Decision ID: 47d5f262-2056-5b7f-9d2d-df2453899ac7
Year: 2007
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto,
in fatto
A.
A seguito dell’apertura di informazioni preliminari contro _, _ e _ per titolo di riciclaggio di denaro, truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele (per fatti avvenuti a _ nel periodo giugno-luglio 2000) il PP Giuseppe Muschietti ha promosso a _, in data 4 aprile 2005, l’accusa per titolo di appropriazione indebita per avere disposto, a profitto proprio e di terzi, dell’importo di US$ 170'000.-, versatogli da _ in data 23 giugno 2000, al fine di reperire una lettera di credito di fatto mai reperita (AI 77).
Il 28 novembre 2005 il magistrato inquirente ha ordinato il deposito degli atti (AI 95) e, in data 2 marzo 2006 ha accolto la richiesta di complementi istruttori formulata il 25 dicembre 2005 dal legale del qui reclamante (AI 100) e cioè di acquisire agli atti un conteggio prodotto dall’istante e avente per oggetto i rapporti di dare e avere tra _ e l’indiziato _, procedere ad un nuovo interrogatorio del qui reclamante avente per oggetto i rapporti professionali tra _ e _ e procedere ad un contraddittorio tra _ e _.
In un primo tempo il verbale a confronto tra i due era stato fissato per il 30 giugno 2006, data in cui aveva avuto luogo il solo interrogatorio di _ stante l’assenza di _ per indisposizione (AI 111 e verbale 30 giugno 2006 di _).
Per questo motivo il PP, con commissione rogatoria internazionale 19 luglio 2006 (AI 112) ha richiesto alle Autorità _ l’interrogatorio in qualità di indiziato di _, alla presenza del difensore di _.
_ è poi stato interrogato dal GIP di _ (il quale aveva ammesso la presenza del difensore di _) in data 27 ottobre 2006 (cfr. classeur rogatorie fascicolo 5) e, malgrado comunicazione della data dell’interrogatorio (cfr. fax 16 ottobre 2006 del MP Bellinzona all’avv. _, AI 117), né l’avvocato _ né un suo rappresentante ha partecipato all’audizione.
In data 28 dicembre 2006 il PP ha proceduto ad un nuovo deposito degli atti (AI 118), prorogato sino al 31 gennaio 2007 (AI 123).
B.
Con istanza di complemento d’inchiesta 31 gennaio/2 febbraio 2007, la difesa di _ ha chiesto la riassunzione del teste (recte indiziato) _ per contestargli l’incongruenza della sua deposizione con la documentazione versata agli atti, un esame tecnico peritale di tutti gli strumenti finanziari agli atti, l’acquisizione agli atti degli originali dei fax cui fa riferimento _ a p. 3 del suo verbale 27 ottobre 2006 e l’audizione testimoniale di _.
Con decisione 5 febbraio 2007 il PP osserva che buona parte dei complementi istruttori richiesti avrebbero potuto essere evasi, direttamente, in occasione dell’audizione dell’avv. _, presso le competenti Autorità _, se solo il reclamante o un suo rappresentante avesse presenziato all’interrogatorio, così come peraltro espressamente richiesto dalla difesa ed accordato dalle Autorità rogate. Le contestazioni che l’istante chiede di potere formulare nel corso di una nuova audizione di _ avrebbero potuto già essere contestate in occasione del verbale 27 ottobre 2006, lo stesso vale anche per la contestazione del documento di cui al doc. 1 dell’istanza di complementi istruttori e, per questo motivo, il complemento richiesto non rivestirebbe carattere di novità. Le altre richieste di complemento non risulterebbero poi influenti per il procedimento penale. L’istanza volta ad ottenere un esame tecnico/peritale per verificare l’autenticità degli strumenti finanziari agli atti non sarebbe sufficientemente motivata quo alle modalità con cui dovrebbe essere fatta ed inoltre tale atto istruttorio sarebbe ininfluente per il procedimento in quanto non servirebbe a dimostrare il fondamento delle allegazioni del reclamante in merito alla causale del versamento di US$ 170'000.- oggetto del procedimento penale.
Pure per quanto riguarda l’acquisizione degli originali dei documenti citati da _ il PP osserva che tale documentazione non risulta rilevante per il procedimento penale in corso in quanto tra i reati contestati agli accusati non vi è quello di falsità in documenti e la presunta falsità di tali documenti non sarebbe in nesso diretto con il versamento di US$ 170'000.- operato da _ (con fondi versati dalle parti civili) a favore di _.
Per quanto riguarda la richiesta di audizione del teste _ non appare sufficientemente motivata quo alle sue finalità e appare del tutto irrilevante ai fini del procedimento penale in corso.
C.
Con il reclamo 16 febbraio 2007 che ci occupa (Inc. GIAR 72.2007.1, doc. 1), il reclamante sostiene che la garanzia bancaria allegata all’istanza di complemento sarebbe dovuta essere allegata dal PP alla commissione rogatoria al fine di essere contestata a _, il quale avrebbe invece fornito una versione dei fatti stridente con la realtà.
Per quanto riguarda la richiesta di far ordine a _ di produrre l’originale di un fax di cui è contestata la fedefacenza sarebbe di importanza per il procedimento in corso poiché nella misura in cui il fax fosse autentico potrebbe sollevare dubbi sull’asserita buona fede del reclamante.
Per quanto riguarda la richiesta di audizione del teste _ il reclamante sostiene che il fax di cui sopra porta come mittente originario appunto _; egli sarebbe quindi l’unica persona che, con _, potrebbe fornire chiarimenti sulle modalità con cui _ è venuto in possesso di tale fax.
Infine l’accertamento peritale del valore e della fedefacenza delle lettere di credito e della garanzia bancaria, prodotte agli atti da _, sarebbe prova rilevante per l’accertamento dell’effettiva esistenza di un credito vantato da _ nei confronti di _.
D.
Con osservazioni 26 febbraio 2007 (Inc. GIAR 72.2007.1, doc. 4) il magistrato inquirente, dopo avere riassunto i fatti alla base del procedimento penale, chiede la reiezione integrale del gravame. Egli ribadisce mancanza di novità per quanto riguarda l’audizione di _ il quale peraltro già si è espresso sul reperimento di garanzie bancarie da parte di _ a favore di suoi clienti (nell’udienza del 27 ottobre 2006 gli è stato infatti chiesto se corrisponde al vero che _ avrebbe reperito per conto di clienti di _ almeno tre garanzie bancarie). La richiesta di esame tecnico peritale degli strumenti finanziari asseritamente procurati da _ a clienti di _ non sarebbe sufficientemente motivata in quanto non indica il tipo di accertamento richiesto. La richiesta di acquisizione dell’originale dei fax indicati da _ in sede di interrogatorio 27 ottobre 2006 non sarebbe influente per il procedimento penale in corso; trattandosi di fax tali documenti sono giocoforza delle fotocopie. Per quanto riguarda infine l’audizione di _ il suo nominativo già figura nella scrittura privata conclusa fra _ e _ (allegata quale doc. 8c al verbale di _ del 4 agosto 2000) per cui la sua richiesta di audizione non riveste carattere di novità e per di più, per quanto riguarda il fax prodotto da _ durante l’audizione 27 ottobre 2006, lo stesso non appare direttamente legato alla fattispecie inquisita.
Le altre parti non hanno presentato osservazioni.

In diritto:
1.
Il reclamante, formalmente accusato, è parte del procedimento penale alla base del reclamo, nonché destinatario del provvedimento impugnato. Pacifica quindi la sua legittimazione al reclamo ex art. 280 cpv. 2 CPP.
La decisione impugnata è stata intimata al reclamante il 5 febbraio 200 e ritirata il giorno successivo, per cui il termine di dieci giorni previsto dall'art. 281 cpv. 1 CPP scadeva il 16 febbraio 2007.
Il reclamo, formulato dall’accusato il 16 febbraio 2007, entro il termine previsto dalla legge, è dunque ricevibile in ordine.
2.
I principi che reggono l'assunzione delle prove, in generale, sebbene noti alle parti e/o ai loro patrocinatori, possono essere riassunti come segue:
"Per meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi (dopo conclusione dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5)."
(GIAR 21 giugno 2001 in re C.)
In linea di principio, sulle prove proposte dalle parti in corso di procedura il Procuratore pubblico è tenuto a pronunciarsi solo a conclusione dell’inchiesta, fatta salva l’eccezione costituita dall’eventualità di pericolo nel ritardo. Può, se lo ritiene opportuno, evadere le relative istanze anticipatamente: in tal caso non potranno più essere offerti, in sede di deposito atti, quei complementi di prova già rifiutati in precedenza in quanto non riconducibili a necessità e contenuti della fase preparatoria (Luca Marazzi, le prove nell’istruttoria penale predibattimentale, Rep. 2000, p. 64 e 65).
3.
La facoltà di proporre mezzi di prova soggiace anche a limitazioni di economica processuale (DTF 101 Ia 170; 104 V 210; 106 Ia 162). In effetti, neppure l’art. 6 § 3 lett. d CEDU obbliga all’audizione di qualsivoglia testimone a discarico (Corte europea: in re Vidal, Seria A, n. 235, p. 32; in re Engel, Seria A, n. 22, p. 39). Vanno rifiutate le prove manifestamente irrilevanti, verosimilmente inconcludenti o che non potrebbero modificare la convinzione del giudice (Rep. 1986, p. 265; DTF 103 Ia 491; DTF 103 IV 301).
Una anticipata valutazione della concludenza della prova proposta dalla difesa non è sempre agevole ma è però lecita e implicita in ogni reiezione di proposta (DTF 115 Ia 101 consid. 5b; Rep. 1986, p. 265; Rep. 1990 p. 352). La valutazione anticipata deve operarsi con prudenza (DTF 103 IV 300 e 84 IV 176). In caso di ragionevole dubbio sulla pertinenza della prova, essa dovrebbe essere assunta. Il TF esamina il rifiuto di procedere all’assunzione di una prova solo sotto il profilo dell’arbitrio (DTF 115 Ia 9 consid. 3° e 106 Ia 162). In sostanza, la valutazione preventiva non deve né svuotare il diritto di far assumere prove, né basarsi su criteri generici o supporre giudizi anticipati di merito. (Rusca, Salmina, Verda, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Giampiero Casagrande Editore, 1997, ad art. 60, n° 7).
Al diritto del difensore (e dell’accusato) di partecipare all’assunzione delle prove e di proporne di proprie (art. 60 cpv. 1 CPP), si deve affiancare, almeno idealmente, un suo parallelo e convergente onere di notificare indilatamente le prove che ritenga utili alle sue ragioni (v. decisione 11 dicembre 1998 in re S.M., inc. GIAR 352.98.7, consid. 5a p. 6, con rinvio a decisione 22 luglio 1993 in re K.M., inc. GIAR 25.93.2, consid. 4 p. 3). L'onere, così definito, non può essere interpretato in modo troppo estensivo (generalizzato) con pretesa di irricevilità di ogni e qualsiasi richiesta probatoria che, in qualche modo o per qualsiasi ragione, poteva anche essere chiesta in precedenza, bensì deve essere valutato di volta in volta, nel caso concreto, in relazione al principio della buona fede processuale.
Non va dimenticato che l'accusato non ha oneri probatori, questi incombono al magistrato inquirente (sia per le circostanze a favore che per quelle a sfavore), ed ha diritto al silenzio. Nel contempo, neppure il magistrato inquirente ha l'obbligo di indicare, a qualsiasi stadio della procedura, (tutte) le prove che intende ancora assumere; questo, sebbene avvenga per evidenti ragioni istruttorie, può anche (ma lo si ripete molto dipende dal caso concreto) legittimamente indurre l'accusato ad immaginare che le (o ne) assuma, senza vedersi opporre la tardività della richiesta se ciò non avviene. Può anche essere che l'esigenza di richiedere una determinata prova risulti evidente solo quando è chiaro l'intero quadro probatorio che il magistrato inquirente ritiene sufficientemente completo per le determinazioni di sua competenza (e ciò avviene con il deposito degli atti). Inoltre ancora, al magistrato è concesso di determinarsi, sulle prove richieste dalle parti, anche solo al momento del deposito degli atti (REP 1997 n. 97).
Quindi, in questo campo, tardività deve far rima con malafede/abuso di diritto. Tali sono richieste che manifestamente potevano/dovevano essere presentate prima per esempio perché é palese l'intenzione del magistrato di non assumerle, perché la loro utilità é immediatamente evidente (al richiedente) e solo intenti defatigatori hanno indotto la parte ad attendere il deposito o, ancora, perché non si é dato seguito ad eventuale richiesta di esprimersi in merito (GIAR 21 settembre 2004, inc. 2003.64602, p. 6 e 7).
4.
a)
Con l’istanza di complementi istruttori 31 gennaio 2007 il qui reclamante, dopo avere evidenziato alcune dichiarazioni rilasciate da _ durante l’audizione del 27 ottobre 2006 e tacciandole di falso, chiede la riassunzione di _ al fine di contestargli la garanzia bancaria asseritamene ottenuta da_ per conto dello stesso _, affinché quest’ultimo si determini al proposito.
Con commissione rogatoria 19 luglio 2006 il magistrato inquirente, su istanza di complemento d’inchiesta formulata dalla difesa del qui reclamante, aveva chiesto alle competenti Autorità penali _ di volere procedere all’interrogatorio di _ alla presenza dell’avv. _ e di sottoporgli una lista di domande nonché le domande che il difensore di _ (o un suo rappresentante) intendessero porgli.
Il GIP di _ ha accolto la commissione rogatoria così come presentata ed ha autorizzato la presenza del difensore di _ (o di un suo rappresentante) all’interrogatorio di _ avvisandolo, per il tramite del PP, con conveniente anticipo della data dell’udienza.
Come detto l’interrogatorio di _ è avvenuto il 27 ottobre 2006 a _ e nessuno è comparso per l’avv. _.
In sede d’interrogatorio _ ha dichiarato al GIP, tra le altre cose, che “
comunque non ho mai ottenuto garanzie bancarie tramite_ o società a lui riferibili
”.
La richiesta di procedere ad un nuovo interrogatorio di _, oltre che ad essere solo genericamente motivata sulla sua utilità (non si capisce quali elementi solo ora eventualmente in mano alla difesa potrebbero far cambiare le dichiarazioni di _) appare non adempiere il requisito non solo della rilevanza, ma soprattutto della novità avendo potuto _ ed il suo difensore (o un suo rappresentante), così come peraltro richiesto, partecipare all’interrogatorio di _ del 27 ottobre 2006 e porre le domande e le contestazioni che più avrebbero ritenuto opportune. Mal si comprende l’atteggiamento del qui reclamante che in un primo momento ha chiesto di potere partecipare all’audizione di un indiziato (audizione da lui stesso richiesta) e che in seguito, senza giustificazione alcuna, non vi ha partecipato per poi chiedere nuova assunzione a verbale della stessa persona e sugli stessi argomenti; in ogni caso tale modo di procedere, in assenza di elementi che giustifichino importanza e rilevanza per l’inchiesta di una nuova audizione, non può trovare tutela in questa sede.
Di nessuna importanza il fatto che a _ non sia stata contestata la garanzia bancaria allegata all’istanza di complemento d’inchiesta del 31 gennaio 2007 (AI 127). A parte il fatto che tale documento è praticamente illeggibile _, su esplicita domanda del magistrato interrogante, ha dichiarato di non avere mai ottenuto garanzie bancarie tramite _ o società a lui riferibili.
La richiesta di procedere ad un nuovo interrogatorio di _ deve quindi essere respinta.
b)
Il reclamante chiede poi l’allestimento di un esame tecnico/peritale per accertare l’autenticità, la conformità e la negoziabilità degli strumenti finanziari (lettere di credito, crediti documentari e garanzie bancarie) da egli stesso versate agli atti e asseritamente procurati per clienti di _.
Anche su questo punto l’istanza è carente di motivazione in quanto l’accertamento richiesto appare non sufficientemente definito e troppo ampio quo al materiale da eventualmente esaminare nonché sul tipo di esame o perizia richiesta (perizia calligrafica o tecnica o economica o che altro?).
Non è certo compito di questo ufficio interpretare le intenzioni del reclamante in assenza di una chiara indicazione degli oggetti da esaminare nonché del tipo di esame che viene richiesto.
Inoltre i documenti prodotti da _, per di più in fotocopia e di qualità scadente, non sembrano neppure in relazione con l’importo di US$ 170'000.- da lui ricevuto dalla _.