Decision ID: 81f5a85b-7628-5996-a920-4d6db2f421f3
Year: 2016
Language: it
Court: TI_CARP
Chamber: TI_CARP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto: A. Con decreto d’accusa n. 7915/809 del 26 febbraio 2016, la Sezione della circolazione ha dichiarato AP 1 autore colpevole d’infrazione alle norme della circolazione, guida in stato di inattitudine e inosservanza dei doveri in caso di incidente poiché, in data 7 dicembre 2015 in territorio di Croglio, alla guida della vettura _, nell’affrontare una curva piegante a sinistra, perdeva la padronanza di guida e collideva con il guidovia laterale destro. Inoltre era in stato di ebrietà con una concentrazione di alcol nel sangue di 0,67 g/kg (tenore minimo) e si allontanava dal luogo del sinistro omettendo di osservare i doveri imposti dalla legge in caso di incidente.
L’autorità amministrativa ha, quindi, proposto la condanna del prevenuto alla multa di fr. 600.- oltre che al pagamento delle tasse e spese di giustizia per complessivi fr. 210.-.
Contro il decreto d’accusa AP 1 ha sollevato tempestiva opposizione.
B. Statuendo, dopo aver tenuto il dibattimento, con sentenza 8 luglio 2016 (motivazione scritta intimata il 22 luglio 2016), il presidente della Pretura penale ha prosciolto AP 1 dall’imputazione di inosservanza dei doveri in caso di incidente e lo ha riconosciuto autore colpevole di:
infrazione alle norme della circolazione
per avere, il 7 dicembre 2015 a Croglio, alla guida della vettura _, nell’affrontare una curva piegante a sinistra, perso la padronanza di guida e colliso con il guidovia laterale destro
guida in stato di inettitudine
per aver circolato, nelle medesime circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 2.1 (ndr di cui al punto percedente) in stato di ebrietà con una concentrazione di alcol nel sangue di 0.67 g/kg (tenore minimo)
e lo ha condannato alla multa di fr. 450.- e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 700.-.
C. Il 15 luglio 2016 AP 1 ha presentato annuncio d’appello che ha tempestivamente confermato, ricevuta la motivazione scritta, con dichiarazione 7 agosto 2016 in cui ha precisato di appellare la sentenza limitatamente all’imputazione di infrazione alle norme della circolazione (chiedendo il proscioglimento), alla commisurazione della pena (chiedendo la riduzione della multa) e all’accollo delle tasse e delle spese di giustizia (chiedendo che le stesse siano poste interamente a carico dello Stato).
D. In applicazione dell’art. 400 cpv. 2 CPP e visto, in particolare, che la sentenza di primo grado concerne unicamente contravvenzioni, in data 18 agosto 2016 la presidente di questa Corte ha informato le parti che l’appello sarebbe stato trattato in procedura scritta ed ha ordinato l’intimazione della dichiarazione d’appello (non motivata) alla Sezione della circolazione e alla Pretura penale, impartendo nello stesso tempo all’imputato un termine di 20 giorni per presentare la motivazione scritta (IV).
E. Con scritto 7 settembre 2016 AP 1 ha trasmesso la motivazione scritta (VI) e la presidente di questa Corte, in data 15 settembre 2016, ne ha ordinato l’intimazione alla Sezione della circolazione e alla Pretura penale assegnando un termine di 20 giorni per la presentazione di osservazioni (VII).
F. Con scritti rispettivamente 16 e 21 settembre 2016 sia la Pretura penale (VIII) che la Sezione della circolazione (IV) hanno comunicato di non avere particolari osservazioni da formulare.

Considerando
in diritto: 1. Giusta l’art. 398 cpv. 4 CPP se - come nel caso in esame - la procedura dibattimentale di primo grado concerneva esclusivamente contravvenzioni, mediante l’appello si può far valere unicamente che la sentenza è giuridicamente viziata o che l’accertamento dei fatti è manifestamente inesatto o si fonda su una violazione del diritto. Non possono essere addotte nuove allegazioni o nuove prove.
In questi casi, dunque, la Corte d’appello dispone di piena cognizione soltanto per quanto attiene alle questioni di diritto (Mini, in Codice svizzero di procedura penale, Commentario, Zurigo 2010, ad art. 398, n. 20, pag. 742; Kistler Vianin, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 27, pag. 1777; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo 2013, ad art. 398, n. 12, pag. 778 e seg.). L’esame dei fatti è, per contro, limitato all’arbitrio (Mini, in op. cit., ad art. 398, n. 22, pag. 743; Kistler Vianin, in op. cit., ad art. 398, n. 28, pag. 1777; Schmid, Praxiskommentar, op. cit., ad art. 398 n. 13, pag. 779) che si verifica quando, nel suo accertamento dei fatti, il primo giudice ha misconosciuto manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, ha omesso senza valido motivo di tener conto di un elemento di prova importante, suscettibile di modificare l’esito della vertenza, oppure ha ammesso o ha negato un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile (DTF 138 III 378 consid. 6.1; 137 I 1 consid. 2.4 pag. 5; 136 III 552 consid. 4.2 pag. 560; 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4/5; 134 I 140 consid. 5.4 pag. 148; 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153 e sentenze ivi citate; STF 6B_216/2014 del 5 giugno 2014; 6B_527/2011 del 22 dicembre 2011; 6B_312/2011 dell’8 agosto 2011).