Decision ID: 070fe0df-eb00-52de-ba07-11b81eb87d7e
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
In seguito alla richiesta del _ di effettuare un pignoramento complementare nell’ambito dell’esecuzione n. _ da lui promossa nei confronti di _, in data 19 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha comunicato all’escusso che il suo credito nei confronti della _ veniva pignorato con effetto immediato.
B.
Il 20 ottobre 2000 _ ha comunicato all’UE che egli avrebbe ceduto al fratello _ tutte le pretese derivanti da diritti di superficie, iscritti sui fondi precedentemente pignorati (mapp. _, _ e _ RFD di _).
C.
Il 30 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha eseguito un pignoramento complementare nell’ambito dell’esecuzione n. _ promossa dal _ nei confronti di _. Sono stati pignorati:
a) il credito vantato dal debitore nei confronti della società _, derivante dal contratto di superficie, annotato sul mapp. _ di _;
b) il credito vantato dal debitore nei confronti del _ derivante dal contratto di iscrizione del diritto di superficie, annotato sul mapp. _ di _.
Sul verbale di pignoramento l’Ufficio ha indicato che entrambi i crediti erano stati rivendicati da _; inoltre l’ufficio ha assegnato al creditore procedente un termine di 20 giorni ex art. 108 LEF per promuovere l’azione di disconoscimento delle pretese di _.
D.
Sempre il 30 ottobre 2000 l’UE di Lugano ha notificato al creditore procedente di aver pignorato il credito vantato da _ verso di lui in ragione del contratto di iscrizione del diritto di superficie iscritto a suo favore sul mapp. _ RFD di _.
E.
Il 31 ottobre 2000 il creditore procedente ha contestato l’esistenza e l’ammontare del credito dell’escusso nei suoi confronti.
D.
Con ricorso 8 novembre 2000 il creditore procedente contesta l’operato dell’UE di Lugano, ritenendo che si sarebbe dovuto seguire la procedura dell’art. 107 LEF piuttosto che quella dell’art. 108 LEF, dal momento che – pur contestando l’esistenza e l’ammontare del credito dell’escusso nei suoi confronti – la pretesa del terzo (_) sarebbe manifestamente meno fondata di quella dell’escusso.
E.
Con osservazioni 22 novembre 2000 _ chiede la conferma della decisione dell’organo di esecuzione forzata, sostenendo invece che la sua pretesa è più fondata di quella del fratello escusso in virtù della cessione dei diritti derivanti dai contratti di superfici iscritti sui fondi del fratello.
F.
Con osservazioni 23 novembre 2000 l’UE di Lugano conferma il proprio operato e chiede la reiezione del gravame.

considerando
in diritto:
1.
Gli art. 106 ss LEF, che riprendono in sostanza la disciplina previgente, codificandone alcuni principi giurisprudenziali (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento dell’8 maggio 1991,
FF
1991 III 61), impongono all’organo di esecuzione forzata di dare luogo alla procedura di rivendicazione quando il debitore sostenga che l’oggetto pignorato (o sequestrato in virtù del rimando dell’art. 275 LEF) sia proprietà o pegno di un terzo, oppure quando un terzo rivendichi un diritto di proprietà o di pegno sull’oggetto stesso (cfr.
STF
7B.231/2000 11 ottobre 2000 in re M. F. c. V.F e L. S. C., cons. 5).
2.
Se il bene in questione si trova in possesso esclusivo del debitore l’ufficio assegna al terzo il termine di venti giorni per agire giudizialmente contro colui che ha contestato la sua pretesa, sia esso il creditore o il debitore (cfr. art. 107 cpv. 1 n. 1 e cpv. 5 LEF); se invece il bene si trova in possesso o copossesso del terzo, è al creditore rispettivamente al debitore che deve essere impartito il termine per agire giudizialmente, quale attore contro il terzo (cfr. art. 108 cpv. 1 n. 1 e cpv. 2 LEF). Con “possesso” nel senso degli art. 106 ss. LEF, si intende il potere di disporre della cosa in modo effettivo ed esclusivo (
STF
11 ottobre 2000 cons. 5;
DTF
110 III 90 cons. 2a: “
die ausschliessliche tatsächliche Verfügung über die Sache
”). Per decidere sulla questione del possesso occorre unicamente determinare chi possiede sulla cosa pignorata o sequestrata l’effettivo potere di disporre (
DTF
87 III 12 e 83 III 28), atteso che le autorità esecutive non devono, in linea di principio, indagare se la situazione fattuale è conforme o meno al diritto (
DTF
116 III 84 cons. 3). Questioni di diritto possono essere prese in considerazione soltanto se risultino liquide e certe e permettano di risalire in termini affidabili al potere di disporre (
DTF
71 III 64): le autorità esecutive non sono legittimate ad approfondire, a questo stadio di procedura, l’esame di problemi giuridici che saranno oggetto, se del caso, di ulteriore esame da parte del giudice di merito (cfr.
Ammon/Gasser
,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrecht
, 6. Ed., Berna 1997, § 24, pag. 191 n° 33).
3.
Determinante ai fini del giudizio dell’UEF nell’applicazione dell’art. 107 o 108 LEF è la dichiarazione che il debitore, quale “possessore immediato” fornisce in proposito; l’autorità di esecuzione, nell’assegnazione dei ruoli processuali, vi è legata senza dover procedere ad ulteriori verifiche ed accertamenti, segnatamente non è tenuta ad esaminare se la dichiarazione del debitore è esatta, da un punto di vista giuridico, sotto ogni aspetto. La decisione di applicare l’art. 107 o 108 LEF ha infatti carattere interlocutorio, è fondata sulla semplice verosimiglianza (“
Glaubhaftmachung
”) dell’esattezza della dichiarazione del debitore-possessore per conto di terzi, e ha l’unico effetto di determinare chi sia la parte convenuta in giudizio, impregiudicata ogni questione di merito.
4.
Un credito ordinario (non incorporato in una cartavalore) non è un “oggetto” sul quale possa essere vantato un diritto di proprietà. Di conseguenza in virtù della giurisprudenza sviluppata in applicazione della vLEF (anteriore alle modifiche entrate in vigore il 1° gennaio 2000;
FF
1991 III p. 61;
DTF
88 III 115 cons. 1) e codificata negli attuali art. 107 cpv. 1 n. 2 e 108 cpv. 1 n. 2 LEF, la nozione di “possesso” viene sostituita da quella di “migliore verosimiglianza”. I criteri del possesso, rispettivamente della migliore verosimiglianza, valgono solo per definire il ruolo delle parti nella causa di rivendicazione: l’onere della prova rimane infatti invariato (art. 8 CC;
STF
11 ottobre 2000;
DTF
III 116 III 82 cons. 2 e rinvii).
5.
In casu occorre rilevare che nonostante la richiesta del creditore procedente (cfr. raccomandata 7 novembre 2000), l’escusso non ha versato agli atti l’originale della cessione prodotta con scritto datato 20 ottobre 2000, ma pervenuto all’UE di Lugano solo il 23 ottobre 2000.
Va pure rilevato che nelle sue osservazioni l’escusso sostiene di avere le prove che la cessione sia avvenuta in data 1° settembre 2000, dunque prima del pignoramento dei crediti ceduti, ma non le allega al proprio atto, limitandosi ad affermare che le produrrà di seguito all’UE (cfr. osservazioni 22 novembre 2000 ad 8 pag. 4).
Occorre comunque rilevare che contrariamente all’opinione delle parti e dell’UE di Lugano, il pignoramento del credito vantato da _ verso la _ non è avvenuto con atto 30 ottobre/6 novembre 2000, bensì con decisione 19 ottobre 2000. Pertanto al momento del pignoramento l’UE non era a conoscenza delle pretese cessioni di tale credito a _: di conseguenza la contestazione di _, che si pretende cessionario dei crediti verso la _, appare meno verosimile di quella dell’escusso; l’UE avrebbe pertanto dovuto seguire la procedura dell’art. 107 LEF, considerando la comunicazione 20/23 ottobre 2000 di _ quale contestazione ex art. 107 cpv. 1 LEF e lo scritto 31 ottobre 2000 del creditore procedente quale contestazione della pretesa di _ ex art. 107 cpv. 2 LEF; l’UE avrebbe infine dovuto assegnare un termine di 20 giorni a _ per promuovere l’azione di accertamento del suo diritto ex art. 107 cpv. 5 LEF.
6.
Per quanto riguarda invece il pignoramento del credito vantato da _ nei confronti del creditore procedente, occorre rilevare che al momento del suo pignoramento (30 ottobre/6 novembre 2000), l’UE era a conoscenza della cessione di tale credito a favore di _: infatti nonostante la cessione non porti data e il cessionario non abbia fornito prova alcuna in merito a questo punto, essa esplicava effetti perlomeno a partire dal 23 ottobre 2000, data di ricezione da parte dell’UE di Lugano. Pertanto, nonostante il pignoramento di tale credito appaia inutile ai fini pratici della procedura, l’UE ha correttamente adottato la procedura dell’art. 108 LEF.
7.
Sulle tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art. 17 LEF (
Jean-François Poudret / Suzette Poudret-Sandoz
, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire
, vol. II, Berna 1990, n.2.10 all’art. 81, pag. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv.2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a).
richiamati gli art. 17, 20a, 106 ss LEF, art. 61 OTLEF,