Decision ID: b722e9bd-ee6c-5b73-bbff-558dcd868b84
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (1957) e AP 1 (1964) si sono sposati a _ il 19 maggio 1993. Dal matrimonio è nato P_, il 31 dicembre 1995. Il marito lavora attualmente per la _ di _. La moglie è estetista e massaggiatrice, oltre che terapista equina. I coniugi vivono separati dal maggio del 2002, quando il marito ha lasciato l'abitazione familiare. Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa da lui medesimo il 23 maggio 2002, il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha omologato all'udienza del 9 gennaio 2004 un accordo in cui egli si impegnava a versare un contributo alimentare di fr. 2000.– mensili per la moglie e uno di fr. 1000.– mensili per il figlio, posto che “tutti i parametri di calcolo dei contributi alimentari per la moglie e per il figlio” sarebbero stati “ridiscussi, rispettivamente sottoposti al giudizio del Pretore” entro la scadenza dell'accordo, fissata al 31 ottobre 2004.
B. Dall'aprile del 2005 AO 1 ha interrotto i versamenti. L'11 luglio 2005 AP 1 ha adito così il Pretore con una propria istanza a tutela dell'unione coniugale, chiedendo – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – un contributo alimentare di fr. 550.– mensili per sé e uno di fr. 1850.– mensili per P_. Identiche richieste essa ha formulato in via cautelare (inc. DI.2005.143). Statuendo senza contraddittorio il 14 luglio 2005, il Pretore ha condannato AO 1 a versare in via provvisionale i contributi postulati dall'istante. AO 1 ha sollecitato il 4 agosto 2005 la modifica di tale decreto affinché fosse ridotto a fr. 1000.– mensili il contributo per il figlio e annullato quello per la moglie, instando a sua volta per il beneficio dell'assistenza giudiziaria (inc. DI.2005.150).
C. All'udienza del 10 ottobre 2005, indetta per la discussione dell'istanza a tutela dell'unione coniugale e dell'assetto provvisionale, AP 1 ha aumentato le richieste di contributo a fr. 1250.– mensili dal luglio 2005, tanto per sé quanto per il figlio. Il marito ha offerto unicamente un contributo di fr. 506.20 mensili in favore di P_. Esperita l'istruttoria, nel suo memoriale conclusivo del 25 gennaio 2006 AP 1 ha esposto un calcolo dal quale risultava un contributo alimentare di fr. 925.– mensili per sé e uno di fr. 1250.– mensili per il figlio dall'11 luglio 2005, ma non ha cifrato le pretese nelle richieste di giudizio. Il marito ha ridotto da parte sua il contributo proposto per il figlio, nel proprio memoriale conclusivo del 26 gennaio 2006, a fr. 465.20 mensili.
D. Con decisione del 22 novembre 2005 il Pretore ha ammesso AP 1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria. Statuendo poi il 21 agosto 2006, egli ha stabilito il contributo alimentare per lei in fr. 925.– mensili e quello per il figlio in fr. 1335.– mensili, entrambi a valere “dal primo versamento dovuto a seguito del decreto supercautelare 14 luglio 2005”. La tassa di giustizia di fr. 500.– e le spese sono state poste a carico dello Stato, senza assegnazione di ripetibili. AO 1 si è visto conferire anch'egli il beneficio dell'assistenza giudiziaria.
E. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta con un appello del 1° settembre 2006 per ottenere che – previa concessione dell'assistenza giudiziaria anche in seconda sede – il contributo di mantenimento in suo favore sia portato a fr. 1113.05 mensili. L'appello non è stato intimato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. Il Pretore ha spiegato che in esito a quanto risultava dai calcoli esposti nella sentenza AP 1 avrebbe avuto diritto a un contributo alimentare di fr. 1021.55 mensili. Dato però ch'essa si limitava a chiedere fr. 925.– mensili, pari alla copertura del proprio fabbisogno minimo, egli ha condannato il marito a versarle tale importo (sentenza impugnata, consid. 4.2).
2. L'appellante contesta di avere limitato la propria richiesta di contributo a fr. 925.– mensili. Sostiene di avere deliberatamente rinunciato a cifrare la pretesa nel memoriale conclusivo poiché il calcolo ivi esposto non teneva conto dell'eccedenza mensile da suddividere ed era “unicamente una proiezione indicativa”. Incombeva al giudice – essa sostiene – completarlo d'ufficio, in virtù del principio inquisitorio illimitato. In luogo di ciò, il Pretore ha circoscritto il giudizio a una mera “ipotesi calcolo”.