Decision ID: eaa8a20f-6bfe-5e86-8329-62939f8673f0
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
che con la petizione fondata sull’art. 85a LEF l’attore ha chiesto l’annullamento dell’esecuzione n. _ dell’UEF di Mendrisio di cui al PE del 29 ottobre 1996 per fr. 500’000.-- oltre interessi;
che il convenuto si è opposto a tale domanda con risposta 1° febbraio 1999;
che il 14 aprile 1999 ha avuto luogo l’udienza preliminare;
che il 20 maggio 1999, prima del compimento di altri incombenti, il patrocinatore dell’attore, alla luce della recente sentenza DTF 125 III 149, ha dichiarato di ritirare l’azione, destinata all’insuccesso;
che il 21 maggio 1999 il Segretario assessore ha stralciato la causa dai ruoli, gravando il procedente di fr. 750.-- di ripetibili, calcolate secondo la nota formula che media l’onorario ad valorem con quello ad horam;
che contro tale indennità insorge l’appellante, postulandone l’aumento a fr. 4’120.--;
che egli, adducendo un trattamento preferenziale da parte della Pretura nei confronti dell’attore, invoca l’applicazione di una tariffa oraria di fr. 220.-- e con un dispendio di tempo di 10 ore;
che l’attore nelle proprie osservazioni del 16 luglio 1999 si oppone al gravame;

Considerato
in diritto
che a questo stadio della causa è del tutto pacifica la soccombenza dell’attore quo all’azione da lui incoata, e conseguentemente il suo obbligo alla corresponsione di adeguate ripetibili (art. 77 cpv. 2 e 3 CPC;
II CCA
20 maggio 1998 in re S. e llcc/W., 10 novembre 1997 in re A. SA in fallimento/S. SA);
che il motivo di opportunità che spinge la parte procedente al ritiro dell’azione è infatti ininfluente ai fini della determinazione della sua soccombenza, che va stabilita sulla sola base del prefato art. 77 CPC (
II CCA
27 agosto 1998 in re S. SA/D.);
che a giusta ragione, stante la prematura cessazione della lite a seguito della desistenza dell’attore, il Segretario assessore, in applicazione dell’art. 11 TOA, si è avvalso nel computo delle ripetibili della nota formula con cui l’onorario ad valorem viene mediato con quello ad horam (
II CCA
9 luglio 1998 in re G./N. SA, 20 maggio 1998 citata);
che il Segretario assessore ha in concreto accordato un onorario orario di soli fr. 150.--;
che tale importo viene giustamente criticato dal ricorrente, non essendo più il minimo della TOA consono alle odierne circostanze;
che può invece essere accolta la proposta dell’appellante di un onorario di fr. 220.-- all’ora, importo sostanzialmente in linea con la recente giurisprudenza di questa Camera in materia di ripetibili (
II CCA
9 luglio 1998 citata, 20 maggio 1998 citata, in cui sono stati computati fr. 250.-- all’ora);
che nemmeno l’indicazione da parte del Segretario assessore di un dispendio di tempo di sole 3 ore -neppure sufficienti alla redazione dell’allegato di  essere condivisa; dovendosi considerare che l’attività del resistente non si è limitata al solo allegato introduttivo e alla presenza all’udienza preliminare, ma ha necessariamente comportato il pregresso studio del merito della vertenza ed almeno un colloquio con il mandante;
che sulla base degli atti il dispendio orario può pertanto essere quantificato in circa 8 ore;
che l’onorario ad horam è perciò di fr. 1’760.--;
che nella commisurazione dell’onorario ad valorem il convenuto critica l’applicazione della percentuale minima del 5% di cui all’art. 9 TOA, ritenendo che la problematica relativa all’applicazione dell’art. 85a LEF e la complessità della fattispecie giustificherebbero invece l’applicazione della percentuale media del 6,5%;
che le argomentazioni del convenuto sono infondate, stante l’ampio potere di apprezzamento di cui dispone il giudice;
che va in effetti considerato che il valore di causa di fr. 500’000.-- costituisce l’importo massimo al quale si applicano le percentuali comprese tra il 5% e l’8% di cui all’art. 9 TOA;
che quindi con un valore di causa anche solo di un franco superiore l’onorario si sarebbe situato tra il 4% e il 7%;
che in tal caso il 5% costituirebbe un onorario medio, compatibile con le particolarità della causa;
che ciò conferma l’assunto per cui in presenza di valori massimi è opportuno applicare aliquote minime, o prossime al minimo;
che va quindi confermato l’onorario ad valorem di fr. 25’000.-- ritenuto dal Segretario assessore;
che l’applicazione dell’art. 11 TOA conduce su queste basi ad un importo per ripetibili di fr. 3’300.--;
che le irrilevanti argomentazioni del ricorrente circa un presunto trattamento preferenziale che sarebbe stato riservato all’attore dalla Pretura di Mendrisio-Nord o dal Segretario assessore non trovano riscontro alcuno negli atti, e costituiscono pertanto solo l’espressione di riprovevole maldicenza da parte del convenuto;
che la parte ed il suo patrocinatore sono formalmente diffidati dall’esprimere in futuro simili gratuite accuse;
che l’appello è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi che precedono;
che le spese e le ripetibili di questa procedura seguono la preponderante soccombenza del resistente (art. 148 CPC);