Decision ID: d3954a92-21f6-57fb-9c55-c50c3d2af5f8
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
_ e _ _ sono comproprietari in ragione di un mezzo ciascuno della particella n. _RFP di _, che è contigua alla particella n. _appartenente a _ _. Tutti e tre sono comproprietari, con altri, del fondo n. _costituito da una corte. Negli anni settanta, il precedente proprietario del fondo n. _ha proceduto alla costruzione di un porta prospiciente la corte e di una finestra al primo piano dello stabile, invadendo in parte il fondo vicino.
B.
Il 18 novembre 1991 _ e _ _ si sono rivolti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord, chiedendo in via principale di ordinare a _ _ di murare sia la porta prospiciente la corte sia la finestra del primo piano; in via subordinata essi ha chiesto che la porta fosse sistemata in maniera da non potersi più aprire, non opponendosi alla concessione di un diritto di superficie, dietro indennità, per la finestra. Nella risposta del 2 giugno 1992 _ _ si è opposta alla petizione e in via riconvenzionale ha postulato l’iscrizione a registro fondiario, senza versamento di indennità, di servitù prediali per il mantenimento delle opere contestate, rispettivamente per l’uso della porta contestata, e la condanna degli attori al pagamento di un importo imprecisato a titolo di risarcimento.
Negli ulteriori atti scritti le parti hanno riaffermato le rispettive domande, gli attori opponendosi all’azione riconvenzionale. Ultimata l’istruttoria, esse hanno rinunciato al dibattimento finale e hanno introdotto un memoriale conclusivo, riconfermandosi nelle rispettive argomentazioni e richieste, gli attori precisando in fr. 7’200.– l’indennità rivendicata in caso di accoglimento della domanda subordinata.
C.
Statuendo il 25 aprile 1995, il Pretore ha accolto parzialmente tanto la petizione quanto la riconvenzione e ha ordinato all’uffi-ciale dei registri di Mendrisio di iscrivere, previo versamento di un’indennità di fr. 7’200.–, un diritto di superficie a favore di _ _ e a carico della particella n. _ RFP di _ sulla superficie occupata dalle opere in questione, come pure un diritto di passo pedonale a carico della medesima particella e a favore della n. _La pretesa risarcitoria della convenuta è stata respinta. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 600.–, riferite sia all’azione principale sia a quella riconvenzionale, sono state poste per due terzi a carico di _ e _ _ e per un terzo a carico della convenuta, con il diritto per quest’ultima di percepire fr. 450.– a titolo di ripetibili.
D.
Insorta contro la sentenza del Pretore con un appello dell’11 maggio 1995, _ _ chiede, in riforma del querelato giudizio, che il diritto di superficie sia iscritto senza versamento di indennità.
Nelle loro osservazioni del 12 giugno 1995 _ e _ _ propongono di respingere il gravame e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando
in diritto: 1.
Per l’art. 15 CPC, quando l’appellabilità dipende dal valore delle domande, tale valore è determinato dalle conclusioni prese dall’appellante nell’ultimo atto di causa davanti al giudice di primo grado. In concreto gli attori hanno chiesto, nel caso in cui la controparte avesse ottenuto un diritto di superficie, un’indennità di fr. 7’200.–, alla quale si è opposta la convenuta. Litigiosa in questa sede è unicamente l’indennità di fr. 7’200.– riconosciuta dal primo giudice agli attori. Ora, per l’art. 13 LOG, il valore minimo per appellarsi è di fr. 8’000.–, di modo che nella fattispecie l’appello potrebbe senz’altro essere dichiarato irricevibile e trasmesso alla Camera di cassazione civile per essere trattato di conseguenza. Dato che il gravame appare, già a un primo esame, sprovvisto di esito favorevole, si può prescindere nondimeno da tale esigenza e procedere direttamente all’emanazione del giudizio.
2.
Il Pretore, dopo avere ammesso i presupposti dell’art. 674 cpv. 3 CC, ha attribuito alla convenuta un diritto di superficie sull’area occupata dalle opere in questione, obbligando quest’ultima a versare agli attori un’indennità di fr. 7’200.–. L’appellante censura il riconoscimento di questa indennità e chiede che il diritto di superficie sia iscritto a registro fondiario senza versamento di alcuna indennità.
3.
Secondo l’art. 674 cpv. 3 CC, qualora l’opera sporgente sia fatta senza diritto, ma il vicino danneggiato non abbia fatto opposizione alla stessa in tempo debito malgrado che fosse riconoscibile, il giudice può, se le circostanze lo esigono, accordare mediante equa indennità al costruttore in buona fede il diritto reale sull’opera o la proprietà del terreno. Nel caso concreto il Pretore ha concesso alla convenuta una servitù di sporgenza sotto forma di diritto di superficie (
Steinauer,
Les droits réels, tomo III, 2
a
edizione 1996, n. 2514, 2518 e 2519).
L’applicazione dell’art. 674 cpv. 3 CC nel caso in esame non è di principio contestata dall’appellante, che si limita a censurare l’ammontare dell’indennità accordata ai vicini. Il perito giudiziario, accertata un’occupazione di 4 m
2
, ha stimato in fr. 7’200.– il valore della superficie occupata, partendo da un canone annuo di fr. 60.– il m
2
, moltiplicato per 30 anni, corrispondente alla durata di un diritto di superficie limitato (delucidazione orale dell’
8 settembre 1994). L’appellante si duole del fatto che l’indennità non è stata calcolata secondo i criteri dell’espropriazione materiale. Ora, a prescindere dalla circostanza che l’interessata contesta la valutazione peritale per la prima volta in appello, violando l’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, la censura è priva di buon diritto.
4.
È indubbio che la porta al piano terreno e la finestra al primo piano invadono parzialmente la proprietà vicina (doc. G), tant’è che l’appellante non contesta di dover chiedere una servitù. Se non che, attribuendo un diritto di sporgenza, il giudice deve – come si è visto – fissare l’indennità dovuta al proprietario danneggiato. A differenza dei casi di concessione di diritti necessari, cui si riferisce la sentenza citata dall’appellante, ove l’indennità deve essere
piena
(art. 694 cpv. 1 CC:
Steinauer,
op. cit., n. 1868d, pag. 164)
o
completa
(art. 710 cpv. 1 CC:
Scherrer
, Zürcher Kommentar, 2
a
edizione, n. 6 ad art. 709-710 CC con rinvio), l’indennità prevista dall’art. 674 cpv. 3 deve essere
equa
(art. 4 CC e 42 CO;
Meier-Hayoz
, Berner Kommentar, n. 77 ad art. 674). Ora, l’appellante non rende verosimile, che calcolando l’indennità secondo altri criteri, la somma valutata dal perito appaia inattendibile o iniqua. Intanto tale indennità corrisponde a quella dovuta dal beneficiario di un diritto di superficie (art. 779d CC). Inoltre il Pretore, analizzando i presupposti per la concessione di un diritto reale sull'area invasa, ha già tenuto conto delle obiezioni della convenuta (sentenza impugnata, consid. 4 e 5) e, in particolare, del fatto che le parti hanno acquistato i rispettivi immobili successivamente alla costruzione delle sporgenze. Infine l’appellante non indica i motivi per i quali in concreto non apparirebbe equo applicare la legge alla lettera, non bastando il fatto che la controversia è sorta attorno a un cortile in comproprietà posto in un vecchio nucleo. Ne consegue che l’appello dovrebbe, comunque sia, essere respinto e il giudizio del Pretore confermato.
5.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CC) e sono quindi posti a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili.