Decision ID: 965df947-df8a-5328-91b8-28cc086c9df7
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto:
in fatto:
A. Statuendo sull’istanza 17 dicembre 2009 della società IS 1., _ (Tortola, Isole Vergini Britanniche), l’Alta Corte di Giustizia dei Caraibi Orientali delle Isole Vergini Britanniche (Eastern Caribbean Supreme Court in The High Court of Justice), con decisione di stessa data (Order, n. 2009/430, doc. H e I), ha nominato PI 1, PI 2 e PI 3 co-liquidatori provvisori (Joint Provisional Liquidators) della società istante. D’altronde, l’Alta Corte di Giustizia di Londra (The High Court of Justice of London), con decisione 18 dicembre 2009 (Order, n. 22027/2009), ha nominato gli stessi PI 2 e PI 3 quali co-liquidatori provvisori della medesima società. Il 12 febbraio 2010, questa Camera ha respinto l’istanza dei co-liquidatori provvisori tendente al riconoscimento in Svizzera di entrambe le citate decisioni nonché all’adozione di misure conservative, ritenendo che gli Orders in questione non erano da considerare decisioni di “fallimento” ai sensi dell’art. 166 LDIP, siccome erano decisioni provvisionali che precedevano il “fallimento” vero e proprio, ovvero la “liquidation” ai sensi della sezione 160 dell’Insolvency Act 2003 (CEF 14.10.10, cons. 3.2 e 3.3).
B. Statuendo sull’istanza 7 dicembre 2009 della società M_ Ltd, l’Alta Corte di Giustizia dei Caraibi Orientali delle Isole Vergini Britanniche, con decisione 15 febbraio 2010 (Order, n. 2009/430, doc. B e C), ha nominato PI 1, PI 2 e PI 3 co-liquidatori (Joint Liquidators) della società IS 1 ai sensi dell’Insolvency Act 2003.
C. Il 1° marzo 2010, i liquidatori hanno chiesto a questa Camera il riconoscimento della procedura d’insolvenza in Svizzera e l’adozione di misure conservative ai sensi dell’art. 168 LDIP (sospensione dell’esecuzione n. _ promossa dalla società PI 4, _, contro IS 1, e delle procedure giudiziarie connesse, nonché divieto all’UE di Lugano di disporre dei beni oggetto dei sequestri n. _, n. _, _ e n. _ eseguiti a favore della stessa procedente). Le istanze cautelari e supercautelari sono state respinte con decisione 8 marzo 2010.
D. Il 22 marzo 2010, gli istanti hanno prodotto una dichiarazione dell’amministratore di IS 1 prima che venisse messa in liquidazione, signor _, con cui ha comunicato di rinunciare ad essere sentito nella procedura di exequatur in esame. A richiesta della Camera, gli istanti, il 29 marzo 2010, hanno inoltre prodotto l’istanza 7 dicembre 2009 di M_ Ltd all’origine dell’Order 15 febbraio 2010 e un ulteriore parere dello studio legale L_ del 26 marzo 2010 relativo a tale istanza e a quella 17 dicembre 2009 di IS 1

Considerato
in diritto:
1. Giusta l’art. 513 cpv. 1 CPC, nel Canton Ticino competente per riconoscere i decreti di fallimento stranieri ai sensi degli art. 166 e segg. LEF è la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello. Secondo l’ art. 513 cpv. 2 CPC, la procedura è trattata nelle forme della procedura contenziosa – quindi contraddittoria – di camera di consiglio (art. 361 e segg. CPC). Per diritto federale, la procedura è retta dal principio inquisitorio (Kaufmann-Kohler/Rigozzi, n. 16 ad art. 167 LDIP), ma le parti sono tenute a collaborare attivamente all’accertamento dei fatti pertinenti.
2. Le condizioni e gli effetti del riconoscimento in Svizzera di un decreto straniero di fallimento sono regolati dagli art. 166 e segg. LDIP, fatti salvi eventuali trattati internazionali (art. 1 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 LDIP). Non esistono, nella materia specifica, accordi tra la Svizzera e le Isole Vergini Britanniche. La Convenzione del 3 dicembre 1937 tra la Svizzera e la Gran Bretagna in materia di procedura civile (RS 0.274.183.671), che si estende alle Isole Vergini Britanniche (art. 8 nota 4), non è infatti applicabile in materia di fallimento (cfr. Jaques, La reconnaissance et les effets en Suisse d’une faillite ouverte à l’étranger, Lugano 2006, pag. 6, con rif.).
3. Per i combinati art. 166 cpv. 1 lett. a – c, 27 e 29 LDIP, nonché 167 cpv. 1 LDIP, il riconoscimento in Svizzera di un fallimento straniero presuppone che:
1) la decisione da delibare decreti l’apertura di un “fallimento” ai sensi dell’art. 166 LDIP;
2) vi siano beni della massa fallimentare nel circondario del giudice adito (nel caso di specie nel Cantone Ticino);