Decision ID: 1baa0f6f-a120-4393-bcce-e246e1d7e7f0
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_004
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: civil_law

Fatti:
A.
Il 23 giugno 2001 il ventiseienne F.A._, salendo su una roccia per tuffarsi nel fiume Breggia a Morbio Inferiore, si è aggrappato a quella che sembrava una corda che penzolava dal ponte soprastante e che in realtà era un cavo elettrico con i fili scoperti nella parte finale, ha preso la scossa, è caduto in acqua ed è morto per "annegamento tipico".
Il cavo risaliva agli anni '70, quando la G._SA aveva incaricato il suo dipendente D._ di collegare l'impianto elettrico di un manufatto che serviva da riparo per i suoi lavoratori, denominato "baracca dei minatori", a una pompa a immersione situata sull'altra riva del fiume. A questo fine il dipendente aveva istallato il cavo in questione, che attraversava il fiume appoggiato su una putrella sotto il ponte. Una ventina di anni dopo la pompa era stata smantellata, ma l'impianto elettrico non era stato disattivato. Dopo alcuni avvicendamenti la "baracca dei minatori" era stata presa in uso da E._, il quale, su richiesta della G._SA, per differenziare i consumi, aveva fatto separare gli impianti elettrici.
B.
Il 22 aprile 2004 il Giudice della Pretura penale ha condannato D._ e E._ per omicidio colposo di F.A._ (art. 117 CP) e ha accertato la loro responsabilità verso le parti civili, tra le quali la vedova A.A._ e la figlia B.A._, rinviandole al foro civile per fare valere le loro pretese.
I successivi ricorsi di D._e E._ sono stati respinti, nella misura in cui erano ammissibili, prima dalla Corte di cassazione e revisione penale ticinese, poi dalla Corte di cassazione penale del Tribunale federale (cause 6P.98/2006, 6S.206/2006, 6P.107/2006 e 6S.205/2006).
C.
Il 25 giugno 2010 A.A._ e B.A._ hanno promosso davanti alla Pretura di Mendrisio-Sud l'azione civile contro D._, E._ e la C._SA, che aveva nel frattempo ripreso attivi e passivi della G._SA. Le attrici hanno chiesto che i convenuti fossero condannati solidalmente a risarcire loro il danno consecutivo al decesso di F.A._, suddiviso in diverse posizioni, a favore dell'una, dell'altra o di entrambe; complessivamente fr. 1'194'297.75, secondo le conclusioni di causa.
Il Pretore ha accolto parzialmente la petizione con sentenza del 28 luglio 2015. Ha costatato che la responsabilità di D._ e E._ era stata stabilita in modo vincolante dal giudice penale, ha accertato a sua volta la responsabilità della C._SA quale possessore dell'impianto nel senso degli art. 27 cpv. 1 e 34 cpv. 1 della legge sugli impianti elettrici del 24 giugno 1902 (LIE; RS 734.0), e li ha condannati a pagare solidalmente i risarcimenti seguenti: a A.A._ fr. 13'733.-- per perdita di sostegno in denaro, fr. 22'565.80 per perdita di rendite pensionistiche e fr. 30'000.-- di torto morale; a B.A._ fr. 20'000.-- di torto morale; a entrambe le attrici solidalmente fr. 30'857.30 di spese legali preprocessuali, fr. 11'394.65 di costi funerari e fr. 614'085.-- per perdita di sostegno in natura.
D.
Il 18 aprile 2017 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha accolto parzialmente le impugnative presentate dai tre convenuti e riformato il giudizio di prima istanza. Ha posto soltanto a carico di E._ il risarcimento di fr. 13'733.-- a favore di A.A._ per perdita di sostegno in denaro e ha liberato tutti e tre i convenuti dal risarcimento alle attrici di fr. 614'085.-- per perdita di sostegno in natura; per il resto la Corte d'appello ha confermato la sentenza del Pretore.
E.
A.A._ e B.A._ insorgono davanti al Tribunale federale con ricorso in materia civile del 23 maggio 2017. Chiedono l'annullamento della sentenza d'appello e in via principale la conferma integrale di quella del Pretore, subordinatamente il rinvio della causa all'autorità cantonale per nuovo giudizio nel senso dei considerandi.
C._SA e D._ hanno proposto di re spingere il ricorso con risposta del 16 agosto 2017; E._ ha chiesto di dichiararlo irricevibile o di respingerlo con risposta del 21 agosto 2017. L'autorità cantonale non ha preso posizione.

Diritto:
1.
Il ricorso in materia civile è presentato dalle parti parzialmente soccombenti nella procedura cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro una sentenza finale (art. 90 LTF) emanata su ricorso dall'autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF) con valore litigioso superiore a fr. 30'000.-- (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF); è perciò ammissibile.
L'obiezione dell'opponente E._, secondo cui il ricorso sarebbe inammissibile poiché non contiene conclusioni cifrate e non precisa quali punti del dispositivo della sentenza cantonale sono contestati (art. 42 cpv. 1 LTF), è infondata. Dalla lettura del ricorso si capisce in modo chiarissimo che ad essere contestato davanti al Tribunale federale è esclusivamente il rifiuto della Corte di appello di riconoscere un risarcimento per perdita di sostegno in natura secondo l'art. 45 cpv. 3 CO - il cosiddetto pregiudizio all'economia domestica o danno casalingo - invece concesso in prima istanza per fr. 614'085.-- a favore delle ricorrenti in solido (cfr. la sentenza 4A_146/2016 del 18 luglio 2016 consid. 1 e rif.).
2.
Per la valutazione e la quantificazione del lavoro domestico svolto dal defunto il Pretore si era basato sui dati della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera pubblicati dall'Ufficio federale di statistica (RIFOS). I convenuti avevano contestato l'applicazione dei dati statistici, in assenza di prove concrete sul lavoro effettivamente svolto nell'economia domestica, ma il primo giudice aveva rinviato alla giurisprudenza che ammette il metodo di calcolo astratto e considerato che nella fattispecie non fossero ravvisabili né erano state addotte " specificità tali da giustificare un'inapplicabilità dei dati statistici ".
La Corte cantonale ha sovvertito il giudizio di prima istanza. Ha ri cordato preliminarmente che, sebbene la giurisprudenza consenta di stabilire il dispendio di tempo necessario per svolgere lavori domestici sia in modo concreto, calcolando la perdita economica effettiva, sia in modo astratto, sulla base di dati statistici, il semplice richiamo delle tabelle RIFOS non è sufficiente. Devono essere fornite indicazioni concrete sull'economia domestica del danneggiato e sui compiti che gli sono preclusi. Solo una volta chiariti questi aspetti, ha proseguito la Corte ticinese, è possibile quantificare il pregiudizio ricorrendo ai dati statistici, a condizione che siano rappresentativi della situazione concreta.
I giudici cantonali hanno costatato che nel caso specifico le attrici avevano proposto l'applicazione dei dati RIFOS limitandosi ad affermare che il defunto " forniva importante aiuto anche nell'ambito dell'economia domestica e dell'educazione della piccola B.A._", senza spiegare né quali fossero le attività domestiche svolte effettivamente né per quali motivi non sarebbe stato possibile elencarle e provarle; solo con le conclusioni - quindi tardivamente secondo l'art. 78 CPC/TI ancora applicabile al processo di prima istanza - esse avevano sostenuto che l'uso del metodo statistico si giustificava per il tempo trascorso e per la difficoltà di effettuare calcoli concreti. La Corte ticinese ha aggiunto che le "scarse allegazioni" delle attrici erano peraltro state contestate con le rispettive risposte dai convenuti, i quali avevano evidenziato sia l'assenza di allegazioni concrete e di prove concernenti il pregiudizio all'economia domestica, sia i criteri di calcolo proposti.