Decision ID: d5cb4889-e5ea-5cde-83cc-7d82ae6007f1
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con PE n. _ del 22/23 agosto 1994 dell’UEF di Locarno _ procede contro _ per l’incasso di complessivi Fr. 8’408.30 oltre accessori.
B.
Con pronunciato 21/22 dicembre 1995 il Pretore di Locarno-Città ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dal reclamante al PE.
C.
Il 9 gennaio 1996 _ ha chiesto all’UEF di Locarno il proseguimento dell’esecuzione.
D.
Con scritto 11 gennaio 1996 l’UEF di Locarno ha comunicato alla creditrice di non poter dar seguito alla domanda di proseguimento perché basata su un precetto esecutivo divenuto perento prima dell’inoltro dell’istanza di rigetto dell’opposizione. Infatti dal pronunciato 21/22 dicembre 1995 del Pretore di Locarno-Città risulta che l’istanza di rigetto dell’opposizione è stata presentata solo il 25 agosto 1995, “ossia trascorso un anno e due giorni dall’intimazione del precetto esecutivo”.
E.
Il 12 gennaio 1996 la Cancelleria della Pretura di Locarno-Città ha attestato che l’istanza di rigetto dell’opposizione è stata presentata il 25 agosto 1994 e non il 25 agosto 1995 come erroneamente indicato nel pronunciato pretorile. Lo stesso giorno l’Ufficio ha quindi emesso contro il reclamante l’avviso di pignoramento per un credito di Fr. 8’408.30 oltre interessi e spese.
F.
Con tempestivo reclamo 18/19 gennaio 1996 _ ha postulato la declaratoria di nullità dell’avviso di pignoramento del 12 gennaio 1996, atteso che:
- ”la sentenza di rigetto definitivo dell’opposizione 21 dicembre 1995 della Pretura di Locarno-Città al momento della domanda di proseguire l’esecuzione di data 9 gennaio 1996 non era ancora cresciuta in giudicato. Per questa ragione non erano dati gli estremi per l’invio dell’avviso di pignoramento”;
- ”il precetto esecutivo n. _ è stato notificato al reclamante in data 23 agosto 1994. Dalla sentenza di rigetto si rileva che la relativa istanza è stata presentata alla Pretura il 25 agosto 1995, ossia quando il precetto esecutivo era già scaduto. La procedura esecutiva non può pertanto essere continuata sulla base dello stesso precetto”;
- ”a titolo abbondanziale si osserva che il reclamante ha versato alla creditrice la somma di Fr. 7’350.-- ragion per cui lo scoperto ammonta ora a soli Fr. 1’058.30”.
G.
Con osservazioni 22 gennaio e 1. marzo 1996 l’UEF di Locarno ha chiesto, con motivazioni che se del caso saranno riprese in seguito, la reiezione del gravame.

Considerato
in diritto: 1.
A mente del reclamante l’esecuzione n. _ sarebbe perenta perché il precetto esecutivo è stato notificato all’escusso il 23 agosto 1994 e “dalla sentenza di rigetto dell’opposizione si rileva che la relativa istanza è stata presentata alla Pretura il 25 agosto 1995”.
Al PE n. _ contro _, notificato il 23 agosto 1994, è stata interposta tempestiva opposizione. Come risulta dall’attestazione 12 gennaio 1996 della Cancelleria della Pretura di Locarno-Città, a differenza di quanto sostenuto dal reclamante e di quanto erroneamente indicato dal Pretore nel pronunciato del 21 dicembre 1995 (doc. B), l’istanza di rigetto dell’opposizione è stata presentata il 25 agosto 1994 e non il 25 agosto 1995.
Il 9 gennaio 1996 _ ha chiesto all’ufficio di proseguire l’esecuzione.
Per l’art. 88 cpv. 2 LEF il diritto di chiedere la prosecuzione dell’esecuzione in via di pignoramento si estingue decorso un anno dalla notificazione del precetto, ritenuto che ove sia stata fatta opposizione non si computa il tempo trascorso dal giorno in cui fu promossa l’azione a quello della sua definizione giudiziale.
Come rettamente evidenziato dall’UEF di Locarno l’eccezione di perenzione dell’esecuzione sollevata dal reclamante deve essere respinta. La domanda di proseguimento dell’esecuzione è stata presentata correttamente entro l’anno dalla notifica del precetto esecutivo. Infatti, essendo stata interposta opposizione, non si computa il tempo trascorso dal giorno in cui fu promossa l’istanza di rigetto dell’opposizione a quello della sua definizione giudiziale.
2.a)
A mente del reclamante il 9 gennaio 1996, quando la creditrice ha chiesto il proseguimento dell’esecuzione, la sentenza di rigetto definitivo dell’opposizione datata 21 dicembre 1995 non era ancora cresciuta in giudicato, per cui non erano dati gli estremi per l’invio dell’avviso di pignoramento.
b)
Quando l’esecuzione è stata interrotta a seguito di tempestiva opposizione, perché possa proseguire occorre alternativamente che (
Kurt Amonn
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 1988, § 22 m. 1-2;
Pierre-Robert Gilliéron
, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, p. 151 e s.):
aa)
il debitore ritiri l’opposizione;
bb)
il giudice del rigetto pronunci il rigetto definitivo dell’opposizione;
cc)
il giudice del rigetto pronunci il rigetto provvisorio dell’opposizione e il debitore non promuova azione di disconoscimento di debito ex art. 83 cpv. 2 LEF o, se la promuova, risulti soccombente: in siffatte ipotesi il rigetto da provvisorio diviene definitivo;
dd)
il giudice del merito nella procedura ordinaria di riconoscimento del credito ex art. 79 LEF pronunci, oltre alla condannatoria, anche il rigetto definitivo dell’opposizione.
c)
Con pronunciato 21 dicembre 1995, notificato il giorno successivo, il Pretore di Locarno-Città ha accolto l’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione formulata da _. Per l’art. 308 cpv. 1 CPC in procedura sommaria l’appello deve essere presentato entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza.
In concreto il termine ex art. 308 cpv. 1 LEF ha iniziato a decorrere il 2 gennaio 1996. Il termine di dieci giorni ex art. 308 cpv. 1 CPC per presentare appello contro il pronunciato pretorile è scaduto il 12 gennaio 1996. Ne consegue che la domanda 9 gennaio 1996 di prosecuzione dell’esecuzione era a quel momento prematura. Nelle more di procedura, la precettante ha acuisito il diritto di proseguire l’esecuzione: di conseguenza l’UEF di Locarno dovrà procedere all’emissione di un nuovo avviso di pignoramento. Infatti rigettata dal Pretore l’opposizione interposta dall’escusso, la procedura esecutiva deve continuare, ricevuta domanda in tal senso da parte della creditrice -ancorché a suo tempo prematura- (art. 88 LEF), con l’avviso di pignoramento (art. 90 LEF) e con la conseguente esecuzione dello stesso (art. 91 LEF).
3.a)
Il reclamante assevera infine che avrebbe già versato alla creditrice Fr. 7’350.-- e quindi l’importo scoperto ammonterebbe ora a soli Fr. 1’058.30.
b)
Ex art. 12 LEF l’ufficio di esecuzione è tenuto ad accettare ogni pagamento fatto per conto del creditore istante: il pagamento fatto all’ufficio libera il debitore.
L’ufficio è tenuto ad accettare il pagamento fatto per conto del creditore, a condizione che il pagamento non avvenga sotto condizione (
Rep
1982 p. 407 e rif. ivi). Se il versamento viene effettuato senza condizione, l’ufficio annulla l’esecuzione fino a concorrenza del pagamento effettuato (
Rep
1982 p. 407). Non è però compito dell’ufficio stabilire se quanto versato dal debitore direttamente al creditore deve essere considerato in deduzione dell’importo posto in esecuzione (
Rep
1982 p. 407).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l’ufficio può annullare l’esecuzione soltanto quando il pagamento sia incontestabilmente tale da estinguere completamente (o parzialmente) il credito posto in esecuzione: quando la questione è dubbia tale giudizio appartiene al giudice (
Rep
1982 p. 408 e rif. ivi). L’ufficiale di esecuzione e fallimenti può dichiarare estinta e liquidata una determinata esecuzione solo se il debitore ha pagato nelle sue mani il capitale oltre agli interessi e alle spese: in nessun modo invece se il debitore si limita a dichiarare di aver altrimenti estinto il debito (
Rep
1982 p. 408). In questo ultimo caso sarà compito del giudice di stabilire se è così o meno (
Rep
1982 p. 408).
c)
Nel caso di specie _ asserisce, sulla scorta di quattordici ricevute postali emesse tra l’11 novembre 1994 e il 27 dicembre 1995, di aver versato a _ Fr. 7’350.-- (recte: Fr. 6’650.--). Dalle ricevute postali prodotte in fotocopia dal reclamante l’Autorità di vigilanza non può evincere se i versamenti sono stati effettuati nell’ambito dell’esecuzione n. _, atteso che le stesse non contengono alcun riferimento al riguardo. I pagamenti di _ potrebbero quindi essere avvenuti per estinguere altre pretese pecuniarie della creditrice. Ne consegue che, non potendo correlare in alcun modo i versamenti di cui alle ricevute postali prodotte con quanto dovuto nell’esecuzione che ci occupa, la questione a sapere se l’importo di complessivi Fr. 6’650.-- può essere considerato in deduzione a quanto posto in esecuzione risulta perlomeno dubbia e come tale deve essere risolta dal giudice ex art. 85 LEF.
4.
Il reclamo 18/19 gennaio 1996 _ è parzialmente accolto.
Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).