Decision ID: f13b9ee9-2d77-5ac8-a584-165473edbf96
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
_ e _ _ sono proprietari comuni di un terzo della particella n. _ RFD di _ (abitazione con terreno annesso, 1'504 m2). _ (detta _) _ e _ _ sono comproprietari degli altri due terzi in ragione di un terzo ciascuno, _ _ essendo inoltre usufruttuaria della quota appartenente a _ _. Nel 1998 tutti loro sono entrati in trattative con _ e _ _ -_, intenzionati ad acquistare la particella. _ _, rappresentato in quell'occasione da _ _, ha posto diverse condizioni per la vendita, che non è poi avvenuta.
B.
Il 16 ottobre 2000 _ e _ _ insieme con _ _ hanno convenuto _ _ davanti al Pretore del Distretto di Leventina postulando lo scioglimento della comproprietà e la rifusione di almeno fr. 57'397.80 per avere contribuito alla manutenzione del fondo e per il danno subìto in seguito alla mancata vendita. _ _ ha proposto di respingere la petizione e in via riconvenzionale ha sollecitato a sua volta lo scioglimento della comproprietà mediante divisione in natura, chiedendo l'attribuzione di una superficie di 900 m2. Gli attori hanno concluso per il rigetto della riconvenzione in ordine, subordinatamente nel merito. Nei successivi atti scritti le parti hanno sostanzialmente confermato le loro domande.
C.
All'udienza preliminare del 14 maggio 2001 gli attori hanno offerto numerose prove e hanno presentato una domanda di edizione nei confronti di _ _, chiamato a produrre “tutti i documenti notarili che sono stati sottoscritti per accendere la cartella ipotecaria al portatore” gravante la quota di comproprietà di _ _ e tutta la corrispondenza intercorsa tra lo stesso _ _, l'avv. _ _ e _ _. Il convenuto si è opposto all'edizione e ha notificato a sua volta numerosi mezzi di prova. _ _ è rimasto silente. Con ordinanza sulle prove del 26 febbraio 2002 il Pretore ha ammesso la domanda di edizione e il giorno stesso ha fissato a _ _ un termine di 20 giorni “per formulare le proprie osservazioni, rispettivamente in caso in cui non vi siano obiezioni, per produrre tutti i documenti” oggetto dell'istanza.
D.
_ _ ha inoltrato al Pretore un memoriale di osservazioni dell'11 marzo 2002 in cui ha dichiarato di opporsi alla produzione dei documenti, sia perché egli non ne è in possesso sia perché i documenti non sono stati redatti “per un interesse comune delle parti o attestanti i loro reciproci diritti e obblighi”. Il giorno stesso _ _ è insorto contro il provvedimento nei confronti di _ _ mediante un appello nel quale chiede che l'edizione di documenti sia annullata. Il Segretario assessore del Distretto di Leventina, agendo in luogo e vece del Pretore, ha accordato all'appello effetto sospensivo il 20 marzo 2002. L'appello non è stato intimato alla controparte.

Considerando
in diritto:
1.
Per l'art. 182 cpv. 1 CPC il giudice stabilisce con ordinanza le prove che ammette, fissando l'ordine e la data d'inizio della loro assunzione. Tale ordinanza, come tutte le ordinanze, è inappellabile (art. 95 cpv. 1 CPC; Rep. 1974 pag. 407). Per quanto riguarda invece la domanda di edizione, il giudice statuiva – fino al 31 marzo 2001 – mediante decreto (art. 213
bis
cpv. 1 CPC cui rinviava l'art. 182 cpv. 6), ovvero con decisione appellabile (art. 96 cpv. 2 CPC). L'art. 213
bis
cpv. 1 CPC è stato sostituito il
1° aprile 2001 dall'art. 213
a
CPC (BU 2001 pag. 55), stando al quale su una domanda di edizione verso la controparte il giudice statuisce ora con
ordinanza
, mentre continua a decidere con decreto le domande di edizione verso terzi. Il nuovo art. 213
a
CPC è applicabile, dal 1° ottobre 2001 (BU 2001 pag. 379), a tutti i processi pendenti al momento della sua entrata in vigore (art. 515 cpv. 1 nCPC; I CCA, sentenza del 12 dicembre 2001 nella causa H., consid. 2).
2.
In concreto il Pretore ha accolto la domanda di edizione presentata dagli attori il 14 maggio 1991 nei confronti di _ _, precedente rappresentante del convenuto, fissando al destinatario un termine per produrre gli atti richiesti. Trattandosi di una domanda di edizione a terzi, il provvedimento litigioso configura un decreto, di principio appellabile. Nella fattispecie, tuttavia, appellante non è il terzo interessato, bensì il convenuto. Questi adduce nel suo gravame che i documenti notarili richiesti non sarebbero in possesso del terzo, che comunque essi non sarebbero comuni alle parti nel senso dell'art. 206 cpv. 2 vCPC (testo in vigore fino al 30 settembre 2001) e che le informazioni ivi contenute sarebbero coperte dal segreto professionale del notaio _ _a, patrocinatore del convenuto, il quale si era occupato di far emettere la cartella ipotecaria cui i documenti richiesti si riferiscono. L'opposizione alla prova, per ammissione dell'appellante, mira dunque a proteggere la sfera privata dell'appellante medesimo, in particolare dal profilo fiscale (appello, pag. 10).
3.
Con la modifica legislativa del 1° aprile 2001 il legislatore ha inteso semplificare la possibilità di far capo all'edizione di documenti, tanto dalla controparte quanto da terzi (Messaggio n. _del 23 febbraio 1999, pag. 1). Ha in particolare soppresso la possibilità di impugnare la decisione del Pretore sulla domanda di edizione, che per altro in precedenza poteva essere appellata solo per motivi inerenti all'esame dei requisiti peculiari di tale prova, sanciti dagli art. 206 seg. vCPC (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 213
bis
con riferimenti). La possibilità di impugnare i giudizi sulla domanda di edizione è ora riservata al caso in cui il terzo si opponga all'edizione di documenti relativi alla sua sfera privata o per motivi che gli consentirebbero di non essere sentito come testimone (Messaggio n. _del 23 febbraio 1999, commento all'art. 206, pag. 7). L'art. 213
a
CPC non è invero un modello di chiarezza, ma i materiali legislativi indicano senza equivoco che il legislatore ha voluto escludere la legittimazione delle parti a impugnare il decreto di edizione verso terzi, a maggior ragione per la tutela di interessi propri (o di altre persone non coinvolte nella domanda di edizione).
4.
Ne discende che solo il terzo può proporre appello contro il decreto che gli impone di produrre documenti, mentre le parti in causa devono attendere l'emanazione della sentenza per esprimersi sulla rilevanza dell'edizione di documenti, sia che la domanda di edizione sia rivolta nei confronti della controparte, sia che essa sia rivolta a un terzo. Nel caso in esame l'appello si rivela pertanto improponibile d'acchito e può essere deciso con la procedura dell'art. 313
bis
CPC.
5.
Gli oneri del presente giudizio, con una tassa di giustizia volutamente contenuta, seguono la soccombenza. Non si giustifica di attribuire ripetibili agli attori, cui l'appello non è nemmeno stato intimato.
Pe questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,