Decision ID: a7bf231c-b385-5620-bfd6-2418c30515ac
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con istanza di assunzione di prova a titolo cautelare 16 marzo 2011 la CO 1 ha convenuto in giudizio AO 1 chiedendo l’assunzione di una prova a futura memoria in merito ai lavori di rifacimento del tetto effettuati dalla convenuta negli stabili formanti il gruppo _ del Condominio _, sito sul fondo base n. _ RFD di _. All’udienza di discussione 7 aprile 2011 AO 1 non si è opposta all’istanza di controparte e non ha proposto quesiti peritali. Con ordinanza 18 maggio 2011 il Pretore ha designato l’ing. _ _ della _, _, quale perito giudiziario, il quale ha allestito la perizia 31 agosto 2011. Il referto peritale è stato intimato alle parti il 1° settembre 2011, con contestuale assegnazione di un termine di 15 giorni per chiedere la completazione o la delucidazione del referto. Entrambe le parti hanno fatto richiesta di completamento e delucidazione della perizia con istanze 16 settembre 2011, proponendo i rispettivi quesiti.
B. Con decisione 16 novembre 2011 il Pretore ha respinto le istanze di completazione e delucidazione della perizia. Il primo giudice ha ritenuto chiaro il referto allestito dal perito giudiziario, il quale a suo avviso avrebbe risposto a tutte le domande a lui poste, consegnando un quadro completo dell’attuale situazione del tetto. Inoltre, a mente del primo giudice i quesiti delle parti andrebbero ben oltre la necessità di determinare l’attuale situazione del tetto prima di un eventuale nuovo intervento sullo stesso.
C. Con appello 23 novembre 2011 AP 1 impugna la decisione 16 novembre 2011 e ne chiede la riforma nel senso di accogliere l’istanza di completamento e delucidazione della perizia da essa presentata e di ammettere i relativi quesiti, opponendosi per contro all’istanza di completamento e delucidazione della perizia presentata dalla parte istante. Quest’ultima, qui parte appellata, non ha inoltrato osservazioni.
D. Il 21 febbraio 2012 la terza Camera civile del Tribunale d’appello ha trasmesso il reclamo per competenza alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello, siccome la decisione del Pretore relativa all’ammissibilità di un’istanza di completamento e delucidazione della perizia – così come la decisione con cui il Pretore ammette o respinge l’istanza di assunzione di prova a titolo cautelare – va trattata alla stregua di una decisione cautelare, impugnabile mediante appello nel termine di 10 giorni (art. 308 cpv. 1 lett. b e 314 cpv. 1 CPC) alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello – trattandosi di un’azione di assunzione di prove a titolo cautelare relativa a un contratto d’appalto (art. 48 lett. b cifra 1 LOG) – alla quale il gravame è stato trasmesso, come peraltro indicato dall’appellante. Nuovamente interpellata da questa Camera, l’istante non ha formulato osservazioni.
e considerato

in diritto: 1. Giusta l’art. 158 cpv. 1 CPC, il giudice procede all’assunzione di prove a titolo cautelare qualora la legge autorizzi una parte a richiederla (lett. a) oppure quando la parte istante renda verosimile che i mezzi di prova siano esposti a pericolo (usualmente definita quale prova a futura memoria; Trezzini, CPC Comm., 2011, art. 158, pag. 756) o che sussista un interesse degno di protezione (lett. b). L’art. 158 cpv. 2 CPC dispone poi che sono applicabili le disposizioni in materia di provvedimenti cautelari. Di conseguenza, la procedura è quella sommaria (art. 248 lett. d CPC), e più precisamente quella retta dagli art. 261 e segg. CPC (Fellmann, in Sutter-Somm/ Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2010, n. 23 e segg. ad art. 158; Kaufmann, in Brunner/Gasser/Schwander, ZPO Kommentar, 2011, n. 9 ad art. 248; Jent-Sørensen, in Oberhammer, Kurzkommentar ZPO, 2010, n. 18 ad art. 248; Jeandin, in Bohnet/Haldy/Jeandin/ Schweizer/Tappy, CPC commenté, 2011, n. 10 ad art. 308).
2. Per l’art. 308 cpv. 1 lett. b CPC le decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari – nelle quali rientrano anche le decisioni emesse nel quadro dell’assunzione di prove a titolo cautelare secondo l’art. 158 CPC – sono impugnabili mediante appello (Trezzini, CPC Comm., 2011, art. 308, pag. 1356; Fellmann, op. cit., n. 43-44 ad art. 158; diversamente, ma senza motivazione: Schmid, in Oberhammer, Kurzkommentar ZPO, 2010, n. 10 ad art. 158, secondo il quale, soltanto in caso di reiezione della domanda, sarebbe dato reclamo giusta l’art. 319 lett. b cifra 2 CPC). Di conseguenza, la decisione con la quale il Pretore – dopo aver sentito la controparte – ammette o respinge l’istanza di assunzione di prova a titolo cautelare è anch’essa una decisione cautelare, impugnabile mediante appello. Le decisioni dei Pretori in controversie patrimoniali sono appellabili unicamente se il valore litigioso secondo l’ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 2 CPC). A tale esigenza non sfuggono le decisioni prese con la procedura sommaria (art. 314 CC), come l’emanazione dei provvedimenti cautelari (art. 261 segg. CPC). In concreto il Pretore non ha determinato d’ufficio il valore litigioso (art. 91 cpv. 2 CPC) né le parti lo hanno menzionato. Dai documenti di causa si evince tuttavia che per il risanamento del tetto, oggetto della prova peritale, l’appellante aveva presentato un’offerta per l’importo di fr. 125'000.- (doc. D) e che i lavori di eliminazione dei difetti risultanti dalla perizia ammontano a fr. 55'000.- (pag. 10, IV). Ne deriva che il rimedio 23 novembre 2011 raggiunge verosimilmente il valore appellabile e può di principio essere trattato come tale. Per motivi di economia processuale può essere lasciato aperto il quesito se sia applicabile alla fattispecie la giurisprudenza pubblicata in DTF 138 III 46. Nulla osta quindi alla trattazione dell’appello.