Decision ID: c152f69c-c542-5935-a5dc-0392a0a1092a
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che statuendo il 9 dicembre 2003 nell'ambito di una vertenza tra CO 1 e _ SA, l'Ufficio federale delle comunicazioni ha posto a carico di CO 1 spese processuali per complessivi fr. 140.–;
che con istanza del 21 agosto 2007
la RI
1 ha
chiesto al Giudice di pace del circolo di Bellinzona di rigettare in via definitiva l'opposizione interposta da CO 1 al PE n. _ dell'UEF di Bellinzona notificatole per l'incasso di fr. 140.– oltre interessi del 5% dal 28 agosto 2004;
che all'udienza del 5 [recte: 10] settembre 2007, indetta per il contraddittorio, CO
1 ha
proposto di respingere l'istanza;
che con sentenza del 2 giugno 2008, il Giudice di pace del circolo di Bellinzona ha respinto l'istanza;
che contro la sentenza appena citata
la RI
1 è insorta a questa Camera il 9 giugno 2008 per ottenere l'annullamento del giudizio impugnato sulla base dell'art. 327 lett. g CPC;
che nelle sue osservazioni del 31 luglio 2008 CO
1 ha
concluso per la reiezione del ricorso;
e considerando

in diritto:
che il Giudice di pace ha respinto l'istanza di rigetto dell'opposizione ritenendo determinante la documentazione prodotta dall'escussa, segnatamente le affermazioni di _ e l'interessamento da lei dimostrato a mezzo di corrispondenza nell'ambito della controversia venutasi a creare con l'istante;
che la ricorrente, oltre a contestare la procedura probatoria adottata in prima sede, rimprovera al Giudice di pace di avere considerato nulla per un “presunto ritiro del ricorso” la decisione 9 dicembre 2003 dell'UFCOM, e questo nonostante avesse acquisito forza di cosa giudicata e quindi – per l'art. 80 cpv. 2 LEF – legittimasse il rigetto definitivo dell'opposizione interposta dalla convenuta;
che, giusta l'art. 327 lett. g CPC, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;
che nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione il giudice accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall'istante possiede tutti i requisiti indispensabili perché possa essergli riconosciuto carattere esecutivo ai sensi dell’art. 80 LEF (A.
Staehelin/Bauer/
D.
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 1998, n. 115 ad art. 80 e
n. 50 ad art. 84 LEF
);
che questo esame tende ad accertare l'identità tra il titolo indicato nel precetto e la documentazione prodotta, il suo carattere esecutivo così come la fondatezza di eventuali obiezioni opposte dall'escusso nei limiti di quelle proponibili in base all'art. 81 LEF;
che oltre le sentenze, anche le decisioni di autorità amministrative federali concernenti il pagamento di una somma di denaro o la prestazione di una garanzia consentono il rigetto definitivo dell'opposizione (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF; A.
Staehelin/Bauer/
D.
Staehelin
, op. cit., n. 103 ad art. 80);
che per poter giustificare il rigetto definitivo dell'opposizione la richiesta di pagamento dell'ente pubblico deve essere oggetto di una decisione, ossia di un provvedimento adottato dall'autorità “
iure imperii
”, in un caso concreto, inteso a costituire, modificare o sopprimere diritti e obblighi dell'amministratore fondati sul diritto pubblico o per accertarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (A.
Staehelin/Bauer/
D.
Staehelin
, op. cit., n. 112, 116 e 119);
che l'Ufficio federale delle comunicazioni, autorità cui compete la vigilanza in materia di telecomunicazioni e di comunicazione elettronica di massa individuale, emette decisioni in materia di sorveglianza dell'Ufficio di riscossione dei canoni radiotelevisivi (art. 11 cpv. 1 e cpv. 3 lett. a dell'Ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (RS 172.217.1); art. 1 cpv. 1 e cpv. 2 lett. a e art. 5 PA (RS 172.021);
che quindi, di per sé, la decisione del 9 dicembre 2003 emana da un'autorità amministrativa federale;
che la decisione deve inoltre aver assunto carattere definitivo, presupposto che, nel caso di una decisione amministrativa, si determina dall'assenza di una sua impugnazione nei termini stabiliti;
che tale circostanza deve risultare dal titolo (attestazione di passaggio in giudicato) o comunque essere comprovata dal procedente (A.
Staehelin/ Bauer/
D.
Staehelin
,
op. cit.,
n. 110 segg. ad art.
80 LEF; Stücheli
, Die Rechtsöffnung, 2000, pag. 224
);
che, in concreto, la convenuta dopo avere ricevuto la decisione 9 dicembre
2003 ha
dapprima interpellato telefonicamente un collaboratore dell'Ufficio federale delle comunicazioni e successivamente, il 10 dicembre
2003 ha
chiesto allo stesso di
”
voler annullare la vostra decisione 9 dicembre 2003 nonché la vostra fattura n_ di fr. 140.–
“
(doc. 4);
che formulato nel termine di 30 giorni (art. 50 PA) e nel rispetto dei requisiti minimi di contenuto e di forma stabiliti dalla procedura amministrativa (art. 52 cpv. 1 PA), tale scritto doveva essere considerato alla stregua di un ricorso contro la decisione 9 dicembre 2003;
che in tali circostanze l'Ufficio federale delle comunicazioni lo avrebbe quindi dovuto trasmettere senza indugio a chi di competenza (art. 8 cpv. 1 e 21 cpv. 2 PA);
che, nella misura in cui è sprovvisto di una comminatoria in caso di inosservanza del termine, la mancata reazione della convenuta all'invito con cui l'Ufficio medesimo le ha chiesto il 9 luglio 2004 di indicare per iscritto entro il successivo 23 luglio l'intenzione di proseguire o no con una procedura amministrativa presso il competente dipartimento, non può essere interpretato come volontà della stessa di desistere dalla lite;
che, nelle circostanze descritte, la decisione 9 dicembre 2003 non è passata in giudicato sicché l'attestazione di passaggio in giudicato rilasciata il 12 marzo 2007 dal medesimo Ufficio federale delle comunicazioni è prematura;
che, difettando del carattere definitivo, la decisione emessa dall'UFCOM il 9 dicembre 2003 non può essere parificata a un valido titolo esecutivo e non legittima l'esecuzione nei confronti dell'escussa;
che, pertanto, indipendentemente da quanto dichiarato da _, la cui audizione era peraltro inammissibile (art. 20 cpv. 3 LALEF), la sentenza impugnata non è, nel suo risultato, arbitraria;
che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre alla convenuta è assegnata un'indennità per l'incomodo cagionato (RtiD II-2005 pag. 680 consid. 9);
che a titolo abbondanziale al giudice di pace va ricordato l'obbligo di allestire un verbale d'udienza (art. 298 CPC e 5 del Regolamento delle Giudicature di pace), unica esigenza procedurale in grado di attestare l'avvenuto rispetto del contraddittorio e i termini esatti della discussione che, nel caso concreto, emergono soltanto e sommariamente dalle motivazioni della sentenza;