Decision ID: e4f0bdb7-19b0-54a1-b12d-3745a3765355
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto
la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 1° agosto
2020,
la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM)
del 7 settembre 2020, con la quale tale autorità ha respinto la succitata
domanda d'asilo e pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Sviz-
zera, salvo ammetterlo provvisoriamente per causa d’inesigibilità,
il ricorso del 7 ottobre 2020, recte 8 ottobre 2020 (cfr. timbro del plico rac-
comandato), con contestuale istanza di concessione dell’assistenza giudi-
ziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e
del relativo anticipo,
la sentenza del 28 ottobre 2020 per mezzo della quale il Tribunale ammi-
nistrativo federale (di seguito: il Tribunale) ha dichiarato l’impugnativa
inammissibile in quanto tardiva,
l’istanza del 24 novembre 2020 (cfr. timbro sul plico raccomandato), con
cui il richiedente ha demandato al Tribunale la restituzione del termine di
ricorso, riproponendo nel contempo alcuni aspetti di merito già esposti con
il gravame,
la documentazione acclusa a quest’ultimo memoriale,

e considerato
che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi),
che ai sensi dell’art. 111a LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti,
che il Tribunale amministrativo federale è competente a trattare, in virtù
dell’art. 24 PA, una domanda di restituzione del termine presentata nell’am-
bito della sua giurisdizione (cfr. sentenza del Tribunale E-3934/2013 del 15
luglio 2013 e riferimenti citati),
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che ciò vale anche nel caso in cui il Tribunale abbia già emanato una sen-
tenza di inammissibilità a causa dell’inosservanza di un termine (cfr. sen-
tenza del Tribunale federale 9C_75/2008 del 20 agosto 2008),
che nella procedura celere, il ricorso contro una decisione di rifiuto della
domanda d'asilo e di allontanamento deve essere depositato entro
30 giorni (art. 108 cpv. 1 LAsi in relazione con l’art. 10 dell’Ordinanza sui
provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al coronavirus del 1° aprile
2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]) a decorrere dal giorno fe-
riale successivo a quello della notificazione della decisione (art. 20 cpv. 1
e 3 PA),
che gli atti scritti devono essere consegnati all'autorità oppure, all'indirizzo
di questa, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica
o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 21 cpv. 1
PA); che il termine stabilito dalla legge non può essere prorogato (art. 22
cpv. 1 PA),
che ai sensi dell’art. 24 PA, se il richiedente è stato impedito senza sua
colpa di agire nel termine stabilito, quest’ultimo è restituito in quanto, entro
30 giorni dalla cessazione dell’impedimento, ne sia fatta domanda motivata
e sia compiuto l’atto omesso (cfr. sentenza del Tribunale federale
2C_295/2016 del 10 giugno 2016, consid. 4.1),
che le tre condizioni sono cumulative, l’inoltro della domanda di restituzione
ed il compimento dell’atto omesso entro il termine di 30 giorni dalla cessa-
zione dell’impedimento essendo inoltre delle condizioni di ricevibilità
(cfr. PATRICIA EGLI, in: Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz
[VwVG], Waldmann/Weissenberger [éd.], 2a ed., 2016, n° 5 e segg. ad
art. 24 PA),
che il Tribunale osserva anzitutto che la censura secondo la quale il ricor-
rente non avrebbe potuto spedire tempestivamente l’impugnativa poiché
malato, appare d’acchito incompatibile con tali condizioni formali di ricevi-
bilità; che dal certificato medico prodotto – datato 6 ottobre 2020 ma tra-
smesso al Tribunale solo il 24 novembre 2020 – si evince che l’evocato
impedimento sarebbe perdurato solamente sino al 7 ottobre 2020; che così
stando le cose, la domanda di restituzione non è palesemente stata inol-
trata entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento,
che per il resto, il Tribunale evidenzia che anche sul piano materiale
l’istanza è inconsistente,
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che in effetti, l’art. 24 cpv. 1 PA subordina la restituzione di un termine
all’esistenza di un impedimento ad agire insorto senza colpa; che nondi-
meno la nozione di “senza colpa” è da apprezzarsi in modo molto restrittivo
(cfr. PATRICIA EGLI, in: Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz
[VwVG], Waldmann/Weissenberger [éd.], 2a ed., 2016, no 4 ad art. 24 PA,
pag. 497; YVES DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral: Commentaire,
Berna 2008, ad art. 50 LTF, n. 1332 segg., pag. 564 segg.; PIERRE MOOR,
Droit administratif, vol. II 3a ed., Berna 2011, pag. 104); che la restituzione
del termine presuppone infatti che una qualsivoglia negligenza non sia im-
putabile alla parte richiedente o al suo mandatario (cfr. DTF 112 V 255 con-
sid. 2a e giurisprudenza citata) e che l’inazione sia da ricondurre ad un’im-
possibilità oggettiva o soggettiva di agire (cfr. STEFAN VOGEL, in: Auer/Mül-
ler/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltung-
sverfahren (VwVG), 2008, ad art. 24 PA n. 1),
che in particolare, un’impossibilità soggettiva è data allorquando l’atto da
compiere nel termine sarebbe stato oggettivamente espletabile ma l’inte-
ressato è stato impedito di agire a causa di particolari circostanze di cui lui
stesso non è responsabile (cfr. DTAF 2017 I/3 consid. 6.1.2),
che in tal senso, l’ostacolo soggettivo deve aver messo l’amministrato o il
suo rappresentante nell’impossibilità di occuparsi delle proprie incombenze
o di indicare un terzo affinché se ne occupi, come il ricovero urgente in
ospedale dovuto ad un infortunio o una malattia grave (cfr. DTF 119 II 86
consid. 2; sentenze del Tribunale federale K 34/03 del 2 luglio 2003 e I
854/06 del 5 dicembre 2006; STEFAN VOGEL, op. cit., ad art. 24 PA n. 10),
che nel caso in esame siffatti presupposti risultano manifestamente disat-
tesi,
che anzitutto, va rilevato che il ricorrente era rappresentato in sede ricor-
suale dal Sig. Ugo Di Nisio di SOS Ticino (Caritas Svizzera), il quale ha
seguito il richiedente anche nel corso del procedimento svoltosi dinanzi
all’autorità inferiore (cfr. risultanze processuali),
che pertanto, non avendo il patrocinatore in questione allegato alcun impe-
dimento, egli avrebbe potuto prodigarsi, quando necessario, per assicurare
il rispetto del termine stabilito,
che quo alla situazione della richiedente v’è da constatare, per sovrabbon-
danza, come il certificato medico addotto, confezionato con un’unica frase
di due righe, attesti unicamente un’incapacità lavorativa dal 5 al 7 ottobre
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2020 (peraltro meramente teorica posto che l’interessato non risulta svol-
gere alcuna attività al momento) dovuta a una non meglio precisata malat-
tia,
che ciò detto, è d’uopo rammentare che un certificato medico attestante
un’inabilità lavorativa per causa di malattia non basta per riconoscere un
impedimento senza colpa ai sensi della giurisprudenza in vigore (cfr. sen-
tenza del Tribunale D-6378/2017 del 23 novembre 2017 e F-950/2017 del
27 marzo 2017; sentenze del Tribunale federale 2C_1212/2013 del
28.07.2014 consid. 6.3, 8C_554/2010 del 4.08.2010 consid. 4.2),
che visto quanto esposto, nel caso in esame non è quindi identificabile al-
cun impedimento senza colpa ad agire nel termine stabilito (cfr. in tal senso
anche sentenza del Tribunale D-4357/2020 del 15 ottobre 2020),
che infine, il patrocinatore dell’istante ha censurato di essersi rifatto in
buona fede al tenore delle note esplicative concernenti l’Ordinanza sui
provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al coronavirus (Ordinanza
COVID-19 asilo; RS 142.318), redatte in lingua francese e pubblicate sul
sito web della SEM; che da tale documentazione – a suo dire costituente
interpretazione autentica dell’ordinanza in parola – si evincerebbe che il
termine di ricorso avverso le decisioni prese in procedura celere sarebbe
stato esteso da 7 a 30 giorni lavorativi,
che nel suo esposto egli si prevale esplicitamente di una notificazione di-
fettosa,
che orbene, il Tribunale ritiene in primo luogo giudizioso richiamare quanto
già doviziosamente espresso in merito al computo del termine di ricorso
introdotto dall’art. 10 dell’Ordinanza COVID-19 asilo ed in particolare circa
al fatto che l’evocato contenuto delle relative note esplicative redatte in lin-
gua francese e rilasciate dal Dipartimento federale di giustizia e polizia, non
è suscettibile di rimettere in questione il termine di 30 giorni calendario pre-
visto dalla summenzionata disposizione di legge (cfr. in questo senso, sen-
tenza del Tribunale D-4820/2020, D-4821/2020 del 10 novembre 2020 con-
sid. 7),
che su tali presupposti, va ora rammentato che colui che non ha ossequiato
il termine per ricorrere in ragione di una notificazione difettosa può di prin-
cipio richiederne la restituzione (cfr. KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltung-
sverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. marg.
591),
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che il principio della buona fede (art. 9 e 5 cpv. 3 Cost.) – che copre l’in-
sieme dell’attività dello Stato – conferisce all’interessato, a certe condizioni,
il diritto di esigere dalle autorità che si conformino alle promesse o alle as-
sicurazioni fattegli e che non tradiscano la fiducia posta in esse (cfr. DTF
131 II 627 consid. 6.1, DTF 130 I 26 consid. 8.1, DTF 129 I 161 consid. 4);
che una delle premesse perché vi ci si possa appellare è che la persona
toccata non abbia potuto rendersi immediatamente conto dell’erroneità
dell’indicazione ricevuta (cfr. sentenza del Tribunale A-3698/2015 del 12
luglio 2016 consid. 5); che tale delimitazione è altresì valida in ambito pro-
cedurale e segnatamente in caso di notificazioni difettose, laddove detta
massima è pure regolamentata a livello legislativo (cfr. art. 39 PA; DTF 124
I 255 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 2C_1038/2017 del 18 lu-
glio 2018 consid. 5.3; per la lacunosa indicazione dei rimedi giuridici: DTF
106 Ia 13, 18 e sentenza del Tribunale federale 2C_558/2020 del 3 luglio
2020 consid. 4.2),
che nel caso in rassegna, nella decisione della SEM del 7 settembre 2020
non è fatta alcuna menzione di un eventuale termine espresso in giorni
lavorativi e che l’indicazione dei rimedi giuridici risulta puntuale e corretta,
sicché l’istante non può appellarsi ad una notificazione difettosa (cfr. sulla
nozione ed un elenco della casistica UHLMANN/SCHILLING-SCHWANK, in:
Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz[VwVG], Waldmann/Weis-
senberger [ed.], 2a ed., 2016, no 2 e segg. ad art. 38),
che del resto, si può partire dall’assunto che il patrocinatore del qui istante
avrebbe perlomeno potuto rendersi immediatamente conto della diver-
genza fra le note esplicative redatte in lingua francese e quanto invece
desumibile dalla versione in lingua tedesca oltreché dal testo legale dell’Or-
dinanza COVID-19 asilo,
che tale censura appare invero pretestuosa, nella misura in cui il patroci-
natore dell’istante non ne ha fatto menzione con il proprio memoriale ricor-
suale inoltrato l’8 ottobre 2020 – peraltro arrecante la data del 7 ottobre
2020 ossia l’ultima data utile per l’inoltro del ricorso – nel quale si è limitato
ad osservare che “il ricorso, inoltrato oggi 7 ottobre 2020, è quindi tempe-
stivo ai sensi dell’art. 10 Ordinanza Covid-19 asilo e in relazione agli
artt. 105 e 108 cpv. 1 LAsi” (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 2),
che conseguentemente, alla luce delle considerazioni che precedono, nel
caso in esame i presupposti per l’accoglimento della domanda di restitu-
zione del termine di ricorso di data 24 novembre 2020 non sono riuniti, per
il che la stessa va respinta,
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che trattandosi in specie di apprezzare il ben fondato materiale della do-
manda di restituzione dei termini presentata in virtù dell’art. 24 PA a seguito
di una precedente emanazione di una decisione d’inammissibilità, si ne-
cessita di giudicare la questione nella composizione ordinaria di 3 giudici
(cfr. sentenze del Tribunale D-7710/2016 del 13 aprile 2017 consid. 7 e
D-6378/2017 del 23 novembre 2017),
che a norma dell’art. 6 lett. b del Regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 (TS-TAF, RS 173.320.2), le spese processuali possono essere
condonate totalmente o parzialmente qualora per motivi inerenti al litigio o
alla parte in causa, non risulti equo addossarle alla parte,
che in specie, vista la particolarità del caso, il Tribunale si esime dal prele-
vare spese processuali,
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
La domanda di restituzione del termine del 24 novembre 2020 è respinta.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale competente.