Decision ID: 54893789-c1e0-5758-92ca-9bf1609b10fa
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. L'assicurato, nato nel _, di professione muratore, in data 20 maggio 1999 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da frattura e lussazione della spalla destra, stato dopo osteosintesi del tuberculum maius e artroscopia della spalla destra a seguito di infortunio occorso il
1° ottobre 1998 (doc. AI _).
Il caso è stato assunto dall'_, la quale ha assegnato un'indennità per menomazione dell'integrità del 20% nonché una rendita d'invalidità per un'incapacità lucrativa del 25% a far tempo dal 1° gennaio 2000.
1.2. Per decisione 15 maggio 2000, fondandosi sulle risultanze istruttorie dell'assicuratore infortuni, e sulla scorta di ulteriori accertamenti di natura medica nonché della valutazione economica ad opera del consulente per l'integrazione professionale, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha negato il diritto a prestazioni AI motivando:
"
(...)
Per determinare l'invalidità si raffronta il reddito che l'assicurato potrebbe attualmente conseguire in un'attività ragionevolmente da lui ESIGIBILE con il reddito del lavoro che egli potrebbe oggi conseguire senza il danno alla salute. Il grado d'invalidità è calcolato in per cento in base alla perdita di capacità di guadagno.
Nella fattispecie dobbiamo riferirci principalmente alla documentazione medica ed assicurativa della _, ente che si è assunto obbligatoriamente il caso infortunistico del signor _.
In merito dunque il grado di invalidità viene fissato nella misura parziale del 25 % per le ragioni esposte nella decisione formale della _ notificata in data 16.03.2000.
Questa percentuale non può pertanto far maturare un diritto a rendita da parte dell'Assicurazione federale per l'invalidità, in quanto il tasso invalidante è inferiore ai minimi legali.
Per quanto attiene all'esame eseguito dal nostro Servizio d'integrazione professionale, questo ha permesso di escludere una qualsiasi riformazione professionale, non essendoci le condizioni attitudinali, le conoscenze di base e quelle linguistiche, a sostegno di un progetto formativo.
L'assicurato è quindi invitato a volersi rivolgere all'Ufficio regionale di collocamento, alfine di reperire un'adeguata occupazione."
(Doc. AI _)
1.3. Contro questo provvedimento l'assicurato ha interposto tempestivo ricorso tramite l'avv. _, che ha postulato l'annullamento dell'atto impugnato e la retrocessione della causa all'amministrazione per nuovi accertamenti. Nel gravame viene in particolare esposto:
"
(...)
5. Nella specie, l'UAI ha considerato unicamente la decisione emanata dalla _ per motivare il suo rifiuto a prestazioni assicurative. Ulteriori controlli sullo stato di salute del ricorrente non sono stati eseguiti per cui nemmeno è stato possibile verificare che il signor _ non solo è portatore degli esiti del noto infortunio, ma anche di malattie invalidanti. Prova ne sia, a semplice titolo di esempio, il fatto che il Dott. _ abbia attestato un'incapacità lavorativa del ricorrente al 100% per il periodo dal 1. febbraio al 29 febbraio 2000 anche per malattia. Infatti, l'insorgente è stato pure colpito da una emiparesi facciale che Io ha reso inabile al lavoro in misura completa.
Ora, ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale pubblicata in DTF 199 V 468, l'UAI è tenuto, in sostanza, ad espletare i suoi accertamenti senza fondarsi unicamente sulle risultanze di quanto emerge dagli incarti relativi all'assicurazione infortuni.
Nel caso concreto, come già detto, ciò non è stato fatto e, oltre al resto, il consulente professionale ha reso il suo rapporto il 29 ottobre 1999 concludendo che il ricorrente non poteva essere riqualificato a causa delle sue limitate risorse linguistiche per cui unica possibilità restavano le agenzie private di collocamento o l'URC di _. Dopo tale rapporto, reso ben prima della decisione della _, non vi è stato alcun ulteriore accertamento da parte dell'UAI sul grado di incapacità lavorativa, e quindi di guadagno, del ricorrente.
Tale modo di procedere non può essere ammesso per cui questa lodevole Autorità giudicante dovrà rinviare l'intero incarto all'UAI per nuovo esame e nuova decisione parimenti impugnabile.
Prove: c.s. (...)" (Doc. _)
Con il gravame l'insorgente ha inoltre chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
1.4. Con risposta 19 luglio 2000 l'UAI propone la reiezione del gravame osservando:
"
(...)
1. È anzitutto da porre in evidenza che l'UAI, quando si associa alla valutazione della _ in relazione ad un caso esclusivamente infortunistico, non recepisce mai passivamente l'opinione dell'assicuratore infortuni, ma opera, viceversa, una valutazione completamente autonoma degli atti messi a disposizione nel corso della procedura infortunistica, atti che vengono esaminati in piena autonomia, come referti acquisiti all'incarto da valutare con senso critico e assoluta indipendenza.
Inoltre, qualora tali atti non dovessero essere sufficienti per arrivare ad un giudizio equilibrato, l'UAI ordina senz'altro le necessarie integrazioni.
Nel caso di specie, tuttavia, le acquisizioni probatorie effettuate dalla _ erano complete, circostanziate e concludenti: in particolare, il risultato della visita medica di chiusura della _ (cfr. il referto del 18.08.1999, compreso nell'all. _) risulta del tutto esauriente sia per quanto riguarda gli aspetti medico‐diagnostici, che recano la completa descrizione della patologia sofferta dall'assicurato a causa dell'infortunio, sia sotto il profilo della descrizione delle inabilità lavorative idonee a determinare una perdita di guadagno (cfr., per questo particolare aspetto, la voce "esigibilità del lavoro" contenuta nel referto relativo alla citata visita medica di chiusura).
Orbene, la precisa e completa descrizione di tali fattori ha messo l'UAI nelle condizione di poter ricostruire il profilo professionale dell'assicurato successivo alla manifestazione del danno alla salute, il che è stato realizzato per mezzo del rapporto stilato dal consulente in integrazione professionale 29.10.1999 (cfr. all. _), nel quale è stata esclusa la possibilità di prendere provvedimenti di riformazione a causa delle carenze attitudinali e generali presentate dall'assicurato, non potendosi così procedere alla compensazione del 25% di perdita di guadagno per mezzo di provvedimenti professionali.
La valutazione finale del grado di invalidità doveva quindi essere necessariamente ricondotta alla perdita di guadagno stabilita dalla _, tenendo tuttavia presente che il grado del 25% consente all'ente infortunistico, ma non all'assicurazione invalidità, di erogare prestazioni pecuniarie.
2. Per quanto invece riguarda l'ipotesi che l'assicurato avesse anche problemi diversi da quelli derivanti dall'infortunio, precisiamo che tale eventualità, come indica la stessa patrocinatrice del ricorrente, deve essere ricondotta ad un periodo transitorio di malattia che va dal 1° al 29 febbraio 2000, il che non incide sul calcolo della malattia di lunga durata.
D'altra parte, elementi sostanziali in merito a fattori extra infortunistici non sono in effetti emersi, se non, appunto, nella limitata e non fondamentale misura sopra indicata.
3. Per quanto infine riguarda la citazione giurisprudenziale relativa agli accertamenti propri dell'assicurazione invalidità, precisiamo come in DTF 119 V 468 non si faccia obbligo all'UAI di esperire sempre e comunque propri accertamenti quando vi è comunanza di situazione con la _, essendo bensì prescritto che non sussiste più la priorità nell'accertamento dell'invalidità da parte della _, considerando il fatto che anche l'assicurazione invalidità dispone di mezzi sufficienti per effettuare i propri accertamenti.
In tale pronuncia si precisa ancora che può essere lasciata insoluta la questione di sapere se, eventualmente, la coordinazione della valutazione dell'invalidità sia da interpretare nel senso che all'assicurazione invalidità sia da riconoscere la priorità sull'assicurazione contro gli infortuni.
In effetti, ciò vuol dire che il problema di fondo non è quello di stabilire delle priorità per quanto riguarda l'acquisizione delle prove, essendo viceversa necessario codificare il principio secondo il quale ogni ente deve essere libero di espletare la propria attività istruttoria senza alcun condizionamento preconcetto, realizzandosi in tal caso, ad un tempo, economia di procedura quando si tratta di utilizzare referti clinici o analisi professionali che hanno un valore oggettivo per entrambe le assicurazioni, e libertà di azione nonché completezza delle acquisizioni probatorie, in tutti i casi nei quali uno degli enti interessati ritenga di dover completare gli atti in suo possesso." (Doc. _)
1.5. Con scritto 8 settembre 2000 il ricorrente ha prodotto della documentazione medica, postulando altresì una proroga di 20 giorni del termine per produrre il certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. In lite è la questione di sapere se l'amministrazione ha respinto la richiesta di prestazioni sulla base di un completo accertamento dello stato di salute dell'assicurato. L'UAI ha infatti fondato il proprio giudizio circa l'incapacità di guadagno di _ sulla base delle valutazioni mediche (ed economiche) effettuate nell'ambito dell'assicurazione contro gli infortuni.
L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, inoltre, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
2.3. Come è già stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1).
Non spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno. Questo giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e dev’essere formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).
I documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2 luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).
Di conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba necessariamente beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità da parte della Commissione AI.
L'incapacità di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4 LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 228).
La LAI tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità al guadagno.
Di regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico (cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952, pagg. 140 e 141).
Il grado d'invalidità di un assicurato non può essere pertanto fondato sulla mera valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al guadagno, tenuto conto di ogni attività che può ragionevolmente esercitare e delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).
2.4. Per quanto attiene alla coordinazione tra l'assicurazione per l'invalidità e l'assicurazione contro gli infortuni nella valutazione del grado di invalidità, in una sentenza del 23 aprile 1993 nella causa A. pubblicata in DTF 119 V 468, il TFA ha avuto modo di stabilire che non può essere mantenuta la giurisprudenza pubblicata in DTFA 106 V 88 consid. 2b e 112 V 175 consid. 2a che riconosce all'INSAI la priorità nell'accertamento dell'invalidità, considerando che l'istituto dispone per la valutazione dell'invalidità di un proprio apparato ben sviluppato, ciò che non avrebbe invece l'assicurazione invalidità (cfr. DTF 119 V 468 consid. 3a-3c).
Nella medesima occasione il TFA ha lasciato insoluta la questione di sapere se, eventualmente, la coordinazione della valutazione dell'invalidità sia da interpretare nel senso che all'assicurazione invalidità sia da riconoscere la priorità sull'assicurazione contro gli infortuni (cfr. DTF 119 V 468 consid. 3d).
Alla luce della citata giurisprudenza federale, il TCA, in una sentenza del 31 marzo 1995 nella causa R.B. (pubblicata in RDAT II 1995 a pag. 202) ha stabilito che le direttive amministrative secondo cui gli organi dell'AI devono attenersi al grado d'invalidità fornito dall'INSAI o dall'assicurazione militare, non erano conformi alla nuova giurisprudenza del TFA.
In un'altra sentenza non pubblicata del 1° luglio 1994 nella causa F.B il TFA ha riformato una decisione dell'INSAI che aveva considerato l'assicurato invalido in misura di 66 e 2/3, attribuendogli una rendita sulla base di un grado di invalidità del 100%. La nostra massima istanza si è fondata su una valutazione dell'Ufficio di orientamento ed integrazione professionale di Appisberg, che aveva permesso agli organi dell'assicurazione invalidità di dichiarare l'assicurato invalido al 100%.
In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che, secondo giurisprudenza, l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultima si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale.
Infine, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in Pratique VSI 2001, pag. 79 e segg., il TFA ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe neppure se fosse sostenibile o persino equivalente.
Nella presente fattispecie l'UAI ha provveduto ad ulteriori accertamenti di natura medica (cfr. rapporto 22 giugno 1999 del dott. _, doc. AI _, cfr. consid. 2.6) non limitandosi semplicemente a riprendere i dati dell'_.
In simili circostanze l'operato dell'amministrazione può essere, per principio, approvato dal TCA.
2.5. Dagli atti medici all'inserto risulta che l'assicurato, a seguito delle lesioni riportate in occasione dell'infortunio del 1 ottobre 1998 è stato in cura presso la _. Con rapporto d'uscita 3 maggio 1999 gli specialisti della clinica hanno in particolare osservato:
"
(...)
Primäre Unfall‐ und Krankheitsdiagnosen
‐ Unfall vom 01.10.98
‐ Schulterluxation und Tuberculum majus‐Ausriss der rechten Schulter
Operationen/Behandlungen
‐ 15.10.98 Osteosynthese des Tuberculum majus, Arthroskopie der rechten Schulter (Ospedale _, Dr. _)
Funktionelle Diagnosen und Probleme
1. Mittelgradige belastungsabhängige Beschwerden der rechten Schulter
mit
‐ mittel ‐ bis schwergradiger Bewegungseinschränkung
‐ diskreter Muskelatrophie im Bereich des Musculus infraspinatus
‐ Schonhaltung der rechten Schulter
Einweisungsgründe/Fragestellungen
‐ Intensive orthopädisch‐traumatologische Frührehabilitation
‐ Evaluation der beruflichen Möglichkeiten
Medizinische Abklärungen/Konsilien
Labor vom 24.03.99: CRP < 10, Lc 6,9, Ec 4,94, Hämoglobin 14,9, Hämatokrit 44, MCV 89,1, MCH 30, MCHC 34, Tc 266
Natrium 144, Kalium 4,36, Kreatinin 74,3, alkalische Phosphatase 138, Amylase 166, GGT 26,7, GOT 20,9, GPT 36,0
Urinstatus vom 23.03.99: pH 5,0, Eiweiss 30 mg/dl, Glukose, Keton, Urobilinogen, Bilirubin negativ, Ec ca. 250 /ul, spez. Gewicht 1,025
Sediment: 0‐3 Lc, Ec +++, Plattenepithelien 0‐6, Epithelzellen‐Nieren, Kristal le, Zylinder und Bakterien keine
Urinstatus vom 24.03.99: pH 6,0, Eiweiss, Glukose, Keton, Urobilinogen., Bilirubin negativ, Ec ca. 5‐10/ul, spez. Gewicht 1,015
Sediment: Lc 0‐3, Ec 5‐10, Plattenepithelien 1‐3, Epithelzellen‐Niere und Kristalle keine, ein hyaliner Zylinder, keine Bakterien, Schleim
Röntgen Abdomen Leeraufnahme vom 23.03.99. Unauffälliger Abdominalbefund, insbesondere kein Anhaltspunkt für Nierenkonkremente.
Therapeutische Massnahmen und Verlauf
Massnahmen
Aktive therapeutische Massnahmen mit Einzeltherapie, Schultergymnastik im Wasser mit Schwerpunkt auf Beschwerdelinderung, muskuläre Lockerung und Dehnung, Erhaltung resp. Verbesserung der erreichten Schulterbeweglichkeit rechts sowie der Belastbarkeit im rechten Schultergelenk
Ausdauertraining der unteren Extremität und Konditionstraining im Freien zur Verbesserung der allgemeinen Ausdauer und Belastbarkeit
Therapeutische passive Massnahmen mit Solewickeln und Heublumenwickel zur muskulären Lockerung
Resultate
Unter den angeordneten therapeutischen Massnahmen trat subjektiv keine wesentliche Beschwerdelinderung ein, es persistierten bewegungs‐ und belastungsverstärkte Schulterschmerzen rechts ausstrahlend in den rechten Arm bis zur Hand sowie im Bereich des Schulterblattes. Zusätzlich gab der Patient auch Nachtschmerzen
mit dadurch bedingten Durchschlafstörungen an. Die zu Beginn der Hospitalisation ebenfalls geklagten tieflumbalen Beschwerden, ausstrahlend ins rechte Bein vorwiegend im Liegen, waren im Verlauf spontan regredient.
Objektiv blieben die Bewegungsumfänge im rechten Schultergelenk in etwa unverändert wie bei Eintritt. Zusätzlich bestand eine deutliche Schonhaltung des rechten Schultergelenkes.
Sonstiges
Am 23.03.99 klagte der Patient über plötzliche Flanken‐ und Bauchschmerzen rechts, im Verlauf zunehmend mit Dysurie. Klinisch unauffälliger Abdominalbefund, insbesondere keine Druckdolenz der rechten Nierenloge. Bei anamnestischer Dysurie und Status nach Nephrolithiasis links mit Spontinabgang eines Steines im Dezember 98 wurden ein Urinstatus und weitere Laboruntersuchungen durchgeführt.
Es fand sich eine Erythrozyturie ohne Anhaltspunkte für einen Hanrnwegsinfekt.
Die Entzündungsparameter im Blut waren im Normbereich. In der Abdomenübersicht kein Anhaltspunkt für Nierenkonkremente. Nach symptomatischer Behandlung mit Buscopan spontane Regredienz der Beschwerden. Im gesammelten Urin kein Steinabgang.
Beurteilung
Organische Schädigungen und funktionelle Störungen
6 Monate nach Arthroskopie der rechten Schulter mit Osteosynthese des Tuberculum majus nach Schulterluxation und Tuberculum majus Ausriss, persistieren mittelgradige belastungsverstärkte und bewegungsabhängige Schulterschmerzen rechts (dominante Seite) mit mittel‐ bis schwergradiger Beweglichkeitseinschränkung vor
allem für die Rotation mit deutlicher Schonhaltung. Als Hauptschmerzlokalisationen werden der Subachromial‐ und Coracoidbereich rechts angegeben, was aufgrund der mittel‐ bis schwergradigen Bewegungseinschränkung für eine Impingment Symp tomatik sprechen würde. Radiologisch ist das osteosynthestisierte Tuberculum majus rechts eher zu tief angebracht, was eine Rotorenmanschetteninsuffizienz verursachen könnte.
Behinderungen/Fähigkeitsstörungen
‐ Der Patient kann zurzeit nur Aktivitäten auf Tischhöhe ohne Gewichte ausführen. Tätigkeiten über Schulterhöhe auch ohne Gewichte sind nicht möglich.
Berufliche und soziale Auswirkungen
‐ Der Versicherte ist aufgrund der obenerwähnten Schädigungen sowie Behinderungen und Fähigkeitsstörungen zur Zeit als Maurer nicht arbeitsfähig.
Procedere
Massnahmen/Termine
Entlassung am 01.04.99 in die Weiterbetreuung des Hausarztes. Unseres Erachtens ist die Fortsetzung der Physiotherapie ambulant aufgrund des Verlaufes und der erzielten Resultate nicht indiziert. Dem Patienten wurden Uebungen für zu Hause im Sinne eines Heimprogramms instruiert. Ueber den weiteren Verlauf und gar
Prognose kann zur Zeit keine definitive Aussage gemacht werden. Eine berufliche Wiedereingliederung als Maurer ist aufgrund der erwähnten unfallbedingten Problematik eher nicht realistisch. Wir empfehlen eine Neubeurteilung in voraussichtlich 2 ‐ 3 Monaten.
Medikamente
Keine
Arbeitsunfähigkeit
100% als Maurer ab 01.04.99" (Doc. AI _)
Con rapporto 18 agosto 1999, il medico di circondario della _, dott. _, chirurgo, ha rilevato:
"
Il 1° ottobre 1998 recandosi al posto di lavoro con il motorino, l'assicurato viene urtato da un furgoncino. Cade e subisce una lussazione della spalla destra con frattura del tubercolo maggiore.
Il 15 ottobre 1998 riposizione con osteosintesi de! tubercolo maggiore ed artroscopia della spalla destra: frattura e lussazione anteriore della spalla destra, frattura del tubercolo maggiore e presenza di numerosi piccoli frammenti ossei a livello glenoidale caudale. Limbus anteriore intatto fino alla parte prossimale, in seguito disinserzione completa dell'apparato legamentare fino alla parte caudale compreso il collo glenoidale. Impressionante lesione del tipo Hill Sachs. Fissazione del frammento del tubercolo maggiore con viti di Herbert.
Decorso post‐operatorio soddisfacente.
Nel frattempo mobilizzazione precoce in 4 giorni.
Il 12 gennaio 1999 visita medico‐fiduciaria dr. _: spalla destra con ipomobilità e impossibilità di eseguire l'abduzione oltre 45°. Elevazione possibile fino a 90°. Rotazione esterna non-possibile. Organizza una fisioterapia a _.
Dal 17 febbraio 1999 al 1° aprile 1999 degenza a _: viene eseguita una fisioterapia della spalla destra in acqua, esercizi di rilassamento e una ginnastica attiva‐passiva della spalla destra. Dolenzia nello spazio sotto‐acromiale e nello spazio coracoidale come espressione di una probabile sintomatica di impingement.
L'assicurato non potrebbe eseguire lavori sopra l'altezza di un tavolo. Sconsigliano di continuare ad eseguire fisioterapia in base all'esperienza avuta a _.
In qualità di muratore hanno dichiarato l'assicurato inabile al lavoro nella misura del 100%.
Il 7 giugno 1999 visita medico‐circondariale dr. _: periartropatia omero‐scapolare post‐traumatica della spalla destra dopo Iussazione e stato dopo osteosintesi del tubercolo maggiore il 15 ottobre 1998. Capacità di elevazione di 70°, abduzione di 60°. Rotazione esterna non possibile. Non evidenti segni di risparmio del braccio destro. Consiglia all'assicurato di eseguire esercizi al proprio domicilio per migliorare ancora la mobilità della spalla destra. Giudica l'assicurato
inabile al lavoro nella misura del 100 %.
DICHIARAZIONI DELL'ASSICURATO
Non va meglio.
Accusa fastidi alla spalla, non riesce a muoverla bene.
Esegue esercizi a domicilio.
Ogni tanto accusa dolore anche alla schiena.
Come medicamenti prende Ponstan 500 mg secondo il bisogno.
E già da molto tempo in disoccupazione.
La moglie e un figlio vivono in _ (Croazia).
STATO LOCALE
Spalla destra.
Si nota una lieve atrofia del muscolo sovra‐/infraspinato.
La cicatrice è orizzontale e priva d'irritazione.
La mobilità passiva della spalla destra viene indicata come dolente, possibile solamente sotto l'orizzontale.
Il paziente esegue attivamente l'elevazione e l'abduzione fino a 60°.
La rotazione esterna è possibile fino 20°, la rotazione interna fino a 50°, paragonando con 50°, rispettivamente 80° a sinistra.
Per la postergazione si misura una distanza C7-pollice destro di 46 cm a destra e di 20 cm a sinistra.
L'assicurato non è in grado di mettere la mano destra sopra l'orecchio sinistro.
La forza di prensione è buona.
Nel vigorimetro (con pallone grande) si misura un valore di 1,5 a destra e 1,6 bar a sinistra.
Circonferenze destra sinistra
braccio, 15 cm sopra olecrano 33 cm 32 cm
avambraccio, 10 sotto olecrano 32 cm 31,5 cm
polso 19 cm 18,5 cm
mano, linea intermedia 23 cm 23 cm
Radiologicamente si nota una frattura del tubercolo maggiore consolidata .
D I A G N O S I
‐ Periartropatia omero‐scapolare post‐traumatica della spalla destra dopo lussa
zione della spalla destra il 1° ottobre 1998 con lesione della cuffia rotatoria e lesione dell'apparato capsulo‐legamentare.
‐ Stato dopo artroscopia della spalla destra con osteosintesi del tubercolo maggiore il 15 ottobre 1998.
Diagnosi professionale: assicurato in disoccupazione.
CONCLUSIONI
Soggettivamente l'assicurato ha ancora fastidio alla spalla destra, che non riesce a muovere sopra all'orizzontale. Si sente molto handicappato. Non sa cosa fare.
Oqqettivamente si trova una periartropatia omero‐scapolare post‐traumatica destra d'importante entità con capacità d'elevazione e d'abduzione solamente di 60°, rotaziore esterna fino a 20°. Perturbazione anche della postergazione, dove si misura una distanza C7‐pollice destro di 46 cm. Non evidenti segni di risparmio del braccio destro. Passivamente non si riesce a muovere la spalla destra sopra l'orizzontale.
Radiologicamente il tubercolo maggiore risulta consolidato.
Ci troviamo davanti ad una situazione con un grande impingement della spalla destra .
Quasi un anno dopo l'infortunio lo stato è più o meno stabile.
ESIGIBILITÀ DEL LAVORO
L'assicurato può ancora spesso sollevare e portare pesi fino a 5 kg all'altezza dei fianchi, talvolta portare pesi da 5 fino a 10 kg all'altezza dei fianchi, di rado portare pesi da 10 fino a 25 kg all'altezza dei fianchi, ma non può portare pesi oltre 25 kg all'altezza dei fianchi.
Può di rado portare pesi fino a 5 kg all'altezza del petto, ma non è più in grado di sollevare pesi oltre 5 kg all'altezza del petto.
Può ancora molto spesso maneggiare attrezzi di leggera e media entità.
Non può più maneggiare attrezzi di pesante o molto pesante entità.
Il paziente non può più fare lavori sopra la testa con rotazione.
Può ancora di rado salire scale a pioli.
Attualmente la situazione clinica è stabile e si procede alla chiusura del caso." (Doc. AI _)
2.6. Incaricato dall'amministrazione di procedere ad una valutazione delle possibilità di reintegrazione dell'assicurato, con rapporto 29 ottobre 1999, il consulente dell'AI ha in particolare evidenziato:
"
Circostanze personali e famigliari
D'origine croata vive in Svizzera dal 1991. La famiglia risiede all'estero. Ha lavorato quale muratore ausiliario presso la ditta _ dal 1992 al 1997.
Nel novembre del 1998 è stato investito da un camioncino.
Diagnosi: lussazione e frattura della spalla.
La _ sospenderà il versamento delle indennità giornaliere dal 1.1.2000.
Istruzione e procedure di formazione compiute
Scuole dell'obbligo (8 anni nel suo paese). Ha sempre svolto la professione di muratore ma senza qualifica.
Possibilità di formazione, prospettive di lavoro e di salario
L'A. non sa né leggere né scrivere l'italiano. Il livello di comprensione della nostra lingua è ai minimi termini. Pensare ad una riqualifica in questo stato è impossibile!
Ciò nonostante ho chiesto all'A. di recarsi in visita al _. Richiesta accolta.
La visita non ha stimolato nell'A. nessun interesse particolare o associazione in merito ad uno specifico settore.
Esigenze legate al posto di lavoro
L'A. è IL al 100% come muratore. Può svolgere professioni leggere, meglio se svolte all'altezza del tavolo.
Misure professionali proposte dall'AI
L'A. deve fare riferimento a quelle professioni non qualificate. Le condizioni attitudinali, le conoscenze di base e quelle linguistiche, compromettono profondamente qualsiasi progetto formativo reintegrativo. A tal punto che non vedo altra soluzione possibile tranne quella di riferirsi alle Agenzie di collocamento private o meglio _!
Per quanto riguarda il _ è da stabilire in pieno rispetto degli accordi di collaborazione _ ‐AI." (Doc. AI _)
Sulla scorta della refertazione medica agli atti e del rapporto del consulente AI, con l'atto impugnato l'UAI ha stabilito un'incapacità di guadagno del 25% negando il diritto all'erogazione di una rendita d'invalidità come pure il diritto a provvedimenti di riformazione professionale.
2.7. Con il gravame l'assicurato rimprovera all'UAI di essersi fondato unicamente sulle risultanze dell'incarto _ e aver quindi considerato unicamente gli esiti infortunistici, senza per contro aver tenuto conto di ulteriori fattori invalidanti riconducibili a malattia.
A sostegno della propria tesi l'assicurato ha prodotto due certificati del proprio medico curante, dott. _, generalista, il quale nel primo ha attestato un'incapacità lavorativa del 100% dal 1° al 29 febbraio 2000 (doc. _), nel secondo, datato 5 settembre 2000, ha precisato, dopo aver brevemente illustrato il quadro diagnostico e anamnestico, che quest'ultimo presenta una completa incapacità al lavoro nella professione intrapresa, evidenziando come in altri lavori manuali esso sia limitato a causa del
"difetto muscolo-ligamento-articolare della spalla destra
". Il sanitario ha concluso osservando che:
"
(...)
Ai problemi della salute ci sono con il tempo aggregati anche quelli nuovi, di natura cornificante, dei quali documentazione ampiamente risulta dal rapporto dell'ultimo TAC." (Doc. _)
Con precedente rapporto 22 giugno 1999, allestito su richiesta dall'UAI, il medesimo sanitario, posta la diagnosi di
"
stato dopo frattura e lussazione della spalla con conseguenza d'una periateriopatia omeroscapolare posttraumatica della spalla destra (01.10.98).
Stato dopo artroscopia della spalla destra con osteosintesi del tubercolo maggiore il 15.10.98.
Stato dopo seria lesione della spalla destra dovuta alla lesione della cuffia rotatoria e dell'apparecchio capsulo legamentare della spalla dx
." (Doc. AI _)
aveva in sostanza già rilevato da un lato la completa inabilità lavorativa quale muratore dal 1° ottobre 1998, dall'altro l'impossibilità per l'assicurato di sollevare il braccio destro, privo di forza e resistenza, indicando siccome adeguati lavori all'altezza del tavolo ed escludendo l'obbligo di portare, spostare o alzare grossi pesi (doc. AI _).
Dopo attenta disamina degli atti, questo TCA non può da un lato che rilevare come le approfondite e complete valutazioni specialistiche contenute nell'incarto _, cui deve essere attribuita forza probatoria piena (DTF 125 V 195, DTF 123 V 176; DTF 122 V 161), come pure gli ulteriori accertamenti esperiti dall'AI consentano di ritenere siccome dimostrato con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (DTF 121 V 208; DTF 115 V 142; SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269) che l'assicurato, a causa dell'infortunio, presenta una completa incapacità lavorativa nella precedente attività di muratore, mentre in attività leggere da svolgersi all'altezza del tavolo e non comportanti il sollevamento o spostamento di grossi pesi egli è abile in misura completa. D'altro lato deve essere osservato come non siano rinvenibili nell'incarto validi elementi idonei a sostanziare e rendere attendibile l'esistenza di ulteriori fattori invalidanti riconducibili ad affezioni extra-infortunistiche, suscettibili di modificare il giudizio circa la completa esigibilità in attività leggere.
Al riguardo è da rilevare come le attestazioni del medico curante richiamate dall'insorgente, oltre a non contenere alcun precisa indicazione diagnostica relativamente all'esistenza di eventuali patologie invalidanti aggiuntive ai fattori infortunistici sopra evidenziati (al riguardo il rapporto 5 settembre 2000 si limita in effetti a rilevare come "
ai problemi della salute si sono con il tempo aggregati anche quelli nuovi, di natura cornificante, dei quali documentazione ampiamente risulta dal rapporto dello ultimo TAC",
mentre il precedente certificato 18 febbraio 2000 fa stato di un'incapacità lavorativa dovuta sia ad infortunio che a malattia limitatamente al mese di febbraio 2000), non esprime alcuna valutazione circa l'incidenza sulla capacità lavorativa dell'assicurato di affezioni dovute a malattia.
2.8. Dal profilo economico, per stabilire il grado d'incapacità al guadagno, l'UAI si è attenuto al tasso d'invalidità fissato dall'_, il quale ha considerato un reddito da valido pari a fr. 50'000.- e ha cifrato in fr. 36.500.- annui il reddito da invalido conseguibile in attività leggere adeguate, quali addetto al polissage, operaio trafilatore, addetto all'imballaggio (cfr. decisione _ 16 marzo 2000. Doc. AI _).
Ora, riguardo ai salari applicati nel Canton Ticino questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti ed analizzando approfonditamente la giurisprudenza federale in materia, ha stabilito - con sentenza 13 luglio 1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr. 55 pag. 183; RAMI 1998 pag. 223) - che in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il reddito annuo per la manodopera maschile ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Il TCA ha inoltre escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Simile aumento è stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.) e per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M.) e per il 1999 (STCA 28.1.2000 in re B.C).
I parametri utilizzati dal TCA sono stati in passato approvati dal TFA, ad esempio nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella pubblicata in SVR 1998 UV N° 6.
In seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione invalidità..." (
stfa 30.6.1998
in re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).
Nel 1995 per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.
Il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza nelle recenti sentenze 27 ottobre 1999 in re T.S., 15 novembre 1999 in re F.P, 4 gennaio 2000 in re M.K. e 28 gennaio 2000 in re B.C.
Tuttavia, la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni.
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in DTF 126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
2.‐ Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249 consid. 1b).
L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).
3.‐ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato, contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990. Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel febbraio 1996.
Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente. Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.
b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.‐ In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‐ percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione ‐, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione.
5.‐ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
Con sentenza 4 settembre 2000 in re. N. R. _ questa Corte, tenuto conto per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha quindi precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne.
Nella fattispecie in esame, alla luce delle considerazioni che precedono, considerata una piena capacità lavorativa in attività leggere adeguate, e pur tenendo conto del massimo della riduzione (25%) applicabile al salario stabilito per siffatte attività nel settore privato nel 1998 (45'390) e senza considerare, inoltre, probabili adeguamenti che comporterebbero un aumento del reddito in tali attività per il 2000 (anno in cui è da riferire l'ammontare dei redditi ai fini del calcolo dell'invalidità, cfr. RCC 1991, 332; RCC 1989, 123, DTF 116 V 248 consid. 1a), il tasso d'invalidità emergente dal raffronto del reddito da invalido così determinato pari a fr. 34'042.- con il reddito da valido (incontestato) di fr. 50'000, non attinge sicuramente il minimo pensionabile (40%).
2.9. Considerata l'età del ricorrente è doveroso porsi la domanda se egli non debba beneficiare di un'adeguata riformazione professionale.
Fra i provvedimenti di ordine professionale concessi agli assicurati in virtù della LAI sono previsti l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento (art. 18 cpv. 1 LAI).
Va subito precisato che scopo della riformazione professionale è l'acquisizione di sufficienti conoscenze teoriche e pratiche per poter iniziare un'altra attività lucrativa che permette all'assicurato di ottenere un guadagno più o meno equivalente a quello ch'egli avrebbe conseguito nella precedente professione (Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, pag. 136).
Ne consegue che non è dato diritto alla riformazione professionale se non è prevedibile un aumento rilevante della capacità di guadagno (STCA 10 gennaio 1996 nella causa G.M. consid. 2.4).
Dal fascicolo emerge che con il citato rapporto 29 ottobre 1999, il Consulente professionale dell'UAI, ha rilevato che:
"
(...)
Istruzione e procedure di formazione compiute
Scuole dell'obbligo (8 anni nel suo paese). Ha sempre svolto la professione di muratore ma senza qualifica.
Possibilità di formazione, prospettive di lavoro e di salario
L'A. non sa né leggere né scrivere l'italiano. Il livello di comprensione della nostra lingua è ai minimi termini. Pensare ad una riqualifica in questo stato è impossibile!
Ciò nonostante ho chiesto all'A. di recarsi in visita al _. Richiesta accolta.
La visita non ha stimolato nell'A. nessun interesse particolare o associazione in merito ad uno specifico settore.
(...)
L'A. deve fare riferimento a quelle professioni non qualificate. Le condizioni attitudinali, le conoscenze di base e quelle linguistiche, compromettono profondamente qualsiasi progetto formativo reintegrativo. (...)" (Doc. AI _)
Nel caso in cui una riformazione professionale non sia da tutto inizio totalmente destituita di probabilità di successo, una eventuale riformazione deve essere preceduta da un adeguato periodo di accertamento. Infatti, non sempre è possibile stabilire a priori se la reintegrazione preconizzata sia possibile, tenuto conto delle capacità pratiche ed intellettive dell'assicurato.
La prassi amministrativa e giudiziaria prevedono la possibilità di concedere dei provvedimenti di accertamento intesi a stabilire le attitudini e le predisposizioni professionali (RCC 1988, pag. 191). In particolar modo se dall'orientamento professionale ambulatorio non è possibile valutare concretamente tali attitudini, l'assicurato deve essere indirizzato ad un centro specializzato per un soggiorno di osservazione.
Nel caso in esame, tuttavia, ritenuto che, oltre all'assenza delle condizioni attitudinali, alla scarsa scolarizzazione e alle scarse conoscenze linguistiche, l'assicurato, inviato per una visita presso il Centro per la formazione professionale e sociale di _, risulta non aver manifestato alcun particolare interesse e motivazione riguardo a possibili settori d'attività nei quali verificare le sue possibili capacità professionali, è da ritenere che non siano in concreto adempiute le premesse per ammettere la probabilità di un successo reintegrativo e per dar seguito, quindi, a provvedimenti d'accertamento nel senso sopra indicato.
2.10. L'assicurato ha postulato la concessione del gratuito patrocinio, omettendo tuttavia di trasmettere, malgrado l'esplicita richiesta del TCA, il certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria.
Per giurisprudenza federale la concessione dell'assistenza giudiziaria è subordinata alle seguenti condizioni: il richiedente deve trovarsi nel bisogno, l'intervento dell'avvocato dev'essere necessario o perlomeno indicato ed il processo non deve essere palesemente privo di esito favorevole (STFA non pubbl. del 2.9.1994 in re J.P.H; DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; cfr. anche ZBL 94/1993 p. 517):
Dal fascicolo risulta unicamente che nel 1997 e 1998 l'assicurato ha percepito indennità giornaliere da parte della Cassa disoccupazione _, ha beneficiato di indennità giornaliere della _ e percepito, dal giugno 1998, nell'ambito di un rapporto di lavoro temporaneo, un salario orario di fr. 25.45 in qualità di muratore ausiliario.
Nulla si evince per contro riguardo alle risorse finanziarie (reddito e eventuale sostanza disponibile) e al fabbisogno dell'assicurato al momento della domanda d'assistenza giudiziaria né tanto meno a quello della sua decisione giudiziale. Del resto, come accennato, la richiesta di trasmissione del certificato municipale d'assistenza giudiziaria da parte del TCA è rimasta inevasa.
In simili circostanze, questo TCA non disponendo delle necessarie informazioni per la commisurazione delle risorse finanziarie e dunque dell'eventuale stato di bisogno dell'assicurato, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.
Ciò stante appare giustificato prescindere dall'esame delle altre condizioni poste per la concessione dell'assistenza giudiziaria, segnatamente la necessità dell'intervento di un avvocato nonché la probabilità di esito favorevole.