Decision ID: a9c80561-a54a-5902-9a5f-cff47e9d7884
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1965, da ultimo attiva quale operaia di fabbrica, in data 15 settembre 2008 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (rendita) per problemi di natura principalmente reumatologica (doc. AI 11-1).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare una valutazione pluridisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico (SAM) di Bellinzona (doc. AI 26-1), l’Ufficio AI con la decisione del 4 maggio 2010 (doc. AI 36-1), cresciuta incontestata in giudicato, ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurata essendo il grado d’invalidità dell’1%.
1.3. In data 2 gennaio 2011 l’assicurata ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni (doc. AI 41-1), ma con la decisione del 15 marzo 2011 (doc. AI 45-1), cresciuta incontestata in giudicato, l’Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova richiesta non essendo stato credibilmente dimostrato che dopo l’emissione della precedente decisione le circostanze oggettive avessero subìto una modifica rilevante.
1.4. Tramite formulario datato 11 ottobre 2012, RI 1 ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni indicando di essere affetta da “dolore neuropatico, colonna vertebrale” (doc. AI 50-1/4).
1.5. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare una nuova perizia medica pluridisciplinare SAM (doc. AI 66-1), l’UAI con la decisione del 3 dicembre 2013 (doc. AI 76-1), preavvisata con progetto di decisione del 18 settembre 2013 (doc. AI 71-1), ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurata essendo il grado d’invalidità nullo.
1.6. Contro questa decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una rendita intera d’invalidità del 100% o almeno del 70% (doc. I).
La ricorrente ha contestato la valutazione medica svolta dall’amministrazione che avrebbe ignorato il peggioramento dello stato di salute successivo alla prima richiesta di prestazioni.
A sostegno delle proprie argomentazioni l’avv. RA 1 ha fatto riferimento, in particolare alle certificazioni dei medici curanti, Dr. Dr. _ e Dr. _, e concluso che un’attività lavorativa all’80% appare totalmente priva di fondamento (doc. I, pag. 4, 5).
Anche dal punto di vista psichiatrico la ricorrente ha fatto valere un peggioramento sulla base della valutazione del Dr. _ (doc. I, pag. 6/7).
1.7. In risposta, l’UAI si è riconfermato nella propria decisione sulla base della valutazione medica pluridisciplinare SAM del 4 luglio 2013 e di quella del SMR che ha esaminato la nuova documentazione prodotta in sede ricorsuale (doc. IV+bis).
1.8. In data 6 novembre 2014 il TCA ha interpellato la Dr.ssa _ in merito ai motivi della riduzione del rendimento del 20%. Questa Corte ha poi invitato la perita a prendere posizione sui referti medici del 18 ottobre 2013 e del 2 gennaio 2014 del Dr. _ (doc. VI).
1.9. La Dr.ssa _ ha preso posizione sullo scritto di questa Corte l’11 dicembre 2014 (doc. VIII).
I doc. VI e VIII sono stati inviati alle parti per osservazioni (doc. IX).
1.10. L’UAI ha presentato le proprie osservazioni il 19 dicembre 2014 (doc. X), mentre l’avv. RA 1 ha preso posizione il 20 gennaio 2015 producendo un nuovo referto del Dr. _ datato 19 gennaio 2015 (doc. XIII+G).
Il doc. X è stato inviato alla ricorrente per conoscenza (doc. X), mentre i doc. XIII e l’allegato sono stati tramessi all’UAI per osservazioni (doc. XV).
1.11. In data 5 febbraio 2015 l’UAI ha formulato le proprie osservazioni (doc. XVI).
Il doc. XVI è stato inviato all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. XVII).
1.12. Il 12 marzo 2015 il TCA ha invitato l’avv. RA 1 a trasmettere il rapporto d’uscita dell’assicurata dalla Clinica _ (ricovero avvenuto dall’8 gennaio all’8 febbraio 2014) (doc. XVIII).
1.13. Il 18 marzo 2015 la rappresentante di RI 1 ha inviato al TCA copia del rapporto d’uscita dalla Clinica _ e dell’intervento subìto dalla ricorrente il 20 gennaio 2015. L’avv. RA 1 ha poi comunicato al TCA il ricovero dell’assicurata presso la clinica psichiatrica di _ a partire dal 23 marzo 2015 (doc. XIX).
I doc. XVIII e XIX, oltre agli allegati, sono stati inviati all’UAI per osservazioni (doc. XX).
1.14. L’UAI ha presentato le proprie osservazioni il 1° aprile 2015 (doc. XXI+1/2) che sono state inviate per conoscenza alla ricorrente (doc. XXII).

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha negato all’assicurata il diritto ad una rendita di invalidità.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).