Decision ID: 145708a2-df9d-5ada-9397-f6b010df629c
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
TERZ 1, nata il 13 febbraio 1927, attinente di _, domiciliata a _, è deceduta a _ il 2 maggio 2011.
Vedova, essa ha lasciato quattro figli: PI 1 (1947), AP 1
(1954), PI 2 (1955) e PI 3 (1963). In favore di PI 2 è stata istituita una tutela (art. 369 CC) il 15 marzo 2007 della
Justice de paix
del distretto di _.
B.
Il 30 giugno 2011 AP 1 ha scritto al Pretore della giurisdizione di Locarno Città, comunicandogli che il fratello PI 2 è interdetto, ragione per cui
selon l'art. 553 al. 1 ch. 1 CC, une demande d'inventaire doit être faite,
e chiedendogli
de bien vouloir regarder avec la justice de paix de _ dont dépend le tuteur pour cette question de demande d'inventaire, et ceci en vue de l'application de l'article de loi cité plus haut.
Alla lettera AP 1 ha accluso l'atto di morte della madre, vari certificati di stato civile e le credenziali di tutore rilasciate il 30 marzo 2007 a RA 1 dalla
Justice de paix
del distretto di _.
C.
Il 5 luglio 2011 la
Justice de paix
del distretto di _ ha comunicato al Pretore che PI 2 è tuttora sotto tutela, chiedendo di ricevere copia dell'inventario che sarebbe stato disposto. Con decisione del 7 luglio 2011 il Pretore, “vista l'istanza presentata in data 30 giugno 2011 da AP 1”, ha ordinato l'allestimento dell'inventario e ne ha affidato la confezione al notaio _ di _. Le spese giudiziarie di fr. 100.– e i costi dell'inventario sono stati posti a carico della successione, “tramite l'istante”.
D.
Contro la decisione appena citata AP 1 ha inviato a questa Camera una lettera del 14 luglio 2011, scritta in francese, nella quale dichiara – senza formulare conclusioni precise – di presentare appello perché l'autorità avrebbe dovuto ordinare l'inventario d'ufficio, e non dietro sua istanza. Il memoriale non ha formato oggetto di notificazione.

Considerando
in diritto:
1.
Per le misure in relazione alla devoluzione dell'eredità (art. 551 segg. CC) è imperativamente competente l'autorità dell'ultimo domicilio del defunto (art. 28 cpv. 2 CPC). Trattandosi di provvedimenti di volontaria giurisdizione, l'autorità competente applica la procedura sommaria (art. 248 lett. e CPC). Autorità competente è, nel Cantone Ticino, il Pretore (art. 86
a
cpv. 1 lett. b LAC), la
cui decisione è impugnabile entro 10 giorni (art. 314 cpv. 1 CPC).
Presentato in tempo utile, l'appello in esame è pertanto tempestivo.
2.
Le decisioni dei Pretori in controversie patrimoniali sono appellabili unicamente se il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). A tale esigenza non sfuggono le decisioni emesse con la procedura sommaria (art. 314 CC). I
n concreto non è dato di conoscere il valore litigioso, né il Pretore lo ha determinato d'ufficio (art. 91 cpv. 2 CPC). Si può ragionevolmente presumere, ad ogni modo, che nella fattispecie il valore del compendio ereditario raggiunga almeno fr. 10
000.–. Anche sotto questo profilo l'appello appare dunque ricevibile.
3.
Il procedimento civile si svolge nella lingua ufficiale del Cantone (art. 129 prima frase CPC). Unica lingua ufficiale del Cantone Ticino è l'italiano. All'appellante andrebbe impartito così un breve termine entro cui tradurre il suo memoriale. Dato che l'atto non ha formato oggetto di intimazione e che la sua sorte appare segnata, non è il caso tuttavia di formalizzarsi al riguardo.
4.
Tra i presupposti processuali l'art. 59 cpv. 2 lett. a CPC annovera un “interesse degno di protezione dell'attore o dell'instante”. A tal fine basta un interesse concreto e attuale, giuridico o di mero fatto (FF 2006 pag. 6647 in alto). Chi è toccato da una decisione in
materia di spese processuali, ad esempio, ha un interesse – economico – degno
di protezione (
Müller
in: Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, Zurigo/San Gallo 2011, n. 49 ad art. 59). Non ha un interesse degno di protezione, per contro, chi contesta unicamente i motivi della decisione impugnata. Solo i dispositivi, in effetti, possono formare oggetto di ricorso, poiché essi soli sono suscettibili di passare in giudicato (DTF 115 II 189 consid. 3a). L'unica eccezione riguarda l'ipotesi in cui il giudice accolga o respinga un ricorso “nel senso dei considerandi”, nel qual caso i considerandi entrano a far parte del dispositivo (I CCA, sentenza inc. 11.2010.97 del 17 agosto 2010, consid. 2).
5.
Nel suo memoriale l'appellante sostiene di non avere avviato egli medesimo la procedura di inventario, come reputa il Pretore (frontespizio della decisione: “vista l'istanza presentata in data 30 giugno 2011 da AP 1”), ma di essersi limitato a informare il primo giudice che il fratello PI 2 è sotto tutela, al che il Pretore sarebbe dovuto attivarsi d'ufficio. Egli sembra chiedere perciò di non essere considerato “istante” ai fini del giudizio. Ora, che l'inventario di una successione vada ordinato d'ufficio ogni qual volta un erede si trovi sotto tutela è pacifico (art. 553 cpv. 1 n. 1 CC). Se non che, così argomentando, l'appellante censura soltanto la motivazione del giudizio, senza prospettare alcun interesse degno di protezione – foss'anche di mero fatto – alla sua modifica. Che nella motivazione della decisione impugnata egli figuri a ragione o a torto come “istante”, invero, nulla muta per lui. Tant'è ch'egli nemmeno si duole di dover anticipare le spese della decisione (di fr. 100.– poste dal Pretore a carico della successione “tramite l'istante”). Quale interesse degno di protezione egli possa invocare, in definitiva, non è dato di comprendere. Destituito di un presupposto processuale, l'appello si rivela di conseguenza manifestamente irricevibile.
6.
Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). La tassa di giustizia va ridotta, per quanto possibile, l'attuale decisione esaurendosi in un giudizio di non entrata in materia (art. 21 LTG per analogia).
7.
Per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), spetterà all'appellante rendere verosimile al Tribunale federale, nel caso in cui esperisse un ricorso in materia civile, che il valore del compendio
successorio raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv.
1 lett. b LTF.