Decision ID: 3c42e971-b788-4d11-9766-98c949dbcadb
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d’asilo che l’interessato ha depositato in Svizzera il 22 aprile
2022 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM]
[...] -3/2),
la missiva del 12 luglio 2022, per mezzo della quale la patrocinatrice
dell’interessato ha sollecitato l’autorità inferiore affinché disponesse
l’allestimento di un rapporto medico completo “F4” (cfr. atto SEM [...] -
31/1),
lo scritto dell’11 agosto 2022, con il quale la SEM ha sottolineato come il
quadro clinico del richiedente, benché complesso, risultasse chiaro e ben
descritto, ragion per cui v’era da respingere, a quello stadio del
procedimento, la summenzionata richiesta (cfr. atto SEM 40/1),
l’inoltro del 17 agosto 2022, per il tramite del quale il richiedente ha
trasmesso all’autorità inferiore numerosi documenti clinici (cfr. atto SEM
44/1),
il verbale dell’audizione ex art. 29 LAsi, tenutasi il 17 agosto 2022 (cfr. atto
SEM 45/15),
il parere del 25 agosto 2022, con cui il richiedente ha espresso le proprie
osservazioni in merito al progetto di decisione elaborato dall’autorità di
prima istanza (cfr. atti SEM 49/5 e 51/2),
il nutrito carteggio clinico agli atti (cfr. atti SEM 12/2, 14/2, 15/3, 16/3, 17/3,
18/3, 19/3, 20/2, 21/2, 22/2, 23/3, 25/1, 26/3, 27/2, 28/2, 29/2, 30/2, 32/3,
33/2, 34/2, 35/2, 36/2, 37/3, 38/2, 39/3, 43/2, 46/2, 47/2, 50/2 e 55/2),
la decisione del 26 agosto 2022 – notificata in medesima data (cfr. atto
SEM 53/1) – con la quale la SEM, in applicazione dell’art. 31a cpv. 3 LAsi
in combinato disposto con l’art. 18 LAsi, non è entrata nel merito della
domanda d’asilo del richiedente ed ha pronunciato il suo allontanamento
dalla Svizzera, nonché l’esecuzione del provvedimento medesimo siccome
ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,
il ricorso del 2 settembre 2022 (cfr. tracciamento degli invii), per mezzo del
quale l’insorgente è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di
seguito: il Tribunale) concludendo all’annullamento del provvedimento
D-3833/2022
Pagina 3
impugnato e alla concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera; in
via subordinata alla restituzione degli atti all’autorità inferiore per
complemento istruttorio; l’ulteriore conclusione ricorsuale con cui la
ricorrente postula la concessione della domanda dell’assistenza giudiziaria
nel senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali e del
relativo anticipo, il tutto con protesta di tasse e spese,
i mezzi di prova allegati al memoriale ricorsuale,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,

e considerato:
che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una
decisione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF),
il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e
art. 52 cpv. 1 PA,
che occorre pertanto entrare nel merito del gravame,
che il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è
deciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una
seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di
scritti,
che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la
violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle
argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),
D-3833/2022
Pagina 4
che interrogato in merito ai suoi motivi d’asilo, il richiedente ha in buona
sostanza riferito di aver raggiunto la Svizzera nella speranza di ottenere i
trattamenti medici richiesti dall’asserito precario stato di salute (cfr. atto
SEM 45/15, pag. 5, D66-D74),
che con la decisione querelata, la SEM non è entrata nel merito della
summenzionata domanda d’asilo in applicazione degli art. 31a cpv. 3 e 18
LAsi; che a mente della Segreteria di Stato, l’interessato non avrebbe in
effetti chiesto protezione in ragione di persecuzioni ai sensi degli art. 3 LAsi
o art. 3 CEDU,
che nel prosieguo della sua disamina, l’autorità inferiore ha pronunciato
l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera e la relativa esecuzione del
provvedimento siccome lecita, esigibile e possibile,
che con l’impugnativa l’insorgente avversa la summenzionata decisione,
che a mente di quest’ultimo, la decisione impugnata si ancorerebbe
anzitutto ad un accertamento inesatto ed incompleto del suo stato di salute;
che alla luce del precario stato di salute del richiedente, all’autorità di prima
istanza incombeva l’onere di provvedere all’allestimento di un rapporto
medico di dettaglio “F4”; che sebbene i medici curanti ne consigliassero la
predisposizione – reputandolo “di estrema utilità ai fini diagnostici per
comprendere la funzione vascolare residua ed eventualmente stabilire
successivo iter diagnostico-terapeutico” –, la SEM avrebbe perdipiù negato
l’accesso ad un approccio terapeutico graduato teso alla verifica
dell’eventuale funzione neurovascolare pelvico-peniena; che in altre
parole, la disfunzione erettile del richiedente non sarebbe stata chiarita con
un’opportuna diagnosi; che d’altro canto, neppure lo stato di salute psichico
del ricorrente apparirebbe sufficientemente acclarato; che in tal senso, oltre
ad aver intrapreso solamente da poco un percorso terapeutico,
l’interessato sarebbe stato recentemente vittima di attacchi di panico tali
da richiederne ripetuti ricoveri,
che proseguendo nella sua impugnativa, il ricorrente è dell’opinione che un
allontanamento in Georgia comporterebbe un peggioramento del suo, già
precario, stato di salute; che inoltre, nel Paese di provenienza egli avrebbe
difficoltà a reperire le risorse necessarie per sopperire alle esigenze
mediche imposte dal suo quadro clinico; che del resto, proprio la precarietà
del suo stato di salute gli precluderebbe l’inserimento nel mondo lavorativo
georgiano; che perdipiù, nemmeno andrebbe disatteso che le terapie
predisposte nel Paese in parola sarebbero state inefficaci e non risolutorie,
D-3833/2022
Pagina 5
che concludendo la propria disamina, il richiedente è dell’opinione che un
rinvio verso il Paese di provenienza, conto tenuto della disfunzione erettile
da lui lamentata, violerebbe anche l’art. 8 CEDU,
che preliminarmente, è d’uopo rilevare che il ricorso del 2 settembre 2022
verte unicamente sulla questione relativa all’esecuzione
dell’allontanamento; che conseguentemente, la decisione impugnata è
cresciuta in giudicato in materia d’asilo e riguardo alla pronuncia
dell’allontanamento,
che su tali presupposti, il Tribunale si limiterà all’esame della questione
contestata relativa all’esecuzione dell’allontanamento,
che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, all’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro
integrazione (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione
dell’allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile
(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI),
che secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli osta-
coli all’allontanamento vale lo stesso apprezzamento della prova
consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente
deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un
impedimento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2; WALTER STÖCKLI, Asyl, in:
ÜBERSAX/RUDIN/HUGI/YAR/GEISER [Hrsg.], Ausländerrecht, 2a ed., 2009,
n. 11.148, pagg. 567 seg.),
che, giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione non è ammissibile se la
prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d’origine o di
provenienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto
internazionale pubblico della Svizzera,
che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del di-
vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ne v’è motivo di considerare
l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere esposto, in
caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un trattamento proibito
in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre
1984 (Conv. tortura, RS 0.105), l’esecuzione dell’allontanamento è da
considerarsi ammissibile ai sensi delle norme di diritto internazionale
pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione
all’art. 44 LAsi),
D-3833/2022
Pagina 6
che d’altro canto, occorre rammentare che le questioni di natura medica
possono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi
straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-
9.1.6), essendo per il resto la problematica da analizzare sotto il profilo
dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI,
che oltretutto, in casu il Tribunale non ravvisa violazioni dell’art. 8 CEDU e
che a ben vedere tale censura appare pretestuosa, posto anche che la
giurisprudenza richiamata dal ricorrente sul punto risulta del tutto
inconferente,
che pertanto l’esecuzione dell’allontanamento risulta ammissibile,
che ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere
ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza,
lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a
situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza
medica,
che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera,
l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel
caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non
ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime
d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale
e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana
(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3),
che se le cure necessarie possono essere assicurate nel Paese d’origine
dei richiedenti, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti
in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà
ragionevolmente esigibile; che invece non lo sarà più, ai sensi della
disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di possibilità di
trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe
così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in
pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e
notevolmente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50
consid. 8.3 con riferimenti citati),
che innanzitutto è d’uopo evidenziare come al momento dell’emissione
della decisione impugnata l’incarto della Segreteria di Stato contenesse già
diversi mezzi di prova riguardanti lo stato di salute del ricorrente; che dal
D-3833/2022
Pagina 7
carteggio clinico sino a lì repertato emergeva difatti come il quadro
anamnestico di quest’ultimo fosse contraddistinto da:
– un’addominalgia dndd in esiti di derivazione intestinale (Manz Pouch
III) e posa di epicistomia (cfr. atti SEM 15/3, 25/1, 27/2 e 34/2);
– un’ulcera plantare del piede sinistro (cfr. atti SEM 15/3, 16/3, 17/3,
18/3, 19/3, 20/2, 21/2, 22/2, 23/3, 26/3, 29/2 e 32/2);
– una lombalgia acuta di origine muscolare (cfr. atto SEM 28/2);
– un’ipertensione arteriosa di nuova insorgenza (cfr. atti SEM 30/2 e
33/2);
– una fistola vescico-cutanea (cfr. atto SEM 35/2);
che il ricorrente aveva inoltre denotato dei disturbi psichiatrici nella misura
in cui gli sono stati diagnosticati ripetuti attacchi di panico con
iperventilazione (cfr. atti SEM 36/2 e 50/2), un disturbo depressivo
ricorrente non specificato (ICD10: F33.9) e insonnia non organica (ICD:
F51.0; cfr. atti SEM 37/3, 46/2, 47/2 e 55/2),
che alla luce dei summenzionati referti medici, nonché dei trattamenti e
delle cure ivi predisposte, nulla permetteva di desumere l’esistenza di
indicatori quanto all’esistenza, finanche potenziale, di affezioni suscettibili
d’iscriversi nella restrittiva giurisprudenza convenzionale,
che lo stato di salute dell’insorgente risultava dunque sufficientemente
acclarato e non ostativo all’esecuzione dell’allontanamento,
che tale conclusione è tutt’ora attuale anche considerando la lettera
ambulatoriale dell’8 settembre 2022 (cfr. atto SEM 57/2),
che va in effetti ricordato come negli ultimi anni il sistema sanitario
georgiano sia stato sostanzialmente riformato, tanto che il trattamento della
maggior parte dei disturbi psicosomatici è ora possibile (cfr. fra le tante
sentenza del Tribunale D-2416/2022 del 7 giugno 2022 consid. 8.4), anche
se le cure ivi prodigate non corrispondono agli standard elvetici (cfr. fra le
tante, sentenza del Tribunale E-1261/2022 del 24 marzo 2022); che
oltretutto, anche in tale Paese è disponibile un sostegno finanziario statale
grazie ad un regime di assicurazione malattia universale (cfr. ibidem),
D-3833/2022
Pagina 8
che a comprova di quanto precede, non va disatteso che l’insorgente
medesimo ha riferito di aver beneficiato di numerosi consulti medici e cure
nel Paese di provenienza (cfr. atto SEM 45/15, D77-D104),
che del resto, è doveroso rammentare come nell’ambito dell’esigibilità
dell’esecuzione dell’allontanamento siano decisive solamente le cure
attualmente prodigate al richiedente, ad esclusione di quelle che
potrebbero esserlo in futuro; che per di più, dei trattamenti specifici non
rientrano nella nozione di cure essenziali ai sensi della giurisprudenza
topica in materia (cfr. fra le tante, sentenze del Tribunale D-6580/2019 del
18 dicembre 2019 e E-5077/2019 del 9 ottobre 2019),
che in tal senso, una terapia incentrata sulla risoluzione della disfunzione
erettile del ricorrente non pare – in particolare – ossequiare tali condizioni,
che comunque, il ricorrente potrà richiedere, se necessario, un sostegno
finanziario per assicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento
dei trattamenti necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali
prima del suo allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel
Paese d’origine (cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza
2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2,
RS 142.312]),
che va altresì evidenziato come il ricorrente disponga di una solida
formazione accademica e che l’asserzione secondo la quale nessuno lo
avrebbe assunto a motivo del suo stato di salute si riduce ad una mera
asserzione di parte (cfr. atto SEM 45/15, pag. 5, D50); che a ciò si aggiunge
il fatto ch’egli dispone in patria di una buona rete famigliare, con la quale
ha riferito di essere in buoni rapporti e che risulta finanche proprietaria di
alcuni immobili; che così stando le cose, nulla permette di concludere
quanto al fatto ch’egli non riuscirebbe a reintegrarsi nel contesto socio-
economico del Paese,
che da ultimo, la situazione vigente in Georgia non risulta caratterizzata da
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della
popolazione nell’integrità del territorio nazionale,
che è peraltro doveroso rammentare che il Consiglio federale ha inserito la
Georgia nella lista dei «Safe Countries» ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a
LAsi; che ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento
verso la Georgia è quindi di norma ragionevolmente esigibile,
D-3833/2022
Pagina 9
che di conseguenza, v’è luogo di ritenere l'esecuzione dell'allontanamento
dell'insorgente come ragionevolmente esigibile,
che non risultano impedimenti nemmeno sotto l’aspetto della possibilità
dell’esecuzione dell’allontanamento,
che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il
diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non
ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti
(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è
inadeguata (art. 49 PA),
che il ricorso va pertanto respinto,
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese
processuali è divenuta senza oggetto,
che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta,
che, visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3833/2022
Pagina 10