Decision ID: 6d2648af-ab64-4523-8f6b-c65b34326210
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, insieme alla moglie B._ ed alle figlie C._ e
D._, cittadini srilankesi di etnia cingalese, hanno presentato una
domanda d'asilo in Svizzera il (...).
A.b Il (...) si è svolta l'audizione sulle generalità di A._ e della mo-
glie B._, mentre sui motivi d'asilo sono stati sentiti rispettivamente
(...) ed il (...). Il richiedente ha dichiarato di essere espatriato il (...) con la
moglie e la primogenita per motivi professionali. Egli sarebbe infatti stato
impiegato in qualità di (...) presso la (...) a F._. Il (...) avrebbe fatto
ritorno nel suo Paese per due settimane di ferie. Nella notte tra il (...) ed il
(...) sarebbe stato aggredito presso la sua abitazione da quattro scono-
sciuti che l'avrebbero picchiato e minacciato di morte se non avesse
smesso di fare attività politiche. Il mattino seguente egli avrebbe sporto
denuncia presso il vicino posto di polizia, dopodiché, il (...), si sarebbe im-
barcato sul volo di ritorno per la Svizzera come da programma. Arrivato in
Svizzera l'interessato sarebbe stato informato dai superiori di essere stato
(...) senza alcuna valida ragione e che avrebbe dovuto fare ritorno con la
famiglia in Sri Lanka. Nello stesso momento al padre sarebbe stata confi-
scata l'automobile da parte della polizia perché di proprietà del governo.
Egli avrebbe dunque sospettato che dietro questi avvenimenti ci fossero
degli oppositori politici di alto rango. L'interessato era infatti stato politica-
mente attivo in Patria, sostenendo dapprima l'United National Party e poi
l'ex-presidente Mahinda Rajapaksa a partire dal 2006. Temendo il peggio,
poiché sarebbe inoltre stato inserito su una lista nera da parte delle autorità
srilankesi, non avrebbe preso il volo organizzato dalla (...) ed avrebbe de-
positato domanda d'asilo in Svizzera. La moglie dal canto suo, non ha al-
legato motivi d'asilo propri, ma ha riferito di temere per la sua incolumità e
quella dei figli in ragione dei problemi fatti valere dal marito.
A.c A sostegno della loro domanda d'asilo gli interessati hanno versato nu-
merosi documenti, tra i quali certificati di lavoro, foto, lettere di raccoman-
dazione e documenti inerenti il rapporto di lavoro del richiedente presso la
(...) a F._.
A.d Il (...) è nato E._, figlio dei richiedenti.
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A.e In data 4 settembre 2018 l'Ambasciata svizzera in Sri Lanka ha rispo-
sto alle richieste di informazioni da parte della Segreteria di Stato della mi-
grazione (SEM). Tale rapporto è stato trasmesso ai richiedenti il 9 otto-
bre 2018 con possibilità di pronunciarsi per iscritto.
A.f Gli interessati hanno fornito le loro osservazioni in merito con scritto del
24 ottobre 2018.
B.
Con decisione del 28 novembre 2018, notificata il 30 novembre 2018, la
SEM ha respinto la succitata domanda d'asilo e pronunciato l'allontana-
mento dei richiedenti l'asilo dalla Svizzera. Nel contempo ha ritenuto am-
missibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione di tale misura.
C.
In data 31 dicembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-
trata 3 gennaio 2019) gli interessati sono insorti contro detta decisione con
ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-
nale), chiedendone l'annullamento e la concessione dell'asilo; in subordine
la concessione dell'ammissione provvisoria; in via ancor più subordinata la
retrocessione degli atti all'autorità inferiore per una nuova valutazione. Essi
hanno altresì richiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria, del gra-
tuito patrocinio e dell'effetto sospensivo al ricorso ed il diritto di esprimersi
in replica.
D.
Con decisione incidentale del 20 agosto 2019 il Tribunale ha autorizzato gli
insorgenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, ha
comunicato lo svolgimento della procedura in lingua italiana, ha accolto le
istanze di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, e di gratuito
patrocinio e ha nominato l'avv. Johannes Mosimann in qualità di patrocina-
tore d'ufficio. Altresì, alla SEM è stato trasmesso un esemplare del ricorso
e degli allegati e l'autorità è stata invitata ad inoltrare una risposta al ricorso.
E.
Con risposta del 4 settembre 2019 la SEM ha provveduto a correggere le
sviste in merito ai dati personali dei ricorrenti ed ha inserito nella presente
procedura anche il figlio E._. Per il resto, l'autorità inferiore ha rin-
viato ai considerandi della decisione impugnata. Tali osservazioni sono
state trasmesse agli insorgenti con possibilità di replicare.
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F.
I ricorrenti, con scritto del 23 settembre 2019, hanno rinunciato alla possi-
bilità di presentare una replica ed hanno inoltrato la nota d'onorario del pa-
trocinatore d'ufficio.
G.
Con ordinanza del 25 settembre 2019 il Tribunale ha trasmesso un esem-
plare del summenzionato scritto alla SEM e dichiarato di principio concluso
lo scambio degli scritti.
H.
Per ragioni organizzative, il presente procedimento è stato assegnato alla
giudice citata in epigrafe in qualità di presidente del collegio.

Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 In data 1° marzo 2019 è entrata in vigore la revisione parziale della
LAsi (RU 2016 3101). In applicazione delle disposizioni transitorie, la pre-
sente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposizioni
transitorie della modifica del 25 settembre 2015).
1.3 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di
essa.
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2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), alla
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
2.3 Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
3.
3.1 Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'i-
nadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).
3.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-
mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
4.1 Oggetto della controversia nel presente giudizio è la questione del ri-
conoscimento della qualità di rifugiato, della concessione dell'asilo, della
pronuncia dell'allontanamento e dell'esecuzione di tale misura.
4.2 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
4.3 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi
(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-
ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inol-
tre, occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione fem-
minile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi).
4.4 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3
cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-
tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-
denza. Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere
direttamente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo.
4.5 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3
LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto
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con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto
come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi
(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in
tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr.
DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo,
deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente
dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad
una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono
maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che
è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore
(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto
per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul
piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffi-
cienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta pro-
babilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono suffi-
cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che
potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57
consid. 2.5 e relativi riferimenti).
4.6 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
5.
5.1 Nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto che dagli atti non emer-
gerebbe alcun elemento concreto a sostegno della tesi secondo la quale il
richiedente sarebbe vittima di un complotto politico. Tale tesi sarebbe, in-
fatti, frutto di semplici congetture. Egli non sarebbe stato in grado di fornire
degli elementi concreti su chi potrebbe celarsi dietro una sua persecuzione
politica. Anche circa la motivazione non emergerebbe alcun elemento tan-
gibile dal momento che l'interessato avrebbe riferito che queste persone
vorrebbero impedire una sua candidatura nella scena politica locale, tutta-
via la stessa sarebbe stata soltanto un'idea alla quale non avrebbe fatto
seguito alcun passo concreto. Altresì, male si comprenderebbe il motivo
per il quale queste persone dovrebbero sentirsi minacciate. A F._
egli non avrebbe effettuato alcuna attività politica, mentre in Patria il richie-
dente avrebbe svolto delle semplici attività di sostegno al padre durante le
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tornate elettorali dal 2002 al 2011. Neppure il fatto che egli, tramite le atti-
vità del padre, conoscesse diverse personalità del mondo politico srilan-
kese giustificherebbe una diversa valutazione. Per ciò che riguarderebbe
l'aggressione avvenuta nei suoi confronti in Sri Lanka il (...), la SEM ha
sottolineato come una seria persecuzione a sfondo politico non sarebbe
possibile dal momento che egli si sarebbe limitato a dichiarazioni inconsi-
stenti. Neppure la denuncia depositata presso la polizia permetterebbe una
diversa valutazione. In seguito, la tesi del richiedente secondo cui (...) con
(...) a F._ si iscriverebbe in questa trama politica ordita nei suoi con-
fronti costituirebbe una semplice supposizione non corroborata da elementi
concreti. Dagli atti non si potrebbe infatti dedurre che il (...), né che lo sia
stato per motivi politici. Anche il fatto che egli sia stato invitato ad organiz-
zare il suo rimpatrio con l'assistenza dell'ufficio competente rafforzerebbe
la tesi della SEM secondo la quale quanto accaduto sarebbe riconducibile
ad una normale procedura una volta terminata (...). I numerosi documenti
forniti non permetterebbero una diversa valutazione. Anche la rappresen-
tanza svizzera a Colombo non avrebbe ravveduto alcun elemento concreto
a sostengo della tesi di persecuzione su sfondo politico. La replica al rap-
porto dell'Ambasciata svizzera non conterrebbe elementi nuovi da permet-
tere una diversa valutazione del caso. Segnatamente, la SEM non avrebbe
messo in discussione il fatto che l'interessato fosse stato assunto quale
(...). Anche la copia della denuncia di irruzione nella sua abitazione non
sarebbe atta a provare una persecuzione a sfondo politico. In seguito, l'au-
torità inferiore ha ritenuto ugualmente che la confisca dell'automobile del
padre non comproverebbe alcuna persecuzione politica nei suoi confronti,
bensì tutto indicherebbe un problema di documenti dopo l'acquisto della
vettura. Per quanto concerne poi l'iscrizione dell'interessato sulla lista nera,
tale procedimento costituirebbe una prassi comune per le persone che non
hanno fatto ritorno in Patria dopo (...). Di conseguenza, sarebbe probabile
che egli verrebbe sottoposto ad un controllo in caso di ritorno nel Paese,
tuttavia questa misura non sarebbe pertinente ai fini dell'asilo. Infine, dagli
atti emergerebbe come l'interessato avrebbe potuto accedere ad una strut-
tura di protezione interna funzionante e nulla permetterebbe di ritenere
un'assenza di una dovuta protezione da parte delle autorità srilankesi in
caso di eventuali e future aggressioni da parte di terzi. Pertanto, il timore
di subire misure persecutorie ai sensi dell'art. 3 LAsi in caso di ritorno in Sri
Lanka non sarebbe fondato. Per ciò che riguarda la moglie del richiedente,
la SEM ha respinto anche la sua domanda d'asilo dal momento che ella
avrebbe fatto valere unicamente dei timori inerenti a quanto allegato dal
marito. Lo stesso varrebbe per i figli.
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5.2 Nel proprio gravame, il ricorrente contesta la valutazione dell'autorità
inferiore. Dopo aver ripercorso i fatti alla base della sua domanda, egli sot-
tolinea innanzitutto come sarebbe conosciuto che la violenza politica eser-
citata nei suoi confronti sarebbe legata all'allora nuovo presidente Maithri-
pala Sirisena, salito al potere nel gennaio del 2015. Ciò varrebbe pure per
il suo (...), che già soltanto dal punto di vista temporale sarebbe proprio
motivato politicamente. L'insorgente, quale aperto sostenitore dell'ex-pre-
sidente Mahinda Rajapaksa, sarebbe già stato sottoposto a persecuzioni e
rischierebbe di esserne sottoposto anche in futuro. L'autorità inferiore mi-
sconoscerebbe la situazione in Sri Lanka, invero, egli sarebbe stato per
diversi anni attivo nelle fila dell'ex-presidente Rajapaksa e avrebbe dispo-
sto, grazie al padre, di diverse connessioni politiche. Pertanto, egli sarebbe
stato sufficientemente esposto. Il fatto che il padre, pur essendo stato an-
cor più attivo, non sarebbe stato oggetto di persecuzioni non sarebbe un'ar-
gomentazione sostenibile. Il genitore sarebbe infatti in pensione, non sa-
rebbe più attivo da molto tempo e per questo non sarebbe stato di inte-
resse, contrariamente al ricorrente, il quale potrebbe costituire il futuro della
politica. In seguito, anche la supposizione dell'autorità inferiore secondo la
quale il (...) non sarebbe avvenuto per motivi politici sarebbe errata. In par-
ticolare, il ricorrente rileva che nel rapporto dell'Ambasciata svizzera a Co-
lombo verrebbero evidentemente scambiate le categorie tra (...) e (...). Il
richiedente apparterrebbe alla (...) e non avrebbe dunque un (...), contra-
riamente a quanto ritenuto dalla SEM nella decisione impugnata. Ad ogni
modo, l'insorgente sarebbe in pericolo anche soltanto per il fatto di essere
appartenuto allo (...) e di non aver fatto ritorno in Sri Lanka dopo la fine
(...) come da richiesta. Tale comportamento verrebbe considerato come
(...) e come confermato dalla rappresentanza svizzera nel suo rapporto,
egli sarebbe stato inserito su una lista nera. Di conseguenza, al suo even-
tuale rientro in Sri Lanka l'insorgente verrebbe sicuramente consegnato al
Criminal Investigation Department (CID). Il CID sarebbe conosciuto per le
numerose violazioni dei diritti umani e non sarebbe pertanto credibile che
il ricorrente verrebbe soltanto interrogato senza rischi di subire maltratta-
menti.
6.
6.1 In primo luogo, è necessario determinare se l'insorgente abbia un ti-
more fondato di subire delle persecuzioni a causa delle sue attività politi-
che, rispettivamente se egli sia effettivamente vittima di un complotto poli-
tico. L'insorgente ha infatti ricondotto a delle motivazioni politiche l'aggres-
sione subita a (...) del (...) nella propria casa in Sri Lanka mentre aveva
fatto ritorno nel Paese per ferie. Orbene, innanzitutto il Tribunale rileva che
il ricorrente non è stato in grado di fornire elementi in merito alle persone
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che potrebbero celarsi dietro tale aggressione, limitandosi a dire che si trat-
tava di quattro persone, di cui una armata, di etnia cingalese
(cfr. atto A14/19, F38, F44). In seguito, come a giusto titolo rilevato dall'au-
torità inferiore nella decisione impugnata, non risulta plausibile la motiva-
zione dell'aggressione, ovvero che gli aggressori gli avrebbero intimato di
cessare le attività politiche. Da una parte, mal si comprende quali attività
egli avrebbe dovuto interrompere, dal momento che dal suo espatrio avve-
nuto nel (...) e per tutta la sua permanenza a F._ egli non avrebbe
più svolto alcun tipo di attività politica, limitandosi alle attività puramente
professionali legate alla (...) (cfr. atto A14, F51). Mentre dall'altra parte, in-
terrogato proprio su questo punto per fare chiarezza, l'insorgente ha riferito
che gli aggressori gli avrebbero in realtà proibito di riprendere le attività
politiche passate. Tuttavia, questa spiegazione appare ancor meno plausi-
bile e logica in quanto le sue intenzioni di candidarsi e di diventare attivo
nella scena politica locale erano delle sue semplici idee che lui non avrebbe
mai né esternato né reso pubbliche e alle quali non avrebbe fatto seguito
alcun passo concreto (cfr. atto A54, F51-F54). A ciò si aggiunge inoltre che
– per quel che riguarda le attività svolte dall'insorgente prima dell'espatrio
– le stesse si sono limitate a semplici attività di sostegno al padre durante
le tornate elettorali dal 2002 al 2011. Il ricorrente stesso ha definito le sue
attività come di poco conto, il padre sarebbe stata la persona importante
(cfr. atto A14, F7, F10-F11). A ciò, si aggiunge infine il fatto che il padre, il
quale era la persona che ha effettuato attività politiche decisamente più
importanti, sembra ora condurre una vita tranquilla e non avrebbe avuto
alcun problema (cfr. atto A14, F77).
Alla luce delle suesposte considerazioni, non risulta plausibile che le atti-
vità politiche passate possano essere causa di seri pregiudizi per l'insor-
gente.
6.2 È ora necessario determinare se – come sostenuto dall'insorgente –
(...) presso (...) di F._ sia da ascrivere alle sue idee politiche. Innan-
zitutto il Tribunale constata che, come a giusto titolo rilevato in sede ricor-
suale, nelle considerazioni della rappresentanza svizzera a Colombo del
4 settembre 2018, risulta esserci effettivamente stata una confusione in
merito alle (...) e le (...). Nella fattispecie risulta comunque manifesto che
il ricorrente era un cosiddetto (...) presso (...) di F._ (cfr. scritto della
[...] del 24 giugno 2014, atto A22, mezzo di prova n. 46). Alla luce degli atti
a disposizione, non risulta tuttavia possibile stabilire con certezza se (...).
Ad ogni modo, questo particolare non risulta essere rilevante, dal momento
che quand'anche si dovesse considerare che il ricorrente sia stato effetti-
vamente (...), non ci sono comunque motivi che permettano di ritenere che
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il (...) sia avvenuto per motivi politici. Questa risulta invero una semplice
supposizione del ricorrente non corroborata da elementi concreti. Il conte-
nuto della lettera del (...) che informava l'insorgente della fine del suo (...)
non indica nulla in questo senso. Altresì, il ricorrente ha ammesso di non
conoscere né di essersi mai informato concretamente in merito al motivo
del (...) (cfr. atto A14, F73-F75). A questo proposito appare altresì piuttosto
singolare che il ricorrente abbia dimostrato un tale disinteresse e non abbia
neppure cercato di informarsi in merito al motivo (cfr. atto A14, ibidem).
Infine, come a giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impugnata, il
fatto che l'insorgente sia stato invitato ad organizzare il suo rimpatrio con
l'assistenza dell'ufficio competente rafforza la tesi secondo cui quanto ac-
caduto sia riconducibile ad una normale procedura quando prende fine una
(...). Alla luce delle suesposte considerazioni non vi sono dunque elementi
che permettano di ritenere che (...) dell'insorgente con la (...) sia dovuta a
delle problematiche politiche.
6.3 In seguito è d'uopo verificare se i timori del ricorrente di subire delle
persecuzioni future a seguito del mancato rientro in Patria al termine della
(...) risulta fondato. A questo proposito, diverse fonti riportano l'esistenza di
due tipi di banche dati, una cosiddetta "Stop List" anche chiamata "Black
List" (lista nera) e una cosiddetta "Watch List" (cfr. Segreteria di Stato della
migrazione [SEM], Focus Sri Lanka – Lage ehemaliger Mitglieder der Libe-
ration Tigers of Tamil Eelam (LTTE), 15.03.2020, https://www.sem.ad-
min.ch/dam/sem/de/data/internationales/herkunftslaender/asien-
nahost/lka/LKA-exltte-d.pdf.download.pdf/LKA-ex-ltte-d.pdf, consultato il
01.12.2021; UK Home Office, Report of a Home Office fact-finding mission
to Sri Lanka – Conducted between 28 September and 5 October 2019,
20.01.2020, https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/
system/uploads/attachment_data/file/859277/Sri_Lanka_FFM_re-
port_2020.pdf, consultato il 01.12.2021; sentenza del Tribunale E-
1866/2015 [pubblicata come sentenza di riferimento] del 15 luglio 2016
consid. 8.2). I criteri secondo cui i nomi sarebbero inseriti in tali liste non
sarebbero chiari, ma fonti riportano che nella cosiddetta lista nera verreb-
bero riportati i nomi di persone sospettate di avere dei legami con le LTTE,
oppure sarebbero sospettate di attività terroristiche o contro le quali esiste
un ordine di un tribunale o un mandato d'arresto oppure nei confronti delle
quali è stato aperto un procedimento penale (Ceylon Today, Travel ban on
blacklisted persons never implemented – Sagala, 07.10.2020, https://cey-
lontoday.lk/news/travel-ban-on-blacklisted-persons-never-implemented-
sagala, consultato il 01.12.2021; sentenza del Tribunale E-1866/2015 con-
sid. 8.2 e 8.5.2). Le persone che invece sono sulla "Watch List" avrebbero
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Pagina 11
un profilo sospetto. Solitamente non verrebbero fermate all'ingresso all'ae-
roporto, ma potrebbero essere l'oggetto di una sorveglianza segreta, la
quale potrebbe portare ad un successivo arresto (cfr. sentenza del Tribu-
nale E-1866/2015 consid. 8.2).
Nel caso in disamina, alla luce delle suesposte considerazioni, vi è modo
di suppore che il nome del ricorrente potrebbe eventualmente essere stato
inserito nella "Watch List". Le condizioni per essere inserito nella cosiddetta
"Stop List" non appaiono, secondo quanto riportato dalle fonti disponibili,
essere adempiute in quanto non vi sono elementi che lascino supporre che
nei suoi confronti sia stato aperto un procedimento penale o che egli abbia
subito una condanna (cfr. sentenza del Tribunale E-1866/2015 con-
sid. 8.5.2). È ora necessario verificare se l'interessato adempie ad altri fat-
tori definiti dalla giurisprudenza come dei fattori di rischio (cfr. sentenza del
Tribunale E-1866/2015 consid. 8.4). Ciò non risulta il caso nella fattispecie,
il ricorrente è di etnia singalese, non ha legami presunti o effettivi con le
LTTE né è recensibile in casu un impegno politico particolare contro il re-
gime durante l'esilio, con lo scopo di voler rianimare il movimento separa-
tista tamil (cfr. supra consid. 6.1; sentenza del Tribunale E-1866/2015 con-
sid. 8.4.2 e 8.5.4). Di conseguenza, da un'analisi complessiva nel caso di
specie non risultano esservi sufficienti elementi per ritenere che l'insor-
gente in caso di ritorno in Sri Lanka abbia un timore fondato di subire dei
seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi.
6.4 A titolo abbondanziale, il Tribunale rileva che vi sarebbe altresì da chie-
dersi se i timori espressi dall'insorgente siano tuttora attuali. Invero, dal
18 novembre 2019, vi è stato nuovamente un cambio di presidente ed al
potere è salito Gotabaya Rajapaksa, esponente del Partito della Libertà
dello Sri Lanka e fratello dell'allora presidente Mahinda Rajapaksa, ora
Primo ministro. Alla luce di questo cambiamento politico, vi sono quanto-
meno dei seri dubbi quanto al fatto che il ricorrente potrebbe essere visto
quale opponente politico. Invero, secondo le sue dichiarazioni e come di-
mostrano i numerosi mezzi di prova presentati, l'insorgente ha sostenuto
Mahinda Rajapaksa e lavorato per la sua elezione e la sua rielezione nel
2010 (cfr. atto A14, F5 mezzi di prova n. 13 e 20).
6.5 In virtù di quanto sopra, il ricorso in materia di riconoscimento della
qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo non merita tutela e la deci-
sione impugnata va confermata.
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Pagina 12
7.
7.1 Nella propria decisione la SEM, dopo aver pronunciato l'allontana-
mento dei richiedenti, ha considerato l'esecuzione dello stesso ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile.
7.2 Nel gravame, gli insorgenti avversano anche tale assunto e chiedono
la concessione dell'ammissione provvisoria.
8.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene
però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi).
I ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo
relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311];
DTAF 2013/37 consid. 4.4).
Pertanto, anche la pronuncia dell'allontanamento va confermata.
9.
Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, per rinvio
dell'art. 44 LAsi, l'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-
grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa
sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non
adempimento di una di queste condizioni – essendo le stesse alternative
cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4) – la SEM dispone l'ammissione provvisoria
(art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI).
Secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli ostacoli
all'esecuzione dell'allontanamento vale lo stesso apprezzamento della
prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il
ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un
ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24
consid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione
dell'allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce
(cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4).
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10.
10.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento non può
essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-
nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito
a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza
medica.
10.2 Tale disposizione si applica principalmente ai "réfugiés de la violence",
ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità di
rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da
situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale
anche nei confronti delle persone per le quali l'allontanamento
comporterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non
potrebbero più ricevere le cure delle quali hanno bisogno o che sarebbero,
con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimedia-
bilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una
degradazione grave del loro stato di salute, all'invalidità o persino la morte.
Per contro, le difficoltà socio economiche che costituiscono l'ordinaria
quotidianità d'una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di
impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a
concretizzare una tale esposizione al pericolo. L'autorità alla quale
incombe la decisione deve dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli
aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero
in questione nel suo Paese sono tali da esporlo ad un pericolo concreto
(cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6-7.7 con rinvii).
10.3 Alla luce della giurisprudenza attuale, solo una messa in pericolo
concreta, segnatamente per ragioni mediche, può condurre a considerare
l'esecuzione dell'allontanamento inesigibile. Il Tribunale ha tuttavia già
avuto modo di precisare come le esigenze al riguardo siano meno
restrittive allorché vi sia da prendere in considerazione l'interesse superiore
dei bambini in tenera età conformemente all'art. 3 cpv. 1 della Convenzione
sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (CDF; RS 0.107). L'interesse
del fanciullo può infatti essere ritenuto minacciato anche allorquando questi
si trovi in una situazione critica sul piano esistenziale (cfr. DTAF 2014/16
consid. 7.6 e riferimenti citati). In altri termini, le difficoltà di reinserimento
(o di inserimento in caso di nascita in Svizzera) nel paese d'origine dovute
ad un'integrazione avanzata in Svizzera possono condurre a reputare
inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento per l'insieme della famiglia
anche in assenza di una messa in pericolo concreta (cfr. DTAF 2009/51
consid. 5.6 e 5.8; DTAF 2009/28 consid. 9.3.2, 9.3.4 e 9.3.5).
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10.4 I criteri applicabili per la determinazione dell'interesse superiore del
fanciullo comprendono valutazioni in merito alla sua età, al suo grado di
maturità, ai suoi legami di dipendenza e alla natura delle relazioni con le
persone di sostegno (prossimità, intensità, importanza per la sua crescita,
impegno e capacità di presa a carico). Parimenti da analizzare sono lo
stato e le prospettive di sviluppo e di formazione scolastica rispettivamente
professionale nonché le possibilità e le difficoltà di reinserimento nel paese
d'origine. Nell'analisi di tali criteri, la durata del soggiorno in Svizzera è un
fattore di grande importanza, posto che i bambini in tenera età non devono
essere sradicati senza validi motivi dall'ambiente nel quale sono cresciuti.
Dal punto di vista psicologico, occorre prendere in considerazione non solo
la famiglia in senso stretto quantopiù l'insieme delle relazioni sociali. Una
forte integrazione in Svizzera, derivante in particolare da un lungo
soggiorno e da una scolarizzazione in tale paese, può infatti avere quale
conseguenza uno sradicamento dal paese d'origine, che può, secondo le
circostanze, rendere inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF
2009/51 consid. 5.6; DTAF 2009/28 consid. 9.3.2, sentenza del Tribunale
E-2617/2016 del 28 marzo 2017 consid. 4.5).
11.
11.1 Per quanto riguarda l'esecuzione dell'allontanamento va rilevato
come l'obbligo per l'autorità di motivare la sua decisione è corollario fonda-
mentale del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.; art. 26 – 35 PA).
Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le per-
sone interessate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo
da rendere possibile all'autorità di ricorso, se adita, di esercitare conve-
nientemente il suo controllo (DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid.
2.2). Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo espli-
cito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi
delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid.
3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessario che menzioni, almeno
brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con-
sentire agli interessati di apprezzarne la portata impugnandola in piena co-
noscenza di causa (DTF 136 I 229 consid. 5.2; 136 V 351; 129 I 232 consid.
3.2; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1; sentenza del Tribunale federale
2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2).
11.2 Nel caso in disamina, il Tribunale constata come in merito all'esecu-
zione dell'allontanamento l'autorità inferiore non abbia fatto riferimento al-
cuno all'interesse superiore del fanciullo ai sensi dell'art. 3 CDF. Altresì,
non vengono espresse considerazioni in merito alla durata del soggiorno
in Svizzera, al grado di integrazione, ad un eventuale sradicamento dei tre
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bambini, così come ad eventuali problemi di inserimento in Sri Lanka. Il
Tribunale rileva che la figlia più grande, C._, ha (...) anni, 10 dei
quali li ha trascorsi in Svizzera. La sorellina D._ è nata in Svizzera
e compie fra pochi mesi (...) anni. Infine, il fratellino E._ è anch'egli
nato in Svizzera ed ha (...) anni e (...). La durata del soggiorno in Svizzera,
come rilevato in precedenza (cfr. supra consid. 10.4) costituisce un fattore
di grande importanza per l'analisi dell'interesse superiore del fanciullo.
11.3 Ciò posto, il Tribunale ritiene che la SEM abbia tralasciato o comun-
que non abbia tenuto debitamente conto di un aspetto essenziale nella
propria motivazione in merito all'esecuzione dell'allontanamento, incor-
rendo quindi nella violazione di un diritto fondamentale dei ricorrenti.
12.
12.1 La violazione del diritto di essere sentito, ritenuta la natura formale
dello stesso, implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata
a prescindere dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 132 V 387
consid. 5.1; 127 V 431 consid. 3d). Secondo la prassi del Tribunale fede-
rale, tuttavia, una violazione del diritto di essere sentito può essere sanata
nell'ambito di una procedura di ricorso qualora l'autorità adita goda dello
stesso potere di esame di quella decidente (cfr. DTF 137 129 I 129 con-
sid. 2.2.3; 126 I 68 consid. 2; 124 II 132 consid. 2d). La riparazione del vizio
deve però, segnatamente in presenza di gravi violazioni, rimanere l'ecce-
zione, non fosse altro perché la concessione successiva del diritto di es-
sere sentito costituisce sovente solo un surrogato imperfetto (DTF 137 I
195 consid. 2.3.2; 136 V 117 consid. 4.2.2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1). Una
riparazione entra inoltre in considerazione solo se la persona interessata
non abbia a subire pregiudizio dalla concessione successiva, rispettiva-
mente dalla sanatoria. In nessun caso, comunque, può essere ammesso
che l'autorità pervenga ad un risultato che non avrebbe mai ottenuto pro-
cedendo in modo corretto (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3 pag. 135). Tale vizio
è altresì sanabile qualora l'annullamento della decisione impugnata e il rin-
vio della causa all'autorità inferiore costituiscano una mera formalità e con-
ducano ad un inutile prolungamento della procedura incompatibile con l'in-
teresse delle parti ad una risoluzione celere della vertenza (cfr. DTF 142 II
218 consid. 2.8.1; 138 I 97 consid. 4.1.6.1; sentenza del TAF A-5541/2014
del 31 maggio 2016 consid. 3.1.6 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL,
Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1555).
12.2 Venendo alla presente disamina, vi è modo di rilevare che la viola-
zione del diritto di essere sentito dei ricorrenti risulta essere grave. La vio-
lazione inoltre non è stata sanata in sede ricorsuale e non può neppure
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essere sanata da questo Tribunale, risultando l'amministrazione delle
prove troppo gravosa ed al fine di salvaguardare il principio della doppia
istanza di giudizio, poiché gli insorgenti potranno nuovamente contestare
questi punti, i quali, per definizione, saranno nuovi (cfr. DTAF 2019 1/5 con-
sid. 2.3).
12.3 Pertanto, il ricorso è accolto limitatamente all'esecuzione dell'allonta-
namento, per il resto il gravame è respinto. I punti 4 e 5 della decisione
della SEM del 28 novembre 2018 sono annullati e gli atti di causa sono
trasmessi all'autorità inferiore (art. 61 cpv. 1 PA) affinché la stessa proceda,
in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a completare l'istruttoria ed a
pronunciare una nuova decisione. La suddetta autorità è invitata a tenere
conto dell'interesse superiore del fanciullo, effettuando in particolare una
valutazione in merito all'età, al grado di maturità, ai legami di dipendenza
e alla natura delle relazioni con le persone di sostegno (prossimità,
intensità, importanza per la loro crescita, impegno e capacità dipresa a
carico) di C._, D._ e di E._. Parimenti da analizzare
da parte della SEM saranno le prospettive di sviluppo e di formazione
scolastica rispettivamente professionale nonché le possibilità e le difficoltà
di reinserimento nel paese d'origine.
13.
13.1 Visto l'esito della procedura che vede i ricorrenti soccombere sulla
questione del riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione
dell'asilo, le spese processuali ridotte, ovvero corrispondenti alla metà, sa-
rebbero da porre a loro carico (art. 63 PA cpv. 1 e 5 nonché art. 3 lett. b del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
Avendo tuttavia il Tribunale, con decisione incidentale del 20 agosto 2019,
accolto la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, non
sono riscosse le spese processuali.
13.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o
in parte, può, d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La
parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla
causa (art. 7 cpv. 1 TS-TAF). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili
devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una
nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l'indennità dovuta
alla parte sulla base di tale nota. Nel caso in disamina, il patrocinatore dei
ricorrenti il 23 settembre 2019 ha inoltrato una nota particolareggiata delle
spese che si eleva a CHF 1940.70 (IVA compresa). Il Tribunale ritiene tale
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nota adeguata e riconosce dunque la metà di suddetto importo, ovvero
CHF 971.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all'IVA com-
presi), ai ricorrenti a titolo di indennità per spese ripetibili.
13.3 Per quanto riguarda le ulteriori spese di patrocinio, il Tribunale con
decisione incidentale del 20 agosto 2019 ha altresì accolto la richiesta di
concessione del gratuito patrocinio fondata sul vart. 110a cpv. 1 LAsi e no-
minato l'avv. Johannes Mosimann quale patrocinatore d'ufficio. Per prassi
del Tribunale, nei casi in cui è stato nominato un patrocinatore d'ufficio, la
tariffa oraria per gli avvocati oscilla tra i CHF 200.– ed i CHF 220.–, (art. 12
ed art. 10 cpv. 2 TS-TAF). Ritenuta la nota particolareggiata delle spese, il
Tribunale riconosce la metà dell'importo, ovvero CHF 971.– (disborsi e in-
dennità supplementare in rapporto all'IVA compresi) a titolo d'indennità per
patrocinio d'ufficio.
14.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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