Decision ID: 85bcdeca-e9ad-5655-8206-76a1f5836ced
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Il 9 luglio 1990 _ _ (1911) ha donato alla figlia _ (1955) la proprietà per piani n. _, pari a
9
/
1000
della particella n. _ RFD di _ (appartamento n. 131), sulla quale egli ha mantenuto un diritto di abitazione a vita, e una quota di
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/
140
(quota “K”) della proprietà per piani n. _, pari a
10
/
1000
della medesima particella (autorimessa n. _). Su tali beni era iscritta in 1° grado sin dal 13 luglio 1972 una cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 88 000.– con interessi al 7%, che l'interessata ha esplicitamente assunto al momento di ricevere la donazione.
B.
Il 13 dicembre 2001 _ _ si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Città, chiedendogli di pronunciare l'ammortamento della nota cartella ipotecaria. Essa ha argomentato di voler vendere le sue proprietà a _ e di ignorare dove si trovi il titolo, di cui dopo la donazione avvenuta nel 1990 “non si è più saputo niente”. Con sentenza del 18 dicembre 2001 il Pretore ha respinto l'istanza in ordine “per incompetenza territoriale del giudice adito”, senza riscuotere tasse né spese.
C.
Contro la sentenza appena citata _ _ è insorta con un appello del 21 dicembre 2001 nel quale propone di annullare il giudizio impugnato e di ritornare gli atti al Pretore “affinché dia seguito alla procedura di ammortamento”. Trattandosi di una procedura non contenziosa, l'appello non è stato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1.
L'annullazione di una cartella ipotecaria ha luogo secondo la procedura di ammortamento dei titoli al portatore, col termine di un anno per le pubblicazioni (art. 870 cpv. 2 CC). Sull'ammortamento di titoli al portatore (art. 981 segg. CO) il Pretore statuisce con rito sommario non contenzioso (art. 2 cpv. 3 n. 5 e art. 3 LAC con rinvio all'art. 360 CPC). Introdotto nel termine di dieci giorni dalla notifica della sentenza impugnata, l'appello in esame è pertanto ricevibile (art. 370 cpv. 2 CPC).
2.
Nella fattispecie il Pretore ha ritenuto che competente per l'ammortamento di titoli di credito sia solo “il giudice del domicilio o della sede del debitore” (art. 30 cpv. 1 LForo), come del resto stabiliva il vecchio art. 981 cpv. 2 CO. Presumendo che l'istante, proprietaria del pegno, sia anche debitrice nei confronti del portatore della cartella ipotecaria, rimane il fatto che abilitato ad annullare quest'ultima è il tribunale competente per la giurisdizione di Spreitenbach. Sotto l'egida dell'abrogato art. 981 cpv. 2 CO – ha continuato il Pretore – certa giurisprudenza ammetteva, come foro alternativo, anche quello del luogo in cui si trova l'immobile. Oggi ciò non è più giustificato se non nell'ipotesi in cui il debitore sia domiciliato all'estero, l'art. 30 cpv. 1 LForo avendo ripreso la formulazione del cessato art. 981 cpv. 2 CO senza nulla concedere. Il che denota ormai – ha concluso il Pretore – un silenzio qualificato, non una lacuna legislativa.
3.
L'appellante sostiene che la dottrina non condivide unanimemente l'opinione del Pretore e che, secondo taluni autori, l'art. 30 cpv. 1 LForo lascia tuttora spazio, per l'ammortamento di titoli ipotecari, alla competenza alternativa del giudice nel luogo in cui si trova l'immobile (
Vock
in: Spühler/Tenchio/Infanger,
Bundesgesetz über den Gerichtsstand in Zivilsachen,
Basilea 2001, n. 5 in fine ad art. 30). Nel caso specifico le proprietà per piani gravate di pegno si trovano a _. Inoltre il padre dell'appellante era domiciliato a Muralto al momento della donazione e a _ egli era domiciliato anche al momento in cui la cartella ipotecaria è andata smarrita. Non avrebbe alcun senso, quindi, postulare l'ammortamento del titolo davanti al giudice di un altro Cantone.
4.
Prima che entrasse in vigore la legge federale sul foro in materia civile (RS 272), che ha unificato la competenza per territorio sul piano nazionale, l'art. 981 cpv. 2 CO prescriveva testualmente, per l'ammortamento di titoli al portatore (azioni, obbligazioni, buoni di godimento, fogli di cedole, scontrini per il rinnovo di tali fogli e così via): “È competente il giudice del domicilio del debitore e, trattandosi d'azioni, il giudice del luogo in cui ha sede la società anonima”. Una parte ragguardevole della dottrina e della giurisprudenza reputava nondimeno che, dovendosi annullare cartelle ipotecarie, fosse data anche la possibilità – per diritto federale – di adire il foro nel luogo in cui si trova l'immobile (
forum rei sitæ
), un rapporto di pegno ipotecario rivelando per sua natura un nesso molto più stretto con l'ubicazione del fondo che non con il domicilio del debitore (da ultimo:
Staehelin
in:
Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB II
, Basilea 1998, n. 5 ad art. 870). Questa Camera si era allineata per finire a tale tendenza, anche perché in materia di diritti reali immobiliari e di azioni possessorie l'art. 18 cpv. 1 CPC prevedeva, a livello intracantonale, la competenza del giudice nel luogo di situazione dell'immobile addirittura come esclusiva (I CCA, sentenza del 10 giugno 1996 in re G., consid. 3 e 4).
5.
L'art. 30 cpv. 1 LForo, in vigore dal 1° gennaio 2001, dispone ora che “per l'ammortamento di azioni della società anonima è competente il giudice della sede della società e per l'ammortamento dei rimanenti titoli di credito il giudice del domicilio o della sede del debitore”. In favore del
forum rei sitæ
la norma nulla riserva. Né il messaggio del Consiglio federale accenna in qualche modo al tribunale nel luogo di situazione del fondo. Esso si limita a rilevare che “alla stessa stregua di quanto previsto dal diritto vigente, per l'ammortamento di azioni della società anonima e di altri titoli di credito è competente il giudice della sede della società o quello del domicilio del debitore (...). L'art. 981 cpv. 2 CO è abrogato” (FF 1999 pag. 2466 in fondo). Alla controversia che opponeva, circa la disponibilità di un foro alternativo per l'ammortamento di titoli ipotecari, due orientamenti di dottrina e di giurisprudenza il messaggio non fa alcuna allusione.
6.
La dottrina più recente rispecchia in prevalenza l'opinione espressa dal Pretore nella sentenza impugnata. _ reputa che, dopo l'entrata in vigore dell'art. 30 cpv. 1 LForo, l'esistenza di un
forum rei sitæ
per l'annullamento di titoli ipotecari non sia più sostenibile, la norma in questione disciplinando ormai esaustivamente la competenza
ratione loci
per l'ammortamento di titoli di credito (in: Müller/Wirth, Gerichtsstandsgesetz, Zurigo 2001, n. 40 ad art. 30). Anche a parere di
Kurth/Bernet
non è più possibile riscontrare nell'ordinamento federale lacuna di sorta, il testo dell'art. 30 cpv. 1 LForo essendo inequivocabile (in:
Kellerhals/von Werdt/Güngerich, Gerichtsstandsgesetz,
Berna 2001, n. 4 in fine ad art. 30). Di avviso analogo
Donzallaz
, il quale ribadisce che con la promulgazione dell'art. 30 cpv. 1 LForo è venuta a cadere, per l'ammortamento di titoli ipotecari, la competenza del giudice nel luogo in cui si trova la cosa, l'art. 20 LForo valendo solo per procedure contenziose (Commentaire de la loi fédérale sur les fors en matière civile, Berna 2001, n. 8 ad art. 30). Denis
Piotet
, da parte sua, definisce inadeguata la regolamentazione dell'art. 30 cpv. 1 LForo per quanto riguarda l'ammortamento di titoli ipotecari, ma non afferma che ciò giustifichi la sussistenza di un foro alternativo (in:
Haldy/Poudret/
Piotet/Tappy/Corboz, Les nouveaux fors fédéraux et les nouvelles organisations judiciaires
, Losanna 2001, pag. 77 in alto).
Solo
Vock
, citato dall'appellante (sopra, consid. 3), avanza una simile tesi, ma nel panorama della dottrina attuale il suo assunto rimane isolato.
7.
Se ne conclude che, così come stanno oggi le cose, gli elementi di giudizio non consentono più di riscontrare una competenza facoltativa, accanto a quella dell'art. 30 cpv. 1 LForo, per l'ammortamento di titoli ipotecari. Oltre al silenzio del legislatore e all'indirizzo prevalentemente contrario degli autori, è appena il caso di ricordare che l'art. 30 LForo configura – già di per sé – una deroga alla norma generale dell'art. 11 LForo sulla competenza in materia di volontaria giurisdizione (FF 1999 pag. 2466 in fondo). Per giustificare altre eccezioni, tanto più
extra legem
, occorrerebbero fondamenti solidi e di sicuro affidamento dottrinale, che in concreto fanno manifesto difetto. Nelle circostanze evocate la sentenza del Pretore merita quindi conferma.
8.
Gli oneri processuali, con una tassa di giustizia volutamente contenuta per tenere conto del caso di principio, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).