Decision ID: 62b3c951-645b-5cc5-87f8-f28045b04539
Year: 2007
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La Sezione dei permessi e dell'immigrazione
con decisione 4 agosto 2006 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 330.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 80.- e alle spese di fr. 20.-, per i seguenti motivi:
"Ha lavorato in qualità di magazziniere a ore, dal 01.01.2005 al 16.10.2005 a favore della ditta _ Sagl, _, sprovvisto del permesso della Sezione dei permessi e dell’immigrazione che [gli] consentisse di svolgere detta attività”.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS e 45 RLaLPS-extra CE/AELS.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone, in sostanza, l’annullamento.
C.
La Sezione dei permessi e dell’immigrazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr. Non è per contro ammissibile lo scritto 30 agosto 2006 inoltrato dal ricorrente successivamente alle osservazioni 22 agosto 2006 dell’autorità di prime cure, in quanto la LPContr non conferisce alle parti la facoltà di replica e duplica.
2.
Giusta l’art. 3 cpv. 3 LDDS lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò. È considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un guadagno, anche se esercitata a titolo gratuito (art. 6 OLS).
Le contravvenzioni alle disposizioni di polizia degli stranieri sono punite con la multa fino a fr. 2'000.-, ritenuto che nei casi di minima gravità si può prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS; cfr. rinvio dell’art. 45 RLaLPS-extra CE/AELS).
3.
La Sezione dei permessi e dell’immigrazione – in applicazione delle predette disposizioni – rimprovera all’insorgente di aver svolto un’attività lavorativa sprovvisto del necessario permesso. Il multato era infatti a beneficio di un permesso di dimora “B” che lo autorizzava a vivere in Svizzera con la moglie.
4.
Il ricorrente, dal canto suo, non nega di aver commesso l’infrazione ascrittagli, ma si giustifica affermando che l’irregolarità sarebbe dovuta al fatto che né lui, né la moglie, in qualità di datrice di lavoro, sapevano che era necessario richiedere un altro tipo di permesso per poter lavorare. Oltre all’ignoranza della legge, egli invoca la sua totale buona fede.
5.
A
ll’interessato, nella sua qualità di cittadino della Repubblica del Gambia (cfr. richiesta di permesso 17 ottobre 2006), sono applicabili le norme concernenti persone straniere provenienti da paesi extra - CE/AELS. Dette persone, quando sono coniugate con un cittadino svizzero, pur avendo diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora giusta l’art. 7 LDDS, devono richiedere un’autorizzazione per svolgere un’attività lucrativa. Infatti, come detto,
lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò (art. 3 LDDS).
Quanto all’aspetto soggettivo, l’infrazione non è realizzata unicamente quando lo straniero agisce con intenzionalità, ma anche in caso di negligenza
(art. 333 cpv. 7 CP).
Il Codice penale definisce la negligenza come il comportamento di colui che non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 12 cpv. 3 CP). Nell’ambito della LDDS agisce con negligenza la persona che non mette in atto quanto nelle sue facoltà per ottenere le necessarie informazioni e/o per procedere alla necessaria notifica.
6.
Nella fattispecie, il ricorrente sostiene che l’attività svolta per la ditta _ Sagl costituiva la prima esperienza lavorativa sul territorio nazionale svizzero ed era quindi ignaro, così come la moglie, sua datrice di lavoro, della legislazione in materia.
La giustificazione addotta non è tuttavia liberatoria: l’ignoranza della legge non è infatti scusabile (DTF 124 V 215, consid. 2b/aa e la giurisprudenza ivi citata DTA 11 novembre 1999 in re B.).
Va poi rilevato che nulla è stato messo in atto dell’insorgente al fine di determinare se il permesso di cui era beneficiario fosse sufficiente per esercitare un’attività lavorativa o se fossero necessarie ulteriori autorizzazioni. Queste informazioni erano facilmente ottenibili presso l’URS del luogo di domicilio. Omettendo di assumere dette indicazioni, il ricorrente ha dato prova di negligenza. Non giova inoltre al ricorrente avvalersi della sua buona fede - ancorché non contestata - dato che la stessa non è liberatoria.
Aggiungasi che la fattispecie non adempie in ogni caso i presupposti per essere considerata di esigua gravità a norma dell’art. 23 cpv. 6 seconda frase LDDS, poiché l’attività lavorativa, seppur a tempo parziale, senza il necessario permesso è stata perpetrata sull’arco di quasi 10 mesi.
In definitiva, il ricorrente non evoca circostanze né adduce argomentazioni che inducano questo giudice a scostarsi dalla decisione impugnata.
7.
La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).