Decision ID: 7e112839-2288-5fe7-9512-46ee076298e1
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto,
in fatto:
A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di _ ha adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede i mapp. _, di proprietà di _ _, e _, di proprietà di _ _, tra di essi confinanti e ubicati lungo viale _ _, sono stati assegnati alla zona residenziale intensiva (zona B), retta dall'art. 44 NAPR.
B. Con separati ricorsi 10 novembre 1999 _ e _ _ si sono aggravati contro la menzionata deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, sollevando numerosissime contestazioni. Per quanto interessa ancora a questo stadio della lite, gli insorgenti hanno censurato l'imposizione di un'altezza minima delle costruzioni, di m 13.50, prescritta dall'art. 44 NAPR per la zona B, nella misura in cui interessava il comparto di viale _ compreso tra via _ e via _ _, di cui facevano parte i loro fondi. Essi hanno inoltre messo in discussione l'art. 53 NAPR, regolamentante i posteggi, ed in particolare la cifra 8 delle norma, che prevedeva l'obbligo di eliminare i posteggi eccedenti il numero consentito dalla stessa. I ricorrenti hanno infine contestato la chiusura dello sbocco di via _ _ su viale _ _ attraverso la realizzazione di un parco pubblico (parco _, indicato sul piano delle attrezzature pubbliche con il numero _).
C. Con risoluzione _ottobre 2001 (n. _) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Le censure sollevate dagli insorgenti, che qui interessano ancora, sono state tutte respinte (cfr. risoluzione impugnata, pag. 102 segg. e relativi rinvii).
D. Con separate impugnative ricorso 19 novembre 2001 _ e _ _ insorgono innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, ribadendo le domande e gli argomenti già sottoposti al giudizio dell'autorità inferiore. I ricorrenti hanno anche chiesto il conferimento dell'effetto sospensivo ai ricorsi, che è tuttavia stato negato con decisione presidenziale del 4 marzo 2002.
E. Il municipio postula l'accoglimento del gravame, nella misura in cui vien chiesto l'annullamento della cifra 8 dell'art. 53 NAPR. mentre la divisione della pianificazione territoriale ne chiede la reiezione integrale.
F. Il 24 settembre 2002 si è tenuta l'udienza. In quest'occasione gli insorgenti hanno chiesto al municipio di _ l'assicurazione che la chiusura dello sbocco di via _ _ su viale _ _ attraverso la realizzazione di un parco pubblico (parco _) venisse realizzata dopo l'esecuzione del tratto stradale che collega via _ _ con via _ conforme alla deliberazione del consiglio comunale. In caso di risposta affermativa, che avrebbe potuto essere data dal municipio dopo l'approvazione della proposta viaria appena menzionata da parte del Consiglio di Stato, a quel momento (e a tutt'oggi) sospesa, i ricorrenti si sono dichiarati disposti a ritirare il gravame su questo oggetto. D'accordo le parti, il tribunale ha pertanto sospeso il procedimento sullo stesso. Attraverso il presente giudizio il ricorso viene pertanto evaso solo per quanto concerne la contestazione dell'imposizione di un'altezza minima delle costruzioni, di m 13.50, prescritta dall'art. 44 NAPR per la zona B e della cifra 8 l'art. 53 NAPR, che prevede l'obbligo di eliminare i posteggi eccedenti il numero consentito dalla norma stessa. A questo riguardo, all'udienza le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al sopralluogo in contraddittorio. Tutte le altre, numerose censure sono invece state ritirate all'udienza.
considerato,

in diritto:
1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione degli insorgenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il gravame è dunque ricevibile.
2. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).
Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.
3. 3.1. I ricorrenti censurano la prescrizione di un'altezza minima delle costruzioni, di m 13.5, prevista dall'art. 44 NAPR, che regolamenta l'edificazione nella zona residenziale intensiva (zona B), ove sono inclusi i loro fondi. Essi ritengono che questo vincolo non risponda ad un'esigenza urbanistica concreta e che sia altresì sproporzionato nel comparto interessato.
3.2. Ogni restrizione di diritto pubblico è, di regola, compatibile con la garanzia della proprietà, ancorata all'art. 26 Cost. (che riprende sostanzialmente l'art. 22ter vCost.), soltanto se si fonda su di una base legale sufficiente, se è giustificata da un interesse pubblico preponderante e se è conforme al principio della proporzionalità (art. 36 Cost.).
3.3. La zona B è stata destinata, in prevalenza, alla residenza, cui devono essere obbligatoriamente riservati i 4/5, ovvero l'80%, della SUL. Essa non esclude, tuttavia, la presenza, minoritaria (1/5 della SUL complessivamente), di contenuti - non molesti - commerciali, artigianali, amministrativi e di carattere alberghiero. L'indice di sfruttamento è pari a 1. L'art. 44 NAPR, che regolamenta l'edificazione nella zona in oggetto, prescrive un'altezza minima delle costruzioni di m 13.50 e fissa quella massima a m 16.50.