Decision ID: f6977cdd-b6d7-5187-819c-de0daf800902
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Diversi creditori procedono nei confronti della comunione ereditaria fu _ (deceduta il 31 gennaio 2011), composta dei figli RI 1 e RI 2 (v. sentenza della CEF 15.2014.23 del 15 maggio 2014, consid. A-D). Il 13 giugno 2014, l’Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) di Blenio ha comunicato ai creditori e ai debitori tre elenchi oneri relativi a dodici fondi appartenenti alla comunione ereditaria escussa, fissando le tre aste per il 12 settembre 2014, la prima per dieci fondi (n. _, _, _, _, _ e _ RFD di _, n. _ RFD di _ -_ _, n. _ RFD di _ RFD di _ e n. _ RFD di _), la seconda per la particella n. _ RFD di _ e la terza per la n. _ RFD di _.
B.
Con ricorso del 3 luglio 2014 (n. 3-4/2014) redatto in lingua tedesca, PI 4, a nome del figlio RI 1 e della sorellastra RI 2, ha interposto “opposizione”
(“Einsprache”)
contro i predetti elenchi oneri e le modalità dell’asta
(“Versteigerungsart”)
, allegando di essere degente in ospedale “a causa di gravi lesioni procuratemi dalla Polizia tre giorni fa”, di non essere in grado di motivare il ricorso e di non potere far capo ad alcun sostituto a conoscenza della causa né ad un avvocato. PI 4 ha chiesto inoltre di sospendere le esecuzioni per grave malattia ai sensi dell’art. 61 LEF, concedendo effetto sospensivo per l’intera procedura esecutiva.
C.
Sempre il 3 luglio 2014 (n. 5/2014), PI 4 ha presentato un altro ricorso identico a quello appena descritto, se non che l’ha formulato come presidente dell’associazione PI 5, iscritta nell’elenco oneri (con il n. 21) come portatrice di una cartella ipotecaria di fr. 50'000.– in IX. grado sulla particella n. _ RFD di _.
D.
Come richiesto dall’Ufficio, il 24 luglio 2014 PI 4 ha prodotto la traduzione di entrambi i ricorsi in italiano.
E.
Con scritto del 7 agosto 2014, l’avv. PI 1 ha comunicato di non intendere presentare osservazioni a due ricorsi ”assolutamente non motivati e come tali infondati e strumentali” mentre PI 2 e PI 3, con osservazioni dell’8 agosto, si sono opposti ai ricorsi, chiedendo di dichiararli irricevibili, rispettivamente di respingere sia i ricorsi che le richieste di effetto sospensivo. Anche l’UEF ne ha postulato la reiezione.

Considerato
in diritto: 1.
Più ricorsi – presentati tanto con atti separati quanto come atto unico e con un solo petitum – formulati contro lo stesso provvedimento dell’organo d’esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi aventi il medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso di fatti, possono essere congiunti in virtù dei combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm non solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo tenore ma anche ove formulino tesi divergenti. Nel caso di specie entrambi i ricorsi sono diretti contro i medesimi elenchi oneri e hanno lo stesso contenuto. Le due vertenze possono pertanto essere congiunte per ragioni di economia processuale ed evase con una sola sentenza.
RI 1 ha ritirato l’invio dell’elenco oneri venerdì 20 giugno 2014 mentre RI 2 e PI 5 l’hanno ritirato il successivo lunedì 23 giugno. Il ricorso di RI 1 e RI 2, interposto giovedì 3 luglio 2014 più di 10 giorni dopo che RI 1 ne aveva avuto conoscenza, è quindi irricevibile poiché tardivo (art. 17 cpv. 2 LEF e 142 cpv. 1 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF), ricordato che è valida la notifica degli atti destinati a una successione indivisa a uno solo degli eredi (art. 65 cpv. 3 LEF), specie nel caso concreto, nei precedenti ricorsi RI 1 avendo sempre indicato il proprio domicilio quale indirizzo di comunicazione. Il ricorso di PI 5 è invece tempestivo, e sotto questo profilo ricevibile, essendo stato inoltrato l’ultimo giorno utile, ossia il 3 luglio 2014.
2.
La rappresentanza legale nell’ambito di una procedura di ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF davanti all’autorità di vigilanza ticinese è riconosciuta a chi detiene una rappresentanza legale, agli avvocati ammessi al libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti, nonché ai fiduciari (persone fisiche) con l’autorizzazione cantonale (art. 15 Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]; sentenza della CEF 15.2008.87 del 12 novembre 2008, consid. 1). Nel caso specifico, PI 4 non risultando iscritto all’albo degli avvocati o dei fiduciari, il ricorso formulato a nome di RI 1 e RI 2 è irricevibile. Egli, d’altronde, non dimostra di essere rappresentante legale di PI 5. Giusta l’art. 7 cpv. 5 LPR andrebbe assegnato ai ricorrenti un termine per rimediare a tali mancanze. Ce se ne può però dispensare, perché i ricorsi sono comunque irricevibili per un altro motivo, non sanabile.
3.
I ricorsi sono infatti privi di motivazione e in quanto tali inammissibili (cfr. art. 7 cpv. 3 lett. b LPR). PI 4 allega sì di non essere stato in grado di motivare tempestivamente i ricorsi a causa della sua degenza in ospedale e di non potere far capo ad alcun sostituto a conoscenza della causa né ad un avvocato, ma a parte il fatto ch’egli non ha fornito, né con i ricorsi né successivamente, alcun elemento concreto e oggettivo che renda verosimili le sue allegazioni – in particolare non ha prodotto il certificato medico preannunciato nei ricorsi – non ha neppure spiegato come mai i suoi mandanti (che finora hanno sempre agito da soli in giudizio, cfr. CEF 15.2012.17 e 40, 15.2013.18, 43 e 115, e 15.2014.23), rispettivamente gli altri soci non sarebbero stati in grado d’inoltrare il ricorso essi medesimi o con l’assistenza di un avvocato o di un fiduciario, non da ultimo perché gli atti impugnati sono stati inviati dall’UEF al domicilio privato degli escussi, rispettivamente alla sede dell’associazione, e non al domicilio di PI 4.
4.
Anche la richiesta di sospensione della realizzazione dei fondi per grave malattia a norma dell’art. 61 LEF è irricevibile in questa sede, perché essa va sottoposta in prima istanza all’ufficiale di esecuzione. Ad ogni modo, solo la malattia grave della parte escussa o coescussa o di un suo rappresentante legale può giustificare la sospensione dell’esecuzione, ove le impedisca la designazione di un (altro) rappresentante (cfr.
Foëx/Jeandin
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 3 ad art. 61 LEF). È quindi d’acchito esclusa nella fattispecie, sia che si consideri PI 4 quale rappresentante convenzionale degli escussi sia nella sua asserita funzione di organo dell’associazione creditrice. Senza contare ch’egli non ha minimamente reso verosimili i presupposti stabiliti dall’art. 61 LEF.
5.
Da quanto precede discende che entrambi i ricorsi sono inammissibili. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).