Decision ID: 72d10efb-4d45-581c-b1d0-5ef6e25e574f
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
La cronistoria del caso in esame è diffusamente illustrata nella sentenza inc. 11.2019.24 del 4 maggio 2020 emanata da questa Camera. Ai fini dell'attuale giudizio basti ricordare che con decisione dell'11 gennaio 2019 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1961), cittadino olandese, e AP 1 (1969), accertando che non sussistono rapporti patrimoniali da regolare, ogni coniuge rimanendo proprietario dei beni in suo possesso o a lui intestati, oltre che responsabile dei debiti da lui contratti o facenti capo a lui. Il Pretore ha constatato inoltre che non sussistono averi previdenziali da suddividere, ha
escluso contributi alimentari tra coniugi, ha affidato la figlia
I_ (il 10 aprile 2001)
alla madre con esercizio congiunto dell'autorità parentale, senza stabilire un diritto di visita paterno, e ha obbligato AO 1
a versare un contributo alimentare di fr. 983.– mensili per I_ fino al 30 giugno 2021, assegni familiari compresi.
Le spese processuali di fr. 900
.–
sono state poste per due terzi a carico dell'attrice e per il resto a carico del convenuto, cui l'attrice è stata tenuta a rifondere fr. 2000.– per ripetibili ridotte. Tale
de-cisione è stata confermata da questa Camera su appello di
AO 1
con sentenza del
4 maggio 2020
(inc. 11.2019.24), passata in giudicato.
B.
Nel frattempo, l'8 dicembre 2019, AP 1 si è rivolta nuovamente al Pretore per ottenere la liberazione in suo favore della metà del
deposito in garanzia di
fr. 3030.60 versato per la locazione dell'alloggio coniugale e della metà del
deposito in garanzia di
fr. 5000.– per la locazione dello studio di fisioterapia dell'ex marito, questioni che il Pretore “ha dimenticato di inserire
nella seconda decisione di divorzio”. Nella sua risposta del 16 gen
naio 2020 AO 1 ha proposto di respingere
l'istanza e, anzi, di liberare in suo favore entrambi i depositi. Con replica del 4 febbraio 2020 e duplica del 6 marzo 2020 le parti hanno ribadito il rispettivo punto di vista.
C.
Statuendo con sentenza del 9 settembre 2020, il Pretore ha completato il dispositivo n. 2 della sentenza di divorzio, nel senso che “l'importo depositato sul conto garanzia affitto presso la Banca _ (_) e quello depositato sul conto garanzia affitto relativo al contratto di locazione per lo studio di fisioterapia sono riconosciuti di esclusiva competenza di AO 1, che potrà pertanto disporne senza il consenso di AP 1”. Egli non ha prelevato spese né ha assegnato ripetibili.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 13 febbraio 2019 in cui chiede sostanzialmente di liberare in suo favore la metà di ambedue i
depositi in garanzia.
Il memoriale non è stato comunicato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha completato un dispositivo della sentenza di divorzio
dell'11 gennaio 2019
in applicazione dell'art. 334 CPC (da lui esplicitamente richiamato), ravvisandone l'incompletezza. Accertato che
il “conto deposito garanzia affitti” di fr. 3060.60 per l'ex abitazione coniugale è tuttora intestato a entrambi i coniugi, così come “verosimilmente” quello di fr. 5000.– per lo studio di fisioterapia del marito
, egli ha ricordato che nella causa di divorzio AP 1 aveva postulato la ripartizione a metà dei due depositi. Nella sentenza tali pretese erano state ritenute prive di fondamento, non essendo stato provato che – come sosteneva l'interessata – tali conti fossero stati alimentati con acquisti” (consid. 4). Se non che, ha soggiunto il Pretore, nel dispositivo n. 2 della sentenza è stato omesso di indicare “che gli importi depositati sui conti di garanzia affitto formalmente cointestati spettano esclusivamente ad AO 1”. Onde, come detto, l'integrazione del dispositivo.
2.
La procedura di interpretazione o di rettifica prevista dall'art. 334 CPC si articola in due fasi. Nella prima occorre determinare se sono date le condizioni per l'interpretazione o la rettifica della sentenza. Se tali condizioni sussistono, è necessario, in una seconda fase, formulare un nuovo dispositivo (sentenza del Tribunale federale
5D_192/2017 del 17 maggio 2018
consid. 3.2 con rinvio a DTF 143 III 520, consid. 6.2
in: SJ 2019 pag. 55
). Qualora l'autorità di primo grado respinga o dichiari inammissibile una domanda di interpretazione o di rettifica, la relativa decisione è soggetta a reclamo in virtù dell'art. 334 cpv. 3 CPC. Per contro, ove accolga la domanda di interpretazione o di rettifica, il primo giudice emette una nuova decisione nel merito (art. 334 cpv. 4 CPC). A quel momento comincia a decorrere un ulteriore termine di ricorso. Nella nuova decisione il giudice si pronuncia dapprima sull'esistenza di un motivo di interpretazione e in seguito rettifica oppure interpreta la decisione iniziale. I rimedi di diritto contro simile decisione sono quelli previsti per il merito (appello o reclamo) e non il reclamo dell'art. 334 cpv. 3 CPC. La parte ricorrente può quindi, da un lato, sostenere che la decisione corretta costituisce una modifica sostanziale – vietata – della decisione iniziale e, dall'altro, sollevare tutte le obiezioni ammissibili contro i punti corretti della decisione nel merito, secondo il rimedio giuridico esperibile (sentenza del Tribunale federale
5D_192/2017 del 17 maggio 2018
consid. 3.3.2 con rinvio a DTF 143 III 520, consid. 6.3
: SJ 2019 I 55
).
3.
Nel caso in esame AP 1, richiamando una sua lettera indirizzata il 23 febbraio 2020 alla terza Camera civile del
Tribunale di appello, muove tutta una serie di rimostranze all'o
perato del Pretore. Essa afferma che, non essendosi dato seguito alle sue critiche, si giustifica di liberare in suo favore la metà del saldo dei due
depositi in garanzia. A maggior ragione, essa continua, ove si pensi che l'ex marito nemmeno versa il contributo alimentare in favore della figlia I_.
Ora, a prescindere dal fatto che in primo grado l'interessata non ha formulato una domanda di ricusa nei confronti del Pretore, i rimproveri che lei rivolge al giudice riguardano decisioni precedenti e sono senza rilievo ai fini dell'attuale giudizio. Per il resto, l'interessata avrebbe dovuto spiegare come mai la decisione impugnata sarebbe erronea. Ma in concreto difetta qualsiasi confronto con la motivazione del Pretore. Perché nell'accertare che i “conti deposito garanzia” non sono stati “alimentati con acquisti del marito”, ciò che esclude ogni pretesa della moglie sulla metà degli stessi, il primo giudice sarebbe incorso in accertamenti di fatti erronei o in applicazioni erronee del diritto essa neppure accenna. Che AO 1 non versi il contributo alimentare per la figlia appare senz'altro riprovevole, ma nulla ha a che vedere con la titolarità dei fondi depositati sui due conti. Per contendere l'inadempimento dell'obbligo di mantenimento occorre far capo ad altri strumenti legali (art. 290 segg. CC). Se ne conclude che, privo di adeguata motivazione, l'appello vede la sua sorte segnata.
4.
Le spese dell'attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC),
ma
eccezionalmente
si rinuncia a prelevare oneri.
Non si pone problema di ripetibili, il memoriale non essendo stato comunicato a AO 1 per osservazioni.
5.
Quanto ai rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– nella prospettiva dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.