Decision ID: 423d378b-ea4d-5691-b748-685b3a938bda
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 9 maggio 2014 dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio (doc. B), la RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso di fr. 28'671.25 più interessi del 5% dal 3 ottobre 2013, indicando quale titolo di credito le “fatture dal 03.09.2013 – 30.01.2014 Fr. 31'344.80 ./. pagamenti Fr. 2'673.55 = Fr. 28'671.25”.
B. Avendo la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 25 giugno 2014 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord limitatamente a fr. 25'618.59 più interessi del 5%. Nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 9 luglio 2014, cui sono seguite la replica del 17 luglio 2014 dell’istante e la duplica del 28 luglio 2014 della convenuta, in cui le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive conclusioni.
C. Statuendo con decisione 30 luglio 2014, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 20'671.25 (anziché fr. 28'671.25), più interessi del 5% su fr. 28'671.25 dal 31 gennaio 2014 al 18 febbraio 2014 (data in cui è stata versata una prima rata di fr. 4'000.–), su fr. 24'671.25 dal 19 febbraio 2014 al 20 maggio 2014 (data del pagamento della seconda rata di fr. 4'000.–) e su fr. 20'671.25 dal 21 maggio 2014, ponendo le spese processuali di fr. 350.– (e le spese esecutive di fr. 103.–) a carico dell’istante in ragione di un settimo e per il resto a carico della convenuta, tenuta a rifondere alla controparte un’indennità di fr. 25.–.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 6 agosto 2014 inteso alla riforma della stessa nel senso che l’importo riconosciuto dal primo giudice venga “maggiorato” di fr. 4'000.–. Nelle sue osservazioni dell’8 settembre 2014, la CO 1 ha chiesto che “che venga determinato in modo certo il giusto importo da corrispondere per poter procedere alla risoluzione bonaria della vertenza”.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo la notifica avvenuta alla RE 1 durante le ferie estive (art. 56 n. 2 LEF), ossia il 31 luglio 2014, il termine di 10 giorni, iniziato a decorrere il 2 agosto 2014 (DTF 96 III 50 consid. 3), è scaduto martedì 12 agosto 2014. Presentato il 6 agosto 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, il Pretore ha considerato che il cosiddetto “piano di rientro” del 9 dicembre 2013 della RE 1 (doc. C) per il pagamento rateale delle fatture a quella data ancora scoperte, sottoscritto per accettazione dal delegato della CO 1, _, costituisce un valido riconoscimento di debito per complessivi fr. 32'506.45. Dall’importo di fr. 28'671.25 posto in esecuzione, egli ha tuttavia dedotto le due rate di fr. 4'000.– ciascuna versate dalla convenuta il 18 febbraio e il 20 maggio 2014, rigettando così l’opposizione in via provvisoria limitatamente a fr. 20'671.25, più interessi del 5% su fr. 28'671.25 dal 31 gennaio 2014 al 18 febbraio 2014, su fr. 24'671.25 dal 19 febbraio al 20 maggio 2014 e su fr. 20'671.25 dal 21 maggio 2014.
3. Nel suo reclamo, l’istante rimprovera al Pretore di avere dedotto a torto fr. 8'000.– dall’importo richiesto nel precetto esecutivo. In realtà – la reclamante sostiene – dall’importo posto in esecuzione essa avrebbe già tolto la prima rata di fr. 4'000.–. La RE 1 chiede pertanto che l’istanza sia accolta per la differenza tra l’importo per cui il primo giudice ha concesso il rigetto dell’opposizione (fr. 28'671.25) e la seconda rata di fr. 4'000.–, ovvero fr. 24'671.25.
4.Nelle sue osservazioni al reclamo, richiamando quanto già sostenuto in prima sede, la CO 1 ribadisce la poca chiarezza dei calcoli effettuati e degli importi richiesti dalla RE 1. Rievocando il danno economico che la società avrebbe subìto a seguito di presunti lavori non eseguiti tempestivamente ma comunque fatturati dall’istante, l’escussa chiede a questa Camera “che venga determinato in modo certo il giusto importo da corrispondere per poter procedere alla risoluzione bonaria della vertenza”.