Decision ID: 21c0d287-b941-5a25-a6e5-a510f155c4d8
Year: 2004
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto
A.
Per i fatti essenziali, e per quanto necessario, si può rinviare a precedente decisione che accoglieva una prima istanza di proroga del carcere preventivo del qui accusato:
"
A.
_ è stato arrestato a Losanna il 16 luglio 2003 sulla base dell'ordine di arresto di portata nazionale ed internazionale del 6 giugno 2003 e trasferito il 18 luglio 2003 in Ticino, con conferma dell'arresto da parte di questo giudice il giorno successivo (cfr. doc. 9 inc. GIAR 458.2003.1) e contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla LFStup, riciclaggio di denaro, falsità in certificati, sequestro di persona e rapimento semplice subordinatamente aggravato, estorsione, nonché subordinatamente coazione (inc. MP 2003.4808 e 4299).
Successivamente, nell'ambito del procedimento di cui all'inc. MP 2003.4808, in data 10 novembre 2003, l'accusa è stata estesa, a seguito della querela 29 agosto 2003 sporta da _, ai reati di lesioni semplici, vie di fatto, aggressione, ingiuria e minaccia.
B.
In sostanza e riassuntivamente _ è accusato di avere acquistato, rivenduto a terzi ingenti quantità di canapa (inc. MP 2003.4299), nonché di avere partecipato, con altre persone, al "prelevamento" di _ dal ristorante/hotel _ di Lugano, contribuendo a trattenerlo, spostarlo (contro la volontà di _) in diverse località del Cantone della Svizzera, nel periodo fra il 16 ed il 18 giugno 2003, in quanto _ era "sospettato" di aver sottratto un importante quantitativo di marijuana (ca kg. 170) che _ ed altri avevano in precedenza depositato presso il suddetto ristorante/hotel, verosimilmente in vista di consegnarlo agli acquirenti (inc. MP 2003.4299)."
(sentenza 12 gennaio 2004, GIAR 458.2003.4)
B.
L'accusato si trova ancora in detenzione preventiva a seguito di tre proroghe della carcerazione, ogni volta di due mesi, concesse da questo giudice con decisioni del 12 gennaio 2004, 15 marzo 2004 e del 14 maggio 2004. Quest'ultima decisione è stata confermata dalla CRP con sentenza del 17 giugno 2004 (incarti GIAR 458.2003.4/6/7; inc. CRP 60.2004.201).
Per quanto concerne lo stadio dell'istruttoria, risulta che gli atti sono stati depositati una prima volta il 16 dicembre 2003. A seguito di un'istanza di complementi, il magistrato inquirente ne ha accolti alcuni - nel frattempo già evasi - mentre un altro, l'interrogatorio isolato e a confronto di _, è stato accolto da questo giudice a seguito di reclamo (sentenza 10 febbraio 2004, GIAR 458.2003.5).Considerato che non è (stato) possibile procedere al suddetto atto istruttorio non essendo _ interrogabile - come attestato dalla perizia 21 maggio 2004 allestita dalla dott.ssa _ (AI 257) - con decisione 30 giugno 2004 il magistrato inquirente ha rifiutato la prova, in quanto attualmente impossibile da esperire. Con separata decisione di pari data ha pure disposto un secondo deposito atti (con scadenza al 19 luglio 2004) limitatamente alle prove raccolte a seguito dell'istanza di complemento 16 dicembre 2003 (AI 271 e 272).
C.
Con la richiesta qui in discussione il Procuratore pubblico chiede che la detenzione preventiva sia ulteriormente prorogata di 2 mesi, cioè sino al 18 settembre 2004. Il magistrato inquirente, riassunto quanto avvenuto a livello istruttorio dopo la decisione 24 maggio 2004 di questo giudice, con particolare riferimento ai nuovi elementi di giudizio emersi in relazione all'audizione isolata e/o a confronto di _ e alla sua conseguente decisione di rifiuto della prova, evidenzia che, in caso di mancato reclamo, una proroga di due mesi appare sufficiente per chiudere l'istruttoria, tenuto anche conto deI fatto che è stato ordinato un secondo deposito atti e riservati eventuali nuove prove richieste, così come nell'ipotesi in cui un eventuale reclamo venisse respinto, tenuto anche conto dei tempi per l'emanazione di una decisione negativa da parte questo ufficio, se invece il reclamo venisse accolto il termine di due mesi
"altro non sarebbe che l'anticamera di una nuova istanza di proroga tenuto conto delle conclusioni della perizia della dr. Med. _ ".
Dopo aver rinviato per i gravi e concreti indizi di colpevolezza ed il pericolo di fuga alle precedenti decisioni di questo ufficio e a quella 17 giugno 2004 della CRP, il magistrato inquirente rileva che il carcere preventivo sofferto e quello ancora da soffrire sarebbe comunque rispettoso del principio di proporzionalità, ciò malgrado i continui ritardi riconducibili alla posizione assunta dalla difesa di _.
D.
La difesa, con osservazioni del 12/13 luglio, si oppone alla proroga richiesta.
Dopo aver affermato che l'accusato non ha conseguito arricchimento dai fatti che gli vengono imputati quali infrazioni alla LDDS e che l'ipotesi di sequestro di persona si fonda su dichiarazioni traballanti della presunta vittima (Osservazioni, punto 2), disquisisce sulla posizione assunta dall'accusa in merito ai nuovi elementi che impedirebbero di assumere la prova proposta dalla difesa ed a suo tempo accolta da questo ufficio (audizione _). A suo dire, la prova è da assumere e può essere assunta, basta attendere il tempo indicato dal perito giudiziario quale limite minimo per una eventuale nuova valutazione dell'interrogabilità del soggetto. Questa circostanza, in uno con il fatto che audizione e confronto potevano avvenire nei primi tempi dell'inchiesta, fanno si che il tempo che ora si dovrebbe attendere non sia opponibile all'accusato né in relazione ai bisogni istruttori né in relazione al pericolo di fuga, per motivi di proporzionalità e di buona fede processuale (Osservazioni, punti 3,4 e 5).
Delle ulteriori allegazioni/argomentazioni delle parti si dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.

Considerato
in diritto
1.
L'istanza, presentata prima del termine di scadenza della detenzione preventiva ex art. 102 cpv. 2 CPP (18 luglio 2004, compreso), stabilito con decisione del 14 maggio 2004, e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
3.
Per quanto concerne l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di _, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, si può senz'altro far capo (DTF 123 I 30, consid. 2c) a quanto detto nella decisione 12 gennaio 2004 e riconfermato in quelle del 15 marzo 2004 e 14 maggio 2004, nonché in quella della CRP del 17 giugno 2004 (consid. 2). Infatti, non emergono dall'incarto (tantomeno dall'istanza e/o dalle osservazioni) elementi atti a modificare sostanzialmente quelle conclusioni che vengono, di conseguenza, qui riprodotte:
"
3.
Per quanto concerne i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di _, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, non occorrono grandi disquisizioni per confermarne l’esistenza nel caso in esame.
Per quanto concerne il procedimento di cui all'inc. MP 2003.4299, relativo ai reati di infrazione aggravata e contravvenzione alla LFStup, nonché riciclaggio di denaro, per le prime due imputazioni giova rilevare che lo stesso accusato ha ammesso di avere, in correità con terzi, acquistato in Ticino, comperando da _, _ e _, nel periodo tra l'ottobre 2002 ed il luglio 2003, almeno kg. 682/707 di canapa per un importo complessivo variante tra i fr. 1'831'900.-- e fr. 1'894'400.-- e di avere, nel medesimo periodo, venduto a terzi almeno kg. 511/536 al prezzo di fr. 3'500.-- al chilogrammo, rispettivamente ha riconosciuto un consumo giornaliero di canapa (tra i 5 ed i 15 spinelli al giorno) (cfr. AI 8 e 11, § 3, classatore 1 atti generali inc. MP 2003.4299 e AI 121 inc. MP 2003.4808).
Per quanto riguarda invece il reato di cui all'art. 305 bis cifra 1 e 2 CP, lo stesso Procuratore pubblico, ha evidenziato che le risultanze sinora acquisite non hanno permesso di verificare l'adempimento dei presupposti oggettivi e soggettivi di tale reato e che, pertanto, riservati futuri sviluppi dell'inchiesta, non può essere escluso l'abbandono di tale imputazione.
Per quanto riguarda invece il procedimento di cui all'inc. MP 2003.4808, _ riconosce unicamente l'accusa di falsità in certificati (cfr. AI 121, verb. PP 13.11.2003), mentre contesta i reati di cui all'art. 183 e 184 CP ai danni di _ (cfr. AI 28, verb. 12.8.2003; AI 30 verb. 13.8.2003; AI 34, verb. 18.8.2003; AI 91, verb. 10.10.2003; AI 93, verb. 13.10.2003; AI 105, verb. 27.10.2003; AI 107, verb. 29.10.2003 e AI 112, verb. 4.11.2003). Dagli atti risultano tuttavia elementi concreti per ritenere che _ sia stato sequestrato rispettivamente rapito, contro il suo volere, sino alle prime ore del 18 giugno 2003 ed in questo lasso di tempo minacciato più volte verbalmente e fisicamente, ripetutamente privato della sua libertà personale, nell'impossibilità sia di fuggire che di chiedere aiuto a terzi e che in tale vicenda _ abbia avuto un ruolo determinante (cfr. rapporto di polizia giudiziaria 6.11.2003 all. 68; AI 30 verb. T. _ 17.7.2003; AI 38, verb. confronto T. _-S. _ 17.7.2003, AI 41, verb. confronto T. _-G. _ 29.7.2003, AI 45, verb. confronto T. _-A. _ 6.8.2003; AI 14, verb. A. _ 18.7.2003; AI 39 verb. A. _ 28.7.2003; AI 43, verb. confronto A. _-S. _ 30.7.2003; rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 6.11.2003, all. 80, 81, 82 e 83, verb. _ 30.6.2003, 14.7.2003, 16.7.2003 e 3.9.2003). Giova comunque evidenziare che l'accusato ha riconosciuto di avere ripetutamente colpito _ a _ (cfr. AI 30, verb. PP 13.8.2003, inc. MP 2003.4808), ciò che concretizzerebbe a suo carico anche il reato di lesioni semplici (art. 123 cifra 1 CP) subordinatamente vie di fatto (art. 126 CP).
In considerazione dell'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza emergenti dagli atti per i suddetti reati di indubbia gravità, segnatamente quelli di cui agli art. 19 cifra 1 e 2 lett. b e c LFStup, 183 e 184 CP (rispettivamente nell'ipotesi più favorevole all'accusato del reato di cui all'art. 181 CP) e 252 CP e sebbene quello di aggressione, come osservato dal Procuratore pubblico, non appaia a prima vista fondato poiché assorbito dall'art. 123 cifra 1/126 cpv. 1 CP, appare superfluo un esame nel merito degli ulteriori reati addebitati all'accusato e perseguibili a querela di parte (ingiuria e minaccia)."
(sentenza12 gennaio 2004,GIAR 458.2003.4)
4.
La detenzione preventiva di _ è giustificata in considerazione dell'esistenza, contestata dalla difesa, di un concreto pericolo di fuga. Valgono in proposito le considerazioni espresse nella recente decisione emanata dalla CRP a conferma di quella di questo ufficio che prorogava la carcerazione dell'accusato:
"
3.2.
3.2.1
La detenzione preventiva può inoltre giustificarsi in presenza di un pericolo di fuga, considerato che uno dei suoi scopi principali è quello di assicurare la presenza dell'imputato per impedirgli di sottrarsi al procedimento o all'esecuzione della pena che potrà essergli inflitta. Tale pericolo deve essere nondimeno concreto e rivestire il carattere di una certa probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l'accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale e all'esecuzione della pena, ossia se le circostanze lasciano presumere che le conseguenze di una fuga appaiano, per il prevenuto, come un male minore di quello derivante da un'ulteriore carcerazione. La gravità della presumibile pena (così come la gravità dell'infrazione), di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma probabile, e deve essere valutato l'insieme delle circostanze, quali il carattere dell'interessato, la sua morale, i suoi legami familiari, l'assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche (cfr. decisione TF 1P.263/2004 del 19.5.2004; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 11 ss. ad art. 95 CPP; R. HAUSER / E. SCHWERI, op. cit., § 68 n. 12; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 2334 ss.; M. LUVINI, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in REP. 1989, p. 287 ss.).
3.2.2.
Nella fattispecie - a prescindere dalle vaghe affermazioni secondo cui non sarebbe "
(...) per nulla intenzionato a sottrarsi al procedimento ed al pubblico dibattimento
" ed intenderebbe "
(...) chiarire e dimostrare la propria estraneità all'infamante accusa di sequestro e rapimento di persona
" (ricorso 27/28.5.2004, p. 10) - sussiste un concreto pericolo di fuga: il ricorrente è infatti cittadino _, residente a _, senza particolari legami con la Svizzera, posto altresì come la sua presenza sul territorio elvetico si fondasse sostanzialmente solo sull'attività per cui, tra l'altro, è inquisito. In queste circostanze, non ha evidentemente alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità svizzere, nella prospettiva - in caso di condanna - di una pesante sanzione penale, ritenuta la gravità degli addebiti mossigli. E' quindi verosimile che possa decidere di darsi alla latitanza, come peraltro appare dimostrare il passaporto falso trovato in suo possesso, con l'alias _ _ _ (verbale di interrogatorio 18.7.2003, allegato al rapporto di arresto 18.7.2003, AI 17, inc. _; cfr. anche verbale di interrogatorio PP 13.11.2003, AI 121, inc. _; cfr., al proposito, M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 12 ad art. 95 CPP). La tentazione di riparare all'estero per sottrarsi al procedimento o all'esecuzione della sentenza è quindi sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga - che non esiste solo astrattamente, bensì appare probabile in concreto - non può essere evitato con misure meno incisive, esse (suggerite peraltro in modo del tutto astratto) non offrendo, contrariamente al suo assunto, "
(...) sufficienti garanzie in punto alla sua partecipazione agli atti istruttori ancora da compiere nonché al pubblico dibattimento
" (ricorso 27/28.5.2004, p. 10).
La detenzione preventiva a cui è astretto il ricorrente si giustifica pertanto anche in relazione ad un concreto pericolo di fuga: la concessione di una proroga giusta l'art. 103 CPP presuppone infatti - oltre a gravi indizi di colpevolezza ed al rispetto del principio di proporzionalità - perlomeno uno dei motivi di interesse pubblico di cui all'art. 95 cpv. 2 CPP, ossia un pericolo di collusione, di fuga o di recidiva (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 ad art. 103 CPP; cfr. anche n. 13 ad art. 103 CPP). La censura secondo cui "
(...) quando l'istruzione formale dura oltre sei mesi, la detenzione preventiva dell'accusato può protrarsi unicamente in virtù di una proroga a' sensi dell'art. 103 litt. a CPP, ossia in presenza di fondate esigenze istruttorie
" (ricorso 27/28.5.2004, p. 10) appare quindi infondata.
(sentenza 17 giugno 2004, CRP 60.2004.201)
5.
Per quanto concerne l'istruttoria, dopo la decisione 14 maggio 2004, relativamente alla richiesta prova della difesa di interrogatorio isolato e/o a confronto di _, a giudizio di questo ufficio (e contrariamente a quanto afferma la difesa), sono intervenuti nuovi elementi di giudizio:
-
perizia del 21/25 maggio 2004 allestita dal Dott.ssa _, concludente che: "(...)
Visto il decorso sfavorevole si esclude che nei prossimi 6 mesi (tempo minimo ritenuto indispensabile per un miglioramento consistente nel quadro depressivo grave attuale) possa essere effettuato un verbale di interrogatorio del periziando sui fatti oggetto del procedimento. Tenendo conto del decorso della patologia da lui presentata dopo 11 mesi dal trauma è anche possibile che tale inidoneità a essere verbalizzato possa essere definitiva(...)"
(AI 257);
-
scritto del 25 maggio 2004 del Procuratore pubblico, mediante il quale ha trasmesso loro la perizia, invitandole a comunicargli, entro il 28 maggio 2004, se intendevano richiedere, benché da lui non ritenuta necessaria, un'eventuale delucidazione orale da parte del perito (AI 258);
-
scritto del 27 maggio 2004 con il quale la difesa di _ ha chiesto una proroga di 15 giorni (AI 260);
-
rinuncia del 27 maggio 2004 del legale di _ alla delucidazione orale della perizia (AI 259);
-
decisione di concessione della proroga fino all'11 giugno 2004 (AI 261);
-
sollecito 14 giugno 2004 del Procuratore pubblico alla difesa di _, che con scritto 18 giugno 2004 si è limitata a comunicare
"(...) A tempo debito verrà ripresentata richiesta di sottoposizione della persona di _ ad un esame da parte d'esperto scelto dalla difesa di _ (...)"
(AI 268);
-
decisione 30 giugno 2004 con la quale il Procuratore pubblico ha rifiutato l'esecuzione della prova richiesta in questione per constata sua attuale se non definitiva impossibilità (AI 271);
Di transenna, si rileva che in data 13 luglio 2004, questo ufficio ha ricevuto il reclamo contro la decisione del Procuratore pubblico di data 30 giugno 2004 ed ha avviato la procedura decisionale (notifica alle altre parti per osservazioni).
Tutto ciò premesso occorre ora stabilire se la proroga del carcere preventivo sia (ancora) rispettosa di proporzionalità e celerità (art. 102 CPP).
Nella decisione 14 maggio 2004 questo ufficio aveva affermato che
"una carcerazione superiore a quella ora accordata potrebbe porre problemi dal profilo della proporzionalità"
. In proposito la CRP nella sentenza 17 giugno 2004, statuendo sul reclamo interposto da _, si è così espressa:
"3.1.2.2.
Giusta l'art. 102 cpv. 1 CPP tutte le autorità che cooperano nel processo penale sono obbligate a fare in modo che il carcere preventivo non sia protratto oltre il necessario. Tale principio - che discende dall'art. 29 cpv. 1 Cost. fed. - impone quindi alle autorità di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole, ossia di statuire in un limite di tempo che risulti giustificato dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze, ritenuto che determinante al proposito è sapere se i motivi che hanno condotto a ritardare la procedura o a negare il giudizio di merito sono obiettivamente fondati, poco importando se la mora sia cagionata da una negligenza dell'autorità o da altri fattori; in particolare, devono essere considerati l'ampiezza e le difficoltà del caso, il modo con il quale è stato trattato dall'autorità, l'interesse delle parti ed il loro comportamento nella procedura (decisione TF 6S.98/2003 del 22.4.2004; cfr. anche decisione TF 1P.391/2003 dell'1.12.2003).
3.1.2.3.
Come esposto, il ricorrente è stato arrestato a _ il 16.7.2003 e quindi trasferito in Ticino (AI 17, inc. _), dove - dopo la conferma dell'arresto (AI 19, inc. _) - è stato interrogato dalla polizia giudiziaria e dal magistrato inquirente in relazione al sequestro di persona e rapimento di _ _ [rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 6.11.2003 (AI 113a e relativi allegati 10 ss., inc. _) e verbali di interrogatorio PP 12.8.2003 (AI 28, inc. _), 13.8.2003 (AI 30, inc. _) e 18.8.2003 (AI 34, inc. _)]. Di seguito, con scritto 26/28.8.2003 il ricorrente ha comunicato di non voler più sottoporsi ad alcun atto istruttorio (AI 47, inc. _); di conseguenza, si è dovuto soprassedere fino ad inizio ottobre 2003 - ossia fintanto che non è stato disposto a parteciparvi (AI 84, inc. _) - agli interrogatori a confronto con i correi, il primo dei quali era stato organizzato per il 27.8.2003 [AI 39, 40 e 47, inc. _; verbali di interrogatorio PP 10.10.2003, a confronto con _ _ _ (AI 91; cfr. anche AI 92, inc. _), 13.10.2003, a confronto con _(AI 93, inc. _), 27.10.2003, 29.10.2003 e 4.11.2003, a confronto con _ _ (AI 105, 107 e 112, inc. _)]. Dagli atti risulta inoltre che con scritto 3.11.2003 - il giorno precedente l'ultimo confronto (AI 112, inc. _) - il magistrato inquirente ha chiesto al patrocinatore di _ _, avv. _ _, di comunicargli la disponibilità del suo assistito ad essere interrogato a confronto, nella settimana dal 10 al 14.11.2003 (AI 111, inc. _), rinunciando di seguito a tale audizione vista l'impossibilità di assumere detta prova, _ _ essendo partito per la _ ad inizio ottobre 2003, dove è stato ricoverato in una clinica psichiatrica dal 18.11.2003 al 23.12.2003 e dal 9.2.2004 al 3.3.2004 (AI 257, inc. _). Ha pertanto disposto, in data 12.11.2003, il deposito degli atti (AI 118, inc. _). Con decisione 10.2.2004 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha di seguito parzialmente accolto il reclamo 15/16.1.2004 presentato dal ricorrente contro la decisione 29.12.2003 del procuratore pubblico, che aveva solo in parte accolto la sua istanza di complemento istruttorio 16/17.12.2003, ordinando il confronto con _ _ (AI 136, 142, 160 e 188a, inc. _). Il magistrato inquirente ha quindi organizzato detto confronto per fine febbraio / inizio marzo 2004 (AI 191, 194 e 198, inc. _), fissando per l'interrogatorio - con scritto 12.3.2004 ed alla luce della lettera 10/11.3.2004 del patrocinatore di _ _ (AI 206, inc. _) - il periodo dal 14 al 16.4.2004 (AI 207, inc. _). Il ricovero di _ _, in data 6.4.2004, presso la _ ha poi impedito il citato atto istruttorio (AI 227 e 232, inc. _), che - vista la perizia 21.5.2004 inerente il suo stato di salute (ordinata su richiesta del ricorrente, AI 251 e 252, inc. _), che esclude per almeno sei mesi, se non in via definitiva, la sua audizione (AI 257; cfr. anche 236, 241 e 247, inc. _) - non potrà essere svolto a breve.
Per il che, non si può rimproverare al magistrato inquirente una violazione del principio di celerità, ritenuto inoltre che la fattispecie si presenta complessa e con un numero di indagati importante e che il procedimento si sta prolungando anche per l'atteggiamento del ricorrente, in particolare con riferimento al suo - seppur legittimo - rifiuto di ulteriormente partecipare all'istruttoria (AI 47, inc. _) e, da ultimo, alla sua richiesta di prorogare di quindici giorni il termine per chiedere un complemento a' sensi dell'art. 148 CPP (AI 260 e 261, inc. _). Il procuratore pubblico può del resto - nel rispetto di detto principio - determinarsi circa la conduzione dell'inchiesta, segnatamente in relazione all'assunzione delle prove [cfr. osservazioni 9.6.2004, p. 2: "
(...) era mia intenzione procedere ai vari confronti partendo prima dai principali correi (_, _ _, _ _), per poi concludere con _ _ quale vittima dell'avvenuto sequestro/rapimento di persona. Non avrebbe avuto senso partire prima da quest'ultimo senza avere precedentemente concluso tutti i contraddittori tra i vari autori
"], considerato inoltre che di seguito si è limitato ad ossequiare la decisione 10.2.2004 del giudice dell'istruzione e dell'arresto, che ha ordinato - come postulato dal ricorrente (AI 136 e 160, inc. _) - l'interrogatorio a confronto con _ _, sancendone quindi, di fatto, la necessità (AI 188a, inc. _). (...)"
Come esposto, il provvedimento (ndr. proroga della carcerazione preventiva) deve rispettare il principio di proporzionalità (decisione TF 1P.280/2004 dell'1.6.2004): ora, la gravità delle ipotesi accusatorie nei confronti del ricorrente e la conseguente pena in caso di condanna (ritenuto inoltre quanto detto al considerando 3.1. in relazione al principio di celerità) rendono la detenzione preventiva sofferta ed ancora prospettabile - come al giudizio impugnato [periodo che sembrerebbe sufficiente per giungere alla chiusura dell'istruzione formale, come del resto si propone il procuratore pubblico: "
(...) se la delucidazione orale del perito (quando la difesa mi permetterà di esperirla) confermasse l'impossibilità di interrogare _ _ non potrò che emettere una nuova decisione negativa, suscettibile di ricorso al GIAR, che se confermata e non successivamente impugnata mi consentirà di finalmente concludere l'istruttoria una volta proceduto ad un nuovo deposito atti ed alla possibile evasione, se accolte, delle ulteriori prove richieste dalla difesa
", osservazioni 9.6.2004, p. 3] e tenuto conto altresì che, conclusa l'istruzione formale, il carcere preventivo continua entro i termini massimi stabiliti dalla legge per formulare l'atto o il decreto di accusa e per aggiornare il dibattimento (art. 102 cpv. 3 CPP, con riferimento agli art. 198 cpv. 1 e 230 cpv. 1 e 2 CPP) - inferiore alla pena che gli verrebbe inflitta in caso di condanna [ricordato al proposito che giusta l'art. 63 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali, per cui non appare determinante - seppur indicativo - il fatto che _ _ _ sia stato riconosciuto colpevole, tra l'altro, di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti e complicità in sequestro di persona e condannato alla pena di dodici mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni, ed all'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di cinque anni (decisione 17.2.2004 della Corte delle assise correzionali di Lugano, inc. _) e che _ sia stato riconosciuto colpevole, tra l'altro, di sequestro di persona e rapimento e condannato alla pena di quindici mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ed all'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di cinque anni (decisione 17.3.2004 della Corte delle assise correzionali di Lugano, inc. _)]."
(CRP 60.2004.201)
Successivamente alla sentenza della CRP il procedimento ha subito dei rallentamenti, da addebitarsi alla posizione assunta dalla difesa di _ e non certo al Procuratore pubblico o alla parte civile. Il magistrato inquirente, infatti, non appena ricevuta la perizia, il giorno stesso l'ha inviata alle parti, assegnando loro un termine scadente il 28 maggio 2004 per richiedere un'eventuale delucidazione orale al perito, la parte civile ha tempestivamente comunicato di rinunciare a tale audizione. Viceversa, la difesa di _, dopo aver chiesto il 27 maggio 2004 una proroga di 15 giorni (fino all'11 giugno 2004), concessole dal Procuratore pubblico, successivamente ha dato seguito allo scritto del Procuratore pubblico del 25 maggio 2004 soltanto il 18 giugno 2004, peraltro dopo sollecito del 14 giugno 2004, comunicando che
"A tempo debito"
- termine del tutto indefinito e quindi incompatibile con una persona in detenzione - verrà postulato che _ sia esaminato da un esperto scelto dalla difesa di _ - modalità non prevista dal CPP, cfr. art. 142 cpv. 3 CPP, la difesa poteva eventualmente ricusare il perito o richiedere che fosse assistito da un
"suo"
ex art. 144 e 142 cpv. 4 CPP, ciò che non ha fatto - senza comunque evadere la richiesta 25 maggio 2004 del Procuratore pubblico - ciò che ha portato il magistrato inquirente a legittimamente ritenere che non verrà chiesta alcuna delucidazione orale della perizia 21 maggio 2004. Da ciò le decisioni 30 giugno 2004 del Procuratore pubblico: rifiuto di esecuzione dell'audizione isolata e/o a confronto di _ per constata attuale, se non definitiva, impossibilità, deposito atti di quanto raccolto a seguito dell'istanza 16 dicembre 2003 e l'istanza di proroga qui in esame. Come detto più sopra, nuovi elementi sono emersi in merito all'audizione _. Questi elementi indipendentemente dalle conseguenze della loro valutazione (merito che sarà oggetto di separata decisione a seguito del reclamo pervenuto il 13.7.2004), legittimavano (o meglio imponevano) una decisione da parte del magistrato inquirente in relazione al seguito dell'istruttoria.
In siffatte circostanze l'inchiesta è stata condotta dal Procuratore pubblico nel rispetto dell'art. 102 CPP (come pure confermato dalla CRP, vedi sopra). La difesa può certamente scegliere di chiedere (quasi sistematicamente) la proroga di un termine (già di per sé sufficiente per rispondere al quesito posto), prendendo poi posizione in modo evasivo; non può, invece, pretendere che il trascorrere del tempo venga addebitato all'inquirente e/o visto come strumentale proprio ai fini dell'ottenimento di una scarcerazione per pretesa incompatibilità del tempo trascorso con il principio di proporzionalità.
Nel caso in esame sono presenti gravi indizi di reato (cfr. considerando 3.), permane concreto pericolo di fuga, come confermato dalla CRP (cfr. considerando 4.) ed il perdurare della carcerazione, nei termini indicati, è ancora rispettoso del principio di proporzionalità (cfr. quanto detto più sopra nel presente considerando).
In conclusione, la richiesta del magistrato inquirente merita accoglimento: gli elementi di legge per il mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva sono presenti nel caso in esame, un ulteriore proroga nei limiti di due mesi della carcerazione preventiva è ancora rispettosa, tenuto conto della gravità dei reati, della pena prospettabile in caso di condanna e della complessità del caso, del principio di proporzionalità.
6.
Conformemente a quanto sopra espresso, l’istanza viene accolta, il carcere preventivo cui è astretto l’accusato è prorogato fino al 18 settembre 2004 (compreso), con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 1 ss. CP, 95 ss., 1 ss. LFStup, 102, 103, 280 ss. e 284 CPP,
decide
1.
L'istanza è accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto _ è prorogato di due mesi e verrà a scadere il
18 settembre 2004 (compreso)
.
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
-
avv. _ e _ per sé e per l'accusato;
-
Procuratore pubblico _, Via Pretorio 16, 6900 Lugano (con copia delle osservazioni 12 luglio 2004 della difesa e gli incarti di ritorno);
-
Direzione PCT, 6904 Lugano-Cadro.
giudice _