Decision ID: b8ea5559-3431-5348-b536-e13d808de65a
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con precetto esecutivo n. _ dell’Ufficio di _ AO 1 ha escusso AP 1 per la somma capitale di fr. 45'588.- oltre accessori. Quale titolo di credito ha indicato: “Riconoscimento di debito corrispondente a Euro 28’996.50 (al cambio 1 Euro= 1.5722 Fr. del 28.03.2008)”. Interposta opposizione, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
L’istante, in estrema sintesi, fonda la propria domanda sul prestito di € 15'000.- accordato all’escusso in data 27 febbraio 2003 a _ e, segnatamente, sull’impegno da questi assunto di restituire la somma ricevuta entro il 31 maggio 2003, ritenuto che il compenso pattuito sarà di € 500.- (act. B) e sulle infruttuose diffide inviate al mutuatario dal suo legale (act. C e D).
C.
All’udienza di discussione, alla quale la parte convenuta non è comparsa benché regolarmente citata, il procedente ha ridotto la propria pretesa a € 15'500.- , oltre interessi al 5% dal 31.5.2003, correggendo la somma indicata nel precetto e nell’istanza di rigetto (pag. 2), ove aveva preteso di avere diritto a interessi pari al 13,33% tenuto conto del fatto che il mutuatario aveva riconosciuto per la durata del mutuo (tre mesi) un compenso di € 500.- .
D.
Con sentenza del 12 settembre 2008 il Pretore del Distretto di _, ha accolto l’istanza nei limiti ridotti proposti dal precedente, ossia per fr. 24'800.- oltre interessi al 5% dal 31 maggio 2003.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava AP 1, rimproverando al primo giudice di non avere computato i pagamenti parziali ricevuti dal creditorie sia mediante pagamenti in contanti, sia con la consegna di merce, per un totale corrispondente alla metà del credito posto in esecuzione. Fa dipoi valere che motivi di salute non gli hanno consentito di presenziare all’udienza convocata per il giorno 12 settembre 2008 e che impegni di lavoro nonché una insufficiente conoscenza delle corrette procedure giudiziarie avrebbero determinato “questa spiacevole situazione”; così da chiedere una nuova convocazione delle parti, in modo da produrre le prove dell’avvenuto pagamento di parte del debito.
F.
L’appello non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando
In diritto:
1.
Nei casi in cui le parti o terzi devono essere sentiti – come nella fattispecie – essi vengono citati a comparire entro breve termine (art. 20 cpv. 1 LALEF). All’udienza le parti possono esporre verbalmente o per iscritto le loro domande, le eccezioni d’ordine e di merito e dovranno produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive ragioni e che non fossero già stati prodotti unitamente all’istanza scritta (art. 20 cpv. 2 LALEF), ritenuto che se una parte non compare, il giudice decide in base agli atti e sentita l’altra parte, se comparsa (art. 20 cpv. 3 LALEF). Di modo che nuove allegazioni e documenti prodotti per la prima volta in appello sono irricevibili (art. 22 cpv. 4 LALEF, art. 321 CPC; CEF, sentenza del 9 novembre 2007, inc. n. 14.2007.52, pag. 2-3);
2.
Nella fattispecie risulta che, ricevuta l’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione, la Pretura ha citato il 25 giugno 2008 le parti a comparire all’udienza di discussione indetta per il 12 settembre 2008, alle ore 9.20, con l’avvertenza che se una parte non compare il giudice decide in base agli atti a e sentita l’altra parte, se comparsa (art. 20 cpv. 4 LALEF). Orbene, l’appellante non contesta di essere stata citata, ossia non fa valere di non avere ricevuto la relativa citazione per l’udienza di discussione. Assevera per contro di essere stata impedita di presenziarvi per motivi di salute, senza però non solo non documentare la propria asserzione, ma senza nemmeno indicare in che cosa sarebbero consistito il preteso motivo di impedimento. Formulato in questo modo, l’argomento – una mera allegazione di parte - non può che essere dichiarato inammissibile. Altrettanto dicasi del secondo ordine di motivi a giustificazione dell’assenza all’udienza di primo grado. I pretesi gravi motivi di lavoro sono rimasti di nuovo al rango di mera allegazione. Quanto al terzo motivo, ossia alla pretesa insufficiente conoscenza delle corrette procedure giudiziarie nel Canton Ticino, esso non giustifica il comportamento del convenuto di fronte alla citazione del 25 giugno 2008, nella quale le parti erano state avvertite che in caso di assenza di un parte, il giudice avrebbe deciso in base agli atti e sentita l’altra parte, se comparsa. Fosse stato in dubbio sulla portata del significato della citazione, e più in generale del procedimento a suo carico, egli avrebbe dovuto attivarsi, chiedendo lumi alla Pretura. Per cui se è vero che l’art. 84 CPC garantisce a un parte il diritto di essere sentita in giudizio (v. anche art. 20 cpv. 1 LALEF), è altresì vero che l’ossequio di questa norma non concerne soltanto il giudice, ma comporta anche l’onere della parte di comportarsi diligentemente nel processo (
Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App., art. 84, m. 22). Ciò che l’appellante ha però omesso di fare, nel caso in cui egli fosse veramente stato incerto sul da farsi una volta ricevuta la citazione. Col che egli non può pretendere di essere ricitato, previo annullamento della sentenza impugnata.
3.
Nel merito l’appellante, come visto, pretende che il credito sarebbe in parte stato estinto con pagamenti in contanti e con la consegna di merce. Sennonché, egli si avvale di un argomento inammissibile. Già si è infatti visto che alle parti non è consentito - in una procedura come la presente - di allegare in appello nuovi fatti (e nemmeno nuovi documenti).
4.
Da quanto precede, nella misura in cui è ammissibile l’appello deve essere disatteso. La tassa di giustizia segue la soccombenza dell’appellante. Dato che l’appello non è stato intimato, al procedente, non si assegnano indennità (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cvp. 1 OTLEF).