Decision ID: af5e9d08-2bb1-5317-8c7c-d7eda1a30563
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1969 e da ultimo attivo quale autista di camion, nel mese di dicembre 2016 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. 1 inc. AI).
Sulla base degli accertamenti economici e medici eseguiti – tra cui la perizia psichiatrica del 2 novembre 2017 del _ (_) (doc. 41 inc. AI), il rapporto finale SMR (Servizio medico regionale dell’AI) del 17 luglio 2018 (doc. 75 inc. AI), nonché il rapporto finale del 3 dicembre 2018 della consulente in integrazione professionale (consulente IP; doc. 77 inc. AI) – con decisione 4 febbraio 2019, debitamente preavvisata, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni presentando l’assicurato un grado d’invalidità del 39% (doc. 95 inc. AI).
1.2. L’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso contro la succitata decisione, postulando l’assegnazione di una rendita intera d’invalidità. In via subordinata chiede il ritorno degli atti all’Ufficio AI per eseguire ulteriori accertamenti, in particolare ordinare un accertamento professionale presso il _. Contesta la valutazione medico-teorica della capacità lavorativa, sostenendo sulla base delle refertazioni dello psichiatra curante una totale inabilità al lavoro. Stigmatizza che non sia stato dato riscontro alla richiesta di accertamento professionale, rilevando tuttavia come per motivi psichiatrici egli non sia in grado di svolgere un’altra attività.
1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha confermato la perizia psichiatrica come pure la valutazione della consulente IP. Ridefinito il reddito da valido, determinato il grado d’invalidità del 40,7% con diritto ad un quarto di rendita dal 1° giugno 2017, l’amministrazione ha di conseguenza chiesto il parziale accoglimento del ricorso.
1.4. Con osservazioni del 18 marzo 2019 l’assicurato, preso atto della risposta di causa, ha tuttavia ribadito di non essere in grado di conseguire alcun guadagno da invalido (VI).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni dell’assicurato.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3. Nel caso in esame, a seguito della domanda di prestazioni l’Ufficio AI ha ordinato al _ di eseguire una perizia psichiatrica.
Dal referto datato 2 novembre 2017 (doc. 41 incarto AI) risulta che, su incarico del _, il dr. med. _ ha proceduto al consueto riassunto degli atti, all’anamnesi, all’esame clinico (secondo il sistema AMDP), ad approfondimenti testali, alla descrizione della giornata delle attività e delle abitudini e posto la diagnosi, con ripercussioni sulla capacità lavorativa, di sindrome ansiosa organica (ICD 10 F 06.4).
Nell’ambito della discussione dei dati, il perito ha proceduto alla descrizione delle risorse e deficit secondo lo schema MINI-ICF-APP (cfr. in merito SVR 2015 IV nr. 10 e STF 8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 5.2.4 con riferimenti giurisprudenziali), concludendo:
" (...) L’assicurato ha presentato per motivi psichiatrici una IL del 75% dal giugno 2016 al maggio 2017. Dal giugno 2017 egli presenta un IL del 60% nell'attività abituale e del 35% in un’attività confacente in cui non debba utilizzare mezzi pesanti. Nell'attività equivalente a quella di casalinga la CL A sempre stata piena. Si tratta in entrambi i casi di una diminuzione del rendimento.
Ritengo che l'assicurato, con una psicoterapia cognitivo comportamentale a cadenza settimanale con focus sulla gestione dei sintomi e degli evitamenti, potrebbe presentare un miglioramento del 20% della CL, almeno in attività adeguata, nell'arco di 6 mesi.
La psicofarmacoterapia appare adeguata al quadro e non si suppongono ulteriori margini di miglioramento con modifiche della stessa.
Utile, una volta migliorato ulteriormente il quadro clinico dopo alla psicoterapia, un intervento di reintegrazione professionale visto che l'attività prevalente di autista è stata svolta per moltissimi anni e quindi le competenze di falegname andrebbero rivalutate. (...)” (pag. 170 inc. AI)
Con rapporto del 17 luglio 2018 il medico SMR dr. med. _, confermando la perizia _, ha specificato le seguenti limitazioni somatiche:
" (...) Evitare attività lavorative che prevede di salire su ponteggi o scale a pioli.
Evitare ambienti lavorativi rumorosi e molto freddi e lavori in alta quota, a causa delle ripercussioni sull’orecchio interno, con possibile aggravamento del tinnito.
Controindicata la guida di qualsiasi autoveicolo. (...)” (pag. 233 inc. AI)
Il ricorrente, come detto, contesta la valutazione medico-teorica, in particolare l’aspetto psichiatrico che, a sua detta, giustificherebbe una totale inabilità lavorativa. A tal riguardo fa riferimento alle certificazioni della psichiatra curante.
2.4. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Nella DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).