Decision ID: 3bb4637d-128c-5952-937f-819208a35026
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 25 maggio 2019 RI 1, nato nel 1990, custode delle _ presso il comune di _ dal 2015 - e perciò assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso CO 1 – mentre stava giocando a calcio ha, secondo quanto risulta dall’annuncio di infortunio del 27 maggio 2019 mosso “in modo anomalo il ginocchio destro procurandosi una distorsione” (cfr. doc. 7).
In un primo momento, fondandosi sulla valutazione del proprio servizio medico, l’assicuratore infortuni ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
Da notare come dalla documentazione medica agli atti emerga che l’assicurato, nel 2013, avesse già subito un intervento chirurgico al ginocchio destro (e meglio: “operazione: ricostruzione plastica LCA con semi-tendinoso gracile Thig Rope ginocchio dx; plastica Notch gola intercondilica ginocchio dx; artroscopia diagnostica ginocchio dx”) ad opera del dr. Lafranchi, motivato dalla diagnosi di “instabilità su rottura completa LCA ginocchio destro” (cfr. rapporto operatorio del 6 novembre 2013, doc. A4).
Altrettanto necessario rilevare che dall’attento esame dell’intera documentazione all’incarto risulti come l’interessato abbia annunciato all’assicuratore LAINF unicamente l’evento dannoso del maggio 2019 (oggetto della presente vertenza come da decisione su opposizione impugnata), limitandosi solo in sede ricorsuale a riferire - e a pretendere il corrispondente diritto a prestazioni - di un secondo episodio avvenuto nel mese di agosto 2019, mai citato prima di allora (cfr. doc. I).
1.2. Dopo nuova valutazione da parte del servizio medico fiduciario, con decisione formale del 6 febbraio 2020 concernente esclusivamente l’avvenimento del 25 maggio 2019 (come espressamente indicato nell’oggetto della decisione stessa, cfr. doc. 40) l’assicuratore LAINF ha rifiutato il diritto a prestazioni – senza comunque richiedere alcuna restituzione di quanto già corrisposto - considerando che l’evento del 25 maggio 2019 non possa essere ritenuto un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA e che le lesioni diagnosticate, benché rientrino tra quelle figuranti nella lista di cui all’art. 6 cpv. 2 LAINF, siano state causate in maniera preponderante da usura (doc. 40).
A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1, rappresentante dell’interessato - con la quale è stato evidenziato come l’evento annunciato configuri senza ombra di dubbio un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA, aggiungendo, in via subordinata, che le prestazioni andrebbero comunque riconosciute ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 LAINF, visto che l’assicurato si era pienamente ristabilito dopo l’intervento al ginocchio destro del 2013 e non aveva più accusato problemi fino all’infortunio del maggio 2019 - in data 9 giugno 2020 CO 1 (di seguito: CO 1), facendo espresso riferimento quale oggetto di valutazione all’evento del 25 maggio 2019, ha integralmente confermato la propria precedente decisione, ritenendo oltretutto irricevibile in quanto carente nella motivazione l’opposizione riguardo alla nozione di infortunio (cfr. doc. A2).
1.3. Con tempestivo ricorso del 13 luglio 2020, l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e che l’assicuratore infortuni sia condannato a corrispondere le prestazioni di legge per i due infortuni del 25 maggio 2019 e del 19 agosto 2019 (quest’ultimo, come ricordato in precedenza al consid. 1.1., citato per la prima volta solo in questa sede).
Sostanzialmente il patrocinatore dell’assicurato ha contestato il modo di agire dell’amministrazione, la quale, dopo avere dapprima regolarmente assunto il caso, ha poi, in maniera inspiegabile, cambiato opinione al momento della richiesta di copertura dei costi di un secondo intervento programmato per il mese di febbraio 2020.
Il legale ha sottolineato come in entrambe le occasioni annunciate all’assicuratore infortuni (maggio 2019 e agosto 2019) l’assicurato sia chiaramente rimasto vittima di movimenti scoordinati, inequivocabilmente da riconoscere quali infortuni. Nel primo caso, mentre giocava a calcio, dopo un movimento non prevedibile, l’interessato ha subito una lesione al ginocchio destro; nel secondo caso, parimenti, durante un esercizio di salto in avanti, lo stesso è atterrato male, ciò che evidentemente è il risultato di un movimento scoordinato.
Il legale ha aggiunto che, nella denegata ipotesi in cui non dovessero venire assunti gli eventi annunciati a titolo di infortunio, l’assicuratore LAINF sarebbe comunque tenuto a corrispondere le prestazioni sulla base dell’art. 6 cpv. 2 LAINF.
Il patrocinatore dell’interessato ha, infatti, evidenziato che CO 1 ha, a torto e senza valida giustificazione, ritenuto che la lesione al ginocchio destro dell’assicurato, rientrante nell’elenco delle lesioni parificate, sia da attribuire in maniera preponderante ad usura.
A tale proposito, il legale ha sottolineato come spetti all’assicuratore infortuni dimostrare con verosimiglianza preponderante che un evento sia stato causato prevalentemente da usura o malattia, ciò che, nel caso di specie, CO 1 non ha fatto. I pareri espressi, in merito, in data 2 ottobre 2019 e 24 gennaio 2020, dal medico fiduciario dr. _ non possono, difatti, a suo modo di vedere, essere considerati probanti, risultando carenti dal profilo delle motivazioni, di difficile comprensione e, oltretutto, contraddittori (doc. I).
1.4. CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga dichiarata parzialmente irricevibile, per quanto concerne la nozione di infortunio, e respinta, per il resto, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).
1.5. Con replica spontanea del 4 settembre 2020, il patrocinatore dell’assicurato ha chiesto che venga integralmente rigettata la risposta di causa dell’amministrazione e che l’assicuratore LAINF sia condannato a corrispondere all’interessato le prestazioni di legge per gli infortuni da lui patiti in data 25 maggio 2019 e 19 agosto 2019 (doc. V).
1.6. CO 1, con duplica del 15 settembre 2020, ha insistito nel chiedere che il ricorso venga dichiarato irricevibile con riferimento alla nozione di infortunio e respinto per quanto riguarda i rimanenti punti (doc. VII).
Queste considerazioni dell’amministrazione sono state trasmesse all’assicurato (doc. VIII), per conoscenza.

in diritto
2.1. L’oggetto della lite è sapere se l’assicuratore LAINF convenuto era legittimato a negare la propria responsabilità relativamente al danno alla salute interessante il ginocchio destro derivante dall’evento del 25 maggio 2019, oppure no.
Esula, per contro, dalla presente vertenza, l’evento verificatosi in data 19 agosto 2019, non oggetto della decisione su opposizione impugnata - e, del resto, invocato dal legale dell’interessato unicamente in sede ricorsuale - in merito al quale spetterà all’Istituto assicuratore determinarsi in separata sede.
2.2. Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e di malattie professionali.
L
'assicurazione effettua le prestazioni anche per le lesioni corporali
parificabili ai postumi d’infortunio esaustivamente enumerate al cpv. 2 del medesimo articolo.
2.3. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio:
"
È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte."
Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 - di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.
Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
"
- l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore"
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.4. Si evince dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il
fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, è irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno è considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157 ss. consid. 2a).
Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo.
L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di
sforzo eccessivo
o di
movimenti scoordinati
.
La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).
2.5. Conformemente alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.
Quando l'istruttoria (sull'obbligo dell'amministrazione di compiere adeguati accertamenti cfr. SVR 2008 UV Nr. 12) non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid.
5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff,
in
A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).
Gli stessi principi sono applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).
2.6. Secondo la costante giurisprudenza federale, se non vi sono avvenimenti insoliti (
«ohne besonderes Vorkommnis»), la straordinarietà del fattore e dunque l'infortunio deve essere negato in caso di ferimento durante un'attività sportiva (cfr. DTF 130 V 118; RAMI 2004 pag. 84; RAMI 2004 pag. 541; STF U 313/04 del 1° febbraio 2005)
Su questo tema e per un riassunto della giurisprudenza nei diversi sport, cfr. D. Cattaneo, "Sport e assicurazioni sociali" in Diritto senza devianza. Ed. Cancelleria dello Stato del Canton Ticino e Helbing & Lichtenhahn.
Basilea, Ginevra, Monaco, 2006 pag. 263 seg.
(283 seg.) e "Sport et assurances sociales" in
Cahiers
genevois et romands de sécurité sociale (CGRSS) N° 45 2010 pag. 119-168.
Ad esempio il fattore esterno straordinario è stato negato dal TF per il danno alla salute insorto durante una partita di pallavolo (RAMI 2004 pag. 535 seg. = plaidoyer 2004 pag. 74 -74).
Più precisamente l'Alta Corte ha stabilito che l'esistenza di un fattore esterno straordinario, inteso quale fuori programma (
«movimento scoordinato») ostacolante il normale ed usuale processo motorio, dev'essere negata nel caso di una caduta dopo un salto durante una partita di pallavolo.
Il TF ha invece ammesso l'infortunio a proposito di un danno alla salute insorto durante una partita di pallamano (cfr. STF
U 96/03 del 7 luglio 2004).
In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 117 (= RAMI 2004 pag. 270 seg.) il TF ha ammesso l'esistenza di un fattore esterno straordinario, inteso quale fuori programma (
«movimento scoordinato») ostacolante il normale ed usuale processo motorio, nel caso di un check alla balaustra durante un incontro di disco su ghiaccio, di cui è stato vittima un giocatore dilettante.
In una sentenza pubblicata in DTF 134 V 81 l'Alta Corte ha ricordato in quali particolari circostanze è stato riconosciuto come infortunio l'evento accaduto ad uno sciatore.
In una sentenza pubblicata in SVR 2008 UV Nr. 12 il Tribunale federale ha negato il carattere infortunistico ad un evento intervenuto durante una partita di calcio. La nostra Massima Istanza ha stabilito che siccome non è stato provato che il giocatore sia rimasto impigliato al suolo tirando un traversone, difetta il carattere straordinario del fattore esterno, ragione per cui un infortunio nel senso giuridico non è dato.
Al riguardo il Tribunale federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
5.2.1 Den vorinstanzlichen Erwägungen ist beizupflichten. Wenn der Versicherte am 26. Oktober 2004 im Fragebogen der National, in dem eine präzise Schilderung verlangt wurde, angab, er sei beim Flankenball eventuell mit dem Fuss hängen geblieben, so ist dieser Unfallhergang zwar nicht gänzlich ausgeschlossen, jedoch nicht mit dem notwendigen Beweisgrad der überwiegenden Wahrscheinlichkeit dargetan. Dies umso mehr, als er die Frage "Ist dabei etwas ungewöhnliches geschehen? (z.B. anprallen, ausrutschen usw.)" unbeantwortet liess und auch in der Unfallmeldung der Arbeitgeberin vom 14. Oktober 2004 keine Rede war von einem Hängenbleiben mit dem Fuss oder einem Sturz. Es ist nicht nachvollziehbar, warum der Versicherte nicht bereits im Fragebogen am 26. Oktober 2004 mit Bestimmtheit ein Hängenbleiben mit dem Fuss hätte angeben sollen, wenn dies tatsächlich passiert wäre. Es überzeugt nicht, wenn er erst am 22. März 2005, nachdem die National mit Schreiben vom 7. Februar 2005 das Vorliegen eines äusseren Faktors (wie z.B. eines Schlages, Falls, Sturzes usw.) verneint hatte, mit Sicherheit ein Hängenbleiben mit dem Fuss beschrieb; Gleiches gilt für den von ihm erstmals vorinstanzlich behaupteten Sturz. Aus den ärztlichen Berichten kann ein solcher Unfallhergang nicht abgeleitet werden. Hieran ändert nichts, dass Dr. med. G._ im Bericht vom 6. Oktober 2004 von einem Sturz des Versicherten beim Fussball sprach, da in erster Linie die eigenen Angaben des Versicherten zum Unfallhergang gegenüber der National massgebend sind. Unter den gegebenen Umständen ist es nicht zu beanstanden, wenn diese und die Vorinstanz ohne weitere Abklärungen ein Hängenbleiben mit dem Fuss am Boden verneinten (vgl. auch RKUV 2004 Nr.
U 515 S. 418 E. 2.2.3 f.).
Soweit der Versicherte sich erstmals letztinstanzlich auf Zeugen zum Hergang des Ereignisses vom 3. Oktober 2004 beruft, geht daraus klar hervor, dass er mit dieser Art der Prozessführung einzig bezweckte, der National die Gehörsrechte abzuschneiden oder zu verkürzen und der Vorinstanz die Beweiswürdigung zu verunmöglichen. Dieses Vorgehen stellt ein widersprüchliches sowie zweckwidriges und daher rechtsmissbräuchliches Verhalten dar, das verfahrensrechtlich unbeachtlich bleiben muss (vgl.
BGE 121 II 97
E. 4 S. 103, 120 II 105 E. 3a S. 108; Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts U 270/04 vom 24. Februar 2005, E. 2.2.2, und U 66/04 vom 14. Oktober 2004, E. 2.2.3).
5.2.2 Nach dem Gesagten wurde der Bewegungsablauf des Versicherten beim Ereignis vom 3. Oktober 2004 nicht durch etwas Programmwidriges oder Sinnfälliges wie Ausgleiten, Stolpern, reflexartiges Abwehren eines Sturzes usw. gestört. Damit mangelt es am Merkmal der Ungewöhnlichkeit des Geschehens (BGE 130 V 117 f. E. 2.1 und 2.2 Ingress; RKUV 1999 Nr. U 333 S. 195 E. 3c/aa und dd), weshalb - mit der Vorinstanz - ein Unfall im Sinne von Art. 4 ATSG zu verneinen ist. Die Einwendungen des Versicherten vermögen an diesem Ergebnis nichts zu ändern."
In una sentenza 8C_186/2011 del 26 luglio 2011 il Tribunale federale ha stabilito che un assicurato che si procura il danno alla salute sopraggiunto effettuando un dribbling durante una partita di calcio non costituisce un infortunio (cfr. consid. 6.3: "Ein Zweikampf ist beim Fussball nicht ungewöhnlich, und etwas Besonderes hat sich dabei, namentlich aufgrund der Angaben der Beschwerdeführerin selber, nicht zugetragen.
Eine "falsche Bewegung", wie beschwerdeweise geltend gemacht wird, genügt dazu nicht. Der mangelnde Nachweis eines Unfalls lässt sich im Übrigen in der Regel nicht durch medizinische Feststellungen ersetzen (
BGE 134 V 72
E. 4.3.2.2 S. 81). Ohnehin räumt indessen auch Prof. Dr. med. M._ in seiner Stellungnahme vom 18. November 2009 ein, dass keine Einwirkung von aussen auf den Körper stattgefunden habe, sondern die erlittene Verletzung durch eine erhöhte Kraftanstrengung bedingt sei.").
In una sentenza 35.2008.20 del 21 agosto 2008 il TCA ha negato l'esistenza di un infortunio nel caso di un assicurato che giocava, da dilettante, al disco su ghiaccio argomentando:
"
(...)
Alla luce della giurisprudenza appena esposta, anche nella presente fattispecie, visto che l'assicurato si è procurato il danno alla salute al ginocchio destro effettuando normali movimenti per chi pratica l'hockey, e cioè il girarsi di colpo per cambiare direzione in qualità di difensore nel corso di una partita (evento del novembre 2006), rispettivamente, il girarsi di colpo durante un allenamento mentre andava in avanti e indietro lungo la pista (evento del 7 agosto 2007), senza nessun contatto fisico con un compagno di squadra e/o una violazione delle regole del gioco (cfr. consid. 2.8) questo Tribunale ritiene che non siamo in presenza di un fattore esterno straordinario e quindi di un infortunio ai sensi dell'art. 4 LPGA. (...)"
Alla stessa conclusione il TCA è arrivato in una sentenza 35.2007.4 del 21 giugno 2007 a proposito di un assicurato che si è fratturato un dito del piede dopo un salto durante un allenamento di basket senza nessun contatto fisico con un compagno e/o una violazione delle regole del gioco.
Parimenti negata l’esistenza di un infortunio nel senso giuridico del termine in una sentenza 35.2012.71 del 15 novembre 2012, concernente un assicurato, allenatore amatoriale di una squadra Under 17, il quale, nel calciare al suo portiere, in fase di allenamento, un quarantesimo tiro, aveva risentito uno strano rumore al ginocchio destro.
2.7. Nella presente fattispecie, dall'annuncio di infortunio del 27 maggio 2019 emerge che il danno alla salute si è prodotto mentre RI 1 stava giocando a calcio e precisamente “durante una partita di calcio muoveva in modo anomalo il ginocchio destro procurandosi una distorsione” (cfr. doc. 7).
Chiamato dall’assicuratore LAINF, in data 27 maggio 2019, a meglio precisare le circostanze dell’evento (cfr. doc. 3), dopo due solleciti dell’8 agosto 2019 (cfr. doc. 14) e del 29 agosto 2019 (cfr. doc. 15), in data 10 settembre 2019 l’assicurato ha così risposto alle domande del “Questionario nozione di infortunio”:
"
1. Nel corso di quale attività e in quali circostanze ha subito le lesioni corporali?
Durante una partita di calcio. Facendo un movimento con il corpo mi sono procurato una distorsione nel ginocchio destro.
2. Luogo, data e ora della sopravvenienza dell’evento?
Sabato 25.05.2019.
Centro sportivo _. Ore 19.10
.
3. Quando ha accusato i dolori per la prima volta?
Sabato 25.5.2019.
Subito dopo la distorsione del ginocchio.
4. Se i dolori sono apparsi quando sollevava o portava un carico: genere e peso del carico?
No
.
5. Si trattava per lei di un’attività abituale?
Si è svolta in condizioni normali?
È accaduto qualcosa di particolare (colpo, caduta, scivolata, ecc.)? Se sì, ne dia una descrizione esatta:
Sì, era un’attività abituale.
Condizioni regolari, con terreno un po’ bagnato.
Nulla di particolare, in un movimento classico (abituale) mi si è girato il ginocchio.
6. Chi ha assistito al fatto?
(nome e indirizzo dei testimoni)?
22 persone che frequentavano la stessa attività (partita di calcio)
7. È nuovamente abile al lavoro?
A decorrere da quando e in quale misura?
La cura è terminata?
Sono rimasto inabile al lavoro fino al 10.6.2019.
Poi ho iniziato una cura riabilitativa di fisioterapia
.
No, la cura non è terminata.
8. Nome della Cassa malati o dell’assicurazione perdita di salario in caso di malattia?
_
.” (Doc. 17)
Alla luce di questa descrizione dei fatti, l’assicuratore LAINF – dopo avere, in un primo momento, con scritto del 3 ottobre 2019, comunicato all’assicurato di accettare di riconoscere le spese ospedaliere, con alcune limitazioni (doc. 27) - con decisione del 6 febbraio 2020 ha rifiutato di assumere l’evento, non configurando lo stesso un infortunio ai sensi di legge.
L’Istituto assicuratore ha, difatti, considerato che “nel caso specifico non si è prodotto nulla di particolare, ovvero i dolori sono apparsi durante un movimento abituale, per cui dobbiamo concludere che è assente una causa esterna straordinaria. Non siamo dunque in presenza di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA” (cfr. doc. 40).
Il patrocinatore dell’assicurato ha contestato tale decisione, rilevando, in sede di opposizione, come sarebbe stata “unicamente presa in considerazione – e totalmente estrapolata dal contesto, un’unica, estemporanea affermazione resa dal RI 1”, mentre in realtà quanto avvenuto “ottempera a tutti i requisiti prefissati dall’art. 4 LPGA” (doc. 49).
Con la decisione su opposizione qui impugnata, l’assicuratore infortuni ha dichiarato irricevibile l’opposizione del legale dell’interessato per quanto riguarda il rifiuto di riconoscere il carattere di infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA all’evento del 25 maggio 2019, non essendo motivata. L’amministrazione ha, in particolare, rilevato che:
"
2.7. La motivazione da parte di un rappresentante professionale lascia alquanto a desiderare.
In effetti, l’avvocato non spiega minimamente per quali ragioni e sulla base di quali elementi l’evento sia da considerare infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA limitandosi a ripetere il testo legale senza apportare alcun elemento concreto.
2.8. Allo stesso titolo, il rappresentante legale contesta, senza citarla, la descrizione dell’infortunio fatta dall’assicurato ed omette di contrapporre la propria versione dei fatti ed apportare le prove necessarie.
Ricordiamo inoltre che “l’unica estemporanea affermazione” è stata data in maniera identica al datore di lavoro (consid. 1.2), al nostro questionario (consid. 1.3) ed al medico dei primi soccorsi (consid. 1.4).
La dinamica dell’evento essendo stata confermata più volte e da più fonti, è chiara e non necessita di ulteriori investigazioni.
Senza entrare nel merito, ricordiamo inoltre la giurisprudenza costante del Tribunale federale che ritiene che le prime dichiarazioni spontanee della prima ora sono generalmente più imparziali e affidabili delle rappresentazioni successive, che possono essere consapevolmente influenzate da considerazioni di diritto assicurativo o di altro tipo.