Decision ID: df13b0b2-2e41-5608-ba16-e981bfa7a9b1
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a L'interessato, cittadino ruandese di lingua madre kinyarwanda, ha de-
positato una domanda d'asilo in Svizzera il 18 agosto 2017.
A.b Il 5 settembre 2017 l'interessato è stato sentito sulle generalità
(cfr. atto SEM A6/4), mentre il 28 novembre 2017 si è svolta l'audizione sui
motivi d'asilo (cfr. atto SEM A14/21). Entrambe le audizioni si sono svolte
in lingua inglese. In occasione dell'audizione sui motivi d'asilo, egli ha di-
chiarato di essere espatriato per i numerosi problemi avuti con il governo
mentre era studente di medicina all'University of Rwanda e rappresentante
degli studenti. Nel 2015 invero, egli sarebbe stato contattato dai membri
della Task Force del partito «Fronte Patriottico Ruandese» affinché diven-
tasse membro, ma lui avrebbe rifiutato. A giugno 2015 sarebbe stato arre-
stato dalla polizia con l'accusa di far parte dell'opposizione e di aver orga-
nizzato manifestazioni. Grazie all'intervento di alcuni professori il richie-
dente sarebbe stato rilasciato. La Task Force avrebbe tuttavia continuato
ad esercitare pressione nei suoi confronti affinché egli si dimettesse dalla
sua funzione di rappresentante, ma gli studenti l'avrebbero nuovamente
eletto. Nel 2016 tre professori avrebbero voluto obbligarlo ad arruolarsi
nell'esercito e ad incoraggiare altri studenti a fare lo stesso. L'interessato,
invece di arruolarsi si sarebbe nascosto e sarebbe di conseguenza stato
accusato di aver incitato anche altri studenti a non partecipare all'addestra-
mento. Tali accuse sarebbero però successivamente state sospese. Infine,
ad inizio giugno 2017 il presidente della Task Force gli avrebbe chiesto di
andare all'elezione di B._, ma lui si sarebbe rifiutato ed il 21 giugno
2017, l'interessato si sarebbe rifiutato di prendere la maglietta di
B._. Dal 21 al 22 o 23 giugno 2017, egli sarebbe stato sequestrato
e torturato da persone ed in un luogo a lui sconosciuti.
L'audizione sui motivi è poi stata interrotta dalla Segreteria di Stato della
migrazione (di seguito: SEM) prima di essere stata terminata (cfr. atto SEM
A15/1). La stessa sarebbe infatti stata rallentata da numerosi problemi di
incomprensione da parte dell'interessato.
A.c A sostegno della sua domanda d'asilo il richiedente ha depositato quali
mezzi di prova:
– un dossier intitolato «Constitution» costituito dalla copia di email inviate
dall'interessato a C._ e da copie di discussioni sui social media;
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– un dossier intitolato «Advocacy and police papers» costituito da una
convocazione della polizia di D._, delle copie di articoli del quoti-
diano di Stato online www.(...).com, da una copia di una lettera firmata
dall'interessato con altri studenti indirizzata al vice-cancelliere dell'Univer-
sity of Rwanda e dalla copia della risposta del vice-cancelliere E._;
– un dossier intitolato «(...)» costituito da due copie di email tra l'interes-
sato e F._ e da una lista di nomi senza titolo;
– un dossier intitolato «(...)» (traduzione fatta dall'interessato dal kinyar-
wanda) costituito da due copie di un'email di G._ e H._ e da
una copia dei risultati agli esami fino al quinto anno;
– un dossier intitolato «(...)», costituito da copie di email tra l'interessato,
I._ e J._ e copie di lettere firmate dal richiedente nella sua
funzione di rappresentante degli studenti indirizzate al rettore della scuola
di medicina e farmacia;
– un dossier intitolato «(...)» (traduzione fatta dall'interessato dal kinyar-
wanda), costituito da quattro copie di discussioni su Whats App nella lingua
kinyarwanda;
– un dossier intitolato «(...)» costituito da diversi certificati, registrazioni,
partecipazioni a training e conferenze, dalle lettere di raccomandazione nel
contesto degli studi e della funzione di rappresentante degli studenti del
richiedente;
– un dossier senza titolo con dieci copie di email tra l'interessato,
I._, J._, K._, G._, F._ e H._;
– una prescrizione medica del Ruanda del 27 luglio 2017;
– otto fotografie stampate che mostrano gruppi di persone e classi di for-
mazioni.
B.
La SEM, con decisione dell'11 luglio 2019, notificata il 16 luglio 2019
(cfr. risultanze processuali), ha respinto la domanda d'asilo dell'interessato
e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera. Nel contempo ha rite-
nuto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione di tale
misura.
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C.
In data 16 agosto 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata:
19 agosto 2019), l'interessato è insorto contro suddetta decisione con ri-
corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale),
chiedendone l'annullamento, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la
concessione dell'asilo; in subordine la trasmissione degli atti alla SEM per
un nuovo esame delle allegazioni. Egli ha altresì richiesto la concessione
dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versamento delle
spese processuali e del relativo anticipo. Al ricorso l'insorgente ha allegato
la traduzione in italiano di una «convocazione n. 2» dell'Ufficio nazionale
investigazioni anti-crimine della Repubblica del Ruanda datata 17 dicem-
bre 2018, l'attestato di iscrizione per l'anno accademico 2018/2019 alla
Scuola universitaria L._, nonché una dichiarazione del 22 lu-
glio 2019 della (...).
D.
Con scritto del 26 agosto 2019 il ricorrente ha trasmesso al Tribunale la
copia della «convocazione n. 2», della quale in sede ricorsuale egli aveva
allegato soltanto la traduzione. Con scritto del 2 ottobre 2019 egli ha pro-
dotto tale documento in originale con il giustificativo d'invio originale.
E.
Il Tribunale, con decisione incidentale del 22 gennaio 2021, ha accolto l'i-
stanza di concessione dell'assistenza giudiziaria a condizione che fosse
dimostrata con un'attestazione d'indigenza e su riserva di un eventuale fu-
turo cambiamento della situazione finanziaria. Pertanto l'insorgente è stato
invitato a produrre un'attestazione d'indigenza oppure a versare un anticipo
di CHF 750.– a copertura delle presunte spese processuali ed è stato nel
contempo autorizzato a soggiornare in Svizzera fino al termine della pro-
cedura.
F.
Con scritto dell'8 febbraio 2020 il ricorrente ha trasmesso la decisione
dell'Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati del 15 dicembre 2020 che ac-
coglieva la richiesta di prestazioni di assistenza per il periodo dal 1 gen-
naio 2021 al 31 marzo 2021.
G.
Il Tribunale, con ordinanza del 17 febbraio 2021, ha trasmesso all'autorità
inferiore una copia del ricorso e dei relativi allegati, nonché una copia dei
successivi scritti invitandola ad inoltrare una risposta al ricorso.
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H.
Con scritto del 26 febbraio 2021 la SEM ha fornito la propria risposta al
ricorso. La stessa è stata trasmessa all'insorgente con possibilità di replica.
I.
Il 31 marzo 2021 il ricorrente ha inoltrato la propria replica.
J.
Con scritto del 22 aprile 2021 la SEM si è espressa in duplica.
K.
Il ricorrente, con scritto del 14 maggio 2021, ha inoltrato le proprie osser-
vazioni ed ha allegato la fotografia di un articolo in lingua straniera il quale
riporterebbe la scomparsa del fratello.
L.
Con scritto del 28 luglio 2021 è stata trasmessa la traduzione, effettuata
dal ricorrente medesimo, del summenzionato articolo. Altresì, egli ha infor-
mato il Tribunale che a breve dovrebbe diventare padre di un cittadino sviz-
zero. La compagna aspetterebbe infatti un figlio dal ricorrente, come si
evincerebbe dal certificato medico allegato. Sarebbe inoltre sua intenzione
procedere al più presto con il riconoscimento del figlio.
M.
Per ragioni organizzative, il presente procedimento è stato riassegnato alla
giudice Chiara Piras in qualità di presidente del collegio.

Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 In data 1° marzo 2019 è entrata in vigore la revisione parziale della
LAsi (RU 2016 3101). In applicazione delle disposizioni transitorie, la
presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposizioni
transitorie della modifica del 25 settembre 2015).
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Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), alla
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
2.3 Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-
deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-
nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-
siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni
delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
4.1 Nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto che le allegazioni del
ricorrente in merito al sequestro non sarebbero verosimili. Invero egli non
sarebbe stato in grado di descrivere in maniera circostanziata e dettagliata
l'episodio. Le sue risposte in merito a questo evento contrasterebbero le
descrizioni riguardo ad altri eventi che gli sarebbero accaduti, per i quali
l'interessato sarebbe stato in grado di dire nomi, date, la durata ed i luoghi.
Per il resto, l'autorità inferiore ha considerato le allegazioni non rilevanti in
materia d'asilo. I problemi e le minacce dell'interessato non sarebbero così
intensi e numerosi da costituire una pressione psicologica insopportabile.
Invero, l'arresto del giugno 2015 si sarebbe concluso dopo due ore alla
stazione di polizia e costituirebbe soltanto una misura amministrativa di
controllo. Per ciò che riguarda le minacce, il richiedente avrebbe riportato
in modo concreto soltanto tre eventi tra il 2015 e il 2017 i quali potrebbero
essere considerati soltanto come delle intimidazioni e non dei seri pregiu-
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dizi. Altresì, i problemi dell'interessato con la Task Force del Fronte Patriot-
tico Ruandese, il rettorato dell'università e con il governo non avrebbero
avuto conseguenze maggiori sulla sua vita in generale. Infine, la SEM ha
negato l'esistenza di indizi che egli sia ricercato o preso di mira dalle auto-
rità e quindi che rischierebbe in futuro misure persecutorie rilevanti. Avendo
ritenuto i motivi d'asilo non rilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi, l'autorità infe-
riore ha rinunciato ad un esame oculato dei documenti depositati agli atti.
4.2 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta le considerazioni dell'autorità
inferiore. Egli evidenzia in primo luogo che l'audizione sui motivi d'asilo non
si sarebbe svolta nella sua lingua madre ma, alternativamente, in francese
e inglese. Questa circostanza sarebbe anche stata segnalata nel rapporto
della rappresentante dell'opera assistenziale (ROA) presente all'audizione
(cfr. doc. A14, pag. 21). La stessa avrebbe ritenuto che per tale motivo i
fatti non sarebbero stati accertati in maniera completamente corretta. Delle
difficoltà si sarebbero pure verificate nella rilettura del verbale. Al ricorrente
inoltre non sarebbe stata data la possibilità di esprimersi compiutamente
su quegli eventi. Difatti, la questione del sequestro e delle torture sarebbe
stata affrontata alla fine dell'audizione quando tutti i partecipanti, dopo
molte ore di audizione, sarebbero stati particolarmente affaticati. Si
avrebbe inoltre l'impressione che l'audizione sia stata conclusa con una
certa fretta. Al ricorrente sarebbe poi stata riferita la probabilità di una suc-
cessiva audizione, per completare quanto dichiarato. Tuttavia tale audi-
zione complementare non sarebbe mai avvenuta.
Per quanto riguarda il contenuto delle sue allegazioni, il ricorrente ritiene di
essere stato in grado di indicare le date del sequestro. II luogo in cui era
stato condotto gli era sconosciuto e per tale motivo non avrebbe potuto
fornire indicazioni più precise. Egli avrebbe comunque fornito delle ipotesi
sui responsabili di quell'evento. Su questo aspetto dunque, la decisione si
fonderebbe su un accertamento incompleto ed inesatto dei fatti rilevanti. In
seguito, per quanto riguarda la rilevanza dei suoi motivi d'asilo, la SEM
avrebbe omesso di prendere in considerazione il fatto che il ricorrente sa-
rebbe tuttora ricercato. Invero, non si potrebbe tralasciare la convocazione
del 28 agosto 2017, così come non sarebbe corretto rinunciare all'esame
oculato dei mezzi di prova depositati. L'analisi dell'autorità inferiore in me-
rito all'irrilevanza dei motivi d'asilo sarebbe poco corretta. Oltretutto l'insor-
gente avrebbe ricevuto una seconda convocazione di polizia datata 17 di-
cembre 2018.
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4.3 In sede di risposta al ricorso la SEM nega un accertamento incompleto
dei fatti in ragione dell'audizione avvenuta non nella lingua madre dell'in-
sorgente. Egli avrebbe infatti studiato in inglese fino agli ultimi esami di
medicina all'University of Rwanda, era rappresentante dell'università e
aveva pure partecipato ad una conferenza in Svizzera in questo contesto
prima di chiedere l'asilo. Altresì, il ricorrente avrebbe lui stesso tradotto di-
versi mezzi di prova dalla sua lingua madre all'inglese ed avrebbe pure
prodotto un diploma sul suo livello avanzato di inglese.
Per quanto riguarda l'evento in cui il ricorrente sarebbe stato sequestrato
e torturato, la sua ignoranza in merito al motivo dell'accaduto così come su
chi sarebbero stati i protagonisti sarebbero elementi che dimostrerebbero
l'inverosimiglianza del racconto. Infine, per ciò che riguarderebbe la con-
vocazione della polizia di D._ del 17 dicembre 2018, non sarebbe
chiaro il motivo per il quale l'insorgente l'avrebbe prodotta soltanto in sede
ricorsuale, ben otto mesi dopo il rilascio, violando così il suo obbligo di col-
laborare. Infine, il documento essendo soltanto fotocopiato avrebbe uno
scarso valore probatorio.
4.4 Con replica il ricorrente sottolinea che vi sarebbe una grande differenza
tra il potersi esprimere nella propria lingua madre o in un altro idioma. Se
fosse stato sentito nella sua lingua madre avrebbe potuto esprimersi con
maggiore precisione.
In seguito, per quanto riguarda la violazione dell'obbligo di collaborare per
non aver fornito subito la convocazione della polizia, egli rileva che tale
documento sarebbe stato spedito dal fratello, il quale avrebbe avuto timore
a mandarlo dal Ruanda e l'avrebbe dunque consegnato ad un amico che
si recava in Kenya. Peraltro, il fratello verso la fine del 2019 sarebbe stato
arrestato e trattenuto due settimane e interrogato circa il ricorrente. Du-
rante la detenzione il famigliare avrebbe subito maltrattamenti e sarebbe
stato ritrovato in una situazione simile al coma. Dopo il rilascio egli avrebbe
deciso di scappare in Uganda.
4.5 In sede di duplica la SEM osserva nuovamente che il ricorrente
avrebbe dimostrato di avere una padronanza dell'inglese ben sufficiente
per svolgere un'audizione sui fatti. Inoltre, i richiedenti l'asilo potrebbero
soltanto far valere di potersi esprimere in una lingua che conoscono.
In seguito, per quanto concerne il mezzo di prova, la SEM rileva che l'in-
sorgente avrebbe potuto farsi inviare una scansione tramite un mezzo di-
gitale e depositarlo prima e così rispettare il suo obbligo di collaborare.
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Infine, per ciò che è degli avvenimenti inerenti il fratello, non vi sarebbero
elementi concreti o documenti che dimostrerebbero la loro verosimiglianza.
4.6 Con ulteriori osservazioni l'insorgente non nega di avere buone cono-
scenze della lingua inglese, ma segnala che se fosse stato sentito nella
sua lingua materna avrebbe potuto essere più preciso ed evitare dunque
le inverosimiglianze. D'altra parte anche la ROA presente all'audizione
avrebbe sollevato tale circostanza.
Il ricorrente nega inoltre decisamente di aver violato il suo obbligo di colla-
borare, egli avrebbe infatti giustificato la ritardata produzione del mezzo di
prova. Infine, per quanto concerne l'arresto e la fuga del fratello, a sostegno
di tali dichiarazioni egli ha fornito la fotografia di un articolo che avrebbe
proprio riferito della scomparsa del famigliare.
5.
5.1 Nel ricorso l'insorgente censura anzitutto una violazione del diritto di
essere sentito ed un accertamento incompleto ed inesatto dei fatti giuridi-
camente rilevanti da parte dell'autorità. L'audizione non si sarebbe svolta
nella sua lingua madre ed egli non avrebbe avuto la possibilità di esprimersi
compiutamente sugli eventi. Tale censura formale va analizzata a titolo pre-
liminare in quanto potrebbe condurre alla cassazione della decisione im-
pugnata.
5.2 Considerato come uno degli aspetti della nozione generale di processo
equo ai sensi dell'art. 29 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e ancorato, per quanto con-
cerne la procedura amministrativa federale, all'art. 29 PA e segg., il diritto
di essere sentito, non ha come solo obiettivo di stabilire correttamente i fatti
ed assicurare in tal senso la qualità della decisione, bensì pure il diritto,
indissociabile dalla personalità e dalla dignità umana, di garantire ad un
individuo la partecipazione alla presa di decisione che lo concerne
(cfr. DTAF 2011/22 consid. 5 con referenze citate). Tale garanzia com-
prende in particolare il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di of-
frire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di parteci-
pare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura
in cui possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1;
DTF 135 I 279 consid. 2.3; DTAF 2013/23 consid. 6.1.1). La portata della
facoltà di esprimersi non può essere determinata in maniera generale ma
dev'essere definita sulla base degli interessi concretamente in gioco. Il con-
cetto a monte è che alla parte in causa debba essere concessa la facoltà
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di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera efficace (cfr. DTAF
2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti).
5.3 Conformemente all'art. 29 cpv. 1bis LAsi, se necessario, la SEM fa capo
ad un interprete per lo svolgimento dell'audizione sui motivi d'asilo. Qua-
lora, nel corso dell'audizione dovessero presentarsi dei problemi di comu-
nicazione tra l'interprete ed il richiedente l'asilo, questi devono essere im-
perativamente menzionati nel verbale e, se del caso, l'audizione deve es-
sere annullata. Il richiedente va sentito nuovamente in presenza di un altro
interprete. In effetti, il richiedente ha il diritto di esprimersi in una lingua che
conosce e delle importanti incomprensioni violerebbero il suo diritto di es-
sere sentito (cfr. sentenza del Tribunale E-1444/2019 del 10 aprile 2019,
pag. 4; SEM, Manuel asile et retour, articolo C6.2, L'audition sur les motifs
d'asile, par. 2.2.3).
5.4 Nel caso in disamina, appare innanzitutto chiaro che nel corso dell'au-
dizione sui motivi d'asilo sono emersi dei gravi e invalidanti problemi di
comprensione e di espressione dell'insorgente. L'audizione si è svolta in
lingua inglese e l'interessato ha fin da subito dichiarato che avrebbe rispo-
sto sia in inglese, sia in francese secondo i bisogni. Egli ha altresì detto di
potersi esprimere al meglio nella sua lingua materna (cfr. atto A14/21 Q1).
Per le domande iniziali il ricorrente si è spesso espresso direttamente in
lingua francese (cfr. atto A14/21, Q6, Q8, Q15-Q19, Q24-Q26, Q31, Q33-
Q43, Q48-Q55, Q61, Q63), mentre per la parte sui motivi d'asilo ha me-
scolato le due lingue quasi ad ogni risposta (cfr. atto A14/21, Q65 segg.).
La rilettura è invece avvenuta in francese, su richiesta dell'insorgente
(cfr. atto A14/21, Q125). Le difficoltà di comprensione e di espressione
sono state pure sottolineate dalla ROA presente all'audizione, la quale ha
rilevato che il ricorrente non avrebbe le capacità per potersi esprimere in
maniera sufficiente per un'audizione sui motivi né in lingua francese né in
lingua inglese. Egli avrebbe infatti avuto molta difficoltà a trovare le parole,
commesso degli errori di sintassi ed il suo discorso non sarebbe stato
fluido. Ciò avrebbe reso il lavoro dell'interprete e della verbalista difficile e
stancante. Il ricorrente stesso avrebbe espresso grande fatica nel mo-
mento della rilettura (cfr. atto A14/21, pag. 21). Il funzionario della SEM in
carica dell'audizione ha da parte sua indicato in una nota interna che l'au-
dizione è stata interrotta prima di essere terminata. L'audizione sarebbe
infatti stata rallentata da numerosi problemi di incomprensione, il richie-
dente avrebbe avuto difficoltà a comprendere le traduzioni dell'interprete e
d'altra parte l'interprete avrebbe avuto difficoltà a comprendere l'interes-
sato, passando egli continuamente da una lingua all'altra. Altresì difficol-
tosa sarebbe stata la rilettura del verbale (cfr. atto A14/21, pag. 19, A15/1).
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Al momento dell'interruzione dell'audizione il ricorrente è stato informato
della possibilità di una nuova convocazione per un'audizione complemen-
tare (cfr. atto A14/21, Q125). L'autorità inferiore tuttavia, pur avendo iden-
tificato i problemi di comunicazione tra l'interprete ed il ricorrente, invece di
annullare l'audizione e convocare nuovamente l'interessato, ha reso la pro-
pria decisione senza effettuare alcuna ulteriore misura istruttoria.
5.5 È ora d'uopo stabilire se i problemi di comprensione ed espressione da
parte dell'insorgente nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo siano da
considerarsi così gravi da costituire una violazione del suo diritto di espri-
mersi, rispettivamente se si possa ritenere che i fatti giuridicamente rile-
vanti siano stati accertati in maniera completa e corretta. Innanzitutto il Tri-
bunale rileva che non può essere seguito l'argomento dell'autorità inferiore
secondo cui il fatto che il ricorrente disponesse di un diploma avanzato in
lingua inglese, così come il fatto che egli abbia effettuato gli studi in tale
lingua, permette di ritenere che egli padroneggi la lingua a sufficienza per
svolgere un'audizione sui fatti. Le difficoltà riscontrate, così come il fatto
che egli abbia dichiarato di potersi esprimere al meglio nella propria lingua
madre (cfr. atto A14/21, Q1) dimostrano proprio il contrario. In seguito, va
rilevato che il ricorrente non ha potuto esprimersi in maniera completa e
precisa sul sequestro avvenuto in giugno 2017. Tale avvenimento è stato
abbordato unicamente a fine audizione e dopo diverse ore di interrogatorio
e poco dopo l'audizione è stata interrotta. Alla ROA non è stata data la
possibilità di porre delle domande sullo svolgimento degli eventi, domande
che avrebbero potuto fare ulteriore chiarezza sull'avvenimento. Inoltre,
questo episodio non ha un'importanza solo marginale, ma bensì risulta l'e-
vento cruciale che ha poi portato il ricorrente a decidere di espatriare e
risulta proprio l'evento che la SEM nella decisione impugnata ha conside-
rato come non verosimile – essendo le allegazioni state giudicate non suf-
ficientemente dettagliate e circostanziate. Altresì, l'insorgente non è stato
convocato per un'audizione complementare nonostante al termine dell'au-
dizione sui motivi d'asilo la stessa sembrava ovviamente necessaria.
5.6 Alla luce di quanto sopra dunque, le difficoltà emerse nel corso dell'au-
dizione e la conseguente incompletezza della stessa su un episodio deter-
minante, così come l'assenza di ulteriori misure istruttorie, rispettivamente
di una nuova audizione, sono di una gravità tale da costituire una violazione
da parte della SEM del diritto di essere sentito del ricorrente.
6.
6.1 La violazione del diritto di essere sentito, ritenuta la natura formale dello
stesso, implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata a
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Pagina 12
prescindere dalle possibilità di successo nel merito (cfr. DTF 132 V 387
consid. 5.1; 127 V 431 consid. 3d). Secondo la prassi del Tribunale fede-
rale, tuttavia, una violazione del diritto di essere sentito può essere sanata
nell'ambito di una procedura di ricorso qualora l'autorità adita goda dello
stesso potere di esame di quella decidente (cfr. DTF 137 129 I 129 con-
sid. 2.2.3; 126 I 68 consid. 2; 124 II 132 consid. 2d). La riparazione del vizio
deve però, segnatamente in presenza di gravi violazioni, rimanere l'ecce-
zione, non fosse altro perché la concessione successiva del diritto di es-
sere sentito costituisce sovente solo un surrogato imperfetto (DTF 137 I
195 consid. 2.3.2; 136 V 117 consid. 4.2.2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1). Una
riparazione entra inoltre in considerazione solo se la persona interessata
non abbia a subire pregiudizio dalla concessione successiva, rispettiva-
mente dalla sanatoria. In nessun caso, comunque, può essere ammesso
che l'autorità pervenga ad un risultato che non avrebbe mai ottenuto pro-
cedendo in modo corretto (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3 pag. 135). Tale vizio
è altresì sanabile qualora l'annullamento della decisione impugnata e il rin-
vio della causa all'autorità inferiore costituiscano una mera formalità e con-
ducano ad un inutile prolungamento della procedura incompatibile con l'in-
teresse delle parti ad una risoluzione celere della vertenza (cfr. DTF 142 II
218 consid. 2.8.1; 138 I 97 consid. 4.1.6.1; sentenza del TAF A-5541/2014
del 31 maggio 2016 consid. 3.1.6 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL,
Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1555).
6.2 Venendo alla presente disamina, vi è modo di rilevare che la violazione
del diritto di essere sentito del ricorrente risulta essere grave. La violazione
inoltre non è neppure stata sanata in sede ricorsuale e non può neppure
essere sanata da questo Tribunale, risultando l'amministrazione delle
prove troppo gravosa ed al fine di salvaguardare il principio della doppia
istanza di giudizio, poiché il ricorrente potrà nuovamente contestare questi
punti, i quali, per definizione, saranno nuovi (cfr. DTAF 2019 1/5 con-
sid. 2.3).
6.3 Pertanto, il ricorso è accolto e la decisione della SEM dell'11 luglio 2019
è annullata. Gli atti di causa sono trasmessi all'autorità inferiore (art. 61
cpv. 1 PA) affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1
Cost.), a completare l'istruttoria ed a pronunciare una nuova decisione. La
suddetta autorità è in particolare invitata ad effettuare un'audizione com-
pleta sui motivi d'asilo ai sensi dell'art. 29 LAsi, per quanto possibile nella
lingua madre dell'interessato o alternativamente in una lingua da lui suffi-
cientemente compresa e parlata. L'autorità inferiore è altresì invitata a ve-
rificare l'ulteriore documentazione prodotta dall'insorgente in sede ricor-
suale, segnatamente la convocazione di polizia.
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7.
7.1 Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali
(art. 63 cpv. 1 e 2 PA).
7.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o
in parte, può d'ufficio o a domanda assegnare al ricorrente un'indennità per
le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte
vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla
causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008
[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-
vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una
nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l'indennità dovuta
alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il Tribunale fissa
l'indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF).
7.3 Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per
spese ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa
in CHF 2'600.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all'IVA com-
presi; artt. 8-13 TS-TAF).
8.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbandona-
to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso
in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d
cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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