Decision ID: a79d1e2e-148d-5dbf-b5ce-1f621ee69284
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1
(1942) e AP 1 si sono sposati a _ (ora provincia di _) il 12 novembre 1966. Dal matrimonio sono nate S_
(8 agosto 1970), B_ (22 febbraio 1978) e C_ (31 agosto
1983). Il 23 marzo 2001 AP 1 ha promosso un'azione di divorzio unilaterale davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, che il marito ha proposto di respingere con risposta dell'11 ottobre 2001. Nei successivi allegati le parti hanno mantenuto le loro posizioni.
B.
In occasione di un'udienza tenutasi il 23 giugno 2004, il Segretario assessore ha sottoposto alle parti una transazione che le parti hanno accettato. Con ordinanza dell'8 settembre 2004 la procedura unilaterale è stata convertita pertanto in quella di divorzio su richiesta comune con accordo completo. Statuendo con sentenza del 27 gennaio 2005, il primo giudice ha sciolto il matrimonio e omologato la convenzione sugli effetti del divorzio, ponendo la tassa di giustizia di fr. 1500.– e le spese a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
C.
Lo stesso 27 gennaio 2005 il Segretario assessore ha fissato alle parti un termine di 30 giorni per corredare la loro richiesta di assistenza giudiziaria della documentazione prescritta dalla legge. A AP 1 tale termine è stato prorogato tre volte, il 3 marzo, il 7 aprile e il 9 maggio 2005, senza esito. Per finire, con decisione del 17 gennaio 2007 il Pretore le ha negato il beneficio richiesto.
D.
Contro la decisione predetta AP 1 è insorta con un ricorso del 1° febbraio 2007, chiedendo di riesaminare la sua richiesta di assistenza giudiziaria sulla base dei documenti allegati al suo memoriale. Il ricorso non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1.
Contro il rifiuto dell'assistenza giudiziaria il richiedente può
ricorrere entro 15 giorni “all'autorità di seconda istanza” (art. 35 cpv. 4
Lag), ovvero all'autorità ger
archi
camente superiore (messaggio del Consiglio di Stato n. 5123 del 22 maggio 2001, commento all'art. 35 in fine). Tempestivo, sotto questo profilo il ricorso in esame è quindi ricevibile.
2.
Il memoriale della ricorrente è firmato non da lei medesima né da un patrocinatore abilitato a norma dell'art. 64 o 64
a
CPC, bensì da una terza persona. La capacità di tale rappresentante a stare in lite può nondimeno rimanere aperta, dato che – come si vedrà in appresso – la sorte del ricorso è segnata.
3.
In concreto il Pretore ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria per non avere, la richiedente, presentato entro il termine assegnatole, prorogato a tre riprese, il formulario corredato dei giustificativi prescritti dall'art. 4 cpv. 1 Lag. Al ricorso l'interessata acclude cinque documenti, chiedendo – come detto – di riconsiderare la sua situazione, che la vede nell'impossibilità di far fronte al pagamento dell'onorario esposto dal suo patrocinatore, come pure di versare la tassa di giustizia e le spese.
4.
Il beneficio dell'assistenza può essere chiesto in ogni stadio di causa da una “persona fisica indigente” (art. 3 cpv. 1 Lag) mediante domanda scritta e motivata, cui vanno allegati
“
tutti i documenti giustificativi, l'apposito certificato municipale e l'even- tuale dichiarazione di svincolo di terzi dal segreto d'ufficio e fiscale
”
(art. 4 cpv. 1 Lag). Spetta al richiedente rendere verosimile la propria ristrettezza finanziaria (DTF 125 IV 164 in basso con richiamo a DTF 120 I 181 in fondo). Se, pur sollecitato, egli non la documenta a sufficienza per consentire un completo esame della situazione, la sua richiesta può essere respinta (sentenza del Tribunale federale 1P.241/2006 del 15 giugno 2006, consid. 5.2; I CCA sentenza inc. 11.2006.125 del 13 novembre 2006, consid. 3).
5.
Nella fattispecie la ricorrente non giustifica per nulla la sua passività di fronte alla richiesta del Segretario assessore, prorogata ben tre volte, affinché chiarisse nel termine di trenta giorni la propria situazione finanziaria. Nemmeno si confronta con la conseguenza che il Pretore trae, nell'impugnata decisione, dalla mancata produzione dei documenti richiesti, né mette in discussione l'insufficienza e l'inadeguatezza di quelli agli atti. Già per questo motivo il ricorso potrebbe essere respinto, l'interessata non confrontandosi lontanamente con la motivazione addotta dal primo giudice.
6.
Si aggiunga, ad ogni buon conto, che neppure la documentazione prodotta in appello rende oggettivamente verosimili le entrate o il fabbisogno della ricorrente. Il primo documento si limita ad attestare lo stipendio da lei percepito nei primi sette mesi del 2003 (con lettera accompagnatoria), il secondo consiste semplicemente in un certificato di domicilio rilasciato dal Comune di Lugano il 4 luglio 2003 e il terzo in una lettera da lei scritta al suo patrocinatore il 1° febbraio 2007. Ciò non basta lontanamente ad appurare quali fossero le condizioni finanziarie di lei per quanto riguarda redditi e fabbisogno, né al momento in cui è stata presentata la domanda né con riferimento ai periodi precisati nell'ordinanza pretorile del 27 gennaio 2005. Ne segue che, privo di consistenza, il ricorso è destinato all'insuccesso.
7.
La procedura in materia di assistenza giudiziaria è gratuita, salvo temerarietà (art. 4 cpv. 2 Lag). Nella fattispecie il ricorso denota manifesta leggerezza, ma non ancora estremi di temerarietà, ovvero di palese ingiustizia. Non è il caso dunque di percepire tasse o spese.
8.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF non raggiunge manifestamente la soglia dei fr. 30
000.–, ove appena si consideri, sia pure a titolo indicativo, che la nota d'onorario del patrocinatore del convenuto è stata tassata dal Pretore in fr. 6303.95 (decreto del 22 novembre 2005, agli atti).