Decision ID: d944cb18-5ed3-5adc-b5ab-b2b3b5222203
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con decreto cautelare del 27 marzo 2018, emesso nell'ambito
di una causa di divorzio che oppone CO 1 (1975) a IS 1 (1981), il Pretore aggiunto del Distretto di
Bellinzona ha affidato i figli M_ (15 maggio 2009) e Ma_ (27 settembre 2010) al padre, ha posto a carico del medesimo la retta di fr. 480.– mensili fatturata dal F_ _ a _ che ospita la figlia B_ (19 novembre 1999), ora maggiorenne, e ha riservato alla madre l'abituale diritto di visita che la giurisprudenza garantisce a figli in età scolastica, “da esercitarsi per il momento a _”. Il Pretore aggiunto ha esplicitamente precisato nel dispositivo che le visite “potranno avvenire presso il domicilio della madre unicamente quando la curatrice educativa avrà potuto accertare e confermare” che gli incontri “potranno essere svolti in modo adeguato e consono all'interesse e al bene dei due minori”.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato IS 1 è
insorta a questa Camera con un appello del 5 aprile 2018 per ottenere che i due figli minorenni siano affidati a lei e che CO 1 sia tenuto a versarle un contributo alimentare di
fr. 1358.– mensili, oltre a un contributo di fr. 1089.10 mensili per M_ e a uno di fr. 1039.– mensili per Ma_. Nel memoriale essa ha postulato inoltre la concessione del gratuito patrocinio in appello. Statuendo il 25 aprile 2018 su quest'ultima richiesta, la Camera l'ha respinta, l'appello apparendo senza probabilità di esito favorevole, e ha invitato l'appellante a depositare un anticipo di fr. 500.– in garanzia delle spese processuali presumibili. AP 1 ha comunicato il 9 maggio 2018 di ritirare l'appello.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto l'appellante andrebbe tenuta così a farsi carico degli oneri processuali correlati alla procedura di appello. Dagli atti risulta verosimile tuttavia che essa percepisce prestazioni della pubblica assistenza. Conviene pertanto rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, viste le difficili condizioni economicamente in cui lei versa. Non si pone inoltre di problema di ripetibili, l'appello non avendo formato oggetto di notifica a AO 1 per osservazioni.