Decision ID: 9f68995b-0be6-59ae-aed6-ee4f54c60707
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 26 gennaio 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 15'498.48 oltre agli interessi del 5% dall’11 ottobre 2016, indicando quale titolo di credito la
“fattura no. 024.2016 del 11.10.2016”
.
B.
Avendo la RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 3 febbraio 2017 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 28 febbraio 2017. Nella replica del 6 marzo 2017 e nella duplica del 14 marzo 2017
le parti sono rimaste sulle proprie posizioni.
C.
Statuendo con decisione del 12 aprile 2017, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 500.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 24 aprile 2017
per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Con decreto del 2 maggio 2017 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo parziale, nel
senso che ha limitato l’esecuzione della sentenza impugnata a fr. 8'998.48 (anziché fr. 15'498.48) oltre agli interessi.
Nelle sue osservazioni del 22 maggio 2017, la CO 1
ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 24 aprile 2017 contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1 il 13 aprile 2017 durante le ferie pasquali (art. 56 n. 2 LEF), in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo, il termine di ricorso, iniziato il 24 aprile dopo la fine delle ferie, essendo scaduto il 4 maggio 2017.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha considerato che la documentazione prodotta dall’istante, segnatamente l’e-mail 26 settembre 2016 d’incarico di lavori di posa pavimenti e rivestimenti con annesso il preventivo, sottoscritto dalla convenuta, che menziona gli interventi dettagliati e il prezzo unitario, unitamente alla fattura dell’11 ottobre 2016, al pagamento di acconti per fr. 6'000.– e alle videate dei messaggi telefonici scambiati dalle parti, costituisce valido riconoscimento di debito anche per quanto attiene alle opere fuori preventivo, che mai sono state contestate dalla convenuta. A giudizio del Pretore, poi, l’eccezione relativa a difetti dell’opera non è stata resa verosimile, posto che le fotografie prodotte dall’escussa nulla provano, non essendoci indicazione alcuna in merito alla loro provenienza e all’oggetto cui si riferiscono. Inoltre l’eccezione è confutata dalla perizia della ditta M_ del 24 gennaio 2017, che attesta come il prodotto impiegato risulti conforme allo standard di produzione. Secondo il primo giudice, d’altronde, non figura agli atti alcuna tempestiva e regolare notifica dei difetti, la cui esistenza è stata evocata per la prima volta con le osservazioni del 28 febbraio 2017, ossia a ben tre mesi dall’invio della fattura di data 15 novembre 2016.
4.
Nel reclamo la RE 1 contesta che la documentazione prodotta costituisca nel suo insieme valido riconoscimento di debito in quanto, sebbene essa abbia sottoscritto un preventivo per la fornitura di merce e abbia provveduto al pagamento degli acconti richiesti dalla parte istante per l’esecuzione dei lavori, non ha mai riconosciuto, neppure indirettamente, di dovere all’istante fr. 15'498.48.
5.
A mente dell’istante, invece, l’insieme della documentazione da essa prodotta costituisce un valido riconoscimento di debito per la remunerazione di tutte le opere eseguite, ivi comprese quelle all’infuori del preventivo pattuite successivamente, perché non sono mai state contestate o discusse dalla convenuta, se non tardivamente e pretestuosamente in sede di rigetto.
6.
Costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv.
1 LEF l’atto pubblico o la scrittura privata, firmata dall’escusso o dal suo rappresentante, da cui si evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente, senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata, o facilmente determinabile, ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi).
6.1
Nella fattispecie, il preventivo n. 26-2016 del 27 settembre 2016 (doc. A), che altro non è che un contratto d’appalto tra RE 1 in qualità di committente e CO 1 in qualità di appaltatore, mediante il quale la procedente si è incaricata di eseguire opere da parchettista nell’immobile ex P_ in via P_, costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF per la mercede di fr. 14'478.48, che l’escussa si è impegnata a corrispondere all’istante sottoscrivendo il preventivo. La RE 1 non ha d’altronde riproposto con il reclamo l’eccezione d’in
corretto adempimento del contratto da parte della CO 1 respinta dal Pretore in prima sede.
Non è quindi necessario trattare la questione, l’esame del
la Camera essendo limitato alle censure motivate
contenute nel reclamo (
sopra consid. 1.2).
6.2
Ciò posto
il preventivo costituisce un titolo di rigetto provvisorio, per l’importo di fr. 14'478.48 nello stesso menzionato, dedotti gli acconti di complessivi fr. 6'000.– già versati dall’escussa e riconosciuti dalla stessa procedente, ossia per fr. 8'478.48 oltre agli interessi di mora del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dal 23 gennaio 2017, ossia a contare dalla prima valida messa in mora documentata, reputata essere la data di ricezione della raccomandata 16 gennaio 2017, ossia il 18 gennaio 2017, a cui vanno aggiunti i cinque giorni assegnati all’escussa per provvedere al pagamento (doc. D e allegato tracciamento dell’invio).
6.3
Il riconoscimento di debito può, è vero, essere dedotto anche da un insieme di documenti, non necessariamente tutti firmati, a condizione però che il documento in cui l’escusso si riconosce debitore dell’escutente sia firmato e si riferisca o rinvii chiaramente e direttamente a documenti che menzionano l’importo del debito o che permettano di quantificarlo. Tale ammontare dev’essere determinato o agevolmente determinabile nei documenti ai quali rinvia il documento firmato già al momento della sua sottoscrizione (DTF 139 III 302 consid. 2.3.1; sentenza della CEF
14.2017.29 del 2 giugno 2017
consid. 5.2;
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 15 e 26 ad art. 82 LEF).
Nel caso specifico, tuttavia, nessuno degli ulteriori documenti prodotti dall’istante oltre al preventivo ha le caratteristiche di un atto pubblico o reca la firma manoscritta della convenuta (nel senso dell’art. 14 cpv. 1 CO, v. sentenza della CEF
14.2016.141 del 17 novembre 2016 consid. 5
) né il preventivo rinvia ad altre prestazioni, per ipotesi quantificate nel resto della documentazione, se non a quelle elencate. Ciò vale sia per la fattura dell’11 ottobre 2016 (doc. C) sia per lo scambio di messaggi telefonici avvenuto tra il 13 dicembre e il 20 dicembre con _ R_, comunque non autorizzato, sebbene socio, a rappresentare l’escussa (doc. G, doc. 1). E il pagamento di due acconti o il preteso riconoscimento (tacito) per atti concludenti del(l’intero) debito posto in esecuzione non costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF, poiché non sono una
scrittura privata firmata a mano dall’escusso o dal suo rappresentante (sentenze della CEF 14.2016.141 già citata, consid. 5).
In assenza di un titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione per l’importo eccedente fr.
8'478.48
, il Pretore non era legittimato ad accogliere integralmente l’istanza (ovvero per
fr. 15'498.48)
. Il reclamo va pertanto parzialmente accolto limitatamente alla differenza (pari a fr. 7'020.–).
7.
In entrambe le sedi
la tassa, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), come le ripetibili
,
seguono la soccombenza parziale reciproca (art. 106 cpv. 2 CPC), pressoché identica per ambedue le parti.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 15'498.48, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.