Decision ID: f084dd7b-3fda-5d37-b41c-b1b7d9ecba40
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 13/14 giugno 2005 dell’UEF di _ AP 1 ha escusso l’avv. AO 1 per l'incasso di fr. 50'000.- oltre interessi al 5% dal 10 maggio 2005, indicando quale titolo di credito: "Importo in deposito, come a lettera 3.3.2005”. Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
In data 29 aprile 2004 la procedente e il signor _ avevano sottoscritto un “accordo transattivo” (doc. A), nel quale quest’ultimo, a tacitazione di ogni rapporto di dare e avere tra le parti, si era impegnato a versare a AP 1 l’importo complessivo di fr. 100'000.-, di cui fr. 50'000.- da pagare entro il 30 aprile 2004 e i rimanenti fr. 50'000.- da corrispondere in cinque rate di fr. 10'000.- “nei termini che verranno concordati dalle parti in separata sede”.
La procedente fonda la propria pretesa nei confronti dell’avv. AO 1 non su questa convenzione –della quale peraltro l’escusso non era parte- ma sullo scritto a lei inviato da questi in data 3 marzo 2005 (doc. C) con il quale, riferendosi all’accordo del 29 aprile 2004 e ai pregressi rapporti tra i suoi sottoscrittori, le ha comunicato di tenere “a sua disposizione in deposito presso il suo studio il saldo di fr. 50'000.- e meglio come da sue istruzioni del 28 dicembre 2004”.
C.
All’udienza di contraddittorio l’escusso si è opposto all’istanza, asserendo che l’importo a saldo di fr. 50'000.- è stato depositato da _ presso lo studio legaleRA 2 (di cui fa parte), in attesa che lo stesso _ definisse con l’istante la scadenza delle cinque rate ancora dovute di cui al punto 2 dell’accordo transattivo 29 aprile 2004. A mente dell’escusso nello scritto del 3 marzo 2005 egli si sarebbe semplicemente impegnato a non disporre di tale importo se non per girarlo a AP 1 alla futura scadenza delle rate di fr. 10'000.-
D.
Con sentenza 22 agosto 2005 il Segretar_ ha respinto l’istanza di rigetto dell’opposizione, argomentando che il credito in esecuzione non sarebbe esigibile, ritenuto che i termini previsti nell’accordo transattivo del 29 aprile 2004 per il pagamento del saldo di fr. 50'000.--, da corrispondere in cinque rate di fr. 10'000.-- cadauna, non risulterebbero essere stati concordati.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1 rilevando che l’importo di fr. 50'000.-- è stato depositato nel dicembre del 2004 da _ presso l’avv. AO 1. Facendo seguito allo scritto del 28 dicembre 2004 (doc. B), con il quale essa aveva chiesto al convenuto di trattenere a suo favore l’importo ricevuto dal _, il 3 marzo 2005 il convenuto le ha confermato che: rimaneva a sua disposizione in deposito presso il suo studio il saldo di fr. 50'000.- A mente dell’appellante tra le parti si sarebbe così instaurato un rapporto contrattuale in forza del quale l’escusso si sarebbe impegnato a consegnarle fr. 50'000.-.
F.
Con osservazioni 22 settembre 2005 AO 1 ha postulato la reiezione del gravame, con argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.
considerato

in diritto:
1.
a)
Per l’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
b)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione a una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese in Rep 1989 p. 338 con riferimenti). Anche un contratto può costituire in linea di principio riconoscimento di debito, ritenuto l'ossequio delle peculiarità del caso di specie.
c)
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit. in Rep 1989 pag. 331).
d)
La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa dev’essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3).
e)
Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente indagini volte a stabilire quale sia il reale significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit.
in Rep 1989
p. 330).
2.
Secondo l’appellante il riconoscimento di debito che
permetterebbe il rigetto provvisorio dell’opposizione sarebbe costituito dalla già menzionata locuzione conclusiva dello scritto 3 marzo 2005 (doc. C): “Rimane a sua disposizione in deposito presso il mio Studio il saldo di CHF 50'000.- e meglio come da sue istruzioni del 28 dicembre 2004”. La pretesa chiarezza di questa comunicazione è tuttavia solo apparente: infatti, essa non rappresenta –come dovrebbe- una dichiarazione di voler pagare a AP 1 una somma di denaro: non v’è nessun impegno in tal senso da parte dell’escusso, né espressione di volontà che non sia “equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione”. E ciò sia perché la locuzione in esame indica che l’importo “rimane” presso il suo studio, ancorché a disposizione della signora AP 1, sia per il riferimento alla lettera del 28 dicembre 2004 con la quale la procedente pregava l’avvocato di “trattenere” la somma di fr. 50'000.- da lui ricevuta da_ (doc. B). Lettera questa il cui significato a sua volta non appare chiaro giacché, se chi l’ha firmata avesse avuto un credito liquido ed esigibile, avrebbe potuto semplicemente indicare AO 1 come e dove bonificare la rispettiva somma.
Ma la dichiarazione in esame appare ancor più condizionata nei suoi effetti, tenendo conto del contesto in cui è stata redatta: introduttivamente infatti allo stesso scritto 3 marzo 2005 l’avv. AO 1 scrive alla signora AP 1i di aver parlato con _ il quale “ribadisce la validità dell’accordo transattivo 29 aprile 2004”; ciò che basta anzitutto per collocare il discorso del saldo di fr. 50'000.- negli originari rapporti fra AP 1 e _ e quindi per definire il ruolo dell’escusso al di fuori di un contratto di deposito fra lui e la procedente. E, in secondo luogo, ciò serve almeno per mettere in dubbio -contrariamente a quanto sostiene l’appellante- l’esigibilità del preteso credito, con riferimento al carente accordo sui termini di versamento delle rate di cui al punto 2 della transazione 29 aprile 2004.
Se ne deve così concludere che il preteso riconoscimento di debito dell’escusso è lungi dall’essere liquido al punto da permettere l’applicazione dell’art. 82 LEF. Sulla base di questi motivi, a conferma della decisione impugnata, non v’è spazio per accogliere l’appello, caricando alla parte soccombente le spese, la tassa di giustizia e l’indennità processuale (a
rt. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Motivi per i quali,
richiamati gli art. 82 cpv. 1 LEF e 22 LALEF