Decision ID: 278ac96f-6fe0-49d1-a1d0-1d6982e6a0ac
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_011
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con sentenza del 6 dicembre 2012, la Giudice della Pretura penale ha riconosciuto A._ autore colpevole di minaccia, per avere, il 5 luglio 2011 a Locarno, al termine di un'udienza in Pretura, proferendo la frase "le faremo la festa a lei in orizzontale", incusso spavento o timore all'avv. B._, patrocinatore in una causa civile della controparte C._. L'imputato è stato condannato alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di fr. 120.-- ciascuna, per complessivi fr. 3'600.--, alla multa di fr. 700.-- e al pagamento degli oneri processuali. L'esecuzione della pena pecuniaria è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni.
B.
Adita dall'imputato, la Corte di appello e di revisione penale (CARP) ne ha respinto l'appello con sentenza del 28 novembre 2014, confermando il giudizio di primo grado.
C.
A._ impugna questa sentenza con un ricorso al Tribunale federale, chiedendo di essere prosciolto dall'accusa di minaccia, di porre tutte le spese giudiziarie a carico dell'accusatore privato e di accertare la mancata applicazione dell'art. 398 cpv. 1-3 CPP nella procedura di appello. Il ricorrente fa sostanzialmente valere l'accertamento manifestamente inesatto dei fatti. Postula inoltre di essere ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
Non sono state chieste osservazioni sul gravame.

Diritto:
1.
Presentato dall'imputato, che ha partecipato alla procedura dinanzi alla precedente istanza, le cui conclusioni sono state disattese (art. 81 cpv. 1 lett. a e b n. 1 LTF), e diretto contro una decisione finale (art. 90 LTF) resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorità di ultima istanza cantonale (art. 80 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e sotto i citati aspetti ammissibile.
2.
2.1. Conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF, il ricorso in materia penale al Tribunale federale può essere presentato per violazione del diritto, nel quale rientra pure il diritto costituzionale (DTF 136 II 101 consid. 3; 134 IV 36 consid. 1.4.1). Secondo l'art. 42 cpv. 2 LTF, nel ricorso occorre spiegare per quali ragioni l'atto impugnato viola il diritto. Il ricorrente deve quindi almeno concisamente confrontarsi con le considerazioni esposte nella decisione impugnata (DTF 134 II 244 consid. 2.1). Le esigenze di motivazione sono inoltre accresciute laddove è censurato l'arbitrio nell'accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, dato che ciò equivale a sostenere che i fatti sono stati accertati in violazione dell'art. 9 Cost. e del diritto federale (DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1). Trattandosi di garanzie di rango costituzionale, a norma dell'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina infatti le relative censure soltanto se siano motivate in modo chiaro e preciso, conformemente alla prassi precedentemente in vigore in materia di ricorso di diritto pubblico (cfr. DTF 136 I 49 consid. 1.4.1; 134 I 83 consid. 3.2; 134 II 244 consid. 2.2; 133 IV 286 consid. 1.4). In questa misura, argomentazioni vaghe o meramente appellatorie e semplici rinvii agli atti cantonali sono quindi inammissibili (DTF 134 I 83 consid. 3.2; 129 I 113 consid. 2.1).
2.2. Il gravame disattende le citate esigenze di motivazione ed è pertanto inammissibile. Il ricorrente non si confronta infatti puntualmente con la sentenza impugnata, spiegando conformemente agli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF per quali motivi violerebbe il diritto o si fonderebbe su accertamenti di fatto manifestamente insostenibili e pertanto arbitrari. Egli si limita ad esporre in modo appellatorio la propria versione dei fatti. Ignora che per motivare l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione impugnata, contrapponendole una versione propria. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sono manifestamente insostenibili, si trovano in chiaro contrasto con la fattispecie, si fondano su una svista manifesta o contraddicono in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 134 I 140 consid. 5.4; 132 III 209 consid. 2.1; 129 I 173 consid. 3.1, 8 consid. 2.1 e rinvii).
2.3. Il ricorrente si diffonde in considerazioni riguardanti i suoi rapporti con C._ e la controversia in materia di locazione, che ha dato origine alla procedura dinanzi alla Pretura civile, ove, al termine di un'udienza, è stata pronunciata l'espressione incriminata. Tali argomentazioni esulano tuttavia dall'oggetto della causa in esame, di natura penale, e circoscritta alla questione di sapere se il ricorrente ha effettivamente proferito all'indirizzo dell'avv. B._ la frase "le faremo la festa a lei in orizzontale"e se la fattispecie adempie gli estremi del reato di minaccia giusta l'art. 180 CP. Poiché il ricorrente non si confronta puntualmente con questi aspetti con una motivazione conforme alle citate esigenze, il gravame è inammissibile. Laddove lamenta l'inaffidabilità delle dichiarazioni di C._, siccome contraddittorie, egli omette di considerare che le contraddizioni concernono esclusivamente la presenza o meno di determinate persone al momento in cui è stata proferita la minaccia. Riguardo al contenuto dell'espressione incriminata rivolta all'avv. B._, la Corte cantonale ha per contro accertato che le dichiarazioni di C._ erano lineari e costanti. La Corte cantonale ha inoltre richiamato ulteriori espressioni di biasimo formulate dal ricorrente nei confronti dell'avv. B._ in altre circostanze, nonché l'episodio di uno spintone e quello di un ulteriore tentativo di contatto fisico. Ha altresì fatto riferimento ad una procedura esecutiva avviata dal ricorrente sempre contro l'avv. B._, ritenendo che tutti questi elementi concorrevano a confermare i sentimenti di avversione e di aggressività che animavano il ricorrente verso l'accusatore privato. Per quali ragioni, tenuto conto dell'insieme di queste circostanze, la conclusione della CARP, secondo cui il ricorrente ha effettivamente proferito l'espressione incriminata, minacciando l'avv. B._, sarebbe manifestamente in contrasto con gli atti e pertanto arbitraria, il ricorrente non lo spiega con una motivazione conforme alle esigenze degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF.
2.4. Il ricorrente ravvisa una contraddizione nel fatto che la CARP da un lato ha accertato che "nell'ambito della presente procedura l'avv. B._ ha rappresentato il dr. C._ sino al 24 ottobre 2014"e dall'altro lato ha ritenuto che l'avv. B._ avesse rinunciato al patrocinio di C._ già tempo prima, a seguito delle persistenti intimidazioni da lui proferite, culminate nella minaccia del 5 luglio 2011. Disattende tuttavia che l'accertamento relativo alla durata fino al 24 ottobre 2014 del patrocinio di C._ da parte dell'avv. B._ riguarda esclusivamente il procedimento penale in esame. La precedente rinuncia al mandato, cui accenna il ricorrente, concerne per contro altri procedimenti, di natura civile. Alla luce di questa precisazione, la censura si rivela quindi d'acchito inconferente, il ricorrente non dimostrando peraltro arbitrio alcuno.
2.5. Laddove lamenta la mancata audizione di tre testimoni, in questa sede il ricorrente si limita a ribadire genericamente la richiesta probatoria formulata dinanzi ai giudici cantonali. Non censura però, conformemente alle esposte esigenze di motivazione, una violazione del suo diritto di essere sentito. In particolare, non adduce per quali ragioni, tenuto conto degli elementi già agli atti, in particolare la deposizione di C._, ritenuta affidabile dai giudici cantonali nonostante le inesattezze relative alle persone presenti all'udienza, le audizioni testimoniali invocate sarebbero state rilevanti per l'esito del procedimento penale. La garanzia del diritto di essere sentito, non impediva infatti alla Corte cantonale di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste e di rinunciare ad assumerle se era convinta che non potevano condurla a modificare il suo giudizio (cfr. DTF 134 I 140 consid. 5.3; 131 I 153 consid. 3).
3.
Ne segue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
La domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta, essendo il gravame fin dall'inizio privo di possibilità di successo (art. 64 cpv. 1 LTF). Le spese giudiziarie sono di conseguenza poste a carico del ricorrente, in considerazione della sua soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF). Vista la sua situazione finanziaria, si giustifica tuttavia di prelevare una tassa di giustizia ridotta (art. 65 cpv. 2 LTF).