Decision ID: 37fe2107-cb4d-502e-b20a-c12f6a970006
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 23 ottobre 2013 la CO 1 (in seguito: la Banca) da una parte e RE 1 dall’altra hanno concluso un contratto di mutuo intitolato “Contratto quadro per credito ipotecario”, in forza del quale la Banca ha concesso al beneficiario una linea di credito di fr. 1'000'000.– per il finanziamento di una casa plurifamiliare con terreno edificabile a _. Con separato accordo di “Trasferimento a titolo di garanzia” sottoscritto sempre il 23 ottobre, RE 1 ha trasferito alla Banca la proprietà di una cartella ipotecaria registrale di fr. 1'000'000.– gravante in primo grado le particelle n. _, _ e _ RFD di _ e n. _ RFD di _.
B. Con riferimento al suddetto prestito, il 27 e il 28 settembre 2017 la Banca ha trasmesso a RE 1 due distinte fatture relative agli interessi (di complessivi fr. 6'125.57) e agli ammortamenti (di fr. 5'100.–) da corrispondere entro il 30 settembre 2017 (secondo e terzo trimestre). Non avendo il convenuto versato i menzionati importi, con una prima lettera raccomandata del 30 ottobre 2017 l’istante l’ha invitato a saldare gli scoperti entro il 10 novembre 2017, rendendolo attento che, in caso contrario, essa avrebbe avviato un’esecuzione in realizzazione dei pegni immobiliari per la totalità del debito, così come previsto dalle condizioni del contratto. Con un secondo scritto del 13 novembre 2017 la Banca ha poi dato un’ultima possibilità a RE 1 di versare la somma dovuta entro il 24 novembre 2017 per evitare l’avvio di un’esecuzione per fr. 972'975.57 oltre a interessi e spese. Ciò nonostante, RE 1 non ha provveduto a versare quanto richiesto.
C. Il 24 novembre 2017 la Banca ha notificato a RE 1 la disdetta – con effetto dal giorno successivo – del credito concessogli e della relativa relazione bancaria, con l’invito a trasferire sul conto a essa intestato l’importo totale sul quale, a partire dal 25 novembre 2017, sarebbero stati addebitati gli interessi di mora del 10%.
D. Con precetto esecutivo in via di realizzazione del pegno immobiliare n. _ emesso il 29 novembre 2017 dall’Ufficio di esecuzione di _, la Banca ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 969'503.24 oltre agli interessi del 10% dal 25 novembre 2017 e di fr. 1'461'871.56 oltre agli interessi del 10% dal 1° agosto 2017, indicando quali titoli di credito per entrambi: “Cartella ipotecaria registrale di nominali CHF 1'000'000.– in 1° rango. Trasferimento a titolo di garanzia del 23.10.2013. Contratto quadro per credito ipotecario del 23.10.2013 e del 16.09.2015”. Quale oggetto del pegno immobiliare la Banca ha indicato le particelle n. _ e _ RFD di _, oltre all’“estensione del pignoramento alle pigioni e agli affitti secondo l’art. 91 RFF in legame con l’art. 806 CC”.
E. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 13 dicembre 2017 la Banca ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Leventina limitatamente alla pretesa di fr. 969'503.24, oltre agli interessi del 10% dal 25 novembre 2017, e al diritto di pegno. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 1° febbraio 2018.
F. Statuendo con decisione del 17 ottobre 2018, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta per l’importo richiesto con l’istanza e per il diritto di pegno, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 900.– senza assegnare indennità.
G. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 29 ottobre 2018 per ottenerne – previo conferimento dell’effetto sospensivo – l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Con decreto del 2 novembre 2018 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 15 novembre 2018, la Banca ha concluso per la reiezione del reclamo. Con replica e duplica inoltrate spontaneamente a questa Camera il 30 novembre dal reclamante e il 14 dicembre 2018 dalla procedente, le parti hanno ribadito le loro posizioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo in concreto la notifica avvenuta al patrocinatore di RE 1 il 18 ottobre 2018, il termine di 10 giorni, iniziato a decorrere il giorno successivo, è scaduto domenica 28 ottobre, sicché il reclamo, presentato il primo giorno feriale seguente, ovvero lunedì 29 ottobre 2018, è tempestivo (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). Nel caso concreto è pertanto irricevibile, poiché presentata per la prima volta dalla Banca con la risposta al reclamo, l’email del 27 novembre 2017 dell’avv. _ (allegato 2).