Decision ID: 4ab5cca9-bce6-4d50-85bb-056243a833cf
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 14 ottobre 2019 da AO 1, nata _ (1966) nei confronti di AP 1 (1965) il Pretore della giurisdizione di Locarno Città ha omologato un accordo dei coniugi in virtù del quale il marito si impegnava a versare alla moglie dal 1° novembre 2019 un contributo alimentare di fr. 1600.– mensili (inc. SO.2019.801).
B.
Adito il
2 marzo 2020 da AP 1, con sentenza del
25 gennaio 2022
ha ridotto il contributo alimentare in favore di AO 1 a fr. 770.– mensili dal 1° marzo al 31 luglio 2020 e a fr. 480.– mensili dal 1° agosto al 30 novembre 2020. Dal 1° dicembre 2020 invece egli ha lasciato inalterato il contributo originale di fr. 1600.– mensili. Non sono state riscosse spese processuali né sono state assegnate ripetibili.
C.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 10 febbraio 2022 per ottenere che, conferitogli il beneficio del gratuito patrocinio, la decisione impugnata sia riformata nel senso di sopprimere il contributo di mantenimento per la moglie dal
1° dicembre 2020, subordinatamente di ridurlo a fr. 1200.–
mensili. Una richiesta di effetto sospensivo all'appello è stata dichiarata senza interesse dal presidente di questa Camera con decreto del 17 febbraio 2022. Il memoriale non è stato oggetto di notificazione.
D.
Il 16 novembre 2022 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello, le parti avendo nel frattempo raggiunto un accordo.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC).
Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. In concreto l'appellante andrebbe tenuto così a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, ma viste le condizioni economiche difficili in cui egli versa si rinuncia – eccezionalmente – a ogni prelievo. Non si pone problema di ripetibili, AO 1 non essendo stata chiamata a formulare osservazioni all'appello.
3.
Rimane la questione legata al gratuito patrocinio davanti a questa
Camera
. La domanda si rivela tuttavia priva d'interesse. Il diritto al gratuito
patrocinio
è di natura altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in: RtiD II-2006 pag. 614 in basso). Di conseguenza, qualora un beneficiario del gratuito patrocinio in un processo perda – per un motivo qualsiasi – la qualità di parte, il beneficio del gratuito patrocinio si estingue (sentenza del Tribu-nale federale 5P.220/2003 del 23 dicembre 2003 consid. 3.1; più recentemente: sentenza
5A_205/2022 del 20 ottobre 2022
consid. 3.2 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi rinvii). Tale principio vale a maggior ragione se al momento di perdere la qualità di parte il richiedente non ha ancora ottenuto il gratuito patrocinio, poiché in simili condizioni viene meno addirittura un interesse alla decisione sul conferimento del beneficio (loc. cit.). In concreto AP 1 ha perduto la qualità di parte davanti a questa Camera allorché ha ritirato l'appello, ponendo fine al processo. E quando ha ritirato l'appello egli non fruiva del gratuito patrocinio. In condizioni del genere è venuto meno un suo interesse a ottenere una decisione in proposito.