Decision ID: 11e41582-6a0a-506f-a9d7-56b53c0727c5
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il 26 dicembre 1993 l'_
ha organizzato, con l'autorizzazione delle autorità comunali, la tredicesima edizione della "_", gara podistica amatoriale che si svolge tra le 10.00 e le 12.00 all'interno del nucleo di _, lungo il circuito "_ - _ - _ - _ - _ - _ " (cfr. planimetria doc. 5).
B.
Verso le 11.50 di quel giorno, il settantanovenne _, che stava camminando nel nucleo in compagnia di alcuni famigliari per recarsi in un ristorante della zona, giunto circa a metà della _ venne urtato da tergo da un concorrente della gara, rimasto sconosciuto, e cadde a terra, riportando una lussazione della spalla sinistra con frattura del tubercolo maggiore dell'omero sinistro, nonché una contusione al naso e all'emitorace. Nonostante le cure del caso, egli non ha ripreso completamente l'uso della spalla sinistra.
C.
Con la petizione in rassegna _ ha convenuto in lite l'_, rimproverandole in sostanza di non aver organizzato opportunamente la gara in questione, così da evitare l'incidente che l'aveva visto coinvolto. Egli, ritenendo senz'altro data la responsabilità contrattuale e extracontrattuale dell'organizzatore, ha chiesto che fosse innanzitutto accertata la responsabilità della convenuta nell'incidente e che quest'ultima fosse di conseguenza condannata al pagamento del danno da lui subito, derivantegli dal fatto di dover far capo all'aiuto di un'altra persona durante almeno 2 ore al giorno (remunerate a fr. 27.- all'ora), il tutto per ovviare alla carente funzionalità della spalla sinistra: ne derivava fino alla data della sentenza e per il futuro un danno di fr. 166'746.60, somma aumentata in sede conclusionale a fr. 213'793.50. Egli pretende infine un'ulteriore somma di fr. 15'000.- per il torto morale subito.
D.
La convenuta, dopo aver escluso l'esistenza di un contratto tra le parti, ha contestato che nel caso concreto fossero date le condizioni per potersi ammettere una sua responsabilità per atto illecito: essa in particolare avrebbe adottato tutte le misure di sicurezza che si imponevano, mentre l'incidente era in definitiva dovuto al concorrente rimasto sconosciuto o alla disattenzione rispettivamente all'imprudenza dello stesso attore. In ogni caso le conseguenze dell'incidente, sempre che non fossero dovute almeno in parte al normale invecchiamento, non erano così gravi da imporre l'aiuto di una terza persona durante 2 ore al giorno, remunerate in quella misura. Contestata era pure l'esistenza dei presupposti per la concessione di un'eventuale indennità per torto morale.
E.
Il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha accolto la petizione limitatamente a fr. 71'000.-, caricando le spese giudiziarie alle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
Il giudice di prime cure, esclusa l'esistenza di un vincolo contrattuale tra le parti, ha esaminato la fattispecie sotto l'ottica dell'atto illecito, giungendo alla conclusione che la convenuta non aveva predisposto le necessarie misure di sicurezza a salvaguardia degli spettatori, in particolare non avendo delimitato interamente il percorso con transenne o almeno con nastro di plastica e non avendolo reso inaccessibile al pubblico; a suo giudizio, inoltre nessuna concolpa poteva essere imputata all'attore. Appurato che l'attuale menomazione alla spalla non si lasciava ricondurre all'avanzamento dell'età, ma era proprio dovuta all'incidente, e che la stessa creava importanti difficoltà all'attore segnatamente nel fare il bagno, nell'indossare una camicia o una giacca, il Pretore ha ritenuto equo e ragionevole stimare la durata di un aiuto di terzi in ragione di una mezz'ora al giorno, retribuita a fr. 27.- l'ora, ciò che portava a riconoscere un danno di fr. 32'500.- fino alla sentenza e di fr. 23'500.- per il futuro. Vista la sofferenza patita dall'attore, il giudice gli ha infine attribuito fr. 15'000.- per torto morale.
F.
Con l'appello la convenuta chiede di modificare la sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione.
Essa ribadisce di aver predisposto tutte le precauzioni del caso, in particolare organizzando un folto servizio d'ordine, posando transenne nei punti più pericolosi ed avendo avvisato per tempo la popolazione. All'attore andava in ogni caso imputata una colpa importante, se non esclusiva, per non aver prestato la necessaria attenzione a quanto stava accadendo, tanto più che egli era reduce da un intervento agli occhi. Quanto al danno, essa ritiene che le lievi difficoltà dell'attore nell'espletare le mansioni quotidiane, per altro limitate a fare il bagno, e che comunque sarebbero subentrate col passare del tempo, non gli abbiano in realtà provocato alcun danno economico, tanto è vero che egli sino ad allora salvo l'aiuto della moglie non aveva dovuto far capo a prestazioni di terzi; contestata era pure la retribuzione oraria di un aiuto domiciliare. Palesemente eccessiva, per l'età e il danno fisico patito, era in ogni caso l'indennità per torto morale attribuita. Pure errato era infine il giudizio su spese e ripetibili, che non teneva conto della preponderante soccombenza della controparte.
G.
Con l'appello adesivo l'attore chiede per contro che la petizione venga integralmente accolta, ribadendo in sostanza che l'attuale menomazione alla spalla imporrebbe un aiuto di terzi durante almeno 2 ore al giorno. Egli chiede inoltre che gli sia riservata la possibilità di adeguare il danno alla nuova edizione (5. ed.) delle tavole di capitalizzazione _ /_ e infine che gli interessi sull'indennità per torto morale siano fatti decorrere dalla data dell'incidente.
H.
Delle osservazioni all'appello e di quelle all'appello adesivo, con cui le parti postulano la reiezione del gravame di parte avversa si dirà, se necessario, nei prossimi considerandi.

considerando
in diritto:
1.
È senz'altro a ragione che il giudice di prime cure ha esaminato la fattispecie sotto l'ottica dell'atto illecito e non sotto quella della responsabilità contrattuale. L'attore non era in effetti uno spettatore pagante o al beneficio di un biglietto gratuito per assistere alla manifestazione sportiva (cfr.
Bondallaz
, Responsabilité civile et activité sportive organisée, in
RVJ
1999 p. 138 e seg.;
Bondallaz
, La responsabilité civile de l'organisateur d'une manifestation sportive en droit suisse, in
Zen-Ruffinen
, Droit et sport, Berna 1997, p. 65), ma era un semplice passante; tanto più che in concreto la manifestazione organizzata dalla convenuta era comunque di carattere gratuito (testi _ e _,
RVJ
1999 p. 140)
2.
Le condizioni per poter riconoscere una responsabilità per atto illecito sono quattro (art. 41 cpv. 1 CO): l'esistenza di un atto illecito del danneggiante; la sua colpa; l'esistenza di un danno a carico del danneggiato; l'esistenza di un nesso causale adeguato tra l'atto illecito ed il danno.
Pacifica nella fattispecie l'esistenza di un atto illecito, si tratta ora di esaminare se anche le altre condizioni di cui all'art. 41 cpv. 1 CO siano o meno date.
2.1
Con riferimento al nesso causale, la convenuta sostiene che l'attore, a prescindere dall'incidente occorsogli, ben presto avrebbe dovuto ricorrere all'intervento di terze persone per lo svolgimento delle elementari mansioni quotidiane, non fosse altro che per la sua età e per la presenza di fattori degenerativi preesistenti. Tale assunto non può essere condiviso.
L'istruttoria di causa ha permesso di accertare che l'attore, prima dell'incidente, era in buona salute (teste dr. _ ad A3 e B9, teste dr. _ 24.2.1998 ad 3, doc. N), senza particolari disturbi o affezioni, dall'aspetto e dal comportamento giovanile (teste dr. _ ad A3); in particolare egli non aveva mai avuto problemi di osteoporosi o simili (teste dr. _ ad B8, teste dr. _ 26.3.1998 ad 7), tanto è vero che anche dopo l'infortunio la stessa era da considerarsi fisiologica e comunque non causale (perizia dr. _ p. 11). Tutti i medici che hanno visitato l'attore sono del resto giunti alla conclusione che la sua menomazione alla spalla sinistra fosse proprio dovuta all'incidente (doc. E, F, H, L, N e Q).
Contrariamente a quanto ritenuto dalla convenuta non è per nulla provato che l'attore, con il passare degli anni, avrebbe dovuto essere costretto a far capo ad un aiuto domiciliare. Si tratta di una mera ipotesi. Ciò non toglie in ogni caso che, nella misura in cui l'eventuale aiuto dei terzi dovesse lasciarsi ricondurre (anche solo in parte) ad un episodio di cui essa è responsabile, la stessa sarà comunque tenuta (in tale misura) al risarcimento.
2.2
La convenuta è pure del parere che non le possa essere ascritta alcuna colpa per l'incidente occorso all'attore: essa avrebbe in effetti predisposto le necessarie misure di sicurezza, mettendo a disposizione un adeguato servizio d'ordine, posando transenne laddove necessario e provvedendo all'informazione di tutta la popolazione del borgo; colpevole sarebbe piuttosto il comportamento dell'attore, il quale, oltretutto reduce da un'operazione agli occhi, non aveva prestato la necessaria attenzione a quanto stava succedendo intorno a lui.
2.2.1
Giustamente il primo giudice ha riconosciuto che nella fattispecie il presupposto della colpa andava analizzato sulla scorta del cosiddetto "Gefahrensatz", principio secondo cui chi crea una situazione di fatto pericolosa è tenuto ad adottare tutte le misure di sicurezza necessarie affinché non abbia a prodursi un danno a terzi (
Brehm
, Berner Kommentar, N. 51 ad art. 41 CO; sull'applicazione di tale principio all'organizzatore di manifestazioni sportive: cfr.
RVJ
1999 p. 141;
Riv. dir. sport.
1991 p. 9, 1992 p. 268).
In generale dev'essere osservato che chi organizza una gara podistica (o d'altro genere) non in aperta campagna, ma in un centro abitato o addirittura densamente abitato, si mette da sé in una situazione di rischio fortemente accresciuto: infatti, con il transito al passo di corsa di un numero spesso rilevante di concorrenti, l'organizzatore occupa durante un certo lasso di tempo superfici riservate per loro destinazione naturale al pubblico passaggio che, a buon diritto, deve poter svolgersi in modo sicuro. E ciò, in particolare, su percorsi stradali riservati al solo traffico pedonale dove gli utenti sono legittimati a non attendersi pericoli di nessun genere, né da veicoli, né da atleti che, in quella particolare circostanza, sono portati a considerare il suolo pubblico alla stregua di una pista loro riservata. È a fronte di simile situazione eccezionale, ancorché autorizzata dall'ente pubblico (la cui responsabilità non è oggetto di controversia in questa sede), che dev'essere esaminata la fattispecie.
2.2.2
Nel caso concreto, è stato provato che la convenuta ha informato la popolazione di _ circa l'effettuazione della corsa tramite la stampa e la radio nonché con volantini affissi negli esercizi pubblici e negozi del borgo (teste _); essa ha fatto posare un certo numero di transenne lungo il tracciato, chiuso al traffico veicolare, segnatamente in prossimità degli incroci e dei punti più pericolosi (teste _, doc. D); ha messo a disposizione 40-45 persone per il servizio d'ordine (teste _), dopo averle formate durante un paio di serate informative (teste _
e _): il loro compito era quello di tenere libero il percorso da persone e veicoli, attirando l'attenzione dei passanti (teste _). In particolare, in corrispondenza dello sbocco in _, di fronte al ristorante _ (cfr. planimetria doc. 5), vi erano sia le transenne, sia un commissario di percorso (testi _ e _), questo almeno all'inizio della competizione (teste _). In _, strada larga appena 4 ml. e delimitata dai muri delle abitazioni che si affacciano sulla medesima, non sono per contro state posate transenne o altro.
Se le misure poste in atto all'inizio della competizione fossero o meno adeguate alla situazione concreta può in definitiva rimanere indeciso, essendo chiaro che durante lo svolgimento della gara e in particolare verso le 11.50, essendo ormai prossima la fine della stessa (prevista per le 12.00, cfr. doc. richiamata dalla polizia comunale di _ e teste _, mentre il teste _ si è limitato ad indicare per le ore 13.00 la fine della manifestazione -si pensi ad es. alla premiazione, ecc.- non però della gara vera e propria), la situazione iniziale si era profondamente modificata, di fatto sfuggendo di mano agli organizzatori. Il teste _ ha innanzitutto dichiarato come oltre a lui e la moglie anche altre persone procedessero a passo d'uomo nella stessa direzione dei concorrenti: con ciò egli ha attestato che l'accesso di terze persone sul percorso era, se non permesso, quanto meno tollerato dai commissari. A quel momento della gara non vi era inoltre (più) alcuna segnaletica o altri segni, come nastri o transenne, che indicassero la svolgimento della competizione sportiva (teste _); in particolare i testimoni che, come l'attore, sono transitati a quel momento in _ provenienti dalla _ non hanno (più) notato davanti al ristorante _ né le transenne, né i commissari di percorso, né i poliziotti, né altri segni che facessero in qualche modo pensare allo svolgimento di una corsa (testi _ e _ i); non è infine provato che l'attore, prima di essere urtato, sia eventualmente stato superato da altri corridori (non notati nemmeno dai testi _ e _), il teste _, che pure dichiara di averne visti prima dell'incidente, non avendo in effetti precisato in che punto del percorso egli sarebbe stato superato.
In tali circostanze è evidente che la convenuta, colposamente, non ha posto in atto le misure di sicurezza necessarie per gestire l'evento in ogni sua fase. Lo stesso presidente del settore atletico della convenuta ha del resto ammesso di non aver più controllato le misure di sicurezza dopo l'inizio della gara (teste _), che in effetti si sono rivelate del tutto carenti.
2.2.3
Nemmeno può essere condiviso l'assunto della convenuta, laddove ravvisa una concolpa nel comportamento dell'attore, oltretutto reduce da un'operazione agli occhi, per non aver prestato attenzione a quanto stava accadendo.
Al considerando precedente già è stato appurato che al momento in cui l'attore era entrato nel percorso nulla lasciava pensare allo svolgimento di una manifestazione podistica, ciò che fa cadere nel vuoto i rimproveri mossi al suo indirizzo dalla controparte. Neppure è provato che egli fosse a conoscenza della manifestazione. Quanto ai presunti problemi di vista dell'attore (confermati dal teste dr. _ ad A3), da poco operato agli occhi (doc. R), gli stessi sono in concreto del tutto ininfluenti, visto come egli sia stato urtato da tergo (teste _).
2.3
Con riferimento al danno, la convenuta contesta che l'incidente abbia imposto all'attore di far capo per mezz'ora al giorno all'aiuto da parte di terzi, remunerato in ragione di fr. 27.- all'ora, tanto più che sino ad oggi tale mansione è stata svolta dalla moglie. L'attore, dal canto suo, ribadisce che l'aiuto dei terzi si imporrebbe per almeno 2 ore al giorno.
2.3.1
L'attore è pacificamente destrimano (perizia dr. _ p. 6 e 8). I medici che lo hanno visitato sono sostanzialmente giunti alla conclusione che la menomazione alla spalla sinistra da lui subita abbia limitato in ragione del 10% circa le mansioni che egli poteva svolgere in modo autonomo (complemento perizia dr. _r): da un punto di vista pratico, ciò comporta per lui delle difficoltà nel fare il bagno (teste dr. _ ad B6, perizia dr. _ p. 8, 10 e 11), nel lavarsi la testa (teste dr. _ ad B6), nell'accudire ai lavoretti tipici del pensionato (teste dr. _ ad B6), nello svolgimento di certe mansioni di pulizia nell'ambito domestico (teste dr. _ ad B6), nel mettere la camicia (teste dr. _ ad B6) o un vestito a collo alto (perizia dr. _ p. 9 e 10) rispettivamente una giacca (teste dr. _ ad B6) o un cappotto (teste dr. _ ad 6). Tali difficoltà sono state comprovate anche da altri testimoni (teste _, riferita alla giacca).
2.3.2
La dottrina e la giurisprudenza sono concordi nel ritenere che le spese per le cure a domicilio prestate al danneggiato a seguito dell'evento dannoso devono essergli senz'altro rimborsate (
Brehm
, op. cit., N. 14 e 23 ad art. 46 CO;
Schnyder
, Basler Kommentar, N. 2 ad art. 46 CO;
IICCA
13 giugno 1995 in re L./E.) e ciò quantunque le stesse siano state prestate da suoi famigliari (
Keller
, Haftpflicht im Privatrecht, II, p. 48;
Brehm
, op. cit., N. 14 ad art. 46 CO;
IICCA
6 settembre 1999 in re M./A. AG).
Nella fattispecie, sulla base degli accertamenti di fatto operati al considerando precedente, è chiaro che l'attore in conseguenza della menomazione occorsagli necessiti dell'aiuto di terzi, anche se poi di fatto egli, a tutt'oggi, è riuscito a cavarsela solo con l'aiuto della moglie (teste _). Di principio la convenuta è dunque tenuta a risarcire l'attore per l'aiuto di cui egli ha beneficiato.
2.3.3
A giudizio della scrivente Camera, il tempo impiegato da una terza persona per aiutare l'attore nello svolgimento delle mansioni indicate al consid. 2.3.1, in sostanza nella pulizia e nella vestizione, escluso dunque l'eventuale aiuto nell'effettuazione dei lavoretti da pensionato -che non rientrano nelle spese risarcibili (cfr.
Brehm
, op. cit., N. 31 e segg. ad art. 46 CO)- può essere ragionevolmente quantificato, come indicato dal Pretore, in ragione di mezz'ora al giorno.
2.3.4
Per determinare la retribuzione oraria del terzo appare corretto far capo al tariffario per le prestazioni di aiuto familiare (doc. AR) rispettivamente di aiuto domiciliare (allegato alle conclusioni di parte attrice), che prevede una tariffa differenziata a dipendenza del reddito del beneficiario, reddito quest'ultimo che va calcolato in base all'art. 3c della legge federale sulle prestazioni complementari AVS e AI.
Per quanto riguarda l'attore, vista la sua notifica di tassazione (doc. AS), si può pertanto considerare un reddito determinante di ca. fr. 57'000.- (fr. 7'430.- reddito della sostanza (lett. b) + fr. 19'467.- pari a 1/15 della sostanza netta dedotti fr. 75'000.- (lett. c) + fr. 30'324.- rendite AVS/AI (lett. d)), superiore dunque a quello preteso dallo stesso attore in fr. 49'791.-. Ora, si volesse considerare anche solo quest'ultimo, ne risulterebbe dal 1995 una tariffa oraria di fr. 18.50 e un importo forfetario di fr. 24.- per l'igiene della persona; dal 1999 invece si avrebbe una retribuzione oraria "normale" di fr. 30.90 e per l'igiene personale di fr. 35.- all'ora. L'importo medio di fr. 27.- considerato dal Pretore fino alla data della sentenza e finanche per il futuro si appalesa dunque senz'altro adeguato e può essere confermato.
2.4
Ciò posto, è pertanto a ragione che il giudice di prime cure ha condannato la convenuta a risarcire all'attore fr. 56'000.- per i danni subiti fino alla data della sentenza e per il futuro.
3.
La convenuta contesta infine l'ammontare dell'indennità per torto morale riconosciuta all'attore, asserendo in sostanza che un importo di fr. 15'000.- sarebbe decisamente eccessivo, vista l'età dell'attore e considerate le lievi conseguenze che gli erano derivate a seguito dell'incidente. L'attore chiede per contro la conferma della somma attribuitagli in prima sede, auspicando che gli interessi su tale importo siano fatti decorrere dalla data dell'incidente.
Nella valutazione del torto morale il giudice gode di ampia libertà di apprezzamento delle circostanze concrete (genere e gravità del pregiudizio, intensità e durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, grado di colpa dell’autore, ecc.).
Nel caso di specie già si è detto che l'attore, prima dell'incidente, nonostante la sua età ormai avanzata, godeva di buona salute. L'incidente in questione ha avuto per lui importanti conseguenze: egli ha dovuto essere ricoverato al pronto soccorso per il riposizionamento della lussazione e per le cure del caso al naso e all'emotorace; egli si è quindi sottoposto ad oltre 80 sedute di fisioterapia per mantenere intatta la mobilità della spalla (doc. O); un'ulteriore operazione si è in seguito resa necessaria per asportare dal tendine del muscolo dalla spalla un frammento osseo. Attualmente, oltre alle conseguenze già accertate in precedenza, in particolare al consid. 2.3.1, egli è confrontato con dolori più o meno intensi a dipendenza dei movimenti eseguiti (teste dr. _ ad B5 e B6) ed ha problemi nel trovare la giusta posizione per il riposo notturno (teste dr. _ ad B6).
Alla luce di quanto precede, vista in particolare l'età dell'attore (
Hütte/Ducksch
, Die Genugtuung, 3. ed., Zurigo 1999, p. I/77-78 e I/80), questa Camera ritenere di dover modificare l'importo riconosciuto dal primo giudice per torto morale, atteso che un'indennità di fr. 7'500.- meglio tiene conto delle particolarità del caso. Siccome per la determinazione dell'indennità si è fatto capo ai criteri di valutazione vigenti al momento della sentenza e non al momento dell'incidente, gli interessi su tale importo decorreranno -come stabilito dal Pretore- dal 15 giugno 2000 (
Brehm
, op. cit., N. 96 ad art. 47 CO;
DTF
116 II 299;
IICCA
16 agosto 1994 in re I. llcc./A. llcc.).
4.
L'attore chiede in questa sede che gli venga riservata la possibilità di adeguare il danno alla nuova edizione (5. ed.) delle tavole di capitalizzazione _ /_.
La richiesta, oltre ad essere proceduralmente irricevibile siccome sollevata per la prima volta solo in questa sede (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), è del tutto infondata anche nel merito. Giusta l'art. 46 cpv. 2 CO il giudice può infatti riservare la modificazione della sentenza fino a due anni dalla sua data, ma ciò unicamente se al momento del giudizio le conseguenze della lesione non sono sufficientemente accertate: la norma in questione non risulta pertanto applicabile nel caso di specie, ove le conseguenze della lesione sono ormai stabilite, definitive (cfr. doc. Q) e stazionarie (perizia dr. _ p. 9); tanto più che per capitalizzare il danno futuro occorre far riferimento alle tabelle statistiche vigenti al momento della sentenza e non a quelle che verranno eventualmente allestite nei prossimi anni.
5.
La convenuta contesta infine il giudizio su spese e ripetibili di prima sede, chiedendo in sostanza che in tale ambito si tenga conto dell'effettiva soccombenza delle parti (2/3 dell'attore e 1/3 della convenuta). La censura è infondata.
La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono di regola la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), fermo restando che in presenza di giusti motivi, il giudice è autorizzato a ordinare una loro ripartizione tra le parti (cpv. 2). Nel caso concreto va evidenziato che l'attore, nonostante la sua maggior soccombenza con riferimento all'ammontare del risarcimento del danno e del torto morale, è tuttavia risultato integralmente vincente sulla controversa questione della responsabilità dell'organizzatore di una manifestazione sportiva, di modo che a giudizio di questa Camera, che dispone in materia di un ampio potere di apprezzamento (cfr.
DTF
126 II 168), ricorrono senz'altro giusti motivi per caricare le spese giudiziarie della sede pretorile alle parti in ragione di metà ciascuna e per compensare le ripetibili (
IICCA
15 gennaio 2001 in re S./K.). E ciò, nonostante la lieve modifica del dispositivo di primo grado in conseguenza della diminuzione dell'indennità per torto morale.
6.
Ne discende il parziale accoglimento dell'appello principale nel senso di ridurre da fr. 15'000.- a fr. 7'500.- l'indennità per torto morale dovuta all'attore e l'integrale reiezione di quello adesivo.
La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di secondo grado seguono la soccombenza (art. 148 CPC).