Decision ID: 1d3df5f3-f706-408d-94fa-f6dbf346bc24
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._ (di seguito: interessato, insorgente o ricorrente), cittadino
italiano, nato il 15 febbraio 1978, ha lavorato in Svizzera in diversi periodi,
in particolare dal 2006 al 2012, nel 2015 e nel 2018, svolgendo diverse
attività da ultimo in qualità di falegname, e solvendo contributi all’assicura-
zione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 9 pag. 22
dell’incarto dell’autorità inferiore, di seguito: doc. A 9 pag. 22, e doc. 4, doc.
5, doc. 17 a 19 dell’incarto della Cassa svizzera di compensazione [di se-
guito: CSC], di seguito: doc. B 4, doc. B 5, doc. B 17 a 19).
A.b Ha interrotto l’attività lavorativa il 25 ottobre 2018 a causa di una lom-
balgia post-traumatica (doc. A 55 pag. 169).
A.c Dal referto della visita del 7 dicembre 2018 della dott.ssa B._,
specialista in ortopedia e traumatologia, è emersa la presenza di una lom-
bosciatalgia sinistra esacerbatasi dopo sollecitazione funzionale (solleva-
mento di un carico). Nel menzionato referto è stato altresì indicato che l’in-
teressato riferiva parestesie e cedimento dell’arto inferiore sinistro asso-
ciati a dolore. Inoltre, nel menzionato referto è fatto riferimento a una RX
della colonna lombosacrale eseguita il 14 novembre 2018, nella quale è
stata riscontrata un’importante anterolistesi di L5 su S1 da indagare con
RX dinamiche in massima flessione ed estensione, con TC lombosacrale
e, successivamente, con un consulto specialistico vertebrale o neurochi-
rurgico (doc. A 60 pag. 175; cfr. anche doc. A 58 pag. 173 [referto della RX
del 14 novembre 2018]).
A.d Con valutazione del 17 dicembre 2018 eseguita per conto dell’assicu-
ratore malattia, il dott. C._, specialista in medicina interna, ha posto
la diagnosi di “sindrome lomboradicolare S1 sinistra algica e irritativa non
deficitaria con sospetta instabilità del segmento L5-S1”. Il dott. C._
ha quindi indicato la necessità di procedere alle indagini diagnostiche pro-
poste dalla dott.ssa B._ ed in seguito ad una valutazione in ambito
neurochirurgico per definire l’opportunità o meno di un intervento di stabi-
lizzazione. Il dott. C._ ha quindi ritenuto medicalmente giustificata
un’incapacità lavorativa totale dal 25 ottobre 2018 e continua (doc. A 61
pag. 176).
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B.
B.a Il 1° marzo 2019, l’interessato ha formulato una domanda volta all’ot-
tenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. A
2 pag. 2 e doc. B 8).
B.b Durante l’istruttoria, l’autorità inferiore ha assunto agli atti diversa do-
cumentazione, segnatamente:
 il referto della TAC del rachide lombosacrale basale del 15 gennaio
2019 (doc. A 64 pag. 180);
 il referto della RX del rachide lombo sacrale morfodinamico del 15 gen-
naio 2019 (doc. A 65 pag. 181);
 il referto della visita ortopedica del 30 gennaio 2019, nella quale è stata
segnalata una spondilolistesi L5-sacro con discopatia del 4 e 5 disco e
consigliata una visita per trattamento chirurgico di stabilizzazione ver-
tebrale (doc. A 70 pag. 186);
 il questionario/rapporto sul decorso del 14 febbraio 2019 della dott.ssa
D._, medico curante, specialista in medicina generale, ga-
stroenterologia ed endoscopia digestiva (doc. A 73 pag. 189);
 il certificato del 20 marzo 2019 del dott. E._, specialista in neu-
rochirurgia, nel quale propone di eseguire il trattamento chirurgico di
artrodesi L5-S1 (doc. A 10 pag. 38);
 il referto della RX del rachide in toto eseguita l’11 aprile 2019 (doc. A 80
pag. 197);
 il referto della risonanza magnetica della colonna lombosacrale ese-
guita il 21 maggio 2019 (doc. A 89 pag. 207);
 la valutazione del 4 giugno 2019 eseguita per conto dell’assicuratore
malattia dal dott. C._, il quale ha posto la diagnosi di “sindrome
lombo-radicolare S1 sinistra algica e irritativa con claudicatio radicolare
in presenza di spondilolistesi istmica L5-S1 con stenosi del canale fo-
raminale”. Ha condiviso la necessità dell’intervento chirurgico di artro-
desi L5-S1 e ritenuto giustificata un’incapacità lavorativa totale in qual-
siasi attività. Infine ha indicato che la situazione andrà ridefinita due
mesi dopo l’intervento (doc. A 90 pag. 208);
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 la lettera di dimissioni del 17 novembre 2019 in merito all’intervento di
artrodesi L5-S1, decompressione L5-S1 del 12 novembre 2019 (doc. A
120 pag. 241);
 il questionario/rapporto di decorso del 16 gennaio 2020, nel quale è
indicato che non vi sono cambiamenti rispetto agli ultimi rapporti (doc.
A 121 pag. 243);
 il referto della radiografia del rachide lombo sacrale (referto non agli atti
ma citato nella perizia reumatologica del dott. F._; cfr. doc. A 38
pag. 102);
 il referto della visita di controllo ortopedica-chirurgica del 29 gennaio
2020, nel quale il dott. G._ ha constatato un netto miglioramento
della sintomatologia agli arti inferiori e non ha rilevato segni di irritazione
radicolare. Il medico ha consigliato ginnastica dolce lombare per il re-
cupero funzionale e articolare e di evitare carichi sopra i 10 Kg fino a 1
anno post-operatorio (doc. A 123 pag. 246);
 la perizia del 7 agosto 2020 del dott. F._, specialista in reuma-
tologia, il quale ha posto le diagnosi con influsso sulla capacità lavora-
tiva di “sindrome lombospondilogena cronica a sinistra in esiti da de-
compressione del segmento L5-S1 con artrodesi, in spondilolistesi ist-
mica L5 su S1 di II grado secondo Meyerding il 12 novembre 2019 con
spondilolistesi residua di L5 su S1 di circa 11 mm”, nonché altre dia-
gnosi senza influsso sulla capacità lavorativa, descritto i limiti funzionali
e ritenuto nell’attività abituale un’incapacità lavorativa totale dal 25 ot-
tobre 2018 e continua, mentre, in attività sostitutive rispettose dei limiti
funzionali, ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale dal 25 ottobre 2018
e nulla dal 12 maggio 2020 (doc. A 38 pag. 91);
 il rapporto finale SMR del 12 agosto 2020, nel quale il dott. H._
ha ripreso le diagnosi e le conclusioni di cui alla perizia reumatologica
del 7 agosto 2020 (doc. A 39 pag. 108); e
 la valutazione del consulente AI del 20 agosto 2020, nella quale sono
indicati degli esempi di attività sostitutive adeguate rispettose dei limiti
funzionali che l’interessato potrebbe ancora esercitare (doc. A 40 pag.
112).
B.c Con progetto di decisione del 21 agosto 2020, l’UAIE ha prospettato il
riconoscimento di una rendita intera (con grado d’invalidità del 100%) dal
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1° ottobre 2019 (al termine dell’anno di attesa) fino al 31 agosto 2020, ossia
3 mesi dopo il miglioramento dello stato di salute ritenuto a decorrere dal
12 maggio 2020 (doc. A 42 pag. 117 e doc. B 9).
B.d Il 16 settembre 2020, l’interessato – per il tramite del proprio rappre-
sentante – ha formulato una richiesta di riesame cautelativo e chiesto
all’UAIE di ricevere copia dell’intero incarto, nonché una proroga del ter-
mine per formulare le proprie osservazioni (doc. A 46 pag. 129 [procura] e
doc. A 47 pag. 130). Il 21 settembre 2020, l’UAIE ha trasmesso copia
dell’intero incarto al rappresentante dell’interessato (doc. A 48 pag. 131).
Con scritto del 5 ottobre 2020, l’interessato – per il tramite del proprio rap-
presentante – ha ritirato la propria richiesta di riesame cautelativo. Ha indi-
cato che, a causa dell’emergenza COVID e di impegni ulteriori dei medici,
non ha potuto ottenere alcun rapporto medico (doc. A 50 pag. 134).
B.e Con decisione del 7 dicembre 2020 (trasmessa direttamente all’inte-
ressato), l’UAIE ha riconosciuto all’interessato il diritto di percepire una ren-
dita intera dal 1° ottobre 2019 (termine dell’anno di attesa) fino al 31 agosto
2020 (3 mesi dopo il ritenuto miglioramento dello stato di salute del 12
maggio 2020), conto tenuto di un grado d’invalidità del 100%. Secondo
l’autorità inferiore, sulla base degli accertamenti medici eseguiti, l’interes-
sato presenta, nell’attività abituale di falegname, un’incapacità lavorativa
totale dal 25 ottobre 2018 e continua, mentre, in attività adeguate rispettose
delle limitazioni funzionali, presenta un’incapacità lavorativa totale dal 25
ottobre 2018 all’11 maggio 2020 e nulla dal 12 maggio 2020. Dal confronto
del reddito da valido di fr. 60'703.- con il reddito da invalido di fr. 57'285.-
(stabilito secondo i dati statistici delle tabelle TA1 e conto tenuto di una
deduzione giurisprudenziale del 15% dovuta alla necessità di svolgere uni-
camente attività leggere e per altri fattori di riduzione) consegue un grado
d’invalidità del 6%, insufficiente per l’erogazione di una rendita dopo il 31
agosto 2020. L’amministrazione ha pure negato il diritto a provvedimenti
d’ordine professionale e/o di reintegrazione (doc. A 52 pag. 136 [motiva-
zioni] e doc. B 22 [ammontare della rendita]; cfr. anche doc. A 43 pag. 122
[foglio di calcolo]).
B.f Per il tramite della posta elettronica, il 20 gennaio 2021 la CSC ha tra-
smesso direttamente all’interessato copia della decisione del 7 dicembre
2020 (doc. B 26).
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C.
C.a Il 12 febbraio 2021, l’interessato – per il tramite del suo rappresentante
– ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-
guito: TAF o Tribunale), mediante il quale, in via preliminare, ha indicato
che la decisione dell’UAIE del 7 dicembre 2020 gli è stata (direttamente)
recapitata solo per il tramite della posta elettronica in quanto vi sarebbero
stati dei problemi con le Poste italiane. Nel merito, ha chiesto, ferma re-
stando una totale incapacità lavorativa nell’attività abituale di falegname,
che gli sia riconosciuta una rendita AI in virtù di un grado d’invalidità non
inferiore al 60% in attività sostitutive adeguate a decorrere dal 1° settembre
2020 e continua. Ha fatto valere che la sintomatologia al rachide lombo
sacrale limita fortemente la sua capacità lavorativa anche in attività ade-
guate. Ha allegato il rapporto medico-legale del 1° febbraio 2021 del dott.
I._, medico chirurgo, specialista in medicina legale, delle assicura-
zioni e in medicina del lavoro, il quale – dopo avere indicato la diagnosi –
ha ritenuto che lo stato di salute dell’insorgente causa numerose limitazioni
e comporta una capacità lavorativa in attività semplici e leggere non supe-
riore al 40%. Secondo il ricorrente, tale documentazione medica è un valido
mezzo probatorio le cui conclusioni sono fondate e motivate. Ha altresì
fatto valere che le sue limitazioni della capacità lavorativa devono essere
debitamente tenute in considerazione nella valutazione del salario da inva-
lido mediante una congrua percentuale di riduzione del salario teorico. L’in-
sorgente ha altresì formulato una domanda di assistenza giudiziaria, nel
senso della dispensa dal versamento di spese processuali (doc. TAF 1 e
allegati).
C.b Con atto del 3 marzo 2021, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del
Cantone J._ (di seguito: Ufficio AI) ha trasmesso a questo Tribunale
il richiesto incarto di causa dell’autorità inferiore (doc. TAF 5).
C.c Il 17 marzo 2021, l’insorgente ha trasmesso a questo Tribunale il for-
mulario “Domanda di gratuito patrocinio”, nonché della documentazione
economica (doc. TAF 6 e allegati).
C.d Con provvedimento del 1° aprile 2021, questo Tribunale ha osservato
che l’incarto dell’autorità inferiore non contempla gli atti posteriori al 9 otto-
bre 2020, ossia quelli successivi alla trasmissione all’UAIE da parte dell’Uf-
ficio AI delle motivazioni della decisione da notificare (mancando segnata-
mente la decisione impugnata e gli atti relativi alla sua notifica) e ha quindi
chiesto all’UAIE di trasmettere la risposta di causa e di pronunciarsi altresì
sull’ammissibilità del ricorso (doc. TAF 7).
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C.e Il 26 aprile 2021, la CSC ha trasmesso a questo Tribunale il proprio
incarto, segnalando di non avere potuto determinare la data della notifica
della decisione impugnata poiché non figura sulla lista dei propri invii. Detta
autorità ha indicato di non essere in possesso né dell’avviso di ricevimento
né dell’estratto Track&Trace e che la decisione del 7 dicembre 2020 è stata
trasmessa all’insorgente, per il mezzo della posta elettronica, il 20 gennaio
2021 (doc. TAF 8 e doc. B 26).
C.f Il 30 aprile 2021, l’Ufficio AI ha trasmesso a questo Tribunale copia del
proprio incarto specificando che non risultano atti posteriori al 9 ottobre
2020, come neanche copia della decisione del 7 dicembre 2020 in quanto
la stessa non gli sarebbe stata recapitata (in copia e per informazione) dalla
CSC (doc. TAF 9 e allegati).
C.g Con risposta del 10 giugno 2021, l’UAIE ha proposto la reiezione del
ricorso e la conferma della decisione impugnata conformemente all’alle-
gato preavviso dell’Ufficio AI del 2 giugno 2021, il quale a sua volta si fonda
sul complemento peritale del 25 maggio 2021 del dott. F._, reuma-
tologo, e sull’annotazione SMR del 31 maggio 2021 del dott. H._.
Detto Ufficio ha in particolare osservato che l’aspetto medico è stato suffi-
cientemente acclarato e valutato. Inoltre, la documentazione medica tra-
smessa in fase ricorsuale è stata sottoposta al perito reumatologo, riporta
le affezioni già note al momento dell’effettuazione della perizia reumatolo-
gica e non apporta alcun nuovo elemento che giustifichi una diversa valu-
tazione della fattispecie o l’esperimento di ulteriori indagini di natura me-
dica (doc. TAF 12 e allegati).
C.h Nella replica del 10 agosto 2021, il ricorrente si è riconfermato nelle
allegazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso. Ha trasmesso le osservazioni
medico-legali del 27 luglio 2021 del dott. I._, il quale ha esposto le
medesime valutazioni e conclusioni di cui al rapporto medico-legale del 1°
febbraio 2021 (doc. TAF 16 e allegato).
C.i Con duplica del 10 settembre 2021, l’autorità inferiore, conformemente
all’allegato preavviso dell’Ufficio AI del 3 settembre 2021, ha riproposto la
reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Detto Ufficio
ha osservato che nelle osservazioni medico-legali del 27 luglio 2021, il dott.
I._ non apporta alcun nuovo elemento oggettivo rispetto a quanto
indicato nel precedente rapporto del 1° febbraio 2021, ma esprime una di-
versa valutazione della capacità lavorativa in presenza di un medesimo
stato dei fatti già valutato dal dott. F._ (doc. TAF 18 e allegato).
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C.j Copia della duplica è stata trasmessa per conoscenza al ricorrente con
provvedimento del 17 settembre 2021 (doc. TAF 19).
C.k Il 14 luglio 2022, l’insorgente ha chiesto informazioni in merito all’eva-
sione della causa (doc. TAF 20).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile.
1.5 Quanto all’inoltro tempestivo del gravame, occorre rilevare che il ricor-
rente ha indicato nel ricorso che la decisione impugnata, del 7 dicembre
2020, gli è stata notificata per il tramite della posta elettronica (il 20 gennaio
2021) in quanto vi sarebbero stati dei (non meglio precisati) problemi con
le Poste italiane, con la conseguenza che il gravame sarebbe stato deposto
tempestivamente. Benché agli atti non sia reperibile né un avviso di ricevi-
mento né un estratto Track&Trace che dimostri la data della notifica della
decisione impugnata, può essere rinunciato ad un’istruttoria complemen-
tare su questo punto, dal momento che per i motivi indicati di seguito, il
ricorso deve comunque considerarsi siccome inoltrato tempestivamente.
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Infatti, giova rilevare che già in procedura di prima istanza il ricorrente, dal
16 settembre 2020, era rappresentato dal Patronato INAS di K._
(doc. A 46 pag. 129). Giusta l'art. 37 cpv. 1 LPGA, una parte può farsi rap-
presentare, se non deve agire personalmente, o farsi patrocinare nella mi-
sura in cui l'urgenza di una inchiesta non lo escluda. Finché la parte non
revochi la procura, l'assicuratore comunica con il rappresentante (art. 37
cpv. 3 LPGA). Questo principio risponde all'esigenza di una certezza del
diritto e mira a eliminare ogni possibile dubbio sulla persona a cui indiriz-
zare le comunicazioni oltre a stabilire una regola chiara in merito alla noti-
fica determinante per la decorrenza dei termini di ricorso (sentenza del TF
9C_85/2011 del 17 gennaio 2012 consid. 4.2). Conseguentemente, la de-
cisione impugnata andava comunicata al rappresentante dell’insorgente e
non direttamente al ricorrente. L'art. 49 cpv. 3 LPGA, codifica anch'esso un
principio generale (dedotto dalla tutela della buona fede), già valido prima
dell'entrata in vigore della LPGA, e cioè che la notifica irregolare di una
decisione non deve provocare pregiudizi per l'interessato. Secondo giuri-
sprudenza, non ogni notifica irregolare – come per esempio quella all'assi-
curato rappresentato (cfr. sentenza del TF 9C_85/2011 consid. 5.1) – com-
porta però la sua nullità e osta alla decorrenza del termine di ricorso. Le
parti sono sufficientemente tutelate se la notifica raggiunge comunque il
suo scopo malgrado l'irregolarità. Occorre quindi esaminare, secondo le
circostanze del caso concreto, se la parte interessata è realmente stata
indotta in errore dalla notifica irregolare e se, per questo motivo, ha subito
un pregiudizio. Per stabilire ciò, ci si deve attenere alle regole della buona
fede che pongono un limite all'invocazione di un vizio di forma (sentenza
del TF 9C_85/2011 del 17 gennaio 2012 consid. 4.3 con rinvii). Tuttavia,
nel rispetto del principio della buona fede e conto tenuto della notifica irre-
golare della decisione impugnata, il ricorrente avrebbe comunque potuto
presentare il ricorso nel (secondo) termine di 30 giorni a decorrere dall'ul-
timo giorno del termine originario di ricorso, ossia, se la decisione del 7
dicembre 2020 fosse stata notificata al più presto l’8 dicembre 2020 conto
tenuto delle ferie giudiziarie nonché dei 30 giorni aggiuntivi, entro il 22 feb-
braio 2021 (sentenza del TF 9C_85/2011 consid. 5.1). Conseguentemente,
il ricorrente avrebbe/ha comunque rispettato appieno questo secondo ter-
mine, di modo che il ricorso può essere esaminato nel merito senza alcuna
riserva da parte di questo Tribunale (e la sentenza può essere notificata al
suo rappresentante che ha presentato il ricorso in esame; cfr. anche sen-
tenza del TAF C-509/2019 del 3 febbraio 2021).
1.6 Va peraltro precisato che nel caso di specie è oggetto del litigio anche
l’assegnazione della rendita intera dell’assicurazione svizzera per l’invali-
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dità dal 1° ottobre 2019 al 31 agosto 2020. In effetti, secondo costante giu-
risprudenza, assegnando retroattivamente una rendita degressiva e/o limi-
tata nel tempo, l’autorità amministrativa disciplina un rapporto giuridico su-
scettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della lite e dell’impu-
gnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la soppressione delle
prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è dunque limitato nel senso
che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il riconosci-
mento di prestazioni non è contestato, e ciò indipendentemente dal fatto
che la rendita degressiva e/o limitata nel tempo sia stata accordata da parte
dell’amministrazione mediante una sola decisione o più decisioni separate
(cfr. su questo punto DTF 131 V 164 consid. 2, segnatamente 2.3.2, con
rinvii; v. pure sentenze del TAF C-3197/2018 del 13 luglio 2020 consid. 1.5,
C-3164/2017 del 14 novembre 2019 consid. 1.5, C-3859/2016 del 22 mag-
gio 2017 consid. 7 e C-6248/2011 del 25 luglio 2012 consid. 10 con rinvii).
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
è domiciliato in tale Stato (l’Italia) e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF
143 V 81, in particolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC
(RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
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del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 7 dicembre 2020.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
C-647/2021
Pagina 12
consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4
dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
Il ricorrente adempie in ogni caso la condizione della durata minima di con-
tribuzione, avendo pagato contributi per più di tre anni, fermo restando che
ha versato all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invali-
dità contributi per più di un anno (cfr. doc. A 9 pag. 22 e doc. B 4, doc. B 5,
doc. B 17 a 19).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI).
5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
C-647/2021
Pagina 13
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI (nella sua versione in vigore fino al 31 dicem-
bre 2021), l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per
almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno il 50%, a tre
quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad una rendita intera se
è invalido per almeno il 70%.
5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.5 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
6.
Una rendita limitata e/o crescente nel tempo corrisponde, materialmente,
C-647/2021
Pagina 14
ad una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA e se ne deve pertanto seguire i
principi.
6.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modifica, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
6.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-
validità (lett. b).
6.3 L’art. 88a cpv. 1 OAI, prevede che se la capacità al guadagno dell’as-
sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se
la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all’invalidità
si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
6.4 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-
dita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza è
messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se il beneficiario ha ottenuto indebitamente la
prestazione o ha violato l’obbligo di informare impostogli ragionevolmente
dall’art. 77 OAI, indipendentemente dal fatto che la prestazione abbia con-
tinuato a essere versata a causa dell’ottenimento indebito della medesima
o della violazione dell’obbligo di informare.
C-647/2021
Pagina 15
7.
7.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1 e DTF 125 V 351 consid. 3).
7.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 232 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
7.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
Tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb).
7.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
C-647/2021
Pagina 16
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
7.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia pre-
cisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2).
8.
Nel caso concreto, per le ragioni che saranno esposte in seguito, questo
Tribunale ritiene che la documentazione di cui all’incarto dell’autorità infe-
riore permette senz’altro, e chiaramente, di confermare la decisione impu-
gnata, senza necessità di ulteriori accertamenti medici, l’autorità inferiore
avendo eseguito la necessaria istruttoria mediante in particolare la perizia
reumatologica e le valutazioni del SMR intelligibili e convincenti e valutato
correttamente la fattispecie. Questo Tribunale ritiene infatti che la docu-
mentazione allegata al ricorso non è atta a mettere in dubbio le conclusioni
cui è giunta l’autorità inferiore sulla base della propria istruttoria.
8.1 In particolare, questo Tribunale osserva che con perizia reumatologica
del 7 agosto 2020 del dott. F._, con visita del 4 agosto 2020 (doc.
A 38 pag. 91), è stato ritenuto che l’insorgente soffre, quali diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa, di “sindrome lombospondilogena cronica
a sinistra in esiti da decompressione del segmento L5-S1 con artrodesi, in
spondilolistesi istmica L5 su S1 di II grado secondo Meyerding il 12 novem-
bre 2019 con spondilolistesi residua di L5 su S1 di circa 11mm”. Come
diagnosi senza incidenza sulla capacità lavorativa sono stati ritenuti “di-
sturbi statici rachide (ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo,
appiattimento della colonna dorsale intermedia, caudale e della colonna
lombare, scoliosi sinistroconvessa dorsale, destroconvessa lombare), de-
condizionamento e sbilancio muscolare, e obesità (peso 114.7 kg/statura
171.5 cm)”. Il perito reumatologo ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale
nell’abituale attività di falegname a decorrere dal 25 ottobre 2018 e conti-
C-647/2021
Pagina 17
nua, mentre, in attività sostitutive adeguate rispettose delle limitazioni fun-
zionali, ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale dal 25 ottobre 2018 e
nulla dal 12 maggio 2020.
8.2 Questo Tribunale osserva che la menzionata perizia reumatologica si
basa sulla visita dell’insorgente avvenuta il 4 agosto 2020, sull’insieme
della documentazione medica di cui all’incarto dell’autorità inferiore, non-
ché su quella portata direttamente dal ricorrente alla visita presso il perito.
In particolare, questo Tribunale osserva che la perizia comporta una pano-
ramica delle fonti impiegate, l’estratto degli atti, l’anamnesi, le osservazioni
sul comportamento e sull’aspetto esteriore del ricorrente (cooperazione e
motivazione, livello di stress al momento dell’arrivo e all’inizio del colloquio,
ecc.), l’esame clinico del ricorrente, la diagnosi (con e senza conseguenze
sulla capacità lavorativa), la valutazione medica e medico-assicurativa (se-
gnatamente le ripercussioni funzionali derivanti dai referti rispettivamente
dalle diagnosi, la discussione su eventuali aspetti rilevanti della persona-
lità, la valutazione di capacità, risorse e problemi, la valutazione della coe-
renza e della plausibilità), nonché la valutazione della capacità lavorativa
nell’attività svolta fino a quel momento rispettivamente in un’attività ade-
guata. Tale perizia è completa, esaustiva, priva di contraddizioni, giunge a
fondate, logiche e motivate conclusioni e risponde ai requisiti posti dalla
giurisprudenza del Tribunale federale in merito all’allestimento delle perizie
lege artis e può pertanto essere considerata un mezzo probatorio idoneo
per la valutazione dello stato di salute del ricorrente e dell’incidenza di tale
stato di salute sulla residua capacità lavorativa. Con rapporto finale SMR
del 12 agosto 2020 (doc. A 39 pag. 108), il dott. H._ ha quindi –
giustamente – ripreso le conclusioni peritali.
8.3 Questo Tribunale osserva che è incontestato – né appare esservi mo-
tivo per questo Tribunale di intervenire d’ufficio – che il ricorrente presenta
nell’attività abituale di falegname un’incapacità lavorativa totale dal 25 ot-
tobre 2018 e continua. Inoltre, pure è rimasto incontestato – né appare
esservi motivo per questo Tribunale di intervenire d’ufficio – il migliora-
mento dello stato di salute del ricorrente ritenuto a decorrere dal 12 maggio
2020, ossia 6 mesi dopo l’intervento chirurgico di artrodesi L5-S1 a cui l’in-
sorgente si è sottomesso il 12 novembre 2019.
8.4 Certo, il ricorrente ha genericamente contestato la decisione dell’UAIE
del 7 dicembre 2020, facendo sostanzialmente valere una residua capacità
lavorativa in attività sostitutive adeguate del 40% al massimo, ossia una
capacità lavorativa residua marcatamente inferiore rispetto a quella (del
100%) ritenuta dall’autorità inferiore. Il ricorrente fonda le sue conclusioni
C-647/2021
Pagina 18
sui rapporti medico-legali del 1° febbraio 2021 e del 27 luglio 2021 del dott.
I._, medico chirurgo, specialista in medicina legale, delle assicura-
zioni e in medicina del lavoro, prodotti in procedura ricorsuale. Innanzitutto,
tali rapporti, peraltro di data posteriore alla decisione impugnata, si fondano
sulla medesima documentazione medica già visionata, esaminata e valu-
tata dal perito reumatologo nell’ambito della perizia del 7 agosto 2020. Inol-
tre, questo Tribunale osserva che, nei menzionati rapporti, il dott. I._
ha posto una diagnosi sostanzialmente sovrapponibile a quella ritenuta dal
perito reumatologo (certo ha definito la sindrome lombospondilogena come
severa, ma non ha spiegato perché tale patologia dovrebbe essere ritenuta
più grave/aggravata rispetto a quella “normale” ritenuta dal dott.
F._). Questo Tribunale osserva altresì che pure le limitazioni funzio-
nali esposte dal dott. I._ appaiono perlopiù sovrapponibili a quelle
ritenute dal dott. F._, fatta eccezione della manipolazione di og-
getti/attrezzi molto leggeri che il dott. I._ ritiene “ridotta”, mentre il
dott. F._ ha valutato come “possibile molto spesso”, dell’assunzione
della posizione inginocchiata “controindicata” per il dott. I._ e “tal-
volta” per il perito reumatologo e la salita/discesa delle scale “controindi-
cata” per il dott. I._ e “talvolta” per il dott. F._, il quale ha
tuttavia anche specificato che non può “mai salire su scale a pioli”. Ora,
questo Tribunale osserva, da un lato, che il dott. I._ non ha spiegato
perché la sua valutazione dovrebbe essere più corretta rispetto a quella del
perito reumatologo, e, dall’altro lato, che le menzionate differenze quanto
alle limitazioni funzionali risultano comunque minime. Infine, pure gli
esempi di attività sostitutive adeguate elencate dal dott. I._ (segna-
tamente “commesso, fattorino, addetto alla cassa, benzinaio, custode,
usciere, ecc.”) non sono fondamentalmente diverse da quelle proposte dal
consulente AI nella valutazione del 20 agosto 2020 (segnatamente auti-
sta/fattorino, impiegato amministrativo, addetto alla vendita, operaio non
qualificato in produzione oppure addetto all’assemblaggio, imballaggio o
etichettatura, nonché attività di vigilanza in servizi di sicurezza video sor-
vegliati [cfr. doc. A 40 pag. 112]). In conclusione, la valutazione del dott.
I._ di cui ai rapporti del 1° febbraio 2021 e del 27 luglio 2021 non è
che sostanzialmente una diversa valutazione di una medesima fattispecie,
senza che sia stata indicata la ragione per cui una siffatta diversa valuta-
zione, peraltro posteriore alla decisione impugnata, dovrebbe preferirsi a
quella del perito reumatologo incaricato dall’autorità inferiore e alle valuta-
zioni del medico SMR per quanto attiene al periodo determinante nella
causa in oggetto. Questo Tribunale osserva inoltre che non risulta dagli atti
medici di cui all’incarto o dalle allegazioni del ricorrente, che sia pretesa la
presenza (prima della data della decisione impugnata) di affezioni psichia-
C-647/2021
Pagina 19
triche e/o neurologiche che debbano essere acclarate nella presente fatti-
specie (fermo restando che eventuali nuove affezioni insorte dopo la deci-
sione impugnata sarebbero da fare valere mediante una nuova domanda
dinanzi all’autorità inferiore). Nella perizia reumatologica del dott.
F._, è indicato che sono assenti deficit lomboradicolari conclamati
e sono assenti deficit cervicoradicolari e che la sintomatologia algica inva-
lidante che fa valere il ricorrente durante l’esame clinico non viene suppor-
tata da un fabbisogno regolare di farmaci analgesici. Il perito reumatologo
ha infatti indicato che occorre una farmacoterapia analgesica proporzio-
nata all’intensità dei dolori in grado di agire sulle 24 ore e che è sicuramente
auspicabile un calo ponderale. Non vi è dunque alcun motivo di procedere
ad un’istruttoria complementare con riferimento ai menzionati rapporti me-
dico-legali, non essendovi manifestamente da attendersi dalla stessa alcun
nuovo elemento decisivo (DTF 145 I 167 consid. 4.1 con rinvii).
8.5 Infine, questo Tribunale osserva che neppure l’eventuale inidoneità alla
guida dell’insorgente può soccorrere il ricorrente e determinare una diffe-
rente valutazione del caso in esame. In effetti, nella sostanza, le attività
sostitutive adeguate e rispettose dei limiti funzionali summenzionate (ad
eccezione di quella di fattorino, ma restando pur sempre sufficienti altre
opzioni) non necessitano per il loro esercizio l’utilizzo di un autoveicolo e
restano pertanto esigibili anche in assenza di un’eventuale idoneità alla
guida.
8.6 Da quanto esposto, la rendita intera, limitata nel tempo, riconosciuta
sulla base della perizia reumatologica del dott. F._ e del rapporto
finale SMR del dott. H._ dal 1° ottobre 2019 al 31 agosto 2020 conto
tenuto di un grado d’invalidità del 100% va confermata.
9.
Quanto alla conformità del grado d’invalidità calcolato dall’autorità inferiore,
il ricorrente ha, genericamente, chiesto che le limitazioni della capacità la-
vorativa siano “debitamente tenute da conto nella valutazione del salario
da invalido mediante una congrua percentuale di riduzione del salario teo-
rico”. Sul calcolo del raffronto dei redditi effettuato dall’autorità inferiore,
questo Tribunale osserva quanto segue.
9.1 Per la determinazione del reddito da valido ci si fonda, di principio,
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in
presenza di circostanze particolari ci si può scostare da questo valore e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (cfr. DTF 134 V 322 consid. 4.1;
C-647/2021
Pagina 20
129 V 222 consid. 4.3.1 con rinvii e sentenza del TF 9C_416/2010 del 26
gennaio 2011 consid. 3.2). Inoltre, per il raffronto dei redditi sono determi-
nanti le circostanze esistenti al momento del potenziale inizio del diritto alla
rendita; i redditi da valido ed invalido devono peraltro essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 22 consid. 4.1 e
4.2).
9.1.1 In concreto, l’amministrazione ha considerato il reddito indicato
dall’ex datore di lavoro, quale reddito da valido, ossia fr. 60'703.- (fr.
30.40/ora x 41.6 ore x 4 settimane x 12 mesi = fr. 60'702.72; cfr. doc. A 9
pag. 22 [questionario per il datore di lavoro] e doc. A 43 pag. 122 [foglio di
calcolo]). Questo Tribunale osserva che il salario da valido ritenuto è rima-
sto incontestato seppure avrebbe dovuto essere indicizzato al 2019 (i dati
per l’anno 2020 non essendo ancora disponibili al momento dell’emana-
zione della decisione impugnata). Il salario da valido nel 2019 sarebbe am-
montato a fr. 60'399.50 (fr. 60'703 – 0.5% = 60'399.48).
9.1.2 Per stabilire il reddito da invalido di fr. 57'284.75 per l’anno 2018,
l’UAIE ha preso in considerazione i dati statistici delle tabelle TA1 del 2016
(attività semplici e ripetitive, valore mediano, per 41.7 ore a settimana, in-
dicizzati al 2018) per un salario a tempo pieno pari a fr. 67'393.83, a cui è
poi stata applicata una riduzione giurisprudenziale del 10% per attività leg-
gere e del 5% per altri fattori di riduzione (doc. A 43 pag. 122 [foglio di
calcolo]). Tuttavia, questo Tribunale osserva che determinante nella pre-
sente fattispecie è l’anno 2019, ossia il momento dell’inizio del versamento
della rendita. Ne consegue che il reddito da invalido nel 2019 ammontava
a fr. 58'120.10 (tabella TA1 del 2018, attività semplici e ripetitive, valore
mediano, uomini, per 41.7 ore a settimana: fr. 5'417 / 40 ore x 41.7 ore x
12 mesi = fr. 67'766.67, indicizzato al 2019 [+ 0.9%] = 68'376.57, a cui
dedurre il 15% di riduzioni giurisprudenziali = 58'120.08).
9.1.3 Nel caso in esame, l’autorità inferiore, con i dati riferiti all’anno 2018,
ha ritenuto un grado d’invalidità del 6%. Il grado d’invalidità rimane sostan-
zialmente invariato anche se calcolato con i dati del 2019 corrispondendo
al 4% ([60'399.50 – 58'120.10] : 60'399.50 x 100 = 3.77%; cfr., sulla que-
stione e le regole d’arrotondamento, DTF 130 V 231 nonché, fra le tante,
9C_796/2018 del 10 gennaio 2019 consid. 1 e 9C_289/2017 del 4 settem-
bre 2017 consid. 3.3).
C-647/2021
Pagina 21
9.1.4 Il ricorrente appare richiedere l’applicazione di una deduzione giuri-
sprudenziale maggiore rispetto a quella (del 15%) ritenuta dall’amministra-
zione. Questo Tribunale osserva tuttavia che, quand’anche per denegata
ipotesi si dovesse applicare la deduzione giurisprudenziale massima del
25%, il ricorrente non raggiungerebbe comunque un grado d’invalidità pen-
sionabile. Infatti, il reddito da invalido nel 2019 ammonterebbe a fr.
51'282.45 (fr. 68'376.57 a cui dedurre il 25% di riduzioni giurisprudenziali =
fr. 51'282.43) e il grado d’invalidità corrisponderebbe al 15% ([60'399.50 –
51'282.45] : 60'399.50 x 100 = 15.09%).
9.1.5 Per il resto, il ricorrente non ha sollevato altre censure con riferimento
alla decisione impugnata, segnatamente quanto alla sfruttabilità di un’atti-
vità sostitutiva adeguata (l’insorgente non ha chiaramente raggiunto l’età
di 60 anni al momento determinante) e all’applicazione di un parallelismo
dei redditi (GAP salariale). Per sovrabbondanza, questo Tribunale osserva
che seppure il reddito da valido risulti inferiore alla media dei salari per
un’attività equivalente, nella sostanza pure ad un esame d’ufficio degli atti
di causa non raggiungerebbe un grado d’invalidità pensionabile. Dalla ta-
bella TA1 del 2018 emerge infatti che il reddito percepito dagli uomini nel
settore “fabbricazione di mobili, altre attività manifatturiere, riparazione e
installazione di macchine”, categoria 31-33, livello 1, indicizzato al 2019,
corrisponde a fr. 68'172.60 (fr. 5'490 : 40 ore x 41.6 ore x 12 mesi x -0.5%
= 68'172.62). Ciò corrisponde a una differenza dell’11.4% con lo stipendio
percepito ([68'172.60 – 60'399.50] : 68'172.60 x 100 = 11.40%). Quand’an-
che si applicasse un parallelismo dei redditi del 6.4%, il reddito da invalido
corrisponderebbe a fr. 54'400.40 (fr. 68'376.57 a cui dedurre il 15% di ridu-
zioni giurisprudenziali, nonché il 6.4% di GAP salariale = 54'400.39) oppure
fr. 48'000.35 (fr. 68'376.57 a cui dedurre il 25% di riduzioni giurispruden-
ziali, nonché il 6.4% di GAP salariale = 48'000.35), risultando un grado
d’invalidità del 10% ([60'399.50 – 54'400.40] : 60'399.50 x 100 = 9.93%)
rispettivamente del 21% ([60'399.50 – 48'000.35] : 60'399.50 x 100 =
20.53%; riguardo alle condizioni per procedere a un parallelismo dei redditi
di paragone, cfr. sentenze del TF 9C_770/2015 del 24 marzo 2016 consid.
4.1.2, 8C_554/2013 del 14 novembre 2013 consid. 2.1, 9C_112/2012 del
19 novembre 2012 consid. 4.4 e 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 con-
sid. 6.2 e 6.4; DTF 135 V 58 consid. 3.1, 3.4.3 e 3.4.4, DTF 135 V 297
consid. 6.1.2 e DTF 134 V 322 consid. 4.1, 5.2 e 6.2).
9.2 Ne consegue che il ricorrente non ha manifestamente diritto a un grado
d’invalidità pensionabile dopo il 31 agosto 2020.
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10.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso del 12 febbraio 2021, privo di
qualsivoglia fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata del 7
dicembre 2020 va confermata. Il giudice dell’istruzione – anteriormente o
posteriormente ad uno scambio di scritti – decide quale giudice unico, con
motivazione sommaria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3
LAVS in combinazione con l’art. 69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto, il gra-
vame, in considerazione, fra l’altro, dei generici argomenti e mezzi di prova
presentati, deve ritenersi siccome manifestamente infondato e la presente
sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice unico.
11.
11.1 Secondo l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono poste di regola
a carico della parte che soccombe. Tuttavia, nel caso concreto si rinuncia
eccezionalmente alla riscossione da parte del ricorrente di spese proces-
suali (art. 63 cpv. 1 PA nonché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), ritenuto che la sua situa-
zione economica appare comunque precaria ed al limite dell’indigenza
(doc. TAF 6 e allegati). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso
della dispensa dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta
priva di oggetto.
11.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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