Decision ID: 43d877f2-fd45-54d9-b858-07ce1a3c4437
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto: A. _
, cittadino turco ora titolare di un passaporto greco, ha raggiunto la Svizzera nel 1979, dove un anno più tardi ha acquistato una ditta luganese attiva nel commercio di succhi di frutta. Con sentenza del 15 giugno 1983 la Corte delle assise criminali in Lugano lo ha riconosciuto autore colpevole di violazione aggravata della legge federale sugli stupefacenti per fatti accaduti nell'ottobre del 1982, condannandolo a 10 anni di reclusione e all'espulsione dalla Svizzera per 15 anni. Durante l'espiazione della pena _ è stato colpito da un cancro ai testicoli, che ha richiesto un intervento chirurgico e la sospensione dell'esecuzione della pena, poi ripresa su richiesta di lui. Il 19 aprile 1990 il Consiglio di vigilanza sull'esecuzione delle pene ne ha disposto la liberazione condizionale e la sospensione a titolo di prova della pena accessoria dell'espulsione per 5 anni.
B.
Il 25 ottobre 1990 l'Ufficio federale degli stranieri ha pronunciato nei confronti di _ un divieto d'entrata di durata illimitata, ritenendo il ritorno di lui indesiderato per i fatti formanti oggetto della condanna penale. Adito da _, con decisione del 5 dicembre 1991 il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha respinto il ricorso. Nel frattempo, con decreto d'accusa del
31 luglio 1991 l'allora Procuratore pubblico sottocenerino ha riconosciuto _ autore colpevole di violazione della legge federale sul domicilio e la dimora degli stranieri per essere entrato in Svizzera nonostante il divieto emesso dall'Ufficio federale degli stranieri e ne ha proposto la condanna a 15 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente. Statuendo su opposizione, con sentenza del 14 gennaio 1992 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ha prosciolto l'accusato dall'imputazione, decretando l'inapplicabilità del divieto d'entrata.
C.
Fondandosi sulla sentenza del Pretore, il 12 febbraio 1992 _ ha chiesto all'Ufficio federale degli stranieri la revoca del divieto d'entrata. La richiesta è stata respinta con decisione del
3 marzo 1992. Statuendo su ricorso dell'accusato, il 12 marzo 1993 il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha rigettato il ricorso. Con decreto di accusa del 22 gennaio 2001 il Procuratore pubblico ha nuovamente riconosciuto _ autore colpevole di infrazione all'art. 23 cpv. 1 LDDS per essere entrato illegalmente e ripetutamente in Svizzera dal 1995 attraverso valichi imprecisati e per avere soggiornato a _, a _ e in altre località del Cantone nonostante il divieto d'entrata di durata indeterminata. Egli ne ha proposto perciò la condanna a 15 giorni di detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni. Al decreto di accusa _ ha sollevato opposizione.
D.
Giudicando sull'opposizione, con sentenza del 13 settembre 2001 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ha prosciolto l'accusato dall'imputazione, confermando in sostanza quanto già deciso il 14 gennaio 1992. Contro tale sentenza il Procuratore pubblico ha introdotto il 14 settembre 2001 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale. Nei motivi del gravame, presentati il 17 ottobre successivo, egli ha chiesto la conferma del decreto d'accusa o, in via subordinata, l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti a una nuova Corte delle assise correzionali (recte: a un altro Pretore) per nuovo giudizio. Nelle sue osservazioni del 13 novembre 2001 _ ha proposto di rigettare il gravame. Con sentenza del 31 ottobre 2002 la Corte di cassazione e di revisione penale ha respinto il ricorso nella misura in cui lo ha ritenuto ammissibile (inc. 17.2001.64).
E.
Contro la sentenza della Corte di cassazione e di revisione penale il Procuratore pubblico è insorto con ricorso per cassazione del 18 dicembre 2002 al Tribunale federale, postulando l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti all'autorità cantonale per nuovo giudizio sull'imputazione di ripetuta entrata illegale. Statuendo il 5 giugno 2003, il Tribunale federale ha accolto il ricorso, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa all'autorità cantonale per nuovo giudizio.

Considerando
in diritto: 1.
Se accoglie un ricorso per cassazione per quanto riguarda l'azione penale, il Tribunale federale annulla la decisione impugnata e rinvia la causa all'autorità cantonale (art. 277
ter
cpv. 1 PP). Quest'ultima deve porre a fondamento della propria decisione i considerandi di diritto della sentenza di cassazione (DTF 123 IV 1 consid. 1 pag. 3), limitandosi a esaminare i punti che devono essere oggetto di nuovo giudizio in base ai considerandi del Tribunale federale. I punti che non sono stati messi in discussione rimangono acquisiti (DTF 121 IV 109 consid. 7 pag. 128 con richiami). La giurisprudenza ha precisato nondimeno che, nei limiti del divieto della
reformatio in peius
, la nuova decisione deve riguardare anche punti non contestati dinanzi al Tribunale federale, in quanto la loro connessione lo esiga (DTF 123 IV 1 consid. 1 pag. 3, 121 IV 190 consid. 7 pag. 128 con rinvii).
2.
Il Tribunale federale ha disposto il rinvio della causa a questa Corte perché statuisca di nuovo sull'imputazione di ripetuta entrata illegale, dalla quale l'accusato era stato prosciolto in entrambi i gradi di giudizio. Esso ha ritenuto che questa Corte abbia disatteso il diritto federale, segnatamente gli art. 13 cpv. 1 prima frase e 23 cpv. 1 LDDS, ritenendo pregiudizialmente che le decisioni del 5 dicembre 1991 e del 12 marzo 1993 con cui il Dipartimento federale di giustizia e polizia aveva confermato il divieto d'entrata fossero inficiate da soverchio rigore. Il Tribunale federale ha ritenuto che, pur essendo abilitata a vagliare pregiudizialmente la legittimità della decisione amministrativa alla base del procedimento penale, nel caso specifico questa Corte non avesse sufficienti motivi per ravvisare un abuso del potere d'apprezzamento da parte dell'autorità amministrativa. Secondo il Tribunale federale il rapporto tra l'opponente e la Svizzera non era, al momento dell'emanazione del divieto, tanto stretto da far apparire il provvedimento come sproporzionato nei confronti dell'interesse pubblico (sentenza, consid. 3.3, pag. 7). Annullata la sentenza impugnata, Il Tribunale federale ha rinviato perciò la causa a questa Corte per nuovo giudizio.
3.
Ciò posto, le indicazioni vincolanti del Tribunale federale impongono di accogliere il ricorso per cassazione nella misura in cui il Procuratore pubblico sosteneva che il Pretore non aveva motivo per dichiarare sproporzionato – e perciò illegittimo – il divieto d'entrata in Svizzera per tempo illimitato. Il che non comporta però automaticamente la condanna dell'imputato per ripetuta entrata illegale in Svizzera, come reputa il Procuratore pubblico. Nel decreto d'accusa del 22 gennaio 2001, per vero, il ricorrente era stato ritenuto autore colpevole – tra l'altro – di infrazione alla legge federale sul domicilio e la dimora degli stranieri per essere entrato illegalmente e
ripetutamente
in Svizzera dal 1995 attraverso valichi imprecisati. Quando e quante volte ciò sia avvenuto non è dato tuttavia di sapere, né la circostanza può essere chiarita consultando atti (art. 296 cpv. 1 CPP). La questione non è per altro di poco momento, ove appena si consideri che parte dell'infrazione appare essersi nel frattempo prescritta. Spetterà pertanto alla Pretura penale – subentrata il 1° gennaio 2003 alla Pretura distrettuale che ha statuito in prima sede – procedere ai necessari accertamenti, chiarendo il numero e il momento delle pretese infrazioni. Essa dovrà poi vagliare l'aspetto soggettivo della fattispecie, con particolare riferimento ai motivi che hanno indotto il soggetto a infrangere il divieto d'entrata, elemento non trascurabile ai fini della commisurazione della pena. Per conto, la Pretura penale non dovrà determinarsi sull'altra imputazione, quella di ripetuto soggiorno illegale. Da tale capo di accusa il ricorrente è stato infatti prosciolto con sentenza passata in giudicato (sentenza del Tribunale federale, consid. 3, pag. 5).
4.
Concludendo, il ricorso dev'essere parzialmente accolto, la sentenza impugnata annullata nella misura in cui Pretore ha prosciolto l'accusato dall'imputazione di infrazione alla legge federale sul domicilio e la dimora gli stranieri riferita alla ripetuta entrata illegale in Svizzera e gli atti rinviati alla Pretura penale per nuovo giudizio su tale imputazione nel senso dei considerandi. Gli oneri processuali seguono la vicendevole soccombenza (art. 15 con rinvio all'art. 9 CPP). Sono posti perciò a carico dello Stato e dell'accusato in ragione di metà ciascuno. A titolo di ripetibili ridotte lo Stato verserà inoltre a _ un'indennità di fr. 500.– (art. 9 cpv. 6 CPP).