Decision ID: 7f9fb809-3d19-5876-b615-0988448cba6c
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato il _ 1946, attivo per 43 anni presso il _ (_), domiciliato in Svizzera, coniugato, al beneficio di una pensione di vecchiaia _, nel corso del 2011, dopo aver chiesto il calcolo della rendita AVS cui avrebbe avuto diritto, ha deciso il differimento della prestazione (doc. 174).
1.2. Il 29 maggio 2015 RI 1 ha revocato il differimento del versamento della rendita AVS e ne ha chiesto l’erogazione con effetto dal mese di luglio 2015 (doc. 150).
1.3. Con decisione del 19 agosto 2015 la Cassa ha fissato in fr. 69.-- la rendita mensile dovuta (doc. 33).
1.4. Il 7 settembre 2015 l’assicurato ha scritto alla Cassa di compensazione (doc. 31) segnalando di voler rinunciare alla prestazione poiché il calcolo effettuato nel 2011 e relativo all’ammontare della prestazione dava un risultato differente (cfr. doc. 150: fr. 915.-- al mese; fr. 1'015.-- nel 2014: cfr. doc. 157).
1.5. Dopo aver interpellato l’UFAS (doc. 22) ed aver ricevuto parere negativo (doc. 15), con decisione del 29 gennaio 2016, confermata dalla decisione su opposizione del 1° marzo 2016 (doc. 1), la Cassa di compensazione ha respinto la richiesta di rinuncia, rilevando che permettere ad una persona di rinunciare ad una rendita svizzera per una questione di affiliazione all’assicurazione malattia è contrario agli impegni internazionali presi dalla Svizzera (doc. 9).
1.6. RI 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e domandando di accettare la rinuncia alla rendita AVS (doc. I). L’insorgente ha rilevato:
"
(...)
9. Malgrado questi fatti la Cassa di compensazione insiste a non voler accettare la mia rinuncia alla prestazione di rendita AVS ribadendo a torto che rinuncio a questa per non dover affiliarmi ad una cassa malati svizzera. Ora io sono già da anni affiliato ad una cassa malati svizzera! La decisione di rinunciare alla mia pensione AVS svizzera non cambierà niente quest’affiliazione. Avrà però un impatto economico sul mio budget mensile dovendo rinunciare alla prestazione offerta da _, ossia il pagamento dei premi mensili.
III. IN DIRITTO
a. Uno dei grandi principi dell’attività amministrativa deve essere l’osservanza del principio della buona fede. Principio che si trova sia all’articolo 5 che 9 della Costituzione federale. E’ imposto dunque al servizio pubblico di rispettare le attese amministrative che ha lui stesso creato. La decisione del 23 giugno 2011, riconfermata per lettera del 21 febbraio 2014, indica chiaramente una rendita di CHF 915.- ed anche CHF 1015.--. Questa informazione credibile data su forma di decisione dell’Autorità competente è l’origine delle disposizioni prese da parte mia, ossia la mia domanda di rendita AVS e la rinuncia consapevole e conseguente della prestazione del Comune di _. Fidandomi agli scritti della Cassa di compensazione AVS ho inoltrato la domanda di rendita AVS. Cosa che non avrei mai fatto se avessi avuto il calcolo giusto. Poiché ben sapevo che se ricevevo una rendita AVS dovevo rinunciare ad una prestazione offerta dal Comune di _, a sapere la presa in carico del premio mensile dell’assicurazione di base della Cassa malati svizzera. Chiedo dunque di potere essere rimesso nella situazione iniziale a sapere una rinuncia spontanea della rendita AVS al visto delle cattive informazioni date che recano un pregiudizio notevole. Se non avessi in effetti richiesto la rendita AVS tutto questo non sarebbe successo. La richiesta è stata fatta basandomi sulle informazioni errate della Cassa di compensazione. Tante sono le decisioni del Tribunale federale sull’applicazione del principio della buona fede.
b. La Cassa di compensazione e l’Autorità di primo ricorso non hanno capito che io sono già affiliato ad una cassa malati svizzera! Credono in modo errato che il mio danno economico consiste ad affiliarmi ad una cassa malati svizzera. Assolutamente sbagliato. Come indicato io sono già affiliato ad una cassa malati svizzera. Solo la questione di chi la paga è in gioco. In effetti se la mia rinuncia alla rendita AVS non dovesse essere accettata, io dovrei pagare personalmente tale assicurazione. A notare che pago già personalmente la complementare. Il diritto internazionale invocato nella decisione su opposizione del 1 marzo 2016 non ci concerna nel presente caso poiché sono già affiliato ad una Cassa malati svizzera essendo svizzero e domiciliato in Svizzera.
c. Per di più il pagamento dei premi dell’assicurazione di base della cassa malattie svizzera da parte del Comune di _ risulta da una direttiva comunale. E’ una prestazione che il Comune offre ai suoi cittadini. Il Comune conclude una assicurazione collettiva con una cassa malati svizzera. Questa prestazione non risulta dallo Stato _ e dunque non concerne il diritto internazionale e gli accordi menzionati a torto, che sono tra l’altro rispettati.
d. Conformemente alla marginale 1306 delle Direttive sulle rendite (DR) per principio si può rinunciare a delle prestazioni dell’AVS e dell’AI. Una rinuncia è tuttavia nulla dal momento che pregiudica gli interessi degni di protezione di altre persone, di istituzioni assicurative (incluso l’AVS) o assistenziale o se essa si propone di eludere le prescrizioni legali (art. 23 cpv. 3 LPGA). In questo caso non si vede dove la mia rinuncia porta pregiudizio all’AVS poiché rinuncio alla magra rendita né allo Stato _ poiché non è coinvolto nella prestazione di _. La mia affiliazione Lamal non è neppure rimessa in questione poiché sono già affiliato a soddisfazione ad una cassa malati svizzera!
e. Sicuro che la perdita della prestazione del Comune di _ e dunque il pagamento di tasca mia del premio mensile assicurazione di base mi porta pregiudizio e con una pensione _ ridotta mi crea una situazione finanziaria precaria e difficilmente sopportabile. Questo a causa di una decisione sbagliata della Cassa compensazione e di una erronea comprensione della mia affiliazione Lamal. Copia della mia tessera malattia è giunta in annesso.” (doc. I)
1.7. Con risposta del 13 aprile 2016 la Cassa ha chiesto la reiezione del ricorso, rinviando ad altri casi simili già giudicati da questo Tribunale (doc. III).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se a giusta ragione la Cassa di compensazione ha negato al ricorrente di potere rinunciare alla percezione della rendita di vecchiaia svizzera.
2.2. Il tema posto in discussione dinanzi a questo Tribunale non è nuovo. Questa Corte si è già chinata su due fattispecie analoghe sfociate nelle sentenze 30.2011.24 del 23 novembre 2011 e 30.2015.2 del 4 maggio 2015, i cui principi saranno qui ampiamente ripresi.
2.3. Per l’art. 18 cpv. 1 LAVS hanno diritto alle rendite di vecchiaia e superstiti, conformemente alle disposizioni che seguono, i cittadini svizzeri, gli stranieri e gli apolidi.
Secondo l'art. 18 cpv. 2 LAVS, gli stranieri come pure i loro superstiti che non possiedono la cittadinanza svizzera hanno diritto alla rendita solo fintanto che hanno il loro domicilio e la loro dimora abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera. Ogni persona per cui venga erogata una rendita deve adempiere personalmente tale esigenza. Sono salve le disposizioni speciali di diritto federale relative allo statuto dei rifugiati e degli apolidi e le convenzioni internazionali contrarie, in particolare quelle concluse con Stati la cui legislazione accorda ai cittadini svizzeri e ai loro superstiti vantaggi pressappoco equivalenti a quelli della presente legge.
L'art. 21 cpv. 1 LAVS prevede che hanno diritto a una rendita di vecchiaia:
a. gli uomini che hanno compiuto i 65 anni;
b. le donne che hanno compiuto i 64 anni.
Il capoverso 2 stabilisce che il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l'età stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte del beneficiario.
Riguardo all'esercizio del diritto, l'art. 67 cpv. 1 OAVS dispone che il diritto alla rendita o all'assegno per grandi invalidi deve essere fatto valere presentando alla cassa di compensazione competente giusta gli art. 122 e seguenti, un modulo di richiesta debitamente riempito. Sono legittimati alla richiesta il richiedente e, per lui, il suo rappresentante legale, il coniuge, i genitori o i nonni, i figli o gli abbiatici, i fratelli e sorelle come pure i terzi o l'autorità che possono domandare il versamento della rendita nelle loro mani.
Secondo il N. 1003 delle Direttive sulle Rendite (di seguito: DR), edite dall'UFAS, la concessione di una rendita o di un assegno per grandi invalidi dell'AVS è subordinata alla condizione che l'interessato depositi una domanda presso la competente cassa di compensazione (RCC 1975 pag. 386).
2.4. Per quanto riguarda la rinuncia ad una rendita, va ricordato come per l'art. 23 cpv. 1 LPGA l'avente diritto può rinunciare a prestazioni assicurative. La rinuncia può essere revocata in qualsiasi momento con effetto per il futuro. La rinuncia e la revoca esigono la forma scritta. La rinuncia e la revoca sono nulle se pregiudicano gli interessi degni di protezione di altre persone, di istituzioni assicurative o assistenziali oppure se si propongono di eludere le prescrizioni legali (art. 23 cpv. 2 LPGA). A norma dell'art. 23 cpv. 3 LPGA, l'assicuratore deve confermare per scritto all'avente diritto la rinuncia e la revoca. Nella conferma occorre stabilire l'oggetto, l'ampiezza e le conseguenze della rinuncia e della revoca.
Per il N. 1306 DR, di principio si può rinunciare a prestazioni dell'AVS o dell'AI. La rinuncia è nulla se è pregiudizievole per gli interessi di altre persone, di istituti assicurativi (compresi quelli dell'AVS o dell'AI) o d'assistenza o quando tendono ad eludere disposizioni legali (cfr. art. 23 cpv. 2 LPGA).
Secondo il N. 1307 DR, l'avente diritto non può far valere una rinuncia retroattivamente, ma solo per prestazioni future.
Le domande di rinuncia a prestazioni di regola vanno sottoposte all'UFAS assieme all'incarto, ad eccezione dei casi in cui la moglie (anche durante il periodo dell'anticipazione) rinuncia retroattivamente alla propria rendita di vecchiaia a favore della rendita completiva più elevata. Le casse di compensazione possono trattare questi casi direttamente (N. 1308 DR).
L'ammissione o il rifiuto della rinuncia deve fare oggetto di una decisione. La persona che rinuncia alla rendita deve essere informata sulle conseguenze del suo atto (N. 1309 DR).
Per il N. 1310 DR è possibile revocare la rinuncia in qualsiasi momento. In caso di revoca, però, le prestazioni possono essere versate solo per il futuro. Sono esclusi pagamenti di arretrati per il periodo antecedente la revoca.
2.5. Come rammenta un giudizio del 2 settembre 2013 reso dal Tribunale cantonale delle Assicurazioni del Canton Vallese, in merito ad una cittadina del Belgio che intendeva rinunciare alla rendita e citata nella sentenza 30.2015.2 del 4 maggio 2015:
"
(...)
L'article 23 du règlement 883/2004 (CE) relatif au droit aux prestations en nature en vertu de la législation de l'Etat membre de résidence dispose que la personne qui perçoit une pension ou des pensions en vertu de la législation de deux ou plusieurs États membres, dont l'un est l'Etat membre de résidence, et qui a droit aux prestations en nature en vertu de la législation de cet Etat membre, bénéficie, tout comme les membres de sa famille, de ces prestations en nature servies par et pour le compte de
l'institution du lieu de résidence, comme si l'intéressé n'avait droit à la pension qu'en vertu de la législation de cet Etat membre.
(...)
... la renonciation à des prestations était nulle si elle était préjudiciable aux intérêts d'autres personnes, d'institutions d'assurance ou d'assistance ou si elle tendait
à
éluder des dispositions légales (art. 23 al 2 LPGA). Or, en l'occurrence, il est vraisemblable que la demande de renonciation présentée par
l'assurée est préjudiciable à la Sécurité sociale belge (laquelle serait dés lors tenue de financer les prestations de maladie dont pourrait bénéficier), même si cette dernière est disposée à assurer l'Intéressée, et surtout iI est évident que cette requête élude la disposition claire de l'article 3 alinéa 1 LAMal qui impose l'obligation
de s'assurer pour les soins en cas de maladie à toute personne domiciliée en Suisse (au sens des articles 23 à 26 CC: cf. art. 1 OAMal), quelle que soit sa nationalité, les exceptions concernant certaines catégories de personnes, notamment les employés d'organisations internationales (art 3 al. 2 LAMal et 2 OAMal), n'étant pas applicables dans le présent cas.
D'autre part, l'article 23 du règlement 883/2004 (CE) ainsi que la prise de position de l'OFAS du 11 septembre 2012 dans un cas similaire confirment le bien-fondé de la décision entreprise en ce sens qu'ils imposent à la personne au bénéfice d'une rente du pays dans lequel elle est domiciliée de s'assurer dans ledit pays pour le risque maladie, indépendamment du montant de la rente versée par l'Etat de résidence et même si elle perçoit une rente plus élevée d'un Etat tiers, ce qui est le cas en l'occurrence.
(...)"
2.6. In merito alla revoca di una rinuncia si sono espressi dottrina e giurisprudenza. In particolare Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, 3a ed., 2015, ad art. 23, n. 12, pag. 357, afferma che questa disposizione concerne soltanto i casi per i quali una rinuncia interviene per iscritto, mentre non regola la questione di una rinuncia tacita risultante dal fatto che l'assicurato non esercita il suo diritto alle prestazioni in virtù dell'art. 29 cpv. 1 LPGA. La giurisprudenza ha confermato che una rinuncia deve avvenire per iscritto. Una rinuncia per atti concludenti, come sotto l'egida del diritto precedente
(DTF 116 V 273 consid. 4; DTF 108 V 84 consid. 3a)
non è più possibile (DTF 135 V 106 consid. 6.2.3; 137 V 394 consid. 4.2; cfr. Kieser, op. cit., n. 13 ad art. 23, pag. 357). Per giungere alle sue conclusioni l’Alta Corte si è fondata anche sul parere di Ghislaine Frésard-Fellay in: HAVE 5/2002 “
De la renonciation aux prestations d'assurance sociale
”, pag. 335 e seguenti, la quale ritiene che la semplice omissione della richiesta non costituisce una rinuncia giusta l'art. 23 LPGA. Nel suo articolo, l'autrice specifica inoltre le condizioni della rinuncia (op. cit., pag. 337 segg.).
Con sentenza pubblicata in DTF 129 V 1 il Tribunale federale, prima dell'entrata in vigore della LPGA, ha esaminato le condizioni per la rinuncia a prestazioni assicurative, mantenendo anche sotto l'imperio delle disposizioni della 10a revisione dell'AVS la giurisprudenza secondo la quale è possibile rinunciare a prestazioni dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti o dell'assicurazione per l'invalidità soltanto eccezionalmente e nella misura in cui l'avente diritto abbia un interesse degno di protezione e la rinuncia non leda gli interessi di altre persone o istituzioni coinvolte (comprese l'AVS e l'AI; cfr. anche la pronunzia H 152/02 del 18 dicembre 2002 e sentenza
H 212/03 dell'8 ottobre 2003).
Con sentenza 8C_495/2008 dell'11 marzo 2009, l'Alta Corte ha ricordato che prima dell'entrata in vigore della LPGA, in assenza di norme legali specifiche, la giurisprudenza aveva codificato la possibilità della rinuncia a prestazioni (consid. 2.1.2) e anche nella sentenza 9C_576/2010 del 26 aprile 2011 il TF ha ripreso i principi esposti nella summenzionata DTF 129 V 1 (consid. 4.3.2).
A proposito dell'applicazione dell'art. 23 cpv. 2 LPGA la nostra Massima istanza, in una sentenza del 20 aprile 2007 (I 714/06), ha confermato la DTF 129 V 1, secondo cui la rinuncia ad una prestazione assicurativa è permessa soltanto se essa non elude le prescrizioni legali. Una elusione delle prescrizioni legali si ha, per esempio, se con la rinuncia al proprio diritto alla rendita di vecchiaia si vorrebbe ottenere la continuazione del pagamento della rendita completiva del coniuge, di importo maggiore (cfr. consid. 4.2).