Decision ID: 2f24150d-84b9-5ccc-b91e-8df6ad2e65bf
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 4 maggio 2020 il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra AP 1 (1981) ed AO 1 (1976), omologando la seguente convenzione stipulata dai coniugi alla prima udienza del 12 dicembre 2019:
2.1 I figli A_, nato il 10 agosto 2010, e O_, nato il 27 novembre 2013, sono affidati alla madre per la cura e l'educazione.
2.2 L'autorità parentale sui figli A_ e O_ verrà esercitata dai genitori in modo congiunto.
2.3 Al padre sono garantiti i più ampi diritti di visita, e in caso di disaccordo il seguente minimo:
– un fine settimana ogni 15 giorni, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica alle ore 18.00;
– 3 settimane d'estate, di cui 2 consecutive;
– 1 settimana durante le vacanze scolastiche di Natale;
– 1 settimana durante le vacanze di Pasqua, ogni 2 anni;
– 1 settimana durante le vacanze di Carnevale, ogni 2 anni; e
– 1 settimana durante le vacanze di Ognissanti, ogni 2 anni.
Ritenuto come a tutt'oggi i diritti di visita si sono sempre svolti presso il Punto d'incontro, i genitori concordano nell'introdurre gradualmente i diritti di visita, così come indicati sopra, secondo le seguenti modalità:
– in occasione del prossimo fine settimana, i diritti di visita verranno esercitati dal papà con consegna e riconsegna dei bambini presso il Punto d'incontro; la consegna avverrà alle ore 13.30, così come già previsto dal Punto d'incontro, mentre che l'orario di riconsegna verrà concordato con il Punto d'incontro medesimo, ritenuto che nulla osta a che detto orario venga fissato verso le 17.30–18.00. Questa sarà l'ultima volta, in cui il papà eserciterà i propri diritti di visita per il tramite del Punto d'incontro. Da quella data in poi, il papà prenderà in consegna i figli presso il domicilio della mamma, e li riporterà allo stesso domicilio alle ore indicate sopra;
– per quanto concerne il prossimo periodo, le parti si accordano nel senso che la vigilia di Natale il padre terrà con sé i figli dalle ore 10.00 alle ore 16.00. Il padre terrà inoltre così sé i figli durante queste ferie natalizie per 4 mezze giornate, le cui date e orari verranno concordati dai genitori medesimi. Dopo le ferie natalizie, i primi 2 fine settimana di spettanza del padre verranno esercitato con un diritto di visita, senza pernottamento, dalle ore 09.00 del mattino alle ore 18.00 della sera, sia del sabato che della domenica. Dal terzo fine settimana il padre eserciterà i diritti di visita nella forma classica, indicata all'inizio del presente punto della convenzione.
2.4 Le parti si danno atto di non pretendere reciproci contributi alimentari, e questo in considerazione delle rispettive considerazioni finanziarie, che non permettono di stabilirne uno.
2.5 A favore dei figli e a carico del padre vengono stabiliti i seguenti contributi alimentari:
– dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, fr. 1350.– per ciascun figlio, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta (contributo di accudimento, calcolato in fr. 250.– per figlio, compreso);
– dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 [recte: 2021], fr. 1225.– per ciascun figlio, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta (contributo di accudimento, calcolato in fr. 125.– per figlio, compreso);
– dal 1° gennaio 2022 al 31 luglio 2022, fr. 1100.– per ciascun figlio, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta;
– dal 1° agosto 2022 al 30 novembre 2025, fr. 1522.– per il figlio A_, più fr. 1004.– per il figlio O_, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta;
– dal 1° dicembre 2025 al 31 agosto 2028, fr. 1472.– per il figlio A_, e fr. 1358.– per il figlio O_, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta;
– dal 1° settembre 2028 al 30 novembre 2029, fr. 1522.– per il figlio O_, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta;
– dal 1° dicembre 2029 sino alla maggiore età di O_, fr. 1472.– per il figlio O_, assegni familiari esclusi e da versarsi in aggiunta.
I contributi sopra fissati restano in vigore sino alla maggiore età di A_ e O_, o sino al termine di una loro prima valida formazione (art. 277 CC).
Le spese straordinarie relative ai figli, preventivamente concordate tra i genitori, verranno sopportate dai medesimi in ragione di 1⁄2 ciascuno. Le parti si danno sin d'oggi atto che la quota parte non coperta dalla cassa malattia, relativa ai costi di ergoterapia per il figlio A_, verrà sopportata dai genitori in ragione di 1⁄2 ciascuno.
2.6 Il marito provvederà a versare a titolo di liquidazione del regime matrimoniale, la somma onnicomprensiva di fr. 37 500.–; il versamento avverrà in rate mensili di fr. 400.– sino a saldo completo dell'importo indicato, la prima volta entro il 31 gennaio 2020. Le parti si danno altresì atto che vi sono contributi arretrati, per la somma complessiva di fr. 12 000.–, a favore della moglie; il marito si impegna a rimborsare questa somma con rate mensili di fr. 200.–, la prima volta sempre a far tempo dalla scadenza del 31 gennaio 2020.
2.7 Le parti convengono di suddividere in ragione di 1⁄2 ciascuno i valori di riscatto delle polizze III pilastro relativi al periodo dalla data del matrimonio al 12 dicembre 2019.
2.8 Le parti convengono inoltre di ripartire, sempre in ragione di 1⁄2 ciascuno, gli averi LPP, maturati dalla data del matrimonio al 12 dicembre 2019.
3. È fatto ordine alla S_ SA di trasferire dal conto di AP 1 la somma di fr. 12 222.10 a favore del conto di libero passaggio intestato a AO 1 presso la J_, _.
4. È fatto ordine V_ di trasferire dalla polizza d'assicurazione sulla vita n. _01 di AP 1 la somma, a conguaglio, di fr. 3337.30 a favore del contratto polizza n. _62 intestato a AO 1 presso la S_ SA, _.
5. Gli oneri processuali di fr. 1100.– sono a carico di AP 1, ripetibili compensate.
B. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 10 giugno 2020 per ottenere che la decisione impugnata sia annullata e gli atti siano rinviati al Pretore aggiunto per nuovo giudizio. L'appello non è stato comunicato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. Le sentenze di divorzio sono appellabili entro 30 giorni dalla notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che, ove rimangano in discussione mere controversie patrimoniali, il valore litigioso rag-giungesse almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Qualora nondimeno l'appello verta su un punto che è stato regolato consensualmente in una convenzione sugli effetti del divorzio omologata dal giudice, non sussisteva manifestamente controversia davanti alla giurisdizione di primo grado. In simili circostanze fa stato perciò il valore dell'oggetto litigioso in appello (I CCA, sentenza inc. 11.2018.120 del 21 maggio 2019, consid. 1 con rinvio a Fankhauser in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3a edizione, n. 7 in fine ad art. 289). Nella fattispecie l'appellante contesta l'omologazione delle clausole convenzionali n. 2.5 (contributi alimentari per i figli), n. 2.6 (liquidazione del regime dei beni), n. 2.8, 3 e 4 (suddivisione del “secondo pilastro”). Visti gli importi in gioco, il valore litigioso è di conseguenza raggiunto. Quanto alla tempestività dell'appello, la sentenza impugnata è pervenuta al legale di AP 1 il 12 maggio 2020 (tracciamento dell'invio n. 98._, agli atti). Consegnato alla posta il 10 giugno 2020, l'appello in esame risulta così depositato in tempo utile.
2. All'appello AP 1 acclude i suoi conteggi di stipendio dell'aprile e del maggio 2020. Si tratta di documenti che non potevano essere sottoposti al Pretore aggiunto, il quale ha statuito il 4 maggio 2020, e che sono stati immediatamente addotti in appello, come prevede l'art. 317 cpv. 1 CPC. Di per sé tali atti sono quindi proponibili ai fini del giudizio.
3. L'appello è per principio un rimedio giuridico riformatorio, non cassatorio. L'autorità giudiziaria superiore può rinviare la causa in primo grado solo se non è stata giudicata una parte essenziale dell'azione (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 1 CPC) o se i fatti devono essere completati su punti essenziali (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC). In concreto AP 1 si limita a chiedere che questa Camera annulli la sentenza impugnata e ritorni gli atti al Pretore aggiunto per nuovo giudizio. Certo, nel caso in cui sia accolto un appello diretto contro l'omologazione di una convenzione sugli effetti del divorzio, l'autorità di ricorso non può riformare essa medesima la decisione del primo giudice e modificare autoritativamente i punti dell'accordo che non sarebbero stati da omologare, tranne nelle questioni rette dal principio inquisitorio illimitato. In simili circostanze essa si limita ad accertare che i presupposti del divorzio su istanza comune non sono dati e annulla la sentenza impugnata, ma non ritorna gli atti al primo giudice (come crede l'appellante), bensì impartisce a ogni coniuge un termine entro cui chiedere lo scioglimento del matrimonio in via d'azione (art. 288 cpv. 3 CPC; cfr. I CCA sentenza inc. 11.2018.120 del 21 maggio 2019 consid. 4). Ci si potrebbe domandare perciò se in concreto l'appello, che non postula nulla del genere, sia ammissibile. Valutato il presumibile esito del ricorso, l'interrogativo può nondimeno rimanere irrisolto.
4. La regolamentazione degli effetti del divorzio pattuita in una convenzione omologata dal giudice può essere impugnata da un coniuge ancorché questi abbia firmato l'accordo senza riserve. Mentre il principio del divorzio è appellabile solo per vizi della volontà (art. 289 CPC), i dispositivi dell'omologazione che riguardano gli effetti accessori sono impugnabili liberamente (FF 2006 pag. 6736 in fondo). Ciò non significa, contrariamente a quanto sembra supporre l'appellante, che l'autorità d'appello riesamini tali dispositivi secondo libero apprezzamento. Non va dimenticato invero che alla base della convenzione sta pur sempre un'intesa. Per ottenere l'annullamento di dispositivi concernenti l'omologazione di determinati effetti accessori in una sentenza di divorzio l'appellante deve dimostrare che gli effetti contestati offendono norme del diritto imperativo oppure ch'egli non ha firmato l'accordo di sua libera volontà e dopo matura riflessione oppure che i punti contestati non sono chiari, sono incompleti o sono manifestamente inadeguati (I CCA, sentenza inc. 11.2018.120 del 21 maggio 2019 consid. 5 con riferimento).
5. Nel caso specifico l'appellante sostiene anzitutto che i contributi alimentari per i figli previsti nella convenzione (clausola n. 2.5) trascendono le sue possibilità economiche e ledono il suo minimo esistenziale. Egli ritiene .orretto, vista e considerata la sua nuova situazione economica”, ridurre tali contributi a fr. 900.– mensili per ogni figlio dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020, a fr. 1000.– mensili per ogni figlio dal 1° gennaio 2021 al 31 luglio 2022, a fr. 1100.– mensili per ogni figlio dal 1° agosto 2022 al 31 agosto 2028, a fr. 1000.– mensili per A_ e a fr. 900.– mensili per O_ dal 1° settembre 2028 al 31 novembre 2029, come pure a fr. 1000.– mensili per il solo O_ dal 1° settembre 2028 fino alla maggiore età. A mente sua, “l'adeguamento così compiuto si basa su un calcolo realistico e adeguato alle nuove condizioni economiche del padre”.