Decision ID: d5594469-9d5e-5d26-b520-10b11344cfa2
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto ed in diritto:
1. Vita e precedenti
AC 1 è nato a _il _.
Il padre ed il nonno erano banchieri e quindi la famiglia d'origine era molto benestante.
Nonostante la nascita di quattro figli (il qui accusato e tre sorelle, un'altra sorella è morta da piccola), l'intesa tra i genitori è andata ben presto degradandosi, al punto che la madre di AC 1 ha lasciato il marito e i figli per trasferirsi a _.
La cattiva sorte ha poi voluto che il padre decedesse prematuramente, quando l'accusato aveva appena 13 anni.
Sia lui che le sorelle vennero collocati in collegio, dove vivevano in internato, vedendo i nonni a _solo durante le vacanze estive e le festività.
Dopo le scuole elementari a _, l'accusato ha quindi frequentato le medie ed il liceo presso il collegio "_" di _, in provincia di _. Presso questo istituto egli ha conseguito la maturità classica il 27 luglio 1959. Indi si è iscritto all'Università di _alla facoltà di giurisprudenza, che ha frequentato per 4 anni senza conseguire la laurea.
All'età di 20 anni ha assolto gli obblighi militari a _.
Nel 1963 ha contratto matrimonio con M. S., deceduta 15 giorni dopo il matrimonio, in un incidente stradale causato dallo stesso AC 1. Dopo la morte della consorte, AC 1 si è trasferito a _ in casa della madre. Negli anni successivi, egli non ha svolto nessuna attività né ha ripreso gli studi. E' a _ che ha conosciuto M. R. A. che ha sposato nel 1966/67.
La donna, ticinese di _, si trovava a _ in vacanza. Subito dopo il matrimonio, AC 1, con lei, si è trasferito a _. Ha chiesto ed ottenuto, dal competente Ufficio degli stranieri, il permesso di dimora annuale. Nello stesso anno ha ripreso gli studi in giurisprudenza, iscrivendosi all'Università di _, presso la quale ha conseguito la laurea nel 1972. Nel frattempo, dal matrimonio, erano nati 2 figli maschi. Nel 1972 AC 1 ha chiesto ed ottenuto la naturalizzazione _ con procedura agevolata. Ha rinunciato alla cittadinanza italiana, diventando attinente di _. Verso la fine degli anni 70 ha divorziato dalla moglie cui sono stati affidati i figli. All'epoca svolgeva la pratica di avvocato presso lo studio legale _di _. Ha conseguito il brevetto di avvocato nel 1979. Indi si è messo in proprio aprendo uno studio a _, in via _. Ivi ha lavorato fino al 1986, anno in cui ha chiuso lo studio in seguito all'arresto avvenuto a _, nelle circostanze di cui si dirà in seguito.
Nel corso del 1982 ha conosciuto colei che è poi diventata la sua terza moglie, ovvero _, con la quale ha convissuto per 5 anni a _, passando poi a nozze il 7.12.1987.
E' del 1984 l'acquisto di una villa a _ che è la medesima in cui ha vissuto fino al giorno dell'arresto.
Dall'unione con _ sono nate 2 figlie, _(nata il 18.12.1983) e S. (nata il 27.11.1989). Entrambe le giovani vivono con la madre.
Nel 1987 (dopo la condanna di _), AC 1 ha riaperto il suo studio legale a _, dapprima in via Luini e poi, nel marzo 1988, in via _, ove ancora lavorava al momento dell'arresto. Trattavasi di uno studio di mq 300 per il quale pagava fr. 5'600.- al mese di affitto (quasi integralmente a suo carico giacché coloro cui aveva subaffittato due locali stentavano a pagargli il dovuto).
AC 1 si è separato dalla terza moglie nel corso del 1992. La sentenza di divorzio è del 1999. Si è trattato di una procedura molto litigiosa, a seguito della quale l'accusato asserisce di avere molto sofferto, di essere caduto in uno stato depressivo, per uscire dal quale ha dovuto per un lungo periodo sottoporsi a cure psicoterapeutiche presso il dott. _.
Fino al giorno del suo arresto egli ha regolarmente versato gli alimenti per le due figlie, in totale fr. 2'200.- mensili.
Dal mese di aprile del 2000, AC 1 è fidanzato con una cittadina straniera, residente all'estero, di nome _.
Nel classeur no. 45 vi sono le dichiarazioni fiscali relative ai redditi di AC 1 per i periodi a partire dal biennio 1993/94. Nella dichiarazione relativa al biennio 1999/2000, AC 1 ha dichiarato di aver conseguito nel 1997 un reddito lordo da attività indipendente di fr. 146'946.- e, per il 1998, di fr. 137'063.-.
Per la sostanza egli ha dichiarato quale valore di stima per la villa di _ l'importo di fr. 311'920.- e per un appartamento di vacanza da lui acquistato a _nel _un valore di stima di fr. 74'077.- (entrambi parecchio ipotecati).
Nel biennio 1995/96, AC 1 è stato fatto oggetto di un'ispezione fiscale durante la quale il suo reddito netto è stato determinato in ca. fr. 145'000.- annui. Naturalmente queste cifre non tengono conto di ulteriori pingui redditi, conseguiti a partire dal 1993 da AC 1, per le attività qui in giudizio, descritte nell'atto d'accusa.
Al momento dell'arresto AC 1 era proprietario di una vettura Alfa _ 156 di color argento da lui acquistata nel corso del 2000 presso il Garage di _. Per questo veicolo, AC 1 aveva stipulato un leasing per il quale pagava un canone mensile di fr. 645.-. Egli era altresì, al momento dell'arresto, proprietario di una Maserati 3,2 GT di colore blu notte, da lui acquistata nel 1999 per fr. 130'000.-, dando in cambio una Mercedes 4,2 riscattata in leasing. Al dibattimento è emerso che AC 1 prima di acquistare la Maserati era stato proprietario di due vetture Ferrari. A suo dire egli avrebbe "la passione per i motori", ereditata dal nonno paterno.
Cionontoglie che sia tali vetture, sia il vivere in villa (con tanto di governante), sia l'avere un appartamento di vacanza, sia l'onere per l'affitto dei 300 mq di via _, sia gli oneri di mantenimento delle figlie, fanno stato di un tenore di vita di AC 1, negli anni novanta, assai alto, in nessun rapporto con il reddito di circa fr. 150'000.- che egli dichiarava al fisco. AC 1 al riguardo, in aula, ha asserito che egli finanziava tale alto tenore di vita con proventi (leciti) della sua attività di avvocato incassati al nero. Sarà anche vero, quantomeno in parte. Certo è che egli l'ha anche finanziato con i proventi delle sue illecite attività, di cui si dirà in seguito. A suo dire, il giorno del suo arresto, egli era in regola con i pubblici tributi comunali, cantonali e federali e non aveva altri debiti al di fuori di quelli ipotecari.
L'arresto, a non averne dubbio, ha costretto AC 1 a rinunciare a tutto il complesso dei suddetti beni. Con l'aiuto dell'avv. _, AC 1 ha potuto realizzare macchine e immobili, liquidando le varie pendenze. Segnatamente gli è riuscito di non abbandonare al loro destino le due figlie rinegoziando una convenzione che assicura ad ognuna di loro fr. 700.- mensili, fino al compimento della maggiore età (da prelevarsi da un apposito fondo acciò costituito).
Per quanto riguarda i precedenti penali, in _, si ha che AC 1 è stato condannato a 18 mesi di detenzione (sospesi condizionalmente per un periodo di anni 2) per appropriazione indebita e istigazione alla violazione del segreto d'ufficio, con sentenza del 26.3.1982 della _di _.
In _ egli è stato condannato, come detto, per omicidio colposo nel 1966.
Dopo l'arresto, avvenuto in _il 20.11.1996, AC 1, insieme a tale _, è stato condannato a _ il 9.12.1986 ad anni 1 e mesi 5 di reclusione e a Lit. 600'000 di multa per detenzione e porto di arma. Va rilevato che nel suddetto processo penale AC 1 è stato patrocinato dall'avv. _, legale che ha avuto il ruolo di difensore (nel processo di _, cosiddetto _ ) di alcuni cittadini calabresi, tra i quali _ e _, persone di cui si dirà nel seguito (il _ fu anche suo testimone di nozze nel 1987).
D'accordo la Pubblica Accusa e la Difesa, mentre era in carcere preventivo, AC 1 è stato sottoposto a perizia psichiatrica da parte del dr. _. Per i dettagli al rapporto di data 25.9.2001 (in atti sub AI 122) si rinvia, non senza qui ricordare che, a mente del perito, AC 1 soffre di un cosiddetto "disturbo istrionico di personalità" (cfr. perizia p. 25).
A dire del perito, tale
"disturbo di personalità, caratterizzato soprattutto da ansia legata ad un'identità incerta, influenza negativamente la capacità di valutare il carattere illecito degli atti commessi, che vengono commessi per leggerezza, opportunismo, mal calcolata sete di profitto, forse però anche perché "l'affare" prospettato e il guadagno relativo tacitano le ansie del peritando.
La capacità di agire secondo la valutazione (non corretta) del carattere illecito dell'atto era conseguentemente influenzata anch'essa in modo negativo... "
(cfr. risposta ad 2a e ad 2b, a p. 26)
Sentito al dibattimento, in buona sostanza, il dr. _ ha confermato che:
"Considerando quanto sopra, ritengo che il peritando abbia commesso gli atti punibili in stato di responsabilità scemata; il suo disturbo di personalità è però lieve e pertanto, soprattutto considerando la sua formazione giuridica e il fatto che i fatti punibili sono avvenuti durante un lungo arco di tempo, egli avrebbe avuto ampie possibilità di correggersi. La persistente influenza del disturbo di personalità sulla capacità di giudizio - unita forse alla dichiarata paura dei vari personaggi incontrati in questi anni, che sono in buona parte gli stessi del combattuto divorzio da _, fonte di ulteriore tensione - sembra avergli precluso queste opportunità ma, tenendo conto delle varie forze in gioco, non penso che al peritando possa essere riconosciuto un grado di scemata responsabilità che non sia molto lieve (o lieve al _ )."
(cfr. risposta ad 2d, p. 26)
In aula, a precisa domanda, il perito ha precisato che tale grado di scemata responsabilità (da molto lieve a lieve) può essere tradotto in una diminuzione di responsabilità ricompresa tra il 10 e il 25 per cento al _ .
Nell'imminenza del dibattimento, a richiesta della Difesa, il dr. _ha riesaminato il peritando senza peraltro notare alcunché che lo inducesse a cambiare di una virgola le conclusioni cui è giunto in perizia.
Attualmente AC 1 è seguito in carcere dal dottor _. Egli desidera poter usufruire di un trattamento medico anche dopo il presente processo, il che coincide peraltro con la proposta del perito d'ordinare nei suoi confronti un trattamento ambulatoriale ex art. 43 CP.
2. Dell'arresto di AC 1
Venendo alle circostanze dell'arresto, si ha che AC 1 è stato arrestato il 24.8.2000, alle ore 14:00 circa, poche ore dopo il suo rientro dalle vacanze trascorse in _ , ove si era recato con le figlie _e S., con l'amica _ e con la governante _ -_.
L'ordine di arresto del Ministero pubblico è datato 24 agosto 2000 ed è stato emesso per il titolo di truffa, estorsione, corruzione attiva, riciclaggio di danaro. I reati in questione sono stati prospettati a AC 1 a motivo delle vicende relative al cosiddetto "_ " scoppiato durante l'estate dell'anno 2000 e che ha, quel 24.8.2000, portato anche all'arresto di _. Il giorno dell'arresto di AC 1 e in quelli successivi, vennero perquisiti sia il suo domicilio in _, sia lo studio legale di via _ a _. E' stato nell'ambito di un'ulteriore perquisizione eseguita nello studio, che gli inquirenti, oltre a documentazione cartacea varia, il 31 agosto 2000, hanno rinvenuto la somma di fr. 11'949'160.- in contanti, nascosta in un armadio del caveau. Detto denaro è stato sequestrato. L'inchiesta che ne è seguita è stata svolta sì nell'intento di chiarire le circostanze relative al cosiddetto "_ ", ma soprattutto nell'intento di chiarire l'origine di siffatta imponente somma di danaro. Va altresì qui anticipato che in occasione delle perquisizioni bancarie ordinate in seguito, sono emerse altre relazioni bancarie di cui AC 1 o era titolare o era procuratore o che comunque avevano attinenza con lui. Ma di ciò si dirà meglio in seguito.
Va qui sottolineato che la perquisizione presso lo studio legale ha avuto luogo il 31 agosto 2000, mentre che AC 1 era in arresto dal 24 agosto 2000.
Già il giorno dell'arresto, mentre si svolgeva la perquisizione al suo domicilio, attraverso la figlia _ , AC 1 è riuscito a far sapere a _ di essere in stato d'arresto e a suggerirgli di rivendicare la proprietà di tutti gli averi che gli fossero stati sequestrati (cfr. al proposito il verbale di AC 1 _nel class. 14).
Inoltre, durante una delle perquisizioni avvenute presso il suo studio legale, AC 1 è riuscito, attraverso la segretaria _ _ , ad avvisare _ che nel suo studio la Polizia aveva trovato approssimativamente 13 milioni di franchi. Ciò è stato peraltro ammesso da AC 1 al dibattimento e già nel verbale di cui al class. 4 doc. 11, nel quale si legge:
"... durante la seconda perquisizione nel mio studio, quando furono rinvenuti i soldi, _ telefonò in ufficio per chiedere quanti soldi eran stati sequestrati. Alla chiamata rispose la mia segretaria la quale mi interpellò con un certo imbarazzo, dicendomi «è _ e vuole sapere quanti soldi sono stati rinvenuti». Io feci un conto approssimativo fra quello che era stato rinvenuto dalla Polizia e quello che avevo depositato sulle banche e con ciò intendo dire le commissioni, dicendo a _ che approssimativamente erano 13 milioni di franchi".
Nella medesima circostanza AC 1 aveva tentato di consegnare alla propria segretaria un biglietto destinato a _ sul quale aveva scritto:
"Fai portare via i soldi dalla banca a _ e li conservi tu."
(cfr. cubo A, reperto 27).
Durante il lungo periodo dell'istruzione formale, durata dall'agosto 2000 fino alla fine del 2002 ca., AC 1 non ha mai collaborato nel chiarire a chi fosse da ricondurre l'enorme somma di contante che egli custodiva nel caveau. Inizialmente, ad un agente di polizia che partecipava alla perquisizione, egli disse di aver ricevuto il danaro da tale _ di _, non meglio noto. Indi nei primi verbali egli sostenne di averlo ricevuto da tale "_ ". In seguito passò a dichiarare che l'enorme operazione di cambio gli era stata commissionata da _. Nell'aprile del 2001, AC 1 è pervenuto a fare alcune ammissioni molto significative in ordine al denaro sequestrato e, più in generale intorno alla cosiddetta operazione "_" di cui detto danaro era una parte, il resto essendo stato da lui cambiato e restituito a chi del cambio l'aveva incaricato (il tutto per complessivi Lit. 55 miliardi).
In detti verbali, AC 1 ha ammesso che a commissionargli tali operazioni di cambio sarebbe stato un non meglio noto cittadino calabrese, in qualche modo legato a _, denaro che AC 1 avrebbe subito percepito essere di illecita provenienza, frutto del narcotraffico, danaro "forse" riconducibile alla famiglia _e a chi, in _ , era subentrato ad _ _ nella gestione del traffico di droga.
Dopo aver dichiarato che l'innominato calabrese si chiamava "_ ", AC 1 ha per finire ritrattato le suddette dichiarazioni, tornando alla versione secondo cui il committente delle operazioni di cambio del 1999/2000 sarebbe stato _ in proprio, risp. per conto di suoi clienti.
Questa è anche la versione cui AC 1 si è attenuto in aula e ciò nonostante tutti gli indizi, contestatigli, che la rendevano inverosimile. Per finire, in sede di arringa, anche il Difensore di AC 1 si è distanziato da tale versione che ha giudicato inverosimile, ammettendo che AC 1 aveva effettuato le numerose operazioni di cambio di cui all'operazione cosiddetta "_" per incarico e a beneficio delle famiglie 'ndranghetistiche _ - _- _, ammettendo così che AC 1 ha realmente sostenuto dette organizzazioni criminali nella loro illecita attività.
Ma di ciò si dirà meglio nel seguito.
3. Della conoscenza e dei rapporti di AC 1
con _
Prima di venire ai fatti di cui all'atto d'accusa, occorre qui anticipare quanto segue:
risale al 1980 circa la conoscenza tra AC 1 e _.
A dire di AC 1, _ gli è stato presentato dall'avv. _ di _ .
In aula, AC 1 ha negato che _ fosse all'epoca o in seguito un contrabbandiere di valuta, asserendo che _ era invece attivo in attività edili e immobiliari e, in anni più recenti, nella gestione di supermercati.
A dire di AC 1 la situazione economica di _, per quanto a lui noto, fu molto precaria nei primi anni novanta, mentre che negli anni 1999-2000 sarebbe stata florida, al punto che proprio _ avrebbe gestito (in proprio, risp. per conto di suoi clienti attivi nell'industria del tondino) circa 60 miliardi di lire, 55 dei quali affidati a AC 1 per il cambio.
Dagli atti emerge invece una situazione economica precaria di _, che, in _ , avrebbe collezionato solo debiti e fallimenti.
Tornando alle relazioni stabilite da AC 1 nei primi anni ottanta, si ha che, a suo dire, egli ha conosciuto _ detto _ , all'incirca negli anni 1984/85. AC 1 non ha mai rivelato con qualche precisione le circostanze in cui ha conosciuto il succitato _.
A dire dei collaboratori di giustizia _ _ e _ (cfr. rapporto PS p. 2), sarebbe stato tale _ , nativo di _ , a presentare AC 1 a _ e al cognato _ (detto _ è poi stato condannato con loro nel processo _ di _). AC 1 nega tale circostanza.
A suo dire, egli conobbe _, detto _ , intorno al 1984-85, per motivi professionali. Sarebbe stato il _ a presentarsi senza chiedere appuntamento nel suo ufficio di _ chiedendogli un parere legale circa un procedimento penale che il _ aveva in corso a _ per traffico di droga. Segnatamente _ voleva sapere da AC 1 se talune intercettazioni telefoniche effettuate a suo carico dagli inquirenti italiani avevano o no un'efficacia probatoria. In quel contesto AC 1 ottenne da _ il dossier relativo a quel procedimento che ebbe così modo di leggere.
In aula AC 1 ha dichiarato di avere interpellato al riguardo dei penalisti italiani e di avere poi trasmesso al _ il loro parere sulla questione. Richiesto di spiegare come mai _ si rivolse a lui, avvocato svizzero non penalista, per tale consulenza, AC 1 ha dichiarato che è tipico dei calabresi o comunque delle persone come il _ di avere fiducia solo nei compaesani. Comecchessia, sta di fatto che AC 1 ha pacificamente saputo fin dagli anni 84-85 che _ era una persona perseguita in _ per reati di narcotraffico e di associazione a delinquere. E' proprio per violazione della legge che disciplina il commercio di sostanze stupefacenti e psicotrope che _ venne poi condannato dal Tribunale di _ alla pena di anni 5 e mesi 6 di reclusione. Di detta condanna fa stato il casellario giudiziale di _ in atti e la sentenza di primo grado cosiddetta "_ " a pag. 1212.
In aula, AC 1 ha sostenuto che il suo rapporto con il _ è sempre stato di reciproco "rispetto" (perchè poi lui dovesse rispettare un soggetto come il _ - con tutti gli arresti e le condanne che ha avuto e di cui AC 1 è sempre stato al corrente - non lo si è capito) a dire di AC 1 non sarebbe vero che _ fu suo "compare d'anello" al suo terzo matrimonio, quello celebrato a _ il 7.12.1987 con la _. A dire di AC 1 (e ciò corrisponde al vero) i suoi testimoni furono l'avv. _ _ per la moglie e il dottor _ , deceduto, per AC 1. Egli non avrebbe nemmeno invitato il _ al matrimonio e costui si sarebbe autoinvitato con "invadenza".
AC 1 ha ammesso che il _ partecipò alla cerimonia in Municipio (né avrebbe potuto negarlo, giacché la ex-moglie ha consegnato agli inquirenti ticinesi una foto della cerimonia che ritrae il _ proprio vicino al testimone). AC 1 ha pure ammesso che, quel giorno, _ comparve a _ insieme al cognato _. Sennonché, visto che nella citata foto il _ non compare, AC 1 ha avuto l'ardire di dichiarare che fu lui quel giorno ad obbligare il _ a non salire in Municipio e a rimanere nel parcheggio sottostante.
_, dal canto suo, ha altresì dichiarato che _, in occasione del matrimonio, ebbe a regalarle un anello, circostanza che AC 1 in aula ha negato. Certo è che _ ha pagato il pranzo di nozze di AC 1 presso il lussuoso ristorante "_ " a _. Al pranzo parteciparono una ventina di invitati, oltre al _, anche il di lui cognato _. D'altro canto, _ non si è materializzato al matrimonio dal "nulla" (come vorrebbe AC 1 in aula), bensì gli inquirenti hanno accertato che, qualche mese prima, ovvero il 21.10.1987, AC 1, a richiesta di _, ha introdotto _ (cognato del _) presso l'allora _ , ora _ (_).
Ivi _ aprì il conto cifrato _ , dando disposizione che la corrispondenza fosse inviata a AC 1, presso la _ postale nr. 21 di _. Due giorni dopo l'apertura, sul conto vennero versati fr. 483'000.- (cfr. cl. 32 allegato 4).
Col che ne deriva che all'atto del suo matrimonio, ovvero nel dicembre 1987, AC 1 conosceva già non solo il _ _, ma anche due dei cognati di lui, ovvero il _ e il _. Senza dire che, esaminando la documentazione sequestrata, gli inquirenti hanno trovato carte che provano che AC 1 ha pagato una fattura di fr. 238.-, relativa al soggiorno presso lo _ di _, in data 30-31.12.1988 di _ (cfr. classeur 51 all. 2 e rapporto di Polizia p. 367). Sulla fattura la Direzione dell'albergo aveva annotato la seguente dicitura relativa al cliente "non deve assolutamente pagare".
E di nuovo AC 1, il 14.4.1989, assisteva la convivente del _, _, nelle operazioni di apertura del conto "_", presso il _ , conto che, stando alla dichiarazione della donna stessa, solo formalmente era intestato a lei, la proprietà economica essendo invece di _. Aperto con un versamento di fr. 50'000.-, _ veniva alimentato il 3.5.1989 con ulteriori due versamenti di fr. 38'350.- e fr. 160'150.-, per i quali AC 1 ha assistito la _.
Ma ciò che toglie definitivamente ogni dubbio alle assidue e sistematiche frequentazioni di AC 1 con il _ è il fatto - pacifico - che tra la fine del 1989 e l'inizio del 1990, AC 1 ha funto da padrino di battesimo della figlioletta _ , nata il 30.11.1989 dalla relazione del _ con la _.
Della portata non solo reale, ma anche simbolica, che un simile gesto comporta, ha parlato alla Corte il tenente colonnello dell'_ , dottor _ , la cui deposizione, col consenso delle parti, è stata registrata. Essa ricalca peraltro le dichiarazioni già rese dal predetto al Ministero Pubblico, in data 6.8.2002. Ad esse per i dettagli si rinvia, non senza qui ricordare, in estrema sintesi, che - come ha spiegato il dottor _ , attivo nella lotta contro la criminalità organizzata sin dal 1987 - storicamente, nelle prime società di uomini, il termine 'ndrangheta si trova già in processi della metà dell'ottocento. La 'ndrangheta è in altri termini coeva della mafia siciliana. La struttura della 'ndrangheta calabrese è usualmente detta di tipo orizzontale poiché essa è formata da famiglie legate soprattutto da vincoli di parentela. Questo vincolo di parentela può essere un vincolo di sangue ma anche un vincolo di comparato, ovvero per la 'ndrangheta il vincolo del comparato assume la stessa rilevanza del legame di sangue. Il comparato si acquisisce attraverso il battesimo, la cresima con la funzione di padrino, nel matrimonio esso lo si acquisisce con la funzione di compare d'anello. Tali concetti sono ovviamente patrimonio comune di tutta la società calabrese e non solo calabrese, nondimeno essi sono particolarmente validi nell'ambiente della 'ndrangheta. Soprattutto è una costante di questo ambiente il fatto che, quando un membro di essa viene a mancare, perchè arrestato o per altro motivo, il "compare" interviene in aiuto suo e della "famiglia". Il che è puntualmente avvenuto nel caso di AC 1 che, già per la sua origine, ben conosceva il significato dell'impegno che _ gli chiedeva d'assumere. Prova ne è che dopo l'ultimo arresto di _, quello del 14.10.1993, egli ha sistematicamente e regolarmente provveduto al mantenimento della bimba e della di lei madre, nonché, in determinati casi, anche del _ stesso.
Della piena consapevolezza del suo impegno fa ulteriormente stato il fatto che AC 1, nell'aprile 2000, ovvero appena pochi mesi prima del suo arresto, col _ ormai definitivamente condannato all'ergastolo, ha funto anche da padrino di cresima di _ e ciò, a dimostrazione - ove ciò fosse ancora necessario - della profondità ed intensità del loro vincolo.
Più o meno nei giorni in cui l'accusato assumeva il ruolo di padrino di battesimo della figlioletta del _, un altro cognato di quest'ultimo, di nome _ , veniva presentato ed introdotto da AC 1 presso la _ , dove l'8.01.1990 apriva la relazione "_ ".
Aveva così inizio quella che gli inquirenti ticinesi hanno chiamato "l'operazione _" e che è descritta nel rapporto di Polizia alle pagine 104 e 105. In buona sostanza è accaduto che AC 1 ha messo a disposizione il conto "_ " c/o _ (aperto il 10.5.1988 al nome di _ e, dopo il 3.9.1993 intestato a AC 1) per farvi bonificare l'importo di fr. 785'900.- in provenienza dal conto "_ " di _ , dopodiché il 16.1.1990, AC 1 ha prelevato detto importo dal conto _ e, lo stesso giorno, ha versato fr. 624'995.- sul conto "_ " di _ , la rimanenza essendo - a dire di AC 1 - servita per acquistare oro per conto dello stesso _ .
Sia in sede predibattimentale che in aula, AC 1 ha dichiarato di aver fatto la citata operazione così richiesto dal _, a dire del quale il danaro sarebbe stato il provento della vendita di una casa a _.
Ulteriori contatti con il _ nel giugno-luglio 1990, AC 1 li ha ammessi nei seguenti termini (cfr. verbale di cui al classeur 5, doc. 10):
"Nel giugno/luglio 1990, senza preavviso, _ e la signora _ si presentarono nel mio nuovo studio di via _, è possibile che gli avevo dato il mio nuovo biglietto da visita. _ mi disse che si trovava a _ per diporto e che era interessato all'acquisto di un bracciale per la signora _. Dietro sua richiesta, in quanto non conosceva _, li accompagnai alla gioielliera _ di _. Dopo averli accompagnati feci rientro nel mio studio. _ e la sig.ra _ ripassavano qualche ora dopo per salutarmi in quanto facevano rientro in _ . In quella circostanza avevo notato che la sig.ra _ portava un bracciale d'oro che in precedenza non avevo visto."
Del 3.12.1990 è un ulteriore arresto di _ per fatti di droga.
In quell'occasione, a riprova dell'intensità dei rapporti già all'epoca intervenuti tra AC 1 e _, vi è il fatto che _ fu trovato in possesso di un biglietto da visita del AC 1 che recava non solo il suo recapito in _ , ma anche (aggiunto a penna) quello della madre di AC 1 a _ (cfr. sentenza _ , p. 1183).
Non solo, ma le intercettazioni telefoniche messe in atto all'epoca dagli inquirenti italiani permisero di accertare quanto segue (cfr. cl. 46, all. 3 rapporto DIA di _):
"... Dall'esame dei tabulati riguardanti tutte le utenze telefoniche composte da _ dall'installazione dello stesso sino al 3.12.1990 (data dell'arresto) emergeva che il predetto negli ultimi mesi aveva particolarmente privilegiato i contatti con l'avvocato AC 1, chiamandolo numerose volte sia presso la sua abitazione di _ che allo studio di _, con la _ S.r.l. di _ , con la finanziaria _ , con la _ e la _ , con _ , sia presso l'abitazione che nell'ufficio, con _, personaggio di cui è già parlato. Altri contatti, seppur di rado, emergevano con _ , con _, _ ed altri, meglio evidenziati nell'allegato prospetto. (all. nr. 62).
A seguito dell'arresto di _ il telefono cellulare in questione veniva utilizzato da _ _ .
In data 18.12.1990 quest'Ufficio in considerazione del momentaneo periodo di disorientamento determinato all'interno dell'organizzazione a ca_ degli arresti, prima di _ e successivamente di _ con le conseguenti perquisizioni ed avvisi di garanzia, chiedeva ed otteneva la sospensione delle intercettazioni telefoniche, interrotte, in esecuzione del decreto di revoca nr _ datato 20.12.1990
(...)
Per tornare alla stretta connessione tra la _ e l'organizzazione "_ " viene evidenziata una vicenda riassunta dai contatti telefonici intercorsi tra _ , l'avvocato AC 1 _, _ e _ _ , personaggi di cui si è già parlato, i primi due in quanto titolari delle utenze telefoniche rinvenute in possesso di _ e dallo stesso composte con frequenza dal suo cellulare, il terzo poiché cognato di quest'ultimo e parte integrante del sodalizio.
Alle ore 16,22 del 16.1.1992 _ contattava telefonicamente l'avvocato AC 1 presso il suo studio di _. Nel corso della conversazione l'avvocato chiedeva all'utente di preparare un conteggio relativo a quello che _ deve pagare in quanto era stato chiamato da "comuni amici"; l'identità dei quali era nota anche al _ .
Nel corso della conversazione l'avvocato AC 1 comunicava all'interlocutore di essere prossimo alla chiusura' di un'operazione ma tale chiusura non dipendeva ne' dallo stesso AC 1 ne' dal _ ma da una delibera del Comune di _ . Comunque l'immobile oggetto della transazione era già stato venduto e quindi l'avvocato avrebbe provveduto a dirottare la dovuta commissione per _ a _ .
Alle ore 17,29 dello stesso giorno l'avvocato AC 1 chiamava _ chiedendogli la situazione aggiornata di tutte le competenze compresi gli interessi escludendo "la faccenda degli 800 famosi, delle cambiali...." aggiungendo di aver bisogno della situazione reale in quanto non vuole sorprese e se "_ gli fa sapere 224 lui ne manda 224 non di più". Nel corso della conversazione _ comunicava che non appena completato i conteggi avrebbe provveduto a trasmettere un fax al proprio interlocutore presso l'utenza _ . Effettivamente alle ore 11,31 del 17.1.1992 dall'utenza istallata negli uffici della _ veniva trasmesso un fax in _ all'utenza indicata dall'avvocato AC 1.
Illuminante in merito ai "comuni amici" di cui AC 1 accennava a _ in precedenza era una conversazione intercettata alle ore 17,32 del 13.2.1992 pervenuta su una delle utenze in uso alla _ nel corso della quale _ _ chiedeva delucidazione a _ in merito ad una situazione non meglio indicata. _ , nella circostanza precisava di essersi appena messo in contatto con le persone interessate, le quali prima lo avevano assicurato di liquidarlo in settimana e successivamente, tramite "quell'avvocato" avevano ancora rimandato di alcuni giorni. Nel prosieguo della conversazione _ si accordava con _ per attendere ancora una settimana e nel caso in cui quelle persone dovessero ancora prendere tempo, avrebbero preso delle decisioni radicali in quanto non poteva permettersi di raggiungere situazioni esasperate. Prima di chiudere _ concordava con le frasi di _ aggiungendo che se il tutto veniva portato a termine sarebbe andato bene altrimenti avrebbero provveduto diversamente.
_mente con il termine "quell'avvocato" _ si riferiva a AC 1 _.
In ordine ai precedenti contatti presi cui aveva fatto cenno a _ _ si precisa che in effetti qualche ora prima, alle ore 15,56 del 13.2.1992 _ contattava l'avvocato AC 1 presso il suo studio di _, rammentandogli gli accordi presi in precedenza. Nella circostanza il legale pregava l'utente di pazientare qualche giorno in quanto doveva vedersi con "_ " é siccome erano cose, delicatissime non si potevano risolvere in una sola volta. Alla domanda esplicita posta da _ per sapere se doveva continuare ad avere lui come interlocutore o meno AC 1 lo tranquillizzava, affermando che il denaro c'era ed era lui ad averlo ma aveva bisogno di parlare con _ in quanto doveva pagarlo ed informarsi in merito all'istanza di dissequestro presentata. I due si accordavano per risentirsi dopo circa una decina di giorni.
Considerato che le utente telefoniche in uso sia a AC 1 che alla _ che a _ , come si evince dai prospetti allegati venivano costantemente composte ed intrecciate tra loro da _ sino a
qualche giorno prima del suo arresto appariva evidente che la vicenda riassunta nelle predette conversazioni telefoniche era in precedenza condotta in prima persona dal "capo dell'organizzazione". Se a tutto ciò va aggiunto che, come si evince dai dialoghi riassunti, i personaggi indicati parlavano di danaro e di una transazione estera di cui AC 1 era il diretto interlocutore, che quest'ultimo, già pregiudicato in _ , veniva indicato dalla Polizia _ come punto di riferimento per le organizzazioni criminali sia italiane che estere per quanto concerne il riciclaggio di danaro; che _ con la sua organizzazione era specializzato, come documentato sia nel processo _ più altri che con la presente indagine e con altre pregresse, esclusivamente nel traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti, che la _ era stata inizialmente costituita da _ , cognato di _, ed elemento di spicco dell'organizzazione, personaggio certamente scaltro ma non all'altezza di condurre una finanziaria; che quest'ultima veniva successivamente ceduta a _ e nonostante ciò i contatti persistevano nel tempo; che le utenze telefoniche di quest'ultimo e del suo collaboratore diretto _ erano state rinvenute annotate anche nei documenti rinvenuti e sequestrati in passato a _ , cognato di _, personaggio del cui carisma criminale la S. V. è ben a conoscenza; che gli immobili dove per anni abitavano le famiglie di _ e di _ erano di proprietà della _ e solo recentemente venivano ceduti ai predetti, appariva chiaro agli occhi degli operatori che i contatti con la _ non erano stati avviati dall'organizzazione per motivi di finanziamento ma al solo fine di riciclare i capitali acquisiti con il traffico di stupefacenti avvalendosi, per transazioni ed operazioni simili oltre frontiera, dell'avvocato AC 1 _.
Sin dalla prime fasi dell'indagine appariva evidente, sia dalle intercettazioni telefoniche che dai numerosi servizi dei quali si dava ampia documentazione, che il leader dell'organizzazione era _. Costui seguiva in prima persona ogni genere di affare riconducibile al gruppo, sia riguardante la trattazione di partite di stupefacenti sia operazioni commerciali, delegando per la successiva fase di esecuzione i suoi restanti collaboratori, quali il fratello _ , i cugini e cognati di quest'ultimo _ e _, il cognato _ , il cugino _ e così per tutti gli altri precedentemente elencati.
Dopo la cattura di _, come già detto avvenuta il 3.12.1990, ad opera di personale di quest'Ufficio e della _ , si evinceva che ad assumere la conduzione dell'organizzazione era _ , il quale oltre ad essere l'anziano del gruppo rappresentava l'erede naturale di quanto aveva costituito il fratello.
Per quanto invece riguarda tutte le attività commerciali e finanziarie dell'organizzazione si evinceva che ad occuparsene in prima persona, sempre dopo aver contattato _ , era _ personaggio certamente più adatto a questo tipo di operazioni.
Dalle operazioni di ascolto eseguite a carico di _ emergeva che quest'ultimo si autoimponeva un assoluto silenzio telefonico assumendo contestualmente un atteggiamento estremamente cautelativo in quelle rarissime conversazioni intercorse perlopiù con il suo amico avv. _ . ..."
Dal rapporto d'inchiesta emerge che tra il 17.10.1991 e l'11.5.1992 i contatti telefonici tra AC 1 e _ sono stati undici.
Inoltre l'11.12.1990 e il 25.6.1991 AC 1 risulta aver operato due bonifici, il primo di US dollari 19'000 a favore di _ con conto corrente presso il Banco di _ , il secondo di US dollari 10'000 a favore di _ , con conto corrente presso il Banco di _ , bonifico effettuato a debito del conto _ di cui era intestataria la _ ma che di fatto apparteneva a _.
Gli accertamenti fatti dagli inquirenti ticinesi hanno portato a stabilire un nesso tra i due surriferiti bonifici (fatti evidentemente da AC 1 su disposizioni di _) e _o _ , persona condannata nel processo _ ad anni 16 di reclusione. Costui, trafficante di stupefacenti è risultato essere il figlio di _ e il fratello di _ (cfr. rapporto di polizia alle pagine 235 e 236).
Della particolare intensità dei rapporti tra AC 1 e _ ha parlato il collaboratore di giustizia _, ma anche l'altro collaboratore di giustizia _ .
Qui di seguito è d'uopo riportare le loro dichiarazioni così come esse sono state riportate nel rapporto del gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata di _ - Sezione Antiriciclaggio (cl. 46, all. 3):
"... Elementi di particolare interesse investigativo emergono altresì delle dichiarazioni fornite dal collaboratore di giustizia _ nell'ambito della nota operazione "_ " condotta dalla DIA di _ e diretta dal PM dr. _ della DDA del capoluogo _ .
Nel nastro 5 del 12/12/92 pag. 475 e ss. delle predette dichiarazioni infatti (PM Dott. _ - MS _ ) risaltano elementi di particolare interesse che sembrano rafforzare le informazioni già acquisite relative alla contiguità tra il AC 1 _ e la criminalità organizzata calabrese:
PM: Ha mai visto il _ frequentare alcune agenzie di banca o ha mai saputo se avevano contatti?
MS: No, vedevo il _ avere contatti con un certo Avvocato AC 1 che risiede in _, e veniva spesso a trovarlo anche perché sono compari, non so, a che titolo ma sono compari, non so se ricordo bene uno dei due abbia tenuto a battesimo o alla comunione il figlio di uno o dell'altro qualcosa del genere, ma sono compari.
PM: Lei lo ha conosciuto questo avvocato AC 1?
MS: Certo.
PM: Veniva a _ ?
MS: Veniva a _ , veniva al Bar in Via _ , veniva da _ aveva all'epoca una Golf GTI bianca con targa _.
PM: Lei ha mai conosciuto un certo _ ?
MS: No, il nome non mi dice nulla, però...
PM: Perché questo avvocato è lo stesso che figura quale legale, tutore degli interessi in _ di _ , tramite questo commercialista.
MS: E' probabile però, questo Avvocato AC 1, durante le udienze del processo che abbiamo avuto a _, noi, è venuto in una o due occasioni in aula...
PM: Quello...
MS: Sì, e si è seduto al banco degli avvocati. Solamente per salutare ed ossequiare il _.
PM: Ma lei di questo AC 1 ne sa qualcosa in più o quantomeno cose dette...
MS: Ho intuito che il _ si affidava a lui per fare o spostamenti di denaro in _ o affari in _.
PM: Ma non sa nulla di preciso?
MS: Ma non so nulla di preciso, anche perché in un paio di occasioni ho visto arrivare due persone sicuramente settentrionali o addirittura cittadini svizzeri con una automobile HONDA Rossa targata _, sono arrivati lì, in Via _ , avevano appuntamento con il _.
PM: C'era anche il AC 1?
MS: Non c'era il AC 1. Poi lui si è allontanato con loro, hanno parlato dopo un po' loro hanno aspettato lì circa ... una mezz'ora ho visto _ consegnare un pacchetto non so cosa ci fosse dentro, presumo del denaro, ma non ho la certezza.
PM: Li ha visti anche in altre occasioni...
MS: Un paio di volte.
PM: Lei si è fatto l'idea che fossero dei portavaluta?
MS: Se non portavaluta persone....
PM: Incaricate di...
MS: No, no di trasporto, persone che avessero delle attività in _, e _ fosse diventato un partecipante commercialista di quelle attività.
PM: Ma lei ha notato qualcosa o altri fatti...
MS: No, nulla.
PM: Lei ha chiesto...
MS: No ho neppure chiesto.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
PM: Lei dice che è residente in _ perché gliel'ha detto _ o...
MS: No, perché ha la macchina con targa _ e poi so che abita in _ perché ho parlato più volte con l'Avvocato AC 1 in compagnia di _ e ci siamo recati a cena più di una volta e poi anche perché il _ in più occasioni mi ha detto domani non ci vediamo perché io vado in _ a casa dell'Avvocato.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
PM: Ma le diceva che andava a trovare quell'Avvocato oppure no?
MS: No, l'Avvocato AC 1.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
PM: Avesse investimenti in genere...
MS: Sì.
PM: Questo in che periodo rispetto al suo arresto?
MS: Ma, la cosa andava avanti da circa 2 anni prima, rispetto al mio arresto.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
MS: Ma, è andata avanti per circa 2 anni prima del mio arresto.
PM: Ma con queste persone questi incontri con queste persone con la macchina rossa in Via _ ?
MS: In Via _ , sì.
PM: L'ufficio diciamo...
MS: Nell'89. Tra l'89 e l'inizio del 90.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
PM: Involucri, tutti e due...?
MS: No, una volta sola ho visto consegnare l'involucro.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
MS: Da oltre 2 anni.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
PM: Erano giovani, anziani?
MS: No, avevano un'età giovanile intorno ai 35/40 anni vestiti elegantemente, uno alto come me ed un altro più alto, quello più alto aveva i capelli biondo quasi rossiccio.
PM: Oh, chi è quello più alto?
MS: Sì. L'altro era castano dall'aspetto ho capito che erano decisamente persone del nord, parlavano molto bene l'_ no...
PM: Ecco, ma quando li ha sentiti parlare _ no?
MS: Perché sono entrati al bar a bere qualcosa, non ricordo se han preso un caffè od un aperitivo.
PM: Quindi lei non li ha mai sentiti parlare con il _ , però?
MS: No, cioè li ho notati perché io ero all'interno del bar, li ho sentiti parlare, ma nell'occasione della consumazione, poi, per il resto si sono appartati.
PM: Quando lei andava a cena c'era anche il AC 1, una cena è lunga, di qualcosa avranno parlato...
MS: Sì, si parlava mai di affari. Si parlava della famiglia, di quando si andava in _ , che lui è amante della pesca.
PM: L'Avvocato?
MS: Il AC 1 si. Che gli piaceva pescare ogni tanto faceva delle capatine in _ perché lui è di _e naturalmente gli piace andare al mare a pescare.
Continua la verbalizzazione da parte del Dr. _ delle dichiarazioni già sopra descritte.
MS: Della pesca. Perché lui è di origini calabresi. Poi ricordo che ogni volta che lui arrivava gli portava sempre delle stecche di sigarette al _ , lui arrivava dalla _ e gli portava delle stecche di sigarette.
PM: Di origine calabrese ha detto, di?
MS: _ .
PM: Ah, esiste.
MS: E' sul mare.
PM: Che sigarette fuma il _ ?
MS: Gli portava le Camel, ma lui fumava anche le Merit, però gli portava le Camel perché fumava anche le Camel.
...omissis...
In occasione dell'interrogatorio tenuto dal PM Dott. _ in data 17/12/92 (nastro 13 -pagg. 771, 772) il _ riferiva:
...omissis. ..
MS: Ah, volevo parlare di un certo _ di _ , professore in matematica, credo che sia di ruolo ed esercita in Piemonte, credo, questa persona, intimo
amico dei _ e dei _ ed amico dell'Avvocato AC 1 quello che abita in _ e che aveva contatti con _. Veniva da noi a ritirare quantitativi di eroina, ritirava quantitativi di 200/300 grammi per volta.
PM: Veniva da solo?
SM: Sì, veniva da solo.
PM: Da _ cioè i soliti....
SM: 1 soliti contatti.
...omissis. ..
Nell'udienza del 26/09/95, (vas. pagg. 86, 87, 88 della trascrizione) tenuta in IV Corte d'Assise, invece, il _ ha dichiarato:
...omissis. ..
PM: Ho capito. Non avrei altre precisazioni. Soltanto una richiesta che riguarda, più che altro, cioè che riguarda ?! La cui origine nasce dalla posizione che abbiamo trattato prima, cioè quella del _ , perché nel parlare del _ - quindi non è direttamente riferibile alla posizione del _ - però il _ fece riferimento ad una conoscenza, ad una frequentazione che aveva il _ di un personaggio che era anche in rapporti con i _ faceva l'avvocato, che è significativo per alcuni aspetti che dovremmo trattare nel futuro delle udienze. Non so se è chiaro - non posso andare oltre per non pilotare la domanda, ecco, se è chiaro - ...
MS: Si, ricordo perfettamente che....anzi credo addirittura che questo avvocato, l'avvocato AC 1 sia stato avvicinato al gruppo proprio dal _ . Successivamente poi ha legato molto con _ questo avvocato AC 1.
PM: Ecco, che era questa persona?
MS: Anche lui credo sia di _ , compaesano del _ . E' un avvocato che sembra eserciti la professione a _. E' poi diventato compare di _ e negli anni a venire ..... cioè negli ultimi anni, prima del mio arresto del 90, lui veniva da _ tutte le settimane. Veniva li al bar _ in via _ e si appartava sempre con _ e a volte anche con il _ . Se lui arrivava e il _ non era presente stava lì ad attenderlo anche 2 o 3 ore, mezza giornata, finché lui giungeva.
Credo di aver intuito, perché il _ non me ne ha mai parlato, che questo Avvocato AC 1 in _, curasse degli interessi per conto dei fratelli _ .
PM: Lei ha mai visto se fu mai consegnato un qualche cosa a quest'Avvocato o se, per caso alcune persone vicine?
MS: A Lui ... a lui direttamente non l'ho mai visto, una mattina erano giunte lì al bar due persone con un'automobile giapponese rossa con targa _ e sono entrati nel bar e sono rimasti lì ad attendere. .
Cioè, io e gli
altri che non li avevamo mai visto ci eravamo subito insospettiti, no, vedevamo per la prima volta due persone mai viste. Poi è giunto ... dopo una mezzora abbondante è giunto il _, si sono salutati in maniera abbastanza calorosa, da li ho
capito che si conoscevano già da prima, cioè non era il primo incontro che facevano tra di loro. E dopo poco il _ ha consegnato loro un pacchetto, un pacco delle dimensioni di una scatola da scarpe avvolta in un giornale, questi han preso questa scatola e sono andati via.
PM: Lei sa, ha saputo che cosa conteneva questa scatola, le è stato detto qualche cosa o ha visto solo questo involucro?
MS: Sicuramente droga no perché altrimenti l'avremmo annotata oppure se ne sarebbe parlato. Ho dedotto che gli avesse dato dei soldi da portare in _.
PM: E' una sua deduzione comunque?
MS: E' una mia deduzione.
PM: Non ha avuto cioè indicazioni precise?
... omissis. ..
In occasione dell'udienza del 05.12.1995 tenuta in IV Corte di Assise di _ (vas. pag. 15 delle relative trascrizioni) l'imputato _ riferiva:
....omissis.....
PM: ha mai visto personalmente lo _ trattare, discutere di affari col _? L'ha mai visto venire con carte, con....
MI: sì. Poteva succedere che arrivava con carte, con buste o magari lì sentire che c'era da andare a parlare con l'avvocato, dal notaio o con un certo AC 1 di _.
PM: Chi è AC 1 di _?
MI: Si spacciava per un avvocato, un uomo piuttosto anziano, diciamo all'epoca aveva sui 50 anni, 55.
PM: E veniva anche lui in Via _ ?
IM: Sì, spesso. Quando veniva chiedeva prettamente del _ .
PM: E sa che rapporti aveva col...
IM: Ma sicuramente rapporti di affari.
PM: "Rapporti di"??
IM: Di affari. Cioè, secondo il mio punto di vista avranno avuto degli affari...
PM: Comunque lei è al corrente con esattezza di quali affari o è una sua così, deduzione visto che...
IM: Mah, è una mia deduzione in quanto che, quando sono andato via per un viaggio che ho avuto bisogno dei dollari, glieli ho chiesti al _ e il _ in quattro e quattr'otto ha reperito questi soldi e so venivano dalla _ questi dollari.
PM: E questo AC 1?
IM: Penso che abbia avuto i contatti con questo AC 1.
PM: Ma perché Lei sa che viveva in _?
IM: Sì.
... omissis...
Come già rappresentato in precedenza al PM inquirente, inoltre, nell'ambito dell'operazione "_
"
effettuata dalla DIA- Centro Operativo di _ -, il _ è emerso quale "p
ersona meritevole di punizioni per non aver rispettato patti precedentemente raggiunti in ordine a provviste di denaro che dovevano pervenire a _ o a persone di sua fiducia".
Tali circostanze emergevano dalle dichiarazioni rese nell'ambito di interrogatori effettuati nei confronti di _ e _ .
Nel medesimo procedimento, l'_, dichiarava di essere stato incaricato di procedere a più azioni di "recupero crediti" nei confronti di un tale successivamente identificato dal C.O. DIA in _ .
Queste vicende sarebbero accadute in quanto il _ avrebbe consegnato titoli di credito insoluti al _ a fronte di precedenti prestiti concessigli da quest'ultimo.
Appare interessante sottolineare che, l'_ , dichiarava
...omissis ... _ mi ha detto che con questa persona (_ ) era in società, ora non so dire se fosse la società di _ o quella di _ o altre a me sconosciute. In questa società era interessato anche tale AC 1 di _, chiamato da _ "Avvocato" o "Professore". Dico questo perché in occasione di visite di questo AC 1 ed in concomitanza con i raid presso la ditta di _ il _ chiedeva a me di spiegare quanto successo presso la ditta di _ in presenza del AC 1 come se dovesse darne conto anche a quest'ultimo. Queste circostanze accadevano solo in presenza di altre persone legate al _ come _ o lo _ . In questi incontri non vi era alcuna forma di reticenza o riservatezza e _ metteva al corrente il AC 1 di quanto avvenuto presso la ditta in provincia di _ . AC 1 interveniva nella discussione dimostrandosi interessato alla vicenda manifestando la necessità di incontrare direttamente il titolare (_ ), di non accettare più assegni o cambiali ma solo denaro contante.
Dal tenore delle conversazioni AC 1 risultava essere interessato direttamente alla vicenda. ...
omissis ..."..."
AC 1, in aula, ha cercato di banalizzare i suoi rapporti con il _, ma le surriprodotte dichiarazioni rendono vano il suo dire. La realtà dei fatti è che AC 1 ha sin dagli anni ottanta frequentato assiduamente il _ e gli altri membri del suo clan.
4. Delle condanne subite da _, detto _
e del processo _
All'uopo occorre riferirsi al casellario giudiziale italiano(cfr. classeur 45) dal quale risulta che _, nato il _in _ , è stato condannato da minorenne, il 27.6._, per violazione della normativa sugli stupefacenti, detenzione abusiva di armi, porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a un pubblico ufficiale, alla pena complessiva di anni 3 e mesi 11 di reclusione oltre che a una multa.
Con sentenza del Pretore di _ , _ è stato poi condannato il 12.12.1975 per violazione al T.U. delle norme sulla circolazione.
Con sentenza della Sezione Corte d'appello per minori di _, l'11.12.1978, _ è stato condannato per concorso in furto e falsa dichiarazione sulla identità propria, a mesi 6 di reclusione oltre che a una multa.
L'8.11.1982 con sentenza della Corte d'appello di _, _ è stato condannato per falsità materiale commessa da privato, per contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione, per falsa dichiarazione su qualità personali proprie, a mesi 6 di reclusione oltre che a una multa.
Con sentenza della Corte d'appello di _ del 23.1.1988, _ è stato condannato per violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope alla pena di anni 3 di reclusione.
Con sentenza del Tribunale di _ del 18.10.1989, _ è stato condannato per ricettazione ad anni 2 di reclusione oltre che a una multa.
Il 22.5.1992, con decreto del Tribunale di _, nei suoi confronti è stata ordinata la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per anni 5.
Con sentenza della Corte d'appello di _ del 2.6.1997, _ è stato condannato per concorso in incendio ad anni 4 di reclusione.
Con sentenza della Corte d'appello di _ dell'8.1.1998, egli è stato condannato per violazione del T.U. sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope ad anni 24 di reclusione oltre che ad una multa (la sentenza si trova nel classeur 70).
Con provvedimenti successivi è stato ordinato il cumulo delle pene a lui inflitte ed è stata determinata la pena da scontare in anni 27 e mesi 9 e giorni 2 di reclusione e ciò con decreto del 29.1.2002.
Nel casellario non è ancora iscritta la condanna all'ergastolo inflittagli con la cosiddetta sentenza _ .
La sentenza _ di primo grado è stata prolata nei confronti di _ e di altre persone in data 11.6.1997.
Per _ essa è stata confermata in Corte d'appello in data 17.2.2000.
Nel class. 69 in fine (e meglio a pag. 1698 e ss.) si legge che la Corte di cassazione, sez. VI. penale, con sentenza 19.3.2002, ha dichiarato inammissibile il ricorso di _ classe 1956, col che la condanna all'ergastolo inflittagli in sede di Corte d'appello per i reati ivi descritti è cresciuta in giudicato.
Le sentenze di I° e di II° grado del processo cosiddetto "_ " si trovano nel classeur da 62 in avanti.
A processo sono stati rinviati 133 accusati, tra i quali _.
Esaminando la sentenza d'appello risulta che costui è stato condannato all'ergastolo per numerosi reati, ovvero per concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato, per concorso in omicidio premeditato e per associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, per associazione finalizzata alla realizzazione della raffineria d'eroina di _ e infine per associazione per delinquere di tipo mafioso, giusta l'art. 416 bis CP _ no.
E' d'uopo qui riprendere testualmente le seguenti argomentazioni alle pagine 1617-1619 della citata sentenza (cfr. classeur 69):
"_ classe 1956
Viene confermato il giudizio di responsabilità per i reati di cui ai capi 10, 11, 12 (duplice omicidio _ ), 31 (omicidio _ ), 34 (omicidio _ ), 38 (omicidio _ ), 41, 44, 46 (omicidio _ -tentato omicidio _ ), 5 (sequestro _ ), 8 (sequestro _ ), 50 (associazione per traffico di stupefacenti), 69 (associazione mafiosa), 59 (associazione per la raffineria di _), 51, 57, 58, 61, 142 (traffici di stupefacenti e violazioni delle norme sul controllo delle armi), 84, 85 (tentata estorsione in danno di _ ), 182, 183 (rapina al deposito di pelli della ditta _ ).
La possibilità di riconoscere le attenuanti generiche è esclusa dai gravi e numerosi precedenti (violazioni della disciplina degli stupefacenti, violazioni delle norme sul controllo delle armi, resistenza a.p.u., furto, ricettazione, falsificazione di certificati ed altro), nonché dalla posizione di preminenza occupata dall'imputato per parecchi anni all'interno di aggregazioni malavitose che hanno suscitato vasto allarme sociale e dalla particolare efferatezza dei delitti commessi.
La Corte reputa congrue e non riducibili le pene dell'ergastolo irrogate dal primo giudice per i reati unificati di cui ai capi 10, 11, 12 (duplice omicidio _ ), per il reato di cui al capo 31 (omicidio _ ), di cui al capo 34 (omicidio _ ), di cui al capo 38 (omicidio _ ), di cui ai capi unificati 41, 44, 46 (omicidio _ - tentato omicidio _ ), e ciò avuto riguardo alla sussistenza in tutti i casi dell'aggravante della premeditazione.
Si richiama quanto è stato detto esaminando ciascun episodio anche per la sussistenza dell'aggravante della premeditazione, che peraltro non è stata specificamente messa in discussione con i motivi di appello.
Vengono confermate le pene irrogate per il sequestro _ (capo 5), per il sequestro _ (capo 8) e per i reati associativi già unificati dalla sentenza appellata (capi 50, 69, 59).
Per quanto riguarda il sequestro _ la pena di anni 25 di reclusione è allineata al minimo edittale, dovendosi applicare l'art. 630 comma 1 c.p. come modificato dall'art. 2 d.l. 21.3.1978 nr. 59, convertito nella L. 18.5.1978 n. 191.
Per quanto riguarda il sequestro _ la pena di anni 25 di reclusione è allineata al minimo edittale, dovendosi applicare l'art. 630 comma 1 c.p. come modificato dall'art. 2 d.l. 21.3.1978 nr. 59, convertito nella L.18.5.1978 N. 191.
Per quanto riguarda il sequestro _ la pena di anni 29 di reclusione è adeguata, tenendo conto che la pena di anni 25 di reclusione, allineata al minimo edittale, deve essere aumentata a causa delle aggravanti del numero di almeno cinque concorrenti e del danno patrimoniale di rilevante gravità (oltre un miliardo di riscatto) di anni 2 di reclusione per ciascuna aggravante.
Per quanto riguarda i reati associativi unificati è adeguata la pena complessiva di anni 29 di reclusione: pena base, per il reato più grave di cui al capo 50, anni 25 di reclusione (secondo le pene comminate dall'art. 74 DPR 309/90), tenendo conto che la pena minima nei confronti dei capi se l'associazione è armata è di anni 24 di reclusione e che tale pena deve essere aumentata per l'aggravante di almeno dieci associati.
Data la potente strutturazione dell'associazione mafiosa (capo 69) e la gravità dell'iniziativa intesa a realizzare il salto di qualità dalla commercializzazione anche alla produzione della sostanza stupefacente (associazione per la raffineria di _ di cui al capo 59) sono adeguati gli aumenti di anni 2 di reclusione per ciascuno di tali reati.
Per i reati di cui ai capi 51, 57, 58, 61, 142, già unificati con la sentenza appellata, la pena viene diminuita a complessivi anni 20 di reclusione e lire 200'000'000 di multa in base ai criteri di cui all'art. 133 c.p..
La pena base per il più grave reato di cui al capo 51 è reputata adeguata nella misura di anni 16 di reclusione e lire 16'000'000 di multa (secondo le pene comminate dal DPR 309/90): anni 10 di reclusione e lire 80'000'000 di multa, aumentati ad anni 15 di reclusione e lire 120'000'000 di multa per l'aggravante dell'ingente quantità (i traffici avevano ad oggetto anche forniture di decine di chili di eroina per volta), ulteriormente aumentati ad anni 16 di reclusione e lire 160'000'000 di multa per l'aggravante del numero di almeno tre concorrenti.
Tale pena viene aumentata ad anni 17 di reclusione e lire 170'000'000 di multa per la continuazione interna e per la continuazione esterna viene aumentata di anni 1 di reclusione e lire 14'000'000 di multa per ciascuno dei reati di cui ai capi 57 e 58, nonché di mesi 6 di reclusione e lire 1 milione di multa per ciascuno dei reati di cui ai capi 61 e 142.
Per i reati di cui ai capi 85 e 85, già unificati dalla sentenza appellata, la pena viene ridotta ad anni 4 di reclusione e lire 2'000'000 di multa: per il reato più grave di tentata estorsione - aggravata ai sensi dell'art. 628 comma 3 nn. 1 e 3 c.p. come richiamato dall'art. 629 comma 2 c.p. - anni 2 mesi 6 di reclusione e lire 1'200'000 di multa, aumentati ad anni 3 di reclusione e lire 1'500'000 per la continuazione interna, ulteriormente aumentati da anni 4 di reclusione e lire 2'000'000 di multa per la continuazione esterna con la detenzione ed il porto delle armi e dell'esplosivo.
Per i reati di cui ai capi 182 e 183, già unificati dalla sentenza appellata, la pena viene ridotta ad anni 8 di reclusione e lire 3'000'000 di multa: per il reato più grave di rapina - aggravato ai sensi dell'art. 628 ult. comma nn. 1 c.p. - anni 6 di reclusione e lire 1'500'000 di multa, pena aumentata ad anni 7 di reclusione e lire 2'000'000 di multa per l'aggravante di cui all'art. 61 n. 7 c.p., aumentata infine per la continuazione ad anni 8 di reclusione e lire 3'000'000 di multa.
Non è stata chiesta con i motivi dell'appello la continuazione fra reati non unificati dalla sentenza appellata.
La pena della reclusione risulta così di anni 115 di reclusione e quella della multa di lire 205'000'000 complessivamente.
Ai sensi degli artt. 72 e segg. c.p. tutte le pene vengono unificate in quella dell'ergastolo con l'isolamento diurno per anni 2 mesi 8 e lire 205'000'000 di multa.
L'assoluzione determina la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare limitatamente ai reati di cui ai capi 4 (sequestro _ ), 14 (omicidio _ ), 28, 29, 30 (omicidio _ e reati connessi), 36 (omicidio _ ), 60, 67, 160, 166.
Vengono confermate le ulteriori statuizioni della sentenza appellata. ... "
Per quanto più propriamente riguarda il reato associativo di stampo mafioso ex art. 416 bis CP italiano, si ha che _, insieme ai correi _ _ -fratello-, _ , _ _ classe 68, _ _, _, _, _ , _ , _ classe 59, _ _ , _ , _ -cognato, è stato ritenuto autore colpevole (cfr. classeur 68 p. 86 e ss.):
"... del reato p. e p. dagli artt. 416, I, II, III, IV comma C.P. e 416/bis, I, II, III e IV
comma C.P.
, per avere fatto parte di una associazione per delinquere di stampo mafioso, ed in particolare perché, di concerto tra di loro e _ (stralciato) e con legami costanti con altri gruppi criminali operanti in _ e zone limitrofe nonchè; in ambiti temporali contrassegnati da episodi di cd. "guerre di mafia", anche con gruppi operanti nella zona di _(v., in particolare, "gruppo _ "), nonché previa "spartizione" del territorio, considerato come fascia di ingerenza, con le persone di cui al capo che segue, mediante articolata e capillare distribuzione di compiti e funzioni, mediante costante ed organizzata attivita' di controllo del territorio dei Comuni di _, _ e zone limitrofe, nella parte di loro quotidiana ed abituale frequentazione, attivita' svolta direttamente o tramite persone di volta in volta reclutate per la esecuzione di veri e propri servizi di pattugliamento finalizzati a segnalare eventuali presenze di Forze di Polizia, o di personaggi ritenuti membri di differenti organizzazioni criminali, mediante sistematico. ricorso alla violenza per la definizione di qualsivoglia tipo di contrasto sia nel territorio in questione e sia in altre zone e sempre, e comunque, in ragione delle attività illecite dagli stessi
poste in
essere o per ragioni di "prestigio" (v. capi 13 e seguenti) mediante reperimento di garage, box o abitazioni di compiacenti persone finalizzati alla custodia di ingenti partite di sostanza stupefacente, armi ed auto rubate e destinate ad ogni singola illecita attivita', luoghi idonei, altresì, a determinare la piu' estesa presenza sul territorio indicato, mediante il ricorso alla violenza anche allo scopo di "esemplarietà" e, quindi, al fine di incutere timore e soggezione nei confronti degli abitanti le zone in questione, mediante attivita' di intimidazione pressoche' costante in occasione di vicende giudiziarie a loro carico e mediante lo stato di compulsione psichica determinato dal numero delle persone direttamente operanti nella associazione e dalla facilita' di aggregazione ovvero di reclutamento di persone, per lo piu' aventi le loro stesse origini natali, per singole attivita' illecite, così agendo, valendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omerta' derivanti dalle condotte indicate, ponevano in essere una serie indeterminata ed indeterminabile di delitti tra i quali le violazioni della Legge Stupefacenti, omicidi e tentati omicidi, detenzioni e trasporto armi, sequestri di persona a scopo di estorsione, rapine, ricettazioni di auto e di cui, per la gran parte, ai capi di imputazione gia' in precedenza agli stessi ascritti rispettivamente, reati agevolati e portati ad effetto proprio in ragione della indicata ingerenza, dominio e controllo territoriali.
Con l'aggravante dell'essersi trattato di associazione armata.
In _ , _ e zone limitrofe in riferimento all'art. 416 C.P. dagli anni 79/80 sino al 29.9.82 e, in riferimento all'art. 416/bis C.P. dal 29.9.82 sino ad epoca antecedente e prossima l'ottobre del 1993, con le specificazioni temporali, per ciascuno loro, di cui già al capo 50. ..."
Giusta l'art. 416bis del Codice penale italiano (in vigore dal 1984) è infatti punito per associazione di tipo mafioso "
chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da due o più persone con la reclusione da 3 a 6 anni. Coloro che promuovono, dirigono, organizzano l'associazione sono puniti perciò solo, con la reclusione da 4 a 9 anni.
L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza d'intimidazione, del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione, o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici, o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire o di ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazione elettorale.
Se l'associazione è armata si applica la pena della reclusione da 4 a 10 anni nei casi previsti dal 1° comma, e da 5 a 15 anni nei casi previsti dal 2° comma.
L'associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento delle finalità dell'associazione, di armi o materia esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto e in parte con il prezzo, il prodotto, il profitto di delitti le pene stabilite nei comma precedenti sono aumentate da 1/3 alla metà.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servivano o furono destinate a commettere reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche alla camorra e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelle delle associazioni di tipo mafioso."
A non averne dubbio, i requisiti che devono concorrere per la sussistenza del surriprodotto art. 416bis CPI sono in numero maggiore di quelli che fissa l'art. 260ter CPS. Nondimeno entrambe le norme esigono che siano dati i requisiti dell'organizzazione e dell'omertà.
La norma italiana condanna solo il membro, il partecipe, mentre che la norma _ reprime anche il sostegno ad una organizzazione criminale. In _ , in via giurisprudenziale, è peraltro già stato ammesso il cosiddetto "concorso esterno", con conseguenti condanne da parte dei tribunali, ex art. 416bis CPI, di persone che, pur non essendo membri dell'organizzazione criminale, l'hanno nondimeno favorita, procurandole vantaggi.
Tutto ciò premesso, va detto che AC 1 in aula ha ammesso di aver conosciuto il _ in un contesto penale e di aver saputo degli arresti del dicembre 1990 e dell'ottobre 1993, di aver saputo degli arresti di numerose altre persone nel contesto dell'indagine _ e pure di aver saputo delle condanne pronunciate nei confronti del _ e dei correi. Ne aveva saputo attraverso la _ ma anche perché del processo ai calabresi ne aveva ampiamente riferito la stampa italiana.
Detto del _ (ma anche degli altri correi, in particolare del fratello _ , dei cognati _ e _ ), è qui d'uopo ricordare che nel processo _ sono stati condannati anche i fratelli di _, ovvero _ (_) e _ (_), il primo all'ergastolo e il secondo a 30 anni di reclusione.
_ è stato condannato a 8 anni di reclusione, _ a otto anni di reclusione, _o _ a 16 anni di reclusione e _ a quattro anni e quattro mesi di reclusione (secondo quanto segnalato dal Comando della Guardia di Finanza l'11.1.1990, AC 1 avrebbe avuto contatto anche con quest'ultimo; cfr. rapporto di polizia p. 343).
A proposito del _ , è interessante annotare che nella sentenza _ , nel classeur 65 a p. 1554, si legge quanto segue (e sono parole riprese da una deposizione di _ _):
"Tale vicenda ebbe origine come segue: i fratelli _ ebbero a ricevere da _ ..... il cui fratello era detenuto all'epoca o a _ o a _ , l'incarico di procurare un'assunzione di lavoro per un sudamericano detenuto in uno di questi carceri e ciò per poterne agevolare l'uscita in semilibertà. Questo perchè su indicazione di _ , quel sudamericano si sarebbe adoperato per far pervenire cocaina in _ a prezzi competitivi. Il _ riuscì a procurare un'assunzione presso la tipografia di un certo _ , sita in via _ a _. Si trattava di un conoscente del _ al quale aveva fatto anche dei prestiti. Non so come si chiami questo sudamericano e non lo vidi mai, so solo che costui uscì dal carcere e che ebbe contatti con il _ per ottenere i falsi documenti per allontanarsi dall'_ e il _ glieli procurò, non so da chi, posso solo dire che spesso per i falsi documenti ci si rivolgeva a _ , di cui parlerò.
Credo che il _ ebbe già a prendere accordi con costui circa una fornitura di cocaina, anche perchè dopo un po' di tempo dalla sua uscita dall'_ giunse un certo _ che prese contatti con il _ e con _ . Lo vidi solo allorché scarcerato.
Tutta l'operazione per la fornitura di cocaina fu eseguita da _ dato che lui era già stato conosciuto dal _ e io non volevo farmi vedere data l'inutilità dei rischi di tali maggiori conoscenze da parte del colombiano. Mi pare di aver capito che facesse parte del cartello di _ . Ho appreso che il padre del _ è un noto avvocato colombiano.
Il _ fece pervenire a mano dell'_ circa 6 kg di cocaina...."
La sentenza _ di I° grado dà poi anche riscontro delle attività finanziarie del "gruppo _" (cfr. classeur 64, p. 1167 e ss.), spiegando nei dettagli i collegamenti tra il _ e i cognati _ (_ in particolare) nonché tra il _ e le società del "gruppo" tra le quali figura pure la _ .
In quel capitolo la sentenza illustra pure i rapporti intercorsi tra _, _ , _ , ecc. e AC 1.
Di rilievo è l'accertamento della sentenza secondo cui i membri del clan _ non hanno mai svolto attività alcuna al di fuori di quelle illecite, risp. di quelle volte ad investire attraverso società di copertura, i proventi di dette illecite attività.
E' altresì interessante annotare che nella sentenza d'appello si fa pure esplicito riferimento al fatto che, nel sequestro _ , i _ non avevano un interesse diretto nondimeno si sono sentiti obbligati a dare appoggio ai cugini _e dando loro questo appoggio intendevano guadagnare, in vista di eventualità futura, la riconoscenza dei gruppi di _ coinvolti nel progetto.
In buona sostanza, i _ hanno procurato e messo a disposizione dei sequestratori (i _) un box in cui nascondere l'ostaggio fino al momento del suo trasferimento in _ (classeur 69 p. 984 ss).
E infine me_ qui di essere riportato il seguente paragrafo della sentenza d'appello (a p. 1219) ove, in relazione alle posizioni di _, di _ , di _, di _ e di _, nonché di altre persone per rapporto alle imputazioni di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e di associazione a scopo mafioso, si legge:
"Le prove acquisite dimostrano esaurientemente che il gruppo dirigente: (il cosiddetto «governo») dell'associazione finalizzata al narcotraffico (capo 50) nonché della concorrente associazione di tipo mafioso (capo 69) era formato - oltre che dai due detti collaboratori - anche da _ (classe 56), da _ e da _ , quest'ultimo peraltro limitatamente ad un periodo compreso dalla fine dell'84 ed il 1985.
L'attività direttiva dell'associazione riguardava precipuamente la promozione del coordinamento delle singole condotte relative al traffico organizzato di sostanze stupefacenti senza peraltro escludere in una pluralità di episodi specificamente contestati lo stesso concorso materiale nei reati. (capo 51)."
La sentenza d'appello, alle pag. 1212 e 1213, riassume anche i fatti che sono alla base della sentenza emessa il 23.1.1988 dalla Corte di appello di _ nel processo a carico di _ ed altri. È qui utile ricordare che in tale processo di _ venne condannato, per commercio di sostanze stupefacenti, _. È altresì importante ricordare che, a dire di AC 1, egli conobbe il _ proprio nel contesto di questo procedimento, allorché il _ sarebbe venuto a contattarlo a _ nel suo studio legale sottoponendogli gli atti di questo dossier e chiedendogli consulenza, col che è pacifico che sin dall'inizio la conoscenza di AC 1 con _ fu caratterizzata dalla consapevolezza di AC 1 che il _ era persona già negli anni ottanta inquisita per commercio di stupefacenti e poi, negli anni novanta, inquisita per una serie impressionante di reati commessi in un contesto di 'ndrangheta, per i quali fu condannato all'ergastolo.
5. L'operazione _

Prima di esporre fatti e circostanze della cosiddetta "operazione _" giova qui rammentare che, in fatto, essa è stata descritta nell'atto d'accusa ai punti da 3.1 a 3.6, con la qualifica in diritto di "ripetuto riciclaggio di danaro aggravato" e al punto 2., con la qualifica di "infrazione aggravata alla LF stupefacenti".
E' qui pertanto il caso di richiamare il testo di dette norme, corredandolo con una breve esposizione di diritto.
5.1.
Per l’art. 19 della LF sugli stupefacenti (LS), chiunque intenzionalmente e senza essere autorizzato, tra l’altro, acquista, trasporta, importa, esporta, deposita, detiene, distribuisce, procura, negozia per terzi o vende stupefacenti, fa preparativi a questi scopi,
finanzia un traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento
è punito con la detenzione o con la multa (n. 1). Nei casi gravi la pena è della reclusione o della detenzione non inferiore a un anno, cui può essere cumulata una multa fino un milione di franchi (n. 2).
Un caso è ad esempio grave se l’autore sa o deve presumere che la sua infrazione si riferisce a una quantità di stupefacenti che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (lett. a), oppure se l'autore agisce come membro di una banda costituitasi per esercitare il traffico illecito di stupefacenti (lett. b). La nozione di banda corrisponde a quella degli art. 137 e 139 CP. Occorre quindi che due o più persone si mettano assieme con la volontà, espressa o tacita, di commettere in futuro più azioni criminose, anche se non ancora ben definite e/o pianificate (DTF 100 IV 220; 102 IV 166; Schubarth, Komm., all'art. 137 n. 129 ss).
Di un caso grave si rende inoltre responsabile chi, trafficando per mestiere, realizza una grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole (lett. c).
La presenza di più motivi qualificanti non consente di superare il limite superiore della pena edittale, ma può essere considerata nel contesto dell'art. 63 CP (DTF 124 IV 295, 120 IV 330; Albrecht, Komm., n. 210 all'art. 19 LS).
Venendo ad esaminare più da vicino la norma di cui al capoverso 7 del citato art. 19 n. 1 LS, si ha, per costante giurisprudenza (ribadita ancora di recente dal Tribunale federale nelle decisioni del 6.06.2003 in re R., inc. 6S.59/2003, e del 25.09.2002 in re M. e W., nota come sentenza "_ "), che la nozione di finanziamento deve essere intesa in senso lato (cfr. DTF 121 IV 293 consid. 2a p. 295). Punendo colui che fornisce i soldi necessari per finanziare il traffico illecito, viene eretta a fattispecie autonoma - da reprimere con particolare severità - la complicità nella messa in commercio di stupefacenti, nella misura in cui essa riveste la forma di un finanziamento. Finanzia un traffico illecito di stupefacenti chiunque fornisce i mezzi finanziari che permettono di procurare, trasportare o spacciare stupefacenti. Una partecipazione diretta dell'autore ai rischi dell'operazione non è necessaria. Realizza l'infrazione chiunque consegna danaro sapendo e volendo, o quantomeno prendendo in conto e accettando, di favorire un traffico illecito di stupefacenti. In altri termini, chiunque presta, partecipa o dà dei soldi o investe con l'intenzione di favorire un traffico di stupefacenti, o per lo meno accettando la probabilità di tale finanziamento, viola con dolo la disposizione precitata.
La nozione di traffico congloba i comportamenti descritti ai capoversi da 1 a 6 del testé riprodotto art. 19 LS. Deve comunque trattarsi di un traffico futuro che non si è ancora realizzato.
5.2.
Giusta l'art. 305bis CP, in vigore dal 1.1.1990, commette riciclaggio di danaro chiunque
"compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine, è punito con la detenzione o con la multa".
Alla cifra 2, la norma dispone che
"nei casi gravi, la pena è della reclusione fino a cinque anni o della detenzione. La pena privativa della libertà è cumulata con la multa fino a un milione di franchi.
Vi è caso grave segnatamente se l'autore:
a. agisce come membro di un'organizzazione criminale;
b. agisce come membro di una banda costituitasi per esercitare sistematicamente il riciclaggio;
c. realizza una grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio".
Giusta la cifra 3,
"l'autore è punibile anche se l'atto principale è stato commesso all'estero, purché costituisca reato anche nel luogo in cui è stato compiuto."
Il legislatore ha collocato la norma nel titolo dei reati contro l'amministrazione della giustizia.
In merito all'infrazione principale, per crimine s'intende una fattispecie (anche verificatasi all'estero, purché costituisca reato pure nel luogo di commissione: citato art. 305bis n.3 CP) punibile, secondo il diritto svizzero (art. 9 CP), con la reclusione (
Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, n. 10 all'art. 305bis, p. 529 e giurisprudenza citata). Essa è in ogni caso provata se è oggetto di una sentenza definitiva, ma può essere accertata anche in assenza di ciò (
Trechsel, Kurzkommentar, n. 11 all'art. 305bis). L'accertamento che il valore patrimoniale provenga da un'infrazione passibile di reclusione è peraltro sufficiente, nel senso che non è necessario conoscere l'autore né i dettagli dell'infrazione medesima (DTF 120 IV 328 cons. d;
Corboz, op. cit., n. 11 all'art. 305bis, p. 529). Neppure è richiesto che il riciclatore sia perfettamente in chiaro sulla comminatoria di pena; basta ch'egli sappia o debba presumere di riciclare il provento di un reato severamente punito (Corboz, op. cit., n. 42 all'art. 305bis, p. 537).
La semplice conservazione del provento di un crimine (SJ 2001 I 234) o il versamento su un conto bancario personale, aperto nel luogo di domicilio e destinato agli abituali pagamenti privati (DTF 124 IV 270), non sono atti di riciclaggio. Sono invece suscettibili di vanificarne l'origine, il ritrovamento o la confisca il fatto, ad esempio, di nasconderlo, o il fatto di portarlo all'estero o di investirlo o di cambiarlo in altra valuta (DTF 127 IV 20; Corboz, op. cit., n. 25 all'art. 305bis e riferimenti;
Trechsel, Kurzkommentar, n. 18 all'art. 305bis e riferimenti).
La giurisprudenza indica inoltre che il riciclaggio può concorrere con il finanziamento di un traffico di stupefacenti giusta l'art. 19 n. 1, cpv. 7 LS, stante che i beni giuridicamente protetti non sono gli stessi (cfr. la già citata decisione del 6.06.2003 del Tribunale federale in re R., inc. 6S.59/2003, consid. 2.1). Ma di ciò si dirà più nel dettaglio al considerando 8.1.
Per quanto attiene all'aggravante di cui alla lettera b dell'art. 305bis CP in discussione, la nozione di banda è la medesima già descritta in relazione all'aggravante di cui all'art. 19 n. 2 lett. b LS.
Per l'ulteriore aggravante di cui alla lettera c, devono ricorrere cumulativamente l'agire per mestiere nonché il conseguimento di una grossa cifra d'affari, risp. di un guadagno considerevole. Il mestiere si determina secondo i criteri abituali. Esso implica un'attività delittuosa ripetitiva, come tale denotante la prontezza del reo a reiterare nello stesso campo, esercitata alla stregua di una professione, anche accessoria, deducibile dal tempo e dai mezzi consacrati, dalla frequenza dei singoli atti durante un certo periodo e dall’intento di garantirsi redditi non indifferenti e relativamente regolari (DTF 116 IV 319 e 335; 117 IV 65; 119 IV 129; 123 IV 116).
5.3.
Venendo ai fatti, si ha che, in sede di perquisizione dell'ufficio di AC 1, la polizia ha rinvenuto, tra le altre, una mappetta gialla (Biella 170 400/Jura) su cui l'accusato ha scritto "cambio soldi clienti" (in atti reperto 14 in cubo A).
Al riguardo AC 1, nel verbale del 12.7.2002, aveva dichiarato:
"L'interrogante mi fa osservare che in diversi casi, oltre a dei brogliacci manoscritti, e prima della stesura definitiva su computer, sono stati rinvenuti dei documenti dattiloscritti e mi chiede chi ha proceduto a battere tali documenti considerato che gli stessi appaiono privi d'errori e ben impaginati mentre la mia corrispondenza dattiloscritta è piuttosto disordinata e piena di errori dattilografici.
Rispondo che i documenti dattiloscritti sono stati allestiti da me che pur scrivendo con sole due dita so, se presto attenzione, impaginare e scrivere correttamente con la macchina da scrivere.
In questi periodi per la mia particolare situazione invece trascuro molto la forma e l'ortografia.
L'interrogante mi chiede se questi conteggi sono mai stati consegnati a terze persone.
Rispondo che ... omissis... per quanto concerne i conteggi della mappetta gialla (BIELLA 170 400/Jura) gli stessi sono stati consegnati su sua esplicita richiesta ad _ _.
... omissis...
Era stato lo stesso _ che mi aveva invitato a dare a lui i conteggi e non al _al quale avevo consegnato i primi.
Ricordo chiaramente che _ voleva visionare lui i documenti perché lamentava una differenza di 2,3 milioni di franchi che a fronte dei conteggi io gli spiegai aver già dato direttamente a _ a _."
Gli inquirenti, stampando i file del PC in uso nell'ufficio di AC 1, hanno altresì ritrovato ulteriori conteggi (intitolati "Movimenti") che pur essendo in stretto nesso con il contenuto della mappetta gialla, non erano in essa contenuti.
Sia i conteggi di cui alla mappetta gialla, sia quelli estrapolati dal PC, riguardano e riflettono la cosiddetta operazione _.
Detto in estrema sintesi, l'operazione _ è un'operazione di cambio di lire, curata da AC 1, per conto di terzi (il cambio lo fece fare materialmente a _), in franchi e poi, in parte, in dollari, per un valore complessivo di circa sedici miliardi e mezzo di lire, e meglio di narcolire, stante che, come si vedrà più avanti, detta somma di danaro è pacificamente provento del narcotraffico.
L'operazione _ così come risulta dall'insieme dei conteggi allestiti da AC 1 si è materializzata nella più gran parte nel corso dei mesi di giugno/luglio/agosto 1993. È in questi mesi che AC 1 ha preso in consegna da tali _ e _ (emissari del narcotrafficante boss di "_" _), a tranches - in genere - di mezzo miliardo l'una, la totalità delle lire suddette. È in tali mesi che AC 1 ha fatto cambiare da _ la totalità di dette lire, prima in franchi e poi, in parte, in dollari. Per i franchi, _ consegnava a AC 1 banconote da fr. 1'000.-.
La riconsegna ai suoi mandanti delle somme cambiate non è più avvenuta per tranches (contrariamente all'_ , il _ non praticava restrizioni in materia di valuta) bensì per importi ingenti, di regola ottenuti raggruppando i cambi di alcuni giorni. Così è accaduto che le due prime tranches da mezzo miliardo di lire l'una, arrivate il 10 e il 14.6.1993 (dedotta la commissione di trasporto pari all'1 per cento e ulteriori fr. 10'000.- circa), sono state rimesse, in ragione di fr. 945'945.- nelle mani di _ quello stesso 14.6.1993.
Le ulteriori tranches di lire arrivate tra il 14 e il 21.6.1993, previo cambio in franchi e in dollari, sono state rimesse in ragione di US dollari 1'253'200.- a _ in data 22 o 24.6.1993.
Ulteriori US dollari 1'900'000, AC 1, accompagnato da _ , ha accettato di trasportarli lui a _ , dove si recò il 28.6.1993 e dove rimase fino al 3.7.1993, trovandosi a essere presentato di persona ad _.
Tornato che fu dal _, il 14.7.1993 ricominciarono gli arrivi dall'_ delle narcolire, ancora a tranches da circa mezzo miliardo l'una per quasi 10 miliardi di lire, e ciò in 19 occasioni, fino al 2.8.1993.
Dai citati conteggi emerge che AC 1 le cambiò in franchi (e non anche in dollari). Da essi risulta altresì che AC 1 ricevette il 27.7. e il 4.8.1993 due somme di danaro già in valuta _, e meglio fr. 900'000.- il 27.7.1993 e fr. 1'400'000.- il 4.8.1993 e ciò per totali fr. 2'300'000.-. Dedotte spese e commissioni, risulta che il 5 agosto (o forse il 7 agosto 1993) AC 1 restituì fr. 3'315'164.- (pari a Lit. 3'534'290'000) a V., il 6.8.1993 consegnò a _ fr. 5 milioni e l'11.10.1993 consegnò fr. 2'000'000 al genero di _, _, novello sposo di _ che aveva passato a _ qualche giorno in viaggio di nozze prima di rientrare in _ (cfr. conteggio "_ " in cubo C cl. 5a).
Rimase in possesso di AC 1 (che lo custodiva nel solito caveau) l'importo di fr. 1'302'000.-, somma che con 13 versamenti, egli provvide a versare, tra il 21.9. ed il 7.10.1993, sul conto della società _ (ora _) da lui gestito.
Solo a partire dal 10.2.1995, dopo che _, avvocato canadese di _, venne a _ (insieme a tale _), seguendo le di lui istruzioni, AC 1 provvide a trasferire il danaro negli _ , presso una banca di _ ove aveva il conto lo studio legale _ , ad evidente disposizione del _ e quindi di _.
Questa, in sintesi, l'operazione _ così come la si può desumere dalle registrazioni tenute dallo stesso AC 1 (e verificate dell'Efin, cfr. classeur 88).
Per quanto attiene al contesto in cui essa è avvenuta, al dibattimento, AC 1 ha dichiarato di esservi stato coinvolto da _, verosimilmente nella primavera del 1993.
Nei verbali istruttori AC 1 aveva collocato la proposta fattagli da _ di partecipare ad un'operazione di soldi nel periodo 1990-1991.
In aula, invece, l'accusato ha dichiarato che la proposta gli è stata fatta da _ dopo che costui era stato scarcerato (ovvero: n.d.r. dopo il 25.3.93) e, per ossequiare le norme relative agli arresti domiciliari, aveva dovuto "trovare" (si fa per dire) un posto di lavoro. Accadde dunque - secondo AC 1 - che _ lo invitò a raggiungerlo in un bar in zona _ , nel quale _ faceva finta di lavorare. Qui giunto, _ lo presentò a un tale "_ " (ovvero a _) dicendogli che costui doveva fare "un'operazione di soldi" , intendendo con ciò un'operazione di cambio di valuta dell'ordine di 16-19 miliardi di lire. In quella o in una successiva occasione, _ gli disse di chiedere una commissione del 4 per cento, da dividere tra loro due (_ e AC 1). A dire di AC 1, _ comparve poi senza preavviso, nel suo studio di via _, qualche tempo dopo che _ gliel'aveva presentato. Sarebbe (il _) venuto da AC 1 con una borsa piena di lire, chiedendogli se era pronto per cambiarle. AC 1 avrebbe subito contattato _ e le lire sarebbero tosto state cambiate in franchi.
In aula, all'inizio dell'interrogatorio, AC 1 ha sostenuto che _, in quell'occasione, gli avrebbe detto che il proprietario dei soldi non era lui e che il danaro proveniva dal commercio di smeraldi colombiani di proprietà di un venezolano. Un accenno agli smeraldi, AC 1 l'aveva invero già fatto negli ultimi verbali istruttori. Invece nei primi verbali, AC 1 aveva ammesso di aver sospettato sin dall'inizio che le lire che aveva cambiate erano provento di reato, e ciò a motivo delle inusuali modalità con cui l'operazione era cominciata (cfr. verbali 1.12.2000 e 5.12.2000 in classeur 5 all. 1 e 3).
In aula, proseguendo l'interrogatorio, AC 1 ha per finire abbandonato la versione del commercio di smeraldi, ammettendo che sin dall'inizio egli aveva capito che l'origine del danaro era dubbia, sia perchè _ gli era stato mandato da _, sia perchè il danaro non poteva essere cambiato in banca (e, difatti, AC 1 per crearsi una copertura, provvide, ad un certo momento, a confezionare - con la tecnica del fotomontaggio - tre false dichiarazioni, secondo le quali, contrariamente al vero, le lire sarebbero state cambiate in banca, e meglio presso la _ , la _ di _ e presso il _ ).
In aula AC 1, dunque, è, per finire, giunto ad ammettere non solo che le lire non provenivano dal commercio di smeraldi, ma altresì che mai egli ebbe ad informarsi della loro provenienza e ciò perchè "lui aveva già capito tante cose...".
La realtà è che AC 1 non solo aveva capito "tante cose", bensì sin dall'inizio non poteva non avere capito che di danaro d'illecita provenienza si trattava, sia perchè l'affare gli veniva portato dal _, sia per l'ingente importo in contanti da cambiare, sia perchè si trattava di contante che non poteva essere direttamente, da AC 1, portato in banca, ma solo poteva essere cambiato a tranches, attraverso un cambista di professione. E fu per questo motivo che le lire dovettero essere suddivise in tranches da mezzo miliardo cadauna e trasportate - come cennato - anche più volte al giorno, col che - come ben ha spiegato _ in aula - si otteneva un duplice scopo: quello di diminuire il rischio di eventuali "perdite" (in _ o "sottorete") e quello di non allarmare la/le banca/banche alla/alle quale/quali il cambista, per finire, si rivolgeva per effettuare il cambio.
Col che ne deriva che, nelle descritte circostanze, AC 1 in nessun momento fu in buona fede circa la provenienza delle lire che egli, sin dall'inizio, seppe essere di origine dubbia e sospetta, molto verosimilmente provento del narcotraffico (non si dimentichi che, a AC 1, era ben noto, nella primavera del 1993, che chi l'aveva introdotto nell'ingente e lucroso affare era quel _, già condannato a _ per traffico di stupefacente e a quel momento agli arresti domiciliari dopo una nuova carcerazione durata dal 3.12.1990 al 25.3.1993 sempre per traffico di stupefacenti). Senza dimenticare che anche la destinazione del danaro (il _ ) era tale da fargli crescere dentro più di un dubbio.
Ciò premesso, si ha che, per sua ammissione, AC 1 ebbe poi certezza che tutta l'operazione riguardava danaro proveniente dal narcotraffico, quando lui stesso si recò a _ , insieme a _ , per portarvi l'importo di US dollari 1'900'000.- in contanti ed ebbe modo di conoscere _.
Nel seguito, per comodità di chi legge verranno riportati stralci di verbali nei quali AC 1 ha ammesso tale consapevolezza, consapevolezza che egli ha peraltro, negli stessi termini, ammesso di aver avuto anche al dibattimento.
Nell'ordine si ha che AC 1 ha narrato le circostanze della sua conoscenza con _ a partire dal verbale del 1.12.2000 (cl. 5 all. 1 p. 8) anche se all'epoca ancora taceva il fatto che l'affare gliel'aveva proposto il _ e quando ancora chiamava "_ " il _.
Si legge nel citato verbale:
"... Ad integrazione delle precedenti dichiarazioni inerenti la trasferta in _ devo precisare che la sera stessa del nostro arrivo, a _ , il signor
_
ci lasciò in albergo (_ ) e si ripromise di raggiungerci il giorno dopo, come in effetti avvenne.
Ci trovammo all’uscita del _ , non ricordo se
_
era già partito per la sua fattoria o era ancora con me, dove notai che nella macchina con la quale era arrivato (un fuoristrada coi vetri scuri) c’era un uomo.
_
mi chiese se avevo piacere ad andare a pranzo con loro, chiedendomi quanti giorni sarei rimasto a _ .
Dopodiché si andò a pranzo presso il ristorante “_ ”, ritrovo gestito da italiani ad una trentina di chilometri da _ .
Preciso che salendo sulla vettura l’individuo a me sconosciuto mi disse unicamente: piacere.
_
mi chiese spiegazioni sul fatto che avevo portato
_
a _e io gli dissi che era per ragioni di prudenza, avendo tanti soldi con me.
_
mi chiese anche se era una persona fidata ed io risposi di sì.
Durante il pranzo lo sconosciuto mi chiese se facevo da tanto tempo queste operazioni di cambio valuta, se operavo nel settore finanziario e altro ancora.
ADR
che lo sconosciuto aveva all’incirca 50 anni, di statura medio-bassa, corporatura normale, capelli brizzolati, che si esprimeva in italiano con un leggero accento siciliano. Egli vestiva elegante.
Alla fine del pranzo fu lo sconosciuto che mi disse: avvocato, siccome l’operazione continuerà ancora per un po’ di tempo vorrei che lei mi stendesse un rendiconto sull’operazione stessa. A quel punto
_
mi fece l’osservazione nel senso che avevo preso una percentuale troppo alta, in riferimento al mio 3% (n.d.r.: recte 4%).
Da parte mia, illuso che l’operazione potesse continuare nel tempo e avendo constatato l’ingente somma di denaro di cui disponevano, accettai una riduzione al 2% di commissione.
Al termine del pranzo fui riportato all’albergo. Noi tre prendemmo un “drink” al bar ed in seguito
_
e lo sconosciuto si allontanarono con la ripromessa di rivederci la mattina dopo.
Fu proprio quella sera che
_
mi diede i 35'000 USD a copertura delle mie spese, di cui ho ampiamente riferito.
ADR
che facendo mente locale non credo che
_
abbia partecipato a questo pranzo.
La mattina seguente, verso le ore 11.00,
_
e lo sconosciuto mi hanno raggiunto in albergo dove in mia compagnia c’era pure
_
.
Fu in quella circostanza che
_
mi presentò lo sconosciuto con il nome di .
Durante la discussione che seguì,
_
assente,
_
mi chiese quando avrei fatto rientro in _ poiché vi sarebbero state delle ulteriori consegne di contanti e mi avrebbero fatto sapere l’uso che ne avrei dovuto fare.
Da quel giorno non ci siamo più rivisti fino alla mia partenza da _ .
Il giorno del mio rientro in _ vennero all’albergo a prenderci
_
e , che ci accompagnarono all’aeroporto.
Prima di entrare in aeroporto mi chiese se sapevo chi fosse,
_
assente, ed io risposi “il fratello di
_
”. A quel punto mi disse io sono
_
, senza specificare il nome di battesimo.
Sia
_
, sia
_
, non entrarono in aeroporto.
ADR
che quando mi disse di essere
_
io rimasi di “merda” perché anche se non nei dettagli sapevo benissimo, per averlo appreso dalla stampa, chi erano i
_
. Più precisamente la famiglia mafiosa
_ -_
.
A quel momento mi prese il panico e avrei voluto mandare tutto all’aria ma ormai mi vedevo compromesso e di conseguenza, più per paura, feci finta di niente li salutai e mi recai verso il ceck-in.
Anche durante il viaggio di rientro in _ mi sentivo turbato, l’aver saputo che l’ si identificava in
_
, mi spaventava ma nel contempo mi rendevo conto che non potevo più tirarmi indietro dall’impegno che avevo assunto.
ADR
che a quel punto i miei dubbi sulla provenienza illecita del denaro che mi veniva consegnato dagli uomini di
_
, divenne una certezza.
Dubitai anche, vista l’attività dei
_ -_
, che gli stessi provenivano da traffico di stupefacenti. ..."
Nel verbale del 4.12.2000 (cfr. cl. 5, all. 2) AC 1 così ha descritto, dopo il rientro dal _, _ e la sua organizzazione:
"... Ricordo che dopo il nostro rientro dal _, parlando del più e del meno con _ gli spiegai che le persone che avevamo incontrato a _erano finanziariamente potenti. Gli dissi chiaramente che alla testa di queste persone c'era _ e che lo stesso, dopo gli arresti dei fratelli _ che io avevo appreso dai giornali, sicuramente aveva ereditato il loro impero ... ".
Nel verbale del 5.12.2000 (cl. 5, all. 3, p. 1 e p. 7) AC 1 ha fatto un primo cenno a _, associandolo a _, ma senza andare oltre. Ha invece ribadito il fatto che, dopo la conoscenza con _, egli fu certo che il danaro che stava trattando era frutto del narcotraffico.
Si legge infatti nel citato verbale:
"Dopo aver acquisito più tranquillità in considerazione delle persone con le quali ho avuto a che fare, ad integrazione delle precedenti audizioni del 01.12.2000 e 04.12.2000 in merito all’operazione “
_
”, devo dire quanto segue.
Devo anzitutto dire che purtroppo, per motivi indipendenti dalla mia volontà e in conseguenza delle mie origini calabresi a partire dal 1984/85, quando ho conosciuto
_
nelle circostanze già riferite, mi sono venuto a trovare in un contesto di rapporti senza soluzioni di continuità con esponenti di organizzazioni criminali. In particolare con
_
esponente della mafia calabrese (‘ndrangheta) e con
_
appartenente a _ siciliana.
... omissis...
ADR
che le operazioni eseguite dopo la mia prima trasferta a _le ho fatte con la consapevolezza che l’avente diritto economico era
_
e che quindi poteva trattarsi di denaro provento da reato.
Sospetto che peraltro avevo già prima dell’identificazione di
_
per via delle modalità adottate nell’operazione.
Preciso comunque che solo dopo aver saputo che i soldi erano di pertinenza del
_
, ebbi la certezza che quel denaro era provento da narcotraffico.
Come già spiegato nei precedenti verbali ero comunque arrivato ad un punto di non ritorno. ..."
Circa la caratura del personaggio _, AC 1 ha ribadito ancora nel verbale del 21.02.2001 (classeur 5, all. 17) che:
"... Voglio in proposito precisare che quando ho fatto l'operazione con _ io non avevo conosciuto ancora _ pur sapendo evidentemente chi fosse e soprattutto cosa facesse. Chiunque conoscesse le cronache giudiziarie non poteva non sapere l'attività di narcotrafficante di questo signore.
Faccio presente che in realtà i _ hanno sostituito i _ in _ e ciò stando alle cronache giornalistiche".
Dopo un ulteriore accenno a p. 12 del verbale del 23.7.2002 davanti al PG, AC 1 è stato altrettanto esplicito nel verbale successivo, del 25.7.2002 (cfr. classeur 9, all. 11), nel quale ha dichiarato:
"... Ripeto, come ho detto nel mio ultimo verbale, che quando ho conosciuto _ ho capito che dietro l'operazione c'era del narcotraffico. Preciso che io avevo avuto modo di leggere in precedenza delle cronache sui fratelli _ e sapevo che _ era il loro successore, stando a quello che si poteva apprendere dalle cronache giudiziarie.
Ripeto che dal momento che io avevo preso con _, prima di conoscere _ e prima di sapere che i soldi erano suoi, l'impegno a portare a termine questa operazione di cambio di 16 rispettivamente 19 miliardi di lire, come risulterà dai conteggi, secondo la mentalità meridionale ero tenuto a rispettare i patti.
Voglio spiegare che per la mentalità meridionale la parola data ha un'importanza superiore secondo me, a maggior ragione quando si instaurava questo rapporto di fiducia in relazione ad importanti operazioni finanziarie.
L'interrogante mi fa presente che stando alla mia versione la scoperta che dietro quell'operazione c'era _ e la conseguente consapevolezza che si trattava quindi ad un'operazione legata al narcotraffico, costituiva un elemento tale da liberarmi dall'impegno assunto.
Rispondo che in linea teorica e giuridica ciò è esatto ma voglio aggiungere un particolare alla mia conoscenza di _. Quando questi si svelò a me dicendomi di essere _ e quando io capii il calibro del personaggio e dell'operazione, lui mi abbracciò come ad uso siciliano. Io capii che non avrei avuto scampo e dovevo andare avanti. Oltre a ciò lo stesso _ mi disse che sarebbe venuto ancora _(_) per il prosieguo dell'operazione e mi fu quindi ancor più chiaro che c'era lui dietro e per questo motivo non potevo più tornare indietro.
Voglio ora far presente che questo tipo di paura, rispettivamente di obbligo ad assecondare le loro richieste, si estendeva non solo al _ ma a tutte le persone che a lui connesse e coinvolte nell'operazione.
Ricordo, come già detto, che nel viaggio di ritorno, sull'aereo fui assalito da una grande angoscia determinata dalla presa di coscienza che non avrei potuto tornare indietro. ..."
Anche in aula AC 1 ha ribadito di aver riproseguito dopo il suo ritorno da _in un'attività che sapeva, con coscienza piena, con dolo diretto, altamente illecita, e ciò per il timore che il _ e i suoi emissari gli procuravano. A suo dire, dopo il suo rientro a _, lo stesso _ gli avrebbe più volte telefonato chiedendogli come stava la famiglia, come stavano i bambini, alludendo con queste parole (che AC 1 ben capiva ed interpretava, conoscendo molto bene la mentalità meridionale e sicula in particolare) ai soldi che AC 1 per lui doveva accudire/custodire.
In realtà è lecito dubitare dell'intensità di tale, tanto proclamata, paura.
Mal si comprende infatti come mai AC 1 abbia, appena un mese dopo, scelto di fare le sue vacanze estive in _, a _ , portandosi anche le _ che all'epoca erano molto piccole e l'amico _ . AC 1 in aula ha sostenuto che è una pura coincidenza che a _ in quei periodi abbia abitato anche il _. D'altro canto non va dimenticato che AC 1, già frequentatore di pregiudicati 'ndranghetisti come il _ e il suo clan, con tutte queste persone meridionali come lui, aveva assai probabilmente un rapporto diverso da quello che avrebbe un cittadino comune estraneo a queste realtà malavitose calabresi e siciliane.
Senza dimenticare che, anche dopo che l'operazione _ fu chiusa, AC 1 intrattenne rapporti amichevoli con _, avvocato di _ in _ , visitandolo in più occasioni e che nell'aprile 1998, prima dell'arresto di _, parlando al telefono con lui, gli chiese testualmente se a Pasqua avrebbe potuto vedere "l'amico nostro" al che _ gli rispose "quale? il zio?", intendendo entrambi pacificamente _ (cfr. rapporto di polizia p. 143-144). Col che proprio non sembra che AC 1 di _ avesse questa gran paura, visto che si proponeva di visitarlo!
Il fatto è che a AC 1 interessava soprattutto guadagnare e di danaro dall'operazione _, AC 1, per sé e per _ - _ né cavò parecchio, se si pensa che la totalità dei cambi delle lire in franchi e in parte in dollari è avvenuta sull'arco di due mesi scarsi (ovvero tra il 10.6. e il 2-4.8.1993).
Nella mappetta gialla già citata si trova un "riepilogo generale" non datato, che si conclude con una chiusura al 25.5.1994. Trattasi di un riepilogo che AC 1 ha allestito all'attenzione del _ (esso si dà qui per integralmente riprodotto) che conclude per un guadagno di Lit. 128'917'800.- per _ e altrettante per AC 1 quali commissioni per i cambi del periodo 10.6.-21.6.1993 e di Lit. 131'696'185.- per ciascuno per i cambi del periodo14.7.-2.8.1993. In un altro conteggio, pure allestito da AC 1 per _ (intitolato commissioni dal 14.7.1993 al 30.8.1993), il primo dà conto al secondo di versamenti effettuati a suo favore in banca per fr. 128'313.40 e per fr. 118'800.-.
Dall'estratto del conto _ emergono, nel periodocritico, tre versamenti di fr. 105'000.- il 13.7.1993, di fr. 118'000.- il 30.7.1993 e di fr. 23'000.- il 4.8.1993.
Poiché i due dividevano per due, è evidente che anche AC 1 deve aver incassato altrettanto ovvero all'incirca fr. 246'000.-.
Sennonché AC 1 ha negato di aver guadagnato tanto, per cui in aula i conti sono stati rifatti (cfr. verbale a p. 17) pervenendo a cifrare la commissione AC 1-_ in circa fr. 370'000.- di cui pertoccati a AC 1 fr. 185'000.-, pari alla metà.
È pacifico che AC 1 ha versato sul conto _ parte del suddetto danaro.
La difficoltà nel calcolare le commissioni è derivata soprattutto dal fatto che non si è potuto accertare con una qualche sicurezza se il trasporto delle lire è stato effettuato da _ (recte: dai suoi uomini).
Sentito al dibattimento _ ha dichiarato di aver, nel 1993, cambiato le lire in franchi, risp. in dollari, senza essere incaricato di curare anche il trasporto in _ delle lire.
In atti esistono solo due bollettini di cambio allestiti dal personale della _ ed essi fanno stato del prelievo della commissione di trasporto pari all'uno per cento. Confrontato con essi, _ non si è fatto scrupolo nel definire falsi i bollettini in questione, asserendo che è abbastanza comune il fatto di scrivere sui bollettini l'uno per cento del trasporto, ma solo per ristornarlo al mittente (in concreto a AC 1, visto che _ ha asserito di non aver mai conosciuto né visto né _, né _ né altri che non fossero AC 1 nel contesto dei cambi del 1993).
Sennonché _ dimentica che proprio nei giorni in cui era a _ (ovvero nell'agosto 1993) _ ha telefonato negli uffici dell'_ , ovvero nei suoi uffici.
Inoltre la versione di _ (di non aver curato il trasporto per i soldi _, e di aver invece curato il trasporto per i soldi _) ricalca la versione che (attraverso una lettera fatta uscire clandestinamente dal PCT da AC 1 tramite l'avv. _ ed effettivamente pervenuta a _) AC 1 ha suggerito a _ di dichiarare, ove fosse stato interrogato (cfr. per i dettagli il rapporto di Polizia a p. 42).
AC 1 sulla questione relativa al trasporto dall'_ a _/_delle narcolire ha a più riprese dichiarato che della cosa si sono occupati gli stessi _, risp. _ .
In aula, contestatigli i suoi conteggi (nei quali ha sempre detratto la commissione di trasporto dell'1 per cento e nei quali a più riprese compare il nome _ , risp. _) egli ha negato sia di aver incassato lui quell'uno per cento, sia di averlo pagato a _. Per finire, in aula dopo che _ già aveva reso la sua deposizione, AC 1 ha dichiarato che _ si occupò non solo del cambio dei soldi _ ma anche, tramite i suoi uomini, del trasporto. Col ché non v'è chi non veda come la verità non abiti da queste parti!
Dovendosi, per finire, qualificare in diritto il comportamento di AC 1 nell'ingente operazione di cambio, custodia e parziale occultamento di narcodanaro, all'inizio dubitando e poi, in concomitanza con la conoscenza di _, avendo la certezza che di narcodanaro si trattava, si ha incontestatamente che AC 1 ha commesso il reato di ripetuto riciclaggio aggravato, siccome commesso per mestiere, realizzando un guadagno considerevole (col che - come insegna la DTF 120 IV 330 - non è più necessario esaminare se AC 1 e _ si siano anche costituiti in banda per esercitare il riciclaggio).
Come già illustrato al considerando 5.2., costituiscono pacificamente atti di riciclaggio sia il cambio di valuta, sia il deposito risp. l'occultamento della stessa.
Vengono così confermate le imputazioni mosse a AC 1 ai punti da 3.1 a 3.6 dell'atto di accusa.
Di contro, la Corte non ha ritenuto data l'applicazione (in concorso con il reato di cui all'art. 305bis CP) dell'ulteriore reato di organizzazione criminale (come chiesto dalla Pubblica Accusaal dibattimento). Ciò sostanzialmente perché l'art. 260ter CP è entrato in vigore il 1.08.1994, mentre che la quasi totalità dell'operazione cosiddetta "_" è avvenuta nel 1993, ovvero prima che l'art. 260ter CP entrasse in vigore.
Per quanto invece attiene alle rimesse di narcofranchi operate da AC 1 il 10.02.1995, il 4.04.1995 e il 13.08.1995, menzionate al punto 3.6 dell'atto d'accusa (la rimessa del 16.05.1996 è stata erroneamente inse_ al punto 3.6, essa riguarda invece il punto 3.8), i motivi (per i quali il concorso non è stato dalla Corte ritenuto) verranno illustrati nel considerando 14.8, ovvero nel contesto dell'operazione "_".
6. I precedenti di _ _ e l'operazione _
Già si è detto che AC 1, quando _ a _si disvelò a lui, subito lo riconobbe come il narcotrafficante, boss di "_" (implicato con membri della sua famiglia e di quella dei _ , in traffici di droga di portata internazionale), di cui in lungo e in largo avevano scritto e parlato i media.
E non poteva essere altrimenti visto che dei gruppi mafiosi _ e _ (nonché di altre famiglie siciliane con loro imparentate), si parla e si scrive sin dai tempi della cosiddetta "_". Dal punto di vista giudiziario si ha - cfr. casellario italiano in atti nel classeur 45, all. 7 - che _ è stato condannato il 30 luglio 1997 con sentenza della Corte d'appello di Palermo per associazione di tipo mafioso ai sensi del già citato art. 416bis CP, reato commesso dal 29.9.1982 fino al 23.9.1985 in Palermo. Nella stessa sentenza (che riguarda 13 accusati) egli è pure stato condannato per violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope ad una pena complessiva di anni 21 e mesi 2 di reclusione. Vi è in atti (cfr. classeur 80 all. 1), la sentenza in parola, datata 30 luglio 1997. Imputati in questo processo erano, tra gli altri, insieme ad _, anche _ , _ , _ _, _ e _ . Risulta dalla sentenza che i fratelli _ (_, _ e _ ) erano in stato di detenzione dal 12 settembre 1992, mentre gli altri (in particolare _) figuravano latitanti, ovvero irreperibili contumaci. Dagli atti di causa , in particolare da una scheda allestita dal Raggruppamento operativo speciale Carabinieri sezione anticrimine _ , risulta che membri della famiglia _ si sono trasferiti dalla Sicilia con le rispettive famiglie in _ già negli anni '50. Alleandosi con altre famiglie di "_" tra le quali le famiglie dei _ e dei _ attraverso matrimoni dei loro più stretti congiunti, questi clan, appartenenti a "_", hanno per anni tenuto le redini del traffico internazionale di stupefacenti. Come già cennato, essi avevano avuto un ruolo di primo piano nel caso diventato famoso con il nome di "_", risalente agli anni 70 e 80. Alcuni membri di dette famiglie avevano successivamente allargato la loro sfera di interessi, trasferendosi in _ , in particolare in _ ed in _ , facendo di questi paesi la loro base per nuovi e ancor più importanti narcotraffici.
Come si dirà in seguito, è proprio dal _ che _, raggiungendo degli accordi con le famiglie 'ndranghetistiche della _ , avvalendosi in _ di altri membri della criminalità organizzata, riuscì a mettere in piedi e a far prosperare tra il 1990-91 e la fine del 1993-inizio 1994 un traffico di complessive 11 tonnellate di cocaina, occultate su navi che, partendo da vari porti del _ , raggiunsero l'_ .
Scoperto che fu detto traffico, _ e _ furono rinviati a giudizio a _ , nel contesto del cosiddetto processo "_", di cui si dirà nel seguito.
_, assolto in primo grado, fu poi condannato in appello ad una pena di 21 anni di reclusione. Per quel procedimento, egli rimase in carcere (preventivo) dal 5.7.1994 all'8.9.1995, dopodiché riuscì a farsi liberare per decorrenza dei termini e il 21.10.1995 si diede alla latitanza (non prima di recarsi da AC 1 a far cambiare in franchi Lit. 877'000'000 ca.).
Nel processo di _ , dopo che intervenne il 15.7.1998 in _ l'arresto di _, la posizione di quest'ultimo fu stralciata.
_, dopo aver lasciato il _ all'incirca alla fine del 1993, è tornato in _ . Ivi, con altri membri del crimine organizzato, si diede subito a mettere in piedi nuovi commerci di cocaina a partire dalla _ e che faceva transitare dagli _ , in vista di importarli in _ . Sennonché le Autorità canadesi riuscirono ad infiltrare l'organizzazione, intercettarono a Houston un carico di kg 200 di cocaina e lo sequestrarono, provvedendo poi ad arrestare _ e i fratelli _ e _ nonché il loro nipote _ .
L'operazione denominata "_", portò poi anche all'arresto di _ e di _.
_, per i reati di narcotraffico commessi in danno del _ , concluse con le Autorità giudiziarie di quel paese un patteggiamento con sua condanna a 18 anni di carcere.
Dalla sentenza canadese che lo riguarda (cfr. classeur 57 all. 2) emerge bene sia la vicenda canadese, sia (ed anche) che la stessa non riguarda minimamente i traffici di cui il _ è stato il motore nel contesto delle 11 tonnellate di cocaina trasferite in _ . In aula è stato segnalato che, avendo il _, in carcere, tenuto buona condotta, per le leggi canadesi, egli potrebbe tra non molto riguadagnare la libertà, nel qual caso prima dovrà evidentemente essere esaminata la questione della sua estradizione in _ , paese nel quale, contro di lui, pendono quantomeno due mandati di cattura.
Avuto riguardo alla persona di _, giova qui ancora segnalare che egli è imparentato con _ - stante che la madre di _ è sorella della moglie di _. Inoltre è anche interessante già qui richiamare che _ ha una figlia di nome _, la quale in data che si situa nell'agosto-settembre 1993, è passata a nozze in _ con _. È durante la festa di matrimonio che taluni membri della criminalità organizzata, in particolare _, _, _ e _hanno messo in piedi quello che sarà l'ultimo carico di cocaina fatto trasportare dal _ all'_ . Questo carico di quasi 5'500 kg. di cocaina fu poi, come si dirà in seguito, sequestrato dalle forze di polizia italiane in località _.
E' altresì importante ricordare che la coppia costituita da _ e dal marito _, durante il viaggio di nozze ha trascorso alcuni giorni a _, alloggiando presso l'Hotel _. Prima di ripartire per il _ AC 1 consegnò al marito fr. 2 milioni perchè li portasse al suocero _ _. Per pochi giorni di soggiorno gli sposini si fecero dare da AC 1 - che, evidentemente li prelevò dai fondi _ in giacenza - fr. 40'000.-, per le loro spese.
Per dare anche solo un'idea dello spessore del personaggio _, è d'uopo qui riprodurre alcune significative considerazioni fatte dai giudici di _ nella citata sentenza d'appello del 30.7.1997 (cl. 80 all. 1), a p. 175 e ss.:
"b)
_ _ e _ _
... omissis ...
La Corte ritiene di dover accogliere l'appello del P.M. nei limiti che saranno in seguito precisati.
Ed invero la continuità con la quale _ e _ hanno svolto il loro ruolo nell'ambito del sodalizio dedito al narcotraffico internazionale, l'utilizzazione di tecniche finanziarie che, per l'epoca, erano assai sofisticate e basate sulla raffinata consapevolezza della scarsa cooperazione tra Stati nella lotta all'economia criminale, nonchè la _colosissima abilità dimostrata nell'intrattenere illecite transazioni commerciali in nazioni assai lontane tra loro e non per ultimo il ruolo ricoperto nell'ambito del sodalizio che, se non ha determinato, ha però sicuramente agevolato l'attività nel campo del grande commercio di droga dei due imputati, sono circostanze che i primi giudici non hanno tenuto in debito conto nella determinazione della sanzione e che costituiscono solo alcune delle considerazioni su cui si fonda l'inasprimento della pena che la Corte ritiene doveroso operare.
Non può essere taciuto, infatti, che la _colosità dei due imputati deriva anche dal dato oggettivo del gravissimo nocumento alla salute pubblica; cagionato dalla spaccio delle enormi quantità di eroina rapportabili al giro di 36 milioni di dollari
_
rivelato dal processo negli anni a cui si riferiscono
gli accertamenti bancari, ma che è certamente su_ore se si considera che l'unica attività a cui sia il _ che il _ si sono sempre dedicati è proprio il commercio di droga.
Circostanza che è indicata per il primo dal coinvolgimento in recentissimi episodi (1994) aventi ad oggetto il commercio di decine di migliaia di chilogrammi di cocaina in _ (per cui è in atto indagato) e per il secondo dai fatti accertati dalla polizia americana.
Nè può sottovalutarsi la elevatissima capacità criminale che ha consentito ai predetti di sfuggire per decenni a qualsiasi iniziativa giudiziaria, nonostante il mantenimento di contatti personali ed economici con i correi siciliani. Entrambi poi hanno fondato il "prestigio" necessario per svolgere il ruolo di capo e di sotto-capo di una delle più potenti famiglie mafiose transnazionali, nonchè quello di gangli nevralgici in uno dei più grandi traffici di droga fin qui accertati, approfittando dei potenti canali di "_" e della straordinaria forza di intimidazione e di solidarietà che il sodalizio ha costruito nel tempo anche e soprattutto mediante la natura violenta e, a volte, efferata dei propri crimini. ..."
Per _, il casellario giudiziale in atti (cfr. cl. 45 all. 7) riporta le seguenti condanne:
-
11/4/1972 SENTENZA TRIBUNALE _
IRREV. IL
12/2/1974
1) FURTO CONTIN. IN CONCORSO ART. 81, 110, 624,625 N. 2 N. 5 N. 7 ,61 N. 5, 98 C.P. (REATO COMMESSO IL 17/12/1965) ANNI 2 MESI 10 DI RECLUSIONE E LIRE 140.000 DI MULTA (PARI A EURO 72,30)
-
24/2/1984 SENTENZA CORTE APPELLO _ IRREV. IL 21/9/1984
RIFORMA SENT. 8/7/1983 TRIBUNALE _ DICHIARATO INAMM. IL RICORSO IN DATA 21/9/1984
1) VIOLAZIONE DELLA DISCIPLINA DEGLI STUPEFACENTI E SOSTANZE PSICOTROPE ART. 71, 74 N .2 L 22/12/1975 N. 685, 62 BIS, 69 COMMA 3 C.P.
(REATO COMMESSO IL 9/6/1982) ANNI 5 DI RECLUSIONE E LIRE 10.000.000 DI MULTA (PARI A EURO 5.164,57) CONFISCA DI QUANTO IN SEQUESTRO.
Manca nel casellario (perchè è cresciuta in giudicato dopo che ne è stato chiesto il rilascio), la condanna di cui già si è detto, inflittagli dalla Corte d'appello di _ (nell'ambito del processo _) ad anni 21 di reclusione.
Sulla persona di _, negli atti acquisiti in _ in via di rogatoria, si ritrovano le seguenti informazioni (cfr. classeur 21 all. 5 e 7):
"... 1. In relazione a quanto richiesto con la
corrispondenza in
riferimento, si riportano preliminarmente le risultanze presso la Banca Dati Forze di Polizia conto
di _ _ , già emerso nell'ambito
dell'Operazione "_
":
•
nel 1966, è stato denunciato a piede libero per
associazione per delinquere;
•
nel 1972, è stato condannato per furto;
•
nel 1977, è stato denunciato a piede libero per reati contro l'amministrazione della giustizia;
•
nel 1982, è
stato arrestato per violazione della legge sugli stupefacenti;
•
nel 1984, è stato condannato per reati inerenti gli stupefacenti;
•
nel 1986, è stato sottoposto alla libertà vigilata, provvedimento poi revocato;
•
nel 1995, è stato sottoposto a rilievi segnaletici e scarcerato per decorrenza de termini di
custodia cautelare per violazione della legge sugli stupefacenti;
•
nel 1998, è stato sottoposto all'obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia Giudiziaria, provvedimenti poi revocati;
•
destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 3/99-5/99 R.G.C. della
Corte d'Assise d'Appello di _ e nr. 1436/00 T.P.L. emessa il 27.09.2000 dal Tribunale del Riesame di _ per violazione della legge sugli stupefacenti. Il provvedimento restrittivo è divenuto esecutivo il 12.04.2001 a seguito di rigetto del ricorso presentato in Cassazione dall'interessato..."
e ancora:
"... Si riportano le ulteriori informazioni
acquisite sul conto del noto
_ , di _ ,
nato a
_
(
_
) il
_
e residente a
_
:
•
coniugato e separato con
_
, nata a
_
(
_)
il
_
;
• di professione carrozziere;
• dalla visura degli elenchi della
Camera di Commercio Industrie ed
Artigianato _ na risulta titolare della "CARROZZERIA _ " di _
,
ubicata in _ (_ ) alla _. La ditta è cessata
in data 10 novembre 1995;
•
è stato denunciato per associazione per delinquere, traffico di stupefacenti e per reati contro l'amministrazione della giustizia. Sul suo conto risulta pendente l'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nr. 3/99 + 5/99 R.G. Corte d'Assise d'Appello di _ e nr. 1436/00 T.L.P. emessa il 27.09.2000 e divenuta definitiva il 04.04.2000 con sentenza della Corte di Cassazione, per i reati di cui agli artt. 73, 74 e 80 T.U. 309/90, nonché 110 C.P. (vds. documentazione allegata), le relative ricerche sono state estese in campo internazionale;
• sulla base delle dichiarazioni rese da collaboratori dell'Operazione "
_
", è ritenuto il referente in _ della cosca _ -_ .
Difatti, il _ si è occupato dell'arrivo e dello
smistamento della sostanza stupefacente sul territorio italiano. ..."
Come già cennato, _ si è reso irreperibile nell'autunno 1995. _, in un suo verbale di cui si dirà meglio in seguito, ha dichiarato che _ vive sotto falso nome in _.
Poche sono le informazioni che gli inquirenti hanno potuto raccogliere sul conto di _, altro uomo del clan _-_ . Nel rapporto di polizia a p. 262 e ss., si legge che il soggetto è nato a Palermo il 22.1.1949 e che è cittadino italiano naturalizzato venezuelano. Di lui gli inquirenti hanno trovato, nella documentazione sequestrata all'atto dell'arresto a _ di _ (in casa di sua cognata _ ), le tracce di un suo soggiorno a _, di cui il rapporto di Polizia, a p. 263, così riferisce:
"... _ risulta aver pernottato all'Hotel _ di _ dal 02.08.1993 al 15.08.1993 (cfr. annesso 18 - doc. 1 e 2). Fattura peraltro rinvenuta tra gli effetti sequestrati a _ in occasione del suo primo arresto del 17.10.2001 (cfr. annesso 51- doc. 2).
La riservazione telefonica fu fatta da AC 1 che ne preannunciò l'arrivo dall'Argentina, chiedendo una camera matrimoniale con l'aggiunta di un letto per un bambino di quattro anni (cfr.
annesso 18 - doc. 2).
AI suo arrivo a _ e ai famigliari furono assegnate le camere nr. 311 e 312.
Sulla base della fattura emessa dalla direzione dell'albergo si evince che _ ha occupato la camera nr. 311 e che il soggiorno si è protratto fino al 15.08.1993 e non il 04.08.1993, come inizialmente indicato nella notifica compilata dal _ stesso.
II 04.08.1993 AC 1 pagò in contanti CHF 7'000.- quale acconto.
Lo stesso AC 1 ha provveduto al saldo della fattura, per un importo di CHF 1'787,60, come risulta dalla fattura stessa e dalla ricevuta di pagamento (cfr
.
classificatore 18 - doc. 2). Dalla camera nr. 312 sono state fatte alcune telefonate:
-
il 08 e 13.08.1993 al numero 0058 16224854, intestato alla cittadina venezuelana _di _, utenza emersa nell'ambito dell'operazione "_", indagine quest'ultima condotta dal ROS di _ e riferita a un ingente traffico di cocaina posto in essere da una holding fra i cartelli colombiani di _e _ e la 'ndrangheta, che il 18.09.1995 ha portato al sequestro di kg 1'045 di cocaina (cfr
.
allegato fax DCSA _ del 02.05.2001 /annesso 20 - doc. 26).
-
il 10.08.1993 al numero 0039 81275471 intestato a _residente a _, marito di sua cugina _.
-
il 13.08.1993 al numero _ (dal 07.12.1988 fino al 09.09.1996 intestato a _, indi alla _SA). ..."
Tutto ciò premesso, è tempo di riferire circa la già più volte citata "Operazione _". Il nome è stato preso da quello della città colombiana dalla quale è partita la nave sulla quale era occultata l'ultima partita di cocaina, quella di quasi 5,5 tonnellate. Più precisamente si ha che il procedimento cosiddetto "_" ha preso avvio dopo il sequestro avvenuto a _il 5 marzo 1994 di cocaina in ragione di 5'466 kg., pura all'81,73%. A questo sequestro gli inquirenti italiani sono arrivati per una serie di motivi tra i quali si contano anche delle segnalazioni confidenziali, la prima del 20 gennaio 1994, partita dall'Ufficio della DEA statunitense di _che indicava l'arrivo in _ di 2 container contenenti cocaina. La seconda fonte, pure confidenziale, è poi stata individuata in _, il quale ad un certo momento s'era rivolto ad un graduato dei Carabinieri, preannunciando l'arrivo di una nave nella quale era occultata della cocaina in rilevante quantità. Gli inquirenti italiani hanno constatato che il container proveniente dalla _ (e destinato alla _) è arrivato nel porto di _ il 27 gennaio del 1994. Esso è rimasto sotto stretta sorveglianza da parte delle forze dell'ordine fino al marzo 1994. Si trattava di un carico di scarpe che non era destinato al mercato italiano, bensì a quello svizzero, per cui in _ sarebbe stato solo in transito. Per una serie di circostanze il container con le scarpe (e con la cocaina) è rimasto fermo sulla nave nel porto citato fino al 5 marzo 1994 quando è stato scaricato e messo su un camion che le forze dell'ordine hanno poi fermato, arrestando gli autisti e le altre persone che si trovavano nel deposito dove la cocaina avrebbe dovuto essere custodita. Nel seguito dell'inchiesta vi sono stati altri arresti tra i quali quelli di alcune persone che hanno collaborato con gli inquirenti. Tra di loro, quello che ha permesso di dare una svolta importante all'inchiesta, è stato tale _ , le cui dichiarazioni hanno in buona sostanza permesso di ricostruire l'ingente traffico.
Il sequestro in parola resta ancor oggi il più grande sequestro di cocaina mai eseguito in _ . Esso è ancora oggi il secondo per dimensioni in _ . L'inchiesta ha portato ad un maxiprocesso, tenutosi a _ che ha coinvolto 69 accusati, tra i quali figuravano, come già cennato, tanto _ quanto _. Di esso molto hanno parlato i media.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata il 3.4.1998. La sentenza d'appello è del 25.7.2000, quella di Cassazione del 14.2.2002.
Le tre sentenze sono in atti nei classeurs 74 e ss., 77 e ss, 80 all. 4 e ad esse si rimanda.
_ , _ ed altri ancora sono stati giudicati separatamente.
La sentenza che riguarda _ è del 7.3.2000 ed è in atti nel classeur 80 all. 2. La condanna di _ è intervenuta il 29.9.2001 (cl. 80 ad 3). Il primo è stato condannato a 18 anni di reclusione, il secondo a 8 anni (pene che hanno tenuto conto della collaborazione fornita).
_, infatti, dopo l'arresto è diventato collaboratore di giustizia. Per quanto riguarda le dichiarazioni da lui rese. giova riprendere uno stralcio della sentenza che lo riguarda, che così le riassume (cfr. cl. 80 all. 2):
"... _ aveva iniziato la sua attività' criminosa negli anni '70, occupandosi di contrabbando di sigarette ed in particolare di portare i " carichi" in _ a note famiglie della `ndrangheta tra cui quella di _.
Aveva poi avuto negli anni `85/'86 alcune traversie giudiziarie negli _ e li' era stato detenuto, accusato dell'omicidio di certo _ - in ipotesi d'accusa commesso in concorso con e _ - nello stesso carcere in cui si trovava ristretto _ e suo figlio _ .
Estradato in _ , veniva rinchiuso nel carcere di _ ove conosceva _ con il quale furono detenuti per un periododi 5/6 mesi.
Subiva poi il processo per l'omicidio di cui sopra e veniva assolto. Nell'anno '89, incontrava _, già latitante, che gli proponeva di andare sotto falso nome (_) nelle _ in compagnia di _ che, invece, viaggiava con veri documenti d'identita'.
Qui c'erano stati degli incontri tesi a realizzare un primo carico di cocaina da importare in _ ma poi non se ne fece nulla perche' lo _ aveva riferito di nutrire dei sospetti sulle persone coinvolte nel traffico.
Tornato in _ , riprese le fila de! discorso con _ che gli disse di avergli procurato un incontro a _ con _ , uno degli esponenti della famiglia omonima che deteneva uno dei traffici piu' imponenti di cocaina insieme alla famiglia _ (le due famiglie erano anche imparentate tra loro).
Cosi' lo _ viaggio' nuovamente sotto il falso nome di _ e stabili' con il _ i termini dell'accordo, nel senso che solo un 30% del carico sarebbe stato destinato ai _ mentre il resto sarebbe rimasto nelle mani dei produttori colombiani.
I contatti con lo _ sarebbero stati tenuti da _ , un parente italiano del _.
Tornato in _ riferi' in un'apposita riunione ai _ e alla presenza di _ , _, _ , _.
In effetti, il _ si mise in contatto con lui e gli disse che il carico sarebbe stato di 130/140
chili di cocaina, che la quota dei _ sarebbe stata di 40 chili ed il prezzo veniva fissato in 320 milioni. II denaro gli fu fatto pervenire da _ e lui lo consegno' a _.
II container con la droga apparentemente era destinato ad un carico di caramelle.
_ organizzo' gli aspetti tecnici dell'importazione, rivolgendosi al gruppo _, contattato attraverso la mediazione di _ .
A questo scopo, vi fu un incontro presso l'Hotel _ di _ dove gli fu presentato lo _, esperto in importazioni di prodotti alimentari.
Quest'ultimo vantava delle conoscenze al porto di _, in particolare di un capitano della G.d.F., (M.Ilo _). Segui' altro incontro a _ cui partecipo' anche il _ sempre per definire gli accordi.
_, probabilmente per tramite di un maresciallo della G.d.F., gli propose di creare delle societa' di import-export in _, al fine che la merce potesse passare in _ come "in transito" e, di conseguenza, essere esposta a minori controlli.
_ , _ , lui e _ si incontrarono all'hotel _ di _ e qui _ li informo' che aveva parlato con l'avvocato _ di _ e questi gli aveva detto che occorreva nominare un procuratore.
A tal fine _ si impegno' a procurare i documenti falsi ( a nome di certo _ ) e _ acquisto' le quote della societa' _ nonche' della societa' _ .
A queste operazioni partecipo' anche _ con il falso nome di Dr _ e proprio questi manteneva i contatti con lo studio _ di _.
Predisposta la societa', egli si reco' in _ con _ .
...omissis...
PRIMO CARICO. (Capo B)
II primo container con la cocaina (130/140 chili) era arrivato in _ piu' o meno nell'estate '90 mentre _ era detenuto.
Il mezzo conteneva nel suo doppio fondo lo stupefacente, mentre per il resto trasportava caramelle. La nave era della compagnia _.
Le caramelle erano state acquistate per conto della ditta _.
Non appena effettuato lo sdoganamento, aveva avvertito sia _ che _ e _ .
... omissis ...
SECONDO CARICO (capo C)
Per questo carico, egli non
(n. d. r. _ )
dovette recarsi ne' in _ ne' altrove. Per i contatti con i produttori si era attivato _ .
Anche in questo caso, c'era stato un apparente carico di caramelle per conto della societa' dello _ (la _ ).
La cocaina trasportata era di circa 150 chili di cui 50 dovevano essere destinate a _ .
II container era rimasto a _ per i controlli alcuni giorni e poi trasferito ad _ nel solito capannone.
Anche in questo caso c'era stato un incontro nei pressi di _ con i destinatari della droga e cioe' _ _ , _ e _per i _.
C'erano pure _ , _ e _ che era venuto con altre due persone, rimaste in auto.
Da _ , dopo le operazioni discarico, la droga era stata portata a _ dal gruppo torinese a cui era andato un quantitativo di circa 10 chili.
Un'altra parte della cocaina, su sua indicazione, venne consegnata dal gruppo " torinese" a _e altri kg. 50 a _ .
Il resto, su sua indicazione, venne consegnata davanti ad un ospedale nei pressi di _ a un tale che gli era stato indicato dal _ . Lui stesso si era occupato di portare lo stupefacente da _ con _ e un suo uomo, certo _ (poi identificato nel _ .)
A titolo di rimborso spese e compenso aveva ricevuto da _ per questa operazione circa 300 milioni.
TERZO CARICO
II terzo carico era stato introdotto in _ con la copertura di Caffe' brasiliano che veniva acquistato formalmente dalla ditta _ .
Il carico era di kg. 250 di cui 70 destinati ai _ .
... omissis ...
.
Nel capannone si occupo' dello scarico, come al solito, il _ . Anche per le consegne furono utilizzate le stesse modalita' e parte della cocaina venne data a _ _ , altra a _ _ , altra a _ .
QUARTO CARICO.
Per questa operazione il carico era di 600 chilogrammi di cocaina di cui 60 erano destinati a _ . Fu fatta pochi giorni prima della morte di _ avvenuta il 25/6/92.
In questo caso, la merce di copertura erano magliette provenienti da _ e dirette a _.
Non venne piu' utilizzato il capannone di _ , perche' date le dimensioni del carico, il container non sarebbe entrato e le operazioni di scarico avrebbero dovuto essere effettuate all'aperto , con evidenti rischi.
Quindi si rivolse a certo _ che aveva conosciuto un paio di anni prima e che trovo' un magazzino a _, affittato dai fratelli _.
Non ci furono problemi per lo sdoganamento.
In un ristorante a pochi chilometri da _, egli incontro' come suo solito _ , _ e _ , che erano stati inviati per conto dei _ e che ritiravano la loro quota.
L'autista era _ . In definitiva di questo carico:
- kg 120 erano andati al gruppo _ (e per loro _ , _ , _ );
- kg 10 o 15 al _ che poi aveva avuto una discussione con _ sulle modalita' di scarico della cocaina;
- kg 12 erano stati dati all'_ che poi ne diede parte allo _
- kg 20 vennero consegnati al _
- II resto fu dato a _ .
QUINTO CARICO (capo F)
Dopo l'omicidio di _ , egli
(n. d. r. _ )
presto' in piu' occasioni denaro al _ .
Un mese dopo il carico delle magliette, avevano importato un quinto carico proveniente da _di kg. 300 di cocaina occultati con oli minerali.
Per questa operazione ricevette come compenso 630 milioni, portatigli da _ per conto dei _ .
La societa' _ era la destinataria apparente della merce.
Il carico approdo' a _ e di qui fu portato nel deposito dell'amico di un certo _ .
... omissis ...
Alcuni giorni dopo, si incontro' con _ e _e gli furono dati kg. 100 di cocaina di cui meta' destinati come sempre ai _ e a _ .
SESTO CARICO (capo G)
Le modalita' furono anche in questo caso le stesse della precedente importazione.
La cocaina occultata era di kg. 1050 di cui 250 destinati ai _ .
La merce di copertura erano oli minerali provenienti dal _ e diretti ad _ .
La societa' committente era la _ .
Con questa importazione, inizio' a collaborare con certo _ che aveva conosciuto a _ per mezzo di _ .
_ gli aveva detto di lavorare nel settore dei metalli preziosi e di avere professionalita' nei movimenti bancari di ingenti somme all'estero. Di _ gli aveva parlato bene anche _ . Fu così che crescendo sempre piu' le somme di denaro da trasferire in _ , in relazione alle sempre maggiori importazioni di droga, egli parlo' chiaramente allo _ della necessita' di occuparsi di trasferire ingenti somme di denaro in _ o in _, rivelandogli la provenienza dei denari.
A questo carico partecipo' attivamente anche lo _ , dunque, che percepì il compenso pari al controvalore di 10 chili di cocaina e cioe' 300 milioni di lire.
II container arrivo' al porto di _ e successivamente trasferito all'interporto di _ .
L'autista, trovato dallo _ , era _ . Dall'interporto di _ , i fusti con gli oli minerali (e i kg. 1050 di cocaina) vennero scaricati direttamente nel cortile di _ che non aveva potuto mettere a disposizione il capannone utilizzato la volta precedente a causa di quell'imbrattamento che si era verificato.
Poi _ ando' a ritirare i fusti e li porto' in un deposito a lui non noto.
Dopo questo carico, _ gli fece sapere tramite il _ che voleva che, almeno una volta, lui si recasse di persona a _e che gli versasse di persona e in contanti i proventi della sua quota di attivita'.
Fu allora che si accordo' con lo _ e andarono entrambi a _ , anche se separatamente.
Incontrarono il _
[_ n.d.r.]
che si dichiaro' disposto a risolvere il problema di questi di avere almeno parte delle somme a lui spettanti in contanti: pareva potesse fargliele avere attraverso la _ di _..."
È d'uopo qui interrompere l'esposizione dei fatti così come figurano nella succitata sentenza (che riferisce di ulteriori due carichi), per illustrare che, nella sentenza "_", pure vengono descritti i carichi suddetti, riferiti dallo _ , tuttavia con maggior precisione, dati i riscontri oggettivi che gli inquirenti italiani hanno trovato esaminando le bolle doganali relative alle navi che, a dire di _ , avevano trasportato, occultati sotto merci di copertura, ingenti quantitativi di cocaina. Detti documenti doganali sono altresì stati ritrovati a partire dai nomi delle società che i cugini _ (alias dr. _ e dr. _ ) avevano utilizzato quale ditte importatrici, col che ne è venuto che _ ha parlato di otto carichi, mentre i documenti doganali hanno rintracciato nove trasporti. E nemmeno è detto che siano stati solo nove, stante che - come si vedrà nel seguito - _, intervenuto nel giro del _ quale fornitore (tramite i colombiani _ e _ ) della cocaina che partì da _ , parlò di successivi due carichi riusciti (mentre che non fu mai noto né a lui né a _ il sequestro di _ ) prima che passassero all'organizzazione del quarto (per _), che è quello di quasi 5,5, tonnellate di cocaina, sequestrate a _ .
Col che la Corte d'appello di _ (cfr. cl. 79 p. 1072 e ss.), dopo aver stabilito il rapporto tra il primo carico menzionato da _ con quello oggettivamente partito da _ e giunto in _ il 25.7.1992, il rapporto tra il secondo carico secondo _ con quello oggettivamente giunto in _ il 17.3.1993, nonché il rapporto tra il quarto carico menzionato da _ con quello del sequestro di _ , ne ha concluso che - data la totale credibilità del _ - detto terzo carico potrebbe anche essere avvenuto senza che _ (altrettanto credibile) l'abbia saputo (cosa peraltro assai verosimile - secondo la Corte di _ - dato che _ aveva più volte detto di ritenere che _ avesse inviato anche altri carichi, senza informarlo né coinvolgerlo nel traffico).
Tornando ai citati documenti doganali si ha che essi hanno consentito di datare con precisione le date di partenza e d'arrivo delle navi, di verificare le merci di copertura così come le relative destinazioni, risp. di identificare tutti coloro che con dette merci hanno risp. avrebbero avuto a che fare.
I dati così ricavati sono stati compendiati in schede relative a ciascun viaggio, schede che sono state riprodotte nella sentenza _ di primo grado nel classeur 76, p. 1065 e ss.
È stato così possibile accertare che (per i dettagli alle singole schede si rinvia):
-
il primo carico di kg. 130-140, merce di copertura caramelle è partito da _ in _ il 20.9.1990 ed è arrivato a _ il 22.10.1990;
-
il secondo carico di ca. kg. 150 è partito il 16.12.1990 da San _ in _ , merce di copertura caramelle, ed è giunto a _ il 6.1.1991;
-
il terzo carico di circa kg. 250 di cocaina, merce di copertura caffè, è partito da _ in _ il 24.4.1991 ed è giunto a _ il 10.5.1991;
-
il quarto carico di cui ha riferito _ , stando agli accertamenti fatti al processo _ è invece il quinto. In effetti vi è stato prima di quello descritto da _ , un altro carico partito da _ in _ il 9.6.1991 e giunto a _ il 3.7.1991. La merce di copertura era costituita da caramelle. Da ciò discende che quello che _ chiama il quarto viaggio è in realtà il quinto, che pure è registrato nelle bolle doganali alla p. 1070;
Trattasi di un carico partito il 9.4.1992 da _ (proprio come indicato da _ ) contenente quale merce di copertura scarpe, magliette, costumi e pantaloni, e giunto a _ il 27.5.1992;
-
il successivo carico (il quinto secondo _ , il sesto secondo i documenti doganali e - è qui il caso di anticiparlo - il primo di quelli ai quali ha partecipato - come si dirà in seguito - _ _) è partito da _ (_) il 30.6.1992 con arrivo a _ il 25.7.1992, merce di copertura: carta catramata e fusti di bitume. Il carico (occultato) di cocaina fu - secondo _ di kg. 600, mentre che, secondo _ fu di kg. 400 (cfr. deposizione _ del 20-21.5.1999 in cl. 17 all. 5 p. 6);
-
il successivo carico (di kg. 1050 di cocaina a dire di _ , di kg. 1100-1200 secondo _) è partito dal _ il 2.2.1993 ed è arrivato a _ il 17.3.1993. Conteneva come merce di copertura oli minerali e asfalto solido. Trattasi del sesto carico secondo _ , del settimo secondo i documenti doganali e - per quanto riguarda _ - è il secondo a cui lui ha partecipato;
-
stando ai documenti doganali, vi fu il 28.7.1993, a _in _ il sequestro di un carico di kg. 2100 che stava per partire, diretto al porto di _, con merce di copertura: suole, pelli, ecc. Di questo fallito trasporto _ non ha mai riferito nei suoi verbali (e - lo si anticipa qui - neppure ne ha riferito il suo fornitore _ ). Invece il carico con relativo sequestro era noto a _ ;
-
l'ultimo carico è quello di cui al già più volte citato sequestro di _ .
Secondo _ era l'ottavo carico. Secondo le bolle doganali era il nono carico. A prescindere dal numero, quello che importa è che trattasi pacificamente sia per _ , sia per _, di quello partito da _ il 20.12.1993, diretto a _ (dove giunse il 27.1.1994), avente come carico di copertura scarpe.
Al riguardo, è qui d'uopo riportare alcuni stralci della sentenza 27.12.2001 del GIP di _ che ha condannato, tra gli altri _ (alias dottor _ ) e _ (cfr. classeur 80):
"il filone di indagine che qui interessa prende l'avvio da due segnalazioni confidenziali:
la prima (del 20/1/94) è dell'ufficio della D.E.A. statunitense di _ , che indica due container contenenti cocaina provenienti dalla _ e diretti in _ , fornisce il numero di uno di tali container, il genere di merce trasportata (scarpe), la ditta esportatrice, la destinazione (_ ed _ );
la seconda fonte confidenziale verrà
poi
individuata nell'odierno imputato _, il quale indica il medesimo container come contenente cocaina, prende contatto dapprima a _ con il Col. dei CC. _
e poi, su
sua indicazione, a _ con il Magg. _ .
II container, proveniente dalla _ e destinato alla _, giunge
il 27/1/94
nel porto di _, ove rimane sotto stretta sorveglianza delle forze dell'ordine fino al marzo
1994.
Si tratta di un carico di scarpe che non è destinato al mercato italiano, nel cui territorio avrebbe dovuto soltanto transitare, senza possibilità di soste, avendo come destinazione definitiva la _.
_ funge da tramite fra i Carabinieri e gli importatori della cocaina: ciò permette di tenere sotto stretto controllo il container e di seguire con appostamenti di P.G. tutti i movimenti delle persone interessate al ritiro del container dal porto; l'A:G. permette il ritardo negli arresti; si fa quindi uscire il container dal porto ad opera di due. autisti che - essendo estranei al traffico - si rifiutano di condurre il camion laddove i trafficanti invece avrebbero voluto venisse portato, di talchè sarà un carabiniere infiltrato a condurre il container al deposito di _ , ove esso verrà sequestrato il 5/3/94 con il suo strabiliante carico: 5.466 chili di cocaina (la consulenza chimica accerterà un principio attivo corrispondente all'81,73%).
Nell'immediatezza e sul luogo del sequestro vengono arrestati: _ detto _ , _ , _, i fratelli _ e _ , proprietari del capannone in cui il container doveva essere scaricato della cocaina.
... omissis ...
Il 18/3/94 _ viene tratto in arresto: subito confessa e descrive vari carichi realizzati (ben più numerosi di quelli descritti dal _ , riguardando anche il periodo
in cui
il gruppo _ si era allontanato dal traffico), ma soprattutto narra
la
complessa vicenda dell'organizzazione del traffico che era nata dall'ideazione di _ , pregiudicato calabrese capostipite di una famiglia mafiosa, oggi deceduto (con costui
_
aveva in passato organizzato l'importazione contrabbandiera di tabacco ed era anche stato suo coimputato per un omicidio).
_ , anche attraverso il suo uomo di fiducia. _ ; aveva proposto ed. organizzato i contatti con le famiglie di esportatori di cocaina dal _ (famiglie _ - _ , il cui referente in _ era tal _ ) e quelli con le famiglie calabresi di acquirenti/finanziatori consorziatisi in un cartello (famiglie quali quelle dei _ , _ , _ , _, _ , _ ).
Durante una sua detenzione a _ , _ vi aveva conosciuto _ : attraverso di lui, una volta liberi, aveva preso contatti con _ ed il suo gruppo col quale aveva
organizzato il
traffico: suo cugino _ (affiancato da un M.llo della G.d.F. infedele, _ ) aveva costituito una società estera che aveva funto da acquirente delle merci di copertura dei vari carichi.
Attraverso io _ aveva poi conosciuto _, intermediatore finanziario svizzero, che si era occupato dei trasferimenti su vari conti esteri del denaro, profitto dell'illecito traffico.
Il 21/6/94 viene sentito _ , in relazione al quale i Giudici della Corte d'Assise annotano fin dalle prime pagine della complessa sentenza che "il suo ruolo nella vicenda appare molto più articolato e compromesso rispetto a quello di semplice confidente dei Carabinieri"; dalle parole di _ e _ si è visto infatti
come
egli non possa ritenersi coinvolto solo nell'ultimo caricò, poi sequestrato: infatti fa progressive ammissioni, arrivando a confessare di essersi adoperato (seppur nell'ambigua veste di infiltrato) per le transazioni internazionali conseguenti a più carichi, (utilizzando
c/c
di _ , _ , nonché la rete di relazioni con spalloni professionali), con trasferimento terminale dei fondi in vari paesi, tra cui gli _ , la _ , l'_ , il _ ed il _; ammette pure di aver effettuato la consegna a _nell'aprile 93 di una somma liquida di denaro (300.000 $) a _ (e a chi
con
lui, forse _ _, con ausilio di un funzionario della _ ), di essersi interessato allo sdoganamento dei container, al pagamento della corruzione di tal _ , funzionario di dogana, oggi defunto.
... omissis ...
Le indagini evolvono nell'acquisizione dei documenti commerciali attinenti
a
numerosi carichi di merce proveniente dal _ e diretti rispettivamente alla _ , alla _ , ovvero alla _ , società queste rapportabili tutte a _ , _ ; nell'acquisizione degli atti dell'A.G. _ che procedeva a seguito del sequestro di un carico di cocaina in _
in
data 2/7/93, carico commercialmente diretto in _ alla _ _ ; nell'acquisizione delle dichiarazioni dei dipendenti dello studio _ di _, amministratore fiduciario delle due società _ e _ ; nell'acquisizione dei documenti dei carichi conservati da _ e dalla moglie, comprese fotocopie di false carte d'identità a nome di _ , queste ultime riportanti le fotografie di _ _ ed utilizzate per rilevare le società commerciali acquirenti dello merci di copertura dei carichi; nell'acquisizione dei documenti bancari relativi alle rimesse internazionali sui vari conti indicati dallo _ , dei documenti societari presso lo studio _ di _, degli atti costitutivi delle società intestate in
_ a _; nell'acquisizione infine della dichiarazione dell'impiegata della ditta di spedizioni che aveva curato i rapporti con l'_ e degli atti relativi
.
alla inesistenza commerciale della ditta esportatrice
del
carico 13 _ .
Vengono altresì acquisite le dichiarazioni di _ (depositario di alcuni carichi nel monzese), _ (cugino del _, identificato sotto le mentite spoglie di certo dott.
_
come coinvolto nella costituzione
e
nel funzionamento delle società commerciali acquirenti delle merci di copertura) ed altri. ... "
Il GIP di _ , in buona sostanza riassume nella surriprodotta sentenza, più ampie argomentazioni svolte dai giudici di _ nel vero e proprio maxi processo "_".
In detta sentenza (classeur 76) a partire dalla pagina 1014 vengono passati in rassegna i vari carichi nel dettaglio. Si tratta di un numero enorme di pagine che non possono essere qui trascritte anche se, evidentemente, esse hanno da valere come qui riprodotte.
Per quanto qui interessa, si può suntivamente dire che tutti i descritti carichi hanno avuto come perno fondamentale in _ l'organizzazione criminale capeggiata da _, il cui uomo in _ era principalmente _.
Il traffico è nato da un accordo in tal senso raggiunto tra _ _ e la famiglia 'ndranghetista dei _ , il cui uomo al fronte è stato _ .
_ e _ erano al fronte nel senso che provvedevano a ritirare il carico dalle navi e a depositarlo in luogo sicuro.
_ , poi, curava il rifornimento alle famiglie legate ai _ (inizialmente anche ai _ attraverso la persona di _). Nel seguito però, stante che _ e uno dei fratelli _ (_ per la precisione) erano stati in carcere insieme e quindi si conoscevano, è avvenuto che i _ si rifornissero da _ direttamente, ritirando cioè partite di cocaina che trattava direttamente _.
Al riguardo nella sentenza di primo grado (cl. 76 p. 1043) il coinvolgimento dei _ è ribadito nei seguenti non equivoci termini:
"... Era stato nell'incontro con il _a _ che lo _ aveva saputo che si trattava di 3'500 kg. di cocaina (3'000 kg: int. 7/4/94, e solo a sequestro avvenuto aveva saputo che si trattava di oltre 5'000 kg).
Dei 3'500 kg. una gran parte era destinata a dire del _ad una persona di _ ma sulla base della sua esperienza _ aveva compreso che vi erano destinatari di _ che _ vano una Alfa tg. _ ma anche appartenenti alla famiglia _/_ che è stanziata tra _ e _ .
La restante parte del carico era invece destinata parte alla famiglia _ . ..."
_ era poi l'uomo che raccoglieva il danaro ovvero il prezzo della droga fornita, sia di quella che _ vendeva per il _, ma anche di quella che veniva consegnata ai gruppi che si riferivano ai _ . _ curava personalmente (in modo non noto a _ ) il rientro del narcodanaro presso il _. _ aiutò anche la moglie di _ a portare danaro in _.
Man mano che i carichi si succedevano il movimento delle narcolire assumeva proporzioni sempre più importanti. Aumentando i trasferimenti, _ ad un certo punto si trovò in difficoltà e fu allora che _ gli presentò _ , persona che si spacciava come inse_ nel mondo della finanza. Utilizzando conti suoi e di terzi _ - come attestano i documenti in atti - è riuscito a far arrivare alle destinazioni che gli venivano indicate, il corrispettivo di 27 miliardi di lire, secondo le ricostruzioni effettuate dagli inquirenti ticinesi. Nella sentenza "_" manca - evidentemente - perchè all'epoca non era noto, l'accertamento che oltre 16 miliardi di lire furono trasferite in _ per contanti attraverso la persona dell'accusato AC 1.
È stato solo con l'arresto di quest'ultimo e con il ritrovamento dei quasi 12 milioni di franchi nel caveau nonché dei conteggi di cui si è detto, che si è potuto fare luce anche su questo lato della vicenda. Se dunque è stato _ a presentare _ a _, è altrettanto vero che AC 1 è stato presentato a _ da _. Ciò non è per nulla sorprendente se si considera che _ - come già spiegato in precedenza - è ed era legato alla "famiglia" _ e, quest'ultima a _.
In aula è stato definitivamente accertato attraverso la deposizione del ten. colonnello _ , che il _ _ che si riforniva di cocaina in provenienza dai carichi di cui si è detto è il fratello di _, cognato di _.
_ è altresì fratello di quel _ che pure viene citato nel processo _, per essere stato in carcere con _. Ciò emerge peraltro bene dalla sentenza d'appello del processo _, nella quale (cfr. cl. 79 p. 1068) si legge:
"... Come già si è detto nella parte espositiva iniziale, la sentenza impugnata ha osservato che il _era stato catturato e per due volte si era rifiutato di rispondere, aveva poi reso un interrogatorio in data 8.7.94, quindi, rimesso in libertà con obblighi, non li aveva rispettati ed era diventato latitante.
Nell'interrogatorio di cui sopra, aveva ammesso di essere stato condannato per stupefacenti dal Tribunale di _ e di aver conosciuto in carcere esponenti della famiglia _. ... "
L'accertamento era infatti stato fatto dalle Autorità giudiziarie italianequando si era per loro trattato di trovare riscontri oggettivi alle dichiarazioni del pentito _ .
E, per quando qui interessa, le parole di _ risultano essere state così riscontrate (cfr. cl. 85 all. 7):
"... È bene a questo punto dar atto degli accertamenti effettuati su alcune delle persone menzionate dallo _ .
Il M.llo _ così sintetizza:
•
Abbiamo identificato _in _ : di origine siciliana, abita a _ (_ ) in via
_, di professione carrozziere con carrozzeria in _ via _7. Ci risultò poi la parentela con i _-_ : è marito di _ , figlia di _ , sorella della madre di _: la madre è anche sorella di _ , moglie di _ . Non abbiamo accertato un viaggio fatto a _fra il 6 e il 7.4.93 perchè non conoscevamo la compagnia area. Abbiamo accertato che _ era stato detenuto a _ dal 9.9.83 al 7.2.84 e poi dal 14.3.84 al 13.4.85: ebbene dal 28.12.80 al 12.11.86 era stato colà detenuto anche _ fratello di _ , già indicato da _ . ... "
Col che questa Corte ha potuto a sua volta ritenere provato che, tra le cosche 'ndranghetiste che si approvvigionavano di cocaina presso _ (ovvero di cocaina facente parte dei carichi organizzati dal clan _), vi era anche quella dei _, di _ e _ , cosca che - come già ritenuto nella sentenza _ - è particolarmente legata a quella dei cugini _, all'epoca capeggiata da _.
Diventa così chiara l'entrata nel giro, con il compito di cambiare le lire in franchi, risp. in dollari, di AC 1: da _, ai _, dai _ al _ e dal _ a AC 1, il cammino è evidente.
E mentre la cocaina va da _ ai _, le narcolire vanno dai _ a _ e, grazie a AC 1, diventano narcodollari o narcofranchi che tornano in _ affinché _ e i suoi soci possano caricare un'altra nave.
Non accade spesso di poter "chiudere il cerchio". Grazie al complesso delle vaste indagini esperite in _ e, per il presente procedimento, anche in _ , in questo caso si è potuto "chiudere il cerchio" e collegare il crimine a monte (la cocaina mandata in _ dall'organizzazione di _, venduta in _ , in parte, da _ ai _ che gliene pagano il prezzo) con il riciclaggio delle narcolire operato da AC 1 e la rimessa a _ di narcodollari risp. narcofranchi pronti a consentire all'organizzazione di _ di avviare un nuovo traffico.
7.
Le deposizioni di _ _
L'inchiesta "_" ha fatto un ulteriore balzo in avanti dopo che _, noto camorrista italiano, è stato arrestato in _ e estradato in _ .
Nel 1999 i PM italiani dr. _ e dr. _ si sono recati in _ (in luogo non nominato per motivi di sicurezza) ad interrogarlo ed egli è così diventato collaboratore di giustizia.
Con le sue dichiarazioni egli ha permesso di conoscere meglio la storia di alcuni dei carichi di cocaina trasportati via mare dal _ all'_ .
_ intervenne, in buona sostanza, nel giro già messo in atto da _, mettendolo in contatto con il capo del cartello di _ (e con il di lui cognato, _ ).
Vi fu così un deciso salto di qualità, nel senso che dopo che intervenne _ con i suoi amici colombiani, le partite di coca passarono da qualche centinaio di chili a quantitativi sempre maggiori che portarono agli organizzatori ricavi enormi e che permisero infine di caricare e mettere in mare quelle quasi 5,5 tonnellate fortunatamente sequestrate a _ .
Le nuove rivelazioni di _ sono già state integrate nella sentenza di appello di _ (cosiddetta "_"). Esse sono tra l'altro servite a far condannare _, che in prima sede era stato prosciolto per insufficienza di prove.
I verbali di _ verranno, per comodità di chi legge, qui riprodotti quasi integralmente, sia quelli da lui resi agli inquirenti italiani, sia quelli resi al PG. Prima però è d'uopo riprodurre qui il suo casellario giudiziale, dal quale emerge la particolare caratura criminale di questo personaggio (cfr. cl. 45 all. 7), nato a _ il 15.7.1938.
Sin dalla sua gioventù egli è incorso nelle seguenti condanne:
- 5/11/1958 Sentenza Corte assise appello _
1) Rapina (reato commesso il 4/3/1957):
mesi 10 gg 20 di reclusione e lire 13'333 di multa - pena sospesa;
- 22/1/1960 Sentenza Pretore _
1) Porto abusivo di armi:
mesi 7 di arresto;
- 4/6/1960 Sentenza Tribunale _
1) Contravvenzione al foglio di via obbligatorio:
gg 20 di arresto;
- 16/11/1960 Sentenza Tribunale _
1) Porto abusivo di armi:
mesi 4 di arresto;
- 6/4/1964 Sentenza Tribunale _ irrev. il 7/5/1964
1) Violenza privata art. 610 C.P.:
mesi 4 di reclusione;
- 13/5/1964 Sentenza Pretore _
1) Truffa (reato commesso il 31/7/1961):
mesi 10 di reclusione e lire 150'000 di multa;
- 31/1/1967 Sentenza Trib. milit. territ. _
1) Mancanza alla chiamata:
mesi 5 di reclusione;
- 20/12/1967 Sentenza Corte appello _ irrev. il 26/2/1968
1) Ricettazione
(reato commesso il 4/12/1963)
mesi 2 gg 20 di reclusione e lire 25'000 di multa;
- 30/1/1969 Sentenza Pretore _ irrev. il 4/3/1969
1) Emissione di assegni a vuoto contin.
(reato commesso il 30/6/1968)
lire 380'000 di multa;
- 20/11/1969 Sentenza Pretore _ irrev. il 13/1/1970
1) Emissione di assegni a vuoto
(reato commesso il 30/9/1968)
lire 100'000 di multa;
- 7/6/1976 Sentenza Corte appello _
Riforma sent. 23/10/1975 Tribunale _
La Cassazione rigetta il ricorso in data 18/5/1977
1) Detenzione illegale di armi e munizioni contin.
(reato commesso il 13/10/1975):
mesi 10 di reclusione e lire 80'000 di multa;
2) Detenzione abusivo di armi
(reato commesso il 13/10/1975):
mesi 4 di arresto;
- 2/2/1978 Sentenza Corte appello _
parz. riforma sent. 21/4/1971 Tribunale _
La Cassazione rigetta il ricorso in data 14/11/1979
1) Resistenza a un pubblico ufficiale
(reato commesso il 4/1/1971)
mesi 6 di reclusione;
- 8/5/1980 Provvedimento proc.re gen. Repubbl. _
cumulo delle pene inflitte con le decisioni 20/12/1967 - 2/2/1978
Determinata la pena da scontare in mesi 9 gg 5 di reclusione e lire 25'000 di multa;
- 4/6/1981 Sentenza Corte appello _
conferma sent. 28/1/1981 Tribunale _
La Cassazione rigetta il ricorso in data 27/5/1982
1) Contraffazione delle impronte di una pubblica certificazione contin.
(reato commesso il 23/10/1980):
mesi 10 di reclusione e lire 80'000 di multa;
- 16/3/1982 Sentenza Corte appello _ irrev. il 9/12/1983
Conferma sent. 10/12/1980 Tribunale _
La Cassazione dichiara inamm. il ricorso in data 9/12/1983
1) Associazione per delinquere art. 416 C.P.
(reato commesso il 28/5/1979)
anni 2 di reclusione
libertà vigilata per anni 2;
- con ordinanza magistrato sorvegl. _ in data 27/3/2001 dichiarata applicabile la libertà vigilata per anni 2 ai sensi dell'art. 679 C.P.P.
- 20/2/1986 Sentenza Corte appello _
Conferma sent. 7/4/1983 Tribunale _
La Cassazione dichiara inamm. il ricorso in data 29/4/1988
1) Ricettazione in concorso:
(reato comm. nell'agosto del 1978)
anni 2 di reclusione e lire 500'000 di multa;
- 15/9/1986 Sentenza Corte appello _ irrev. il 13/6/1987
Riforma sent. 17/9/1985 Tribunale _
La cassazione rigetta il ricorso in data 13/6/1987
1) Associazione di tipo mafioso art. 416 bis comma 2,416 comma 3-4-5-7 C.P.
(reato commesso il 30/9/1982)
2) Associazione per delinquere art. 416 C.P.
(reato commesso il 29/9/1982)
Rit. la continuaz. tra i reati di cui ai punti 1) e 2)
anni 6 e mesi 6 di reclusione
interdizione perpetua dai pubblici uffici
libertà vigilata per anni 1;
- 29/9/1986 Sentenza Corte appello _
- Sez. distaccata di _
irrev. il 10/5/1988
Parz. riforma sent. 11/4/1986 Tribunale _
La Cassazione rigetta il ricorso in data 10/5/1988
1) Violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope in concorso
(reato comm. nel luglio del 1982):
anni 8 di reclusione e lire 20'000'000 di multa;
- 28/2/1989 Sentenza Pretore _ irrev. il 3/3/1990
1) Falsità materiale commessa dal privato in certificati
2) Ricettazione
(reato com. nel luglio del 1987)
3) Falsità materiale commessa dal privato incertificati
(reato commesso il 11/8/1987)
rit. la continuaz. tra i reati di cui ai punti 1) 2) e 3):
anni 1 mesi 2 di reclusione e lire 300'0'00 di multa;
- 22/3/1990 Decreto Corte appello _
Sorveglianza speciale con divieto di soggiorno per anni 3;
- 20/4/1990 Sentenza Corte appello _ irrev. il 14.3.1991
Riforma sent. 8/5/1989 Tribunale _
La cassazione rigetta il ricorso in data 14/3/1991
1) Violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope
(reato comm. nel settembre del 1982):
anni 3 di reclusione e lire 5'000'000 di multa
- pena aggiuntiva in continuazione a quella di cui alla condanna 29/9/1986
interdizione perpetua dai pubblici uffici
divieto di espatrio (art. 79 L. 22/12/75 N. 685) per anni 3;
- 13/10/1992 Provvedimento proc.re gen. Repubbl. _
Cumulo delle pene inflitte con le decisioni
20/4/1990 - 29/9/1986 - 15/9/1986 -16/3/1982 - 20/2/1986
Determinata la pena da scontare in anni 21 e mesi 6 di reclusione e lire 25'500'000 di multa (pari a euro 13'169.65)
Interdizione perpetua dai pubblici uffici
Divieto di espatrio (art. 79 L. 22/12/75 N. 685) per anni 3
Libertà vigilata per anni 1
- 8/4/1993 Sentenza Corte appello _ irrev. il 28/5/1993
Parz. riforma sent. 28/7/1992 Tribunale _
1) Detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso
(reato commesso il 19/6/1991)
anni 18 di reclusione e lire 225'000 di multa
Interdizione perpetua dai pubblici uffici
- 3/7/2001 Sentenza Corte assise appello _ irrev. il 3/10/2001
Parz. riforma sent. 11/12/2000 G.I.P. Tribunale _
1) Costituzione, direzione o finanziamento di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti contin.
(reato comm. fino al 1998 in _ - ed altrove)
2) Detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti in concorso
(reato comm. fino al 1998 in _ - ed altrove)
3) Detenzione e cessione illecite di sostanze stupefacenti in concorso
(reato comm. fino al 1998 in _ )
4) Produzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso
(reato comm. fino al 1998 in _ )
5) Produzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso
(reato comm. fino al 1998 in _ )
6) Contravvenzione alle prescrizioni relative alla vendita di farmaci contenenti sostanze stupefacenti contin. in concorso
(reato commesso il 15/7/1998 in _ )
7) Produzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso
(reato comm. fino al 15/7/1998 in _ )
Pena complessiva anni 10 mesi 7 di reclusione - in continuazione assorbe in tale pena quella di cui alla condanna 8/4/1993
- 29/11/2001 Provvedimento proc.re gen. Repubbl. _
Cumulo delle pene inflitte con le decisioni 20/4/1990 - 29/9/1986 - 15/9/1986 - 16/3/1982 - 20/2/1986 - 8/4/1993 - 3/7/2001
Determinata la pena da scontare in anni 10 mesi 7 di reclusione
Interdizione perpetua dai pubblici uffici
Interdizione legale per la durata della pena.
Come emerge dal verbale di data 20.5.1999 reso agli inquirenti italiani, _ ha approfittato, mentre era in espiazione delle suddette pene, di un congedo per prendere il largo. Così egli ha narrato di accadimenti della sua vita dopo la fuga (cfr. classeur 17 all. 5):
- verbale 20.5.1999:
"... è comparso:
_ , nato a _ il 15/07/38, vedovo, con tre figli dalla prima moglie: _ , _ ed _; convivente con _ con due figli che vivono in _, e si chiamano _ e _ in virtù del fatto che quando viveva in _ aveva un documento a nome _ e con quel cognome ha fatto registrare i due figli. L'ultima residenza italiana era a _ fino al 1988.
... omissis ...
Richiesto di spiegare come e perchè si sia allontanato dall'_ e trasferito all'estero, il _ dichiara:
ero detenuto nel carcere di _ ed avevo ottenuto per buona condotta cinque giorni di permesso (n.d.r.: era il 25 o il 26.12.88). Ho approfittato d questo per andarmene. Ero detenuto per scontare una condanna di associazione camorristica facente capo a _ ma ero anche detenuto per una serie di altre accuse in relazione alle quali debbo risalire ai primi anni '80 e più precisamente al 1982. A quell'epoca su incarico di _ e _ ero implicato in un traffico di cocaina dal sudamerica. Vi ero stato inserito dal _ che voleva sdebitarsi con me come tra poco diro'. _ aveva un conoscente in _ che poteva inviare via aereo dei carichi di cocaina, mediante una persona che li trasportava. Questo persona era _ . Lo _ scendeva a _ e con la cocaina occultata in pacchi di caffe' passava dall'area internazionale a quella nazionale dell'aereoporto attraverso una porta del ristorante che non era presidiata. Di fatto sono avvenuti due trasporti da 14 Kg ciascuno. lo dovevo consegnare il secondo carico di 14 kg a casa di _ a _ , a _ e a _ . In occasione della prima consegna avevo notato che qualcuno ci aveva fotografato all'Hotel _ di _ ed avevo chiaramente fatto capire di essermi accorto della cosa. E' in occasione della seconda consegna, avvenuta come detto a casa di _ , a favore di _ e _ , che io vengo arrestato, non nella circostanza della consegna ma subito dopo quando ero rientrato a casa dello _ . Ero stato arrestato su misura cautelare di _per un traffico di hashish cui ero estraneo. Venni tradotto a _e, incontrato il _ e, nonostante che lui volesse il contrario, gli avevo detto che avrei detto al giudice che lo conoscevo perche' secondo me sapevano che ci conoscevamo, avendoci fotografato assieme. Di fatto mentre _ qualche tempo dopo venne posto in liberta', io rimasi detenuto e venni condannato, nonostante che mi fossi giustificato con il giudice istruttore _, per questo traffico di hashish e per ulteriori traffici di hashish per cui ero stato raggiunto da altra misura cautelare mentre ero in carcere.
Viceversa lo Iannone che pure era stato arrestato con me venne assolto. A questa condanna si
aggiunse un'ulteriore misura cautelare e poi una condanna per partecipazione all'associazione camorristica con _ per la quale, a mio giudizio, ero gia' stato condannato; Di fatto rimasi detenuto a lungo dal
1981-1982
venendo scarcerato dopo quattro anni e mezzo per decorrenza termini.
Venni peraltro riarrestato dopo sei o sette mesi per violazione degli obblighi e dopo diciotto mesi ottenni il permesso di cui ho detto all'inizio dell'interrogatorio.
ADR
Il _ doveva disobbligarsi con me perche' nel
1978-1979
avevo su a richiesta partecipato all'omicidio avvenuto a _ , del fratello dell'esecutore dell'omicidio di _ , fratello di _ . La decisione di eseguire la vendetta era stata presa da _ _ e _ che aveva curato anche l'organizzazione dell'omicidio. Il _ , ricoverato in clinica a _, aveva convocato diverse persone e aveva chiesto in termini perentori che venisse eseguita l'uccisione di quella persona di cui non ricordo, anzi non sapevo il cognome. Il giorno dell'omicidio ci siamo tutti incontrati, salvo il _ a casa di _ a _ . Costui doveva accompagnarci sul posto dove doveva essere eseguito l'omicidio e doveva indicarci la presenza della vittima. Anche il _ non avrebbe voluto fare quanto gli era richiesto ma, come noi, doveva farlo. Il _ ci aveva accompagnati nei pressi del bar, mi pare fosse sotto dei portici, e aveva constatato che la vittima stava giocando a carte. Dopo averci fornito questa informazione il _ se ne era andato. Volevamo aspettare che la vittima uscisse dal bar per non fare altre vittime. Il killer designato, passeggiava davanti al bar: si trattava di un calabrese giovane che aveva portato _ , del quale, a dire dello stesso, era il killer preferito. Sempre nei pressi del bar, con il ruolo di copertura, vi erano lo stesso _ con una macchina, certo _ di _, calabrese con un altra macchina; poi vi ero io su di una _ bianca, a, armato di una pistola cal. 7,65. Il killer era armato di una luger che aveva scaricato addosso alla vittima che si era accorta di quanto stava per accadergli ed aveva attraversato la strada. Sono stato io a raccogliere il killer ed a portarlo via con la _ . Ricordo che nei pressi del luogo del delitto transitava una signora con un bambino in carrozzina. Dopo duecento metri abbandonammo la _ per salire su di un'altra auto, rubata come tutte le altre. Vi erano anche altre due persone con il ruolo di copertura, un tale _ calabrese bassino ed il compare di _ , che forse si chiamava _ .
ADR.
Sono quasi sicuro che fosse nel 1979, forse in inverno ma non ho un ricordo piu' preciso. Il luogo dell'omicidio era in _ ; non sono in grado di dare altre indicazioni ma saprei riconoscerlo.
Dopo l'omicidio, salvo il _ , ci siamo recati tutti a _ a comunicare la notizia al _ .
ADR.
Sono sicuro che si trattasse di _ , _ perche', dopo averlo conosciuto in occasione dell'omicidio, l'avevo reincontrato al centro clinico di _ forse nel 1983/1985. Ho anche conosciuto sempre presso lo stesso centro clinico un fratello di _ di nome mi pare _ . Non so per cosa fosse ricoverato il _ ; so che lui ed il fratello erano detenuti per traffico di stupefacenti. Non sono in grado di indicare dove fosse l'abitazione del _ in _ e non saprei neanche riconoscerla. So che il _ aveva famiglia, sicuramente non c'era quando siamo andati a casa sua, ma credo che quella fosse l'abitazione famigliare.
Come detto sono uscito in permesso il 25 o 26 dicembre 1988 e, dopo aver trascorso due giorni con moglie e figli, sono andato in _ passando dalla _ con documento falso; non ricordo quale fosse il nome che figurava sul documento. In _ mi fermo a _ dove mi metto in contatto con _ che all'epoca era gia' senza gambe avendole perse nell'attentato in cui fu ucciso _ , attentato voluto da _ e fatto da _ detto _ . So queste cose perche' me le ha dette _ e perche' precedentemente, quando era insorto il contrasto tra il _ e la _ , costei mi aveva chiesto di prendere in mano l'organizzazione, cosa che io ho rifiutato non ritenendomi all'altezza.
Quando lei me lo chiedera', torneremo su questi argomenti.
Fatto sta che messomi in contatto con _ , questi mi aveva mandato in _ , _ con nuovi documenti falsi e soldi per campare. Il documento che _ mi invio' era a nome di _ . E' li a _ che entro in contatto, tramite una persona di _ che non riesco a mettere a fuoco, con un colombiano ed un peruano che potevano agevolarmi in un traffico di cocaina. Per entrare nel giro acquistai un primo mezzo Kg che inviai al _ ricavandone meno di quanto l'avevo pagato, ma da qual momento e' iniziato un traffico di un paio di Kg ogni settimana circa che dalla _ mandavo a _ . Qualche volta la portavo direttamente io ed in altri casi era _ che mandava qualcuno a prenderla. Le volte in cui andavo personalmente ero ospitato a casa del fratello di _ a nome _ . Questo traffico e' durato per circa un anno o un anno e mezzo fino ai primi mesi del 1990. Avevo anche organizzato un carico di 100 Kg di hashish da mandare sempre a _ attraverso mio figlio _ e una ragazza di _ . In _ pero' _ e la ragazza vennero arrestati e condannati a 4 anni e mezzo. Ed e' in quel periodoche, in concomitanza con le difficoltà' economiche derivanti dalla perdita del carico pagato, il peruano mi propose di trasferirci in _ dove avremmo pagato la merce a 2000 dollari al kg contro i 22'000 dollari al kg che pagavamo in _ .
... omissis ...
Come ho detto mio figlio _ era gia' stato arrestato per hashish ed io in quel periodofui fermato dalla polizia a _ assieme a _ , un altro napoletano di cui non ricordo il nome, il colombiano ed il peruano. Gli altri vennero subito rilasciati mentre io venni trattenuto perche' avevo con me del denaro e due documenti con nomi differenti. I poliziotti erano convinti che io mi chiamassi effettivamente _
Alfredo come compariva in uno dei due documenti, e quando ho capito che loro non sapevano la mia vera identita' ho ammesso di chiamarmi _ e cosi', dopo essere stato trattenuto due giorni, ero stato poi rilasciato dal giudice. In conseguenza di questi fatti mi trasferii in _ insieme al peruano il cui nome e' _ . Andai a vivere a _ . Avevo un passaporto spagnolo falso. Ogni mese mandavo delle valigie con cocaina in _ dirette al _ . Utilizzavamo una coppia ed una persona anziana che trasportavano materialmente la cocaina. Si trattava di circa 5 Kg per volta occultati nel doppio fondo della valigetta inviati con cadenza mensile. Questo traffico e' durato per circa un anno fino all'omicidio del _ . E' dopo questo omicidio che mi trasferii con la famiglia in _ a _dove mi procuro dei documenti venezuelani a nome di _ . Lì venni raggiunto da un amico di mio figlio, un certo _ che si chiama _ , che mi porto' dei soldi da parte di mio figlio e mi propose di mandargli della cocaina da poter vendere a _ , dicendo che aveva la possibilita' di piazzarne circa 8-10 Kg a buon prezzo cioe' a 70
milioni al Kg.
Nel frattempo conobbi un certo _ cognato di _ che è il capo del cartello di _ e che era in grado di organizzare dei carichi di cocaina dall'_ . Tramite il _ mi incontrai in _ con _ che in quel periodo trasportava la cocaina in palle di bowling e che, poiche' gli risultai simpatico, mi diede due bocce di bowling contenenti complessivamente circa 7,2 Kg di cocaina che io consegnai a _ che venne a ritirarle a _ .
_ non riuscì pero' a vendere la cocaina perche' venne arrestato ed io dovetti pagare ugualmente lo stupefacente al _ .
In quel periodo mi trovavo in _ con mia figlia _ e la mia famiglia; mio figlio _ invece si era sposato e stabilito a _ , mentre il _ era ancora detenuto in _ .
Da lì mi trasferii, siamo nell'anno 1991, a _ , dove incontrai _ che era a quell'epoca latitante, e che io conoscevo da tempo, da quando - nel 1977/1979 - insieme a lui, a persone appartenenti alla famiglia _ e ad altre persone, di cui sono disponibile a fare i nomi, c'eravamo occupati della ricettazione di merce di TIR rubati.
Il _ mi presento' due persone, facendomi solo i loro nomi, tali _ e _ che seppi poi essere _ e _ , il quale mi venne presentato con il falso nome di _ .
... omissis ...
Mi ero incontrato diverse volte con _ e _ e dopo qualche tempo, il _ mi aveva chiesto per conto di _ e _ se potevo procurare loro dei grossi quantitativi di cocaina di cui avevano bisogno. Avevo chiamato allora _ per poter parlare con suo cognato _ che come detto era il capo del cartello di _ e gli avevo detto che per questa prima fornitura eravamo interessati a 400 Kg. Ed il _ aveva accettato a condizione che fosse anche lui ammesso a partecipare a questo traffico. Di fatto avevo riferito queste condizioni al _ che mi aveva fatto incontrare direttamente con _ e _ a _ . Spiegai ad entrambi che dovevamo pagare alla consegna il quantitativo di cocaina che volevamo personalmente. Concordammo in quella circostanza, secondo le possibilita' economiche di ciascuno di noi, che io avrei preso 30 Kg, 30 Kg avrebbe preso il _ , 50 il _ e la rimanente parte l'avrebbero presa _ e _ .
I 400 Kg di cocaina mi vennero consegnati, circa una settimana dopo questo incontro, dal _ e da una persona, _ , che era stata inviata dal _ .
In quell'occasione consegnai al _ la quota corrispondente al valore del quantitativo di cocaina che spettava a ciascuno di noi: la mia, quella del _ e quella di _ e _ .
Ritirata la cocaina, la consegnai ad _ che era insieme ad altre persone di cui pero' non conosco i nomi. _ , cioe' _non era presente perche' era gia' partito per l'_ per organizzare l'arrivo del carico di cocaina.
Passarono alcuni mesi, circa tre, dopo la consegna della merce, senza che riuscissimo ad avere notizie, se non che vi era un ritardo dovuto al fatto che il _ non dava ancora il via per l'invio della merce in _ . Fatto sta che dopo un periodo di tempo che non so quantificare esattamente, ma che fu all'incirca di tre o quattro mesi, arrivo' il via per far partire la merce e la merce venne inviata.
Dopo circa un mese o un mese e mezzo dall'invio della merce _ mi disse che la merce era stata venduta e che potevo andare o mandare qualcuno in _ o in _ per ritirare i soldi che ci spettavano.
Io avvisai il _ che mi mando' un suo uomo, certo _ , di
cui io
non so' il cognome ma che e' conosciuto dalla polizia canadese. Questi ando' insieme alla mia prima moglie in _ a ritirare i soldi che erano stati portati in _ da
_ .
I soldi vennero portati e consegnati in contanti. Non abbiamo mai fatto trasferimenti di denaro tramite banca.
La mia parte fu di un miliardo di lire, lo stesso ebbe il _ e un miliardo e mezzo fu la parte per il _ .
Il _ non venne fatto partecipare ai successivi carichi, perche' proprio a seguito del ritardo nella consegna del denaro avvenuta in quell'occasione, aveva sospettato che il _ avesse gia' venduto la merce e non ci avesse consegnato le nostre quote di partecipazione. Motivo questo per cui il _ non lo volle piu' far partecipare ai carichi successivi.
Per collocare cronologicamente questo primo viaggio, posso dire che
l'inizio
delle trattative si puo' collocare nell'aprile maggio del 1991 e l'invio della cocaina nel settembre/ottobre dello stesso anno.
ADR
La mia conoscenza con _ e _e' successiva all'arresto delle persone di _ , di circa un mese o poco di piu'. Quando queste persone vennero arrestate io abitavo ancora a _ , fu dopo il loro arresto che mi trasferii all'isola di _ dove incontrai il _ che come ho dettomi presento' _ e _ .
ADR
Le trattative per il primo viaggio durano circa un mese, dal momento dell'accordo al momento della consegna della cocaina passa circa una settimana e poi, come ho detto, passarono tre o quattro mesi per poter spedire la cocaina in _ e, da qual momento, circa un mese o un mese e mezzo per poter ritirare il denaro che ci spettava.
Per quanto riguarda questo primo carico io non partecipai alla fase di imballaggio e di invio della cocaina e quindi non seppi, se non in un secondo momento, chi si occupò di spedirla e imballarla, come venne trasportata e chi erano i destinatari. Sono domande queste, che nell'ambiente non è bene fare; so solo che il carico era partito da _ in _
(n.d.r.: secondo le schede doganali la nave partì da _ il 30.6.1992).
Come ho detto fu solo in un secondo momento e cioe' in occasione del secondo carico, che venni a sapere, perche' me lo disse il _ , che i destinatari del primo carico
erano stati, per una parte, i fratelli _ che vivono a _ ma che sono originari dello stesso posto di _ cioe' siciliani e, per una restante parte, la maggiore, un gruppo calabrese facente capo a _ .
Proprio a questo proposito ricordo di avere chiesto al _ che cosa se ne faceva il _ del carico di cocaina visto che era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di _ avvenuto a _ e lui mi rispose che pensavano che il _ potesse uscire perche' il giudice che lo aveva condannato aveva pubblicamente dichiarato di avere condannato un innocente.
Per fare queste dichiarazioni il giudice aveva ricevuto la somma di un miliardo di lire.
Mi sembra che il nome di questo giudice sia _ .
Ci tengo a precisare che io non so se questa storia corrisponda a verita'; posso solo dire che il _ me la racconto' in questo modo ed in questo modo gliela riferisco.
ADR
Non so fornire altri particolari su questa vicenda perche' il _ non me li disse ed io non glieli chiesi.
ADR
Ho conosciuto _ perche' siamo stati detenuti insieme al carcere di _dove mi fu presentato da _ . Anche il _ aveva conosciuto il _ perche' erano stati detenuti insieme ma non so dire in quale carcere.
ADR
Non so dire chi del gruppo del _ ritiro' la parte che spettava al gruppo del primo carico di cocaina; non lo so neanche dire per quanto riguarda i carichi successivi. A me venne solo detto che si trattava di persone facenti parte del gruppo di _ .
Il secondo carico venne organizzato dopo circa un mese e mezzo dal momento in cui ricevemmo i soldi che ci spettavano per la nostra partecipazione al primo viaggio. Per quanto riguarda questo secondo carico, posso dire che riguardava un quantitativo di 1100 o 1200 kg, non ricordo con esattezza.
... omissis ...
Io partecipai a questo secondo carico per un quantitativo di 100 Kg di cocaina, _ per 300 Kg di cocaina ed _ e _ _ per tutta la restante parte.
Io ho sempre chiamato _ , _ , perche' cosi' mi era stato presentato; in verita' ad alcuni matrimoni cui avevamo partecipato insieme, lo avevo sentito chiamare dagli altri _ , ma non avevo mai fatto domande a tale proposito perche' avevo pensato che _ fosse un diminutivo del nome _ . II cognome _ invece non lo avevo mai sentito; l'ho appreso solo qui in _ dopo il mio arresto. A proposito del _ devo ancora dire che, dopo il suo arresto in _ , mi telefono' suo cugino _ per chiedermi di procurare della documentazione da cui risultasse che nel periodo dei fatti contestati, il _ si trovava all'isola di _ con una ragazza e non a _ , come dicevano le persone che lo accusavano. lo procurai questa documentazione ottenendo una dichiarazione che mi venne fatta dal commissario capo dell'isola di _ tale _ e una dichiarazione che mi venne fatta dal titolare dell'albergo di cui non ricordo il nome che si trova nell'isola di _ .
Spedii questa documentazione al _ che si trovava ed ancora, per quanto ne so, si trova ancora in _ che la fece avere agli avvocati del _ . So che questa documentazione arrivo' a destinazione, perche' quando incontrai il _ , dopo ché venne scarcerato dall'_ , mi confermo' di averla ricevuta.
Per quanto riguarda la collocazione cronologica di questo secondo viaggio, posso dire che si colloca nell'anno 1992, non so dire se era estate o inverno perche' in _ e' sempre estate ed e' dunque difficile per me distinguere un periodo dall'altro. Comunque posso dire che tra l'invio della merce ed il pagamento dei soldi passarono circa tre mesi o tre mesi e mezzo.
Quando avvenne questo secondo carico io non vivevo piu' all'isola di _ , dove invece stavo durante il primo carico. Ero andato via perche' il commissario capo _ , aveva saputo che il mio vero nome era _ ed io dovetti cominciare a pagarlo per comprare il suo silenzio. Non andai via pero' per questo motivo ma perche' avevo il sospetto che prima o poi finisse con il farmi arrestare.
Dall'isola di _ mi spostai a _ e sostituii il mio documento falso venezuelano a nome _ con uno originale venezuelano a nome _ che riuscii ad avere pagando un prezzo maggiore.
Quando mi trasferii a _ mi incontravo con una frequenza quindicinale circa, con _ che invece abitava sempre a _ , per organizzare questo secondo carico. Ai nostri incontri non partecipava il _ che era in _ per occuparsi dell'introduzione della merce in quel territorio.
Gli incontri con il _ avvenivano o a _ a casa sua, o a _ , o a _all'Hotel _ di proprieta' di _ .
Non avevo difficolta' a contattare _ perche' avevo sia il suo numero di casa che il suo numero di cellulare.
Per quanto riguarda questo secondo carico, mi occupai a differenza del primo, dell'imballaggio della merce.
Ce ne occupammo io, _ , un certo _ , mi sembra di cognome _ , che abita a _ , ed altre due persone di _ di cui pero' non so' fornire nessun dato di identificazione, si trattava comunque di uomini di _ . La cocaina, 40/50 KG per volta, era inserita in un bidone, coperta con lana di vetro e carta argentata. Il bidone era chiuso e inserito in un bidone piu' grande nel quale veniva colato del bitume liquido a temperatura anche di 200 gradi. Questo bitume riempiva totalmente il bidone piu' grande che aveva dimensioni di circa 1,20 metri di altezza e 60/80 cm di diametro; in questo modo tutti I 1100/1200 Kg sono stati occultati in bidoni che contenevano bitume che serve per asfaltare i tetti. Assieme a tale materiale vi erano anche rotoli di plastica catramata che serve per le coperture.
Questo lavoro di preparazione della cocaina l'ho fatto personalmente assieme all'_ , al _ e le due persone che ho prima menzionato, una delle quali aveva affittato il capannone in provincia di _ dove le operazioni
sono state compiute. A queste operazioni ha anche partecipato _ , colombiano, appartenente al _ .
Come detto il _ e' forse la persona la cui identita' puo' risultare dai documenti di viaggio della merce perche' era lui che si occupava della spedizione. Era un compare di _ .
ADR
Non so dire con quale nome o con quale societa' sia stata inviata la merce porche' non mi occupavo di queste cose.
E' in occasione della preparazione della cocaina che _ mi ha riferito che il primo carico era stato da lui stesso preparato con le modalità che ho prima descritto.
ADR
Nessuno mi ha riferito espressamente che prima dei due carichi di cui ho parlato fossero avvenuti altri viaggi. Avevo chiesto al _ come mai _ e _ si fossero rivolti a me per reperire altra cocaina. Ma il _ era rimasto evasivo non dandomi alcuna risposta. E' mia opinione che vi fossero stati dei carichi precedenti e che forse l'_ aveva avuto dei problemi con i precedenti fornitori colombiani ovvero perchè non voleva trattare direttamente ma preferiva avere degli intermediari.
ADR
Il _ mi aveva riferito chi erano i compratori della merce nell'occasione in cui ci eravamo visti in _dopo il secondo viaggio; e' questa l'occasione in cui il _ presentava all'_ la persona che, a dire del _ , si occupava dello svincolo dei container al porto di _ . Aggiungo che prima dell'arresto del _ e dopo il sequestro del carico dei 5400
Kg. in
provincia di _ , io avevo reincontrato il _ qui' in _ in occasione del matrimonio della figlia
(n.d.r. _ )
di _ e avevamo parlato dei lavori che si potevano fare.
Ho ancora incontrato il _ dopo la sua scarcerazione dall'_ quando si era reso latitante arrivando in _. Nell'occasione in cui ci siamo visti il _ mi aveva riferito che forse si poteva riprendere a lavorare con la persona che aveva collaborato con le autorita' italianeperche' a questa persona a cui erano stati promessi 800 milioni aveva poi ritrattato. Aveva ritrattato perche' non era stata mantenuta la
promessa di dargli 800 milioni e quindi aveva dichiarato di essersi inventato tutto. A dire del _ questa persona che aveva collaborato era quella che si occupava di svincolare i container a _; sempre a dire del _ , si poteva con questa persona riprendere il traffico di cocaina perchè in tal modo avrebbe potuto pagare il milione e quattrocentomila dollari di cui erano rimasti debitori nei confronti del _ .
Costui in effetti per saldare il suo credito si era preso una villa che io avevo a _ in _ . Nello stesso complesso residenziale dell'_ abitano la convivente ed i figli di _ . Alla fine in realta' ero io ad essere rimasto in credito del 1,4 milioni di dollari andati persi con la cocaina sequestrata perche' il _ si era preso la mia villa.
Dopo circa un mese o un mese e mezzo dall'invio della merce relativa al secondo viaggio, mia moglie _, deceduta nel novembre 1994 a _ , per mio conto, e un certo _ , per conto di _ , si recarono in _ per ritirare il denaro che rispettivamente ci spettava.
Come nell'occasione precedente il denaro venne consegnato in contanti da _alias _ .
Ovviamente il denaro non venne consegnato in un'unica volta ma in più giorni per evitare il rischio di essere fermati dalle forze di polizia con un eccessivo quantitativo di denaro che li avrebbe insospettiti.
ADR
Per verificare quanto sto dicendo, si puo' controllare quando mia moglie e' andata in _. Per recarsi in _ viaggiava in aereo con il suo vero nome e alloggiava a _ in un appartamento/hotel.
La quota che venne ritirata per me in quell'occasione fu di tre miliardi e quella del _ fu di nove miliardi.
Qualche mese dopo questo secondo viaggio organizzammo il terzo che fu relativo ad un quantitativo di 1200 Kg di cocaina.
Nel lasso di tempo che intercorse tra il secondo ed il terzo viaggio _venne a _insieme ad un altro signore di cui non so il nome, per portare dei soldi ad
_ in franchi svizzeri e per presentargli questa persona che era con lui. Questa persona, secondo quanto aveva detto il _ , era l'incaricato di ritirare il container dal porto di _
(n.d.r. _ )
.
Tornando al terzo viaggio, devo dire che io non partecipai ai lavori di imballaggio della cocaina mandata da _ perche' dovevo interessarmi di organizzare il carico successivo relativo al quantitativo maggiore di 5000 Kg.
Devo ancora aggiungere che, dopo il primo viaggio, relativo ai 400 Kg., _ era stato arrestato insieme a suo fratello - che e' la persona da cui io ricevetti le due palle da bowling di cui ho gia' riferito - perche' trovati in possesso di 500.000 dollari a _ . Si trattava sempre di denaro proveniente dal traffico di droga che apparteneva ad _ . Per questo motivo io da allora non avevo piu' avuto contatti con lui.
... omissis ...
La cocaina relativa al terzo carico mi venne consegnata, per conto di _ , da _ . La cocaina, come nelle precedenti occasioni, era trasportata con un camion che aveva un doppio fondo: attraverso un sistema idraulico era possibile far venir fuori la cocaina dal doppio fondo. In questo modo non era possibile trasportare più di 500 kg. per volta ma era impossibile che la polizia si accorgesse del doppio fondo.
La cocaina venne scaricata in un capannone, che era lo stesso utilizzato nelle occasioni precedenti.
La cocaina venne scortata fino al capannone da una macchina dove viaggiava _ e da una altra macchina dove viaggiavamo io ed _ . Nel camion che trasportava la cocaina viaggiava solo l'autista che lo guidava.
Con riferimento a tale carico, poiche' come ho detto dovevo interessarmi di organizzare il successivo, non mi occupai di altro e dunque non so' dire con quali modalità venne mandato in _ . Non so neanche dire se venne mandata quella quantita' di cocaina o se ne venne aggiunta dell'altra. Posso solo dire che io presi regolarmente il denaro che mi spettava, che fu di tre miliardi di lire per me e di nove miliardi per _ . Anche in questa occasione andarono a ritirare i soldi in _, mia moglie, per mio
,
conto, e _ per conto di _ .
1
Il primo incontro in cui si parlo' del carico dei 5000 Kg: Avvenne a _- a _ - in occasione del matrimonio di una delle figlie di _ _
(n.d.r. _ )
con _ . In quella circostanza eravamo presenti, oltre me, _ , _ ,
_ e _ . Decidemmo con riferimento a quel carico di non farlo più partire da _ma dalla _ perche', un paio di mesi prima, erano stati arrestati i fratelli _ ed anche _ era ricercato dalla Polizia. Chiedemmo al _ se era possibile far partire il carico dalla _ senza che venisse segnalato dalla polizia e lui disse che si poteva fare.
A seguito di questo primo incontro, io, per organizzare il carico, mi trasferii per vari mesi in _ dove acquistai la villa
di cui ho gia' parlato. In quel periodo mi incontrai varie volte con _ che e' un colombiano appartenente al cartello di _ , che doveva procurarci assieme all'_ i 5000 Kg. ed occuparsi dell'invio della cocaina. Nel prosieguo stabilimmo anche i quantitativi di stupefacente che ci spettavano e decidemmo che 2100 Kg. sarebbero spettati ad _ e a _ , 400 Kg a me e 2500
Kg. al
gruppo di _ e _ .
Inizialmente il carico doveva essere di 5000 Kg., venne poi fatto di 5400 Kg. perche' quelli del gruppo di _ ne volevano di piu'.
Dei loro 2500 Kg - poi diventati 2900 Kg - dovevano pero' pagare il 30%, corrispondente a circa 900 Kg, ad _ il quale aveva detto che, doveva darli, perche' cosi' pretendevano, a coloro che dovevano occuparsi di svincolare la merce al porto di _.
Cosa che non era vera e che si era inventato il _ per accaparrarsi un maggiore quantitativo di denaro.
Seppi in seguito, dopo il sequestro dei 5400 Kg., che 200 Kg. dei 2100 Kg. spettanti a _ e _ erano stati destinati a _ . Fu lui stesso a dirmelo quando, parlando del sequestro del carico, mi disse di avere perso i 200 Kg. che gli spettavano.
A scopo precauzionale era stato deciso che, prima di far partire il container con il carico di scarpe e di cocaina del quantitativo che ho detto, si doveva far partire un container con un carico di sole scarpe per verificare che tutto filasse liscio. Dopo uno o due giorni dalla partenza del primo container, se tutto fosse andato bene, si doveva far partire il container con la cocaina. Queste modalita' le aveva decise _ che me le aveva comunicate ed io a mia volta le avevo comunicate a _ . In realta' poi cosi' non venne fatto ed il _ si giustifico' dicendo che non avevano capito.
Nel frattempo, dopo il matrimonio della figlia di _ di cui ho gia' detto, il _ per timore di essere arrestato - era infatti capitato che era stato arrestato un suo amico mentre gli riportava la macchina che aveva avuto un guasto - si era
allontanato da _e, dopo essere stato per circa due o tre mesi a _ in un appartamento che aveva affittato grazie il mio intervento, si era stabilito in _ .
Per entrare in _ aveva utilizzato un passaporto venezuelano che gli avevo procurato io. In realta' in _ va il suo vero nome, per cui di fatto non risultava che fosse mai uscito ne' rientrato in _ .
Mentre _ era in _ , io ero in _ per l'organizzazione del viaggio dei 5400 Kg. Dopo che la merce venne inviata in _ , passarono vari mesi senza che succedesse nulla. _ , che era in _ , mi telefono', dicendomi di informarmi presso i colombiani per accertarmi che non ci fossero segnalazioni su quel carico. lo parlai con il _ che mi confermo' che era tutto a posto. Cosa che io riferii ad _ che lo riferi' al _ . Avuta la conferma che il carico non era segnalato, _ mi disse di andare in _ per organizzare il carico successivo e fu proprio, sull'aereo per andare a _ che lessi sui giornali che il carico dei 5400 Kg. era stato sequestrato vicino _ .
Seppi in seguito, in occasione del matrimonio di una delle figlie di _ , _ , con persona che mi pare si chiami di cognome _ , da _alias _ , che si erano accorti di essere seguiti dalla polizia e che erano quasi riusciti ad evitare il sequestro del carico.
In quell'occasione il _ mi disse, anche per fronteggiare la mia richiesta di consegna del denaro che ci spettava, che la colpa della perdita del carico era di _ in quanto il carico era partito dalla _ gia' segnalato da quella polizia.
Di questa cosa io parlai con il _ e poi con lo stesso _ da cui il _ mi accompagno' a _ . Il _ mi disse che loro non avevano alcuna responsabilita' e che queste cose potevano anche andare male e che ne' lui ne' il _ avevano intenzione di darci i soldi che avevamo investito per i nostri 2'500 kg.
ADR
Era stato il _ ad occuparsi della spedizione dalla _ del carico. _ mi aveva dato la lista in cui era annotata la ditta che doveva ricevere il carico di scarpe ed io l'avevo consegnata al _ . Non ricordo il nome della ditta.
ADR
Ho sentito parlare di un certo , ma non riesco a focalizzare con riferimento a che cosa, perche' non mi interessava e quindi non ho prestato attenzione a quanto mi veniva detto.
Con riferimento a questo carico il _ ha dovuto pagare ai colombiani tutta la merce che dovevano avere.
Della vendita in _ della cocaina si occupava il _ ed io non facevo domande; quel poco che so, lo so perche' loro si fidavano di me e me lo hanno spontaneamente detto.
Nulla di specifico mi viene detto con riferimento agli acquirenti del carico di 5400 Kg.. Io posso pensare, ma e' solo una mia supposizione, che fossero sempre gli stessi dei carichi precedenti e cioe' i fratelli _ ed il gruppo facente capo a _ . ..."
... omissis ...
-
verbale 21.5.1999
:
"... omissis ...
Si dà lettura del verbale di ieri 20.05.1999.
la coppia e la persona anziana menzionate a pag. 5, meta' pagina, dell'interrogatorio del 20.05.99 erano di origine spagnola.
Si dà atto che il _ precisa, a pagina 10, alla fine del second'ultimo paragrafo:
mi sembra, anzi ne sono certo, che alle operazioni di occultamento della cocaina riferite al secondo carico era presente anche il _ alias _ .
A pagina 14, quarto capoverso, il _ precisa: le modalita' di spedizione della cocaina (un primo carico di sole scarpe ed un secondo carico di scarpe e cocaina) erano state decise dal _che le aveva comunicate ad _ che le aveva a sua volta a me comunicate.
Si da atto che il _ dichiara: a parte le precisazioni che ho sopra fatto confermo integralmente l'interrogatorio che mi e' stato appena riletto.
Si da atto che a questo punto viene sottoscritto da tutti coloro che erano presenti, il verbale del 20.05.1999 e che una copia dello stesso sara' consegnata agli ufficiali di polizia canadese.
Il _ chiede di conoscere se, dovendo le sue dichiarazioni riguardare anche altri paesi, potra' rivolgere alle autorita' di questi paesi delle specifiche richieste connesse alle sue dichiarazioni. L'Ufficio fa presente che ogni Stato ha le sue regole e che sono state ieri gia' spiegate le regole previste per essere ammessi al programma di protezione. Il _ aggiunge ancora: so che il _ ha un documento originale rilasciato dalle Autorita' venezuelane ma, con un nome falso che non ricordo. Il nome che compare sul documento potrebbe essere riferito da coloro che hanno rilasciato il documento stesso. A suo tempo sono stato io a far ottenere il documento al _ .
Per quello che mi risulta, all'epoca del mio arresto in _ , che risale al 15.07.1998, il _viveva in _ a _ in un appartamento, anzi in una tenuta, messagli a disposizione dal _ , genero di _ .
ADR
Prendo atto che il carico sequestrato in provincia di _ e' stato di 5497 Kg, non so spiegare come mai fosse maggiore dei 5400 Kg che io sapevo. Ancora parlando con il _ ed il _ mi era stato detto che si trattava di 5400 Kg, puo' essere che il maggior quantitativo sia stato dovuto a errori di carico, posto che normalmente la cocaina era confezionata in pacchi da 50 kg che contenevano 50 panetti da 1 kg circa ciascuno.
ADR
Non vi è una regola uniforme, talvolta sui panetti vengono apposte delle sigle o dei marchi, tra l'altra non viene apposto nulla. Se vengono apposte delle sigle o dei marchi ciò serve, in caso di contestazione, per capire da quale gruppo proviene la coca comperata.
Prendo atto che nel carico sequestrato a _ figuravano i marchi della _, dello _ e della _ ma non so dire a quali gruppi questi marchi si riferissero. E' anche possibile che quei simboli stessero ad indicare i destinatari della merce ma, per quanto a mia conoscenza, tenderei ad escluderlo.
ADR
Non sono a conoscenza di un carico di cocaina sequestrata a _ in _ . L'ho gia' detto al dr. _ nel corso del colloquio investigativo.
ADR
Confermo le dichiarazioni rese al dr. _ nel corso di quel colloquio investigativo 21 e 22 aprile 1999, ma fedele alle premesse da cui oggi sono partito, in accordo col mio avvocato, la conferma di quelle dichiarazioni e' limitata ai fatti di competenza dell'AG di _ . D'altra parte quanto sto dichiarando nell'interrogatorio di ieri e di oggi corrisponde a quanto avevo dichiarato al dr. _ .
ADR
Voglio chiarire che la mia attuale decisione di rispondere sui fatti di _ deriva dall'accordo che ho assunto con il mio difensore, che mi ha consigliato in questo senso, ma saro' disponibile a rispondere alle domande di altri magistrati e per altri fatti non appena verifichero' che saranno avviate le pratiche per tutelare la mia sicurezza e quella della mia famiglia.
ADR
Richiesto di precisare le circostanze nelle quali ha conosciuto la persona che, a detta del _ , si occupava di svincolare i container a _, il _ dichiara: questo incontro e' avvenuto in un Hotel del centro di _che mi pare chiamarsi _ . Richiesto da lei se ho mai sentito parlare dell'Hotel _ , dichiaro che in effetti e' proprio questo il nome dell'albergo dove e' avvenuto l'incontro. Se non erro il nome completo dell'albergo e' _. A questo incontro eravamo presenti io, _ , _ _e la persona che il _ mi ha indicato essere colui che svincolava i container a _.
Se non ricordo male anche _ aveva preso una stanza in quell'hotel al pari di _ e della persona che svincolava i containers, io non avevo preso alcuna stanza in quell'albergo e rimasi in disparte durante il colloquio.
ADR
Io ho, come detto, assistito all'incontro rimanendo in disparte, ho visto che avveniva la presentazione di questa persona, che si occupava di svincolare i container, al _ ; non ho visto scambio di denaro. E' mia opinione che potesse essere venuto
per portare del denaro al _ , perche' pochi giorni dopo il _ mi aveva portato 5 milioni di franchi
svizzeri in
biglietti da 1000 franchi e 700 milioni di lire che servivano per comprare la cocaina, non ricordo con riferimento a quali carichi. Ritengo che fosse la cocaina del carico dei 5'000
Kg. ma
non ricordo esattamente il periodo in cui e' avvenuta questa consegna di denaro, se pochi giorni dopo l'incontro o piu' tardi, dopo il terzo carico. Ricordo che il _ voleva togliersi il denaro da casa perche' gia' erano stati arrestati i fratelli _ e temeva la sorpresa della polizia. Ricordo anche che avevo consegnato i 5 milioni di franchi svizzeri e i 700 milioni di lire italiane ad una cambista di _ . Costei aveva l'agenzia di cambio in Sant' che e' confinante con _ ed
era una di coloro che si occupava di far pervenire il denaro ai fornitori di cocaina, non solo per _ , ma anche per altre persone. Questa donna, che si chiamava _ , fu uccisa dopo essere stata sequestrata a scopo di estorsione.
ADR
Non ho un ricordo preciso della fisionomia della persona presentata al _ all'Hotel _ .
... omissis ...
Mi pare che fosse di statura non alta, ma oltre questo non so fornire nessuna altra descrizione delle sue fattezze fisiche. Non so neanche dire come avesse i capelli e di che colore fossero. Ripeto che io l'ho vista solo in quella occasione e gli ho prestato pochissima attenzione, anche perche' mi venne detto dopo l'incontro chi era. Non scambiai con lui neanche una parola. Ripeto che, se avessi saputo prima di chi si trattava, forse avrei prestato piu' attenzione alla sua persona ed adesso potrei essere in grado di descriverla, ma avendo saputo solo dopo l'incontro chi era, lo guardai appena senza memorizzare nulla delle sue fattezze fisiche. Puo' essere che vedendo qualche foto
io possa riconoscerlo ma non ne sono affatto certo.
L'ufficio da atto che viene mostrato al _ l'album fotografo della Regione Carabinieri _ , Reparto Operativo _, allegato all'annotazione nr. 30/5-34 datata 25.05.94 e gli viene chiesto di dire se tre le persone in esso effigiate riconosca qualcuna delle persone di cui ha parlato.
Si da altresì' atto che viene chiesto al _ di indicare solo le persone che riconosce e di non fare menzione delle foto relative a persone a lui ignote.
Si da ancora atto che l'album che viene mostrato al _ non e' stato approntato per l'interrogatorio in corso ma trattasi di album gia' esistente approntato per il processo denominato "_ ".
.
Il _ dichiara:
Nella foto nr. 1 riconosco _ . L'ufficio da atto che la foto nr. 1 corrisponde a _nato il 29.01.1949.
Nella foto nr. 32 riconosco _ . L'ufficio da atto che la foto nr. 32 corrisponde a _ nato il 01.01.1946.
Mi sembra, ma non ne sono affatto sicuro, che la foto nr. 2 potrebbe, ma lo dico con poca certezza, raffigurare la persona che partecipo' all'incontro a _e che poi mi venne detto essere quella che doveva sdoganare i TIR a _. L'ufficio da atto che la foto nr. 2 corrisponde a _ nato il 08.03.1941 e che il _ sentendo questo nome dichiara : questo nome non mi dice nulla.
Nella foto nr. 3 mi sembra di riconoscere una persona di cui _ mi agiva consegnato due foto per fargli fare una cedula, cioe' una carta d'identita' venezuelana falsa.
Prima di dare atto dell'identita' della persona effigiata nella foto nr. 3 l'Ufficio fa visionare al sig. _ l'album fotografico del ROS di _ datato 21.12.94 anch'esso approntato per il procedimento denominato _ .
Il _ dichiara:
Non riconosco nessuna delle persone delle foto di questo album.
... omissis ...
Prendo visione dell'album fotografico del ROS CC di _ , nr. di affiliazione _ e dichiaro:
L'unica persona che mi sembra di riconoscere in questo album e' quella raffigurata nella foto nr. 11, ma non so inquadrare in che circostanze l'ho conosciuta, cioe' non so focalizzare a chi questa foto corrisponda. L'Ufficio da atto che la foto nr. 11 corrisponde a _ classe 1937.
L'Ufficio mi invita a riguardare la foto nr. 59 dell'album fotografico allegato all'annotazione nr. 30/5-34 datata 25.05.94 del N.O. C _, al riguardo dichiaro che si tratta di una fisionomia che mi e' in qualche modo famigliare, ma anche in questo caso non riesco a focalizzare chi sia la persona, potrebbe trattarsi del fratello di _ o della persona che ho visto all'Hotel _ indicatami come quella che doveva occuparsi di sdoganare i container.
L'ufficio prima di dare atto delle generalita' della persona a cui corrisponde la foto nr. 59 invita il _ a riguardare la foto nr. 15 dell'album allegato all'annotazione ROS _ del 21.12.1994. Il _ dichiara: la persona che compare in questa foto non dice nulla, potrebbe anche trattasi di una persona che non ho mai visto.
Mi viene chiesto se io conosca il nome _ e dichiaro che certamente questo nome mi venne fatto, sia da _ , sia da _ con riferimento ai carichi di cocaina. Forse, ma di questo non sono affatto sicuro, questo nome mi venne fatto per indicarmi la persona che sdoganava i containers al porto di _ e che venne all'Hotel _ .
Inoltre sono quasi sicuro che il nome di _ mi venne fatto da _ per indicarmi la persona che aveva collaborato con l'AG perche' gli erano stati promessi 800 milioni e che poi, sempre secondo quanto mi racconto' il _ , aveva ritrattato perche' questi soldi non gli erano stati dati.
Secondo quanto mi disse il _ , la persona che sdoganava i containers a _ e la persona che aveva collaborato dietro promessa di 800 milioni e l'immunita', era la stessa persona.
Mi viene chiesto dall'ufficio di riguardare la foto nr. 15 dell'album fotografico allegato all'annotazione ROS _ del 21.12.1994 e mi viene chiesto di dire se io possa affermare o escludere che la persona che compare in quella foto sia la stessa che aveva partecipato all'incontro avvenuto all'Hotel _ e dichiaro che non posso, nè affermarlo, nè escluderlo anche prendendo atto che trattasi di persona alta circa 1,80 mt. come l'Ufficio mi dice.
Mi viene ora posta la stessa domanda con riferimento alla foto nr. 59 dell'album fotografico allegato all'annotazione nr. 30/5-34 datata 25.05.94 del N.O. C _ e rispondo che anche per questa foto, non posso, nè affermare, nè escludere che si tratti della persona che ho visto all'Hotel _ . La foto nr. 59, rispetto alla foto nr. 15 e' relativa ad una persona che mi e' sicuramente piu' famigliare, come fisionomia, cioe' che da qualche parte l'ho gia' vista, ma non posso essere piu' preciso.
L'Ufficio da atto che la foto nr. 15 dell'album fotografico allegato all'annotazione ROS _ del 21.12.1994 corrisponde a _ nato il 05.06.1930.
L'Ufficio da atto che la foto nr. 59 dell'album fotografico allegato all'annotazione nr. 30/5-34 datata 25.05.94 del N.O. C _ corrisponde a _ il _.
Il _ dichiara: il nome di _
non mi
dice
nulla. Ma questo non e' di per se significativo perche', spesso, nelle presentazioni capita che viene dato un nome diverso o che, se non c'e' un reale interesse, non si presta attenzione al nome che viene detto.
Richiesto se sappia che il _ o altri utilizzassero qualcuno per trasferire denaro dall'_ alla _ e poi dalla _ verso tutto il mondo, il _ dichiara: so di qualcosa del genere quando avendo necessita' di svincolare il denaro depositato sul conto svizzero di mia moglie _, deceduta, mi ero rivolto all'avvocato canadese _ che mi aveva indirizzato ad un avvocato svizzero per compiere questa operazione. Non ricordo al momento il nome di questo avvocato svizzero, anzi ora ricordo che si chiama AC 1, almeno cosi mi pare. Da questo avvocato avevo mandato _ che al ritorno mi aveva riferito che attraverso questo avvocato, forse di _, si potevano fare molte operazioni di trasferimento di denaro. Nulla posso dire con riferimento specifico al _ che non mi ha fatto confidenze di tale natura. D'altra parte i _ non avevano grossa fiducia nell'utilizzo di canali bancari, dopo che il _ era stato condannato a 9 anni e mezzo di reclusione dal Tribunale di _ , in conseguenza dell'accertamento di movimenti bancari per circa 50 milioni di dollari, inviati con tale mezzo a diverse banche svizzere per poi essere distribuite a diverse famiglie mafiose siciliane. Aggiungo che
mi
consta che il _ non utilizzava trasferimenti bancari ma preferiva il contante perche' spesso il _ mi chiedeva di cambiare a _ingenti somme in valuta _ o italiana o americana in valuta venezuelana, cosa che io potevo fare utilizzando documenti con nome di fantasia e direttori di Banca compiacenti. D'altra parte all'epoca in _ non esisteva una normativa antiriciclaggio.
L'Ufficio mi informa che l'incontro all'Hotel _ ricostruito sulle basi delle dichiarazioni di _ e _ e' avvenuto il 6-7 aprile del 1993 e mi viene richiesto, se partendo da questo dato, sono in grado di ricostruire la successione dei carichi di cocaina. Preso atto di cio' dichiaro che l'incontro all'Hotel _ e' avvenuto sicuramente dopo il secondo carico di cui ho parlato.
Non sono sicuro che fossero gia' stati arrestati i fratelli _ quando e' avvenuto l'incontro, non riesco a mettere esattamente a fuoco la successione di questi eventi; certo e' che il secondo dei carichi di cocaina di cui ho parlato e' avvenuto tre o quattro mesi prima
dell'incontro all'Hotel _ e questo secondo carico era avvenuto circa cinque mesi dopo il ritiro dei soldi del primo carico. In tal senso correggo l'indicazione che avevo dato ieri circa il fatto che il secondo carico era avvenuto un mese o un mese e mezzo dopo il ritiro dei soldi del primo. Debbo anche a questo punto precisare con riferimento alla tempistica delle operazioni riferite al primo carico, che dalla consegna della cocaina alla spedizione della stessa in _ , sono trascorsi non 3-4 mesi come ho ieri dichiarato ma un periodo maggiore anche di 2-3 mesi. Nel confermare la tempistica dei viaggi, per il resto, debbo specificare che tutti i viaggi di cui ho parlato sono avvenuti nell'arco di tempo tra la fine del 1991, quando avevo conosciuto _ e _ , e la fine del 1993 quando il _ va via dal _, ben consapevole del fatto che il sequestro dei 5497 Kg avviene nei primi mesi del 1994. Debbo ancora precisare con riferimento al secondo carico, che il quantitativo di 1200 Kg non e' stato consegnato dai colombiani a me, e da me a _ in una sola soluzione ma in tre diverse partite fino al raggiungimento dei 1200 Kg. Per ogni consegna le modalita' sono state eguali a quelle che ho gia' descritto ma variava solo l'autista del camion. Questa stessa modalita' frazionata di consegna della cocaina e' stata utilizzata per la consegna della cocaina del terzo carico, mentre non vale per i 5400 Kg inviati direttamente dalla . Questa modalita' frazionata della consegna utilizzata nel secondo e terzo viaggio era dovuta al fatto che il doppio fondo dei cami
on
consentiva di trasportare al _ 500 Kg. per volta.
ADR
Non avevo modo di mettermi in contatto direttamente con il _ quando era in _ ma questi contatti avvenivano attraverso il _ con il quale invece ero in contatto diretto. Quando mia moglie andava in _ a ritirare il denaro era il _ che si metteva in contatto con lei.
L'Ufficio da atto che mostra al _ una fotografia la cui fotocopia viene allegata al verbale. Il _ dichiara riconosco nella prima persona a destra rispetto a chi guarda, con la camicia a righe il _ ; nulla mi dicono le altre persone rappresentate nella foto, salvo il secondo ed il terzo da destra che potrei avere visto ma non so focalizzare dove e in che circostanza.
... omissis ...
ADR
Per quello che so, il _ dovrebbe trovarsi detenuto in _ dove e' stato estradato dalla _ per un traffico di cocaina, mi sembra di 1000 Kg. L'arresto del _ risale al 1994 o piu' probabilmente al 1995 e le relative notizie mi sono state date da _ .
ADR
Conosco i _ , come ho gia' detto, perche' destinatari di una parte dei carichi di cui ho parlato. Li ho anche visti personalmente: il _ , almeno cosi' mi pare che si chiamasse, piu' volte: una volta a _in occasione e proprio nei giorni dell'incontro all'Hotel _ nella casa di _ _ e le altre volte in _ tra la fine del 1996 e del 1997 quando gli ho consegnato una partita di 100 Kg di cocaina. In epoca di poco successiva alla consegna di questa cocaina, ho anche conosciuto il fratello, o il cugino, del _ ed abbiamo discusso delle modalita' del pagamento della cocaina. Ho ancora rivisto una volta, verso il settembre/ottobre del 1997, il _ in _ quando era venuto assieme al _ ed al _ per portarmi 290.000 dollari che servivano come pagamento di una partita di cocaina che doveva essere inviata, mediante una barca da diporto, parte in _ e parte in _ . Poi in realta' questo affare non e' andato in porto e i 290.000 dollari che avevo ricevuto, mi sono stati defalcati dal _ dal denaro di una partita di cocaina successivamente inviata qui in _ .
Debbo ancora aggiungere a proposito dei _ che il _ insisteva perche' io mi prodigassi presso i colombiani per reperire in _ cocaina da mandare ai _ . Era stato difficile trovarla anche perche' non si raggiungeva con i _ l'accordo sul prezzo al quale loro volevano pagarla e cio' fin tanto che, attraverso _ - detto _ - factotum di _ , non era stata inviata in _ una partita di 5000 Kg. di cui 150 furono acquistati da me per inviarli 100
Kg. ai
_ e 50. Kg a _ . E' con riferimento a questo carico che a fine del 1996 mi ero recato per la prima volta a _ per ottenere lo svincolo dei 150 Kg di cui ho detto e per la consegna ai _ . Lo svincolo pero' non era avvenuto ed ero tornato nei primi mesi del 1997 quando infine ero riuscito a ricevere i 150 Kg. consegnandone 100 Kg ai _ al prezzo di 21000 dollari al Kg.
ADR
Ero io che mi interessavo di sapere se vi fossero partite di cocaina disponibili in _ , perche' ero io ad essere gin contatto con i produttori colombiani e, quindi, ero in grado di sapere da loro se vi erano stati degli invii in _ , di conoscerne il quantitativo ed il prezzo, cosicche' con _ potevamo decidere se era conveniente o meno l'acquisto.
... omissis ...
ADR
Mi trovo attualmente in stato di detenzione, accusato qui in _ di traffico di stupefacenti unitamente ai fratelli _ ed a altre persone per un carico di cocaina di 200 Kg, sequestrato a _ e diretto qui in _ . Sono in corso trattative tra il mio avvocato e le Autorita' Canadesi per l'adozione di un programma di protezione qui in _ avendo io manifestato l'intenzione di collaborare non solo con le autorita' canadesi ma anche con le autorita' degli altri paesi interessati ai traffici di cui sono stato partecipe. ..."
- verbale del 20.7.1999 reso da _ al PG _ nel contesto del procedimento penale aperto a _ contro _ per i reati di riciclaggio, risp. di infrazione alla LFstup., procedimento conclusosi con la sentenza del 12.6.2002 delle Assise correzionali (cfr., per il verbale di _, il classeur 17 all. 6):
"... Conosco _ da quando era ancora un ragazzo in quanto era amico di mio figlio _ , del quale divenne successivamente anche socio nel Calzificio che avevano messo in piedi insieme. Non ricordo il nome di tale fabbrica.
Nel corso del 1996, tenendo presente che io mi trovavo in _ essendo latitante dall'_ , era stata eseguita una consegna dalla _ a _ di Kg 50 (cinquanta)
di cocaina. Non ricordo il nominativo del destinatario dello stupefacente, che è comunque noto all'Autorità italiana.
ADR
Sarei comunque in grado di riconoscere questa persona, avendola incontrata. L'interrogante mi sottopone un plico di documentazione fotografica, di cui al rapporto SAD/ACO 13.07.1999. Dichiaro di riconoscere tale persona nella fotografia no. 11 a pagina 3 dello stesso. Prendo atto corrispondere al nome di _. Devo dire che, ora che lo sento, mi ricordo anche del nominativo di questa persona.
Nel contesto di questa operazione a _ era stata incassata una prima parte del prezzo che occorreva cambiare e trasferire. Fu mio figlio _ , che avendone parlato con , mi comunicò che lo stesso era disponibile a tale incombenza. Sicuramente , essendo in stretta amicizia con mio figlio ed essendo a conoscenza dell'arrivo a _ della cocaina, non poteva non sapere a cosa si riferissero queste operazioni finanziarie, anche se io a lui personalmente in quel momento non glielo dissi.
Per essere precisi io parlai telefonicamente con dicendogli che i soldi avrebbe dovuti consegnarli ad un cittadino colombiano residente in _, a , che era un uomo di _ . Indicativamente ritengo che ciò avvenne nell'aprile / maggio 1996. si recò a con i soldi, che ammontavano a ca. 2 miliardi di lire italiane. Io chiamai sul cellulare quando si trovava a , per sapere come procedeva l'operazione. mi disse che purtroppo, a seguito della modificata legislazione elvetica, l'uomo di contatto di _ non era disponibile a fare le trasferenze bancarie.
E' stato in occasione della stessa telefonata che mi disse che si sarebbe occupato lui di procedere al cambio ed al trasferimento dei soldi. Mi disse che si sarebbe fatto accompagnare da un amministratore della ditta di suo padre al fine di legittimare l'importanza dell'operazione economica.
Devo dire che io incontrai in _ personalmente, non ricordo più se prima di questo suo viaggio a o dopo.
Ricordo comunque che mi disse che i 2 miliardi li aveva depositati in _, in una cassetta di sicurezza.
Ricordo comunque che nel giro di qualche settimana procedette a trasferire in una banca di _ (_ ) (non ricordo se fosse una sola banca o fossero diverse ma so che erano banche degli _ ) ca. US$ 300'000. Si trattava di soldi che andavano ai fornitori di droga colombiani. Gli estremi dei destinatari bancari mi furono dati da _ ed io a mia volta li girai a _ .
Ricordo che qualche tempo dopo i primi bonifici vi fu l'arresto di . L'interrogante mi fa prendere atto che tale episodio si colloca nel tempo il 04 marzo 1997. A fronte di tale precisazione, considerati i tempi usuali intercorrenti fra forniture e pagamenti, facendo mente locale penso di poter dire che la fornitura di cocaina a _ avvenne nel mese di gennaio o febbraio 1997, rettificando in tale senso la data indicativa del 1996 fatta sopra. Ricordo che _ doveva pagarmi nel giro di 1 mese / 1 mese e mezzo e ricordo pure che, poco dopo l'arresto di io lasciai la _ per tornare in _.
_, in questa operazione, avrebbe guadagnato il 10% di commissione su tutti i trasferimenti.
Con riferimento ai bonifici effettuati da prendo atto che US$ 200'000 vennero bonificati il 12 febbraio 1997 a un conto presso la _ di _ , a favore di _. In stessa data altri US$ 100'000 furono bonificati alla _ di _ a favore della _.
Per quanto concerne i destinatari di tali bonifici, ripeto che sono persone a me ignote, i cui estremi mi erano stati dati da _. Non so per quale motivo posteriori bonifici del 14.03.1997, agli stessi destinatari, non furono poi fatti eseguire. L'intero importo di 2 miliardi era destinato al pagamento della cocaina e doveva essere bonificato a favore dei destinatari indicatimi da _. Ricordo che mi comunicò che i bonifici non dovevano essere superiori ai US$ 100'000. Non ricordo se gli diedi o meno altri destinatari cui bonificare gli importi.
ADR
L'interrogante mi sottopone il nominativo di _, _ . Confermo che si tratta di uno dei recapiti che mi diede _ nel contesto dei pagamenti in questione ed è un nominativo che io susseguentemente passai a _ .
ADR
Ricordo che a avevo pure dato dei recapiti telefonici colombiani affinché si accordasse personalmente sulle modalità della consegna o del trasferimento dei soldi. Non ricordo espressamente se diedi il numero di _, ma è possibile. Si tratta sempre di recapiti che mi venivano forniti da _.
ADR
A è stato sequestrato un biglietto con il seguente testo: _ / $ 100'000. Sicuramente anche questo è uno dei recapiti che io ho dato a nel contesto del pagamento della cocaina.
Voglio ricordare che questi importi trasferiti non venivano a me per cui mi limitavo a comunicare a gli estremi riferitimi da _ che a sua volta doveva fare il pagamento al capo dell'organizzazione colombiana, certo "_", che io ho visto e
conosciuto ma di cui non so il nome vero. Preciso che queste istruzioni a le ho sempre date io personalmente al telefono.
Prendo atto che aveva prelevato, in data 27.02.1997, dai soldi depositati, fr 315'000.--. Circa tale importo posso ritenere che si tratta di soldi che ha ritirato su mia richiesta e che mi ha poi consegnato personalmente in _ , a _ .
Nel contesto di tutta l'operazione riferita ai Kg 50 di cocaina di _ , il cui acquirente era _, il quale era in contatto con mio figlio _ , come pure sicuramente anche con _ , ai quali doveva consegnare il prezzo della cocaina ricevuta. Il prezzo era di 65 milioni di lire al chilogrammo, quindi 3 miliardi e 250 milioni di lire italiane.
I due miliardi depositati in _ da sono parte di questo prezzo. Parte della rimanenza fu consegnata da _ a delle persone indicatemi da _ che al riscontro si rivelarono essere Carabinieri sotto copertura. In quell'operazione io persi tutti i soldi per la fornitura di _ e anche diversi riferiti ai pagamenti alla famiglia _ di _ , cui erano stati forniti Kg 100 di cocaina, ed il cui pagamento a seguito dell'arresto di veniva regolato tramite _.
Dopo l'arresto di _, mio figlio e _ vennero in _: _ poiché doveva ancora accordarsi per la consegna della rimanenza del prezzo e mio figlio per stare con me, ritenuto che a seguito dell'arresto di aveva dovuto scappare. In quel periodo mantenemmo i contatti tramite una persona che aveva indicato come suo amministratore, e che se ricordo bene, venne indicato come un uomo di fiducia del padre o della madre. E' possibile ma non me lo ricordo con estrema certezza che il nome di questa persona sia _. Posso
.
dire che io non lo conobbi personalmente ma solo per telefono. Fu lui a dirci che sarebbe uscito dal carcere e che vi era la certezza che i soldi non erano persi. Il contatto con questa persona lo ebbi tramite _.
Considerato i contatti di questa persona in quel di _ ed il fatto che mi riferisse che i soldi non erano persi, devo ritenere che fosse chiaramente al corrente sulla natura delle operazioni finanziarie. Io avendovi parlato solo telefonicamente non ne feci menzione espressa.
Voglio aggiungere che in questo contesto io inviai _ a parlare con _ per meglio informarsi sulla situazione di e sul sequestro dei soldi. _ mi disse che bisognava comunque aspettare l'uscita del .
Con , dopo il suo rilascio, cercai di mettermi in contatto, dapprima quando era negli _ dal fratello (senza riuscirvi). Seppi da _ che si era trasferito negli _ , tramite mio figlio _o tramite _. Successivamente venni a sapere dall'amministratore di , verosimilmente il _, che si era trasferito in Inghilterra, ottenendone pure i recapiti telefonici.
Io presi quindi contatto con ricordandogli che dal momento che io avrei comunque dovuto onorare i miei impegni con i fornitori colombiani, a sua volta avrebbe dovuto risarcirmi il danno che aveva cagionato. mi disse di stare tranquillo che sicuramente avrebbe recuperato i soldi, riferendomi che parte degli stessi erano anche suoi. Egli alludeva esplicitamente al 10% di commissione concordata, pari a Lit. 200 milioni. Vi furono con lui in Inghilterra una paio di contatti telefonici, di cui l'ultimo nel mese di febbraio o marzo 1998, cioè poco prima del mio arresto. mi disse che l'importo sequestrato era ca. Lit. 1,6 miliardi. Prendo atto che l'importo esatto è di Lit. 1'695'214'317.
A quanto mi risulta, per quanto egli mi disse, aveva personalmente trasportato il denaro in _, in diverse occasioni. La prima volta, a quanto mi disse, portò 1 miliardo. In ogni caso, nonostante le sue promesse, non mi ha mai restituito neppure un lira. Era mia proposito recarmi in Inghilterra per parlare direttamente con lui e concludere questo pagamento ma il mio arresto ha impedito questo incontro.
ADR
_ in _ è "_ " che è il soprannome di _. Con lui, anche dopo l'arresto di , ci furono intensi colloqui telefonici e visivi.
A sua volta lui doveva ricevere i soldi per onorare i suoi impegni con "_". Quando parlava con me _ mi chiamava "papà" e parlando con _ lo nominava o "_" o "cugino".
E' esatto che io avevo chiesto a _di mettersi in contatto con il fratello di che stava negli _ per vedere se sapeva qualche cosa di più. Come già detto non si riuscì a stabilire nessun contatto. E' pure vero che vi era la comune preoccupazione che riferisse della persona di contatto di che pure avrebbe permesso di allargare l'inchiesta arrivando ai colombiani. Personalmente non avevo mai fatto capo a questa persona di _ , che da quanto rammento (dal nominativo) trattavasi di un uomo. In effetti non ricordandone il nome, se leggendolo avessi notato che era un nome femminile, ricorderei questa circostanza.
Per quanto concerne i fatti riferiti a _ nel contesto del suo arresto del 4 marzo 1997 e relativo sequestro dei fondi depositati presso la Kredit Bank non ricordo altri elementi particolari. Posso comunque ribadire e riconfermare che tali importi erano destinati al pagamento di una forniture di cocaina e tale circostanza era nota a _ . Aggiungo che io, per quanto mi concerne, ho dovuto pagare con soldi miei questa fornitura per poter continuare il traffico. Di fatto quindi il proprietario di quei soldi, indebitamente sarei io. Sono consapevole che tale importo, in quanto frutto di traffico di stupefacenti, verrà sequestrato e resterà confiscato.
Dichiaro già sin d'ora che rinuncio a partecipare ad una eventuale procedura di confisca in _. Dichiaro espressamente d'accettare, per quanto di mia pertinenza, la
confisca della somma sequestrata.
L'interrogante mi fa presente che è intervenuto in un atto notorio del 01. 12.1995 dinanzi al notaio _ di _ nel contesto della successione nelle persone del marito _ e dei figli _ , _ ed _. In proposito osservo che all'epoca io mi trovavo in _. La scelta di _ , quale teste, è stata sicuramente operata da mio figlio _per gli stretti rapporti che vi erano fra i due.
Questo atto si è reso necessario poiché in _, a nome di mia moglie, erano stati aperti dei conti e per poterne disporre occorreva regolare la posizione successoria. Non appena mia figlia _diventò maggiorenne, nel 1997 io, in _, rilasciai una procura generale affinché _potesse rappresentarmi in qualsiasi operazione. La stessa procura fu sottoscritta dai miei figli _e _ . In virtù dì tale documento quindi _avrebbe potuto intervenire in qualunque istituto bancario e sbloccare i fondi giacenti.
Con riferimento a tale atto di procura reso innanzi al notaio _ devo effettivamente dire che la carta d'identità no. E-_ (cedula de identidad venezuelana) era fasulla. Ricordo che io risiedevo in _ sotto mentite spogli di _ , per il quale avevo invece un documento "originale" rilasciato dalle Autorità, ancorché riferito a persona già defunta.
Per quanto concerne ora i fondi giacenti in _ posso dire che, a memoria mia, il primo conto fu aperto nel 1990 con dei versamenti di ca. 450 milioni che erano provento della vendita di un bar di _ , di cui non ricordo il nome, di proprietà di mia moglie, come pure di una villa a _, pure intestata a mia moglie _. La villa fu venduta ad un banchiere ed il pagamento avvenne con un assegno di 250 milioni circa, mentre la differenza di ca. 150 milioni fu pagata "al nero". Per quanto concerne il bar mia moglie ne era la gerente intestataria con tanto di licenza:
lo aveva gestito per circa 3 anni durante la mia detenzione in _ prima che abbandonassimo, Paese.
Per quanto concerne il bar non ho nessuna idea di quanto fosse il prezzo percepito e quale parte fu versata. Si trattava di soldi di cui non mi preoccupavo e interessavo essendo fondi di mia moglie. E' vero dire però che in seguito questi conti furono alimentati con soldi provento dal traffico di stupefacenti da me organizzato che mia moglie andava in _ ad incassare con terze persone, riversandoli in parte anche sui suoi conti.
ADR
Io sono scappato dall'_ nel mese di dicembre 1988.
ADR
la mia attività come trafficante di cocaina, dopo la fuga dall'_ del 1988 è ripresa nel 1992 dopo che conobbi _ e _ .
Per questo motivo ribadisco che i soldi versati prima di tale data sui conti svizzeri erano fondi puliti di mia moglie.
Prendo atto che risulta l'apertura di un conto presso la _ di _ con un primo versamento del 03.10.1990 di Lit. 291 milioni. Questo conto che è il no. _ al 18.11.1991 presenta un saldo "0" dopo diversi trasferimenti, anche in _ ed in _. Posso dire che ricordo che in _ acquistammo un terreno per US$ 50'000 mentre in _ acquistammo la casa (non ricordo però per quale valore).
Prendo atto che presso la _ di _, è stato aperto nel settembre 1992, quindi quasi un anno dopo l'ultimo movimento sul conto di cui sopra, la relazione no. _, sulla quale vi era pure una procura a favore di mio figlio _ . E' giusto dire che su questo conto sono transitati soprattutto soldi legati al traffico di stupefacenti che avevo iniziato nel 1992 con _ , _ e _ .
Per essere precisi, quando dico sono transitati soprattutto, voglio dire che sono transitati anche soldi che mi ha prestato mia moglie per finanziare il pagamento dei traffici. Si trattava di soldi che avevamo trasferito in _ l'anno precedente, dal conto di cui sopra.
ADR
In ogni caso è vero che mia moglie era perfettamente al corrente della mia attività e dell'utilizzo di questo conto da lei aperto. Era lei che andava in _ ad incassare i soldi con _ . Si trattava dei soldi che parte andavano a nostro favore, parte a favore di _ .
Prendo atto che gli importi che si trovavano su questo conto pari a Frs. 616'600.- e US$ 796'710 sono stati girati sul conto dell'_ di _no. _. In proposito ricordo solo che mia moglie aveva avuto una discussione con la banca che non la volevano più come cliente.
Per quanto concerne il conto del_, alimentato come visto sopra, l'interrogante mi fa notare che il 14.09.1993 e 17.09.1993, poco dopo l'apertura, sono stati trasferiti US$ 400'000 alla _ di _ (_ ), su un conto di mia moglie _, nonché US$ 396'000 tramite assegni presso la _ , quindi alla _ , sempre su conto di mia moglie.
Posso dire che mi ricordo di queste operazioni, credo siano le ultime che mia moglie ha fatto in _; questi soldi sono andati, in misura di US$ 600'000 a pagare tale _. Si trattava in sostanza di un'operazione di trasferimento per compensazione per conto del fratello di _ che me li aveva dati in _ da far pervenire alla cognata _. lo consegnai questi soldi per il trasferimento a _ (attualmente deceduta), che li rimise ad un arabo, di cui non ricordo il nome, ma che può risultare dagli atti di proprietà di terreni acquistati in _. Questo arabo infatti non ha proceduto al trasferimento impadronendosi dell'importo. Da parte mia dovetti, per onorare l'impegno con i cubani, compensare la perdita appunto con i soldi provenienti dall'_ . Io presi però contatto con questo arabo, cui erano stati consegnati i soldi, e facendo qualche pressione ottenni quale risarcimento un terreno che pagai, oltre ai 600'000 dollari, ulteriori 2,5 milioni. Si tratta della mia più grossa proprietà in _, di 430'000 ettari.
Il saldo rimanente su questo conto è stato poi girato da mia figlia _, in virtù della procura a lei concessa nel 1997, al nuovo conto _ .
Questo conto non era più stato alimentato e sostanzialmente riporta la rimanenza dei precedenti conti di mia moglie. Si trattava di conti alimentati con i traffici di stupefacenti per quella parte di soldi destinati a mia moglie. E' vero infatti che io ho trattenuto in contanti e su altri miei conti non in _ la mia parte di guadagno.
L'interrogante mi fa notare che il 27.05.1993 veniva aperto un ulteriore conto da parte di mia moglie _, presso _, no. _, sul quale furono accreditati subito fr. 800'000.--, con 4 versamenti da fr. 200'000.--.
Posso rispondere sull'apertura da parte di mia moglie di ulteriori conti in banca poiché erano operazioni che decideva autonomamente essendo una persona di carattere molto decisa. Posso solo dire che gli importi sono la parte che io avevo destinato a mia moglie per la sua sicurezza finanziaria e che provenivano evidentemente dai miei traffici, non avendo ne mia moglie ne il sottoscritto, altre attività.
Per quanto concerne i piccoli prelevamenti per cassa di ca. fr. 17'000.-- e fr. 22'000.-- del mese di settembre 1993, ricordo che all'epoca mi moglie mi regalò un Rolex d'oro.
Sono al corrente che il saldo attivo
su
questo conto è confluito sul conto dell'_no. _ (_ ), sul quale sono quindi stati accreditati, il 21.10.1997, fr. 670'690.-- e il 08.12.1997 fr. 788'789.--.
Ricordo che da questo conto l'_mi fece pervenire US$ 470'000 che io investii per lei in _ e me li feci inviare al _ , su un conto della mia società _ . Tengo a sottolineare che questa società come pure la _ , di mia proprietà, non hanno mai avuto a che fare con il traffico di stupefacenti ma erano relative ai miei investimenti immobiliari.
Da questo conto sono pure stati bonificati a _ _ , che è un alias di mio figlio _ , US$ 250'000 che andavano parte a lui, parte al fratello _ . Non sono in grado di spiegare il bonifico di US$ 30'000 a favore di _.
Tengo a ribadire che tutti i soldi che erano confluiti su questo conto, formalmente trapassato ad _, erano soldi che avevo dato a mia moglie e dai quali io avevo totalmente rinunciato, dicendo ai miei figli di spartirseli fra di loro in ragione di metà ad _, che è la più giovane ed è una femmina, ed 1⁄4 ciascuno ai due maschi. Come abbiano poi disposto loro non lo so.
Prendo atto che, dedotti i versamenti di cui sopra, su tale conto è sequestrato l'importo di fr. 348'693.--.
ADR
Ricordo che dietro istruzioni mie _ aveva aperto un conto presso una banca di _, mi sembra mi disse fosse l'_ . Questo conto avrebbe dovuto sostituire nell'operatività i precedenti conti di mia moglie, dalla quale mi ero di fatto separato. Vorrei ricordare che anche i soldi che avevo attribuito a mia moglie glieli avevo dati in vista della separazione. Ricordo che in quel periodo la mia attuale compagna
_
attendeva già un figlio da me. Tutte le operazioni che _ fece su questi conti li fece su indicazioni miei. Ricordo che furono trasferiti US$ 200'000 alla _ di _ , su un conto di _ di
mia disponibilità e circa US$ 300'000 su un mio conto di _ (_ ) più altri importi rilevanti. So che complessivamente _ mi aveva trasferito, tramite i suoi conti, ca. 1 milione di dollari canadesi.
ADR
So che _aveva pure aperto un conto in _ ma era roba sua e non sono al corrente di nulla.
Mi viene sottoposto la documentazione fotografica 13.07.1999 circa eventuali riconoscimenti.
... omissis ...
(n.d.r. _ non ha riconosciuto nella foto nr. 19 sottopostagli AC 1)
... omissis ...
"... Voglio, per correttezza delle persone che ho riconosciute sopra, dire che sono coinvolte nei traffici di stupefacenti, il no. 02 mio figlio _ , il no. 05 _ , il no. 06 e no 21 , il no. 10 che è la persona che ritirava i carichi a _, il no. 11 _, il no. 12 _, no. 15 _ ma sono in modo marginale in quanto tenne in deposito 11 kg di cocaina poi consegnati a _ che li trasportò in _ , il no. 17 _ , il no. 21a _ che è uno dei più grossi trafficanti del mondo, che riforniva in particolare _ , _ e _ ed il no. 27 _ .
ADR
Il prezzo d'acquisto in _ era di ca. US$ 2'000/2'500,
al kg, che con le spese di trasporto arrivavano a ca. US$ 4'000
al kg.
ADR
L'avv. AC 1 non lo conosco personalmente, mi venne consigliato dall'Avv. _, con il quale collaborava. Mia figlia si è rivolta a lui ma unicamente per i conti bancari. Io ho saputo però da _ che AC 1 sarebbe stato disponibile per eventuali trasferimenti valutari. Ricordo che _ era stato in _ ad incontrarsi con AC 1 e in quell'occasione mi chiamò diverse volte informandomi soprattutto sui problemi connessi al conto di _. So che dopo _ andò a _ ad incontrarsi con per trovare una soluzione. Fu poi _, come già detto, che mi diede i recapiti per contattare telefonicamente il _ .
ADR
lo non ho nessuna altro conto di mia pertinenza, ne in _ ne all'estero. Non sono a conoscenza. di altri movimenti bancari di terze persone identificabili.
Dopo la mia fuga dall'_ soggiornai brevemente in _, in un albergo di _ , prima di recarmi a _ in attesa dei documenti falsi. Ottenuti questi ritornai in _, questa volta a _, ove soggiornai qualche giorno in albergo. Io avrei
dovuto incontrare un ragazzo napoletano abitante a _ , tale _ , per vedere se potevamo iniziare un'attività insieme. Non se ne fece nulla.
Io in _ non ha mai avuto nessun contatto diretto e personale con nessuno.
In albergo mi ero notificato, se ben ricordo, con il falso nome _ o _ . Devo dire che neppure ricordo tutti i nomi falsi che ho usati.
Tengo a precisare che non ho mai usato la _ per i miei traffici di stupefacenti.
... omissis ...
ADR
Quando nel nostro gergo, telefonicamente o di persona, io dicevo bisogna parlare con lo zio ci si riferiva a _.
ADR
Conosco _ e posso dire che è il cognato di _ : fu con lui che iniziai i primi traffici dopo essermi trasferito in _. Fu lui che mi forni i 7 kg che furono sequestrati a _ nella palle da bowling. Pure suo fratello è coinvolto nei traffici e _ ha partecipato pure al primo traffico con _ e _ . Per la precisione fu lui che mi consegnò a _ (_) i kg 400. Successivamente _ fu arrestato in _ ed il traffico continuò con _ .
ADR
Mia moglie si fermava a volte anche a lungo a _, non ricordo in quale albergo; posso dire che usava sempre il suo nome vero _.
Non avendo altro da aggiungere confermo e firmo. ...".
8. L'imputazione di finanziamento di un traffico illecito
di stupefacenti (punto 2. dell'atto d'accusa)
Secondo la Pubblica Accusa , AC 1, consegnando, in un caso personalmente, negli altri casi tramite terzi, narcodollari, risp. narcofranchi ad _, ha funto da intermediario per il finanziamento di un traffico illecito di stupefacenti (in aula l'imputazione è stata integrata con l'ulteriore dicitura - in alternativa all'intermediazione - di avere AC 1 "concorso nel finanziamento di un traffico illecito di stupefacenti" (cfr. verbale del dib. p. 6).
Quale futuro traffico l'atto d'accusa menziona sia quello del carico sequestrato a _ (alias _ ) il 2.7.1993, sia quello di oltre tonn. 5,4 sequestrato a _il 5.3.1994.
Ciò premesso, conviene qui subito precisare che, a mente della Corte, l'imputazione di finanziamento di un futuro traffico di cocaina ad opera di AC 1, può, sulla base di quanto accertato, essere esaminata solo a partire dal momento in cui AC 1 ha avuto piena consapevolezza che il danaro che gli veniva dato, per il cambio, risp. per la custodia, era provento del narcotraffico.
Secondo la Corte non ha senso addentrarsi nel discorso della destinazione (oggettiva) del danaro riciclato, nella misura in cui AC 1 - per quanto può dirsi provato - soltanto ne sospettava l'illecita provenienza. Ciò significa che la Corte non ha preso in considerazione l'accusa di concorso nel finanziamento di un traffico futuro per le rimesse di danaro descritte al punto 2.1. dell'atto d'accusa e quindi neppure - come traffico futuro rispetto alle citate rimesse - quello di cui al carico di kg 2'100 di cocaina sequestrato a _(alias _) il 2.7.1993.
Diverso è invece il discorso, a partire dal momento in cui _ si disvelò a AC 1 per quello che era: un pericoloso narcotrafficante, boss di _. AC 1 ha ammesso (e di ciò si è già lungamente parlato nei considerandi che precedono) che da quel momento egli ebbe certezza che quello che passava per le sue mani era danaro provento del narcotraffico. Ha invece negato di aver preso in considerazione che _ potesse riutilizzare in tutto o in parte, detto narcodanaro per finanziare (in tutto o in parte) un nuovo traffico di droga.
Il Difensore di AC 1, al riguardo, non ha solo contestato la consapevolezza di AC 1, ma anche il fatto secondo cui, oggettivamente, _ reinvestì il danaro rimessogli da AC 1 in un nuovo narcotraffico.
Da ciò deriva che, prima di esaminare la questione del dolo, conviene qui esaminare quella oggettiva, a sapere cioè se davvero _ finanziò in tutto o in parte il carico che partì da _ , utilizzando danaro rimessogli da AC 1.
8.1.
Le rimesse fatte da AC 1 a _, dopo il rientro da _ , sono secondo il punto 2.2. dell'atto d'accusa, le seguenti:
- quella del 5.8.1993 di fr. 3'315'164.-, tramite _,
- quella del 6.8.1993 di fr. 5 milioni, tramite _ ,
- quella dell'11.10.1993 di fr. 2 milioni, tramite _.
Per quanto riguarda la prima delle suddette consegne, la Corte, in applicazione del principio "in dubio pro reo" ha voluto considerare che le risultanze istruttorie non permettono di accertare con sufficiente tranquillità che la consegna del 5.8.1993 di fr. 3'315'164.- sia effettivamente stata fatta da AC 1 a _, ovvero all'emissario (certo e sicuro) di _. Se è vero che lo stesso AC 1 nei verbali del 17.4.2001 e del 18.4.2001 (classeur 6, all. 1 e 2), ha dichiarato di aver rimesso la partita di danaro in questione a _, è altrettanto vero che nei brogliacci da AC 1 manoscritti, AC 1 ha più volte annotato che la somma di fr. 3'315'164.- egli l'ha "restituita" (tramite _), col che egli "ha dovuto rivedere tutti i conteggi" per evitare di calcolare due volte le commissioni, "ritenuto che l'unica commissione riconosciuta su questo - ristorno - è quella dell'1 + 1 per cento (andata e ritorno)".
Per comodità di chi legge vengono qui riportate due pagine del suddetto conteggio (che si trova nella plastica blu intitolata "_ 2", nella mappetta gialla di cui al reperto 14 in cubo A):
"... Al 5 agosto 1993 sono stati restituiti fr. *3'315'164.02 (pari a Lit. 3'534'290'000).
Dopo questo prelevamento ho dovuto rivedere tutti i conteggi tenuto conto che l'unica commissione riconosciuta su questo ristorno è stata quella del trasporto (andata e ritorno pari all'1% + 1% pagata da chi di dovere).
I conteggi sono stati rifatti dall'inizio per evitare che le commissioni venissero calcolate due volte.
Dopo la deduzione di fr. *3'315'164.02 la situazione può essere così riassunta:
VERSAMENTI DAL 14 LUGLIO 1993 AL 5 AGOSTO 1993
Saldo precedente: $USA 209'092, 35 pari a fr. *315'000.-
(l'importo è composto da un saldo cassa in fr. *310'128.-
di fr. *4'872.- pari a $USA *3'210.- che non sono stati versati.
fr. *9'220'677.50 - (Lit. 9'968'290'000)
fr. *3'315'164.04 =
consegnati in data 05.08.1993
Lit. 3'534'290'0000
fr. *5'905'513.48
DEDUZIONI
commissione 3% (1% trasporto + 2%) : fr. *177'165.40
saldo dopo deduzioni: fr. *5'728'348.-
versamenti in franchi svizzeri:
27 luglio 1993: fr. 900'000.-
04 agosto 1993: fr. 1'400'000.-
fr. 2'300'000.-
Riepilogo netto dei versamenti
fr. 5'728'348.- + (cambio Lit.)
fr. 2'300'000.- =
(versamenti in fr.)
fr. 8'028'348.-
fr. 315'000.- =
(saldo precedente)
fr. 8'343'348.-
Consegnati il 5 agosto 1993: fr. 5'000'000.-
Consegnati l'11 ottobre 1993: fr. 2'000'000.-
TOTALE fr. 7'000'000.-
Saldo dopo pagamenti: fr. *1'343'348.-
... "
Sui brogliacci manoscritti, AC 1 ha annotato in corrispondenza alla suddetta "restituzione" (chiamata anche "ripresa"), "consegnati a _ ", rispettivamente "da consegnare a _".
Preso atto di ciò la Corte ha reputato di dover applicare una certa cautela nel distanziarsi dai conteggi e dalle note manoscritte da AC 1 all'epoca dei fatti, e ciò perchè, a più riprese, sia in sede predibattimentale che dibattimentale, AC 1 ha appalesato il desiderio di tenere _ fuori dall'operazione _ (al proposito, la più eloquente prova di ciò è la lettera, diretta a _, che AC 1 ha fatto uscire dal PCT tramite l'avv. _ - lettera che ha sicuramente inquinato l'inchiesta - nella quale, manifestamente, AC 1 dava istruzioni a _ su cosa doveva dire, risp. non dire; tra quel che non doveva dire v'era il fatto di aver curato - come invece indicano parecchi indizi - anche il trasporto dei soldi dell'operazione _).
Se, dunque, resta possibile che la somma di fr. 3'315'164.- sia stata restituita a _ (e quindi tornata in _ e non invece consegnata a _ per rimetterla a _ in _), è d'uopo prendere in considerazione, per l'accusa di finanziamento, solo le due citate consegne di fr. 5 milioni , risp. di fr. 2 milioni, sicuramente rimesse a _ in _.
Nell'esaminare se queste due consegne possono configurarsi quale finanziamento di un traffico di stupefacenti ex art. 19 cifra 1 cpv. 7 LS, la Corte ha avuto presente quanto già stabilito dal Tribunale federale nella già citata sentenza del 25.9.2002, nota come sentenza "_ " (cfr. al riguardo quanto già illustrato, in diritto al considerando 5.1).
Entrando qui più nel dettaglio di detta sentenza (nota alle parti), occorre ricordare che l'alta Corte federale, al considerando 6., ha stabilito che:
"... Lo scopo della DTF 122 IV 211 è quello di differenziare con chiarezza tra il reato di riciclaggio e il reato di finanziamento di un traffico di stupefacenti (v. anche Dénéréaz, op. cit., pagg. 187-188 e rinvii). In tale sentenza non viene fatto riferimento in modo specifico al rigore richiesto in materia d'indizi per sostanziare un collegamento tra i soldi riciclati e in seguito riutilizzati in un ulteriore traffico di stupefacenti. Di per sé, dati i problemi di prova che sorgono in simili casi (v. Dénéréaz, op. cit., pag. 188 e rinvii), un'alta verosimiglianza potrebbe essere sufficiente, quest'ultima dovendo comunque potersi fondare su un certo numero di elementi concreti accertati e non solo sul fatto notorio che la Colombia sia un paese di produzione e di esportazione di cocaina. Nella fattispecie tale questione può tuttavia restare indecisa poiché mancano gli accertamenti anche per fondare una simile alta verosimiglianza. Come testé ricordato (v. supra consid. 4), non è stato stabilito alcun indizio concreto, oltre a quello dedotto dalla reputazione della , che possa nella fattispecie sostanziarla; così come non è stata accertata dal punto di vista soggettivo la volontà, o quanto meno la consapevolezza, da parte dei resistenti che i soldi, una volta riciclati con il loro ausilio, venissero poi destinati a ulteriori traffici di stupefacenti. Come è già stato deciso, la sola remota possibilità che un trasferimento di denaro riciclato possa essere connesso con infrazioni della legge federale sugli stupefacenti non basta di per sé per ammettere un finanziamento di tali infrazioni (DTF 118 IV 412 consid.
2d; nonché Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse II, Berna 2002, ad art. 19 LStup, n. 61). ...
"
Nel concreto caso, si ha dal profilo oggettivo, che le due citate consegne di soldi riciclati da parte di AC 1 a persone che agivano per conto di _ sono certe, sicure e incontestate. Dal profilo oggettivo è altresì certo, sicuro e incontestato che _, dopo la rimessa di dette somme, ha, con altri (_, _ , _, ecc.) messo in atto un ulteriore, futuro traffico di cocaina, quello cioè relativo al carico partito da _ . Che si tratti di un ulteriore, futuro traffico è pacifico, stante che la nave che portava detto carico è partita - come peraltro già accertato - il 20.12.1993 ed è giunta a _ il 27.01.1994.
Nel concreto caso, la Corte si è trovata confrontata con un traffico preciso, perfettamente individuato e non già solo altamente verosimile.
Tutto ciò permesso, il problema che la Corte ha dovuto
sciogliere è quello a sapere se quantomeno a livello di alta verosomiglianza, si può tracciare un collegamento tra le descritte rimesse (di AC 1 a _) di fr. 5 milioni, rispettivamente di fr. 2 milioni (in tutto o in parte) e il loro riutilizzo da parte di _ nel citato traffico di oltre 5,4 tonnellate di cocaina.
Tutto ben considerato, per i motivi che verranno nel seguito illustrati, la Corte è pervenuta al solido convincimento che le rimesse suddette, quantomeno in ragione di fr. 5 milioni, sono state da _ oggettivamente riutilizzate per finanziare in parte il traffico di cocaina di quasi 5,5 tonnellate. Dell'utilizzo dei fr. 2 milioni trasportati da _ , invece, nulla è dato di sapere, col che, solo per una svista, essi vengono menzionati al punto 1.1. del dispositivo della presente sentenza.
A detta conclusione la Corte è pervenuta facendo proprie le argomentazioni della Pubblica Accusa , secondo la quale i fr. 5 milioni rimessi da AC 1 a _ tramite _ nell'agosto 1993 sono i medesimi che _ ha consegnato a _ per (per dirla con le parole, già riprodotte al considerando 6, di _) "comprare cocaina" e meglio, secondo _ "la cocaina del carico dei 5000 kg", danaro che _ fece pervenire a _ e ai suoi soci colombiani, tramite una cambista di _ (cfr. verbale di _ del 21.5.1999 p.4). In realtà, colui che _ ha chiamato _ è risultato chiamarsi _.
Sulla questione dei tempi della consegna da parte di _ a _ delle somme suddette, Pubblica Accusa e Difesa si sono date battaglia, profittando del fatto che dai surriferiti verbali di _ (che - si badi bene - sono del 1999 e, sullo specifico fatto, riguardano accadimenti del 1993) emerge che, verosimilmente nel tentativo di aiutarlo (egli ha sempre associato, temporalmente, la ricezione di danaro da parte del _ a una visita a _di _ ) gli interroganti Magistrati italiani hanno informato il _ che lo _ era stato a _il 6 e il 7.4.1993.
Col che _ ha aggiunto:
"...preso atto di ciò dichiaro che l'incontro al_è avvenuto sicuramente dopo il secondo carico di cui ho parlato...".
Si rammenta qui che per _ il secondo carico è quello partito dal _ il 2.2.1993 e giunto a _ intorno al 17.3.1993.
Sennonché l'informazione data dagli inquirenti italiani a _ in occasione di quella verbalizzazione è solo parzialmente corretta.
E' vero (ed è stato accertato al processo _ sulla base dei timbri ritrovati sul passaporto di _ ) che quest'ultimo, è stato a _il 6-7.4.1993, ma è anche vero che quella non fu l'unica volta in cui egli si recò in _. Dalle sentenze di I° grado e d'appello cosiddette "_" risulta chiaramente che _ si recò in _, a _ , ad incontrare _ prima che i traffici iniziassero, che si recò a _ad incontrarlo di nuovo (su richiesta del _) il 6-7.4.1993, presente anche lo _ , che si recò altre due volte in _, una volta a _e una volta a _ quando già si stava preparando l'ultimo carico, quello poi sequestrato a _ .
Che vi furono plurimi viaggi di _ in _ lo accertano chiaramente le citate sentenze "_" di I° grado e d'appello, nei seguenti termini:
- sentenza d'Appello, cl. 79, p.1047:
"...Il _ , allora gli
(n.d.r. a _ )
aveva detto di aver preso contatti con appartenenti alla famiglia _ -_, in particolare con _, e che gli aveva procurato un appuntamento a _ ;
(n.d.r. _ )
aveva incontrato il _ - che viveva in _, il quale era arrivato con un altro, presentatosi come , e gli aveva detto che era possibile importare carichi, peraltro modesti, di cocaina in _ , stante la difficoltà di far arrivare grossi carichi dai luoghi di produzione in _ sino in _ o in _; gli avevano anche detto che il 30% della merce sarebbe andata al _ , mentre la restante parte sarebbe rimasta di proprietà dei _ e dei produttori colombiani.
Il _ gli aveva anche detto che lo avrebbe fatto contattare da un suo parente italiano di nome _che sarebbe andato a casa sua, così come era poi avvenuto..."
- sentenza d'Appello, cl. 79, p. 1050:
"...Dopo tale carico
(n.d.r. quello di kg 1050, giunto a _ intorno al 17.3.1993)
, il _ lo
(n.d.r. _ )
aveva invitato ad un incontro a _con _, finalizzato a trattare la richiesta del _ di avere, in contanti e sul posto, parte almeno delle somme a loro dovute.
Il _aveva comunicato data e luogo dell'incontro, al quale doveva partecipare, oltre a loro due (il _e lo _ ), anche lo _ e l'_ L'incontro era avvenuto a _il 6 o il 7 aprile 1993, come aveva ricavato dal suo passaporto.
L'appuntamento era stato all'hotel _
(n.d.r. _ )
o nome simile, ove si erano incontrati tutti e quattro nella hall: il _ aveva fatto presente la sua esigenza di avere i soldi in contanti e lo _ si era dichiarato in grado di ottemperare a tale richiesta tramite la _ , filiale di _ , ove lo stesso giorno si era recato con il _ ed aveva prelevato 500 mila dollari
(n.d.r. in realtà 300'000 dollari)
che aveva consegnato al _..."
- sentenza di I° grado, cl. 76, p. 1042:
"...Nella fase di preparazione della spedizione
(n.d.r. l'ultima quella dei 5'400 kg)
lo _ aveva avuto un ulteriore incontro a _con _ e _ . Si era recato a _
via _ ed era entrato in _ senza controlli o visti di sorta, atteso dal _: l'incontro era stato voluto dallo _ in quanto avanzava ancora 2 miliardi circa dai _ in relazione ai precedenti carichi e voleva essere pagato all'esito del carico in corso, aveva ancora incontrato il _ in una successiva occasione a _ (_) ma non era in grado di fissare temporalmente questo viaggio affermando che era entrato in _ denunciando lo smarrimento del passaporto. Peraltro sapeva che il _ aveva interessi di stupefacenti con un ristoratore italiano forse napoletano di _ posto a breve distanza dall'albergo in cui era sceso e di cui forniva una descrizione (int. 16/6/95)..."
rispettivamente nella sentenza d'appello, classeur 79, p. 1055:
"...Lo _ avrebbe dovuto percepire per tale carico un compenso di un miliardo e 800 milioni, del quale era rimasto in credito con il _.
Aveva aggiunto che, nel periodo in cui si stava organizzando l'ultima importazione, aveva avuto un ulteriore incontro a _con l'_ ed il _in quanto, atteso il credito che aveva maturato, non voleva più organizzare una nuova importazione senza prima aver avuto le sue spettanze, ma il _ gli aveva detto che lo avrebbe saldato con il carico successivo..."
Da tutto ciò discende che gli inquirenti italiani che, all'atto della verbalizzazione di _, gli hanno dato come unico riferimento temporale quello della venuta a _di _ del 6-7.4.1993, hanno, così agendo, a lui dato un riferimento parziale, in ogni caso per nulla idoneo a comprovare che i 5 milioni di franchi e i 700 milioni di lire, che, nel seguito, _ ricevette da _, li avessero portati a _lo _ (come ipotizzato dal _) e/o lo _ . In realtà le sentenze italiane accertano che il 6-7.4.1993 _ e _ si recarono a _perché lo esigeva _, il quale voleva, per l'appunto, che il denaro gli fosse rimesso almeno in parte in contanti e sul posto. Esse accertano altresì che, per assecondare la richiesta di _, quel giorno _ riuscì a fare un prelievo di US dollari 300'000 presso la filiale di _della _ , somma che consegnò seduta stante a _, il che esclude che l'arrivo a _di _ e di _ del 6-7.4.1993 sia da collegare al trasporto da parte di uno dei due di fr. 5 milioni.
Senza dire che _ ha sempre e solo parlato dell'arrivo della persona che svincolava i containers (ovvero dello _ ) e mai ha nominato l'altro uomo, pure venuto a _ad incontrare _ quel 6-7.4.1993 (ovvero lo _ ).
Logica vuole che l'incontro a _di _ e di _ , di cui ha riferito _ (e al quale ha fatto seguito la ricezione di danaro da parte di _ per comprare cocaina), non è quello del 6-7.4.1993, bensì quello successivo che si colloca nel periodo in cui già si stava preparando il carico di oltre 5 tonnellate di cocaina poi sequestrate a _ , quello, cioè, nel quale _ venne da _ per rivendicare il danaro che gli spettava.
Che le cose stanno così, emerge anche dal fatto che i magistrati inquirenti e giudicanti italiani del processo "_" (cui non era evidentemente noto che a partire dal 10.6.1993 i cambi e le rimesse dei soldi li aveva curati AC 1), pur facendo ogni sforzo per saldare i 5 milioni di franchi e i 700 milioni di lire, di cui aveva riferito _, alla persona dello _ , non ci riuscirono (e ciò perché non fu _ a portarli - come erroneamente suppose _ -, anche se è vero che _ vide _ a _in epoca prossima alla rimessa a _, effettuata dopo metà agosto, da _ dei fr. 5 milioni). Solo l'avvio della presente inchiesta e la scoperta del ruolo avuto da AC 1 permettono di dare un senso alle parole di _ e di collegare i franchi che quest'ultimo ricevette (i 5 milioni di franchi, giacché i 700 milioni di lire non provengono di certo da AC 1 e di essi nulla è dato di sapere) da _ "per comprare la cocaina", con quelli portati in _ da _ , al quale li aveva consegnati AC 1.
_ ha sempre situato nell'agosto 1993 circa l'avvio della preparazione di quello che si avverò essere l'ultimo traffico, col che logica vuole che sia tornato a _ , a parlare con _, dopo tale data e che fu in quell'occasione che _ lo vide.
D'altro canto è noto che _ ha ricevuto l'importo di fr. 5 milioni da AC 1 uno o due giorni prima che AC 1 partisse per il _ con le _ e con _ .
Era il 6.8.1993. _lasciò _ (ove soggiornò con la famiglia all'Hotel _ ) il 15.8.1993, per cui la rimessa dei 5 milioni di franchi a _ è dei giorni immediatamente successivi.
_ (ma anche _ - cfr. suo verbale agli agenti di polizia svizzeri del 19.7.2000, reso a _ ove era detenuto) ha sempre dichiarato che l'organizzazione dell'ultimo carico verso l'_ (quello cioè che finì sequestrato) venne decisa alla festa di matrimonio di _ e di _ . La data di detta festa non la si è mai potuta accertare poichè - come ha spiegato la Pubblica Accusa- il matrimonio non è mai stato registrato, stante che i _ vivevano in _ sotto falso nome.
Nondimeno essa deve essere avvenuta nel periodo agosto-settembre del 1993. _ e il marito hanno passato tre o quattro giorni a _ nell'ottobre 1993 (il giorno 11.10.1993 AC 1 ha consegnato al marito i 2 milioni da portare al suocero).
Nel conteggio allestito da AC 1 (e che fa stato di spese per
fr. 180'597.55 da lui sostenute in nesso con l'operazione _ - cfr. all. A al verbale di AC 1 del 23.11.2000 nel classeur 4, all. 23) figura la seguente dicitura:
"1.9.1993: consegnati fr. 10'000.-
a V. per matrimonio"
In aula AC 1 ha dichiarato che non già a _ (che all'epoca non conosceva ancora) bensì a _ egli aveva anticipato tale somma, a sua richiesta, perchè costui voleva comperare a _ il regalo per gli sposi _ - _ .
Al riguardo poco importa a chi abbia dato i fr. 10'000.- AC 1.
È invece significativa la data, che ancora una volta conferma che la festa di matrimonio è avvenuta nel citato periodo dell'agosto-settembre 1993.
Il complesso dei descritti elementi porta quindi a ritenere che i fr. 5 milioni di cui ha riferito_ siano gli stessi che AC 1 ha rimesso al _ tramite il _ . Come testè spiegato i tempi coincidono, così come coincidono l'importo, la valuta e il taglio delle banconote (_ forniva sempre banconote da franchi mille).
Per tutti questi motivi, la Corte ha ritenuto non solo altamente verosimile, bensì praticamente certo il collegamento (in ragione di fr. 5 milioni quantomeno) tra i soldi riciclati da AC 1 e il loro riutilizzo da parte di _ per finanziare un nuovo narcotraffico.
8.2.
Resta a questo punto da esaminare la questione della consapevolezza di AC 1 in ordine al citato riutilizzo (quantomeno parziale), da parte di _ del danaro da AC 1 riciclato, in un nuovo traffico di droga.
In aula, AC 1 ha negato di aver saputo, o anche solo preso in conto, che i soldi che lui riciclava potessero essere destinati da _ per organizzare nuovi traffici. Al riguardo il suo Difensore ha fatto osservare che l'imputazione di finanziamento ex art. 19 cifra 1 cpv. 7 LS è stata mossa dalla Pubblica Accusa , quando l'inchiesta volgeva al termine, ovvero nell'ultimo verbale. L'argomento non ha pregio, stante che al Ministero Pubblico non è dato alcun termine per promuovere l'accusa, fintanto che l'istruttoria non è chiusa. Né si può dedurre alcunché dal fatto che l'accusa sia stata promossa solo nell'ultimo verbale.
Quali che siano stati i motivi poco importa. Ciò che conta è, che, per finire, l'accusa è stata promossa.
La questione del dolo di AC 1 circa il possibile utilizzo, da parte di _, per nuovi traffici di droga, del danaro da lui riciclato, aldilà delle sue negazioni, va affrontata rapportandosi a quel che in AC 1 evocò il fatto di riconoscere in _ il noto boss di _, il narcotrafficante di cui avevano parlato i media di mezzo mondo. Lo stesso AC 1 l'ha definito come il successore dei _ , da anni leaders nel traffico internazionale di stupefacenti. A suo dire, egli, riconoscendolo, ne avrebbe dedotto solo la certezza che il danaro da lui riciclato era narcodanaro senza sospettare un'eventuale illecita destinazione. Ma così non è!
Data la caratura del personaggio, boss e membro di un'organizzazione criminale dedita da anni al traffico internazionale di stupefacenti, AC 1 deve per forza aver percepito che _ e i suoi uomini erano dei veri e propri professionisti del narcotraffico e che tale attività era il loro mestiere. E la realtà portata alla luce dal processo di _ e da quello in _ dimostrano ad oltranza che _ e la sua organizzazione esercitavano il narcotraffico per mestiere, organizzando un carico dopo l'altro, perseverando anche dopo il sequestro di _ , solo dirigendo verso il _ , anziché verso l'_ , i loro carichi.
In tali condizioni, incontrando _, AC 1 non solo recepì - come egli stesso ha ammesso - la illecita provenienza del danaro riciclato, ma altresì dovette recepire (perché il contrario sarebbe illogico e non conforme al normale andamento delle cose) che il riutilizzo del danaro (quantomeno in parte) in nuovi commerci di droga era un'evenienza concreta, altamente probabile e verosimile e quindi da considerare. A mente del Difensore, AC 1 fu invece in buona fede circa l'utilizzo (lecito) che _ avrebbe fatto dei soldi da lui riciclati, e ciò sostanzialmente per i seguenti motivi:
- stante che a _durante il loro incontro, _ impose a AC 1 di ridurre, per i cambi che si sarebbero fatti nel seguito (ovvero nel luglio 1993), la commissione dal 4 al 2 per cento, è poco probabile che AC 1 avrebbe accettato la cosa se davvero pensava di concorrere, con le sue rimesse di danaro, nel finanziamento di un traffico di cocaina;
- partendo dal fatto che AC 1, nei giorni successivi al suo rientro da _e fino a pochi giorni prima di recarsi nuovamente in _, ha scritto più volte al legale di _ in _, di nome _ , il Difensore ha sostenuto che in detto carteggio AC 1 scrisse cose non vere (ovvero che _ voleva investire danaro in _), al solo scopo di fornire una copertura a investimenti nel settore turistico (e quindi legale) che _ voleva fare, utilizzando i soldi da AC 1 riciclati.
Da questo fatto, il Difensore di AC 1 ha dedotto la buona fede di quest'ultimo che avrebbe così creduto che realmente _ avrebbe investito il suddetto danaro in affari leciti.
Esaminate entrambe le argomentazioni difensive, la Corte ha dovuto considerare, per quanto attiene alla riduzione della commissione dal 4 al 2 per cento, che, a dire di AC 1, essa è stata voluta da _ perché il "4 per cento iniziale era troppo" per cui "bisognava abbassarla al 2" (cfr. verbale 17.4.2001 di AC 1 nel classeur 6 all. 1). La riduzione è cioè avvenuta per motivi meramente mercantili (verosimilmente considerando il _ che, dati gli ingenti capitali da cambiare, il 2 per cento era comunque un affare), motivi per nulla connessi con i maggiori o minori rischi penali che avrebbe corso AC 1 ove fosse stato scoperto che "lavorava" per il boss di _, narcotrafficante _ _. Lo stesso AC 1, nei suoi verbali e in aula, non ha mai associato l'importo della commissione ai rischi che correva, bensì ha sempre univocamente dichiarato che egli, al proposito, si consigliò con il _, il quale gli suggerì di chiedere il 4 per cento e che fu poi _ a _a imporre il 2 per cento.
Con ciò non si vuole qui negare che, di regola, la percezione di una commissione non usuale può essere considerata come un indizio di malafede e, viceversa, che la percezione di una commissione usuale sia da considerare come un indizio di buona fede. Sennonché nel caso di specie, trattandosi di cambio di danaro, non era (né è) usuale né la percezione di una commissione del 2, né del 4 per cento. È a tutti noto (ed è peraltro stato ampiamente accertato in questo processo) che il cambista guadagna sul margine che riesce a spuntare sul tasso di cambio (e AC 1, nell'operazione "_" - come si vedrà - lucrava anche maggiorando il tasso di cambio - particolarmente favorevole rispetto a quello ufficiale - che gli applicava _).
Nelle descritte circostanze, poiché (per quanto riferito da AC 1) nessuno dei protagonisti (non il _, né il _ e tantomeno AC 1) ha mai associato il quantum della commissione ai rischi penali che si correvano (e meglio - per quanto qui interessa - che correva il AC 1), non pare da ciò di poter dedurre alcunché di utile in merito ad un'eventuale buona fede di AC 1 in ordine al riutilizzo, da parte di _, dei soldi riciclati.
Venendo all'altra argomentazione difensiva, quella cioè intesa a considerare "lettere di copertura" quelle scritte da AC 1 all'avv. _ , è d'uopo premettere che, in sede istruttoria, in particolare nel verbale del 25.1.2001 (al quale è allegata la lettera 23.7.1993 di AC 1 al _ ) AC 1 ha dato al carteggio un significato vero e non fasullo. Secondo AC 1, _ voleva realmente investire capitali in _ e all'uopo egli ne scrisse al legale di _.
In aula, invece, AC 1 è passato a dire che le lettere non erano vere, bensì scritte dopo che egli si accordò in tal senso con il _ , e ciò per procurare a _ la prova che il danaro riciclato (che _ avrebbe inteso investire in progetti turistici) era di lecita provenienza, trattandosi di capitale messo a disposizione da _ tramite AC 1. In tal senso - ha detto AC 1 in aula - _ sarebbe stato utilizzato da lui, nella circostanza, solo come "testa di legno".
Tutto ciò premesso, analizzate dette lettere, la Corte non ha potuto escludere che esse siano effettivamente state scritte a scopo di "copertura".
Se infatti si considera che _ - come è stato in aula accertato - nel 1992, non era in grado di restituire Lit. 450 milioni agli uomini di _, benchè gli stessi lo minacciassero pesantemente, è assai poco verosimile che, nel 1993, abbia avuto danaro da investire, tantomeno in _.
Che poi AC 1 abbia scritto le lettere in questione all'avvocato _ per dare copertura a _ piuttosto che a se stesso, è un'altra questione.
Non si dimentichi che AC 1 - sempre nel contesto dell'operazione _ - arrivò a precostituirsi - _ ndo la tecnica del fotomontaggio - la prova - fasulla - che parte delle narcolire "lavorate" per _, le aveva cambiate presso tre banche, per nascondere che le aveva, invece, cambiate presso _. Comunque sia andata, quand'anche fosse vero che AC 1 dette lettere le allestì e le spedì a _ per dare la possibilità a _ di "giustificare" la lecita provenienza del danaro (in realtà riciclatogli da AC 1) facendolo apparire come proveniente da un investitore estero (il _) che intendeva impiegare capitali nel mercato legale venezuelano, ciò non significa ancora che a AC 1, solo perchè ha scritto dette lettere fasulle, si debba riconoscere la buona fede.
AC 1, nell'estate del 1993 non era un'ingenua educanda, bensì un uomo esperto della vita e, soprattutto della "malavita". Da anni egli bazzicava il clan dei _ e, a richiesta di _, si è prestato a cambiare danaro che sospettava essere d'illecita provenienza, chiudendo non uno, ma entrambi gli occhi.
Entrando in circolo con malavitosi calabresi (il clan dei _) ed ora anche con malavitosi venezolani (il _ ), AC 1 ha grandemente "ipotecato" il suo diritto di far valere la sua buona fede. Diritto che ha totalmente perduto all'aeroporto di _ , quando _ si è disvelato a lui. Dal momento che gli è stato chiaro che il malavitoso _ (già indagato a _ e di nuovo indagato e arrestato nel 1990 per commercio di stupefacenti) gli aveva fatto cambiare i soldi a beneficio del narcotrafficante boss di _, AC 1 non può aver acquisito certezze solo sulla loro provenienza. Come già cennato, data la caratura del personaggio _, egli deve, per forza di cose, essersi posto anche il quesito della loro destinazione. E che in effetti egli se lo pose, emerge, ancorchè in modo indiretto, dal fatto (sostenuto da AC 1 in aula) che egli avrebbe concordato con il legale di _ l'invio delle lettere di copertura.
Sennonchè AC 1 non può legittimamente dedurre da siffatto accordo (ammesso che ci sia davvero stato e che le citate lettere non siano invece da ricondurre ad una sua iniziativa, a copertura delle rimesse da lui fatte al _ fingendo che fosse danaro di _) la sua buona fede circa la destinazione (legale) del danaro da lui riciclato.
Dette pretestuose lettere di copertura non possono "restituire" la buona fede a uno - come AC 1 - che, incontrando _, ha avuto la certezza di trovarsi inserito in un circuito di malavitosi narcotrafficanti, attivi al di qua e aldilà dell'oceano, di gente che esercita il narcotraffico come attività ricorrente e permanente, ovvero per mestiere e che, quindi, reinveste per forza di cose una parte dei profitti conseguiti in traffici passati in nuovi commerci. E proprio a _ (ovvero ad un importante esponente del crimine organizzato, che del narcotraffico internazionale aveva fatto il suo mestiere) AC 1 ben sapeva di aver effettuato rimesse, in franchi e in dollari, dell'ordine di ben 16 miliardi di lire.
In tali condizioni, quand'anche AC 1 abbia inteso, scrivendo le citate lettere, che _ voleva investire i soldi da lui riciclati nel mercato legale, nondimeno non può non avere, nel contempo, considerato che altrettanto realistica e concreta era l'ulteriore esigenza di _ di reinvestire almeno una parte di detti soldi in un nuovo narcotraffico (come, di fatto, in ragione di fr. 5 milioni, realmente avvenne), perché questa è la normalità nel business della droga.
Riprendendo a _ (dopo il ritorno da _dove ha toccato con mano la realtà della situazione, maturando quindi la descritta, più ampia consapevolezza) i cambi e le rimesse a _, AC 1 non solo ha accettato di riciclare per lui narcodanaro, ma anche ha accettato la probabilità di concorrere con lui nel finanziamento (concretamente avvenuto) di un nuovo traffico.
9. L'operazione cosiddetta "_ fase III"
L'operazione in questione è stata imputata a AC 1 dal PG al punto 3.7. dell'atto d'accusa, che l'ha qualificata come un caso di riciclaggio aggravato.
Al proposito, emerge dai conteggi allestiti da AC 1 (quelli già più volte menzionati di cui alla mappetta gialla) che, tra il 9.11.1993 (ovvero dopo l'ultimo arresto di _) e il 17.1.1994 sono state cambiate in franchi Lit. 1'498'565'000. All'atto del cambio è stata prelevata una commissione dell'1 per cento per il trasporto. Una prima consegna al mandante sarebbe stata fatta - stando al conteggio - il 17.11.1993. Dopodichè il conteggio elenca solo ulteriori 9 operazioni di cambio.
Riguardo a questa operazione esiste anche un altro conteggio allestito da AC 1 che è stato ritrovato sotto il file "_2" (in cubo C, class. 1a) e che è classato anche come allegato B al verbale del 13.12.2000 di AC 1 (cl. 5 all. 6).
In questo secondo conteggio, AC 1 ha registrato la somma come ricevuta il 17.1.1994. Ha dedotto da essa l'1 per cento per la commissione di trasporto e quindi ha dedotto un ulteriore 3 per cento a titolo di commissione, della quale la metà (pari a Lit. 22'253'700) l'ha conteggiata come quota parte spettante a _ (ovvero _). Segue nel conteggio (che AC 1 ebbe a rimettere alla _) l'elencazione dei versamenti che AC 1 ha fatto alla convivente del _ dopo il di lui arresto. Sono versamenti che vanno, per la signora _, dal 10.11.1993 al 15.7.2000 (all'inizio AC 1 ha conteggiato anche un versamento fatto a un fratello P. del 2.1.1991).
Sub all. C dello stesso verbale, si ritrova lo stesso conteggio ma eseguito molto prima, ovvero chiuso al 10.11.1994 (cfr. anche cubo C class. 1a sub file "_1").
AC 1, richiesto di spiegare siffatti conteggi, ha dichiarato che, subito dopo l'arresto di _ venne da lui un cognato del _, di nome Ntoni (non identico però all' _) portando risparmi del _ e pregandolo di cambiarglieli in franchi al fine di sottrarli ad eventuali sequestri da parte delle Autorità inquirenti italiane.
Più di tanto alla Corte non è riuscita di sapere per cui, fermo restando che, per configurare il reato di riciclaggio, semplice o aggravato, quel che è necessario è che il cambio (come è avvenuto nel concreto caso) riguardi danaro provento da uno specifico crimine, nella concreta fattispecie è difficile ricondurre detto danaro a questo o a quel traffico di droga. Non si può infatti escludere che esso possa invece essere il frutto di più vaste e diversificate attività illecite del _. Infatti, ancorchè classata insieme ai conteggi dell'operazione "_" vera e propria, nondimeno questa operazione è diversa, nel senso che un trasferimento di fondi al _ non pare essere avvenuto (d'altro canto neppure l'atto d'accusa lo ipotizza). Siccome operazione di cambio ordinata dal _, considerando che egli non ha mai guadagnato soldi lecitamente, ma sempre e solo con attività illecite, essa dovrebbe essere ricondotta - come proposto in aula dalla Pubblica Accusa- al reato di organizzazione criminale. Sennonché l'art. 260 ter CP è entrato in vigore solo il 1.8.1994, ovvero dopo che AC 1 l'ha eseguita. Per concludere si ha che per l'operazione qui in giudizio, il reato di riciclaggio, non può essere ritenuto perché non è sufficientemente individuabile il crimine a monte, mentre che per quello di organizzazione criminale manca la base legale. In tali condizioni AC 1, dalle imputazioni di cui ai quesiti 1.3.7., 1.3.7.1. e 1.3.7.2., ha da essere prosciolto.
10. L'operazione cosiddetta "_"
Trattasi dell'operazione descritta al punto 1.2. dell'atto d'accusa.
E' pacifico che AC 1, ha messo a disposizione un conto (che lui gestiva sotto il nome della società _) a tale _, affinché quest'ultimo vi bonificasse l'importo di UDS 227'325.- (in provenienza da un conto bancario, cifrato nr. _). E' altresì pacifico che AC 1 ha subito ordinato il trasferimento di parte di tali averi (ovvero USD 200'016.-) a favore del già più volte menzionato conto bancario dello Studio _. Secondo l'atto d'accusa, così agendo, AC 1 avrebbe sostenuto il gruppo _.
D'altro avviso, il Difensore di AC 1, il quale ha contestato che il danaro trasferito da _ a _ e poi da _ a _ (US dollari 20'000.- circa furono invece bonificati a un gioielliere di _), sia provento di attività criminali commesse nel contesto di una qualsiasi cosca mafiosa, tantomeno di quella capeggiata da _ .
Al riguardo va ricordato che AC 1 ha sempre indicato nel citato _, un cliente di _, ovvero il proprietario di una fabbrica che produceva caschi per ciclisti.
Ancorchè la presenza a _, nel febbraio 1995, del citato _ in compagnia dell'avv. _ (notoriamente legato ad _) abbia suscitato nella Corte più di una perplessità (specie se si considera che poi, nel maggio 1995, AC 1 ha prestato il suo conto a _ per il descritto giro di soldi), nondimeno occorre dare atto al Difensore di AC 1 che, aldilà dei fatti evocati, non vi sono in atti altri elementi che permettano di collegare il _ al clan mafioso dei _.
È vero che _ ha soggiornato a _ tra il 2 e il 5.2.1995 all'Hotel _ con _, è vero che, con valuta 10.2.1995, _ e AC 1 hanno il primo ordinato, il secondo eseguito la rimessa di fr. 906'205.- al conto _, è altresì vero che dalla scheda contabile allestita dalla _ (cfr. classeur 5a in cubo C), risulta una telefonata di data 9.2.1995 di _ allo Studio AC 1. E' anche vero che per finire, i soldi sono approdati sul conto _ , già utilizzato da _ come canale su cui far transitare i soldi di _. Nondimeno tutto ciò non basta per accertare che _ operò quel giro di danaro a nome e per conto del clan mafioso dei _.
Non si può cioè escludere, sulla base delle prove raccolte, che _ sia stato un cliente di _ e che in tale veste _ gli abbia consentito di far rientrare negli _ danaro (lecito) utilizzando, canali in uso a _, quello cioè costituito dall'avv. AC 1 e quello costituito dagli avv. _.
D'altro canto v'è da considerare che, a una richiesta d'informazione formulata dall'Autorità ticinese a quella canadese, l'Ufficio canadese contro il crimine ha risposto che il nome _ (e altri similari) non gli è noto (cfr. cl. 20 all. 20).
In tali condizioni, non potendosi con una qualche certezza ricollegare _ e l'operazione da lui eseguita con l'aiuto di AC 1, al crimine organizzato, l'imputazione di cui al punto 1.2. dell'atto d'accusa non può essere ritenuta. Tantomeno possono essere ritenute le imputazioni di riciclaggio aggravato formulate nei quesiti ai numeri 1.1.2.1., 1.1.2.1.1., 1.1.1.1., 1.1.2.2.1., nulla potendosi accertare circa la provenienza da un crimine dei fr. 227'325.- transitati sul conto della _ gestita da AC 1.
Da tutte le citate imputazioni AC 1 deve quindi essere prosciolto.
11. L'operazione cosiddetta "_"
Trattasi dell'operazione di cambio, qualificata come caso di riciclaggio aggravato al punto 3.8 dell'atto d'accusa.
Essa emerge da un conteggio allestito da AC 1, che si ritrova allegato al di lui verbale del 17.5.2002 nel classeur 8, all. 8 (anche se poi AC 1 è stato interrogato al riguardo dal PG nel verbale successivo del 22.5.2002 [class. 8 all. 9]).
Per semplificare la ricerca - invero non agevole - del documento, conviene qui riprodurlo:
RIEPILOGO OPERAZIONI
ricevuti al netto comm. (1,5%) Lit. 877'358'000
Pari al cambio fr. 622'132.00
Ns. comm. 2% fr. 12'442.64
Netto vs. favore fr. 609'689.36
Riportati a cliente in I. il 9.10.1995 fr. 330'600.00
Ritirati in studio il 10.10.1995 fr. 115'000.00
Ritirati in studio il 13.10.1995 fr. 5'000.00
Ritirati in studio il 26.12.199 ore 14:30 fr. 30'000.00
Versati a studio _ fr. 15'028.90
Ritirati in studio il 27.3.1996 ore 15:00 fr. 90'000.00
Residuo a vs. favore fr. 24'070.46
Al riguardo AC 1 ha spiegato che, dopo che fu rilasciato dal carcere, _ si fece vivo presso di lui chiedendogli di cambiargli in franchi l'importo di lit. 877'658'000, cosa che AC 1 fece, evidentemente dietro prelievo di una commissione del 2% e fatturando una commissione per il trasporto dell'1,5 per cento.
La maggior parte della somma cambiata, AC 1 la restituì a _ per contanti. Rimase in custodia presso di lui un residuo di circa fr. 130'000.- che in ragione di fr. 15'000.- circa, AC 1 fece avere a _ utilizzando il canale del conto bancario di _ dello studio legale _ , già utilizzato nel contesto dell'operazione "_" (cfr. AA 3.6).
In aula, AC 1 ha ammesso di aver saputo che _ era stato incarcerato nel contesto dell'operazione _ e che venne da lui per il cambio dopo il rilascio (avvenuto l'8.9.1995). AC 1 sostiene che _ gli disse che le lire da cambiare erano il frutto della vendita del suo garage-carrozzeria di _.
Da una nota acquisita agli atti dal Ministero dell'interno italiano (cfr. classeur 21 all. 7), risulta che _, di professione carrozziere, era titolare fino al 10.11.1995 (data in cui la ditta è cessata) della "Carrozzeria _" ubicata in _.
Altresì risulta dagli atti italiani che _ risulta irreperibile in _ dal 21.10.1995 (si ricordi che _, nei suoi verbali, ha dichiarato che dopo aver lasciato l'_ , _ si era rifugiato in _).
Per quanto attiene all'operazione di cambio eseguita da AC 1 a favore di _ va detto che non si può escludere che il predetto, nell'imminenza di darsi alla latitanza, abbia davvero venduto il garage-carrozzeria di cui era proprietario, cancellando la ditta dalla visura degli elenchi della Camera di commercio, dopo la vendita.
Per sostenere il contrario ovvero che non v'è stata una tale vendita e che quindi il danaro era d'illecita provenienza (segnatamente dal narcotraffico visto il ruolo avuto da _ nell'operazione _), si sarebbe dovuto far eseguire, in via di rogatoria, l'accertamento in _ , senz'altro facile e agevole, visto che _ e _ sono paesi in provincia di _ , a noi assai prossimi.
Mancando un tale accertamento, non si può sic et simpliciter dichiarare che le lire cambiate per _ fossero provento di un crimine, per cui l'imputazione di riciclaggio, formulata al punto 3.8 dell'atto d'accusa, non può essere ritenuta.
Nemmeno può entrare in linea di conto l'imputazione di organizzazione criminale ex art. 260 ter CP formulata dalla Pubblica Accusa (nè in concorso evidentemente, ma nemmeno in alternativa), stante che AC 1, eseguendo la descritta operazione di cambio, ha sì dato sostegno ad una persona (il _) che egli sapeva essere membro del clan mafioso di _, ma con ciò egli non risulta aver simultaneamente dato sostegno all'organizzazione nel suo complesso.
Come si avrà modo di spiegare nel seguito, l'art. 260 ter CP a non averne dubbio, non punisce il sostegno dato al singolo membro, ma solo quello dato all'organizzazione.
Eppertanto altro non resta, nel concreto caso, che prosciogliere AC 1 dall'imputazione di cui al punto 3.8. dell'atto d'accusa, ma anche da quelle formulate in concorso, risp. in alternativa come risulta dai quesiti nr. 1.3.8.1. e 1.3.8.2.
12. L'operazione cosiddetta "_"
L'imputazione ad essa relativa è quella formulata nell'atto d'accusa al punto 3.9 di riciclaggio aggravato.
Nondimeno bisogna considerare che al punto 1.3 dell'atto d'accusa il fatto di avere AC 1 prestato consulenza, nel contesto dell'operazione descritta al punto 3.9 dell'atto d'accusa ad _ e ad _, viene imputato all'accusato come un atto di sostegno ad un'organizzazione criminale e quindi come violazione dell'art. 260 ter CP.
Nei quesiti, poi, al numero 1.3.1.1.1.1. è stata posta dal PG, in concorso con l'imputazione di cui al punto 3.9 dell'atto d'accusa, anche l'imputazione da organizzazione criminale.
Ciò premesso, conviene qui illustrare i fatti, così come essi hanno da essere accertati sulla base del complesso delle risultanze istruttorie.
In primo luogo è qui d'uopo richiamare quei passi dei verbali di _ (già riprodotti nei considerandi che precedono)
nei quali _ ha dato atto che le somme rimaste sui conti c/o _ , intestati alla sua defunta moglie _ , provenivano dal narcotraffico da lui esercitato nei primi anni novanta.
Si trattava di somme per così dire "residue", rimaste su detti conti dopo il decesso della moglie. _ ad un certo momento, nel corso del 1997, decise di lasciare detti fondi ai propri figli di primo letto perché se li spartissero tra loro.
Non conoscendo la procedura da seguire per trapassare i fondi dai conti della moglie deceduta ai figli, segnatamente alla figlia _che doveva materialmente eseguire le operazioni, chiese consiglio all'avv. _, il quale gli diede il nome di AC 1.
Occorre qui ricordare che AC 1 conosceva ormai bene _, essendo diventato amico di lui dopo che l'ebbe conosciuto nel febbraio 1995 a _, nel contesto dell'ultima fase dell'operazione _.
Tornando all'operazione _, si ha che l'accusato, dopo reticenze, verso la fine del verbale reso alla PS il 6.4.2001 (cfr. classeur cl. 5, all. 20), è pervenuto a dire di aver subodorato che c'era qualcosa di illegale già nel momento in cui _ gli telefonò. Così si è espresso in quella sede AC 1:
"...Dopo riflessione devo dire che già nel momento in cui _ mi preannunciò la visita di un suo conoscente presso il mio studio di _, dubitai che era qualcosa di illegale.
Ebbi la conferma dopo aver parlato sia con il _ , sia con _.
Per farla breve capii che il denaro che giaceva da lungo tempo sul conto dell'_ di _a nome della defunta madre di _ , era provento da attività illecite del padre.
Quando dico attività illecite è chiaro che mi riferisco al narcotraffico. Ciononostante, sempre per mantenere un impegno di collegialità verso _ , decisi comunque di occuparmi del caso.
Voglio precisare che io mai ho conosciuto né il padre, né i fratelli di _ . Con loro non ho neppure avuto rapporti d'affari di lavoro..."
Nel verbale del 2.07.2002 reso alla PS (cfr. classeur 9, all. 5) AC 1 ha ritrattato di aver da subito sospettato che l'operazione propostagli dall'avv. _ fosse attinente al narcotraffico, e ciò perché:
"ancorché io lo abbia detto, ritengo contraddittorio da parte mia dichiarare che il conto _ fosse provento dei traffici del padre in quanto, sulla base della documentazione presentata, lo stesso era intestato alla defunta madre che lo aveva aperto cinque anni prima.
Io non potevo, subito, pensare che si trattasse di denaro provento di traffici di droga ...".
Anche in aula AC 1 ha sostenuto di non aver sospettato sin dall'inizio che i soldi depositati sui conti di _provenissero dal narcotraffico. Sennonché a tale sua ritrattazione non si può credere, se si considera che nel verbale del 25.07.2002 reso al PG (cfr. classeur 9, all. 11, a p. 3, presente la rappresentante del suo patrocinatore) aveva dichiarato:
"...Devo dire che confermo quanto avevo già dichiarato il 6 aprile 2001. Io avevo effettivamente sospettato qualcosa del genere, è chiaro che non avevo potuto formulare domande esplicite a _, lui mi spiegò che si trattava in sostanza di liberare i soldi da una banca operazione per la quale la _ aveva avuto delle difficoltà.
Voglio però fare presente, per gli stessi motivi che avevo indicato sopra, che io non mi sentivo libero di poter rifiutare un piacere all'avv. _. D'altra parte, pur sospettando che ci potessero esser origini illecite, non ne avevo le prove..."
Pur dubitando della provenienza dal narcotraffico dei fondi che si trattava di "liberare", nondimeno AC 1 assistette _, quando costei si presentò nel suo studio, sia informandosi presso il competente funzionario di banca circa i documenti che gli si dovevano produrre per effettuare il trapasso dai conti della defunta madre a quello della figlia, sia nel seguito, quando si trattò di trasferire all'estero parte di detti fondi.
Così ha narrato AC 1 i termini dei propri interventi a favore della _ (cfr. verbale 25.7.2002, p.4):
"...Tornando ora all'inizio di questi contatti, l'interrogante rileva dall'allegato 2 al verbale 6 aprile 2001, che è la mia fattura, che l'apertura dell'incarto e la prima conferenza in studio sono del 29 settembre 1997 e l'incontro è relativo solo a _. L'interrogante mi rende pure attento che dai miei registri delle telefonate del 24 settembre 1997, allegato 2, risulta una telefonata di _ alle 16.03 con riferimento _.
Devo dire che gli interroganti sono sempre precisini, direi meticolosi, e a fronte di questi atti convengo che effettivamente, dopo essere stato preavvisato da _, mi chiamò _ riferendosi a tale persona quindi venne nel mio ufficio esponendomi il problema e successivamente vi accompagnò la _ presentandola come sua nipote. Il problema era quello di liberare i conti già intestati alla madre per poterli prelevare. Mi sembra di ricordare che mancasse la procura degli altri coeredi.
Prendo atto che viene rinvenuta una telefonata dell'avvocato _, sempre nei miei registri, allegato 3, al 10 settembre 1997 ore 17.55.
In sostanza riuscii a far estinguere il conto della madre _ e trapassare gli averi su un conto di nuova apertura intestato alla figlia _.
Ricordo che da tale conto furono fatti un prelievo a contanti di circa 60 mila franchi dai quali furono dedotti fr. 10'000.-- a titolo di acconto per me.
Ricordo che poi la _ dal _ , _ o _ , mi mandò dei fax invitandomi a girarli alla banca per farsi bonificare dei soldi. Io non avevo procura sul conto.
Ricordo che io avevo preparato l'ordine di bonifico iniziale che diedi come modello alla _ che lo sottoscrisse e poi me lo rispedì per fax e io lo girai a mia volta alla banca.
Devo dire che avevo fatto ciò su richiesta della banca che aveva ricevuto un ordine incompleto e insufficiente della cliente e mi aveva quindi contattato invitandomi ad intervenire a questo modo. La banca ha chiesto il mio intervento sapendo che io ero il legale della signora _ pur non avendo io alcuna procura in conto.
L'interrogante mi sottopone tre fax sequestrati presso la banca e da me spediti alla stessa (allegato 4).
Riconosco tali documenti che avevo allestito io su indicazione della _ preparandole le bozze. Lei firmava il documento me lo trasmetteva e poi lo giravo alla banca.
Dagli atti risulta che questi ordini si riferiscono ad un fax del 23 gennaio 1998 con l'ordine di pagare USD 470'000.-- al Banco di _e USD 200'000.-- alla _ , ordini eseguiti il 27 gennaio 1998 con addebito di fr. 293'100.-- e il 5 febbraio 1998 con addebito di fr. 688'785.--.
Ad un secondo fax 4 febbraio 1998 che precisa il numero di conto del _ per l'operazione dei USD 470'000.-- eseguita poi il 5 febbraio 1998, un terzo fax del 10 marzo 1998 riferito al bonifico di USD 50'000.-- su conto corrente di _ , _ , eseguito il 12 marzo 1998 con addebito di fr. 75'150.-- (cfr. estratto, allegato 5).
Prendo atto che in precedenza il 12 dicembre 1997 risulta un prelevamento a contanti di fr. 65'000.-- (allegato 6)..."
Nel verbale ci si è dimenticati di elencare il quarto fax pure allestito da AC 1 e firmato dalla _ che è del 29-30.4.1998 ed è relativo al bonifico di USD 30'000.-- a un conto in _ intestato a _o _ (cfr. classeur 16, doc. 5)
Tutto ciò premesso, va qui segnalato che il Difensore di AC 1 ha chiesto il proscioglimento dell'accusato dai reati prospettatagli adducendo che:
- _ non ha in pratica avuto alcun ruolo nella vicenda;
- per quanto attiene la consulenza legale fornita a _ la stessa non può essere considerata alla stregua di un sostegno ad un'organizzazione criminale, stante che il consiglio fu dato ad una singola persona, la _ per l'appunto, e non ad un'organizzazione criminale;
- per quanto attiene l'assistenza fornita da AC 1 alla _ per la chiusura dei conti della madre, rispettivamente per l'apertura del conto a suo nome, essa non costituisce un atto suscettibile di vanificare il ritrovamento rispettivamente la confisca di detti fondi, stante che gli stessi sono rimasti presso la stessa banca e i cambiamenti di intestazione dei conti rientravano in una pratica successoria;
- per quanto attiene l'assistenza da AC 1 fornita alla _ per trasferire all'estero la gran parte dei fondi, AC 1 non sarebbe punibile, giacché egli non aveva diritto di firma sul conto, col che i trasferimenti li ha fatti la _ e non lui.
Analizzate ad una ad una le suddette argomentazioni difensive, la Corte ha risolto di prosciogliere AC 1:
- dall'imputazione di cui al punto 1.3 dell'atto di accusa giacché, per quanto riguarda _, egli ebbe, nella corrente evenienza e per quanto noto, solo il ruolo di accompagnatore di _.
Per quanto invece riguarda quest'ultima, non è parso alla Corte che il consiglio a lei dato da AC 1 circa il passaporto, possa essere ricondotto ed un sostegno ad un'organizzazione criminale ex art. 260 ter CP.
Trattarsi di un consiglio del tutto sconveniente certo, nondimeno di una assoluta banalità che non può nullamente entrare in linea di conto nell'applicazione dell'art. 260 ter CP (cfr. in questo senso, Ackermann, Organisiertes Verbrechen, nota 169, p. 332, ed. 1998, laddove si fa cenno alle cosiddette "Bescheidene Handreichungen", evocando anche il concetto di "Harmlose Gehilfenschaft"; cfr. inoltre, nello stesso senso Stratenwerth, B.T. II, § 40, nota 26, ed. 2000)
- dall'imputazione di cui al punto 3.9 dell'atto d'accusa limitatamente all'assistenza fornita da AC 1 in relazione alle pratiche per la chiusura dei conti _e _presso l'_ di _formalmente intestati alla defunta _, con contestuale trapasso dei fondi su un nuovo conto _ aperto presso lo stesso istituto in data 1. ottobre 1997, e formalmente intestato ad _, sul quale confluirono i fondi della defunta.
In dottrina ed in giurisprudenza si è infatti imposta la tesi secondo cui non è un atto di riciclaggio quello di chi deposita denaro su un conto a proprio nome, perché detta operazione non rende più difficile la confisca (cfr. Corboz, Les infraction en droit suisse, vol. II, anno 2002, n. 26 ad art. 305 bis, p. 533 e dottrina e giurisprudenza ivi citate).
Ancorché non identica, è purtuttavia analoga la situazione nel caso di specie, laddove il trapasso è avvenuto in un contesto successorio anche se ciò che più conta è che i fondi sono comunque rimasti presso lo stesso istituto bancario.
La Corte non ha invece accolto la terza richiesta della Difesa, quella cioè intesa a far prosciogliere AC 1 dal reato di riciclaggio per il ruolo avuto nel trasferimento all'estero di gran parte dei fondi _.
E' ben vero che, come segnala l'atto d'accusa, formale intestataria del conto _ era _, l'unica quindi autorizzata a prelevare, rispettivamente ordinare trasferimenti a debito del conto. AC 1 infatti non aveva diritto di firma. Nondimeno - come pure illustra l'atto d'accusa - è stato AC 1 a rendere possibili il prelievo, rispettivamente i bonifici all'estero.
E' infatti stato lui ad assumere informazioni presso il funzionario di banca _ , col quale lui ha mantenuto costanti contatti.
E' stato ancora lui a predisporre, confezionandoli materialmente, gli ordini di bonifico (che la giovane non sapeva correttamente compilare), è stato lui ad inviarli a lei per la firma, è a lui che essa li ritornava, ed è stato ancora lui a trasmetterli alla banca, previa intesa col funzionario di riferimento.
Nel caso del prelevamento è stato lui ad accompagnare in banca la _ per l'esecuzione.
Del resto basta rileggere lo stralcio del verbale di AC 1 del 25.7.2002, testé riprodotto, per avere contezza del fatto che l'intervento di AC 1 nell'operazione descritta al punto 3.9, lungi dall'essere stato solo secondario e marginale, fu invece determinante, decisivo e fondamentale. E' quindi da confermare l'imputazione di riciclaggio per aver egli rimesso (evidentemente nel senso di aver concorso con la _ nel rimettere) complessivi fr. 1'459'480,70 (che sospettava provenire dal narcotraffico) nella disponibilità della famiglia _ laddove il termine famiglia - in questo caso - va inteso in senso proprio e non in senso figurato (di famiglia mafiosa), stante che era volontà del padre _ che i fondi depositati a _ dopo essere "liberati" fossero spartiti tra i figli di primo letto e non che invece fossero rimessi all'organizzazione criminale di cui lui era membro.
Col che, già da questo profilo, nel concreto caso non può essere ritenuto a carico di AC 1 (a prescindere dall'elemento soggettivo della sua consapevolezza) né in concorso né in alternativa, il reato di organizzazione criminale ex art. 260 ter CP.
In conclusione si ha che AC 1 deve essere ritenuto autore colpevole di ripetuto riciclaggio ex art. 305 bis CP, semplice e non per mestiere, dato che per questa fattispecie tale aggravante non è data.
13. I fratelli _
Nel contesto dell'operazione "_" di cui si dirà nel considerando che segue, AC 1 ha intrattenuto relazioni con _, nato il _a _ (RC), il quale è fratello di _, nato il _a _ (attualmente latitante), di _ , nato il _e di _ , nato il _.
AC 1 ha anche conosciuto, tramite , _, che si sarebbe rivolto al suo studio per sottoporgli un provvedimento di revoca della patente, connesso con un obbligo di firma (cfr. per i dettagli il rapporto di polizia a p. 252 e ss. e stralci di verbale ivi riprodotti).
Inoltre AC 1 ha intrattenuto relazioni anche con la moglie di _, _, nata il _.
I _sono cugini di _. _è incensurato (salvo una condanna militare del 25.3.1999, ad una multa, per mancanza alla chiamata). Ha frequentato il liceo presso l'istituto _ di _ e stando a ciò che egli ha dichiarato davanti al PM di _ , dottor _ , attualmente egli studierebbe diritto presso la Statale di _. In quella stessa sede, egli si è dichiarato nullatenente e a carico della madre.
I fratelli di _invece, sono pregiudicati. Essi sono stati condannati in un maxiprocesso svoltosi a _ e sfociato nella sentenza (di I° grado) del 10.3.1996 (in atti nel classeur E 2a).
I tre fratelli _sono stati giudicati, insieme ad altri 35 coimputati, per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. Si legge nelle prima pagine di detta sentenza, relative allo svolgimento del processo (cfr. cl. E 2a p. 33-34):
"1. Il presente procedimento trae origine da indagini avviate dalla P.G. di _ e di altre località, nei primi anni 90, in ordine al traffico di sostanze stupefacenti svolto da tempo nel paese da un gruppo di persone di origini calabresi trasferitesi a più riprese ed in diverse occasioni dai luoghi di origine ed insediatisi, in particolare, in _ ed in _ .
Il nucleo principale dell'associazione dedita al traffico in questione, come si dirà più articolatamente in prosieguo, è quello gravitante attorno alla figura di _ , originario di _ , legato da
vincoli di parentela e di interessi con altre famiglie di calabresi da tempo trasferitesi al Nord, quali gli _ ed i _ , già al centro di indagini e procedimenti penali per fatti analoghi a quelli oggetto del presente procedimento.
Il _ a sua volta aveva avviato una collaborazione criminosa con esponenti calabresi insediatisi nel milanese e in particolare nella zona di _ - _ - _ fra i quali spicca, sulla base di quanto emerge dalle risultanze processuali di cui si dirà oltre, la figura di _ , originario di _, già coinvolto in procedimenti: per fatti di criminalità organizzata in _ nella seconda metà degli anni 80.
2. Come risulta dalla formulazione del capo di imputazione sub A) - attinente l'addebito di natura associativa contestato alla maggior parte degli attuali imputati - i fatti oggetto del presente procedimento si collocano per lo più nel triennio dal 1990 al 1993.
Risalgono ad epoca anteriore, in sostanza alla seconda meta' degli anni 80, i fatti indicati ai capi Q) ed R), originariamente contestati agli imputati ivi indicati dalla autorità' giudiziaria milanese nell'ambito del procedimento contro _ ed altri. Le relative posizioni processuali, in ordine alle quali la Corte di Assise di _ ha disposto stralcio alla udienza del 9/3/95 e contestuale trasmissione per competenza determinata da connessione a questo Tribunale, sono state riunite a questo procedimento alla udienza del 19/6/95.
Quanto all'ambito territoriale interessato dal presente procedimento va evidenziato come, oltre alla zone di abituale dimora, residenza ed operatività dei principali protagonisti della vicenda processuale, e cioè il _ e la _ per quanto concerne in particolare il _ ed il _ di cui si è detto sopra, i fatti qui in esame risultano avvenuti anche in altre aree e zone del Paese (in particolare la _ , la
_ , il _ ) e,
in parte, anche all'estero (_, _ e _ ) con riferimento ai contatti con, fornitori delle sostanze stupefacenti oggetto del traffico stesso. ..."
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (pubblicata in Semaine judiciaire 1997 p. 1 e ss.), rientra manifestamente nella definizione di "organizzazione criminale" ex art. 260 ter CP il fatto di appartenere ad un'importante rete di narcotrafficanti che realizzano importanti traffici di stupefacenti.
Da questo profilo, ben si può dire che i fratelli _(in particolare _ ) rientrano in questa categoria, visto quanto si legge nella citata sentenza alla p. 516 e ss.:
"1. Nei confronti della stragrande maggioranza degli attuali imputati, come si desume dall'elenco di cui al capo A), è stato contestato altresì il reato di partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, previsto dall'art. 74 c. 2 D.P.R. n. 309/90.
Agli imputati _ , _ , _, n. a _ , e _ è stato contestato il reato di cui sopra nella forma della costituzione, promozione, direzione, organizzazione e del finanziamento della associazione stessa, ai sensi del comma 1 del citato art. 74.
... omissis ...
3. L'organizzazione che fa capo al _ (n.d.r.: _ ) ed al _ prevedeva inoltre una ripartizione di compiti e ruoli al suo interno che ricorre in una serie di reati-fine.
Al vertice, con potere di generale supervisione e di decisione per le operazioni di maggior rilevanza economica, puntualmente esercitati nei casi degli affari internazionali di cui ai capi B/1 e B/2, avviati solo a seguito di contatti tenuti di persona, come fatto a _ con il _ , per l'eroina, ovvero previa accettazione delle condizioni riferite dal _ a nome dello _ , per l'hashish, è indubbiamente _ , concordemente indicato dal _ , da _ , dal _ , dal _ , dal _ , da _ e dal _ come la persona in condizioni da solo di decidere e dare il via alle operazioni di acquisto e cessione di stupefacenti di maggior importo e delicatezza.
Ed è ancora lo stesso _ che, in una fase temporale di poco precedente i fatti ascrivibili alla organizzazione in quanto tale, decide ed imposta il rapporto di fornitura di eroina con il gruppo _ di _, contestato al capo Q), avvalendosi del contributo operativo dei fratelli _ e _ , per determinati _odi di tempo, e di _, n. a _ , che in seguito continuerà a svolgere mansioni di esecuzione per altri fatti di reato analoghi, riferibili direttamente alla organizzazione. In tal senso le concordi e convergenti dichiarazioni dei collaboranti _ , _ e _ , sorrette dai riscontri indicati nel trattare delle imputazioni di cui ai capi Q) ed R), vengono a delineare per il _ un quadro probatorio che si salda coerentemente con quello relativo ai reati-fine oggetto degli altri capi di imputazione, confermando la posizione di assoluto rilievo e preminenza all'interno del gruppo a lui facente capo, dedito al traffico
di stupefacenti, di questo imputato.
Sempre sul conto di _ e a conferma della sua risalente ed ininterrotta attività nel settore dello spaccio organizzato di stupefacenti, vanno richiamate, infine, le risultanze di cui alla sentenza definitiva, di cui all'alleg. 34 produz. del P.M., emessa il 22/1/93 dal Trib. di _ , Sez. III, nel procedimento c. _ ed altri, fra
cui
_ persona certamente in contatto con il
_
dal 1988 (epoca di un suo avvistamento con il
_
a _ da parte dei CC. di _ ) al 1991 per questioni relative allo spaccio di stupefacenti, e quanto risulta dai verbali acquisiti del proced. c. _ _ e altri (fra cui lo stesso
_
_ ), celebrato dal Trib. di _ , Sez. III, conclusosi con sentenza, non definitiva, di condanna anche del
_
. In quest'ultimo procedimento le dichiarazioni di _ alle. ud. del 4 ed 8/11/94 e di _ alle ud. del 30/6 e 4/7/94, indicano in modo convergente, per il periodo 1990 - 1991, in
_
il gestore di un traffico di stupefacenti svolto in modo articolato e con l'intervento di altre persone al medesimo subordinate (fra le quali _, attuale imputato) nella zona di _ , _ e dintorni che, come visto reiteratamente, è proprio quella di originario insediamento del _ in _ e di abituale svolgimento di attività di spaccio come è comprovato dalle cessioni fatte
al
_ di cui al capo N), in epoca in parte coincidente.
Tenuto conto allora della pluralità di univoche indicazioni per una
serie
di fatti di spaccio posti in essere continuativamente dal _ , dalla seconda metà degli anni `80 sino al momento della sua cattura del luglio 1993, con posizione di direzione, coordinamento e supremazia sull'operato dei complici nei fatti stessi, incaricati di mansioni esecutive all'interno della struttura organizzata a lui facente capo in prima persona, deve concludersi per la fondatezza dell'addebito contestato al
_
in qualità di capo e organizzatore, nonché di costitutore, promotore e finanziatore, ex art. 74 c. 1
D.P.R. n. 309/90,
della associazione indicata al capo A) della epigrafe. ..."
In esito a ciò, _è stato condannato ad anni 30 di reclusione, mentre che il fratello _ è stato condannato ad anni 8 e mesi 6 di reclusione, ed il fratello _ ad anni 7 e mesi 6 di reclusione. Con la stessa sentenza è stato condannato anche _, 9.5.1967, fratello di _, moglie di _, ad anni 19 e mesi 8 di reclusione. (in class. E 2b).
_non ha però espiato la suddetta pena essendo, per motivi alla Corte non noti, stato scarcerato e ciò probabilmente nella primavera del 1999. Da qui, l'attuale stato di latitanza.
_non era a _ , alla sua prima condanna, stante che dal casellario giudiziale in atti (cfr. classeur 45 all. 7), risulta che egli è già stato condannato a più riprese, a partire dal 22.3.1985, per porto di armi, e ancora il 3.12.1987 per traffico di stupefacenti e ancora il 15.2.1990 per rapina, lesioni personali, detenzione illegale e porto illegale di armi.
Voci raccolte dalla Polizia ticinese lo danno non solo latitante, bensì ucciso nell'ambito di un regolamento di conti all'interno del clan. Per quanto attiene a _, il PG ha prodotto in aula documenti recentissimi pervenuti da Autorità giudiziarie italiane (cfr. doc. dib. 4), che fanno stato di ordini di arresto emanati a _ contro _, _ e altre 18 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, nel contesto dell'operazione _. Più particolarmente emerge da una "stampata Ansa" di data 30.5.2003 (cfr. doc. dib. 1F), che, nel contesto della citata operazione _, addì 30.5.2003, _ è stato arrestato insieme a _ del 1973 e ad altri.
14. L'operazione cosiddetta "_"
14.1. In generale
La ricostruzione dei flussi di denaro legati all'operazione chiamata "_" è avvenuta grazie al ritrovamento, durante una perquisizione avvenuta dopo l'arresto di AC 1, nell'armadio del caveau del suo studio legale, di un classatore rosa denominato dall'accusato stesso "_" (da qui il nome dato all'intera operazione), contenente, oltre ad alcuni documenti bancari, tutta una serie di conteggi. Detti conteggi, dapprima manoscritti da AC 1 e poi ricopiati col PC dello studio legale, sono risultati protetti dalla password "full". A PC li trascriveva _ (nome da lei cambiato ufficialmente in _ con risoluzione del 29.09.2000, class. A1 doc. 27) _ , segretaria di AC 1 sin dal marzo del 1988. Una volta trascritti col PC, i conteggi venivano riconsegnati a AC 1, il quale provvedeva personalmente ad inserirli nel classatore "_" eliminando i suoi manoscritti (cfr. classeur rosa "_" reperto 22 in cubo A e doc. stampati dal PC dello studio legale di AC 1 in class. 1 e 1.1 cubo B; verb. di sequestro 31.08.2000 in class. 2 doc. 7 e in class. D doc. 8).
A dire della _ (cfr. verbale dell'8.9.2000 nel classeur 12, all. 3):
"... Da circa l'inizio dell'autunno scorso, l'avvocato mi chiese di trascrivere a computer note che lui mi consegnava e mi disse pure di provvedere di tanto in tanto di fare una lista di tutte le lire consegnate. Io mi limitavo a questa operazione. Ovviamente ho visto che si trattava di note relative a un ingente movimento di denaro ma non ho mai chiesto nulla di preciso all'avvocato in merito e lui non mi ha mai detto nulla. E' stato lui a darmi l'indicazione _ma non mi ha spiegato, ma nemmeno a livello di battuta, perché fosse stata scelta quella denominazione per il classatore dove inserire quei conteggi."
La _ ha anche precisato che (cfr. verbale 2.7.2002 in cl. 12 all. 10):
"... È giusto dire che io sapevo dell'esistenza di un classificatore denominato "_", di colore rosa, perchè lo avevo personalmente preparato con la scritta "_" sull'apposita etichetta esterna.
... omissis ...
Come ho già ribadito in un precedente verbale tutto quanto redatto con il computer è stato da me effettuato in quanto l'avvocato AC 1, non era in grado di utilizzarlo. Di regola nel primo pomeriggio l'avvocato AC 1 mi consegnava il manoscritto da ricopiare nel PC e dopo l'operazione stampavo il relativo foglio e lo consegnavo, con il manoscritto, al mio datore di lavoro.
Se capitava che il classificatore era aperto inserivo personalmente la scheda nel medesimo con l'approvazione dell'avvocato.
... omissis ...
Va ribadito che io ricopiavo tutti i conteggi a computer perchè l'avv. AC 1 sa usare a malapena la macchina da scrivere ma non il PC e d'altra parte ero la segretaria."
A sua volta AC 1 ha confermato che (cfr. verbale 10.10.2000 nel cl. 4 all. 9):
"... Mi viene mostrato un classificatore di colore rosa con la scritta “_”, rinvenuto nel caveau del mio ufficio.
... omissis ...
Solo io gestivo il classificatore ed è per questo che si trovava nel caveau di cui solo io tenevo la chiave dell’armadio in ferro.
Il classificatore veniva alimentato ad ogni operazione di cambio mediante una distinta.
Preciso che io preparavo una distinta manoscritta con tutte le voci e i calcoli relativi alle distinte operazioni di cambio e alle commissioni. Consegnavo la distinta alla segretaria _ la quale preparava la “bella copia” con il computer. Poi lei mi riconsegnava la copia manoscritta e quella stampata con il computer che io inserivo nel classificatore “_”.
Di regola questa operazione di inserimento nel classificatore la facevo sul mezzogiorno o alla sera quando in ufficio non c’era nessuno. Quindi è giusto dire che io gestivo di prima persona il classificatore “_” ed ero l’unico a cui aveva accesso. Per contro la segretaria poteva accedere ai conteggi richiamando il relativo “file” (termine precisatomi dai verbalizzanti) nel computer.
Io ignoro i termini del computer e non sono nemmeno in grado di utilizzarlo."
Il classeur rosa _è risultato contenere:
- dall'inizio fino alla separazione rosa una serie di riepiloghi alle varie date;
- tra la separazione rosa fino a quella arancione 78 conteggi relativi ad altrettante operazioni di cambio franchi-dollari;
- dalla separazione color arancio fino al quella verde 104 conteggi relativi altrettante operazioni di cambio lira-_ , con l'indicazione delle commissioni dedotte;
- dalla separazione verde a quella blu 98 conteggi di quella che nel seguito verrà indicata come commissione "_ ", divisa per due;
- dalla separazione blu fino alla fine del classificatore, documentazione bancaria diversa, relativa al conto _ co. _.
Durante la stessa perquisizione, gli inquirenti hanno altresì rinvenuto una busta gialla, sulla quale è scritto, a calligrafia di AC 1 "consegne $". Detta busta è repertata nella mappetta 24 di cui al cubo A. Dentro detta busta vi sono, oltre a due fogli e a diversi scontrini, due plichi di bollettini di cambio. Trattasi di bollettini prestampati con la dicitura "comperato", risp. con la dicitura "quietanza" che non recano il nome dell'ufficio cambio che li ha rilasciati. È comunque pacifico che trattasi di bollettini di cambio allestiti da _, risp. dalla di lui sorella, risp. da suoi collaboratori nell'ambito dell'attività della _ SA, _(cfr. i verbali in atti di _ nel classeur 13, all. 9 e 10).
Risulta da tutta la citata documentazione che tra il 24.9.1999 e il 26.7.2000 AC 1 ha curato il cambio di un importo complessivo di Lit. 55'524'523'000 in franchi, tutto per contante.
AC 1 ha contabilizzato detti cambi in 104 conteggi, dai quali risultano (leggendoli insieme ai bollettini rilasciatigli dal cambista) 104 consegne avvenute in tempi molto ristretti, con forniture fino a 5 volte la settimana, talvolta addirittura più volte nello stesso giorno, per tutto il periodo considerato, tranne alcuni periodi di pausa , fra questi il periodo Natalizio e tutto il mese di marzo 2000. Consultando l'agenda 2000 di AC 1 (reperto 33 in cubo E) risultano sbarrate, dal 4 al 12 marzo 2000, le vacanze di carnevale, col che gli appuntamenti fissati vennero annullati o rinviati. Dal 31.03.2000 al 6.04.2000, AC 1 si è recato a _ . Sospese dal 28.02.2000, le consegne di lire sono riprese a partire dal 7.4.2000 con la solita frequenza e consistenza. Pure vi è stata una pausa fra il 7 e il 16 giugno 2000, poiché dall'8 al 14.06.2000 AC 1 si è recato a Montréal. Di altri viaggi di AC 1 nel periodo dell'operazione _si dirà, nella misura del necessario, in seguito.
Gli inquirenti hanno fatto verificare dal SIG tutti i conteggi, appurando che - come detto - l'operazione "_" ha riguardato - come già cennato - l'invio di contante per complessive Lit. 55'524'523'000, dalle quali è stato dedotto in totale l'importo di Lit. 1'044'781'900 a titolo di "commissione di trasporto", col che tolte le banconote inutilizzabili (perché brutte risp. false), si ha che l'importo di Lit. 54'443'453'400 è stato cambiato in franchi, ottenendo l'importo di fr. 44'154'162.-. Di questo importo una parte (pari a fr. 28'704'160,55) è stata cambiata in dollari, e ciò per l'importo di US dollari 17'708'200.-, importo che - come si dirà in seguito - è stato da AC 1 restituito ai mandanti (per le tabelle SIG confronta il classeur 87).
Dal suddetto importo in franchi, sono da AC 1 stati dedotti altri due tipi di commissione, l'una del 2 per cento, conteggiata come "commissione _ ", risp. "_ " risp. "_ ", risp. "_ " per totali fr. 883'004,28, la seconda, denominata "commissione _ " dell'1 per cento, pari a fr. 441'509.95.
In poche, per la precisione quattro, occasioni, a AC 1 sono pervenute, insieme alle lire, banconote in valuta estera. Trattasi di 17'482'000.- pesetas spagnole (arrivate con la consegna del 26.06.2000), di DM 13'810.- (suddivisi in tre consegne del luglio 2000), nonché US$ 220.- (quest'ultimi non menzionati nell'atto d'accusa), giunti con la consegna del 20.07.2000. Il loro controvalore in lire è già compreso nell'importo complessivo di Lit. 55'524'523'000 (cfr. tabella "Altre valute consegnate dal 13 maggio al 25 luglio 2000" e conteggi di dettaglio 26.06.2000, 15.07.2000, 20.07.2000 e 22.07.2000, in class. "_", rep. 22 in cubo A).
14.2. Il trasporto delle lire
Per quanto si è potuto appurare (i contorni sono però rimasti molto nell'ombra) le lire venivano trasportate dall'_ alla _ in contanti, ovvero in mazzette di banconote miste e molto disordinate, avvolte in carta da giornale.
Ogni consegna (salvo le prime quattro) fu di circa mezzo miliardo e ciò perché _ non poteva giustificare alla banca di riferimento (il _ a suo dire) somme maggiori. Stando a quel poco che si è saputo, il danaro veniva raccolto in zona di _ (e meglio in zona _ -_ ) dai corrieri di _ i quali fatturavano per il trasporto di sola andata, l'1 per cento del capitale trasportato (e ciò fino al 15.10.1999), l'1,5 per cento se il trasporto era "andata-ritorno" (ovvero dall'_ alla _ e poi di nuovo dalla _ all'_ ). _ è stato molto reticente nell'indicare i nomi dei suoi corrieri, col che nulla si sa circa le persone che nell'_ consegnavano le borse di lire e ritiravano dopo il cambio quelle di dollari, risp. franchi. Parrebbe che tra queste ultime fosse sempre presente il _.
A parte la commissione dovuta ai trasportatori, AC 1 non pagava nulla a _ per le operazioni di cambio, stante che _, come professionista, otteneva dalla banca condizioni molto favorevoli, per cui traeva il suo guadagno fatturando a AC 1 un tasso qualche po' maggiorato.
Dal raffronto tra i bollettini di cambio rilasciati da _ e i conteggi allestiti da AC 1, emerge che AC 1 applicava ai clienti tassi di cambio superiori a quelli che gli fatturava _, col che si ha che AC 1 ha lucrato, nell'operazione _, oltre la cosiddetta commissione _ , anche un bel po' di danaro contante che, secondo i calcoli prudenziali effettuati dal Ministero Pubblico - è risultato dell'ordine di fr. 600'000.- circa (cfr. rapporto Efin 28.5.2003 al doc. dib. 1E).
Ma non solo AC 1 lucrava sui tassi di cambio. Egli anche lucrava fatturando ai clienti, per il trasporto del danaro (andata e ritorno), il 2 per cento del capitale trasportato, quando invece a _, per i corrieri, egli pagava l'11⁄2 per cento.
Sommando tutti questi guadagni che AC 1 otteneva sia facendo le "creste" sui cambi, sia facendo la "cresta" sulla commissione di trasporto, con quello che egli ha percepito a titolo di "commissione _ ", si ha che tra il settembre 1999 e l'inizio di agosto 2000, AC 1 ha guadagnato con l'operazione "_" all'incirca fr. 1'700'000.-.
Stando a _, se gli inquirenti hanno trovato in sede di perquisizione la consistente somma di quasi 12 mio. di franchi, ciò è avvenuto perché, mentre che le lire sono sempre disponibili sul mercato bancario, per il dollaro non vale la stessa cosa. Le banche ticinesi non dispongono di dollari in misura tale da poter all'istante cambiare i franchi in tale valuta. _, nel concreto caso, quando voleva comprare dollari doveva preavvisare la banca perché a sua volta si rifornisse. Nell'estate del 2000, a dire di _, si erano accumulati troppi franchi nel caveau di AC 1 ed egli non poteva cambiarli in dollari in tempi così ristretti. Quando giunsero le vacanze di agosto, la giacenza di franchi nel caveau era ancora assai consistente. L'arresto di AC 1 impedì la ripresa dei cambi. A dire di _, se AC 1 fosse stato arrestato qualche settimana più tardi, nel caveau non ci sarebbe stato quasi più nulla.
Come già detto, è praticamente certo che le lire cambiate in franchi e poi (almeno in parte) in dollari, ritornarono in _ . Tale certezza deriva sia dall'applicazione da parte del trasportatore della commissione cosiddetta "andata-ritorno", ma anche da una distinta ritrovata dagli inquirenti in una busta sita nel caveau di AC 1, allestita da uno dei trasportatori (cfr. reperto 24 in cubo A). Detta distinta indica, in ordine di data, gli importi in lire R (ovvero ricevuti) e quelli in dollari C (ovvero consegnati) e ciò, purtroppo solo per il periodo 23.9.1999 - 29.11.1999.
Il fatto che oltre 55 miliardi di lire siano stati trasportati dalla _ (è AC 1 che l'ha detto) fino in _ per essere cambiati nel periodo settembre 1999 - luglio/agosto 2000 e che poi i dollari ricavati dal cambio siano di nuovo stati trafugati in _ , in mancanza di una qualsiasi spiegazione da parte di AC 1, lascia aperti due scenari altrettanto inquietanti:
- il primo scenario ha a che fare con l'imminente entrata in vigore dell'euro, il che potrebbe aver indotto la criminalità organizzata a spossessarsi dei suoi "tesori" in lire per trasformarli in dollari, risp. in franchi;
- il secondo scenario è quello che sembra indicare un conteggio ritrovato dagli inquirenti italiani durante una delle perquisizioni eseguite in concomitanza con il primo arresto di _ (quello del 17.10.2001). È infatti accaduto che perquisendo il domicilio della cognata, _ , sito a _ , celati sotto il letto della camera del bimbo della donna (dove li aveva messi il _ stesso), sono stati rinvenuti, insieme a diversi conteggi di AC 1 anche 4 pagine manoscritte che in ordine di numero sembrano indicare le modalità per aprire un conto, denominato "_ ", in un paese straniero, nonché il deposito di una serie di importi in dollari il cui totale (US$ 16'776'000.-) corrisponde più o meno ai circa 17 milioni di dollari cambiati da AC 1. Questi conteggi sono stati contestati sia all'accusato (v. 17.05.2002 di AC 1 al P, p. 2 ss, doc. 8 in class. 8; v. 22.05.2002 di AC 1 al PP, p. 4 ss, doc. 9 in class. 8; v. 24.05.2002 su rogatoria del PM _ , doc. 2 in class. 10; v. 28.05.2002 di AC 1 al PP, p. 2 ss, doc. 1 in class. 9) sia a _ (trascrizione v. 15.12.2001 di _ al PM _ , p. 87, in class. 55). Entrambi hanno ribadito la loro estraneità a tale scritto. Comunque sia, che vi sia un nesso tra la _ di AC 1 e la W di cui allo scritto testé evocato, tra la denominazione "_" (in italiano per le lire) e la denominazione "_ " (in inglese per i dollari), che vi sia una corrispondenza di date e di importi tra i conteggi di AC 1 e il conteggio rinvenuto a _, è innegabile. A causa del silenzio di AC 1 (e - per quanto noto - anche di _) sui motivi che hanno originato l'enorme operazione di cambio e sulla destinazione finale dei soldi cambiati, il mistero permane, anche se - come si dirà nel seguito - è comunque certo che tutto il danaro cambiato era ed è di pertinenza della criminalità organizzata.
14.3. Il sequestro di quasi 12 milioni di franchi
Le perquisizioni effettuate dagli inquirenti nello studio di AC 1 non hanno solo portato al rinvenimento di materiale cartaceo, bensì occultate nell'armadio site nel caveau, sono altresì state rinvenute banconote per totali fr. 11'949'160.-. Le banconote stavano (come mostrano le foto in atti al doc. dib. 3) dentro un armadio, così riposte (cfr. verbale d'ispezione del 7.9.2000 in classeur D all. 9):
- sul secondo ripiano dall'alto:
fr. 11'408'160.- confezionati per la maggior parte in mazzette da fr. 1'000.-, a cui si aggiungono alcune banconote da fr. 200.-, da fr. 100.-, da fr. 50.- e da fr. 10.-;
- sul terzo ripiano dall'alto:
fr. 541'000.- confezionati in mazzette da fr. 1'000.- (al dibattimento AC 1 ha dichiarato che questo era danaro suo, guadagnato facendo la "cresta" sui cambi).
Del caveau in questione, si sa, per bocca della segretaria _ che (cfr. verbale del 4.6.2002 in cl. 12, all. 9):
" ... Oltre alle chiavi dell'ingresso vi erano poi, tenute separatamente, una chiave del cancello che immetteva nel cosiddetto archivio antistante il caveau e due chiavi, una in doppio, del caveau vero e proprio, conservate insieme a quelle di tutti gli armadi in metallo che vi si trovavano all'interno.
La chiave del cancello dell'archivio era conservata in un cassetto della cancelleria di cui io possedevo la chiave e non so se la possedesse pure AC 1.
... omissis...
Le chiavi del caveau, una della serratura originale e due di una nuova serratura fatta apporre da AC 1 dopo il settembre 1999, erano conservate personalmente dall'avv. AC 1.
In proposito ho già detto e ribadisco che fino al settembre 1999 l'unica chiave fino allora esistente del caveau era conservata insieme a quella del cancello dell'archivio. In ogni caso il caveau veniva sempre, anche in precedenza, tenuto chiuso."
AC 1, del resto, anche in aula, ha confermato che (cfr. verb. 8.9.2000 nel class. 4, all. 3):
"... Le chiavi del locale archivio, come viene definita l'anticamera del caveau, erano in possesso esclusivo mio e dell'_ .
Le chiavi invece del Caveau dove erano conservati gli importi in contanti e le chiavi dell'armadio in metallo ivi contenuto erano in possesso solo mio e nessuno poteva entrare se non ero presente io.
Gli unici miei collaboratori che sono entrati in quel locale sono evidentemente la segretaria _ e in qualche occasione la contabile _ per sistemare la pratica di una successione _ . ... "
14.4. Le commissioni _ e _
Si è già in precedenza accennato al fatto che AC 1 prelevava dal capitale che gli veniva affidato una commissione del 2 per cento, che egli, in sede d'inchiesta, profittando del fatto che nei suoi conteggi la denominava con delle sigle, si è poi permesso di chiamarla come voleva (AC 1 + _ , AC 1 + _ ) e che invece è certamente da leggere come "commissione AC 1-banca", per contraddistinguerla da tutti quegli altri proventi che egli lucrava in contanti e si teneva a portata di mano nel caveau, senza depositarli in banca.
Si è già detto che il frutto della commissione _ , AC 1 l'ha tutto riversato su diversi libretti e su di un conto presso la Banca _ , dove è stato quasi integralmente ritrovato ancora al momento del sequestro. Si tratta in sostanza di un importo complessivo di fr. 895'983,45, così ripartito da AC 1:
- fr. 190'203.70, ossia fr. 95'101.85 ciascuno, sono confluiti su due libretti al portatore (n. _e n. _), con 31 distinti versamenti, fatti a partire dal 20.10.1999 e fino al 3.08.2000, versamenti avvenuti negli stessi giorni e per gli stessi importi.
A fronte di detti libretti, AC 1, nel periodo critico, non ha mai operato prelevamenti. Il saldo di ciascun libretto è di fr. 183'601.10 (valuta 14.1.2003 - prima della registrazione del dissequestro dell'importo di fr. 60'000.-). A richiesta di AC 1, il PG, in data 23.12.2002, ha dissequestrato la somma di fr. 60'000.- a fronte di ciascun libretto, col che attualmente vi è in sequestro l'importo di fr. 123'601.10 (valuta 14.1.2003 - dopo la registrazione del dissequestro). Prima che vi confluissero le provvigioni da _, v'erano su ciascun libretto fr. 82'415.95 (valuta 14.10.1999), ne deriva che solo l'importo di fr. 95'101,85 (per ciascun libretto), essendo d'illecita provenienza, deve essere confiscato, mentre che la differenza deve essere liberata a favore di AC 1 (evidentemente deduzion fatta di tasse, spese e altri oneri a suo carico);
- fr. 88'900.- sono stati versati sul libretto di deposito investimento n. _ intestato ad _ (aperto il 14.05.1990, procuratrice la madre, _ ), con 28 distinti versamenti pure avvenuti fra il 20.10.1999 e il 3.08.2000 di importo variante fra i fr. 1'000.- e i fr. 6'000.-, eccetto in un'occasione di fr. 12'000.-. Di questi 28 versamenti, 27 sono avvenuti contemporaneamente a quelli effettuati sui libretti al portatore. Durante questo periodo vi è stato un solo prelevamento di fr. 6'000.- il 16.03.2000. Prima dell'inizio dell'operazione "_" il saldo sul libretto era di fr. 92'674.20 mentre in sequestro vi è ora un saldo di fr. 178'313.75 (valuta 31.12.2000). Con l'accordo delle Parti, il PG ha rinunciato a porre in questa sede la questione della confisca, questione che egli porrà nella più adeguata sede, ovvero in quella del procedimento penale contro _ ;
- fr. 616'879.75 sono stati depositati sul conto corrente n. _ (prec. n. _ ; conto aperto il 15.03.1994) intestato a _, avente diritto economico _, attraverso 13 versamenti di importo variante tra i fr. 10'000.-- e i fr. 120'000.-, e ciò nel periodo 15.11.1999 e il 3.08.2000.
Era questa - a non averne dubbio - la quota di spettanza di _, quale compenso per il suo ruolo nell'operazione.
Già in precedenza si è accennato che AC 1 prelevava sui capitali che gli venivano affidati anche una seconda commissione (dell'1 per cento), da lui denominata _ .
In totale, a _ , nel periodo in cui si sono effettuati i cambi, AC 1 ha accreditato l'importo di fr. 441'509.95.
Nella misura di fr. 384'062.20 (con 19 distinti versamenti), il suddetto importo è stato da AC 1 versato sul conto _ co
_
, conto aperto il 16.9.1993, già utilizzato da AC 1 per rimettere a _, via banca, l'ultimo milione di franchi circa che gli doveva. AC 1 ha sempre avuto diritto di firma individuale su tale conto, anche dopo il 7.2.1994 quando ha alla banca indicato il _ quale avente diritto economico (il che era - evidentemente - solo una copertura). Ancora in aula, AC 1 ha rivendicato la proprietà dei fondi da lui accantonati come commissione _ . Solo nel verbale 24.4.2001, AC 1 ha riconosciuto che _ non era di sua pertinenza, bensì del mandante che, all'epoca chiamava "_ ". Il complesso delle prove raccolte indica che _ è una provvigione che AC 1 "pagava" in ragione di un mezzo a _ e, in ragione dell'altro mezzo, a _(da qui, probabilmente la prima parte del nome _ , mentra la sillaba "ka" potrebbe indicare la _). Che _ sia stato il destinatario di metà della commissione _ , è provato dal fatto che 62 dei 98 conteggi _ sono stati trovati memorizzati nel computer dello studio legale di AC 1 sotto la cartella "Appunti" e protetti dalla password "full" (class. 1 Op. _ in cubo B). Ogni conteggio è stato registrato nella memoria del computer in un nuovo file il cui nome è "_ data del conteggio", laddove _ è, di tutta evidenza, l'abbreviazione di _ . A mo' di esempio si segnala qui che il nome del file in cui è memorizzato l'ultimo conteggio (98°) del 26.7.2000 è: "_ 26.7.2000".
Sempre nella memoria del computer di AC 1 sotto la cartella "Appunti" è stato trovato un file con il nome "Commissione _ ", contenente il documento-modello dei conteggi della commissione _ 1% (:2) (class. 1 in cubo B). Sotto il file "Commissione 1" invece è memorizzato un documento che è il modello dei 104 conteggi e di quello del cambio in dollari (class. 1 in cubo B). L'accostamento Commissione _ -_ appare altresì dal ritrovamento, sul secondo ripiano dell'armadio del caveau (ove vi erano anche le mazzette da fr. 1'000.- per totali fr. 11'408'160.-, cfr. v. di sequestro 31.08.2000/15h00, doc. 8 in class. D), di una busta gialla, su cui appare da un lato la scritta:
" _ " e più sotto: "_ " (cfr. reperto 25 cubo A). Per quanto riguarda "_ ", vi è poi da rilevare che detto nome, AC 1 l'ha scritto anche su una ricevuta _, relativa al versamento, di data 19.10.1999, sul conto _ di fr. 7'919.40 (cfr. classeur rosa _, reperto 22 in cubo A). Anche questo fatto prova che vi è un connubio tra _ () - commissione _ - conto _ . Che _ non sia una commissione di spettanza di AC 1 bensì destinata a terzi riferibili a _e al _, emerge peraltro bene dalle seguenti considerazioni, deduzioni, situazioni, fatti, ecc.:
- se l'avente diritto fosse stato AC 1, non avrebbe avuto senso conteggiare separatamente le due commissioni _ e _ . Sarebbe bastato prelevarne una sola, del 3 per cento. Inoltre non avrebbe avuto senso l'aver depositato i denari ad esse relative presso due diverse banche, la _ per _ e l'_ per _ ;
- a più riprese, AC 1, nei suoi riepiloghi ha sottolineato che "_ " non è da considerare un "costo", bensì un "accantonamento".
AC 1, infatti, ha annotato in alcuni conteggi quanto segue:
"Accantonamento _ 1% (come da voi richiesto)"
(vedasi riepilogo "Dal 24 settembre 1999 al 30 novembre 1999")
;
"Se poi aggiungiamo Lit. ... del conto _ che non è un costo ma un accantonamento, la perdita può dirsi risanata"
(vedasi "Movimenti dal 5 maggio 2000 al 7 luglio 2000")
;
"Se poi consideriamo che uno dei costi (_ ) è un accantonamento, la perdita effettiva ammonta a Lit. ... "
(vedasi "Riepilogo generale dal 27 settembre 1999 al 17 marzo 2000")
.
Orbene, se la commissione di "_ " fosse stata di sua spettanza, essa sarebbe per i clienti stata un "costo" e AC 1 non avrebbe certo potuto parlare di "accantonamento";
- AC 1 ha addebitato a "_ " fr. 2'352.- (controvalore di US$ 1'400.-) per le imposte annuali della società _ e fr. 30'000.- per pagare le spese per l'iscrizione e parte della retta scolastica all'istituto _ per i figli di _e di _, nipoti di _. Più di ogni altro, questo addebito collega la commissione _ alla famiglia _(cfr. "Movimenti dal 5.5.2000 al 7.7.2000" in classeur "_");
- il solo fatto di conteggiare a debito di _ le suddette spese, significa che AC 1 ne doveva rendere conto a terzi. Non risulta invece che AC 1 abbia allestito una contabilità in relazione alla suddivisone in quattro parti che egli ha fatto dei soldi della sua commissione _ , depositati co. _ ;
- sarà una coincidenza, tuttavia, dopo esser tornato da _ il 14.6.2000 (dove incontrò _ , detto _ , _ , proprietario del ristorante "_ ", personaggio che la polizia canadese ricollega al clan _ e che AC 1 invece dice di aver incontrato per una consulenza legale relativa ad una causa da portare davanti ai Tribunali italiani per conto del _ contro una ditta che gli aveva fornito una macchina per fare la pasta difettosa - sic!), AC 1 (nella sua agenda in corrispondenza al giorno 16.6.2000 è annotato "chiamare ") deve aver telefonato a _, visto che, il 28.6.2000 quest'ultimo è venuto a _. Quivi, con l'assistenza di AC 1, egli si è recato alla _ e ivi ha aperto un conto cifrato denominato "_", sul quale ha depositato la somma di fr. 20'000.-, che ha materialmente ricevuto da AC 1. Quest'ultimo l'ha poi addebitata, sotto la voce "anticipazioni", al capitale "_" (cfr. conteggio "Movimenti dal 5 maggio 2000 al 7 luglio 2000", in class. "_").
_ha firmato tutti i documenti di apertura del conto, si è dichiarato il solo avente diritto economico e ha conferito mandato di gestione a AC 1. Il nome "_" è stato suggerito dall'accusato. Esso - e qui sta la coincidenza - fa indubbio riferimento alle omonime cascate canadesi (cfr. al proposito il verbale 10.06.2002 di AC 1 nel classeur 9 all. 3). Se ciò abbia un qualche nesso con l'incontro a _ con il _ , non è dato sapere.
I fr. 20'000.- sono stati - come detto - attinti dai fondi in giacenza nel caveau.
Infatti sulla fiche bancaria di versamento del 28.06.2000 (rilasciata dall'istituto bancario a AC 1), quest'ultimo ha annotato a mano: " Prelevati dal saldo contanti" (in atti nel class. "_", rep. 22 in cubo A). Il prelievo di fr. 20'000.- AC 1 l'ha poi registrato nel suo riepilogo 5.05.-7.07.2000, annotandolo sotto la voce "anticipazioni", in deduzione del capitale. Anticipazione perché, poi, il prelievo l'ha, almeno in parte, compensato con la quota delle commissioni _ (a riprova della loro funzione di accantonamento!), calcolate sulle consegne successive. Infatti dal 21 luglio 2000 non è più stato riversato danaro sul conto _ a favore di _ .
Ciò emerge bene da una scheda personale allestita dall'accusato e ritrovata presso l'abitazione di _ (cfr. scheda personale "" e conteggi di dettaglio di AC 1 del 20.07.2000, 22.07.2000, 26.07.2000 nonché la ricostruzione SIG di cui alla tabella al doc. 14 in class. 87).
In detta scheda, AC 1 ha calcolato le commissioni _ del 21-22-26.7.2000 (pari a fr. 17'071.-) che non ha - come detto - riversato su _ , ma li ha, con la menzione "restituiti", messi in compensazione con i fr. 20'000.- anticipati.
Tutto ciò prova ad oltranza che _e AC 1 hanno, nei rispettivi verbali, mentito, il primo quando ha detto di aver portato lui il controvalore in lire dall'_ e d'aver operato il cambio presso un ufficio di cambio, vicino alla funicolare, il secondo quando ha asserito che gli portò 25 milioni di lire in ufficio, col che egli gli diede il controvalore in franchi. Sennonché poi - continua AC 1 - egli avrebbe speso le lire per uso personale e non le avrebbe più reintegrate. Ciò contraddice a non averne dubbio i suoi conteggi nei quali ha addebitato a "_": fr. 20'000.-.
Il fatto è che - come spesso succede - le bugie hanno le gambe corte!
- Infine va ancora annotato che la mappetta con l'indicazione "_" contenente i documenti relativi all'iscrizione dei bimbi _co. l'Istituto _ e il classeur "_" contenente, fra l'altro, la documentazione bancaria relativa al deposito di fr. 20'000.- sul conto "_", AC 1 li conservava nel caveau, proprio sopra il danaro. Ivi infatti li hanno ritrovati la Polizia in sede di perquisizione (cfr. verbale di sequestro 31.08.2000 in class. D, doc. 8 e in class. 2, doc. 7; reperto 26 risp. 22 in cubo A).
14.5. Le versioni di AC 1
Si è già detto che la somma di quasi 12 milioni di franchi è stata rinvenuta nella perquisizione del 31.8.2000.
Risulta da un rapporto di segnalazione steso dall'ispettore Hofmann in data 6.9.2000 (cfr. classeur 11, all. 2) che, già il giorno dell'arresto (ovvero prima del suddetto ritrovamento), AC 1 confrontato con le imputazioni di cui all'ordine d'arresto notificatogli, ebbe a fare un'esternazione del genere:
"... mentre
(n.d.r. AC 1)
negava ogni addebito circa le prime tre imputazioni, ammetteva d'avere effettuato il riciclaggio di denaro, aggiungendo che questo veniva fatto da tutti gli avvocati. Non si fermava però a questa esternazione, aggiungendo che aveva riciclato la somma di fr. 10'000'000.-. Somma ricevuta da certo _ di _. ..."
Nel seguito, quando è stato interrogato, ha reso versioni diverse circa la provenienza dei quasi 12 milioni di franchi sequestratigli, risp. circa gli oltre 55 miliardi di lire cambiati.
In un primo tempo AC 1 ha dichiarato che i soldi erano provento dal commercio di sigarette e che gli sono stati portati da un tale "_ " (cfr. verbale dell'8.9.2000, classeur 4, all. 3). Al riguardo, in tale verbale, ha spudoratamente mentito, sostenendo che:
"... Per quanto concerne i soldi rinvenuti nel caveau e la documentazione relativa, dico subito che il contante mi veniva consegnato al mio domicilio in sacche sportive ed erano prevalentemente lire. Qualche volta sono capitate delle pesetas o dei marchi ma poca roba.
Io li consegnavo personalmente a _ al suo ufficio cambi di _ove io li lasciavo affinchè lui potesse procedere a cambiarli.
Si trattava di importi ogni volta di circa 500 milioni di lire o equivalenti, a scadenze di un giorno sì e uno no almeno a far tempo da settembre/ottobre 1999, quando iniziò questa attività di cambio.
ADR: Devo dire che già nel 1993 avevo fatto dei cambi di soldi. Quelli erano di sigarette. Preciso che all'epoca si trattava di conteggi sui cambi.
ADR: i soldi trattati dal 1999/2000 sono pure di sigarette.
ADR: vorrei sapere anche io di chi sono questi soldi. Posso dire che me li portavano delle persone che io non conosco. Erano due o tre persone che venivano individualmente ed erano gli spalloni che mi lasciavano i soldi nel garage di casa mia. Non so evidentemente i nomi di queste persone.
ADR: il mittente dei soldi che aveva preso contatto con me per queste operazioni di cambio è tale signor _ del quale ignoro il nome e l'indirizzo, né mai ho visto il passaporto. Neppure sono in grado di dire se il nome sia vero.
L'ho incontrato due volte a _ e una volta a _. Lo conobbi a _ quando ero stato convocato per un'operazione che aveva attinenza con i soldi, non ricordo da chi. Ricordo che c'erano altre persone ed eravamo a pranzo in un ristorante della zona _ ma non ricordo il nome degli altri commensali.
A _ ero stato convocato anche per dare alcuni suggerimenti per degli acquisti di sigarette.
Devo dire che si trattava di acquistare dallo stato italiano all'asta le sigarette che venivano sequestrate dalla finanza. Ero stato interpellato per dare dei suggerimenti su come organizzare delle società che potessero acquistare questa merce ritenuto che secondo quanto mi dissero non potevano essere né cittadini italiani o società italiane a comprarle.
Io ho consigliato delle società svizzere o del Liechtenstein. Dal momento che a queste persone non stava bene il mio ruolo si è limitato al cambio dei fondi. Gli acquisti dovevano essere fatti in qualsiasi valuta che non fosse la lira.
I soldi venivano consegnati in contanti a questo signor _ che è venuto a _ 4 o 5 volte per le verifiche dei conteggi e che usciva dal mio ufficio portando fuori un paio o tre di milioni di franchi o dollari per volta.
Non ho evidentemente nessuna idea di dove li versasse o cosa ne facesse. Posso presumere che li portasse in _ per gli acquisti alle aste.
L'interrogante mi fa notare che in occasione della prima perquisizione del mio ufficio del 24 agosto 2000 io avevo dichiarato, prima del rinvenimento dell'importo sequestrato, di aver riciclato la somma dell'importo di 10 milioni di franchi che avrei ricevuto da certo _ di _.
E' vero che feci il nome di tale _ di _ ma era una "panzana" che avevo raccontato.
Voglio precisare che di fronte all'imputazione dei reati di estorsione, truffa e riciclaggio e conoscendo l'origine del denaro mi sembrava che la posizione del riciclaggio era la più attenuata poiché sapevo che venivano dalle sigarette. E' per questo che ho detto quello che ho detto. Non ho parlato di riciclaggio nel senso di riconoscere un reato.
Ribadisco che il nome del _ di _ era una frottola che ho raccontato io quella sera in quanto non volevo fare il nome del _ . ... "
AC 1 ha cambiato versione nel verbale del 10.10.2000 (classeur 4, all. 9), nel quale ha asserito che il mandante era _.
È d'uopo qui riprodurre ampi stralci di detta deposizione, perchè è la medesima che AC 1 ha riproposto nell'ultima parte dell'istruttoria formale e anche in aula anche se, poi, perfino il suo Difensore, in sede di arringa, se ne è distanziato, dando atto che i veri mandanti sono i membri delle cosche 'ndranghetistiche _-_-_.
Si legge nel verbale citato del 10.10.2000 (che anche fa stato di un AC 1 estremamente lucido nell'organizzare, a suon di menzogne, la sua difesa):
"... Devo anzitutto dire che in questa attività l’attore principale è _ , persona che conosco dal 1980 allorquando fui chiamato dall’avvocato _ di _ .
... omissis ...
Devo dire che da quell’iniziale operazione di trasferimento nacque con _ un’amicizia molto superficiale, poi consolidata nel corso degli anni. Ci si incontrava ogni tanto a _ e nell’ambito di questi incontri mi raccontò le ragioni del suo processo per evasione fiscale. In pratica _ creava delle società, quasi tutte S.r.l., e fatturava merce, in eccesso rispetto a quanto realmente fornito, ad imprese edili. Diversamente creava delle “scatole vuote” (inteso società inattive) fatturando merce, di regola materiali ferrosi e non, le cui consegne non avvenivano.
Questo era un lavoro che andava fatto per contanti. A _ garantiva un guadagno medio del 20 / 25 % dalle ditte acquirenti, ma il vantaggio maggiore era quello delle stesse imprese acquirenti che potevano scaricare fiscalmente importi di forniture in realtà mai avvenute.
Era quello un sistema per creare un guadagno in nero.
Questa attività, anche se _ non me lo ha mai detto direttamente ma l’ho capito dai discorsi che si facevano, credo sia andata avanti sino ad oggi.
_ tuttavia non si fermava solo a questo. Aveva diverse società immobiliari
... omissis ...
Devo dire, è una mia opinione personale, che già inizialmente l’attività di fatturazione del _ gli aveva permesso di allacciare numerose conoscenze non solo nel campo dell’imprenditoria ma anche in quelli che volgarmente sono chiamati i “tondinari”, ossia i fabbricanti di tondini di ferro. Gente che a detta del _ aveva inusitate disponibilità economiche.
In pratica, questo me lo disse _, la sua attività gli aveva permesso di fare conoscenze in tutta _ ; sempre nei settori in cui lavorava.
Oltre a quanto già detto _ aveva messo su un’altra attività per la fabbricazione del tubo di rame rivestito, la cui modalità di rivestimento era stata acquistata con brevetto dallo stesso _.
Inoltre mise in piedi una ditta per la vendita di piccole macchine a movimento terra (trattorini, gru, ecc.) e ricordo che a _ , in provincia di _ , avesse installato un’officina per la manutenzione e per le modifiche.
Nella zona di _ aveva delle ottime conoscenze; personaggi molto importanti.
... omissis ...
L’ultima attività del _, tra le tante, fu il rilevamento della gestione di tre supermercati nella zona di _ , uno dei quali approvvigionato dal “_ ” e che portava lo stesso nome.
Non saprei la denominazione esatta degli altri due supermercati.
Quando mi informò di aver rilevato questi supermercati _ mi disse, dopo aver analizzato la precedente gestione, che il “_” da solo faceva una cifra d’affari annua di una trentina di miliardi di lire italiane.
I due più piccoli invece facevano circa 2 o 3 miliardi di lire assieme.
So perché lo lessi sui giornali e poi me lo disse _, che per un corto circuito il supermercato “_ ” bruciò.
Successivamente, parlo di questi ultimi tempi, _ mi riferì di aver ceduto i due supermercati piccoli e che la gestione di quello grande era stata ripresa direttamente dalla “_ ”.
... omissis ...
Mi si chiede ora di spiegare le modalità con le quali ricevevo materialmente il denaro, le operazioni di cambio, il deposito e la successiva destinazione delle operazioni contenute nel classificatore “_”.
Devo dire che usualmente con _ ci si incontrava negli uffici del supermercato “_ ” a _, o, più tardi dopo la chiusura, nel posteggio antistante allo stesso supermercato.
Nel 1999, al rientro dalle ferie, mi sono visto una sera a _ sempre col _. Devo dire che _ voleva sempre incontrarmi da solo e questo da sempre. E’ in effetti molto guardingo e diffidente e voleva che nessuno fosse messo al corrente dei suoi affari tranne i diretti interessati.
Ritornando all’incontro dopo le ferie, ci siamo visti nel posteggio del “_ ” poiché il negozio era già bruciato. Siamo poi andati assieme a cena in una pizzeria di fronte alla Questura di _ . Per spostarci abbiamo usato la vettura di _, anche perché lui conosce bene la regione, una Fiat Punto di colore nero, modello recente.
In precedenza, prima che la Guardia di Finanza “lo tormentasse” come diceva lui, _ va macchine di grossa cilindrata: Mercedes e Ferrari.
Quella sera, durante la cena, _ mi disse: preparati perché c’è un grosso affare in ballo.
Io gli chiesi in che ordine di grandezza era questo affare e lui mi rispose in dialetto: “in danee”.
Io mi ero dimostrato soddisfatto della possibilità di poter fare questo giro di soldi del quale però non mi era stata specificata la quantità, perché nella lunga esperienza acquisita nei nostri rapporti sapevo che il _ non era mai stato coinvolto in porcherie particolari. E con questo intendo dire droga o roba simile.
Questo mi lasciava tranquillo.
Mi chiese semplicemente se avevo un cambista di fiducia, specificandomi che l’operazione avrebbe dovuto avvenire in un certo lasso di tempo (senza specificare il termine) e che io avrei dovuto assumermi l’incarico di cambiare e di riconsegnare il denaro.
Chiaramente dopo l’operazione di cambio era evidente che io dovevo tenere in deposito il corrispettivo in franchi svizzeri o in dollari _ , nell’attesa che _ o qualcuno mandato da lui venisse a ritirarlo.
Ricordo benissimo che io chiesi a _ il motivo per cui lui non voleva lasciare i soldi in _, visto che io gli avevo fatto una proposta in tal senso.
Lui mi rispose: “ta se mat, dopo quello che è successo con la storia delle tangenti e delle sigarette”.
La sua paura era quella di dover dare spiegazioni agli istituti bancari sulla provenienza del denaro.
A mia richiesta quando si iniziava questa operazione lui mi disse di non preoccuparmi perché un giorno sarebbe arrivato a casa mia.
Devo dire che _ sapeva esattamente dove abitavo a _ perché aveva saltuariamente frequentato casa mia.
_ sapeva, perché glielo avevo detto io, che la mattina andavo tardi nello studio.
Fu così che una mattina _ mi telefonò a casa sul mio numero fisso e mi disse che stava arrivando. Credo che si trovasse già in _ secondo una mia impressione percepita durante questa telefonata.
A memoria avevo situato la data attorno al 15 o al 20 settembre 1999 ma poi, guardando il classificatore “_” partendo a ritroso dal separatore di colore verde, ho stabilito con i verbalizzanti che si trattava del 27.09.1999.
Devo aggiungere che la sera prima del 27.09.1999 eravamo stati in pizzeria a _ e _ mi chiese se avevo parlato con il cambista. A mia conferma mi disse tieniti pronto.
ADR
che giustamente come mi fanno notare i verbalizzanti nel frattempo avevo già parlato con _, spiegandogli che c’era da fare un’operazione di cambio importante, non in una volta ma distribuita nel tempo.
_ era stato rilasciato da circa un anno dal carcere di _ e si era messo in proprio, con ufficio a _vicino alla rotonda di _ .
Mi chiese se fossi sicuro dei soldi nel senso che non si trattasse di provento di sigarette o di altra natura perché voleva vivere tranquillo.
Da parte mia lo rassicurai rispondendogli che conoscevo la persona.
_ mi disse anche che il suo giro di lavoro non gli permetteva di cambiare grosse cifre.
... omissis ...
Come richiesto dai verbalizzanti preciso quanto segue: i soldi, nella misura quasi totale, venivano portati a casa mia a _ dal _.
Inizialmente assieme al denaro veniva lasciato un bigliettino sul quale era indicata la somma iniziale, la deduzione della commissione già prelevata, che all’inizio corrispondeva al 1,5%, e la differenza da cambiare.
I soldi erano sempre in lire italiane tranne un caso di 17 milioni di Pesetas.
Quando parlo di lire erano sempre banconote da 50’000 o 100'000, confezionate in carta da giornale, contenute in una borsa di tela di medie dimensioni. Ogni volta l’importo si aggirava sul mezzo miliardo.
La prima volta mi ha consegnato i soldi a casa in cucina.
Le volte successive depositava la borsa nell’atrio passando dalla porta che dal garage collega l’interno della mia abitazione e mi suonava il campanello.
Era ormai diventata un’abitudine e quando sentivo il campanello capivo che erano arrivati i soldi.
Non c’erano preavvisi telefonici.
Io rimanevo abitualmente al domicilio fino alle ore 10.00 / 11.00.
Successivamente la commissione per il trasporto è stata aumentata da _ al 2%.
Il 0,5% di differenza sulla commissione per il trasporto andava dedotto dopo le operazioni di cambio e consegnato in franchi svizzeri direttamente al _.
A volte era _ stesso che veniva a ritirare questo 1⁄2 % di commissione, oppure ci si incontrava in _ .
Il calcolo di questo 0,5% di commissione sul trasporto lo si rileva tra i divisori verde e blu del classificatore “_”.
La mattina stessa che ricevevo i soldi caricavo la borsa nella mia macchina e mi recavo da _.
Dopo avergli consegnato la borsa gli indicavo su un libricino a quadretti i riferimenti sulla cifra iniziale, sulla trattenuta della commissione e sul netto da cambiare.
Nel conteggio di _ figurava l’importo lordo, eventuali indicazioni di denaro rifiutato dalla macchinetta conta soldi, il 1,5% sempre calcolato sulla cifra iniziale e il cambio.
Ad operazione ultimata ritiravo il denaro, quasi sempre il giorno successivo.
A volte lo stesso _ mi portava il controvalore direttamente in ufficio consegnandomelo personalmente.
Per quanto attiene le sigle menzionate sui conteggi del classificatore “_”, riferisco che la sigla “_ ” è un mio appunto interno che si riferisce a “AC 1 + _ ”. Questo perché volevo versare, a titolo di risparmio, una parte dell’importo sul loro libretto.
A tal proposito credo di aver versato ad ognuna delle mie _ circa Fr. 90'000.-, provento di questa operazione “_”.
Il resto dell’importo che figura sui rispettivi libretti è frutto di risparmi provento dalla mia attività lavorativa.
Devo precisare che lo stesso importo di circa Fr. 90'000.- l’ho regalato alla segretaria _ e dovrebbe figurare sul suo libretto di deposito presso la Banca _ .
Si tratta di quei versamenti regolari di importi varianti tra i Fr. 2'000.- / 4'000.-, talvolta di più, nell’anno 2000. Ricordo questo particolare poiché la banca aveva già calcolato gli interessi sui risparmi esistenti.
Preciso che i libretti delle mie _ erano in possesso di _ _ nel cassetto della segreteria dello studio.
E’ quindi giusto ritenere, come mi dicono i verbalizzanti, che almeno Fr. 90'000.- che dovrebbero figurare sul libretto di deposito/risparmio di _ , non sono provento di suoi risparmi ma mie regalie con i guadagni dell’attività “_”.
La mia segretaria non sapeva che quei regali erano soldi provento dall’attività “_”.
Anche prima di questo importo facevo qualche regalo in soldi alla mia segretaria. Per questa ragione lei ha sempre pensato che erano provento della mia attività professionale.
Di regola io le consegnavo due buste, una con indicato il suo nome e l’altra con i nomi delle _ .
I verbalizzanti mi danno atto che nei conteggi figura effettivamente una commissione del 2% in favore della sigla “_ ”, ma mi dicono che ci sono altre sigle.
E’ vero, non si tratta di una sigla ma del nome del corridore automobilistico _ da me erroneamente indicato in “_ ”.
“_ ” sono io e quindi sono il destinatario di un’altra commissione del 1%.
Questo 1%, come rilevabile dal classificatore “_”, è stato da me sistematicamente versato sul conto “_” presso _ , società della quale sono l’avente diritto economico.
Questa commissione la mettevo da parte in una busta vicino al classificatore “_” e quando capitava andavo a versarla in banca.
... omissis ...
D.9 Come spiega la sigla “AR” che si ripete più volte alla voce “commissione trasporto”?
R.9 La sigla “AR” sta per Andata e Ritorno, ciò che vuol dire che la commissione implicava sia il trasporto di andata che quello di ritorno.
... omissis ...
Mi si chiede se vi è un conteggio relativo agli oltre Fr. 11'800'000.- rinvenuti nel caveau e provento dall’attività “_”.
Rispondo che assolutamente non vi è un conteggio preciso, ma che quei soldi sono un residuo di tutta l’operazione.
Erano i soldi che doveva ritirare _ nel mese di settembre di quest’anno come preventivato.
D.10 Eccetto il residuo di oltre Fr. 11'800'000.- rinvenuto nell’ufficio, dove è finito tutto l’altro denaro facente parte dell’operazione “_”?
R.10 Fatta eccezione di quello che è stato ritrovato in ufficio, ovvero gli oltre Fr. 11'800'000.-, il rimanente è stato consegnato tutto a _.
Di regola veniva lui a casa mia dove gli consegnavo tra 0,5 e 1 milione di franchi svizzeri per volta.
Mi ricordo che in una circostanza gli consegnai 3 milioni di franchi svizzeri.
E’ anche capitato che _ mi chiedesse dei dollari _ e allora dovevo effettuare un’operazione di cambio supplementare Fr./USD.
Qualche piccola operazione l'ho fatta io direttamente presso la _. Se non sbaglio ho effettuato due operazioni di cambio per comperare ogni volta USD 50'000.
... omissis ...
D.14 Lei non ha mai accertato la reale provenienza dei soldi delle operazioni “_”?
R.14 In tutta onestà no, però conoscendo l’attività del _ ho sempre pensato che si trattasse di soldi neri, frutto di evasione fiscale.
D.15 Lei converrà con i verbalizzanti che il complessivo della cifra trattata non può essere denaro guadagnato da _ e quindi sulla reale provenienza dei soldi rimangono aperte tutte le possibilità.
R.15 Sono d’accordo con i verbalizzanti che almeno buona parte del denaro possa non essere guadagnato da _. Tuttavia, conoscendo la persona da quasi vent’anni, posso dedurre che si tratta di evasione fiscale.
Questa mia deduzione, per quanto elementare, mi viene dal fatto che non solo _ mi disse di non avere intenzione di lasciare il denaro in _ ma anche dalla considerazione fatta da _ stesso, ovvero che aveva paura di un’indagine dell’autorità fiscale italiana come era avvenuto per “mani pulite”.
... omissis ...
per quanto non mi sia mai interessato, o quasi mai, di cause penali conosco l’art. 305 essendo stato un mio cliente (vedi caso _) coinvolto in un problema di riciclaggio. Tuttavia nel caso specifico dell’operazione “_”, forse mi sbaglio nell’interpretare la legge, avevo ritenuto che l’evasione fiscale nella misura in cui non sia ravvisabile un fatto penalmente perseguibile, non è di regola da noi punita in quanto tra _ e _ non esisteva, almeno sino a quel momento, un accordo in materia di assistenza giudiziaria fiscale. ... "
Come detto, AC 1, in aula, ha, in buona sostanza, riproposto la tesi che _ è stato il suo unico interlocutore nella descritta operazione di cambio, e ciò nonostante gliene sia stata contestata l'assoluta inverosimiglianza, a partire dal fatto - accertato - che _ non ha una lira e che, semmai, è pieno di debiti, a partire altresì dal fatto che il _ di _ non aveva nessun bisogno di pagare una qualsiasi commissione a AC 1, stante che, siccome persona che bazzica da una vita il nostro territorio, non avrebbe avuto alcuna difficoltà nel reperire da solo un ufficio cambio che gli facesse, senza spesa alcuna, la stessa operazione, per arrivare agli altri, più pesanti e precisi, indizi che indicano chiaramente che non il _, bensì membri delle citate organizzazioni criminali sono stati i veri mandanti dell'operazione.
D'altro canto - come già cennato - lo stesso AC 1, nella primavera del 2001 aveva fatto delle ammissioni in tal senso, riconoscendo in particolare che _, lungi dall'essere il mandante, era stato soltanto un accompagnatore, risp. un "galoppino".
È qui d'uopo riprodurre le dichiarazioni rese da AC 1 nel verbale del 19.4.2001 (cfr. classeur 6, all. 3).
In esso AC 1, al contrario delle pie intenzioni espresse nel preambolo, non ha di certo detto "tutta la verità", anzi!
Nondimeno questo (e alcuni successivi) sono gli unici verbali attraverso i quali AC 1 ha lasciato trapelare qualche brandello di verità.
Così si è espresso nel citato verbale 19.4.2001:
"... Ora, a dimostrazione della mia intenzione di collaborare con gli inquirenti, voglio fare una precisazione sull’operazione “_”.
Non ricordo esattamente quando, forse verso la metà di settembre 1999, mi telefonò al domicilio un signore con evidente inflessione meridionale e meglio calabrese.
Questi mi chiese se era possibile incontrarci in _ ed io risposi di sì.
L’appuntamento lo fissai nei pressi del ristorante _ a _, in un piazzale dalle parti del Centro _ .
Io mi feci riconoscere subito perché avevo una macchina visibile: una Fiat Punto gialla. Ero solo.
Questo tizio, pure solo, mi chiese se ero l’avvocato ed io risposi di sì.
Poi mi chiese se ero compare di _ ed io risposi di sì.
Quindi mi disse che ci sarebbe stato da fare un’operazione.
Gli chiesi l’entità di quest’operazione e lui rispose sui 15 miliardi di lire.
Quando affermai “ma il mio compare (inteso _ ) è in prigione”, lui mi rispose “mi meraviglio di lei”. Intesi subito che voleva dire che anche se _ era in prigione le cose andavano avanti.
Il tizio aggiunse “si ricordi che sappiamo chi è lei”.
Poi mi chiese come avremmo potuto fare ed io gli risposi che non mi occupavo di trasporti ma unicamente di operazioni di cambio valuta.
Quindi mi chiese la mia percentuale ed io risposi “se vengono da chi penso io, non voglio niente”. E con ciò intendevo _ .
Dopo questa affermazione quasi mi rimproverò in dialetto calabrese, dicendomi: “noi vogliamo sapere il vostro compenso perché una cosa è il vostro compare e una cosa siamo noi”.
Vorrei subito precisare che non si è fatto nessun riferimento a _ , _ o _ , ma che la mia sensazione fu quella di pensare che si trattasse proprio di queste persone e che quindi non potevo tirarmi indietro; ancora una volta.
Al termine di quell’incontro fissammo un appuntamento in un Bar di _ o _ in _ . In altre località oltre questi paesi ci sarebbe stato il pericolo di incontrare pattuglie della polizia, come riferitomi dall’interlocutore.
Sta di fatto che ci incontrammo appunto in quel bar dove discutemmo, solo io e lui, delle modalità d’esecuzione dell’operazione.
Per quanto possa fare sorridere il signore che mi ha contattato e con il quale ho avviato l’operazione “_”, pur capendo che io lo capivo in quello che concerneva le operazioni di cambio, non si è mai qualificato. Ho immaginato e ne sono ancora fermamente convinto ancora oggi, che doveva trattarsi di una persona che sicuramente aveva qualche conto da regolare con la giustizia.
La persona che si è presentata al mio cospetto nelle circostanze riferite era di statura media, capelli lisci un po’ lunghi e brizzolati, età sui 50 / 55 anni, pelle olivastra. Non vorrei sbagliarmi ma credo che avesse la dentatura allargata.
Credo che sarei in grado di riconoscerlo.
Questa persona mi chiese anche se fossi stato in grado di organizzare un trasporto di soldi dalla _ a _ e che percentuale sarebbe costato.
Gli dissi che non ero in condizioni di farlo e non conoscevo persone che avrebbero potuto farlo.
Feci questa affermazione perché avevo inquadrato la situazione, ovvero che i soldi provenivano ancora dal traffico di droga come per _ .
Devo dire che se io accettai tutte queste discussioni e quindi diedi luogo all’operazione “_”, non fu certo per amore di guadagno. Da un lato mi era stato fatto capire che si trattava di persone vicine al _ , anche se non ne ho la certezza, e dall’altro mi venne in mente la trascorsa operazione “_ ”.
Di conseguenza se potevo ipotizzare delle connessioni, come le ho ipotizzate, capii che non potevo tornare indietro.
Si era aperta per me una spirale senza fine.
Posso dire che una delle ragioni per la quale evitai di scappare o di allontanarmi da tutto e tutti, è stato l’amore per le mie figlie.
Con questo signor ci fu un altro incontro, il terzo, allo stesso posto del primo a _, per definire le modalità di consegna.
In questo incontro ribadii che non mi sarei occupato del trasporto del denaro e l’interlocutore mi disse di non preoccuparmi, perché mi avrebbero fatto avere i soldi dove volevo.
L’operazione ebbe quindi inizio. In questo momento non ricordo esattamente quando.
Tutte le consegne di denaro vennero fatte a casa mia in mattinata in quanto volevo evitare che i trasportatori si incontrassero con la mia donna di servizio.
Il meccanismo delle consegne era identico a quello che nei verbali precedenti ho assegnato a _ , ma cambiava il trasportatore che era lo stesso tizio incontrato a _ e in _ e in alcune occasioni un altro uomo.
Per quanto attiene la commissione di trasporto rife_ nei precedenti verbali devo dire che non corrisponde alla realtà dei fatti.
Infatti il denaro mi veniva consegnato integralmente e da esso deducevo unicamente la mia commissione, ovvero _ e _ .
Le operazioni di cambio sono avvenute come detto nel senso che io portavo le tranches di denaro a _, al quale dicevo trattarsi di denaro di clienti.
_ era solo un mio accompagnatore per la mia sicurezza.
Quando tentavo di far avvisare _ affinché rivendicasse la proprietà del denaro era solo per depistare le indagini.
La mia paura era che dovendo rispondere in prima persona verso l’organizzazione e non sapendo più cosa fare, avevo pensato di inventare questa storia al fine di salvare il denaro rinvenuto nel mio ufficio per poterlo poi riconsegnare alla persona che me lo aveva affidato.
Ero cosciente che l’organizzazione mi avrebbe ritenuto l’unico responsabile dell’eventuale perdita del denaro affidatomi.
In _ sono andato due o tre volte.
In un paio di circostanze mi sono fatto accompagnare da _ per far capire ai miei interlocutori che non ero solo.
Il controvalore del denaro cambiato, CHF o US$, veniva ritirato al mio domicilio dalla stessa persona che inizialmente mi aveva contattato.
Tutta l’operazione doveva aggirarsi sui 60 miliardi di lire italiane, di cui 55 circa sono stati da me movimentati per i cambi LIT / CHF – CHF / US$.
Confermo che i CHF 11'949’160.- rinvenuti e sequestrati nel mio studio, nonché l’equivalente delle commissioni depositate in banca, fanno parte di questa operazione denominata “_”. Ovvero trattasi di denaro consegnatomi da questa organizzazione calabrese, provento dal traffico di droga.
Suppongo che dietro a tutta questa operazione ci possano essere anche i fratelli _ , peraltro parenti di _ .
Questo per varie “coincidenze”: la loro provenienza specifica dalla _ e il fatto che poco dopo l’inizio dell’operazione “_” _ e _ (cognata di _), in due distinte occasioni, mi hanno contattato per iscrivere i tre figli di _ all’istituto _ di _ .
Successivamente mi presentò suo fratello _ il quale mi fece vedere un provvedimento dell’autorità giudiziaria di _ o _, con il quale veniva disposto il ritiro cautelare della sua patente nonché il soggiorno obbligato a _ ; così almeno credo.
Fu lo stesso _ a dirmi che era cugino di “_ ” _ .
Dopo queste mie rivelazioni voglio dire quanto segue:
Ho taciuto fino ad oggi la verità e in modo particolare quella riguardante l’operazione “_”, in quanto sono ben cosciente che con quanto dichiarato oggi posso mettere a repentaglio la mia incolumità ma soprattutto quella dei miei famigliari.
Ricordo che ancora ad oggi mia madre e le mie tre sorelle vivono a _.
Inoltre con _ , rispetto ai _ e altri, ho un legame più intenso dovuto al fatto che io sono il padrino di sua figlia _ .
A mio modo di vedere all’interno delle organizzazioni criminali i “tradimenti” vengono considerati più gravi se si fa parte del contesto famigliare, che non per gli estranei.
Chiedo pertanto che queste mie dichiarazioni, come quelle precedenti e future, vengano trattate con la massima discrezione al fine di garantire la mia incolumità e quella dei miei famigliari.
Intendo fare queste precisazioni per far comprendere che se ho taciuto fino ad oggi la gran parte della verità, non l’ho fatto deliberatamente ma unicamente per terrore.
Anche se a queste latitudine può essere di difficile comprensione questo discorso, chiedo che coloro che leggeranno queste mie dichiarazioni tentino perlomeno di comprendere la mentalità che vige a tutt’oggi in seno a queste organizzazioni malavitose del sud _ .
Alle ore 15.30 del 19.04.2001 interviene la Procuratrice avv. _ in sostituzione del Magistrato inquirente, avv. _ .
Davanti al Magistrato confermo integralmente le dichiarazioni che ho reso in questo verbale, che sono state riportate nel dettaglio.
E’ tutto corretto quanto è stato verbalizzato e le mie dichiarazioni sono state rese in piena libertà e spontaneamente.
Ci tengo a ribadire che per ciò che concerne il riferimento alla famiglia _ , si tratta di una mia supposizione.
Ho infatti presunto per tutta una serie di circostanze che i fondi da me ricevuti e cambiati provenissero anche dalla famiglia _ .
Vorrei anche sottolineare che la mia decisione di non raccontare la verità sino ad oggi è dipesa dalle motivazioni che ho meglio specificato alla fine di questo verbale.
Anche davanti al Magistrato chiedo che queste mie dichiarazioni vengano trattate con il _ riserbo perché non è solo in gioco la mia vita, ma anche quella dei miei cari.
Confermo che nel verbale odierno io ho dichiarato tutto quanto è a mia conoscenza.
Come detto tutto corrisponde a verità e ritengo di non avere altro da dichiarare, se non qualche puntualizzazione che farò su specifica richiesta degli inquirenti. ..."
Nel successivo verbale del 24.4.2001, AC 1 ha dato un nome all'innominato interlocutore del precedente verbale, chiamandolo "_ ". Inoltre, rispetto al verbale precedente ha scagionato _, non ha più nominato i _e, alla fin fine, ha attribuito l'operazione al clan dei _ (che come noto, è stato oggetto già nel 1998 di un massiccio intervento giudiziario in _ , col che ben poteva AC 1, nel 2001, spenderne il nome senza alcun timore).
Si legge nel citato verbale:
"Come richiesto dai verbalizzanti e ad integrazione del mio verbale d’interrogatorio del 19.04.2001 ore 09.40, per quanto concerne l’operazione denominata “_” preciso quanto segue.
Anzitutto devo dire che il nome dell’operazione “_” l’ho dato io personalmente perché avevo fatto il collegamento _ _ – Fiume _ in _, dove appunto ci sono i coccodrilli.
Per quanto concerne le modalità d’inizio dell’operazione “_”, confermo quanto dichiarato nel verbale del 19.04.2001 ore 09.40, nel senso che venni contattato per la prima volta telefonicamente al mio domicilio da uno sconosciuto. Poteva essere il mese di settembre del 1999.
L’interlocutore, con chiara inflessione calabrese, mi chiese se potevamo vederci in _ ed io acconsentii dandogli appuntamento a _ in un piazzale adiacente il Centro _.
Durante quel primo contatto telefonico, peraltro breve, l’interlocutore non si identificò.
Io accettai d’incontrarlo siccome corregionale senza tuttavia immaginare che si trattasse di un’operazione finanziaria analoga a quella del 1993.
Confermo che a quel primo incontro, avvenuto qualche giorno dopo la telefonata, andai da solo con la mia Fiat Punto gialla.
L’incontro avvenne alle ore 20.00 / 20.30 circa.
L’individuo che si presentò al mio cospetto era anch’egli solo.
Io non ho avuto modo di vedere con quale mezzo era giunto in loco anche se presumo che aveva posteggiato più lontano, raggiungendo a piedi il luogo d’incontro.
Durante quell’incontro l’individuo mi disse di chiamarsi “_ ”, chiedendomi se io ero il compare di _. Anzi, mi disse in dialetto calabrese: “noi vi conosciamo perché sappiamo che siete il compare di _”.
Dopo mia conferma che ero compare di _ , _ mi disse che c’era da fare un’operazione, senza specificarne la natura, aggiungendo in dialetto calabrese: “sappiamo che un’altra operazione era andata bene”. Per me era chiaro il riferimento all’operazione “_ ” avvenuta nel 1993.
Devo inoltre aggiungere che per _ questa affermazione era un’attestazione di fiducia nei miei confronti e non tanto per la buona operatività.
Credo che in quell’incontro _ mi fece cenno ad un’operazione aggirantesi sui 15 miliardi di lire; non ricordo se in totale o quale cifra iniziale. Dico credo perché non sono sicuro se questo accenno avvenne a _ o in occasione del successivo incontro in _ .
Devo dire che, sia pure per sommi capi, l’operazione “_” aveva qualche similitudine con l’operazione del 1993.
Posso aggiungere che durante quel primo incontro, parlando in dialetto calabrese, avevo chiesto ad _ se sapeva che mio compare _ era in prigione e lui mi rispose: “questo non vuole dire niente”. A quel momento per me era chiaro il significato che nonostante la detenzione di _ , le sue attività continuavano comunque.
Queste erano mie considerazioni personali in quanto ritenevo che questa operazione di cambio fosse da collegare al _ , tant'è che nel momento in cui si cominciò a parlare delle commissioni, pensando proprio al _ e al rapporto di “comparato” che mi legava a lui, a richiesta di quanto poteva essere il mio compenso io risposi che non volevo nulla.
Tuttavia l’operazione non si collegava al _ ma ad _ in quanto in seguito _ mi disse, sempre in dialetto: “voi lasciate stare, una cosa è vostro compare e una cosa siamo noi”.
Non escludo quindi che questo _ sia stato indirizzato alla mia persona da _ o comunque da qualcuno vicino ad _.
Dico questo perché ancora oggi non so chi ha indirizzato questo sedicente _ alla mia persona, che peraltro conosceva i miei recapiti telefonici di casa e dello studio.
Dichiaro inoltre che al termine di quel primo incontro a _, con _ , ci siamo dati appuntamento alla stazione ferroviaria di _ in _ . Va quindi rettificata la dichiarazione del verbale 19.04.2001 ore 09.40, quando dicevo che l’incontro avvenne in un bar di _ o _ .
Preciso inoltre che quale luogo d’incontro io avevo inizialmente proposto il mio paese, ovvero _ , ma _ disse che era meglio vederci a _ perché oltre questo paese vi erano numerosi controlli di polizia.
Sta di fatto che qualche giorno dopo il primo incontro di _, mi recai a _ in _ .
Feci quel viaggio con _ che avevo “preso” come accompagnatore per dimostrare ai miei interlocutori che non viaggiavo solo.
Il viaggio avvenne con volo _ / _.
In questa lo_ tà noleggiai una vettura Micra di colore argento. Non rammento il nome dell’autonoleggio che comunque si trova nella zona aeroportuale di _.
Con _ siamo quindi andati a _ in _ , dove da solo ho incontrato il sedicente _ ; a _ avevo detto di attendermi in auto.
Con _ , anch’egli solo, abbiamo passeggiato nei dintorni della stazione ferroviaria di _ .
Lui mi chiese se ero in grado di organizzare un trasporto di una ventina di miliardi dalla _ a _ e io gli avevo ribadito che non volevo occuparmi di trasporti, ma unicamente delle operazioni di cambio.
_ mi chiese pure cosa sarebbe costato un trasporto di denaro dalla _ a _ e io gli dissi che poteva aggirarsi sul 5% della somma trasportata.
Al termine di quell’incontro, che durò all’incirca un’ora, ci salutammo senza ulteriori appuntamenti.
Rammento che _ mi disse in dialetto calabrese: “avvocato, ci vediamo”.
Io e _ ripartimmo con l’autovettura noleggiata per _.
La sera stessa o il mattino seguente, non ricordo bene, prendemmo il volo di ritorno per _ e in seguito feci rientro in _.
ADR che di questo incontro a _ avevo detto unicamente che dovevo vedere una persona, senza spiegazioni precise.
Del resto _ stesso era uno avvezzo a queste situazioni non meglio definite, ovvero senza le indicazioni di nomi e fatti precisi.
ADR che quanto dichiarato nei primi verbali ovvero che fu _ a preannunciarmi l’inizio dell’operazione “_”, non è assolutamente vero. Feci questa dichiarazione per nascondere i reali titolari dell’operazione.
Dopo quei due incontri, se non ricordo male, avvenne un altro incontro con _ , sempre nel piazzale adiacente al Centro _ di _. La richiesta di un nuovo appuntamento, se non sbaglio, mi era stata preannunciata telefonicamente dallo stesso _ .
Durante quel terzo incontro discutemmo delle modalità di consegna delle tranches di denaro e della mia percentuale, che concordammo nel 2%.
_ tenne a precisare che a prescindere dalla mia commissione, una quota del 1,5% sulla somma consegnata di volta in volta doveva essere trattenuta e a lui consegnata. Non so indicare se questo 1,5% si riferisse alla commissione di trasporto.
Ricordo che durante queste discussioni mi raccomandai a _ , visti i precedenti con l’operazione “_ ”, affinché l’operazione “_” avesse come interlocutori solamente io e lui.
ADR che la commissione del 2% pattuita con _ era interamente per me e quindi non la dovevo assolutamente dividere con altre persone.
A questo riguardo posso precisare che il fatto di non doverla dividere, come avvenuto per l’operazione “_ ”, conferma che l’operazione “_” non era riconducibile a _ ma bensì ad _ per il tramite del sedicente _ .
Dopo quei tre incontri “chiarificatori” ebbe inizio l’operazione “_”. Se non mi sbaglio eravamo verso la fine di settembre 1999.
In quel periodo iniziarono le consegne sistematiche, ma periodiche, di denaro per le quali io stesso avevo fissato un tetto _ alle singole consegne per problemi di cambio; tetto ammontante a LIT 500 milioni.
Tutte le consegne avvennero al mio domicilio di mattina per evitare incontri con la signora _ che prendeva servizio di pomeriggio.
Durante il periodo settembre 1999 / giugno 2000 _ , normalmente da solo ma in alcune circostanza accompagnato, ha effettuato un centinaio di consegne di denaro in mie mani per un totale di circa 55 miliardi di lire italiane.
Il meccanismo delle consegne è quello che in precedenti verbali addossavo ingiustamente a _ , senza però tenere conto della questione del bigliettino relativo alla commissione di trasporto.
Questo perché ad ogni consegna già sapevo di dover dedurre dapprima l’1,5% ed in seguito il 2%, come concordato con _.
ADR che l’unica persona che in alcune circostanze accompagnò l’_ nelle consegne delle lire, corrisponde ai seguenti connotati: 60 / 65 anni, altezza cm 180 circa, corporatura robusta, capelli radi sul castano chiaro con calvizia incipiente. Non portava occhiali da vista e non aveva baffi o barba. Lui non ha mai parlato.
Se dovessi rivederlo non so se sarei in grado di riconoscerlo.
ADR che le volte che ho potuto notare la vettura con _ giungere al mio domicilio, ho visto una Station Wagon di colore scuro. Non sono in grado di fornire altri particolari al riguardo.
ADR che consultando la documentazione “_” si può rilevare una fornitura di tre macchinette conta soldi, da me consegnate a _ su sua specifica richiesta.
Macchinette che ho personalmente acquistato da _.
ADR che il denaro consegnatomi da _ era in massima parte composto da banconote da LIT 500'000 / 100'000 / 50'000.
Vi erano tuttavia delle banconote di piccolo taglio da LIT 10'000.
ADR che, come concordato con _ , io avevo il compito di eseguire un primo cambio LIT / CHF. Successivamente, a precisa richiesta di _ quando veniva a ritirare il controvalore delle lire, mi veniva comunicato se dovevo effettuare l’eventuale cambio CHF / US$.
ADR che le operazione di cambio LIT / CHF e CHF / US$ le ho fatte in buona parte tramite _ , come già dichiarato negli altri verbali.
Le uniche per le quali non ho fatto capo a _ si riferiscono a quelle fatte tramite _ , per circa US$ 600'000, o a qualcuna che ho fatto personalmente.
ADR che il meccanismo delle consegne per i cambi fra me e _ , e viceversa per quanto attiene il controvalore in CHF o US$, rispecchia quanto da me già dichiarato in precedenti verbali.
ADR che quando affermavo che le consegne delle lire al mio domicilio venivano fatte da _ , che tratteneva l’1,5% di commissione di trasporto, non dicevo il vero.
Anche in questo caso era per nascondere i reali esecutori dell’operazione.
ADR che nel contesto dell’operazione “_”, _ fungeva da mio accompagnatore.
Poi, dopo il mio arresto, ha funto da “paravento” per cercare di recuperare i soldi sequestrati nel mio studio e quelli depositati sui conti. Posso fare questa affermazione perché ho saputo dal mio avvocato che _ ha rivendicato la proprietà di quel denaro.
_ non ha mai avuto un ruolo attivo né contatti diretti con i calabresi o quantomeno con le persone che mi hanno contattato.
E’ però vero che a _ ho fatto dei regali con i soldi delle mie commissioni, alcuni dei quali menzionati nel classificatore “_”.
E’ anche vero che in questo contesto tutte le spese a carico di _ sono state da me sostenute.
ADR che corrisponde al vero che per il tramite di una terza persona, che gli interroganti conoscono, ho fatto arrivare un messaggio a _ , al momento dell’arresto, dicendogli di dire che i soldi erano i suoi.
Questo per evitare la confisca del denaro sequestrato e quindi permettere il ritorno dello stesso ai legittimi proprietari, tramite _ .
ADR che _ non è assolutamente l’avente diritto economico dei soldi sequestrati nel mio studio, come pure di quelli depositati sui conti bancari soggetti a sequestro.
ADR che quando nel verbale 19.04.2001 ore 09.40 dichiaravo che l’operazione “_” doveva aggirarsi sui 60 miliardi di lire, è perché così mi era stato comunicato dallo stesso _ .
Comunicazione che fece ad operazione inoltrata dopo che io stesso gli avevo chiesto l’entità della medesima.
... omissis ...
Ricollegandomi al discorso di questa mattina, prima della pa_ , confermo quanto dichiarato nel verbale del 19.04.2001 ore 09.40, ovvero che tutto il denaro dell’operazione “_” è sicuramente provento da attività illecite e segnatamente traffici di droga. E in questo contesto rientrano anche i soldi sequestrati nel mio studio e quelli bloccati e sequestrati sui conti bancari con riferimento alle mie commissioni.
Tengo comunque a precisare che mai, nella mia vita, ho trafficato o mi sarei prestato a trafficare sostanze stupefacenti.
Dico provento da attività illecite in considerazione dell'approccio “mafioso” del mio interlocutore (del quale non mi sento parte), delle modalità dell’intera operazione, ma soprattutto dal fatto che l’avente diritto economico doveva essere ancora una volta l’organizzazione facente capo ad _ , noto mafioso narcotrafficante, come lasciatomi velatamente intendere dal sedicente _ .
Dico organizzazione perché sapevo che lo stesso _ , collegato alla famiglia mafiosa “_ -_”, era stato arrestato nel 1998 per grossi traffici di droga.
ADR che l’operazione “_”, considerato lo stato detentivo di _, potrebbe essere stata posta in essere da _ che sapevo essere latitante. ..."
Il successivo verbale del 25.4.2001 è sostanzialmente dedicato al chiarimento delle circostanze dell'operazione di cambio del 1993, che in questo verbale, AC 1 ha definito come operazione "_ 1" per distinguerla dall'operazione "_" che nel citato verbale ha chiamato "_ 2".
Si legge infatti in detto verbale 25.4.2001 (class. 6, all. 5),
- a p. 3:
"... Per quel concerne l’operazione “_”, per me definibile _ 2, tutti i conteggi sono stati fatti con il computer del mio studio secondo le modalità inizialmente espresse. Non appena cambiati i soldi, su un foglio a quadretti io trascrivevo le diverse voci secondo i calcoli che io stesso facevo, tenendo come base il bigliettino di cambio che _ mi consegnava con la valuta.
Il foglio a quadretti lo davo poi alla mia segretaria affinché inserisse i dati nel computer.
La mia segretaria, fatta questa operazione, mi riconsegnava il mio foglio manoscritto e quello stampato dal computer.
Provvedevo io stesso ad inserirlo nel classificatore da me denominato “_”.
Posso dire, nonostante la mia segretaria fosse abitualmente discreta, che mi chiese da dove provenivano tutti quei soldi ed io le risposi educatamente che erano cose che non la riguardavano, ma che comunque se fossero stati miei le avrei comperato la casa che so che voleva acquistare con i suoi genitori.
Detto in termini schietti volevo farle capire di farsi gli affari suoi. ... "
- e a p. 5:
"... Per quanto attiene l’operazione “_”, oggi l’ho definita _ 2 e mi spiego.
Parlando con l’_ , di cui ho già riferito, egli mi disse: “sappiamo che la prima operazione è andata bene e bisogna farne un’altra”. Affermazione che faceva chiara allusione a quella effettuata nel 1993.
Inoltre mi convinsi che si trattava sempre di soldi di _ per il fatto che inizialmente _ mi disse che la cifra doveva aggirarsi sui 15 miliardi, che nel tempo acquisì maggiore consistenza.
Devo inoltre puntualizzare, ancora una volta e per l’ultima volta, la posizione del _ in questa vicenda.
A _ , quelle volte che mi sono recato in _ , gli avevo chiesto se mi accompagnava perché dovevo incontrare delle persone. Ovviamente non gli dicevo mai il nome e lui non mi chiedeva mai informazioni.
_ non ha mai partecipato a colloqui con il mio interlocutore.
Nell’ambito del mio racconto relativo a questa seconda operazione, nel momento in cui mi si chiese cosa volessero significare le sigle _ o _ , io ricordo che mentendo risposi trattarsi della sigla che indicava me e le mie figlie.
In effetti la verità è che nei discorsi avuti con l’_ io gli dissi che per i cambi mi sarei avvalso della conoscenza di un direttore di banca. Cosa che in realtà non era vera. Ecco perché mettevo _ o _ che sta per AC 1 + Banca.
In effetti questa percentuale, del 2%, l’ho trattenuta io versandola sui conti bancari _ .
A questo proposito devo anche dire che la commissione del 1% _ veniva trattenuta in mio favore e non per _ , come dichiarato ieri.
In totale ho percepito una commissione del 3%.
I verbalizzanti mi fanno notare che questa mattina ho avuto una lunga discussione verbale con loro, durata dalle ore 09.40 alle 12.00.
Nel corso di questa discussione ho più volte indicato la mia paura nel raccontare tutta la verità a causa delle persone per le quali ho agito nel contesto del procedimento penale che mi riguarda. Fatto che confermo.
Durante la discussione ho anche dichiarato di essermi venuto a trovare in un contesto malavitoso a causa del mio “comparato” con _. Fatto che confermo.
I verbalizzanti mi dicono inoltre che parlando con loro avevo convenuto di essermi reso compartecipe dell’organizzazione a capo delle operazioni finanziarie, per le quali ho operato. Fatto che confermo.
Sempre stando ai verbalizzanti avevo convenuto che ero divenuto un “piccolo anello” di una catena ed io avevo aggiunto: “piccolo anello usato dalle persone per le quali ho agito”. Cosa che confermo.
Alle ore 12.00 la discussione veniva interrotta per permettermi di riflettere e in questo frangente, sempre stando ai verbalizzanti, avevo affermato che fino ad oggi ho dichiarato il 70% della verità. Fatto che confermo.
Poi alle ore 13.35 è iniziato il verbale d’interrogatorio per il quale ero intenzionato a raccontare tutta la verità, anche se i verbalizzanti mi dicono che con la presente audizione non ho fatto le delucidazioni che mi ero prefissato. ... "
Al PG, nel verbale del 26.4.2001 (class. 6, all. 6), AC 1 ha, nella buona sostanza, confermato le precedenti dichiarazioni, e ciò nei seguenti termini:
"... Confermo quindi che i soldi della cosiddetta operazione _non hanno nulla a che vedere con le millantate questioni di evasione fiscale. In realtà si tratta di soldi che io sapevo provenire dalla _ . Come detto nel mio verbale io ritengo ancora questi soldi collegati al gruppo _.
Ho già detto che io ero entrato in contatto con questo gruppo a suo tempo tramite il calabrese mio compare padre della bambina da me battezzata e cresimata _ detto _ , che mi aveva presentato _ per un'operazione. Con _ ho poi eseguito l'operazione _ dell'anno 1993 nonché l'ultima serie di operazioni del 1995/1996.
Ripeto che sono stato contattato anonimamente da tale _ che mi chiese di incontrarlo a _ ove in sostanza mi propose un'altra operazione facendo riferimento ad una precedente operazione che non può essere che quella del _ sopra descritta.
Per questo ritengo e avevo ritenuto che si trattasse dello stesso gruppo anche perché le modalità erano sostanzialmente identiche e non vi è stato nessun ulteriore bisogno di precisazione e di discussione. L'unica differenza era sul trasporto della valuta che nella prima operazione veniva eseguita da _ed altri, nel caso _fui richiesto di organizzarla ed incaricai della stessa _ che non potendo andare di persona in _ l'affidò ai suoi trasportatori.
E' per questo che io ritengo che si tratti di soldi sporchi, nel senso che non possono seguire normali canali finanziari, anche perché quando dovetti incontrarmi per parlare di queste operazioni era sempre in luoghi isolati rispettivamente a _ per strada o su una stradina isolata della _ come in effetti capitò.
... omissis...
Non sono in grado di dire se sono soldi però del _ o di organizzazioni criminali calabresi o rispettivamente legati soltanto alla droga o ad altri reati.
Aggiungo che non è neppure passato un periodo di tempo così lungo dall'operazione _ che si è sì iniziata nel 1993 ma è poi continuata con _ anche con l'operazione del 1995/1996. In seguito, nel 1998, vi è poi stato il contatto del _ che è venuto nel mio studio inviato dall'avv. _, legale di _.
Voglio sottolineare questo aspetto per far vedere come mi era impossibile staccarmi da quelle persone che continuavano a rivolgersi a me che evidentemente avevo difficoltà a sottrarmi alle loro richieste per paura non solo per la mia persona.
E' vero che _ è dal 1998 credo, in carcere ma ciò non toglie che l'organizzazione possa continuare nella sua attività.
L'interrogante mi fa comunque prendere atto che è difficile credere ad un'operazione di circa 60 miliardi di lire durata un anno con un unico contatto fra me ed un certo non identificato _ che descrivo con i capelli brizzolati lisci fino alle spalle con la dentatura distanziata talvolta portava il codino, altezza 175 cm, età 50/55 anni, accento calabrese.
Preciso che io questo _ l'ho visto in più circostanze, la prima volta a _ ad inizio settembre 1999, quindi in _ dove l'ho incontrato una volta alla stazione di _ fuori dal bar _ prima ancora che cominciassero le consegne dei soldi quindi nel settembre 1999. In quest'occasione abbiamo definito le percentuali in particolare per quanto concerne il tema del trasporto che io dovevo risolvere mentre nel caso precedente se ne erano occupati loro.
In una seconda circostanza lo incontrai a _ che è un paese vicino a _ove ci siamo incontrati vicino alla fornace in lo_ tà che ai miei tempi si chiamava salto della vecchia. Non so dare la data di questo incontro, credo che in quest'occasione l'operazione fosse già iniziata e si parlò della necessità di cambiare franchi in dollari quindi della possibilità e dei tempi per eseguire questo cambio.
Con questo _ , come detto nel verbale 24 aprile 2001, l'ho incontrato ulteriormente a _ in circa 4 circostanze in cui gli consegnai il foglio con la distinta delle consegne in lire rispettivamente di altra valuta che mi veniva data.
Questo _ l'ho pure incontrato in _ una volta prima che iniziasse l'operazione quando bisognava perfezionare il trasporto e lui venne su. Ci incontrammo a _ che era vicino agli uffici di _ con il quale io andai a parlare per organizzare i trasporti.
ADR: l'_ non ha voluto incontrarsi con _. Non credo quindi di averlo presentato, contrariamente a quanto dissi in polizia.
L'interrogante mi fa osservare che è comunque poco logico che _ venga su da _ o dalla _ addirittura per non volersi incontrare con la persona che deve eseguire i trasporti restando fuori ad aspettare il nostro discorso.
Non lo ritengo strano perché secondo me voleva controllare la persona che veniva incaricata di tale trasporto.
Con _ si concordò che per ogni consegna o riconsegna del denaro i trasportatori ed il destinatario dovevano riconoscersi mediante controllo dei numeri di serie di una banconota da 1000 lire di cui ognuno possedeva la metà.
Aggiungo che a _ , quando si trattò di parlare di cambio, dissi che per facilitare le cose e consentire alla banca di cambiarmi più di quanto previsto dalla convenzione di diligenza sarebbe stato opportuno remunerare di un'ulteriore commissione un direttore di banca mio amico.
In realtà ciò non è vero, come risulta dai bollettini di cambio ma mi ha permesso di guadagnare un'ulteriore 1⁄2 % in più. E' per quello che nei miei conteggi la sigla _ non significa AC 1 + _ , non dovevo evidentemente giustificare a terzi di dare soldi alle mie figlie. In realtà la sigla _ significa AC 1 + _.
Voglio però far presente che questo conteggio era soltanto un conteggio interno mio e non andava sicuramente al mio mandante.
L'interrogante mi fa osservare allora che non si capisce perché io debba in questo mio conteggio a mio uso, distinguere la commissione mia più quella fasulla della banca. E' comunque vero che i soldi, in parte, sono andati effettivamente alle mie figlie nonché all'_ nelle misure già accertate.
ADR: da quanto mi riferì _, tutte le consegne, sia con riferimento alla ricezione delle lire che alla successiva consegna dei dollari, sono avvenute a _ e dintorni.
ADR: _ aveva solo guadagno sul cambio, non percepiva nessuna commissione, perlomeno non ne percepiva da me e mi ha detto di non percepirla da altri. Evidentemente _ doveva però per parte sua remunerare i suoi trasportatori. Preciso che con il _ era concordata una percentuale dell'1,5% per il trasporto con la quale lui copriva le spese dei suoi trasportatori.
E' giusto dire quindi che a casa mia sono stati consegnati i primi tre trasporti fatti da un uomo di _ e dall'_ stesso con cui mi incontrai anche a _e me li portò a casa.
In seguito l'operazione fu eseguita sempre dal _ .
ADR: _ mi ha accompagnato in _ in occasione degli incontri con _ ma non ha mai presenziato agli stessi. Io lo portavo con me come accompagnatore per far vedere che non ero solo qualora qualcuno mi spiasse.
_ non sa assolutamente nulla di tutta questa operazione. Ha unicamente rivendicato i soldi perché aveva ricevuto il messaggio che gli avevo fatto avere tramite mia figlia in occasione dell'arresto. In seguito ha saputo dell'importo sequestrato perché aveva telefonato all'_ in Studio chiedendo quanto era il quantitativo sequestrato, quantitativo che l'_ aveva saputo da me.
A riprova che il _ non sa assolutamente nulla sta il fatto che a quanto ho saputo ha rivendicato anche i libretti delle mie figlie.
Voglio aggiungere che _ negli ultimi 8 anni l'ho aiutato perché aveva spesso bisogno di soldi e comunque l'ho sempre tenuto alla larga da tutti i miei affari.
... omissis ...
Io ho conosciuto _ superficialmente ma non ho avuto mai a che fare con lui né mai ho voluto averci a che fare perché avevo letto nel dossier di _ di _ che _ era coinvolto in operazioni di riciclaggio. Escludo di aver mai operato con lui tantomeno nel contesto delle operazioni di riciclaggio da me ammesse.
So che _ aveva dei buoni rapporti con _che cercava ripetutamente al telefono nel mio studio.
ADR: ripeto che con riferimento all'operazione _l'unica persona con cui ho avuto a che fare era questo _ di cui però non saprei assolutamente dare né cognome né indirizzo né recapiti telefonici. Gli appuntamenti erano già prefissati nel senso che quando si era arrivati ad un certo importo di lire consegnate a _ io mi recavo automaticamente a _ in un piazzale fra il ristorante _ e _ dove ci si incontrava fra le 20.00 e le 20.30. Il numero di tali incontri lo si potrà vedere dalle liste del denaro consegnato. In qualcuna di queste circostanze andavo a cena al _ con _. ..."
Gli inquirenti sono tornati sulla questione "_" nel verbale del 13.7.2001 (cl. 6 all. 9) e, sorprendentemente, in quella sede, AC 1 ha dichiarato (è qui d'uopo riprodurre anche detto verbale perchè in aula AC 1 ha giustificato nello stesso modo - ovvero con degli acquisti di mobili da un rigattiere - le sue tre trasferte in _ , con _, del 7-9.1.2000, risp. del 21-24.1.2000, risp. dell'8-10.7.2000):
"... Mi si chiede se durante gli incontri a _, con _ , questi si era presentato solo o accompagnato.
_ non esiste. E’ stata una mia invenzione nella sola speranza di porre fine all’inchiesta. Pensavo che questo personaggio inesistente il cui nome è stato preso da quello di un mio amico d’infanzia, di professione dentista, e collegandolo stupidamente alla faccenda “_”, si ponesse fine all’inchiesta per la quale mi sentivo enormemente stanco. Anche i riferimenti dei luoghi di incontro, pure se reali, sono stati inventati. In _ io sono stato, è vero, ma la mia presenza e le motivazioni possono essere evitate dai tabulati telefonici. Mi sono recato, sempre in _ , per l’acquisto di una partita di mobili in stile da un antiquario rigattiere della zona di _, che avevo conosciuto nella mie vacanze in _ del 1996 e presso il quale mi ero ripromesso, nel tempo, di ritornare perché volevo riarredare tutto lo studio.
Le fotografie di questo mobilio erano nel mio studio. Non so perché non siano state prese durante la perquisizione. Trattavasi di una panca d’entrata lavorata, una scrivania con tre sedie, un servante, una scrivania grande e una più piccola con tre sedie, due librerie a tre ante, altre sedie tutte il legno e poi se non vado errato un’altra libreria. Per quel che mi ricordo il prezzo complessivo si aggirava sui 40 milioni di Lit. Non ricordo se questi soldi glieli ho dati prima o se avrei pagato il tutto alla consegna prevista per il settembre 2000.
Insisto sul fatto che questi contatti col mobiliere, sono rilevabili dalle telefonate, fatte col mio studio.
ADR
: che il precitato _ dentista di _, deceduto l’anno scorso, era di cognome _.
ADR
: che il suo vero nome di battesimo è _ . Credo di averlo incontrato l’ultima volta in _ nel 1996. Usualmente non tenevamo contatti epistolari o telefonici ma quando andavo giù in _ per le vacanze si andava a pescare insieme.
_ è deceduto per infarto verso la fine del 2000. Lui non è mai venuto a _.
ADR
: che non ricordo il nome e cognome del mobiliere da me menzionato anche perché ho trattato l’acquisto dei mobili una volta con lui e un’altra volta con sua moglie.
ADR
: lo scopo dei miei viaggi a _, credo due o tre, era triplice: - uno era quello di vedere alcune villette di proprietà del _ che lui aveva ai giardini di _; due potere trasferire la tomba di mio padre da _a _dove ci sono i morti della mia famiglia (mio nonno e mia sorella); tre l’acquisto di mobili.
ADR
: che ho effettuato i voli su _ poiché erano più comodi sia per me sia per _ in quanto si partiva da _ mentre i voli per _partivano da _.
ADR
: che gli spostamenti in _ venivano effettuati con una vettura di noleggio presa all’aeroporto di _. Se non ricordo male, quando ho trattato per i mobili, facevo aspettare il _ in auto. E’ probabile che una volta l’ho fatto scendere per mostrargli mobili acquistati.
I verbalizzanti mi dicono che questa mia ritrattazione è piuttosto sorprendente visto che nei precedenti verbali di polizia, poi confermati dinanzi al PP il 26.04.2001, ho fornito anche particolari sugli incontri avvenuti, con _ , di cui uno anche in _ .
Ho già spiegato le ragioni per le quali ho mentito. Vorrei aggiungere che almeno in questa ultima mia dichiarazione vi sono dei punti di riferimento verificabili mentre, nelle mie invenzioni precedenti, non c’è nessun riferimento riscontrabile se non i luoghi da me indicati. Ricordo che nei verbali precedenti con riferimento a questo fantomatico _ io dissi che era stato organizzato un appuntamento a _ in quanto oltre non si poteva andare per evitare i controlli delle pattuglie stradali. Che questa sia una bugia lo prova ancora una volta il fatto che per andare ad acquistare questi mobili io mi sono recato in un Paese, _ che è vicino a _, lo_ tà che si trova a circa 80 km oltre _.
ADR
: che io ricordi non ho nessun amico o cliente di nome _ o _ . Quando dico _ , diminutivo di _ , è perché vi è un rapporto di amicizia. Non ricordo di aver avuto rapporti epistolari o telefonici con persone menzionate come _ . Non ricordo di avere amici o clienti di nome _ .
A conferma che quanto costituisce oggetto di questo verbale è reale, come pure la dichiarazione che in ordine a _ io abbia mentito, mi viene dal fatto che la sera stessa del mio interrogatorio col Procuratore, distrutto e affranto, nel rientrare in carcere parlai con una guardia alla quale dissi che ero stato dal procuratore e che avevo mentito. La guardia mi consigliò di fare un memoriale o di rifissare un appuntamento con gli inquirenti per confermare che avevo mentito.
Io dissi alla guardia che avrei preferito fissare un appuntamento con il comm. _ e se era possibile contattarlo il giorno dopo che era sabato. In effetti sabato chiamai il comm. _ al quale dissi che avrei voluto parlargli però non per telefono e dissi anche che mi sentivo talmente distrutto che se mi avessero chiesto se avessi mai lavorato con _, avrei detto di si. Quell’incontro non è mai avvenuto.
Contestazione
I verbalizzanti contestano la mia ritrattazione e mi dicono che è l’ennesima dimostrazione che non voglio raccontare la verità.
Mi vengono mostrate le mie agende del 1998 e 1999, dove si rilevano ben cinque appuntamenti con tale _ (cfr. allegati A-E 13.07. 2001).
11.03.1999 ore 1230
17.03.1999 ore 1430
06.11.1998 ore 1130
13.11.1998 ore 1130 (_ e CO)
19.11.1998 ore 1130
Nota dei verbalizzanti
: l’interrogato dichiara che quella non è scrittura sua ma crede della sua segretaria.
Il verbalizzanti mi fanno notare che questi appuntamento con _ sono in netto contrasto con le mie dichiarazioni rese nelle prime due pagine di questo verbale.
Vista la reticenza del prevenuto, il verbale viene sospeso. ..."
Dopo questo verbale, nonostante le molte contestazioni oppostegli dagli inquirenti, AC 1 è tornato a sostenere che il mandante dell'operazione "_" è stato _, versione, che ha riproposto anche in aula.
Da detta versione, totalmente inverosimile, si è - come già cennato - distanziato in sede di arringa persino il suo Difensore.
Nonostante la mancata collaborazione di AC 1, gli indizi che consentono di concludere che egli ha eseguito l'imponente operazione di cambio, denominata "_" per conto delle famiglie 'ndranghetiste _-_-_ sono molti e sono di peso, soprattutto se considerati nel loro complesso.
Nel seguito, si andrà ad elencarli e discuterli, non senza prima qui elencare alcuni dati oggettivi di cui è bene tener conto, sia per la cronologia, risp. la collocazione temporale di determinati fatti, sia per questioni di merito.
Soccorrono nell'elencazione le agende di AC 1 e il rapporto di Polizia, segnatamente al capitolo "Cronistoria" di cui al classeur 1.1 all. 9. Da esso sono stati estrapolati, in ordine di data, viaggi, trasferte e movimenti in genere del AC 1 a partire dalla fine di giugno 1999 (l'operazione "_" è iniziata - come noto - nel settembre 1999):
- da lunedì 28.06.1999 a giovedì 1.07.1999 nell'agenda 1999 di AC 1 è annotato "_ ";
- il 14.09.1999 AC 1 ha appuntamento alle ore 18:30 a _ e quindi alle 20:30 al ristorante "_ ", sempre a _ (cfr. l'agenda);
- il 22.09.1999 AC 1 ha nuovamente appuntamento, alle 20:30 al ristorante "_ " di _ (cfr. l'agenda);
- il 24.09.1999 AC 1 ha appuntamento "urgente" alle ore 18:30 a _;
- il 12.10.1999 AC 1 ha appuntamento alle ore 20:15 al ristorante "_ " di _ (cfr. l'agenda);
- il venerdì 3.12.1999 e il sabato 4.12.1999 nell'agenda 1999 di AC 1 è annotato per tutta la giornata "estero";
- il lunedì 20.12.1999 nell'agenda 1999 di AC 1 è annotato per tutta la giornata "_ ";
- il 07/09.01.2000 AC 1 pernotta all'Hotel _ di _;
- il 21/24.01.2000 AC 1 pernotta all'Hotel _ di _. Si osserva che nell'agenda 2000 di AC 1 i giorni di venerdì 21.01. e di lunedì 24.01.2000 sono sbarrati ma senza indicazioni ulteriori;
- nell'agenda 2000 di AC 1 è attaccato un piccolo Post-it con annotate le vacanze di carnevale dal 4 al 12 marzo 2000 (in detto periodo si è fermato l'arrivo delle lire);
- il venerdì 24.03.2000 nell'agenda 2000 di AC 1 è annotato "_ ";
- il 31.03.2000 AC 1 si reca a _ .
Anche nell'agenda 2000 di AC 1 dal 31.03. al 6.04.2000 vi è in corrispondenza di questi giorni l'annotazione _ .
AC 1 rientra da _ il 6.4.2000;
- nell'aprile 2000 AC 1 si reca ad _ /_ unitamente ad _;
- nell'agenda 2000 di AC 1 dal 21.04.2000 all'1.05.2000 sono indicate le vacanze pasquali;
- il 08.06.2000 AC 1 si reca a _ /_ dove rende visita a _ _ , identico a _ _ , 23.02.1939, noto alla autorità canadesi per essere in relazione con il clan _ legato al crimine organizzato, che opera negli stupefacenti, nelle estorsioni e altro.
AC 1 rientra dal _ il 14.6.2000;
- il 08/10.07.2000 AC 1 pernotta con _ all'Hotel _ di _;
- il venerdì 14.7.2000, nell'agenda è annotato per il pomeriggio "_ ";
- il giovedì 27.7.2000, nell'agenda è annotato "_ ";
- il 4.8.2000 AC 1 parte con le figlie, con la _ e con la governante per _ , dove rimane fino al 6.8.2000, pernottando presso L'Hotel _;
- il 6.8.2000 AC 1 vola con le suddette persone a _ in _ dove soggiorna presso l'Hotel _ fino al 22.8.2000;
- il 22.8.2000 AC 1, con le suddette persone, si reca a _ ;
- il 24.8.2000 AC 1, con le suddette persone vola da _ ad _. Viene arrestato nel pomeriggio, al suo domicilio.
14.6. Dell'utilizzo di parte dei fondi "_"
Già si è detto dei motivi che portano a ritenere che la commissione "_ " sia stata dedotta, da AC 1, dai fondi a lui affidati per il cambio, per ordine e a beneficio di taluni dei suoi mandanti, ovvero di _e di _.
Qui di seguito si andranno ad illustrare ulteriori utilizzi che AC 1 ha fatto, a beneficio dei suoi mandanti, di detti fondi.
Tutti questi utilizzi comprovano, soprattutto se presi nel loro complesso, che i fondi in questione erano di proprietà, di spettanza, di pertinenza di cosche 'ndranghetistiche, in particolare di quelle dei _, dei _e dei _ (nell'atto d'accusa si menzionano anche i _, ma solo perché - come ben ha spiegato il colonnello _ - le citate famiglie, insieme a quella dei _, discendono da _ , detto "_ ", ritenuto capostipite di dette cosche).
Merita qui di essere ancora annotato che gli utilizzi di cui si andrà a dire, portano su un importo complessivo di circa fr. 400'000.-.
Rispetto ai conteggi tenuti da AC 1, se si deducono dal capitale in lire (di oltre 55 miliardi), arrivato in _ per il cambio, e le commissioni, e le ulteriori "creste" percepite da AC 1, e gli oltre 17 milioni di dollari restituiti ai mandanti, e anche i fr. 400'000.- di cui agli utilizzi di cui si andrà testé a riferire, e infine il capitale sequestrato di quasi 12 milioni di franchi, nondimeno manca all'appello più di un milione di franchi, letteralmente scomparso nel nulla.
14.6.1.
Venendo dunque al merito dei singoli utilizzi, si ha, a partire da quello imputato a AC 1 al punto 1.8. dell'atto d'accusa, qualificato come "organizzazione criminale ex art. 260 ter CP", che AC 1 ha
"fornito, nel corso del 1999/2000, alla cosca 'ndranghetista, tramite _, schede telefoniche prepagate, per un importo complessivo di Lit. 1'000'000.-, addebitato ai fondi denominati _presso il proprio caveau".
A fronte di detta imputazione vi è la registrazione, fatta da AC 1, a fine 1999-inizio 2000, a debito dei fondi "_" in giacenza nel suo caveau, di una spesa di Lit. 1 milione, pari a
fr. 820.-, siccome "versati a G. per acquisto schede" (cfr. "Riepilogo dal 27 settembre 1999 al 20 gennaio 2000, in class. "_"). G. è pacificamente _ e AC 1 gli ha versato tale somma affinchè egli acquistasse schede telefoniche prepagate (per la vendita delle quali, in _ , viene registrato il nome dell'acquirente). Grazie ai controlli eseguiti dagli inquirenti italiani si è potuto accertare che schede telefoniche acquistate da _ erano in uso a _ (nato il 18.3.1979 e arrestato il 13.9.2001 in _ in possesso di 8 kg. di cocaina), a _ (nata il 27.1.1971, moglie del noto pregiudicato _, cognata di _, moglie di _ ) e a un secondo "_ ", identificato in _ _, nato il 3.4.1973, fratello della predetta _ (cfr. classeur 46, all. 3 annotazioni della Guardia di finanza, Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata). Quest'ultimo _ (stando a intercettazioni telefoniche eseguite in _ ) risulta essere stato più volte in contatto telefonico con _. I due hanno parlato di "macchine" e di transazioni finanziarie. Questo _ nato il 3.4.1973, è cugino del _ _ (9.5.1967), fratello di _, moglie di _.
14.6.2.
L'atto d'accusa al punto 1.6. imputa a AC 1 di aver sostenuto un'organizzazione criminale, per avere provveduto dall'autunno 1999 al febbraio 2000, ad intermediare, per il tramite del correo _ e per conto di _, parente del latitante _ , nonché della ditta _ di _ , l'acquisto di macchine edili (betoniera usata, terna usata, pompa nuova e tubi pompa) per complessive Lit. 147'600'000.- addebitandone i costi ai fondi denominati _. A dire di AC 1, poco tempo dopo che cominciarono a confluire presso di lui i fondi "_", egli sarebbe stato casualmente contattato telefonicamente da _ _, fratello di _ . Il _, nella circostanza, avrebbe manifestato a AC 1 la necessità di acquistare macchine edili e mezzi di trasporto per imprese di costruzione, e ciò per una sua ditta in _ . AC 1, in aula, non ha saputo spiegare come mai il _ abbia rivolto una simile richiesta proprio a lui, AC 1, che avvocato era e non già operatore dell'edilizia. Ancorché illogica, nondimeno AC 1 si è attenuto alla sua versione, aggiungendo che egli diede al _ il numero di telefono di _. A dire di AC 1, egli poi si sarebbe disinteressato del seguito della vicenda, sennonché, per finire, ha dovuto ammettere che le macchine edili furono acquistate e che i costi furono da lui addebitati ai fondi _.
Dal complesso degli atti d'inchiesta emerge infatti che _ si procurò, tramite una sua società, la _ Srl di _ , alcune delle macchine edili richieste, comprandole da alcune ditte del _ , la _ Spa di _ (_) e la _ Srl di _ . Nei primi mesi del 2000, _ le fece consegnare direttamente a _ alla _ di _ (non fratello ma cugino di _ _) e _ . Quest'ultimo è il fratello di _ , condannato con i _nel processo di _ , sfociato nella sentenza 10.3.1996 (cfr. rapporto di Polizia in classeur E 2a del 5.2.2003). Le fatture relative alle macchine edili sono state sequestrate a casa di _ . Nel classeur "_" vi sono anche appunti manoscritti da AC 1, ad esse relative.
Il denaro per tali acquisti è stato interamente attinto dai fondi "_", tant'è che AC 1, nei suoi diversi riepiloghi e in modo particolare in quello generale dal 27 settembre 1999 al 17 marzo 2000, lo conteggia alla voce "acquisti" (dunque come costo in deduzione del capitale) per un importo totale di Lit. 147'6000000, e meglio:
Lit. 45'600'000.-, per una betoniera usata
Lit. 50'400'000.-, per una terna usata
Lit. 48'000'000.-, per una pompa nuova
Lit. 3'600'000.-, per tubi pompa.
Il nesso tra gli acquirenti delle suddette macchine e i calabresi 'ndranghetisti che gli han portato l'affare _, AC 1 l'ha ammesso nel già riprodotto verbale 25.3.2002, a p. 10 e 12 (class. 7, doc. 21), verbale di cui vengono qui riproposti solo i seguenti significativi stralci:
"... E' stata questa gente, di cui non so il nome ma che potrei eventualmente identificare attraverso qualche fotografia, che mi ha proposto un affare al quale non ho potuto dire di no.
Sono state queste persone che mi hanno dato l'incarico di trovare dei mezzi di trasporto per imprese di costruzioni, che avrebbero dovuto essere destinate ad una ditta in _ di cui non ricordo il nome. Ditta che mi avevano assicurato essere in ordine.
... omissis ... omissis ...
Confermo pure e ribadisco che su richiesta dei reali padroni dei soldi della "_", io avevo chiesto a _ di procurarsi dei precisi macchinari edili da fornire a una ditta che mi era stata indicata da queste persone. ..."
Senza dire che tra la documentazione sequestrata a casa di _ , sono stati trovati degli scritti di un certo Bob (identificato nel malavitoso _ ) diretti a _, nei quali si fa riferimento ai macchinari di cui è qui questione. Nello scritto datato 4.7.2000 si legge:
"Ti rammento le cose che devi seguire:
1) Trasporti per (sai tutto)
... omissis ... "
14.6.3.
L'atto d'accusa, al punto 1.1, imputa a AC 1 l'acquisto di cinque Rolex per fr. 86'470.-. Al riguardo si ha che AC 1, in data 13.1.2000 (ovvero a cavallo tra i due viaggi in _ del 7-9.1.2000 e del 21-24.1.2000), ha allestito il seguente conteggio:
13 gennaio 2000
Acquisto
1 Orologio oro marca Rolex (donna)
con brillanti e quadrante nero fr. 16'470.--
1 Orologio oro con bracciale oro
(uomo) Daytona (Rolex) fr. 25'000.--
1 Orologio oro con bracciale oro
(uomo) Daytona (Rolex) fr. 25'000.--
1 Orologio acciaio (uomo) con
bracciale acciaio Rolex Daytona fr. 10'000.--
1 Orologio acciaio (uomo) con
bracciale acciaio Rolex Daytona fr. 10'000.--
Totale fr. 86'470.--
Pari a Lit. 103'765'000.-- (Lit./fr. 1'200)
Dal riepilogo 27.9.1999 - 20.1.2000 e dal riepilogo generale dal 27.9.1999 al 17.3.2000, risulta che AC 1 ha addebitato l'importo suddetto di fr. 86'470.- ai fondi "_". In aula AC 1 ha dichiarato che l'acquisto suddetto l'ha effettuato _, collezionista di orologi (sic!), ed ha aggiunto che, per quanto a lui noto, quelli della 'ndrangheta non acquisterebbero mai dei Rolex, bensì dei Cartier (sic!).
14.6.4.
Per il resto, l'atto d'accusa al punto 1.1. imputa a AC 1 di avere provveduto, in almeno 52 occasioni, nel periodo fra il 1. agosto 1994 ed il 15 luglio 2000, dopo l'arresto di _ (1993), a far pervenire al medesimo, per sé nonché per la figlia S. e per la di lei madre, versamenti regolari in contanti per complessive Lit 390'000'000, oltre a merce e monete per complessivamente Lit. 9'551'267.
È pacifico che, dopo l'ultimo arresto di _, e meglio a partire dal novembre 1993 e fino al luglio 2000, AC 1 ha versato, con regolarità quasi mensili, cifre mediamente dell'ordine di circa Lit. 5 milioni per volta alla compagna di _, _, per il sostentamento di lei e della figlioletta _ . Sostiene AC 1 che, di regola, era lui a recarsi a casa della donna, alla quale portava, in genere, anche piccoli regali per la bambina (generi alimentari, medicine, swatchts). Di tutti i suddetti versamenti, AC 1 ha tenuto rigoroso e
preciso conteggio (cfr. nel cubo C, classeur 1a, doc. stampati dal PC dello studio AC 1, memorizzato nella cartella "Estratti" sotto il file "_ 2"). È altresì pacifico che AC 1 ha consegnato a _ tre somme di importo significativo che egli ha ammesso di aver fisicamente preso dai fondi _.
D'altra parte nel suddetto conteggio "_ 2" egli ha espressamente indicato il termine "_" a fianco di ogni versamento. Trattasi di somme per totali Lit. 138 milioni, così registrati:
- 24.12.1999 vers. a signora _
(_) 53'000'000.-
- 8.4.2000 vers. a signora _
(_) 25'000'000.-
- 15.7.2000 vers. a signora _
(_) 60'000'000.-
A riprova del fatto che tali somme sono state prese dal AC 1 dai fondi "_", vi sono due biglietti (Hotel _ ) sui quali AC 1 ha annotato l'avvenuta consegna di Lit. 53 milioni, risp. Lit. 62 milioni circa alla signora _, dopodiché li ha inseriti nel classeur rosa _, graffando il primo al conteggio _ :2 di data 20.12.1999, e il secondo al conteggio _ :2 del 22.10.1999.
_, interrogata a _ , in via di rogatoria, il 5.6.2002, ha ammesso di aver regolarmente ricevuto somme di danaro da AC 1, solo in parte per il mantenimento di _ , mentre che i maggiori importi sarebbero stati da lei riversati a persone che venivano a ritirarli da lei, mandati da _. A dire della donna, parte di dette somme sarebbero state utilizzate dal _ per la sua difesa (cfr. classeur 45, all. 3, trascrizione verbale 5.6.2002 di _).
14.6.5.
L'atto d'accusa, al punto 1.7. imputa a AC 1 di aver sostenuto un'organizzazione criminale curando, nel corso del 2000
, "la presentazione e l'iscrizione presso l'istituto _ di _, dei figli del pregiudicato latitante _, cugino di _, provvedendo pure al pagamento anticipato della retta scolastica di Fr. 108'000.-, addebitata ai fondi denominati _"
.
A dire di AC 1, _sarebbe comparso, senza preavviso, nello studio legale di via _, un sabato mattina, presentandosi come cugino di _ .
Gli avrebbe chiesto di volersi occupare dell'iscrizione di un suo nipote presso l'Istituto _.
AC 1 ha collocato tale incontro all'incirca nella primavera del 2000 e ciò perchè il suo primo incontro con la direttrice dell'istituto è stato accertato essere del 20.5.2000. Sennonché il fatto che _ abbia contattato AC 1, per la questione delle macchine edili, già nell'ottobre 1999, ha indotto AC 1 a correggere in aula la data del suo primo incontro con _, situandola nel mese di ottobre 1999.
Comecchessia, sta di fatto che in data 23.6.2000 AC 1, accompagnato da _ e da _, si è recato presso il suddetto istituto scolastico dove ha provveduto ad iscrivere non solo uno, bensì tutti e tre i figli di _e ciò a partire dal settembre 2000. Quello stesso giorno, AC 1 pagò alla direttrice un acconto di fr. 30'000.- (tutti in biglietti da mille, attinti dai fondi "_"). Si è già detto in precedenza che AC 1 addebitò tale acconto a "_ ".
In un successivo incontro di inizio luglio 2000, AC 1, ancora alla presenza di _ e di _, versò per contanti alla direttrice fr. 78'000.- a saldo delle spese d'iscrizione e d'internato per i tre ragazzi, per un totale di fr. 108'000.-, (pari a fr. 29'862.50 per allievo, per scuola e internato + fr. 6'000.- quale deposito + fr. 250.- quale tassa d'iscrizione).
Anche i fr. 78'000.-, AC 1 li ha attinti dai fondi "_". Tale prelievo lo ha registrato nel già citato riepilogo "Movimenti dal 5 maggio 2000 al 7 luglio 2000", in deduzione del capitale, alla voce "anticipazioni".
14.7. Di alcuni fatti emersi in seguito all'arresto di _
Qui di seguito si andranno a riferire alcuni fatti scoperti dagli inquirenti italiani in relazione al primo arresto di _, di data 17.10.2001 (si ricorda qui che _, per motivi formali, fu rilasciato il 6.11.2001 e arrestato nuovamente il 20.3.2002).
Sin dai giorni dell'arresto di AC 1, _ si è impegnato a fondo sia per inquinare le prove, sia per tentare di ottenere il dissequestro a suo favore dei quasi 12 milioni di franchi rinvenuti nel caveau.
_, come lui stesso ha ammesso al GIP dr. _ di _ , nei giorni successivi l'arresto di AC 1, è riuscito ad entrare nello studio di via _ dal quale ha sottratto (in realtà gliela ha consegnata la _ ) diversa documentazione, la stessa che _ ha occultato, in parte, nella casa della cognata _ , ove poi fu ritrovata durante una perquisizione in concomitanza con il suo primo arresto. Così si è espresso il _ davanti al GIP (cfr. classeur 55):
"...omissis...
Perché quando nel 2000 viene arrestato l'avvocato (AC 1, ndr) subisce questa perquisizione nel suo ufficio ... No, è questo l'assurdo, non viene sequestrato, i soldi d'accordo diciamo, tutto il resto..., documentazione e tutto stranamente viene lasciato tutto nell'ufficio dell'avvocato... Tutta la clientela, compreso io, ognuno va a prendere nell'ufficio tutta la documentazione inerente ai procedimenti che avevano, adesso non so dire. Nel mio caso di società e tutto. Io mi sono preso, cioè perché in questo ufficio non c'è andato più nessuno, oggi è chiuso, tutta la documentazione che poteva servirmi e coso ... con dentro anche tutte altre cose che a me non mi interessavano..."
D'altro canto _ , la figlia maggiore di AC 1, già aveva il 4.10.2000 (classeur 14, all. 7) informato gli inquirenti ticinesi di quanto segue:
"... Il giorno seguente
(l'arresto di AC 1, ndr)
, io e _ siamo andati dall'avv. _ a _. _ era venuto a casa a prendermi e mi disse che doveva andare dall'avv. _. Mi chiese se volessi accompagnarlo. Io ne approfittai pensando che avrei potuto avere qualche informazione su mio padre. Dopo il colloquio con l'avvocato _ al quale non ho potuto presenziare, io e _ ci siamo fermati in un bar vicino all'autosilo Balestra. _ mi disse di aver visto mio padre la sera precedente in ufficio col Procuratore e i poliziotti. Dall'ufficio avevano asportato del materiale e un quadro. Giù sulla strada c'era un furgone piantonato da un poliziotto. _ disse che se non ci fosse stato il poliziotto avrebbe portato via il furgone. Lui si trovava, con un'altra persona, nel bar di fronte all'ufficio di mio padre. _ disse anche che quando mio padre era in vacanza avrebbe dovuto portar via le cose dall'ufficio. Io non saprei dire cosa lui intendesse di preciso. ..."
e anche di quanto segue:
"... So che _ risiede a _ ; non svolge alcuna professione. Ho però sentito più volte, quando _ veniva a casa nostra, parlare con mio padre di soldi, di trasporto di soldi, che dovevano servire per pagare delle persone.
Ricordo che una volta, in dialetto, mio padre disse "mi raccomando , fai attenzione perché se ci scoprono siamo nella merda".
... omissis ...
ADR che più volte mi è capitato di vedere, a casa a _, giungere _ e consegnare buste contenenti denaro a mio padre. Erano sempre buste piccole, non molto spesse. Vedevo il contenuto perché le buste non erano mai sigillate. Erano sempre Lire. Capitava che in una sola volta _ consegnasse più di una busta. ..."
Tornando alla documentazione sottratta da _ presso lo studio di AC 1 e occultata in casa della cognata, si ha che la stessa si trova ora classata nel class. 50, all. 1 e nel class. 51. In essa si ritrovano documenti molto importanti, tra i quali, i conteggi relativi alle operazioni _ e _, le fatture relative agli acquisti di macchinari edili per il _, estratti dal terminal del centro Interforza estrapolati il 16.6.2001 recanti i precedenti di _, _ , _ (quello nato il 3.4.1973), stampati cioè di Polizia che _ si è procurato nel chiaro intento di verificare l'esistenza dei loro carichi pendenti.
Al riguardo è utile qui riprodurre la conversazione tenuta dal _ con la moglie, a _ , presso la casa circondariale, in data 27.10.2001 e intercettata dagli inquirenti di _ (cfr., per i riferimenti, il rapporto di Polizia a p. 417):
"... P: ... tre nomi... (si accavallano voci esterne) ... , _ ... gente che contano, sono alle radici della banda... (inc.le)...".
... omissis...
P: ... le mie agende in macchina sull'Alfa...
V: ... prese,
P: ... le hanno prese! ... c'è su sopra il numero di _ ...
V: ... ma hanno preso anche i numeri miei di giù...
... omissis ...
V: ...poi ti hanno portato via il telefonino ...
P: ... sì ...
V: ... con il carica batterie, per paura che si scarichi ...
P: ... lo hanno portato via! Li c'è su il telefono di quel _ li ...
V: ... no ...
P: ... ma sì ...
V: ... _...
P: ... eh ...
V: ... (inc.le) ...
P: ...
(inc.le) sì ma io preferivo che aveva un suo (inc.le) nuovo, sì ma non cambia un cazzo in questa situazione, l'unica roba che dovrò cavarmela ... c'è lì ... la battaglia col Perù e quello li che c'è il mio nome e _ e _..., i figli ci sono, come mai aveva in casa tutta quella documentazione, perché mi troveranno, te fa un conto, tutto l'incartamento che ha già in mano tutto _ , quello della _, ma di più ancora i ... conteggi ...
V: ... 'mbè tu dici che ...
P: ... l'ho presa dall'ufficio ...
... omissis ...
P: ... il problema è quello li, perché il ho subito immaginato, che ho detto, ... (incomprensibile) della _ , dopo mi sono fatto tutto un elenco di cosa c'era dentro, tutti i conteggi di AC 1 che (incomprensibile) mi dirà come fa ad averli, questa è la prova che era assieme, ma va a "cacare" li ho presi dall'ufficio, però sono tutte cose che verranno dopo per dire, mettermi d'accordo se mi serve la testimone a salvare _ o coso o del _ , non lo so ...
V: ... sì _ ... (incomprensibile)...
P: ... il discorso, unica roba, è che mi dirà a chi ho fatto questi terminali
V: ... (incomprensibile)
P: ... (incomprensibile)... _ ...
V: ... loro riescono a risalire, ci sono i numeri di matricola ...
P: ... eh ...
V: ... c'è dentro anche quello di _ (fonetico), quello che ha ammazzato sua figlia ...
... omissis...
P: ... e ma, ... del Perù ... (incomprensibile)... ma non vale un "cazzo", non esiste, ... (la conversazione è incomprensibile) ... io ho immaginato che hanno preso tutto, perché quando dall'altra parte sono arrivati con lo scatolone, dal volume hanno preso ...(incomprensibile)..., ma c'è giù ancora roba ... nel (Fraco? Fonetico) ...
... omissis ...
V: ... si ma cosa gli dico, io lo so perché ho letto il verbale della _ , quando gli hanno portato via le cose ...
P: ... si, tu ti ricordi, sarebbe la memoria che ho preparato col , ti ricordi... l'avvocato _ ...
V: ... sì quello si, ma il resto io non so cosa ci fosse ... quello mi ricordo l'abbiamo fatto insieme per l'avvocato _ dove tu racconti tutti i tuoi passaggi, che hai venduto gli immobili, che hai ...
... omissis ...
P: ... l'unica roba sono i conti dell'hotel, che in _ ... (incomprensibile)... è la prova contante ... (incomprensibile)...
... omissis ...
P:... se non mi beccavano la roba dalla _ era meglio, però non cambia perché ce l'hanno tutta, sai che c'era su dell'albergo del Merit (fonetico), mi ha raccontato tutto ...
V: ... embé li ci sono le prove...
P: ... ce li hanno già, sono andati all'albergo, sono già andati in _ all'hotel _ (fonetico), fotografato con _ ...
... omissis ...
P:... tranquillizza anche i signori, mi raccomando! ... "
Dall'intercettazione ambientale effettuata presso l'abitazione di _ il 25.01.2002 alle ore 19:35, fra quest'ultimo e la moglie, si hanno ulteriori conferme dei collegamenti delittuosi di _ con la 'ndrangheta, in relazione all'operazione "_". _, riferendo alla consorte circa un colloquio avuto con _, ha detto testualmente (cfr. classeur 101, all. 1):
"... L'unica roba che non possono ... inc.... perché dice... loro che gli interessa è che io non canti basta, cioè il ragionamento è solo uno dice: chi se ne frega, perché la sostanza è questa, abbiamo preso i soldi basta"
... omissis...
Sì ma loro, io sto parlando per loro, loro l'unico problema che hanno con me è che canti, stop. ... "
mentre che pochi minuti dopo, alle 19:44, veniva registrato quanto segue:
"... V: Tu sei entrato in galera per i loro affari giusto?
P: Sì!
... omissis...
P: ... Lo so non sto dicendo (fonetico) ma io la colpa l'ho data a per quello ho sbagliato ho detto lì questo è uno scemo, adesso voglio parlar con il fratello e c'ho parlato.
V: Io te l'ho detto subito che non è uno scemo quello lì, perché _ uno scemo è scemo sempre non a comando
... omissis...
V:... perché ormai, ormai il suo ruolo è quello che lui non fa niente, è quello "pulito" e deve rimanere "pulito", si è talmente immedesimato in quel ruolo che ... che lo fa proprio bene sembra lui (fonetico). ..."
Frasi agghiaccianti, se si pensa a come si è evoluta la 'ndrangheta che è oggi in grado di avere nel proprio ambito "familiare" il membro "pulito" (nel caso di specie il _) e i membri delinquenti (a non averne dubbio i suoi fratelli!).
Da segnalare altresì che, all'atto del suo arresto, a _ era stata sequestrata l'agenda, ove gli inquirenti italiani hanno trovato annotati i numeri telefonici di _, via _ a _ ; M. (che sta per _); di _; nonché le sigle M.R. 18.10.1968 (che sta per _ ); T.R. 03.04.1973 (che sta per _ _ , il cugino e non il fratello di _ _); P.R. 03.07.1963 (che sta per _ alias di _ ) (cfr., per le identificazioni, il rapporto di Polizia a p. 304).
Significativo, al riguardo, è il fatto che _, legittimandosi col falso nome di _, aveva incontrato, il 28.5.1991, _ , proprio all'interno del Penitenziario cantonale della _ (cfr. rapporto di Polizia p. 251).
Per quanto riguarda i rapporti tra _ e i _, si segnala che gli stessi sono stati arrestati nel contesto dell'inchiesta _ (cfr. rapporto di Polizia p. 421).
_ deteneva anche i numeri telefonici di _ e di _ . Infatti, i rapporti di _ con il clan dei _ risalgono agli anni ottanta e per essi si rinvia a quanto descritto nel rapporto di Polizia alla pagina 307 e ss, solo qui menzionando che fu AC 1 a presentare _ al _.
E ancora è stato AC 1 a presentare a _.
_, dopo l'arresto di AC 1, si è anche messo e/o tenuto in contatto con _. Al riguardo quest'ultimo ha riferito che (cfr. verbale 17.7.2002 nel classeur 13, all. 10):
"... venendo ora al merito dei fatti voglio preliminarmente dire subito che dopo l'arresto di AC 1 mi sono incontrato più volte con _ ... omissis ...Conosco il nome di questa operazione (ndr: _) perché in questi incontri _ mi ha consegnato copia dei verbali di AC 1 resi all'autorità _ che erano stati trasmessi all'autorità _ na. Ho con me alcune fotocopie di questi verbali, altre le ho già precedentemente distrutte. Si tratta di quelli di data 25.10.2000, 21.02.2001, 17.04.2001, 19.04.2001, 24.04.2001, 25.04.2001, 26.04.2001 e 13.08.2001, alcuni di questi sono solo parziali.
... omissis...
... posso aggiungere, oltre a quanto sopra indicato che _ mi aveva detto che c'erano delle persone vicine all'avv. AC 1 che a seguito del suo arresto avevano bisogno dei soldi. Non mi ha fatto il nome di queste persone però mi ha detto che erano dei calabresi, spiegandomi che si trattava di dover anticipare dei soldi che poi loro avrebbero restituito. _ mi disse che aveva conosciuto queste persone tramite AC 1 e che era sceso con AC 1 in _ ove si era discusso anche per l'acquisto di macchine movimento terra...omissis... _ mi disse che queste persone avevano dei ragazzi che andavano a scuola a _ e per i quali si occupava AC 1 di pagare le rette e avevano bisogno di verificare cosa era stato pagato, rispettivamente di pagare, quello che sarebbe stato necessario... omissis... Ricordo pure che _ doveva fare anche dei pagamenti per queste persone tramite la _ . ..."
Detti pagamenti (o meglio versamenti) _ risulta averli fatti, insieme all'amico _ , inviando danaro a tale _ _ (cfr. rapporto di Polizia . 160 e 310).
Devesi poi ancora ricordare che _, tramite l'avv. _ , ha introdotto presso il MP di _ un'istanza volta ad ottenere il dissequestro dei quasi 12 milioni di franchi, un'azione, a non averne dubbio, concordata con i _.
In detta istanza _ si dichiarava proprietario del danaro.
È comunque, al proposito, significativo il fatto che AC 1, ben prima dell'arresto, si era cautelato da eventuali indebite pretese di _ (fondate sul fatto che _ figurava essere l'avente diritto economico di conti e di società di AC 1, mentre che in realtà era solo un "prestanome") facendo firmare a _ 20 ricevute in bianco e 24 fogli formato A4, pure in bianco (cfr. rapporto di Polizia p. 311 e riferimenti ivi menzionati).
Tutto ciò premesso, ne deriva, a non averne dubbio, che le descritte informazioni, situazioni, circostanze portano ad un'unica conclusione, ovvero che, quantomeno dopo l'arresto di AC 1, la persona di collegamento con i clan malavitosi _e _, è stata _, col che ancora una volta si appalesa che i mandanti dell'operazione "_" sono da ricercarsi tra queste "famiglie" di 'ndrangheta.
14.8.
Giusta l'art. 260ter cifra 1 CP, in vigore dal 1.08.1994, commette il reato di organizzazione criminale chiunque: "partecipa a un'organizzazione che tiene segreti la struttura e i suoi componenti e che ha lo scopo di commettere atti di violenza criminali o di arricchirsi con mezzi criminali e chiunque sostiene una tale organizzazione nella sua attività criminale".
La sanzione è quella della reclusione sino a cinque anni o della detenzione.
Tra i motivi che hanno indotto il legislatore svizzero ad introdurre nel Codice penale la surriportata norma vi è stato anche quello di creare nel nostro paese una norma con funzione di specchio, di reciprocità - come si suol dire - con quelle già in vigore nelle legislazioni di altri paesi, soprattutto in quelli in cui da anni, si sono insediate pericolose organizzazioni di tipo mafioso o terroristico.
L'esperienza degli anni ottanta ha reso palese che la _, ancorché sia al suo interno (forse) ancora al riparo da siffatti fenomeni, può facilmente essere usata dalla criminalità organizzata di altri Paesi, risp. internazionale, sia come suo "salvadanaio", sia come base logistica, ovvero come il luogo in cui, fra le migliaia di transazioni finanziarie che vengono giornalmente eseguite, è facile far scivolare anche operazioni (di cambio, di giro ecc.), di pertinenza del crimine organizzato.
Da questo profilo, non è certo un caso che le sentenze, prolate fino a oggi in _, in applicazione dell'art. 260 ter CP, riguardino soprattutto casi di confisca di danaro sequestrato nel nostro paese e di pertinenza di associazioni criminali (cfr. decisione del TF del 12.10.2001 - 1P.177/2001 -), risp. casi di estradizione all'estero di persone che hanno fatto parte, risp. hanno sostenuto, simili organizzazioni (cfr. DTF 128 II 355 e decisione del TF del 21.10.2002 - 1A.174/2002 -), risp. casi in materia di assistenza giudiziaria (cfr. decisione del TF del 15.11.2002 - 1A.194/2002). Ciò premesso, non sorprende più di tanto il fatto che in _ l'art. 260 ter CP debba esser applicato per la prima volta al caso di AC 1, ovvero al caso di un professionista, da un canto ben ancorato nella nostra realtà, d'altro canto, con solide radici e relazioni nel suo paese d'origine, avvocato a _, e quindi cognito di quei meccanismi finanziari che chi opera qui da noi non può non conoscere, cognito soprattutto del fatto che la piazza finanziaria non è costituita solo dalle banche, ma che in essa e ai suoi margini,
esiste e prolifera tutto un "sottobosco", una cosiddetta "zona grigia" che fornisce prestazioni e servizi, nullamente preoccupandosi della loro liceità.
Come già aveva sperimentato con l'operazione _, ancora nel 1999/2000 con l'operazione "_", AC 1 non ha fatto altro che ricorrere di nuovo a quel "sottobosco", ovvero al solito _ (e ai suoi accoliti) per ottenere da lui quei cambi miliardari che le banche a lui, in simili dimensioni, non avrebbero concesso. AC 1, sfruttando tali sue conoscenze e relazioni, ha così potuto aiutare, sostenere quelle "famiglie" 'ndranghetistiche che a lui si affidavano.
Che la " 'ndrangheta", "sorella" calabrese della mafia siciliana, costituisca un caso scolastico di organizzazione criminale ex art. 260 ter CP, non è certo da dimostrare. Che AC 1 abbia sin dagli anni ottanta consapevolmente frequentato uomini della cosca _-_ è stato pure ad oltranza provato.
Che parecchi membri di questa cosca siano stati condannati in _ proprio per il reato di organizzazione di stampo mafioso ex art. 416 bis CPI (reato che fa da interfaccia a quello di cui all'art. 260ter CP) era ben noto a AC 1 che, in aula, ha dato atto di aver seguito il processo _ tramite la stampa e che, mentre il processo si svolgeva, ha intrattenuto costanti e regolari contatti con la compagna di _.
Lungi dall'esser sgominata (a ca_ dell'incarcerazione di molti dei propri componenti), l'organizzazione dei _-_, non ha fatto altro, dopo gli arresti del 1993, che adeguarsi, e adattarsi alla mutata realtà. AC 1 stesso ha più volte dichiarato che il fatto che _ fosse in carcere, non gli impediva di certo di dirigere, o quantomeno seguire coloro che fuori continuavano nelle attività di sempre. D'altro canto, che le attività dei _ e dei _ siano state, per certi versi, ereditate dai cugini _(e da loro correi) è pure provato. La sentenza _ e Co. (ovvero la sentenza che li riguarda accerta che i _risultano avere esteso le loro attività dal _ alle zone lombarde di _ e _ , già territori dei _ e dei _.
Fossero noti i crimini con i quali le suddette cosche hanno (in tutto o in parte), costituito e messo insieme l'ingente "tesoro" di 55 miliardi di lire (se non fosse intervenuto l'arresto di AC 1, si sarebbero dovuti cambiare complessivamente 60 miliardi di lire), fosse cioè provato che l'enorme capitale era provento del narcotraffico (come, almeno in parte, è ben possibile, visto che le sentenze in atti, provano che la 'ndrangheta, dopo gli ultimi sequestri di persona risalenti ai primi anni novanta, si è data al commercio di stupefacenti) AC 1, avendo cambiato tutto il suddetto danaro, dovrebbe essere condannato per ripetuto riciclaggio aggravato, siccome commesso per mestiere, realizzando un guadagno considerevole (si è già detto che AC 1 ha guadagnato dall'operazione "_" circa fr. 1'700'000.- e ciò in meno di un anno). Sennonché, complice la reticenza di AC 1, gli inquirenti prima e la Corte poi, non hanno potuto individuare i cosiddetti "crimini a monte". Quel che è certo è, però, che le cosche suddette (da sole o con altre a loro legate) hanno accumulato tale gigantesco capitale unicamente conducendo attività illecite. Di ciò fanno stato le citate sentenze _ e _ e Co.
Ne deriva che AC 1 deve essere condannato per organizzazione criminale, avendo egli dato un contributo, un sostegno determinante alle citate organizzazioni criminali (e forse anche ad altre cosche non note, nel caso che i 55 miliardi di lire non fossero tutti di spettanza dei _, dei _e dei _). La dottrina più autorevole è infatti unanime nel ritenere che quando è possibile stabilire l'appartenenza (diretta o indiretta) degli averi a un'organizzazione criminale, ma non il crimine specifico dal quale essi provengono, la norma applicabile è quella dell'art. 260 ter e non quella dell'art. 305 bis CP (cfr. Cassani, Commentaire du droit penale Suisse, ad art. 305 bis note 9 e 10; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, BT II, § 55, nota 27, ed. 2000).
Che AC 1, per la collaborazione data alle suddette cosche nel contesto dell'operazione "_", debba essere riconosciuto autore colpevole del reato di ripetuta organizzazione criminale ex art. 260 ter CP così come testè descritto, non è peraltro stato contestato neppure dall'esperta Difesa. Essa ha invece negato (e a ragione, secondo la Corte) che siano costitutivi del descritto reato di organizzazione criminale, gli altri comportamenti di AC 1, quelli cioè da lui messi in atto e a lui imputati ai punti 1.1., 1.6., 1.7., 1.8. e 1.9. dell'atto d'accusa. L'art. 260 ter CP nella seconda variante, quella cioè del sostegno, presuppone, a non averne dubbio, che l'aiuto, il contributo, il sostegno venga dato ad un'associazione criminale nella commissione delle sue criminali attività. Ciò comporta necessariamente che la norma non reprime il sostegno dato a un singolo membro dell'associazione, né tantomeno reprime l'aiuto dato a un familiare di costui. Tali agevolazioni sono punibili, giusta l'art. 205 CP, solo nella misura in cui vengono a costituirsi come un favoreggiamento. Al di fuori delle situazioni evocate dal citato art. 205 CP e, eventualmente da quelle forme speciali di "favoreggiamento" sanzionate dall'art. 305 bis e 305 ter CP) il nostro codice non punisce (contrariamente alle legislazioni di altri paesi) l'assistenza al singolo associato, risp. a un suo familiare (evidentemente quando la stessa non viene contemporaneamente a configurarsi come un sostegno all'organizzazione nel suo complesso).
Date queste premesse, la Corte ha ritenuto che non costituiscano sostegno ad un'organizzazione criminale nello svolgimento delle sue attività criminali giusta l'art. 260 ter CP, i comportamenti imputati a AC 1 ai citati punti 1.1., 1.7. e 1.9. e ciò perchè in detti casi, AC 1 non risulta aver aiutato l'organizzazione come tale, bensì singoli membri o loro familiari.
AC 1 deve quindi essere prosciolto dal citato reato in ordine all'aver:
- assistito, tra il 1994 e il 2000, con versamenti regolari la piccola _ e la di lei madre _, contribuendo al loro mantenimento (ada 1.1);
- consegnato alla _ (in tre tranches, per complessive Lit. 138 milioni) danaro che la donna fece pervenire al _ che, per quanto noto, lo usò per pagare le spese della sua difesa (ada 1.1);
- provveduto, a richiesta di _e di _, ad iscrivere all'istituto Da Vinci i tre bambini _, risp. a pagare, con fondi "_" le loro rette scolastiche (ada 1.7);
- facilitato a _l'apertura del conto _ e il conseguente deposito di fr. 20'000.- provenienti dagli averi _ -_(ada 1.9).
Del pari AC 1 deve essere prosciolto dal reato di organizzazione criminale in relazione al punto 1.6. dell'atto d'accusa e ciò perchè è difficile configurare come un atto di sostegno all'organizzazione nel compimento delle sue attività criminali il pagamento (tramite i fondi "_") delle macchine edili procurate da _ a _ _, macchine che non risulta siano state utilizzate per attività illecite.
Da ultimo resta da valutare il fatto che AC 1 ha pagato a _, addebitandole ai fondi "_", Lit. 1 milione poiché costui comprasse schede telefoniche che, almeno in ragione di due, sono finite nelle mani di appartenenti al clan 'ndranghetistico dei _, in un caso ad una loro congiunta.
Di per sé il fatto di finanziare l'acquisto di schede telefoniche prepagate che si sanno destinate a essere usate da organizzazioni criminali, si configura, a non averne dubbio quale azione di sostegno all'organizzazione criminale nel suo complesso. È noto infatti che dette schede agevolano grandemente la comunicazione e quindi tornano particolarmente utili nell'esercizio di attività criminose. Sennonché, nel concreto caso, è parso alla Corte di dover rinunciare a ritenere dato il reato di organizzazione criminale, perché tre sole schede sono state rinvenute nell'uso di membri, risp. familiari del clan _ e perché il loro concreto utilizzo a beneficio dell'organizzazione nel suo complesso non può dirsi provato.
Che i fatti di cui ai citati punti dell'atto d'accusa siano importanti dal profilo probatorio per dimostrare che i fondi
"_" appartengono a organizzazioni criminali che AC 1 ha aiutato nell'operazione di cambio (commettendo così il reato di cui all'art. 260 ter CP) è certo e sicuro.
Che però detti fatti, presi a sè stante, costituiscano altrettante azioni di sostegno all'organizzazione criminale, non appare sostenibile.
A giudizio della Corte si configurano pure come assistenza a singoli associati, risp. a loro familiari (e non all'organizzazione nel suo complesso) anche gli aiuti forniti da AC 1 a _ (affiliato al clan _) e ad _, figlia del camorrista _ , risp. al di lui associato _. Ne discende che anche dalle imputazioni di cui ai punti 1.3 e 1.4 dell'atto d'accusa, AC 1 deve quindi essere prosciolto.
Al riguardo, in fatto, si segnala qui brevemente che quanto imputato a AC 1 al citato punto 1.4 dell'atto d'accusa è realmente accaduto. E' cioè vero e non contestato che AC 1 ha conosciuto il _ in carcere, a _ , quando ivi fu detenuto per la questione della pistola data al _ .
E' altresì vero che _, arrestato di nuovo il 26.10.93, nell'ambito dell'operazione _ , fu in quel processo condannato per aver acquistato eroina dal gruppo _.
È pure vero che, nel luglio del 1998, avvenne che il _ , ormai scarcerato, telefonò a AC 1 chiedendogli soldi. Tramite la governante _ , AC 1 gli fece avere Lit. 200'000 (cfr. per i dettagli il rapporto di Polizia alla p. 315 e 316).
A prescindere dalla particolare inconsistenza e banalità del sostegno in concreto fornito, esso ha, a non averne dubbio, agevolato un singolo affiliato e non certo l'organizzazione.
Dell'assistenza fornita da AC 1 a _ e a _, si è già detto al considerando 12.
Nei considerandi che precedono, si è più volte menzionato il fatto che la Pubblica Accusa , in corso di dibattimento, ha formulato, nei confronti di AC 1, in concorso con le imputazioni di cui ai punti 2 e 3 dell'atto d'accusa, anche l'imputazione di organizzazione criminale ex art. 260 ter CP, per avere l'accusato, in tutte le descritte circostanze, sostenuto delle organizzazioni criminali nella loro criminale attività.
Anche se nella maggior parte dei casi, la questione del concorso è stata evasa esaminando le singole fattispecie, è ora giunto il momento di segnalare che il concorso tra l'art. 260 ter CP e l'art. 305 bis CP (nella forma del riciclaggio semplice) è generalmente ammesso dalla dottrina, con la motivazione che le due norme proteggono beni giuridici diversi. Gli autori sono in genere unanimi nell'escludere il concorso tra il citato art. 260 ter CP e l'art. 305 bis CP nella forma aggravata di cui alla cifra 2 lettera a, nel quale caso solo tornerebbe applicabile il reato di riciclaggio aggravato siccome commesso da un membro di un'organizzazione criminale. Solo alcuni autori approfondiscono il discorso segnalando la diseguaglianza che così si crea tra il riciclatore - membro di un'organizzazione criminale (punibile solo giusta l'art. 305 bis cifra 2 cpv. 2 lettera a CP) e il riciclatore - sostenitore di un'organizzazione criminale, punibile sia sulla scorta dell'art. 305 bis cifra 1 o cifra 2 cpv. 2 lett. b e c CP, sia sulla scorta dell'art. 260 ter CP (cfr. Cassani, op. cit., ad art. 305 bis nota 66, Stratenwerth, op. cit., § 40 nota 34 e dottrina ivi citata, Schmid, Insiderdelikte und Geldwäscherei in BTJP 1993, p. 203). Mentre i primi due autori, pur criticandola, si confermano nella tesi del concorso, _sembra preferire la soluzione già proposta dal CF nel messaggio del 30.6.1993 (cfr. FF 1993 III p. 215). In detta sede, l'art. 260 ter CP viene, in maniera generale, indicato come sussidiario quando il sostegno o la partecipazione si riferiscono e si limitano a reati ben precisi per i quali l'autore viene punito. Solo quando il sostegno o la partecipazione superano i singoli reati concreti, può esser ammesso il concorso reale.
Tutto ciò premesso, non si può sottacere che, nel concreto caso (che riguarda, per finire, solo le imputazioni di cui ai punti 3.6 e 3.9 dell'atto d'accusa, le altre essendo già state discusse e risolte nei considerandi che precedono) la questione del concorso si rivela priva di sostanza, ovvero di portata meramente accademica.
Infatti sia che il concorso venga ammesso, sia che venga negato, la comminatoria di pena nel caso di specie non cambia, dato che AC 1 deve comunque rispondere di ripetuto riciclaggio commesso in parte per mestiere (operazione _ e operazione _) e di ripetuta organizzazione criminale (operazione _), in concorso reale tra loro, col che la pena massima applicabile è comunque quella, giusta l'art. 68 CP, di anni sette e mezzo di reclusione (ciò, evidentemente, non considerando il reato, più grave, di finanziamento di un traffico illecito di stupefacenti ex art. 19 LS).
15.
Dell'imputazione di ripetuta truffa di cui al punto 4
dell'atto d'accusa
Si è già accennato, illustrando il contesto nel quale è avvenuto l'arresto di AC 1, che lo stesso è stato ordinato soprattutto per acclarare le circostanze del cosiddetto "_ ", ovvero, nella buona sostanza, per verificare se vi erano stati episodi di corruzione nell'Amministrazione cantonale, soprattutto nell'ambito della Sezione degli stranieri.
L'inchiesta è nata a partire dal caso _ e dalla pubblicazione di alcune lettere anonime che - come si è poi scoperto - _, giurista presso il Dipartimento dell'istruzione e cultura, aveva spedito a _ , membro del Governo cantonale, a _ , membro del Gran Consiglio e - a dire dello stesso _- anche a _ , pure membro del Parlamento ticinese (cfr. verbale di _, classeur B2, all. 1, p. 8).
Come si ricorderà, il 6.8.2000, il "_ " aveva pubblicato un articolo nel quale si rivelava l'esistenza di una di dette lettere anonime nonché la presenza nel nostro Cantone di persone definite "pericolose", poiché indagate all'estero e, ciononostante, al beneficio di permessi di dimora in _ . Tra queste persone veniva indicato anche un pregiudicato italiano in attesa di permesso di domicilio, attivo nel traffico illecito di oro, argento e armi e legato a _.
_ si riconosceva in detto personaggio, col che, il 9.8.2000 si presentava al MP e dava la sua versione sulla sua posizione. Segnatamente egli dichiarava di avere in _ , suo paese d'origine, procedimenti penali legati alla sua attività nel commercio dei metalli preziosi.
Per contrabbando ed evasioni fis_ di varia natura, egli diceva di essere stato condannato a _ ad anni due e mesi sei di reclusione, pena per la quale egli doveva ancora espiare un anno.
Per quanto riguarda i permessi a lui rilasciati per la dimora e l'attività in _ , egli dichiarava di averli regolarmente ricevuti, avvalendosi dell'assistenza dell'avv. AC 1.
Così si è espresso _ nel verbale del 9.8.2000 (cl. H2, all.4):
"Per l'ottenimento del permesso di dimora mi rivolsi dapprima all'avv. _ consigliatomi da un conoscente. Poi, visto che la pratica avanzava a mio avviso un po’ lentamente, seguendo il consiglio di un altro conoscente, _, mi rivolsi all'avv. AC 1. AC 1 continuò la pratica e mi ottenne il permesso. Per quanto a mia conoscenza il permesso venne ottenuto in modo del tutto regolare, né mai AC 1 mi ha fatto intendere qualche cosa di diverso. E' solo vero che AC 1 faceva cadere dall'alto questo suo intervento, anche per giustificare onorari assai elevati".
_ dichiarava anche di non aver avuto, negli anni successivi, problemi per ottenere il rinnovo del permesso.
Il 24.8.2000 venivano arrestati il AC 1 (come già descritto) ed anche _, ormai "battezzato" dalla stampa come "il _ ".
_ , nei suoi primi verbali, ammetteva di aver scritto e spedito lui le ormai famose lettere anonime.
Per quanto attiene al caso _, _ha altresì ammesso di aver fornito consulenza allo stesso, dapprima tramite l'avv. AC 1 (di cui _era amico e lontano parente acquisito) e in seguito, dal 1997 in poi, direttamente all'_, divenuto per così dire suo cliente, dal quale riceveva un fisso di fr. 2'500.-- circa al mese.
Essendo, nel seguito, insorti dissapori, tra lui e _, _si era, per così dire, vendicato scrivendo anonimamente le lettere di cui si è detto (i giornali sono in atti e ad essi per i dettagli si rinvia).
_ha nondimeno sempre dichiarato di non aver mai pagato funzionari per "facilitare" le pratiche. Solo, avvalendosi della sua posizione in seno al DIC e soprattutto della conoscenza fatta di alti funzionari che, come lui, lavoravano nell'Amministrazione, gli era capitato di intervenire presso di loro informandosi sull'esito di questa o quella pratica.
Così si è testualmente espresso _in una memoria da lui redatta in carcere (cfr. classeur H2):
"...COME MI COMPORTAVO
Premetto che sono giurista al DIC dal 1987 dopo 6 anni di giurista all'ACC. La mia professione, la mia indole, il fatto che ho tanti contatti con tutti gli uffici dipartimentali, che conosco personalmente e ho conosciuto diversi Consiglieri di Stato (_ e _ erano con me quando ero presidente di GLRT), che mi occupo di un settore dove spesso funzionari hanno avuto problemi ... omissis ... mi ha permesso di conoscere molte persone di grado medio-alto, quindi con poteri decisionali.
Il fatto che sono stato per 4 anni presidente di un sindacato di categoria importante (il CCS = il secondo dopo il Fronte Unico) mi ha permesso di conoscere e stringere amicizia con molti funzionari (ufficiali UEF, tassatori, ecc.), il fatto di conoscere molti Magistrati ed avvocati mi ha dato prestigio oltre che le conoscenze di tanti funzionari di polizia e fis_ .
Io ho
, nei confronti di AC 1, _ e co, sfruttato questa pretesa di conoscere le persone, questa conoscenza di persone di posti chiave, questa mia facilità (effettiva) nei contatti, questa facilità nel raggiungere l'obiettivo - permesso, oltre che le mie doti comunicative, per mio stesso interesse pecuniario traendone profitto tramite AC 1 prima e direttamente tramite _ e suoi conoscenti, tradendo la fiducia dello Stato e loro, pur in effetti non potendo molto dal punto di vista concreto se non un semplice convincimento.
Infatti le procedure da seguire nell'ambito dei permessi non dipendono minimamente dal giurista del DIC, ma dalle autorità e dagli uffici direttamente competenti (Sez. stranieri, Ufficio manodopera estera, Commissione paritetica, Uffici di polizia, Divisione giustizia, capo-dipartimento e Consiglio di Stato).
Loro, _ e suoi amici italiani, sempre, AC 1 solo all'inizio, non potevano sapere che ciò non era vero e che io chiedevo loro soldi - prima per il tramite di AC 1 - e poi direttamente - pur sapendo che non avrei dato niente ai funzionari che raramente nominavo ma che facevo loro presente, e che avrei tenuto tutto per me, per sanare la mia situazione.
Solo in due casi - che dirò parlando dei permessi _ - ho scritto un promemoria personale per sollecitare il loro aiuto. So che uno dovrebbe essere in mano degli inquirenti: quello fatto a _ , allora capo-sezione stranieri, per _. Per il resto agivo da solo a livello di palazzo, arrivando fino a portare i formulari presso l'ufficio regionale di _ in almeno 2 delle 8 circostanze.
Desidero che quest'ultima parte sia messa a verbale sc_ ndomi per aver tradito la fiducia (pag. 23 a 24 del mio memoriale).
...omissis...
I permessi
A) _, _ , _ :
B) _ , _ , _:
C) _:
D) Il caso _:
E) _ e _:
A)
_
A.A era un cliente di AC 1. So che avevano affari in comune in corso al momento del permesso. Si trovavano a cena al
_
con _ e pare con
_
.
A: aveva avuto dei problemi con l'avv. _ e con
_
(
_
SA). AC 1 lo venne a sapere e gli propose di cambiare legale a pratica appena iniziata.
M. chiese a me se ero in grado di fargli ottenere il permesso dicendo che sarebbe stato un ottimo cliente (2 MIO in banca) e oltre a risolvere i miei problemi mi avrebbe garantito "ossigeno".
Sentito in breve cosa facesse e chi fosse assentii. Non mi ricordo se fui io a fare il prezzo - forse sì forse no - ma ne uscì una cifra, prima penso 100'000.-- che io dissi essere sproporzionata e poi scesa a 50'000.-- se non addirittura a 35'000.-- (= i miei calcoli ricostruiti propendono per quest'ultima ma ho dubbi).
Il problema era che AA era da _ che - pare dicesse lui - aveva già chiesto soldi.
A noi
importava che passasse da noi anche perché in quel momento - avevo un grosso scoperto in Pretura, all'UEF e in banca.
Da parte mia detti le garanzie che la cosa si poteva fare. Se andava male non avremmo ottenuto l'onorario: tanto valeva rischiare.
M. mi fece incontrare AA nel suo studio. Arrivò con un'ora di ritardo e me la presi: avevo gente a casa che mi aspettava.
Nell'incontro non so se uscì la cifra, ma lo fu subito dopo. AA non era contento ma penso gli convenisse. Passò da _ a AC 1.
Da parte mia allestii l'istanza di massima, dopo aver chiesto genericamente a
_
- come facesse a farla (impostarla).
La preparai, ne uscirono 5/6 pagine complete. La feci vedere a AC 1, gliela detti e lui la fece copiare a macchina. Poi fu allestito il dossier e il tutto fu spedito a
_
a
_
. L'invio fu errato avrebbe dovuto essere spedito alla Sezione stranieri, ufficio di _. Si rimediò.
Da parte mia mi informai quando ci sarebbe stata la commissione e attesi da _ l'esito. Scrissi un promemoria a _ (Sez. stranieri) per darmi una mano.
Il giorno dopo la commissione me lo comunicò. Io lo dissi a AC 1 che avvisò AA.
Nel giro di pochi giorni ricevetti la mia parte (prima 17'000.-- e poi 8'000.-- o viceversa ma forse ci fu un unico versamento!). AC 1 commissionava ma pagava raramente volentieri. Ho qualche dubbio sulle cifre.
Nel frattempo continuai a frequentare AC 1 e A.
_ -_
(x la _ )
_ si era sentimentalmente legato alla signora _ , frontaliera. Voleva un permesso anche per lei. AC 1 era contrario perché la detestava. Il permesso da frontaliera a B è il più difficile da ottenere. Promisi a A di farglielo avere, con la tecnica che già ho spiegato.
Andai da _ , mi orientò dicendomi che per un simile permesso era necessario dire che c'era un legame stretto. Cosa che feci e che doveva essere un funzionario dirigente (7'000/8'000.-- stipendio mensile).
Stesso iter e il permesso fu accordato. La cifra pattuita con AA e M. mi sembra fosse dell'ordine di 15'000.--, però anche qui ho dei dubbi.
Mi riservo in sede istruttoria di verificare se c'è qualcosa nelle mie agende
..."
La data in cui _ si è rivolto a AC 1 per la questione dei suoi permessi è stata ricostruita attraverso la scheda rinvenuta presso lo studio di via _ che fissa l'apertura dell'incarto al 9.9.1994 (cfr. cubo C, cl. 5a)
E' vero - come scritto da _nel surriprodotto stralcio di memoriale - che già il 18.10.1994 l'Ufficio federale degli stranieri aveva rilasciato la sua autorizzazione informando in tal senso la Sezione degli stranieri in _ .
E' altresì vero che un funzionario di detta Sezione ha consegnato a _copia della suddetta autorizzazione federale, altrimenti nota col nome di "permessino".
_l'ha immediatamente inviata per fax in data 26.10.1994 a AC 1, scrivendo a margine:
"
X _ , direttamente da _ ! E' fatta (quasi) Ciao _
" (cfr. doc. dib. nr. 14 e, eventualmente, anche nel classeur H2, doc. 9).
Sulla già citata scheda contabile relativa al cliente _, il fatto è stato così registrato:
"26.10.1994: esame fax Uff. Federale degli stranieri _ del 18.10.1994 decisione
27.10.1994: esame lettera Uff. Stranieri-sez. permessi-_ del 26.10.94 con allegati, c.t. con cliente, c.t. con avv. _ , Fax cliente, allegati, spese fax (7'13")"
A dire di AC 1, come _ si rivolse a lui per la questione del permesso, egli ne parlò a _e quest'ultimo (cfr. verbale di AC 1 del 29.8.2000, p. 4):
"...venne nel mio ufficio per esaminare la pratica e mi fece osservare che l'ufficio degli stranieri si opponeva perché sembrava che a carico di _ ci fosse un procedimento penale in _ .
A seguito di questa indicazione chiamai _ il quale disse di non aver alcun procedimento penale pendente ma solo un residuo di pena da scontare per il quale era pendente una contestazione.
Di questa situazione ne parlai con _ che mi suggerì di farmi mandare un certificato dei carichi pendenti. Informandomi presso colleghi italiani accertai che tale certificato andava richiesto al tribunale del luogo d'origine.
Chiesi quindi ad _ di procurarsi tale documento.
Quando tali documenti pervennero, organizzai un incontro nel mio studio con _ e _ come si potrà rilevare anche dall'esame dell'incarto o meglio della cartella contabile del mio studio per questa pratica.
In questa riunione _ , che temeva di dover rientrare in _ , disse testualmente a _ , che gli aveva spiegato quali erano i motivi da indicare nella domanda per l'ottenimento del permesso, "avvocato, non me frega nulla, se c'è da pagare qualcosa me lo dica".
_ rispose "stia calmo, ne discuteremo".
Io presentai una nuova domanda per l'esattezza _ avrebbe voluto incaricare direttamente _ ma questi spiegò che lui non poteva formalmente presentarla, che tale incombenza spettava ad un legale.
_ mi allestì pertanto un canovaccio della domanda da introdurre.
... omissis ...
Vorrei aggiungere che io ero convinto che tale domanda potesse essere ottenuta senza bisogno di "pagare" per questo chiesi a _ di accompagnarmi all'ufficio promuovimento economico per spiegare la situazione _ e lì lui mi presentò tale signor _ .
Questa persona mi ha dato tutte le indicazioni e documentazioni necessarie in proposito.
Non so quanto tempo dopo la presentazione della domanda e all'incontro con _ , arrivò il preavviso favorevole, il cosiddetto permessino..."
Trattasi, a non avere dubbio, del permessino del 18.10.1994.
Nel seguito (cfr. il citato verbale 29.8.2000, p. 5) si ha, secondo AC 1, che:
"...Io informai subito _ che era arrivato il permesso, allora non sapevo la differenza fra il permessino provvisorio ed il permesso.
_ disse che allora il mio amico era stato veramente bravo, al che io gli feci osservare che forse avevamo anche presentato la documentazione giusta.
... omissis ...
Per quanto mi concerne io ho ancora seguito la pratica per l'amica di _ , _, e anche per questa andai a parlare con il signor _ dell'ufficio del promuovimento economico.
Non sono sicuro se ho parlato con questa persona in due diverse occasioni o in un'unica circostanza trattando sia la pratica _ quanto la pratica _ ad esso connessa.
... omissis ...
Anche per quanto concerne il permesso della _ ricordo che _ disse che pagava quello che c'era bisogno, riferendosi evidentemente a pagamenti extra, non al pagamento di normali onorari..."
Nel successivo verbale del 12.10.2000, AC 1 ha specificato:
"...Non ricordo quanto tempo dopo ci arrivò il permessino, cioè l'autorizzazione da _ . Credo che l'abbia ricevuta lui perché ricordo che doveva presentarsi all'ufficio regionale degli stranieri per notificare la sua presenza.
L'interrogante mi sottopone a questo punto una copia di un fax sequestrato nel mio ufficio spedito il 26 ottobre 1994 alle ore 17.05 dal DPE che anticipava una lettera di stessa data a me indirizzata con la quale mi veniva trasmessa l'assicurazione di rilascio di un permesso.
L'interrogante mi chiede se riconosco questo documento.
Dico di sì, me lo ricordo. Per quanto concerne l'annotazione di _a me indirizzata che dice
"x _ - direttamente da _ ! - E' fatta (quasi - ciao _ "
mi faceva sapere che la pratica per il permesso aveva avuto successo.
Devo dire che io non mi sono assolutamente posto il problema se _ , che conoscevo quale giurista del DPE, potesse e come avere accesso all'ufficio stranieri per ottenere copia dei permessi e i permessi stessi.
Devo dire che sapevo evidentemente che _ era il capo dell'ufficio stranieri, _ ma non sapevo se fosse lui a rilasciare i permessi. In ogni caso io _ l'avevo visto credo in una sola occasione per una pratica di permessi per esercizi pubblici.
Io chiamai _per chiedere cosa fosse quell'assicurazione e lui mi disse che era una sorta di permessino al quale avrebbe fatto seguito il permesso di dimora vero e proprio.
_mi confermò che _ poteva già risiedere in _.
Fu in quell'occasione che _mi disse di dirgli di pagare fr. 50/60'000.--. Mi disse proprio così per farmi capire che più ne dava meglio era.
_non mi disse di dover pagare qualcuno né io pensai neppure alla luce dell'annotazione su _ che una parte dei soldi andasse a quest'ultimo. In realtà pensavo che i soldi se li tenesse tutti _e che fosse il suo compenso per la capacità di brigare muovendosi nell'ambito del dipartimento ottenendo un permesso che per me sembrava difficile.
... omissis ...
Ripeto come ho già detto nel mio memoriale che a me interessava il cliente _ non tanto la pratica del permesso.
Su ulteriore sollecitazione di _io mi incontrai con _ chiedendogli di voler pagare fr. 50'000.-- a _per il permesso che era stato ricevuto.
Ricordo che _ non capiva la portata dell'assicurazione al rilascio del permesso di _ e pretendeva il permesso definitivo. Quando poi gli spiegai che il permesso era comunque sicuro a questo momento, come mi aveva detto _ , _ accettò di pagare e io fissai l'incontro tra _e _ nel mio studio.
Ricordo che _ ci diede fr. 50'000.-- che io misi in una busta dopo averne trattenuti per me fr. 15'000.-- e consegnando a _la busta con i restanti fr. 35'000.--.
I fr. 15'000.-- erano quanto io avevo pattuito con _che mi sarei trattenuto in relazione a quella dazione per il permesso.
... omissis ...
Con _per il caso _ ci eravamo accordati che lui avrebbe preso fr. 35'000.-- mentre io fr. 15'000.--.
Per il caso _ invece avevamo pattuito il 50% ciascuno. Ricordo che _aveva chiesto a _ fr. 100'000.-. Credo che ne ricevemmo fr. 60/70'000.-- ripartiti a metà fra noi. E' quindi evidente che se io e _avevamo deciso metà per uno, _a sua volta non doveva più pagare altre persone. Quindi non vi era una corruzione di terzi funzionari.
_ chiaramente non sapeva che io mi trattenevo quei soldi che lui pensava fossero necessari secondo consuetudini del suo Paese.
_ sapeva sicuramente al momento di pagare i soldi che _era un mio "collaboratore esterno" che lavorava per lo Stato. Non sapeva evidentemente dove lavorasse lo _per lo Stato e con quale funzione.
_ pensava evidentemente che _lavorasse nell'ambito dei permessi proprio per questo riteneva il pagamento una bustarella.
Secondo me però _ avrebbe pagato lo stesso a _anche se avesse saputo che lavorava al DPE. Dico questo perché _ ha pagato sempre dopo aver ottenuto il permesso e per lui era comunque importante restare qua.
... omissis ...
L'interrogante mi chiede se _ ritenesse che _avesse una qualche influenza sull'ottenimento del permesso o se comunque avrebbe pagato quei soldi anche se avesse saputo che _era del tutto ininfluente sull'esito della pratica.
Faccio presente che _ era una persona che girava sempre con molto contante in tasca. A me sicuramente come legale avrebbe dato i soldi, beninteso se li avesse ritenuti giustificati.
E' giusto dire che se avesse saputo che _non aveva nessun influsso sui permessi non avrebbe dato neanche un centesimo.
Lui era convinto che i permessi ricevuti fossero il risultato dell'agire di _e quindi fu contento di pagare.
E' giusto dire che io mi sono preso una parte di questo compenso per il presunto agire di _ , come con lui concordato, senza fare praticamente nulla.
Delle bustarelle ricevute da _ io ho ripartito con _soltanto quelle ricevute da _ per il suo permesso e quello di _.
Per le pratiche di rinnovo del permesso di _ io non ho più incassato nulla né come onorario né come bustarelle.
So che _ aveva un contatto diretto con _ .
Per quanto mi concerne nei rinnovi sono intervenuto una sola volta su richiesta di _ per sollecitare _ .
L'interrogante mi da lettura del verbale 22 settembre 2000 di _a pag. 4.
Devo dire che è vero solo in parte quello che dice _nel senso che è giusto che _ pagava una bustarella che riteneva necessaria, però _ credeva che il funzionario corrotto fosse lo _stesso. Evidentemente è giusto dire che _ non sapeva che io ripartivo a metà con _la bustarella.
Voglio precisare che non ho mai detto ad _ che c'erano dei funzionari da corrompere.
E' evidente che _ pensava di corrompere qualcuno ma quel qualcuno, lo ribadisco, era _ .
In tutta onestà devo dire che la bustarella divisa con _non ha nulla a che vedere con le fatture o le prestazioni che io rivendicavo da _ in quanto le bustarelle le avevo prese a sua insaputa..."
Nel seguito AC 1 ha dichiarato di essere stato comunque, all'epoca, creditore di _ avendogli affidato all'incirca un milione di franchi (suoi e di clienti) perchè glieli investisse, denaro che invece _ non gli ha mai più restituito, avendolo perduto a causa di certi accadimenti.
In aula il Difensore di AC 1 ha segnalato che, dalla scheda contabile già citata, emerge che AC 1 ha comunque fatto - come legale di _ - un certo qual lavoro per lui, col che sia i fr. 15'000.-- del primo pagamento, sia i successivi fr. 30'000.-- possono essere considerati quale onorario dovuto da _ a AC 1 per le prestazioni normalmente eseguite e mai fatturate.
Che quella testé evocata sia una squallida vicenda, che ha avuto per protagonisti loschi figuri, con ciò intendendosi gli autori (AC 1 e _ ) certo, ma anche la presunta vittima (che ancora oggi fa sapere, attraverso i media, di nulla aver pagato e quindi di non essere stata truffata nell'evidente timore di passare per un corruttore) è manifesto. D'altro canto, non v'è chi non veda come l'imputazione di truffa qui in discorso sia del tutto trascurabile (e quindi di nessun peso) per rapporto agli altri sciagurati comportamenti di AC 1, descritti nei considerandi che precedono. Ad ogni buon conto, dovendosi in ogni caso formalmente decidere se AC 1 ha da essere ritenuto o no autore colpevole di ripetuta truffa, la Corte ha risposto negativamente al quesito posto, e ciò perchè - come noto - la truffa è il reato dell'astuzia, dell'inganno subdolo di chi conferma la vittima nel proprio errore sfruttandone la buona fede (sia a norma del vecchio art. 148, sia a norma del nuovo art. 146 CP).
Come già chiaramente stabilito dal TF (cfr. DTF 120 IV 186), per determinare se vi è astuzia la situazione della vittima va esaminata concretamente. L'esistenza di una colpa concomitante della vittima può escludere l'astuzia, se essa non si è trovata in uno stato di inferiorità. Non ogni negligenza della vittima esclude la protezione penale, ma solo quella particolarmente avventata o sconsiderata (cfr. DTF 126 IV 172). Nel concreto caso la vittima, ovvero l'_, lungi dall'essere uno sprovveduto era in realtà una persona assai spregiudicata. Stando ai fatti accertati fu _ per primo a dichiararsi disposto a pagare delle bustarelle pur di avere il permesso per sé e per l'amica - amante _ . Che _ sia una persona particolarmente accorta discende altresì dal fatto che egli ha pagato quando già il cosiddetto "permessino" era stato rilasciato. Contrariamente a quanto si legge nell'atto d'accusa, AC 1 non si attivò a priori (ovvero prima del rilascio del permessino) per ingannare _, né gli presentò _già con intenti truffaldini, né _ pagò i fr. 50'000.-- in vista di ottenere il permesso. Quando _ pagò lo fece - per quanto si è capito - perchè il permessino già gli era stato rilasciato e - per dirla con le parole scritte sul fax da _del 26.10.1994 - la cosa era praticamente "fatta".
Lo stesso vale per il caso della _ , stante che AC 1 e _(quest'ultimo prima di ritrattare) ne hanno sempre parlato accomunando le due pratiche, quella di _ e quella della donna, per quanto attiene alle modalità e circostanze del pagamento (ovvero dell'atto di disposizione). A conclusione di questo capitolo si ritiene di dover qui riprodurre una significativa frase detta da _ nel verbale reso al PG il 26.10.2000 a p. 3 (cfr. classeur H2):
"...Voglio far presente che a mio avviso il pagamento di alcune decine di migliaia di franchi di onorari per l'ottenimento del permesso di dimora è una cosa usuale a _. Mi sono creato questa opinione sulla base di ciò che conoscenti mi avevano riferito..."
Ma se questo è, ancora nel 2000, "l'_ pensiero", allora altro qui non resta che mettere il punto finale a questa già definita "squallida vicenda", ricordando la saggezza dell'antico e sempre attuale principio:
"In pari turpitudine melior est causa possidentis"
Non merita protezione penale né può essere "vittima" ai sensi dell'art. 146 CP chi ancora nel 2000 la pensa come _.
16. Della commisurazione della pena
Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.
L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima comminata e senza andar oltre al _ legale della specie di pena. Il Tribunale federale ha avuto modo ancora di recente di richiamare i criteri che debbono essere adottati nella commisurazione della pena e nella sua motivazione.
Nelle DTF 129 IV 6 e 127 IV 101 e ss, il Tribunale federale ha segnatamente avuto modo di ricordare, richiamandosi a precedenti decisioni, che, giusta l'art. 63 CP il criterio essenziale è quello della gravità della colpa; il giudice deve prendere in considerazione in primo luogo, gli elementi che portano sull'atto in quanto tale, in particolare sul risultato dell'attività illecita, sui modi di esecuzione e, dal punto di vista soggettivo, sull'intensità del dolo così come dei motivi del delinquere. L'importanza della colpa dipende altresì dalla libertà di decisione di cui ha disposto l'autore: più gli sarebbe stato facile rispettare la norma violata, più fortemente pesa la sua decisione di trasgredirla e quindi più è grave la sua colpa. Quando ammette una scemata responsabilità penale ai sensi dell'art. 11 CP, il giudice deve attenuare la pena "di conseguenza", senza essere tenuto ad operare una riduzione lineare, secondo percentuali fisse. Egli deve unicamente trarre conseguenze ragionevoli dalla situazione (cfr. decisione del TF del 13.6.2003, in re D, inc. 65.145/2003, consid. 4.1). Anche le attenuanti che sgorgano dall'art. 64 CP (come insegna la DTF citata 127 IV 101) possono esser compensate con un aumento di pena se esistono circostanze aggravanti. Queste ultime possono così neutralizzare le circostanze attenuanti; lo stesso vale in caso di concorso di infrazioni (art. 68 n. 1 cpv. 1 CP). Può così accadere che, a seconda delle circostanze, un autore di reato possa essere condannato alla pena massima prevista dalla legge per l'infrazione rispettivamente per le infrazioni commesse anche in caso di scemata responsabilità e in presenza di circostanze attenuanti. Per ottemperare alla regola fissata dall'art. 68 n. 1 cpv. 1 CP, il giudice dovrà dapprima fissare la pena per il reato che ha la comminatoria più grave, tenendo conto di tutti gli elementi pertinenti (quali le attenuanti, le aggravanti e un'eventuale scemata responsabilità). Poi il giudice aumenterà detta pena per sanzionare gli altri reati, tenendo anche in tal caso conto di tutte le circostanze ad essi relative.
Nella concreta fattispecie la colpa di AC 1 è a non averne dubbio, di una gravità inaudita. Essa sgorga direttamente e con prepotenza dal complesso dei fatti descritti e dei reati ritenuti, tanto più gravi in quanto, a metterli in atto, è stato un uomo maturo per anni e per esperienze, con responsabilità di padre (all'inizio le due figlie erano ancora delle _ ), qualificato professionalmente come avvocato. Lungi dal farsi trattenere se non da un briciolo di dignità professionale, quantomeno da un qualche rispetto verso i propri figli, AC 1 (che già aveva abbondantemente oltrepassato la quarantina quando ha preso a frequentare quel _ che, sin dall'inizio, gli si era presentato come un malavitoso) ha deliberatamente scelto di mettere le proprie conoscenze professionali e personali al servizio della criminalità organizzata. Per puro scopo di lucro, per sola sete di guadagno, proprio negli anni (ultimi anni ottanta e primi anni novanta) in cui nel nostro Paese si mettevano in campo nuovi strumenti per lottare contro il riciclaggio e contro il crimine organizzato, AC 1 che, vivendo e lavorando in _ , quei momenti (e i cambiamenti che ne seguirono) ha vissuto e ben conosciuto, ha nondimeno scelto di stare dall'altra parte, dalla parte di quei clan calabresi che egli sapeva (prima ancora che lo stabilissero le sentenze dei Tribunali) dediti al crimine. Non si può capire quanto grave sia stata la colpa di AC 1 se non la si contestualizza. Non può, infatti, non apparire sciagurato, abbietto e aberrante il comportamento di lui che, nell'estate 1993 (appena un anno dopo che la mafia a Capaci e a Palermo aveva fatto strage dei magistrati_ e _ - e di loro collaboratori - che l'avevano combattuta) portava sacche piene di dollari a quell'"" che gli si disvelò tosto come un potente e pericoloso boss di _, professionista del narcotraffico (dal quale egli accettò pure di essere abbracciato alla maniera sicula).
Non può non apparire privo di scrupoli e sfacciato il comportamento di lui che, per rendere servizio al crimine organizzato, non si è peritato dal riprodurre quel sistema (di riciclare il narcodanaro per contanti) che era già stato in auge ai tempi della _ e che, ancora negli anni duemila, si è rivelato essere il più efficace e sicuro (come ben dimostrano sia l'operazione "_" sia l'operazione "_", scoperte dagli inquirenti ticinesi quasi per caso, solo perchè il "_ " aveva, con le sue lettere anonime, fatto scoppiare il _ gate).
Una colpa, quella di AC 1, tanto più grave in quanto egli, non solo ha riciclato narcodanaro ma anche ha concorso nel finanziamento di un altro ingente traffico di cocaina.
Così come è grave che, conclusasi l'operazione _, AC 1 abbia continuato a mantenere saldi quei contatti malavitosi che, dopo il 1995, se davvero avesse avuto paura, più non aveva motivo di continuare e che invece coltivava sia con il _, tramite la _, sia con l'avvocato _, legale di _ in _ , al punto che, nella primavera del 1998, egli (insieme a _ ) già aveva acquistato i biglietti per recarsi in _ a rilanciare gli affari con "lo zio", con il "nostro comune amico" (cfr. rapporto di Polizia, p. 144). Nel contempo aiutava la figlia del camorrista _ nel riciclare altro narcodanaro. E che ormai, quella del delinquere era diventata la sua seconda natura, il suo abituale modo di agire, emerge con veemenza dal suo coinvolgimento, nel settembre 1999, in quella gigantesca operazione di sostegno al crimine organizzato che egli stesso ha denominato "operazione _". Aldilà dell'estrema gravità oggettiva e soggettiva di tale suo agire, pesa in tale contesto la sua mancata collaborazione nel fare un po' di luce sui retroscena, e soprattutto, sulla destinazione che hanno avuto quei 17 e rotti milioni di dollari che egli ha restituito nella disponibilità di organizzazioni criminali.
AC 1 ha sempre giustificato la sua reticenza con la paura per la propria incolumità e quella dei suoi familiari. Nondimeno, se si considera che egli ha frequentato il _ e chi gli stava accanto, e chi gli è succeduto nella gestione delle attività criminali (in particolare i _), dagli anni 1987-88 fino all'estate del 2000, ininterrottamente (anche dopo che, finito in carcere il _, ben avrebbe potuto troncare ogni relazione), è invero difficile credergli quando sostiene di aver taciuto solo per paura.
Alla luce della sua annosa contiguità con i clan 'ndranghetistici calabresi, è forte il timore che egli abbia taciuto (e taccia) anche per motivi di omertà, oltre che di convenienza.
Tutto ciò premesso dovendosi concretamente commisurare la pena da infliggere a AC 1, la Corte ha avantutto considerato che il quadro legale di partenza è quello fissato dal reato più grave, ovvero, nel concreto caso, dall'art. 19 LS, che sanziona il finanziamento di un traffico ingente di cocaina con una pena compresa tra un minimo di un anno di detenzione e un _ di venti anni di reclusione.
AC 1 - come è stato accertato nei considerandi che precedono - ha concorso nel finanziamento di un acquisto di cocaina in misura di 5 milioni di franchi. Trattasi di un importo enorme (_, nei suoi verbali, ha dichiarato che in _ la cocaina costa circa US dollari 2'000/2'500 al kg) che consente d'acquistarne quantitativi giganteschi, superiori ai 1000 kg. Considerando che AC 1 ha concorso nel suddetto finanziamento con dolo eventuale, la Corte ha ritenuto adeguata, alla particolare gravità della colpa, una pena dell'ordine di anni dieci di reclusione che è stata però, per finire, fissata in anni otto per tenere conto (traendo conseguenze ragionevoli dalla situazione) della scemata responsabilità ex art. 11 CP, peritalmente stabilita di grado da molto lieve a lieve, nonché delle più generali condizioni personali (in particolare di età e di durata del carcere preventivo sofferto), familiari e sociali del reo, oggidì sicuramente difficili e precarie.
Contrariamente a quanto ritenuto dalla Difesa, AC 1 non può, per i reati commessi nel 1993-94, beneficiare dell'attenuante specifica del "lungo tempo trascorso", giusta l'art. 64 CP, e ciò perchè egli non ha tenuto nel seguito buona condotta, avendo egli, al contrario, ancora fino all'arresto, pesantemente delinquito.
La Corte è quindi passata ad aggravare, ai sensi dell'art. 68 CP, la suddetta pena per adeguatamente sanzionare gli ulteriori reati commessi da AC 1, ovvero gli atti di ripetuto riciclaggio, in parte aggravato, di cui alle operazioni "_" e "_", e i ripetuti atti di sostegno alla criminalità organizzata di cui all'operazione "_".
A mente della Corte, fosse stato quest'ultimo l'unico reato commesso da AC 1, da solo, esso, gli sarebbe valso il _ della pena prevista dall'art. 260 ter CP (ovvero, tenuto conto della reiterazione, anni sette e mezzo di reclusione).
Nondimeno, per considerare che quella di anni sette e mezzo di reclusione è la pena massima che la legge commina (giusta l'art. 68 CP) a chi (anche ripetutamente) viola tanto l'art. 260 ter CP quanto l'art. 305 bis cifra 1 e 2 CP, la Corte ha ritenuto di considerare, per l'aggravamento, tale ordine di pena. Dopodiché, a motivo della riduzione ancora da operare per tener conto del descritto stato di scemata responsabilità (nonché delle già citate più generali condizioni personali familiari e sociali del reo) l'aggravamento è stato fissato in anni sei, e, quindi, la pena finale in complessivi anni quattordici di reclusione. Trattasi, a non averne dubbio - e la Corte ne è stata ben consapevole - di una pena importante che viene inflitta a un uomo che è giunto al processo dopo un lungo periodo di carcere preventivo e che si avvia al compimento dei suoi sessantatre anni.
Nondimeno anche esaminata da questo profilo, essa è apparsa alla Corte non sproporzionata, bensì adeguata alla inusuale gravità della colpa. A detta pena (privativa della libertà) è stata cumulata (giusta l'art. 19 cifra 2 LS e 305 bis cifra 2 CP) la multa, e ciò perchè AC 1 ha delinquito per mera avidità di guadagno. Avuto riguardo alla situazione economica di lui, è d'uopo contenere l'importo in fr. 50'000.-, mentre che si rinuncia ad ordinare un risarcimento per l'indebito profitto conseguito e non più presente (con rinuncia quindi a sequestrare, risp. confiscare il credito che AC 1 vanta contro _).
Nei confronti di AC 1, viene ordinato il trattamento ambulatoriale ex art. 43 CP, così come da lui e dal _to auspicato.
Avendo egli pesantemente delinquito nell'ambito professionale, segnatamente sfruttando la funzione di avvocato, si rende necessario ordinare, ex. art. 54 CP, per prevenire ulteriori abusi, l'interdizione, per il periodo _ consentito di anni cinque, dell'esercizio della professione. Detta pena deve essere effettiva, non potendosi (alle luce dei precedenti penali e dei reati qui ritenuti) formulare una prognosi anche solo minimamente favorevole.
17. Delle confische, dei dissequestri e di tasse e spese
Per i motivi dianzi spiegati , deve pacificamente essere confiscato l'importo di fr. 11'949'160.-, rinvenuto nel caveau, trattandosi di danaro di pertinenza di organizzazioni criminali.
Del pari devono essere confiscati i saldi attivi dei seguenti conti, siccome provento di reato:
-
conto _
presso _,
intestato a _
saldo al momento del sequestro fr. 708'631.--
;
-
conto deposito titoli,
presso _,
intestato a _,
saldo al momento del sequestro fr. 351'312.--
;
-
conto n. _,
presso _,
intestato a _,
saldo al momento del sequestro USD 159.--
;
-
conto _,
intestato a AC 1 _,
saldo al momento del sequestro fr. 110.--
;
-
conto _,
presso _,
intestato a _,
saldo al 7.10.98 fr. 348'900.--
;
-
conto _,
presso il _,
intestato a _,
saldo al momento del sequestro fr. 8'944.25
;
-
conto _,
presso_,
intestato a _,
saldo al momento del sequestro fr. 19'990.--
.
Dei due libretti di risparmio al portatore nr. _e _, entrambi di proprietà di AC 1, viene confiscato solo l'importo di fr. 95'101.85 per ciascun libretto, trattandosi di danaro provento di reato, ovvero di commissioni _ .
La rimanenza in conto dopo detta confisca ha invece da essere dissequestrata a favore del condannato, previa deduzione di multa, tassa e spese.
Per il resto devono essere confiscate la documentazione e le buste indicate nell'atto di accusa.
La tassa di giustizia di fr. 10'000.- e le spese processuali sono a carico del condannato in ragione di 3/5 mentre che, a causa dei proscioglimenti, i rimanenti 2/5 sono a carico dello Stato.
rispondendo ad A.
affermativamente a tutti i quesiti, meno che ai quesiti n. 1.1.1., 1.1.2., 1.1.2.1., 1.1.2.1.1., 1.1.2.2., 1.1.2.2.1., 1.1.3., 1.1.4., 1.1.5.1., 1.1.5.2., 1.1.6., 1.1.7., 1.1.8., 1.1.9., 1.2.1.1.1., 1.3.3., 1.3.7., 1.3.7.1., 1.3.7.2., 1.3.8., 1.3.8.1., 1.3.8.2., 1.3.1.1.1., 1.3.1.1.1.1., 1.3.1.1.2., 1.4., 3., 4., 6. e 8.,
in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.2., 1.3.6., 1.3.9., 1.3.1.1., 9.2. e 9.3.;
a B.
affermativamente a tutti i quesiti;
visti gli art. 11, 18, 35, 41, 43, 54, 58, 59, 63, 64, 66, 68, 69, 146, 260ter, 305bis CP;
19 cifra 1, 2 e 4 LFStup;
9 segg. CPP e 39 TG sulle spese;