Decision ID: c65f248d-04e3-587b-9e11-4c69d6247f0b
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 10 settembre 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 473'000.– oltre agli interessi del 10% dal 30 settembre 2014, indicando quale titolo di credito il contratto di prestito personale del 14 settembre 2012 garantito dalla cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 660'000.– gravante in primo grado la particella n. _ RFD _ e la proprietà per piani n. _ della particella n. _ dello stesso registro ceduta alla banca con convenzione del 14 settembre 2012. Il precetto esecutivo menziona inoltre due pretese di fr. 11'858.20 e fr. 1'077.95 per “interessi dal 30 settembre 2014” nonché due ulteriori crediti di fr. 3'145.45 (“spese richiami, chiusura, bollo”) e di fr. 1'618.40 (“Copertura assicurativa immobile”).
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 25 settembre 2015 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord. Nel termine impartito, la parte convenuta si è parzialmente opposta all’istanza con osservazioni scritte del 9 ottobre 2015, chiedendo di ammetterla limitatamente a fr. 453'000.–, oltre agli interessi del 2.8750% dal 30 settembre 2014, e a fr. 20'000.– oltre agli interessi del 3.5% dalla stessa data. Con replica scritta del 19 ottobre 2015, l’istante ha dato alcune spiegazioni sulle pretese poste in esecuzione, mentre nella sua duplica del 2 novembre 2015 la convenuta ha concluso, in via principale, per l’accoglimento dell’istanza nella misura indicata in sede di risposta e in via subordinata ne ha postulato l’accoglimento limitatamente a fr. 453'000.–, oltre agli interessi del 6.5% dal 30 settembre 2014, e a fr. 20'000.– oltre agli interessi del 10% dalla stessa data.
C. Statuendo con decisione 5 novembre 2015, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 473'000.– oltre agli interessi del 5% dal 30 settembre 2014, ponendo le spese processuali di fr. 800.– a carico dell’istante per un ventesimo e per la rimanenza a carico della convenuta, tenuta a rifondere a controparte un’indennità di fr. 25.–.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 16 novembre 2015 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo in via cautelare e supercautelare, la riforma del primo dispositivo nel senso dell’accoglimento dell’istanza limitatamente a fr. 473'000.– oltre agli interessi del 5% su fr. 473'000.– dal 31 luglio 2015, del 3.5% su fr. 20'000.– e del 2.8750% su fr. 453'000.– in entrambi i casi dal 30 settembre 2014 al 31 luglio 2015.
L’11 gennaio 2016 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 13 gennaio 2016, l’istante si è rimessa completamente ai considerandi del giudizio impugnato.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 16 novembre 2015 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 6 novembre, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).