Decision ID: 5a32cf3e-5956-5fa2-9f4e-170c7bb1a89c
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

In via abbondanziale si rilevi inoltre che allorquando l'UAI ha emesso la prima decisione, tramite la quale sono stati negati all'assicurato provvedimenti professionali proprio in ragione del fatto che a tal momento il medesimo svolgeva un impiego ritenuto idoneo, quest'ultimo non ha eccepito alcunché.
In definitiva si può quindi concludere che l'impiego presso La _ fosse pienamente esigibile.
L'attività ultimamente intrapresa, per quel poco che è dato di sapere, comporta al contrario oneri e ritmi controindicati allo stato di salute dell'assicurato. Questi è per esempio tenuto a sollevare pesi importanti, fatto questo poco compatibile con la problematica alla caviglia (cf. dich. ass. 23.9.2002, doc. n. _ inc. AI).
Si rilevi ad ogni modo che, secondo quanto dichiarato dallo stesso assicurato, anche nell'ambito di questa attività non vi sarebbe perdita alcuna di guadagno (cf. nota segr. isp. 14.11.2002, doc. n. _ inc. AI).
Ritenuto il generale obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere il possibile al fine di ridurre il discapito economico cagionato dal danno alla salute, e rilevato come la precedente attività fosse sicuramente più idonea al suo stato di salute, è quindi lecito adottare quale reddito di riferimento quello percepito nell'attività precedente, nell'ambito della quale l'interessato conseguiva fra l'altro un reddito superiore a quello che avrebbe potuto percepire in qualità di verniciatore di carrozzerie.
Dal punto di vista medico infine non è stato reso verosimile né che vi sia stato un peggioramento dello stato di salute rispetto alla precedente valutazione, né tanto meno che l'attuale stato valetudinario non permetterebbe un corretto svolgimento dell'attività lavorativa (si tratti di quella presso la _, come anche di quella attualmente svolta).
In definitiva quindi a mente dello scrivente Ufficio non sussistevano in concreto i presupposti atti a giustificare un'entrata in materia." (doc. _)
1.5. Il 3 marzo 2003 il dr. _ ha ribadito il peggioramento dello stato del piede a seguito della sopravvenienza di un’artrosi, allegando il rapporto 20 gennaio 2003 di una radiografia alla gamba interessata (VII).
Interpellato in merito, con osservazioni 1° aprile 2003 l’amministrazione ha trasmesso un’annotazione del proprio servizio medico, dr. _ (IX).
Da ultimo, il 25 aprile 2003 il dr. _ ha trasmesso al TCA una sua lettera di risposta al dr. _ (XI).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Nell’evenienza concreta, oggetto del contendere è sapere se l’amministrazione rettamente non è entrata nel merito della nuova domanda di prestazioni.
2.3. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità,
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che gli articoli citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.4. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Affinché il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Va altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.5. Ove la rendita è stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente, una nuova richiesta è riesaminata soltanto quando il grado d'invalidità risulti modificato in misura rilevante (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).
Questa regolamentazione deve essere applicata anche quando, in precedenza, la rendita era stata rifiutata per assenza d'invalidità (RCC 1983 pag. 492 consid. 1c).
La ratio dell'art. 87 cpv. 4 OAI è quella di impedire che l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è già stata rifiutata da una decisione cresciuta in giudicato (DTF 117 V 198 consid. 4b con riferimenti; RCC 1985 pag. 335 consid. 2c, RCC 1984 pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c, RCC 1971 pag. 494 consid. 2 in fine, RCC 1966 pag. 264-265).
Se l'assicurato non rende attendibile che la sua invalidità si è modificata in modo tale da influire sul diritto alla rendita, la nuova domanda è dichiarata irricevibile, nel senso che la Cassa (ora l’Ufficio invalidità) emana una decisione di non entrata in materia (SVR 2002 IV Nr. 26; RCC 1991 pag. 270 consid. 1a; DTF 109 V 119 consid. 2b; Valterio, op. cit., pag. 270).
Se l'assicurato interpone ricorso, il giudice esamina solo se l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia a buon diritto. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (RCC 1991 pag. 270 consid. 1a, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b).
2.6. Se l'assicurato rende attendibile la modifica l'amministrazione deve entrare nel merito della nuova richiesta ed esaminare materialmente se la modifica è effettivamente intervenuta (RCC 1984 pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b; Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, pag. 270; Fonjallaz, Invalidité et révision des rentes d'invalidité, pag. 114).
In quest'evenienza la Cassa deve procedere in modo analogo alla procedura applicabile in caso di revisione secondo l'art. 41 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a).
Se l'amministrazione constata che il grado di invalidità non si è modificato dalla precedente decisione cresciuta in giudicato, essa rigetta la nuova domanda. Nella circostanza opposta l'amministrazione esamina se la modifica intervenuta è tale da ammettere questa volta un'invalidità pensionabile ai sensi dell'art. 28 cpv. 1 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b).
2.7. Analogicamente alla procedura di revisione, per esaminare materialmente una nuova richiesta di rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una notevole modificazione, tale da influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.
D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un quarto di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.
Comunque una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).
In particolare si devono paragonare i fatti esistenti al momento della decisione precedente a quelli relativi all’istante della nuova decisione. Un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è dunque sufficiente (DTF 105 V 29; Valterio, op. cit., p. 268).
Tutto quanto riportato sopra riguardo alla nuova domanda nell’ambito delle rendite, come pure la procedura di revisione ex art. 41 LAI, vale anche, in via analogica, per quel che concerne le misure integrative (art. 8ss LAI) a patto che si tratti di prestazioni ricorrenti (Dauerleistungen) (cfr. DTF 105 V 73, 109 V 119, 113 V 22 consid. 3b e Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 268).
2.8. Nel caso in esame, avendo l'UAI emanato una decisione di non entrata in materia, unico punto di giudizio è quello a sapere se l'amministrazione ha rifiutato a buon diritto di esaminare il merito della richiesta.
Occorre innanzitutto rilevare che l’assicurato, nonostante la formazione di verniciatore di carrozzeria appresa nel periodo 1977 – 1981 (cfr. domanda di prestazioni, doc. AI _), a causa dei postumi dell’incidente, non ha mai intrapreso tale professione, lavorando per diversi anni quale rappresentante.
Nel 1998 egli ha iniziato l‘attività di consulente di vendita presso la _ con un salario annuo di fr. 61'051.— (doc. AI _).
Essendo dal punto di vista professionale pienamente integrato e non subendo alcuna perdita di guadagno, con decisione 26 aprile 1999, cresciuta in giudicato, l’UAI ha respinto la richiesta di provvedimenti professionali inoltrata dall’insorgente nel gennaio 1998 (doc. AI _).
In data 31 luglio 2000 l’assicurato ha cessato il rapporto di lavoro con la _ (V 2), per iniziare un’attività indipendente.
Iscrittosi a Registro di commercio come ditta individuale, avente quale scopo sociale l’acquisto e la vendita di prodotti di pulizia, estintori ecc., il 23 settembre 2002 egli ha comunicato all’UAI di non avere dipendenti e che quindi si deve occupare di caricare e scaricare (per le consegne) bidoni da 10, 12 e 24 kg (doc. AI _).
Con scritto 16 luglio 2002 il medico curante ha sostenuto un peggioramento della salute del suo paziente dovuto all’
“aggravarsi dello stato dell’articolazione tibiotarsica destra”
, parzialmente rigida che procura dei
“dolori al carico e difficoltà di deambulazione specie se deve trasportare pesi”
con “
uno scarso rendimento in ore lavorative, dovendo di conseguenza sospendere il lavoro”
(doc. AI _).
2.9. Dall’esame degli atti non risulta essere sostanziata una rilevante modifica delle condizioni di salute, rispettivamente della capacità al guadagno dell’assicurato.
Da una parte, durante la precedente procedura amministrativa, con rapporto 26 gennaio 1998 il medico curante aveva già evidenziato le notevoli difficoltà di deambulazione, reputando esigibile l’attività di rappresentante svolta dal suo paziente (doc. AI _).
Dall’altra, non risulta alcun discapito economico e questo per i seguenti motivi.
Innanzitutto occorre evidenziare come la nuova attività indipendente esercitata dall’assicurato mal si addice con i dolori a carico e le difficoltà di deambulazione attestati il 16 luglio 2002 dal dr. _, visto che l’interessato, come dichiarato il 23 settembre 2002 (doc. AI _), deve trasportare e sollevare dei bidoni fino a 24 kg.
Nella risposta di causa l’amministrazione ha quindi giustamente evidenziato di considerare la precedente attività di rappresentante presso la _ più idonea allo stato di salute dell’insorgente. Del resto, come visto, egli ha lasciato la menzionata ditta
non
per motivi di salute, ma per mettersi in proprio.
Pertanto, richiamato l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61), se necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221),
quale reddito da invalido per la determinazione dell’invalidità (cfr. consid. 2.3), fanno stato i fr. 61'051 percepiti dalla _.
Siccome quale verniciatore l’assicurato avrebbe potuto percepire da sano, secondo l’accertamento fatto dall’UAI, un salario annuo di fr. 49'702.— (doc. _), non vi è quindi nessuna incapacità al guadagno.
Infine, va detto la nuova documentazione medica prodotta pendente causa dal dr. _ non permette di giungere ad un diverso risultato.
Vero che l’esito dell’esame diagnostico effettuato il 17 gennaio 2003, quindi dopo l’emissione della decisione contestata, ha accertato un’artrosi del tarso (doc. _).
Tuttavia, a prescindere dal fatto che il
giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa (cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), in casu il 4 dicembre 2002,
non è stata resa verosimile l’incidenza di tale affezione sul corretto svolgimento dell’attività di rappresentante, compatibile con lo stato di salute dell’assicurato.
In conclusione, non avendo l'insorgente reso verosimile alcuna modifica rilevante della sua capacità di guadagno né delle proprie condizioni cliniche e/o economiche, la decisione di non entrata in materia non può che essere confermata, l'UAI avendo fatto buon uso della facoltà concessagli dall'art. 87 cpv. 4 OAI.