Decision ID: 0753080c-dc09-58a1-ab3e-5a264cfdd2d0
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, divorziata, vive a _ con il figlio maggiorenne _. Proprietaria della lussuosa residenza _ di _, ricevuta in eredità alla fine degli anni Sessanta, essa svolge un’attività indipendente quale albergatrice, mettendo a disposizione di turisti gli appartamenti che compongono la villa.
B.
Nelle dichiarazioni fiscali 2007 e 2008, la contribuente esponeva un reddito aziendale di, rispettivamente, fr. 100'260.– (nel 2007) e fr. 126'967.– (nel 2008). Per quanto ancora qui di interesse, chiedeva inoltre di essere ammessa alla deduzione di fr. 5'600.–per persona bisognosa a carico, da valere nei confronti del figlio _, nato con handicap nel 1975.
C.
Notificandole le tassazioni IC/IFD 2007 e 2008, con decisioni del 29 giugno 2011, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città commisurava il reddito aziendale in, rispettivamente, fr. 137'200.– (nel 2007) e fr. 127'000.– (nel 2008). Nella motivazione allegata alla tassazione 2007, l’autorità spiegava di avere rettificato il valore dichiarato “sulla base degli elementi noti (...), delle indicazioni fornite dal contribuente o dei coefficienti d’utile medio validi per aziende del ramo e facenti parte della realtà locale”.
Negava infine la postulata deduzione sociale per persona bisognosa a carico, ritenendo che non ne fossero adempiuti i presupposti.
D.
La contribuente, rappresentata dalla RA 1, impugnava le suddette decisioni, con reclami del 1° luglio 2011.
La reclamante ribadiva in primo luogo la deduzione di fr. 5'600.– per persona bisognosa a carico. In relazione alla sola tassazione 2007, contestava inoltre la rivalutazione del reddito aziendale, sostenendo che la sua attività alberghiera era “appena sufficiente alla copertura degli interessi ipotecari gravanti l’intera proprietà”.
E.
Con scritti del 2 maggio e dell’8 giugno 2012, l’autorità di tassazione si rivolgeva direttamente alla rappresentante della contribuente, sottoponendole un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007 (dal quale emergeva un ammanco finanziario di oltre 37'000 franchi) e invitandola a prendere posizione.
In assenza di risposta, con raccomandata del 14 giugno 2012, l’autorità rinnovava l’invito a presentare osservazioni, con l’avvertenza che in caso contrario avrebbe deciso il reclamo d’ufficio, sulla base dei soli atti a sua disposizione. Anche quest’ultimo scritto rimaneva inevaso.
F.
Il successivo 18 luglio 2012, l’autorità di tassazione respingeva i reclami, con la seguente motivazione:
Constato che a fronte delle richieste di documenti e informazioni del 2 maggio 2012, dell’8 giugno 2012 (richieste fatte per e-mail) e del 14 giugno 2012 (richiesta fatta per lettera raccomandata – Diffida) oltre alle varie telefonate fatte, il tutto per il tramite della rappresentante della contribuente – RA 1, nulla è stato fatto; richiamate le comminatorie indicate nella corrispondenza e le disposizioni in materia di obblighi procedurali previsti dalla legge, si conclude nel pronunciare che il reclamo non è ammesso.
G.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la concessione della deduzione sociale per persona bisognosa a carico, negatale dall’Ufficio di tassazione. Essa afferma che il figlio _ percepisce unicamente un reddito lordo di circa 3'000 franchi dalla Fondazione _ di _, che non gli permette di provvedere al proprio fabbisogno.
In relazione alla sola tassazione 2007, la ricorrente chiede inoltre che il reddito aziendale tassato nel 2007 venga riportato al valore dichiarato di fr.
100'260.–,
sottolineando in particolar modo di condurre una vita “estremamente spartana” e di aver fatto fronte ai propri bisogni di liquidità grazie all’eredità della madre _ e alla vendita di mobilio domestico.

Diritto
1.
1.1.
Come esposto in narrativa, una prima contestazione riguarda la mancata concessione della deduzione per persona bisognosa a carico, che la ricorrente ha richiesto nei confronti del figlio _ (nato nel 1972), con il quale vive.
1.2.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'600 franchi a 10'900 franchi (10'800 franchi nel 2007) al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600 franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100 franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.3.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (
erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person
). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. per esempio l’art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000
, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.4.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491). In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a 16'000 franchi di reddito netto o a 50'000 franchi di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a 13'000 franchi di reddito netto e a 46'000 franchi di sostanza imponibile per le persone sole e a 19'000 franchi di reddito netto e a 92'000 franchi di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
1.5.
Nel caso in esame, l’Ufficio di tassazione ha negato alla contribuente la postulata deduzione per persona bisognosa a carico, in difetto del secondo requisito dello stato di bisogno. Nel primo scritto del 2 maggio 2012, trasmesso per posta elettronica all’indirizzo della RA 1, l’autorità affermava chiaramente che la deduzione non era stata concessa “considerato che il figlio ha conseguito redditi sufficienti per far fronte al proprio fabbisogno, come risulta dalle tassazioni 2007 e 2008 dello stesso”.
In effetti, in entrambi i periodi fiscali in discussione, il figlio della ricorrente ha potuto beneficiare di una rendita AI di fr. 17'676.–, cui va ancora aggiunto un reddito di, rispettivamente, fr. 2'888.– (nel 2007) e fr. 3'165.– (nel 2008) dalla
Fondazione _ di _, presso la quale svolge attività diurna. Aldilà del singolo caso e pur rispettando l’attività di supporto morale e materiale che la ricorrente presterà quotidianamente a favore del figlio disabile, c
iò basta a confermare la decisione dell’autorità di tassazione. P
roprio perché il giovane rientra nel campo di applicazione della LAI, spetta primariamente all’assicurazione contro l’invalidità far sì che non cada nell’indigenza, se del caso con l’aiuto di prestazioni complementari.
Come questa Camera ha già avuto modo di concludere in una recente sentenza del 23 maggio 2011 (inc. CDT 80.2011.45), si deve ritenere che un figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di invalidità intorno ai 18'000 franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati con le tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica dei genitori. A
lla stessa conclusione si giungerebbe anche volendo optare per un criterio maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito al di sopra del quale il bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr. 16'000.– e addirittura fr. 13'000.–, il figlio della ricorrente non andrebbe comunque giudicato indigente, potendo usufruire di una rendita AI e di un reddito da attività lucrativa dipendente ben superiori.
1.6.
Su questo punto, il ricorso va conseguentemente respinto.
2.
2.1.
Una seconda censura concerne il reddito aziendale tassato nel 2007. L’autorità fiscale, come visto, lo ha stimato in fr. 137'200.–, mentre la ricorrente chiede che venga riportato al valore dichiarato di fr.
100'260.–. In particolare, essa contesta il calcolo delle entrate e delle uscite allestito dall’autorità, sottolineando
di condurre una vita “estremamente spartana” e di aver fatto fronte ai propri bisogni di liquidità grazie all’eredità della madre _ e alla vendita di mobilio domestico.
2.2.
Nella procedura fiscale vige la
massima ufficiale
e il
principio inquisitorio
. L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche
Berger,
Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). I
n applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC, l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale compete la prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito fiscale (ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
All’interno della collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una tassazione esatta e completa
(art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD)
, dai semplici diritti procedurali occorre tuttavia distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2
a
ediz., Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, Vol. I/1, n. 2 ad art. 42 LAID, p. 726). L’onere probatorio deve allora essere posto a carico del contribuente anche quando egli tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della fattispecie fiscalmente rilevante (
Schär
, Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435).
2.3.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
2.4.
Tornando al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città ha commisurato per apprezzamento il reddito aziendale della ricorrente in fr. 137'200.–, aggiungendo all’utile dichiarato l’ammanco finanziario risultante dal calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007.
Sin dal principio, l’autorità fiscale ha però rinunciato ad intraprendere una tassazione d’ufficio, perlomeno nel ristretto senso contemplato dagli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, omettendo di indicare nei rimedi giuridici l’esistenza dei requisiti posti dagli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le conseguenze in caso di inottemperanza. Questa Camera non può quindi sottrarsi da un esame della legittimità
dell’apprezzamento operato dall’autorità di tassazione, cui spettava l’onere di provare la plausibilità dei fatti che l’autorizzavano ad aumentare l’onere fiscale dei ricorrenti
(
Oberson
, Droit fiscal suisse, 3
a
ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, § 22 n. 9 p. 443).
2.5.
Come anticipato sopra, l’autorità di tassazione ha basato la propria valutazione sul calcolo delle entrate e delle uscite del periodo fiscale litigioso, giungendo alla conclusione che la ricorrente dovesse avere conseguito ulteriori redditi, ed in particolare che l’utile della sua attività alberghiera ammontasse a fr. 137'200.– in luogo del valore dichiarato di
fr. 100'260.–
. Il calcolo stabilito dall’autorità è il seguente:
Entrate
Uscite
Attivi
ET 7'483 64'582
57'099
AA 200'000 200'000
Passivi
ED 3'050'000 3'025'000
25'000
Redditi
RA
100'260
Rendite
27'914
Reddito e pensioni figlio
20'000
Eredità
45'000
Oneri:
CM
5'000
CM figlio
366
INT
100'741
Spese mediche
4'502
Spese professionali figlio
1'500
Minimo vitale
15'000
Fabbisogno figlio
15'000
Imposte
100
Spese immobile
1'500
Spese ET
29
Totale entrate/uscite
188'674
225'837
Disponibilità annua
-37'163
2.6.
Per costante giurisprudenza, questa Camera ha sempre considerato legittimo integrare i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito che corrisponda al suo tenore di vita, perlomeno nel caso in cui gli introiti dichiarati da quest’ultimo apparissero manifestamente insufficienti al suo mantenimento. In linea con il medesimo principio non può che essere considerato legittimo integrare i redditi dichiarati dai contribuenti quando gli stessi non coprano manifestamente le spese necessarie al suo sostentamento ed al suo tenore di vita.
Un
raffronto delle entrate e delle uscite rappresenta un ausilio senz’altro importante, se non addirittura decisivo, per determinare il tenore di vita di un contribuente, così come l’evoluzione del suo patrimonio.
Nel caso di specie non può passare inosservato
l’importante aumento dell’elenco titoli, che nel giro di un solo anno si sono ottuplicati, fino a raggiungere l’importo di fr. 64'582.–. In particolare, il conto corrente di _ ha registrato un incremento di quasi 44'000 franchi (saldo iniziale: fr. 6'469.–; saldo finale: fr. 50'457.–), di poco superiore alla somma ricevuta in eredità dalla madre. Tale circostanza andava senz’altro approfondita, invitando la contribuente a produrre non soltanto i saldi delle relazioni bancarie intrattenute con _ e _, ma anche tutte le movimentazioni dell’anno. Se l’eredità fosse realmente confluita sui conti bancari dichiarati, non si giustificherebbe infatti un suo computo fra le uscite del periodo fiscale e non risulterebbe conseguentemente alcun ammanco finanziario tale da giustificare una ripresa del reddito aziendale. Se, per contro, non dovesse esserci alcuna traccia dell’asserita eredità, la stessa andrebbe ulteriormente verificata dall’autorità di tassazione. Trattandosi di un capitale proveniente dall’estero (la defunta madre era domiciliata in _), che per sua natura impone un maggiore rigore d’indagine e, soprattutto,
elevate esigenze probatorie, l’autorità dovrebbe in questo caso invitare la ricorrente a produrre la necessaria documentazione atta a comprovare l’apertura della successione in _ e il suo reale conseguimento, avvertendola che diversamente l’intero importo di fr. 40'500.– andrebbe esposto alla stregua di un
elemento di reddito imponibile. A tale riguardo, si aggiunga infine che la ventilata possibilità di giustificare l’eventuale ammanco finanziario con la vendita di mobilio domestico si palesa già a prima vista priva di ogni fondamento, in assenza della benché minima prova.
2.7.
Alla luce delle considerazioni che precedono, a questa Camera non resta quindi che annullare la decisione impugnata in materia di IC/IFD 2007 e rinviare gli atti all’autorità di tassazione per una nuova decisione motivata, dopo avere esperito i necessari accertamenti.
3.
In conclusione, l’esito del ricorso è differenziato. Il gravame è respinto per quanto attiene alla mancata concessione della deduzione sociale per persona bisognosa. Limitatamente alla definizione del reddito aziendale della contribuente, la decisione su reclamo del 18 luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione.
Ciò si riflette anche sull’attribuzione delle spese processuali, poste a carico della ricorrente nella misura di un mezzo.