Decision ID: 6666f546-de98-534b-9aaa-d9786804fb6a
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. RI 1 è entrato al servizio dello Stato il 1° aprile 1981, quale giurista nominato a tempo pieno dapprima presso l'Amministrazione cantonale delle contribuzioni ed in seguito, a partire dal 1987, presso il Dipartimento dell'educazione (in seguito Dipartimento dell'istruzione e della cultura ed ora Dipartimento dell'educazione della cultura e dello sport; DECS). RI 1 è stato destituito dalla carica a titolo di sanzione disciplinare con risoluzione governativa 4 settembre 2001 (n. 4105) confermata dal Tribunale cantonale amministrativo (nella composizione dei giudici _, presidente, _ e _) con decisione 11 luglio 2008 (inc. 52.2001.330) ed, in ultima istanza, dal Tribunale federale con sentenza 12 febbraio 2009 (inc. 1C_353/2008). In data 6 ottobre 2010 RI 1 ha chiesto, per motivi che non occorre qui rievocare, la revisione della sentenza 11 luglio 2008 con cui è stata confermata la destituzione. L'istanza è stata respinta dal Tribunale cantonale amministrativo (nella composizione dei giudici _, presidente, _ e _) con sentenza 3 maggio 2011 (inc. 52.2010.386), cresciuta incontestata in giudicato.
B. In data 14 maggio 2011 un quotidiano locale ha pubblicato un articolo che riassumeva brevemente l'intera vicenda, riportando pure la notizia che questa Corte aveva negato con giudizio 3 maggio 2011 la revisione della sentenza sulla destituzione di RI 1. A seguito di ciò, quest’ultimo ha inoltrato in data 15 giugno 2011 un'istanza di accertamento al Consiglio di Stato, chiedendo di promuovere alcune verifiche, di rispondere ad una serie di domande generali e puntuali sulle modalità di ritiro delle sentenze dei tribunali all'interno dell'amministrazione cantonale ed, in particolare, di quella del Tribunale cantonale amministrativo del 3 maggio 2011, di esprimere una valutazione sull'intera vicenda e di emanare poi una decisione impugnabile.
C. Con risoluzione governativa 12 luglio 2011 (n. 3774), il Consiglio di Stato ha dichiarato l'istanza inammissibile. In sunto, esso ha rilevato che la domanda verteva su accertamenti di fatto (modalità di trasmissione delle sentenze, in particolare di quella di questa Corte del 3 maggio 2011) che potevano essere esperiti nell'ambito di un procedimento penale per violazione del segreto d'ufficio, rispetto al quale la procedura di accertamento rivestiva carattere sussidiario. In secondo luogo, ha osservato che la domanda di accertamento, contrariamente a quanto auspicato da RI 1, non poteva essere finalizzata all'ottenimento di opinioni o pareri. Ha poi ricordato che un'eventuale procedura amministrativa o disciplinare a seguito della trasmissione della sentenza del 3 maggio 2011 al quotidiano locale avrebbe potuto essere semmai aperta, in base a criteri di mera opportunità, a conclusione o sulla scorta delle prime risultanze del procedimento penale. In ogni caso, RI 1 non avrebbe né potrebbe acquisire la qualità di parte in un tale procedimento e, quindi, non avrebbe avuto il diritto di essere sentito, di consultare gli atti o di partecipare all'assunzione di prove, né ancor meno quello di ottenere una decisione formale o di ricorrere contro tale decisione o contro la mancanza di qualsiasi decisione. In conclusione, la domanda di accertamento andava dichiarata irricevibile per mancanza di un interesse legittimo degno di protezione. La decisione è stata comunicata anche al Ministero pubblico a titolo di denuncia.
D. a. Con ricorso 16 agosto 2011, RI 1 è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo contro la pronunzia dell'Esecutivo cantonale. In particolare, esso chiede che la stessa venga annullata e ritornata al Consiglio di Stato affinché questi dia seguito - rispondendo alle domande in essa poste - all'istanza di accertamento. A sua mente, la decisione del Consiglio di Stato è arbitraria poiché adottata in dispregio dei principi generali riferiti alla parità di trattamento, all'equità, alla legalità, alla proporzionalità, alla buona fede, all'adeguatezza e alla sicurezza giuridica. Postula inoltre l'assunzione di svariate prove. b. Chiamato ad esprimersi, il Consiglio di Stato ha avversato il gravame con argomenti di cui si dirà all'occorrenza nei seguenti considerandi. Con la replica RI 1 ha chiesto che la risposta del Governo fosse dichiarata nulla e stralciata degli atti poiché firmata dal Cancelliere che versava in una collisione d'interessi concreta. La richiesta è stata avversata dall'Esecutivo cantonale in sede di duplica. Per il rimanente, nelle successive comparse scritte le parti si sono riconfermate sostanzialmente nelle rispettive allegazioni e domande. c. In data 10 agosto 2011 RI 1 ha sporto querela penale contro ignoti per violazione del segreto d'ufficio per gli stessi fatti al Ministero pubblico sfociata nel decreto di sospensione del procedimento penale 24 aprile 2012 (inc. 2011.5674/AP/AP), cresciuto incontestato in giudicato.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 60 cpv. 2 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1). La legittimazione del ricorrente, destinatario del provvedimento impugnato, è certa (art. 43 LPamm). L'impugnativa, tempestiva (art. 46 cpv. 1 LPamm), è ricevibile in ordine e può essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). Le prove offerte dal ricorrente, tra cui figura peraltro anche il richiamo di alcuni tabulati telefonici, non appaiono invero suscettibili, nell'ambito di una valutazione anticipata dei mezzi di prova, di procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi fattuali rilevanti per il giudizio, risultando la situazione sufficientemente chiara dai documenti prodotti dalle parti nelle rispettive comparse scritte (cfr. DTF 131 I 153 consid. 3; RtiD I-2008, n. 6, pag. 559 e rinvii).