Decision ID: 9d62043a-d4f1-5f35-bcad-38ed086b3b91
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. L'11 marzo 2004 la _ di _ (ora AP 1) ha stipulato con l'AO 1 un “contratto operating A” in virtù del quale il nosocomio metteva a disposizione della ditta “spazi appositi nei locali aziendali” per installare distributori automatici di bevande e generi alimentari. Il contratto è stato disdetto il 6 agosto 2009 dall'AO 1 per il 1° marzo 2010, ma gli apparecchi sono rimasti in funzione anche dopo di allora. Il 6 luglio 2011 l'AO 1 ha poi deciso, in esito a un pubblico concorso, di aggiudicare la “concessione per distributori di bevande” alla ditta _ di _.
B. Gli apparecchi della _ non essendo previsti per il sistema di prepagamento con badge magnetico in uso nel policlinico, l'AO 1 ha raggiunto nell'ottobre del 2014 con la AP 1 un accordo nel senso che i 16 distributori della ditta sarebbero rimasti in uso “fino al 31 dicembre 2016 al più tardi”. All'inizio di febbraio del 2015 l'AO 1 ha poi chiesto verbalmente alla AP 1 di togliere gli apparecchi, precisando per lettera del 16 febbraio successivo che ciò sarebbe dovuto avvenire entro il 30 marzo 2015. La ditta ha comunicato il 9 marzo 2015 di opporsi, chiedendo la pubblicazione di un nuovo bando di concorso. Il 1° aprile 2015 l'AO 1 ha rimosso i distributori della AP 1, depositandoli in un magazzino del nosocomio, e li ha sostituiti con apparecchi della _.
C. Quello stesso 1° aprile 2015 la AP 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, con un'istanza cautelare prima della pendenza della causa, preannunciando l'avvio di un'azione di reintegra (art. 927 CC) perché fosse ordinato immediatamente all'AO 1 – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di ricollocare e di rimettere in esercizio i suoi distributori. La richiesta superprovvisionale è stata respinta dal Pretore con decreto cautelare dell'indomani (inc. CA.2015.133). Invitato contestualmente a formulare osservazioni scritte, l'AO 1 ha proposto il 13 aprile 2015 di respingere l'istanza nella misura in cui fosse ricevibile. Il Pretore non ha indetto udienze. Statuendo con decreto cautelare del 27 maggio 2015, egli ha respinto l'istanza. Le spese processuali di fr. 250.– sono state poste a carico della AP 1, tenuta a rifondere all'AO 1 fr. 750.– per ripetibili.
D. Contro il decreto cautelare appena citato la AP 1 è insorta l'8 giugno 2015 con un appello per ottenere che la decisione impugnata sia riformata, accogliendo la sua istanza e ordinando al convenuto – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di ricollocare e di rimettere in esercizio i suoi distributori. Chiamato il 24 giugno 2015 dal presidente della Camera a precisare il valore litigioso, il Pretore ne ha indicato l'ammontare il 1° settembre 2015 in almeno fr. 30 000.–. Nelle sue osservazioni del 21 settembre 2015 l'AO 1 propone di respingere l'appello e di confermare il decreto in questione.

Considerando
in diritto: 1. Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 276 CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiunge almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è dato, il Pretore aggiunto avendo fissato il valore litigioso in almeno fr. 30 000.–, cifra che non ha dato adito a reazioni e che a prima vista può apparire verosimile. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, nella fattispecie il decreto in rassegna è stato notificato al patrocinatore dell'istante il 29 maggio 2015. Introdotto l'8 giugno successivo, l'appello in esame è pertanto ricevibile.