Decision ID: c54a76f1-b511-58fb-aa30-4fddb95c9d0e
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Le cassa malati PI 1 procede nei confronti di RI 1 per l¿incasso dei propri crediti.
B.
In data 2 marzo 2005 l¿CO 1 allestiva il seguente calcolo del minimo di esistenza a carico di RI 1:
Introito debitrice fr. 3¿709.--
Minimo di esistenza
minimo base fr. 1'250.--
locazione fr. 1¿220.--
Totale fr. 2'470.--
C.
Con ricorso 6 marzo 2005 RI 1 si aggrava contro tale calcolo sostenendo che nel minimo di esistenza andrebbero inseriti i seguenti importi mensili:
fr.1'280.- canone di locazione;
fr. 700.-- cassa malati;
fr. 394.-- leasing autovettura;
fr. 330.-- credito privato.
La debitrice postula inoltre il riconoscimento delle spese di riscaldamento, luce e telefono. Sostiene inoltre di provvedere al mantenimento agli studi dei due figli, di cui uno minorenne.
D.
Con osservazioni 16 marzo 2005 la cassa malati PI 1 produce la distinta dei premi impagati dalla ricorrente, mentre l¿CO 1 chiede la reiezione del ricorso , ribadendo la correttezza del proprio operato.

Considerando
in diritto: 1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d¿ufficio le circostanze determinanti al momento dell¿esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (
DTF
112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (
DTF
108 III 13).
2.
La ricorrente pretende il riconoscimento nel minimo vitale degli importi di fr. 700.-- a titolo di premio della cassa malati. Orbene ritenuto che possono essere riconosciuti soltanto gli importi effettivamente pagati ( cfr. DTF 121 III 22 seg.;
Guidicelli/Piccirilli
, Il pignoramento di redditi ex art 93 LEF nella pratica ticinese, Lugano 2002, n.125, p. 39) e che nel caso di specie risulta che l¿escussa non paga il premio della cassa malati _, essendo la stessa creditrice pignorante, non vi è spazio per la deduzione richiesta.
3.
Sennonché, in virtù dell¿art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all¿organo di esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene accertamenti di fatto sufficienti l¿Autorità di vigilanza riforma il giudizio: in caso contrario la vertenza è rinviata all¿organo di esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. Nel caso di specie, dall¿esame degli atti risulta che CO 1 ha omesso di compiere i necessari accertamenti atti a determinare il minimo di esistenza dell¿escussa, in particolare per quanto attiene l¿ammontare del canone di locazione e la necessità di possedere un¿autovettura. Inoltre non è stato considerato alcun importo per il mantenimento del figlio minorenne. L¿incarto viene quindi retrocesso all¿CO 1 per esperire i necessari accertamenti atti a determinare il minimo di esistenza e la conseguente eccedenza pignorabile a carico di RI 1.
4.
Il ricorso va pertanto accolto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF, 61 e 62 OTLEF