Decision ID: d233b7a7-0a3e-5493-ae6b-e96e20b34617
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con decreto del 18 maggio 2021 il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha stralciato una procedura a protezione dell'unione coniugale promossa il 7 aprile 2021 da AO 1 (1967), nata _, nei confronti di AP 1 (1949), omologando un accordo fra le parti che autorizzava i coniugi a vivere separati (punto n. 1), attribuiva l'abitazione coniugale in uso al marito (punto n. 2) e obbligava il medesimo a versare alla moglie dal giugno del 2021 un contributo alimentare di fr. 2000.– mensili oltre alle spese della cassa malati (compresa la complementare) fino alla disgiunzione dei relativi conteggi (che la moglie si impegnava a sollecitare) e di fr. 2500.– mensili dopo di allora (punto n. 3). Il contributo alimentare era calcolato sulla base di un reddito del marito di fr. 5600.– mensili (rendita AVS e del secondo pilastro) e di un suo fabbisogno di fr. 3100.– mensili come pure di un fabbisogno della moglie di fr. 2600.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, costo per l'alloggio fr. 900.–, premio della cassa malati fr. 500.–) sprovvista di entrate proprie (punto n. 3.1). Il Pretore aggiunto non ha riscosso spese e ha compensato le ripetibili, accordando alla moglie il beneficio del gratuito patrocinio.
B.
Contro il decreto di stralcio appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 26 maggio 2021 per ottenere l'annullamento dell'omologazione dell'accordo (nei punti n. 3, 3.1 e 4) e il rinvio della causa al Pretore aggiunto per nuova citazione delle parti alla discussione sul contributo alimentare e rivalutazione della questione sulla base dei giustificativi. In subordine egli chiede che l'accordo omologato sia modificato nel senso di limitare a fr. 1648.25 mensili il contributo alimentare sulla scorta di un proprio reddito di fr. 5420.– mensili e di un fabbisogno minimo di fr. 3771.75 mensili come pure di un fabbisogno minimo della moglie di fr. 2574.– mensili (con riduzione a
fr. 474.– mensili della spesa per la cassa malati), con obbligo per la medesima di chiedere alla cassa malati l'invio diretto a lei del conteggio del premio. L'appellante insta altresì per il beneficio del gratuito patrocinio. Il memoriale non è stato notificato per osservazioni a AO 1.
C.
Il 13 luglio 2021 AP 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare l'appello, le parti avendo raggiunto nel frattempo un accordo – non prodotto agli atti – ‟per la modifica del merito dell'alimentoˮ. Contestualmente egli chiede di non riscuotere spese e di non assegnare ripetibili alla controparte.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto
non v'è ragione per scostarsi da tale principio. L'ammontare della tassa di giustizia è adeguatamente ridotto (art. 21 LTG), nondimeno, per tenere conto del fatto che la procedura di appello si conclude senza sentenza. Non si pone inoltre problema di ripetibili, l'appello non avendo formato oggetto di notifica per osservazioni.
3.
Rimane la questione legata al gratuito patrocinio davanti a questa Camera.
A supporre che tale richiesta non sia stata ritirata insieme con
l'appello e che l'interessato versi in gravi ristrettezze (art. 117 lett. a CPC), l
a domanda si rivela tuttavia priva d'interesse. Il diritto al gratuito patrocinio è di natura altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in: RtiD II-2006 pag. 614 in basso). Di conseguenza, qualora un beneficiario del gratuito patrocinio in un processo perda – per un motivo qualsiasi – la qualità di parte, il beneficio del gratuito patrocinio si estingue (sentenza del Tribunale federale 5P.220/2003 del 23 dicembre 2003 consid. 3.1; più recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25 giugno 2018 consid. 3.1 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi rinvii). Tale principio vale a maggior ragione se al momento di perdere la qualità di parte il richiedente non ha ancora ottenuto il gratuito patrocinio, poiché in simili condizioni viene meno addirittura un interesse alla decisione sul conferimento del beneficio (loc. cit.). Nella fattispecie AP 1 ha perduto la qualità di parte davanti a questa Camera allorché ha ritirato l'appello, ponendo fine al processo. E quando ha ritirato l'appello egli non fruiva del gratuito patrocinio. In condizioni del genere è venuto meno un suo interesse a ottenere una decisione in proposito.