Decision ID: 6be03e82-2f5b-404d-9d75-6f4bb0bce63b
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il A._ (di seguito A._), costituito nel 2004, detiene un
capitale nominale di 7'325'000 franchi interamente liberato, suddiviso in
7’325 azioni nominative da 1'000 cadauna. Fondatori della SA sono 14
comuni della regione. Lo scopo societario è la creazione e la conduzione
di un centro balneare munito di fitness, giochi e wellness (cfr. Registro di
commercio).
B.
Con atto del 6 dicembre 2016 il A._ e Ufficio federale dell’energia
(di seguito UFE) sottoscrivevano un contratto della durata minima di 10
anni denominato “Convenzione sugli obbiettivi con la Confederazione” ai
sensi dell’art. 3m della previgente Ordinanza sull’energia (vOEn), quale
presupposto per il rimborso del supplemento di cui all’art. 15bbis della
previgente legge sull’energia (vLEne) (di seguito Convenzione sugli
obbiettivi o Convenzione). In virtù dello stesso, il A._, quale
consumatore finale, avrebbe avuto diritto al rimborso dell’intero
supplemento di rete (supplemento sul corrispettivo per l’utilizzazione della
rete).
C.
Precedentemente, il 30 settembre 2016, il Parlamento adottava la nuova
Legge sull’energia (LEne, RS 730.0), concretizzando un processo
legislativo iniziato anni prima. L’ordinanza relativa alla nuova legge,
Ordinanza sull’energia (OEn, RS 730.01) veniva inoltre promulgata il
1° novembre 2017. Entrambe entravano in vigore il 1° gennaio 2018.
D.
Con scritto del 6 aprile 2018 l’UFE ha comunicato al A._ che, a far
tempo dal 1° gennaio 2018, in ragione dell’entrata in vigore della LEne e
OEn, esso non avrebbe più avuto diritto al rimborso del supplemento di
rete. Infatti la nuova normativa escludeva i consumatori finali di diritto
pubblico o privato che svolgono prevalentemente un compito di diritto
pubblico in virtù di disposizioni legali o contrattuali.
In risposta, con atto del 19 aprile 2018 il A._ ha indicato di non
svolgere un “compito prevalentemente di diritto pubblico” in ragione della
propria forma giuridica (società anonima), del senso e dello scopo sanciti
nel proprio statuto, come pure della posizione sul mercato nonché
dell’orientamento turistico della società.
A-4982/2019
Pagina 3
E.
Con scritto del 20 febbraio 2019 l’UFE ha ribadito le proprie ragioni
evidenziando come il A._ svolga un compito di diritto pubblico già
solo in ragione dell’amministrazione del B._ di ..., ciò che a suo dire
è incontestabilmente un compito di diritto pubblico. Inoltre i ricavi
provenienti dalla gestione del B._ supererebbero quelli provenienti
da attività non di diritto pubblico.
Il 10 aprile 2019 si è tenuto un incontro tra le parti nel quadro del quale il
A._ ha evidenziato come lo stabilimento balneare sia orientato allo
svago e si trova in diretta concorrenza con altri stabilimenti balneari simili,
proponendo di dirimere la questione considerando il numero dei biglietti di
entrata a prezzo ridotto (persone in provenienza da comuni convenzionati)
e quelli a prezzo normale (turisti e terzi). Con email del 19 aprile 2019 il
A._ ha quindi notificato all’UFE il numero degli ingressi in
occupazione domiciliati e quelli in occupazione giornaliera per il 2018: se
per i primi sono stati incassati 711'121,16 franchi (pari al 17.06 %), per i
secondi sono stati incassati 3'459'791,78 franchi (pari all’82.95%), ciò che
confermerebbe l’assenza del compito pubblico della struttura e anzi la
vocazione privata.
F.
Con scritto del 24 maggio 2019 il A._ ha quindi chiesto all’UFE il
rimborso del supplemento rete versato per l’anno d’esercizio 2018, pari a
61'890,40 franchi.
G.
Con decisione del 27 agosto 2019 l’UFE (di seguito anche autorità
inferiore) ha respinto la richiesta, rilevando che dal 1° gennaio 2018 i
consumatori finali che svolgono prevalentemente un compito di diritto
pubblico non hanno più diritto al rimborso del supplemento rete. A dire
dell’autorità inferiore lo scopo della nuova normativa è quello di escludere
dal rimborso del supplemento di rete quelle imprese che non devono
confrontarsi con la concorrenza internazionale a causa di un incarico
affidato loro dalla legge.
H.
Con ricorso del 26 settembre 2019 il A._ (di seguito anche
ricorrente o insorgente) ha chiesto, in via principale, di annullare la
decisione del 27/29 agosto 2019 con conseguente ordine all’UFE di
autorizzare il rimborso del supplemento di rete per l’anno 2018 pari a
61'890,40 franchi. In via subordinata, ha concluso all’annullamento ed al
A-4982/2019
Pagina 4
rinvio della causa per nuova decisione ai sensi dei considerandi. A
sostegno delle proprie allegazioni, il ricorrente ha evidenziato la violazione
del principio del parallelismo delle forme e dei vincoli di firma, ciò che
avrebbe quale conseguenza la nullità della decisione ex tunc. Sotto il
profilo materiale, il ricorrente invoca una violazione del diritto alla
protezione della buona fede e sostiene inoltre di non essere un ente
pubblico.
I.
Con presa di posizione del 21 novembre 2019 l’autorità inferiore si è
riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni. In punto alle censure
formali, l’UFE ha rilevato che “la doppia firma è richiesta nel caso in cui gli
obblighi della Confederazione superino i 100'000 franchi”, circostanza non
data nella fattispecie. Essa ha altresì rilevato che la forma giuridica sia
irrilevante quando si tratta di chiarire la presenza di un compito di diritto
pubblico, come pure la concorrenza o meno con altre offerte per il tempo
libero. Con riferimento alla violazione di un diritto acquisito sulla base
dell’Accordo sugli obbiettivi, l’autorità inferiore ha evidenziato come esso
sia una condizione necessaria per il rimborso del supplemento di rete, ma
non l’unica. Infatti vige l’obbligo di presentare una domanda di rimborso per
ciascun anno contabile, nell’ambito della quale viene verificato
l’adempimento dei presupposti al rimborso. A suo dire infine la decadenza
del diritto renderebbe nullo il contenuto dell’“Accordo sugli obbiettivi”,
ragione per la quale non esistono delle clausole di revoca o modifica in
detto Accordo.
J.
Con scritto del 30 dicembre 2019, il ricorrente si è riconfermato nelle
proprie allegazioni e richieste di causa, che per quanto di interesse per il
presente giudizio verranno riprese in appresso.

Diritto:
1.
Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai
sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura
amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate
all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale
amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui
A-4982/2019
Pagina 5
all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta
dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).
2.
Il ricorrente ha diritto di ricorrere avendo partecipato al procedimento
dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato dalla
decisione impugnata ed avendo un interesse degno di protezione
all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I
requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti
(art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali sono altrettanto
adempiuti, in particolare il ricorso è tempestivo (art. 50 cpv. 1 PA). Occorre
quindi entrare nel merito del ricorso.
3.
3.1 L’insorgente censura in primo luogo la violazione del principio del
parallelismo delle forme rispettivamente l’esistenza di un difetto di
competenza nella firma dell’atto impugnato. Infatti la decisione impugnata
reca unicamente la firma del signor C._, in vece del Capo Sezione
Industria e Servizi, mentre la Convenzione sugli obbiettivi è stata
sottoscritta in doppia firma dal Capo Sezione Industria e Servizi e dal
Vicedirettore Capo Efficienza energetica e Energie rinnovabili.
3.2 Sennonché in virtù dell’art. 49 cpv. 3 LOGA, la doppia firma è richiesta
unicamente qualora gli obblighi della Confederazione superino i 100'000
franchi, circostanza non data nella fattispecie in esame. Al caso si applica
infatti la direttiva interna n. 7 del 14 ottobre 2002, in base alla quale la
decisione impugnata poteva essere sottoscritta come “altra decisione
impugnabile dell’Ufficio” (“übrige beschwerdefähige Verfügungen des
Amtes”) con firma individuale del direttore, del capodivisione o del
caposezione, come pure dei vari sostituti, circostanza quest’ultima che è
effettivamente avvenuta.
3.3 Ne discende pertanto che la censura formale in punto al difetto di valida
firma deve essere respinta.
4.
Nel merito, oggetto del presente litigio, risulta essere l’applicazione dei
disposti della LEne rispettivamente dell’OEne all’impianto in discussione.
4.1 L’insorgente ha infatti censurato la violazione della Convenzione sugli
obbiettivi rispettivamente dei disposti della LEne, la quale non avrebbe
A-4982/2019
Pagina 6
introdotto nuove normative volte a regolare l’annullamento della
convenzione citata (e le relative condizioni ivi contenute), debitamente
stipulata e valida prima della sua entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Nello
specifico l’unico disposto di legge che regoli in via transitoria il rimborso al
supplemento di rete sarebbe l’art. 75 LEne (Disposizione transitoria relativa
al rimborso del supplemento di rete), in base alla quale per i consumatori
finali che hanno concluso una convenzione sugli obbiettivi secondo il diritto
anteriore, decade l’obbligo di impiegare almeno il 20 per cento dell’importo
di rimborso per misure di efficienza energetica, per i periodi di rimborso
successivo all’entrata in vigore della legge. La volontà del legislatore di
regolare il solo aspetto indicato porta, a contrario, a ritenere che lo stesso
abbia voluto mantenere in essere le convenzioni sugli obbiettivi sottoscritte
in precedenza. L’UFE non avrebbe quindi la facoltà di interpretare
diversamente le normative e la Convenzione sottoscritta, basandosi su
normative (LEne e OEne) promulgate posteriormente.
Di diverso avviso è l’autorità di prima istanza che respinge la tesi di
un’applicazione errata dei disposti della LEne, indicando come il diritto al
rimborso, qui litigioso decadrebbe conseguentemente al mancato ossequio
delle condizioni poste dall’art. 39 cpv. 3 LEne. In particolare l’insorgente
sarebbe chiamato ad espletare un compito di diritto pubblico che avrebbe
quale conseguenza l’impossibilità di ottenere il rimborso del supplemento
di rete, poco importa dell’esistenza tra le parti dalla Convenzione sugli
obbiettivi sottoscritta nel 2016, che de iure e de facto decadrebbe.
4.2
4.2.1 Per costante giurisprudenza, il diritto applicabile ratione temporis ad
una fattispecie determinata è di principio quello in vigore al momento
dell’accadimento dei fatti pertinenti, riservate le normative transitorie
speciali (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 140 V 136 consid. 4.2.1; 139 V 335
consid. 6.2; sentenza del TF 2C_340/2020 del 16 settembre 2020 consid.
3.3; sentenza del TAF A-6543/2018 del 24 marzo 2020 consid. 5.5).
4.2.2 Allorquando esiste un margine di apprezzamento, il Tribunale deve
applicare le leggi federali e interpretarle conformemente alla Costituzione.
Tale interpretazione ha i suoi limiti di fronte ad un testo chiaro e preciso;
ciò anche quando il testo è in qualche modo contrario alla costituzione (cfr.
DTF 141 II 338 consid. 3.1; 133 II 305 consid. 5.2 ; sentenza del TAF
A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 3.3.3).
A-4982/2019
Pagina 7
Nello specifico la LEne, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, prevede all’art.
75 una regolamentazione transitoria specifica in materia (“disposizione
transitoria relativa al sistema di rimborso del supplemento di rete”). In
particolare questa normativa prescrive per i consumatori finali che hanno
concluso una Convenzione sugli obbiettivi secondo il diritto anteriore, che
decade l’obbligo di impiegare almeno il 20 per cento dell’importo di
rimborso per misure di efficienza energetica, per i periodi di rimborso
successivi all’entrata in vigore della nuova legge. Per il resto il legislatore
non ha previsto alcunché in punto a normative transitorie.
4.3
4.3.1 In concreto, la regolamentazione relativa al diritto al rimborso del
supplemento di rete ha subito una modifica con la LEne, approvata dal
Parlamento il 30 settembre 2016, concretizzando un processo legislativo
iniziato nel 2013. In sostanza e per quanto di interesse per la presente
causa, l’art. 39 cpv. 3 LEne esclude il diritto al rimborso per i consumatori
finali di diritto pubblico o privato che svolgono prevalentemente un compito
di diritto pubblico in virtù di disposizioni legali o contrattuali. Per
determinare l’adempimento del compito di diritto pubblico o meno del
consumatore finale, occorre considerare la provenienza del ricavo, così
come enunciato dalla direttiva esecutiva del luglio 2020, emanata dall’UFE
(pag. 7 della Direttiva).
4.3.2 La Convenzione è stata sottoscritta il 22 dicembre 2016 sotto le
previgenti vLEne e vOEne. Ora, a giusta ragione il ricorrente evidenzia
come il nuovo ordinamento, entrato in vigore il 1° gennaio 2018, non
preveda una regolamentazione specifica circa la sorte delle Convenzioni
sottoscritte sotto il previgente diritto. La sola disposizione transitoria (art.
75 LEne) in materia si limita ad indicare come decada l’obbligo di impiegare
almeno il 20 per cento dell’importo del rimborso in misure di efficienza
energetica. Non sono state invece promulgate normative transitorie in
ordine all’esito delle convenzioni sugli obbiettivi correttamente sottoscritte
sotto il previgente diritto. Del resto, sebbene nel 2016 il processo legislativo
in ordine al nuovo diritto era in procinto di essere presentato al Parlamento,
l’UFE ha approvato e sottoscritto la Convenzione sugli obbiettivi con il
ricorrente, la quale nel suo allegato 1 precisa gli obbiettivi di efficienza
energetica sino al 2025. Giungere ora ad una diversa interpretazione e
applicare il nuovo diritto sarebbe contrario alla disposizione transitoria e al
diritto previgente.
A-4982/2019
Pagina 8
4.3.3 Con presa di posizione del 21 novembre 2019 l’UFE ha segnalato
l’esistenza di un’altra disposizione transitoria in materia e meglio l’art. 80
OEn, in base al quale per i consumatori finali non aventi diritto al rimborso
secondo l’art. 39 cpv. 3 LEne, che hanno concluso un accordo sugli
obbiettivi secondo il diritto previgente, a partire dall’entrata in vigore della
LEne decade l’obbligo di rispetto della Convenzione sugli obbiettivi.
Sennonché esso non può essere considerato alla stregua di una
disposizione transitoria inserita in una base legale formale quale la LEne,
nella misura in cui essa non ha subito il processo legislativo davanti al
Parlamento. Va qui ricordato che un'ordinanza di esecuzione può
disciplinare solo intra legem, e non praeter legem. Può stabilire delle
regole complementari di procedura, precisare e dettagliare determinate
disposizioni della legge, eventualmente colmare delle lacune in senso
proprio; senza una delega espressa, non può per contro porre delle regole
nuove suscettibili di restringere i diritti degli amministrati o di imporre loro
degli obblighi, anche se le regole stesse sono ancora conformi allo scopo
legale (DTF 136 V 146 consid. 3.2.1, 134 I 313 consid. 5.3 pag. 317 e i
riferimenti citati).
4.4 In queste circostanze, la censura invocata dal ricorrente risulta fondata.
5.
L’insorgente ha altresì contestato la violazione del principio della buona
fede contestando l’interpretazione unilaterale fornita dall’UFE alla
Convenzione sugli obbiettivi. In proposito e alla luce di quanto sopra
esposto (consid. 4) ci si astiene dall’analisi di questa censura.
6.
Nessuna spesa processuale è messa a carico dell’autorità federale, qui
soccombente (art. 63 cpv. 1 PA). Visto l’esito, al ricorrente verrà rimborsato
– ad avvenuta crescita in giudicato della presente sentenza – l’anticipo
spese di 2'500 franchi corrisposto il 24 ottobre 2019.
Il ricorrente, che ha agito nel presente procedimento attraverso un
patrocinatore, sopportando spese o disborsi, ha diritto alla rifusione di
1'500 franchi a titolo di ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 e 8
TS-TAF).
(il dispositivo è sulla pagina seguente)
A-4982/2019
Pagina 9