Decision ID: 9ba1c153-88e4-54b6-b1ab-0e26453153be
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ (1967) ha dato alla luce il 2 dicembre 1997 un figlio, _. Il giorno stesso _ _ ha riconosciuto la paternità del bambino. Con decisione del 10 marzo 1998 la Delegazione tutoria di Lugano ha istituito una curatela educativa a favore di _ (art. 308 CC), che è stato affidato provvisoriamente alle cure dei nonni _ ed _ _. Tale affidamento è stato confermato dalla Delegazione tutoria – sempre in via provvisionale – il 23 giugno 1998, quando _ _ si è vista conferire un diritto di visita giornaliero al figlio per un periodo di tre mesi, durante il quale la Delegazione tutoria avrebbe valutato la sua idoneità alla custodia parentale.
B. Statuendo il 24 settembre 1998 su ricorso di _, la Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, ha mantenuto la privazione provvisoria della custodia parentale contestata dalla ricorrente, ma ha deciso di trasferire il bambino dai nonni paterni alla Casa _ _ di _, autorizzando la madre a risiedere presso tale istituto e disciplinando il diritto di visita del padre, oltre che dei nonni. Il curatore designato dalla Delegazione tutoria di Lugano è stato incaricato di aiutare e consigliare i genitori, vigilare sulla corretta esecuzione del diritto di visita e rappresentare il minorenne per salvaguardarne il diritto al mantenimento.
C. Su appello di _, _ e _ _ il giudizio dell’autorità di vigilanza è stato parzialmente riformato da questa Camera, che con sentenza del 3 marzo 1999 ha ritenuto di lasciare il bambino ai nonni – prolungando nondimeno l’orario del diritto di visita accordato alla madre – finché fossero pervenuti alla Delegazione tutoria i referti specialistici commissionati al Servizio medico-psicologico di Lugano sull’idoneità della madre alla custodia parentale e al Servizio sociale di Mendrisio sull’ idoneità (eventuale) dei nonni all’affidamento. Tale sentenza è passata in giudicato (inc. _).
D. Ricevuti i rapporti predetti ed esaminato un ulteriore rapporto del Servizio medico-psicologico di Lugano, la Delegazione tutoria ha deciso il 18 maggio 1999 di reintegrare _ nell’esercizio della custodia parentale, emanando tuttavia misure a protezione del figlio. La madre è stata tenuta così a seguire un programma di accompagnamento diurno, con obbligo di far capo alla Casa _ durante il mattino, fino e durante l’ora dei pasti, mentre il Servizio medico-psicologico è stato incaricato di sorvegliare l’evolversi della situazione, riferendone periodicamente alla Delegazione tutoria. Al padre e ai nonni è stato conferito un diritto di visita. Il curatore è stato invitato altresì a vigilare l’esercizio di tale diritto e a salvaguardare la pretesa alimentare del figlio nei confronti del padre, promuovendo – se necessario – azione di mantenimento.
E. Contro la decisione della Delegazione tutoria _, _ e _ _ sono insorti l’8 giugno 1999 alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, che con decisione del 23 settembre 1999 ha respinto il ricorso, diffidando _ ed _ _ a riconsegnare il bambino alla madre. Inoltre l’autorità di vigilanza ha tolto effetto sospensivo a un eventuale ricorso e ha abilitato il curatore a “disciplinare provvisoriamente” per due mesi il diritto di visita dei nonni in termini più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla Delegazione tutoria (limitazioni di tempo, vigilanza, luogo protetto ecc.). Il 27 settembre 1999 la Sezione degli enti locali ha poi intimato un nuovo esemplare della decisione in cui figura un dispositivo addizionale sulla tassa di giustizia (fr. 500.–) e l’indennità per ripetibili (fr. 1000.–), poste a carico dei ricorrenti.
F. Il 2 ottobre 1999 _, _ e _ _ hanno impugnato il giudizio dell’autorità di vigilanza davanti a questa Camera, chiedendo che – restituito effetto sospensivo al gravame – la decisione appellata sia annullata unitamente a quella della Delegazione tutoria e gli atti siano rinviati alla Sezione degli enti locali “per la completazione dell’istruttoria ai sensi dei considerandi, sia quo alle perizie mancanti, sia quo al diritto degli appellanti di essere sentiti”. L’appello non è stato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1. La ricevibilità di appelli introdotti contro decisioni – provvisionali o di merito – prese su ricorso dall’autorità di vigilanza sulle tutele in materia di protezione del figlio, come pure la legittimazione dei nonni a ricorrere contro siffatte decisioni è già stata esaminata da questa Camera nella citata sentenza del 3 marzo 1999 fra le stesse parti (consid. 1, 3 e 4). Su tali questioni non giova quindi ripetersi. Occorre aggiungere invece che, nella misura in cui tende in concreto a far annullare non solo la decisione dell’autorità di vigilanza, ma anche quella della Delegazione tutoria, l’appello è improponibile. L’autorità di vigilanza dispone di pieno potere cognitivo in fatto e in diritto (come questa Camera), sicché la sua decisione sostituisce quella della Delegazione tutoria. Essa soltanto è impugnabile perciò a norma degli art. 54a LOC e 423 cpv. 3 CPC (cfr., sul piano federale, DTF 111 Ia 353 consid. 1b, 113 Ia 162 consid. 2, 339 consid. 1c).