Decision ID: eb6def8d-63d3-58f1-86eb-d468ca9c94b0
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1961) e AP 1 (1968) si sono sposati ad _ il 5 settembre 1996. Dal matrimonio sono nati G_
(il 31 dicembre 1996), F_ (il 4 ottobre 1998) ed E_ (il 27 agosto 2005). Il marito è segretario comunale ad _. Durante la vita comune la moglie non ha esercitato attività lucrativa per dedicarsi al governo della casa e alla cura della famiglia. I coniugi vivono separati dai primi mesi del 2011, quando AO 1 ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. 387 RFD, intestata alla moglie) per trasferirsi in un appartamento di sua proprietà nel medesimo Comune. Dopo di allora il marito ha versato, d'intesa con la moglie, un contributo alimentare di complessivi fr. 4700.– mensili per lei e i figli, contributo ch'egli ha poi ridotto unilateralmente a fr. 1800.– mensili (fr. 1200.– per E_ e fr. 600.– per la moglie) dopo la maggiore età di G_ (il quale si era trasferito da lui) e di F_ (rimasto con la madre).
B. Nell'ambito di una procedura di separazione giudiziale promossa l'11 maggio 2015 davanti al Pretore del Distretto di Leventina, procedura tramutata il 18 gennaio 2018 in azione di divorzio (inc. DM.2015.4), AP 1 ha chiesto il 24 aprile 2018 di condannare il marito – già in via cautelare – a versare un contributo di mantenimento per E_ di fr. 3624.80 mensili dal maggio del 2018 fino ai 16 anni e di fr. 1325.40 mensili dopo di allora fino alla maggiore età o al termine di un'adeguata formazione (oltre all'assegno familiare), come pure un contributo alimentare per sé di fr. 2299.60 mensili dai 16 anni di E_ in poi. Subordinatamente essa ha limitato a fr. 1325.40 mensili (più l'assegno familiare) la richiesta di contributo alimentare per E_, anticipando dal maggio del 2018 il contributo per sé. Contestualmente essa ha sollecitato inoltre il pagamento di fr. 22 695.20 (più gli assegni familiari) per contributi alimentari arretrati dal maggio del 2017 fino all'aprile del 2018.
C. Decadute infruttuose le trattative per una soluzione amichevole della lite, all'udienza del 10 ottobre 2018, indetta per la discussione cautelare, l'istante ha instato perché le fosse riconosciuta in aggiunta ai contributi “anche la metà dell'eccedenza sul reddito del marito”, così come ulteriori fr. 21 748.80 (oltre assegni familiari) per contributi arretrati. AO 1 ha proposto di respingere l'istanza cautelare.
D. In una replica del 15 ottobre 2018 AP 1 ha portato la richiesta di contributo alimentare per E_ a fr. 4650.– mensili (di cui fr. 3200.– per contributo di accudimento) dal 5 maggio 2017 fino al 16° compleanno e a fr. 1450.– mensili fino al termine di un'adeguata formazione (senza cenno ad assegni familiari), sollecitando un contributo alimentare per sé di fr. 2075.– mensili fino ai 16 anni di E_ e di fr. 5275.– mensili dopo di allora. Subordinatamente essa ha limitato a fr. 1450.– mensili la pretesa per E_ fino al termine della formazione, ma ha aumentato già dal 5 maggio 2017 a fr. 5275.– mensili quella per sé. In ogni caso essa ha autorizzato il convenuto a porre in compensazione i contributi alimentari versati dall'aprile del 2017 (fr. 1800.– mensili). Con duplica del 31 ottobre 2018 il marito ha ribadito il suo punto di vista, offrendo in subordine fr. 1215.– mensili per E_ (assegno familiare non compreso) e fr. 600.– mensili per la moglie.
E. Mediante decreto cautelare del 9 novembre 2018, emesso “nelle more istruttorie”, il Pretore ha condannato AO 1 a versare dall'aprile del 2018 un contributo alimentare per E_ di fr. 1447.– mensili (assegno familiare compreso). Le spese processuali di fr. 400.– sono state poste per fr. 350.– a carico del-l'istante e per il resto a carico del convenuto, cui AP 1 è stata tenuta a rifondere fr. 800.– per ripetibili ridotte.
F. Contro il decreto appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 22 novembre 2018 per ottenere, dall'aprile del 2018, l'aumento a fr. 4659.– mensili (fr. 1447.– più fr. 3212.– di contributo di accudimento) del contributo alimentare per E_ e l'assegnazione di un contributo per sé di fr. 1320.– mensili. In via subordinata essa chiede che in aggiunta al contributo per E_ di fr. 1447.– mensili le sia riconosciuto un contributo alimentare di fr. 4532.– mensili per sé. Nelle sue osservazioni del 21 dicembre 2018 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. I decreti cautelari sono emessi, anche in una procedura di divorzio (art. 276 cpv. 1 CPC), con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC). Se sono stati adottati – come in concreto – dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC), essi sono appellabili così entro 10 giorni (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), seppure il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 137 III 417, confermata in DTF 139 III 88 consid. 1.1.1). Ove il decreto cautelare riguardi controversie meramente patrimoniali, ad ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale presupposto è dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi alimentari per moglie e figlia in discussione davanti al Pretore. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto cautelare impugnato è giunto alla patrocinatrice di AP 1 il 12 novembre 2018. Introdotto il 22 novembre 2018, ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto tempestivo.