Decision ID: 0f5a9123-989d-5471-a970-0d14f6f09b79
Year: 2009
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La CRTE 1
con decisione 16 maggio 2008 ha inflitto a RI 1) una multa di fr. 900.-, oltre alla tassa di giustizia di
fr. 100.- e alle spese di fr. 40.-, per i seguenti fatti accertati il 3 aprile 2008 in territorio di Vezia:
"Quale responsabile della ditta _ SA non ha impedito all’autista _ di circolare con l’autocarro TI _ sovraccarico e superante la pressione massima autorizzata sugli assi anteriore e posteriore”
(caso di applicazione dell’art. 100 cifra 2 LCStr).
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 9 cpv. 1, 29, 30 cpv. 2, 90 cifra 1, 93 cifra 2, 96 cifra 1; 67 ONC.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale CRTE 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone in sostanza l'annullamento.
C.
La CRTE 1 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell’art. 12 LPContr.
2.
Per l’art. 30 cpv. 2 prima frase LCStr i veicoli non devono essere sovraccaricati.
Chiunque non osserva le limitazioni o le altre condizioni, in particolare circa il peso totale ammesso del veicolo, cui una licenza di circolazione o un permesso è subordinato in virtù della presente legge o nel singolo caso, è punito con la multa (art. 96 cifra 1 cpv. 2 LCStr). La stessa pena del conducente è comminata al datore di lavoro o al superiore che induce il conducente di un veicolo a motore a commettere un reato secondo la presente legge oppure che non lo impedisce secondo le sue possibilità (art. 100 cifra 2 prima frase LCStr).
3.
La CRTE 1 rimprovera come detto al multato, quale responsabile della ditta _ SA, di non aver impedito all’autista _ di circolare con l’autocarro TI _ sovraccarico e superante la pressione massima autorizzata sugli assi anteriore e posteriore.
La decisione impugnata si fonda da un lato sul rapporto di contravvenzione 3 aprile 2008, il quale attesta un’eccedenza netta pari al 28.57% del peso massimo autorizzato per detto veicolo e, dall’altro, sul successivo rapporto di contro-osservazioni 16 aprile 2008, in cui l’agente accertatore ha specificato quanto segue:
“Preso atto dello scritto inoltrato dal responsabile della ditta _ SA in riferimento al rapporto di contravvenzione a lui inviato, da parte nostra si riconferma integralmente l’infrazione facendo rimarcare che al momento del controllo, il Signor _ conducente del veicolo TI _ e dipendente della Ditta indicata ci comunicava quale nominativo del responsabile che aveva dato l’ordine di caricare nel dirigente della Ditta Sig. _”
.
4.
Il ricorrente contesta la fattispecie ascrittagli sulla scorta delle seguenti argomentazioni:
·
“Quale responsabile della ditta ho sempre esortato i miei autisti ad attenersi alle regole della circolazione ed in particolar modo al sovraccarico.
·
Il signor _ è pienamente al corrente dei limiti e delle direttive, ai quali si deve attenere; se non le ha rispettate è unicamente da addebitare ad una sua personale negligenza.
·
Dal 28 marzo al 7 aprile 2008 ero inoltre assente per vacanze all’estero (Norvegia) e non potevo pertanto intervenire ad impedire il trasporto.
Se ne avessi avuto la possibilità avrei sicuramente impedito all’autista di circolare con il sovraccarico; nel frattempo ho ammonito il signor_, mettendolo di fronte ai pericoli nei quali sarebbe potuto incorrere (incidenti stradali) ed esortandolo a rispettare le leggi sulla circolazione per il bene di tutti gli utenti.
Mi dispiace per quanto è successo ed in futuro cercherò di stimolare e vegliare ancora di più affinché non si verifichino altre inosservanze”
.
5.
In concreto – benché appaia perlomeno strano che il dipendente abbia chiamato in causa il proprio datore di lavoro se questi era assente, esponendosi così a possibili ripercussioni sul posto d’impiego – non vi sono agli atti sufficienti elementi che permettano di giungere oltre ogni ragionevole dubbio alla conclusione che l’insorgente abbia commesso l’infrazione ascrittagli sia essa sotto forma di azione o di omissione.
In particolare, l’affermazione del dipendente – smentita dall’insorgente sin dalla prima comparsa scritta, nella misura in cui sostiene di essere stato assente in ferie dal 28 marzo fino al 7 aprile 2008 (sebbene il tagliando d’iscrizione del 23 luglio 2007 non provi l’effettiva esecuzione del viaggio) – non è stata sufficientemente accertata dall’autorità inquirente.
Del resto, sebbene quest’ultimo non abbia comprovato né tanto meno reso verosimile l’esistenza di direttive interne atte a istruire i propri dipendenti (ad esempio mediante affissione in ditta di consegne generali, distribuzione di ordini di servizio, indicazioni orali puntuali, organizzazione di serate informative), invano si cercherebbero nel fascicolo processuale indizi che attestino il contrario.
Così stando le cose, questo giudice non può pervenire con affidante e tranquilla persuasione al convincimento che egli abbia effettivamente negletto i doveri impostigli dalla legge, realizzando gli elementi costitutivi dell’infrazione in rassegna. Il ricorso va pertanto accolto e la decisione impugnata annullata.
Visto l’esito del gravame non si prelevano né tasse né spese (art. 15 LPContr).
per questi motivi visti gli art. 30, 96 cifra 1 cpv. 3, 100 cifra 2 LCStr; 1 segg. LPContr;
dichiara e