Decision ID: 48db6e73-239f-5e22-afb0-215d8cd05b01
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1968, già attivo quale operario tornitore, nel mese di giugno 2012 aveva inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti a seguito dei postumi di un incidente della circolazione occorsogli il 13 marzo 2011 (doc. AI 1).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 16 giugno 2014 (preavvisata il 13 febbraio 2013) l’Ufficio AI aveva respinto la domanda di prestazioni, ritenendo una piena abilità lavorativa in tutte le attività e di conseguenza non data la condizione dell’anno di inabilità media annua del 40% senza interruzione secondo l’art. 28 LAI.
A seguito del ricorso inoltrato dall’assicurato contro la succitata decisione amministrativa, questo TCA aveva incaricato la dr.ssa _ di esperire una perizia giudiziaria volta in particolare a valutare il carattere invalidante della sindrome da dolore somatoforme. Dopo aver chiesto al dr. _ di svolgere un approfondimento reumatologico, quest’ultimo datato 7 febbraio 2016 e seguito da un complemento del 23 febbraio 2016 (doc. 154 incarto AI), con rapporto del 23 marzo 2016 la perita aveva valutato un’inabilità lavorativa del 40% dall’agosto 2012 e del 50% dal 19 novembre 2015 in attività adeguate (le percentuali d’inabilità erano da intendersi come riduzione di rendimento).
Di conseguenza, con sentenza 32.2014.111 dell’11 maggio 2016 questo Tribunale, in accoglimento del ricorso, sulla scorta delle risultanze peritali, aveva ritenuto l’assicurato inabile al lavoro in qualsiasi attività nella misura del 40% dal 9 gennaio 2012 e del 50% dal 19 novembre 2015 e rinviato gli atti all’amministrazione per esame delle misure integrative attuabili, definendo successivamente il grado d’invalidità.
1.2. Ritornati gli atti, dopo aver proceduto a degli accertamenti professionali risultati infruttuosi (cfr. rapporto 17 marzo 2017 del consulente in integrazione professionale (in seguito consulente IP); doc. 214 incarto AI), confermata di conseguenza l’inabilità lavorativa risultata dalla perizia giudiziaria (cfr. rapporti 16 agosto 2016 e 28 marzo 2017 del SMR; doc. 174 e 207 incarto AI), con decisione 10 luglio 2017, preavvisata il 3 aprile 2017, l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni non risultando, dopo il consueto raffronto dei redditi, un grado d’invalidità pensionabile.
1.3. Con il presente ricorso l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, postula il riconoscimento di un quarto di rendita dal 13 marzo 2012 e di una mezza rendita dal 1° marzo 2016. Sostenendo di non essere integrabile in una nuova attività, egli è del parare che la residua capacità lavorativa medico-teorica accertata in sede peritale è da applicare unicamente alla sua precedente attività, motivo per cui risulterebbe un grado d’invalidità del 40% dal 13 marzo 2012 (dopo l’anno di attesa) e del 50% dal 1° marzo 2016 (tre mesi dopo il peggioramento). Contesta la determinazione del grado d’invalidità, in particolare quella del reddito da invalido. Ribadisce infatti, come già fatto valere in sede di osservazioni al progetto di decisione, la richiesta di un aumento della percentuale di riduzione per ragioni sociali del reddito da invalido (dal 5% riconosciuto dall’amministrazione al 15%) e l’applicazione del principio del parallelismo avendo percepito un salario da valido inferiore alla media svizzera nel ramo d’attività in cui era occupato sostenendo, contrariamente a quanto ritenuto dall’amministrazione, di non essersi accontentato di una simile bassa retribuzione.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI chiede la conferma della decisione contestata, ribadendo l’esattezza del calcolo del grado d’invalidità.

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni dell’assicurato.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3. Nella presente fattispecie, come detto (cfr. consid. 1.1), nell’ambito della precedente procedura giudiziaria l’assicurato è stato ritenuto inabile al lavoro in qualsiasi attività nella misura del 40% dal 9 gennaio 2012 e del 50% dal 19 novembre 2015.
Con osservazioni al progetto di decisione datate 11 maggio 2017, l’assicurato ha prodotto dei certificati medici (del 27 aprile 2017 del dr. _, psichiatra curante; del 10 maggio 2017 del dr. _; del 16 febbraio 2017 e 20 aprile 2017 del dr. _, specialista in ortopedia e traumatologia, e certificati di fisioterapia; sub doc. 218 incarto AI).
Dopo aver proceduto ad un accertamento presso il succitato specialista in ortopedia (cfr. risposta di quest’ultimo datata 19 giugno 2017; doc. 230 incarto AI), con annotazioni 4 luglio 2017 il dr. _ del SMR ha rilevato:
" (...)
Attuale nuova documentazione medica:
Dr. _ del 27.4.2017:
- Ritiene una IL del 50% con seguente diritto a grado AI 50%
Dr. _ del 10.5.2017:
- Algia osteomuscolare polidistrettuale
- Artralgia mesopiede su brevità aponeurosi gastrocnemio a sinistra, prevista RM a causa di persistenti dolori con consulti presso il dr. Ferrero
Rapporto dr. _ del 19.6.2017:
- RM piede sinistro mostra lievi segni degenerativi
- Indicato trattamento conservativo
- Si conferma l’abilità lavorativa stabilita in occasione della perizia.
Valutazione:
dall’attuale documentazione non risulta una sostanziale modifica dello stato di salute rispetto alla valutazione peritale le cui conclusioni vanno quindi confermate.” (pagg. 671-672 incarto AI)
Alla succitata coerente valutazione del SMR va prestata adesione. Né del resto parte ricorrente l’ha contestata e tantomeno ha prodotto nuova documentazione attestante una sostanziale e durevole modifica della situazione di salute rispetto alla perizia giudiziaria.
2.4. L’assicurato ritiene che, viste le limitazioni (carico massimo fino a 10 kg, alternanza della postura al bisogno, difficoltà di svolgimento di lavori di precisione; cfr. perizia dr. _), la sua residua capacità lavorativa medico-teorica (iniziale inabilità del 40% poi del 50%), è al massimo applicabile nella sua originaria attività e quindi la perdita di capacità lavorativa corrisponde a quella economica, con conseguente diritto ad un quarto di rendita dal marzo 2012 (dopo il termine annuo di attesa) e mezza rendita dal 1° marzo 2016 (tre mesi dopo il peggioramento). A torto.
Ora, come si evince dal rapporto 27 marzo 2017 della consulente IP, l’attività di operaio è stata scartata in quanto “i medici confermano che la sua (dell’assicurato, n.d.r.) capacità lavorativa è del 50% ma in attività di tipo semplice e leggera ...” (pag. 630 incarto AI).
Inoltre, sebbene gli accertamenti professionali in altre attività ai quali l’assicurato è stato sottoposto dopo il rinvio degli atti non hanno avuto esito positivo – motivo per cui non è stata possibile una valutazione in merito ad una integrazione professionale – non va dimenticato che il consulente IP nel rapporto 7 giugno 2017 ha individuato il motivo nella “mancata volontà di provare a fare l’accertamento, a conferma di quanto emerso già con il primo accertamento” (pag. 662 incarto AI) – quindi non per motivi di salute - parere che può essere condiviso da questo Tribunale dopo lettura del citato rapporto.
In queste circostanze, quindi, non vi è motivo di non ritenere esigibili le attività semplici e ripetitive.
D’altro canto, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti).
2.5. Occorre ora procedere alla graduazione dell’invalidità mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il cui calcolo è stato esposto nella decisione impugnata. L’Ufficio AI ha proceduto a tale calcolo per gli anni dal 2012 (anno di scadenza del termine di attesa) al 2015 (peggioramento della capacità lavorativa).
2.5.1. Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).
Nel caso in esame, per la determinazione del reddito da valido l’Ufficio AI si è fondato sul salario, relativo agli anni 2012 - 2015, dichiarato dall’ultimo datore di lavoro (_) il 12 luglio 2016 (doc. 171 incarto AI), pari a fr. 48'750.--.
Tale dato, rimasto incontestato, va pertanto confermato.
2.5.2. Oggetto del contendere è il reddito da invalido. Secondo giurisprudenza, lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).