Decision ID: 424491d5-dab4-4649-873a-c605ceee7c70
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a X._ (in seguito: il ricorrente) si è presentato al primo tentativo
dell'esame svizzero di maturità nella sessione estiva 2019, totalizzando un
punteggio di 78.5, comunicatogli dalla Commissione svizzera di maturità
CSM (in seguito: l'autorità inferiore o CSM) con decisione del 3 luglio 2019.
Con tali risultati, il medesimo non ha adempiuto ai criteri per il superamento
dell'esame secondo l'art. 22 dell'Ordinanza del 7 dicembre 1998 sull'e-
same svizzero di maturità (in seguito: Ordinanza ESM, [RS 413.12]) per il
quale sarebbe stato necessario un punteggio minimo di 84 e al massimo
quattro note insufficienti.
A.b Egli si è ripresentato per il secondo tentativo dell'esame svizzero di
maturità nella sessione estiva 2020, al termine del quale l'autorità inferiore
gli ha comunicato, tramite decisione del 15 luglio 2020, di aver totalizzato
un punteggio di 79.0 e accumulato tre insufficienze.
A.b.a Per far fronte alla situazione pandemica venutasi a creare, iI Consi-
glio federale ha adottato l’Ordinanza del 13 maggio 2020 sullo svolgimento
dell’esame svizzero di maturità 2020 in considerazione della pandemia di
coronavirus (in seguito: Ordinanza COVID-19, [RS 413.17]), per poter ga-
rantire uno svolgimento degli esami in una situazione complessa e nel ri-
spetto delle misure di protezione.
Una volta confermata la sessione estiva 2020 e sulla base di tale Ordi-
nanza, la CSM ha comunicato a tutti i candidati, con lettera del 18 giugno
2020, che l'esame si sarebbe svolto in deroga all'Ordinanza ESM in osse-
quio dell'Ordinanza COVID-19. Al fine di mitigare il più possibile le conse-
guenze derivanti da tale situazione straordinaria, iI Consiglio federale e la
CSM hanno adottato, nell’ambito delle loro rispettive competenze, varie mi-
sure, dando segnatamente ai candidati la possibilità di ritirare la propria
iscrizione senza conseguenze fino al giorno prima dell'inizio della sessione,
mettendo in atto, al momento dell’attribuzione delle note di maturità, un
meccanismo idoneo a compensare l’assenza delle prove orali, e offrendo
ai candidati al secondo esame parziale e all’esame completo, la possibilità
di annullare Ie note conseguite nella sessione estiva 2020, senza che il
sostenimento dell’esame completo o del secondo esame parziale contino
come tentativo d’esame.
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A.b.b In data 28 luglio 2020, il ricorrente ha richiesto all'autorità inferiore,
conformemente all'art. 3 Ordinanza COVID-19, l'annullamento delle note
ottenute nella sessione estiva 2020.
A.b.c Tale richiesta à stata accolta da parte della CSM con scritto del
18 agosto 2020.
A.c In seguito all'annullamento dei voti ottenuti nella sessione estiva 2020,
il ricorrente si è presentato nuovamente al secondo tentativo dell'esame
svizzero di maturità nella sessione estiva 2021, ottenendo i seguenti risul-
tati:
Materia: Scritto Orale Nota finale Punti
Prima lingua Italiano 3.5 3.5 3.5 10.5
Seconda lingua Tedesco 4.0 4.0 4.0 8.0
Terza lingua Inglese 4.0 5.0 4.5 13.5
Matematica 2.0 2.0 2.0 4.0
Biologia 4.0 –
4.0 4.0
Chimica 4.5 –
4.5 4.5
Fisica 4.0 –
4.0 4.0
Storia 4.0 –
4.0 4.0
Geografia 5.0 –
5.0 5.0
Arti visive 5.0 –
5.0 5.0
Opzione specifica Spagnolo 3.0 3.5 3.5 10.5
Opzione complementare Economia
e diritto – 4.5 4.5 4.5
Lavoro di maturità 4.0 – 4.0 4.0
Totale dei punti dopo il secondo tentativo 81.5
B.
Con decisione del 30 giugno 2021, la CSM ha comunicato al ricorrente che,
avendo totalizzato un punteggio di 81.5, giusta l'art. 22 dell'Ordinanza
ESM, l'esame non risulterebbe superato e, pertanto, non potrebbe essere
rilasciato l'attestato di maturità. A tal proposito, la CSM ha informato il ri-
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corrente che le condizioni per la ripetizione dell'esame e le norme concer-
nenti le note acquisite sono indicate nell'art. 26 Ordinanza ESM. Tuttavia,
nella fattispecie, il ricorrente avrebbe esaurito le possibilità di ripetizione e
non avrebbe, pertanto, più diritto a presentarsi all'esame.
C.
In data 16 agosto 2021, il ricorrente ha impugnato detta decisione con ri-
corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale
o TAF). Il ricorrente ha postulato testualmente quanto segue:
IN VIA PRINCIPALE
1. Il ricorso presentato da X._ è accolto.
2. La decisione 30 giugno 2021 con la quale la Commissione sviz-
zera di maturità CSM del Dipartimento federale dell'economia
della formazione e della ricerca, Berna, ha dichiarato l'esame non
superato è annullata.
3. In applicazione dell'art. 22 dell'ordinanza, il punteggio conseguito
rientra tra le condizioni previste per la promozione. In particolare
ottiene l'applicazione nei suoi confronti della lettera b) del predetto
articolo.
4. A X._ è rilasciato l'attestato di maturità per l'anno 2021.
5. Non sono prelevate né spese né anticipi.
IN VIA SUBORDINATA
6. Il ricorso presentato da X._ è accolto.
7. A X._ è concessa la possibilità – in deroga agli art. 26 e 27
dell'ordinanza – di ripetere gli esami nella prima sessione utile.
8. Non sono prelevate né spese né anticipi.
Il ricorrente afferma di essere seguito da due anni da un medico-psichiatra
che lavora con lui per evitare dei blocchi quando si trova sotto pressione e
per gestire l'ansia che segnatamente degli esami possono generare in lui.
A sostegno di ciò, egli allega un certificato della Dr. med. A._ (in
seguito: Dr. med. A._), Psichiatria e Psicoterapia Infanzia e Adole-
scenza FMH, del 7 agosto 2021, prodotto a sessione d'esame conclusa e
dopo la notifica della decisione. In tale certificato, la Dr. med. A._
dichiara che il ricorrente è in cura da lei dal luglio 2019. All’epoca presen-
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tava una sintomatologia ansioso-depressiva reattiva all'insuccesso dell'e-
same di maturità, peggiorata con l'avvicinarsi della sessione estiva 2021,
al punto tale da iniziare una terapia farmacologica a fine aprile 2021. Ad
oggi, in seguito all'insuccesso del tentativo di superamento dell'esame di
maturità nella sessione estiva 2021, il suo stato di salute avrebbe subito un
peggioramento repentino con sintomi depressivi reattivi (cfr. allegato 8 del
ricorso).
Il medesimo chiede che venga valutato "in che misura, sulla base del cer-
tificato medico prodotto col presente gravame, iI complesso stato di salute
al momento dell’ultima ripetizione dell’esame di maturità, possa avere con-
dizionato l’esito dello stesso con particolare riferimento al profitto, all’impe-
gno e alla concentrazione" (ricorso pag. 13). Egli afferma "[...] che non si
è tenuto adeguatamente conto del fatto che almeno quattro note - essendo
state determinate da un precario stato di salute dell'allievo - sono state pe-
santemente condizionate nel loro profitto e dal limitato impegno" (ricorso
pagg. 13-14). Pertanto, egli si appella alla possibilità di "considerare anche
a esami di maturità conclusi - lo stato di salute compromesso del candi-
dato" (ricorso pag. 15).
Il ricorrente censura dei vizi procedurali durante la sessione estiva di
esame 2021, nella misura in cui "le note finali di italiano, spagnolo e nel
lavoro di maturità sarebbero state contraddistinte da una scorretta proce-
dura di valutazione" (ricorso pag. 14). In tal senso, il medesimo insinua che
la commissione d'esame avrebbe agito in modo arbitrario e poco traspa-
rente. Infatti, non accorgendosi del malessere del ricorrente in almeno due
sessioni di esame, la medesima avrebbe sottovalutato la situazione dimo-
strando una certa insensibilità, sbagliando nell'ostacolarne la tranquillità e
le prestazioni.
In sostanza, il ricorrente censura un accertamento inesatto ed incompleto
dei fatti giuridicamente rilevanti, nonché un'arbitrarietà nella valutazione
della sua prestazione complessiva. Tale arbitrarietà sarebbe dimostrata dal
rifiuto da parte dell'autorità inferiore di considerare, anche ad esami termi-
nati, lo stato di salute compromesso del candidato.
Al suo ricorso, il ricorrente ha allegato i seguenti documenti:
- 1a Decisione impugnata (risultato dell'esame di maturità 2021)
- 1b Panoramica dei risultati deI 30 giugno 2021
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- 2a Risultato dell’esame sessione 7.1.2020-18.1.2020
- 2b Panoramica dei risultati deI 15 luglio 2020
- 3a Risultato dell’esame sessione 27.5.2019-22.6.2019
- 3b Panoramica dei risultati deI 3 luglio 2019
- 3c Risultato dell’esame sessione 28.5.2018-23.6.2018
- 4 Esame di matematica 2020
- 5 Esame di italiano 2021
- 6 Esame di spagnolo 2021
- 7 Lavoro di maturità 2021
- 8 Certificato medico, Dr. med. FMH Irene Zilioli, Lugano
- Procura
D.
In data 5 novembre 2021, l'autorità inferiore ha trasmesso l'incarto a sua
disposizione e preso posizione sul ricorso, confermando la propria deci-
sione e chiedendo di respingere quest'ultimo.
Nella sua argomentazione, la CSM afferma che il ricorrente non l'avrebbe
mai informata dei suoi problemi di salute, né nell'ambito della sessione
estiva 2021, né in precedenza. Nonostante la malattia fosse nota al ricor-
rente dal luglio 2019 e avesse seguito un percorso terapeutico, egli non
avrebbe mai fatto richiesta di deroga, né avrebbe mai informato l'autorità
inferiore dei suoi problemi di salute. Il ricorrente sarebbe stato a cono-
scenza del suo stato di salute prima e durante gli esami, accettando con-
sapevolmente il rischio di presentarsi alla sessione in uno stato carente. Il
certificato medico prodotto dopo la sessione d'esame non potrebbe, per-
tanto, invalidarne il risultato.
Per quanto concerne le affermazioni del ricorrente circa un presunto atteg-
giamento scorretto degli esaminatori, nonché presunti episodi avvenuti du-
rante gli esami orali, la CSM li respinge categoricamente. Tali affermazioni
non sarebbero infatti corroborate da alcun fatto oggettivamente constata-
bile.
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E.
Con replica del 18 dicembre 2021, il ricorrente ha riconfermato l'esposi-
zione dei fatti e le motivazioni presentate in sede di ricorso. In aggiunta,
egli ha sollevato delle perplessità circa la validità e la legalità della proce-
dura seguita dalla CSM in applicazione dell'Ordinanza COVID-19. Il mede-
simo è, infatti, dell'avviso che applicando l'Ordinanza COVID-19, piuttosto
che l'Ordinanza ESM, senza adattare quest'ultima, il Consiglio Federale ne
avrebbe compromesso e vanificato il contenuto. Il ricorrente afferma che il
Consiglio Federale "Senza apportare i dovuti accorgimenti, così agendo
avrebbe inequivocabilmente e contemporaneamente violato sia il principio
della legalità che quello della sicurezza del diritto. Uno sconquasso giuri-
dico." (replica pag. 5). In virtù di ciò, egli chiede che codesto Tribunale esa-
mini la situazione e faccia chiarezza sulla questione se la prevalenza
dell’Ordinanza COVID-19 sia data anche nella fattispecie.
Inoltre, per quanto concerne l'argomentazione dell'autorità inferiore, se-
condo la quale il ricorrente non avrebbe fatto richiesta di deroga ai sensi
dell'art. 27 Ordinanza ESM (cfr. consid. 5.1) prima dell'esame, essa rap-
presenterebbe del formalismo eccessivo.
Infine, il ricorrente rimprovera alla CSM di aver messo a sua disposizione
una copia dei suoi esami scritti di italiano e spagnolo, nonché le griglie di
valutazione di tali esami e del lavoro di maturità, solo in fase di ricorso. Al
fine di constatare la buona fede del ricorrente, il medesimo è dell'avviso
che sarebbe stato meglio allestire dei verbali al momento degli esami orali.
In tal senso, i documenti forniti dall'autorità inferiore non potrebbero essere
considerati tali, in quanto redatti dopo l'esame, in assenza del candidato e
della possibilità di rilettura da parte di quest'ultimo. Egli sostiene anche che
l'autorità inferiore avrebbe dovuto informare i candidati prima dell'esame
circa i criteri che sarebbero stati adottati nella correzione.
F.
In data 3 febbraio 2022, la CSM ha inoltrato una duplica, tramite la quale
ha riconfermato quanto espresso nella sua risposta, nonché preso posi-
zione su singoli punti della replica del ricorrente. Tale scritto è stato inol-
trato al ricorrente per conoscenza in data 4 febbraio 2022.
G.
Con scritto del 22 febbraio 2022, il ricorrente ha fatto richiesta di poter vi-
sualizzare la prima presa di posizione del Dr. B._ (esperto presente
all'esame orale di spagnolo), nonché la possibilità di inoltrare una triplica.
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H.
Con ordinanza del 25 febbraio 2022, l'autorità inferiore è stata invitata ad
inoltrare, al più tardi entro l'11 marzo 2022, la prima presa di posizione del
Dr. B._.
I.
In data 11 marzo 2022, un esemplare dello scritto dell’autorità inferiore del
10 marzo 2022 è stato trasmesso, assieme agli allegati, al ricorrente per
conoscenza.
J.
Con scritto del 22 marzo 2022, il ricorrente ha fatto pervenire un'ulteriore
presa di posizione, nella quale ha in sostanza ribadito quanto espresso nel
ricorso e nella replica.
In tale occasione, il ricorrente afferma che la conclusione "in via subordi-
nata" del ricorso (cfr. fatti C), ovvero la richiesta di concedere al ricorrente
la possibilità di ripetere gli esami nella prima sessione utile, sarebbe com-
promessa. Ciò sarebbe dovuto ad un atteggiamento poco collaborativo
dell'autorità inferiore, la quale alimenterebbe una violazione del principio
della celerità e alla mancata produzione di documenti importanti che avreb-
bero contribuito all'allestimento della decisione contestata, se non dopo la
presentazione di una corrispondente richiesta in sede di replica (cfr. fatti
G). Per di più, il medesimo dichiara che quanto apportato come motiva-
zione aggiuntiva da parte della CSM nella sua duplica, sarebbe da giudi-
care tardiva ed ininfluente. Pertanto, ne richiede lo stralcio.
K.
Con scritto del 10 giugno 2022, il ricorrente ha chiesto al Tribunale di deci-
dere sul ricorso in tempi brevi.
L.
Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi
e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza.
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Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale esamina d’ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che
gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).
1.2 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della
Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA,
[RS 172.021]; art. 31 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammi-
nistrativo federale [LTAF, RS 173.32]). Giusta l’art. 33 lett. f LTAF il ricorso
è ammissibile contro le decisioni delle commissioni federali.
1.3 Le decisioni dell'autorità inferiore sono soggette a ricorso dinanzi al Tri-
bunale amministrativo federale (art. 29 dell'Ordinanza del 7 dicembre 1998
sull'esame svizzero di maturità (in seguito: Ordinanza ESM [RS 413.12] in
collegamento con art. 37 LTAF e art. 44 PA). Nell'evenienza, non sussi-
stono eccezioni a norma dell'art. 32 LTAF.
1.4 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA).
1.5 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11
PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma
dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese processuali
(art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti processuali (art. 44 e
segg. PA), sono rispettate.
1.6 Pertanto, nulla osta alla ricevibilità del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati,
giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la violazione del
diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento
(lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti
(lett. b), nonché l’inadeguatezza (lett. c).
2.1 Ai fini del presente giudizio vale la pena qui ricordare che la procedura
amministrativa è retta dal principio dell'applicazione d'ufficio del diritto (iura
novit curia), che impone all'autorità competente di esaminare liberamente
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Pagina 10
la situazione giuridica, nonché applicare il diritto che considera determi-
nante e di darne l'interpretazione di cui è convinta (art. 62 cpv. 4 PA; DTF
110 V 48 consid. 4a con rinvii; THOMAS HÄBERLI, in: Waldmann/Weissen-
berger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 62 marg. 42 e
segg.). Nell'effettuare tale applicazione, l'autorità competente non è vinco-
lata dai motivi invocati dalle parti, né dall'opinione espressa da precedenti
istanze di giudizio, bensì dal principio inquisitorio, in base al quale l'autorità
amministrativa ha l'obbligo di accertare d'ufficio i fatti determinanti per la
decisione (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2 con rinvii; MOOR/POLTIER, Droit ad-
ministratif, vol. II, 3a ed. 2011, n. 2.2.6.5, pag. 300).
2.2 Tuttavia, per costante prassi, le autorità di ricorso chiamate a statuire
in materia di esami assumono un certo riserbo e non si scostano senza
necessità dall’apprezzamento degli esaminatori anche nei casi in cui di-
spongono delle conoscenze necessarie a una verifica più estesa (DTF 136
I 229 consid. 6.2 e 131 I 467 consid. 3.1 con rinvii). L'adozione di un certo
riserbo si impone dato che l’autorità di ricorso non è generalmente a cono-
scenza di tutti gli elementi pertinenti della valutazione e non è, in genere,
in grado di formulare un giudizio affidabile sul rendimento complessivo del
ricorrente e degli altri candidati. Inoltre, gli esami hanno come oggetto ma-
terie specifiche, nelle quali l’autorità di ricorso non dispone di competenze
proprie. Una libera revisione della valutazione dell’esame da un punto di
vista materiale, comporterebbe, inoltre, il rischio di ingiustizie e disugua-
glianze rispetto agli altri candidati. Per questi motivi, la valutazione dei ri-
sultati degli esami può essere esaminata dall’autorità di ricorso soltanto
con un certo riserbo (DTF 118 Ia 488 consid. 4c e 106 Ia 1 consid. 3c con
rinvii; DTAF 2008/14 consid. 3.1 e 2007/6 consid. 3 rispettivamente con
rinvii).
2.3 Il riserbo nell'esercizio del potere d'esame si applica solo alla valuta-
zione materiale dei risultati. Se, invece, oggetto della contestazione sono
l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni di legge o vengono rim-
proverate carenze procedurali nello svolgimento dell’esame, l’autorità di ri-
corso deve esaminare le obiezioni sollevate con piena cognizione, altri-
menti commetterebbe un diniego formale di giustizia (DTAF 2010/11 con-
sid. 4.2, 2010/10 consid. 4.1 con rinvii, 2008/14 consid. 3.3 e 2007/6 con-
sid. 3 con rinvii; sentenza del TAF B-6252/2018 del 25 gennaio 2019 con-
sid. 3 con rinvii). Rappresentano delle questioni procedurali tutte le obie-
zioni riguardanti lo svolgimento esterno dell'esame, il tipo di compito o la
procedura di valutazione. L'onere della prova per eventuali errori procedu-
rali spetta al ricorrente (sentenze del TAF B-5284/2018 del 14 gennaio
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Pagina 11
2019 consid. 3.3 e B-4383/2016 del 18 settembre 2018 consid. 6.2, rispet-
tivamente con rinvii).
2.4 Nella fattispecie, l'oggetto del ricorso è la decisione del 30 giugno 2021
di superamento degli esami di maturità (cfr. fatti B), la cui seconda ses-
sione di esame parziale si è svolta nel contesto pandemico dovuto al coro-
navirus. Non sono invece oggetto del ricorso gli esami svolti nel 2019 e nel
2020, nonché le decisioni del 3 luglio 2019 (cfr. fatti A.a) e del 15 luglio
2020 (cfr. fatti A.b), cresciute in giudicato. Pertanto, di quanto affermato o
contestato a tale riguardo da parte del ricorrente non verrà tenuto conto
nella presente vertenza.
Dunque, nella fattispecie, si tratta di verificare da un lato se, nel contesto
pandemico, l'autorità inferiore abbia a giusto titolo rifiutato di rivalutare la
prestazione del ricorrente sulla base del certificato medico fornito dal me-
desimo a posteriore o se, così facendo, sia incorsa in un vizio formale che
ha posto il ricorrente in una posizione di svantaggio rispetto agli altri can-
didati (cfr. consid. 4-6). Tale censura ha come oggetto l'interpretazione e
l'applicazione delle disposizioni di legge, dunque, un aspetto formale di tale
esame. Pertanto, il Tribunale può esaminare liberamente quanto fatto va-
lere dal ricorrente. Dall'altro lato, la rivalutazione, nonché modifica dei voti
di italiano, spagnolo e nel lavoro di maturità (cfr. consid. 8), rappresenta
una questione di natura materiale, rispetto alla quale il Tribunale assume
un certo riserbo (cfr. consid. 2.1 e 2.3).
3.
Sul piano formale, il ricorrente censura dei vizi procedurali nell'ambito della
valutazione e delle note finali di italiano, spagnolo e del lavoro di maturità.
3.1
3.1.1 Secondo il ricorrente, per quanto concerne la nota finale di italiano
(3.5), un'attenta lettura della prova scritta evidenzierebbe chiaramente una
serie di incongruenze le quali renderebbero complicata la comprensione
della valutazione a livello di punteggio assegnato. Infatti, “vari segni nume-
rici apposti a lato del lavoro sono in gran parte poco leggibili, poco chiari,
confusi e disordinati ma soprattutto senza un minimo di spiegazione intel-
legibile". Ciò contrasterebbe con il principio secondo cui esaminatori ed
esperti sarebbero tenuti a spiegare in modo intelligibile ogni nota che for-
mulano e che appongono ad un lavoro.
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Pagina 12
Le medesime incongruenze varrebbero anche per la nota finale di spa-
gnolo. Per di più, in questo caso, vi sarebbe un errore di calcolo del pun-
teggio, visibile a pag. 10 dell'esame scritto. Secondo il ricorrente, la calli-
grafia nella stesura del punteggio calcolato (pagg. 9 e 10) sarebbe diversa.
Anche per quanto concerne l'esame orale di spagnolo il ricorrente richiama
ad un comportamento scorretto da parte del docente esaminatore, il quale
ad inizio esame avrebbe detto al ricorrente “noi ci conosciamo già" e
avrebbe terminato dandogli una stretta di mano. In riferimento a tale episo-
dio, il ricorrente chiede a codesto Tribunale di fare chiarezza sull'accaduto.
Infine, anche la nota del lavoro di maturità non sarebbe comprensibile. In-
fatti, nonostante l'apportamento delle modifiche richieste dagli esaminatori
nell'ambito del primo lavoro di maturità, dunque, rivisto nella sessione d'e-
same in questione, il voto finale sarebbe inferiore e la motivazione identica
alla prima.
3.1.2 Censurando le sopracitate incongruenze nella valutazione delle
prove scritte di italiano e spagnolo, nonché del lavoro di maturità, il ricor-
rente fa valere perlomeno implicitamente una violazione del suo diritto di
essere sentito, dal punto di vista dell'obbligo per l'autorità inferiore di moti-
vare la propria decisione in maniera tale da mettere il ricorrente nelle con-
dizioni di poterne valutare la portata e differirla all'autorità di ricorso.
3.2 Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale di carattere for-
male (art. 29 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 [Cost.,
RS 101]). La sua violazione comporta l'annullamento della decisione impu-
gnata, indipendentemente dalle probabilità di successo nelle questioni di
merito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1 con rinvii).
Tale diritto, garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 29 PA comporta se-
gnatamente l'obbligo per l'autorità decisionale di motivare sufficientemente
la propria decisione (DTF 143 III 65 consid. 5.2 e 142 II 154 consid. 4.2,
rispettivamente con rinvii). Tale obbligo è soddisfatto quando l'interessato
ha la possibilità di valutarne la portata e, se necessario, di deferirlo ad
un'autorità superiore con piena cognizione di causa. È sufficiente che l'au-
torità inferiore menzioni almeno brevemente i motivi dai quali è stata gui-
data e su cui si è basata la sua decisione. Essa non è tenuta a pronunciarsi
su tutti i motivi delle parti e può pertanto limitarsi ai punti essenziali per la
decisione (cfr. DTF 143 III 65 consid. 5.2, 142 II 154 consid. 4.2, 138 I 232
consid. 5.1, 137 II 266 consid. 3.2 e 136 I 229 consid. 5.2; sentenza del
TAF B-4920/2015 del 2 febbraio 2017 consid. 6.1).
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Pagina 13
Eccezionalmente, una violazione del diritto di essere sentito, occorsa nella
procedura precedente, può reputarsi sanata, se il ricorrente può esporre la
propria causa davanti ad un'autorità di ricorso che esamina con pieno po-
tere cognitivo tutte le questioni che avrebbero potuto porsi dinanzi all'auto-
rità inferiore, se quest'ultima avesse sentito regolarmente il ricorrente (DTF
137 I 195 consid. 2.3.2 con rinvii).
3.3 Il Tribunale considera che le motivazioni apportate dall'autorità inferiore
(cfr. fatti D, F e I) consentono al ricorrente di poter valutare la portata della
decisione e di deferirla all'autorità superiore – ovvero il Tribunale – come
del resto il medesimo ha effettuato in maniera esaustiva, e illustrano suffi-
cientemente su quali elementi essa ha basato la propria decisione.
3.4
3.4.1 Sempre nell'ambito del diritto di essere sentito, il ricorrente fa valere
(cfr. fatti J) che quanto apportato come motivazione aggiuntiva da parte
della CSM nella sua duplica, sarebbe da giudicare tardiva ed ininfluente, e
sarebbe, pertanto, da stralciare.
3.4.2 A tale proposito, il Tribunale rileva che è perfettamente legittimo da
parte dell'autorità inferiore di completare le proprie argomentazioni nell'am-
bito del ricorso. Il Tribunale ha fornito al ricorrente, in data 26 novembre
2021, la risposta della CSM con gli allegati, come da prassi, concedendole
la facoltà di esprimersi al riguardo entro il 10 gennaio 2022. Per quanto
concerne la duplica, il Tribunale ne ha fatto pervenire una copia (allegati
inclusi) al ricorrente, in data 4 febbraio 2022. Anche in questa occasione, il
ricorrente ha avuto la possibilità di prendere posizione, in data 22 marzo
2022.
3.5 Pertanto, risultando la decisione sufficientemente comprensibile e mo-
tivata, tenuto altresì conto della risposta e della duplica, va considerato ri-
spettato l'obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost.
4.
Il ricorrente censura una violazione del principio e del diritto della parità di
trattamento sancito all'art. 8 della Costituzione federale della Confedera-
zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), in quanto la sua condi-
zione psichica non sarebbe stata sufficientemente presa in considerazione
durante lo svolgimento dell’esame e della sua valutazione, non rilevando
tutti i fatti giuridicamente pertinenti, inerenti alla sua salute.
B-3665/2021
Pagina 14
Per quanto concerne il certificato medico inoltrato, il ricorrente sembre-
rebbe volerlo qualificare come nuovo elemento di prova ai sensi dell'art. 68
PA. In tal senso egli cita la sentenza del Tribunale federale 2D_46/2017
del 18 maggio 2018 "Selon I'art. 68 LPA, sauf exception prévue par la loi,
le recourant peut invoquer des motifs, des faits et des moyens de preuves
nouveaux qui ne I'ont pas été dans les précédentes procédures" (replica
pag. 7), asserendone la realizzazione nella fattispecie.
5.
L'Ordinanza ESM disciplina le sessioni d'esame, l'iscrizione ad esso, le
condizioni d'ammissione, nonché il suo scopo (art. 1 cpv.1). La CSM è re-
sponsabile dello svolgimento dell’esame. La Segreteria di Stato per la for-
mazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) funge da segretariato ed è re-
sponsabile della direzione amministrativa (art. 2). Giusta l'art. 8 cpv. 1,
l’esame deve permettere di accertare se il candidato possiede la maturità
necessaria agli studi universitari.
L'art. 10 cpv. 1 Ordinanza ESM prevede che la Commissione emana diret-
tive per gli esami nella Svizzera tedesca, francese e italiana. Le direttive
contengono segnatamente le procedure d’esame e i criteri di valutazione
(lett. c). Basandosi su tale articolo la CSM ha redatto le Direttive per l'e-
same svizzero di maturità, valide dal 1° gennaio 2012
(cfr. <file:///C:/Users/U80847854/Downloads/direttive%20(2).pdf>, consul-
tato il 16 giugno 2022).
5.1 A tal proposito, secondo l'art. 27 Ordinanza ESM l'istanza inferiore può
accordare delle deroghe:
Nella misura in cui circostanze particolari lo esigano (p. es. nel caso di candi-
dati andicappati), la Commissione può, su domanda debitamente motivata,
accordare deroghe alle disposizioni della presente ordinanza. In ogni caso, lo
scopo dell'esame secondo l'articolo 8 deve essere rispettato.
Ciò lascia alla discrezione della CSM, sia la decisione sulla natura, che
sulla portata di eventuali deroghe ed eccezioni al regolamento d'esame.
Ciò non significa, tuttavia, che l'autorità inferiore sia completamente libera
nel prendere le proprie decisioni. Piuttosto, deve trovare la soluzione più
opportuna, tenendo conto dei principi giuridici riguardanti l'esercizio del po-
tere discrezionale. Dopotutto, l'autorità inferiore è vincolata dalla costitu-
zione e deve, in particolare, rispettare i principi di uguaglianza dei diritti e
di proporzionalità e il dovere di salvaguardare gli interessi pubblici
(cfr. DTAF 2008/26 consid. 5.1 con rinvii).
B-3665/2021
Pagina 15
Una decisione viola il principio della parità di trattamento quando fa delle
distinzioni giuridiche che non sono giustificate da alcun motivo ragionevole
in virtù della situazione di fatto da giudicare o quando non fa delle distin-
zioni che sono necessarie in considerazione delle circostanze, cioè quando
ciò che è simile non viene trattato in modo identico e ciò che è dissimile
non viene trattato in modo diverso. Il trattamento diverso o identico ingiu-
stificato deve riguardare una situazione di fatto importante (DTF 141 I 235
consid. 7.1 con rinvii; sentenza del TAF B-1789/2016 del 25 novembre
2016 consid. 3.1).
Le disabilità sono caratteristiche personali particolari che, ad un esame,
pongono i candidati disabili in una posizione di svantaggio rispetto ai can-
didati non disabili. Se questi svantaggi personali non vengono presi in con-
siderazione nella progettazione di un esame mediante misure compensa-
tive positive, il valore informativo della prestazione dell'esame può talvolta
essere notevolmente distorto (cfr. DTAF 2008/26 consid. 4).
5.1.1 Secondo l'art. 8 cpv. 2 Cost., nessuno può essere discriminato, tra
l'altro, a causa di menomazioni fisiche, mentali o psichiche. È vietato un
qualsiasi tipo di nesso di fatto infondato con la caratteristica dell'handicap,
in particolare con uno svantaggio ad esso associato, che deve essere con-
siderato come degradante o emarginante. Una norma può prevedere una
tale differenziazione inammissibile da sé (la cosiddetta discriminazione di-
retta o indiretta) oppure, nei suoi effetti reali, discriminare in particolare i
membri di gruppi specificamente protetti contro la discriminazione, senza
che ciò sia oggettivamente giustificato (cfr. DTF 143 I 129 consid. 2.3.1,
139 I 169 consid. 7.2, 139 I 292 consid. 8.2 e 134 I 105 consid. 5; DTAF
2008/26 consid. 4.2).
In riferimento a persone disabili in un contesto formativo, nonché di esame,
il divieto di discriminazione indiretta, di cui all'art. 8 cpv. 2 Cost., conferisce
a quest'ultime il diritto a facilitazioni formali dell'esame, adattate alle loro
esigenze individuali. Il necessario adattamento formale dello svolgimento
dell'esame, a specifiche situazioni di disabilità, può essere effettuato in di-
versi modi, tenendo, tuttavia, sempre conto del tipo e del grado di disabilità.
Questi includono, in particolare, prolungamento del tempo a disposizione,
pause più lunghe o supplementari, lo svolgimento dell'esame in più fasi,
altre forme d'esame o l'uso di un computer. D'altro canto, una misura di
adattamento in concretizzazione dell'art. 8 cpv. 2 Cost. non significa che le
capacità centrali, la cui esistenza deve essere garantita dalla formazione
in questione, non possano più essere verificate (cfr. DTF 134 I 105 consid.
5, 122 I 130 consid. 3c/aa; sentenza del TF 2D_7/2011 del 19 maggio 2011
B-3665/2021
Pagina 16
consid. 3.2; DTAF 2008/26 consid. 4.5). Inoltre, le disabilità devono essere
sufficientemente chiarite da un ente indipendente (sentenza del TF
2C_974/2014 del 27 aprile 2015 consid. 3.4).
Per l'eliminazione di svantaggi esistenti nei confronti dei disabili, giusta
l'art. 8 cpv. 4 Cost., in qualità di mandato indipendente, la legge prevede i
provvedimenti necessari (DTF 141 I 9 consid. 3.1, 139 II 289 consid. 2.2.1,
134 I 105 consid. 5 con rinvii; sentenza del TF 2C_974/2014 del 27 aprile
2015 consid. 3.1).
5.1.2 La Confederazione ha esercitato tale mandato nell'ambito delle sue
competenze, in particolare con l'emanazione della Legge federale del
13 dicembre 2002 sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili
(LDis, RS 151.3).
5.1.2.1 Il suo scopo è quello di impedire, ridurre o eliminare gli svantaggi
nei confronti dei disabili (art. 1 cpv. 1 LDis). Ai sensi della LDis, per disabile
si intende una persona affetta da una deficienza fisica, mentale o psichica
prevedibilmente persistente che le rende difficile o le impedisce di com-
piere le attività della vita quotidiana, di intrattenere contatti sociali, di spo-
starsi, di seguire una formazione o una formazione continua o di esercitare
un'attività lucrativa (art. 2 cpv. 1 LDis; DTF 131 V 9 consid. 3.5.1.2, sen-
tenza del TF 2C_930/2011 del 1° maggio 2012 consid. 3.3). Vi è svantag-
gio quando i disabili, nei confronti dei non disabili, sono trattati diversa-
mente di diritto o di fatto e, senza giustificazione oggettiva, ne subiscono
un pregiudizio, oppure quando non è prevista una diversità di trattamento
necessaria a ristabilire un'uguaglianza di fatto fra i disabili e i non disabili
(art. 2 cpv. 2 LDis; DTF 139 II 289 consid. 2.2.2). Ai sensi dell'art. 2 cpv. 5
LDis, sussiste uno svantaggio nell'accesso a una formazione o a una for-
mazione continua in particolare quando l'utilizzazione dei mezzi ausiliari
adatti alle esigenze dei disabili nonché l'assistenza personale loro neces-
saria sono ostacolate (lett. a) o la durata e l'assetto delle formazioni offerte
e degli esami non sono adeguati alle esigenze specifiche dei disabili
(lett. b). Chi è svantaggiato ai sensi dell'art. 2 cpv. 5 LDis, a causa di un
ente pubblico, può chiedere al giudice o all'autorità amministrativa di ordi-
nare che l'ente pubblico elimini lo svantaggio o vi rinunci (art. 8 cpv. 2 LDis;
sentenza del TF 2C_974/2014 del 27 aprile 2015 consid. 3.2; DTAF
2008/26 consid. 4.2).
5.1.2.2 Nel compensare gli svantaggi, va sempre notato che un candidato
disabile non può ricevere un trattamento preferenziale rispetto agli altri can-
B-3665/2021
Pagina 17
didati a causa degli speciali adattamenti dell'esame. L'obiettivo degli ade-
guamenti della struttura d'esame è unicamente quello di compensare la
posizione svantaggiata derivante dalla disabilità, ma non di offrire al candi-
dato disabile un vantaggio rispetto agli altri candidati. Tuttavia, con riguardo
per la disabilità, i requisiti tecnici non devono essere ridotti e le agevolazioni
concesse non devono condurre all'impossibilità di verificare delle compe-
tenze importanti per l'esercizio di una professione. Non sono, pertanto, da
concedere semplificazioni per quanto riguarda i requisiti richiesti dall'og-
getto dell'esame. Nel caso in cui un esame qualifichi il candidato per una
professione, che richiede determinate capacità fisiche o mentali, occorre
garantire che gli impedimenti personali possano essere compensati in mi-
sura sufficiente anche nell'esercizio di essa. Per quanto riguarda la que-
stione della natura e dell'entità della compensazione, bisogna esaminare
quali semplificazioni siano necessarie affinché un candidato disabile abbia
le stesse possibilità di superare l'esame come se la sua disabilità non esi-
stesse (cfr. DTAF 2008/26 consid. 4.5 con rinvii).
5.2 Nella fattispecie, come attestato dal certificato medico prodotto dal ri-
corrente, egli soffrirebbe di blocchi e attacchi di ansia sotto pressione, non-
ché di una sintomatologia ansioso-depressiva, già dal luglio 2019. Qualora
tali disturbi dovessero essere presi in considerazione dal profilo della disa-
bilità, egli ha avuto due anni di tempo per inoltrare all'autorità inferiore una
domanda debitamente motivata di deroga alle disposizioni dell'Ordinanza
ESM secondo l'art. 27. Tuttavia, agli atti non risulta che il ricorrente abbia
mai inoltrato alla CSM una tale richiesta.
6.
Nella misura in cui la sua condizione psichica debba essere considerata
come una malattia, il caso del ricorrente va analizzato come segue.
6.1 Secondo la giurisprudenza consolidata, un motivo di impedimento può,
in linea di principio, essere invocato solo dal candidato prima o durante
l'esame. La produzione di un certificato medico in una data successiva non
può mettere in discussione il risultato ottenuto durante un esame. È dav-
vero difficile concepire un sistema d'esame efficiente se i certificati medici
prodotti dopo l'esame possono invalidare un test passato. Dunque, un can-
didato ad un esame che si sente male, che soffre delle conseguenze di un
incidente, che affronta problemi psicologici, che è confrontato a gravi diffi-
coltà familiari o che ha una paura smisurata dell'esame deve, se ritiene che
tali circostanze possono impedirgli di sostenere normalmente l'esame, ma-
nifestarle prima dell'inizio di quest'ultimo (sentenze del TAF B-1789/2016
B-3665/2021
Pagina 18
del 25 novembre 2016 consid. 4.1 con rinvii e B-3354/2009 del 24 settem-
bre 2009 consid. 2.2 con rinvii).
6.1.1 L'annullamento a posteriori dei risultati d'esame per malattia, è pos-
sibile se un candidato non è oggettivamente in grado, senza averne colpa,
di far valere immediatamente il suo motivo d'impedimento esercitando libe-
ramente la sua volontà (ad esempio in caso di incapacità temporanea di
discernimento o di incapacità di agire ragionevolmente nel momento in
questione; cfr. sentenze del TF 2C_135/2015 del 5 marzo 2015 consid. 6.1,
2C_1054/2014 del 4 dicembre 2014 consid. 5.1 in fine; sentenza del TAF
B-6326/2015 del 30 novembre 2016 consid. 4.1.2).
6.1.2 Inoltre, un'eccezione al principio secondo cui un motivo d'impedi-
mento può essere invocato dal candidato solo prima o durante l'esame,
richiede che siano soddisfatte cinque condizioni cumulativamente (sen-
tenze del TAF B-1789/2016 del 25 novembre 2016 consid. 4.2 con rinvii e
B-3354/2009 del 24 settembre 2009 consid. 2.2 con rinvii), ossia:
a) la malattia si manifesta solo al momento dell'esame, senza che nessun
sintomo sia stato constatato prima. In caso contrario, iI candidato ac-
cetta il rischio di presentarsi all’esame in uno stato carente, che non
può giustificare successivamente l’annullamento dei risultati dell'e-
same;
b) nessun sintomo è visibile durante I'esame;
c) iI candidato consulta un medico immediatamente dopo I'esame;
d) iI medico constata immediatamente una malattia improvvisa e grave
che, nonostante I'assenza di sintomi visibili, rende evidente l’esistenza
di un nesso causale con iI risultato negativo dell'esame;
e) iI risultato dell'esame deve influire suI superamento o meno della ses-
sione d'esame neI suo insieme.
6.2 Nella fattispecie, in virtù di quanto esposto dalle parti, si constata che
la sessione d'esame è cominciata il 31 maggio 2021. Il ricorrente non ha
comunicato alcun problema di salute all'autorità inferiore, né prima di tale
data, né durante la sessione, nonostante la sua situazione di salute gli
fosse già nota dal luglio 2019. Il ricorrente afferma di avere dei blocchi
quando si trova sotto pressione e difficoltà a gestire l'ansia che segnata-
mente degli esami possono generare in lui i quali si sarebbero aggravati
con il susseguirsi degli insuccessi durante le sessioni di esame 2019 e
B-3665/2021
Pagina 19
2020. Dunque, essendo il ricorrente a conoscenza del suo stato di salute
prima e durante gli esami, egli ha accettato consapevolmente il rischio di
presentarsi alla sessione in uno stato di salute carente (cfr. consid. 6.1.1
condizione a). Con ciò manca una condizione necessaria per poter invo-
care un motivo d'impedimento. Nonostante l'assenza di una condizione ba-
sti di per sé per non poter far valere un motivo d'impedimento, nella fatti-
specie si constata che, ad eccezione della condizione (e), anche le restanti
condizioni non risultano date. Ne consegue che non vi sono elementi per
fare un'eccezione al principio secondo il quale il candidato deve annunciare
i suoi problemi di salute prima o durante l'esame.
Essendo a conoscenza delle Direttive per l'esame di maturità svizzero, se-
gnatamente del quadro generale applicabile ai problemi di salute che sor-
gono durante un esame, il ricorrente non può che prendersela con se
stesso per non aver rispettato le proprie responsabilità in relazione al suo
stato di salute.
6.3 Pertanto, la denuncia basata sullo stato di salute del ricorrente deve
essere respinta e il certificato medico prodotto dopo la sessione d'esame
non può invalidarne il risultato.
7.
In seguito, il Tribunale si esprime sulle restanti censure del ricorrente.
7.1 Per quanto concerne le lamentele del ricorrente circa le incongruenze
della valutazione degli esami, segnatamente la presenza di "vari segni nu-
merici apposti a lato del lavoro [...]", che renderebbero la comprensione
delle correzioni complicata (cfr. consid. 3.1), l'autorità inferiore nella sua ri-
sposta afferma che: "L’approccio valutativo adottato all’esame scritto di ita-
liano di tutti i candidati si orienta ai criteri di valutazione definiti aI punto
2.3.3.1 delle direttive ed è di tipo olistico, non analitico-numerico. Questo
approccio, ampiamente riconosciuto e tipico nella valutazione delle prove
di scrittura nella prima lingua, non prevede alcun punteggio numerico per
definire e stabilire livelli di prestazione nei diversi ambiti di osservazione
che strutturano la rubrica valutativa. II ricorrente cade in un grave equivoco
scambiando per “segni numerici“ Ie lettere dell'alfabeto (O, G, L...), che
sono tracciate a margine del prodotto testuale secondo la prassi, ben co-
dificata, della correzione detta rilevativa e categorizzante – allo scopo di
marcare secondo la tassonomia linguistico-grammaticale l’errore localiz-
zato neI testo (O=ortografico; G=grammaticale; M=morfosintattico; L=les-
sicale...). La scheda di valutazione allegata all’esame, fornita al ricorrente
B-3665/2021
Pagina 20
al momento della consultazione degli atti, riporta in modo chiaro una le-
genda delle abbreviazioni adottate a margine dell’elaborato (cfr. allegato
10)." (risposta punto 2.2).
Agli atti, non vi sono elementi per discostarsi da quanto espresso dall'au-
torità inferiore, considerato altresì che il ricorrente non sembra contestare
la spiegazione addotta dalla CSM, bensì si limita a lamentare il fatto che
ciò sia avvenuto in fase di ricorso, mettendo il ricorrente nella condizione
di cadere in un equivoco (replica, punto 13). Tuttavia, egli non apporta al-
cuna ulteriore argomentazione o censura in tal senso.
7.2 Il ricorrente censura delle incongruenze anche nella valutazione dell'e-
same di spagnolo.
In relazione all'affermazione del ricorrente "In prima battuta dall'esame del
lavoro appare inconfutabile un errore nel calcolo del punteggio, chiara-
mente visibile a pag. 10. Infatti nell'elaborato i punti calcolati dall'esamina-
tore sono 21.5 (parte b) mentre il punteggio calcolato manualmente e cor-
rettamente è 24.5 (parte b)." (ricorso pag. 24), l'autorità inferiore afferma
nella sua risposta che: "[...] l’esame scritto di spagnolo è composto di due
parti: una di comprensione della lettura e una di produzione scritta. Cia-
scuna delle parti totalizza 50 punti ed è accompagnata da una griglia di
valutazione in cui appaiono i criteri di valutazione e iI loro peso. Questi
ultimi sono ripartiti in modo tale che quelli riguardanti il contenuto abbiano
un peso maggiore (60% deI totale dei punti) rispetto a quelli di forma (40%).
[...] Si precisa che la griglia a pagina 10 è composta da due parti, com’è
indicato daI titolo della stessa: la parte superiore riguarda la comprensione
alla lettura, necessaria per poter svolgere la parte di espressione scritta. Di
conseguenza, i 10 punti totalizzabili in questa parte sono da considerare
nella parte di comprensione del testo. Questo elemento è chiaramente in-
dicato sia a pagina 2 dell’esame, dove si chiarisce la ripartizione del pun-
teggio, sia a pagina 9, dalla cui griglia si evince chiaramente che sono stati
totalizzati 3 punti per la parte di comprensione del testo (necessari per po-
ter svolgere la produzione scritta). Contrariamente a quanto afferma il ri-
corrente, iI calcolo del punteggio è dunque corretto." (risposta punto 2.3).
Per quanto riguarda la dichiarazione del ricorrente, secondo cui le sue for-
mulazioni nell'esame di spagnolo non sarebbero "né troppo vaghe né in-
concludenti" (ricorso pag. 25), egli si limita ad un'affermazione, senza, tut-
tavia, apportare in alcun modo un'argomentazione materiale o censura in
tal senso.
B-3665/2021
Pagina 21
Dunque, anche per quanto riguarda l'esame di spagnolo, agli atti non vi
sono elementi per discostarsi da quanto espresso dall'autorità inferiore,
considerato che il ricorrente non sembra contestare la spiegazione addotta
dalla CSM.
7.3 Infine, il ricorrente lamenta delle incongruenze anche nella valutazione
del lavoro di maturità. Da un lato egli censura il fatto che qualcuno abbia
apportato delle modifiche a penna su due note delle tre complessive (ri-
corso pag 26). La CSM ha motivato ciò, dichiarando che "Le modifiche a
penna denunciate daI ricorrente sono state apportate congiuntamente
dall'esaminatore e dall’esperto al momento dell’assegnazione definitiva
della nota al termine dell’esame orale. Risulta evidente che la griglia era
stata provvisoriamente compilata dall’esaminatore nelle parti valutabili
prima dell’esame orale, cioè quelle che riguardano la relazione scritta. AI
termine dell’esame orale e dopo discussione con l’esperto, è stata asse-
gnata, in via definitiva, la nota 5.0 per la parte A (relazione scritta, conte-
nuto), la nota 4.0 per la parte B (relazione scritta, forma) e la nota 3.5 per
la parte C (presentazione orale e discussione). Le modifiche a penna de-
nunciate (4.5 nella parte A modificato in 5.0; 4.5 nella parte B modificato in
4.0), sia detto per inciso, per effetto della ponderazione, vanno a favore del
ricorrente." (risposta punto 2.4).
Dall'altro lato, il ricorrente asserisce che la valutazione data sarebbe iden-
tica a quella precedente, malgrado egli abbia apportato le modifiche richie-
ste dagIi esaminatori. Tuttavia, il voto risulterebbe inferiore a quello prece-
dente (4 invece di 4.5 ottenuto nella sessione precedente). A tal proposito,
l'autorità inferiore ha spiegato nella sua risposta che (punto 2.4) "Fra la
versione del lavoro di maturità presentata alla sessione estiva 2020 e
quella oggetto deI ricorso, sono state apportate delle correzioni parziali,
non sufficienti a giustificare una modifica della valutazione, sia per quel che
riguarda il contenuto (parte A), sia per quel che riguarda Ia forma (parte B)
della relazione scritta.". Per quanto riguarda la nota finale della versione
presentata alla sessione estiva 2021, inferiore a quella della versione pre-
sentata alla sessione estiva 2020, la CSM precisa che "Nell’ambito della
sessione estiva 2020, in deroga alle disposizioni dell’ordinanza, iI lavoro di
maturità non è stato presentato oralmente e la nota finale è stata fissata
unicamente in base alla relazione scritta (parte A e parte B). La nota insuf-
ficiente assegnata alla parte C (3.5) nell'ambito della sessione estiva 2021
giustifica I'abbassamento della nota complessiva, ottenuta calcolando Ia
media ponderata della nota sul contenuto della relazione scritta, di quella
sulla forma sempre della relazione scritta e della nota della presentazione
orale e della discussione.".
B-3665/2021
Pagina 22
Pertanto, secondo quanto fornito dalle parti, anche per quanto concerne il
lavoro di maturità, agli atti non vi sono elementi per discostarsi da quanto
espresso dall'autorità inferiore. Del resto, il ricorrente non sembra conte-
stare la spiegazione addotta dalla CSM.
7.4 Infine, per quanto concerne la questione dell'eventuale stretta di mano,
indipendentemente dalla sua effettiva esistenza ed eventuale conformità
con le norme COVID, questione che esula dalle competenze del Tribunale,
attribuire un qualsivoglia significato a tale gesto ai fini del risultato dell'e-
same di maturità rappresenterebbe una mera speculazione, irrilevante ai
fini dell'esito del presente ricorso.
8.
In conclusione, se da un lato non vi sono motivi formali atti a giustificare
una rivalutazione o modifica dei voti finali di italiano, spagnolo e del lavoro
di maturità, dall'altro lato, il ricorrente non apporta alcuna motivazione a
livello materiale o di contenuto degli esami che giustificherebbe una ricon-
siderazione generale delle prestazioni del medesimo.
9.
9.1 Alla luce di quanto precede e in assenza di contestazioni relative alla
valutazione materiale del rendimento del ricorrente nell'esame di maturità
in questione, si deve concludere che la decisione impugnata non viola il
diritto federale, non accerta i fatti rilevanti in modo inesatto o incompleto e
non è intempestiva (art. 49 PA).
9.2 In virtù di quanto precede, il Tribunale non considera la decisione arbi-
traria (art. 9 Cost.).
9.3 Pertanto, il ricorso si rivela infondato e va respinto, nonché la decisione
del 30 giugno 2021 confermata.
10.
Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a carico
della parte soccombente; se quest'ultima soccombe solo in parte, le mede-
sime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del Regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di giu-
stizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario, dell'ampiezza e della
difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situazione
finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF).
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Nella fattispecie, viste le sorti del ricorso (cfr. consid. 9.1), le spese del pro-
cedimento davanti al Tribunale vengono fissate a fr. 800.– e sono poste a
carico del ricorrente, totalmente soccombente. Tale cifra verrà compensata
dall'anticipo di fr. 800.– già versato dal ricorrente in data 27 settembre
2021.
11.
La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto alle ripetibili per le
spese necessarie derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con
l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Le ripetibili comprendono le spese di rappresen-
tanza o di patrocinio ed eventuali altri disborsi di parte (art. 8 TS-TAF).
Nella fattispecie, al ricorrente, totalmente soccombente, non si assegna al-
cuna indennità.
Quanto all'autorità inferiore, essa non ha diritto alle ripetibili (art. 7 cpv. 3
TS-TAF).
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