Decision ID: e98689d5-2fc2-56ab-a232-c2930d1d8c53
Year: 2009
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto
A.
_ è stato arrestato il 21 agosto 2008 con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti da parte del Procuratore pubblico per omicidio intenzionale (_), tentato omicidio, sub lesioni intenzionali gravi (_), e meglio,
“per avere, il 19 agosto 2008, a _, davanti all’abitazione di _, con una pistola, intenzionalmente ucciso _, nonché tentato di uccidere, in sub ordine, intenzionalmente ferito (quantomeno alla tibia) _”
(cfr. doc. 1 inc. GIAR 408.2008.1).
L’arresto è stato confermato il giorno successivo da questo giudice, ritenuta l’esistenza, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga, bisogni dell’istruzione, pericolo di collusione e pericolo di recidiva (cfr. doc. 4 inc. GIAR 408.2008.1).
Successivamente, in data 19 gennaio 2009, l'accusa è stata estesa anche ai reati di lesioni semplici aggravate (fatti avvenuti a _ il 19 agosto 2008 e a _ nel maggio 2008), coazione (fatti avvenuti a _ il 12 agosto 2008), infrazione e contravvenzione alla LArm (fatti avvenuti nel periodo giugno-agosto 2008 a , _, _ ed in altre imprecisate località) ed infrazione e contravvenzione alla LStup (fatti avvenuti nel periodo aprile-agosto 2008 a _, _ ed altre imprecisate località), furto aggravato siccome commesso in banda, sub furto e danneggiamento (fatti avvenuti a _ la notte tra il 5/6 maggio 2008, inc. MP _), lesioni semplici in sub vie di fatto (fatti avvenuti ad _ il 5/6 luglio 2008 ai danni di _, inc. MP _) e lesioni semplici sub vie di fatto (fatti avvenuti a _ il 13 agosto 2008 ai danni di _, inc. MP _).
Con decisione 11 febbraio 2009 questo giudice ha prorogato la carcerazione cui è astretto _ fino al 21 luglio 2009 compreso.
B.
Con decisione 29 aprile 2009 il Procuratore pubblico ha negato l'autorizzazione a colloqui liberi fra _ e _, in quanto sarebbe dato concreto pericolo di collusione, essendo _ teste rilevante nell’ambito dei fatti relativi all’omicidio di _, rispettivamente correa di _ nel procedimento per lesioni semplici ai danni di _.
C.
Con reclamo 4 maggio 2009 _ si riconferma nella richiesta di colloqui liberi con _. A suo dire, non sussisterebbe alcun pericolo di collusione, peraltro invocato dal magistrato inquirente in maniera del tutto generica (senza indicare i punti suscettibili di manovre collusive), ritenuto che _ è stata più volte interrogata nel corso dell’inchiesta ed ha fornito una versione dei fatti che non presenta divergenze sostanziali (e neppure marginali) con quella dell’accusato. La difesa evidenzia poi “il comportamento ineccepibile delle parti”, che escluderebbe la possibilità di manovre collusive. Così stando le cose il rifiuto del Procuratore pubblico sarebbe sproporzionato ed ingiustificato.
D.
In sede di osservazioni il Procuratore pubblico si è riconfermato nella decisione impugnata.

Delle ulteriori allegazioni si dirà, per quanto necessario, nei considerandi in diritto.
e considerato
In diritto
1.
Il reclamo tempestivo e presentato da persona legittimata, in quanto accusata e direttamente colpita dal provvedimento impugnato, è ricevibile in ordine (art. 280 e rel. CPP).
2.
L'art. 104 cpv. 2 CPP dispone che l'arrestato è sottoposto unicamente alle restrizioni della libertà che sono indispensabili per assicurare lo scopo dell'arresto e per mantenere la disciplina nelle carceri.
Ai sensi dell'art. 104 cpv. 3 CPP i colloqui - sia tra presenti che telefonici (cfr. Rusca/Salmina/Verda, Commento del CPP, 1997, n. 25 ad art. 104 CPP) - tra la persona in detenzione e terze persone sono accordati e disciplinati dal magistrato.
La possibilità di colloqui con terze persone può essere ristretta unicamente in conformità con il principio di proporzionalità, principio che in materia di arresto e misure coercitive è peraltro espressamente sancito dall'art. 176 cpv. 2 CPP. A seconda dell'interlocutore possono variare le modalità del colloquio che può essere libero o sorvegliato, limitazioni possono essere giustificate sia da ragioni d'inchiesta (cfr. DTF 117 Ia 465; 102 Ia 299) sia per mantenere l'ordine carcerario. Ai colloqui con terzi si applicano le garanzie previste dall'art. 8 CEDU in materia di corrispondenza: non può esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata e familiare se non in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del Paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui. Il tutto nel rispetto del principio di proporzionalità.
In sostanza, provvedimenti limitativi nei contatti con terzi non sono, di principio, contrari alla CEDU e neppure alla Costituzione federale (art. 36 CF), ma devono essere giustificati da motivi inerenti la corretta conduzione dell'inchiesta o l'ordine pubblico (in proposito cfr. anche G. Piquerez, La Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, ad 2416; Rusca/Salmina/Verda, op. cit., ad art. 104 CPP).
In concreto, il Procuratore pubblico ha rifiutato l'autorizzazione a colloqui liberi tra _ e _ (fidanzata – teste), in quanto sarebbe tuttora dato un concreto pericolo di collusione.
Innanzitutto _, all’epoca dei fatti convivente dell’accusato e tutt’oggi sua fidanzata, non soltanto è coaccusata nel procedimento per lesioni semplici ai danni di _ (procedimento nel quale ella nega il proprio coinvolgimento quale correa, nonostante la chiamata in correità formulata da _), ma soprattutto è, unitamente a _, testimone di primaria importanza nel procedimento aperto contro _ per l’omicidio di _.
In secondo luogo, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, le versioni dei fatti rese dall’accusato e da _ non sono del tutto convergenti ed, inoltre, quella di _ risulta a tratti imprecisa (
“non ricordo”
), anche su punti importanti. In particolare, non trovano conferma nella dichiarazioni di _ quelle di _ sulla presenza di più persone la sera del 19 agosto 2008 nel piazzale antistante l’appartamento (motivo per cui si sarebbe sentito minacciato), sul motivo per il quale la pistola era carica, e cioè l’intenzione di andare a caccia di cinghiali, sulle telefonate minatorie ricevute, rispettivamente _ non ha rilasciato dichiarazioni chiare e lineari ad esempio sul comportamento di _ prima di scendere nel piazzale (cfr. verb. PP _ del 12.02.2009 e verb. PP _ 16.09.2008, 20.10.2008,e 3.11.2008).
Così stando le cose, come ritenuto dal Procuratore pubblico, colloqui liberi con _ potrebbero comportare un pericolo concreto di inquinamento e collusione delle prove, in quanto _ potrebbe convincerla a modificare/rettificare a favore dell’accusato stesso la sua versione dei fatti, segnatamente con riferimento a quelli avvenuti il 19 agosto 2008, in sede dibattimentale (dove del tutto verosimilmente verrà sentita come teste), con conseguente grave pregiudizio per l'accertamento della verità. Del resto, non può neppure essere escluso che l’accusato, nei cui confronti sono pendenti ulteriori procedimenti (cfr. consid. A), possa convincere _, si ribadisce sua fidanzata, a prendere contatto con le persone coinvolte a vario titolo in tali procedimenti (testimoni, parti lese ecc.) al fine di influire in qualche modo sulla loro versione dei fatti, e meglio di ottenere una versione più favorevole ad _.
In siffatte circostanze il diniego all'autorizzazione a colloqui liberi tra il reclamante e _ non può quindi essere considerato misura sproporzionata ed ingiustificata e deve pertanto essere confermato.
Da ultimo giova precisare che la decisione di questo ufficio in re _, citata nel reclamo, si riferiva a fattispecie diversa da quella qui in esame, e meglio a colloqui liberi con persone non direttamente coinvolte nel procedimento.
3.
Il reclamo è conseguentemente respinto con la presente decisione esente da tasse e spese ed impugnabile alla CRP, trattandosi di decisione che concerne uno degli aspetti della libertà personale (Rusca/Salmina/Verda, op. cit., ad art. 104 CPP, n. 27).