Decision ID: c5ccf2ed-dab2-5d2b-94a8-ea63cdc84216
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...) 1955, sposato con figli, ha lavo-
rato in Svizzera, in qualità di operaio/muratore, nel 1974 e poi nuovamente
da settembre 1977 a luglio 1989, solvendo regolari contributi all’assicura-
zione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 20, 37 e 38).
In seguito al suo rientro in patria, l’interessato ha continuato a lavorare fino
al 15 febbraio 2013, data in cui ha interrotto qualsiasi attività lavorativa per
motivi di salute (doc. 34, 35, 38 e 40).
B.
B.a In data 23 luglio 2015, l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio dell’assicu-
razione invalidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) il formulario
per la richiesta di integrazione professionale/rendita dell’assicurazione per
l’invalidità, (doc. 1), producendo la perizia medica particolareggiata E213
del 3 luglio 2015, in cui la dott.ssa B._, la cui specializzazione non
è nota, ha posto le diagnosi di artropatia psoriasica in remissione terapeu-
tica in spondiloartrosi, malattia degenerativa della cuffia dei rotatori spalla
dx e ipertensione arteriosa (doc. 2).
B.b Con un secondo scritto, sempre datato 23 luglio 2015 (doc. 33), l’assi-
curato ha trasmesso diversi referti medici, i quali hanno evidenziato delle
patologie di natura ortopedica (insufficienza vertebrale, lombosciatalgie,
sponidiloartrosi, ernia discale, lesione della scapoloomerale destra da le-
sione della cuffia dei rotatori), cardiologica (lieve insufficienza valvolare mi-
tralica e ipertensione arteriosa) e reumatologica (artrite psoriasica in remis-
sione terapeutica) (cfr. doc. 3 e segg.).
B.c Preso atti di tali documenti, con rapporto finale SMR del 19 novembre
2015, la dott.ssa C._, specializzata in medicina interna, ha rilevato
che, a partire dal 17 dicembre 2014, le affezioni ortopediche giustificano
una totale incapacità lavorativa nella precedente attività di operaio. Tutta-
via, l’assicurato presenta, in un’attività adattata, una completa (100%) ca-
pacità lavorativa (doc. 57).
B.d L’UAIE ha quindi reso il progetto di decisione del 18 dicembre 2015,
con cui ha prospettato di respingere la domanda di prestazioni del 21 gen-
naio 2015 in virtù di un grado di invalidità del 23% (doc. 59).
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B.e Con osservazioni del 22 gennaio 2016, l’assicurato ha chiesto che gli
venga concessa una rendita d’invalidità intera a decorrere dal 21 gennaio
2015 ed ha trasmesso diversa documentazione medica (doc. 61).
B.f I referti medici e le osservazioni prodotte sono state sottoposte al me-
dico SMR, il quale, con presa di posizione del 14 marzo 2016, ha rilevato
che nella documentazione in questione non ha trovato elementi tali da mo-
dificare la propria precedente valutazione (doc. 65 e 66).
B.g Con decisione del 7 aprile 2016, l’UAIE ha quindi respinto la domanda
di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità (doc. 67).
C.
C.a Il 10 maggio 2016, l’interessato ha inoltrato ricorso contro la summen-
zionata decisione dell’UAIE dinanzi al Tribunale amministrativo federale
(TAF), mediante il quale ha chiesto, in via preliminare, di ordinare all’UAIE
la trasmissione degli eventuali rapporti medici stilati dal proprio Servizio
medico, e nel merito, di accogliere il ricorso e di riconoscergli il diritto ad
una rendita d’invalidità, formulando inoltre una domanda di assistenza giu-
diziaria. A sostegno delle proprie conclusioni, il ricorrente ha fatto valere –
in particolare – una violazione del diritto di essere sentito, un’insufficiente
motivazione della decisione impugnata, una violazione dei principi proce-
durali ed una carente istruttoria (doc. TAF 1).
C.b Nella risposta al ricorso dell’8 giugno 2016, l’UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. L’autorità
inferiore ha osservato, da un lato, che in corso di procedura l’assicurato
non ha formulato alcuna domanda di consultazione degli atti. Dall’altro lato,
la decisione impugnata è stata, a giudizio dell’autorità inferiore, corretta-
mente motivata e data sufficiente spiegazione in merito alla documenta-
zione trasmessa dal ricorrente. Anche il raffronto dei redditi sarebbe rispet-
toso dei requisiti di legge e della giurisprudenza (doc. TAF 4).
C.c Con invito alla replica del 19 luglio 2016, questo Tribunale ha tra-
smesso al ricorrente i doc. 33, 35, 49, 57, 58, 59, 62-64, 66 e 67 (doc. TAF
8).
C.d Nella replica del 24 agosto 2016, il ricorrente ha ribadito che la deci-
sione impugnata si fonda su di un’istruttoria carente. In particolare, il rap-
porto SMR del 19 novembre 2015 (doc. 57) non riporterebbe alcun dato
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clinico anamnestico e non considererebbe le patologie neurologiche, psi-
chiatriche e cardiologiche. La carenza motivazionale della decisione impu-
gnata sarebbe altresì palese. Infine, il raffronto dei redditi è stato eseguito
a torto con riferimento ai dati economici relativi all’anno 2012 invece che al
2015 e non vi sarebbe una sufficiente spiegazione per il fatto che la ridu-
zione giurisprudenziale sia stata limitata al 20 piuttosto che fissata al 25%.
L’insorgente ha peraltro richiesto in visione i doc. 2 e 34 dell’incarto dell’au-
torità inferiore (doc. TAF 10).
C.e Il 30 agosto 2016, questo Tribunale ha trasmesso all’insorgente copie
dei doc. 2 e 34 dell’incarto dell’autorità inferiore (doc. TAF 11).
C.f Nelle osservazioni del 10 settembre 2016, il ricorrente ha nuovamente
fatto valere che la decisione impugnata è insufficientemente motivata e si
fonda su di un’istruttoria carente. Dai documenti medici esibiti risulterebbe
chiaramente che egli non può più lavorare nell’attività precedentemente
svolta, mentre in un’attività sostitutiva adeguata la sua residua capacità
lavorativa è al massimo del 40% (anche dalla perizia particolareggia E 213
risulterebbe peraltro che egli non è in grado di svolgere un’attività sostitu-
tiva a tempo pieno). Di fronte a tali risultanze processuali, l’autorità inferiore
avrebbe dovuto perlomeno richiedere ulteriori approfondimenti medici o co-
munque sottoporre la fattispecie a specialisti nelle patologie in questione
(doc. TAF 13).
C.g Con duplica del 26 ottobre 2016, l’UAIE ha nuovamente chiesto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Rinviando all’al-
legato avviso del SMR del 13 ottobre 2016, l’autorità inferiore ha indicato
che le osservazioni trasmesse dal ricorrente non contengono a suo giudizio
nuovi elementi atti a mettere in discussione la decisione impugnata, ed in
particolare a rendere necessari ulteriori accertamenti medici (doc. TAF 15).
C.h Nelle osservazioni del 13 dicembre 2016, l’insorgente ha ribadito le
proprie precedenti motivazioni e conclusioni e sottolineato, fra l’altro, che
le conclusioni del SMR trovano il loro limite nel fatto che non si fondano su
una visita sulla sua persona e neppure su esami obiettivi, contrariamente
a quanto fatto per esempio dal neurologo dott. D._ (doc. TAF 18).
C.i Le menzionate osservazioni del ricorrente sono state trasmesse per co-
noscenza all’autorità inferiore il 17 gennaio 2017.
C.j Il 10 novembre 2018 il ricorrente ha chiesto informazioni riguardo
all’evasione del gravame.
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C.k Il 19 novembre 2018, questo Tribunale ha segnalato al ricorrente che
si sarebbe adoperato, conto tenuto che era data comunque priorità all’eva-
sione di cause inoltrate anteriormente alla sua, per rendere la sentenza nel
caso in esame entro tre mesi).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
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assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
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130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata
all’INPS il 21 gennaio 2015 e quindi di principio si applicano al caso di spe-
cie le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni
della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto con-
cerne le disposizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la
loro entrata in vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore
successivamente e fino alla pronuncia della decisione impugnata.
3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina
il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia
conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali
elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-
sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri
termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se
sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in
cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011
del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-
sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
4.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
4.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni cumulative:
a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;
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b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media
durante un anno senza notevole interruzione; e
c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.
4.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-
nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno,
hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI
indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento
[CE] n. 883/04).
4.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
5.
5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
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merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
5.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
5.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
5.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
5.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
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si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
6.
6.1 Inoltre, giova ricordare che al fine di poter graduare l'invalidità, all'am-
ministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di do-
cumenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo
stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è
incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio
per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'as-
sicurato. Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle
indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concreta-
mente ipotizzabili (sentenza del TF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008 consid.
3 e relativi riferimenti).
6.2 In particolare, per l'art. 59 cpv. 2bis LAI, i servizi medici regionali sono
a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato – deter-
minante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA – di esercitare un'attività lucra-
tiva o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esi-
gibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito me-
dico nei singoli casi. Scopo e senso dell'art. 59 cpv. 2bis LAI come pure
dell'art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a
propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita.
Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative,
sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assi-
curata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di compe-
tenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indica-
zioni del SMR, l'UAIE deve così decidere cosa si può ragionevolmente pre-
tendere da un assicurato e cosa invece no (sentenza del TF 9C_9/2010
del 29 settembre 2010 consid. 2). I rapporti SMR hanno peraltro per fun-
zione di effettuare una sintesi delle informazioni e degli esami medici di cui
agli atti di causa e formulare delle raccomandazioni quanto al seguito da
dare all'incarto da un punto di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011
del 26 gennaio 2012 consid. 4.1).
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6.3 Il SMR esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario.
Negli altri casi rende la propria valutazione sulla base della documenta-
zione esistente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per in-
valsa giurisprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rap-
porto SMR se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria ge-
neralmente riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] con-
sid. 4.3.1 con riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio
2012 consid. 4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012,
consid. 4.2.1).
7.
Preliminarmente va esaminata la censura di violazione del diritto di essere
sentito sollevata dal ricorrente. Tuttavia, conto tenuto dell’esito della lite –
accoglimento del ricorso e rinvio degli atti di causa all’autorità inferiore per
completamento dell’istruttoria ed emanazione di una nuova decisione ai
sensi dei considerandi – la questione inerente all’eventuale violazione del
diritto di essere sentito da parte dell’autorità inferiore può essere lasciata
indecisa (cfr., sulla questione e fra le tante, la sentenza del TAF C-
3096/2015 del 12 ottobre 2018 consid. 4).
8.
8.1 Occorre poi esaminare se l’autorità inferiore ha proceduto ad un suffi-
ciente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti prima di rendere la
decisione impugnata oppure – come sostenuto dal ricorrente – avrebbe
dovuto fare eseguire ulteriori accertamenti medici specialistici potersi de-
terminare con cognizione di causa – secondo il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali – sul suo stato di salute
rispettivamente la sua residua capacità lavorativa.
8.2 A tal proposito, giova precisare che la decisione impugnata si basa,
oltre che sui referti medici trasmessi dal ricorrente e dall’INPS, principal-
mente sulle prese di posizione della dott.ssa C._ del servizio me-
dico regionale dell’AI e segnatamente sul rapporto finale del 19 novembre
2015 (doc. 57) e sull’avviso SMR del 14 marzo 2016 (doc. 66)
9.
9.1 Con scritti del 23 luglio 2015 (doc. 1 e 33), l’assicurato ha trasmesso
ampia documentazione sanitaria (doc. 2 a 32), ed in particolare:
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Pagina 12
- diversi referti relativi alle visite di controllo reumatologiche del dott.
E._, reumatologo, attestanti – a partire dal 2006 – una mar-
cata tumefazione del ginocchio sinistro ed un’artropatia psoriasica
in remissione terapeutica (doc. 4 a 18);
- l’esame radiologico del dott. F._ del 31 marzo 2009 da cui
risulta una spondiloatrosi con osteofitosi dei margini dei somi e ri-
duzione dell’ampiezza dello spessore discale L5 - S1 (doc. 31);
- il certificato relativo all’ecografia della spalla destra del 26 marzo
2014, in cui il dr. G._ ha indicato che “la cuffia dei rotatori
presenta alterazioni marcate a carattere degenerativo con riduzione
di spessore del tendine del sovraspinato (...)” (doc. 23);
- l’esame radiologico del 12 settembre 2014 del dott. H._,
radiologo, da cui risulta una “modesta scoliosi sn convessa lom-
bare. Accentuazione della cifosi dorsale e riduzione della lordosi
lombare. Spodiloartrosi osteofitica dorso lombare di discreta entità
con discopatie multiple a livello medio-dorsale. Modicamente ridotto
anche lo spazio L5 S1 da verosimile sofferenza discale. Osteopo-
rosi” (doc. 30).
- il certificato medico del 17 dicembre 2014 del dott. I._, spe-
cializzato in medicina fisica e riabilitativa e ortopedia, il quale ha
attestato che il paziente soffriva di “steno insufficienza vertebrale
assoluta in paziente affetto da frequenti episodi di lombosciatalgia
bilaterale da ernia del disco L4-L5 ed L5-S1 in spondiloatrosi diffusa
con associate parestesie lungo il decorso di S1. Anchilosi del ra-
chide cervicale da ernia del disco L4/L5 ed L5/S1 con frequenti li-
potimie specie nel cambio di postura. Anchilosi della scapoloome-
rale destra da lesione della cuffia dei rotatori e lesione del sovraspi-
nato che necessita di intervento chirurgico di ricostruzione capsulo-
tendinea”. Lo specialista ha inoltre indicato che “il paziente da oltre
dieci anni presenta degli episodi ripetuti di blocco rachideo con irra-
diazione bilaterale del dolore (...)”, che “si consiglia di portare un
busto ortopedico tipo A oltre ad effettuare dei cicli ripetuti di Fisioki-
nesiterapia (...)” e che “tali patologie sono di tipo cronico e tendono
ad aggravarsi nel tempo” (doc. 28).
- la consulenza medico legale di parte del 2 maggio 2015, nella quale
il dott. L._, specialista in medicina legale e delle assicura-
zioni, ha confermato le diagnosi poste dal dott. I._, ritenuto
C-3038/2016
Pagina 13
pure una artrosinovite psoriasica del ginocchio sinistro, con ridu-
zione della locale funzionalità articolare e cardiopatia valvolare mi-
tralica. Detto medico ha inoltre segnalato che “trattasi di un gruppo
di gravi infermità del tipo prevalentemente concorrente sui vari ap-
parati organo funzionali in precedenza clinicamente indagati. Tale
riscontro trova conferma negli accertamenti specialistici cui si sot-
topose comunque anche di recente l’istante e in dettaglio ampia-
mente su riportati. (...) Il nostro accertamento clinico ha permesso
di rilevare la totale persistenza delle pregresse infermità e la com-
parsa, previi i dovuti accertamenti diagnostici di altre patologie le
quali per le intrinseche caratteristiche cliniche che si vengono a in-
tegrare dimostrano di avere sostanzialmente il carattere della per-
manenza clinica”, concludendo che tale complesso patologico ri-
duce permanentemente la capacità di lavoro e di guadagno dell’as-
sicurato, sia in attività specifiche, sia in attività generiche, renden-
dolo invalido nella misura dell’85% (doc. 19);
- la perizia medica particolareggiata E213 del 3 luglio 2015, in cui la
dott.ssa B._ ha posto le diagnosi di artropatia psoriasica in
remissione terapeutica in spondiloartrosi, malattia degenerativa
della cuffia dei rotatori spalla dx e ipertensione arteriosa. Essa ha
altresì indicato che l’assicurato non era più in grado di svolgere il
suo ultimo lavoro, ma, però non a tempo pieno, un lavoro sostitutivo
adeguato (doc. 2).
9.2 Preso atto della documentazione medica trasmessa, con rapporto fi-
nale SMR del 19 novembre 2015, la dott.ssa C._, ha ritenuto quale
diagnosi principale le lombosciatalgie croniche su artrosi del rachide con
ernie discali multiple (M54) e quali diagnosi associate con effetto sulla ca-
pacità lavorativa la sindrome della cuffia dei rotatori e l’artropatia psoriasica
in remissione. Essa ha invece considerato che l’ipertensione arteriosa non
ha alcuna ripercussione sulla sua capacità lavorativa. Ha poi specificato
che, non essendosi l’assicurato sottoposto ad un intervento per curare l’er-
nia discale, le lombosciatalgie potevano considerarsi come rapidamente
evolute in maniera favorevole. Infine, ha concluso per una totale incapacità
lavorativa nella precedente attività a partire dal 17 dicembre 2014 e, sem-
pre da tale data, per una piena abilità lavorativa in attività adeguate, tenuto
conto dei seguenti limiti funzionali: attività leggera in posizione seduta o
alternata, porto di carico occasionale di massimo 5kg; inoltre l’impiego non
deve comportare spostamenti a piedi, lavori al di sopra delle spalle e posi-
zioni in cui è sollecitato il rachide (doc. 57).
C-3038/2016
Pagina 14
9.3 Nell’ambito delle presa di posizione in merito al progetto di decisione
del 22 gennaio 2016 (doc. 61), l’insorgente ha allegato la seguente docu-
mentazione medica:
- la valutazione medico-legale del 18 gennaio 2016 del dott.
D._, neurologo, in cui viene riscontrato umore depresso e
diagnosticato un disturbo depressivo reattivo a patologia organica
(doc. 63);
- la consulenza medico legale di parte del 21 gennaio 2016 del dr.
L._, in cui quest’ultimo ha confermato le diagnosi poste
nella sua precedente consulenza medico legale di parte del 2 mag-
gio 2015, rilevando inoltre un disturbo depressivo reattivo a patolo-
gia organica. Lo specialista ha poi evidenziato che “gli apparati in-
teressati dal complesso patologico su descritto non mostrano al-
cuna capacità o funzione adattativa residuale. Non può riconoscersi
che per il soggetto rimanga una capacità di guadagno superiore ad
un terzo del normale, in quanto il complesso patologico riscontrato
riduce in modo permanente la capacità lavorativa generico-speci-
fica”. Ha quindi concluso che la situazione valetudinaria rilevata
“con l’odierno accertamento medico-legale sulla persona di
A._, riduce permanentemente la capacità di lavoro e di
guadagno rendendolo pertanto invalido (nella misura del 85% [...]).
Non risulta idoneo a svolgere attività lavorative sia specifiche che
generiche quelle confacenti le sue attitudini sia pur omnicompren-
sive di finalità lucrative” (doc. 62).
- il referto medico relativo alla RMN cervicale e lombo sacrale, ese-
guite dal dott. M._, specialista in radiodiagnostica, in data
21 gennaio 2016, in cui sono attestati, tra l’altro, protrusioni discali
in C5-C6 e ampie in C6-C7, diffusi fenomeni di spondilosi osteofito-
sica e degenerazione discale con protrusione discale (modesta) in
L4-L5 e piccola ernia discale in L5-S1 (doc. 64).
9.4 Dopo aver visionato tale documentazione, con avviso del 14 marzo
2016, la dott.ssa C._, medico SMR, ha considerato che la stessa
non giustificava una modifica delle conclusioni del rapporto finale del 19
novembre 2015. Essa ha in particolare indicato che il disturbo ansioso de-
pressivo leggero è presente da diversi anni e non è suscettibile di compor-
tare un’inabilità lavorativa. Inoltre, la valutazione del dott. L._ non
contiene nuovi elementi diagnostici e pertanto rappresenta unicamente
una diversa valutazione di una medesima fattispecie (doc. 66).
C-3038/2016
Pagina 15
9.5 Nell’ambito della procedura ricorsuale, il ricorrente ha ritrasmesso do-
cumentazione medica essenzialmente già agli atti (cfr. doc. TAF 1).
9.6 Con la duplica, l’autorità inferiore ha inoltrato la presa di posizione SMR
del 13 ottobre 2016, in cui la dott.ssa C._ ha in particolare indicato
che l’insorgente ha rimproverato s torto al SMR di non avere tenuto conto
di patologie importanti – senza indicare quali – ritenute nella perizia parti-
colareggiata E 213 del 3 luglio 2015 (doc. 2). Ha poi rilevato che nella citata
perizia non sono state poste le diagnosi di insufficienza valvolare mitralica
e di disturbo depressivo e che l’assenza di ulteriori sintomatologie e referti
medici a tal riguardo, rispettivamente la mancata presa a carico medica in
virtù di tali patologie, lascia ragionevolmente concludere che si tratta di di-
sturbi leggeri, senza influenza sulla capacità lavorativa (doc. TAF 15).
10.
10.1 Questo Tribunale rileva preliminarmente che è incontestato che la
precedente attività di operaio/muratore svolta dal ricorrente fino al 15 feb-
braio 2013 non è più esigibile a causa delle affezioni di cui soffre – già solo
di quelle riconosciute dall’UAIE come aventi incidenza sulla capacità lavo-
rativa sulla base delle prese di posizione del medico SMR – al più tardi a
partire dal 17 dicembre 2014 (doc. 57 e 66 e doc. TAF 15). Per conse-
guenza, e non sussistendo sul punto alcun motivo per un intervento d’uffi-
cio da parte di questo Tribunale, può essere ritenuta anche in questa sede
processualmente dimostrata, nel senso della probabilità preponderante,
un’incapacità lavorativa del 100% per il ricorrente nella sua precedente at-
tività.
10.2 In merito invece alla capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate
a decorrere dal 16 febbraio 2013 in poi, giova osservare che, mentre il me-
dico SMR e l’UAIE hanno ritenuto che l’insorgente presentasse una totale
capacità lavorativa a decorrere dal 17 dicembre 2014, sia il dott.
L._ che la dott.ssa B._, che hanno entrambi visitato il pa-
ziente, hanno segnalato una capacità lavorativa ridotta anche per tali im-
pieghi, e ciò ancora prima che sia stato attestato il disturbo depressivo ad
inizio 2016.
10.2.1 La dott.ssa B._, nella perizia particolareggiata del 3 luglio
2015, pur avendo indicato che le condizioni dell’assicurato erano migliorate
al punto da poter svolgere regolarmente lavori pesanti, ha poi ulteriormente
messo in evidenza che il ricorrente non poteva più svolgere il suo prece-
dente lavoro, ma solo un lavoro sostitutiva adeguato, tuttavia non al 100%.
C-3038/2016
Pagina 16
In Italia, la sua incapacità lavorativa sarebbe del 60% sia nella precedente
attività, sia in un’attività sostitutiva (doc. 2).
10.2.2 Il dott. L._, ha invece sempre attestato, da ultimo ancora
con la consulenza medico legale del 21 gennaio 2016, dunque pure prima
dell’emanazione della decisione impugnata, che “gli apparati interessati dal
complesso patologico su descritto – segnatamente “steno insufficienza ver-
tebrale in paziente con episodi di lombosciatalgia bilaterale e parestesie da
ernia discale L4-L5 ed L5-S1 (con integrazione RMN cervicale e lombosa-
crale del 21 gennaio 2016), periartrite scapolo-omerale con impedimento
funzionale in soggetto con lesione della cuffia dei rotatori e lesione del so-
vraspinato con necessità di intervento chirurgico di ricostruzione capsulo-
tendinea, artrosinovite psoriasica del ginocchio sinistro in trattamento con
riduzione della locale funzionalità articolare, cardiopatia valvolare mitralica
e disturbo depressivo reattivo a patologia organica – non mostrano alcuna
capacità o funzione adattativa residuale” e che tale situazione valetudinaria
“riduce permanentemente la capacità di lavoro e di guadagno rendendolo
pertanto invalido (nella misura del 85% [...]). Non risulta idoneo a svolgere
attività lavorative sia specifiche che generiche quelle confacenti le sue at-
titudini sia pur omnicomprensive di finalità lucrative” (doc. 62).
10.3 Alla luce delle diagnosi e valutazioni precedentemente indicate, e
fermo restando che le affezioni indicate dal dott. L._ erano in
buona parte presenti già nel dicembre 2014 (cfr. rapporto del dott.
I._ del Presidio ospedaliero di (...) del 17 dicembre 2014 [doc.
49]), questo Tribunale non ritiene di potere conferire pieno valore probato-
rio alle valutazioni effettuate per l’autorità inferiore dal medico SMR, né per
quanto attiene alle diagnosi con incidenza sulla capacità lavorativa, né in
merito alla residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate (cfr.
rapporto finale del novembre 2015 [doc. 57] e avviso di marzo 2016 [doc.
66]), i dubbi al riguardo sollevati dal ricorrente essendo più che giustificati,
per i motivi indicati più in dettaglio di seguito.
10.3.1 Per quel che concerne le affezioni ortopediche, dagli atti risulta che
nella determinazione dei limiti funzionali e della residua (piena) capacità
lavorativa in attività adeguate, il medico SMR, che peraltro non è uno spe-
cialista del ramo, si è fondato altresì sulla considerazione che dall’assenza
di certificati attestanti l’esecuzione di interventi per curare l’ernia discale
nonché di pareri di neurochirurgici, possa venir concluso per un rapido svi-
luppo positivo delle lombalgie (cfr. doc. 57, p. 3). Tuttavia, sulla base della
documentazione medica agli atti, ed in particolare anche del certificato del
dott. I._ del 17 dicembre 2014 – in cui lo specialista ha attestato
C-3038/2016
Pagina 17
che il paziente da oltre un decennio presentava degli episodi ripetuti di
blocco rachideo con irradiazione bilaterale del dolore e che tali patologie
sono di tipo cronico e tendono a peggiorare con il tempo (doc. 28) – le
valutazioni della del medico SMR, dott.ssa C._, non risultano con-
divisibili e convincenti, basandosi su mere speculazioni/congetture senza
riscontri oggettivi, peraltro in contrasto con le valutazioni di tre medici che
hanno visitato personalmente il paziente. Da questo profilo, non soccorre
l’UAIE la generica affermazione del medico SMR che la determinazione
che l’invalidità in Italia si basa su un sistema completamente diverso. In
effetti, benché l’invalidità sia un concetto economico-giuridico e non me-
dico, le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi per
apprezzare il danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili (cfr. sentenza del TF 9C_790/2015 del 22 giugno
2016 consid. 6.2 con rinvii) e ciò anche se tali certificazioni mediche sono
state redatte da un medico italiano. Questo Tribunale ritiene pertanto che
tenuto conto del fatto che la valutazione sulla residua capacità lavorativa
effettuata dal medico SMR relativamente ai problemi ortopedici è poco con-
vincente e appare in contrasto con quanto indicato dai medici in Italia, l’ac-
certamento dei fatti giuridicamente rilevanti appare insufficiente per per-
mettere una conclusione consistente, nel senso della verosimiglianza pre-
ponderante, circa la residua capacità lavorativa in attività adeguate. Per-
tanto, risulta che l’autorità inferiore ha rinunciato a torto ad ordinare ulteriori
approfondimenti ortopedici prima di emanare la decisione impugnata,
conto tenuto pure del quadro clinico complesso che appare contraddistin-
guere il ricorrente sulla base della documentazione medica trasmessa.
10.3.2 Inoltre, le conclusioni del medico SMR non possono essere seguite
neppure per quel che attiene il disturbo depressivo lamentato dall’insor-
gente. A tal proposito, con certificato del 18 gennaio 2016, il neurologo
D._ ha constatato umore depresso polarizzato sulle proprie pato-
logie, diagnosticando un disturbo depressivo reattivo a patologia organica
(doc. 63). In seguito, pure il dott. L._, nella menzionata consulenza
medico legale del 21 gennaio 2016 (con rinvio esplicito al certificato medico
del 18 gennaio 2016 del dott. D._), ha rilevato che “il tono
dell’umore appare notevolmente depresso in relazione al danno fisico su-
bito in occasione di lavoro. Egli è incapace ad elaborare una qualsiasi
forma di superamento della situazione attuale e di nuovo adattamento. Dal
colloquio traspare uno stato ansioso e l’ideazione è polarizzata intorno a
nuclei ideici del tipo patofobico”. A fronte delle diverse patologie ortopedi-
che con una marcata componente algica di cui soffre l’assicurato e la con-
statazione da parte di due medici che lo hanno visitato di un tono
C-3038/2016
Pagina 18
dell’umore depresso focalizzato sulle patologie da cui è afflitto e la conse-
guente limitazione delle risorse lavorative e socio-relazionali, il medico
SMR non può essere seguito laddove ritiene ragionevole pensare che si
tratti di un disturbo leggero unicamente perché parrebbe che l’assicurato
non sia mai stato seguito da uno psichiatra, tale conclusione fondandosi
nuovamente su generiche ed affrettate presunzioni fattuali inconsistenti dal
momento che non trovano alcun riscontro oggettivo agli atti di causa. Per-
tanto, per potersi determinare in maniera esaustiva sull’evoluzione dello
stato di salute dell’assicurato, ed in particolare sui limiti funzionali e la resi-
dua capacità lavorativa residua in attività sostitutive adattate, si imponeva
pure una valutazione psichiatrica.
10.3.3 Alla complessità della fattispecie, si aggiunge poi anche una proble-
matica neurologica, dal momento che nel già citato rapporto di consulenza
medico legale di parte del dott. L._ è fatto riferimento a delle pa-
restesie da ernia discale (doc. 62). Ora, non vi è chi non veda come non si
possa prescindere dall’effettuazione di ulteriori accertamenti medici al ri-
guardo da parte di uno specialista neurologo.
10.3.4 Infine, e contrariamente a quanto ritenuto dal medico SMR nella
presa di posizione del 13 ottobre 2016, nell’incarto si trova invero una rap-
porto specialistico attestante una lieve insufficienza valvolare mitralica (cfr.
il certificato datato 28 ottobre 2014 redatto dalla dott.ssa N._, car-
diologa [doc. 25] e comunque il richiamo di una cardiopatia valvolare mi-
tralica nel rapporto del dott. L._ del 21 gennaio 2016 [doc. 62]).
Certo, il medico SMR indica che non essendo conosciuti episodi di scom-
penso cardiocircolatorio o altri sintomi in relazione ad una valvulopatia, sa-
rebbe lecito ritenerle una forma leggera senza incidenza sulla capacità la-
vorativa. Tuttavia, lo stesso, anche dal profilo cardiologico, trae nuova-
mente conclusioni generiche ed imprecise sullo stato di salute del ricor-
rente, in base a presunzioni fattuali inconsistenti.
10.3.5 Le surriferite generiche ed imprecise valutazioni da parte del medico
SMR sono incomprensibili ove solo si pensi che i medici italiani hanno più
volte evidenziato la complessità della fattispecie in esame con interazioni
tra le diverse patologie di cui soffre il ricorrente.
10.3.6 Stante le premesse, a giusto titolo il ricorrente ha fatto valere un
accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti da parte
dell’UAIE. In simili condizioni, non risulta possibile per questa Corte deter-
C-3038/2016
Pagina 19
minarsi, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assi-
curazioni sociali, sullo stato di salute del ricorrente e sulla residua capacità
lavorativa in attività sostitutive adeguate.
10.3.7 Basti ancora rilevare che secondo DTF 143 V 409 e 418 è corretto
e conforme al sistema sottoporre ad una procedura probatoria strutturata
secondo la DTF 141 V 281, in linea di principio, tutte le malattie psichiche.
È infatti erroneo qualificare come leggera un'affezione, per il motivo che la
diagnosi non richiede un grado di gravità e già solo per questa ragione
negare ogni limitazione rilevante della capacità lavorativa. Ciò vale a mag-
gior ragione ove solo si consideri che la distinzione tra disturbi somatoformi
(137 V 210) oppure disturbi funzionali riconducibili a depressione crea
spesso problemi in ambito peritale (DTF 143 V 409 consid 4.5). Peraltro,
un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata sulla
base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si veda
DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno valenza
probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica speciali-
stica o perché vi sono altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5).
10.3.8 È pertanto necessaria l’effettuazione di una perizia interdisciplinare
con la presenza – oltre che di un cardiologo, di un neurologo, di un ortope-
dico e di uno psichiatra – anche di un reumatologo, sussistendo pure indizi
circa la presenza di disturbi somatoformi ed essendo il ricorrente tutt’ora in
trattamento per artrosi psoriasica del ginocchio sinistro con riduzione della
locale funzionalità articolare (cfr. doc. 62).
11.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, fondata su un
accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti incorre nell'an-
nullamento. Gli atti di causa vanno pertanto rinviati all'autorità inferiore af-
finché la stessa proceda al necessario ed indicato completamento dell'i-
struttoria (con perizia interdisciplinare in ortopedia, reumatologia, cardiolo-
gia, psichiatria e neurologia), riservato ogni ulteriore esame che l'evolu-
zione nel tempo dello stato di salute dell'insorgente dovesse rendere ne-
cessario, ed emani una nuova decisione. Va peraltro precisato che la peri-
zia interdisciplinare, da effettuarsi in Svizzera da parte di medici cogniti
delle esigenze giurisprudenziali in materia, deve tener conto, in particolare,
anche dell’eventuale effetto congiunto delle diverse patologie di cui è af-
fetto il ricorrente. Infine, e benché irrilevante ai fini del presente giudizio,
questo Tribunale segnala che il momento determinante per il raffronto dei
redditi è quello in cui dovrebbe insorgere il diritto alla rendita, ragione per
cui appare giustificata la censura del ricorrente secondo la quale il raffronto
C-3038/2016
Pagina 20
dei redditi non andava effettuato nel caso di specie con riferimento ai dati
economici relativi all’anno 2012 (DTF 129 V 222 consid. 4.1 con rinvii).
12.
Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la più recente giurisprudenza
del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il consid.
4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per completa-
mento dell'istruttoria. In effetti, in assenza di tali accertamenti complemen-
tari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di causa, ed il
necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo stato di salute
del ricorrente e sull’incidenza dell’affezione di cui soffre sulla residua capa-
cità lavorativa in attività sostitutive adeguate. In particolare, un rinvio all’au-
torità inferiore si giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in partico-
lare quello della doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come
nella fattispecie, è richiesto un accertamento peritale interdisciplinare in
ambiti che non sono stati minimamente chiariti nella procedura di prima
istanza, ma che lo avrebbero dovuto essere prima dell’emanazione della
decisione litigiosa, gli elementi per dovere agire in tal senso essendo già
presenti agli atti di causa (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4 [cfr., in partico-
lare, anche il consid. 10.3 del presente giudizio]). Peraltro, il Tribunale fe-
derale ha già avuto modo pure di precisare che in virtù dell’art. 43 LPGA
nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 PCF
(RS 273), il Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti deter-
minanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e
le valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i
fatti non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche
limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'am-
ministrazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui mede-
simo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione che ha
per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i principi della
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un sif-
fatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'amministrazione ha
proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella speranza che in
caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare i necessari ac-
certamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 con-
sid. 2.3 con rinvii).
13. Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4), dal momento
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Pagina 21
che nella decisione impugnata del 7 aprile 2016 è stata respinta la do-
manda tendente all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità formulata dal ricorrente.
14.
14.1 Visto l'esito del ricorso, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della di-
spensa dal versamento delle spese processuali (cfr. ricorso, pag. 11), è
pertanto divenuta senza oggetto.
14.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art.
64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57
consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione). L’ammontare di quest’ultime, in as-
senza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in
CHF 2’000.- tenuto conto del lavoro utile e necessario svolto dalla rappre-
sentante del ricorrente (cfr., sulla questione, anche al sentenza del TAF C-
4840/2016 del 9 febbraio 2018 consid. 16.2). L'indennità per ripetibili è po-
sta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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