Decision ID: 10e8a6d5-f91f-5ed5-ac51-f2f9a8640991
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 13 giugno 2012, RI 1, dipendente della ditta _ di _ in qualità di manovale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni, é rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale in sella al proprio scooter.
A causa di questo sinistro, egli ha riportato, secondo il rapporto di uscita 19 giugno 2012 dell’Unità di PS dell’Ospedale _ di _, un politrauma con petecchie temporali, contusione del lobo polmonare inferiore con fratture della III. e IV. costa a destra, una ferita lacero-contusa del labbro superiore e policontusioni (doc. 24, p. 28).
L’Istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 20 novembre 2013, l’assicurato é stato posto al beneficio di un’indennità per menomazione all’integrità del 15% per l’anosmia. D’altro canto, negata l’esistenza di un nesso di causalità adeguata tra l’infortunio del giugno 2012 e la restante sintomatologia denunciata da RI 1 (risultata priva di un sufficiente sostrato organico), l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 1° dicembre 2013 (cfr. doc. 106).
A seguito dell’opposizione interposta dal RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 110 e 119), in data 20 marzo 2014, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 120).
1.3. Con tempestivo ricorso del 6 maggio 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’RA 1, ha chiesto, in via principale, il rinvio degli atti all’amministrazione affinché completi la carente istruttoria condotta e, in via subordinata, che l’CO 1 venga condannato a riconoscergli una rendita d’invalidità del 70% a decorrere dal 1° dicembre 2013 e un’IMI del 50% (15% per l’anosmia, 15% per l’ageusia e il resto per gli ulteriori problemi derivanti dalle conseguenze del trauma subito).
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente sostiene innanzitutto che l’assicuratore convenuto avrebbe violato il suo diritto di essere sentito, in relazione al fatto che gli sarebbe stato impedito di completare l’opposizione e che l’CO 1 non avrebbe sufficientemente motivato il proprio rifiuto di ammettere l’adeguatezza del nesso causale con l’evento traumatico assicurato (doc. I, p. 4).
D’altro canto, egli fa valere che i disturbi da lui ancora presentati si troverebbero in relazione di causalità naturale con l’infortunio del giugno 2012, “... tenuto conto che il trauma alla testa, a suo giudizio, é stato grave e le problematiche sono sorte nell’immediatezza dell’infortunio. (...) non deve trarre in inganno il fatto che si sia apparentemente ripreso in fretta. Ribadisce che le lesioni cerebrali sono state importanti, tanto é vero che ha perso il senso dell’olfatto e del gusto e che non ricorda quanto avvenuto nella giornata dell’incidente.” (doc. I, p. 8).
Trattandosi della valutazione dell’adeguatezza, l’assicurato “... nega di avere avuto mai intenzione di escludere che la sua fascia d’età oggi non debba più lavorare.”. Inoltre, a suo avviso, “... la dinamica dell’incidente é stata per lui particolarmente drammatica, se si considera che all’improvviso, come risulta dalla stessa descrizione contenuta al punto a) dei fatti, viaggiando in motorino si é visto sbarrare all’improvviso la strada dal veicolo che lo aveva sorpassato e può aver verosimilmente immaginato che quella sarebbe stata una delle ultime immagini della sua esistenza, tanto é vero che la sua psiche può avere reagito cancellando dalla sua memoria quell’evento. Il decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute, come pure i notevoli disturbi, oltre alla lungaggine della cura medica, sono dimostrati dagli stessi atti. Il signor RI 1 non comprende come possa la CO 1, pur in presenza di un trauma cranico, negare che si sia registrata la presenza di una lesione grave, sottovalutando le gravi conseguenze patite con perdita del gusto e dell’olfatto, problemi di memoria e di concentrazione, problemi frequenti di equilibrio, con sbandamenti, nausea, sudorazione e svenimenti.” (doc. I, p. 9s.).
Infine, per quanto concerne l’entità della menomazione all’integrità, secondo il ricorrente, presentando un fenomeno sia di anosmia che di ageusia, egli “... ha diritto ad un’IMI del 15% per la perdita dell’olfatto (anosmia) e di un ulteriore 15% per la perdita del gusto (ageusia). L’allegato 3 dell’OAINF non esclude una indennità, rispetto all’altre e quindi sommando le due limitazioni permanenti, il signor RI 1 ha diritto almeno ad un’IMI del 30%. Inoltre, gli altri danni vanno considerati. Nell’attesa delle indicazioni dei medici di fiducia, si riconferma la richiesta di un’IMI del 50%.” (doc. I, p. 9).
1.4. L’assicuratore convenuto, in risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.5. Nel mese di giugno 2014, l’insorgente ha formulato ulteriori considerazioni a proposito dell’entità della menomazione all’integrità e ha informato il TCA che l’UAI aveva nel frattempo previsto l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare (doc. V).
1.6. In data 14 ottobre 2014, questa Corte ha interpellato i sanitari della _ dell’CO 1 chiedendo loro di “... spiegare in quali casi viene ammessa l’esistenza di una vera e propria ageusia, avendo cura di precisare in che cosa essi si differenziano dal caso del signor RI 1.” (doc. VIII).
Il rapporto della dott.ssa _ é pervenuto il 31 ottobre 2014 (doc. IX).
Il 4 novembre 2014 il TCA ha sottoposto lo stesso quesito al dott. _ (doc. X).
La sua risposta é datata 5 dicembre 2014 (doc. XII).
L’assicurato ha formulato le proprie osservazioni in data 16 dicembre 2014 (cfr. doc. XIV), mentre l’CO 1 lo ha fatto il 23 dicembre 2014 (doc. XV).

in diritto
2.1. Sul piano formale, l’insorgente ritiene che l’assicuratore resistente abbia violato il suo diritto di essere sentito, in primo luogo poiché gli sarebbe stato impedito di completare l’opposizione interposta avverso la decisione formale del 20 novembre 2013 e, in secondo luogo, perché l’ non avrebbe motivato a sufficienza la propria decisione di negare la causalità adeguata.
2.2. L'art. 29 cpv. 2 Cost. e l'art. 42 LPGA garantiscono alle parti il diritto d’essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto d’essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 497 consid. 2.2 con riferimenti; 126 V 130 consid. 2b con riferimenti).