Decision ID: a46ff42a-1d2d-5ae0-a329-ad01bde0f80d
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 30 gennaio 2019 dalla PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 3'446.40 oltre agli accessori, il 28 giugno 2019 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l’escussa non aveva interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso del 31 luglio 2019, la RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Con osservazioni del 5 agosto 2019, l’UE ha chiesto di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori (art. 9 cpv. 2 LPR).

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, con il ricorso la RI 1 si è limitata a trasmettere a questa Camera le proprie osservazioni inoltrate il 22 maggio 2019 alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano Ovest nella procedura di rigetto dell’opposizione, dolendosi di non avere ricevuto alcuna risposta, e afferma la sua intenzione di onorare il debito posto in esecuzione in due o tre rate,
“a condizione che anche la controparte onori le condizioni pattuite a suo tempo e che ha modificato unilateralmente senza alcuna comunicazione, unitamente alla cancellazione del PE”
.
3.
Orbene, alla domanda di proseguire l’esecuzione presentata dalla PI 1 il 27 giugno 2019 è acclusa la decisione emanata dal Giudice di pace del circolo di Lugano Ovest il 24 maggio 2019, con cui egli ha rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla RI 1. Tale decisione le è stata recapitata il 27 maggio 2019 (estratto EasyTrack relativo alla raccomandata _). Se non ne condivideva l’esito, la ricorrente avrebbe dovuto ricorrere contro la decisione del Giudice di pace entro 10 giorni (combinati art. 309 lett. b n. 3, 321 cpv. 2 e 251 lett. a CPC). Ora, essa è passata in giudicato e non può più essere rimessa in discussione in questa sede. D’altronde, non spetta a questa Camera verificare l’adempimento di pretese condizioni pattuite tra le parti, trattandosi di una questione di merito riguardante il credito posto in esecuzione (e non la procedura esecutiva), che esula dalla sua cognizione (sopra consid. 1). Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto respinto.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).