Decision ID: 80c25c3b-2d23-5310-b4d5-0e566aaca4e9
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
:
che con sentenza del 1° aprile 2011 il Pretore del Distretto di _, in accoglimento dell’istanza 24 novembre 2010 di CO 1, ha respinto in via definitiva l’opposizione interposta da RE 1 al precetto esecutivo n. _ del 3/5.5.2010 dell’Ufficio esecuzione di _, che l’istante ha fatto spiccare nei confronti della convenuta per l’incasso della somma di fr. 10'835.50 oltre interessi e spese, a titolo di contributi di previdenza rimasti impagati;
che nel contempo il Pretore ha caricato alla convenuta la tassa di giustizia di fr. 180.-, con l’obbligo di rifondere alla procedente fr. 300.- a titolo di indennità (dispositivo n. 2 della sentenza);
che contro il dispositivo sugli oneri processuali, RE 1 insorge con reclamo del 5 aprile 2011 chiedendo che la tassa di giustizia di fr. 180.- sia posta a carico della debitrice e che la condanna al pagamento di un’indennità di fr. 300.- venga annullata;
che la reclamante assevera che il debito nei confronti della parte istante è stato pagato all’Ufficio di esecuzione di _ in data 15 marzo 2011, come rilevabile dall’addebito 15.3.2011 P_ -F_ di cui all’annesso doc. A, e rimprovera alla creditrice di non avere segnalato tale circostanza alla Pretura del Distretto di _;
che la reclamante puntualizza altresì di avere personalmente informato al riguardo la stessa Pretura il 14 marzo 2011 e di avere anche richiesto l’annullamento della citazione all’udienza fissata per il 1° aprile 2011;
che il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni;

considerando
in diritto
:
che risalendo la decisione impugnata al 1° aprile 2011, ossia dopo l’entrata in vigore (1°gennaio 2011) del Codice di diritto processuale civile svizzero (Codice di procedura civile CPC), si pone avantutto la questione di sapere quali siano le norme di diritto procedurale applicabili alla trattazione dell’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione presentata il 24 novembre 2010;
che, al riguardo, l’art. 404 cpv. 1 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita, ai procedimenti in corso già pendenti al momento della sua entrata in vigore si applica il diritto previgente;
che si rivela perciò corretto il richiamo da parte del primo giudice (v. citazione all’udienza di discussione) alla legge cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento del 12 marzo 1997 (v. LALEF, che – tra l’altro – dispone dipoi l’applicazione, come diritto di procedura suppletivo, delle disposizioni del Codice di procedura civile ticinese allora in vigore; CPC-TI);
che l’art. 405 cpv. 1 CPC stabilisce invece che alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione;
che dato che la sentenza impugnata (finale) risale, come visto, al 1° aprile 2011, la procedura ricorsuale è perciò retta dal nuovo diritto;
che secondo l‘art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili;
che tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC);
che trattandosi di un’impugnazione contro una decisione pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l’inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC);
che proposto il 5 aprile 2011 a fronte di una sentenza intimata il 1° aprile 2011, il reclamo, dal profilo della tempestività, è senz’altro ammissibile;
che nella misura in cui l’insorgente si propone di invalidare il dispositivo sugli oneri processuali richiamando lo scritto 14 marzo 2011, con cui ha segnalato al Pretore che il debito nei confronti della procedente sarebbe stato pagato all’Ufficio di esecuzione di _, allegando il dettaglio di pagamento/ avviso di addebito P_F_, e facendo carico alla creditrice di non avere a sua volta informato il giudice dell’avvenuto pagamento dell’importo posto in esecuzione, il reclamo parrebbe destinato all’insuccesso già per motivi d’ordine procedurale;
che, infatti - per tacere del fatto che il preteso avviso di accredito a favore della creditrice, con scadenza al 15 marzo 2011, non consente ancora di ritenere con assoluta certezza che la valuta sia stata effettivamente accreditata sul conto 69-29-19 dell’UE di _ - all’insorgente va ricordato che in base al diritto di procedura previgente, ancora applicabile, come visto, alla trattazione dell’istanza di rigetto dell’opposizione davanti al primo giudice, nella procedura sommaria in tema di esecuzione e fallimento il giudice pronuncia sulla base di un’istanza scritta e corredata, se del caso, da documenti e sulla base di quanto esposto dalle parti, se del caso con la produzione dei relativi documenti a supporto delle rispettive tesi, all’udienza di contradditorio appositamente indetta (art. 20 cpv. 1 e 2 vLEF), ritenuto che se una parte non compare, il giudice decide in base agli atti e sentita l’altra parte se comparsa (art. 20 cpv. 4 vLEF);
che, dato quanto precede, è perciò di regola esclusa la facoltà per le parti di addurre le proprie ragioni con atti, rispettivamente con iniziative procedurali (allegati integrativi, prese di posizione scritte prima dell’udienza) all’infuori di quanto previsto dall’art. 20 vLALEF, per cui – strictu iure - il convenuto avrebbe dovuto esporre quanto preteso nello scritto 14 marzo 2011 all’udienza di discussione appositamente indetta per il 1° aprile 2011, udienza alla quale però non ha partecipato;
che a ben vedere – si volesse seguire la tesi dell’insorgente - ci si potrebbe nondimeno chiedere se con l’invio della copia del preteso pagamento dell’importo posto in esecuzione, la convenuta abbia per finire reso priva di oggetto l’istanza di rigetto dell’opposizione, rispettivamente abbia in ogni modo manifestato la propria acquiescenza di fronte alla richiesta della creditrice, ove si consideri che essa ha anche chiesto l’annullamento della citazione per la convocazione all’udienza del 1° aprile;
che un’iniziativa del genere, in questo caso, avrebbe imposto al giudice di togliere la causa ex art. 151 CPC-TI (applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 25 vLALEF), rispettivamente ex art. 72 dell’allora codice di procedura civile federale, ripartendo gli oneri processuali e le ripetibili a richiesta di parte;
che la questione - sorvolata dal primo giudice, che del resto non si è nemmeno espresso sullo scritto 14 marzo 2011 dell’escussa - non ha da essere vagliata oltre, ritenuto che, in ogni modo, la convenuta è uscita soccombente dal procedimento di prima sede, avendo essa - inviando alla Pretura il menzionato dettaglio di pagamento P_F_ e chiedendo l’annullamento della citazione per l’udienza di discussione - di fatto riconosciuto il ben fondato dell’istanza di rigetto dell’opposizione;
che tale comportamento legittimava senz’altro il primo giudice a porre a carico della convenuta le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 180.-, come riconosciuto del resto dalla stessa insorgente nel reclamo, ove ha proprio chiesto che la tassa di giustizia fosse posta a carico della debitrice (non si può però escludere che al riguardo la stessa reclamante sia incorsa in una svista redazionale, intendendo invece che fosse la procedente a dovere sopportare tale onere, il che non muta però la situazione);
che per quanto riguarda l’indennità di fr. 300.- riconosciuta dal Pretore alla istante e qui contestata dalla convenuta nel principio, ma non nel suo ammontare, la questione meriterebbe qualche riflessione qualora tale addendo fosse riconducibile, tra l’altro, anche alla partecipazione all’udienza - ritenuta inutile dalla escussa (v. scritto 14 marzo 2011) - da parte dell’istante;
che uno scenario del genere non si è però verificato, nessuna delle parti essendo comparsa all’udienza di discussione, per cui l’assegnazione dell’indennità di fr. 300.- (non contestata, come visto, nel suo ammontare) è da ritenersi senz’altro riconducibile alla presentazione della sola istanza e non ad altri atti di procedura, che l’insorgente riteneva e ritiene superati alla luce dello scritto 14 marzo 2011 inviato alla Pretura;
che ne discende pertanto la reiezione del reclamo;
che gli oneri processuali dovrebbe seguire la soccombenza, ossia essere posti a carico della reclamante (art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);
che, data la particolarità della fattispecie e non essendo l’insorgente assistita da un avvocato, si prescinde tuttavia da ogni prelievo;