Decision ID: 3b1c1083-e9e3-5bd4-9f18-a57071a88787
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 17 agosto 2006 la CO 1, dopo avere compiuto approfonditi accertamenti a seguito della sentenza di rinvio del TCA del 10 marzo 2004 (inc. 35.2003.93) ha negato a RI 1 il diritto alle prestazioni LAINF "a far tempo dal 6 settembre 2002" ed ha nel contempo negato il diritto al gratuito patrocinio per la procedura davanti all'amministrazione, argomentando:
"
(...)
D
agli atti prodotti dall'opponente appare che i presupposti alla base della concessione del gratuito patrocinio non siano integralmente realizzati. Poiché, se da un lato, l'autorevole opinione di Kieser "... Angesichts der Komplexheit der Fragestellungen im Sozialversicherungsrecht wird eine solche Aussichtslosigkeit nur zurückhaltend anzunehmen sein, ..." (cfr. U. Kieser, ATSG-Kommentar, ed. Schulthess, Zurigo 2003, ad Art. 61, Nr. 90, pag. 627) dovrebbe far pendere la bilancia in favore del riconoscimento di questa componente, stessa sorte potrebbe essere riservata all'esame dello stato d'indigenza della richiedente; dall'altro, va sottolineato come non vi sia una necessità di ricorrere ai servizi di un legale perché, come è noto, la contestazione di una decisione formale necessita esclusivamente di una succinta, non formale, argomentazione dei
punti di disaccordo: sicché alla luce di quanto sopra la richiesta non può essere accolta.
(...)" (Doc. A, punto 2.6)
1.2. Contro quest'ultimo punto della decisione su opposizione l'assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA .
Il suo patrocinatore, dopo avere sottolineato che l'assicuratore stesso ha riconosciuto l'esistenza di due delle condizioni necessarie per poter beneficiare del gratuito patrocinio, si è così espresso a proposito dell'elemento contestato dall'amministrazione:
"
(...)
2. L'argomento ritenuto dall'assicuratore non è stato ulteriormente sviIuppato, in altre parole esso si è limitato ad enunciare un principio generale, in merito a cui si dirà di seguito, senza però argomentare se nel caso concreto la qui ricorrente avrebbe effettivamente potuto fare a meno del patrocinio di un legale.
A questo proposito, senza ripercorrere nel dettaglio la motivazione dell'opposizione, va rilevato che la stessa verteva sui concetti di causalità naturale, causalità adeguata, di onere della prova, sul criterio di gravità dell'infortunio subito e su eventuali effetti di patologie già esistenti o successive all'infortunio.
Questi concetti, per la maggior parte strettamente giuridici, non sono certamente facilmente comprensibili da chi non ha una formazione giuridica. Non è dunque possibile limitarsi ad affermare che un'opposizione "necessita esclusivamente di una succinta, non formale, argomentazione dei punti di disaccordo" (doc. A), giungendo quindi, in maniera generale, alla conclusione che il patrocinio di un avvocato non è necessario.
Ciò può essere vero dal punto di vista formale, ma l'argomentazione materiale non era certo alla portata di tutti, ciò che di per sé giustifica pienamente il ricorso ad un avvocato.
Il Tribunale federale ha inoltre riconosciuto che non v'è nessuna procedura per cui l'assistenza giudiziaria possa essere esclusa a priori, né che tale diritto è limitato nel tempo a dipendenza della procedura applicabile nell'evenienza concreta (STF 125 V 32).
Non è dunque possibile escludere, senza approfondire il caso concreto, l'ammissione al gratuito patrocinio solo perché richiesta contestualmente ad una procedura d'opposizione.
Di transenna, va rilevato che la procedura e la decisione oggetto d'opposizione sono state svolte in tedesco, nonostante questa non è la lingua madre della ricorrente - di origini olandesi - che oltretutto è domiciliata in Ticino. L'assicuratore avrebbe dunque dovuto utilizzare la lingua italiana, circostanza che de facto ha obbligato la ricorrente a rivolgersi ad un avvocato.
3. Come risulta dalla distinta delle operazioni svolte dal patrocinatore della ricorrente (doc. B), l'impegno orario per l'intera procedura ammonta a 19.99 ore.
Ad esse vanno sottratte 8.84 ore, relative al ricorso del 24 dicembre 2003 - interposto presso codesto Tribunale avverso la decisione 08 ottobre 2003 dell'assicuratore malattia - nell'ambito del quale sono state riconosciute ripetibili per CHF 1'200.--, che coprono quindi l'attività dell'avvocato relativa al gravame.
Ne consegue, che l'impegno orario per quanto concerne
l'intera
procedura ammonta a 11.15 ore (19.99 ore - 8.84 ore).
" (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 12 dicembre 2006 l'assicuratore contro gli infortuni propone di respingere il ricorso e osserva dopo avere rilevato che:
"
(...)
Il
regesto del giudizio indicato dalla ricorrente (DTF 125 V 32) da un lato, recita che:
"
Art. 4 cpv. 1 Cost.; art. 105 cpv. 1 LAINF
:
Assistenza giudiziaria in sede di procedura amministrativa. Il diritto all'assistenza giudiziaria non dipende essenzialmente dalla questione se la procedura comprenda elementi litigiosi; nè esso è limitato in modo generale nel tempo a dipendenza della procedura applicabile nell'evenienza concreta (precisazione della giurisprudenza
in DTF 117 V 408
e 114 V 234 consid. 5). Sussiste di massima per la procedura amministrativa in materia di assicurazione contro gli infortuni facente seguito a una decisione su opposizione un diritto all'assistenza giudiziaria derivato direttamente dall'
art. 4 Cost.
"
dall'altro, evidenzia che il diritto al gratuito patrocinio entra, semmai, in linea di conto in ambito di procedura amministrativa solo a seguito di una decisione su opposizione e non in sede di opposizione.
Più in dettaglio a mente della qui convenuta le censure sollevate dalla ricorrente riguardanti la necessità di un supporto legale per così poter essere in grado di esporre dei con
cetti giuridici (tipo causalità naturale, causalità adeguata, onere della prova, criterio di gravità dell'infortunio subìto, eventuali effetti di patologie già esistenti o successiva all'infortunio) non dovrebbero essere ritenute basilari a questo stadio del procedimento amministrativo.
Anzi.
L'oggettiva constatazione che la decisione su opposizione non abbia fatto oggetto di ricorso attesta come i concetti ivi indicati sono pertinenti alla situazione inerente la signora RI 1 e magari, con il senno di poi, si potrebbe pure affermare che con maggior grado di attenzione si avrebbe potuto evitare di interporre opposizione fronte la decisione formale poiché conforme al diritto.
̈
Circa l'utilizzazione della lingua tedesca nelle diverse comunicazioni fra ente assicuratore e signora RI 1 / RA 1. Dagli atti compiegati appare come la stessa signora RI 1 abbia comunicato con CO 1 in lingua tedesca (cfr. doc. 7) ed inoltre come lo stesso legale non abbia mai sollevato la benché minima obiezione circa il procedere di CO 1 sicché - preso atto della situazione in essere - anche questa argomentazione appare piuttosto labile.
In guisa di conclusione, sulla base di queste stringate osservazioni appare come la richiesta della signora RI 1 sia, in realtà, ingiustificata atteso come l'amministrazione abbia, in realtà, correttamente valutato la situazione dell'assicurata e che la decisione su opposizione abbia confermato detto procedere e che lo stesso non abbia fatto oggetto di ricorso poiché la fondatezza della decisione formale poteva essere ritenuta data con una certa sicurezza."
(Doc. III)
1.4. Il 19 gennaio 2007 il patrocinatore dell'assicurata ha trasmesso il certificato per l'ammissione dell'assistenza giudiziaria vidimato dal comune di domicilio (cfr. Doc. V e allegati 1-21).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2 L'art. 37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica, cfr. STFA del 14 agosto 2006 nella causa D., I 650/05), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda.
Il capoverso 4 recita che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito (cfr. DTF 132 V 200).
Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza (cfr., per l'assicurazione contro gli infortuni, DTF 117 V 408, precisata con la DTF 125 V 32) aveva riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid. 5b, ambedue con riferimenti).
Il TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (cfr. SVR 2000 KV 2 consid. 4c in fine).
Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (U. Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole (cfr. FF 1999 3965).
La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (cfr. U. Kieser, op. cit., n. 21 ad art. 37).
In una sentenza dell'8 novembre 2006 nella causa R., I 746/06 il TFA ha negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione e, in particolare per la procedura di opposizione, in una vertenza relativa all'assicurazione per l'invalidità. In quell'occasione l'Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
3.1Die Vorinstanz hat die rechtsprechungsgemässen Anforderungen an die unentgeltliche Verbeiständung im Verwaltungsverfahren (Art. 37 Abs. 4 ATSG;
BGE 125 V 34
f.) zutreffend wiedergegeben. Richtig ist auch, dass die Offizialmaxime rechtfertigt, an die Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (
BGE 125 V 36
Erw. 4b, 114 V 235 Erw. 5b); die anwaltliche Vertretung im Verwaltungsverfahren drängt sich nur in Ausnahmefällen auf (
BGE
132 V 201
Erw. 4.1, 117 V 408 f. Erw. 5a, 114 V 238 Erw. 6). Zu ergänzen ist sodann, dass ein Unterschied zwischen den Vorausset-zungen der unentgeltlichen Verbeiständung im Verwaltungsverfahren (Art. 37 Abs. 4 ATSG) und im Beschwerdeverfahren (Art. 61 lit. f ATSG) besteht; die Voraussetzungen, um im Verwaltungsverfahren die unentgeltliche Verbeiständung zu bewilligen, sind höher als im Beschwerdeverfahren (Urteil A. vom 24. Januar 2006 Erw. 4.3,
I 812/05). Dieser Unterschied beruht auf einem bewussten gesetzge-berischen Entscheid (Amtl. Bull. 2000 S. 181; Kieser, ATSG-Kommentar, Art. 37 Rz 20).
Zum Verwaltungsverfahren im Sinne dieser Bestimmung gehört auch das Einspracheverfahren (Urteile H. vom 7. September 2004 Erw. 2.1, I 75/04, und H. vom 6. Juli 2004 Erw. 2.1 I 186/04; Kieser, ATSG-Kommentar, Rz 18 zu Art. 37). Schon in der früheren Rechtsprechung hatten im Einspracheverfahren die gleichen strengen Anforderungen an die unentgeltliche Verbeiständung
gegolten wie für das Abklärungsverfahren (
BGE 117 V 410
; AHI 2000 S. 164 Erw. 2b; SVR 2000 KV Nr. 2 S. 6 Erw. 4c). Beim Erlass des ATSG wurde an die Rechtsprechung des Eidgenössischen Versiche-rungsgerichts angeknüpft, wonach der Anspruch auf unentgeltliche Verbeiständung nicht zeitlich auf das Einspracheverfahren begrenzt ist, und zugleich betont, dass angesichts dieser Rechtsprechung an die Voraussetzung der sachlichen Gebotenheit der Verbeiständung ein strenger Massstab angesetzt werden müsse (BBl 1999 4595; Amtl. Bull. N 1999 1244, Amtl. Bull. 2000 S. 181). Dementsprechend geht auch die seitherige Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts davon aus, dass die bisherigen Voraussetzun-gen weiterhin gelten (
BGE 132 V 201
Erw. 4.1; erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 2.1). Eine Rechtsprechung, welche darauf hinausliefe, in praktisch allen oder den meisten Einspracheverfahren die Notwendig-keit der anwaltlichen Vertretung zu bejahen oder diese unter den gleichen Voraussetzungen wie im Beschwerdeverfahren zu gewähren, stünde im Widerspruch zur gesetzlichen Regelung. Der vom Beschwerdeführer unter Berufung auf Kieser, ATSG-Kommentar, Art. 37 Rz 21, vertretenen Auffassung, im Einspracheverfahren sei die anwaltliche Vertretung grundsätzlich erforderlich, ist daher nicht zu folgen.
3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkom-mensberechnung in der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12. Oktober 2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände.
3.3 Vorliegend hat die IV-Stelle ihre Leistungsverweigerung damit begründet, dass die im Arztbericht von Dr. med. S._, Arzt für Allg. Medizin FMH, vom 21. Dezember 2004 gestellte Diagnose keinen invalidisierenden Gesundheitsschaden darstelle. Das Dossier umfasst neben diesem Arztbericht wenige kurze medizinische Berichte und die Akten aus dem SUVA-Verfahren. Der Fall weist weder in medizinischer noch in sonstiger Hinsicht besondere
Schwierigkeiten auf. Würde hier die Notwendigkeit einer anwaltlichen
Verbeiständung bejaht, wäre kaum mehr ein Fall denkbar, in welchem diese verweigert werden könnte. Ein solches Ergebnis stünde im Widerspruch zur dargelegten Rechtslage. Daran ändert nichts, dass eine Rente - mithin eine finanzielle Leistung von in der Regel erheblicher Bedeutung - zur Diskussion steht. Wollte man bereits in diesem Umstand einen besonders schweren Eingriff in die Rechtsstellung des Versicherten erblicken, der regelmässig eine
unentgeltliche Verbeiständung zur Folge hat, würde dies ebenfalls darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen oder den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung widerspräche."
In un'altra vertenza, sempre in materia di assicurazione per l'invalidità, il TFA ha invece ammesso la necessità dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione visto che si trattava di applicare la giurisprudenza relativa alla sindrome somatoforme dolorosa:
"
4.
En l'espèce, il n'est pas contesté que les conclusions de l'opposition ne paraissent pas vouées à l'échec et que l'intéressé est dans le besoin. Il convient donc d'examiner si l'assistance d'un avocat dans la procédure d'opposition est nécessaire.
4.1 Par sa décision incidente du 13 janvier 2005, l'office recourant a nié la nécessité d'une assistance gratuite d'un avocat dans la procédure d'opposition, au motif que la complexité du cas n'était pas telle que d'autres personnes, comme un assistant social ou un spécialiste oeuvrant au sein d'une institution sociale, n'auraient pas pu être valablement consultées en l'occurrence.
La juridiction cantonale a réfusé ce point de vue. Elle a considéré que
l'assuré souffre notamment d'un trouble somatoforme douloureux dont le caractère invalidant n'est reconnu qu'à certaines conditions par la jurisprudence. Or, celle-ci pose des critères délicats qu'une personne n'ayant pas de connaissances juridiques a de la peine à saisir. En l'occurrence, cette difficulté est d'autant plus grande que l'intéressé ne parle que très mal le français et qu'il n'a suivi une formation scolaire que durant quatre ans en Turquie. L'assistance d'un avocat apparaît ainsi nécessaire, d'autant qu'il n'est pas établi que l'assuré aurait renoncé à bénéficier de l'aide gratuite d'une association de défense des invalides.
Dans son recours de droit administratif, l'office AI fait valoir que l'intimé était assisté par le service social et qu'il pouvait demander à l'assistant social ou à une autre personne de confiance désignée par une institution de l'aider dans ses démarches en matière d'assurance-invalidité, car la cause n'était pas suffisamment complexe, sur les plans des faits et du droit, pour réclamer l'intervention d'un avocat.
De son côté, l'intimé fait valoir que l'impossibilité pour lui d'agir seul
dans la procédure d'opposition n'est pas contestée en l'occurrence, le litige portant uniquement sur le choix de la personne du mandataire. Selon l'intéressé, l'assistance d'un avocat est nécessaire pour ce motif déjà que les conditions formelles de l'opposition (art. 10 OPGA) sont comparables à celles de la procédure de recours devant les juridictions cantonales, valable avant l'entrée en vigueur de la LPGA, et pour laquelle l'assistance gratuite d'un avocat était généralement accordée sans difficulté particulière. En outre, l'art. 37 LPGA permet à l'assuré de procéder par le mandataire de son choix, ce qui représente une brèche dans le monopole des avocats. Aussi bien,
l'intimé allègue qu'à suivre le point de vue du recourant, on instaurerait de surcroît une obligation, pour les assurés indigents, de renoncer aux services des avocats dans des affaires ne présentant pas une complexité particulière, où, pourtant, ils n'obtiendraient pas l'assistance judiciaire gratuite.
Enfin, l'OFAS est d'avis que les problèmes soulevés dans la procédure d'opposition ne présentent pas des difficultés justifiant l'intervention d'un avocat et que l'intéressé pouvait s'adresser aux institutions publiques aptes à lui donner les conseils nécessaires.
4.2
4.2.1 Selon la jurisprudence, un litige sur le droit éventuel à une rente
d'invalidité n'est pas susceptible d'affecter d'une manière particulièrement grave la situation juridique de l'intéressé; en revanche, il a une portée considérable pour l'assuré (arrêts M. du 19 avril 2005, I 83/05, consid. 3.2.2; W. du 12 octobre 2004, I 386/04, consid. 4.2; H. du 7 septembre 2004, I 75/04 [résumé in : REAS 2004 p. 317], consid. 3.3).
Si, en l'espèce, il est incontestable - et incontesté - que l'intéressé n'est pas en mesure d'agir seul dans la procédure d'opposition, il faut néanmoins examiner si l'assistance d'un avocat était nécessaire, compte tenu des possibilités éventuelles de l'intéressé de bénéficier de l'assistance de personnes de confiance ou de spécialistes oeuvrant au sein d'institutions sociales. Ce point doit être tranché au regard de la difficulté du cas.
4.2.2 Dans le cas particulier, l'assuré a été soumis à une expertise
pluridisciplinaire confiée au docteur M._, médecin-chef à l'Hôpital X._, (rapport du 18 septembre 2003). Dans le cadre de cette expertise, une évaluation psychiatrique a été effectuée par le docteur A._, médecin-chef au Centre Médico-psychologique Y._ (rapport du 6 janvier 2003). Ces investigations ont révélé l'existence d'un syndrome douloureux chronique panrachidien sous la forme d'un trouble somatoforme persistant avec présence de signes d'inorganicité, ainsi que d'une discopathie dégénérative C5-C6 et de troubles de la statique rachidienne (hyperlordose lombaire et
attitude scoliotique lombaire gauche, inégalité de longueur des membres inférieurs sur séquelles d'une fracture de la jambe gauche compliquée d'infection dans l'enfance). Selon les experts, ces troubles empêchent l'intéressé d'exercer des travaux lourds tels ceux qu'il effectuait dans son ancienne profession. Seul un travail léger sans port de charges lourdes ni mouvements répétitifs de torsion et/ou de rotation du tronc, ou en porte-à-faux était possible, et encore avec une capacité de 70 % seulement. Sur cette base, l'office AI a accordé à l'assuré, dans un premier temps, une orientation professionnelle et un soutien dans ses recherches d'emploi
(décision du 10 novembre 2003). Ensuite, sur une simple information de l'intéressé qui alléguait une aggravation de l'atteinte à la santé, l'office AI lui a alloué une demi-rente fondée sur une incapacité de gain de 57 % (décision du 13 août 2004), sans même instruire le point de savoir quelles étaient les incidences de cette aggravation sur la capacité de travail.
Il apparaît ainsi que l'état de fait et les questions de droit relatives
notamment au caractère invalidant du trouble somatoforme douloureux rendaient la cause particulièrement complexe. Par ailleurs, il est indéniable que l'issue de la procédure engagée a une portée considérable pour l'intéressé.
Dans ces conditions, la Cour de céans ne saurait se rallier au point de vue de l'office recourant selon lequel l'intervention d'un avocat dans la procédure d'opposition n'était pas nécessaire. Le jugement entrepris n'est dès lors pas critiquable et le recours se révèle mal fondé."
2.3. Nella presente fattispecie contestata è esclusivamente la questione relativa alla necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione.
L'assicuratore lo nega invocando sostanzialmente il fatto che l'opposizione non deve essere approfonditamente motivata e che i fatti devono venire accertati d'ufficio.
Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non sono sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio in sede amministrativa.
Nella sentenza pubblicata in DTF 125 V 32, l'Alta Corte ha affermato:
"
Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlos-sen, dass das in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (
BGE 119 Ia 266
Erw. 3b, 117 Ia 281 Erw. 5b/bb; SCHWANDER, a.a.O., S. 495). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen, unter denen eine Verbeiständung durch einen Rechtsanwalt sachlich geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (
BGE 122 I 10
Erw. 2c mit Hinweisen, 114 V 235 Erw. 5b)." (DTF 125 V 36)
La necessità o meno dell'assistenza di un avvocato (sul tema cfr. DTF 131 V 200) durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei casi di applicazione cfr. consid. 2.2).
Ora, secondo questo Tribunale, nel caso concreto in cui si trattava di valutare il diritto alle prestazioni dopo il 6 settembre 2002 a seguito di affezioni organiche e delle conseguenze psichiche di un infortunio, si giustifica l'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa tenuto conto delle difficoltà poste dall'applicazione del principio della causalità nel settore dell'assicurazione contro gli infortuni (che in questo caso, per quel che concerne le lesioni organiche ha necessitato di un accertamento peritale, cfr. Doc. A punto 1.2 e STCA del 10 marzo 2004, 35.2003.93 consid. 2.7), e, soprattutto, della giurisprudenza del TFA relativa all'esistenza o no della causalità adeguata in caso di turbe psichiche dopo un infortunio (cfr. Doc. A, 2.5.2).
Del resto, nella sentenza pubblicata in DTF 125 V 32 l'assicuratore contro gli infortuni ha riconosciuto il diritto al gratuito patrocinio durante la procedura di opposizione in un caso in cui era contestato il diritto alle prestazioni per un danno alla salute psichica dopo un infortunio (cfr. DTF 125 V 33).
Il TCA è arrivato alla stessa conclusione nel caso di un'assicurata che aveva riportato un trauma da "colpo di frusta" alla colonna cervicale (cfr. STCA del 31 agosto 2005 nella causa Z., 35.2005.21).
Alla luce di quanto appena esposto l'assicurata deve dunque essere posta al beneficio del gratuito patrocinio per la procedura di opposizione.
Gli atti sono rinviati all'amministrazione affinché si pronunci concretamente sull'importo spettante all'assicurata (cfr. DTF 132 V 153).
2.4. Vincente in causa, la ricorrente, patrocinata da un avvocato, ha diritto ad un'indennità per ripetibili da mettere a carico dell'autorità amministrativa convenuta (cfr. art. 108 cpv. 1 lett. g LAINF).
La sua domanda intesa ad essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria gratuita diventa pertanto priva d'oggetto (cfr., fra le tante, STFA del 14 agosto 2006 nella causa B., I 319/05; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02 e del 18 agosto 1999 nella causa T., U 59/99).