Decision ID: 7d568361-67ad-57b3-9b3c-26dbbd7d8da7
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. In seguito al controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1.1.2000-31.12.2003 avvenuto presso la RI 1, _, un ispettore della Cassa CO 1 di _ ha effettuato delle riprese per complessivi fr. 83’568 (cfr. all. 1 inc. 30.2004.92).
L'amministrazione ha considerato reddito da attività dipendente l'importo percepito da RI 2 per il lavoro svolto a favore della società ed ha ripreso le spese forfetarie non giustificate, versate a diversi dipendenti, la gratifica versata a _ e la provvigione versata a _.
B. Ritenendo tali retribuzioni come provento di attività lucrativa dipendente, con tassazione d’ufficio del 17 settembre 2004 la Cassa ha fissato in fr. 13'248.40 - già comprensivi degli interessi di mora - i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF dovuti per gli anni 2000, 2001, 2002 e 2003 dalla RI 1 (cfr. all. 1 inc. 30.2004.92).
Con decisione del 17 settembre 2004, l'amministrazione ha parallelamente intimato a RI 2 il pagamento di fr. 2'317.15 quali contributi sociali calcolati su un salario percepito dalla RI 1 nel 2003 - ma non dichiarato come tale - di fr. 36’780.-- (cfr. doc. A1 dell'inc. 30.2004.98).
C. Contro le decisioni su opposizione che confermano le citate riprese (cfr. doc. A1 inc. 30.2004.92 e doc. A inc. 30.2004.98), sia la società, rappresentata dall'avv. RA 1, che l’assicurata personalmente, hanno presentato tempestivo ricorso.
La società ha in particolare contestato la conclusione cui è pervenuta la Cassa circa la dipendenza economica dell’assicurata dalla RI 1, rilevando che nel corso del 2003 i clienti dell’assicurata sono stati una dozzina, per un importo totale conseguito di fr. 56'698.25, di cui solo fr. 36'780.-- pagati dalla ditta ricorrente (cfr. doc. I inc. inc. 30.2004.92), l’assicurata non svolgeva per la RI 1 solo attività di segretariato in genere, ma si occupava soprattutto di lavori di controllo destinati alla riorganizzazione del lavoro in funzione delle specifiche necessità amministrative e pratiche della società. Per la ricorrente questa attività si avvicina ad un mandato rispettivamente ad un appalto, visto l’obbligo di fornire un risultato quale la riorgannizzazione del segretariato (cfr. doc. I inc. inc. 30.2004.92). RI 1 non ha più contestato, con il gravame, la ripresa di spese forfetarie chieste a diversi dipendenti nonché la gratifica versata a _, temi che non saranno più oggetto di esame da parte di questo TCA.
RI 2, ha rilevato che, dopo un periodo di disoccupazione, l’Ufficio cantonale delle misure attive le ha concesso un incentivo per nuove attività indipendenti, creando il progetto d’azienda “_” e venendo affiliata alla Cassa di compensazione quale indipendente a partire dal 1
°
febbraio 2003 (cfr. doc. I inc. 30.2004.98). Ha poi osservato di essere dipendente dell’_ a _ al 50% dal 1° gennaio 2004 e di non potere essere considerata dipendente della RI 1, società che le ha conferito un mandato amministrativo e gestionale con lo scopo di riorganizzare e stabilizzare la situazione del settore amministrativo/ufficio dell’azienda. L’assicurata ha infine sottolineato che nella valutazione complessiva della qualifica di dipendente o indipendente da attribuire alla sua attività non deve essere sottovalutato l’interesse dei vari mandanti/clienti di ridurre o rinunciare al personale fisso, i cui costi gravano sui conti aziendali in modo incisivo (cfr. doc. I inc. 30.2004.98).
D. Con un’unica risposta di causa del 13 dicembre 2004 la Cassa ha proposto di respingere entrambi i ricorsi osservando che dall’esame dell’incarto fiscale della signora RI 2 emerge che la RI 1, presso la quale ella ha lavorato fino al 2/2003, ha rappresentato il 65% delle sue entrate, fatto quest’ultimo che dimostra la dipendenza economica. L'amministrazione rileva poi che RI 2 era tenuta a svolgere 29 ore settimanali presso la RI 1 con un salario base di fr. 32 all'ora (cfr. doc. III inc. 30.2004.92).
Il 23 dicembre 2004 la società ricorrente ha chiesto l'audizione della signora _, già sua dipendente con compiti amministrativi e di segretariato, al fine di indicare i tempi, le condizioni e l'autonomia della signora RI 2 nello svolgimento del suo incarico (cfr. doc. V inc. 30.2004.92).
I ricorsi della RI 1 e di RI 2 sono stati congiunti.
E. Con scritto del 24 gennaio 2005 RI 2 ha ribadito di avere svolto la sua attività di "_" per diversi clienti, tra cui la RI 1, società che rappresentava probabilmente il suo cliente più importante, ma non l'unico evidenziando di non aver avuto nessun rapporto di subordinazione nei confronti di tale società, potendo scegliere orari di lavoro, luogo di lavoro e metodo lavorativo (cfr. doc. VIII).
Pendente causa il TCA ha richiamato dal competente UT l'incarto fiscale 2001-2002, 2003A e 2003B di RI 2 (cfr. doc. XII). In data 22 aprile 2005 l'UT di _ ha trasmesso al TCA quanto richiesto (cfr. doc. XIII).

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
nel merito
2. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate dal 1.1.2000 fino al 31.12.2003, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004, per cui, nel valutare la qualifica da attribuire all'attività svolta da RI 2 (dipendente o indipendente) nel 2003 per la RI 1, trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di principio, nell’ambito qui d'interesse, cambiamenti di rilievo.
3. Oggetto del contendere è unicamente la qualifica dell'attività svolta da RI 2 per la società ricorrente.
A proposito della qualifica dell’attività lucrativa va rammentato che a norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri. Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge. E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente. In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
4. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità. Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
5. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER / DUC / SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...)
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale
.
(...)"
6. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).