Decision ID: 1f835a98-f1d9-5102-b350-673e670b1df7
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
A.
L’attrice ha svolto uno studio inerente alla possibilità di dotare lo stabile _ di un impianto di climatizzazione con le condutture inserite nel sottosuolo.
Non avendo ottenuto il pagamento della propria mercede di fr. 8’175.--, e ritenendo di aver ricevuto il mandato dalla convenuta, essa ha proceduto con la petizione che ci occupa.
B.
Nella risposta del 28 gennaio 1994 la convenuta si è opposta alla petizione negando l’esistenza di un rapporto contrattuale con l’attrice, la quale avrebbe in realtà stipulato direttamente con _ _, titolare di un diritto di compera sul fondo in questione e mandante anche nei confronti della stessa convenuta.
Nei confronti dell’attrice la convenuta avrebbe perciò agito quale rappresentante di _ e non per proprio nome o per proprio conto.
C.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha negato l’esistenza degli estremi per ammettere che la convenuta nei suoi rapporti con l’attrice avrebbe agito quale rappresentante di una terza persona.
La convenuta avrebbe sì comunicato di agire per conto di terzi, ma non avrebbe posseduto alcuna valida procura in tal senso.
Non essendo il contratto stato ratificato dalla pretesa mandante, ne conseguirebbe che l’obbligo di pagare la prestazione dell’attrice rimane a carico della convenuta.
Da ciò l’accoglimento della petizione per fr. 8’175.-- oltre interessi al 6% dal 22 aprile 1992.
D.
Con tempestivo gravame datato 14 febbraio 1995 la convenuta ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione, ribadendo in sostanza la tesi della rappresentanza, e della conseguente assenza di rapporto contrattuale diretto tra le parti in causa.
E.
Nelle osservazioni del 14 marzo 1995 l’attrice ha chiesto la reiezione del gravame sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Le premesse della rappresentanza diretta sono due: una procura del rappresentato al rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (art. 32 cpv. 1 CO;
Zäch
, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO;
Guhl
, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.;
Von Thur/Peter
, Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1, pag. 348 e 349).
La procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma (
DTF
99 II 159), anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come tale (
DTF
85 II 22 e segg.). Essa è revocabile in qualunque momento (art. 34 cpv. 1 CO) e di regola si estingue con la morte, la scomparsa, la perdita della capacità civile e il fallimento del rappresentante o del rappresentato (art. 35 cpv. 1 CO).
Se il rappresentante agisce senza procura, la controparte è nondimeno vincolata; non invece il rappresentato che ha però la possibilità di ratificare il negozio giuridico (art. 38 cpv. 1 CO;
Zäch
, opera citata, n. 33 ad art. 38 CO;
Guhl
, opera citata, pag. 156 e 157;
Von Thur/Peter
, opera citata, pag. 400).
Agire in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in se stesso gli effetti del negozio giuridico in questione.
Questo può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo la propria qualità di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo: in determinati casi la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non esplicitata, è desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l’effetto di rappresentanza si verifica ugualmente.
Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO;
DTF
90 II 285 consid. 1b a pag. 289;
Zäch
, opera citata, n. 45 ad art. 32 CO;
Guhl
, opera citata, pag. 152;
Von Thur/Peter
, opera citata, pag. 386 e segg.).
Rimane ovviamente salvo il caso, in concreto non realizzato, in cui al terzo è indifferente la persona con cui stipula (art. 32 cpv. 2 in fine CO;
DTF
117 II 389;
Rep
. 1982, pag. 38 e 39).
2.
Il Pretore nel giudizio impugnato ha ammesso che la convenuta abbia esplicitato all’attrice di agire per conto terzi, ma ha negato l’esistenza di un rapporto di rappresentanza in quanto la convenuta non sarebbe stata autorizzata da _ a concludere contratti con terzi per il di lei conto.
A questo stadio della causa la lite è perciò circoscritta alla questione a sapere se la convenuta all’atto della stipulazione con l’attrice disponesse o meno di una corrispondente procura da parte di _.
E’ per contro fuori luogo qualsiasi discussione circa l’esistenza e l’entità della pretesa dell’attrice (cfr. appello, punto 3, pag. 4), questioni non esplicitamente contestate in sede di risposta, e pertanto da ritenere come ammesse (art. 170 cpv. 2 CPC).
3.
La convenuta in base all’art. 8 CC sopporta l’onere della prova dell’esistenza dell’asserita facoltà di rappresentanza (
Rep
. 1971, pag. 301;
II CCA
12 febbraio 1993 in re F.T. SA/D.G.).
3.1
Nella documentazione in atti non vi è traccia della pretesa procura.
Il contratto stipulato dalla convenuta con la sua mandante _ è silente sul tema (doc. 2).
Contrariamente a quanto ritiene la convenuta (appello, pag. 9), il solo fatto che detto documento preveda il mandato di allestire tutti i necessari progetti non conferisce alcuna facoltà di contrattare con terzi in nome della mandante.
Del resto, nella corrispondenza intercorsa la mandante ha sempre negato di aver autorizzato la convenuta a rappresentarla contrattualmente nei confronti di terzi, ed ha per contro sostenuto l’opposta tesi secondo cui la convenuta avrebbe per suo conto delegato all’attrice parte del mandato ricevuto (doc. D, E).
3.2
Le parti hanno evitato di interpellare le persone che hanno trattato la questione per conto di _ così che manca un diretto riscontro dei reali intendimenti e dell’attidudine della mandante.
Il teste _, dipendente o organo dell’attrice, non può evidentemente affermare alcunché circa i rapporti della convenuta con _ G, così che le doglianze della convenuta circa l’attendibilità delle dichiarazioni di questo testimone si rivelano -in questo ambito- prive di oggetto.
La deposizione di _, figlio del titolare della ditta individuale da cui ha preso avvio la società convenuta, pur andando nella direzione auspicata dalla parte convenuta, in quanto lascia inferire un suo ruolo di semplice intermediaria nei rapporti tra l’attrice e _, non conferma affatto ed anzi smentisce apertamente la versione dei fatti sostenuta dalla convenuta nella risposta di causa.
In quell’allegato (punto 1, pag. 3) si legge che _ avrebbe incaricato la convenuta di contattare la ditta attrice e di incaricarla, agendo quale sua rappresentante, dell’esecuzione dello studio di fattibilità dell’impianto di climatizzazione.
Il teste _ riferisce invece una verità del tutto differente: sarebbe stata l’attrice ad agire per prima, chiedendo alla convenuta se poteva allestire lo studio di fattibilità, la convenuta ne avrebbe parlato all’attrice che si sarebbe in linea di massima dichiarata d’accordo a condizione di avere una conferma scritta dall’attrice, fatto che la convenuta avrebbe riferito all’attrice.
3.3
Dando credito alla versione dei fatti di _, la convenuta non avrebbe nemmeno agito quale rappresentante ai sensi dell’art. 32 CO, ma piuttosto quale semplice messo, incaricato di trasmettere le manifestazioni di volontà altrui.
A prescindere dal fatto che il teste nella sua deposizione dà per acquisiti determinati fatti (i contatti di suo padre con l’attrice e con _, il contenuto dei vari colloqui telefonici) senza precisare se li conosce per averli vissuti in prima persona, o perché gli sono stati riferiti dal padre, va ricordato che lo scopo della prova testimoniale è, come per ogni altra prova, quello di avvalorare i fatti addotti dalla parte negli allegati introduttivi della causa.
Se il teste, come nella specie riferisce fatti differenti da quelli addotti dalla parte, questi non possono automaticamente divenire parte della realtà processuale che deve essere considerata ai fini del giudizio (
II CCA
5 agosto 1993 in re R./B.).
Posto che la convenuta ha ammesso di aver contattato l’attrice per incaricarla di eseguire lo studio di fattibilità, ma sostiene di aver agito quale rappresentante di terzi, ne consegue che se il teste viene a dire che la convenuta non contattò per prima l’attrice e che comunque non agì quale rappresentante, ma solo come messo, dal profilo processuale si dovrà ritenere non provata la tesi della convenuta della rappresentanza, con il che la sua ammissione di avere conferito mandato all’attrice la impegna nei di lei confronti ai sensi dell’art. 38 cpv. 1 CO.
3.4
Sono per il resto irrilevanti, per quanto ricevibili, le considerazioni della convenuta sull’ammontare degli onorari delle parti per le rispettive prestazioni in favore dei loro mandanti, non potendo le stesse in alcun modo dare corpo al preteso rapporto di rappresentanza.
4.
Nemmeno può essere ammesso -ma la convenuta nemmeno lo afferma- che l’esistenza di una procura debba essere inferita dalle circostanze, segnatamente dal fatto che _ abbia tollerato che la convenuta si sia atteggiata a sua rappresentante, ed infine non si può neppure ammettere che essa abbia in qualche modo ratificato e perciò fatto proprio il contratto in questione (art. 38 cpv. 1 CO).
Ne consegue la reiezione del gravame.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).