Decision ID: 1d7efaf6-6b06-5784-85d3-da203a07655f
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 15 dicembre 2003 il resistente CO1 ha chiesto al municipio di Bellinzona il permesso di costruire una casa d'abitazione monofamiliare a _ (part. n. 6187 RF);
che l'accesso è previsto attraverso il fondo contermine (part. n. 4383 RF), di proprietà della RI1, gravato da una servitù di passo personale irregolare, non cedibile e non trasmissibile, iscritta a RF a favore del resistente e di CO1, consistente nel diritto di utilizzare come passaggio a piedi o con i loro veicoli il viale (sub. g), che raggiunge la strada comunale;
che alla domanda si è opposta la RI1, contestando la sufficienza dell'accesso;
che il 21 maggio 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione della vicina, che nel frattempo aveva promosso davanti al Pretore di _ un'azione volta ad accertare la portata effettiva del diritto di passo;
che con giudizio 31 agosto 2004 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo il ricorso contro di essa inoltrato dall'opponente;
che il Governo si è in sostanza limitato ad affermare di non
nutrire dubbi in merito al fatto che il fondo in oggetto disponga di un accesso sufficiente
; non sarebbe necessario attendere l'esito della causa civile; a maggior ragione se si considera che il resistente ha nel frattempo ottenuto il permesso di costruire una pista attraverso le part. n. 6185 e 6309, di sua proprietà, che gli consente di raggiungere il fondo dedotto in edificazione per le esigenze del cantiere;
che contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza;
che l'insorgente ripropone in questa sede le eccezioni sollevate senza successo davanti alle precedenti istanze con riferimento alla sufficienza dell'accesso;
che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che ne postula il rigetto senza formulare osservazioni;
che ad identica conclusione pervengono il municipio e CO1, contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi qui appresso;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE; la legittimazione attiva dell'insorgente, già opponente, è certa; il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine;
che il giudizio può essere emanato sulla base degli atti (art. 18 PAmm);
che giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, l'autorizzazione a costruire può essere rilasciata solo se il fondo è urbanizzato;
che il fondo è considerato urbanizzato solo se è dotato di un accesso sufficiente, ossia commisurato alle necessità dell'utilizzazione prevista (art. 19 cpv. 1 LPT; 77 LALPT);
che, come giustamente rileva il Consiglio di Stato nel giudizio impugnato, l'esigenza di un accesso sufficiente discende soprattutto da considerazioni inerenti alla polizia del traffico, alla polizia sanitaria, nonché a quella del fuoco; l'accesso deve quindi essere tale da permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere la costruzione senza difficoltà (RDAT 1997 I n. 59; DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; Scolari, Commentario, II ed., ad art. 77 LALPT, n. 570; Zimmerlin, Das Baugestz des Kt. Aargau, II. ed., Aarau, 1985, § 156, n. 8; Zen-Ruffinen/ Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna, 2001, n. 700 seg.; Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes Umwelt-schutzrecht, Bern 2002, pag. 255 seg.; Jomini, Kommentar zum RPG, Zurigo 1999, ad art. 19 n. 18 seg.);
che l'accessibilità del fondo deve essere garantita in modo durevole tanto dal profilo fattuale, quanto dal profilo giuridico; se passa attraverso fondi di terzi, l'accesso deve essere assicurato da un'adeguata servitù (ZBl 1981, 463 seg.; OWVGE VIII, n. 56 consid. 2a; DFGP, op. cit., ibidem);
che un diritto di passo, costituito sotto forma di servitù, è sufficiente solo se assicura l'accesso al fondo con ogni veicolo a tutta la cerchia dei potenziali interessati, prescindendo dalla persona del proprietario
pro tempore
; per principio, la servitù deve dunque essere di natura prediale;
che un diritto di passo, costituito come servitù personale, non è per principio sufficiente, perché permette di accedere al fondo soltanto al suo titolare; non assicura, in particolare, alcun diritto di accesso né ai mezzi di soccorso, né ai parenti, agli amici, ai conoscenti, ai fornitori o ad altri interessati a raggiungere la costruzione;
che il diritto di passo, di cui beneficiano il resistente CO1 e _, è stato costituito sul fondo della ricorrente come
servitù personale irregolare, non cedibile e non trasmissibile
, ad
utilizzare come passaggio a piedi o con i loro veicoli privati il viale sub. g della part. n. 4383 RF
;
che tale diritto è strettamente limitato alle persone dei suoi beneficiari; non si estende né ai familiari, né ai loro successori in diritto, né ad altri interessati a raggiungere il fondo dedotto in edificazione; in caso di vendita o di cessione del fondo a terzi, il nuovo proprietario non potrebbe accedervi;
che, contrariamente a quanto assumono le precedenti istanze, la controversa servitù di passo non garantisce di conseguenza un accesso sufficiente al fondo;
che, stando così le cose, il ricorso va accolto, annullando la licenza edilizia e la decisione governativa che a torto la conferma;
che la tassa di giustizia è a carico del resistente, ritenuto che il comune ne va esente, siccome comparso in causa - senza successo - soltanto per motivi derivanti dalla sua funzione e non per tutelare suoi interessi particolari (Marco Borghi / Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 28 PAmm, n. 3 b);
che le ripetibili di entrambe le istanze sono invece suddivise in parti uguali fra il comune ed il resistente secondo soccombenza (art. 31 PAmm);