Decision ID: bbc122a6-994b-50c9-a424-5a2fd0dbcd38
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'138.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 17 settembre 2008 la convenuta non è comparsa.
C.
Con sentenza 23 settembre 2008 il Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 24 settembre 2008 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 24 settembre 2008 _ relativa al pagamento di fr. 1'449.30 a saldo dell’esecuzione n. _ promossa dalla creditrice (doc. H). L’appellante rileva poi che le procedure esecutive pendenti nei suoi confronti sono state in parte pagate, mentre in altre esecuzioni ha interposto opposizione, in quanto non riconosce le relative pretese poste in esecuzione. La sua solvibilità è inoltre dimostrata dall’estratto del conto postale, dall’inventario della merce, dal bilancio 2006 e dalle fatture di merce pagata giacente nel suo negozio (doc. da AA a FF).
Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
In diritto
1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta 24 settembre 2008 _ (doc. H) risulta che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui
risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall’estratto delle esecuzioni _ al 15 ottobre 2008 si evince che nei confronti dell’appellante sono pendenti 12 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 54'888.40. Determinante è che due esecuzioni sono state pagate, tre sono perente e che contro le rimanenti 7 procedure è stata interposta opposizione, per cui a questo stadio di procedura i relativi importi posti in esecuzione non sono ancora stati accertati. A carico della convenuta non risultano inoltre attestati di carenza di beni. Dall’estratto online del suo conto postale emerge poi che al 25 settembre 2008 il saldo a suo favore ammontava a fr. 10'045.18 (doc. BB). L’appellante ha di conseguenza reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), la quale rifonderà all’appellata un’indennità d’appello (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.