Decision ID: db2172dd-326a-5363-9344-d4155134a005
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il Consorzio _ (in seguito: Consorzio) è una corporazione di diritto pubblico costituita per una durata illimitata tra i comuni di _, _, _, _, _, _, _ e _ allo scopo di costruire e amministrare un centro scolastico di scuola elementare;
che tra i vari compiti assunti dal Consorzio vi è anche quello di organizzare i trasporti e la refezione degli allievi;
che _ e _, figli del resistente, hanno frequentato la scuola elementare consortile facendo regolarmente capo al servizio di refezione organizzato dal Consorzio nel periodo 1987/1992;
che, il padre essendosi rifiutato di pagare le consumazioni, è nata una lunga serie di procedure giudiziarie intese all'incasso delle fatture emesse per i pasti consumati, procedure che dal 1987 hanno impegnato ed impegnano a tutt'oggi l'amministrazione e le autorità giudiziarie amministrative, civili e penali;
che, per quanto qui interessa, con scritto 7 marzo 2002 _ ha formulato, tra l'altro, la seguente domanda alla delegazione consortile: "
essendo implicato direttamente richiedo tutti gli estratti delle Decisioni o Risoluzioni della Delegazione consortile e del consiglio consortile inerenti la vertenza _ a partire dal 1991
";
che, dopo un primo diniego del Consorzio, _ si è rivolto alla Sezione degli enti locali, la quale ha invitato la delegazione consortile a emettere una decisione formale sulla richiesta;
che con decisione 9 luglio 2002 il Consorzio ha deciso di non dar seguito alla richiesta di _, con la motivazione che i suoi figli non frequentavano più la mensa dal 1992, che trattandosi di prestazioni per vitto la pretesa si prescrive in 5 anni e che, comunque, con sentenza 19 maggio 1999 i problemi fra il richiedente ed il Consorzio erano stati risolti dal Tribunale cantonale amministrativo;
che con ricorso 26 luglio 2002 _ ha contestato la suddetta decisione, chiedendo contemporaneamente l'intervento del Consiglio di Stato quale autorità di vigilanza;
che con decisione 18 settembre 2002 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso e fatto ordine al Consorzio di rilasciare al richiedente quanto postulato, considerando che non v'erano motivi per negargli tale documentazione e rinviando gli atti alla Sezione degli enti locali per gli aspetti di vigilanza;
che il Consorzio ha impugnato la risoluzione governativa, chiedendone l'annullamento, sostenendo che _ non avrebbe dimostrato l'esistenza di un interesse degno di protezione ad ottenere quanto postulato e, qualora siffatto interesse non fosse ritenuto necessario, che la richiesta andrebbe comunque respinta perché costituirebbe un abuso di diritto;
che il Consiglio di Stato e _ hanno chiesto la reiezione del ricorso;
considerato,

in diritto
che la competenza del tribunale cantonale amministrativo è data (art. 38 LCCom e 208 LOC), la legittimazione del ricorrente è certa (art. 43 PAmm) e il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm) è quindi ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria;
che giusta l'art.
105 cpv. 4 LOC, ogni cittadino può ottenere gli estratti delle risoluzioni municipali, di quelle dell’assemblea comunale e del consiglio comunale. Pari diritto è riconosciuto ad ogni persona che dimostri un interesse legittimo (cpv. 5);
che tale norma è applicabile anche ai consorzi in virtù del rinvio dell'art. 22 LCCom che, per quanto riguarda il funzionamento della delegazione consortile, rinvia al capitolo quarto della LOC;
che _ non è più domiciliato nel comprensorio dei comuni del Consorzio, di modo che non può fondare la sua richiesta sul cpv. 4 dell'art. 105 LOC; egli deve quindi essere titolare di un interesse legittimo per ottenere gli estratti delle deliberazioni;
che l'interesse legittimo costituisce un concetto giuridico indeterminato (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 61 PAmm, n. 2 seg.; M. Imboden/R. Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 66 A II 4 e B II segg.);
che esso impone quindi di riconoscere all'autorità decidente la necessaria latitudine di giudizio nell'individuazione del contenuto normativo del concetto indeterminato e nell'esercizio del potere d'apprezzamento;
che nel controllo dell'interpretazione data a tale concetto e dell'apprezzamento esercitato il Tribunale cantonale amministrativo deve di conseguenza limitarsi a censurare le deduzioni che integrano gli estremi di una violazione del diritto (art. 61 PAmm), in quanto insostenibili, siccome sprovviste di valide ragioni, fondate su considerazioni estranee alla materia o suscettibili di portare a conclusioni aberranti;
che, nella misura in cui il Consiglio di Stato ha riconosciuto a _ un interesse diretto e legittimo a poter disporre degli estratti delle risoluzioni degli organi consortili che lo riguardano personalmente, proprio per il fatto che lo concernono personalmente, il Consiglio di Stato non ha violato il diritto;
che la circostanza che la vertenza relativa al pagamento delle rette della mensa sia già stata definita a livello amministrativo non è motivo sufficiente per negare l'esistenza di tale interesse e neppure lo sono gli altri motivi addotti dal Consorzio nella propria decisione;
che seppure non sia possibile escludere che _ possa utilizzare in modo improprio la documentazione che richiede, questo non è motivo sufficiente per negargliela, ritenuto che sarà poi semmai l'autorità investita della questione a sanzionare eventuali atteggiamenti sconvenienti;
che pertanto il ricorso dev'essere respinto;
che non si preleva una tassa di giustizia e, rilevato che _ non si è avvalso dell'ausilio di un patrocinatore, non si assegnano ripetibili.