Decision ID: 3f3d687f-e8e1-5064-a27d-250b552d133b
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ è titolare della proprietà per piani n. _, pari
a 74/1000 della particella n. _RFD di _ (Condominio “_ ”), che comprende l'appartamento n. _nello stabile “_ _ ”, come pure l'uso riservato di una porzione di giardino (“m1”) e di un'autorimessa (“i1”). _ _ e _ _ possiedono, in ragione di metà ciascuno, la proprietà per piani
n. _, pari a 39/1000 del medesimo fondo, con diritto esclusivo sull'appartamento n. _ e uso riservato di un'altra porzione di giardino (“n1”) e di un'autorimessa (“h1”), adiacenti alle parti in uso riservato a _ _. Davanti alla finestra del soggiorno di quest'ultima, nella porzione di giardino riservata ai vicini, si trova una vasca di cemento (parzialmente delimitata da un cordolo) dalla quale spunta un'alta e fitta vegetazione.
B. Il 10 aprile 1997 l'assemblea dei comproprietari ha discusso, alla voce “varie ed eventuali”, la seguente questione:
La Sig.ra _ espone (...) il suo desiderio di provvedere ad una migliore disposizione delle piante della vasca prospiciente alla finestra del suo salotto. L'assemblea conferma che vasche e giardini, come da regolamento, sono di uso esclusivo delle proprietà prospicienti, e che anche la manutenzione è a loro totale cura e spese; il vicino ha evidentemente diritto di potare fiori e piante che sporgono sul proprio terreno o terrazzo.
Il 2 maggio 1997 _ _ ha comunicato a _ _ e _ _ l'intenzione di procedere al “ripristino della siepe” antistante il suo soggiorno. I vicini si sono opposti, rivendicando uno spostamento del confine fra le autorimesse assegnate loro in uso riservato. Il 4 marzo 1999 l'assemblea dei comproprietari ha deciso di demandare il contenzioso a un Pretore e di assumere la metà dei relativi costi, il resto dovendo essere posto a carico dei diretti interessati in ragione di un quarto ciascuno. Il 26 aprile successivo _ _, _ _ e _ _ hanno incaricato l'avv. _ _ di “svolgere un 'arbitrato irrituale' (o arbitraggio), e cioè di prolare una decisione che sarà ritenuta vincolante per le parti in lite e per tutti i condomini”. L'avvocato _ ha poi enunciato alcune norme di procedura in una lettera del 4 maggio 1999, che confermava l'intesa raggiunta; per il resto egli ha fatto riferimento alla procedura ordinaria regolata dal Codice di procedura civile ticinese.
C. Con petizione dell'11 giugno 1999 _ _ ha chiesto all'avvocato _ di accertare che l'assegnazione in uso riservato dei giardini “m1” e “n1” è errata, arbitraria e lede la sua sfera privata, come pure di imporre alla comunione dei comproprietari la correzione del confine tra le aree litigiose “come alla planimetria allestita dall'arbitratore”. Nella loro risposta del 21 ottobre 1999 _ _ e _ _ si sono opposti alla petizione e in via riconvenzionale hanno concluso perché il confine tra le autorimesse fosse stabilito in corrispondenza della “mezzeria del pilastro che le separa”, con relativo spostamento della rete divisoria. _ _ si è opposta alla riconvenzione. Nei successivi atti scritti le parti hanno ribadito le loro posizioni. L'udienza preliminare ha avuto luogo il 24 marzo 2000. L'istruttoria ha comportato l'interrogatorio formale dei convenuti, l'audizione di alcuni testimoni, un sopralluogo, l'edizione dai convenuti degli atti d'acquisto delle loro proprietà e il richiamo dall'autorità comunale di documenti riguardanti la procedura di edificazione del condominio. Ultimata l'assunzione delle prove, le parti hanno confermato il loro punto di vista in un memoriale conclusivo, rinunciando al dibattimento finale.
D. Statuendo il 5 settembre 2000, in parziale accoglimento della petizione l'avvocato _ ha deciso di completare il regolamento condominiale nel senso di destinare l'area contesa alla sola “piantagione e manutenzione di una siepe obliqua che segua il filo tra i due angoli opposti della vasca (in direzione del lago) permettendo la vista a lago dalla PPP n. _e di altezza decrescente, la quale – al punto più alto, verso la facciata dello stabile – permetta ancora l'uso della tenda esterna del soggiorno della PPP n. _e – al punto più basso – svolga ancora la sua funzione di garanzia della privacy tra le PPP n. _ e _”. Egli ha imposto ai convenuti, inoltre, di estirpare “tutta la vegetazione esistente che non sia la siepe obliqua e – se questa attualmente non esiste – di posarla, nonché di arredare la vasca con del prato verde, rispettivamente di fiori (bassi) d'ornamento”. La riconvenzione è stata respinta. L'onorario arbitrale di fr. 5500.– e le spese di fr. 500.– sono stati posti a carico delle parti in ragione un quarto ciascuno; per il resto sono stati addebitati alla comunione dei comproprietari, compensate le ripetibili.
E. _ _ è insorta contro il “lodo” appena citato con un ricorso per nullità del 3 ottobre 2000 nel quale chiede che, conferito al rimedio effetto sospensivo, l'atto impugnato sia cassato e riformato nel senso di accogliere la sua petizione. Con decreto del 9 ottobre 2000 la presidente di questa Camera ha conferito al ricorso effetto sospensivo. Nelle loro osservazioni del 10 novembre 2000, spedite il 21 novembre successivo, _ _ e _ _ propongono di respingere il ricorso in ordine, subordinatamente nel merito.

Considerando
in diritto: 1. Il ricorso per nullità, presentato dall'attrice il 3 ottobre 2000, è stato intimato alle parti l'11 ottobre successivo ed è giunto ai convenuti, al più tardi (considerando gli eventuali sette giorni di giacenza presso l'ufficio postale: Cocchi/_, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 124), il 19 ottobre 2000. Il termine di 30 giorni assegnato dalla presidente di questa Camera con ordinanza dello stesso 11 ottobre 2000 è scaduto quindi, nell'ipotesi più favorevole ai convenuti, il 20 novembre 2000. Ne discende che le osservazioni al ricorso, datate 10 novembre 2000 ma spedite soltanto il 21 novembre successivo (timbro postale sulla busta d'invio), risultano tardive e come tali irricevibili. Ciò vale, con ogni evidenza, anche per la documentazione – per di più nuova – allegata al memoriale.
2. La ricorrente chiede, fra l'altro, che il giudizio in rassegna sia riformato nel senso di accogliere la petizione. Se non che, un ricorso per nullità ha natura meramente cassatoria (RFJ 2001 pag. 28 consid. 2c con richiamo di dottrina), tranne per quanto riguarda la possibilità di modificare il dispositivo sull'indennità all'arbitro (art. 40 cpv. 3 CIA). L'autorità di ricorso può solo annullare il lodo in tutto o in parte (art. 40 cpv. 1 e 2 CIA) oppure, eventualmente, rinviare la decisione all'arbitro fissandogli un termine per rettificarla o completarla (art. 39 CIA). Nella misura in cui tende alla riforma “lodo”, il ricorso in esame si rivela quindi, già di primo acchito, inammissibile.
3. La ricorrente impugna i dispositivi n. 1, 2 e 3 inerenti all'assegnazione e alle modalità d'uso del giardino, invocando i titoli di nullità previsti dall'art. 36 lett. e e f CIA. Sostiene che il “lodo” è arbitrario, poiché fondato su accertamenti di fatto in palese contrasto con le risultanze istruttorie, e manifestamente lesivo del diritto, in particolare degli art. 78 CPC e 8 CC, laddove tiene conto di circostanze che i convenuti non hanno neppure addotto. Per di più, intervenendo sulle modalità d'uso della superficie contesa, l'avvocato _ avrebbe statuito su questioni che le parti non gli avrebbero nemmeno sottoposto.