Decision ID: 1e7f9663-72b2-578e-bf4b-8bda46e1c3b0
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. In data 16 marzo 2015, RI 1, dipendente della ditta _ di _ in qualità di assistente tecnico e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è scivolato mentre stava percorrendo un sentiero ed è caduto in una scarpata per circa 7 metri, riportando un trauma diretto al dorso (cfr. doc. 1 e doc. 41).","L’esame di RMN lombare del 18 aprile 2015 ha evidenziato la presenza di un’ernia discale mediale del disco D11-T12, di una protrusione discale L2-L3 con possibile irritazione della radice di L3, di una protusione del disco L3-L4 con possibile irritazione della radice di L4 a sinistra, come pure di segni spondilartrosici da L3 a S1 bilateralmente (cfr. doc. 15).","A margine del consulto del 18 giugno 2015, il neurologo dott. P. Pedrazzi ha quindi diagnosticato una radicolopatia L4(L3) favorita dalla protusione discale esistente a quel livello (cfr. doc. 32).","L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.","1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale dell’8 gennaio 2016, l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 1° gennaio 2016, ritenuto che, da quella data in poi, i disturbi non si sarebbero più trovati in relazione causale naturale con l’evento traumatico del marzo 2015 (cfr. doc. 89).","A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 103), in data 2 giugno 2016, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 123).","1.3. Con tempestivo ricorso dell’8 luglio 2016, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto, in via principale, la riapertura del caso allo scopo di “approfondire eventuali ulteriori cure, in particolare verrà ordinata una perizia specialistica con possibilità per l’assicurato di porre domande complementari” e, in via subordinata, la condanna dell’assicuratore convenuto a riconoscergli una rendita d’invalidità del 100%, nonché un’indennità per menomazione all’integrità (IMI) d’entità imprecisata.","Dal profilo formale, l’insorgente rimprovera all’amministrazione di aver interpellato durante la procedura di opposizione il proprio medico fiduciario, senza garantirgli il diritto di essere sentito e di quello al contraddittorio, cosicché non sarebbe “... accettabile che CO 1 fondi la sua decisione sul parere del dr. med. _.” (doc. I, p. 6).","Sul piano materiale, il ricorrente contesta che alla valutazione del dott. _ possa essere attribuito pieno valore probatorio (“... le valutazioni del dr. med. _ non possono essere prese per sufficientemente convincenti siccome si presentano incomplete, contraddittorie e, in particolare, da un canto interpretano gli atti sempre e solo a sfavore della tesi dell’assicurato e dall’altro omettono di considerare elementi a favore.”), nella misura in cui il medico _ ha ritenuto che i disturbi sciatalgici non sarebbero apparsi immediatamente dopo il trauma (e ciò, da una parte, travisando le dichiarazioni contenute nel verbale di audizione 8 luglio 2015 dell’assicurato e, dall’altra, ignorando le indicazioni contenute nella restante documentazione agli atti), che l’evento infortunistico in questione non sarebbe stato idoneo a causare la patologia erniaria lombare e, infine, che vi fosse uno stato patologico sicuramente preesistente all’infortunio del marzo 2015 (cfr. doc. I, p. 7 ss.).","Secondo l’assicurato, un peso probatorio maggiore andrebbe invece riconosciuto alla perizia di parte elaborata dal neurologo dott. _, il quale “... non nega la presenza di patologie degenerative già presenti all’impatto dell’incidente. Egli sostiene però che tale quadro degenerativo (segni di spondilartrosi da L3 a S1 bilateralmente) fosse perfettamente compatibile per un soggetto sui 50 anni come il paziente. Non vi era quindi alcuna ragione di attendersi in un tempo ragionevole e senza l’intervento di fattori scatenanti, una lesione del disco L3-L4 che è all’origine della sintomatologia post-traumatica (sindrome radicolare acuta su patologia discale) del ricorrente. Ciò premesso e considerata l’immediatezza dell’apparizione della sintomatologia, l’adeguatezza del trauma subito e l’assenza di sintomi al rachide dorsale lombare al momento dell’infortunio, il Dr. med. _ ha quindi potuto concludere per l’origine traumatica della sindrome radicolare acuta su patologia discale accusata dal paziente successivamente l’evento infortunistico del 16.03.2015.” (doc. I, p. 13 s.).","1.4. L’CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa dell’assicurato venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).","1.5. In replica, RI 1 ha versato agli atti il rapporto 18 luglio 2016 della Clinica _ di _ e si è in sostanza riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (doc. V + allegato).","L’istituto assicuratore convenuto si è espresso al riguardo in data 23 settembre 2016 (doc. VII).","1.6. In data 16 dicembre 2016, questa Corte ha chiesto al medico curante dell’insorgente di produrre la cartella clinica dell’assicurato relativa al periodo 17 marzo – 24 aprile 2015 (doc. X).","La risposta del dott. _ è pervenuta il 23 dicembre 2016 (doc. XI).","Alle parti è stato concesso di formulare delle osservazioni in merito (cfr. doc. XIII, doc. XIV e doc. XVII)."}

{"in diritto","2.1. Sul piano formale, l’insorgente rimprovera all’CO 1 di aver raccolto nell’ambito della procedura di opposizione il parere del proprio medico _, dott. _, “... senza interpellare l’assicurato e consentirgli di porre domande complementari prima della decisione.” (doc. I, p. 6 e doc. V, p. 2).","L'art. 29 cpv. 2 Cost. e l'art. 42 LPGA garantiscono alle parti il diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto d’essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 497 consid. 2.2 con riferimenti; 126 V 130 consid. 2b con riferimenti).","Il diritto di essere sentito é una garanzia costituzionale di carattere formale, la cui violazione comporta l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere delle possibilità di successo del ricorso nel merito (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 V 132 consid. 2b e i riferimenti ivi citati).","Secondo la giurisprudenza, la violazione del diritto di essere sentito - a condizione che non sia di una particolare gravità - é sanata se la parte lesa ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un’autorità di ricorso che gode di un pieno potere cognitivo. La riparazione di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa).","In concreto, l'assicuratore LAINF convenuto non ha consentito all'assicurato di esprimersi sul rapporto elaborato dal proprio medico fiduciario (e quindi nemmeno di proporre eventuali quesiti complementari), prima che venisse emanata la decisione su opposizione impugnata. Nondimeno, pur volendo ammettere che il diritto di essere sentito di RI 1 sia stato leso, tale lesione é comunque stata sanata con l’inoltro dell’impugnativa al TCA, autorità di ricorso che gode di piena cognizione. Il rappresentante dell’assicurato – in possesso dell’intero incarto assicurativo da lui stesso richiamato (cfr. doc. 124 e 126) e ottenuti persino dei chiarimenti in merito al contenuto dell’apprezzamento 17 maggio 2016 del dott. _ (cfr. doc. 128, 130 e 131) - ha in effetti potuto far valere ampiamente le proprie ragioni sia di fatto che di diritto.","2.2. Nel merito, oggetto della lite è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a dichiarare estinto a decorrere dal 1° gennaio 2016 il proprio obbligo a prestazioni dipendente dall’evento infortunistico del 16 marzo 2015, oppure no.","2.3. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.","Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.","2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).","Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.","È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).","Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).","L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:","- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);","- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)","(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).","Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).","2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.","Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).","Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).","La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).","2.6. Conformemente all'esperienza acquisita in materia di medicina infortunistica, praticamente tutte le ernie discali sono causate da preesistenti alterazioni degenerative che interessano i dischi intervertebrali. Pertanto, solo eccezionalmente - qualora siano soddisfatti determinati presupposti - un evento infortunistico può essere ritenuto come la causa propriamente detta di un’ernia del disco (cfr. STF 8C_1003/2010 del 22 novembre 2011 consid. 1.3; STFA U 194/05 del 25 ottobre 2006; RAMI 2000 U 378, p. 190, U 379, p. 192).","Un'ernia discale va considerata di natura traumatica in senso stretto unicamente - e le condizioni sono cumulative - se l'evento infortunistico presenta una particolare gravità, se è di per sé idoneo a danneggiare il disco intervertebrale e se i sintomi dell'ernia discale, così come la relativa incapacità lavorativa, sono insorti immediatamente (cfr. SVR 2009 UV 1 p. 1 consid. 2.3; RAMI 2000 U 378 p. 190 consid. 3, U 379 p. 192 consid. 2a).","I criteri appena esposti valgono anche in caso di peggioramento duraturo (direzionale) di uno stato morboso preesistente, se e nella misura in cui, a causa di un infortunio, lo sviluppo di un’ernia discale sia stato anticipato oppure accelerato (cfr. STFA U 218/04 del 3 marzo 2005, consid. 6.1).","In particolare, è necessario che vi siano \"... attendibili reperti radioscopici suscettibili di fare ritenere un aggravamento significativo e duraturo dell'affezione degenerativa preesistente alla colonna vertebrale (RAMI 2000 No. U 363, pag. 46, cfr. pure sentenza inedita del 4 giugno 1999 in re S., U 193/98, consid. 3c).\" (STFA U 194/05 del 25 ottobre 2006, già citata).","Qualora un’ernia del disco preesistente sia stata solo resa manifesta dall’infortunio, i disturbi scatenati in tal modo devono apparire entro un breve lasso di tempo, affinché possano essere ancora considerati conseguenza naturale dell’evento in questione, la giurisprudenza tollerando a tal riguardo un periodo di latenza massimo di 8-10 giorni dall'infortunio (STFA U 218/04 del 3 marzo 2005 consid. 6.1).","Occorre precisare che, secondo il Tribunale federale, la durata tollerata della latenza varia a seconda del segmento interessato dall’ernia del disco (rachide lombare/toracale oppure cervicale):","\" Wird eine vorbestandene Diskushernie durch den Unfall lediglich manifest, müssen die dadurch ausgelösten Beschwerden innerhalb einer kurzen Zeitspanne auftreten, um als natürlich kausale Folgen des fraglichen Ereignisses zu gelten. Für den Brust- und Lendenwirbelbereich wird eine Latenzzeit von höchstens acht bis zehn Tagen angegeben (Alfred M. Debrunner/Erich W. Ramseier, Die Begutachtung von Rückenschäden, Bern 1990, S. 55). Bei einer vorbestehenden Diskushernie der Halswirbelsäule beträgt das beschwerdefreie Intervall in der Regel lediglich wenige Stunden (Krämer, a.a.O. S. 355; nicht veröffentlichtes Urteil S. vom 4. Juni 1999 [U 193/98]).“ (STFA U 218/04 del 3 marzo 2005, consid. 6.1)","In tale ipotesi (ossia quella in cui l’infortunio ha giocato un ruolo semplicemente scatenante), l'assicurazione assume la sindrome dolorosa legata all'evento traumatico. Fintanto che non é stato raggiunto lo status quo sine vel ante, l’assicuratore é tenuto in tal caso ad assumere, in base all’art. 36 cpv. 1 LAINF, le indennità giornaliere, come pure i rimborsi delle spese e le prestazioni sanitarie, sotto cui ricadono anche i costi di cura medica ex art. 10 LAINF. La persona assicurata ha pertanto diritto a una cura appropriata (cfr. STF 8C_412/2008 del 3 novembre 2008 consid. 5.1.2 e riferimento ivi citato).","2.7. Secondo la dottrina medica dominante, in caso di lombalgie e di lomboischialgie postraumatiche, lo status quo sine si ritiene raggiunto dopo tre/quattro mesi, mentre un eventuale aggravamento direzionale deve essere dimostrato radiologicamente e distinguersi da una progressione legata all’età. Il peggioramento traumatico di un preesistente stato degenerativo della colonna vertebrale, clinicamente asintomatico, cessa di produrre i propri effetti trascorsi dai sei ai nove mesi, al più tardi dopo un anno (cfr. SVR 2009 UV n 1 p. 1; STF 8C_562/2010 del 3 agosto 2011 consid. 5.1, 8C_314/2011 del 12 luglio 2011 consid. 7.2.3, 8C_416/2010 del 29 novembre 2010 consid. 3.3 e 8C_679/2010 del 10 novembre 2010 consid. 3.3).","2.8. Dalle carte tavole processuali, in particolare dal referto relativo alla RMN della colonna lombare del 18 aprile 2015, risulta che l’assicurato è portatore di alcune ernie discali, a livello Th11-12, L2-3, nonché L3-L4 (cfr. doc. 15).","Secondo il dott. _, Caposervizio di neurologia presso l’Ospedale _ di _, è probabile che i disturbi invalidanti denunciati dall’insorgente – definiti come una radicolopatia irritativa - correlino con “... l’immagine erniaria in L3-4 (e forse anche il L2-3).” (cfr. doc. 73, p. 2).","Per il dott. _, spec. FMH in neurologia, non vi sono dubbi “... sulla presenza di una sindrome prevalentemente irritativa L4 e probabilmente L3 a sinistra, ma anche deficitaria con disturbi della sensibilità superficiale e discreta debolezza del m. quadricipite femorale a sinistra (innervazione tramite le radici L3 e L4)”. (doc. 98, p. 13).","D’altro canto, questa Corte osserva che l’eziologia dei disturbi presentati dall’assicurato, é stata discussa da diversi specialisti, le cui certificazioni figurano agli atti.","A margine della visita di controllo del 19 novembre 2015, il medico _ dott. _, spec. FMH in chirurgia della mano e generale, ha sostenuto che il nesso di causalità naturale con l’infortunio del marzo 2015 si sarebbe estinto a far tempo dal 1° gennaio 2016, e ciò tenuto conto che gli esami radiologici strumentali eseguiti nel frattempo non avevano evidenziato lesioni traumatiche a livello del rachide lombare e lombosacrale, ma unicamente delle diffuse alterazioni degenerative (cfr. doc. 70, p. 4).","Nel rapporto 2 dicembre 2015, indirizzato al medico fiduciario dell’assicuratore, il dott. _ ha sottolineato - “in assenza di espliciti segnali in risonanza magnetica” – la difficoltà a “... stabilire una relazione di “causa-effetto” tra questi tipi di disturbi degenerativi e la sintomatologia dei pazienti (il concetto di “ernia discale traumatica”, in altre parole, esiste ma viene considerato abbastanza raramente ...).” (doc. 73, p. 2).","Nel gennaio 2016, RI 1 ha privatamente consultato il neurologo dott. _.","Dal relativo suo referto risulta che, nel caso di specie, “tre condizioni parlano per l’origine traumatica della sindrome acuta su patologia discale accusata dal paziente a causa dell’incidente del 16.03.2015: l’immediatezza dell’apparizione della sintomatologia, l’adeguatezza del trauma subito e l’assenza di sintomi al rachide dorsale lombare al momento dell’impatto del trauma in questione.” (doc. 98, p. 9).","A suo avviso, quindi, sarebbe “... dato un rapporto di causalità con grado di verosimiglianza preponderante tra l’evento infortunistico del 16.03.2015 e le lesioni del disco L3-L4 a sinistra e del disco L2-L3, che sono all’origine della sindrome radicolare accusata dal paziente.” (doc. 98, p. 11).","Sempre nell’ambito della procedura di opposizione, il patrocinatore dell’assicurato ha prodotto una certificazione del dott. _, il quale, presa visione della valutazione espressa dal dott. _, ne ha esplicitamente condiviso le conclusioni (doc. 98, p. 17).","Prima di procedere all’emanazione della decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha ancora sottoposto al dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, l’intera documentazione, segnatamente la perizia di parte elaborata dal dott. _, per una sua presa di posizione.","Con apprezzamento datato 17 maggio 2016, il medico _ appena citato ha avallato il parere espresso a suo tempo dal dott. _, ovvero estinzione della causalità naturale a decorrere dal 1° gennaio 2016. A suo avviso, nel caso concreto non sarebbero adempiuti i criteri di Krämer, e meglio “... l’avvenimento infortunistico non è atto a provocare un’ernia discale. L’assicurato è caduto da un’altezza più bassa della propria altezza in quanto si trovava già accovacciato ed è scivolato sulla scarpata. Dal rapporto del dott. med. _ del 24.06.2016 risulta che l’assicurato presentava dei traumi a livello del dorso con coinvolgimento anche della colonna lombare e rare irradiazioni all’arto inferiore sinistro. Non si tratta quindi verosimilmente di un trauma assiale ma di eventuali ripetuti traumi minori che secondo il mio parere non sono assolutamente atti a provocare un’ernia discale”, “dal resoconto della cartella clinica del dott. med. _ che ha visitato l’assicurato in data 17.03.2015 risulta chiaramente che non vi era nessun sintomo neurologico. Nel rapporto del 24.04.2016 sempre del dott. med. _ risulta che vi è un’irradiazione all’arto inferiore sinistro soltanto raramente e dal rapporto ispettivo risulta che la sintomatologia sciatalgica è comparsa soltanto 25 giorni dopo l’infortunio stesso” e, infine, “dalle indagini si sono evidenziate delle patologie morbose sicuramente pre-esistenti all’avvenimento infortunistico.” (doc. 122, p. 3 s.)."}