Decision ID: 33d00b55-b5f1-50c1-893f-54375e616659
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che in esito a un'istanza a protezione dell'unione coniugale presentata il 1° settembre 2009 da AO 1 (1967) nei confronti del marito AP 1 (1962), con sentenza del 22 febbraio 2010 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato i figli I_ (nato il 29 settembre 1992) e C_ (nata il 22 gennaio 1997) alla madre e ha disciplinato il diritto di visita paterno, obbligando AP 1 a versare un contributo alimentare indicizzato di fr. 2857.– mensili per la moglie, di fr. 1810.– mensili per I_ e di fr. 1730.– mensili per C_ (assegni famigliari compresi) dal 1° settembre 2009;
che contro tale sentenza AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 17 marzo 2010 per ottenere una riduzione del contributo alimentare in favore della moglie a fr. 2400.– mensili dal 1° settembre al 30 ottobre 2009, a fr. 1000.– mensili dal 1° novembre 2009 al 30 aprile 2010 e l'annullamento del contributo dopo di allora;
che nelle sue osservazioni del 7 aprile 2010 AO 1 propone di respingere l'appello;
e considerando

in diritto:
che le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono adottate con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC);
che in tale procedura il Pretore statuisce con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC), non sospesi dalle ferie giudiziarie (art. 369 cpv. 3 CPC);
che il termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica della sentenza al destinatario (art. 120 cpv. 1 e 131 cpv. 1 CPC);
che nella fattispecie la sentenza del Pretore, intimata lunedì 22 febbraio 2010, è stata ritirata dal patrocinatore del convenuto giovedì 25 febbraio 2010 (appello, pag. 2 a metà; doc. 2: busta di intimazione);
che, di conseguenza, il termine per appellare è cominciato a decorrere venerdì 26 febbraio 2010 ed è scaduto lunedì 8 marzo 2010 (art. 131 cpv. 3 CPC);
che nelle circostanze descritte il memoriale dell'appellante, consegnato all'ufficio postale di Bellinzona il 17 marzo 2010 (data del timbro postale sulla busta d'invio), risulta di tutta evidenza tardivo;
che nel suo allegato l'appellante non accenna – né dagli atti si desume – alcun motivo suscettibile di entrare in linea di conto per un'eventuale restituzione in intero contro il lasso del termine giusta l'art. 137 CPC;
che, ciò premesso, l'appello si rivela irricevibile;
che gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma la tassa di giustizia va adeguatamente ridotta, l'appello sfuggendo a qualsiasi esame (art. 21 LTG per analogia);
che AO 1 ha diritto a un'equa indennità per ripetibili, avendo brevemente contestato mediante osservazioni redatte da un legale la proponibilità dell'appello con riferimento appunto al termine d'impugnazione;
che per quanto riguarda infine i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il contenzioso supera ampiamente la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile, il valore litigioso essendo determinato dall'importo annuo delle prestazioni controverse, moltiplicato per venti (art. 51 cpv. 4 LTF);
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,