Decision ID: 64348379-902d-46d1-9358-0b04b346bad8
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, di nazionalità afghana, ha presentato una domanda d'asilo
in Svizzera il 15 gennaio 2022 presso il Centro federale d’asilo (CFA) di
Berna. Al momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo nel foglio dei dati
personali egli ha dichiarato di non sapere la sua data di nascita. È stata
indicata la data (...) 2004 (cfr. atto SEM 2/2).
A.b Prima del deposito della precitata domanda d’asilo, il richiedente ha
dichiarato alle guardie di confine, che lo hanno fermato al momento della
sua entrata in Svizzera, di essere nato il 2 aprile 2000 (cfr. atto SEM 24/14).
Inoltre, la tessera per richiedenti l’asilo austriaca che portava con sé ripor-
tava la data di nascita (...) 2003 (cfr. atto SEM 31/5).
A.c Il 17 gennaio 2022 l’interessato si è presentato al CFA di Zurigo, dove
ha nuovamente compilato un foglio dei dati personali indicando quale data
di nascita il (...) 2007 (cfr. atto SEM 6/2).
A.d In seguito, il 18 gennaio 2022, l’interessato è stato trasferito al CFA di
Chiasso ed è stato registrato come nato il (...) 2004 (cfr. atto SEM 13/1).
Egli, in stessa data, ha compilato un questionario Covid-19 indicando di
avere 17 anni (cfr. atto SEM 12/2).
B.
Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di
seguito: SEM) in data 19 gennaio 2022, hanno permesso di accertare che
secondo la banca dati «EURODAC», il richiedente l'asilo aveva già depo-
sitato due domande d'asilo pregresse in Bulgaria ed in Austria il (...) no-
vembre 2021 rispettivamente il (...) dicembre 2021 (cfr. atto SEM 17/1).
C.
Il 21 gennaio 2022 il richiedente ha sottoscritto la procura con cui ha con-
ferito mandato alla rappresentante legale assegnatagli. Sulla stessa è stata
riportata la data di nascita (...) 2006 (cfr. atto SEM 19/1).
D.
In data 25 gennaio 2022 l’interessato è stato convocato per il rilevamento
delle generalità. Il colloquio è stato subito interrotto in quanto egli ha affer-
mato di essere minorenne e di essere nato il (...) 2006.
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Pagina 3
E.
Il 18 febbraio 2022 il richiedente l’asilo ha trasmesso alla SEM una fotoco-
pia del suo documento di identità (tazkira).
F.
Il 25 febbraio 2022 l’autorità inferiore ha svolto con il medesimo e in pre-
senza del suo rappresentante legale e persona di fiducia un’audizione per
i richiedenti minorenni non accompagnati. Nel corso della stessa, egli è
stato segnatamente questionato in merito alla sua età anagrafica ed al
viaggio intrapreso sino al suo arrivo in Svizzera. Altresì, gli è stato con-
cesso il diritto di essere sentito in merito alla sua presunta età, all’eventuale
competenza dell’Austria o della Bulgaria ed ai motivi che si opporrebbero
ad un suo ritorno nei predetti paese, così come riguardo al suo stato di
salute (cfr. atto SEM 26/14). Durante l’audizione, la SEM ha informato l’in-
teressato che, sulla base delle sue allegazioni, egli non avrebbe reso ve-
rosimile di essere minorenne, e che quindi per il proseguo della procedura
d’asilo sarebbe stato considerato quale maggiorenne, modificando la sua
data di nascita in (...) 2004 (cfr. atto SEM 26/14, p.to 8.01, pag. 11).
G.
Il 28 febbraio 2022, la SEM ha presentato alle competenti autorità austria-
che una domanda di ripresa in carico del richiedente fondata
sull’art. 18 par. 1 lett. b del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-
canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di
una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati
membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-
zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di
seguito: Regolamento Dublino III) segnalando che il ricorrente possedeva
una tessera per richiedenti l’asilo austriaca, riportante la data di nascita
(...) 2003 (cfr. atto SEM 31/5). Il 1°marzo 2022, le autorità austriache hanno
respinto la richiesta di ripresa in carico indicando la Bulgaria quale Paese
competente per lo svolgimento della procedura d’asilo e di allontanamento
ai sensi dell’art. 25 par. 2 Regolamento Dublino III (cfr. atto SEM 34/2).
H.
La SEM, in stessa data, ha così presentato alle competenti autorità bulgare
una domanda di ripresa in carico del richiedente fondata sull’art. 18
par. 1 lett. b del Regolamento Dublino III (cfr. atto SEM 35/11). Queste au-
torità, non hanno risposto alla domanda di ripresa in carico entro il termine
previsto.
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Pagina 4
I. Dalla traduzione della tazkira del ricorrente, effettuata il 1° marzo 2022,
risulta che lo stesso “dall’aspetto fisico è considerato 15enne nel 1399
(2020/2021)” (cfr. atto SEM 38/2).
J.
Con decisione del 19 aprile 2022, notificata il giorno seguente (cfr. atto
SEM 55/1), la SEM non è entrata nel merito della succitata domanda d’asilo
ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi della legge sull’asilo del 26 giugno
1998 (LAsi, RS 142.31), pronunciando nel contempo il suo trasferimento
dalla Svizzera verso la Bulgaria, come pure incaricando il Cantone
B._ dell’esecuzione del trasferimento medesimo.
K.
Il 26 aprile 2022 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data d’entrata: 27
aprile 2022), l’interessato è insorto contro la decisione dell’autorità inferiore
dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) postu-
lando in limine la sospensione via supercautelare dell’esecuzione della de-
cisione e la restituzione (recte: concessione) dell’effetto sospensivo al ri-
corso; nel merito l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della decisione
impugnata, il riconoscimento del ricorrente quale minorenne non accom-
pagnato e la restituzione degli atti alla SEM per il complemento dell’istru-
zione. Contestualmente, egli ha proposto istanza di concessione dell’assi-
stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese di
giudizio e del relativo anticipo, con protestate tasse e spese.
L.
Il Tribunale, con decisione incidentale del 29 aprile 2022, ha accolto l'i-
stanza di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso, nonché ha auto-
rizzato l’interessato ad attendere l'esito della procedura ricorsuale in Sviz-
zera. Inoltre, il Tribunale ha accolto la domanda di assistenza giudiziaria,
nel senso di concedere l'esenzione dal versamento delle spese processuali
e del relativo anticipo, ed ha invitato l'autorità inferiore a presentare una
risposta al ricorso.
M.
La SEM, con risposta del 4 maggio 2022, ha preso posizione ed ha propo-
sto il respingimento dello stesso, rispettivamente la conferma della deci-
sione avversata.
N.
In data 11 maggio 2022, il richiedente ha presentato una memoria integra-
tiva allegando il rapporto dell’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati (di
D-1924/2022
Pagina 5
seguito: OSAR) del 4 maggio 2022, intitolato “Überstellungsstop Dublin –
Stand 4.5.22”.
O.
Con ordinanza del 13 maggio 2022, il Tribunale ha trasmesso le osserva-
zioni della SEM al ricorrente. Quest’ultimo ha replicato in data 23 maggio
2022.
P.
Una copia della replica è stata trasmessa all’autorità inferiore con ordi-
nanza del 25 maggio 2022. Con duplica del 31 maggio 2022, quest’ultima
ha presentato ulteriori osservazioni in merito. Queste sono state trasmesse
al ricorrente con ordinanza del 9 giugno 2022, con possibilità di esprimersi.
Q.
In data 23 giugno 2022, il ricorrente ha fatto uso di tale facoltà ed ha inol-
trato ulteriori osservazioni in triplica.
R.
Per quanto concerne il profilo medico, l’interessato ha beneficiato di nume-
rosi consulti medici (cfr. atti SEM 22/2, 23/2, 25/3, 41/2, 46/1, 48/2, 57/2,
62/2, 69/3).
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale,
in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell’art. 5 PA, prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien-
tra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una deci-
sione ai sensi dell’art. 5 PA.
Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinnanzi all’autorità inferiore, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-
gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48
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cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto risulta legittimato ad aggravarsi contro di
essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al
contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del gravame.
2.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati, in materia d’asilo, la viola-
zione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giu-
ridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il
TAF non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-
siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni
delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
3.
3.1
Nella decisione avversata, l’autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto data
la competenza della Bulgaria per condurre il seguito della procedura d’asilo
del ricorrente. In secondo luogo, la SEM ha osservato come l’interessato
non sia stato minimamente in grado di rendere verosimile la sua minore
età. In particolare, il ricorrente avrebbe unicamente presentato una fotoco-
pia della sua tazkira e le sue dichiarazioni riguardanti i dati personali, la
sua biografia e le sue relazioni famigliari sarebbero vaghe e contraddittorie.
Inoltre, l’autorità di prima istanza, ha rilevato come la maggiore età dell’in-
teressato sarebbe anche confermata da svariati atti, nei quali egli risulte-
rebbe maggiorenne. Altresì, la SEM ha sottolineato che il richiedente con-
frontato con gli elementi contraddittori riscontrati nelle sue allegazioni, si
sarebbe unicamente limitato a confermare quanto riportato dalla tazkira.
Pertanto, l’autorità di prima istanza ha concluso alla maggiore età dell’in-
sorgente, negando quindi nel suo caso l’applicazione delle disposizioni del
Regolamento Dublino III relative ai minorenni. Proseguendo nell’analisi,
l’autorità inferiore ha rilevato come le dichiarazioni dell’interessato non sa-
rebbero atte a confutare la competenza della Bulgaria per condurre il se-
guito della sua procedura. Altresì, la SEM ha escluso che nello Stato di
destinazione sussistano carenze sistemiche ex art. 3 par. 2 Regolamento
Dublino III, o un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 della Convenzione
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all’art. 4 della Carta dei diritti fonda-
mentali dell’Unione europea (di seguito: CartaUE), o ancora in violazione
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del principio del divieto di respingimento. Infine, l’autorità inferiore ha ne-
gato l’esistenza di motivi che imporrebbero alla Svizzera l’applicazione
delle clausole discrezionali di cui agli art. 16 par. 1 e 17 par. 1 Regolamento
Dublino III rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo rela-
tiva a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In tal
contesto, la SEM ha riportato che il richiedente oltre ad un appuntamento
dal dentista e la visita di continuità dallo psichiatra non avrebbe ulteriori
appuntamenti pianificati. Pertanto, i fatti giuridicamente rilevanti sarebbero
stati accertati e non vi sarebbe la necessità di ulteriori chiarimenti medici.
Le sue condizioni di salute non risulterebbero quindi essere di una gravità
tale da costituire una violazione dell’art. 3 CEDU in caso di rinvio in Bulga-
ria.
3.2 Con la sua impugnativa, richiamati e precisati dapprima alcuni fatti, il
ricorrente censura anzitutto un accertamento inesatto e incompleto circa la
sua età. Egli, in particolare solleva che la SEM al momento in cui ha ordi-
nato la rettifica della data di nascita, avrebbe deciso senza disporre di tutti
gli elementi conoscitivi necessari, in particolare non avrebbe nemmeno at-
teso la traduzione della tazkira. Inoltre, egli sottolinea come la SEM
avrebbe dovuto sottoporlo ad una perizia medico-legale volta ad acclarare
la sua età. Pertanto, egli ritiene che le ragioni addotte dalla SEM non per-
metterebbero di escludere la sua minore età. A ciò si aggiunge che, a suo
dire, l’autorità inferiore, avrebbe altresì violato anche il suo diritto di essere
sentito, non permettendogli di comprendere per quali ragioni la sua età sa-
rebbe stata rettificata e sulla base di quali documenti l’avrebbero conside-
rato maggiorenne. In seguito, l’interessato rileva che la SEM avrebbe ac-
certato in modo inesatto e incompleto anche i fatti relativi alle violenze e
alle torture che egli avrebbe subito da parte della polizia bulgara e anche
in questo contesto avrebbe violato il suo diritto essere sentito non permet-
tendogli di esprimersi in merito ad una sua riammissione in tale Paese. Per
quanto concerne la sua situazione medica, il ricorrente ritiene che l’autorità
inferiore, abbia accertato in modo inesatto e incompleto le sue condizioni
di salute, nonché avrebbe omesso di comunicare le sue problematiche alle
autorità bulgare, senza oltretutto ottenere alcuna forma di garanzia di presa
a carico medico-psichiatrica. Ulteriormente, egli fa valere anche una poten-
ziale violazione dei diritti e delle garanzie previsti dalla Convenzione del 10
dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani
o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). Invero, la SEM avrebbe omesso di
menzionare alle autorità bulgare che egli sarebbe stato vittima di tortura,
come pure di effettuare degli accertamenti a tal proposito, oltre a non chie-
dere alla Bulgaria la garanzia di predisporre un percorso riabilitativo come
previsto all’art. 14 cpv. 1 Conv. tortura. Infine, l’insorgente solleva seri dubbi
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circa l’efficace presa in carico della sua domanda d’asilo in Bulgaria. Egli
sostiene che le condizioni di accoglienza attualmente esistenti in Bulgaria
si sarebbero così deteriorate da imporre l’applicazione della clausola di so-
vranità, ai sensi dell’art. 17 del Regolamento Dublino III, o di entrare nel
merito della domanda d’asilo per motivi umanitari, in virtù dell’art. 29a cpv.
3 OAsi.
3.3 Con le proprie osservazioni di risposta al ricorso, la SEM prende posi-
zione in modo dettagliato in merito alle censure sollevate dall’insorgente e
ribadisce di aver considerato la minore età asserita dal richiedente in base
ad una valutazione globale delle diverse dichiarazioni e in base agli ele-
menti agli atti. L’autorità di prima istanza, si riconferma pertanto sottoli-
neando nuovamente le numerose contraddizioni. Per quanto invece con-
cerne la fotocopia della tazkira, l’autorità intimata ribadisce come il ricor-
rente sarebbe stato confrontato con numerose domande già nel corso
dell’audizione per i richiedenti minorenni non accompagnati e puntualizza
come l’interprete sarebbe riuscito a leggere il documento già nel corso della
stessa, sebbene la traduzione dettagliata sarebbe avvenuta solamente in
seguito. Inoltre, la SEM ricorda che la perizia medico-legale costituirebbe
unicamente un indizio tra tanti e che nel caso specifico non sarebbe risul-
tato necessario procedere con un accertamento complementare. Altresì,
l’autorità inferiore contesta l’asserita violazione del diritto di essere sentito,
rimarcando di aver concesso tale diritto in modo completo e di aver ripor-
tato, nella decisione del 19 aprile 2022, nel dettaglio le numerose dichiara-
zioni contraddittorie e vaghe, le quali le avrebbero permesso di svolgere in
modo completo la valutazione dell’età del ricorrente. In aggiunta, la SEM
rileva, che il ricorrente nel corso del diritto di essere sentito, in merito ad
una responsabilità e ad un rinvio in Bulgaria, non avrebbe sollevato le vio-
lenze subite in tale Paese. Mentre l’autorità inferiore, per quanto concerne
lo stato di salute del ricorrente, rinvia a quanto già esposto nella decisione
e ribadisce che i problemi medici non risulterebbero di una gravità tale, da
dover rinunciare al trasferimento in Bulgaria. Infine, nemmeno le ripercus-
sioni sulla salute psichica del ricorrente dovute alla prospettiva di allonta-
namento sarebbero tali da costringe le autorità a rivedere la loro posizione,
considerando che un eventuale trattamento medico potrebbe proseguire in
Bulgaria.
3.4 Prima di potersi esprimere sulle osservazioni della SEM il ricorrente
solleva con memoria integrativa dell’11 maggio 2022 anche la questione
della capacità della Bulgaria ad accettare i trasferimenti Dublino, allegando
il rapporto dell’OSAR del 4 maggio 2022, intitolato “Überstellungsstop Du-
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blin – Stand 4.5.22” e rimarcando il silenzio delle autorità bulgare alla ri-
chiesta di ripresa in carico avanzata dalla SEM. Inoltre, l’interessato cita la
sentenza del tribunale D-1128/2022 dell’8 aprile 2022 rammentando la ne-
cessità di tenere debito conto dell’attuale condizione di sovraccarico sia del
sistema d’asilo che del sistema sanitario bulgaro, dovuta all’ingente flusso
di profughi ucraini.
3.5 Con replica del 23 maggio 2022 il ricorrente reitera nuovamente le cen-
sure sollevato nel gravame. In particolare, egli rimprovera all’autorità infe-
riore di non aver valutato correttamente il suo documento d’identità tazkira,
di non averlo posto in condizione di comprendere le ragioni della rettifica
della sua età e di non averlo interrogato ulteriormente circa i maltrattamenti
subiti in Bulgaria. Inoltre, biasima all’autorità di prima istanza di non aver
fatto minimamente cenno alle autorità bulgare dei suoi problemi psicologici
e psichiatrici, senza conseguentemente ottenere alcuna forma di garanzia
di presa in carico medico-psichiatrica. Altresì, egli segnala come la SEM
non avrebbe preso posizione, nemmeno in sede di osservazioni, in merito
alle concrete condizioni di accoglienza dei richiedenti in Bulgaria, alla luce
dell’ingente afflusso dei profughi ucraini.
3.6 In sede di duplica, la SEM con osservazione del 31 maggio 2022 riba-
disce, in merito all’accertamento dell’età del ricorrente, quanto già ampia-
mente esposto. Tuttavia, rileva nuovamente il valore probatorio estrema-
mente ridotto della tazkira, oltre a ricordare che il ricorrente avrebbe pre-
sentato unicamente una fotocopia e si sarebbe dichiarato in almeno tre
occasioni maggiorenne. Inoltre, valutando la situazione medica aggiornata
del ricorrente, costata che non vi sarebbe un peggioramento significativo
delle sue condizioni. L’autorità intimata sottolinea inoltre come le questioni
mediche verranno indicate con dovuto anticipo unicamente al momento del
trasferimento e come l’assenza di risposta entro i termini equivarrebbe
all’accettazione della richiesta di ripresa in carico. Infine, l’autorità inferiore
prende posizione in merito alla situazione venutasi a creare in Bulgaria a
seguito dell’esordio della guerra in Ucraina affermando che il sistema Du-
blino non presenterebbe un meccanismo di sospensione per eventi di crisi
e che quindi le responsabilità ai sensi del Regolamento Dublino III conti-
nuerebbero ad essere applicate.
3.7 Con triplica del 23 giugno 2022, l’insorgente puntualizza nuovamente
alcuni aspetti in merito all’inesatto e incompleto accertamento dell’età del
ricorrente. Egli in particolare osserva come la tazkira sarebbe notoriamente
la tipologia di documento d’identità in uso in Afghanistan. A suo dire, l’atte-
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stazione dell’età effettuata dal pubblico ufficiale afghano, sarebbe da con-
siderarsi, in assenza di una perizia medico-legale, alla pari della stima ef-
fettuata dalla SEM. A tal proposito, egli segnala la sentenza del Tribunale
D-2060/2022 del 31 maggio 2022, ribadendo la necessità di una perizia
medico-legale anche nel suo caso. Inoltre, l’interessato ci tiene a ribadire
come egli non si sarebbe mai dichiarato maggiorenne, ma sarebbero sem-
pre state terze persone a compilare in modo erroneo la sua data di nascita.
In seguito egli reitera l’incompletezza degli accertamenti condotti in merito
alle allegazioni di violenze e torture subite in Bulgaria e la connessa viola-
zione del suo diritto di essere sentito in merito, come pure l’accertamento
inesatto e incompleto delle sue condizioni di salute, sottolineando l’impor-
tanza del proseguimento terapeutico iniziato in Svizzera. Pertanto ribadi-
sce la necessità di garanzie di presa a carico medico-psichiatrica in Bulga-
ria. Infine, propone nuovamente gli stessi interrogativi in merito alle condi-
zioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo in Bulgaria, rinviando nuovamente
al rapporto OSAR del 4 maggio 2022.
4.
4.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della
procedura d’asilo e d’allontanamento.
4.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-
duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo,
la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa
o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in
questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1).
4.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato
sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto,
essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale che nell’ambito
della determinazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda
di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La valutazione operata dalla
SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente
nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito (cfr.
DTAF 2019 I/6 consid. 3.3).
4.4 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-
ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità
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Pagina 11
competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo
dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, art.
106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la documenta-
zione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche
ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21
consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in particolare visto
il nesso con l’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr.
CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.],
Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a
ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9).
4.5 Il Tribunale ha in particolare già ritenuto come, per quanto concerne la
minore età, è al richiedente asilo che incombe l’onere della prova derivante
da un’applicazione analogica dell’art. 8 CC (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.3).
Inoltre, in presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto da
parte dell’autorità inferiore, se la valutazione globale degli atti di causa non
permette di ritenere che l’interessato abbia reso verosimile la minore età,
questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguen-
temente considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1-5.4 con
ulteriori rif. citati). Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi
a titolo pregiudiziale sulla questione (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.5). Per
giungere ad una determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui docu-
menti d’identità autentici depositati agli atti, così come sui risultati delle au-
dizioni relativamente al quadro personale dell’interessato nel paese d’ori-
gine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico. Se neces-
sario ordina una perizia medica volta alla determinazione dell’età (cfr.
art. 17 cpv. 3bis in relazione con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 con-
sid. 4.2.2). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezza-
mento globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati
(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.5 e rif. citati).
5.
5.1 Nella presente disamina, il Tribunale concorda con la conclusione alla
quale la SEM è giunta in esito all’inverosimiglianza della minore età asse-
rita dall’insorgente. Innanzitutto, il ricorrente ha fornito una data di nascita
ed un’età divergenti in diverse occasione. In particolare, egli a pochi giorni
di differenza ha fornito ben cinque date di nascita differenti (cfr. supra lett.
A-C). A seguito della correzione della sua data di nascita in corso di proce-
dura, egli è stato ascoltato quale richiedente minorenne non accompa-
gnato. Tuttavia, le indicazioni anagrafiche e biografiche che egli ha fornito
risultano totalmente incoerenti e contraddittorie. Queste possono essere
soltanto in parte relativizzate a fronte dell’asserita carente scolarizzazione
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Pagina 12
ed il contesto specifico afghano, come preteso nel gravame. Benché,
possa difatti essere verosimile che una persona proveniente da tale conte-
sto culturale e con una scolarizzazione precaria, non conosca la sua data
di nascita esatta e che non sappia fare bene di conto, tuttavia tali sue mo-
tivazioni vengono di fatto smentite dalle sue stesse asserzioni. Il ricorrente,
invitato a parlare dei suoi ricordi d’infanzia, menziona in particolare gli alle-
namenti sportivi a C._ e le partite anche fuori provincia offrendo uno
spaccato di vita poco confacente con quella di un bambino (cfr. atto SEM
26/14 p. to 1.17.04). Inoltre, anche i riferimenti temporali di momenti mar-
canti della sua vita risultano estremamente contradditori. Invero, egli ha
affermato di aver avuto 13 o forse 11 anni al decesso del padre il quale
sarebbe avvenuto a suo dire circa 6 anni fa, il che indicherebbe che egli
potrebbe avere 19 o 17 anni (cfr. atto SEM 26/14 p. to. 1.16.04). Interrogato
poi sull’età al momento della morte della madre, egli ha asserito che ella
sarebbe morta 3 anni dopo il padre e che lui avrebbe avuto all’incirca 9 o
10 anni (cfr. atto SEM 26/14 p. to 3.01). Infine, anche la risposta del richie-
dente in merito all’età del fratello più piccolo, il quale avrebbe 9 anni e sa-
rebbe di 9 anni più giovane di lui (cfr. atto SEM 26/14 p. to 3.01), stride con
le altre dichiarazioni e l’asserita minore età.
5.2 Altresì, si constata che il ricorrente al momento della sua entrata in
Svizzera era in possesso di una tessera per richiedenti l’asilo austriaca ri-
portante la data di nascita il (...) 2003. Si può pertanto partire dal presup-
posto che egli si sia presentato anche in Bulgaria quale maggiorenne. In-
fatti, le autorità bulgare non hanno risposto alla domanda di ripresa a ca-
rico, lasciando concludere che il ricorrente sia stato registrato anche in tale
Paese come maggiorenne. Non può pertanto essere credibile la tesi che in
entrambi i citati Paesi la sua data di nascita sarebbe stata riportata in modo
errato. Invero, anche al suo arrivo in Svizzera, egli si è presentato inizial-
mente quale maggiorenne. Risulta pertanto poco plausibile e alquanto pre-
testuosa l’asserita minore età fatta valere, per la prima volta, solamente in
corso di procedura.
5.3 Dipoi, si osserva come nemmeno la censura sollevata dall’insorgente
in sede di triplica, che questo Tribunale avrebbe in un caso analogo evi-
denziato la necessità di procedere ad una perizia medico-legale (cfr. sen-
tenza del Tribunale D-2060/2022 del 31 maggio 2022) può essere accolta.
A differenza del caso di specie, l’interessato aveva prodotto una tazkira
biometrica e non si era mai presentato quale maggiorenne, pertanto le due
fattispecie non sono comparabili.
D-1924/2022
Pagina 13
5.4 Infine, occorre rilevare che l’insorgente ha prodotto solamente una co-
pia della sua tazkira e per di più di scarsa qualità. Non si comprende come
mai, egli non abbia nemmeno provato a farsi inviare l’originale dallo zio
materno o dal vicino di casa, il quale era riuscito a procurarsi il documento
ed a mandargli la copia (cfr. atto SEM 26/14 p. to 4.07). Ciò nonostante, è
bene osservare che quand’anche avesse fornito l’originale, tale docu-
mento, anche se molto diffuso in Afghanistan, ha un valore probatorio molto
ridotto, in quanto in assenza di caratteristiche di sicurezza esso non è
esente dal rischio falsificazioni (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2). In aggiunta,
a prescindere da valutazioni sulla sua autenticità, v’è altresì da tener conto
del fatto che le informazioni figuranti sulla tazkira sono spesso incomplete
e variano a seconda dell’incaricato che la compila. Ebbene, seppur senza
una motivazione dettagliata, tale mezzo di prova non può essere dichiarato
un falso, nemmeno si può partire dall’assunto ch’esso attesti inequivoca-
bilmente la data di nascita di una persona, specialmente allorquando la
relativa indicazione non vi figuri espressamente. Alla luce del sistema di
emissione decentralizzato, non è inoltre infrequente che quand’anche la
documentazione afgana sia da considerarsi formalmente autentica, essa
contenga generalità non conformi alla realtà dei fatti. Le date di nascita,
sono inoltre riportate in modo difforme, il più comunemente per il tramite di
una stima dell’età al momento dell’emissione (cfr. DTAF 2019 I/6 con-
sid. 6.2).
5.5 È basandosi sulle informazioni raccolte, ed a seguito di una pondera-
zione globale degli elementi in suo possesso, che l’autorità inferiore ha
quindi concluso circa la maggiore età dell’insorgente. A fronte degli ele-
menti testé considerati, anche il Tribunale ritiene pertanto che sia a giusto
titolo che l’autorità inferiore non ha proceduto ad ulteriori atti istruttori, se-
gnatamente ad una perizia medica per accertare l’età del ricorrente, come
preteso nel ricorso, in quanto l’istruzione svolta risulta sufficientemente
completa e corretta (cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale D-
871/2021 dell’8 marzo 2021 consid. 5.3).
5.6 In tali circostanze, l’insorgente – al quale si ribadisce incombeva l’onere
della prova in merito (cfr. supra consid. 4.5) – non è stato in grado di ren-
dere verosimile la sua asserita minore età al momento dell’inoltro della sua
domanda d’asilo in Svizzera. Ciò comporta che lui debba assumerne le
conseguenze; ovvero che egli sia considerato maggiorenne in conformità
con la giurisprudenza summenzionata (cfr. supra consid. 4.5), che le dispo-
sizioni normative relative i minorenni non gli siano applicabili ed egli non
possa a ragione avvalersene, come considerato rettamente anche nella
decisione impugnata dalla SEM.
D-1924/2022
Pagina 14
6.
6.1
Prima di proseguire appare inoltre opportuno esaminare le censure formali
proposte dal ricorrente nel suo gravame. Egli ritiene che l’autorità di prima
istanza abbia violato il suo diritto di essere sentito e l’obbligo di motivazione
sia in merito alla valutazione della verosimiglianza della sua minore età, sia
in merito alla competenza della Bulgaria per lo svolgimento della procedura
d’asilo e di allontanamento. Tali censure formali vanno pertanto analizzate
a titolo preliminare in quanto potrebbero condurre alla cassazione della de-
cisione impugnata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5 per il diritto di essere sen-
tito e l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento dei fatti giuridicamente
rilevanti cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bunde-
sverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.191, sentenze del Tribunale D-
3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 feb-
braio 2017 consid. 4.2),
6.2 Il diritto di essere sentito, disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 Cost. (RS 101)
comprende segnatamente il diritto per l’interessato di consultare l’incarto,
di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l’assunzione, di par-
tecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella mi-
sura in cui possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1,
135 I 279 consid. 2.3). La portata della facoltà di esprimersi non può essere
determinata in maniera generale ma dev’essere definita sulla base degli
interessi concretamente in gioco. Il concetto a monte è che alla parte in
causa debba essere concessa la facoltà di mettere in evidenza il suo punto
di vista in maniera efficace (cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi rife-
rimenti; ed a titolo esemplificativo la sentenza del Tribunale D-4781/2021
dell’8 novembre 2021 consid. 6.2).
6.3 L’obbligo di motivazione è inoltre corollario fondamentale del diritto di
essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e
a tutte le persone interessate, di comprenderla, eventualmente di impu-
gnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di eser-
citare convenientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1,
136 I 184 consid. 2.2). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronun-
ciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;
essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr.
DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessa-
rio che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la
sua decisione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne la por-
tata (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2;
http://links.weblaw.ch/BVGer-D-3567/2019 http://links.weblaw.ch/BVGer-D-3567/2019 http://links.weblaw.ch/BVGer-D-1443/2016
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Pagina 15
DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale
federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2).
6.4 Ora, nel caso de quo, l’autorità resistente ha concesso il diritto di es-
sere sentito al ricorrente durante l’audizione per richiedenti minori non ac-
compagnati, sia in merito al fatto di non essere riuscito a rendere verosimile
la sua minore età, sia in merito ad una possibile competenza della Bulgaria
per l’esame la sua domanda d’asilo come anche in merito al suo stato di
salute (cfr. atto SEM 26/14 p.to 8.01). Inoltre, l’autorità inferiore ha illustrato
in maniera comprensibile e sufficientemente dettagliata, nella querelata de-
cisone, le considerazioni da cui è stata guidata e i motivi che l’hanno con-
dotta a concludere che il ricorrente non sarebbe stato in grado di rendere
verosimile la sua minore età (cfr. decisione SEM pag. 3 e segg.). Ugual-
mente, la SEM ha esposto in modo esaustivo le considerazioni per le quali
la Bulgaria sarebbe responsabile per lo svolgimento della sua procedura di
asilo e di allontanamento e per quale motivo ha ritenuto le dichiarazioni
dell’interessato non sufficienti per confutare la competenza del precitato
paese (cfr. decisione SEM pag. 6). Le censure formali testé considerate,
vanno dunque respinte.
7.
7.1 Giusta l’art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di protezione
internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello indivi-
duato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7 – 15). Nel caso di una
procedura di ripresa in carico (inglese: take back) – come è il caso di specie
– di principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello
Stato membro competente secondo il capo III Regolamento Dublino III (cfr.
DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 con riferimenti citati). Inoltre, la determinazione
dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione esi-
stente al momento in cui il richiedente ha presentata domanda di prote-
zione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III).
7.2 Ai sensi dell’art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossi-
bile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato
come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-
stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni
di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento
inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CartaUE, lo Stato membro che
ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente
prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato
membro possa essere designato come competente. Qualora non sia pos-
sibile eseguire il trasferimento verso un altro Stato membro designato in
base ai criteri del capo III o verso il primo Stato membro in cui la domanda
D-1924/2022
Pagina 16
è stata presentata, lo Stato membro che ha avviato la procedura di deter-
minazione diventa lo Stato membro competente.
7.3 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in osse-
quio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui
domanda è in corso d’esame e che ha presentato domanda in un altro
Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza
un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III).
7.4 Nel caso di specie, gli accertamenti effettuati dalla SEM hanno rivelato,
dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo «EURODAC»
che l’interessato ha depositato una domanda d’asilo in Bulgaria e in Au-
stria, rispettivamente il 10 novembre 2021 e il 6 dicembre 2021 (cfr. atto
SEM 17/1). Di conseguenza, il 28 febbraio 2022 l’autorità inferiore ha pre-
sentato alle competenti autorità austriache, nei termini e nelle forme
dell’art. 23 Regolamento Dublino III, una richiesta di ripresa in carico fon-
data sull’art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III. Il 1°marzo 2022, le
autorità austriache hanno respinto la richiesta di ripresa in carico in appli-
cazione dell’art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III indicando la Bul-
garia quale Paese competente per lo svolgimento della procedura d’asilo
e di allontanamento ai sensi dell’art. 25 par. 2 Regolamento Dublino III (cfr.
atto SEM 34/2). La SEM ha così presentato, in stessa data, alle competenti
autorità bulgare una domanda di ripresa in carico del richiedente fondata
sull’art. 18 par. 1 lett. b del Regolamento Dublino III (cfr. atto SEM 35/11).
Queste autorità, non hanno risposto alla domanda di ripresa in carico entro
il termine previsto. Di conseguenza la competenza della Bulgaria per la
trattazione della procedura d’asilo e di allontanamento del richiedente, ri-
sulta di principio essere data.
8.
8.1 Occorre ora determinare se vi sono fondati motivi di ritenere che sus-
sistano carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di
accoglienza dei richiedenti l’asilo in Bulgaria, che implichino il rischio di un
trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della CartaUE
(cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III).
8.2 La Bulgaria è legata alla CartaUE e firmataria, della CEDU, della Conv.
tortura, della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati
(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo
del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica, a tale titolo, le disposi-
zioni. Di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in
D-1924/2022
Pagina 17
particolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una pro-
cedura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale
ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva
2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello
status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva
2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-
nale [di seguito: direttiva accoglienza]; cfr. fra le tante, le sentenze del Tri-
bunale F-5422/2021 del 20 dicembre 2021 e F-4042/2021 del 1° novem-
bre 2021 consid. 4.2.1 e 4.2.2).
8.3 La succitata presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confu-
tata in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato
non rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6;
2010/45 consid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre scartata d’ufficio in pre-
senza di violazioni sistematiche delle garanzie minime previste dall’Unione
europea o di indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr.
DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e
Grecia del 21 gennaio 2011, 30696/09).
8.4
Nel caso in disamina, il ricorrente si oppone al suo trasferimento verso la
Bulgaria invocando principalmente di aver subito violenze da parte della
polizia bulgara e secondariamente sollevando il problema dell’attuale con-
dizione di sovraccarico del sistema d’asilo bulgaro dovuto al massiccio af-
flusso di migranti provenienti dall’Ucraina. Nonostante la loro valenza, né
la prima né la seconda doglianza, presa distintamente o insieme, sono suf-
ficienti, di per sé, a far supporre che la procedura d’asilo in Bulgaria sia
caratterizzata da carenze sistemiche tali da concludere che le domande
d’asilo non vengano trattate seriamente dalle autorità preposte, che non vi
siano effettive vie di ricorso e che i richiedenti non siano protetti contro rinvii
abusivi verso i paesi d'origine. Inoltre, egli avendo depositato una domanda
d’asilo potrà denunciare quanto asserito di aver subito, presumibilmente
da parte di alcuni membri delle forze della polizia, alle preposte autorità
bulgare. Altresì, i problemi venuti alla luce in Bulgaria con la crisi dei rifugiati
ucraini sembrano essere riconducibili alla gravità e alla tragicità della con-
giuntura bellica attuale, ma non ad insufficienze sistemiche (cfr. la sentenza
di riferimento del Tribunale F-7195/2018 del 11 febbraio 2020 consid. 6.6.1.
e 6.6.7; cfr. anche fra le altre le sentenze del Tribunale F-2264/2022 del
27 maggio 2022 consid. 4.6 e E-2392/2020 del 3 giugno 2022). Il rapporto
dell’OSAR dell’8 aprile 2022, citato dal ricorrente, rileva anche che non vi
D-1924/2022
Pagina 18
sarebbe al momento uno stop ufficiale dei trasferimenti Dublino verso la
Bulgaria.
8.5 Inoltre, il Tribunale ha anche già avuto modo di sancire che malgrado il
sistema del diritto d’asilo esistente in Bulgaria presenti delle problematiche
importanti sia sotto l’aspetto procedurale in senso stretto che relativamente
alle condizioni di accoglienza, le condizioni di sussistenza, pur non es-
sendo comparabili a quelle elvetiche, non configurano un trattamento inu-
mano o degradante giustificante un’applicazione generalizzata dell’art. 3
par. 2 Regolamento Dublino III (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale
F-7195/2018 dell’11 febbraio 2020 consid. 6.6.7; cfr. fra le altre, le sentenze
del Tribunale D-4434/2021 del 13 ottobre 2021 e D-1964/2020 del 20 aprile
2020 consid. 11.4).
8.6 Conseguentemente, visto tutto quanto precede l’applicazione dell’art. 3
par. 2 2a frase Regolamento Dublino III non si giustifica nel caso di specie.
9.
9.1 Resta ora da esaminare, se la SEM abbia a giusto titolo omesso di
applicare le clausole discrezionali di cui all’art. 17 par. 1 Regolamento Du-
blino III nonché 29a cpv. 3 OAsi 1.
9.2 Giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III (clausola di sovranità),
in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro
può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-
sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale
esame non gli compete.
9.3 Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di-
ritto interno svizzero la clausola di sovranità, se «motivi umanitari» lo giu-
stificano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giu-
sta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trat-
tamento della domanda. Nell'applicazione di tale articolo, l'autorità inferiore
dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito
dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-
braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-
sid. 7 seg.). Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha esercitato
il suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge, ossia se l'au-
torità inferiore ha fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri og-
gettivi e trasparenti (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8). Qualora la decisione sia
sostenibile, tenuto conto dell'interpretazione della nozione di motivi umani-
tari, e sia conforme ai principi costituzionali – quali il diritto di essere sentito,
D-1924/2022
Pagina 19
il principio della parità di trattamento ed il principio della proporzionalità – il
Tribunale non può sostituire il suo libero apprezzamento a quello della SEM
(cfr. sentenza del Tribunale D-5666/2017 consid. 4.4).
9.4 Al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destina-
zione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra
cui quelle della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clau-
sola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribu-
nale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 con-
sid. 8.2.1).
9.5
9.5.1 Vista la censura in tal senso, occorre preliminarmente determinare,
se l’accertamento dei fatti relativo agli asseriti maltrattamenti e allo stato di
salute del ricorrente sia stato esaustivo o meno.
9.5.2 Alla luce del principio inquisitorio, la SEM deve procedere d’ufficio
all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. su-
pra consid. 4.4). L’insorgente ha avuto una prima visita medica il 15 feb-
braio 2022, prima dell’audizione per richiedenti minori non accompagnati,
dove ha asserito di essere stato picchiato qualche mese prima in Bulgaria
e di essere stato ricoverato a causa delle torture ricevute da parte della
polizia e di soffrire di cefalea intermittente a seguito del trauma cranico (cfr.
atto SEM 23/2). Tuttavia, si osserva che il ricorrente all’inizio dell’audizione
ha affermato di stare bene e di essersi solamente fatto male durante il cal-
cio. Inoltre, durante il diritto di essere sentito concessogli in merito al suo
stato di salute, egli non ha fatto valere nessun maltrattamento o tortura e
nemmeno il suo rappresentate legale, il quale era presente, l’ho ha esortato
a raccontare delle violenze subite e delle conseguenti ripercussioni sul suo
stato di salute. Il referto radiologico del 7 marzo 2022, ha inoltre permesso
di stabilire l’assenza di focolai emorragici recenti intracranici e di evidenti
rime di fratture del neurocranio (cfr. atto SEM 46/1). Pertanto, i maltratta-
menti che il ricorrente asserisce di avere subito costituiscono un’allega-
zione di parte non suffragata da alcun indizio. Successivamente, il 10
marzo 2022, il medico – riscontrando un forte disagio e degli atti di autole-
sionismo – ha indirizzato il ricorrente per un consulto psichiatrico (cfr. atto
SEM 41/2). Dall’ultimo consulto psichiatrico, prima della decisone avver-
sata, il medico riporta in particolare, che sarebbe stata la notizia di un even-
tuale rientro in Bulgaria ad aver portato il ricorrente a compiere gli atti au-
tolesionistici (cfr. atto SEM 57/2).
D-1924/2022
Pagina 20
9.5.3 Nel caso di specie, risulta pacifico che non vi siano indicatori quanto
all’esistenza, finanche potenziale, di affezioni terminali ai sensi della giuri-
sprudenza convenzionale né tantomeno di patologie che possano raggiun-
gere un livello di gravità tale da configurare un rischio reale di un peggio-
ramento rapido ed irreversibile dello stato valetudinario comportante delle
intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita in
caso di trasferimento del ricorrente (cfr. sentenze della CorteEDU N. contro
Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del
13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1).
9.5.4 Dunque tenuto conto delle questioni giuridiche che si ponevano, il
complesso fattuale relativo agli asseriti maltrattamenti e al suo stato di sa-
lute era delineato per giudicare il trasferimento dell’interessato in Bulgaria,
sicché nulla può essere rimproverato all’autorità inferiore, che non ha
quindi violato il principio inquisitorio.
9.6 Per quanto concerne la sua situazione medica attuale, si riscontra che
questa non è mutata in modo rilevante. Il ricorrente ha avuto un ultimo con-
sulto psichiatrico l’11 maggio 2022 in seguito a un episodio depressivo di
media gravità. Tuttavia, il medico ha riscontro che l’umore era in lieve mi-
glioramento. Quale terapia gli è stato prescritto Fluctine 20 mg e Olanza-
pina 5 mg con in riverva Temesta exp 1 mg in caso di tensione o ansia. Dal
fatto che non vi è più stato un ulteriore consulto psichiatrico, si può desu-
mere che vi sia stato un ulteriore miglioramento dello stato di salute del
ricorrente e che momentaneamente egli non necessiti delle visite di conti-
nuità. Inoltre, il ricorrente ha beneficiato di una visita dal dentista il 9 giugno
2022, nella quale è potuto essere tratto il disturbo che lamentava (cfr. atto
SEM 69/3).
9.7 Ora, il solo fatto che il ricorrente soffrirebbe di problemi psicologici le-
gati alla preoccupazione di un suo trasferimento in Bulgaria, non risulta
essere determinante in tale contesto, essendo rammentato come il peggio-
ramento dello stato psichico di un richiedente l’asilo a seguito di una deci-
sione negativa è casistica osservabile di frequente e non preclude di prin-
cipio un trasferimento, anche in concomitanza con tentativi di suicidio o
tendenze anticonservative (cfr. a titolo d’esempio la sentenza del Tribunale
D-5268/2021 consid. 13.3.3 con ulteriori rif. citati).
9.8 A tal proposito si evidenzia anche come la Bulgaria in quanto Stato
firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i richiedenti
ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente quanto meno le
prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di
D-1924/2022
Pagina 21
gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o di altro
tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, comprese, se
necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e
2 della citata direttiva). Inoltre, si osserva che la comunicazione dello stato
di salute dell’insorgente alle autorità bulgare, come pure delle cure e dei
trattamenti di cui egli eventualmente necessiterà in futuro, avverrà per il
resto prima del suo trasferimento da parte della Svizzera, come previsto
dagli art. 31 e 32 del Regolamento Dublino III. Ne consegue che la richiesta
di garanzie preliminari da parte della Bulgaria, non risulta in specie neces-
saria.
9.9 Alla luce di quanto sopra esposto, la fattispecie della sentenza del Tri-
bunale D-1128/2022 dell’8 aprile 2022 non è paragonabile in quanto
quest’ultima concerneva un richiedente con problemi medici molto più gravi
rispetto a quelli dell’insorgente (cfr. supra consid. 9.5.2).
9.10 In seguito, nel caso di specie, il ricorrente non ha nemmeno dimo-
strato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in ca-
rico ed a portare a termine la procedura relativa alla sua domanda di pro-
tezione in violazione della direttiva procedura. Inoltre, l'insorgente non ha
apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare
che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di re-
spingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi in-
ternazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità corporale o
libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere
respinto in un tale paese. Infine, agli atti non figurano elementi tali da in-
durre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione espor-
rebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento minimo e
di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva acco-
glienza.
9.11 Pertanto, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscettibili di compro-
vare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero
tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3
Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Bulgaria. Ad ogni
modo, se, dopo il suo trasferimento nel suddetto Stato membro, egli do-
vesse essere costretto dalle circostanze a condurre un'esistenza non con-
forme alla dignità umana, o se dovesse ritenere che il Paese in questione
violi i suoi obblighi fondamentali, apparterrà al ricorrente medesimo solle-
vare l'eventuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le ade-
guate vie di diritto, dinanzi alle autorità dello Stato in parola (cfr. art. 26
della direttiva accoglienza).
D-1924/2022
Pagina 22
9.12 Infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere
che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-
mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Alla luce
degli atti all'inserto e delle circostanze del caso di specie, la decisione ri-
sulta essere sostenibile e conforme ai principi costituzionali, quali il diritto
di essere sentito, il principio della parità di trattamento ed il principio della
proporzionalità. Pertanto, il Tribunale non può sostituire il suo libero ap-
prezzamento a quello della SEM.
9.13 Di conseguenza, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale
di cui all’art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III.
9.14 In mancanza dell’applicazione della succitata norma da parte della
Svizzera, la Bulgaria è competente per la ripresa in carico dell’insorgente
in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 del Regolamento
Dublino III.
10.
Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito
della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1
lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Bulgaria confor-
memente all’art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un’autorizza-
zione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 cpv. 1 lett. a OAsi 1).
11.
In siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera distinta
le questioni relative all’esistenza di un impedimento all’esecuzione del tra-
sferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell’art. 83 Legge federale sugli
stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), dal
momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel
merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-
sid. 5.2).
12.
Alla luce di quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione
della SEM, che rifiuta l’entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-
cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Bulgaria, confermata.
13.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-
benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
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nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, avendo il Tribunale accolto,
con decisione incidentale del 29 aprile 2022, la domanda di assistenza giu-
diziaria, non sono riscosse spese.
14.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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