Decision ID: 8b52bebe-e31a-5f66-a700-29cb0c509bd1
Year: 2008
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A. RI 1
, 1940, ha lavorato alle dipendenze della Banca _ per 28 anni e 5 mesi. Quando il 31 dicembre 2000 è stato prepens
io
nato, il suo avere di vecchiaia per la parte complementare (pilastro 2b) garantita dal Fondo di previdenza _ ammontava a Fr. 429
'
122.30, mentre la parte obbligatoria (2a), assicurata presso la Fondaz
io
ne collettiva per la previdenza profess
io
nale obbligatoria _, era pari a Fr. 162
'
319.-.
B.
Dando seguito alla specifica richiesta del beneficiar
io
del 7 dicembre 2000, il 31 dicembre 2000 il Fondo di previdenza _ ha versato al contribuente soltanto l
'
importo di Fr. 179
'
122.30, mentre la differenza (Fr. 250
'
000.-) è rimasta presso il Fondo di previdenza
a favore di RI 1.
Con separata decis
io
ne di tassaz
io
ne del 22 genna
io
2001, l
'
Uffic
io
circondariale di tassaz
io
ne di _ l
'
ha imposto per l
'
IC e l
'
IFD 2000 sull
'
ammontare della prestaz
io
ne in capitale ricevuta.
Il 19 genna
io
2001 la Fondaz
io
ne _ ha versato al contribuente l
'
importo di Fr. 162
'
319.- ed il 3 magg
io
2002 il medesimo UT l
'
ha tassato per tale prestaz
io
ne per l
'
IC e l
'
IFD 2001, sempre in virtù degli artt. 38 LIFD e LT.
C.
Con il compimento dei 65 anni, il 20 marzo 2005 si è realizzato l
'
evento assicurato del pens
io
namento. Il 31 marzo 2005 il Fondo di previdenza _ ha quindi versato al beneficiar
io
il restante capitale di Fr. 250
'
000.-, a cui si sono aggiunti gli interessi maturati dal 31 dicembre 2000. Sull
'
importo complessivo di Fr. 303
'
270.20, il 14 lugl
io
2005 l
'
UT di _ ha calcolato le imposte cantonali e federali dovute nel
2005
sul capitale proveniente dalla previdenza
.
Contro questa decis
io
ne di tassaz
io
ne il contribuente ha interposto reclamo, che è stato respinto dall’Uffic
io
di tassaz
io
ne con decis
io
ne del 29 lugl
io
2005, con la motivaz
io
ne che la "polizza di libero passagg
io
" era stata liberata e versata al reclamante solo dal compimento del suo sessantacinquesimo anno d'età (c
io
è dal 31.3.2005), con la conseguenza che solamente da quel momento erano dati i presupposti per la tassaz
io
ne speciale secondo l'art. 38 della legge tributaria.
D.
Con sentenza del 22 marzo 2006, questa Camera ha accolto un ricorso del contribuente ed ha annullato la tassaz
io
ne dell’imposta annua intera per il 2005. La Corte ha infatti accertato che, secondo il Regolamento del fondo di previdenza, le prestaz
io
ni previdenziali spettanti all
'
insorgente sono diventate esigibili con il raggiungimento dell
'
età di prepens
io
namento, con la conseguenza che in quel momento l
'intero
avere di vecchiaia è pervenuto al beneficiar
io
, indipendentemente dal fatto che egli abbia deciso di lasciare depositata presso lo stesso Fondo di previdenza una parte di queste sue prestaz
io
ni previdenziali e di ritirarla soltanto più tardi. L’intero avere previdenziale complementare (Fr. 429
'
122.30) avrebbe dovuto pertanto essere imposto fiscalmente al momento in cui è diventato esigibile e dunque disponibile per il beneficiar
io
, ovvero al 31 dicembre 2000.
E.
L’Uffic
io
delle procedure speciali della Divis
io
ne delle contribuz
io
ni ha convocato il contribuente ad un’audiz
io
ne per il 6 dicembre 2006. In tale occas
io
ne, gli ha comunicato l’apertura di una procedura di recupero d’imposta e multa.
Con due decis
io
ni del 20 febbra
io
2007, l’Uffic
io
delle procedure speciali ha disposto il recupero delle imposte dirette federali, cantonali e comunali per gli anni 2000 e seguenti, ed ha inflitto al contribuente le multe per sottraz
io
ne d’imposta, come segue:
- recupero IFD 2000 (imposta speciale) fr. 5'276.95
- multa IFD 2000 (imposta speciale) fr. 1'741.40
- recupero IFD 2003 fr. 566.90
- recupero IC 2000 (imposta speciale) fr. 10'321.20
- multa IC 2000 (imposta speciale) fr. 3'406.–
- recupero IC 2001 fr. 718.–
- recupero IC 2002 fr. 718.–
- recupero IC 2003 fr. 1'961.–
- recupero imposte comunali 2000/2003 fr. 12'898.30
- multe imposta comunale 2000 fr. 3'235.70
In totale, la somma del ricupero d’imposta, delle multe e degli interessi di ritardo ammontano a:
- per il Canton Ticino fr. 19'477.55
- per il Comune di Morb
io
Infer
io
re fr. 18'360.55
- recupero IFD 2003 fr. 8'811.50
Nella motivaz
io
ne delle decis
io
ni, l’autorità di tassaz
io
ne ha fatto presente che, al momento dell’emiss
io
ne della tassaz
io
ne speciale (genna
io
2001), essa non era a conoscenza del fatto che l’importo assoggettato all’imposta non fosse completo; il contribuente, da parte sua, “pur sapendo di aver diritto all’intero ammontare, in quanto il versamento parziale fu effettuato su sua esplicita richiesta... non ha interposto reclamo contro la citata tassaz
io
ne speciale, né ha specificato l’importo nella propria dichiaraz
io
ne 2001/2002, trasmessa all’autorità dopo aver ricevuto il contegg
io
d’imposta speciale”.
L’Uffic
io
procedure speciali ha respinto, con decis
io
ni del 9 ottobre 2007, un reclamo del contribuente.
F.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar
io
, RI 1 postula l’annullamento delle decis
io
ni dell’Uffic
io
delle procedure speciali. Il ricorrente sostiene in particolar modo che la tassaz
io
ne dell’imposta annua intera 2001 gli è stata notificata prima che egli avesse inoltrato la dichiaraz
io
ne fiscale 2001/2002 ed in quest’ultima egli ha dichiarato come sostanza anche l’importo litig
io
so. Sottolinea poi come questa Camera, nella sua precedente sentenza, abbia attribuito alla cassa pens
io
ne la responsabilità per la mancata informaz
io
ne dell’autorità fiscale.

Diritto
1.
1.1.
L’autorità di tassazione ha intrapreso un ricupero d’imposta nei confronti del contribuente, per il fatto che egli non ha dichiarato l’intera prestazione in capitale divenuta esigibile nel corso del 2000. La tassazione dell’imposta annua intera per il 2000, notificatagli con decisioni del 22 gennaio 2001, è in tal modo passata in giudicato incompleta.
1.2.
L’autorità fiscale può ritornare su una propria decisione cresciuta in giudicato se sono adempiuti i presupposti per il ricupero d'imposta, cioè se esistono fatti o prove sconosciute al momento della tassazione, che permettono di stabilire che a torto una tassazione non è stata eseguita, o che la tassazione definitiva era incompleta (cfr. art. 236 cpv. 1 LT; art. 151 cpv. 1 LIFD; CDT n.132 del 23 giugno 1994 in re E.M.; CDT n. 80.97.00218 del 10 febbraio 1998 in re M.L.B.). Questa norma consente di rivedere una tassazione definitiva indipendentemente dall'esistenza di una sottrazione di imposta secondo gli articoli 258 LT e 175 LIFD, vale a dire indipendentemente da una colpa (intenzione o negligenza nell'indurre in errore l'autorità fiscale) del contribuente (cfr.
Bernasconi
, Contravvenzioni e delitti fiscali, Lugano 1986, p. 36 s.). Il ricupero di imposta non può tuttavia essere eseguito, se il contribuente ha inoltrato una dichiarazione completa e precisa del suo reddito, della sua sostanza e del suo capitale, quando l'autorità di tassazione ne ha accettata la valutazione, quand'anche risultasse in seguito insufficiente (cfr. art. 236 cpv. 2 LT; art. 151 cpv. 2 LIFD).
1.3.
Il fatto che la tassaz
io
ne dell’imposta annua intera sulle prestaz
io
ni in capitale della previdenza, relativa al per
io
do fiscale 2000, sia incompleta è assodato, almeno dopo la sentenza del 22 marzo 2006, con cui questa Camera ha accolto il ricorso del contribuente. Del resto, le parti non lo contestano.
Resta quindi da stabilire se il conseguimento della prestaz
io
ne in capitale in quest
io
ne fosse conosciuto all’autorità di tassaz
io
ne. Tale aspetto è determinante, per il fatto che il ricorrente sostiene di avere “persistito nell’esporre nelle dichiaraz
io
ni l’intero capitale di cui sono stato beneficiante al momento del pens
io
namento”. Sarebbe stata per contro l’autorità di tassaz
io
ne, a decidere di non assoggettare tali importi alle imposte, “senza dare né chiedere spiegaz
io
ni”.
1.4.
Secondo gli articoli 196 cpv. 1 LT e
123
cpv. 1
LIFD
, le autorità di tassaz
io
ne determinano con il contribuente le condiz
io
ni di fatto o di diritto determinanti per un'imposiz
io
ne completa ed esatta. Di princip
io
, la tassaz
io
ne risulta quindi dalla collaboraz
io
ne delle due parti. Al contribuente è infatti imposto l'obbligo di fare tutto il necessar
io
per consentire una tassaz
io
ne completa ed esatta (articoli 200 cpv. 1 LT e
126
cpv. 1
LIFD
). In particolare, egli deve compilare il modulo della dichiaraz
io
ne d'imposta in modo completo e veritiero e rinviarlo tempestivamente, con gli allegati prescritti (articoli 198 cpv. 2 LT e
124
cpv. 2
LIFD
). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se il contribuente nutre dei dubbi sulla rilevanza fiscale di un determinato fatto, non deve sottacerlo, ma segnalare la propria incertezza. In ogni caso deve esporre la situaz
io
ne in maniera completa e trasparente (sentenza 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid. 5.2; sentenza 2A.502/2005 del 2 febbra
io
2006, in: StR 61 p. 442, consid. 2; sentenza 2A.182/200
del 25 aprile 2003, in:
ASA 73 p. 482
,
consid. 3.3.1
). D'altra parte, l'autorità fiscale controlla la dichiaraz
io
ne d'imposta e procede alle indagini necessarie (articoli 204 cpv. 1 LT e
130
cpv. 1
LIFD
). Di princip
io
, può comunque confidare nel fatto che la dichiaraz
io
ne è corretta e completa, per cui, senza particolari motivi, non è tenuta ad effettuare raffronti con gli atti di altri contribuenti né a cercare documenti complementari nell'incarto fiscale. Essa non deve comunque fondarsi sulla dichiaraz
io
ne come se fosse un atto di autotassaz
io
ne e deve considerare che nei relativi formulari non vanno inseriti solo dei dati di fatto, ma si pongono anche delle quest
io
ni puramente giuridiche. Un dovere di indagine complementare esiste per l'autorità di tassaz
io
ne comunque solo se la dichiaraz
io
ne contiene errori chiaramente evidenti, ossia manifesti. Lacune o imprecis
io
ni semplicemente riconoscibili non bastano per ammettere che determinati fatti o mezzi di prova erano noti alle autorità già al momento della tassaz
io
ne, rispettivamente per imputare loro la relativa conoscenza (sentenza 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid. 5.2; sentenza
2A.502/2005
del 2 febbra
io
2006, in: StR 61 pag. 442, consid. 2; sentenza
2A
.
182
/
2002
del 25 aprile 2003, in:
ASA 73 pag. 482
,
consid. 3.3.2-3.3.3
; sentenza
2A.736/2004
del 24 giugno 2005, consid. 4.3).
1.5.
Il _ ha inviato il 16 dicembre 2000 all’autorità di tassazione la notifica di prestazioni in capitale, indicando che il 31 dicembre 2000 sarebbe stato pagato un importo di fr. 179'122.30, corrispondente a prestazioni del 2° Pilastro. Su tale base, con decisioni del 22 gennaio 2001, l’Ufficio di tassazione di Mendrisio, prima ancora di ricevere la dichiarazione fiscale 2001/2002 (periodo di computo 1999/2000) del contribuente, ha provveduto ad intimare a quest’ultimo le tassazioni dell’imposta annua intera 2000, riprendendo quale prestazione imponibile l’importo indicato dal Fondo di previdenza. Che in tal modo la cassa pensione abbia disatteso l’obbligo di presentare un’attestazione all’autorità fiscale (articoli 203 LT e 129 LIFD) è già stato sottolineato nella sentenza del 22 marzo 2006.
In questa sede, deve tuttavia essere rilevato che la mancata attestazione da parte del debitore della prestazione non esimeva in ogni modo il ricorrente dall’obbligo di dichiarare a sua volta, in modo corretto e completo, l’importo della prestazione che gli era stata erogata. L’attestazione da parte del terzo secondo le citate disposizioni legali non dispensa infatti il contribuente dall’obbligo di consegnare lo stesso documento (di cui riceve un doppio secondo gli articoli 203 cpv. 2 LT e 129 cpv. 2 LIFD) all’autorità di tassazione insieme alla sua dichiarazione fiscale (
Althaus-Houriet
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea, 2008, n. 8 ad art. 129 LIFD, p. 1249). Se il contribuente, come egli stesso ha affermato, era consapevole che dal momento del pensionamento anticipato era “diventato titolare anche del residuo capitale di fr. 250'000.–, che a mio libero arbitrio avrei potuto prelevare per impegnarlo diversamente o anche per spenderlo” (cfr. ricorso, par. 2
in fine
), non si comprende per quale ragione abbia omesso di dichiararlo, anche se non risultava dall’attestazione del Fondo di previdenza.
Sebbene l’autorità di tassazione abbia notificato al contribuente la tassazione dell’imposta annua intera prima ancora che il contribuente avesse adempiuto il proprio obbligo di dichiarazione dei redditi conseguiti nel biennio 1999/2000, mediante l’inoltro della dichiarazione 2001/2002, dalla dichiarazione fiscale stessa si evince tuttavia che non è stata dichiarata alcuna “liquidazione in capitale in compenso di prestazioni ricorrenti, oppure corrisposte alla cessazione dei rapporti di servizio, oppure provenienti da istituzioni di previdenza professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata” (pagina 2 del modulo 2, riga 10).
1.6.
Il ricorrente sostiene tuttavia che la situaz
io
ne era nota al fisco, per il fatto che egli aveva dichiarato il capitale in quest
io
ne come sostanza imponibile al 1° genna
io
2001. In effetti, nel modulo 13a (elenco dei titoli e di altri collocamenti in capitale), figura fra i beni patrimoniali “fondo previdenza II pilastro _ o”, con un importo in capitale di fr. 250'000.–.
Se il contribuente riteneva di avere già conseguito tale capitale, come poi sostenuto, doveva tuttavia, come già rilevato, dichiararlo anzitutto fra i redditi imponibili e non limitarsi ad indicarlo nella sostanza esistente al 1° genna
io
2001. Qualora l’errata indicaz
io
ne contenuta nell’attestaz
io
ne rilasciata dalla cassa pens
io
ne avesse lasciato sussistere dei dubbi nel contribuente, in merito all’imponibilità della prestaz
io
ne in discuss
io
ne, egli avrebbe dovuto informarne l’autorità di tassaz
io
ne e non limitarsi semplicemente a rinunciare a menz
io
nare l’importo fra i redditi imponibili.
In tal senso si è già pronunciato il Tribunale federale, nel caso di un contribuente che aveva omesso di dichiarare l’utile in capitale conseguito con la liquidaz
io
ne di una società anonima, ma aveva tuttavia menz
io
nato nella sostanza imponibile i titoli acquistati con tale guadagno. Per il fatto che il contribuente aveva anche indicato la liquidaz
io
ne della società, l’Alta Corte ha riconosciuto che l’autorità fosse al corrente sia della sua partecipaz
io
ne alla società in quest
io
ne sia del fatto che quest’ultima fosse in liquidaz
io
ne. Ha tuttavia escluso che potesse sapere che la liquidaz
io
ne si era conclusa e che il contribuente avesse conseguito l’utile scaturitone. Dichiarando l’utile di liquidaz
io
ne sotto la rubrica “sostanza” anziché sotto “reddito”, aveva lasciato intendere che l’utile di liquidaz
io
ne non fosse ancora stato riparitito o che egli non avesse ancora diritto di incassare la sua quota. Il Tribunale federale ha pertanto negato che fossero adempiuti i requisiti previsti dall’art. 151 cpv. 2 LIFD, secondo cui il recupero d’imposta non può essere eseguito se il
contribuente ha inoltrato una dichiarazione completa e precisa del suo reddito, della sua sostanza e del suo capitale (RDAF 2003 II p. 622).
Anche il ricorrente ha omesso di indicare fra i redditi la prestaz
io
ne in capitale ricevuta, limitandosi ad aggiungerla alla sostanza imponibile. In tal modo, non ha messo l’autorità di tassaz
io
ne in condiz
io
ne di rendersi conto che l’importo di fr. 250'000.– era già esigibile e come tale imponibile quale reddito. Neppure quando l’Uffic
io
di tassaz
io
ne, notificandogli la tassaz
io
ne 2001/2002, ha stralciato dalla sostanza imponibile il capitale in discuss
io
ne, confermando in tal modo inequivocabilmente di aver ritenuto che la prestaz
io
ne in capitale non fosse ancora stata realizzata, il contribuente ha reagito, interponendo reclamo. Il fatto, sottolineato nel ricorso, che la tassaz
io
ne IC/IFD 2001/2002 sia stata emessa con la motivaz
io
ne “tassaz
io
ne come ai dati forniti dal contribuente” non impediva comunque al contribuente di avvedersi dello stralc
io
dell’importo in quest
io
ne dalla sostanza imponibile.
1.7.
I presupposti per il ricupero d’imposta sono conseguentemente adempiuti. Il ricorrente tenta invano di giustificare la situaz
io
ne che si è verificata, invocando le proprie “non piene cogniz
io
ni in materia fiscale”. Al contrar
io
, egli ha dimostrato, contestando con successo la tassaz
io
ne dell’imposta annua intera per il per
io
do fiscale 2005, di essere a conoscenza dei presupposti per l’assoggettamento delle prestaz
io
ni in capitale della previdenza profess
io
nale ed anche dei requisiti per valutarne la realizzaz
io
ne fiscale e la conseguente imponibilità. In altri termini, propr
io
perché ha interposto ricorso contro la tassaz
io
ne dell’importo di fr. 250'000.– nel per
io
do fiscale 2005, argomentando che tale prestaz
io
ne era divenuta esigibile e quindi imponibile nel 2000, egli ha dimostrato di sapere che la tassaz
io
ne dell’imposta annua intera 2000 era incompleta.
2.
2.1.
Come detto, l’autorità di tassazione ha anche inflitto al contribuente delle multe disciplinari, ritenendo che egli abbia commesso una sottrazione d’imposta con una condotta “perlomeno negligente”.
2.2.
Per gli articoli 258 cpv. 1 LT e 175 cpv. 1 LIFD il contribuente che, intenzionalmente o per negligenza, fa in modo che una tassazione sia indebitamente omessa o che una tassazione cresciuta in giudicato sia incompleta, è punito con la multa.
La multa equivale di regola all’importo dell’imposta sottratta. In caso di colpa lieve, può essere ridotta fino a un terzo e, in caso di colpa grave, aumentata fino al triplo dell’imposta sottratta (art. 258 cpv. 2 LT e art. 175 cpv. 2 LIFD).
Se il contribuente denuncia spontaneamente la sottrazione prima che essa sia nota all’autorità fiscale, la multa è ridotta a un quinto dell’imposta sottratta (art. 258 cpv. 3 LT e art. 175 cpv. 3 LIFD).
2.3.
La fattispecie oggettiva della sottraz
io
ne d’imposta è adempiuta, come risulta dalle consideraz
io
ni in merito al ricupero d’imposta (v.
supra
, consid. 1.). Resta quindi da verificare se sia adempiuta anche la fattispecie soggettiva, c
io
è se la sottraz
io
ne d’imposta sia riconducibile all’intenz
io
nalità o almeno alla negligenza del contribuente.
Come si è già sottolineato, gran parte della responsabilità per l’incompletezza della tassaz
io
ne dell’imposta annua intera per il per
io
do fiscale 2000 deve essere attribuita alla cassa pens
io
ne, che ha erroneamente indicato un importo parziale nell’attestaz
io
-ne fiscale relativa alla prestaz
io
ne in capitale erogata al contribuente. Altro elemento che ha concorso alla tassaz
io
ne incompleta è indubbiamente la precipitaz
io
ne con cui l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha proceduto all’adoz
io
ne delle decis
io
ni relative all’impo-sta annua intera, che come detto sono state notificate al contribuente ancor prima che questi avesse inoltrato la propria dichiaraz
io
ne fiscale 2001/2002 (computo 1999/2000).
Ciò non toglie che, propr
io
con la sua successiva dichiaraz
io
ne, il contribuente abbia lasciato trasparire la consapevolezza dell’errore commesso dalla cassa pens
io
ne; non si è infatti limitato a non dichiarare fra i redditi la prestaz
io
ne in capitale ottenuta, ma ha inserito nella sostanza imponibile il valore del capitale in quest
io
ne.
Dall’altra parte, va sottolineato che effettivamente il contribuente ha indicato nella sua dichiaraz
io
ne il capitale in discuss
io
ne, includendolo nell’elenco titoli. Sennonché, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne si è limitato a “correggere” il calcolo della sostanza imponibile, stralciando il capitale di fr. 250'000.–, senza chiedere alcuna spiegaz
io
ne della sua inclus
io
ne nell’elenco titoli. Inoltre, ha emesso le tassaz
io
ni 2001/2002 ed anche 2003 con l’indicaz
io
ne “tassaz
io
ne come ai dati forniti dal contribuente”. È vero, dunque, che il contribuente, non impugnando tali tassaz
io
ni, ha lasciato che le tassaz
io
ni in quest
io
ne passassero in giudicato senza che vi fosse incluso il capitale di fr. 250'000.– e, soprattutto, senza che la prestaz
io
ne in capitale venisse assoggettata all’imposta sul reddito; ma non è meno vero che l’errore della cassa pens
io
ne, da un lato, e l’operato dell’Uffic
io
di tassaz
io
ne, dall’altro, hanno fatto sì che al contribuente si richiedesse una diligenza accresciuta rispetto a quella normalmente esigibile in situaz
io
ni analoghe.
Per queste rag
io
ni, questa Camera ritiene che la negligenza del ricorrente, se vi è stata, non possa ancora essere considerata sanz
io
nabile con una multa.
3.
Il ricorso è conseguentemente accolto in parte, con l’annullamento delle multe disciplinari. La tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente in misura proporz
io
nale alla sua soccombenza.