Decision ID: 7ec6fcb6-e3b5-5b50-bf4e-7efa95080446
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera, il 1o
marzo 2012,
la partenza del 1o luglio 2013 dell’interessato per la Nigeria, essendo stata
respinta la suddetta domanda d’asilo,
l’arresto del 13 maggio 2019 dell’interessato in Svizzera, per dei reati
risalenti al suo primo soggiorno,
la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera, il
28 maggio 2019,
la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM)
del 1o ottobre 2019, annullata dal Tribunale amministrativo federale (di
seguito: il Tribunale) con sentenza del 25 novembre 2019 (cfr. numero di
ruolo D-5705/2019),
il verbale d'audizione del 4 marzo 2020 (di seguito: verbale),
la decisione della SEM del 31 marzo 2020, notificata il giorno stesso (cfr.
atto A52), con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda d'asilo e
pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera nonché
l'esecuzione dello stesso in quanto ammissibile, esigibile e possibile,
il ricorso del 9 aprile 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 14 aprile 2020), con cui il ricorrente ha concluso all'annullamento
della decisione impugnata e alla restituzione degli atti alla SEM per un
nuovo esame delle allegazioni e complemento istruttorio; in subordine alla
concessione dell'ammissione provvisoria; altresì ha presentato una
domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso
dell'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo
anticipo,
la conferma di ricevimento del gravame indirizzata il 15 aprile 2020 al
ricorrente dal Tribunale,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,
D-1977/2020
Pagina 3

e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi),
che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF,
che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato
costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA,
che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di
essa,
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e
al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti,
che occorre pertanto entrare nel merito del gravame,
che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la
violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli
stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26
consid. 5),
che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle
argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l'approvazione di un
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti,
che il richiedente, dichiaratosi cittadino liberiano, sarebbe espatriato a
causa di una violenta faida famigliare in Liberia,
D-1977/2020
Pagina 4
che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le
disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e
lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di
rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera,
che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di
origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della
loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo
sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di
essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché
le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3
cpv. 2 LAsi),
che nella querelata decisione, l'autorità inferiore non ha preso in
considerazione i problemi avuti dal ricorrente in Liberia, perché l’ha
considerato cittadino della Nigeria, dove non avrebbe mai avuto problemi
né con le autorità né con terzi,
che con ricorso, l'insorgente avversa la valutazione della SEM, asserendo
che essa, non avendo deciso di passare alla procedura ampliata, avrebbe
dovuto trasmettere una bozza della decisione al ricorrente, che a sua volta
avrebbe dovuto poter rispondere con un parere; che inoltre ribadisce la
propria cittadinanza liberiana, il documento dell’ambasciata nigeriana in
Svizzera essendo solo un documento di comodo che gli sarebbe servito
per ricongiungersi con la moglie e i figli in Nigeria,
che la tesi ricorsuale non può essere seguita,
che l'interessato non ha addotto motivi d'asilo rilevanti,
che nella fattispecie non sussiste alcuna violazione del diritto di essere
sentito del ricorrente,
che infatti egli non può, in buona fede, prevalersi ora della formale
mancanza di una decisione di passaggio alla procedura ampliata da parte
della SEM,
che già la decisione della SEM del 1o ottobre 2019 – poi annullata dal
Tribunale, ma per altri motivi – è stata presa senza previamente
trasmetterne al ricorrente una bozza, conformemente a quanto disposto
per la procedura ampliata,
D-1977/2020
Pagina 5
che tale decisione indicava in 30 giorni il termine entro cui interporre
ricorso, e non in 7 come in caso di procedura celere,
che sempre contro tale decisione il ricorrente ha interposto ricorso oltre il
settimo giorno dalla notificazione,
che nella succitata sentenza il Tribunale ha considerato “qu’en l’espèce, la
décision attaquée a été rendue dans le cadre de la procédure étendue (art.
26d LAsi)” (pag. 4),
che infine anche la decisione impugnata indica in 30 giorni il termine entro
cui interporre ricorso,
che, a fronte di tutto ciò, la sola e-mail del 12 marzo 2020 della SEM (atto
A43) non è atta a indurre il ricorrente in errore,
che al ricorrente è perciò chiaro che la procedura è ampliata,
che, comunque, il diritto di essere sentito del ricorrente è sempre stato
ampiamente garantito,
che difatti al ricorrente, durante l’audizione sui motivi d’asilo, è stato
esplicitamente chiesto di presentare mezzi di prova in suo possesso
(cfr. verbale, D3), illustrare eventuali problemi di salute (cfr. verbale, D24),
indicare i motivi d’asilo (cfr. verbale, D109 e 150) e timori in caso di rientro
al paese d’origine (cfr. verbale, D153 seg.),
che inoltre dagli atti non risulta che degli scritti o dei mezzi di prova offerti
in maniera spontanea dal ricorrente, rappresentato durante tutta la
procedura, siano stati rifiutati dalla SEM,
che, infine, il ricorrente ha avuto 30 giorni di tempo per analizzare la
decisione impugnata e interporre ricorso con cognizione di causa,
che inoltre non risulta un accertamento inesatto o incompleto dei fatti
giuridicamente rilevanti in punto alla nazionalità del ricorrente,
che in effetti il ricorrente ha manifestato l’intenzione di consegnare la
propria carta d’identità e il proprio passaporto liberiani (cfr. verbale, D33
seg.), salvo poi non provvedervi,
D-1977/2020
Pagina 6
che inoltre il ricorrente ha raccontato di essere stato incarcerato in Nigeria
(anche) perché cittadino liberiano (cfr. verbale, D119 seg.), ma non ha
allegato alcun documento a riprova di ciò,
che quindi l’unico mezzo di prova al momento agli atti è un documento
dell’ambasciata nigeriana in Svizzera, che attesta la cittadinanza nigeriana
del ricorrente,
che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la
concessione dell'asilo la decisione impugnata va pertanto confermata,
che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM
pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina
l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia
(art. 44 LAsi),
che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo
relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311];
cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4),
che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia
dell'allontanamento,
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI (RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione
dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile
(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI),
che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto l'esecuzione
dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,
che nel proprio gravame, l'insorgente ritiene che tale conclusione debba
essere disattesa, perché la SEM non avrebbe assunto le necessarie
informazioni sulle sue condizioni di salute, egli non sarebbe dotato di una
rete famigliare in Nigeria e avrebbe dei legami con una donna in Svizzera,
che tuttavia, anche agli occhi del Tribunale, non vi sono in casu elementi
ostativi all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la Nigeria,
che anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del
principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né, non avendo
D-1977/2020
Pagina 7
mai avuto problemi con le autorità o terzi, di un rischio personale, concreto
e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3
CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv.
tortura, RS 0.105),
che inoltre non sussistono dei legami famigliari intatti, veri e vissuti tra il
ricorrente e il figlio domiciliato in Svizzera,
che alla sostanza di quanto sopra nulla cambia l’argomento, sollevato nel
ricorso, che nel 2013 il ricorrente sarebbe ritornato in Nigeria per
ottemperare a una decisione di allontanamento,
che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 LAsi
in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI),
che inoltre, stante il fatto che in Nigeria non vige attualmente un contesto
di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica e che
la situazione personale del ricorrente non dia adito a dubbi quanto al rischio
di una messa in pericolo concreta, l'esecuzione dell'allontanamento risulta
parimenti ragionevolmente esigibile (art. 44 LAsi in relazione all'art. 83
cpv. 4 LStrI),
che nemmeno la situazione personale dell'interessato risulta
d'impedimento all'esecuzione dell'allontanamento; che l'insorgente è
relativamente giovane ([...] anni), ha lavorato come meccanico e in un
ristorante e in patria ha una rete famigliare composta almeno da tre figli e
dal padre; che difatti secondo il ricorrente suo padre sarebbe deceduto
mentre che all’ambasciata nigeriana avrebbe dichiarato che risiederebbe
in Nigeria, il fraintendimento a cui allude il ricorrente essendo una mera
ipotesi,
che il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di
salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria, senza che
ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una
permanenza in Svizzera per motivi medici o di ulteriori approfondimenti del
suo stato di salute (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti;
DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3),
che invero il ricorrente soffre di emorroidi, sanguinamento ai denti,
affaticamento respiratorio e – però non più da tempo – perdita di memoria
(cfr. verbale, D26 e 28),
D-1977/2020
Pagina 8
che infine, nemmeno risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità
dell'esecuzione del provvedimento; che il ricorrente, usando della
necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al
rimpatrio, come d’altronde già fatto in occasione del suo primo rimpatrio
(cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12),
che di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell'allontanamento
la decisione dell'autorità inferiore va confermata,
che ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il
diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non
ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti
(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è
inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto,
che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto,
che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA),
che visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. a del del regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF),
(dispositivo alla pagina seguente)
D-1977/2020
Pagina 9