Decision ID: b6081d8c-b63c-5e3e-882f-77caf5342be0
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 9 novembre 2006, RI 1, di professione autista-magazziniere, ha comunicato all’CO 1 che, il 6 novembre 2006, nel salire sul secondo gradino di una scala, ha lamentato la lussazione della rotula del ginocchio sinistro ed è caduto a terra.
Chiamato a precisare la natura della lesione, egli ha indicato, citiamo: “Lussazione recidiva, patella instabile” (doc. 4).
I sanitari del Servizio di PS dell’Ospedale _ di _, ai quali l’assicurato si è immediatamente rivolto, hanno _, per quanto qui di interesse, delle lussazioni recidivanti della patella sinistra (doc. 15).
La RMN del ginocchio sinistro del 6 dicembre 2006 ha evidenziato la presenza di esiti da lesione del retinacolo mediale della rotula (doc. 20).
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, l’Istituto assicuratore, con decisione formale del 5 febbraio 2007, ha rifiutato il proprio obbligo a prestazioni relativamente al danno localizzato al ginocchio sinistro, poiché esso, da un lato, non sarebbe da porre in relazione ad un infortunio ai sensi di legge e, dall’altro, non costituirebbe una lesione parificata ai postumi di un infortunio (doc. 30).
A seguito delle opposizioni interposte dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 33 e 36) e dalla Cassa malati RI 2 (doc. 35 e 40), l’CO 1, in data 4 aprile 2007, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 43).
1.3. Con tempestivo ricorso del 30 aprile 2007, RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’CO 1 venga condannato a corrispondergli le prestazioni di legge.
A sostegno della propria pretesa, l’insorgente fa valere che l’evento del novembre 2006 configurerebbe un infortunio ai sensi di legge, subordinatamente, trattandosi di una lussazione (e non di una “semplice”
sub
lussazione), di una lesione parificata ai postumi di un infortunio. D’altro canto, egli sostiene che il noto danno alla salute avrebbe in ogni caso dovuto essere trattato quale ricaduta (o postumo tradivo) del sinistro del 30 maggio 2005, il quale all’epoca venne assunto dall’assicuratore infortuni convenuto (doc. I – inc. 35.2007.48).
1.4. Contro la decisione su opposizione 4 aprile 2007 dell’CO 1, si è pure aggravata la Cassa malati RI 2 con atto di ricorso del 15 maggio 2007, chiedendo, in via principale, la condanna dell’Istituto assicuratore convenuto a versare all’assicurato le prestazioni e, in via subordinata, il rinvio degli atti all’amministrazione per un complemento di istruzione e nuova decisione.
Secondo l’assicuratore malattie ricorrente, il danno alla salute in questione deve essere considerato quale ricaduta dell’evento del 30 maggio 2005 e, in questo senso, censura l’apprezzamento espresso dal medico fiduciario dell’CO 1 in occasione della visita di controllo del 15 gennaio 2007. D’altra parte, sempre a detta della RI 2, rinviando a una procedura separata l’esame della questione di sapere se il danno alla salute costituisce una ricaduta del pregresso sinistro, l’Istituto assicuratore avrebbe violato il principio dell’economia di procedura, oltre ad aprire la via al rischio che vengano emanate delle decisioni contradditorie (doc. I – inc. 35.2007.52).
1.5. Il 22 maggio 2007, l’assicurato ha chiesto la congiunzione delle due cause (doc. III – inc. 35.2007.52).
1.6. L’assicuratore infortuni convenuto, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione di entrambe le impugnative con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV – inc. 35.2007.48 e inc. 35.2007.52).
1.7. In data 30 maggio 2007, questa Corte ha dichiarato congiunte le cause (doc. V – inc. 35.2007.48 e 35.2007.52).
1.8. Nel corso del mese di giugno 2007, l’assicurato ha domandato l’esecuzione di una perizia medica giudiziaria, nonché il richiamo delle cartelle cliniche del dott. _ e dell’Ospedale _ di _, così come della documentazione radiologica (doc. VI – inc. 35.2007.48).
La cassa malati insorgente ha rinunciato, da parte sua, a proporre dei nuovi mezzi di prova (doc. VIII – inc. 35.2007.48).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto della lite è la questione di sapere se l’Istituto assicuratore convenuto era legittimato a rifiutare le proprie prestazioni in relazione all’evento del 6 novembre 2006, oppure no.
Il TCA deve, in primo luogo, esaminare se l’evento appena citato configura un infortunio ai sensi di legge, rispettivamente, se il danno alla salute localizzato al ginocchio sinistro può essere posto a carico dell’CO 1 a titolo di lesione parificata ai postumi di un infortunio.
2.3. Secondo l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non professionale e di malattie professionali.
2.4. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio:
"
È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte"
.
Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.
Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
"
- l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore"
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.5. Si evince dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo.
L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).
2.6. Conformemente alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.
Quando l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid.
5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff,
in
A. Koller (Hrsg.),  Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).
Gli stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).
2.7. Dalle tavole processuali emerge che, in data 31 gennaio 2007, RI 1 è stato sentito da un funzionario dell’CO 1 allo scopo, segnatamente, di chiarire le modalità secondo le quali è avvenuto l’evento del 6 novembre 2006.
Dal relativo rapporto – letto ed approvato dall’insorgente – risulta in proposito quanto segue:
"
L’evento è successo il 6.11.06 verso le ore 09.30.
Mi trovavo al mio domicilio.
Stavo salendo su una scaletta a pioli (scala a forbice) per mettere del silicone attorno al telaio della porta d’entrata siccome entrava dell’aria.
Mentre appoggiavo il peso del corpo sul piede sinistro, la rotula mi è uscita di sede.
Preciso che non è successo nulla di particolare mentre salivo sulla scaletta.
Non ero né caduto né scivolato. Tutto si era svolto normalmente.
È stato unicamente il carico di tutto il peso del corpo sul ginocchio sinistro che ha provocato la lussazione della rotula.
A causa della lussazione e del successivo dolore sono caduto all’indietro.
Nella caduta avevo battuto la schiena.
Il ginocchio non l’avevo battuto da nessuna parte
.
La rotula era uscita spontaneamente quando avevo caricato il peso del corpo sul ginocchio sinistro e stavo raddrizzando il ginocchio per alzarmi sulla scala.
Preciso che sono caduto dalla scala dopo che la rotula era uscita di sede in quanto il ginocchio aveva ceduto
.”
(doc. 29 – il corsivo è del redattore)
Con la propria impugnativa, l’assicurato sostiene che l’evento in questione, citiamo: “... denota chiaramente le caratteristiche di un infortunio.” (doc. I, p. 2 – inc. 35.2007.48).