Decision ID: 2e0704e5-9660-57f2-b078-684c816f0202
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 27 settembre 2002 la Commissione tutoria regionale _ha presentato alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, un'istanza di interdizione fondata sull'art. 369 CC nei confronti di _ _ (1977);
che nelle sue osservazioni del 18 ottobre 2002 _ _ si è opposta alla domanda;
che la Sezione degli enti locali ha commissionato il 4 marzo 2003 al Servizio psico-sociale di _ una perizia sullo stato di _ _;
che con appello del 17 marzo 2003 _ _ è insorta contro tale decisione;
che l’atto non è stato notificato alla Commissione tutoria regionale;
e considerando

in diritto:
che l'appellante definisce la perizia un provvedimento sproporzionato, infondato e finanche abusivo;
che giusta l'art. 374 cpv. 2 CC l'interdizione per infermità o debolezza di mente può essere decretata solo dietro relazione di periti, “i quali dovranno pronunciarsi anche sulla convenienza di udire prima l'interdicendo”;
che secondo l'art. 19 cpv. 2 LPAmm (applicabile per il rinvio dell'art. 21 LTC) l'assunzione delle prove avviene in applicazione analogica delle norme della procedura civile;
che nell'ambito di una causa civile la “decisione” con cui il giudice ordina l'esecuzione di una perizia è un'ordinanza, come tale inappellabile (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 248);
che, di conseguenza, nelle circostanze descritte l'appello potrebbe essere dichiarato irricevibile senza ulteriore disamina (analogamente: I CCA, sentenza _._._ del 13 gennaio 2003 in re S.; RDAT II-2002 pag. 45);
che, si volesse da ciò prescindere, la “relazione” medica prevista dall'art. 374 cpv. 2 CC può sempre essere disposta non appena l'autorità nutra seri dubbi sullo stato mentale di una persona (
Schnyder/Murer
in: Berner Kommentar, 3
a
edizione, n. 91 ad art. 374 CC
; Stettler
in: Droit civil, Représentation et protection de l'adulte, 4
a
edizione, pag. 182, n. 397);
che in concreto simili dubbi sussistono (allegati 3 e 4);
che l'esecuzione di una perizia non costituisce nemmeno una grave violazione della libertà personale e può essere ordinata, dandosi il caso, anche contro la volontà del peritando (DTF 124 I 40 consid. 2c e 48 consid. 5;
Deschenaux/Steinauer
, Personnes physiques et tutelle, 4
a
edizione, pag. 353, n. 903a;
Riemer
,
Grundriss des Vormundschaftsrechts
, 2
a
edizione, § 4 n. 11);
che, ciò posto, l'appello dovrebbe essere respinto nel merito quand'anche fosse proponibile;
che di per sé gli oneri del giudizio odierno andrebbero a carico dell'interessata (art. 148 cpv. 1 CPC);
che, data la particolarità della fattispecie, si giustifica nondimeno di rinunciare al prelievo di spese;
che non è il caso di assegnare ripetibili alla Commissione tutoria regionale, la quale non si è vista notificare il ricorso e non ha sopportato costi presumibili;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,