Decision ID: b01e4e2a-ffab-5dc9-86c8-e15401680c69
Year: 2015
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, di professione contabile, lavora alle dipendenze della fiduciaria _ SA di _.
Il contribuente gestisce e amministra diverse società, tra le quali la _ Sagl, la _ SA e la _ Sagl, di cui detiene la metà del capitale sociale. È inoltre titolare della _ Sagl e, unitamente alla moglie _, della _ Sagl.
B.
Nella dichiarazione fiscale 2014, RI 1 esponeva un reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 87'626.– e un reddito da sostanza mobiliare di fr. 258.–.
C.
L’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna, con scritto del 9 aprile 2015, sottoponeva ai contribuenti un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno, dal quale emergeva un ammanco finanziario di oltre 20'000 franchi, invitandoli a prendere posizione e a documentare ogni rettifica apportata. La richiesta era accompagnata dalla diffida a voler collaborare, avvertendoli che altrimenti sarebbero stati sottoposti a tassazione d’ufficio.
I contribuenti rispondevano con lettera del 10 aprile 2015, sostenendo, fra l’altro, di avere ricevuto diversi regali nel corso dell’anno: fr. 2'000.– dal padre del marito, Euro 1'500.– da parenti residenti in _ e almeno altri fr. 2'000.– in occasione delle feste di compleanno.
D.
Notificando ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 29 aprile 2015, l’autorità di tassazione aggiungeva alle entrate dichiarate “altri redditi” per fr. 20'000.–.
Nella motivazione allegata l’autorità spiegava trattarsi di “prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”. Aggiungeva inoltre che i contribuenti avrebbero potuto impugnare la tassazione d’ufficio soltanto con il motivo che essa era manifestamente inesatta e che il reclamo avrebbe in tal caso dovuto essere motivato ed indicare eventuali mezzi di prova, avvertendoli infine che “un eventuale reclamo con modalità e contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile”.
E.
Il contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo di medesima data, allegando una nuova dichiarazione fiscale e un proprio calcolo del dispendio, dal quale risultava un’eccedenza di oltre 24'000.- franchi. Tra le entrate dell’anno elencava regali per complessivi fr. 11'500.–, ricevuti in occasione delle feste di compleanno, della nascita e del battesimo del figlio _ e delle loro nozze.
L’autorità di tassazione, con decisione su reclamo del 21 maggio 2015, confermava l’imposizione degli altri redditi di fr. 20'000.–, con la seguente motivazione:
Con lettera del 29.4.2015 viene contestata, nei termini di legge la tassazione 2014, nella quale veniva aggiunto un reddito d’altra fonte di fr. 20'000.– a seguito dell’insufficiente disponibilità finanziaria riscontrata nell’anno 2014 e sottoposta ai contribuenti durante la procedura di tassazione. Evidentemente l’imposizione di un reddito d’altra fonte in considerazione dei minimi vitali è di certo sostenibile anche in considerazione del fatto che, conformemente alle disposizioni previste dall’art. 15 LT è imponibile la totalità dei proventi periodici e unici di ogni genere, ivi compresi ogni prestazione valutabile in denaro.
In considerazione di quanto sopra, che in sede di reclamo non vengono presentate variazioni rilevanti nel calcolo del dispendio e in mancanza di una precisa comprova di asserti regali ricevuti da amici e parenti l’autorità fiscale si vede costretta a riconfermarsi nel reddito imponibile definito nella decisione di prima istanza.
F.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente l’aggiunta di altri redditi.
Il ricorrente ribadisce di avere beneficiato, nel corso dell’anno, di regali per complessivi fr. 11'500.– e di un prestito di fr. 5'000.– dalla _ Sagl. A comprova delle sue affermazioni allega la contabilità della società e diverse attestazioni di amici e parenti. Sostiene infine di condurre uno stile di vita modesto e di non percepire alcun utile dalle sue società.
G.
Nelle proprie osservazioni del 16 giugno 2015, l’Ufficio di tassazione propone di respingere il gravame, confermando quindi la validità del proprio operato.

Diritto
1.
1.1.
Nella procedura fiscale vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger
, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).
1.2.
Di principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
La descritta regola sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti ostruzionistici (
Schär
, Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere pretesa (
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2a ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).
In definitiva, la massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva dell’onere probatorio (
Zweifel
, op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263;
Althaus-Houriet
, in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).
1.3.
Secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui
vi è un’inversione
dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
2.
2.1.
Nella fattispecie, come visto, l’autorità di tassazione ha aggiunto alle entrate dichiarate altri redditi per fr. 20'000.–, procedendo ad un apprezzamento della disponibilità finanziaria dei coniugi _, sulla base del seguente calcolo:
Entrate
Uscite
Attivi:
C/c bancari + postali (fr. 50'383 – fr. 67'765)
17'382
Corr. _ Sagl (fr. 26'987 – fr. 30'787)
3'800
Corr. _ Sagl (fr. 11'513 – fr. 21'956)
10'443
Indennizzo per furto
1'633
Passivi:
Elenco debiti (fr. 2'495 – fr. 1'245)
1'250
Debito verso _ Sagl
5'075
Redditi:
Salario marito
87'626
Reddito da capitali
170
Oneri:
Affitto
18'600
Spese professionali
3'800
III Pilastro A
9'211
Oneri assicurativi
10'500
Leasing _
-
Imposte
4'337
Eccedenza
15'181
2.2.
L’autorità ha dapprima allestito una tassazione d’ufficio nel ristretto senso contemplato dagli art. 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, indicando nei rimedi giuridici l’esistenza dei requisiti posti dagli art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le conseguenze in caso di inottemperanza.
Con la decisione impugnata vi ha tuttavia rinunciato, sostituendo la tassazione d’ufficio con una ordinaria, senza inversione dell’onere della prova. L’autorità ha in particolar modo ridotto a fr. 90'000.– la sostanza imponibile dei contribuenti, basandosi sulla nuova dichiarazione d’imposta inoltrata con il reclamo. Ha invece confermato gli altri redditi di fr. 20'000.–, fondandosi nuovamente sul calcolo delle entrate e delle uscite esposto sopra.
2.3.
Dall’esame dell’incarto fiscale non risulta che tale calcolo sia stato sottoposto ai contribuenti per osservazioni. All’autorità di tassazione non può comunque essere rimproverata una violazione del loro diritto di essere sentiti, poiché lo stesso ricalca sostanzialmente il precedente calcolo delle entrate e delle uscite, allegato allo scritto del 9 aprile 2015.
Come esposto in narrativa, da quest’ultimo calcolo emergeva addirittura un ammanco finanziario di oltre 20'000.- franchi. Va tuttavia precisato che in quell’occasione l’autorità aveva preso in considerazione anche un importo di fr. 30'000.– per il sostentamento della famiglia, che non è invece compreso nel calcolo esposto sopra. Va inoltre aggiunto che il nuovo calcolo si limita a puntuali correzioni adottate sulla base delle spiegazioni fornite dallo stesso ricorrente con lo scritto di risposta del 10 aprile 2015. Fra le uscite l’unica differenza sta nell’aumento del conto correntista della _ Sagl, che l’autorità di tassazione ha corretto in fr. 3'800.–. Fra le entrate ha invece aggiunto il prestito di fr. 5'075.– concessogli dalla società, come richiesto nel citato scritto, ma nel contempo depennato gli asseriti regali di amici e parenti, che il ricorrente ha quantificato in fr. 11'500.– (cfr. comunicazioni e note per l’Ufficio di tassazione, allegate alla nuova dichiarazione d’imposta) senza tuttavia portare la benché minima prova.
2.4.
Visto quanto precede, la prima censura sollevata dal ricorrente, relativa alla mancata considerazione del prestito concessogli dalla _ Sagl, viene a cadere. Oggetto di litigio rimane unicamente il mancato riconoscimento dei regali di amici e parenti, che nel presente gravame vengono nuovamente quantificati in complessivi fr. 11'500.–. A loro comprova, il ricorrente ha allegato diverse dichiarazioni scritte, nelle quali amici e parenti attestano di avere donato ai contribuenti singoli importi compresi fra i 500.- e i 2'000.- franchi, in occasione delle feste di compleanno, della nascita e del battesimo del figlio _ e delle loro nozze.
Troppo poco. In primo luogo perché la vicinanza degli amici e parenti potrebbe anche far sorgere il dubbio che le attestazioni in discussione siano state confezionate
ad hoc
, per giustificare dei regali in realtà inesistenti o quantomeno inferiori rispetto a quanto indicato. Stupisce in particolare che i contribuenti cerchino di motivare un ammanco finanziario riscontrato nel 2014 con i regali ricevuti per le nozze festeggiate due anni prima. È inoltre quantomeno curioso pretendere di sopperire al proprio fabbisogno grazie ai regali ricevuti per la nascita e il battesimo del primo figlio e in occasione delle feste di compleanno. Senza dimenticare infine che i pretesi doni occasionali sono stati quantificati in complessivi fr. 11'500.– solo in sede di reclamo e che il valore probatorio delle dichiarazioni di amici e parenti risulta ancor più compromesso, qualora si consideri che almeno parte dei presunti donanti risiedono all’estero. La prassi ricorrente di questa Camera stabilisce infatti chiaramente l’insufficienza di una prova costituita dalla dichiarazione fatta dal preteso donante domiciliato all’estero, in quanto difficilmente controllabile (cfr., per es., CDT 80.2009.79 del 12 novembre 2010).
2.5.
Secondo un consolidato principio, nella procedura fiscale l’autorità di tassazione è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è il contribuente ad avere l’onere della prova per quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (cfr. decisione TF n. 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n. 13t, consid.
3.2; DTF 133 II 153 consid. 4.3; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; RtiD I-2006 n. 11t, consid.
4.1;
Blumenstein/Locher
, System des schweizerischen Steuerrechts, 6
a
ediz., Zurigo 2002, p. 416 con rinvii).
In virtù di tale principio, anche un contribuente che sostiene di aver ricevuto dei pagamenti che non rientrano fra i redditi imponibili secondo la clausola generale (art. 15 cpv. 1 LT e
16 cpv. 1 LIFD) bensì fra i redditi esenti (art. 23 lett. a LT e 24 lett. a LIFD), è tenuto alla prova di quanto afferma e deve sopportare le conseguenze se non vi riesce (cfr. decisione TF n. 2C_842/2009 del 21 maggio 2010 consid. 3.4).
Nel caso in esame, come visto, la dimostrazione dell’esistenza dei pretesi doni occasionali è estremamente lacunosa e comunque insufficiente a consentire il loro riconoscimento. Bene ha quindi fatto l’autorità di tassazione a stralciarli dalle entrate dell’anno 2014.
3.
3.1.
Per quanto attiene alla commisurazione del reddito aggiunto in via di apprezzamento, la decisione impugnata non offre particolari spiegazioni. L’importo litigioso di fr. 20'000.– appare tuttavia difficilmente censurabile alla luce delle considerazioni che seguono.
3.2.
Dal calcolo delle entrate e delle uscite allestito dall’autorità di tassazione emerge, come visto, un’eccedenza finanziaria di fr. 15'181.–. Sommando tale importo con il reddito d’altra fonte stimato in di fr. 20'000.–, ne viene una disponibilità economica annua di fr. 35'181.–, pari ad un importo mensile di fr. 2'930.– con il quale far fronte a tutte le spese di sostentamento dei coniugi e del loro figlio _.
Tale importo è di poco superiore al minimo di esistenza ai fini del diritto esecutivo. Secondo la tabella per il calcolo del minimo di esistenza, nella sua edizione del 1° settembre 2009, tale importo, destinato a coprire le spese per i bisogni vitali (sostentamento, igiene e salute) e quelle necessarie a condurre una vita dignitosa ed adattata ai tempi moderni (
Ochsner
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, p. 528 ad art. 93 LEF), ammonta per i coniugi a fr. 1'700.–, ai quali vanno ad aggiungersi altri fr. 400.– per ogni figlio fino a dieci anni. Come questa Camera ha già avuto modo di precisare, la sua applicazione ai fini fiscali deve inoltre essere valutata alla luce delle circostanze concrete di ogni singolo caso (CDT n. 80.2006.66 del 26 giugno 2007). Nella fattispecie, per esempio, non può passare inosservato che i capitali a risparmio sono aumentati di oltre 17'000.- franchi, così come i conti correntisti della _ Sagl e della _ Sagl, pure aumentati nella misura di, rispettivamente, fr. 3'800.– e fr. 10'443.–. È inoltre il caso di tener conto che il contribuente è proprietario di tre automobili e di una Vespa, che certamente comportano costi di manutenzione e di gestione, senza dimenticare infine che gli stessi contribuenti ammettono di uscire qualche volta a cena (cfr. ricorso del 10 giugno 2015, p. 1), pur sostenendo di condurre uno stile di vita modesto e di riuscire a mangiare tutto il mese con soli 250.- euro.
3.3.
I
n assenza di elementi contrari e di fronte al citato
aumento dei risparmi privati, avuto inoltre riguardo alle tre autovetture a disposizione dei coniugi e alle loro partecipazioni societarie, a giudizio di questa Camera l’importo di fr. 20'000.– aggiunto per apprezzamento agli altri redditi dichiarati appare ancora legittimo.
4.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.