Decision ID: 349b8bad-2524-583d-a055-ec8df7ac4ef0
Year: 2006
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che tutti gli orologi sequestrati e le loro parti sono stati confiscati con sentenza 13 maggio 2003 della Presidente del Tribunale penale cantonale;
2. violazione del diritto di design
per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo sub. 1.2., intenzionalmente ordinato, acquistato ed in parte rivenduto 301 copie servili del modello Oyster Perpetual Cosmograph Daytona, usando illecitamente il design protetto di CIVI 3, Ginevra, rispettivamente avendone favorito o facilitato l’uso illecito;
fatti avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;
reati previsti dall’art. 155 cifra 1 CPS in relazione con l’art. 172 CPS e dall’art. 41 cpv. 1 lett. a) e b) della LDes;
perseguito con decreto d’accusa del 23 gennaio 2006 n. DA 119/2006 del AINQ 1 che propone la condanna:
1. Alla pena di 30 (trenta) giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.
2. Al versamento alla parte civile CIVI 3 dell'importo di fr. 5'000.-- a titolo di risarcimento parziale (art. 208 cpv. 1 lett. b CPP), con rinvio al foro civile della parte civile per il maggior danno.
3. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 300.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--.
4. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall’art. 80 CPS, rispettivamente dall’art. 41 cifra 4 CPS;
vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 30 gennaio 2006 dal difensore;
indetto il dibattimento 17 ottobre 2006, al quale hanno partecipato l’imputato ed il suo difensore, nonché i patrocinatori delle parti civili, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare postulando la conferma del decreto d’accusa;
accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;
sentito il patrocinatore delle parti civili CIVI 3 e CIVI 4, il quale ritiene adempiti gli elementi oggettivi e soggetti di entrambi i reati addebitatigli. Egli chiede pertanto la conferma del decreto d’accusa per quanto concerne la punibilità ed il risarcimento dei danni, come da istanza agli atti, oltre alle spese legali dall’agosto 2005 ad oggi e la restituzione dell’importo di fr. 3'123.--;
sentito il patrocinatore delle parti civili CIVI 1 e CIVI 2, il quale, analogamente al collega, ritiene siano adempiti tutti i requisiti oggettivi e soggettivi delle fattispecie addebitate all’imputato, postulando la conferma del decreto d’accusa e chiedendo vengano risarciti ai suoi clienti i danni così come quantificati nella sua istanza scritta 13/16 ottobre 2006, a cui vanno aggiunte 6 ore per il presente dibattimento;
sentito il difensore, il quale, dopo aver ripercorso brevemente la vicenda in esame e l’iter giudiziario, soffermandosi sul non luogo a procedere prolato a suo tempo dal PP _ in relazione ai reati qui in discussione. Proprio richiamandosi a quest’ultima decisione egli rileva come al suo assistito non sia attribuibile alcuna intenzionalità qualificata in relazione ai reati in oggetto. L’istruttoria non ha infatti permesso di raccogliere elementi sufficienti a concludere che l’accusato abbia voluto ingannare eventuali acquirenti degli orologi in merito alle loro effettive qualità ed al loro valore. Nemmeno dimostrato è che egli abbia saputo o dovuto sapere che con il suo agire avrebbe violato dei diritti di design altrui. Già solo per questo entrambe le accuse dovrebbero cadere. Ad ogni buon conto, nemmeno dal punto di vista oggettivo i reati possono ritenersi adempiti: gli orologi in questione presentano differenze importanti con quelli prodotti dalle parti civili e non erano atti ad indurre in errore terze persone. Non vi è quindi alcuna contraffazione. La possibilità di apporvi il logo Rolex, TAG Heuer e Panerai è una mera congettura accusatoria che non trova conferma negli atti. Con riferimento al secondo capo d’imputazione rileva come la LDes sia entrata in vigore solo nel 2002, quindi dopo i fatti e non possa trovare pertanto applicazione alla fattispecie. In conclusione chiede che l’imputato venga prosciolto da ogni accusa;
sentito in replica il patrocinatore delle parti civili CIVI 3 e CIVI 4, il quale si ribadisce nelle proprie posizioni, ed osserva che la LDes ha ripreso i contenuti della LDMI, art. 24 e 25;
sentito in replica il patrocinatore delle parti civili CIVI 1 e CIVI 2, il quale si associa a quanto detto dal patrocinatore delle altre parti civili;
sentito in duplica il difensore, il quale ribadisce quanto esposto in precedenza;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. L’imputato è autore colpevole di:
1.1. Contraffazione di merci,
1.2. Violazione del diritto di design,
per i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa in questione?
2. In caso affermativo deve, e se sì in che misura, essere modificata la pena proposta?
3. L'imputato può beneficiare della sospensione condizionale dell'eventuale pena privativa della libertà e, se sì, a quali condizioni?
4. L'eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?
5. Possono essere accolte, e se sì in che misura, le pretese di risarcimento avanzate dalle parti civili?
6. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?
letti ed esaminati gli atti;

considerato in fatto ed in diritto:
1. ACCU 1, attualmente disoccupato, è stato alle dipendenze della ditta _, con sede in _, dal 1996 al 31 marzo 2005. Il suo ruolo in seno a questa società, attiva nel ramo del commercio e della lavorazione di orologi o loro componenti, era quello di direttore de facto, anche se egli si è definito, in sede di interrogatorio, come responsabile del marketing. In effetti era lui che si occupava di tutte le questioni tecniche, dei contatti con i fornitori e con i clienti, della scelta della merce e della sua verifica. Solo gli aspetti contabili ed i lavori di mera natura burocratica erano demandati all’amministratrice unica _.
Nell’adempimento dei propri compiti l’imputato era completamente indipendente, non soggiacendo alla sorveglianza o alle disposizioni di altre persone (“ADR che io non ricevo istruzioni da nessuno”, cfr. verbale di interrogatorio dell’imputato 13 dicembre 2001).
2. Il 26 febbraio 2001 l’Ispettorato doganale di Ponte Tresa, ha sequestrato all’aeroporto di Lugano-Agno una partita di 10 cartoni contenti 1556 orologi da polso, rispettivamente loro componenti, provenienti dalla società _, Hong Kong, (di seguito _) e destinati alla _.
Il 6 marzo 2001, il Servizio anti-contraffazione della Federazione dell’industria orologera svizzera, ha allestito, su mandato della Direzione delle Dogane, due referti peritali concernenti i beni in questione con i quali ha stabilito che parte degli orologi e loro accessori confiscati, tutti privi di marca, sarebbe un’imitazione del modello “Monaco” della marca TAG Heuer, di proprietà della CIVI 2 di _, mentre un’altra parte sarebbe un’imitazione dei modelli “Luminor” e “Luminor Chrono” della collezione “Panerai” della marca Cartier, della CIVI 1, _, con contraffazione di un elemento figurativo della stessa (il ponte proteggi corona) e nel contempo quella del marchio “OP” su 60 poussoirs. Le due verifiche hanno permesso agli esperti inoltre di concludere che, con ogni evidenza, i pezzi sequestrati erano stati concepiti sin dal momento della loro produzione - per altro industriale - per l’imitazione e la contraffazione dei prodotti delle marche in oggetto.
3. Sulla scorta della presa di posizione della Federazione dell’industria orologera svizzera, la CIVI 2 ha sporto, in data 12/21 giugno 2001, querela penale nei confronti degli organi giuridici e di fatto della _, in seguito identificati nell’imputato, e della _ per i titoli di violazione della Legge federale contro la concorrenza sleale e di contraffazione di merci.
Il 27 giugno 2007 è stata pure introdotta una denuncia contro le persone ignote responsabili delle società _ e _ per gli stessi reati, ai quali è stato aggiunto quello di violazione della Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza.
In data 10 ottobre 2001 gli inquirenti hanno effettuato una perquisizione dei locali della _, rinvenendo e sequestrando 212 orologi pure provenienti dalla _, facenti parte di una partita di 301 pezzi, 90 dei quali erano già stati venduti ad una ditta di San Marino, la _. Analogamente a quanto avvenuto in precedenza anche questo lotto è stato sottoposto a perizia da parte della Federazione dell’industria orologera svizzera, dalla quale è emerso che si tratta di articoli rappresentanti delle contraffazioni prodotte in maniera industriale in Asia (probabilmente Cina) e destinate al mercato europeo, costituenti copie servili riproducenti il modello “Oyster Perpetual Cosmograph Daytona”, di proprietà della CIVI 3,.
Il 25 ottobre 2001/15 novembre 2001 la CIVI 3, , e la CIVI 4, , hanno sporto querela penale con domanda di sequestro nei confronti della _, _, del sig. ACCU 1, , della _, Hong Kong, della _, San Marino, e contro ignoti per il titolo di contraffazione di merci, art. 155 CPS, di lesione degli art. 24 e 25 della Legge federale sui disegni e modelli industriali (LDMI), di lesione dell’art. 61 della Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza (LPM) e di infrazione agli art. 2, 3 e 23 della Legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl).
4. Il 14 febbraio 2002 l’allora Procuratore pubblico _, dopo aver esaminato le denunce e gli atti delle informazioni preliminari, ha ritenuto non sussistessero sufficienti elementi per la promozione dell’accusa ed ha decretato un non luogo a procedere nei confronti dell’imputato, riconosciuto organo della _, ed in quelli degli organi della _. Inspiegabilmente tale decisione si è concentrata unicamente sulle accuse di contraffazione di merci e di infrazione alla LCSl, fattispecie per le quali il magistrato inquirente ha ritenuto che gli indagati non adempissero i presupposti soggettivi, ritenuto che, a suo dire, il qui imputato non intendeva manifestamente indurre in errore la clientela circa l’autenticità degli oggetti sequestrati.
Contestualmente a questa decisione, tuttavia, il Procuratore pubblico ha confermato la confisca degli orologi e delle loro componenti.
Il 25/26 febbraio 2005 la CIVI 1 e la CIVI 2 hanno introdotto due istanze di promozione dell’accusa nei confronti degli organi della _ e di ACCU 1 per i reati di violazione alla LPM, alla LCSl e di contraffazione di merci.
Il 28 febbraio/1. marzo 2002 la CIVI 3 e la CIVI 4 hanno a loro volta presentato un’istanza di promozione dell’accusa contro ACCU 1 e gli organi delle società _ e _ per i reati previsti agli art. 24 e 25 LDMI, 23 LCSl e 155 CPS.