Decision ID: 5fa8eb36-90da-5841-b237-06d72c45b929
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel _ e da ultimo attivo quale pizzaiolo, nel mese di agosto 2001 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti adducendo problemi lombari e depressivi (doc. 1 incarto AI).
Con lo scopo di valutare le conseguenze del danno alla salute sulla capacità lavorativa, l’Ufficio AI ha ordinato l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico (SAM). Con rapporto 18 ottobre 2002 i periti, diagnosticate una sindrome depressiva ricorrente, una sindrome da dipendenza etilica (attualmente in astinenza), una sindrome lombovertebrale (con/su discrete alterazioni degenerative L4-S1 ed insufficienza muscolare lombo-addominale), hanno valutato una capacità lavorativa del 70% in attività leggere e medie (doc. 22 incarto AI).
Con decisione del 10 ottobre 2005 l’Ufficio AI, respingendo l’opposizione con cui l’assicurato, per il tramite dell’allora suo legale, chiedeva il riconoscimento di un grado d’invalidità del 50% e dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, ha confermato il diniego di prestazioni ritenendo dato un grado d’invalidità 30% (doc. 67 incarto AI).
Il ricorso dell’assicurato contro la succitata decisione è stato respinto dal TCA con sentenza del 25 settembre 2005 (inc. 32.2005.201; doc. 76 incarto AI), cresciuta in giudicato.
1.2. Dopo una decisione di non entrata in materia del 29 agosto 2011 (doc. 97 incarto AI), nel marzo 2012 l’assicurato ha inoltrato un’altra richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. 101 incarto AI).
Esperiti gli accertamenti medici, tra cui la perizia psichiatrica del 19 maggio 2013 a cura della dr. med. _ per conto del CPAS (Centro peritale delle assicurazioni sociali) (doc. 127 incarto AI) e la perizia reumatologica 1° luglio 2013 del dr. med. _ (doc. 131 incarto AI), ed economici, con decisione del 16 ottobre 2013, preavvisata il 6 settembre 2013, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni presentando l’assicurato un grado d’invalidità del 3% (doc. 140 incarto AI). La decisione è rimasta incontestata.
1.3. A seguito della quarta domanda di prestazioni, inoltrata a maggio 2015, l’amministrazione ha ordinato al dr. med. _ un aggiornamento peritale.
Sulla base delle risultanze peritali, il 20 settembre 2017 l’Ufficio AI, a conferma del preavviso decisionale del 30 marzo 2017, ha respinto la domanda dell’assicurato in base alle seguenti considerazioni:
" (...)
Per valutare il precedente diritto a prestazioni, nel luglio 2013 il Signor RI 1 stato sottoposto ad una perizia reumatologica dal Dr. _, il quale aveva ritenuto giustificare le seguenti incapacità lavorative:
In attività abituale In attività adeguate
30% dal settembre 2002 30% dal settembre 2002
100% dal 23.04.2012 100% dal 23.04.2002
25% dal 20.07.2012 0% dal luglio 2013.
In data 01.04.2015 è pervenuta una richiesta di "rilevamento tempestivo" e considerata la nuova patologia (discopatia cervicale), siamo entrati nel merito di una nuova richiesta di prestazioni Al.
L'esauriente documentazione medica acquisita agli atti ed in particolare la perizia reumatologica effettuata dal Dr. _ il 18.01.2016, giustifica sempre un'incapacità lavorativa del 25 % in attività abituale e dello 0 % in attività adeguate allo stato di salute.
Dal profilo reumatologico la capacità funzionale è rimasta praticamente invariata.
Dal profilo psichiatrico, il curante Dr. _ riferisce di uno stato clinico identico a quello descritto nel precedente rapporto del 2012. Nel maggio 2013 il Signor RI 1 è già stato sottoposto a perizia psichiatrica dalla Dr.ssa _, la quale indica che non presenta disturbo psichico con ripercussioni sulla capacità lavorativa dal febbraio/marzo 2012.
Si conferma dunque uno stato di salute invariato.
Qualora il Signor RI 1 lo desiderasse e su sua esplicita richiesta scritta, il nostro Ufficio rimane a disposizione per un aiuto al collocamento. (...)” (inc. AI pag. 524-525)
Contestualmente l’amministrazione ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio inoltrata per il tramite dell’avv. RA 1.
1.4. Contro la succitata decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso chiedendo il riconoscimento di una rendita intera.
In sintesi contesta la valutazione medico-teorica operata dall’amministrazione, ritenendo indispensabile procedere ad una perizia pluridisciplinare, contenente almeno una valutazione psichiatrica. Chiede a questa Corte di nuovamente accertare se il sistema aleatorio SuisseMED@P rispetti il principio aleatorio, tenuto conto che in caso di assicurati ticinesi è praticamente sempre il SAM di Bellinzona ad effettuare le perizie pluridisciplinari. Chiede inoltre che venga convocato un pubblico dibattimento ai sensi dell’art. 6 CEDU. Egli infine postula di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata, ritenendo corretta la valutazione medico-teorica. Inoltre rileva che le censure sollevate dal ricorrente in merito al sistema SuisseMED@P non sono rilevanti, non trattandosi in casu di una perizia pluridisciplinare.
1.6. Il 9 novembre 2017 l’assicurato ha prodotto un nuovo rapporto dell’Ospedale _ (X) ed 5 febbraio 2018 due certificati del suo medico curante (XIV). Con osservazioni 11 gennaio 2018 (XII) e 19 febbraio 2018 (XVI) l’amministrazione ha preso posizione in merito alla nuova documentazione prodotta.
1.7. Con scritto 19 giugno 2018 l’assicurato ha inviato il rapporto 18 giugno 2018 del suo attuale psichiatra curante, dr. _ (XVIII). Interpellato dal TCA, il 23 luglio 2018 l’Ufficio AI ha prodotto le osservazioni del SMR in merito al succitato rapporto medico (XX).
Infine, con lettera 6 agosto 2018 il ricorrente ha preso posizione riguardo alle osservazioni dell’amministrazione, chiedendo al Tribunale di procedere direttamente ad un aggiornamento medico da lui già chiesto senza aver tuttavia ricevuto risposta (XXII).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha correttamente negato il diritto alla rendita all’insorgente.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Qualora l'amministrazione entri nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in Schaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta".
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
In particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI).
2.4. Nella presente fattispecie, a seguito dell’ultima domanda di prestazioni, l’Ufficio AI ha nuovamente incaricato il dr. med. _ di eseguire una perizia reumatologica, quale aggiornamento di quella precedente del 1° luglio 2013 (cfr. consid. 1.2).
Nel rapporto 19 gennaio 2016 il perito, tenuto conto degli atti medici presenti nell’inserto, dopo aver proceduto alla consueta anamnesi, alla raccolta dei dati soggettivi ed oggettivi, nonché ad una dettagliata valutazione (di due pagine e mezza), ha posto le seguenti diagnosi:
" (...)
Sindrome panvertebrale con componente spondilogena cronica bilaterale, in
- Minime alterazioni degenerative della colonna cervicale
- Alterazioni degenerative della colonna lombare (discopatie L4-S1, con ernia discale foraminale ed extraforaminale a sinistra L4/L5, piccola ernia discale foraminale a sinistra L5/S1)
- Disturbi statici del rachide (ipercifosi della dorsale con protrazione del capo, scoliosi sinistroconvessa al passaggio toracolombare)
- Decondizionamento e sbilancio muscolare Obesità (peso 91 kg / statura 172,5 cm)
Sindrome fibromialgica generalizzata. (...)” (incarto AI pag. 488)
In merito alle conseguenze sulle capacità lavorativa, egli ha concluso:
" (...)
B. Conseguenze sulla capacità di lavoro
C. Conseguenze sulla capacità d'integrazione
Per quanto concerne la capacità funzionale e di carico residua, questa non si discosta sostanzialmente da quella profilata dal sottoscritto l'1.7.2013; giudico inoltre l'assicurato, per un lavoro adatto al suo stato di salute, abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale di 8 - 9 ore, con rendimento massimo del 100 %, da quando era stato dichiarato inabile al lavoro nel 2000.
L'ultima attività principale dell'assicurato era quella di pizzaiolo; mettendo a confronto il mansionario di questa professione con la capacità funzionale e di carico descritta nell'allegato, possiamo riconfermare una diminuzione del rendimento del 25 %, sull'arco di una giornata lavorativa normale di 8 - 9 ore, a decorrere dal 28.12.2011.
Come casalingo, giudico l'assicurato, sempre a partire dal 28.12.2011, abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa abituale, ma con una diminuzione del rendimento del 5 %.”
(incarto AI pag. 489)
L’Ufficio AI non ha eseguito un aggiornamento della componente extra somatica, essendo stato l’assicurato peritato nel 2013 dalla dr. med. _ la quale non aveva riscontrato una patologia psichiatrica invalidante (doc. 127 incarto AI). A tal riguardo, nel rapporto finale del SMR (dr. med. _) del 23 febbraio 2016 si legge quanto segue:
" (...)
Il Dr. _, psichiatra curante, riferisce nel suo rapporto del 1° giugno 2015 di uno stato clinico identico a quello descritto nel rapporto precedente (del 21 dicembre 2012, nd.r.). Egli attesta incapacità a svolgere un’attività qualsiasi, ma non solo per motivi di salute.
L’assicurato è già stato sottoposto a perizia psichiatrica (Dr.ssa _) in data 19 maggio 2013, dalla quale emerge che l’assicurato non presenta un disturbo psichico con ripercussioni sulla capacità lavorativa dal febbraio/marzo 2002. (...)” (incarto AI pag. 498)
Ritenuto pertanto uno stato valetudinario invariato rispetto alla situazione presente al momento della decisione 16 ottobre 2013 (cfr. consid.1.2), l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni.
Con il presente ricorso, l’assicurato contesta la valutazione medico-teorica operata dall’amministrazione, sostenendo che debba essere allestita una nuova perizia psichiatra, nonché una perizia pluridisciplinare.
2.5. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).