Decision ID: fa35c615-a8da-5677-8520-c3ff9a1db264
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con sentenza del 15 settembre 2006, emanata in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1953) ed AP 1 (1949). In esito al divorzio egli ha accordato alla moglie, tra l'altro, un diritto di abitazione fino al 30 settembre 2026 nell'ex dimora coniugale (particella n. 235 RFD di _, intestata al marito). Adita da AP 1, il 19 novembre 2007 questa Camera ha riformato tale sentenza, annullando il diritto di abitazione, ma accertando che la particella n. 235 appartiene alle parti in
ragione di metà ciascuno (inc. 11.2006.99). Il 29 novembre 2007
AP 1 ha ottenuto l'iscrizione della sua quota di comproprietà nel registro fondiario.
B.
Il 21 aprile 2008 AO 1 ha instato davanti al medesimo Pretore per lo scioglimento della citata comproprietà mediante asta pubblica. Nella sua risposta del 14 maggio 2008 AP 1 ha proposto di respingere la petizione. L'udienza preliminare ha avuto luogo il 25 novembre 2008. Non essendovi prove da assumere, le parti hanno proceduto immediatamente al dibattimento finale, nell'ambito del quale esse hanno confermato le loro posizioni, la convenuta postulando nondimeno l'assegnazione dell'intero fondo dietro versamento di un conguaglio.
C.
Con sentenza del 26 novembre 2008 il Pretore ha accertato il diritto di AO 1 di ottenere lo scioglimento della comproprietà, ne ha disposto l'attuazione mediante asta pubblica, ha affidato al notaio _ i pubblici incanti da tenere entro
due mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, ha fissato la base d'asta in fr. 700
000.– e ha disposto la suddivisione de
l ricavo tra i comproprietari in ragione di metà ciascuno. A AO 1 egli ha riconosciuto inoltre un compenso di fr. 2334.50 mensili, da dedurre dalla quota di partecipazione spettante a
AP 1
, dal dicembre del 2007 fino al trapasso della proprietà immobiliare
all'aggiudicatario
. La tassa di giustizia di fr. 4900.– e le spese di fr. 100.– sono state poste a carico della convenuta, tenuta a rifondere all'attore fr. 10
000.– per ripetibili.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta con un appello del 18 dicembre 2008 nel quale dichiara – in sintesi – di opporsi allo scioglimento della comproprietà. L'appello non è stato intimato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha accolto la petizione, in concreto, non ravvisando motivi che ostino (nel senso dell'art. 650 CC) allo scioglimento della comproprietà. Quanto al modo di divisione, egli ha optato per l'asta pubblica, non apparendogli praticabile né una divisione del fondo in natura né l'attribuzione del bene alla sola convenuta. Ciò posto, il primo giurice ha regolato – come detto – la suddivisione del ricavo, disponendo che il provento dell'asta sia ripartito a metà fra i comproprietari, AO 1 avendo diritto inoltre di ricevere fr. 2334.50 mensili (da dedurre dalla quota di partecipazione dell'ex moglie) a valere dal dicembre del 2007 fino al trapasso di proprietà all'aggiudicatario.
2.
L'appellante censura la sentenza impugnata “poiché arbitraria; il contratto del 29 settembre 1989 casa al mappale 235 RFD di _ è ben chiaro, esiste la sentenza di divorzio con la quale mi si dà la facoltà di abitare 26 anni gratuitamente (sentenza del 15 settembre 1006, in giudicato il 18 ottobre 2006) e la sentenza del Tribunale di appello di Lugano dove mi viene riconosciuta in proprietà la metà della casa al mappale 235 RFD di _, l'altra metà di proprietà AO 1, _ (SG), ex marito (siamo stati sposati 17 anni) e, richiamo l'art. 242 punto 3 del CC, il quale chiaramente esprime quanto precedentemente sentenziato,
la mia quota parte non è in vendita
”.
3.
Un appello deve contenere tra l'altro, sotto pena di nullità, “la dichiarazione di appellare con l'indicazione precisa dei punti della sentenza appellata che si intendono dedurre dinanzi alla seconda istanza”, come pure le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. d ed e CPC con rinvio al cpv. 5). Nel suo scritto AP 1 non menziona i dispositivi della sentenza pretorile che intende appellare, né formula domande di merito. Con qualche sforzo interpretativo è possibile desumere tuttavia ch'essa insorge per lo meno contro lo scioglimento della comproprietà (dispositivo n. 1). Ancorché ai limiti, sotto questo profilo il memoriale è di conseguenza ammissibile.
4.
Ogni comproprietario ha il diritto di chiedere la cessazione della comproprietà, a meno che ciò non sia escluso dal negozio giuridico, dalla suddivisione in proprietà per piani o dal fine a cui la cosa è durevolmente destinata (art. 650 cpv. 1 CC). Lo scioglimento, poi, non può essere chiesto intempestivamente (art. 650 cpv. 3 CC). Come ha già accertato il Pretore, nella fattispecie non si ravvisa nessuna di tali eccezioni (sentenza impugnata, consid. 2). La convenzione stipulata dalle parti il 29 settembre 1989 riconosceva all'appellante mezza proprietà della particella n. 235, ma non impediva né differiva la divisione. Quanto alla
“facoltà di abitare 26 anni gratuitamente” nell'immobile, essa non sussiste, giacché nella sentenza del 19 novembre 2007 questa Camera non l'ha confermata, riconoscendo invece a AP 1 la comproprietà del fondo
. Infine il richiamo all'art. 242 cpv. 3 CC è fuori argomento, giacché riguarda la comunione dei beni, regime che i coniugi non hanno mai adottato.
Certo, l'appellante sottolinea che la sua quota di un mezzo
“non è in vendita”, ma dimentica che AO 1 non è tenuto a rimanere in comproprietà, tanto meno con lei. E siccome occorre mettere fine alla comproprietà, l'appellante non può pretendere di conservare la propria quota. Circa un'eventuale intempestività della richiesta (nel senso dell'art. 650 cpv. 3 CC), nemmeno l'appellante asserisce che
lo
scioglimento comporti per lei oneri eccessivi o svantaggi considerevoli (sulla nozione:
Steinauer
, Les droits réels, vol. I, 3
a
edizione, pag. 328 n. 1185 e 1185a
con rimandi;
Brunner/Wichtermann
in: Basler Kommentar, ZGB II, 3
a
edizione, n. 19 e 20 ad art. 650). Ne discende che al proposito
l'appello si rivela destituito di buon diritto.
5.
Quanto al modo di divisione (mediante asta pubblica) e al riparto del ricavato (metà ciascuno tra i comproprietari), compresa l'indennità di
fr. 2334.50 mensili in favore dell'ex marito dal dicembre del 2007 fino al trapasso della proprietà immobiliare
all'aggiudicatario, il tema non è litigioso, tant'è che l'appellante non spende una parola per confrontarsi con le argomentazioni del Pretore.
6.
Gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il memoriale non essendo stato intimato all'attore per osservazioni.
7.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF il valore litigioso (che nell'azione dell'art. 650 CC corrisponde a quello della quota di comproprietà: RtiD I-2004 pag. 607 n. 109c) supera ampiamente la soglia di fr. 30
000.– ai fini di un eventuale ricorso in materia civile.