Decision ID: b0dfd3df-ffa8-591f-99fb-03e31df7140d
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che con scritto 9 aprile 2003 il municipio di _ ha in sostanza rimproverato ad _, membro del medesimo esecutivo, di essere all’origine di un clima politico intollerabile;
che la suddetta comunicazione, indirizzata al municipale interessato, è stata trasmessa in copia pure al presidente del consiglio comunale, al Consiglio di Stato, alla Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni (SEL) ed infine anche alla stampa;
che, a seguito di tali fatti, il 17 aprile 2003 _ ha inoltrato un’istanza di intervento presso le autorità cantonali, ritenendo che la divulgazione dello scritto a persone estranee al municipio violasse l’obbligo di discrezione a cui sono astretti i membri dell’esecutivo;
che con missiva 3 giugno 2003 la SEL ha comunicato all’insor-gente di non ravvisare gli estremi per un suo intervento nei confronti dei colleghi di municipio, dal momento che lo scritto contestato non conterrebbe informazioni di carattere personale su discussioni o apprezzamenti espressi nelle sedute municipali;
che contro la suddetta pronuncia della SEL _ si aggrava ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l’adozione di provvedimenti adeguati alle circostanze;
considerato,

in diritto
che, giusta l'art. 48 PAmm, l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere di respingere il ricorso se esso si riveli inammissibile o manifestamente infondato;
che, prima di entrare nel merito di un'istanza o di un ricorso, l'autorità esamina d'ufficio l'adempimento dei presupposti processuali (art. 3 PAmm);
che, per principio, possono formare oggetto di ricorso soltanto le decisioni, ovvero i provvedimenti fondati sul diritto pubblico, adottati
iure imperii
dall'autorità in un caso concreto per costituire, modificare o annullare diritti od obblighi oppure per constatarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (cfr. RDAT II-1994, n. 8 e 16; DTF 114 Ia 463 consid. 2; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 1 N. 4);
che non costituiscono una decisione nel senso appena citato del termine semplici avvisi, comunicazioni, informazioni, orientazioni, direttive o avvertimenti (cfr. Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd., n. 35.B.II.c e rif.);
che, nelle concrete evenienze, può rimanere indecisa la questione, invero legittima, a sapere se la comunicazione 3 giugno 2003 della SEL integri gli estremi di una decisione oppure se la stessa vada considerata quale semplice presa di posizione interlocutoria, senza effetti vincolanti;
che, in effetti, quand’anche si trattasse di una decisione, il presente ricorso sarebbe in ogni caso irricevibile;
che dal Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali (RL 2.4.1.8) non risulta infatti che il compito di statuire sulle istanze di intervento in materia di vigilanza sui comuni sia stato affidato alla SEL;
che tale competenza non può essere desunta nemmeno dalla norma generale di cui all’art. 47 cpv. 1 lett. a RALOC, che assegna alla SEL il compito, tra l’altro, di vigilare sull’amministrazio-ne dei comuni;
che la prassi adottata dalla SEL, d’intesa con il Consiglio di Stato, per evadere direttamente istanze di intervento riguardanti casi minori non permette di sovvertire l’ordinamento delle competenze definito dalla legge;
che, giusta l’art. 4 PAmm, l’autorità incompetente trasmette d’ufficio gli atti a quella competente e ne dà comunicazione all’istante o ricorrente;
che, stando così le cose, l’impugnativa va pertanto dichiarata irricevibile e l’atto ricorsuale trasmesso per competenza al Consiglio di Stato, ad integrazione dell’istanza d’intervento 17 aprile 2003, tuttora inevasa (cfr. STA inedita 15.12.1999 in re E. G.);
che, date le particolarità della fattispecie, non si prelevano né tassa di giustizia né spese (art. 28 PAmm).