Decision ID: 9df0bbad-eb56-55de-8a71-1fa407e656bb
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
AP 1 è stato protagonista l’8 febbraio 2005 di un incidente della circolazione stradale in località _. Egli circolava su via _ in direzione di _ al volante del suo veicolo _ _ e ha tamponato il veicolo che lo precedeva, marca _ targato _ e condotto da _. Quest’ultimo aveva frenato per evitare di investire il pedone _ (1999), minorenne portatore di handicap, che si trovava con la madre e il fratellino sul marciapiede alla destra dei veicoli e che si è immesso all’improvviso sul campo stradale per raccogliere un oggetto. Grazie alla pronta frenata di _ e alla sua sterzata verso sinistra, il pedone ha urtato la fiancata destra del veicolo fermo, rimanendo illeso. AP 1 ha a sua volta frenato ma non è riuscito a evitare il tamponamento del veicolo Hyundai che lo precedeva (doc. A). Per tali fatti la Sezione della circolazione, Ufficio giuridico, ha inflitto il 20 maggio 2005 a AP 1 una multa di fr. 200.- oltre tasse di giustizia e spese per aver circolato senza prestare la dovuta attenzione alla circolazione e senza mantenere la distanza sufficiente dal veicolo che lo precedeva (doc. B). La decisione 20 maggio 2005 è stata annullata, su ricorso dell’interessato, con sentenza 17 ottobre 2005 del Giudice della Pretura penale Marco Ambrosini (doc. D).
B.
AP 1 si è rivolto alla Pretura del Distretto di Bellinzona con petizione 7 febbraio 2006 chiedendo la condanna di AO 1 e AO 1, genitori di _, al pagamento con vincolo di solidarietà di fr. 18'236.65 oltre interessi, quale risarcimento del danno a lui derivato dall’incidente della circolazione a suo dire provocato dal loro figlio minorenne. I convenuti si sono opposti alla domanda. La procedura giudiziaria è rimasta sospesa dal 14 settembre 2006 al 9 gennaio 2008. I convenuti hanno sollevato in duplica eccezione di prescrizione. Dopo alterne vicende processuali che qui non mette conto ripercorrere (cfr. incarti di questa Camera 12.2008.82 e 12.2008.162), con sentenza 24 novembre 2008 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha accolto l’eccezione di prescrizione e ha respinto la petizione.
C.
L’attore è insorto contro il citato giudizio pretorile con un atto di appello del 16 dicembre 2008, con il quale chiede che in riforma della sentenza impugnata l’eccezione di prescrizione sia respinta, protestando spese e ripetibili. Nelle proprie osservazioni del 22 gennaio 2009, i convenuti propongono di respingere l’appello e di confermare il giudizio pretorile.
e considerato

in diritto:
1.
Nella fattispecie il Pretore ha respinto la petizione, ritenendo prescritta la pretesa dell’attore. Egli ha rilevato che nel caso di specie l’eccezione di prescrizione sollevata dai convenuti nella duplica merita accoglimento, l’attore non avendo inoltrato
alcun atto interruttivo della prescrizione fra la sospensione della causa, ammessa con ordinanza 14 settembre 2006 e la replica del 9 gennaio 2008 che di fatto ha riattivato la procedura. Alla fattispecie, secondo il Pretore, è infatti applicabile il termine di un anno previsto dall’art. 60 CO, al quale rinvia l’art. 333 CC.
2.
L’appellante contesta la conclusione alla quale è giunto il primo giudice, che a suo modo di vedere ha erroneamente applicato alla fattispecie l’art. 60 CO, secondo il quale l’azione di risarcimento o di riparazione si prescrive in un anno decorribile dal giorno in cui il danneggiato conobbe il danno e la persona responsabile. L’attore sostiene che il termine di prescrizione non sarebbe ancora giunto a scadenza in quanto alla fattispecie sarebbe applicabile l’art. 83 cpv. 1 LCStr, secondo il quale l’azione di risarcimento o di riparazione derivanti da infortuni cagionati da veicoli a motore o da velocipedi si prescrive in due anni dal giorno in cui la parte lesa conobbe il danno e la persona responsabile. La LCStr è una normativa speciale, prosegue l’appellante, e deve pertanto essere applicata in luogo dell’art. 60 CO, normativa solo sussidiaria nel caso di specie. A detta dell’appellante dottrina e giurisprudenza hanno esteso l’applicazione del termine biennale di prescrizione a tutti gli obbligati di risarcimento che hanno contribuito al verificarsi di un incidente della circolazione nel quale è rimasto coinvolto un veicolo a motore.
3.
Nella petizione l’attore ha invocato l’art. 333 CC per chiedere ai convenuti, genitori del minorenne _, il risarcimento del danno materiale subito dal suo veicolo in seguito all’incidente della circolazione dell’8 febbraio 2005, ravvisando una loro carenza di sorveglianza e vigilanza del figlio, portatore di handicap mentale, per non aver saputo impedire il suo irrompere sul campo stradale (petizione, pag. 6). All’udienza preliminare del 1° aprile 2008, limitata alla discussione dell’eccezione di prescrizione sollevata dai convenuti con la duplica, l’attore ha sostenuto che alla fattispecie era applicabile il termine di prescrizione biennale previsto dall’art. 83 cpv.1 LCStr, argomentazione ribadita in questa sede. La LCStr disciplina invero in modo esaustivo le responsabilità (
Girsberger
in: Basler Kommentar ZGB II, 3° edizione, Basilea 2006, n.3 ad art. 333 CC) ma essa regola solo le ipotesi di danni provocati dall’uso di un veicolo a motore, come può essere il caso quando un minorenne provoca un incidente per mezzo di un veicolo a motore. In concreto, il minorenne figlio dei convenuti era un pedone e non ha fatto alcun uso di un veicolo a motore o di un velocipede, ciò che esclude d’acchito la sua responsabilità civile ai sensi dell’art. 58 LCstr e pertanto l’applicabilità alla fattispecie della LCStr. È appena il caso di ricordare che il danno di cui l’attore pretende la rifusione è quello provocato dalla collisione del suo veicolo con quello che lo precedeva e che aveva frenato per evitare di investire il pedone. L’attore ha fondato la propria pretesa di risarcimento nei confronti dei convenuti sull’art. 333 CC, ritenendoli responsabili come capifamiglia per l’asserita carente sorveglianza del figlio. Ora alla responsabilità civile del capofamiglia è applicabile solo la prescrizione annuale dell’art. 60 CO (
Werro
, Commentaire Romand CO-I, n. 5 ad art. 60). Ne deriva che la pretesa dell’attore nei confronti dei convenuti è prescritta, avendo egli atteso più di un anno per inoltrare un atto interruttivo della prescrizione. L’appello deve di conseguenza essere respinto.
4.
La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC) e sono pertanto a carico dell’appellante, che rifonderà ai convenuti un’equa indennità per ripetibili di appello.