Decision ID: 8e41ce0f-4b28-5256-8837-d218ce494a1c
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
La A._, in X._, è iscritta a Registro di commercio dal
21 gennaio 1960. Essa ha quale scopo i trasporti e le spedizioni
internazionali di ogni genere, con servizio speciale per i prodotti ortofrutti-
coli, con facoltà di estendere l'attività a tutto quanto sia direttamente e in-
direttamente in relazione a tale scopo, di assumere rappresentanze di
ogni genere e di costituire filiali e agenzie sia in Svizzera e sia all'estero
(cfr. Foglio ufficiale svizzero di commercio [FUSC] n. *** del ***, pag. ***).
B.
Il 26 gennaio 2011 e il 3 febbraio 2011, la A._ – per il tramite delle
persone da lei incaricate – ha dichiarato per l'immissione in libera pratica,
nella procedura elettronica e-dec, presso l'Ufficio doganale di X._,
i due seguenti invii:
 E-dec. numero 1 del 26 gennaio 2011: nutella, altre preparazioni a
base di cioccolata non contenente alcool, massa netta 21'049.30 Kg,
massa lorda 21'289 Kg, voce di tariffa 1806.9031, numero convenzio-
nale 999, aliquota di dazio fr. 48.70 per 100 kg massa netta, verso
presentazione della prova d'origine EUR 1 n. *** del 26 gennaio 2011
della dogana di Y._ (cfr. docc. 4 – 10).
 E-dec. numero 2 del 3 febbraio 2011: nutella, altre preparazioni a
base di cioccolata non contenente alcool, massa netta 21'012.40 Kg,
massa lorda 21'350.40 Kg, voce di tariffa 1806.9031, numero conven-
zionale 999, aliquota di dazio fr. 46.35 per 100 kg massa netta, verso
presentazione della prova d'origine EUR 1 n. *** del 3 febbraio 2011
della dogana di Y._ (cfr. docc. 13 – 19).
C.
I risultati della selezione per entrambe le due dichiarazioni indicavano
"bloccato". Ancor prima della consegna allo sportello, la dichiarante ha
provveduto ad apportare delle correzioni in entrambe le due predette di-
chiarazioni. Nella dichiarazione E-dec. numero 1, essa ha corretto i pesi
indicati (massa netta 21'049.30 Kg, massa lorda 21'289 Kg; cfr. doc. 5),
mentre nella dichiarazione E-dec. numero 2, essa ha invece corretto i dati
relativi al valore (valore statistico fr. 83'900.--, valore imposta sul valore
aggiunto [di seguito: IVA] fr. 84'500.--; cfr. doc. 14).
D.
Sulla base dei dati trasmetti mediante le due predette dichiarazioni
(cfr. sub lett. B e C), l'Ufficio doganale di X._ ha allestito nei
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confronti della A._ due decisioni d'imposizione al dazio doganale e
all'IVA.
Con decisione d'imposizione 27 gennaio 2011 (E-dec. numero 1), l'Ufficio
doganale di X._ ha assoggettato la predetta società al pagamento
dell'importo complessivo di fr. 12'602.40 (= fr. 10'251.-- di dazi doganali +
fr. 2'351.40 d'IVA; cfr. docc. 11 e 12). Con decisione d'imposizione 3 feb-
braio 2011 (E-dec. numero 2), esso ha invece assoggettato la stessa al
pagamento dell'importo complessivo di fr. 12'095.25 (= fr. 9'739.25 di dazi
doganali + fr. 2'356.-- d'IVA; cfr. docc. 20 – 21).
E.
Con scritto consegnato brevi manu all'Ufficio doganale di X._ il
24 giugno 2011, la A._ ha poi presentato avverso le due predette
decisioni una richiesta di rimborso del dazio – a suo avviso – pagato in
eccesso, postulando la rettifica della massa netta dichiarata nelle due
dichiarazioni doganali (per l'E-dec. numero 1 del 26 gennaio 2011:
13824 Kg anziché 21049.30 Kg; mentre per l'E-dec. numero 2 del
3 febbraio 2011: 13824 Kg anziché 21012.40 Kg; cfr. docc. 23 – 25).
F.
La predetta richiesta di rimborso è poi stata trasmessa dall'Ufficio doga-
nale di X._ alla Direzione del circondario delle dogane di Lugano
(di seguito: DCD), quale ricorso contro le due predette decisioni
d'imposizione (cfr. doc. 26).
G.
Con decisione 17 agosto 2011, la DCD, quale prima istanza, non è entra-
ta nel merito del ricorso 24 giugno 2011 presentato dalla A._,
poiché da lei considerato come tardivo (cfr. doc. 1a).
H.
Con scritto 12 settembre 2011, la A._ (di seguito: ricorrente), ha
impugnato la predetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale. In sostanza, essa postula l'accoglimento della richiesta di rimborso
da lei presentata con scritto 24 giugno 2011 dinanzi all'Ufficio doganale di
X._, anche se la stessa è stata presentata oltre i termini previsti.
I.
Con scritto 21 ottobre 2011, la Direzione generale delle dogane (di segui-
to: DGD) ha inoltrato la propria risposta (designata da quest'ultima quale
replica). In detto scritto essa ha postulato il rigetto del ricorso, in quanto
ritiene che sarebbe a ragione che la DCD non sarebbe entrata nel merito
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del ricorso 24 giugno 2011, poiché presentato tardivamente dalla ricorren-
te.
J.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario,
nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla pro-
cedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzio-
nate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale am-
ministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui
all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi al Tribunale am-
ministrativo federale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga al-
trimenti (art. 37 LTAF). I ricorsi presentati avverso le decisioni pronunciate
nelle procedure in materia doganale sono di competenza del Tribunale
amministrativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF). Nelle procedure davanti
al Tribunale amministrativo federale, l'Amministrazione delle dogane è
rappresentata dalla DGD (cfr. art. 116 cpv. 2 della Legge federale del
18 marzo 2005 sulle dogane [LD; RS 631.0]).
1.2 Pacifica è la legittimazione a ricorrere della ricorrente, essendo la
stessa destinataria della decisione qui impugnata (cfr. art. 48 PA). Il ricor-
so è poi stato interposto tempestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA),
nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge
(cfr. art. 52 PA).
1.3 Nella misura in cui la fattispecie in esame concerne due procedure
d'imposizione avviate il 26 gennaio 2011, rispettivamente il 3 febbraio
2011, alla stessa risultano applicabili la LD e la relativa Ordinanza sulle
dogane del 1° novembre 2006 (OD, RS 631.01), come pure la Legge fe-
derale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto
(LIVA, RS 641.20).
1.4 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-
tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o in-
completo di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) e l'inadegua-
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tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ
KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea
2008, n. m. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allge-
meines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 segg.).
1.5 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi ad-
dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 con-
sid. 2; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed.,
Berna 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e
dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità compe-
tente procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o
esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti ri-
sultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204
consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. ed.,
Zurigo 1998, cifra 677). Secondo il principio di articolazione delle censure
("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure
che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla con-
statazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanzia-
te (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 1.55). Il principio inqui-
sitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dove-
re delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139
consid. 2b).
Il dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricor-
rente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, com-
prende, in particolare, l'obbligo di portare le prove necessarie, d'informare
il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in
caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POL-
TIER, op. cit., no 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).
2.
2.1 Allorquando viene impugnata una decisione di non entrata in materia,
rispettivamente d'inammissibilità, l'oggetto del gravame è strettamente
circoscritto alla questione di sapere se è a giusto titolo che l'autorità infe-
riore si è pronunciata in tal senso, non entrando nel merito dell'impugnati-
va (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6922/2011 del
30 aprile 2012 consid. 1.3 con rinvii e A-4068/2010 del 22 ottobre 2010
consid. 2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 2.164). Per questi
motivi, la parte ricorrente che impugna una tale decisione, nel proprio ri-
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corso può solo censurare che è a torto che l'autorità inferiore non è entra-
ta in materia, facendo valere che un tale modo di agire costituisce una
violazione del diritto federale (cfr. DTF 132 V 74 consid. 1.1, DTF 125 V
503 consid. 1; DTF 113 Ia 146 consid. 3c; decisioni del Tribunale ammini-
strativo federale A-6922/2011 del 30 aprile 2012 consid. 1.3 con rinvii e A-
2890/2011 del 29 dicembre 2011 consid. 1.6 con rinvii; MOSER/BEU-
SCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii). Essa può dunque po-
stulare la trattazione della causa da parte dell'autorità inferiore, ma non la
modifica o l'annullamento della decisione (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-
BÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii). Il Tribunale amministrativo federale
non entra pertanto nel merito delle eventuali censure di merito sollevate
dalla parte ricorrente nel proprio ricorso (cfr. DTF 132 V 74 consid. 1.1,
DTF 125 V 503 consid. 1; DTF 113 Ia 146 consid. 3c; tra le tante: deci-
sioni del Tribunale amministrativo federale A-3115/2010 del 2 luglio 2012
consid. 2.3.1, A-6922/2011 del 30 aprile 2012 consid. 1.3 con rinvii e A-
5798/2007 del 6 luglio 2009 consid. 1.4 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEU-
BÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii).
2.2 In concreto, nella decisione 17 agosto 2011, la DCD, quale prima
istanza di ricorso, non è entrata nel merito del ricorso 24 giugno 2011 pre-
sentato dalla ricorrente – che quest'ultima ha designato quale richiesta di
rimborso del dazio – poiché da lei considerato come tardivo. In tali circo-
stanze, tenuto conto di quanto precede (cfr. consid. 2.1 del presente giu-
dizio), l'esame dello scrivente Tribunale deve dunque mirare ad accertare
unicamente se è a ragione che la DCD non è entrata nel merito del ricor-
so, poiché quest'ultimo è stato interposto tardivamente.
2.2.1 Giusta l'art. 116 cpv. 1 LD, contro le decisioni degli uffici doganali è
ammissibile il ricorso presso le direzioni di circondario. L'art. 116 cpv. 3
LD precisa che il termine di ricorso di prima istanza contro l'imposizione è
di 60 giorni a contare dalla notifica della decisione d'imposizione.
2.2.2 Un termine computato in giorni, se deve essere notificato alle parti,
comincia a decorrere il giorno dopo la notificazione (cfr. art. 20 cpv. 1 PA).
Il termine di ricorso si considera osservato se gli atti scritti vengono con-
segnati all'autorità, oppure, all'indirizzo di questa, a un ufficio postale sviz-
zero o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi
l'ultimo giorno del termine (cfr. art. 21 cpv. 1 PA). Se l'ultimo giorno del
termine è un sabato, una domenica o un giorno riconosciuto festivo dal
diritto federale o cantonale, il termine scade il giorno feriale seguente. E
determinante il diritto del Cantone ove ha domicilio o sede la parte o il
suo rappresentante (cfr. art. 20 cpv. 3 PA). Un'eventuale restituzione del
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termine in caso d'inosservanza dello stesso entra il linea di conto, unica-
mente se le condizioni di cui all'art. 24 PA sono adempiute.
2.2.3 Allorquando un ricorso viene presentato tardivamente, lo stesso è
inammissibile. In tale evenienza, l'autorità di ricorso chiamata a statuire
non entra nel merito al riguardo (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit,
n. m. 2.131; STEFAN VOGEL, in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin
Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungs-
verfahren [VwVG], Zurigo/San Gallo 2008, n. 5 ad art. 50 PA) e ciò, a pre-
scindere dal ben o mal fondato delle censure di merito sollevate dalla ri-
corrente.
2.2.4 In casu, le decisioni d'imposizione sono state emanate dall'Ufficio
doganale di X._ il 27 gennaio 2011, rispettivamente il 3 febbraio
2011, sulla base delle due dichiarazioni elettroniche E-dec. numero 1 e E-
dec. numero 2 della ricorrente. Contro le predette decisioni, la ricorrente
ha presentato una richiesta di rimborso/ricorso solamente in data
24 giugno 2011. Tale atto, considerato come ricorso, come giustamente
rilevato sia dalla DCD che dalla DGD – nonché per stessa ammissione
della ricorrente (cfr. ricorso 12 settembre 2011, pag. 1) – visti i disposti di
legge appena citati (cfr. considd. 2.2.1 – 2.2.3 del presente giudizio), è
stato inoltrato in maniera manifestamente tardiva. Dagli atti non risulta poi
che la ricorrente abbia chiesto la restituzione del termine di ricorso, né
tantomeno un motivo che avrebbe potuto giustificare una tale concessio-
ne ai sensi dell'art. 24 PA. Benché lo scrivente Tribunale non disconosca
la situazione del ricorrente, in tali circostanze, lo stesso non può che
confermare quanto disposto dall'autorità inferiore, sancendo che è a
giusta ragione che la DCD non è entrata nel merito del ricorso, poiché
quest'ultimo è stato inoltrato tardivamente, a prescindere dal ben o mal
fondato dei motivi di merito addotti dalla ricorrente.
3.
Visto quanto precede, il ricorso va respinto, con conseguente conferma
della decisione impugnata. In considerazione dell'esito della lite, giusta
l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali vanno poste a carico della ricor-
rente (cfr. art. 1 segg. del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in
fr. 750.-- (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà compensato nella misura
corrispondente con l'anticipo spese di fr. 1'000.-- versato il 20 settembre
2011 dalla ricorrente. L'importo rimanente di fr. 250.-- le verrà restituito,
alla crescita in giudicato del presente giudizio. A tal fine la ricorrente è
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invitata a voler indicare allo scrivente Tribunale le coordinate bancarie o
postali su cui effettuare il versamento del suddetto importo. Alla ricorrente
non vengono assegnate ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA).