Decision ID: 2b29e9c8-d8b5-5ef4-a390-7e8f8fcf65f0
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il 1. settembre 1992 AO 1, (in seguito detta AO 1) ha concluso con P_ SA, un contratto denominato di appalto avente per oggetto la fornitura e la posa di pavimenti in pietra naturale al ristorante M_, a Monaco di Baviera, per un importo di DM 356’436.50 (doc. 3, 4 e 5). Il giorno seguente, P_ SA ha ordinato il materiale necessario all’esecuzione dei pavimenti in questione alla B_ SA, Lugano, precisando che le fatture avrebbero dovuto essere indirizzate a AO 1, che avrebbe provveduto anche allo sdoganamento e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P).
Sulla base del contratto stipulato tra AO 1 e P_ SA, quest’ultima ha emesso alcune richieste di acconto nonché una nota finale il 21 dicembre 1992 (doc. 6, 7, 8 e 14), debitamente saldate da AO 1 con versamenti sul conto indicato da P_ SA alla _ a _ (doc. 9, 10, 15 e 21).
Nel frattempo, B_ SA dopo aver fornito il materiale richiesto da P_ SA, ha a sua volta emesso delle fatture recanti l’indirizzo di AO 1 (doc. C-L), che tuttavia quest’ultima contesta di aver ricevuto. L’11 febbraio 1993 B_ SA ha quindi trasmesso a AO 1 un richiamo di pagamento per un importo complessivo totale di Fr. 13'565.-, ossia Fr. 182'365.- dedotto un presunto acconto di Fr. 168'800.- (doc. 16), al quale AO 1 non ha dato alcun seguito. AO 1 è stata in seguito nuovamente richiamata da B_ SA (doc. M e N), affinché provvedesse al pagamento di Fr. 182'365.- corrispondente alla somma complessiva di tutte le fatture scoperte. Questo importo è stato contestato da AO 1, la quale ha eccepito la mancanza di rapporto contrattuale tra le parti e non ha corrisposto alcunché a B_ SA (doc. Q, 18 e 19).
B.
Il 9 ottobre 1996 B_ SA ha convenuto in giudizio AO 1 davanti al Pretore del distretto di Lugano chiedendo il pagamento dell’importo di Fr. 182'365.- oltre a interessi al 5% dal 30 aprile 1993, richiesta alla quale si è opposta la convenuta. Nel frattempo, nei confronti dell’attrice è stato dichiarato il fallimento e la pretesa avanzata in sede giudiziaria è stata ceduta ai sensi dell’art. 260 LEF a AP 1, Lugano, che è subentrata alla fallita nel processo da essa a suo tempo iniziato.
Con decisione del 22 settembre 2004 il Giudice di prime cure ha integralmente respinto la petizione, condannando l’attrice al pagamento delle spese processuali di complessivi Fr. 2'850.- e al versamento alla convenuta di Fr. 15'000.- a titolo di ripetibili.
In sintesi, il Pretore ha dapprima considerato come provato il versamento dell’importo di Fr. 168'800.- da parte di P_ SA a B_ SA, per cui la pretesa avanzata sarebbe in ogni caso stata ridotta di questo importo. Negando tuttavia l’esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti in causa, il Pretore ha quindi respinto anche il residuo di Fr. 13'565. -.
C.
Con atto del 13 ottobre 2004 AP 1 ha dedotto in appello la decisione pretorile. In via principale ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere le domande presentate con la petizione e in via subordinata ha postulato l’accoglimento della stessa nella misura di Fr. 13'565.- oltre ad accessori, con protesta di tasse, spese e ripetibili della prima e seconda istanza.
Dei motivi si dirà nei considerandi.
Con osservazioni del 5 novembre 2004 AO 1 ha richiesto che l’appello venga respinto.

Considerando
in diritto:
1.
L’appello è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione dell’appellante è data. Essendo adempiute anche le altre condizioni formali, l’appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.
2.
Occorre dapprima esaminare l’esistenza, sostenuta dall’appel-lante e negata dal Pretore, di un rapporto contrattuale tra le parti, dove per attrice, nei considerandi che seguono, si intende sempre quella originaria, ora fallita, ossia la B_ SA.
2.1.
L’appellante ritiene che - con la richiesta di P_ SA di indirizzare le fatture del materiale ordinato direttamente a AO 1, la quale avrebbe proceduto di persona allo sdoganamento e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P) - avrebbe dimostrato, anche sulla base del principio dell’affida-mento, l’esistenza di un rapporto contrattuale venuto in essere tra B_ SA e la convenuta. Le fatture dell’attrice alla convenuta (doc. A-L), così come la mancanza di ogni prova relativa all’esistenza di un “sub-contratto” tra attrice e P_ SA e di relativi pagamenti di quest’ultima alla prima, rafforzerebbero ulteriormente la tesi secondo cui il contratto sarebbe sorto direttamente tra attrice e convenuta. I bollettini di sdoganamento prodotti rappresenterebbero inoltre la prova della semplice rappresentanza di P_ SA nei confronti della convenuta e non già dell’esistenza di un contratto.
2.2.
Contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, a questo proposito il Pretore ha ritenuto che tra l’attrice e P_ SA sarebbe sorto un contratto per la fornitura di materiale da far pervenire direttamente alla convenuta. P_ SA in quell’occasione non avrebbe quindi agito quale rappresentante, come sostenuto dall’attrice, bensì a titolo personale, mancando agli atti ogni prova in senso contrario. A ragione.
2.3.
Un’obbligazione può sorgere fra due persone per tramite di una terza la quale agisce in rappresentanza dell’uno o dell’altro contraente (art. 32 CO). La rappresentanza diretta presuppone l’adempimento di due requisiti: occorre da una parte che il rappresentante si sia assunto un obbligo a nome di un’altra persona, e dall’altra che egli fosse a ciò autorizzato dal rappresentato (art. 33 CO;
Watter
, in Basler Kommentar
, Obligationenrecht I, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 12 e segg. ad art. 32 e riferimenti
). Se
al momento della conclusione del contratto il rappresentante non si è fatto riconoscere come tale, il rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui l’altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art. 32 cpv. 2 CO).
Per quanto attiene alla facoltà di compiere atti di rappresentanza, siccome quest’ultima
non esige il requisito di una forma speciale, essa può essere conferita verbalmente o anche tacitamente (
Watter
, op. cit., n. 14 e seg. ad art. 33). In altri termini, il rapporto di rappresentanza può risultare anche da atti concludenti prima, durante e dopo la conclusione degli accordi fra il terzo e l’asserito rappresentante dell’altro contraente, in quest’ultimo caso più che di atti di manifestazione di mandato si parla di ratifica dell’operato del rappresentante da parte della persona nel cui interesse questi ha agito (art. 38 CO). Basta la ricorrenza di una “circostanza” sufficiente ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO per ritenere che una parte contraente non agisce in nome proprio ma in rappresentanza di una terza persona (Rep. 1971 pag. 83 e 84).
Giusta l’art. 8 CC colui che sostiene l’esistenza di un rapporto di rappresentanza deve provare che il rappresentante è stato incaricato di agire come tale dal terzo che pretende di rappresentare, sussistendo tuttavia la presunzione in favore della conclusione di affari in proprio nome e per proprio conto (
Zäch
, Berner Kommentar, Obligationenrecht, n. 186 ad art. 32).
2.4.
In concreto, già la condizione dell’esistenza della facoltà di rappresentare fa difetto.
Infatti, agli atti vi è il contratto di appalto stipulato in forma scritta tra la convenuta e P_ SA relativo alla fornitura e alla posa di pietra naturale per il cantiere della convenuta (doc. 3). Sulla base di tale rapporto contrattuale, confermato anche dal teste _, P_ SA ha quindi emesso acconti e fattura finale a conclusione dell’opera e la convenuta ha onorato le richieste secondo gli accordi intercorsi e sul conto indicato da P_ SA e ad essa intestato. Si rileva di transenna che la conclusione di questo contratto è stata la conseguenza dell’aggiudicazione dell’opera a seguito di un concorso privato indetto dalla convenuta al quale era stata invitata a partecipare e aveva partecipato non già l’attrice, bensì proprio P_ SA (cfr. doc. 2).
Dagli atti dell’incarto non risulta per contro alcuna prova o indizio secondo cui la convenuta avrebbe investito P_ SA di un “solo” incarico di rappresentanza, contrariamente a quanto sostenuto dall’attrice, la quale su questo punto ha fallito nel suo onere probatorio.
Per il resto, dall’istruttoria non è emerso né che P_ SA si sarebbe fatta riconoscere quale rappresentante della convenuta, né tantomeno è ravvisabile, per la mancanza di indizi in tal senso, una ratifica a posteriori del contratto secondo quanto previsto dall’art. 38 CO, ritenuto come la convenuta, anche in tempi non sospetti, ha sempre eccepito la mancanza di rapporto contrattuale con l’attrice (cfr. doc. 18 e 19).
Per tutti questi motivi vi è pertanto da ritenere che il contratto sia stato stipulato tra la convenuta e P_ SA (doc. 3), la quale non ha agito in rappresentanza della convenuta ma in suo nome e per suo conto.
Certo, il doc. P menziona quale destinatario del materiale ordinato da parte di P_ SA all’attrice la convenuta stessa e l’assunzione da parte di quest’ultima delle spese doganali e dell’IVA all’importazione. In questo ambito occorre tuttavia considerare che, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, la convenuta ha validamente contestato l’invio e la ricezione delle fatture per la merce fornita dall’appellante, la quale, dal canto suo, non ha saputo dimostrare come era suo onere (art. 8 CC), quanto da essa sostenuto. Si rileva inoltre che il fatto di aver pagato le spese di trasporto e le tasse non può certo sovvertire il giudizio, in considerazione del contesto internazionale della presente fattispecie e della prassi commerciale vigente, a cui giustamente si accenna nella sentenza impugnata. Su questo punto l’attrice si diffonde in considerazioni meramente generiche, senza prendere in considerazione le puntuali argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, per cui di per sé l’appello sarebbe pure inammissibile (art. 309 cpv. 1 lett. f CPC).
Di conseguenza, data la presunzione della conclusione di affari in nome proprio, l’appellante non ha assolutamente dimostrato l’esistenza di un rapporto di rappresentanza tra la convenuta e P_ SA e il suo appello va quindi integralmente respinto.
3.
Vista l’inesistenza di qualsiasi rapporto contrattuale tra attrice e convenuta e quindi la reiezione integrale della pretesa dell’appellante, la questione di sapere se l’attrice abbia o no ricevuto da P_ SA l’importo di Fr. 168'800.- diventa ininfluente ai fini del presente giudizio e può essere lasciata indecisa.
4.
Dato l’esito dell’appello, le spese processuali sono a carico dell’appellante (art. 148 CPC), la quale rifonderà alla convenuta, patrocinata da un legale, un’indennità per ripetibili.