Decision ID: 7bddced3-6300-5dfa-a887-0ec4f58ca2aa
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto
in fatto
A. In data 25 giugno 1996 il municipio di _ autorizzava _, titolare della _, a esercitare "il servizio taxi presso la stazione di _ con l'utilizzo dei due posteggi messi a disposizione dalla _ ", precisando che "l'autorizzazione del Municipio permette al beneficiario di svolgere il servizio taxi nel comprensorio comunale...".
Con risoluzione 8 giugno 2001 il municipio di _ ha fatto divieto a _ di stazionare con l'esposizione delle insegne per il servizio taxi sul mappale no _ e su altre aree nel comprensorio comunale, ad eccezione dei due stalli concessigli presso la stazione _. L'esecutivo comunale ha rilevato che alcuni veicoli contrassegnati "_" stazionavano nel posteggio aperto al pubblico al mapp. no _ svolgendo attività di servizio taxi, senza che il ricorrente avesse preventivamente chiesto la necessaria autorizzazione per l'esercizio dell'attività di tassista su quel sedime.
B. Con giudizio 20 marzo 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la predetta decisione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da _.
Il Governo ha dapprima rilevato che il servizio taxi è disciplinato dalla relativa ordinanza municipale, che subordina tale attività ad un'autorizzazione del municipio e prevede in particolare la necessità di disporre dell'autorizzazione A1 per esercitare il servizio taxi nel comprensorio dell'aeroporto. Non essendo il ricorrente al beneficio di siffatta autorizzazione, egli non può utilizzare i posteggi locati al mappale _ per esercitare il servizio taxi.
C. Contro questa risoluzione governativa il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullata unitamente alla risoluzione 8 giugno 2002 del comune di _.
A mente del ricorrente la risoluzione impugnata sarebbe arbitraria in quanto, pur riconoscendogli la facoltà di utilizzare i posteggi locati al mappale _ per l'attività di noleggio di autovetture o minibus con autista, gli nega la possibilità di svolgervi il servizio taxi, attività da considerare quale noleggio di autovettura con autista, impedendogli quindi di svolgere la propria attività professionale.
L'ordinanza municipale sarebbe intesa unicamente a disciplinare l'occupazione dell'area pubblica e non potrebbe essere interpretata estensivamente per regolamentare anche il servizio taxi nell'area aeroportuale quando questo è svolto da un sedime privato, chiuso al pubblico transito da una barriera e le cui vie di accesso sono comunque diverse da quelle utilizzate dal servizio taxi dell'aeroporto.
D. All'accoglimento del gravame si oppone il Consiglio di Stato, che postula la conferma del giudizio impugnato senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio di _, osservando che nella delimitazione dell'area per la quale è chiesta l'autorizzazione di tipo A1 si è tenuto conto dei sedimi che oggettivamente sono di libero accesso agli utenti dell'aeroporto. Tra l'uscita del terminale dell'aeroporto e il sedime sul quale sostano le vetture del ricorrente non vi sarebbe alcun ostacolo fisico.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito all'impugnativa si fonda chiaramente sugli art. 60 cpv. 1 PAmm e 208 cpv. 1 LOC.
La legittimazione attiva di _ è pacifica (art. 43 PAmm e 209 lett. b LOC) in quanto egli è portatore di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi del giudizio impugnato per il pregiudizio che gli cagiona.
Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza ulteriori accertamenti (art. 18 PAmm).
2. La professione di tassametrista è un'attività che gode della libertà di commercio e d'industria sancita dall'art. 94 Cost (DTF 79 I 334; 99 Ia 394). Tale libertà non è tuttavia assoluta e può essere limitata per ragioni d'ordine e sicurezza pubblici (DTF 99 Ia 389, 394). La professione di tassista può essere oggetto di una regolamentazione che tenga conto segnatamente delle esigenze dell'ordine pubblico, della sicurezza, della morale e salute pubbliche, come pure della buona fede nei rapporti commerciali, ovvero tipici beni di polizia. Quest'attività professionale è infatti caratterizzata da circostanze particolari che richiedono, o perlomeno giustificano delle restrizioni di polizia, e ciò anche quando la stessa non è esercitata su suolo pubblico (DTF 79 I 334 consid. 4b; 99 Ia 389 consid. 3a; RDAT 1982 N.7).
Le restrizioni della libertà costituzionale di commercio e d'industria devono però fondarsi su una chiara base legale, essere giustificate dall'interesse pubblico e rispettare il principio di proporzionalità (Thürer/Aubert/Müller, Verfassungsrecht der Schweiz, pag. 785). Sono comunque escluse misure di politica economica, vale a dire provvedimenti che hanno lo scopo di ostacolare la libera concorrenza o di attenuarne la realizzazione (DTF 103 Ia 259).
3. La competenza di emanare prescrizioni sul servizio dei taxi appartiene, di principio, ai cantoni (DTF 99 Ia 389). In Ticino, la legge cantonale di applicazione alla legge federale sulla circolazione stradale (LACS) delega ai Municipi la facoltà di ordinare l'attività dei tassisti (art. 5 cpv. 1 cifra 3 LACS).
Nel Comune di _ l'attività di tassametrista è disciplinata dall'Ordinanza municipale sul servizio taxi, del 17 aprile 2001 (in seguito: Ordinanza), pubblicata agli albi comunali dal 20 aprile al 4 maggio 2001 (art. 192 LOC). L'ordinanza prevede l'obbligo per chi intende esercitare questa professione nel comprensorio comunale di farsi rilasciare un'autorizzazione - personale e non trasferibile a terzi (art. 6 Ordinanza) - dal municipio (art. 4 Ordinanza). L'autorizzazione di tipo A da diritto al beneficiario di sostare sull'area pubblica appositamente designata a tale scopo: essa è suddivisa nelle categorie A1 - che da diritto al beneficiario di sostare sull'area pubblica e segnatamente su quella riservata ai taxi presso l'aeroporto e di prenderne a carico i clienti - e A2, che permette al beneficiario di svolgere l'attività in altri stalli su suolo pubblico stabiliti dal municipio (art. 5 Ordinanza).
L'autorizzazione di tipo B è invece rilasciata ai tassametristi privati che intendono svolgere il servizio con sede nel comune da uno stallo privato e definisce, tra l'altro, lo stallo su suolo privato sul quale il tassametrista esercita il proprio servizio, ritenuto che in ogni caso non gli è permesso di offrire i propri servizi sulle aree di pertinenza dei detentori di autorizzazioni di tipo A1 e A2 (art. 5 Ordinanza).
Le autorizzazioni di tipo A sono rilasciate in base a pubblico concorso, riservati gli accordi con la città di _ per il rilascio delle autorizzazioni di tipo A1.
L'Ordinanza stabilisce pure i requisiti dei conducenti (art. 7), nonché le caratteristiche e l'equipaggiamento dei tassì (art. 10-15), impone agli autisti norme di comportamento (art. 16-21) e degli obblighi in punto alle tariffe. È previsto il prelievo di tassa di cancelleria per il rilascio delle autorizzazioni (art. 27) nonché di una tassa per l'occupazione del suolo pubblico (art. 28), come pure la possibilità di adottare misure amministrative a carico dei contravventori (art. 30).
La normativa comunale ha indubbiamente lo scopo di tutelare tipici beni di polizia: i veicoli offerti agli utenti devono presentare le condizioni di sicurezza e d'igiene necessarie. Gli autisti di taxi sono tenuti ad avere una specifica licenza di condurre (cat. B1 e/o D1) e devono inoltre essere idonei a svolgere il ruolo che il pubblico si attende da loro. L'autorità ha il diritto di vegliare affinché la sicurezza dei passeggeri e dei terzi sia salvaguardata. Pure comprensibile è che l'autorità si assicuri che la buona fede nei rapporti commerciali sia rispettata nelle transazioni, generalmente anonime, tra il tassametrista ed i suoi clienti. Infine si può esigere che i conducenti di tassì offrano sufficienti garanzie di moralità (DTF 79 I 334).
4. Nella misura in cui l'ordinanza municipale impone l'obbligo di richiedere una specifica autorizzazione per svolgere l'attività di tassametrista, essa è compatibile con l'art. 94 Cost. Ciò vale in particolare anche quando è esatta un'autorizzazione per esercitare l'attività da un sedime privato (autorizzazione B), ritenuto che, per le sopra menzionate ragioni di polizia, anche l'esercizio di un'azienda di tassì che non implica un'occupazione accresciuta di suolo pubblico può essere soggetto ad autorizzazione (DTF 99 Ia 389).
Anche nella misura in cui l'Ordinanza prevede che l'autorizzazione B deve definire lo stallo su suolo privato essa non appare lesiva dei principi sanciti dall'art. 94 Cost: non è sproporzionato esigere che il tassametrista che esercita l'attività da un sedime privato debba disporre di un sedime dove poter sostare. Nella misura in cui è volta a permettere una verifica dell'esistenza di questo presupposto dal profilo dell'adeguatezza della sistemazione nell'ottica della polizia del commercio, la regolamentazione può ancora essere considerata adeguata.
Ne consegue che, nella misura in cui il municipio ha vietato al ricorrente di svolgere attività di Taxi sul mappale no _ di _ in quanto egli non disponeva della necessaria autorizzazione, la decisione municipale dev'essere confermata. Non avendo il ricorrente chiesto l'autorizzazione per esercitare la propria attività sul mappale N. _, a ragione il municipio ha emesso nei suoi confronti il divieto oggetto di impugnativa, rinviandolo alla procedura d'autorizzazione.
5. Per poter svolgere l'attività di tassametrista sul mappale N. _ di _, _ dovrà quindi preliminarmente chiedere la relativa autorizzazione.
Decidendo la richiesta, il municipio dovrà applicare l'Ordinanza in modo compatibile con i dettami costituzionali: eviterà quindi decisioni che costituiscono provvedimenti intesi ad ostacolare la libera concorrenza.
Il ricorso deve quindi essere respinto. La tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).