Decision ID: 65b7c831-6d1c-5d38-8b52-395c7efa4968
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo dell’11 dicembre 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 4 ottobre 2007 (cfr. doc. D=26; 22) con cui a RI 1 è stata nuovamente assegnata una prestazione assistenziale per il lasso di tempo dal mese di settembre al mese di dicembre 2007.
Il relativo importo è stato fissato in fr. 1'111.-- al mese (cfr. doc. 22).
L’amministrazione ha segnatamente indicato, da un lato, di non poter considerare, ai fini del calcolo assistenziale, una spesa per l'alloggio per un’occupazione non autorizzata dai proprietari stessi. Dall’altro, di non riconoscere, quindi, nel caso in esame, la pigione, fino al chiarimento della situazione dell’alloggio da parte dei proprietari (cfr. doc. 26).
1.2. Contro la decisione su reclamo RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo di annullare il provvedimento impugnato e di computare nel calcolo dell’aiuto sociale le spese di alloggio, corrispondenti a fr. 1'100.--, così che la prestazione assistenziale mensile ammonti a fr. 2'211.--.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha addotto, in particolare, il fatto che, a prescindere dalle contestazioni di natura civile e amministrativa in corso con i proprietari dell’immobile, egli ha occupato e occupa tuttora la casa di _. Egli ha precisato che intende corrispondere ai proprietari una giusta remunerazione per l’uso che ne fa.
Il ricorrente ritiene, dunque, irrilevante sapere se le spese di alloggio sono sussumibili sotto il profilo civilistico, quale canone di locazione, quale corrispettivo del diritto di abitazione oppure quale indennità per occupazione sine causa. Egli sostiene, invece, di essere consapevole di dovere versare un importo per le spese di alloggio ai proprietari, a meno che gli stessi dichiarino esplicitamente di rinunciare a qualsiasi remunerazione o indennità per l’uso abitativo della casa di _ e ciò fintanto che la occuperà, indipendentemente dal buon fondamento o meno delle ragioni fatte valere in giudizio in sede civile e amministrativa.
L’insorgente ritiene che, occupando la casa di _, deve di principio versare ai proprietari il corrispettivo della pigione (cfr. doc. I).
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Dopo aver concesso una proroga alla parte ricorrente a seguito dell’ospedalizzazione di RI 1 (cfr. doc. V, VI), quest’ultimo ha formulato alcune osservazioni il 22 febbraio 2007 (
recte: 2008
; cfr. doc. VII).
L’insorgente si è espresso nuovamente in merito alla fattispecie con scritto del 23 febbraio 2008 al quale ha annesso alcuni documenti (cfr. doc. VIII; E1-4)
1.5. Questa Corte ha inviato i doc. VII e VIII coi relativi allegati per conoscenza all’avv. RA 1, al quale ha pure chiesto, alla luce dell’asserzione del suo patrocinato secondo cui è costretto a pagare almeno fr. 1'100.-- al mese per il soggiorno nella casa di _, di comprovare con adeguata documentazione gli eventuali versamenti effettuati dal suo patrocinato nel periodo dal mese di settembre al mese di dicembre 2007 (cfr. doc. IX).
L’avv. RA 1 ha risposto il 10 marzo 2008 (cfr. doc. X).
1.6. Il 18 marzo 2008 l’USSI ha presentato alcune precisazioni riguardo al caso del ricorrente (cfr. doc. XII + 1a-e).
1.7. L’insorgente, il 2 aprile 2007, ha trasmesso al TCA un suo nuovo scritto con alcuni documenti (cfr. doc. XVI; F1-4).
Il 5 aprile 2008 egli ha inviato ulteriori due documenti (cfr. doc. XVII + 1-2).
1.8. I doc. XVI e XVII con i relativi allegati sono stati trasmessi per conoscenza sia all’USSI che all’avv. RA 1 (cfr. doc. XVIII; XVX).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’USSI, nel calcolo della prestazione assistenziale spettante a RI 1 per il periodo settembre-dicembre 2007, ha a ragione o meno omesso di computare la spesa relativa all’alloggio.
2.2.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone T
icino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate
le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie
a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f)
l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971.”
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata del
le prestazioni assistenziali propriamente dette
sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate
(cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la
COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della
COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
+ 269.--
-
+ 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)
Per inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).
2.4. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ... . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.5. Nella presente fattispecie l’USSI, nel calcolo volto a determinare l’entità della prestazione assistenziale di spettanza di RI 1, non ha computato la spesa relativa alla pigione, in quanto, in concreto, l’occupazione della casa di _ non è autorizzata dai proprietari (cfr. doc. 26, III).
Il ricorrente ha contestato tale modo di operare, asserendo che, a prescindere dalle contestazioni di natura civile e amministrativa, il fatto incontrovertibile è che ha occupato e occupa tuttora la casa di _. Egli ha, inoltre, dichiarato di voler corrispondere ai proprietari la giusta remunerazione per l’uso abitativo che ne fa (cfr. doc. I).
Questa Corte, chiamata ora a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva dapprima che dalla documentazione agli atti emerge che con atto pubblico del 19 luglio 2005 RI 1 ha venduto la proprietà dei beni immobili siti in territorio del Comune di _ _, _ e _ a _ e _.
E’ stato, altresì, costituito a favore del ricorrente un diritto di abitazione avente quale oggetto le particelle _, _, e _ di _ e della durata stabilita fino al 30 settembre 2006. L’insorgente, in corrispettivo, si è obbligato a sostenere tutti gli interessi dei crediti garantiti con le CI e tutte le spese accessorie riconducibili ai fondi gravati dal diritto di abitazione, in particolare anche quelle di uso degli stessi e pure i premi assicurativi.
Al riguardo è stato concordato che sia gli interessi che le spese appena menzionate sarebbero stati conteggiati da _ ed _ e richiesti per il pagamento al ricorrente. Quest’ultimo era, inoltre, tenuto a provvedere ai costi dell’amministrazione ordinaria e straordinaria.
Con l’atto pubblico del luglio 2005 è stato pure costituito un diritto di ricupera a favore di RI 1, il quale entro il 30 settembre 2006 avrebbe potuto ricuperare la proprietà delle part. _, _ e _ di _ mediante restituzione del prezzo di compravendita di fr. 450'000.-- ai nuovi proprietari (cfr. doc. 45).
Dalle carte processuali risulta che il ricorrente non ha esercitato entro il 30 settembre 2006 il diritto di ricupera (cfr. doc. B).
Il 3 dicembre 2007 il Pretore del Distretto di _ ha emesso un decreto afferente a una causa promossa il 2 ottobre 2007 dai signori _ ed _ nei confronti di RI 1 volta ad ottenere l’adozione di provvedimenti cautelari (cfr. inc. DI.2007.1240). Con tale decreto è stato fatto ordine ad RI 1 di riconsegnare con effetto immediato a _ e _ i fondi part. _, _ e _ di _. Quest’ordine è stato impartito con la comminatoria penale dell’art. 292 CPS che recita che chiunque non ottempera a una decisione a lui intimata da un’autorità competente o da un funzionario competente sotto comminatoria della pena prevista in questo articolo è punito con la multa.
Dalla motivazione del decreto 3 dicembre 2007 si evince segnatamente:
"
(...)
che con raccomandata 22 agosto 2006 (Doc. F) i qui istanti confermavano al convenuto la scadenza del diritto di abitazione per il 30 settembre seguente, comunicandogli altresì di non essere intenzionati a concedere dilazioni. Ribadivano inoltre la facoltà per il convenuto di esercitare il diritto di ricupera, ritenuto che in caso contrario avrebbe dovuto restituire l’immobile entro il 30 settembre 2006. Con scritto 2 settembre (Doc. G) e fax 21 settembre 2006 (Doc. H) il qui convenuto chiedeva a _ un’ulteriore possibilità proponendo di prolungare la durata del diritto di abitazione. Con scritto 25 settembre 2006 (Doc. I) _ ribadiva che l’unica soluzione praticabile sarebbe stata quella di esercitare il diritto di ricupera, mentre veniva respinta ogni altra proposta formulata da RI 1. Quest’ultimo veniva inoltre avvertito che in caso di mancata restituzione dell’immobile in questione entro il 30 settembre 2006, i proprietari avrebbero inoltrato un’istanza di sfratto. Con fax 1° ottobre 2006 (Doc. J) il convenuto comunicava a _ di aver trovato una soluzione e di far valere il suo diritto di ricupera e con scritto 9 ottobre il convenuto informava genericamente _ di aver avuto “riscontri positivi” (doc. K);
che un’istanza di sfratto (Doc. L) presentata da _ e _ è stata respinta con decisione 9 maggio 2007 (Doc. M) stante che i rapporti tra le parti non si basavano né su contratto di locazione, né di affitto o di comodato;
che con atto di petizione 2 ottobre 2007 _ e _ hanno promosso una procedura avente per oggetto l’accertamento che essi sono proprietari delle suddette particelle, ragione per cui il convenuto dovrebbe essere condannato a consegnarle immediatamente e a rifondere loro l’importo di fr. 2'900.-- oltre a mensili fr. 1'200.-- per ogni mese trascorso dal 1° ottobre 2006 fino alla consegna degli immobili, con ordine all’Ufficiale del Registro Fondiario di procedere alla cancellazione dei diritti di abitazione e di ricupera;
che in calce alla predetta petizione è pure stata presentata una istanza cautelare e supercautelare avente per oggetto una richiesta di ordine al convenuto di immediata riconsegna agli istanti degli immobili da lui occupati abusivamente;
che all’udienza di discussione dell’8 novembre 2007 il convenuto si è opposto alla richiesta contestando che nel caso siano adempiuti i presupposti per poter ottenere un provvedimento cautelare ex art. 276 CPC; contesta inoltre di occupare abusivamente i mappali in oggetto considerato che a RF risulta ancora iscritto il diritto di abitazione;
che è pacifico che gli istanti sono iscritti sin dal 25 luglio 2005 quali comproprietari in ragione di metà ciascuno delle part. _, _ e _ (Doc. C-E); a carico di tutte e tre le particelle risulta inoltre iscritto un onere di abitazione a favore di RI 1, con scadenza al 30 settembre 2006 (cfr. Doc. C-E sub “servitù e oneri fondiari”) e l’annotazione di un diritto di ricupera a suo favore, pure con scadenza al 30 settembre 2006;
che il convenuto non abbia lasciato i luoghi, nonostante il suo diritto di abitazione sia scaduto, è indubbio: lo stesso era limitato nel tempo ed è scaduto come pattuito dalle parti con l’atto notarile, il 30 settembre 2006, senza che sia in qualche modo stato prorogato; di conseguenza in applicazione dei combinati art. 751 e 776 CCS si deve ritenere che il diritto del convenuto di abitare negli immobili di proprietà degli istanti è inesorabilmente spirato il 30 settembre 2006; il fatto che tale diritto sia tuttora iscritto a RF non comporta per il convenuto un diritto di continuare ad abitarvi dato che l’iscrizione ha unicamente valore dichiarativo (cfr. Basler Kommentar, 2a ed., nota 37 ad art. 776 CCS);
che pure l’annotazione del diritto di ricupera non ha effetto costitutivo del diritto (cfr. Basler Kommentar, 3a ed., nota 1 ad art 216 a CO), ragione per cui il fatto che lo stesso risulti tuttora annotato non comporta alcun diritto per il convenuto, il quale contrariamente a quanto opina, non lo ha esercitato; il contratto sottoscritto dalle parti innanzi al notaio RA 1 è chiaro al riguardo: il diritto di ricupera andava esercitato al più tardi
entro
il 30 settembre 2006, peraltro a precise condizioni ovvero la restituzione del prezzo di fr. 450'000.--oltre alle spese elencate ai p.ti a-c pagina 9 del contratto; RI 1 ha dichiarato unicamente, tardivamente, il 1° ottobre 2006 di voler esercitare il diritto di ricupera, senza peraltro adempiere alle condizioni contrattuali;
che così stando le cose l’unica conclusione a cui si può giungere è che RI 1 occupa le part. _. _ e _ senza alcun diritto, cioè abusivamente, con la conseguenza che l’istanza può essere accolta, senza che sia necessario esaminare oltre circa l’urgenza della domanda rispettivamente il rischio di un danno difficilmente riparabile, bastando la verosimiglianza circa la necessità della misura per un’efficace protezione provvisoria del proprietario; al riguardo si rinvia a quanto esposto nella sentenza 20 ottobre 1997 I CCA, pubblicata in Rep. 1997 no 29 pag. 137 segg.
(...)” (Doc. 17a)
Il decreto del 3 dicembre 2007 è stato impugnato dinanzi alla Prima Camera civile del Tribunale d’appello del Tribunale di appello.
Il Presidente della I CCA, il 20 dicembre 2007, ha decretato irricevibile la domanda di RI 1 tendente all’ottenimento dell’effetto sospensivo, in quanto priva di motivazione (cfr.decreto del 20 dicembre 2007 relativo all’inc. 11.2007.191; doc. XVIII).
2.6. Questo Tribunale, nel caso di specie, sulla base di quanto appena esposto, ritiene decisivo il fatto che il ricorrente, nel periodo determinante ai fini della presente vertenza, ossia dal mese di settembre al mese di dicembre 2007, ha continuato a vivere nella casa di _, benché il diritto di abitazione concordato nel luglio 2005 fosse scaduto già il 30 settembre 2006 e non fosse stato prorogato (cfr. doc. 45; consid. 2.5.).
I proprietari _ ed _, del resto, hanno a più riprese manifestato chiaramente il loro desiderio di vedersi riconsegnare l’immobile oggetto del diritto reale limitato stabilito a favore del ricorrente fino al settembre 2006, indipendentemente dalla continuazione del versamento di quanto pattuito con il contratto del luglio 2005.
In effetti già il 25 settembre 2006 _ ed _ hanno avvertito l’insorgente che in caso di mancata restituzione entro il 30 settembre 2006 sarebbe stata inoltrata un’istanza di sfratto, la quale è stata effettivamente presentata e respinta con decisione del 9 maggio 2007, poiché i rapporti tra le parti non si basavano né su un contratto di locazione, né di affitto o di comodato.
Con petizione del 2 ottobre 2007 i proprietari hanno, poi, promosso una procedura avente per oggetto l’accertamento che essi sono i proprietari delle particelle _, _ e _ di _, ragione per cui RI 1 deve essere condannato a consegnarle immediatamente (cfr. decreto pretorile del 3 dicembre 2007 DI 2007.1240).
L’insorgente non ha peraltro più corrisposto alcunché ai proprietari a partire dal mese di agosto 2007, né ha sostenuto di aver provveduto al pagamento di altre spese connesse all’uso della casa di _ (cfr. doc. 4a; IX, X).
Inoltre non risulta che lo stesso, dal termine del diritto di abitazione al settembre 2007 - arco di tempo della durata di ben un anno -, si sia mai adoperato al fine di trovare una nuova sistemazione.
Alla luce delle considerazioni che precedono, in particolare, ritenuto, da un lato, che nel lasso di tempo determinante ai fini della vertenza (settembre-dicembre 2007) l’insorgente ha continuato a vivere nella casa di _ senza alcun titolo giuridico (essendo scaduto - il 30 settembre 2006 - il relativo diritto di abitazione e avendo i proprietari della stessa indirettamente espresso - tramite la richiesta, anche in sede giudiziaria, di abbandonare i locali - l’assenza di volontà di prorogare tale diritto reale limitato; cfr. consid. 2.5.) e senza versare alcunché, dall’altro, che nemmeno si è attivato per trovare un’altra abitazione, il TCA deve concludere che, in concreto, rettamente l’USSI, nel conteggio relativo alla prestazione assistenziale settembre-dicembre 2007, nulla ha considerato quale spesa per l’alloggio.
Non è di ausilio alcuno per il ricorrente il fatto che il Dr. med. _, capo-clinica di ortopedia presso l’_ di _, il 17 marzo 2008, sulla base della problematica ortopedica che ha richiesto, il 28 dicembre 2007, una sua ospedalizzazione, abbia sconsigliato, per un periodo di ancora circa 60 giorni, di effettuare, in relazione a un trasloco, spostamenti importanti e di portare pesi (cfr. doc. F1; XVI).
In effetti tale dichiarazione, a prescindere dal fatto che comunque con la stessa non è stata attestata l’impossibilità assoluta di traslocare, bensì unicamente quella di compiere contestualmente lavori pesanti e oltretutto unicamente da fine dicembre 2007, si rivela ininfluente.
Rilevanti sono soltanto le circostanze che dal 1° ottobre 2006 RI 1 ha continuato a soggiornare nella casa di _, nonostante il diritto di abitazione fosse scaduto già il 30 settembre 2006, e che egli nulla ha corrisposto, dal mese di agosto 2007, per l’uso dell’alloggio.
E’, infine, utile ricordare che lo scopo della pubblica assistenza enunciato dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una situazione di bisogno attuale e concreto, a prescindere da una sua responsabilità in relazione allo stato di indigenza (cfr. art. 1 Las; consid. 2.3.; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007).
Nel caso concreto un intervento della pubblica assistenza, limitatamente alle spese dell’alloggio, non è stato negato, perché l’insorgente si è reso responsabile del suo stato di precarietà, bensì perché egli, decidendo, contro la volontà dei proprietari, di restare, anche dopo la scadenza del diritto di abitazione e il mancato tempestivo esercizio del diritto di ricupera pattuito nel luglio 2005 (cfr. consid. 2.6.), nella casa di _, invece di trasferirsi in un’altra abitazione - che avrebbe potuto reperire anche con l’aiuto dell’amministrazione (cfr. STCA 42.2006.1 del 3 agosto 2006; Direttive COSAS p.to B3 contemplanti il dovere per gli uffici di assistenza sociale di aiutare attivamente il beneficiario a trovare un alloggio e, se del caso, a offrire un alloggio di emergenza) e il cui costo avrebbe potuto, almeno in parte, essere assunto da quest’ultima -, ha operato una scelta personale che non deve essere sostenuta finanziariamente dall’USSI.
In simili condizioni la decisione su reclamo dell’11 dicembre 2007 deve essere confermata.