Decision ID: 84f3fbc1-ec5e-5d2c-b1e3-6c95bb967660
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto
a.
In data 16.12.2016, in territorio di Vezia, alle ore 00.11, è avvenuto un incidente stradale che ha avuto quale protagonista RE 1, alla guida dell’autovettura marca _, targata _.
In sostanza, nelle circostanze di cui sopra, RE 1 stava circolando all’interno della galleria _, in direzione di _, con a bordo due passeggere. Di fronte ad un posto di controllo della polizia cantonale, non si sarebbe arrestato all’alt intimatogli. Sarebbe quindi iniziato un inseguimento dello stesso da parte della polizia, ciò che avrebbe indotto RE 1 ad accelerare bruscamente. Durante la fuga RE 1 avrebbe sorpassato un veicolo, all’interno della citata galleria, intersecando la doppia linea di sicurezza. All’esterno della galleria non sarebbe riuscito a percorrere correttamente la rotatoria, urtando contro la stessa con le ruote anteriore, ciò che ha comportato il “decollo” dell’autovettura, che ha saltato la rotatoria, effettuando un volo di 55 metri e atterrando dall’altro lato (cfr. rapporto di polizia cantonale 17.2.2017, AI 16).
b.
Nei confronti di RE 1 è stato aperto un procedimento penale per il titolo di esposizione a pericolo della vita altrui, infrazione grave qualificata alle norme della circolazione stradale, guida in stato di inettitudine e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti (inc. MP _).
c.
Con decreto 3.1.2017 il procuratore generale ha nominato l’ing. _, in qualità di perito, al fine di accertare le velocità massime tenute dall’imputato all’interno e all’uscita della galleria in questione, in base ai rilievi scientifici raccolti dalla polizia cantonale (AI 2).
d.
In data 12.6.2017 il perito ha trasmesso al Ministero pubblico la relazione peritale (cfr. AI 19).
e.
Tale relazione peritale è stata inviata all’avv. PR 1 in data 13.6.2017 (AI 20).
f.
Con scritto 13.6.2017 il procuratore generale ha comunicato alle parti l’imminente chiusura dell’istruzione nei confronti di RE 1, prospettando l’emanazione della promozione dell’accusa, nonché fissando loro un termine, scadente il 26.6.2017, per presentare eventuali istanze probatorie (AI 21).
g.
Mediante lettera 14.6.2017 RE 1, per il tramite dell’avv. PR 1, ha chiesto al magistrato inquirente una proroga del suddetto termine, “
fino almeno alla fine di luglio per la presentazione di istanze probatorie, in quanto dobbiamo sottoporre la perizia (altamente specialistica) a un nostro perito di parte
”, osservando - per inciso – che, contrariamente a quanto richiesto, il perito non avrebbe mai interpellato il rappresentante del prevenuto (AI 22).
h.
In risposta alla suddetta richiesta, il procuratore generale - in data 19.6.2017 - ha comunicato all’avv. PR 1 che “
il termine per eventuali istanze probatorie è fissato al 15 luglio 2017, non prorogabile
” (AI 23).
i.
Con ulteriore scritto 21.6.2017, l’avv. PR 1, in nome e per conto di RE 1, ha ringraziato il magistrato inquirente per la proroga concessa, ritenendola tuttavia insufficiente. Ha affermato che la perizia giudiziaria sarebbe talmente tecnica da necessitare di un esperto per controllarla e per richiedere - se del caso - un complemento. Ha altresì comunicato di aver interpellato l’ing. _, il quale gli avrebbe detto che servirebbe almeno fino a fine settembre (allegando l’email 20.6.2017 dello stesso ing. _ in tal senso). Ha quindi chiesto al procuratore generale di prorogare il termine fino alla fine di settembre 2017, richiedendo nel contempo una perizia psichiatrica del suo assistito (AI 24).
j.
Con decisione 22.6.2017 il procuratore generale ha comunicato al legale di non concedere la proroga richiesta, non essendovi motivi di sorta per ritenere gli estremi dell’art. 20 CP e neppure per una rielaborazione della perizia tecnica (AI 25).
k.
Con gravame 6/7.7.2017 RE 1 impugna la suddetta decisione, postulandone l’annullamento nonché la concessione di una proroga fino al 30.9.2017 per presentare eventuali istanze probatorie.
Il reclamante, dopo aver ripreso i fatti, afferma che la richiesta di proroga qui in questione sarebbe stata inoltrata per tempo e motivata, secondo quanto disposto dall’art. 92 CPP.
Ritiene che in concreto non vi sarebbe alcuna particolare urgenza, né si opporrebbe alcun interesse pubblico e/o privato alla concessione di una proroga fino a settembre, né il procuratore generale addurrebbe motivi a sostegno del rifiuto di concederla.
Ribadisce che la “
proroga richiesta serviva per analizzare la perizia e decidere quali passi processuali intraprendere in merito
”, ciò che sarebbe garantito dal diritto di essere sentito (reclamo 6/7.7.2017, p. 5).
l.
Delle ulteriori allegazioni e della replica, così come delle osservazioni del magistrato inquirente si dirà – se necessario – nei considerandi successivi.
m.
Con scritto 28.9.2017, il presidente di questa Corte, ha chiesto al patrocinatore del reclamante, in considerazione del tempo trascorso, se permanesse un interesse all’emanazione di una decisione, e di specificarlo, in caso di risposta affermativa (doc. 8, inc. CRP).
n.
In risposta a quanto sopra, in data 4/5.10.2017, il patrocinatore della reclamante ha comunicato a questa Corte che “
permane un interesse per la decisione. Infatti, qualora dovessi ricevere una proroga, potrò avvalermi di esperto che mi possa dare il suo parere, senza inutili spese nel caso contrario
” (doc. 9, inc. CRP).
Considerato che nel frattempo è trascorso il termine di proroga postulato, ha altresì richiesto che la proroga gli sia concessa “
fino al 30.11.2017
” (doc. 9, inc. CRP).

in diritto
1.
1.1.
Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP le parti possono impugnare, entro dieci giorni (art. 396 cpv. 1 CPP), le decisioni e gli atti procedurali del pubblico ministero dinanzi alla giurisdizione di reclamo.
Con il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.
In particolare il reclamo deve indicare i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP)
.
1.2.
Il gravame, inoltrato il 6/7.7.2017 alla Corte dei reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro la decisione 22.6.2017 del procuratore generale è tempestivo
.
Non immediatamente evidente è la proponibilità del gravame: se per un verso la decisione impugnata emana dal procuratore generale su di una proroga (con riferimento all’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP), per altro verso si tratta di una decisione pertinente una possibile istanza probatoria (con riferimento all’art. 394 lit. b CPP). La questione può rimanere aperta in considerazione di quanto si dirà in seguito.
Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate
.
1.3.
RE 1, destinatario della decisione impugnata e imputato nell’ambito del procedimento penale di cui all’inc. MP _, è legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio, con riserva di quanto si dirà riguardo all’interesse attuale.
Esso è – di conseguenza – di principio ricevibile in ordine
.
2.
2.1.
Giusta l’art. 92 CPP le autorità possono, d’ufficio o su domanda, prorogare o differire i termini e le udienze da esse fissati. La domanda dev’essere tempestiva e suffragata da pertinenti motivi.
La domanda di proroga può essere inoltrata, oltre che dalle parti, anche dagli altri partecipanti al procedimento, nella misura in cui anch’essi sono legati al termine in questione (BSK StPO
–
C. RIEDO, 2. ed., art. 92 CPP n. 13). Si tratta di un’istanza ai sensi dell’art. 110 cpv. 1 CPP, che può pertanto essere presentata per iscritto oppure oralmente a verbale (BSK StPO
–
C. RIEDO, op. cit., art. 92 CPP n. 16).
La tempestività della domanda di proroga è definita dai principi di cui agli art. 90 e 91 CPP.
2.2.
Quanto alla valutazione della domanda di proroga da parte dell’autorità, se le motivazioni addotte debbano o meno essere considerate sufficienti, va stabilito in base a tutte le circostanze del caso concreto.
Se la fase del procedimento in cui viene richiesta la proroga non è urgente, per l’accoglimento di una prima domanda deve bastare che il richiedente faccia valere, con motivi plausibili, che non riuscirà a rispettare il termine fissato. Tipici esempi di motivi plausibili sono malattia, infortunio, carcerazione, servizio militare, sovraccarico di lavoro, soggiorno all’estero (Commentario CPP
–
M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 92 CPP n. 2).
Anche un termine già prorogato una o più volte può essere ulteriormente prorogato. In questo caso, però, la domanda di proroga va valutata con maggiore severità.
In considerazione del principio di celerità sancito dall’art. 5 CPP non è, in genere, sostenibile che un termine già prolungato venga ulteriormente dilazionato ad esempio perché il patrocinatore è ancora oberato dal lavoro.
È perciò opportuno che l’autorità, nell’atto di concedere la (prima o ulteriore) proroga, avverta esplicitamente il richiedente che non saranno concesse ulteriori proroghe. In tal caso, un’ulteriore proroga andrà concessa solamente in situazioni di vera e propria emergenza, ovverossia alle medesime condizioni previste dalla restituzione dei termini di cui all’art. 94 CPP (BSK StPO
–
C. RIEDO, op. cit., art. 92 CPP n. 26).
2.3.
Per l’esame della domanda di proroga, l’autorità dispone pertanto di un ampio margine di apprezzamento.
Ciò non significa però che una domanda di proroga possa essere rifiutata senza motivo: se vengono addotti motivi validi e non ostano un disposto di legge o interessi preponderanti contrari alla proroga di un termine, la domanda va accolta. Del resto, risulterebbe contradditorio respingere una domanda di proroga in casi in cui, di conseguenza, andrebbe restituito il termine in applicazione dell’art. 94 CPP (BSK StPO
–
C. RIEDO, op. cit., art. 92 CPP n. 29).
3
. 3.1.
Nel caso concreto - come visto -, nell’ambito della chiusura dell’istruzione penale di data 13.6.2017, il procuratore generale ha fissato alle parti un termine scadente il 26.6.2017 per presentare eventuali istanze probatorie (AI 21).
Alla prima richiesta (datata 14.6.2017) del patrocinatore del reclamante di proroga del suddetto termine fino alla fine di luglio 2017 (cfr. AI 22), il magistrato inquirente ha prorogato il suddetto termine fino al 15.7.2017, indicando che tale termine non è “
prorogabile
” (AI 23).
Si è susseguita poi l’ulteriore richiesta 21.6.2017 del patrocinatore, chiedente una proroga “
almeno
” fino alla “
fine di settembre
” (cfr. AI 24), alla quale il magistrato inquirente ho risposto mediante la decisione qui impugnata (di data 22.6.2017), negando ogni altra proroga (AI 25).
3.2.
Nel presente caso appare giustificata la decisione di negare un’ulteriore proroga al reclamante. In effetti, dal momento della ricezione della perizia (in data 13/14.6.2017) alla scadenza del termine prorogato la prima volta (15.7.2017) il lasso di tempo risultava più che congruo per far controllare da un esperto la suddetta perizia giudiziaria: si tratta, almeno inizialmente, di verificare il lavoro del perito giudiziario, non di allestire una nuova perizia. Risulta per contro poco attendibile che per un simile lavoro servirebbe un lasso di tempo di 3 mesi almeno: se il perito interpellato non è disponibile si deve ricorrere ad un altro. Il termine prorogato era pertanto adeguato ed un’ulteriore proroga non giustificata. La decisione del procuratore generale merita quindi tutela.
4.
ll reclamo è respinto. Tassa di giustizia e spese seguono la soccombenza.