Decision ID: 5a3f476c-363f-5ef8-a218-152e2b56466a
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

in fatto:
a.
Il signor _ è proprietario ad _ del mapp. n° _RFD, situato a monte della strada cantonale _ /_ - _ _ e accessibile esclusivamente dalla _ _, che costeggia ad ovest la proprietà. Il sub. e) del fondo confinante, al mapp. n° _RFD, è gravato da una servitù prediale a favore del fondo del signor _, che gli consente di posteggiare un'automobile e di accedere direttamente alla cantonale.
b.
Con decreto legislativo del 29 marzo 1999 il Gran Consiglio ha approvato il piano generale (PG) per la costruzione della galleria di _, strada principale _, _ - _ in territorio di _ e _ _ /_.
Il progetto prevede la costruzione di una galleria bidirezionale lunga 1675 m sulla strada cantonale _, tra il portale sud della galleria di circonvallazione di _ e la zona chiamata _ _ in territorio di _ _ /_. In particolare, secondo il progetto, la sistemazione dell'area circostante il portale est, ubicato a ca. 100 m dalla proprietà del signor _, comporterebbe l'erezione di un muro di sostegno a monte della strada, lungo i mapp. n° _e _RFD, con conseguente soppressione di alcuni posteggi privati. Il PG prevede quindi la realizzazione di sei posteggi, a compensazione di quelli soppressi, e di una piazza di giro sul sedime dell'attuale strada cantonale che, una volta completata la galleria, verrebbe declassata a strada di servizio a fondo cieco. L'accesso ai fondi posti a monte della cantonale verrebbe assicurato da un percorso pedonale che, dai nuovi posteggi, tramite una scala, proseguirebbe lungo il muro di sostegno per poi congiungersi con la _ _, oppure dal nuovo soprapassaggio previsto all'altezza della _ e dell'attuale passaggio pedonale, che verrà eliminato.
Il PG è stato pubblicato presso le cancellerie dei due comuni dal 21 maggio al 20 giugno 1999.
c.
Durante il periodo di pubblicazione il signor _ è insorto davanti al TPT, sostenendo che dai piani pubblicati non sarebbe desumibile con esattezza l'entità e l'impatto dei vari manufatti. Paventando quindi un'eventuale ostruzione dell'accesso al posteggio di cui dispone, egli chiede, in tale ipotesi, l'assegnazione in proprietà o ad uso esclusivo di uno dei posteggi previsti dal PG, nonché la loro copertura. Ritenendo tuttavia che l'ubicazione, più lontana, del nuovo posteggio rappresenterebbe comunque un aggravio rispetto alla situazione attuale, egli postula la completazione del PG tramite la previsione di un lift-montacarichi in prossimità dei nuovi posteggi, che permetta alle persone invalide di raggiungere il percorso pedonale a monte della strada, e che valga quale parziale risarcimento per gli inconvenienti causati.
Il Comune di _ e il Dipartimento hanno chiesto in sede di risposta la reiezione del gravame.
d.
In data 3 novembre 1999 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande. Su loro richiesta, la procedura veniva sospesa fino al 31 gennaio 2000 per permettere di comporre bonalmente la lite.
Comunicando
che le trattative erano fallite, in data 20 febbraio 2000 il ricorrente chiedeva la riattivazione della procedura.
c o n s i d e r a t o,

in diritto:
1.
A norma dell’art. 13 della Legge cantonale sulle strade (LStr) l'adozione dei piani generali delle strade segue la procedura dei piani cantonali di utilizzazione (PUC). Questa, retta dagli art.li 46 ss. LALPT, prevede che i piani vengono dapprima adottati dal Consiglio di Stato e poi trasmessi al Gran Consiglio per approvazione (art. 47 LALPT). Una volta approvato, il piano è soggetto a pubblicazione presso le cancellerie dei comuni interessati per un periodo di 30 giorni (art. 48 cpv. 2 LALPT) nonché sul Foglio ufficiale (cpv. 3).
Contro
la decisione del Gran Consiglio è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio entro quindici giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione (art. 49 cpv. 1).
Il ricorso è proponibile contro la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere d'apprezzamento (49 cpv. 2 lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti rilevanti (lett. b) o l’inadeguatezza del provvedimento pianificatorio (lett. c).
Sono legittimati a ricorrere i comuni interessati (art. 49 cpv. 3 lett. a), ogni cittadino attivo nei comuni interessati (lett. b) od ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione (lett. c).
Nella fattispecie la legittimazione attiva del signor Large è data ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 lett. a) LALPT. Il ricorso, inoltrato tempestivamente, è ricevibile in ordine.
Da rilevare inoltre che nell'ambito della procedura di ricorso contro i piani di utilizzazione cantonali, ai quali per espresso rimando della LStr. sono assimilati i piani generali delle strade, il TPT fruisce di un potere cognitivo sensibilmente più esteso rispetto a quello di cui gode nella procedura di ricorso contro i PR. Contrariamente all'art. 38 LALPT, l'art. 49 cpv. 2 lett. c) LALPT ha infatti riservato al TPT la competenza di verificare anche
"l'adeguatezza del provvedimento pianificatorio"
adottato dal parlamento cantonale. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle scelte pianificatorie effettuate dal Cantone.
2.
Entrando nel merito della vertenza, occorre ricordare che, secondo l’art. 11 LStr, i piani generali,
“concretano gli indirizzi della pianificazione cantonale dei trasporti”.
Essi
“indicano in particolare: il tracciato delle strade, con le opere principali, comprese quelle di protezione esterna, gli allacciamenti e, se del caso, gli accessi ai fondi; le linee di arretramento o di allineamento delle costruzioni; le attrezzature d’importanza cantonale o regionale destinate al traffico veicolare, quali posteggi, aree di servizio, centro di manutenzione e di polizia, posti doganali e centri per il traffico pesante”.
I progetti definitivi, giusta l’art. 19 LStr,
“precisano i particolari tecnici dell’opera, quali l’assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, gli impianti accessori e la protezione esterna; essi indicano inoltre le linee di arretramento o di allineamento”.
Mentre a norma dell’art. 13 LStr i PG seguono la procedura prevista per i piani di utilizzazione cantonali (PUC), l’art. 22 LStr, dispone che
“per la procedura di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione è applicabile la legge di espropriazione”.
Con l’avvertenza, fondamentale, che
“non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l’approvazione dei piani generali, e in particolare sul principio dell’espropriazione”
(art. 22 cpv. 2 LStr).
Il Tribunale di espropriazione decide in via definitiva le domande intese ad ottenere modifiche dei progetti definitivi ed approva gli stessi, al più tardi contestualmente alla decisione di immissione in possesso (art. 22 cpv. 3 LStr). Risulta da questa ripartizione funzionale e procedurale il ruolo chiaramente preponderante del PG nella definizione dell’opera e nella decisione di realizzarla.
Nella seconda fase possono essere oggetto di contestazione, da dirimersi dal Tribunale espropriativo solo modifiche del progetto definitivo che non comportino modifiche del PG.
3.
In concreto, con il ricorso in parola, il signor _ non contesta l'interesse pubblico e l'opportunità degli interventi e delle opere previste dal PG della galleria di _. Egli si limita ad invocare una presunta imprecisione dei piani, per giustificare, nel caso in cui le opere di sistemazione dell'area circostante il portale est dovessero ostruire l'accesso al suo posteggio, una serie di pretese, che vanno dalla completazione del PG tramite la realizzazione di un lift-montacarichi, all'esecuzione di una copertura dei posteggi previsti in prossimità della piazza di giro, e all'assegnazione di un posto-auto in proprietà o a suo uso esclusivo.
3.1
Entrando nel merito della vertenza, occorre anzitutto premettere che attualmente l'accesso al posteggio di cui dispone il signor _ al mapp. n° _RFD avviene come segue:
° il ricorrente può accedervi direttamente se proviene da _, e
° immettersi direttamente sulla strada cantonale se diretto a _;
° se proviene da _, vista la presenza di una linea di sicurezza, il ricorrente per raggiungere il posteggio deve proseguire fino ad _, invertire il senso di marcia alla rotonda di _ _ e ritornare in direzione di _;
° se dal posteggio intende andare ad _, sempre a causa della presenza della linea di sicurezza, il signor _ è obbligato a dirigersi verso _ per poi invertire, dopo circa 800 m a _, il senso di marcia.
3.2
Da un esame dei piani che accompagnano il PG, fra cui quello prodotto dallo stesso ricorrente in questa sede (piano n° 405.715 G / 014a Galleria di _ - Portale est), si evince chiaramente come l'accesso al posteggio di cui usufruisce al mapp. n° _RFD non verrà in alcun modo ostruito dagli interventi di sistemazione dell'area circostante il portale est della galleria: secondo i piani infatti, l'unico intervento costruttivo previsto dal PG all'altezza del mapp. n° _RFD e della _ _ consiste nell'esecuzione di un soprapassaggio in sostituzione del passaggio pedonale esistente che verrà eliminato. Ritenuto quindi che il signor _ potrà continuare a disporre liberamente del suo posteggio, va subito respinta, siccome priva di fondamento, la domanda volta ad ottenere l'assegnazione ad uso esclusivo o in proprietà di uno dei sei posteggi previsti dal PG in prossimità del portale est.
Sempre da un esame dei piani, emerge inoltre chiaramente che, a causa del pericolo di stacco di materiale dalle pareti rocciose soprastanti, il PG già preveda la copertura dei posteggi: la richiesta avanzata in tal senso dal ricorrente si rivela così priva d'oggetto e non merita accoglimento.
Occorre tuttavia rilevare che, con l'esecuzione della galleria (cfr. PG, piano n° 405.715 G/006a, 1:2000 e Relazione tecnica, p. 6 ss.), l'accesso al posteggio del signor _ non subirà alcuna modifica nei primi tre casi riportati al considerando che precede. Per contro, nel caso in cui egli intenda andare ad _, il tragitto risulterà prolungato di ca. 2,8 km rispetto all'attuale, poiché dovrà percorrere la nuova galleria in direzione di Brissago, proseguire fino alla piazza di giro ubicata oltre il portale ovest e ripercorrere lo stesso tragitto in senso inverso.
3.3
Alla luce di queste circostanze e malgrado quest'ultimo inconveniente, appare evidente che nell'ambito della ponderazione degli interessi che l'art. 3 cpv. 1 OPT prescrive alle autorità che
"dispongono di margine d'azione nell'adempimento e coordinamento dei compiti d'incidenza territoriale"
, l'interesse pubblico all'esecuzione dell'opera, interesse peraltro non contestato dal ricorrente, risulti preponderante e prevalga su quello a veder immutate le modalità d'accesso al posteggio di cui dispone al mapp. n° _RFD. La realizzazione della galleria di _ si è infatti resa necessaria per importanti motivi legati alla sicurezza del traffico, ed in particolare per eliminare i pericoli di caduta massi e di franamenti, che minacciano la strada esistente, e per migliorarne la fluidità. La Relazione tecnica, p. 1, adduce a proposito:
"attualmente Via _ è tortuosa e stretta. L'incrocio di veicoli pesanti, torpedoni, ecc., è difficoltoso (...). Il fondo stradale è irregolare, deformato e con molti rappezzi. Inoltre la presenza di numerosi accessi a proprietà private ostacolano ulteriormente il traffico. Dal pendio a monte della strada si sono registrate in passato cadute di massi che hanno richiesto lavori di consolidamento notevoli (...). Il pericolo per l'intenso traffico della litoranea è perciò tuttora presente (...)"
. Meritano quindi piena condivisione le osservazioni espresse al proposito dal Dipartimento, senza dimenticare che, dal profilo della sicurezza, lo stesso signor _ potrà beneficiare dei grossi vantaggi apportati dall'esecuzione dell'opera.
3.4
Rimane infine da esaminare la fondatezza dell'ulteriore richiesta, volta ad ottenere la realizzazione di un lift-montacarichi in prossimità della piazza di giro e dei posteggi previsti dal PG. A sostegno della domanda, il ricorrente richiama l'art. 30 LE, secondo cui
nella costruzione di edifici e impianti pubblici o privati accessibili al pubblico, come pure negli ampliamenti o trasformazioni di una certa importanza, dev’essere tenuto conto dei bisogni degli invalidi motulesi, in quanto non insorgano costi sproporzionati o altri notevoli inconvenienti.
Orbene tale richiesta non merita accoglimento, poiché l'esecuzione di un lift-montacarichi non migliorerebbe di fatto la situazione: ipotizzando la messa in esercizio di un tale manufatto, raggiunto il sentiero pedonale previsto a monte della cantonale e percorsi i primi cento metri, il passaggio risulterebbe poi ostruito dalla presenza della _ _, che conta almeno 50 gradini su diverse rampe. Sotto questo profilo la postulata completazione del progetto si rivela quindi sprovvista di qualsiasi interesse pubblico.
Per tutti questi motivi il ricorso viene dunque respinto.
Le spese, la tassa di giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza.