Decision ID: f8c1d80e-cffe-50ba-b5d5-d579e46bc348
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nato il _ 1960, sua moglie _, nata il _ 1960 e loro figlia _, nata il _ 1987, sono assicurati obbligatoriamente contro le malattie presso la Cassa Malati _ a partire dal 1° marzo 1991.
Essi beneficiano inoltre, sempre a partire dal 1° marzo 1991, delle coperture complementari presso la Cassa Malati _.
1.2. In data 3 novembre 2003 l'assicuratore malattia _ ha inviato a _, per tutta la famiglia, tre lettere recanti l'intestazione "Sospensione delle assicurazioni complementari secondo la Legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA)", del seguente tenore:
"
Nonostante la nostra intimazione al pagamento, conforme alle disposizioni dell'art. 20 LCA, lei non ha ancora provveduto al pagamento degli importi citati qui sotto. Le indirizziamo quindi la presente per ricordarle che è scaduto il termine di 14 giorni indicato nel nostro precedente scritto. La informiamo di conseguenza che le sue assicurazioni complementari LCA, citate nell'allegato conteggio, sono sospese.
Le facciamo notare che se dovesse malauguratamente essere colpito da una malattia o da un infortunio non potrà pretendere ad alcuna prestazione, ma resterà in ogni modo sempre debitore degli arretrati. Le ricordiamo che il pagamento dell'arretrato non dà diritto alla copertura assicurativa con effetto retroattivo, ma permette solamente di rimetterla in vigore.
La preghiamo di utilizzare il bollettino di versamento in calce per regolare gli importi dovuti
entro l'ultimo termine di 10 giorni
. In caso contrario agiremo per via esecutiva contro di lei. Le ricordiamo che abbiamo anche la possibilità di disdire le categorie, citate nell'allegato conteggio, secondo i termini dell'articolo 21 LCA."
(Doc. _)
Tramite questi scritti _ ha quindi intimato agli assicurati di versare gli importi dei premi per l'assicurazione complementare (LCA) ancora dovuti e pari rispettivamente a fr. 109.30 (cfr. doc. _), fr. 109.30 (cfr. doc. _) e fr. 79.90 (cfr. doc. _), entro un ultimo termine di dieci giorni, pena l'avvio di una procedura d'incasso forzato, ricordando nel contempo alla famiglia _ che essendo già scaduto infruttuoso il primo termine di quattordici giorni concesso per pagare quanto risultava scoperto, l'assicuratore malattia ha sospeso le prestazioni complementari LCA degli assicurati.
1.3. Con petizione del 10 novembre 2003 _, a nome anche della moglie _ e della figlia _, si è rivolto al TCA chiedendo il ripristino delle assicurazioni complementari della famiglia _ sospese da _ con comunicazione del 3 novembre 2003, poiché i presunti premi scoperti a suo carico dell'assicurazione complementare relativi ai mesi compresi fra settembre e dicembre 2002 sono stati da lui regolarmente pagati (cfr. doc. _).
1.4. Con tre precetti esecutivi (PE) n. _ (cfr. doc. _), _ (cfr. doc. _) e _ (cfr. doc. _) fatti spiccare dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti di _ in data 11 dicembre 2003, la Cassa malati _ ha escusso _ - a nome anche della moglie _ e della figlia _ - per i summenzionati premi dell'assicurazione complementare rimasti, secondo l'assicuratore malattia, impagati. La creditrice ha chiesto il pagamento rispettivamente di fr. 64.30 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003, riferiti ai premi LCA dovuti da _ per il periodo compreso fra il 1° settembre 2002 e il 31 dicembre 2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _); di fr. 64.30 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003, riferiti ai premi LCA dovuti da _ per il periodo compreso fra il 1° settembre 2002 e il 31 dicembre 2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _) e di fr. 34.90 oltre interessi del 5% dal 29 novembre 2003, riferiti ai premi LCA dovuti da _ per il periodo compreso fra il 1° settembre 2002 e il 31 dicembre 2002, oltre a fr. 45 di spese di sollecito (cfr. doc. _).
Il 15 dicembre 2003 _ ha interposto opposizione ai citati PE, anche a nome della moglie _ e della figlia _ (cfr. doc. _, doc. _ e doc. _).
1.5. Nella propria risposta del 12 gennaio 2004 la Cassa malati _ si è così espressa:
"
(...)
I.- Fatti
1. Il Signor
_
, sua moglie e sua figlia beneficiano, dal
1° marzo 1991, presso _, di assicurazioni complementari rette dalla LCA.
2. Tramite lettere del 3 novembre 2003, _ ha informato gli assicurati che le loro assicurazioni complementari erano sospese in quanto, in seguito alle intimazioni legali, per i premi da settembre a dicembre 2003 (n.d.r.: 2002) non era stato effettuato alcun pagamento entro il termine legale.
3. Non è contestato che il Signor _ ha effettuato i versamenti relativi ai premi del litigio.
4. Tuttavia, questi importi sono stati imputati, tramite le scritture contabili, al pagamento di arretrati.
5. Il 10 novembre 2003, il Signor _ ha depositato una petizione presso il Tribunale delle assicurazioni. Su richiesta di quest'ultimo, l'ha completata in data 19 novembre 2003.
6. Parallelamente, il 15 dicembre 2003, sono stati notificati agli assicurati tre precetti esecutivi per i premi del litigio. Quest'ultimi hanno fatto opposizione lo stesso giorno.

II. Diritto
1. Trattandosi della ricevibilità della petizione, il convenuto lascia la decisione al Tribunale.
2. Se il Tribunale dovesse ammettere la ricevibilità della domanda, il convenuto aderirà, per mettere termine a questo litigio, alla petizione nella misura in cui si limita a chiedere che sia constatato che i membri della famiglia _ non sono debitori dei premi LCA per i mesi da settembre a dicembre 2002 nonché delle relative spese di richiamo. Il convenuto annullerà quindi ugualmente la sospensione delle assicurazioni complementari degli assicurati.
3. In base a quanto sopra esposto, il convenuto rinuncia a determinarsi più ampiamente sulla questione.
_ chiede venga quindi giudicato:
I.- Constatare che _, _ e _ non sono debitori dei premi, per il periodo che va da settembre a dicembre 2002, delle loro assicurazioni complementari concluse presso _.
II. Constatare che _, _ e _ non sono debitori delle spese di richiamo relative ai premi da settembre a dicembre 2002.
II. Ordinare a _ che annulli quindi le sospensioni delle assicurazioni complementari di _, _ e _.
III. Rifiutare il ricorso per le rimanenti questioni.
IV. Protestate spese e ripetibili." (Doc. _)
1.6. In data 23 gennaio 2004 _ ha osservato:
"
(...)
1. Nella risposta di parte, la cassa malati _ non spiega com'è stato pagato il premio LCA di ottobre 2002. Tra i nostri giustificativi non risulta il pagamento; quindi posso dedurre che l'hanno compensato, ma non si sa con cosa.
Secondo me ci può essere un legame con il versamento effettuato in doppio dall'USSI (vedi incarto no. _+_). Per questo motivo voglio che venga allestito un estratto conto dettagliato LCA, il quale chiarirà le transazioni effettuate dalla _ (mai comunicatomi).
2. Pertanto chiedo che la _ non invii più nessun richiamo fino a che codesto Tribunale non avrà emanato una decisione in merito." (Doc. _)
1.7. Pendente causa il TCA ha chiesto a _ di precisare quanto segue:
"
Nel vostro scritto 12 gennaio 2004, qui allegato in copia, al punto 2 si legge che "..._ ha informato gli assicurati che le loro assicurazioni complementari erano sospese in quanto per i premi da settembre a dicembre
2003
non era stato effettuato alcun pagamento entro il termine legale".
Nello stesso scritto, tuttavia, a pagina 2, si legge che _ chiede al Tribunale di "constatare che _, _ e _ non sono debitori dei premi per il periodo che va da settembre a dicembre
2002
delle loro assicurazioni complementari concluse presso _ ".
Ai fini del giudizio, vi invitiamo a comunicarci, entro il termine di
5 giorni
dalla ricezione del presente scritto, se i ricorrenti sono debitori di altri premi relativi alle loro assicurazioni complementari oltre a quelli concernenti i mesi compresi fra settembre e dicembre 2002, premi questi ultimi dei quali la Cassa malati _ ha riconosciuto che _, _ e _
non
sono debitori.
Vi trasmettiamo pure, per conoscenza, copia dello scritto 23 gennaio 2004 di _ al TCA (cfr. Doc. _), con la facoltà di presentare ev. osservazioni scritte entro il termine di
5 giorni
."
(Doc. _)
Tramite scritto datato 3 febbraio 2004 _ ha risposto:
"
Accusiamo ricevuta del vostro scritto del 28 gennaio 2004, ricevuto il 29 gennaio, il quale ha ritenuto tutta la nostra attenzione.
In tempo utile, vi informiamo che il riferimento all'anno 2003 al punto 2 del nostro scritto del 12 gennaio 2004 è dovuta ad una inavvertenza redazionale.
In effetti, ci riferivamo evidentemente ai premi da settembre a dicembre 2002 in quanto solamente quest'ultimi costituiscono l'oggetto del litigio. D'altra parte, i documenti citati nel nostro allegato menzionavano espressamente i premi da settembre a dicembre dell'anno 2002 (_ a _ dell'attore).
Per il resto, la lettera dell'attore del 23 gennaio 2004 non induce a commenti particolari da parte nostra e rinunciamo quindi a presentare delle osservazioni complementari." (Doc. _)
Il doc. _ e il doc. _ sono stati trasmessi, per conoscenza, all'assicurato (cfr. doc. _).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., _).
Nel merito
2.2. L'assicurazione contro le malattie è stata regolamentata, sino al 31 dicembre 1995, dalla LAMI, sostituita, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 1996, dalla nuova legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal corrisponde un'altrettanto netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile (SPIRA, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire, Revue suisse d'assurances/ Schweizerische Versicherung-Zeitschrift 1995, N. 7/8, pagg. 192-200; SPIRA, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie, Sécurité sociale 5/1995, pagg. 256-259; GREBER, Quelques questions relatives à la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in: Revue de droit administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, pagg. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in occasione dell'adozione della LAMal il 1° gennaio 1996) per le contestazioni relative all'assicurazione complementare all'assicurazione sociale contro le malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1° gennaio 1996 è entrata in vigore la Legge di applicazione della LAMal (LCAMal) che all’art. 75 prevede che:
"
le contestazioni degli assicuratori tra di loro, con i loro membri o con terzi concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le malattie o altri rami d’assicurazioni, praticati da assicuratori autorizzati all’esercizio ai sensi della LAMal e delle relative Ordinanze, sono decise dal Tribunale cantonale delle assicurazioni.
È applicabile per analogia la Legge di procedura per le cause davanti al TCA."
Nel caso di specie non è contestato (doc. _, doc. _, doc. _ e doc. _) che, con effetto a decorrere dal 1° marzo 1991, le parti hanno concluso un contratto di assicurazione sottoposto alla LCA.
In queste circostanze, trattandosi di prestazioni complementari ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 e 3 LAMal (MAURER, Das neue Krankenversicherungsrecht, ed. Helbing et Lichtenhahn 1996, pag. 134) - ambito nel quale le casse malati e gli altri istituti assicurativi non sono autorizzati ad emanare decisioni - questo TCA è competente a statuire sulla petizione presentata dall'interessato in base all'art. 75 cpv. 1 e 2 LCAMal.
2.3. Oggetto della lite è il presunto mancato pagamento da parte della famiglia _ dei premi dell'assicurazione complementare relativi ai mesi compresi fra settembre e dicembre 2002 e la conseguente sospensione da parte della Cassa malati _ degli obblighi contrattuali nei confronti degli assicurati.
2.4. L'art. 20 LCA, a cui rinvia espressamente l'art. 1 CGA, concerne l' "Obbligo della diffida. Conseguenze della mora" dell'assicurato (cfr. nota marginale del disposto di legge). Esso prevede che nel caso in cui il premio non sia stato pagato alla scadenza o entro il termine di rispetto concesso dal contratto, il debitore debba essere diffidato per iscritto a sue spese e sotto comminatoria delle conseguenze della mora, ad effettuare il pagamento entro quattordici giorni dall'invio della diffida (cpv. 1). Se la diffida rimane senza effetto, l'obbligazione dell'assicuratore è sospesa a datare dalla scadenza del termine di diffida (cpv. 3).
La LCA regola il tema della mora contrattuale in maniera diversa rispetto alle disposizioni del Codice delle Obbligazioni (CO) nella misura in cui non fa dipendere la validità della mora dalla ricezione da parte del debitore della diffida. Nonostante la nota marginale dell'art. 20 LCA, la diffida non è obbligatoria; essa diviene necessaria se l'assicuratore intende ottenere la sospensione dei suoi obblighi contrattuali (TC SG in RUA XI n. 23; TC VD in RUA VI n. 107; TC NE in RUA VI n. 113, citati in: CARRÉ, Loi fédérale sur le contrat d'assurance, Losanna 2000, pag. 210 ad art. 20 LCA).
Se l'assicuratore non notifica una diffida al debitore, il primo non può liberarsi dei suoi obblighi nel caso in cui si produca un nuovo evento e neppure può recedere dal contratto (KUHN/MONTAVON, Droit des assurances privées, Losanna 1994, pag. 197).
Tuttavia, l'invio di una diffida non è soggetto ad alcun termine se non a quello di due anni previsto dall'art. 46 LCA, trascorso il quale il diritto dell'assicuratore al pagamento del premio si prescrive (TC VD in RUA IX n. 52; RUA III n. 95, in: CARRÉ, op. cit., pag. 212 ad art. 20 LCA). L'assicurato, infatti, non si trova in mora per il solo fatto che il premio è scaduto: è necessario ancora che l'assicuratore lo diffidi. La diffida deve informare il debitore in modo esplicito e completo su tutte le conseguenze del ritardo nel caso in cui l'assicurato non adempia ai suoi obblighi nel termine concessogli (HASENBOEHLER, in: Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag (VVG), Basilea 2001, n. 42 ad art. 20 LCA; DTF 128 III 186, in particolare consid. 2). Una diffida che non indica le conseguenze del mancato adempimento degli obblighi è irregolare e non può produrre gli effetti che non sono stati citati (DTF 128 III 186).
La legge accorda comunque al debitore un termine legale di quattordici giorni (termine di grazia) per provvedere al pagamento. Questo termine non inizia a decorrere dalla notifica della diffida ma dal momento del suo invio (STF in RUA XVIII n. 13, in: CARRON, La loi fédérale sur le contrat d'assurance, Friburgo 1997, n. 179 pag. 61; KUHN/ MONTAVON, op. cit., pagg. 189-193).
Contrariamente a quanto è previsto dal CO la messa in mora diventa effettiva – e l'assicurato deve pure degli interessi moratori - se, alla scadenza del termine legale, il debitore non ha ancora dato seguito al pagamento del premio. Qualora il termine di grazia venga a scadere infruttuosamente gli obblighi dell'assicuratore vengono sospesi (art. 20 cpv. 3 LCA).
La sospensione dura fino al pagamento completo del premio, oltre accessori, a meno che un'intenzione diversa risulti dall'attitudine dell'assicuratore (DTF 112 II 463; DTF 103 II 204). Il pagamento, o semplicemente la maturazione, di un altro premio intervenuta successivamente a quello che è stato oggetto della diffida, non hanno alcun effetto sulla sospensione. Ad ogni modo l'assicuratore è tenuto ad accettare il pagamento di un premio posteriore, a meno che non intenda recedere dal contratto, possibilità questa cui non è obbligato (DTF 103 II 204).
Se, invece, il debitore adempie al suo obbligo contrattuale versando nei quattordici giorni di tempo di cui alla diffida il premio dovuto all'assicuratore, egli si sottrae alle conseguenze della mora. A tal proposito si osserva che l'obbligo dell'assicuratore di fornire le sue prestazioni resta salvaguardato durante tutto il termine legale (termine di grazia) per gli eventi che potrebbero sopraggiungere durante questo periodo. Tale obbligo permane anche se, più tardi, emergesse che la diffida è rimasta senza effetto (art. 20 cpv. 3 LCA). Se allo scadere del termine di grazia il debitore ha pagato solo una parte del premio scaduto, bisogna ritenere che egli non ha adempiuto ai suoi obblighi contrattuali. In tal caso, gli obblighi dell'assicuratore sono sospesi (art. 20 cpv. 3 LCA), anche se la parte ancora dovuta rappresenta una piccola porzione dell'intero premio arretrato (KUHN/MONTAVON, op. cit., pagg. 194 e 195). A dipendenza delle circostanze rimangono tuttavia riservate le intenzioni diverse dell'assicuratore (DTF 112 II 463).
Va rammentato infine che se l'assicuratore ha incassato il premio corrispondente al nuovo periodo d'assicurazione, ciò non significa che egli abbia rinunciato a ricevere i premi dovuti per i periodi anteriori, e ancor meno che rinunci a sospendere le proprie obbligazioni (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 189 segg.).
Alla luce di quanto precede, dunque, quando il premio arretrato non venga versato prima della scadenza del termine legale di quattordici giorni, la mora del debitore diventa effettiva. Ciò comporta la sospensione degli obblighi dell'assicuratore (art. 20 cpv. 3 LCA). Tuttavia un contratto sospeso nei suoi effetti non equivale ad un contratto estinto o rescisso; significa invece semplicemente che gli obblighi dell'assicuratore sono sospesi, mentre il contratto d'assicurazione in quanto tale resta vigente.
La sospensione degli obblighi dell'assicuratore interviene a discapito dell'assicurato che resta debitore del premio. Si ribadisce quindi che, di regola, l'assicuratore non ha obblighi nei confronti dell'assicurato se un evento si produce dopo la scadenza infruttuosa del termine legale di diffida (quattordici giorni) (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 198 e seg.; HASENBOEHLER, op. cit., nn. 19-32 ad art. 21 LCA, pag. 334 segg.).
2.5. Nel caso concreto, gli importi dovuti da _, _ e _ relativi ai premi dell'assicurazione complementare per i mesi compresi fra settembre e dicembre 2002 sono stati dapprima oggetto di diffida da parte di _, con invito a voler saldare il dovuto entro quattordici giorni. Successivamente, non avendo _ dato seguito a tale diffida, giusta l'art. 13 CGA e quindi in virtù del predetto art. 20 cpv. 3 LCA, gli obblighi della Cassa malati _ sono stati sospesi a decorrere dalla data di scadenza del termine di diffida, come comunicato alla famiglia _ tramite tre lettere del 3 novembre 2003 (cfr. doc. _, doc. _ e doc. _). Il sopraggiungere di una situazione di ritardo nel pagamento dei premi non ha – come visto - per effetto la rescissione del contratto d'assicurazione, ma unicamente la sospensione della protezione assicurativa (HASENBOEHLER, op. cit., n. 78 ad art. 20 LCA, pag. 327; DTF 103 II 204, 208 = SVA XIV n. 32 pag. 150 = Pra 1977 pag. 478).
L'11 dicembre 2003 parte convenuta ha fatto spiccare dall'Ufficio esecuzioni di _ tre precetti esecutivi nei confronti di _, _ e _ (cfr. doc. _, doc. _ e doc. _). _, a nome di tutta la famiglia, ha interposto il 15 dicembre 2003 tempestiva opposizione.
2.6. L'art. 21 LCA prevede che:
"
Quando l'assicuratore non abbia richiesto nelle vie legali il premio arretrato entro due mesi dalla scadenza del termine fissato all'articolo 20 della presente legge si ritiene che sia receduto dal contratto e abbia rinunciato al pagamento del premio (cpv. 1)
Se l'assicuratore ha richiesto il premio o l'ha accettato più tardi, la sua responsabilità rinasce dal momento in cui il premio arretrato venga pagato con interessi e spese (cpv. 2)."
Qualora gli effetti del contratto siano sospesi (art. 20 cpv. 3 LCA) e l'assicuratore non intenti una procedura esecutiva nei due mesi che fanno seguito alla scadenza del termine di grazia, v'è dunque la presunzione irrefragabile – che esclude l'apporto della prova del contrario (STF in RUA VIII n. 109, in: CARRÉ, op. cit., pag. 218 ad art. 21 LCA) - che egli voglia recedere dal contratto e quindi che rinunci al pagamento del premio arretrato (TComm. ZH in RUA XIV n. 33, in: CARRON, op. cit., n. 194 pag. 67), fatto comunque salvo quanto prescritto al capoverso 2 dell'art. 21 LCA.
Il contratto , ai termini dell'art. 21 cpv. 1 LCA, si estingue ex nunc e non ab initio. Anziché attendere che la presunzione irrefragabile sia effettiva (presunzione di rescissione), l'assicuratore ha la possibilità di dichiarare espressamente che vuole recedere dal contratto. Per far ciò, egli non deve aspettare che sia trascorso il periodo di due mesi, ma può dichiarare la sua volontà immediatamente (KUHN/MONTAVON, op.cit., pag. 199).
Se l'assicuratore recede effettivamente dal contratto, qualunque sia il modo in cui ciò avvenga (per dichiarazione dell'assicuratore o alla scadenza del termine di due mesi), giusta l'art. 21 cpv. 1 LCA egli perde automaticamente ogni diritto a ricevere i premi arretrati ed a rivendicare le prestazioni precedentemente fornite. V'è dunque una finzione della rinuncia da parte dell'assicuratore per il recupero dei premi arretrati (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 198 e seg.; HASENBOEHLER, op. cit., nn. 4-18 ad art. 21 LCA, pag. 330 segg.).
Se l'assicuratore non ha intenzione di recedere dal contratto può pretendere dal debitore che quest'ultimo dia seguito ai suoi obblighi. Ciò significa che può esigere dall'assicurato l'esecuzione del contratto e quindi il pagamento del premio ormai scaduto. Onde evitare che si crei una situazione di presunzione di rinuncia all'adempimento contrattuale (art. 21 cpv. 1 LCA), il creditore può introdurre al competente ufficio una procedura esecutiva atta a recuperare il premio arretrato. Il creditore deve agire nel periodo di due mesi che ha fatto seguito alla diffida legale di pagamento. Infatti, se in questo lasso di tempo l'assicuratore non si attiva per recuperare il premio, sussiste la presunzione prevista dalla legge secondo cui l'assicuratore ha rinunciato al contratto; ciò significa pure che quest'ultimo ha perso il diritto a recuperare il premio arretrato (TC ZG in RUA XIX n. 30, in: CARRON, op. cit., n. 189 pag. 65).
Se l'assicuratore, trascorso il termine legale di grazia di quattordici giorni, sceglie di ottenere il pagamento del premio - e quindi di non rinunciare al contratto – e concede ancora del tempo all'assicurato prima di procedere con il recupero del premio, il contratto rimane ugualmente sospeso conformemente all'art. 20 cpv. 3 LCA (STF in RUA V n. 124, in: CARRÉ, op. cit., pag. 220 ad art. 21 LCA).
Nell'eventualità in cui la procedura esecutiva abbia avuto esito favorevole o che il creditore abbia accettato più tardi il pagamento del premio arretrato, gli obblighi dell'assicuratore rinascono dal momento in cui l'importo del premio arretrato è stato interamente pagato (ex nunc), comprese le spese e gli interessi moratori (art. 21 cpv. 2 LCA) - anche se gli ammontari di questi ultimi dovessero essere esigui (DTF 112 II 463). Il pagamento non esplica effetti retroattivi a partire da quando gli obblighi dell'assicuratore sono stati sospesi (TD BE in RUA XIII n. 91, in: CARRON, op. cit., n. 196 pag. 67).
Gli obblighi dell'assicuratore rinascono dunque soltanto a condizione che egli abbia accettato più tardi il pagamento del premio scaduto (KUHN/MONTAVON, op. cit., pag. 202).
Come indicato in precedenza, se l'assicuratore accetta il pagamento del nuovo premio prima che il premio arretrato sia stato soluto, ciò non significa che egli rinunci alla sospensione del contratto. L'assicuratore può prevalersi della sospensione della copertura anche se il precetto esecutivo teso al recupero del premio scaduto è notificato dopo il pagamento del nuovo premio (DTF 103 II 204).
Pertanto, la sospensione della copertura assicurativa si ripercuote sugli obblighi dell'assicuratore, e né la scadenza né il pagamento di un premio susseguente hanno per effetto che la garanzia contrattuale fornita dall'assicuratore torni in vigore (DTF 103 II 204, STF in RUA XIV n. 32, in: CARRON, op. cit., n. 188 pag. 65). Il rapporto d'assicurazione fra l'assicuratore e l'assicurato rinasce soltanto per accordo delle parti (STF in RUA VIII n. 25/109, in: CARRÉ, op. cit., pag. 218 ad art. 21 LCA). Grazie al solo pagamento, l'assicurato non può infatti rimettere unilateralmente in vigore il contratto: il pagamento va infatti accettato da parte dell'assicuratore (art. 21 cpv. 2 LCA).
2.7. Nella fattispecie in esame, come visto, _, anche a nome della moglie _ e della figlia _, ha sempre sostenuto di nulla dovere a _ per presunti premi relativi ai mesi da settembre a dicembre 2002 dell'assicurazione complementare rimasti impagati, in quanto egli ha sempre provveduto a pagare siffatti importi (cfr. doc. _ e doc. _).
Quest'affermazione dell'assicurato è del resto stata pienamente confermata dalla Cassa malati _, la quale, nella risposta di causa del 12 gennaio 2004, ha riconosciuto che gli appartenenti alla famiglia _ non sono debitori di nessun premio arretrato dell'assicurazione complementare (cfr. doc. _).
Di conseguenza, alla luce di questa presa di posizione, _ non avrebbe dovuto diffidare gli assicurati a pagare entro un termine di quattordici giorni i premi relativi ai mesi compresi fra settembre e dicembre 2002; non avrebbe dovuto comunicare agli assicurati che a causa del mancato pagamento entro il termine fissato degli importi scoperti _ avrebbe proceduto a sospendere nei loro confronti il rapporto assicurativo e non avrebbe dovuto infine far spiccare dal competente Ufficio esecuzioni i precetti esecutivi nei confronti degli assicurati, ritenuto che non esisteva e non esiste nessun importo scoperto concernente i premi dell'assicurazione complementare della famiglia _, come ammesso dall'assicuratore malattia nella risposta di causa del 12 gennaio 2004 (cfr. doc. _) e ribadito ancora da _, rispondendo ad un'esplicita richiesta del TCA volta ad accertare se, oltre ai premi relativi ai mesi compresi fra settembre e dicembre 2002 vi fossero altri premi scoperti a carico della famiglia _ (cfr. doc. _), nello scritto del 3 febbraio 2004 (cfr. doc. _).
Alla luce di quanto precede, la petizione del 2 settembre 2002 va accolta e va di conseguenza annullata la sospensione del contratto di assicurazione complementare, concluso dagli assicurati a partire dal 1° marzo 1991, stabilita da _ negli scritti del 3 novembre 2003 (cfr. doc. _, doc. _ e doc. _).
2.8. La presente sentenza è definitiva siccome non sono dati gli estremi, e meglio i valori di causa, per un ricorso in riforma al Tribunale Federale di Losanna.
Secondo l'art. 47 cpv. 4 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione.
Con lettera del 14 agosto 2003 l'UFAP ha rammentato al TCA l'obbligo di trasmettere tutte le sentenze inerenti il diritto privato emesse, precisando che l'ufficio federale delle assicurazioni private non ha la facoltà di ricorrere contro le stesse.
Alla luce della LSA e dello scritto dell'UFAP, s'impone la notifica anche della presente sentenza all'autorità di sorveglianza.