Decision ID: 371ab3d7-7938-5187-97e2-e31ea38f02c7
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Con PE n. _ del 22/23 ottobre 2008 dell’UEF di _ AP 1 ha escusso AO 1 per l’incasso di fr. 11'220.-- oltre interessi al 5% dal 1. agosto 2008, indicando quale titolo di credito: “Differenza affitti fr. 8'400.--, modifica apertura porte fr. 915.--, cambio cilindro fr. 305.--, lavori vari di allestimento fr. 1'600.-- come da contratto”.
Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, il procedente ha chiesto il rigetto provvisorio dell’opposizione limitatamente a fr. 8'400.-- oltre interessi al 5% dal 1. agosto 2008 per la differenza affitti.
B.
Il procedente fonda la sua pretesa su un contratto stipulato con AO 1 il 15 dicembre 2007, debitamente sottoscritto dalle parti, relativo alla locazione di un locale commerciale sito in Vicolo _ ad _, che prevedeva un canone locativo di fr. 1'900.-- mensili e il deposito di una garanzia di fr. 5'700.-- (doc. A). La durata del contratto è stata fissata in tre anni, a decorrere dal 1. marzo 2008. Il 30 luglio 2008 l’escussa ha riconsegnato il locale all’istante, comunicandogli poi con scritto 26 agosto 2008 (doc. B) di non dovergli più nulla, visto che il contratto era stato disdetto per il 30 luglio 2008 e che dal 1. agosto 2008 il locale era stato affittato a H_ S_.
Con l’istanza in oggetto AP 1, che con la nuova inquilina H_ S_ ha stipulato condizioni di locazione diverse da quelle concordate con l’escussa (doc. D), pretende da quest’ultima il pagamento di fr. 8'400.--, quale differenza tra il canone di locazione inferiore di fr. 400.-- mensili per il primo anno di locazione, ossia dal 1. agosto 2008 al 31 luglio 2009 e di fr. 300.-- mensili per il secondo anno di locazione, ossia dal 1. agosto 2009 al 31 luglio 2010.
C.
All’udienza di contraddittorio l’escussa ha contestato la validità del contratto doc. A quale titolo di rigetto, essendo questo stato sostituito da un contratto verbale, stipulato con il procedente, avente per oggetto un locale commerciale sito pure in V_ S_ ma al numero 2, il cui canone di locazione e la garanzia ammontavano pure a fr. 1'900.-- rispettivamente a fr. 5'700.--, come previsto dal contratto di locazione doc. A. La debitrice ha asserito che questo locale era stato occupato fino al 28 febbraio 2008 da B_ N_, il quale dal 1. marzo si era trasferito in V_ S_i 3. Per questo lei non ha mai preso possesso di quel locale, ma è divenuta inquilina del locale sito in V_ S_ 2. A comprova delle sue allegazioni l’escussa ha prodotto una ricevuta, sottoscritta da AP 1, di un suo pagamento del canone di locazione (doc. 2), una fattura dell’I_ SA (doc. 3) e un bollettino di ritorno merce della G_ T_ & L_ (doc. 4), tutti indicanti quale suo indirizzo “V_ S_i 2”. La convenuta ha poi rilevato di avere liberato il locale da lei occupato il 30 luglio 2008 e di avere versato il canone di locazione fino a tale data. Dal 1. agosto 2008 il locale in V_ S_ 2 è stato ripreso da B_ N_, precedente inquilino. Il locale in V_ S_ 3, lasciato libero da B_ N_, è stato invece locato dall’istante, con nuovo contratto e a condizioni diverse, in particolare per un canone locativo inferiore, a H_ S_. Secondo l’escussa, il procedente non può di conseguenza ritenerla responsabile ai sensi dell’art. 264 CO per la differenza di canone fino al 31 luglio 2010 per un oggetto diverso da quello da lei locato, non trattandosi di un caso di subingresso.
D.
Con sentenza 3 febbraio 2009 il Pretore della _ ha respinto l’istanza argomentando che dai documenti prodotti la convenuta risulta essere stata effettivamente conduttrice del locale sito in V_ _ 2, ma che essendo le condizioni contrattuali per questa locazione identiche a quelle previste dal contratto doc. A, stipulato per il locale sito in V_ S_i 3, vi è stata solo la modifica dell’oggetto locato. Secondo il primo giudice l’escussa non può pertanto in buona fede pretendere che non sia stato stipulato un contratto scritto tra le parti, per cui non vi sarebbe titolo di rigetto provvisorio. Il Pretore ha poi ritenuto reso verosimile che nel locale in V_ S_ 2, vero oggetto del contratto, é subentrato B_ N_, per il fatto che il locale situato in V_ S_ 3, dove si era trasferito N_, è stato effettivamente locato a H_ S_. Il primo giudice ha giudicato pertanto assodato che nel locale lasciato libero dall’escussa è entrato un subentrante. Tuttavia in assenza di indicazioni circa il canone versato da quest’ultimo e in considerazione delle circostanze poco chiare ha ritenuto reso verosimile che il canone da lui dovuto non è inferiore a quello pagato dall’escussa, per cui all’istante non è stato concesso il rigetto provvisorio dell’opposizione per la pretesa differenza tra i canoni di locazione calcolata in fr. 8'400.--.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente il procedente rilevando in sostanza che il contratto di locazione stipulato con l’escussa si riferiva al locale in V_ S_i 3 così come il contratto concluso con H_i S_. Secondo l’appellante ciò risulta in particolare dalla lettera 26 agosto 2008 (doc. B), in cui la convenuta comunicandogli che dal 1. agosto 2008 il negozio era stato affittato a H_ S_, ha ammesso il subingresso di quest’ultima. AP 1 sostiene poi che i bollettini doc. 3 e 4 sono stati redatti da terzi e quindi non possono essere determinanti per definire il rapporto di locazione. D’altro canto da nessun documento risulta che vi sia un inquilino di nome N_, per cui non può essere concluso, solo in base alle allegazioni dell’escussa, che a quest’ultima è subentrata nel contratto originario una terza persona e non H_ S_.
F.
Delle allegazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
In diritto:
1.
Se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione a una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconosci- mento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (
Cometta,
Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi ticinese, in:
Rep.
1989 pag. 338 con riferimenti).
Il contratto di locazione, firmato dal conduttore, costituisce un riconoscimento di debito per i canoni scaduti, le spese accessorie se quantificate e per la somma fissata a titolo di garanzia (Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, vol. I, n. 114 ad art. 82; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 49 ad art. 82; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 362 s.)
Il giudice del rigetto accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (
Cometta,
op. cit., pag. 331). La dichiara- zione di riconoscimento del debito è una dichiarazione con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa dev’essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr.
Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1. n. 7 pag. 3).
2.
Secondo l‘art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid.
4;
jaeger/walder/kull/kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82;
staehelin,
op. cit. n. 87 s. ad art. 82 LEF;
gilliéron
, op.cit, n. 82 ad art. 82;
stuecheli
, op. cit., tesi Zurigo 2000, pag. 350 con rif.).
3.
Il contratto di locazione sottoscritto dalle parti il 15 dicembre 2007 prevedeva la locazione a decorrere dal 1. marzo 2008 fino al 31 agosto 2010 di un locale commerciale in V_ S_ 3 ad A_ per un canone di locativo di fr. 1'900.-- mensili ed un deposito di garanzia di fr. 5'700.-- (doc. A).
L’escussa contesta la validità di questo contratto quale titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione ritenendolo sostituito da un successivo contratto verbale relativo ad un locale commerciale situato in V_ S_ 2, di cui solo è stata inquilina. A com-
prova delle sue allegazioni l’escussa ha prodotto una ricevuta 4 marzo 2008 sottoscritta dal procedente, relativa all’incasso del canone di locazione, da cui risulta che l’appellante stesso ha indicato quale oggetto della locazione: “affitto negozio Vi_ S_i 2” (doc. 2). La convenuta ha poi prodotto una fattura 28 aprile 2008 inviatale dalla I_ SA indicante quale indirizzo “V_ S_ 2” (doc. 3). Lo stesso indirizzo si evince dal bollettino di ritiro merce presso il “C_ S_ AO 1AO 1” della G_ T_ & L_ (doc. 4). Questi documenti indicano chiaramente che l’oggetto del contratto di locazione doc. A è stato modificato, ossia che, in luogo del locale situato in V_ S_ 3, all’escussa è stato locato un negozio in V_ S_ 2. Le altre condizioni, come  dall’escussa nell’ambito dell’udienza di contraddittorio (cfr. verbale/risposta pag. 1 punto 1), sono rimaste in essere, ossia il canone di locazione di fr. 1'900.-- e l’ammontare della garanzia di fr. 5'700.--. Queste considerazioni portano a concludere che il contratto di locazione doc. A è rimasto in vigore e che ne è stato modificato solo l’oggetto. Questo documento costituisce pertan- to, in via di principio, valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF.
4.
L’appellata contesta che nel caso di specie il procedente possa ritenerla responsabile ai sensi dell’art. 264 CO per la differenza ammontante a fr. 8'400.-- tra il canone stipulato con il contratto doc. A (fr. 1'900.-- al mese) e quello inferiore, concordato con H_ S_, che prevede un canone di locazione di fr. 1'500.-- dal 1. agosto 2008 fino al 31 luglio 2009 e di fr. 1'600.-- dal 1. agosto 2009 al 31 luglio 2010 (doc. D), H_ S_ non essendo subentrata nel locale da lei occupato in V_ S_ 2.
Secondo l’art. 264 cpv. 1 CO il conduttore che restituisce la cosa senza osservare i termini di preavviso o le scadenze è liberato dai suoi obblighi verso il locatore soltanto se gli propone una nuovo conduttore solvibile che non possa essere ragionevolmente rifiutato dal locatore; il nuovo conduttore deve essere disposto a riprendere il contratto alle medesime condizioni. Se non propone un nuovo conduttore con tali requisiti, il conduttore resta tenuto al pagamento del corrispettivo fino al momento in cui, per contratto o per legge, la locazione si estingue o può essere sciolta (cpv. 2).
Le allegazioni e i documenti presentati dall’escussa hanno portato, al precedente considerando, a concludere che quest’ultima era inquilina del locale situato in Vi_ S_ 2. Dallo scritto 26 agosto 2008 (doc. B), con cui l’appellata ha comunicato al locatore che il suo contratto di locazione era scaduto il 30 luglio 2008, che non gli doveva più nulla e che il locale era stato locato a H_ S_ non emerge, contrariamen- te a quanto sostenuto dall’appellante, che l’oggetto inteso era il locale in V_ S_ 3. Dal canto suo l’escussa ha reso verosimile, sulla base di riscontri oggettivi (doc. 2, 3 e 4) ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF, che il locale da lei occupato era situato in V_ S_ 2; ha di poi preteso con successo, senza peraltro essere contraddetta dall’istante, che non è comparso all’udienza di contradditorio, che a lei è subentrato B_ N_i, precedentemente inquilino del locale sito in Vi_ S_ 3 (risposta, ad 2 e ad 6c) e non H_ S_, atteso che quest’ultima ha stipulato con l’appellante il 7 agosto 2008 un contratto avente quale oggetto il locale sito in V_ S_ 3 (doc. D). Come ritenuto in prima sede, nel caso che ci occupa, nessuna indicazione risulta dagli atti in merito al canone di locazione che l’appellante ha concordato con B_ N_, ossia con la persona indicata dalla appellata come suo sostituto nel contratto di locazione. Pertanto, mancando, in relazione al locale situato in V_ S_ 2, gli elementi necessari per determi- nare un’eventuale differenza di canone, l’istanza è stata in prima sede correttamente respinta. Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente infatti una maggiore indagine volta a verificare elementi che non appaiono sufficiente- mente liquidi, ritenuto che tale accertamento, se del caso, è compito del giudice ordinario. Certo, l’appellante parrebbe persino mettere in dubbio il ritrasferimento di B_ N_ nell’ente locato occupato dalla appellata. Ora, per tacere del fatto che egli avrebbe semmai dovuto controbattere l’avversaria affermazione all’udienza di discussione (come visto non vi ha però presenziato; sulle conseguenze, v. art. 20 cpv. 4 LALEF), al riguardo lo stesso appellante si limita a rilevare che non vi sarebbero prove su tale circostanza, ma per finire non pretende che il negozio di V_ S_ 2 non sia stato rioccupato dal soggetto, ossia che sia stato locato a persona diversa o addirittura che sia rimasto sfitto. Per cui anche da questo punto di vista l’appello, proposto invero con poca forza argomentativa, non merita miglior sorte.
5.
L’appello va respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).