Decision ID: e0271a62-3839-5d4c-ab30-5efb2bbb8141
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto: A.
Nell'ambito dell'esecuzione n. _ dell'UE di la APPO1 ha chiesto il fallimento della APPE1 per fr. 27'200.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 19 maggio 2004 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 1. giugno 2004 la Pretore del Distretto di Sezione 5, ha dichiarato il fallimento della APPE1 a far tempo dal 1. giugno 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 14 giugno 2004 la APPE1 ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato la pretesa fatta valere da controparte e producendo una ricevuta 7 giugno 2004 dell'UE di relativa al pagamento di fr. 29'887.90 a saldo dell'esecuzione n. _ promossa dalla APPO1 (doc. F). L'appellante ha poi asserito di avere saldato tutte le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti, ad eccezione delle tre risultanti dall'estratto 7 giugno 2004 dell'UE di (doc. E e G), di cui la n. _ ripettivamente la n. _ riguardano la _ _ _ fallita il 12 agosto 1997, nella cui procedura di fallimento non sono state fatte valere e nemmeno sono state cedute, mentre per l'esecuzione n. _ è stato trovato un accordo. L'appellante ha poi rilevato di essere proprietaria del fondo n. _ (doc. H). Dall'estratto del Registro fondiario risulta l'iscrizione di due cartelle ipotecarie al portatore per fr. 50'000.-- rispettivamente fr. 150'000.-- (doc. I e L in copia) libere da impegni verso terzi. I titoli originari sono depositati presso il suo rappresentante legale e sono a disposizione.

Considerato
In diritto: 1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 7 giugno 2004 dell'UE di (doc. F) si evince che l'appellante con il versamento di fr. 29'887.90 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall'estratto 2 giugno 2004 dell'UE di (doc. E) risultavano nei confronti della debitrice, oltre all'esecuzione che ha portato al fallimento, ulteriori 8 procedure esecutive. Da un estratto più recente datato 7 giugno 2004 (doc. G) emerge che nei confronti dell'appellante sono pendenti solo tre esecuzioni, promosse negli anni 1996, 1997 e 1998, contro le quali è stata interposta opposizione totale. A proposito di queste esecuzioni va osservato, a prescindere delle argomentazioni dell'appellante, che a tale stadio di procedura non può ancora essere ritenuto che la APPE1 sia anche effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione. Dal predetto estratto non risultano inoltre iscritti attestati di carenza di beni. Orbene il fatto che l'appellante sia stata in grado di saldare rispettivamente di far annullare tutte le esecuzioni i cui importi risultavano accertati, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della APPE1 può essere annullato.
2.
L'appello 14 giugno 2004 della APPE1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo
le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.