Decision ID: 80287fbd-3d0f-5322-acf5-81e099eeae11
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell'ambito dell'esecuzione n. _ , con istanza 5 dicembre 2003 il dr. _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 1'272.60 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
Con pronunciato 12 febbraio 2004 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo dal 12 febbraio 2004 alle ore 14.00.
C.
All'udienza di contraddittorio del 4 febbraio 2004 nessuno è comparso.
D.
Con atto 19 febbraio 2004 _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, asserendo che il mancato pagamento è dipeso da una momentanea difficoltà finanziaria. L'appellante ha poi prodotto un estratto 13 febbraio 2004 dell'UE di Lugano (doc. A) e tre ricevute 19 febbraio 2004 sempre dell'UE di Lugano relative al pagamento di fr. 1'545.60 risp. fr. 920.50 risp. fr. 73.-- a saldo delle esecuzioni n. _ risp, _ risp. _ promosse dal dr. _ risp. dalla _ SA risp. dalla _.(doc. B, C e D).

Considerato
In diritto: 1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 19 febbraio 2004 dell'UE di Lugano (doc. B) si evince che il debitore ha versato l'importo di fr. 1'545.60 a saldo della procedura esecutiva in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto 13 febbraio 2004 dell'UE di Lugano (doc. A) emerge che contro l'appellante sono pendenti due ulteriori esecuzioni. Queste sono state saldate con versamenti di fr. 920.50 per l'esecuzione n. _ promossa dalla _ SA risp. di fr. 73.-- per l'esecuzione n. _ promossa dall'_. A carico dell'appellante non risultano attestati di carenza di beni.
Di conseguenza può essere ritenuto che _ è in grado di far fronte ai suoi impegni e che non si trova in uno stato d'illiquidità.
Risultando adempiuto anche il presupposto della solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF può essere applicato ed il fallimento di _ annullato.
2.
L'appello 19 febbraio 2004 di _ va pertanto accolto.
L'esito dell'appello permette di prescindere dalla notifica degli atti di appello alla controparte per le osservazioni (cfr. art. 313 bis CPC).
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.