Decision ID: 1bb58853-4785-5b81-93ed-2f0a4c5e01e6
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il 24 giugno 1997 _, _, _ _ hanno acquistato in comproprietà la particella n. _RF prodefinitivo di _. Secondo il piano regolatore comunale il terreno, non edificato, si trova per circa 1200 m
2
in zona edificabile R2c e per i restanti 2660 m
2
in zona agricola. Esso confina, tra l'altro, con la particella n. _, proprietà di _ e _, e con la particella n. _1, appartenente a _. Questi due ultimi fondi, edificati, sono raccordati alla strada cantonale per mezzo di un accesso comune creato dai rispettivi proprietari, che il 12 maggio 1997 hanno costituito una reciproca servitù prediale di passo pedonale e veicolare.
B.
Intenzionati a erigere una casa bifamiliare sulla loro particella, _, _, _ e _ hanno introdotto il 25 agosto 1997 una domanda di costruzione al Municipio di _. A tale domanda si sono opposti il 15 ottobre 1997 – tra gli altri – _ e _ con _ i. Il 16 settembre 1997 _, _, _ e _ _ hanno convenuto così _ e _ _ con _ davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord per ottenere un accesso pedonale e veicolare necessario a favore della loro particella e a carico dei fondi n. _e _, come pure una servitù di condotta necessaria per l'acqua potabile, la fognatura, la linea telefonica, il gas, l'elettricità e la televisione via cavo a carico del fondo n. 692 o, in subordine, del fondo n. _, offrendo un'indennità complessiva di fr. 5000.–. Nella loro risposta del 29 ottobre 1997 i convenuti hanno proposto di respingere la petizione in ordine e nel merito. Nei successivi allegati le parti hanno ribadito le loro domande.
C.
Nel frattempo, con risoluzione del 13 gennaio 1998
il Municipio di _ ha respinto la domanda di costruzione di _, _, _ e _ per il fatto che la particella n. _non dispone di un accesso veicolare alla pubblica via e non è allacciata alle condotte. Contro tale decisione _, _, _ e _ hanno interposto ricorso il 28 gennaio 1998 al Consiglio di Stato, che ha sospeso la procedura il 3 giugno 1998 in attesa del giudizio pretorile.
D.
Esperita l'istruttoria, nelle loro conclusioni dell'8 luglio 1999 davanti al Pretore gli attori hanno confermato la domanda di passo necessario pedonale e veicolare a carico dei fondi n. _e _, come pure la richiesta di concessione di una servitù di condotta per l'acqua potabile, la fognatura e le acque chiare a carico del fondo n. _, oltre a una servitù di condotta per l'elettricità a carico dei fondi n. _e _, rinunciando invece alle servitù di condotta per il telefono, il gas e la televisione via cavo. Quanto all'indennità, essi hanno offerto fr. 28 703.50 a _ e _, rispettivamente fr. 10 301.– a _. Nelle loro conclusioni del 13 luglio 1999 i convenuti hanno ribadito di opporsi alla petizione “nel senso dei considerandi”. Le parti hanno rinunciato al dibattimento finale. Statuendo il 6 agosto 1999, il Pretore ha respinto la petizione e ha posto le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1800.–, a carico degli attori in solido, tenuti a rifondere ai convenuti, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 4600.– per ripetibili.
E. _
, _, _ e _ sono insorti contro la sentenza appena citata con un appello del 15 settembre 1999 nel quale chiedono che, in riforma del giudizio impugnato, la petizione sia accolta secondo le loro conclusioni dell'8 luglio 1999. Con osservazioni del 20 ottobre 1999 _, _ e _ propongono di respingere l'appello e di confermare il giudizio impugnato. La giudice delegata di questa Camera ha sentito le parti a un dibattimento orale del 29 maggio 2001. Con ordinanza del 2 ottobre 2001 essa ha poi disposto d'ufficio una perizia sul tracciato delle servitù litigiose. Sulla perizia, del 17 gennaio 2002, le parti hanno potuto esprimersi al dibattimento finale del 28 maggio 2002, in occasione del quale hanno confermato le rispettive domande.

Considerando
in diritto:
1.
L'azione di accesso necessario (art. 694 CC) ha carattere pecuniario (
Poudret,
Commentaire à la loi d'organisation judiciaire, vol. II, pag. 233 in basso con richiamo al vol. I, pag. 284 nel mezzo;
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 11 ad art. 5 CPC). L'appellabilità della sentenza impugnata dipende perciò dal valore litigioso, che corrisponde almeno a quello della “piena indennità” cui si riferisce l'art. 694 cpv. 1 CC (DTF 120 II 423;
Steinauer
, Les droits réels, vol. II, 2
a
edizione, pag. 164 n. 1868d con rinvii). Ora, nella petizione gli attori hanno offerto ai convenuti un'indennità di fr. 5'000.– (act. I) e nell'ultimo atto davanti al Pretore (art. 15 CPC) hanno ribadito le domande di passo veicolare e di condotta, offrendo un'indennità complessiva di fr. 39 004.50 (act. XVIII). Il Pretore ha fissato il valore della causa in tale importo (sentenza impugnata, pag. 9). Nulla osta pertanto, da questo profilo, all'esame dell'appello nel merito.
2.
Gli attori producono in questa sede una loro lettera del 13 agosto 1999 con la quale chiedevano al Municipio di _– tra l'altro – informazioni sul contenuto del piano regolatore, e la risposta municipale 2 settembre 1999. I documenti sono nuovi, come rilevano i convenuti, ma il diritto federale e ticinese – compreso, perciò, quello pianificatorio – si applica d'ufficio (art. 87 CPC). Le informazioni sulla situazione urbanistica delle particelle sono di conseguenza ricevibili anche in appello. La giudice delegata della Camera ha d'altra parte completato d'ufficio l'istruttoria, valendosi della facoltà concessa dall'art. 322 lett. a CPC, con l'allestimento di una perizia sul tracciato preciso del passo necessario chiesto dagli attori, gli atti del processo non contenendo alcuna planimetria sul percorso delle servitù di passo e di condotta, elemento indispensabile per l'eventuale iscrizione nel registro fondiario (cfr. Rep. 1981 pag. 337;
Steinauer
, op. cit., pag. 306 n. 2226).
3.
Il Pretore ha accertato anzitutto che il fondo degli attori è sprovvisto di ogni accesso alla strada cantonale e non è allacciato alla rete telefonica né alle condotte dell'acqua, dell'energia o delle canalizzazioni. Constatato che il piano regolatore comunale non prevede opere di urbanizzazione nella zona in cui il terreno si trova, egli ha ritenuto che, prima di intentare la causa civile, i proprietari avrebbero dovuto farsi autorizzare a eseguire essi medesimi l'urbanizzazione giusta l'art. 80 cpv. 2 LALPT. Non avendo proceduto in tal senso, essi non possono invocare uno stato di necessità ai fini dell'art. 694 CC. Donde, in sintesi, il rigetto della petizione.
4.
Gli appellanti obiettano che gli art. 80 segg. LALPT non si applicano al caso specifico proprio perché il piano regolatore comunale non prevede opere di urbanizzazione a favore della loro particella. Non è possibile dunque chiedere al Comune di anticipare l'esecuzione di opera alcuna. Essi ribadiscono che l'unico collegamento del loro fondo alla pubblica è la strada in proprietà dei convenuti, la quale esiste già “di fatto”, come rileva il Consiglio di Stato nella risoluzione del 3 giugno 1998. Anche l'urbanizzazione del loro fondo già esisterebbe, poiché l'allacciamento alle condotte è possibile in prossimità del confine con i fondi dei convenuti. La concessione delle servitù di passo e di condotte necessari costituisce quindi l'unica possibilità per urbanizzare il terreno.
5.
Il proprietario che non abbia un accesso sufficiente dal suo fondo a una strada pubblica può pretendere che i vicini gli consentano il passaggio necessario “dietro piena indennità” (art. 694 cpv. 1 CC). Tale accesso va chiesto in primo luogo al vicino “dal quale, a causa dello stato preesistente della proprietà e della viabilità, si può più ragionevolmente esigere la concessione del passo”; in secondo luogo al vicino per il quale il passaggio risulta di minor danno (art. 694 cpv. 2 CC). Nella determinazione del passo necessario, in ogni modo, “devesi aver riguardo agli interessi delle due parti” (art. 694 cpv. 3 CC), ponderando debitamente le particolarità del caso concreto (
Rey
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB II, Basilea 1998, n. 11 ad art. 694 CC con rinvii). Per accesso sufficiente si intende un collegamento alla pubblica via che garantisca, da un punto di vista oggettivo, uno sfruttamento adeguato e conforme alla destinazione del terreno (
Rey,
op. cit., n. 6 e 7 ad art. 694 CC con richiami). Trattandosi di un terreno edificato che si trovi all'interno di una località, in linea di principio l'accesso non è sufficiente se non è carrozzabile (DTF 110 II 127 consid. 5, 93 II 169 consid. 2; Rep. 1989 pag. 142 consid. 1 con rimandi). Nell'applicazione dell'art. 694 CC; nondimeno, la giurisprudenza è restrittiva in ragione del ragguardevole pregiudizio che la servitù può arrecare al fondo del vicino (casistica e riferimenti in:
Steinauer
, op. cit., pag. 161, n. 1863a;
Meier-Hayoz
in: Berner Kommentar, 3
a
edizione, note 49 e 54 ad art. 694 CC; DTF 120 II 186 consid. 2a).
6.
Secondo l'art. 691 cpv. 1 CC ogni proprietario è tenuto a tollerare nel suo fondo, tra l'altro, condotte di acque potabili e tubi di fognatura o di scolo, previo integrale risarcimento dei danni che ne risultino, sempreché la condotta non possa essere eseguita senza servirsi del fondo stesso o senza spese eccessive. La concessione della condotta necessaria presuppone che il proprietario del fondo dominante si trovi in uno stato di necessità (
Rey
, op. cit., n. 3 ad art. 691 CC; Rep. 1984 pag. 329). Egli, in particolare, non deve avere a disposizione altre soluzioni tecniche o giuridiche (
Brücker
, Das nachbarrechtliche Durchleitungsrecht, Zurigo 1991, pag. 77), se non a costi sproporzionati.
7.
Il Tribunale federale ha già avuto modo di stabilire che per ottenere il raccordo stradale e gli allacciamenti alle condotte cui si riferisce l'art. 19 cpv. 2 LPT il proprietario deve far uso in primo luogo degli istituti previsti dal diritto pianificatorio (DTF 120 II 187 consid. 2c; 121 I 70 consid. 4b). Se il diritto pubblico consente di ottenere un'urbanizzazione idonea, non sussiste uno stato di necessità che giustifichi un passo necessario in forza dell'art. 694 CC. Il proprietario potrà chiedere un accesso necessario, sempre che esso sia indispensabile per un uso del fondo conforme alla sua destinazione, solo qualora dimostri di avere intrapreso senza esito tutto il possibile per ottenere la strada prospettata dal piano regolatore con gli istituti che il diritto pubblico mette a disposizione (DTF 120 II 185 consid. 2c e sentenze citate; DTF 5C.64/2000 del 4 aprile 2000 in re. B., consid. 3a con rinvii). Tale principio si applica anche in materia di condotta necessaria (art. 691 cpv. 2 CC). Nella giurisprudenza appena citata il Tribunale federale non ha precisato, in ogni modo, fino a che punto debba spingersi concretamente il singolo proprietario sul piano amministrativo.
8.