Decision ID: 47b74121-943b-50cb-aa53-cb82a697faac
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ (1960) e _ _ (1959) si sono sposati a _ il _ 1988. Dall’unione è nato _ (_1989). Il marito era _ _ in _, dal 1988, presso l’Ospedale _ di _; la moglie non ha mai svolto attività lucrativa durante il matrimonio. Stabilitisi dapprima a _, nel 1994 i coniugi si sono trasferiti a _, nel Canton _a. Dal 1° luglio 1994 _ _ lavora nel reparto di _ _ dell’Ospedale _ di _. I coniugi si sono separati nell’ottobre del 1994, quando la moglie è tornata a _ con il figlio _, mentre il marito ha traslocato a _a, dove vive con un’altra donna.
B. _ _ ha instato il 13 ottobre 1994 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, per il tentativo di conciliazione e il 28 ottobre 1994 ha chiesto che il marito fosse tenuto a corrisponderle in via provvisionale un contributo alimentare di fr. 2’800.– indicizzati per sé e per il figlio. Il tentativo di conciliazione è decaduto infruttuoso il 24 novembre 1994 e _ _ ha promosso il 22 maggio 1995 la causa di divorzio, tuttora nella fase istruttoria. Nella procedura provvisionale avviata dall’attrice (inc. _._._) il Pretore ha statuito con decreto cautelare 6 febbraio 1996, mediante il quale ha fissato il contributo alimentare dovuto da _ _ in fr. 3’347,50 per la moglie e in fr. 1’495.– per il figlio, indicizzati. Adita dall’attrice con appello 19 febbraio 1996, questa Camera ha modificato con sentenza 28 aprile 1997 (inc. _._._) tale decreto e ha stabilito il contributo alimentare a carico del marito in fr. 3’710.– per la moglie, confermando quello per il figlio.
C. In pendenza di appello _ _ ha instato il 6 maggio 1996 per ottenere una riduzione del contributo alimentare dal 1° agosto 1996, in seguito al cambiamento di lavoro e al trasferimento a _ per proseguire la sua specializzazione medica, che hanno comportato una riduzione di fr. 2’360.75 mensili del suo stipendio. Egli ha proposto un contributo alimentare mensile di fr. 1’500.– per la moglie e di fr. 1’000.– per il figlio. La discussione sull’istanza di modifica ha avuto luogo il 3 giugno 1996: il marito ha confermato la proposta di un contributo alimentare mensile complessivo di fr. 2’700.–, mentre la moglie vi si è opposta e a sua volta ha fatto valere che il suo fabbisogno è ora di fr. 3’450.40, in seguito al lieve aumento dei suoi premi di cassa malati. Con istanza 29 agosto 1996 _ _ ha chiesto una diminuzione dei contributi alimentari già nel corso dell’istruttoria provvisionale, per evitare di indebitarsi. Con decreto cautelare 2 settembre 1996, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha ridotto il contributo alimentare a suo carico in fr. 1’700.– per la moglie e in fr. 1’000.– per il figlio dal 1° settembre 1996. L’appello presentato dall’attrice contro tale decreto è stato dichiarato irricevibile da questa Camera con sentenza 23 settembre 1996 (inc. n. _._._). Ultimata l’istruttoria, alla discussione finale del 10 aprile 1997 il marito ha confermato l’istanza 6 maggio 1996, proponendo un contributo mensile complessivo di fr. 2’500.–, mentre la moglie ha chiesto la reiezione dell’istanza, subordinatamente ha proposto di fissare in fr. 4’405.45 mensili il contributo complessivo dovuto dal marito, ripartito in fr. 3’180.45 per sé e in fr. 1’225.– per _.
D. Statuendo il 22 aprile 1997, il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza, nel senso che ha ridotto dal 1° agosto 1996 a fr. 3’068.– il contributo mensile per la moglie e a fr. 965.– oltre assegni familiari, da percepire direttamente dalla madre, quello per il figlio. La tassa di giustizia di fr. 400.– e le spese sono state poste a carico dell’istante per 3/4 e a carico della moglie per 1/4, con obbligo per il marito di versare a quest’ultima un’indennità ridotta di fr. 1’200.– per ripetibili.
E. _ _ è insorto contro il decreto del Pretore con un appello del 5 maggio 1997 tendente a ottenere che il contributo alimentare a suo carico sia fissato in fr. 2’300.– per la moglie e in fr. 700.–, oltre gli assegni familiari, quello per il figlio.
_ _, a sua volta, ha presentato il 5 maggio 1997 un appello in cui postula la reiezione dell’istanza di modifica presentata dal marito e l’accoglimento di quella da lei presentata all’udienza del 3 giugno 1996, volta a ottenere un contributo alimentare di fr. 3’450.40 per sé e di fr. 1’285.– per il figlio, oltre l’assegno familiare. In via subordinata essa chiede che il contributo alimentare sia stabilito in fr. 3’213.75 per sé e in fr. 1’048.35 per il figlio, oltre all’assegno familiare.
Nelle rispettive osservazioni ogni parte propone la reiezione dell’appello avversario.

Considerando
in diritto: 1. Nella precedente sentenza del 28 aprile 1997, emanata fra le stesse parti (inc. n. _._._), questa Camera ha già esposto i criteri da seguire per la modifica dell’assetto cautelare in pendenza di una causa di divorzio (consid. 1 a 3). Non è quindi necessario ripetere quanto già noto alle parti.
Il Pretore, dopo aver constatato che il marito aveva subito una riduzione del suo stipendio a seguito del trasferimento a _, necessario per il proseguimento della specializzazione FMH da lui intrapresa, è giunto alla conclusione che con il nuovo reddito, di fr. 7’444.– mensili, non era possibile coprire i fabbisogni di tutta la famiglia, rimanendo scoperto l’importo di fr. 735.90. Egli si è così scostato dal metodo della ripartizione delle eccedenze (sentenza 28 aprile 1997, consid. 2, inc. 11.96.32) e ha calcolato per ogni coniuge il fabbisogno minimo del diritto esecutivo. Stabiliti tali importi in fr. 2’532.50 per il marito e in fr. 2’775.– per la moglie e fissato in fr. 965.– il fabbisogno in denaro del figlio, il Pretore ha ripartito l’eccedenza di fr. 1’171.50 in ragione di 3/4 al marito e 1/4 alla moglie secondo criteri di equità. Egli ha riconosciuto alla moglie un contributo alimentare mensile di fr. 3’068.– e al figlio un contributo di fr. 965.– oltre all’assegno familiare, prendendo come base le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio per la gioventù di Zurigo.
I. Sull’appello di _ _
2. L’istante postula la riduzione a fr. 2’300.– del contributo alimentare per la moglie e a fr. 700.– (oltre all’assegno familiare) di quello per il figlio. In prima sede il padre aveva offerto un contributo alimentare mensile di fr. 1’000.– per il figlio, pur contestando l’applicazione, a suo dire schematica, delle note raccomandazioni zurighesi (riassunto scritto, domande di giudizio pag. 7). Come già ribadito nella sentenza 28 aprile 1997, questa Camera si attiene alle citate raccomandazioni, sia pur con gli adeguamenti richiesti dalle particolarità di ogni caso concreto (consid. 9, inc. 11.96.32). Nella fattispecie il Pretore ha aggiunto al fabbisogno in denaro di fr. 980.–, previsto dalle citate raccomandazioni per un bambino dell’età di _, l’importo di fr. 195.– per tenere conto dei maggiori oneri di alloggio della famiglia. Tale apprezzamento regge alla critica, se si considera che la zona urbana luganese, contrariamente all’opinione dell’appellante, non è necessariamente meno costosa di quella zurighese. Ci si potrebbe invero interrogare sulla necessità per l’attrice di avere per sé e per il figlio un appartamento di 4 1⁄2 locali al costo non indifferente di fr. 1’650.– mensili. Come che sia nelle circostanze attuali non si giustifica ancora un cambiamento di alloggio, che potrà essere preso in considerazione, nell’ottica di una riduzione dei costi (consid. 3), in caso di ulteriore peggioramento della situazione economica globale della famiglia. Il contributo alimentare a carico del padre di fr. 965.– (fr. 1’175.– dedotto l’assegno familiare di fr. 210.– percepito direttamente dalla madre) stabilito dal primo giudice per il figlio non deve dunque essere ridotto.