo come lo scopo iscritto a registro di commercio prevedesse anche attività di consulenza e di intermediazione che avrebbero potuto ricadere nel campo d'applicazione della LFid, per cui, non disponendo la persona giuridica di persone autorizzate ad esercitare in Ticino come fiduciari, si prospettava l’eventualità di una sanzione ai sensi dell’art. 23 LFid. L’imputata ha subito risposto con scritto del 17 luglio 2013, contestando l’esercizio di qualsiasi attività fiduciaria da parte della sua società e sua, ma annunciando di aver proprio inoltrato il giorno precedente una richiesta per l’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio delle professioni di fiduciario, così da poter estendere il proprio campo d'azione.
3.
Il 16 luglio 2013, infatti, AP 1, ha chiesto all'Autorità di vigilanza cantonale il rilascio delle autorizzazioni all'esercizio delle professioni di fiduciario commercialista e immobiliare.
Quest’ultima si è pronunciata negativamente con decisione datata 17 ottobre 2013, concernente tuttavia soltanto la richiesta di autorizzazione all'esercizio della professione di fiduciario commercialista. L'interessata ha quindi tempestivamente impugnato tale pronuncia contestando, oltre al merito, anche il fatto che essa non si fosse determinata sulla richiesta relativa all'esercizio della professione di fiduciario immobiliare.
Avendo preso atto della sua mancanza, l'Autorità di vigilanza, in data 13 novembre 2013 ha emanato un nuovo giudizio, in sostituzione di quello viziato, con il quale ha respinto entrambe le domande. Il diniego è stato, sostanzialmente, motivato con il fatto che la postulante non avesse acquisito il periodo di due anni di pratica imposto dalla legge secondo le modalità e le tempistiche stabilite dalla prassi in materia.
Le due decisioni sono state impugnate con due distinti ricorsi di fronte al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), che li ha respinti entrambi con decisione del 10 giugno 2014, confermando il mancato adempimento della condizione dello svolgimento del periodo di pratica biennale. I giudici del TRAM hanno, in effetti, concluso che le esperienze maturate dalla postulante prima dell’ottenimento del diploma non possono essere prese in considerazione poiché, per prassi, l'acquisizione delle conoscenze teoriche deve precedere la pratica professionale e che, comunque, quelle che potrebbero essere determinanti poiché svolte in una posizione subordinata, ovvero sotto la sorveglianza e responsabilità di un professionista autorizzato, difetterebbero del necessario legame temporale ragionevole con il momento dell'inoltro della richiesta dell'autorizzazione
.
Adito con ricorso contro la decisione del TRAM, il Tribunale federale ha respinto l’impugnativa, nei limiti della sua ammissibilità, con sentenza del 12 maggio 2015 (2C_720/2014).
Tra le varie considerazioni contenute nell’allegato di ricorso al TF del 18 agosto 2014 (in mappetta verde prodotta agli atti al dibattimento di primo grado, pag. 12), tra le altre cose, si può leggere: