Decision ID: 6dbcc60b-78d1-549a-b433-4c242af40d3c
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
L’interessato, cittadino georgiano, di etnia omonima, ha depositato una do-
manda d’asilo in Svizzera il (...) luglio 2019 (cfr. atto della Segreteria di
Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [...]-2/2).
B.
Il precitato è stato sentito dalla SEM in merito ai suoi dati personali ed al
viaggio intrapreso dalla Georgia il (...) luglio 2019 (cfr. atto SEM n. [...]-
13/6; di seguito: verbale 1) rispettivamente nell’ambito di un’audizione
secondo l’art. 26 cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) il
(...) novembre 2019 , ove è stato interrogato anche riguardo ai suoi motivi
d’asilo (cfr. atto SEM n. [...]-37/13; di seguito: verbale 2).
Nel corso delle predette audizioni egli ha dichiarato, in sostanza e per
quanto qui di rilievo, di essere originario e di aver sempre vissuto presso il
domicilio familiare nel villaggio di B._, C._. L’abitazione, ove
da ultimo egli avrebbe vissuto da solo, dopo il decesso del padre e della
madre, sarebbe diventata di proprietà del fratello e della sorella, e non sa-
rebbe ipotecata. Egli, negli ultimi sei anni trascorsi in Georgia, non avrebbe
più lavorato, in quanto dapprima si sarebbe ammalata la madre, e da circa
quattro o cinque anni lui stesso, e sarebbero stati i fratelli che lo avrebbero
mantenuto finanziariamente in questi anni e lo avrebbero supportato per le
cure a lui necessarie. Avrebbe preso la decisione di espatriare in Europa
in quanto in Georgia, malgrado i ricoveri in ospedale, gli accertamenti ef-
fettuati e la prova di diversi trattamenti ed antibiotici per cercare di curarlo,
i medici non sarebbero riusciti a porre una diagnosi circa il suo stato vale-
tudinario. Poiché tuttavia, malgrado i tentativi terapeutici ricevuti, il suo
stato di salute sarebbe vieppiù peggiorato, avendo in particolare dei dolori
insopportabili a livello muscolare ed osseo, continue cefalee, e stati inter-
mittenti di febbre alta, egli sarebbe partito dal suo Paese d’origine, legal-
mente e munito del suo passaporto il (...), transitando dapprima dalla
D._ ed entrando in Svizzera il (...) luglio 2019. Su suolo elvetico, gli
avrebbero diagnosticato la malattia di Still, ma tutt’ora egli avrebbe dei do-
lori. Per quanto concerne invece le problematiche ai denti per le quali
avrebbe ricevuto delle cure in Svizzera, le stesse si sarebbero risolte. Inol-
tre, già nel 2005 in Georgia, gli sarebbe stata diagnosticata un’epatite B
cronica, che avrebbe trattato (cfr. verbale 1, p.to 1.07 segg., pag. 3 segg.;
verbale 2, D8 segg., pag. 2 segg.).
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A supporto della sua domanda d’asilo, egli ha presentato il suo passaporto
georgiano originale, valido sino al (...) (cfr. atto SEM n. [...]-1/3 e verbale
1, p.to 4.01 seg., pag. 4), nonché un documento medico georgiano della
(...) del (...) (cfr. atto SEM n. [...]-34/4 e verbale 2, D3 seg., pag. 2).
C.
Con scritto del 29 novembre 2019, l’allora rappresentante legale dell’inte-
ressato ha trasmesso all’autorità inferiore diversa documentazione medica
inerente lo stato di salute del medesimo (cfr. atto SEM n. [...]-45/18), ag-
giornando lo stesso rispetto a quanto già pervenuto e messo agli atti pre-
cedentemente (segnatamente riguardo ai vari ricoveri del richiedente e test
epatici e del sangue, cfr. atti SEM n. [...]-17/1, n. [...]-18/1, dal n. [...]-20/1
al n. [...]-23/7, n. [...]-26/1, n. [...]-27/1, n. [...]-28/3, n. [...]-29/1, dal n. [...]-
31/1 al n. [...]-34/4, n. [...]-42/1, n. [...]-43/1; nonché per le cure dentali rice-
vute, cfr. atto SEM n. [...]-33/26, F2 del [...] e del [...]).
Dalla documentazione medica, si desume in particolare come a seguito del
secondo ricovero effettuato dal (...) al (...), sia stata posta la diagnosi prin-
cipale ed attiva di malattia di Still dell’adulto, ed impostata una terapia im-
munosoppressiva (terapia steroidea con Prednisone e Plaquenil – in se-
guito quest’ultimo farmaco è stato interrotto per inefficacia a favore del Me-
thotrexate –, e se la febbre si ripresentasse raramente, Voltaren al biso-
gno). Tale malattia sarebbe in comorbidità con una pregressa polmonite
basale a sinistra (diagnosticata nel 2019 e nel frattempo risolta) ed una
pregressa epatite B con viremia negativa ([...]). Nella lettera d’uscita del
(...) dell’(...) inerente l’ultimo ricovero d’urgenza effettuato dal richiedente
asilo dal (...) al (...), si rimarca in particolare come, in ragione della seconda
recidiva in breve tempo (l’ultima sarebbe intervenuta nel [...] del [...]), è
stato incrementato il dosaggio del Methotrexate, riservandosi un ulteriore
aumento in caso di ulteriori recidive. Tuttavia, i medici hanno osservato
come, se tali interventi dovessero risultare insufficienti, sarà necessario va-
lutare un implemento di terapia con un agente biologico. Per il procedere,
suggeriscono inoltre una rivalutazione presso il medico curante, con con-
trollo settimanale della funzione epatica ed emogramma, un eventuale au-
mento della posologia settimanale di Methotrexate, a seconda dello stato
clinico, ed un progressivo scalo della terapia cortisonica orale, a stabilizza-
zione del quadro clinico. In caso invece di ricomparsa di artro-mialgie e di
presa a carico extra-ospedaliera, suggeriscono una preliminare terapia
orale con AINS (Voltaren retard) e la rivalutazione della terapia con IPP
(inibitori di pompa protonica).
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Nello scritto del 29 novembre 2019, il mandatario ha inoltre segnalato che
l’interessato sarebbe in cura psichiatrica e accuserebbe tutt’ora dei disturbi
del sonno, per i quali il medico gli avrebbe prescritto Stilnox CR 12,5 mg e
Pregabalin mepha caps 50 mg.
D.
Con ulteriori atti medici rispettivamente datati (...) (cfr. atto SEM n. [...]-
47/3) e 4 dicembre 2019 (cfr. atto SEM n. [...]-48/12), si è nuovamente ag-
giornato lo stato di salute dell’interessato.
In particolare in quest’ultimo rapporto medico si è segnalato come la ma-
lattia di Still dell’adulto di cui è affetto l’interessato, sia cronica, e necessi-
terebbe pertanto di regolari controlli clinici e bio-umorali, per ottenere il mi-
glior controllo possibile della patologia riducendo al minimo il grado d’inva-
lidità correlata (tuttavia in assenza di limitazioni funzionali nelle attività di
vita quotidiana), nonché cercando di prevenire e trattare tempestivamente
eventuali tossicità farmacologiche dovute alla terapia stessa in corso. Il
medico specialista curante ha inoltre osservato come il trattamento neces-
sario ed adeguato dipenda dal decorso della malattia, e che degli adatta-
menti sia posologici che terapeutici possano entrare in linea di conto
(un’eventuale terapia immunosoppressiva con inibitore dell’IL-6). Oltreché
del trattamento medicamentoso, l’interessato necessiterebbe di controlli
della sindrome infiammatoria, degli enzimi epatici, dell’emogramma ed un
controllo clinico (muscolo-scheletrico). La prognosi dipenderebbe inoltre
dalla risposta terapeutica ed in assenza di un trattamento adeguato, ovvero
con uno stato infiammatorio non controllato, si potrebbero osservare danni
articolari di tipo erosivo grave non reversibili, danni a livello cardiaco come
peri-miocarditi, e/o a livello polmonare come pleuriti o versamenti pleurici.
Questi ultimi sintomi potrebbero anche essere fatali. Tuttavia, se le cure ed
i controlli nel suo Paese d’origine fossero garantiti nel tempo, da un punto
di vista medico nulla si opporrebbe ad una sua presa in carico in loco (cfr.
atti SEM n. [...]-48/12 e n. [...]-59/14).
E.
Per il tramite dello scritto del 10 dicembre 2019, l’autorità inferiore ha co-
municato al richiedente che la sua domanda d’asilo sarebbe stata trattata
per il proseguo nella procedura ampliata ex art. 26d LAsi e che l’interessato
sarebbe pertanto stato attribuito al Cantone Ticino ai sensi dell’art. 27 LAsi
(cfr. atto SEM n. [...]-55/3; cfr. anche atto SEM n. [...]-60/1). Ne è derivato
una cessazione del mandato di rappresentanza legale presso il precedente
mandatario da parte dell’interessato e la trasmissione delle informazioni
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relative alla pratica al suo nuovo rappresentante legale (cfr. atti SEM n. [...]-
57/1 e n. [...]-58/1).
F.
A seguito del quadro clinico comunicato, la SEM ha richiesto un consulto
medico interno, relativo in particolare alle possibilità di cure e di controlli
per il trattamento della malattia di Still in Georgia, nonché la reperibilità dei
medicamenti necessitanti all’interessato sempre in tale Stato. Lo stesso è
stato prodotto il (...) (cfr. atto SEM n. [...]-62/3).
G.
In data (...) marzo 2020 si è svolta con l’interessato un’audizione comple-
mentare ai sensi dell’art. 29 LAsi (cfr. atto SEM n. [...]-69/6;
di seguito: verbale 3).
Nel corso della stessa, il richiedente ha in particolare riferito che la sua
situazione valetudinaria sarebbe decisamente migliorata rispetto alla pre-
cedente audizione, in quanto non sopraggiungerebbero più i dolori insop-
portabili di cui soffriva in passato, e per i dolori residui che avrebbe, sta-
rebbe assumendo una terapia che funzionerebbe (cfr. verbale 3, D6 segg.,
pag. 2). Il ricorrente è stato inoltre reso edotto circa le rilevanze del rap-
porto medico interno del (...), consegnato alla rappresentante legale in tale
contesto (cfr. atto SEM n. [...]-68/1), ovvero che la sindrome di Still, per
quanto non curabile, sarebbe trattabile e che in Georgia esisterebbero le
possibilità per svolgere le terapie necessarie. Dal canto suo l’interessato
ha asserito che, a fronte delle informazioni che avrebbe da conoscenti e
dalla sua pregressa esperienza, è sicuro che in Georgia la sua malattia non
riuscirebbero a curarla, ciò che non sarebbe invece il caso per l’epatite B
di cui egli risulterebbe ancora affetto. Inoltre, al suo ritorno, egli dovrebbe
far fronte a dei problemi economici, poiché dovrebbe sostenere le cure me-
diche di cui necessita, ma non potrebbe esercitare alcuna attività lavorativa
a causa del suo stato di salute (cfr. verbale 3, D12 segg., pag. 2 segg.). Ha
inoltre confermato di non aver riscontrato alcun problema con le autorità
georgiane né con terze persone (cfr. verbale 3, D14, pag. 3).
H.
Con scritto del 13 marzo 2020, l’autorità inferiore ha invitato la rappresen-
tante legale dell’interessato, a presentare un rapporto medico aggiornato
circa lo stato di salute del suo mandante entro il 27 marzo 2020, termine
poi prorogato – su richiesta – sino al 20 aprile 2020 (cfr. atti SEM dal n. [...]-
70/5 al n. [...]-73/1). La medesima ha dato seguito alla richiesta della SEM
con scritto del 31 marzo 2020 (cfr. atto SEM n. [...]-74/13).
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Nel rapporto medico presentato e datato 30 marzo 2020, si evidenzia in
particolare come l’interessato abbia una malattia attiva di Still dell’adulto,
che sarebbe una rara patologia reumatica, con trattamento attuale a base
di Methotrexate e di corticosteroide. L’evoluzione presente sarebbe stabile.
Egli necessiterebbe, oltreché dell’assunzione della terapia in corso – che a
seconda dello stato della malattia potrebbe variare, in certi casi sarebbe
necessario l’uso di ciclosporina A e a volte di immunoglobine per endovena
o di inibitori del TFN alfa come Etancercept o Infliximab – pure di fisiotera-
pia e di controlli regolari reumatologici, oltreché di laboratorio ogni due-tre
settimane per verificare i valori del fegato. La prognosi, senza trattamento,
sarebbe pessima, mentre che con lo stesso sarebbe stabile, con possibilità
però di peggioramento. In tale evenienza, sarebbe pertanto necessario in-
trodurre una nuova terapia. Nel medesimo rapporto medico, si è inoltre se-
gnalata l’insorgenza di calcoli renali, per i quali è stata prescritta una
terapia antalgica a base di Dafalgan e Voltaren (in riserva), nonché il fil-
traggio delle urine (cfr. la lettera di dimissione dell’[...] del [...], atto SEM
n. [...]-74/13).
I.
Con decisione del 9 aprile 2020, notificata il 10 aprile 2020 (cfr. atto SEM
n. [...]-77/1), la SEM, facendo applicazione dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, non è
entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente, in quanto la stessa
non adempirebbe le condizioni poste dall’art. 18 LAsi, ed ha pronunciato il
suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione del medesimo provvedi-
mento, in quanto ammissibile, ragionevolmente esigibile e
possibile.
J.
Il 20 aprile 2020 (cfr. risultanze processuali) l’interessato è insorto con ri-
corso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro
la precitata decisione, chiedendo la concessione dell’ammissione provvi-
soria, per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Contestual-
mente ha presentato, secondo il senso, istanza di concessione dell’assi-
stenza giudiziaria, quale dispensa dal versamento delle spese processuali
e del relativo anticipo.
K.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi seguenti qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Diritto:
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1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF.
La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costitui-
sce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA.
Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-
gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48
cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto, è legittimato ad aggravarsi contro di essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al
contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-
deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-
nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-
siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni
delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
3.
Il Tribunale tiene conto della situazione nel paese d’origine dell’insorgente
e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo
quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo
il deposito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6,
DTAF 2008/4 consid. 5.4).
4.
Il ricorso del 20 aprile 2020 verte unicamente sulla questione relativa
all’esecuzione dell’allontanamento. Ne discende che la querelata decisione
è cresciuta in giudicato in merito alla non entrata nel merito della domanda
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d’asilo dell’insorgente e per quanto concerne la pronuncia dell’allontana-
mento. Di conseguenza, il Tribunale limiterà il proprio esame ai punti 3 e 4
del dispositivo della decisione impugnata.
5.
Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti.
6.
6.1 Per quanto attiene l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-
grazione (LStrI, nuova denominazione e testo legislativo in vigore dal
1° gennaio 2019; RS 142.20) prevede che la stessa sia ammissibile
(cpv. 3), ragionevolmente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di
non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-
sione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI).
6.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli
ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento
della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il
ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza
di un ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24
consid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione
dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr.
DTAF 2009/51 consid. 5.4).
7.
7.1 Nella propria decisione, la SEM ha anzitutto rilevato che l’esecuzione
dell’allontanamento dell’insorgente sarebbe ammissibile, in quanto in spe-
cie l’art. 5 cpv. 1 LAsi e l’art. 3 CEDU (RS 0.101) non si applicherebbero.
Proseguendo, l’autorità inferiore ha osservato che né la situazione vigente
nel Paese d’origine, come neppure degli ostacoli personali si opporrebbero
all’esecuzione del provvedimento. Per quanto attiene in particolare il suo
stato di salute, quandanche egli sia affetto da una rara malattia reumatica
non curabile, la stessa sarebbe tuttavia trattabile anche in Georgia. Invero,
secondo la presa di posizione medica interna del (...), il trattamento della
malattia di Still dell’adulto potrebbe essere effettuato al (...) di E._,
ove si potrebbero pure effettuare le analisi di cui egli necessita sia per tale
patologia, che per la cura dell’epatite B. Inoltre, i medicinali che egli as-
sume sarebbero reperibili nelle farmacie del suo Paese d’origine, anche se
con un’altra denominazione. Al momento che la diagnosi ora è conosciuta,
e visto che le terapie per tale malattia esisterebbero anche in Georgia,
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quanto allegato dall’interessato nel corso delle audizioni di non poter rien-
trare nello stesso Stato per l’impossibilità di ottenere i trattamenti neces-
sari, non sussisterebbe. Anche il fatto che in futuro egli potrebbe necessi-
tare di un’altra terapia con medicamenti differenti, non rappresenterebbe
un ostacolo all’esigibilità dell’esecuzione del suo allontanamento. Questo
in quanto, a mente della SEM, essendo disponibile in Georgia una struttura
medica adatta per la presa in carico della malattia dell’insorgente, sarebbe
compito dei medici in patria di valutare quale terapia applicare al momento
opportuno. Per il resto, anche la problematica di calcoli renali, potrebbe
essere curata in Georgia, e per quanto attiene invece i suoi denti, egli non
necessiterebbe di ulteriori provvedimenti. L’autorità di prime cure ritiene
inoltre, anche riferendosi alla giurisprudenza del Tribunale, che nel pre-
detto Paese vi sarebbe un sistema sanitario e di copertura assicurativo
delle prestazioni da parte dello Stato soddisfacenti. Anche l’insorgente do-
vrebbe poter beneficiare di tale aiuto, in quanto egli ha dichiarato di non
esercitare alcuna attività lavorativa, né di beneficiare di alcuna altra risorsa
finanziaria. A seguito di tali sviluppi, la SEM ha concluso che l’allegazione
del ricorrente riguardo al fatto che lui non avrebbe potuto beneficiare della
copertura statale delle cure, dovendo invece sollecitare i famigliari per far
fronte alle spese di malattia, non risulterebbe pertanto credibile e sarebbe
stata espressa a fini opportunistici. Infine, anche dal profilo personale, egli
disporrebbe sia di un’esperienza professionale, che di una rete familiare
soddisfacente, che potrebbe sostenerlo in caso di bisogno, come già fatto
in passato. Tra l’altro i familiari potrebbero ospitarlo presso di loro, qualora
egli dovesse recarsi a E._. Inoltre, egli potrebbe anche prevalersi
del valore della casa non ipotecata proprietà del fratello e della sorella, per
richiedere l’aiuto finanziario di cui necessita. Pertanto, l’esecuzione del suo
allontanamento sarebbe quindi pure ragionevolmente esigibile, oltreché
possibile.
7.2 Nel suo gravame, l’insorgente avversa le considerazioni contenute
nella decisione dell’autorità resistente. Egli denota dapprima che, anche se
i medici in Svizzera sarebbero riusciti a migliorare almeno parzialmente il
suo stato di salute, egli necessiterebbe tuttavia ancora di un seguito dal
punto di vista clinico. Invero, gli stessi non sarebbero stati ancora in grado
di stabilire la terapia corretta, in particolare riguardo alla combinazione ed
al dosaggio dei medicamenti. In tal senso, circa una settimana prima, gli
sarebbero stati diminuiti alcuni farmaci, scatenando però una reazione ne-
gativa. A causa di ciò, starebbero ora provando una nuova terapia, di cui
egli riferisce farebbe pervenire i relativi certificati medici non appena pos-
sibile. Altresì sottolinea come il sistema sanitario georgiano, malgrado i
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grandi progressi intrapresi, sarebbe lontano dalla perfezione. Inoltre, l’as-
sicurazione medica statale, non coprirebbe completamente tutte le cure, e
specialmente rimborserebbe soltanto un numero limitato di farmaci. Sulla
scorta di tali elementi, il ricorrente conclude che, allo stato attuale, il suo
rinvio in Georgia sarebbe ampiamente controindicato.
8.
8.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non è
ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto
internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si
esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni
di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu-
zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti
dell’uomo (CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire
dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di vio-
lenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere
una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o ren-
dere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli
correrà un reale rischio («real risk») di essere sottoposto, nel Paese verso
il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr.
DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).
8.2 Nel caso in esame, visto che l’insorgente non è riuscito a dimostrare
l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposto a tali pre-
giudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, in quanto le sue dichiarazioni a supporto
della sua domanda d’asilo non adempiono le condizioni poste
dall’art. 18 LAsi, egli non può prevalersi del principio del divieto di
respingimento ex art. 5 LAsi, in quanto è una disposizione che protegge
unicamente le persone alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato.
Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente, non viola il
principio del divieto di respingimento come definito nella disposizione
precitata.
8.3 Neppure il suo stato di salute rende illecita l’esecuzione del suo allon-
tanamento verso la Georgia.
8.3.1 Secondo quanto già esposto anche sopra alle lett. C, D e H – il ricor-
rente è affetto principalmente dalla sindrome di Still, una rara malattia reu-
matica cronica, che non può essere curata in modo risolutivo, ma soltanto
trattata. Dall’ultimo certificato medico disponibile e recente, risulta che egli
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
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necessita per un adeguato trattamento, di fisioterapia e di regolari controlli
reumatologici oltreché a cadenza di 2-3 settimane di controlli di laboratorio
per il controllo dei valori epatici. L’insorgente assume inoltre una terapia a
base di Methotrexate e corticosteroide, con i seguenti ulteriori farmaci:
Prednisone, Pantozol, Calcimagon D3, Metoject, Acido folico e Voltaren
rapid in riserva. Se tale trattamento, che potrebbe variare a dipendenza
della risposta terapica e della clinica, è assicurato, la prognosi sarebbe sta-
bile, con però una possibilità di peggioramento, nel qual caso si dovrebbe
introdurre una nuova terapia (Ciclosporina A e a volte immunoglobuline per
endovena o inibitori del TFN alfa come Etacerept o Infliximab). Il suo stato
di salute, con le terapie e cure intraprese in Svizzera si sarebbe stabilizzato
e sarebbe nettamente migliorato come da lui stesso dichiarato nell’audi-
zione del (...) marzo 2020 (cfr. verbale 3, D6, pag. 2). Secondariamente,
egli sarebbe affetto da epatite B, che però non risulterebbe più infettiva e
per la quale non assumerebbe alcun trattamento, nonché da una nefroli-
tiasi destra con attuale probabile passaggio di calcolo, per la quale gli sono
stati prescritti Dafalgan e Voltaren in riserva e filtraggio delle urine. Le pro-
blematiche dentali come pure la sospetta polmonite basale a sinistra, con
le cure ricevute, paiono invece essersi totalmente risolte. Stessa conclu-
sione parrebbe essere applicabile alla cura psichiatrica ed ai disturbi del
sonno, che erano stati segnalati dalla rappresentante legale del ricorrente
nello scritto del 29 novembre 2019 (cfr. atto SEM n. [...]-45/18), ma che non
si ritrovano in alcun atto medico all’incarto, e neppure sono più stati rilevati
dall’interessato.
8.3.2 Risulta poi dal consulting medico del (...) richiesto dalla SEM, che le
cure ed i trattamenti di cui necessita il ricorrente attualmente per la sin-
drome di Still sarebbero disponibili al (...), (...), a E._ (cfr. atto SEM
n. [...]-62/3). Tale ospedale pare effettivamente disporre delle terapie di cui
ha bisogno l’interessato, vantando tra l’altro tra le proposte: di un (...) (cfr.
< [...] >, consultato il 23 aprile 2020). Inoltre per le malattie del fegato, vi
sarebbero in Georgia le possibilità sia per eseguire i relativi trattamenti che
per effettuare i necessari controlli (Fibroscan, sierologia per l’epatite B) (cfr.
atto SEM n. [...]-62/3).
8.3.3 Alla luce delle evenienze succitate – e di quanto verrà motivato anche
sotto il profilo dell’esigibilità (cfr. infra consid. 9) – la Georgia dispone di un
servizio e di strutture mediche adeguate anche per lo stato di salute del
ricorrente, che con la diagnosi principale ora posta, saranno in grado di
proseguire le cure necessarie al medesimo, senza che ciò comporti il ri-
schio di un declino grave, rapido ed irreversibile del suo stato di salute, che
lo esponga a delle sofferenze intense o ad una riduzione significativa della
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sua speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio
del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7
consid. 6.2). Inoltre, la situazione valetudinaria del ricorrente, non si trova
ad uno stadio a tal punto avanzato e terminale da lasciar presupporre che,
a seguito del suo trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva
prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del
27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Invero, seppure egli
sia affetto da una malattia incurabile, essa risulta tuttavia trattabile, e con
le cure in corso – eventualmente con ulteriori adattamenti di terapia nel
futuro – la stessa risulta essersi stabilizzata.
8.3.4 Visto quanto sopra, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente
verso la Georgia, risulta pertanto ammissibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 3
LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi.
9.
9.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI l’esecuzione non può essere ragionevol-
mente esigibile qualora, nello Stato di origine o di provenienza, lo straniero
venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali
guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
9.2 La disposizione citata si applica principalmente ai «réfugiés de la
violence», ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che
fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata.
Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento
comporterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non
potrebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che
sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente
e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame,
a una degradazione grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino
alla morte. Tuttavia, le difficoltà socio-economiche che costituiscono
l’ordinaria quotidianità di una regione, in particolare la penuria di cure, di
alloggi, di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a
concretizzare una tale esposizione al pericolo. L’autorità alla quale
incombe la decisione deve dunque, in ogni singolo caso, confrontare se gli
aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero
in questione nel suo Paese siano tali da esporlo ad un pericolo concreto
(cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6-7.7 e relativi riferimenti).
9.3 Si tratta dunque di esaminare dappresso, con riferimento ai criteri
suesposti, se l’insorgente conclude a giusta ragione o meno al carattere
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inesigibile dell’esecuzione dell’allontanamento, tenuto conto della
situazione generale vigente attualmente in Georgia, da un lato, e della sua
situazione personale, dall’altro.
9.3.1 In Georgia – ad eccezione delle regioni secessioniste dell’Abkhazia
e dell’Ossezia del sud, dalle quali il ricorrente non proviene – non vige at-
tualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata
che coinvolga l’insieme della popolazione nella totalità del territorio nazio-
nale che permetta di presumere, a priori e indipendentemente dalle circo-
stanze della fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – l’esi-
stenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI
(cfr. in merito fra le tante anche: sentenze del Tribunale E-7415/2018 e
E-7465/2018 del 12 dicembre 2019, E-6265/2019 del 5 dicembre 2019
consid. 7.5).
9.3.2 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera,
l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel
caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non
ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime
d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e
d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana.
L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che
comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto ge-
nerale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero
della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-
daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione
dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr.
DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure ne-
cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente,
all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera,
l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-
gibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in
ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di sa-
lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-
durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad
un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità
fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati).
9.3.2.1 A tal proposito, in primo luogo occorre rilevare come negli ultimi
anni, il sistema di salute in Georgia, ha conosciuto un’importante ristruttu-
razione e dei grandi progressi sono stati realizzati, nel senso che il tratta-
mento della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche sarebbe
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ora possibile, anche se non corrisponde agli standard medici svizzeri. Il
Tribunale ha inoltre già avuto la possibilità di rilevare in merito che il risa-
namento dei centri ospedalieri e delle strutture mediche già presenti, così
come la costruzione di nuovi ospedali, grazie all’impiego d’importanti mezzi
finanziari, aveva comportato un miglioramento considerevole della rete sa-
nitaria, avendo la maggior parte degli abitanti del Paese la possibilità di
consultare un medico in buone condizioni. La maggioranza dei medica-
menti correnti sono dipoi disponibili, segnatamente nelle reti farmaceuti-
che. In particolare, a partire dalla messa in funzione del nuovo sistema
finanziario statale dell’assicurazione-malattia universale, cosiddetto “Uni-
versal Health Care Program” (UHCP), nel febbraio del 2013, la copertura
dell’assicurazione-malattia gratuita è assicurata a tutte le persone che in
precedenza ne erano sprovviste, e copre un insieme di cure primarie e
secondarie, come pure l’acquisto di un certo numero di medicamenti. Per i
cittadini georgiani, la sottoscrizione di tale assicurazione malattia univer-
sale è automatica, dal momento in cui essi si rendono in consultazione in
un ospedale. La copertura assicurativa va dal 70 al 100% secondo il trat-
tamento in questione (cfr. sentenza del Tribunale D-3105/2019
dell’8 aprile 2020 consid. 7.2 con riferimenti ivi citati). La riforma dell’UHCP
nel 2017 ha introdotto un meccanismo di sostegno finanziario limitato per
l’acquisto di ulteriori medicamenti, che sono altrimenti a carico quasi inte-
ramente degli interessati, per le persone socialmente vulnerabili o indigenti.
Le stesse possono invero farsi rimborsare, in principio, il 90% dei costi del
medicamento, se questo costa almeno 1 GEL, per le patologie seguenti:
problemi cardio-vascolari o cardiaci cronici, malattia cronica dei polmoni,
diabete (tipo 2) e problematiche della tiroide (cfr. Organisation suisse d’aide
aux réfugiés [OSAR], Géorgie: accès à des soins médicaux, 28 ago-
sto 2018, pag. 3 segg.; SEM, Focus Georgien, Reform im Gesund-
heitswesen: Staatliche Gesundheitsprogramme und Krankenversicherung,
21 marzo 2018). Inoltre, per malattie specifiche, lo Stato procura i medica-
menti e li copre totalmente. Tra questi vi sono i medicamenti contro il dolore
per persone con malattie incurabili (cfr. Segreteria di Stato della migra-
zione, Focus Georgien, Reform im Geundheitswesen: staatliche Gesund-
heitsprogramme und Krankenversicherung del 21 marzo 2018, p.to 6.2,
pag.19 seg. che rinvia al Social Service Agency, Tbilisi, Stateprogram –
Provision with specific medicines (non datato), < http://ssa.gov.ge/in-
dex.php?lang_id=ENG&sec_id=807 >, consultato il 23 aprile 2020).
A partire dal mese di maggio del 2017, l’UHCP prende in considerazione il
reddito di ciascun cittadino per determinare la somma della presa in carico
finanziaria dei costi medici. Le persone che dispongono di un reddito ele-
vato sono escluse dall’assicurazione universale, mentre che quelle con un
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reddito medio, vi hanno un accesso limitato. Per quanto concerne i gruppi
di persone vulnerabili, i bambini ed i pensionati, beneficiano invece di tutte
le prestazioni dell’UHCP (cfr. OSAR, ibidem, pag. 3 segg.; sentenze del
Tribunale E-5446/2019 del 7 aprile 2020 consid. 4.3.2 con ulteriori riferi-
menti ivi citati, D-339/2020 e D-360/2020 del 27 gennaio 2020
consid. 10.3.3 con relative referenze citate). Secondo l’ultimo rapporto an-
nuale dell’US Social Security Administration (SSA), le persone che soffrono
di disabilità in Georgia e che appartengono al gruppo I (disabilità severa) o
al gruppo II (disabilità da moderata a significativa), sono idonee
per ottenere una rendita d’invalidità (cfr. US Social Security
Administration [SSA], Social Security Programs Throughout the World:
Asia and the Pacific, 2018 – Georgia –, marzo 2019, pag. 91-92 <
https://www.ecoi.net/en/file/local/2005493/georgia.pdf >, consultato il
23 aprile 2020; cfr. anche sentenza del Tribunale E-5446/2019 del
7 aprile 2020 consid. 4.3.2 con ulteriore riferimento ivi citato).
9.3.2.2 Visto quanto precede (cfr. anche supra consid. 8.3.2), esistono
quindi a priori, in Georgia, i trattamenti medici indispensabili per il seguito
adeguato delle affezioni di cui soffre il ricorrente – segnatamente per pre-
venire ed evitare gli eventuali danni irreversibili allo stato di salute del ricor-
rente già descritti sopra alla lett. D – così come un programma d’aiuto so-
ciale per il loro finanziamento, cosicché una vita dignitosa, può ivi essere
assicurata. Inoltre, vista la situazione economica allegata dall’insorgente,
egli sarà automaticamente iscritto all’assicurazione malattia universale, ciò
che gli assicurerà, in buona parte, la presa in carico dei trattamenti succi-
tati. Vi è in tal senso da osservare che le risorse in Georgia, pur risultando
più limitate rispetto a quanto presente in Svizzera e che in tale Paese il
sistema sanitario non offra la stessa qualità come su suolo elvetico, tutta-
via, tali circostanze non comportano, prese a sé stanti, l’inesigibilità
dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. in tal senso anche la sentenza del
Tribunale E-1231/2019 del 22 marzo 2019 consid. 6.4.3). Inoltre, per
quanto attiene alcuni medicamenti, essendo che la sua patologia è una
malattia rara incurabile e cronica, avrebbe probabilmente diritto alla coper-
tura integrale di alcuni medicamenti che gli necessitano, oltreché eventual-
mente all’accesso ad una rendita d’invalidità. Anche le strutture mediche
sia per effettuare le sedute di fisioterapia, che per quanto concerne l’even-
tuale necessità di cure derivanti dagli eventuali calcoli renali ed affezioni
psichiatriche, le stesse risultano essere disponibili in patria. Segnatamente
per queste ultime, a partire dal 1995, sono coperte dallo “State Programm
for Mental Health”, e di regola risultano essere gratuite (cfr. OSAR, ibidem,
pag. 10 segg.).
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Pertanto, pur considerando con la dovuta attenzione lo stato di salute del
ricorrente e non volendo in alcun caso in tale sede sminuirne la gravità,
dalla documentazione medica agli atti non si evince la necessità per il me-
desimo di dover rimanere in Svizzera, poiché altrimenti il suo stato di salute
si degraderebbe a tal punto da metterne in pericolo concretamente la sua
vita o il suo stato di salute ai sensi della giurisprudenza succitata
(cfr. consid. 9.3.2). In tale contesto si rileva inoltre come le cure mediche
specifiche (o specializzate), non rientrano nella nozione di cure essenziali
sviluppata dalla giurisprudenza circa gli ostacoli d’ordine medico all’esecu-
zione dell’allontanamento (cfr. in tal senso anche la sentenza del Tribunale
E-5077/2019 del 9 ottobre 2019 con riferimento ivi citato). Questa conclu-
sione non muta neppure a fronte delle allegazioni generiche e non soste-
nute da alcun mezzo di prova esposte nel gravame dal ricorrente, che egli
starebbe provando una nuova terapia, a causa di una reazione negativa.
Tuttavia, quandanche tali asserzioni fossero rese verosimili, le considera-
zioni sopra espresse non avrebbero un esito differente, in quanto la
disponibilità dei trattamenti e delle cure per la sua malattia nel suo Paese
d’origine non ne risulterebbero comunque pregiudicate, anche se con
farmaci con un’altra denominazione o cure differenti e disponibili in patria
che i medici riterranno adeguate. Circa invece le censure mosse durante
la procedura di prima istanza (cfr. verbale 2, D57 segg., pag. 7 seg.; ver-
bale 3, D12 seg., pag. 2 seg. e D18 segg., pag. 3 seg.) e nel gravame
dall’insorgente in riferimento al sistema sanitario georgiano ed alla coper-
tura parziale delle cure e dei farmaci da parte dell’assicurazione medica
statale, per la loro inconsistenza e visto già quanto sopra motivato, non
meritano ulteriori sviluppi. Si rileva però in aggiunta come, in caso di ne-
cessità, il ricorrente potrà inoltre sollecitare dalla SEM un aiuto al ritorno
per motivi medici (art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2
sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2,
RS 142.312]), rispettivamente portare con sé una riserva di medicamenti
per il periodo direttamente successivo al suo ritorno in Georgia.
Infine, ed a differenza dei timori espressi dal ricorrente nel corso dell’audi-
zione del (...) marzo 2020 (cfr. verbale 3, D18, pag. 3), risulta che egli di-
sponga di una rete sociale in Georgia – formata in particolare dal fratello e
dalla sorella, con i quali risulta essere in buoni contatti (cfr. verbale 2, D94,
pag. 11; verbale 3, D3 segg. pag. 2) – che potrebbero eventualmente ed in
caso di necessità supportarlo finanziariamente e logisticamente (in partico-
lare se dovesse recarsi a E._ per le cure della sua patologia, vi-
vendo i suoi famigliari in tale (...); cfr. verbale 2, D21, pag. 3; verbale 3, D4,
pag. 2), come anche già fatto nel passato sia per le cure che per il paga-
mento del suo viaggio d’espatrio verso la Svizzera (cfr. verbale 2, D56,
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pag. 7 e D92 seg., pag. 11). Di modo che, anche se il ricorrente non do-
vesse effettivamente poter esercitare un’attività lavorativa, a causa
dell’eventuale evolversi della sua malattia, non risulta che egli si ritrove-
rebbe in uno stato di totale indigenza o di pericolo concreto per la sua sa-
lute in antitesi alla giurisprudenza succitata. Pertanto, neppure la situa-
zione personale dell’interessato, risulta essere d’impedimento all’esecu-
zione del suo allontanamento.
9.3.3 Ne discende che il rientro dell’insorgente nel suo Paese d’origine, è
quindi da considerarsi pure ragionevolmente esigibile.
10.
In ultima analisi, non vi sono neppure degli impedimenti dal profilo della
possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in rela-
zione con l’art. 44 LAsi). Non risulta invero al momento attuale che, a parte
un’eventuale maggiore difficoltà tecnica ed amministrativa di organizza-
zione del viaggio di rimpatrio dovuta alla pandemia attuale, lo stesso sia
impossibile. In tale contesto si rileva come, soltanto una posticipazione mo-
mentanea dell’esecuzione dell’allontanamento, non conduce all’impossibi-
lità della stessa (cfr. nello stesso senso le sentenze del Tribunale
D-1556/2020 del 3 aprile 2020 consid. 10.5 e D-1282/2020 del
25 marzo 2020 consid. 5.5). Tuttavia, l’esecuzione dell’allontanamento
non potrà aver luogo che allorché sarà conforme ai piani di sicurezza sani-
tari decisi dagli Stati interessati (cfr. sentenza del Tribunale E-6856/2017
del 6 aprile 2020 consid. 9). In tal senso, al punto 3 del dispositivo della
decisione impugnata, è già stato previsto dalla SEM la possibilità per il ri-
corrente di richiedere la proroga del termine di partenza dalla Svizzera, di
modo che la situazione straordinaria pandemica attuale – tra l’altro non
sollevata nel gravame dal ricorrente – risulta essere stata presa in consi-
derazione dall’autorità inferiore. Per il resto il ricorrente risulta in possesso
di un passaporto georgiano tutt’ora valido (cfr. atto SEM n. [...]-1/3) ed è in
grado e tenuto ad intraprendere, se del caso, ogni ulteriore passo neces-
sario per il suo rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi nonché DTAF 2008/34 con-
sid. 12).
11.
Ne discende che con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto
federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti
(art. 106 cpv. 1 LAsi) e per quanto censurabile non è inopportuna
(art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto.
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Pagina 18
12.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d’esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali,
è divenuta senza oggetto.
13.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-
benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA
nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008
[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, visto che si può partire dal presupposto
che l’insorgente sia indigente e le conclusioni del ricorso, al momento del
suo deposito, non apparivano d’acchito prive di probabilità di successo, il
Tribunale accoglie la sua domanda di assistenza giudiziaria parziale, nel
senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali (art. 65
cpv. 1 PA).
14.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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