Decision ID: 77541f3d-00ae-557e-b3c5-d1883af2369e
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1 (classe _), già attiva quale docente di scuola elementare, nel mese di settembre 2002 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti indicando che “dall’età di 13 anni [ho] subito di continuo operazioni: 25 per problemi acuti cartilagini – ossa – bypass – artrosi – calcinosi” (doc. AI 2/1-7).
Allo scopo di valutare le conseguenze del danno alla salute sulla capacità lavorativa, l’Ufficio AI ha ordinato l’esecuzione di una perizia ortopedica.
Con rapporto 24 marzo 2004 il dr. _, FMH chirurgia ortopedica e ortopedia, posta la diagnosi di “stato dopo impianto protesi totale del ginocchio destro con buon risultato – stato dopo osteotomia valgizzante tibia sinistra in paziente con grave gonartrosi sinistra – stato dopo acromioplastica spalla destra con buon risultato – modica sindrome sotto-acromiale a sinistra”, ha valutato l’assicurata ancora abile al lavoro quale insegnante – attività questa a lei più confacente – nella misura del 50% (doc. AI 29/1-6).
Con decisione 13 settembre 2004 l’amministrazione ha riconosciuto all’assicurata il diritto a una rendita intera dal 1° aprile 2003 fino al 30 giugno 2004 e a una mezza rendita dal 1° luglio 2004 (doc. AI 56/7-10).
1.2. Con decisione su opposizione 19 ottobre 2005 l’Ufficio AI ha accolto parzialmente l’opposizione inoltrata dall’assicurata tramite l’avv. _ e, fondandosi sulla perizia pluridisciplinare 21 giugno 2005 del SAM, le ha riconosciuto una rendita intera dal 1° aprile 2003 fino al 30 giugno 2004, una mezza rendita dal 1° luglio 2004 fino al 31 maggio 2005 e tre quarti di rendita dal 1° giugno 2005 (doc. AI 83/1-6).
1.3. Con tempestivo ricorso al TCA l’assicurata, questa volta rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della citata decisione su opposizione e il riconoscimento di una rendita intera dal 1° aprile 2003. In via subordinata l’assicurata ha chiesto il riconoscimento di una rendita intera dal 1° aprile 2003 al 30 settembre 2004 e di una rendita di tre quarti dal 1° ottobre 2004.
Producendo ulteriore documentazione medica l’assicurata ha in particolare contestato le conclusioni a cui sono giunti i periti ed ha evidenziato che il SAM le avrebbe riconosciuto un’incapacità lavorativa del 100% in qualsiasi attività dal 5 aprile 2002 fino al 30 giugno 2004 e del 60 % dal 1° luglio 2004.
Con scritto 7 dicembre 2005 l’assicurata ha ancora prodotto nuova documentazione medica.
1.4. Con la risposta di causa e con le osservazioni l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso avvalendosi dei pareri del dr. _, medico SMR, il quale, circa la nuova documentazione medica prodotta, si è così espresso:
"
(...)
Certificato dr.ssa _ del 11.11.05: nel quale viene attestata una IL del 100% nei mesi di giugno e luglio 2005 per interventi chirurgici non meglio precisati.
Rapporto fisioterapico del 11.11.2005: non si tratta di rapporto medico e quindi non ritengo il caso doverlo commentare.
Certificato medico succinto del dr. _, clinica _, dove viene certificata una IL del 100% continua fino al 22.11.2005 senza ulteriore indicazione.
Valutazione:
l'attuale documentazione medica non permette di oggettivare modifiche dello stato di salute con ripercussioni prolungate sulla capacità lavorativa residua rispetto alla valutazione SAM. Vi è stata unicamente una IL del 100% nei mesi di giugno/luglio 2005 per intercorrente intervento chirurgico (dalla perizia SAM risulta che era previsto intervento di isterectomia, intervento probabilmente alla base dell'inabilità lavorativa certificata).
Il certificato della clinica _ non permette di rendere verosimile un peggioramento dello stato di salute rispetto alla perizia SAM.
Conclusione:
l'attuale documentazione presentata in fase di ricorso non permette di oggettivare o rendere verosimile una modifica dello stato di salute rispetto al momento della perizia SAM." (Doc. Vbis)
"
rapporto _ del 24.10.2005:
RM canale spinale del 22.11.2005: stenosi canale spinale C11/12 e L3/4
Atrofia quadricipite bilaterale di origine indeterminata.
Certificato _ del 24.11.2005:
viene certificata una IL del 100% dal 6.2004 fino al 18.1.2005, data prossima consultazione.
Valutazione:
la problematica di impingement spalla e la problematica del tunnel carpale erano già presenti in sede perizia SAM. Queste patologie sono già state debitamente prese in considerazione nelle limitazioni funzionali dell'assicurata.
Per quanto concerne l'atrofia muscolare questa era pure presente già in occasione della perizia SAM (vedi pagina 4 perizia dr. _). Da notare che in occasione delle valutazioni presso la clinica _ finora non è stato possibile individuare una eventuale causa neurologica dell'atrofia (esami elettrofisiologici normali). La causa dell'atrofia muscolare è da cercarsi probabilmente nella problematica articolare a livello delle ginocchia, problema frequentemente presente specie in assenza di un allenamento fisico carente e/o di un'attività fisica carente.
Per quanto concerne la sintomatologia clinica (ev. compatibile con una stenosi del canale spinale, da notare anche qui però che la RM non ha evidenziato una sofferenza del midollo spinale) gli eventuali limiti derivanti da tale patologia sono già presi in considerazione nei limiti funzionali riconosciuti dal SAM (non spostamenti prolungati, orario di lavoro ridotto).
Conclusione:
l'attuale documentazione non permette di oggettivare una modifica sostanziale dello stato di salute dell'assicurata rispetto al momento della perizia SAM." (Doc. VII/bis)
1.5. Con osservazioni 9 gennaio 2006 la rappresentante dell’assicu-rata si è confermata nelle proprie allegazioni ribadendo che “(...) comunque né l’ufficio AI, né il dott. _ spiegano per quale motivo la rendita d’invalidità di tre quarti le è stata assegnata solo a partire dal 1. giugno 2005 in poi, visto che dalla perizia 21 giugno 2005 del SAM emerge che quest’ultima (ndr.: si riferisce alla ricorrente) è stata inabile al lavoro in misura totale dal 5 aprile 2002 e sino al 30 giugno 2004 e che solo a partire dal 1. luglio 2004, ossia circa un anno dopo l’intervento di artroplastica al ginocchio destro, il suo grado di capacità lavorativa ha
“potuto raggiungere la misura del 40%”
(...)”.
Le osservazioni della ricorrente sono state trasmesse con facoltà di presentare osservazioni all’Ufficio AI.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione a sapere se, viste la perizia 23 marzo 2004 del dr. _ e quella pluridisciplinare 21 giugno 2005 del SAM, a ragione l’amministrazione ha riconosciuto all’assicurata una rendita intera limitata nel tempo (dal 1° aprile 2003 al 30 giugno 2004), una mezza rendita pure limitata nel tempo (dal 1° luglio 2004 al 31 maggio 2005) e una rendita di tre quarti dal 1° giugno 2005, oppure se, come da lei preteso, deve essere riconosciuta una rendita intera dal 1° aprile 2003 e/o una rendita intera limitata nel tempo (dal 1° aprile 2003 al 30 settembre 2005) e una rendita di tre quarti dal 1° ottobre 2005.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità.
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%;
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un’attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pp. 200ss). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). La valutazione dell'invalidità non è stabilita unicamente in base a fattori puramente medico-teorici (DTF 110 V 275, 105 V 207; RAMI 1996, p. 34, 36; STFA
inedita 23 marzo 1992 nella causa F.A.). La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF
114 V 314, 105 V 158; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 124; RCC 1982 p. 35).
Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 p. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 p. 180; ZAK 1984 p. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid.
3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, p. 128).
2.4.
Ai sensi dell'art.
29 cpv. 1 LAI:
"
il diritto alla rendita secondo l'articolo 28 nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:
a) presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per cento, oppure
b) è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media."
Secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media.
Di regola il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa (DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).
Alla scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità - questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i disposti dell'art. 28 LAI.
L'ammontare della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%, l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità (Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).
Se l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi, il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI);
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:
"
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.”
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
P
er costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art.
88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’art. 29
bis
è applicabile per analogia
(art.
88 a
cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137);
2.5. Nel caso in esame, visto che il dr. _, FMH medicina generale, nel rapporto di decorso 2 maggio 2003 ha confermato un’incapacità lavorativa dell’assicurata del 100% dal mese di aprile 2002 e ritenute le annotazioni 17 febbraio 2004 della dr.ssa _, medico SMR (doc. AI 19/1-2, 22/1 e 26/1), l’Ufficio AI ha ordinato l’esperimento di una perizia ortopedica.
Nella perizia 24 marzo 2004 il dr. _, posta la diagnosi, con ripercussioni sulla capacità di lavoro, di “stato dopo impianto protesi totale ginocchio destro con buon risultato – stato dopo osteotomia valgizzante tibia sinistra in paziente con una grave gonartrosi sinistra – stato dopo acromioplastica spalla destra con buon risultato – modica sindrome sotto-acromiale a sinistra”, ha concluso che l’attività finora esercitata dall’assicurata era ancora praticabile nella misura del 50%, precisando inoltre che “(...) ritengo che la paziente in qualità di insegnante di scuola elementare possa svolgere la sua attività che dal punto di vista fisico consiste nell’alternare la posizione seduta alla posizione eretta. Non è costretta a spostarsi su terreni sconnessi e salire e scendere le scale frequentemente. Non è costretta a spostare grossi pesi. Ovviamente la paziente non può più insegnare la ginnastica, non può accompagnare gli alunni alle gite e deve essere esonerata dalle attività più gravose. [...] Ritengo che l’attività ideale per questa paziente sia proprio di poter alternare la posizione seduta alla posizione eretta senza obbligo di spostare pesi e penso che quindi l’attività di insegnante sia quella a lei più confacente (...)” (doc. AI 29/1-6).
2.6. Visto il certificato medico 17 marzo 2005 del dr. _ (doc. AI 66/1) – al riguardo del quale il dr _, medico SMR, nelle sue annotazioni 22 marzo 2005 ha osservato che “(...) ai problemi ortopedici si aggiungono problemi di astenia. Non può essere esclusa una forte componente funzionale o psichiatrica. In considerazione dell’evoluzione sofferta risulta indicata una rivalutazione del caso in ambito SAM per stabilire le risorse residue dell’assicurata (...)” (doc. AI 67/1) – l’Ufficio AI ha ordinato l’esperimento di una perizia da parte del SAM.
Dalla perizia pluridisciplinare 21 giugno 2005 (doc. AI 72/1-35) risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. _), ortopedica (dr. _) e neurologica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno della ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente diagnosi:
"
5.1 Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
Gonalgie e limitazioni funzionali bilaterali con/su:
-
esiti da gonartrosi;
-
stato dopo artroprotesi totale condilare del ginocchio ds., giugno 2003;
-
gonartrosi sin.;
-
stato dopo osteotomia valgizzante prossimale della tibia e del perone sin., luglio 2002;
-
condrocalcinosi.
Periartropatia omeroscapolare bilaterale con/su:
-
stato dopo resezione / plastica acromioclavicolare ds. e osteosintesi per osso acromiale ds gennaio 2003.
Branchialgie parestetiche bilaterali, soprattutto a ds., multifattoriali con/su:
-
persistente rallentamento della conduzione sensitivomotoria per entrambi i nervi mediani al canale carpale;
-
stato dopo intervento decompressivo al tunnel carpale ds., novembre 2000;
-
stato dopo intervento decompressivo al tunnel carpale sin., febbraio 2001.
5.2 Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa
Obesità corporea (BMI 36,5%).
Menorragie.” (Doc. AI 72/11)
Sulla base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i periti del SAM, dopo aver rilevato che “l’attuale grado di capacità lavorativa medico-teorico globale dell’A. nella sua professione di docente di scuola elementare è valutabile nella misura del 40% (insegnamento non superiore alle 12 ore settimanali)” (doc. AI 72/14), hanno concluso:
"
(...)
8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA