Decision ID: 1da94ca0-46b8-55c5-beb5-9a108301d665
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con segnalazione 6 luglio 1999 a questa Camera, _ ha esternato le sue perplessità circa l'attività di _ quale amministratore speciale del fallimento _. In particolare egli ritiene che sia incompatibile l'attività di amministratore del fallimento con quella di amministratore unico della _.
B.
All'udienza 7 ottobre 1999 _ ha precisato che la sua nomina quale amministratore unico della _, di cui _ deteneva l'intero pacchetto azionario, era stata decisa dalla Delegazione dei creditori allo scopo di comprimere i costi e tutelare al meglio gli interessi della massa. La rimunerazione quale amministratore della _ contemplava unicamente una cifra di base ammontante a fr. 1'000.–/1'500.– all'anno. _ revisore della _, ha dichiarato di aver fatturato il minimo previsto dalla Tariffa dei fiduciari del Canton Ticino: fr. 500.– all'anno.
C.
Con missiva 8 ottobre 1999 _ ha prodotto a questa Camera la fattura 5 settembre 1997 emessa da _ nei confronti della _ e relativa al mandato di revisione per gli anni 1994, 1995 e 1996 per un importo totale di fr. 798.75. _ ha pure prodotto la sua fattura 31 dicembre 1997 concernente l'attività di amministratore della _ per l'anno 1997. Vi risulta un importo di fr. 1'500.– quale indennità amministratore unico oltre a ulteriori fr. 1'500.– per "prestazioni diverse per l'anno 1997", maggiorati dell'IVA per un totale di fr. 3'195.–. Il segnalato ha pure prodotto i verbali delle riunioni della delegazione dei creditori di data 23 dicembre 1996, 24 marzo, 21 maggio e 12 giugno 1997 da cui risulta l'accordo dei delegati alla nomina ad amministratore unico di _ e della copertura delle relative spese ad opera della massa fallimentare.

Considerato
in diritto: 1.
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità disciplinare è competente ex art. 11 LALEF a determinarsi sulle sanzioni disciplinari – previste dall'art. 14 cpv. 2 LEF – da infliggere ai funzionari e impiegati dell'Ufficio d'esecuzione e fallimenti nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali. Tale competenza si estende anche all'amministrazione fallimentare speciale in virtù dell'art. 241 LEF. La misura disciplinare implica criteri di adeguatezza in stretto rapporto con l'organizzazione degli uffici di esecuzione e fallimenti, di competenza esclusiva dei Cantoni in conformità dell'art. 2 cpv. 5 LEF. Sugli aspetti procedurali, cfr.
Flavio Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.5 all'art. 3 LPR, con il rilievo che il denunciante non assume qualità di parte.
2.
A norma dell'art. 240 LEF l'amministrazione del fallimento cura gli interessi della massa e provvede alla sua liquidazione. Tra i compiti della delegazione dei creditori rientra pure la vigilanza sulla gestione dell'amministrazione e l'opposizione ad ogni provvedimento contrario agli interessi dei creditori (cfr. art. 237 cpv. 3 n. 1 LEF).
3.
In concreto la nomina di uno degli amministratori del fallimento _ quale amministratore unico della _ deve essere ritenuto un provvedimento preso nell'interesse dei creditori. Va infatti rilevato che l'intero pacchetto azionario della _, di proprietà del fallito, è passato alla massa fallimentare ex art. 197 LEF. Ritenuto che la società è controllata dalla massa, la nomina di _ risponde sicuramente ai requisiti di praticità e di economicità imposti ai provvedimenti di un amministratore fallimentare. Quest'ultimo conosce infatti l'intera problematica fallimentare ed è in grado di mettere in atto al meglio quelle sinergie che potenzialmente esistono tra i beni del fallito e quelli della società. Non vi è poi conflitto di interessi tra le due cariche, ritenuto che lo scopo principale dell'amministratore unico è quello di agire nell'interesse degli azionisti, organo che in casu si confonde con la massa fallimentare. Tale modo di agire è stato poi avallato dalla delegazione dei creditori che hanno pure concordato di far assumere alla massa fallimentare le spese di gestione della società anonima. Questa Camera ha d'altronde già riconosciuto, nel principio e nell'ammontare, i costi di gestione della _ quali spese di massa (cfr. sentenza CEF 11 novembre 1998). La fattura di _ che, contrariamente alla sua dichiarazione nel corso dell'udienza non contempla unicamente l'indennità di base, deve comunque essere considerata congrua e non contraria agli interessi dei creditori del fallimento.
La posizione di _ nel ruolo di revisore della _, nemmeno considerata dal denunciante, deve essere valutata analogamente a quella di _ e quindi avallata.
4.
Accertata la compatibilità delle due funzioni assunte da _, diversa è la questione circa l'espletamento delle stesse. Nella sua segnalazione, _ sembra adombrare un'attività di amministratore unico non sempre in linea con gli interessi della massa. Dall'istruttoria è emersa una certa difficoltà oggettiva nei rapporti con il fallito _ (cfr. verbali delle riunioni della delegazione dei creditori) mentre non traspaiono indizi di un agire negligente da parte di _. Nemmeno da questo punto di vista si giustifica quindi un intervento dell'autorità di vigilanza. È opportuno rilevare che vi sarà maggiore chiarezza a conclusione della procedura fallimentare che _ e _ hanno prospettato per febbraio/marzo 2000.
Richiamati gli art. 14 cpv. 2, 237 e 240 LEF e 11 LALEF,