Decision ID: e4015c2b-9698-5562-81bf-3adb13cc5849
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con sentenza del 19 gennaio 2016 il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1984) e AP 1 (1985). I figli S_ (1° maggio 2009) e A_ (13 aprile 2011) sono stati affidati alla madre. L'autorità parentale è rimasta congiunta. AO 1 beneficia di un diritto di visita ai figli fissato in dieci giorni mensili con possibilità di estensione, previo accordo tra i genitori.
B. Il 3 ottobre 2017 AO 1 ha chiesto al Pretore aggiunto di modificare la sentenza di divorzio, attribuendogli l'affidamento dei figli. AP 1 ha proposto il 19 dicembre 2017 di respingere l'azione e in via riconvenzionale ha postulato l'attribuzione esclusiva dell'autorità parentale, come pure una nuova regolamentazione del diritto di visita. Preliminarmente essa ha instato per il beneficio del gratuito patrocinio. La causa si trova attualmente in fase istruttoria.
C. Venuto a sapere che AP 1 intendeva trasferirsi a T_ (Comune di _), l'attore ha chiesto al Pretore aggiunto il 24 dicembre 2017 un non meglio specificato intervento in via “supercautelare”. Con decreto emesso senza contraddittorio il 29 dicembre 2017 il Pretore aggiunto ha respinto la domanda. Il 2 gennaio 2018 l'interessato ha presentato un'altra istanza perché fosse vietato cautelarmente alla madre di trasferire i figli a T_ o, in subordine, ove ciò fosse già avvenuto, perché fosse ordinato alla medesima di riportarli immediatamente a G_. Egli ha chiesto altresì che i figli continuassero a frequentare le scuole di G_ “almeno fino alla fine del corrente anno scolastico”.
D. All'udienza del 4 gennaio 2018, indetta per la discussione cautelare, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza e ha sollecitato l'assunzione di prove. Le parti hanno replicato e duplicato seduta stante, mantenendo i loro punti di vista. Statuendo quello stesso giorno “nelle more istruttorie”, il Pretore aggiunto ha accolto l'istanza e ha vietato “temporaneamente” a AP 1 di trasferire i figli a T_ e di iscriverli alle scuole di O_, ordinandole di ripristinare immediatamente la situazione anteriore nel caso in cui il trasferimento fosse già avvenuto. Le spese giudiziarie sono state rinviate al decreto cautelare finale.
E. Contro il decreto appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello dell'8 gennaio 2018 in cui chiede che, accordatole il gratuito patrocinio e conferito effetto sospensivo al ricorso, la decisione impugnata sia riformata nel senso di respingere l'istanza di AO 1 e di autorizzarla a trasferire immediatamente i figli a T_ perché frequentino la scuola elementare a O_. Il 12 gennaio 2018 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. Invitato a esprimersi sull'appello, AO 1 ha proposto il 21 giugno 2018 di respingerlo nella misura in cui non fosse divenuto privo d'oggetto.

Considerando
in diritto: 1. La modifica di sentenze di divorzio passate in giudicato soggiace per analogia alla procedura che regola il divorzio su azione di un coniuge (art. 284 cpv. 3 CPC), quand'anche riguardi unicamente interessi del figlio (I CCA, sentenza inc. 11.2016.88 del 14 dicembre 2017, consid. 1 con riferimenti). Decreti cautelari emanati nell'ambito di simili azioni sono retti , come di regola, dalla procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC) e sono appellabili entro dieci giorni dalla notificazione (art. 308 cpv. 1 e 314 cpv. 1 CPC), sempre che – ove si tratti di controversie esclusivamente patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto quest'ultimo requisito non si pone, litigioso essendo sapere se AP 1 possa trasferire i figli a T_, rispettivamente debba riportarli a G_, questione che non è di mera indole patrimoniale e la cui impugnabilità non soggiace pertanto a soglie di valore. Sotto il profilo dell'impugnabilità poco importa altresì che il decreto cautelare sia stato emesso “nelle more istruttorie”, le parti avendo avuto modo di esprimersi previamente (DTF 139 III 89 consid. 1.1.2). Quanto alla tempestività dell'appello, il decreto in rassegna è stato intimato alla patrocinatrice della convenuta l'8 gennaio 2018. Consegnato alla cancelleria civile del Tribunale d'appello quello stesso giorno, il ricorso è pertanto ricevibile.
2. L'8 gennaio 2018, insieme con l'appello, ma ancora in seguito il 26 febbraio e 18 aprile 2018, AP 1 ha prodotto numerosi documenti. Nella misura in cui questi figurano già agli atti, la relativa produzione è superflua. Quanto ai documenti successivi alla decisione impugnata, la loro proponibilità è data (art. 317 cpv. 1 CPC). Ciò vale anche per gli atti acclusi da AO 1 alle osservazioni all'appello (relativi allo stato della causa di merito, come pure all'esercizio degli ultimi diritti di visita). Ci si può domandare, invece, se i documenti antecedenti prodotti dall'appellante siano ricevibili. Comunque sia, visto che nella fattispecie la procedura è retta dal principio inquisitorio illimitato preposto al diritto di filiazione (art. 296 CPC), tali atti saranno considerati d'ufficio nella misura in cui appaiano utili per il giudizio. Ciò premesso, giova procedere senza indugio alla trattazione dell'appello.
3. Nel decreto cautelare impugnato il Pretore aggiunto ha constatato che AP 1 stava per trasferirsi (o si era già trasferita) da G_ a T_, portando con sé i figli e iscrivendoli alla scuola di O_ senza il consenso dell'ex marito né l'autorizzazione di un giudice. Ha esaminato così se fosse il caso di intervenire cautelarmente. A tal fine egli ha accertato che il trasloco avrebbe raddoppiato la lunghezza del percorso per l'esercizio del diritto di visita da parte del padre (da 24 a 53 km). Ciò avrebbe avuto ripercussioni rilevanti sulle relazioni personali, l'istante avendo accudito i figli negli ultimi sei mesi per una media di 14.4 giorni mensili, come se si trattasse di una “custodia alternata”. Prima di trasferire S_ e A_, AP 1 avrebbe dovuto ottenere perciò – ha rilevato il Pretore aggiunto – il consenso dell'ex marito o l'autorizzazione del giudice (art. 301a cpv. 2 lett. b CC). Non avendo chiesto né l'uno né l'altra, essa non poteva portare unilateralmente i figli con sé, onde l'accoglimento “almeno temporaneamente” dell'istanza cautelare.
Un intervento provvisionale si imponeva – ha continuato il Pretore aggiunto – non solo per la parvenza di buon diritto insita nell'azione di merito e per l'urgenza del provvedimento (imminente ripresa scolastica dopo le vacanze natalizie), ma anche per scongiurare il rischio di un duplice trasferimento dei figli qualora in esito alla procedura di merito andasse ripristinata la situazione originaria. Non intervenire – egli ha proseguito – significava avallare un “comportamento verosimilmente illegale di un genitore” e garantire a quest'ultimo una posizione di forza nella decisione di merito. Che AO 1 fosse informato delle intenzioni dell'ex moglie – egli ha epilogato – poco importa, non avendo costui acconsentito a simili propositi. Né AP 1 adduceva validi motivi per giustificare un repentino cambiamento di dimora dei figli, cambiamento che nel corso dell'anno scolastico rischiava di destabilizzare i ragazzi, anche perché poteva non essere l'unico. Data l'urgenza, si giustificava quindi – ha concluso il Pretore aggiunto – di intervenire senza indugio.
4. L'appellante si duole anzitutto che il Pretore aggiunto non abbia statuito con sufficiente cognizione di causa, non avendo ritenuto necessario – nonostante le sue richieste – interpellare il Procuratore pubblico sui procedimenti penali in corso e pregressi a carico di AO 1. Quanto al trasferimento a T_, secondo l'appellante esso è dettato da motivi di sicurezza e si prefigge di far ritrovare ai figli la necessaria serenità che il comportamento persecutorio e diffamatorio dell'ex marito ha messo a dura prova negli anni. Comportamento che – essa prosegue – neppure un decreto di accusa del 20 maggio 2014 per lesioni semplici, ripetute vie di fatto, ripetute diffamazioni, ingiurie e minacce, coazione, violazione di domicilio, disobbedienza a decisioni dell'autorità e abuso di impianto di telecomunicazioni aveva fatto cessare. La convenuta rimprovera inoltre al primo giudice di avere trascurato che all'udienza del 20 novembre 2017 essa aveva manifestato esplicitamente l'intenzione di trasferirsi con i figli a T_ per l'inizio del 2018, senza che l'istante vi si opponesse. Essa afferma così di avere agito in buona fede, tanto che perfino il segretario dell'Autorità regionale di protezione 15 aveva rassicurato l'ex marito, garantendogli che il cambiamento di dimora non avrebbe pregiudicato le sue relazioni personali con i figli. Riguardo ai giorni di visita accertati dal Pretore aggiunto dal luglio del 2017 in poi, secondo l'appellante questi comprendono anche periodi di vacanze, giorni festivi e fine settimana. Di conseguenza il trasferimento dei figli a T_ e la relativa scolarizzazione a O_ non compromette “l'assetto di cura scelto” né abbisogna di permessi, poiché non implica ripercussioni rilevanti sull'esercizio del diritto di visita.
5. L'art. 301a cpv. 1 CC dispone che l'autorità parentale include il diritto di determinare il luogo di dimora del figlio. Anche se i genitori esercitano l'autorità parentale congiuntamente – come in concreto – un genitore può modificare il luogo di dimora del figlio, ma nei seguenti casi gli occorre il consenso dell'altro genitore oppure una decisione del giudice o dell'autorità di protezione dei minori:
– se il nuovo luogo di dimora si trova all'estero (art. 301a cpv. 2 cpv. 2 lett. a CC) o
– se la modifica del luogo di dimora ha ripercussioni rilevanti sull'esercizio dell'autorità parentale da parte dell'altro genitore e sulle relazioni personali (art. 301a cpv. 2 lett. b CC).