Decision ID: 3080211d-b1b2-4f1e-a633-4fd07ee660d2
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_008
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: social_law

Fatti:
A.
La Sezione del lavoro del Cantone Ticino con decisione del 21 luglio 2014, confermata su opposizione il 18 dicembre 2014, ha ritenuto A._, nato nel 1978, inidoneo al collocamento dal 1° agosto 2013, poiché non poteva essere ritenuto disponibile per il mercato del lavoro alle condizioni normalmente richieste per un datore di lavoro a causa di un'attività nella B._ Sagl.
B.
Il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha respinto il ricorso contro la decisione su opposizione con giudizio del 4 maggio 2015.
C.
A._ presenta un ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo che il giudizio cantonale sia annullato e che sia riconosciuta sostanzialmente l'idoneità al collocamento.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

Diritto:
1.
ll ricorso in materia di diritto pubblico può essere presentato per violazione del diritto, così come stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF; cfr. tuttavia l'eccezione del cpv. 2), non essendo vincolato né dagli argomenti sollevati nel ricorso né dai motivi addotti dall'autorità precedente. Il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Può scostarsi da questo accertamento solo qualora esso sia avvenuto in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario (DTF 134 V 53 consid. 4.3 pag. 62), oppure in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF (art. 105 cpv. 2 LTF). Salvo i casi in cui tale inesattezza sia lampante, la parte ricorrente che intende contestare i fatti accertati dall'autorità inferiore deve spiegare, in maniera circostanziata, per quale motivo ritiene che le condizioni di una delle eccezioni previste dall'art. 105 cpv. 2 LTF sarebbero realizzate (cfr. DTF 133 II 249 consid. 1.4.3 pag. 254 con riferimento).
2.
Oggetto del contendere è l'idoneità al collocamento del ricorrente.
3.
3.1. Il Tribunale delle assicurazioni, esposto lo svolgimento del processo nonché le norme legali e la giurisprudenza ritenute applicabili, ha osservato che il ricorrente, dopo un periodo di malattia e dopo aver svolto in un primo tempo un programma di occupazione temporaneo, il 31 luglio 2013 ha sottoscritto un contratto di lavoro al 50% a tempo indeterminato con B._ Sagl, la cui compagna è gerente, quale impiegato d'ufficio con un salario mensile di fr. 2'000.- lordi. Riferendosi alle indagini dell'amministrazione, la Corte cantonale ha accertato che il ricorrente ha affermato di essere una "figura di vitale importanza per la società"e vanta nei confronti di quella società e della sua gerente almeno un credito di fr. 50'000.-, quantificato poi in fr. 61'473.73. La gerente ha precisato altresì che le decisioni relative all'attività della società sono state prese in accordo con il ricorrente. I giudici cantonali hanno poi rilevato che il ricorrente ha sottoscritto il 1° ottobre 2014 (allo scadere del termine quadro per la riscossione delle prestazioni: 11 settembre 2012-10 settembre 2014) un secondo contratto di lavoro al 50% a tempo indeterminato con C._, quale venditore con un salario mensile di fr. 750.- e il diritto ad alcune provvigioni. Il Tribunale delle assicurazioni ha peraltro citato la testimonianza di un proprietario di un salone di parrucchiere rilevato da B._ Sagl, da cui emerge la figura centrale del ricorrente nella società al momento del trapasso di proprietà. La Corte cantonale non ha dato seguito a successive dichiarazioni espresse dal ricorrente, ritenendole non credibili. Del resto alcuni clienti di B._ Sagl riferiscono in un portale internet il ruolo centrale del ricorrente. Le ricerche di lavoro operate dal ricorrente si circoscrivono ad occupazioni a tempo pieno, quando un lavoro a tempo parziale complementare all'occupazione già svolta in B._ Sagl avrebbe aumentato le possibilità di esito favorevole. Alla luce di tutte queste considerazioni, il Tribunale delle assicurazioni ha confermato l'inidoneità al collocamento del ricorrente. L'occupazione presso C._ è stata considerata irrilevante. L'audizione di alcuni testimoni è stata peraltro respinta, non potendo portare nuovi elementi alla risoluzione della vertenza. A titolo abbondanziale la Corte cantonale ha messo in dubbio per il ricorrente l'adempimento del presupposto della residenza effettiva in Svizzera di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI.
3.2. Il ricorrente rileva innanzitutto che non svolge le medesime mansioni della gerente in B._ Sagl, tali da rendere i suoi compiti non indispensabili. Egli si limita alla parte relativa alla vendita, senza occuparsi della parte medica. Per quanto attiene al credito in essere verso la gerente e la società ritiene si tratta di un atto normale riscontrabile in una quantità elevatissima di coppie. Del resto, secondo il ricorrente, all'incarto non c'è nessuna prova che documenti un rifiuto o anche solo una titubanza ad assumere un'occupazione. La volontà di cercare un impiego con la sua compagna è legato soltanto ai sentimenti e alle emozioni. Il ricorrente precisa che, se fosse stato così indispensabile in B._ Sagl, egli non avrebbe nemmeno potuto svolgere un programma di occupazione temporaneo nel primo semestre del 2013. Contesta inoltre di aver cambiato versione dei fatti e ribadisce le sue richieste di audizione.
4.
4.1. L'applicazione dei criteri legali e giurisprudenziali sull'idoneità al collocamento secondo i combinati art. 8 cpv. 1 lett. f e 15 cpv. 1 LADI è una questione di diritto. Essa si fonda su accertamenti di fatto di principio vincolanti per il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF; consid. 1.1). Quand'anche dovessero in parte confluirvi considerazioni tratte dall'esperienza generale della vita, la valutazione di eventi ipotetici è una questione di fatto se poggia su un apprezzamento delle prove (DTF 115 II 440 consid. 5b pag. 448). Allo stesso modo costituisce una questione di fatto l'accertamento riguardante fatti interni o mentali, come ad esempio l'accertamento relativo a che cosa volesse, sapesse, intendesse compiere, o volesse prendere in considerazione una determinata persona (DTF 140 III 86 consid. 4.1 pag. 91; 139 V 316 consid. 3.1 pag. 322; 138 III 411 consid. 3.4 pag. 414).
4.2. Lo svolgimento di un'attività a tempo parziale durante un periodo di disoccupazione non è sufficiente per concludere all'inidoneità al collocamento. Occorre piuttosto valutare le circostanze nel caso concreto e in modo particolare se l'esercizio dell'attività abbia conseguenze sulla disponibilità dell'assicurato ad assumere un impiego e in modo particolare negli orari abituali di lavoro (DTF 112 V 136 consid. 3b pag. 138; cfr. anche sentenza 8C_79/2009 del 25 settembre 2009 consid. 4.1 con riferimenti). In tale esame sapere se un'attività sia retribuita o no non è quindi di rilievo (cfr. sentenza 8C_665/2014 del 23 marzo 2015 consid. 6.2). Nemmeno è quindi rilevante il sistema di organizzazione di una società o lo svolgimento soltanto di alcune mansioni all'interno della stessa.
4.3. Il ricorrente critica l'accertamento dei fatti operato dalla Corte cantonale sotto diversi aspetti. Tuttavia, il Tribunale federale non rivede i fatti accertati dalla Corte cantonale, se non in maniera molto limitata (consid. 1). Nell'ambito dell'accertamento dei fatti, dinanzi al Tribunale federale non basta criticare la decisione precedente come se ci si trovasse in istanza di appello, opponendo semplicemente la propria tesi a quella dell'autorità inferiore, bensì occorre spiegare almeno succintamente, ma puntualmente, perché gli accertamenti dei primi giudici sono manifestamente errati, per giungere a dimostrare che la decisione impugnata è insostenibile nel suo risultato (DTF 137 I 1 consid. 2.4 pag. 5). In concreto, il ricorrente si limita a contestare gli accertamenti dei giudici cantonali con ipotesi e deduzioni, senza tuttavia dimostrare perché gli accertamenti del Tribunale delle assicurazioni siano manifestamente inesatti o contrari al diritto federale.
4.4. Infatti emerge in maniera non contestata che il ricorrente non solo ha investito in maniera importante in B._ Sagl, bensì ha sempre accompagnato la gerente, per stessa dichiarazione di quest'ultima, "in tutte le operazioni", aspetto che ha trovato conferma nelle trattative per la rilevazione di un salone di parrucchiere. La gerente ha anche affermato che il ricorrente svolgeva la sua occupazione il mattino o il pomeriggio a dipendenza delle esigenze dei clienti. Del resto lo stesso ricorrente ha ammesso che la sua volontà fosse quella di occuparsi al 100% nella società, tuttavia non essendo possibile a causa dei ricavi non sufficienti. In presenza di un'attività seppur ridotta al 50% ma senza orari fissi, la Corte cantonale, senza violare il diritto federale, poteva concludere per l'inidoneità al collocamento del ricorrente. Giova peraltro ricordare che non è compito dell'assicurazione contro la disoccupazione garantire il rischio imprenditoriale o la differenza finanziaria dovuta all'esercizio di un'attività lucrativa meno retribuita (sentenza 8C_619/2009 del 23 giugno 2010 consid. 3.3.2 con numerosi riferimenti). In simili condizioni pertanto non è più decisiva la questione se il ricorrente fosse effettivamente residente in Svizzera.
5.
Ne segue che il ricorso dev'essere respinto. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).