Decision ID: 141882f6-77de-5004-a7e4-3bf239752aef
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. La ricorrente _, nubile e domiciliata a _, ha preso in locazione il 1° ottobre 1999 un appartamento di 2 1⁄2 locali a _, dove lavora in qualità di segretaria della Commissione paritetica cantonale edilizia, ottenendo un'autorizzazione di soggiorno valida un anno, in seguito rinnovata fino al 30 ottobre 2001.
Con decisione 7 novembre 2001, il municipio di _ ha stabilito il domicilio dell'insorgente in tale comune con effetto dal 1° novembre precedente.
B. Con giudizio 30 gennaio 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione municipale, respingendo il gravame contro di essa interposto da _.
Il Governo ha ritenuto _ il centro degli interessi della ricorrente per avervi locato un appartamento e in ragione della sua età e della vicinanza del comune di _ al capoluogo ticinese.
C. Contro la predetta pronunzia, _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Sostiene di soggiornare a _ unicamente per svolgere la sua attività lavorativa come segretaria e di avere tutti i suoi legami affettivi a _. Afferma di risiedere nella località grigionese dal venerdì sera al lunedì mattina e di trascorrervi il tempo libero, alloggiando presso la casa di famiglia dove dispone di locali propri, archivia la corrispondenza e custodisce la maggior parte dei suoi effetti personali. In quel comune, soggiunge la ricorrente, avrebbe inoltre tutti i suoi amici, incontrerebbe il suo compagno e sarebbe attiva socialmente come membro del locale sci club e del carnevale.
D. All’accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. Ad identica conclusione perviene il municipio di _, con argomenti di cui si dirà semmai qui appresso.
Il municipio di _ chiede invece di annullare la risoluzione impugnata.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1 LOC e la legittimazione attiva di _ è certa (art. 43 PAmm).
Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria.
Non è necessario sentire l'insorgente e il teste _ da essa notificato, in quanto tali mezzi di prova non apporterebbero a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. L'art. 24 cpv. 1 Cost. dispone che ogni persona di cittadinanza svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese.
Giusta l'art. 6 LOC, è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Il concetto di domicilio della LOC, ripreso dall'art. 2 LT, si riallaccia al concetto di domicilio civile retto dall'art. 23 CC. Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente (DTF 97 I 3, consid. 3; RDAT 1982, pag. 71 seg.; Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, N. 3 seg. ad art. 23; Grossen, Das Recht der Einzelpersonen, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. II, pag. 286 seg.).
Vi è residenza, secondo le norme succitate, quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il centro delle sue relazioni personali.
L'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze e dev'essere riconoscibile per i terzi. La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6 LOC l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo prescelto.
2.2. L'accertamento operato dal municipio giusta l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di una determinata persona rientra nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo comunale dall'art. 106 lett. e LOC, norma che obbliga quest'ultima a tenere ed aggiornare i cataloghi civici, i ruoli della popolazione e gli altri registri che la legge gli impone di allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti prescritto dall'art. 195 LT).
Tale accertamento verte su aspetti che vanno oltre il semplice rapporto di polizia al quale fa riferimento l'art. 24 Cost. Esso non si limita infatti a determinare il luogo in cui l'interessato risiede e che ha concretamente posto al centro delle sue relazioni personali, ma si pronuncia anche sull'aspetto soggettivo, ovvero sull'intenzione di stabilirvisi durevolmente, che può essere dedotta dalle circostanze oggettive.
2.3. Quando una persona abita in un luogo diverso da quello in cui lavora, il domicilio è di regola costituito nel luogo dell'abitazione, ovvero nel luogo in cui la persona torna regolarmente per trascorrere il tempo libero eventualmente con i congiunti (DTF 59 III 4; Bucher, op. cit., N. 48 ad art. 23 CC). È il luogo in cui abita con la famiglia che in questi casi viene considerato come il centro degli interessi e delle relazioni personali. Ciò vale anche nel caso in cui il rientro in famiglia non sia quotidiano, ma avvenga soltanto una volta per settimana. I vincoli familiari sono per principio considerati prevalenti sulle altre relazioni sociali, in particolare su quelle di lavoro.
Il luogo di lavoro assurge a domicilio soltanto quando le relazioni personali con esso appaiono più strette ed intense di quelle intrattenute con un luogo d'abitazione scelto più per caso che per altri motivi (Bucher, op. et loc. cit., N. 49).