Decision ID: 7d15a831-acc9-59e8-bdbd-a945faa0ee9b
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 25 settembre 2000 la Cassa cantonale di compensazione (in seguito la Cassa) ha respinto la domanda di _ intesa ad ottenere la prestazione complementare, con effetto dal 1° aprile 2000 (cfr. doc. _).
1.2. Contro questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale si è così espresso:
"
(...)
MOTIVI:
Sono venuto a conoscenza oggi dal segretario Comunale, che ho diritto ad avere delucidazioni sui dati esposti nella tabella di calcolo PC in quanto qualche cosa non quadra.
Per questo motivo ho inviato una lettera proprio oggi all'Istituto ‐ delle Assicurazioni Sociali, Cassa Cantonale di compensazione AVS chiedendo le necessarie delucidazioni sui dati esposti nella citata tabella.
Vi trasmetto copia della lettera per Vostra informazione:
Al punto 53 chiedo spiegazioni come è stata calcolata la pigione annua di fr. 2240.‐
Al punto 44 proprietà fondiaria (abitazione primaria al valore di stima viene esposta in fr. 103'320.‐)
(sulla mia tassazione 1999‐2000 tale valore di stima risulta invece di fr. 82'352.‐)
Al punto 44.02 proprietà fondiaria al valore commerciale viene esposto un importo di fr. 48'900
(viene chiesto di quale proprietà si tratta)
o eventuale errore?
Al punto 46.02 Comunioni ereditarie al valore commerciale viene esposto un importo di fr. 31'666.‐
(Questo importo è troppo alto ed è comunque chiaramente ipotetico.‐)
Infatti la proprietà non verrà mai venduta e quando sarà ritirata da un familiare sarò liquidato al massimo con fr. 20'000.‐
Reddito non privilegiato
Al punto 28 viene esposto un reddito lordo della proprietà
(pigione, affitto, valore locativo) importo fr. 4000.-
Si chiede quali sono i dati sommati per giungere all'importo di fr. 4000.‐
Percepisco 1397 fr. al mese di AI e non riesco a far fronte alle mie spese.
Presso l'U.E. di _ ho due esec. per premi cassa malati per un totale di fr. 3032.70 che sto pagando con versamenti di fr. 200.‐ mensili." (Doc. _)
1.3. Nella sua risposta del 7 dicembre 2000 (doc. _) la Cassa ha proposto il parziale accoglimento del gravame, rilevando:
"
(...)
Dalla documentazione agli atti rileviamo che il ricorrente è proprietario di diverse particelle, di cui la No. _ RFD posseduta in comproprietà in ragione di 1/6, site tutte in territorio del comune di _.
Per quanto attiene la valutazione della sostanza immobiliare l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:
" La sostanza immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente."
Nel caso specifico si verifica quanto previsto dal citato articolo per cui la resistente ha ordinato le perizie tecniche atte a stabilire il valore corrente delle sostanze immobiliari possedute tralasciando, ovviamente, le particelle adibite ad abitazione primaria (part. No. _e _).
Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale di stima il quale, a perizie concluse, ha permesso di stabilire un valore corrente della sostanza immobiliare personale di fr. 48'900.‐ (pos. 44.02 della tabella di calcolo PC) rispettivamente di fr. 31'666.‐ ( 1/6 di fr. 190'000.‐ pos. 46.02 della tabella di calcolo PC). Questi importi devono quindi, senza alcun dubbio, essere riconfermati.
Circa i parametri utilizzati per valutare la sostanza la resistente non può che riconfermarsi nei valori citati e contestati in quanto scaturiti da perizie specificatamente richieste. A tal proposito giova infatti ricordare che anche codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di confermare tale prassi amministrativa.
In sede ricorsuale e sulla base delle indicazione fornite dal ricorrente abbiamo tuttavia rilevato che nel calcolo, oggetto del contendere, la resistente non ha tenuto conto, per le particelle che costituiscono l'abitazione primaria, della relativa deduzione del 30% prevista dagli art. 47 e 48 della legge sulle stime. Per questa ragione il valore esposto alla pos. 44 della tabella di calcolo PC deve essere modificato in fr. 72'324.‐ contro i precedenti fr. 103'320.‐ e conseguentemente il reddito non privilegiato passa da fr. 26'716 a fr. 24'650.‐ portando così ad un diritto alla prestazione, ma limitatamente al riconoscimento del solo premio dell'assicurazione malattia obbligatoria.
Per quanto riguarda la deduzione della pigione (pos. 53 della tabella di calcolo PC) il marg. 2023 delle direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e Al (DPC) stabilisce:
" Se più persone abitano in comune in un appartamento o in una casa unifamiliare, la pigione (comprese le spese accessorie) è suddivisa in parti uguali tra le singole persone e così computata per il calcolo della PC annua. Ciò vale anche per le persone che vivono in concubinato. In casi particolari, ad esempio quando una persona occupa la maggior parte dell'alloggio, si può adottare una ripartizione diversa a seconda delle proporzioni reali (DTF 105 V 271 segg.) ...".
Nella presente fattispecie il valore locativo della propria abitazione (fr. 2'800.‐) come pure il reddito lordo della proprietà fondiaria (fr. 1'200.‐) è stato desunto dalla notifica di tassazione, cresciuta in giudicato, per il biennio 1999/2000 e pertanto gli stessi vanno riconfermati.
A titolo informativo si fa inoltre osservare al ricorrente che nella determinazione dell'affitto la resistente ha pure tenuto conto, come stabilito dall'art. 16a cpv. 1 e 3 OPC, del forfait di fr. 1'680.‐ (fr. 2'800.‐ + 1'680.‐ = fr. 4'480 1⁄2 = fr. 2'240.‐) previsto nei confronti delle persone che abitano un immobile di loro proprietà.
Alla luce di quanto precede e tutto ben considerato si chiede pertanto, a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, di voler accogliere parzialmente il ricorso così come proposto dalla resistente assegnando al ricorrente una prestazione, limitatamente al riconoscimento del premio cassa malattia, a decorre dal 1° aprile 2000." (Doc. _)
1.4. Il 2 gennaio 2001 il ricorrente, al quale è stata inviata una copia della perizia, ha trasmesso al TCA le seguenti osservazioni:
"
a mio avviso deve essere considerata abitazione familiare sia il mapp. _ nel quale abito ma pure il mapp. _che è lo stesso blocco di casa con al centro il vano scale, infatti il mapp. _viene usato come ripostiglio.
Pure il mapp., _ stalla distante 2 m. dall'abitazione ed usato come legnaia dovrebbe essere calcolata unitamente all'abitazione e beneficiare appunto della deduzione del 30% (se ciò non è già stato fatto) abitazione _‐_‐_‐ deduz. 30%.
Il mapp. _Stalla precaria per quanto riguarda il tetto in piode che va rifatto in quanto vi sono travi marce e perde acqua ed il pavimento in assi pure da rifare a mio avviso non dovrebbe essere valutato oltre fr. 10'000.‐ (perizia fr. 20'000.- importo eccessivo.‐).
Pure sulla comproprietà mapp. Comunione ereditaria Fu _ mapp. _, _, mi è stato esposta la mia parte in fr. 31'666.‐. Questo importo è troppo alto ed è chiaramente ipotetico.-)
Come già espresso precedentemente la proprietà non verrà venduta ma ritirata da un familiare e sarò liquidato con un importo massimo di fr. 20'000.-." (Doc. _)
1.5. In data 4 gennaio 2001 il TCA ha notificato alla Cassa lo scritto summenzionato (cfr. consid. 1.4.) assegnandole un termine di 10 giorni per presentare le proprie osservazioni scritte (doc. _).
L’amministrazione si è integralmente riconfermata nella risposta di causa (doc. _).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. Con il ricorso _ contesta il valore venale della sostanza immobiliare di sua proprietà ai fini del calcolo della PC, in quanto sarebbe troppo elevato.
Parimenti, l’assicurato censura il valore di stima della proprietà fondiaria computata quale abitazione primaria, poiché superiore rispetto a quello che si evince dall’ultima notifica di tassazione 1999/2000 (cfr. doc. _ agli atti dell’amministrazione).
Pendente causa la Cassa cantonale di compensazione ha dato parzialmente seguito alle censure dell’insorgente, fissando il valore di stima complessivo della sostanza immobiliare a fr. 72'324.-- a fronte dei precedenti fr. 103'320.—. L’amministrazione ha così proposto l’assegnazione a _ di una PC limitatamente al riconoscimento del premio dell’assicurazione malattie obbligatoria (doc. _).
Orbene, per l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.
Secondo l'art. 17 OPC -AVS/AI, nella versione in vigore dal 1 gennaio 1999
"
La valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio (cpv. 1).
La sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari deve essere computata al valore corrente (cpv. 4).
In caso di alienazione di un immobile, a titolo oneroso o gratuito, il valore venale é determinante per sapere se ci si trova in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'articolo 3c capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non é applicabile se, per legge, esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore (cpv. 5).
Invece del valore venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la ripartizione fiscale intercantonale (cpv. 6)."
La modalità di calcolo prevista dal capoverso 6 non è stata fatta propria dal Canton Ticino, che continua a fondarsi su quanto stabilito al capoverso 4 e sulla giurisprudenza sviluppatasi sulla base di questa disposizione.
I capoversi 2 e 3 sono invece stati abrogati con effetto dal 31 dicembre 1998.
Se, quindi, la sostanza immobiliare serve di abitazione dell'assicurato, fa stato il cpv. 1 dell'art. 17 OPC, secondo cui la valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
La norma in questione vuole facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare (RCC 1991 pag. 422).
Secondo la volontà del legislatore, dunque dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve essere, di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale prima della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).
A norma dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti per il valore di stima ufficiale.
Ne consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT I-1993, pag. 232).
A tale disposizione fa tuttavia eccezione il capoverso 4, nella misura in cui la sostanza immobiliare che non serve da abitazione all’assicurato deve essere computata non già al valore determinato in sede fiscale, bensì al suo valore corrente (valeur vénale, Verkehrswert; Pratique VSI 1994 p. 194). Questa distinzione si fonda sul fatto che il valore corrente o valore venale, vale a dire il valore che raggiunge un immobile nel corso di normali transazioni commerciali, è in genere più elevato del valore fiscale (RCC 1991 p. 424). Con valore venale si intende altresì il prezzo pagato per dei fondi agricoli secondo le leggi di mercato (Pratique VSI 1994 p. 194). Nella misura in cui la sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul mercato.
Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 p. 195; RCC 1991 p. 424).
In una sentenza pubblicata in VSI 1994 p. 290 il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.
2.3. Nel caso di specie, l'assicurato è proprietario di diversi fondi siti nel Comune di _, dei quali, tuttavia, soltanto le particelle no. _e _RFD gli servono da abitazione primaria. Correttamente, quindi, la Cassa di compensazione ha computato il valore venale degli altri immobili di sua proprietà, compresa la particella no. _RFD di _, di cui il _ è comproprietario in ragione di 1/6 (cfr. doc. _ agli atti dell’amministrazione) ed il mappale no. _RFD su cui sorge una stalla adibita a legnaia.
In proposito va rilevato che per determinare il valore commerciale l’amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime, poteva risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II/1995 p. 203ss.).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, l’ufficio cantonale, per la determinazione del valore corrente degli immobili, deve sempre far capo allo stesso servizio (SVR 1998 LPC No. 5). A mente dell’Alta Corte federale sarebbe infatti inammissibile calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI 1993 p. 137).
In concreto la Cassa affida il compito all’Ufficio stima.
Al riguardo va ancora rilevato che, il TFA, in un caso riguardante il Canton Ticino, in cui il ricorrente aveva contestato la valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S).
2.4. Con perizia immobiliare del 12 settembre 2000 l’Ufficio stima ha stabilito in complessivi fr. 80’566.-- il valore venale delle proprietà immobiliari del ricorrente. Questo importo corrisponde alla somma di fr. 48’900.— a titolo di proprietà fondiaria al valore commerciale e fr. 31'666.— quale comproprietà in ragione di 1/6 della CE fu _.
Secondo costante giurisprudenza federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12 1993 in re S. H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332).
Lo stesso vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Per quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce a esami approfonditi, se tien conto delle censure sollevate, se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F).
Il giudice non si scosta, senza motivi imperativi dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161).
La citata giurisprudenza del TFA, applicata in particolare per i referti medici, deve valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP no. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite immobiliari (cfr. STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M).
2.5. Con il ricorso, l’assicurato asserisce che l’importo (cfr. consid. 2.4.) computato dalla Cassa quale valore venale della proprietà immobiliare sita nel Comune di _ è eccessivo, sia perché il valore del mappale no. _RFD di proprietà della CE fu _ - di cui l’assicurato è membro - sarebbe troppo elevato, sia perché il medesimo fondo non verrebbe venduto a terzi bensì ritirato da un familiare e, a suo dire, liquidato con un importo massimo di fr. 20'000.—, sia, infine, perché la stalla di cui alla particella no. _ RFD gli servirebbe da abitazione e sarebbe in stato precario, necessitando una serie di importanti lavori quali il rifacimento del tetto e della pavimentazione (doc. _).
In vero, agli atti non vi è alcun indizio secondo cui il valore corrente degli immobili andrebbe ridotto rispetto a quanto stabilito dall’Ufficio stima in sede peritale. Dalla perizia (cfr. doc. _ agli atti dell’amministrazione), semmai, si evince che gli immobili di proprietà dell’assicurato sono stati valutati tenendo conto della loro ubicazione (compresi la forma, i confini, gli accessi, l’insolazione, la vista e l’orientamento, le servitù e gli oneri fondiari gravanti, le immissioni e la situazione nel PR), dello stato di conservazione e di manutenzione degli insediamenti che vi sorgono. A mente del TCA, quindi, non vi sono sufficienti elementi atti a mettere in discussione la correttezza della valutazione peritale a cura dell’Ufficio stima, che, dunque, si rivela attendibile ed assolutamente affidabile.
Del resto la perizia si fonda su accertamenti approfonditi, esperiti da specialisti nel ramo, che si sono fondati su criteri generalmente applicabili in questo ambito. Esse giungono inoltre a conclusioni logiche, conformemente a quanto stabilito dai criteri giurisprudenziali succitati.