Decision ID: 6e230f78-2e6b-5644-b809-d8ce03e71086
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con sentenza del 29 settembre 2017 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AP 1 (1966) e AO 1 (1967), ha attribuito l'abitazione coniugale (particelle n. 1631 e 1702 RFD di _, sezione di _, comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno) alla moglie, ha riconosciuto a ciascun coniuge la metà della prestazione d'uscita conseguita dall'altro durante il matrimonio (fino al 1° gennaio 2017) presso il rispettivo istituto di previdenza professionale (ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale cantonale delle assicurazioni dopo il passaggio in giudicato della sentenza per definire l'entità di tali prestazioni), ha ordinato lo scioglimento della comproprietà sulle particelle di _ mediante vendita a trattative private o, in subordine, ai pubblici incanti secondo precise modalità, ha obbligato la moglie a versare al marito fr. 17 037.95 in liquidazione del regime dei beni e ha condannato quest'ultimo a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 2130
.–
mensili fino a quando essa avrebbe abitato nell'abitazione coniugale, rispettivamente di
fr. 1490
.–
dopo di allora (ma al più tardi 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di divorzio) fino al 31 maggio 2031 e uno di fr. 1715
.–
mensili (assegni familiari non compresi) per la figlia S_ (1996) fino al termine di una formazione scolastica o professionale;
che contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 2 novembre 2017 per ottenere che le prestazioni d'uscita della previdenza professionale siano divise a metà soltanto fino al 18 settembre 2014;
che nelle sue osservazioni del 30 gennaio 2018 AO 1 ha proposto di respingere l'appello e con contestuale appello incidentale ha postulato l'aumento a fr. 1740
.– mensili
del contributo alimentare per sé dal giorno in cui avrebbe lasciato l'abitazione coniugale (ma al più tardi 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di divorzio) fino al 31 maggio 2031;
che preso atto di ciò, il 22 febbraio 2018 l'appellante principale ha dichiarato di ritirare l'appello;
e considerando

in diritto:
che il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite;
che nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC);
che desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira
un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle
spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC);
che quindi, oltre a sopportare gli oneri processuali, egli deve rifondere alla controparte un'adeguata indennità per le spese di patrocinio;
che nella fattispecie non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che l'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto per tenere conto che il processo termina senza sentenza (art. 21 LTG);
che per il resto, chi ritira un appello rende caduco l'eventuale appello incidentale, il quale ha mero carattere accessorio (art. 313 cpv. 2 lett. c CPC), sicché deve sopportare, in linea di massima, anche l'addebito degli oneri processuali e delle ripetibili inerenti all'appello incidentale (per analogia: DTF 122 III 495; sulla questione cfr. inoltre
Reetz/Hilber
in:
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori]
, Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3a edizione, n. 59 ad art. 313;
Spühler
in: Basler Kommentar, ZPO, 3
a
edizione, n. 3 ad art. 313;
Zotsang
, Prozesskosten nach der Schweizerischen Zivilprozessordnung, Zurigo 2015, pag. 210);
che in concreto non si ravvisano ragioni di equità che giustifichino una soluzione diversa, l'indennità per ripetibili dovuta alla convenuta essendo in ogni caso commisurata all'impegno profuso dal suo patrocinatore nella stesura del memoriale (9 pagine complessive, di cui due pagine e mezzo dedicate alle osservazioni all'appello e tre pagine e mezzo alla motivazione dell'appello incidentale).