Decision ID: d92f0299-9dbd-53da-9150-020e2da8ca7c
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a Con decisione su opposizione del 12 marzo 2003 (incarto 1, doc. 117),
l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Canton B._ (Ufficio AI) ha
respinto la domanda di rendita d'invalidità svizzera presentata il 26 settem-
bre 2000 da A._, cittadino serbo, nato il (...; incarto 1, doc. 31).
Detto Ufficio ha rilevato che – secondo il rapporto dell'aprile 2002 del dott.
C._, medico SMR (incarto 1, doc. 86), il quale, a sua volta, si era
fondato sulla perizia reumatologica del novembre 2001 e sulla perizia psi-
chiatrica dell'aprile 2002 (incarto 1, doc. 67 e 84) – l’interessato soffriva di
sindrome lombovertebrale cronica e sindrome del dolore cronico e presen-
tava una capacità al lavoro del 50% nell'attività di muratore e del 100% in
un'attività sostitutiva adeguata, ciò che conduceva ad un grado d'invalidità
del 32% (incarto 1, doc. 106).
A.b Con sentenza del 28 novembre 2003, il Tribunale cantonale delle as-
sicurazioni del Canton B._ ha confermato la decisione su opposi-
zione del 12 marzo 2003 dell'Ufficio AI del Canton B._ (incarto 1,
doc. 139).
A.c Con sentenza del 31 gennaio 2005 (incarto 1, doc. 165), il Tribunale
federale ha annullato la sentenza del Tribunale cantonale delle assicura-
zioni del Canton B._ del 28 novembre 2003 e la decisione su oppo-
sizione dell'Ufficio AI del Canton B._ del 12 marzo 2003 e rinviato
gli atti di causa all'Ufficio AI affinché, dopo aver esperito una perizia medica
(con valutazione in angiologia, reumatologia e psichiatria), si pronunciasse
nuovamente sul grado d'invalidità e sul diritto ad una rendita dell'interes-
sato (sentenza del TF I 811/03).
B.
B.a Il 9 novembre 2005, a seguito del rimpatrio dell'interessato, l'Ufficio AI
del Canton B._ ha trasmesso l'incarto all'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE; incarto 1, doc.
180).
B.b Con decisione del 7 ottobre 2009 (incarto 1, doc. 370), l'UAIE ha de-
ciso di erogare in favore dell'interessato una rendita intera d'invalidità a
decorrere dal 1° luglio 2005. L’UAIE ha rilevato che non era stato possibile
far eseguire una perizia medica presso il Servizio accertamento medico di
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D._, lo stato di salute dell’interessato precludendo il viaggio in Sviz-
zera (incarto 1, doc. 203, 205, 208, 226 e 227). Secondo i rapporti del giu-
gno e settembre 2009 della dott.ssa E._, medico dell'UAIE, gli ac-
certamenti medici eseguiti presso l'Accademia medico-militare di
F._ (incarto 1, doc. 298 e 336 a 340) erano peraltro insufficienti al
fine di una valutazione del caso. La dott.ssa E._ ha concluso, sulla
base degli atti di causa, che l'interessato soffriva di insufficienza arteriosa
agli arti inferiori, disturbo somatoforme doloroso, disturbi della personalità,
lombalgie croniche con disturbi statici e degenerativi ed ipertensione arte-
riosa e che presentava una completa incapacità al lavoro in una qualsiasi
attività da luglio del 2004. Dal profilo medico, fino a luglio del 2004, l'eser-
cizio di un'attività confacente allo stato di salute è stato considerato esigi-
bile (incarto 1, doc. 345 e 364).
B.c Con sentenza del 4 novembre 2010, il Tribunale amministrativo fede-
rale ha parzialmente accolto il ricorso del 3 novembre 2009 e riformato la
decisione dell'UAIE del 7 ottobre 2009, nel senso che è stato riconosciuto
all'interessato il diritto ad un quarto di rendita d'invalidità dal 1° settembre
2004 e ad una rendita intera dal 1° dicembre 2004 (incarto 2, doc. 1).
B.d Con sentenza del 15 dicembre 2011, il Tribunale federale ha annullato
la sentenza del Tribunale amministrativo federale del 4 novembre 2010 e
la decisione dell'UAIE del 7 ottobre 2009 e rinviato gli atti di causa all'UAIE
affinché procedesse agli accertamenti medici indicati nella sentenza I
811/03 del 31 gennaio 2005 (perizia medica in angiologia, reumatologia e
psichiatria) e si pronunciasse nuovamente sul diritto dell'interessato ad una
rendita d'invalidità per il periodo che precedeva il 1° luglio 2005 (sentenza
del TF 9C_1011/2010; incarto 2, doc. 10).
C.
C.a Con decisione incidentale del 31 luglio 2012, l'UAIE ha deciso che la
perizia medica sarebbe stata effettuata in Svizzera (incarto 2, doc. 20).
C.b Con sentenza del 18 gennaio 2013, il Tribunale amministrativo fede-
rale ha respinto il ricorso del 14 agosto 2012 e confermato la decisione
incidentale dell'UAIE del 31 luglio 2012 (incarto 3, doc. 6).
C.c Con sentenza dell'8 marzo 2013, il Tribunale federale ha dichiarato
inammissibile il ricorso del 31 gennaio 2013 contro la sentenza del Tribu-
nale amministrativo federale del 18 gennaio 2013 (incarto 3, doc. 11).
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D.
D.a Con scritto del 6 giugno 2013, l'UAIE ha informato l'interessato che
sarebbe stato sottoposto ad una perizia medica (con valutazione in angio-
logia, reumatologia e psichiatria) in Svizzera. L'interessato è stato altresì
invitato a trasmettere un appropriato certificato medico, nel caso in cui non
avesse potuto effettuare il viaggio in Svizzera, nonché ad esprimersi in me-
rito ai quesiti da porre ai periti (incarto 3, doc. 15).
D.b Con lettera del 14 giugno 2013 (incarto 3, doc. 20), l'interessato ha
chiesto di essere sottoposto ad una perizia medica in Serbia, non essendo
in grado, secondo i certificati medici di giugno e settembre 2012, allegati in
copia (incarto 3, doc. 17 e 18), di viaggiare.
D.c Con diffida raccomandata del 29 novembre 2013 (incarto 3, doc. 28),
l'UAIE, dopo aver constatato che secondo il proprio servizio medico il viag-
gio in Svizzera è esigibile dal profilo medico (incarto 3, doc. 27), ha segna-
lato all'interessato che per l'esame del diritto ad una rendita d'invalidità una
perizia medica in Svizzera è necessaria. L’autorità inferiore ha assegnato
all'interessato un termine di 30 giorni per confermare la sua disponibilità a
sottoporsi alla perizia medica, con la precisazione che, in caso di mancato
riscontro, sarebbe stata pronunciata una decisione (conforme alla deci-
sione del 7 ottobre 2009) in base agli atti (è fatto riferimento all'art. 43 cpv.
2 e 3 LPGA).
D.d Con scritto del 12 dicembre 2013, l'interessato ha ribadito che le sue
condizioni di salute non gli consentono di effettuare il viaggio in Svizzera.
Ha esibito segnatamente dei documenti medici già agli atti che, a suo giu-
dizio, avrebbero permesso all'UAIE di pronunciarsi sul suo grado d'invali-
dità da novembre del 2001 a luglio del 2005 (incarto 3, doc. 51).
D.e Con progetto di decisione del 25 aprile 2014, l'autorità inferiore, dopo
aver constatato che l'interessato non ha confermato la sua disponibilità a
sottoporsi alla perizia medica in Svizzera e che il viaggio in Svizzera è esi-
gibile dal profilo medico (incarto 3, doc. 53), ha comunicato al medesimo
che, in base agli atti di causa, presenta un'incapacità al lavoro e di guada-
gno del 100% in una qualsiasi attività lucrativa dal 27 luglio 2004, ciò che
comporta il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 27 luglio 2005. Per-
tanto, non esiste (recte non sussisterebbe) alcun diritto ad una rendita d'in-
validità prima del 27 luglio 2005 (incarto 3, doc. 54).
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D.f Con scritto del 10 maggio 2014, l'interessato ha ribadito che l'UAIE di-
spone di tutti i documenti medici per potersi pronunciare sul suo grado d'in-
validità da novembre del 2001 a luglio del 2005 (incarto 3, doc. 57).
E.
Il 9 luglio 2014, l'UAIE ha deciso che l'interessato non ha diritto ad una
rendita d'invalidità prima del 27 luglio 2005, data a partire dalla quale ha
beneficiato di una rendita intera d'invalidità, rendita che viene confermata
(incarto 3, doc. 59).
F.
Il 22 luglio 2014, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale am-
ministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 9 luglio 2014 me-
diante il quale ha, in sostanza, chiesto, in esecuzione delle sentenze del
Tribunale federale I 811/03 del 31 gennaio 2005 e 9C_1011/2010 del 15
dicembre 2011, di accertare e poi dichiarare, sulla base dei documenti me-
dici agli atti, la sua invalidità da novembre del 2001 a luglio del 2005. Si è
altresì doluto della decisione della Cassa svizzera di compensazione del
26 maggio 2014 concernente il suo diritto ad una rendita di vecchiaia sviz-
zera dal 1° maggio 2014 (doc. TAF 1 e 3).
G.
Nella risposta al ricorso del 20 novembre 2014, l'autorità inferiore ha pro-
posto la reiezione del ricorso. Ha in particolare sottolineato che l'interes-
sato non ha adempiuto al proprio obbligo di sottoporsi ad una perizia me-
dica in Svizzera. Per conseguenza, a ragione ha deciso, in base alla docu-
mentazione medica agli atti, che il medesimo non ha diritto ad una rendita
d'invalidità prima del 27 luglio 2005 (doc. TAF 9).
H.
Con atto del 10 dicembre 2014 (inoltrato dinanzi al Tribunale federale, che
è poi stato trasmesso al Tribunale amministrativo federale), l'interessato ha
postulato l'accertamento dell'importo dovuto a titolo di risarcimento per
danni alla salute da parte dell'UAIE e della G._ e quantificato in 5
milioni di Euro (doc. TAF 10).
I.
I.a Nello scritto del 21 luglio 2014, l'interessato ha sollecitato l'evasione del
gravame (doc. TAF 12 e 14). In una presa di posizione del 7 agosto 2015
(presa di posizione che è stata inoltrata altresì dinanzi all'UAIE e poi tra-
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smessa a questo Tribunale; doc. TAF 21), ha segnalato che, secondo l'al-
legata decisione del Fondo Repubblicano per l'assicurazione pensionistica
e d'invalidità di F._ del 20 luglio 2015 (decisione che a suo giudizio
vincola le autorità svizzere nell'apprezzamento del suo caso), presenta una
(completa) perdita della capacità lavorativa dal 27 settembre 2000 con con-
seguente diritto alla pensione (d'invalidità) a far tempo dal 27 settembre
2000 (doc. TAF 15 e 19).
I.b Con scritto dell'8 agosto 2015 (doc. TAF 17 e 22), l'avvocato H._
di I._ ha peraltro ritornato a questo Tribunale copia della risposta al
ricorso dell’autorità inferiore del 20 novembre 2014, nonché copie dei do-
cumenti dell'incarto dell'UAIE menzionati nella presa di posizione dell'au-
torità inferiore (documenti che gli erano stati trasmessi da questo Tribunale
con provvedimento del 16 luglio 2015; doc. TAF 11), precisando di non rap-
presentare l'interessato nell'ambito della procedura ricorsuale dinanzi al
Tribunale amministrativo federale.
J.
J.a Con provvedimento del 15 ottobre 2015, questo Tribunale ha tra-
smesso all'interessato copia della risposta al ricorso dell'autorità inferiore
del 20 novembre 2014, unitamente a copie dei documenti dell'incarto
dell'UAIE menzionati nella presa di posizione dell'autorità inferiore (doc.
TAF 27).
J.b In una presa di posizione del 20 ottobre 2015, l'interessato si è ricon-
fermato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 22 luglio
2014 e allo scritto del 7 agosto 2015 (doc. TAF 29 e 31), presa di posizione
che è poi stata trasmessa, unitamente agli scritti dell’interessato del 21 lu-
glio, 7 ed 8 agosto 2015, all'autorità inferiore per conoscenza con provve-
dimento del 17 novembre 2015 (doc. TAF 32).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
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con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4
1.4.1 Di principio, nella procedura di ricorso in materia amministrativa pos-
sono essere esaminati unicamente i rapporti giuridici sui quali la compe-
tente autorità amministrativa si è già determinata con una decisione vinco-
lante. Se non è (ancora) stata emessa una decisione (o una decisione su
opposizione) manca in effetti l'oggetto impugnato e quindi un presupposto
processuale (sentenza del TF 9C_1011/2010 del 15 dicembre 2011 consid.
1.1; DTF 131 V 164 consid. 2.1). Nella decisione impugnata del 9 luglio
2014, l'autorità inferiore si è pronunciata esclusivamente sul diritto ad una
rendita d'invalidità. Nella misura in cui, nel gravame del 22 luglio 2014, il
ricorrente pare dolersi della decisione riguardante la rendita di vecchiaia
resa dalla Cassa svizzera di compensazione (CSC) il 26 maggio 2014, e
nella misura in cui, con atto del 10 dicembre 2014, postula l'accertamento
dell'importo dovuto a titolo di risarcimento per danni alla salute (quantificato
in 5 milioni di Euro), tali conclusioni sono manifestamente inammissibili in
questa sede, avuto riguardo al fatto che esorbitano l'oggetto dell'impugnata
decisione, senza che siano date le condizioni per un'estensione del proce-
dimento di ricorso ad un tema estraneo alla decisione amministrativa (DTF
130 V 138 consid. 2.1 nonché 125 V 413 consid. 2a). Qualora l’insorgente,
rappresentato in tale ambito da mandatario professionale (v. lo scritto dell'8
agosto 2015 dell’avvocato H._ di I._ [doc. TAF 17 e 22]),
intendesse presentare una richiesta di risarcimento danni contro l’operato
della G._, il medesimo è tenuto, ai sensi dell’art. 100 LAINF (RS
832.20) e dell’art. 78 LPGA, ad inoltrare la propria domanda di risarcimento
danni dinnanzi a quest’ultimo assicuratore (sentenza del TF 9C_512/2015
del 15 ottobre 2015 consid. 4.2), mentre la responsabilità contro gli organi
dell’AI è regolata dall’art. 66 LAI che rimanda per analogia agli art. 52, 70
e 71a LAVS. In tali ambiti manca però una decisione impugnabile delle
competenti autorità. Quanto alla decisione della CSC del 26 maggio 2014
in materia di rendita di AVS, essa è oggetto di una sentenza separata di
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questo Tribunale di data odierna (v. la causa C-3682/2014 dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale).
1.4.2 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e
avente un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua
modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispet-
toso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è,
con l’eccezione di cui al considerando 1.4.1 del presente giudizio, ammis-
sibile.
1.5 Con ordinanza del 16 luglio 2015 (doc. TAF 11), il Tribunale ammini-
strativo federale ha invitato il ricorrente a designare, entro il 28 agosto
2015, un recapito in Svizzera presso cui tutti gli atti di questo Tribunale
potessero essere validamente notificati (art. 11b cpv. 1 PA). Il termine è
scaduto infruttuoso. Per conseguenza, il presente giudizio è notificato all'in-
sorgente per via diplomatica (art. 36 lett. b PA), come d’altra parte richiesto
dallo stesso insorgente con scritto del 21 luglio 2014 (doc. TAF 12 e 14).
2.
Il ricorrente è cittadino serbo, domiciliato in Serbia, per cui è applicabile, di
principio, la Convenzione dell'8 giugno 1962 tra la Confederazione Sviz-
zera e la Repubblica popolare federativa di Jugoslavia concernente le as-
sicurazioni sociali (RS 0.831.109.818.1; v., sulla questione, la sentenza del
TF 9C_892/2010 del 17 novembre 2010). Secondo l'art. 1 cpv. 1 lett. a.ii e
l'art. 2 della Convenzione, i cittadini svizzeri e jugoslavi godono della parità
di trattamento quanto ai diritti e agli obblighi derivanti, fra le altre, dalla le-
gislazione federale svizzera sull'assicurazione contro l'invalidità, salvo ec-
cezioni previste dalla Convenzione o dal suo Protocollo finale. Per quanto
attiene alle condizioni per il diritto ad una rendita d'invalidità svizzera ed
alle disposizioni procedurali applicabili, non sono previste eccezioni al prin-
cipio della parità di trattamento nella Convezione e neppure nel suo Proto-
collo finale (v., sulla questione, la sentenza del TAF C-6956/2009 del 4 no-
vembre 2010 consid. 3). Peraltro, secondo giurisprudenza, l'ottenimento di
una pensione straniera d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'in-
validità secondo il diritto svizzero (sentenza del TF I 435/02 del 4 febbraio
2003 consid. 2). Il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una ren-
dita dell'assicurazione svizzera è determinato esclusivamente secondo il
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).
3.
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Pagina 9
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid.
1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 26 settem-
bre 2000, per l'esame del diritto eventuale a una rendita per il periodo che
precede il 1° luglio 2005, data a partire dalla quale il ricorrente ha benefi-
ciato di una rendita intera d’invalidità, al caso in esame si applicano di prin-
cipio le norme in vigore fino al 31 dicembre 2007, a cui è fatto riferimento
in questa sentenza, se non vi è indicazione specifica contraria al riguardo.
3.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la richiesta di rendita
il 26 settembre 2000. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa
che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo l'inizio del diritto, le
prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta.
In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il ricorrente
avesse diritto ad una rendita il 26 settembre 1999 (ossia 12 mesi prece-
denti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia
sorto tra tale data ed il 1° luglio 2005, data a partire dalla quale ha benefi-
ciato di una rendita intera d’invalidità. Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esi-
stente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti
verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-
certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni: essere invalido ai sensi della LPGA e della
LAI (art. 8 LPGA nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI) ed aver pagato i contri-
buti all'AVS/AI svizzera durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 LAI; rispetti-
vamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante tre anni). Il ricorrente ha
versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 8 anni (incarto 1, doc. 370)
e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione della durata minima di con-
tribuzione.
5.
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Pagina 10
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-
cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un
danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-
posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
5.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI, nel suo tenore in vigore fino al 31 dicembre 2003,
applicabile per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a tale data,
disponeva che il diritto alla rendita – rispettivamente di un quarto, della
metà o intera – era subordinato all’esistenza di un grado d’invalidità rispet-
tivamente di almeno il 40%, il 50% o il 66 2/3% (sentenza del TF I 765/04
del 7 novembre 2005 consid. 1). Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2004, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, il più presto,
nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente al gua-
dagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per un
anno senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in
media (lettera b).
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere eco-
nomico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF 9C_318/2014 del 10
settembre 2014 consid. 3.1 e 9C_522/2009 del 22 luglio 2009 [con riferi-
menti alle DTF 116 V 246 consid. 1b, 110 V 273 e 105 V 205]). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-
tato invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto dei redditi).
C-4297/2014
Pagina 11
6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa.
6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni
mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-
validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-
gibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e 114 V 310 consid. 3c).
7.
7.1 Nell'ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio
inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accer-
tati d'ufficio dall'amministrazione. Questo principio non è però assoluto, at-
teso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'i-
struzione della causa. Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare, nella misura in cui ciò fosse
ragionevolmente esigibile, le prove necessarie, avuto riguardo alla natura
del litigio e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sop-
portare le conseguenze della carenza di prove (sentenza del TF I 906/05
del 23 gennaio 2007 consid. 5.1; DTF 125 V 193 consid. 2). In conformità
al principio inquisitorio, spetta all'amministrazione determinare, a seconda
dello stato di fatto da accertare, quali misure d'istruzione debbano essere
attuate nel caso concreto, ritenuto altresì che la stessa dispone di un ampio
potere d'apprezzamento (sentenza del TF I 906/05 consid. 6; DTF 111 V
219 consid. 2).
7.2 In virtù dell'art. 28 cpv. 2 LPGA, colui che rivendica prestazioni assicu-
rative deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per ac-
certare i suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative.
7.3 Secondo l'art. 43 cpv. 1 LPGA e l'art. 69 cpv. 2 OAI (RS 831.201), l'Uf-
ficio AI esamina le domande concernenti le prestazioni d'invalidità, intra-
prende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui
ha bisogno, in particolare circa lo stato di salute del richiedente, la sua at-
tività, la sua capacità di lavoro e la sua idoneità all'integrazione. Se sono
necessari o ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per la va-
lutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi (art. 43 cpv. 2 LPGA). Se
l'assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante un'in-
giunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere di infor-
mare o di collaborare, l'Ufficio AI può, dopo diffida scritta e avvertimento
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Pagina 12
delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di
riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non
entrare in materia (art. 43 cpv. 3 LPGA).
7.4 Secondo giurisprudenza, qualora l'assicurato non ottempera alla dif-
fida, l'autorità può pronunciare una decisione in base agli atti solo se i fatti
rilevanti per il giudizio non possono essere altrimenti accertati senza diffi-
coltà né complicazioni speciali (sentenza del TF 9C_961/2008 consid. 3.1).
8.
8.1 Con sentenza del 15 dicembre 2011, il Tribunale federale ha rinviato gli
atti di causa all’UAIE affinché – dopo aver esperito una perizia medica atta
a stabilire se l’arteriopatia di cui l’insorgente soffriva, patologia diagnosti-
cata nel rapporto angiologico del luglio 2004 (incarto 1, doc. 145), poteva
già essere presente nel 2001, come indicato nella perizia reumatologica
del novembre 2001 (incarto 1, doc. 67) – stabilisse quali fossero le conse-
guenze di tale affezione sulla capacità al lavoro e si pronunciasse sul diritto
del ricorrente ad una rendita d’invalidità per il periodo che precedeva il 1°
luglio 2005 (sentenza del TF 9C_1011/2010 del 15 dicembre 2011).
8.2 Nella decisione impugnata del 9 luglio 2014 (incarto 3, doc. 59), che ha
fatto seguito ad uno scritto del 6 giugno 2013 e ad una diffida raccoman-
data del 29 novembre 2013 (incarto 3, doc. 15 e 28), l’UAIE – dopo aver
rilevato che una perizia medica in Svizzera era necessaria e che il viaggio
in Svizzera era esigibile dal profilo medico – ha pronunciato, conforme-
mente all’art. 43 cpv. 3 LPGA, una decisione in base agli atti.
8.3 La necessità di sottoporre il ricorrente ad una perizia in angiologia, reu-
matologia e psichiatria è stata stabilita dal Tribunale federale nelle sen-
tenze I 811/03 del 31 gennaio 2005 e 9C_1011/2010 del 15 dicembre 2011.
L’insorgente non ha mai contestato la necessità di effettuare degli esami
specialistici volti ad accertare il suo stato di salute e le conseguenze dello
stesso sulla sua capacità lavorativa. Con scritti del 14 giugno e 13 dicem-
bre 2013 (incarto 3, doc. 20 e 51), egli ha unicamente ribadito che il suo
stato di salute non gli consente di effettuare il viaggio in Svizzera, esibendo
in particolare un rapporto medico del 27 novembre 2012 (incarto 3, doc.
18), in cui è indicato che non è in grado né di stare seduto né di stare in
piedi a lungo. Chiede vuoi di essere sottoposto ad una perizia medica in
Serbia vuoi che l’autorità inferiore pronunci una decisione in base agli atti.
Quanto alla possibilità per il ricorrente di affrontare il viaggio dalla Serbia
alla Svizzera, la dott.ssa E._, medico dell’UAIE, aveva ritenuto, nel
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giugno del 2006, che la grave insufficienza arteriosa agli arti inferiori di cui
l’insorgente soffriva, gli precludeva il viaggio in Svizzera (v. il rapporto del
28 giugno 2006; incarto 1, doc. 226). In seguito alla sentenza del Tribunale
federale del 15 dicembre 2011 (9C_1011/2010), l’autorità inferiore ha rite-
nuto indispensabile l’effettuazione di una perizia medica in Svizzera (in-
carto 2, doc. 15). Il ricorrente ha poi segnalato all’autorità inferiore che per
motivi medici non poteva intraprendere il viaggio in Svizzera. Con deci-
sione incidentale del 31 luglio 2012, l’UAIE ha confermato la necessità di
una perizia multidisciplinare in Svizzera. Con sentenza del 18 gennaio
2013 (nella causa C-4317/2012), questo Tribunale ha respinto, nella mi-
sura in cui ammissibile, il ricorso interposto dall’insorgente contro la succi-
tata decisione incidentale, lo stesso essendo tenuto a sottoporsi alla perizia
medica in Svizzera, non avendo prodotto alcun certificato medico che po-
teva dimostrare l’impossibilità di viaggiare (cfr. consid. 4.3 della surriferita
sentenza). L’8 marzo 2013, il Tribunale federale ha dichiarato inammissi-
bile il ricorso interposto dal ricorrente contro la menzionata sentenza di
questo Tribunale. Anche nell’ambito del concilium del 12 settembre 2013, i
medici dell’UAIE, specialisti in psichiatria, ematologia ed oncologia, medi-
cina fisica e riabilitativa e reumatologia, hanno concluso che per la valuta-
zione clinica-lavorativa dell’insorgente era indispensabile effettuare una
perizia medica in Svizzera e che il medesimo era tenuto a sottoporsi a detta
perizia e che doveva essere reso edotto delle conseguenze di una mancata
presentazione alla perizia medesima (incarto 3, doc. 27), ciò che è poi stato
fatto dall’UAIE con diffida (inviata per plico raccomandato) del 29 novembre
2013 (incarto 3, doc. 28). Il 12 dicembre 2013, l’insorgente ha sostenuto di
avere sempre collaborato, nella misura in cui il suo stato di salute glielo
avrebbe permesso, e di avere prodotto tutta la documentazione necessaria
alfine che l’UAIE potesse rendere una decisione. Ad ogni buon conto, ha
asserito di avere prodotto certificati medici del giugno rispettivamente set-
tembre 2012 da cui risulterebbe un’impossibilità di viaggiare (incarto 3, doc.
51). Il 9 luglio 2014, l’UAIE, constatato che il ricorrente – nonostante l’av-
viso del proprio servizio medico secondo cui era in grado di viaggiare – non
ha dato la sua disponibilità a presentarsi ad una perizia medica in Svizzera,
ha considerato che poteva essere deciso solo sulla base degli atti di causa
al loro stato attuale.
8.4 Questo Tribunale non ritiene vi siano motivi per scostarsi nel risultato
dalla sentenza di questo Tribunale del 18 gennaio 2013, mediante la quale
era stata confermata la decisione incidentale dell’UAIE con cui veniva man-
tenuta la necessità per il ricorrente di una perizia multidisciplinare in Sviz-
zera. I documenti medici posteriori alla sentenza del Tribunale federale del
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15 dicembre 2011 nella causa 9C_1011/2010, non dimostrano che – per-
lomeno con adeguato adattamento delle condizioni di viaggio e indispen-
sabile accompagnamento – il viaggio in Svizzera dell’insorgente doveva
considerarsi siccome ragionevolmente inesigibile. Stante pertanto l’esigibi-
lità di un tale viaggio, che il ricorrente non si è però dichiarato disponibile
ad effettuare, a giusto titolo l’autorità inferiore ha statuito sulla base degli
atti di causa (secondo diffida).
8.5 Peraltro, il ricorrente stesso ha chiesto (pur se per altri motivi), che sia
infine statuito sulla base degli atti di causa al loro stato attuale. Tale con-
clusione non può che essere condivisa. A titolo abbondanziale, può essere
ancora rilevato che l’effettuazione di una (nuova) perizia medica in Serbia
non è più seriamente proponibile. A tal proposito, gli accertamenti medici
specialistici eseguiti nel 2009 presso l’Accademia medico-militare di
F._ (incarto 1, doc. 298 e 336 a 340) si erano rivelati insufficienti
per la valutazione del caso e non si vede come una nuova perizia in Serbia
da effettuarsi posteriormente a quella del 2009 potrebbe meglio rispondere
ai quesiti già precedentemente posti sull’esistenza e le conseguenza della
malattia angiologica per il periodo anteriore a luglio 2004, quesiti a cui però
non era stata data una risposta soddisfacente, e a cui, come rettamente
rilevato dal dott. C._, medico SMR, non è comunque più possibile
dare una risposta probante a posteriori sulla base di nuovi accertamenti,
ma solo sulla base degli accertamenti già agli atti (incarto 1, doc. 177).
Quanto ad una nuova perizia medica effettuata sugli atti di causa, essa non
appare necessaria, avuto riguardo al fatto che il caso può essere deciso,
con il grado della verosimiglianza preponderante, sulla base delle risul-
tanze processuali al loro stato attuale senza necessità di una siffatta peri-
zia, e che tale soluzione s’impone nel caso concreto già solo in ragione
della durata della procedura di prima istanza (senza dimenticare quella
delle procedure di ricorso) nonché del fatto che l’amministrazione ha
omesso di attivarsi a tempo debito, come avrebbe potuto e dovuto, per
verificare le indicazioni del reumatologo che nel 2001 aveva già accennato
all’esistenza di un’affezione angiologica (sentenza del TF 9C_1011/2010
del 15 dicembre 2011 consid. 6.3).
9.
9.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
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Pagina 15
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1 e 125 V 351 consid. 3).
9.2 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb).
9.3 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice
che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da
un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si eviden-
ziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF
8C_566/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 7.2 e relativo riferimento).
10.
10.1 Nella decisione impugnata del 9 luglio 2014, l’UAIE ha ritenuto, in
base agli atti di causa, che l’insorgente presenta un’incapacità al lavoro e
di guadagno del 100% dal 27 luglio 2004, ciò che comporta il diritto ad una
rendita intera d’invalidità dal 1° luglio 2005. Non sarebbero per contro date
le condizioni per accordare al ricorrente medesimo una rendita d’invalidità
svizzera per un periodo anteriore al 1° luglio 2005. L’autorità inferiore ha
fondato la propria decisione sui rapporti del proprio servizio medico. In par-
ticolare, secondo il rapporto del 26 luglio 2013 della dott.ssa E._
(incarto 3, doc. 23; in cui è altresì fatto riferimento ai precedenti rapporti di
giugno e settembre 2009 [incarto 1, doc. 345 e 365]), l’insorgente è affetto
da insufficienza arteriosa agli arti inferiori, disturbo somatoforme doloroso,
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Pagina 16
disturbi della personalità, lombalgie croniche con disturbi statici e degene-
rativi ed ipertensione arteriosa. Quanto alla capacità lavorativa, la dott.ssa
E._, fondandosi sui rapporti del 30 aprile 2002 e del 29 agosto 2005
del dott. C._ (incarto 1, doc. 86 e 177), ha reputato che, sino a luglio
del 2004, l’esercizio dell’attività di muratore è esigibile nella misura del 50%
e l’esercizio di un’attività confacente allo stato di salute è esigibile nella
misura del 100%, ciò che comporta un grado d’invalidità del 32%. A decor-
rere da luglio del 2004 (data del rapporto angiologico in cui è stata diagno-
sticata l’arteriopatia; incarto 1, doc. 145), il ricorrente presenta un’incapa-
cità al lavoro del 100% in una qualsiasi attività lucrativa.
10.2 Tale valutazione, contraria alle risultanze processuali, non può tuttavia
essere condivisa per i motivi che saranno indicati di seguito.
10.3 Dalle carte processuali emerge che il ricorrente ha svolto, da ultimo,
attività lucrativa come muratore-piastrellista alle dipendenze di un’impresa
dal febbraio del 1996 al 24 novembre 1999, allorquando ha interrotto l’atti-
vità per motivi di salute (incarto 1, doc. 4). Secondo il certificato medico del
7 aprile 2000 del dott. J._, medico curante (incarto 1, doc. 20), il
ricorrente, a causa della sindrome lombovertebrale con alterazioni dege-
nerative di cui soffre, ha presentato un’incapacità del 100% nell’esercizio
della professione abituale dal 24 novembre 1999, incapacità al lavoro poi
confermata dalla dott.ssa K._, specialista in reumatologia, nel rap-
porto medico del 24 ottobre 2000 (incarto 1, doc. 40), in cui è precisato che
il paziente non è più capace (definitivamente) nel suo lavoro di muratore.
Nel rapporto d’uscita del 1° settembre 2000 della Clinica L._ (in-
carto 1, doc. 30) è poi stato rilevato che le alterazioni degenerative (dia-
gnosticate) non spiegano pienamente la sintomatologia (da dolore cronico)
aspecifica tendenzialmente cronicizzante e non appaiono sufficienti ad in-
quadrare il paziente che ostenta manifestazioni somatoformi. I medici
hanno concluso che la capacità lavorativa è difficile da valutare, ma che
dal profilo puramente reumatologico una ripresa al minimo del 50% do-
vrebbe essere possibile. In considerazione della sintomatologia lamentata
(sindrome da dolore cronico), appare plausibile che detti medici intendes-
sero fare riferimento per l’insorgente ad una capacità al lavoro del 50% in
un’attività sostitutiva adeguata. Basti rilevare al proposito che la dott.ssa
K._ (reumatologa) nel rapporto medico del 24 ottobre 2000 (incarto
1, doc. 40), ha indicato che l’attività di muratore non era più ragionevol-
mente esigibile, ma che lo era un lavoro leggero (senza che sia però stata
precisata la residua capacità lavorativa in tali attività adeguate).
10.4
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Pagina 17
10.4.1 Quanto allo stato di salute somatico del ricorrente, nella perizia reu-
matologica del 21 novembre 2001 (incarto 1, doc. 67), il dott. M._
ha poi diagnosticato, oltre alle note sindrome lombovertebrale cronica (con
alterazioni degenerative) e sindrome da dolore cronico (con somatizza-
zione nell’ambito di un’evoluzione depressiva), una possibile arteriopatia
periferica a destra. In merito alla possibile esistenza di un’arteriopatia, ha
in particolare precisato di aver riscontrato all’arto inferiore destro una dimi-
nuzione della circolazione arteriosa da imputare ad una probabile arterio-
patia, quest’ultima affezione comunque – e a suo giudizio – senza inci-
denza sulla capacità al lavoro. Secondo il dott. M._, dal profilo reu-
matologico, l’esercizio della precedente attività di muratore-piastrellista po-
trebbe essere ancora esigibile nella misura del 50%, mentre, per quanto
attiene all’esercizio di un’attività confacente allo stato di salute, sussiste-
rebbe la possibilità teorica di raggiungere una capacità lavorativa addirit-
tura normale. Tali conclusioni, formulate al condizionale, sono meramente
ipotetiche e non adempiono pertanto il presupposto della probabilità pre-
ponderante, che regge la procedura in materia d’assicurazione sociale. Pe-
raltro, il dott. M._ ha persino consigliato – anche se il consiglio era
riferito nella sua perizia al medico curante, esso valeva certamente anche
per l’Ufficio AI competente ad istruire la domanda di rendita del ricorrente
(cfr. sulla questione, la sentenza del TF 9C_1011/2010 del 15 dicembre
2011 consid. 6.3) – di valutare per approfondimento diagnostico l’eventuale
arteriopatia periferica alla gamba destra, rispettivamente la presenza di
un’osteoporosi. Stante questa premessa, alla valutazione peritale del no-
vembre 2001 del dott. M._ non può quindi essere conferito valore
probatorio decisivo con riferimento all’apprezzamento della capacità lavo-
rativa del ricorrente.
10.4.2 L’autorità inferiore non ha tuttavia effettuato a suo tempo (ossia
prima di luglio 2004) alcun accertamento con riferimento alla possibile esi-
stenza della malattia angiologica ed agli eventuali effetti della stessa per
quanto concerne l’abilità lavorativa dell’insorgente. Quanto alla questione
di sapere se tale affezione (arteriopatia) fosse effettivamente presente nel
2001, come sospettato dal dott. M._ nella sua perizia reumatologica
(incarto 1, doc. 67), e quali fossero le conseguenze di tale affezione sulla
capacità lavorativa del ricorrente, questo Tribunale non ha motivo di sco-
starsi dal parere del dott. C._, medico dell’Ufficio AI del Cantone
B._, di cui al rapporto del 29 agosto 2005 (incarto 1, doc. 177), se-
condo cui, in assenza di valutazioni angiologiche anteriormente a luglio
2004, è impossibile determinare a posteriori l’influsso della patologia an-
giologica sulla capacità lavorativa. Detto medico ha in particolare rilevato
che non appare possibile determinare se e in quale misura tale affezione
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Pagina 18
fosse responsabile dell’insorgere dei dolori al momento (novembre 2001)
in cui fu eseguita la perizia reumatologica; un’(altra) perizia non avrebbe
potuto, a posteriori, fornire giudizi validi, come peraltro confermato dalla
dott.ssa E._ nel rapporto del 26 luglio 2013 (incarto 3, doc. 23), in
cui è precisato che una (nuova) perizia avrebbe dovuto basarsi sui soli atti.
Secondo il dott. C._, è tuttavia indicato ritenere che l’arteriopatia
fosse già presente (perlomeno) nel 2001 e influisse sulla capacità lavora-
tiva, anche se i limiti non avrebbero oltrepassato quelli dati dal reumato-
logo. A tal proposito, questo Tribunale rammenta che, dal profilo reumato-
logico, nei rapporti medici del 7 aprile 2000 del dott. J._, del 1° set-
tembre 2000 della Clinica L._ e del 24 ottobre 2000 della dott.ssa
K._ (incarto 1, doc. 20, 30 e 40), è stata invero ritenuta un’incapa-
cità al lavoro del 100% nell’attività di muratore dal 24 novembre 1999, ma
una capacità al lavoro del 50% in un’attività confacente allo stato di salute
dal 1° settembre 2000 (v., sulla questione, il considerando 10.3 del pre-
sente giudizio), abilità al lavoro del 50% in un’attività sostitutiva adeguata
poi confermata dal dott. J._ anche nel rapporto medico del 7 aprile
2003 (incarto 1, doc. 120). A quest’ultima valutazione dell’incapacità lavo-
rativa del medico curante dell’insorgente – che si dimostra come oggetti-
vamente fondata e convincente, nonché fondata sui pareri dei medici della
Clinica L._ e della reumatologa dott.ssa K._ – può essere
conferito pieno valore probatorio, conto tenuto anche delle risultanze dei
rapporti medici di data posteriore.
10.5
10.5.1 Quanto allo stato di salute psichico del ricorrente, il dott. N._,
specialista in psichiatria, nella perizia del 21 aprile 2002 (incarto 1, doc.
84), ha indicato che l’insorgente è affetto da una sindrome somatoforme
da dolore persistente (F 45.4 secondo l’ICD 10) con evidenti segni di ag-
gravamento. La sindrome da dolore persistente, per quanto emerge dalla
perizia, avrebbe una funzione appellativa e rivendicativa. Ciò sarebbe sup-
portato dall’atteggiamento teatrale con cui l’interessato esprime le sue la-
mentele e dall’inattendibilità delle sue affermazioni. Non sarebbe altresì ri-
levabile una sindrome ansioso-depressiva od altro quadro psicopatologico
maggiore. Secondo il perito, dal profilo psichico, l’esercizio di un’attività ri-
spettosa dei limiti funzionali a livello reumatologico è esigibile.
10.5.2 Questo Tribunale rileva che, secondo il dott. N._, dal profilo
psichico l’insorgente dispone delle capacità per sormontare i propri disturbi
psicosomatici. Questa valutazione tiene conto di una giurisprudenza del
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Tribunale federale, risalente al 2004, ed applicabile al caso in esame, se-
condo cui i disturbi da dolore somatoforme potevano essere sormontati fa-
cendo gli sforzi ragionevolmente esigibili e non erano atti a determinare
una limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettibile di ca-
gionare un’invalidità. In tale ambito, una persona era ritenuta incapace di
fare simili sforzi ed era considerata invalida solo qualora adempiva deter-
minati criteri (detti di Förster, quali presenza di una componente psichia-
trica importante per gravità, intensità e durata, perdurare di un processo
morboso per più anni senza remissione durevole, perdita di integrazione
sociale in tutti gli ambiti della vita o stato psichico consolidato, senza pos-
sibilità di evoluzione sul piano terapeutico; DTF 132 V 65 consid. 4.2.2 e
130 V 353 consid. 2.2.3), che, per la loro intensità e costanza, rendevano
la persona incapace di simili sforzi, criteri questi che, secondo il perito, non
erano adempiti nel caso di specie, facendo fra l’altro difetto la presenza di
una patologia psichica. In conclusione, dalle carte processuali non risul-
tano motivi per ritenere che un’affezione psichica potesse influire sulla ca-
pacità lavorativa del ricorrente nel periodo determinante qui in esame. En-
tro questi stretti limiti può essere condivisa la valutazione psichiatrica del
dott. N._. Per contro, il suo apprezzamento di un’esagerazione dei
sintomi di dolore da parte del ricorrente non può essere condiviso. Su que-
sto punto può essere condiviso il parere dello psichiatra dott. O._,
di cui al rapporto del 27 marzo 2002 (incarto 1, doc. 80), secondo cui la
sofferenza dell’interessato appare autentica.
10.6 Dal profilo dell’incidenza sulla capacità lavorativa della problematica
angiologica, può essere fatto riferimento all’indicazione del medico curante
dott. J._ del 29 luglio 2004 ed alla valutazione angiologica del 27
luglio 2004 del dott. P._, secondo cui da questo profilo lo stato di
salute del ricorrente ha subito un notevole peggioramento da luglio del
2004 (incarto 1, doc. 145 e 147). In altri termini solo da luglio 2004 risulta
dimostrato, con il grado della probabilità preponderante, che l’affezione an-
giologica, in aggiunta a quelle reumatologiche, giustificava un’incapacità
lavorativa totale in qualsiasi attività, anche in quelle sostitutive adeguate. Il
dott. P._ ha in particolare accertato una sintomatologia algica agli
arti inferiori sicuramente di origine mista, da un lato lombo-vertebrale,
senza però nozione di canale spinale stretto, e dall’altro lato, arteriopatica
aorto-iliaca bilaterale. Sarebbe difficile stabilire con certezza quale delle
due patologie sia predominante per l’origine dei disturbi invalidanti del pa-
ziente. I dolori alla schiena che insorgono immediatamente dopo l’inizio
dello sforzo, farebbero pensare piuttosto ad una problematica lomboverte-
brale, ma, vista l’assenza di un canale spinale stretto, i dolori bilaterali alle
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gambe sono probabilmente da attribuire alla patologia arteriosclerotica (in-
carto 1, doc. 145). All’angiorisonanza dell’aorta addominale effettuata il 9
agosto 2004 è poi emersa la presenza di un’occlusione di partenza
dell’asse iliaco a destra e dell’arteria iliaca esterna di sinistra (incarto 1,
doc. 148; v. anche il rapporto medico del 26 agosto 2004 del dott.
P._ [incarto 1; doc. 153]).
10.7 In conclusione, sulla scorta in particolare delle risultanze dei docu-
menti medici agli atti nonché delle considerazioni che precedono, questo
Tribunale ritiene che risulta dimostrato con il grado della probabilità pre-
ponderante che lo stato di salute del ricorrente ha definitivamente impedito
al medesimo di svolgere la sua precedente attività di muratore dal 24 no-
vembre 1999, ma che a decorrere dal 1° settembre 2000, al medesimo
sarebbero state proponibili, nella misura del 50%, attività confacenti al suo
stato di salute, ossia lavori leggeri e poco qualificati nel settore secondario
e nel settore terziario, e ciò fino al 26 luglio 2004. A partire da tale data,
l’insorgente presenta infine un’incapacità al lavoro del 100% in tutte le atti-
vità, anche quelle sostitutive, come ampiamente documentato e ritenuto
nei precedenti giudizi anche del Tribunale federale.
10.8 Non soccorre altresì il ricorrente il riferimento alla diversa valutazione
di cui alla decisione del Fondo Repubblicano per l’assicurazione pensioni-
stica e d’invalidità di F._ del 20 luglio 2015, secondo cui, sulla base
di una perizia medica del 23 giugno 2015 (perizia che il ricorrente non ha
peraltro prodotto), il medesimo presenta un’incapacità lavorativa dal 27 set-
tembre 2000 (doc. TAF 15 e 19). A prescindere dal fatto che nella menzio-
nata decisione del Fondo Repubblicano non risulta essere stata indicata
una specifica incapacità lavorativa, giova altresì rammentare che la valu-
tazione di un’autorità straniera con riferimento all’incapacità lavorativa di
un assicurato non vincola di principio le autorità svizzere nell’accertamento
del caso secondo il diritto svizzero (sentenza del TF I 435/02 del 4 febbraio
2003 consid. 2).
11.
11.1 Ritenuto che appare esigibile, dal 1° settembre 2000 al 26 luglio 2004,
secondo i rapporti medici del 1° settembre 2000 della Clinica L._,
del 24 ottobre 2000 della dott.ssa K._, del 7 aprile 2003 e 29 luglio
2004 del dott. J._ e del 27 luglio 2004 del dott. P._ (incarto
1, doc. 30, 40, 120, 145 e 147), l’esercizio di un’attività confacente allo stato
di salute nella misura del 50%, occorre calcolare il tasso d’invalidità.
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11.1.1 L’UAIE ha considerato quale reddito da valido il salario annuo con-
seguibile dal ricorrente nel 2002 quale muratore, secondo le indicazioni del
datore di lavoro, ossia fr. 68'754.-, ed ha ritenuto quale reddito da invalido
per il 2002, il salario annuo ottenibile in attività semplici e ripetitive, ossia
fr. 46'575.-, secondo i dati ricavati dalle statistiche pubblicate dall’Ufficio
federale di statistica, Tabella TA 13 privato (salario annuo di fr. 51'750.- con
una riduzione del 10% [per tenere conto del fatto che l’insorgente può eser-
citare solo delle attività leggere]). Dal confronto fra il reddito da valido di fr.
68'754.- e quello da invalido di fr. 46'575.- è risultato un grado d’invalidità
del 32% (incarto 1, doc. 103 e 117).
11.1.2 Questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo effettuato
dall’autorità inferiore per la determinazione del grado d’invalidità, che de-
vono trovare applicazione i dati statistici nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio fe-
derale di statistica (sentenza del TF U 452/05 del 29 settembre 2006 con-
sid. 2) e che occorre fare riferimento ai dati del 2000 (momento a partire
dal quale al ricorrente sarebbero state proponibili, nella misura del 50%,
attività sostitutive confacenti allo stato di salute), e non del 2002.
11.1.3 Quale reddito annuale da valido va considerato il salario consegui-
bile nel 2000 dal ricorrente come muratore (secondo le indicazioni del da-
tore di lavoro; incarto 1, doc. 101 e 103), ossia fr. 65'665.60.
11.1.4 Per quel che concerne la determinazione del reddito da invalido, fa
fatto riferimento a quello ottenibile dall’insorgente nel 2000 in attività di tipo
leggero, ossia di un reddito da invalido di fr. 23’959.80, in considerazione
di un salario medio mensile nel 2000 di fr. 4'437.- (secondo la pertinente
tabella TA1 [2000] dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari), di una
diminuzione del 50% per l’incapacità lavorativa e di una riduzione giurispru-
denziale del 10%, tale riduzione giurisprudenziale operata dall’autorità in-
feriore apparendo ammissibile, conto tenuto dell’insieme delle circostanze
del caso di specie.
11.1.5 Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 65'665.60 e quello da in-
valido di fr. 23'959.80 consegue la determinazione di un grado d’invalidità
del 63,51% ([{65'665.60 – 23'959.80} x 100] : 65'665.60), che determina il
diritto ad una mezza rendita d’invalidità fino al 31 dicembre 2003 (art. 28
cpv. 1 LAI, nel suo tenore in vigore fino al 31 dicembre 2003; DTF 130 V
121 consid. 3.3) e poi a tre quarti di rendita dal 1° gennaio 2004 (art. 28
cpv. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2004).
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11.2 Nella misura in cui il ricorrente ha poi presentato un’incapacità lavo-
rativa del 100% in una qualsiasi attività lucrativa dal 27 luglio 2004 e se-
condo il rapporto medico del dott. P._ (incarto 1, doc. 145), il mede-
simo ha diritto ad una rendita intera dal 1° ottobre 2004 (momento in cui il
peggioramento significativo dello stato di salute perdurava da tre mesi, giu-
sta l’art. 88a cpv. 2 OAI [RS 831.201]; v. la sentenza del TF 9C_485/2010
dell’11 luglio 2011 consid. 4.3 e DTF 105 V 262 consid. 4).
12.
12.1 Per conseguenza, il ricorso va parzialmente accolto e l’impugnata de-
cisione del 9 luglio 2014 riformata nel senso che, decorso il termine di at-
tesa legale di un anno (giusta l’art. 29 cpv. 1 LAI), il ricorrente ha diritto ad
una mezza rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità dal 1° novem-
bre 2000 al 31 dicembre 2003, a tre quarti di rendita dal 1° gennaio al 30
settembre 2004 (il cambiamento della rendita essendo dovuto ad una mo-
difica della legge e non ad una modifica del tasso d’invalidità del 63,51%)
e ad una rendita intera dal 1° ottobre 2004 (momento in cui il peggiora-
mento significativo dello stato di salute perdurava da tre mesi, giusta l’art.
88a cpv. 2 OAI).
12.2 Questo Tribunale rileva che l’insorgente, nel gravame, ha chiesto, tra
l’altro, di decidere “se sono invalido o meno dal 21.11.2001 al 01.07.2005”
(v. la traduzione in lingua italiana del ricorso del 22 luglio 2014, traduzione
fatta effettuare dal Tribunale amministrativo federale; doc. TAF 3 pag. 5).
Da un lato, la frase in oggetto non può ragionevolmente essere interpretata
nel senso che egli chiede l’attribuzione di una rendita d’invalidità unica-
mente con effetto dal mese di novembre 2001, poiché la sua richiesta di
rendita è stata inoltrata nel settembre del 2000. Una rigorosa interpreta-
zione letterale trova pure il suo limite nel fatto che il ricorrente procede per-
sonalmente dinanzi a questo Tribunale. L’indicazione del ricorrente va per-
tanto piuttosto interpretata nel senso che egli ritiene di presentare un’inca-
pacità lavorativa di livello pensionabile, fra l’altro, almeno da novembre
2001 a luglio 2005. Ciò premesso, questo Tribunale non è altresì vincolato
dai motivi invocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA), contrariamente al Tribunale
federale, e può pertanto accordare ad una parte anche più di quanto essa
abbia chiesto (art. 61 cpv. 1 lett. d LPGA), segnatamente in materia d’assi-
curazione sociale. Pertanto, la mezza rendita d’invalidità può essere ver-
sata dal 1° novembre 2000.
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12.3 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all’autorità inferiore affinché pro-
ceda al calcolo delle prestazioni ai sensi di legge e proceda al versamento
degli arretrati dovuti, se del caso con i relativi interessi.
13.
13.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA).
13.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentato in questa sede e che
non risulta che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili e relati-
vamente elevate in relazione alla presente procedura di ricorso, non si giu-
stifica l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli
art. 7 e segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF, RS 173.320.2]).
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