Decision ID: 299fe02e-a482-5e98-a137-151333d42101
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 10 aprile 2008 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto il 20 luglio 1979 da AP 1 (1960) e AO 1 (1960), omologando una convenzione in cui il marito si impegnava a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 4000.– mensili “vita natural durante con riserva di modifica a 65 anni”. Il 9 dicembre 2008 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Blenio perché ordinasse immediatamente alla _ di _, alle cui dipendenze lavora il marito, di trattenere dallo stipendio di lui l'importo di fr. 4000.– mensili, riversandole direttamente la somma. Essa ha instato altresì affinché AP 1 fosse tenuto a prestare
un'adeguata garanzia (“garanzia reale e/o fideiussione solidale di primaria banca”) per il contributo alimentare dovuto.
B.
Con decreto cautelare emanato il 19 dicembre 2008 senza contraddittorio il Pretore supplente ha ordinato alla _ di trattenere dallo stipendio di AP 1 l'importo di fr. 4000.– mensili dal dicembre del 2008, riversando la somma a AO 1, e ha citato le parti alla discussione del 23 gennaio 2009. In tale occasione il convenuto ha proposto di respingere l'istanza, facendo valere che il suo reddito non consentiva la trattenuta di stipendio, anche perché nel frattempo egli aveva avuto un figlio da un'altra donna. Statuendo con sentenza (“decreto cautelare”) del 6 febbraio 2009, il Pretore supplente ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che ha confermato dal gennaio del 2009 quanto deciso con il decreto cautelare emesso il 19 dicembre 2008 inaudita parte. L'ordine è stato impartito con la comminatoria dell'art. 292 CP e la tassa di giustizia di fr. 200.– con le spese di fr. 50.– sono state poste a carico di AP 1, condannato a rifondere alla controparte fr. 300.– per ripetibili.
C.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera il 19 febbraio 2009 nel quale chiede che – conferito all'appello effetto sospensivo – l'istanza di AO 1 sia respinta e che il decreto emesso senza contraddittorio dal Pretore supplente il 19 dicembre 2008 sia annullato, riformando di conseguenza la decisione impugnata. In subordine egli postula l'annullamento di quest'ultima e il rinvio degli atti al Pretore supplente perché esperisca un'istruttoria e giudichi di nuovo. La richiesta di effetto sospensivo è stata respinta dal presidente di questa Camera con decreto del 27 febbraio 2009. Invitata a
esprimersi sull'appello, AO 1 si è rimessa il 21 mar
zo 2012 al “prudente giudizio” della Camera.

Considerando
in diritto: 1.
Alle decisioni comunicate dai Pretori entro il 31 dicembre 2010 continua ad applicarsi il vecchio rito (art. 405 cpv. 1 CPC). Nel diritto ticinese la procedura di “diffida ai debitori” secondo l'art. 132 cpv. 1 CC era quella sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 n. 1b e art. 5 vLAC), in esito alla quale il Pretore statuiva con sentenza impugnabile entro dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC ticinese). In concreto la decisione impugnata è stata intimata il 6 febbraio 2009 ed è pervenuta all'appellante il 9 febbraio 2009. Introdotto entro 10 giorni, il 19 febbraio 2009, l'appello in esame è dunque tempestivo.
2. AP 1
acclude all'appello tre documenti nuovi (un conteggio mensile del suo stipendio nel dicembre 2008, un contratto di mantenimento riguardante il figlio S_, nato il 12 agosto 2008, e un calcolo del suo minimo esistenziale effettuato l'11 dicembre 2008 dall'Ufficio esecuzione e fallimenti del Distretto di Blenio). L'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC ticinese non consentiva tuttavia di addurre nuovi mezzi di prova in appello, se non nelle procedure rette dal principio inquisitorio illimitato. In concreto non soccorrono estremi del genere, la trattenuta di stipendio litigiosa non riguardando contributi alimentari per figli minorenni. La documentazione in rassegna non è dunque ricevibile. Un'altra questione è se il Pretore non dovesse richiedere la produzione di tali giustificativi d'ufficio per la corretta applicazione del diritto federale. Sulla questione si tornerà in appresso.
3.
L'appellante sostiene anzitutto che il Pretore supplente avrebbe dovuto, vista la sua incapacità di difendersi, impartirgli un termine entro cui munirsi di un patrocinatore (art. 39 cpv. 2 CPC ticinese). In realtà non sussistevano i presupposti perché il convenuto fosse diffidato a dotarsi di un legale. All'udienza del 23 gennaio 2009 AP 1 ha addotto in modo del tutto comprensibile i motivi che ostavano, dal suo punto di vista, alla trattenuta di stipendio. Ha spiegato che il suo stipendio era già oggetto di pignoramento in favore della moglie nella misura in cui eccedeva il minimo esistenziale del diritto esecutivo e che
una trattenuta salariale di fr. 4000.–
mensili non poteva entrare in linea di conto di fronte a un reddito di
fr. 4420.– mensili netti, tanto meno
pensando al fatto che nel frattempo egli era diventato padre di un bambino. Il convenuto non era quindi incapace “di proporre e di discutere con la necessaria chiarezza la propria causa” (nel senso dell'art. 39 cpv. 2 CPC ticinese). Su questo punto l'appello non ha consistenza.
4. AP 1
si duole che la trattenuta litigiosa lede il suo minimo esistenziale del diritto esecutivo, privandolo dei mezzi più elementari per far fronte al proprio sostentamento. Essa va quindi annullata, rinviando eventualmente gli atti al Pretore perché statuisca di nuovo. Ora, la giurisprudenza ha già avuto modo di ricordare che una trattenuta di stipendio fondata su un avviso o una diffida ai debitori (art. 132 cpv. 1, 177 o 291 CC) deve rispettare, nel caso in cui la situazione del convenuto sia peggiorata dopo l'emanazione del titolo addotto a sostegno dell'istanza (nella fattispecie: la sentenza di divorzio), almeno il minimo esistenziale di lui calcolato secondo la legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (DTF 110 II 15 consid. 4; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5P.85/2006 del 5 aprile 2006, consid. 2.1). Nella fattispecie il Pretore supplente non poteva quindi rinviare semplicemente il debitore a far modificare l'ammontare dei pignoramenti dall'Ufficio di esecuzione (giudicando la trattenuta di stipendio prioritaria con riferimento a
Schwander
in: Basler Kommentar, ZGB I, 3
a
edizione, n. 6 ad art. 177).
Doveva verificare prima di tutto che la trattenuta di stipendio lascias
se al debitore almeno il minimo esistenziale del diritto esecutivo.
5.
È vero che un debitore escusso per contributi di mantenimento con redditi insufficienti a coprire il proprio minimo esistenziale (compresi i contributi alimentari necessari al sostentamento del creditore) deve tollerare che tale minimo sia intaccato nella stessa proporzione in cui il creditore veda intaccato il proprio (DTF 110 II 15 in fondo con richiami; analogamente I CCA, sentenza inc. 11.2011.187 consid, 4). Ciò potrebbe essere il caso in concreto. Sta di fatto che già davanti al Pretore il convenuto sosteneva di guadagnare non più di fr. 4420.– netti mensili (fr. 4822.– secondo il doc. 3 di appello). Dovesse anche sopportare una decurtazione del suo minimo esistenziale, egli non poteva verosimilmente rimanere con soli fr. 420.– mensili (né con fr. 822.– mensili se il reddito determinante fosse quello del doc. 3 di appello). Rinviare il convenuto a postulare una modifica dei pignoramenti davanti all'Ufficio di esecuzione in circostanze del genere non aveva senso.
6.
Ne segue che in concreto la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati al Pretore perché calcoli il minimo esistenziale del convenuto secondo il diritto esecutivo, verifichi in che misura questo possa eventualmente essere intaccato e commisuri la trattenuta salariale di conseguenza. Solo allora egli potrà rinviare il convenuto a far modificare i pignoramenti dall'Ufficio di esecuzione. In teoria questa Camera potrebbe procedere essa medesima agli accertamenti necessari in luogo e vece del Pretore, statuendo direttamente sull'istanza di AO 1. Così facendo, tuttavia, le parti vedrebbe sottrarre l'istanza all'esame del giudice naturale, perdendo inoltre un secondo grado di giurisdizione provvisto di pieno potere cognitivo. Non sarebbe nel loro interesse.
7.
Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese). AP 1 ottiene causa vinta, per lo meno sulla richiesta subordinata. AO 1 non ha proposto tuttavia di respingere l'appello. Si è limitata a rimettersi al “prudente giudizio” della Camera. E per principio chi si rimette al giudizio del tribunale non rischia l'addebito di spese né di ripetibili. Quanto allo Stato del Cantone Ticino, esso non è parte in causa (Rep. 1997 pag. 137 consid. 4). Ne segue che in concreto non vi è alcun “soccombente” a norma dell'art. 148 CPC ticinese che possa essere tenuto al pagamento di spese o alla rifusione di ripetibili.
8.
Relativamente ai rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett b LTF raggiunge sicuramente la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile, ove appena si consideri che la somma di fr. 4000.– mensili è dovuta almeno fino al 65° anno d'età della beneficiaria.