Decision ID: edbbb4d0-fea1-501c-8075-8215133c2ae2
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 16 marzo 1999, _ - alle dipendenze della ditta _ in qualità di montatore esterno - stava montando una porta di garage unitamente ad un collega, quando, nello sforzo profuso per evitare che la medesima, sbilanciatasi, cadesse in avanti, ha accusato un forte dolore all'arto superiore sinistro.
A seguito del suddetto evento, egli ha riportato la rottura del tendine lungo del bicipide sinistro.
Il caso è stato assunto dall'_, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
1.2. Alla chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di circondario (cfr. doc. _) - l'Istituto assicuratore, con decisione formale del 25 giugno 2002, ha assegnato a _ una rendita di invalidità del 29% a far tempo dal 1° maggio 2002, siccome "dagli accertamenti medici ed economici risulta che, unicamente per quanto riguarda i postumi infortunistici, si può esigere che il signor _ svolga un lavoro leggero per tutto il giorno. Quali attività pensiamo ad esempio all'operaio di fabbrica, al bobinatore, al cassiere in un negozio _ o al venditore in un chiosco, dove potrebbe realizzare un salario annuo medio di fr. 41041. Senza l'infortunio guadagnerebbe attualmente fr. 57720. Ne consegue una perdita lucrativa del 29% per cui, dal 1.5.02, accordiamo una rendita d'invalidità in tale misura" (doc. _).
D'altra parte, all'assicurato è stata riconosciuta un'indennità per menomazione dell'integrità del 15%.
A seguito dell'opposizione interposta dal Sindacato _ per conto dell'assicurato (cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore, in data 24 luglio 2002, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.3. Con tempestivo ricorso del 23 agosto 2002, _, sempre patrocinato dall'_, ha chiesto che l'_ venga condannato a versargli una rendita di invalidità del 40% (cfr. I, p. 8).
Questi, in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...).
Secondo giurisprudenza varata in ambito LAINF la misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere da un assicurato che per motivi di salute deve abbandonare la sua precedente professione, va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
2.3.
Ora, nel caso concreto, malgrado quanto sostenuto dalla _ bella decisione su opposizione, il reddito che potrebbe conseguire l'assicurato è notevolmente inferiore, accertati i disturbi lamentati, a quello proposto.
2.4.
Secondo l'assicuratore LAINF convenuto, con l'esercizio delle attività quali ad esempio "
operaio di fabbrica, bobinatore, cassiere in un negozio di _ o venditore in un chiosco
" il signor _ potrebbe conseguire un reddito annuo medio di fr. 41'041.--.
(...)
2.5.
Come rilevato con l'opposizione di data 05 luglio 2002 si tratta, ancora una volta, di un calcolo che si basa sulle DPL.
2.6.
L'_ contesta siffatto modo di procedere, giacché sono presi come riferimento salari annui conseguibili in determinate aziende scelte secondo un criterio, sicuramente non scientifico.
Tale modo di procedere non è conforme alla giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, è operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che secondo le circostanze, può arrivare sino ad un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
Va poi aggiunto che ai fini di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che sarebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel Cantone senza il danno alla salute, il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha ritenuto che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.
Essa ha indicato in un giudizio in materia di assicurazione invalidità che:
"
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)
".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21 il TCA ha al riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. _ del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(...)
Su scala federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
"
2.7.
Recentemente è stato pubblicato sulla rivista "
Dati, statistiche e società
" (anno II, n° 2 giugno 2002) dell'Ufficio di statistica del Cantone Ticino il risultato di un'inchiesta sulla struttura dei salari (ISS) dell'Ufficio federale di statistica, che costituisce una rilevazione esaustiva dei salari percepiti dalla popolazione attiva.
Si tratta certamente di uno studio condotto secondo criteri scientifici ed incontestabili, infatti i risultati sono stati approfonditi dall'Ufficio cantonale di statistica che con uno studio mirato ha prodotto, finalmente, la descrizione della struttura dei salari ticinesi, procedendo ad una catalogazione relativa alle persone, all'impiego ed all'azienda.
In definitiva, i risultati ticinesi derivano da un completo monitoraggio di 5'665 imprese e 48'472 salariati.
Un campione che per la prima volta permette, a detta degli stessi autori, di elaborare un quadro rappresentativo ed esaustivo dei livelli salariali in Ticino, secondo un ampio spettro di tipologie.
L'ISS nel 2000 ha avviato un processo di regionalizzazione estendendosi con campioni rappresentativi a due cantoni: Ginevra e Ticino.
A pag. 13 del rapporto sono indicati in forma esaustiva e racchiusi in una tabella i dati relativi al salario mensile lordo (
mediana
) secondo i campi di attività, le qualifiche richieste e il sesso per il settore privato relativi all'anno 2000 nel Cantone Ticino.
È evidente che, ai sensi della giurisprudenza federale, dovendo determinare il reddito conseguibile in occupazioni non qualificate, semplici, ripetitive, si deve prendere come riferimento le qualifiche inferiori.
Abbiamo proceduto alla determinazione media dei salari conseguibili nelle attività ivi elencate, con la sola esclusione dei lavori nel campo delle:
-
attività specifiche delle costruzioni;
-
segretariato, cancelleria, backoffice;
-
altre attività commerciali e amministrative;
-
logistica, compiti di stato maggiore;
-
perizie, consulenze, vendite;
-
pianificazione, costruzione realizzazione, disegno
.
È palese, infatti, che tra tali attività non può essere individuata alcuna mansione leggera esigibile e consona alle potenzialità ed al curriculum del lavoratore medio occupato nel settore primario e secondario.
Per le attività vicine alla produzione e servizi sono state invece considerate le altre voci indicate, ovvero:
-
fabbricazione, trasformazione e montaggio di prodotti;
-
manutenzione, regolazione e messa in servizio di macchinari;
-
vendita al dettaglio di beni di consumo e servizi;
-
trasporto di persone e merci, deposito beni, comunicazione;
-
servizi di sicurezza, di sorveglianza;
-
pulizia e igiene pubblica;
-
attività nell'industria alberghiera e della ristorazione, economia domestica.
In tali campi di attività un reddito medio per l'anno 2000 riportato su una durata media del lavoro di 41.9 ore di
Fr. 45'810.--
.
Il suddetto importo, quindi, costituisce statisticamente il salario in attività leggere e non qualificate conseguibile nel Cantone Ticino nell'anno 2000.
2.8.
Non si può, però, misconoscere che la _, al consid. 2, pag. 3, indica che:
"
Come risulta dal rapporto della visita medica di chiusura, tenuto conto dei postumi infortunistici all'arto superiore sinistro, l'assicurato non è più in grado di lavorare sopra la testa e di portare pesi (più precisamente solo fino a 5 kg all'altezza dei fianchi, raramente da 5 a 10 kg
";
conseguentemente, a mente di _, per le patologie di cui è portatore, risulta impossibile l'esercizio di un lavoro nei campi di attività della "
fabbricazione, trasformazione e montaggio di prodotti e manutenzione, regolazione e messa in servizio di macchinari
".
Cosicché la sola attività proponibile è data nel settore dei "
servizi
" e il reddito in tali campi di attività sopra indicati risulta un reddito medio annuo riportato su una durata media del lavoro di ore 41.9 di
Fr. 43'728.--
.
2.9.
Resta, inoltre, da osservare che secondo la giurisprudenza federale occorre, pure, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità, ecc.); fattori dunque inerenti alla particolare situazione personale e professionale dei lavoratori interessati a questa problematica, in quanto, considerata anche la affezione di cui soffrono non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua neppure in lavori leggeri, si può procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio del 25%. Percentuale che consente, appunto, di tenere conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro.
Nel caso di specie, a giudizio del signor _, tenuto conto:
1.
delle limitazioni funzionali
;
2.
che ha già compiuto il 52.mo anno di età;
3.
della bassa scolarizzazione (quinta elementare)
.
si ritiene equa una riduzione percentuale del 20%.
Il grado di invalidità di _ , ottenuto confrontando i fr. 34'982.-- (fr. 43'728.-- - 20%) al reddito che egli avrebbe potuto conseguire qualora non fosse intervenuto l'infortunio, e cioè fr. 57'720.-- dato incontestato, risulta essere del 40%.
" (I)
1.4. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.5. In replica, l'assicurato si è essenzialmente riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. V).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. L’oggetto della lite é circoscritto al tasso della rendita di invalidità spettante a _. Più concretamente, contestato è soltanto l'entità del reddito da invalido.
2.3.
Definizione dell'invalidità
L'art. 4 LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Lo stesso concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali e nello stesso senso va letto l'art. 18 cpv. 2 LAINF secondo cui "è considerato invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo rilevante."
Due sono dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)
Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla salute e l'infortunio.
2.4.
Commisurazione dell'invalidità
Giacché il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la seconda.
L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
Tuttavia, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.
Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti, risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale spetta invece all'amministrazione e, all'occorrenza, al giudice.
L'invalidità, evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI 1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133)
I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).
La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
I. Termine:
reddito da invalido
La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).
Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994 succitata).
Specifica dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF:
"
Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di una danno alla salute della stessa gravità".
II. Termine:
reddito conseguibile senza invalidità
:
Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido
.
2.5. Come indicato al considerando 2.1.,
in casu
, oggetto di discussione fra le parti è unicamente l'entità del reddito da invalido.
Incontestato è invece il fatto che _, non più in grado di esercitare la sua originaria attività di montatore, potrebbe invece esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, delle attività sostitutive, che rispettino le limitazioni funzionali poste dal dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, in occasione della visita medica di chiusura del 5 dicembre 2001 (cfr. doc. _, p. 4: "L'assicurato può molto spesso sollevare/portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi, però soltanto di rado pesi da 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi e mai pesi da 10-25 kg. L'assicurato non riesce più a sollevare pesi fino a 5 kg sopra l'altezza del petto. Però riesce a maneggiare molto spesso degli attrezzi di leggera entità, spesso di media entità e mai di pesante entità. I lavori con la rotazione manuale, per quanto concerne l'infortunio, non sono limitati. L'assicurato non può più lavorare sopra la testa, ma può molto spesso fare la rotazione del tronco, può molto spesso assumere la posizione seduta e inclinata in avanti, spesso la posizione in piedi e inclinata in avanti (per quanto concerne l'infortunio). La posizione inginocchiata o la flessione delle ginocchia le può eseguire molto spesso. La posizione seduta di lunga durata è esigibile molto spesso quella in piede talvolta. Può molto spesso camminare fino a 50 m, molto spesso oltre 50 m, può spesso camminare per lunghi tragitti, può talvolta camminare su terreno accidentato, molto spesso salire le scale, però di rado salire su scale a pioli").
Parimenti incontestato è il reddito da valido ritenuto dall'Istituto assicuratore convenuto (fr. 57'720.--, cfr. doc. _).
2.6.
L'assicuratore LAINF convenuto, allo scopo di stabilire il reddito che _ potrebbe realizzare nonostante i postumi dell'infortunio assicurato, ha compiuto degli accertamenti presso alcune aziende del Cantone Ticino (_, _, _, _ e _), pervenendo alla conclusione che
l’insorgente potrebbe conseguire un reddito annuo medio pari a fr. 41'041.-- (
cfr. doc. _).
Da parte sua, _
contesta tale dato, postulando l’applicazione di un reddito annuo di fr. 34'982.-- (fr. 43'728.-- - 20%, cfr. I, p. 8).
2.7.
Per quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag. 183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998 (STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re C.).
Nel passato, questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).
La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata
oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
(...)
3.- b) Contrariamente all'_, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
(STFA succitata).
La nostra Corte federale ha pure emesso di recente, alcune sentenze in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione operata dall'_ sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL).
La prima di queste pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del 22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi: STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno 2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B., U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001 nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U 256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99; 19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U 91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001 nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15 marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00.
Sostanzialmente, il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato, in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino al limite massimo del 25%:
"
(...).
Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.
c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.
d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui
il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio querelato non può quindi essere tutelato.
e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato
, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr. 42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'_. L'importo stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.-- (fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.
3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17% merita di essere ristabilita."
(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, p. 4ss.).
L'Alta Corte nelle sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di principio a sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V 323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, art. cit., p. 604-605).
Nel caso di specie, in ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre, dunque, basarsi sui dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 2000 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica.
Dalla tabella TA1 risulta che un uomo, svolgendo nel 2000 un'attività semplice e ripetitiva in Svizzera, avrebbe potuto conseguire, mediamente, un salario mensile lordo pari a fr. 4'437.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che _ non ha accesso a quello pubblico), quindi, riportandolo su 41.8 ore (cfr., per quest'ultimo aspetto, STFA del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00, consid. 3 c) aa)), a fr. 4'636.-- oppure a fr. 55'632.-- per l'intero anno (fr. 4'636 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B. c/ INSAI, p. 5 consid. 3a).
Va, tuttavia, segnalato che il TFA ha stabilito che per la commisurazione del diritto alla rendita è determinante l'anno in cui inizia tale diritto (cfr. STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur-Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA 18 marzo 2002 nella causa K., U 239/00; STFA del 19 febbraio 2002 nella causa C., U 99/00).
In casu
, il diritto alla rendita è iniziato il 1° maggio 2002 (cfr. consid. 1.2.), perciò vanno considerati i dati concernenti l'anno 2002.
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("
Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.; per l'adeguamento 2002, si ha a disposizione un dato, certo parziale, ma comunque indicativo, rappresentato dalla variazione percentuale dei salari in termini nominali fra il 1° trimestre 2001 ed il 1° trimestre 2002, cfr. tab. B 10.2, pubblicata in La Vie économique, 10-2002, p. 89) - si ottiene, per il 2001, un reddito mensile di fr. 4'750.90 e, per il 2002, di fr. 4'855.50 oppure di fr. 58'266.-- per l'intero anno (fr. 4'855.50
x
12).
Come visto (cfr. consid. 2.5.), l'importo stabilito dall'Istituto assicuratore convenuto è
pari a fr. 41'041.--
.
Questo Tribunale non ha motivo per non aderire alla valutazione del guadagno ipotetico da invalido operata dall'_, quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 126 V 75, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino - realizzate tutte le premesse - al limite massimo del 25% (il 75% di fr. 58'266.-- corrisponde a fr. 43'699.50; STFA del 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; STFA del 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ K., U 239/00; STFA del 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99; STFA del 21 giugno 2001 nella causa R., U 349/98; STFA del 2 luglio 2001 nella causa F., U 4/99).
Infatti, in concreto, il reddito statistico risulterebbe ridotto di poco più del 29% (fr. 41'041.-- rappresentano circa il 71% di fr. 58'266.--).
2.8.
Va ancora rilevato che nelle pronunzie citate al considerando 2.6., il TFA ha proceduto a quantificare il reddito da invalido partendo dal salario mediamente percepito, a livello nazionale, da un uomo, rispettivamente da una donna, esercitanti attività semplici e ripetitive nel settore privato (TA1).
Il TCA, nel recente passato, ha avuto modo d'affermare che l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA - si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute.
In questo ordine d'idee, questa Corte, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr. 35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA 17 aprile 2001 nella causa B. c/ INSAI e 22 maggio 2001 nella causa M. c/ SWICA Assicurazioni SA) - sentito preliminarmente il parere del direttore dell'Ufficio federale di statistica, dottor _, ha così precisato la propria giurisprudenza:
"
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor _, _ dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:
"(...)
Il Tribunale federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:
- possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?
- In caso di risposta negativa:
Perché no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo alla situazione del nostro Cantone?
(...)" (cfr. doc. _)
Il dottor _ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(...)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
- Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).
- È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)
A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (...)" (cfr. doc. _).
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. _ del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(...)
Su scala federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des femmes et des hommes.
(...)"
(STCA succitata - la sottolineatura è del redattore).
Nel presente caso - per
le medesime ragioni diffusamente indicate nella STCA 4 settembre 2000 in re R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV nr. 35 - a questa Corte sembra più coerente determinare il reddito ancora esigibile malgrado il danno alla salute, utilizzando i valori specifici per il Cantone Ticino (cfr. STFA del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e D. Cattaneo, op. cit., p. 605).
Ora, applicando i dati salariali che risultano dalla tabella TA13 per il settore privato, il reddito annuo realizzabile da _ in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato ticinese ammontava, nel 2000, a fr. 50'498.-- (fr. 4'027.-- : 40 x 41.8 x 12). Adeguando questo reddito al 2002, si ottiene un salario annuo di fr. 52'896.--. Tale importo - analogamente a quello che è stato dedotto dalla tabella TA1 e adeguato per il 2002 (cfr. consid. 2.6.) -
dimostra, tenuto sempre conto del fatto che il salario statistico è suscettibile d'essere ridotto a seconda delle circostanze del caso concreto, l'attendibilità del reddito di
fr. 41'041.--
considerato dall'Istituto assicuratore convenuto (riduzione del reddito di fr. 52'896.-- leggermente superiore al 22%).
2.9. Con il proprio gravame, _ chiede che il reddito da invalido venga determinato in base ai dati salariali statistici afferenti al Cantone Ticino. Più concretamente, domanda che ci si fondi sui valori risultanti dalla tabella elaborata dall'Ufficio cantonale di statistica (Ustat) a partire dai rilevamenti compiuti dall'Ufficio federale di statistica, pubblicata sulla rivista "Dati, statistiche e società", 2-2002, p. 13.
Al riguardo, l'insorgente ritiene che, a fronte degli impedimenti funzionali da lui presentati, debba essere considerato soltanto il settore dei servizi e, in questo specifico ambito, che debbano essere stralciate talune attività, inadeguate "... alle potenzialità e al curriculum del lavoratore medio occupato nel settore primario e secondario" (segretariato, cancelleria, backoffice; altre attività commerciali e amministrative; logistica compiti di stato maggiore; perizie, consulenze, vendite; pianificazione, costruzione, realizzazione, disegno - cfr. I, p. 6).
Tenuto conto unicamente delle restanti attività, si ottiene un reddito medio annuo, riportato su 41.9 ore, pari a fr. 43'728.--, il quale - dopo riduzione del 20% - corrisponde ad un reddito da invalido di fr. 34'982.-- (cfr. I, p. 8).
La tesi difesa dal ricorrente non può essere fatta propria dal TCA.
Secondo questa Corte, i valori salariali contenuti nella tabella evocata da _ rappresentano un'ulteriore conferma dell'affidabilità dei dati ritenuti dall'Istituto assicuratore convenuto.
In effetti, svolgendo le attività di cui alle DPL dell'_, l'assicurato potrebbe realizzare, nel 2002, un reddito lordo medio di fr. 41'041.-- (cfr. doc. _ + allegati).
Utilizzando i dati forniti dalla tabella elaborata dall'Ustat - relativi ai settori a cui appartengono le professioni considerate dall'assicuratore LAINF (ossia, fabbricazione, trasformazione e montaggio di prodotti [per l'operaio di fabbrica presso la _ e la _ nonché il bobinatore presso la _]; vendita al dettaglio di beni di consumo e servizi [per il cassiere presso la _ ed il venditore in un chiosco presso il Garage _] - si otterrebbe, per il 2002, un reddito lordo medio, riportato su 41.8 ore, pari a fr. 49'927.--.
L'importo di fr. 41'041.-- ritenuto dall'Istituto assicuratore corrisponde ad una riduzione di poco inferiore al 18% del reddito di fr. 49'927.--.
Va pure osservato che il TFA, per determinare il reddito da invalido sulla base dei dati statistici, applica di regola il valore "globale", comprendente sia il settore della produzione che quello dei servizi (cfr., ad esempio, STFA del 7 agosto 2001 nella causa K., U 240/99, consid. 3c/cc, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss.: "In der Regel ist für die Bestimmung des Invalideneinkommens auf Grund der A-Tabellen im Anhang der Schweizerischen Lohnstrukturerhebungen des Bundesamtes für Statistik bei Versicherten, die nach Eintritt des Gesudheitsschadens lediglich noch leichte und intellektuell nicht anspruchsvolle Arbeiten verrichten können, vom durchschnittlichen monatlichen Bruttolohn ("Total") für Männer oder Frauen bei einfachen und repetitiven Tätigkeiten (Anforderungsniveau des Arbeitsplatzes 4) auszugehen. Dabei sind in erster Linie die Lohnverhältnisse im privaten Sektor massgebend").
In casi eccezionali - segnatamente quando l'importanza delle limitazioni funzionali presentate dall'assicurato limitano il mercato del lavoro che può entrare in linea di conto - esso ha utilizzato il dato "totale" relativo al solo settore dei servizi (cfr. STFA del 7 agosto 2001 succitata, consid. 3d).
In nessun caso, però, la nostra Corte federale ha proceduto come proposto da _ in sede di ricorso, ovverosia stralciando talune attività, che, per un motivo o per l'altro, non appaiono adeguate, dalla brachia della produzione, rispettivamente, da quella dei servizi (cfr. I, p. 7: "Cosicché la sola attività proponibile è data nel settore dei "
servizi
" e il reddito in tali campi di attività sopra indicati ..." - la sottolineatura è del redattore).
2.10.
In esito ai considerandi che precedono, il grado d’invalidità di _ - determinato confrontando i
fr. 41'041.--
con il reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè
fr. 57'720.--
- risulta effettivamente essere del 29%.
Di conseguenza, l'impugnata decisione su opposizione dell'_ deve essere confermata.