Decision ID: 2a52a9ed-052a-55e1-91b1-27b1c39b6516
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato in
Svizzera dal 1985 in poi come frontaliere in diversi settori industriale/ma-
nufatturiero, da ultimo nel settore tessile, solvendo regolari contributi all’as-
sicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. TAF 14).
B.
B.a In seguito a severa malattia, il nominato non ha più lavorato da novem-
bre 2001 fino ad inizio maggio 2002 quando ha ripreso a lavorare per il
medesimo datore di lavoro (imballatore in industria del settore tessile), ma
al 50% per ragioni sanitarie.
B.b Nel contempo ha formulato all’Ufficio AI del Cantone Ticino (UAI) una
domanda volta al conseguimento di una prestazione dell’assicurazione
svizzera per l’invalidità. Dopo aver esaminato la documentazione medica,
rilevato che l’assicurato soffriva di “HIV e stato dopo crisi epilettica su to-
xoplasmosi cerebrale, effetti collaterali della terapia antiretrovirale in atto”,
il medico dell’UAI (doc. 4, 8) ha proposto di ammettere un grado d’incapa-
cità di lavoro generale del 50%.
B.c Con decisione del 12 maggio 2013, l’Ufficio dell’assicurazione per l’in-
validità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE), competente per notifi-
care i provvedimenti per gli assicurati non residenti in Svizzera, ha erogato
in favore di A._ una mezza rendita dell’assicurazione svizzera per
l’invalidità, con rendite completive in favore dei famigliari, a decorrere dal
1° novembre 2002 (doc. 11).
C.
L’interessato, nel dicembre 2004, ha formulato una domanda di revisione
facendo valere un peggioramento delle sue condizioni di salute (doc. 16,
17). L’Ufficio AI, dopo aver esaminato i documenti medici trasmessi ed aver
constatato che, comunque, l’assicurato ancora lavorava al 50% salvo pe-
riodi di assenza per malattia (doc. 18, 26), gli ha comunicato, l’8 aprile
2005, che la rendita AI rimaneva immutata (doc. 28).
D.
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D.a
In data 2 giugno 2005, A._ ha formulato una terza domanda di pre-
stazioni AI (doc. 31). Dopo aver raccolto la documentazione medica ed
aver constatato che l’interessato non lavorava più da gennaio 2005, il me-
dico dell’UAI (doc. 44) ha ammesso un’incapacità lavorativa totale da
marzo 2015 legata a infezione sintomatica da HIV, esiti di intervento per
ernia discale lombare nel 1999 e 2004, epatite cronica C genotipo 3° in
trattamento con interferone.
D.b Con decisione del 12 dicembre 2005 dell’UAIE (doc. 51), A._
è stato posto al beneficio di una rendita intera AI da giugno 2005.
E.
E.a Nel 2006, l’UAI ha avviato una procedura di revisione del diritto alla
rendita (doc. 52 e seg.). L’interessato è stato visitato presso il SAM di Bel-
linzona (doc. 62 e seg.) in diverse discipline mediche. Nella sostanza è
stata ritenuta la diagnosi invalidante di esiti di encefalopatia da toxopla-
smosi cerebrale, infezione cronica HIV, sindrome lombovertebrale e lom-
bospondilogena, sindrome di attrito sottoacromiale a destra (...). I periti
hanno stimato un’incapacità di lavoro di imballatore in industria tessile del
70% e del 50% in attività più adeguate (leggere, semisedentarie).
E.b L’indagine comparativa dei redditi ha stimato al 55% la perdita di gua-
dagno dell’assicurato (doc. 88), per cui con decisione del 10 dicembre
2008, l’UAIE ha sostituito la rendita intera AI con una mezza rendita a far
tempo dal 1° febbraio 2009 (doc.99).
E.c Contestando il calcolo comparativo dei redditi in relazione all’applica-
zione del principio del cosiddetto “parallelismo dei redditi”, A._ ha
impugnato il suddetto provvedimento amministrativo innanzi al TAF, il
quale, con sentenza del 1° novembre 2010 (doc. 108; inc. C-580/2009), ha
accolto l’impugnativa stimando al 59,97% il grado d’incapacità di guadagno
dell’assicurato, con conseguente diritto ai tre quarti di rendita AI.
E.d L’UAIE ha dal canto suo impugnato la sentenza innanzi al Tribunale
federale, che, con giudizio del 2 dicembre 2011, ha accolto l’impugnativa
dell’UAIE e stimato al 59% il grado d’incapacità di guadagno dell’assicu-
rato, confermando la riduzione del diritto alla rendita alla metà (doc. 115;
sentenza del TF 9C_993/10).
F.
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Pagina 4
F.a In data 21 maggio 2012, A._ ha formulato una nuova domanda
di revisione facendo valere un peggioramento delle sue condizioni di salute
tramite l’invio di diversa documentazione medica (doc. 121 e seg.). Sti-
mando una possibile comparsa di patologia psichiatrica, il medico
dell’UAIE (doc. 127, 138) ha consigliato una perizia in tale disciplina che è
stata eseguita a Bellinzona presso il Centro peritale delle assicurazioni so-
ciali (CPAS). Gli specialisti hanno evidenziato una diagnosi invalidante di
sindrome mista ansioso-depressiva (ICD 10-F41.2), causante un’incapa-
cità di lavoro generale del 20% non sommabile al grado d’invalidità già pre-
sente per motivi somatici (doc. 141).
L'incarto è stato inviato in esame al Dott. B._, il quale, nel rapporto
del 15 febbraio 2013, ha rilevato che lo stato psichico era peggiorato ri-
spetto al passato, tuttavia questo incideva solo per il 20% sull'insieme della
capacità di lavoro; l'inabilità lavorativa totale è stata fissata al 50% (doc.
143, anche sentenza del TAF C-3466/13 considerando F in fine).
F.b Dopo la procedura di audizione ed invio da parte dell’opponente di ul-
teriore documentazione medica, giudicata non rilevante da parte del con-
sulente dell’UAI (doc. 145 e seg.), l’UAIE, con decisione del 24 maggio
2013 (doc. 152), ha respinto la domanda di revisione.
F.c
F.c.a ll 19 giugno 2013 l’assicurato ha quindi presentato ricorso contro il
suddetto provvedimento amministrativo innanzi al TAF (sentenza C-
3466/2013 succitata). Ha prodotto nelle varie fasi della procedura, diversa
documentazione sanitaria.
F.c.b L'Ufficio AI cantonale ha fatto esaminare detta documentazione dal
proprio consulente medico, il quale l’ha ritenuta ininfluente ai fini di un
eventuale peggioramento della capacità lavorativa (doc. 161). In partico-
lare, la sonografia alle spalle del 26 marzo 2013 non apportava novità pa-
tologiche rispetto a quanto presente nel corso della visita al SAM del 2007
e la TAC cervicale dell’8 luglio 2013 permetteva anzi di escludere una pro-
blematica neurologica a tale livello.
F.c.c Con sentenza del 24 settembre 2014, passata nel frattempo in giudi-
cato, il TAF ha respinto il ricorso ed ha confermato la decisione impugnata
(doc. 164). Il TAF ha in particolare addotto che dagli atti medici emergeva
che lo stato di salute dell'assicurato era peggiorato da un punto di vista
psichiatrico, fatto del resto ammesso dall'amministrazione, mentre risultava
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Pagina 5
stabile per quanto riguarda le affezioni somatiche, già esistenti al momento
della precedente revisione della rendita (consid. 11). Inoltre l'integrazione
della capacità lavorativa residua (la riduzione era pari al 20%) in ambito
psichiatrico in quella relativa ai disturbi somatici appariva giustificata sia dal
quadro clinico non severo, che emergeva dai rilevamenti peritali, sia dalle
risorse residue, che le perite avevano potuto verificare durante l'allesti-
mento della perizia (si confronti in particolare p. 8). In simili condizioni il
Tribunale adito ha concluso che malgrado il peggioramento dello stato di
salute, non è provato con il grado della verosimiglianza preponderante un
deterioramento della capacità lavorativa (consid. 11 e 12).
G.
G.a In data 10 febbraio 2015, A._, regolarmente rappresentato
dalla federazione utenti sanità pubblica, ha formulato un’ulteriore do-
manda di revisione (doc. 166). A suffragio della sua richiesta ha prodotto:
- una rapporto di visita specialistica in medicina interna presso l’Ospedale
di Circolo di Varese del 9 marzo 2015 a cura dei Dott.ri C._ e
D._, non rilevante novità dal punto di vista diagnostico/patologico
(doc. 166/ 2-4);
- un rapporto del Dott. E._, medico chirurgo, non datato ma poste-
riore al 6 febbraio 2015, il quale, dopo ampia anamnesi conosciuta, rileva
che il paziente è in cura ambulatoriale per la problematica psichiatrica e
menziona una TAC lombosacrale del 6 febbraio 2015 riportandone il referto
(doc. 166/ 5-6).
- in un secondo momento produce un referto di ecografia muscolotendinea
spalla destra del 20 marzo 2015 (doc. 168).
G.b L’incarto è stato sottoposto in esame al Dott. F._, generalista,
il quale esaminati gli atti prodotti, rileva che “l’attuale documentazione non
è sufficiente per comprovare una sostanziale modifica dello stato di salute
con influsso sulla residua CL”
G.c Con progetto di decisione del 2 aprile 2015, l’UAI ha disposto la non
entrata in materia della nuova domanda di revisione, l’assicurato non
avendo reso plausibile una modifica rilevante del suo grado d’invalidità per
il diritto alle prestazioni (doc. 170).
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Pagina 6
G.d Con le osservazioni del 23 aprile 2015, A._ ha postulato nuo-
vamente il riconoscimento del diritto alla rendita intera AI e produce un re-
ferto TC lombosacrale del febbraio 2015, e l’esame ecografico comparativo
delle spalle del 18 marzo 2015 (doc. 171). L’amministrazione ha risottopo-
sto gli atti al Dott. F._, il quale, nella nota del 4 maggio 2015, si è
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 173).
G.e In data 26 maggio 2015, l’UAIE ha emanato una decisione di non en-
trata in materia conformemente al progetto (doc. 177).
H.
Con il ricorso depositato il 23 giugno 2015, A._, sempre rappresen-
tato dall’associazione utenti sanità pubblica, chiede, in sostanza il ricono-
scimento del suo diritto ad una rendita intera AI. Produce documentazione
già ad atti ed un nuovo breve certificato del Dott. E._ del 16 giugno
2015 (oltre a quello non datato, doc. 168), attestante quanto già noto (doc.
TAF 1 e 2).
I.
Con decisione incidentale del 2 luglio 2015, A._ è stato invitato a
versare alla cassa di questo Tribunale un anticipo di fr. 400.-, corrispon-
dente alle presunte spese processuali. Detto anticipo è stato versato l’8
luglio 2015 (doc. TAF 3, 4).
J.
Nella risposta di causa del 18 agosto 2015, l’UAIE propone la reiezione del
ricorso, rinviando alla presa di posizione del 14 agosto 2015 dell’Ufficio AI
ticinese (doc. TAF 6). In tale preavviso, l’UAI osserva che il nuovo certifi-
cato del Dott. E._ pone una diagnosi già conosciuta da tempo,
senza indicare nuove problematiche influenti sulla capacità lavorativa.
K.
Dopo aver preso atto della risposta di causa delle rispettive amministrazioni
AI, A._, con scritto del 18 settembre 2015, ha confermato la sua
intenzione di mantenere il ricorso. Produce un breve rapporto del centro di
fisioterapia di M._ dell’11 maggio 2015, nonché una RX colonna cer-
vicale ed una Rx mano sinistra del 5 agosto 2015 (doc. TAF 8).
L.
L’amministrazione è stata invitata a prendere posizione in merito a questi
documenti. Il Dott. F._, ha dichiarato in proposito, nella nota del 9
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ottobre 2015, che la documentazione prodotta non mostra una sostanziale
modifica dello stato di salute dell’assicurato (doc. TAF 10).
Duplicando in data 12 ottobre 2015, l’UAIE ripropone la reiezione dell’im-
pugnativa facendo propria l’argomentazione dell’UAI Ticino di stessa data
(doc. TAF 10).
Con le osservazioni del 13 novembre 2015, A._ ha confermato le
sue conclusioni ricorsuali (doc. TAF 12).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile.
2.
Oggetto del contendere è unicamente la questione se a ragione o meno
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Pagina 8
l'amministrazione, con decisione del 26 maggio 2015, non è entrata nel
merito della domanda di revisione della rendita presentata dall'assicurato
in data 10 febbraio 2015 (doc. 166-168). Egli ritiene che la documentazione
medica trasmessa attesti un peggioramento dello stato di salute, mentre
l’amministrazione ritiene che la situazione è rimasta pressoché invariata.
3.
3.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
3.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
3.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
3.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
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Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
4.
4.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2).
4.2 In concreto la domanda di revisione è stata presentata il 25/31 maggio
2013 (art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI, doc. 90). Al caso in esame si applicano
pertanto le disposizioni della 6a revisione della LAI (primo pacchetto), en-
trate in vigore il 1° gennaio 2012 e le disposizioni della LPGA vigenti a tale
data.
5.
5.1 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina
il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto
dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali ele-
menti d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se
gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscet-
tibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta de-
cisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2;
DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
5.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di revi-
sione il 10 febbraio 2015 (doc. 166). Il periodo di cognizione giudiziaria del
Tribunale amministrativo federale si estende fino al 26 maggio 2015 (doc.
177), data dalla decisione impugnata (si confronti pure DTF 130 V 64 per
quanto attiene alle decisioni di non entrata nel merito di una nuova do-
manda di rendita).
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Pagina 10
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-
cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un
danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-
posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente
esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
6.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.4 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e
110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-
sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-
cabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il
reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragione-
volmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una si-
tuazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che
egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da
valido; metodo generale del raffronto dei redditi).
C-3936/2015
Pagina 11
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
Tribunale federale I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5).
Peraltro, per procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che
il grado d'invalidità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1
LPGA). A differenza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre
prestazioni durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revi-
sione di una rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto,
ma (solo) una modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può
risiedere sia in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica
della componente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una
modifica di poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo
a una revisione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale mo-
difica determina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore
limite (DTF 133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo
dell'invalidità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono
segnatamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), pos-
sono essere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del
nuovo esame (cfr. sentenza del Tribunale federale 9C_696/2007 consid.
5.1 e relativi riferimenti). Irrilevante è invece, una diversa valutazione di una
fattispecie restata sostanzialmente immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).
7.3 Giusta l'art. 87 cpv. 2 OAI, se è fatta domanda di revisione, nella do-
manda si deve dimostrare che il grado di invalidità o di grande invalidità o
il volume dell'assistenza dovuta all'invalidità è modificato in misura rile-
vante per il diritto alle prestazioni.
C-3936/2015
Pagina 12
7.3.1 Il grado di prova richiesto dall'art. 87 cpv. 2 OAI (nel tenore in vigore
dal 1 gennaio 2012, RU 2011 5679) è attenuato in quanto non è necessario
che l'amministrazione raggiunga il convincimento, nel senso della verosi-
miglianza preponderante, che rispetto all'ultima decisione cresciuta in giu-
dicato sia effettivamente subentrata una modifica rilevante. Basta piuttosto
che sussistano almeno indizi plausibili a favore della circostanza invocata,
ferma restando comunque la possibilità che la modifica invocata venga poi
smentita da un più attento esame (v. sentenza del Tribunale federale
9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 consid. 2.2 e relativi riferimenti).
7.3.2 La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 2 OAI deve
permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una pre-
stazione o comunque una sua revisione con provvedimento cresciuto in
giudicato, di scartare senza ulteriori esami nuove domande con le quali
l'assicurato si limita a ripetere gli stessi argomenti, senza allegare una mo-
difica di fatti determinanti (DTF 125 V 410 consid. 2b). In caso di nuova
domanda o istanza di revisione, l'amministrazione deve esaminare se le
allegazioni dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili, in altri ter-
mini se l'assicurato ha reso plausibile, e non verosimile nel senso della
probabilità preponderante, una modifica significativa del suo stato di salute,
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul
grado d'invalidità, rispetto a quella precedentemente ritenuta. Se ciò non è
il caso, l'autorità competente può liquidare l'istanza senza ulteriori indagini
con una decisione di non entrata nel merito. A tal proposito, occorre preci-
sare che quanto più breve è il lasso di tempo trascorso dalla decisione
precedente, tanto più rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plau-
sibilità delle allegazioni dell'assicurato. Su questo aspetto, essa dispone di
un certo margine di apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a
rispettare (v. sentenze del Tribunale federale 9C_708/2007 dell'11 settem-
bre 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti, 9C_860/2007 del 10 dicembre
2008 consid. 5 e I 52/03 del 16 gennaio 2004 consid. 3).
7.4 L'art. 88a cpv. 2 OAI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, RU 2011
5679) prevede che se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere le
mansioni consuete peggiora, se la grande invalidità si aggrava o il bisogno
di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità aumenta, il cambiamento va
tenuto in considerazione non appena è durato tre mesi, senza interruzione
notevole. L'art. 29 bis è applicabile per analogia.
L'aumento della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo
per assistenza avviene al più presto se l'assicurato ha chiesto la revisione
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a partire dal mese in cui la domanda è stata inoltrata (art. 88bis cpv. 1 lett.
a OAI, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, RU 2011 5679).
8.
8.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale
accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto
dei redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del prov-
vedimento litigioso (sentenza del Tribunale federale I 759/06 del 5 settem-
bre 2007; DTF 133 V 108).
8.2 Nel caso in esame il periodo di riferimento è quello intercorrente tra il
24 maggio 2013, data della decisione dell'UAIE, confermata da questo Tri-
bunale con sentenza C-3466/13, mediante la quale è stata confermato il
diritto alla mezza rendita AI ed il 26 maggio 2015, data della decisione im-
pugnata. Nell’ambito della procedura conclusasi con giudizio del TAF del
24 settembre 2014 è stato accertato che da un punto di vista somatico, la
situazione esistente al momento della decisione del 10 dicembre 2008, era
immutata, mentre era insorta una patologia psichiatrica che provocava una
riduzione della capacità lavorativa del 20%, da integrare tuttavia nell’inca-
pacità lavorativa per motivi fisici.
9.
9.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).
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9.2 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronun-
ciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che
essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
9.3 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice
che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da
un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si eviden-
ziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tri-
bunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
10.
10.1 Questo Tribunale rileva che la sostituzione di una rendita intera con
una mezza rendita intervenuta nel 2008 si era fondata sulla perizia medica
allestita dal SAM nel maggio 2007 (doc. 62 in toto). I sanitari avevano in
particolare evidenziato la diagnosi (con influenza sulla capacità di lavoro)
di (riassunto) esiti di encefalopatia da toxoplasmosi cerebrale con due crisi
epilettiche nel 2002 e 2008, infezione cronica da HIV nota dal 2001 con
toxoplasmosi cerebrale in trattamento con Trizivir, sindrome lomboverte-
brale, rispettivamente lombospondilogena in stato dopo due interventi di
discectomia L4-L5 a sinistra nel 1999 ed L5-S1 a destra nel 2004, sindrome
da attrito sottoacromiale più marcata alla spalla destra con componente
tendinea flogistica. Era inoltre presente una patologia senza influsso sulla
capacità di lavoro consistente in uno stato dopo epatite cronica C, esiti di
trattamento antivirale di detta patologia epatica, ipertensione arteriosa non
trattata. A causa dei disturbi a livello ortopedico, neurologico ed infettivo i
periti avevano valutato al 70% il grado d’inabilità lavorativa dell’interessato
nella sua precedente funzione di operaio imballatore, mentre ritenevano
che in attività meglio adeguate il grado di capacità lavorativa del paziente
raggiungeva il 50% (ridotto rendimento sull’arco dell’intera giornata).
Tale situazione era stata confermata nell’ambito della revisione avviata nel
2012 e terminata con la sentenza del TAF C-3466/13 succitata.
10.2 Nel corso della revisione del 2012 alla precedente diagnosi, confer-
mata, come detto, in quanto non erano stati evidenziati mutamenti delle
patologie principali (ortopedica, infettiva e neurologica), è stata posta la
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diagnosi di sindrome mista ansioso-depressiva (ICD 10F41.2) con una ri-
percussione sulla capacità di lavoro del 20% non cumulabile con la valuta-
zione dell’incidenza delle patologie somatiche di cui sopra (doc. 141).
11.
11.1 A suffragio della domanda di revisione in esame l’interessato si è li-
mitato a produrre un rapporto di medicina interna del 9 marzo 2015 a firma
Dott.ri C._ e D._ dell’Ospedale N._ di Varese ed un
rapporto del medico curante non datato, ma situabile dopo il 6 febbraio
2015 (doc. 166), senza addurre concretamente in cosa sarebbe consistito
il peggioramento dello stato di salute. In un secondo tempo l’interessato ha
prodotto i risultati di un’ecografia muscolo-tendinea della spalla destra del
20 marzo 2015 (doc. 168 pag.3).
Ora, il primo rapporto nemmeno indica la diagnosi completa, limitandosi ad
elencare fatti anamnestici ampiamenti conosciuti, ricordando principal-
mente la patologia da HIV e gli interventi di ernia discale lombare, nonché
la sindrome ansio-depressiva; viene altresì precisata la terapia in atto. Per
il resto, all’esame obbiettivo non vengono segnalati particolari problemi atti
a far pensare ad un eventuale peggioramento del quadro patologico: “pa-
ziente vigile, lucido collaborante; soggettivamente depresso, toni cardiaci
validi, ritmici, normofrequenti (...), linfoadenopatia palpabili al collo, non
dolenti; (...); addome trattabile, non dolente, né dolorabile alla palpazione
(...), non segni di peritonismo, non segni indiretti di ipertensione portale,
non soffi addominali, non soffi carotidei auscultabili, non xantelasmi né xan-
tomi tendinei, non arco corneale, non edemi declivi. L’esame in parola non
fa stato di eventuali urgenti provvedimenti da assumere a causa dello stato
di salute del paziente, ma, anzi, sembra rilevare una situazione clinica sta-
tica non bisognosa di ulteriori cure se non quelle già in atto. In effetti in
ordine alla dislipidemia (“condizione clinica nella quale sono presenti nel
sangue elevate concentrazioni di lipidi”) acquisita, accertata nel corso
dell’esame, va rilevato che il medico ha ritenuto il profilo lipidico discreta-
mente controllato, pur in assenza di terapia e di una dieta non controllata
e ha rinunciato ad introdurre l’assunzione di statina. Nel rapporto non viene
espresso infine alcun giudizio sul grado d’incapacità al lavoro del paziente.
11.2 Il referto del Dott. E._, si limita dal canto suo ad un elenco
cronologico anamnestico (dal 1995) fino al 2013. Il medico curante rileva
l’ultima visita psichiatrica facente stato della nota sindrome ansioso-de-
pressiva, accertata dai medici del CPAS nella precedente procedura di re-
visione, senza indicare alcuna limitazione della capacità lavorativa.
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Sia in relazione alla nuova TAC lombosacrale del 2015 che al nuovo referto
ecografico muscolo-tendineo del 20 marzo 2015 non viene attestata alcuna
limitazione della capacità lavorativa.
11.3 Questi tre atti sono stati sottoposti al Dott. F._, il quale (doc.
169), ha evidenziato che l’attuale documentazione radiologica, peraltro
priva di correlata descrizione clinica, evidenzia una problematica ben nota
di tipo degenerativo a livello lombare e della spalla destra. Gli atti non sono
pertanto sufficienti per comprovare una sostanziale modifica dello stato di
salute con influsso sulla residua capacità lavorativa.
11.4 In sede di audizione, A._ si è limitato a esibire nuovamente i
due referti oggettivi sopra menzionati e la TAC lombosacrale del 6 febbraio
2015 (già riferita per estenso nel rapporto del Dott. E._), così come
un breve rapporto di visita fisiatrica del aprile 2015 (doc. 171).
Il Dott. F._ ha rilevato come anche questa nuova documentazione
non sia sufficiente per dimostrare un peggioramento della condizioni di sa-
lute e valetudinarie dell’interessato.
11.5 Infine, in sede ricorsuale, l’interessato ha prodotto copia di un prece-
dente certificato del Dott. E._ e un nuovo breve certificato del me-
desimo medico del 16 giugno 2015 non apportante alcuna novità (doc. TAF
1, allegato D). Nel proprio rapporto il medico curante ribadisce infatti le note
diagnosi.
In sede di replica, l’interessato ha prodotto due Rx colonna cervicale e
mano sinistra, atti che sono stati esaminati dal Dott. F._, il quale ha
dichiarato che la documentazione non mostra una sostanziale modifica
dello stato di salute.
11.6 Da quanto precede risulta che se è vero che l’assicurato ha prodotto
alcuni documenti sanitari recenti, è altrettanto vero che, malgrado vengano
indicate nuove patologie quali ad esempio la dislipidimia e manifestazioni
artrosiche a livello cervicale, non vi è nessun atto di rilievo che renda plau-
sibile un aggravamento delle condizioni di salute tale da incidere sulla ca-
pacità lavorativa. Trattasi in concreto di referti oggettivi non apportanti nulla
di nuovo in tal senso, oppure succinti e ripetitivi certificati del medico cu-
rante, che ribadisce diagnosi già note nel 2008 e nel 2013 o, infine, poco
significanti rapporti di terapie fisiatriche. In nessun atto - ad eccezione del
certificato medico del dottor E._ del 16 giugno 2015, che tuttavia va
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considerato una valutazione diversa di una situazione rimasta uguale con-
siderate le diagnosi poste - viene quantificata l’incapacità lavorativa dell’as-
sicurato né i motivi che giustificherebbero un suo peggioramento.
11.7 In simili condizioni, come indicato dal Dott. F._ dell’UAI, non vi
è nulla che possa sovvertire e nemmeno scalfire la perizia effettuata al
SAM nel 2007 né tantomeno l’indagine psichiatrica effettuata dal CPAS alla
fine del 2012. Gli atti non impongono quindi ulteriori accertamenti da parte
dell’UAIE.
11.8 In virtù di quanto sopra esposto si deve concludere che il ricorrente
non ha reso plausibile che è subentrata, rispetto al 2007/2012, una modi-
fica del suo stato di salute suscettibile di giustificare l'entrata nel merito
della sua domanda di revisione del 10 febbraio 2015. La decisione impu-
gnata può quindi essere tutelata, mentre il ricorso, manifestamente infon-
dato va respinto.
12.
Il giudice dell’istruzione, anteriormente o posteriormente ad uno scambio
di scritti, decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi
manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con l’art.
69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto il gravame, in considerazione fra l’altro
degli scarsi documenti presentati e delle generiche argomentazioni ad-
dotte, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La presente sen-
tenza può pertanto essere risolta a giudice unico.
13.
13.1 Le spese processuali, ammontanti a fr. 400.-, sono poste a carico del
ricorrente e vengono compensate con l’anticipo già fornito l’8 luglio 2015.
13.2 Visto l’esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per spese
ripetibili (art. 64 PA a contrario).
Le autorità federali non hanno diritto ad indennità a titolo di ripetibili (art. 7
cpv. 3 TS_TAF).
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