Decision ID: 3ee96fe1-6a79-51b4-8b34-c5632d2a8205
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1 _ è assicurata preso la Cassa Malati _, _ qui di seguito, sia per la copertura obbligatoria delle cure medico sanitarie che per coperture complementari denominate _, Assicurazione per le cure e l’assistenza, per l’emergenza e per le cure alternative.
A seguito di un’urgenza _ è stata ricoverata e degente presso l’Ospedale _ a partire dal 18 sino e compreso il 22 febbraio 2002. _ ha rilasciato, il 21 febbraio 2002, una garanzia per il pagamento delle cure ospedaliere in reparto comune per un importo di CHF 786.- giornalieri pari al doppio della tariffa giornaliera in camera comune presso l’Ospedale _.
L’amministrazione dell’Ospedale _ ha emesso la sua fattura per la degenza indicata cifrando le pretese in Euro 7'463,83 pari a CHF 10'971,85, importo saldato dall’assicurazione all’ente ospedaliero italiano.
_ ha chiesto alla propria assicurata di riversarle l’importo di CHF 3'897,85 e ciò dopo avere ammesso il suo obbligo di pagamento per il doppio della tariffa dell’_ nell’ambito delle prestazioni dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie. _ si è pure assunta l’obbligo di versare un importo pari alla tariffa in camera comune all’_ e ciò in virtù dell’assicurazione complementare conclusa dall’assicurata. In altri termini un importo pari al triplo del costo della camera comune all’_ è stato ammesso a carico della _ in parte a carico dell’assicurazione obbligatoria e in parte a carico delle coperture complementari concluse dall’assicurata. A carico della signora _ _ ha posto, come detto, l’importo di CHF 3'897,85.
1.2. L’assicurata ha dimostrato di non approvare tale presa di posizione della Cassa con scritto del 7 agosto 2002 (doc. _) e _ ha emanato una decisione formale il 9 settembre 2002 con cui ha formalizzato la sua posizione. A fronte dell’opposizione interposta dall’assicurata l’amministrazione ha emesso una decisione su opposizione il 16 ottobre 2002 in cui così si è espressa:
"
(...)
Nella fattispecie non è litigiosa l'urgenza del trattamento effettuato all'estero. Litigiosa è invece l'assunzione dei costi da parte di _ nella misura di
fr.
3'897.85.
In virtù dell'art. 36 cpv. 4 OAMal nei casi di trattamento effettuato all'estero per un'urgenza sono assunti al massimo fino ad un importo pari al doppio del corrispettivo rimborso in Svizzera.
Nella fattispecie la _, in ambito LAMal ha assunto i costi per i quali aveva dato inizialmente la garanzia. I costi garantiti e assunti dalla _ in ambito LAMal corrispondono al doppio della tariffa applicabile al luogo di domicilio dell'assicurata, reparto comune
(fr.
393.- quale tariffa di riferimento dell'Ospedale _, moltiplicata per 2), per l'intera durata della degenza all'Ospedale _. L'importo totale corrisposto dalla _ in ambito
LAMAL
corrisponde a
fr.
4'716.--. A tale importo si aggiunge la somma assunta dalla _ nell'ambito dell'assicurazione complementare _: come da condizioni generali d'assicurazione, dall'assicurazione LCA l'insorgente è stata rimborsata dei costi che sarebbero insorti da un soggiorno ospedaliero al proprio domicilio, pari a
fr.
2'358.-- (cfr.
art. 13.2 delle CGA:
fr.
393.- giornalieri per la durata del soggiorno).
Ne consegue che, in virtù delle disposizioni legali e contrattuali applicabili alla fattispecie, la _ ha a giusto titolo posto a carico di _ l'importo residuo di
fr.
3'897.85 per il ricovero d'urgenza all'ospedale _ dal 18.02.2002 al 23.02.2002.
Nell'opposizione l'insorgente contesta l'importo posto a suo carico. Una sua partecipazione non si giustificherebbe in quanto sia dalla _ sia dal _ le sarebbe stata comunicata la piena assunzione dei costi ospedalieri all'estero.
Va in merito precisato che una "promessa" in tal senso non è mai stata data dalla _. Come avviene di regola, anche l'informazione data dalla _ era semmai da intendersi quale assunzione dei costi per la prestazione secondo le condizioni legali e contrattuali applicabili. Gli accertamenti effettuati non hanno permesso di appurare diversamente." (cfr. doc. _)
Avverso questa decisione _ è insorta dinanzi a questo TCA con atto del 22 ottobre 2002 in cui evidenzia:
"
(...)
I fatti:
a seguito di un'urgenza (ictus) sono stata ricoverata in Italia presso l'Ospedale _. Subito dopo il ricovero mia sorella ha chiamato la _ .
Le è stato detto di chiamare il _.
Il _ era stato messo a conoscenza che l'ospedale _ richiedeva un documento
E111
con il quale erano coperte poi tutte le spese, ci veniva detto che non era necessario perché loro avrebbero rilasciato una garanzia.
Il _ veniva anche informato che l'Ospedale _ ci consigliava anche di andare alla sede _ e fare la tesserina sanitaria (visto che io ho la doppia nazionalità Italiana e Svizzera) con la quale sarei stata coperta di tutte le spese, ma anche qui il _ e la _ ci dicevano che non era necessario.
Conclusione:
Ho fatto esattamente quello che la _ e il _ dicevano di fare e adesso mi vedo costretta a pagare Frs. 3897,85 quando se avessi agito come l'Ospedale _ diceva non avrei più dovuto pagare niente. L'Ospedale _ (Ufficio Cassa) in ogni momento può confermare quanto dico.
La _ e per suo tramite il _ non ha fatto di sicuro i miei interessi, infatti oggi citando gli articoli di legge mi si addebita di una somma non indifferente. Preciso che al momento del ricovero i miei familiari non sapevano cosa fare non essendosi mai trovati in una simile situazione e quindi hanno ritenuto che la cosa giusta fosse quella di fare ciò che diceva la cassa malati." (cfr. doc. _)
All’accoglimento del gravame si oppone _ con atto del 17 dicembre 2002 da cui si evidenziano i seguenti passaggi:
"
(...)
Nella fattispecie la _, in ambito LAMal ha assunto i costi per i quali aveva dato inizialmente la garanzia. I costi garantiti e assunti dalla _ in ambito LAMal corrispondono al doppio della tariffa applicabile al luogo di domicilio dell'assicurata, reparto comune
(fr.
393.- quale tariffa di riferimento dell'Ospedale
_, moltiplicata per 2), per l'intera durata della degenza all'Ospedale _. L'importo totale corrisposto dalla _ in ambito LAMAL corrisponde a
fr.
4'716.--. A tale importo si aggiunge la somma assunta dalla _ nell'ambito dell'assicurazione complementare _: come da condizioni generali d'assicurazione, dall'assicurazione LCA la ricorrente è stata rimborsata dei costi che sarebbero insorti da un soggiorno ospedaliero al proprio domicilio, pari a
fr.
2'358.- (cfr. art.13.2 delle CGA:
fr.
393.- giornalieri per la durata del soggiorno).
Ne consegue che, in virtù delle disposizioni legali e contrattuali applicabili alla fattispecie, la _ ha a giusto titolo posto a carico di _ l'importo residuo di
fr.
3'897.85 per il ricovero d'urgenza all'ospedale _ dal 18.02.2002 al 23.02.2002.
Nel ricorso _ contesta l'importo posto a suo carico; una sua partecipazione non si giustificherebbe in quanto sia dalla _ sia dal _ le sarebbe stata comunicata la piena assunzione dei costi ospedalieri all'estero.
Va in merito precisato che una "promessa" in tal senso non è mai stata data dalla _. Come avviene di regola, semmai un'informazione da parte dell'Agenzia _ vi è stata, essa era da intendersi quale assunzione dei costi per la prestazione secondo le condizioni legali e contrattuali applicabili. Gli accertamenti effettuati dalla convenuta non hanno permesso di appurare diversamente. Va inoltre precisato che è il Centro Servizi di _, anziché l'Agenzia, cui l'assicurato viene di regola indirizzato dall'Agenzia, ad esser competente per la valutazione dei casi di prestazione.
Alla convenuta la ricorrente contesta altresì di non aver considerato le proprie affermazioni relative al formulario _ e alla tessera _, in merito alle quali essa era stata resa attenta dall'ospedale _. Va in proposito detto che il formulario _
,
diversamente da quanto avvenisse già per gli altri paesi membri della comunità europea, è applicabile alla Svizzera a partire dall'entrata in vigore dei bilaterali, ossia dal 01.06.2002, e dunque precedentemente al soggiorno della ricorrente al _. L'informazione data dal _ alla ricorrente è pertanto imperfetta.
Per quanto riguarda invece la possibilità della ricorrente di beneficiare di prestazioni assicurative in Italia presso la _ in virtù della cittadinanza italiana, alla convenuta non risulta che essa potesse beneficiare di prestazioni in tal senso; va da sé che altrimenti la convenuta non avrebbe erogato prestazioni nella misura fatta. Dal momento che la ricorrente aveva interpellato la _ per l'erogazione di prestazioni, essa poteva ragionevolmente partire dal presupposto che nessun altro assicuratore malattia interveniva per il caso.
Alla luce di quanto esposto, a giusto titolo la convenuta, assunti i costi per l'urgenza all'estero secondo la doppia tariffa applicabile al luogo di domicilio della ricorrente in reparto comune in ambito LAMAL e una volta la stessa in ambito LCA per un ammontare complessivo di
fr.
7'074.--, ha posto a carico della ricorrente il rimanente dei costi ospedalieri per l'importo di
fr.
3'897.85 insorti al _." (cfr. doc. _)
Alla signora _ è stata offerta la possibilità di formulare la richiesta di acquisizione di nuove prove (doc. _).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal corrisponde un'altrettanta netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile (cfr. R. Spira, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire, Revue suisse d'assurances/ Schweizerische Versicherung-Zeitschrift 1995, N. 7/8, p. 192-200; R. Spira, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie, Sécurité sociale 5/1995, p. 256-259; P.-Y. Greber, Quelques questions relatives à la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in Revue de droit administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, p. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in occasione dell'adozione della LAMal il 1 gennaio 1996) per le contestazioni relative all'assicurazione complementari all'assicurazione sociale contro le malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1. gennaio 1996 il Canton Ticino si è dotato della LCAMal che dell'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal TCA, che applicherà per analogia la Legge di procedura per le cause davanti al TCA.
L'impugnativa sarà quindi esaminata sia come atto di ricorso contro la decisione su opposizione che come petizione tendente all'ottenimento delle prestazioni previste dalle assicurazioni complementari sottoscritte da _.
Nel merito
A. Assicurazione sociale contro le malattie
2.3. In concreto è censurato il mancato rimborso da parte della _ dell'integrità dei costi per la degenza ospedaliera intervenuta presso l’Ospedale _ dal 18 al 23 febbraio 2002.
Dal canto suo la Cassa non contesta il carattere di urgenza della cura all'estero ai sensi della LAMal, ma indica che l'importo massimo risarcibile è di CHF 393.- (pari al costo della camera comune presso l’Ospedale _) versato per i giorni di degenza (6) ed al doppio ossia CHF 3'730 (CHF 373 X 5 giorni X 2).
In ambito LAMal gli assicuratori assumono, di regola, soltanto le cure praticate in Svizzera da fornitori di prestazioni autorizzati.
Il principio della territorialità, che permeava la LAMI, continua, dunque, a reggere il sistema di assicurazione malattia instaurato dalla LAMal (cfr. Eugster, Krankenversicherung, Koller, Müller, Rhinow, Zimmerli, Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, U. Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 87 N 175). Questo principio non è, però, meno rigido (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, Basilea 1996, p. 42, 56).
Per l'art. 34 cpv. 2 LAMal
"
Il Consiglio federale può decidere che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assuma i costi delle prestazioni di cui agli articoli 25 capoverso 2 o 29 eseguite all’estero per motivi d’ordine medico. Può designare i casi in cui detta assicurazione assume i costi del parto effettuato all’estero non per motivi d’ordine medico. Può limitare l’assunzione dei costi di prestazioni dispensate all’estero".
Con l'art. 36 cpv. 2 OAMal, il Consiglio federale ha stabilito che l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi dei trattamenti effettuati all'estero in caso d'urgenza. L'urgenza viene ammessa quando l'assicurato, che soggiorna temporaneamente all'estero, necessita di un trattamento medico e il rientro in Svizzera non è appropriato.
Non esiste, invece, urgenza se l'assicurato si reca all'estero per seguire un trattamento.
Per l'art. 36 cpv. 4 OAMal
"
Le prestazioni di cui ai capoversi 1 e 2 e i trattamenti dispensati all’estero ai frontalieri, ai lavoratori distaccati all’estero e alle persone al servizio di una collettività pubblica, come pure ai loro familiari (art. 3 a 5), sono assunti al massimo fino a un importo pari al doppio del corrispettivo rimborso in Svizzera e, nei casi di cui al capoverso 3, per un importo pari a quello in Svizzera. Per gli assicurati di cui agli articoli 4 e 5, la rimunerazione è effettuata in base alle tariffe e ai prezzi valevoli nel loro ultimo luogo di domicilio in Svizzera.
La disposizione limita quindi l'obbligo delle casse malati di assumere costi insorti all'estero ad alcuni gruppi di assicurati. La normativa corrisponde a quanto previsto nell'assicurazione infortuni agli art. 10 cpv. 3 LAINF e 17 OAINF (Maurer, op. cit. p. 56 e N 147).
2.4. Nel caso concreto non è contestato il ricovero per un caso d’urgenza della signora _ presso l’Ospedale _ di _. La stessa amministrazione conviene con l’esistenza di un’urgenza che ha condotto alla citata ospedalizzazione.
Per quanto attiene agli aspetti amministrativi del ricovero _ ha prodotto un telescritto del 21 febbraio 2002 (e quindi emesso in pratica alla fine delle degenza) del _ all’assicurazione con la richiesta di conferma della “Deckungszulage”, cui la _ ha dato seguito il giorno stesso mediante indicazione della copertura in camera comune per un importo giornaliero di CHF 786.- e la specifica di assenza di rimborso per spese di rimpatrio (doc. _). L’indicazione dell’entità della copertura è avvenuta, a tenore delle norme applicabili ai casi come quello in discussione, al doppio della tariffa applicabile nel Cantone di domicilio, nel caso concreto è indiscussa una tariffa di CHF 393.- giornalieri presso l’Ospedale _.
Le prestazioni ottenute presso l’Ospedale _ sono state fatturate e l’assicuratore della paziente le ha saldate il 17 luglio 2002 ricaricando all’assicurata quella parte dei costi, esclusa l’ulteriore partecipazione di _ per una copertura complementare di cui si dirà in appresso, l’importo di CHF 3'897,85. L’agire della Cassa appare conforme alle norme legali applicabili nel caso di specie.
2.5. La ricorrente indica come debba essere protetta nella sua buona fede. In effetti già nella lettera dell’assicurata alla _ del 20 settembre 2002 la signora _ indica:
"
(...)
A tale proposito preciso che al momento del ricovero all'Ospedale _ ho chiamato immediatamente la _ per farmi spiegare cosa dovevo fare, visto che non mi ero mai trovata ad affrontare una situazione simile ed ero abbastanza scossa dell'accaduto.
Mi è stato detto di chiamare il _.
Ho spiegato loro che l'Ospedale mi diceva che la mia cassa malati avrebbe dovuto redigere un documento _ con il quale sarei stata coperta per tutte le spese.
Il _ mi ha risposto di non preoccuparmi che loro facevano un fax all'ospedale facendo da garanzia e la copertura era a posto.
Nonostante questo io ho chiamato ancora la _ che ha confermato all'ospedale _ che era tutto a posto." (cfr. doc. _)
In sede di ricorso la signora _ spiega che, successivamente al ricovero, la sorella ha chiamato _ dove le fu detto di rivolgersi al _. _ è stato messo al corrente del fatto che il _ esigeva il documento denominato _ “con il quale erano coperte poi tutte le spese”. _ informava invece l’assicurata del fatto che non era necessario l’allestimento del formulario “perché loro avrebbero rilasciato una garanzia”. In più _ avrebbe sconsigliato, siccome non necessario, alla signora _ di rivolgersi alla _ italiana (stante la doppia cittadinanza svizzera ed italiana della ricorrente) che avrebbe permesso la copertura di tutte le spese.
Va evidenziato come il diritto alla protezione della buona fede, che trova il suo fondamento nella Costituzione federale, permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronee possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.
Le condizioni per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi così dal principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata giurisprudenza:
1. l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
2. l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
3. l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
4. l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento che gli è pregiudizievole;
5. la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.
Le condizioni indicate non appaiono realizzate nel caso concreto. In effetti, come rammenta rettamente la ricorrente stessa, l’autorità – ossia l’assicuratore malattia stesso – non ha fornito alcuna promessa o garanzia concreta contraria alla legge. In effetti _ è stata semplicemente invitata, come essa stessa rammenta nei suoi scritti, a rivolgersi al _. Il _ si è occupato di procedere a garantire le spese di ospedalizzazione non potendo indubbiamente vincolare, con dichiarazioni o promesse, l’assicuratore malattie e – così facendo – costringerlo ad assumersi costi non previsti dalla LAMal. In altri termini il fatto che il _ abbia proceduto a fornire la garanzia del pagamento delle spese, che abbia – nella persona del preposto collaboratore – indicato alla signora _, sia direttamente che indirettamente tramite la sorella, l’inutilità dell’allestimento di un determinato formulario rispettivamente dell’opportunità di far capo all’_ italiana sono circostanze che non possono ricadere su _. _ stessa, ciò che neppure l’assicurata sostiene, ha promesso o garantito l’assunzione integrale dei costi conseguenti al ricovero. D’altra parte la garanzia del pagamento, come tale – se promessa – è effettivamente intervenuta. Infatti i costi sono stati garantiti e la fattura è stata anticipatamente pagata all’Ospedale da parte della _. Altro discorso invece é l'assunzione dei costi integrali del ricovero da parte dell’amministrazione in virtù del principio della buona fede. In effetti nessuna promessa, già secondo il dire stesso della ricorrente, è stata formulata in questo senso dall’assicuratore. Non può poi essere equiparata a promessa od informazione vincolante il preteso consiglio rispettivamente la pretesa dichiarazione dei preposti collaboratori di _ e della _ alla sorella della signora _ rispettivamente alla signora _ stessa di non rivolgersi alla _ italiana. Semmai questa informazione, o meglio questa indicazione di inutilità della richiesta di intervento dell’amministrazione sanitaria italiana fosse errata – circostanza questa che la signora _ non ha comunque reso verosimile come il dovere di collaborazione avrebbe imposto – ciò non potrebbe comportare una responsabilità di _ nell'ambito della copertura dell'assicurazione obbligatoria Svizzera siccome l’ambito dell’informazione era palesemente estraneo alle competenza dell’assicuratore svizzero.
Alla luce di quanto precede il ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e spese e senza riconoscimento di ripetibili.
B. Assicurazioni complementari
2.6. La LAMal si applica unicamente all'assicurazione malattia sociale definita dall'art. 1 LAMal e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono considerate come facenti parte del diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla Legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
2.7. Nel caso concreto alla signora _ l’assicuratore malattia ha riconosciuto, oltre alle pretese fondate sull’assicurazione di base anche il versamento di un importo pari alla tariffa giornaliera versata nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria in caso di ricovero in camera comune all’ospedale _, ossia CHF 393.- giornalieri per il numero di giorni durante i quali è durato il ricovero. A fondamento di questo riconoscimento la copertura definita _ all’art. 13.2 delle condizioni generali d’assicurazione (CGA). In effetti tale disposizione contrattuale prevede espressamente che il ricovero ospedaliero “in tutto il mondo” da diritto al versamento di “quanto dovuto al luogo di domicilio dell’assicurato”. Va quindi ritenuto come _ abbia rettamente interpretato la condizione contrattuale, nel suo senso letterale chiaro e che non ammette altre possibili interpretazioni.
2.8. Il giudice delegato ha chiesto alla resistente Cassa, nel corso dell’istruttoria, la trasmissione delle condizioni d’assicurazione per tutte le complementari di cui è beneficiaria la signora _, e non solo delle condizioni della _ prodotte da _. Tali atti, noti comunque all’assicurata siccome relativi alle sue coperture assicurative, hanno permesso al TCA di accertare come l’assicurazione per cure ed assistenza provveda al pagamento, a determinate condizioni, delle cure termali, di riposo e di convalescenza sopportate dall’assicurato, situazioni queste che non tornano qui in discussione. La copertura per emergenze interviene invece in caso di necessità di trasporti d’emergenza, nonché per le ricerche ed il salvataggio. Anche in questo caso, dove è in discussione il ricovero ospedaliero e le spese di cura in ospedale (come appare dalla fattura annessa al doc. _), non vi è spazio per un intervento della copertura per emergenze conclusa dall’assicurata.
2.9. Anche per quanto concerne la copertura per la medicina alternativa non sono dati motivi di intervento da parte dell’assicuratore. Questa copertura prevede infatti che, in caso di ricovero stazionario, siano presi a carico di _ i costi, limitatamente all’80%, delle cure eseguite secondo la medicina empirica eseguiti da un medico, da un medico naturalista o da un terapista riconosciuto circostanza non adempiuta in concreto. Alla luce di quanto precede _ ha operato correttamente fornendo prestazioni unicamente in virtù della copertura complementare _, e fornendole secondo il contratto. Alla signora _ non possono essere concesse ulteriori prestazioni oltre quelle ricevute. La petizione va quindi respinta, senza carico di tasse e spese e senza riconoscimento di ripetibili.