Decision ID: 263b6fab-f7ef-5550-b8ab-7528aaac3084
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano nato il ..., coniugato e padre di una figlia, ha
lavorato in Svizzera come aiuto stuccatore, versando i relativi contributi
obbligatori all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
(AVS/AI). Dopo avere subito due lussazioni al ginocchio sinistro nel
febbraio 1987, rispettivamente nell'aprile 1992, l'assicurato aveva
formulato all'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone di Basilea
Campagna (Sozialversicherungsanstalt / SVA-BL) una domanda di
rendita, la quale era stata respinta mediante decisione del 20 febbraio
1995, entrata in forza senza essere stata impugnata. A seguito di una
terza lussazione del ginocchio sinistro, l'assicurato aveva presentato,
nell'ottobre 2000, una seconda domanda di rendita, la quale era stata
accolta dalla SVA-BL con decisione del 9 gennaio 2004, riconoscente
all'interessato il diritto ad una rendita intera, sulla base di un grado
d'invalidità del 100%, dal 1° ottobre 2001, unitamente alle rendite
completive per la moglie e la figlia. Anche questa decisione è passata in
giudicato senza essere stata avversata (doc. 1 a 85, vol. 1).
B.
Dopo il rientro in Italia dell'assicurato nel 2005, la SVA-BL ha trasmesso
l'incarto per competenza all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE), che ha iniziato, il 15 maggio 2006, la
procedura di revisione del diritto alla rendita, conclusasi mediante
decisione del 4 maggio 2009, sostituente la rendita intera con tre quarti di
rendita dal 1° luglio 2009, e ciò sulla base, in particolare, delle perizie dei
dottori B._, chirurgo ortopedico, del 17 aprile 2008 (esame
dell'assicurato avvenuto il 15 gennaio 2008), e C._, psichiatra, del
9 febbraio 2009, nonché dei rapporti del dott. D._, medico
dell'UAIE, del 6 giugno 2008 e 23 marzo 2009, e in funzione di un grado
d'invalidità del 62% (doc. 94 a 158, vol. 1). Il ricorso contro questa
decisione è stato accolto dal Tribunale amministrativo federale (di
seguito: il Tribunale) mediante sentenza del 25 ottobre 2010, prevedente
il rinvio della causa all'UAIE per una definizione precisa delle attività
concrete medicalmente ancora esigibili e la conseguente esecuzione di
un nuovo calcolo del grado d'invalidità (doc. 4, vol. 2).
C.
L'UAIE ha quindi effettuato un nuovo raffronto dei redditi il 14 febbraio
2011 (doc. 7, vol. 2), considerando nel 2008, secondo i valori forniti
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dall'ex datore di lavoro, indicizzati (l'indice dei salari nominali per gli
uomini è passato da 1856 nel 2000 a 2092 nel 2008), un salario da valido
mensile di Fr. 5'999.19, e, sulla base dei dati dell'Ufficio federale di
statistica (UFS) nel 2008, adattati a 41.7 ore alla settimana, un salario da
invalido medio di Fr. 4'699.59 al mese, realizzabile come venditore per
corrispondenza, al telefono o via internet, cassiere, venditore di biglietti,
telefonista nonché addetto alla registrazione o alla scannerizzazione di
dati, ridotto del 10% in funzione delle circostanze personali e
professionali dell'assicurato (lavori in posizione seduta, implicanti
unicamente la messa a contribuzione del tronco superiore, ecc.), e nella
misura del 50% (capacità lavorativa residua), dimodoché è stata ricavata
una perdita di guadagno del 64.75%, corrispondente ad un grado
d'invalidità del 65%.
Il 25 febbraio 2011 l'UAIE ha quindi emanato un progetto di decisione
(doc. 14, vol. 2), con il quale ha confermato la riduzione della rendita
intera a tre quarti di rendita dal 1° luglio 2009. Per il tramite del suo
avvocato, l'assicurato ha contestato questo progetto (doc. 18, vol. 2),
mettendo sostanzialmente in dubbio di potere svolgere le attività ritenute
dall'UAIE nel nuovo calcolo del grado d'invalidità, e facendo valere un
aggravamento del suo stato di disagio psichico.
Prendendo brevemente posizione sul caso il 9 maggio 2011, il
dott. E._, medico dell'UAIE, ha ordinato, l'esecuzione di due
perizie complementari, una di carattere ortopedico da parte del dott.
B._, l'altra di natura psichiatrica da parte del dott. C._,
confermando questo modo di procedere il 5 luglio 2011, dopo l'inoltro da
parte dell'assicurato, allegato al questionario per la revisione della
rendita, dell'11 giugno 2011, di un rapporto fisioterapico italiano, non
datato, facente stato in particolare, nel quadro di un peggioramento dello
stato di salute fisico e psicologico dell'interessato, di una marcata ipotonia
e atrofia muscolare, con la grave presenza di un ballottamento della
rotula sinistra (doc. 23 a 32, vol. 2).
D.
Il dott. C._ ha redatto il suo rapporto peritale il 17 novembre 2011
(doc. 51, vol. 2), nel quale ha diagnosticato una sindrome depressiva
ricorrente di gravità attuale media con sindrome biologica da diversi anni,
causante un'incapacità lavorativa del 30%.
Il dott. B._ ha stilato il suo rapporto peritale l'8 febbraio 2012 (doc.
52, vol. 2), in cui ha diagnosticato una gonalgia bilaterale con deficit
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funzionale, sindromi cervicospondilogena e vertebrale ed una disfunzione
all'altezza della transizione costo-cartilaginea anteriore all'emicostato
sinistro, fissando una capacità lavorativa del 50% nello svolgimento di
mansioni adeguate, quasi prettamente sedentarie, senza necessità di
gestione di una pedaliera e con la possibilità di stendere liberamente le
gambe al di sotto del piano di lavoro, senza esposizione a cambiamenti
frequenti o repentini della temperatura e dell'umidità, da evitare essendo
gli spostamenti frequenti, anche corti, su superfici regolari, il superamento
di scale, i movimenti di flessione delle ginocchia e la posizione
accovacciata, con un limite di trasporto di pesi non superiore ad un paio
di chili.
E.
Alle luce di queste due perizie il dott. E._ ha preso posizione sul
caso il 27 febbraio 2012 (doc. 54/1 a 6, vol. 2), riesponendo gli elementi
diagnostici in esse contenuti, ed ha formulato un'incapacità lavorativa del
100% per l'attività di stuccatore e del 50%, dal 15 gennaio 2008 (data
dell'esame dell'assicurato da parte del dott. B._ per la stesura
della sua prima perizia), in occupazioni adeguate quali venditore per
corrispondenza, al telefono o via internet, cassiere, venditore di biglietti,
telefonista nonché addetto alla registrazione o alla scannerizzazione di
dati, durante l'intera giornata, nella posizione seduta, ma con la possibilità
di cambiarla, al riparo dal freddo, dal caldo e dal cattivo tempo, nonché
nel rispetto degli altri limiti funzionali enumerati precisamente dal
dott. B._.
Di conseguenza, con decisione del 12 marzo 2012 (doc. 55, vol. 2),
l'UAIE ha confermato la sostituzione della rendita intera con tre quarti di
rendita a decorrere dal 1° luglio 2009.
F.
Contro questa decisione, rappresentato dal suo avvocato, l'assicurato ha
inoltrato ricorso a questo Tribunale il 7 maggio 2012, chiedendo, previo
annullamento della stessa, che gli sia riconosciuto il diritto alla rendita
intera d'invalidità anche oltre il 30 giugno 2009, una volta concessagli la
possibilità di partecipare ad un'udienza per la trattazione orale della
causa "che potrebbe senz'altro essere più utile rispetto al ricorso cartaceo
che oggi si invia", con i dottori B._ e F._in qualità di testi, e
di eseguire una nuova perizia medica.
L'UAIE ha risposto al ricorso il 17 settembre 2012, proponendone il rigetto
con la conferma della decisione impugnata.
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Pagina 5
G.
Il ricorrente ha replicato, dopo proroga del termine, il 28 novembre 2012,
ribadendo le proprie conclusioni, ed ha allegato due documenti medici
relativi all'accertamento dell'invalidità civile in Italia, ossia un certificato
psichiatrico dell'8 marzo 2012, rivelante una depressione reattiva
cronicizzata di notevole entità, ed un certificato dell'Istituto nazionale
italiano della previdenza sociale (INPS), del 25 marzo 2012, in cui sono
menzionate specialmente le affezioni al ginocchio sinistro, una
depressione nevrotica, un'ernia del disco intervertebrale cervicale senza
mielopatia ed una malattia neoplastica in atto.
Dopo che il dott. E._ ha preso conoscenza di questi documenti il
26 dicembre 2012, affermando che essi non apportano nulla di nuovo e
che la menzione di una malattia neoplastica in atto, mai rilevata in
precedenza, appare completamente inattendibile, l'UAIE ha brevemente
duplicato il 10 gennaio 2013, riaffermando la necessità di riservare un
esito negativo al ricorso.
H.
Con decisione incidentale del 17 gennaio 2013, questo Tribunale ha
trasmesso al ricorrente copia della duplica e dell'ultimo rapporto del
medico dell'UAIE allo scopo di presentare eventuali nuove osservazioni,
ciò che non è avvenuto, invitandolo nel contempo a versare un anticipo
equivalente alle presunte spese processuali di Fr. 400.-, il quale è stato
effettuato l'8 febbraio 2013.

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale
del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021),
emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le
eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni rese
dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
portate davanti al Tribunale amministrativo federale conformemente
all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale sull'assicurazione per
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).
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Di conseguenza, questo Tribunale è competente a giudicare il
presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). In conformità
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili
all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e 28-70), sempreché la
LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è
toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un
interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua
modificazione. Il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,
l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo
rappresentante, con allegati la decisione impugnata e i documenti
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.
52 cpv. 1 PA).
1.4 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato
presentato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), e visto che
l'anticipo di Fr. 400.-, relativo alle spese processuali, è stato versato
nel termine impartito.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'Accordo sulla libera circolazione delle
persone, del 21 giugno 1999, fra la Confederazione svizzera, da una
parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra parte,
entrato in vigore il 1° giugno 2002 (ALC, RS 0142.112.681), in particolare
il suo allegato II relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
Secondo l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato
II, gli accordi bilaterali fra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità
europea in materia di sicurezza sociale sono sospesi con l'entrata in
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vigore dell'Accordo, qualora il medesimo campo sia disciplinato da
quest'ultimo.
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012
(Decisione 1/2012 del Comitato misto, del 31 marzo 2012; RU 2012
2345). Tuttavia, il caso in esame rimane regolato, anche a seguito del
rinvio dell'art. 80a LAI, dalla versione dell'allegato II in vigore fino al
31 marzo 2012 (RU 2002 1527, 2006 979 e 995, 2006 5851, 2009 2411 e
2421), in base alla quale le parti contraenti applicano fra di loro gli atti
comunitari seguenti: il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del
14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all'interno della Comunità (RU 2004 121, 2008 4219, 2009
4831), normativa applicabile a tutte le rendite il cui diritto nasce dal
1° giugno 2002 o successivamente, e che sostituisce le Convenzioni di
sicurezza sociale che disciplinavano i rapporti fra due o più Stati (art. 6
del regolamento n. 1408/71), ed il regolamento (CEE) n. 574/71 del
Consiglio, del 21 marzo 1972, relativo all'applicazione del regolamento n.
1408/71 (RU 2005 3909, 2009 621, 2009 4845).
2.3 Secondo l'art. 3 del regolamento n. 1408/71, i cittadini degli Stati
membri della Comunità europea ed i cittadini svizzeri godono della parità
di trattamento. Ciò detto, nella misura in cui l'Accordo, in particolare
l'allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della
procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una
rendita d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF
130 V 257 consid. 2.4). Così, per costante giurisprudenza, l'ottenimento
di una pensione straniera d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di
un'invalidità secondo il diritto svizzero (sentenza del Tribunale federale I
435/02 del 4 febbraio 2003, consid. 2).
3.
3.1 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore
della stessa al momento della decisione impugnata, ritenuto tuttavia il
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 130
V 445 consid. 1.2). Le disposizioni della 6 a
revisione della LAI (primo
pacchetto di misure), in vigore dal 1° gennaio 2012 (RU 2011 5659; FF
2010 1603), sono dunque applicabili in concreto, come lo sono le
disposizioni della LPGA, se e per quanto la LAI lo preveda (art. 2 LPGA).
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Pagina 8
3.2 Il giudice delle assicurazioni sociali analizza la legalità della decisione
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in
cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V citata). Egli può tuttavia
tenere conto dei fatti verificatisi dopo la data della decisione impugnata
quando essi possono imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 130 V 138, vedi
anche 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a). Ne discende che, in
concreto, il periodo di cognizione di questo Tribunale si estende fino al
12 marzo 2012.
4.
4.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga
durata. L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente
ad infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.
4.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il
quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate
solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è
cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.
4.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che
l'assicurato ha diritto ad una rendita alle seguenti condizioni: (a) la sua
capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete
non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; (b) ha avuto
un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un
anno senza notevole interruzione; e (c) al termine di questo anno è
invalido almeno al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto
dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle
prestazioni conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a
partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).
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Pagina 9
4.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al
guadagno è definita all'art. 7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato
che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica,
mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle
cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare
la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate
esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste
un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente
superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore dal 1° gennaio
2008).
4.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di
carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In
base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per
valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido. In altri termini, l'assicurazione svizzera per l'invalidità
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 pag. 84). La documentazione
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato, ma non
spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314).
5.
Il ricorrente contesta la validità materiale della decisione dell'UAIE,
chiedendo che gli sia riconosciuto il diritto ad una rendita intera
d'invalidità anche oltre il 30 giugno 2009.
C-2614/2012
Pagina 10
6.
6.1 Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d'ufficio o su richiesta.
6.2 Conformemente all'art. 87 cpv. 2 OAI, la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado
d'invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell'erogazione
della rendita o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità.
6.3 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza,
tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può
supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni
caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art.
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere
mansioni consuete peggiora, occorre tenere conto del cambiamento
determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).
L'aumento della rendita avviene al più presto, se l'assicurato ha
chiesto la revisione, a partire dal mese in cui la domanda è stata
inoltrata, mentre se la revisione ha luogo d'ufficio, a partire dal mese in
cui è stata prevista (art. 88 bis
cpv. 1 lett. a e b). La riduzione o la
soppressione della rendita è messa in atto, il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione (art. 88 bis
cpv.
2 lett. a).
6.4 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante
(DTF 113 V 275 consid. 1a).
Va ancora rilevato che la semplice valutazione diversa di circostanze
di fatto che sono rimaste sostanzialmente invariate non giustifica una
revisione ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e
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Pagina 11
390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid. 3.3.3).
L'istituto della revisione non deve giustificare un riesame senza
condizioni del diritto alla rendita (cfr. anche: RUDOLF RUEDI, Die
Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich
von Invalidenrentenrevisionen, in: SCHAFFHAUSER/SCHLAURI, Die
Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo,
1999, pag. 15).
7.
Al fine di giudicare se sussistono indizi sufficienti per ritenere verosimile
una modifica rilevante del grado d'invalidità, si deve considerare il periodo
tra la decisione iniziale e quella che pronuncia la revisione. Decisioni
intercalari sono pertinenti unicamente se sono state emesse sulla base di
una nuova valutazione materiale del grado d'invalidità, ossia dopo
delucidazione dei fatti, apprezzamento delle prove e esecuzione del
raffronto dei redditi (DTF 133 V 108).
In concreto, la decisione iniziale è stata pronunciata il 9 gennaio 2004
e la decisione di revisione qui impugnata è stata emessa il 12 marzo
2012, la decisione intercalare del 4 maggio 2009 essendo stata
annullata da questo Tribunale mediante sentenza del 25 ottobre 2010.
Ne consegue che, seguendo la giurisprudenza, il periodo di riferimento
per giudicare se verosimilmente è intervenuta una modifica rilevante
del grado d'invalidità, tale da giustificare la riduzione della rendita
intera a tre quarti di rendita, come disposto dall'UAIE, è quello tra il
9 gennaio 2004 e il 12 marzo 2012.
8.
Il giudice delle assicurazioni sociali fonda la sua decisione, salvo
disposizioni di legge contrarie, su fatti che, senza essere stabiliti in modo
irrefutabile, appaiono come i più verosimili, ossia che presentano un
grado di verosimiglianza preponderante (DTF 126 V 353 consid. 5b e
relativi riferimenti). Egli deve esaminare in maniera obiettiva tutti i mezzi
di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi decidere se i
documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un giudizio
attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 352 consid. 3a).
Per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire
importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché
permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V
134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). Perché un rapporto medico abbia
valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
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Pagina 12
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica;
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V
352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico
curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere
conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il
paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo
paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 pag. 109).
9.
9.1 Dalla documentazione medica agli atti e, in particolare, dalle perizie
dei dottori B._, chirurgo ortopedico, del 17 aprile 2008 e 8
febbraio 2012 (doc. 122, vol. 1 e 52, vol. 2), e C._, psichiatra, del
9 febbraio 2009 e 17 novembre 2011 (doc. 150, vol. 1 e 51, vol. 2),
nonché dai rapporti dei dottori D._, del 6 giugno 2008 e 23 marzo
2009 (doc. 126 e 155, vol. 1), e E._, del 27 febbraio 2012 (doc.
54, vol. 2), entrambi medici dell'UAIE, si evince la diagnosi di gonalgia
bilaterale con deficit funzionale, di sindromi cervicospondilogena e
vertebrale, di disfunzione all'altezza della transizione costo-cartilaginea
anteriore all'emicostato sinistro, come pure di sindrome depressiva
ricorrente di gravità attuale media con sindrome biologica da diversi anni.
Questa diagnosi risulta essere univoca e non è contestata dal ricorrente,
dimodoché non vi sono motivi per non aderirvi.
9.2 Rispetto alle conseguenze invalidanti delle affezioni diagnosticate, il
dott. B._ ha ribadito, nella sua perizia dell'8 febbraio 2012, la
valutazione del caso contenuta nella sua perizia del 17 aprile 2008, ossia
che il ginocchio sinistro, dal punto di vista funzionale, può migliorare con
l'impianto di una protesi totale, che sarebbe previsto di sottoporre il
ginocchio destro ad un intervento d'osteotomia secondo Insaal, che, dal
punto di vista prognostico, non ci sono elementi che permettano di
prevedere con sufficiente attendibilità un miglioramento significativo dello
stato di salute, che, per quanto concerne il rachide, i reperti clinici
riscontrati, come pure quelli radiologici, rispettivamente neuro-radiologici
obiettivi, non mettono in evidenza delle anomalie di rilievo e non
presentano valenza invalidante, e che il ricorrente, il quale dovrebbe
beneficiare di misure attive di rinforzo muscolare e stabilizzazione del
tronco, può esercitare, almeno nella misura del 50%, un'attività lavorativa
prevalentemente o quasi prettamente sedentaria, che non implichi l'uso di
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una pedaliera, l'esposizione a cambiamenti frequenti o repentini della
temperatura, rispettivamente dell'umidità ambiente, spostamenti frequenti
anche corti e su superfici regolari, il superamento di scale, i movimenti di
flessione delle ginocchia, le posizioni accovacciate e il trasporto di pesi
superiori ad un paio di chili, con la possibilità di stendere liberamente le
gambe al di sotto del piano di lavoro.
Anche il dott. C._, che aveva formulato un'incapacità lavorativa
del 30% nella sua perizia del 9 febbraio 2009, l'ha confermata nella sua
perizia del 17 novembre 2011, in cui ha inoltre rilevato che non è
subentrato nessun "gran cambiamento" della patologia psichiatrica tra
queste due date, precisando che se i sintomi dovessero peggiorare in
futuro, sarebbe auspicabile una presa a carico psichiatrica regolare del
ricorrente con la prescrizione di un farmaco antidepressivo da assumere
costantemente.
Dal canto suo, il dott. E._, come in precedenza il dott. D._,
ha ripreso testualmente, nel suo rapporto del 27 febbraio 2012, gli
elementi diagnostici formulati dai dottori B._ e C._, nonché
i limiti funzionali espressi dal chirurgo ortopedico. Il medico dell'UAIE ha
inoltre specificato (doc. 54/5 e 6, vol. 2), come richiesto con la sentenza
del 25 ottobre 2010, le attività concretamente esigibili dal ricorrente,
ossia, nell'ambito del commercio all'ingrosso, quella di venditore per
corrispondenza, al telefono o via internet, nel campo del commercio al
dettaglio, quelle di riparatore di piccoli apparecchi e di articoli domestici,
cassiere e venditore di biglietti, nonché, nel settore dei servizi, quelle di
addetto alla ricezione o telefonista.
9.3 Visto quanto precede e constatato innanzitutto che le perizie
complementari dei dottori B._ e C._, richieste dal
dott. E._, confermano in pieno le conclusioni dei due precedenti
rapporti peritali e permettono di escludere che lo stato di salute del
ricorrente si sia modificato in modo rilevante nel periodo intercorso tra i
due esami, questo Tribunale conclude che la capacità lavorativa del
ricorrente, in attività confacenti al suo stato di salute e rispettose delle
limitazioni funzionali sopraesposte, può essere fissata al 50% dal
15 gennaio 2008, ossia dalla data del primo esame peritale effettuato da
parte del dott. B._ per la stesura della perizia del 17 aprile 2008.
10.
Come già esposto nel consid. 4.5, secondo l'art. 16 LPGA, per valutare il
grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato invalido potrebbe conseguire
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esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica
e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di
una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito da invalido), è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido (reddito da valido).
In concreto è necessario innanzitutto sottolineare che l'UAIE ha
proceduto al nuovo calcolo dell'invalidità il 14 febbraio 2011 (doc. 7, vol.
2), ossia prima che il suo servizio medico, nella persona del
dott. E._, avesse elencato le attività medicalmente esigibili il
27 febbraio 2012 (doc. 54/1 a 6, vol. 2). Ciò detto, visto che le attività
liberamente scelte dai responsabili del calcolo corrispondono pienamente
a quelle indicate dal dott. E._, questo fatto non intacca la validità
formale del calcolo esposto di seguito. Ora, l'UAIE ha determinato per il
2008, secondo i valori forniti dall'ex datore di lavoro, indicizzati (l'indice
dei salari nominali per gli uomini è passato da 1856 nel 2000 a 2092 nel
2008), un salario da valido mensile di Fr. 5'999.19, e, sulla base dei dati
dell'UFS nel 2008, adattati a 41.7 ore alla settimana, un salario da
invalido medio di Fr. 4'699.59 al mese, realizzabile come venditore per
corrispondenza, al telefono o via internet, cassiere, venditore di biglietti,
telefonista nonché addetto alla registrazione o alla scannerizzazione di
dati, ridotto del 10% in funzione delle circostanze personali e
professionali dell'assicurato (lavori in posizione seduta, implicanti
unicamente la messa a contribuzione del tronco superiore, ecc.), e nella
misura del 50% (capacità lavorativa residua), dimodoché è stata messa in
evidenza una perdita di guadagno del 64.75%, corrispondente ad un
grado d'invalidità del 65%.
Nel suo insieme questo calcolo è stato eseguito correttamente, anche se
deve essere rilevato che l'UAIE avrebbe dovuto indicizzare tutti i salari
utilizzati al 2009 e quindi sino al 2012, data della decisione impugnata.
Questa mancanza non è comunque suscettibile di modificare il risultato in
modo rilevante, per il motivo che l'indicizzazione del salario da valido e
l'indicizzazione del salario da invalido (media dei salari scelti) tendono ad
equilibrarsi. Quindi, tutto sommato, è a giusta ragione che l'UAIE ha
deciso di ridurre a tre quarti la rendita intera percepita dal ricorrente, e ciò
a decorrere dal 1° luglio 2009.
11.
11.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della
Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), le parti
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hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di
essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato
di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi
confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul
provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di
determinarsi in proposito (DTF 129 II 497 consid. 2.2, pag. 504; 127 I 54
consid. 2b, pag. 56; 127 III 576 consid. 2c, pag. 578; 126 V 130 consid.
2°, pag. 130; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 15 consid.
2a/aa, pag. 16; 124 V 180 consid. 1a, pag. 181, 372 consid. 3b, pag.
375). ll diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende
inoltre l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni.
Conformemente all'art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101), in
vigore per la Svizzera dal 28 novembre 1974, ogni persona ha diritto ad
un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un
tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della
determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia
della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta .
11.2 Secondo la giurisprudenza l'obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi della norma convenzionale presuppone che la parte
formuli una richiesta chiara e inequivocabile; semplici domande di
assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale,
nella misura in cui si traducono in una richiesta di interrogatorio nel senso
di una assunzione di prove, ma non invece se tendono a esporre il
proprio punto di vista personale sulle risultanze probatorie davanti a un
tribunale indipendente (sentenza 2C_100/2011 del 10 giugno 2011
consid. 2), o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di
sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (si confronti in
proposito anche l'art. 30 Cost. DTF 125 V 37 consid. 2, pag. 38; 122 V 47
consid. 3a, pag. 54 segg.).
11.3 In concreto, il ricorrente ha richiesto di potere "partecipare in
un'udienza per una trattazione orale del giudizio che potrebbe senz'altro
essere più utile rispetto al ricorso cartaceo", e che, "per l'istruzione della
causa, venga disposta consulenza tecnica d'ufficio e nominato all'uopo un
consulente [...]", con l'indicazione "come testi" dei "dottori B._ e
C._" affinché siano interrogati "sulle circostanze di accertamento
di cui al corpo del ricorso". Dato il tenore di questa formulazione, la
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richiesta del ricorrente si apparenta ad un'istanza di assunzione di
ulteriori prove in contraddittorio per il tramite delle parti, che la
giurisprudenza non considera quale domanda esplicita intesa ad indire un
pubblico dibattimento. È così giustificato affermare che il ricorrente non
ha presentato una domanda chiara ed inequivocabile tendente
all'organizzazione di un'udienza pubblica ai sensi dell'art. 6 CEDU, ma
piuttosto una richiesta generica di essere nuovamente sentito,
insufficiente a fondare un obbligo per questo Tribunale di indire un
dibattimento pubblico con, in particolare, l'audizione dei testi da lui
proposti (sentenze del Tribunale federale nelle cause 9C_578/2008 del
29 maggio 2009, consid. 4.8, e 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013,
consid. 6.3).
11.4 Riguardo alla richiesta di procedere ad una nuova perizia, occorre
rilevare che l'autorità può terminare l'istruzione quando le prove acquisite
le hanno permesso di formare il proprio convincimento, e che,
procedendo ad una valutazione anticipata non arbitraria delle prove che
le sono ancora proposte, ha la certezza che esse non sono suscettibili di
farle cambiare opinione (DTF 136 I 229 consid. 5.3).
In concreto, l'istruzione del caso è stata ampiamente completata e risulta
essere esaustiva, tantoché l'esecuzione di una nuova perizia non appare
di alcuna utilità, per cui anche questa richiesta del ricorrente deve essere
respinta.
12.
Di conseguenza, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata
confermata.
13.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe a
carico della parte soccombente. In concreto, visto l'esito della procedura,
le spese processuali di Fr. 400.- sono poste a carico del ricorrente e
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato l'8 febbraio
2013.
In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità per le
spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese
ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano al
ricorrente indennità per spese ripetibili. Per quanto concerne l'UAIE, le
autorità federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7
C-2614/2012
Pagina 17
cpv. 3 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF,
RS 173.320.2]).