Decision ID: 3f5b25a8-d74d-50ef-b548-5cf72e0b3ac0
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. PI 1
, nato il 26 maggio 1954, celibe, attinente di _, domiciliato ad _, è deceduto a _ nella notte fra il 2 e il 3 febbraio 2014, lasciando quale erede il fratello AP 1 (1948). Non risultano sue disposizioni testamentarie. Il 10 aprile 2014 AP 1 ha inviato al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, una lettera del 3 aprile 2014 in cui dichiarava di rinunciare all'eredità. Il 15 aprile 2014 l'avv. _ ha chiesto così al Pretore di rilasciare un certificato ereditario fu PI 1 in cui figurassero come unici eredi S_ (1973) e M_ (1982), figli di AP 1. Questi ha altri due figli: i gemelli A_ e C_ (1993). Il 13 maggio successivo l'avvocato _ ha nondimeno rettificato la richiesta, invitando il Pretore a indicare come unico erede di PI 1 lo stesso AP 1, e il 22 maggio 2014 ha fatto seguire una lettera del 20 maggio 2014 in cui AP 1 dichiara di accettare la successione del fratello.
B.
Con decisione del 3 ottobre 2014 il Pretore, accertato che la revoca della rinuncia alla successione era inefficace, ha ordinato la liquidazione dell'eredità tramite l'Ufficio dei fallimenti del Distretto di Lugano. Le spese processuali di complessivi fr. 150.– sono state poste a carico della successione. Quanto al rilascio del certificato ereditario
(inc.
SO.2014.1657), il Pretore non si è ancora pronunciato.
C.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto
a questa Camera
con un appel
lo del 16 ottobre 2014 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di vedere rilasciato un certificato ereditario fu PI 1 in cui figurino come unici eredi i suoi figli S_ e M_. Non sono state sollecitate osservazioni all'appello.

Considerando
in diritto: 1.
La rinuncia di un erede alla successione, così come la richiesta intesa alla liquidazione d'ufficio di un'eredità, sono atti di volontaria giurisdizione cui si applica – in mancanza di altre norme cantonali – la procedura sommaria dell'art. 248 lett. e CPC (DTF 139 III 225; cfr. anche
Steinauer
, Le droit des successions, Berna 2006, pag. 505 n. 1064a con richiami). La decisione è appellabile entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, trattandosi di controversie patrimoniali, il valore litigioso “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” raggiunga almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie
tale presupposto è senz'altro dato, il Pretore avendo accertato che l'inventario della successione compendia attivi per più di fr. 260 000.–, incluso un immobile nella città di _ del valore di oltre fr. 1
000
000.– (nota interna nell'inc. SO.2014.1657).
In concreto la sentenza di primo grado, intimata il 10 ottobre 2014, è
pervenuta a AP 1 il 13 ottobre successivo, sicché l'appello in esame, depositato il 16 ottobre 2014, è tempestivo.
2.
Il Pretore ha rilevato anzitutto, nella decisione impugnata, che la rinuncia alla successione formulata da AP 1 il 3 aprile 2014 è irrevocabile, di modo che costui non può rimetterla in causa con la dichiarazione del 20 maggio successivo. Ciò premesso, egli ha constatato che a carico di AP 1 risultano attestati di carenza beni per almeno fr. 1
000
000.– e che fra i creditori si annovera lo Stato del Cantone Ticino. Nelle condizioni descritte il primo giudice ha ritenuto che,
avuto riguardo alla particolarità del caso specifico e trattandosi di una rinuncia alla successione da parte dell'erede unico, “appare opportuno procedere d'ufficio come all'art. 578 CC”. Egli ha ordinato di conseguenza la liquidazione dell'eredità, affidandola all'Ufficio dei fallimenti
.
3.
Nell'appello AP 1
fa valere che il fratello PI 1 era stato istituito erede a suo tempo dallo zio R_, deceduto nel 1996, il quale aveva designato in qualità di eredi sostituiti sulla rimanenza i figli dello stesso appellante, M_ e S_, come risulta dal testamento di R_ custodito dallo studio notarile _ di _. E la sostituzione fedecommissaria comprende – soggiunge l'appellante – la casa d'abitazione posta sulla particella n. 1034 del _ a _. In simili condizioni l'istante
chiede di “procedere all'emissione del certificato ereditario per la quota spettante ai miei due figli per poi procedere alla liquidazione della rimanenza”.
4.
Nella decisione impugnata il Pretore si è limitato a ordinare la li-quidazione d'ufficio dell'eredità fu PI 1 in applicazione dell'art. 578 cpv. 2 CC. Tale – e non altro – è l'oggetto del giudizio.
Tutto quanto l'appellante può ottenere quindi, in concreto, è l'annullamento di simile provvedimento.
Sul rilascio del certificato ereditario (inc.
SO.2014.1657)
il Pretore deve ancora statuire e
l'appellante non può pretendere che questa Camera decida essa medesima come autorità di primo grado, sostituendosi alle attribuzioni del giudice competente (art. 37 cpv. 2 LOG). Nella misura in cui AP 1 chiede a questa Camera di emettere il certificato in questione, di conseguenza, l'appello va dichiarato irricevibile. Rimane da esaminare il problema legato alla liquidazione d'ufficio dell'eredità.
5.
Secondo l'art. 578 cpv. 1 CC quando un erede oberato abbia rinunciato
all'eredità
al fine di sottrarla ai suoi creditori, questi o la massa del fallimento, hanno il diritto di contestare la rinuncia entro sei mesi ove i loro crediti non siano loro garantiti. Legittimato a contestare
la rinuncia è ogni creditore che renda verosimile una sua pretesa nei confronti dell'erede rinunciante (
Schwander
in:
Basler Kommentar, ZGB II, 4a edizione, n. 5 e 6 ad art. 578;
Häuptli
in: Abt/Weibel [curatori], Praxiskommentar Erbrecht, 2a edizione, n. 14 ad art. 578 CC). L'azione – costitutiva – va promossa entro
sei mesi dalla rinuncia, senza riguardo al momento in cui il creditore è giunto a conoscenza di quest'ultima (
Steinauer,
op. cit., pag. 479 n. 996;
Schwander
, op. cit., n. 5 ad art. 578). Se il giudice ammette la contestazione, la successione è liquidata d'ufficio (art. 578 cpv. 2 CC).
6.
Nella fattispecie non consta che nel termine di sei mesi dalla rinuncia all'eredità da parte dell'appellante, il 10 aprile 2014, un creditore qualsiasi abbia mosso contestazioni. Né AP 1 poteva semplicemente revocare la rinuncia, come il Pretore riconosce (DTF 129 III 315 consid. 4.3 con citazioni), per tacere del fatto che nella dichiarazione del 20 maggio 2014 l'appellante non ha accennato alcuna revoca, limitandosi a comunicare la propria intenzione di accettare l'eredità del fratello. Ora, di fronte a una valida rinuncia dell'erede oberato non si vede come il Pretore potesse ordinare la liquidazione d'ufficio della successione. Che tra i creditori dell'appellante figuri lo Stato del Cantone Ticino (attraverso la Cassa di compensazione AVS, l'Ufficio esazione e condoni, l'Ufficio imposte alla fonte) e l'Ufficio della gioventù della _ (per contributi alimentari impagati in favore dei figli A_ e C_) è del tutto verosimile, ma né l'uno né l'altro ha contestato la rinuncia. E il Pretore non poteva ammettere una contestazione inesistente per ordinare la liquidazione d'ufficio. Se mai un creditore che non ha modo di contestare tempestivamente una rinuncia all'eredità da parte dell'erede oberato può ancora far capo all'azione revocatoria
dell'art.
288 LEF (
Steinauer,
op. cit., pag. 477 n. 992a;
Schwander
, op. cit., n. 3 ad art. 578 CC), ma ciò trascende i limiti dell'attuale giudizio. Se ne conclude che, priva di base legale, la liquidazione d'ufficio disposta dal Pretore dev'essere annullata. In tale misura l'appello merita accoglimento.
7.
In esito al presente giudizio non è il caso di prelevare spese, il Pretore avendo agito di propria iniziativa. Quanto a eventuali indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), l'appellante non ha avanzato richieste in tal senso.
8.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro il presente giudizio (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso supera ampiamente la soglia di fr. 30
000.– prevista dall'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF.