Decision ID: 0b6c82a2-5cb4-5020-9c6a-447a805dfda0
Year: 2018
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, domiciliato a _, è assoggettato in maniera illimitata nel Canton Ticino. Con decisione di tassazione IFD 2012 del 28 gennaio 2015, RS 1 (UT), accertava d’ufficio un reddito da attività indipendente accessoria di fr. 180'000.--, derivante da un’operazione immobiliare promossa assieme ai signori _ e _. Il reddito conseguito dal contribuente veniva considerato un provento da commercio professionale di immobili e computato nel reddito soggetto a IFD. In seguito al reclamo del contribuente, l’utile immobiliare veniva ridotto a fr. 120'000.--, tenuto conto della quota parte stabilita dalla convenzione stipulata tra il contribuente e gli altri promotori. Contro la decisione su reclamo del 1° aprile 2015 non veniva presentato ricorso, sicché tale decisione cresceva in giudicato.
B.
In relazione all’operazione immobiliare di cui sopra, con decisione della _ del 10 marzo 2017, il contribuente veniva condannato a versare, in solido con i promotori summenzionati, la somma di fr. 92'416.70 oltre interessi al 5% dal 17 agosto al 10 dicembre 2012 su fr. 75'000.-- e dal 10 dicembre 2012 su fr. 92'416.70 alla _, ditta attiva nel campo della metalcostruzione. Nella sua decisione il Pretore aveva riconosciuto il credito che faceva valere _ nei confronti dei promotori, fondato su lavori commissionati in corso di realizzazione dell’opera. Con appello del 27 aprile 2017 alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello, il contribuente, _ e _ chiedevano la riforma della decisione pretorile. Con decisione del 7 luglio 2017, il presidente della seconda Camera civile del Tribunale d’appello dichiarava l’appello inammissibile per mancato versamento dell’anticipo entro il termine assegnato. L’appello era stato comunque ritirato il 13 giugno 2017, e, con scritto del 22 giugno 2017, il patrocinatore della _ aveva di conseguenza già sollecitato il pagamento. Il 19 dicembre 2017, il Pretore della Giurisdizione di _ stralciava dai ruoli la procedura d’esecuzione avviata dalla _ contro il contribuente, avendo preso atto dello scritto di quest’ultima, con il quale comunicava che il convenuto (il contribuente) aveva saldato lo scoperto. Il pagamento era avvenuto in tre tranches, datate rispettivamente 6 novembre, 29 novembre e 15 dicembre 2017.
C.
Con scritto del 20 novembre 2017 all’UT, il contribuente chiedeva la revisione della decisione su reclamo del 1° aprile 2015, sostenendo che il reddito da attività indipendente risultante dall’operazione immobiliare (fr. 120'000.--) dovesse venire corretto tenuto conto della summenzionata sentenza del pretore, che ordinava al contribuente e agli altri promotori del progetto, il versamento in solido di fr. 92'416.70 più interessi, alla _. Il contribuente osservava che aveva provveduto a versare l’importo afferente alla sua quota parte, ovvero fr. 44'772.65.
D.
L’UT, in data 22 novembre 2017, giudicava l’istanza di revisione irricevibile poiché tardiva. In effetti, riteneva che il termine per presentare una domanda di revisione – 90 giorni a partire dalla scoperta del motivo – fosse decorso, essendo la sentenza pretorile del 10 marzo 2017, non contestata, cresciuta in giudicato il 10 aprile 2017.
E.
Il contribuente presentava reclamo il 3 dicembre 2017, contestando la crescita in giudicato della decisione del 10 marzo 2017. A dimostrazione del fatto che la sentenza pretorile era stata contestata nei termini, contrariamente a quanto sostenuto dall’UT, allegava l’appello inoltrato il 27 aprile 2017. Con scritto del 20 gennaio 2018, il contribuente completava il reclamo indicando che il fatto nuovo giustificante la revisione della tassazione non consisteva a suo avviso nella decisione della Pretura, bensì nel pagamento stesso, di cui la decisione di stralcio del 19 dicembre 2017 sarebbe stato “l’elemento fondante” poiché proverebbe l’avvenuto pagamento.
F.
L’UT respingeva il reclamo con decisione del 23 gennaio 2018 e confermava la decisione d’irricevibilità della domanda di revisione, sottolineando che la domanda di revisione era stata presentata tardivamente sia rispetto alla sentenza della Pretura, sia rispetto alla decisione della seconda Camera civile del Tribunale d’appello.
G.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede che sia riconosciuto ”il maggior costo sostenuto per le maggiori spese relative alla _”. Il ricorrente ritiene che il momento determinante da cui decorre il termine per chiedere la revisione sia quello che ha “posto fine all’intera operazione”, ovvero il momento del pagamento integrale del debito e del conseguente stralcio della procedura esecutiva. Infatti, la decisione della Pretura non può costituire il
dies a quo
siccome il creditore dispone di dieci anni per ottenere (eventualmente) il pagamento. Pertanto la domanda di revisione non potrebbe mai essere ammessa, mancando la prova del pagamento. Inoltre, sostiene che prima del pagamento effettivo la deduzione non potrebbe mai essere conteggiata, non essendo documentata.
Con scritto del 2 marzo 2018, il ricorrente osserva che la domanda di revisione non debba riguardare unicamente l’IFD, bensì anche l’IC e l’imposta sugli utili immobiliari, visto che l’istanza del 20 novembre 2017 chiedeva la revisione “della notifica di tassazione 2012”. Infine, il ricorrente ritiene opportuno sospendere la vertenza in attesa delle decisioni dell’UT riguardanti le richieste di revisione inoltrate il 1° febbraio 2018 dai signori _ e _, affinché la Camera di diritto tributario possa evadere i tre ricorsi insieme “con una sentenza che tenga conto, nel suo complesso, della situazione”:
H.
Nelle sue osservazioni del 10 aprile 2018, l’PI 1 chiede che il ricorso venga respinto e la decisione su reclamo del 23 gennaio 2018 integralmente confermata. A suo avviso, la scoperta del motivo di revisione risale al momento della nascita dell’obbligazione del ricorrente di estinguere la propria quota parte di debito, ovvero al momento della crescita in giudicato della sentenza di condanna al pagamento, segnatamente il 7 luglio 2017. Per quanto attiene alla richiesta di estendere il ricorso all’imposta cantonale, non si giustificherebbe, giacché “entrambe le decisioni dell’UT limitano il campo della revisione alle sole imposte federali dirette e che [il ricorrente], adendo le vie ricorsuali, non ha mai indicato esplicitamente di voler estendere il campo d’applicazione anche alle imposte cantonali e all’imposta sugli utili immobiliari”.

Diritto
1.
1.1.
Nel
petitum
del suo ricorso, l’insorgente chiede che “la decisione su opposizione del 23 gennaio 2018 [sia] annullata e riformata nel senso che la decisione IFD e IC 2012, come pure TUI del 26 marzo 2013 [sia] annullata e [venga] considerato il maggior costo sostenuto per le maggiori spese relative alla _ AG”.
Alla luce del
petitum
in questione, la Camera di diritto tributario ha invitato il ricorrente a precisare se il ricorso concernesse anche l’imposta cantonale e l’imposta sugli utili immobiliari, allegando in tal caso le relative decisioni su reclamo (cfr. scritto del 20 febbraio 2018). Il rappresentante del ricorrente ha preso posizione il 2 marzo 2018, affermando che sarebbe stato l’Ufficio di tassazione a limitare l’istanza di revisione all’imposta federale diretta, ma che, “in buona fede”, egli “poteva aspettarsi una decisione sia su IC sia IFD e non solo su IFD”.
1.2.
Secondo l’art. 149 cpv. 3 LIFD, la reiezione della domanda di revisione e la nuova decisione o sentenza possono essere impugnate con gli stessi rimedi giuridici ammessi contro la decisione o sentenza anteriore.
Un’analoga disposizione è prevista dal diritto cantonale, all’art. 234 cpv. 3 LT.
Nella fattispecie, con decisione del 22 novembre 2017, l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile l’istanza di revisione che concerneva la decisione del 1° aprile 2015 in materia di IFD 2012. Il reclamo, interposto dal contribuente contro la decisione del 22 novembre 2017 non poteva pertanto che riferirsi alla revisione della decisione del 1° aprile 2015 in materia di IFD 2012.
Il ricorrente non ha prodotto alcuna ulteriore decisione, con cui sia stata respinta un’istanza di revisione concernente l’imposta cantonale.
Ne consegue che il ricorso non può essere esteso all’imposta cantonale, in quanto non esiste una decisione che abbia respinto un reclamo in merito a un’istanza di revisione.
1.3.
Il contribuente lamenta tuttavia il fatto che sia stato l’Ufficio di tassazione a “limitare” all’IFD l’oggetto della sua istanza di revisione, mentre egli in buona fede poteva aspettarsi una decisione anche in relazione all’imposta cantonale.
Per quanto redatta dallo stesso istante, senza l’assistenza di un legale, l’istanza è chiara nel riferirsi alla decisione che concerne l’imposta federale diretta. Vi si rileva che, nella tassazione del periodo fiscale 2012, “è stato aggiunto al reddito da attività da dipendente un ulteriore guadagno da attività indipendente di fr. 120'000.--“, che “è il risultato di un’unica e occasionale operazione immobiliare”. “Alla luce di quanto sopra esposto”, l’istante chiedeva “di rivedere la decisione di tassazione per l’anno 2012 poiché il guadagno accessorio di fr. 120'000.-- non è più corretto”.
Non si può sostenere che il contribuente intendesse riferirsi anche all’imposta cantonale sugli utili immobiliari, alla quale non viene assoggettato un “guadagno da attività indipendente” o un “guadagno accessorio”.
D’altra parte, la decisione del 22 novembre 2017, con la quale l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile l’istanza di revisione, indicava esplicitamente che il campo d’applicazione della revisione era limitato all’imposta federale diretta. Malgrado ciò il ricorrente non ha mai manifestato, nemmeno in sede di reclamo, la volontà di estendere il gravame all’imposta cantonale.
1.4.