Decision ID: dfd1f7a3-7055-5f0f-8f05-e10adace0eba
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. In data 12 giugno 2015, RI 1, alle dipendenze dell’agenzia di lavoro interinale _ di _ in qualità di pavimentatore stradale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso l’CO 1, è caduto da un’altezza di 70/80 cm mentre stava caricando un dumper e ha battuto a terra l’emibacino sinistro. A causa di questo evento, egli ha riportato, secondo il rapporto 18 luglio 2015 del Servizio di chirurgia e ortopedia dell’Ospedale _ di _, una frattura da sfondamento dell’acetabolo a sinistra (doc. 20).","L’assicuratore LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.","L’assicurato ha ritrovato una piena abilità lavorativa a far tempo dal 1° febbraio 2016 (egli ha effettivamente ripreso il proprio lavoro dal 20 aprile 2016) (doc. 42, p. 1 e doc. 44).","Da notare che negli anni ’80, RI 1 era stato vittima di un infortunio che aveva interessato l’avampiede sinistro, con rottura completa del tendine estensore lungo dell’alluce. Nel settembre 1989, egli era quindi stato sottoposto a un intervento di ricostruzione. L’assicurato era finalmente stato dichiarato abile al lavoro in misura completa dall’11 dicembre 1989 (abilità che ha mantenuto sino al 2015).","1.2. Il 26 luglio 2016, il datore di lavoro dell’assicurato ha annunciato all’amministrazione una ricaduta dell’evento traumatico del giugno 2015, determinata dall’insorgenza di dolori alla regione lombare con interessamento dell’arto inferiore sinistro (cfr. doc. 46 e 47).","L’CO 1 ha riconosciuto la propria responsabilità al riguardo.","1.3. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 21 febbraio 2018, l’assicuratore ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni a contare dal 25 agosto 2017 (doc. 156).","A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 159 e doc. 163), in data 4 giugno 2018, l’CO 1 ha confermato nel risultato la sua prima decisione. Esso ha in effetti precisato di non negare la persistenza di disturbi in nesso causale naturale (e adeguato) con i sinistri assicurati, i quali non giustificherebbero però un’incapacità lavorativa superiore a quella già riconosciuta (doc. 165).","1.4. Con sentenza 35.2018.58 del 27 novembre 2018, questa Corte ha respinto il ricorso interposto nel frattempo da RI 1, ritenendo dimostrato, con un sufficiente grado di verosimiglianza, “... che – tenuto conto dei soli postumi residuali degli infortuni assicurati – l’insorgente ha ritrovato una piena capacità lavorativa nei tempi e nei modi indicati dall’amministrazione, cosicché essa era ben legittimata a porre termine alla corresponsione dell’indennità giornaliera a dipendenza della ricaduta del luglio 2016.” (doc. XXIII, p. 16 – inc. 35.2018.58).","1.5. Con pronunzia 8C_23/2019 del 6 agosto 2019, il Tribunale federale ha, in parziale accoglimento del ricorso dell’assicurato, annullato il giudizio cantonale e ha rinviato gli atti al TCA affinché disponesse un “esame medico esterno”, volto a “confermare o no il nesso causale con l’infortunio del 12 giugno 2015” (doc. XXVII – inc. 35.2018.58).","1.6. Riprendendo l’istruttoria, in data 2 settembre 2019, questa Corte ha ordinato l’esecuzione di una perizia a cura del _ di _ (doc. II), al quale ha sottoposto i quesiti presentati dalle parti (doc. VII).","1.7. L’8 luglio 2020, gli esperti giudiziari hanno consegnato il loro referto peritale (doc. XII+1/5), il quale è stato intimato alle parti per osservazioni (doc. XIII).","L’istituto convenuto ha preso posizione il 28 luglio 2020 (doc. XV), mentre il RA 1 in rappresentanza del ricorrente lo ha fatto in data 18 agosto 2020, producendo una relazione dello specialista privatamente consultato (doc. XVII+1).","1.8. Il 24 agosto 2020, questo Tribunale ha di nuovo interpellato il _, il quale è stato invitato a rispondere a due quesiti complementari riguardanti il momento del ripristino della capacità lavorativa (doc. XVIII).","Il complemento peritale del _ è pervenuto in data 2 ottobre 2020 (doc. XIX + 1/2).","Le parti hanno formulato le loro osservazioni, rispettivamente, il 13 (cfr. doc. XXIV) e il 21 ottobre 2020 (doc. XXV + allegato)."}

{"in diritto","2.1. Litigiosa è la questione di sapere se, tenuto conto dei soli postumi residuali degli infortuni assicurati, l’CO 1 era legittimato a dichiarare estinto dal 25 agosto 2017 il diritto alle indennità giornaliere, oppure no.","2.2. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.","Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.","Il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).","Una volta terminata la cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del 20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).","L’Alta Corte ha inoltre stabilito che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).","2.3. Secondo il già citato art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità giornaliera.","Giusta l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività abituale. In caso d’incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività.","L’entità dell’incapacità lavorativa (e, quindi, il diritto all’indennità giornaliera ex art. 16 LAINF) deve essere valutata considerando le mansioni che l’assicurato è concretamente chiamato a compiere nell’esercizio della sua abituale professione.","Nella RAMI 2004 U 529, p. 572ss., consid. 1.4., il TFA ha precisato che la definizione di incapacità al lavoro, così come quelle d’incapacità al guadagno e d’invalidità contenute nella LPGA, corrispondono alle definizioni e ai principi dell’assicurazione contro gli infortuni elaborati finora dalla giurisprudenza.","La questione di sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata sulla base dei fatti forniti dal medico.","Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.","Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.","Determinante ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2, U 27 p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79 consid. 2).","L'assicurato che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria capacità lavorativa è, ciò nonostante, giudicato per l'attività che egli potrebbe esercitare dimostrando buona volontà.","Carenze di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere, tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro causa è da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111 V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid. 2; 1987 p. 393 consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).","2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).","Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.","È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).","Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).","L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:","- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);","- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine);","(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).","Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente.","Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).","2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.","Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).","Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).","La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).","2.6. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).","Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).","2.7. In concreto, con la decisione su opposizione impugnata, l'assicuratore resistente ha essenzialmente fatto capo all’apprezzamento espresso dal dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, a margine della visita _ del 9 agosto 2017, in base al quale il ricorrente avrebbe ritrovato una piena abilità nella sua precedente attività lavorativa a dipendenza dei postumi residuali degli infortuni assicurati. A suo avviso, l’infortunio del giugno 2015 ha comportato soltanto una frattura dell’acetabolo sinistro, senza danno evidente all’articolazione dell’anca, guarita in modo anatomico e senza spostamento. Il medico _ non ha riscontrato alcun danno neurologico in relazione causale con l’evento traumatico del 2015. I dolori gluteali e femorali sono da imputare a un disequilibrio dell’anca e alle alterazioni degenerative presenti a livello del rachide lombare (doc. 165 e doc. 129).","Con la propria pronunzia 35.2018.58 del 27 novembre 2018, il TCA ha stabilito innanzitutto che, a livello della frattura dell’acetabolo di sinistra e dal profilo ortopedico, non vi erano reperti patologici atti a giustificare una qualsiasi inabilità lavorativa. D’altro canto, trattandosi della problematica del nervo otturatorio, esso ha constatato che l’approfondimento neurologico dell’aprile 2017 aveva evidenziato una situazione nettamente migliorata rispetto a quella riscontrata nel luglio 2015, la quale non aveva di per sé impedito all’assicurato di ritrovare una piena capacità lavorativa dal mese di febbraio 2016. Pertanto, sempre secondo questa Corte, anche da quel profilo nulla contrastava con la decisione di considerare l’insorgente completamente abile a contare dall’agosto 2017. Inoltre, a proposito dei disturbi interessanti il piede sinistro, il TCA ha ritenuto verosimile che essi, da ricondurre all’infortunio occorso negli anni ’80 e non aggravati da quello accaduto il 12 giugno 2015, non fossero suscettibili di ridurre in maniera apprezzabile l’abilità lavorativa di RI 1. Infine, questo Tribunale ha negato l’eziologia traumatica all’asimmetria del bacino, responsabile di un sovraccarico dell’anca sinistra e di un’asimmetria funzionale dell’articolazione ileo-sacrale e della regione lombare del rachide, come pure, di conseguenza, ai disturbi interessanti la colonna lombo-sacrale (doc. XXIII – inc. 35.2018.58).","Con la sentenza 8C_23/2019 del 6 agosto 2019, il Tribunale federale ha ritenuto che il TCA “..., oltre a dare troppo peso alle considerazioni del medico fiduciario, ha esteso impropriamente il potere di esame fino a trarre conclusioni di natura diagnostica e in merito alla capacità lavorativa, che tutt’al più vanno esaminate in maniera approfondita da un medico esterno (consid. 4.1 e 4.2).”.","L’Alta Corte ha formulato in particolare le seguenti considerazioni:","\" (...) Infatti, da un lato il Dr. med. B._ nel rapporto in seguito alla visita del 9 agosto 2017 rileva di non aver trovato clinicamente alcun disturbo ai nervi dell'anca sinistra. Per quanto attiene ai dolori della zona gluteale come pure femorali, questi vanno attribuiti in sostanza al disequilibrio dell'anca. Nella valutazione dell'8 gennaio 2018 contesta le risultanze espressi da altri medici. Da un altro lato però, il Dr. med. F._ mette già in luce il 18 luglio 2015 un dolore in regione lombare e anca sinistra. Il 14 ottobre 2016 il Dr. med. G._ esclude che l'origine dei dolori siano lombari, ma piuttosto secondari all'infortunio del 2015. Il 21 ottobre 2016 anche il Dr. med. P. _ esclude chiaramente una patologia al rachide lombare, propendendo per un deficit legato al trauma del 2015. Il 17 gennaio 2017 il Dr. med. F._ ha concordato pienamente con il collega Dr. med. C._. Il 18 aprile 2017, pur rilevando dei netti miglioramenti, anche il Dr. med. H._ accerta presumibilmente una neuropatia post-traumatica del nervo. Il 28 settembre 2017 il Dr. med. C._ auspica maggiori approfondimenti. Il 9 ottobre 2017 il Dr. med. D._, incaricato dall'assicurato, lascia intendere una relazione con l'infortunio. Il 9 novembre 2017 il Dr. med. E._, dopo un'anamnesi relativamente articolata, conclude in maniera perentoria che non ci sono cause estranee agli infortuni all'origine dei dolori, in particolare non ci sono elementi in favore di una sindrome radicolare o di altre patologie lombosacrali che permettano di spiegare i disturbi. Tali referti mettono irrimediabilmente in discussione le considerazioni del Dr. med. B._, a cui non può essere data quella sufficiente concludenza, tale da escludere anche il minimo dubbio di una soluzione differente. Alla luce di tutte queste opinioni, che non possono essere confinate tutte a semplici pareri espressi dal medico curante, è necessario provvedere a un approfondimento dei disturbi lamentati dall'assicurato, al fine di confermare o no il nesso causale con l'infortunio del 12 giugno 2015. Il ricorrente dovrà pertanto essere sottoposto a un esame medico esterno.” (doc. XXVII, p. 5 s.)","Dando seguito a quanto ordinato dal TF, il TCA ha disposto una perizia giudiziaria, affidandone l’allestimento al _ di _ (doc. II e doc. VII).","2.8. A cavallo tra i mesi di gennaio e febbraio 2020, RI 1 è stato sottoposto ad approfonditi accertamenti pluridisciplinari.","Dal rapporto del 7 luglio 2020 emerge che i periti del _ hanno ricostruito, in maniera minuziosa, i dati anamnestici riguardanti il ricorrente (doc. XII, p. 2-52) e ne hanno, altrettanto puntualmente, descritto lo status dal punto di vista internistico (a cura della dott.ssa _, spec. FMH in medicina interna generale), psichiatrico (a cura della dott.ssa _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia), reumatologico (a cura del dott. _, spec. FMH in reumatologia) e, infine, neurologico (a cura del dott. _, spec. FMH in neurologia).","Gli esperti designati dal TCA hanno quindi diagnosticato – diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa – una sindrome lombospondilogena cronica a sinistra in discopatie lombari plurisegmentali con lievi protusioni discali L2-S1 e rilevanti disturbi statici del rachide (ipercifosi della colonna dorsale soprattutto di quella alta con protrazione del capo, iperlordosi prolungata lombare, scoliosi destroconvessa dorsale, compensata), nonché – diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa – uno stato da fratture multiple al bacino a sinistra con neuropatia del nervo otturatorio sinistro, nel frattempo guarita, stato da lesione del nervo peroneo sinistro alle sue porzioni distali in seguito a trauma da schiacciamento del piede nel 1988, una sospetta meralgia parestetica a sinistra (neuropatia del nervo cutaneo femorale laterale), un decondizionamento e sbilancio muscolare, degli esiti da rottura della parete anteriore da sfondamento acetabolare all’anca sinistra con conseguente osteosintesi, nonché degli esiti da rottura completa dell’estensore lungo dell’alluce sinistro (diagnosi 1988) (doc. XII, p. 66).","Sempre in questo contesto, deve essere rilevato che, secondo la valutazione della psichiatra dott.ssa _, l’assicurato non presenta alcuna patologia di natura psichiatrica (doc. XII 3, p. 16)."}