Decision ID: 7620900e-b23f-536f-9f36-45f921ebb94b
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1. Nel 2012 (doc. 1) RI 1, 1959, ha chiesto di beneficiare di prestazioni dall'assicurazione invalidità a seguito dell'infortunio dell'8 novembre 2011, che ha provocato la frattura del piatto tibiale laterale destro e un trauma cranico con commotio cerebri e che da quel giorno l'ha resa inabile al lavoro come ausiliaria di pulizie. L'Ufficio assicurazione invalidità ha richiamato gli atti medici dall'assicuratore infortuni e ha raccolto ulteriori informazioni presso i medici curanti.","Il 4 febbraio 2016 (doc. 85) il Servizio Medico Regionale ha ritenuto opportuno sottoporre l'assicurata a una perizia psichiatrica (dr.ssa med. _ il 24 giugno 2016, doc. 95) e reumatologica (dr. med. _ il 4 aprile 2016, doc. 93) per valutare l'evoluzione dello stato di salute dal 2011. Esperita inoltre il 13 dicembre 2016 (doc. 101) un'inchiesta economica per le persone che si occupano dell'economia domestica (grado AI 33,5%) e viste le conclusioni finali tratte il 19 gennaio 2017 (doc. 105) dall'SMR, sentito il consulente in integrazione professionale (docc. 107-109) l'Ufficio AI ha emesso il 26 gennaio 2017 (doc. 111) un progetto di decisione, con cui ha assegnato all'assicurata una rendita di invalidità temporanea. Dal 1° novembre 2012 le è stata infatti riconosciuta una rendita intera (grado AI 85%), ma con versamento dal 1° gennaio 2013, dal 1° settembre 2013 tre quarti di rendita (grado AI 69%) e dal 1° dicembre 2013 una rendita intera (grado AI 85%) fino al 31 luglio 2016.","Il ricorso del 26 maggio 2017 (doc. 122) dell'assicurata contro la decisione del 24 aprile 2017 (docc. 117-120), che ha confermato il preavviso, è sfociato nella STCA 32.2017.89 del 7 settembre 2017 (doc. 131), che l'ha accolto e, come richiesto dalla stessa amministrazione, le ha rinviato gli atti per una valutazione multidisciplinare e una nuova valutazione economica.","1.2. Il 22 novembre 2017 (doc. 138) il Servizio Medico Regionale ha quindi subito disposto una perizia pluridisciplinare in ambito reumatologico, ortopedico, neurologico e psichiatrico, che ha dato luogo al rapporto peritale del 16 novembre 2018 (doc. 177). Il rapporto finale SMR del 19 novembre 2018 (doc. 176) ha ripreso le diagnosi di carattere somatico e psichiatrico e i periodi di inabilità lavorativa stabiliti dagli esperti, precisando che l'incapacità lavorativa complessiva è la risultante di una parziale sommazione dell'incapacità lavorativa somatica e psichica.","Il 7 marzo 2019 (doc. 180) è stata effettuata una nuova inchiesta per casalinga, dalla quale è emersa un'invalidità del 43%, poi è stato sentito di nuovo il consulente in integrazione professionale (docc. 181-184), cosicché con progetto del 3 maggio 2019 (doc. 189) l'Ufficio assicurazione invalidità ha attribuito all'assicurata una rendita di invalidità di un quarto (grado AI 41%) dal 1° luglio 2013, intera (grado AI 73%) dal 1° ottobre 2013, di un quarto (grado AI 41%) dal 1° luglio 2016, intera (grado AI 85%) dal 1° giugno 2017, di un quarto (grado AI 43%) dal 1° settembre 2017 e mezza (grado AI 53%) dal 1° gennaio 2018 secondo il nuovo metodo misto di calcolo.","1.3. Le osservazioni di carattere psichiatrico del dr. med. _ al progetto di decisione (doc. 196) sono state sottoposte ai periti, i quali il 15 ottobre 2019 (doc. 200) hanno confermato le loro conclusioni, portando a sua volta il dr. med. _ del Servizio Medico Regionale, FMH psichiatria e psicoterapia, a ribadire la precedente presa di posizione dell'SMR (doc. 203).","Di conseguenza, con decisioni del 2 giugno 2020 (doc. A1) l'Ufficio assicurazione invalidità ha confermato il diritto alle prestazioni così come esposto nel preavviso di un anno prima, osservando che l'applicazione dell'art. 27bis cpv. 3 OAI non può essere anticipata, come richiesto, a prima del 1° gennaio 2018.","1.4. Con ricorso dell'8 luglio 2020 (doc. I) RI 1, patrocinata dall'avv. RA 1, ha chiesto al TCA di annullare la decisione e di rinviare gli atti all'Ufficio AI per effettuare ulteriori accertamenti medici, in particolare in ambito psichiatrico e di attribuirle una mezza rendita di invalidità, in luogo del deciso quarto di rendita, per i periodi dal 1° luglio 2016 al 31 maggio 2017 e dal 1° settembre al 31 dicembre 2017.","Secondo la ricorrente, infatti, il perito psichiatra del Servizio Accertamento Medico non avrebbe preso in considerazione il vissuto concreto della sua giornata, visto che difettando una stabilità personale nell'affrontare le singole giornate essa non è in grado, d'avviso del suo psichiatra curante, di svolgere un'attività lavorativa. L'assicurata ha osservato che a più riprese il dr. med. _ il 31 luglio 2019 ha chiesto una etero anamnesi, che le perizie hanno negato, e che neppure non v'è mai stato un confronto fra il perito e lo psichiatra curante. Il parere della dr.ssa _ che l'ha peritata nel 2016 da un lato rileva che l'assicurata le si è presentata in modo positivo, senza limitazioni o tentativi di simulazione, maturando il convincimento della oggettiva possibilità di svolgere un'attività lavorativa, anche grazie a un suo positivo approccio comportamentale. Dall'altro lato, però, la specialista non ha ritenuto credibili i risultati dei test a motivo del comportamento tenuto durante i colloqui, ritenendo perciò tali risultati attribuibili alla volontà dell'assicurata di peggiorare il quadro della propria situazione per meri aspetti assicurativi. Tale conclusione, d'avviso della ricorrente, contrasta invece con il comportamento tenuto durante i colloqui.","Il dr. med. _ ha rilevato la necessità che gli approfondimenti anamnestici vengano estesi al contesto familiare, per potere conoscere le modalità secondo le quali l'assicurata trascorre la giornata, come ha testimoniato la nuora (doc. A1), descrivendo un quadro di inaffidabilità dell'assicurata nel portare a termine un compito e l'incapacità di assumerlo e mantenerlo nel tempo.","Per l'insorgente, tali aspetti non sono stati indagati dal perito nonostante il medico curante l'abbia più volte richiesto e nemmeno ha preso contatto con quest'ultimo per avere ulteriori informazioni, perciò l'anamnesi risulta incompleta.","Affermare che la ricorrente è in grado dal profilo psichiatrico di svolgere un'attività sull'arco di una giornata, ma in maniera ridotta nel tempo del 40%, significa riconoscere delle limitazioni importanti, ma non approfondire il problema, che è l'inaffidabilità nel (breve) tempo nello svolgere un'attività. L'assicurata ha perciò biasimato l'Ufficio AI per non essere entrato nel merito di questi fatti e per neppure avere approfondito l'anamnesi, di modo che le perizie psichiatriche risultano incomplete. Quella del dr. med. _, a suo dire, deve poi essere vista più come un complemento e verifica di quella del 2016 della dr.ssa med. _, ma entrambe non entrano nel merito di alcuni aspetti anamnestici fondamentali.","Di conseguenza, per l'insorgente gli aspetti medici di natura psichiatria devono essere nuovamente indagati.","Il secondo aspetto contestato verte sull'art. 27bis cpv. 3 OAI, di cui essa ne postula l'applicazione anche in epoca antecedente la sua entrata in vigore avvenuta il 1° gennaio 2018, ritenendo che la norma intertemporale debba essere applicata a tutte le fattispecie non oggetto di decisione cresciuta in giudicato e quindi per l'intero periodo di attribuzione della rendita AI.","1.5. Nella risposta del 26 agosto 2020 (doc. VI) l'Ufficio assicurazione invalidità ha proposto di respingere il ricorso, rilevando che la situazione psicosomatica della ricorrente è stata attentamente vagliata tramite la perizia pluridisciplinare che è stata effettuata e che l'anamnesi raccolta riguarda l'aspetto familiare, personale, sociale, professionale e patologica, riprendendo le dichiarazioni della stessa assicurata. Pertanto, in assenza di ulteriori certificati medici, l'Ufficio AI ha confermato integralmente le conclusioni peritali, che si basano su esami effettuati da specialisti e che sono state rese dopo accertamenti completi, con discussione globale finale sulla determinazione dell'abilità lavorativa residua.","In merito all'applicazione retroattiva del nuovo metodo misto di calcolo, l'amministrazione ha evidenziato che le modifiche legali esplicano effetto unicamente dalla loro entrata in vigore, così come già giudicato dal Tribunale federale e dal TCA. Il diritto alla mezza rendita AI è dunque valido solo dal 1° gennaio 2018.","1.6. La ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. VII)."}

{"considerato in diritto","2.1. Oggetto del contendere è sapere se è a giusta ragione che la ricorrente sia stata considerata dal punto di vista psichiatrico inabile in attività adeguate in misura dell'80% dal maggio 2013 al marzo 2016, del 40% dall'aprile 2016 e del 3 0% dal giugno 2017, fermo restando una parentesi di inabilità lavorativa totale dal marzo al maggio 2017. Parzialmente sommata all'incapacità lavorativa dal punto di vista somatico, complessivamente l'assicurata è stata ritenuta abile dal novembre 2011 al gennaio 2012 allo 0%, dal febbraio 2012 al 50%, dal settembre 2012 al 60%, dal marzo 2013 causa patologia psichiatrica abile al 15%, dall'aprile 2016 al 50%, dal marzo al maggio 2017 allo 0% e dal giugno 2017 al 50%.","Applicando il metodo misto di calcolo l'Ufficio assicurazione invalidità le ha attribuito un quarto di rendita dal 1° luglio 2013, una rendita intera dal 1° ottobre 2013, un quarto di rendita dal 1° luglio 2016, una rendita intera dal 1° giugno 2017, un quarto di rendita dal 1° settembre 2017 e una mezza rendita dal 1° gennaio 2018.","La ricorrente ritiene invece che le sue condizioni psichiche non le permettano di svolgere nessun tipo di attività lucrativa, essendo totalmente inabile al lavoro.","L'assicurata ha poi chiesto che il nuovo metodo misto di calcolo previsto dall'art. 27bis OAI le si applichi prima del 1° gennaio 2018 e quindi che le sia attribuita una mezza rendita dal 1° luglio 2016 al 31 maggio 2017 e dal 1° settembre al 31 dicembre 2017.","2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.","Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.","Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).","Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).","L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.","Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.","La nozione d'invalidità di cui agli artt. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).","L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.","L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.","Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).","In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.","Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).","Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).","2.3. Nel caso in cui, invece, l'interessato svolga (o comunque svolgerebbe in assenza dei fattori invalidanti) solo parzialmente un'attività lucrativa, torna applicabile l'art. 28a cpv. 3 LAI, secondo cui se l'assicurato esercita un'attività lucrativa a tempo parziale o collabora gratuitamente nell'azienda del coniuge, l'invalidità per questa attività è valutata secondo l'articolo 16 LPGA. Se svolge anche le mansioni consuete, l'invalidità per questa attività è determinata secondo il capoverso 2. In tal caso, occorre determinare la parte dell'attività lucrativa o della collaborazione gratuita nell'azienda del coniuge e la parte dello svolgimento delle mansioni consuete e valutare il grado di invalidità nei due ambiti.","L'art. 27 cpv. 1 prima frase OAI, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2017, precisa a sua volta che per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica s'intendono in particolare gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità.","Questo metodo di graduazione dell'invalidità (detto \"metodo misto\") è stato ancora una volta dichiarato conforme alla legge dal TFA in DTF 125 V 146.","Anche in altre occasioni l'Alta Corte ha confermato che il metodo misto, applicato ad assicurati che svolgono un'attività lucrativa unicamente a tempo parziale e consacrano il resto del loro tempo all'attività casalinga, è conforme alla legge e alla volontà del legislatore. Nemmeno è stata ravvisata una violazione dell'art. 8 CEDU (STFA I 276/05 del 24 aprile 2006, parzialmente pubblicata in Plaidoyer 5/06 pag. 54 segg.; sentenza I 156/04 del 13 dicembre 2005, pubblicata in SVR 2006 IV Nr. 42 pag. 151).","Questa giurisprudenza è stata ribadita ulteriormente nelle DTF 137 V 334, DTF 133 V 504 e DTF 133 V 477.","In una sentenza pubblicata in DTF 134 V 9, l'Alta Corte ha precisato la propria giurisprudenza e ha ammesso la possibilità di prendere in considerazione gli influssi reciprochi dell'attività lucrativa e dello svolgimento di mansioni consuete nell'ambito dell'applicazione del metodo misto. Una eventuale ridotta capacità nell'ambito professionale o dell'adempimento delle mansioni consuete (secondo l'art. 27 OAI) in seguito a maggiori sforzi compiuti nell'altro settore d'attività va tuttavia presa in considerazione solo a determinate condizioni.","Ricordato che il metodo misto è previsto per le persone che esercitano un'attività lucrativa e che oltre a questa conducono un'economia domestica o svolgono altre mansioni ai sensi dell'art. 8 cpv. 3 LPGA (art. 5 cpv. 1 vLAI nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002), secondo giurisprudenza la riduzione del tasso di occupazione esigibile in un'attività lucrativa senza che questo tempo libero venga consacrato allo svolgimento delle mansioni consuete è irrilevante ai fini del metodo di valutazione dell'invalidità. In quest'ultima fattispecie è applicabile il metodo ordinario (DTF 131 V 51).","L'Alta Corte ha stabilito nella DTF 142 V 290 che la giurisprudenza secondo DTF 131 V 51, che concerne il metodo di confronto dei redditi applicabile alle persone che esercitano un'attività lucrativa a tempo parziale senza consacrare il loro tempo libero allo svolgimento delle mansioni consuete, deve essere precisata, nel senso che la limitazione nell'ambito lucrativo - in funzione dell'estensione del tasso ipotetico d'attività lucrativa parziale - deve essere considerata in modo proporzionale (cfr., al riguardo, STCA 32.2015.119 e STCA 32.2015.120, entrambe del 2 agosto 2016).","Secondo la prassi amministrativa, per il confronto si considerano soltanto attività assimilabili a quelle lucrative (come il lavoro domestico, amministrazione di patrimoni, attività benevole gratuite, ecc.). Sono quindi escluse le attività del tempo libero (N. 3082 delle Direttive concernenti l'invalidità e la grande invalidità (CIGI), edite dall'UFAS, in vigore dal 2015 nel tenore in essere fino al 31 dicembre 2017). L'invalidità viene così valutata sulla base di un confronto delle attività domestiche, da effettuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97; Pratique VSI 2001 pag. 158 consid. 3c). Si paragonano quindi le attività svolte dall'assicurato prima della sopravvenienza del danno alla salute con quelle che può svolgere posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 pag. 139; Duc, Les assurances sociales en Suisse, 1995, pag. 458; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, 1994, pag. 145).","Di regola si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le incombenze che lo concernono. Questa presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 pag. 139). L'importanza dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla struttura familiare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.","Va qui segnalato che nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2018, l'art. 27 cpv. 1 OAI prevede che per mansioni consuete secondo l'art. 7 cpv. 2 LAI di assicurati occupati nell'economia domestica si intendono gli usuali lavori domestici nonché la cura e l'assistenza ai familiari.","Il nuovo art. 27 cpv. 2 OAI stabilisce che per mansioni consuete secondo l'art. 7 cpv. 2 LAI di membri di comunità di religiosi si intende ogni attività svolta nella comunità.","L'art. 27bis cpv. 3 OAI dispone che il calcolo del grado d'invalidità lucrativa è disciplinato dall'articolo 16 LPGA, secondo le modalità seguenti: il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività lucrativa a tempo parziale se non fosse divenuto invalido è calcolato sulla base della stessa attività lucrativa esercitata a tempo pieno (lett. a); la perdita di guadagno percentuale è ponderata in funzione del grado d'occupazione che l'assicurato avrebbe se non fosse divenuto invalido (lett. b).","Per l'art. 27bis cpv. 4 OAI per il calcolo del grado d'invalidità nell'ambito delle mansioni consuete viene determinata la quota percentuale che le limitazioni dell'assicurato rappresentano nello svolgimento delle mansioni consuete rispetto alla sua situazione se non fosse divenuto invalido. Questa quota viene ponderata in funzione della differenza tra il grado d'occupazione di cui al capoverso 3 lettera b e un'attività lucrativa esercitata a tempo pieno.","Con la modifica dell'Ordinanza sono state adeguate le attività nell'ambito delle mansioni consuete svolte dalle persone occupate nell'economia domestica (R. Leuenberger - G. Mauro, “Changements dans la méthode mixte”, in Sécurité sociale 1/2018 pag. 40 segg. (45-46)).","Le nuove norme dell'Ordinanza hanno comportato la modifica della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI) la quale, valida dal 1° gennaio 2015 e nella versione in vigore dal 1° gennaio 2018, ai NN. 3081 segg. spiega come deve procedere l'assistente sociale nella sua inchiesta domiciliare per calcolare il grado di invalidità in generale.","Per ciò che concerne il caso in esame, di regola si ritiene che i lavori di una persona sana occupata nell'economia domestica comprendono queste cinque attività usuali: pasti, pulizia e ordino dell'alloggio, acquisti e altre commissioni, bucato e cura dei vestiti, cura e assistenza ai figli e/o ai familiari, per le quali è assegnato un rispettivo limite massimo (N. 3087 CIGI).","Il grado di disabilità per ogni singola attività risulta dal confronto percentuale tra la ponderazione senza disabilità – stabilita dall'assistente sociale (N. 3083 CIGI) - e la limitazione dovuta alla disabilità (N. 3085 CIGI).","Come emerge dalle spiegazioni pubblicate dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali alla Modifica dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI) – Valutazione dell'invalidità per gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa a tempo parziale (metodo misto) – in merito agli adeguamenti dal 1° gennaio 2018 concernenti l'applicazione del metodo misto in seguito alla sentenza 7186/09 della Corte europea dei diritto dell'uomo del 2 febbraio 2016, si è dunque posto l'accento sulle attività che possono essere equiparate a un'attività lucrativa ai sensi dell'art. 7 cpv. 2 LAI.","Si tratta delle attività che soddisfano il criterio dei terzi, vale a dire che, in caso di impossibilità dell'assicurato di svolgerle da sé, possono essere tipicamente eseguite da terzi dietro pagamento. Le attività volontarie svolte al di fuori dell'economia domestica, come le attività artistiche o di pubblica utilità, non possono invece essere equiparate a un'attività lucrativa e quindi riconosciute come mansioni consuete, se non in casi speciali (DTF 130 V 360 consid. 3.3.2). Queste occupazioni non vanno dunque disciplinate in modo generale dall'OAI e pertanto non sono più espressamente menzionate nell'Ordinanza (cfr. punto 1.2 pag. 6 delle citate spiegazioni dell'UFAS).","Come evidenziato dall'Ufficio federale sugli adeguamenti del metodo misto (cfr. punto III pag. 9), dal 1° gennaio 2018 il nuovo art. 27 OAI pone quindi l'accento sui lavori domestici necessari che possono essere equiparati ad un'attività lucrativa.","Per stabilire se un'attività nell'ambito delle mansioni consuete possa essere equiparata a un'attività lucrativa, è determinante il criterio dei terzi e quindi bisogna chiedersi se si tratti di un'attività che può essere eseguita da terzi (persone o ditte) dietro pagamento.","È per esempio il caso di lavori domestici necessari come la pianificazione e l'organizzazione della conduzione dell'economia domestica, la preparazione dei pasti (inclusa la pulizia della cucina), la pulizia dell'abitazione, gli acquisti e le altre mansioni nonché il bucato e la manutenzione dei vestiti. Se non possono essere ripartite tra gli altri familiari nel quadro dell'obbligo di ridurre il danno, infatti, queste attività dovranno essere affidate a servizi esterni a pagamento (persone di servizio).","Oltre ai citati classici lavori domestici, va considerata anche la cura e l'assistenza ai familiari; rilevante è però che essi vivano nella stessa economia domestica dell'assicurato.","Va ancora osservato che sia per i lavori domestici che per la cura e l'assistenza ai familiari, non si tiene però conto delle attività che vengono già svolte da terzi. Sono infatti prese in considerazione esclusivamente le attività che vengono affidate a terzi a proprie spese solo dopo l'insorgere del danno alla salute. Se, per contro, l'assicurato ricorreva a prestazioni di terzi a proprie spese già prima dell'insorgere del danno alla salute, allora per queste attività non v'è una limitazione di cui tenere conto, dato che continuano ad essere svolte da terzi come prima.","Ritenuto come la modifica riguardante le mansioni consuete nell'economia domestica ha dunque lo scopo di porre l'accento sulle attività fondamentali di ogni economia domestica, le attività puramente ricreative – le attività artistiche e di pubblica utilità vanno qualificate quali attività puramente ricreative, se non possono essere eseguite da terzi dietro pagamento - non rientrano tra le attività da considerare nell'ambito delle mansioni consuete (DTF 125 V 157 consid. 5c/bb).","Il 1° gennaio 2018 sono dunque entrati in vigore gli articoli 27 e 27bis cpv. 2-4 OAI nel loro nuovo tenore (cfr. RU N. 107 del 19 dicembre 2017, pagg. 7581-7582). Al riguardo, dal comunicato stampa del 1° dicembre 2017 dell'UFAS intitolato “Maggiore equità nel calcolo del grado d'invalidità dei lavoratori a tempo parziale”, risulta che “(...) il Consiglio federale introduce un nuovo modello di calcolo per determinare il grado d'invalidità dei lavoratori a tempo parziale, che contribuisce a migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro e soddisfa anche le richieste della Corte europea dei diritti dell'uomo. Nella sua seduta del 1° dicembre 2017, il Consiglio federale ha fissato l'entrata in vigore della relativa modifica d'ordinanza al 1° gennaio 2018. (...)”.","A questo proposito, la lettera circolare AI n. 372 del 9 gennaio 2018 edita dall'UFAS sulla \"Regolamentazione transitoria in seguito alla modifica dell'OAI concernente la valutazione dell'invalidità per gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa a tempo parziale, valida dal 1° gennaio 2018\", spiega che \"In seguito alla sentenza n. 7186/09 della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) nel caso Di Trizio contro la Svizzera, il Consiglio federale ha fissato al 1° gennaio 2018 l'entrata in vigore di una modifica dell'OAI concernente la valutazione dell'invalidità per gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa a tempo parziale (metodo misto). La modifica prevede l'introduzione di un nuovo modello di calcolo (...) che in linea di principio sarà applicato nel quadro del metodo misto a partire dall'entrata in vigore della relativa normativa di ordinanza, vale a dire dal 1° gennaio 2018. Fino al 31 dicembre 2017 rimane applicabile la regolamentazione precedente (la modifica non ha dunque effetto anticipato, ovvero fa sempre stato il diritto vigente al momento in questione). Sul piano procedurale, in base al capoverso 1 della disposizione transitoria della modifica del 1° dicembre 2017, la modifica di ordinanza costituisce motivo di revisione sin dal 1° gennaio 2018.\".","La lettera circolare precisa inoltre la procedura in caso di prima o di nuova richiesta di prestazioni da parte di persone che lavorano a tempo parziale, e meglio, in particolare, che:","\" a) Per tutte le prime richieste di prestazioni pendenti inoltrate a partire","dal 1° luglio 2017, si applicherà d'ora in poi solo il nuovo modello di calcolo (nascita del diritto alla rendita al più presto dal 1° gennaio 2018 in virtù dell'art. 29 cpv. 1 LAI).","b) Per tutte le prime richieste di prestazioni pendenti inoltrate prima del 1° luglio 2017, il diritto alla rendita fino al 31 dicembre 2017 verrà valutato in base al vecchio modello di calcolo e poi rivalutato in base al nuovo modello di calcolo con effetto dal 1° gennaio 2018.\".","La lettera circolare AI n. 355 del 31 ottobre 2016 è stata perciò soppressa a partire dal 1° gennaio 2018."}