Decision ID: 82cb76b0-ef16-5202-80d4-19678cdb3eb8
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. CO 1 è proprietario del mapp. _ RFD di _, un fondo di 863 mq posto in località _, a monte del torrente _, sul quale sorge una vecchia stalla.
Il PR _, allestito su scala regionale tramite un istituto consortile ed approvato dal Consiglio di Stato il 12 luglio 1985, ha incluso la part. _ in zona R2. Lo stesso terreno è peraltro interessato da uno studio di PR che ne prevede l'estromissione dalla zona edificabile.
B. Il 30 settembre 2003 CO 1 ha chiesto al municipio CO 2 il permesso di ristrutturare ed ampliare la stalla esistente sul suo fondo, in modo da poterla destinare ad abitazione primaria.
Pubblicata la domanda e raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 5 dicembre 2003 il municipio ha tuttavia sospeso la sua decisione per la durata di due anni in applicazione dell'art. 65 LALPT, richiamandosi al contrasto esistente con il PR allo studio. Tale provvedimento è stato confermato dal Consiglio di Stato con giudizio 2 marzo 2004.
Trascorso il biennio di sospensiva senza che il PR venisse pubblicato, il 15 maggio 2006 il municipio di _ ha rifiutato all'istante la chiesta licenza edilizia, rilevando che il mapp. _ non poteva essere considerato urbanizzato siccome privo di un accesso sufficiente.
CO 2
F. Il 12 dicembre 2006 si è tenuta un'udienza in contraddittorio, seguita da un sopralluogo.
Di tutte le risultanze istruttorie si dirà - ove occorresse - nei considerandi che seguono.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 21 LE, nonché 43 e 46 PAmm.
Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. L'istruttoria operata in questa sede ha posto rimedio al carente accertamento dei fatti decisivi per il giudizio di cui si è lamentato a giusto titolo il comune ricorrente.
3. Con il giudizio impugnato il Consiglio di Stato ha in sostanza annullato il diniego della licenza edilizia pronunciato dal municipio di _, dopo aver stabilito senza neppure ispezionare i luoghi che il mapp. _ beneficia di un accesso sufficiente ai sensi dell'art. 19 cpv. 1 LPT e che quindi soddisfa il requisito dell'urbanizzazione sancito dal diritto federale nell'ottica del rilascio di un permesso di costruzione (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). La materia dell'odierno contendere si riduce quindi alla verifica di tale assunto.
3.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).
La nozione di accesso sufficiente è un concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid. 4a). Il suo contenuto precettivo deve quindi essere concretamente determinato, tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (
DTF 123 II 337 consid. 5b)
. Per risultare sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere la costruzione senza difficoltà
(DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).
Per essere qualificato come sufficiente l'accesso deve essere peraltro assicurato tanto in fatto, quanto in diritto. La possibilità di realizzarlo deve essere assicurata sia dal profilo tecnico, sia dal profilo giuridico.
L'accesso deve pertanto già esistere od essere concretamente realizzato al momento in cui vengono portati a compimento i lavori di costruzione dell'edificio o dell'impianto che ne viene servito. Esso deve inoltre essere a disposizione degli utenti della costruzione, che devono essere legittimati ad utilizzarlo per accedervi (Jomini, Commentaire de la LAT, ad art. 19 n. 18 ss.; Zimmerli, Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n. 8b; Scolari, Commentario, ad art. 77 LALPT n. 569 ss.).
In linea di massima, l'accesso deve essere veicolare (cfr. art. 19 LPT nella versione tedesca: Zufahrt e non Zugang). Esso deve consentire ai veicoli di avvicinarsi convenientemente all'opera edilizia e non soltanto al fondo dedotto in edificazione. Ciò non significa ancora che ogni edificio ad uso abitativo debba essere raggiungibile con un veicolo. Accessi pedonali possono bastare soprattutto nelle regioni di montagna, dove la realizzazione di strade di accesso è resa difficoltosa dalla configurazione e dalle condizioni del suolo (
DFGP, op. cit., ad art. 19 n. 13; Zimmerlin, op. cit.,
§ 156 N. 8c; RDAT II-1994 n. 42).
In caso di contestazione dell’adeguatezza dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo, limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili, in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi fondamentali del diritto.
3.2. Il mapp. _ di _ non è dotato di un accesso veicolare. Il fondo è in effetti raggiungibile solo a piedi, tramite un passaggio pubblico che si diparte da una curva della strada cantonale _. Percorsi poco più di venti metri in leggera discesa su una viuzza asfaltata larga 2 m, si raggiunge dapprima il sentiero comunale al mapp. _, indi si scende verso la porzione orientale della part. _ utilizzando una ripida, disagevole scalinata in sasso. Il cammino è lungo nel suo complesso una cinquantina di metri.
A fronte di simile situazione, la decisione del municipio di _ di negare la chiesta licenza edilizia per mancanza di accesso sufficiente non presta il fianco a critiche. Il fondo è sprovvisto invero di qualsiasi sbocco sulla strada pubblica e dista decine di metri dalla sovrastante cantonale che conduce a _. Contrariamente a quanto assume il resistente _, il sentiero pubblico esistente non basta per sanare il difetto. Un simile tracciato unicamente pedonale non può essere oggettivamente considerato accesso sufficienti ai fini delle necessità della casa d'abitazione che il proprietario del mapp. _ intende costruire sul proprio fondo. Non tanto perché non è percorribile con veicoli a motore per ragioni di fatto (larghezza e configurazione della stradina), quanto e soprattutto perché in caso di necessità non permette di avvicinarsi convenientemente alla proprietà con i mezzi di soccorso.
D'altra parte, il mapp. _ non è situato in una zona particolarmente impervia, ove semplici varchi
pedonali potrebbero bastare a causa di oggettive difficoltà di realizzazione di un accesso veicolare. Il fondo è infatti ubicato in collina, in una regione che dal profilo orografico e morfologico potrebbe benissimo essere servita da una strada carrozzabile.
Alla fin fine, negando che il mapp. _ fosse dotato di un accesso sufficiente ai sensi del pertinente diritto federale il municipio di _ non ha operato una valutazione insostenibile, sprovvista di valide ragioni o lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini. L'autorità comunale non ha insomma abusato della latitudine di giudizio che gli va riconosciuta nell'interpretazione del concetto giuridico indeterminato contenuto nell'art. 19 cpv. 1 LPT, mentre il Consiglio di Stato non ha dato prova di quel riserbo che avrebbe dovuto invece imporsi nell'esprimere un sindacato di legittimità sugli apprezzamenti operati dall'istanza inferiore (vedi Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 3 ad art. 56; RDAT I-1996 n. 14).
3.3. Al resistente non giova sottolineare che nei pressi del mapp. _ esistono ormai condotte per l'acqua e l'evacuazione dei liquami, atteso che queste infrastrutture sono solo una parte delle opere necessarie per poter considerare un fondo urbanizzato e quindi suscettibile di essere edificato previo rilascio dell'autorizzazione esatta dall'art. 22 LPT. Né gli può esser di maggior beneficio il fatto che nelle vicinanze vi siano delle proprietà edificate prive di accesso veicolare. Trattandosi di interventi edilizi di vecchia data e non essendo il frutto di una prassi di rilascio di permessi di costruzione in contrasto con l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, non occorre nemmeno chiedersi se ad CO 1 debba essere concessa la postulata autorizzazione edilizia per motivi dedotti dal principio dell'uguaglianza giuridica.
4. Sulla scorta di quanto precede il ricorso deve essere accolto, annullando il giudizio governativo impugnato e confermando il diniego della licenza edilizia pronunciato il 15 maggio 2006 dal municipio di _.
La tassa di giustizia è posta a carico del resistente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).