Decision ID: fd3185b3-44d9-529f-ae3f-e31083a57a44
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe _ – da ultimo attivo, per un breve periodo, quale pizzaiolo presso il Centro sportivo _ di _ (doc. AI 8/1-2) e in precedenza quale addetto ai servizi autoveicoli presso la _ (doc. AI 5/1-2) –, nell’ambito della domanda di prestazioni AI per adulti inoltrata nel febbraio 1987 (doc. AI 1/1-6) è stato posto al beneficio di provvedimenti professionali (riformazione quale apprendista di commercio presso la ditta _ di _ dal 1. settembre 1988 al 31 agosto 1999 [doc. AI 17/1-2] e corso per l’ottenimento del certificato di capacità tipo 1 per esercenti dal 13 aprile al 20 luglio 1992 [doc. AI 48/1-2]) e ad un quarto di rendita d’invalidità dal 1. settembre 1991 al 30 settembre 1992 (doc. AI 43/1-2 e 57/1-2).
1.2. Il 28 dicembre 2004 l’assicurato ha inoltrato una seconda domanda di prestazioni (doc. AI 80/1-7).
Dopo aver acquisito ulteriore documentazione, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia a cura del Servizio accertamento medico dell’assicurazione invalidità (SAM) (doc. AI 91/1-2).
Con decisione 1. dicembre 2005 (doc. AI 100/1-2), confermata con decisione su opposizione 7 novembre 2006 (doc. AI 115/1-5), l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni, argomentando:
"
(...)
Nel caso, l’assicurato è stato ritenuto capace al lavoro nelle attività abituali al 70% e 80%, a dipendenza delle attività svolte, con effetto dal 30 maggio 2003. Pertanto, in considerazione del fatto che l’assicurato può ancora svolgere le precedenti attività con capacità lavorativa del 70% e superiore (con la condizione della media annua con inabilità lavorativa per almeno il 40% non realizzata), il medesimo non ha maturato diritto a rendita alcuna.
Visto quanto sopra, la decisione impugnata viene confermata anche in fase di opposizione.
(...)" (doc. AI 115/5
).
1.3. Contro questa decisione l’assicurato – contestata la valutazione medica e prodotta ulteriore documentazione – ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI – osservato che, sulla base delle annotazioni 8 gennaio 2007 del dr. _, è stato possibile concludere che la nuova documentazione medica prodotta non apporta elementi in favore d’una modifica dello stato di salute rispettivamente della capacità lavorativa – ha chiesto di respingere il ricorso.
1.5. Con scritto 22 gennaio 2007 l’avv. RA 1 – comunicato al TCA di rappresentare l’assicurato – ha contestato il contenuto delle annotazioni 8 gennaio 2007 del dr. _ e prodotto ulteriore documentazione medica.
1.6. Con osservazioni 2 febbraio 2007 l’Ufficio AI – osservato che la nuova documentazione medica prodotta non apporta elementi in favore d’una modifica dello stato di salute rispettivamente della capacità lavorativa dell’assicurato – ha insistito nel chiedere la reiezione del ricorso.
1.7. Il vicepresidente del TCA, con ordinanza 28 giugno 2007 (XI), ha ordinato una perizia medica pluridisciplinare a cura del _ di _ (in seguito _).
1.8. Il 6 novembre 2008 è pervenuta al TCA la perizia pluridisciplinare del _ che è stata immediatamente intimata alle parti per osservazioni (XXVII e XXVIII).
L’avv. RA 1, con scritto 12 novembre 2008
–
osservato che “(...) si dà atto della conclusione, indicata a pag. 49, a cui giunge il Centro _, che fissa la capacità lavorativa residua del ricorrente, in lavori leggeri e non sottoposti a tensione, tra il 40% e il 50%, così come della possibile evoluzione peggiorativa della situazione del ricorrente (pag. 54). (...)” (XXIX)
–
, ha chiesto l’emanazione della sentenza.
L’Ufficio AI, con osservazioni 26 novembre 2008
–
ritenuto che la perizia del _ non mette oggettivamente in dubbio la precedente perizia del SAM, non inficiata da errori o mancanze
–
, ha chiesto di respingere il ricorso osservando che “(...) il comprovato peggioramento dello stato di salute dovrà per contro venire preso in considerazione nel corso di una nuova procedura assicurativa. (...)” (XXX).
L’avv. RA 1, con scritto 3 dicembre 2008, ha precisato che “(...) evidentemente il mio rappresentato non può condividere la tesi dell’Ufficio assicurazione invalidità che sembra propendere per un aggiornamento della situazione dopo la perizia pluridisciplinare; la perizia del 4.11.2008 indica chiaramente che lo stato di salute del ricorrente era identico nel 2005. (...)” (XXXIII).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF del 21 dicembre 2007 nelle cause B. e D. SA, H 180/06 e H 183/06; STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.3. Oggetto del contendere è la questione a sapere se a ragione l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di regola – non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222; cfr. anche
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.5.
Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine).
(...)" (STFA del 30 giugno 2004
nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(...) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (...)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).
Va altresì rilevato che secondo la giurisprudenza del TFA, un disturbo somatoforme da dolore persistente non è di regola atto, in quanto tale, a determinare una limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettiva di cagionare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI. A determinate condizioni tale disturbo può causare un’incapacità lavorativa e spetta comunque allo specialista psichiatrico nell'ambito di una classificazione riconosciuta pronunciarsi sulla gravità dell'affezione, rispettivamente sull’esigibilità della ripresa lavorativa da parte dell’assicurato.
Al riguardo, nella sentenza 12 marzo 2004, pubblicata in DTF 130 V 352 (confermata in DTF 131 V 49), l’Alta Corte ha precisato che un’inesigibilità presuppone in ogni caso la presenza manifesta di una morbosità psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa di altri criteri. Tali criteri sono
(1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, indicante simultaneamente l’insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico (profitto primario tratto dalla malattia; "primärer Krankheitsgewinn") ed, infine, (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali o stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 130 V 354 consid. 2.2.3; STFA inedita 28 maggio 2004 in re B, I 702/03 consid. 5 e del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid.
3.3.2; Pratique VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den Einkommensver-gleich in der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser /Franz Schlauri [editori], Schmerz und Arbeits-unfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80 segg.).
Infine, va fatto presente che il TFA si é confermato nella propria giurisprudenza e l'ha estesa anche al caso della fibriomalgia (DTF 132 V 65; STFA del 19 maggio 2006 nella causa O. (I 873/05).
2.6.
Q
ualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).
Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata a entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; DTF 117 V 198 consid. 4b; DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversi-cherung, Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86; Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pag. 270).
Se l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss.
OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen,
in
Schaffauser/Schlauri, Die Revision von Dauer-leistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, pag. 15; DTF 117 V 198).
2.7. Nel caso concreto l’Ufficio AI
–
dopo l’assegnazione di provvedimenti professionali: deliberazioni 1. luglio 1987 e 26 marzo 1992 con le quali all’assicurato è stato riconosciuto il diritto ad una
riformazione quale apprendista di commercio presso la ditta _ di _ dal 1. settembre 1988 al 31 agosto 1999 (doc. AI 17/1-2) e a un corso per l’ottenimento del certificato di capacità tipo 1 per esercenti dal 13 aprile al 20 luglio 1992 (doc. AI 48/1-2)
–
, con decisione 20 agosto 1992 (doc. AI 57/1-2), ha soppresso, con effetto al 1. ottobre 1992, il diritto a un quarto di rendita – prestazione questa riconosciuta all’assicurato, con decisione 15 ottobre 1991 (doc. AI 43/1-2), dal 1. settembre 1991 – osservando che “(...) preso atto che avete superato con successo il corso per esercenti e che, con la patente d’esercente il grado d’invalidità è inferiore al 40%, la rendita viene soppressa. (...)” (doc. AI 57/2).
Nell’ambito della nuova domanda 28 dicembre 2004 (doc. AI 80/1-7), l’Ufficio AI ha ordinato una perizia pluridisciplinare presso il SAM (doc. AI 91/1-2). Nel referto 2 novembre 2005 (doc. AI 96/1-37) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, riportate le indicazioni soggettive e le constatazioni obiettive, hanno fatto a capo a tre consultazioni specialistiche esterne di natura psichiatrica (dr. _), neurologica (dr. _) e reumatologica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente diagnosi:
"
5.1 Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
Sindrome cervicovertebrale su
- alterazioni degenerative in particolar modo da C5 a C7, con osteocondrosi e spondilosi ant. in parte a carattere iperostotico, nonché spondilartrosi ed uncartrosi.
Sindrome lombovertebrale su
- alterazioni degenerative soprattutto al segmento L2-3 con osteocondrosi e spondilosi ant.
Periartropatia dell’anca con iniziale coxartrosi a sin. più che a ds..
Periartropatia delle ginocchia bilateralmente, a ds. più accentuata che a sin., con iniziale artrosi femoropatellare e stato dopo interventi ripetuti di abrasione della patella, nonché trapianto cartilagineo negli anni ’80.
Periartropatia omeroscapolare tendinopatica a livello della spalla ds..
Disturbo della personalità misto con aspetti narcisistici e caratteropatici.
Sindrome somatoforme da dolore persistente.
5.2 Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa
Fibromialgia.
Stato dopo intervento chirurgico di decompressione del nervo mediano al canale carpale bilateralmente nel 1998 a ds., nel 2004 a sin..
Stato dopo intervento di denervazione al gomito sin. per epicondilopatia radiale nel 2004.
Obesità corporea (BMI 32%).
Iperuricemia asintomatica." (doc. AI 96/10-11)
Sulla base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i periti del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale dell’attuale capacità lavorativa: “(...) l’attuale grado di capacità lavorativa medico-teorica globale dell’A., nella professione di impiegato di commercio e di esercente, è valutabile nella misura del 70% (riduzione del rendimento e della capacità funzionale sull’arco di un’intera giornata lavorativa), in considerazione degli aspetti reumatologici e psichiatrici. Per l’attività di insegnante di disegno presso le scuole dell’obbligo il grado di capacità lavorativa medico-teorico globale è limitato unicamente dagli aspetti psichiatrici ed è quindi valutabile nella misura dell’80% (riduzione del rendimento sull’arco di un’intera giornata lavorativa). (...)” (doc. AI 96/14), hanno concluso:
"
(...)
8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA
Si riferiscono alle menomazioni dovute ai disturbi constatati a livello muscoloscheletrico, nonché psicologico e mentale.
A livello muscoloscheletrico i disturbi si ripercuotono limitando la capacità funzionale a livello delle posizioni di lavoro o di dinamiche particolari (molto spesso seduta o eretta, spesso con la parte sup. del corpo piegata in avanti, spesso con braccia elevate, spesso inginocchiata, accovacciata o con le ginocchia in flessione).
A livello psicologico e mentale i disturbi si ripercuotono limitando la capacità funzionale a causa delle continue ruminazioni del pensiero di tipo fobico, dalla sensazione di stanchezza ed affaticabilità.
Per quanto riguarda la determinazione temporale della limitazione della capacità lavorativa dell'A. descritta sopra, possiamo concordare con il medico curante, il quale la certifica a partire dal 30.05.2003 (tendenza al peggioramento dei disturbi muscoloscheletrici ed iniziale scompenso sul piano psicologico e mentale).
Da allora lo sviluppo della limitazione della capacità lavorativa non ha presentato importanti cambiamenti. Alla luce di quanto evidenziato e discusso sopra non possiamo pertanto confermare una totale incapacità lavorativa.
La prognosi valetudinaria a lungo termine è stazionaria.
9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE
L'A. è già stato messo a beneficio di provvedimenti di integrazione professionale tra il 1988 ed il 1991, ottenendo il diploma di impiegato di commercio ed in seguito di esercente di ristorante - bar. Dal punto di vista medico - teorico globale in queste attività l'A. è da ritenere abile al lavoro nella misura del 70%.
In considerazione di questi aspetti e degli elementi psicopatologici descritti, non riteniamo possibile né indicato proporre di nuovo provvedimenti di integrazione professionale.
Nelle attività da ultimo effettuate dall'A. di esercente, impiegato di commercio, non riteniamo possibile migliorare la capacità lavorativa tramite provvedimenti medici.
In considerazione degli aspetti psicopatologici descritti dal nostro consulente, l'A. è da ritenere in grado di svolgere altre attività (ad esempio docente di educazione visiva e di disegno) nella misura del 80% (riduzione del rendimento sull'arco di un'intera giornata lavorativa).
10 OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE PARTICOLARI
Le conclusioni peritali si fondano su un'esauriente discussione fra tutti i medici periti del SAM.
Domande particolari non sono poste.
(...)." (doc. AI 96/14-15)
Il SAM – rispondendo alla domanda postagli dal dr. _ (doc. AI 97/1) –, con complemento 16 novembre 2005 (doc. AI 98/1-2), ha precisato che “(...) possiamo quindi affermare che le percentuali di capacità lavorativa medico-teorica descritte al capitolo 7 della perizia sono valide a partire dal 30.05.2003. In considerazione del fatto che le indicazioni e le controindicazioni definite dai disturbi constatati a livello muscoloscheletrico e a livello psicologico e mentale si sovrappongono, queste ultime non hanno una valenza cumulativa. Riteniamo pertanto che non vi sia un anno con un’inabilità lavorativa media di almeno il 40%. (...)” (doc. AI 98/2).
L’Ufficio AI, viste le risultanze della perizia e del complemento peritale del SAM, con decisione 1. dicembre 2005 ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni (doc. AI 100/1-2).
Con opposizione 20 gennaio 2006 l’assicurato ha contestato la valutazione medica (doc. AI 104/1-2).
Il dr. _, con rapporto 28 giugno 2006 indirizzato all’Ufficio AI (doc. AI 109/1-2), ha osservato:
"
(...)
II signor RI 1 è una persona dai tratti emotivamente impulsivi e si sono notevolmente aggravati nel corso degli ultimi anni. Soprattutto nel 2006 la sua capacità lavorativa parziale sembra essersi notevolmente ridotta. Nel mio ultimo rapporto vi avevo riferito di rivolgersi direttamente al suo medico curante.
Il signor RI 1 mi ha poi presentato all'ultimo colloquio avuto tutto il suo dossier medico e medico assicurativo che in pratica confermano le sue incapacità di svolgere il suo abituale impegno lavorativo.
Il signor RI 1 è una persona cosciente, orientato nel tempo e nello spazio che non evidenzia disturbi dell'attenzione, della concentrazione o della memoria. Il corso del suo pensiero è però nettamente digressivo. Ha sviluppato delle ideazioni auto od etero clastiche in riferimento ai problemi personali e socio famigliari che sta vivendo.
Non ho osservato alterazioni percettive.
Affettivamente egli è iper teso, angosciato, inquieto, iper emotivo, a livello psicomotorio si osservano dei tic. La socievolezza è diminuita e il suo comportamento sociale alterato. Ha delle notevoli difficoltà di controllo delle sue pulsioni aggressive.
Con questi problemi emotivi mi sembra difficile che il signor RI 1 possa reinserirsi professionalmente come docente. Egli è cosciente di questa sua alterazione patologica.
IN CONCLUSIONE
Il signor RI 1 è una persona emotivamente instabile e questo già da anni ma con un esacerbazione sintomatica importante nel corso dei questi ultimi anni. Non è più in grado di sopportare una classe di allievi come pure di mantenere delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate con i propri colleghi. Considero quindi questo assicurato inabile al lavoro nella sua abituale professione e questo al 100%. Data la sua formazione professionale e le competenze acquisite durante il lavoro non lo vedo in grado o inseribile in un altro tipo di attività.
Ritengo quindi indicato un suo prepensionamento al 100%.
(...)." (doc. AI 109/1-2)
Il 5 ottobre 2006 all’Ufficio AI è pervenuto il referto della “RM rachide lombare del 11.9.2006” rilasciato dalla Clinica _ e firmato dal dr. _.
Al riguardo, il dr. _, nelle annotazioni 9 agosto (doc. AI 111/1-2) rispettivamente 31 ottobre 2006 (doc. AI 114/1), ha, in particolare, osservato:
"
(...)
In fase di opposizione ci viene trasmesso un rapporto medico del dr. _ (26.06.2006 [ndr. recte: 28.06.2006]). Lo specialista riferisce che l’A. è una persona emotivamente instabile e questo già da anni ma con una esacerbazione sintomatica importante nel corso di questi ultimi anni. Non è più in grado di sopportare una classe di allievi come pure di mantenere delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate con i propri colleghi. Il Dr. _ considera quindi l’A. inabile al lavoro nella sua abituale professione e questo al 100%. Data la sua formazione professionale e le competenze acquisite durante il lavoro, lo specialista non lo vede in grado o inseribile in un altro tipo di attività. Ritiene quindi indicato un suo prepensionamento al 100%, senza del resto indicarne la data d’insorgenza,
Nel suo rapporto AI del 21.02.2005, il Dr. _ segnala di avere avuto in trattamento l'A dal 23.07 al 21.11.2003. Non avendo più in cura l'A non si esprime sulla capacità lavorativa.
Inoltre nel rapporto del 28.06.2006 non viene da lui specificata la data dell'ultima visita clinica presso di lui, consulto che avrebbe permesso di attestare oggettivamente un peggioramento dello stato di salute dal punto di vista psichiatrico e permesso di attestare la totale inabilità lavorativa. Non può dunque essere preso in considerazione un giudizio basato esclusivamente su dati anamnestici e soggettivi riferiti dall'A.
Inoltre il Dr. _ non prende in considerazione la professione di impiegato di commercio e di esercente, attività per le quali la perizia SAM aveva concluso ad una capacità lavorativa del 70%, intesa come riduzione del rendimento e della capacità funzionale sull'arco di una intera giornata lavorativa.
La documentazione medica prodotta in fase di opposizione non modifica la nostra precedente valutazione.
(...)" (doc. AI 109/1-2)
"
(...)
L’ultimo documento inoltrato in fase di opposizione (RMI della colonna lombare del 12.09.2006) non modifica sostanzialmente quanto già riscontrato all’occasio-ne della perizia SAM di ottobre 2005.
In effetti questa indagine neuroradiologica ha messo in evidenza protrusioni discali senza contatto radicolare e segni di spondilartrosi da L3 a S1, che ben rendono conto della sintomatologia presentata e già presa in considerazione nella stesura della valutazione SAM.
Rispetto alla nostra precedente valutazione non ci sono dunque nuovi elementi tali da modificare la nostra presa di posizione.
(...)" (doc. AI 114/1)
L’Ufficio AI, con decisione su opposizione 7 novembre 2006 (doc. AI 115/1-5), ha quindi confermato la decisione 1. dicembre 2005 e negato all’assicurato il diritto a prestazioni.
In sede di ricorso l’assicurato ha prodotto il rapporto 27 ottobre 2006 (doc. A/1), firmato dal dr. _, capo del Servizio di anestosiologia dell’Ospedale _ di _ (con aggiunta la nota 20 novembre 2006 del suo medico curante dr. _) e il rapporto 23 novembre 2006 nel quale il dr. _
–
poste le seguenti costatazioni obbiettive: “(...) il signor RI 1 è una persona cosciente, integra a livello di orientamento spazio temporale, presenta una diminuita capacità di concentrazione e di memoria. Il corso del suo pensiero è inibito, ristretto, digressivo, ha difficoltà di condotta delle proprie pulsioni con ideazioni eteroclastiche (e questo è il motivo che lo porta a non doversi confrontare con la sua abituale professione di insegnante di educazione visiva). Non presenta disturbi percettivi o deliranti. Affettivamente è scoraggiato, a tratti disperato, angosciato, ansioso, astioso, diffidente, teso, irritabile, inquieto, con un netto sentimento d’insufficienza riguardante la sua competenza professionale, iper emotivo. L’energia vitale è alterata con perdita d’iniziativa, di cattivismo, mimica discordante con un’accentuazione dei tic a livello del viso. Il sonno è alterato, la socievolezza pure. Soggettivamente ha un profondo senso di malattia dovuto ai suoi disturbi algici persistenti. Ha avuto a più riprese ideazioni auto ed eteroclastiche e la sua tendenza compulsiva è difficilmente controllabile. Risente il bisogno di essere curato fisicamente più che psicologicamente perché ritiene che la sua fenomenologia algica sia dovuta soprattutto ai disturbi reumatologico ortopedici. Egli stabilisce un contatto piuttosto rivendicativo e alterato poiché non condivide per nulla le conclusioni dell’Ufficio AI che lo considera abile al lavoro (...)” (A/2)
–
ha concluso che “(...) ritengo che la situazione del signor RI 1 sia nettamente peggiorata. Non vedo nemmeno come la sua polipatologia possa permettergli un reinserimento lavorativo anche solo a tempo parziale. Date le sue competenze forse potrebbero essere proposte delle mansioni occupazionali nel contesto di un atelier terapeutico che abbia bisogno di capacità formative e di esperienza nell’ambito dell’arte visiva. Comunque dal punto di vista psichiatrico considero il signor RI 1 inabile al lavoro nella misura superiore all’80%. (...)” (doc. A2).
Al riguardo il dr. _, nelle annotazioni 8 gennaio 2007 (V/Bis), ha, in particolare, osservato:
"
(...)
In sede di ricorso vengono presentati:
- nuovo rapporto del dr. _ del 23.11.2006:
questo rapporto si limita prevalentemente a riprendere le indicazioni soggettive dell'assicurato con "contatto rivendicativo e alterato...". La sintomatologia descritta è ben compatibile con la diagnosi di disturbo di personalità misto con aspetti narcisistici e caratteropatici, problematica valutata in sede SAM. Si tratta quindi prevalentemente di un disturbo di personalità con convinzione da parte dell'assicurato di non essere più in grado di svolgere nessuna attività lucrativa, convinzione che però non è fondata su patologie maggiori.
rapporto dr. _ del 27.1.2006: (ndr. recte: 27 ottobre 2006)
viene posta la diagnosi di quadro algico lombovertebrale/vertebrogeno con componenti pseudoradicolari in assenza di reperti radiologici decisivi.
Da notare l'assenza di una risposta all'infiltrazione peridurale con steroidi. La non risposta all'infiltrazione è assai tipico per la diagnosi principale di un disturbo somatoforme / fibromialgia presente presso l'assicurato. In ogni caso l'attuale quadro clinico e radiologico non è mutato rispetto al momento della perizia reumatologica dr. _ in ambito SAM.
In conclusione gli attuali rapporti non permettono di oggettivare una mofidica sostanziale dello stato di salute dell'assicurato ma confermano in pratica la nota problematica caratteriale con componente somatoforme/fibromialgica.
(...)." (V/Bis)
L’avv. RA 1, con lettera 23 luglio 2007, ha trasmesso al TCA la relazione medica 13 luglio 2007, a lei indirizzata, nella quale il dr. _
–
osservato che “(...) il signor RI 1 presenta ora un netto peggioramento della sua sintomatologia e anche della sua patologia clinica. Si sente una persona braccata e messa in un angolo e non vede alcuna via d’uscita alla sua situazione. L’ultimo “colpo definitivo” gli è stato inferto dalla decisione di abbandono del tetto coniugale da parte della moglie e soprattutto egli vive male l’impossibilità di rivedere la propria figlia. E’ in questo ambito che ha sviluppato delle ideazioni autoclastiche che sono tuttora presenti. Egli è cosciente che l’abbandono della moglie è dovuto alla sua irascibilità e irritabilità e alla poca tolleranza. Fenomeni questi che egli imputa al persistere dei dolori. Ho osservato un aumento dei suoi tic a livello oro-facciale. Ha difficoltà di sonno e si sente isolato e poco sostenuto. Non è un sostegno psicologico o psichiatrico che egli chiede ma soprattutto assicurativo. Si vede sprofondare sempre più in un baratro senza via d’uscita. (...)” (XIII/Bis)
–
ha concluso che “(...) ritengo che il signor RI 1 ha subito dopo l’ultima decisione AI un peggioramento sintomatico e clinico che a mio modo di vedere non necessita solo di un’osservazione peritale psichiatrica puntuale ma anche di un’osservazione da parte di altri specialisti (ortopedici e neurologici). Ribadisco che il signor RI 1 in queste condizioni non può far rientro nella sua abituale professione di docente di educazione visiva e nemmeno in un altro ambito lavorativo. (...)” (XIII/Bis).
L’avv. RA 1 ha inoltre prodotto la lettera 18 gennaio 2007 del dr. _ (doc. C/1) e la lettera 18 gennaio 2007 con la quali il dr. _ ha, in particolare, rilevato che “(...) come già evidenziato il signor RI 1 è affetto dal punto di vista psichiatrico da un disturbo di personalità misto con aspetti narcisistici e caratteropatici. Questo a mio modo di vedere significa che l’assicurato è da considerare ammalato e questo nel senso invalidante del termine. Se non ho seguito il paziente fra il 2003 e il 2006 è perché gli esiti terapeutici precedentemente eseguiti non hanno portato alcun miglioramento né soggettivo né obiettivo. Non penso che ulteriori colloqui o una psicoterapia più intensa avrebbero potuto migliorare il suo stato di salute. Vorrei qui osservare che modificare una struttura di personalità è difficilmente attuabile. I nostri mezzi terapeutici sono comunque limitati. Per quel che concerne il signor RI 1 penso che sia molto più opportuno risolvere i suoi problemi socioeconomici e poi se del caso intraprendere un’azione psichiatrica terapeutica. Non sussistevano negli anni 2003 – 2006 delle indicazioni particolari per un trattamento stazionario poiché in precedenza egli aveva già seguito molte sedute terapeutiche semistazionarie. L’interruzione terapeutica nel periodo sopraindicato è dovuta all’insuccesso della cura. Ho quindi osservato anche il principio di costi e benefici di un trattamento specifico. Non vedevo come a breve medio termine una prosecuzione di cura avrebbe potuto portare un beneficio allo stato di salute di questo assicurato. (...)” (doc. C/2, pag. 3).
Al riguardo il dr. _, nelle annotazioni 1. febbraio 2007, ha osservato:
"
(...)
- lettera del dr. _ del 18.1.2007: da tale lettera non risultano nuovi elementi clinici di rilievo.
- lettera del dr. _ del 18.1.2007: senza entrare in merito ai punti “generali” sollevati dal dr. _ confermo la mia valutazione che non vi è stato modifica della problematica psichiatrica rispetto alla valutazione peritale in ambito SAM, fatto confermato indirettamente dal dr. _ che indica una situazione di stallo rispetto al 2003.
(...)." (IX/Bis)
Considerate le summenzionate contrastanti valutazioni mediche agli atti, questa Corte ha ordinato l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a cura del _.
2.8.
Dal referto peritale 4 novembre 2008 del _ (XXVII) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche, di natura reumatologica (dr. _), neurologica (dr. _) e psichiatrica (dr. _).
I periti, posta la seguente diagnosi:
"
4.1 Hauptdiagnose (mit Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit)
- Chronisches cerviko-vertebrales Syndrom
- mit muskulärer Dysbalance des Schultergürtels
- bei degenerativen Veränderungen der Halswirbelsäule mit Osteochon-drosen C4 bis C7, Spondylose C5 bis C7 und Unkovertebralarthrose
- mit rezidivierender spondylogener Cerviko-Brachialgie beidseits
- Chronisches Lumbovertebrales Syndrom
- bei degenerativen Veränderungen der Lendenwirbesäule mit Diskus-protusion L2 bis L5, Spondylarthrose L3 bis S1
- mit intermittierender spondylogener Ausstrahlung links
- Gonarthrose rechts
- bei Status nach dreimaliger Arthroskopie, Abrasio patellae und Trans-positionsoperation nach Roux in den 80er Jahren
- Kombinierte Persönlichkeitsstörung
- mit narzissistischen, charakterneurotischen, phobischen und emotional instabilen Anteilen
- Anhaltende somatoforme Schmerzstörung
4.2 Nebendiagnose (ohne Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit)
- Periarthropathia humero-scapularis tendinotica rechts
- vom Supraspinatustyp
- Periarthropathia coxae beidseits
- mit leichter Coxarthrose
- Status nach Operation des Karpaltunnels rechts 1998, links 2004
- Status nach Operation am linken Ellbogen nach Wihelm 2004
- Arterielle Hypertonie
- Hyperlipidämie, behandelt
- Adipositas
- Status nach Anpassungsstörung 2007" (XXVII, pag. 44-45)
hanno espresso la seguente valutazione globale:
"
(...)
Subjektiv stehen beim Exploranden Schmerzen im Nacken und im Schultergürtel im Vordergrund, des weiteren aber auch Schulterschmerzen rechts mit Zunahme unter Belastung, Bewegung und insbesondere bei Überkopfhaltung der Arme. Herr RI 1 gibt auch Kreuzschmerzen an, teilweise mit Ausstrahlung in das linke Bein.
Er berichtet über anhaltende Schmerzen im rechten Knie, unabhängig von der Körperhaltung und der Belastung, und zusätzlich über Schmerzen im linken Knie, die während oder/und nach längerem Gehen aufträten und an der Aussenseite des linken Unterschenkels ausstrahlten.
Objektiv findet man klinisch eine Einschränkung der Beweglichkeit der Halswirbelsäule als Ausdruck einer eingeschränkten Funktionalität bei den bekannten degenerativen Veränderungen an der unteren Halswirbelsäule. Am Schultergürtel besteht eine muskuläre Dysbalance, verbunden mit Verkürzung der einzelnen Muskeln und Insertionstendinosen. An der rechten Schulter findet man ein so genanntes Impingement-Phänomen, mit einer schmerzhaft eingeschränkten Beweglichkeit, vor allem für Haltungen des rechten Armes über der Horizontalen, mit Hinweisen für eine leichte Läsion des Musculus supraspinatus.
An der Lendenwirbelsäule besteht ebenfalls eine leicht eingeschränkte Beweglichkeit, jedoch keine Zeichen der Instabilität. Das ist vereinbar mit den degenerativen Veränderungen an der Lendenwirbelsäule, wie sie sich im Röntgenbild darstellen.
An den Hüften besteht eine leichte Einschränkung der Beweglichkeit, vor allem der Innenrotation, bei leichter Coxarthrose beidseits.
Die Beweglichkeit des rechten Knies ist leicht eingeschränkt, während das linke Knie diesbezüglich unauffällig ist.
Aufgrund der klinischen Befunde und der Ergebnisse der bildgebenden Verfah-ren kann ein Teil der vom Exploranden angegebenen Beschwerden und Schmer-zen am Bewegungsapparat aus somatischer Sicht nachvollzogen werden.
Dabei handelt es sich insbesondere um die Beschwerden cervikal und lumbal, zum Teil auch im Bereich des rechten Knies. Das Ausmass dieser geklagten Beschwerden jedoch und das Bestehen weiterer Beschwerden und Schmerzen lassen sich somatisch nicht ausreichend nachweisen. Die beim Versicherten festgestellten objektiven Befunde am Bewegungsapparat finden sich in einer altersentsprechenden Population vergleichsweise oft, ohne dass sie die vom Exploranden beklagten Symptome in diesem Ausmass bewirken würden. In diesem Sinn besteht eine Diskrepanz zwischen den subjektiven Beschwerden und den objektiven Befunden.
Wir haben den Exploranden auch noch speziell im Hinblick auf die geklagten Schmerzen neurologisch untersucht.
Diesbezüglich ist wichtig, dass unser neurologischer Konsiliarius keine radikulären Reiz- oder Ausfallsymptome von Seiten der Wirbelsäule festgestellt hat. Die vom Versicherten angegebenen sensiblen Störungen und Schmerzen sind unspezifischer Natur und können nicht auf eine definierte neurologische Störung zurückgeführt werden. Lediglich an der rechten Hand besteht noch ein leichtgradiges schmerzhaftes Syndrom, welches bei besonders lang anhaltenden Belastungen der rechten Hand gewisse Auswirkungen zeigen kann. Hierbei handelt es sich um den Restzustand nach erfolgter Operation des Karpaltunnels. Das ist im übrigen auch damit vereinbar, dass sich an den Händen eine ausgeprägte Handverschwielung feststellen lässt, rechts mehr als links, was auf eine deutlich stärkere Aktivität der Hände schliessen lässt, als dies vom Exploranden angegeben wird.
Im Zusammenhang mit den berichteten Schmerzen und Beschwerden ist andererseits festzustellen, dass der Explorand aus psychischen Gründen nicht in der Lage ist, adäquat mit den Symptomen, die aus der körperlichen Affektion entstehen, umzugehen, respektive diese adäquat zu verarbeiten. In diesem Sinne handelt es sich um eine anhaltende somatoforme Schmerzstörung, bei bestehender konflikthafter Persönlichkeit. Es sei auf die Ausführungen des Psychiaters oben verwiesen. Die Schmerzen stehen dabei auch im Dienste der psychischen Abwehr.
Aus psychiatrischer Sicht steht die kombinierte Persönlichkeitsstörung mit narzisstischen, charakterneurotischen, phobischen und emotional instabilen Anteilen im Vordergrund. Diese führt zu einer erheblichen Einschränkung der komplexen Ich-Funktionen, was sich in verschiedenen sozialen Bereichen, nicht nur im beruflichen Umfeld, sonder auch in den persönlichen Angelegenheiten und Beziehungen auswirkt. Zusammengefasst weisen die Anamnese, die Krankengeschichte, aber auch die eigenen Befunde darauf, dass der Explorand zwar keine Schwierigkeiten bekundet, mitmenschliche Kontakte herzustellen, zum Beispiel auch Umschulungen auf sich zunehmen, berufliche Fortbildungen zu absolvieren, neue Stellen anzutreten oder Beziehungen herzustellen, doch aus Gründen, die in seiner Persönlichkeitsstörung liegen, erhebliche Mühe hat, solche sozialen Beziehungen aufrecht zu erhalten und vor allem in schwierigen, belastenden, auch in alltäglich vorkommenden belastenden Situationen mit diesen umzugehen, respektive sie nicht abzubrechen oder sich derart fehlzuverhalten, dass er einen Abbruch erlebt. Die unbewussten, komplexhaften intrapsychischen Vorgänge führen dazu, dass der Explorand deutlich weniger belastbar ist, dies vor allem wegen der eingeschränkten Affektsteuerung, verminderten Frustrationstoleranz und der verminderten Möglichkeit, einen kritischen Aussenstandpunkt im Bezug auf sein eigenes Verhalten einzunehmen.
(...)." (XXVII, pag. 45-48)
e, circa la capacità lavorativa, hanno concluso:
"
(...)
Dem Exploranden ist es aus körperlichen Gründen nicht möglich, eine körperlich schwere Arbeit repetitiv auszuüben. Er ist zudem nicht in der Lage, Arbeiten in repetitiven Zwangshaltungen, vor allem auch nicht Überkopfarbeiten auszufüh-ren.
Dies ist auf die Affektion am Bewegungsapparat zurückzuführen. Aus somatischer Sicht ist er aber in der Lage, sämtliche körperlich leichten bis mittelschweren Tätigkeiten in Wechselhaltung, im Umfang von cirka 70% auszuüben. Damit will gesagt sein, dass der Explorand ganztägig eingesetzt werden könnte, jedoch vermehrt Pausen benötigen würde und somit eine Leistungsfähigkeit von 70% resultiert.
Aus psychiatrischer Sicht ist die Arbeitsfähigkeit aufgrund des mangelnden Durchhaltevermögens und der mangelnden Frustrationstoleranz je nach Anfor-derungsprofil der Tätigkeit unterschiedlich zu bewerten.
Als Lehrer, zum Bespiel als Zeichnungslehrer, aber auch in jeder anderen Unterrichtstätigkeit besteht keine Arbeitsfähigkeit. Dem Exploranden ist es nicht möglich, den damit verbundenen Anforderungen an die Frustrationstoleranz zu genügen.
In der Tätigkeit als Wirt ist zu berücksichtigen, dass er im Umgang mit Gästen eine erhöhte Frustrationstoleranz aufweisen müsste, gegebenenfalls auch im Umgang mit angestelltem Personal. Auf längere Dauer ist Herr RI 1 für eine solche Betriebsführung aus psychischen Gründen nicht geeignet, respektive er ist nicht in der Lage, langfristig diese Tätigkeit auszuüben.
Grundsätzlich sollte der Explorand eine körperlich adaptierte Tätigkeit, die nicht eine besondere Frustrationstoleranz erfordert, in einem stressarmen Milieu über eine längere Dauer ausüben können. Dabei ist aber davon auszugehen, dass diese Arbeitsfähigkeit über die Zeit in ihrem Ausmass nicht konstant ist. Die Persönlichkeitsstörung des Exploranden führt zwangsweise zu qualitativen und quantitativen Schwankungen seiner Belastbarkeit. Dauer und Intensität dieser Schwankungen sind nicht voraussehbar und auch nicht präzise zu quantifizieren.
Je nach psychischem Zustand wird der Explorand in seiner Konzentrations-fähigkeit mehr oder minder eingeschränkt sein und auch nicht in der Lage sein, zum Beispiel Anweisungen anzunehmen oder sich an bestimmte Vorgaben zu halten; in anderen Situationen wird ihm dies besser möglich sein, so dass er eher zu einer kontinuierlichen Leistung fähig ist.
Wenn man diese Arbeitsfähigkeit bei all den gegebenen Schwierigkeiten in Prozenten einschätzen muss, so ist von einer Bandbreite von 40 bis 50% Arbeitsfähigkeit auszugehen, also im Durchschnitt cirka 45%, jedoch je nach Arbeitssituation ohne die in der freien Wirtschaft meist geforderte Konstanz in der Leistung.
Grundsätzlich sind wir damit bei unserer Einschätzung der Arbeitsfähigkeit aus somatischer Sicht in Übereinstimmung mit den Beurteilungen in der _ aus dem Jahr 2005.
Eine Divergenz ergibt sich bei der Beurteilung aus psychiatrischer Sicht.
Diesbezüglich haben wir eine quantitativ deutlich schwerere Beeinträchtigung der psychischen Belastbarkeit feststellen müssen. Bezüglich der Details und der dafür massgeblichen Gründe sei auf die Ausführungen unseres psychiatrischen Konsiliarius oben verwiesen.
(...)." (XXVII, pag. 48-49)
I medici del _ hanno poi così ris
posto ai quesiti proposti dalle parti:
"
(...)
6.1. Descriva il perito lo status dettagliato dell'assicurato, con particolare riferimento alle risorse e deficit.
Beschreibe der Esperte den Status des Versicherten mit Darstellung der Ressourcen und Defiziten.
Den Versicherten haben wir eingehend medizinisch untersucht und in den Teilgutachten beschrieben. Unter Punkt 5. haben wir eine eingehende Beurteilung des Falles gemacht.
Es sei darauf verwiesen.
6.2. Vi sono patologie con influsso sulla capacità lavorativa? Da quando? Valutazione prognosi? Come e quanto influiscono sulla capacità lavorativa?
Gibt es Diagnosen mit Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit und seit wann bestehen diese? Beurteilung und Prognose? Wie und wie viel beeinflussen diese die Arbeitsfähigkeit?
Ja, es bestehen sowohl somatische wie auch psychiatrische Diagnosen, die einen Einfluss auf die Arbeitsfähigkeit haben. Am Bewegungsapparat sind dies vor allem degenerative Veränderungen cervikal, die eine schmerzhafte Einschränkung der Halswirbelsäule bewirken. Am Schultergürtel besteht eine muskuläre Dysbalance. Auch die rechte Schulter ist in ihrer Beweglichkeits schmerzhaft eingeschränkt.
Des weiteren bestehen auch an der Lendenwirbelsäule degenerative Veränderungen mit einer leicht eingeschränkten Beweglichkeit und das selbe gilt auch für das rechte Knie. Die daraus resultierenden Auswirkungen sind derart, dass der Explorand nicht in der Lage ist, repetitiv rückenbelastende Tätigkeiten und vor allem solche in Zwangshaltungen auszuführen. Rückenadaptierte Tätigkeiten sind dem Exploranden aus der Sicht des Bewegungsapparates grundsätzlich möglich, allerdings muss er vermehrte Pausen einlegen können.
Da es sich an der Wirbelsäule um degenerative Prozesse handelt ist davon auszugehen, dass diese Auswirkungen in den letzten Jahren nach und nach entstanden sind. Jedenfalls wurden sie bereits im SAM/_ 2005 festgestellt, aber schon in den Jahren zuvor war der Explorand deswegen in Behandlung.
Zur Prognose ist zu sagen, dass degenerative Veränderungen am Bewegungsapparat zur Zunahme tendieren und deshalb die Prognose eher ungünstig ist.
Aus psychiatrischer Sicht steht die kombinierte Persönlichkeitsstörung im Vordergrund, die die Belastbarkeit des Versicherten in verschiedenen Belangen, vor allem dessen Frustrationstoleranz und seine Fähigkeit, einen kritischen Aussenstandpunkt einzugehen, um in verschiedenen sozialen Situationen adäquat zu reagieren, einschränkt. Die emotional-instabilen Anteile sind verbunden mit einer Neigung zu Impulsdurchbrüchen, nicht nur in beruflichen, sonder auch im zwischenmenschlichen Bezug, was den Einsatz in der freien Wirtschaft erschwert. Die Symptomatik der Persönlichkeitsstörung ist in den letzten Jahren akzentuiert, was anhand der Ausführungen des behandelnden Psychiaters,
Dr. _
, _, mit seinen verschiedenen Berichten dokumentiert wurde. Es fällt im übrigen auch anhand der beruflichen Anamnese auf, dass der Explorand trotz adäquater Schulbildung und beruflicher Ausbildung nie über wirklich lange Zeit in einer beruflichen Tätigkeit ausharrte, nicht einmal auf einem weiter gefassten beruflichen Gebiet. Dies steht wahrscheinlich mit dem persönlichkeitsbedingten mangelnden Durchhaltevermögen des Exploranden in Zusammenhang. Er verfügt über gute intellektuelle Fähigkeiten und die Ausbildung oder die Weiterbildung war für ihn nie ein Problem, die Schwierigkeiten entstanden erst, wenn er über längere Zeit eine bestimmte Tätigkeit ausführen musste.
6.3. La precedente attività è ancora esigibile? Se sì, in che misura?
Con quali limitazioni?
Ist die vorherige Tätigkeit noch zumutbar? Falls ja, in welchem Ausmass? Welches wären dabei die allfälligen funktionellen Einschränkungen?
Die zuletzt ausgeübte Tätigkeit war soweit ersichtlich im Jahr 2003 in einer Küche, allerdings hat Herr RI 1 diese Tätigkeit nur während zwei bis drei Monaten ausgeübt. Eine solche ist schon aus rheumatologischer Sicht ungünstig, weil sie mit dem Heben und Tragen von Lasten, zudem in einer feuchten Umgebung verbunden ist. Zuvor war der Explorand als Zeichenlehrer tätig. Gegen den Einsatz als Zeichenlehrer, respektive generell als Lehrer spricht die mangelnde Frustrationstoleranz und die Impulsivität des Versicherten.
6.4. Altre attività sono esigibili? Se sì, in che misura? Quali sono le limitazioni funzionali?
Sind andere Tätigkeiten zumutbar? Falls ja, in welchem Ausmass? Welches wären dabei die allfälligen funktionellen Einschränkungen
Grundsätzlich ist es dem Exploranden zumutbar, eine rückenadaptierte Tätigkeit in Wechselhaltung in einem stressarmen Milieu im Umfang von cirka 50% auszuüben. Je nach Situation am Arbeitsplatz ist jedoch mit Schwankungen der Arbeitsfähigkeit zu rechnen, die sich in einer Bandbreite von 40 bis 50% bewegen dürfte.
6.5. Nel caso, quali trattamenti sono esigibili? V'è modo di migliore la capacità lavorativa dell'assicurata?
Mit welchen zumutbaren Massnahmen kann die Arbeitsfähigkeit verbessert werden? Gibt es ärztliche Behandlungen oder Therapien, die notwendig sind, um die Arbeitsfähigkeit zu verbessern?
Besondere medizinische Massnahmen, die nicht bereits versucht wurden und die geeignet wären, die Arbeitsfähigkeit zu verbessern, können nicht vorgeschlagen werden.
6.6. Qual è stata l'evoluzione dell'inabilità lavorativa dell'assicurato?
Wie hat sich, mit überwiegender Wahrscheinlichkeit, die Arbeitsunfähigkeit entwickelt?
Anhand der Aktenlage ist diese Frage nicht mit genügender Genauigkeit zu rekonstruieren. Es kann lediglich festgehalten werden, dass die gegenwärtige Einschätzung der Arbeitsfähigkeit wahrscheinlich schon im Jahr 2005, als der Explorand im SAM/_ begutachtet wurde, zutraf.
6.7. Si verifichi l'esistenza di
- dolori agli arti inferiori (piedi, caviglie, ginocchia)
- dolori alle anche e alla regione lombare con irradiazioni alla zona toracale e cervicale
- dolori alle giunture in particolare ginocchia e spalle - perdita si sensibilità alle dita
- dolori al capo con perdita di equilibrio
Wird folgendes festgestellt
- Schmerzen an den Beinen (Füssen, Knöcheln, Knien)
- Schmerzen an den Hüften und im Bereich der Lenden mit Ausstrahlung im Bereich der Brust und des Halses)
- Schmerzen an den Gelenken, vor allem im Bereich der Knie und Schultern - Sensibilitätsverlust im Bereich der Finger
- Kopfschmerzen, verbunden mit Gleichgewichtsstörungen
Die verschiedenen Affektionen am Bewegungsapparat haben wir festgestellt und eingehend beschrieben. Es sei auf die Ausführungen oben verwiesen. Schmerzen an sich lassen sich generell nicht „feststellen", die Angabe von Schmerzen sind aber zum Teil vereinbar mit den Befunden am Bewegungsapparat.
6.8. Si spieghino/ricerchino le cause di tali dolori, rispettivamente di tali affezioni, dal profilo ortopedico, neurologico, tenendo in debita considerazione gli antefatti (intervento negli anni 80 alla spalla ad esempio)
Es soll nach einer Erklärung der Ursachen dieser Schmerzen, bzw. dieser Störungen von einem orthopädischen und auch neurologischen Gesichtspunkt aus gesucht werden, indem man die Vorgeschichte berücksichtigt (z. B. Operation an der Schulter in den 80er Jahren).
Die vom Exploranden beklagten Beschwerden und Schmerzen sind nur teilweise somatisch erklärbar, zum Teil handelt es sich auch um somatoforme Schmerzen. Neurologische Ausfälle hat der Explorand nicht, respektive die beschriebene leichtgradige Verminderung der sensiblen Nervenleitgeschwindigkeit im rechten Arm ist nicht von Bedeutung. Das körperliche Problem betrifft den Bewegungsapparat und ist mehr aus rheumatologischer Sicht als aus orthopädischer Sicht einzuschätzen.
6.9. Si verifichi lo stato psichico del peritando in particolare con riferimento alle affezioni da lui lamentate (disturbo della personalità misto con aspetti narcisistici e caratteropatici, sindrome somatoforme da dolore persistente, ideazioni auto ed eteroclastiche).
Die psychische Situation des zu Begutachtenden soll auch überprüft werden, vor allem mit Bezug auf die von ihm verspürten Schmerzen und Störungen (Persönlichkeitsstörungen, verbunden mit narzisstischen und charakterneurotischen Aspekten, psychosomatisches Syndrom aufgrund eines dauerhaften Schmerzes, auto- und „heteroklastische" Wahnvorstellungen).
Auf die psychische Problematik ist unser psychiatrischer Konsiliarius eingegangen.
Es sei auf dessen Ausführungen verwiesen.
6.10. Si indichi in percentuale l'influenza che
- le affezioni fisiche hanno sulla capacità lavorativa
- le affezioni psichiche hanno sulla sua capacità lavorativa
e questo sia nelle professioni esercitate, sia in altre professioni eventualmente esigibili.
Man gebe des Weiteren in Prozenten die folgenden Einflüsse an:
- den Einfluss der körperlichen Beeinträchtigungen auf seine Arbeitsfähigkeit,
- den Einfluss der psychischen Störungen auf seine Arbeitsfähigkeit
Diese Einflüsse sollen bezüglich der von ihm ausgeübten Berufe, als auch bezüglich anderer, eventuell zumutbarer Berufe angegeben werden
Diese Frage wurde bereits beantwortet, es sei auf die Ausführungen oben verwiesen.
6.11. Si indichi l'evoluzione di tali affezioni a corto, medio e lungo termine, con particolare riferimento alla possibilità di un peggioramento/miglioramento irreversibilie.
Man gebe die kurzfristige, mittelfristige und langfristige Entwicklung dieser Störungen an, indem man in diesem Zusammenhang besonders die Möglichkeit einer irreversiblen Verschlechterung/ Verbesserung in Betracht zieht.
Degenerative Veränderungen haben immer die Tendenz zur Zunahme, vor allem auf längere Frist. Die Prognose aus psychiatrischer Sicht kann nicht genügend zuverlässig eingeschätzt werden. Einerseits werden Eigenschaften der Persönlichkeit sich mit dem Alter verfestigen, andererseits kommt es mit fortschreitendem Alter aber auch zur Beruhigung.
6.12. Si indichino eventualmente i mezzi esistenti per curare il tipo di affezione fisica, rispettivamente psichica e l'influsso, che tali cure possono avere sulla capacità lavorativa del peritando a corto, medio e lungo termine.
Man gebe eventuell auch die zur Verfügung stehenden Massnahmen an, um diese Art von körperlicher, bzw. psychischer Störung zu behandeln und den Einfluss, den diese Massnahmen auf die Arbeitsfähigkeit des zu Begutachtenden kurzfristig, mittelfristig und langfristig ausüben könnten.
Besondere Massnahmen können, wie oben bereits dargelegt, nicht vorgeschlagen werden.
(...)." (XXVII, pag. 49-55)
2.9.
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V
160 in
fine con rinvii).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore
non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
Occorre ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
3.2 L
'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (...).”
(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundes-gericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Va ancora rilevato che, affinché
un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc. 32.1999.124).
2.10. In caso di perizia giudizia
ria, il giudice – di regola – non si scosta senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati).
Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti ad un diverso risultato (DTF 101 IV 130).
Il giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.
Questi principi sono stati confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008 nella quale il Tribunale Federale ha sottolineato che:
"
(...)
A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione non senza tuttavia soggiungere che per quanto concerne in particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 353 e riferimenti).
(...)" (STF del 28 marzo 2008 nella causa M., consid. 3, 8C_104/2007
Deve tuttavia essere sottolineato che il perito giudiziario ha uno statuto speciale nel senso che egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una funzione qualificata al servizio della giustizia (cfr. STFA U 288/99 del 15 gennaio 2001, consid. 3a, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate). Al contrario, lo specialista consultato dall'assicuratore contro gli infortuni non è sottoposto alla comminatoria di cui all'art. 307 CPS, disposizione che concerne esclusivamente la procedura giudiziaria. Quindi, nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, una perizia amministrativa riveste un valore probatorio limitato rispetto ad una perizia giudiziaria (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 succitata, consid.
3a: "
Ein Administrativgutach-ten lässt sich somit hinsichtlich seines Stellenwerts im Rahmen der Beweiswürdigung und Rechtsfindung nur sehr beschränkt mit einer gerichtlich angeordneten Expertise vergleichen
").
Per ciò che concerne il valore probatorio di un rapporto medico va ancora rilevato che é determinante il fatto che lo stesso per i punti litigiosi sia completo, si basi su uno studio esteso, prenda in considerazione anche le lamentele espresse, sia stato consegnato in piena conoscenza dell’incarto, sia chiaro nell’esposizione delle relazioni mediche e nella valutazione della situazione medica e le conclusioni dell’esperto siano motivate (RAMI 1991 U 133, p. 311ss. consid. 1b).
2.11.
In concreto, la perizia giudiziaria dei medici del _ non contiene contraddizioni di sorta.
La perizia giudiziaria, approfondita, completa e motivata, presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico, piena forza probante (cfr. RJJ 1995 pag. 44; RAMI 1991 U 133, pag. 311ss. consid. 1b).
I medici del _, specialisti nelle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è portatore, hanno compiutamente valutato tutte le patologie dell’interessato, sulla base di accertamenti approfonditi e completi di tipo reumatologico, neurologico e psichiatrico, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla capacità lavorativa residua dell’assicurato.
L’ufficio AI, con osservazioni 26 novembre 2008 (XXX) – facendo rilevare che la perizia del _ non riuscirebbe oggettivamente a mettere in dubbio le conclusioni a cui è giunto il dr. _ nella precedente perizia del SAM –, ha sostenuto che: “(...) il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla base della situazione esistente al momento in cui essa venne emanata. Pertanto, considerando la valutazione attuale senz’altro attendibile (stato di salute attuale dell’assicurato ben constatato), lo scrivente Ufficio ritiene [che] i giudici si debbano invece
dissociare da tali conclusioni laddove pretenda di farle risalire a tre anni fa
(o peggio al 2003)
sebbene in presenza di una precedente perizia non inficiata da errori o mancanze
(e dove già si spiegava “L’evoluzione è stata caratterizzata da un progressivo peggioramento”).
Il comprovato peggioramento dello stato di salute dovrà per contro venire preso in considerazione nel corso di una nuova procedura assicurativa
. (...)” (XXX, pag. 2).
Al riguardo il TCA rileva innanzitutto che il dr. _ (nell’am-bito della perizia SAM) non ha potuto prendere posizione sul rapporto 28 giugno 2006 (doc. AI 109/1-2) nel quale il dr. _
–
osservato che “(...) affettivamente egli è iper teso, angosciato, inquieto, iper emotivo, a livello psicomotorio si osservano dei tic. La socievolezza è diminuita e il suo comportamento sociale alterato. Ha delle notevoli difficoltà di controllo delle sue pulsioni aggressive. (...)” (doc. AI 109/1)
–
, in particolare evidenziava che “(...) con questi problemi emotivi mi sembra difficile che il signor RI 1 possa reinserirsi professionalmente come docente. Egli è cosciente di questa sua alterazione patologica. (...) (doc. AI 109/1) e concludeva che “(...) non è più in grado di sopportare una classe di allievi come pure di mantenere delle relazioni, anche se conflittuali, adeguate con i propri colleghi. Considero quindi questo assicurato inabile al lavoro nella sua abituale professione e questo al 100%. (...)” (doc. AI 109/2).
Infatti, questo rapporto è stato sottoposto unicamente al medico SMR, dr. _, che si è espresso in merito con le annotazioni 9 agosto 2006 (doc. AI 111/1).
Va qui ricordato
che, non essendo specialista in psichiatria e psicoterapia, l’apprezzamento della rilevanza o meno del rapporto specialistico dello psichiatra curante non era di competenza del dr. _.
Più in generale è necessario che, ogniqualvolta debba esaminare un rapporto medico stilato da uno specialista in un determinato ambito, l’SMR faccia capo ad un medico in possesso di una specializzazione nella materia specifica oggetto della controversia (cfr. al riguardo STF I 142/07 del 20 novembre 2007 e STF I 65/07 del 31 agosto 2007).
Il dr. _, negli ulteriori rapporti e scritti, ha poi sempre evidenziato l’impossibilità per l’assicurato di rientrare nel mondo dell’insegnamento scolastico (doc. AI 116/1-2, C/2 e XIII/Bis).
Inoltre, e soprattutto, il dr. _ – fondandosi anche sui diversi rapporti del dr. _ e sul consulto del dr. _ –, nella sua valutazione ha, in particolare, evidenziato:
"
(...)
Sowohl der behandelnde wie auch der vorbegutachtende Psychiater waren sich bezüglich der diagnostischen Codierung des Zustandsbildes darin einig, dass eine kombinierte Persönlichkeitsstörung vorliegt. Dem kann sich auch der unterzeichnende psychiatrische Gutachter anschliessen. Allerdings darf die emotionale Instabilität des Versicherten, die durch die Unterlagen von Dr. _ gut dokumentiert ist, nicht vernachlässigt werden, aus diesem Grund sollen die emotionalen instabilen Anteile ebenfalls in der Diagnose Erwähnung finden. Das Gleiche gilt überdies auch für die phobischen Anteile.
Grundsätzlich ist die Kategorie F61 in ICD-l0 für „kombinierte und andere Persönlichkeitsstörungen" vorgesehen. Es wurde allerdings kein Versuch unternommen, standardisierte Kriterien für diese gemischten Störungen zusammenzustellen, und aus diesem Grund ist die Einschätzung der Bedeutung dieser Diagnose erschwert. ICD-l0 sagt denn auch aus, dass diese Art von Persönlichkeitsstörungen häufig schwieriger zu diagnostizieren sei, als die spezifischen Persönlichkeitsstörungen, welche bei F60 codiert sind.
Sowohl aus diagnostischen Gründen, als auch im Hinblick auf die Erfassung der für die Arbeitsfähigkeit bedeutenden Funktionsstörungen soll im konkreten Fall die Diagnostik etwas ausführlicher dargelegt werden. Tatsächlich liegt bei Herrn RI 1 nicht nur eine unscharf definierte Persönlichkeitsstörung vor, wie sie bei der „kombinierten Persönlichkeitsstörung" F61 auch diagnostiziert werden könnte. Die psychische Störung von Herrn RI 1 ist spezifischer als man aufgrund der schlecht definierten diagnostischen Kriterien annehmen könnte. Dies ist darin begründet, dass im konkreten Fall sämtliche diagnostischen Grundkriterien der Kategorie der spezifischen Persönlichkeitsstörungen (F60) erfüllt sind. So weicht das charakteristische und seit Jahren dauerhafte, verfestigte innere  Verhaltensmuster des Versicherten deutlich ab von akzeptierten Vorgaben.
Diese Abweichung äussert sich sowohl in der Kognition, dass heisst in der Wahr-nehmung und Interpretation von Dingen und Menschen, die sehr eigenartig erscheint, als auch in der Affektivität mit einer Variationsbreite an Intensität und Angemessenheit der emotionalen Ansprechbarkeit und Reaktion und in der Frustrationsintoleranz und Impulsivität des Versicherten, in der anamnestisch beeinträchtigten Impulskontrolle und Bedürfnisbefriedigung und auch bei den zwischenmenschlichen Beziehungen.
Von der Störung betroffen sind praktisch sämtliche sozial-kommunikativen Bezüge des Versicherten, also nicht nur die berufliche Tätigkeit, der Umgang mit seinem Umfeld im Erwerbsleben, sondern auch die ganz privaten persönlichen Beziehungen.
Daraus entstanden ist ein langjähriger persönlicher Leidensdruck, dem der Explorand immer wieder zu ent-fliehen versucht, was ihm aber nie gelungen sei.
Dass nicht eine einzige, definierte spezifische Persönlichkeitsstörung als Diagnose gestellt werden kann, liegt deshalb einzig und allein darin begründet, dass beim Exploranden verschiedene Störungsanteile in einer ungünstigen Kombination vorliegen, nämlich die narzisstischen Anteile mit dem erhöhten Selbstbezug und der damit verbundenen Unfähigkeit, sich eigene Schwächen einzugestehen und kritisch-abwägend damit umzugehen; die charakterneuroti-schen Anteile mit dem dafür typischen repetitiven, unangepassten und über Jahre unbeeinflussten Fehlverhalten trotz wiederholter Enttäuschungen und Konflikte in den verschiedenen sozialen Situationen, nicht nur im beruflichen, auch im persönlichen Umfeld; und schliesslich mit emotional-instabilen Anteilen mit der Neigung zu Impulsdurchbrüchen, die letztlich dem Exploranden selber zum Schaden gereichen.
Diesbezüglich scheint der vorbegutachtenden Psychiater Dr. _ die Tiefe und die Chronizität der Störung zu wenig gewürdigt zu haben, obschon er in seinem ausführlichem psychiatrischen Konsilium den Befund durchaus adäquat beschrieben hat. In seinem Bericht besteht diesbezüglich aber eine Inkonsistenz zwischen Befunderhebung und Beurteilung.
Die Diagnose einer anhaltenden somatoformen Schmerzstörung wurde ebenfalls von beiden Psychiatern , Dr. _ und Dr. _, gestellt. Der unterzeichnende Psychiater schliesst sich dem zwar an, allerdings ist beizufügen, dass es sich dabei lediglich um eine Diagnose handelt, die an zweiter Stelle zu stellen ist und die nicht die diagnostische Sicherheit aufweist wie die erste Diagnose einer Persönlichkeitsstörung. Differentialdiagnostisch könnte man im vorliegenden Fall die vom Exploranden geklagten Schmerzen als chronischen Schmerz bei den somatischen Diagnosen subsumieren (R52.2) zumal aus rheumatologischer Sicht ein Anteil dieser Schmerzen erklärt werden kann. Entscheidend für die Arbeitsfähigkeit ist die Diagnose der anhaltenden somatoformen Schmerzstörung aus psychiatrischer Sicht jedenfalls nicht allein. Aus psychiatrischer Sicht haben die vom Exploranden geklagten Schmerzen, respektive die dadurch bedingten Beeinträchtigungen, soweit sie somatisch nicht erklärbar sind, eine psychoprotektive Funktion. Herr RI 1 erlebt seine psychischen Befindlichkeitsstörungen zwar intensiver, wenn die Schmerzen exazerbieren, andererseits exazerbieren die Schmerzen offensichtlich gerade in krisenhaften Situationen. Sie stehen dann in Verbindung mit psychischen Konflikten, stark empfundenen Emotionen von Angst und Wut und Ohnmacht, was der Persönlichkeitsstörung des Versicherten zuzuschreiben ist und was den somatoformen Charakter der Schmerzen belegt. Es ist gleichzeitig davon auszugehen, dass die Schmerzen den Versicherten vor depressiven Empfindungen schützten, wie dies im Übrigen auch Dr. _ bereits festgestellt hatte.
Zur Beurteilung der Arbeitsfähigkeit können die vom Bundesgericht geforderten Kriterien herangezogen werden (Foerster'sche Kriterien):
Wie dargelegt besteht eine mitwirkende, psychisch ausgewiesene Komorbidität in Form einer Persönlichkeitsstörung von erheblicher Schwere, Intensität, Ausprägung und Dauer. Es besteht eine chronische körperliche Begleiterkrankung des Bewegungsapparates, ebenfalls mit einem mehrjährigen Krankheitsverlauf, ohne längerfristige Remission; es besteht zudem ein verfestigter innerseelischer Verlauf einer an sich missglückten, psychisch aber entlastenden Konfliktbewältigung, indem die Schmerzen eine psychoprotektive Funktion angenommen haben und den Exploranden davor bewahren, in eine Depression zu stürzen, was einem „primären Krankheitsgewinn" entspricht. Schliesslich sind - wie die Ausführungen von Dr. _ zeigen - unbefriedigende Behandlungsergebnisse trotz ambulanter Behandlungsbemühungen zu verzeichnen.
Bei grundsätzlich erfüllten Kriterien des Bundesgerichts kann man sich überdies noch die Frage stellen, ob es dem Exploranden nicht doch auch aus eigener Kraft möglich und zumutbar wäre, mit seinen eigenen Ressourcen, seine psychische Störung zu überwinden.
Diese Beurteilung geschieht anhand der Einschät-zung der so genannten komplexen Ich-Funktionen'.
Zu den komplexen Ich-Funktionen zählen Realitätsprüfung und Urteilsbildung, Beziehungsfähigkeit und Kontaktgestaltung, Affektsteuerung und Impulskontrolle, Selbstwertregulation und Regressionsfähigkeit, Intentionalität und Antrieb und Abwehrorganisation.
Je mehr und je ausgeprägter diese einzelnen psychischen Funktionen beeinträch-tigt sind, desto eher muss davon ausgegangen werden, dass eine adäquate Willensanstrengung nicht möglich ist.
Im konkreten Fall zeugen das Verhalten und die unkritischen Fehleinschätzungen des Exploranden im privaten wie im Berufsleben von einer Beeinträchtigung der Realitätsprüfung und der Urteilsbildung in verschiedenen sozialen, nicht nur beruflichen Situationen. Die Anamnese und die Krankengeschichte weisen darauf, dass der Explorand zwar keine Schwierigkeiten bekundet, mitmenschliche Kontakte herzustellen, auch Umschulungen auf sich zu nehmen, Stellen anzutreten, Beziehungen herzustellen, doch erhebliche Mühe hat, solche aufrecht zu erhalten und vor allem in schwierigen Situationen mit diesen umzugehen und sie nicht abzubrechen oder selber einen Beziehungsabbruch zu erleben.
Die Beziehungsfähigkeit ist eingeschränkt. Die heftigen affektiven Schwankungen des Exploranden und besonders die zum Teil verspürten, zum Teil offenbar auch ausagierten Impulse und Belastungen weisen auf eine deutlich eingeschränkte Affektsteuerung und Impulskontrolle hin.
Die Einschränkung seiner Selbstwertregulation und Regressionsfähigkeit zeigt sich ebenfalls in der Selbsteinschätzung des Versicherten. Einzig Intentionalität und Antrieb sind intakt. Die Abwehrorganisation schliesslich als letzte komplexe Ich-Funktion ist nicht wie von Dr. _ beschrieben von der an sich ganz normalen Verdrängung geprägt, sondern sie äussert sich in komplexhaften Vorgängen wie Externalisation, Spaltung, Projektion oder zweizeitiger, psycho-somatischer Abwehr, was ebenfalls als Hinweis auf die Bedeutsamkeit der psychischen Störung zu gelten hat.
Der Vollständigkeit halber sei noch erwähnt, dass der Explorand rückblickend wahrscheinlich im Jahr 2007 nach der Trennung von seiner Partnerin noch eine Anpassungsstörung durchgemacht hat.
Diese ist weitgehend abgeklungen. Der Explorand hat die damit verbundene Kränkung zwar noch nicht verarbeitet, aber er hat eine Form gefunden, wie er mit seinem Kind die Beziehung aufrechterhalten kann, und offenbar bestehen auch die für das Kind notwendigen Kontakte zur Ex-Partnerin.
(...)." (XXVII, pag. 41-44; sottolineature del redattore)
Stante quanto sopra, richiamata la giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.5, 2.9 e 2.10)
–
ribadito che i periti hanno considerato sia i
diversi rapporti del dr. _ che il consulto del dr. _ e considerata la puntuale motivazione della critica mossa al dr. _
: “(...)
Allerdings darf die emotionale Instabilität des Versicherten, die durch die Unterlagen von Dr. _ gut dokumentiert ist, nicht vernachlässigt werden, aus diesem Grund sollen die emotionalen instabilen Anteile ebenfalls in der Diagnose Erwähnung finden. Das Gleiche gilt überdies auch für die phobischen Anteile. [...]
Diesbezüglich scheint der vorbegutachtenden Psychiater Dr. _ die Tiefe und die Chronizität der Störung zu wenig gewürdigt zu haben, obschon er in seinem ausführlichem psychiatrischen Konsi-lium den Befund durchaus beschrieben hat. In seinem Bericht besteht diesbezüglich aber eine Inkonsistenz zwischen Befunderhebun un Beurteilung. (...)”
(XVII, pag. 41-42)
–
, questo Tribunale deve pertanto ritenere valide le conclusioni a cui sono giunti i periti giudiziari del _ in base alle quali
l’assicurato è totalmente inabile nella sua professione di insegnante, l’attività di gerente sul lungo termine non è idonea e la capacità lavorativa residua in un’attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti e non sottoposta a tensioni è del 45%
.
Quanto all’evoluzione dell’inabilità lavorativa va qui evidenziato che i periti del _ hanno concluso che: “(...)
Anhand der Aktenlage ist diese Frage nicht mit genügender Genauigkeit zu rekonstruiren. Es kann lediglich festgehalten werden, dass die gegenwärtige Einschätzung der Arbeitsfähigkeit wahr-scheindlich schon im Jahr 2005, als der Explorand im SAM / _ _ begutachtet wurde, zutraf
. (...)“ (XXVII, pag. 52, sottolineatura del redattore).
In effetti non è possibile fare risalire la valutazione dei periti giudiziari già al 2003 ritenuto anche che il dr. _, nel rapporto medico 21 febbraio 2005 (doc. AI 88/1-3), non si è espresso sulla capacità lavorativa e negli ulteriori rapporti 28 giugno e 23 novembre 2006 ha attestato un peggioramento della situazione valetudinaria (doc. AI 109/1-2 e 116/1-2).
Inoltre il dr. _, FMH in medicina interna, nel rapporto 27 gennaio 2005 (doc. AI 85/1-2), se da una parte ha attestato un’incapacità del 100% nella sua ultima attività esercitata dal 30 maggio 2003 (valutazione questa non condivisa dai periti del SAM; cfr. doc. AI 98/1-2), dall’altra ha osservato che “(...) il paziente non si è presentato alla mia consultazione dal 5.07.2004 e non posso esprimermi con precisione circa il suo stato di salute attuale. Vista la complessità del caso il paziente dovrebbe comunque, secondo la mia opinione, essere valutato presso il SAM di _. (...)” (doc. AI 85/2).
In esito alle considerazioni che precedono, questa Corte ritiene dunque dimostrato, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 126 V 360, 125 V 195 consid. 2 e riferimenti
), che, dal mese di ottobre 2005 (i consulti specialistici presso il SAM si sono svolti nel mese di ottobre 2005), l’assicurato è totalmente inabile nella sua professione di insegnante, che l’attività di gerente è inesigibile e che la capacità lavorativa residua in un’attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti è del 45%
.
2.12. Visto quanto precede
–
ap
purata, da ottobre 2005, l’inabilità totale
nella sua professione di insegnante, l’inesigibilità del-l’attività di gerente sul lungo termine e la capacità residua del 45% in un’attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti
–
la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, esaminate le conseguenze del
danno alla salute dal profilo economico, renda un nuovo provvedimento.
2.13. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.
Vincente in causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un’indennità per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).