Decision ID: 61d302cd-b8a4-55af-a600-47978736f5d6
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto: A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'260.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 12 ottobre 2005 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 31 ottobre 2005 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 31 ottobre 2005 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 9 novembre 2005 AP 1 ha dichiarato di avere saldato sia il debito oggetto dell’esecuzione in esame sia le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti, producendo una ricevuta postale 7 novembre 2005 relativa al pagamento _ di fr. 7'020.20 (doc. D) e un estratto 2 novembre 2005 delle sue esecuzioni (doc. E).

Considerato
In diritto: 1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dall’estratto delle esecuzioni 2 novembe 2005 (doc. E), in cui appare anche l’esecuzione in oggetto n. _, risulta che le procedure pendenti nei confronti dell’appellante ammontavano a fr. 7'020.20. Dalla ricevuta postale 7 novembre 2005 (doc. D) si evince che l’appellante ha versato _ il citato importo di fr. 7'020.20. Da questi documenti emerge pertanto che l’esecuzione in oggetto è stata saldata posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto l'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che con il citato pagamento di fr. 7'020.20 l’appelllante tutte le esecuzionAP 1enti nei suoi confronti, il che dimostra che essa
dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile.
Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello 9 novembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.