Decision ID: e8893183-f5c7-580e-ab0d-29e47770be1f
Year: 2005
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
In fatto:
A.
_ è stato arrestato il 15 marzo 2005 dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto della Procuratrice pubblica Rosa Item per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup. Il 16 marzo 2005 questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione (Inc. GIAR 622.2004.3, doc. 3).
A verbale di conferma dell’arresto, dopo avere negato ogni addebito, _ ha sostanzialmente fatto tutta una serie di ammissioni relative a suoi coinvolgimenti in traffici di cocaina, ammissioni che ha poi ribadito sia davanti alla Polizia che in seguito, il 22 marzo 2005, davanti al magistrato inquirente ed in presenza del suo legale.
_ è accusato di avere commesso i reati di infrazione aggravata alla LStup per fatti avvenuti sia da solo che in correità con terze persone tra cui _, _, _, _, _ v, _ ed altre persone non ancora identificate o in vista di esserlo, tra il luglio 2004 e il marzo 2005.
_ ha sostanzialmente ammesso (Inc. MP _, AI 17, verbale d’interrogatorio di _ del 22 marzo 2005) di avere:
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negoziato in ottobre 2004 l’acquisto di 2 Kg di cocaina tra _ g e _, affare che poi non è andato in porto;
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di avere acquistato tra settembre e ottobre 2004 da _ o 30 grammi di cocaina;
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di avere acquistato tra settembre 2004 e febbraio 2005 da _ un totale di 20 grammi di cocaina;
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di avere acquistato tra settembre 2004 e febbraio 2005 da _ v 30 grammi di cocaina per il proprio consumo personale;
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di avere acquistato tra settembre e dicembre 2004 da _ a 30 grammi di cocaina;
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di avere messo in contatto _ con _ poiché quest’ultimo era interessato all’acquisto di cocaina e di avere intermediato tra i due la vendita di 4 grammi di cocaina;
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di avere acquistato tra luglio e ottobre 2004 da _ complessivamente un quantitativo di 60 grammi di cocaina;
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di avere aiutato _, in settembre 2004, ad importare in Ticino 500 grammi di cocaina e per avere intermediato la vendita di tale sostanza tra _ e _ ricevendone 10 grammi come compenso al prezzo di CHF 300.- che avrebbe a suo dire interamente consumato personalmente;
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di avere accettato di aiutare il nipote di _ a mettere in commercio al dettaglio 300 grammi di cocaina, affare poi non andato in porto.
_ ha poi dichiarato al magistrato inquirente di avere praticamente consumato personalmente la cocaina acquistata e di averne venduta, dal suo rilascio di novembre 2004 sino al suo secondo arresto, un quantitativo massimo di circa 20/25 grammi così suddiviso: a tale _i, ex gerente del bar _, circa 7/8 grammi, ad acquirenti italiani di cui non conoscerebbe le generalità circa 10 grammi e a _ o circa 3 grammi.
B.
Il 25 marzo 2005 _, con l’istanza in discussione, per il tramite del suo difensore, chiede di essere posto in libertà provvisoria; a suo dire, sebbene non intenda mettere in dubbio la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, non sussisterebbero più i motivi di interesse pubblico quali i bisogni istruttori avendo “chiarito in modo completo ed esaustivo la sua posizione, nonché tutti i reati e le infrazioni da lui commesse”. A mente dell’istante non sussisterebbe neppure il pericolo di collusione in quanto tutti i protagonisti dei fatti nei quali _ è coinvolto sono stati arrestati e si trovano o in carcere preventivo o in espiazione di pena. Non sussisterebbe poi pericolo di recidiva non essendo stato indicato da questo giudice al momento della conferma dell’arresto ed inoltre l’accusato, dopo essere stato arrestato per la seconda volta, non intende ricadere nuovamente in errore commettendo altre infrazioni alla LStup anzi, egli avrebbe recentemente avviato una nuova attività professionale nel settore del commercio e della programmazione di apparecchiature informatiche avendo a tale scopo incaricato il suo stesso difensore in qualità di notaio di allestire gli atti per la costituzione di una società a garanzia limitata, producendo a comprova della sue dichiarazioni il progetto di atto pubblico di costituzione della nuova società, affermando inoltre che l’accusato ed il suo socio avrebbero già locato dei locali commerciali nel comune di _ (Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 2).
C.
Il magistrato inquirente, con preavviso negativo 30 marzo 2005 (Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 1), ribadisce che esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza come dalle ammissioni dell’accusato stesso. Per quanto riguarda i bisogni istruttori ed il pericolo di collusione il Procuratore pubblico afferma che sebbene l’accusato abbia ammesso dei reati, le sue dichiarazioni dovranno essere dettagliatamente contestate a tutti gli altri compartecipi segnatamente _, _, _ ma non solo, rimane ancora da verificare l’esatto quantitativo di cocaina acquistato tramite le persone note all’inchiesta ed anche tramite altri suoi fornitori. A mente del magistrato inquirente è poco credibile che, in mancanza di entrate sicure, _a si sia potuto permettere consumi 7 volte superiori alle sue vendite; non vi sarebbe proporzione alcuna tra i due dati con la probabile conseguenza che _ abbia venduto di più di quanto dichiarato. L’inchiesta dovrà ora fare luce su questa ipotesi verificando le versioni di _ con quelle dei suoi venditori ed dei suoi possibili acquirenti, con un chiaro pericolo di inquinamento delle prove in caso di sua scarcerazione, ciò anche alla luce del comportamento dell’accusato successivo alla sua scarcerazione di novembre 2004.
Per quanto riguarda il pericolo di recidiva lo stesso appare dato dal momento che anche dopo la sua scarcerazione del 12.11.2004 ha continuato a negoziare cocaina per almeno 800 grammi e a venderne per almeno 20/25 grammi, secondariamente tale pericolo è ancora più evidente non avendo il _ attività lucrativa alcuna e, se posto in libertà provvisoria, potrebbe riprendere a spacciare cocaina al fine di potersene procurare per il proprio consumo. Il Magistrato inquirente sottolinea infatti che l’asserita attività commerciale non solo non è avviata, benché già ventilata a verbale 12.11.2004, ma la _ non è ancora stata costituita ed i promotori non sembrano neppure in possesso del minimo importo di legge per la sua costituzione e non sono riusciti a produrre nemmeno una copia dell’asserito contratto di locazione. Il Procuratore pubblico termina poi sottolineando l'assoluta proporzionalità del carcere preventivo sin qui sofferto e ancora da soffrire.
D.
L’istante, con fax 31 marzo 2005, non ha presentato osservazioni al preavviso del Magistrato inquirente limitandosi a riconfermarsi nella propria istanza.

In diritto:
1.
L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 29 marzo 2005, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio preavviso negativo il 30 marzo 2005, nel termine quindi di 3 giorni.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
L’art. 95 CPP – corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
Anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato.
Con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di _ e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, seri e concreti indizi di colpevolezza neppure contestati dall’accusato il quale ha ammesso, in parte spontaneamente, di avere acquistato, intermediato, consumato e venduto ingenti quantitativi di cocaina. A sostenere questa tesi non vi sono poi soltanto le ammissioni dell’accusato ma anche, più che sufficienti a questo stadio, le dichiarazioni di alcuni consumatori.
4.
Secondo il magistrato inquirente sussisterebbero ancora motivi istruttori e concreto pericolo di collusione in relazione alla necessità di dettagliare le ammissioni di _ e contestarle ai numerosi compartecipi tra cui _, _ e _, nonché quantificare la cocaina acquistata anche tramite altri suoi fornitori, attraverso verbale di questi ultimi e dei suoi acquirenti. Non a torto.
Anche se prima facie potrebbe sembrare che _ abbia raccontato agli inquirenti tutti i fatti a lui imputabili è certamente poco credibile che egli sia riuscito a finanziarsi gli importanti acquisti di cocaina per proprio consumo con una così ridotta attività di vendita come risulta sinora dalle sue dichiarazioni. A giusta ragione e basandosi su indizi concreti il magistrato inquirente crede che l’attività di vendita di _ sia stata ben più importante di quella ammessa nei suoi verbali: _ è senza attività lucrativa e si finanziava comunque un consumo costante e importante di cocaina dichiarando di non essere aiutato in ciò finanziariamente dalla consorte ed ammettendo una minima attività di spaccio.
D’altronde anche gli atti del procedimento penale di cui all’inc. MP n° _1 dimostrano come _ già in passato abbia fornito una versione parziale di quanto da lui commesso nel mondo degli stupefacenti (Inc. GIAR 622.2004.4, doc. 3, verbale MP 12 novembre 2004 di _); che il magistrato inquirente voglia ora fare chiarezza con i dovuti confronti con i correi ed interrogatori dei consumatori appare a questo stadio più che legittimo. Ne consegue che a questo punto pure concreto è il pericolo di collusione. I rapporti tra _ ed i suoi fornitori nonché i suoi acquirenti, il fatto che questi ultimi saranno sicuramente oggetto di procedimento penale, permettono di ritenere come concreto il rischio di un accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei confronti specialmente in relazione ai quantitativi trattati o addirittura a dichiarazioni di estraneità dai fatti (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257).
È pertanto necessario, oltre che opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e confronti con suoi ulteriori venditori ed acquirenti avvengano senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.
5.
Per quanto riguarda il pericolo di recidiva, lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di commissione dei reati (Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de procédure pénale suisse, Zürich 2001, n° 1479/1483).
Il magistrato inquirente lo evoca, con riferimento all’intensità dell’attività criminale ed all’inesistenza di un’ipotesi di lavoro atta a scongiurarla (preavviso, p. 2 e 3).
Infatti il periodo di commissione dei reati è esteso: è iniziato nel 2003 e non si è interrotto neppure a seguito della sua precedente incarcerazione tra il 27 ottobre ed il 12 novembre 2004 dovuta ad imputazioni analoghe (Inc. GIAR 622.2004.1, doc. 1, 2 e 3; inc. GIAR 622.2004.3, doc 1 e 2 e inc. GIAR 622.2004.4 doc. 3). Si tratta in un’attività criminale intensa, effettuata in modo ripetuto, riferita a cocaina con un ottimo grado di purezza (Inc. GIAR 622.2004.3, doc. 3 e inc. MP n° 2005.1992, AI 17) al fine di assicurare il proprio consumo che è perdurato fino all’arresto o quanto meno poco prima di esso (Inc. GIAR 622.2004.3 doc. 2, e meglio verbale di Polizia 15 marzo 2005, e doc. 3 p. 5 e 6).
A ragione il Procuratore pubblico sostiene poi la poca verosimiglianza della possibilità lavorativa presentata dall’accusato con l’istanza qui in discussione. Effettivamente il progetto (perché di solo progetto si tratta e nulla più, non riuscendo a sostanziare _ né una disponibilità economica né logistica tali da permettergli di avviare l’attività prospettata) era già stato annunciato al Procuratore pubblico in sede di verbale 12 novembre 2004, ma in tre mesi è mezzo nulla si è realizzato con il concreto pericolo che _, importante consumatore di cocaina, se posto in libertà provvisoria senza possibilità di entrate finanziarie legali, ritorni a spacciare o ad intermediare traffici di sostanze stupefacenti al fine di permettersi il proprio consumo.
Tutti questi elementi di fatto concorrono ad indicare concreto ed attuale pericolo di recidiva (SJ 1981, DTF 123 I 268; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n° 2357; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n° 701b).
È poi indubbio che si è di fronte a reati di una certa gravità e che mettono in pericolo la salute pubblica (DTF 105 Ia 26).
Non modifica questa conclusione il fatto che in sede di conferma dell’arresto il pericolo di reiterazione non sia stato indicato a motivazione della conferma stessa. L’individuazione di una delle condizioni alternative a fondamento della detenzione cautelare è sufficiente alla decisione, senza che sia necessario analizzarle tutte (Sentenza GIAR 7 dicembre 2004 in re A. G., inc. GIAR 2004.56103).
6.
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza di concreti indizi di colpevolezza, e del gran numero di atti istruttori compiuti e ancora da compiere è sicuramente data.
Pure va ammessa nella sua eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli reati imputati a _.
L’accusato è stato arrestato il 15 marzo 2005 e ad oggi è in detenzione preventiva da meno di tre settimane. In questo lasso di tempo l’inchiesta, malgrado la sua ampiezza – sia per quanto riguarda il territorio, essendo coinvolto tutto il Ticino, sia per quanto riguarda il numero degli indagati – appare procedere con celerità.
I reati imputati a _ sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta di crimini non si può dimenticare anche gli importanti quantitativi di cocaina in gioco che mettono in pericolo la salute pubblica e la purezza della sostanza acquistata, intermediata e venduta da _a nonché il gran numero di persone coinvolte in questi traffici) e in caso di condanna il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari e summenzionati, in pieno rispetto del principio della proporzionalità.
7.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).