Decision ID: a3c8997c-f973-540f-b700-d54fd7aefa5b
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 20 dicembre 2013, la Cassa CO 1 ha modificato la decisione con la quale aveva sospeso RI 1 per 21 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. doc. 22), riducendo la sanzione a 11 giorni e rilevando in particolare:
" (...)
La Cassa, dopo aver attentamente esaminato tutta la documentazione, evidenzia che siamo di fronte ad un licenziamento,
avvenuto per i modi di fare e per il comportamento, avuto dall'assicurato nei confronti dei collaboratori irrispettoso ed inaccettabile.
L'assicurato, per il tramite del suo rappresentante legale ha contestato queste indicazioni del datore di lavoro in quanto quest'ultimo non ha mai richiamato per iscritto il Sig. RI 1 mentre, per quanto riguarda i modi di fare, indica che si sono limitati ad una presunta lamentela della segretaria.
Proprio in conformità con la giurisprudenza in vigore, basta una copia non necessariamente legata alla natura professionale ma anche attinente al comportamento generale dell'assicurato per determinare un motivo di disdetta del rapporto di lavoro ed una conseguente colpa nella decisione di cassa.
In questo esplicito caso appare comunque chiaro che il comportamento dell'assicurato, soprattutto nei confronti dei suoi collaboratori ha destato parecchi problemi che hanno poi portato la direzione della Vebego a decidere di operare la disdetta del rapporto di lavoro.
Tuttavia, in considerazione delle argomentazioni evidenziate dall'Avvocato RA 1 nei vari scritti, si ritiene che una sospensione di 11 giorni sia maggiormente commisurata al grado di colpa lieve dell'assicurato in quanto le motivazioni addotte possono essere maggiormente considerate nella valutazione del caso. (...)" (Doc. A)
1.2. Contro questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA nel quale il suo patrocinatore chiede di annullare la sanzione, non essendo dimostrata una colpa per lo scioglimento del rapporto di lavoro e osserva:
" (...)
Nella fattispecie la Cassa di disoccupazione ha ritenuto – a torto – che il licenziamento sia imputabile a colpa del dipendente, che con il suo comportamento avrebbe fornito al datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di lavoro, basandosi esclusivamente sulla versione dei fatti fornita dal datore di lavoro dopo il licenziamento e su esplicita richiesta della Cassa.
Al di là delle affermazioni del datore di lavoro – sempre contestate dal dipendente – non vi è alcuna prova a sostegno di quanto affermato da quest'ultimo. Anzi. La lunga durata del contratto di lavoro (oltre 10 anni) e l'attestato di lavoro rilasciato dallo stesso datore di lavoro – in cui si attesta tra l'altro che "... Abbiamo molto apprezzato il suo impegno personale e la sua identificazione con la nostra azienda. Il signor RI 1 ha fornito delle buone prestazioni sia in senso qualitativo che quantitativo.. (....) Il comportamento del signor RI 1 nei confronti dei nostri superiori, clienti e collaboratori è stato corretto e nel complesso corrispondeva alle nostre aspettative"{doc. E) – indicano esattamente il contrario: ossia che il qui ricorrente era un valido dipendente a cui non può essere rimproverato nulla.
Agli atti non vi è alcuna traccia né di richiami scritti, né altre prove che possano suffragare quanto affermato dal datore di lavoro che in realtà ha licenziato il qui ricorrente per meri motivi economici.
Già alle richieste dello scrivente legale in tal senso, il datore di lavoro non aveva peraltro mai dato alcun seguito.
Si ritiene pertanto che la Cassa abbia ritenuto arbitrariamente per vere le affermazioni di una parte, senza considerare per contro quelle della parte opposta, e ciò senza alcun valido motivo. La decisione di sospensione non contiene alcuna valida giustificazione, e la convenuta non ha preso alcuna presa di posizione riguardo alle puntuali contestazioni del ricorrente, in primis in merito al potere di rappresentanza di chi aveva redatto la prima decisione e della mancanza dei rimedi di diritto. (...)" (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 21 febbraio 2014 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva in particolare:
" (...)
La Cassa dopo aver esaminato con attenzione le varie argomentazioni indicate dal nutrito scambio di corrispondenza emanava una decisione su opposizione, in data 20 dicembre
2013, dove veniva parzialmente accolta l'opposizione dell'Avv. RA 1 con conseguente riduzione della sospensione da 21 a 11 giorni, corrispondente ad un grado di colpa lieve nel licenziamento. Tra l'altro proprio il rappresentate legale chiedeva che se la colpa doveva essere considerata, la stessa era da ritenere di una lieve entità come del resto ha statuito e deciso la Cassa Disoccupazione.
Nell'atto di ricorso l'Avv. RA 1 indica, a torto, che la Cassa si è basata esclusivamente sulla versione dei fatti fornita dal datore di lavoro dopo il licenziamento.
A tale riguardo si precisa che se la Cassa avesse unicamente tenuto in considerazione solo le indicazioni riportate dal datore di lavoro, in conformità con le disposizioni di legge e con la prassi consolidata, avrebbe dovuto statuire per una colpa grave dell'assicurato, ossia deliberando per una sospensione da 31 a 60 giorni controllati e non unicamente per una sospensione di 11 giorni.
ln merito alle indicazioni riportate sull'attestato di lavoro rilasciato dal datore di lavoro è ormai consolidato che tale documento ha un valore probante abbastanza ridotto in quanto le aziende, per non ulteriormente penalizzare i propri collaboratori dopo un licenziamento,
tendono nella quasi totalità dei casi ad indicare unicamente gli aspetti positivi del lavoratore, soprattutto per evitare agli assicurati di avere negative ripercussioni verso la ricerca di una nuova attività lavorativa.
In merito alle motivazioni, il rappresentante legale dell'assicurato sorvola sul fatto che la Cassa ha testualmente indicato che il licenziamento del Sig. RI 1 è avvenuto per i suoi modi di fare e per il suo comportamento nei confronti dei collaboratori che è stato
qualificato come irrispettoso ed inaccettabile.
Inoltre, in un altro passaggio della decisione su opposizione effettuata dalla Cassa, viene evidenziato e ribadito che il comportamento dell'assicurato soprattutto nei confronti dei suoi collaboratori ha destato parecchi problemi che hanno poi portato alla decisione di licenziare il proprio collaboratore.
Proprio secondo le disposizioni di legge, la disoccupazione è imputabile all'assicurato che con il suo comportamento, in particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di lavoro. Non occorre quindi che l'assicurato abbia fornito al datore di lavoro un motivo grave atto a giustificare lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato. Basta una colpa non necessariamente di natura professionale ma anche soltanto attinente al comportamento generale o al carattere dell'assicurato purché abbia costituito per il datore di lavoro il motivo della disdetta del rapporto di lavoro.
In questo esplicito caso appare comunque chiaro che il comportamento dell'assicurato, soprattutto nei confronti dei suoi collaboratori ha destato parecchi problemi che hanno poi portato la direzione della Vebego a decidere di operare la disdetta del rapporto di lavoro.
La Cassa ha comunque tenuto ampiamente in considerazione le argomentazioni indicate dal rappresentante legale nei vari scritti ed ha statuito per una colpa lieve del Sig. RI 1 proprio in virtù delle argomentazioni indicate dall'Avv. RA 1. (...)" (Doc. III)
1.4. Il 26 febbraio 2014 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per produrre eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV).

in diritto
2.1. Secondo l'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se è disoccupato per propria colpa.
In questa evenienza competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse di disoccupazione (cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).
La disoccupazione è ad esempio imputabile all'assicurato che, con il suo comportamento, in particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di lavoro (cfr. art. 44 cpv. 1 lett. a OADI).
Secondo giurisprudenza, un assicurato è da considerarsi disoccupato per colpa propria ai sensi dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI se l'insorgenza della disoccupazione non è ascrivibile a fattori oggettivi bensì trova origine in un comportamento evitabile dell'interessato, per il quale l'assicurazione contro la disoccupazione non si assume la responsabilità (DLA 1998 no. 9 pag. 44 consid. 2b; sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 221/02 del 4 agosto 2003, consid. 2.3).
La sospensione del diritto alle indennità di disoccupazione per colpa propria dell'assicurato non presuppone uno scioglimento del rapporto di lavoro per cause gravi ai sensi dell'art. 337 e 346 cpv. 2 CO, essendo sufficiente che il comportamento generale o il carattere dell'interessato abbia dato luogo alla disdetta (sentenza del Tribunale federale C 143/06 del 3 ottobre 2007, sentenze del Tribunale federale C 254/06 del 26 novembre 2007).