Decision ID: db171438-6bf9-5af7-8962-b7e70be7eee2
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. Nel settembre 2010 (doc. 3) RI 1, 1970, attivo come muratore, ha inoltrato la prima domanda di prestazioni all’Ufficio assicurazione invalidità a causa di una leucemia mieloide acuta che dal 15 giugno 2010 l’ha reso inabile al lavoro. Dopo aver raccolto la documentazione medica e sentito il Servizio Medico Regionale (doc. 24), con decisione del 29 ottobre 2011 (docc. 30 e 35) l’amministrazione gli ha attribuito una rendita intera di invalidità dal 1° giugno 2011 (grado AI 100%).
1.2. La revisione avviata d’ufficio un anno dopo (doc. 37) ha portato l’amministrazione a confermare il 1° ottobre 2012 (doc. 50) il diritto alla rendita intera.
L’attribuzione di una rendita intera è stata confermata anche il 15 gennaio 2014 (doc. 56) con la successiva revisione d’ufficio dell’ottobre 2013 (doc. 52).
La terza revisione d’ufficio del maggio 2014 (doc. 58) ha portato l’Ufficio AI, dopo accertamenti medici e sentito il medico del Servizio Medico regionale il 5 agosto 2014 (doc. 63), a ritenere non più esigibile l’attività di muratore e a considerarlo abile al 50% dal luglio 2014 in attività leggere e rispettose di limiti funzionali, e quindi a proporre il 15 settembre 2014 (doc. 71) una riduzione della rendita di invalidità (grado AI 59%).
L’assicurato ha fatto valere il 13 ottobre 2014 (doc. 73) di essere in cura da uno psichiatra, il quale il 5 novembre 2014 (doc. 76) ha attestato un’inabilità lavorativa del 100% in qualsiasi attività dal giorno della sua presa a carico, l’8 ottobre 2014.
Il Servizio Medico Regionale ha quindi deciso di sottoporre l’assicurato a una perizia psichiatrica esterna (doc. 78), che ha avuto luogo il 20 e il 27 gennaio 2015 (doc. 81) da parte della dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, la quale ha posto la diagnosi di episodio depressivo reattivo, attualmente di grado lieve (F32.0) e che ha valutato la capacità lavorativa dell’assicurato come ridotta del 50% dal 1° al 19 gennaio 2015 e poi del 30% in attività adeguate, mentre ha confermato che dal luglio al 7 ottobre 2014 l’interessato era inabile al lavoro al 50% e dal giorno della presa a carico psichiatrica da parte del dr. med. _ l’inabilità lavorativa era totale.
Il dr. med. _ del Servizio Medico Regionale, FMH psichiatria e psicoterapia, ha riconosciuto tali conclusioni il 22 aprile 2015 (doc. 88), cosicché l’Ufficio AI, calcolato nel 47% il grado di invalidità (doc. 89), il 24 giugno 2015 (doc. 92) ha emanato un nuovo progetto di decisione che annullava e sostituiva il precedente del 15 settembre 2014 e riduceva la rendita di invalidità da intera a un quarto.
Le osservazioni dell’8 ottobre 2015 (doc. 106) dell’avv. RA 1, accompagnate da un nuovo rapporto medico del 30 settembre 2015 del dr. med. _ sono stati sottoposti alla perita.
Alla luce delle sue spiegazioni del 9 novembre 2015 (doc. 109), che il dr. med. _ ha confermato unitamente al suo rapporto finale del 22 aprile 2015 (doc. 110), l’Ufficio assicurazione invalidità ha emesso il 18 gennaio 2016 (docc. 111 e 117) una nuova decisione di riduzione del diritto a un quarto di rendita.
1.3. Il 30 giugno 2016 (doc. 120) l’assicurato ha chiesto di rivedere la sua situazione sulla base del referto del 16 giugno 2016 (doc. 199) del suo psichiatra, che ha certificato un’inabilità lavorativa del 100% dall’ottobre 2015 in qualsiasi attività.
Raccolta la documentazione medica e disposta una nuova perizia psichiatrica (doc. 136) stante il ricovero dell’assicurato presso una clinica specializzata, sulla scorta del rapporto peritale del 21 aprile 2017 (doc. 133) del dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, confermato dal rapporto finale SMR del 5 maggio 2017 (doc. 138) del dr. med. _, con decisione del 24 agosto 2017 (doc. A), anticipata dal progetto di decisione dell’8 maggio 2017 (doc. 137), l’amministrazione non ha aumentato il grado di invalidità come richiesto dall’assicurato, ma ha confermato il diritto a un quarto di rendita in essere dal 1° marzo 2016 (grado AI 47%). Sulla scorta della documentazione specialistica acquisita e dalla perizia psichiatrica dell’aprile 2017, è emerso che lo stato di salute era invariato rispetto alla precedente decisione del 18 gennaio 2016, fatto salvo un temporaneo peggioramento da marzo ad aprile 2015 e dal 18 aprile al 4 maggio 2016, con incapacità lavorativa totale.
1.4. Con ricorso del 27 settembre 2017 (doc. I) RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto di annullare la decisione impugnata e di attribuirgli una rendita intera con grado AI del 100% dal 1° marzo 2016.
Facendo leva sul rapporto dello psichiatra curante del 22 settembre 2017 (doc. B), che ha ribadito un’inabilità lavorativa del 100% in qualsiasi attività dall’ottobre 2015 e quindi un grave peggioramento del suo stato di salute almeno dal settembre 2015, il ricorrente ha osservato come la patologia di cui soffre da anni sia grave e comporti una sua inabilità lavorativa in misura completa, con conseguente modifica importante del suo grado di invalidità, che lo porta ad avere diritto a una rendita intera.
A suo dire, sono quindi date le condizioni per procedere a una revisione della rendita e, sulla base delle constatazioni del dr. med. _, di attribuirgli una rendita intera di invalidità (grado AI 100%).
1.5. Sentito il dr. med. _ dell’SMR (doc. IV/1), con risposta dell’11 ottobre 2017 (doc. IV) l’amministrazione ha proposto di respingere il ricorso, riconoscendo piena forza probatoria alla perizia specialistica fatta eseguire dal Centro peritale per le assicurazioni sociali, che è stata avallata dal Servizio Medico Regionale.
L’Ufficio AI ha inoltre rilevato che l’assicurato è stato valutato due volte in ambito peritale e che i giudizi emessi da esperti diversi e a oltre due anni di distanza l’uno dall’altro hanno evidenziato uno stato di fatto del tutto sovrapponibile.
Per di più, in base alla recente giurisprudenza sui disturbi depressivi di grado da lieve a medio, la depressione di cui soffre il ricorrente è al massimo qualificabile come lieve e, secondo quanto riportato dal perito, essa non pregiudica che in misura alquanto limitata le normali attività quotidiane (peraltro, non risulta che l’interessato sia confrontato con particolari problemi di inappetenza o di sonno o a livello di contatti sociali).
L’amministrazione ha da ultimo osservato che anche i diversi rapporti dello psichiatra curante, fra cui l’ultimo del 22 settembre 2017, attestano una linearità dello stato valetudinario, che non giustifica quindi, così come rilevato dall’SMR, una modifica del grado di invalidità.
1.6. Chieste (docc. VI e IX) e ottenute due proroghe (docc. VII e X) in vista dei previsti consulti psichiatrici e oncologici, il 30 novembre 2017 (doc. XI) il ricorrente ha trasmesso al TCA un nuovo referto del dr. med. _, il quale “attesta inequivocabilmente che le condizioni psichiche del ricorrente sono particolarmente gravi e la di lui inabilità lavorativa nella misura del 100%, per qualsiasi attività, perdura dal mese di ottobre 2015. È dunque chiaro e documentato il peggioramento dello stato di salute dell’assicurato a far tempo dalla data indicata.”.
1.7. Nuovamente interpellato il dr. med. _, che si è espresso sul rapporto del 28 novembre 2017 del dr. med. _ e che ha confermato il suo rapporto finale SMR del 5 maggio 2017 (doc. XIII/1), il 14 dicembre 2017 (doc. XIII) l’Ufficio assicurazione invalidità ha ribadito la correttezza della decisione impugnata, rilevando che il peggioramento attestato si situa in epoca successiva all’emanazione della decisione contestata e perciò è ininfluente ai fini della presente vertenza, ma che potrà essere esaminato nell’ambito di un’ulteriore revisione del caso, ciò che porta la richiesta di audizione testimoniale dello psichiatra curante ad essere ora superflua.
L’insorgente non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. XIV).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se è a giusta ragione che l’Ufficio assicurazione invalidità ha rifiutato di concedere al ricorrente una rendita intera di invalidità e dei provvedimenti professionali, poiché dagli ulteriori accertamenti medici esperiti è risultato che lo stato di salute dell’assicurato sarebbe rimasto invariato rispetto alle valutazioni mediche effettuate nell’ambito della terza revisione d’ufficio. L’incapacità lavorativa è quindi stata confermata essere del 100% nell’attività abituale di muratore, mentre in attività adeguate alle sue condizioni di salute l’assicurato è stato ritenuto inabile al 100% dall’8 ottobre 2014, al 50% dal 1° gennaio 2015 e al 30% dal 20 gennaio 2015, giorno in cui la dr.ssa med. _ ha effettuato la perizia psichiatrica per conto dell’Ufficio AI, i cui risultati sono stati confermati dal perito dr. med. _, anch’egli psichiatra, nella perizia del 21 aprile 2017; per marzo e aprile 2015 l’assicurato era nuovamente inabile al 50%, poi al 30% fino al ricovero del 18 aprile 2016 e dalla dimissione del 4 maggio 2016 di nuovo al 30%. Pertanto, anche in tale evenienza farebbe stato il calcolo effettuato in precedenza con il metodo ordinario, da cui risultava un grado AI del 47% e quindi il diritto a un quarto di rendita.
2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).
In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall'allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).
2.3. Secondo l’art. 87 cpv. 2 OAI, se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d'invalidità o di grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni.
Qualora la rendita, l'assegno per grandi invalidi o il contributo per l'assistenza siano stati negati perché il grado d'invalidità era insufficiente, perché non è stata riconosciuta una grande invalidità o perché il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere diritto al contributo per l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se sono soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).