Decision ID: 2cdcf694-e70f-5cdc-bb42-ce20b0be4550
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, asserita cittadina siriana, di etnia curda, ha vissuto dalla na-
scita sino al suo espatrio verso B._, nel villaggio di C._, di-
stretto di D._, provincia di E._. L’espatrio dal Paese d’ori-
gine, sarebbe avvenuto circa due mesi dopo il matrimonio con F._
– cittadino siriano, ammesso provvisoriamente in Svizzera con decisione
della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) del (...), entrata
in forza di cosa giudicata a seguito della decisione di stralcio (...) del (...)
del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) – avvenuto il
(...) in Siria, in assenza del marito, ma consensualmente. In quest’ultimo
Paese vi avrebbe vissuto per circa un mese, dopo di che si sarebbe recata
dapprima in G._ e poi in H._, ove avrebbe preso un volo per
I._. All’aeroporto l’avrebbe attesa il marito ed accompagnata a casa
sua. Dopo dieci giorni dalla sua entrata in Svizzera, l’interessata ha pre-
sentato una domanda d’asilo il (...) novembre 2018 (cfr. verbale di audi-
zione sulle generalità del (...) novembre 2018 [di seguito: verbale 1], pag. 3
segg. e atto B1/3; cfr. anche atti del marito presenti nell’incarto N [...]).
Sentita sui suoi motivi d’asilo, la richiedente ha dichiarato in sostanza e per
quanto è qui di rilievo, di essere espatriata in quanto desiderava vivere con
il marito ed a causa del conflitto armato presente in Siria – nel contesto del
quale dei guerriglieri dell’YPG (Unità di Protezione Popolare, in curdo:
Yekîneyên Parastina Gel), degli “(...)”, si sarebbero presentati a casa sua
per chiederle di combattere contro l’ISIS (acronimo per Stato Islamico
dell’Iraq e della Siria; in inglese: Islamic State of Iraq and Syria; anche detto
“Dahesh” nel verbale di audizione del (...) febbraio 2019 [di seguito: ver-
bale 2], D46 segg., pag. 6), ma senza riscontrare delle problematiche al
suo rifiuto. Ha inoltre dichiarato di essere stata maltrattata dal padre e dalla
moglie dello stesso. Dopo il matrimonio, avvenuto nel (...) del (...), non
sarebbe più stata percossa dal padre e dalla matrigna, ma quest’ultima
avrebbe continuato ad insultarla. A causa di queste ultime circostanze, ella
si sarebbe trasferita in alcune occasioni e per qualche giorno presso la
casa del fratello a D._, nonché per gli ultimi due mesi precedenti
l’espatrio, presso l’abitazione del suocero a J._ (cfr. verbale 1, p.to
7.01 segg., pag. 8 seg.; verbale 2, D42 segg., pag. 5 segg.).
A sostegno della sua domanda d’asilo, l’interessata ha prodotto la sua carta
d’identità siriana nonché il certificato di matrimonio del (...), in arabo, con
la traduzione in lingua tedesca (cfr. atto B14).
D-3901/2019
Pagina 3
B.
La richiedente l’asilo è stata sentita in merito all’applicazione dell’art. 31a
cpv. 1 lett. b LAsi il (...) novembre 2018, circa un’eventuale competenza
della H._ nel trattamento della sua domanda d’asilo (cfr. atto B9/1),
così come circa la sua relazione famigliare con F._ e la ripartizione
cantonale il (...) dicembre 2018 (cfr. atti B11/1 e B12/1). A seguito della
consegna del certificato di matrimonio succitato e della carta d’identità
dell’interessata, A._ e F._ sono stati considerati marito e
moglie – in precedenza registrata soltanto quale relazione d’amicizia – ed
i loro incarti sono stati uniti dall’autorità inferiore (cfr. atti B12/1 e B16/1).
C.
Con decisione dell’11 giugno 2019, notificata il 4 luglio 2019 (cfr. atto
B32/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato all’interessata ed
ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando contestualmente il suo
allontanamento dalla Svizzera, ma rinunciando attualmente all’esecuzione
del medesimo provvedimento, in quanto non ragionevolmente esigibile, e
di conseguenza ammettendola provvisoriamente.
D.
In data 2 agosto 2019 (cfr. risultanze processuali), l’interessata è insorta
con ricorso contro la suddetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo
federale chiedendo, in via principale, l’annullamento della decisione impu-
gnata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo,
ed in via subordinata, la conferma dell’ammissione provvisoria, per inesigi-
bilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Altresì, la ricorrente ha presen-
tato un’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, secondo il senso,
dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-
cipo, con protestate spese e ripetibili.
E.
Il Tribunale, con decisione incidentale del 10 settembre 2019 ha respinto
l’istanza d’assistenza giudiziaria succitata, invitando nel contempo l’insor-
gente a versare, entro il termine del 25 settembre 2019, un anticipo di
CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali, con commina-
toria d’inammissibilità del ricorso in caso d’inosservanza.
F.
Con scritto del 13 settembre 2019, la ricorrente ha chiesto al Tribunale di
concederle la possibilità di rateizzare il pagamento dell’anticipo richiesto in
(...) rate.
D-3901/2019
Pagina 4
G.
Per il tramite della decisione incidentale del 24 settembre 2019, il Tribunale
ha respinto la richiesta di pagamento rateale summenzionata, ed ha fissato
un termine di grazia di tre giorni dalla notificazione della decisione inciden-
tale, per provvedere al versamento dell’anticipo richiesto con decisone in-
cidentale del 10 settembre 2019.
H.
La ricorrente ha provveduto al versamento tempestivo dell’anticipo richie-
sto, nel termine di grazia concesso, in data 30 settembre 2019 (cfr. risul-
tanze processuali).
I.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi).
Alla presente procedura si applica il diritto anteriore (cfr. Disposizioni tran-
sitorie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 della nLAsi, in vigore dal
1° marzo 2019).
Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (cfr. art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai
sensi dell’art. 5 PA.
La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è
particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-
gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48
cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vLAsi), alla forma e al
contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.
D-3901/2019
Pagina 5
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi).
3.
Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di
scritti.
4.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).
Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle
considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta-
zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
5.
Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo che la ricorrente è stata
posta al beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecu-
zione dell’allontanamento con decisione dell’11 giugno 2019 della SEM, e
come tra l’altro da ella postulato nelle sue conclusioni in subordine, oggetto
del litigio in questa sede risulta pertanto essere esclusivamente la deci-
sione riguardante il rifiuto della sua domanda d’asilo, nonché la pronuncia
dell’allontanamento.
6.
6.1 Nella querelata decisione, l’autorità inferiore ha considerato i motivi a
fondamento della domanda d’asilo dell’interessata come irrilevanti ai sensi
dell’art. 3 LAsi.
Invero, d’un canto la situazione di guerra nel suo Paese d’origine, come
pure il fatto che ella fosse impaurita e provata a causa della stessa, nonché
gli inviti di (...) per combattere con loro contro Daesh, non sarebbero per-
tinenti in materia d’asilo, in quanto conseguenza della drammatica situa-
zione generale vigente in Siria e del considerevole livello di violenza ivi
presente. Segnatamente, a seguito del rifiuto della richiedente di dar se-
guito agli inviti degli (...), non sarebbe incorsa in alcuna problematica. Tali
D-3901/2019
Pagina 6
richieste non sarebbero comunque dettate da una delle ragioni contem-
plate nella lista esaustiva dell’art. 3 LAsi, bensì dalla situazione di guerra.
D’altro canto, la sua volontà di raggiungere il marito in Svizzera, come pure
gli insulti della matrigna e le percosse subite dal padre, non sarebbero delle
persecuzioni rilevanti figuranti nella lista esaustiva di cui all’art. 3 LAsi. Inol-
tre la SEM ha rilevato che le percosse sarebbero cessate col suo matrimo-
nio e che la richiedente stessa ha affermato di intrattenere tutt’ora delle
buone relazioni con la sua famiglia d’origine, ivi incluso il padre.
6.2 Con il suo ricorso, l’insorgente contesta la decisione della SEM circa
l’irrilevanza dei suoi motivi d’asilo.
Ella ritiene che la decisione dell’autorità inferiore si fondi su un accerta-
mento inesatto ed incompleto delle sue allegazioni e che non le abbia ana-
lizzate nella loro globalità ed in relazione alla situazione politica siriana.
L’insorgente rileva in merito che in patria sarebbe stata sottoposta a pres-
sioni costanti, in quanto il suo Paese d’origine si troverebbe in guerra, ed
ivi non vi sarebbe neppure la certezza dei propri diritti. Inoltre, sarebbe
stata continuamente picchiata da suo padre e dalla matrigna. La sua situa-
zione personale sarebbe quindi peggiorata sempre più, sino a che avrebbe
deciso di sposarsi e di espatriare.
7.
7.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
7.2 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori-
gine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro
razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-
ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere
esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione
a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).
7.2.1 La definizione di rifugiato, così come stabilita all’art. 3 cpv. 1 LAsi, è
esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre
una persona a lasciare il proprio paese di origine o di residenza, quali per
esempio le difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica
(povertà, condizioni di vita precarie, difficoltà a trovare un impiego o un
alloggio, redditi insufficienti) o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza
D-3901/2019
Pagina 7
di infrastrutture o da problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel paese in
questione, può essere confrontata.
7.2.2 Altresì, il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabi-
lito all’art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo,
in rapporto con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà ricono-
sciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili
da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere
esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecu-
zione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e DTAF 2010/57 consid. 2.5). Sul
piano soggettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interes-
sato, segnatamente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della
sua appartenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico,
che lo espongono maggiormente a un fondato timore di future persecu-
zioni. Infatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi og-
gettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di
colui che ne è l’oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5
con giurisprudenza ivi citata). Sul piano oggettivo, tale timore dev’essere
fondato su indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro
prossimo e secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi
dell’art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di
persecuzioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno
lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti).
7.2.3 Il Tribunale tiene conto della situazione nel Paese d’origine dell’insor-
gente e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, pren-
dendo quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta
dopo il deposito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6).
7.3 Nel caso in disamina, risulta indubbio che sia la situazione di guerra e
di insicurezza generale tutt’ora vigente in Siria – quand’anche risulti motivo
da prendere in considerazione negli ostacoli all’esecuzione dell’allontana-
mento, come rettamente ritenuto in specie nella decisione impugnata (cfr.
punto III/1, pag. 3 della decisione avversata) – che le conseguenze inevi-
tabili di timore e di fatica provate dall’insorgente a causa della situazione
presente nel suo Paese d’origine come pure per il viaggio intrapreso (cfr.
verbale 1, p.to 5.02, pag. 7 seg.; verbale 2, D42, pag. 5), non siano circo-
stanze dettate da una volontà persecutoria riconducibile ad uno dei motivi
esaustivi citati all’art. 3 LAsi (cfr. anche supra consid. 7.2; cfr. anche a titolo
d’esempio: sentenza del Tribunale D-3028/2017 del 13 giugno 2017 con
riferimenti ivi citati). In merito, la richiedente ha invero riferito di non avere
mai riscontrato delle problematiche individuali, né a causa della guerra (cfr.
D-3901/2019
Pagina 8
verbale 1, p.to 7.02, pag. 8), né a seguito degli inviti generici ricevuti da
(...) (o membri dell’YPG) per unirsi a loro per combattere contro Dahesh (o
l’ISIS) (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 8 seg.; verbale 2, D45 segg., pag. 5
seg.), come neppure da parte delle autorità siriane (cfr. verbale 2, D44,
pag. 5). Tali allegazioni, non risultano pertanto rilevanti in materia d’asilo. A
medesima conclusione si giunge per quanto concerne la volontà della ri-
corrente di ricongiungersi con il marito in Svizzera (cfr. verbale 1, p.to 7.01,
pag. 8; verbale 2, D42, pag. 5 e D46, pag. 6), il quale, per quanto compren-
sibile, non risulta un motivo pertinente ai sensi dell’art. 3 LAsi.
7.4 Per quanto concerne le asserzioni della ricorrente in relazione ai mal-
trattamenti che avrebbe subito in patria da parte del padre e della matrigna
negli ultimi tre o quattro anni precedenti la sua partenza dalla Siria (cfr.
verbale 1, p.to 7.02, pag. 9; verbale 2, D57 segg., pag. 6 segg.), le stesse
non paiono neppure essere rilevanti in materia d’asilo. Invero, non vi sono
indizi per ritenere che, in caso di ritorno in Patria la ricorrente abbia un
rischio fondato di subire delle persecuzioni future. Segnatamente, l’attualità
delle persecuzioni non risulta essere data. Dagli atti non sono infatti dedu-
cibili elementi che permettano di ritenere che l’interessata rischi di subire
nuovamente delle percosse – tra l’altro cessate dopo il suo matrimonio (cfr.
verbale 2, D70, pag. 7) – da parte del padre e della moglie dello stesso o
degli insulti da parte di quest’ultima, se rientrasse nel suo Paese d’origine.
Non si può infatti partire dall’assunto che l’insorgente, in caso di ritorno in
Patria, debba forzatamente tornare presso il domicilio del padre. Risulta
infatti lecito attendersi che l’insorgente, unitamente al marito presente in
Svizzera ed ammesso provvisoriamente, possa contare sul sostegno e
l’appoggio di quest’ultimo, come pure sulla famiglia del marito ed il fratello
presenti in patria per la ricerca di una sistemazione, come tra l’altro era già
stata aiutata in tal senso da questi ultimi in passato (cfr. verbale 2, D64,
pag. 7 e D70 segg., pag. 7 seg.). Altresì, non risulta neppure dagli atti che
il padre e/o la matrigna l’abbiano ricercata, picchiata od insultata quando
ella si recava a casa del fratello o del suocero (cfr. verbale D64 segg.,
pag. 7 seg.), ove l’insorgente si sarebbe rifugiata proprio per evitare tali
maltrattamenti. Infine, ella ha mantenuto dei buoni rapporti con la sua fa-
miglia d’origine in Siria, compreso il padre, anche da quando si trova in
Svizzera, segnatamente parlando anche con quest’ultimo al telefono (cfr.
verbale 2, D21 segg., pag. 4). In tal senso, le dichiarazioni dell’interessata
circa le percosse e gli insulti ricevuti, non possono neppure essere consi-
derati come circostanze che rendano impossibile – o difficile oltre i limiti del
sopportabile – la continuazione dell’esistenza nel Paese d’origine, e che la
rendano quindi come oggettivamente insopportabile ai sensi dell’art. 3 LAsi
D-3901/2019
Pagina 9
(cfr. DTAF 2010/28 consid. 3.3.1.1). Nel gravame l’insorgente non ha ad-
dotto alcun nuovo argomento suscettibile di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all’impugnata decisione.
7.5 In conclusione, visto tutto quanto precede, le allegazioni della ricor-
rente non soddisfano le condizioni di rilevanza giusta l’art. 3 LAsi, per il che
sul punto in questione del riconoscimento della qualità di rifugiato e di con-
cessione dell’asilo il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va
confermata.
8.
L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo re-
lativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
anche DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Segnata-
mente, anche il marito della ricorrente, F._, dispone unicamente
della concessione dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecu-
zione verso la Siria, e quindi il principio dell’unità della famiglia, sancito
dall’art. 44 LAsi – disposizione di portata più estesa rispetto all’art. 8 CEDU
(cfr. sentenza del Tribunale D-6528/2014 del 10 marzo 2015 consid. 4.3) –
risulta in specie rispettato (cfr. DTAF 2012/4 consid. 4.8). Pertanto, anche
in merito alla pronuncia dell’allontanamento, la decisione avversata va con-
fermata.
9.
Ne discende pertanto che, con la decisione impugnata, la SEM non ha vio-
lato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre
non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso va conseguentemente respinto e la
decisione impugnata confermata.
10.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA, nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-
tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo
spese versato dall’insorgente il 30 settembre 2019.
11.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
D-3901/2019
Pagina 10
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3901/2019
Pagina 11