Decision ID: 241ca338-1e84-5ce1-a37b-57c638fa7d7c
Year: 2009
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A. A._, cittadino italiano, nato il , vedovo dal , ha lavorato in Svizzera dal 1965 al 1995, solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità durante tale periodo (doc. 51). Dopo il rimpatrio, non ha più svolto attività lucrativa (doc. 8).
In data 25 ottobre 2004, A._ ha formulato una richiesta volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 1, 4).
B. Il richiedente è stato visitato il 20 dicembre 2004 presso i servizi medici dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Casarano, ove il sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di "cirrosi epatica con varici esofagee, diabete mellito II in trattamento insulinico, cardiopatia ipertensiva, modesta broncopatia cronica, gammopatia monoclonale classe IG e tipo Lambda, poliartrosi in moderato impegno funzionale" ed ha posto un tasso d'invalidità totale (doc. 24). Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:
- una relazione di dimissione ospedaliera relativa al ricovero dal 13 al 30 marzo 2004 per gammopatia monoclonale di classe IgE e di tipo lambda, cirrosi epatica scompensata. sospetto K pancreatico, diabete mellito tipo II, cardiopatia ipertensiva (doc. 12);
- i risultati di un'ecografia dell'addome superiore del 21 gennaio 2005 (doc. 11);
- un estratto di cartella clinica concernente il ricovero dal 4 al 10 aprile 2004 per sospetta neoformazione pancreatica (doc. 16);
- un rapporto d'esame ecografico dell'addome del 21 ottobre 2004, mal leggibile (doc. 20);
- esami ematochimici del 25 ottobre 2004 (doc. 21, 22).
Nel suo rapporto del 14 ottobre 2005, il Dott. Luethi, medico dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI, ora Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero
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UAIE), ha proposto di acquisire ad atti nuova documentazione sanitaria (doc. 26).
C.
L'amministrazione ha così segnatamente ricevuto:
- una perizia medica particolareggiata (E 213) del 27 febbraio 2006 (INPS di Casarano), attestante un'invalidità totale in base ad una diagnosi di cirrosi epatica con varici esofagee, diabete mellito II in trattamento insulinico, cardiopatia ipertensiva, modesta broncopatia cronica, gammopatia monoclonale classe IG e tipo lambda, poliartrosi con moderato impegno funzionale (doc. 35);
- un referto di risonanza magnetica dell'addome superiore del 15 aprile 2005 (doc. 30); esami ematochimici del 20 gennaio 2006 (doc. 31) ed i risultati di esami sierologici di stessa data (doc. 32).
Nel suo rapporto del 5 maggio 2006, il Dott. Luethi ha affermato che le attuali condizioni di salute dell'assicurato, le cui patologie non si situano a livello grave, non gli permetterebbero l'assunzione di attività professionali pesanti, mentre a lui sarebbero proponibili lavori leggeri e di media entità (doc. 38).
Interpellato a proposito del precedente lavoro, nella sua risposta del 24 ottobre 2006, l'interessato ha affermato che in Svizzera ha lavorato in una fabbrica di prodotti in aluminio a turni (a volte anche la notte), generalmente in piedi e non è mai stato assegnato a compiti più leggeri (doc. 42).
L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Luethi (doc. 44), il quale ha escluso che l'assicurato possa riprendere il precedente lavoro di operaio del settore industriale pesante, mentre a lui sarebbero proponibili attività di sostituzione leggere e/o semisedentarie in misura dell'80% da marzo 2004 (ricoveri ospedalieri).
L'UAIE ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi (in Euro) e dallo stesso è risultato che svolgendo attività alternative in misura dell'80%, invece di quella di operaio del settore metallurgico, l'interessato subirebbe una perdita di guadagno del 44% (doc. 45). In questo calcolo, il salario teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità è stato ridotto
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del 20% per tenere conto della situazione personale dell'assicurato (età, handicap).
D. Con progetto di decisione del 5 febbraio 2007, l'UAIE ha disposto il riconoscimento del diritto al quarto di rendita a decorrere dal 1° marzo 2005 (doc. 46).
L'interpellato, rappresentato dall'avv. Luigi Potenza, ha risposto in data 7 marzo 2007 chiedendo il riconoscimento del suo diritto alla rendita intera AI (doc. 48). Nulla ha prodotto a suffragio delle sue conclusioni.
Mediante decisione dell'8 maggio 2007, l'UAIE ha erogato in favore di A._ un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a decorrere dal 1° marzo 2005 (doc. 52).
E. Con il ricorso depositato il 18 giugno 2007, A._, sempre rappresentato dall'avv. Potenza, chiede, sostanzialmente, l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera AI. In via preliminare eccepisce la nullità dell'impugnata decisione in quanto non motivata con particolare riferimento al fatto che il provvedimento non contiene i parametri di calcolo dell'incapacità di guadagno e ciò pone l'insorgente nell'impossibilità di poter contestare tale indagine economica. A suffragio delle sue conclusioni produce un diario clinico riguardante le cure diabetologiche in corso dal 2004.
F. Ricevuto il ricorso, l'amministrazione ha sottoposto gli atti al Dott. Luethi, il quale, nella sua relazione del 15 ottobre 2007, ha ribadito che, nonostante le patologie denunciate che, di principio, non sono contestate, l'interessato sarebbe in grado di svolgere, nella misura indicata, attività di tipo leggero e/o semisedentarie (doc. 56).
Nella sua risposta di causa del 30 ottobre 2007, l'UAIE propone la reiezione del gravame con argomenti di cui, per quanto occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.
G. Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra documentazione di rilievo, l'avv. Potenza, con scritto dell'11 dicembre
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2007, ha ribadito l'intenzione del proprio assistito di mantenere il ricorso.
H. Con ordinanza del 18 dicembre 2007, la parte ricorrente è stata inviata a voler versare un anticipo di Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali. Detto anticipo è stato regolarmente versato.

Diritto:
1. Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).
2.
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condizioni sono adempiute nella specie.
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2.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'anticipo delle presunte spese processuali è stato versato entro il termine prescritto. Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.
3.
3.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) come pure il corrispondente Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71).
3.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.
3.3 L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.
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4. Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, con particolare riferimento al diritto materiale, che, dal profilo temporale, non trovano applicazione le modifiche della LAI del 6 ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.
5. Il ricorrente ha contestato in primo luogo la validità formale della decisione dell'UAIE, rilevando che essa difetta di una motivazione sufficiente.
5.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (Cost, RS 101), comprende il diritto per l'assicurato di prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia emessa nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere che sia dato seguito alle sue offerte di prove pertinenti, di partecipare all'amministrazione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi sul suo risultato, allorquando questo è proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di essere sentito è consacrato dagli art. 26-28 (diritto di esaminare gli atti), dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito stricto sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).
5.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito l'obbligo per l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari ed a tutte le persone interessate di comprenderla, eventualmente di impugnarla ed in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso eventualmente adita di esercitare convenientemente il suo controllo (cf. DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti (cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere
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a tali esigenze, è sufficiente che il giudice (o l'autorità) menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e di impugnarla in piena conoscenza di causa (cfr. DTF menzionate). In generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità della fattispecie da giudicare, dalla potenziale gravità delle conseguenze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più la misura adottata arreca pregiudizio ai diritti dei singoli, più la decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale 2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione deve fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non è comunque tenuta a pronunciarsi su tutti i fatti, argomentazioni e mezzi di prova invocati dalle parti, ma può permettersi di limitarsi a quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b). Nel campo delle assicurazioni sociali, in particolare, le esigenze relative alla motivazione non devono essere particolarmente elevate. È, infatti, sufficiente che l'amministrazione indichi brevemente i motivi della decisione e quali sono gli elementi alla base di quest'ultima (DTF 124 V 180, consid. 1a, confermato in DTF del 9 maggio 2000 in re I. ed in Pra 2001, n. 71, consid. 1 a/bb).
5.3 Il diritto di ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia costituzionale di natura formale, la cui violazione causa in principio l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalle possibilità di esito positivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 19 consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e giurisprudenza citata). Eccezionalmente un'eventuale violazione del diritto di essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che ha emanato la decisione ha preso posizione in merito alle argomentazioni decisive nel quadro dello scambio degli scritti e che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di fronte ad un'autorità di ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia che quella dell'autorità inferiore (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a).
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5.4 In concreto, la motivazione della decisione impugnata appare certo concisa, ma ciò non ha però impedito il ricorrente di comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore. Nell'ambito del ricorso, infatti, egli ha potuto difendersi in maniera corretta. Egli è stato in grado di dedurre i fatti su cui la decisione si fonda e le ragioni per cui è stata pronunciata. Tuttavia, anche se la decisione fosse considerata non sufficientemente motivata, si rileva che tale carenza sarebbe sanata dall'impugnazione della stessa davanti al Tribunale amministrativo federale, il quale dispone infatti di piena cognizione. Inoltre, con la sua risposta del 30 ottobre 2007, l'UAIE ha avuto modo di esprimersi sul contenuto del ricorso e di completare le motivazioni della sua decisione, successivamente notificate all'interessato, con alcuni documenti, quali i pareri dei medici dell'UAIE ed il calcolo comparativo dei redditi. Al ricorrente è stato concesso il diritto di replica, di cui ha fatto uso con atto dell'11 dicembre 2007 (cfr. DTF 116 V 39/40 consid. 4b).
Visto quanto precede, la censura del ricorrente in ordine all'insufficienza della motivazione e, quindi, alla violazione del suo diritto di essere sentito, deve essere respinta.
6. Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 25 ottobre 2004. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 25 ottobre 2003 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e l'8 maggio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).
7. Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, un cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni: essere invalido ai sensi della legge svizzera ed aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno
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(art. 36 cpv. 1 LAI). Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.
8.
8.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.
8.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.
8.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima lettera si applica allorché lo stato di salute dell'assicurato si è stabilizzato; la seconda se lo stato di salute è labile, vale a dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).
8.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al
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guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
9.
9.1 L'interessato non ha più lavorato dopo il rimpatrio, avvenuto nel 1995. Da molto tempo era alle dipendenze di un'impresa di trasformazione dell'aluminio, come operaio addetto a qualsiasi a turno (giorno, pomeriggio, notte). Il suo salario, nel 1994, si elevava a Fr. 59'569.- e, nel 1995, a Fr. 62'680.-- (6 mesi: Fr. 31'340.- x 2). Egli afferma di aver rassegnato le dimissioni per ragioni di salute (doc. 8, cifra 12).
9.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 275, 105 V 207). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
In carenza di documentazione economica, la documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158). Infatti, per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).
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Inoltre, perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160).
10.
10.1 Dalla documentazione sanitaria ad atti si evince che il ricorrente soffre essenzialmente di una cirrosi epatica con varici esofagee, diabete mellito insulinodipendente trattato, cardiopatia ipertensiva, broncopatia cronica di modesta entità, gammopatia monoclonale classe IgE e tipo lambda, poliartrosi con moderato impegno funzionale (cfr. perizie mediche particolareggiate del 20 dicembre 2004 e del 27 febbraio 2006).
10.2 Giova ricordare che le affezioni in oggetto debbono, dal profilo giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, infatti, di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da configurare non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare.
Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine d'attesa di un anno. Pertanto, il ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno durante un anno.
11.
11.1 Per quanto concerne le conseguenze invalidanti delle menzionate affezioni, i medici dell'INPS pongono un tasso d'invalidità totale (100%). Essi escludono che il paziente possa essere reinserito in consono settore produttivo adeguato alle sue condizioni di salute. Dal canto suo, il medico dell'UAIE, Dott. Luethi, afferma che
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l'interessato non potrebbe più riprendere il suo precedente lavoro di operio nel settore metallurgico pesante, ma a lui sarebbero proponibili lavori leggeri e/o semisedentari nella misura dell'80%.
11.2 Ora, il parere del Dott.Luethi appare poco convincente. Va rilevato dapprima che il paziente è portatore di una grave malattia, la cirrosi epatica, la quale è già in fase di evoluzione. Egli presenta infatti varici esofagee, complicazione severa e non reversibile di tale patologia epatica. A torto, il Dott. Luethi, sia nel rapporto del 14 ottobre 2005 che in quello del 5 maggio 2006, ha ritenuto che la cirrosi epatica fosse compensata, mentre, chiaramente, la relazione sanitaria del 30 marzo 2004 (doc. 12), alla quale si riferiva attestava una cirrosi epatica scompensata. Oltre a valori ematici sicuramente fuori norma, il fegato presentava, già nel 2004, un processo degenerativo, non reversibile, caratterizzato da margini irregolari con ipertrofia del lobo caudato. L'ecografia addominale del 21 gennaio 2005 (doc. 11) mostra una struttura notevolmente irregolare ed iperecogena, le vene sovraepatiche sono di margine ridotto e le altre irregolarità strutturali fanno pensare ad una trombosi portale od altri processi degenerativi. Nell'aprile 2005 la RMN poneva in evidenza un fegato dismogeneo a contorni bozzuti in rapporto alla patologia di base. Non sono stati eseguiti ulteriori esami specifici e pertanto, il giudizio del Dott. Luethi manca di fondamento oggettivo recente. Peraltro, le perizie mediche particolareggiate non indicano che la patologia epatica sia compensata. Infine, il rapporto del 15 ottobre 2007 del medico dell'UAIE, più approfondito, tende a motivare una presunta assenza di patologie debilitanti in atto, in mancanza di prove contrarie, piuttosto che proporre un accertamento gastroenterologico completo ed accompagnato da esami oggettivi di recente esecuzione.
Per il resto, è vero, l'assicurato non presenta altre patologie invalidanti, in quanto il diabete è effettivamente ben compensato da terapia insulinica e non presenta complicazioni interne e/o neurologiche, a parte forse una cardiopatia ipertensiva, la bronchite cronica è definita assai modesta e l'apparato osteoarticolare si presenta privo di limitazioni funzionali di rilievo.
11.3 Ora, fatte queste considerazioni, il collegio giudicante si trova nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di lavoro e di guadagno subita dall'interessato e da quando questa invalidità esisterebbe.
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12.
12.1 In queste circostanze è necessario accogliere parzialmente il ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette solo eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel caso concreto, l'applicazione dell'eccezione prevista è tuttavia giustificata se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle informazioni da raccogliere.
12.2 L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria delucidando la situazione medica per il periodo dal 1995 (cessazione dell'attività lucrativa) fino alla data dell'impugnata decisione (8 maggio 2007) e da questa data in poi. L'UAIE emanerà poi un nuovo provvedimento impugnabile.
A tale fine il ricorrente dovrà essere sottoposto ad una perizia approfondita in gastroenterologia (anamnesi, esame clinico e strumentale, diagnosi, valutazione e prognosi) ed a tutti quegli esami specialistici che il caso richiede (epatologia, segnatamente con esami ematochimici – transaminasi complete, bilirubina, albumina, tempo di protronbina, i test epatici abituali, un'ecografia addominale, un'endoscopia, un'eventuale RMN per porre in rilievo la situazione della vena porta ed i profili nodulari).
L'incarto sarà poi inviato in esame al servizio medico dell'UAIE, il quale si pronuncerà in merito all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra il 1995 e l'8 maggio 2007, data della decisione impugnata e da questa data in poi, nonché in merito all'attività professionale che il ricorrente avrebbe potuto espletare nel periodo suddetto.
12.3 Se del caso, l'Autorità amministrativa effettuerà poi un'adeguata e circostanziata indagine comparativa dei redditi.
A questo proposito va rilevato che il calcolo svolto in Euro dall'amministrazione, in base ai dati statistici italiani, non è attendibile. Infatti, l'interessato ha lasciato il nostro Paese nel 1995 e non ha più svolto attività lucrativa in Italia. Dall'esame dei conti individuali, risulta che ancora nel 1994-95 il nominato percepiva un salario relativamente elevato, probabilmente in ragione dei turni (anche notturni) e della qualifica del suo lavoro. Nel 1994 ha percepito un introito lordo di Fr. 59'569.- e, nel 1995, Fr. 31'340.- in sei mesi. L'UAIE ha invece ritenuto
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C-4226/2007
un guadagno prima dell'insorgenza dell'invalidità piuttosto basso. Il calcolo comparativo dovrebbe quindi essere effettuato in franchi svizzeri tenendo conto del buon livello di qualificazione/retribuzione dell'interessato quando lavorava nel nostro Paese.
13.
13.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali. L'anticipo delle presunte spese processuali di Fr. 300.-, versato dall'insorgente il 6 febbraio 2008, gli viene restituito.
13.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.
Nel caso in esame, viste le memorie di ricorso e di replica, nonché la documentazione esibita, si giustifica riconoscere alla parte ricorrente un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'200.-, da porre a carico dell'UAIE.