Decision ID: f914f953-03a1-5192-81ea-ffa429b79b7b
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

, ritenuto che,
nel luglio 2001, gli accusati AC 1 e AC 2 hanno ceduto a titolo di risarcimento parziale al cliente pietre preziose e gioielli, valutati nel 2003 per complessivi CHF 990'050.-;
3. Ripetuta appropriazione indebita
aggravata
siccome come commessa in qualità di gerenti di patrimonio,
a _, nelle sottoelencate circostanze di tempo, agendo in correità, per avere indebitamente impiegato a profitto proprio o di terzi, valori patrimoniali a loro affidati, segnatamente:
3.1.
per avere,
il 4 dicembre 1996,
in relazione al capitale di USD 2'000'000.-, versato da _ sul conto n. _ presso la _ a titolo di rimborso sull'investimento di complessivi USD 2'000'000.-, effettuato il 13 settembre 2006 e a cui avevano partecipato i clienti:
_ (titolare PC 17) con un versamento di USD 200'000.- del 29 febbraio 1996,
_ (titolare _) con un versamento di USD 300'000.- del 9 aprile 1996,
_ (titolari _) con un versamento di USD 100'000.- del 9 aprile 1996,
_ (titolare PC 18) con un versamento di USD 200'000.- del 10 aprile 1996,
_ (titolari _) con un versamento di USD 300'000.- del 10 aprile 1996,
_ (titolare PC 11) con un versamento di USD 300'000.- del 9 aprile 1996,
_ (titolare PC 7) con un versamento di USD 100'000.- del 19 aprile 1996,
_ (titolare _) con un versamento di USD 100'000.- del 19 aprile 1996 e di USD 100'000.- del 29 aprile 1996,
_ (titolare PC 14) con un versamento di USD 200'000.- del 28 agosto 1996,
cliente sconosciuto con un versamento di USD 100'000.- del 21 maggio 1996,
utilizzato il suddetto rimborso, versandolo in data 4 dicembre 1996 all'ignaro cliente _ (titolare _), che non aveva partecipato a questo investimento, quale rimborso di capitale in relazione a suoi pregressi investimenti,
danneggiando in tal modo il patrimonio dei clienti che avevano partecipato all'investimento;
3.2.
in relazione all'investimento di USD 900'064.- presso la G. Inc (USA), effettuato tra il 25 luglio 1997 e il 7 agosto 1997, a cui avevano partecipato i clienti:
_ (titolare PC 14) con un versamento di USD 150'000.- del 29 aprile 1997,
_ (titolare PC 17) con un versamento di
USD 150'000.- del 13 giugno 1997,
_ con tre versamenti di complessivi USD 299'621.- effettuati nel periodo 23 luglio 1997 - 6 agosto 1997,
_ AG con un versamento di USD 334'000.- del
25 luglio 1997,
per aver trattenuto dai fondi affidati l'importo di USD 33'557.-,
danneggiando i clienti investitori per complessivi USD 33'557.- proporzionalmente al rispettivo investimento,
nonché per aver destinato il capitale rimborsato da G. Inc ad altri ignari clienti che non avevano partecipato a questo investimento, eccezion fatta per il cliente _ AG, che ha ricevuto un rimborso parziale di USD 160'024.40, danneggiando in tal modo il cliente _ per USD 150'000.-, il cliente _ per USD 150'000.-, il cliente _ per USD 299'621.- e il cliente _ AG per USD 173'975.60;
3.3.
in relazione
all'investimento di USD 200'000.-, effettuato il 20 febbraio 1996 presso la H. a cui avevano partecipato
i seguenti clienti:
_ (titolari _) con un versamento di USD 55'000.- del 15 febbraio 1996,
_ (titolare PC 10) con un versamento di USD 70'000.- del 15 febbraio 1996,
_ (titolare _) con un versamento di USD 45'000.- del 15 febbraio 1996,
un cliente sconosciuto con un versamento di USD 30'000.- del 19 febbraio 1996,
per aver destinato, in data 13 marzo 1996, il capitale rimborsato da H. ad altri clienti che non avevano partecipato a questo investimento, ad eccezione del cliente _ che è stato integralmente rimborsato, danneggiando il patrimonio del cliente _ per USD 70'000.-, del cliente _ per USD 45'000.- e di un cliente non identificato per USD 30'000.-;
3.4.
per aver
distratto il rimborso versato da I. in data 19 agosto 1998, spettante al cliente _ (titolare PC 2), che aveva partecipato all'investimento con un versamento di USD 100'000.- in data 2 aprile 1998, danneggiando il patrimonio della cliente per pari importo;
4. Falsità in documenti, ripetuta
per avere a _,
nelle sottoelencate circostanze di tempo, agendo in correità,
al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ripetutamente formato documenti falsi, attestato o fatto attestare, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti,
e meglio:
4.1
per avere, a _ nelle circostanze di tempo indicate al punto n. 1.2., allo scopo di perpetrare le truffe indicate al medesimo punto, allestito e fatto uso degli ordini di trasferimento falsi ivi indicati in dettaglio;
4.2.
per avere,
a _ nel dicembre 1999 e nel corso del mese di settembre 2001,
a scopo di indebito profitto, segnatamente per occultare malversazioni ai danni del cliente PC 23 (titolare del conto _ presso _),
formato e fatto uso di documenti attestanti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica,
in particolare allestito e consegnato al cliente PC 23, nell'intento di occultare le malversazioni da loro messe in atto ai suoi danni, il fasullo rendiconto 21 dicembre 1999 e lo scritto 20 settembre 2001 su carta intestata di A. AG, attestante, in urto con la verità, che il cliente avrebbe partecipato per l'importo di USD 600'000.- all'investimento effettuato da A. AG per conto di clienti presso _;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: art. 146 cpv. 2 CP, art. 138 cifra 2 CP; art. 251 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
155/2008 del 25 novembre 2008
, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il Procuratore Pubblico.
§
L'accusato AC 1, assistito dal difensore di fiducia avv. DF 2.
§
L’accusato AC 2, assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.
§
L’avv. RC 4, rappresentante delle Parti civili PC 6, PC 7, PC 8, PC 36, PC 31, PC 12, PC 24, PC 38 e PC 14.
§
L’avv. RC 3 e la dott. iur. _, rappresentanti delle Parti civili PC 4 e PC 5.
Espleti i pubblici dibattimenti
-
lunedì 25 gennaio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 18:30
-
martedì 26 gennaio 2010 dalle ore 09:30 alle ore 17:50
-
mercoledì 27 gennaio 2010 dalle ore 14:00 alle ore 17:55
Incidente processuale 1
L’avv. DF 2
chiede che il dibattimento venga aggiornato da un minimo di 15 giorni a un massimo di 2 mesi, dato che il suo patrocinato gli ha conferito il mandato di rappresentarlo nel presente procedimento solo pochi giorni fa. Egli ricorda il diritto alla libera scelta del difensore sancito dagli art. 32 cpv. 2 della Costituzione e 6 cpv. 3 lett. a e b della CEDU. Richiama inoltre il diritto del difensore ad avere un termine adeguato per preparare la sua difesa giusta l’art. 6 cpv. 3 lett. c CEDU. Data la complessità del procedimento, il lungo tempo trascorso dai fatti e dall’inizio dell’inchiesta nonché il fatto che il dibattimento è già stato rinviato una volta, ritiene giustificato dal profilo della proporzionalità il rinvio del dibattimento.
La Presidente dà la parola alla Procuratrice pubblica, la quale si oppone alla richiesta dell’avv. DF 2 rilevando che sulla base dell’art. 237 cpv. 2 CPP il rinvio può essere concesso solo in casi eccezionali. Richiama inoltre l’art. 49 cpv. 4 CPP. Rileva che le ragioni che hanno portato l’accusato AC 1 a revocare il mandato al suo difensore storico sono difficilmente comprensibili e che questa scelta non può che apparire strumentale. Secondo la Procuratrice pubblica l’avv. DF 2 avrebbe potuto e dovuto rifiutare il mandato. In ogni caso il tempo a disposizione per preparare una difesa adeguata sarebbe comunque stato sufficiente.
La Presidente dà la parola all’avv. RC 4, il quale non si oppone alla richiesta di rinvio e si rimette al giudizio della Corte.
L’avv. RC 3
si associa alla posizione della Pubblica accusa.
L’avv. DF 1
si rimette alla decisione della Corte, osservando che nel caso in cui la richiesta di rinvio dovesse essere accolta, egli chiede che il dibattimento venga aggiornato a lunedì 8.2.2010. Si oppone a un’eventuale disgiunzione.
L’avv. DF 2 in replica
mantiene la sua richiesta di rinvio del dibattimento e dichiara che il suo assistito non è tenuto a rivelare i motivi della sua decisione di cambiare il difensore.
La Procuratrice pubblica in duplica
concorda che l’accusato AC 1 non è tenuto a rivelare le ragioni della sua scelta.
La Presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle Parti, il seguente quesito posto dall’avv. DF 2
quesito
1. Deve il dibattimento essere rinviato?
previo esame del fatto e del diritto,
La Corte
rispondendo in modo negativo al quesito posto,
visti gli art. 49, 237 CPP,
32 Cost. e 6 CEDU,
decide
1. L’istanza è respinta.
§ Di conseguenza, il dibattimento non viene rinviato.
2. Spese con il merito.
Incidente processuale 2
L’avv. DF 2
sostiene che il punto 1.1. dell’atto d’accusa non consente adeguata difesa, per cui chiede che esso sia rinviato alla Procuratrice pubblica per emendamento.
Aggiunge che così come formulato il punto 1.1. non permette l’individualizzazione delle singole ipotesi di reato e quindi la valutazione dell’intenzionalità degli accusati, tantomeno permette di determinare quali operazioni siano sottoposte all’effetto della prescrizione dell’azione penale. Chiede dunque che la Corte abbia a determinarsi su questi punti.
La Procuratrice pubblica
si oppone al rinvio. A suo giudizio il principio accusatorio è rispettato. Oltretutto l’atto di accusa avrebbe dovuto essere impugnato nel termine di 10 giorni. Ad ogni buon conto l’atto di accusa imputa per ogni singolo cliente danneggiato il totale del raccolto, dedotti i rimborsi e con indicazione del danno residuo e della data. L’atto di accusa imputa il periodo complessivo. I dati aggregati riprendono la lista delle malversazione di cui all’allegato 5 al rapporto EFIN, dove viene indicato per ogni conto cifrato la data dell’affidamento dei fondi. Rispettivamente nelle schede acquisite sub AI 424 ed intimate alle Parti risulta per ogni cliente il dettaglio dei singoli conferimenti, con precisa indicazione della data, rispettivamente della data in cui sono avvenuti dei rimborsi e sono stati corrisposti interessi fittizi distraendo fondi di altri clienti. Nel rispetto della soluzione più favorevole agli accusati, questi interessi sono stati considerati come rimborsi. Su ogni singola scheda vi è in calce l’indicazione dei dati aggregati che si ritrovano nell’atto di accusa al punto 1.1. Per maggiore comodità di tutti la Procuratrice pubblica ha fatto allestire dal signor TE 1 una tabella che riporta in ordine cronologico i singoli versamenti dei clienti con l’indicazione della data. Detta tabella viene acquisita agli atti quale
doc. dib. 5
.
L’avv. RC 4
si rimette al prudente giudizio della Corte.
L’avv. DF 1
a
questo punto si associa alla richiesta del Difensore avv. DF 2.
L’avv. DF 2
non replica.
La Presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle Parti, il seguente
quesito
1. Deve l’atto di accusa per il punto 1.1. essere rinviato alla Procuratrice pubblica?
previo esame del fatto e del diritto,
La Corte
rispondendo in modo negativo al quesito posto,
visti gli art. 250 CPP
decide
1. L’istanza è respinta.
§ Di conseguenza, l’atto di accusa non viene rinviato.
2. Spese con il merito.
Sentiti
▪
Il Procuratore pubblico
, per la sua requisitoria, la quale dopo un’approfondita esposizione delle circostanze e delle modalità particolarmente riprovevoli con cui gli accusati hanno delinquito, chiede la conferma dell’atto di accusa, ad eccezione delle seguenti modifiche: per la truffa aggravata va ritenuto il periodo a partire dal 14.9.1997 (per il periodo antecedente va invece ritenuta la truffa semplice) e gli importi del raccolto e del danno relativo al punto 1.1. dell’atto di accusa vanno ridotti in conformità di quanto stabilito al dibattimento. Con riferimento all’imputazione di ripetuta appropriazione indebita aggravata di cui al punto 3. dell’atto di accusa, la Procuratrice pubblica abbandona l’aggravante. Il punto 3.4. dell’atto di accusa deve essere stralciato. In merito alla commisurazione della pena, rileva che a favore di entrambi gli imputati va tenuto conto della violazione del principio di celerità, della collaborazione fornita agli inquirenti e della scemata imputabilità. In considerazione dei precedenti penali di AC 1 conclude chiedendo che venga condannato a una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, non opponendosi alla sospensione della pena per far luogo a un trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP. Per AC 2, incensurato, chiede la condanna a una pena detentiva di 3 anni, di cui un anno da espiare ex art. 43 CP. Postula la confisca dei certificati azionari e della documentazione A. AG nonché dei saldi del conto corrente intestato al MP e del conto corrente del TPC. Per gli ulteriori conti e per i quadri chiede il sequestro conservativo. Postula che la Corte si determini sulle istanze di risarcimento delle Parti civili.
▪
L
’avv. RC 4
, rappresentante della Parte civile, il quale si associa alla Pubblica accusa per quel che concerne la colpabilità degli accusati. Per quanto concerne le richieste di risarcimento rinvia alle istanze prodotte in sede dibattimentale;
▪
L’
avv. DF 1
, difensore di AC 2, il quale esordisce esponendo i motivi per i quali contesta l’aggravante del mestiere relativa all’imputazione di truffa. Postula lo stralcio della posizione del cliente _ menzionato al punto 3.1. dell’atto di accusa. Si associa alla Pubblica accusa nella richiesta di stralciare il punto 3.4. dell’atto di accusa. Pone ampio accento sulla vita anteriore e sulle condizioni personali del suo assistito, pensionato, rovinato dal punto di vista finanziario e in precarie condizioni di salute. Lamenta la violazione del principio di celerità. Invoca per il suo assistito le attenuanti del sincero pentimento e del lungo tempo trascorso dal reato tenendo buona condotta. Considerata inoltre la scemata imputabilità del suo assistito postula che venga condannato a una pena detentiva contenuta in 24 mesi, da porre al beneficio della sospensione condizionale. Quanto alle pretese di PC, sottolinea che la difficoltà della valutazione del danno e le concolpe dei clienti impongono il rinvio al foro civile. Chiede il dissequestro dei gioielli già contenuti nella cassetta di sicurezza c/o _ e dei conti bancari con un saldo esiguo. Non si oppone invece al sequestro conservativo del saldo attivo del conto corrente postale.
▪
L’avv. DF 2
, difensore di AC 1, il quale si associa al collega di difesa per quanto riguarda l’aggravante del mestiere. Contesta la qualifica giuridica del reato di appropriazione indebita di cui al punto 3. dell’atto di accusa, per cui gli accusati vanno prosciolti da detta imputazione. Rievoca il difficile trascorso del suo assistito e la perizia del Dr. _. Invoca l’attenuante del lungo tempo trascorso tenendo buona condotta e la violazione del principio di celerità. Conclude chiedendo una massiccia riduzione della pena proposta dalla Procuratrice pubblica. Sulla base dell’art. 42 CP postula che al suo assistito venga concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. In via subordinata chiede che venga ordinata una misura ex art. 63 CP e che l’esecuzione della pena venga sospesa per dar luogo al trattamento ambulatoriale. Postula il rinvio al foro civile delle PC.
▪
Il Procuratore pubblico
, per la replica, la quale contesta che in concreto sia data l’attenuante del lungo tempo trascorso, avendo gli accusati tenuto buona condotta solo dopo il 18.12.2001. Per il resto si riconferma nelle precedenti conclusioni;
▪
L
’avv. RC 4
, rappresentante della Parte civile
, il quale in replica
si associa a quanto detto dalla Pubblica Accusa e contesta recisamente che sia data concolpa dei suoi assistiti. Per il resto
si riconferma
nel suo precedente intervento
;
▪
L’
avv. DF 1
, difensore di AC 2, per la duplica, il quale si riconferma nelle precedenti conclusioni e in particolare contesta che sia data l’aggravante della truffa per mestiere;
▪
L’avv. DF 2
, difensore di AC 1, il quale in duplica si associa al collega di difesa e si riconferma nelle precedenti conclusioni.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. ripetuta truffa
commessa in ripetute occasioni, in correità con AC 2:
1.1.1. in danno di 46 clienti,
nel periodo dicembre 1994 - dicembre 2001?
1.1.1.1. oppure per un periodo minore e per importi minori?
1.1.2. in danno di 9 clienti,
nel periodo settembre 1998 - novembre 2001?
1.1.3. in danno del cliente titolare del conto _ dal 5 luglio 1999 al 3 maggio 2001,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
1.1.1.1.1. trattasi in parte di truffa aggravata siccome commessa per mestiere?
1.2. ripetuta appropriazione indebita
commessa, in ripetute occasioni, in correità con AC 2, nel periodo ricompreso tra il marzo 1996 e l’agosto 1998,
e meglio come descritto ai punti 3.1., 3.2., 3.3. e 3.4. dell’atto d’accusa?
1.2.1. oppure per un periodo minore, rispettivamente in un numero minore di casi?
1.2.1.1. trattasi di appropriazione indebita aggravata siccome commessa in qualità di gerente di patrimonio?
1.3. ripetuta falsità in documenti
commessa, in ripetute occasioni, in correità con AC 2:
1.3.1. allo scopo di perpetrare le truffe di cui al punto 1.2. dell’atto d’accusa a _, nel periodo settembre 1998 - novembre 2001?
1.3.2. in danno del cliente titolare del conto _ a _, nel dicembre 1999 e nel settembre 2001?
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
2. ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
3. ha dimostrato con fatti sincero pentimento?
4. può beneficiare dell’attenuante del lungo tempo trascorso tenendo buona condotta?
5. deve essere ammessa la violazione del principio di celerità?
6. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
7. dev’essere ordinata una misura terapeutica, e se sì quale?
7.1. con eventuale sospensione ex. 63 CP della pena detentiva?
B. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1. ripetuta truffa
commessa, in numerose occasioni, in correità con AC 1:
1.1.1. in danno di 46 clienti,
nel periodo dicembre 1994 - dicembre 2001?
1.1.1.1. oppure per un periodo minore e per importi minori?
1.1.2. in danno di 9 clienti,
nel periodo settembre 1998 - novembre 2001?
1.1.3. in danno del cliente titolare del conto _ dal 5 luglio 1999 al 3 maggio 2001,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
1.1.1.1.1. trattasi in parte di truffa aggravata siccome commessa per mestiere?
1.2. ripetuta appropriazione indebita
commessa, in ripetute occasioni, in correità con AC 1, nel periodo ricompreso tra il marzo 1996 e l’agosto 1998,
e meglio come descritto ai punti 3.1., 3.2., 3.3. e 3.4. dell’atto d’accusa?
1.2.1. oppure per un periodo minore rispettivamente in un numero minore di casi?
1.2.1.1. trattasi di appropriazione indebita aggravata siccome commessa in qualità di gerente di patrimonio?
1.3. ripetuta falsità in documenti
commessa, in ripetute occasioni, in correità con AC 1:
1.3.1. allo scopo di perpetrare le truffe di cui al punto 1.2. dell’atto d’accusa, a _, nel periodo settembre 1998 - novembre 2001?
1.3.2. in danno del cliente titolare del conto _ a _, nel dicembre 1999 e nel settembre 2001,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa?
2. ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
3. ha dimostrato con fatti sincero pentimento?
4. può beneficiare dell’attenuante del lungo tempo trascorso tenendo buona condotta?
5. deve essere ammessa la violazione del principio di celerità?
6. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
C. Deve essere ordinata la confisca risp. il sequestro conservativo:
1. di 5 certificati azionari per un totale di 50'000 azioni della E. Inc.?
2. di 22 certificati azionari della _ SA sequestrati il 20 febbraio 2002?
3. della documentazione sequestrata presso gli uffici della A. SA e partitamente elencata nel verbale di sequestro 15.10.2002 allegato all’AI 111?
4. di un quadro attribuito a Van Dijck 1600/1700 Nobile Cavaliere e di un quadro attribuito a Sustermans, scuola fiamminga del 17° secolo (1549-1641), Nobile contessa Della Rovere?
5. del saldo attivo del conto _ intestato al MP presso _?
6. del saldo attivo del conto corrente postale n. _ intestato a AC 2?
7. del saldo attivo del conto corrente del TPC, Lugano?
8. dei gioielli sequestrati in una cassetta di sicurezza di AC 2 c/o _ e ora custoditi c/o TPC, Lugano?
D. Devono essere accolte in tutto o in parte le pretese delle seguenti Parti civili:
1. PC 1, rappr. dall'avv. RC 8?
2. PC 2, rappr. dall'avv. RC 2?
3. PC 3, rappresentato dall’avv. RC 2?
4. PC 6, rappr. dall'avv. RC 4?
5. PC 8
, rappr. dall'avv. RC 4?
6. PC 9, rappr. dall'avv. RC 2?
7. PC 10, rappr. dall'avv. RC 8?
8. PC 12, rappr. dall'avv. RC 4?
9. PC 14
, rappr. dall'avv. RC 4?
10. PC 15 e PC 16, rappr. dall'avv. RC 5?
11
. PC 36
, rappr. dall'avv. RC 4
?
12. PC 19, rappr. dall'avv.
RC 8?
13. PC 20, rappr. dall'avv. RC 8?
14. PC 23
, rappr. dall'avv. RC 5?
15. PC 24, rappr. dall'avv. RC 4?
16. PC 25
, rappr. dall'avv. RC 6?
17. PC 26
, rappr. dall'avv. RC 8?
18. PC 29
, rappr. dall'avv. RC 5?
19. PC 30
, rappr. dall'avv. RC 5?
20. PC 37
, rappr. dall'avv. RC 5?
21. PC 7, rappr. dall'avv. RC 4?
22. PC 31, rappr. dall'avv. RC 4?
23. PC 32
, rappr. dall'avv. RC 2?
24. PC 34
, rappr. dall'avv. RC 7?
25. PC 38, rappresentati dall’avv. RC 4?

Considerato
in fatto ed in diritto
A. In ordine
1.
In apertura del dibattimento, l’avv. DF 2 ne ha chiesto il rinvio. Avendo egli assunto il mandato appena cinque giorni prima, gli era necessario un periodo di tempo per preparare la difesa, periodo da lui calcolato fra i 15 giorni e i due mesi. La Corte, sentite le parti, ha respinto l’istanza perché il dibattimento è aggiornato da tempo, e perché AC 1, difeso dall’avv. _ sin dal giorno in cui si è costituito (ovvero dal 18.12.2001), ha revocato al suo difensore il mandato in tempo inopportuno, ovvero ad appena cinque giorni dall’inizio del dibattimento.
2.
Nel seguito l’avv. DF 2 ha chiesto alla Corte di rinviare al Ministero pubblico l’atto d’accusa, siccome inadeguato e illogico.
La Corte, sentite le parti, ha respinto l’istanza considerando che, di primo acchito, l’atto d’accusa si presenta del tutto comprensibile. Esso elenca partitamente le imputazioni che la Pubblica Accusa intende sostenere al dibattimento ed anche descrive esaurientemente i fatti che dovrebbero configurare i reati imputati, col che all’accusato e al suo patrocinatore è ben chiaro da che cosa essi debbono difendersi.
B. Nel merito
1.
AC 1 è nato e cresciuto nel _. Ha frequentato le scuole elementari e maggiori a _ e ha svolto il tirocinio di impiegato di commercio lavorando presso la _. Dopo il tirocinio, ha fatto la gavetta presso varie banche attive sulla piazza _ (ovvero presso la _, presso la _, presso la _, la _, la _, la _). Ha anche trascorso dei periodi a _ e in _ per imparare il tedesco e ha seguito in Inghilterra dei corsi di inglese. Il 01.09.1987 è approdato presso la Banca _, in qualità di direttore. Ivi è rimasto fino al 31.07.1990 quando è stato licenziato per i motivi che hanno poi portato al suo arresto del 20.12.1990 con l’accusa di avere (in correità con un cliente della Banca) commesso malversazioni in danno della datrice di lavoro. Nei mesi precedenti l’arresto, AC 1 ha fatto costituire la succursale di _ della A. AG con l’intento di svolgere, tramite detta società attività fiduciaria e di gestione patrimoniale a favore di clienti che avevano i loro conti presso la Banca _.
Arrestato e condannato con sentenza del 10.04.1992 della Corte delle Assise Criminali di Lugano alla pena di anni 4 e mesi 6 di reclusione per ripetuta truffa, ripetuta amministrazione infedele aggravata, conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, AC 1, dopo la semilibertà, è stato liberato condizionalmente il 19.12.1993.
Coniugatosi nel 1974, AC 1 è padre di una figlia, nata nel 1978, che vive a _. Dopo la vicenda giudiziaria di cui si è testé detto, AC 1 e la moglie si sono divorziati (la sentenza è del 25.06.1993), dopodiché la moglie è rimasta nell’appartamento coniugale, ovvero nella casa di _, mentre AC 1 ha occupato un appartamentino di due locali, sito al pianterreno della medesima abitazione.
Tornato in libertà, AC 1 ha ripreso ad occuparsi della A. AG che, durante la sua assenza aveva cercato di portare avanti AC 2.
AC 1 nel 1994 ha timbrato la disoccupazione, dopodiché risulta essere stato stipendiato dalla _, una società cui AC 1 procurava capitali da investire.
Nel 1996, 1997, 1998, pur lavorando sempre in A. AG, ha di nuovo timbrato la disoccupazione. Dal settembre 1998 fino al febbraio 2001 è stato stipendiato dalla società _ SA, di fatto da lui controllata. Riceveva all’incirca fr. 5'400.- mensili.
Dal marzo 2001 di nuovo ha controllato la disoccupazione.
Il 18.12.2001, AC 1 (insieme a AC 2) si è costituito davanti all’allora PP, col che l’attività della A. AG - stata chiusa.
Esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione, AC 1 ha beneficiato -come beneficia tuttora- delle prestazioni AI e delle prestazioni complementari.
Nel 2007 AC 1 è stato sottoposto a perizia psichiatrica giudiziaria.
Il referto, allestito dal dr. _, reca la data del 26.04.2007.
Esso, in atti sub AI 306, è noto alla Corte e alle parti. Qui vengono riprodotte le conclusioni. Secondo il perito giudiziario, AC 1 soffre di una sindrome mista ansiosa-depressiva di tipo medio-grave di origine postraumatica. Detta sindrome ha -a giudizio del  la di lui attività e la commissione delle malversazioni, col che gli è stata riconosciuta una scemata imputabilità di grado medio-grave. Secondo il perito è auspicabile che AC 1 venga sottoposto ad un trattamento psichiatrico ambulatoriale.
A giudizio del perito, AC 1 non è più in grado di lavorare, al massimo può svolgere attività di tipo ergoterapeutico, col che il rischio di recidiva è trascurabile e può ritenersi minimo se accompagnato con il trattamento ambulatoriale.
2. AC 2
è nato a _ nel _, primogenito di una fratria di sei. Ha perso il padre quando aveva appena 15 anni, dopodiché ha dovuto smettere di studiare e ha frequentato il tirocinio di elettromeccanico presso _. Dopo il servizio militare, ha lavorato per diversi anni a _. Sin da bambino ha praticato molti sport. Partendo da “raccattapalle” sui campi di tennis, ha avuto modo di imparare tale sport e di frequentare l’ambiente -all’epoca assai elitario- dei tennisti. Nel 1959 è rientrato in Ticino e ha lavorato presso le _.
Si è sposato nel 1967 ed è padre di un figlio oggi maggiorenne.
Grazie alle conoscenze maturate nell’ambiente del tennis, nel _, è stato scelto come direttore del Tennis Club di _. Nel _ ha accettato di dirigere il neonato Tennis Club _. Sennonché nel 1984 ha lasciato l’impiego per divergenze col nuovo proprietario della struttura. Per tre anni è rimasto disoccupato ma si è rifiutato di controllare la disoccupazione.
Per vivere ha usato i risparmi maturati fino ad allora.
Nel 1987 AC 1 (che conosceva AC 2 sin dagli anni settanta) gli ha offerto un impiego presso la _.
AC 2, benché digiuno di cose bancarie, ha accettato. In pratica si occupava di leasing.
Quando AC 1 ha dovuto lasciare la Banca _, AC 2 l’ha seguito presso la A. AG, di cui erano di fatto azionisti al 50 per cento.
Con l’arresto di AC 1, AC 2 si è trovato a dover portare avanti da solo l’attività della A. AG. Inizialmente la società curava gli interessi di clienti che complessivamente rappresentavano un patrimonio di euro 36 milioni circa. Durante l’assenza in carcere (sottaciuta ai clienti da AC 2) di AC 1, alcuni clienti si sono rivolti ad altri gestori. Quando AC 1 è stato liberato, stando a quanto afferma AC 2, il patrimonio dei loro clienti si era ridotto a circa 16-18 milioni di franchi.
È stato AC 2 a curare il trasferimento dei conti dei clienti dalla Banca _ alla Banca _.
Rispetto alla A. AG, AC 2 figurava come indipendente nel senso che non era stipendiato dalla società, bensì fatturava ad essa le sue prestazioni, per circa fr. 80'000.- all’anno.
Svolgeva, a titolo accessorio, la funzione di telecronista sportivo, con un reddito di circa fr. 2'000.- al mese.
Nel _, AC 2 ha raggiunto l’età dell’AVS, il che è coinciso con la decozione della A. AG.
In aula egli ha sostenuto di aver immesso nella A. AG, per tentare di salvarla, all’incirca fr. 210'000.-, frutto di suoi risparmi e del suo secondo pilastro. A suo dire ora vive, con la moglie, facendo capo alla rendita AVS e a quella complementare.
Non ha attestati di carenza di beni ed è incensurato.
Anch’egli è stato sottoposto a perizia psichiatrica. A mente del perito egli ha commesso i reati imputatigli in stato di scemata responsabilità di grado lieve.
Da anni soffre di disturbi cardiaci (cfr. il certificato del dr. _, prodotto al dibattimento).
3.
AC 1 e AC 2 si sono costituiti il 18.12.2001, accompagnati dai rispettivi legali.
Quello stesso giorno veniva consegnata al Ministero pubblico una denuncia penale da parte dell’avv. _, agente per conto delle società PC 20 e PC 19, facenti capo ad un cliente di A. AG, di nome _, per i titoli di truffa sub. appropriazione indebita, sub. amministrazione infedele e falsità in documenti per danni di consistente importo.
Come cennato, AC 1 e AC 2 hanno dichiarato, nel loro primo verbale del 18.12.2001, di aver investito averi di clienti in operazioni ad alto rischio che non sono andati a buon fine. Ai clienti essi tacquero le perdite cagionate, per cui, per pagare gli alti interessi promessi (e non conseguiti), essi ottennero dai clienti ulteriori fondi che vennero solo in piccola parte investiti, per la gran parte invece utilizzati per pagare i citati interessi fittizi, rispettivamente per rimborsare capitali disinvestiti.
Al termine dei rispettivi interrogatori, AC 1 e AC 2 non sono stati arrestati. Le perquisizioni effettuate hanno portato al sequestro di titoli (che sono stati realizzati per un importo di fr. 106'121.-), di quadri (due sono ancora in sequestro e hanno qui da essere confiscati, altri sono già stati realizzati per un ricavo di fr. 10'374.-). Inoltre sono state sequestrate piccole somme di danaro su conti intestati a AC 2 (per totali fr. 1'052.19, attualmente depositati sul CCP del TPC). Altresì è stato sequestrato il saldo attivo del CCP di AC 2 (pari a circa fr. 14'000.-).
Nel seguito è emerso che AC 2 era anche il titolare di una cassetta di sicurezza (nr. 532) presso la _. La stessa è stata perquisita e al suo interno sono stati rinvenuti gioielli e oggetti di pertinenza della moglie di AC 2, acquistati prima del tracollo della A. AG, per cui essi gli vanno in questa sede restituiti.
4.
Il primo sballato investimento effettuato con averi dei clienti (che ne erano a conoscenza) fu eseguito da AC 2, quando AC 1 ancora era in espiazione di pena.
Da anni AC 2 conosceva tale C. R., sedicente gemmologo oltre che finanziatore di una banca asseritamene attiva presso il Casinò di _. Poiché C. R. abbisognava di soldi freschi per ridurre certe sue esposizioni verso terzi, AC 2, d’intesa con AC 1, propose ad alcuni clienti di finanziare, al tasso annuo del 15 per cento, i debiti di C. R. Poiché essi accettarono, AC 2 consegnò a C. R. in totale fr. 2'780'315.-, e ciò nel periodo 25.10.1993-31.01.1994. A suo dire, C. R. gli consegnò in garanzia fiches del Casinò di _ per un valore di circa fr.fr.29 milioni, fiches che sarebbero nel seguito scomparse dalla cassetta in cui erano state riposte, avendo il C. R., in circostanze poco chiare, rubato la chiave a AC 2 (sic!).
Inoltre C. R. ebbe a consegnare a AC 2, sempre a titolo di garanzia due quadri (forse falsi) attribuiti l’uno a Van Dijck e l’altro a Sustermans.
Il 06.05.1994 AC 1 e AC 2, attraverso il conto B. AG (da loro controllato) co. _ bonificarono a C. R. US dollari 235'000.- a titolo di pagamento di uno “zaffiro” di 52 carati del valore -a dire di C. R.- di dollari 314'000.-.
L’acquisto dello zaffiro fu finanziato dal cliente _. Per finire gli accusati non riuscirono a vendere lo “zaffiro” al prezzo investito. Inoltre, allo spirare del tempo convenuto, C. R. non versò interesse alcuno per il prestito ricevuto e neppure nel seguito, per il che l’investimento, per finire, si rivelò pessimo. AC 1 e AC 2 persero la totalità del capitale versato a C. R., capitale che era stato messo a disposizione dai clienti _, _ (conto del già menzionato _) e _. Solo il cliente titolare del conto _ ottenne un rimborso da parte della A. AG di fr. 102'000.- a fronte di un investimento di fr. 1'600'000.-.
AC 1 e AC 2, trovandosi nella necessità di recuperare ai clienti i fondi versati a C. R., impostarono una nuova operazione, finalizzata ad ottenere rendimenti di molto superiori a quelli in uso sul mercato. In estrema sintesi, AC 1 e AC 2, nel corso del 1995, bonificarono negli Stati Uniti, a favore dei conti delle società _ e _, in totale US dollari 6'125'000.-. La somma fu raccolta, in ragione di dollari 2'125'000.- presso i clienti _, _, _, _, _, _, _, _, _ e _. US dollari 3 milioni li investì _ attraverso conti e società a lui riconducibili (PC 20, PC 19 e il cifrato “_”). US dollari 1 milione li bonificarono gli aventi diritto sul conto “_” direttamente alla società _ di Panama.
Le società _ e _ hanno pagato gli interessi convenuti solo fino alla fine del marzo 1996, dopodiché più nulla versarono né per interessi né per rimborso di capitale. Nell’estate del 1996, AC 1 e AC 2 -come hanno ammesso in aula- sospettarono che l’investimento fosse una truffa e che i capitali fossero persi. Nondimento, in agosto, AC 1 si recò negli USA. A suo dire gli organi delle società debitrici lo rassicurarono sulla ripresa dei pagamenti, cosa che in realtà non avvenne, col che, nella primavera del 1997, AC 1 e AC 2
-come hanno dichiarato in aula- erano certi che anche questi capitali erano perduti. In altri termini, AC 1 e AC 2, nella primavera del 1997, erano certi e sicuri di aver perso con i prestiti fatti a C. R. e con gli investimenti negli USA più di fr. 10'000'000.-. Al riguardo nulla dissero ai clienti danneggiati. Anzi andarono avanti ad accreditare sui loro conti gli interessi convenuti, in realtà fittizi, siccome né C. R. né le società americane mandarono più un sol centesimo.
Per pagare tali interessi, con degli stratagemmi e con bugie, andarono avanti a raccogliere fondi freschi dai clienti in piccola parte investendoli, in gran parte utilizzandoli come “tappabuchi”, secondo il noto sistema della “boule de neige”.
In aula è stato rifatto, in ossequio al principio “in dubio pro reo”, il calcolo dei fondi freschi raccolti da AC 1 e AC 2 prospettando ai clienti investimenti redditizi e sottacendo loro che invece venivano utilizzati per altri scopi, fissando come data di partenza il 01.06.1997. L’esperto EFIN, signor TE 1, ha calcolato che, nel periodo 01.06.1997-18.12.2001, i soldi bonificati dai clienti ai vari conti degli accusati ammontano a totali
fr. 18'180'000.-
. Di tale importo, AC 1 e AC 2 hanno rimborsato ai clienti complessivi
fr. 8'843'000.-
per cui il buco finale da loro causato ammonta a complessivi
fr. 9'337'000.-
(cfr. verbale del dibattimento p. 13). Queste cifre sostituiscono quelle indicate al punto 1.1. dell’atto d’accusa, che per il resto deve essere confermato, giuridicamente configurato quale reato di truffa, parzialmente aggravata (siccome, a partire dal 14.09.1997, commessa per mestiere).
5.
Alla suddetta posta di danno di complessivi fr. 9'337'000.- vanno aggiunti altri importi, imputati al punto 1.2. dell’atto d’accusa. Trattasi in particolare di:
-
fr. 612'938.05
, (recte fr. 666'783.55 da cui devonsi dedurre fr. 53'845.50), pari al pregiudizio subito dai clienti titolari dei conti _, _, _, _, _, _, _, _ e _.
Costoro avevano consegnato ad AC 1 e a AC 2 ordini di bonifico firmati in bianco, rispettivamente avevano loro inviato per fax comunicazioni da loro sottoscritte.
AC 1 e AC 2 hanno utilizzato detti ordini di bonifico inserendovi ex post degli importi, rispettivamente hanno soppresso il testo originale dei fax sostituendolo con altro, finalizzato a consentire un prelievo e/o un bonifico. Detti documenti (palesemente falsificati) li hanno poi prodotti ai funzionari della Banca _ i quali -ignari dell’ eseguito tali ordini contraffatti, col che i conti dei suelencati clienti sono stati addebitati per la cifra complessiva suindicata di fr. 612'938.05, importo accreditato a conti che erano nella disponibilità (quantomeno fattuale) di AC 1 e AC 2.
-
fr. 724'276.50
(ovvero fr. 1'714'326.50, dedotti fr. 990'050.- consegnati al cliente dagli accusati sottoforma di pietre preziose e gioielli), pari al pregiudizio arrecato al titolare del conto _, inducendo fraudolentemente (a mano di documenti dagli accusati falsificati) i funzionari di Banca _ ad eseguire sette addebiti a fronte di detto conto e a favore di conti di altri clienti, rispettivamente a favore di conti di società controllate dagli accusati. In sei casi, AC 2 si è recato dall’avv. _, procuratore del conto _ (che conosceva da anni) sottoponendogli per la firma ordini di bonifico per esiguo importo (per pagamenti di spese e/o commissioni realmente dovute). Quindi, tornato negli uffici della A. AG, AC 2 aggiungeva sui suddetti ordini, all’insaputa dell’avv. _, altre cifre per consistente importo. AC 2 si recava poi in Banca _ dove ignari funzionari davano seguito agli addebiti, danneggiando il patrimonio del titolare del conto _, a beneficio di conti di altri clienti di A. AG, rispettivamente a beneficio di conti di società controllate dagli accusati.
Pacificamente tutti questi comportamenti degli accusati, agenti di concerto tra di loro, hanno costituito i reati di falsità in documenti ripetuta, in concorso con il reato di truffa per mestiere (l’accusa di truffa per mestiere è stata promossa -come cennato- il 14.09.2007).
6.
Al punto 3.- (recte 2.-) l’atto d’accusa imputa ad AC 1 e a AC 2 di avere, in quattro diversi contesti, commesso ripetuta appropriazione indebita aggravata. Al dibattimento la Pubblica Accusa ha dato atto alle Difese che AC 1 e AC 2 non avevano la qualità di “gerenti di patrimonio”, col che l’aggravante è stata abbandonata. Inoltre la Pubblica Accusa ha rinunciato a ritenere costitutivo di reato il comportamento degli accusati descritto al punto 3.4. dell’atto d’accusa.
Di contro sono state ritenute le appropriazioni indebite descritte ai punti 3.1., 3.2. e 3.3. dell’atto d’accusa.
Cronologicamente si ha -come hanno peraltro confermato in aula entrambi gli accusati- che, nel febbraio 1996, su loro proposta, i clienti _, _, _ e un quarto rimasto sconosciuto hanno dato il consenso a partecipare ad un investimento negli USA presso la H. co. _. Complessivamente i clienti hanno versato US dollari 200'000.-. Per motivi non meglio noti il 13.03.1996, la H. ha ritornato l’importo ad AC 1 e a AC 2, bonificandolo sul conto della società B. AG co. _, da loro gestito. Gli accusati hanno restituito al cliente _ US dollari 70'000.-.
I rimanenti US dollari 130'000.- invece di restituirli ai clienti affidanti, li hanno utilizzati per scopi estranei a quanto convenuto, commettendo così appropriazione indebita. Analogo comportamento gli accusati hanno tenuto nel dicembre 1996 nei confronti dei clienti titolari dei conti _, _, _, _, _, _, _, _ e _. Costoro avevano, tra il febbraio e l’agosto 1996, consentito a partecipare ad un investimento negli Stati Uniti. Complessivamente i citati clienti hanno girato (a conti nella disponibilità degli accusati) US dollari 2 milioni, importo che è stato effettivamente rimesso, il 13.09.1996, alla società _. Il 04.12.1996 detta società ha ritornato ad AC 1 e AC 2 (sul conto co. _ di una società da loro di fatto controllata) il citato capitale. Lo stesso giorno AC 1 e AC 2 hanno fatto accreditare l’intero importo al conto del cliente _, anziché restituirlo ai clienti investitori, il che configura
-a non averne dubbio- appropriazione indebita in loro danno ai sensi dell’art. 138 CP.
Similmente essi si sono di nuovo comportati nel contesto di un ulteriore investimento di fondi di clienti presso la società G. Inc., Memphis (USA). È cioè avvenuto che i clienti _, _, _ e _ AG hanno dato il loro consenso a partecipare ad un investimento loro prospettato da AC 1 e AC 2, girando, su conti che erano nella disponibilità di questi ultimi, US dollari 900'064.-, e ciò nel periodo 25.07.1997-07.08.1997. Quando, tra il dicembre 1997 e il luglio 1998, la G. Inc ha rimborsato loro dei capitali, solo il cliente _ AG è stato riaccreditato in ragione di US dollari 160'024.40. Gli altri non hanno ricevuto nulla, col che complessivi US dollari 770'000.- circa sono stati utilizzati per scopi diversi da quanto concordato con i clienti affidanti.
Col che anche in tal caso AC 1 e AC 2 hanno consumato il reato di appropriazione indebita.
7.
Avuto riguardo all’imputazione 4.2. dell’atto d’accusa di falsità in documenti, è ammesso che nel dicembre 1999 AC 1 e AC 2, d’intesa tra loro, hanno allestito e consegnato al titolare della relazione (co. _) _ un rendiconto che conteneva indicazioni inveritiere sullo stato dei suoi averi. È altresì pacifico che allo stesso cliente il 20.09.2001 è stato consegnato uno scritto (da loro firmato) attestante, contrariamente al vero, l’esistenza di un investimento di US dollari 600'000.- negli Stati Uniti.
8.
Dati i surriferiti fatti che configurano -come cennato- i reati di ripetuta truffa in parte aggravata, ripetuta appropriazione indebita e ripetuta falsità in documenti, si ha che la pena è nel presente caso massicciamente influenzata dal tempo trascorso tra il 18.12.2001, data in cui gli accusati si sono costituiti rendendo confessione e il gennaio 2010, data in cui ha luogo il dibattimento. Un tempo invero lungo che configura violazione del principio di celerità. Per AC 1 si deve altresì tener conto di una scemata imputabilità di grado medio-grave che obbliga ad attenuare la pena in ragione del 50 per cento circa. Tutto ben considerato ne segue che AC 2 (che fruisce di una lieve scemata imputabilità) incensurato, confesso, che vive in condizioni ordinate insieme alla moglie e che attende da anni il presente giudizio non può più -a giudizio della Corte- essere condannato a una pena anche solo parzialmente da espiare. Per lui appare, ancorché mite, comunque adeguata la pena di anni due, che consente la concessione della sospensione condizionale. Il periodo di prova viene fissato in anni due.
Anche per AC 1, pregiudicato, la Corte ha ritenuto di poter commisurare la pena in soli anni due e ciò per tenere conto della confessione, dell’ampia collaborazione fornita all’EFIN nella ricostruzione delle malversazioni, della descritta medio-grave scemata imputabilità, nonché della sua attuale condizione di uomo provato e logorato dagli eventi. L’art. 42 CP, alla cifra 2, consente, in presenza di circostanze particolarmente favorevoli, di concedere la sospensione condizionale al reo che è stato già condannato ad una pena di più di sei mesi nei cinque anni prima del reato. La Corte, a fronte di una persona dell’età e della condizione di AC 1 (che non dovrebbe mai più ritrovarsi in futuro a gestire soldi altrui) ha ritenuto, a distanza di oltre otto anni dai fatti, dati i presupposti per la concessione della sospensione della pena detentiva. Il periodo di prova viene fissato in anni due. Nei confronti di AC 1 è ordinato il trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP, e ciò nell’ottica di dargli un sostegno per il futuro, ma anche per vegliare che egli si astenga da nuove avventure finanziarie (che, in passato, ha ampiamente dimostrato di non saper gestire).
Le pretese delle parti civili sono state ammesse, per il danno causato dalla gestione di AC 1 e AC 2, nei venti casi nei quali l’importo è stato cifrato in modo incontestabile.
In ulteriori cinque casi, le pretese (non del tutto pacifiche) sono rinviate al competente foro civile.
Pure le pretese relative a danni ulteriori rispetto a quelli direttamente connessi con le malversazioni commesse dai condannati sono state rinviate al foro civile.
Le pretese delle PC PC 4 e PC 5 non hanno potuto essere prese in considerazione siccome presentate dopo la chiusura dell’istruttoria dibattimentale.
Quanto in sequestro viene -come specificato nel dispositivo- confiscato, rispettivamente mantenuto sotto sequestro conservativo. Deduzion fatta della tassa di giustizia e delle spese processuali, l’eventuale eccedenza attiva ha da essere proporzionalmente ripartita tra le parti civili riconosciute.
A AC 2 devono essere restituiti gli oggetti già contenuti nella cassetta nr. _ co. _, attualmente in deposito presso il TPC.
Rispondendo A. per AC 1, affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1.1., 1.2., 1.2.1.1., 4. e 7.1.;
B. per AC 2, affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1.1., 1.2., 1.2.1.1. e 4.;
C. affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 8.;
D. in modo parzialmente affermativo al quesito posto;
visti gli art. 12, 19, 40, 42, 43, 44, 47, 48, 48a, 49, 63, 69, 70, 71, 73,
97 e segg., 138 cifra 1 e 2, 146 cpv. 1 e 2, 251 cifra 1 n. CP;
70 e segg. v. CP;
6 CEDU e 8, 29, 30 Cost.;
9 e segg., 49, 237, 250 CPP e 39 TG sulle spese;