Decision ID: 84f82c78-ce8a-5804-b4b9-5941792dffab
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 30 aprile 2018, RI 1, a quel momento al beneficio delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è caduto mentre era in sella alla propria bicicletta elettrica e si è procurato, secondo il rapporto 7 maggio 2018 del Servizio di PS dell’Ospedale _ di _ (doc. 19), una contusione al ginocchio destro e una contusione alla testa (contusio capitis).
L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 13 novembre 2018, l’amministrazione ha dichiarato estinto dal 19 novembre 2018 il diritto alle prestazioni dipendente dall’infortunio dell’aprile 2018, posto che la sintomatologia denunciata dall’assicurato non costituiva una conseguenza adeguata dell’evento assicurato (doc. 86).
A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 108 e 117), in data 6 maggio 2019, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 136).
1.3. Con tempestivo ricorso del 5 giugno 2019, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto, in via principale, che l’assicuratore convenuto venga condannato a ripristinare il diritto alle prestazioni a contare dal 19 novembre 2018 e, in via subordinata, il rinvio degli atti all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione, tenuto conto anche “dell’esito dell’istruttoria che sarà svolta dall’Ufficio AI circa l’assegnazione di provvedimenti professionali, ...” (doc. I, p. 30).
Sul piano formale, l’insorgente sostiene che l’amministrazione avrebbe violato il suo diritto di essere sentito per “... non avere indicato nella decisione su opposizione del 6.05.2019 se l’esame dell’adeguatezza del nesso di causalità debba avvenire in base alla prassi sviluppata nella DTF 117 V 359 relativa ai “colpi di frusta” (...) oppure secondo i criteri applicabili in caso di evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio (DTF 115 V 133).” (doc. I, p. 21).
Nel merito, l’assicurato contesta innanzitutto che la sintomatologia da lui denunciata non correlerebbe a sufficienza con un danno organico oggettivabile presente a livello cerebrale, e ciò alla luce di quanto certificato dai medici da lui privatamente consultati (dott. _ e dott. _). In questo senso, egli ritiene che agli apprezzamenti elaborati dal neurologo di fiducia dell’CO 1 sulla base dei soli atti, non possa essere attribuito sufficiente valore probatorio (cfr. doc. I, p. 6-21).
D’altro canto, nell’ipotesi in cui si volesse riconoscere l’assenza di correlazione tra disturbi e stato di salute oggettivabile, trattandosi allora di valutare l’esistenza di un legame causale adeguato con l’evento traumatico assicurato, il ricorrente fa valere in primo luogo che tale esame avrebbe semmai potuto avere luogo “... dopo il 1.08.2019, ossia alla scadenza dell’obbligo dell’Ufficio AI d’assumere i costi di un accertamento nell’ambito della scelta professionale tramite il SIL.” (doc. I, p. 22 s.). Sempre in tale ipotesi, e nel caso in cui questa Corte non dovesse giudicare prematuro l’esame della causalità adeguata, quest’ultimo andrebbe effettuato applicando la prassi elaborata in materia di traumi del tipo “colpo di frusta” (e non in base ai criteri applicabili in caso di evoluzione psichica abnorme susseguente a infortunio). L’assicurato sostiene quindi che l’evento traumatico del 30 aprile 2018 vada classificato nella categoria degli infortuni di media gravità in senso stretto e che sarebbero soddisfatti tutti i criteri di rilievo elaborati dalla giurisprudenza federale (cfr. doc. I, p. 23 ss.).
1.4. L’CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. I).
1.5. In data 26 agosto 2019, il patrocinatore dell’assicurato ha versato agli atti ulteriore documentazione, segnatamente dei referti allestiti dai dottori _ e _, e ha chiesto la disposizione di una perizia giudiziaria e di una perizia biomeccanica, come pure di richiamare gli incarti AI e del Sostegno integrazione lavorativa (SIL) (doc. VII + allegati).
L’amministrazione si è espressa al riguardo il 9 settembre 2019, versando agli atti un apprezzamento del PD dott. _ (doc. XI + allegato).
1.6. Il 26 settembre 2019, l’avv. RA 1 ha trasmesso al Tribunale due ulteriori rapporti dei dottori _ e _ e ha in sostanza ribadito le proprie richieste di prova (doc. XIII + allegati).
L’istituto assicuratore ha prodotto un ulteriore apprezzamento del neurologo dott. _ e si è quindi riconfermato nella sua risposta di causa (doc. XV + allegato).
Da parte sua, il rappresentante del ricorrente ha versato agli atti il referto 24 ottobre 2019 del dott. _, ha rinviato al contenuto della presa di posizione 24 settembre 2019 del dott. _ e ha ribadito che, a suo avviso, “la chiusura della pratica LAINF non poteva comunque avvenire in data 19.11.2018 poiché erano e sono tutt’ora in corso i provvedimenti di reintegrazione professionale da parte dell’AI (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF; DTF 134 V 109 consid. 3 e 4 pag. 122 e segg.) e pertanto il presente caso non potrà essere chiuso prima del 29.02.2020, ossia alla conclusione dei provvedimenti d’integrazione accordati da parte dell’AI all’assicurato.” (doc. XVII + allegato).
L’CO 1 ha formulato le proprie osservazioni in merito il 31 ottobre 2019 (doc. XIX).
1.7. In data 13 gennaio 2020, l’avv. RA 1 ha prodotto la sua nota d’onorario ai fini dell’eventuale statuizione sulle ripetibili (doc. XXI + allegato).
1.8. Il 26 febbraio 2020, al TCA è pervenuta copia della comunicazione 17 febbraio 2020, mediante la quale l’Ufficio AI ha rinnovato la garanzia di assunzione dei costi di potenziamento della resistenza presso il SIL di _ (doc. XXII + allegati).

in diritto
2.1. In ordine, richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che, a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore ad un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici.
2.2. Sempre in ordine, il ricorrente solleva una violazione del proprio diritto di essere sentito legata al fatto che l’amministrazione non avrebbe precisato nella decisione su opposizione impugnata se l’esame dell’adeguatezza del nesso di causalità è stato effettuato in applicazione della prassi relativa all’evoluzione psichica abnorme susseguente a infortunio oppure di quella relativa ai “colpi di frusta”, ai traumi equivalenti e a quelli cranio-cerebrali (doc. I, p. 21).
Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V 387, 127 V 219, 127 V 431, 127 I 56, 126 V 130).
Il diritto di essere sentito comprende pure l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni.