Decision ID: a351ef3e-8c63-5627-8f25-a0b1664c261b
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Il 5 giugno 2006 RA 1 (1970) ha dato alla luce una bambina, AP 1, che è stata riconosciuta il 27 ottobre 2006 da AO 1 (1972). Divorziata, a quel momento RA 1 era già madre di due figli avuti dal matrimonio: S_ (nato il 19 giugno 1995) e A_ (nato il 7 aprile 1998). Il 9 gennaio 2007 la Commissione tutoria regionale 14 ha regolato il diritto di visita di AO 1 a AP 1. RA 1 è insorta il 28 gennaio 2007 all'Autorità di vigilanza sulle tutele (per sé e in rappresentanza della figlia), chiedendo di annullare tale decisione, e il 16 febbraio 2007 ha ricusato la Commissione tutoria regionale. Con decisione del 28 marzo 2007 l'Autorità di vigilanza sulle tutele ha respinto l'istanza di ricusazione, ma ha accolto il ricorso, ha annullato la decisione impugnata e ha rinviato gli atti alla Commissione tutoria regionale per nuovo giudizio nel senso dei considerandi. Un appello presentato il 4 maggio 2007 da RA 1, per sé e per la figlia, contro il rigetto della ricusazione è stato respinto il 16 luglio 2007 da questa Camera nella misura in cui era ricevibile (inc. 11.2007.76). Un ricorso in materia civile inoltrato il 14 settembre 2007 da RA 1, sempre per sé e per la figlia, al Tribunale federale è stato respinto in quanto ammissibile con sentenza 5A_520/2007 del 4 marzo 2008.
B. Nel frattempo, il 17 gennaio 2007, AP 1 ha convenuto AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere un contributo alimentare indicizzato di fr. 3750.– mensili retroattivamente dal 1° giugno 2006 fino al 7° compleanno, uno di fr. 4500.– mensili fino al 13° compleanno e uno di fr. 5000.– mensili fino alla maggiore età (assegno familiare non compreso). Pendente causa essa ha sollecitato il versamento immediato, in via provvisionale, di fr. 3750.– mensili (senza cenno ad assegni familiari), postulando inoltre una provvigione ad litem di fr. 10 000.– o, subordinatamente, il beneficio dell'assistenza giudiziaria. All'udienza del 6 marzo 2007, indetta per la discussione cautelare e di merito, il convenuto ha offerto un contributo indicizzato di fr. 1005.– mensili fino al 7° compleanno, uno di fr. 1320.– mensili fino al 13° compleanno e uno di fr. 1430.– fino alla maggiore età della figlia (assegni familiari compresi), opponendosi a “qualsiasi altra pretesa”.
C. Con decreto cautelare dell'8 marzo 2007, emesso “nelle more
istruttorie”, il Segretario assessore ha condannato AO 1 a versare pendente causa un contributo provvisionale di fr. 1450.– mensili (senza cenno ad assegni familiari). Chiusa l'istruttoria, alla “discussione orale” (dibattimento finale) del 12 settembre 2007 le parti hanno ribadito le loro posizioni. Statuendo con sentenza del 1° ottobre 2007, il Segretario assessore ha accolto parzialmente l'azione e ha obbligato AO 1 a versare in favore della figlia un contributo alimentare indicizzato di fr. 1205.– mensili fino al 7° compleanno, di fr. 1340.– mensili fino al 13° compleanno e di fr. 1650.– mensili fino alla maggiore età (assegni familiari non compresi), come pure a partecipare nella misura di fr. 3000.– alle spese di patrocinio. Egli non ha riscosso oneri processuali né ha attribuito ripetibili.
D. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 15 ottobre 2007 nel quale ha chiesto che, condannato il padre a versarle una provvigione ad litem di fr. 5000.– (o conferitole, subordinatamente, il beneficio dell'assistenza giudiziaria), fossero assunte determinate prove rifiutate dal Segretario assessore e la sentenza impugnata fosse riformata nel senso di aumentare il contributo di mantenimento a fr. 3750.– mensili dal 1° giugno 2006 fino al suo 7° compleanno, a fr. 4500.– mensili fino al 13° compleanno e a fr. 5000.– mensili fino alla maggiore età. In subordine essa ha proposto l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al Pretore per nuovo giudizio, previa assunzione delle prove rifiutate dal Segretario assessore e rifacimento del dibattimento finale. Con sentenza del 3 aprile 2009 questa Camera, constatata in ossequio a una sentenza emanata nel frattempo dal Tribunale federale (DTF 134 I 184) la mancata giurisdizione del Segretario assessore, ha annullato la sentenza impugnata e ha ritornato gli atti al Pretore perché statuisse egli medesimo; la richiesta di provvigione ad litem è stata dichiarata irricevibile (inc. 11.2007.171). Il Pretore ha statuito di nuovo il 10 giugno 2009, giudicando alla stessa stregua del Segretario assessore.
E. Il 25 giugno 2009 AP 1 ha impugnato davanti a questa Camera anche la sentenza predetta, formulando conclusioni
identiche a quelle enunciate nell'appello del 15 ottobre 2007, salvo chiedere che in luogo e vece della provvigione ad litem il padre sia tenuto a versarle fr. 5000.– “a titolo di partecipazione alle spese di rappresentanza in appello” (o che, eventualmente, le sia conferito il beneficio dell'assistenza giudiziaria). Con ordinanza del 21 ottobre 2009 il presidente della Camera ha invitato AO 1 a produrre i suoi certificati di salario 2007, 2008 e 2009 per la dichiarazione d'imposta, come pure copia delle ultime tre tassazioni. Il convenuto ha ottemperato alla richiesta il 4 dicembre 2009, trasmettendo i tre certificati di salario e precisando di non avere più ricevuto notifiche di tassazione dopo quella dell'aprile 2007 (agli atti). Mediante ordinanza del 7 dicembre 2009, notificata il 14 dicembre successivo, il presidente della Camera ha impartito così all'appellante un termine di dieci giorni per
esprimersi sui certificati prodotti. L'appellante ha formulato osservazioni il 7 gennaio 2010. Chiamato l'11 gennaio 2010 a determinarsi sul contenuto dell'appello, con osservazioni del 22 gennaio 2010 AO 1 propone di respingere ogni censura.

Considerando
in diritto: 1. Le azioni di mantenimento e di modifica del contributo alimentare per i figli sono trattate con la procedura speciale degli art. 425 segg. CPC, nella quale il Pretore decide con sentenza appellabile entro dieci giorni (art. 428 cpv. 2 CPC). In concreto la sentenza impugnata è stata notificata all'istante il 15 giugno 2009. Introdotto il 25 giugno 2009, l'appello in esame è pertanto tempestivo, come tempestive sono le osservazioni all'appello presentate da AO 1 il 22 gennaio 2010. Irricevibili per tardività sono invece le osservazioni presentate dall'appellante il 7 gennaio 2010 in esito all'ordinanza presidenziale del 7 dicembre 2009. Nella procedura degli art. 425 segg. CPC, per vero, le ferie non interrompono il decorso dei termini (art. 428bis CPC).
2. L'appellante censura anzitutto una disparità di trattamento nei confronti dei figli di genitori sposati, facendo valere che in caso di separazione o divorzio i contributi alimentari per minorenni sono stabiliti nel quadro di una procedura “più rispettosa” per rapporto a quella degli art. 425 segg. CPC. La doglianza è infondata. La procedura “semplice e rapida” prevista dall'art. 280 cpv. 1 CC per le controversie legate all'obbligo di mantenimento in materia di filiazione (disciplinata nel Cantone Ticino dagli art. 425 segg. CPC) non è meno “rispettosa” di quella ordinaria. Contrariamente all'opinione dell'istante, in particolare, essa non comporta alcuna limitazione delle prove, ma solo un'accelerazione dei tempi. Inoltre essa è più vantaggiosa in fatto di costi (art. 22 n. 5 LTG). È vero invece che l'ordinamento giuridico prevede un diverso rito processuale ove si tratti di fissare – o di modificare – contributi alimentari per figli di genitori sposati e figli di genitori non sposati (come si è già rilevato nella sentenza pubblicata in: RtiD I-2009 pag. 614 consid. 1e e 1f). Ciò è voluto nondimeno dal diritto federale, che non compete a questa Camera sindacare (restrizioni analoghe sono poste al Tribunale federale: art. 190 Cost.). In proposito l'appello manca dunque di consistenza.
3. In via preliminare l'appellante denuncia altresì l'eccessiva durata della causa e invoca il principio di celerità consacrato dall'art. 29 cpv. 1 Cost. (oltre che dagli art. 6 n. 1 CEDU e 3 lett. c Patto ONU II: RS 0.103.2). Da tale disattenzione essa non trae tuttavia alcuna conseguenza suscettibile di influire sull'esito del giudizio, sicché la censura si esaurisce in una critica astratta. Più delicato è il rimprovero che l'appellante muove al Pretore per non avere indetto una nuova “discussione orale” (nel senso dell'art. 427 cpv. 5 CPC) prima di emanare la sentenza. L'intero procedimento è stato condotto invero dal Segretario assessore, che il 1° ottobre 2007 ha statuito. Tale sentenza essendo stata annullata, al momento di giudicare il Pretore si è occupato della causa per la prima volta. V'è seriamente da domandarsi, quindi, se non dovesse applicare l'art. 25 cpv. 2 LOG per analogia e ripetere la “discussione orale”. Comunque sia, l'appellante sapeva fin da quando aveva ricevuto la sentenza 3 aprile 2009 di questa Camera che il Pretore avrebbe dovuto giudicare senza indugio (l'art. 427 cpv. 5 CPC prevede un termine ordinatorio di dieci giorni). Eppure nulla essa ha intrapreso nei due mesi successivi per ottenere una nuova discussione orale, salvo dolersi del mancato contraddittorio in appello. Ciò non è conforme al precetto della buona fede processuale (sulla nozione: sentenza del Tribunale federale 5P.323/2004 del 22 dicembre 2004, consid. 3.3 con riferimenti di dottrina). Anche al riguardo l'appello manca perciò di buon diritto.
4. L'appellante chiede, sempre in via preliminare, che questa Camera versi agli atti in virtù dell'art. 322 lett. b CPC “gli estratti bancari, dal 2006 a oggi, di tutti i conti su cui sono stati e vengono riversati i redditi che il convenuto consegue nella sua attività finanziaria a titolo personale (di cui i conti personali presso il _ n. _, n. _, n. _ e n. _)”. Rifiutata dal Segretario assessore con ordinanza del 9 luglio 2007, l'edizione di tali documenti sarebbe – secondo l'appellante – di primaria importanza per determinare la capacità contributiva di AO 1.
a) All'udienza in Pretura del 6 marzo 2007 l'istante aveva chiesto l'edizione “da parte del convenuto, in subordine dal _, di tutti gli estratti di salario del convenuto, comprensivi di tutti i rimborsi spese, bonus e quant'altro elemento di reddito indicato in modo dettagliato degli ultimi due anni” (verbali, pag. 7). Il Segretario assessore avendo ammesso la richiesta con ordinanza dell'8 marzo 2007, il 23 aprile successivo AO 1 ha prodotto i suoi certificati di salario 2004 e 2005, come pure tre conteggi di stipendio mensili.
L'istante ha scritto al Segretario assessore il 2 maggio 2007, lamentando che dalla documentazione non risultava il guadagno conseguito grazie ai “molteplici e frequenti investimenti finanziari – di cui alcuni altamente speculativi – sui quali il convenuto, quale super-analista finanziario, opera”, onde la necessità di sapere “dove sono andati a finire gli utili conseguiti durante la straordinaria crescita degli indici di borsa” nel 2004 e 2005. Il Segretario assessore ha rifiutato l'acquisizione di altri documenti con ordinanza (non motivata) del 3 maggio 2007.
b) All'interrogatorio formale del 18 giugno 2007 l'istante ha domandato al convenuto “su quale relazione bancaria sono stati riversati gli utili in capitale conseguiti dalla compravendita durante l'anno fiscale (2004 e 2005) delle azioni, rispettivamente delle opzioni, dei warrants e di parti di fondi d'investimento” (verbali, pag. 11, quesito n. 8). Il convenuto ha risposto che “gli utili in capitale sono stati riversati sui conti indicati nella dichiarazione fiscale” e di non avere “operato altri investimenti oltre a quelli documentati al fisco” (verbali, loc. cit., risposta n. 9). Il Segretario assessore gli ha ordinato nondimeno di produrre il certificato di salario 2006, il nuovo regolamento della banca sull'elargizione dei bonus, così come le tassazioni 2004 e 2005 (verbali, pag. 13).
c) Quello stesso giorno l'istante ha nuovamente scritto al Segretario assessore, definendo “non accettabile” la risposta data dal convenuto all'interrogatorio formale e postulando “la produzione degli estratti dei conti circa tutti i movimenti durante l'arco dell'anno 2006 e 2007 (ad oggi)”. Invitato a esprimersi, AO 1 ha dichiarato il 27 giugno 2007 di considerare la richiesta irrita, rilevando altresì “che eventuali utili (e perdite!) conseguiti (...) in borsa non possono certo essere considerati redditi, siccome si tratta di operazioni puramente speculative, che non danno alcuna garanzia di risultato”. Alla lettera il convenuto ha accluso il certificato di salario 2006, il regolamento della banca sui bonus, così come le tassazioni 2004 e 2005. Con ordinanza del 9 luglio 2007 il Segretario assessore ha giudicato la richiesta dell'istante tardiva, soggiungendo che “in ogni caso la situazione economica del convenuto è documentata dagli atti prodotti e negli incarti fiscali”.
d) Nell'appello l'istante sostiene che la sua richiesta era tempestiva, “l'intensa attività finanziaria che il convenuto esercitava in proprio” essendo “emersa solo alla luce dei documenti fiscali acquisiti in corso di istruttoria” (memoriale, pag. 9 in basso). L'affermazione è inveritiera, già per il fatto che né la documentazione prodotta dal convenuto il 23 aprile e il 27 giugno 2007 né il carteggio fiscale agli atti (nella rubrica “richiami”) indizia una qualsivoglia attività finanziaria di AO 1 né, tanto meno, “frenetiche operazioni e investimenti borsistici” (appello, pag. 21 in alto). Operazioni e investimenti borsistici sono stati evocati dall'istante stessa, di propria iniziativa, il 2 maggio 2007 nella citata lettera al Segretario assessore (sopra, consid. a). A parte ciò, l'udienza destinata alla notifica delle prove si era tenuta tre mesi prima, il 6 marzo 2007. L'istante avrebbe dovuto chiedere pertanto l'edizione delle registrazioni relative alla movimentazione dei conti bancari per via di restituzione in intero (art. 138 CPC) o, al limite, di assunzione suppletoria di prove (art. 192 cpv. 1 CPC). In realtà – seppure debitamente patrocinata – essa si è limitata a scrivere una lettera al Segretario assessore, senza valersi dell'una né dell'altra norma. Manifestamente informe, la richiesta era dunque irricevibile già per tale motivo.