Decision ID: 9acc25ff-c0b0-53a3-8f2f-ca94e72e3fef
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto
le domande di asilo che gli interessati hanno presentato in Svizzera in
data 28 settembre 2011;
i verbali di audizione del 6 ottobre 2010 relativi al marito (di seguito: ver-
bale 1) e alla moglie (di seguito: verbale 2);
l'esame LINGUA al quale i richiedenti sono stai sottoposti in data
7 novembre 2011 e le relative perizie del 23 e 24 gennaio 2012;
i verbali di audizione del 4 aprile 2012 relativi al marito (di seguito: verba-
le 3) e alla moglie (di seguito: verbale 4) con i quali, tra le altre cose, è
stato concesso loro il diritto di essere sentiti in merito alle rispettive peri-
zie LINGUA;
la decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del
5 settembre 2012, notificata agli interessati in data 7 settembre 2012
(cfr. A39/1);
il ricorso dell'8 ottobre 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 9 ottobre 2012);
lo scritto del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) del
10 ottobre 2012 con cui il Tribunale ha informato i ricorrenti della possibili-
tà di soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura;
la decisione incidentale del Tribunale del 26 ottobre 2012 con la quale ha
respinto la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, ed ha invi-
tato i ricorrenti a versare, entro il 12 novembre 2012, un anticipo di
CHF 600.- a copertura delle presunte spese processuali, indicando che,
in caso d'inosservanza, il ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile;
il tempestivo pagamento del succitato anticipo spese effettuato dagli
insorgenti in data 7 novembre 2012;
ulteriori fatti ed argomenti adotti dalle parti negli scritti che verranno ripre-
si nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;
D-5241/2012
Pagina 3

e considerato
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);
che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), e che sono pertanto legittimati ad
aggravarsi contro di essa;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti;
che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA);
che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA),
né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-
gomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR,
Droit administratif, vol. II, 3a ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5);
D-5241/2012
Pagina 4
che, nel corso delle audizioni sulle generalità, i richiedenti hanno dichiara-
to di essere cittadini iracheni di etnia curda, domiciliati a G._ nella
Provincia di Mossul (Iraq) (cfr. verbali 1 e 2, pag. 3 e 5);
che, sebbene non avessero mai subito direttamente alcuna minaccia o
persecuzione sarebbero espatriati in quanto, nel Paese di origine, la si-
tuazione relativa alla sicurezza sarebbe stata critica a causa del terrori-
smo; che, in particolare, alcuni mesi prima dell'espatrio, i terroristi avreb-
bero rapito dei bambini residenti loro quartiere;
che, nella decisione impugnata, l'UFM ha rilevato una violazione dell'ob-
bligo di collaborare degli interessati circa la loro provenienza ed ha consi-
derato inverosimili le dichiarazioni dei richiedenti circa i motivi di asilo
adotti; che, segnatamente, l'esame LINGUA avrebbe dimostrato che la lo-
ro socializzazione, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, sa-
rebbe da individuare con certezza nel Kurdistan iracheno; che, inoltre, i
documenti prodotti conterrebbero chiari segni di falsificazione; che, per
giunta, i richiedenti si sarebbero contraddetti in merito all'elemento princi-
pale del proprio racconto, ossia il citato rapimento di alcuni bambini;
che, rilevata la violazione dell'obbligo di collaborare degli interessati e
conformemente alla giurisprudenza del Tribunale, le autorità non
sarebbero tenute, in assenza di indicazioni da parte dei richiedenti, a
sondare l'esistenza di eventuali ostacoli all'allontanamento verso il Paese
di origine e, nella fattispecie, verso la molto probabile provenienza da
H._; che, pertanto, l'UFM ha ritenuto che il racconto degli
interessati non soddisfa le condizioni di verosimiglianza giusta l'art. 7 LAsi
ed ha pronunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla Svizzera e
l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Iraq – segnatamente verso una
delle tre province nord-irachene (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) – siccome
lecita, esigibile e possibile;
che, nel ricorso, gli insorgenti ribadiscono di avere lasciato l'Iraq per i pe-
ricoli legati alle attività del terroristi; che, in particolare, il rapimento di tre
bambini vicini di casa avrebbe determinato la loro decisione di espatrio;
che, per quanto concerne la contraddizione rilevata dall'UFM in merito
all'episodio del rapimento, confermano che i bambini rapiti sarebbero stati
tre e che, secondo le voci circolanti nel quartiere, sarebbe stati uccisi;
che, sempre in relazione a questo episodio, la moglie, indicando l'anno
2007/2008, avrebbe fatto riferimento all'inizio dei problemi sorti con i ter-
roristi anziché all'episodio del rapimento che sarebbe avvenuto nel 2011;
D-5241/2012
Pagina 5
che, pertanto, non si tratterebbe di una contraddizione tale da rendere in-
verosimili le proprie dichiarazioni;
che, circa i documenti presentati, i ricorrenti ribadiscono la propria buona
fede riguardo all'autenticità degli stessi; che, per ciò che concerne le risul-
tanze dell'esame LINGUA, rinviano a quanto già espresso nelle audizioni
del 4 novembre 2012, dove hanno avuto la possibilità di esprimersi su
questo argomento; che, infine, l'esecuzione dell'allontanamento dovrebbe
essere considerata non esigibile ritenuta la situazione vigente nella Pro-
vincia di Mossul;
che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annulla-
mento della decisione impugnata, il riconoscimento della qualità di rifugia-
ti e la concessione dell'asilo; in via sussidiaria la trasmissione degli atti
all'autorità inferiore per una nuova decisione, nonché la concessione
dell'ammissione provvisoria; essi hanno, altresì, presentato una domanda
di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal versamento delle
spese processuali e del relativo anticipo con protesta di spese e ripetibili;
che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai
rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a per-
sone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati; che esso com-
prende il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, so-
no rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità,
appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-
tiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi; che
sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,
dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una
pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); che occorre altresì
tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile
(art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi);
che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve prova-
re o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qua-
lità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una pro-
babilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in parti-
colare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o
contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi);
D-5241/2012
Pagina 6
che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri-
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convin-
zione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del
contrario, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. Giurisprudenza ed
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo
[GICRA] 1993 n. 21); che le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè
resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili
di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimile), e concordanti, o
meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi;
che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto d'una va-
lutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole al-
legazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio
dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando,
contro indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'au-
torità giudicante (cfr. GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1, GICRA 1995 n. 23);
che, come rettamente ritenuto nelle querelata decisione, questo Tribunale
ritiene che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di proce-
dura si esauriscono in mere ed imprecise affermazioni, non corroborate
da elementi consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere del-
le congetture non fondate su alcuno indizio oggettivo;
che, a fondamento della loro domanda d'asilo i ricorrenti hanno fatto
valere un clima di insicurezza presente nell'asserito luogo di origine in
ragione di presunte violenze perpetrate dai terroristi; che, in merito a
questa circostanza, gli insorgenti si sono ripetutamente contraddetti
sull'unico elemento concreto del proprio racconto, ovvero l'asserito
rapimento dei bambini del loro quartiere; che, in particolare, nel corso
della prima audizione essi hanno dichiarato che tre bambini del loro
quartiere sarebbero stati rapiti dai terroristi nell'agosto del 2011 e sgozzati
da questi ultimi non avendo le famiglie pagato il riscatto richiesto
(cfr. verbale 1, pag. 11 e verbale 2, pag. 9); che, tuttavia, nel corso
dell'audizione sui motivi di asilo il marito ha affermato che i bambini rapiti
sarebbero stati due, di cui uno solo sarebbe stato ucciso (cfr. verbale 3,
D16-17, pag. 3); che, oltretutto, il rapimento sarebbe avvenuto nel 2007
anziché il 2011 (cfr. verbale 3, D18, pag. 3); che, fattegli presenti le
contraddizioni rispetto alla prima audizione, il ricorrente ha
semplicemente affermato che sarebbe lo stesso (cfr. verbale 3, D26,
pag. 4); che, d'altro canto, la ricorrente, nell'audizione sui motivi di asilo,
ha affermato che i bambini rapiti sarebbero stati tre, di cui uno ucciso
D-5241/2012
Pagina 7
(cfr. verbale 4, D27-30, pag. 4); che, oltretutto, l'episodio sarebbe
avvenuto nel 2008 o nel 2009 (cfr. verbale 4, D31, pag. 4);
che, per il resto, per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considera-
zioni presenti nella decisione dell'UFM;
che, alla luce di quanto sopra, i motivi d'asilo addotti dai ricorrenti non
adempiono i criteri di verosimiglianza di cui all'art. 7 LAsi;
che, in considerazione di quanto sopraesposto, il ricorso in materia di
riconoscimento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, desti-
tuito di fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va con-
fermata;
che, se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio
federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina
l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia
(art. 44 cpv. 1 LAsi);
che, i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32
dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9);
che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia
dell'allontanamento;
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della
legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20),
giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di col-
laborare all'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza
del Tribunale amministrativo federale D-3975/2007 del 15 giugno 2007,
consid. 3.4); che si tratta di un tipico caso di applicazione
dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA;
che, nel caso di specie, le dichiarazioni concernenti la regione irachena di
provenienza sono manifestamente carenti ed inverosimili al punto tale
D-5241/2012
Pagina 8
che può essere esclusa con certezza l'asserita provenienza dalla Provin-
cia di Mossul;
che, infatti, l'esame LINGUA ha rilevato che i ricorrenti hanno delle lacune
importanti circa le loro conoscenze della regione da cui asseriscono pro-
venire, nonché della lingua araba, principale idioma parlato nella Provin-
cia di Mossul;
che quindi non soccorrono gli insorgenti le generali giustificazioni rese in
sede di riscorso secondo cui l'esame non sarebbe stato sufficientemente
accurato;
che, infatti, va rilevato che nell'esame LINGUA i ricorrenti sono stati
confrontati con molteplici aspetti alfine di determinare il probabile luogo di
socializzazione, come la conoscenza geografica, culturale ed etnica del
distretto di I._ (Iraq), nonché la lingua parlata dai ricorrenti; che, a
titolo esemplificativo, gli insorgenti hanno dichiarato che la moneta in uso
nella loro Regione prima del 2003 sarebbe stato lo "Swiss Dinar", allorché
in realtà questa moneta era utilizzata unicamente nel Nord dell'Iraq e non
nell'Iraq centrale e del Sud dove era invece in vigore il "Copy Dinar"; che,
circa i canali TV, hanno affermato di ricevere, prima del 2003, unicamente
i canali TV curdi; che, tuttavia, nella Regione da cui asseriscono
provenire, all'epoca, i canali TV visibili erano unicamente quelli arabi; che,
in merito alla città di I._, hanno affermato che la stessa sarebbe in
maggioranza abitata da arabi musulmani; che, contrariamente a questa
affermazione, la città di I._ risulta essere abitata prevalentemente
da cristiani di lingua aramaica e araba; che i ricorrenti parlano il curdo
badinani, lingua parlata prevalentemente nel Kurdistan iracheno; che,
oltretutto, gli insorgenti non parlano arabo, principale idioma nella
Provincia di Mossul;
che, dalle risposte fornite dagli interessati e dalle lacune evidenziate, si
può senz'altro escludere che la loro socializzazione sia avvenuta nella cit-
tà I._ (Iraq), come da essi sostenuto, ma piuttosto che questa sia
da localizzarsi nel Kurdistan iracheno;
che, a prescindere dalle risultanze dell'esame LINGUA, essi hanno pure
presentato documenti di dubbia autenticità;
che, pertanto, in ragione dei segni di falsificazione oggettivi constatati
dall'UFM sui documenti prodotti (cfr. A 29/4), senza che gli insorgenti ab-
biano portato fatti o prove concrete rilevanti a sostegno dell'autenticità
D-5241/2012
Pagina 9
degli stessi, non vi è luogo di attribuire ai succitati documenti alcun valore
di prova; che, a contrario, essi costituiscono un ulteriore indizio circa la
mancata volontà di collaborare nello stabilire i fatti determinanti ai fini del
giudizio;
che, in altre parole, violando l'obbligo di collaborare con riferimento all'in-
dicazione della vera provenienza regionale, ad essi senz'altro nota, i
ricorrenti hanno posto l'autorità nell'impossibilità di determinare con cer-
tezza il loro luogo d'origine e l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'al-
lontanamento giusta, tra le altre cose, le condizioni giurisprudenziali d'e-
sigibilità dell'allontanamento verso le tre province curde dell'Iraq del Nord
previste nella sentenza di principio DTAF 2008/5;
che, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo degli insorgenti, questi ultimi non
possono prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1
LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale
pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo
statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30);
che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un
rischio personale, concreto e serio per i ricorrenti di essere esposti, in ca-
so di allontanamento nel Paese d'origine, verosimilmente nella regione di
Dohuk, ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 della Convenzio-
ne per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro
la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83
cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);
che, d'altronde, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato la
provenienza interna del proprio Paese d'origine, i ricorrenti hanno reso
impossibile la ricerca di pericoli concreti e suscettibili di minacciarli nel
proprio luogo di origine;
che, di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti nel
loro Paese di origine deve essere considerata come ragionevolmente e-
sigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);
D-5241/2012
Pagina 10
che non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);
che, infatti, i ricorrenti, usando la dovuta diligenza potranno procurarsi
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi;
DTAF 2008/34, consid. 12);
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in ma-
teria d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
che, ne consegue, l'UFM con la decisione impugnata non ha violato
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; che l'auto-
rità inferiore non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridi-
camente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi),
per il che il ricorso va respinto;
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1
e 5 PA, nonché l'art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che le spese processuali sono
compensate con l'anticipo tempestivamente versato il 7 novembre 2012;
che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-
dente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-
bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);
che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-
to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);
che la pronuncia è pertanto definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-5241/2012
Pagina 11
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti e
sono compensate con l'anticipo versato in data 7 novembre 2012.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Gilles Fasola