Decision ID: 1d05d6fc-bf49-5247-a4b4-eb9d85a4b714
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
Con decisione 17 ottobre 2003 (emanata in forza di un rapporto di constatazione di incidente della circolazione della Polizia cantonale, posto di _, del 23.05.2003, cui ha fatto seguito la rituale intimazione di contravvenzione del 10.09.2003 all’indirizzo del denunciato, che non ha formulato osservazioni al riguardo) la Sezione della Circolazione, Ufficio giuridico, _, ha inflitto a _ _, _, una multa ammontante a Fr. 200.- (duecento) oltre a tasse di Fr. 40.- (quaranta) e spese per complessivi Fr. 70.- (settanta), per avere egli, in data 13 maggio 2003, in territorio di _ -_ (Via _), alla guida dell’autofurgone _, nell’abbordare una curva per lui piegante a sinistra, frenato, perdendo la padronanza di guida e conseguentemente spostandosi sulla propria destra, andando ad urtare così la protezione metallica laterale della strada. La risoluzione è stata resa in applicazione degli artt. 31 cpv. 1, 32 cpv. 1 e 90 cfr. 1 LCS, come pure dell’art. 3 cpv. 1 ONC.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale
_
_ è insorto con tempestivo ricorso 3 novembre 2003 postulandone l’annullamento. Egli ammette sostanzialmente la dinamica dell’accertato incidente della circolazione ma motiva la momentanea (e subitanea) perdita di padronanza di guida del proprio veicolo, con la copiosa presenza di nafta (presunta perduta, proprio su quel tratto di strada, da un autopostale di linea), che, unitamente al suolo già di per sé bagnato, avrebbe reso quest’ultimo altamente scivoloso e difficilmente interpretabile. Il ricorrente contesta poi le dichiarazioni del teste _ _ (autista del predetto autopostale), in particolare quo alle versioni da questi fornite in punto alla tempistica dell’intervenuto incidente e della predetta (accertata) perdita di nafta. _ _, infine, avvalendosi della facoltà concessagli dall’art. 11 cpv. 2 LPContr, ha prodotto il documento 1 (documentazione fotografica del luogo dell’incidente) agli atti.
C.
Con sue osservazioni 10 novembre 2003, il competente Dipartimento propone per contro la reiezione del gravame e la pedissequa conferma della decisione impugnata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 31 cpv. 1 LCS, il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza. In questo contesto, la velocità deve sempre essere adattata alle circostanze e, in particolare, alle peculiarità del veicolo, alle condizioni generali della strada, della circolazione e della visibilità (art. 32 cpv. 1 LCS). Il conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada ed alla circolazione, non dovendo egli compiere movimenti che impediscano la manovra sicura del veicolo (art. 3 cpv. 1 ONC).
3.
Il ricorrente, pur ammettendo nel proprio allegato ricorsuale che la strada era bagnata, allega comunque, come detto, la presenza di nafta sulla Via _ (territorio di _) da lui percorsa, a motivo giustificativo della perdita di padronanza del veicolo, ciò che escluderebbe così, giocoforza, l’illiceità dell’atto incriminato. Ora, la tempistica relativa allo svolgimento dei predetti fatti risulta essere, nella concreta fattispecie, non solo un elemento di fondamentale importanza probatoria ai fini di giudizio, ma addirittura il vero e proprio nodo gordiano dell’intera problematica che qui ci occupa, dacché solo risolvendo la questione a sapere se il ricorrente abbia o meno percorso Via _, in particolare il tratto in cui è avvenuta la perdita (accertata) di nafta da parte dell’autopostale di linea,
prima
o
dopo
l’emissione della stessa sul suolo stradale, si potrebbe allora, se del caso, giustificare o meno il comportamento di guida del ricorrente (segnatamente la perdita di padronanza del veicolo ed il pedissequo sbandamento sulla destra con conseguente urto della protezione metallica laterale), laddove si dovrebbe constatare un’eventuale illiceità dell’agire dello stesso, nel caso di sua negligenza non imputabile a fattori esterni imprevedibili quali la presenza di nafta sull’asfalto (notoriamente causa di importante e sensibile perdita di aderenza dei pneumatici), rispettivamente, in caso contrario, la presenza di motivi giustificativi ad escludere tale illiceità.
4.
Orbene, gli atti di causa forniscono allo scrivente Giudice due versioni (non necessariamente contrastanti) circa i tempi degli accadimenti che qui ci concernono: da un lato il ricorrente, in sede di interrogatorio del 13 maggio 2003 fronte alle forze inquirenti, ha dichiarato di essere partito con la sua vettura da _ ed in direzione di _ -_ -_ verso le ore 06.00 circa, ma non è poi stato in grado di determinare l’orario esatto in cui si è verificato l’incidente su Via _, stante un completo black-out elettrico (non comprovato, ma tant’è!) del proprio veicolo; d’altro canto, il teste _ _ ha dettagliatamente dichiarato quanto segue: “
Ieri mattina, alle ore 06.00, prendevo servizio a
_
presso i parcheggi della ex
_
, ora posteggi del servizio autopostale. Alle ore 06.02, partivo con l’autopostale... in direzione di
_
... ricordo che piovigginava...avevo inserito i tergicristalli. Arrivato al bivio per
_
, svoltavo su via
_
. Poco dopo il primo tornante, ed erano circa le ore 06.05/06.08, notavo che un furgone aveva avuto un incidente della circolazione stradale. In particolare avevo modo di notare che questo furgone aveva colliso contro una barriera di protezione in ferro... Vedendo che dentro il furgone non vi era nessuno e che non vi era nessun ferito, procedevo tranquillamente verso
_
. Fra l’altro questa persona non mi aveva fatto cenno di fermarmi. Confermo quindi quanto poi successo verso le ore 06.45, di ritorno da
_
, sempre con il medesimo mezzo meccanico, il quale... aveva perso della nafta e due veicoli avevano avuto degli incidenti stradali. Posso dichiarare che il furgone che ha colliso contro la barriera non è fuoriuscito di strada a causa della nafta persa dal mezzo meccanico da me condotto. Aggiungo pure che quando stavo ritornando da
_
, poco prima di essere tamponato, questo furgone si trovava ancora nella medesima direzione di marcia. Dichiaro pure che quella mattina la strada era bagnata siccome piovigginava..
” (cfr. verbale di interrogatorio 14.05.2003, teste _ _).
5.
Le dichiarazioni di _ _, testé riportate, non appaiono per nulla foriere di crasse contraddizioni, imprecisioni o quant’altro. Anzi. A mente dello scrivente Giudice, la precitata testimonianza appare infatti estremamente chiara, imparziale ed oggettiva e non può dare adito a fantascientifiche interpretazioni o supposizioni, ritenuto in particolare, quo alla dignità probatoria di tale escussione testimoniale (la cosiddetta
Beweiswürdigkeit
) come non vi sia motivo di nutrire dubbio veruno in punto alla credibilità ed attendibilità del teste _, il quale, oltretutto, a differenza del ricorrente, non ha alcun interesse (e ciò sino a dimostrazione, non avvenuta, del contrario) a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l’altro, di incorrere in sanzioni penali (art. 307 CPS).
6.
Il ricorrente, del resto, non ha dal canto suo sufficientemente sottomurato le proprie allegazioni (rimaste del tutto incomprovate, la documentazione fotografica prodotta non permettendo di estrapolare alcun elemento rilevante di novità in un senso o nell’altro), considerato poi che gli orari riportati dal teste (“verso le ore 06.05/06.08 circa”) ben potrebbero sostanzialmente combaciare - ritenuti i rispettivi tratti di strada percorsi, nei due sensi opposti e da due punti di partenza non eccessivamente distanti (_ e _), dal furgone del ricorrente, da una parte, e dal torpedone guidato dal teste, dall’altra, e considerato come _ _, dal momento della sua partenza e sino al luogo dell’incidente, abbia percorso l’intero tratto stradale senza sosta alcuna, il ricorrente non avendo mai dichiarato l’eventuale contrario - con l’orario di partenza dichiarato dal ricorrente (“verso le ore 06.00 circa”).
7.
Alla luce dei considerandi che precedono, questo Giudice ben può dunque tranquillamente pervenire all’intimo convincimento che l’incidente della circolazione che ha visto protagonista _ _ si sia verificato, al più tardi (!), verso le ore 06.05/06.08 antimeridiane del 13 maggio 2003, poiché l’autista del torpedone ha potuto constatare, proprio a quell’ora, e a ‘bocce già ferme’, l’avvenuto incidente (il ricorrente non avendo del resto mai esplicitamente contestato il fatto che, verificatosi l’incidente, un autopostale di linea avesse transitato sulla corsia opposta e in direzione di marcia contraria rispetto alla sua). Inoltre, considerato che il teste _, per sua stessa ammissione, si era messo al volante del torpedone
per la prima volta
alle ore 06.00 di quella mattina (“
Ieri mattina, alle ore 06.00, prendevo servizio a
_
...
’, cfr. verbale di interrogatorio 14.05.2003, teste _) e considerato che il _ ha incrociato, proveniente dalla direzione opposta, il furgone del ricorrente che risultava già essere incappato nella (fors’anche sfortunata) disavventura, risulta impossibile credere alle versioni del ricorrente, segnatamente alla paventata circostanza di cui alla presunta presenza di una chiazza di nafta sul suolo, proprio a quell’ora e in quel determinato tratto di strada, a meno che non si volesse ipotizzare, per avventura e gusto del fantastico, che il torpedone in questione (_) avesse perduto ingenti quantitativi di nafta sul tratto stradale di Via _ senza mai per questo avere (ancora) lasciato, quel giorno, il relativo parcheggio del servizio postale, sito a _!
8.
Abbondanzialmente, e a sottomurare ulteriormente tutto quanto precede, non si dimentichi poi che nel proprio rapporto di constatazione 23.05.2003, il cpl _ _ ha confermato (circostanza, questa, del resto neppure manifestamente contestata dal ricorrente) che i Servizi della Polizia cantonale, la fatidica mattina del 13 maggio 2003, erano stati unicamente allarmati per un incidente stradale intercorso in zona alle ore 06.47, senza che prima di quest’orario nessun’altra comunicazione fosse giunta ai predetti servizi, quanto precede in chiara concomitanza con le vicende descritte dal teste _ e relative alle collisioni (tamponamenti) che hanno visto protagonista l’autopostale condotto da quest’ultimo e avvenute verso le ore 06.45 circa (cfr. verbale di interrogatorio 14.05.2003 teste _) e a ben 40 minuti (!), almeno, dai fatti che interessano il presente procedimento.
9.
Stante tutto quanto precede, e malgrado la presa di posizione del ricorrente che nega ogni addebito, lo scrivente Giudice accerta di contro, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, che _ _, abbordando una curva per lui piegante a sinistra e, contestualmente, frenando, abbia negligentemente perso la padronanza di guida e, spostandosi a destra, abbia poi di conseguenza urtato la protezione metallica laterale della strada, la dinamica di quanto accaduto non potendo in alcun modo essere relazionata a fattori esterni imprevedibili (e non gestibili) per il ricorrente. Tale accertamento, segnatamente l’illiceità dell’accaduto e la conseguente responsabilità oggettiva e soggettiva di _ _, poggia sui predetti inequivocabili indizi di cui sopra, senz’altro sufficientemente precisi e tali da consentire una deduzione logica e rigorosa circa le effettive responsabilità del ricorrente.
10.
G
iusta l’art. 90 cfr. 1 LCS, chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente Legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio Federale, è punito con l’arresto o con la multa. Per la commisurazione di quest’ultima, il Giudice, in virtù del surriferito richiamo di cui all’art. 102 cpv. 1 LCS, applica i medesimi principi dottrinali e giurisprudenziali a fondamento dell’art. 63 CPS. Stante quanto precede, lo scrivente Giudice, tenendo conto di tutte le circostanze del caso, ed in particolare della pericolosità della manovra in questione (la quale, seppur astratta, risulta comunque essere ugualmente punibile: cfr.
BUSSY/RUSCONI
, Commentario LCS, 3a ed., Losanna 1996, n. 3.4 ad art. 90 cfr. 1 LCS), come pure delle particolari (e oggettivamente pericolose!) condizioni stradali (manto bagnato) ritiene peraltro equo l’importo di Fr. 200.- (duecento) inflitto a titolo di multa a
_ _
, confacentemente proporzionato alla gravità dell’infrazione commessa, rettamente commisurato al grado di colpa e contenuto nei limiti concessi della legge. Per il che, il ricorso 3 novembre 2003 deve essere respinto come ai considerandi che precedono con pedissequo accollo, in applicazione del principio generale della soccombenza, di tasse e spese di giustizia di questa sede (art. 15 LPContr).
per questi motivi richiamati gli artt 31 cpv. 1, 32 cpv. 1, 90 cfr. 1 LCS, art. 3 cpv. 1 ONC, artt. 1 e segg. LPContr;
dichiara e