Decision ID: 57afc3dd-eaf8-5a04-924c-cc341489f396
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che AO 1
(1981), cittadina marocchina, si è rivolta il 4 dicembre 2009 al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – l'autorizzazione a vivere separata dal marito AP 1 (1961) e un contributo di mantenimento indeterminato, dichiarando di lasciare l'alloggio coniugale al convenuto;
che il Pretore ha citato le parti alla discussione del 20 gennaio 2010;
che con istanza del 20 gennaio 2010, trasmessa per fax, AO 1 ha adito il Pretore perché ordinasse
“in via supercautelare” al convenuto
di permetterle l'accesso all'appartamento coniugale per prelevare i suoi effetti personali, dandosi il caso con l'assistenza della polizia
;
che con decreto cautelare
“in via supercautelare” del medesimo giorno
il Pretore ha ordinato i provvedimenti richiesti e ha citato le parti alla discussione del 2 febbraio 2010;
che con appello del 1° febbraio 2010 AP 1 impugna il decreto appena citato per ottenere l'annullamento del decreto medesimo e veder annullare il contributo di mantenimento;
che l'appello non è stato intimato per osservazioni;
che all'udienza del 2 febbraio 2010 davanti al Pretore i coniugi hanno raggiunto un accordo, omologato dal Pretore, secondo cui l'abitazione coniugale è assegnata al marito, il quale si impegna a riconsegnare alla moglie i suoi effetti personali;
e considerando

in diritto:
che l'emanazione di misure provvisionali nel quadro di procedure a tutela dell'unione coniugale è regolata dai Cantoni (RtiD I-2005 pag. 766 consid. 17b con richiami di dottrina);
che nel Ticino la procedura intesa all'emanazione di misure provvisionali è quella degli art. 376 segg. CPC, sicché
solo i provvedimenti cautelari adottati dopo la discussione finale possono essere appellati (
“
previo contraddittorio
”
: art. 382 cpv. 1 CPC);
che p
er
“
contraddittorio
”
nel senso dell'art. 382 cpv. 1 CPC non va intesa l'udienza dell'art. 379 cpv. 1 CPC (quella che fa seguito all'introduzione dell'istanza), bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi);
che tale nozione di
“
contraddittorio
” cautelare è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (riferimenti in:
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382);
che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal Pretore come emesso “in via supercautelare”;
che i decreti cautelari adottati dal giudice prima
della discussione finale, foss'anche dopo una qualsivoglia udienza (
“
nelle more
istruttorie
”
), non sono appellabili (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., pag. 846 nota 907);
che nelle condizioni descritte l'appello in esame si rivela già di primo acchito improponibile;
che mal si comprende invero quale estrema urgenza inducesse il Pretore, in concreto, a statuire su un'istanza priva di firma autografa;
che, comunque sia, questa Camera non è un'autorità di vigilanza abilitata a rilevare d'ufficio eventuali casi di nullità all'infuori di un rimedio giuridico ammissibile;
che, per di più, con la firma dell'accordo raggiunto all'udienza del 2 febbraio 2010 e omologato dal Pretore, la procedura è stata stralciata dai ruoli, sicché l'appello sarebbe ormai privo d'interesse giuridico;
che nelle circostanze descritte gli oneri del giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma te
nuto conto del
la notoria situazione finanziaria in cui versa l'appellante
conviene soprassedere a ogni prelievo, il quale riuscirebbe verosimilmente infruttuoso e che comporterebbe inutili spese per l'erario cantonale;
che
non si pone problema di ripetibili
, l
'appello non essendo stato intimato alla controparte
;
che, relativamente ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso ai fini
dell'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF non sembra raggiungere la
soglia dei
fr. 30
000.– per un ricorso in materia civile;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,