Decision ID: 0efbab51-c543-5d5d-9143-1c406f0bc38a
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, nata il , residente in Italia, ha lavorato in Svizzera dal
1976 al 2007, solvendo regolari contributi all'assicurazione per la vec-
chiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI). Dal 1986 era alle dipendenze di
una ditta del locarnese in qualità di impiegata d'ufficio (doc. 53). Dal 2001
ha lavorato solo parzialmente per problemi alla schiena e di concentrazione
(doc. 52 inc. AI Ticino).
A.b In data 18 dicembre 2002 A._ ha formulato all'Ufficio AI del
Cantone Ticino (UAI) una domanda volta al conseguimento di prestazioni
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 37 inc. AI Ticino). L'istrut-
toria aveva posto in evidenza una sindrome lombovertebrale cronica con
insufficienza muscolare ed irradiazione spondilogena a destra con periar-
tropatia coxae omolaterale e contratture piriformi, osteocondrosi L5-S1 e
condrosi L4-L5, scoliosi destroconvessa, sindrome cervico-lombare e cer-
vicovertebrale cronica, osteocondrosi C6-C6, condrosi C4-C5, spondiloar-
trosi C5-C7 (cfr. segnatamente i reperti del Dott. B._, reumatologo,
del 28 febbraio 2002 e del Dott. C._, generalista, del 2 aprile 2002,
doc. 19, 20, inc. AI Ticino). Con un ulteriore referto del 27 novembre 2002,
il Dott. B._, alla precedente diagnosi ha aggiunto una fibromialgia
(doc. 29 inc. AI Ticino). Nel certificato del 9 gennaio 2003 il Dott.
B._, ha indicato oltre alla fibromialgia, una sindrome somatoforme
da dolore persistente con componente depressiva ricorrente (doc. 42 inc.
AI Ticino). La capacità lavorativa è stata valutata nel 50% per motivi reu-
matologici, segnatamente la fibromialgia e le componenti statiche e dege-
nerative (senza considerare la depressione, doc. 43 inc. UAI Ticino). Il dot-
tor C._, medico curante, nel suo rapporto del 28 gennaio 2003 ha
pure indicato, oltre ai disturbi alla colonna vertebrale, fibromialgia, sin-
drome depressiva ricorrente (doc. 47 inc. AI Ticino). L'incapacità lavorativa
per motivi psichiatrici era tuttavia nulla, mentre quella per motivi reumato-
logici pari circa al 50%.
A.c Nel rapporto del 16 aprile 2003 (doc. 57 inc. AI Ticino), il Dott.
D._, medico di fiducia dell'Ufficio AI cantonale, ha rinviato alle con-
clusioni del dottor B._ e del dottor C._, proponendo di
ammettere un grado d'incapacità al lavoro del 50% in tutte le attività (anche
in un'attività lavorativa leggera e ergonomicamente ideale.
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A.d Mediante decisione del 13 giugno 2003 l'Ufficio AI cantonale ha quindi
erogato in favore dell'assicurata una mezza rendita d'invalidità con decor-
renza 1° ottobre 2002 (doc. 75 inc. AI Ticino).
B.
Nell'aprile 2005, l'Ufficio AI cantonale ha avviato la prevista procedura di
revisione del diritto alla rendita (doc. 86 inc. AI Ticino).
Dal questionario del datore di lavoro sottoscritto il 15 luglio 2005 è emerso
che l'interessata, dopo il riconoscimento del diritto alla mezza rendita AI,
aveva lavorato come segretaria a metà tempo, ma che era previsto il suo
licenziamento con effetto 31 luglio 2005 a causa della cessazione d'attività
della ditta (doc. 92 inc. AI Ticino).
Con comunicazione del 21 luglio 2005, l'Ufficio AI ha confermato il diritto
alla mezza rendita in corso (doc. 94 inc. AI Ticino).
C.
Nell'agosto 2006, l'interessata ha comunicato all'amministrazione di stabi-
lirsi in Italia (doc. 96 inc. AI Ticino). Per competenza gli atti sono stati quindi
trasmessi all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati resi-
denti all'estero (UAIE), il quale ha ripreso i versamenti dal 1° settembre
2006 (doc. 1, 15).
D.
Nel settembre 2009, l'UAIE ha avviato la seconda procedura di revisione
(doc. 15). Con presa di posizione del 17 settembre 2009 il dottor
E._, psichiatra, del Servizio medico regionale (SMR), ha ritenuto
necessario procedere ad accertamenti psichiatrici e reumatologici, alfine di
stabilire se era subentrata una modifica dello stato di salute (doc. 13 pag.
2) Dalla refertazione medica esibita è emerso che l'assicurata presentava
fibromialgia, sofferenza del nervo mediano al polso destro, cervicouncoar-
trosi di C5 con discopatia, disturbo d'ansia e del tono dell'umore in modica
compliance, ciò che avrebbe causato un'incapacità di lavoro del 50% in
attività leggere (perizia medica particolareggiata del 13 gennaio 2010, E
213, doc. 25; rapporto di esame psichiatrico del Dott. F._, del 18
gennaio 2010, doc. 20).
Nel rapporto del 27 aprile 2010, il Dott. E._, ha posto la diagnosi
di fibromialgia e disturbo misto ansioso/depressivo (F 41.2, omettendo le
diagnosi relative alla colonna cervicale e lombare) e rilevato che la docu-
mentazione medica del 2009/2010, presa singolarmente non giustificava
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un danno alla salute psichico causante un'incapacità lavorativa. Tuttavia
da un raffronto con la situazione precedente non emergeva una modifica
della capacità di lavoro dell'assicurata (doc. 28-30).
E.
Con comunicazione del 7 luglio 2010, l'UAIE ha pertanto confermato il di-
ritto alla mezza rendita AI (doc. 31).
F.
F.a Nel corso del mese di febbraio 2012 (doc. 35) l'UAIE ha avviato un
riesame della prestazione alla luce delle nuove disposizioni finali di cui alla
revisione 6a della LAI - riguardanti rendite assegnate sulla base di una sin-
drome senza patogenesi o eziologia chiare e senza causa organica com-
provata - sottoponendo alcuni quesiti al proprio servizio medico, il quale,
tramite il dottor G._, medico generalista, ha dichiarato che alla
luce delle precedenti prese di posizione e diagnosi, un esame della fatti-
specie alla luce delle citate disposizioni appariva senza dubbio indicata
(doc. 36).
F.b L'UAIE ha quindi ordinato un accertamento approfondito in psichiatria
ed uno in reumatologia (doc. 36), sottoponendo ai periti numerosi quesiti
dettagliati (doc. 38, 39) e comunicando all'interessata il nome degli esperti
(doc. 37).
A._ è stata quindi convocata presso il Dott. H._ (psi-
chiatra) e presso il Dott. I._ (reumatologo) il 4 ottobre 2012. Il Dott.
H._ ha posto la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente, episo-
dio attuale lieve con sindrome biologica (ICD 10-F33.01) ed ha ritenuto la
paziente incapace al 20% in un lavoro a lei proponibile (doc. 42).
A proposito dell'evoluzione della capacità lavorativa dal 2002, data dell'at-
tribuzione della mezza rendita, il perito ha dichiarato che la situazione è
migliorata.
Il Dott. I._ ha posto la diagnosi con ripercussioni sulla capacità
lavorativa (riassunto) di sindrome cervico-vertebrale su alterazioni statiche
della colonna cervicale da C4 a C7, sindrome lombovertebrale su altera-
zioni statiche da L3 ad L5-S1; quale diagnosi principale non avente riper-
cussione sulla capacità di lavoro l'esperto ha rilevato una fibromialgia, una
periartropatia omero-scapolare a sinistra, esiti di periartropatia della spalla
destra in risoluzione. Lo specialista ha rilevato che il quadro clinico prepon-
derante era sicuramente quello di tipo fibromialgico. Egli ha ammesso
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un'incapacità di lavoro del 30% nella sua ultima attività di segretaria e nelle
altre precedentemente svolte, intesa come riduzione di rendimento. In
un'attività adeguata, che tenesse conto delle limitazioni funzionali, l'assicu-
rata è stata considerata incapace solo al 20% (doc. 43 pag. 11).
F.c Alla luce delle menzionate perizie, nel rapporto riassuntivo del 19 no-
vembre 2012, il Dott. G._, omettendo di elencare le diagnosi rela-
tive alla colonna vertebrale, ha escluso l'esistenza di una comorbidità psi-
chiatrica grave (doc. 46 pag. 5) ed ha dichiarato l'assicurata inabile al la-
voro al 20% a causa della malattia degenerativa alla colonna cervicale e
lombare (doc. 46 pag. 2).
F.d Anche la psichiatra di fiducia dell'UAIE, Dott.ssa L._, oltre a
negare l'esistenza di un episodio depressivo (F.33.0), ha attestato che non
vi era grave comorbidità fisica o psichica, nessun ritiro sociale, e obbietti-
vamente, nessun trattamento fallito. L'attività lavorativa in un'attività ade-
guata è stata considerata pari al 20% (doc. 48 pag .6).
F.e Con progetto di decisione del 12 febbraio 2013 l'UAIE ha pertanto di-
sposto la soppressione del diritto alla rendita, in quanto lo stato di salute
era migliorato ai sensi dell'art. 17 LPGA. L'autorità inferiore ha spiegato
che l'attuale sindrome depressiva è lieve ed in remissione, che l'assicurata
non è mai stata sottoposta a cura psichiatrica e che i pochi disturbi vengono
curati con terapia leggera prescritta dal medico curante. Il quadro reuma-
tologico, dal canto suo, non evidenzia alcuna grave degenerazione, né li-
mitazione funzionale elevata. Quindi, lo stato di salute generale non indica
né comorbidità grave, né affezione cronica, né statuto psichiatrico cristal-
lizzato, e neppure perdita di integrazione sociale, mentre la fibromialgia
indicata dal Dott. I._ non comporta nessun danno psichiatrico
(doc. 49). L'incapacità lavorativa e di guadagno è stata considerata pari al
30%.
G.
G.a L'assicurata si è opposta a tale progetto con scritto del 18 marzo 2013,
rilevando di essere in attesa di essere convocata per due visite specialisti-
che in reumatologia e psichiatria in Italia (doc. 50).
A._ ha quindi esibito, ribadendo le sue conclusioni, una relazione
reumatologica del Dott. M._ del 6 maggio 2013 del dipartimento
medico polispecialistico dell'Ospedale x x di Milano (doc. 52), nonché una
relazione d'esame psichiatrico allestita il 27 maggio 2013 dalla Dott.ssa
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N._. In quest'ultimo rapporto viene posta la diagnosi di "disturbo
dell'adattamento con ansia ed umore depresso misti conseguente allo
stress causato da condizione medica generale cronica e invalidante (fibro-
mialgia, ecc.)", complesso patologico che causerebbe un'incapacità di la-
voro del tutto superiore al 50%"(doc. 53).
G.b L'incarto è stato quindi sottoposto nuovamente alla Dott.ssa
L._, psichiatra, la quale, nella relazione del 27 giugno 2013 (doc.
56), ha dichiarato che la diagnosi espressa dalla Dott.ssa N._ non
è più severa di quella posta dal Dott. H._. Anche il Dott.
G._, nella nota del 5 agosto 2013, ha precisato che la documen-
tazione esibita non pone in rilievo alcun peggioramento rispetto ai fatti me-
dici constatati dai due periti incaricati dall'UAI e che si fonda sulla mede-
sima risonanza magnetica esaminata dal dottor I._ (doc. 58).
G.c Mediante decisione del 9 ottobre 2013, l'UAIE ha quindi confermato la
soppressione del diritto alla mezza rendita AI con effetto dal 1° dicembre
2013, ritenuto che la documentazione medica trasmessa sarebbe inin-
fluente (doc. 61).
H.
Con ricorso del 15 novembre 2013 (doc. TAF 1) Heidi Nessi, rappresentata
dall'avv. Raffaele Dadò, chiede l'annullamento del provvedimento ammini-
strativo impugnato e, di conseguenza, il ripristino del diritto a percepire la
mezza rendita AI, protestando spese e ripetibili. A motivazione del gravame
l'insorgente adduce che la documentazione agli atti non solo sconfessa la
decisione impugnata, ma dimostra la necessità di far esperire una perizia
neutra, la quale dimostrerà il peggioramento dello stato di salute.
I.
L'UAIE ha quindi nuovamente sottoposto gli atti alla Dott.ssa L._,
la quale, nel rapporto del 21 gennaio 2014 (doc. 64), ha affermato che sog-
gettivamente l'assicurata non si sente meglio, la fibromialgia essendo sem-
pre presente con dolori e stanchezza, ecc.. Da un punto di vista oggettivo
la comorbidità psichica è tuttavia di grado leggero. Può essere pertanto
riconosciuta una limitazione della capacità lavorativa, pari al 30%.
Con risposta di causa del 25 febbraio 2014 l'UAIE propone quindi la reie-
zione dell'impugnativa non avendo motivo di scostarsi dalle conclusioni dei
periti (doc. TAF 5).
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J.
Con replica del 10 aprile 2014 la ricorrente ha ribadito le richieste formulate
con il ricorso e prodotto una relazione del Dott. O._, specialista in
chirurgia, il quale, rifacendosi alla perizia della Dott.ssa N._ del 27
maggio 2013, insiste sulla sintomatologia che ha portato all'accertamento
diagnostico di manifestazioni morbose che non consentono l'espletamento
di un'attività lucrativa (doc. TAF 8).
K.
Ricevuta la replica l'amministrazione ha sottoposto gli atti alla Dott.ssa
L._, la quale, nella nota del 24 giugno 2014, si è riconfermata nelle
considerazioni precedenti. L'incarto è stato pure sottoposto al Dott.
G._, il quale, nel rapporto del 6 agosto 2014, ha affermato che il
Dott. O._ non ha apportato elementi nuovi rispetto a quanto espo-
sto dal Dott. I._ (doc. TAF 12 in toto).
Con duplica del 13 agosto 2014 l'UAIE ripropone pertanto la reiezione del
ricorso (doc. TAF 12).
L.
La ricorrente, con osservazioni dell'8 settembre 2014, ha confermato le
proprie conclusioni (doc. TAF 15).
M.
Con ordinanza del 16 luglio 2015, in esito alla modifica della giurisprudenza
del Tribunale federale (pubblicata in DTF 141 V 281) in materia di disturbi
da dolore somatoforme e malattie psicosomatiche assimilate a quest'ultimi,
questo Tribunale ha invitato le parti ad esprimersi nell'ottica del caso spe-
cifico (doc. TAF 17).
M.a La ricorrente fa valere dal canto suo che la revisione deve poggiare su
condizioni ben più severe e documentate di quanto esposto da contropare
(doc. 19 e 20).
M.b L'autorità inferiore ha sottoposto gli atti alla Dott.ssa P._, psi-
chiatra, la quale, nella propria presa di posizione del 12 novembre 2015
(allegata al doc. TAF 26), dopo aver esaminato la nuova giurisprudenza in
materia di disturbi da dolore somatoforme e turbe assimilabili ha attestato
che non esiste alcuna comorbidità somatica o psichica relativamente al
complesso patologico evidenziato dagli specialisti in sede d'istruttoria, con-
fermando la validità delle perizie alla luce della nuova giurisprudenza.
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Con osservazioni del 30 novembre 2015 l'UAIE ha quindi proposto di re-
spingere il ricorso adducendo che le conclusioni degli esperti possono es-
sere confermate alla luce dei nuovi indicatori standard (doc. TAF 26).
M.c Il parere dell'UAIE, con il rapporto della Dott.ssa P._, è stato
inviato alla parte ricorrente con possibilità di esprimersi (doc. TAF 27).

Diritto:
1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul
Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giu-
dica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa
(PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In
particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'in-
validità possono essere contestate innanzi a questo Tribunale conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 giugno 1959
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).
2.
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della LPGA
sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sem-
pre che la presente legge non preveda espressamente una deroga.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di
protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condi-
zioni sono adempiute nella specie.
2.3 Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge
(art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando
all'esame del merito dello stesso.
3.
Il Tribunale amministrativo federale esamina liberamente il diritto federale,
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l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai con-
siderandi della decisione impugnata o dai motivi invocati dalle parti. In altri
termini, il ricorso può essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte
dalla ricorrente (art. 62 cpv. 4 PA) o respinto in virtù d'argomenti che la
decisione impugnata non ha preso in considerazione (cfr. DTF 134 III 102
consid. 1.1 e DTF 133 V 515 consid. 1.3 e relativo riferimento).
4.
In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 della legge
federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale
accerta i fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le
prove necessarie e le valuta liberamente. Le parti sono tenute a cooperare
all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) ed a motivare il proprio ricorso (art.
52 PA). Ne consegue che l'autorità di ricorso adita si limita di principio ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui queste emergono dagli argomenti delle
parti o dall'incarto (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sen-
tenza del TAF C-6034/2009 del 20 gennaio 2010 consid. 2).
5.
Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione
impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione
impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data
quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e
121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente con-
nessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezza-
mento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa
(cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine).
6.
6.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid.
1.2). Se è intervenuto un cambiamento delle norme legislative nel corso
del periodo sottoposto ad esame giudiziario, il diritto alle prestazioni si de-
termina secondo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo
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le nuove a partire della loro entrata in vigore (applicazione pro rata tempo-
ris; DTF 130 V 445).
6.2 Per quel che concerne il diritto interno, le modifiche disposte dalla 6a
revisione della LAI, entrate in vigore il 1° gennaio 2012, sono pertanto ap-
plicabili al caso di specie - oggetto del contendere essendo la soppressione
della rendita a far tempo dal 1° dicembre 2013 - pur non avendo compor-
tato dei cambiamenti rispetto al vecchio diritto in merito alla valutazione
dell'invalidità.
7.
7.1 L'Accordo sulla libera circolazione delle persone, del 21 giugno 1999,
fra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i
suoi Stati membri, dall'altra, entrato in vigore il 1° giugno 2002 (ALC, RS
0142.112.681) con il suo allegato II che regola il coordinamento dei sistemi
di sicurezza sociale. In questo contesto, dal 1° aprile 2012 l'ALC si riferisce
al regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale, così come il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parla-
mento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 che regola le moda-
lità d'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordina-
mento dei sistemi di sicurezza sociale (RS 0.831.109.268.1 e
0.831.109.268.11). Questi regolamenti sono dunque applicabili nella spe-
cie (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_445/2011 del 4 maggio 2012).
Conformemente all'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto
diversamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-
gislazione di ciascuno Stato membro come i cittadini di tale Stato. Il rego-
lamento (CE) n. 1408/71, al quale l'ALC rinviava per il periodo precedente
il 31 marzo 2012, conteneva una disposizione simile al suo art. 3 cpv. 1.
7.2 Il riconoscimento all'estero di una rendita d'invalidità secondo il rispet-
tivo sistema di sicurezza sociale non pregiudica la valutazione dell'invali-
dità secondo il diritto svizzero (sentenza del Tribunale federale del 4 feb-
braio 2003 I 435/02). Anche dall'entrata in vigore dell'ALC, il grado d'inva-
lidità di un assicurato va infatti determinato esclusivamente secondo il di-
ritto svizzero (art. 46 del regolamento [CE] n. 883/2004 in relazione con
l'allegato VII dello stesso regolamento; rispettivamente, per il diritto in vi-
gore fino al 31 marzo 2012, art. 40 cpv. 4 in relazione con l'allegato V del
regolamento 1408/71; cfr. anche DTF 130 V 253 consid. 2.4; sentenza del
Tribunale federale I 376/05 del 5 agosto 2005 consid. 3.1). Deve essere
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Pagina 11
comunque dato per acquisito che la documentazione medica ed ammini-
strativa prodotta dagli istituti di sicurezza sociale di un altro Stato membro
deve essere presa in considerazione (art. 49 cpv. 2 del regolamento (CE)
n. 987/2009).
7.3 In concreto dagli atti dell'incarto non emerge se la ricorrente, residente
in Italia da parecchi anni sia cittadina svizzera o italiana. La questione è
tuttavia irrilevante ritenuto che in ogni caso si applica il diritto svizzero.
8.
8.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è
considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-
gola prestazione.
8.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino svizzero o dell'UE. Dopo l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti (CE)
n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell’Unione europea che
presentano un grado d'invalidità del 40% almeno, hanno diritto a un quarto
di rendita in applicazione dell’art. 28 cpv. 1 LAI indipendentemente dal loro
domicilio e residenza (art. 4 del regolamento [CE] n. 883/04.
8.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; c. al termine di questo
anno è invalido almeno al 40%.
8.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
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lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di gua-
dagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, pro-
vocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile.
9.
9.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario di
una rendita d'invalidità subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta propor-
zionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. La revisione avviene d'uf-
ficio quando, in previsione di una possibile modificazione importante del
grado d'invalidità o di grande invalidità, è stato stabilito un termine nel mo-
mento dell'erogazione della rendita o dell'assegno per grandi invalidi, o al-
lorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provo-
care una notevole modificazione del grado d'invalidità o della grande inva-
lidità (art. 87 cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17
gennaio 1961 [OAI, RS 831.201]). Se, di contro, è stata fatta domanda di
revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d'invalidità è mo-
dificato in misura rilevante per il diritto a prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI).
9.2 La giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono soggette
a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che
ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche nell'ipotesi in cui lo stato di
salute è rimasto invariato, mentre le conseguenze sulla capacità di guada-
gno hanno subito un cambiamento importante (DTF 113 V 275 consid. 1a).
La semplice valutazione diversa di circostanze di fatto rimaste sostanzial-
mente invariate non giustifica una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF
112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5
consid. 3.3.3). L'istituto della revisione non può infatti giustificare un rie-
same incondizionato del diritto alla rendita (cfr. anche: RUDOLF RUEDI, Die
Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von
Invalidenrentenrevisionen, in: SCHAFFHAUSER/SCHLAURI, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, p. 15).
C-6416/2013
Pagina 13
Per le rendite dell'assicurazione invalidità, infine, anche una modifica di
poco conto dello stato di fatto determinante può dare luogo a una revisione
se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto) di
una soglia minima (DTF 133 V 545 consid. 6 con riferimenti a dottrina e
giurisprudenza).
9.3 L'istituto della revisione è stato concepito per tenere conto di modifiche
riguardanti la situazione personale degli assicurati, quali lo stato di salute
e fattori economici. Non ne fanno per contro parte i dati statistici essendo
dei fattori esterni (DTF 133 V 545 consid. 7.1 pag. 548). Al riguardo il Tri-
bunale federale ha precisato - in una vertenza in cui lo stato di salute era
rimasto invariato - che modifiche di poco conto nei dati statistici salariali
non giustificavano una revisione, nemmeno se, a seguito di queste modifi-
che, il valore limite veniva superato per eccesso o per difetto (DTF 133 V
545 consid. 7.3 pag. 549).
Per le stesse considerazioni, la possibilità di procedere ad una revisione
va ugualmente negata se la modifica dei soli valori statistici è di un certo
rilievo. Se infatti risulta che il motivo effettivo per una revisione del diritto
alla rendita risiede nella modifica dei valori statistici (tabellari), simile ope-
razione deve essere esclusa (sentenza 9C_696/2007 succitata pubblicata
in RTiD 2010 II p. 197 consid. 5.3).
9.4 Va ancora rilevato che nel diritto delle assicurazioni sociali, fatte salve
le disposizioni transitorie e, se del caso, la presenza di diritti acquisiti, le
decisioni inizialmente non erronee riguardanti prestazioni durevoli vanno di
regola adattate alle modifiche di legge risultanti dall'intervento del legisla-
tore (DTF 121 V 157 consid. 4a pag. 161 seg.). Per contro, una nuova
prassi amministrativa o giudiziaria non giustifica, di principio, la modifica di
prestazioni durevoli fondate su una decisione cresciuta in giudicato (DTF
129 V 200 consid. 1.2 pag. 202; 121 V 157 consid. 4a pag. 162; 120 V 128
consid. 3b pag. 132 con riferimenti).
Anche una modifica giurisprudenziale può comportare eccezionalmente la
modifica (pro futuro) di una decisione cresciuta in giudicato se la nuova
prassi riveste una portata tale che la sua inosservanza darebbe luogo a
una violazione del principio dell'uguaglianza di trattamento, in particolare
se la precedente prassi rimanesse valida solo per pochi assicurati (DTF
135 V 201 consid. 7.2.2 pag. 214, 227 consid. 6.2.2, 129 V 200 consid. 1.2
pag. 202; 121 V 157 consid. 4 pag. 162; 120 V 128 consid. 3c pag. 132,
115 V 308 consid. 4a/dd pag. 314). Ciò si impone segnatamente se il man-
tenimento della decisione iniziale non è assolutamente più sostenibile alla
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C-6416/2013
Pagina 14
luce della nuova giurisprudenza e se quest'ultima ha una tale portata ge-
nerale che la sua mancata applicazione in un singolo caso equivarrebbe a
privilegiare (o discriminare) l'interessato in maniera scioccante, violando il
principio della parità di trattamento (SVR 1995 IV n. 60 pag. 171 consid. 4a
pag. 173, I 382/04; RTiD 2010 II p. 197 consid. 6).
10.
10.1 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'as-
sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se
la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità
si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
10.2 La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto al più
presto il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della deci-
sione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).
11.
11.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, dal profilo
temporale, da un lato, la situazione di fatto posta alla base dell'ultima deci-
sione cresciuta in giudicato l'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale
accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto
dei redditi (nell'ipotesi in cui vi siano indizi in favore di una modifica delle
conseguenze dello stato di salute) e, dall'altro lato, la situazione di fatto
vigente all'epoca del provvedimento litigioso (DTF 133 V 108, 130 V 71,
sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007).
11.2 In concreto il periodo di riferimento è quello intercorrente fra la deci-
sione 7 luglio 2010, tramite la quale è stata confermata l'erogazione di una
mezza rendita AI (erogata per la prima volta con effetto dal 1° ottobre 2002)
e il 9 ottobre 2013, data della decisione impugnata.
In effetti nel corso della revisione avviata nel 2009 (consid. D) la situazione
di salute dell'assicurata è stata esaminata in modo piuttosto approfondito,
tramite l'assunzione di diversa documentazione medica redatta da psichia-
tri e reumatologi e la presa di posizione dello psichiatra dello SMR.
C-6416/2013
Pagina 15
12.
12.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giu-
ridico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art.
16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. art. 28a cpv. 1, per valutare il
grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-
tato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per
l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno
alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o
la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi).
12.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione me-
dica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali
lavori siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico gra-
duare il grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per co-
stante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire impor-
tanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono
di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'atti-
vità da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314
consid. 3c).
12.3 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 137 V 210 consid. 6.2.2, sentenza del
TF 8C_153/2007 del 7 maggio 2008; DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352;
122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert
ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles im Sozialversicherungsrecht, Zurigo
2001, pag. 266). Nella sentenza pubblicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la
Corte ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle
prove (art. 40 PC e art. 19 PA, art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire
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C-6416/2013
Pagina 16
delle direttive in relazione alla valutazione di determinate forme di rapporti
e perizie.
12.4 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n.
18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV n. 18 pag. 81 consid 4.3).
13.
13.1 Giusta le disposizioni finali della modifica del 18 marzo 2011 (6a revi-
sione AI, primo pacchetto di misure, RU 2011 5659; FF 2010 1603), alla
lett. a: intitolata "Riesame delle rendite assegnate sulla base di una sin-
drome senza patogenesi o eziologia chiare e senza causa organica com-
provata", cpv. 1 "le rendite assegnate sulla base di una sindrome senza
patogenesi o eziologia chiare e senza causa organica comprovata sono
riesaminate entro 3 anni dall'entrata in vigore della presente modifica. Se
le condizioni di cui all'art. 7 LPGA non sono soddisfatte, la rendita è ridotta
o soppressa, anche qualora le condizioni dell'art. 17 cpv. 1 LPGA non siano
adempiute".
Secondo detta disposizione le rendite possono essere ridotte o soppresse
senza che debba essersi realizzata una modifica rilevante dello stato di
salute ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 139 V 547 consid.10.1.1).
Per il capoverso 2 l'assicurato la cui rendita è ridotta o soppressa ha diritto
ai provvedimenti di integrazione di cui all'art. 8a. Questo diritto non com-
porta il diritto alla prestazione transitoria di cui all'art. 32 cpv. 1 lett. c.
C-6416/2013
Pagina 17
Secondo il capoverso 3 l'assicurato continua a percepire la rendita durante
l'esecuzione dei provvedimenti di integrazione di cui all'art. 8a e fino alla
conclusione degli stessi, ma al massimo per due anni dal momento della
riduzione o soppressione della rendita.
Per il capoverso 4, infine, il capoverso 1 non si applica a coloro che al
momento dell'entrata in vigore della presente modifica hanno compiuto i 55
anni o che, al momento in cui è avviata la procedura di riesame percepi-
scono una rendita dell'assicurazione per l'invalidità da oltre 15 anni.
Il capoverso 5 infine prevede che le modifiche di diritti alla rendita AI se-
condo i cpv. 1-4 non comportano un adeguamento del diritto alla rendita
secondo la LAINF (rendita complementare) né conferiscono altri diritti di
compensazione agli assicurati.
13.2
13.2.1 Secondo giurisprudenza, i disturbi da dolore somatoforme, la fibro-
mialgia, l'anestesia e la perdita sensoriale dissociative, la sindrome da fa-
tica cronica, la nevrastenia, i disturbi dissociativi dell'attività motoria, l'iper-
sonnia non organica, la modifica duratura della personalità per sindrome
da dolore cronico ed il traumatismo cervicale di contraccolpo (colpo di fru-
sta) sono considerate sindromi senza patogenesi o eziologia chiara (DTF
140 V 8 consid. 2.2.1.3 e 139 V 547 consid. 2.2). Non sono per contro
ritenuti tali i disturbi per i quali può essere formulata una diagnosi chiara
basata su esami clinici psichiatrici, quali ad esempio la depressione, la
schizofrenia, i disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi dell'alimentazione, i
disturbi ansioso-fobici od i disturbi della personalità (DTF 139 V 547 consid.
7.1.4; Circolare dell'UFAS sulle disposizioni finali della modifica del 18
marzo 2011 della LAI cifra 1002 seg.).
13.2.2 Una rendita d'invalidità può essere ridotta o soppressa, ai sensi
della menzionata lett. a delle disposizioni finali, se è stata assegnata in
base ad una diagnosi di sindrome senza patogenesi o eziologia chiare e
senza causa organica comprovata e questo quadro clinico sussiste al mo-
mento della revisione (DTF 139 V 547 consid. 10.1.1 e 10.1.2). Una sin-
drome senza patogenesi o eziologia chiara può anche essere ricondotta a
una causa organica. Tuttavia, l'applicabilità delle disposizioni finali dipende
dal danno alla salute determinante per la concessione della rendita (sen-
tenza del TF 9C_379/2013 consid. 3.2).
C-6416/2013
Pagina 18
13.2.3 Qualora una rendita d'invalidità sia stata assegnata non solo per di-
sturbi senza patogenesi chiara, ma anche per disturbi spiegabili, alla valu-
tazione delle sindromi non chiare è applicabile l'indicata lett. a cpv. 1 delle
disposizioni finali (DTF 140 V 197 consid. 6.2.3).
La parte d'incapacità lavorativa riconducibile a cause organiche può tutta-
via essere riesaminata, nell'ambito dell'applicazione delle disposizioni fi-
nali, solo se è intervenuta una modifica ai sensi dell'art. 17 LPGA (sentenza
del TF 9C_121/2014 del 3 settembre 2014 consid. 2.4.2)
13.2.4 Secondo il cpv. 2 lett. a delle disposizioni finali, l'assicurato la cui
rendita è ridotta o soppressa ha diritto ai provvedimenti di reintegrazione di
cui all'art. 8a LAI. Durante l'esecuzione dei provvedimenti di reintegrazione,
l'assicurato continua a percepire la rendita fino alla conclusione degli
stessi, ma al massimo per due anni dal momento della riduzione o sop-
pressione della rendita (cpv. 3 lett. a delle disposizioni finali).
13.2.5 Nella sentenza 8C_773/2013 del 6 marzo 2014, infine, il Tribunale
federale ha sottolineato che, nell'ambito della revisione di una rendita in
virtù della lett. a delle disposizioni finali della 6a revisione della LAI, l'esame
medico specialistico fornisce un importante elemento di giudizio per deter-
minare se un disturbo psichico sia oggettivabile, o meno, dal profilo pato-
logico ed eziologico. Gli esperti devono in particolare spiegare per quale
motivo è stata diagnosticata una sindrome senza patogenesi o eziologia
chiare. Devono altresì accertare se lo stato di salute sia eventualmente
peggiorato dal momento in cui è stata attribuita la rendita e se, oltre ai di-
sturbi non oggettivabili, si possa formulare una diagnosi chiara basata su
esami clinici psichiatrici. L'esame medico deve inoltre fornire un quadro
aggiornato della situazione dell'assicurato al momento della revisione e ri-
spondere alle questioni giuridicamente rilevanti. In presenza di siffatto ac-
certamento medico, solo dopo aver effettuato un tentativo di (re)integra-
zione sul mercato equilibrato del lavoro, l'Ufficio AI potrà decidere se sia
esigibile per l'assicurato la ripresa di un'attività lucrativa, conto tenuto al-
tresì dei fattori soggettivi ed oggettivi del caso, fra i quali, segnatamente
l'età e la durata dell'incapacità di guadagno (sentenza 8C_773/2014 con-
sid. 4.3.1 e 4.3.2 nonché DTF 139 V 547 consid. 9.2 e 10.1.2, v. anche
sentenza del TAF C-3804/2014 del 21 settembre 2015 consid. 7).
13.3 Con sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015, pubblicata in DTF 141
V 281, il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza, abban-
donando la presunzione secondo cui i disturbi da dolore somatoforme pos-
sono essere superati con uno sforzo di volontà ragionevolmente esigibile
C-6416/2013
Pagina 19
da parte della persona che ne è affetta (questa presunzione implicava pe-
raltro si poteva concludere unicamente per una capacità lavorativa com-
pleta rispettivamente per un'incapacità lavorativa totale, consid. 3.4.2.2) e
stabilendo che la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di
disturbi da dolore somatoforme oppure di un'affezione psicosomatica assi-
milata a questi ultimi (consid. 4.2) deve essere valutata sulla base di una
visione d'insieme, nell'ambito di una procedura d'accertamento dei fatti nor-
mativa strutturata atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall'altro,
le risorse della persona (consid. 3.4, 3.5 e 3.6).
14.
14.1 Nel caso in esame oggetto del contendere è la soppressione, con ef-
fetto dal 1° dicembre 2013, della mezza rendita di invalidità erogata a Heidi
Nessi dal 1° ottobre 2002. L'UAI, che ha avviato la procedura di revisione
alla luce di quanto previsto dalla disposizione finale 6a della modifica del
18 marzo 2011 della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2012, ha addotto nella
propria decisione, che lo stato di salute da un punto di vista psichiatrico era
migliorato, così come anche la capacità lavorativa, procedendo alla revi-
sione della rendita in applicazione dell'art. 17 LPGA.
14.2 L'assicurata da parte sua ritiene che il suo stato di salute è eventual-
mente peggiorato, non certo migliorato, facendo riferimento al nuovo rap-
porto della dott.ssa N._, secondo cui è sopravvenuta una croniciz-
zazione della patologia psichiatrica, mentre i disturbi non sono lievi, in
quanto incidono notevolmente sulla capacità di lavoro.
15.
In primo luogo va esaminato se i presupposti per procedere ad una revi-
sione della rendita secondo l'art. 17 LPGA sono adempiuti in concreto (DTF
141 V 385 consid. 4). In caso di risposta negativa andranno accertati i pre-
supposti per un riesame ai sensi delle disposizioni finali della modifica del
18 marzo 2011.
15.1 Nel caso in esame dagli atti emerge che l'assicurata ha percepito una
mezza rendita di invalidità nel giugno 2003, in quanto affetta da fibromial-
gia, da problemi ortopedici statici e degenerativi della colonna cervicale e
lombare, così come da sindrome depressiva ricorrente. L'incapacità lavo-
rativa del 50% era riconducibile, secondo i medici curanti interpellati, alle
affezioni reumatologiche, fibromialgia compresa, non alla patologia psi-
chiatrica (consid. Ab. per la diagnosi in dettaglio, doc. 26, 27,47, 57).
C-6416/2013
Pagina 20
15.2 Nel 2009 è stato confermato il diritto alla mezza rendita. L'amministra-
zione si è fondata in particolare sul rapporto finale del dottor E._,
specialista in psichiatria, del servizio medico regionale (SMR) del 28 aprile
2010, il quale ha posto la diagnosi di fibromialgia (M 79.0), così come di
ansia e disturbo depressivo misti (F41.2), fondandosi a sua volta sulla visita
psichiatrica eseguita dall'INPS il 18 gennaio 2010 da parte del dottor
F._, sulla perizia particolareggiata E 213 della dottoressa
S._, la cui specializzazione non è nota, del 13 gennaio 2010 e sul
referto della reumatologa Q._ del 19 gennaio 2010 (consid. D).
Lo psichiatra, dottor F._, aveva in particolare posto la diagnosi di
"disturbo d'ansia e del tono dell'umore che si accompagna a malattia inter-
nistica reumatologica (fibromialgia) di grado medio, in modica compliance"
(doc. 20 pag. 2). Da un punto di vista reumatologico/ortopedico (doc. 21)
la dottoressa Q._ aveva diagnosticato cervicobrachialgia destra,
sindrome del Tunnel carpale destro, lombalgia cronica e fibromialgia.
Il medico del SMR aveva dal canto dichiarato che "Die Unterlagen von
2009/2010, isoliert betrachtet, sprechen im Lichte der heutigen versiche-
rungsmedizinischen Praxis nicht für das Vorhandensein einer im Sinne der
IV AUF verursachenden psychischen Beeinträchtigung der Gesundheit".
Egli ha tuttavia concluso che il raffronto dei documenti del 2005/2006 con
quelli attuali non indicava un cambiamento rilevante dello stato di salute,
precisando che anche allora la depressione non era stata citata quale ma-
lattia indipendente (doc. 28 pag. 2).
16.
16.1
In occasione della revisione avviata nel 2012 l'UAIE ha sottoposto il caso
a due periti, segnatamente al dottor H._, psichiatra e al dottor
I._, reumatologo (doc. 37, 38).
Dal punto di vista psichiatrico il dottor H._ ha diagnosticato, con
ripercussioni sulla capacità lavorativa, una sindrome depressiva ricorrente,
episodio attuale lieve con sindrome biologica (ICD-10 F33.0). Il perito ha
inoltre aggiunto che (doc. 42 pag. 6): "In passato è stata diagnosticata una
fibromialgia, ma la peritanda attualmente non presenta una sintomatologia
compatibile con una fibromialgia, salvo qualche somatizzazione, ma la
maggior parte dei suoi dolori piuttosto quelli vertebrali sono dovuti alla sua
problematica vertebrale come già stata diagnosticata ed accertata".
C-6416/2013
Pagina 21
A proposito dell'evoluzione dello stato di salute il perito ha precisato che,
grazie alla terapia antidepressiva regolare a base di Fluxetina (40 mg al
giorno, come nel 2010, doc. 20), "ha avuto un miglioramento importante,
tanto che non è mai stata necessaria una presa a carico di tipo speciali-
stico. Il medico curante prescrive regolarmente la psicofarmacoterapia"
(doc. 42 pag. 4, anche pag. 8). Secondo il perito la patologia psichiatrica
non provoca un'inabilità lavorativa superiore al 20%. Egli ha infatti consi-
derato la situazione psichica sotto controllo e migliorata, con prognosi fa-
vorevole a breve-medio termine, a patto di continuare ad assumere i far-
maci prescritti (doc. 42 pag. 7,8).
16.2 Il dottor I._ dal canto suo ha diagnosticato, con ripercussione
sulla capacità lavorativa (doc. 43 pag. 9):
"- sindrome cervico-vertebrale su alterazioni statiche della colonna cervi-
cale con tendenza cifotica della parte alta e alterazioni degenerative con-
drotiche e osteocondrotiche a partire da C4 fino a C7 con soprattutto inte-
ressamento dei segmenti C5-C6 e C6-C7; e
- sindrome lombovertebrale su alterazioni statiche della colonna lombare
con scoliosi a forma di S sinistro-convessa nella zona toracale e destro-
convessa in quella lombare nonché alterazioni degenerative soprattutto
osteocondrotiche al segmento L5-S1 in minor misura con condrosi L3-L4,
L4-L5 e spondilosi anteriore di modesta entità".
La prognosi è stata considerata moderatamente favorevole (doc. 43 pag.
12).
Senza ripercussioni sulla capacità lavorativa il perito ha considerato le dia-
gnosi di la fibromialgia, non soggetta a miglioramento (doc. 43 pag. 12), di
periartropatia omero-scapolare tendinopatica alla spalla sinistra e di stato
dopo periartropatia della spalla destra in risoluzione. Egli ha inoltre preci-
sato che "il quadro clinico preponderante attualmente è sicuramente quello
di tipo fibromialgico. Sono presenti tutti i tender points necessari per la dia-
gnosi. Sono associati anche dei disturbi di tipo funzionale fra i quali un co-
lon irritabile, disturbi del sonno, una stanchezza cronica ed un affatica-
mento rapido".
Per quanto riguarda le conseguenze del danno alla salute sulla capacità
lavorativa il dottor I._ ha quantificato un'incapacità lavorativa del
30% (intesa come riduzione della redditività durante una giornata di 8 ore
C-6416/2013
Pagina 22
e 30) nella precedente attività di impiegata d'ufficio. Devono essere consi-
derate prevalentemente le problematiche di tipo degenerativo alla colonna
cervicale e lombare. Soprattutto alla colonna cervicale sono state accertate
delle limitazioni in particolar modo nella rotazione della colonna e nel man-
tenimento delle posizioni statiche (doc. 43 pag. 11).
In attività adatta, che tenga conto delle limitazioni suesposte, l'assicurata
può svolgere attività lucrativa all'80% (anch'essa intesa quale riduzione
della redditività, doc. 43 pag. 11).
16.3 Riassumendo i periti ritengono – singolarmente - che la capacità la-
vorativa è ridotta del 20% in attività adeguate sia per motivi psichiatrici che
per le affezione statiche e degenerative al rachide lombare e cervicale. Per
contro se il dottor H._ ritiene che la fibromialgia non può più essere
diagnosticata, essendo i dolori riconducibili alla problematica vertebrale, il
dottor I._ adduce che la patologia esiste ma non provoca (più) in-
capacità lavorativa.
17.
Le perizie sono quindi state sottoposte ai medici SMR, rispettivamente al
dottor G._, generalista, e alla dottoressa L._, psichiatra.
17.1 Il dottor E._in data 22 novembre 2012 ha da un lato conside-
rato le perizie fondate, accurate, ben motivate e concludenti, tuttavia ha
precisato che la diagnosi psichiatrica non è rilevante (scostandosi implici-
tamente da quanto dichiarato dal perito) per il diritto alla rendita, in quanto
leggera, e concluso per un'incapacità lavorativa del 20% in attività ade-
guate riconducibile alle affezioni degenerative della colonna vertebrale
(doc. 46 pag. 2)
17.2 La dottoressa L._ in data 22 gennaio 2013 ha dal canto suo
confermato la diagnosi di fibromialgia, senza influsso sulla capacità lucra-
tiva, e precisato che non è dato, contrariamente a quanto dichiarato dal
perito, un disturbo depressivo recidivante, non essendoci alcun disturbo
psichiatrico rilevante (doc. 48 pag. 2). Al riguardo ha evidenziato non es-
sere in atto alcuna terapia psichiatrica (doc. 48 pag. 5, si confronti perizia
H._).
17.3 Entrambi i medici SMR si sono pertanto distanziati parzialmente dalle
conclusioni peritali, in particolare per quanto riguarda la problematica psi-
chiatrica (diagnosi) e le conseguenze della stessa sulla capacità lavorativa.
C-6416/2013
Pagina 23
18.
18.1 La ricorrente pendente causa amministrativa ha prodotto la relazione
medico legale della dottoressa N._, psichiatra, la quale ha atte-
stato un progressivo peggioramento dello stato di salute della ricorrente a
partire dalla comparsa della fibromialgia e delle patologie organiche e dia-
gnosticato "un disturbo dell'adattamento con ansia e umore depresso misti,
conseguente allo stress causato da condizione medica generale cronica e
invalidante (fibromiagia ecc) secondo il manuale diagnostico dei disturbi
mentali DSM IV Tr, in fase cronica, perdurando il disturbo da più di sei mesi
come la condizione medica fonte di stress" (doc. 53 pag. 3 e 4).
18.2 La dottoressa L._, interpellata dall'UAIE, ha precisato che la
diagnosi posta dalla dottoressa N._ è meno grave rispetto a quella
del dottor H._ e non adempie i criteri di un disturbo d'ansia e di un
episodio depressivo (doc. 56), mentre a proposito della relazione del dottor
M._ (doc. 52, consid. G.a) il dottor G._ ha dichiarato non
esservi un peggioramento dello stato di salute (doc. 58).
19.
Pendente causa di ricorso l'insorgente ha trasmesso una nuova relazione
della dottoressa N._ datata 4 novembre 2013 (doc. B allegato al
doc. TAF 1), la quale, facendo riferimento al suo precedente rapporto, ha
dichiarato che "i disturbi psichiatrici non sono lievi, ma preoccupanti e pre-
giudicanti preponderantemente la capacità lavorativa della paziente" e pre-
cisato che, in ambito psichiatrico, la gravità del quadro psicopatologico non
dipende esclusivamente dalla diagnosi, ma dall'intensità dei sintomi. La
psichiatra ha altresì evidenziato che "nelle condizioni di malattia dove sus-
sistono sia sintomi psichiatrici sia sintomi fisici, la menomazione non è data
dalla somma delle due patologie, ma da una condizione più grave, in
quanto le due patologie si potenziano e si accrescono a vicenda, come nel
caso della signora A._".
20.
20.1 Nel caso in esame questa Corte non può condividere le conclusioni
dell'amministrazione in relazione all'intervenuto miglioramento dello stato
di salute della ricorrente. Il Tribunale adito ritiene infatti che la documenta-
C-6416/2013
Pagina 24
zione medica su cui si è fondato l'UAIE non può essere considerata affida-
bile ai sensi della giurisprudenza federale, in quanto contraddittoria e in-
completa e pertanto non può essere posta alla base del presente giudizio.
20.2
20.2.1 In primo luogo va rilevato che i due periti interpellati dall'UAIE hanno
stabilito individualmente le conseguenze dei danni alla salute di loro com-
petenza sulla capacità di lavoro in attività adeguate, omettendo di effet-
tuare una valutazione interdisciplinare (complessiva) della capacità lavora-
tiva residua.
Al riguardo va evidenziato che, secondo il Tribunale federale, il grado di
incapacità lavorativa complessivo va stabilito in base ad una valutazione
globale, un semplice cumulo dei gradi essendo ad esempio inammissibile
(sentenza del TF 9C_295/2013 del 20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre,
sempre secondo l'Alta Corte, la questione se i singoli gradi di inabilità la-
vorativa vadano sommati, e, se del caso, in quale misura, è una problema-
tica squisitamente medica, che, di principio, il giudice non rimette in discus-
sione (sentenza del TF 9C_400/2011 del 20 marzo 2012 che rinvia alla
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 338/01 del 4 settem-
bre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485 consid. 2b; anche sen-
tenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2).
Ritenuto quindi che dalle perizie emerge che vi sono conseguenze sia ri-
conducibili a disturbi psichici (pari al 20%) che fisici (pari anch'essi al 20%)
se non si giustificava una semplice somma delle inabilità lavorative, non
era neppure ammissibile una valutazione isolata delle stesse (sentenza del
TAF C-2302/13 del 13 novembre 2015 c. 5.3.6).
In simili condizioni non è pertanto dato di sapere - a causa di un accerta-
mento incompleto dei fatti rilevanti - se i gradi d'inabilità lavorativa consta-
tati dai periti (20% per le malattie degenerative alla colonna vertebrale e
20% per motivi psichiatrici) vadano sommati completamente, parzialmente
o per nulla, né qual è in sostanza attualmente il grado di incapacità lavora-
tiva complessivo in attività adeguate. Ne consegue che, in assenza di una
valutazione interdisciplinare un eventuale miglioramento dello stato di sa-
lute non può essere verificato.
20.2.2 Neppure le conclusioni dei medici SMR L._ e G._
sono atti a supplire alla carenza menzionata. In effetti entrambi i medici si
sono distanziati, per motivi diversi, dalle conclusioni del dottor H._,
C-6416/2013
Pagina 25
considerando unicamente l'incapacità lavorativa riconducibile alle affezioni
organiche di origine reumatologica. Il dottor G._ ritiene infatti la
diagnosi psichiatrica (sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale
lieve con sindrome biologica) ininfluente, mentre la dottoressa L._
non la ritiene data.Le conclusioni tratte dei medici SMR inoltre, in relazione
alla non rilevanza rispettivamente alla scorrettezza della diagnosi psichia-
trica, non possono essere considerate concludenti, in quanto la dottoressa
L._ ha tratto le proprie conclusioni senza confrontarsi con il perito
incaricato dallo stesso UAIE, mentre il dottor G._, medico genera-
lista, non dispone delle necessarie conoscenze specialistiche per pronun-
ciarsi in merito. Infine le conclusioni sull'incapacità lavorativa della dotto-
ressa L._ appaiono contraddittorie, attestando in un'occasione un
grado del 30% e in un'altra del 20% (consid. F e I).
20.2.3 Alla luce di quanto appena esposto la decisione impugnata poggia
su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti per quanto riguarda la mi-
sura complessiva della capacità lavorativa residua in attività adeguate e
già solo per questi motivi il ricorso va accolto.
20.3 Gli atti medici su cui si è fondato l'UAIE risultano non solo incompleti,
bensì ripetutamente in contraddizione tra loro.
Da un lato il dottor H._ ha affermato ripetutamente che, al mo-
mento della perizia, la diagnosi di fibromialgia non poteva più essere posta,
contrariamente a quanto affermato dal dottor I._ e dai medici
SMR, secondo cui tuttavia la diagnosi non provoca più alcuna capacità la-
vorativa, così come dalla dottoressa N._. Malgrado i pareri diame-
tralmente opposti anche su questo punto i due periti incaricati dall'ammini-
strazione non hanno effettuato alcuna discussione interdisciplinare, alfine
di verificare la divergenza di opinioni e giungere ad una conclusione moti-
vata e convincente.
Al riguardo va rilevato che, secondo il Tribunale federale, anche se la dia-
gnosi di fibromialgia è posta da un reumatologo, è necessaria la partecipa-
zione di uno psichiatrica, in quanto i fattori psicosomatici hanno un'influsso
decisivo sullo sviluppo di questa malattia. Una perizia interdisciplinare che
tenga conto di entrambi gli aspetti è pertanto un provvedimento istruttorio
adeguato (DTF 132 V 65 consid. 4.3).
Inoltre, secondo la recente giurisprudenza pubblicata in DTF 141 V 281
consid. 2.1., il danno alla salute va diagnosticato in maniera ineccepibile,
C-6416/2013
Pagina 26
in particolare gli esperti devono porre la diagnosi in modo tale che l'ammi-
nistrazione e i giudici siano in grado di capire se i presupposti di cui alla
relativa classificazione sono dati.
Alla luce di quanto sopra esposto non si può pertanto concludere che ci si
trovi di fronte con una diagnosi di fibromialgia convincente, essendo ca-
rente una perizia interdisciplinare, una diagnosi univoca e altresì sufficien-
temente motivata.
20.4 Gli specialisti in psichiatria intervenuti non concordano né sulla dia-
gnosi psichiatrica, né sulle conseguenze della stessa sulla capacità lavo-
rativa. Secondo il perito le conseguenze sono pari al 20%, secondo la dot-
toressa N._ al 50% e secondo la dottoressa L._, nulle.
Anche su questo punto gli atti non sono convincenti.
20.5 A proposito dell'evoluzione dello stato di salute, infine, il dottor
H._ ha preso posizione, affermando che a livello psichiatrico era
subentrato un miglioramento (malgrado la diagnosi psichiatrica in prece-
denza non causava incapacità lavorativa).
Il dottor I._, dal canto suo ha preso posizione sullo stato di salute
esistente al momento della perizia, precisando che la fibromialgia non è
passibile di miglioramento, ha tuttavia omesso di indicarne l'evoluzione,
segnatamente di addurre i motivi per cui non causerebbe più alcuna inca-
pacità lavorativa. Egli non si è neppure espresso sull'evoluzione comples-
siva dello stato di salute da un punto di vista reumatologico, malgrado si
sono manifestate nuove malattie (ad esempio alle spalle), mentre quelle
già esistenti sono di natura degenerativa. Anche da questo punto di vista
la perizia non è pertanto completa, non rispettando la giurisprudenza sul
contenuto delle perizie in caso di revisione (consid. 12.4).
21.
Ne consegue che alla luce degli atti medici dell'incarto – contraddittori, in-
completi e pertanto inconcludenti - non può essere considerato provato,
con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nelle assicurazioni
sociali, contrariamente a quanto concluso dall'amministrazione, che lo
stato di salute della ricorrente è migliorato dall'ultima revisione della ren-
dita, intervenuta nel 2009.
Riassumendo non è dato di sapere se la fibromialgia è ancora data e in
caso di risposta affermativa come sia evoluta - dagli atti può al massimo
essere dedotto che è stazionaria (si confronti in proposito le allegazioni
C-6416/2013
Pagina 27
della dottoressa L._, consid. I) - né se le malattie degenerative al
rachide cervicale e lombare (che in precedenza con la fibromialgia erano
le sole responsabili della limitazione della capacità lavorativa), che per loro
stessa natura non possono migliorare, sono stazionarie o peggiorate.
Migliorata appare di primo acchito la situazione da un punto di vista psi-
chiatrico. Tuttavia essa provoca attualmente un'inabilità lavorativa del 20%,
mentre in precedenza era ininfluente, in quanto l'incapacità lavorativa era
riconducibile alle altre due diagnosi (fibromialgia e danni alla colonna ver-
tebrale, consid. A.b). Anche su questo punto quindi gli atti non sono chiari,
apparendo in realtà le conseguenze da un punto di vista psichiatrico peg-
giorate.
In simili circostanze non può essere ammesso né un miglioramento dello
stato di salute e tantomeno delle conseguenze dello stesso sulla capacità
lavorativa della ricorrente. Ne consegue che non è possibile, allo stato at-
tuale dell'incarto, procedere ad una revisione della rendita ai sensi dell'art.
17 LPGA. Il ricorso va pertanto accolto e la decisione impugnata annullata.
22.
22.1 Va ancora rilevato che prima di ridurre o sopprimere la rendita di in-
validità l'amministrazione deve esaminare se la capacità lavorativa, di cui
l'assicurato dispone da un punto di vista medico teorico corrisponde, in
pratica, ad un miglioramento della capacità di guadagno e quindi si traduce
in una riduzione del grado di invalidità o se invece è necessario porre in
atto preventivamente delle misure d'osservazione professionale (alfine di
stabilire l'attitudine al lavoro, la resistenza allo sforzo, ecc.) rispettivamente
di reintegrazione professionale ai sensi di legge. Secondo la giurispru-
denza infatti in determinate situazioni si deve ammettere la necessità di
porre in atto provvedimenti professionali, malgrado l'esistenza di una ca-
pacità lavorativa medico teorica. Si tratta in particolare dei casi in cui la
riduzione o la soppressione del diritto alla rendita tramite revisione (art. 17
LPGA) o riesame (art. 53 cpv. 2 LPGA) riguarda assicurati che hanno com-
piuto 55 anni o hanno beneficiato di una rendita per almeno quindici anni.
Ciò non significa che, nell'ambito di una procedura di revisione o di rie-
same, questa categoria di assicurati possa prevalersi di un diritto acquisito.
Si ammette soltanto che un reinserimento professionale, senza sostegno,
non può, salvo eccezioni, essere preteso a causa dell'età o della durata del
versamento della rendita (sentenze del TF 9C_920/2013 consid. 4.4 del 20
maggio 2014, SVR 2011 IV no 73 pag. 220 consid. 3.3 e 3.5, sentenze del
TF 9C_367/2011 consid. 3.2 e 3.3 del 10 agosto 2011).
C-6416/2013
Pagina 28
22.2 In concreto la ricorrente ha compiuto 55 anni nel dicembre 2013,
mese in cui la soppressione della rendita è entrata in vigore (si confronti
sentenza del TF 9C_614/2012 dell'8 novembre 2012). Per questi motivi,
anche nella misura in cui lo stato di salute dell'assicurata fosse effettiva-
mente migliorato, l'UAIE non avrebbe potuto sopprimere la rendita senza
prima verificare in concreto se un reinserimento professionale era possi-
bile. Anche da questo punto di vista pertanto la decisione impugnata viola
il diritto federale e va annullata.
23.
Alla luce di quanto esposto ai considerandi precedenti, infine, non è nep-
pure possibile statuire in questa sede su un'eventuale riesame della rendita
ai sensi della disposizione finale della revisione 6a summenzionata.
In effetti se è vero che il riesame in virtù della citata disposizione è ammis-
sibile anche se la rendita è stata assegnata solo parzialmente in seguito
alla diagnosi di sindrome senza patogenesi chiara (DTF 140 V 197 consid.
6.2.3), il medesimo quadro clinico deve sussistere anche al momento della
revisione (DTF 139 V 547, 569 consid. 10.1.2). Quest'ultima circostanza
nel caso concreto, vista, come detto, l'incongruenza degli atti, non è pro-
vata con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicu-
razioni sociali (si confronti in proposito anche sentenza del TAF C-
3716/2013 del consid. 9.4), ritenute le conclusioni contraddittorie dei periti
interpellati, che non si sono in alcun modo confrontati, da un punto di vista
interdisciplinare, sull'effettiva esistenza di una fibromialgia al momento
della revisione.
Inoltre, come già accennato, l'evoluzione delle patologie organiche va esa-
minato secondo l'art. 17 LPGA anche nell'ambito del riesame in base alle
disposizioni finali della revisione 6a.
In simili condizioni essendo le perizie inadeguate ai fini di giudicare i temi
del contendere menzionati, non è evidentemente necessario esaminare se
rispettano i nuovi canoni previsti dalla recente giurisprudenza del Tribunale
federale in materia di sindrome senza patogenesi chiara (DTF 141 V 281).
24.
In conclusione il ricorso di diritto amministrativo è accolto e la decisione
impugnata è annullata.
24.1 In caso di annullamento della decisione il Tribunale amministrativo fe-
derale può sostituirsi all'autorità inferiore e statuire direttamente nel merito
C-6416/2013
Pagina 29
o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuova
decisione (cfr. sentenza del TAF C-4652/2012 del 18 aprile 2013). In parti-
colare esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi o co-
munque sufficienti per statuire (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3
aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; DTF 126 II 43; 125 II 326).
24.2 In concreto l'incarto va rinviato all'istanza precedente essendo l'accer-
tamento dei fatti da un punto di vista medico lacunoso in più punti, in parti-
colare è completamente carente una perizia interdisciplinare, da cui
emerge un esame reumatologico e psichiatrico concordato. Dal referto si
deve in particolare dedurre l'eventuale diagnosi di fibromialgia così come
la sua evoluzione, i limiti funzionali della stessa, in particolare con riferi-
mento ai nuovi indicatori standard introdotti dalla nuova giurisprudenza del
Tribunale federale, l'evoluzione delle patologie statiche e degenerative
della colonna cervicale e le conseguenze sulla capacità lavorativa, l' even-
tuale influenza delle nuove patologie ortopedico/reumatologiche accertate
dal dottor I._, la diagnosi psichiatrica e le conseguenze del danno
alla salute sulla capacità lavorativa e infine una valutazione interdiscipli-
nare della capacità lavorativa residua.
Nella misura in cui, alla luce dei nuovi accertamenti, non verrà accertato
alcun miglioramento dello stato di salute e delle conseguenze sulla capa-
cità lavorativa, andrà esaminato se sono dati i presupposti per un riesame
della rendita in base alle disposizioni finali succitate. L'amministrazione sta-
tuirà quindi nuovamente sul grado di invalidità dell'assicurata.
24.3
24.3.1 In siffatte circostanze, neppure la giurisprudenza del Tribunale fe-
derale pubblicata in DTF 137 V 210 (segnatamente consid. 4.4.1.4; DTF
139 V 99 consid. 1) si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per
completamento dell'istruttoria nel senso indicato, essendo in concreto stato
completamente omesso l'aspetto interdisciplinare. In assenza di tale istrut-
toria complementare, non risulta in effetti possibile determinarsi con il ne-
cessario grado della verosimiglianza preponderante sull'evoluzione dello
stato di salute e della capacità lavorativa e quindi sul grado di invalidità
dell'assicurata. Impossibile è pure, senza tale accertamento stabilire, nel
caso in cui la situazione non sia evoluta, ai sensi dell'art. 17 LPGA, se sono
dati i presupposti del riesame ai sensi delle disposizioni finali della revi-
sione 6a (anche sentenza del TAF C-3716/13 del 24 marzo 2015 consid.
10).
C-6416/2013
Pagina 30
24.3.2 Un rinvio è del resto giustificato anche perché l'amministrazione non
ha accertato se, in caso di revisione della rendita secondo l'art. 17 LPGA,
l'assicurata è reintegrabile, malgrado l'età, nel mondo del lavoro ai sensi di
quanto indicato al considerando 22.1 (anche sentenza del TAF C-3716/13
del 24 marzo 2015 consid. 10).
25.
25.1 Visto l'esito del ricorso non è giustificato prelevare spese processuali
(art. 63 cpv. 1 seconda frase PA).
25.2 Essendo la ricorrente vincente e patrocinata in causa si giustifica as-
segnare all'insorgente, patrocinata da un legale, un'indennità a titolo di
spese ripetibili di fr. 2'800 (spese incluse, IVA esclusa, in assenza di una
nota dettagliata, art. 14 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale [TS-TAF, RS 173.320.2]), che vanno poste a carico dell'UAIE (art. 64
PA in combinazione con gli art. 7 cpv. 1 a 3 del citato regolamento).