Decision ID: fceb9568-963f-50cb-bd25-e850767ea0ee
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 21 maggio 2001 il notaio avv. _ ha chiesto alla Sezione dell'agricoltura se la vendita del mapp. _ RFD di _, in parte censito a RF quale pascolo, era soggetta alle restrizioni sancite dalla LDFR;
che esperiti gli opportuni accertamenti, con decisione 31 luglio 2001 la Sezione dell'agricoltura ha stabilito che il fondo era incolto e inutilizzabile a fini agricoli, per cui la sua vendita non era sottoposta al regime autorizzativo istituito dalla LDFR;
che adito dalla Commissione di vigilanza in materia di diritto fondiario rurale, con pronunzia 11 dicembre il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta decisione;
che constatata la situazione in loco, l'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto in sostanza che il mappale, scosceso, ombroso, sassoso, in completo stato di abbandono, ricoperto da bosco e da vegetazione invasiva, nonché sito in luogo impervio, isolato quanto distante dal piano, fosse manifestamente inadatto a qualsiasi attività agricola razionale; donde la possibilità per il suo proprietario di alienarlo liberamente, senza dover ottenere l'autorizzazione prevista dalla LDFR (art. 61) per la compravendita di fondi agricoli;
che il Governo non ha prelevato tassa di giustizia, ma ha imposto alla ricorrente di versare in solido fr. 300.- di ripetibili al venditore e all'acquirente del fondo;
che avverso la predetta condanna al pagamento di complessivi fr. 600.- di indennità di patrocinio la Commissione di vigilanza insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, sollecitandone l'annullamento; a mente della ricorrente, le ripetibili andrebbero semmai poste a carico dello Stato, essendo escluso che i singoli membri della Commissione possano essere chiamati a rispondere personalmente di simili oneri;
che all'accoglimento dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato, che propone la conferma della decisione impugnata senza formulare particolari osservazioni; ad identica conclusione pervengono la CE _ e _ - venditrice, rispettivamente compratore del mapp. _ di _ - mentre la Sezione delle bonifiche fondiarie e del catasto, l'Ufficio dei registri di _ e la Sezione dell'agricoltura si richiamano ai contenuti delle loro precedenti prese di posizione;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 13 cpv. 2 LALDFR, 83 cpv. 3 seconda frase LDFR, nonché 88 cpv. 1 LDFR e 13 cpv. 3 LALDFR;
che il gravame è pertanto ricevibile in ordine e data la natura della questione posta a giudizio può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che la LDFR (art. 90 lett. b) delega ai cantoni la competenza di designare un'autorità di vigilanza legittimata ad impugnare tutte le autorizzazioni (art. 83 cpv. 3 LDFR) e le decisioni di accertamento rese in materia di diritto fondiario rurale dalle preposte istanze cantonali (Bandli, Kommentar BGBB, N. 6 ad art. 90);
che in Ticino questo ufficio è stato attribuito alla Commissione di vigilanza, un organismo composto da cinque membri al massimo nominati ogni quattro anni dal Consiglio di Stato (art. 2 Regolamento sul diritto fondiario rurale; RL 8.1.3.1.1);
che la Commissione di vigilanza svolge con ogni evidenza un compito di natura istituzionale: per volontà del Legislatore deve adoperarsi affinché la LDFR non venga elusa compromettendo il raggiungimento degli scopi per i quali è stata varata (promozione della proprietà fondiaria rurale, rafforzamento della posizione del coltivatore diretto e lotta contro i prezzi esorbitanti per il suolo agricolo; cfr. art. 1 cpv. 1 LDFR);
che la Commissione esercita le sue mansioni di sorveglianza agendo in via ricorsuale; la legge federale stessa (art. 83 cpv. 3 LDFR) le conferisce infatti la potestà di aggravarsi contro le autorizzazioni e le decisioni di accertamento prolate dall'autorità cantonale competente, ovvero dalla Sezione dell'agricoltura (vedi art. 1 Regolamento sul diritto fondiario rurale);
che il ricorso della CV-LDFR si configura come un ricorso dell'autorità (cd. Behördenbeschwerde; cfr. Borghi Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 43 PAmm, n. 9);
che in caso di ricorso dell'autorità, parte processuale è l'ente pubblico al quale l'autorità insorgente si ricollega (Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. ed., § 15 n. 5 pag. 163);
che in caso di rigetto dell'impugnativa dell'autorità le ripetibili sono pertanto dovute dall'ente di riferimento e non dall'autorità, che ha diritto di ricorso, ma non capacità di parte;
che il ricorso va pertanto accolto, ponendo a carico dello Stato del Cantone Ticino le ripetibili che il Governo ha indebitamente addebitato alla CV-LDFR;
che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e dall'assegnazione di ripetibili.