Decision ID: f63735c5-16b9-5f5e-9131-70237a473f69
Year: 2006
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
In fatto:
A.
_ è stato arrestato il 12 agosto 2006 dalla Polizia cantonale dopo che si era dato rocambolescamente alla fuga su di una strada in cui vige il divieto di circolazione – poiché alla guida di motoveicolo con applicate le targhe TI _ rubate, senza licenza di condurre e senza assicurazione RC – in occasione di un normale controllo di Polizia. A seguito del suo fermo egli è stato trovato in possesso di CHF 1'800.--, 2 bolas di cocaina e positivo a tale sostanza al test Drugwipe.
Il 13 agosto 2006 il Procuratore pubblico Moreno Capella ha ordinato l’arresto di _ promuovendogli nel contempo l’accusa per titolo di furto, infrazione alla Legge federale sulle armi e sulle munizioni, infrazione alle norme della circolazione (sub. grave infrazione alle norme della circolazione), guida in stato di inattitudine, circolazione senza licenza di condurre o nonostante revoca, circolazione senza licenza, conducenti senza l’assicurazione di responsabilità civile, contravvenzione alla LStup e infrazione alla LStup, e meglio come descritto nella richiesta di conferma dell’arresto 13 agosto 2006 (Inc. GIAR 373.2006.1, doc. 1).
Il giorno stesso questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione, pericolo di collusione con eventuali acquirenti e correi (fornitori), nonché pericolo di recidiva, visti i numerosi precedenti per infrazione e contravvenzione alla LStup (Inc. GIAR 373.2006.1, doc. 5).
A verbale di conferma dell’arresto, a parte le infrazioni alla LCStr e il possesso di 2 bolas di cocaina asseritamente detenute per uso personale, _ ha negato ogni addebito con riferimento alle accuse per infrazione alla LStup.
_ è accusato di avere venduto, nel corso del 2005 e fino al 12 agosto 2006 (giorno del suo arresto) a _, _ e altre località del Ticino, a diversi tossicodipendenti, almeno 140 grammi di eroina tant’è che il 4 settembre 2006 gli è stata estesa l’accusa per infrazione aggravata alla LStup (AI 15).
B.
Il 12 agosto 2006 _, con l’istanza in discussione (giunta al Ministero pubblico il 14 settembre 2006), chiede al Procuratore pubbico di essere posto in libertà provvisoria e, glissando sulle imputazioni relative all’infrazione alla LStup, dichiara di sapere di avere commesso “
dei piccoli reati con la mia moto, per cui spero lei mi condanni con un decreto
”. (Inc. GIAR 373.2006.3, doc. 2).
C.
Il magistrato inquirente, con preavviso negativo 14 settembre 2006 (Inc. GIAR 373.2006.3, doc. 1), ribadisce che esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza, evincibili in minima parte dalle ammissioni dell’accusato stesso nonché dalle chiamate in correità di consumatori e dall’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza in suo uso che testimonierebbe per un intenso scambio di telefonate con persone facenti parte del mondo degli stupefacenti. Per quanto riguarda i bisogni istruttori ed il pericolo di collusione il Procuratore pubblico afferma che a fronte di un atteggiamento negatorio dell’accusato si dovrà procedere con l’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza in suo uso (dati ricevuti soltanto il 4 settembre scorso) per evidenziare le persone in contatto con _ e procedere ai loro interrogatori senza che l’accusato possa entrare in contatto con queste persone, al fine di stabilire l’ampiezza della sua attività di spaccio.
Per quanto riguarda il pericolo di recidiva lo stesso appare dato già solo per il fatto che _ sarebbe un forte consumatore e beneficerebbe soltanto di una rendita di AI di
CHF 1'400.-- al mese. Il Procuratore pubblico termina poi sottolineando l'assoluta proporzionalità del carcere preventivo sin qui sofferto e ancora da soffrire in considerazione del minimo edittale previsto in caso di infrazione aggravata alla LStup.
D.
La difesa dell’istante, con fax 14 settembre 2006, comunica “
di non ritenere opportuno presentare osservazioni all’istanza di libertà provvisoria presentata dal mio
assistito”.
Il patrocinatore, senza peraltro avanzare ipotesi di motivazioni a sostegno dell’istanza, chiede comunque di valutare “
se non sia il caso di permettere direttamente al signor _ di esprimersi compiutamente sulle motivazioni alla base della sua richiesta e di contestare, se del caso, le motivazioni addotte dal Procuratore pubblico Moreno Capella nel suo preavviso negativo del 14 settembre 2006
”.

In diritto:
1.
L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 14 settembre 2006, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio preavviso negativo il giorno stesso, nel termine quindi di 3 giorni.
In ordine, per quanto riguarda la ricevibilità dell’istanza in oggetto, che difetta totalmente di ogni motivazione, vale la pena rilevare che ogni istanza e impugnativa, per essere ricevibile, deve essere convenientemente motivata per consentire, in casu, all’autorità adita di prendere adeguata posizione rispettivamente conclusione di giudizio (decisione 28 giugno 1994 in re B.T., GIAR 263.94.2, e riferimenti; decisione 21 agosto 2001 in re G.H., GIAR 360.2001.2); trattandosi in ogni modo di statuire nel delicato campo della privazione della libertà personale, viene abbondanzialmente affrontato il merito, anche se la difesa non ha neppure tentato di sostanziare l’istanza del proprio patrocinato (e comunque, anche se fossero pervenute osservazioni nel merito – da parte dell’accusato o del difensore – , si tratterebbe sostanzialmente di una nuova istanza – essendo quella in oggetto del tutto carente di motivazioni – con impossibilità per il magistrato inquirente di prendere posizione in proposito, dati i ristretti tempi procedurali di decisione in questa sede).
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
L’art. 95 CPP – corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
Anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato.
Con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di _ e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, seri e concreti indizi di colpevolezza neppure contestati né dall’accusato nella sua istanza di libertà provvisoria né dal suo difensore. A sostenere questa tesi concorrono le dichiarazioni di suoi acquirenti (_, verbale Polizia del 26 agosto 2006; _, verbale di Polizia del 18 agosto 2006; _, verbale di Polizia del 12 settembre 2006; _, verbale di Polizia del 12 settembre 2006) come rilevato dal Procuratore pubblico nel preavviso negativo.
4.
a)
In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24).
In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "
Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht
" (N. Schmid, op. cit., no. 701a).
Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).
b)
È, di regola, compito del magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo 1998, in REP 1998 p. 329) - se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle prove (GIAR 23 settembre 2002 in re Y.). Nel caso in esame, il Procuratore pubblico indica un pericolo di collusione con correi e acquirenti (Preavviso, pag. 2).
c)
Ora, malgrado limitatezza delle spiegazioni del PP in quest’ambito, emerge in modo evidente dall'incarto, in particolare dal rapporto di segnalazione 14 settembre 2006 della Polizia cantonale (AI 22) che, da una prima analisi dei tabulati telefonici dell’utenza in uso a _, gli inquirenti avrebbero notato un intenso traffico telefonico, negli ultimi mesi prima dell’arresto, sia con persone già interrogate come suoi acquirenti, sia con altre (verosimilmente sospettate di esserlo) che dovranno essere convocate ed interrogate a breve dalla Polizia. Sarebbero inoltre evidenti contatti con persone residenti oltre San Gottardo, dove sembra che _ si sia spesso rifornito di sostanze stupefacenti (cfr. tra l’altro verbale di Polizia di _ del 18 agosto 2006, p. 2), sui quali sarebbero in corso accertamenti di Polizia.
L’identificazione di queste persone e la loro audizione è di sicura importanza per l'inchiesta, per l'accertamento dei fatti e delle effettive responsabilità dell’accusato qui istante.
Appare evidente, da una semplice lettura degli atti, che _ ha tentato di minimizzare le proprie responsabilità nell’attività di spaccio di eroina a lui imputata, specialmente quella che sembrerebbe, dai verbali dei suoi acquirenti in parte già contestatigli dalla Polizia nel verbale 22 agosto 2006 (agli atti senza numerazione), essere perdurata sino al momento dell’arresto avvenuto in agosto 2006.
È infatti certamente poco credibile che _, che è tossicodipendente (cfr. verbale di Polizia 17 agosto 2006, p. 1, agli atti senza numerazione), sia riuscito a vivere e a finanziarsi il proprio consumo di cocaina di questi mesi (cfr. verbale di Polizia 17 agosto 2006, p. 2, agli atti senza numerazione) con una rendita AI di CHF 1'400.-- al mese.
A giusta ragione, e basandosi su indizi concreti, gli inquirenti credono che l’attività di vendita di _ sia stata ben più importante di quella ammessa nei suoi verbali.
Che si debba ora fare chiarezza con i dovuti confronti con gli acquirenti e con la ricerca di fornitori e correi in Ticino ed oltre Gottardo appare, a questo stadio, più che legittimo. Ne consegue che a questo punto pure concreto è il pericolo di collusione. I rapporti tra _ ed i suoi fornitori nonché i suoi acquirenti, il fatto che questi ultimi saranno sicuramente oggetto di procedimento penale, permettono di ritenere come concreto il rischio di un accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei confronti, specialmente in relazione ai quantitativi trattati o addirittura a dichiarazioni di estraneità dai fatti (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257).
È pertanto necessario, oltre che opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e confronti con suoi ulteriori venditori ed acquirenti avvengano senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.
5.
Malgrado una volta stabilita l'esistenza di bisogni istrutturi, in relazione con un pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, ci si potrebbe anche esimere dall'esaminare se sussistono anche elementi concreti circa il pericolo di recidiva, appare comunque opportuno osservare quanto segue.
Per quanto riguarda il pericolo di recidiva, lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di commissione dei reati (Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de procédure pénale suisse, Zürich 2001, n° 1479/1483).
Il magistrato inquirente lo evoca, con riferimento alla tossicodipendenza dell’accusato e con la limitatezza delle sue possibilità finanziarie (preavviso, p. 2).
Il periodo di commissione dei reati è esteso: l’inchiesta fa riferimento a ripetute vendite di eroina già nel 2005, vendite che elementi concreti fanno supporre non essersi interrotte neppure nel 2006 (come testimoniano i verbali di alcuni tossicodipendenti, suoi acquirenti, menzionati sopra) e ciò, malgrado _ sia già stato condannato in passato per infrazione alla LStup a pene da espiare (Inc. GIAR 373.2006.1, doc. 4, casellario giudiziale, AI 24). Egli non appare poi in grado di riuscire a far fronte alla propria tossicodipendenza, malgrado sia anche in cura metadonica, con i soli CHF 1'400.-- della rendita AI con i quali deve pure provvedere al proprio sostentamento.
Vi è quindi il concreto pericolo che _, se posto in libertà provvisoria, senza possibilità di entrate finanziarie legali che integrino la rendita AI, ritorni a spacciare sostanze stupefacenti al fine di permettersi i propri consumi.
Tutti questi elementi di fatto concorrono ad indicare concreto ed attuale pericolo di recidiva (SJ 1981, DTF 123 I 268; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n° 2357; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n° 701b).
È poi indubbio che si è confrontati con reati di una certa gravità e che mettono in pericolo la salute pubblica (DTF 105 Ia 26) e a questo proposito ci si chiede perché, a fronte di numerose chiamate in causa come venditore di eroina da parte di tossicodipendenti, avvenute ad autunno 2005 (cfr. i documenti allegati alla richiesta di conferma dell’arresto, inc. GIAR 373.2006.1, doc. 4), gli inquirenti abbiano atteso una corsa in motocicletta finita male (del 12 agosto 2006) per finalmente contestare formalmente al qui accusato le vendite di eroina menzionate nella richiesta di conferma dell’arresto del 13 agosto 2006 (AI 2) e nell’estensione dell’accusa del 4 settembre 2006 (AI 15), parte delle quali risalenti appunto all’anno scorso.
6.
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e ancora da compiere, avuto riguardo alla perseveranza nel reato ed al comportamento istruttorio dell’accusato, è sicuramente data.
Pure va ammessa nella sua eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli reati imputati a _, in particolare per l’imputazione di infrazione aggravata alla LStup.
L’accusato è stato arrestato il 12 agosto 2006 e ad oggi è in detenzione preventiva da un mese e tre giorni. In questo lasso di tempo l’inchiesta appare procedere con sufficiente celerità (specialmente per quanto riguarda i passi istruttori effettuati e quelli previsti e menzionati nel rapporto di segnalazione della Polizia cantonale del 14 settembre 2006, AI 22).
Il reato principale imputato a _ è di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta di un crimine con un minimo edittale di pena di un anno, non si può dimenticare che i quantitativi di eroina in gioco sono tali da mettere in pericolo la salute pubblica) e in caso di condanna il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla completazione dell’inchiesta, in pieno rispetto del principio della proporzionalità.
7.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione – di principio irricevibile e che non può essere sanata da osservazioni al preavviso negativo come già rilevato – è abbondanzialmente respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).