Decision ID: 1d137e8a-a032-51e5-9f39-5d06c6df5feb
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. L’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 5 gennaio 2012 (cfr. doc. A), ha confermato il proprio provvedimento del 23 febbraio 2011 (cfr. doc. 422) con cui aveva ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 21'601.90 che avrebbe percepito a torto a titolo di prestazioni assistenziali da febbraio 2007 a febbraio 2009.
L’amministrazione ha motivato la propria decisione, rilevando di aver scoperto che RI 1, nel lasso di tempo indicato, ha percepito redditi non dichiarati all’assistenza, attestati dalla documentazione relativa alla Scuola _, all’Istituto _, al _ e agli estratti conto bancari raccolti dall’USSI (cfr. doc. A).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 5 gennaio 2011 RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ne ha chiesto l’annullamento.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha evidenziato innanzitutto, da un lato, di aver percepito delle indennità giornaliere a causa di malattia da _ dal 3 febbraio 2005 al 9 febbraio 2007 e che solo a seguito della cessazione di tale diritto si è visto costretto a chiedere l’intervento assistenziale. Dall’altro, di svolgere nella comunità _ ticinese la funzione di _.
In seguito il ricorrente ha addotto che gli importi considerati dall’USSI non costituiscono dei redditi non dichiarati, bensì sono di natura del tutto diversa.
Egli ritiene, quindi, che non sia intervenuto il “cambiamento importante” previsto dalla legge per fondare l’obbligo di notifica e che di conseguenza non sia data possibilità alcuna di ordinare la restituzione (cfr. doc. I).
Riguardo alle singole somme percepite l’insorgente ha, in particolare, rilevato quanto segue:
" (...) l’autorità non poteva ritenere quale “reddito non dichiarato” l’importo di fr. 4'076.50, indicato peraltro come percepito nel mese di “febbraio 2007” ma effettivamente versato in data 29.1.2007 da _ sul conto _ (doc. B nell’incarto USSI).
Tale versamento si riferiva infatti all’indennità per malattia maturata nell’ultimo mese del periodo assicurato (3.2.2005 / 9.2.2007, cfr. doc. C e D nell’incarto USSI) ed andava, ovviamente, a coprire il fabbisogno speso prima del 9.2.2007, l’indennità per malattia non essendo infatti pagata prenumerando, lo stesso importo non può pertanto essere ritenuto quale reddito da spendere per il mese di febbraio 2007.
7.2 Tutti gli accrediti intervenuti su _ ed aventi quale giustificativo “versamento bancomat”, provengono dal conto _ così come risulta dal raffronto delle date di addebito ed accredito, e sono stati operati dallo stesso assistito; si tratta in particolare degli importi di fr. 2'250.-- del 2.3.2007, di fr. 2'000.-- del 29.3.2007, di fr. 600.-- del 4.9.2007, di fr. 200.-- del 14.1.2008, di fr. 400.-- del 12.2.2008, di fr. 430.-- del 19.5.2008 e di cui si dirà di seguito.
7.3 L'accredito di fr. 3'200.28 intervenuto in data 17.9.2007 ad opera del signor _ ed in provenienza dal _, rappresenta in realtà la restituzione di un importo pagato dall'assistito a favore dello stesso signor _ in data 27.8.2007 a saldo della nota della Residenza _, e meglio come al doc. E nell'incarto USSI. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato" ma di rimborso di un pagamento effettuato nella funzione di _ ad un fratello _ in visita a _. La decisione impugnata considera per contro, a torto, che la circostanza non sarebbe stata provata. Si offre pertanto al Tribunale cantonale delle assicurazioni, se del caso ed oltre alle risultanze specifiche dei documenti prodotti, la prova della deposizione testimoniale (o eventualmente per dichiarazione scritta) del signor _, domiciliato in _. Si segnala comunque che il "rispetto della dignità umana" di cui all'art. 1 cpv. 1 Las, deve essere inteso anche come fiducia (fino a prova del contrario) nelle affermazioni dell'assistito, ancor più se espresse a proposito di fatti intervenuti nell'ambito dall'attività _ dell'_ della Comunità _ in Ticino.
7.4 L'accredito di fr. 2'058.24 intervenuto in data 20.9.2007 ad opera del signor _ ed in provenienza dal _t rappresenta un aiuto caritatevole per coprire costi di cure odontoiatriche ed ospedaliere per l'assistito e per i suoi famigliari che, in tal modo, non hanno pesato sull'assistenza sociale; l'assistenza sociale; l'assistito non dispone di giustificativi e difficilmente potrà procurarsene copia. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato". La decisione impugnata, pur ritenendo l'affermazione del qui ricorrente a proposito della destinazione di tale importo, che non appare infatti contestata, considera per contro, a torto, che la prestazione assistenziale sarebbe sussidiaria all'aiuto da parte di amici e parenti.
7.5 Gli accrediti _ di fr. 609.50 del 2.3.2007, di fr. 1'807.40 del 3.6.2008 e di fr. 1'000.-- del 25.9.2008 rappresentano risarcimento di ogni danno subito in un incidente dal veicolo _ targato _ di proprietà dell'assistito e della moglie che, in fase di separazione/divorzio, cedendone la comproprietà al solo marito ha poi preteso di ottenerne fr. 3'000.-- in 2 rate da fr. 1'500.-- cadauna e meglio come appare al doc. F nell'incarto USSI. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato".
L'accredito _ di fr. 500.-- del 20.7.2007 rappresenta ulteriore risarcimento di danno subito dal veicolo _ di cui sopra.
Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato".
La decisione impugnata, pur ritenendo l'affermazione del qui ricorrente a proposito della natura di tali importi, che non appare infatti contestata, considera, a torto, semplicemente che "gli importi ricevuti erano a disposizione del reclamante e la liquidazione ha al limite ridotto la sostanza".
7.5 Gli accrediti di Euro 1'000.-- intervenuto in data 4.4.2007 e di Euro 250.-- intervenuto in data 22.12.2006 ad opera del signor _, padre della ex moglie dell'assistito signora _, rappresentano aiuti caritatevoli e filiali e sono stati consegnati alla stessa moglie alla quale erano destinati e dei quali il qui ricorrente non poteva certo appropriarsi indebitamente; tali importi erano stati versati sul conto in questione che ha funto da conto d'appoggio. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato".
Del resto l'importo di Euro 500.-- è intervenuto nel dicembre 2006 e pertanto ben prima dell'avvio del periodo considerato (febbraio 2007 / febbraio 2009); a maggior ragione non può essere considerato nel conteggio in discussione quale "reddito non dichiarato".
L'accredito di Euro 1'000.-- intervenuto in data 6.4.2007 ad opera del signor _, è stato un errore e l'importo in questione è stato stornato il 10.4.2007 e meglio come appare dal doc. G nell'incarto USSI. Anche se si tratta di importo effettivamente pervenuto sul conto del qui ricorrente, ma per errore, non poteva certo egli trattenerlo indebitamente; il fatto che lo stesso importo sia stato stornato alla stessa persona che lo ha effettuato solo 4 giorni dopo l'accredito, depone immediatamente per la verità dell'affermazione.
La decisione impugnata, pur ritenendo l'affermazione del qui ricorrente a proposito della natura di tali importi, che non appare infatti contestata, considera, a torto, semplicemente che si tratta di "aiuto da parte di parenti e di terzi che è una risorsa prioritaria rispetto all'assistenza", si tratta però di aiuti semmai destinati alla moglie separata (e poi divorziata) del qui ricorrente da parte del padre di questa, per niente destinati al qui ricorrente. Si offre pertanto al Tribunale cantonale delle assicurazioni, se del caso ed oltre alla risultanze specifiche dei documenti prodotti, la prova della deposizione testimoniale (o eventualmente per dichiarazione scritta) del signor _, domiciliato in _. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato".
7.6 Tutti gli accrediti intervenuti su _ ed aventi quale giustificativo "étranger" e meglio quello di Euro 2'243.71 del 27.1.2007, di Euro 2'189.99 del 5.2.2008, di Euro 2'121.03 del 31.3.2008, quello di Euro 2'150.11 del 24.6.2008 e quello di Euro 2'266.42 del 25.9.2008, rappresentano finanziamenti versati da "_" a copertura delle sole spese dell'attività di _ in Svizzera ed in Europa dell'assistito e meglio come risulta dal doc. H nell'incarto USSI.
Benché non in modo esaustivo si indica tra tali rimborsi-spese quelle telefoniche (doc. I nell'incarto USSI, periodo considerato da marzo 2007 a febbraio 2009), e quelle di viaggi aerei per partecipare a conferenze e seminari di _ (cfr. L nell'incarto USSI), oppure più prosaicamente per pagare le fatture del dentista (doc. N nell'incarto USSI).
Anche a questo proposito si segnala che il "rispetto della dignità umana" di cui all'art. 1 cpv. 1 Las, deve essere inteso anche come fiducia (fino a prova del contrario) nella affermazioni dell'assistito, ancor più se espresse a proposito di fatti intervenuti nell'ambito dell'attività _ dell'_ della Comunità _ in Ticino.
Un accenno particolare e pure a carattere _ ed umanitario deve essere fatto a proposito di una spesa intervenuta a fine 2008 e pagata con i finanziamenti di cui sopra: si tratta del costo del _ alla _ di cui alla fattura 30.11.2008 della ditta _, _, (doc. M nell'incarto USSI, "your package CHF 3'700.--).
A tale _ che, per i principi della _ magari poco o per nulla conosciuti ai funzionari USSI ma certamente noti ai giudici del Tribunale cantonale delle assicurazioni, è _ per ogni _ almeno per una volta nella vita, prendevano parte, con l'assistito, i suoi genitori ("your parents CHF 12'400.--") residenti in _ e che egli non vedeva da 17 anni; il regime di _, recentemente rovesciato, non aveva mai concesso, fino a quel momento, ai genitori dell'assistito di lasciare il paese.
Le condizioni del padre dell'assistito in particolare erano tali, per età e per malattia, che non gli avrebbero permesso di attendere oltre per recarsi alla _ e rispettare così uno dei più importanti precetti della fede _ Il viaggio è stato reso possibile dalla carità dei _ dell'assistito. Non si tratta pertanto di "reddito non dichiarato".
7.8 Quanto ora ai redditi percepiti da _ (fr. 500.-- nel dicembre 2008), da _ (fr. 523.20 in data 25.6.2007 e fr. 835.65 in data 24.12.2007) e dall'_ di fr. 179.50 a maggio 2007 e di fr. 191.45 a luglio 2007, il qui ricorrente segnala che si tratta di somme di importanza relativa che, comunque, non ha dichiarato a USSI convinto del fatto che, essendo del tutto ufficiali ed al netto delle usuali trattenute (doc. O nell'incarto USSI), i versamenti fossero a conoscenza dello Stato e, di conseguenza, di USSI. Egli riconosce pertanto che si tratti di "reddito non dichiarato" ma postula la sua assoluta buona fede nell'errore commesso. (...)" (Doc. I)
1.3. L’USSI, in risposta, ha chiesto di respingere l’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
1.4. Il 22 marzo 2012 l’avv. RA 1 ha trasmesso un complemento scritto del ricorrente con annessi numerosi documenti.
Il patrocinatore dell’insorgente ha, inoltre, indicato che RI 1, in considerazione della particolarità del caso, in specie delle normative _ che impongono al praticante _, e in modo specifico all’_, di compiere il _ _ - così come avvenuto nel periodo in cui percepiva le prestazioni assistenziali - postula di essere sentito (cfr. doc. V).
1.5. L’USSI ha preso posizione al riguardo con scritto del 4 aprile 2012 a cui ha annesso copiosa documentazione (cfr. doc. IX; IX1-34).
1.6. I doc. IX e IX1-34 sono stati trasmessi per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. X).
1.7. Pendente causa il TCA ha invitato l’USSI a inviare l’intera documentazione bancaria concernente il ricorrente in loro possesso e utilizzata per l’emanazione dell’ordine di restituzione del 23 febbraio 2011, confermato con decisione su reclamo del 5 gennaio 2012 (cfr. doc. XI).
L’amministrazione ha dato seguito a tale richiesta l’8 febbraio 2013 (cfr. doc. XII +A/D).
1.8. Il doc. XII è stato trasmesso all’avv. RA 1 il 12 febbraio 2013 con l’assegnazione di un termine di dieci giorni per visionare presso la cancelleria di questo Tribunale la documentazione allegata dall’amministrazione e per presentare eventuali osservazioni (cfr. doc. XIII).
La parte ricorrente è, tuttavia, rimasta silente.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se il ricorrente deve o meno restituire l’ammontare di fr. 21'601.90 corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite nel periodo da febbraio 2007 a febbraio 2009.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.2. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.LAS esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della LAS e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento), il 12 gennaio 2005, sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della LAS -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale) Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese) Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese) Totale (fr./mese) 1 persona 960.-- 100.-- 1060.-- 2 persone 1469.-- 100.-- 1569.-- 3 persone 1786.-- 100.-- 1886.-- 4 persone 2054.-- 100.-- 2154.-- 5 persone 2323.-- 100.-- 2423.-- 6 persone 2592.-- 100.-- 2692.-- 7 persone 2861.-- 100.-- 2961.-- Per ogni persona supplementare + 269.-- - + 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS):
per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246)
Gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per gli anni 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2007; BU 3/2007 del 23 gennaio 2007, pag. 27-28; Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31; BU 13/2010 del 26 febbraio 2010 pag. 82-83).
2.4. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
Giova rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a decorrere dal 15 febbraio 2013.
Il nuovo tenore è il seguente:
" f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU 9/2013 del 15 febbraio 2013)
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ... . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).
Il nuovo tenore, valido dal 1° gennaio 2012, è il seguente:
" g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.”
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.5. L’art. 67 Las, relativo all’obbligo di informazione in generale, prevede che:
" 1Il richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.
2A richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”
Giusta l’art. 68 Las, afferente all’obbligo di informazione in particolare:
" 1L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.
2L’assistito è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio.”
2.6. Per quanto concerne le prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:
" Le prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui all’art. 26 Laps.”
Ai sensi dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:
" La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)"
Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
Secondo l'art. 21 cpv. 4 Laps
"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite."
Ai sensi dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.
2.7. Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.7.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000).
Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).
2.8. A motivazione dell’ordine di restituzione relativo al periodo febbraio 2007 – febbraio 2009, come visto nei fatti, l’USSI ha posto il fatto che nell’arco di tempo menzionato il ricorrente ha beneficiato di versamenti non dichiarati all’amministrazione al momento dei conteggi volti alla determinazione dell’ammontare delle prestazioni assistenziali di sua spettanza per i mesi in questione (cfr. doc. A; doc. 422).
Il ricorrente ha contestato il fatto che l’USSI abbia tenuto conto di tali somme al fine di stabilire il suo effettivo diritto a prestazioni assistenziali, in quanto secondo il medesimo non si tratterebbe di redditi non dichiarati, bensì di importi di natura del tutto diversa, per cui l’ordine di restituzione non sarebbe giustificato.
Egli ha, inoltre, indicato che i redditi percepiti dalla _, dall’_ e dal _ sono di entità relativa e che non sono stati comunicati, poiché, essendo del tutto ufficiali, era convinto che fossero noti allo Stato e quindi all’USSI (cfr. doc. I).