Decision ID: a27e55f4-839d-4b65-a2e5-a3cbc2ce6f17
Year: 2004
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_016
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: social_law

Fatti:
Fatti:
A. R._, nato nel 1954, assicurato obbligatoriamente presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), in data 13 novembre 1998 è rimasto vittima di un infortunio professionale: egli è stato parzialmente schiacciato da una lastra di granito, mentre stava sganciandola dalla gru del camion su cui si trovava, rimanendo incastrato. In seguito all'incidente egli ha riportato una contusione toraco-addominale con un piccolo sanguinamento al polo inferiore del rene sinistro ed una frattura delle coste basali a sinistra.
Il caso è stato assunto dall'INSAI che ha corrisposto le relative prestazioni. A partire dal 25 gennaio 1999 R._ è stato dichiarato abile al lavoro al 50%, mentre dal 1° marzo 1999 al 100%. Il medico curante ha concluso la cura nel luglio 1999.
In data 8 maggio 2000 l'assicurato, tramite il proprio medico, ha chiesto la riapertura del caso in seguito al peggioramento dei dolori al torace. Gli accertamenti medici eseguiti dall'INSAI in tale ambito hanno evidenziato l'insorgenza di una pseudo-artrosi delle ultime tre coste posteriori-inferiori a sinistra - motivo per cui il medico di circondario ha dichiarato l'assicurato inabile al 100% per lavori pesanti - e di una sindrome post-traumatica da stress.
Con decisione formale del 24 novembre 2000, confermata il 30 luglio 2001 in seguito all'opposizione interposta dall'interessato, l'assicuratore infortuni ha negato la propria responsabilità a partire dal 1° dicembre 2000, essendo l'assicurato abile al lavoro al 100% in relazione alle conseguenze organiche dell'infortunio e non ritenendo di doversi assumere i costi relativi alla cura dei disturbi psichici insorti in un secondo tempo, per carenza di nesso di causalità adeguato.
Con decisione formale del 24 novembre 2000, confermata il 30 luglio 2001 in seguito all'opposizione interposta dall'interessato, l'assicuratore infortuni ha negato la propria responsabilità a partire dal 1° dicembre 2000, essendo l'assicurato abile al lavoro al 100% in relazione alle conseguenze organiche dell'infortunio e non ritenendo di doversi assumere i costi relativi alla cura dei disturbi psichici insorti in un secondo tempo, per carenza di nesso di causalità adeguato.
B. Contro la decisione su opposizione R._, patrocinato dall'Organizzazione cristiano sociale ticinese, ha interposto ricorso al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino chiedendone da un lato l'annullamento e dall'altro l'erogazione di prestazioni assicurative da parte dell'INSAI a partire dal 1° dicembre 2000.
Con giudizio del 20 febbraio 2002 la Corte cantonale ha respinto il gravame, ritenuto che il nesso di causalità adeguato tra infortunio e disturbi psichici non era dato.
Con giudizio del 20 febbraio 2002 la Corte cantonale ha respinto il gravame, ritenuto che il nesso di causalità adeguato tra infortunio e disturbi psichici non era dato.
C. L'assicurato insorge con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, al quale ripropone le richieste di prima istanza.
Chiamato a pronunciarsi sul gravame l'INSAI ne propone la reiezione, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, divisione malattia e infortuni (dal 1° gennaio 2004 integrata nell'Ufficio federale della sanità pubblica), non si è espresso.
In data 12 giugno 2002 il dott. T._, specialista in medicina interna, ha trasmesso al Tribunale federale delle assicurazioni copia della perizia pluridisciplinare eseguita dal Servizio Y._, nell'ambito della procedura avviata da R._ tendente all'assegnazione di una rendita dell'assicurazione per invalidità (AI).
In occasione di un secondo scambio degli allegati l'INSAI si è espresso sul nuovo documento ribadendo la proposta di respingere il gravame.

Diritto:
Diritto:
1. 1.1 In via preliminare va rilevato che dopo la scadenza del termine di ricorso il dott. T._, in rappresentanza del ricorrente, ha trasmesso a questa Corte nuovi documenti medici, segnatamente la perizia pluridisciplinare eseguita dal Servizio Y._, nell'ambito della procedura avviata da R._ tendente all'assegnazione di una rendita da parte dell'AI.
Ora, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni non è lecito produrre, salvo nell'ambito di un secondo scambio di allegati, nuovi documenti dopo la scadenza del termine di ricorso, a meno che essi costituiscano fatti nuovi rilevanti o prove decisive ai sensi dell'art. 137 lett. b OG e siano pertanto suscettibili di giustificare la revisione della sentenza del tribunale (DTF 127 V 357 consid. 4).
1.2 In concreto i nuovi mezzi di prova devono essere ammessi: pendente causa è stato infatti decretato un nuovo scambio degli allegati, ritenuto che la documentazione prodotta adempiva i presupposti necessari per essere presa in considerazione, poiché avrebbe potuto giustificare una revisione della sentenza.
1.2 In concreto i nuovi mezzi di prova devono essere ammessi: pendente causa è stato infatti decretato un nuovo scambio degli allegati, ritenuto che la documentazione prodotta adempiva i presupposti necessari per essere presa in considerazione, poiché avrebbe potuto giustificare una revisione della sentenza.
2. Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 sono state apportate diverse modifiche all'ordinamento in materia di assicurazione contro gli infortuni (LAINF e OAINF). Nel caso in esame si applicano tuttavia le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che dev'essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche e il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (DTF 129 V 4 consid. 1.2).
2. Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 sono state apportate diverse modifiche all'ordinamento in materia di assicurazione contro gli infortuni (LAINF e OAINF). Nel caso in esame si applicano tuttavia le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che dev'essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche e il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (DTF 129 V 4 consid. 1.2).
3. 3.1 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, i primi giudici hanno già correttamente ed esaustivamente indicato le disposizioni applicabili per stabilire il diritto all'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni (art. 10 segg. e art. 15-23 LAINF).
3.2 Come esattamente indicato dall'autorità giudiziaria cantonale, il diritto a prestazioni a dipendenza di un infortunio presuppone in primo luogo l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento infortunistico e il danno alla salute. Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora sia lecito ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, viceversa, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno. È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice, fondandosi essenzialmente su indicazioni di natura medica, si determinano secondo il principio della probabilità preponderante applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali. Ne discende che ove l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sembri possibile, ma essa non possa essere reputata probabile nel caso di specie, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1, 406 consid. 4.3.1, 119 V 337 consid. 1, 118 V 289 consid. 1b e sentenze ivi citate).
3.3 Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2, 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a e sentenze ivi citate).
In presenza di un danno alla salute fisica la questione della causalità adeguata praticamente non si pone, in quanto l'assicuratore risponde anche in caso di complicazioni particolarmente singolari e gravi che, secondo l'esperienza medica, non si producono abitualmente (DTF 118 V 291 consid. 3a). È quindi essenzialmente in presenza di un'affezione psichica che la causalità adeguata riveste un ruolo importante.
In presenza di un danno alla salute fisica la questione della causalità adeguata praticamente non si pone, in quanto l'assicuratore risponde anche in caso di complicazioni particolarmente singolari e gravi che, secondo l'esperienza medica, non si producono abitualmente (DTF 118 V 291 consid. 3a). È quindi essenzialmente in presenza di un'affezione psichica che la causalità adeguata riveste un ruolo importante.
4. 4.1 Nel querelato giudizio la Corte cantonale si è unicamente pronunciata sull'assenza di un nesso di causalità adeguato tra l'infortunio subito dall'assicurato ed i disturbi psichici intervenuti in seguito, precisando che non era "oggetto di contestazione il fatto che l'assicurato non presenti più alcun rilevante postumo infortunistico di natura organica". A quest'ultima conclusione era giunto anche l'assicuratore infortuni nella decisione su opposizione.
Un attento esame degli atti non permette di condividere questa opinione. In effetti non risulta né dall'opposizione né dal tenore del gravame presentato al Tribunale cantonale né tantomeno dal ricorso di diritto amministrativo a questa Corte che l'assicurato si sia limitato a contestare l'assenza di un nesso di causalità adeguato tra infortunio e danni alla salute psichica. Egli ha infatti sempre evidenziato la presenza di dolori e chiesto in generale l'erogazione di prestazioni a partire dal dicembre 2000.
In simili condizioni l'oggetto della lite non può essere limitato all'assenza o meno di causalità adeguata tra infortunio e disturbi psichici, bensì va pure esaminata la questione della rilevanza, per l'assegnazione di prestazioni dell'assicurazione infortuni, dei danni di natura fisica, in particolare dell'artrosi alle tre costole insorta in seguito all'infortunio.
In proposito va infatti rilevato che nella misura in cui la procedura di ricorso concerne l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, l'ambito del potere cognitivo del Tribunale federale delle assicurazioni non è limitato all'esame della violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, ma si estende anche all'esame dell'adeguatezza della decisione impugnata; la Corte in tal caso non è vincolata dall'accertamento di fatto operato dai primi giudici e può scostarsi dalle conclusioni delle parti, a loro vantaggio o pregiudizio (art. 132 OG).
4.2 In concreto la TAC toracica eseguita il 31 maggio 2000 in occasione della richiesta di riapertura del caso, presentata dal medico curante dell'assicurato, ha evidenziato "la presenza di alterazioni morfologiche tipo pseudo artrosico delle ultime tre coste posteriori inferiori di sinistra in esiti di trauma 1998", che ha indotto il medico dell'INSAI a dichiararlo inabile al lavoro al 100% in attività pesanti. Chiamato ad esprimersi sulla sindrome dolorosa il prof. M._, specialista in chirurgia, ha però precisato che l'intensità dei dolori così come descritta dal ricorrente era solo in parte spiegabile dall'artrosi e concluso genericamente per un'abilità totale al lavoro.
Il dott. A._, specialista in reumatologia, incaricato dal Servizio Y._ di esaminare lo stato di salute dell'assicurato, ha inoltre accertato delle alterazioni patologiche evidenti dell'apparato locomotorio, consistenti in una sindrome toraco-lombovertebrale su alterazioni statiche, stato dopo incidente del lavoro, fratture costali e sviluppo di una pseudo-artrosi, con formazione di callo fibrotico e presenza di dolori all'emitorace sinistro, concludendo per un'inabilità al lavoro del 70% in lavori pesanti e del 30-40% in lavori medio leggeri (magazziniere, geometra), ritenuto che l'attività doveva essere svolta in posizione seduta ed eretta, e, meglio, cambiando regolarmente posizione.
4.3 Da quanto sopra esposto risulta perlomeno possibile, al contrario di quanto asserito dall'INSAI, esservi, in concreto, per motivi organici riconducibili all'infortunio, un'incapacità lavorativa rispettivamente un'incapacità di guadagno e, quindi, un diritto a prestazioni nei confronti dell'assicurazione infortuni successivamente al dicembre 2000. In effetti la pseudo-artrosi alle costole accertata radiologicamente risulta conseguente all'infortunio e provoca, secondo gli specialisti incaricati dal Servizio Y._, che hanno proceduto ad accertamenti approfonditi e motivati, incapacità lavorativa sia in lavori pesanti che in attività leggere. Del fatto, invece, che il prof. M._ indichi una capacità lavorativa generica totale in relazione alle conseguenze dell'infortunio e perciò ritenga nulla l'incidenza dell'artrosi non può per contro essere tenuto conto. In effetti la conclusione cui è giunto lo specialista risulta troppo generica, non distinguendo in realtà tra attività leggere e pesanti e non specificando le attività eventualmente ammissibili. Essa risulta inoltre in netto contrasto con le dichiarazioni del medico circondariale dell'INSAI e dei sanitari del Servizio Y._, ben più dettagliate. Del resto, seppure il prof. M._ non ritiene possibile un'incidenza tale dell'artrosi, non esclude tuttavia delle conseguenze parziali ad essa riconducibili. Su questo punto il citato referto non può pertanto essere considerato affidabile (VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti citati).