Decision ID: de8303fc-7f3d-449a-ad4c-333b3837a7cc
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
L’8 febbraio 2010, l’allora Ufficio federale della migrazione (UFM) ha
accordato a A._ (il ricorrente), coniugato con una cittadina svizzera,
la nazionalità svizzera in base alla procedura di naturalizzazione
agevolata.
B.
Il 20 luglio 2012, il matrimonio del ricorrente con la sua moglie svizzera è
stato sciolto mediante divorzio.
C.
Il 2 gennaio 2013, il ricorrente ha sposato una cittadina nigeriana,
E._, dalla quale ha avuto tre figli, tutti venuti al mondo in Ticino: la
primogenita, B._, il ... 2014, il secondogenito, C._, il ...
2016, ed il terzogenito, D._, il ... 2017.
D.
Il 19 febbraio 2018, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel
frattempo subentrata all’UFM, ha annullato la nazionalità svizzera del
ricorrente con, come corollario, “la perdita della cittadinanza svizzera
anche per i membri della famiglia che l’hanno acquisita in virtù della
decisione annullata” (decisione della SEM, punto 3 del dispositivo).
E.
Il 2 settembre 2020, mediante la sentenza F-1719/2018, il Tribunale
amministrativo federale (TAF) ha respinto l’impugnativa del ricorrente
contro la decisione della SEM, precisando che “l’esito della presente
procedura implica, in mancanza di una esplicita decisione contraria, la
perdita della cittadinanza svizzera anche per i figli del ricorrente, nati nel
2014, 2016 e 2017 [...]” (sentenza TAF, consid. 12).
F.
Il 21 dicembre 2021, con la sentenza 1C_563/2020, il Tribunale federale
(TF), pur confermando l’annullamento della naturalizzazione agevolata del
ricorrente, ha parzialmente accolto il suo gravame contro la sentenza TAF
F-1719/2018, e ciò per il motivo che “né la decisione della SEM né la
sentenza del TAF affrontano la questione dell’eventuale apolidia dei figli
minorenni del ricorrente. Tali decisioni si limitano infatti a rilevare
succintamente che l’annullamento della sua naturalizzazione agevolata
comporta la perdita della cittadinanza anche per i suoi figli. Come visto,
l’estensione dell’annullamento agli altri membri della famiglia non è però
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automatico [...]”; il Tribunale federale ha annullato la sentenza impugnata
“nella misura in cui concerne la perdita della cittadinanza svizzera per i figli
del ricorrente”, rinviando la causa a questo Tribunale “affinché siano
eseguiti gli accertamenti concernenti la loro situazione e sia statuito
nuovamente al riguardo” (sentenza TF, consid. 6.3 e 7.1 nonché il punto 1
del dispositivo).
G.
Il 9 febbraio 2022, mediante ordinanza emanata nel quadro della presente
nuova procedura F-5703/2021, questo Tribunale, dopo avere riprodotto il
contenuto delle norme che reggono il diritto della cittadinanza nigeriano,
ha dato al ricorrente la facoltà di esprimersi sulle medesime, invitandolo nel
contempo ad esibire copie degli atti di stato civile e dei passaporti relativi a
lui stesso, alla sua moglie nigeriana e ai loro tre figli, come pure ogni altro
documento suscettibile di chiarire la situazione di quest’ultimi sotto il profilo
del diritto della cittadinanza nigeriano. Questo Tribunale ha fissato al
ricorrente un termine scadente il 24 febbraio 2022 per compiere quanto
richiestogli, con la comminatoria che, a difetto di una presa di posizione
motivata e sostenuta da elementi probatori, la causa sarebbe stata decisa
in base ai documenti disponibili.
H.
Il 24 marzo 2022, dopo aver ottenuto una proroga del termine, il ricorrente
ha inoltrato copie degli atti di stato civile dell’intera famiglia nonché dei
passaporti nigeriani suo e di sua moglie (nn. A... e A...), precisando, da un
lato, che i suoi figli “non dispongono di documenti nigeriani, siccome non
hanno (mai avuto) nazionalità nigeriana”, e, dall’altro lato, che “sono nati in
Svizzera (Ticino) e non hanno mai minimamente vissuto la realtà nigeriana.
Al contrario, gli stessi (ormai già tutti alle prese con le scuole) si sono
integrati perfettamente nella realtà svizzera, di modo che revocare la loro
nazionalità, oltre che renderli apolidi, sarebbe del tutto ingiustificato e
sproporzionato”. Il ricorrente conclude che la nazionalità svizzera dei suoi
tre figli “non può essere annullata”.
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Diritto:
1.
Per quanto concerne la competenza di questo Tribunale a trattare il ricorso
e l’ammissibilità del medesimo, si rimanda alla sentenza TAF F-1719/2018,
già citata, consid. 1, con la precisazione che il ricorrente, in quanto padre,
agisce come rappresentante legale in nome e per conto dei suoi tre figli
minorenni, e che l’uno e gli altri sono rappresentati in questa sede dal loro
patrocinatore comune.
2.
Secondo l’art. 41 cpv. 3 della vecchia legge federale sulla cittadinanza
(vLCit; RU 2016 2561), applicabile alla fattispecie, come stabilito in
precedenza da questo Tribunale e dal Tribunale federale, l’annullamento
della cittadinanza svizzera implica, salvo esplicita decisione contraria, la
perdita della cittadinanza anche per i membri della famiglia che l’hanno
acquisita in virtù della decisione annullata.
In proposito, il Tribunale federale ha indicato che spetta alle autorità
preposte all’applicazione di questa disposizione, dal tenore generale,
elaborare i criteri e i principi da considerare per limitare gli effetti
dell’annullamento della naturalizzazione al solo interessato o per estenderli
anche ai membri della sua famiglia (cfr. le sentenze TF 1C_563/2020,
sopracitata, consid. 6.2 e 1C_214/2015 del 6 novembre 2015 consid. 2.1
con i riferimenti).
La conseguente prassi elaborata dalla SEM, in relazione all’art. 41 cpv. 3
vLCit, prevede, in particolare, che i figli della persona privata della
cittadinanza non sono integrati nella decisione di annullamento se la
medesima implica che diventino apolidi (cfr. il Manuale della SEM sulla
cittadinanza per le domande fino al 31 dicembre 2017/Manuale SEM, cap.
6 [www.sem.admin.ch, rubriche “Istruzioni e circolari”, “Cittadinanza”]; cfr.
anche, per più dettagli sulla ragion d’essere di questo principio, la sentenza
TAF F-5427/2019 del 31 maggio 2021 consid. 7).
3.
3.1 Conformemente all'art. 1 par. 1 della Convenzione del 28 settembre
1954 sullo statuto degli apolidi (CSA, RS 0.142.40), entrata in vigore per la
Svizzera il 1° ottobre 1972, il termine “apolide” indica una persona che
nessuno Stato considera come proprio cittadino nell'applicazione della sua
legislazione.
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3.2 La definizione di apolidia dell’art. 1 par. 1 CSA implica che
l’appartenenza giuridica di un individuo ad uno Stato fa difetto (“Fehlen der
rechtlichen Zugehörigkeit zu einem Staate”), e concerne solo le persone
che non possiedono, formalmente, alcuna cittadinanza (apolidi de iure).
Non riguarda invece quelle persone che dispongono, formalmente, di una
cittadinanza, ma che non possono o non vogliono prevalersene (apolidi de
facto; cfr. DTF 115 V 4 consid. 2b; cfr. anche Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i rifugiati/UNHCR, “Principes directeurs relatifs à
l’apatridie n° 1” [PDRA], del 20 febbraio 2012, HCR/GS/12/01, n. 8).
3.3 La giurisprudenza in materia, applicabile, mutatis mutandis, alla
fattispecie in esame (eventuale/pretesa apolidia in caso di perdita della
cittadinanza svizzera), ha puntualizzato che, in conformità alla definizione
dell’art. 1 par. 1 CSA, è apolide chi è stato privato, senza che ciò gli sia
imputabile, della sua cittadinanza e che non ha nessuna possibilità di
ricuperarla. Non è invece apolide chi accetta, deliberatamente, di perdere
la propria cittadinanza o che si rifiuta, senza valide ragioni, di riottenerla o
di acquisirne una, pur avendone la possibilità, e ciò al solo scopo di poter
beneficiare dello statuto di apolide. In questo modo, incombe alla persona
che può rivendicare la qualità di cittadino di un determinato Stato,
intraprendere tutte le misure necessarie ad ottenere la cittadinanza in
questione, comprovata dai relativi documenti d’identità (cfr. la sentenza TF
2C_415/2020 del 30 aprile 2021 consid. 5.3 con i rimandi giurisprudenziali).
Sotto questo profilo, in applicazione analogica dell’art. 8 del Codice civile
(CC, RS 201), relativo all’onere della prova, e degli artt. 12 e 13 della legge
federale sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), concernenti i
mezzi di prova ammissibili e l’obbligo di collaborare, la persona interessata
ad essere riconosciuta come apolide deve fornire la prova completa (“der
volle Beweis”) che non può acquisire o riacquisire una determinata
cittadinanza (cfr. la sentenza TAF F-6622/2016 del 9 ottobre 2018 consid.
3.3 e 4.5; cfr. anche, con alcuni appunti critici, MARC SPESCHA, in: Marc
Spescha/Andreas Zünd/Peter Bolzli/Constantin Hruschka/Fanny de Weck
[editori], Migrationsrecht – Kommentar, 5a ed., 2019, artt. 31 e 59 della
legge federale sugli stranieri e la loro integrazione/LStrI [RS, 142.20], pagg.
162 a 164 e 302 a 304).
4.
Il punto da chiarire è se l’estensione dell’annullamento della cittadinanza
svizzera del ricorrente ai suoi tre figli li renda apolidi (cfr. la sentenza TF
1C_563/2020, sopraindicata, consid. 6.2 con i riferimenti giurisprudenziali).
Si noti già da ora che, siccome è comprovato e indiscusso che il ricorrente
e sua moglie sono cittadini della Repubblica federale della Nigeria/RFN
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(cfr. i passaporti nn. A... e A... [consid. H]), bisogna accertare se anche i
loro figli siano cittadini nigeriani o, se non lo sono attualmente, determinare
se possano acquisire la nazionalità nigeriana.
5.
Il diritto della cittadinanza della Repubblica federale della Nigeria è
codificato esclusivamente nella sua Costituzione/CN (http://www.nigeria-
law.org/ConstitutionOfTheFederalRepublicOfNigeria.htm#Chapter_3; cfr.
anche il “Report on Citizenship Law: Nigeria” (European University Institute
– Robert Schuman Centre for Advances Studies, luglio 2020:
https://cadmus.eui.eu/ [siti consultati il 21.4.22]).
L’art. 25 par. 1 b/c CN prevede che “[...] are citizens of Nigeria by birth,
namely: (b) every person born in Nigeria after the date of independence
either of whose parents or any of whose grandparents is a citizen of
Nigeria; (c) every person born outside Nigeria either of whose parents is a
citizen of Nigeria” (“[...] sono cittadini nigeriani per nascita, segnatamente:
(b) ogni persona, nata in Nigeria dopo la data dell’indipendenza, di cui
entrambi i genitori od uno dei nonni sono cittadini nigeriani; (c) ogni
persona, nata al di fuori della Nigeria, di cui entrambi i genitori sono cittadini
nigeriani” [traduzione di questo Tribunale]).
L’art. 28 par. 1 CN afferma che “[...] a person shall forfeit forthwith his
Nigerian citizenship if, not being a citizen of Nigeria by birth, he acquires or
retains the citizenship or nationality of a country, other than Nigeria, of
which he is not a citizen by birth” (“[...] una persona perde la sua
cittadinanza nigeriana se, non essendo un cittadino nigeriano per nascita,
acquisisce o mantiene la cittadinanza o la nazionalità di un altro paese di
cui non è un cittadino per nascita” [traduzione di questo Tribunale]).
L’art. 30 par. 1 CN precisa che “the President may deprive a person, other
than a person who is a citizen of Nigeria by birth [...], of his citizenship, [...]”
(“il Presidente può privare una persona che non sia cittadina nigeriana per
nascita [...], della sua cittadinanza, [...]” [traduzione di questo Tribunale]).
6.
In concreto, i passaporti nn. A... e A... in corso di validità attestano che il
ricorrente e sua moglie sono cittadini nigeriani (cfr. le copie dei due
passaporti allegate allo scritto del ricorrente del 24 marzo 2022 [consid.
H]). È inoltre appurato che i tre figli del ricorrente e di sua moglie sono nati
al di fuori della Nigeria, ossia in Svizzera, e più precisamente a ... (cfr. le
copie degli atti di nascita allegate allo scritto del ricorrente del 24 marzo
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2022 [consid. H]). Questa configurazione fattuale corrisponde all’ipotesi
contemplata dall’art. 25 par. 1 (c) CN, il quale è dunque applicabile.
Di conseguenza, dato che i tre figli del ricorrente e di sua moglie sono nati
al di fuori della Nigeria (“born outside Nigeria”), e che il ricorrente e sua
moglie sono entrambi cittadini nigeriani (“either of whose parents is a
citizen of Nigeria”), i loro figli sono cittadini nigeriani per nascita (“are
citizens of Nigeria by birth”). Peraltro, il ricorrente e sua moglie non
sostengono e non avanzano alcun elemento per credere che, essi stessi,
non siano cittadini nigeriani per nascita (“by birth”), dimodoché gli artt. 28
par. 1 e 30 par. 1 CN non trovano applicazione.
Pertanto, contrariamente a quanto pretende il ricorrente (cfr. consid. H),
l’estensione dell’annullamento della sua cittadinanza svizzera ai suoi tre
figli non li rende apolidi. Questo significa che la perdita della nazionalità
svizzera del ricorrente, definitiva dal 21 dicembre 2021 (cfr. la sentenza TF
1C_563/2020, sopraindicata), implica, in assenza di qualsiasi esplicita
decisione contraria, la perdita della cittadinanza svizzera anche per i suoi
tre figli (cfr. art. 41 cpv. 3 vLCit e Manuale SEM cap. 6 [consid. 2]).
7.
7.1 A questo punto occorre sottolineare che il ricorrente tende ad
amalgamare la questione della cittadinanza come appartenenza giuridica
alla RFN in funzione della sua legislazione e la questione della prova di
questa appartenenza tramite i relativi documenti d’identità. In altre parole,
egli sostiene che il fatto che i suoi tre figli non dispongono attualmente di
documenti d’identità nigeriani, sia la prova che non sono cittadini nigeriani,
da cui la loro pretesa apolidia in caso di annullamento della loro nazionalità
svizzera (cfr. consid. H).
Ora, come esposto al considerando precedente, la RFN àncora al “ius
sanguinis” il suo diritto della cittadinanza, la quale si acquisisce per il fatto
della nascita da entrambi i genitori nigeriani (filiazione). Questo è il caso,
senza ombra di dubbi, della fattispecie, nella quale il ricorrente e sua
moglie, cittadini nigeriani, hanno trasmesso la loro cittadinanza nigeriana
ai loro tre figli in virtù dell’art. 25 par. 1 (c) CN.
7.2 Ciò posto, il problema che il ricorrente sembra dover affrontare è di
natura pratica, e riguarda il rilascio dei documenti d’identità (passaporti)
comprovanti la nazionalità nigeriana dei suoi tre figli (cittadinanza). Questa
difficoltà non è assimilabile ad un’impossibilità, nemmeno temporanea, di
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ottenere la cittadinanza nigeriana, dato che i suoi tre figli sono per nascita
cittadini nigeriani (cfr., mutatis mutandis, la sentenza TAF F-6009/2019 del
31 agosto 2021 consid. 7).
A titolo indicativo, si osservi che nel “Report on Citizenship Law: Nigeria”,
sopracitato, ci sono alcune indicazioni interessanti sul modo di procedere
per ottenere il passaporto, con un rinvio all’autorità competente, ossia il
“Nigeria Immigration Service” (https://immigration.gov.ng/ [consultato il
21.4.22]). Peraltro, la richiesta del passaporto si può fare anche dall’estero,
come illustra bene il sito appena menzionato, segnatamente dalla Svizzera
(https://portal.immigration.gov.ng/pages/welcome [consultato il 21.4.22]).
7.3 Il ricorrente pretende, per finire, che l’annullamento della cittadinanza
svizzera dei suoi tre figli sarebbe ingiustificata e sproporzionata (cfr. consid.
H).
A questo proposito si deve rimarcare che l’estensione dell’annullamento
della cittadinanza ai membri della famiglia di chi ne è colpito, è previsto
esplicitamente dall’art. 41 cpv. 3 vLCit. Ora, la vLCit è una legge federale
formale che, in quanto tale, è determinante per il Tribunale federale e le
altre autorità incaricate dell’applicazione del diritto, come questo Tribunale,
a prescindere da un eventuale esame della sua costituzionalità (cfr. l’art.
190 della Costituzione federale [Cost., RS 101]; cfr. anche, mutatis
mutandis, la sentenza TF 1C_457/2021 del 25 marzo 2022 consid. 7).
Così, benché l’estensione dell’annullamento della cittadinanza svizzera ai
suoi tre figli possa sembrare al ricorrente ingiustificata, sproporzionata e,
in fin dei conti, troppo severa, essa è una conseguenza prevista dall’art. 41
cpv. 3 vLCit, la cui portata è stata peraltro limitata dalla SEM in funzione
del principio della prevenzione dell’apolidia (cfr. consid. 2). Su questa scia,
si aggiunga ancora che la questione della futura permanenza in Svizzera
della famiglia del ricorrente, in base alla LStrI, esula dall’oggetto del litigio
(cfr. la sentenza TF 1C_457/2021, sopraindicata, consid. 7.2 in fine).
8.
In conclusione, annullando la cittadinanza svizzera dei tre figli del
ricorrente, la SEM non ha infranto il diritto applicabile (cfr. l’art. 49 lett. a
PA), dimodoché, sotto questo profilo, il ricorso deve essere respinto, e il
punto 3 del dispositivo della decisione impugnata va confermato.
9.
Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte
soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv.
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1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e
della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della
situazione finanziaria delle parti (artt. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF).
In concreto, alla luce delle particolarità della procedura, non si prelevano
spese processuali nonostante l’esito negativo del ricorso.
Per la medesima ragione al ricorrente non sono assegnate indennità per
spese ripetibili (artt. 64 cpv. 1 PA e 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora
che la SEM, in quanto autorità federale, non ha diritto a un'indennità a titolo
di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
(dispositivo alla pagina seguente)
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