Decision ID: 9cff3afb-8152-59eb-91b5-f6bd5a0b2126
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. Con istanza 31 luglio 2008, AP 1 ha chiesto al Pretore _ nei confronti di AO 1, il sequestro ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF di tutti gli averi della convenuta presso le banche PI 1 e PI 2, entrambe in _, a garanzia di un credito di fr. 6'803'102,52 (pari alla somma di € 4'104'370,73 e di USD 99.01). L’istante ha esposto di aver messo a disposizione della convenuta una linea di credito di USD 15'000'000.--. Quando, nel settembre 2007, l’esposizione passiva della società aveva raggiunto USD 11'500'000.--, la banca ne ha preteso una riduzione e successivamente la sua totale estinzione. Dopo aver effettivamente dato seguito a tale richiesta, la convenuta ha smesso di portare avanti tale riduzione nella prima metà del 2008. Al 22 luglio, il conto presentava un saldo passivo di fr. 6'803'102,52.
B. Il 31 luglio 2008, il Pretore _ ha respinto l'istanza di sequestro, ritenendo che l’istante non avesse reso verosimile l’esistenza del suo asserito credito, in quanto si era limitata a produrre tabulati da essa stessa stampati. D’altronde, il contratto di apertura di un conto/deposito non indicava alcuna cifra mentre, secondo le stesse dichiarazioni dell’istante, la convenuta aveva dato seguito alla richiesta di rimborso di € 5'565'000.-- formulata l’11 giugno 2008. Il primo giudice ha inoltre identificato un motivo sussidiario di reiezione nel fatto che, secondo il contratto di apertura del conto, l’istante è al beneficio di un atto generale di pegno.
C. Con appello 6 agosto 2008, AP 1 chiede l'accoglimento della sua istanza. In sostanza, l’appellante ritiene di aver comprovato l’esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti con la produzione della documentazione di apertura del conto n. _ (doc. M) e di avere sufficientemente reso verosimile l’esposizione passiva attuale della convenuta con riferimento agli estratti di conto di cui ai doc. C e D, documenti unanimemente e abitualmente ammessi nella pratica commerciale e da ritenere attendibili sino a prova del contrario. La banca sostiene inoltre che, essendo il sequestro un istituto giuridico concepito a favore del creditore, le esigenze di verosimiglianza non devono essere rigorose, giacché gli interessi del debitore sono comunque tutelati con la facoltà riconosciuta al giudice di obbligare il creditore a prestare garanzia (art. 273 LEF) e con la possibilità di opposizione al sequestro (art. 278 LEF). L’appellante contesta anche la motivazione sussidiaria della sentenza impugnata, evidenziando come l’atto generale di pegno verta proprio sul conto n. _, che presenta attualmente un saldo passivo appunto equivalente al credito che la banca fa valere contro la convenuta.

Considerando
in diritto:
1. Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2’000.-- competente per la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG). Allo stadio dell'emissione del decreto di sequestro, la procedura è unilaterale (art. 19 LALEF; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I. Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 45 ad art. 272). Anche l'eventuale fase ricorsuale dev’essere unilaterale, per preservare l'effetto sorpresa caratteristico del sequestro (CEF 13 agosto 2004 [14.04.71], cons. 1.3/e, riassunto in RtiD I-2005 916 s. n. 132c), motivo per il quale l’appello non è stato notificato alla convenuta.
2. Contro la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro è dato il rimedio di diritto cantonale dell’appello, a condizione che emani dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr. 8'000.-- (art. 18 cpv. 1 e 19 LALEF, e il rinvio all’art. 272 LEF; CEF 26 giugno 1998 in re I. Spa c/ P. Spa; 29 maggio 2000 [14.99.83], cons. 1.1-1.6). In tale ipotesi, il legislatore federale ha infatti rinunciato a istituire un rimedio di diritto federale (in particolare la via dell’opposizione ai sensi dell’art. 278 LEF), lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell’8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 53 ad art. 272). Nel caso concreto, il valore litigioso è di fr. 6'803'102,52 (art. 11 lett. e CPC e 25 LALEF), donde la ricevibilità dell’appello.