Decision ID: 302af467-a364-5256-bd32-26eb46dc88af
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A.
_, qui ricorrente, ha conseguito nel 1988 la maturità commerciale presso la Scuola _, dopo di che è entrato alle dipendenze della _ con la funzione di collaboratore allo sviluppo funzionale dei sistemi informatici, rimanendovi sino all’anno successivo. Tra il 1991 e il 1996 ha lavorato presso la _, a _, inizialmente quale praticante allround e poi come collaboratore del servizio amministrazione crediti e consulente. Parallelamente a ciò, tra il 1993 e il 1996, egli ha frequentato la _ di _ (_, ora divenuta _), conseguendo il 21 novembre 1996 il diploma di economista aziendale SUP. Dal luglio 1996 al marzo 2003 egli è quindi stato alle dipendenze di _ a _, assumendo a partire dal 1° luglio 2002 la carica di membro di direzione.
Nel corso degli anni egli ha inoltre seguito dei corsi di postformazione alla _, nonché di aggiornamento e sviluppo professionale presso _.
B. Il 23 marzo 2003 _ ha inoltrato al Dipartimento delle istituzioni un’istanza tendente al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle professioni di fiduciario commercialista, immobiliare e finanziario. Con scritto del 16 aprile 2003 l’autorità cantonale ha tuttavia comunicato all’istante che egli non adempiva i requisiti per ottenere l’autorizzazione richiesta, visto che non aveva svolto un periodo di pratica biennale nei vari rami d’attività.
Agendo per il tramite del suo patrocinatore legale, il 30 aprile successivo egli ha riproposto tale domanda, producendo ulteriori documenti a sostegno della medesima.
Raccolto il preavviso del Consiglio di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario, con decisione 9 settembre 2003 il Consiglio di Stato ha respinto la suddetta istanza per quanto attiene alla concessione delle autorizzazioni di fiduciario immobiliare e finanziario, mentre che si è dichiarato disposto a rilasciare all’interessato, con atto separato, l’autorizzazione quale fiduciario commercialista, una volta fornita la necessaria copertura assicurativa. Il Governo, pur riconoscendo all’istante il possesso di un titolo di studio valido, ha ritenuto che questi adempiva il requisito della pratica biennale unicamente in quest’ultimo settore d’attività.
C. Contro la predetta risoluzione governativa, _ si aggrava ora davanti al Tribunale amministrativo, chiedendone il parziale annullamento e postulando il rilascio dell’autorizzazione ad esercitare le attività di fiduciario finanziario e di fiduciario immobiliare. Contesta di non disporre della necessaria esperienza pratica in questi due settori d’attività. Sostiene in sostanza di avere raggiunto nell’organico di _ una posizione di vertice e di responsabilità, che gli ha permesso di occuparsi personalmente e per molti anni della gestione e dell’amministrazione del patrimonio immobilare della banca, nonché di operare per conto di piccoli clienti e di grossi investitori in campi tipici del settore finanziario (consulenza, compra vendita di titoli, elaborazione di protocolli lombard e di limiti per operazioni a termine, piazzamento della liquidità aziendale, in operazioni di cambio divise, ecc.) Afferma di avere maturato un’esperienza assai più vasta e completa di chi invece ha avuto modo di svolgere la pratica presso una società fiduciaria in senso stretto. Ritiene quindi che la mancata concessione dell’autorizzazione ad esercitare la professione di fiduciario nei due suddetti campi sia ingiustificata e lesiva della libertà di commercio e di industria, del principio di proporzionalità e di quello della parità di trattamento.
D. All’accoglimento del ricorso si oppone il Dipartimento delle istutuzioni con argomenti che, per quanto necessario, verranno discussi qui appresso.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 8a LFid), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 43 PAmm). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Le prove offerte dal ricorrente, e segnatamente l’assunzione della testimonianza di _, responsabile delle sede di _ di _, non appaiono in effetti atte a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
2.
Nel Cantone Ticino le attività di tipo fiduciario, svolte per conto di terzi e a titolo professionale, sono soggette ad autorizzazione (art. 1 cpv. 1 LFid). L'autorizzazione è rilasciata dal Consiglio di Stato a chi soddisfa i requisiti posti dall'art. 8 LFid, tra i quali figura il possesso di un titolo di studio riconosciuto e lo svolgimento di un'esperienza pratica di due anni nel settore specifico in cui s'intende conseguire l'autorizzazione (art. 8 cpv. 1 lett. e LFid).
Giusta l’art. 6 LFid è considerato fiduciario immobiliare chi svolge un’attività fiduciaria non occasionale nel campo immobiliare, in particolare in una o più tra le seguenti attività: mediazione nella compravendita e permuta di fondi giusta l’art. 655 cpv. 2 CC (lett.a), intermediazione nei negozi giuridici aventi per oggetto diritti immobiliari e diritti concernenti società immobiliari (lett. b), locazione di stabili e appartamenti (lett. c), amministrazione di immobili e società immobiliari (lett. d), consulenza e conduzione di promozioni immobiliari (lett. e).
Giusta l’art. 7 LFid è considerato fiduciario finanziario chi svolge un’attività fiduciaria non occasionale nel campo finanziario, in particolare in una o più delle seguenti attività: consulenza negli investimenti (lett. a), gestione e amministrazione di patrimoni (lett. b), intermediazione, commercio e amministrazione di titoli e di quote di proprietà (lett. c), ), intermediazione di investimenti in materie prime e metalli e pietre preziose, divise e valori segnatamente attraverso borse operanti nei rispettivi rami (lett. d), operazioni di cambio eseguite a titolo principale (lett. e), intermediazione e raccolta di fondi per investimenti in generale (lett. f).
3.
È incontestato che il diploma di economista aziendale conseguito dall'insorgente presso la _ costituisca un titolo di studio riconosciuto per l'ottenimento dell'autorizzazione ad operare quale fiduciario finanziario e immobiliare (art. 11 lett. b e 12 lett. b LFid). Controverso risulta per contro lo svolgimento del periodo di pratica di due anni nei specifici settori di attività (art. 8 cpv. 1 lett. e LFid).
3.1. L' esigenza di un periodo di pratica in Svizzera è una misura di polizia a tutela della collettività, giudicata legittima dal Tribunale federale, affinché a sufficienti conoscenze teoriche sia abbinata un'esperienza professionale diretta (cfr. STF inedita del 4 dicembre1995 in re G.; Mauro Bianchetti, Aspetti giuridici concernenti l'applicazione della Legge sull'esercizio delle professioni di fiduciario, in RDAT I-2000, p. 33 ss, p. 39). Benché la normativa legale sia silente, le sue finalità impongono da un lato l’esistenza di un legame temporale ragionevole tra il momento dello svolgimento della pratica e quello in cui viene chiesta l'autorizzazione (STA inedita del 3 aprile 2002 in re B.), dall’altro che un simile periodo di formazione venga assolto secondo le modalità che caratterizzano la professione stassa di fiduciario, vale a dire a titolo professionale e per conto di terzi (art. 1 cpv. 1 LFid). Ciò significa, tenuto conto anche della prassi sviluppata da questo tribunale attorno alla disposizione transitoria di cui all’art. 23 cpv. 3 LFid (e alla norma speciale di cui all’art. 23a Lfid (STA 3 aprile 2002 in re K.), che intende chiedere il rilascio di una simile autorizzazione dev’essersi trovato per un periodo di almeno due anni nella condizione di fungere in maniera non occasionale e con un sufficiente grado di autonomia da immediato supporto ad una cerchia indeterminata di clienti in uno dei settori d’attività menzionati, così come imposto dal ruolo che la legge attribuisce al fiduciario. In caso contrario, le garanzie di competenza derivanti da un eserzio regolare dell’attività oggetto della domanda verrebbero a mancare. Analogamente, l’acquisizione delle conoscente teoriche deve precedere la pratica professionale (STA inedita del 3 aprile 2002 in re B).
3.2. Nel caso di specie il ricorrente ha conseguito il diploma di economista aziendale SUP il 21 novembre del 1996. Ai fini dell’esame delle suddette condizioni si deve dunque unicamente tenere conto dell’esperienza professionale che egli ha maturato dopo tale data presso _.
Dalla documentazione allegata alla domanda di autorizzazione risulta che presso quest’ultimo istituto finanziario _ è stato prevalentemente attivo nel settore crediti. Egli è infatti stato dapprima consulente crediti (sino al dicembre 1997), poi responsabile dei consulenti crediti (gennaio 1998 all’agosto 1999), in seguito è stato nominato responsabile del settore crediti per il Ticino (dal settembre 1999 al dicembre 2000) ed infine (dal gennaio 2001) responsabile della clientela commerciale e responsabile specialisti prodotti e front support. In queste sue funzioni egli si è occupato, a vari livelli, di finanziamenti alle aziende, di finanziamenti immobiliari, di pagamenti, nonché di prodotti di finanziamento.
Alla luce del genere d’attività svolta, è senz’altro a giusta ragione che il Governo ha ritenuto che egli non dispone della necessaria esperienza pratica nel settore immobiliare. Il fatto che, come attestato nello scritto 23 settembre 2003, firmato dal responsabile della sede di _ di _, _, e dal responsabile della clientela privata, _, il ricorrente si sia occupato anche dell’amministrazione e della vendita di diversi oggetti immobiliari di proprietà dell’istituto non è sufficiente. Come giustamente sottolineato dal Dipartimento delle istituzioni nelle sue osservazioni al gravame, tale attività è infatti stata svolta esclusivamente a favore della banca, ossia del suo datore di lavoro, e non invece per conto e nell’interesse di una cerchia indeterminata di clienti, per cui la stessa non può assolutamente essere parificata a quella di un fiduciario immobiliare.
Da questo profilo, la decisione impugnata, che si fonda su di una valida base legale ed è volta al perseguimento di preponderanti interessi pubblici, appare tutto sommato proporzionata e rispettosa della libertà economica, ancorata all’art. 27 Cost. (RDAT 1990 n. 74; STF inedita 4 dicembre 1995 in re G. consid. 3).
Inoltre, a prescindere dalla genericità della censura sollevata, non si vede come il contestato diniego possa essere considerato discriminatorio nei confronti del ricorrente, dal momento che lo stesso si limita a tenere correttamente conto della diversa esperienza pratica maturata da chi agendo quale dipendente di una banca non ha avuto modo svolgere un’attività parificabile a quella di un fiduciario rispetto a chi invece, operando in un altro settore professionale, ha fruito di una simile possibilità.
3.3. Per quanto concerne il diniego dell’autorizzazione quale fiduciario finanziario va detto quanto segue.
Formalmente il ricorrente non ha mai ricoperto all’interno di _ funzioni legate alla gestione patrimoniale. Ciò nondimeno, come attestato dai vertici dell’istituto di credito, egli ha avuto modo di operare anche nel campo della gestione e consulenza finanziaria in favore di centinaia di clienti privati e di aziende. In particolare egli si sarebbe occupato di fornire consulenza nell’ambito degli investimenti, della compravendita di titoli, obbligazioni, fondi, ecc., del piazzamento della liquidità aziendale, dell’effettuazione di operazioni di cambio divise, dell’elaborazione di protocolli lombard e dell’apertura di società finanziarie, fungendo in questo contesto da responsabile specialisti prodotti investimenti. Ora, benché possano sussistere alcuni dubbi circa il grado di assiduità con il quale _ ha svolto tali mansioni, l’esperienza pratica da lui maturata sull’arco di oltre sei anni nei vari campi appena menzionati può tutto sommato essere ritenuta bastevole per rapporto alle esigenze poste dall’art. 8 cpv. 1 lett e LFid. A questo proposito occorre considerare che, occupando una funzione dirigenziale all’interno di un istituto bancario di dimensioni tutto sommato contenute, quale è la sede luganese di _, il ricorrente ha con tutta verosimiglianza avuto modo di seguire i propri clienti non solo nel settore creditizio di cui era il responsabile, ma anche nella trattazione di questioni di carattere finanziario, fornendo loro consigli sulle strategie di investimento da seguire e operando per conto di quest’ultimi sui mercati valutari e borsistici alla stessa stregua di un fiduciario, così da accumulare una certa esperienza pratica anche in questo settore. Quanto dichiarato nello scritto 22 settembre 2003 dai vertici della banca risulta quindi del tutto credibile. Viste le circostanze e tenuto conto anche del fatto che l’insorgente dispone comunque di una valida formazione teorica (art. 12 lett. b LFid), la decisione di negargli l’autorizzazione ad operare quale fiduciario finanziario s’avvera pertanto eccessivamente rigida e, in quanto tale, non può essere tutelata. Sebbene il requisito dell’esercizio pratico della professione di fiduciario debba di principio essere inteso nella medesima maniera in tutte le situazioni, non si può negare che laddove si tratta di esaminare se debba essere rilasciata un’autorizzazione ordinaria ad una persona in possesso dei titoli di studio richiesti dalla legge, una certa flessibilità di giudizio può essere necessaria al fine di evitare il prodursi di situazioni che potrebbero risultare difficilmente compatibili con il principio della proporzionalità.
4.
Stante tutto quanto precede, il ricorso dev’essere parzialmente accolto. Di conseguenza, i dispositivi 1 e 2 della decisione impugnata devono essere annullati e riformati nel senso che il ricorrente non è autorizzato ad esercitare la professione di fiduciario immobiliare, mentre che egli soddisfa i requisiti per l’ottenimento delle autorizzazioni ad esercitare le professioni di fiduciario finanziario e, la quali gli potranno essere rilasciate con decisione separata quando avrà prestato la copertura per la responsabilità civile, secondo quanto previsto dall’art. 8 cpv. 1 lett. f LFId.
5.
La tassa di giustizia e le spese, proporzionalmente ridotte, sono poste a carico del ricorrente, secondo soccombenza (art. 28 Pamm).
Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà a quest’ultimo, patrocinato da un avvocato, l’importo di fr. 500.— a titolo di ripetibili ridotte (art. 31 PAmm).