Decision ID: e5f78a75-f366-5dde-a916-e7b22c2bc264
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _del 23/28 febbraio 2001 dell'UE di Lugano _ ha escusso _ per l'incasso di fr. 11’081.-- oltre interessi al 5% dal 21 febbraio 2001, indicando quale titolo di credito: "contributi alimentari per la figlia _ in arretrato (agosto 2000-febbraio 2001)”.
Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, la procedente ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura di Lugano, Sezione 5.
B.
La procedente fonda la propria pretesa sulla sentenza 19 aprile 2000 del Tribunale civile e penale di _, Sezione IX civile (doc. B), cresciuta in giudicato, mediante la quale l’escusso è stato condannato a versare “a titolo di contributo per il mantenimento della figlia minore l’importo onnicomprensivo di Lit. 4'000'000 mensili, per dodici mensilità, da versarsi in via anticipata entro il 5 di ogni mese”.
_ procede per fr. 11'081.-- corrispondenti a Lit. 14'000’000 al tasso di cambio dello 0.07915 alla data di presentazione della domanda di esecuzione (doc. C e D). Tale importo corrisponde alla differenza fra quanto versato dal convenuto nel periodo agosto 2000-febbraio 2001 (Lit. 2'000'000 mensili) e quanto dallo stesso dovuto (Lit. 4'000'000 mensili).
C.
All’udienza di contraddittorio la procedente ha ridotto l’importo per cui richiede il rigetto dell’opposizione a fr. 10'309.-- “ritenuto che nel frattempo è stato versato un ulteriore acconto”.
L’escusso ha asseverato di aver versato, oltre a Lit. 2'000'000 mensili, Lit. 975'000 il 13 novembre 2000 (doc. 3).
D.
Con sentenza 10 maggio 2001 la Pretore di Lugano, dopo aver rilevato che la procedente ha “ridotto la pretesa a fr. 10'309.-- essendo nel frattempo stato versato un ulteriore acconto”, ha accolto l’istanza, rigettando in via definitiva l’opposizione interposta al PE n. _.
E.
Con atto d’appello 14 maggio 2001 _ ha postulato con protesta di spese, tasse e ripetibili, la seguente riforma del giudizio impugnato:
"
1.
L'istanza è parzialmente accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al precetto esecutivo è rigettata in via definitiva limitatamente a fr. 10'309.--, oltre ad interessi di mora al 5% a partire dal 21.2.2001.
2.
La tassa di giustizia in fr. 180.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte convenuta nella misura del ... , con l’obbligo di rifondere a controparte fr. ... a titolo di indennità.
L’appellante ha asseverato che durante l’udienza di discussione del 7 maggio 2001 egli ha richiesto la riduzione della pretesa a fr. 10'309.--, avendo provveduto il 13 novembre 2000, quindi prima dell’emissione del precetto esecutivo, ad un ulteriore versamento in favore della figlia di Lit. 975'000. La controparte ha quindi ridotto la propria pretesa a fr. 10'309.--. La Pretore “pur avendo dato atto della circostanza nel considerando a p. 2 del decreto, non ne ha tenuto conto nel dispositivo, nel quale l’opposizione interposta al precetto esecutivo, riferito alla somma di fr. 11'081.--, è stata respinta in via definitiva, con la conseguenza che l’istante può proseguire l’esecuzione sull’intera somma oggetto del PE e non limitatamente al credito effettivo”.
F.
Il 29 maggio 2001 _ ha osservato quanto segue:
- “le argomentazioni di parte appellante sono probabilmente fondate, ritenuto comunque che il gravame andava semmai proposto alla Pretore nella forma della semplice interpretazione”;
- “il dispositivo n. 2 della prolata sentenza non subisce comunque alcuna modifica, ritenuto che il signor _ è risultato ampiamente soccombente e che le richieste, ridotte, della signora _ sono state integralmente accolte";
- “parte appellata non è in ogni caso contraria a che l’appello venga accolto”;
- “in nessun caso gli oneri processuali di secondo grado potranno esserle accollati, dato che –se errore c’è stato- non le può essere attribuito. Per la stessa ragione si protestano congrue ripetibili in questa sede”.

Considerato
in diritto:
1.
In concreto non vi è tra le parti contestazione sulla qualità di titolo legittimante il rigetto definitivo dell’opposizione della sentenza 19 aprile 2000 del Tribunale civile e penale di Milano, Sezione IX civile e neppure vi è contestazione sull’importo di fr. 10'309.-- oltre accessori per il quale l’opposizione interposta al PE n. _doveva essere respinta.
Entrambe le parti concordano in sostanza che il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata debba essere riformato nel senso proposto da _. Il contenzioso risulta dunque limitato alla ripartizione della tassa di giustizia e delle indennità di prima e di seconda sede.
2.
La procedente, in sede di udienza di contraddittorio, ha ridotto l’importo per il quale ha richiesto il rigetto dell’opposizione dagli originari fr. 11'081.-- oltre accessori a fr. 10'309.-- sempre oltre accessori. La giudice di prime cure, dopo aver correttamente rilevato nelle motivazioni della sentenza che la procedente ha “ridotto la pretesa a fr. 10'309.-- essendo nel frattempo stato versato un ulteriore acconto”, ha accolto l’istanza, rigettando, per un’evidente svista, con il dispositivo n. 1 della sentenza l’opposizione interposta al PE n. _omettendo di limitare il rigetto all’importo ancora in contestazione di fr. 10'309.--. La sentenza dunque va riformata, per quanto riguarda il dispositivo n. 1, nel senso postulato dal ricorrente.
3.
A differenza di quanto vale nell’ambito della procedura di ricorso ex art. 17 LEF, nella quale non si riconosce alcuna indennità alle parti, nelle procedure sommarie in materia di esecuzione -conformemente al principio di diritto processuale civile secondo cui il giudice condanna la parte soccombente a rifondere all'altra le ripetibili, intendendosi con ripetibili le spese indispensabili causate dal processo comprensive di un'adeguata indennità per gli onorari di patrocinio- il giudice può, su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente a pagare un’equa indennità come risarcimento delle spese (art. 62 cpv. 1 e 2 OTLEF;
Cometta
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 13 all'art. 20a LEF;
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 72 all'art. 84 LEF). Sempre a differenza di quanto vale nell’ambito della procedura di ricorso ex art. 17 LEF(art. 20a LEF), la procedura di rigetto dell’opposizione non è gratuita, ma la parte soccombente deve sopportare le spese processuali pagando la relativa tassa di giustizia (art. 48 OTLEF; Staehelin, op. cit., n. 72 all'art. 84 LEF).
Quando nessuna delle parti risulta interamente vincente o soccombente, ossia in principio quando l’istanza di rigetto dell’opposizione non viene integralmente accolta risp. respinta, l’indennità e la tassa di giustizia devono essere ripartite tra procedente ed escusso in base al rispettivo grado di soccombenza.
4.
Nel caso di specie con il PE n. _del 23/28 febbraio 2001 dell'UE di Lugano _ ha escusso _ per l'incasso di fr. 11’081.-- oltre accessori. Con l’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione del 13 marzo 2001 ha poi postulato che l’opposizione di _ venisse rigettata per l’importo di cui al precetto esecutivo. Solo all’udienza di contraddittorio la procedente ha ridotto l’importo per cui richiede il rigetto dell’opposizione a fr. 10'309.-- “ritenuto che nel frattempo è stato versato un ulteriore acconto”.
Come correttamente evidenziato dall’escusso, dal doc. 3, risulta che egli ha versato alla procedente l’importo di Lit. 975'000, importo per il quale è stata chiesta la riduzione di quanto dedotto in esecuzione, il 13 novembre 2000, ossia anteriormente alla domanda di esecuzione e all’istanza di rigetto dell’opposizione. Ne consegue che al momento dell’emissione del precetto e dell’inoltro dell’istanza di rigetto l’importo dovuto dall’escusso alla procedente era di soli fr. 10'309.-- e non di fr. 11'081.--: per risultare integralmente vincente nella procedura dinanzi alla Pretore, la procedente avrebbe dovuto limitare il suo credito nell’istanza di rigetto a siffatto importo. Per questo motivo, procedendo per fr. 11'081.-- _ risulta essere soccombente dinanzi alla prima giudice nella misura di 1/12 (un dodicesimo), la successiva riduzione essendo tardiva dal profilo procedurale. In siffatta proporzione ella deve essere condannata al pagamento della tassa di giustizia. Per quanto riguarda le indennità _ verserà a _ 10/12 di quanto stabilito dalla Pretore, ritenuta la parziale compensazione delle rispettive pretese nella misura di 1/12.
5.
Come evidenziato al considerando n. 1 in sede di appello non vi è tra le parti contestazione sulla qualità di riconoscimento di debito della sentenza doc. B e neppure vi è contestazione sull’importo di fr. 10'309.-- oltre accessori per il quale l’opposizione doveva essere respinta. Il contenzioso d’appello risulta infatti limitato alla ripartizione della tassa di giustizia e delle indennità di prima e di seconda sede.
Viste le peculiarità del caso in esame si prescinde dal prelevare la tassa di giustizia e dall’attribuire ripetibili.
6.
L'appello 14 maggio 2001 _ è accolto ai sensi dei considerandi.