Decision ID: 17e1693a-43a8-5bfe-8f38-f2f4596aebd1
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
_ (1900), vedovo, domiciliato a _, è deceduto a _ il 19 maggio 1990, lasciando i figli AO 1 (1927) e AP 1 (1929) con gli abiatici AP 2 (1959) e AP 3 (1964), figli di _ (1931), deceduta nel 1983. Di _
si sono rinvenuti tre testamenti olografi: uno del 24 agosto
1987, un altro dell'8 luglio 1988 con un codicillo del 25 luglio 1989 e un terzo del 29 settembre 1989, così redatti:
_
, 24 agosto 1987
Io sottoscritto _ 1900 domiciliato a _ in pieno possesso delle mie facoltà mentali redigo il mio testamento come segue.
1. Revoco ogni mia disposizione di ultima volontà.
2. Riconosco che mio figlio AO 1 ha contribuito alla mia economia domestica fino a 27 anni consegnandomi l'intera sua paga.
3. Dopo il matrimonio detto figlio unitamente a sua moglie ha continuato a lavorare nella mia azienda eseguendo pure importanti riparazioni straordinarie nella casa di abitazione di cui al mappale RFD di _ 789. Inoltre mio figlio AO 1 e la di lui moglie hanno prodigato e continuato a prodigare sia a me sia a mia moglie cure e assistenza.
4. Per dette prestazioni di mio figlio AO 1 e di sua moglie mi riconosco debitore per un importo di fr. 100
000.– (centomila).
5. Lascio tutta la quota disponibile a detto mio figlio AO 1 riducendo gli altri miei eredi alla legittima.
6. Nella divisione della mia sostanza dovranno essere assegnati in assoluta ed esclusiva proprietà a mio figlio AO 1 tutti i miei beni ovunque posti. A mia moglie _ dovrà però esserle garantito il diritto di abitazione vita natural durante sull'attuale casa di abitazione. La legittima spettante ai rimanenti miei eredi dovrà essere versata in contanti tenuto conto delle disposizioni suddette.
7. Nomino mio esecutore testamentario il sig. avv. _, _.
Tali sono le mie volontà.
_, 8 luglio 1998
Io sottoscritto _ 1900 da ed in _ in pieno possesso delle mie facoltà mentali redigo questo mio testamento come segue.
Confermo le mie disposizioni di ultima volontà contenute nel mio testamento olografo allestito il 24 agosto 1978.
A parziale modifica di detto testamento dichiaro di diseredare mia figlia AP 1 e i miei nipoti AP 3 e AP 2 perché si sono sempre disinteressati tanto di me e della defunta mia moglie sia perché nonostante il mio attuale stato di salute non mi hanno mai fatto visita né cura né assistenza né collaborato in nessun modo. Tali sono le mie ultime volontà.
Osservo che del resto a mia figlia AP 1 ho già ceduto a prezzo di tutto favore il terreno a _ dove ha costruito la casa. Inoltre tanto mia figlia AP 1 tanto a mia figlia _ ora defunta ho donato a ciascuno un terreno a _.
Nonostante la diseredazione suddetta che confermo e senza pregiudicare la stessa, a titolo puramente grazioso lascio a mia figlia AP 1 e ai figli della pre defunta mia figlia _ la somma di fr. 75
000.– depositati alla _ in _ dove è depositata la chiave. Detta somma deve essere divisa in due ossia per stirpe.
Qualora detti miei eredi dovessero contestare qualsiasi mia disposizione di ultima volontà detto lascito di fr. 75
000.– dovrà essere considerato siccome nullo e non avvenuto.
Tali sono le ultime mie volontà.
_ 25 luglio 1989
Codicillo
Io sottoscritto dichiaro che la diseredazione di mia figlia AP 1 si estende per gli stessi motivi ai di lei figli, _ _ _ e _.
_, 29 settembre 1989
Io sottoscritto _ 1900 _, in pieno possesso delle mie facoltà mentali, redigo questo codicillo al mio precedente testamento.
1. Confermo la diseredazione di mia figlia AP 1 e dei miei nipoti AP 3 e AP 2 perché non solo si sono disinteressati di me e di mia moglie nonostante la nostra cattiva salute, ma mi hanno anche insultato, rimproverato acerbamente senza motivo e hanno preteso da me soldi senza ragione.
2. Confermo per il resto le altre mie disposizioni di ultima volontà.
I tre testamenti sono stati pubblicati il 1° giugno 1990 davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona dall'esecutore testamentario, il notaio dott. _.
B.
Il 28 maggio 1991 AP 2, AP 3 e AP 1
, unitamente ai di lei figli _ _ (1952),
_ (1953), _ (1955) e _ (1962), hanno convenuto AO 1 e l'avv. _ davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona, chiedendo che fossero annullate delle disposizioni testamentarie dell'8 luglio 1988, del 25 luglio 1989 e del 29 settembre 1989 relative alla loro diseredazione, che fosse riconosciuta a AP 1, a AP 2 e a AP 3 la rispettiva porzione legittima e che fossero ridotte nella giusta misura le ultime volontà di _. I convenuti hanno proposto di respingere la petizione. Nel corso dell'istruttoria i convenuti hanno dichiarato di consentire all'annullamento della diseredazione. _, _, _ e _ sono poi stati dimessi dalla lite, alla stessa stregua dell'avv. _.
C.
Statuendo con sentenza del 29 novembre 2005, il Pretore ha annullato le disposizioni testamentarie di _ relative alla diseredazione di AP 1, dei di lei figli _, _, _ e _, come pure di AP 2 e AP 3,
ha accolto la riduzione postulata da AP 1 nella misura
di fr. 221
819.20 (data una porzione legittima di fr. 545 019.20), ha accolto la riduzione postulata da AP 2 e AP 3 nella misura di fr. 110
909.60 (data una porzione legittima di fr. 272
509.60) ciascuno, e ha ordinato la divisione dell'eredità, precisando che la nomina del notaio divisore sarebbe avvenuta su richiesta di parte dopo il passaggio in giudicato della sentenza. La tassa di giustizia di fr. 3000.– e le spese di fr. 5300.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1, AP 2 e AP 3 sono insorti con un appello del 30 dicembre 2005 perché nel calcolo della loro porzione legittima fosse incluso anche un credito dell'eredità per fr. 274
000.– nei confronti di AO 1 in seguito all'avvenuta cessione della particella n. 359 di _, oltre a un credito di fr. 8163.05 e un attivo di fr. 3346.–. AP 2 e AP 3 hanno instato altresì perché fosse loro riconosciuta un'indennità di fr. 10
000.– ciascuno giusta l'art. 334 CC. Il giorno stesso gli appellanti hanno postulato la sospensione della causa in vista di trattative volte a comporre la lite nelle vie amichevoli, richiesta cui AO 1 ha aderito il giorno seguente. Con ordinanza del 2 febbraio 2006 il presidente della Camera ha sospeso così la procedura di appello fino al 30 giugno 2006, prorogando poi la sospensione fino al 30 settembre 2006.
E.
Su istanza di AO 1, il Segretario assessore della Pretura di Bellinzona ha ordinato il 19 dicembre 2006 la divisione dell'eredità e ha nominato l'avv. _ in qualità di notaio divisore. Chiamato nel frattempo a esprimersi sull'appello, nelle sue osservazioni del 10 marzo 2008 AO 1 ha rilevato che talune richieste di giudizio erano ormai superate, le parti avendo raggiunto un accordo in sede di divisione. Per il resto egli ha dichiarato di “rimettersi al giudizio” della Camera. Il 15 aprile 2008 la notaia _ ha trasmesso alla Camera un estratto del contratto di divisione parziale sottoscritto dagli eredi e l'8 luglio 2008 ha chiesto in nome di questi ultimi lo stralcio dell'appello dai ruoli per intervenuta transazione. Sollecitate dal presidente della Camera a produrre l'accordo, il 25 agosto 2008 le parti hanno fatto seguire un esemplare completo del documento.

Considerando
in diritto: 1.
Nel Cantone Ticino la transazione, l'acquiescenza e la desistenza pongono esse medesime fine alla lite e hanno forza di giudicato, sicché il decreto con cui il tribunale prende atto di ciò e stralcia la causa dai ruoli ha mera portata dichiarativa (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC). Ne segue che la transazione stragiudiziale conclusa dalle parti nel
“
luglio/agosto 2008
”
ha posto termine essa medesima alla lite (
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 4 ad art. 352 con richiamo), sostituendosi per volontà delle parti alla sentenza impugnata.
2.
Ciò posto, rimane da statuire sugli oneri processuali e le ripetibili in esito allo stralcio della causa dai ruoli. Ora, giusta l'art. 151 CPC se una causa è tolta per desistenza, transazione o acquiescenza, le tasse, le spese e le ripetibili sono fissate e suddivise, a richiesta di parte, dal giudice adito. Dandosi transazione, il giudice non si scosta senza necessità da quanto le parti medesime hanno liberamente concordato, tanto meno in materia di ripetibili. Simile principio trova applicazione anche nel caso in esame. Circa l'entità della tassa di giustizia e delle spese di primo grado, esse rimangono invariate. Va adeguatamente ridotta invece la tassa di giustizia in appello, la procedura terminando senza sentenza (art. 21 LTG per analogia). Le ripetibili, come detto, seguono il contenuto dell'accordo davanti a entrambi i gradi di giurisdizione.