Decision ID: a5a54451-b4ef-5b0c-a49b-9b6c50167998
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. _, classe _, coniugato, ha vissuto in famiglia a _ sino al 1990, anno in cui si è trasferito a Zurigo per gli studi universitari, conclusisi con la laurea ETH in chimica.
Nel settembre del 1995, a seguito di una condanna inflittagli dal Tribunale di divisione 9B, il giovane si è recato a _ (Colombia) per prestare un lavoro di pubblico interesse della durata di 475 giorni. Notificando la propria partenza all'Ufficio controllo abitanti di _, _ ha manifestato la volontà di esercitare i diritti politici come svizzero all'estero; previa immatricolazione presso la rappresentanza svizzera di _, è stato quindi iscritto nel catalogo elettorale di _, suo ultimo domicilio.
Resosi conto che il riconoscimento dello statuto di svizzero all'estero aveva comportato lo stralcio del suo nominativo dal registro dei domiciliati di _, il ricorrente ha chiesto di esservi reintegrato. Con decisione 7 agosto 1996 il municipio di _ ha respinto la domanda, annotando in specie che l'esercizio dei diritti politici all'estero aveva comportato il trasferimento del domicilio in Colombia.
B. Con giudizio 9 aprile 1997 il Consiglio di Stato ha confermato tale risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da _.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che il giovane, notificando la partenza da _, iscrivendosi presso la rappresentanza svizzera di _ e prolungando volontariamente la sua permanenza in Colombia fino al 1999, avesse dimostrato inequivocabilmente l'intenzione di spostare il centro dei propri interessi a _.
C. Contro la predetta pronunzia il soccombente è insorto mediante ricorso 21 aprile 1997 davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando la sua reintegrazione nel registro dei domiciliati di _ a far tempo dal 20 settembre 1995.
L'insorgente ha spiegato di non aver mai voluto trasferire il proprio domicilio all'estero; seguendo il consiglio fornitogli prima della partenza da un funzionario dell'Ufficio controllo abitanti di _, si è iscritto presso la rappresentanza svizzera di _ unicamente per poter votare e partecipare così anche durante il suo soggiorno in Colombia alla vita pubblica del comune. Pur avendo deciso di trattenersi volontariamente a _ per ulteriori due anni, il centro dei suoi interessi e delle sue relazioni si troverebbe in quel di _.
D. All'accoglimento del gravame si è opposto il Consiglio di Stato, il quale ha sollecitato la conferma del giudizio impugnato senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione è pervenuto il municipio di _, riconfermandosi integralmente nelle argomentazioni fatte valere davanti alla precedente istanza.
E. Il 23 maggio 1997 il padre del ricorrente ha versato agli atti copia di una sentenza prolata dal Tribunale cantonale delle assicurazioni in tema di concessione dei sussidi LCAM, nella quale si accerta che _ è assoggettato all'obbligo assicurativo sancito dall'art. 3 cpv. 1 LAMal siccome domiciliato a _.
A domanda del giudice delegato, il rappresentante dell'insorgente ha confermato che in data 4 gennaio 1998 il figlio ha preso in sposa una cittadina colombiana con la quale convive nella Missione _ di _; il contratto di volontariato e la permanenza in Colombia - ha soggiunto - avrà termine del corso del 1999.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1 LOC.
Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 209 lett. b LOC e 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze delle verifiche predisposte d'ufficio dal Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. Notificando la propria partenza all'Ufficio controllo abitanti di _ e iscrivendosi presso la rappresentanza svizzera di _, _ ha spontaneamente acquisito lo statuto di Svizzero all'estero in modo da poter esercitare i diritti politici per corrispondenza durante il suo lungo soggiorno in Colombia. Così facendo ha tuttavia portato il suo domicilio a _; per legge sono infatti considerati "Svizzeri all'estero" i cittadini svizzeri non domiciliati nella Confederazione e immatricolati presso una rappresentanza svizzera all'estero (art. 2 legge federale sui diritti politici degli Svizzeri all'estero; RS 161.5).
Il ricorrente ha operato la sua scelta liberamente, al fine di salvaguardare l'esercizio dei propri diritti politici in materia federale. Le informazioni dategli in merito dall'Ufficio controllo abitanti di _ erano corrette. Poco importa che il giovane abbia sottovalutato le conseguenza del proprio agire e non si sia reso conto che il trasferimento del domicilio all'estero avrebbe comportato la perdita di taluni privilegi connessi alla sua pregressa domiciliazione in Svizzera.
Poste queste premesse, occorre soltanto esaminare se _ possa pretendere di essere reintegrato nel catalogo dei domiciliati del comune di _. La materia del contendere gravita dunque attorno al quesito a sapere se il suo domicilio ex art. 6 LOC si trovi a _.
3. Giusta l'art. 6 LOC, è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Questa definizione è sostanzialmente identica a quella racchiusa nell'art. 23 cpv. 1 CC, norma coniata dal legislatore federale per esplicitare il concetto di domicilio civile (RDAT 1982 p. 71).
Al pari del domicilio civile di cui all'art. 23 cpv. 1 CC, anche il domicilio comunale retto dall'art. 6 LOC presuppone - per la sua costituzione - l'adempimento di due condizioni cumulative. Una di natura oggettiva, percepibile esteriormente, ossia la residenza effettiva in un luogo scelto come centro delle relazioni personali. L'altra di natura soggettiva, rilevabile attraverso la prima, ossia l'intenzione di stabilirsi durevolmente in quel luogo (DTF 97 II 3 consid. 3; Bucher, Berner Kommentar, N. 21 ss. ad art. 23; Grossen, Das Recht der Einzelpersonen, in Schweizerisches Privatrecht, vol. II, p. 286 ss.).
La residenza sussiste quando vi è soggiorno di una certa durata, non necessariamente continuo, in un luogo con il quale vengono instaurati rapporti privilegiati (Deschenaux/Tercier, Personnes physiques et tutelle, 2 ed., N. 372-374).
Quanto all'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza, essa non deve essere interna, soggettiva o addirittura nascosta; decisiva è, invece, quella che risulta dalle circostanze esteriori ed oggettive, riconoscibile per i terzi (Deschenaux/Tercier, op. cit., N. 375-376a). La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6 LOC, l'intenzione deve essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo prescelto.
Per chi trascorre il proprio tempo in più luoghi, il domicilio è di regola situato laddove l'interessato ha le relazioni più strette ed intense, ossia, di principio, nel luogo in cui risiede con la famiglia (coniuge e figli). I vincoli familiari sono considerati più intensi di quelli sociali e personali. In linea di massima prevalgono quindi sulle relazioni economiche o professionali (DTF 77 I 118; Deschenaux/Tercier, op. cit., N. 377a).
4. In concreto, _ si è stabilito in Colombia nel 1995.
All'inizio del 1997, espiata la pena inflittagli dalla giustizia militare, ha trascorso un breve periodo di tempo (circa un mese) presso i genitori ed è poi ripartito alla volta dell'America latina con in tasca un contratto di lavoro quale volontario della durata di due anni.
Sta di fatto che il ricorrente non risiede più a _. A _ anni compiuti si è ormai staccato dai genitori e dal comune che l'ha visto crescere. Dal 1995, terminata l'università, vive e lavora a _, odierno fulcro delle sue relazioni personali. Checché ne dica il padre, il giovane ha da tempo incentrato la propria vita professionale ed affettiva in quella località. Non v'è chi non veda infatti come _ intrattenga rapporti privilegiati con il luogo ove soggiorna. Vi svolge assiduamente un'attività di volontariato e soprattutto vi abita in compagnia della moglie: difficile immaginare nessi più stretti ed intensi di questi. Quand'anche dovesse rientrare in Ticino nella primavera del 1999, il suo attuale domicilio si trova all'estero in forza dei legami e degli interessi che in questo momento colà lo trattengono, indipendentemente dalla durata predefinita del soggiorno.
In simili evenienze, all'insorgente non serve dichiarare per motivi di convenienza di voler (ri)costituire il proprio domicilio in quel di _, giacché tale intenzione deve essere suffragata dall'effettiva residenza nel comune indicato. Né può essergli di maggior utilità l'aver scelto _ quale comune di voto al posto di _ (cfr. art. 5 della legge federale sui diritti politici degli svizzeri all'estero), atteso che l'esercizio dei diritti politici in un determinato comune non porta di per sé stesso all'istituzione di un rapporto privilegiato con quel luogo. Per costituire un domicilio ex art. 6 LOC occorrono relazioni ben più intense e qualificate.
Quanto alla sentenza prodotta pendente causa dal ricorrente, appare evidente come il Tribunale cantonale delle assicurazioni abbia giudicato la fattispecie sotto il ristretto profilo delle sue competenze, partendo dal presupposto che _ era partito alla volta di _ per un periodo di tempo relativamente breve ed al solo fine di espiarvi la condanna subita. I giudici delle assicurazioni sociali non sapevano che l'insorgente era rimasto in Colombia come volontario né erano al corrente della relazione sentimentale che lo legava fortemente a quel paese. Resa in base ad una cognizione limitata dei fatti, la pronunzia in oggetto non può influire minimamente (né tanto meno vincolare) questo Tribunale nell'applicazione di disposizioni di diritto cantonale quali l'art. 6 LOC. Serve tutt'al più a comprendere quali siano le recondite ragioni che inducono _ a postulare con vana insistenza di essere reintegrato nel registro dei domiciliati del comune di _.
5. Sulla scorta di quanto precede il ricorso va respinto, con la conseguente conferma della decisione governativa impugnata.
La tassa di giudizio segue la soccombenza (art. 28 PAmm).