Decision ID: c8b44a72-7a88-5803-b7b3-36c193ea1015
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che _ ha trasformato il bocciodromo sito sui propri mappali n. _, _ (zona edificabile) e _ (zona agricola) in deposito di macchinari e materiali dell'impresa di costruzione _, senza la necessaria autorizzazione;
che il 13 gennaio 1999 il municipio di _ ha negato al ricorrente il rilascio della licenza edilizia in sanatoria; la decisione non è stata contestata;
che il 22 (o 26) settembre 1999 l'esecutivo comunale ha ordinato all'insorgente di demolire il magazzino-bocciodromo entro 30 giorni;
che con decisione 22 marzo 2000 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il gravame presentato da _ e riformato l'ordine impartitogli nel senso di ripristinare l'uso della costruzione alla destinazione orginariamente autorizzata (bocciodromo) mediante lo sgombero dei macchinari e dei materiali depositati entro un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato del giudizio; anche questa pronuncia non è stata impugnata;
che il 30 agosto 2000 il municipio di _ ha riformulato l'ordine impartito dal Governo con la comminatoria dell'esecuzione d'ufficio e della pena prevista all'art. 292 CP;
che il 25 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato dall'insorgente avverso l'ordine municipale, in quanto non configura una nuova decisione, bensì un atto confermativo dell'ordine impartito con pronuncia 22 marzo 2000 dal Governo;
che avverso tale pronuncia _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo di annullare la pronuncia governativa e di autorizzare che sull'area in questione sia installato un deposito; postula inoltre che questa corte inviti il municipio di _ a rivedere il PR, precisando quali attività artigianali possono essere ammesse nell'area edificabile;
che il Consiglio di Stato chiede la reiezione del gravame, riconfermandosi nelle conclusioni contenute nel giudizio impugnato; ad identica soluzione giungono il municipio di _ e gli opponenti _ con delle osservazioni, che verranno, se del caso, riprese nel seguito;
considerato,

in diritto
che prima di entrare nel merito di un'impugnativa l'autorità esamina d'ufficio la propria competenza;
che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è dato soltanto nei casi previsti dalla legge, ovvero secondo il sistema enumerativo e non per clausola generale;
che il ricorso a questa corte è di principio dato solo contro risoluzioni del Consiglio di Stato, di dipartimenti o di commissioni speciali (art. 60 cpv. 1 PAmm);
che la richiesta formulata dall'insorgente d'invitare il municipio di _ a rivedere il PR, definendo le attività artigianali ammesse nella zona edificabile, va pertanto dichiarata irricevibile, difettando a questa corte la competenza a dirimere simili questioni;
che per quanto concerne le ulteriori richieste da lui formulate la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 cpv. 1 LE; il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona legittimata a ricorrere (art. 21 cpv. 2 LE) è dunque ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti (art. 18 PAmm);
che per principio possono formare oggetto di ricorso soltanto le decisioni, ovvero i provvedimenti adottati dall'autorità iure imperii, in casi concreti ed individuali, per costituire, modificare o sopprimere diritti od obblighi degli amministrati fondati sul diritto pubblico o per accertarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (cfr. art. 55 cpv. 1 PAmm; RDAT II-1994, n. 8 e 16; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 4 ad art. 1 PAmm; A. Scolari, Diritto amministrativo, vol. 1, Bellinzona/Cadenazzo 1988, n. 200);
che la decisione 22 marzo 2000 con la quale il Consiglio di Stato ha ordinato al ricorrente di ripristinare l'uso della costruzione in oggetto alla destinazione orginariamente autorizzata (bocciodromo), non è stata impugnata e pertanto è cresciuta in giudicato; l'insorgente non può dunque più rimetterne in discussione il contenuto;
che sebbene l'ordine avrebbe dovuto essere eseguito entro 30 giorni dalla crescita in giudicato della risoluzione, il ricorrente non vi ha dato seguito;
che con lo scritto 30 agosto 2000 il municipio di _ si è limitato ad assegnare all'insorgente una nuova scadenza per procedere a quanto richiestogli; l'atto costituiva quindi una semplice diffida non impugnabile;
che a giusta ragione il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il gravame inoltratogli dal ricorrente;
che stando così le cose il presente ricorso va respinto con seguito di tassa di giustizia e spese (art. 28 PAmm).