Decision ID: d44787f9-ba7e-57dd-ae26-dc1f55f23654
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il (...) ottobre 2019, l’interessato ha presentato una domanda d’asilo in
Svizzera (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito:
SEM] n. [...]-1/2). Il (...), il richiedente asilo ha sottoscritto la relativa pro-
cura di rappresentanza legale (cfr. atto SEM n. [...]-9/1). Nel corso del ver-
bale d’audizione sui dati personali del (...) ottobre 2019 (cfr. atto SEM
n. [...]-10/10; di seguito: verbale 1), egli ha segnatamente riferito di essere
di nazionalità srilankese, di etnia tamil e religione hindu, con ultimo domi-
cilio a B._, nonché di essere partito dal suo Paese d’origine il
(...) ottobre 2019.
B.
Sentito in particolare riguardo al suo stato di salute durante il colloquio
Dublino del (...) ottobre 2019 egli ha riferito di godere di buona salute (cfr.
atto SEM n. [...]-14/1). Il (...) dicembre 2019 (cfr. atto SEM n. [...]-21/25; di
seguito: verbale 2) rispettivamente il (...) marzo 2020 (cfr. atto SEM n. [...]-
30/12; di seguito: verbale 3), l’interessato è stato questionato in merito ai
suoi motivi d’asilo.
Nel corso delle sue diverse audizioni, l’interessato ha dichiarato, per
quanto qui di rilievo, di essere originario di C._ e di aver fatto parte,
tra il (...) ed il (...), delle LTTE (acronimo per “Liberation Tigers of Tamil
Eelam”), dalle quali avrebbe disertato raggiungendo dapprima la (...) di
D._ ed in seguito riparando a E._, per infine partire via aerea
per l’F._. In F._ avrebbe vissuto sino al (...), rientrando per
brevi vacanze alla fine del (...) nel suo Paese d’origine, approfittando di un
periodo di pace, per poi ritornare nuovamente in F._ sempre munito
del suo passaporto autentico e di un visto. Nel (...) avrebbe fatto rientro
definitivamente in patria, ove nel (...) si sarebbe trasferito dopo il matrimo-
nio, a B._, vivendo indisturbato.
A seguito della sua partecipazione ad una manifestazione a G._ il
(...), contro la distruzione di un tempio e di una statua indù adiacente, che
sarebbe degenerata in protesta dopo che il responsabile del tempio e la
proprietaria del terreno sarebbero stati offesi da dei cingalesi presenti sul
posto, senza che la polizia intervenisse, con scambio di frasi minacciose
da ambo le parti, egli sarebbe stato avvisato dalla moglie che tre persone
lo avrebbero cercato presso il suo domicilio il (...). In tale occasione egli si
sarebbe trovato per lavoro a D._, e tali persone avrebbero mostrato
alla moglie una foto chiedendo se si trattasse del marito e minacciandola
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per farsi dire dove egli si trovasse, comunicandole che sarebbero tornate il
giorno seguente ed ingiungendole di dirgli di tornare al più presto a casa.
A seguito di tale evento, per timore di ripercussioni, la moglie ed i figli si
sarebbero trasferiti presso una collega di lavoro della prima, mentre l’inte-
ressato avrebbe riparato presso un amico a D._. Il (...) la madre lo
avrebbe contattato riferendogli che quattro persone lo avrebbero cercato
presso il domicilio materno a
C._. Il richiedente, si sarebbe infine recato da D._ a
E._ il (...), dove sarebbe rimasto sino al suo espatrio, avvenuto il
(...) ottobre 2019 per via aerea e munito di un passaporto autentico.
A sostegno delle sue dichiarazioni, l’interessato ha presentato i seguenti
documenti: la fotografia di un articolo del giornale “(...)” (cfr. atto SEM
n. [...]-20/-, mezzo di prova n. 1; cfr. anche verbale 2, D12 segg., pag. 2
seg.); due pagine tratte da un giornale online in lingua inglese (cfr. atto
SEM n. [...]-20/-, mezzi di prova n. 2 e 3; cfr. anche verbale 2, D22, pag. 3);
l’invito a partecipare alla manifestazione del (...) (cfr. atto SEM n. [...]-20/-
, mezzo di prova n. 4; cfr. anche verbale 2, D22 segg., pag. 3 seg. e D100,
pag. 12); una fotografia tratta dal giornale online “(...)” della manifestazione
predetta in cui si intravedrebbe l’interessato (cfr. atto SEM n. [...]-20/-,
mezzo di prova n. 5; cfr. anche verbale 2, D72, pag. 8 e D94, pag. 10);
copia della sua carta d’identità; copia del certificato di matrimonio e degli
atti di nascita suoi, dei figli e della moglie con le relative traduzioni in inglese
(cfr. atti SEM n. [...]-15/1, n. [...]-16/3, n. [...]-17/3, n. [...]-18/1, dal n. [...]-
31/4 al n. [...]-35/4; cfr. anche verbale 2, D7 segg., pag. 2).
C.
Con parere del 12 marzo 2020, il ricorrente ha espresso le sue osserva-
zioni (cfr. atto SEM n. [...]-38/1) in relazione al progetto di decisione
dell’11 marzo 2020 dell’autorità inferiore (cfr. atto SEM n. [...]-37/11).
D.
Con decisione del 13 marzo 2020, notificata il medesimo giorno (cfr. atto
SEM n. [...]-41/1), la Segreteria di Stato della migrazione, non ha ricono-
sciuto la qualità di rifugiato all’interessato, ha respinto la sua domanda
d’asilo, pronunciando altresì il suo allontanamento dalla Svizzera nonché
l’esecuzione del medesimo provvedimento, siccome ammissibile, ragione-
volmente esigibile e possibile.
E.
Il 13 marzo 2020, l’interessato ha sottoscritto la dichiarazione di cessa-
zione del mandato di rappresentanza legale (cfr. atto SEM n. [...]-42/1).
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F.
Con ricorso datato 16 marzo 2020 (17 marzo 2020; cfr. risultanze proces-
suali), presentato in lingua tedesca dall’insorgente contro la precitata deci-
sione, dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito il Tribunale),
egli ha anzitutto concluso alla constatazione che il termine ricorsuale di
sette giorni lavorativi attualmente viola il diritto di essere sentito rispettiva-
mente la garanzia di una via giudiziaria ed eventualmente che la decisione
della SEM sia annullata, ed a titolo principale che gli sia riconosciuta la
qualità di rifugiato e gli sia concesso l’asilo, nonché in via sussidiaria, la
concessione dell’ammissione provvisoria, per inammissibilità, inesigibilità
ed impossibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Altresì, egli ha pre-
sentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso di esenzione dal
pagamento anticipato delle spese processuali e del relativo anticipo, non-
ché un’istanza di gratuito patrocinio, nel senso di designargli un avvocato
d’ufficio.
G.
Il dossier originale della SEM N (...), è pervenuto a codesto Tribunale il
20 marzo 2020, trasmissione completata il 26 marzo 2020, su richiesta del
Tribunale (con l’inoltro di copia dei mezzi di prova contenuti nella busta di
cui al n. [...]-20/-; cfr. risultanze processuali).
H.
Con ulteriore memoriale ricorsuale datato 25 marzo 2020 ed in lingua ita-
liana (cfr. risultanze processuali), l’insorgente ha postulato in via principale
che la decisione della SEM sia annullata e gli sia riconosciuta la qualità di
rifugiato e la concessione dell’asilo; in primo subordine che gli atti di causa
siano restituiti all’autorità inferiore per una nuova valutazione, ed in se-
condo subordine che gli sia concessa l’ammissione provvisoria, per inesi-
gibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Altresì ha presentato nuova-
mente istanza d’assistenza giudiziaria, con protesta di spese e ripetibili.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
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in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi).
Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi), contro una decisione in
materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di
principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1
lett. a-c e 52 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Preliminarmente si osserva che i due memoriali ricorsuali presentati dall’in-
sorgente, sono stati redatti il primo in lingua tedesca ed il secondo in lingua
italiana, mentre che la decisione impugnata è stata emanata in italiano.
Pertanto la presente sentenza è redatta in italiano (cfr. art. 33a cpv. 2 PA,
applicabile per rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF). Inoltre, i due atti
ricorsuali, per maggiore semplicità e celerità d’evasione, visto anche
quanto verrà considerato dappresso, saranno trattati quali complemento
l’uno dell’altro.
3.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi
dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1
consid. 2).
4.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a
cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
5.
Per quanto attiene gli aspetti formali sollevati dal ricorrente nel suo primo
memoriale ricorsuale del 17 marzo 2020, inerenti la presunta violazione del
suo diritto di essere sentito ex art. 29 cpv. 2 Cost. ed il suo diritto alla ga-
ranzia di una via giudiziaria a causa della situazione straordinaria che si
sarebbe creata a causa del Coronavirus, le stesse questioni possono es-
sere lasciate aperte, in quanto egli ha provveduto, entro i termini legali, ad
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inoltrare un ricorso che per i contenuti e la forma rispettano l’art. 52 PA in
relazione all’art. 6 LAsi. Ne discende pertanto che le stesse censure sono
divenute senza oggetto.
6.
6.1 Passando al merito del gravame, si ricorda dapprima che la Svizzera,
su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi
(art. 2 LAsi). Sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima
residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, reli-
gione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per
le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a
tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi).
6.2 Chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile
la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). La qualità di rifugiato è resa
verosimile quando l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-
rante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che,
su punti importanti, sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corri-
spondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi
o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
7.
7.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ritiene in primo luogo le
dichiarazioni rese dall’interessato circa le ripercussioni che egli avrebbe
subito dalle autorità a causa della sua partecipazione alla manifestazione
del (...) poco plausibili ed illogiche. In secondo luogo, le sue asserzioni
inerenti il suo trascorso con le LTTE sarebbe costellato di contraddizioni,
in particolare inerente la sua diserzione e fuga dalle stesse, circa il suo
espatrio avvenuto legalmente, nel (...) verso l’F._, come pure per i
motivi che lo avrebbero indotto a lasciare nuovamente lo Sri Lanka nel (...),
che renderebbe la sua partecipazione alle LTTE inverosimile. Proseguendo
nell’analisi, la SEM ha rilevato che non vi sarebbero dei fattori di rischio
pregressi alla partenza del richiedente dal Paese d’origine, né degli ele-
menti seri e concreti dopo il suo espatrio, che potrebbero esporlo, in caso
di un ritorno in Sri Lanka, a dei seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Infine,
neppure il parere espresso contro la bozza di decisione della SEM, sa-
rebbe atto a modificare la sua conclusione, non avendo per il resto l’inte-
ressato introdotto alcun nuovo elemento di sorta.
7.2 Nel suo gravame, il ricorrente ritiene in sunto di aver fornito un racconto
dettagliato, consistente e privo di incoerenze circa i suoi motivi d’asilo e
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passa in rassegna, contestandole, alcune delle supposte illogicità e con-
traddizioni rilevate dalla SEM nella decisione impugnata.
7.3 Il Tribunale ritiene che il ricorrente non ha presentato argomenti o prove
suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui
all’impugnata decisione. Invero, le sue allegazioni decisive in materia
d’asilo si esauriscono infatti in affermazioni contraddittorie, inconsistenti ed
illogiche, non corroborate da alcun elemento di prova.
A titolo esemplificativo, l’interessato ha rilasciato sempre delle dichiarazioni
generiche e poco sostanziate, riguardo al ruolo ed alle mansioni che egli
avrebbe avuto durante la collaborazione con le LTTE. Questo, malgrado i
vari quesiti posti dal funzionario incaricato. Invero, egli ha dichiarato che si
sarebbe unito a tale gruppo dopo aver sentito i membri del medesimo par-
lare della lotta per la libertà per i tamil, essendogli venuta la voglia di im-
bracciare le armi e combattere per la libertà, nonché di aver seguito un
addestramento per sei mesi ed in seguito di aver salvato o trasportato feriti
nonché di aver partecipato a svariati combattimenti (cfr. verbale 3, D20
segg., pag. 4). Ciò però, senza raccontare difatti in dettaglio gli stessi (cfr.
verbale 3, D49 segg., pag. 7 e D52 seg., pag. 8). Anche in merito al modus
operandi della sua fuga dalle LTTE e a quanto avrebbe intrapreso succes-
sivamente per espatriare nel (...) una prima volta dal suo Paese d’origine,
egli ha reso delle asserzioni discrepanti. L’insorgente ha difatti in un primo
tempo indicato che si sarebbe nascosto nella foresta, camminando sol-
tanto di notte, dicendo che per giungere a D._ ci avrebbe impiegato
più giorni – invece di un giorno rispetto alla distanza reale – visti gli accor-
gimenti da lui presi (cfr. verbale 3, D23, pag. 4 e D32 seg., pag. 5) nonché
se sentiva delle voci, avrebbe finto di dormire (cfr. verbale 3, D60 seg.,
pag. 9), salvo poi in seguito invece asserire, di essersi addirittura spostato
con dei bus durante il giorno, secondo gli orari che conosceva bene (cfr.
verbale 3, D62 segg., pag. 9 seg.).
Anche le allegazioni del richiedente in relazione alle due visite nel (...) del
(...) di alcune persone che lo stavano cercando, eventi determinanti il suo
espatrio, risultano illogiche e poco plausibili. Invero, malgrado egli affermi
di essere stato ricercato dalle autorità del suo Paese d’origine, e che sa-
rebbe a causa loro in pericolo dovesse ritornare nello stesso, di fatto non
saprebbe chi esattamente lo avrebbe cercato, non essendosi tali persone
mai identificate (cfr. verbale 2, D97 seg., pag. 12 e D123 segg., pag. 15
seg.). Altresì, a supporto dell’incredibilità degli asserti dell’insorgente circa
tali visite, vi è pure il comportamento disinteressato da egli tenuto a seguito
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di tali supposte ricerche da parte delle autorità. Senza fornire una spiega-
zione plausibile, egli infatti non si è premurato di sapere se altri manifestanti
avessero subito delle eventuali ripercussioni (cfr. verbale 2, D144, pag. 17
e D158, pag. 19), né se la moglie o altri famigliari fossero venuti (nuova-
mente) in contatto con le persone giunte alla sua ricerca (cfr. verbale 2,
D98 seg., pag. 12). Queste ultime evenienze, malgrado egli abbia dichia-
rato di essere in contatto regolare con la moglie, la madre ed un fratello
(cfr. verbale 2, D21 segg., pag. 3; D56, pag. 6 e D87, pag. 9; verbale 3, D5
segg., pag. 2). Ulteriori indizi che inficiano le dichiarazioni del richiedente
in merito, sono ravvisabili nel fatto che, dal suo espatrio definitivo, non sia
avvenuto nel suo Paese d’origine alcun ulteriore evento significativo, in
particolare egli non sarebbe più stato ricercato e la sua famiglia avrebbe
continuato a vivere come prima, senza effettuare particolari cambiamenti
(cfr. verbale 2, D58, pag. 7; D88, pag. 9; D136 segg., pag. 17; verbale 3,
D4 segg., pag. 2 seg.). Le spiegazioni in proposito rese dal ricorrente nel
gravame, per la loro inconsistenza, appaiono essere prettamente interlo-
cutorie e non fondate su alcun elemento concreto, e pertanto non sono atte
a modificare la conclusione del Tribunale in punto all’inverosimiglianza
delle dichiarazioni rese dall’insorgente in merito ai suoi motivi d’asilo.
Per il resto, si rimanda a quanto osservato dalla SEM nella decisione im-
pugnata, in quanto i considerandi in merito risultano essere sufficiente-
mente espliciti e motivati (cfr. art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA).
7.4
Visto quanto precede, l’insieme delle dichiarazioni del richiedente non
adempiono alle condizioni di verosimiglianza ai sensi dell’art. 7 LAsi, e per-
tanto, al momento della partenza dallo Sri Lanka, egli non ha reso verosi-
mile di adempire alle condizioni per il riconoscimento della qualità di rifu-
giato. Il ricorso in materia di concessione dell’asilo non merita pertanto tu-
tela e la decisione impugnata va confermata.
8.
8.1 Inoltre, come rettamente rilevato dall’autorità inferiore nel provvedi-
mento avversato, egli non può vedersi riconoscere la qualità di rifugiato,
all’esclusione della concessione dell’asilo, per dei motivi soggettivi insorti
dopo la fuga (cfr. art. 54 LAsi), in ragione della sua partenza dal paese
d’origine (“Republikflucht”). Anche considerando la sua appartenenza et-
nica ed il suo soggiorno in Svizzera, il ricorrente non ha mai riscontrato
alcuna problematica con le autorità srilankesi – fermo considerato che le
problematiche allegate in patria come pure i legami con le LTTE sono stati
ritenuti inverosimili – né lui o i suoi famigliari sono attivi politicamente (cfr.
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verbale 2, D73 segg., pag. 8), nonché sarebbe sempre espatriato legal-
mente, munito di visto e passaporto. Pertanto, le sole evenienze della du-
rata del suo soggiorno in Svizzera, della sua origine, e del suo ritorno nel
Paese d’origine senza un eventuale passaporto, non risultano presi a sé
stanti o sommati, dei fattori di rischio determinanti suscettibili di fondare un
timore oggettivo di subire delle persecuzioni rilevanti in materia d’asilo, ma
confermano tutt’al più che egli possa essere interrogato dalle autorità sri-
lankesi al suo ritorno (cfr. sentenze del Tribunale E-4703/2017 e
E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 consid. 4.4 e 4.5 [sentenza in parte pub-
blicata in DTAF 2017 VI/6]; sentenza di riferimento del Tribunale
E-1866/2015 del 15 luglio 2016 consid. 8, 9.2.4 e 9.2.5). Non vi sono inol-
tre elementi nell’incarto che rendano verosimile che egli possa attirare l’at-
tenzione delle autorità srilankesi a causa dell’attuale contesto politico in Sri
Lanka e debba pertanto temere delle persecuzioni rilevanti in materia
d’asilo. Inoltre, agli occhi del Tribunale non vi è all’ora attuale alcun motivo
per ritenere che il cambiamento di potere in Sri Lanka abbia comportato un
rischio di persecuzione collettiva di interi gruppi di persone. Per il resto, la
situazione conflittuale tra l’Ambasciata svizzera e le autorità srilankesi si è
nel frattempo normalizzata. Hanno inoltre fatto ritorno in patria liberamente
o coattivamente dei richiedenti l’asilo, senza che fossero interrogati all’ae-
roporto di E._ in merito a conoscenti o abbiano riscontrato qualsi-
voglia problematica una volta rientrati al proprio domicilio (cfr. in tal senso
anche le sentenze del Tribunale D-1466/2020 del 23 marzo 2020
consid. 5.5 e E-1156/2020 del 20 marzo 2020 consid. 6.2).
8.2 Visto quanto precede, la SEM nella decisione impugnata è giunta a
ragione alla conclusione che il ricorrente non possa prevalersi di alcun ti-
more fondato di persecuzione futura, in un prossimo avvenire e secondo
un’alta probabilità, per dei motivi pertinenti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Per-
tanto, anche circa il riconoscimento della qualità di rifugiato, vi è da confer-
mare la decisione dell’autorità inferiore.
9.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a
questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
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DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è per-
tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento.
10.
10.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-
tegrazione (LStrI, nuova denominazione e parziale revisione del testo legi-
slativo in vigore dal 1° gennaio 2019, RS 142.20), giusta il quale l’esecu-
zione dell’allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-
missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4
LStrI).
10.2 Nella decisione querelata, l’autorità inferiore ha ritenuto l’esecuzione
dell’allontanamento dell’insorgente, come ammissibile, ragionevolmente
esigibile e possibile. Nel proprio gravame, il ricorrente contesta tale valuta-
zione, ritenendo essenzialmente l’esecuzione in Sri Lanka inammissibile,
inesigibile ed impossibile. Segnatamente, motiva l’inesigibilità dell’esecu-
zione dell’allontanamento, a causa della situazione medica critica dovuta
alla recente pandemia di Coronavirus, nella quale si ritroverebbe dovesse
fare ritorno in patria e che se venisse infettato dal virus, che può essere
letale, non avrebbe accesso alle cure necessarie. Pertanto, la sua vita sa-
rebbe in pericolo, rispettivamente vi sarebbe per lo meno da riconoscere
una situazione critica dal profilo medico in Sri Lanka. Inoltre, nel predetto
Paese, ed in particolare nella sua regione, non vi sarebbe sicurezza, non-
ché, in quanto tamil, in caso di rientro in patria, sarebbe sottoposto a dei
controlli e verrebbe segnalato al CID (acronimo per “Criminal Investigation
Departement”). La situazione particolare dovuta al virus Covid-19, rende-
rebbe l’esecuzione dell’allontanamento pure tecnicamente impossibile, in
quanto diverse linee aeree sarebbero state limitate o addirittura soppresse,
come pure delle frontiere sarebbero state chiuse rispettivamente gli ac-
cessi e le partenze in alcuni Paesi sarebbero controllati e regolati severa-
mente.
10.3 Nel caso in parola, il Tribunale rileva che il ricorrente non è riuscito a
dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere sotto-
posto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni
inverosimili ed irrilevanti, ed il principio del divieto di respingimento non
trova pertanto applicazione nella fattispecie. Per gli stessi motivi enucleati
sopra (cfr. consid. 7.3, 7.4 e 8), l’insorgente non è stato in grado di stabilire
di avere un profilo che possa interessare le autorità srilankesi in modo par-
ticolare al suo ritorno, né v’è nel suo caso l’esistenza di elementi seri ed
avverati che fondino un rischio reale e concreto di essere sottoposto ad un
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trattamento proscritto ai sensi dell’art. 3 CEDU o dell’art. 1 Conv. tortura in
caso di un suo ritorno nel Paese d’origine. La censura ricorsuale, generica
e priva di qualsivoglia ulteriore elemento, non è atta a mutare tale conclu-
sione. Ne consegue pertanto che, l’allontanamento del ricorrente verso lo
Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 LStrI
in relazione con l’art. 44 LAsi.
10.4
10.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragione-
volmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo stra-
niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni
quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
10.4.2 Riguardo ai timori espressi dal ricorrente di contrarre il Coronavirus
in Sri Lanka che renderebbe inesigibile l’esecuzione del suo allontana-
mento – tra l’altro censura che non ha più sollevato nel suo secondo me-
moriale ricorsuale – è d’uopo rilevare che il rischio per l’insorgente di con-
trarre il virus in Sri Lanka, come pure di non trovare delle cure adeguate
nel predetto Paese, risulta al momento attuale sicuramente inferiore alla
situazione presente in Svizzera ed in altri Stati europei, dove anche l’emer-
genza sanitaria, diviene ogni giorno più drastica o impellente. Pertanto, per
questo solo motivo, l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento del ri-
chiedente non risulta essere inficiata.
10.4.3 Proseguendo nell’analisi, il Tribunale ha da ultimo analizzato la si-
tuazione vigente in Sri Lanka rispetto al quesito inerente l’esigibilità
dell’esecuzione di richiedenti l’asilo respinti, in particolare di etnia tamil,
nella sentenza di riferimento E-1866/2015 già citata (cfr. ibidem,
consid. 13.2–13.4), che risulta tutt’ora attuale, malgrado gli avvicendamenti
politici e sociali recenti (cfr. anche supra consid. 8.1 con i riferimenti citati).
Circa la Provincia (...), dalla quale il ricorrente proviene, è stato ritenuto in
generale, che l’esecuzione dell’allontanamento risulta essere esigibile, se
sono adempiuti i criteri individuali di esigibilità – segnatamente l’esistenza
di una sufficiente rete familiare o sociale che possa supportare il richie-
dente così come di prospettive sicure circa le entrate finanziarie ed un’abi-
tazione – (cfr. ibidem, consid. 13.4).
Nel caso specifico, il ricorrente, con ultimo domicilio a B._, nel di-
stretto omonimo della Provincia (...), risulta essere relativamente giovane
e gode di buona salute (cfr. verbale 2, D4, pag. 2; verbale 3, D3, pag. 2;
atto SEM n. [...]-14/1). Egli ha sempre lavorato all’estero ed in Sri Lanka
quale (...) (cfr. verbale 2, D38, pag. 5; D186 segg., pag. 22 seg.; verbale
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3, D17, pag. 3). Dipoi, dispone nel suo Paese d’origine, sempre al suo ul-
timo domicilio, di una casa in proprietà ove vivono tutt’ora la moglie, che
lavora quale (...) (cfr. verbale 2, D50, pag. 6; verbale 3, D10, pag. 2) ed i
figli, oltreché i suoi suoceri, i quali sono proprietari di una casa (...). Inoltre,
nel distretto di D._, situato sempre nella Provincia (...), vivono la
madre, (...) fratelli e (...) sorelle dell’insorgente (cfr. verbale 2, D44 segg.,
pag. 6 e D136 segg., pag. 17 e annotazione alla D54, pag. 25). Egli di-
spone quindi sia di una rete famigliare e sociale intatta, che potranno sup-
portarlo in caso di necessità, sia di sufficienti entrate finanziarie, come da
egli stesso dichiarato (cfr. verbale 2, D79, pag. 9), sulle quali poter contare
e che gli permetteranno di integrarsi senza particolari difficoltà nel suo
Paese d’origine.
10.4.4 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente
è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-
zione con l’art. 44 LAsi).
10.5 In ultima analisi, nemmeno risultano impedimenti sotto l’aspetto della
possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Non risulta invero al mo-
mento attuale che, a parte un’eventuale maggiore difficoltà tecnica ed am-
ministrativa di organizzazione del viaggio di rimpatrio dovuta alla pandemia
attuale, lo stesso sia impossibile. In tale contesto si rileva come, soltanto
una posticipazione momentanea dell’esecuzione dell’allontanamento, non
conduce all’impossibilità della stessa (cfr. nello stesso senso la sentenza
del Tribunale D-1282/2020 del 25 marzo 2020 consid. 5.5). Il ricorrente è
inoltre in misura d’intraprendere ogni passo necessario presso la compe-
tente rappresentanza del suo paese d’origine in vista dell’ottenimento dei
documenti necessari al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi nonché
DTAF 2008/34 consid. 12).
10.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontana-
mento, la decisione dell’autorità inferiore va confermata.
11.
Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha
violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione
non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e
la decisione impugnata confermata.
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12.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
13.
Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal pagamento delle spese processuali (cfr. art. 65 cpv. 1 PA), come pure
l’istanza di nomina di un patrocinatore d’ufficio (cfr. art. 102m
cpv. 4 LAsi), sono respinte.
14.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
15.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
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