Decision ID: e043a7e7-cc5b-58fc-aae0-2d76727152d1
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n_ _ AO 1 ha chiesto il fallimento diAP 1 per fr. 7'700.-- oltre accessori.
B.
All’udienza di contraddittorio del 24 agosto 2005 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 5 settembre 2005 il Pretore del Distretto _ ha dichiarato il fallimento diAP 1AP 1 a far tempo da lunedì 5 settembre 2005 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 13 settembre 2005 AP 1 ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento. Essa ha dichiarato di aver provveduto a pagare il suo debito verso l’avv. AO 1, producendo la ricevuta 13 settembre 2005_ relativa al saldo dell’esecuzione in esame n_.
L’appellante ha prodotto pure diverse, ulteriori ricevute di pagamento dell’_ del 13 settembre 2005 nonché la dichiarazione 14 settembre 2005 dello stesso ufficio che attesta il pagamento da parte diAP 1 di tutte le esecuzioni contro di lei pendenti.
considerato

in diritto:
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta _ si evince che l'appellante ha saldato, il 13 settembre 2005, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n_ promossa dall’AO 1AO 1, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dalla documentazione prodotta, segnatamente dal
le ricevute 13 settembre 2005 e dalla dichiarazione 14 settembre 2005 dell’_,
risulta che il 13 settembre 2005 l’appellante ha saldato tutte le esecuzioni promosse contro di lei e che pertanto, il 14 settembre 2005, nei suoi confronti non vi erano più esecuzioni. Dall’attestazione 14 settembre 2005 emerge inoltre che nei confronti di AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Orbene il fatto che l’appellante sia stata in grado di saldare la totalità dei suoi debiti in un solo giorno, dimostra che ella non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L’appello 13 settembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF). Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.