Decision ID: 0a175c57-d20f-5b01-aa9e-b68177744a89
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La Sezione della circolazione, Ufficio giuridico,
_
, con decisione 31 gennaio 2003, ha inflitto a
_ _
,
_
, una multa di fr. 100.–, oltre ad una tassa di giustizia di fr. 20.– ed alle spese di fr. 10.–, per i seguenti motivi:
"Ha circolato con il veicolo
_
impiegando, durante la guida, un telefono senza dispositivo “mani libere”.
Fatti accertati il 24 ottobre 2002 in territorio del Comune di
_
.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli artt. 31 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr e 3 cpv. 1 ONC
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale
_ _
si è aggravato davanti alla Pretura penale, chiedendone l'annullamento. Il ricorrente assevera di aver tempestivamente contestato la contravvenzione, di essere il detentore del veicolo targato
_
e non già
_
, adducendo inoltre di non aver commesso personalmente l’infrazione.
C.
Il Dipartimento delle istituzioni si è astenuto dal formulare osservazioni, lasciando al giudice competente la più ampia facoltà di giudizio.

Considerato, in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti acquisiti all'incarto, senza che appaia necessario esperire ulteriori atti istruttori, ai sensi dell'art. 12 LPContr. Neppure appare necessario risottoporre gli atti alla Sezione della circolazione, affinché si esprima nuovamente in merito al gravame in esame.
2.
Il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza (art. 31 cpv. 1 LCStr). Il conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada ed alla circolazione. Egli non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo. Inoltre la sua attenzione non deve essere distratta né dalla radio né da altri apparecchi riproduttori del suono (art. 3 cpv. 1 ONC).
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale, è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr).
3.
I fatti rimproverati all'insorgente sono stati constatati da un agente della Polizia comunale di
_
. E' ben vero che le constatazioni operate da un agente accertatore non fruiscono di per sé di una presunzione di veridicità e di fedefacenza. Rientra, per contro, nel quadro delle attribuzioni dell'autorità decidente apprezzare liberamente la concludenza delle dichiarazioni rese dall'autore dell'accertamento, esaminare la pertinenza della descrizione dei fatti, tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal multato.
Nel caso concreto, fin dall’avvio della procedura contravvenzionale, il ricorrente ha asserito che il veicolo in questione non è da lui utilizzato, mentre lo è dagli operai della propria impresa.
Innanzi alle contestazioni del qui ricorrente, l’agente denunciante non ha provveduto a chiarire chi fosse effettivamente alla guida del veicolo al momento della presunta commissione dell’infrazione.
Nel proprio rapporto di contro osservazioni 4 marzo 2003 l’agente si limita infatti a ribadire che “
in data 24 ottobre 2002 alle ore 9.12, il denunciato circolava con l’autofurgone di marca
_ _
, immatricolato
_
, in località via
_
a
_
”, rilevando che a norma dell’art. 16 LACS il denunciato doveva "
menzionare chi era alla guida del veicolo
", constatando altresì che
"il denunciato non ha prodotto prove che in quel momento non fosse al telefono ( tabulati telefonici )"
.
Nemmeno nel rapporto di contro-osservazioni l’agente provvede quindi a fornire informazioni più precise circa l’identità del conducente menzionando, in un primo tempo, che il denunciato era alla guida del furgone mentre successivamente ed in maniera del tutto contraddittoria, il poliziotto richiama l’art. 16 LACS, disposizione di legge finalizzata invero all’identificazione dell’autore dell’infrazione e quindi proprio del conducente.
L’applicabilità di detto disposto di legge presuppone tuttavia una chiara e formale richiesta in tal senso al detentore da parte dell’autorità, ciò che non è ravvisabile agli atti.
Relativamente alla produzione dei tabulati telefonici va osservato che questi ultimi non sarebbero comunque concludenti, ben potendo il conducente fare uso di un telefono mobile di cui non è il titolare.
Ben ponderate le due versioni, le prove raccolte dall’istanza inferiore appaiono insufficienti per persuadere questo giudice della colpevolezza del ricorrente. Va infatti ricordato che secondo l’art. 32 cpv. 1 Cost. ognuno è presunto innocente fino a quando non è stato dimostrato il contrario.
In assenza quindi di prove ed apprezzando liberamente gli elementi agli atti, questo giudice non è pervenuto a maturare il convincimento che il multato abbia effettivamente infranto gli art. 31 cpv. 1 LCStr e 3 cpv. 1 ONC. Ritenuto che non spetta a questo magistrato supplire alle carenze istruttorie nelle quali è incorsa l’autorità inferiore, si giustifica di prosciogliere
_ _
dall’addebito che gli è stato mosso.
4.
L’impugnativa deve dunque venire accolta. Visto l’esito del gravame non si prelevano né tassa di giustizia né spese (art. 15 LPContr).