Decision ID: fdd16fd0-44d0-5114-9b2a-5e635ed10a57
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ (1936) e _ nata _ (1947) si sono sposati a _ il _ 1988. Dall’unione è nato il figlio _ (_1988). _ _ è padre di altre due figlie, oggi maggiorenni, avute da due precedenti matrimoni. _ _, egli non risulta avere altre fonti di reddito all’infuori dell’indennità _; la moglie, già maestra di sci, è attualmente iscritta alla disoccupazione. I coniugi vivono separati dal 24 luglio 1997. Il 19 novembre 1997 _ _ _ ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna il tentativo di conciliazione, che è decaduto infruttuoso il 6 febbraio 1998.
B. Con istanza del 22 agosto 1998 _ _ _ ha instato perché l’Amministrazione federale delle finanze le versasse in via provvisionale un contributo per sé e il figlio di fr. 3’364.– mensili, da trattenere dalle indennità parlamentari erogate al marito, e perché quest’ultimo le corrispondesse una provvigione ad litem di fr. 2’800.–. Alla discussione del 9 settembre 1998 _ _ non è comparso, limitandosi a inviare alla Pretura osservazioni per fax nelle quali si opponeva all’istanza.
C. Con decreto cautelare del 14 settembre 1998 il Pretore ha fatto obbligo a _ _ di stanziare un contributo alimentare mensile di fr. 1’100.– per il figlio _, uno di fr. 1’500.– per la moglie e una provvigione ad litem di fr. 2’800.–. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 100.–, sono state poste per un quarto a carico dell’istante e per il resto a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 150.– per ripetibili ridotte.
D. _ _ è insorto contro il citato decreto con un appello del 23 settembre 1998 nel quale chiede di ridurre il contributo per il figlio a fr. 800.– mensili e quello per la moglie a fr. 500.–, riformando di conseguenza il giudizio impugnato. Nelle sue osservazioni del 26 ottobre 1998 _ _ _ conclude perché l’appello sia respinto, perché l’appellante sia tenuto a fornire cauzione processuale e perché le sia concesso il beneficio dell’assistenza giudiziaria. _ _ propone, con scritto del 2 novembre 1998, di respingere l’istanza di cauzione e postula a sua volta l’assistenza giudiziaria.

Considerando
in diritto: 1. Entrambe le parti hanno prodotto documenti nuovi in appello. L’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta invero di addurre nuovi fatti o mezzi di prova in seconda sede, ma tale divieto non si applica alle relazioni tra genitori e figli minorenni, che sono rette per diritto federale dal principio inquisitorio illimitato (DTF 120 II 231 consid. 1c con rinvio; Cocchi/Trezzini, CPC annotato, Lugano 1993, n. 1 ad art. 420 e ad art. 321 CPC). In concreto è litigioso anche il contributo per il figlio minorenne, sicché i nuovi documenti sono ricevibili, quanto meno nella misura in cui servono a determinare i fabbisogni dei genitori e la capacità contributiva dell’obbligato alimentare.
2. Il Pretore, accertato un reddito della moglie di fr. 1’500.– mensili e determinato in fr. 3’004.– mensili il suo fabbisogno minimo, ha fissato il contributo in suo favore a fr. 1’500.– mensili e quello per il figlio a fr. 1’100.– mensili. L’appellante sostiene che a causa del precario stato di salute il proprio reddito non supera fr. 5’000.– mensili e fa valere che, con un fabbisogno minimo di fr. 5’600.– mensili, egli non è in grado di versare i contributi stabiliti dal primo giudice.