Decision ID: 4923930e-d42f-5839-bd80-1c635e710c4e
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 14 novembre 2011 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 17 agosto 2011 (cfr. doc. D) con la quale ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 14 luglio 2011, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità.
1.2. Contro la decisione su reclamo RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo:
"
In via principale
:
1.
Il ricorso è accolto.
§ di conseguenza:
1.1.
La decisione su reclamo 14 novembre 2011 è
annullata;
1.2.
In riforma della decisione annullata viene riconosciuta
al signor RI 1, _, una prestazione
assistenziale LAS di fr. 1'475.- al mese.
2.
Protestate tasse, spese e ripetibili (riservata l’istanza AG)
In via subordinata:
1.
Il ricorso è accolto.
§ di conseguenza:
1.1. La decisione su reclamo 14 novembre 2011 è
annullata;
1.2.
Gli atti sono rinviati all’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento per nuova decisione ai sensi dei
considerandi.
2.
Protestate tasse, spese e ripetibili (riservata l’istanza AG)”
Il ricorrente ha, inoltre, postulato la concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto, in particolare, che a torto l’USSI ha considerato soltanto metà del debito ipotecario nel calcolo della sostanza computabile come reddito LAS.
Egli, al riguardo, ha precisato, da un lato, di essere l’unico proprietario della casa in _ a _ (mapp. _ RFD _) il cui valore è pari a fr. 252'521.-- e dove abita con la madre, _.
Dall’altro, che l’immobile è gravato da un debito ipotecario di fr. 243'200.-- ai cui costi provvede lui esclusivamente, benché sul contratto ipotecario figuri anche al madre quale debitrice solidale ma unicamente per una questione legata alla volontà della banca che ha concesso il credito ipotecario di garantire quest’ultimo.
Il ricorrente ha evidenziato che per quanto concerne i rapporti interni tra lui e sua madre non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari siano divisi a metà.
Egli ha specificato che la solidarietà è un aspetto che riguarda le relazioni con i terzi e che non dice nulla circa i rapporti interni tra i debitori solidali.
L’insorgente ritiene, dunque, che ai fini della determinazione del suo diritto a una prestazione assistenziale debba essere tenuto conto dell’intero debito ipotecario e che, di conseguenza, la sostanza computabile LAS sia nulla (fr. 252'521.-- valore dell’immobile – fr. 243'200.-- debito ipotecario – fr. 100'000.-- quota esente).
Secondo il medesimo, considerando una sostanza computabile nulla, egli avrebbe diritto a una prestazione assistenziale mensile di fr. 1'475.-- (fr. 1'077.-- fabbisogno di base LAS + fr. 1'390.-- spesa computabile LAS – fr. 691.-- reddito computabile LAS – fr. 0.-- sostanza computabile LAS – fr. 301.-- sussidio cassa malati, cfr. doc. I).
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Il 27 gennaio 2012 l’avv. _, per conto del ricorrente, ha segnatamente comunicato di non avere ulteriori mezzi di prova da produrre e di aver già prodotto, in relazione ai rapporti interni tra i debitori solidali, il doc. C, al quale tuttavia l’USSI non pare confrontarsi nella risposta di causa (cfr. doc. V).
1.5. L’amministrazione ha preso posizione al riguardo con scritto del 10 febbraio 2012 (cfr. doc. VII).
1.6. Il patrocinatore dell’insorgente, il 16 febbraio 2012, si è nuovamente espresso in merito alla fattispecie, evidenziando che la dichiarazione di _ è posteriore alla decisione, ma attesta i rapporti tra i condebitori solidali dall’inizio della relazione giuridica. Egli ha, inoltre, ribadito che il fatto che la madre del ricorrente figuri sul contratto ipotecario è stato richiesto dalla Banca, ma che ciò non muta i rapporti interni tra i debitori che sono sempre stati e sono quelli dichiarati nel doc. C (cfr. doc. IX).
1.7. Il doc. IX è stato trasmesso per conoscenza all’USSI (cfr. doc. X).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 14 luglio 2011.
Più precisamente deve essere appurato se nel relativo calcolo l’importo del debito ipotecario vada considerato in misura della metà, come deciso dall’amministrazione, oppure interamente, come sostenuto dal ricorrente.
2.2.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone T
icino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.3. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate
le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie
a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f)
l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971.”
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata del
le prestazioni assistenziali propriamente dette
sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate
(cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la
COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011, che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
977.--
100.--
1077.--
2 persone
1495.--
100.--
1595.--
3 persone
1818.--
100.--
1918.--
4 persone
2090.--
100.--
2190.--
5 persone
2364.--
100.--
2464.--
6 persone
2638.--
100.--
2738.--
7 persone
2912.--
100.--
3012.--
Per ogni persona supplementare
+ 272.--
-
+ 272.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e per le successive:
l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)
2.5. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ... . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6. N
ella presente evenienza dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 è l’unico proprietario del fondo n. _ RFD _, acquisito mediante donazione nel 1994, dove è edificata l’abitazione dove vive con la madre (cfr. doc. 28; 29; I).
La stima del fondo _ RFD _ calcolata il 28 aprile 2004 corrisponde a fr. 252'521.-- (cfr. doc. 31; 32).
Dall’estratto del RF del 28 marzo 2011 si evince che il fondo risultava gravato da una cartella ipotecaria al portatore di 1° grado di fr. 270'000.-- (cfr. doc. 30).
Inoltre da un
“Contratto di credito base ipoteca”
concluso tra la Banca _, da una parte, e RI 1 e sua madre, _, dall’altra, nel luglio 2011 risulta che la Banca ha concesso loro per l’immobile in _ a _, particella n. _ un prestito ipotecario di fr. 243'200.--, allo scopo di raggruppare i crediti esistenti e rimborsare il diritto di compera.
Nel contratto è stato pure indicato che non deve essere effettuato alcun ammortamento, che gli interessi giungono a scadenza per trimestre, la prima volta al 30 settembre 2011 e che in caso di pluralità di debitori, questi rispondono solidalmente nei confronti della Banca (cfr. doc. 24-26).
L’USSI, nel calcolo volto a determinare l’eventuale diritto di RI 1 a una prestazione assistenziale, ha dedotto dal valore della sostanza immobiliare di fr. 252'521.-- metà della somma complessiva del debito ipotecario di fr. 243'200.--, ossia fr. 121'600.--, oltre alla quota esente per l’abitazione primaria di fr. 100'000.--, ottenendo così un importo di sostanza computabile LAS di fr. 30'921.--, pari a fr. 2'576.-- mensili, che sommati al reddito computabile Las di fr. 691.-- al mese e alle altre prestazioni Laps di fr. 301.-- al mese coprono sia il fabbisogno di base Las di fr. 1'077.-- mensili che la spesa computabile Las di fr. 1'390.-- al mese con un’eccedenza di fr. 1'101.-- al mese (cfr. doc. 22).
Il ricorrente ha contestato tale modo di procedere dell’amministrazione, chiedendo che dal valore di stima del proprio immobile sito a _ venga sottratto dell’intero debito ipotecario.
In proposito egli ha fatto valere, in buona sostanza, che, benché sul contratto ipotecario concluso con la _ figuri anche la madre quale debitrice solidale, poiché così ha voluto la banca per garantire il proprio credito, ai costi connessi al debito ipotecario di fr. 243'200 provvede lui esclusivamente.
Il ricorrente ha, altresì, evidenziato che per quanto concerne i rapporti interni tra lui e sua madre non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari siano divisi a metà (cfr. doc. I).
2.7. Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ricorda dapprima che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las
la sostanza
netta
viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile.
Ne discende che la sostanza immobiliare relativa all’abitazione primaria viene conteggiata nel calcolo della prestazione assistenziale al netto, ovvero dopo aver dedotto eventuali debiti alla stessa connessi, per l’importo che supera la quota esente di fr. 100'000.--.
Relativamente ai debiti, va evidenziato che secondo l’art. 143 cpv. 1 CO più debitori dichiarano di obbligarsi verso il creditore ciascuno singolarmente all’adempimento dell’intera obbligazione, fra gli stessi vi è un rapporto di solidarietà.
L’art. 144 cpv. 1 CO prevede che i
l creditore può a sua scelta esigere da tutti i debitori solidali o da uno di essi tutto il debito od una parte soltanto. Il cpv. 2 enuncia che Tutti i debitori restano obbligati finché sia estinta l’intiera obbligazione.
Ai sensi dell’art. 147 CO
in quanto uno dei debitori solidali ha soddisfatto il creditore mediante pagamento o compensazione, anche gli altri sono liberati (cpv. 1).
La liberazione di un debitore solidale, senza che il creditore sia stato soddisfatto, giova agli altri solo in quanto ciò sia giustificato dalle circostanze o dalla natura dell’obbligazione (cpv. 2).
L’art. 148 CO contempla che
ove non risulti il contrario dal rapporto giuridico esistente fra i debitori solidali, il pagamento fatto al creditore si divide in parti eguali fra i medesimi (cpv. 1).
Al debitore solidale che avesse pagato più della sua parte, spetta il regresso verso i condebitori per l’importo pagato in più (cpv. 2).
Ciò che non può conseguirsi da uno dei debitori solidali deve essere sopportato in parti eguali dagli altri (cpv. 3).
Giusta l’art. 149 CO
il debitore solidale cui spetta il regresso subentra in tutte le ragioni del creditore fino a concorrenza di quanto gli ha pagato (cpv. 1).
Il creditore è responsabile ove abbia avvantaggiato la posizione giuridica di un debitore solidale a danno degli altri (cpv. 2).
Il Tribunale federale, in una sentenza 4A_582/2008 del 27 febbraio 2009, ha precisato che:
"
(...)
Il n'est pas nécessaire que le terme de solidarité soit expressément employé; il suffit que plusieurs personnes s'engagent de telle manière que chacune d'elles doit la prestation entière (Romy, Commentaire romand, 2003, n° 1 ad art. 143 CO).
La solidarité permettait au créancier de rechercher le débiteur de son choix (art. 144 al. 1 CO). Comme aucun accord contraire n'a été prouvé, chacun des débiteurs solidaires doit prendre à sa charge, sur le plan interne, une part égale du paiement (art. 148 al. 1 CO). Celui qui paie au-delà de sa part a, pour l'excédent, un droit de recours (art. 148 al. 2 CO; cf. aussi art. 144 al. 1 LDIP
).”
2.8. Giova, inoltre, rilevare che questa Corte con sentenza 42.2004.3 del 17 maggio 2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg., ha stabilito che nel calcolo della prestazione assistenziale di un’anziana non andava computato
il valore dei fondi a cui aveva rinunciato donandoli ai figli.
Il TCA ha, in effetti, osservato che se si computassero i beni a cui una persona ha rinunciato, si contravverrebbe allo scopo primo dell’assistenza sociale che è quello di sostenere una persona che si trova in una situazione di bisogno concreto indipendentemente dalle cause della sua precarietà.
Tale principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1° ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Al riguardo il TF, in una sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha deciso che:
"
(...)
3.
3.1Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa. L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (
DTF 131 I 166
consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75). Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).
3.2 In
materia di prestazioni complementari, a norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi determinanti comprendono le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato. Una rinuncia ai sensi di questa disposizione è data, segnatamente, allorquando una persona assicurata rinuncia, senza obbligo giuridico, a elementi di sostanza, o può pretendere determinati elementi di reddito e di sostanza, senza però far valere i relativi diritti (
DTF 123 V 35
consid.
1 pag. 37 con riferimenti; Raymond Spira, Transmission de patrimoine et dessaisissement au sens de la loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210 segg.).
Affinché una rinuncia a elementi di reddito o di sostanza possa essere presa in considerazione, occorre che essa sia avvenuta «senza obbligo giuridico», rispettivamente «senza controprestazione adeguata», queste due condizioni non essendo da intendere cumulativamente, bensì alternativamente (
DTF 131 V 329
consid. 4.3 pag. 334).
3.3 A
differenza di quanto vale in materia di prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza P 55/05 del 21 gennaio 2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la perdita di un importo di fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a rischio, legato ad una truffa, costituisce sostanza cui l'assicurato ha rinunciato), l'aiuto in situazioni di bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non può essere ridotto o rifiutato ad una persona indigente, anche se quest'ultima è personalmente responsabile di questo suo stato; si tratta di una concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto sociale, che costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi per esempio
DTF 121 I 367
consid.
3b pag. 375; Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5 all'art. 12 Cost.; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol.
II, pag. 683, n. 1532; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin Amstutz, Das Grundrecht auf
Existenzsicherung, tesi Berna 2002, pag. 304).
A questo riguardo, è unicamente determinante la situazione attuale ed effettiva dell'interessato al momento dell'esame del suo diritto a condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit., pag. 170). In altri termini, i motivi che hanno condotto all'indigenza sono irrilevanti dal profilo della protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure
DTF 131 I 166
consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati). Fermi questi presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di reddito o di sostanza nell'ambito delle
prestazioni complementari.”
2.9. Nel caso di specie, come visto, il ricorrente e la madre, nel luglio 2011, hanno assunto entrambi il debito ipotecario nei confronti della _ (cfr. doc. 24, consid. 2.6.).
Essi, in virtù dell’art. 143 CO risultano debitori solidali.
L’insorgente medesimo nel ricorso ha indicato che la madre nel
“Contratto di credito base ipoteca”
del luglio 2011 figura quale debitrice
solidale
del debito ipotecario presso la _ (cfr. doc. I).
L’asserzione del ricorrente secondo cui il motivo per il quale la madre è debitrice solidale è dovuto esclusivamente al desiderio della banca di garantire il proprio credito (cfr. doc. I) è irrilevante ai fini della presente vertenza.
In effetti la ragione che ha portato a tale assunzione di debito non ha influenza alcuna sulla soluzione della lite. Decisivo è unicamente il fatto che la stessa nei confronti della _ sia debitrice insieme al figlio.
Dalle carte processuali non risulta, per contro, che il ricorrente e la madre abbiano concluso una convenzione circa le modalità secondo le quali ripartire il pagamento del debito.
Ciò è dimostrato anche da quanto sostenuto nell’atto ricorsuale, ossia che
“...per quanto riguarda i rapporti interni tra _ e RI 1, non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari siano divisi a metà”
(cfr. doc. I
).
Il fatto di non avere previsto alcuna obbligazione circa la divisione a metà dell’onere debitorio non significa che ciò non debba comunque avere luogo.
Infatti la ripartizione a metà non necessita di una convenzione specifica al riguardo, bensì deriva, quale principio generale, dall’art.148 CO nel caso in cui i condebitori non prevedano una divisione in misura differente (cfr. consid. 2.7.).
In concreto, visto che il ricorrente e la madre non hanno concluso un accordo in relazione a come ripartire sul loro piano interno il debito, essi sono tenuti ognuno per la metà del debito ipotecario di fr.
243'200.--.
Ciò significa che il creditore, ovvero la banca potrà, se del caso, scegliere a chi chiedere il rimborso del mutuo ipotecario. Il debitore scelto, se corrisponderà l’intera somma, avrà il diritto di regresso per la metà dell’importo verso l’altro debitore solidale (cfr. art. 144 e 148 cpv. 2 CO).
Al riguardo è utile segnalare che il Tribunale federale in una sentenza 2A.508/2001 del 26 giugno 2001 ha stabilito che:
"
(...)
2.1 En vertu de l'art. 33 al. 1 lettre a LIFD, les intérêts passifs privés sont, sous réserve d'une exception qui n'est pas réalisée en l'espèce, déduits du revenu. Cette déduction suppose l'existence d'une dette dont le contribuable répond personnellement et définitivement. Lorsque le contribuable est codébiteur solidaire, il ne peut déduire les intérêts passifs qu'à concurrence de la part de la dette dont il répond définitivement (cf. P. Locher, Kommentar zum DBG, Ière partie, Therwil 2001, n° 5 ad art. 33, p. 816). Par conséquent, il est sans importance que le codébiteur solidaire puisse être recherché pour le tout. Il dispose en effet d'un droit de recours contre l'autre ou les autres codébiteurs solidaires, de sorte qu'en définitive il ne répond de la dette que pour sa part.
L'insolvabilité éventuelle des codébiteurs n'y change rien.” (La sottolineatura è del redattore)
2.10. La
“Dichiarazione all’attenzione del Tribunale cantonale delle assicurazioni”
sottoscritta da _ il 9 dicembre 2011, nella quale la stessa ha attestato, da una parte, di non provvedere in alcun modo al pagamento degli oneri ipotecari relativi al debito di fr. 243'200 che grava il fondo mapp. _ RFD _ di proprietà del figlio a cui è invece quest’ultimo a farvi fronte, dall’altra, che, nel caso in cui la Banca le chiedesse la restituzione del credito quale debitrice solidale, non potrebbe estinguerlo neppure in minima parte, non avendo alcuna sostanza ed essendo pensionata (cfr. doc. C), non è tale da sovvertire l’esito della presente vertenza.
In effetti, a prescindere dal fatto che tale dichiarazione sia stata prodotta solamente in sede ricorsuale, e meglio dopo l’emanazione della decisione su reclamo del 14 novembre 2011 con cui l’USSI ha confermato il proprio diniego a una prestazione assistenziale a seguito del computo del valore residuo della sostanza immobiliare dopo deduzione di un importo pari a metà del debito ipotecario e della quota esente di fr. 100'000.--, la stessa indica unicamente
che la madre attualmente non provvede a pagare gli oneri ipotecari, ovvero gli interessi ipotecari, ritenuto che il contratto con la _ del luglio 2011 prevede che non deve essere effettuato alcun ammortamento (cfr. doc. 24).
La circostanza che al momento _ non versi alla banca gli interessi e che il figlio non abbia reclamato la metà dell’importo degli stessi non implica la conclusione di un accordo contrario alla regola generale della divisione a metà del debito di cui all’art. 148 CO.
Del resto dagli atti si evince che, prima del nuovo contratto di debito ipotecario concluso con la _ di _ nel luglio 2011 con lo scopo di raggruppare dei precedenti debiti esistenti (cfr. doc. 24), e meglio ancora nel gennaio e nel marzo 2011, l’insorgente ha versato alla banca gli interessi dovuti facendo capo a un conto privato intestato alla madre (cfr. doc. 74; 75; 76; 77).
La mancata assunzione attuale della metà degli interessi ipotecari da parte della madre comporta tutt’al più per il ricorrente la rinuncia all’importo corrispondente.
Come esposto sopra (cfr. consid. 2.8.), la rinuncia di entrate non è computabile nell’ambito dell’assistenza sociale, per cui l’intera somma di interessi ipotecari annui dovuta alla _ di fr. 6'992.-- (2,875% di fr. 243'200.--; cfr. doc. 24) va conteggiata tra le spese computabili dell’insorgente, come peraltro effettuato dall’USSI (cfr. doc. 23).
Per l’importo di fr. 243'200.-- del debito ipotecario in quanto tale da dedurre dalla sostanza, invece, dal momento che la banca non ne ha reclamato il rimborso e non sono stati corrisposti ammortamenti, non può entrare in linea di conto una rinuncia alla parte (la metà) a carico della madre.
In simili condizioni a ragione l’USSI, nel calcolo volto a stabilire l’eventuale diritto _ a una prestazione assistenziale, ha dedotto dalla sostanza immobiliare di fr. 252'521.-- la somma di fr. 121'600.--, pari alla metà del debito ipotecario di fr. 243'200.-- e conseguentemente ha negato al ricorrente il diritto a una prestazione assistenziale.
La decisione su reclamo del 14 novembre 2011 deve, pertanto, essere confermata.
2.11. RI 1 ha chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (doc. I, pag. 5-6).
In realtà la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assistenza sociale è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca), come del resto rilevato dal patrocinatore dell’insorgente (cfr. doc. I pag. 5).
Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 3 Lag prevede:
"
1
L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
"
2
E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
"
1
L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2
L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).
Pertanto la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Infatti l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate dalla giurisprudenza.
L’istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 3).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.
L’attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
Giusta l’art. 3 della Lag:
"
1
L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.
2
E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
"
1
L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2
L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS).
Le condizioni cumulative per la concessione del gratuito patrocinio sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
Al riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U 220/99:
"
(...).
Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese ripetibili,
alle stesse condizioni viene riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),
per costante giurisprudenza, una causa è sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate), (...).
"
(STFA succitata)
2.12. Nel caso di specie il ricorrente, come ampiamente esposto, è proprietario di un immobile il cui valore di stima ammonta a fr. 252'521.-- ed è gravato da un debito ipotecario di fr. 243'200.-- assunto solidalmente dallo stesso e dalla madre (cfr. consid. 2.6.).
In una sentenza I 134/06 del 7 maggio 2007 il TF ha stabilito quanto segue:
"
(...) prima di potere eventualmente richiedere l'assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona interessata, nel limite dell'esigibile (la giurisprudenza federale garantisce una riserva di soccorso ["Notgroschen"; v. RSAS 2003 pag. 522, B 52/02, consid. 5.3; inoltre sentenza 4P.158/2002 del 16 agosto 2002, consid. 2.2]), deve di principio attingere alla propria sostanza (
DTF 119 Ia 11
consid. 5a pag. 12; sull'esigibilità, per il richiedente, di gravare un immobile e di assumersi un [ulteriore] debito ipotecario cfr. ad es.
DTF 119 Ia 11
nonché Anwaltsrevue 8/2003 pag. 272, B 54/05). Ora, dalla documentazione fornita dal ricorrente si evince che lo stesso dispone di una sostanza sufficiente per potere pagare la propria legale nella procedura AI oggetto del presente ricorso. In calce al modulo, presentato in questa sede, per la richiesta dell'assistenza giudiziaria, l'autorità comunale ha indicato in fr. 301'696.- l'importo della sostanza risultante dalla tassazione 2003, emessa in data 21 settembre 2005, mentre con la più recente decisione provvisoria di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG del 2 giugno 2006 la Cassa cantonale di compensazione ha accertato in fr. 134'000.- la sostanza netta complessiva in Svizzera o all'estero.”
In casu, è vero che il debito ipotecario va a carico del ricorrente per metà del valore, ossia per fr. 121'600.-- (cfr. consid. 2.10.), per cui il ricorrente disporrebbe di una sostanza immobiliare netta di fr. 130'921.-- (fr. 252'521.-- - fr. 121'600.--).
Tuttavia il debito complessivo grava sul fondo del ricorrente che costituisce la garanzia ipotecaria per la banca.
D’altra parte, però, determinante per la concessione di un eventuale ulteriore mutuo ipotecario è il valore venale di mercato - di regola calcolato dai periti degli istituti bancari - più elevato di quello di stima.
Pertanto, nel caso di specie, ritenuto che in linea di principio vengono concessi prestiti ipotecari fino all’80% del valore di mercato (cfr.
http://magazine-i.ubs.com/it/home/immobiliari/che-casa-posso-permettermi.aspx
) risulta verosimile la possibilità di richiedere un ulteriore prestito ipotecario per far fronte al pagamento delle spese legali.
In effetti dall’estratto del RF del 28 marzo 2011, ossia relativo a un periodo precedente al nuovo contratto di credito con la _ del luglio 2011, il fondo di _ risultava gravato da una cartella ipotecaria di fr. 270'000.--, importo maggiore all’attuale debito ipotecario e al valore di stima del fondo determinato nell’aprile 2004 (cfr. consid. 2.6.).
Difettando uno dei requisiti cumulativi per concedere l'assistenza giudiziaria, la relativa istanza dev'essere respinta.