Decision ID: f605bea8-5d5d-550c-86d4-cc2ccb31c5ce
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Su istanza del notaio CO 1 il Pretore del Distretto di Leventina ha emesso il 3 marzo 2003 un certificato ereditario fu _ (deceduta a _ il 27 settembre 2002, nubile e senza discendenti) in cui figuravano come unici eredi i nipoti AP 1 (1937), _ (1940), _ (1941), _ (1955) e _ (1957).
B.
Circa tre settimane dopo, il 21 marzo 2003, di propria iniziativa il Pretore ha annullato il certificato ereditario e l'ha sostituito con un altro nel quale ha indicato come unico erede fu _ l'avv. dott. CO 2 (1935). AP 1, venuto a conoscenza il 4 novembre 2004 del nuovo certificato, ha presentato appello il 14 novembre 2004 per ottenere il ripristino del certificato originario. Con decreto del 21 novembre 2003 il presidente della Camera ha conferito all'appello effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 23 dicembre 2003 CO 2 ha difeso, tramite il notaio CO 1, l'operato del Pretore, rimettendosi
“
per il resto
”
al giudizio della Camera.
C.
Su richiesta delle parti, con ordinanza del 3 giugno 2005 il presidente della Camera ha sospeso la procedura fino al 31 agosto 2005 in vista di trattative. La sospensione della causa è poi stata prorogata con ordinanza del 22 agosto 2005 fino al 30 settembre successivo. Il 28 ottobre 2005 l'appellante ha annunciato l'imminente firma di un accordo e il 4 novembre 2005 ha fatto seguire alla Camera copia di una convenzione in cui CO 2 dà atto che unici eredi fu _ sono quelli indicati nel primo certificato ereditario emesso dal Pretore, l'appellante impegnandosi da parte sua a tacitare ogni pretesa di lui con il versamento di fr. 20
000.– per conto della successione. Nella lettera accompagnatoria del 4 novembre 2005 AP 1 chiedeva così di stralciare l'appello dai ruoli e di invitare il Pretore a emanare un nuovo certificato ereditario conforme all'accordo intercorso.
D.
Con ordinanza dell'11 novembre 2005 il presidente della Camera ha fissato all'appellante un termine fino al 31 gennaio 2006 per integrare la convenzione, documentando la sua facoltà di rappresentare gli altri eredi legittimi e invitando _ a riconoscersi nel testamento lasciato da _ come semplice legataria (e non come eventuale erede). Il 23 dicembre 2005 l'appellante ha trasmesso alla Camera una versione emendata della convenzione, da lui sottoscritta il 30 novembre 2005 per sé e in rappresentanza di _, _, _ e _, come pure il 13 dicembre 2005 dai coniugi CO 2 e _.

Considerando
in diritto:
1.
Nel Cantone Ticino la transazione, l'acquiescenza e la desistenza pongono direttamente fine alla lite e hanno forza di giudicato (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC), sicché il decreto con cui il tribunale prende atto di ciò e stralcia la causa dai ruoli ha mera portata dichiarativa (cfr.
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 4 ad art. 352). Tale regola vale nondimeno per i processi ordinari, retti dal principio dispositivo, nell'ambito dei quali le parti possono liberamente transigere o acquiescere. Un certificato ereditario è rilasciato in esito a un procedimento di volontaria giurisdizione (DTF 118 II 110 consid. 1), ovvero nel quadro di norme disciplinanti – fuori da qualsiasi contenzioso – il modo per ottenere dalla pubblica autorità un determinato atto ufficiale (art. 2 cpv. 2 n. 10 e art. 3 LAC). Le parti non potendo vincolare convenzionalmente il rilascio di atti ufficiali, si applica a tali procedure non il principio dispositivo, bensì quello inquisitorio, tant'è che l'autorità collabora al chiarimento dei fatti e alla raccolta delle prove (Rep. 1996 pag. 157 consid. 1). I
n concreto la causa non può dunque essere tolta dai ruoli senza verificare la legalità, la chiarezza e la completezza della transazione intercorsa.
2.
Il testamento olografo del 14 febbraio 1977 lasciato da _, pubblicato il 27 novembre 2002 dal notaio CO 1 davanti al Pretore del Distretto di Leventina (rogito n. 820), è così formulato:
_, 14 febbraio 1977
Testamento originale:
Oggi in piene facoltà mentali faccio questo testamento.
Lascio al Dr. CO 2, _, _, la mia parte di casa a _ e prato annesso alla casa, come pure la mia parte di terreno e stalla a _.
Questi può entrare subito in possesso appena fatte le spartizioni.
Alla mia morte lascio pure al Dr. CO 2 la mia parte di stalla e terreno a _ e terreni a _.
Fuori una sesta parte della mezza stalla e terreno vicino, alla signora _, via _, _ e un terreno a _, _, _ il posto da decidere con il Dr. CO 2.
Alla mia morte l'orologio d'oro e medaglione antico del mio povero padre al Dr. CO 2.
Anello con piccoli brillanti e zaffiro per la signora _.
La fede della mia povera mamma e anello con brillante solitario alla signora _
.
Una spilla con dietro la fotografia del mio povero padre alla signora _, via _, _.
La catenina d'oro con medaglia oroscopo (ariete) a _.
Una croce d'oro con brillante alla signora _, _, _.
I tre 5 franchi vecchi a _, _ e _.
Una croce d'oro con catenina a _, _.
Il resto di cose, argenteria e d'oro che si trova in casa alla mia morte alla signora _.
Come pure biancheria, cassapanca, armadio, letti, quadro con dipinto la casa, 2 apparecchi radio, un televisore, comò con marmo alla signora _.
Prego quest'ultima di dare i vestiti della mia povera mamma e i miei in carità ma fuori il Cantone, di bruciare lettere e fotografie di persone che non interessano.
Preciso che ho fatto questo testamento di mia propria volontà.
Di cuore ringrazio la famiglia _ per il loro
disinteressato
aiuto.
Con questo testamento viene annullato il testamento fatto a _ nel 1969 e andato perso in casa.
In fede
_
Anno 1919
_
Per il mio funerale desidero la cassa più semplice che ci sia.
Le onoranze funebri del signor _ in _.
Desidero essere bruciata e la terra messa vicino alla mia mamma.
Il funerale deve essere privato, non fiori, chi vuole ricordarmi faccia un'offerta per la fame nel mondo. Grazie.
_
_, 14 febbraio 1977
Lascio pure alla mia morte i due orologi da muro e uno da posare, come pure le mie cose di rame alla signora _.
Per i funerali ho l'assicurazione Patria a _.
_
3.
Nella convenzione trasmessa a questa Camera il 23 dicembre 2005 _, per sé e gli altri eredi legittimi fu _, come pure CO 2 e _ si danno atto di interpretare il testamento olografo nel senso che i coniugi _ sono semplici legatari e in tale veste rinunciano al lascito giusta l'art. 577 CC, vedendosi corrispondere dagli eredi legittimi un'indennità di fr. 20
000.– a tacitazione di ogni pretesa. Tale accordo è perfettamente chiaro e lecito, visto il mutuo consenso di tutti gli eredi legittimi e dei potenziali eredi istituiti, in particolare di _, cui la disponente aveva
lasciato “il resto di cose, argenteria e d'oro che si trova in casa alla mia morte”.
L'attribuzione di un “resto” della successione, dopo l'assegnazione di altre quote ereditarie o di legati, configura in effetti – di regola – istituzione d'erede (DTF 100 II 99 consid. 1 con richiami;
Staehelin
in: Basler Kommentar, ZGB II, 2a edizione, n. 3 ad art. 483 CC), anche ove tale “resto” sia poca cosa (
Tuor
in: Berner Kommentar, 2a edizione, n. 5 ad art. 483 CC), la distinzione fra erede e legatario essendo di natura qualitativa e non quantitativa (
Tuor/Schnyder/Schmid/ Rumo-Jungo
, Das schweizerische Zivilgesetzbuch, 12a edizione, pag. 619 seg.
). L'accordo sottoposto alla Camera
sostituendo ora la volontà della testatrice,
nulla osta al rilascio di un nuovo certificato ereditario dal quale risulti che gli unici eredi fu _ sono quelli legittimi.
4.
Ciò posto, rimane da statuire sugli oneri processuali e le ripetibili in seguito allo stralcio dell'appello dai ruoli. Ora, giusta l'art. 151 CPC se una causa è tolta per desistenza, transazione o acquiescenza, le tasse, le spese e le ripetibili sono fissate e suddivise, a richiesta di parte, dal giudice adito. Dandosi transazione, salvo specifico accordo tra le parti sull'assunzione delle spese
il giudice procede alla suddivisione degli oneri secondo il risultato dell'intesa, confrontando le richieste di giudizio con quanto stipulato dalle parti medesime nel caso precipuo, senza trascurare il comportamento processuale dell'una o dell'altra (
Gillard
, La transaction judiciaire en procédure civile, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, pag. 160; JdT 1987 III 128, 1984 III 102 consid. 4; ZR 1986 pag. 320 n. 130). Nel predetto accordo le parti hanno stabilito che
“
t
asse e spese [di appello sono] a carico di chi le ha anticipate, ripetibili compensate” (clausola n. 4).
Non v'è ragione di scostarsi da tale libera pattuizione, fermo restando che la tassa di giustizia va ridotta (la procedura terminando senza sentenza: art. 21 LTG), ma non oltre misura, la disamina della convenzione avendo preso tempo e impegno praticamente pari a quello che avrebbe richiesto la redazione della sentenza. Quanto alle spese di emissione del secondo certificato ereditario (il primo è stato annullato dal Pretore medesimo), esse rimangono a carico del notaio, che ha postulato l'emissione dell'atto.