Decision ID: 9fb74052-a5ac-5b63-a526-041594efebd5
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a Il signor X._ (in seguito: il ricorrente) si è diplomato il [...] 1995
presso l'Università di Nis nello Stato dell'Ex Jugoslavia (ad oggi, la Repub-
blica di Serbia), ottenendo il titolo di Dottore in Medicina. Inoltre, in data
[...] 1997, il medesimo ha ottenuto il "Diplôme de medicine tropicale" in
Belgio (cfr. all. 38 dell'incarto dell'autorità inferiore). Rientrato in Svizzera,
il ricorrente ha portato a termine, a maggio 2005, il "Master in economia e
gestione sanitaria e sociosanitaria" presso l'Università della Svizzera ita-
liana, facoltà di scienze economiche (titolo riconosciuto dall'Ufficio federale
della formazione professionale e della tecnologia UFFT, quale studio post-
diploma della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana
SUPSI). In seguito, il [...] 2009, il ricorrente ha assolto il corso di perfezio-
namento professionale di "Medico generico", previsto dal Regolamento del
21 giugno 2000 per il perfezionamento professionale (RPP) e dal "Prakti-
scher Arzt Weiterbildungsprogramm" (cfr. all. 40 dell'incarto dell'autorità in-
feriore).
A.b Con decisione del 2 maggio 2013, la MEBEKO ha rifiutato la richiesta
del ricorrente di riconoscimento del diploma estero, fissando come misura
di compensazione il superamento dell'esame federale di medicina umana.
A.c In data 18 dicembre 2017, il ricorrente ha compilato ed inoltrato alla
Commissione delle professioni mediche MEBEKO (in seguito: l'autorità in-
feriore o MEBEKO) una richiesta di registrazione del proprio titolo di studi
"Dottore in medicina" nel registro di tutte le persone che esercitano una
professione medica universitaria (in seguito: MedReg), ai sensi dell'art. 51
della Legge federale del 23 giugno 2006 sulle professioni mediche univer-
sitarie (LPMed, [RS 811.11]).
A.c.a In data 15 gennaio 2018, data l'incompletezza del dossier del ricor-
rente, l'autorità inferiore gli ha comunicato quali documenti dovessero an-
cora essere inoltrati. Tra gli altri, al ricorrente è stato chiesto di inoltrare un
documento attestante che il suo diploma lo autorizza ad esercitare, nello
Stato che ha rilasciato tale diploma, una professione medica universitaria
(in seguito: scope of practice). A tale riguardo, la MEBEKO ha sottolineato
che lo scope of practice deve essere emesso ad esempio dal Ministero
della salute o dall'Ordine dei medici della Repubblica di Serbia, stato suc-
cessore della Ex Jugoslavia.
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A.c.b Dopo diversi scambi di scritti, in data 14 febbraio 2018, il ricorrente
ha confermato per iscritto la sua impossibilità a fornire ulteriori documenti
relativi all'autorizzazione ad esercitare una professione medica nel paese
d'origine del diploma in questione, ponendo l'attenzione su un'e-mail del
29 gennaio 2018 ricevuta dalla persona di contatto della facoltà di medicina
dell'Università di Nis, A._ (ricorso all. R), e precedentemente inol-
trata alla MEBEKO, nella quale viene affermato che:
1. With the diploma you obtained here you can work independently (without
supervision), providing that you have completed one year of internship and
have passed the State Licence Exam. These terms are valid in Serbia.
2. At the time when you were a student, the study programme for medicine
lasted 5 years, therefore, you did not have 5,500 hours of theoretical and
practical lessons. The 6-year study programme (with 5,500 hours) was in-
troduced here in 2006 (Bologna study programme).
A.c.c In seguito ad ulteriori contatti scritti e telefonici, tra il ricorrente e l'au-
torità inferiore, segnatamente concernente lo scope of practice, in data
4 maggio 2018, la MEBEKO ha spiegato brevemente al ricorrente che la
richiesta di registrazione del suo diploma era respinta e che la decisione
formale con le indicazioni dei rimedi giuridici sarebbe stata spedita in un
secondo momento.
A.c.d In data 24 maggio 2018, il ricorrente ha ricevuto un progetto di deci-
sione negativa e la possibilità di prendere posizione a riguardo. Tale possi-
bilità è stata sfruttata, nella misura in cui il ricorrente, rappresentato
dall'avv. Alessandro Mazzoleni, di "Mazzoleni Studio Legale e Notarile", ha
inoltrato uno scritto in data 26 giugno 2018. In tale occasione viene richie-
sto che tutti gli atti rilevanti per la procedura vengano tradotti dal francese
all'italiano, nonché affermato che il diploma del ricorrente sarebbe stato
riconosciuto dall'associazione professionale dei medici svizzeri FMH (in se-
guito: FMH) e dalla MEBEKO stessa, all'arrivo del ricorrente in Svizzera.
Dunque, chiedere al ricorrente di presentarsi all'esame federale dopo 25
anni di esperienza sarebbe una richiesta sproporzionata. Inoltre, esigere
uno scope of practice, come descritto sopra, sarebbe impossibile da rea-
lizzare, dato che la Jugoslavia come tale non esiste più. Allo stesso tempo,
il ricorrente ha inoltrato all'autorità inferiore una lettera firmata dal vice-pre-
side dell'Università di Nis (ricorso all. Z4), attestante che:
Avec votre diplôme, vous pouvez exercer ici en tant qu'indépendant (sans su-
pervision professionnelle), à condition que vous ayez préalablement effectué
un internat d'un an et réussi l'examen national. Ces conditions sont valables
en Serbie.
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A.d Con decisione dell'8 agosto 2018, la MEBEKO ha inviato al ricorrente
la decisione definitiva, comunicandogli che la sua richiesta di registrazione
del titolo di "Dottore in medicina" è respinta. Il motivo sarebbe l'assenza
dello scope of practice ed, inoltre, non sarebbe stato possibile passare oltre
a tale mancanza, dato che la formazione eseguita dal ricorrente risulta in-
sufficiente ai sensi delle norme vigenti (art. 11d lett. a OPMed). Quest'ul-
tima, infatti, sarebbe durata 4320 ore, distribuite su cinque anni accade-
mici, invece delle 5500 ore ripartite su sei anni di studio a tempo pieno,
come stabilite all'art. 11d lett. a OPMed.
B.
In data 31 agosto 2018, il ricorrente ha impugnato detta decisione con ri-
corso (con allegati) dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in se-
guito: il Tribunale o TAF). Il ricorrente ha postulato:
1. Il ricorso è accolto.
In via principale:
La decisione impugnata dello 08.08.2018 della Commissione delle pro-
fessioni mediche MEBEKO è annullata. Il dr. Med. X._ è iscritto
al MedReg.
In via subordinata:
La decisione impugnata dello 08.08.2018 della Commissione delle pro-
fessioni mediche MEBEKO è annullata. Gli atti sono rinviati all'ammini-
strazione per ulteriori e più approfonditi accertamenti.
2. In tutti i casi, protestate le tasse, le spese e le ripetibili.
Inoltre, il ricorrente chiede che la procedura venga svolta in italiano, lingua
madre del medesimo.
C.
Con decisione incidentale del 7 settembre 2018, il Tribunale ha stabilito
che, benché ciò non rappresenti un diritto di un ricorrente rappresentato da
un avvocato, dal quale ci si può attendere una comprensione quantomeno
passiva di tutte le lingue nazionali, nel caso in specie, non vi sono motivi
per non svolgere la procedura di ricorso in italiano, permettendo, tuttavia,
all'autorità inferiore di continuare ad esprimersi in francese.
D.
In data 25 ottobre 2018, l’autorità inferiore ha trasmesso l’incarto a sua di-
sposizione e preso posizione sul ricorso, confermando la propria decisione
e chiedendo di respingere il ricorso.
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E.
In data 18 gennaio 2019, il ricorrente ha fatto pervenire al Tribunale una
replica, nella quale contesta integralmente la risposta dell'autorità inferiore,
riprendendone alcune affermazioni e specificandone i motivi di confuta-
zione.
F.
In data 18 marzo 2019, nella sua duplica, l'autorità inferiore si è nuova-
mente espressa circa le affermazioni del ricorrente, ribadendo la richiesta
di rigetto del ricorso.
G.
In data 26 marzo 2019, il ricorrente ha inviato un'ulteriore presa di posi-
zione, trasmettendo un nuovo documento e chiedendone l'acquisizione agli
atti quale ulteriore mezzo di prova. In tale scritto, il ricorrente afferma, tra
l'altro, di essersi trasferito in Svizzera subito dopo la laurea, di non avere
mai eseguito gli esami di Stato e di non avere mai avuto a che fare con il
Ministero della salute o con l'Ordine dei medici della Ex Jugoslavia, rispet-
tivamente della Repubblica di Serbia.
H.
Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi
e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza.
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale esamina d'ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che
gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).
1.2 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della
Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA,
[RS 172.021]; art. 31 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammi-
nistrativo federale [LTAF, RS 173.32]). Giusta l’art. 33 lett. d LTAF (in colle-
gamento con l'art. 37 LTAF e l'art. 44 PA) il ricorso è ammissibile contro le
decisioni della Cancelleria federale, dei dipartimenti e dei servizi dell’Am-
ministrazione federale loro subordinati o aggregati amministrativamente.
Nell'evenienza, non sussistono eccezioni a norma dell'art. 32 LTAF.
1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA).
1.4 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11
PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma
dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese processuali
(art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti processuali (art. 44 e
segg. PA), sono rispettate.
1.5 Nella fattispecie, l'oggetto del ricorso è l'iscrizione del titolo di studio di
"Dottore in medicina" nel MedReg. Pertanto, tutte le censure relative al ri-
conoscimento di diploma, segnatamente l'accusa di sproporzionalità della
richiesta al ricorrente di provare le sue capacità presentandosi all'esame
federale di medicina umana, la data di adozione del programma di studi di
Bologna in Serbia, nonché le eventuali conseguenze nell'ambito dei dos-
sier trattati dal ricorrente fino ad oggi, incluse eventuali ripercussioni
sull'autorità inferiore, esulano dall'oggetto del ricorso e, in quanto irricevi-
bili, non verranno trattate in questa sede. Infatti, esse concernono la deci-
sione del 2 maggio 2013 per il riconoscimento del diploma estero, nonché
la misura di compensazione prevista, ovvero il superamento dell'esame fe-
derale di medicina umana, e come tali, avrebbero dovuto essere contestate
tramite ricorso contro quest'ultima decisione, ciò che non è accaduto.
1.6 Infine, in relazione alle disposizioni transitorie della modifica del
20 marzo 2015, l'art. 67a LPMed prevede, tra l'altro, che le persone che
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prima dell’entrata in vigore di tale modifica esercitavano la loro professione
sotto la propria responsabilità professionale, non erano indipendenti ai
sensi del diritto previgente e che, secondo il diritto cantonale, non necessi-
tavano di un’autorizzazione per l’esercizio di tale professione, possono
continuare a esercitare la loro professione senza autorizzazione ai sensi
della LPMed per al massimo cinque anni dall’entrata in vigore della mede-
sima (cpv. 1) e che quelle che esercitavano la loro attività senza essere
iscritte nel registro devono farsi iscrivere entro due anni dall’entrata in vi-
gore della stessa (cpv. 2).
Nella fattispecie, in caso di eventuale riforma della decisione contestata, la
data di iscrizione sarebbe quella della decisione di prima istanza, anteriore
al 31 dicembre 2019. Non va dimenticato che la presente sentenza può
essere ancora impugnata davanti al Tribunale federale. È, infatti, evidente
che il ricorrente, in caso di ottenimento del diploma in seguito ad una sen-
tenza del Tribunale federale non possa essere penalizzato dal termine di
cui sopra, qualora la decisione impugnata fosse effettivamente errata. Il
presente ricorso non è, pertanto, divenuto privo di oggetto allo stato attuale,
sussistendo un interesse legittimo a ricorrere.
1.7 Pertanto, nei limiti sopra indicati, nulla osta alla ricevibilità del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati,
giusta l'art. 49 PA in combinato disposto con l'art. 37 LTAF, la violazione del
diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento
(lett. a), l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (lett. b), nonché l'inadeguatezza (lett. c).
2.1 Secondo la giurisprudenza e la dottrina, un'autorità abusa del suo po-
tere discrezionale (art. 49 lett. a PA), tra l'altro, adottando criteri inadeguati,
non tenendo conto o non effettuando un esame completo delle circostanze
pertinenti, nonché non utilizzando criteri oggettivi (cfr. DTF 135 III 179 con-
sid. 2.1 in fine e 130 III 176 consid. 1.2 con rinvii; sentenze del TAF
B-4380/2016 del 13 agosto 2018 consid. 6.1.2, B-628/2014 del 28 novem-
bre 2017 consid. 5.2.1, B-4243/2015 del 13 giugno 2017 consid. 4.1.1 e
B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 consid. 5.2).
2.2 Per quanto riguarda l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti
(art. 49 lett. b PA), secondo la giurisprudenza, esso risulta incompleto
quando non tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per
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la decisione sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore. L'ac-
certamento è invece inesatto, allorquando segnatamente l'autorità ha
omesso di amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in ma-
niera erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha
fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli
atti dell'incarto (cfr. sentenza del TAF B-4243/2015 del 13 giugno 2017 con-
sid. 4.1.1; BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2a ed. 2015, pag. 566).
Ai fini del presente giudizio val la pena qui ricordare che la procedura am-
ministrativa è retta dal principio dell'applicazione d'ufficio del diritto (iura
novit curia), che impone all'autorità competente di esaminare liberamente
la situazione giuridica, nonché applicare il diritto che considera determi-
nante e di darne l'interpretazione di cui è convinta (art. 62 cpv. 4 PA; DTF
110 V 48 consid. 4a; THOMAS HÄBERLI, in: Waldmann/Weissenberger [ed.],
Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 62 marg. 42 e segg.). Nell'effet-
tuare tale applicazione, l'autorità competente non è vincolata dai motivi in-
vocati dalle parti, né dall'opinione espressa da precedenti istanze di giudi-
zio, bensì dal principio inquisitorio, in base al quale l'autorità amministrativa
ha l'obbligo di accertare d'ufficio i fatti determinanti per la decisione
(cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II,
3a ed. 2011, n. 2.2.6.5, pag. 300). In tal senso, l'art. 12 PA stabilisce che
l’autorità di ricorso si serve, se necessario, di mezzi di prova, quali (lett. a)
documenti, (lett. b) informazioni delle parti, (lett. c) informazioni o testimo-
nianze di terzi, (lett. d) sopralluoghi e/o (lett. e) perizie. Giusta l'art. 13
cpv. 1 PA, le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (lett. a)
in un procedimento da esse proposto, (lett. b) in un altro procedimento, se
propongono domande indipendenti, e (lett. c) in quanto un’altra legge fe-
derale imponga loro obblighi più estesi d’informazione o di rivelazione. In
casi in cui una parte presenta una richiesta e rivendica dei diritti in essa
contenuti, la cooperazione, di cui all'art. 13 cpv. 1 lett. a PA, risulta in primo
luogo nell'interesse della parte stessa, che altrimenti dovrebbe sostenere
le conseguenze della mancanza di prove in base alla regola generale
dell'onere della prova (PATRICK KRAUSKOPF/KATRIN EMMNEGGER/FABIO BA-
BEY, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG,
2a ed. 2016, art. 13 marg. 10 e segg.).
2.3 Per quanto concerne l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA), l'istanza di ri-
corso può limitare il proprio esame nella misura in cui la natura della con-
troversia non consente un esame completo della decisione impugnata. Ciò
può essere ad esempio il caso, se l'applicazione della legge riguarda que-
stioni tecniche e l'autorità inferiore risulta, sulla base delle proprie cono-
scenze tecniche, più adatta a rispondere e valutare tali domande, oppure
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se sorgono questioni di interpretazione che l'autorità inferiore, sulla base
della sua vicinanza locale, materiale o personale, può giudicare in modo
più appropriato (DTF 139 II 145 consid. 5 e 131 II 680 consid. 2.3.2; DTAF
2008/23 consid. 3.3 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren
vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, marg. 2.154 con rinvii).
Pertanto, quando si tratta di questioni tecniche o di interpretazione, se-
condo la dottrina e la giurisprudenza, il Tribunale stesso deve esercitare
una certa limitazione nell'esame dell'interpretazione, nonché dell'applica-
zione di termini giuridici indefiniti e concedere all'autorità inferiore un certo
margine di apprezzamento, se quest'ultima è più vicina alle circostanze lo-
cali, tecniche o personali, nonché se si tratta di valutare questioni tecniche
(cfr. sentenza del TAF B-6791/2009 dell'8 novembre 2010 consid. 3.1 con
rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-
tungsgericht, 2a ed. 2013, marg. 2.155a con rinvii).
3.
Il ricorrente censura sostanzialmente violazioni del principio della libertà di
lingua, del diritto di essere sentito sotto il profilo dell'obbligo dell'autorità
inferiore di motivare la propria decisione, dei principi della buona fede e del
“venire contra factum proprium", un abuso del potere di apprezzamento,
nonché un formalismo eccessivo da parte della MEBEKO.
Tali rimproveri, nonché la domanda se il ricorrente adempia o meno le con-
dizioni poste dalla legge per l'iscrizione nel MedReg, rappresentano que-
stioni formali. Pertanto, il Tribunale deve esaminarle con pieno potere di
cognizione.
4.
In primo luogo, il ricorrente censura una violazione in relazione alla libertà
di lingua, affermando che la MEBEKO sarebbe incorsa nell'arbitrio conti-
nuando, dopo la richiesta del 26 giugno 2018 da parte del rappresentante
del ricorrente, a comunicare in francese piuttosto che in italiano, nono-
stante fosse stata avvisata della volontà del ricorrente di procedere, anche
in vista del contenzioso, in lingua italiana. Tale violazione non potrebbe es-
sere sanata dinanzi al Tribunale, dato che proprio l'utilizzo della lingua fran-
cese non avrebbe permesso al ricorrente di comprendere l'insufficienza dei
documenti già inviati. In caso contrario, il medesimo avrebbe provveduto a
procurarsi un altro documento pertinente (ricorso pag. 13).
4.1 Circa la lingua di procedimento, l'art. 33a cpv. 1 PA stabilisce che il pro-
cedimento si svolge in una delle quattro lingue ufficiali, di regola nella lin-
gua in cui le parti hanno presentato o presenterebbero le conclusioni. In
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Pagina 10
più, giusta l'art. 6 della Legge federale del 5 ottobre 2007 sulle lingue na-
zionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (LLing; [RS 441.1]),
chi si rivolge a un’autorità federale può farlo nella lingua ufficiale di sua
scelta (cpv. 1) e le autorità federali rispondono nella lingua ufficiale usata
dal loro interlocutore, potendo comunque convenire con quest’ultimo l'uso
di un’altra lingua ufficiale (cpv. 2).
4.2 Nella fattispecie, come affermato dall'autorità inferiore nella sua rispo-
sta, nonché nella sua duplica, codesto Tribunale osserva che la scelta del
francese come lingua di procedura dinanzi alla MEBEKO, è stata effettuata
dal ricorrente stesso nel momento in cui, per la richiesta di iscrizione nel
MedReg, ha compilato il formulario in francese ed ha scelto tale lingua per
la corrispondenza.
Ad abundantiam, ritenuto che in data 26 giugno 2018, il ricorrente ha no-
minato l'avv. Alessandro Mazzoleni come suo rappresentante, vale anche
per la procedura di prima istanza quanto espresso, mutatis mutandis, nella
decisione incidentale del 7 settembre 2018, nell'ambito della quale codesto
Tribunale, fondandosi sulla giurisprudenza costante, ha considerato, tra
l'altro, che “il ricorrente, essendo rappresentato da un avvocato, non può
di per sé pretendere che il procedimento si svolga in italiano (cfr. sentenze
del TF 1C_644/2015 del 23 febbraio 2016 consid. 2.8 inedito in DTF 142
IV 175, 4A.302/2013 del 5 giugno 2014 consid. 6, 1A.71/2005 dell’11 mag-
gio 2005 consid. 4.1, 1A.25/2005 dell’8 marzo 2005 consid. 2, 1S.12/2004
del 1° dicembre 2004 consid. 3.2, 1A.88/2004 dell’11 giugno 2004 con-
sid. 1, 1A.87/2004 del 3 giugno 2004 consid. 1 e 1A.235/2003 dell’8 gen-
naio 2004 consid. 1; sentenze del TAF B 2577/2016 del 12 ottobre 2016
consid. 4.3.2 e A-3534/2012 del 7 ottobre 2013 consid. 4.1.2)”.
Perciò, l'affermazione, a posteriori, del rappresentante del ricorrente circa
l'impossibilità, da parte di quest'ultimo, di comprendere quanto richiesto
dalla MEBEKO, segnatamente l'insufficienza di quanto inviato, non rappre-
senta una violazione del diritto di essere sentito. Per di più, la dichiarazione
che in caso contrario, il ricorrente avrebbe provveduto a fornire ulteriori do-
cumenti, risulta in netto contrasto con quanto affermato dal ricorrente
stesso in più occasioni, di non essere in grado di fornire documenti aggiun-
tivi, anche nell'ambito del presente ricorso.
4.3 Pertanto, nulla può essere rimproverato all'autorità inferiore per quanto
concerne l'utilizzo della lingua francese durante la procedura di prima
istanza.
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Pagina 11
5.
In secondo luogo, il ricorrente censura in maniera implicita una violazione
del diritto di essere sentito in relazione al diritto di partecipare all'assun-
zione delle prove, di prenderne conoscenza e di esprimersi in merito, non-
ché in relazione all'obbligo per l'autorità decisionale di motivare sufficiente-
mente la propria decisione. A tal proposito, fa valere che nella sua deci-
sione dell'8 agosto 2018, la MEBEKO avrebbe sostanzialmente confer-
mato quanto già deciso il 24 maggio 2018, senza prendere posizione su
nessuno dei vari argomenti trattati nella presa di posizione del ricorrente.
La decisione impugnata sarebbe un mero "copia-incolla" di quella prece-
dente e non vi sarebbe alcun riferimento alla presa di posizione del ricor-
rente e ai suoi contenuti (ricorso pag. 6). Secondo il ricorrente, l'autorità
inferiore avrebbe avuto l'obbligo di prendere posizione per poter fondare e
motivare il proprio giudizio. Mancando di fare ciò, l'apprezzamento delle
prove, da parte della MEBEKO, dovrebbe essere qualificato come arbitra-
rio, nel senso che quest'ultima avrebbe omesso, senza fondati motivi, di
tenere conto di una prova importante, idonea ad influire sulla decisione
presa. Pertanto, vi sarebbe un arbitrio ed un diniego di giustizia da parte
della MEBEKO, la quale, oltre a quanto già esposto, non avrebbe nem-
meno considerato "la nuova, e fondamentale prova allegata: l'attestato
dell'università di Nis ai sensi dell'art. 33a cpv. 2 lett. a LPMed" (ricorso
pag. 10).
Inoltre, per quanto riguarda la produzione di una copia di un'attestazione
indicante che il ricorrente sia autorizzato a praticare sotto sorveglianza, la
MEBEKO non ne avrebbe definito la forma e non avrebbe informato il ri-
corrente dell'insufficienza di quanto già fornito (ricorso pag. 11). In virtù del
diritto di essere sentito, al ricorrente avrebbe dovuto essere spiegato il ri-
fiuto della lettera firmata dal vice-preside dell'Università di Nis e allegata
allo scritto del 26 giugno 2018, specificando per quale motivo non potesse
essere ritenuto sufficiente. Così facendo, la MEBEKO sarebbe venuta
meno al proprio obbligo di motivazione (ricorso pag. 12).
Per di più, in relazione al fatto che quanto inoltrato dal ricorrente è stato
dichiarato dall'autorità inferiore insufficiente ai sensi dell'art. 33a cpv. 2
lett. a LPMed, il medesimo afferma che, in seguito all'ottenimento del pro-
getto di decisione (cfr. fatti A.c.d) ed una volta preso atto del fatto che i
documenti forniti non fossero sufficienti, oltre ad aver richiesto un nuovo
certificato all'Università di Nis (ottenuto con lettera del 22 giugno 2018, di
cui sopra, e trasmesso alla MEBEKO in allegato alla sua presa di posizione
del 26 giugno 2018), egli avrebbe presentato una richiesta anche al Mini-
stero della salute e all'Ordine dei medici della Repubblica di Serbia. A tal
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Pagina 12
proposito, la MEBEKO avrebbe dovuto concedere al ricorrente un congruo
termine per poter attendere una risposta da parte di tali istituzioni prima di
emanare la propria decisione (ricorso pag. 14). In assenza di ciò, il ricor-
rente chiede che il Tribunale rinvii la causa all'autorità inferiore perché gli
venga concessa la possibilità di ottenere ed inoltrare tali documenti, so-
prattutto, considerato che le autorità con le quali il ricorrente deve relazio-
narsi "sono situate in un Paese extra comunitario, con tempo d'esecuzione
maggiori rispetto a quelli che ritroveremmo in Svizzera e in Europa" (replica
pag. 5).
5.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale di carattere for-
male (art. 29 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 [Cost.,
RS 101]). La sua violazione comporta l'annullamento della decisione impu-
gnata, indipendentemente dalle probabilità di successo nelle questioni di
merito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1 con rinvii). Eccezionalmente, una vio-
lazione del diritto di essere sentito, occorsa nella procedura precedente,
può reputarsi sanata se il ricorrente può esporre la propria causa davanti
ad un'autorità di ricorso che esamina con pieno potere cognitivo tutte le
questioni che avrebbero potuto porsi dinanzi all'autorità inferiore se que-
st'ultima avesse sentito regolarmente il ricorrente (DTF 137 I 195 con-
sid. 2.3.2 con rinvii).
Tale diritto, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 29 PA comporta se-
gnatamente il diritto di accedere agli atti, di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza, nonché di esprimersi in merito (cfr. DTF
143 V 71 consid. 4.1 e 144 I 11 consid. 5.3, rispettivamente con rinvii; sen-
tenza del TAF B-1261/2019 del 30 dicembre 2019 consid. 5.1.1 con rinvii).
Il diritto del singolo a far valere efficacemente la propria posizione su tutte
le questioni rilevanti del caso prima della decisione, giusta l'art. 30 cpv. 1
PA, costituisce un diritto a titolo personale di partecipare all'emissione di
una decisione e può in procedimenti amministrativi, giudiziari e non, risul-
tare in contrasto con le esigenze di un procedimento, segnatamente dell'e-
conomia processuale. Tuttavia, è perfettamente compatibile con il diritto di
essere sentito, il fatto che all'interessato sia concesso un certo lasso di
tempo per esercitare il suo diritto di prendere posizione. Tale termine deve
risultare congruo, ovvero esser calcolato in modo tale che l'interessato
possa effettivamente salvaguardare il proprio diritto – se necessario con
l'assistenza di un legale rappresentante (DTF 138 III 252 consid. 2.2 e 133
V 196 consid. 1.2, rispettivamente con rinvii; BERNHARD WALDMANN/JÜRG
BICKEL, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG,
2a ed. 2016, art. 30 marg. 18 e segg. con rinvii). Circa eventuali allegazioni
trasmesse dopo lo scadere di tale termine, l'autorità inferiore può, secondo
B-4988/2018
Pagina 13
l'art. 32 cpv. 2 PA, tenerne conto qualora esse sembrino decisive. All'inte-
ressato resta aperta la possibilità di chiedere, ai sensi dell'art. 22 PA, una
proroga del termine stabilito dall’autorità, la quale può concederla per mo-
tivi sufficienti, se la parte ne fa domanda prima della scadenza (PATRICK
SUTTER, in: Auer, Müller, Schindler [ed.], Kommentar über das Bundesge-
setz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed. 2019, art. 30 PA n. 12-
13).
Oltre a ciò, il diritto di essere sentito comporta anche l'obbligo per l'autorità
decisionale di motivare sufficientemente la propria decisione (DTF 143 III
65 consid. 5.2 e 142 II 154 consid. 4.2, rispettivamente con rinvii). Tale ob-
bligo è soddisfatto quando l'interessato ha la possibilità di valutarne la por-
tata e, se necessario, di deferirlo ad un'autorità superiore con piena cogni-
zione di causa. È sufficiente che l'autorità inferiore menzioni almeno bre-
vemente i motivi dai quali è stata guidata e su cui si è basata la sua deci-
sione. Essa non è tenuta a pronunciarsi su tutti i motivi delle parti e può
pertanto limitarsi ai punti essenziali per la decisione (cfr. DTF 143 III 65
consid. 5.2, 142 II 154 consid. 4.2, 138 I 232 consid. 5.1, 137 II 266 con-
sid. 3.2 e 136 I 229 consid. 5.2; sentenza del TAF B-4920/2015 del 2 feb-
braio 2017 consid. 6.1).
5.2 Nella presente controversia, il Tribunale osserva che le motivazioni ap-
portate dall'autorità inferiore nella decisione impugnata e negli scambi di
scritti che l'hanno preceduta, illustrano in maniera esaustiva su quali ele-
menti essa ha basato la propria decisione. Le argomentazioni risultano
mettere il ricorrente nella posizione di poter valutare la portata della deci-
sione e di deferirla all'autorità superiore, ovvero il Tribunale, ciò che tra
l'altro ha fatto (cfr. fatti B).
Inoltre, circa la richiesta del ricorrente a codesto Tribunale di rinviare la
causa all'autorità inferiore perché gli venga concessa la possibilità di otte-
nere ed inoltrare i documenti necessari, va osservato che, essendo passati
circa diciotto mesi dal deposito del ricorso ad oggi, il ricorrente ha avuto
sufficientemente tempo per ottenere ed inoltrare la documentazione ag-
giuntiva di cui sopra. Tuttavia, ad oggi, ciò non è accaduto. Dunque, la
questione se e in quale misura l'istanza inferiore abbia violato il diritto di
essere sentito non concedendo al ricorrente il tempo secondo lui necessa-
rio per l'ottenimento dei documenti pertinenti, può rimanere aperta, poiché
un'eventuale violazione è in ogni caso da considerare sanata nel procedi-
mento di ricorso. Non v'è, quindi, ragione di annullare la decisione impu-
gnata per tale motivo.
B-4988/2018
Pagina 14
5.3 Pertanto, risultando la decisione sufficientemente comprensibile, va
considerato rispettato l'obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 29 Cost. e
dell'art. 29 PA. Ad ogni modo, un'eventuale lacuna in tale senso sarebbe
ampiamente sanata in fase di ricorso (cfr. fatti A.b, A.d e D).
6.
In terzo luogo, il ricorrente censura una violazione dei principi della buona
fede e del “venire contra factum proprium”. A sostegno di ciò, il medesimo
accusa la MEBEKO di avere considerato, nella sua decisione del 2 maggio
2013, il diploma di medico praticante, da lui conseguito nel 2009, come
sufficiente a rendere sproporzionata un'eventuale richiesta al ricorrente di
ottenere in Svizzera un diploma di fine studi di livello di master, ma allo
stesso tempo, nella sua decisione del 24 maggio 2018, l'autorità inferiore
respingerebbe la richiesta di registrazione nel MedReg, sostenendo che il
diploma da lui fornito, non sarebbe certificato in maniera conforme, ovvero
non autorizzerebbe il ricorrente ad esercitare nel suo paese "sotto sorve-
glianza" (ricorso pagg. 4-5 e 20).
Da un lato, con decisione del 2 maggio 2013, la MEBEKO avrebbe ricono-
sciuto la validità della lunga pratica professionale e l'esperienza professio-
nale in Svizzera del ricorrente, giudicando dunque sproporzionato esigere
altri diplomi in Svizzera. La MEBEKO avrebbe dunque garantito la validità
del suo diploma ottenuto nella Ex Jugoslavia, il che rappresenterebbe un
diritto acquisito del ricorrente (ricorso pag. 20). Dall'altro lato, la decisione
impugnata risulterebbe opposta a quella del 2 maggio 2013 e assume-
rebbe così la forma di un "venire contra factum proprium", ingiustificato,
sproporzionato e insostenibile (ricorso pag. 21).
6.1 In considerazione di quanto precede, risulta fondamentale sottolineare
il fatto che è esclusivamente nell'ambito della fissazione delle misure di
compensazione per l'ottenimento del diploma federale in medicina, che la
MEBEKO ha giudicato sproporzionata la richiesta di esigere che il ricor-
rente ottenga in Svizzera un diploma di fine studi di livello di master, prima
di presentarsi all'esame federale.
6.2 Pertanto, l'affermazione del ricorrente, che con tale considerazione
l'autorità inferiore avrebbe riconosciuto l'esperienza professionale del me-
desimo, garantendogli la validità del suo diploma ottenuto nella Ex Jugo-
slavia, nonché la censura secondo cui con la decisione impugnata, il com-
portamento della MEBEKO violerebbe il principio della buona fede e equi-
varrebbe ad un "venire contra factum proprium", non può essere condivisa,
in quanto priva di fondamento.
B-4988/2018
Pagina 15
7.
In quarto luogo, il ricorrente rimprovera all'autorità inferiore di avere abu-
sato del suo potere di apprezzamento, nella misura in cui non avrebbe ap-
plicato la libertà concessale dalla giurisprudenza del Tribunale federale,
segnatamente dalla sentenza 2C_839/2015 del 26 maggio 2016 con-
sid. 3.4.3, e di avere fatto prova di un formalismo eccessivo nella valuta-
zione del caso concreto (ricorso pag. 5 e segg.).
A tal proposito, il ricorrente afferma di possedere un percorso professionale
duraturo di 23 anni e riconosciuto al suo arrivo in Svizzera, sia dalla FMH
che dalla Commissione MEBEKO (ricorso pag. 16). In considerazione del
fatto che al momento dell'ottenimento del diploma, il sistema universitario
nell'Ex Jugoslavia sarebbe stato ben diverso rispetto a quello attuale, esso
avrebbe rispettato le normative applicabili all'epoca. Il fatto che ciò preve-
desse una formazione della durata inferiore alle 5500 ore e ai sei anni,
previsti invece dalle attuali norme (cfr. consid. 7.1), non potrebbe essere,
ad oggi, un motivo di rimprovero da parte della MEBEKO (ricorso pagg. 5
e 16).
Inoltre, circa lo scope of practice, la legge applicabile non ne specifiche-
rebbe né la forma, né la provenienza necessaria. Pertanto, l'autorità infe-
riore abuserebbe del proprio potere di apprezzamento qualificando la let-
tera del 22 giugno 2018, firmata dal vice-preside dell'Università di Nis
(cfr. fatti. A.c.c) come insufficiente, senza specificarne il motivo. Sempre in
relazione alla richiesta di tale attestato, le condizioni di cui all'art. 33a cpv. 2
lett. a LPMed, risulterebbero materialmente impossibili, dato che la Jugo-
slavia come tale non esisterebbe più, e non sarebbe pertanto possibile ot-
tenere lo scope of practice dallo Stato che ha rilasciato il diploma da regi-
strare. Vista questa impossibilità e le particolarità del caso in specie, l'au-
torità inferiore farebbe prova di un formalismo eccessivo non riconoscendo
la validità delle comunicazioni provenienti dall'Università di Nis. Il ricorrente
sottolinea, infatti, che la sua attività non consisterebbe nel formulare dia-
gnosi o prescrizioni farmacologiche, che egli non avrebbe alcun numero di
concordato e, pertanto, non genererebbe alcun costo sanitario. Peraltro, il
medesimo non vorrebbe esercitare in qualità di medico indipendente, bensì
continuare la sua attività di medico consulente presso l'Ufficio AI, sotto sor-
veglianza di un medico superiore del servizio medico. Tuttavia, osservato
che la MEBEKO considererebbe necessaria l'iscrizione al MedReg anche
per tale attività, il ricorrente sostiene che l’esigenza di adempiere alle
stesse condizioni di un medico indipendente sarebbe insostenibile ed in-
concepibile (ricorso pag. 17). Per di più, considerata l'età del ricorrente,
secondo la quale gli mancherebbero sette anni dal momento del ricorso
B-4988/2018
Pagina 16
(cinque ad oggi) fino al pensionamento, chiedergli di presentarsi ora ad un
esame federale comporterebbe un formalismo eccessivo e sproporzionato,
sanabile applicando invece il potere di apprezzamento da parte dell'auto-
rità inferiore. Le conoscenze attestate dal diploma federale di medicina do-
vrebbero essere ritenute acquisite, segnatamente ritenuto che l'esame fe-
derale non avrebbe alcun legame con l'attività attuale e futura del ricor-
rente, dato che quest'ultimo non praticherebbe più un'attività clinica (ricorso
pag. 18). Ulteriormente, andrebbero considerate le conseguenze della
mancata iscrizione, ovvero la perdita del lavoro per il ricorrente, con l'im-
possibilità di trovarne un altro nel medesimo settore (ricorso pag. 20).
Infine, il ricorrente fa valere di essere membro sia della SSMC (Société
Suisse des médecins-conseils et médecins d'assurances) che della FMH.
A tal proposito risulterebbe poco chiaro perché la MEBEKO non possa fare
altrettanto e, nel caso, quali competenze in più debbano avere i medici
iscritti al MedReg rispetto a quelle richieste dalla SSMC e dalla FMH (ri-
corso pag. 21).
7.1 Importa ora determinare le norme rilevanti nella fattispecie, ossia quelle
pertinenti per l'iscrizione al MedReg.
7.1.1 L'esercizio di una professione medica universitaria è regolata dalla
LPMed come segue:
Art. 33a Registrazione, conoscenze linguistiche e diploma
1 Chi esercita una professione medica universitaria deve:
a. essere iscritto nel registro di cui all'art. 51;
b. [...].
2 Chi desidera esercitare una professione medica universitaria sotto vigi-
lanza professionale e non è titolare di un diploma federale o di un diploma
estero riconosciuto secondo la presente legge deve:
a. essere titolare di un diploma che lo autorizza a esercitare, nello
Stato che ha rilasciato tale diploma, una professione medica uni-
versitaria sotto vigilanza professionale ai sensi della presente
legge;
b. richiedere alla Commissione delle professioni mediche l’iscrizione
nel registro.
3 [...]
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Pagina 17
4 Il Consiglio federale disciplina i particolari relativi alle conoscenze linguisti-
che e alla loro attestazione e verifica. Può [...] prevedere che la registra-
zione può aver luogo soltanto se il diploma di cui al capoverso 2 lettera a è
stato ottenuto dopo una formazione che soddisfa determinate esigenze mi-
nime da esso stabilite.
7.1.2 Le esigenze minime relative alla formazione finalizzata all’otteni-
mento di un diploma secondo l'art. 33a cpv. 2 lett. a LPMed, sono definite
nella OPMed come segue:
Art. 11d
Un diploma conseguito all’estero il quale nello Stato che lo ha rilasciato auto-
rizza all’esercizio di una professione medica universitaria sotto vigilanza pro-
fessionale secondo la LPMed è iscritto nel registro delle professioni mediche
solo se si fonda su una formazione che soddisfa le seguenti esigenze minime:
a. per i medici: una durata di formazione di almeno sei anni di studio
a tempo pieno o 5500 ore d’insegnamento teorico e pratico in
un’università o in una scuola universitaria di livello equivalente ri-
conosciuto;
7.2 Nel caso in specie, in seguito ad una richiesta da parte del ricorrente,
di ottenere una decisione formale circa le condizioni per l'ottenimento del
diploma federale di medicina ai sensi dell'art. 15 cpv. 4 LPMed, nel quale
è stabilito che, qualora non riconosca il diploma estero, la Commissione
delle professioni mediche stabilisce le condizioni per l’ottenimento del di-
ploma federale, la MEBEKO ha fissato con decisione del 2 maggio 2013,
che il ricorrente può presentarsi direttamente all'esame federale, senza do-
ver conseguire un titolo di studi di fine master. Se ne evince che, nella fat-
tispecie, il diploma del ricorrente non è stato riconosciuto e che per l'otte-
nimento del diploma federale devono essere portate a termine con suc-
cesso le misure di compensazione fissate dalla MEBEKO. Tale decisione
non è stata contestata dal ricorrente ed è, pertanto, cresciuta in giudicato
(cfr. consid. 1.5).
Per di più, agli atti non figura che ad oggi il ricorrente abbia sostenuto con
successo l'esame federale di cui sopra. Il ricorrente stesso afferma che,
non avendo avuto intenzione di svolgere la professione di medico indipen-
dente, egli non avrebbe mai eseguito gli esami di stato (presa di posizione
del 26 marzo 2019 pag. 2). Pertanto, allo stato attuale il suo diploma otte-
nuto nella Ex Jugoslavia non è riconosciuto in Svizzera.
7.3 Restando, ciò nonostante, necessaria l'iscrizione al MedReg per poter
esercitare una professione medica universitaria (art. 33a cpv. 1 LPMed), e
B-4988/2018
Pagina 18
considerato il fatto che il ricorrente non è titolare di un diploma federale o
di un diploma estero riconosciuto secondo la LPMed (cfr. consid. 7.2), il
medesimo deve, giusta l'art. 33a cpv. 2 lett. a LPMed, essere titolare di un
diploma che lo autorizza a esercitare, nello Stato che ha rilasciato tale di-
ploma, una professione medica universitaria sotto vigilanza professionale
ai sensi della LPMed (cfr. consid. 7.1).
7.3.1 Nella fattispecie, il ricorrente ha inoltrato all'autorità inferiore, nonché
in fase di ricorso a questo Tribunale, dapprima un’e-mail del 29 gennaio
2018, ricevuta dalla signora A._, Università di Nis (cfr. fatti A.c.b),
ed in un secondo momento una lettera del 22 giugno 2018, firmata dal vice-
preside dell'Università di Nis (cfr. fatti. A.c.c). In entrambi i documenti vi
sono indicate le condizioni che devono essere adempiute perché il ricor-
rente possa esercitare in Serbia come medico indipendente (senza super-
visione), ovvero l'adempimento di un anno di tirocinio ed il superamento
dell'esame nazionale.
7.3.2 A tal proposito, agli atti non figura che il ricorrente disponga o, quan-
tomeno, abbia mai inoltrato una qualsivoglia prova dell'adempimento di un
anno di tirocinio e/o del superamento dell'esame nazionale in Serbia. Fino
ad oggi, dunque a più di due anni dalla richiesta di iscrizione nel MedReg
(cfr. fatti A.b), il ricorrente non ha fornito tali attestazioni, nonostante gli
fosse stata chiaramente comunicata l'insufficienza di quanto già tra-
smesso. Al contrario, egli ha espressamente dichiarato di non disporne
(cfr. fatti G). Del resto, non è oggettivamente possibile stabilire dalla docu-
mentazione dell'Università di Nis che l'anno di tirocinio ed il superamento
dell'esame di Stato siano necessari unicamente per l'esercizio della pro-
fessione indipendente, ma non per un'attività sotto sorveglianza
(cfr. art. 33a cpv. 2 lett. a LPMed).
7.4 Per di più, anche tralasciando la questione circa l'insufficienza dello
scope of practice inoltrato dal ricorrente, la formazione da lui conseguita
presso l'Università di Nis, non soddisfa, come d'altronde evidenziato dalla
signora A._ dell’Università di Nis (cfr. fatti A.c.b punto 2 dell'e-mail),
le esigenze minime e necessarie per l'iscrizione nel MedReg definite
all'art. 11d OPMed, in collegamento con l'art. 33a cpv. 4 LPMed
(cfr. fatti A.d). Il fatto che il numero di ore effettuate per conseguire tale di-
ploma sia nettamente inferiore (circa 1200 ore in meno) a quanto necessa-
rio in Svizzera, è un altro elemento che, fino a prova del contrario, conduce
a ritenere che il diploma in questione non corrisponde a quanto richiesto ai
sensi dell'art. 33a cpv. 2 lett. a LPMed.
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Pagina 19
7.5 In virtù di quanto precede (cfr. consid. 2.1, 7.1, 7.2 e 7.3), risulta chiaro
che per la decisione impugnata l'autorità inferiore ha adottato criteri ade-
guati, tenuto conto ed effettuato un esame completo delle circostanze per-
tinenti, utilizzato criteri oggettivi, nonché applicato correttamente le norme
pertinenti, alle quali la stessa è vincolata. Pertanto, la medesima non ha
abusato o violato in alcun modo il proprio potere di apprezzamento, né tan-
tomeno fatto prova di un formalismo eccessivo nel considerare insufficiente
quanto fornito dal ricorrente ai fini dell'iscrizione nel MedReg.
8.
Dinanzi a codesto Tribunale, oltre alla violazione del diritto federale (art. 49
lett. a PA) e all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b), può
essere fatta valere l'inadeguatezza (lett. c).
8.1 Il concetto di adeguatezza, a differenza della legalità, definisce la por-
tata d'azione e del controllo nell'ambito della discrezionalità dell'ammini-
strazione, ovvero laddove il controllo da parte delle norme giuridiche risulta
debole o completamente assente. Poiché diritto e discrezionalità non pos-
sono essere separati in modo categorico, l'inadeguatezza non può essere
nettamente separata dalla legalità. A tal proposito, il concetto di "adeguato"
significa che tutti gli interessi rilevanti per la decisione devono essere presi
in considerazione e ponderati tra loro (BENJAMIN SCHINDLER, in: Auer, Mül-
ler, Schindler [ed.], Kommentar über das Bundesgesetz über das Verwal-
tungsverfahren [VwVG], 2a ed. 2019, art. 49 PA n. 35-38).
8.2 Nella fattispecie, viste le circostanze del caso e in considerazione di
quanto precede, nonché del fatto che gli argomenti sollevati dal ricorrente
in suo favore non sono tali da concludere alla sussistenza di eventuali cir-
costanze attenuanti, il Tribunale ritiene che non vi sia alcun elemento che
possa portare ad un annullamento della decisione impugnata dal punto di
vista dell'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 lett. c PA. Pertanto, il rifiuto di
iscrizione del diploma del ricorrente nel MedReg si rivela essere altresì
adeguato.
9.
Al suo ricorso del 31 agosto 2018, il ricorrente ha allegato, tra l'altro, i se-
guenti mezzi di prova:
C. Diploma di dottore in medicina, Università di Nis
D. Diploma di medicina tropicale, Institut de Médecine Tropicale Prince
Léopold
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Pagina 20
E. Master in economia e gestione sanitaria e sociosanitaria, SUPSI
F. Certificati "Praktischer Arzt", FMH/SIM/SSMC
G. Certificati congresso annuale SSMC 2013-2017
H. Attestati di partecipazione per i corsi di aggiornamento per il medico
di base, Gruppo Medico Formazione
I. Attestato di partecipazione al Workshop [...]
L. "Einsatzbestätigung", ISPM dell'Università di Zurigo
M. Certificato di lavoro, Ospedale regionale [...]
N. Certificato di lavoro, Scuola specializzata superiore in cure infermieri-
stiche (SSPS)
O. Certificato di lavoro, [...]
P. Certificati di lavoro e di formazione, AI
Q. Certificati di lavoro e di formazione, Helsana
Z4. Certificato del 22 giugno 2018, Università di Nis
Z5. Lettera del 29 maggio 2018 del ricorrente al "Serbian Medical Cham-
ber"
Inoltre, il ricorrente ha allegato alla sua presa di posizione del 26 marzo
2019 il documento:
Z6. Bando del corso "l'Assicurazione Invalidità e il SMR per i medici assi-
stenti"
Tali allegati, di cui il Tribunale ha preso conoscenza, nulla mutano alle pre-
cedenti conclusioni, in quanto non sono in alcuna maniera atti e rilevanti
ad attestare la facoltà del ricorrente di esercitare una professione medica
in Serbia, Paese successore all'Ex Jugoslavia, nel quale il medesimo ha
conseguito il titolo di studio di "Dottore in medicina".
10.
Alla luce dei considerandi precedenti, lo scrivente Tribunale giunge alla
conclusione che, nella misura in cui l'autorità inferiore ha rifiutato al ricor-
rente l'iscrizione al MedReg, la medesima non ha violato il diritto federale,
ma ha rispettato i limiti del proprio potere d'apprezzamento e del principio
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Pagina 21
della proporzionalità (art. 49 lett. a), ha accertato in maniera esatta e com-
pleta i fatti qui rilevanti (art. 49 lett. b) ed ha rispettato il principio dell'ade-
guatezza (art. 49 lett. c). Pertanto, il ricorso è respinto e la decisione impu-
gnata dell'8 agosto 2018 è confermata.
11.
Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a carico
della parte soccombente; se quest'ultima soccombe solo in parte, le mede-
sime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del Regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di giu-
stizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario, dell'ampiezza e della
difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situazione
finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF).
Nella fattispecie, viste le sorti del ricorso (cfr. consid. 10), le spese del pro-
cedimento davanti al Tribunale vengono fissate a fr. 2'000.– e sono poste
a carico del ricorrente, totalmente soccombente. Tale cifra verrà compen-
sata, dopo la crescita in giudicato della presente sentenza, dall'anticipo di
fr. 2'000.– già versato dal ricorrente, in data 10 settembre 2018.
12.
La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto alle ripetibili per le
spese necessarie derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con
l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Le ripetibili comprendono le spese di rappresen-
tanza o di patrocinio ed eventuali altri disborsi di parte (art. 8 TS-TAF).
Nella fattispecie, al ricorrente, totalmente soccombente, non si assegna al-
cuna indennità.
Quanto all'autorità inferiore, essa non ha diritto alle ripetibili (art. 7 cpv. 3
TS-TAF).
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