Decision ID: 5f57d15a-6969-56c1-a8d0-98aa04acbdbc
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Il 22 settembre 2005 l'impresa generale M_ SA ha commissionato alla ditta individuale AP 1 – _, opere da giardiniere
“a misura”
in un cantiere di _ per fr. 20
000
.– più IVA. Tale cantiere comprendeva la particella n. 1072, su cui sorge una proprietà per piani (“casa C”) di tre unità (la n. 25
553, pari a
282
/
1000
del fondo base, e la n. 25
554, pari a
449
/
1000
, ora appartenenti ad AO 3, come pure la n. 25
555, pari a
269
/
1000
, proprietà del marito PI 1), la particella n. 1290 (“casa E”, comproprietà di AO 1 e AO 2 in ragione di metà ciascuno), e la particella n. 1292 (piscina), proprietà coattiva della particella n. 1072 (per un quinto) e della particella n. 1290 (per un altro quinto). Eseguiti i lavori, AP 1 ha emesso, fra il novembre del 2005 e il maggio del 2006, fatture per complessivi
fr. 112
341.45, di cui fr. 73
898.65 sono stati pagati dalla committente, mentre fr. 38
443.30 sono rimasti insoluti.
B.
Il 5 luglio 2006 AP 1 si è rivolto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, per ottenere la condanna della ditta M_ SA al pagamento di fr. 38
443.30 con interessi al 5% dal 1° maggio 2006 e l'iscrizione per tale importo, già in via provvisoria, di un'ipoteca legale collettiva degli artigiani e imprenditori sui seguenti fondi (compresi i lavori svolti sulla particella coattiva):
– proprietà per piani n. 25
547, pari a
473
/
1000
della particella n. 1062 RFD di _, allora appartenente a S_ M_;
– proprietà per piani n. 25
548, pari a
190
/
1000
della particella n. 1062 RFD di _, allora appartenente a M_ S_;
– proprietà per piani n. 25
549, pari a
337
/
1000
della particella n. 1062 RFD di _, allora appartenente a D_ P_ e D_ S_;
– proprietà per piani n. 25
550, pari a
473
/
1000
della particella n. 1071 RFD di _, appartenente a G_ e M_ S_;
– proprietà per piani n. 25
551, pari a
236
/
1000
della particella n. 1071 RFD di _, appartenente a J_ e A_ S_;
– proprietà per piani n. 25
552, pari a
291
/
1000
della particella n. 1071 RFD di _, appartenente a R_ K_;
– proprietà per piani n. 25
553, pari a
282
/
1000
della particella n. 1072 RFD di _, allora appartenente a PI 1;
– proprietà per piani n. 25
554, pari a
449
/
1000
della particella n. 1072 RFD di _, appartenente ad PI 2;
– proprietà per piani n. 25
555, pari a
269
/
1000
della particella n. 1072 RFD di _, appartenente a PI 1;
– particella n. 1290 RFD di _, appartenente a AO 1 e AO 2 e
– particella n. 1291 RFD di _, allora appartenente a M_ S_.
Con decreto cautelare emesso l'indomani senza contraddittorio il Pretore ha ordinato le iscrizioni richieste.
L'addebito delle spese (fr. 400.–) e delle ripetibili è stato rinviato alla decisione di merito.
C.
In seguito ad accordi tra le parti, il Pretore ha dimesso dalla lite J_ e A_ S_ (il 2 ottobre 2006), D_
P_ e D_ S_ (il 5 ottobre 2006), R_ K_ (il 5 ottobre 2006), G_ e M_ S_ (l'8 novembre 2006), S_ M_ (il 5 marzo 2007) e la C_ GmbH di _ (il 10 giugno 2008), che nel frattempo era subentrata a M_ S_ quale titolare della proprietà per piani n. 25
548, ordinando la cancellazione dell'ipoteca legale iscritta in via provvisoria su tali fondi. Frattanto, il
26 settembre 2006, la M_ SA è stata dichiarata in fallimento
. Accertato che l'Ufficio dei fallimenti ha riconosciuto il credito insinuato da AP 1, il Pretore ha riattivato il 31 dicembre 2009 la causa e invitato i convenuti rimasti in lite a presentare osservazioni scritte.
D. PI 1
e PI 2, il 21 gennaio 2010, come pure AO 1 e AO 2, il 1° febbraio 2010, hanno proposto di respingere la petizione, mentre M_ S_ non ha reagito. Con replica del 24 febbraio 2010 AP 1 ha precisato la propria richiesta, postulando l'iscrizione definitiva di ipoteche legali degli artigiani e imprenditori per i seguenti importi:
– fr. 653.97 con interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25
553;
– fr. 1041.26 con interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25
554;
– fr. 623.82 con interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25
555;
– fr. 29
167.02 con interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla particella n. 1290;
– fr. 2319.07 con interessi al 5% sulla particella n. 1291.
PI 1
e PI 2, il 17 marzo 2010, come pure AO 2 e AO 1, il 15 aprile 2010, hanno duplicato, ribadendo la loro posizione. Nel frattempo il Pretore ha accertato che il 18 febbraio 2010 la M_ SA era stata radiata dal registro di commercio e non aveva più capacità processuale.
E.
All'udienza preliminare dell'11 maggio 2010 le parti hanno notificato prove. Constatato un accordo intervenuto con l'attore, il 14 febbraio 2011 il Pretore ha dimesso dalla lite anche M_ S_ e ha ordinato la cancellazione dell'ipoteca legale gravante la particella n. 1291 RFD. Il 15 ottobre 2012 egli ha ridotto inoltre l'ammontare delle ipoteche legali provvisorie a carico dei fondi appartenenti a PI 1 e PI 2, come pure a AO 1 e AO 2 conformemente alle conclusioni formulate dall'attore nel memoriale di replica.
F.
L'istruttoria, nel corso della quale è stata allestita una perizia sulle opere da giardiniere eseguite sulle particelle n. 1072, 1290 e 1292, è terminata il 2 febbraio 2016.
Al dibattimento finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel proprio allegato, del 2 maggio 2016, l'attore ha chiesto di confermare il suo credito riconosciuto nel fallimento della M_ SA e di condannare PI 1 e PI 2 al pagamento in solido di fr. 1968.– (più interessi del 5% dal 1° maggio 2006), come pure AO 1 e AO 2 al pagamento, sempre in solido, di fr. 29
476.– (più interessi del 5% dal 1° maggio 2006). Contestualmente egli ha sollecitato l'iscrizione definitiva
di ipoteche legali degli artigiani e imprenditori per i seguenti importi:
fr. 556.– sulla proprietà per piani n. 25 553,
fr. 885.– sulla proprietà per piani n. 25 554,
fr. 530.– sulla proprietà per piani n. 25 555 e
fr. 29
167.– sulla particella n. 1290,
il tutto con interessi al 5% dal 1° maggio 2006. Nei loro memoriali del 2 maggio 2016 PI 1, PI 2, AO 1
e AO 2
hanno concluso per il rigetto della petizione.
G.
Statuendo l'11 maggio 2016, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, nel senso che ha ordinato l'iscrizione definitiva
delle seguenti ipoteche legali degli artigiani e imprenditori per l'ammontare di:
– fr. 554.97 oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25
553 di PI 2;
– fr. 883.60 oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25
554 della medesima;
– fr. 529.40 oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2006 sulla proprietà per piani n. 25 555 di PI 1 e
– fr. 4740.31 oltre interessi al 5% dal 1° maggio 2006 a carico della particella n. 1290, comproprietà di AO 1
e AO 2
.
Le spese processuali di fr. 19
00.– e “le altre tasse e spese, nonché le spese peritali”, sono state poste per due terzi a carico dell'attore, per un nono a carico di PI 1 e PI 2 in solido e per due noni a carico di AO 1 e AO 2, sempre con vincolo di solidarietà. AP 1 è stato tenuto inoltre a rifondere fr. 2000.– per ripetibili ridotte ai convenuti PI 1, in solido, e altri fr. 2000.– ai convenuti AO 1, sempre in solido.
H.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 20 giugno 2016 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di vedere iscritta in via definitiva
sul fondo n. 1290
un'ipoteca legale in suo favore di fr. 29
167
.– con interessi del 5% dal 1° maggio 2006. Nelle loro osservazioni del 5 settembre 2016 AO 1 e AO 2 propongono di respingere l'appello.

Considerando
in diritto 1.
Alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Le sentenze intimate dai Pretori dopo il 31 dicembre 2010 in azioni rette dalla procedura ordinaria degli art. 165 segg. CPC ticinese sono appellabili pertanto entro 30 giorni dalla notifica (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che – ove si tratti di controversie esclusivamente patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto simile presupposto è dato, ove appena si consideri l'entità dell'ipoteca legale in discussione davanti al Pretore (fr. 29
167.–). Quanto alla tempestività dell'appello, la decisione
impugnata è stata notificata al patrocinatore dell'attore il 19 maggio 2016, di modo che il termine di ricorso
sarebbe scaduto sabato 18 giugno 2016, salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Introdotto il 20 giugno 2016, ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2.
Nella fattispecie l'appellante contesta unicamente l'ammontare
dell'ipoteca legale da iscrivere in via definitiva sulla particella n. 1290
di AO 1
e AO 2
. Nella decisione impugnata il Pretore, riassunti i presupposti per ottenere l'iscrizione definitiva di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori, ha confermato sulla scorta della deposizione di O_ L_, il quale aveva lavorato per l'attore sul cantiere di _, che la sistemazione del giardino ha comportato, relativamente alla particella
n. 1290, una
“
fornitura e piantagione piante per siepe
” (fr. 1428.50),
una fornitura di altre piante (fr. 905.–) e una fornitura di “sassi di tufo” (fr. 60.–) per complessivi fr. 2393.50 (
doc. D), oltre alla fornitura, alla preparazione e all'innesto di 400 piantine di edera (
fr. 2012.– più IVA: doc. D), onde un totale di fr. 4740.31 (IVA inclusa).
Quanto alla particella coattiva n. 1292 (comproprietà per un quinto della particella n. 1290), il perito ha accertato l'esecuzione di “opere da giardinere” per complessivi fr. 26
750.–. Il Pretore ha ritenuto nondimeno che “la valutazione del perito giudiziario non fa riferimento alle altre fatture comprese nel plico doc. D, che
pure menzionano la coattiva n. 1292, ma che l'attore non ha chiesto
fossero verificate dal perito” (sentenza impugnata, consid. 9.2). Per di più – ha continuato il Pretore – “nel riparto relativo ai lavori sulla coattiva prodotto quale doc. N l'attore ha indicato un importo complessivo di soli fr. 11 595.35”. In circostanze tanto contraddittorie egli ha ritenuto di non “poter concedere all'attore la garanzia di un'ipoteca legale anche per i lavori eseguiti sulla coattiva” (sentenza impugnata, loc. cit.).
3.
La legittimazione di un subappaltatore a chiedere l'iscrizione di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori è pacifica (RtiD
I-2004 pag. 614 n. 130c). L'azione dell'art. 839 cpv. 3 CC è intesa ad accertare i presupposti per l'iscrizione dell'ipoteca legale e l'importo da essa garantito (si veda anche la nuova versione dell'art. 839 cpv. 3 CC in vigore dal 1° gennaio 2012). L'iscrizione ha effetti non sull'esistenza o l'ammontare del credito, ma solo sulla realizzazione del pegno. Ciò non toglie che, oltre alle condizioni per ottenere l'iscrizione dell'ipoteca legale, il subappaltatore debba dimostrare l'esistenza e la somma garantita dal pegno, mentre il proprietario del fondo può far valere – da parte sua – ogni contestazione sull'esistenza o l'ammontare del credito, come pure della somma garantita dall'ipoteca. Anche se la procedura volta all'iscrizione definitiva di un'ipoteca legale non ha per scopo l'accertamento del credito dell'artigiano o dell'imprenditore, per determinare la somma garantita dall'ipoteca il giudice deve vagliare dunque – a titolo pregiudiziale – l'esistenza e l'ammontare della pretesa (DTF 138 III 135 consid. 4.2.2;
da ultimo:
I CCA, sentenza inc. 11.2016.32 del 29 novembre 2017, consid. 3b con riferimenti)
.
4
. L'appellante fa valere anzitutto di avere presentato tutta la documentazione relativa alle opere svolte sul cantiere (fatture, bollettini di lavoro, fotografie ecc.) e di avere addotto le necessarie prove al riguardo. Inoltre, il lavoro eseguito sulla particella
n. 1290 è confermato, a suo dire, dalle testimonianze di O_ L_ e S_ S_, come pure dalle fotografie da loro scattate e dalle fatture agli atti, che trovano parziale riscontro nella perizia giudiziaria. Avvalora inoltre la sua pretesa – egli soggiunge – la circostanza che gran parte delle fatture sono state saldate dalla fallita M_ SA e che per la
quota scoperta gli è stato rilasciato un attestato di carenza di beni.
Il problema è che, così argomentando, l'attore non sostanzia minimamente le proprie allegazioni. Invano si cercherebbe di sapere che cosa concretamente egli intenda dedurre da quali documenti o da quali atti. Evocare indistintamente fatture, bollettini, fotografie e testimonianze non basta, né incombe a questa Camera passare al vaglio il corposo fascicolo processuale per individuare elementi che sostengano la tesi dell'appellante, men che meno in una procedura – come quella in esame – governata dal principio dispositivo (art. 55 CPC). In un appello spetta all'interessato spiegare perché la sentenza del Pretore sia erronea, indicando partitamente quali risultanze istruttorie ne smentiscano gli accertamenti di fatto o l'applicazione del diritto. Del tutto vago e generico, al
proposito l'appello non adempie i requisiti di motivazione dell'art. 311
cpv. 1 CPC. Quanto al riconoscimento del credito da parte dell'impresa generale M_ SA e alla circostanza che la pretesa sia stata ammessa nel fallimento della ditta, ciò non vincola i convenuti, i quali rimangono legittimati a far valere le eccezioni che spettavano alla fallita (art. 844 cpv. 2 CC, corrispondente all'art. 845 cpv. 2 vCC). Né
l'ammissione definitiva del credito dell'attore nella graduatoria del fallimento della M_ SA esplica effetti fuori del fallimento (art. 63 cpv. 2 RUF; cfr. DTF 133 III 391 consid. 4.3.3; analogamente:
I CCA, sentenza inc. 11.2013.71 del 23 gennaio 2015, consid. 6 con rinvio). Al riguardo l'appello cade dunque nel vuoto.
5.
L'appellante si duole inoltre che la perizia – e di riflesso la sentenza impugnata – riconosca, con riferimento ai lavori da lui svolti sulla particella n. 1290 e in particolare a quelli relativi alla fattura n. 120, opere per fr. 2393.50 anziché per fr. 5105.50. A mente sua, il Pretore trascura che le prestazioni non si sono limitate alla fornitura di piante, ma, come ha avuto modo di confermare O_ L_, comprendevano anche la loro sistemazione e il
“
salario di piantagione, pari al 35%
”. Ciò giustifica di riconoscere interamente la fattura n. 120.
Nella misura in cui pretende di vedersi riconoscere l'intera prestazione conteggiata nella fattura n. 120, l'appellante formula in realtà una domanda nuova. Nell'allegato conclusivo del 2 maggio 2016 (pag. 3) egli si era limitato infatti a postulare l'aggiunta, sul totale rivalutato dal perito in fr. 2393.50, di fr. 332.50, ovvero del “salario di piantagione” (35%) rispetto a quanto il perito medesimo aveva ritenuto giustificato per la sola fornitura di piante (fr. 905.–: perizia, pag. 3). Non fondata su fatti o mezzi di prova nuovi (art. 317 cpv. 2 lett. b CPC), la richiesta si rivela dunque
irricevibile per quanto eccede fr. 2726.– (fr. 2393.50 più fr. 332.50).
Riguardo al supplemento di fr. 332.50, il Pretore si è limitato a richiamare l'opinione del perito. Se non che, il perito ha dichiarato di non potersi esprimere sui costi di manodopera della piantagione, poiché l'intervento della ditta AP 1 era messo in dubbio dalla controparte (referto del 5 dicembre 2014, pag. 4). O_ L_ ha confermato, nondimeno, di essersi occupato “della completazione anche di questo giardino”, ovvero del giardino correlato all'immobile di AO 1 e AO 2 (deposizione del 30 novembre 2011 cui si richiama anche il Pretore: sentenza impugnata, consid. 7). Alla luce di ciò non si comprende perché il primo giudice non abbia riconosciuto all'attore il “salario di piantagione” riguardante la fornitura delle “altre” 82 piante. Entro tali limiti la decisione impugnata va pertanto modificata e la somma garantita dall'ipoteca aumentata di fr. 316.75 (35% di
fr. 905.–).
6.
A sostegno della propria richiesta l'attore invoca altresì una fattura del 27 marzo 2006 (doc. J) relativa a prestazioni eseguite nella casa “E” (di AO 1 e AO 2) per complessivi fr. 26
847.95. La prestazione trova riscontro – egli soggiunge – nella perizia, ma anche nelle fotografie agli atti e nella testimonianza di O_ L_, il quale ha riferito di importanti lavori presso la casa di AO 1 e AO 2. Tale fatto non essendo stato contestato – egli prosegue – il Pretore non poteva rifiutarsi senza motivazione di riconoscergli “l'importo scoperto (...) per la
determinazione dell'ipoteca legale definitiva”.
La questione è di sapere quale sia “l'importo scoperto (...) per la
determinazione dell'ipoteca legale definitiva”.
Dandosi contestazioni pecuniarie, per vero, un appellante non può limitarsi a conclusioni indeterminate, ma deve cifrare con chiarezza le sue pretese (
DTF 137 III 617). Certo, le conclusioni devono essere interpretate alla luce della motivazione dell'appello, tuttavia
nell'appello
l
'attore trascura che la fattura in rassegna (doc. J) – assimilabile a una mera dichiarazione di parte – riprende importi già saldati (in particolare per le fatture n. 102 e 124 e, almeno in parte, per la fattura n. 104: doc. C), mentre l'unica conferma nella perizia riguarda, se mai, l'importo delle prestazioni eseguite sulla proprietà coattiva e non – come indica il doc. J – sulla particella n. 1290 (casa “E”). La motivazione non supplisce pertanto alla mancata quantificazione della pretesa. Su questo punto l'appello sfugge così a ulteriore disamina.
7.
In merito alle opere realizzate sulla particella coattiva n. 1292,
il loro valore ammonta pacificamente a fr. 26
750
.–, come ha stabilito il perito. N
é l'appellante contesta che – trattandosi di
“proprietà dipendente” (art. 655
a
CC), la quale segue la sorte del fondo principale – l
a pretesa non possa gravare la quota di AO 1 e AO 2 per oltre un quinto. Quel che rimane da appurare è se l'attore, cui incombeva l'onere della prova
(art. 8 CC), abbia dimostrato di avere eseguito lui stesso le opere accertate nella perizia. Il Pretore ha ritenuto che gli atti non consentissero un simile accertamento, anche perché la valutazione del perito non considerava le
“altre fatture comprese nel plico doc. D”, che riguardano a loro volta la proprietà coattiva, ma che l'attore non ha chiesto di verificare (sentenza impugnata, consid. 9.2). Nell'appello AP 1 non asserisce che ciò non sia vero. Sostiene che le prestazioni accertate dal perito sono per forza opera sua, non essendo stato provato il contrario e nemmeno che tali prestazioni siano state eseguite da altri. L'assunto manca però di consistenza, proprio per il fatto che il perito non ha esaminato la conformità delle opere realizzate sulla particella coattiva con i lavori fatturati dall'attore. Questi non può dunque valersi della perizia per accreditare un conteggio da lui redatto (senza data: doc. N) recato a sostegno delle proprie affermazioni. Una volta di più l'appello vede così la sua sorte segnata.
8.
L'appellante lamenta infine la mancata assegnazione di ripetibili sebbene egli risulti “solo parzialmente soccombente per quanto riguarda l'ammontare relativo alle ipoteche legali da iscrivere in via definitiva”. Egli non indica tuttavia neppure per ordine di grandezza l'ammontare dell'indennità per ripetibili cui avrebbe diritto, di modo che in difetto di conclusioni cifrate l'appello risulta una volta di più irricevibile (DTF 143 III 112 consid. 1.2 con rinvii). Per il resto, l'appellante non mette in dubbio che il Pretore abbia suddiviso – giustamente – spese e ripetibili secondo il grado di reciproca soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC), due terzi a carico dell'attore e due noni a carico di AO 1 e AO 2 (cfr. RtiD II-2016 pag. 638 consid. 3a). Anche su quest'ultimo punto l'appello è destinato pertanto all'insuccesso.
9.
Le spese del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). L'appellante ottiene un lieve aumento della somma garantita dal pegno (fr. 316.75) rispetto a quella richiesta di fr. 24
426.69 (fr. 29
167.– meno i fr. 4740.31 ammessi dal Pretore). Conviene perciò ridurre lievemente gli oneri processuali a suo carico,
rinunciando a prelevare
l'esigua quota che andrebbe addebitata ai convenuti. AO 1 e AO 2, che hanno presentato osservazioni all'appello tramite un legale, hanno diritto inoltre a ripetibili ridotte.
L'esito dell'attuale giudizio non incide apprezzabilmente invece sul riparto delle spese processuali e delle ripetibili stabilito nel dispositivo di primo grado, che può rimanere invariato.
10.
Circa
i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 9).