Decision ID: 70487294-bbf1-509d-ac0b-d3d11b422125
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con sentenza del 16 luglio 2013, il Tribunale arbitrale dello sport (TAS), con sede a Losanna, ha condannato la RE 1 (RE 1) a pagare al PI 1, con sede ad _ (_), US$ 1'500'000.– oltre ad interessi, spese della procedura arbitrale e ripetibili di fr. 10'000.– a favore della controparte.
B. Il 18 giugno 2014 il Dr. CO 1 e PI 2 hanno firmato un “contratto di cessione pacchetto azionario della RE 1”, con cui il primo ha ceduto al secondo per fr. 200'000.– l’intero pacchetto azionario della RE 1 (100 azioni al portatore di nominali fr. 1'000.– cadauna), utili e oneri essendo trapassati con effetto al 30 giugno 2014. L’alienante si è inoltre impegnato, in particolare, a “garanti[sc]re personalmente il pagamento di tutti gli impegni della società per ogni pendenza riferita al periodo fino al 30 giugno 2014 (imposta alla fonte, AVS, IVA, tassazione ordinaria, cassa pensione, ecc.)” e a “evadere” le pendenze “relative a scoperti maturati fino a fine giugno 2014”. A tale scopo egli è stato autorizzato “ad operare a nome della SA (o a incaricare un legale di sua fiducia) per tutte le questioni che dovessero sorgere e relative al periodo fino al 30 giugno 2014”, fermo restando che “tutti i relativi costi ed eventuali utili” rimangono di sua competenza.
C. Il 20 dicembre 2016, la RE 1 ha spedito a CO 1 una fattura di fr. 2'413'345.26 relativa al debito della società nei confronti del PI 1, calcolato al 31 dicembre 2016 sulla base della sentenza 16 luglio 2013 del TAS, invitandolo a versare tale importo sul conto della società entro il 31 dicembre 2016 e impegnandosi a girare alla creditrice quanto le spetta. È poi seguita una diffida il 10 gennaio 2017.
D. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 2 febbraio 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, la RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 2'413'345.26 e fr. 3'500.– oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2017, indicando quali titoli di credito la “fattura del 31.12.2016-No. _” e delle “spese amministrative”.
E. Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 6 marzo 2017 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città. All’udienza di discussione tenutasi il 3 aprile 2017, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta sulla scorta di un memoriale scritto, postulando inoltre il versamento da parte dell’istante di una cauzione di fr. 40'000.– a garanzia delle spese ripetibili. In sede di replica e duplica orali, le parti sono poi rimaste sulle rispettive e contrastanti posizioni.
F. Statuendo con decisione del 24 aprile 2017, il Pretore ha respinto sia la richiesta di cauzione (nei motivi) sia l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 2'000.– e un’indennità di fr. 3'500.– a favore della parte convenuta.
G. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 5 maggio 2017 per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza. Visto l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 5 maggio 2017 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 25 aprile, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).