Decision ID: b4f913a1-0676-56b5-8717-7fc87938dd82
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 29 ottobre 2001 la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 1'909.75 oltre interessi e spese.
B.
All'udienza di contraddittorio del 15 novembre 2001 nessuna delle parti è comparsa.
C.
Con pronunciato 28 novembre 2001 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città ha pronunciato il fallimento della _ a far tempo dal 28 novembre 2001 alle ore 15.00.
D.
Con atto 10 dicembre 2001 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, asserendo di avere versato all'UEF di Locarno il 4 dicembre 2001 a saldo dell'esecuzione in esame n. _ fr. 1'914.05 (doc. C) e il 7 dicembre 2001 fr. 14'685.60 per tutte le ulteriori esecuzioni a suo carico n. _ e _ (doc. B e D). L'appellante ha poi sostenuto di essere solvibile ed in grado di far fronte ai suoi impegni.
E.
Con le sue osservazioni la parte appellata ha sostenuto di non avere ancora ricevuto alcun pagamento.

Considerato
In diritto:
1.
a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Jürgen Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta dell'Ufficio esecuzione di Lugano 4 dicembre 2001 (doc. C) emerge che l'esecuzione in oggetto n. _ promossa dalla _ è stata saldata con il versamento di fr. 1'914.05, per cui risulta adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità della _ va osservato che dalla ricevuta 7 dicembre 2001, prodotta dall'appellante, emerge che quest'ultima ha versato a pagamento delle 11 ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti complessivamente fr. 14'685.60, somma che copre i relativi importi posti in esecuzione (doc. D e B).
A carico della _ non vi sono attestati di carenza di beni.
Pertanto sulla base dei predetti documenti può essere ritenuto che la _ non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dal primo Giudice va annullata.
La _ è resa attenta che l'importo di cui è creditrice, le sarà versato dall'UEF di Locarno, dopo che quest'ultimo avrà ricevuto la presente sentenza di annullamento del fallimento.
2.
L'appello 10 dicembre 2001 _ va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), il pagamento del credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile.
Non si assegnano indennità d’appello (art. 62 cpv. 1 OTLEF).