Decision ID: cc8a9ab1-0a92-566e-91be-5e99f5140f6a
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. AO 1 (1956), cittadino italiano, e AP 1 (1973), cittadina ungherese, si sono sposati ad _ il 1° maggio 2010, adottando la separazione dei beni. A quel momento gli sposi avevano già il figlio L_, nato il 22 dicembre 2005. Il 12 agosto 2010 è nato il secondogenito F_. Il marito è ingegnere civile e ha lavorato da ultimo per la R_ Sagl di _ (ora in liquidazione per fallimento, pronunciato l'11 maggio 2020) e la E_ SA di _ (anch'essa in liquidazione, dopo il fallimento decretato il 4 settembre 2019). Durante la vita in comune la moglie si è dedicata al governo della casa e alla cura della famiglia. I coniugi si sono separati nel settembre del 2018, quando AP 1 ha lasciato l'abitazione coniugale (proprietà per piani n. 22 248 a lei intestata, pari a 22/1000 della particella n_ RFD di _, sezione di _) per trasferirsi con i figli prima in un albergo e poi in un appartamento locato nel medesimo Comune.","B. L'8 agosto 2018 AP 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a tutela dell'unione coniugale per ottenere – già in via cautelare – l'autorizzazione a vivere separata, l'assegnazione dell'alloggio coniugale con mobili e suppellettili, l'affidamento di L_ e F_ (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare per sé di fr. 861.25 mensili (o di fr. 5241.25 mensili nel caso in cui non le fossero accordati i contributi di accudimento per i figli) dal 1° agosto 2018 e un contributo alimentare di fr. 3440.– mensili per ogni figlio (compreso l'assegno familiare e un contributo di accudimento di fr. 2190.– mensili), come pure l'assegnazione in uso di una F_ “_” (TI _). Oltre a ciò, essa ha instato per una provvigione ad litem di fr. 3000.– o, in subordine, per il beneficio del gratuito patrocinio.","C. All'udienza del 27 settembre 2018, indetta per il contraddittorio cautelare e il dibattimento sulle misure a tutela dell'unione coniugale, AO 1 ha aderito alla richiesta di vita separata, ma ha chiesto di affidargli i figli (riservato il diritto di visita materno) e di attribuirgli in uso l'abitazione coniugale, rifiutando ogni obbligo alimentare. AP 1 ha replicato seduta stante, mantenendo il suo punto di vista. Alla successiva udienza del 17 ottobre 2018, indetta per il seguito del dibattimento sulle misure protettrici, il marito ha duplicato, ribadendo la sua posizione. Le parti hanno notificato prove. In coda all'udienza i coniugi hanno raggiunto un accordo parziale – omologato dal Pretore – che li autorizzava a vivere separati, assegnava “provvisoriamente” l'alloggio coniugale in uso al marito e affidava i figli L_ e F_ “congiuntamente ad entrambi i genitori”, anche se per il momento L_ rimaneva dal padre e F_ dalla madre (riservati i diritti di visita dell'altro genitore, stabiliti in un incontro infrasettimanale con un pasto e in un fine settimana ogni due). L'istruttoria è iniziata il 29 ottobre 2018.","D. Con decreto cautelare emesso il 22 novembre 2018 “nelle more istruttorie” il Pretore ha condannato il marito a versare un contributo alimentare di fr. 990.– mensili alla moglie e uno di fr. 1100.– mensili per il figlio F_ (assegni familiari non compresi), che abita con lei. AP 1 è stato tenuto inoltre a provvedere al fabbisogno in denaro di fr. 1100.– mensili del figlio L_ (assegni familiari non compresi), che vive con lui nell'abitazione coniugale, senza per il momento prevedere una partecipazione in denaro della madre. Adita su appello del marito, questa Camera ha annullato il decreto cautelare il 21 dicembre 2018 e ha rinviato gli atti al Pretore per nuovo giudizio “previo accertamento del reddito e del fabbisogno minimo dell'appellante, come pure del fabbisogno in denaro del figlio F_” (inc. 11.2018.135).","E. In esito al rinvio, con nuovo decreto cautelare emesso il 1° febbraio 2019 (sempre “nelle more istruttorie”) il Pretore ha condannato il marito a versare con effetto immediato un contributo alimentare di fr. 2608.– mensili per il figlio F_, assegni familiari non compresi. Per quel che è di L_, egli ha confermato l'obbligo del padre di provvedere al mantenimento di lui “senza per il momento partecipazione in denaro da parte della madre”. Un appello introdotto il 14 febbraio 2019 da AO 1 contro tale decreto è tuttora pendente dinanzi a questa Camera (inc. 11.2019.27). Nel frattempo è proseguita l'istruttoria, nell'ambito della quale è stato delegato alla psicoterapeuta M_ _ G_ _ l'ascolto dei figli, mentre il Servizio medico- psicologico è stato incaricato di attivare una loro presa a carico.","F. In accoglimento di un'istanza presentata da AP 1, con decreto cautelare del 12 dicembre 2018 emesso senza contraddittorio il Pretore ha ordinato il blocco (art. 178 cpv. 3 CC) delle proprietà per piani n. 1096 e 1098 della particella n. _ RFD di _, sezione di _, appartenenti al marito, come pure del conto _ n. _ a lui intestato, su cui era accreditato il provento dalla locazione della proprietà per piani n. 5270 della particella n. _ RFD di _ (comproprietà in ragione di un mezzo ciascuno dei figli L_ e F_, cui il padre aveva donato l'immobile riservandosene l'usufrutto a vita; inc. CA.2018.480). Il 13 dicembre 2018 è seguita l'udienza per la discussione cautelare in cui il marito si è opposto alla richiesta della moglie. Con decreto “supercautelare” del 15 marzo 2019 il Pretore ha accolto la richiesta di AP 1 e ha ordinato alla R_ Sagl di trattenere dallo stipendio del marito l'importo di fr. 2608.– mensili (oltre all'assegno familiare), riversando la somma su un conto a lei intestato (inc. CA.2019.118). AO 1 si è opposto il 27 marzo 2019 alla trattenuta di stipendio e ha ottenuto a sua volta l'11 aprile 2019 – sempre in via “supercautelare” – il blocco della proprietà per piani n. 5271 (“box auto”) della particella n. _ RFD di _, appartenente alla moglie (inc. CA.2019.160). Il 26 aprile 2019 egli ha postulato altresì il beneficio del gratuito patrocinio.","G. A un'udienza del 27 maggio 2019, convocata per il contraddittorio sull'ultima istanza cautelare del marito (inc. CA.2019.160), la moglie si è opposta alla pretesa di lui. Sono seguite, seduta stante, la continuazione del dibattimento e le arringhe finali, nelle quali le parti hanno mantenuto il loro punto di vista, non senza che la moglie adeguasse la pretesa alimentare per F_ a fr. 4460.– mensili (di cui fr. 3660.– per contributo di accudimento), aumentasse la richiesta di provvigione ad litem a fr. 10 000.– e chiedesse, in subordine, l'affidamento di L_ a terzi.","H. Statuendo con sentenza del 19 giugno 2019, il Pretore:","– ha autorizzato i coniugi a vivere separati,","– ha assegnato l'abitazione coniugale in uso al marito,","– ha affidato i figli “congiuntamente ad entrambi i genitori”, collocando L_ “principalmente” dal padre e F_ “principalmente” dalla madre, riservata una visita infrasettimanale (con pasto) e un fine settimana ogni due con l'altro genitore e il fratello,","– ha confermato un incarico di “supervisione e coordinamento” alla pediatra dott. B_ _ R_ _ e al Servizio medico piscologico, instituendo inoltre una curatela educativa a beneficio dei figli,","– ha rinunciato a fissare contributi di mantenimento fra coniugi,","– ha condannato il marito a versare con effetto immediato nelle mani della moglie un contributo alimentare di fr. 3725.– mensili per il figlio F_, assegni familiari non compresi,","– ha obbligato AO 1 a provvedere inoltre al mantenimento del figlio L_, “senza per il momento partecipazione in denaro da parte della madre”,","– ha ordinato (in sostituzione del decreto supercautelare 15 marzo 2019) alla R_ Sagl (ora in liquidazione) di trattenere dallo stipendio del marito l'importo di fr. 3725.– mensili (oltre all'assegno familiare), riversando la somma su un conto postale intestato alla moglie,","– ha confermato il blocco delle proprietà per piani n. 5271 RFD di _, come pure delle particelle n. 1096 e 1098 RFD di _, sezione di _,","– ha assegnato la F_ “_” in uso alla moglie,","– ha respinto la richiesta di provvigione ad litem della moglie e le istanze di gratuito patrocinio di entrambi i coniugi.","Le spese processuali di fr. 8000.– sono state poste solidalmente a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.","I. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 28 giugno 2019 in cui chiede che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di:","– assegnarle in uso l'abitazione coniugale,","– precisare, sotto comminatoria dell'art. 292 CP in caso di inadempienza, gli orari dei diritti di visita come segue: quello settimanale dalla fine della scuola, rispettivamente durante le vacanze scolastiche dalle ore 18.00, fino alle ore 21.00, quello quindicinale dal venerdì alle ore 18.00 fino alla domenica alle ore 18.00,","– fissare dal 1° agosto 2018 un contributo alimentare per sé di fr. 468.– mensili o, subordinatamente (nel caso in cui l'alloggio coniugale continuasse a essere assegnato in uso al marito), di fr. 141.– mensili,","– aumentare dal 1° agosto 2018 il contributo alimentare per F_ a fr. 4430.– mensili (oltre all'assegno familiare) o, in subordine (nel caso in cui l'alloggio coniugale continuasse a essere assegnato in uso al marito), a fr. 5084.– mensili (oltre all'assegno familiare),","– adeguare di conseguenza l'ordine di trattenuta di stipendio,","– revocare il blocco della proprietà per piani n. 5271 di _ e","– addebitare (senza vincolo di solidarietà) le spese processuali per tre quarti al marito e per il resto a lei, con obbligo per il marito di rifonderle fr. 5000.– a titolo di ripetibili di prima sede.","Nelle sue osservazioni del 13 luglio 2020 AO 1 ha concluso per il rigetto dell'appello sulla scorta di nuovi fatti e nuovi mezzi di prova. Invitata a replicare, AP 1 ha ribadito il 17 agosto 2020 le proprie richieste, tranne per quel che riguarda la trattenuta di stipendio, divenuta senza oggetto. Nella sua duplica del 31 agosto 2020 AO 1 ha riproposto di respingere l'appello.","L. Nel frattempo, il 4 luglio 2019, anche il marito ha appellato la sentenza del Pretore per ottenere che – accordatogli il beneficio del gratuito patrocinio e conferito effetto sospensivo al ricorso – il contributo alimentare per il figlio F_ sia ridotto a fr. 2730.45 mensili (assegni familiari non compresi) e la trattenuta di stipendio alla R_ Sagl sia adattata di conseguenza. Con decreto del 9 luglio 2019 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. L'appello del marito non è stato notificato ad AP 1 per osservazioni."}

{Considerando,"in diritto: 1. I rimedi giuridici in esame concernono la medesima procedura e si fondano sostanzialmente sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le procedure di appello e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).","2. I provvedimenti a tutela dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se essi vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale riserva non si pone, poiché in prima sede era litigioso, oltre al contributo alimentare per moglie e figli, l'affidamento dei medesimi, controversia impugnabile senza riguardo a questioni di valore (cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2018.96/97","del 20 maggio 2019 consid. 1). Quanto alla tempestività dei rimedi giuridici, la decisione impugnata è pervenuta ai patrocinatori delle parti il 24 giugno 2019 (tracciamento degli invii n. _ e n. _, agli atti). Depositato il 28 giugno 2019, l'appello di AP 1 è tempestivo. Ricevibile è altresì, sotto questo profilo, l'appello di AO 1, introdotto il 4 luglio 2019 (timbro postale sulla busta di invio), ultimo giorno utile.","I. Sull'appello di AO 1","3. All'appello AO 1 acclude nuova documentazione che attesta la propria uscita dalla E_ SA (ormai in liquidazione) e la sua posizione di “titolare responsabile” in seno alla R_ Sagl (nel frattempo anch'essa in liquidazione). Si tratta di dati che figurano in pubblici registri (Foglio ufficiale svizzero di commercio, registro di commercio e albo delle imprese: doc. C a F di appello), notori e come tali ricevibili (DTF 138 II 564 consid. 6.2). Comunque sia, la loro produ-zione non sussidia ai fini del giudizio, per quanto si vedrà in appresso (consid. 7). Conviene così procedere senza indugio alla trattazione del ricorso.","4. Litigioso rimane in questa sede il contributo alimentare per il figlio F_. A tal fine il Pretore ha ripreso in sostanza i dati posti a fondamento del decreto cautelare del 1° febbraio 2019. Accertato un reddito netto del marito di fr. 6540.– mensili per rapporto a un fabbisogno minimo di fr. 1825.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1350.–, premio della cassa malati fr. 380.70, assicurazione RC dell'automobile fr. 65.50, imposta di circolazione fr. 30.40), che non considera il costo dell'alloggio (oneri ipotecari e spese condominiali) perché AO 1 non lo copre, il primo giudice ha calcolato un margine disponibile del convenuto di fr. 4715.– mensili. Constatato un ammanco della moglie di fr. 3350.– mensili (reddito netto fr. 300.– mensili, fabbisogno minimo fr. 3650.– mensili), il Pretore ha stabilito in fr. 5250.– mensili i fabbisogni complessivi dei figli, di cui fr. 1100.– mensili per L_ e fr. 4150.– mensili per F_ (fabbisogno in denaro fr. 800.–, contributo di accudimento di fr. 3350.–), assegni familiari non compresi. E siccome il margine del convenuto non basta per sovvenire al mantenimento dei figli, egli lo ha ridotto in proporzione, fissando il contributo alimentare per F_ in fr. 3725.– mensili e adeguando di conseguenza la trattenuta di stipendio (sentenza impugnata, pag. 6 seg.).","5. L'appellante fa valere di avere dovuto far fronte, dopo la separazione, a obblighi per spese arretrate della famiglia che credeva di avere già onorato con quanto passava alla moglie, ma costei ha destinato il denaro ad altri scopi. In condizioni del genere un contributo alimentare come quello fissato dal primo giudice rende – a suo parere – impossibile appianare i debiti e provocherebbe procedure esecutive che metterebbero a repentaglio la sua iscrizione all'albo delle imprese e degli operatori specialisti secondo la legge sull'esercizio della professione di impresario costruttore e di operatore specialista nel settore principale della costruzione (LEPICOSC), con grave rischio per l'esistenza economica sua e di tutta la famiglia. L'appellante indica il suo guadagno in fr. 6156.– mensili (fr. 4094.95 da attività per la R_ Sagl, fr. 1548.55 per indennità di disoccupazione parziale in sostituzione dello stipendio che prima percepiva dalla E_ SA e fr. 513.– dalla locazione dell'immobile a _). Sul fronte delle spese egli accetta di non vedersi inserire nel fabbisogno minimo il costo dell'alloggio (pagato dalla moglie con il contributo di accudimento per il figlio che ha riconosciuto il Pretore), mentre deplora il mancato riconoscimento delle spese per il carburante e i pasti fuori casa che quantifica rispettivamente in fr. 350.– e in fr. 300.– mensili. Onde, a suo avviso, un fabbisogno minimo di fr. 2476.60 mensili complessivi.","L'appellante contesta inoltre il reddito della moglie, che chiede di portare a fr. 1285.– netti mensili, al guadagno (non contestato) di fr. 300.– mensili dalla sua recente attività di mamma diurna dovendosi aggiungere fr. 400.– mensili per la mancata locazione di un appartamento in Italia che – privo di oneri ipotecari – le fruttava € 340.– mensili prima che lei se ne spossessasse, oltre a fr. 585.– mensili di redditi propri in Ungheria. Ciò posto, egli quantifica in fr. 2365.– mensili l'ammanco della moglie e in fr. 3679.40 mensili il proprio margine disponibile, che però non basta per finanziare il mantenimento dei figli di fr. 4265.– mensili complessivi (fr. 1100.– per L_ e fr. 3165.– per F_, di cui fr. 800.– per il fabbisogno in denaro e fr. 2365.– per il contributo di accudimento). Ridotti in proporzione i fabbisogni dei figli, egli chiede così che il contributo alimentare per F_ sia ricondotto a fr. 2730.45 mensili, oltre all'assegno familiare.","6. Nella misura in cui si duole che l'onere alimentare fissato dal Pretore gli impedisce di appianare i debiti familiari arretrati causati dalla moglie, esponendolo al rischio di procedimenti esecutivi e di esclusione dalla “certificazione LEPICOSC”, l'appellante si limita ad allegazioni (i debiti arretrati) o a ipotesi (il rischio di esclusione dall'esercizio della professione). Senza contare che il sostentamento della famiglia prevale sul rimborso di debiti verso terzi, quand'anche si tratti di debiti accesi per l'economia domestica (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2019.96 del 10 aprile 2020 consid. 6f). Al proposito non soccorre dunque diffondersi.","7. Per quanto riguarda il reddito del convenuto, il Pretore ha ripreso quanto accertato nel decreto cautelare del 1° febbraio 2019, allorché – in esito alle considerazioni formulate da questa Camera nella sentenza di rinvio del 21 dicembre 2018 – egli ha appurato un reddito da attività lucrativa di fr. 6030.– mensili (compreso il guadagno conseguito dalla E_ SA e dalla R_ Sagl, di fr. 4094.95 mensili) e un reddito dalla locazione dello stabile a _ di fr. 513.– mensili (sentenza impugnata, pag. 3). L'appellante deplora che il Pretore abbia calcolato tali entrate includendo lo stipendio percepito dalla E_ SA nonostante egli si fosse dimesso da tale società (doc. 44) e chiede di riconoscere per quella parte di attività fr. 1548.55 mensili al massimo, pari alla quota dell'indennità di disoccupazione.","a) Intanto, poco giova che al momento in cui ha statuito il Pretore AO 1 non percepisse più lo stipendio dalla E_ SA. Nell'ambito del decreto cautelare del 1° febbraio 2019, al quale si richiama il Pretore nella sentenza impugnata in cui ritiene quel reddito “oggettivamente alla portata del marito e in linea con i guadagni sempre ottenuti” (loc. cit., pag. 2 e pag. 6), AO 1 aveva precisato che l'importo calcolato “corrisponde anche alla ragionevole potenzialità di reddito del marito, tenuto conto della sua formazione di ingegnere e della sua importante esperienza lavorativa”. E con tale argomentazione – sussidiaria – l'appellante non si è confrontato nell'appello contro il decreto cautelare del 1° febbraio 2019 e nemmeno si confronta nell'appello in esame contro la decisione finale, appello che pertanto su questo punto si rivela finanche irricevibile (cfr. DTF 138 III 735 consid. 3.4 con rinvio, 138 I 100 consid. 4.1.4; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2019.113 del 22 ottobre 2019 consid. 4 con rinvio).","b) Nulla muta al riguardo la circostanza – addotta dall'interessato nelle osservazioni del 13 luglio 2020 all'appello della moglie – stando alla quale dal 1° aprile 2020 l'appartamento di _ è sfitto per essersi l'inquilina (P_ _) trasferita altrove il 31 marzo 2020 e non trovandosi un nuovo conduttore (doc. 5 di appello nell'inc. 11.2019.77). Come si vedrà oltre in relazione all'appello della moglie (consid. 13a), il mancato introito dalla locazione dell'appartamento a _ sarebbe in ogni caso compensato, nell'insieme, dal reddito che il marito ritrae dagli appartamenti di _ e che il Pretore non ha considerato.","8. Relativamente al proprio fabbisogno minimo, il convenuto, pur accettando che gli oneri dell'appartamento in suo uso siano espunti dal calcolo, chiede di conteggiare le spese per il carburante (fr. 350.– mensili) e i pasti fuori casa (fr. 300.– mensili). Il Pretore non ha riconosciuto tali uscite, rinviando a quanto addotto nel decreto cautelare del 1° febbraio 2019, ovvero che il convenuto non aveva documentato né spiegato nulla al riguardo, non bastando “un fugace riferimento alla notifica fiscale (...) per quantificare in modo sufficientemente verosimile questi costi”. Tutto si ignorava inoltre sulle distanze che l'interessato doveva coprire e sul numero di pasti fuori casa, fermo restando che il convenuto “gode della più ampia libertà di organizzare il suo lavoro, consuma diversi pasti a casa propria e i cantieri che lo occupano non sono certamente tutti distanti da dove abita”. Per il primo giudice spettava dunque al convenuto “spiegare e documentare meglio questa voce di spesa”, in difetto di che essa non poteva essere considerata (decreto cautelare del 1° febbraio 2019, pag. 7).","L'appellante fa valere che le spese in questione sono necessarie per svolgere la sua funzione di responsabile tecnico LEPICOSC, giacché per effettuare i controlli sui cantieri “situati nelle zone più disparate del Ticino” (attualmente: L_, P_ _, P_, M_, Li_ e C_) è necessaria la sua presenza “più o meno 3 o 4 volte la settimana per ogni cantiere”. Di conseguenza – egli epiloga – delle due l'una: o si tiene conto dei pasti fuori casa oppure gli vanno riconosciute spese di trasferta maggiorate per consentirgli di rientrare a casa per il pranzo. Sta di fatto che, una volta ancora, l'appellante si limita a esporre le proprie richieste. Il Pretore non ha escluso che egli possa far valere spese professionali. Non le ha considerate perché egli non le aveva rese verosimili, omettendo di documentarle. Del resto, ancora in appello AO 1 non rimedia alla mancata quantificazione, foss'anche indicativa, delle distanze mensili ch'egli copre per ragioni professionali e del numero di pasti che consuma fuori casa, nonostante la “più ampia libertà di organizzare il suo lavoro” gli consenta di pranzare spesso a domicilio, come aveva accertato il primo giudice a suo tempo senza essere smentito dall'appellante. A un sommario esame la sentenza impugnata resiste dunque, una volta ancora, alla critica.","9. Riguardo al reddito della moglie, l'appellante sostiene che, così come ha annoverato fra i suoi redditi la locazione dell'immobile a _ (nel frattempo donato ai figli, ma del quale egli conserva l'usufrutto a vita), il Pretore avrebbe dovuto includere nelle entrate di lei la pigione che essa ritraeva (€ 340.– mensili) da un appartamento a _ (Abruzzo) prima che se ne spossessasse. Ora, che AP 1 abbia venduto l'appartamento citato in corso di causa è pacifico, l'interessata avendo riconosciuto davanti al Pretore di avere perfezionato la compravendita alla fine di aprile del 2019, incassando un prezzo di € 39 000.– (verbale del 27 maggio 2019, pag. 3). E il Pretore ha tenuto conto di tale alienazione per rifiutarle una provvigione ad litem, come pure il beneficio del gratuito patrocinio (sentenza impugnata, pag. 7). Dal canto suo l'istante ha motivato l'alienazione con le difficoltà finanziarie in cui essa versava (verbale del 27 maggio 2019, pag. 3), difficoltà quanto meno verosimili alla luce della grave situazione di ammanco di lei, come pure del mancato pagamento – ammesso dal marito all'udienza del 27 maggio 2019 – dei contributi alimentari fissati con il decreto cautelare del 1° febbraio 2019. A un sommario esame, nessun reddito ipotetico può essere dunque imputato all'istante per l'appartamento di _.","Quanto ai redditi ungheresi della moglie, l'appellante ricorda che AP 1 è proprietaria di un appartamento nel suo Paese di origine, appartamento che le frutta HUF 90 000.– mensili, corrispondenti ad almeno fr. 320.– mensili, come si desume dagli estratti della carta di credito ungherese da lei prodotta. Dalla quella carta di credito – egli soggiunge – si evincono inoltre,","per l'anno documentato, addebiti di quasi HUF 2 000 000.–, pari ad almeno fr. 7000.–. Onde la richiesta di imputare all'istante fr. 585.– mensili da tali redditi. Ora, che l'istante sia proprietaria di un appartamento in Ungheria non fa dubbio, come essa medesima ha dichiarato (replica, pag. 3). Essa ha precisato però che l'immobile non genera reddito e sta per essere venduto. Si conviene che dall'estratto della carta di credito ungherese si evincono operazioni pressoché mensili di accredito e addebito (lo stesso giorno) di HUF 90 000.– tra l'ottobre del 2017 e il maggio del 2018 (doc. M1). Tali transazioni non si ripetono più tuttavia dopo di allora. Ciò appare suffragare la tesi dell'istante, secondo cui l'appartamento in questione non produce più introiti. Né il convenuto ha approfondito il tema al momento della deposizione della moglie. Ciò posto, il reddito di fr. 320.– mensili dalla locazione dell'appartamento della moglie in Ungheria (e di ulteriori fr. 265.– mensili da altre non meglio precisate fonti) non risulta sufficientemente verosimile. Privo di consistenza, l'appello vede così la sua sorte segnata.","II. Sull'appello di AP 1","10. Alle osservazioni del 13 luglio 2020 e alla duplica del 31 agosto 2020 AO 1 unisce nuova documentazione: i conteggi di stipendio della R_ Sagl (ora in liquidazione) dal gennaio al settembre del 2019 con le relative trattenute di salario (doc. 2), una tabella riguardante il pagamento dei contributi alimentari e degli oneri ipotecari dal febbraio del 2019 al luglio del 2020 (questi ultimi muniti dei giustificativi e di un calcolo della _ circa il saldo ancora scoperto il 9 luglio 2020; doc. 3), un estratto delle esecuzioni a suo carico l'8 gennaio 2020 (doc. 4), i documenti aggiornati relativi agli appartamenti –in parte sfitti – di _ e _ (doc. 5, doc. 6 e doc. 9), gli atti della vendita di un immobile ad A_ (doc. 7), una dichiarazione di T_ _ riguardo all'attività svolta da AP 1 tra il 1997 e il 1998 in Italia (doc. 10) e un verbale dell'udienza tenutasi il 27 agosto 2020 davanti al Pretore sulle più recenti cause che coinvolgono le parti (doc. 11). Ora, documenti che concernono figli minorenni sono sempre ammissibili, senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC (DTF 144 III 349). E siccome nella fattispecie la lite verte anche sulla disciplina del diritto di visita dei figli e sul contributo alimentare per F_, di tali documenti va tenuto conto d'ufficio – contrariamente all'opinione della moglie – nella misura in cui appaiano utili per il giudizio (DTF 144 III 352 consid. 4.2.1). Tutt'al più l'allegazione tardiva di nuovi fatti o di nuovi mezzi di prova potrà influire sul riparto delle spese processuali (art. 108 CPC). Il tema andrà, se mai, trattato oltre.","Il marito postula inoltre il richiamo dell'incarto della presente causa, compresi i fascicoli dei procedimenti cautelari. Gli inserti di tali procedimenti sono già stati trasmessi d'ufficio dalla Pretura a questa Camera. Il richiamo si rivela perciò superfluo. Egli chiede altresì l'edizione di una lettera inviata dalla moglie alla _ in cui AP 1 si informa sulle ragioni della mancata realizzazione dell'immobile a _. Come si vedrà in appresso (consid. 11), l'assunzione del mezzo di prova invocato non è suscettibile tuttavia di incidere sul giudizio. In proposito non è il caso perciò di attardarsi oltre.","11. Controversa è anzitutto l'assegnazione in uso al marito dell'abitazione coniugale di _. Al riguardo il Pretore ha rilevato che, dato il collocamento di F_ presso la madre e di L_ presso il padre, tale situazione logistica va confermata. Egli ha ritenuto che un ritorno di AP 1 nell'abitazione coniugale “finirebbe per generare un ulteriore trauma” al figlio L_, “già duramente provato”, il quale “per le difficoltà che caratterizzano in questo momento i suoi rapporti con la madre, seguirebbe il padre, con probabili nuove forzature”. Pur non disconoscendo che la madre è intestataria del fondo, il primo giudice ha rilevato che “per dichiarazione congiunta dei coniugi” il bene è stato finanziato con mezzi del marito. A parte ciò – ha continuato il Pretore – non risulta né è allegato che la soluzione logistica adottata dalla madre sia inadeguata (sentenza impugnata, pag. 5 seg.).","L'appellante rimprovera al Pretore di non avere tenuto conto del fatto che i due figli sono collocati l'uno (L_) dal padre e","l'altro (F_) dalla madre. Essa lamenta inoltre che con il suo “deliberato comportamento” il marito, pur avendo un reddito netto di almeno fr. 8293.– mensili, sta accumulando debiti (attualmente circa fr. 15 000.–) e dal settembre del 2018 non paga le spese dell'alloggio coniugale (fr. 1454.05 mensili: fr. 642.65 di oneri ipotecari e fr. 811.40 di spese condominiali). Dovendo essa, come proprietaria del fondo, rispondere di tali debiti, v'è il rischio concreto che l'alloggio finisca agli incanti. A ciò si aggiunge l'impossibilità per lei di far fronte alla locazione dell'appartamento che occupa (fr. 1700.– mensili) e a quelli dell'abitazione coniugale (fr. 1454.05 mensili). La decisione del Pretore la obbliga in sostanza a indebitarsi ulteriormente a beneficio del marito, il quale potrebbe trasferirsi invece senza problemi nel suo appartamento di _ o in quello di _ di cui è usufruttuario, lasciando alla famiglia maggiori risorse. Ciò posto – essa epiloga – l'interesse che le sia assegnata l'abitazione coniugale prevale su quello del marito."}