Decision ID: 48292c3a-e507-5fe3-b8ea-f2d196ccd5c4
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. Con sentenza 19 ottobre 1999 lo scrivente Tribunale ha parzialmente accolto la petizione presentata da AT 1, già insegnante di scienze presso la scuola propedeutica per le professioni sanitarie, contro la CV 1 (in seguito: Cassa), assegnandole una
"mezza rendita di invalidità della previdenza professionale dalla data della cessazione del versamento dello stipendio da parte del datore di lavoro"
(inc. 34. 1994.44).
1.2. In applicazione della menzionata sentenza, cresciuta in giudicato, con risoluzione 24 dicembre 1999, il Comitato della Cassa ha assegnato all'interessata una mezza rendita d’invalidità, con effetto dal 16 novembre 1993, di fr. 1'939 mensili, per tredici mensilità, oltre al supplemento sostitutivo al 50% versato in attesa della rendita AVS/AI intera (fr. 799), per dodici mensilità.
Nel medesimo provvedimento la Cassa ha quantificato in
fr. 66'419.30 l'ammontare della prestazione di libero passaggio dovuta all'assicurata, oltre ai relativi interessi.
1.3. Con petizione 31 gennaio 2000 AT 1 ha contestato l’ammontare e la decorrenza della mezza rendita LPP, nonché il relativo supplemento assegnatole dalla Cassa.
Con sentenza 22 febbraio 2001 questo Tribunale ha parzialmente accolto la petizione, riconoscendo all’assicurata una mezza rendita di fr. 1'982.-, oltre al supplemento di fr. 799.-, il tutto con effetto dal 1° ottobre 1993. Inoltre il TCA ha confermato l’importo della prestazione di libero passaggio determinata dalla convenuta (inc. 34.2000.4).
1.4. Adito dalla Cassa, con sentenza 10 settembre 2003 il TFA, in accoglimento del ricorso di diritto amministrativo, ha riformato la pronunzia cantonale nel senso di assegnare all’assicurata un mezza rendita d’invalidità LPP pari a fr. 1'949,- mensili, per 13 mensilità, oltre al supplemento AVS/AI di fr. 799.-, per 12 mensilità, con effetto dal 1° ottobre 1993 (B 28/01).
1.5. Con comunicazione 31 ottobre 2003 la Cassa ha fissato, conformemente alla STFA 10 settembre 2003, la rendita d’invalidità mensile fr. 1’949, determinata nella misura del 50% ai sensi dell’art. 29 della Legge sulla Cassa pensioni dello Stato (Lcpd; RL 25.5.1), con un supplemento mensile sostitutivo AVS/AI di fr. 799, il tutto con effetto dal 1° ottobre 1993. Nella medesima comunicazione è stato fatto presente che
“il diritto alle prestazioni potrà essere esaminato applicando in analogia i criteri AI“
, oltre all’indicazione di un grado d’invalidità al 100% (doc. 7).
1.6. Contro la succitata comunicazione AT 1 si è aggravata al TCA, il quale, con giudizio dell’8 novembre 2004 ha parzialmente accolto la petizione, riconoscendo all’assicurata interessi moratori del 5% sull’intero ammontare delle rendite d’invalidità dovute retroattivamente. Inoltre il TCA ha stabilito che la Cassa non era autorizzata ad operare una compensazione delle rendite di invalidità di spettanza della ricorrente per il periodo 1. giugno 1993-31 ottobre 2003 con le prestazioni versate dallo Stato del Cantone Ticino (inc. 34.2003.60).
1.7. In data 14 febbraio 2007 AT 1 si è rivolta alla Cassa postulando l’attribuzione di una rendita intera della previdenza professionale (doc. B).
Mediante lettera 4 aprile 2007 la Cassa ha rifiutato l’erogazione della chiesta pensione di invalidità intera con la motivazione che il peggioramento delle condizioni di salute addotto dalla richiedente era da ricondurre ad una patologia dermatologica, segnatamente l’eczema atopico alle mani e, quindi, ad una nuova causa, insorta quando l'interessata non era più assicurata presso la Cassa, il relativo rapporto previdenziale essendo stato sciolto con effetto al 16 novembre 1993 e la relativa prestazione di libero passaggio trasferita, valuta 4 maggio 2005, all’Istituto collettore (doc. A).
1.8. Con la presente petizione AT 1 chiede al TCA la condanna della Cassa al versamento di una rendita intera d’invalidità.
Ribadito come il rapporto previdenziale con la convenuta sia perdurato sino al 1994, l’interessata sostanzialmente evidenzia come l’affezione dermatologica alle mani fosse già presente all’epoca dell’attribuzione della mezza prestazione e, quindi, in un momento in cui l’assicurata ancora era assicurata presso la Cassa convenuta. Delle altre allegazioni di petizione si dirà, per quanto necessario, nei considerandi di merito (I).
1.9. Con risposta di causa del 14 giugno 2007 la Cassa convenuta chiede di respingere la domanda attorea confermando il diritto per l'assicurata ad una rendita d'invalidità del 50% e ribadendo sostanzialmente che l’addotto peggioramento delle condizioni di salute dell'assicurata è semmai da attribuire ad una nuova componente invalidante realizzatasi in un momento in cui l'attrice non era più assicurata presso la Cassa (VI).
1.10. Con scritto 26 luglio 2007 AT 1 ha presentato un’”istanza di revisione” della sentenza del TCA del 19 ottobre 1999 (inc. 34.1994.44) intesa alla modifica del relativo dispositivo nel senso che all’assicurata era attribuita una rendita intera anziché una mezza (XII). Tale istanza è stata respinta da questo TCA con pronuncia del 10 dicembre 2007 (cfr. 34. 2007.41).
Inoltre, con un corposo scritto del 17 agosto 2007, ha in sostanza ulteriormente sostenuto, sulla base di nuova documentazione, il suo diritto ad una rendita intera di invalidità da parte della convenuta (XIV).
Con lettera 24 agosto 2007 la Cassa si è riconfermata nelle sue allegazioni rimettendosi al giudizio del TCA (XVI).
1.11. Il TCA ha richiamato dall’Ufficio AI del Cantone _ l’incarto dell’attrice e acquisito la documentazione medica contenuta nella controversia giudiziaria sfociata nella STCA del 19 ottobre 1999 ed assegnato alla parti in causa un termine per la consultazione degli atti e per presentare ulteriori osservazioni in merito (XXIII).
Con scritto 29 novembre 2007 la Cassa pensioni ha dichiarato di rinunciare a prendere visione dell’incarto AI riconfermandosi in sostanza nelle sue precedenti allegazioni (XXIV).
Dal canto suo, con lettera del 21 gennaio 2008 (intimata alla convenuta per osservazioni), AT 1 si è riconfermata nelle proprie posizioni sulla base di motivazioni di cui si dirà, ove necessario, nei considerandi di merito (XXVII).
1.12. In data 21 gennaio 2008 AT 1 ha presentato un’ulteriore istanza di revisione della STCA del 19 ottobre 1999 (34.1994.44) producendo un certificato medico datato 29 luglio 1996 del dr. _. Tale istanza è stata respinta dal TCA con pronuncia di data odierna (34.2008.4).
considerato

in diritto
in ordine
2.1.
2.1.1. Con presa di posizione del 21 gennaio 2008 l’attrice ha, tra l’altro, chiesto di stralciare dall’incarto lo scritto della convenuta del 29 novembre 2007 (XXIV) in quanto il TCA non avrebbe impartito alcun ordine per un ulteriore scambio di allegati, ma solo fissato un termine per la consultazione degli atti AI e per eventuali osservazioni in merito (XXVII).
La richiesta dell’attrice si rileva manifestamente infondata.
L’art. 9 della Legge di procedura per le cause davanti al TCA (LPTCA) precisa che
"
Il Tribunale accerta d’ufficio, con la collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove necessarie e le apprezza liberamente" (cpv. 1)
"
Il giudice delegato ha la facoltà di ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all’assunzione di mezzi probatori che le parti hanno notificato" (cpv. 2)
In proposito, va rilevato che nell’ambito del diritto delle assicurazioni sociali e, quindi, anche nella LPP, vige il principio indagatorio: l’amministrazione e, in caso di ricorso, il giudice, accertano d’ufficio i fatti determinanti per il giudizio, assumono le prove necessarie e le valutano liberamente, qualunque ne sia la provenienza, nel senso che non sono limitati da regole formali di procedura (
Zünd, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zürich 1999, §23 n. 5; cfr. art.
73 cpv. 2 LPP;
cfr. anche DTF 122 V 157 e STFA non pubblicata del 29 settembre 1998 nella causa F., H 201/97; STFA
del 28 aprile 2003 nelle cause P. e M., H 208/00 e H 209/00, STFA del 30 novembre 2000 nella causa T (K 22/00).
Il giudice dirige l’istruttoria (cfr. anche art. 10 LPTCA) e agisce quindi di propria iniziativa, senza essere vincolato alle richieste delle parti.
Inoltre, in una sentenza non pubblicata del 29 settembre 1998 nella causa F., H 201/97, l'Alta Corte, confermandosi nella propria giurisprudenza di cui alla DTF 122 V 157, ha, tra l'altro, ribadito che:
"
(...)
d) Sia rilevato infine che il diritto federale non fissa alcuna prescrizione sul modo di apprezzare i mezzi di prova. In materia di procedura amministrativa e di procedura relativa al ricorso di diritto amministrativo vale il principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC combinato con l'art. 19 PA; art. 95 cpv. 2 OG combinato con gli art. 113 e 132 OG). Secondo questo principio, gli organi e i giudici delle assicurazioni sociali valutano liberamente e in maniera completa le prove - nel senso che non sono limitati da rigide regole formali di procedura - e operano in conformità del principio indagatorio (Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 278). Trattandosi della procedura di ricorso, ciò significa che il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare oggettivamente tutti i mezzi di prova, qualunque ne sia la provenienza, e in seguito decidere se il materiale probatorio a disposizione permette di concludere con un corretto giudizio sui diritti litigiosi. (...)
Elemento determinante dal profilo probatorio, non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio richiesto sotto la qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii). (...)"
(cfr. STFA del 29 settembre 1998 nella causa F., H 201/97, consid. 7d)
In una sentenza del 30 novembre 2000 nella causa T (K 22/00), il TFA, chiamato a pronunciarsi su un ricorso interposto da una Cassa contro una decisione incidentale con la quale il TCA, accertata l'intempestività della risposta presentata dalla Cassa, aveva stabilito che comunque la documentazione da essa prodotta veniva acquisita agli atti, nella misura in cui sarebbe stata giudicata rilevante ai fini di un corretto e puntuale chiarimento dei fatti giuridicamente importanti, il TFA ha dichiarato irricevibile il ricorso in quanto la decisione non creava un danno irreparabile.
L'Alta Corte, ha in particolare, osservato che:
"
(...)
nel concreto caso, l'istanza cantonale, dopo aver nei considerandi di diritto ricordato come nell'ambito delle assicurazioni sociali e quindi anche dell'assicurazione malattie vigesse il principio inquisitorio, ha nel dispositivo della querelata pronunzia dichiarato che i documenti prodotti dalla Cassa, pur avendo quest'ultima inviato la sua risposta tardivamente, venivano comunque acquisiti all'incarto, nella misura in cui sarebbero stati ritenuti determinanti ai fini del giudizio. Non si vede pertanto in quale modo la litigiosa decisione incidentale possa causare un pregiudizio irreparabile alla Cassa, danno che la medesima d'altronde non fa nemmeno valere nel suo ricorso di diritto amministrativo, il quale si rileva di conseguenza inammissibile,
(...)." (cfr. STFA del 30 novembre 2000 nella causa T., K 22/00)
Il TCA si è espresso in questo senso anche in un giudizio non pubblicato del 23 luglio 2003 nella causa C. (38.2002.278).
In simili condizioni il TCA nella presente lite considererà dunque l’atto del 29 novembre 2007 nella misura in cui contenga informazioni rilevanti per la vertenza, ritenuto anche come all'attrice sia stata data facoltà di esprimersi in proposito (cfr. XXVI e XXVIII).
2.1.2. Inconferenti d’altra parte paiono anche le censure mosse dall’attrice alla forma della “decisione” 4 aprile 2007 con la quale la Cassa ha respinto la sua richiesta di adeguamento delle prestazioni di invalidità dal 50% al 100% (cfr. I pag. 3; doc. A).
In effetti, questo Tribunale non può ravvisare, nella determinazione in oggetto, alcuna lacunosità (cfr. anche quanto allegato dalla Cassa in proposito, VI pag. 2).
In proposito val la pena comunque di ricordare che la giurisprudenza ha più volte statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 p. 195).