Decision ID: b24c340a-6304-5555-b454-3b2762ab17e2
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _ e _ si sono uniti in matrimonio nel 1991 e si sono separati di fatto nel 1996 dopo avere adito la Pretura di _ con un’istanza di tentativo di conciliazione del 23 settembre 1996 che il Segretario Assessore ha dichiarato decaduto il 22 novembre 1996. Dal verbale d’udienza stessa si desume l’assenza di vita comune dei coniugi. Da evidenziare come il ricorrente viva dal 1 ottobre 1996 in un appartamento in _ (doc. _). Nell'unione la moglie aveva portato con sé il figlio _. I coniugi _ non hanno avuto figli in comune (I).
1.2 _ è assicurata contro le malattie presso la Cassa malati _ (doc. _) dal settembre 1992 per le prestazioni di base.
Con decisione formale 21 novembre 2000, la _ ha invitato il signor _ a versare l’importo di CHF 11'715.-, pari ai premi dell'assicurazione malattia sociale rimasti impagati da _ a partire dal 1 novembre 1996. La Cassa ha addotto di aver accertato che a carico della moglie del ricorrente sono stati emanati diversi attestati di carenza di beni e che, quindi, il marito è chiamato a rispondere per i debiti assicurativi derivanti dall’obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 163 CCS.
Il successivo 27 dicembre 2000 _ si è opposto alla decisione intimatagli dalla Cassa malati, evidenziando di non aver alcun obbligo contributivo nei confronti della moglie _ dalla quale vive separato dal 1996. Nella sua opposizione _ osserva come effettivamente le spese per le cure medico sanitarie e farmaceutiche nonché i premi di assicurazione ad esse relativi fanno parte dei bisogni correnti della famiglia. Di principio quindi i coniugi rispondono solidalmente dei premi del congiunto “unicamente nella misura in cui questi si riferiscono ad una copertura adatta alle loro facoltà economiche ed al loro tenore di vita, sempreché i coniugi facciano comunione, dacché il potere di rappresentare l’unione coniugale esiste solo durante la vita in comune” (opposizione doc. _). In casu la vita in comune è sospesa per accordo tra le parti, ed anche per le conseguenze del tentativo di conciliazione.
1.3 Con decisione su opposizione del 29 gennaio 2001 la Cassa malati ha rigettato l'opposizione interposta da _, adducendo le seguenti motivazioni
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Con decisione del 21 novembre 2000, _ costringe il Signor _ al pagamento dei premi di CHF 11'715.‐ dovuti dal 1 novembre 1996 al 31 ottobre 2000 per sua moglie _, riferendosi all'art. 163 CC che stipula che i coniugi provvedono in comune al debito mantenimento della famiglia, essendo responsabili in solido del pagamento dei debiti comuni della famiglia, e quindi dei contributi assicurativi (in particolare non sia tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei beni).
ii.
L'opposizione del 27 dicembre 2000 chiede l'annullamento della decisione contestata del 21 novembre 2000 senza reclamare le spese processuali (art. 85 cpv. 3 LAMal), argomentando che i coniugi si sono, di fatto, separati il 1 ottobre 1996 senza riconciliarsi finora, per questo motivo il potere di rappresentanza secondo l'art. 166 cpv. 1 CC avrebbe cessato e ne segue che nulla può essere preteso dal marito a titolo di copertura dei premi d'assicurazione scoperti della moglie, difettando l'essenziale requisito della vita comune dei coniugi.
iii.
Conformemente all'art. 166 cpv. 1 e 2 CC, ogni coniuge rappresenta l'unione coniugale per provvedere ai bisogni della famiglia. Ogni coniuge si obbliga personalmente con i propri atti e obbliga solidalmente il coniuge a non oltrepassare i suoi poteri in modo riconoscibile per terzi. Secondo l'art. 159 cpv. 1 e 2 CC, la celebrazione del matrimonio crea l'unione coniugale. Gli sposi assumono reciprocamente la prosperità di comune accordo. Il contratto d'assicurazione della Signora _ presso la _ è stato concluso il 10 agosto 1992 (sulla domanda di adesione del 29 maggio 1992). Al momento della conclusione del contratto, i coniugi vivevano insieme. La Signora _ firmando questo contratto, voleva garantire la copertura per le spese mediche eventuali. Il pagamento dei premi LAMal nonché le spese di cure mediche fanno parte degli obblighi del mantenimento familiare (ai sensi dell'art. 163 CC [ATF 112 H 404 cons. 6) e quindi al provvedimento dei bisogni della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CC. Considerando che la Signora _ ha agito in quanto rappresentante dell'unione coniugale (vedi nota in margine dell'art. 166 CC), _ diventa ‐ alla conclusione del contratto d'assicurazione di sua moglie ‐ secondo l'art. 166 cpv. 3 CC debitore degli obblighi contrattuali, cioè del pagamento dei premi mensili dovuti.
Specialmente, si deve prendere in considerazione che la separazione dei coniugi non ha per effetto la liberazione del coniuge dei suoi obblighi di solidarietà che si fondano su operazioni legali concluse precedentemente in rappresentanza dell'unione coniugale.
Per i lunghi debiti contrattati durante la vita in comune, l'obbligo di solidarietà dei coniugi continua e questo pure nei casi in cui il terzo compie prestazioni dopo la separazione dei coniugi (Hausheer/
Reusser/Geiser, Kommentar zum Eherecht, Bern 1988, N 98 all'art. 166 CC, p. 267). Solo lo scioglimento del matrimonio termina la responsabilità solidale dei coniugi. Ci riferiamo alla giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (ATF 119 V 22 cons. 5 e 6)."
1.4 Con ricorso 5 marzo 2001 l'assicurato, rappresentato da _, ha chiesto al TCA di annullare la decisione impugnata e di porre l'assicurato al beneficio del gratuito patrocinio. In sostanza il ricorrente sostiene che con la cessazione della vita in comune dei due coniugi, comprovata dall’esistenza del contratto di locazione per l’appartamento di via _ e dagli atti dell’esperimento di conciliazione, comporta la cessazione dell’obbligo di versare i premi della Cassa malati per la moglie.
1.5 Con risposta di causa del 1 maggio 2001 la _ ha proposto al TCA di respingere il ricorso rinviando alle precedenti argomentazioni contenute nella decisione su opposizione.

in diritto
2.1. Oggetto della lite è l'obbligo di _ di tacitare, a titolo solidale, i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal, dovuti dalla moglie a partire dal novembre 1996 alla fine di ottobre 2000. Il ricorrente contesta questo obbligo adducendo di vivere separato dalla moglie.
Giusta l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H., inedita).
Il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c).
In caso di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che
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1
Se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei premi".
2.2 In via preliminare occorre porre in evidenza che la questione in esame va risolta alla luce del diritto privato, nella misura in cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119 V 16).
2.3 Per l'art. 163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia,
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1
I coniugi provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito mantenimento della famiglia.
2
Essi s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella professione o nell’impresa dell’altro.
3
In tale ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione personale".
Secondo l'art. 166 CCS
"
1
Durante la vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni correnti della famiglia.
2
Per gli altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:
1.
è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;
2.
l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi motivi.
3
Con i propri atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche l’altro".
Il TF e il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83).
In sostanza i coniugi che sono nella necessità di instaurare relazioni con terze persone nell’interesse della coppia o della famiglia – compresa la necessità di concludere una assicurazione di base per la copertura delle malattie - rappresentano l’unione coniugale nella misura in cui gestiscono i bisogni correnti della coppia stessa o della famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché un coniuge possa essere legalmente rappresentato dall’altro, e quindi affinché nasca una responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per i bisogni correnti dell’unione coniugale, occorre non solo che le obbligazioni contratte servano ai bisogni correnti della famiglia ma anche che le stesse vengano conchiuse durante la vita comune dei due coniugi. Il potere di rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg. pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182) relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del terzo contraente al fine di non avvantaggiare indebitamente il creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore (in questo senso: Gilles Petitpierre et al. In FJS103 a 106, in particolare 104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage (art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid: Grundriss des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F. Hasenböhler, Das Familienrecht: Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 – 180), commentario zurighese, Tomo II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 367)
In proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a DTF 119 V 24 consid. 6a che
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Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des gemeinsamen Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung (Hegnauer/Breitschmid, p. 180ss N 17.45, 17.46, 18.05)"
Questo TCA si allinea alla convincente opinione della dottrina maggioritaria che vuole evitare di avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito dovuto da coniugi di fatto separati e che tende comunque alla protezione del coniuge separato del debitore. Non appare sempre di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., nota 25a pié della pagina 179:
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La volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible (séjour prolongé dans à l’hôpital ou en prison).”
Come indicato, quindi, una volta accertata l’assenza di una vita in comune dei coniugi cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per i debiti contratti dal consorte.
2.5 In concreto _ e _ si sono sposati il 4 gennaio 1991 (doc. _ e come appare dall’inc. _ richiamato da questo TCA). L'affiliazione alla Cassa malati _ da parte di _ è del 29 maggio 1992 con effetto dal 1. settembre 1992 (doc. _). I coniugi vivono separati dall’ottobre 1996 (cfr. doc. _, _ e inc. _). I premi chiesti dall'amministrazione in questa sede si riferiscono tutti ad un periodo posteriore alla separazione e meglio che decorre 1 novembre 1996 fino al 30 ottobre 2000.
Alla luce di questi fatti e delle considerazioni di diritto che precedono il ricorrente non può essere considerato solidalmente responsabile con la moglie per il pagamento dei premi da questa dovuti all'assicurazione malattia sociale. In effetti, i premi di cui è chiesto il versamento, sono divenuti esigibili quando l'interessato non viveva più in comunione con la moglie. In tali circostanze egli non aveva, quindi, più obbligo ai sensi dell'art. 163 e 166 CCS (in questo senso DTF 127 III 68).
Alla luce delle summenzionate circostanze il ricorso va pertanto accolto e la decisione su opposizione impugnata annullata.
2.5 Visto l'esito della procedura l'assicurato ha diritto al versamento di un importo a titolo di indennità, che appare giustificato quantificare in fr. 750.-.
Secondo l’art. 87 lett. g LAMal "il ricorrente che vince la causa ha diritto alla rifusione delle spese ripetibili nella misura stabilita dal Tribunale. Il loro importo è determinato in relazione alla fattispecie e alla difficoltà del processo, senza tener conto del valore litigioso".
L'indennità è concessa non soltanto se l'assicurato è patrocinato da un avvocato - in effetti la disposizione in questione non si esprime in termini di rimborso spese d’avvocato bensì, genericamente, di spese di rappresentanza (RCC 1983 p. 329; RCC 1980 p. 116; DTF 108 V 111) - ma anche quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (RCC 1992 pag. 433 consid. 2a, RCC 1985 pag. 411 consid. 4, DTF 108 V 271 = RCC 1983 pag. 329). Nell’ipotesi in cui i Cantoni autorizzano a rappresentare anche persone prive del brevetto di avvocato, devono regolamentare anche le indennità che li concernono (DTF 108 V 111).
Di conseguenza la domanda di assistenza giudiziaria è divenuta priva di oggetto (cfr. DTF 124 V 303; 309 consid. 6), la stessa non meritava comunque di essere accolta.
Dagli accertamenti fiscali eseguiti da questo TCA è desumibile come _ non si trovi nel bisogno. Egli appare in grado di sopperire alle spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza dovere intaccare il minimo vitale per il suo sostentamento.
Si rammenta qui che il certificato municipale ha solo un valore indicativo per il giudice. Il certificato municipale in questione parte dall'errato assunto che la locazione ammonti a CHF 900.- mentre da contratto la stessa ammonta a CHF 630.-.