Decision ID: 1f1ceebb-a119-5d40-b370-51fcab7eddde
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 7 ottobre 2014 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso l’ex marito RE 1 per l’incasso di complessivi 29'820.–, ovvero fr. 6'820.– oltre agli interessi del 5% dal 5 ottobre 2013, di fr. 4'200.– più interessi del 5% dal 5 giugno 2014, di fr. 4'700.– più interessi del 5% dal 5 luglio 2014, di fr. 4'700.– più interessi del 5% dal 5 agosto 2014, di fr. 4'700.– più interessi del 5% dal 5 settembre 2014 e di fr. 4'700.– più interessi del 5% dal 5 ottobre 2014, indicando quale titolo di credito per tutti gli importi:
“Alimenti mesi ottobre 2013, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre 2014”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 4 novembre 2014 CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 20 novembre 2014. Con la replica del 15 dicembre 2014, l’istante ha confermato la sua domanda limitando la propria pretesa a fr. 14'745.– oltre agli interessi e alle spese. Nella duplica del 31 dicembre 2014 la parte convenuta vi
si è nuovamente opposta, chiedendo che venissero effettuate ulteriori deduzioni dall’importo richiesto da CO 1.
C.
Statuendo con decisione 24 marzo 2015, il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 5'730.–, oltre agli interessi del 5% dal 5 ottobre 2013 su fr. 820.–, dal 5 agosto 2014 su fr. 1'540.–, dal 5 settembre 2014 su fr. 1'685.– e dal 5 ottobre 2014 su fr. 1'685.–, ponendo le spese processuali di fr. 300.– a carico delle parti metà ciascuno.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 2 aprile 2015
per ottenerne la riforma nel senso di ridurre di fr. 2'270.– l’importo riconosciuto dal Pretore. Visto l’esito dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 2 aprile 2015 contro la sentenza notificata a RE 1 il 25 marzo, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2
La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3
Nel caso specifico è dunque inammissibile il documento che RE 1 pretende di produrre per la prima volta col reclamo – ossia la copia della ricevuta del prelevamento effettuato il 27 settembre 2013 allo sportello dell’agenzia di _ della _ del _ (allegato 3) –, sicché l’argomentazione del reclamo, interamente centrata su di esso, perde ogni forza di convincimento e non gli permette d’inficiare la motivazione del Pretore – con cui invero non si confronta – secondo la quale l’escusso non ha reso verosimile l’identità di chi ha effettuato il prelevamento (decisione impugnata, a pag. 3 in mezzo). Infondato il reclamo va dunque respinto.
2.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35),
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 3'460.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.