Decision ID: 4a4e90f7-e6dd-509b-bf95-d1a92115aba7
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

nell'aver allestito, fondandosi sul Regolamento comunale per il sussidio delle cure ortodontiche, fittizia documentazione da lui sottoposta al Municipio per l'autorizzazione di pagamento, e, ottenuto in modo fraudolento il benestare per il pagamento, nell'aver allestito false polizze di versamento a favore del suo conto presso _di pari importi che ha allegato agli ordini di pagamento firmati dal Sindaco e dal segretario comunale, ottenendo indebiti accrediti a suo favore, ritenuto che parte di questa documentazione è stata in seguito da lui soppressa;
1.5.
nel caso
n. 33,
dopo aver soppresso la tabella riassuntiva originale del diritto ai ristorni a favore del Consorzio _, nell'aver alterato la documentazione originale del Consorzio in fattura da lui sottoposta al Municipio per l'autorizzazione per il pagamento, e, ottenuto in modo fraudolento il benestare per il pagamento, nell'aver allestito una falsa polizza di versamento a favore del suo conto presso _di pari importi che ha allegato all'ordine di pagamento multiplo, ottenendo un indebito accredito a suo favore;
1.6.
nei casi n. 35 e n. 41,
previa soppressione della fattura originale per il saldo di gestione annuale del Consorzio _, nell'aver allestito una falsa fattura per il saldo di gestione annuale che ha
sottoposto al Municipio per approvazione, e, ottenuto in modo fraudolento il benestare per il pagamento, nell'aver allestito false polizze di versamento a favore del suo conto presso _di pari importi con fittizie causali che ha allegato agli ordini di pagamento firmati dal Sindaco e dal segretario comunale, ottenendo indebiti accrediti a suo favore, ritenuto che la falsa fattura è stata da lui in seguito soppressa;
1.7.
nei casi da n.
38
a n.
40 e da n. 42 a n. 45,
nell'aver alterato le distinte per le restituzioni di imposte comunali allestite dall'ufficio contribuzioni, inserendo restituzioni
già corrisposte negli anni precedenti, sottoponendole per approvazione al Sindaco e, ottenuto in modo fraudolento la firma sull'ordine di pagamento, nel sostituire la polizza intestata al reale beneficiario con una falsa polizza da lui compilata a favore di suoi conti con fittizie causali,
1.8.
nei casi
n. 47 e n.
49,
nell'aver sottoposto al Municipio per approvazione fatture relative
alla nuova casa comunale già registrate nella contabilità degli anni precedenti, ma di cui lo stesso Municipio aveva sospeso il
pagamento in quanto oggetto di contestazione e,
ottenuto in modo fraudolento il benestare per il pagamento, nell'aver allestito false polizze di versamento a favore del suo conto presso _di pari importi che ha allegato agli ordini di pagamento firmati dal Sindaco e dal segretario comunale, ottenendo indebiti accrediti a suo favore;
1.9.
nei casi n. 51, n. 52 e n. 54,
nell'aver sottoposto per approvazione al Municipio, le tabelle riassuntive dei Consorzi _ e _ (Consorzi che hanno fusionato nella primavera 2007), e, ottenuto in modo fraudolento il benestare per il pagamento, nel sostituire le polizze intestate al Consorzio con false polizze da lui compilate a favore del suo conto presso _con fittizie causali;
2. Truffa
a _ e _,
nel periodo maggio - giugno 2006,
per procacciare a sé un indebito profitto, ingannato con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure
confermandone subdolamente l'errore, inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui,
e meglio,
ingannato con astuzia il pupillo PC 2, 1950, di cui era curatore amministrativo, approfittando della profonda fiducia che egli riponeva in lui, rispettivamente sfruttando la sua posizione predominante, nonché lo stato di dipendenza e la carente capacità di discernimento del pupillo,
sottoposto il 2 giugno 2006 al pupillo per la firma una proposta di assicurazione con la compagnia assicurativa _ per una polizza vita a premio unico con un capitale sia in caso di vita che di morte al 20 giugno 2035 di CHF 210'797.-, che il pupillo ha firmato sulla fiducia, senza leggerla, nell'errata convinzione che la polizza sarebbe stata stipulata nel suo interesse a titolo di investimento e che sarebbe stato il beneficiario delle prestazioni assicurate, avendogli l'accusato sottaciuto che, su sue indicazioni, il consulente assicurativo aveva compilato la proposta inserendo l'accusato (e in caso di sua premorienza membri della sua famiglia) come beneficiario delle prestazioni sia in caso di vita che in caso di morte,
determinando in tal modo un pregiudizio patrimoniale a carico del pupillo pari al premio unico di CHF 156'000.- in relazione alla polizza assicurativa n. _, emessa sulla base della proposta sottoscritta dal pupillo, premio versato dall'accusato con valuta 20 giugno 2006 utilizzando la liquidazione spettante al pupillo in relazione ad un contenzioso civile, che l'accusato si era fatto versare sul suo conto _ presso _;
3. Appropriazione indebita aggravata
siccome commessa nella sua qualità di curatore amministrativo di PC 2, 1950,
a _,
nel periodo gennaio 2007 - aprile 2008,
per aver indebitamente impiegato a proprio profitto averi patrimoniali del pupillo, e meglio in 14 occasioni prelevato indebitamente o predisposto illeciti trasferiti a debito del conto n. _ presso la Banca _ intestato al pupillo, abusando della procura, arrecandogli un pregiudizio complessivo di
CHF 11'480.05
;
4. Ripetuta falsità in documenti
per avere a _, nelle surriferite circostanze di tempo,
allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto e al fine di occultare alle Autorità comunali e agli organi di controllo del Comune PC 1 gli illeciti penali di cui ai punti precedenti,
ripetutamente formato documenti falsi, alterato documenti veri, attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, nonché fatto uso, a scopo di inganno, di tali documenti,
e meglio, per avere:
4.1.
per mettere in atto le truffe di cui al punto n. 1.1., allestito false fatture indirizzate al Comune PC 1 e all'Azienda _a nome di creditori usuali, che ha sottoposto al Municipio per l'autorizzazione di pagamento, fatture che ha dapprima inserito come giustificativi nella contabilità del Comune e, dopo la revisione esterna, ha soppresso nell'intento di occultare gli illeciti penali;
4.2.
allestito e fatto uso di fittizia documentazione da lui allestita, fondandosi sul Regolamento comunale per il sussidio delle cure ortodontiche, per mettere in atto gli illeciti penali di cui al punto n. 1.4.;
4.3.
alterato la documentazione originale del Consorzio _ trasformandola in fattura e sottoponendola al Municipio per approvazione, così come indicato al punto n. 1.5.,
4.4.
per mettere in atto la truffa di cui al punto n. 1.6., allestito una falsa fattura per il saldo di gestione annuale del Consorzio _;
4.5.
per mettere in atto le truffe indicate al punto n. 1, nelle circostanze di tempo e di luogo ivi indicate, allestito polizze di pagamento a favore del suo conto n. _ presso _, e del suo conto n. _ presso Banca _, da lui allestite con importi fittizi non dovuti, indicando pure su talune polizze di pagamento fasulle causali,
sottoponendo le polizze così falsamente compilate ai funzionari de La Posta per esecuzione, in allegato ad ordini di pagamento multiplo precedentemente sottoscritti dai firmatari degli ordini di pagamento multiplo ed a loro insaputa;
4.6.
alterato le distinte per le restituzioni di imposte comunali allestite dall'ufficio contribuzioni, inserendo restituzioni già corrisposte negli anni precedenti, sottoponendole per approvazione al Sindaco, così come descritto al punto n. 1.7.;
5. Ripetuta soppressione di documenti
per avere, a _, nelle surriferite circostanze di tempo,
al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
ripetutamente sottratto, soppresso e distrutto documenti allo
scopo di occultare alle Autorità locali e agli organi di controllo del
Comune PC 1, gli illeciti penali indicati al punto n. 1 dell'atto di accusa, in particolare:
5.1.
soppresso le false fatture indicate al punto n. 4.1. da lui allestite fittiziamente indirizzate al Comune PC 1 e all'Azienda _a nome di creditori usuali;
5.2.
soppresso parte della
fittizia documentazione da lui allestita, fondandosi sul Regolamento comunale per il sussidio delle cure ortodontiche, di cui al punto n. 1.4.;
5.3.
in relazione al punto
n. 1.5., soppresso la tabella riassuntiva originale del diritto ai ristorni a favore del Consorzio _;
5.4.
in relazione al punto n. 1.6., soppresso la fattura originale per il saldo di gestione annuale del Consorzio _, nonché la falsa fattura di cui al punto n. 4.4.;
5.5.
soppresso i giustificativi di cassa relativi ai documenti d'identità figuranti dalle ricostruzioni annesse quali doc. B e C al verbale dell'accusato davanti al Procuratore pubblico del 18 luglio 2008;
6. Infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
a _ e _,
nel periodo dicembre 2002 - marzo 2003,
senza essere autorizzato,
finanziato l'attività illecita di _(nel frattempo deceduto) e _, che hanno ripetutamente detenuto e venduto, sia all'ingrosso che al dettaglio, marijuana ad uso stupefacente, tramite la società _ Sagl, presso il negozio canapaio _ di _,
in particolare per aver finanziato la suddetta attività illecita, mediante un trasferimento del 3 marzo 2003 di CHF 90'000.- dal suo conto n. _ presso _, utilizzando fondi indebitamente trasferiti in danno del Comune PC 1, a fronte della prospettiva di un reddito di CHF 20'000.- in tre mesi;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: art. 146 cpv. 2 CP, art. 146 cpv. 1 CP, art. 138 cifra 2 CP, art. 251 cifra 1 CP; art. 254 cpv. 1 CP, art. 19 cifra 1 LS,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
166/2008
del
16 dicembre 2008
, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il Procuratore pubblico _.
§
L'accusato AC 1, assistito dal difensore di fiducia (con GP) avv. _.
§
L'avv. _, in rappresentanza della PC Comune di
_.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore
09:30
alle ore
16:45
.
Con il consenso di tutte le Parti, si procede alle seguenti rettifiche e/o precisazioni dell’AA:
- a richiesta del rappresentante della PC Comune PC 1: gli ordini di pagamento di cui al punto 1.4 AA sono stati firmati dal Sindaco e dal vice-Sindaco (e non dal segretario comunale, come indicato nell’AA); le distinte per le restituzioni d’imposte sono state approvate dal vice-Sindaco (e non dal Sindaco); gli ordini di pagamento di cui al punto 1.8 AA sono stati firmati dal vice-Sindaco e dal vice-segretario comunale (e non dal Sindaco e dal segretario comunale);
- a richiesta del PP: la data indicata ai punti 2.2 e 2.6 AA va rettificata in 26 giugno 2003;
- a richiesta della Difesa: l’imputazione di cui al punto 1.8 AA è relativa ai casi n. 47
a
n.
49 (e non ai casi n. 47 e n. 49, così come indicato dell’AA); in merito all’imputazione di cui al punto 1.1 AA, il riferimento ai numeri da n. 30 a n. 36 va rettificato in n. 30 e n. 36.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale esordisce descrivendo la persona del qui accusato, insistendo segnatamente sulla sua passione smodata per il denaro e sul suo desiderio di arricchirsi. Descrive sommariamente i fatti relativi alle truffe di cui al punto 1 AA e le due gravissime malversazioni in danno del PC 2. Rammenta che i reati in danno di quest’ultimo sono stati ammessi dall’accusato solo dopo che gli sono stati contestati dagli inquirenti. Pone l’accento sull’enorme facilità e leggerezza con cui il prevenuto ha varcato il limite della legalità, così come sulla determinazione, la mancanza di scrupoli e la sistematicità con cui ha operato, sfruttando la fiducia che riponevano in lui i suoi datori di lavoro e il suo pupillo. Egli è stato fermato in tempo, prima che potesse iniziare a malversare anche in danno del comune di _. Con riferimento al punto 1 AA, spiega perché ritiene dati i presupposti dell’aggravante del mestiere. Vanno inoltre confermati i reati di falsità in documenti e soppressione di documenti di cui ai punti 4 e 5 AA. La Pubblica accusa espone poi le ragioni per cui considera realizzata anche la truffa e l’appropriazione indebita aggravata in danno del PC 2.
Nell’ottica della commisurazione della pena, il PP sottolinea nuovamente la gravità della colpa del qui accusato: egli si è reso responsabile di un’impressionante striscia di malversazioni, ha delinquito per 6 anni senza rimorsi e pentimenti, tradendo la fiducia del suo datore di lavoro, un ente pubblico, e del suo pupillo, persona vulnerabile e a lui vicina con la quale aveva un rapporto di garante. Ritiene grave il fatto che egli abbia delinquito per futili motivi, allo scopo di arricchirsi, e che abbia addirittura investito parte dei proventi illeciti nel finanziamento di un canapaio, il che denota una notevole mancanza di scrupoli. Il PP dà comunque atto dell’incensuratezza del prevenuto e della sua parziale collaborazione, lamentando tuttavia le menzogne da lui proferite in merito ai reati in danno del pupillo. Va poi tenuto conto del tempo trascorso dai fatti, dell’intervenuto risarcimento in favore del pupillo e della convenzione di risarcimento che l’accusato ha stipulato con il comune, circostanze queste ultime che denotano presa di responsabilità, senza però assurgere a dimostrazione di sincero pentimento. Tutto ciò considerato, e atteso che dal momento della sua scarcerazione l’accusato non risulta aver assunto altri comportamenti penalmente rilevanti, non vi sono elementi per ritenere che la prognosi sia assolutamente sfavorevole.
Il PP conclude quindi chiedendo, confermato integralmente l’AA (con le precisazioni discusse in sede dibattimentale), la condanna di AC 1alla pena di 24 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni. Quo ai sequestri, postula la confisca della documentazione sequestrata presso l'abitazione, della convenzione tra _, AC 1 e _, dell’hard disk esterno WD e della chiave USB Microvault, così come la confisca dei conti bancari intestati all’accusato e degli importi di denaro, da assegnare alla Parte civile. Quanto alle pretese di quest’ultima, il PP precisa che la revisione dei conti (che la PC ha incluso come posta di danno nella sua istanza risarcitoria) si è rivelata fondamentale per portare alla luce gli illeciti in danno del comune.
§
L’avv. _, rappresentante della PC Comune PC 1, il quale evoca innanzitutto l’oggettiva gravità dei fatti oggi a giudizio, associandosi a quanto esposto dal PP in sede di requisitoria. Descrive la situazione difficile in cui si è trovato il comune a seguito del danno subito. Sottolinea che quanto successo non è dovuto a una carenza di controlli all’interno dell’ente pubblico, ma semmai al fatto che l’accusato ha abusato della fiducia di funzionari e amici. Mette in evidenza il senso di tradimento espresso dai suoi colleghi di lavoro. Osserva inoltre che il comune ha riconosciuto la buona volontà dell’accusato, il quale ha accettato di sottoscrivere una convenzione di risarcimento in favore dell’ente pubblico.
Detto ciò, il legale postula
l’accoglimento delle pretese formulate nel
la sua istanza risarcitoria, precisando che l’onorario della società di revisione è da ritenersi posta di danno poiché si tratta di costi causati dell’agire delittuoso del prevenuto. Ricorda inoltre che detta revisione è all’origine della scoperta delle malversazioni e che l’onorario, pur non essendo dettagliato, è proporzionato all’attività svolta. Da ultimo chiede che gli averi in sequestro siano devoluti alla Parte civile.
§
L’avv. _, difensore di AC 1, il quale inizia il suo intervento evocando la passione che il suo assistito ha sempre avuto per l’attività nel settore pubblico. Egli è la prima vittima del proprio agire, considerato che, a causa dei reati di cui si è reso responsabile, ben difficilmente potrà tornare a lavorare per un ente pubblico. Il legale ricorda che il suo patrocinato ha confessato i suoi addebiti già al momento in cui è stato interpellato, quindi prima di essere condotto in Polizia e interrogato dagli inquirenti. Il suo atteggiamento di totale collaborazione è poi proseguito anche in seguito, tanto che tutti gli addebiti mossigli sono stati ammessi. Il Difensore si sofferma quindi sulle ragioni per cui il suo patrocinato è stato più restio a riconoscere i reati in danno del pupillo, che sono comunque stati ammessi in sede d’inchiesta. Con riferimento alle truffe di cui al punto 1 AA, espone le ragioni per cui non ritiene adempiute le condizioni dell’aggravante del mestiere. Segnala inoltre che, a mente sua, non vi è stato inganno ai danni della Posta, ma solo nei confronti dei funzionari del comune. Ripercorre i fatti di cui al punto 2 AA, insistendo segnatamente sull’immaturità dell’agire del suo assistito, che ha delinquito pesantemente per permettersi dei vizi frivoli. Spiega perché, a suo parere, la truffa è solo tentata e perché va ritenuto che il reato sia impossibile ai sensi dell’art. 22 CP. Ricorda inoltre che l’importo malversato è stato integralmente restituito al pupillo, come pure quello relativo alla malversazione di cui al punto 3 AA, che è comunque un’irregolarità di minore entità. Rammentato che l’imputazione di cui al punto 6 AA è prescritta, il Difensore espone i motivi per cui, a suo parere, non erano comunque dati gli elementi oggettivi e soggettivi del reato in questione. Ciò detto, il legale chiede l’applicazione dell’attenuante specifica del sincero pentimento, in considerazione del fatto che il suo patrocinato ha risarcito parzialmente i danni da lui causati. Ritiene, per le ragioni che spiega, che malgrado la gravità oggettiva dei fatti oggi a giudizio la pena inflitta al suo assistito debba essere sospesa condizionalmente.
Il legale conclude quindi il suo intervento difensivo associandosi alla pena proposta dal PP, rimettendosi alla Corte per quanto riguarda la durata del periodo di prova. Quo alle pretese civili, osserva che il comune avrebbe dovuto attivarsi per ottenere il risarcimento del danno ed espone le ragioni per cui intende postulare il rinvio al foro civile.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. t
ruffa, ripetuta
per avere, nel periodo luglio 2001 - novembre 2007, a _, al fine di procacciarsi indebito profitto, in 54 occasioni, ingannato con astuzia il Sindaco e diversi cofirmatari delle relazioni bancarie del Comune PC 1 allo scopo di ottenere la sottoscrizione di ordini di trasferimento a favore di suoi conti, inducendoli ad atti pregiudizievoli al patrimonio del Comune PC 1 e dell'Azienda _per complessivi fr. 540’311.40?
1.1.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso per mestiere?
1.2. truffa
per avere,
nel periodo maggio - giugno 2006, a _ e _,
per procacciarsi indebito profitto, ingannato con astuzia PC 2 sottoponendogli per firma una proposta di assicurazione per una polizza vita di cui a torto credeva essere il beneficiario, inducendolo ad atti pregiudizievoli al patrimonio per complessivi fr. 156’000.–?
1.2.1. trattasi di reato tentato?
1.2.2. trattasi di reato impossibile?
1.3. a
ppropriazione indebita
per avere, nel periodo gennaio 2007 - aprile 2008, a _, in 14 occasioni, prelevato indebitamente o predisposto illeciti trasferiti a debito del conto n. _ presso Banca _ intestato a PC 2, abusando della procura, arrecandogli un pregiudizio complessivo di fr. 11’480.05?
1.3.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso in qualità di curatore?
1.4. r
ipetuta falsità in documenti
per avere, nel periodo luglio 2001 - novembre 2007, a _, allo scopo di procacciarsi indebito profitto, in più occasioni, formato documenti falsi, alterato documenti veri, attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, nonché fatto uso, a scopo di inganno, di tali documenti?
1.5. r
ipetuta soppressione di documenti
per avere, nel periodo luglio 2001 - novembre 2007, a _, al fine di procacciarsi indebito profitto, in più occasioni, sottratto, soppresso e distrutto documenti?
e meglio come descritto nell'atto d’accusa.
2. Sussistono attenuanti specifiche?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
4. Deve un risarcimento alla PC, e se sì in quale misura?
5. Deve essere ordinata la confisca e/o il sequestro conservativo di quanto in sequestro?

Considerato
in fatto ed in diritto
1. AC 1, cittadino svizzero incensurato, è nato il _ ed è cresciuto ad _ in un contesto familiare che egli ha definito normale. Conseguito il diploma di commercio presso la scuola commerciale di _, dopo una breve esperienza lavorativa nel settore privato ha iniziato a lavorare nel settore della pubblica amministrazione, dimensione che egli ha dichiarato di sentire come propria, presso il comune di _.
A partire dal 4 maggio 2000 è iniziato il suo rapporto di servizio presso il Comune PC 1, in qualità di vice-segretario comunale, funzione che ha ricoperto sino alla fine del 2007 e che ha lasciato avendo in vista la possibilità di essere assunto come Segretario comunale dal comune di _. Va ancora detto che il rapporto di servizio con il Comune PC 1 (ancor prima della scoperta delle malversazioni) non è terminato nel migliore dei modi, essendoci stato malcontento da parte del Municipio di _ per le prestazioni professionali dell’accusato (cfr. AI 35). Nell’imminenza dell’effettiva entrata in servizio a _, il prevenuto è stato arrestato il 30 maggio 2008, sicché quell’opportunità professionale è sfumata. L’accusato, che in precedenza aveva svolto anche funzione di curatore (di cui si dirà, visto come egli abbia delinquito anche in questo ambito) e di procacciatore di contratti per la _ assicurazioni, dopo la liberazione si è di fatto ritrovato estromesso dal mondo del lavoro. Egli ha infatti infruttuosamente cercato un nuovo impiego nel periodo coperto dall’assicurazione contro la disoccupazione, e dopo la scadenza del diritto alle indennità giornaliere si è adattato a fare il casalingo, badando all’economia domestica e ai due figli in età scolastica, mentre che la moglie, sposata nel 2003 (anno in cui è nata la primogenita) ha dovuto trovare un impiego come operaia per uno stipendio di poco superiore a fr. 3'000.- mensili, sobbarcandosi l’onere di mantenere la famiglia mentre che in precedenza faceva la casalinga.
2. A partire dal luglio del 2001, ovvero all’età di 31 anni e a poco più di un anno dall’entrata in servizio, il prevenuto ha iniziato a malversare in danno delle finanze del Comune PC 1.
Approfittando della fiducia di cui godeva presso i municipali, egli, in 54 occasioni, sino al novembre del 2007, ha sottoposto per firma degli ordini di pagamento collettivi alterati, con cui venivano quietanzate anche fatture false e/o alterate dal prevenuto e in esecuzione dei quali, previa sostituzione dei bollettini di girata, parte del denaro veniva fatta confluire su un conto aperto alla bisogna dal prevenuto presso la filiale di _ del _(ad eccezione di un unico caso, in cui il denaro è invece stato girato su di un altro conto dell’accusato), il tutto nelle modalità esaurientemente descritte al punto 1 dell’atto di accusa.
In tal modo il prevenuto sull’arco di poco più di 7 anni ha conseguito un indebito profitto di fr. 540'000.- e rotti, e meglio fr. 26'000.- nel 2001, fr. 82'000.- nel 2002, fr. 113'000.- nel 2003, fr. 61'000.- nel 2004, fr. 78'000.- nel 2005, fr. 52'000.- nel 2006 e fr. 124'000.- nel 2007, laddove si ha che l’ultima malversazione, consumata il 7 novembre 2007 nell’imminenza della cessazione del rapporto di lavoro, è anche la più significativa, avendo il prevenuto malversato ben fr. 53'000.- in una sola volta.
3. Il tempo trascorso impunemente dimostra che il meccanismo truffaldino era a prova di verifica, almeno sino a quando l’autore rimaneva sul posto per potere spiegare eventuali incongruenze che fossero emerse in sede di verifica. Visto in particolare come egli facesse onorare presunti impegni del comune in realtà inesistenti, non vi erano creditori insoddisfatti che potessero reclamare il mancato pagamento. A questa modalità operativa, relativamente sicura, il AC 1 ha derogato solo a partire dal luglio 2007 (punti 1.8 e 1.9 AA), allorché ha dirottato sul suo conto il pagamento di impegni reali del comune, ciò che però era destinato a venire alla luce prima o poi, come in effetti è stato.
Superfluo dire che questo genere di malversazione, costitutivo di truffa per mestiere ex art. 146 cpv. 2 CP, è stato accompagnato da un’intensa attività di falsificazione di documenti e di soppressione di documenti autentici, così come descritto ai punti 4 e 5 AA.
4. AC 1, a quasi 10 anni di distanza dai primi illeciti, non ha ancora saputo spiegare per quale motivo ha iniziato a ingannare il Comune suo datore di lavoro e a derubare in tal modo i cittadini di _. Va ritenuto che a quell’epoca egli non era in difficoltà finanziarie, né lo è stato in seguito, almeno sino alla nascita della prima figlia, visto che anche la compagna, e poi moglie, lavorava a tempo pieno e percepiva un buon salario. La futilità dei motivi a delinquere -tali devono essere ritenute ragioni che l’accusato nemmeno sa esplicitare- ha lasciato nella Corte un’impressione negativa, né AC 1è stato creduto allorché ha affermato che lasciare il Comune PC 1 significava per lui mettere fine alle malversazioni, visto come egli anche in seguito, sino al gennaio del 2008, ha continuato a rubare, invero odiosamente, prelevando poco a poco (complessivi fr. 11'500.- circa in 14 occasioni), a mano della procura di cui disponeva come curatore, gli averi bancari del suo pupillo, così come descritto al punto 3 dell’atto di accusa.
5. AC 1 ha inoltre commesso un altro grave reato in danno del proprio assistito quando, nel 2006, lo ha ingannato facendogli sottoscrivere una polizza d’assicurazione sulla vita a premio unico di fr. 156'000.- (importo che era pervenuto al pupillo a titolo di risarcimento assicurativo del valore del rustico che questi possedeva a _ e che era bruciato) inserendo però se stesso e suoi famigliari come beneficiari alla scadenza della polizza (punto 2 AA). Non è titolo di reato, ma motivo di vergogna, il rilievo del fatto che per avere procurato questa polizza alla _ assicurazioni il prevenuto ha anche ricevuto la provvigione pattuita come procacciatore.
La polizza è nel frattempo stata modificata in ordine al beneficiario, per il che al truffato non è derivato un danno effettivo.
6. La futilità dei motivi del AC 1, leggibile per la Corte in un’ottica di scarsa moralità ed onestà, si riflette puntualmente nella destinazione da lui data ai proventi dei reati.
Circa fr. 155'000.- sono stati persi cambiando una dozzina di autovetture in pochi anni, senza particolari eccessi -al massimo un paio di Audi e un paio di SUV Volvo- semplicemente per il piacere di cambiare spesso la macchina, a costo di perdere puntualmente delle importanti cifre al momento della ripresa della vettura precedente a causa del sensibile deprezzamento delle auto nuove nel primo periodo di vita.
Altri fr. 110’000.-, secondo la ricostruzione di cui al verbale 11 luglio 2008 (AI 126, pag. 3) sono andati in affari di canapa, con i quali l’accusato sperava di guadagnare facilmente altro denaro. Di questi, fr. 90'000.- sono stati prestati al canaparo _ contro promessa di riaverne fr. 110'000.-, promessa frustrata dall’intervento dell’autorità che ha messo fine alle attività illecite dello _, e fr. 20'000.- sono stati usati per costituire la _ sagl, destinata appunto ad occuparsi di canapa. L’imputazione di infrazione alla LFStup mossa a questo proposito dal Procuratore pubblico (punto 6 AA) non ha dovuto essere esaminata dalla Corte siccome prescritta in quanto asseritamente commessa tra dicembre 2002 e marzo 2003.
L’imputato ha poi speso altri fr. 30'000.- nel progetto di edificare una casa a _, fr. 12'000.- per il matrimonio, fr. 70'000.- in vacanze, fr. 30'000.- circa prestati ad un amico e messi a disposizione per costituirgli una sagl, fr. 35'000.- per imposte arretrate, fr. 14'000.- per l’affitto del posteggio della roulotte a _ e gli ultimi fr. 50'000.- circa per il pagamento di piccole spese personali. Il denaro sottratto al pupillo è invece stato usato per pagare canoni dei leasing auto.
7. Tolta l’intervenuta prescrizione dell’azione penale dell’imputazione di infrazione alla LFStup, l’atto d’accusa ha perciò trovato conferma negli accertamenti della Corte.
Al momento di determinare la sanzione a carico del prevenuto, la Corte ha in primo luogo ritenuto la notevole gravità dei reati commessi, sia dal profilo oggettivo -basti dire che si tratta in massima parte di fattispecie qualificate- che, in particolare, da quello soggettivo per la intensa reiterazione degli illeciti, la futilità del movente economico, la mancanza di scrupoli nel tradire qualificati rapporti di fiducia (colleghi, autorità comunali, cittadini, perfino il proprio pupillo), ciò che avrebbe giustificato una sanzione ben più severa di quella alfine posta a carico del AC 1.
D’altro canto, la Corte ha però anche ritenuto la confessione e la collaborazione con gli inquirenti, il pentimento che, a qualche anno dai fatti, sembra essersi fatto strada nell’animo dell’autore unitamente alla consapevolezza dell’enormità degli illeciti commessi, il parziale risarcimento prestato (grazie in particolare all’aiuto della madre), l’incensuratezza ma anche, in misura significativa, la considerazione del fatto che, nel contesto in cui egli vive, AC 1è punito anche dal naufragio della sua carriera professionale, dal dissesto economico, dalle enormi e durevoli difficoltà occupazionali, dal biasimo sociale che è poco verosimile ritenere che gli sia stato risparmiato, ed anche dalla sofferenza che egli ha arrecato ai suoi incolpevoli famigliari.
Tutto ciò ritenuto, la Corte ha ritenuto consona e frutto di oculata commisurazione la sanzione proposta dal Procuratore pubblico di due anni di pena detentiva, sospesi con un periodo di prova di quattro anni.
8. Il Comune PC 1 ha instato per il risarcimento di fr. 451'811.40, pari all’importo di fr. 540'311.40 di cui al punto 1 AA dopo deduzione di quanto già rimborsato, oltre a fr. 25'920.- spesi per la ricostruzione della contabilità comunale del 2007 e a fr. 20'870.- per spese legali (doc. dib. 3).
Queste voci di danno corrispondono a pregiudizi effettivamente incorsi al leso e paiono sufficientemente dimostrate nell’ammontare. Tuttavia, mentre che il risarcimento del residuo importo di cui alle malversazioni è del tutto pacifico, si ha che dalla convenzione sottoscritta dalla parte civile con l’accusato il 2/9 marzo 2009 (doc. dib. 2) risulta l’impegno del Comune a fare valere in sede processuale unicamente la pretesa in risarcimento del danno di fr. 540'311.40 dedotto quanto nel frattempo incassato (punto 7, pag. 5), per il che la maggiore richiesta formulata al dibattimento appare lesiva di siffatta pattuizione, ciò che nella valutazione della Corte rende illiquide dette ulteriori pretese, rinviate quindi al foro civile.
9. La Corte ha disposto la confisca della documentazione sequestrata (cartacea e supporti informatici) oltre che degli importi di denaro, menzionati nell’atto d’accusa e devoluti alla parte civile Comune PC 1 previo pagamento con quegli importi di tasse e spese di giustizia.
Per il resto gli oggetti sequestrati, anch’essi menzionati nell’atto di accusa, sono stati dissequestrati in favore dell’accusato.
La tassa di giustizia di fr. 500.- e le spese processuali sono poste a carico di AC 1.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.2.1, 1.2.2, 2,
e in modo parzialmente affermativo al n. 5;
visti gli art.
12, 22, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 73, 138 cifra 2, 146 cpv. 1 e 2, 251 cifra 1, 254 cpv. 1 CP;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;