Decision ID: bcc69c45-7f8a-5339-84d7-bfa20b474fad
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 27 dicembre 1999, la Cassa disoccupazione _ ha annunciato all'_ che, in data 17 ottobre 1999, _ è rimasto vittima di una caduta sulle piste da sci di _, a seguito della quale ha riportato una
commotio cerebri
con amnesia circostanziale (cfr. doc. _).
L'assicurato è rimasto degente - in osservazione neurologica - per 24 ore presso l'Ospedale regionale di _ (cfr. doc. _).
L'Istituto assicuratore ha assunto il caso ed ha regolarmente corrisposto le proprie prestazioni assicurative, perlomeno sino al 5 dicembre 1999, data in cui l'assicurato ha ritrovato una piena capacità lavorativa (cfr. doc. _).
1.2. Il 20 giugno 2000, _ ha comunicato all'assicuratore LAINF di presentare ancora dei problemi in relazione all'evento infortunistico dell'ottobre 1999 e di avere, al proposito, consultato il dottor _, generalista (cfr. doc. _).
Successivamente, l'assicurato è stato sottoposto ad una valutazione neuropsicologica presso il Servizio di neurologia dell'Ospedale regionale di _ (cfr. doc. _), nonché ad un esame neurologico da parte del dottor _, spec. FMH in neurologia (cfr. doc. _).
1.3. Con decisione formale 30 agosto 2000, l'_, dopo aver interpellato il proprio medico di circondario (cfr. doc. _), ha negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi annunciatigli nel corso del mese di giugno 2000 (doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. _), l'assicuratore infortuni, in data 1° dicembre 2000, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.4. Con tempestivo ricorso 28 febbraio 2001, _, patrocinato dall'avv. _, ha chiesto che l'_ venga condannato a riconoscergli ulteriori prestazioni assicurative (cfr. I, p. 7).
Questi, segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...).
La _, nel motivare la propria decisione, rileva giustamente che il nesso di causalità naturale, quale questione di fatto, deve essere esaminato sulla scorta degli atti medici. Nel caso che occupa non v'è dubbio circa il fatto che i disturbi denunciati dal signor _ non sono invenzioni dell'assicurato, anche perché comportano risvolti delicati, che possono suscitare disagio o imbarazzo da parte sua. Neppure si può però ritenere, come a torto vien fatto nella decisione impugnata, che il nesso causale non sia addirittura probabile.
Dall'istruttoria non emergono elementi che possano seriamente far ritenere che il signor _ conoscesse simili disturbi prima del 17.10.1999.
Anche sotto l'aspetto giuridico della causalità adeguata, quindi, l'argomento merita approfondimento e non può essere liquidato in modo sbrigativo. Alla luce di quanto precede la _ avrebbe pertanto dovuto entrare nel merito e valutare seriamente la situazione caratterizzante l'assicurato _. Così facendo essa ha infatti deciso di non decidere, ciò che potrebbe rappresentare un pregiudizio importante, nell'ipotesi in cui il caso in questione dovesse fare l'oggetto di un rifiuto di prestazioni da parte della cassa malati.
(...).
A sostegno alle proprie tesi, l'autorità giudicante menziona i rapporti della psicologa signora _ e del dott. _, giungendo alla conclusione che tali rapporti "
non permettono, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante almeno, che l'assicurato presenta un'affezione alla salute di natura organica post-infortunistica
". A mente del ricorrente, per contro i rapporti citati, così come gli atti allegati all'incarto, permettono di concludere il contrario. Lo stesso dott. _, nel suo rapporto, dichiara che gli esami medici confermano le difficoltà denunciate dal signor _. Il fatto che nel 1992 l'assicurato fosse già stato oggetto di indagini specialistiche, peraltro, nulla toglie al fatto che i disturbi sono stati riscontrati a seguito dell'infortunio del 17.10.1999.
Il rapporto del 26.5.2000 della psicologa attesta inoltre che "
i deficit neurologici riscontrati nell'odierna valutazione sono con molta probabilità conseguenze dell'infortunio del 17.10.1999
", ciò che contraddice le valutazioni contenute nella decisione oggetto di ricorso.
(...).
La _, nella decisione in oggetto, rileva tra l'altro che "
l'assicurato, sciatore provetto, si trovava su una pista facile per cui oggi appare dubbio che egli sia caduto e abbia picchiato la testa tanto da riportare una commozione cerebrale
". Anche in questo caso la posizione dell'autorità giudicante non può essere condivisa: essa è del tutto soggettiva ed opinabile. Appare infatti insostenibile affermare che, per il solo fatto di essere uno sciatore provetto, il ricorrente non possa essersi fatto male su una pista facile. Indipendentemente dalla difficoltà di una pista, infatti, la presenza di un'irregolarità nel terreno (anche minima) o di un sasso, possono far perdere l'equilibrio a chiunque. Una volta perso l'equilibrio, la violenza dell'impatto e quindi la gravità delle conseguenze della caduta non dipendono più dal grado di capacità dello sciatore. Se così non fosse, i buoni sciatori non sarebbero mai vittima di incidenti, ciò che apparentemente non sembra però essere il caso
"
(I).
1.5. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.6. In data 4 settembre 2001, il TCA ha interpellato il dottor _, chiedendogli di voler descrivere l'evoluzione dei disturbi accusati dall'assicurato dopo il consulto del luglio 2000 (cfr. V).
La risposta dello specialista è pervenuta il 10 settembre 2001 (VI).
Alle parti è stata concessa la facoltà di presentare delle osservazioni.

in diritto
2.1. La lite è circoscritta alla questione di sapere se i disturbi presentati da _, oggetto dell'annuncio di ricaduta del giugno 2000, si trovavano in una relazione di casualità, naturale ed adeguata, con l'evento del 17 ottobre 1999.
L'_, in sede di decisione su opposizione
così come con la risposta di causa, ha sostenuto che non sarebbe stata sufficientemente dimostrata
la sopravvenienza dell'evento infortunistico in parola. Da parte sua, il TCA ritiene che questa obiezione, almeno a prima vista, potrebbe non essere del tutto infondata, considerata l'amnesia totale retro- e anterograda che ha colpito l'assicurato nonché l'assenza di qualsivoglia testimone oculare (e, in questo contesto, assume indubbiamente una certa importanza il fatto che il ricorrente fosse un ottimo sciatore oppure ancora il fatto che egli stesse sciando su una pista facile). Nondimeno, non può neppure essere ignorato il fatto che l'Istituto assicuratore ha regolarmente assunto il caso iniziale, riconoscendo in questo modo che _ è rimasto vittima di un infortunio ai sensi di legge.
Lo scrivente Tribunale può comunque esimersi dall'esaminare più da vicino questo aspetto, difettando, come si vedrà in seguito, il nesso di causalità naturale.
2.2. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
2.3. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine).
2.4. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato.
Determinante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA 31.7.2001 in re H. c/ INSAI [U 122/00]).
2.5. Dalle tavole processuali emerge che, nell'aprile 2000, a causa del persistere di disturbi a carattere neuropsicologico e di cefalee, _ è entrato in cura dal dottor _, generalista, il quale ha predisposto, da parte sua, degli accertamenti neuropsicologici e neurologici (cfr. doc. _).
In data 19 maggio 2000, l'assicurato è quindi stato periziato dalla psicologa _, attiva presso il Servizio di neurologia dell'Ospedale regionale di _, la quale, sulla scorta delle risultanze dei test, ha oggettivato dei disturbi neuropsicologici di grado lieve-medio:
"
(...).
Si tratta di un paziente ben collaborante, orientato, globalmente non rallentato, adeguato. L'impulso interiore è intatto. Durante la valutazione il paziente è ansioso. In generale tenta di nascondere l'ansietà con un atteggiamento spigliato. Il metodo di lavoro è tendenzialmente precipitoso e superficiale. Il paziente vuole fare in fretta, ma a tratti si confonde e sbaglia. In alcuni momenti appare confuso. Dice che fatica a mantenere la concentrazione e che tende fortemente a divagare con il pensiero.
Al termine della valutazione, il paziente dice di essere stanco. Il mal di testa, su una scala a 1 a 10, è aumentato da 4 a 6.
Con un globale profilo neuropsicologico nella norma, l'odierna valutazione neuropsicologica evidenzia soprattutto un'aumentata affaticabilità mentale, difficoltà d'attenzione e di concentrazione, momenti di confusione, che si ripercuotono soprattutto sulla capacità di cogliere informazioni verbali, quando il loro contenuto è complesso, e sulla capacità mnesica verbale. Leggermente ridotta la capacità di risolvere calcoli scritti (errori di distrazione).
È molto probabile che queste difficoltà rendano il paziente più irritabile e nervoso. Egli lamenta pure una diminuzione del dinamismo vitale.
Nella norma: la flessibilità del pensiero, la fluenza verbale e figurale, la capacità di pianificazione, le prassie costruttive, la capacità di apprendere informazioni (verbali e visivo-spaziali), la capacità mnesica visivo-spaziale, la memoria semantica, i calcoli mentali, la percezione visiva (differenziazione figura-sfondo), lo schema corporeo (attribuzione destra-sinistra).
I risultati indicano un disturbo neuropsicologico lieve-medio.
I deficit neuropsicologici riscontrati nell'odierna valutazione sono con molta probabilità conseguenze dell'infortunio del 17.10.99. Alla base c'è senz'altro una personalità ansiosa, con cefalee recidivanti. È tuttavia ben possibile che, dall'infortunio, si sono sovrapposti deficit neuropsicologici sentiti soggettivamente dal paziente, sia nell'ambito professionale che privato, e rilevati anche dall'odierna valutazione
"
(doc. _).
Successivamente, il 10 luglio 2000, il ricorrente è pure stato investigato da un profilo neurologico, a cura del dottor _, spec. FMH in neurologia.
Questa la valutazione contenuta nel relativo referto del 24 luglio 2000:
"
(...).
Lo stato neurologico a parte una minima asimmetria della commissura labiale all'innervazione massima e delle parestesie all'emifaccia sinistra è risultato normale.
Presenza di parestesie anche alla mano sinistra probabilmente in relazione con un'irritazione del nervo mediano al canale carpale.
Nessun altro segno di lateralizzazione.
Normale la MRI cerebrale con angio-RM arteriosa e con una piccola immagine cistica a livello del peduncolo cerebrale sinistro, che sicuramente non può essere messa in relazione con la patologia attuale.
Si tratta di un paziente emicranico, ambidestro, che ha manifestato una patologia amnestica prolungata, associata a delle cervicalgie., la cui origine non è chiara. Da come descritto sospetterei in primo luogo un episodio amnestico transitorio, patologia analoga all'emicrania basata su probabili vasospasmi, eventualmente nel territorio vertebro-basilare.
Nella DD un episodio di emicrania complicata, con eventuale disfunzione ischemica transitoria nel talamo eventualmente destro. Il paziente, essendo ambidestro è difficile stabilire quale sia l'emisfero dominante.
Impossibile sapere se il paziente, buon sciatore, sia effettivamente caduto in una pista non difficile, battendo violentemente il capo o provocando una violenta distorsione cervicale: nessuno l'ha visto cadere, apparentemente non era particolarmente bagnato o sporco di neve.
Dall'evento tuttavia il paziente mantiene dei disturbi soprattutto a livello della concentrazione e della memoria verbale apparentemente, con difficoltà soprattutto sul lavoro, non riuscendo più a concentrarsi e mantenere efficiente la sua attività di consulente aziendale.
Un recente esame neuropsicologico confermerebbe la presenza di modiche difficoltà, concentrate effettivamente sia sulla concentrazione che sulla memoria verbale.
La MRI cerebrale permette di escludere delle lesioni vascolari evidenti o delle stenosi dei grossi e medi vasi intracranici.
Perfettamente normale anche l'EEG senza segni di irritabilità corticale.
Paziente normoteso, non presenta un fattore di rischio per malattie cerebro-vascolari.
Per il momento bisogna dunque supporre degli esiti di un disturbo dal carattere funzionale di tipo emicranico su vasospasmo prolungato con una disfunzione a livello del circuito della memoria. Difficile da valutare se i disturbi della concentrazione siano primari o secondari eventualmente allo stato d'ansia ed allo stress secondario.
In questi casi è meglio non prescrivere delle benzodiazepine, tutt'al più un antidepressivo con effetto ansiolitico, possibilmente non ipnotico (Zoloft?) a piccole dosi. Per il momento tuttavia gli ho prescritto del Nootropil 1300 mg 3 volte al dì.
Mi sono permesso di convocarlo fra circa un mese per giudicarne l'evoluzione
.
In assenza di lesioni organiche alla MRI, la prognosi dovrebbe comunque essere buona per quel che concerne un recupero totale delle funzioni perse, eventualmente a distanza di ancora 6 mesi
"
(doc. _).
Interpellato direttamente da questo TCA a proposito dell'evoluzione delle condizioni di salute di _, il dottor _, con rapporto del 6 settembre 2001, ha affermato quanto segue:
"
Dal controllo non sono emersi ulteriori elementi.
La diagnosi risulta dunque piuttosto basata sulla descrizione degli eventi da parte dei colleghi del paziente, il quale, conservando un'amnesia totale dell'evento acuto, non può ricordare cosa fosse successo.
Da quanto già descritto si tratta di un ottimo sciatore, istruttore, la discesa in causa non sarebbe stata difficile, le prove assolute di un evento traumatico non sono state portate.
Ricordo tuttavia che un trauma cranico o una distorsione cervicale, se adeguate, possono comportare, in casi relativamente rari, manifestazioni analoghe a quelle riportate dal paziente.
L'episodio amnestico transitorio, analogo a manifestazione emicranica, può tuttavia manifestarsi senza causa scatenante esterna.
In conclusione, è impossibile stabilire se ci sia stato un trauma o meno alla base della sintomatologia
"
(VI - la sottolineatura è del redattore).
Prima di procedere all'emanazione della querelata decisione, in sede di procedura d'opposizione, l'_ si era rivolto al proprio medico di circondario, il dottor _, spec. FMH in chirurgia,
il quale aveva formulato il seguente apprezzamento:
"
All'assicurato, dopo una caduta con gli sci, unicamente in base a un'amnesia circostanziale, viene diagnosticata una "probabile commozione cerebrale", motivo di un'ospedalizzazione di 24 ore, quindi per motivi di sicurezza (sorveglianza).
Oggettivamente
non sono state riscontrate delle lesioni corporali di rilievo, segnatamente a livello cerebrale-neurologico. Lo stesso vale per la documentazione radiologica effettuata allora.
La questione è se i disturbi attualmente lamentati dall'assicurato siano conseguenza organica diretta della caduta con gli sci dell'ottobre 1999 o meno. Al riguardo il signor _ è stato sottoposto a tutta una serie di esami medici e pure strumentali, tutte delle indagini che non hanno rivelato alcuna lesione strutturale, tanto meno di natura post-traumatica.
Dal lato medico-infortunistico è quindi più che fondato che i disturbi cranici, soprattutto cefalgici, sono di natura morbosa, considerazione suffragata pure da pregressi esami neurologici (nel 1992, per cefalee vaso-motorie).
Dallo scritto del signor _ (del 25.9.2000) si evince inoltre l'opinione che la responsabilità della _ in caso di ricaduta sia data anche nella situazione in cui la relazione con l'infortunio sia solo possibile (questione tuttavia non medica).
Dal lato medico più grave comunque è il fatto che il signor _ parte dalla premessa erronea che la signora _ sia dottoressa o sia persona portante il titolo di dottore nella scienza di medicina.
In sintesi, sulla scorta di tutti gli esami medici oggettivi finora esperiti, non permettono di stabilire un nesso causale più che possibile fra i disturbi accusati attualmente dal signor _ e l'infortunio dell'ottobre del 1999
"
(doc. _).
2.6. Dopo un'attenta valutazione dell'insieme della documentazione presente all'inserto, questo Tribunale è dell'avviso che non sia stata dimostrata, almeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di una relazione di causalità naturale fra l'evento del 17 ottobre 1999 ed i disturbi accusati da _ a partire dall'aprile del 2000.
Al riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M. O.; sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
In particolare, non può essere sottaciuto come il dottor _ - specialista nella materia che qui interessa - nonostante abbia sottoposto l'insorgente ad approfonditi accertamenti (clinici e radiologici),
si sia trovato nell'impossibilità pratica di stabilire, con un sufficiente grado di verosimiglianza, se all'origine dei disturbi lamentati da _ vi sia stato un evento traumatico (cfr. VI). Anzi, nel referto relativo alla visita peritale del 10 luglio 2000, il summenzionato neurologo ha addirittura dichiarato propendere piuttosto per una causa di natura squisitamente morbosa (cfr. doc. _, p. 4: "Per il momento bisogna supporre degli esiti di un disturbo dal carattere funzionale di tipo emicranico su vasospasmo prolungato con una disfunzione a livello del circuito della memoria. Difficile da valutare se i disturbi della concentrazione siano primari o secondari eventualmente allo stato d'ansia ed allo stress secondario").
Il TCA non ignora il fatto che la psicologa _, autrice dell'apprezzamento neuropsicologico del 19 maggio 2000, abbia affermato che i deficit riscontrati sono molto probabilmente conseguenza dell'infortunio del 17 ottobre 1999, anche se, ha aggiunto la psicologa, "alla base c'è senz'altro una personalità ansiosa, con cefalee recidivanti. È tuttavia ben possibile che, dall'infortunio, si sono sovrapposti deficit neuropsicologici sentiti soggettivamente dal paziente, sia nell'ambito professionale che privato, ..." (doc. _).
Nondimeno, la giurisprudenza del TFA ha stabilito che, secondo le attuali conoscenze,
la neuropsicologia non è di per sé stessa in grado di
valutare in modo decisivo la questione della causalità. Gli esiti di un'indagine neuropsicologica possono certamente
essere significativi nel quadro dell'apprezzamento globale delle prove. Ciò presuppone però che il neuropsicologo abbia espresso delle indicazioni persuasive a proposito della causalità, indicazioni che si devono inoltre inserire in maniera convincente nelle risultanze di altri accertamenti (cfr. DTF 119 V 341 e STFA 9.1.2001 in re R. c/ INSAI, consid. 2 c/cc [U 148/00]).
I succitati presupposti non appaiono realizzati nella presente fattispecie, ponendo mente al solo fatto che, secondo lo specialista in neurologia privatamente consultato da _, é persino lecito dubitare che quest'ultimo abbia accusato un trauma cranio-cerebrale con
commotio cerebri
.
D'altra parte, la tesi secondo cui esisterebbe un legame causale naturale fra l'infortunio ed i disturbi a carattere neuropsicologico, poiché questi ultimi si sarebbero manifestati soltanto dopo di esso, è priva di pertinenza scientifica (cfr. I, p. 4).
Va qui rilevato che la giurisprudenza del TFA insegna che, per il solo fatto d’essere apparso dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere considerato come una sua conseguenza, secondo l’adagio “post hoc, ergo propter hoc” (DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con riferimenti; STFA 31.7.2001 in re A. c/ INSAI, consid. 3c [U 492/00]; STCA 2.9.1999 in re M.; cfr., pure, Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96).
In simili condizioni, la decisione dell'Istituto assicuratore convenuto di negare la propria responsabilità relativamente alla ricaduta annunciatagli il 20 giugno 2000, non presta il fianco ad alcuna censura (cfr. consid. 2.2. in fine).