Decision ID: ccdf4011-e52f-5f4a-811a-55fcda37069f
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 15 marzo 1996 la prima Camera civile del Tribunale d'appello ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto il 6 giugno 1965 da AP 1 ed AO 1 (entrambi del 1947), rinviando gli atti al Pretore del Distretto di Bellinzona perché statuisse sugli effetti accessori del divorzio (inc. 11.1995.72: Rep. 1996 pag. 111 n. 33). Statuendo il 26 agosto 1997, il primo giudice ha condannato il marito versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 1400.– mensili (art. 151 cpv. 1 vCC). Un appello presentato da AP 1 il 1° settembre 1997 contro tale sentenza è stato respinto da questa Camera il 10 febbraio 1999 (inc. 11.1997.146). Il contributo alimentare ha subìto una riduzione l'11 giugno 2001 quando, in esito a un'azione di modifica promossa il 13 gennaio 2000 da AP 1, il Pretore l'ha ricondotto a fr. 1264.– mensili dal 1° febbraio 2000 (inc. OA.2000.7).
B. Il 21 ottobre 2002 AP 1 si è rivolto al medesimo Pretore per ottenere che il contributo alimentare in favore dell'ex moglie fosse soppresso o, in subordine, ridotto a fr. 200.– mensili. Identica richiesta egli ha formulato in via cautelare. Alla discussione provvisionale del 12 novembre 2002 AO 1 ha proposto di respingere l'istanza. Ultimata l'istruttoria cautelare, le parti hanno rinunciato alla discussione finale, presentando memoriali conclusivi in cui hanno ribadito le loro richieste. Con sentenza del 20 gennaio 2003 il Pretore ha respinto l'istanza cautelare. La tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese sono state poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere alla convenuta fr. 1200.– per ripetibili (inc. OA.2002.152).
C. Con una nuova istanza cautelare del 29 ottobre 2004 AP 1 ha riproposto – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – la soppressione o, in subordine, la riduzione a fr. 200.– mensili del contributo alimentare, incontrando una volta ancora l'opposizione della convenuta. Alla discussione finale le parti hanno rinunciato, presentando memoriali conclusivi. Con decreto cautelare del 2 novembre 2005 il Pretore supplente ha respinto una volta ancora l'istanza. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 200.– sono state poste a carico di AP 1, con obbligo di rifondere alla convenuta fr. 1000.– per ripetibili. La richiesta di assistenza giudiziaria è stata respinta.
D. Contro il decreto appena citato AP 1 è insorto con un appello dell'11 novembre 2005 per ottenere che, conferitogli il beneficio dell'assistenza giudiziaria, la propria istanza cautelare sia accolta e il giudizio del Pretore supplente riformato di conseguenza. L'appello non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1. La modifica di una sentenza di divorzio emanata prima del 31 dicembre 1999 continua a essere disciplinata dalle norme anteriori alla riforma legislativa del 26 giugno 1998, fatte salve le disposizioni sui figli e sulla procedura (art. 7a cpv. 3 tit. fin. CC). Alla disciplina di un contributo alimentare fondato sull'art. 151 cpv. 1 o sull'art. 152 vCC in favore dell'ex coniuge continua ad applicarsi così l'art. 153 cpv. 2 vCC (Leuenberger in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 8 ad art. 7a-7b tit. fin. CC; Geiser in: Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, Berna 1999, pag. 251 n. 6.06). La procedura è regolata, per converso, dalla legge nuova (Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 11 ad art. 7a tit. fin. CC; Leuenberger, op. cit., n. 9 ad art. 7a-7b tit. fin. CC).
2. Le misure provvisionali in pendenza di una causa di divorzio e – per analogia – in una causa di modifica di una sentenza di divorzio sono regolate dall'art. 137 cpv. 2 CC (Spühler, Neues Scheidungsverfahren, Zurigo 1999, pag. 86 in basso) e trattate con la procedura sommaria dell'art. 376 cpv. 2 lett. d CPC (art. 419c cpv. 1 CPC), in esito alla quale il Pretore statuisce con decreto cautelare impugnabile entro dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC). Consegnato all'ufficio postale di Bellinzona l'11 novembre 2005, l'appello in esame risulta di conseguenza tempestivo.
3. Il 15 novembre 2005 l'interessato ha fatto pervenire alla Camera due certificati medici di quello stesso giorno, l'uno rilasciato dal dott. _ e l'altro dal dott. _, entrambi in _. In appello tuttavia non sono ammessi fatti, domande né prove nuove (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), l'art. 138 CC applicandosi solo ai ricorsi contro le sentenze di merito (DTF 133 III 114 consid. 3.2; v. anche FamPra.ch 2001 pag. 128 consid. 1 e 2). I certificati in questione non possono pertanto essere acquisiti agli atti.