Decision ID: 5e98a39a-e858-5028-9cde-4d698050041a
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Il 12 agosto 2001 CO1e CO2, comproprietari un mezzo ciascuno delle particelle n. 225 e 197 RFD di situate nella frazione di _, hanno intentato un'azione possessoria contro il AP1 per ottenere – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – l'allontanamento di un cartello stradale e di un palo per l'illuminazione posti sulla particella n. 197, come pure la rimozione di ghiaia depositata sulla particella n. 225 (inc. DI.2001.36). All'udienza del 2 ottobre 2001, indetta dal Pretore del Distretto di Leventina per il contraddittorio, le parti hanno concluso una transazione che prevedeva, fra l'altro, quanto segue:
2. Il AP1 provvederà alla posa di paletti di recinzione lungo la tratta della strada sulla part. n. 225 RFD dello stesso Comune, al fine di impedire il parcheggio abusivo, entro l'inizio della stagione invernale.
3. Il AP1 comunicherà al Pretore l'esecuzione dei citati lavori e questi provvederà a verificarne la conformità.
B. In seguito a contestazioni sorte sulla posa dei paletti, CO1e CO2si sono rivolti al Pretore, chiedendogli di verificare se l'operato del Municipio fosse conforme alla transazione. Il Pretore ha comunicato alle parti il 17 maggio 2002 di avere ispezionato i luoghi, costatando – tra l'altro – che “i pali si trovano ad una distanza variante tra i cm 35 e i cm 25 dal bordo della strada, all'interno del fondo degli istanti”. Ulteriormente interpellato dalle parti, con lettera del 27 giugno 2002 il Pretore ha specificato che, sebbene l'opera non possa considerarsi “mal eseguita” e sia atta a risolvere il problema dei parcheggi abusivi, essa non “rispecchia (...) esattamente gli accordi sottoscritti in occasione dell'udienza del 2 ottobre 2001, in quanto i paletti non sono stati posati esattamente lungo il confine che separa la particella n. 225 RFD dalla strada”. Di modo che, secondo il Pretore, il Comune avrebbe dovuto “spostare la recinzione esattamente sulla linea divisoria che separa il terreno (...) dalla strada”.
C. Il 13 agosto 2002 CO1e CO2 hanno intimato al AP1 un precetto esecutivo civile, ingiungendo al Municipio di
immediatamente procedere allo spostamento della recinzione posata lungo il confine tra la strada comunale e la part. n. 225 RFD di proprietà dei procedenti, conformemente a quanto stabilito con (...) verbale del 2 ottobre 2001 e precisato dal Pretore con lettera del 27 giugno 2002
entro dieci giorni, sotto comminatoria dell'esecuzione effettiva. Il AP1 ha sollevato opposizione il 28 agosto 2002 davanti al Pretore, che ha fissato il contraddittorio per il 19 settembre 2002. A tale udienza le parti hanno mantenuto le loro posizioni. Statuendo il 30 gennaio 2003, il Pretore ha respinto l'opposizione e ha addebitato la tassa di giudizio di fr. 50.– con le spese di fr. 70.– al Comune, tenuto a rifondere ai convenuti fr. 100.– per ripetibili.
D. Contro la decisione appena citata il AP1 è insorto con un appello del 10 febbraio 2003 nel quale chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, che in riforma del giudizio impugnato la sua opposizione al precetto esecutivo sia confermata. L'ex presidente di questa Camera ha conferito al ricorso effetto sospensivo il 19 febbraio 2003. Nelle loro osservazioni del 25 marzo 2003 CO1e CO2propongono di respingere l'appello e di confermare la sentenza impugnata.

Considerando
in diritto: 1. La decisione con cui un Pretore statuisce sull'opposizione a un precetto esecutivo civile è emanata mediante la procedura di camera di consiglio (art. 493 CC). Esperito nel termine di 10 giorni dalla notifica della decisione impugnata, l'appello in esame è pertanto ammissibile senza riguardo al valore litigioso (art. 308 cpv. 1 CPC; Rep. 1979 pag. 352 consid. 1).
2. Nella sentenza appellata il Pretore ha rilevato anzitutto di essersi limitato, nelle lettere del 17 maggio e 27 giugno 2002, a esaminare quanto chiesto dalle parti, ossia a verificare se i lavori eseguiti fossero conformi alla clausola n. 3 della transazione firmata all'udienza del 2 ottobre 2001. Ciò premesso, egli ha ritenuto che il tenore dell'accordo, chiaro e univoco, non lasciasse spazio a interpretazioni. Onde il rigetto dell'opposizione, con l'argomento che il Comune avrebbe dovuto posare la cinta lungo il confine della strada, non sul terreno dei comproprietari, indipendentemente dal fatto che l'opera sia stata eseguita a regola d'arte e in modo soddisfacente dal profilo estetico.
3. L'appellante sostiene che la richiesta formante oggetto del precetto esecutivo è vessatoria, intanto perché la nota transazione non specificava che i paletti andassero posati esattamente lungo il confine della strada, inoltre perché lo spostamento della recinzione creerebbe costi elevati (fr. 1850.75, stando a un preventivo prodotto dal Comune: doc. C) e ostacolerebbe i mezzi di sgombero in caso di neve, infine perché lo scopo dell'intervento era quello di impedire il posteggio abusivo sulla particella n. 225, obiettivo che è stato raggiunto. Il fatto, poi, che la transazione prevedesse una verifica dell'opera da parte del Pretore dimostra che l'accordo era suscettibile di interpretazioni diverse e non può quindi costituire un titolo esecutivo.