Decision ID: 9ab7651a-a653-5bb8-ac96-aeddbb1ce3d1
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con PE n. _ del 13/17 luglio 2000 dell'UEF di _, AO 1 [di seguito: la banca] ha escusso AP 1 -designato altresì quale terzo proprietario insieme a F_ oltre che, nell'ambito della parallela esecuzione n. _ promossa dalla banca contro F_, quale suo condebitore solidale (doc. 15, pag. 1 e 2)- in via di realizzazione d'un pegno immobiliare per l'importo di fr. 921'959.60 oltre interessi al 5.75% dal 1° luglio 2000. La somma era garantita da due cartelle ipotecarie al portatore costituite, l'una in I. rango di fr. 600'000.– (02.10.1987, dg _) e l'altra in II. rango di fr. 300'000.– (09.12.1988, dg _), sul fondo n. _ RFD di _ appartenente in ragione di metà ciascuno ad AP 1 e a F_ (doc. 15, pag. 1 e 2). L'opposizione interposta da AP 1 alla predetta esecuzione è stata rigettata in via provvisoria con decisione 21 agosto 2001 della Pretura _ (doc. 16 e 17) -decisione confermata il 13 dicembre 2001 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (doc. 20)- e in via definitiva il 3 agosto 2004 dal Pretore _ che ha respinto la relativa azione di disconoscimento di debito (ex art. 83 cpv. 2 LEF) che egli aveva poi promosso (doc. 21). L'appello interposto avverso quest'ultimo giudizio è stato stralciato dai ruoli per versamento tardivo dell'anticipo spese con decisione 23 settembre 2004 di questa Camera (doc. 22), confermata dal Tribunale federale il 7 dicembre 2004 (doc. 28 e 29, pag. 2 consid. 1).
Il 16 dicembre 2004 sul fondo n. _ è stata costituita una PPP. Con atto notarile 29 dicembre 2004 AP 1 ha quindi venduto a _ Sagl in _ una quota pari a 1/20 delle sue cinque quote PPP (n. _, _, _, _ e _ [complessivamente 500/1000]). La procedura di realizzazione forzata dell'immobile è quindi stata sospesa alfine di consentire all'Ufficio esecuzione e fallimenti di _ di notificarle l'esecuzione ex art. 88 cpv. 1 RFF quale ulteriore terza comproprietaria. L'opposizione è stata rigettata in via provvisoria con decisione 6 febbraio 2006 della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (doc. 25). L'azione promossa dalla società e volta a disconoscerne il debito è stata respinta il 27 febbraio 2007 dalla Pretura _ (doc. 26 e 27), giudizio confermato da questa Camera il 4/5 settembre 2007 (doc. 28 e 29) e dal Tribunale federale il 17 aprile 2008 (doc. 30b e relativo plico di documenti allegati lett. U).
B. Con avviso pubblicato sul FUCT del 13 febbraio 2009 l'Ufficio ha fissato al 2 giugno 2009 la vendita all'incanto delle quote di PPP n. _ a _ sul fondo base n. _, ordinato il deposito delle condizioni d'asta a decorrere dal 27 aprile 2009 e stabilito per il 5 marzo 2009 la scadenza per l'insinuazione di eventuali pretese (doc. A). La banca, quale creditrice pignoratizia procedente, il 3 marzo 2009 ha notificato un credito di valuta garantito da pegno immobiliare costituito da quattro cartelle ipotecarie al portatore a carico del fondo n. _, che al 2 giugno 2009 era stimabile in fr. 3'608'886.13 (fr. 1'491'947.45 quale prestito e fr. 2'120'699.35 quale credito di costruzione, dedotto il saldo di fr. 3'760.67 di cui al conto di risparmio intestato all'attore) oltre al relativo credito di cartella di fr. 2'984'983.33 (doc. B). Tali importi sono stati inseriti nell'elenco oneri allestito dall'Ufficio esecuzione e fallimenti di _, che alla posizione n° 3 ha quindi iscritto a favore della banca un credito di fr. 3'608'886.13 garantito da cartelle ipotecarie per un importo nominale complessivo di fr. 2'984'983.33 (già comprensivo degli accessori). Il 17 marzo 2009 l'elenco oneri è stato notificato agli interessati (doc. C). Con scritto 31 marzo 2009 l'attore ha contestato tali cifre, postulando l'assegnazione alla controparte del termine per promuovere la causa giudiziaria (doc. D). Il 2 aprile 2009 l'Ufficio ha assegnato all'attore 20 giorni per promuovere un'azione di contestazione dell'elenco oneri (doc. E). Il 24 aprile 2009 l'attore si è lamentato con l'Ufficio ritenendo che quel termine dovesse essere impartito alla convenuta (doc. F). Il 27 aprile 2009 l'Ufficio ha confermato il termine così assegnato, respingendo una contestuale richiesta di proroga (doc. G).
C. Con petizione 29 aprile 2009 AP 1 ha convenuto in giudizio la banca. Anzitutto ha censurato l'agire dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti in quanto non aveva assegnato il termine per contestare l'elenco oneri a quest'ultima ma a lui. Nel merito ha postulato la rettifica dell'elenco oneri così che con riferimento alla banca fosse ammesso un solo importo totale di complessivi fr. 2'345'000.–. In particolare, il capitale massimo garantito dalle quattro cartelle ipotecarie al portatore costituite in pegno immobiliare era di fr. 2'000'000.–, cui potevano essere aggiunti interessi annuali del 5.75% per tre anni (fr. 115'000.– x 3 = fr. 345'000.–) e spese d'esecuzione da quantificare dalla banca. Dato l'esito della vertenza, gli oneri processuali erano per finire da porre a carico della convenuta.
La banca vi si è opposta con risposta del 14 maggio 2009. La controparte non aveva anzitutto indicato il valore di causa. L'Ufficio di esecuzione e fallimenti aveva considerato sia il credito di cartella iscritto a registro fondiario che quello di valuta. Credito e diritto di pegno riferiti al prestito immobiliare concesso all'attore erano poi stati definitivamente e giudizialmente appurati per importo ed esigibilità: al 30 giugno 2000 il credito era di fr. 921'959.60, cui si sommavano interessi del 5.75% dal 1° luglio 2000 al 2 giugno 2009 (fr. 473'337.85), spese esecutive (fr. 8'610.–) e di causa (fr. 3'040.–), ripetibili a carico dell'attore (fr. 4'700.–) e a carico di _ Sagl (fr. 80'300.–) -ossia fr. 96'650.– in totale- di modo che il credito da prestito ammontava a complessivi fr. 1'491'947.45. Quello di costruzione invece, scaduto il 30 giugno 1997, ritenuto un tasso d'interesse del 5.625%, al 2 giugno 2009 era stimabile in fr. 2'120'699.35. Di qui, per finire, il credito di valuta insinuato di fr. 3'608'886.13, già dedotto il saldo di fr. 3'760.67 sul conto di risparmio. Il diritto di pegno poi era costituito da quattro cartelle ipotecarie al portatore per un corrispondente importo di fr. 2'000'000.–, cui erano da aggiungere spese di esecuzione per complessivi fr. 96'650.–, interessi del 10% -pattuiti con accordo fiduciario- per tre anni e quelli correnti dal 31 dicembre 2007 al 2 giugno 2009: di modo che, il credito di cartella insinuato nell'elenco oneri era pari a fr. 2'984'983.33.
D. All'udienza preliminare del 18 giugno 2009, le parti hanno notificato le loro prove. Esperita l'istruttoria, sono comparse al dibattimento finale del 17 settembre 2009. L'attore ha ribadito le sue argomentazioni, precisando che il capitale garantito dalle cartelle ipotecarie detenute dalla convenuta era al massimo di fr. 2'345'000.–. Quest'ultima ha confermato la sua tesi difensiva rinviando alle conclusioni scritte trasmesse alla Pretura in data 11 agosto 2009, invero specificando che le spese di esecuzione cifrate in fr. 96'650.– in realtà assommavano a fr. 100'800.–, e che quindi sia il credito di valuta che quello di cartella da lei insinuati erano persino inferiori rispetto a quelli effettivi.
E. Con sentenza 24 settembre 2009, il Pretore _ ha anzitutto constatato l'assenza di indicazione del valore di causa. Giusta l'art. 13 CPC, ha ritenuto che litigioso era l'importo di fr. 2'984'983.33 insinuato dalla convenuta e che l'attore stimava in fr. 2'345'000.–: di modo che il valore di causa era pari alla differenza tra questi importi, ossia fr. 639'983.33. L'assegnazione del termine di 20 giorni per promuovere l'azione di contestazione dell'elenco oneri era da censurare ex art. 17 LEF davanti alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, quale autorità di vigilanza, ciò che però non era stato fatto. Di modo che, il ruolo processuale delle parti stabilito dall'Ufficio non poteva più essere contestato. Il credito di valuta della banca era di fr. 3'608'886.13, di cui fr. 2'984'983.33 a beneficio del pegno immobiliare. Per l'attore tale importo era invece da diminuire a fr. 2'345'000.–. Ora, di fatto il valore delle cartelle ipotecarie era di fr. 2'000'000.–. Le spese di esecuzione (art. 818 cpv. 1 n. 2 CC) riconoscibili sulla scorta dei doc. 30, 30a e 30b -come indicato dalla convenuta- potevano essere stimate in fr. 96'650.–. Per quanto attiene gli interessi per tre anni scaduti alla domanda di realizzazione (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC) erano da ammettere a un tasso del 7% per le due cartelle ipotecarie di I. (fr. 600'000.–) e di II. rango (fr. 300'000.–) in luogo di quello del 10% considerato dalla banca, di qui il minor importo di fr. 81'000.– (fr. 270'000.– ./. fr. 189'000.–). Da confermare, per contro, le tre annualità di interessi al tasso del 10% calcolate con riferimento alle cartelle ipotecarie iscritte in III. (fr. 750'000.–) e in IV. rango (fr. 350'000.–). Per il resto poi, l'attore nulla aveva obiettato sul computo degli interessi correnti (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC) calcolati e insinuati dalla convenuta. Ciò posto, ritenuta la decurtazione di fr. 81'000.–, il credito di cartella iscritto per fr. 2'984'983.33 era da rettificare in fr. 2'903'983.33. Di qui, il parziale accoglimento della petizione, ponendo 7/8 di tassa di giustizia e spese a carico dell'attore -i rimanenti 1/8 a carico della convenuta- con l'obbligo di versare a controparte un'indennità per ripetibili ridotte.
F. Con appello 8 ottobre 2009 l'attore chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso che nell'elenco oneri allestito in vista dell'incanto delle PPP n. _ a _ del fondo base n. _ RFD _, sia ammesso a favore della banca un credito da pagare in contanti di fr. 2'351'900.–. Al Pretore rimprovera anzitutto di non avere specificato, con il suo ordine di rettifica, che nell'elenco oneri era da indicare solo il credito di cartella inferiore rispetto al credito di valuta, ritenuto che quest'ultimo non beneficiava di un'integrale garanzia immobiliare. A torto il Pretore non aveva poi esaminato le sue obiezioni sollevate in relazione alla cifra di fr. 96'650.–, ammessa quali spese di esecuzione (art. 818 cpv. 1 n. 2 CC) e da riconoscere limitatamente a fr. 6'900.–, e alla posta per gli interessi correnti (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC), importi che la banca non aveva comprovato. Contestate erano altresì le tre annualità di interessi riferite alle quattro cartelle ipotecarie del valore complessivo di fr. 2'000'000.– che, a differenza di quanto ritenuto dal Pretore, erano giustificate solo al tasso del 5.75% pattuito per convenzione (fr. 115'000.– x 3). Ciò posto, l'elenco oneri era da rettificare nel senso che l'importo massimo da pagare a favore della banca era quantificabile in fr. 2'351'900.– (fr. 6'900.– + fr. 2'000'000.– + fr. 345'000.–). Oneri processuali (complessivi fr. 13'000.–) e ripetibili (fr. 14'000.–) di primo grado a carico della convenuta, con protesta di tasse, spese e congrue ripetibili in secondo grado.
Delle osservazioni di parte convenuta, che conclude per la reiezione dell'appello, si dirà se necessario nel seguito.

Considerando
in diritto: 1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC: RS 272; RU 2010 1739, 1834). Ora, l'art. 405 cpv. 1 CPC stabilisce che alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione. Ciò posto, poiché la decisione impugnata è stata comunicata prima di quella data, la procedura ricorsuale in rassegna resta disciplinata dal previgente codice di procedura civile cantonale (CPC-TI: Codice di procedura civile del 17 febbraio 1971 [RL 3.3.2.1]), in vigore fino al 31 dicembre 2010.
2. Il processo di appuramento dell'elenco oneri di cui all'art. 140 LEF ha lo scopo di accertare in modo definitivo, nell'esecuzione in corso, il rango, la consistenza e l'entità dei diritti di pegno o di altri oneri gravanti il fondo da realizzare (Häusermann/Stöckli/ Feuz, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 130 ad art. 140; IICCA del 5 maggio 1994 [inc. 131/92]). La consistenza, l'entità e l'esigibilità di una pretesa come pure l'esistenza del diritto di pegno devono però essere contestati dal debitore e dal terzo proprietario del pegno nell'ambito della procedura di rigetto dell'opposizione e non invece nell'ambito di una causa di contestazione dell'elenco oneri (Jent-Sørensen, Die Rechtsdurchsetzung bei der Grundstückverwertung in der Spezialexekution, Zurigo 2003, n. 548 pag. 231) ove si tratterà piuttosto di evadere le contestazioni sollevate dal debitore o dal creditore nei confronti delle pretese che un terzo ha fatto valere sul pegno (Häusermann/Stöckli/ Feuz, op. cit., n. 133 ad art. 140 LEF con rif.; DTF 118 III 22; GR: PKG 1989 n° 45; VS: RVJ 2001 pag. 203 consid. 4b). Da tale limitazione esulano nondimeno le altre eventuali pretese di cui beneficia il creditore procedente e che non sono state poste in esecuzione o, nell'eventualità in cui lo sono state parzialmente, per la parte che non lo è stata o ancora per la quale il rigetto dell'opposizione non è mai stato concesso (Jent-Sørensen, op. cit., n. 550 pag. 232; Staehelin, Betreibung und Rechtsöffnung beim Schuldbrief, in: AJP/PJA 10/94 pag. 1268 XVI/A).
3. In concreto, il debitore formula contestazioni avverso la pretesa iscritta a favore della banca, creditrice pignoratizia procedente nell'ambito dell'esecuzione in esame. Ora, quest'ultima ha notificato un credito di valuta complessivo di fr. 3'608'886.13 (già dedotto un saldo positivo di fr. 3'760.67 a favore dell'attore) fondato sul contratto di finanziamento 9 agosto 1996 e concesso per una parte in forma di prestito immobiliare e l'altra quale credito di costruzione (doc. 8), e il credito di cartella quantificato in fr. 2'984'983.33 (doc. B pag. 2). Ciò posto, limitatamente all'importo di fr. 921'959.60 oltre interessi al 5.75% dal 1° luglio 2000 riferito al prestito immobiliare -garantito dalle cartelle ipotecarie costituite l'una in I. rango di fr. 600'000.– (02.10.1987, dg _: doc. 2) e l'altra in II. rango di fr. 300'000.– (09.12.1988, dg _: doc. 3), sul fondo n. 237- concesso al qui attore e per cui è stata promossa esecuzione, la controversia in merito al credito di valuta è stata risolta in sede di rigetto provvisorio dell'opposizione e di azione di disconoscimento di debito che ne è seguita (in dettaglio: sopra, consid. A). Al riguardo la questione è diventata quindi definitiva.
Contestazioni per contro avrebbero potuto essere sollevate per la restante parte di credito di valuta con riferimento al credito di costruzione (cfr. anche: Häusermann/Stöckli/Feuz, op. cit., n. 22 ad art. 140), quantificata in fr. 2'120'699.35 -garantita da tre cartelle ipotecarie al portatore di fr. 300'000.– in II. rango (09.12.1988, dg _: doc. 3) -e che già garantiva il prestito immobiliare- di fr. 750'000.– in III. rango (20.09.1995, dg _: doc. 4) e di fr. 350'000.– in IV. rango (04.07.1996, dg _: doc. 5)- trattandosi della parte di pretesa che non è stata posta in esecuzione. Ma, da questo punto di vista l'appellante non solleva obiezione alcuna. Invero -come si vedrà in seguito- l'interessato sostiene che la garanzia offerta dalle quattro cartelle ipotecarie poste a garanzia di prestito immobiliare e credito di costruzione, è pari a complessivi fr. 2'000'000.– cui si giustifica aggiungere fr. 345'000.– per i tre anni d'interesse al tasso del 5.75% (2'000'000 x 5.75% x 3), limitando di fatto le sue contestazioni al credito di cartella (petizione, pag. 4 n. 7 in fine; verbale 17 settembre 2009, pag. 1).
4. L'appellante rimprovera al Pretore di essersi limitato ad esaminare le sue contestazioni sotto il profilo del credito di cartella, specificando di avere altresì contestato l'indicazione nell'elenco oneri dell'importo da pagare in contanti ed invitando questa Camera a precisare questa circostanza (appello, pag. 5 n. 7). Ora, la domanda di giudizio contenuta nell'allegato di petizione chiedeva che “la posizione di AO 1 nell'elenco oneri relativo alle PPP _, _, _, _, _, _, _, _ e _ del fondo base _ RFD _, viene modifica, con conseguente rettifica dell'importo totale, in fr. 2'345'000.– complessivi” (petizione, pag. 5). D'altro canto, al dibattimento finale l'attore ha ribadito “per il resto che l'importo che può essere indicato nell'elenco oneri per l'incanto in discussione può essere stabilito in al massimo fr. 2'345'000.– corrispondenti al capitale garantito dalle cartelle ipotecarie al portatore in possesso della convenuta oltre agli interessi concordati per le ultime 3 annualità scadute. Ciò conformemente a quanto previsto dall'art. 818 CCS. Ogni ulteriore importo non potrà essere indicato nell'elenco oneri senza violare questo disposto di legge.” (verbale 17 settembre 2009, pag. 1 in basso).
Ciò detto, dopo le precedenze registrate a titolo di “A. Ipoteche legali”, alla posizione n° 3 l'elenco oneri riconosce la banca procedente quale unica beneficiaria nella categoria “B. Ipoteche convenzionali” indicando un credito “da pagare in contanti” di fr. 3'608'886.13 (doc. C, pag. 7). Esso è esposto in corrispondenza del gruppo designato quale “A) credito di valuta” dove si precisa pure che fr. 1'491'947.45 riguardano il prestito immobiliare garantito dalla cartella ipotecaria in I. e in II. grado (doc. C, pag. 5) e fr. 2'120'699.35 vanno ricondotti al credito di costruzione garantito dalla cartella ipotecaria in II., III. e IV. grado (doc. C, pag. 6), importi tutti pacificamente scaduti. L'elenco oneri poi, distingue al gruppo “B) credito di cartella” indicando un importo di complessivi fr. 2'984'983.33 e rinviando per la specifica sui dettagli di calcolo alla relativa tabella “crediti di cartella” allestita il 3 marzo 2009 dalla banca (doc. C, pag. 7; doc. B, pag. 4).
5. In sé, è vero che non è il credito causale di cui al finanziamento concesso all'attore e all'origine della costituzione in pegno immobiliare delle citate quattro cartelle ipotecarie (sopra, consid. 2) cedute in proprietà alla banca a titolo fiduciario (doc. 9; “Sicherungsübereinigung” : Känzig/Bernheim, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco1998, vol. II, n. 25 ad art. 151; Jaques, Exécution forcée spéciale des cédules hypothécaires, in: BlSchK 2001, pag. 204), a necessitare dell'iscrizione nell'elenco oneri. In effetti solo il credito di cartella è garantito dal pegno immobiliare e deve quindi esservi inserito per tutto il suo valore nominale (compresi gli accessori), riservata la possibilità al debitore di eccepire che quel debito causale in realtà è inferiore al debito di cartella (Staehelin, Die Aufnahme in das Lastenverzeichnis und die Parteirollenverteilung für den Lastenbereinigungsprozess, in: Angst/Cometta/Gasser, Schuldbetreibung und Konkurs im Wandel, Basilea/Ginevra/ Monaco 2000, pag. 303 seg.; Häusermann/Stöckli/Feuz, op. cit., n. 17 ad art. 140; Jent-Sørensen, op. cit., n. 246 pag. 97), ritenuto che -proprio perché cedute a titolo fiduciario- il ricavo conseguito con il realizzo di quei titoli ipotecari spetta alla banca solo fino a copertura delle pretese causali oggetto della garanzia (doc. 9, pag. 1 n. 4). Capita invero che nell'elenco oneri venga altresì menzionato anche il credito di causale, ritenuto che nella misura in cui risulta chiaro che determinante è quello di cartella (astratto) e che le informazioni riguardo al secondo sono solo supplementari, una siffatta indicazione non è tale da recar danno (Staehelin, Lastenverzeichnis, pag. 303; Jent-Sørensen, op. cit., n. 247 pag. 97).
In concreto, entrambi stimati al 2 giugno 2009 giorno previsto per l'incanto (doc. C, pag. 1), risulta dal contestato elenco oneri che a un credito di cartella di fr. 2'984'983.33 (doc. C, pag. 7 in basso) viene a contrapporsi la cifra di fr. 3'608'886.13 indicata quale credito di valuta (doc. C, pag. 7), ossia il credito causale relativo al prestito immobiliare e al credito di costruzione (doc. C, pag. 7) concesso all'attore. Il credito di cartella è chiaramente inferiore rispetto al credito effettivamente dovuto dall'attore -che quindi in proposito nulla poteva eccepire- anche deducendo la voce di fr. 96'650.– sommata in aggiunta per spese d'esecuzione (doc. C, pag. 5 in basso, doc. 30). Nell'ambito di un'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare come quella che ci occupa, è pacifico che nella migliore delle ipotesi nel presente caso la banca possa ambire al solo credito di cartella e non certo a quello causale. L'indicazione quale credito da pagare di un importo specificato quale credito di valuta, ritenuto che nel contempo l'elenco oneri indica con precisione e dettaglio pure il credito di cartella che è inferiore, non danneggia quindi l'attore e non necessitava di una rettifica da parte del Pretore. Al riguardo quindi l'appello va respinto.