Decision ID: fdb2fb81-683c-5a8d-b838-312f74231f3d
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con decreto cautelare emesso il 14 ottobre 2016 in una procedura a tutela dell'unione coniugale introdotta da IS 1 (1974) contro il marito CO 1 (1962) il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Città ha ammesso l'assunzione di talune prove documentali e “nelle more istruttorie” ha disciplinato lo statuto dei figli M_ (nata il 10 dicembre 2005), L_ (nato il 6 aprile 2007) ed E_ (nato il 21 novembre 2008), attribuendone la custodia alla madre, lasciando l'autorità parentale in comune ai genitori e regolando il diritto di visita paterno come segue:
3. Al padre sono garantite le relazioni personali con i figli da esercitarsi in forma sorvegliata presso il _ di _ (c/o Istituto _), con le seguenti modalità:
un sabato o una domenica ogni due settimane, per una durata di un'ora, secondo giorni e orari da concordare tra i genitori, tramite i rispettivi legali, e l'istituto, la prima volta il 22/23 ottobre 2016.
3.1 La madre è tenuta ad accompagnare i figli presso il _ un quarto d'ora prima dell'orario d'inizio e a passare a riprenderli un quarto d'ora dopo la fine degli incontri.
Il padre dovrà presentarsi agli incontri soltanto all'orario d'inizio previsto e dovrà lasciare l'istituto non appena si saranno conclusi gli incontri.
3.2 Durante l'esercizio del diritto/dovere di visita, al padre dovrà essere impedito di discutere con i figli circa il loro attuale luogo di domicilio, le scuole frequentate e i loro numeri di telefono, come pure degli asseriti maltrattamenti da loro subiti.
3.3 Gli operatori del _ dovranno trasmettere a questa Pretura un breve rapporto circa lo svolgimento dei primi 4 diritti/doveri di visita, ritenuto che qualora dovessero riscontrare dei disagi nei figli nell'incontrare il padre dovranno darne immediato avviso alla Pretura, affinché possano essere adottate le opportune misure.
Non sono state prelevate spese. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio del gratuito patrocinio.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato IS 1 è insorta il 24 ottobre 2016 a questa Camera per ottenere – previo conferimento del gratuito patrocinio – che già “nelle more istruttorie” l'autorità parentale sia attribuita esclusivamente a lei e le relazioni personali del padre con i figli siano sospese fino all'emanazione del giudizio finale. Il memoriale non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.
C.
Con decreto del 2 dicembre 2016 questa Camera ha respinto la richiesta di gratuito patrocinio siccome l'appello appariva privo di probabilità di successo (inc. 11.2016.111).
D.
Il 12 dicembre 2016 AP 1 ha comunicato di ritirare l'appello.

Considerando
in diritto:
1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC
(cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC). Nel caso specifico soccorrono nondimeno equi motivi per rinunciare eccezionalmente a ogni prelievo, la reclamante avendo agito da sé senza l'ausilio di un legale, per di più in una causa di diritto di famiglia, e versando verosimilmente in difficili condizioni finanziarie (art. 107 cpv. 1 lett. c e f CPC). Non si pone problema di ripetibili, il rimedio non essendo stato notificato per osservazioni.