Decision ID: 24d6788f-5319-4ff8-854f-2faa886f7bd5
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il 10 febbraio 2021, A. è stato fermato dagli agenti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (in seguito: UDSC) per un controllo  in entrata presso il valico di confine di Kreuzlingen (Turgovia). Tale  ha permesso di constatare che il predetto trasportava seco EUR 906'925.– non dichiarati, ragione per cui gli agenti dell’UDSC hanno  alla messa al sicuro provvisoria del denaro in questione (v. act. 2.1). Avendo ulteriori accertamenti permesso di evidenziare un alto grado di  da sostanze stupefacenti di detti valori, e ipotizzando quindi l’autorità doganale una loro provenienza criminale, l’UDSC, in data 10 febbraio 2022, ha avviato un procedimento di confisca indipendente (v. act. 2.2) e sequestrato il denaro (v. act. 2.3).
B. Con reclamo del 17 febbraio 2022, A. è insorto contro il summenzionato , postulando l’annullamento dello stesso e la restituzione del denaro (v. act. 1).
C. Il 23 febbraio 2022, il vicedirettore dell’UDSC ha trasmesso alla presente Corte il reclamo con le proprie osservazioni, chiedendone la reiezione, nella misura della sua ammissibilità (v. act. 2).
D. Con replica del 7 marzo 2022, trasmessa all’UDSC per conoscenza (v. act. 7), il reclamante ha in sostanza confermato le proprie conclusioni ricorsuali (v. act. 6).
Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi di diritto.

Diritto:
1. 1.1 Le infrazioni alla legge federale sulle dogane (LD; RS 631.0) sono perseguite e
giudicate secondo tale legge e la legge federale sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0; v. art. 128 cpv. 1 LD). L'UDSC è l'autorità competente per il perseguimento e il giudizio (art. 128 cpv. 2 LD). Per le questioni non regolate dal DPA si applica di principio il CPP per analogia (v. DTF 139 IV 246 . 1.2).
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1.2 Contro i provvedimenti coattivi giusta gli art. 45 e segg. DPA e le operazioni e
omissioni connesse può essere proposto reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 26 cpv. 1 DPA in relazione con l’art. 37 cpv. 2 lett. b della legge federale del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; RS 173.71]). Il diritto di reclamo spetta a chiunque è toccato dall’operazione impugnata e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica (art. 28 cpv. 1 DPA). Il reclamo deve essere presentato per scritto all’autorità competente, con le conclusioni e una breve motivazione, entro tre giorni a contare da quello in cui il reclamante ha avuto conoscenza dell’operazione o ha ricevuto notificazione della decisione (art. 28 cpv. 3 DPA). Se la misura impugnata non emana dal direttore o capo dell’amministrazione in causa, il reclamo deve essere presentato a quest’ultimo (art. 26 cpv. 2 lett. b DPA), il quale, se non rettifica l’operazione o rimedia all’omissione in conformità delle conclusioni proposte, deve trasmetterlo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, con le sue osservazioni, al più tardi il terzo giorno feriale dopo il suo ricevimento (art. 26 cpv. 3 DPA).
1.3 Nella fattispecie, la decisione di sequestro è stata notificata al reclamante il 14 febbraio 2022 (v. act. 1.1). Interposto il 17 febbraio seguente, il reclamo è tempestivo (v. art. 28 cpv. 3 DPA).
1.4 Direttamente toccato dalla decisione di sequestro del 10 febbraio 2022, il recla-
mante ha un interesse degno di protezione a impugnare la misura in questione. La sua legittimazione ricorsuale è dunque pacifica.
2. Il reclamante censura la violazione del suo diritto di essere sentito, nella misura
in cui l’UDSC non gli avrebbe permesso né di consultare gli atti né di partecipare all’amministrazione delle prove né di conoscere i motivi per i quali è stata  la procedura di confisca indipendente a suo carico. In queste condizioni, egli sarebbe privato di ogni mezzo per difendersi efficacemente dalle accuse mosse nei suoi confronti.
2.1 2.1.1 Dal diritto di essere sentito, sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., la giurisprudenza
ha dedotto, tra l'altro, il diritto dell'interessato di ottenere una decisione motivata. L'obbligo di motivazione impone di menzionare, almeno brevemente, i motivi che hanno indotto a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e di porre  l'interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del  e delle eventuali possibilità di impugnazione presso un'istanza superiore, che deve poter esercitare il controllo sullo stesso (DTF 124 II 146 consid. 2a; 124 V 180 consid. 1a). L'autorità chiamata ad emanare una decisione non deve confrontarsi con tutti gli argomenti sollevati, ma è sufficiente che si esprima su
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quelli rilevanti per il giudizio (DTF 142 II 49 consid. 9.2; 141 IV 249 consid. 1.3.1; 139 IV 179 consid. 2.2; TPF 2009 49 consid. 4.3 e i riferimenti ivi citati). Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui violazione comporta di principio l’annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso sul merito. Secondo la giurisprudenza, una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sentito può tuttavia considerarsi sanata allorquando la persona interessata ha la possibilità di  dinanzi ad un’istanza di ricorso/reclamo con pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 130 II 530 consid. 7.3; 124 V 180 consid. 4a; 124 II 132 consid. 2d; sentenza del Tribunale federale 1C_272/2012 del 29 febbraio 2012 consid. 2.2).
2.1.2 In virtù dell’art. 36 DPA, gli art. da 26 a 28 della legge federale sulla procedura
amministrativa (PA; RS 172.021) si applicano per analogia per quanto concerne l’esame degli atti. La concessione dell’accesso agli atti alle parti costituisce la regola, mentre le restrizioni sono l’eccezione (v. nota marginale agli art. 26 e 27 PA; sentenze del Tribunale penale federale BV.2018.33-34 del 18 aprile 2019 consid. 4.1; BV.2010.47-48 del 17 settembre 2010 consid. 3.1). L’autorità può negare l’esame degli atti solamente se l’interesse di un’inchiesta ufficiale in corso lo esige (art. 27 cpv. 1 lett. c PA). Il diniego d’esame dev’essere ristretto agli atti soggetti a segreto (art. 27 cpv. 2 PA). L’accesso all’incarto può quindi essere limitato quando comprometterebbe in maniera considerevole la  dei fatti (DTF 115 V 297 consid. 2f). La limitazione del diritto d’accesso agli atti non può essere che provvisoria; essa può essere mantenuta soltanto per il periodo in cui continua a esistere un rischio concreto per l’inchiesta in corso (TPF 2017 107 consid. 4.3; sentenze BV.2018.33-34 consid. 4.1; BV.2010.47-48 consid. 3.1; OESCHGER, in Waldmann/Weissenberger [ed.],  zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2a ediz. 2016, n. 21 ad art. 27 PA). Un tale rischio esiste quando, ad esempio, una parte potrebbe adattare le sue dichiarazioni ai mezzi di prova esistenti (BRUNNER, in Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das , 2a ediz. 2018, n. 39 ad art. 27 PA). La restrizione del diritto d’accesso all’incarto deve intervenire dopo un’accurata e completa  degli interessi contrapposti e rispettando il principio della proporzionalità (DTF 115 V 297 consid. 2f). L’atto il cui esame è stato negato alla parte può essere adoperato contro di essa soltanto qualora l’autorità gliene abbia  oralmente o per scritto il contenuto essenziale quanto alla contestazione e, inoltre, le abbia dato la possibilità di pronunciarsi e indicare prove contrarie (art. 28 PA; v. DTF 122 I 53; BOVAY, Procédure administrative, 2a ediz. 2015, pag. 288; BRUNNER, op. cit., n. 5-7 ad art. 28 PA).
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2.2 2.2.1 In concreto, nel formulario intitolato “Costatazione/Annuncio di scoperta/Messa