Decision ID: 09148222-04cc-5b9d-b968-73f891bde09d
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto,
in fatto
che, con risoluzione 28 agosto 1996, il Consiglio di Stato ha approvato la variante del piano regolatore del comune di _ concernente l’inventario degli edifici situati fuori dalle zone edificabili;
che in quella sede il Governo ha eliminato la categoria diroccato ricostruibile 1b, modificando d’ufficio l’art. 41bis cpv. 2 NAPR (cfr. risoluzione impugnata, cifra 3.6, pag. 5) e, in evasione dei ricorsi presentati, ha inserito l’edificio n. _, situato al mappale n. _, e l’edificio n. _, situato al mappale n. _, nell’inventario degli edifici fuori dalle zone edificabili, classificandoli nella categoria “diroccato 2” (cfr. risoluzione impugnata, cifra 3.7, pag. 6);
che, con ricorso 28/30 settembre 1996, il municipio di _ è insorto contro la menzionata risoluzione innanzi a questo Tribunale, chiedendo la classificazione degli edifici sopracitati nella categoria “meritevole 1b” e di conseguenza il mantenimento di detta categoria nelle norme di attuazione, adducendo motivi che non occorre riassumere;
che la divisione della pianificazione territoriale ha postulato la reiezione dell'impugnativa;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale è data ed il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT);
che al municipio, qui insorgente, va - per contro - negata la legittimazione a ricorrere;
che in effetti il municipio è soltanto l'organo esecutivo del comune (art. 17 cpv. 3 Cost./TI, 9 cpv. 1 lett. c, 80 cpv. 1 LOC); esso non possiede invece né la capacità giuridica, né quella di essere parte: prerogative che spettano solo al comune, in quanto corporazione di diritto pubblico;
che il municipio non può quindi proporre in nome proprio un ricorso (cfr. DTF 5 marzo 1999 in re municipio di _ pubbl. in _ _ -1999 n. _, con rinvii a giurisprudenza e dottrina), come si avvera nel caso in esame;
che, peraltro, nello specifico campo dei ricorsi contro i piani regolatori, l'art. 38 cpv. 4 lett. a LALPT ribadisce a chiare lettere il principio suddetto, stabilendo che la legittimazione a ricorrere spetta al comune;
che il municipio può dunque esclusivamente introdurre un ricorso in nome del comune, esercitando una competenza di rappresentanza di quest'ultimo che gli spetta in vertenze di carattere amministrativo anche senza l'autorizzazione del consiglio comunale (art. 13 cpv. 1 lett. l, 106 lett. a, 110 cpv. 1 lett. l LOC; inoltre RDAT cit., ibidem);
che non si può tuttavia ritenere che i ricorsi inoltrati dal municipio in nome proprio possano essere considerati come introdotti in nome del comune: recependo la giurisprudenza del Tribunale federale, anche il Tribunale amministrativo ha abbandonato la prassi opposta, favorevole all'ente pubblico ma contraria alla legge (cfr. le numerosissime sentenze prolate da quel Tribunale, la prima volta il 15 giugno 2001 in re municipio di _ -_, pubbl. in _ _ -2002 n. _; inoltre la circolare, datata aprile 2002, attraverso cui la sezione degli enti locali ha reso attenti i municipi circa il menzionato cambiamento di prassi);
che i requisiti concernenti la legittimazione devono essere ossequiati in modo preciso; né costituisce un eccesso di formalismo chiederne l'adempimento rigoroso;
che, sulla scorta di quanto precede, il ricorso presentato esclusivamente in nome del municipio va dichiarato irricevibile per carenza di legittimazione attiva dell'insorgente;
che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm);
visti gli art. 17 cpv. 3 Cost./TI; 38 LALPT; 9, 13, 80, 106, 110 LOC; 3, 18, 28 PAmm;