Decision ID: 6e785c0e-7d0c-5e54-bf4c-59449cfed722
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 2 aprile 2013, RI 1, dipendente della ditta _ in qualità di cameriera e, perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1, é rimasta coinvolta in un incidente della circolazione stradale avvenuto in _.
A causa di questo evento, ella ha riportato, secondo il rapporto 2 maggio 2013 del PS della Clinica _, la frattura composta della clavicola sinistra (cfr. doc. M 2).
Nel corso del mese di ottobre 2013, l’assicurata é stata sottoposta a un intervento di cura di pseudoartrosi sempre a livello della clavicola sinistra (cfr. doc. M 38).
L’istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Dalle carte processuali emerge che in data 19 febbraio 2014 ha avuto luogo una visita fiduciaria di controllo da parte del dott. _ (cfr. doc. A 18).
Con scritto del 25 febbraio 2014, l’amministrazione ha informato l’assicurata che, alla luce degli esiti dell’accertamento compiuto nel frattempo, ella sarebbe stata dichiarata abile al lavoro al 50% dal 3 marzo 2014 e al 100% dal 17 marzo 2014 (cfr. doc. A 19).
In data 4 marzo 2014, l’avv. RA 1 ha invitato l’ CO 1 a rivedere la propria posizione a proposito della capacità lavorativa dell’assicurata, in subordine a rilasciare una decisione formale (cfr. doc. A 23).
Nel contempo, il patrocinatore di RI 1 ha sottoposto al dott. _ alcune domande inerenti la capacità lavorativa (cfr. doc. A 24).
L’11 aprile 2014 l’Istituto assicuratore ha comunicato all’avv. RA 1 di avere nel frattempo ordinato un’artro-RMN della spalla sinistra, conformemente a quanto era stato auspicato dai medici del Servizio di radiologia dell’Ospedale regionale di _ in occasione della TAC del 24 marzo 2014, precisando inoltre che “una volta in possesso del referto valuteremo nuovamente col nostro servizio medico fiduciario l’esito ed emetteremo la decisione formale richiesta.” (doc. A 35; si veda pure il doc. A 34, ossia il mandato conferito al dott. _ di organizzare l’esame strumentale in questione).
1.3. Con ricorso per denegata/ritardata giustizia del 14 aprile 2014, RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto,
in via principale
, che la CO 1 venga condannata a ripristinare il diritto all’indennità giornaliera a contare dal 3 marzo 2014 e,
in via subordinata
, che all’amministrazione venga fatto ordine di evadere la sua opposizione del 24 marzo 2014, che sia ripristinata l’indennità giornaliera dal 3 marzo 2014 e che il dott. _ sia obbligato a rispondere alle domande postegli (cfr. doc. I).
1.4. L’assicuratore convenuto, in risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.5. In data 8 maggio 2014, l’assicurata si é riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. doc. V + allegato).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se la CO 1 si è resa colpevole oppure no di un diniego di giustizia nei confronti di RI 1.
2.3. Giusta l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.
Secondo l’Alta Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati).
Il ritardo ingiustificato a statuire é una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si é in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati). Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi morti”, inevitabili in una procedura, essa non é legittimata a invocare una carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid. 5.2 e i riferimenti ivi menzionati).
Il principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 lett. a LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 54 consid.
4b; cfr., pure, U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509
).
Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la
trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).
Nell’ambito di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora l’amministrazione abbia
manifestamente
oltrepassato il proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento probatorio era
manifestamente
superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata
in
RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).
2.4. In una sentenza I 841/02 del 25 giugno 2003, pubblicata in DTF 129 V p. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata).
Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza.
Nella RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).
In quella stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10.
März 1993, M 1/92).
"
(RAMI succitata)
Più di recente, l’Alta Corte ha riconosciuto l’esistenza di un ritardo inammissibile trattandosi di un tribunale cantonale che aveva lasciato trascorrere 25 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, rispettivamente più di tre anni dall’inoltro del ricorso cantonale, in una causa senza difficoltà eccessive in materia di assicurazione contro gli infortuni (STF 8C_176/2011 del 20 aprile 2011) oppure quando é trascorso un termine di 24 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, in una causa il cui oggetto era unicamente il grado d’invalidità del ricorrente e in cui quest’ultimo aveva circoscritto le sue censure a due aspetti che non presentavano difficoltà particolari (STF
8C_613/2009 del 22 febbraio 2010). Per contro, un periodo di 18 mesi trascorso tra
la fine dello scambio degli allegati davanti alla giurisdizione cantonale e il ricorso per denegata giustizia inoltrato al Tribunale federale, non é stato qualificato quale ritardo ingiustificato, tenuto conto della necessità di procedere a un minuzioso apprezzamento di numerosi rapporti medici o perizie (
STF 8C_615/2009 del 28 settembre 2009).
2.5. Nella concreta evenienza, questa Corte constata che, facendo capo alle risultanze della visita medica di controllo del 19 febbraio 2014, con scritto del 25 febbraio 2014, l’Istituto resistente ha dichiarato la ricorrente abile al lavoro al 50% dal 3 marzo 2014 e in misura completa dal 17 marzo 2014 (cfr. doc. A 19).
Il 4 marzo 2014 l’avv. RA 1 ha chiesto alla CO 1 di riesaminare la posizione assunta con lo scritto appena citato, subordinatamente di emanare una decisione formale (cfr. doc. A 23).
Ora, tra la domanda di rilascio di una decisione formale da parte dell’assicurata (4 marzo 2014) e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia (14 aprile 2014), é trascorso poco più di
un mese
, durante il quale l’amministrazione ha peraltro ritenuto necessario compiere ulteriori atti istruttori, specificatamente disporre l’esecuzione di un’artro-RMN della spalla sinistra, allo scopo di escludere la presenza di una rottura della cuffia dei rotatori (cfr. doc. QM 4 e doc. A 34).
In simili circostanze, alla luce dei precedenti giurisprudenziali evocati al considerando 2.4., questa Corte ritiene che l'autorità amministrativa convenuta non si sia resa colpevole di un ritardo ingiustificato nei confronti dell’assicurata.
Questo Tribunale raccomanda comunque all’assicuratore di procedere
celermente
agli accertamenti necessari per la definizione della vertenza, così da emanare,
al più presto
, la decisione formale richiesta dall’insorgente.
Infine, con riferimento al tenore del
petitum
(cfr. doc. I, p. 4), va sottolineato che, in questa sede, il TCA è chiamato soltanto a stabilire se l'amministrazione si sia o meno resa colpevole di una denegata giustizia e non a statuire nel merito della lite.
In una sentenza pubblicata
in
SVR 2001 UV 38, p. 109s., l’Alta Corte ha in effetti stabilito che l'oggetto di un ricorso presentato in base all'art.
56 cpv. 2 LPGA
, é soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di tale procedura.