Decision ID: 8223b612-dec3-5d81-9143-345968ab4a16
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto ed in diritto
Imputato: vita e precedenti penali
1.
IMPU_1 è nato il 20 luglio 1966 a _ (_), dove ha vissuto con il padre (operaio), la madre (panettiera) e una sorella, _, tre anni più giovane di lui. Dopo le scuole dell’obbligo ha continuato a studiare conseguendo il diploma di tornitore. Tra il 1984 e il 1987 ha svolto il servizio militare presso l’esercito _. Nel 1988 si è sposato con la signora _, da cui ha poi divorziato nel 2002. Da questa prima unione è nato un figlio di nome _. _ ad oggi ha 30 anni, vive in _ e svolge la professione di nutrizionista (PP 16.03.2017, AI 139, pag. 9).
Nel 2004 IMPU_1 si è risposato con _ che attualmente vive con lui in _insieme al di lei figlio ventisettenne _ (PP 16.03.2017, AI 139, pag. 10).
La moglie riferisce un ambiente familiare positivo:
"
Posso dire che la nostra situazione famigliare va più che bene, lavoriamo tutti e non ci sono mai stati problemi”
(VI _, 27.07.2016, AI 27, pag. 2).
2.
Dal profilo professionale dopo il servizio militare, terminato nel 1987, IMPU_1 ha lavorato, quale tornitore, in _. Ha continuato tale attività fino al 1993, quando ha poi deciso di trasferirsi in _. Qui ha inizialmente lavorato nel campo dell’edilizia, come muratore, a _. Nel 1966 si è trasferito più a nord, a _, dove ha lavorato come magazziniere. Dopo aver riottenuto le patenti di guida in _(categorie B, C, D, BE, CE, DE), ha iniziato a lavorare come autista di automezzi pesanti con rimorchio. Nel 2007 ha cominciato a lavorare come camionista per la ditta _, ditta per cui ha lavorato fino al giorno in cui sono accaduti i fatti del presente procedimento. Stando alle sue dichiarazioni, IMPU_1 è autorizzato a trasportare sostanze pericolose e autocisterne con liquidi e gas pericolosi. Avrebbe infatti conseguito la relativa patente del tipo “ADR”. Nel 2011 gli è stata concessa la cittadinanza _ (PP 16.03.2017, AI 139, pagg. 9 e 10).
3.
Dal profilo della sua situazione finanziaria, IMPU_1 ha dichiarato di essere proprietario di un appartamento a _, insieme alla prima moglie, gravato da un mutuo ipotecario di circa EUR 45'000.- per il quale – lui e la sua attuale moglie- pagano un interesse mensile di circa EUR 700.-. Quali ulteriori debiti ha dichiarato un leasing contratto per un’autovettura Hyunday IX20 del valore di EUR 17'000.- per il quale paga una rata mensile di EUR 300.- (PP 16.03.2017, AI 139, pag. 10). Ad oggi l’imputato non avrebbe ulteriori debiti (verbale di interrogatorio dell’imputato, pag. 2).
Per quanto concerne il suo reddito, IMPU_1 ha dichiarato che prima dell’incidente guadagnava EUR 2’000/2'400 mensili (a dipendenza della mole di lavoro). Attualmente, invalido al 90%, riceve un’indennità dallo Stato _ di circa EUR 2'000.-. Tale indennità dovrebbe coprire le spese della famiglia _poiché la moglie, dal momento dell’incidente, non lavora più. In precedenza donna delle pulizie presso la Polizia dello _ di _, ad oggi accudisce il marito al 100%. Stando alle dichiarazioni dell’imputato le entrate non coprirebbero le uscite e i coniugi si troverebbero in difficoltà finanziarie.
4.
In data 5.09.2016 la Sezione della circolazione ha pronunciato il divieto di circolazione ai danni di IMPU_1. Egli è in ogni caso attualmente impossibilitato alla guida per motivi di salute, che al momento gli impediscono una stazione eretta e una deambulazione autonoma.
Sul suo attuale stato di salute, al dibattimento si è così espresso:
"
posso camminare solo se sostenuto (qualche passo), ho tanti dolori che non mi permettono di camminare. Non lavoro più dall’incidente. Ricevo delle indennità di invalidità.
(...)
ADR
che passo la giornata cercando di leggere ma non riesco, guardo un po’ le notizie.
ADR
che non riesco a leggere per via delle conseguenze dell’incidente , non riesco a concentrarmi. La mia vita è cambiata e non riesco a darmi pace, cerco di capire come sia potuto succedere”
(verbale di interrogatorio dell’imputato, pag. 2).
5.
IMPU_1 è incensurato sia in _ che in _ (doc. TPC 9 e 10).
Avvio dell’inchiesta
6.
Il 26 luglio 2016, sull’autostrada A2 in direzione nord
, all'altezza di _, il
trattore a sella _ con semirimorchio _– condotto dall’imputato e contenete un carico di 14'400 bottiglie da 1.5 litri d’acqua frizzate San Pellegrino (per un peso netto di 21'600 kg) – ha tamponato una vettura Ford S-Max regolarmente ferma in colonna, a bordo della quale viaggiava una famiglia _. L’impatto è stato violentissimo, così violento che l'autovettura tamponata è finita schiacciata sotto il rimorchio di un camion che la precedeva e che trasportava pesanti pietre (Rapporto di Polizia 03.11.2016, AI 105, pagg. 2 e segg.).
In tale incidente hanno perso la vita tutti gli occupanti dell’autovettura Ford
rimasta schiacciata tra i due camion. All’interno vi era, come detto, una famiglia _: la madre _ di _anni, il padre _ anch'egli _e le due bambine _ e _di _e _ (Rapporto di Polizia 03.11.2016, AI 105, pag. 6 e segg.).
IMPU_1 è rimasto anche lui gravemente ferito nell’incidente, tant’è che è stato portato d’urgenza all’Ospedale _ di _, dove
per diversi giorni si è trovato in
pericolo di vita (E-mail _, 05.08.2016, AI 50).
_, il conducente dell’autocarro che si trovava fermo di fronte alla Ford, è rimasto lievemente ferito riportando soltanto un trauma alla schiena, al collo e alle spalle.
Nell’incidente sono rimaste coinvolte ulteriori due persone: _ e _. Entrambi sono rimasti illesi e hanno subito unicamente dei danni materiali alle proprie autovetture (cfr. Rapporto di Polizia 03.11.2016, AI 105, pag. 1 ss.).
7.
Poco dopo l’accaduto è giunta sul posto la polizia, che ha potuto solo rinvenire i corpi esanimi degli occupanti dell’autovettura Ford e constatare la situazione sul luogo del sinistro.
L’imputato è stato elitrasportato presso l’ospedale _ di _ e ha dovuto subire diversi interventi chirurgici a causa delle gravi lesioni riportate. Nel rapporto della Rega si legge:
"
Politrauma: # femore ex (sosp.) – sosp. #bacino # tibia perone – trauma cranico, trauma torace (...). Presenza di corpo estraneo nella tibia destra (parte meccanica del camion).”
(HEMS Cartella sanitaria elicottero, 26.07.2016, AI 118A).
Il rapporto dell’Ospedale _ di _ così descrive l’arrivo del paziente:
"
Il paziente giunge alla nostra attenzione in seguito ad incidente stradale ad alta velocità. Conducente di un camion ci viene riferito che avrebbe tamponato anteriormente un’auto e un camion trasportante massi pesanti; i massi del camion ricadevano sulla cabina in cui si trovava il paziente deformandola in maniera importante.
I soccorritori riferiscono GCS 15 all’arrivo con evidenti segni di trauma all’emisoma di destra con importante sanguinamento a livello dell’arto inferiore destro motivo per cui posizionavano un laccio emostatico alla radice della coscia omolaterale.”
(Rapporto OCL, 22.12.2016, AI 118A, pag. 3).
Inchiesta
8.
A seguito del grave incidente, il PP ha aperto un procedimento penale a carico del conducente IMPU_1 per titolo di omicidio colposo e grave infrazione alle norme della circolazione (Decreto di apertura dell’istruzione, 27.07.2016, AI 4).
Durante l’inchiesta sono state sentite le persone rimaste coinvolte nell’incidente (imputato e _), i testimoni che si trovavano vicino al luogo della collisione, la moglie dell’imputato e un dipendente della ditta di trasporto per cui IMPU_1 lavorava.
8.1.
Il protagonista IMPU_1, sentito soltanto il 2.9.2016 a causa del suo stato di salute che prima non lo permetteva, ha dichiarato di non ricordare nulla dell’incidente. Così si è espresso:
"
Da parte mia rispondo che non ricordo nulla di quanto è successo. Anche dopo il mio risveglio non ho riconosciuto mia moglie e dopo che mi ha detto chi era, piano piano mi sono ricordato di lei.
(...)
D: Si ricorda ora di quanto appena descritto?
R: Non mi ricordo di nulla.
D: Mi sa dire qual è stata la causa del sinistro.
R: No, non saprei dirle, mi dispiace.
D: Per quale motivo non ha notato la colonna ferma davanti a lei? Prendo atto che il tratto di autostrada ove è avvenuto l’incidente è un rettilineo con una buona visibilità.
R: Non mi ricordo.
D: Si ricorda se stava viaggiando con il sistema automatico di velocità inserito?
R: Non mi ricordo.
D: Solitamente è sua abitudine utilizzare questo tipo di sistema di guida?
R: Capita che ne faccio uso quando le strade sono diritte, ma in _ solitamente lo uso poco perché ci sono vari limiti di velocità ed è facile oltrepassarli se non si presta la dovuta attenzione.
D: È possibile che abbia avuto un colpo di sonno?
R: No quando mi metto alla guida sono sempre riposato.
D: Può darsi che lei è stato distratto da un telefono?
R: Come detto non mi ricordo, ma sono abbastanza sicuro che non sia stato il telefono la causa dell’incidente anche perché solitamente sono munito delle apposite cuffiette per rispondere alle chiamate. Inoltre quando devo telefonare io mi fermo sempre a lato della strada. A tal proposito posso dire di non aver mai preso una multa per aver guidato con il telefono.
(...).
L’agente interrogante mi informa che i due camion coinvolti nell’incidente sono stati periziati. Da questa perizia è emerso che il semirimorchio marca _ targato _ attaccato al trattore a sella che stava conducendo, non aveva il carico assicurato. Infatti i pacchi di bottiglie erano unicamente appoggiati sul pianale e nessun sistema per il fissaggio del carico era presente.
D: Cosa dichiara in merito?
R: Ricordo che questi pacchi li ho fissati io dal fondo. Più precisamente ho messo una cinghia che spingeva i pacchi di bottiglie verso la parte anteriore del semirimorchio. Mi sembra strano che non vi era la cinghia, in quanto sono pignolo e voglio che sia tutto in ordine, anche per la mia sicurezza e quella degli altri utenti della strada.”
(VI IMPU_1, 02.09.2016, AI 78, pag. 3 e segg.).
8.2.
_, il conducente dell’autocarro anteriore, sentito in data 26.07.2016, in merito all’accaduto ha riferito di aver ravvisato il camion di IMPU_1 soltanto dopo che è stato tamponato. Egli ha raccontato:
"
Verso le ore 12 mi trovavo a circolare sull'autostrada A2 in territorio di _. Il tempo era bello e la visibilità come la visuale erano buone. lo ero regolarmente allacciato e le luci erano accese. Ricordo che il traffico era intenso.
Giunto nei pressi del km 103.200, con il mio camion stavo avanzando piano piano in quanto vi era la colonna ferma che si stava muovendo. lo avevo inserito le luci arancioni per segnalare che vi era la colonna davanti a me. Dagli specchietti ho notato che una macchina di colore scuro si è fermata dietro di me ed anch'essa ha acceso le luci arancioni di segnalazione. A questo punto io ho spento le mie
Ad un certo punto sono stato sbalzato in avanti e ho potuto notare che un altro camion mi aveva tamponato. Prima dell'urto non ho sentito alcun rumore di frenata, presumo che questo autista non mi abbia nemmeno visto.
Ricordo che mentre venivo tamponato ho frenato d'istinto per non tamponare i veicoli che mi stavano davanti.
Subito sono sceso dal mio camion in quanto la benna era per metà nella mia cabina. Quando sono sceso ho notato che il camion che mi aveva tamponato aveva la cabina piena dei miei sassi che stavo trasportando. Subito ho pensato che il conducente era morto, ma poi mi sono accorto che muoveva ancora un braccio. ln un secondo momento, ho notato che tra i nostri due camion vi era anche una vettura tutta accartocciata. Non ho avuto il coraggio di guardare dentro a questa vettura quindi non saprei dirvi altro.
A questo punto ero talmente sotto shock che non ero più in grado di capire cosa stesse succedendo. So che delle persone si sono avvicinate e qualcuna di loro ha avvisato i soccorsi. Poco dopo sul posto sono arrivati i pompieri, l'ambulanza e Ia Polizia.
D: Al momento dell’urto saprebbe stimare a che velocità si stava muovendo?
R: Non saprei dirvi una velocità precisa. Posso stimare circa a passo d'uomo, come detto in precedenza vi era la colonna e io la stavo seguendo piano piano.
D: Lei non ha notato in alcun modo il camion che stava giungendo da tergo? Nemmeno in lontananza?
R: No, come detto in precedenza io ho notato solo la vettura che si era fermata dietro di me. Il camion non l'ho visto anche perché secondo me è giunto a velocità elevata. Ricordo che questo camion lo avevo visto negli specchietti in territorio di _, ma non ho notato alcun anomalia nel suo modo di guidare.
D: Ha seguito dell'incidente ha subito delle ferite?
R: Non ho ferite, ma ho vari dolori alla schiena, alle spalle e al collo.”
(VI _, 26.07.2016, AI 6, pag. 2 e segg.).
8.3.
I signori _e _, che al momento dello scontro circolavano sulla carreggiata adiacente a quella in cui è avvenuto l’incidente, hanno avuto modo di osservare da vicino l’accaduto. In particolare hanno visto l’autocarro rosso di IMPU_1 arrivare ad alta velocità e collidere con la vettura ferma in colonna. Sentiti il giorno stesso hanno raccontato:
"
ln data odierna viaggiavo quale passeggera anteriore con il mio marito sull'autostrada A2 in direzione nord. Giunti in territorio di -_, vi era una colonna di veicoli su entrambe le corsie. Mio marito rallentava e infine cambiava corsia da destra sulla sinistra. Si fermava perché la colonna di veicoli era completamente ferma. lo guardava nello specchietto retrovisore destro e ho visto come un autocarro rosso arrivava a forte velocità. Ho subito pensato che fosse troppo veloce perché vi era la colonna.
Il tutto andava così veloce e l'autocarro avanzava sulla nostra destra e vi era già la collisione.
D: Ha visto se i veicoli davanti all'autocarro, segnatamente la vettura e l'altro veicolo pesante coinvolti, erano fermi al momento dell'incidente?
R: Non posso rispondere perché non ho fatto caso a questi veicoli.
D: Lei ha potuto vedere se le luci di freno dell'autocarro rosso si accendevano o meno?
R: Non ho fatto caso se si sono accesi o meno. Non so nemmeno se gli avrei visti dalla nostra posizione.
D: A suo modo di vedere, l'autocarro rosso rallentava prima della collisione?
R: Non avrei notato niente, secondo me non ha rallentato.”
(VI _, 26.07.2016, AI 2, pag. 2).
Il marito così ha riferito:
"
ln data ed ora di cui sopra, stavo circolando a bordo della mia autovettura marca Nissan _, targata _ assieme a mia moglie _ nata _, _ quale passeggera anteriore. Eravamo entrambi allacciati con la cintura di sicurezza e avevo i fari anabbaglianti accesi. Il tempo era bello, il fondo stradale asciutto e la visibilità buona. Sono in possesso della licenza di condurre n o _ , rilasciata da _ il 22.02.1993, valido per la categoria B (esame superato il 22.02.1993.
Il traffico era intenso da creare una colonna su entrambe le corsie. Preciso che circolavo sulla corsia di destra ad una velocità di circa 80 km/h. Quando ho visto la colonna ferma davanti a me, rallentavo a circa 20 km/h. Mi sono deciso di cambiare la corsia e mi sono spostato sulla corsia di soprasso dove mi sono fermato completamente ad una distanza di circa 6 metri dietro l'ultimo veicolo fermo.
Appeno ero fermo, mia moglie mi avvertiva di un autocarro che arrivava veloce. Preciso che lei ha l'abitudine di osservare sempre il traffico con lo specchietto retrovisore destro. Subito ho guardato e ho visto arrivare un autocarro di colore rosso a forte velocità. Come ho potuto vedere, lo stesso non ha nemmeno rallentato e ha tamponato un'automobile di colore grigio scuro prima di andare a tamponare un altro autocarro. Preciso che la vettura è rimasta incastrata tra i due autocarri.
D: Lei ha potuto vedere se i luci di freno dell'autocarro rosso si accendevano o meno?
R: Dalla mia posizione non ho potuto vedere le luci di freno perché ero troppo avanti. Però come già detto, non mi sembrava che abbia frenato prima del tamponamento. Posso unicamente dire che è arrivato veramente veloce.
D: Aveva già visto prima l'autocarro rosso?
R: No, non l'ho visto perché ero concentrato sulla colonna davanti a me.
Subito dopo l'incidente siamo rimasti in macchina perché eravamo molto spaventati. Abbiamo capito subito che se non mi fossi spostato sull'altra corsia, sarei rimasto schiacciato dall'autocarro rosso.
D: Ha sentito qualche rumore anomalo prima della collisione?
R: Non ho sentito nulla di anomalo.
D: Sopra ha detto che era fermo prima della collisione. Erano fermi anche gli altri veicoli coinvolti?
R: Sì, erano tutti fermi, sia la vettura schiacciata che l’autocarro davanti. Preciso che io ero fermo da circa 5 a 10 secondi. Visto che tutto era fermo, volevo spegnere il motore.
D: Il traffico era scorrevole prima della colonna o congestionato?
R: No, il traffico era scorrevole fino alla colonna.
(VI _, 26.07.2016, AI 1, pagg. 2-3).
8.4.
_, che viaggiava con il suo autocarro a tergo dell’imputato IMPU_1, ha potuto riferire sia sulla situazione viaria e le condizioni di visibilità che vigevano pochi attimi prima del sinistro, sia sulla dinamica stessa dell’incidente:
"
In data 26 luglio 2016 poco prima delle ore 12:00 stavo circolando a bordo dell’autocarro Mercedes targato _ [...]. La visibilità era buona e non ostacolata. Il tempo era bello ed il fondo stradale asciutto [...].
Giunto in territorio di _, mi trovavo sulla corsia di destra dell’autostrada A2 e circolavo ad una velocità di circa 80 km/h. Dopo aver oltrepassato la galleria di _, stavo proseguendo il mio viaggio. Poco dopo ho visto in lontananza che vi era la colonna di veicoli fermi all'altezza dell'area di servizio di _. Ho visto la colonna ferma a circa 1 km / 800 metri di distanza. La colonna di veicoli era su entrambe le corsie di marcia. A questo punto ho iniziato a rallentare. In questo frangente ho notato che davanti a me, a circa 500 metri, stava circolando un autoarticolato di colore rosso. Lo stesso circolava sulla corsia di destra e non dava cenno di fermarsi, continuando la propria corsa. Secondo me circolava a circa 80 km/h, come se davanti a lui la strada fosse libera.
Poco dopo ho visto il violento impatto. Dapprima l'autoarticolato di colore rosso ha colliso contro un'automobile che a seguito del violento impatto è stata balzata in avanti rimanendo schiacciata tra l'autoarticolato che la precedeva e l'autoarticolato che ha causato l'incidente.
D: Mi sa dire dove si trovava esattamente al momento dell’incidente?
R: Mi trovavo a circa 700/800 metri prima del luogo dell’incidente. Da dove mi trovavo ho visto bene quanto è successo, la visibilità era buona e non ostacolata. Tra me e l'autoarticolato ci saranno state 2 0 3 automobili, ed in quanto io circolavo a bordo di un autocarro avevo la visuale libera.
D: Ha notato se il veicolo leggero coinvolto nell’incidente si è fermato regolarmente in colonna?
R: Sì era regolarmente fermo in colonna.
D: L'automobile e l'autoarticolato che sono stati tamponati dall'autoarticolato rosso erano completamente fermi al momento dell’impatto? Oppure stavano ancora circolando?
R: Erano completamente fermi.
D: L'autoarticolato rosso che ha causato l'incidente secondo lei circolava a forte velocità?
R: Secondo me circolava a circa 80 km/h.
D: Ha visto se l'autoarticolato rosso, prima dell'impatto, ha frenato o in qualche modo cercato di evitare l'incidente?
R: Non saprei, io l'ho visto andare diritto senza manovre di sterzata. Non ho visto se prima dell’impatto ha azionato o meno i freni.
D: Secondo lei la colonna ferma era visibile da una distanza tale da poter fermarsi in tempo?
R: Sì, certamente in quanto il tratto di strada interessato è rettilineo.
D: Si ricorda se la colonna era segnalata tramite l'esposizione di cartelli segnaletici?
R: Sì, mi ricordo di aver visto un cartello che indicava che prima della galleria del _ vi era 1 Km di colonna. Se non erro il cartello l'ho visto a _. Inoltre all'interno della galleria di _ vi erano esposti i lampeggianti gialli.”
(VI _, 02.08.2016, AI 39, pagg. 2-3).
8.5.
_ - responsabile dell’Ufficio immatricolazioni della ditta _- ha potuto fornire informazioni dettagliate sul tragitto percorso, sugli orari lavorativi, le pause nonché le ferie dell’imputato. Dalla sua testimonianza e dalla documentazione da lui prodotta, emerge la completa assenza di anomalie, sia in merito agli orari lavorativi, che in merito alla conformità del veicolo con le normative applicabili. Il teste ha così raccontato:
"
D: Martedì 26.07.2016 mi sa dire da dove è partito IMPU_1 e a che ora? E dove era diretto?
R: è partito da _ via _ in provincia di _, luogo in cui ha sede la ditta _ alle ore 07:00.
Inoltre le posso dare le seguenti informazioni, IMPU_1 ha cominciato il proprio servizio lunedì 25 luglio dopo aver effettuato 3 giorni di libero, dal 22 al 24 luglio compresi.
Ha iniziato il proprio servizio, come detto lunedì 25, alle ore 06:30 presso la sede della ditta _ a _. Alle ore 07:15 è partito, a bordo del trattore a sella _ targato _, per andare in consegna a _ in provincia di _ dove arriva alle ore 09:39 e scarica la merce. ln seguito da _ viene dirottato da un altro cliente a _ in provincia di _ dove giunge alle 9 ore 10:06. ln seguito è ripartito alle ore 14:30 verso _ in _ in provincia di _ con arrivo alle ore 16:39. Qui carica della nuova merce da I riportare a _presso la sede _. Alle ore 19:36 si ferma a _ in provincia di _ dove effettua la pausa di circa 9 ore. Alle ore 04:48 del 26.07.2016 riprende il viaggio arrivando a _ alle ore 06:26 del 26.07.2016. Presso la sede _ a _, sempre a bordo del trattore a sella _ targato _, ha agganciato il semirimorchio marca _ targato _ contenente un carico di 14'400 bottiglie da 1.5 litri d'acqua frizzante San Pellegrino per un peso netto di 21'000'000 Kg. È partito da _alle ore 07:05 ed era diretto a scaricare la merce presso la MIGROS di _ (_) _.
Alle ore 09:10 è transitato dalla dogana a _, mentre alle ore 09:11 era in territorio _ a _.
L'ultimo segnale dal GPS rilevato è alle ore 11:53 e lo segnalava in territorio di _. Specifico il fatto che il segnale GPS viene rilevato ogni 1 o 2 minuti. Quando il veicolo è fermo il GPS smette di mandare il segnale e lo riprende ogni 5 minuti oppure quando il veicolo supera i 15 Km/h.
L'agente interrogante fa notare che l'ultima posizione rilevata dal GPS risulta essere a _ alle ore 11:53, mentre l'autocarro si sa per certo che alle ore 12:00 si trovava in territorio di _, a circa 18 Km di distanza.
Cosa ha da dire in merito?
Purtroppo i segnali GPS non sono sempre precisissimi. Posso dire che per i GPS di tutta la nostra flotta vengono revisionati ogni 2 mesi senza il rilascio di un certificato. La data esatta dell'ultima revisione del GPS montato sul trattore a sella _ targato _ non la ricordo, però sono sicuro che non è oltre 60 giorni fa. Comunque non ci sono indizi di alcun malfunzionamento.
Come detto a volte non sono molto precisi, dipende anche dalla forza del segnale di ricezione, e qui essendo una zona con molte montagne può essere che la ricezione non era al massimo.
(...)
I documenti consegnati mostrano, oltre i luoghi dove è transitato IMPU_1, viene mostrata anche la velocità. L’ultima velocità rilevata è di 62 Km/h. Inoltre il GPS non ha rilevato alcun segno di frenata.
(...)
D: Come sono ripartiti i turni di lavoro dei vostri dipendenti?
R: Esattamente non saprei rispondere, però le posso dire in merito al mese di luglio, ovvero:
IMPU_1 inizia la prima settimana venerdì 08.07.2016 alle ore 18:00 dopo un riposo completo di 66.54 ore, termina la settimana giovedì 14.07.2016 alle ore 16:53 con ore di impiego pari a 33.14 (lavoro effettivo) di cui ore di guida 29.95.
La seconda settimana inizia venerdì 15.07.2016 alle ore 22.01 e termina giovedì 21.07.2016 alle ore 04:02 con ore di impiego pari a 35.67 e ore di guida 29.40, nella settimana suddetta svolge lavoro in coppia all'estero con _ per 3 giorni (ore di attesa al proprio turno di guida 16.13 ore) e singolo _ per gli altri 3 giorni.
Nella settimana suddetta tra giovedì 14.07.2016 alle ore 16:53 a venerdì 15.07.2016 alle ore 22:00 effettua un riposo ridotto fuori sede di 29.07 ore.
Da giovedì 21.07.2016 ore 4.02 fino a lunedì 25.07.2016 ore 5.56 ha fatto un riposo completo di 97.54 ore di riposo (quindi fa un riposo intero più recupera il riposo ridotto della settimana precedente).
Quindi il totale delle ore di guida nelle 2 settimane precedenti alla settimana dell'incidente sono pari a 59.35 ore e le ore di impiego pari a 68.81 Ore.
Tutto quello che ho spiegato pocanzi lo si può vedere dal documento Grafico attività mese di Luglio autista IMPU_1 che ho consegnato all'agente interrogante.
D: Quante vacanze all'anno hanno diritto i vostri dipendenti? Quando è stata l'ultima volta che IMPU_1 ha fatto vacanza?
R: ln un anno sono 22 giorni di ferie e l'ultima volta che IMPU_1 ha fatto vacanza è stato dal 14.03.2016 al 10.04.2016 compresi.
(...)
D: Ci sono stati problemi lavorativi con IMPU_1?
R: Che io sappia nessun problema.
D: IMPU_1 si è mai lamentato di qualcosa, sia in ambito lavorativo che privato?
R: Con me personalmente mai.
(...)
D: I veicoli Trattore a sella _ _ ed il semirimorchio _, _ condotti da IMPU_1 durante il giorno dell’incidente erano correttamente collaudati e funzionanti?
R: Certamente, come da copia carte circolazione che consegno seduta stante all’agente interrogante, si può vedere che sono correttamente collaudati.
D: All’interno della cabina del trattore a sella oltre alla normale strumentazione, sono presenti apparecchi che possono creare disattenzione? Per esempio macchine del caffè o altro?
R: No, assolutamente no.
(VI _ 04.08.2016, AI 49, pagg. 2-6).
8.6.
_, moglie dell’imputato, sentita il giorno seguente all’accaduto, ha riferito un passato lavorativo di IMPU_1 privo di incidenti. Per quanto concerne la giornata del 26.07.2016, ha raccontato di non aver avvertito nulla di anomalo nel comportamento del marito. In particolare ha riferito che egli l’avrebbe chiamata nella regolare pausa di riposo, nonché prima di oltrepassare il confine _. Dopo l’ultima telefonata avvenuta alle 08:30 del 26.07.2016 non l’avrebbe più sentito:
"
D: In passato ha già avuto incidenti della circolazione stradale?
R: Mai, nessuno.
D: Suo marito ha problemi fisici o soffre di qualche malattia?
R: No, non ha nessun problema fisico o malattie. Circa due anni fa ha effettuato unicamente un intervento di by-pass gastrico.
D: Negli effetti personali di suo marito sono stati trovati diversi medicamenti. Mi sa dire per che cosa fossero?
R: Sono semplici medicamenti per il mal di testa e per il raffreddore.
D: Com’è la vostra situazione famigliare?
R: Posso dire che la nostra situazione famigliare va più che bene, lavoriamo tutti e non ci sono mai stati problemi.
D: Mi sa dire se suo marito aveva dormito prima di intraprendere il viaggio e a che ora è partito?
R: So che mio marito che lunedì sera alle ore 22:00 mi ha chiamato dicendomi che stava facendo la pausa notturna. Poi martedì alle ore 8:30 mi ha nuovamente chiamata dicendomi che stava entrando in _. Non saprei dove era di preciso e non ho altre informazioni in merito. Da quella telefonata non ho più sentito mio marito”
(VI _, 27.07.2016, AI 27, pag. 2).
Sentita il giorno successivo _ è stata interrogata sulla provenienza e l’impiego dei 4 apparecchi telefonici appartenenti al marito. In tale interrogatorio la moglie ha confermato di non aver comunicato con IMPU_1 al momento dell’incidente. Ha riferito, inoltre, di condizioni lavorative di cui il marito non si era mai lamentato:
"
D: Lei è a conoscenza da dove è partito suo marito la mattina di martedì 26 luglio 2016 e dove era diretto?
R: No, non lo so. Come dichiarato nel precedente verbale, mio marito mi ha chiamata verso le 08:30 dicendomi che stava per entrare in _. Però non saprei dire da che valico doganale.
(...)
D: Quando è stata l’ultima volta che ha sentito per telefono o per sms suo marito?
R: Alle ore 08:30 circa di martedì 26 luglio.
D: Mi conferma quindi che suo marito al momento dell’incidente non era al telefono con lei né vi stavate scrivendo messaggi?
R: Sì, confermo che mio marito al momento dell’incidente, quindi verso le 12:00, non era al telefono con me, e non ci stavamo scrivendo messaggi.
D: Come sono le condizioni lavorative di suo marito? Si è magari già lamentato di turni di lavoro o delle troppe ore di guida che deve sostenere per conto della ditta?
R: Non lo so, con me non si è mai lamentato. A dipendenza dei viaggi che fa, posso dire che mio marito si assentava da casa dai 2 fino ai 5.
(...)
D: Secondo lei al momento dei fatti in che condizioni fisiche si trovava suo marito?
R: Secondo me stava bene, quando è partito da casa lunedì mattina presto (non so a che ora di preciso) stava bene.
D: Quando l’ha telefonicamente sentito martedì mattina alle ore 08:30 cosa vi siete detti? Si è magari lamentato di qualcosa?
R: Mi ha detto che ha dormito a seguito della pausa e che stava per entrare in _. Comunque non si è lamentato di nulla.”
(VI _, 28.07.2016, AI 35, pagg. 3-4).
9.
Durante l’inchiesta sono poi stati eseguiti sia una serie di accertamenti tecnici che una perizia, tutti volti a stabilire la dinamica dell’incidente.
9.1.
I poliziotti intervenuti sul luogo dell’incidente, ne hanno così descritto la dinamica:
"
In data e ora sopradescritta veniva chiesto il nostro intervento per la costatazione dell'incidente della circolazione stradale oggetto del presente rapporto. Giunti sul posto i veicoli si trovavano ancora nella posizione finale venutasi a creare a seguito del sinistro. Sul manto stradale presente una traccia di frenata riconducibile allo sfregamento delle ruote dell'autoveicolo tamponato. Inoltre la cabina del conducente IMPU_1 era colma di massi provenienti dal semirimorchio _. Su tutto il manto autostradale erano presenti bottiglie di acqua minerale che stava trasportando IMPU_1 nostra precisa domanda si annunciavano quali testimoni:
_ (_) con il marito _ (_) e il camionista _ _). Stando alle dichiarazioni dei protagonisti, dei testimoni ed alla nostra costatazione la dinamica può essere cosi riassunta:
II camionista IMPU_1 circolava sull'autostrada A2 proveniente da _ e diretto oltre _. Sul semirimorchio trasportava acqua minerale in bottiglie da 1.5l ciascuna imballate in palette di legno.
Circolava ad una velocità costante di 90 km/h, accertata mediante apparecchio cronotachigrafo e apparecchio GPS montato sul veicolo pesante, occupando la corsia di destra della carreggiata. Giunto all'altezza del km 103.200, per cause sconosciute, non si avvedeva della colonna di veicoli fermi, e senza frenare andava a tamponare il veicolo Ford targato _ guidato da _. La violenta collisione avveniva con la parte anteriore del camion IMPU_1 contro la parte posteriore della vettura _. A seguito di questo violento impatto, il veicolo _ andava a sua volta a tamponare l'autocarro guidato da _che stava trasportando dei massi, il quale era regolarmente fermo in colonna sulla corsia di destra. La vettura _ rimaneva così completamente incastrata tra i due veicoli pesanti.
A seguito di questo tamponamento i 4 occupanti dell'autovettura _ perivano sul posto. Il conducente _ riportava unicamente dei dolori alla schiena, al collo nonché alle spalle. IMPU_1, con l'aiuto dei soccorritori veniva estratto dall'abitacolo del suo veicolo pesante e veniva elitrasportato presso l'ospedale _ di _ in condizione che ne mettevano in pericolo la sua vita.
(...).
OSSERVAZIONI:
(...)
- Aseguito del sinistro, il carico di bottiglie del IMPU_1, veniva sbalzato al di fuori del semirimorchio andando a danneggiare le vetture di _ e _ che stavano transitando regolarmente.
- I pesi dei due VP sono approssimativi in quanto non è stato possibile pesarli realmente. I colleghi del Reparto del Traffico hanno provveduto a stimare il peso dei 2 convogli facendo la somma tra i pesi a vuoto e i carichi e ne è emerso quanto segue:
Veicolo _:
Trattore a sella : 9250 kg peso a vuoto come da licenza di circolazione (compreso autista e 90% dei liquidi)
Semirimorchio : 7160 kg peso a vuoto come da licenza di circolazione
Carico : 23800 kg (tra le bolle allegate ve ne é una del convoglio a vuoto prima che venisse caricato con i massi una dello stesso con il carico. La sottrazione tra il peso del convoglio e il peso a vuoto ne deriva la tara). Peso totale : 40210 kg
Veicolo IMPU_1:
Trattore a sella : 7595 kg peso a vuoto come da licenza G
Semirimorchio : 7160 kg peso a vuoto calcolato dalla licenza di ciroclazione
Carico : 24610 kg come da bolla carico allegata.
Peso totale : 38555 kg”
(Rapporto di Polizia, 03.11.2016, AI 105, pag. 2)
9.2.
Il Servizio Incidenti della Polizia _ha raccolto una documentazione fotografica relativa alla situazione constatata sul luogo del sinistro (cfr. Documentazione fotografica, 29.09.2016, AI 105).
Le immagini forniscono una vista globale della situazione venutasi a creare successivamente alla collisione. Sono visibili tutti i veicoli nelle rispettive posizioni finali ed i detriti sparsi a seguito dell'urto (cfr. Foto 2 e 9 ss. della Documentazione fotografica, 29.09.2016, AI 105).
In particolare, il Servizio incidenti, ha rilevato tracce di pneumatici attribuibili alla vettura Ford situate 28 metri a tergo dalla posizione finale dell'autoarticolato guidato dall’imputato. Nelle immediate adiacenze di tali tracce è altresì stata rilevata la presenza di frammenti d'alluminio non ossidato, unitamente ad altre scalfitture rimaste sull'asfalto (cfr. Foto 3 e 4 della Documentazione fotografica, 29.09.2016, AI 105).
Sul campo stradale sono pure stare rilevate le tracce di frenata lasciate dall'autoarticolato, lunghe 12.60 metri (cfr. Foto 5 della Documentazione fotografica, 29.09.2016, AI 105).
9.3.
In merito ai veicoli coinvolti nell’incidente, è stato possibile accertare che sia l’autocarro guidato dall’imputato IMPU_1, sia l’autoarticolato condotto da _, che l’autovettura Ford sulla quale circolava la famiglia _, erano in buono stato di usura (Controllo tecnico Sezione della circolazione 18.08.2016, AI 68, 69 e 70; Controllo tecnico Sezione della circolazione, 20.09.2016, AI 84).
9.4.
a.
Nominato quale perito al fine di constatare la dinamica dell’incidente, l’ing. _ha potuto stabilire, analizzando i dati crittonografici dei veicoli coinvolti, che negli istanti precedenti la collisione il convoglio del protagonista IMPU_1 procedeva con una velocità costante di 90 km/h, mentre l’autocarro condotto da _, al momento dell’impatto, era in leggero movimento, indicativamente attorno ai 10 Km/h.
Mediante il calcolo della collisione e considerando le tracce di alluminio rinvenute al suolo, il perito ha stabilito che le tracce di frenata lasciate al suolo dal trattore a sella _ hanno inizio circa 23 metri oltre il luogo di primo contatto tra quest’ultimo e la Ford. Ritenuto il tempo di percezione/reazione e di attivazione dell’impianto frenate del convoglio, il perito ha dunque ritenuto verosimile che il protagonista IMPU_1 ha percepito la presenza dell’automobile pochi decimi di secondo prima dell’impatto, se non addirittura solo nel momento in cui vi è stato il primo contatto tra i due veicoli (perizia _, AI 112, pag. 31).
Il perito ha poi accertato che il tratto di strada che precede la zona del sinistro è pressoché rettilineo per almeno gli ultimi 300-400 metri e, sulla base di tale constatazione, della testimonianza di _ e mediante il calcolo dello spazio di frenata, ha potuto appurare che IMPU_1 avrebbe avuto modo di arrestare il suo convoglio ad un centinaio di metri dal luogo in cui si trovava ferma la Ford. Operando invece una frenata di emergenza, l’autoarticolato si sarebbe arrestato tempestivamente qualora IMPU_1 avesse riconosciuto la situazione di pericolo ad una settantina di metri dalla Ford.
Così le sue conclusioni in merito alla dinamica dell’incidente:
"
La dinamica del sinistro ha visto il protagonista IMPU_1 avvicinarsi al luogo del sinistro con una velocità costante di 90 km/h a bordo del convoglio pesante composto dal trattore a Sella _ e del semirimorcio _.
L’autoarticolato ha così tamponato la Ford S-Max a bordo della quale vi era la famiglia _, che in quel momento era ferma sulla corsia di marcia.
L’automobile è stata spinta avanti per circa 24 metri, andando a collidere con una velocità acquistata pari a circa 74 km/h contro un semirimorchio _ del convoglio guidato dal protagonista _ – che nel frangente avanzava a circa 10 km/h – rimanendo schiacciata tra i due autoarticolati.
L’analisi del luogo del sinistro ha evidenziato che la conformazione della strada permetteva l’avvistamento della colonna ferma già a partire da una distanza di circa 400 metri.
Un riconoscimento della situazione di pericolo rappresentata dalla colonna ferma ad un centinaio di metri dalla posizione in cui si trovava ferma la Ford, avrebbe permesso al protagonista IMPU_1 di arrestare tempestivamente il suo convoglio con un normale rallentamento. Avrebbe altresì potuto arrestare l’autoarticolato per tempo se – procedendo ad una frenata d’emergenza – avesse visto la vettura ferma in colonna quando si trovava ad una settantina di metri da quest’ultima.
CONCLUSIONI
Il presente studio peritale ha analizzato tutti i riscontri oggettivi disponibili nella fattispecie ed ha permesso di ricostruire l’evoluzione cronologica del sinistro in oggetto.
Sostanzialmente è emerso che il protagonista IMPU_1 si è avvicinato al luogo del sinistro con una velocità costante di 90 km/h, tamponando quindi la vettura della famiglia _ a tale velocità.
Ritenuta la frenata operata dal camionista oltre 20 metri più avanti rispetto al punto di collisione, risulta che egli abbia riconosciuto la situazione di pericolo pochi decimi di secondo prima di investire la Ford, se non addirittura solo al momento di detta collisione.
Nelle fasi immediatamente precedenti al sinistro non sono risultati problemi di visuale o ostacoli visivi che possano aver fisicamente impedito al protagonista IMPU_1 di vedere la situazione del traffico davanti a lui.
Avvistando la vettura ferma sulla corsia di marcia – a tergo dell’autoarticolato del protagonista _ – ad un centinaio di metri di distanza, il protagonista IMPU_1 avrebbe avuto la possibilità tecnica di fermare il proprio convoglio senza dover ricorrere ad una frenata d’emergenza. Riconoscendo invece il pericolo ad una settantina di metri dalla vettura e frenando a fondo, egli avrebbe ancora avuto la possibilità di arrestare tempestivamente il proprio convoglio”
(perizia _, AI 112, pagg. 45 e 46).
b.
L.ng. _, così richiesto, ha successivamente precisato
che
“
gli autocarri ed i trattori a sella sono equipaggiati con un dispositivo di limitazione della velocità massima, il quale non permette loro di superare, di regola, la velocità di 90 km/h”
e che, dunque, “
ritenuto che nel caso in oggetto il mezzo guidato dall’imputato IMPU_1 ha registrato una velocità costante pari a 90 km/h per oltre 10 secondi prima della collisione, l’ipotesi secondo cui lo stesso conducente stesse circolando con il pedale dell’acceleratore premuto a fondo – e con la velocità limitata quindi a 90 km/h dal limitatore – è parimenti attendibile rispetto all’ipotesi secondo cui avesse attivato il sistema automatico di velocità (tempomat). Tale dispositivo (tempomat) è ad ogni modo programmato affinché si disattivi non appena viene toccato il pedale del freno e non preclude in nessun modo il funzionamento del freno di servizio stesso.
Ritenuto che nel caso in esame è stata rinvenuta la traccia di una frenata d’emergenza operata dal protagonista IMPU_1 (immediatamente dopo aver colpito la Ford della famiglia _) risulta accertato che quest’ultimo abbia attivato l’impianto frenante e che i freni hanno risposto correttamente”
(complemento di perizia _, AI 124, pagg. 1 e 2).
9.5.
Non da ultimo è stata eseguita anche un’analisi informatica forense (AIFO) sui dispositivi mobili dell’imputato, che ha dato esito negativo. Dalla stessa si è potuto evincere che non vi è stata alcuna attività telefonica (chiamate, messaggi, chat, multimedia, traffico dati ecc.) negli istanti precedenti il momento del sinistro. L’ultima attività risulta essere avvenuta il 26.07.2016 alle ore 11:18 (Rapporto di esecuzione, 25.10.2016, AI 100).
10.
Per quanto concerne lo stato di salute dell’imputato al momento dell’incidente, l’analisi dell’alcol etilico condotta dall’Istituto Alpino di Chimica e di Tossicologia (IACT) ha mostrato che nel campione di sangue di IMPU_1 prelevato poche ore dopo l’accaduto (alle ore 14:35) non vi era alcuna traccia di etanolo.
(Rapporto di analisi etanolemia, 29.07.2016, AI 45).
Anche il rapporto di analisi relativo a sostanze tossiche, medicamenti e sostanze stupefacenti ha dato esito negativo. La presenza nel sangue di IMPU_1 di morfina e metaboliti della morfina, ketamina (anestetico), midazolam (ipnotico, sedativo), idrossi-midazolam, è stata attribuita agli interventi medici seguenti all’incidente. Nel sangue è stata poi rinvenuta anche della caffeina (Rapporto di analisi etanolemia, 24.08.2016, AI 105).
10.1.
In merito al suo stato di salute prima dell’incidente l’imputato, in occasione del suo interrogatorio del 2 settembre 2016, ha dichiarato di essere in salute, di non soffrire di alcuna malattia e di non assumere particolari medicamenti. Egli ha anche escluso di essere stato vittima di un colpo di sonno:
"
D: È possibile che abbia avuto un colpo di sonno?
R: No. Quando mi metto alla guida sono sempre riposato.
(...)
D: Lei prima dell’incidente, era in ottima salute?
R: Sì, stavo bene.
D: Soffre di qualche malattia particolare?
R: No, nessuna.
D: Assume medicamenti particolari?
R: Niente di particolare. Capite che ho con me qualche medicamenti per il raffreddore o mal di testa.
D: In passato ha avuto infortuni o malattie particolari?
R: No, nessuna.
D: Sarebbe descrivermi la sua giornata lavorativa fino al momento dell’incidente?
R: Ricordo unicamente che ero in ufficio e mi avevano appena comunicato che avevo da fare un trasporto in _. Inoltre ricordo mi avevano consegnato la bolla di trasporto e le carte per la dogana. Inoltre ho memoria di quando ero in dogana, ricordo che questa dogana non era in autostrada in quanto ero uscito dalla stessa a _.”
(VI IMPU_1, 02.09.2016, AI 78, pagg. 5 e segg.).
Anche la moglie confermato che egli non soffriva di particolari problemi di salute o di affaticamento:
"
D: Mi sa dire se suo marito aveva dormito prima di intraprendere il viaggio e a che ora è partito?
R: So che mio marito che lunedì sera alle ore 22:00 mi ha chiamato dicendomi che stava facendo la pausa notturna. Poi martedì alle ore 8:30 mi ha nuovamente chiamata dicendomi che stava entrando in _. (...) Da quella telefonata no h opiù sentito mio marito.”
(VI _, 27.07.2016, AI 27, pag. 2).
"
D: Secondo lei al momento dei fatti in che condizioni fisiche si trovava suo marito?
R: Secondo me stava bene, quando è partito da casa lunedì mattina presto (non so a che ora di preciso) stava bene.
D: Quando l’ha telefonicamente sentito martedì mattina alle ore 08:30 cosa vi siete detti? Si è magari lamentato di qualcosa?
R: Mi ha detto che ha dormito a seguito della pausa e che stava per entrare in _. Comunque non si è lamentato di nulla.”
(VI _, 28.07.2016, AI 35, pag. 4).
11.
Sulla base di tali risultanze istruttorie il PP, il 1.12.2017, ha promosso l’accusa nei confronti di IMPU_1, ritenendolo colpevole di omicidio colposo plurimo e grave infrazione alle norme della circolazione.
Accertamenti della Corte sullo stato di salute di IMPU_1 al momento dell’incidente
12.
Il difensore dell’imputato, avv. DUF1, dopo aver appreso dalla stampa _ a fine gennaio 2018 che un automobilista era stato prosciolto dalla CARP dalle accuse di guida in stato di inattitudine e di infrazione alle norme della circolazione in quanto il colpo di sonno che aveva causato l’incidente era dovuto ad apnee notturne di cui l'automobilista non sapeva di soffrire, ha chiesto all’imputato – che ha sempre sostenuto di non ricordare nulla dell’incidente – se non potesse essere stato anche lui vittima dello stesso malore, proponendogli dunque di sottoporsi ai necessari accertamenti medici volti a determinare se anche lui soffrisse di apnee notturne e/o di altri disturbi del sonno.
12.1.
In data 15.02.2018 l’imputato si è dunque sottoposto ad un monitoraggio cardio respiratorio presso l'Ospedale _ di _, da cui è risultato che effettivamente egli soffriva di una sindrome delle apnee notturne di entità severa.
Contestualmente, in data 2.03.2018, il dottor _, medico chirurgo e specialista in medicina legale e delle assicurazioni, ha allestito un parere tecnico riguardante IMPU_1 destinato all'_e all'_per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nel quale, tra l'altro, si legge:
"
Tra gli accertamenti relativi ai disturbi toracici evidenziatisi durante il periodo di malattia risultano una visita intemistica e una valutazione pneumologica, con monitoraggio cardio respiratorio indicativo di sindrome delle apnee notturne di entità severa, nota anche con l'acronimo OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome).
(...)
Attualmente il periziando, IMPU_1, è affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno, accertata mediante polisonnografia con monitoraggio cardio respiratorio, certificata in data 16.02.2018, in paziente trattato chirurgicamente per obesità nel 2014.
Come risulta dalla visita internistica dell'ottobre 2017, nel 2014 il signor IMPU_1 è stato sottoposto a mini by pass gastrico per obesità, a _, e risultava portatore all'epoca di iperglicemia e ipertensione arteriosa. Nel giro di un anno dall'intervento chirurgico il peso corporeo scendeva da kg 129 a kg 94, con rientro a valori di normalità di pressione arteriosa e glicemia, per cui non assumeva nessun farmaco, tranne inibitore di pompa gastrico.
Si ritiene che anche all'epoca del sinistro stradale, 26 luglio 2016, il signor IMPU_1 presentasse la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, pur avendo avuto un significativo calo ponderale (circa 35 kg) rispetto al periodo preoperatorio. In buona sostanza, pur risoltasi la franca obesità con l'intervento chirurgico, persisteva ed è presente la patologia apneica del sonno, che, come sopra riportato, si manifesta con sonnolenza diurna, oltre che con russamento notturno abituale da almeno 6 mesi, pause respiratorie durante il sonno (riferite dalla moglie) intercorrenti risvegli con senso di soffocamento. In particolare, sussiste netto convincimento che la sonnolenza diurna, tipica della sindrome delle apnee ostruttive del sonno di cui soffre e soffriva il signor IMPU-1 al momento del sinistro stradale del luglio 2016, pur ignorando di esserne portatore, abbia avuto un ruolo di rilievo nel determinare lo stesso gravissimo incidente.
Al momento del tragico evento stradale, dalla documentazione sanitaria e non sanitaria esaminata, il signor IMPU_1 non risulta essere stato a conoscenza della patologia sindrome delle apnee notturne di entità severa, con sonnolenza diurna e alterazione dello stato di vigilanza diagnostica nel febbraio 2018, certamente intervenuta nella genesi del sinistro nel luglio 2016, con conseguente limitazione degli effetti anche sotto il profilo della responsabilità penale.”
(Parere tecnico Dr. _, 02.03.2018, Doc. TPC 5, pagg. 2 segg.).
12.2.
Alla luce delle predette risultanze, la Corte ha dunque disposto ulteriori accertamenti, incaricando da un lato il dr. med. _- responsabile
di Neurologia presso il Neurocentro della _, del Centro del sonno ed epilessia presso lo stesso Istituto e Professore Titolare di Neurologia all’Università di _
- di allestire una perizia volta a stabilire se l’imputato fosse affetto da una sindrome delle apnee notturne e, dall’altro, ha chiesto al perito ing. _ di fornire alcune precisazioni aggiuntive alla sua precedente perizia.
a.
Così richiesto, l’ing. _ ha dunque chiarito che “
sulla base delle verifiche tecniche effettuate sull’acceleratore e sulle prove empiriche relative alla forza esercitata dal piede appoggiato in modo inerte sul pedale dell’acceleratore, per mantenere la velocità di 90 km/h – limitata alla taratura del dispositivo limitatore – è necessario che l’autista abbia esercitato una forza con la propria caviglia onde vincere quella della molla dell’acceleratore
” e che “
il pedale dell’acceleratore in esame richiede l’applicazione di una forza di 35-40 N per essere mantenuto in posizione di fondo, ciò che equivale a circa 3,5-4 Kg
”. Il perito ha pure precisato che “
per seguire il raggio di curvatura costante descritto dalla strada negli ultimi 600 metri prima della collisione, è necessario che l’autista abbia mantenuto il volante ruotato nella posizione corrispondente alla curva in esame. In assenza della rispettiva forza di tenuta dello sterzo da parte del conducente, le ruote avrebbero teso a raddrizzare lo sterzo, portando il veicolo ad uscire sulla destra
” e che il trattore a sella guidato dall’imputato non contemplava nessun sistema di frenata di sicurezza automatico all’avvicinarsi di un ostacolo (complemento perizia _, doc. TPC 36, pag. 9).
b.
Per quanto riguarda, invece, lo stato di salute dell’imputato, sulla base dei dati anamnsici, clinici e strumentali raccolti durante la degenza ospedaliera di IMPU_1, nonché sulla base delle risultanze istruttorie, il dr. med. _ ha sostanzialmente confermato la diagnosi del medico _, concludendo che l’imputato soffre della sindrome delle apnee ostruttive in sonno di una forma ancora più grave rispetto a quella diagnosticatagli in _, sindrome da cui egli sarebbe affetto già da ben prima dell’incidente:
"
Dalle indagini clinico-strumentali effettuate si conferma che il Sig. IMPU_1 soffre effettivamente di una sindrome delle apnee ostruttive in sonno accertata tramite video-polisonnografia stanziale effettuata durante la degenza presso il nostro Centro nella notte dell'08.11.2018. (...) L'esame videopolisonnografico effettuato presso il nostro Centro del Sonno, conferma pertanto l'esistenza di un disturbo respiratorio apnoico ostruttivo in sonno la cui gravità è risultata essere maggiore rispetto all'esame poligrafico effettuato in Italia, verosimilmente per una maggior sensibilità della tecnica adoperata presso il nostro Centro.
(...)
L’esame dei dati clinici ed anamnestici soprariportati, l’assenza di un elemento che ha comportato una modifica anatomica acuta delle vie aeree superiori (...), nonché la mia esperienza in materia mi ha portato ad affermare che il sig. IMPU_1 sia affetto da sindrome delle apnee ostruttive da prima del 2016, in epoca cioè antecedente al suo incidente e prima della sua perdita ponderale avvenuta nel 2014 a seguito di intervento by-pass gastrico”
(perizia _, doc. TPC 52, pag. 1 e 9).
Alla domanda se la sindrome fosse sorta come conseguenza di quanto subito dall’imputato nell’incidente, il dr. med. _ ha potuto con “
certezza escludere che l’evento traumatico abbia causato un disturbo respiratorio in sonno.”
(perizia _, doc. TPC 52, pag. 14).
c.
Rispondendo ai quesiti, il perito ha, poi, spiegato quali sono le conseguenze cliniche di un paziente affetto da tale malattia:
"
a) Una riduzione significativa della qualità del sonno. Ogni evento apnoico o ipopnoico ostruttivo si associa a quello che potremmo definire un "microrisveglio" o in altre parole ad un alleggerimento del sonno. Se il numero di eventi apnoici-ipopnoici sono frequenti ed elevati durante il sonno, questo si riflette in un'alterazione della struttura qualitativa del sonno ed eventualmente anche in una vera e propria frammentazione caratterizzata da numerosi microrisvegli. Tale riduzione qualitativa del sonno comporta una mancata ristorazione del sonno stesso ed una sintomatologia sia notturna che diurna. ln altre parole anche se un soggetto dorme un sonno quantitativamente adeguato (ad esempio superiore alle 6 ore per notte), l'effetto ristoratore del sonno stesso potrebbe esserne fortemente inficiato da un'alterazione qualitativa del sonno, con conseguente sintomatologia di sonnolenza e stanchezza diurna malgrado si sia dormito un numero di ore sufficiente.
b) Rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare. Per via principalmente dell'impatto degli eventi apnoici-ipoponici sull'apparato cardiovascolare (bradi-tachicardia, ipertensione notturna), la sindrome delle apnee ostruttive in sonno risulta essere a lungo termine un fattore di rischio cardio-vascolare, vale a dire che aumenta l'incidenza di malattie cardiovascolari quali l'ictus-cerebri, l'infarto cardiaco, l'ipertensione”
(perizia _, doc. TPC 52, pag. 6).
Sebbene il meccanismo patogenetico alla base della sindrome delle apnee ostruttive in sonno non sarebbe ancora del tutto conosciuto, il dr. med. _ ha indicato quattro principali cause che generano la sindrome:
obesità;
alterazioni splanco-craniche, quali micro o retrognazia;
ipertrofia dei tessuti molli dell'orofaringe, fra cui principalmente ipertrofia tonsillare, ma anche ipertrofia della base.
Sovrappeso e obesità quale principale fattore a rischio alla base delle apnee ostruttive nell’adulto (perizia _, doc. TPC 52, pagg. 6 e 7).
Il perito ha poi spiegato che il paziente affetto da sindrome delle apnee ostruttive potrebbe essere anche asintomatico, ma che i sintomi principali che si presentato sono generalmente i seguenti:
sonnolenza diurna, di gravità variabile;
astenia diurna;
calo di prestazioni cognitive diurne;
xerostomia (secchezza a carico della mucosa buccale durante notte o nella prima mattina);
russamento;
choking (risvegli improvvisi con sensazione di mancamento dell’aria);
cefalea mattutina;
nicturia (necessità di urinare durante la notte (perizia _, doc. TPC 52, pag. 7).
Sintomi che, ha rilevato il perito, sono in gran parte presenti in IMPU_1, soffrendo egli in particolare di russamento, nicturia, sonno agitato, xerostomia, cefalea mattutina e saltuario choking notturno, sonnolenza e astenia diurna, depressione e calo della concentrazione
(
perizia _, doc. TPC 52, pag. 13).
d.
Sulla questione, determinante, a sapere se il sinistro oggetto del presente procedimento sia stato causato da una sonnolenza diurna e se sì, se all’origine di tale sonnolenza possa esservi la sindrome di cui l’imputato soffre, il dr. med. _ – dopo aver escluso che a compromettere lo stato di vigilanza dell’imputato alla guida fosse stato un malore - ha spiegato che IMPU_1 risulta affetto da una grave sonnolenza diurna (sintomo cardine della sindrome stessa), molto verosimilmente presente anche nel periodo in cui è occorso l’incidente, precisando che i soggetti affetti dalla sindrome hanno una probabilità di avere incidenti stradali 7 volte superiore ai soggetti non affetti. Il perito ha, poi, precisato che difficilmente IMPU_1 non ha mai sperimentato sonnolenza diurna in passato, ma che potrebbe averla verosimilmente attribuita ad una generica stanchezza e non ad una malattia (perizia _, doc. TPC 52, pagg. 18-20).
Dunque, in sostanza, a mente del perito:
a) IMPU_1 soffre di una sindrome delle apnee notturne di entità grave;
b) il dimagrimento avvenuto con il by-pass gastrico potrebbe aver migliorato il disturbo respiratorio ma non lo ha eliminato;
c) la sindrome era presente già al momento del sinistro e non è intervenuta dopo;
d) la presenza di tale disturbo avrebbe contribuito in maniera significativa alla genesi del presunto colpo di sonno alla base dell’incidente stradale;
e) al momento dell’incidente IMPU_1 non sapeva di essere affetto dalla sindrome delle apnee ostruttive del sonno (perizia _, doc. TPC 52, pag. 21).
e.
Alla domanda a sapere come sia possibile che l’imputato, nonostante il colpo di sonno, sia riuscito a tenere il pedale dell’acceleratore premuto e sterzare il volante, il perito ha risposto che, durante la fase NREM (60-90 min. dopo l’addormentamento), il tono muscolare è solo lievemente ridotto e pertanto, se si somma anche il peso dell’arto, si ottiene la pressione necessaria per tenere un raggio di curvatura modesto e una velocità costante (perizia _, doc. TPC 52, pagg. 23-24).
f.
Il perito ha, per finire, tratto le seguenti conclusioni riassuntive finali:
"
Dalla perizia emerge che il Sig. IMPU_1 è affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno di entità grave; che tale sindrome può associarsi a sonnolenza diurna; che il sig. IMPU_1 è attualmente affetto da importante sonnolenza diurna; che il Sig. IMPU_1 soffrisse già prima dell’incidente di detta sindrome; che tale sindrome può indurre anche colpi di sonno improvvisi; che l’incidente occorso nel luglio 2016 è avvenuto in circostanze che fortemente suggeriscono alla sua genesi un colpo di sonno; che il Sig. IMPU_1 presentava già prima dell’incidente sintomi riferibili a una sindrome della apnee ostruttive in sonno, sebbene non consapevole che tali sintomi fossero collerabili ad una sindrome di cui egli non sapeva di essere affetto; che pertanto l’incidente avvenuto non può aver causato né aggravato la sindrome stessa. Non è possibile rispondere invece al quesito specifico se il Sig. IMPU_1, nel periodo immediatmente prima dell’inicdente avesse avuto o meno rilevanti sintomi di sonnolenza che potrebbe aver sottovalutato”
(perizia _, doc. TPC 52, p. 27).
Dichiarazioni dell’imputato al dibattimento
13.
Al dibattimento, interrogato sulle cause dell’incidente e sul suo stato di salute in quel momento, IMPU_1 si è così espresso:
"
Al Presidente che mi chiede
quale è oggi la causa dell’incidente, rispondo che sono convinto che è stata questa malattia che non sapevo di avere. L’idea che avevo preso sonno o che mi fossi distratto, non l’ho mai acccettata, mi conosco e so come facevo il lavoro. Leggendo di più della malattia, ho capito che la colpa è della malattia.
(...)
Il Presidente che mi chiede
se io non ricordo nulla. Lo confermo. Così come mi chiede il Presidente, dico di non ricordare nulla di quella giornata. Ricordo solo i giorni precedenti. Che ho fatto la sosta prolungata di tre giorni. La ditta qualche anno prima ha chiuso la filiale vicino a casa e, quindi, io ho preso un appartamento in affitto vicino alla ditta a _. Mi ricordo che i miei amici, dopo il congedo, mi avevano portato a _ e poi non ricordo nulla fino a quando mi sono svegliato all’ospedale a _. Ma fino al momento in cui ho visto il PP, nessuno mi aveva detto cosa era successo.
(...)
Il Presidente mi chiede
come mai mi sono rivolto a un centro a _ per verificare se avevo un problema del sonno, visto che non sapevo di soffrire di questo problema.
Il PP precisa
che addirittura avevo escluso di aver avuto un colpo di sonno.
Rispondo che l’ho fatto perché l’avv. DUF1 mi ha dato questo consiglio. Rispondo che l’avv. DUF1 ha letto sul giornale un fatto analogo e quindi mi ha chiesto se non poteva essere successo a me la stessa cosa. Grazie a Dio l’avv. DUF1 mi ha dato questo consiglio.
Il Presidente mi ricorda
che la perizia del dr. _ stabilice che soffro di una forma grave di questa malattia (sindrome delle apnee notturne ostruttive in sonno), molto grave, più grave di quello che ha diagnosticato il medico a _. Mi dice che la problematica è stata presa molto sul serio, è stata approfondita, proprio perché siamo di fronte a un incidente con delle conseguenze estremamente gravi.
Mi chiede
se non mi era mai capitato alla guida di avere dei colpi di sonno. Rispondo che mi era capitato di avere stanchezza, ma colpo di sonno no. Non mi è mai successo di sbandare o di prendere sonno. La stanchezza sì, combattevo sempre contro la stanchezza, fermandomi, bevendo caffè, facevo anche pause lunghe. Ho lavorato in coppia con tre miei colleghi e non ho mai avuto dei problemi, loro lo possono confermare. Ho sempre avuto cura di me, della strada, dei miei colleghi, del lavoro. Il colpo di sonno, giuro, non ci è mai stato. Giuro che se avevo il minimo problema, una stanchezza eccessiva, avrei cambiato mestiere.
Il Presidente mi chiede
se avevo mai avuto della sonnolenza diurna, idipendentemente dalla guida. Rispondo che sì, questo mi è successo. Non avevo un’alimentazione corretta, lavoravo più di notte (95% del mio lavoro era notturno). La stanchezza come la sentivo io la sentivano anche gli altri colleghi, la ditta si è comportata abbastanza imprevedibilmente, ha chiuso quasi tutte le filiali e quindi chi ha voluto lavorare di più si è trasferito a _.
Quindi sì ero stanco.
Il Presidente mi chiede
se ho fatto qualcosa per risolvere problema di sovrappeso.
Rispondo che sì, ho fatto un bypass gastrico e ho perso più di 30 kg, questo penso circa 4-5 anni fa.
ADR
che la stanchezza dopo aver perso tutti questi chili, non è che era diminuita. Più che altro erano spariti altri problemi: mi alzavo meno a fare la pipì di notte, non soffocavo più con la saliva mentre dormivo, i dolori alle gambe erano migliorati. La stanchezza era sempre presente, per guadagnare di più lavoravo con i viaggi all’estero e quindi ero stanco.
Il Presidente mi ricorda
quali sono i sintomi della sindrome di cui soffro.
ADR
che, per quanto riguarda la stanchezza, di giorno mi è capitato di sentirmi particolarmente stanco. Capita a chiunque, dipende dai pensieri che una ha.
Il Presidente mi ricorda
che io sono un fortissimo russatore, che è uno dei sintomi della sindrome. Preciso che da quando ho perso tutti quei chili russo di meno. Però, da quando è successo l’incidente posso dormire solo supino e, quindi, russo di più.
Il Presidente mi ricorda
che anche nicturia è un sintomo e che anche questo con l’intervento di bypass è migliorato. Rispondo che lo confermo.
ADR
che episodi di choking non ne ho. Mentre ora soffro di mal di testa mattutino, da dopo l’incidente. La secchezza della bocca al mattino era anche migliorata dopo l'intervento di sintomi di bypass.
Il Presidente legge
le conclusioni sui sintomi di cui soffre l'imputato secondo il perito di cui al punto 2.7. della perizia (pag. 13).
ADR
che io di giorno faccio una siesta.
Il Presidente ricorda
che secondo il perito ora sono un po' depresso e di giorno mi sento stanco. Lo confermo, ho anche degli attacchi di panico. Prendo degli ansiolitici che mi fanno stare un po’ meglio.
Il Presidebte osserva
che la perizia stabilisce che i colpi di sonno possono durare fino a 10-15 secondi e che buona parte degli incidenti mortali avviene per dei colpi di sonno.
Secondo il perito statisticamente è una delle cause principali.
Il Presidente osserva che
, se chiudo gli occhi 10 secondi sono un'eternità. Se si è vigili, non si resiste, alla guida, a tenere gli occhi chiusi per tutto quel tempo, quindi si è trattato di un pesante colpo di sonno e, secondo il perito, io soffrivo da molto tempo di questa malattia, e mi chiede come sia possibile che non si è mai manifestata mentre ero alla guida, anche in maniera meno grave.
Rispondo che
non posso negare di aver avuto bruciore agli occhi, di sentire la sonnolenza che stava arrivando, ma io sapevo che ero un autista e dovevo stare molto attento e quindi mi fermavo, Facevo un giro e bevevo del caffè.
Il Presidente mi chiede
se non mi è mai capitato di addormentarmi, anche solo per una frazione di secondo al volante. Rispondo di no, non per quanto ricordo. Non posso negare di aver avuto bruciore agli occhi, ma non mi è mai successo di guidare senza accorgermene. Stanchezza sì, anche dovuta a tanti pensieri e allo stress per il lavoro (il datore di lavoro se non arrivavamo in tempo ci penalizzava).
Il Presidente mi dice
che però avvertire che ci si sta per addormentare è diverso.
Rispondo che ho già sentito sonno che stava per arrivare, ma poi mi fermavo e dormivo, se necessario. Oppure facevo anche cambio di guida con il mio collega.
ADR
che non ho mai avvertito di avere un problema, giuro che no. Altrimenti avrei fatto un altro lavoro. Avevo già pensato di cambiare lavoro, di guidare ma di giorno e non di notte, anche se avrei guadagnato di meno.
Il PP mi chiede
come mai il giorno dell’incidente non c’era il collega con me.
Rispondo che erano viaggi di un autista che si potevano fare in una giornata. C'era un termine per arrivare allo scarico. Non era necessario per la ditta che ci fosse un secondo autista.
ADR
che poi io avrei dormito a _. lo facevo quello che mi diceva di fare la ditta.
Il Presidente mi ricorda
che nel maggio 2016 avevo fatto un esame per l'abilità alla guida (doc. TPC 61) e rileva che sono esami che non riguardano l'attitudine alla guida (colpi di sonno, etc.), si tratta di esami del sangue, quindi quel tipo di problemi non erano stati indagati. Rispondo che l'esame comprendeva anche i riflessi, il cuore, la vista.
ADR
che io non ho riferito che ero sempre stanco.
Il Presidente rileva che
, infatti, non è un esame volto a depistare queste cose.
Preciso che
il medico di _ mi ha detto che lui avrebbe capito, da quel test, che soffrivo di questa sindrome.
ADR
che dopo l'intervento di bypass stavo meglio, ma i sintomi li avevo ancora, solo più attenuati (russavo meno, mi alzavo meno a fare pipì di notte, la bocca era meno secca).
Il Presidente rileva
che sono tante tre ore da _ a _, ma noi non sappiamo cosa è successo.
Rispondo che dalla scheda si vede se mi sono fermato.
Il Presidente rileva che
la polizia ha stabilito che è tutto in ordine, il problema è sapere perché si è fermato. Quel giorno si era alzato molto presto (ore 4.48). Rispondo che non so cosa dire.
ADR
che gli incubi notturni sono comparsi dopo l'incidente.
ADR
che non ho mai avuto indicenti gravi e non ho precedenti, né in _, né in _.
Il Presidente rileva
che il perito ci spiega che chi soffre della sua sindrome può dirigere un veicolo anche in stato di incoscienza (come per i sonnambuli), ciò che ci spiega come lei ha fatto a fare la curva e a non finire fuori strada.
Il Presidente mi
chiede cosa mi sento di dire. Dico che sto soffrendo, la mia vita è cambiata totalmente.
Il Presidente mi contesta
che ci sono quattro persone che però non lo possono nemmeno dire. Dico che era meglio se ero anche io con loro. È una fatalità, una tragica fatalità. L'ho detto anche al primo interrogatorio, era meglio se morivo. Era molto meglio.
Il Presidente rileva che
era molto meglio se non succedeva nulla. Rispondo che è vero, i medici avrebbero dovuto fare il loro dovere.
Il Presidente mi spiega
che il medico può fare una diagnosi quando il paziente gli racconta anamnesticamente di episodi già successi, altrimenti è difficile per il medico. Se la sindrome non è stata diagnosticata non è colpa dei medici, con il senno di poi siamo tutti brravissimi.
Rispondo che sto soffrendo.
ADR
che non guido più. Ho rinunciato alle patenti di guida, non ho più intenzione di guidare. Anche perché le mie sofferenze non mi permettono di guidare. Non mi sento in grado di guidare.
Il Presidente rileva
che la Sezione della circolazione sta aspettando la sentenza penale per decidere definitivamente dell’idoneità alla guida, anche se la questione penale non c’enta nulla. Uno è idoneo a prescindere.
ADR
che sto curando la sindrome con una maschera per il naso e la bocca che utilizzo di notte. Dovrò metterla per tutta la vita.”
(verbale di interrogatorio dell’imputato,
pagg. 2 e segg.)

Diritto
14.
L'art. 117 CP punisce con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chi, per negligenza, cagiona la morte di una persona.
Perché la fattispecie contemplata all’art. 117 CP sia adempiuta devono essere riunite tre condizioni: il decesso di una persona, una negligenza ed un nesso di causalità naturale e adeguato tra la negligenza ed il decesso (STF 6B_25/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1; 6B_439/2009 del 18 agosto 2009 consid. 1; 6B_437/2008 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; 6B_15/2007 del 9 maggio 2007 consid. 4; 6P.121/2006 del 7 dicembre 2006 consid. 2.3; DTF 122 IV 145 consid. 3 e rinvii).
14.1.
Giusta l'art. 12 cpv. 3 CP commette per negligenza un crimine o un delitto colui che, per un’imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne ha tenuto conto. L’imprevidenza è colpevole se l’autore non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali.
La negligenza presuppone così l’adempimento di due condizioni. Da un lato, l’autore deve aver violato le regole della prudenza, ossia il dovere generale di diligenza istituito dalla legge penale che vieta qualsiasi comportamento che espone a pericolo beni altrui protetti penalmente da lesioni involontarie. Un comportamento che oltrepassa i limiti del rischio ammissibile viola il dovere di prudenza quando l’autore, considerate la sua formazione e le sue capacità, avrebbe dovuto rendersi conto dell’esposizione a pericolo altrui (STF 6B_25/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.2; 6B_611/2011 del 31 gennaio 2012 consid. 3.1; 6B_439/2009 del 18 agosto 2009 consid. 1.1 e 1.2; 6B_437/2008 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; 6B_15/2007 del 9 maggio 2007 consid. 5.1; 6P.121/2006 del 7 dicembre 2006 consid. 2.3.1; DTF 136 IV 76 consid.
2.3.1; 135 IV 56 consid. 2.1; 134 IV 255 consid. 4.2.3; 130 IV 7 consid. 3.2; 129 IV 119 consid. 2.1; 129 IV 282 consid. 2.1; 127 IV 62 consid. 2d; 127 IV 34 consid. 2a; 126 IV 13 consid. 7a/bb; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2008, ad art. 12, n. 29, pag. 62).
Per determinare i limiti del dovere di prudenza, occorre domandarsi se una persona ragionevole, nella medesima situazione e con le stesse attitudini dell’autore, avrebbe potuto prevedere, almeno nelle grandi linee, il corso degli eventi - questione esaminata alla luce della teoria della causalità adeguata, se l’autore non è un esperto dal quale ci si poteva aspettare di più - e, se del caso, quali misure poteva adottare per evitare la realizzazione dell’evento dannoso (STF 6B_25/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.2; 6B_437/2008 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; DTF 134 IV 255 consid. 4.2.3; 122 IV 145 consid. 3b). La violazione del dovere generale di prudenza è presunta nel caso di violazione di prescrizioni legali o amministrative aventi per scopo di garantire la sicurezza e prevenire gli infortuni oppure di regole analoghe - se generalmente riconosciute - emanate da associazioni private o semipubbliche (STF 6B_25/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.2; 6B_439/2009 del 18 agosto 2009 consid. 1.2; 6B_437/2008 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; 6B_15/2007 del 9 maggio 2007 consid. 5.1; 6P.121/2006 del 7 dicembre 2006 consid. 2.3.1; 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid. 4.1; DTF 135 IV 56 consid. 2.1; 134 IV 255 consid. 4.2.3; 130 IV 7 consid. 3.3; 129 IV 119 consid. 2.1). La violazione del dovere di diligenza può altresì essere dedotta dai principi generali (STF 6B_439/2009 del 18 agosto 2009 consid. 1.2; 6B_15/2007 del 9 maggio 2007 consid. 5.1; 6P.121/2006 del 7 dicembre 2006 consid. 2.3.1; 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid.
4.1; DTF 127 IV 62 consid. 2d; 126 IV 13 consid. 7a/bb; 122 IV 145 consid.
3b/aa).
D’altro lato, perché vi sia negligenza, la violazione del dovere di prudenza deve essere colpevole, in altre parole si deve poter rimproverare all’autore, considerate le sue condizioni personali, una mancata attenzione o una riprensibile mancanza di sforzi (STF 6B_25/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.2; 6B_439/2009 del 18 agosto 2009 consid. 1.1 e 1.2; 6B_437/2008 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; 6B_15/2007 del 9 maggio 2007 consid. 5.1; 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid. 4.1; DTF 134 IV 255 consid. 4.2.3; 122 IV 17 consid. 2b/ee; 122 IV 145 consid. 3b/aa; 121 IV 207consid. 2).
14.2.
Affinché una persona debba essere ritenuta autrice colpevole di omicidio colposo, è necessario accertare la sussistenza di un nesso di causalità naturale ed adeguato tra quanto gli viene rimproverato ed il decesso della vittima (DTF 122 IV 17 consid. 2c).
a.
Un rapporto di causalità naturale è dato se il comportamento colpevole costituisce la condizione necessaria dell'evento, ossia se non può essere tralasciato senza che l'evento venga meno, ancorché non ne sia la causa unica (STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.1; 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003 consid. 4; DTF 115 IV 199 consid. 5b e rinvii). Al proposito un alto grado di verosimiglianza è sufficiente (DTF 125 IV 195 consid. 2b; 116 IV 306 consid. 2a).
In materia di circolazione stradale la causalità naturale è data ove la violazione della norma risulti essere una condizione necessaria per l'incidente, anche se non ne costituisce la causa unica e immediata; è sufficiente che essa abbia contribuito, con altre, a produrre l'evento (STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.1; DTF 100 IV 279 consid. 3c).
b.
La causalità deve essere anche adeguata. È necessario quindi stabilire se il comportamento dell'agente era idoneo, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a cagionare o a favorire l'evento. Soltanto a queste condizioni si può affermare che l’evento verificatosi era prevedibile da parte dell’agente (DTF 130 IV 7 consid. 3.2; DTF 127 IV 62 consid. 2d; DTF 126 IV 13 consid. 7a/bb; STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.2; 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003 consid. 4).
Il rapporto di causalità adeguata viene meno e il concatenamento dei fatti perde la sua rilevanza giuridica allorché un'altra causa concomitante, come ad esempio la colpa di un terzo o della vittima, costituisca una circostanza del tutto eccezionale o appaia così straordinaria che non poteva essere prevista. Il suo carattere imprevedibile non è in sé sufficiente per interrompere il nesso di causalità: occorre ancora che questa circostanza rivesta un’importanza tale da risultare l'origine più probabile ed immediata dell'evento considerato e relegare in secondo ordine tutti gli altri fattori che hanno contribuito a provocarlo, in particolare, il comportamento dell'agente (STF 6B_114/2016 del 20 settembre 2016 consid. 2.2.; 6B_333/2015 del 20 luglio 2015 consid. 2.2.; DTF 135 IV 56 consid. 2.1; DTF 131 IV 145 consid. 5.2.).
La questione relativa ad un’eventuale interruzione del nesso causale va, pertanto, risolta soltanto in funzione dell’imprevedibilità di circostanze esterne all’autore e non in funzione della presenza o della gravità di colpe di terzi o della vittima nella misura in cui non esiste in diritto penale una compensazione delle colpe (DTF 122 IV 17 consid. 2c/bb; STF 6B_315/2009 del 20 luglio 2009 consid. 1).
Il Tribunale federale non ha considerato, ad esempio, imprevedibile al punto tale da interrompere il nesso di causalità adeguata l’attraversamento dell’autostrada di notte da parte di un autostoppista (DTF 100 IV 279 consid. 3d)
In relazione al nesso di causalità tra il comportamento dell’agente e l’evento, poi, oltre alla prevedibilità dell'evento, la giurisprudenza del Tribunale federale considera la sua evitabilità: occorre infatti chiedersi se, in caso di comportamento corretto dell'agente, l'evento non si sarebbe verificato (causalità ipotetica). La giurisprudenza esige un alto grado di probabilità, mentre non è sufficiente la semplice possibilità che in caso di condotta conforme ai doveri di prudenza l’evento sarebbe stato evitabile. Il risultato è imputabile all'agente soltanto se, qualora avesse ipoteticamente rispettato i suoi doveri di prudenza, l'evento sarebbe stato molto probabilmente o quasi sicuramente evitato (STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.2; DTF 130 IV 7 consid. 3.2 e rinvii; 118 IV 130 consid. 6a; sentenza CARP 17.2011.1 dell’8 aprile 2011 consid. 5.3).
15.
L’art. 90 cpv. 2 LCStr punisce chiunque, violando gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo. Anche la negligenza è punibile, salvo disposizione espressa e contraria (art. 100 cpv. 1 LCStr).
L’art. 90 cpv. 2 LCStr descrive una forma qualificata di infrazione alle norme della circolazione stradale che presuppone, per la sua realizzazione, che l’autore abbia creato una serio pericolo alla sicurezza altrui o si sia assunto il rischio della creazione di un tale pericolo. Devono, pertanto, essere dati due elementi oggettivi costitutivi e cumulativi: il primo consistente nella violazione oggettivamente grave di una regola fondamentale della circolazione, il secondo consistente nella creazione di un serio pericolo per gli altri utenti della strada (Yvan Jeanneret, Les dispositions pénales de la loi sur la circulation routière (LCR), Stämpfli Editions, Berne, 2007, pag. 43 ss). Non è dunque necessario - poiché ciò, in realtà, è solo legato al caso - che l’infrazione abbia provocato un incidente o che abbia messo concretamente in pericolo un terzo (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Losanna 1996, ad art. 90 LCStr n. 4.6): viene punita, in effetti, sia la messa in pericolo concreta sia la messa in pericolo astratta, purché accresciuta (DTF 130 IV 32 consid. 5.1; 122 IV 173 consid. 2bb/aa pag. 175, 121 IV 230 consid. 2b/aa pag. 232).
La messa in pericolo ai sensi dell’art. 90 cifra 2 LCStr (ora art. 90 cpv. 2 LCStr) è data quando la violazione grave della norma crea un pericolo per la vita o la salute di terzi.
La messa in pericolo è concreta se esiste, secondo l’andamento ordinario delle cose, una probabilità seria di realizzazione effettiva ed imminente del rischio di lesione alla vita o alla salute di almeno una persona (Jeanneret, op. cit., ad art. 90 LCStr, n. 26; Schwaibold, Basler Kommentar, ad art. 237 CP n. 14; DTF 106 IV 121 consid. 3c; 106 IV 370 consid. 3a). Vi è ad esempio messa in pericolo concreta quando un altro utente stradale è costretto ad effettuare una brusca manovra di deviazione per evitare un urto (STF 20.02.2004, inc. 6S.486/2002, consid. 3.2.). Il passaggio da una messa in pericolo astratta ad una messa in pericolo concreta è spesso legato al caso, che pone o meno il terzo sul cammino dell’autore. Per esempio, in caso di sorpasso effettuato senza visibilità vi è messa in pericolo concreta se in quel momento sopraggiunge un altro veicolo che è costretto a frenare o a scansare l’ostacolo per evitare l’incidente, mentre vi è messa in pericolo astratta se il caso ha voluto che nessun veicolo circolasse in quel momento in senso inverso (Jeanneret, op. cit., ad art. 90 LCStr, n. 26).
Dal profilo soggettivo, l’autore deve avere adottato un comportamento senza riguardi o gravemente contrario alle regole della circolazione oppure, in caso di infrazione commessa per negligenza, deve avere assunto un comportamento crassamente negligente (STF 8.1.2008, inc. 6B_718/2007; DTF 131 IV 133 consid. 3.2 e rinvii; Bussy/Rusconi, op. cit., ad art. 90 LCStr, n. 4.3. e 4.4).
15.1.
L’art. 26 cpv. 1 LCStr prescrive che ciascuno, nella circolazione, deve comportarsi in modo da non essere di ostacolo né di pericolo per coloro che usano la strada conformemente alle norme stabilite.
Secondo l’art. 31 cpv. 1 LCStr, il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza.
Tale regola è precisata dall’art. 3 cpv. 1 prima frase ONC, il quale prescrive che il conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada e alla circolazione.
L’attenzione richiesta al conducente implica che egli sia in grado di reagire immediatamente ai pericoli che mettono a repentaglio la vita, l’integrità fisica o i beni materiali altrui, mentre la padronanza del veicolo esige che egli, in presenza di un pericolo, azioni immediatamente i comandi dello stesso in modo appropriato alle circostanze.
Il conducente deve abbracciare con il suo sguardo tutta la carreggiata e non soltanto quello che accade davanti a lui nello spazio di strada corrispondente alla larghezza del suo veicolo (Bussy/Rusconi, op. cit., ad art. 31 LCStr, n. 2.4.1).
L’art. 32 cpv. 1 LCStr prevede che la velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della visibilità.
Ai sensi dell’art. 34 cpv. 4 LCStr il conducente deve tenersi a una distanza sufficiente da tutti gli utenti della strada, in particolare nell’incrociare, sorpassare e circolare affiancato o dietro un altro.
16.
Questa Corte accerta che, come illustrato dal perito ing. _, la causa dell’incidente è oggettivamente ed esclusivamente da attribuire al fatto che l’imputato, al volante del proprio autocarro, pur avendo l’oggettiva possibilità di avvistare per tempo il pericolo davanti a lui e, di conseguenza, di arrestarsi, non lo ha fatto, reagendo sostanzialmente in concomitanza temporale con l’impatto dell’autoveicolo Ford S-Max condotto dal signor _, veicolo che è stato così spinto in avanti contro l’autocarro guidato dal signor _, rimanendo schiacciato in una sorta di sandwich da cui nessuno degli occupanti ha avuto scampo.
Nella fattispecie è, pertanto, determinante stabilire se tale comportamento di IMPU_1 è stato negligente e meglio sapere se, in quelle circostanze, egli ha violato il dovere di prudenza imposto a tutti gli utenti della strada.
In concreto la perizia del dottor _, fatta allestire da questo Tribunale, ha permesso di accertare che:
- IMPU_1 soffre di una forma grave di sindrome da apnee ostruttive in sonno;
- questa sindrome può causare improvvisi colpi di sonno che sono compatibili con la dinamica dell’incidente, e meglio, per rispondere al PP, il perito ha stabilito che nel caso di un colpo di sonno improvviso, la forza necessaria ad un individuo per tenere pigiato il pedale del gas di un autocarro come quello guidato da IMPU_1, può pacificamente essere mantenuta e che il fatto che, in quel tratto, la strada disegni una curva ad ampio raggio piegante a sinistra è irrilevante perché, analogamente al sonnambulismo - dove il paziente è in grado di agire dal punto di vista motorio sebbene stia dormendo -
“il mantenimento di un raggio di curvatura modesto ed ampio potrebbe teoricamente avvenire anche durante un colpo di sonno, specie nelle fasi iniziali del sonno stesso”
(perizia _, doc. TPC 52, pagg. 23-24);
- che per il resto, non ricordando l’imputato nulla delle ore precedenti l’incidente - circostanza, ancora una volta, non colposa - non si ha notizia di cosa effettivamente sia avvenuto prima dell’incidente, e meglio non si sa se egli, quel giorno, avesse già avuto dei colpi di sonno o altri momenti di malessere o di disattenzione;
- che sempre dall’accertamento peritale del dott. _, la sindrome di cui soffre IMPU_1 risale a lunga data e, in ogni caso, a ben prima del momento dell’incidente che ci occupa.
Pertanto, alla luce di questi accertamenti e già solo in virtù del principio
in dubio pro reo
, la causa del sinistro deve essere fatta risalire ad un colpo di sonno dovuto alla grave patologia diagnosticata all’imputato, ossia alla sindrome da apnee ostruttive in sonno.
A titolo abbondanziale, a confutare la tesi accusatoria di una grave disattenzione quale causa anche solo preponderante dell’origine del sinistro, vi è pure la dinamica stessa dell’incidente. Infatti, nell’ipotesi in cui si escluda un atto volontario compiuto da IMPU_1 che implichi quale componente importante l’autolesionismo, è difficilmente spiegabile una distrazione di ben oltre 10 secondi, che consenta cionondimeno di effettuare un’ampia curva a sinistra e che impedisca di vedere, in condizioni di traffico ideali, un ostacolo della grandezza di un veicolo, o per di più di un TIR, fermo davanti a sé per almeno 400 metri, tanto più che nella fattispecie non sono emersi elementi che spieghino altrimenti tale supposta distrazione, quali ad esempio l’uso di oggetti elettronici come il telefonino o altro.
16.1.
Accertato che l’incidente è avvenuto a causa di un colpo di sonno dell’imputato dovuto alla grave patologia di cui soffre, ancora resta da stabilire, perché si possa affermare una sua negligenza, se egli poteva prevedere di essere affetto da un disturbo tale da poterlo porre nella situazione in cui si è trovato il giorno dell’incidente. In altri termini, se egli poteva prevedere di essere potenzialmente colpito, mentre era alla guida, da un importante colpo di sonno.
È vero che la perizia giudiziaria del dottor _non risponde al quesito in maniera decisiva, ma è anche vero che il perito sottolinea però che la sindrome da apnee ostruttive in sonno di cui soffre IMPU_1 può manifestarsi improvvisamente e può farlo già la prima volta in maniera così importante.
L’imputato ha ammesso di essersi sentito, qualche volta, stanco anche al volante, ma di aver ovviato a questi momenti di stanchezza con pause più lunghe, cambi della guida e consumo maggiore di caffè, senza mai essere stato, in passato, coinvolto in incidenti di rilevo o in situazioni di potenziale pericolo, con il che queste strategie, ai suoi occhi, apparivano senz’altro adeguate.
D’altra parte, nemmeno i sintomi quali microrisvegli, necessità di andare più volte in bagno la notte, secchezza della bocca o stanchezza generale, si possono dire decisivi per affermare che egli doveva sapere di soffrire di una malattia che non gli consentiva di essere sempre in grado di condurre, anche perché, da un lato, appena pochi mesi prima dell’incidente, aveva superato gli esami di idoneità alla mansione specifica di autista
(doc. TPC 61) e, dall’altro, a seguito dell’operazione di bypass gastrico a cui si era sottoposto nel 2014, questi sintomi erano notevolmente migliorati.
Per finire, anche le circostanze in cui è emersa la malattia, e cioè quale spiegazione della causa dell’incidente, depongono a favore dell’inconsapevolezza di IMPU_1 di soffrire così gravemente del problema che lo affligge. Egli, infatti, prima dell’avviso del suo legale, non ha mai pensato che la sindrome OSAS potesse esser la causa del sinistro poiché, altrimenti, si sarebbe attivato autonomamente o, viceversa, non si sarebbe subito sottoposto alle analisi necessarie mediche a diagnosticare la malattia, con il rischio che gli si diagnosticasse una sindrome che lui sapeva già di avere e che avrebbe, in quel caso, consapevolmente sottaciuto.
Tutto ciò ben ponderato, la Corte è quindi giunta alla conclusione che non può, nella fattispecie ed in armonia con la giurisprudenza della CARP (17.2016.237), essere accertata una negligenza in capo all’imputato che deve essere prosciolto, il tutto beninteso a prescindere dalle devastanti conseguenze del suo agire, benché non colposo.
In altri termini, la giustizia opera con gli strumenti della legge: se non vi è colpa, non vi può essere sanzione, anche di fronte ad un incidente dalle conseguenze così drammatiche, che ha stroncato la vita di un’intera famiglia e ha gettato nello sconforto i familiari.
Sequestri
17.
A crescita in giudicato della presente decisione viene ordinato il dissequestro di tutto quanto in sequestro.
Tassazione nota professionale
18.
Quanto alla nota professionale del difensore d’ufficio, l’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di 180.-- l’ora (art. 4 del Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007) e la sua retribuzione va fissata in considerazione del tempo impiegato, dell’importanza della pratica, dell’impegno e della qualità del lavoro prestato, delle difficoltà giuridiche e fattuali, del numero degli interrogatori e delle udienze ai quali il patrocinatore ha partecipato, del risultato ottenuto e della responsabilità assunta (cfr. art. 21 cpv. 2 LAvv; DTF 122 I 1 consid. 3a; STF 6B_273/2009 del 2 luglio 2009, consid. 2.1; STF 6B_960/2008 del 22 gennaio 2009 consid. 1.1; Harari/Aliberti, in Commentaire Romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 135, n. 15, pag. 575; Ruckstuhl, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2. ed., Basilea 2014, ad art. 135, n. 3).
18.1.
La nota professionale dell’avv. DUF1 è parsa adeguata, ad eccezione dell’onorario e delle spese relative ai contatti scritti e telefonici con l’avvocato _ dell’imputato, con l’Assicurazione _, con la Rega e con la Sezione della circolazione, poiché prestazioni che esulano dal procedimento penale in oggetto. Le stesse non sono state dunque considerate mentre, per il resto, le prestazioni sono state approvate così come esposte, con l’aggiunta unicamente dell’onorario relativo al dibattimento.
Tasse e spese
19.
Stante il proscioglimento dell’imputato, la tassa di giustizia di fr. 2'000.- e le spese procedurali sono poste a carico dello Stato.
Visti gli art.
12 e 117 CP;
26 cpv. 1, 31 cpv. 1, 32 cpv. 1, 34 cpv. 4 e 90 cpv. 2 LCStr;
10, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;