Decision ID: 7daf6003-69c2-56f9-b0c6-6bdea32b466e
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 16 febbraio 2015, la ditta _ di _ ha comunicato alla CO 1 che il proprio dipendente RI 1, in data 15 febbraio 2015, era caduto dalle scale mentre stava trasportando delle bevande e aveva riportato lesioni a livello cranico e cerebrale (cfr. doc. 1).
I sanitari del Servizio di PS dell’Ospedale _ di _ hanno diagnosticato un trauma cranico senza perdita di conoscenza né amnesia (doc. 2.2; cfr. pure il doc. 13). Da parte sua, con referto del 20 maggio 2015, il dott. _ ha formulato la diagnosi di stato dopo caduta accidentale sulla scala il 15.2.2015 con trauma cranico senza perdita di conoscenza né amnesia, trauma distorsivo del rachide cervicale, trauma contusivo della spalla destra e trauma distrattivo della colonna lombare (cfr. doc. 15).
L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione su opposizione del 16 settembre 2016, la CO 1 ha modificato a detrimento dell’assicurato la decisione formale emanata il 12 febbraio 2016, contro la quale era stata elevata opposizione, negando il diritto a ogni prestazione assicurativa in relazione con l’evento del febbraio 2015 e pretendendo quindi la restituzione di un importo pari a fr. 48'014.40 (doc. 120).
Con sentenza 35.2016.95 del 24 aprile 2017, questa Corte ha respinto il ricorso interposto da RI 1 (doc. 155).
Con pronunzia 8C_392/2017 del 26 ottobre 2017, il Tribunale federale ha parzialmente accolto l’impugnativa interposta dall’assicurato e ha rinviato la causa alla CO 1 affinché procedesse al nuovo calcolo complessivo della pretesa in restituzione (doc. 172).
1.3. Con decisione formale del 28 novembre 2017, l’amministrazione ha preteso dall’assicurato la restituzione dell’importo di fr. 13'518.25, corrispondente alle indennità giornaliere versate a torto (fr. 42'465.25) dedotto l’importo ricevuto in compensazione dall’assicurazione per l’invalidità (fr. 28'947) (doc. 174).
RI 1 si è opposto a questo provvedimento (doc. 179).
1.4. Esperiti gli accertamenti del caso, con decisione formale del 14 marzo 2018, l’assicuratore ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni sanitarie dal 23 gennaio 2018 (fatta eccezione per un ulteriore ciclo di fisioterapia di nove sedute) e, d’altra parte, ha negato il diritto all’indennità giornaliera e alla rendita d’invalidità. La CO 1 ha per contro assegnato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 10%, corrispondente a un capitale di fr. 12'600 (compensato con l’importo di fr. 13'518.25 dovuto dall’assicurato in virtù della decisione formale del 28 novembre 2017) (doc. 214).
L’opposizione interposta dall’assicurato personalmente è datata 22 marzo 2018 (doc. 230).
1.5. Con decisione su opposizione del 9 agosto 2018, la CO 1 ha respinto entrambe le opposizioni presentate da RI 1 (doc. 236).
1.6. Con tempestivo ricorso del 21 settembre 2018, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto, in via principale, che la CO 1 sia tenuta a riconoscergli per un tempo indeterminato le prestazioni sanitarie rese necessarie dalle problematiche interessanti la spalla destra e il rachide lombare, ad assumere i costi di ulteriori cure mediche ritenute necessarie al raggiungimento dello status quo ante/sine, ad assegnargli una rendita d’invalidità e un’IMI del 20% nonché a condonargli la restituzione e, in via subordinata, che gli atti vengano retrocessi all’assicuratore convenuto per nuova decisione.
A sostegno delle proprie pretese, l’insorgente fa valere, trattandosi della pretesa restituzione delle prestazioni, che l’amministrazione dovrebbe “... considerare la assoluta buona fede del ricorrente nel concordare un salario di poco superiore (meglio uguale se considerate le spese ordinarie contrattate) a quanto avrebbe comunque conseguito sulla base della sua residua capacità lavorativa, procedendo con il condono giusta l’art. 4 cpv. 1 OPGA delle prestazioni concesse, stante poi il fatto che il ricorrente versa in gravi difficoltà economiche, come lo dimostra quanto qui prodotto a giustificazione della sua domanda di gratuito patrocinio. A maggior forza della sua buona fede, basti considerare che il ricorrente non esitò a concedere pieno accesso informativo concedendo a CO 1 valida procura con svincolo del segreto professionale per gli organi di cura in data 2 luglio 2015.” (doc. I, p. 4 s.).
In merito ai disturbi alla spalla destra, l’assicurato rimprovera al perito amministrativo dott. _ di aver commesso un errore di lettura del referto relativo alla sonografia dell’11 novembre 2014, ciò che l’ha indotto a ritenere (erroneamente) che vi fossero delle preesistenze degenerative a quella parte del corpo. Stante ciò, egli pretende che il grado della menomazione dell’integrità venga aumentato al 20% (doc. I, p. 5 s.).
Sempre secondo RI 1, il dott. _ sarebbe incorso in un errore di lettura anche nell’ambito della valutazione dell’eziologia dei disturbi alla colonna lombare, nella misura in cui egli non avrebbe rilevato, alla RMN del 2015, la presenza di un contatto radicolare a livello di L3/L4 e L5-S1, quando invece tale reperto è stato posto in evidenza dalla RMN del 4 luglio 2017. A suo avviso, lo status quo sine/ante non sarebbe pertanto stato raggiunto, necessitando ancora di cure mediche (doc. I, p. 7).
Per quanto concerne il diritto alla rendita, il ricorrente contesta il calcolo del grado dell’invalidità compiuto, in via subordinata, dalla CO 1 (in via principale, essa ne ha negato il diritto in ossequio all’art. 46 cpv. 2 LAINF), sostenendo che il reddito da valido ammonterebbe, in applicazione dell’art. 24 cpv. 4 OAINF, a fr. 62'793 (importo corrispondente all’ultimo salario percepito presso le TPL SA), mentre su quello da invalido stabilito dall’amministrazione andrebbe applicata una riduzione del 10% in ragione del fatto che, contrariamente a quanto ritenuto dal dott. _, la spalla destra non presentava alterazioni degenerative preesistenti (doc. I, p. 7 s.).
A proposito dell’estinzione del diritto alle prestazioni sanitarie, l’assicurato rileva che la corrispondente decisione della CO 1 è viziata dalla svista in cui sarebbe incorso il perito amministrativo a proposito della preesistenza di alterazioni degenerative a livello della spalla destra (doc. I, p. 8).
In merito infine al diritto all’indennità giornaliera, il ricorrente ribadisce i medesimi argomenti già sviluppati a proposito della domanda di restituzione delle prestazioni (doc. I, p. 8 s.).
1.7. Il 12 ottobre 2018 il rappresentante dell’insorgente ha prodotto la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai fini della concessione dell’assistenza giudiziaria (doc. IV + allegato).
1.8. La CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).

in diritto
2.1. Restituzione prestazioni indebitamente percepite.
2.1.1. Dalle carte processuali si evince che, dando seguito a quanto disposto dal TF con la sentenza di rinvio 8C_392/2017, con decisione formale del 28 novembre 2017, confermata in sede di opposizione, la CO 1 ha ridefinito l’entità delle prestazioni da restituire. Essa ha stabilito che, in conformità al giudizio federale, può essere oggetto di restituzione l’integralità delle indennità giornaliere corrisposte nel frattempo, dunque l’importo di fr. 42'465.25, dal quale devono però essere dedotti fr. 28'947, ricevuti in compensazione dall’assicurazione per l’invalidità. L’amministrazione ha quindi preteso dall’assicurato la restituzione dell’importo di fr. 13'518.25 (fr. 42'465.25 – fr. 28'947).
Con la propria impugnativa, RI 1 fa valere che sarebbero adempiute le condizioni per condonare il debito, dunque la buona fede e la grave difficoltà (doc. I, p. 4 s.).