Decision ID: f83410e8-b2e1-50b5-8bac-bc37ffe0c019
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che RI 1 è proprietario del mapp. _ RF di _, un fondo sito in zona R2 di complessivi mq 450 censito quale sedime stradale (mq 318), bosco (mq 127) e fiume (mq 5); nel 2003 la particella costituiva in sostanza la parte iniziale di una strada sterrata a vicolo cieco che prolungandosi da via _ serviva da accesso carrozzabile a diverse proprietà, tutte beneficiarie di una servitù di passo veicolare regolarmente iscritta a RF;
che nel contesto della procedura di approvazione dei progetti definitivi attinenti alla realizzazione della strada di PR no. 8-8, l'allora comune di _ - mediante avviso personale 14 aprile 2003 e pubblicazione degli atti - ha promosso l'espropriazione formale del terreno necessario alla realizzazione dell'opera; sono così divenuti oggetto di esproprio anche i 450 mq della part. _, per i quali ha offerto fr. 10.- il mq;
che il 27 maggio 2003 il proprietario ha sollecitato un congruo adeguamento dell'indennità, annotando di aver comperato il terreno nel 1988 a fr. 30'000.- (= fr. 41.20 il mq, per un fondo che all'epoca era ampio 728 mq, di cui 321 mq di sedime stradale e 407 mq di bosco);
che all'udienza di conciliazione del 16 settembre 2003 le parti hanno concordato l'anticipata immissione in possesso dei diritti espropriati per il 1° ottobre 2003, riconfermandosi per il resto nelle rispettive posizioni avverse;
che l'8 ottobre 2003 il Tribunale di espropriazione ha approvato i progetti definitivi concernenti la strada di PR 8-8;
che esaurite le formalità processuali, con sentenza 2 marzo 2005 il Tribunale di espropriazione ha accordato al proprietario del mapp. _ un'indennità di fr. 10.- il mq, oltre interessi a contare dall'anticipata immissione in possesso, rilevando essenzialmente che il terreno sottratto era di scarso valore siccome costituito in massima parte da superficie viaria aperta al pubblico transito;
che mediante ricorso 18 aprile 2005 RI 1 ha impugnato la predetta pronunzia innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulando che l'indennizzo accordato dall'istanza inferiore venga aumentato equamente in considerazione del prezzo pagato all'epoca per acquistare il fondo espropriato;
che il Tribunale di espropriazione ha proposto la reiezione del gravame e la conseguente conferma della sentenza impugnata riconfermandosi nelle motivazioni ivi contenute; ad identica conclusione è pervenuto il municipio di CO 1, comune nel quale è nel frattempo confluito per fusione _, il quale ha avversato le tesi dell'insorgente con argomentazioni che verranno riprese - ove occorresse - in appresso;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 1 e 3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm grazie al rinvio di cui all'art. 70 Lespr;
che il gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso senza istruttoria sulla scorta degli atti, atteso che le caratteristiche del mappale espropriato e dei luoghi circostanti sono note al tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che giusta l'art. 9 Lespr, l'espropriazione ha luogo mediante piena indennità, il cui importo è calcolato in base all'intero valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr); il dies aestimandi si situa al momento dell'anticipata immissione in possesso (art. 19 prima frase Lespr), data a far tempo dalla quale decorrono pure gli interessi al saggio usuale sull'indennità definitiva (art. 52 cpv. 3 Lespr);
che in ambito espropriativo le strade private non possono essere stimate come i normali terreni edilizi, dato che costituiscono un presupposto afferente all'urbanizzazione (vedi art. 19 cpv. 1 e 22 cpv. 2 lett. b LPT) per l'edificazione del resto del fondo o di altri fondi; in assenza di danno, la cessione di questi impianti all'ente pubblico avviene quindi di norma a titolo gratuito, poiché il proprietario viene così liberato da oneri di manutenzione e responsabilità (RDAT 1983 n. 75);
che dal profilo estimativo, le strade private aperte al pubblico transito ai sensi dell'art. 38 cpv. 2 LE, rispettivamente le superfici viarie ad esse assimilabili in quanto gravate da considerevoli servitù di passo, sono dunque considerate di valore insignificante, tendente allo zero (RDAT I-1993 n. 52 e rinvii);
che nel 2003, al momento dell'anticipata immissione in possesso, il mapp. _ del ricorrente era costituito in massima parte da una strada sterrata che dipartendosi da via _ serviva da accesso carrozzabile alla maggioranza delle proprietà edificate in località _; già allora, la particella risultava gravata a RF da otto servitù prediali di passo a favore di nove fondi contermini;
che a fronte di simili risultanze, l'indennità di fr. 10.- il mq accordata dal primo giudice per l'esproprio di un impianto viario con ogni evidenza aperto al pubblico transito resiste con certezza alle critiche dell'insorgente; l'indennizzo si avvera infatti non solo equo e corretto in relazione alla cessione forzata della superficie stradale vera e propria, ma addirittura generoso per rapporto all'esproprio della porzione restante del fondo, che essendo di natura boschiva avrebbe giustificato un risarcimento non superiore a 5.- fr. il mq (RDAT I-1999 n. 34);
che la circostanza secondo cui nel 1988 il mapp. _ è stato acquistato al prezzo di fr. 41.20 il mq non consente di pervenire a diversa conclusione; a prescindere dal fatto che la compera a tale cifra eccessiva è stata verosimilmente effettuata in vista dell'operazione immobiliare che ha portato all'edificazione ed alla vendita delle villette agli odierni mapp. _, il prezzo pagato a suo tempo dal ricorrente non rientra nei parametri utilizzabili ai fini della determinazione dell'indennità, che deve corrispondere all'effettivo valore venale del diritto espropriato (Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, N. 64 ad art. 19 LFespr; Zen-Ruffinen/ Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, p. 500);
che stante quanto precede il ricorso deve essere respinto, con la conseguente conferma del giudizio impugnato;
che la tassa di giustizia segue la soccombenza del ricorrente (art. 28 PAmm).