Decision ID: 5ab141aa-5754-556f-9a36-024831b4ad02
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 18 ottobre 2006 RI 1 è stato privato della libertà a scopo di assistenza e collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma coatta. Questo terzo ricovero in ambito psichiatrico nello spazio di pochi mesi è stato ordinato dal _, suo medico curante presso il
Servizio psico-sociale (SPS)
di _, a dipendenza di una forte tensione endopsichica con eteroagressività su base schizofrenica, pericolosa per sé e gli altri.
B. Mediante ricorso 23 ottobre 2006 RI 1 è insorto contro il ricovero e la terapia farmacologica impostagli dinanzi alla commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando la necessità di entrambi i provvedimenti.
Dopo l'udienza conciliativa preliminare, tenutasi il 31 ottobre 2006, il ricorrente è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del _, psichiatra e psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 3 novembre 2006 la CGASP ha respinto il gravame.
C. Il 15 novembre 2006 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva della libertà.
Il 24 novembre 2006 il ricorrente è stato dimesso dalla CPC ed è rientrato presso _, dove risiedeva già prima dell'internamento alla CPC.
D. La CGASP ha rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata di illustrare le ragioni che impongono il trattamento psicofarmacologico osteggiato dall'insorgente.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e 52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.
Il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Una persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale, alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv. 1 CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a cpv. 3 CC).
2.2. Nel nostro Cantone il collocamento coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2 LASP).
Il Direttore del settore o lo psichiatra curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).
La decisione, motivata e corredata dal piano terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e 2 LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).
3. 3.1. RI 1 è un giovane (26 anni) di origini _, nato e cresciuto in Svizzera in seno ad una famiglia operaia. Dopo le scuole dell'obbligo consegue il diploma di impiegato di commercio, ma non riesce a trovare un'occupazione stabile, cosicché segue un programma occupazionale e soggiorna per qualche mese in _, indi assume qualche lavoro temporaneo tramite un'agenzia di collocamento e inizia uno stage presso l'_ per formarsi come operatore sociale. In questo periodo abusa nel consumo di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti. Nel 2001 presenta il primo scompenso psicotico, a seguito del quale viene preso a carico presso il SPS di _ e curato con psicofarmaci (_). Tra il 2001 e il 2004 lavora qualche ora al giorno presso il garage di un parente, fintanto che ottiene una rendita AI. All'inizio del 2005 presenta uno scompenso acuto caratterizzato da delirio di persecuzione, allucinazioni, eteroagressività e crisi pantoclastiche, che ne impongono il ricovero alla CPC per circa un mese. Una volta dimesso, viene collocato al foyer _ e seguito dal SPS di _. Grazie alla terapia neurolettica prescrittagli (_), riesce a condurre un'esistenza relativamente stabile e tranquilla per circa un anno. A seguito dell'interruzione della cura, nella primavera del 2006 ricade negli scompensi psicotici già manifestatisi nel 2005, in una forma però ancor più grave ed inquietante. Internato alla CPC, viene rilasciato il 6 luglio 2006 con un trattamento
dépôt
di _.
La decisione di collocamento del 18 ottobre seguente si inserisce in questo quadro clinico, aggravato in quel momento da uno scompenso psichico acuto dovuto ad una nuova sospensione della terapia farmacologica da tempo dispensatagli.
3.2. Nel giudizio qui impugnato, del 3 novembre 2006, la CGASP ha confermato il collocamento e la necessità del trattamento farmacologico. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro _, il quale ha rilevato che gran parte degli scompensi psicotici e delle successive ospedalizzazioni subite dal paziente erano dovuti alla sospensione della terapia medicamentosa. Il medico specialista ha confermato, sul piano diagnostico, la sussistenza di uno scompenso delirante in fase subacuta di una schizofrenia paranoide. Ha soggiunto che la prognosi era estremamente riservata e che solo cure stazionarie, associate alla prescrizione neurolettica in corso, avrebbero potuto favorire la risoluzione clinica del disturbo attuale. Per finire, il menzionato professionista ha quindi condiviso la necessità del collocamento coatto stante la gravità dello scompenso manifestato dall'insorgente.
4. RI 1 è stato rilasciato dalla CPC il 24 novembre 2006. L'impugnativa è quindi diventata priva d'oggetto nella misura in cui contesta il collocamento. Rimane comunque d'attualità laddove avversa l'obbligo di seguire la terapia farmacologica confermato dalla CGASP. Pur essendo stato dimesso, il ricorrente è infatti astretto ad un trattamento ambulatoriale coattivo, ovvero ad un provvedimento restrittivo della sua libertà personale contro il quale gli è data facoltà di ricorso (art. 20 cpv. 2 e 50 cpv. 2 LASP).
Su questo punto la decisione impugnata deve però essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente ed in modo convincente che per il momento il ricorrente può essere convenientemente assistito, sia in termini protettivi che evolutivi, solo tramite un'assidua frequentazione del servizio psico-sociale di _ e la regolare assunzione del medicamento neurolettico prescrittogli. La provata relazione tra la mancata deposizione del farmaco ed il riacutizzarsi della malattia di cui è affetto, con conseguente collocamento forzato, giustificano senz'ombra di dubbio la misura adottata, certamente fondata anche dal profilo della proporzionalità.
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).