Decision ID: 470907b6-f8f9-5399-9563-3da0a75d4adb
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 13 aprile 1998, _ - dipendente della ditta _ in qualità di ausiliario e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'_ - è caduto mentre stava salendo sul treno, riportando una contusione della spalla destra.
Accertamenti successivamente eseguiti hanno mostrato una rottura totale del legamento del muscolo sopraspinato della spalla destra.
L'Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità al riguardo ed ha regolarmente versato le prestazioni di legge.
1.2. Alla chiusura del caso, con decisione formale del 26 giugno 2001, l'_ ha assegnato all'assicurato una rendita di invalidità del 20% a contare 1° luglio 2001 ed un'indennità per menomazione all'integrità del 25% (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta dall'avv. _ per conto dell'assicurato (cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 4 novembre 2002, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.3. Con tempestivo ricorso del 12 marzo 2003, _, sempre patrocinato dall'avv. _, ha chiesto che l'_
venga condannato a riconoscergli una rendita di invalidità di almeno il 61.65% (I, p. 2), argomentando:
"
3. L'_ nella decisione su opposizione resa rileva che il dott. _ dell'_ nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002 (allegato _) ritiene molto credibile la perizia medica della clinica _ del 27 marzo 2001 (allegato 6), nella quale viene attestata al ricorrente una capacità lavorativa intera per un lavoro leggero adattato allo stato di salute attuale del ricorrente. Riguardo alla perizia medica dell'_ di _ del 21 gennaio 2002 (allegato _) invece, il dott. _ nella sua presa di posizione ritiene che nella perizia _ non venga fatta nel modo dovuto una chiara differenza tra la capacità lavorativa residua del ricorrente dovuta alle conseguenze dell'incidente del 13 aprile 1998 e quella dovuta unicamente a malattia. L'_ ritiene che le osservazioni fatte dal dott. _ nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002 siano chiare e convincenti, percui la perizia dell'_I non sarebbe assolutamente da prendere in considerazione per definire la capacità residua del ricorrente dovuta all'incidente del 13 aprile 1998, la quale forma la base per definire la rendita d'invalidità da pagare. Per conseguenza, la rendita d'invalidità dell'_ di 20% viene calcolata basandosi unicamente sulla perizia medica della clinica _ del 27 marzo 2001 (allegato _), essendo questa perizia medica stata considerata chiara e convincente dal dott. _ (allegato _).
4. Per diversi motivi la presa di posizione del dott. _
dell'_ invece non convince affatto. Innanzitutto deve essere rilevato che il dott. _ è un medico impiegato dell'_ e già per questo solo motivo non può assolutamente essere ritenuto abbastanza indipendente per potere valutare la capacità residua del ricorrente dovuta all'incidente del 13 aprile 1998, dovendo ovviamente dichiarare nella sua presa di posizione quello che vuole sentire il suo datore di lavoro, cioè l'_. Inoltre il ricorrente non è stato mai visitato personalmente dal dott. _
.
Pur sapendo che il tribunale federale delle assicurazioni a _ ritiene a volte anche chiare e convincenti le perizie mediche dei medici dell'_ basate unicamente sugli atti
("Aktengutachten'),
nel caso presente questa giurisprudenza del TFA sicuramente non può essere applicata. La presa di posizione del dott. _ non può in nessun modo essere qualificata come perizia medica redatta nell'ambito della procedura amministrativa interna dell'_, non soddisfacendo chiaramente le esigenze di una perizia medica basata unicamente sugli atti
("Aktengutachten";
vedere a riguardo Dr. _
, Der Sachverständige im Verwaltungsverfahren der obligatorischen Unfallversicherung, _
Verlag Zürich
1999, pagina 71). Inoltre il caso presente dal punto di vista medico è troppo complicato per essere valutato nell'ambito di una semplice presa di posizione basata unicamente sugli atti. In questo contesto deve essere inoltre rilevato che il dott. _ è un medico chirurgo ("Facharzt FMH
für
Chirurgie") e dunque non abbastanza qualificato come medico per potere valutare la capacità residua del ricorrente dovuta all'incidente del 13 aprile 1998.
5. Il ricorrente è stato controllato nella clinica _ a _ una volta sola il 29 marzo 2001, mentre a _ è stato controllato due volte, il 4 dicembre 2001 ed il 10 gennaio 2002. La perizia dell'_ è dunque molto più attuale di quella della clinica _ e prende debitamente in considerazione il peggioramento dello stato di salute del ricorrente riguardo alla spalla ferita nell'incidente del 13 aprile 1998. Questo fatto viene adirittura anche riconosciuto dal dott. _ stesso nella sua presa di posizione del 12 giugno 2002. Deve essere inoltre sottolineato che la perizia medica dell'_ è stata redatta da tre medici specializzati (un internista, un reumatologo ed una psichiatra), i quali hanno tutti controllato personalmente il ricorrente, mentre nella clinica _ il ricorrente è stato unicamente controllato da un ortopedico.
Nella presa di posizione del sottoscritto del 18 maggio 2001 (allegato 8) sono già stati menzionati diversi motivi per i quali la perizia della clinica _ non può essere accettata. Per i seguenti motivi la perizia medica della clinica _ non appare adatta per stabilire la capacità lavorativa residua del ricorrente:
a) Il dott. _, nella sua presa di posizione del 26 giugno 2000 critica già in modo chiaro il rapporto medico del dott. _ (medico impiegato dell'_) del 7 giugno 2000, dicendo che lo stato di salute del ricorrente era da ritenere molto più grave di come lo aveva ritenuto il dott. _, il quale aveva stabilito una capacità lavorativa del ricorrente di 100% per un'attività adeguata. Inoltre in una ulteriore presa di posizione dettagliata del 1 novembre 2001 il dott. _ - dopo avere nuovamente esaminato personalmente il ricorrente il 31 ottobre 2001 - critica la perizia della clinica _ in modo fondamentale, ritenendo che la detta perizia nei punti 8.1 e 8.2 faccia delle osservazioni sbagliate e non precise riguardo alle possibilità del ricorrente di usare la spalla destra. Il dott. _ ritiene che il ricorrente abbia alla spalla destra una situazione
"wie wir sie
bei Erb'schen Plexuslähmung
haben."
Per questo motivo ritiene che il ricorrente non può assolutamente usare la spalla destra come definito nella perizia della clinica _.
(...)
b) Il medico trattante dott. _ della clinica universitaria _ di _ - dove il ricorrente è stato operato il 11 maggio 1999 - ritiene nel suo rapporto del 13 luglio 2000 il ricorrente abile a svolgere solamente delle attività lavorative leggere fino all'altezza della pancia ("Leichte
Arbeitsfähigkeiten auf Bauchhöhe..."
),
in chiaro contrasto con la perizia medica della clinica _.
(...)
c) Il medico trattante dott. _ - noto reumatologo - nel suo rapporto medico del 18 settembre 2000 redatto per l'assicurazione invalidità statale _ ritiene anche lui unicamente possibile delle attività leggere fino all'altezza della pancia ("Der
Patient kann noch lediglich Arbeiten
bis
auf Bauchhöhe durchführen"
).
Inoltre stabilisce una capacità lavorativa di 30-50% al massimo, rispettando però per la sua valutazione tutti i problemi di salute del ricorrente.
(...).
6. La perizia medica dell'_ del 21 gennaio 2002 convince grazie a la sua chiara e dettagliata analisi dello stato di salute del ricorrente. Il reumatologo dott. _ scrive sulla pagina 12 della perizia:
"Trotz verschiedener ambulanter rehabilitativer Versuche zeigt sich nun heute eine persistierende massivste funktionelle Einschränkung der rechten oberen Extremität, so dass praktisch von einer funktionellen Einarmigkeit gesprochen werden muss."
Alla pagina
13
invece scrive chiaro riguardo
al
problema della spalla:
Theoretisch zumutbar ist höchstens noch maximal eine 50%-ige sehr leichte wechselbelastende berufliche Tätigkeit, zum Beispiel während zweimal 2 Stunden täglich unter folgenden Bedingungen: Mit dem rechten Arm sind einzig leichte manuelle Arbeiten unter ständiger Neutralstellung des Oberarmes möglich, zum Beispiel Briefe zusammenfalten, kleinere mechanische Arbeiten ohne Krafteinsatz etc."
Ed infine
alla pagina
13:"Zusammenfassend kann daher global von einer mindestens 70% igen Arbeitsunfähigkeit aus rein rheumatologischer Sicht gesprochen werden."
Pur volendo accettare che il dott. _ abbia nella sue considerazioni riguardo alla incapacità lavorativa del ricorrente rispettato i dolori del ricorrente alla schiena, la maggior parte dell'incapacità lavorativa del ricorrente è legata chiaramente all'impossibilità di usare la spalla destra ferita nell'incidente del 13 aprile 1998. Il dott. _ lo dice fissando a 50% l'incapacità lavorativa per causa della spalla. Per questo motivo una rendita d'invalidità dell'_ deve essere stabilita prendendo come base una incapacità lavorativa dovuta all'incidente del 13 aprile 1998 di almeno 50%.
7. Nella presa di posizione del sottoscritto del 3 aprile 2002 (allegato 12) l'_ è stata informata che il diritto dell'assicurato di essere ascoltato ("Rechtliches
Gehör"
)
non è per niente stato rispettato nell'ambito della procedura amministrativa riguardo alla determinazione del guadagno che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (Art. 18 al. 2 LAINF). L'_ si è limitata a chiedere una presa di posizione dell'anziano datore di lavoro del ricorrente (ved. Act. 101 atti _). Il TFA a diverse riprese ha stabilito che l'assicurato deve essere ascoltato nell'ambito della determinazione del guadagno secondo
l'art.
18 LAINF, trattandosi di un punto principale per potere stabilire la rendita d'invalidità di un assicurato. L'_ invece ritiene che in questi casi sia applicabile
l'art.
30 della legge federale sulla procedura amministrativa ("VwVG"), percui il diritto dell'assicurato di essere ascoltato non sarebbe stato violato. Innanzitutto questa presa di posizione dell'_ non rispetta assolutamente la giurisprudenza del TFA stabilita nelle decisioni 117 V 285 e 119 V 216:
"...Sind aber Auskünfte zu wesentlichen Punkten des rechtserheblichen Sachverhaltes einzuholen, kommt grundsätzlich nur die Form einer schriftlichen Anfrage und Auskunft in Betracht. Werden Auskunftspersonen zu wichtigen tatbeständlichen Punkten dennoch mündlich befragt, ist eine Einvernahme durchzuführen und darüber ein Protokoll aufzunehmen. In der Regel ist dem Betroffenen überdies Gelegenheit zu geben, der Einvernahme beizuwohnen...."
(citato
dal
commentario di
Alexandra Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3. Auflage _ 2003,
pagina
350).
Alla luce della giurisprudenza del TFA l'_ avrebbe dunque dovuto ascoltare la presa di posizione dell'assicurato prima di emettere la decisione del 26 giugno 2001 (allegato _).
La ditta _ ha fatto sapere all'_ che l'assicurato il 7 giugno 2001 avrebbe ottenuto un guadagno di Fr. 3'700. - mensili (ved. Act. 101 atti _). Questa informazione chiaramente non può essere giusta visto il fatto che il ricorrente a partire da gennaio 1998 guadagnava già Fr. 3'670.- al mese. Ora non c'è assolutamente motivo di ammettere che l'assicurato nel giro di tre anni avrebbe ottenuto unicamente un aumento di stipendio di Fr. 30.- al mese. Il solo carovita degli anni 1998 - 2001 avrebbe contribuito a far ottenere al ricorrente un guadagno superiore a quello indicato dalla ditta _. Non ci sono elementi credibili negli atti che potrebbero far credere che il carovita non sarebbe stato concesso al ricorrente. Deve essere dunque ritenuto che ogni anno ci sarebbe stato un aumento salariale di almeno Fr. 80.-, dovuto anche al fatto che il ricorrente lavorava presso la ditta _ da diversi anni soddisfacendo pienamente le esigenze del posto di lavoro. Il guadagno mensile per l'anno 2001 sarebbe dunque almeno Fr. 3'910.-. Il guadagno annuale deve essere stabilito con almeno Fr. 48'420.- (Fr. 3'910x12, Fr. 1'200.- gratificazione, Fr. 300.- premio).
8. Il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire dopo l'insorgenza dell'invalidità deve giustamente essere stabilito secondo la
"Schweizerische
Lohnstrukturerhebung 2000" dell'ufficio federale di statistica, come ammette anche l'_, riferendosi alla decisione TFA 126 V 76. La tabella che deve essere presa in considerazione però è la tabella TA1
("Privater Sektor")
e non la TA3
("Privater und öffentlicher Sektor (Bund) zusammen'),
come vuole far credere l'_.
Il guadagno mensile del ricorrente deve essere stabilito a Fr. 4'127.-
(Sektor
3
Dienstleistungen).
Il guadagno annuale sarebbe dunque Fr. 49'524.-. A questo punto è interessante rilevare che l'_ per stabilire il guadagno del ricorrente addirittura vuole far valere un aumento annuale di 2,5%, arrivando così ad una paga mensile di Fr. 4'843.- per l'anno 2001, mentre per stabilire il guadagno dell'assicurato nella ditta _ l'_ non vuole assolutamente accettare un aumento di guadagno nominale dovuto al carovita, cosa assolutamente inaccettabile!
Basandosi sulla perizia medica chiara e convincente dell'_ per causa dell'incidente il ricorrente è capace a lavorare unicamente il 50%, svolgendo l'attività due ore di mattina e due ore di pomeriggio. Inoltre deve essere rispettato lo stato di salute del ricorrente e prendere in considerazione una deduzione dal guadagno di 25% (secondo la giurisprudenza del TFA) e non solo di 20%, come l'ha fatto l'_.
Rispettando queste premesse si arriva ad un guadagno annuale di Fr. 18'571.50. La differenza è di Fr. 29'848.50. Il tasso d'invalidità dovuto all'incidente del 13 aprile 1998 è dunque di 61.65%"
(I).
1.4. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. IV).
1.5. In corso di causa, il TCA ha interpellato l'ex datore di lavoro dell'assicurato, la ditta _, con lo scopo di accertare il reddito da valido (VII).
La risposta data del 12 marzo 2004 (cfr. VII).
Le parti hanno formulato le loro osservazioni in merito (cfr. IX e X).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.
Con la stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.
Al riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via di principio (cfr. art. 82 cpv. 2 LPGA), entrano immediatamente in vigore (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto si applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).
Di conseguenza nel caso in esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto luogo il 13 aprile 1998 e oggetto della presente lite è il tasso dell'invalidità presentata dall'assicurato a far tempo dal 1° luglio 2001, torna applicabile il diritto in vigore fino al 31 dicembre 2002.
2.3. Oggetto della lite è unicamente l'entità della rendita di invalidità spettante a _.
2.4.
Definizione dell'invalidità
L'art. 4 LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Lo stesso concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali e nello stesso senso va letto l'art. 18 cpv. 2 LAINF secondo cui "è considerato invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo rilevante".
Due sono dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.
2.5.
Commisurazione dell'invalidità
Giacché il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la seconda.
L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
Tuttavia, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.
Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti, risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale spetta invece all'amministrazione e, all'occorrenza, al giudice.
L'invalidità, evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI 1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133)
I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella causa P., U 25/94).
La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).
I. Termine:
reddito da invalido
La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).
Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994 succitata).
Specifica dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF:
"
Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di una danno alla salute della stessa gravità".
II. Termine:
reddito conseguibile senza invalidità
:
Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido
.
2.6. Nella presente fattispecie la questione relativa alla valutazione medica dell'esigibilità lavorativa è oggetto di contestazione fra le parti.
Da un canto, l'Istituto assicuratore convenuto - fondandosi sulle risultanze di una perizia elaborata il 27 marzo 2001 dalla _ Klinik di _, nonché sul contenuto di un rapporto, datato 12 giugno 2002, del dott. _, spec. FMH in chirurgia presso la Divisione medica di _ - ha dichiarato l'assicurato in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lavorativa leggera, in cui il braccio destro non debba venire ingaggiato sopra l'altezza dello stomaco (cfr. doc. _, p. 4, pto. 3 in fine).
D'altro canto, _ - riferendosi soprattutto alla valutazione espressa dai sanitari _, in una perizia del 21 gennaio 2002 allestita per conto dell'Ufficio _ del Cantone _ (doc. _) - sostiene invece che la sua capacità lavorativa in un'attività adeguata sarebbe limitata al 50% almeno (cfr. I, p. 7).
Il TCA osserva che, ancora prima di essere sottoposto alla visita medica di chiusura del 7 giugno 2000, l'assicurato, durante il periodo 1° marzo-5 aprile 2000, è rimasto degente presso la Clinica di riabilitazione di _, dove ha segnatamente seguito un cosiddetto "
Ergonomie-Trainingsprogramm
".
Dal relativo rapporto del dott. _, responsabile del Servizio di ergonomia e integrazione professionale, risulta che il problema più rilevante presentato dall'insorgente consisteva in una limitata funzionalità della spalla destra, in particolare un impedimento nell'utilizzare il braccio destro sopra l'orizzontale, nonché, subordinatamente, della schiena e del ginocchio destro.
_ è stato giudicato in grado di esercitare a tempo pieno un, citiamo: "sitzende bis leichte Arbeit wechselbelastend mit Möglichkeit, gelegentlich kurz aufzustehen und sich zu bewegen" (cfr. doc. _).
In occasione della visita medica di chiusura del 7 giugno 2000, il dott. _ ha espresso una valutazione della residua capacità lavorativa del tutto simile a quella degli specialisti di _ (cfr. doc. _, p. 2: "An eine Rückkehr des Patienten in den angestammten Beruf als Mechaniker ist nicht mehr zu denken. Der Patient kann jedoch leichte industrielle handwerkliche Tätigkeiten wechselbelastend durchführen und zwar den ganzen Tag. Ein Einsatz des rechten Armes über Brusthöhe ist nicht mehr möglich").
Nel prosieguo, l'assicurato ha prodotto un referto del dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, secondo il quale _ si troverebbe nell'impossibilità di svolgere un lavoro con il braccio destro all'altezza del petto, siccome una tale posizione può essere mantenuta soltanto per brevissimo tempo. Per contro, egli è stato giudicato in grado di utilizzare la sua mano destra a livello del piano di lavoro con il sostegno dell'avambraccio e del gomito (cfr. doc. _).
Da parte sua, con referto del 13 luglio 2000, il dott. _, Capo-clinica presso la Clinica di ortopedica _, ha giudicato possibile che il ricorrente eserciti un lavoro leggero all'altezza dello stomaco, precisando comunque che la questione merita di essere nuovamente valutata (doc. _).
Nel corso del mese di marzo 2001, l'assicurato è stato periziato presso la Clinica _ di _.
Dal relativo referto, datato 27 marzo 2001, risulta che _ soffre di una sintomatologia residuale alla spalla destra, di una incipiente omartrosi, nonché di una, citiamo: "Hyposensibilität im Bereich des Versorgungsgebietes des sensibeln Astes des Nervus musculocutaneus radialseitig rechts", reperti che costituiscono, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, una naturale conseguenza dell'infortunio dell'aprile 1998 e che sono responsabili di una limitazione attiva dei movimenti sopra l'orizzontale, di dolori carico dipendenti e di una significativa riduzione della forza dell'arto superiore destro (cfr. doc. _, p. 14-16).
L'insorgente lamenta pure dei problemi - a livello del ginocchio destro e del rachide lombare - che non si trovano in una relazione di causalità naturale con l'evento traumatico assicurato (doc. _, p. 16, risposta al quesito n. 6).
Tuttavia, fra di essi soltanto quelli localizzati alla regione lombare incidono negativamente sulla capacità lavorativa dell'assicurato, nella misura in cui sono da prevedere delle limitazioni in attività che comportano il mantenimento prolungato della stazione eretta o seduta oppure lunghe deambulazioni (doc. _, p. 16, risposta al quesito n. 6.2 e 6.3).
Per quanto riguarda l'esigibilità lavorativa, tenuto conto delle sole sequele infortunistiche, gli specialisti della _ Klinik, il dott. _ ed il Prof. dott. _, Primario di ortopedia, hanno ritenuto _ in grado di esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività leggera, da svolgere in posizione seduta ed all'altezza dello stomaco (al massimo all'altezza del petto) e che non comporti il sollevamento, rispettivamente, il trasporto di pesi superiori ai 5 kg (cfr. doc. _, p. 17s., risposta ai quesiti n. 8.1 e 8.2).
A cavallo fra il dicembre 2001 ed il gennaio 2002, l'assicurato è stato sottoposto ad una perizia pluridisciplinare (internistica, reumatologica e psichiatrica) a cura dell'_, perizia ordinata dall'Ufficio _ del Cantone _.
D'interesse, nella concreta evenienza, è soltanto l'apprezzamento espresso dal dott. _, il quale ha esaminato _ da un punto di vista reumatologico. Le valutazioni internistica e psichiatrica non hanno peraltro messo in luce alcuna patologia con incidenza sulla capacità lavorativa del ricorrente.
Secondo il citato reumatologo, considerato lo stato del braccio destro, all'assicurato restano accessibili unicamente delle leggere attività manuali, nell'esercizio delle quali la parte superiore del braccio rimanga in una costante posizione neutrale, ovvero senza alcuna abduzione e anteposizione (ad esempio, ripiegare delle lettere, piccoli lavori meccanici senza impiego della forza, ecc.).
I disturbi alla schiena impongono, da parte loro, la possibilità di cambiare regolarmente la posizione del corpo. La posizione seduta può essere mantenuta per una durata massima di 30 minuti.
Infine, a dipendenza della problematica alle ginocchia, non è più esigibile che _ percorra dei lunghi tragitti e, in particolare, che salga le scale.
In conclusione, il dott. _ - tenuto conto dell'insieme delle patologie presentate dall'assicurato - lo ha giudicato inabile al lavoro nella misura di almeno il 70% (cfr. rapporto del 17.12.2001 accluso al doc. _, p. 4: "Zusammenfassend kann daher
global
von einer mindestens 70%-igen Arbeitsunfähigkeit
aus rein rheumatologischer Sicht gesprochen werden").
La valutazione finale del dott. _ è stata ripresa come tale nel rapporto 21 gennaio 2002 dell'_ (cfr. doc. _, p. 15s.: "Zusammenfassend kann aus rheumatologischer Sicht von einer 70 %-igen Arbeitsunfähigkeit ausgegangen werden. Aufgrund der dokumentierten Polymorbidität am Bewegungsapparat ist dem Exploranden also nurmehr eine Rest-Arbeitsfähigkeit in adaptierter Form von 30% als zumutbar zu erachten").
Prima dell'emanazione della decisione su opposizione impugnata, l'Istituto assicuratore convenuto ha sottoposto il rapporto elaborato dai sanitari dell'_ al dott. _, spec. FMH in chirurgia presso la Divisione medica di _.
Il medico fiduciario ha raffrontato le risultanze della perizia allestita dalla _ Klinik con quelle del referto dell'_, sottolineando l'insostenibilità, da un profilo medico, di queste ultime, a proposito dell'attività ancora esigibile malgrado i postumi residuali dell'infortunio in questione:
"
Unterschiedliche Auffassungen bestehen hingegen in Bezug auf die einer den Unfallfolgen angepassten zumutbaren Tätigkeit. Der wesentlichste Unterschied besteht darin, dass für eine den Unfallfolgen angepasste Tätigkeit gemäss Gutachten der Klinik _ eine volle Leistung erwartet werden könne, währenddem gemäss Dr. _, dessen Beurteilung im Gutachten des _ auch in der Gesamtbeurteilung übernommen wurde, eine angepasste, d.h. sehr leichte, wechselbelastende berufliche Tätigkeit höchstens nur noch 50% möglich sei bei zeitlicher Einschränkung auf zweimal zwei Stunden täglich.
Wenn man die klinischen Befunde an der rechten Schulter anlässlich der zehn Monate auseinanderliegenden Begutachtungen in der Klinik _ und im _ miteinander vergleicht, sieht man, dass sowohl Dr. _ /Prof. _ als auch Dr. _ eine deutliche Atrophie des Musculus supra- und infraspinatus und eine eingeschränkte Funktion der rechten Schulter festhalten. Ein direkter Vergleich der Beweglichkeitsprüfung der rechten Schulter ergibt folgendes Messprotokoll:
Schulterfunktion rechts
Gutachten KWS
(März 2001)
Gutachten _
(Januar 2002)
Innenrotation/Aussenrotation aktiv
60/10/0°
90/45/0°
Innenrotation/Aussenrotation passiv
90/0/10°
Abduktion/Adduktion aktiv
90/0/20°
25° (Schmerz- angabe)
Abkuktion/Adduktion passiv
110°
90°
Flexion/Extension aktiv
90/0/20°
70/0/20°
Flexion/Extension passiv
120/0/20°
100/0/30°
Man erkennt, dass sich die Beweglichkeit der rechten Schulter in der Zeit zwischen den beiden Gutachten v.a. in Bezug auf die aktive Abduktion (nur 25°) und die Aussenrotation (Verlust von 45°
;
die Neutralstellung wird aktiv nicht mehr erreicht) verschlechtert hat. Im Gutachten des _wird nicht näher diskutiert, worin diese Verschlechterung beruht. Ist sie rein schmerzbedingt oder beruht sie evtl. sogar auf einer Insuffizienz des Latissimus-Transfers? Ist es möglicherweise schon zu einer Cuff-Arthropathie gekommen, mit der gemäss Beurteilung der Gutachter der Klinik _ im weiteren Verlauf zu rechnen sei? Auf eine weitere Abklärung (neue Bildgebung) wurde von Dr. _ offenbar verzichtet. Dementsprechend gelangen die Gutachter zu unterschiedlichen Auffassungen in Bezug auf die invalidisierenden Auswirkungen der Unfallfolgen an der rechten Schulter: Währenddem Dr. _
und Prof. _ von einer aktiven Bewegungseinschränkung der rechten Schulter über die Horizontale mit belastungsabhängiger Schmerzproblematik und deutlicher Krafteinbusse ausgingen, sprach Dr. _ von einer massivsten funktionellen Einschränkung der rechten oberen Extremität (praktisch funktionelle Einarmigkeit). Die beiden Gutachten unterscheiden sich jedoch noch in einem anderen wichtigen Punkt voneinander, indem im Gutachten von der Klinik _ klar unterschieden wird zwischen den Unfallfolgen an der rechten Schulter und den Auswirkungen der unfallfremden Lumboischialgie, währenddem im Gutachten des _, da es im Auftrag der Invalidenversicherung erfolgte, diese Unterscheidung wegfiel. Doch gerade auch aus dem Gutachten des _
kann geschlossen werden, dass unfallfremde Leiden wie die Lumboischialgie sowie eine laterale und femoropatellare Arthrose links (sie werden in der Liste der die Arbeitsfähigkeit bestimmenden Diagnosen erwähnt) massgeblichen Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit haben und bei der Zumutbarkeitsbeurteilung dementsprechend global mitberücksichtigt wurden. So wirkt sich die unfallfremde verminderte Belastbarkeit des Achsenskeletts bei längerem Sitzen, längerem Gehen und beim Treppensteigen aus.
Wenn man hingegen davon abstrahiert und nur die Zumutbarkeitsbeurteilung in Bezug auf die Unfallfolgen an der rechten Schulter isoliert betrachtet, ergeben sich Unterschiede nur noch im Feinraster der einzelnen Zumutbarkeitsbeurteilungen. Wenn man die inzwischen eingetretene Verschlechterung der Abduktion und der Aussenrotation mitberücksichtigen will, ergibt sich, dass man heute dem rechten Arm nur noch eine leichte manuelle Tätigkeit auf Bauchhöhe (jedoch nicht auf Brusthöhe) ohne jegliche Abduktion und Anteversion sowie ohne Gewichtsbelastung zumuten kann, was dem Zumutbarkeitsprofil, so wie es Dr. _ definierte, näher kommt als dem früheren Profil der Gutachter der Klinik _, welches damals von einer besseren Schulterfunktion ausging und dementsprechend angemessen definiert war. Zum Zumutbarkeitsprofil Dr. _ ist lediglich ergänzend zu bemerken, dass eine Arbeit in Neutralstellung des Oberarmes gar nicht durchgeführt werden kann, solange aufgrund eines Aussenrotationsdefizites von 45°, so wie es Dr. _ mass, die Neutralstellung von 0° gar nicht erreicht werden kann. Zudem dürfte eine funktionelle Einarmigkeit wahrscheinlich kaum vorliegen, solange nur die Schulterfunktion, nicht aber die des Ellbogens und der rechten Hand betroffen sind.
Schliesslich gibt es keine plausible medizinische Begründung, weshalb eine den Unfallfolgen angepasste Tätigkeit, auch in dem Umfang, wie sie Dr. _ als zumutbar erachtete, nur zu max. 50% verrichtet werden können sollte bei gleichzeitiger zeitlicher Beschränkung auf zweimal zwei Stunden täglich. Gerade bei dieser zeitlichen Limitierung ist bei der Zumutbarkeitsbeurteilung des _ -Gutachtens die deutlich verminderte unfallfremde Belastbarkeit des Achsenskeletts miteingeflossen, werden doch zeitliche Einschränkungen nur mit der Sitzdauer (max. 30 Minuten)
und längeren Gehstrecken in Verbindung gebracht"
(doc. _).
2.7. Con il proprio ricorso, _ mette in dubbio la fondatezza delle conclusioni a cui sono pervenuti gli specialisti della _ Klinik ed il dott. _, e ciò con riferimento alle valutazioni espresse, rispettivamente, dai dottori _ dell'_, _, _ e _ (cfr. I, p. 4-7).
Attentamente esaminati gli atti di causa, il TCA ritiene invece che l'opinione degli specialisti interpellati dall'_ - i quali hanno dichiarato l'assicurato totalmente abile per un'attività
da svolgere in posizione seduta, in cui il braccio destro non debba venire ingaggiato in mansioni da eseguire sopra l'altezza dello stomaco (piano del tavolo) e che non comporti il sollevamento, rispettivamente, il trasporto di pesi anche solo relativamente importanti -
possa validamente costituire da supporto probatorio al giudizio che ora lo occupa, senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori atti istruttori (perizia medica giudiziaria).
Al proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 nella causa O.; sentenza TFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. SVR 2001 IV no 10 p. 28; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico,
determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr.
SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63;
DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
Questa Corte, chiamata a pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalle valutazioni enunciate dai medici consultati dall'_, tanto più se si considera che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (
cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572)
, la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108 segg.).
In questo contesto, i
l TFA ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici dell'_ hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95).
Nella medesima pronunzia, il TFA ha stabilito che quando, nell'ambito della procedura amministrativa, una perizia ordinata ad un medico indipendente è eseguita da uno specialista riconosciuto, sulla base di investigazioni approfondite e complete, nonché in piena conoscenza dell'incarto, e che l'esperto perviene a delle conclusioni convincenti, il Tribunale non deve scostarsene se non vi è alcun indizio concreto che consenta di dubitare della loro fondatezza (cfr., pure, STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02, consid. 3.2.2 e del 19 aprile 2000 nella causa S., U 264/99, consid. 3b).
Infine, la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le certificazioni del medico curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente
2000, p. 26(cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. [= AJP 1/2002, p. 83]; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; STFA del 10 ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2; R. Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea
9s.).
Nel caso concreto va innanzitutto sottolineato che la circostanza che l'assicurato sia stato visitato in una sola occasione, non è suscettibile di sminuire il valore probante della perizia 27 marzo 2001 della _ Klinik. Del resto, anche nell'ambito degli accertamenti eseguiti presso _, il dott. _
ha visto _ soltanto in data 4 dicembre 2001 (cfr. doc. _, p. 12).
D'altra parte, i dott. _ e _ sono specialisti proprio nella materia che qui interessa ed attivi presso una clinica universitaria di ortopedia.
Il loro referto non contiene contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante: in particolare, essi hanno espresso la loro valutazione in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame approfondito del caso.
Infine, i sanitari della _ Klinik hanno chiaramente distinto l'esigibilità lavorativa dipendente dai soli postumi dell'infortunio dell'aprile 1998 da quella globale (che tiene conto anche degli impedimenti che derivano dai disturbi lamentati a livello lombare, cfr. doc. _, p. 17s., risposta ai quesiti n. 8.1 e 8.2).
Per quanto concerne la perizia 21 gennaio 2002 allestita dall'_ per conto dell'_, va invece osservato quanto segue.
In primo luogo, il fatto che _ sia stato visitato personalmente da tre specialisti è del tutto ininfluente (cfr. I, p. 5), nella misura in cui le indagini eseguite dall'internista, rispettivamente, dallo psichiatra non hanno comunque alcuna rilevanza in relazione alla materia che qui interessa.
Inoltre e contrariamente a quanto preteso in sede ricorsuale (cfr. I, p. 6 in fine: "Il dott. _ lo dice fissando a 50% l'incapacità lavorativa per causa della spalla" - la sottolineatura è del redattore), le indicazioni fornite dal dott. _
riguardo alla residua capacità lavorativa dell'insorgente in attività adeguate non consentono di concludere che, tenuto conto unicamente delle sequele infortunistiche alla spalla destra, egli presenti un'abilità lavorativa massima del 50%.
In effetti, dopo avere affermato, a pagina 4 del suo referto, che ancora esigibile è tutt'al più un'attività molto leggera da esercitare in misura del 50%, ad esempio in ragione di quattro ore giornaliere, il reumatologo ha elencato i limiti funzionali che quest'ultima deve ossequiare e, in questo contesto, egli ha indiscutibilmente preso in considerazione sia lo stato della spalla destra sia quello - extra-infortunistico - di schiena e ginocchia (cfr. rapporto del 17.12.2001 accluso al doc. _: "Theoretisch zumutbar ist höchstens noch maximal eine 50%-ige sehr leichte wechselbelastende berufliche Tätigkeit, zum Beispiel während zweimal 2 Stunden täglich unter folgenden Bedingungen: Mit dem rechten Arm sind einzig leichte manuelle Arbeiten unter ständiger Neutralstellung des Oberarmes möglich, zum Beispiel Briefe zusammenfalten, kleinere mechanische Arbeiten ohne Krafteinsatz, etc.
Augrund der chronischen Rückenproblematik muss aber ein regelmässiges selbstständiges Wechseln der Körperposition gewährleistet sein, maximal zumutbare Sitzdauer ca. 30 Minuten.
Das Zurücklegen von längeren Gehstrecken sowie insbesondere Treppensteigen ist ebenfalls nicht zumutbar" - la sottolineatura è del redattore).
Comunque anche ammettendo, per pura ipotesi di lavoro, che il dott. _ si fosse riferito esclusivamente alla situazione della spalla destra - il suo apprezzamento dell'esigibilità lavorativa (50% di abilità lavorativa in attività adeguate) apparirebbe insostenibile alla luce di quanto il TFA, rispettivamente, questo TCA hanno giudicato in fattispeci analoghe, riguardanti assicurati anch'essi con problematiche agli arti superiori.
In una sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio adominante.
Il TFA è pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza del 7 agosto 2001 nella causa K., U 240/99, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con la mano destra, nonché il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg, e pertanto ritenuto praticamente monco di una mano:
"
(...).
Aufgrund der Beschwerden und Funktionsdefizite in der ganzen rechten oberen Extremität ist der Beschwerdeführer faktisch als Einhänder einzustufen, der seine rechte Hand bei der Arbeit - wenn überhaupt - nur noch in ganz untergeordnetem Masse als Hilfshand einsetzen kann. Es kann ihm daher nicht mehr zugemutet werden, bei einer manuellen Arbeit seinen rechten Arm und seine rechte Hand dauernd einzusetzen und damit Gewichte bis zu 2 kg zu heben. Überdies fallen häufigere Schreibarbeiten wegen der dabei auftretenden schmerzhaften Verkrampfungen ausser Betracht. Die im Einspracheentscheid vom 11. April 1996 genannten Verweisungstätigkeiten, u.a. Überwachungsarbeiten an automatischen und halbautomatischen Produktionseinheiten, Qualitätskontrolle, Arbeiten im Auskunftsdienst oder als Portier, können auch bei vorwiegendem Gebrauch der linken Hand ausgeführt werden und sind daher vom (unfall-) medizinischen Standpunkt aus grundsätzlich vollzeitlich zumutbar. Hingegen fällt die Tätigkeit als Transportdisponent ausser Betracht, nachdem der Beschwerdeführer die gemäss Unfallversicherer hiefür erforderliche Umschulung (zweijährige Handelsschulausbildung) nicht erfolgreich beendet hat.
Bei den angeführten noch zumutbaren erwerblichen Tätigkeiten handelt es sich um solche, die auf dem allgemeinen ausgeglichenen Arbeitsmarkt durchaus zu finden sind. Zudem werden in Industrie und Gewerbe Arbeiten, welche physische Kraft erfordern, in zunehmendem Mass durch Maschinen verrichtet, während den körperlich weniger belastenden Bedienungs- und Überwachungsfunktionen eine stetig wachsende Bedeutung zukommt (ZAK 1991 S. 321 Erw. 3b am Ende)
"
(STFA succitata, consid. 3b).
In una sentenza del 25 febbraio 2003 nella causa P.-G., U 329/01 e U 330/01, l'Alta Corte ha riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata, vittima di un grave politrauma, che, secondo l'avviso dei medici, poteva ancora esercitare un'attività da svolgere in posizione prevalentemente seduta e non comportante il sollevare rispettivamente il trasportare pesi anche solo relativamente importanti, così come l'utilizzo dell'arto superiore destro in mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale:
"
(...).
La tesi cantonale, in quanto conforme alla giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b; si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c). Si tratta segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale femminile non qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici e con possibilità di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure considerare la ancor giovane età dell'interessata con conseguente presumibile buon potenziale di adattamento ad una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no. 35 pag. 106 consid. 5b; e contrario sentenza già citata del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4a-d).
Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296 consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).
Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa dell'interessata comporterà. Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297 consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).
(STFA succitata, consid. 4.7).
Infine, in una sentenza del 14 aprile 2003 nella causa P., inc. n. 35.2002.88, questa Corte ha giudicato completamente abile in attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto, citiamo: "... limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato al tronco, così come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente, macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco" (cfr. STCA succitata, consid. 2.6.).
L'apprezzamento degli specialisti della _ Klinik non appare neppure contraddetto dalle certificazioni del dott. _, chirurgo ortopedico privatamente consultato dall'assicurato.
In particolare, nel certificato del 1° novembre 2001, stilato dopo avere preso conoscenza del referto dei dott. _ e _ ed in vista della visita peritale presso l'_, egli ha sì precisato che il braccio destro può essere ingaggiato in mansioni da svolgere soltanto fino all'altezza dell'ombelico (e quindi non fino all'altezza del petto), senza tuttavia pretendere che il suo paziente, in un'attività idonea, presenterebbe una capacità lavorativa ridotta (cfr. doc. _: "(...). Das Gutachten der _ Klinik vom 27.03.01 spricht unter Punkt 8.1 an, dass der Patient Arbeiten über der Horizontalen nicht mehr verrichten könne. Dies scheint mir etwas unpräzise zu sein. Arbeiten über der Horizontalen sind meines Erachtens Arbeiten, die höher sind als Augenhöhe. Die Grenze liegt beim Patienten tiefer, nämlich auf Nabelhöhe.
Einige Linien später bei Punkt 8.2 wird davon gesprochen, dass eine volle Leistung zugemutet werden kann, im Sinne einer leichten, sitzenden Arbeit (wohl Arbeit, die im Sitzen verrichten wird) in Bauch-, max. Brusthöhe, sowie Heben und Halten von Gewichten unter 5 kg. Auch diese Angabe scheint mir nicht ganz präzise genug zu sein, resp. nicht ganz richtig. Er kann, wenn der rechte Oberarm am Thorax angelegt ist, seinen rechten Ellbogen ungehindert und kräftig flektieren und seine rechte Hand ungehindert brauchen, d.h. aber, dass er Gewichte etwa bis Nabelhöhe anheben kann, nicht aber bis Brusthöhe. Wenn er ein Gewicht auf Brusthöhe behen muss, muss er dabei mit dem Thorax eine maximale Ausweichbewegung nach links machen um den rechten Ellbogen etwas höher zu kriegen. Diese Einschränkung muss bei der erneuten Evaluation unbedingt berücksichtig werden").
Del resto, non può essere ignorato che anche i medici della Clinica _, così come il dott. _ (cfr. doc. _), hanno ritenuto esigibili lavori da svolgere fino all'altezza dello stomaco. Soltanto a titolo eventuale, essi hanno parlato di un ingaggio dell'arto superiore destro in mansioni fino all'altezza del petto (cfr. doc. _, p. 17: "In einer angepassten Erwerbstätigkeit bezüglich der Unfallfolgen kann sicherlich eine volle Leistung zugemutet wersen im Sinne einer leichten, sitzenden Arbeit mit Verrichtungen in Bauch-, maximal Brusthöhe sowie Heben und Halten von Gewichten unter 5 kg" e p. 18: "Die Einschränkungen wurden oben erwähnt. Zugemutet können ihm jedoch Arbeiten auf Bauchhöhe ohne monotone Bewegungsabläufe sowie ohne Heben und Tragen von schweren Lasten (Grenze 5 kg)" - le sottolineature sono del redattore).
In simili condizioni questo Tribunale deve concludere che, da un lato, _ non può più svolgere la sua originaria professione di meccanico, ma, dall'altro, è totalmente abile in attività che presentino le caratteristiche dettate, segnatamente, dagli specialisti della _ Klinik e dal dott. _.
2.8. Dalle tavole processuali emerge che l'Istituto assicuratore convenuto ha determinato il
reddito da non invalido
sulla base di informazioni direttamente raccolte presso l'ex datore di lavoro dell'assicurato in occasione di un incontro avvenuto il 7 giugno 2001 (cfr. doc. _).
Il reddito che _ avrebbe realizzato, nel 2001 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V 174 =
RAMI 2002 U 467, p.
511ss.
), qualora non fosse rimasto vittima dell'infortunio dell'aprile 1998 è così stato quantificato in fr. 45'900.--/anno (fr. 3'700.-- x 12 +gratifica a dicembre di fr. 1'200.-- + premio, sempre a dicembre, di fr. 300.--, cfr. doc. _, p. 2).
Con il proprio ricorso, l'assicurato ha preteso di essere rimasto vittima di una violazione del diritto di essere sentito, per il fatto che l'_ non gli avrebbe concesso la facoltà di esprimersi sulle informazioni fornite dal suo ex datore di lavoro e finalmente servite a stabilire il reddito da non invalido (cfr. I, p. 7).
La censura si rivela infondata.
Il diritto di essere sentito - espressamente sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. - garantisce segnatamente il diritto dell'amministrato di prendere parte ad una procedura decisionale suscettibile di ledere la sua sfera giuridicamente protetta (cfr. DTF 121 V 152 e giurisprudenza ivi citata).
Si tratta di un diritto di natura formale, la cui violazione comporta di regola l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere dall’incidenza di una tale lesione sul risultato materiale della procedura (cfr. DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti ivi citati).
Qualora l’istanza superiore gode dello stesso potere cognitivo dell’autorità che ha emesso la decisione contestata, la giurisprudenza ammette che il vizio possa essere sanato nel corso della procedura di seconda istanza. Una correzione del vizio può tuttavia entrare soltanto eccezionalmente in linea di conto (cfr. DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 I 72, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti).
Si sottolinea comunque che il TFA ha più volte statuito che una violazione del diritto d’essere sentito può di principio essere sanata se il ricorrente ha avuto modo di esprimersi dinanzi ad un’autorità di ricorso con pieno potere cognitivo (RCC 1989, p. 495, consid. 2b e giurisprudenza ivi citata).
Nella concreta evenienza, il TCA osserva che i dati economici, consegnati nel rapporto ispettivo datato 7 giugno 2001, sono stati raccolti prima dell'emanazione della decisione formale del 26 giugno 2001 (cfr. doc. _). Può rimanere aperta la questione a sapere se tali dati dovevano essere sottoposti all'assicurato prima dell'emanazione della decisione formale (cfr., tuttavia, art. 42 LPGA e la sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J., H 272/03, in cui il TFA ha ricordato che, secondo un principio generale di procedura amministrativa, l'autorità non è tenuta a sentire le parti prima di prendere una decisione suscettibile di opposizione (art. 30 cpv. 2 lett. b PA), principio oggi specificatamente consacrato in materia di assicurazioni sociali all'art. 42 LPGA).
Ancora nell'ambito della procedura di opposizione, il patrocinatore dell'assicurato ha potuto prendere visione dell'intero incarto _ (cfr. doc. _), quindi anche del contenuto del succitato rapporto ispettivo, e di formulare le proprie osservazioni al proposito (cfr. doc. _), ciò che ha del resto potuto fare anche davanti a questo TCA (cfr. I), autorità giudiziaria che gode di un potere cognitivo pieno.
Sulla scorta di quanto precede, anche volendo ammettere che il diritto di essere sentito di _ sia stato leso, tale lesione risulta sanata.
D'altro canto, in sede di opposizione (così come in sede di ricorso), l'assicurato non è stato in grado di fornire alcun elemento concreto atto a far sorgere dei dubbi circa la correttezza dei dati ritenuti dall'assicuratore LAINF convenuto. Egli si è infatti limitato a pretendere che, nel corso degli anni 1998-2001, il salario versatogli dalla ditta _ sarebbe certamente aumentato in proporzioni ben maggiori rispetto a quanto considerato dall'_ (incremento quantificato in almeno fr. 80.--/mese, cfr. I, p. 7), vuoi in ragione degli aumenti che gli sarebbero stati concessi, vuoi in ragione dell'adeguamento al rincaro (cfr. doc. _).
Del resto, interpellato al proposito da questo Tribunale, l'ex datore di lavoro di _ ha dichiarato che quest'ultimo, nel 2001, qualora non fosse rimasto vittima del noto infortunio, avrebbe sempre percepito un salario lordo di fr. 3'670.--/mese, senza gratifica e premio di fine anno (cfr. risposta apposta sul doc. _).
Tutto ben considerato, il TCA non vede ragioni che gli impediscano di fare proprio il reddito da valido preso in considerazione dall'_, ossia l'importo annuo di fr. 45'900.--, che é peraltro più favorevole all'assicurato rispetto a quello che risulterebbe applicando i dati forniti dalla _ il 12 marzo 2004.
_ non può essere seguito quando, in sede di ricorso, afferma, citiamo: "Non ci sono elementi credibili negli atti che potrebbero far credere che il carovita non sarebbe stato concesso al ricorrente" (I, p. 7; cfr., pure, X).
In effetti, dai conteggi di salario acclusi al doc. _ si evince che, nel passaggio dal 1997 al 1998, il salario di base da lui percepito non era stato oggetto di alcun adeguamento, neppure al rincaro, circostanza che rende di per sé plausibili i dati raccolti presso l'ex datore di lavoro.
2.9. Per quanto riguarda il
reddito da invalido
, il TCA osserva quanto segue.
Inizialmente, allo scopo di stabilire il reddito che _ potrebbe realizzare nonostante i postumi residuali dell'infortunio assicurato, l'_ aveva compiuto degli accertamenti presso alcune aziende dei Cantoni di Zurigo e di Svitto (cfr. doc. _), pervenendo alla conclusione che il ricorrente potrebbe conseguire un reddito annuo medio pari a fr. 37'180.-- (e poi precisamente all'importo di fr. 43'875.-- decurtato del 15%, cfr. doc. _, p. 2).
In seguito, con la decisione su opposizione impugnata (cfr. doc. _, p. 5), l'assicuratore infortuni convenuto - rilevato che i posti di lavoro indicati in sede di decisione formale apparivano soltanto parzialmente indicati, rispettivamente, le loro descrizioni poco chiare - ha invece fatto riferimento ai valori risultanti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica e, concretamente, ai dati contenuti nella tabella TA3 (settore privato e pubblico insieme).
Constatato che il reddito statistico (fr. 58'116.-- nel 2001) risultava essere superiore a quanto l'insorgente avrebbe percepito senza l'infortunio (fr. 45'900.--), l'_ è partito da quest'ultimo dato e, su di esso, ha operato una decurtazione del 20% per tenere conto degli impedimenti derivanti dalle sequele infortunistiche (cfr. doc. _, p. 5).
Da parte sua, _ ha contestato le modalità seguite dall'Istituto assicuratore convenuto, nella misura in cui, da un canto, applicabile,
in casu
, sarebbe la tabella TA1 (solo settore privato) e, d'altro canto, le circostanze del caso di specie giustificherebbero una deduzione globale dal reddito statistico da invalido del 25% (cfr. I, p. 8).
2.10.
Per quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag. 183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998 (STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re C.).
Nel passato, questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).
La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata
oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
(...)
3.- b) Contrariamente all'_, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
(STFA succitata)
La nostra Corte federale ha pure emesso numerose sentenze in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione operata dall'_ sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL).
La prima di queste pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del 22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi: STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno 2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B., U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001 nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U 256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99; 19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U 91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001 nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15 marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00).
Sostanzialmente, il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato, in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino al limite massimo del 25%:
"
(...)
Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.
c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.
d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui
il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio querelato non può quindi essere tutelato.
e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato
, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr. 42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'_. L'importo stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.-- (fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.
3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17% merita di essere ristabilita."
(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, p. 4ss.).
L'Alta Corte nelle sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di principio a sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V 323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 604-605).
Tale questione è stata invece affrontata in una sentenza del 28 agosto 2003 nella causa C., U 35/00 + U 47/00, pubblicata in DTF 129 V 472ss. (= RAMI 2003 U 494, p. 383ss.), in cui il TFA - dopo avere sottolineato le difficoltà che comporta il volere imporre un ordine di priorità fra dati statistici e DPL,
siccome ognuno dei due metodi presenta vantaggi e svantaggi (cfr. DTF 129 V 477, consid. 4.2.1) - ha definito quali sono i presupposti che devono essere soddisfatti affinché il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL:
"
(...).
Weil die Invaliditätsbemessung aufgrund hypothetischer Vergleichseinkommen und unter Berücksichtigung des in Betracht fallenden (ausgeglichenen) allgemeinen Arbeitsmarktes zu erfolgen hat, müssen die DAP auch im konkreten Einzelfall repräsentativ sein. Es genügt daher nicht, wenn lediglich ein einziger oder einige wenige zumutbare Arbeitsplätze angegeben werden, weil es sich dabei sowohl hinsichtlich der Tätigkeit als auch des bezahlten Lohnes um Sonder- oder Ausnahmefälle handeln kann. Unbeachtlich ist, ob der Arbeitsplatz frei oder besetzt ist, weil die Invaliditätsbemessung auf der Fiktion eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes beruht (BGE110 V 276 Erw. 4b; AHI 1998 S. 291 Erw. 3b). Wenn die Vorinstanz eine Mindestzahl von fünf zumutbaren Arbeitsplätzen voraussetzt, so erscheint dies in quantitativer Hinsicht in der Regel als genügend. Im Hinblick auf die geforderte Repräsentativität der DAP-Profile und der daraus abgeleiteten Lohnangaben hat der Unfallversicherer im Sinne einer qualitativen Anforderung jedoch, zusätzlich zur Auflage von mindestens fünf DAP-Blättern, Angaben zu machen über die Gesamtzahl der aufgrund der gegebenen Behinderung in Fragekommenden dokumentierten Arbeitsplätze, über den Höchst- und den Tiefstlohn sowie über den Durchschnittslohn der dem jeweils verwendeten Behinderungsprofil entsprechenden Gruppe. Damit wird auch die Überprüfung des Auswahlermessens hinreichend ermöglicht, und zwar in dem Sinne, dass die Kenntnis der dem verwendeten Behinderungsprofil entsprechenden Gesamtzahl behinderungsbedingt in Frage kommender Arbeitsplätze sowie des Höchst-, Tiefst- und Durchschnittslohnes im Bereich des Suchergebnisses eine zuverlässige Beurteilung der von der SUVA verwendeten DAP-Löhne hinsichtlich ihrer Repräsentativität erlaubt. Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass die SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen DAP-Profile mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte Person Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern (vgl. Art. 122 lit. a UVV, gültig gewesen bis 31. Dezember 2000 [AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE 115 V 297 ff.). Allfällige Einwendungen der versicherten Person bezüglich des Auswahlermessens und der Repräsentativität der DAP-Blätter im Einzelfall sind grundsätzlich im Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die SUVA im Einspracheentscheid damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht in der Lage, im Einzelfall den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich abgestellt werden; die SUVA hat diesfalls im Einspracheentscheid die Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es Sache des angerufenen Gerichts, die Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung zu prüfen, gegebenenfalls die Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an Stelle des DAP-Lohnvergleichs einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE vorzunehmen
"
(DTF succitata, consid. 4.2.2).
2.11. Partendo dalla constatazione che
l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA (cfr., fra le più recenti, STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00 e del 30 aprile 2002 nella causa P., U 241/00) - si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo TCA, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA del 17 aprile 2001 nella causa B. e del 22 maggio 2001 nella causa M.) - sentito preliminarmente il parere del _ dell'Ufficio federale di statistica, dottor _, ha così precisato la propria giurisprudenza:
"
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor _, _ dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:
"(...)
Il Tribunale federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:
- possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?
- In caso di risposta negativa:
Perché no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo alla situazione del nostro Cantone?
(...)" (cfr. doc. _)
Il dottor _ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(...)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
- Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).
- È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).
A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (...)" (cfr. doc. Vbis).
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. _ del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(...)
Su scala federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des femmes et des hommes.
(...)"
(STCA succitata - la sottolineatura è del redattore).
In una sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (inc. n. 35.2003.6), il TCA ha inoltre sottolineato come il TFA, che ha posto il principio della priorità dei dati statistici nazionali rispetto a quelli regionali - in alcune sue pronunzie ha confermato il reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.
Ad esempio, in una sentenza del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00 - sentenza che è poi stata ripresa in più di un giudizio federale (cfr., per es., la STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 4c, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174s.) - il TFA ha considerato non censurabile l'applicazione dei dati relativi alla regione "Svizzera orientale" (TA 13), siccome più favorevoli all'assicurata rispetto al dato nazionale (cfr. consid. 3c/aa: "Obwohl das Eidgenössische Versicherungsgericht grundsätzlich die gesamtschweizerischen Werte heranzieht, ist vorliegend auch nicht zu kritisieren, dass der Berechnung zu Gunsten der Beschwerdeführerin die tieferen Werte der Region Ostschweiz (TA 13) zu Grunde gelegt worden sind").
Parimenti, nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I 226/01 e del 20 novembre 2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha valutato il reddito da invalido facendo capo al valore afferente al Cantone Ticino, rispettivamente, alla regione lemanica.
In una sentenza del 13 giugno 2003 nella causa M., U 236/01, consid. 4.3.2, il TFA ha ribadito che esso "... non esclude di principio l'applicazione dei valori regionali, desumibili dalle tabelle TA14 (recte: TA13,
n.d.r.
) - (...) -, segnatamente laddove questi appaiono maggiormente favorevoli per l'assicurato (cfr. sentenza del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid. 3c/aa)".
In un'altra sentenza, datata sempre 13 giugno 2003, la Somma Istanza ha ricordato segnatamente che "... le circostanze del caso concreto determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non pubblicato in DTF 128 V 174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi regioni (sentenza del 10 agosto 2001 in re R. consid. 3c/aa, I 474/00, del 27 marzo 2000 in re P. consid. 3c, I 218/99, del 28 aprile 1999 in re T. consid. 4c, I 446/98)" (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01, consid. 4.4.).
2.12. Nella concreta evenienza, non è contestato che il reddito da invalido debba essere determinato in applicazione dei dati statistici, così come entrambe le parti hanno d'altronde riconosciuto.
Conformemente alla giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la priorità deve essere attribuita ai valori statistici regionali (rispetto a quelli raccolti a livello nazionale, cfr. consid. 2.10.), e ritenuto che l'assicurato ha trasferito il proprio domicilio da Winterthur al Cantone Ticino soltanto nel corso del mese di novembre 2002 (cfr. I, p. 2: il 9 novembre 2002), quindi posteriormente al momento d'inizio della rendita di invalidità riconosciutagli (cfr. DTF 128 V 174), tornano applicabili i dati afferenti alla regione di Zurigo contenuti nella tabella TA13.
Orbene - utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica - _, svolgendo nel 2000 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato della regione di Zurigo (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588.--.
Riportando questo dato su 41.8 ore (
cfr. tabella B 9.2,
pubblicata in La Vie économique, 3-2004, p. 94
), esso ammonta a fr. 4'794.46 mensili oppure a fr. 57'533.52 per l'intero anno (fr. 4'794.46 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("
Nominallohnindex
" - tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 3-2004, p. 95; cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a) - si ottiene, per il 2001, un reddito mensile di fr. 4'913.28 oppure di fr. 58'959.36 per l'intero anno (fr. 4'913.28
x
12).
In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "... di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
Dalla decisione su opposizione del 4 novembre 2002 si evince che l'_ ha applicato una riduzione del 20% sul reddito da invalido per tenere conto degli impedimenti imposti dalle conseguenze dell'evento assicurato (cfr. doc. _, p. 5).
Il TCA non ha motivo di scostarsi dalla valutazione operata dall'assicuratore LAINF, ricordato pure che, secondo la giurisprudenza, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice delle assicurazioni non può senza valida ragione sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (cfr. DTF 126 V 75 e SVR 2002 IV 19, p. 57ss.).
Del resto, il TFA, in una sentenza del 27 gennaio 2003 nella causa G., U 245/02, ha ammesso una identica deduzione globale, trattandosi di un'assicurata, nata nel 1946 e di nazionalità straniera, che, a causa del danno infortunistico, era stata giudicata in grado di esercitare a tempo pieno un'attività a carico variabile, non comportante l'assunzione di posizioni gravose per il rachide e con limitazione a pesi leggeri e all'utilizzo di utensili fini.
In una sentenza del 2 dicembre 2002 nella causa R., I 53/02, lo stesso TFA ha riconosciuto una decurtazione del 20%, trattandosi di un assicurato dichiarato in grado di esercitare delle attività leggere di tipo ausiliario soltanto nella misura del 60%.
In una sentenza del 28 settembre 1998 nella causa A.H., pubblicata in Pratique VSI 2/1999, p. 51ss., la Corte federale ha applicato una riduzione del 15% ad un assicurato abile in misura del 60% in un'occupazione idonea alle sue condizioni di salute.
Da parte sua, il TCA, in una sentenza del 4 settembre 2003 nella causa P., inc. n. 35.2003.21, cresciuta in giudicato, ha operato una riduzione del 20% sul reddito da invalido, trattandosi di una ballerina di night-club - di nazionalità straniera e completamente priva di esperienza sul mercato del lavoro svizzero, perlomeno su quello "ordinario" - che presentava una capacità lavorativa limitata al 70% anche in attività confacenti alle sue condizioni di salute.
Il reddito da invalido ammonta quindi a fr. 47'167.48.
Il reddito statistico che è servito da base di partenza per la determinazione del guadagno da invalido (fr. 58'959.36) supera del 22.14% il reddito che _ avrebbe conseguito, senza l'infortunio, continuando a svolgere l'attività di meccanico alle dipendenze della ditta _ (fr. 45'900.--, cfr. consid. 2.7.).
Qualora, già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il reddito di una persona assicurata si situi sotto la media dei salari per un'attività equivalente e che non si possa sostenere che essa si sia volontariamente accontentata di una retribuzione modesta, si deve ammettere che gli stessi fattori che hanno inciso negativamente sul reddito da valido potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. Accertato che l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (cfr. AHI 1999, p. 329 consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 5 dicembre 2003 nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2 e del 2 dicembre 2002 nella causa R., I 53/02, consid. 3.3).
Il calcolo dell'_, che ha ridotto il reddito statistico da invalido allo stesso livello del reddito da valido (cfr. doc. _, p. 5), appare conforme ai succitati dettami giurisprudenziali e, dunque, merita di essere seguito.
In conclusione, il grado di invalidità del ricorrente - determinato confrontando i fr. 36'724.60 (fr. 47'167.48 decurtati del 22.14%) al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 45'900.-- - risulta essere del 19.98%, arrotondato al 20% secondo la giurisprudenza di cui alla STFA del 19 dicembre 2003 nella causa R., U 27/02, consid. 3.2.
Nella misura in cui l'Istituto assicuratore convenuto ha riconosciuto a _ una rendita di invalidità del 20%, il ricorso da lui interposto va respinto.