Decision ID: cd0cbffc-737a-5dbf-863f-4eb5179f3400
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. RI 1 è entrata alle dipendenze dello Stato del Cantone Ticino il 1° aprile 2013 quale consulente AI (26-29) presso l'Istituto delle assicurazioni sociali (IAS), iscritta al minimo della classe 26 secondo l'ordinamento retributivo statale a quel momento vigente.
B. a. Il 15 dicembre 2015 il Gran Consiglio ha approvato il preventivo per l'anno 2016. Anticipando parzialmente quanto previsto nella nuova normativa salariale che sarebbe entrata in vigore da lì a breve e nella necessità di contenere il disavanzo statale, anche la spesa riguardante il personale è stata rivista verso il basso con l'introduzione di misure puntuali e di misure strutturali, segnatamente l'allineamento delle date degli scatti automatici al 1° gennaio e la sospensione degli avanzamenti, delle promozioni in classi tra parentesi, delle promozioni a funzioni superiori disciplinate da regolamenti specifici e quella della carriera dei docenti per l'anno scolastico 2016/2017 (cfr. messaggio n. 7121 del 29 settembre 2015 del Consiglio di Stato relativo al preventivo 2016, punto n. 2.4. pag. 33 e seg.; cfr. per la modifica della legislazione sugli stipendi BU 7/2016 del 9 febbraio 2016 pag. 63 e seg. e la NAP 103/2015 della seduta del Consiglio di Stato del 9 settembre 2015). b. L'11 aprile 2016 il Governo ha licenziato il messaggio n. 7181 concernente la revisione totale della vLStip, con il quale si proponeva di attuare importanti modifiche nella gestione del personale, tra l'altro con l'introduzione di un nuovo modello di retribuzione più trasparente e rispettoso del principio di equità, in linea con quanto la Confederazione e numerosi altri Cantoni già applicavano, mantenendo la neutralità finanziaria a medio termine e nel contempo contribuendo ad aumentare l'attrattività della funzione pubblica cantonale. Per quanto qui di interesse, a fronte di aumenti annuali automatici e una carriera salariale assai breve (10 - 15 anni), l'Esecutivo cantonale prospettava un numero di aumenti maggiore rispetto al sistema a quel momento in vigore (24 aumenti per tutte le 20 classi), così come aumenti più marcati ad inizio carriera e una progressione più lenta in seguito.
La nuova legge stipendi è stata approvata dal Gran Consiglio il 23 gennaio 2017 ed è stata posta in vigore per il 1° gennaio 2018 (LStip; RL 173.300), con abrogazione della precedente.
C. Il 1° gennaio 2017 RI 1 ha beneficiato di un avanzamento nella classe alternativa 27 con 3 aumenti, sempre nella stessa funzione di consulente AI.
D. a. In vista dell'entrata in vigore del nuovo sistema salariale dei dipendenti dello Stato, il 13 ottobre 2017 il vicedirettore dell'IAS ha informato RI 1 che dal 1° gennaio 2018 sarebbe stata agganciata al nuovo modello retributivo nella funzione di consulente IAS in classe 7 con 6 aumenti. Le ha inoltre assegnato un termine per formulare osservazioni dinanzi alla Direzione. Essa non ha fatto uso di questa facoltà, né ha avanzato necessità di delucidazione. b. Con risoluzione del 15 novembre 2017, comunicata all'interessata il 29 novembre successivo, il Consiglio di Stato ha quindi confermato la funzione e la classe già prospettata.
E. Nel seguito, RI 1 e il suo legale hanno chiesto a due riprese al direttore dell'IAS di poter visionare il mansionario alla base della classificazione dei consulenti IAS e di conoscere i criteri della decisione di aggancio. Ripercorsa la carriera professionale della dipendente e ribadito in concreto i meccanismi e le conseguenze del passaggio dal precedente al nuovo sistema retributivo statale, il vicedirettore dell'IAS ha per finire negato loro la possibilità di compulsare il documento richiesto, in assenza dell'autorizzazione da parte del Consiglio di Stato.
F. a. RI 1 ha adito il Tribunale cantonale amministrativo contro la predetta decisione governativa, della quale ha chiesto in via principale l'annullamento. In via subordinata ha postulato che le siano riconosciuti 7 aumenti. Anzitutto, essa fa valere una violazione del suo diritto di essere sentita per carenza di motivazione della decisione impugnata e per non aver potuto accedere alla documentazione richiesta che le avrebbe permesso di verificare la legittimità dell'aggancio anche in confronto ad altre professioni che beneficiano di un trattamento salariale migliore. Nel merito, la ricorrente ha ricordato il diritto degli impiegati agli aumenti salariali al 1° gennaio di ogni anno (1° settembre per i docenti), diritto ripreso anche nel nuovo ordinamento salariale. Ha poi ritenuto che se fosse rimasto in vigore il precedente sistema di stipendi, essa avrebbe maturato un ulteriore, automatico aumento a partire dal 1°gennaio 2018, beneficiando così della classe 27 con 4 aumenti (fr. 86'203.-). Lo stipendio immediatamente superiore a tale importo secondo il modello retributivo ora in vigore corrisponderebbe pertanto alla classe 7 con 7 aumenti per fr. 87'914.-. La decisione del Consiglio di Stato violerebbe di conseguenza i suoi diritti acquisiti.
b. Al ricorso si è opposto il Consiglio di Stato. Ha negato di esser incorso in una violazione del diritto di essere sentito dalla ricorrente. Non rivestendo il regolamento concernente le funzioni e classificazioni dei dipendenti dello Stato dell'11 luglio 2017 (RClass; RL 173.310) carattere di decisione, le censure che mettono in discussione direttamente o indirettamente la pianta organica dei dipendenti non sono pertanto proponibili. Per il resto, l'aggancio della dipendente è avvenuto sulla base dell'art. 41 LStip e del RCLass ed è corretto, mentre la censura di violazione del principio della parità di trattamento va respinta siccome le professioni prese a paragone dalla ricorrente sono manifestamente diverse quanto a compiti e responsabilità e non permettono un confronto. Ribadisce infine che gli aspetti retributivi degli impieghi pubblici non costituisco diritti acquisiti. c. La ricorrente non ha replicato.

Considerato, in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale è data dall'art. 40 cpv. 1 LStip in combinazione con l'art. 66 cpv. 1 della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LORD; RL 173.100). La legittimazione attiva della ricorrente è certa (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in ordine. 1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Nemmeno la ricorrente sollecita l'assunzione di particolari prove.
2. 2.1. La ricorrente fa valere anzitutto la violazione del suo diritto di essere sentita per non aver potuto consultare i documenti alla base della decisione impugnata, ossia il mansionario del consulente IAS. Violazione che sarebbe data anche perché a suo avviso l'atto dedotto in giudizio non sarebbe sufficientemente motivato, così da impedirle di valutare la legittimità della classificazione operata, soprattutto nel confronto con altre professioni meglio retribuite.
2.2. Secondo l'art. 46 cpv. 1 LPAmm ogni decisione deve essere motivata per scritto. Scopo dell'obbligo di motivazione, componente essenziale del diritto di essere sentito, è di permettere al destinatario di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e se del caso di deferirla con piena cognizione di causa a una giurisdizione superiore, la quale possa a sua volta esercitare un suo controllo effettivo. Una motivazione può essere ritenuta sufficiente - ed adempiere pertanto al citato scopo - quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che in un altro, oppure quando risulta implicitamente dai diversi considerandi componenti la decisione (STF 2C_505/2009 del 29 marzo 2010 consid. 3.1) o da rinvii ad altri atti (cfr. STF 2A.199/2003 del 10 ottobre 2003 consid. 2.2.2 e 1P.708/1999 del 2 febbraio 2000 consid. 2), ponendo in questo modo le parti nella situazione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità di impugnazione dello stesso (DTF 142 I 135 consid. 2.1, 138 I 232 consid. 5.1, 136 I 229 consid. 5.2; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2c ad art. 26). Le esigenze di motivazione sono tanto più rigorose quanto più esteso è il potere d'apprezzamento di cui dispone l'autorità (DTF 133 I 270 consid. 3.1, 129 I 232 consid. 3.3).