Decision ID: 0b1f0073-c1cf-58d9-bd55-e743eae6439f
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Ritenuto in fatto:
che il 6 luglio 2014 le guardie di confine hanno sottoposto il signor
A._ e il suo veicolo proveniente da X._ – transitato in
Svizzera attraverso il valico di confine di Y._ – ad un controllo
doganale approfondito, dopo averlo fermato nelle retrovie in Via [...], nei
pressi della stazione di servizio Z._;
che, in tale occasione, le guardie di confine non solo hanno scoperto
quattro mazzi di banconote del valore complessivo di 50'000 euro apposi-
tamente nascoste nel cruscotto del lato passeggero all'altezza dell'airbag
del suo veicolo e un mazzo di banconote pari a 1'800 euro nel suo
portafoglio, ma anche rilevato delle tracce di cocaina;
che, prima del predetto controllo, le guardie di confine hanno chiesto
espressamente al signor A._ se trasportava merci o liquidità,
domanda alla quale egli ha risposto negativamente;
che, in tali circostanze, sospettandolo del reato di riciclaggio di denaro ai
sensi dell'art. 305bis cifra 1 CP (denaro presumibilmente proveniente dal
traffico di droga), le guardie di confine hanno sequestrato provvisoriamente
il veicolo e i cinque mazzi di banconote e informato la polizia cantonale
V._, la quale in veste di autorità competente ha tuttavia rifiutato la
presa in consegna del caso;
che l'Amministrazione federale delle dogane (di seguito: AFD) si è dunque
fatta carico del caso;
che, con decisione 13 febbraio 2015, l'AFD – per il tramite del Commando
del Corpo delle guardi di confine (Cgcf) – ha pertanto ordinato il
sequestrato definitivo del veicolo e dei cinque mazzi di banconote del
valore complessivo di 51'800 euro, ai sensi dell'art. 104 della legge del
18 marzo 2005 sulle dogane (LD, RS 631.0) in combinato disposto con
l'art. 223a dell'ordinanza del 1° novembre 2006 sulle dogane (OD, RS
631.01), in vista della loro confisca e distruzione;
che, il 23 marzo 2015, A._ (di seguito: ricorrente) – per il tramite del
suo patrocinatore – è insorto avverso la predetta decisione dinanzi al
Tribunale amministrativo federale, postulandone l'annullamento;
che, con risposta 2 giugno 2015, l'autorità inferiore ha postulato il rigetto
del ricorso, riconfermandosi nella propria decisione;
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che il 18 dicembre 2015 – su invito dello scrivente Tribunale – l'autorità
inferiore si è nuovamente riconfermata nella propria decisione, anche alla
luce delle tre sentenze parallele A-5254/2014, A-5255/2014 e A-5258/2014
del 24 luglio 2015, precisando in particolare di aver segnalato il caso alle
competenti autorità penali cantonali;
che il 22 dicembre 2015, il Procuratore pubblico B._ del Ministero
pubblico del Canton V._ ha segnalato allo scrivente Tribunale di
aver ordinato il sequestro ex artt. 263 segg. del codice del 5 ottobre 2007
di diritto processuale penale svizzero (CPP, RS 312.0), nelle mani
dell'AFD, del veicolo e dei cinque mazzi di banconote nell'ambito del
procedimento penale da lui condotto nei confronti del ricorrente per
riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis cifra 1 CP, aperto a seguito della
comunicazione dell'AFD;

e considerato in diritto:
1.
che, in concreto, la presente vertenza e i recenti sviluppi dei fatti – in
particolare, l'intervento del Ministero pubblico V._ mediante
l'ordine di sequestro del 22 dicembre 2015 – impongono allo scrivente
Tribunale non solo di statuire sulla sua competenza (cfr. consid. 2 che
segue), ma anche di esaminare la validità della decisione impugnata, con
cui l'AFD ha ordinato il sequestro definitivo, in vista della confisca e della
distruzione dei cinque mazzi di banconote e dell'autoveicolo (cfr. consid. 3
che segue);
2.
2.1.
che, giusta l'art. 7 cpv. 1 PA, l'autorità esamina d'ufficio la sua competenza;
che, giusta l'art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA, riservate le eccezioni
previste dall'art. 32 LTAF;
che sono considerate autorità inferiori quelle di cui all'art. 33 LTAF; che il
CgcF è una tale istanza;
che, in particolare, le decisioni rese dall'AFD possono di regola essere
impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale (art. 33 lett. d LTAF;
art. 116 LD);
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2.2.
che, in concreto, la decisione impugnata è fondata sull'art. 104 LD, in
combinato disposto con l'art. 223a lett. b OD;
che, giusta l'art. 104 LD, l'AFD può prendere tutti i provvedimenti necessari
per la salvaguardia dei mezzi di prova che possono essere utilizzati in un
procedimento penale (cpv. 1); ch'essa sequestra oggetti e valori patrimo-
niali che sono presumibilmente confiscabili (cpv. 2); che l'AFD consegna
immediatamente alle autorità competenti gli oggetti, i valori patrimoniali e i
mezzi di prova di cui ai cpv. 1 e 2 (cpv. 3);
che, ai sensi dell'art. 223a OD, se l'autorità competente rifiuta di prendere
in consegna oggetti, valori patrimoniali o altri mezzi di prova, (lett. a) nel
caso previsto all'art. 104 cpv. 1 LD si applica il diritto di pegno doganale
(artt. 82-84 LD), mentre (lett. b) nel caso previsto all'art. 104 cpv. 2 LD essi
vengono distrutti;
che, giusta l'art. 82 cpv. 1 lett. b LD, la Confederazione ha un diritto di
pegno legale sulle merci o sulle cose che sono servite a commettere una
violazione di disposti legali federali doganali o non doganali alla cui
esecuzione l'AFD coopera;
che, giusta l'art. 4 cpv. 1 dell'ordinanza dell'11 febbraio 2009 concernente
il controllo dei movimenti transfrontalieri di liquidità (RS 631.052), l'AFD
può sequestrare provvisoriamente le liquidità in virtù dell'art. 104 LD;
che, allorquando l'autorità competente prende in consegna gli oggetti o i
valori patrimoniali confiscati dall'AFD, la competenza per statuire in merito
alla loro sorte passa a quest'ultima;
che nel caso contrario – su riserva del consid. 3 del presente giudizio
relativo alla competenza dell'AFD e alla validità delle misure da lei ordinate
– spetta invece all'AFD statuire sulla sorte degli oggetti e dei valori
patrimoniali sequestrati giusta l'art. 223a OD, emanando una decisione
impugnabile dinanzi al Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 116 LD);
2.3.
che, in concreto, la polizia cantonale V._ è stata informata in merito
al controllo doganale del 6 luglio 2014, nonché il sospetto di riciclaggio di
denaro ai sensi dell'art. 305bis cifra 1 CP, ma ha rifiutato di prendere in
consegna gli oggetti e i valori patrimoniali;
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che la competenza per pronunciarsi al riguardo è dunque effettivamente
passata all'AFD, la quale ha ordinato il sequestro definitivo, in vista della
confisca e la distruzione del veicolo e dei cinque mazzi di banconote;
che tale decisione è stata impugnata dinanzi al Tribunale amministrativo
federale;
che, tuttavia – sebbene a distanza di quasi un anno – su segnalazione
dell'autorità inferiore, il Ministero pubblico V._ ha poi ordinato il
sequestro penale dei suddetti oggetti e valori patrimoniali, nelle mani
dell'AFD, in applicazione degli artt. 263 segg. CPP (cfr. ordine di sequestro
del 22 dicembre 2015 del PP B._);
che una tale presa in consegna deve poter intervenire anche in un
momento successivo a quello previsto dall'art. 104 cpv. 3 LD immedia-
tamente dopo il sequestro provvisorio, in particolare quando – come nel
caso in disamina – la prescrizione penale non è ancora decorsa;
che l'autorità penale cantonale ha dunque preso in consegna tali oggetti e
valori patrimoniali ai sensi dell'art. 104 cpv. 3 LD, sicché la stessa è
attualmente competente per statuire sulla loro sorte;
che, in tali circostanze, si deve ritenere che la competenza per dirimere la
presente vertenza non è più di rilievo dello scrivente Tribunale, bensì del
Ministero pubblico del Cantone V._;
che, nella misura in cui la competente autorità penale cantonale ha
confermato il sequestro degli oggetti e valori patrimoniali pronunciato in
precedenza dall'AFD, quest'ultima autorità non è dunque più abilitata ad
ordinarne la distruzione ai sensi dell'art. 223a OD;
che la confisca e la distruzione ordinate dall'AFD con decisione 13 febbraio
2015 sono dunque divenute viziate da nullità sopravvenuta;
che, visto l'esito della presente procedura, anche la questione di sapere se
il capo del Servizio specializzato stupefacenti AFD era effettivamente
competente o meno per firmare la decisione del 13 febbraio 2015 può
rimane aperta (cfr. sentenza del TF 2C_2014/2012 del 13 novembre 2013
consid. 6.1);
che, conseguentemente, la presente procedura è divenuta priva d'oggetto,
sicché la causa dinanzi allo scrivente Tribunale deve essere stralciata dai
ruoli;
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3.
che, cionondimeno, è qui doveroso precisare che quand'anche lo scrivente
Tribunale fosse entrato nel merito del gravame, lo stesso avrebbe dovuto
annullare la decisione qui impugnata e accogliere il ricorso;
che lo scrivente Tribunale, ha infatti già avuto modo di precisare che l'AFD
non è abilitata a ordinare la distruzione di oggetti o valori patrimoniali
sequestrati provvisoriamente che non vengono presi in consegna dalle
competenti autorità ai sensi dell'art. 104 cpv. 3 LD, in quanto l'art. 223a OD
– che prevede una tale misura – non rappresenta una base legale formale
sufficiente (cfr. in particolare, sentenza del TAF A-5254/2014 del 24 luglio
2015 consid. 5.1; sentenze parallele del TAF A-5255/2014 e A-5258/2014
del 24 luglio 2015);
che l'autorità inferiore era pertanto incompetente per ordinare la distruzione
degli oggetti e dei valori patrimoniali da lei sequestrati definitivamente
(cinque mazzi di banconote e un autoveicolo), sicché tale misura non può
– e non poteva – in ogni caso essere confermata dallo scrivente Tribunale;
che, conseguentemente, in assenza di un procedimento penale o della
presa in consegna da parte della competente autorità degli oggetti o valori
patrimoniali sequestrati dall'AFD, gli stessi andrebbero dunque restituiti al
suo legittimo proprietario, ovvero il ricorrente (cfr. sentenza del TAF A-
5254/2014 del 24 luglio 2015 consid. 5.4);
che, ciò non è tuttavia qui il caso, nella misura in cui il Ministero pubblico
del Cantone V._ ha aperto nei confronti del ricorrente un proce-
dimento penale per sospettato riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis
cifra 1 CP, confermando il sequestro ai sensi degli artt. 263 segg. CPP;
che i cinque mazzi di banconote e il veicolo in questione devono pertanto
rimanere sequestrati, nelle mani dell'AFD, così come ordinato dal Ministero
pubblico del Cantone V._, finché quest'ultimo non statuisca in
proposito;
4.
che tenuto conto delle circostanze particolari del caso e dell'esito del litigio
divenuto privo d'oggetto, per quanto attiene alle spese di procedura e le
ripetibili, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue;
che, se una causa diviene priva d'oggetto, di regola le spese processuali
sono addossate alla parte il cui comportamento rende priva d'oggetto la
causa; che se una causa diviene priva d'oggetto senza che ciò sia
imputabile ad una parte, le spese sono fissate tenuto conto dello stato delle
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cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite (cfr. art. 5 del regola-
mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause
dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che, se una causa diviene priva d'oggetto, il Tribunale esamina se devono
essere accordate alla parte delle spese ripetibili, applicando l'art. 5 TS-TAF
pe analogia (cfr. art. 15 TS-TAF);
che, in concreto, la causa – qui stralciata dai ruoli – è divenuta priva
d'oggetto a seguito dell'apertura di un procedimento penale da parte del
Ministero pubblico del Cantone V._ nei confronti del ricorrente, su
segnalazione dell'autorità inferiore (cfr. consid. 2 del presente giudizio);
che, qualora lo scrivente Tribunale fosse entrato nel merito del ricorso, egli
si sarebbe pronunciato a favore del ricorrente, sicché l'autorità inferiore
sarebbe risultata parte soccombente (cfr. consid. 3 del presente giudizio);
che, a prescindere dal determinare chi abbia reso privo d'oggetto la causa,
non vanno pertanto prelevate spese processuali (cfr. art. 63 cpv. 2 PA);
che, alla crescita in giudicato del presente giudizio, l'anticipo spese di
4'000 franchi versato a suo tempo dal ricorrente dovrà dunque essergli
restituito, previa sua indicazione delle coordinate postali o bancarie sulle
quali effettuare il versamento;
che, per contro, si giustifica l'assegnazione di indennità di ripetibili al
ricorrente, nella misura in cui egli è patrocinato da un avvocato e avrebbe
vinto la causa, qualora la presente procedura non fosse stata stralciata dai
ruoli, in quanto divenuta priva d'oggetto (cfr. art. 5 in fine TS-TAF);
che in concreto le stesse sono fissate a 6'000 franchi, importo messo a
carico dell'autorità inferiore (cfr. art. 15 TS-TAF e art. 7 segg. TS-TAF);
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
La decisione del 13 febbraio 2015 del Commando del Corpo delle guardie
di confine è diventata nulla.
2.
La presente procedura è divenuta priva d'oggetto e va pertanto stralciata
dai ruoli.
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3.
Non vengono prelevate spese processuali. Di conseguenza, alla crescita
in giudicato del presente giudizio, l'anticipo spese di 4'000 franchi verrà
restituito al ricorrente, previa indicazione delle coordinate postali o bancarie
sulle quali effettuare il versamento.
4.
Alla crescita in giudicato del presente giudizio, l'autorità inferiore verserà al
ricorrente 6'000 franchi a titolo di indennità di ripetibili.
5.
Comunicazione a:
– ricorrente (Atto giudiziario)
– autorità inferiore (n. di rif. ***; Atto giudiziario)
– PP B._, Ministero pubblico del Canton V._ (per
informazione)