Decision ID: 27fbf883-c0dd-56a8-bfa9-ed274a6996c2
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
La _ e _ procedono nei confronti di _ per l’incasso dei propri crediti.
B.
In data 2 giugno 1998 l’UE di Lugano pignorava il salario del debitore sulla base del seguente calcolo:
Introito fr. 3099.10
Minimo di esistenza
importo base fr. 1025.--
locazione fr. 1100.--
cassa malati fr. 186.20
trasferte e pasti fr. 250.--
ass. diverse fr. 137.90
Totale deduzioni fr. 2699.10
Eccedenza mensile pignorabile fr. 400.--
C.
Contro tale calcolo insorge con ricorso 2 settembre 1998 _ sostenendo che la convivente dell’escusso dovrebbe essere tenuta a partecipare alle spese di locazione. Chiede quindi che il calcolo dell’eccedenza pignorabile venga modificato.
D.
Delle osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante revisione del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
In DTF 109 III 101 il Tribunale federale ha considerato la partecipazione della concubina alla metà delle spese comuni quale proporzione ragionevole. Infatti non sarebbe ammissibile permettere ai creditori dell’escusso di esigere dalla concubina che essa sopporti le spese comuni per un importo superiore alla metà. Ciò significherebbe in effetti autorizzarli a tacitarsi con un patrimonio che non è quello del debitore e verso il quale quest’ultimo non può far valere nessun diritto al mantenimento.
3.
Nel caso di specie l’UE pur avendo accertato che il debitore convive con _, non ha ritenuto di considerare nel computo del minimo vitale la sua partecipazione alle spese di locazione, sostenendo che _ deve rimborsare alla convivente consistenti aiuti finanziari che la stessa gli avrebbe elargito in passato. Tale opinione non può essere condivisa, infatti perché si diano privilegi in diritto di determinati creditori occorre un’espressa norma di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il rigore di questo principio stabilendo che determinati creditori sono privilegiati di fatto nel senso che, in caso di pignoramento di salario e di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività lucrativa dell’escusso (DTF 112 III 18).
Siffatto indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art. 92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.
Orbene, nel caso in esame non é adempiuta alcuna delle condizioni testé citate perché si possa concedere alla convivente del debitore un tale privilegio. Quindi appare adeguato calcolare nel minimo di esistenza del debitore un contributo all spese di locazione pari al 50% del canone. L’eccedenza mensile pignorabile a carico del debitore risulta essere la seguente:
Introito fr. 3099.10
Minimo di esistenza
importo base fr. 1025.--
locazione fr. 550.--
cassa malati fr. 186.20
trasferte e pasti fr. 250.--
ass. diverse fr. 137.90
Totale deduzioni fr. 2149.10
Eccedenza mensile pignorabile fr. 950.--
4.
Ne consegue l’accoglimento del ricorso.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF