Decision ID: 149d2794-6ca6-5ff9-be39-cc03b9a25d79
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
A.
Il 19 marzo 1990 a _ la motocicletta condotta dall’attore che percorreva la strada cantonale in direzione di _ è entrata in collisione con l’autovettura Mitsubishi Galant di proprietà di _, condotta da _ e assicurata dalla _, che all’altezza della _, proveniente da una strada laterale, si stava immettendo sulla via principale in direzione di _
L’attore a seguito della collisione ha riportato gravi ferite alla gamba destra.
B.
Con la petizione l’attore, contestando le risultanze del rapporto di polizia e della procedura penale, ha chiesto l’accertamento della responsabilità dei convenuti per il danno subito, sostenendo che il sinistro sarebbe stato causato dal comportamento della convenuta _, che avrebbe violato il suo diritto di precedenza.
C.
Nella risposta del 7 settembre 1992 i convenuti hanno chiesto la reiezione della petizione ritenendo che l’incidente sarebbe stato causato esclusivamente dalla colpa dell’attore, che avrebbe indebitamente superato dei veicoli e avrebbe abusato del proprio diritto di precedenza spostandosi sulla sinistra in violazione della segnaletica orizzontale.
D.
Le parti hanno in seguito mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
E.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha ritenuto che non vi sarebbe stata violazione dell’art. 47 cpv. 2 LCS da parte dell’attore, non essendovi una situazione di sorpasso di una colonna ferma o che procede a singhiozzo.
Vi sarebbe per contro stata violazione del diritto di precedenza dell’attore da parte della convenuta _, così che la petizione sarebbe da accogliere.
F.
Con tempestivo gravame datato 7 dicembre 1995 i convenuti hanno chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione.
Il Pretore avrebbe in sostanza misconosciuto determinati elementi istruttori, quali le risultanze del procedimento penale, il rapporto di polizia e la deposizione _ ivi contenuta.
L’attore avrebbe superato, se non tutta una colonna, almeno la vettura che lo precedeva, spostandosi completamente sulla sinistra e anticipando l’uscita della convenuta _.
Con ciò, nulla sarebbe imputabile alla conducente _, avendo l’attore abusato del proprio diritto di precedenza con una manovra temeraria.
G.
Nelle osservazioni del 12 gennaio 1996 l’attore ha chiesto la reiezione del gravame protestando spese e ripetibili sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto
1.
Avendo incontestatamente l’attore riportato nel sinistro lesioni corporali, alla fattispecie è in primo luogo applicabile l’art. 61 cpv. 1 LCS, secondo il quale se un detentore è vittima di lesioni corporali in un infortunio nel quale sono coinvolti più veicoli a motore, i detentori di tutti i veicoli a motore coinvolti rispondono del danno in proporzione alla loro colpa, salvo che circostanze speciali, segnatamente il rischio di esercizio dei veicoli, giustifichino un altro modo di ripartizione.
L’applicabilità dell’art. 61 cpv. 1 LCS non esclude comunque la possibilità per i detentori coinvolti di liberarsi dalla propria responsabilità ai sensi dell’art. 59 cpv. 1 LCS (
II CCA
6 giugno 1995 in re L./N. e M.;
Oftinger/Stark
, Schweizerisches Haftpflichtrecht, Besonderer Teil, vol. II/2, 4. edizione, Zurigo, 1989, n. 646 e 647), il che avviene dimostrando che l’infortunio è stato causato da forza maggiore, oppure da colpa grave della parte lesa o di un terzo, senza che un difetto del loro veicolo a motore abbia contribuito a causare l’infortunio, e senza che vi sia colpa da parte loro o delle persone per le quali sono responsabili.
2.
A mente di questa Camera, sulla base degli elementi istruttori in atti la dinamica del sinistro avvenuto a _ il 19 marzo 1990 può essere riassunta nel modo seguente:
- l’attore in sella alla propria motocicletta percorreva la strada cantonale in direzione di _ alla velocità di 40 (dichiarazione di _ nel rapporto di polizia doc. A; deposizione _)/ 50 (dichiarazione dell’attore nel rapporto di polizia) km/h;
- il traffico era intenso (deposizioni _, _; dichiarazione di _ nel rapporto di polizia), ma non vi era colonna, il che è del resto direttamente deducibile dal fatto che si circolava a 40/50 km/h;
- l’attore pochi attimi prima della collisione si trovava nella propria corsia dietro la vettura condotta dal _ e davanti a quella condotta dal _ (cfr. sua deposizione);
- la convenuta _ era in attesa di immettersi sulla strada cantonale in direzione di _ all’intersezione con la strada che porta al lido e alla _;
- il _, che precedeva l’attore, ha segnalato la propria intenzione di svoltare a destra nella strada secondaria dalla quale intendeva immettersi _ (cfr. sua dichiarazione nel rapporto di polizia, confermata in sede testimoniale);
- per eseguire tale manovra il _ si è correttamente spostato quanto più possibile sulla sua destra (deposizione _);
- l’attore ha superato la vettura del _ che stava svoltando a destra (deposizione _, dichiarazione _ nel rapporto di polizia), senza necessità di eseguire una manovra per scansarlo (e perciò senza invadere la parte sinistra della carreggiata), ma semplicemente proseguendo in linea retta (deposizione _);
- _ vedendo che il _ svoltava a destra, ha iniziato la manovra di immissione (deposizioni _ e _);
- l’attore ha tentato di scansare l’ostacolo sulla sinistra, fin sull’opposta carreggiata (deposizione _), ma è entrato in collisione con la vettura condotta da _ che stava effettuando la manovra di immissione (dichiarazioni _ e _ nel rapporto di polizia, deposizione _);
3.
E’ pacifico che in linea di principio in una simile situazione la conducente _ era debitrice della precedenza nei confronti dei veicoli circolanti sulla strada principale, e perciò anche nei confronti dell’attore (art. 36 cpv. 2 e 4 LCS).
Si deve però esaminare se questa situazione non abbia subito modifiche in conseguenza della segnalazione da parte del _ della propria intenzione di abbandonare la strada principale e del sorpasso dello stesso _ da parte dell’attore allorché il primo stava effettuando la manovra di svolta nella strada secondaria dalla quale è uscita la convenuta _.
La risposta deve essere negativa.
Il conducente _ risulta avere eseguito una corretta manovra di preselezione ai sensi dell’art. 36 cpv. 1 LCS e dell’art. 13 cpv. 1 OCS.
Nel momento in cui tale manovra è stata iniziata, la conducente _ poteva unicamente dedurre che essa non sarebbe entrata in collisione con il _ medesimo, avendo questi manifestato la propria intenzione di lasciare la strada principale prima del punto in cui essa si trovava in attesa.
Siffatta manovra, contrariamente a quanto sostengono gli appellanti (appello, pag. 8 e 9), non equivale però ad una rinuncia del _ al proprio diritto di precedenza -nessuna norma della circolazione prevede simile soluzione-, e comunque essa non vincolava i veicoli che lo seguivano nel traffico.
In effetti, l’attore, che seguiva il _, rimaneva libero, fatto salvo un esplicito divieto e nel rispetto della segnaletica orizzontale, di effettuare il sorpasso sulla sinistra del veicolo in preselezione per svoltare a destra (art. 35 cpv. 4 LCS) senza per questo doversi attendere l’improvvisa uscita da una strada senza diritto di priorità della conducente _ (
Bussy/Rusconi
, Code suisse de la circulation routière, 2. edizione, n. 2.7 ad art. 35 LCS).
Non essendo stato allegato e dimostrato che l’attore aveva elementi concreti per doversi attendere una violazione del proprio diritto di precedenza da parte della conducente _, oppure che essa avrebbe iniziato la manovra quando il prioritario si trovava ad una distanza sufficiente, e non dovendosi nemmeno ritenere inadeguata alle circostanze una velocità del prioritario di 40/50 km/h (inferiore a quella massima autorizzata di 60 km/h), si deve ritenere la violazione del diritto di precedenza dell’attore da parte della _ (art. 36 cpv. 4 LCS), senza che all’attore possa essere imputata alcuna responsabilità, ancorché parziale.
Questo perché, contrariamente a quanto sostenuto dai convenuti, da un lato -come si è detto- la decisione del _ di svoltare a destra non ha costituito rinuncia del proprio diritto di precedenza in favore della conducente _ ed inoltre perché la fattispecie non è comunque assimilabile a quella della circolazione in colonna (
Rep
. 1985, pag. 27 e segg.), in cui il sorpasso del motociclista costituisce violazione dell’art. 47 cpv. 2 LCS, non potendosi ammettere in base agli atti il sussistere di una situazione di colonna (cfr. consid. 2).
4.
E’ perciò in definitiva del tutto infondata la critica all’apprezzamento delle prove compiuto dal Pretore contenuta nel gravame.
4.1
Quo alla mancata considerazione della sentenza penale, favorevole alla conducente _, è in linea di principio pacifico -nemmeno gli appellanti sostengono il contrario (appello, pag. 6)- che una sentenza penale di assoluzione non vincola il giudice civile né sull’accertamento dei fatti, né in merito all’esistenza dell’eventuale colpa (art. 53 CO, art. 112 CPC;
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 112, n. 3), non potendosi perciò escludere differenti valutazioni di diritto nelle due sedi, conseguenti a diverse situazioni fattuali, dipendenti dalle differenti istruttorie esperite nei due procedimenti.
In concreto, è addirittura manifesto che la diversa soluzione del giudice civile trova parziale spiegazione nel contenuto della deposizione del teste _, non sentito in sede penale, ma anche se così non fosse, discende da quanto detto poc’anzi che le discrepanze tra il giudizio civile e quello penale sono argomento che di per sé non può giovare ai convenuti.
4.2
Immotivate sono anche le critiche al contenuto della deposizione _ e alla decisione del Pretore di discostarsi dalle risultanze del rapporto di polizia.
Il teste ha assistito all’incidente da una posizione molto favorevole, ed è perciò la persona che meglio di ogni altra può imparzialmente descriverne la dinamica. In concreto egli ha fornito una dichiarazione coerente in ogni punto, perfettamente conciliabile con le altre deposizioni testimoniali, così che la critica dei convenuti non risulta essere altro che l’espressione del loro disappunto per il mancato collimare delle affermazioni del teste con la loro personale opinione sui fatti a giudizio, senza che ciò possa però in alcun modo inficiare la credibilità del teste.
Proprio per la mancanza di un elemento di giudizio rilevante come quello costituito da questa deposizione, si giustifica la decisione del Pretore di fare astrazione dalle considerazioni contenute nel rapporto di polizia (come pure da quelle della sentenza penale, consid. 4.1), trattandosi di atto basato su accertamenti inesatti (cfr. la direzione di provenienza del motociclista nello schizzo annesso al doc. A) o incompleti.
4.3
Ampiamente infondata è infine la pretesa violazione della procedura probatoria in conseguenza dell’omissione da parte del Pretore di effettuare i richiesti richiami di incarti civili o penali.
Anche volendo prescindere dal decisivo fatto che gli incarti in questione figurano regolarmente in atti, la doglianza sarebbe comunque tardiva in conseguenza del fatto che i convenuti nonostante la supposta omissione hanno accettato di proseguire nella procedura, partecipando al dibattimento finale senza sollevare eccezione alcuna sull’istruttoria svolta, che è così stata ratificata (
ICCTF
6 dicembre 1994 in re L./A.).
Inoltre non è in alcun modo eruibile il pregiudizio che i convenuti avrebbero subito dall’asserita omissione, visto che tutti gli elementi contenuti negli incarti da richiamare e ritenuti significativi (il rapporto di polizia, il DA 15 marzo 1991, la sentenza assolutoria: cfr. appello, punto 3, pag. 4) erano già agli atti di questa causa (rispettivamente sub doc. A, B, C).
Ne consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).