Decision ID: eb41d93a-6e8c-507a-9abc-0fba42585046
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con decreto d'accusa del 19 settembre 2016 il Ministero pubblico ha ritenuto RE 1 colpevole, in particolare, di ripetuta diffamazione nei confronti di CO 1 e della CO 2, amministratori del condomino “Residenza C_” di _, in cui l'accusato è comproprietario con la moglie N_ P_ di una proprietà per piani, proponendone la condanna al pagamento di una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da fr. 30.–, oltre a una multa di fr. 300.–, e rinviando gli accusatori privati a far valere le loro pretese di natura civile davanti al competente foro;
che un'opposizione sollevata da RE 1 contro il decreto appena citato è stata dichiarata irricevibile il 25 gennaio 2017 dal presidente della Pretura penale;
che con separate istanze del 6 marzo 2018 CO 1 e la CO 2 si sono rivolti al Giudice di pace del circolo di Taverne chiedendo di convocare RE 1 a un tentativo di conciliazione volto a ottenere il pagamento ciascuno di fr. 4500.– oltre interessi del 5% dal 19 settembre 2016 (fr. 3000.– per risarcimento del torto morale e fr. 1500.– per spese legali), di fr. 73.30 di spese esecutive così come il rigetto in via definitiva dell'opposizione ai due precetti esecutivi da loro fatti intimare al convenuto;
che all'udienza di conciliazione del 14 giugno 2018 RE 1 ha preliminarmente postulato la sospensione della procedura in applicazione dell'art. 126 CPC;
che la Giudice di pace supplente, dopo avere negato la sospensione e preso atto della mancata conciliazione, ha rilasciato agli attori quello stesso giorno l'autorizzazione ad agire;
che il 13 luglio 2018 RE 1 si è rivolto a questa Camera con un reclamo volto, in estrema sintesi, a ottenere l'annullamento o la sospensione delle “decisioni del 14 giugno 2018”;
che l'atto non è stato notificato alla controparte per osservazioni;
e considerando

in diritto:
che,
in concreto,
la Giudice di pace supplente, preso atto della mancata conciliazione ha rilasciato agli attori quello stesso giorno l'autorizzazione ad agire nel senso dell'art. 209 cpv. 1 CPC;
che per costante giurisprudenza, l'autorizzazione ad agire non costituisce una decisione suscettiva di appello o reclamo (DTF 140 III 229 consid. 2.1);
che, in tali circostanze, il reclamo contro un'autorizzazione ad agire rilasciata dall'autorità di conciliazione si rivela d'acchito irricevibile e può essere deciso
in virtù dell'art. 48
b
cpv. 1 lett. a n. 2 LOG;
che, ad ogni modo, incombe al giudice competente, innanzi al quale dev'essere depositata l'azione entro il termine dell'art. 209 cpv. 3 CPC, di pronunciarsi sulla validità dell'autorizzazione ad agire nell'ambito dell'esame dei presupposti processuali;
che le spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di ripetibili alla controparte, alla quale il reclamo non è stato notificato per osservazioni.