Decision ID: 1f1de5a5-dc06-498d-ba7e-89ecc72820da
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_002
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._, classe 1959, era impiegato dal 2011 presso B._ AG
di C._ con contratto di lavoro non soggetto a contratto collettivo
di lavoro (CCL) in qualità di manovale edile e perciò assicurato d'obbligo
contro gli infortuni e le malattie professionali presso la SUVA. Il 6 aprile
2017 egli è rimasto vittima di un incidente della circolazione in Italia mentre
rientrava dal lavoro. Cercando di evitare una vettura che sopraggiungeva
in senso inverso, egli ha perso il controllo della propria motocicletta
cadendo e riportando un politrauma con pneumotorace a destra,
contusione polmonare destra, versamento pleurico con distrofia bollosa,
fratture VII, VIII, IX e X costa a destra, frattura dei processi trasversi
vertebrali a destra Th 8,9,11 e 12, trauma contusivo arto inferiore destro.
Egli è stato ricoverato presso l'Ospedale di D._ il 7 aprile 2017
dove è stato sottoposto a una valutazione neurochirurgica e
pneumologica. Si è applicato un drenaggio polmonare. Alla dimissione egli
è stato trattato con antinfiammatori. Il 27 aprile 2017 egli è stato
ricontrollato nel reparto di chirurgia toracica. La SUVA si è assunta il caso
e ha corrisposto le prestazioni assicurative.
2. Dal rapporto ispettivo del 16 giugno 2017 della SUVA risulta che
A._ era addetto all'organizzazione e pulizia dei cantieri con lavori
spesso molto pesanti. Egli ha riferito, tra l'altro, che erano ancora presenti
dolori alle coste e che la mobilità della spalla destra era limitata.
3. Dalla radiografia eseguita alla spalla e clavicola destra il 19 settembre
2017 non sono emerse rime di frattura, ma una nota lussazione acromion-
claveare con risalita di ca. 12 mm invariata a confronto dell'indagine
precedente del 27 aprile 2017. La radiografica della clavicola sinistra non
ha mostrato evidenti rime di frattura, però un'artrosi AC-claveare.
- 3 -
4. Secondo il colloquio telefonico con il medico curante di A._, Dr.
med. E._, del 7 novembre 2017 A._ avrebbe ancora
difficoltà nella respirazione. Il problema principale riguarderebbe tuttavia
la spalla destra.
5. Durante la visita presso il medico circondariale Dr. med. F._ del
15 novembre 2017 è stata constatata una lussazione AC destra Tossy III
e una limitazione funzionale della spalla (destra) con ipoestesia in regione
scapolare. Oltre a dei problemi alla spalla con limitazioni funzionali e dolori
A._ riferiva di un affaticamento polmonare e di un'iposensibilità
nella zona scapolare destra e la comparsa dopo l'infortunio di una
ipoacusia prevalentemente a destra. Il medico circondariale consigliava un
esame neurologico, pneumologico e otorinolaringoiatrico nell'Ospedale
Civico di G._ nonché un esame ortopedico della lussazione AC
destra presso la Clinca V._ di H._. Egli riteneva
A._ inabile al lavoro riguardo all'attività finora svolta.
6. Dal punto di vista pneumologico, A._ è stato visitato il 13
dicembre 2017 dal Dr. med. I._ e dal Dr. med. J._
dell'Ente Ospedaliero Cantonale, G._, i quali hanno diagnosticato
una sospetta sovrapposizione asma/broncopneumopatia cronico
ostruttiva (BPCO) di stadio 2B in paziente pregresso fumatore che non
avrebbe mai sperimentato esacerbazioni e che presenterebbe a partire dal
mese di aprile 2017 una sintomatologia caratterizzata da dispnea e tosse
produttiva. La TAC-torace nativa del 20 dicembre 2017 ha evidenziato e
una BPCO enfisema e in sede sovra-diaframmatica sinistra in maniera non
ben definita una sfumata formazione nodulare di ca. 8 mm.
7. Dal punto di vista ortopedico, A._ è stato visitato il 9 gennaio 2018
dal Dr. med. K._, della Ars Ortopedica di H._, il quale ha
notato una chiara instabilità della clavicola (risultante però asintomatica) e
ha riferito che il Jobe test era nettamente positivo, il che potrebbe indicare
- 4 -
la presenza di una rottura del sovraspinato. A._ ha dichiarato di
non essere in grado di lavorare al di sopra del piano orizzontale dell'arto
superiore destro dominante con dolori sulla faccia anterolaterale del
braccio e posteriormente in corrispondenza del cingolo scapolare (ma non
in corrispondenza della clavicola laterale).
8. Il 10 gennaio 2018 A._ è stato valutato nel Neurocentro della
Svizzera italiana, Civico di G._, con elettroneuromiografia. Non è
stato possibile documentare attività di denervazione acuta nei muscoli
dell'arto superiore destro; nessuna presenza di lesioni nervose. Si è
dunque consigliato di approfondire la sintomatologia dal punto di vista
ortopedico con una risonanza magnetica (MRI). La sindrome vertiginosa
veniva definita come probabile vertigine parossistica benigna posizionale
conseguente al trauma cranico in via di regressione.
9. Il referto dell'artro-MRI della spalla destra eseguita il 16 gennaio 2018
dall'V._ di H._ illustrava una lussazione cronica Tossy III
dell'articolazione AC con deiscenza dei capi e rottura dei legamenti
coraco-clavicolari; una rottura sub-totale del sovraspinato e
dell'infraspinato con poche fibre anteriori del sovraspinato e poche fibre
inferiori dell'infraspinato conservati e importante atrofia dei due ventri
muscolari; una leggera tendinopatia inserzionale apicale del
sottoscapolare e marcata tendinopatia intrarticolare del capo lungo del
bicipite nell'ambito della posizione alta della testa omerale su impingement
cronico del tendine e massiccia anche dello SLAP con fessura alla base
tipo II secondo Snyder ed estensione posteriore della fessura fino a ore
10.00.
10. Il 22 gennaio 2018 si è svolto un colloquio tra la SUVA e A._
presso il suo domicilio a L._ (Italia), durante il quale quest'ultimo
ha descritto il suo stato attuale e il decorso con disturbi respiratori (in cura
ma in miglioramento), alla spalla destra (in cura, dolorosa, parecchio
- 5 -
limitata e senza forza), acustici (in cura, fischio molto fastidioso all'orecchio
destro), gamba destra (guarita, indolore), costole (guarita relativamente
bene, ogni tanto leggeri dolori, più nessuna cura), vertebre (guarite
abbastanza bene, ogni tanto dolori con fitte quando passeggia a lungo).
Egli non si riteneva inabile al lavoro per la mancata funzionalità della spalla
destra e per i problemi polmonari causanti stanchezza già solo durante
sforzi lievi.
11. Dalla visita presso il Servizio di otorinolaringoiatria dell'Ospedale
Regionale di G._ del 22 gennaio 2018 è risultato un buon
controllo clinico videoendoscopico ORL, senza neoformazioni o segni di
flogosi nei distretti indagati. Non vi erano segni clinici e strumentali di
vestibolopatia periferica acuta in atto. Per l'acufene bilaterale riferito si è
programmato a completamento diagnostico una MRI dell'encefalo con
gadolinio. L'esame audiometrico tonale indicava un'ipoacusia
neurosensoriale di grado lieve in caduta sulle frequenze medio alte,
bilaterale e simmetrica.
12. Nella visita di pneumologica effettuata il 24 gennaio 2018 presso il Servizio
di pneumologia dell'Ente Ospedaliero Cantonale, G._, si è notata
una sindrome ostruttiva di grado lieve non reversibile dopo
broncodilatazione e un disturbo della capacità di diffusione alveolo-
capillare di grado severo (DLCO 40 %). Si riteneva dunque la diagnosi di
sovrapposizione asma/BPCO di stadio 2B in paziente pregresso fumatore
a 40 p/y. Veniva prescritto un adeguato trattamento con anticolinergico e
una doppia broncodilatazione.
13. L'esame del Dr. med. K._ del 26 gennaio 2018 mostrava
un'assenza del sovraspinato (involuzione grassa del 50 % della
muscolatura con retrazione del tendine) e una presenza di rottura anche
dell'infraspinato e tendinopatia inserzionale del sottoscapolare con
tendinosi. Si notava la presenza di un'incipiente omartrosi. Non si riteneva
- 6 -
possibile una ricostruzione della cuffia. La lesione Tossy III era
testimoniata dalle immagini dell'artro-MRI ma risultava asintomatica dal
lato clinico.
14. I reperti della MRI dell'orecchio interno bilaterale nativo e con mdc del 19
febbraio 2018 risultavano normali in corrispondenza delle cisterne
dell'angolo ponto-cerebellare, dei meati acustici interni e delle strutture
fluido-membranose della capsula otica.
15. Nell'apprezzamento del 20 febbraio 2018 il medico circondariale Dr. med.
M._ ha affermato che i disturbi ancora accusati non erano molto
probabilmente in relazione causale con l'infortunio, che un aumento
dell'attività lavorativa poteva avvenire immediatamente e che un'attività
lavorativa era esigibile in misura completa. Egli ha aggiunto che erano
state eseguite le diagnosi, la frattura era guarita, l'asma bronchiale non
era di origine infortunistica e la lussazione della clavicola era sintomatica.
Durante la visita con il medico circondariale del 7 marzo 2018 A._
ha riferito di accusare un dolore e un fastidio nella parte dorsale mediale
e più distale della scapola, una ridotta mobilità maggiormente sopra
l'orizzonte, nonché di non riuscire più a portare pesi importanti come
faceva nel precedente lavoro. Non aveva (più) problemi con il respiro e
non sentiva dolore al torace o lungo la colonna vertebrale. Non vi era
nessun disturbo neurologico e nessun problema di vertigini o uditivo.
Oggettivamente il medico constatava una mobilità abbastanza buona con
120° di abduzione e 130° di estensione per la quasi totale rottura del
sovraspinato e parziale rottura dell'infraspinato e lesione parziale del
sottoscapolare. Il Tossy III non creerebbe problemi né dolori eseguendo
movimento con il braccio destro. Le diagnosi del Dr. med. M._
erano le seguenti:
"Stato dopo infortunio motociclistico con trauma polmonare a destra, enfisema
polmonare, trauma arto inferiore destro. Fratture costali in serie 7, 8, 9, 10 a destra.
- 7 -
Frattura dei processi trasversi a destra Th8, 9, 11 e 12.
Lussazione clavicola secondo Tossy III.
Lesione quasi completa del sovraspinato con involuzione grassa di più del 50 %,
lesione parziale dell'infraspinato con atrofia nella parte della metà superiore.
Artrosi AC e labbro glenomerale degenerativa in sede anterosuperiore.
Impingement sotto-acromiale.
Diagnosi non di competenza SUVA
Asma bronco-pneumatica cronica ostruttiva BPCO stadio 2B.
Formazione nodulare solida in sede sovra-diaframmatica sinistra di circa 7 mm."
Il Dr. med. M._ non prevedeva ulteriori terapie o proposte
diagnostiche. Egli notava una degenerazione della spalla bilateralmente
ma con probabilità preponderante l'infortunio avrebbe portato a una
lesione della cuffia rotatoria con attualmente una buona compensazione
con i restanti muscoli. Egli valutava con A._ le due possibilità per
il futuro. Per la prima si proponeva che A._ svolgesse fino al
pensionamento un'attività meno pesante presso l'attuale datore di lavoro
con fisioterapia di sostegno e al bisogno medicamenti; per la seconda, nel
caso in cui i dolori alla spalla destra non fossero sopportabili, si proponeva
una protesizzazione della spalla destra che permettesse a A._ di
eseguire lavori leggeri, al massimo medio-pesanti nel mercato globale in
un decorso favorevole. Il Dr. med. M._ attestava un'inabilità
lavorativa completa fino a marzo 2018 dove la situazione sarebbe stata
rivalutata. Anche il medico curante Dr. med. E._ continuava ad
attestare una completa inabilità lavorativa.
16. Dai chiarimenti presso il datore di lavoro, N._, del 6 aprile 2018 è
emerso che nel caso in cui A._ non avesse più potuto svolgere
l'attività abituale, sarebbe stato difficile trovare delle alternative all'interno
della ditta.
- 8 -
17. In seguito alla visita del 16 aprile 2018 il Servizio di otorinolaringoiatria
comunicava a A._ che in considerazione del soggettivo
miglioramento, del risultato della MRI e del buon esito del controllo oto-
vestibolare non erano indicati ulteriori controlli, salvo peggioramento
clinico sintomatologico.
18. L'11 giugno 2018 l'ufficio AI ha comunicato a A._ che a causa
dello stato di salute al momento attuale non era possibile la messa in atto
di un provvedimento professionale reintegrativo.
19. Nell'apprezzamento del 6 luglio 2018 il medico assicurativo Dr. med.
O._ ha valutato che l'intervento previsto alla spalla destra sarebbe
stato in nesso causale con l'infortunio. Il medico assicurativo affermava
che, sebbene in marzo l'abduzione fosse stata in ordine e quindi non si
fosse ritenuto necessario un intervento, la situazione può cambiare e che
in ogni caso la rottura completa della cuffia sarebbe causata dall'infortunio.
20. Secondo il rapporto pneumologico del 23 ottobre 2018 non vi erano
controindicazioni assolute al momento dell'intervento chirurgico
programmato. L'esame pleurico era nella norma. Vi era un deficit
funzionale respiratorio di tipo ostruttivo di grado lieve associato a
iperinflazione polmonare e una collassabilità delle piccole vie aeree.
21. Con scritto del 29 novembre 2018 la SUVA ha informato A._ sulle
modalità per l'assunzione dei costi di cura in Italia.
22. Tra il 28 novembre e il 1° dicembre 2018 A._ è stato degente
presso l'Ospedale P._ di D._ dove il 30 novembre 2018
è stato operato alla spalla destra con artroplastica sec. Weaver-Dunn,
cerchiaggio con Fiber tape coraco-claveare e riparazione del tendine
sovraspinato con ancoretta Twin Fix 2 suture. Il decorso era privo di
- 9 -
complicazioni. Secondo il referto ambulatoriale di detto Ospedale del 4
dicembre 2018 la ferita chirurgica era in ordine.
23. Nel rapporto intermedio del 13 dicembre 2018 il medico curante Dr. med.
E._ ha indicato che A._ era ancora in terapia riabilitativa
che probabilmente sarebbe durata ancora 180 giorni. Egli prevedeva che
A._ potesse riprendere il lavoro e presumeva che sarebbero
rimasti danni permanenti nel senso di una ridotta articolarità della spalla
destra e all'arto superiore destro.
24. Nel colloquio con la SUVA del 18 dicembre 2018 A._ ha riferito
che l'intervento era andato bene ma la spalla era ancora bloccata; avrebbe
iniziato la fisioterapia a inizio gennaio 2019.
25. L'esame radiografico della spalla destra dell'8 gennaio 2019 non faceva
rilevare sostanziali modificazioni al confronto con l'indagine radiografica
precedente del 30 novembre 2018. Permaneva una diastasi acromion-
claveare.
26. La radiografia della clavicola destra del 12 febbraio 2019 faceva rilevare,
al confronto con l'indagine radiografica precedente dell'8 gennaio 2019,
più evidente la diastasi dei capi ossei in sede acromion-claveare, che
risultava incrementata; a tale livello coesisteva una minuta opacità
ossicalcifica in corrispondenza dei tessuti molli. Il resto era
sostanzialmente invariato.
27. Il 28 febbraio 2019 si è tenuto un ulteriore colloquio tra la SUVA e
A._, il quale accusava ancora dolori dietro la scapola destra.
Stando ad egli, riusciva a muovere il braccio abbastanza bene ma non
avrebbe forza. In quel momento stava eseguendo tre sedute di fisioterapia
alla settimana e due massaggi. La SUVA comunicava la validità del
relativo modulo per l'assunzione delle spese in Italia. Secondo la SUVA
- 10 -
l'obiettivo principale doveva essere quello di mantenere in essere il
contratto di lavoro con eventuali modifiche dell'attività lavorativa.
28. Secondo il rapporto di controllo dell'Ospedale P._ del 12 marzo
2019 a tre mesi e mezzo dall'operazione la cicatrice chirurgica appariva in
ordine, l'articolarità passiva era completa, mentre quella attiva era limitata
negli ultimi gradi in elevazione, abduzione, ER. L'IR era buona.
Permaneva una contrattura della muscolatura del trapezio e della
muscolatura parascapolare, nessun deficit VNP. Si consigliava di
proseguire con la fisiochinesiterapia (FKT) di mobilizzazione e
potenziamento muscolare della CR e del deltoide. I referti della radiografia
alla spalla destra e alla clavicola destra del 12 marzo 2019 facevano
rilevare che permaneva una diastasi acromion-claveare di circa 23 mm e
che vi erano restanti rilievi sovrapponibili.
29. Il referto della radiografia al torace 2P del 30 aprile 2019 faceva rilevare
che non erano comparsi addensamenti parenchimali né un versamento
pleurico. Permaneva un lieve ispessimento dell'interstizio basale ai campi
inferiori. L'immagine cardiomediastinica e i restanti reperti erano invariati.
30. Il 14 maggio 2019 A._ è stato nuovamente visitato presso
l'Ospedale P._ che indicava che la cicatrice chirurgica era in
ordine; l'articolarità della spalla pressoché completa; permaneva una
contrattura della muscolatura del trapezio e della muscolatura
parascapolare; non deficit VNP. Si consigliava di proseguire con la FKT di
mobilizzazione e potenziamento muscolare della CR e del deltoide. La
FKT doveva essere intensa al fine di sbloccare l'articolazione scapolo-
toracica. Inoltre, si consigliava una massoterapia e di evitare il
sollevamento di pesi e sforzi funzionali per ulteriori due mesi. A._
ha informato il giorno stesso la SUVA di questa visita ortopedica, riferendo
che la spalla andava abbastanza bene; il problema attuale era la scapola
- 11 -
bloccata, per questo il medico gli aveva prescritto un ciclo di fisioterapia
per sbloccarla.
31. Nell'apprezzamento del 27/29 maggio 2019 il Dr. med. M._ ha
affermato che dopo più di sei mesi da ulteriori trattamenti probabilmente
non ci si poteva attendere un miglioramento apprezzabile dello stato di
salute per quanto attiene alle conseguenze dell'infortunio. Egli riteneva
che A._ doveva continuare con la terapia intensiva giornaliera in
modo autonomo. Durante la visita del medico circondariale del 12 giugno
2019 A._ ha riferito di accusare ancora disturbi, ovvero una forza
ridotta della mano destra e un dolore alla scapola destra in abduzione
laterale nonché una sofferenza nel respiro e nel camminare (non riusciva
a camminare per più di 500 m senza fare una piccola pausa). Dal giorno
dell'infortunio non fuma più. Il medico di circondario ha notato un decorso
buono e regolare dopo sutura del sovraspinato con ancore e fissazione
della clavicola con sutura acromion-claveare nel novembre 2018.
Soggettivamente persisteva un dolore alla scapola destra verso il margine
mediale eseguendo un'abduzione nonché una forza ridotta alla mano
destra. Le diagnosi rimanevano invariate rispetto a quelle formulate dopo
la visita del 7 marzo 2018 (con l'aggiunta dell'intervento chirurgico del 30
novembre 2018). Secondo il Dr. med. M._ per le conseguenze
dell'infortunio si poteva notare una completa consolidazione delle fratture
delle costole, che non creavano più dolori o problemi. Soggettivamente
era rimasto un dolore alla scapola con mobilità della spalla/cuffia rotatoria
ben recuperata e quasi normale a confronto della sinistra. Vi erano una
riduzione di ca. 15° nell'abduzione a destra a confronto della sinistra con
estensione bilateralmente simmetrica. Eseguendo una contro-resistenza
nei vari test del bicipite, tricipite e della rotazione interna/esterna vi era
soggettivamente una forza simmetrica. Per il dolore sopra la scapola
dorsalmente il Dr. med. M._ non aveva una spiegazione, in
quanto A._ gli aveva riferito di non aver nessun dolore attorno alla
- 12 -
cuffia/acromion ma unicamente verso la scapola. Palpando la muscolatura
la stessa era liscia e non sarebbe riuscito a valutare una vera e propria
miogelosi. Proponeva di continuare la terapia con massaggio anche per la
scapola ed eventualmente tecarterapia. Si optava per continuare la terapia
fino a fine giugno 2019. Dopodiché il rinforzo muscolare avrebbe potuto
essere seguito regolarmente in modo autonomo, come proposto dai
medici in Italia. Il Dr. med. M._ ha espresso a titolo di prova una
piena abilità lavorativa nel precedente lavoro dal 1° luglio 2019. Nel caso
in cui non riuscisse a ritornare nel precedente lavoro, si sarebbe valutato
un'esigibilità lavorativa nel mercato globale. Egli ha infine negato un diritto
a un'indennità per menomazione all'integrità (IMI) visti i valori clinici della
visita.
32. Il 27 giugno 2019, tramite il suo avvocato Alessandro W._,
A._ ha chiesto alla SUVA il mantenimento del pagamento delle
indennità giornaliere e del rimborso delle spese mediche, visto che il suo
stato di salute sarebbe stato ancora gravemente pregiudicato e non tale
da giustificare una ripresa dell'attività lavorativa come aiuto muratore, in
particolare in considerazione che quest'ultima sarebbe connessa con
lavori pesanti, che egli non avrebbe potuto esercitare a causa del
pregiudizio alla spalla, al polmone e alle vertebre. Con scritto di stessa
data, l'avvocato W._ ha segnatamente chiesto alla SUVA di
ripristinare il pagamento delle indennità giornaliere perlomeno ancora per
tre mesi, visto che il medico circondariale aveva proposto una ripresa
dell'attività lavorativa a titolo di prova, nonché delle spese mediche.
33. In seguito alla richiesta della SUVA, il datore di lavoro ha accettato di far
riprendere l'abituale attività lavorativa a A._ a titolo di prova a
partire dal 18 agosto 2019. La SUVA ha invitato il datore di lavoro a voler
assegnare delle mansioni adeguate che consentano una reintegrazione
graduale nel processo lavorativo. Essa ha inoltre corrisposto ulteriori cicli
di fisioterapia e ha continuato il versamento delle indennità giornaliere. Il
- 13 -
13 agosto 2019 su richiesta dell'avvocato W._ la SUVA ha
precisato che con la prova lavorativa intendeva di affiancare i colleghi
durante il lavoro normale cercando di non sforzarlo e di non peggiorare la
situazione. Il datore di lavoro non avrebbe dovuto pretendere lo
svolgimento di mansioni come affidate prima dell'infortunio. Lo scopo
sarebbe stato quello di valutare la tenuta e la capacità lavorativa effettiva.
L'avvocato W._ veniva incaricato di redigere un piano di lavoro
adeguato assieme al datore di lavoro e di fornire i feedback delle varie
attività svolte dopo tre settimane/un mese.
34. Con progetto del 28 agosto 2019 l'Ufficio AI ha previsto di assegnare a
A._ una rendita intera d'invalidità determinata dal 1° maggio 2018
fino al 30 giugno 2019. Contro questo progetto A._ ha sollevato
obiezione.
35. Il 14 settembre 2019 A._ ha dovuto essere ricoverato per
problemi addominali. L'ospedale Q._ (Italia) ha diagnosticato una
diverticolite Inchey tipo 2.
36. Con scritto dell'8 ottobre 2019 il legale di A._ ha segnalato alla
SUVA che lo stato di salute non poteva ancora essere ritenuto stabilizzato.
Recentemente sarebbe pure emerso un secondo buco nell'intestino
conseguente alla frattura delle costole. Egli chiedeva pertanto il ripristino
del pagamento delle indennità giornaliere perlomeno sino a fine ottobre
2019. Egli comunicava che dal 1° novembre 2019 sarebbe stata prevista
una nuova prova di lavoro di 40 giorni.
37. Secondo il rapporto del 21 ottobre 2019 del Dr. med. R._ sulle
visite del 17 luglio 2019 e 16 ottobre 2019 l'arco articolare risultava quasi
completo in rapporto al tipo di chirurgia effettuata e vi era una minima
perdita esclusivamente della extra rotazione. I test di Jobe, Neer e Yocum
apparivano negativi. Da un punto di vista clinico non si riteneva di dover
- 14 -
rioperare per la patologia antecedente. Si riteneva che A._ poteva
riprendere il lavoro a condizione di assenza soggettiva al dolore.
38. Dopo vari solleciti da parte della SUVA, il 27 gennaio 2020 il legale di
A._ ha trasmesso alla SUVA copia del rapporto scritto dal datore
di lavoro e dei rilevamenti del capo cantiere. Egli ha informato la SUVA
come si evincerebbe da quest'ultimo A._ sarebbe reintegrabile
nella ditta solo in misura assai limitata (secondo il rapporto del capo
cantiere la resa in cantiere non era mai stata superiore al 40 % e secondo
il rapporto del suo datore di lavoro egli non sarebbe idoneo all'attività
edile). Vista l'età avanzata il legale proponeva quindi una rendita ponte
sino al prepensionamento d'accordo con l'Ufficio AI e la relativa Cassa
pensione.
39. Nel rapporto intermedio del 29 gennaio 2020 il medico curante Dr. med.
E._, D._, ha riportato uno scarso ricupero funzionale
della spalla destra dopo terapia riabilitativa (FKT ancora in corso). Il
medico proponeva una visita medico-circondariale e riferiva che
l'articolarità della spalla era verosimilmente compromessa.
40. Nell'apprezzamento del 10 febbraio 2020 il medico di circondario Dr. med.
M._ ha rilevato, in particolare, che il problema dell'ultima degenza
non era in relazione causale con l'infortunio e che da ulteriori trattamenti
probabilmente non ci si poteva attendere un miglioramento apprezzabile
dello stato di salute per quanto attiene alle conseguenze dell'infortunio. Il
19 febbraio 2020 si è svolta la visita medica di chiusura durante la quale
A._ ha dichiarato di aver recuperato una mobilità libera e che
l'ultima terapia avrebbe sbloccato il movimento. Noterebbe una limitazione
nella forza della mano destra rispetto a prima dell'infortunio. Non ha
problemi nello spostamento/nel camminare. Avrebbe difficoltà a battere
con il martello con essa e con il braccio in estensione e lontano dal corpo.
Sentirebbe una specie di "pinza" al margine mediale e distale della scapola
- 15 -
destra nonché un affaticamento della spalla destra. Avrebbe difficoltà a
eseguire il suo precedente lavoro. Il medico di circondario ha diagnosticato
quanto segue:
"Stato dopo infortunio motociclistico con trauma polmonare a destra, enfisema
polmonare, trauma arto inferiore destro. Fratture costali in serie 7, 8, 9, 10 a destra.
Frattura dei processi trasversi a destra Th8, 9, 11 e 12.
Lussazione clavicola secondo Tossy III.
Lesione quasi completa del sovraspinato con involuzione grassa di più del 50 %,
lesione parziale dell'infraspinato con atrofia nella parte della metà superiore.
Artrosi AC e labbro glenomerale degenerativa in sede anterosuperiore.
Impingement sotto-acromiale.
30.11.2018 artroplastica secondo Weaver-Dunn, cerchiaggio con Fiber tabe coraco-
claveare a destra e riparazione del tendine sovraspinato con ancoretta Twin Fix 2
suture, Ospedale di D._.
Diagnosi non di competenza SUVA
Asma bronco-pneumatica cronica ostruttiva BPCO stadio 2B.
Formazione nodulare solida in sede sovra-diaframmatica sinistra di circa 7 mm.
Artrosi acromio-claveare, degenerazione gleno-omerale in sede anterosuperiore.
Impingement sotto-acromiale, degenerazione superficie condrale gleno-omerale a
destra."
Il medico circondariale ha notato "una mobilità libera e nella norma, a parte
una minima differenza nell'abduzione con una mobilità paragonabile a
sinistra. La forza del bicipite e tricipite è conservata e nella norma come a
sinistra. Minima differenza della forza in rotazione esterna e non interna.
In estensione del braccio si nota una leggera differenza riguardante la
contro resistenza con forza conservata tenendo il braccio più vicino al
corpo. Muscolatura simmetrica e ben sviluppata bilateralmente con
collosità simmetrica. Nessuna differenza della forza della mano". Il medico
circondariale non ha proposto altre terapie o esami diagnostici. Egli ha
inoltre constatato un "buon ricupero dopo intervento di rifissazione del
sovraspinato che mostra una buona funzionalità soggettivamente e
oggettivamente." Egli ha spiegato a A._ che "l'eventuale difficoltà
- 16 -
può essere legata al fatto che lui prima dell'infortunio aveva già
un'avanzata degenerazione acromio-claveare con impingement e
degenerazione dell'articolazione gleno-omerale che non sono legate
all'infortunio. Nell'intervento è stato trattato correttamente anche il
problema degenerativo ed eseguito con buona refissazione del
sovraspinato come mostra la spalla in data odierna essendo ben
competente. Il pizzicore che sente nel margine mediale e distale della
scapola eseguendo lavori al di là del corpo non è spiegabile né con
l'intervento, né con l'infortunio del 06.04.2017 non essendo nella zona
dove ha subito un danno infortunistico in assenza di una patologia
oggettivabile." Di conseguenza il medico circondariale ha valutato la
capacità lavorativa al 100 % con limiti funzionali espressi nell'esigibilità.
Egli ha inoltre negato un diritto a un'IMI. Egli ha descritto l'esigibilità come
segue:
"Sollevare e portare pesi molto leggeri fino a leggeri tra i 5 e i 10 kg molto spesso.
Sollevare e portare pesi medio pesanti tra i 10 e i 25 kg fino all'altezza dei fianchi
spesso. Di rado può eseguire lavori pesanti tra i 25 e i 40 kg fino all'altezza dei
fianchi e non più pesi molto pesanti oltre i 45 kg fino all'altezza dei fianchi con il
braccio destro. Può sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino a 5 kg spesso e
oltre i 5 kg talvolta. Maneggio di attrezzi leggeri e di precisioni e medi molto
spesso. Maneggio di attrezzi pesanti e lavoro manuale rozzo spesso. Maneggio
di attrezzi molto pesanti di rado. Nessuna limitazione per la rotazione della mano.
Può lavorare sopra la testa talvolta. Nessuna limitazione per la rotazione del
busto. Nessuna limitazione per lavoro in posizione seduta e inclinata in avanti e
posizione in piedi e inclinata in avanti. Nessuna limitazione in posizione
inginocchiata e con flessione delle ginocchia. Lavori in posizione di lunga durata,
nessuna limitazione in posizione seduta e in piedi. Nessuna limitazione per lavori
in posizione a libera scelta. Può camminare fino a oltre 50 m molto spesso. Può
camminare per lunghi tratti spesso. Può camminare su terreni accidentati molto
spesso. Può salire le scale molto spesso. Può salire su scale a pioli talvolta.
Nessuna limitazione nell'uso delle due mani e stare in equilibrio."
41. Con lettera del 24 febbraio 2020 la SUVA ha comunicato a A._ di
sospendere le prestazioni di breve durata (spese di cura e indennità
- 17 -
giornaliere) a partire dal 1° maggio 2020, poiché delle ulteriori cure
mediche non sarebbero state suscettibili di migliorare in modo sostanziale
la sua capacità lavorativa.
42. Con lettera del 28 febbraio 2020 l'avvocato W._ ha comunicato
alla SUVA restava in attesa di una decisione in merito a una rendita e
un'IMI nonché di una rendita ponte (transitoria ex art. 30 OAINF).
43. Con lettera del 10 marzo 2020 l'avvocato W._ ha trasmesso alla
SUVA copia completa delle annotazioni relativi alla prova di lavoro (dalla
conclusione del 6 marzo 2020 nelle annotazioni emerge che malgrado la
volontà la resa non era mai stata superiore al 40 % rispetto alla resa
normale). L'avvocato W._ segnalava inoltre che l'apprezzamento
del medico di circondario del 19 febbraio 2020 non terrebbe conto degli
ulteriori pregiudizi psichiatrici e neurologici di A._. Si renderebbe
pertanto necessario l'allestimento di una perizia pluridisciplinare.
L'accertamento circondariale non si esprimerebbe inoltre sulla
sopportabilità di un'attività con vibrazione. Vista l'impossibilità di essere
confrontato con vibrazioni, l'attività di muratore risulterebbe inesigibile. Il
necessario cambio d'attività giustificherebbe il pagamento di ulteriori
indennità giornaliere per almeno quattro mesi e il riconoscimento di una
rendita e di un'IMI. Una rendita transitoria potrebbe semplificare la
posizione di A._.
44. Con decisione del 23 marzo 2020 la SUVA ha negato un diritto a una
rendita d'invalidità e un'IMI, motivando che A._ non sarebbe più
in grado di esercitare l'attività svolta al momento dell'infortunio ma in
relazione ai postumi infortunistici dell'evento del 6 aprile 2017 si potrebbe
esigere l'esercizio di un'attività lavorativa da leggera a mediamente
pesante per tutto il giorno al 100 %. Stando alla SUVA le seguenti
patologie non sarebbero in relazione con l'infortunio: asma bronco-
pneumatica cronica ostruttiva BPCO stadio 2B; formazione nodulare
- 18 -
solida in sede sovra-diaframmatica sinistra di circa 7 mm; artrosi acromio-
claveare, degenerazione gleno-omerale in sede anterosuperiore;
impingement sotto-acromiale, degenerazione della superficie condrale
gleno-omerale a destra; mentre i disturbi psichici non sarebbero in
relazione causale adeguata con l'infortunio. Nonostante i postumi
infortunistici egli sarebbe in grado di realizzare un salario pari almeno a
quello percepito prima dell'infortunio; dal raffronto dei redditi non
risulterebbe alcun discapito. Infine, la SUVA ha ritenuto che in base alle
risultanze della visita medica del 19 febbraio 2020 non esisterebbe
nessuna menomazione importante dell'integrità fisica.
45. Avverso questa decisione A._ tramite il suo avvocato ha sollevato
opposizione cautelativa il 26 marzo 2020, poi confermata e motivata il 6
aprile 2020. L'avvocato W._ ha asserito in particolare che si
sarebbe dovuto procedere ad accertamenti più approfonditi, ritenuto che
non si sarebbe potuto escludere la presenza di una malattia professionale
e che nessuno specialista si era espresso sull'aspetto psichiatrico. Ciò in
vista delle limitazioni nel sollevare pesi e di convivenza con l'asma anche
per un diritto a un'IMI. L'avvocato contestava poi il calcolo del raffronto dei
redditi. Siccome infine una stabilizzazione dello stato di salute era ritenuto
soltanto probabile, egli domandava il ripristino delle indennità giornaliere
e delle cure mediche sino a stabilizzazione effettiva. In tutti i casi,
perlomeno fino a una decisione da parte dell'Ufficio AI egli chiedeva una
rendita transitoria ex art. 30 OAINF.
46. Con progetto d'assegnazione di rendita del 7 aprile 2020 l'Ufficio AI ha
previsto di assegnare a A._ una rendita intera determinata dal 1°
maggio 2018 al 31 maggio 2020 (tre mesi oltre il miglioramento dello stato
di salute in data 19 febbraio 2020).
47. In seguito all'opposizione, la SUVA ha sottoposto nuovamente il caso al
medico di circondario, il quale nell'apprezzamento del 23 aprile 2020 ha
- 19 -
confermato la sua precedente valutazione del 19 febbraio 2020
aggiungendo essenzialmente che "per quanto riguarda la spalla e la cuffia
dei rotatori siamo confrontati con una lesione 6.2 f [art. 6 cpv. 2 lett. f
LAINF] di origine degenerativa presente da mesi o anni prima
dell'infortunio". Riguardo alla richiesta nell'opposizione di un'IMI in
particolare per l'asma, egli ha affermato che "l'asma non ha nessuna
relazione causale in modo sicuro con l'infortunio e non dà quindi nessun
diritto ad una indennità per menomazione all'integrità". Inoltre il medico di
circondario ha osservato che "per quanto riguarda le conseguenze
infortunistiche, la valutazione si basa sul fatto che tutte le fratture sono
guarite e non hanno portato ad un danno permanente, né ad una
limitazione dell'attività lavorativa o quotidiana. La problematica della cuffia
dei rotatori con impingement cronico, che è in parte causato da
un'avanzata artrosi AC con in più una degenerazione gleno-omerale, che
sono tutti problemi morbosi cronici e presenti non solo da mesi, ma
probabilmente da anni, fatto documentato bene e in modo chiaro
dall'esame radiologico e tramite la RM. Come prova è anche il fatto di
essere confrontati con un'atrofia della muscolatura della cuffia rotatoria
che non è presente in una cuffia sana, in presenza di una lesione fresca.
Di conseguenza, per le patologie degenerative di origine non infortunistica,
non persiste un diritto ad IMI."
48. Con decisione su opposizione del 19 maggio 2020 la SUVA ha respinto
l'opposizione, confermando la decisione di chiusura del caso e quindi di
sospensione delle prestazioni di breve durata, di rifiuto di una rendita
d'invalidità, anche a titolo transitorio ex art. 30 cpv. 1 OAINF, nonché di
un'IMI. La SUVA ha aggiunto in particolare che salvo la rottura del
sovraspinato, che sarebbe stata presa a carico dalla SUVA come
conseguenza dell'infortunio, nessuno dei pregiudizi diagnosticati
rientrerebbe nel novero delle lesioni di cui all'art. 6 cpv. 2 LAINF. La SUVA
pregava A._ di far annunciare una malattia professionale alla
- 20 -
SUVA da parte del proprio datore di lavoro, nel merito di cui la SUVA si
sarebbe espressa in separata sede.
49. Contro questa decisione A._ (qui di seguito: ricorrente) ha
inoltrato ricorso pervenuto il 19 giugno 2020 al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del Canton Ticino chiedendo, in via principale, che sia
ripristinato il diritto alle indennità giornaliere da maggio 2020 assieme alle
cure mediche perlomeno siano al suo prepensionamento; in via
subordinata, che gli sia versata una rendita d'invalidità da maggio 2020
con il diritto alle cure mediche e ciò pure perlomeno sino al suo
pensionamento; in via sub-subordinata, che gli atti siano rinviati alla SUVA
per ulteriori accertamenti medici (anche con riferimento a una possibile
malattia professionale) e nel frattempo che siano ripristinate le indennità
giornaliere da maggio 2020 con le cure mediche. Come motivazione, il
ricorrente ha addotto sostanzialmente che non sarebbe più in grado di
svolgere il suo precedente lavoro, siccome come aiuto muratore si
sarebbe occupato prevalentemente di lavori grezzi e pesanti. Egli
accuserebbe tutt'ora disagi sia di salute sia finanziari, non potendo
riprendere l'attività lavorativa. Dopo la SUVA anche l'Ufficio AI gli avrebbe
negato delle prestazioni per il futuro. Il ricorrente ha eccepito che non sono
stati fatti accertamenti dal profilo psichiatrico, benché dall'incidente egli
soffra di problemi psichici. In particolare, gli ritornerebbero costantemente
in mente le immagini dell'incidente subito e quindi non riuscirebbe a
dormire; da lì tutte le rispettive conseguenze negative. Sarebbe
necessario un accertamento pluridisciplinare esterno, anche perché
nemmeno l'Ufficio AI avrebbe mai eseguito degli accertamenti. Il suo
medico curante sarebbe inoltre del parere che dall'incidente non avrebbe
sofferto solo la spalla. Oltre a ciò, il suo stato di salute non potrebbe ancora
essere ritenuto stabilizzato. Anche il medico di circondario sarebbe del
parere che una stabilizzazione sia solo probabile. Prima dell'infortunio non
avrebbe avuto alcun problema a svolgere il suo lavoro, mentre ora, dopo
- 21 -
le prove di lavoro eseguite, una continuazione del lavoro sarebbe esclusa,
come confermato dal datore di lavoro. Ciò verrebbe inoltre confermato
anche dal medico di circondario dove affermerebbe che egli non può più
lavorare come aiuto muratore. Non sarebbe dunque vero che egli avrebbe
avuto un buon recupero, come affermato dal medico di circondario in
contraddizione con l'evoluzione della situazione. Il suo stato di salute dopo
l'incidente sarebbe peggiorato, come potrebbero confermare ulteriori
accertamenti. Non sarebbe dunque per nulla probabile che le attuali
limitazioni siano da ricondurre a problemi preesistenti. Lo stesso medico
di circondario riterrebbe solo probabile il fatto che dei problemi siano già
presenti da anni. La decisione della SUVA sarebbe quindi solo basata su
delle supposizioni. Inoltre, il ricorrente contestava il calcolo relativo alla
rendita. Per parificare i redditi occorrerebbe non solo ridurre il reddito
statistico del 30.68 % ma anche applicare questa riduzione al reddito di un
aiuto muratore che ovviamente guadagnerebbe meno di un muratore
classico con formazione. Siccome poi non sarebbe più abile a lavorare
come aiuto muratore tutto fare, non sarebbe nemmeno corretto prendere
in considerazione quale reddito statistico il reddito percepito da un
muratore. Oltre a ciò, dovrebbe beneficiare di una riduzione sul reddito da
invalido vista la sua età, che lo limiterebbe nella capacità di apprendere
una nuova e differente professione, e poiché non disporrebbe di tutte le
qualità necessarie (non solo dei necessari titoli e delle formazioni, ma
anche delle conoscenze e dell'esperienza) per l'esercizio di lavori semplici
in cui spesso e volentieri sarebbero sempre ancora presenti compiti
pesanti. Oltre alla riduzione per le limitazioni mediche (limiti di peso ecc.)
di almeno il 20 %, si dovrebbe dunque pure considerare una limitazione di
ca. il 25 % per questioni sociali, le quali si aggiungerebbero ad altri
problemi di salute che gli impedirebbero di svolgere determinati lavori.
Viste inoltre le difficoltà in cui si ritroverebbe in un'altra funzione avendo
sempre lavorato solo come aiuto muratore, si giustificherebbe anche un
- 22 -
aiuto all'introduzione nella nuova attività con pagamento di indennità
giornaliere.
50. Con scritto del 7 luglio 2020 dinanzi al Tribunale delle assicurazioni
ticinese la SUVA (qui di seguito: convenuta) ha chiesto che il ricorso sia
trasmesso al Tribunale cantonale delle assicurazioni del Cantone dei
Grigioni. Nello scritto del 14 luglio 2020 dinanzi al Tribunale delle
assicurazioni ticinese il ricorrente non si è opposto alla trasmissione del
caso al Tribunale delle assicurazioni grigionese, facendo però notare che
per la maggior parte del tempo avrebbe lavorato in Ticino.
51. Con decisione del 15 luglio 2020 il Tribunale delle assicurazioni ticinese
ha dichiarato irricevibile il ricorso e disposto la trasmissione degli atti al
Tribunale delle assicurazioni grigionese.
52. Nella risposta del 2 settembre 2020 la convenuta ha chiesto il rigetto del
ricorso. Essa ha preliminarmente fatto notare che, malgrado la sua
richiesta del 27 maggio 2020, a tutt'oggi non le sarebbe giunta alcuna
notifica di malattia professionale. Essa ha ribadito che valuterà la
questione della malattia professionale quando sarà in possesso di un
relativo annuncio. Essa ha poi sottolineato che, per quanto riguarda gli
esiti dell'infortunio, agli atti non risulterebbe alcun elemento che permetta
di ammettere che vi siano delle cure atte a migliorare sensibilmente la
situazione del ricorrente. Pertanto, essa ha sospeso a ragione le
prestazioni di breve durata. Riguardo all'obiezione del ricorrente, sollevata
per la prima volta in sede di ricorso, secondo cui il suo salario era più
basso in quanto soffriva di problemi alla salute, la convenuta ha osservato
che quest'asserzione non sarebbe suffragata. Anzi, in occasione del
colloquio del 19 giugno 2017 il ricorrente avrebbe dichiarato che si doveva
occupare spesso di lavori pesanti. Ciò parlerebbe contro l'esistenza di un
danno alla salute invalidante pregresso. La convenuta ha poi fatto notare
di aver tenuto conto che il ricorrente svolgeva l'attività di aiuto muratore, in
- 23 -
quanto per il raffronto dei redditi su basi teoriche avrebbe fatto capo al
profilo che viene applicato per i lavoratori non qualificati. Il parallelismo
effettuato con riduzione del salario statistico del 30.68 % per tener conto
del gap salariale sarebbe avvenuto nei limiti fissati dalla giurisprudenza.
Riguardo alla vantata riduzione, la convenuta ha riesposto la relativa
giurisprudenza ribadendo che le condizioni non sarebbero adempite.
Inoltre, in merito agli esiti dell'infortunio delle ulteriori delucidazioni non si
imporrebbero in quanto potrebbe essere fatto capo alle conclusioni del
medico di circondario. Oltretutto, nessuno dei medici che hanno seguito il
ricorrente dal giorno dell'infortunio avrebbe riscontrato dei disturbi psichici.
Fra l'altro e in ogni caso la causalità adeguata andrebbe negata dato che,
in presenza tuttalpiù di un infortunio di grado medio, nessuno dei criteri
elaborati dalla giurisprudenza risulterebbe adempito. La convenuta ha
infine invitato (nuovamente) il ricorrente a trasmettere direttamente alla
SUVA Bellinzona l'annuncio per la malattia professionale.
53. Nella replica del 14 settembre 2020 il ricorrente ha comunicato che il suo
stato di salute si sarebbe aggravato. Il suo datore di lavoro dovrebbe aver
segnalato la ricaduta. Il suo stato di salute non si sarebbe stabilizzato. Egli
si starebbe ancora sottoponendo a delle cure mediche, visti i seri problemi
di cui soffrirebbe ancora oggi. Sarebbero cure seguite per migliorare non
per mantenere la sua situazione. Egli ha inoltre segnalato di aver fatto
valere la malattia professionale. La convenuta non potrebbe ritenerlo
guarito prima di aver accertato la malattia professionale. Il ricorrente
pretendeva pertanto una valutazione globale tramite la perizia
pluridisciplinare già richiesta. A mente del ricorrente, servirebbe una
decisione che dia una visione d'insieme; non sarebbe corretto procedere
a una procedura parallela per la malattia professionale. Il ricorrente
ribadiva poi le sue obiezioni relative al calcolo per il diritto a una rendita,
aggiungendo che in proposito dovrebbe esprimersi in tutti i casi uno
- 24 -
specialista, ciò anche perché il tentativo di riprendere il lavoro non avrebbe
avuto risultati positivi, soprattutto a causa delle costanti ricadute.
54. Nella duplica del 7 ottobre 2020 la convenuta ha osservato in special modo
che non avrebbe ricevuto nessuna notifica di ricaduta. Inoltre, secondo gli
atti lo stato di salute del ricorrente per quanto concerne gli esiti
dell'infortunio si era stabilizzato in data 1° maggio 2020 (cioè al momento
della sospensione delle prestazioni di breve durata). La convenuta ha poi
notato che non potrebbe procedere ad ulteriori accertamenti senza
disporre dell'annuncio di malattia professionale e senza che il ricorrente
renda verosimile tramite documenti medici la necessità di ordinare un
check-up completo.
55. Con scritto del 13 ottobre 2020 il ricorrente ha inoltrato al Tribunale una
documentazione medica di cui sarebbe entrato in possesso solo di
recente. Questa documentazione confermerebbe che il suo stato di salute
sarebbe sempre ancora danneggiato, senza miglioramenti e addirittura
peggiorato. Il ricorrente riferiva che secondo i suoi medici non solo vi
sarebbero dei problemi che la convenuta non avrebbe considerato a suo
tempo ma vi sarebbe stata anche una ricaduta.
Il referto della MRI della spalla destra eseguita il 24 settembre 2020 presso
il Centro Medico S._, T._ (Italia), ha rilevato quanto
segue: in esiti chirurgici ancoretta metallica contenuta nella testa omerale;
sclerosi da impatto cronico alla limitante omerale supero-esterna; artrosi
acromio-claveare e gleno-omerale; risalita cefalica della testa omerale e
ridotta ampiezza dello spazio sotto-acromiale: spalla conflittuale; pinzatura
gleno-omerale superiore; sofferenza del labbro fibro-cartilagineo
glenoideo, non evidenza di fratture marginali; ipo-atrofia di cuffie e rottura
massiva specie del sovraspinato e sottoscapolare; attraverso la breccia di
lesione passaggio di liquido dalla cavità articolare con accumulo sotto-
acromiale, nel recesso SAD e nella articolazione AC; CLB in sede, raccolta
- 25 -
peri-tendinea, intra-recessuale; marcata ipotrofia e fibrosi del muscolo
deltoide.
Dal rapporto ortopedico del 12 ottobre 2020 dell'Ospedale P._
emerge che il ricorrente due mesi fa circa in assenza di episodi traumatici
o sforzi funzionali ha lamentato la comparsa di algie alla spalla destra
associata a impotenza funzionale. Dall'esame obiettivo della spalla destra
risultava quanto segue: cicatrice chirurgica eutrofica, articolarità della
spalla in elevazione attiva di 90° dolente, passiva di 110° dolente,
abduzione di 90° dolente, ER di 25° dolente, IR a livello di D12 dolente,
segni di impingement +, test di forza della CR mal valutabili per reazione
antalgica. Non deficit VNP in atto. Dalla MRI del 24 settembre 2020 si
notava una lesione massiva CR con segno del geyser, esiti riparazione
AC, segni di omartrosi. Si consigliava di osservare un riposo funzionale
evitando sovraccarichi, di eseguire un ciclo di FKT di mobilizzazione
articolare della spalla per recupero ROM e si prescriveva
somministrazione di medicamento per 10 giorni.
56. Con scritto del 2 dicembre 2020 a titolo di complemento il ricorrente ha
trasmesso la più recente documentazione medica, che confermerebbe lo
stato di salute indicato.
Il referto della radiografia della spalla destra dell'Ospedale Causa
U._ del 13 ottobre 2020 ha rilevato la presenza di ancoretta
metallica proiettivamente a livello della testa omerale in verosimili esiti di
intervento di reinserzione tendinea; sfumate areole di rarefazione ossea a
margini lievemente sclerotici a livello della testa omerale, di significato
degenerativo; modesti segni di artrosi gleno-omerale; ridotto in ampiezza
lo spazio sub-acromion-omerale; nei limiti il trofismo osseo;
collateralmente: alterazione morfologica a livello di elemento costale
prossimale a livello dell'arco di torsione, in verosimili esiti traumatici.
Dall'esame obiettivo della spalla destra risultava quanto segue: cicatrice
- 26 -
chirurgica eutrofica, articolarità della spalla in elevazione attiva di 90°
dolente, passiva di 120° dolente, abduzione di 90° dolente, ER di 30°
dolente, IR a livello di D12 dolente, segni di impingement +, test di forza
della CR mal valutabili per reazione antalgica. Non deficit VNP in atto.
Dalla radiografia del 13 ottobre 2020 si notava un'artrosi gleno-omerale
con riduzione dello spazio sub-acromion-omerale. Si consigliava un ciclo
di FKT di mobilizzazione articolare della spalla per recupero ROM. Al
persistere della sintomatologia si consigliava una rivalutazione c/o amb.
spalla per programmazione di un'eventuale intervento di protesizzazione
della spalla destra.
Nel merito delle ulteriori argomentazioni delle parti nonché degli ulteriori
rapporti medici e mezzi di prova agli atti si entrerà, per quanto utili ai fini di
giudizio, nei considerandi successivi.

II. Considerando in diritto:
1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 19 maggio 2020. Il
ricorrente ha domicilio all'estero (Italia) e il suo ultimo datore di lavoro ha
sede nei Grigioni, per cui è data la competenza per territorio e materia di
questo Tribunale (cfr. art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione
contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20] in combinato disposto con l'art. 58
cpv. 2 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1]); art. 57 LPGA in combinato
disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa
[LGA; CSC 370.100]). Il ricorrente è legittimato a ricorrere (cfr. art. 59
LPGA). Il suo ricorso, presentato tempestivamente e nella dovuta forma
(art. 60 cpv. 1 e 61 lett. b LPGA), è dunque ricevibile.
2. Controverso è se la convenuta ha giustamente chiuso il caso d'infortunio
del ricorrente e quindi sospeso le prestazioni di breve durata dal 1° maggio
2020 e se ha giustamente negato il diritto a una rendita d'invalidità LAINF.
- 27 -
Non è invece oggetto della presente procedura l'esistenza o meno di una
malattia professionale (verosimilmente nella forma dell'asma bronco-
pneumatica cronica di cui è affetto il ricorrente). Come ripetutamente
segnalato dalla convenuta, per eventuali prestazioni in seguito a una
malattia professionale il ricorrente deve inoltrare alla convenuta una debita
domanda. Gli svantaggi paventati dal ricorrente derivanti da una
procedura distinta inerente a un'eventuale malattia professionale sono
infondati. Va dunque respinta la richiesta del ricorrente di ordinare un
accertamento medico peritale globale del suo stato di salute (inclusa
un'eventuale malattia professionale). Infine, va notato che con il ricorso
non è stata contesta la decisione di rifiuto di un'indennità per
menomazione dell'integrità (IMI).
3. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF le prestazioni assicurative sono effettuate in
caso d'infortuni professionali, d'infortuni non professionali e di malattie
professionali. Il diritto alle prestazioni presuppone l'esistenza di un nesso
di causalità naturale nonché di un nesso di causalità adeguata tra l'evento
dannoso e il danno alla salute (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb).
L'esistenza di un rapporto di causa-effetto tra l'infortunio e il danno alla
salute deve essere comprovato con il necessario grado della probabilità
preponderante. La sola possibilità di una relazione causale non basta per
giustificare un diritto a prestazioni (DTF 129 V 177 consid. 3.1).
4. Dapprima va esaminato se la convenuta ha giustamente chiuso il caso
d'infortunio e quindi sospeso le prestazioni di breve durata a partire dal 1°
maggio 2020.
4.1. Una chiusura del caso con conseguente sospensione delle prestazioni di
breve durata ed esame di un diritto a una rendita d'invalidità o a
un'indennità per menomazione dell'integrità è possibile qualora dalla
continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali
- 28 -
provvedimenti d'integrazione dell'AI (cfr. art. 19 cpv. 1 primo periodo
LAINF; DTF 134 V 109 consid. 4.1). Il presupposto del "sensibile
miglioramento" si definisce nella misura del prevedibile incremento o
ripristino della capacità lavorativa compromessa dall'infortunio. Il
prevedibile miglioramento dalla continuazione della cura medica deve
essere significativo, da qui il termine "sensibile" (cfr. DTF 134 V 109
consid. 4.3). La questione del sensibile miglioramento deve essere
giudicata prospetticamente al momento della sospensione delle
prestazioni. Questa valutazione si fonda sulle informazioni mediche a
proposito delle opzioni terapeutiche e del decorso della patologia,
generalmente riassunte nel concetto di prognosi (cfr. STF 8C_277/2012
consid. 2.2.2). La conclusione del caso presuppone unicamente che da
ulteriori cure mediche non ci si debba più aspettare un sensibile
miglioramento dello stato di salute; non è invece richiesto che un
trattamento medico non sia più necessario (cfr. STF 8C_590/2008 consid.
4.2, 8C_432/2009 consid. 3.2).
4.2. Stando al ricorrente, non solo il suo stato di salute non potrebbe ancora
essere ritenuto stabilizzato, ma esso sarebbe addirittura peggiorato. Non
sarebbe vero che egli avrebbe avuto un buon recupero, come affermato
dal medico di circondario in contraddizione con l'evoluzione della
situazione. In questa argomentazione il ricorrente trascura tuttavia il fatto
che ad essere determinante per il prolungamento delle cure è il prevedibile
incremento o ripristino della capacità lavorativa compromessa
dall'infortunio. Non è messo in discussione che egli possa ancora
necessitare delle cure alla spalla destra. Dagli atti emerge per contro che,
per quanto concerne i danni infortunistici (trauma polmonare e dell'arto
inferiore destro, fratture costali e dei processi trasversi a destra,
lussazione clavicola, lesione quasi completa del sovraspinato e lesione
parziale dell'infraspinato [cfr. rapporto sula visita medica di chiusura del 19
febbraio 2020 del Dr. med. M._ {doc. 282 convenuta}]), al
- 29 -
momento della sospensione delle prestazioni in data 1° maggio 2020 da
ulteriori cure mediche non ci si doveva più aspettare un sensibile
miglioramento dello stato di salute. Benché nell'apprezzamento del 10
febbraio 2020 (doc. 278 convenuta) il medico di circondario Dr. med.
M._, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell'apparato locomotore, abbia affermato che solo probabilmente (e non
molto probabilmente) da ulteriori trattamenti non ci si poteva attendere un
miglioramento apprezzabile dello stato di salute per quanto attiene alle
conseguenze dell'infortunio, nel rapporto sulla visita di chiusura del 19
febbraio 2020 egli non ha proposto altre terapie o esami diagnostici (doc.
282 convenuta). Come poi indicato dalla convenuta, al momento della
sospensione delle prestazioni nessun medico ha preteso che vi erano
delle cure atte a migliorare sensibilmente la situazione post-infortunistica.
La stabilizzazione dello stato di salute in questa data poteva dunque
essere ammessa con il grado di probabilità preponderante determinante
nel diritto delle assicurazioni sociali. Ciò, si ribadisce, sotto il profilo
esclusivamente post-infortunistico. Come già rilevato nella decisione
impugnata, il medico di circondario ha spiegato che le persistenti difficoltà
possono essere legate all'avanzata degenerazione della spalla già
presente prima dell'infortunio (degenerazione acromio-claveare con
impingement nonché dell'articolazione gleno-omerale non legate
all'infortunio) (cfr. rapporto sulla visita medica di chiusura del 19 febbraio
2020 [doc. 282 convenuta]; cfr. anche apprezzamento del 23 aprile 2020
[doc. 311 convenuta]). Nessun documento medico agli atti invalida la
diagnosi del medico circondariale secondo cui l'asma bronco-pneumatica
cronica ostruttiva BPCO stadio 2B, la formazione nodulare solida in sede
sovra-diaframmatica sinistra di circa 7 mm, l'artrosi acromio-claveare, la
degenerazione gleno-omerale in sede anterosuperiore, l'impingement
sotto-acromiale e la degenerazione superficie condrale gleno-omerale a
destra non sono da ricondurre all'infortunio del 6 aprile 2017. Bisogna
dunque partire dal presupposto che questi disturbi fisici non siano dei
- 30 -
postumi d’infortunio (bensì delle malattie) e che quindi non diano diritto a
cure da parte dell'assicuratore infortuni, salvo se una di queste patologie
dovesse essere qualificata come malattia professionale ai sensi dell'art. 9
cpv. 1 LAINF e art. 14 risp. allegato 1 dell'Ordinanza sull’assicurazione
contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202). Questa tematica, come già detto,
non è tuttavia oggetto di questa procedura. Oltre a ciò, va osservato che
agli atti non vi è nemmeno un documento che evidenzi dei disturbi psichici
riconducibili all'infortunio necessitanti delle apposite cure. Si noti che fino
alla lettera del 10 marzo 2020 dell'allora patrocinatore del ricorrente (doc.
294 convenuta) non era stata fatta menzione di disturbi psichici e che negli
atti non è ravvisabile che il ricorrente abbia ricevuto delle cure in tal senso.
In conclusione, la convenuta poteva dunque chiudere il caso d'infortunio e
quindi sospendere le prestazioni di breve durata (indennità giornaliere e
cure mediche) con effetto al 1° maggio 2020 e procedere all'esame di un
diritto a una rendita d'invalidità e di un'IMI.
5. In seguito va esaminato se la convenuta ha giustamente negato un diritto
a una rendita di invalidità.
5.1. A norma dell'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido almeno al 10 % in
seguito a infortunio ha diritto a una rendita d'invalidità se l'infortunio si è
verificato prima del raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento. È
considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). È
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle
misure d’integrazione ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 LPGA). È
considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere
un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo
- 31 -
d'attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra
professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). Giusta l'art. 16 LPGA per
valutare il grado d'invalidità il reddito che l'assicurato invalido potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido.
5.2. Per determinarsi sulla capacità lavorativa, il Tribunale deve ricorrere per
necessità di cose alle indicazioni del personale sanitario specializzato. Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze dell'assicuratore va riconosciuto
pieno valore probante, a condizione che siano motivati, concludenti e
scevri di contraddizioni. Il fatto che il medico consultato si trovi in un
rapporto di dipendenza con l'assicuratore non basta per metterne già in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Se tuttavia vi è anche solo un lieve
dubbio sull'attendibilità delle attestazioni del medico di fiducia
dell'assicuratore, occorre ordinare degli accertamenti complementari (DTF
135 V 465 consid. 4.4, 125 V 351 consid. 3b/ee). Determinante per la
valenza probante di un rapporto medico è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che
la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni siano
ben motivate (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; STF
8C_313/2012 consid. 3.2, 8C_828/2007 consid. 7). Riguardo ai medici
curanti si deve tenere conto del fatto che, in seguito al rapporto di fiducia
instauratosi contrattualmente, non può essere escluso che nel dubbio
questi possano esprimersi a favore del proprio paziente (DTF 135 V 465
consid. 4.5, 125 V 351 consid. 3b/cc, 124 I 170 consid. 4).
- 32 -
5.3. Dal punto di vista post-infortunistico, il medico di circondario ha valutato il
ricorrente abile al 100 % in un'attività adattata (cfr. per i limiti funzionali
sopra descritti [cifra 40 fattispecie] doc. 282 convenuta). Come fatto notare
dalla convenuta, agli atti non vi è alcun parere specialistico contrario a
questo apprezzamento o capace di suscitare anche solo un lieve dubbio
sulla sua attendibilità. L'apprezzamento del medico di circondario soddisfa
appieno i suddetti requisiti di valenza probatoria. I documenti medici
inoltrati dal ricorrente in questa sede, per quanto considerabili a livello di
concretizzazione dello stato di salute già noto alla data di emanazione
della sentenza impugnata (cfr. DTF 132 V 215 consid. 3.1.1, 130 V 138
consid. 2.1), non si esprimono sulla capacità lavorativa (e ancor meno in
correlazione ai qui decisivi esiti dell'infortunio). La ricaduta segnalata in
questa procedura non è stata annunciata alla convenuta e non è
comprovato che essa sia in relazione causale con l'infortunio. Per quanto
concerne gli esiti da infortunio, bisogna dunque ritenere che il ricorrente
possa ancora esercitare un'attività lavorativa più leggera di quella di aiuto
muratore da ultimo svolta, ovvero un'attività senza sollecitazioni alla spalla
destra come descritto sopra (v. cifra 40 fattispecie). Per quanto il ricorrente
eccepisca che non sono stati fatti accertamenti dal profilo psichiatrico, va
osservato che negli atti non si riscontra nessun certificato medico riguardo
a dei possibili disturbi psichici. Sulla base di una mera affermazione del
ricorrente in tal senso la convenuta non era dunque tenuta a procedere ad
accertamenti attraverso una perizia pluridisciplinare. A titolo
abbondanziale si osserva che, in ogni caso, anche ammettendo dei
disturbi psichici, andrebbe negato il nesso di causalità adeguata in base
alla giurisprudenza sui disturbi psichici, dato che per questo infortunio
classificabile nella categoria media non sono evidentemente adempiti
almeno tre dei relativi sette criteri (le circostanze concomitanti
particolarmente drammatiche o la particolare spettacolarità dell'infortunio;
la gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente
la loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici; la
- 33 -
durata eccezionalmente lunga della cura medica; i dolori somatici
persistenti; la cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti
dell'infortunio; il decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti
intervenute; il grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni
fisiche) né uno di questi in maniera particolarmente incisiva (cfr. STF
8C_438/2020 consid. 4.3 seg.).
5.4. Per il raffronto dei redditi la convenuta si è basata sul salario da ultimo
percepito dal ricorrente quale aiuto muratore (reddito da valido) e su quello
statistico in base alla Rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS)
(reddito da invalido). A differenza di quanto sembra affermare il ricorrente,
la convenuta ha dunque ammesso che l'ultimo lavoro da aiuto muratore
svolto dal ricorrente non è più esigibile. In tal senso è stato considerato il
fatto che il tentativo del ricorrente di riprendere il lavoro da ultimo svolto
non ha avuto risultati positivi. La convenuta ha rilevato che il ricorrente,
senza l'infortunio, nel 2020 (anno della decisione impugnata) avrebbe
potuto percepire un salario di CHF 45'253.80. Il ricorrente non contesta
questo importo per il reddito da valido. Egli afferma che prima
dell'infortunio non aveva alcun problema di salute e che talvolta esercitava
lavori molto pesanti. Egli osserva che siccome gli mancherebbe la
specifica formazione il suo salario da manovale semplice e tutto fare (risp.
aiuto muratore) sarebbe al di sotto di quello di un muratore qualificato, per
cui non troverebbe giusto che lo si paragoni a un muratore. Queste
censure sono inconferenti. Come detto, la convenuta ha applicato l'ultimo
salario da aiuto muratore quale reddito da valido. Riguardo al reddito da
invalido, va detto che non c'è nulla da eccepire al fatto che la convenuta
abbia fatto capo al reddito secondo la RSS 2018 TA1, livello di
competenza 1, cioè il profilo per i lavoratori non qualificati in attività
semplici di tipo fisico o manuale, adeguato a 41.7 ore lavorative settimanali
e indicizzato per il confronto fino al 2020, giungendo così a un reddito pari
a CHF 68'446.03.
- 34 -
5.5. Se una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato
un reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia
spontaneamente accontentata si procede in primo luogo a un parallelismo
dei due redditi di paragone. Una parallelizzazione si effettua soltanto per
la parte percentuale di differenza tra il reddito da valido e il salario statistico
dello specifico settore eccedente la soglia del 5 % (DTF 135 V 297 consid.
6.1.2; STF 8C_141/2016, 8C_142/2016 consid. 5.2.2). Il ricorrente
sostiene che per parificare i redditi occorrerebbe non solo ridurre il reddito
statistico del 30.68 % ma anche applicare questa riduzione [sic] al reddito
di un aiuto muratore che ovviamente guadagnerebbe meno di un muratore
classico con formazione. Il ricorrente con questa argomentazione
misconosce che una parallelizzazione può avvenire o a livello di reddito
da valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente
conseguito oppure facendo capo ai valori statistici, o a livello di reddito da
invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico (cfr. DTF
134 V 322 consid. 4.1). Per quanto riguarda il calcolo concreto della
parallelizzazione dei redditi, nel caso di specie per tener conto del gap
salariale del 35.68 % tra il salario che il ricorrente avrebbe percepito nel
2020 senza infortunio (CHF 45'253.80 = reddito da valido) e il salario
realizzato da un operaio non qualificato nell'edilizia (CHF 70'354.90 in
base alla TA1, livello economico 41-43, adeguato all'orario settimanale
medio determinante e indicizzato fino al 2020) la convenuta ha ridotto il
guadagno post-infortunistico esigibile (reddito da invalido) del 30.68 %
(gap del 35.68 % meno il 5 % secondo la succitata giurisprudenza),
ottenendo così un reddito da invalido di CHF 47'446.80 (69.32 % di CHF
68'446.03). Questo calcolo non può essere contestato.
5.6. In una seconda fase occorre esaminare la questione di una deduzione sul
reddito da invalido.
5.6.1. Se e in quale misura i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti
dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso
- 35 -
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione), ritenuto
che una deduzione massima del 25 % del salario statistico permette di
tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro e che il Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale,
la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento
a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 137 V 71 consid. 5.2, 134 V
322 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 5b/cc e 6). Va tenuto presente che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per
circostanze personali e professionali (cfr. DTF 134 V 322 consid. 5.2 e
6.2).
5.6.2. Innanzitutto, si osserva che l'assenza di formazione (quale fattore
estraneo all'invalidità) fatta valere dal ricorrente è già stata debitamente
considerata nella parallelizzazione dei redditi. Va inoltre notato che per il
reddito da invalido la convenuta si è basata su un reddito ipotetico nel
livello di competenza 1, ovvero in attività semplici, per le quali non si
presuppongono specifiche qualifiche (cfr. STF 8C_492/2015 consid.
3.2.3). Una deduzione a causa di un'insufficiente risp. assente formazione
non entra dunque in considerazione. Inoltre, nemmeno le limitazioni
funzionali (quale fattore dovuto all'invalidità) giustificano una deduzione in
questo caso. Si noti che l'impossibilità a svolgere lavori pesanti di per sé
non comporta una deduzione, dato che nel salario statistico di livello 1
sono comprese diverse attività leggere (STF 8C_841/2017 consid.
5.2.2.2). In considerazione dell'esigibilità risp. dei limiti funzionali posti al
ricorrente, non si può nemmeno affermare che in un mercato equilibrato
non sussistano sufficienti attività ancora accessibili al ricorrente. Per
quanto egli faccia valere di non riuscire a trovare impieghi in attività adatte,
- 36 -
va notato che il mercato teorico e astratto determinante nell'ambito del
diritto d'invalidità presuppone un mercato offerente numerosi e variegati
impieghi che non tiene conto della situazione concreta del mercato
lavorativo (cfr. DTF 134 V 64 consid. 4.2.1; STF 9C_192/2014 consid. 3.1).
Una deduzione sul salario statistico per le limitazioni dovute al danno alla
salute si giustifica soltanto se, tenuto conto degli impedimenti legati alla
persona o al posto di lavoro, anche su un mercato del lavoro equilibrato
non esiste più un ventaglio sufficientemente ampio di attività accessibili
all'assicurato (cfr. STF 8C_174/2019 consid. 5.2.2). Queste condizioni non
sono adempite nel caso di specie in cui il ricorrente, dal punto di vista
infortunistico, è stato ritenuto completamente abile al lavoro in un'attività
adattata con limitazioni (v. sopra cifra 40 fattispecie) che non appaino
eccessive a tal punto da escludere la prospettiva di trovare un posto di
lavoro debitamente retribuito sul mercato generale del lavoro giusta la
succitata nozione. Infine, va pure presupposto che nell'ambito di lavori non
specializzati di regola l'età avanzata non abbia ripercussioni sulla richiesta.
In altre parole, va ritenuto che per questi lavori vi sia sempre una richiesta
a prescindere dall'età dei lavoratori. Sempre secondo la prassi del
Tribunale federale, non ha perciò praticamente rilevanza per una
deduzione l'obiezione che a causa dell'età avanzata sia più difficile trovare
un posto di lavoro (cfr. DTF 146 V 16 consid. 7.2.1). In un apprezzamento
globale della situazione, può essere sostenuta la decisione della
convenuta di non applicare una deduzione sul salario da invalido. Visto
che non è raggiunto il grado minimo d'invalidità per una rendita LAINF del
10 %, la convenuta ha giustamente negato un diritto a una rendita.
6. Per i suesposti motivi, la decisione impugnata va confermata e il ricorso
va respinto.
7. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF
e contrario). La convenuta non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g primo
periodo LPGA e contrario).
- 37 -
- 38 -