Decision ID: 341f0efb-d144-59b8-b121-006efc686337
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nato il _ 1940, domiciliato ad _, è stato assunto alle dipendenze della _, impresa di costruzioni e studio tecnico, _ a decorrere dal luglio 1973 (atti _).
Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti la datrice di lavoro ha fatto capo, dal 1975 al 1985, all'omonima Fondazione di previdenza (VIII, pag. 2).
Con effetto dal 1° gennaio 1985 la _ ha aderito alla Fondazione collettiva LPP della _ (doc. _).
In tale occasione gli averi accumulati dagli assicurati attivi in base alla previdenza preobbligatoria sono stati trasferiti nel nuovo contratto (VIII; doc. _).
1.2. Per le conseguenze di un infortunio subito il 29 ottobre 1984 all'assicurato è stata assegnata, a decorrere dal 1° marzo 1990, una rendita di invalidità del 40% dall'Istituto _ (doc. _).
Dal 1° ottobre 1985 l'assicurato ha inoltre beneficiato di una rendita intera dell'assicurazione invalidità, dal 1° aprile 1987 di una mezza rendita, dal 1° giugno 1988 nuovamente di una prestazione intera, dal 1° dicembre 1989 di una mezza e dal 1° marzo 1990 di un quarto di rendita (doc. _).
1.3. Il 25 settembre 1990 _ è nuovamente rimasto vittima di un infortunio (XX).
Con decisione 14 aprile 1994, avente effetto dal 1° febbraio 1992, l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha assegnato all'assicurato una rendita intera di invalidità oltre a rendite completive per moglie e figli (doc. _).
Il 10 giugno 1994 l'_ gli ha riconosciuto una mezza rendita di invalidità a far tempo dal 1° giugno 1994 in relazione ai postumi degli infortuni subiti nel 1984 e 1990 (doc. _).
1.4. In data 12 ottobre 1999 la Fondazione collettiva LPP della _ ha comunicato a _ quanto segue:
"
(...)
Secondo il contratto collettivo della fondazione in caso d'infortunio l'assicurato non ha diritto ad una rendita d'invalidità. Se oltre a questa però percepisce anche una rendita AI (sempre considerando il fatto del sovraindennizzo) l'assicurato ha diritto per la parte d'inabilità dovuta ad infortunio alla rendita minima LPP; mentre sulla parte inabile per malattia alla rendita assicurata nel contratto.
Nel presente caso è stata concessa una rendita minima LPP al 50% (per infortunio) ed una rendita assicurata secondo il piano per il restante 50% malattia dall'01.06.1994." (Doc. _)
Il 27 marzo 2000 l'interessato, rappresentato dal _, ha sottoposto alcuni quesiti alla _ sull'ammontare dell'avere di vecchiaia, sulla distribuzione dei fondi liberi e sulla liberazione dal pagamento dei premi (doc. _).
La Fondazione ha risposto alle domande il 7 giugno 2000 (doc. _).
1.5. Con petizione 26 giugno 2000, presentata nei confronti sia della Fondazione collettiva LPP della _ sia della Società svizzera di assicurazioni _, _, tramite il suo rappresentante, ha chiesto al TCA di riesaminare l'ammontare della rendita di invalidità compatibilmente con un'eventuale sovrassicurazione e di ricalcolare l'avere di vecchiaia in base all'ultimo di salario assicurato.
A motivazione della propria richiesta l'interessato evidenzia come dai certificati assicurativi risulta che l'avere di vecchiaia non aumenta, mentre l'ammontare della rendita invalidità si riduce (I).
1.6. Con risposta 28 settembre 2000 la Fondazione convenuta ha chiesto la reiezione della petizione adducendo quanto segue:
"
(...)
4. Con effetto al 1° gennaio 1985 la _ si affiliava alla Fondazione collettiva LPP della _ per l'esecuzione della previdenza professionale ai sensi della LPP.
a) Tutti i collaboratori della _ soggetti all'obbligo LPP venivano ammessi alla categoria 01 secondo la loro capacità lavorativa. Risultava assicurata la previdenza professionale ai sensi della LPP.
Anche l'attore veniva dapprima ammesso in questa categoria, in quanto la convenuta era stata informata solo in un secondo tempo del sussistere dell'incapacità lavorativa. L'ammissione nella previdenza professionale ai sensi della LPP doveva tuttavia venire revocata, in quanto fino a marzo 1990 era incapace al lavoro nella misura del 100%.
Nella categoria 11 si trovano quegli assicurati che dopo la loro ammissione nel contratto di previdenza ai sensi della LPP sono diventati invalidi dopo il 1° gennaio 1985.
b) Alla categoria 07 è stata ripresa la parte di rischio della previdenza preobbligatoria che fino al 31 dicembre 1984 era stata gestita dalla Fondazione di Previdenza per il personale della ditta _.
In questa categoria 07 - nella quale l'attore è assicurato nella misura del 40% - sono assicurate le seguenti prestazioni: un capitale di decesso di CHF 7'714.00 in caso di decesso prima del 1° ottobre 2005 nonché una rendita di CHF 3'622.00 annui per invalidità in seguito a malattia al più tardi fino al 30 settembre 2005.
c) Alla categoria 01 è stata ripresa - per l'attore pure nella misura del 40% - la parte di risparmio della previdenza preobbligatoria che fino al 31 dicembre 1984 era stata gestita dalla Fondazione di Previdenza per il personale della ditta _. In questa categoria A1, a favore dell'attore è assicurato un capitale in caso di vita di CHF 26'086.00 al 1° ottobre 2005. In caso di decesso prima del 1° ottobre 2005 la prestazione assicurata è il rimborso dei premi versati senza interessi (CHF 18'240.00).
La categoria assicurata è sempre contenuta nel numero di assicurato sul certificato di assicurazione: _ (messa in evidenza da parte nostra).
5. Dato che l'attore al 1° marzo 1990 aveva recuperato la sua capacità lavorativa nella misura del 60%, poteva essere ammesso nella medesima misura nella previdenza professionale ai sensi della LPP. Pertanto il 60% (CHF 10'627.00) veniva trasmesso dal capitale di previdenza preobbligatorio disponibile come versamento unico nell'avere di vecchiaia dell'attore ai sensi della LPP (categoria 01). Il rimanente capitale (CHF 7'085.00) rimaneva all'assicurato nella previdenza preobbligatoria (40%; categorie 07 risp. A1). (...)" (VIII, pag. 3-4)
e precisando che:
"
(...)
7. Al momento dell'ammissione nella previdenza professionale ai sensi della LPP il datore di lavoro ha notificato un salario annuo effettivo di CHF 28'000.00 per un'attività lucrativa del 60%. Nel 1990 l'importo di coordinamento ammontava a CHF 19'200.00, di cui il 60% corrisponde a CHF 11'520.00. Il salario assicurato ammontava pertanto a CHF 16'480.00.
Il certificato allegato dall'attore (documento "A") è stato allestito il 23 luglio 1985, data in cui la convenuta non era quindi ancora stata informata in merito all'esistente incapacità lavorativa dell'attore. Quel documento riporta le prestazioni che sarebbero spettate all'attore se non fosse stato inabile al lavoro. Pertanto l'attore non può dedurre diritti dal certificato in questione. Il diritto concreto, infatti, si basa sul regolamento, ciò a cui si fa espressamente riferimento nelle ultime righe del certificato.
8. Il 10 ottobre 1990 la _ notificava un successivo infortunio subito dall'attore in data 6 giugno 1990 (gestito dalla _ al n. _), in seguito al quale diventava inabile al lavoro nella misura del 100%.
Prova:
Notifica d'incapacità di guadagno 10.10.1990.
9. A partire del 25 settembre 1990 la convenuta accordava l'esonero dal pagamento dei premi nel contratto LPP (categoria I1 come invalido) nonché nell'assicurazione di rischio preobbligatoria (categoria 07). (...)" (VIII, pag. 4-5)
e concludendo:
"
(...)
8. Sia l'
invalidità del 10%
, dovuta a infortunio,
sia l'invalidità del 17% dovuta a malattia
, riguardano la rimanente capacità di guadagno dell'attore esistente nel 1990 e pertanto
non
erano assicurate
nella categoria 07.
Nell'ambito della
categoria 01 risp. I1
(60%), è assicurata una rendita regolamentare di CHF 4'248.00 all'anno;
di cui il 17% corrisponde a CHF 1'203.00.
La rendita d'invalidità minima secondo la LPP ammonta in questa categoria a CHF 3'196.00 annui (60%);
di cui il 10% corrisponde a CHF 532.00.
Complessivamente quindi la convenuta è tenuta a versare una
rendita d'invalidità del 27% dell'ammontare di CHF 1'735.00 p. a.
Per il figlio Massimo all'attore spetta inoltre una
rendita per figli d'invalidi di CHF 347.00 all'anno
- ossia 20% della propria rendita d'invalidità - (cfr. art. 16 del regolamento nonché art. 25 in relazione all'art. 20 LPP).
9. Per contro, la convenuta - oltre all'esonero dal pagamento dei premi - corrisponde complessivamente una rendita d'invalidità annua, passata dai CHF 5'533.00 iniziati agli attuali CHF 5'653.00 (adeguamento al rincaro negli anni 1997 e 1999) e la rendita per figli d'invalidi." (VIII, pag. 8-9)
1.7. Con la replica l'attore ha preso atto del fatto che l'attrice ha ammesso il versamento di una rendita a favore del figlio, ne ha tuttavia censurato la sospensione del versamento (X).
Nella duplica la convenuta ha invece dichiarato che non è intervenuta alcuna sospensione del pagamento e che l'interessato ha già ricevuto più di quanto gli spetta (XII).
1.8. Pendente causa il TCA ha assunto agli atti gli incarti AI e _ dell'assicurato e posto alcuni quesiti alla convenuta (XVI-XVIII, XXV, XXVI, XXXVIII). Le risultanze istruttorie sono state trasmesse alle parti per osservazioni.
1.9. In data 18 settembre 2001 la vicecancelliera ha sentito l'attore, assistito dal Patronato _. In tale occasione è stato allestito un verbale del seguente tenore:
"
Compare il signor
- _ e, del Patronato _
La vicecancelliera spiega quanto è emerso dagli accertamenti esperiti pendente causa, in particolare sulla rendita di invalidità attualmente percepita dal signor _. Sentite queste precisazioni l'attore dichiara di ritirare le contestazioni relative alla rendita di invalidità tuttora percepita.
L'assicurato chiede tuttavia che venga verificato l'ammontare dell'avere di vecchiaia, in quanto il capitale attualmente proiettato è nettamente inferiore a quanto stabilito nel primo certificato emesso in data 23 luglio 1985, tenuto conto che l'assicurato nella data sopra citata era già infortunato, e che dallo stesso certificato si evince la liberazione dal pagamento dei contributi in caso di invalidità. Ciò detto viene rivendicata la cifra iscritta in detto certificato quale capitale di vecchiaia, in quanto dalla stessa cifra scaturirà la rendita di vecchiaia, la quale dovrebbe essere superiore alla rendita attuale di invalidità. Questa rendita di invalidità corrisponde ad un importo minimo in quanto scaturisce da una rendita LAINF." (XXXIV)
Il verbale è stato notificato alla convenuta, la quale, in data 24 settembre 2001, si è espressa come segue:
"
II. IN MERITO
La convenuta prende atto del fatto che l'attore è disposto a ritirare la petizione. La sua successiva richiesta di calcolo della rendita sulla base dell'avere di vecchiaia indicato nel certificato del 23 luglio 1985 appare però in contraddizione con questa disponibilità e fa presumere che l'attore non si sia dato la pena di leggere i documenti della convenuta.
La convenuta rimanda segnatamente al punto 7 della risposta di causa del 28 settembre 2000:
"
Il certificato allegato dall'attore (documento "A") è stato allestito il 23 luglio 1985, data in cui la convenuta non era quindi ancora stata informata in merito all'esistente incapacità lavorativa dell'attore. quel documento riporta le prestazioni che sarebbero spettate all'attore se non fosse stato inabile al lavoro. Pertanto l'attore non può dedurre diritti dal certificato in questione. Il diritto concreto, infatti, si basa sul regolamento, ciò a cui si fa espressamente riferimento nelle ultime righe del certificato."
nonchè agli allegati 7 e 8 alla risposta di causa." (XXXVI)

in diritto
2.1. Preliminarmente va rilevato che, in materia di previdenza professionale, l'oggetto del contendere è determinato dalle richieste dell'attore e dalle contestazioni della parte convenuta, poiché i fondi di previdenza non sono autorizzati ad emanare delle decisioni formali (cfr. T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 349).
Tema della lite, prima dell'udienza del 18 settembre 2001, era l'ammontare della rendita di invalidità della previdenza professionale erogata all'attore dalla convenuta in seguito agli infortuni subiti nel 1984 e 1990 e a malattia, così come dell'avere di vecchiaia residuo.
In occasione dell'udienza _ ha tuttavia dichiarato di ritirare le contestazioni relative alla rendita d'invalidità attualmente percepita, ribadendo comunque la necessità di verificare l'ammontare dell'avere di vecchiaia.
L'oggetto del presente contendere è pertanto limitato alla richiesta di verifica dell'avere di vecchiaia. Sulla domanda principale, relativa alla prestazione d'invalidità erogata dalla convenuta, la petizione è invece divenuta priva d'oggetto e va quindi stralciata dai ruoli.
2.2 Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantonale.
Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza unica (art. 1 del Regolamento provvisorio concernente le controversie in materia di LPP).
L'art. 73 LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle minime (art. 49 cpv. 2 LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 119 V 443; RDAT I-1994 pag. 195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V 220 consid. 1a, DTF 115 V 247 consid. 1a,
V 358 consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48 = SZS 1988 pag. 47; Viret, "La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle: Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84; Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag. 174).
Le controversie tra gli assicurati (o gli aventi diritto) e gli istituti di previdenza competono tuttavia a detto Tribunale unicamente se la contestazione concerne la previdenza professionale in senso stretto o in senso lato (DTF 119 V 443).
Da un punto di vista temporale il TFA ha statuito inoltre che le autorità indicate all’art. 73 LPP potevano statuire su controversie derivanti da un avvenimento sorto dopo l’entrata in vigore, il 1° gennaio 1985, della LPP. L’Alta Corte ha tuttavia stabilito che non è necessario, per riconoscere la competenza in questione che i fatti invocati a giustificazione della pretesa si siano prodotti interamente sotto l’egida del nuovo diritto (DTF 120 V 18; SZS 1994 p. 388; SZS 1994 p. 288; DTF 119 V 443; DTF 117 V 50).
Nel caso di specie la controversia oppone la Fondazione collettiva LPP della _, un istituto di previdenza di diritto privato, iscritto nel registro della previdenza professionale, ad un assicurato su una controversia concernente la previdenza professionale. Si tratta infatti dell’accertamento dell’ammontare dell'avere di vecchiaia e della relativa prestazione di vecchiaia. Pertanto, da questo punto di vista, l'azione sarebbe proponibile.
2.3. Tuttavia, sempre in punto alla ricevibilità della petizione presentata da _, occorre precisare che tema del contendere è, come detto, la verifica dell'ammontare dell'avere di vecchiaia, in vista del calcolo della rendita di vecchiaia al raggiungimento dell'età di pensionamento. Non essendosi ancora realizzato il rischio assicurato - l'interessato ha da poco compiuto 61 anni, mentre secondo le disposizioni regolamentari applicabili l'assicurato di sesso maschile ha diritto alla rendita di vecchiaia dal primo giorno del mese susseguente al compimento del 65.esimo anno d'età (cfr. gli art. 4 cpv. 2 e 13 cpv. 1 del Regolamento della fondazione convenuta valido dal 1° gennaio 1990, doc. _) - la domanda verte implicitamente su una prestazione scadente in epoca futura (in casu il 1° ottobre 2005) e configura di conseguenza non un'azione condannatoria, ma un'azione di accertamento.
2.4. Dottrina e giurisprudenza ammettono che l'art. 73 cpv. 1 LPP consente di proporre un'azione di accertamento (DTF 120 V 301 consid. 2a; RDAT I-1994 p. 198, DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115 V 372, DTF 112 Ia 185, SZS 1992 pag. 234, SZS 1992 pag. 294; Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der Schweiz, § 6 n° 4, pag. 128; Meyer, "Die Rechtswege nach dem BVG" in RDS 1987 I pag. 614; Helbing, Les institutions de prévoyance et la LPP, pag. 401; Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach dem BVG" in SZS 1983 pag. 183).
Conformemente alle condizioni alle quali la legge e la giurisprudenza sottopongono la ricevibilità di un'azione di accertamento in materia amministrativa (DTF 114 V 202, DTF 110 Ib 215, RAMI 1991 pag. 315, RCC 1990 pag. 469, RCC 1989 pag. 33-34) e in materia civile (DTF 115 II 482, DTF 114 II 255, DTF 110 II 253; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8 ad art. 43 LOG), essa è comunque proponibile solo se l’istante si avvale di un interesse considerevole degno di protezione alla constatazione immediata di un rapporto giuridico litigioso (DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115 V 231, DTF 115 V 373, SZS 1992 pag. 234; Murer/Stauffer/Rumo, Bundesgesetz über die Unfallver- sicherung, pag. 283; Guldener, Schweizerisches , pag. 207). Un interesse di fatto è sufficiente, purché si tratti di un interesse attuale e immediato (DTF 117 V 320, DTF 115 V 373, DTF 114 V 202-203).
L'esistenza di un interesse degno di protezione è ammesso quando l'assicurato sarebbe incline, in ragione della sua ignoranza quanto all'esistenza, all'inesistenza o all'estensione di un diritto o di un obbligo di diritto pubblico, a prendere delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un pregiudizio da questo fatto (DTF 118 V 102, SZS 1992 pag. 234, STFA 22 maggio 1991 in re K.).
Al contrario, non sussiste un interesse degno di protezione quando l'azione di accertamento è volta all'esame astratto o teorico di norme previdenziali (RDAT I-1993 pag. 233ss, DTF110 Ib 215, DTF 108 Ib 22; Gossweiler, Die Verfügung im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 32-33; Rhinow-Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 B III, pag. 109; Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867).
L'interesse degno di protezione fa pure difetto quando è proponibile un'azione condannatoria (DTF 120 V 302 consid. 2a; RDAT I-1994 p. 199).
Questa restrizione si applica tanto all'azione di accertamento del diritto civile (DTF 114 II 255, SJ 1988 pag. 589; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8 ed art. 43 LOG, pag. 120; Habscheid, Schweizerisches Zivilprozess- und Gerichtsorganisationsrecht", n° 434, pag. 158; Staehelin/Sutter, Zivilprozessrecht nach den Gesetzen der Kantone Basel-Stadt und Basel-Landschaft, § 13 n° 21, pag. 141; Poudret, Procédure civile vaudoise, n° 2 ad art. 265 CPC) che a quella del diritto amministrativo (DTF 119 V 13, SZS 1994 p. 67, DTF 108 Ib 546, SZS 1992 pag. 294-295, BJM 1987 pag. 308), nel senso che il diritto di ottenere una decisione di accertamento è sussidiaria a quella condannatoria (RDAT I-1994 p. 199; DTF 119 V 13, DTF 108 Ib 546, ZBl 1989 pag. 482; Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867; Rhinow/Krähen- mann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 III d pag. 110; Moor, Droit administratif, vol. II, pag. 110; Gueng, "Zur Tragweite des Festellungs- anspruchs gemäss Art. 25 VwG" in SJZ 1971 pag. 373 ad lett. d). In simili casi l'accertamento del rapporto giuridico è una condizione del giudizio di condanna e non ha, come tale, portata autonoma (RDAT I-1994 p. 199; SJ 1988 pag. 589, DTF 96 II 131).
2.5. L'avere di vecchiaia viene posto alla base del calcolo della rendita di vecchiaia (art. 14 LPP) ed è disciplinato dagli art. 15 e 16 LPP.
Per l'art. 15 LPP
"
1
L'avere di vecchiaia consta:
a. degli accrediti di vecchiaia inerenti al periodo in cui l'assicurato apparteneva all'istituto di previdenza, interessi compresi;
b. dell'avere di vecchiaia versato dagli istituti precedenti e accreditato all'assicurato, interessi compresi.
2
Il Consiglio federale stabilisce il saggio minimo d'interesse, tenendo conto delle possibilità d'investimento."
Secondo l'art. 11 OPP2 (Tenuta dei conti individuali di vecchiaia) inoltre
"
1
L’istituto di previdenza deve tenere un conto individuale di vecchiaia per ogni assicurato, da cui risulti l’avere di vecchiaia secondo l’articolo 15 cpv. 1 LPP.
2
Alla fine dell’anno civile si devono accreditare sul conto individuale di vecchiaia:
a.
l’interesse annuo calcolato sull’avere di vecchiaia esistente alla fine dell’anno civile precedente;
b.
gli accrediti di vecchiaia senza interessi per l’anno civile trascorso.
3
Se si realizza un evento assicurato o se l’assicurato lascia l’istituto di previdenza nel corso dell’anno si devono accreditare sul conto di vecchiaia:
a.
1
l’interesse previsto nel capoverso 2 lettera a calcolato proporzionalmente fino all’insorgenza dell’evento assicurato o del caso di libero passaggio secondo l’articolo 2 della legge federale del 17 dicembre 1993
2
sul libero passaggio (LFLP);
b.
gli accrediti di vecchiaia senza interessi fino all’insorgenza dell’evento assicurato o fino all’uscita dell’assicurato".
In base alle disposizioni della LPP e alla relativa giurisprudenza, nel caso in cui l’assicurato, prima dell’età del pensionamento, percepisce una rendita di invalidità, questa continua ad essere erogata, poiché, secondo l’art. 26 cpv. 3 LPP, tale prestazione è vitalizia (cfr. DTF 123 V 126 consid. 4 e 118 V 100; FF 1976 I 208; STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95). Il beneficiario di una rendita di invalidità della previdenza professionale obbligatoria non può quindi percepire una rendita di vecchiaia, poiché non vi è estinzione della prima tramite la seconda.
In una recente pronunzia l'alta Corte federale, esprimendosi sulla sorte giuridica della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio a far tempo dall'età di pensionamento, ha precisato che la giurisprudenza sviluppata nell'ambito della previdenza obbligatoria, secondo la quale appunto la rendita d'invalidità ha carattere vitalizio, vale, quale esigenza minima, anche nella previdenza sovraobbligatoria. Ciò non impedisce a un istituto di previdenza di disciplinare, nel suo regolamento, che una rendita di invalidità sia sostituita, al raggiungimento dell'età di pensionamento, da una rendita di vecchiaia. Nel campo obbligatorio così come in quello sovraobbligatorio, essa deve tuttavia corrispondere quantomeno al valore equivalente alla rendita d'invalidità erogata sino al pensionamento (STFA non pubblicata del 24 luglio 2001 nella causa P., B 48/98; cfr. anche U. Meyer/Blaser, 1990-1994, Die Rechtssprechung vom Eidgenössischen Versicherungsgericht und Bundesgericht zum BVG, SZS 1995 p. 103/104; H.U. Stauffer, “Die berufliche Vorsorge”. Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p. 30; cfr. STCA non pubbl. del 31 marzo 1995 in re A. C. p. 6 e 10; cfr. anche STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).
2.6. Alla luce di quanto precede, questa Corte ritiene che l'attore non ha un interesse degno di protezione all'accertamento dell'ammontare del capitale di vecchiaia.
Innanzitutto occorre rilevare che egli, beneficiario di una rendita d'invalidità, al compimento dell'età di pensionamento avrà diritto, per la giurisprudenza del TFA citata al considerando che precede, ad una prestazione di importo almeno equivalente alla rendita di invalidità percepita attualmente, sia per quanto attiene alla parte obbligatoria della stessa che a quella relativa alla previdenza sovraobbligatoria.
Ma a prescindere da questa considerazione, richiamata la prassi enunciata al consid. 2.4 che precede, non si può affermare - poiché neppure l'interessato l'ha mai sostenuto - che nel caso in cui non venisse a conoscenza dell'ammontare del capitale di vecchiaia l'assicurato sarebbe incline a prendere delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un pregiudizio da questo fatto. _ si è infatti limitato a postularne la verifica a questo Tribunale, senza addurre delle motivazioni alla base di tale richiesta che potrebbero farla apparire in qualche modo attuale o di rilevanza pratica e concreta.
Inoltre, va ancora precisato che, nell'ipotesi in cui divenisse attuale un eventuale diritto ad una prestazione di vecchiaia, segnatamente qualora riacquistasse in tutto o in parte la capacità lavorativa, l'attore potrebbe far verificare, se del caso in via giudiziale, l'ammontare del capitale di vecchiaia al momento del raggiungimento dell'età di pensionamento. In effetti l'art. 14 OPP2, regolante la tenuta del conto di vecchiaia di assicurati invalidi, stabilisce che
"
1
Nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto di previdenza deve continuare a tenere il conto di vecchiaia di un invalido a cui versa una rendita, fino al momento in cui questi ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia.
2
L’avere di vecchiaia dell’invalido deve fruttare interesse.
3
Il salario coordinato durante l’ultimo anno d’assicurazione (art. 18) serve da base di calcolo degli accrediti di vecchiaia durante l’invalidità.
4
Se il diritto a una rendita d’invalidità si estingue in seguito a scomparsa dell’invalidità, l’assicurato ha diritto a una prestazione di libero passaggio il cui importo corrisponde al suo avere di vecchiaia."
Di transenna si rilevi infine che il calcolo, eseguito al momento attuale, del capitale di vecchiaia maturato all'età di pensionamento, avrebbe comunque un valore puramente teorico se si considera che lo stesso dipende da fattori, in particolare dal grado di incapacità lavorativa dell'interessato, ancora suscettibili di modifica prima del raggiungimento dell'età termine.
Ritenuto pertanto che nel caso concreto l'attore non può avvalersi di un interesse degno di protezione all'accertamento del capitale di vecchiaia e della relativa prestazione di vecchiaia, la petizione, nella misura in cui non è priva d'oggetto, deve essere dichiarata irricevibile.
2.7 Ritenuta l'irricevibilità della petizione presentata da _, può restare indecisa la questione relativa ad un'eventuale legittimazione passiva della _, società gerente dell'omonima fondazione (cfr. STFA inedita del 10 giugno 1996 in re M., B 38/94).