Decision ID: 8ab192a0-fde3-590e-8669-788599f5fdbb
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 10 novembre 2016 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'632.– più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 22 febbraio 2017 è comparsa la sola convenuta, che si è opposta all’istanza, facendo valere di essere intenzionata a far fronte al pagamento del dovuto e a concordare con l’istante un
“piano di rientro rateale”
.
C.
Statuendo con decisione del 16 marzo 2017 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 a far tempo dal 17 marzo 2017 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata sia l’istante che la convenuta sono insorte
a questa Camera
con reclami rispettivamente del 17 e del 29 marzo 2017
per ottenere l’annullamento del fallimento, facendo valere di avere concordato dopo l’udienza (ma prima del fallimento) un piano di pagamento rateale del credito posto in esecuzione. Il 30 marzo 2017 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione della convenuta effetto sospensivo parziale.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentati il 17 e il 29 marzo 2017 contro la sentenza notificata a entrambe le parti il 20 marzo, in concreto i reclami sono tempestivi.
2.
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro 10 giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (cosiddetti
“unechte Noven”
). Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, il creditore gli ha concesso una dilazione (art. 172 n. 3 LEF).
Orbene, nel caso specifico il 27 febbraio 2017, ovvero prima della pronuncia del fallimento, l’istante ha confermato alla convenuta il proprio accordo al pagamento del premio assicurativo posto in esecuzione in sei rate di fr. 463.10 ognuna (doc. D accluso al reclamo dell’RE 1). La validità di tale accordo non è subordinata al pagamento effettivo della prima rata, avvenuto comunque il 20 marzo 2017 (doc. F) prima della scadenza del 27 marzo pattuita dalle parti. Circostanza che, fosse stata nota al Pretore, gli avrebbe impedito di pronunciare il fallimento (art. 172 n. 3 LEF). Il fallimento della RE 1 va pertanto annullato.
3.
Per quanto attiene al reclamo della convenuta, la tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a suo carico, siccome il suo ritardo a proporre un piano di pagamento ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.
Per quanto concerne invece il reclamo proposto dall’istante, le spese processuali, determinate secondo gli stessi principi già citati, rimangono a suo carico, poiché sono causate dalla sua omissione di comunicare al Pretore la concessione di una dilazione prima che decretasse il fallimento (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC).