Decision ID: 2a3c91f5-d109-5e79-a2b9-bd94503bdb1c
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 24 maggio 2005, AO 1 (di seguito: mutuante) e AP 1 (di seguito: mutuataria) hanno sottoscritto un contratto di mutuo con oggetto il trasferimento della somma di fr. 180'000.- (doc. A). Dal contratto risulta che fr. 163'249.70 erano già stati corrisposti dal mutuante alla mutuataria, come dagli allegati al contratto, mentre i restanti fr. 16'750.30 sarebbero stati corrisposti alla mutuataria attraverso il pagamento da parte del mutuante delle semestralità ipotecarie relative al contratto di mutuo n. _ sottoscritto dalla mutuataria con la _ (doc. A punto 2). A garanzia parziale del prestito, il mutuante ha ricevuto una cartella ipotecaria al portatore gravante in quarto rango il fondo della mutuataria (doc. A punto 3). Le parti contraenti hanno pattuito che la mutuataria avrebbe pagato trimestralmente al mutuante un interesse del 2% annuo della somma versata dal mutuante a decorrere dal 30 giugno 2005 (doc. A punto 4). La disdetta del contratto poteva avvenire in ogni tempo, con preavviso di 6 mesi (doc. A punto 5).
Con lettera 15 marzo 2009 il mutuante ha sollecitata la mutuataria al pagamento degli interessi pattuiti (doc. L) e il 22 ottobre 2009 il mutuante ha disdetto il contratto per il 30 giugno 2010 (doc. B).
B
. Il 31 maggio 2012, AO 1 ha promosso causa contro la mutuataria, chiedendo con la procedura di tutela giurisdizionale dei casi manifesti, la restituzione di fr. 180'000.- oltre interessi contrattuali al 2% per il periodo dal 2 ottobre 2006 al 31 maggio 2012, interessi moratori al 5% sugli interessi scaduti e interessi al 5% dal 1° giugno 2012, nonché il rigetto definitivo per tale importo dell’opposizione interposta al PE _ dell’UEF di Locarno. Durante l’udienza 5 settembre 2012 l’istante ha confermato le domande, mentre la convenuta, pur mantenendo l’opposizione al PE n. _, ha riconosciuto - pur rifiutando di sottoscrivere il verbale - di non avere mai contestato capitali e interessi del suo debito. Con decisione 6 settembre 2012, il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna, in accoglimento dell’istanza, ha condannato la convenuta al versamento di fr 180'000.- oltre interessi e ha rigettato l’opposizione interposta al summenzionato PE.
C.
AP 1 è insorta contro la decisione pretorile con un atto 15 settembre 2012 denominato “ricorso”, nel quale dichiara di appellare e, pur riconoscendo parzialmente il suo debito nei confronti di AO 1, contesta la validità del contatto di mutuo del 24 maggio 2005 e s’interroga su parte della pretesa del mutuante, in particolare su un importo di fr. 30'000.-. Con risposta 15 ottobre 2012 l’appellato ha proposto di respingere l’appello con protesta di spese e ripetibili.
e considerato

in diritto:
1.
Ai sensi dell’art. 257 cpv. 1 CPC il giudice accorda tutela giurisdizionale in procedura sommaria se i fatti sono incontestati o immediatamente comprovabili (lett. a) e se la situazione giuridica è chiara (lett. b). Il giudice non entra nel merito dell’istanza se non sono date le condizioni per ottenere la tutela giurisdizionale in procedura sommaria (art. 257 cpv. 3 CPC). Nelle controversie patrimoniali con valore di almeno fr. 10'000.-, la decisione del Pretore è impugnabile mediante appello (art. 308 cpv. 2 CPC) entro il termine di 30 giorni, ridotto a 10 giorni nella procedura sommaria (art. 314 cpv. 1 CPC). La sentenza pretorile è stata intimata il 6 settembre 2012 e ricevuta dall’appellante il 7 settembre 2012, di modo che il termine di 10 giorni per l’appello scadeva il successivo 17 settembre. L’appello è tempestivo, così come la risposta 15 ottobre 2012 dell’appellato. Pertanto nulla osta alla trattazione del gravame.
2.
Nella fattispecie il Pretore ha dapprima accertato che i fatti non erano contestati e che a ogni modo erano immediatamente comprovabili. Sulla base dei documenti agli atti il primo giudice ha ritenuto che le parti avevano sottoscritto il 24 maggio 2005 un contratto di mutuo per fr. 180'000.- oltre interessi al 2% (doc. A), che il mutuante lo aveva disdetto il 22 settembre 2011 (doc. C) e che la mutuataria ne aveva preso atto e aveva dichiarato che avrebbe rimborsato l’intero debito con gli interessi maturati al 31 marzo 2012 (doc. E). In seguito il Pretore ha rilevato che la situazione giuridica era chiara, visti gli art. 312 cpv. 1 CO per la restituzione del capitale mutuato e 313 cpv. 1 CO per gli interessi pattuiti. Fatte queste costatazioni, il primo giudice ha accolto l’istanza, ha condannato la convenuta al versamento di fr. 200'400.- oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2012 e ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta al PE n. _, ponendo la tassa di giustizia e le spese a carico della convenuta, con l’obbligo di rifondere all’istante fr. 2'500.- per ripetibili.
3.
Si tratta in concreto di stabilire se le condizioni d’applicazione dell’art. 257 CPC possono essere ritenute adempiute.
3.1 Affinché i fatti siano considerati incontestati (art. 257 cpv. 1 lett. a CPC) non è sufficiente l’assenza di contestazione della controparte, bisogna ancora che il giudice non nutra seri dubbi circa la veridicità del fatto incontestato, anche tramite l’assunzione immediata di ulteriori mezzi di prova, grazie alle spiegazioni dell’istante o alla produzione da parte sua di ulteriori documenti (
Trezzini
in Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), Lugano 2011, pag. 1137, ad art. 257 CPC). Per quanto riguarda invece i fatti immediatamente comprovabili (art. 257 cpv. 1 lett. a CPC), la causa non deve essere liquida già all’inizio, ma può diventarlo anche grazie all’amministrazione di prove immediatamente esperibili da parte del giudice (
Trezzini
in op. cit., pag. 1139 ad art. 257 CPC;
Sutter-Somm/Lötscher
in Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung (ZPO), Schulthess, 2010, pag. 1468 ad art. 257 CPC). Inoltre la verosimiglianza delle allegazioni e delle prove da parte dell’istante non è sufficiente, posto che egli deve sempre apportare la prova piena atta a far addivenire il giudice alla certezza della sua pretesa (
Sutter-Somm/Lötscher
in op. cit., pag. 1468 ad art. 257 CPC;
Göksu
in Brunner/Gasser/Schwander (ed.), Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, DIKE, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 1498, n. 10 ad art. 257 CPC;
Hofmann
, op. cit. pag. 1193, n. 15 ad art. 257 CPC). Quanto alla controparte, essa deve essere sentita (art. 253 CPC), e se contesta fatti o solleva eccezioni alla pretesa dell’attore, la tutela giurisdizionale nei casi manifesti non può essere accordata. È sufficiente per questo che la controparte dimostri la verosimiglianza delle obiezioni, ma delle allegazioni prive di fondamento non possono ostacolare un rapido processo (Messaggio del Consiglio federale concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC) del 28 giugno 2006, FF 2006 6593, pag. 6724;
Hofmann
in op. cit., pag. 1191-1192, n. 9-10 ad art. 257 CPC).
3.2 Per quel che concerne la seconda condizione posta dall’art. 257 cpv. 1 lett. b CPC, la situazione giuridica è chiara soltanto se la norma si applica nel caso concreto e vi dispiega i suoi effetti in modo evidente (Messaggio del CF citato, FF 2006 6593, pag. 6724;
Hofmann
, in op. cit., pag. 1192, n. 11 ad art. 257 CPC). In altre parole vi è situazione giuridica chiara se l’applicazione del diritto materiale e processuale conduce ad un risultato senza ambiguità, cosa che non sarà generalmente il caso se l’applicazione della norma esige una decisione in equità o un apprezzamento da parte del giudice (DTF 138 III 123, consid. 2.1.2, pag. 126;
Göksu
in op. cit., pag. 1498, n. 11-12 ad art. 257 CPC), ciò che però non esclude né un’attività interpretativa del giudice – ad esempio riferita agli accordi contrattuali o ai comportamenti preprocessuali delle parti – né un’attività di apprezzamento delle risultanze probatorie amministrate (
Trezzini
in op. cit., pag. 1141 ad art. 257 CPC e referenze citate).
4.
L’appellante ammette di avere nei confronti dell’istante un debito di fr. 100'000.- oltre interessi, garantito da una cartella ipotecaria, e di aver ricevuto altri fr. 50'000.- senza interessi e a tempo indeterminato nel 2002, ma afferma di non comprendere da dove scaturisca la differenza di fr. 30'000.-:
“I Frs 30'000.- aggiuntivi non capisco a tuttora da dove escano e niente mi è chiaro”
. Ella precisa inoltre che la sua risposta del 28 settembre 2011 (doc. E) si riferiva solo al debito di fr. 100'000.-. La contestazione non trova riscontro negli atti.
Il contratto di mutuo concluso tra le parti porta esplicitamente sul trasferimento della somma di fr. 180'000.- (doc. A punto 1), la cui composizione è indicata in modo dettagliato al punto 2. Risulta da tale documento che l’importo di fr. 163'249.70 si riferiva a importi già versati alla mutuataria (fr. 57'000.-, riconoscimento di debito 9 luglio 2003), a importi versati su richiesta della _ (fr. 100'026.90, fr. 3'222.80 e fr. 3'000.-) e che il residuo di fr. 16'750.30 si riferiva al pagamento diretto da parte del mutuante delle semestralità ipotecarie dovute dalla mutuante alla _. Tale importo non è stato contestato dall’appellante, né tanto meno la stessa ha obiettato in precedenza di aver ricevuto tale somma (doc. B, E, F, L, M, N, O, P). Il doc. E, in particolare, è la lettera 28 settembre 2011 nella quale l’appellante comunicava che avrebbe rimborsato l’intero debito con gli interessi. In questa sede l’appellante sostiene che si riferiva solo al debito da lei ammesso di fr. 100'000.-. Se non che, in tale occasione ella rispondeva a una comunicazione del legale dell’istante del 22 settembre 2011 (doc. C), nella quale era esplicitamente indicata la somma mutuata di fr. 180'000.- oltre interessi. La contestazione sollevata con l’appello si rivela quindi infondata.
5.
A detta dell’appellante, poi, il Pretore avrebbe ammesso a torto la validità del contratto di mutuo 24 maggio 2005, non “stipulato da un notaio”. La critica non è fondata. Ai sensi dell’art. 11 cpv. 1 CO
“per la validità dei contratti non si richiede alcuna forma speciale, se questa non sia prescritta dalla legge”
. Ora, le disposizioni legali che regolano il contratto di mutuo (art. 312 – 318 CO) non prevedono una forma speciale (
Tercier/Favre,
Les contrats spéciaux, Ginevra/Zurigo/Basilea 2009, pag. 441 n. 3016). La forma scritta è quindi sufficiente e il contratto in questione, sottoscritto da entrambe le parti contraenti, adempie ai requisiti legali di forma.
6.
Ne deriva che nel caso concreto i fatti sono incontestati e sono stati immediati comprovati dall’istante e che la situazione giuridica è chiara, poiché l’incontestata disdetta del contratto di mutuo concluso dalle parti (doc. B) comporta l’obbligo della convenuta di restituire il capitale ricevuto e gli interessi pattuiti del 2%, come previsto dall’art. 313 cpv. 1 CO. Le condizioni poste dall’art. 257 CPC per la tutela giurisdizionale dei casi manifesti sono pertanto adempiute e a ragione il Pretore è entrato nel merito dell’istanza e l’ha accolta. L’appello si rivela infondato e va dunque respinto.
7.
Le spese processuali sono a carico dell’appellante, che soccombe (art. 106 cpv. 1 CPC). Nella commisurazione della tassa di giustizia si è tenuto conto del valore litigioso di fr. 200
'
400.- e dei valori previsti dalla legge sulla tariffa giudiziaria per una procedura sommaria di tale valore (art. 7, 9, 13 LTG). Per stabilire l’indennità per ripetibili di appello dovuta all’istante si è tenuto conto, oltre che della semplicità della fattispecie e della procedura, della brevità della risposta all’appello.