Decision ID: 4f36998d-2209-512b-b7f5-75b66320e095
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 30 aprile 2002, _ - all'epoca alle dipendenze dell'_ nell'ambito di un programma occupazionale dell'assicurazione contro la disoccupazione e, perciò, assicurato contro gli infortuni presso l'_ - è scivolato nello svuotare una carriola ed ha riportato, stando al certificato 17 maggio 2002 dell'Ospedale regionale di _, una distorsione del ginocchio destro con sospetto interessamento del legamento crociato anteriore, nonché una contusione della spalla destra (cfr. doc. _).
Accertamenti successivamente disposti, specificatamente l'esame di RM della spalla destra eseguito il 16 luglio 2002, hanno permesso di evidenziare una sindrome da attrito sotto-acromiale con lesioni parziale del tendine del sopraspinato e versamenti reattivi (cfr. doc. _).
Il caso è stato assunto dall'Istituto assicuratore, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione formale del 6 settembre 2002, l'_ ha negato il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 16 settembre 2002, facendo difetto, da tale data, una relazione di causalità naturale con l'evento infortunistico dell'aprile 2002 (doc. _).
1.3. In data 18 marzo 2003 l'assicuratore LAINF ha parzialmente accolto l'opposizione interposta dall'avv. _ per conto dell'assicurato, nel senso che esso ha riconosciuto la propria responsabilità limitatamente alla diagnosticata lesione del tendine sopraspinato, invitando _ ad annunciare una ricaduta nel caso in cui dovesse sottoporsi a cure in relazione a questa affezione (cfr. doc. _, p. 4).
1.4. Con ricorso "cautelativo" del 20 giugno 2003, _, sempre patrocinato dall'avv. _, ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata ed il rinvio degli atti all'_ affinché emani una nuova decisione che tenga conto di una incapacità lucrativa del 50% almeno (I, p. 4), argomentando:
"
La giurisprudenza ha riconosciuto la proponibilità di un ricorso cautelativo laddove le particolarità della fattispecie lo giustificano; basta in particolare che sia chiaramente individuabile la decisione contro la quale il gravame è rivolto e che le richieste siano sufficientemente determinate. La particolarità del caso è data dall'avvenuto rimpatrio del ricorrente e dalle conseguenti grosse difficoltà di poter normalmente corrispondere con lui; in situazione di precarietà fisica ed economica il signor _ non è stato in grado di fornire allo scrivente legale aggiornati certificati sulla sua condizione valetudinaria, contraddistinta comunque sempre da una grossa instabilità del ginocchio destro e da dolori alla spalla destra.
(...).
Con decisione del 6 settembre 2002 l'_ ha dichiarato chiuso il caso individuato in fattori preesistenti rispettivamente estranei l'origine delle affezioni denunciate dall'assicurato al ginocchio ed alla spalla destri. La decisione su opposizione ha parzialmente tutelato le richieste del signor _; è in particolar modo stata riconosciuta la responsabilità dell'istituto nazionale per quanto riguarda la lesione del sovraspinato.
(...).
I principi che informano il diritto delle assicurazioni sociali ed in particolar modo le disposizioni che reggono l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni confermano che le prestazioni assicurative non sono ridotte laddove il danno alla salute è solo in parte conseguenza dell'infortunio. L'istituto nazionale ha ritenuto a torto raggiunto lo status quo ante rispettivamente lo status quo sine; ciò non è mai stato accertato né ammesso dall'assicurato. Non si può infatti dimenticare come dopo l'infortunio del 7 maggio 1999 il signor _ ha saputo e potuto ritornare a lavorare a tempo pieno senza accusare significativi impedimenti. Solo fattori estranei hanno fatto sì che perdesse il posto di lavoro e cadesse in disoccupazione. Che le sue condizioni fossero soggettivamente ed oggettivamente buone lo dimostra il fatto che egli è stato indirizzato all'ente turistico di _ che lo ha impiegato in pesanti lavori di manutenzione lungo la rete dei sentieri.
(...).
L'infortunio occorso all'assicurato il 30 aprile 2002 ha comportato un sostanziale e duraturo peggioramento della situazione precedente e ha soprattutto determinato una definitiva e sostanziale instabilità del ginocchio destro che non può più sopportare determinati sforzi.
(...).
Il rientro del signor _ nella devastata patria va ricondotto all'intervenuta scadenza dei permessi di soggiorno via via accordatigli ed in virtù dei quali ha risieduto nel nostro paese per quasi dieci anni durante i quali ha sempre dimostrato la sua buona volontà e la capacità di trarsi d'impiccio con le proprie forze. In patria egli non può far capo ad uno strumentario sociale paragonabile a quello elvetico e risulta letteralmente "tagliato fuori" dall'esercizio di ogni attività appresa (docente di ginnastica e calciatore); egli non può inoltre tentare alcuna forma di reinserimento professionale nelle tipiche attività non qualificate dell'edilizia e dell'agricoltura"
(I).
1.5. In data 17 luglio 2003, il TCA ha assegnato all'avv. _
un termine di 20 giorni per produrre aggiornati certificati sulla condizione valetudinaria dell'assicurato (cfr. IV).
Il 6 ottobre 2003 è pervenuta della documentazione in lingua straniera (cfr. VI + allegati).
Il patrocinatore dell'assicurato è stato invitato a produrre la traduzione dei citati documenti (cfr. VII), richiesta alla quale ha fatto seguito il 21 ottobre 2003 (cfr. VIII + allegato).
1.6. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. X).
1.7. In data 19 novembre 2003, il rappresentante di _ ha chiesto al TCA di soprassedere all'emanazione della sentenza per i tre mesi successivi, preannunciando la possibile produzione di ulteriore documentazione medica (XIII).
1.8. Nel corso del mese di dicembre 2003, questa Corte ha interpellato il dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, invitandolo a rispondere ad alcuni quesiti attinenti alla natura dei disturbi localizzati alla spalla destra (XIV).
La sua risposta è pervenuta il 10 dicembre 2003 (XVI).
L'Istituto assicuratore ha presentato le proprie osservazioni il 12 dicembre 2003 (XVIII), mentre l'assicurato è rimasto silente.
1.9. In data 29 marzo 2004, il TCA ha nuovamente preso contatto con il medico di circondario dell'_, al quale ha chiesto di precisare se, citiamo: "è o meno possibile distinguere nettamente i disturbi provocati dal danno alla salute in relazione di causalità naturale con l'infortunio del 30 aprile 2002 da quelli, localizzati sempre alla stessa spalla destra, che, secondo il suo parere, sono invece da ricondurre a fattori extra-infortunistici" (XX).
Il rapporto del dott. _ data del 31 marzo 2004 (XXI).
Le parti hanno preso posizione entrambe il 6 aprile 2004 (XXIII e XXIV).
1.10. In data 27 aprile 2004, questa Corte ha rivolto una richiesta analoga al dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, all'epoca medico curante dell'assicurato (cfr. XXV).
Questo specialista ha risposto il 3 maggio 2004 (XXVI).
L'_ si è determinato al riguardo in data 6 maggio 2004 (XXVIII), mentre _ è rimasto silente.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
In diritto
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.
Con la stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.
Al riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via di principio (cfr. art. 82 cpv. 2 LPGA), entrano immediatamente in vigore (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto si applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).
Di conseguenza nel caso in esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto luogo il 30 aprile 2002 e oggetto della presente lite è l'estinzione del diritto a prestazioni a far tempo dal mese di settembre 2002, tornano applicabili le disposizioni della LAINF, in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.3. Oggetto della lite è la questione a sapere se l'assicuratore LAINF convenuto era o meno legittimato ad interrompere il versamento delle proprie prestazioni a contare dal 16 settembre 2002.
2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.6. In data 30 aprile 2002, _ è scivolato riportando un trauma distorsivo al ginocchio destro. Nella caduta è rimasta coinvolta anche la spalla destra.
Recatosi immediatamente presso il Servizio di PS dell'Ospedale regionale di _, i sanitari, all'esame clinico, hanno constatato, da un lato, una spalla destra leggermente dolente alla palpazione in assenza di ferite, ematomi e gonfiore e, dall'altro, un ginocchio destro leggermente gonfio sotto la patella mediale, molto dolente nei movimenti sia passivi che attivi ed un test di Lachmann positivo per il LCA.
Essi hanno quindi diagnosticato una distorsione del ginocchio destro con sospetto interessamento del LCA (cfr. doc. _).
Nel corso del mese di maggio 2002, l'assicurato ha consultato, in ragione di persistenti disturbi alla spalla ed al ginocchio destri, il dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato, a livello della spalla, una "lesione clinicamente di grado 2 della AC e sospetto di lesione tipo slap e/o contusione ossea" e, a livello del ginocchio, una "lesione completa del LCA e grado 2 del LCM prossimale, senza al momento sospetti per meniscopatia" (doc. _).
In data 16 luglio 2002, _ è stato sottoposto ad un esame di risonanza magnetica della spalla destra che ha evidenziato una sindrome da attrito sotto-acromiale con lesioni parziali del sopraspinato e versamenti reattivi ma nessuna rappresentazione diretta di una lesione slap (doc. _).
Il 15 luglio 2002 ha avuto luogo una visita fiduciaria di controllo da parte del dott. _, spec. FMH in chirurgia.
Dal relativo suo rapporto emerge, innanzitutto, che nel passato il ginocchio destro dell'assicurato (come del resto pure il sinistro), già calciatore professionista (cfr. doc. _), ha fatto oggetto di molteplici interventi chirurgici, l'ultimo ancora nel corso del 1999, tutti non assicurati presso l'_:
"
Antecedenti
:
Secondo gli atti, il paziente ha subito una meniscectomia mediale destra mediante artrotomia nel 1985 e una meniscectomia sinistra con ricostruzione del legamento crociato anteriore nel 1987.
Il 7.5.1999 l'assicurato ha subito una distorsione del ginocchio destro e il 21.5.1999 è stata eseguita un'artroscopia diagnostica del ginocchio destro con diagnosi di una lesione inveterata del legamento crociato anteriore, lesione grado I fino II del legamento collaterale mediale, lesione complessa del corno mediale e posteriore del menisco esterno e sinovite reattiva. È stata eseguita un'atrolisi del ginocchio destro e resezione delle lesioni meniscali.
Il dr. _ ha riscontrato instabilità e cedimenti al ginocchio destro con dolori.
Secondo le affermazioni, egli ha subito un infortunio nel 1979 con lesione del legamento crociato anteriore sinistro.
In tutto, al ginocchio sinistro, è stato operato ben 5 volte (non a carico dell'ente assicurativo _
"
(doc. _, p. 1s.).
Il dott. _, per quanto concerne la spalla destra, ha diagnosticato una periatropatia omero-scapolare, affermando di non potere escludere una lesione Slap.
Per quanto riguarda invece il ginocchio destro, egli ha constatato un'instabilità complessa, sottolineandone tuttavia la preesistenza all'infortunio dell'aprile 2002 (cfr. doc. _, p. 3).
In data 25 luglio 2002, _ ha nuovamente interpellato il dott. _.
Il chirurgo ortopedico - presa conoscenza delle informazioni riguardanti gli antecedenti al ginocchio destro, contenute nel referto del dott. _ - ha ritenuto certa la preesistenza della diagnosticata lesione del LCA ("... è quindi chiaro che a livello del gin. dx vi è stata una nuova distorsione e/o contusione, ma che l'LCA leso risale a 3 anni fa").
L'esame clinico del ginocchio destro ha confermato la presenza di una lassità anteriore, con chiaro Lachmann, chiaro Tiroir e chiaro Pivot-shift, derivante dalla nota lesione del LCA.
Trattandosi della spalla destra, il dott. _ ha constatato una situazione praticamente normale, caratterizzata da mobilità in attivo completamente conservata, da Jobe test e Hawkins test negativi, da un'assenza di arco doloroso, da un Apprehension test negativo, nonché da unTiroir AP e sulcus test negativi (cfr. doc. _).
Il 12 agosto 2002, l'insorgente si è sottoposto ad una nuova visita di controllo da parte, questa volta, del dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica.
Il medico di circondario dell'_ ha diagnosticato, da un canto, una sospetta tendinite del capolungo del bicipite e, d'altro canto, una instabilità antero-mediale al ginocchio destro in stato dopo rottura del LCA e del LCM in stato dopo distorsione il 30 aprile 2002.
Questa la sua valutazione:
"
Alla spalla destra l'assicurato ha notato un buon miglioramento della situazione.
Anche clinicamente la funzione è aumentata.
Il Palm-up test e il Lift-off test sono positivi.
Al ginocchio destro la situazione è invariata, il ginocchio è instabile e cede.
Ha problemi già solo a camminare.
Clinicamente
si nota un'instabilità antero-mediale molto importante.
(...)
"
(doc. _, p. 3).
_ è stato rivisto dal medico di circondario dell'_ - un'ultima volta prima del suo definitivo rientro in patria - in data 27 agosto 2002.
Il dott. _, nel riportare i disturbi soggettivi così come descrittigli dal ricorrente, ha indicato che, citiamo: "fino a 2 giorni fa la spalla destra andava abbastanza bene, la situazione era molto migliorata con la cura alla Clinica _. Poi due giorni fa ha dovuto alzare un letto e subito dopo ha sentito un forte dolore alla spalla destra con gonfiore anteriormente. Da allora non riesce più a muovere bene il braccio destro, accusa bloccaggi e qualcosa che si muove. Anche dorsalmente, in un certo punto, ha un forte dolore. Durante l'evento ha sentito un dolore forte come "un'accoltellata"" (doc. _, p. 2).
Qui di seguito le considerazioni espresse dal fiduciario dell'_ a proposito dell'eziologia dei disturbi accusati dall'assicurato alla spalla ed al ginocchio destri:
"
L'assicurato attualmente asserisce i tipici sintomi di una tendinite del bicipite, sia del caput breve che del caput lungo. Probabilmente accusa anche un certo impingement dovuto alla tendinite del caput lungo.
Clinicamente
il Palm-up test è fortemente positivo e il decorso del caput lungo e breve è digito-dolente.
Fino a pochi giorni fa l'assicurato stava abbastanza bene con la spalla destra, non esistevano più impedimenti per il lavoro. Il 25.7.2002 ha però sovraccaricato la spalla e da allora accusa nuovi forti dolori.
Questi dolori sono dovuti all'evento capitato sollevando un letto e non sono da mettere in relazione all'infortunio del 30.4.2002.
Per questo motivo la nostra responsabilità è da dichiarare estinta e lo stato quo sine è raggiunto.
Per quanto concerne il ginocchio destro, il legamento crociato anteriore era già lesionato inveterato il 21.5.1999 pochi giorni dopo l'infortunio del 7.5.1999 (a carico della _).
Di conseguenza la lesione del crociato anteriore è già abbastanza vecchia, quindi preesistente alla data dell'infortunio _ del 30.4.2002, per cui la causalità è estinta e lo stato quo sine raggiunto per l'1.9.2002"
(doc. _, p. 2s.).
Fra gli atti di causa figura pure la documentazione afferente all'infortunio occorso all'assicurato il 7 maggio 1999 - distorsione del ginocchio destro durante una partita di calcio - infortunio assunto dalla _.
In particolare, dal rapporto relativo all'artroscopia del ginocchio destro del 21 maggio 1999, risulta che l'operatore, dott. _, già allora aveva constatato una inveterata assenza completa del LCA (cfr. doc. _, _).
D'altra parte, in occasione della visita fiduciaria di controllo del 14 luglio 1999, il dott. _ aveva dichiarato che, citiamo: "la vecchia lesione del legamento crociato anteriore, causa primordiale della instabilità, non può essere, per contro, posta in relazione con la fattispecie avvenuta il 7 maggio scorso" (cfr. doc. _, _ - la sottolineatura è del redattore).
Con decisione formale del 1° settembre 1999, la _
aveva negato il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 1° agosto 1999, data in cui _ è stato reputato avere raggiunto lo
status quo ante
, rispettivamente,
quo sine
(doc. _).
2.7. Secondo la giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, ed a decidere se la documentazione a disposizione permetta di rendere un giudizio corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss., consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Il TFA, nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che, nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, è, in linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572)
, la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
2.8. Come visto, nella concreta evenienza, tutti gli specialisti che si sono interessati al caso di _ - quindi, i dottori _ (cfr. doc. _, p. 3), _ (cfr. doc. _), _ (cfr. doc. _, p. 3) e _ (cfr. doc. _, _, p. 3) - hanno confermato che la lesione del legamento crociato anteriore è preesistente, per quanto qui d'interesse, all'evento traumatico del 30 aprile 2002.
Pertanto, assodato, da un lato, che la menzionata affezione non riguarda l'Istituto assicuratore convenuto poiché preesistente all'infortunio assicurato e, dall'altro, che in occasione della visita fiduciaria del 27 agosto 2002, il ricorrente presentava ormai soltanto una instabilità del ginocchio destro da ricondurre proprio a questa lesione legamentare (cfr. doc. _), il TCA ritiene dimostrato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr.
DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343
), che il sinistro dell'aprile 2002 ha provocato unicamente un aggravamento transitorio di una situazione patologica preesistente e che, al più tardi alla data indicata dall'_ (16 settembre 2002), _ aveva raggiunto lo
status quo sine
, così come sostenuto dal dott. _ (cfr. doc. _, p. 3).
2.9. Per quanto concerne invece la spalla destra, occorre osservare quanto segue.
In occasione della consultazione del 25 luglio 2002, il dott. _ ha constatato, all'esame clinico della spalla destra, una situazione di assoluta normalità, caratterizzata da una, citiamo: "... mobilità in attivo completamente conservata, Jobe test neg., Hawkins test neg., assenza di arco doloroso, Apprehension test neg., Tiroir AP e sulcus test negativi" (cfr. doc. _).
Il 12 agosto 2002, _ è stato visitato dal dott. _, il quale ha pure rilevato una situazione soddisfacente, con una funzionalità clinicamente aumentata. In ragione della positività al Palm-up test, il fiduciario ha sospettato la presenza di una tendinite del capolungo del bicipite (cfr. doc. _).
In occasione della successiva visita di controllo del 27 agosto 2002, il dott. _ ha riferito di un radicale cambiamento nello stato della spalla destra - che era nel frattempo ulteriormente migliorato grazie alle terapie praticate presso la Clinica _ (cfr. doc. _) - intervenuto in data 25 agosto 2002 al semplice atto di sollevare un letto (cfr. doc. _, p. 3: "Fino a pochi giorni fa l'assicurato stava abbastanza bene con la spalla destra, non esistevano più impedimenti per il lavoro. Il 25.7.2002 (recte: 25.8.2002,
n.d.r.
) ha però sovraccaricato la spalla e da allora accusa nuovi forti dolori" - la sottolineatura è del redattore).
Interpellato in corso di causa da questo Tribunale (cfr. XIV), il medico di circondario dell'_ ha ribadito di avere osservato, in occasione della visita del 12 agosto 2002, "una situazione per niente acuta e non limitante". Per contro, in quella del 27 agosto 2002, "i test erano fortemente positivi", ragione per la quale, citiamo: "tra un esame e l'altro deve essere successo qualcosa".
Il dott. _ ha inoltre sottolineato che se è vero che, già prima dell'evento del 25 agosto 2002, vi fosse il sospetto per un certo interessamento del capo lungo del bicipite, egli non può comunque confermare che questi disturbi costituivano, con probabilità preponderante, una naturale conseguenza dell'infortunio del 30 aprile 2002 (cfr. XVI).
Una valutazione del tutto analoga è stata espressa da quello che all'epoca era il medico curante di _, il dott. _.
In effetti, consultato dal TCA, il citato chirurgo ortopedico ha in sostanza fatto valere che i disturbi alla spalla destra apparsi verso la fine del mese di agosto 2002, precisamente il 25 agosto 2002, non avevano nulla a che vedere con quelli accusati dall'assicurato nel periodo immediatamente successivo all'infortunio del 30 aprile 2002:
"
(...).
- Ho visto in totale 3 volte il paziente tra il 23.5.02 e il 25.7.02. I segni clinici riscontrati in occasione delle prime 2 visite del paziente erano praticamente scomparsi in occasione dell'ultimo controllo del 25.7.02.
- In genere dopo una contusione importante della spalla possono persistere per diversi mesi dei dolori continui o intermittenti legati alla instaurazione di un così detto conflitto sottoacromiale, dove la cuffia dei rotatori rimane "compressa" tra la testa dell'omero e l'osso acromiale; questo può avvenire per diversi motivi, cioè in seguito all'insorgenza di una borsite sottoacromiale e/o a una lesione provocata dal trauma a livello della cuffia e/o a uno scompenso e conseguente atrofia dei muscoli che agiscono sulla spalla, con conseguente "risalita" della testa dell'omero verso craniale, da qui l'importanza della fisioterapia con rinforzo muscolare dopo tali traumi.
- Nel caso in questione, rileggendo i diversi rapporti, la spalla dx era migliorata e andava bene, almeno nel periodo tra la mia ultima visita e sino a due giorni prima dell'esame da parte del medico di circondario della _ del 27.8.02, dove si legge appunto che due giorni prima di tale esame i dolori erano comparsi repentinamente alla spalla dx dopo aver sollevato un letto. Dunque dopo un primo mese di dolori a partire dal momento del trauma sono poi seguiti 3 mesi di accalmia, per cui ritengo che i nuovi disturbi sopraggiunti a fine agosto non siano da ricondurre in maniera significativa all'evento del 30.4.04 (recte: 30.4.02, n.d.r.)"
(XXVI - la sottolineatura è del redattore).
Pertanto - vista l'univocità delle tesi espresse da due specialisti nella materia che qui interessa - questo Tribunale ritiene provato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, che i disturbi alla spalla destra presenti in occasione della visita fiduciaria di controllo del 27 agosto 2002 e, quindi, al momento della chiusura del caso da parte dell'_, non costituivano più una naturale conseguenza dell'infortunio dell'aprile 2002.
Essi devono piuttosto essere valutati quale postumo dell'evento del 25 agosto 2002, un evento - il semplice sollevamento di un letto (cfr. doc. _, p. 2) - che manifestamente non presenta le caratteristiche né di un infortunio ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 OAINF, né di una lesione parificata ai postumi di un infortunio giusta l'art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr., a quest'ultimo proposito, la DTF 129 V 466ss. in cui il TFA ha precisato la nozione di fattore esterno).
Un'applicazione dell'art. 36 LAINF non può peraltro entrare in linea di conto nella misura in cui, come visto, la sintomatologia lamentata da _ alla spalla destra in coincidenza con la chiusura del caso, era esclusivamente riconducibile all'evento, non assicurato, del 25 agosto 2002 (cfr., in particolare, le risposte che il dott. _ ha fornito al TCA, XXVI).
2.10. Deve essere, infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, così come da lui richiesto in sede di ricorso.
2.10.1. Come già indicato al consid. 2.2., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA).
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l'art. 1 cpv. 1 LAINF dispone che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione contro gli infortuni, sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga.
Come esposto in precedenza (cfr. consid. 2.2.), secondo la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA, relative a principi già previsti precedentemente all'entrata in vigore della LPGA dal diritto federale - tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA) - sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 p. 820).
Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare.
Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al
31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86 p. 626).
Le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento all'art. 108 cpv. 1 lett. f vLAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
Tali presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, p. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, p. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
Inoltre va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .
L'art. 3 della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30 luglio 2002), prevede:
"
1
L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
"
2
E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
"
1
L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2
L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che sono validi anche sotto l'egida della LPGA.
Pertanto la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.
2.10.2. La procedura per la concessione dell’assistenza giudiziaria è retta dalla massima ufficiale, come del resto quelle relative alle assicurazioni sociali (cfr. SVR 1998 UV 1).
Tuttavia, nel caso in cui l’interessato si limita a dichiarare di non poter pagare le spese di patrocinio, ma non prova in alcun modo lo stato di bisogno e omette di fornire qualsiasi indicazione atta a renderlo verosimile, l’istanza va respinta (cfr. B. Cocchi-F. Trezzini, Codice di Procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, p. 487s.). Di conseguenza, quindi, nel caso in cui il richiedente non fa fronte al proprio obbligo di collaborare all’accertamento dei fatti, deve sopportarne le conseguenze (SVR 1998 UV 1 e giurisprudenza ivi citata).
2.10.3. In concreto, secondo il patrocinatore dell'assicurato, lo stato di indigenza in cui verserebbe quest'ultimo é dimostrato dalle, citiamo: "... notorie stentate condizioni di vita in Bosnia, paese che sta difficoltosamente cercando di cancellare le tracce di una lunga guerra fratricida; ..." (cfr. I, p. 3).
A mente del TCA, ciò non può bastare a rendere verosimile l'indigenza di _.
Se praticamente impossibilitato a produrre "adeguate certificazioni" vista "la precarietà dell'apparato amministrativo statale" (cfr. I, p. 3), l'insorgente avrebbe perlomeno potuto presentare una dichiarazione da parte di quei familiari che, a sua detta, l'aiuterebbero attualmente a sopravvivere (cfr. XIII).
In tali circostanze, in virtù della giurisprudenza suesposta, già per questo solo motivo, l’istanza tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria gratuita deve essere respinta.