Decision ID: 850e316e-b372-545b-bb79-3f2468178604
Year: 2020
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1
, domiciliata a _, risiede durante la settimana a _, nel Canton _, per motivi lavorativi. La ricorrente lavora alle dipendenze dell’azienda _
GmbH
a _, nel Canton _.
Nella dichiarazione d’imposta 2018, la contribuente ha chiesto deduzioni a titolo di spese professionali per complessivi fr. 25'168.–. In particolare, ha fatto valere la deduzione delle spese di trasporto con il veicolo privato dal luogo di residenza al luogo di lavoro, nonché dal suo domicilio di _ alla sede di lavoro a _, per un importo totale di fr. 13'468.–.
B.
Notificandole la tassazione IC/IFD 2018, con decisione del 23 ottobre 2019, l’Ufficio di tassazione di _ ha commisurato il reddito imponibile in fr. 48'400.– per l’IC e in fr. 53'100.– per l’IFD. Le spese professionali complessive sono state riconosciute nella misura di fr. 13'960.– per l’IC e di fr. 12'832.– per l’IFD. Per quanto concerne, in particolare, le spese di trasporto, l’autorità fiscale ha ammesso in deduzione unicamente le spese per l’abbonamento generale di fr. 3'860.–.
Nelle motivazioni allegate alla decisione, l’Ufficio di tassazione ha spiegato di non aver riconosciuto la deduzione per le spese del veicolo privato, ma di aver concesso, a titolo di spese di trasporto, unicamente il costo annuale dell’abbonamento generale del mezzo pubblico.
C.
Con reclamo del 23 ottobre 2019 la contribuente ha impugnato la suddetta decisione, contestando la mancata deduzione delle spese di trasporto con il mezzo privato. A suo avviso, il veicolo privato sarebbe necessario per giungere sul posto di lavoro, in quanto la distanza casa-lavoro non sarebbe compatibile con i lunghi tempi di percorrenza dei mezzi pubblici.
L’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo con decisione del 12 novembre 2019, così motivata:
Per quanto riguarda la deduzione per il tragitto domicilio-luogo di lavoro: secondo costante giurisprudenza, il riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto deve costituire l’eccezione e venire ammessa unicamente in relazione al tempo di percorrenza quotidiano per recarsi al lavoro.
Per il rientro settimanale è invece lecito esigere che il contribuente sopporti qualche “disagio” supplementare (es. sensibile dilatazione del tempo di percorrenza del tragitto da e per il luogo di domicilio) in relazione all’uso del mezzo di trasporto pubblico.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentata dalla RA 1 di _, postula nuovamente la deduzione delle spese per recarsi al luogo di lavoro con il veicolo privato e chiede che sia commisurata in almeno fr. 4'657.–. La ricorrente rileva che l’utilizzo di mezzi pubblici implica quanto segue:
a. un percorso a piedi sino alla fermata di _ pari a 803 metri, con un dislivello di circa 50 metri (ca. 13 minuti);
b. un viaggio in bus tra la fermata di _ e la Stazione centrale di _ (15 minuti);
c. uno spostamento a piedi di 5 minuti all’interno della Stazione centrale di _, appena sufficiente per usufruire della coincidenza con il successivo mezzo pubblico;
d. un viaggio in treno sino alla fermata di _ (16 minuti);
e. uno spostamento a piedi di 1057 metri (ca. 16 minuti),
per un totale di 65 minuti per trasferta, in assenza di ritardi e/o mancate coincidenze.
La medesima trasferta, eseguita invece tramite un autoveicolo privato, richiede unicamente 21 minuti per percorrere un tratto stradale di soli 16,8 chilometri.
Tra le due modalità di spostamento (mezzo pubblico e veicolo privato) vi sarebbe una differenza di 44 minuti a tratta, per un totale di 7,3 ore a settimana. A suo dire, si tratterebbe di un risparmio di tempo considerevole, che non può essere considerato come una mera scelta personale. Ciò anche in ragione delle preoccupazioni per la ricorrente derivanti dal percorrere da sola e a piedi il tragitto tra la fermata del bus (distante 803 metri) e il luogo di residenza durante gli orari serali, trattandosi di strade secondarie.
E.
Con scritto del 17 dicembre 2019, l’Ufficio di tassazione si riconferma nelle proprie precedenti motivazioni e si limita a produrre il relativo incarto fiscale.

Diritto
1.
1.1.
Sia secondo l’art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD rientrano fra le spese professionali deducibili le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro.
1.2.
Con l’approvazione, nel 2014, da parte del popolo svizzero della legge federale del 21 giugno 2013 concernente il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (nell’ambito del cosiddetto progetto FAIF, volto ad implementare un nuovo sistema per finanziare l’esercizio, il mantenimento della qualità e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria), l’art. 26 cpv. 1 lett.
a
LIFD è stato modificato nel senso che “le spese professionali deducibili sono: [...] le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro fino a un importo massimo di 3000 franchi” (testo in vigore dal 1° gennaio 2016).
Il 6 marzo 2015 è stata modificata anche l’Ordinanza del DFF del 10 febbraio 1993 sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini dell’imposta federale diretta (RS 642.118.1). L’art. 5 cpv. 1, nella versione in vigore dal 1.1.2016, prevede che, a titolo di spese necessarie per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro il contribuente possa dedurre un importo massimo di 3000 franchi (art. 26 cpv. 1 lett.
a
LIFD).
L’art. 5 cpv. 2 precisa che sono considerati costi deducibili:
a. le spese necessarie per l’uso di mezzi di trasporto pubblici; o
b. i costi necessari sostenuti per ogni chilometro percorso con l'uso di un veicolo privato, se non è disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non è ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso.
.
1.3.
Per il calcolo dell’imposta cantonale, l’art. 25 cpv. 1 lett.
a
LT stabilisce che “le spese professionali deducibili sono [...] le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro”. La norma cantonale precisa ulteriormente che “per le spese professionali secondo il capoverso 1 lett.
a
[...] sono stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato” (art. 25 cpv. 2 LT).
Secondo l’art. 3 cpv. 1 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (RL 640.210; quello valido per il periodo fiscale 2018 qui in esame è del 7 dicembre 2017), sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue:
a)
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;
b)
[...]
c)
per l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.
Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con targa di controllo su fondo bianco e 60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. 2 del Decreto esecutivo citato).
1.4.
Non è del tutto chiaro, dal tenore del ricorso, se sia impugnata anche la decisione che concerne l’imposta federale diretta, menzionata nella procura rilasciata al rappresentante e allegata al ricorso.
Nella misura in cui lo fosse, il ricorso dovrebbe essere respinto per il semplice fatto che alla ricorrente è già stata concessa la deduzione massima di fr. 3'000.–.
2.
2.1.
Nella fattispecie in esame, è litigioso il riconoscimento della deduzione delle spese per la trasferta quotidiana mediante automobile da _, dove l’insorgente risiede durante la settimana, a _, luogo di lavoro di quest’ultima. Mentre l’autorità fiscale ha riconosciuto la deduzione delle spese di trasporto con il mezzo pubblico, l’insorgente ritiene di adempiere le condizioni per poter dedurre le spese per l’uso del veicolo privato.
2.2.
La questione di sapere se accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi pubblici va in definitiva risolta secondo il criterio dell’idoneità: l’uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la soluzione più adatta e ragionevole.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal contribuente che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica in particolare se l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del mezzo pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la sentenza TF n. 2C_807/2011 del 9 luglio 2012, consid. 2.3.1 e giurisprudenza citata). A queste condizioni, l’uso del mezzo privato appare necessario e i relativi costi sono pertanto deducibili. Se, per contro, non sono adempiuti tali criteri, i costi che eccedono quelli per l’uso del mezzo pubblico costituiscono spese per il mantenimento personale, non deducibili (
Koller
,
Die Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des
Fahrkostenabzuges bei der direkten Bundessteuer, in: ASA 80 p. 761 ss., in particolare p. 782 s., con riferimento alla sentenza del Tribunale federale n. 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, consid. 4.2).
2.3.
Il riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto deve dunque costituire l’eccezione e venire ammessa, di regola, unicamente in relazione al tempo di percorrenza quotidiano per recarsi al lavoro. Per il rientro settimanale è invece lecito esigere che il contribuente sopporti qualche “disagio” supplementare e, meglio, anche una sensibile dilatazione del tempo di percorrenza del tragitto da e per il luogo di domicilio, senza considerare che l’uso del mezzo pubblico comporta di regola, sulle lunghe tratte, minor fatica fisica ed è privo di quelle insidie e di quegli imprevisti, che di regola si riscontrano nella circolazione stradale, quali ad es. gli ormai inevitabili ingorghi dovuti a cantieri stradali e autostradali, ai flussi turistici di stagione, alle intemperie e alle prolungate condizioni invernali del fondo stradale.
In altre parole, il riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto, nel caso del pendolare settimanale (
Wochenaufenthalter
), rappresenta l’eccezione (CDT n. 80.96.00193 del 12 novembre 1996; CDT n. 80.95.00217 del 21 marzo 1996; CDT n. 80.2004.41 del 19 maggio 2004).
2.4.
Tornando al caso in esame, l’autorità fiscale ha riconosciuto alla contribuente unicamente la deduzione delle spese professionali di trasporto dal domicilio ticinese di _ al luogo di residenza settimanale a _, nel Canton _, rinviando direttamente alla restrittiva giurisprudenza di questa Camera in materia di pendolari settimanali. Ciò per un importo di fr. 3'860.– (sulla base del tariffario FFS in vigore nel periodo fiscale in questione) a titolo di costo annuale dell’abbonamento generale del mezzo pubblico.
In effetti, alla contribuente è stata concessa la deduzione delle spese per un alloggio con cucina al luogo di lavoro proprio in considerazione del fatto che quest’ultimo è discosto dal luogo di domicilio. Per la stessa ragione le è stata riconosciuta la deduzione delle spese per la trasferta settimanale dal domicilio al luogo di lavoro, servendosi dei mezzi pubblici. In queste circostanze, la ricorrente non può pertanto pretendere di ottenere un’ulteriore deduzione per il fatto che alloggia in un appartamento situato a ben 16.8 chilometri di distanza da dove lavora.
2.5.
A tal proposito, la giurisprudenza ha già avuto modo di sottolineare che proprio nel caso dei pendolari settimanali si può pretendere che scelgano un luogo di residenza settimanale il più possibile vicino al luogo di lavoro. Sicché, eventuali e ulteriori spese di trasporto, dal luogo di residenza al luogo di lavoro, possono essere dedotte solo se questi si trovano ad una distanza ragionevole l’uno dall’altro (
Locher
,
Kommentar zum DBG
, Vol. I, 2
a
edizione, Basilea 2019, n. 12 ad art. 26 LIFD, p. 793 e giurisprudenza citata).
La differenza di durata tra le due modalità di trasporto è sì rilevante, risultando essere di 44 minuti a tratta, e non è neppure solo riconducibile alla distanza fra le due località, considerato che i comuni in questione, _ e _, distano tra loro 16.8 chilometri. I collegamenti fra due comuni mediante mezzi pubblici sono tuttavia poco frequenti e comportano dei cambi. In queste circostanze, è evidente che un lavoratore, che si reca settimanalmente a lavorare a _, si cercherà una camera, se non nel comune stesso, perlomeno in un comune collegato con quest’ultimo da mezzi pubblici veloci e frequenti. Persino abitando a _ la durata della trasferta risulterebbe più che dimezzata e corrisponderebbe a quella con il veicolo privato.
2.6.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il criterio per riconoscere la deduzione delle spese per l’uso del veicolo privato non è quello della comodità. L’Alta Corte non ha mai fatto dipendere la deduzione per l’uso del veicolo privato dalla possibilità di risparmiare tempo.
Anche le “preoccupazioni” della ricorrente per le tratte che dovrebbe compiere a piedi, a causa della distanza dell’abitazione dalla fermata del bus, sono in ultima analisi riconducibili alla scelta di una residenza, che non si è conformata evidentemente al criterio della praticità.
Le argomentazioni proposte dalla ricorrente, in merito al vantaggio in termini di tempo e di comodità, potrebbero essere prese in considerazione se il comune di _ fosse il luogo di domicilio della contribuente; ma la sua condizione di pendolare fa sì che abbia diritto alla deduzione delle spese per l’alloggio proprio perché è costretta a risiedere al luogo di lavoro, non potendo rientrare quotidianamente al proprio domicilio nel Canton Ticino. È logico quindi che sia la residenza settimanale a conformarsi al luogo di lavoro e non il contrario (CDT n. 80.2006.110 dell’8 settembre 2006; CDT n. 80.2006.24 del 22 marzo 2006).
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.