Decision ID: fc85e442-b29b-53d4-a020-913fbefb2b01
Year: 2010
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
una multa di fr. 40.-, oltre alla tassa di giustizia fr. 20.- e alle spese di fr. 10.-, per aver posteggiato il veicolo SG 71318 omettendo di porre il disco di parcheggio dietro il parabrezza in modo ben visibile.
Fatti accertati il 2 luglio 2009 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1 e 90 cifra 1 LCStr e 48 cpv. 4 OSStr.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
C.
La CRTE 1 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
A norma dell’art. 27 cpv. 1 prima frase LCStr, l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni stradali.
Il conducente che parcheggia l’autoveicolo in un’area di circolazione segnalata come zona di parcheggio con disco deve posizionare la freccia del disco sulla lineetta susseguente l’ora effettiva d’arrivo e mettere il disco in maniera ben visibile dietro il parabrezza. Le indicazioni del disco non devono essere modificate prima della partenza del veicolo
(art. 48 cpv. 4 OSStr).
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr). Per l’omissione di porre o applicare in maniera non ben visibile dietro il parabrezza il tagliando di parcheggio, l’allegato 1 all’Ordinanza concernente le multe disciplinari (RS 741.031; OMD), commina una sanzione pecuniaria di fr. 40.- (infrazione n. 202.2).
3.
La CRTE 1 rimprovera al multato – in applicazione delle predette disposizioni – di aver posteggiato il veicolo SG _ omettendo di porre il disco di parcheggio dietro il parabrezza in modo ben visibile.
La decisione impugnata trae origine dall’accertamento, per conto della polizia di _, di un agente di una società di sicurezza incaricata dal Municipio di _.
4.
Il ricorrente, nel proprio gravame del 29 novembre 2009, contesta l’addebito mossogli, asserendo - a proposito anche di un’altra contravvenzione oggetto di decisione separata (inc. 30._) - quanto segue:
“le due multe sono chiaramente ingiustificate e un ottimo esempio dell’azione scorretta e a mio parere chiaramente criminale (manovre fraudolente, probabilmente falso, assalto) della società privata con l’approvazione delle autorità competenti.
Ho contestato personalmente e immediatamente al municipio comunale di _ il 2 luglio 2009 e per iscritto il 4 luglio e il 14 settembre alla polizia della città di _.
Ci sono testimoni, documenti conclusivi e anche un rapporto di polizia. Il segretario del Comune di _ e la polizia hanno vilmente negato un parere nonostante i fatti chiari. Questo è grave e dimostra una comprensione di giustizia molto dubbiosa. Non è purtroppo il primo episodio del genere e io non sono la sola vittima”
(cfr. ricorso 29 novembre 2009 di RI 1).
5.
Nel proprio gravame il ricorrente non spiega e nemmeno dimostra - di testimoni e documenti conclusivi infatti non vi è nemmeno l’ombra - i motivi per i quali contesta espressamente il fatto di non aver posto il disco di parcheggio dietro il parabrezza in modo ben visibile.
6.
Ciò posto per una visione più chiara dei fatti vi è agli atti una dichiarazione del segretario comunale di _:
“
Così richiesto dal signor _, dipendente della _ SA di _ (ditta incaricata dal Municipio di _ per il controllo del traffico fermo) si attesta quanto segue:
- In data 2.7.2009 alle ore 10.30 circa si presenta allo sportello della Cancelleria comunale il sig. _ per reclamare in merito ad una contravvenzione (fr. 120.-) da lui ricevuta qualche mese prima, nel parcheggio riservato allo scuola-bus, situato in via _. Non aveva con sé l’avviso di contravvenzione ma ha mostrato una fotografia del parcheggio in parola che al momento era occupato da un veicolo al quale non era stata elevata la contravvenzione. Il sig. _, impiegato del nostro Comune, spiega al sig._ che il parcheggio in parola rimane libero durante il periodo delle vacanze scolastiche quindi è normale che il veicolo attualmente parcheggiato non sia multato. Il sig. _ se ne va poco soddisfatto.
- Dopo 5 minuti il sig. _ ritorna allo sportello indignato poiché nel frattempo ha ricevuto una contravvenzione (fr. 40.-).
- Il sig. _ telefona all’incaricato della ditta _ sig. _ per informazioni e lo stesso riferisce che arriva subito in cancelleria comunale.
- Arrivato il signor _ spiega che ha elevato la contravvenzione al veicolo parcheggiato (fr. 40.-) in quanto non aveva esposto il disco orario.
- Nasce una vivace conversazione fra i sigg. _ e _ e quest’ultimo, dopo che il sig. _ lo fotografa, chiede l’intervento della Polizia comunale di _.
- Dopo circa 10 minuti arriva una pattuglia della Polizia comunale di_ e vengono rilevati i dati personali dei sigg. _, _ _ e _ (segretaria comunale).
- Il sig._, prima di lasciare la casa comunale, preannuncia una denuncia contro il signor _”
(cfr. dichiarazione 27 gennaio 2010 di _, segretario comunale di _).
7.
In presenza di versioni contrastanti il giudice apprezza liberamente gli atti ed esamina la pertinenza della descrizione dei fatti, tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal multato.
Nell’evenienza concreta, non vi è motivo di dubitare della versione dell’agente, poiché frutto di una constatazione di agevole momento, essendo egli intento a controllare il traffico stazionario e dovendo pertanto limitarsi a verificare la presenza del disco orario sul cruscotto e ad annotare il numero di targa del veicolo in contravvenzione.
Non può essere disatteso che nel gravame l’insorgente non ha minimente comprovato la sua versione dei fatti, ritenuto oltretutto che alcune asserzioni, come ad esempio quella riguardante la fotografia del disco orario con a fianco la contravvenzione, le ha fornite unicamente in un secondo tempo.
Al riguardo, anche a volerle considerare, si rileva che lo scritto 19 febbraio 2010 da lui inoltrato irritualmente nulla muta; infatti la fotografia n° B-4 non ha valore probatorio in quanto non dimostra assolutamente che il disco era stato messo in modo visibile sul suo veicolo il 2 luglio 2009 prima di recarsi la prima volta alla Cancelleria comunale di _.
Tutte le tesi dell’insorgente, anche quelle contenute nel predetto scritto di lingua tedesca del 19 febbraio 2010, non sono comunque atte a sminuire l’accertamento puntuale dell’agente; in proposito si osserva che la maggior parte di esse non sono per nulla pertinenti alla fattispecie in esame e di conseguenza utili ai fini del presente giudizio.
In siffatte evenienze questo giudice, dopo aver vagliato gli atti istruttori, non ritiene sussistere alcun ragionevole dubbio che il ricorrente ha effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli dall’autorità di prime cure.
8.
A giusta ragione la CRTE 1 ha inflitto all’insorgente una multa di fr. 40.-, pari alla sanzione prevista dall’allegato 1 all’OMD per siffatto genere d’infrazione (n. 202.2), aumentata dalle tasse e spese previste dalla legge in sede di procedura ordinaria.
Il ricorso – infondato – va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).