Decision ID: 3aa7bf6a-88de-5860-88ea-a7fb554e6842
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 14 giugno 1989 il Consiglio di Stato ha autorizzato il ricorrente _ all’esercizio della professione di fiduciario finanziario;
che il 13 maggio 1996 la _ ha comunicato al ricorrente che non gli avrebbe più rinnovato la cauzione prestata per l’esercizio della professione; da allora il ricorrente è scoperto;
che il 18 giugno 1996, l'UEF di _ ha comunicato al Dipartimento delle istituzioni di aver emesso a carico di _ un attestato carenza beni per l'importo di fr. 87'709.85 a favore della _ di _ ;
che il 13 dicembre 1996 il Consiglio di Vigilanza (CV) sull'esercizio delle professioni di fiduciario ha prospettato al ricorrente la revoca dell'autorizzazione al libero esercizio della professione;
che il 23 dicembre 1996 il ricorrente ha chiesto una proroga sino al 31 gennaio 1997 per porre rimedio allo stato di insolvenza;
che durante questo periodo il Dipartimento delle istituzioni ha accertato che la situazione di insolvenza del ricorrente perdurava, e che lo stesso non era in grado di fornire una nuova cauzione fiduciaria;
che con decisione 30 aprile 1997 il Consiglio di Stato ha revocato l'autorizzazione al libero esercizio della professione di fiduciario, per decadenza dei presupposti di legge;
che contro la predetta decisione governativa _ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che gli venga concessa un'ulteriore proroga sino al 15 giugno 1997, per rimediare alla sua situazione;
che il ricorso è avversato dal Dipartimento delle istituzioni;
che il 4 marzo 1997 l’UEF ha emesso altri quattro ACB a carico del ricorrente per complessivi fr. 482’062.20;
considerato,

in diritto
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 8 bis LFid e può essere deciso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. a LFid l'autorizzazione all'esercizio della professione di fiduciario presuppone che il titolare non si trovi in stato d'insolvenza comprovato da attestati carenza beni;
che l'autorizzazione è revocata dal Consiglio di Stato quando l'interessato non adempie più alle condizioni poste dalla legge per il suo rilascio (art. 20 LFid);
che lo stato di insolvenza in cui versa il ricorrente è manifesto; nemmeno il ricorrente lo contesta;
che lo stato d'insolvenza si è anzi aggravato ulteriormente, per cui le prospettive di risanamento sono prive di qualsiasi fondamento;
che concedere al ricorrente ulteriori dilazioni per porre rimedio alla sua catastrofica situazione debitoria finirebbe per esporre lo Stato al rischio di rivalse da parte di clienti tratti in inganno dal perdurare delle apparenze suscitate dal possesso dell'autorizzazione al libero esercizio della professione;
che il ricorso palesemente infondato va quindi senz'altro respinto;
che la tassa di giustizia segue la soccombenza;
visti gli art. 8, 8 bis, 12, 20 LFid,