Decision ID: 9f56b7e9-b26d-5848-bc3c-a464511e52d9
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1 AT 1, nato nel 1961, da ultimo attivo, dal 15 gennaio 2001 (doc. 85/306-311 e 171/573-583 dell’incarto AI 3.1-451; di seguito, se non segnalato diversamente, la documentazione si riferisce a questo incarto) quale dipendente della ditta _ (società per la quale ha rivestito la carica di amministratore unico con diritto di firma individuale dalla sua fondazione, il 17 aprile 1996, fino al 5 ottobre 2017 data FUSC; cfr. estratto RC sub doc. 440/1975) è stato assicurato presso la CV 1, con un pensum del 50% (in quanto invalido al 50% ai sensi dell’AI; cfr. doc. C, doc. I), dal 15 gennaio 2001 al 30 giugno 2017 (doc. C, I e M).","1.2 Precedentemente (per i dettagli dell’istoriato si rinvia qui ai fatti esposti nella STCA 32.2017.165 del 18 aprile 2018 sub doc. 417/1808-1820), a seguito di un grave incidente della circolazione occorsogli nell’agosto 1980 AT 1 è stato posto al beneficio di una mezza rendita d’invalidità AI per un grado d’invalidità del 50% dal 1. agosto 1981 (doc. 1/118-120). Dal 1984 é divenuto indipendente continuando l’attività di meccanico presso il garage del padre a _ (vedi il rapporto 7 giugno 1984 dell’Ufficio regionale per l’integrazione professionale sub doc. 1/64-82).","L’Ufficio AI, con decisione del 25 settembre 1985 (doc. 1/5-6) – dopo che con sentenza 2 maggio 1985, cresciuta incontestata in giudicato, questo Tribunale aveva confermato che l’attività di meccanico è controindicata e che l’interessato poteva essere obbligato ad effettuare un soggiorno di tre mesi presso il _ di _ in vista di una riformazione professionale (doc. 1/23-29) –, stante il rifiuto dell’assicurato di sottoporsi al suddetto provvedimento integrativo, ha soppresso il diritto alla rendita a far tempo dal 1. novembre 1985. Una nuova richiesta di prestazioni del 23 ottobre 1992 (doc. 2/138-143) non è stata presa in considerazione visto il rifiuto dell’assicurato di sottoscrivere una dichiarazione di disponibilità ad intraprendere eventuali provvedimenti professionali (doc. 11/154).","A seguito di un secondo grave incidente della circolazione occorso nel luglio 1993 e della richiesta di prestazioni presentata nel luglio 1994 (doc. 16/161-166), l’Ufficio AI, con decisione 24 maggio 1996 (doc. 55/250-253), ha nuovamente attribuito all’interessato una mezza rendita d’invalidità (grado di invalidità del 50%) a decorrere dal 1. luglio 1994. Il diritto ad una mezza rendita è stato confermato, in via di revisione, con comunicazioni del 27 gennaio 1998 e del 2 settembre 2003 (doc. 78/284 e 91/319-320).","In esito alla revisione d’ufficio intrapresa nel gennaio 2005 (doc. 93/333-334) – vista la sentenza 31 maggio 2007, cresciuta incontestata in giudicato, con cui questo Tribunale, annullata la decisione su opposizione di soppressione della rendita del 21 febbraio 2006 (doc. 112/385-390), ha rinviato gli atti per nuova determinazione del reddito da valido (doc. 123/451-484) –, con decisione 14 novembre 2007, cresciuta incontestata in giudicato e preavvisata il 18 settembre 2007 (doc. 134/499-501), l’Ufficio AI ha riconosciuto un grado d’invalidità del 41% (doc. 146/517-518 e le motivazioni sub doc. 140/508-510) senza tuttavia modificare la prestazione erogata all’assicurato per i motivi addotti nello scritto 24 gennaio 2008 (cfr. doc. 148/521-522).","1.3 In esito alla domanda 30 marzo/3 aprile 2009 di aumento del quarto di rendita AI confermato con la decisione del 1. aprile 2009 (doc. 156/530-532 e 157/533; decisione, questa, con cui l’amministrazione ha confermato il grado d’invalidità del 41% e ha proceduto ad un “(...) ricalcolo dal mese seguente la crescita in giudicato del divorzio (...)” [doc. 156/533]) – annullato il preavviso del 20 aprile 2009 di “Non entrata in materia sulla richiesta di revisione” (doc. 159/537-538 e 164/556), esperiti i necessari accertamenti medici (tra cui in particolare la perizia pluridisciplinare 24 febbraio 2014 del _ con complemento del 2 maggio 2014 [doc. 232/821-896 e 239/912-913]; l’“Annotazione per/da SMR” 19 gennaio 2015, il “Rapporto finale SMR” 1. febbraio 2016 e le altre “Annotazione per/da SMR” 26 settembre, 10 ottobre, 3 novembre 2016 e 27 aprile 2017 tutti del dr. _ [doc. 262/973, 318/1227-1232, 332/1304, 336/1323, 342/1361 e 377/1595] e quelli economici tra cui, in particolare il “Rapporto d’inchiesta per l’attività professionale indipendente” del 30 gennaio 2015 con le “Annotazioni per l’incarto” 2 febbraio 2016, 9 maggio 2016, 8 marzo e 22 giugno 2017 tutte del funzionario _ [doc. 263/974-982, 320/1234-1238, 325/1287-1291, 368/1575-1576 e 387/1625-1626]) – l’Ufficio AI con decisioni del 31 agosto 2017 (doc. D = doc. 392/1649-1650, 393/1651-1652 e 394/1653-1654 con le motivazioni sub doc. 388/1627-1637) ha riconosciuto a AT 1 il diritto a una rendita AI di tre quarti dal 1. aprile 2009 al 31 dicembre 2011, ad un quarto di rendita dal 1. gennaio 2012 al 28 febbraio 2017 e a una rendita intera dal 1. marzo 2017.","Le suddette decisioni dell’Ufficio AI del 31 agosto 2017 – emesse dopo la sentenza del 24 novembre 2016 con cui questo Tribunale, visto il progetto di decisione emesso pendente lite, ha stralciato dai ruoli il ricorso per denegata giustizia del 21 ottobre 2016 riconoscendo il diritto a ripetibili stante la fondatezza del gravame (doc. 340/1332-1336 e 355/1410-1423) – sono state confermate dal TCA con STCA del 18 aprile 2018 (incarto 32.2017.165) cresciuta incontestata in giudicato (doc. 417/1808-1820).","1.4 L’assicurato, tramite l’avv. RA 1, viste le succitate decisioni dell’Ufficio AI del 31 agosto 2017 (cfr. consid. 1.1), con scritto del 6 marzo 2019 (doc. 2.2 dell’incarto LPP 2.1-24; sollecitato il 29 aprile e il 24 luglio 2019 sub doc. 2.3 e 2.4 dell’incarto LPP), si è rivolto alla CV 1 (di seguito Fondazione) postulando il versamento delle prestazioni di previdenza.","Con scritto del 23 agosto 2019 – confermato con lettera del 20 aprile 2020 (doc. I = doc. 2.19 dell’incarto LPP) – la Fondazione ha negato il diritto a prestazioni adducendo che “(...) dal 15 gennaio 2001 al 31 dicembre 2016 il signor AT 1 è stato assicurato come invalido esterno presso la nostra Fondazione. Dal momento che all'inizio delle incapacità di guadagno che hanno portato all'aumento del grado di invalidità non era assicurato presso di noi, non sussiste alcun diritto a prestazioni da parte nostra. (...)” (doc. H = doc. 2.6 dell’incarto LPP).","Al riguardo, con scritti del 28 agosto 2019 (doc. I = doc. 2.7 dell’incarto LPP, sollecitato l’11 novembre 2019 e il 14 gennaio 2020 sub doc. 2.9 e 2.13 dello stesso incarto) e del 30 aprile 2020 (doc. L = doc. 2.20 dell’incarto LPP) – sempre tramite l’avv. RA 1 e rilevato, in particolare, che “(...) l'attuale grado d'invalidità stabilito dall'Ufficio Al nella misura del 100% ad oggi si giustifica pure (perlomeno nella misura del 50%) per motivi estranei agli eventi infortunistici del 1980 e del 1993. A contrario di quanto indicato nel vostro scritto, pure gli aspetti psichiatrici sono rilevanti e giustificanti l'attuale invalidità. (...)” (doc. L) –, l’assicurato ha espresso il proprio dissenso.","Dal canto suo la Fondazione si è confermata nella propria posizione con scritti del 20 aprile e 9 giugno 2020 (doc. I e M = doc. 2.19 e 2.23 dell’incarto LPP).","1.5 Con la presente petizione AT 1, sempre tramite l’avv. RA 1 – dopo aver in particolare rilevato che “(...) nel caso concreto, per poter concludere con l'emissione della decisione 31 agosto 2017 l'Ufficio Al ha tenuto debitamente da conto l'accertamento che è stato eseguito dal suo SMR (cfr. doc. D). Quest'ultimo, con il suo rapporto del 7 marzo 2014, tra le altre cose ha stabilito che i mali sofferti dall'assicurato non sono tutti esclusivamente da addebitare agli infortuni subiti nel 1980 e 1993. Rilevante, ad esempio, è anche il trauma distorsivo subito nel 2008, lo stato dopo morbo di Scheuermann, una sindrome depressiva, ecc. Anche a far tempo da quando per la _ non vi è più un sufficiente nesso di causalità per poter riconoscere il diritto ad una rendita d'invalidità per l'Ufficio Al permane invece un'incapacità di lavoro meritevole di essere considerata (in particolare a seguito degli infortuni del 2009). Con il rapporto del 1. febbraio 2016, tra le altre cose, oltre a mettere in evidenza uno stato di salute peggiorato a seguito di nuovi infortuni e peggioramenti conseguenti a cure ed interventi chirurgici intervenuti nel frattempo, lo stesso SMR ha confermato esplicitamente il \"... peggioramento ... \" della capacità lavorativa e meglio attestando una completa inabilità in qualsiasi tipo di attività. Questa conclusione è poi stata ribadita con l'annotazione più recente del 27 aprile 2017. A contrario di quanto pretende la Fondazione, anche i disturbi psichiatrici influiscono l'incapacità di lavoro e quindi di guadagno dell'assicurato. Ancora di recente, a seguito della sua più recente procedura di revisione, dal canto suo l'Ufficio Al ha ribadito le sue conclusioni (cfr. doc. O: comunicazione di rendita immutata 19 novembre 2019). [...] In conclusione, se è vero che quanto [recte: quando, ndr] l'assicurato nel 2001 si è affiliato alla fondazione già era da considerare inabile al lavoro nella misura del 50% e questo per gli infortuni subiti nel 1980 e nel 1993 in concreto è altrettanto vero che a seguito di nuovi ed ulteriori pregiudizi di salute, che non sono da ricollegare con gli infortuni nel 1980 e nel 1993 così come confermato dal TCA e dal TF (cfr. doc. F e G), nel frattempo il suo grado d'invalidità dopo essere salito al 65% nell'aprile del 2009 e sceso al 48% dal gennaio 2012 a far tempo dal marzo 2017 si è attestato costantemente al 100%. In altri termini, per i peggioramenti dello stato di salute rispetto al passato il grado d'invalidità è passato dal 50% al 100%. (...)” (I, punti 2.2 e 3, pagg. 8 e 9) –, ha chiesto che “(...) la _, è condannata al pagamento in favore del Signor AT 1, _, di una rendita d'invalidità del 15% nel periodo dal 1. aprile 2009 al 31 dicembre 2011; segnatamente, del 50% a tempo indeterminato dal 1. marzo 2017. In entrambi i casi con interessi sulle rendite arretrate del 5%. (...)” (I, punto 1 del petitum, pag. 9).","1.6 Con la risposta di causa del 4 settembre 2020 la Fondazione, rappresentata dall’avv. RA 2, ha chiesto la reiezione della petizione, adducendo, tra l’altro, che “(...) a mente di parte convenuta, da un esame accorto in particolare del già menzionato incarto Al emerge come l'inabilità lavorativa dell'attore sia stata riesaminata su istanza del Signor AT 1 sfociando in definitiva con la decisione dell'Al di data 31 agosto 2017 (doc. D) che ha riconosciuto, a far tempo dal 1o marzo 2017, un'invalidità piena. Dalla stessa decisione doc. D si deve constatare come l'Al abbia sostanzialmente riesaminato il grado di inabilità lavorativa dell'attore sulla base di criteri di natura economica (in particolare tenendo conto delle specificità reddituali dell'assicurato nella propria qualità di titolare d'azienda); questo esercizio ha comportato una ricalcolazione del grado d'invalidità di AT 1 sin dal 2009 giungendo tuttavia a sancire puramente e semplicemente un grado d'invalidità totale dell'attore (rendendo così superfluo ogni metodo di calcolo) a far tempo dal 16 dicembre 2016 (\"dal 16.12.2016 il signor AT 1 è inabile al lavoro in misura completa ed in qualsiasi ambito...\"). Va rammentato che l'attore è stato sottoposto ad un intervento chirurgico in data 16 dicembre 2016 (operazione decompressiva e stabilizzatrice lombare con TLIF destro L5-S1) e che è in seguito a tale intervento che gli è stata riconosciuta una \"IL 100 per ogni tipo di attività lucrativa...\", il tutto come risulta inequivocabilmente dagli atti Al (cfr. doc. 2, \"incarto AI Parte 3\", pp. 1595 e segg. - si sottolinea che i numeri di pagina sono quelli originali dell'incarto Al il cui indice si trova in coda alla quarta parte -). L'intervento chirurgico summenzionato dal canto suo si rendeva necessario a fronte di una \"Sindrome lomboradicolare destra deficitaria per neuropatia in esito da lesione traumatica del nervo sciatico destro su incidente nella circolazione 1980\" (doc. 2, \"incarto AI Parte 2, p. 1447, sottolineatura nel testo originale, evidenziazione del redattore). A fronte di quanto precede si deve rilevare come l'invalidità ai sensi dell'Al debba esser ricondotta ad una causa preesistente rispetto alla copertura assicurativa LPP. Va dunque sconfessata la tesi di controparte secondo cui le sofferenze e le inabilità dell'attore debbano essere ricondotte pure a ragioni estranee agli infortuni del 1980 e 1993. In particolare è dunque corretta la tesi, censurata dall'attore, secondo cui i disturbi psichiatrici non hanno influenza sull'incapacità lavorativa. In questo senso è dunque a titolo abbondanziale che la convenuta ritiene di dover sottolineare come, anche nella denegata (e sconfessata) ipotesi secondo cui questi disagi avessero influsso sull'abilità professionale di AT 1, nulla muterebbe nella sostanza, poiché dalle tavole processuali emerge inter alia che \" il disagio psichico del paziente, che in questi anni é peggiorato notevolmente sia a causa dei nuovi interventi ai quali ha dovuto sottoporsi, sia a causa delle discussioni con le varie assicurazioni su quali problematiche siano da correlare agli infortuni da lui subiti e quali invece non siano da considerarsi malattia.\" (cfr. doc. 2, \"incarto AI Parte 4, Rapporto medico Dr. _: Integrazione professionale/ Rendita del 25 novembre 2018, ad 2.5, p. 1943). Ne discende che anche volendo considerare un'inabilitazione derivante dai problemi psichici, la stessa troverebbe in ogni modo la propria causale in fattori precedenti alla copertura dell'attore ai sensi della LPP. (...)” (doc. III, pagg. 5 e 6).","Il 9 settembre 2020 l’avv. RA 2, dando seguito alla richiesta telefonica in questo senso, ha consegnato alla cancelleria del TCA in forma cartacea gli incarti _ 1.1-595, LPP 2.1-24 e AI 3.1-451 già prodotti in formato digitale con la chiavetta USB sub doc. 2 (IV).","1.7 Con scritto del 21 settembre 2020 l’attore – con argomentazioni di cui si dirà, se necessario, in seguito e producendo la STF 8F_9/2020 sub doc. P (VI con allegato trasmessi alla convenuta per osservazioni; VII) – si è confermato nelle sue domande e allegazioni.","Altrettanto ha fatto la fondazione convenuta in data 9 ottobre 2020 (VIII, trasmesso all’attore per conoscenza; IX)."}

{"considerato in diritto","2.1 Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il 1° gennaio 2012; RL 852.100). Con riferimento alla competenza territoriale, secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.","Oggetto del contendere è sapere se la Fondazione convenuta deve versare a AT 1, da ultimo alle dipendenze, dal 15 gennaio 2001 (cfr. consid. 1.1), di una società con sede in Ticino (e meglio la _), una prestazione d’invalidità.","Siccome il luogo in cui l’attore è stato assunto si trova in Ticino e trattandosi di controversia tra assicuratore LPP ed avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti).","2.2 Tema della presente lite è dunque la questione di sapere se la Fondazione convenuta, alla quale, come detto (cfr. consid. 1.1), l’assicurato è stato – incontestatamente – assicurato nel periodo dal 15 gennaio 2001 al 30 giugno 2017, debba versare all’attore una prestazione d’invalidità LPP.","La Fondazione convenuta non ha contestato i periodi di inabilità lavorativa riconosciuti dall’Ufficio AI con le decisioni del 31 agosto 2017 (cfr. doc. D = doc. 392/1649-1650, 393/1651-1652 e 394/1653-1654 con le motivazioni sub doc. 388/1627-1637 e consid. 1.1), né, in particolare, che l’assicurato abbia subito un peggioramento che lo ha portato ad un’incapacità al lavoro del 100% in qualsiasi attività lavorativa dal 27 aprile al 30 settembre 2009, dal 21 ottobre 2014 al 27 marzo 2016 e dal 16 dicembre 2016 in avanti. Nemmeno ha censurato i diversi gradi d’invalidità stabiliti dall’amministrazione nelle succitate decisioni del 31 agosto 2017 (con attribuzione di una rendita d’invalidità di tre quarti dal 1. aprile 2009 al 31 dicembre 2011, di un quarto di rendita dal 1. gennaio 2012 al 28 febbraio 2017 e di una rendita intera dal 1. marzo 2017 in avanti; cfr. consid. 1.1). Nega tuttavia il diritto a prestazioni d’invalidità della previdenza professionale, considerato come l’incapacità lavorativa accertata dall’Ufficio AI – che ha giustificato appunto l’attribuzione delle succitate rendite AI – sia da ricondurre agli infortuni occorsi nel 1980 e 1993.","Dal canto suo, l’attore contesta in sostanza che l’inabilità lavorativa alla base dell’attribuzione dei tre quarti di rendita dal 1. aprile 2009 al 31 dicembre 2011 e della rendita intera dal 1. marzo 2017 sia da ricondurre solo agli infortuni del 1980 e del 1993 sostenendo “(...) che a seguito di nuovi ed ulteriori pregiudizi di salute, che non sono da ricollegare con gli infortuni nel 1980 e nel 1993 così come confermato dal TCA e dal TF (cfr. doc. F e G), nel frattempo il suo grado d'invalidità dopo essere salito al 65% nell'aprile del 2009 e sceso al 48% dal gennaio 2012 a far tempo dal marzo 2017 si è attestato costantemente al 100%. In altri termini, per i peggioramenti dello stato di salute rispetto al passato il grado d'invalidità è passato dal 50% al 100%. (...)” (I, punto 3, pag. 9).","2.3 Secondo l’art. 23 LPP, che è una disposizione minima (art. 6 LPP), hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che:","a) nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il 40 per cento ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato all’invalidità;","b) in seguito a un’infermità congenita presentavano un’incapacità al lavoro compresa fra il 20 e il 40 per cento all’inizio dell’attività lucrativa ed erano assicurate allorché l’incapacità al lavoro la cui causa ha portato all’invalidità si è aggravata raggiungendo almeno il 40 per cento;","c) diventate invalide quando erano minorenni (art. 8 cpv. 2 LPGA), presentavano un’incapacità al lavoro compresa fra il 20 e il 40 per cento all’inizio dell’attività lucrativa ed erano assicurate allorché l’incapacità al lavoro la cui causa ha portato all’invalidità si è aggravata raggiungendo almeno il 40 per cento.","Per avere diritto ad una rendita di invalidità ai sensi dell'art. 23 LPP occorre dunque essere assicurati al momento in cui si registra un'incapacità lavorativa o una diminuzione di rendimento di una certa importanza (ossia, secondo la giurisprudenza, di almeno il 20%; STF 9C_456/2016 del 12 maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti, 9C_772/2007 del 26 febbraio 2008 consid. 3.2; STF B 95/04 del 10 gennaio 2005; B 100/00 del 16 febbraio 2001; Pratique VSI 1998 pag. 126). Non è invece decisivo essere assicurati quando sorge l'invalidità vera e propria oppure il peggioramento della stessa (DTF138 V 419 consid. 6.2, 123 V 264 consid. 1b; SZS 1994 pag. 469 consid. 5a). L' evento assicurato ai sensi dell'art. 23 LPP è infatti la sopravvenienza di un'incapacità lavorativa di una certa importanza, non la nascita dell'invalidità vera e propria (DTF 123 V 264 consid. 1b; SZS 1994 pag. 469 consid. 5a).","Il richiedente deve essere assicurato al momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità, non necessariamente quando insorge l'invalidità oppure il peggioramento della stessa (Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2019, n. 1037; SZS 2002 pag. 155; DTF 123 V 264 consid. 1b). Questa soluzione è stata voluta per sopperire ad eventuali lacune assicurative, nel caso in cui il datore di lavoro disdica il contratto precedentemente alla decorrenza dell’anno di attesa necessario ai fini dell’erogazione della rendita AI e quindi della rendita LPP (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI in vigore fino al 31 dicembre 2007; DTF 123 V 264 consid. 1b e 120 V 116 consid. 2b).","Le prestazioni sono dovute dall'istituto di previdenza al quale l'interessato è - o era - affiliato al momento dell'insorgenza dell'evento assicurato appena descritto, premesso che tra l'incapacità lavorativa e l'invalidità esista una connessione materiale e temporale (SZS 2003 pag. 356). Di conseguenza il fondo di previdenza presso cui era assicurato il dipendente al momento dell’intervenuta incapacità lavorativa è obbligato a versare le prestazioni di invalidità, anche se al momento del riconoscimento della stessa il rapporto assicurativo era già stato sciolto (SVR 1998 BVG Nr. 14; 1994 BVG Nr. 14; DTF 118 V 98). D’altra parte, l’obbligo di un nuovo assicuratore di pagare prestazioni sorge solo se l’incapacità lavorativa esistente già prima dell’inizio del nuovo rapporto assicurativo risulta interrotta, cioè quando non vi è più alcun nesso materiale e temporale (SZS 2003 pag. 356).","I medesimi principi valgono in materia di previdenza più estesa, in assenza di disposizioni regolamentari o statutarie divergenti (SZS 2005 pag. 243; SVR 1994 BVG Nr. 18 pag. 57, BVG Nr. 14 consid. 2b pag. 38; DTF 117 V 332 consid. 3).","Qualora, inoltre, esista il diritto ad una prestazione di invalidità, l'istituto di previdenza è tenuto a versare prestazioni di invalidità anche se l'invalidità si modifica, per i medesimi motivi, dopo la fine del rapporto previdenziale (DTF 118 V 45 consid. 5; SZS 1995 pag. 465 consid. 4a; cfr. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG, in: SZS 1995 pag. 426 n. 49; STCA 34.1999.17 del 15 marzo 2000).","Va altresì ulteriormente ricordato che in una sentenza emessa nel Canton Ginevra è stato precisato che l'art. 23 v. LPP non presuppone che l'interessato fosse assicurato all'inizio del decorrere del termine di carenza di cui all'art. 28 cpv. 1 lett. b LAI; è sufficiente invece che egli fosse affiliato all'istituto di previdenza al momento in cui è insorta l'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità (SVR 1997 BVG Nr. 80).","2.4 L’art. 26 LPP stabilisce che, per la nascita del diritto alle prestazioni d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI; ora art. 28 cpv. 1 e 29 cpv. 1-3 LAI, cfr. in merito DTF 140 V 470, consid. 3.3.2 pag. 474). L'istituto di previdenza può inoltre stabilire nelle sue disposizioni regolamentari, che il diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che l'assicurato riscuote il salario completo (SZS 1995 pag. 464 consid. 3b).","Giusta l’art. 4 LAI l’invalidità è l’incapacità al guadagno, presunta permanente o di rilevante durata cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Con incapacità di guadagno si intende quell’incapacità di eseguire un’attività che si può esigere dall’interessato in un mercato del lavoro equilibrato e quindi non solo quella di effettuare il proprio lavoro (DTF 117 V 335 consid. 5c, 109 V 28; SZS 1995 pag. 476). In ambito AI va pertanto valutato se l’assicurato dispone ancora di capacità di guadagno nella sua professione e parimenti se vi è possibilità di guadagno in altre professioni ammissibili in un mercato del lavoro equilibrato (DTF 109 V 28, 111 V 21; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989, pag. 488). Le attività considerate non si limitano quindi a quelle che coincidono con l’ultima attività svolta o ad attività affini, ma anche ad attività diverse. Per la stretta relazione esistente tra la rendita d’invalidità dell’AI e quella del secondo pilastro emerge che, il concetto d’invalidità nell’ambito della previdenza obbligatoria e quello dell'assicurazione invalidità, è di principio il medesimo (DTF 115 V 210; RDAT I 1995 consid. 2.2 pag. 229)."}