Decision ID: 0e617810-2399-50aa-96ec-9e58d0b83ec2
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
- che con decreto del 18 giugno 1993 il Pretore della giurisdizione di _ ha ordinato la divisone ereditaria della successione fu _ e, contestualmente, ha designato quale notaio divisore l’avv. _, _;
- che in data 13 agosto 1996 la coerede _ ha postulato la ricusa del notaio divisore e, di conseguenza, la revoca del mandato conferito all’avv. _, asserendo la sua parzialità;
- che la coerede _ si è opposta all’istanza, mentre _ ha aderito alla stessa;
- che nelle osservazioni del 19 agosto 1996 l’avv. _ la ha proposto la reiezione dell’istanza;
- che con decreto del 3 settembre 1996 il Pretore della giurisdizione di _ ha respinto l’istanza, non ravvisando in concreto “gravi ragioni” ai sensi dell’art. 27 lett. b CPC tali da mettere in dubbio l’imparzialità del convenuto;
- che contro il predetto decreto è insorta _ con atto d’appello (“ricorso”) del 27 settembre 1996, nel quale conclude, in riforma della decisione impugnata, per l’accogli-mento dell’istanza di ricusa e revoca del notaio divisore;
- che l’appello non è stato notificato alle controparti;

Considerando
in diritto:
- che la divisione ereditaria è regolata dal diritto federale per quanto attiene alle norme sostanziali applicabili, mentre i Cantoni ne disciplinano la procedura (art. 64 cpv. 3 e 64bis cpv. 2 Cost.);
- che le norme di procedura civile del Cantone Ticino (art. 475 segg. CPC) relative al processo di divisione concedono al giudice la facoltà di avvalersi della collaborazione di ausiliari (notai) e periti, da lui designati (art. 476 CPC; DTF 109 II 411; cfr.
Seeberger
, Die richterliche Erbteilung, Friburgo 1992, pag. 41);
- che nel caso concreto, _ ha postulato la ricusa del notaio divisore, a motivo della sua parzialità;
- che il codice di procedura civile ticinese non prevede alcuna norma specifica in merito alla possibilità di ricusa del notaio divisore e quindi tornano applicabili, per analogia, le norme stabilite per il perito giudiziario (art. 163 CPC;cfr. anche l'art. 572 cpv. 2 CPC vodese);
- che l’art. 248 cpv. 2 CPC rinvia espressamente alle norme sui motivi di esclusione e ricusa dei giudici;
- che la cognizione dei motivi di ricusazione del perito giudiziario (e quindi del notaio divisore) compete al giudice che lo ha designato, in analogia con la norma (art. 30 cpv. 1 ultima frase CPC) che lascia la decisione sulla ricusa del segretario al giudice da cui dipende (
Cocchi
, Appunti sul tema della perizia giudiziaria nel processo civile, in: Rep. 1994 161);
- che il relativo giudizio viene pronunciato mediante decreto in camera di consiglio e non può essere impugnato (art. 30 cpv. 3 CPC);
- che l'appello in esame, manifestamente irricevibile, può essere deciso con la procedura semplificata prevista dall’art. 313bis CPC;
- che in tali circostanze si può, eccezionalmente, rinunciare al prelievo di oneri processuali;
- che non si giustifica in ogni modo di attribuire ripetibili alla controparte, cui l’appello non è nemmeno stato notificato;