Decision ID: 855bec93-eab2-5e99-afff-85aad4fdf141
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che in data imprecisata l'Ufficio tecnico comunale di _ ha chiesto telefonicamente alle due ditte qui comparenti (RI 1 e CO 1) di presentare un'offerta per i lavori di revisione della cisterna dell'olio combustibile e di risanamento del relativo bacino di sicurezza della casa comunale;
che il 10 aprile 2007 la CO 1 ha inoltrato al municipio un'offerta di fr. 5'781.00 per entrambi i lavori; l'8 maggio seguente la RI 1 ha, a sua volta, presentato un'offerta di fr. 7'717.10 per l'impermeabilizzazione del locale del serbatoio;
che con decisione 24 maggio 2007, notificata il 14 giugno seguente, il municipio ha aggiudicato i lavori alla CO 1;
che contro questa decisione la RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, segnalando che la CO 1 non avrebbe più l'autorizzazione ad eseguire lavori di impermeabilizzazione;
che all'accoglimento del ricorso si oppone il municipio, contestando succintamente la tesi dell'insorgente;
che la CO 1 si limita a rilevare che per il risanamento del bacino di contenimento si avvarrà della collaborazione della _, abilitata ad eseguire lavori di impermeabilizzazione;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 36 LCPubb;
che in quanto partecipante alla gara, la ricorrente è legittimata a contestare la decisione di aggiudicazione (art. 43 PAmm);
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm);
che le commesse pubbliche sono di principio aggiudicate nell'ambito di una procedura libera o selettiva (art. 7 cpv. 1 LCPubb); nei casi previsti dalla legge, soggiunge la norma (cpv. 2), sono inoltre ammesse la procedura ad invito e l'incarico diretto;
che il concorso ad invito è fra l'altro applicabile per commesse artigianali di valore inferiore a fr. 50'000.- (art. 11 cpv. 1 lett. a LCPubb); in questi casi, dispone l'art. 10 cpv. 1 LCPubb, il committente decide quali offerenti vuole invitare direttamente, senza pubblicazione del bando di gara, a presentare un'offerta entro un termine adeguato;
che commesse artigianali di valore inferiore a fr. 30'000.- possono anche essere aggiudicate mediante incarico diretto (art. 13 cpv. 1 lett. a LCPubb);
che nulla impedisce comunque al committente di aggiudicare mediante procedura ad invito (art. 10 LCPubb) o addirittura mediante procedura libera (art. 7 LCPubb) commesse che di per sé potrebbero essere aggiudicate mediante incarico diretto; la legge impedisce unicamente di aggiudicare mediante incarico diretto o concorso ad invito commesse che soprattutto dal profilo del loro valore sono soggette alla procedura libera o selettiva;
che il committente, che decide di aggiudicare mediante concorso ad invito una commessa che di per sé potrebbe essere aggiudicata mediante incarico diretto, deve in ogni caso attenersi alla procedura adottata; non può scostarsene, passando in corso di procedura all'incarico diretto;
che nel caso concreto, il municipio ha promosso un concorso ad invito per aggiudicare lavori, che - per il loro valore - avrebbero potuto senz'altro essere assegnati mediante incarico diretto; deve dunque attenersi alla procedura prescelta;
che il concorso avviato dal municipio era gravemente carente; l'invito, oltre ad essere soltanto verbale, non precisava infatti il termine per l'inoltro delle offerte, non specificava alcun criterio d'aggiudicazione ed era rivolto soltanto a due ditte, invece che a tre come prescrive imperativamente l'art. 10 cpv. 3 LCPubb;
che gravemente difformi erano pure le offerte di entrambe le concorrenti:
-
quella della CO 1 perché i lavori di impermeabilizzazione del bacino di contenimento verrebbero subappaltati ad una ditta non invitata (_), in violazione del divieto di subappalto (art. 24 LCPubb);
-
quella della RI 1 perché non comprende i lavori di revisione della cisterna;
che, stando così le cose, l'accoglimento del ricorso si impone come una necessità inevitabile; la delibera impugnata va dunque annullata assieme alla procedura che la precede, siccome viziate da difetti insanabili;
che, la tassa di giustizia è a carico del comune in quanto unico resistente (art. 28 PAmm).