Decision ID: dba61076-aa37-5292-b42a-c1abe7e630af
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 3 febbraio 2003, negli uffici dello
Studio Legale
_ a L_, AP 1 (in qualità di venditore) e _ (in qualità di acquirente) hanno sottoscritto un contratto di compravendita relativo alla PPP _ fondo base part. N. _ R_, rogato dal notaio avv. AO 3. Il notaio è stato incaricato di ricevere in deposito il prezzo di compravendita di fr. 1'380’000.- e le cartelle ipotecarie gravanti il fondo, di pagare il debito ipotecario di fr. 982'000.- dietro consegna di cartelle ipotecarie, di trattenere fr. 20'000.- per il pagamento delle imposte comunali, cantonali, federali ed eventuale imposta sugli utili immobiliari e infine di riversare all’alienante l’importo residuo dietro consegna della cartella ipotecaria al portatore di fr. 600'000.- in quarto rango in suo possesso (doc. C, rogito n. 367). Il trapasso di proprietà è stato iscritto a registro fondiario il 12 marzo 2003 (doc. D).
B.
L’acquirente aveva versato il prezzo di compravendita sul conto del notaio rogante n. _ presso la Banca _, intestato allo
Studio Legale
_, L_, già prima di procedere alla rogazione dell’atto di compravendita (doc. C ). Il 25 maggio 2003 l’avv. AO 3 ha comunicato al legale di AP 1 di aver pagato il debito ipotecario di fr. 875'000.-, di aver trattenuto fr. 20'000.- per la tassa sugli utili immobiliari e fr. 1'211.32 come anticipo per le imposte cantonali e federali arretrate (doc. B). Il 4 giugno 2003
la Banca
_ ha versato l’importo residuo di fr. 483'788.65 (doc. G), dopo che l’avv. AO 3 aveva ordinato il pagamento il 20 maggio 2003 (doc F). Il 24 luglio 2007 l’Ufficio di tassazione ha stabilito che nessuna tassa per utili immobiliari era dovuta per la compravendita (conteggio TUI, doc. richiamo dall’Ufficio di tassazione di M_).
C.
Con petizione 23 settembre 2004 AP 1 ha chiesto di condannare AO 2, AO 3 e la società in nome collettivo AO 1 in via solidale al pagamento di fr. 35'000.- oltre interessi al 5% dal 12 marzo 2003. Egli sostiene che l’importo di fr. 20'000.- è stato trattenuto dal notaio senza motivo vista la decisione dell’Ufficio di tassazione e che a causa del tardivo versamento dell’importo residuo dovutogli ha subìto un danno di almeno fr. 15'000.- per non aver potuto investire la somma in precisi titoli. L’attore adduce che il depositario della somma era la società in nome collettivo AO 1 e non il notaio rogante a titolo personale, donde la responsabilità solidale dei convenuti giusta l’art. 568 CO. Nella risposta 18 novembre 2004 lo studio legale AO 1 e l’avv. AO 2 hanno
eccepito preliminarmente la carenza del presupposto di legittimazione passiva, poiché non ritengono che lo studio legale in questione costituisca una società in nome collettivo. Nel merito, essi
negano qualsiasi rapporto giuridico con l’attore, poiché dal contratto di compravendita emerge chiaramente che il mandato é stato conferito esclusivamente al notaio rogante l’atto. AO 3 non si è costituito in giudizio ed è rimasto precluso.
D.
Con sentenza 16 febbraio 2007 il Pretore ha accolto la petizione nei confronti del convenuto AO 3, condannato a versare fr. 35'000.- oltre interessi al 5% dal 12 marzo 2003, e l’ha respinta nei confronti degli altri convenuti.
E.
AP 1 è insorto contro il predetto giudizio pretorile con un appello del 12 marzo 2007, nel quale chiede che in riforma della sentenza impugnata la petizione sia integralmente accolta nei confronti di tutti i convenuti, con protesta di spese, tasse e ripetibili. I convenuti AO 2 e studio legale AO 1 postulano la reiezione dell’appello con le proprie osservazioni del 2 maggio 2007, protestando a loro volta spese, tasse e ripetibili.
e considerato

in diritto:
1.
Il Pretore ha ritenuto che la pretesa dell’attore si fondava sul contratto di mandato e in applicazione della giurisprudenza pubblicata in
DTF 124 III 363
, secondo la quale uno studio legale, organizzato in forma di SNC o società semplice, risponde per le violazioni contrattuali di uno dei suoi membri solo nel caso in cui il mandato è stato conferito a titolo collettivo, è giunto alla conclusione che nella fattispecie l’incarico era stato conferito a titolo personale al notaio rogante e a lui solo. Quest’ultimo, come socio dello studio legale menzionato, si è servito della segreteria e della cancelleria comune ma senza che ciò mutasse il carattere personale degli incarichi affidatigli. Il primo giudice ha pertanto escluso ogni responsabilità della società in nome collettivo e dell’avv. AO 2. Ha di conseguenza accolto la petizione solo nei confronti del notaio rogante, per aver trattenuto in modo indebito fr. 20'000.- violando così il contratto di mandato, e aver provocato al venditore un danno di fr. 15'000.- per il versamento del saldo del prezzo di vendita con quattro mesi di ritardo.
2.
L’appellante rimprovera al Pretore un accertamento errato e incompleto dei fatti rilevanti ai fini del giudizio, un errato apprezzamento dei fatti e un’errata applicazione del diritto ai fatti determinanti. L’attore afferma in primo luogo che la SNC AO 1 esisteva, era parte al contratto di deposito di fr. 1'380'000.- ed era responsabile per la mancata utilizzazione dei fondi nel rispetto delle pattuizioni, così che doveva rifondergli la somma di fr. 35'000.-, per la restituzione di fr. 20'000.- indebitamente trattenuti e il risarcimento del danno di fr. 15'000.- conseguente al tardivo versamento del saldo residuo del prezzo. L’appellante sostiene che il convincimento dell’esistenza di tale soggetto giuridico poteva nascere presso qualsiasi terzo in buona fede che entrava in relazione con lo Studio legale e notarile AO 1, vista l’indicazione “Studio Legale e notarile AO 1” apposta sulla targa all’entrata dello stabile dove era ubicato lo Studio, nonché nella carta intestata, cosi come l’esistenza di numero di telefono (doc. L) e fax (doc. M), numero IVA, casella postale comune ai soci dello Studio. Diversamente, l’attore non ritiene rilevante l’iscrizione a Registro di Commercio poiché quest’ultima riveste un carattere puramente dichiarativo. Inoltre, prosegue l’attore, l’attività professionale del notaio rogante avveniva nel contesto della SNC AO 1, i quali proventi andavano a beneficio dello Studio legale di cui era socio. Egli rimprovera al Pretore l’incompleto ed errato accertamento dei fatti, per non aver ammesso le prove fornite a sostegno di tale tesi (l’audizione del teste _, i richiami e le domande di edizione) e per non aver tenuto conto, come previsto secondo l’art. 246 cpv. 2 CPC, della mancata comparsa all’interrogatorio formale del notaio rogante, il quale non ha quindi ammesso di condurre attività professionali al di fuori della SNC. A mente dell’appellante, tali accertamenti avrebbero dovuto condurre il Pretore a concludere che la pretesa rivendicata si fonda su un contratto di deposito perfezionato con la SNC
Studio Legale
e notarile AO 1, ragione per la quale chiede in questa sede, ai sensi dell’art. 322 lett. b CPC, che i mezzi di prova da lui proposti sull’esistenza della SNC siano ammessi e istruiti .
3.