Decision ID: 981c00f4-fa1d-44a8-9efd-24b2b468784e
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_002
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: public_law

Fatti:
A.
Il 25 agosto 2017 la Polizia cantonale, Sezione Polizia amministrativa del Dipartimento ticinese delle istituzioni, ha respinto l'istanza sottopostale il 22 maggio 2017 da B._ SA, volta ad ottenere il rilascio dell'autorizzazione ad avvalersi della collaborazione di A._ quale agente di sicurezza. Il diniego si fondava sul fatto che questi aveva a suo carico un precedente per rapina e un divieto di accedere a manifestazioni sportive in Italia (di seguito: DASPO) e che nei suoi confronti era ancora aperto in Ticino un procedimento penale per i reati di truffa, falsità in documenti e contravvenzione alla legge federale del 20 marzo 1981 sull'assicurazione infortuni. E stato inoltre rilevato che l'interessato era stato in cura presso una psichiatra dal 2011 al 2015, periodo durante il quale aveva anche dovuto assumere psicofarmaci.
B.
Questa decisione è stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 13 dicembre 2017, e poi dal Tribunale cantonale amministrativo, con sentenza del 20 agosto 2019.
C.
Il 25 settembre 2019 A._ ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso con cui chiede che la sentenza cantonale sia annullata e che gli venga rilasciata l'autorizzazione litigiosa. Domanda inoltre il beneficio dell'assistenza giudiziaria con nomina di un avvocato d'ufficio e che venga restituito l'effetto sospensivo al proprio gravame.
Non è stato ordinato alcun atto istruttorio.

Diritto:
1.
1.1. Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione la sua competenza (art. 29 cpv. 1 LTF), rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 144 II 184 consid. 1 pag. 186; 143 IV 85 consid. 1.1 pag. 87 e rinvii).
1.2. Il ricorso concerne una causa di diritto pubblico che non ricade sotto nessuna delle eccezioni previste dall'art. 83 LTF ed è diretto contro una decisione finale resa in ultima istanza cantonale da un tribunale superiore (art. 86 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 LTF). Esso è stato presentato nei termini dal destinatario del giudizio contestato (art. 100 cpv. 1 LTF), con interesse al suo annullamento (art. 89 cpv. 1 LTF), ed è pertanto ammissibile quale ricorso in materia di diritto pubblico giusta l'art. 82 segg. LTF.
2.
2.1. Alla base della controversia vi è la richiesta di rilascio di un'autorizzazione disciplinata dal diritto cantonale. La violazione del diritto cantonale, quand'anche dovesse rinviare a norme o concetti del diritto federale (DTF 140 II 298 consid. 2 pag. 300; 138 I 232 consid. 2.4 pag. 236 seg.), non costituisce motivo di ricorso, il Tribunale federale verificando la corretta applicazione del diritto federale (art. 95 LTF). Tuttavia, è possibile fare valere che l'errata applicazione del diritto cantonale costituisce una violazione del diritto federale, in particolare perché arbitraria ai sensi dell'art. 9 Cost. Secondo giurisprudenza, l'arbitrio non si realizza già qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura preferibile a quella contestata; il Tribunale federale annulla la pronuncia criticata solo se il giudice del merito ha emanato un giudizio che appare - e ciò non solo nella motivazione bensì anche nell'esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità (DTF 140 III 16 consid. 2.1 pag. 18 seg.; 138 I 232 consid. 6.2 pag. 239). Spetta al ricorrente dimostrare questa condizione (DTF 138 V 67 consid. 2.2 pag. 69). Le esigenze di motivazione in queste evenienze sono accresciute (art. 106 cpv. 2 LTF) e il ricorrente deve esporre in maniera chiara e dettagliata, confrontandosi puntualmente con tutti i considerandi del giudizio impugnato, in quale misura sarebbero violati i diritti fondamentali (DTF 139 I 229 consid. 2.2 pag. 232; 138 V 67 consid. 2.2 pag. 69).
2.2. È dubbio che il gravame rispetti queste esigenze. Infatti, il ricorrente si dilunga a presentare una propria visione dei fatti, le censure sono formulate come se il Tribunale federale disponesse di un libero potere di esame e, infine, a seconda degli argomenti sollevati, difetta una motivazione conforme alle esigenze dell'art. 106 cpv. 2 LTF. La problematica non necessita ulteriori approfondimenti. Come esposto di seguito il ricorso è comunque destinato all'insuccesso.
3.