Decision ID: 6fe196af-9fe9-514e-8487-bd4f7fd4df39
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto: A. L'8 settembre 2008 AO 1 è stata assunta da AP 1 in qualità di agente di call center con un salario mensile lordo di fr. 3000.–. Fin dai primi mesi d'attività la datrice di lavoro è risultata in ritardo con il versamento del salario ai dipendenti, tant'è che il Sindacato _ e il Sindacato della _, agenti congiuntamente a nome dei lavoratori, sono intervenuti a più riprese nei suoi confronti con solleciti e minacce di messa in mora. Il 25 maggio 2009 i medesimi sindacati hanno intimato alla RI 1 di pagare il saldo del salario di aprile e la quota di tredicesima per i mesi di gennaio e febbraio entro le ore 12.00 del 5 giugno successivo precisando che “se tale termine non dovesse essere mantenuto, i dipendenti saranno liberi da ogni impegno contrattuale verso l'azienda, quindi si asterranno dal lavoro con effetto immediato”. Preso atto come le sue spettanze salariali non erano state pagate e ciò nemmeno dopo lo sciopero proclamato lo stesso 5 giugno, il 15 giugno 2009 CO 1 ha notificato la disdetta del contratto di lavoro con effetto immediato.
B. Il 5 ottobre 2009 CO 1 ha convenuto la RI 1 – la quale in pendenza di procedura ha modificato la sua ragione sociale in RI 1 – davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, per ottenere il pagamento di fr. 4714.20 netti oltre interessi del 5 % dal 1° agosto 2009, corrispondenti al salario maturato nel periodo di preavviso, oltre al rigetto, limitatamente a quest'importo, dell'opposizione interposta al PE n. _ dell'UE di Lugano. All'udienza del 27 ottobre 2009, indetta per la discussione, l'istante ha aumentato la sua pretesa a fr. 8314.20 rivendicando il pagamento di fr. 3600.– a titolo di assegni famigliari arretrati, mentre la convenuta ha postulato la reiezione dell'istanza ritenendo la disdetta con effetto immediato ingiustificata, la lavoratrice avendo reagito tardivamente a una situazione di mora a lei nota da tempo. In via subordinata essa ha chiesto che all'istante venisse imputato quanto da questa guadagnato o risparmiato a seguito del mancato impiego. Esperita l'istruttoria, nelle sue conclusioni finali del 23 febbraio 2010 l'istante ha ridotto la sua pretesa a fr. 6560.65 oltre interessi e accessori.
C. Statuendo il 30 luglio 2010 il Pretore, accertato che la situazione economica della datrice di lavoro e in particolare il suo stato di insolvenza era tale da costituire una causa grave atta a giustificare la rescissione con effetto immediato del contratto ai sensi dell'art. 337 CO, ha ritenuto la reazione della lavoratrice tempestiva alla luce delle circostanze del caso concreto, e ha quindi parzialmente accolto l'istanza obbligando la convenuta a versare all'istante fr. 6560.65 oltre interessi del 5% dal 1°agosto 2009 oltre a fr. 100.– di spese esecutive, rigettando per tale importo l'opposizione interposta al citato precetto esecutivo.
D. Con ricorso per cassazione del 27 agosto 2010 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il diritto sostanziale ritenendo che il suo stato di mora, costante e quasi normale, costituisse un motivo grave tale da giustificare la disdetta con effetto immediato del contratto, disdetta in ogni caso ingiustificata in quanto notificata tardivamente.
Nelle sue osservazioni del 17 settembre 2010 l'istante conclude per il rigetto del ricorso.

Considerando
in diritto: 1. Giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 135 V 4 consid. 1.3).
2. La ricorrente ritiene arbitrario ed errato l'accertamento del Pretore sull'esistenza di un grave motivo atto a giustificare il licenziamento in tronco notificato dalla lavoratrice, anche perché comunicato oltre l'usuale e riconosciuto breve termine di riflessione.
a) I presupposti per un'immediata disdetta del contratto di lavoro sono già stati riassunti dal primo giudice (cfr. sentenza pag. 3). Al riguardo basti rammentare che determinante è che il fatto invocato a sostegno del licenziamento in tronco abbia causato la rottura del rapporto di fiducia, elemento fondamentale di ogni rapporto di lavoro (Aubert, Quatre cents arrêts sur le contrat de travail, n. 191; Decurtins, Die fristlose Entlassung, pag. 27).