Decision ID: 2777f907-bc80-5a87-93b8-e4156529ff4f
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con contratto 5 settembre 2017 CO 1 è stata incaricata da RE 1 per prestazioni di progettazione, appalto e direzione lavori in vista della realizzazione di un nuovo stabile residenziale a _. Il 7 novembre 2018 RE 1 ha disdetto con effetto immediato la relazione contrattuale in essere fra le due parti.
B.
Con petizione 4 ottobre 2019, CO 1 ha chiesto la condanna di RE 1 al pagamento di fr. 177'080.– oltre interessi, il rigetto definitivo dell’opposizione al relativo PE n. _ dell’UE di Lugano, l’accertamento dell’inesistenza del credito di fr. 236'248.– oltre interessi di cui al PE n. _ dell’UEF Regione Moesa (GR) fatto spiccare a suo carico da RE 1, la nullità di quest’ultima esecuzione e la cancellazione della medesima.
C.
Con istanza 19 novembre 2019 RE 1 ha chiesto di far obbligo ad CO 1 di prestare una cauzione per spese ripetibili di fr. 24'800.– e di sospendere la causa fino ad avvenuto pagamento. Con separata istanza 19 novembre 2020 RE 1 ha inoltre chiesto la sospensione della procedura fino al 30 marzo 2020.
Con osservazioni 5 dicembre 2019 CO 1 ha postulato la reiezione dell’istanza di cauzione per spese ripetibili e della relativa domanda di sospensione della procedura. L’interessata ha altresì chiesto di respingere l’istanza di sospensione della causa fino al 30 marzo 2020, ritenendola priva d’oggetto.
In sede di replica 16 dicembre 2019 RE 1 ha confermato le sue richieste.
D.
Con decisione 26 febbraio 2020 il Pretore ha respinto sia l’istanza di cauzione per spese ripetibili (dispositivo n. 1) sia l’istanza di sospensione della procedura (dispositivo n. 3).
E.
Con reclamo 7 marzo 2020 RE 1 postula ora l’annullamento e la riforma del dispositivo n. 1 della decisione 26 febbraio 2020 nel senso di far ordine alla società attrice di versare una cauzione per spese ripetibili di fr. 24'800.–, con la comminatoria di cui all’art. 101 cpv. 3 CPC.
F.
La controparte non è stata invitata a formulare osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Il giudizio impugnato è una decisione in materia di prestazione di cauzione ai sensi degli art. 99 segg. CPC che, in applicazione dei combinati art. 103, 319 lett. b cifra 1 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, è impugnabile con reclamo nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile del Tribunale d’appello. Notificata il 27 febbraio 2020, la decisione è pervenuta alla reclamante l’indomani. Sicché, spedito il 7 marzo 2020, il gravame si rivela tempestivo e da questo punto di vista ammissibile.
2.
L’art. 320 CPC dispone che con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
3.
Giusta l’art. 99 CPC, su richiesta del convenuto, l’attore deve prestare cauzione per le spese ripetibili se non ha domicilio o sede in Svizzera (lett. a), se risulta insolvente, segnatamente se nei suoi confronti è stato dichiarato fallimento o è in corso una procedura concordataria o a suo carico vi sono attestati di carenza di beni (lett. b), se è ancora debitore delle spese giudiziarie relative a una precedente procedura (lett. c) oppure se per altri motivi il pagamento delle ripetibili risulta seriamente compromesso (lett. d).
3.1 Scopo della cauzione è di assicurare alla parte convenuta in lite il pagamento delle sue spese ripetibili ed evitare di porla in una situazione dove il recupero dei suoi costi di giustizia sia impossibile o perlomeno particolarmente difficile (DTF 141 III 554 consid. 2.5.1; 141 III 155 consid. 4.3;
Tappy,
in: Commentaire Romand, CPC, 2
a
ed., 2019, n. 1 ad art. 99;
Trezzini,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, vol. 1, 2
a
ed., 2017, n. 1 ad art. 99;
Urwyler/Grütter,
in: Brunner/Gasser/Schwander, ZPO, DIKE-Kommentar, 2
a
ed., 2016, n. 1 ad art. 99;
Suter/von Holzen
, in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO, 3
a
ed., 2016, n. 2 ad art. 99;
Sterchi,
in: Berner Kommentar, ZPO, vol. 1, 2012, n. 1 ad art. 99). La parte convenuta non deve dimostrare l’impossibilità o la particolare difficoltà di recuperare le proprie spese ripetibili, basta che dimostri il realizzarsi dei presupposti previsti dall’art. 99 cpv. 1 CPC, i quali costituiscono dunque dimostrazione irrefragabile (stante la loro natura di finzione) di tale impossibilità rispettivamente gravosità di recupero (
Trezzini,
op. cit., n. 15 ad art. 99;
Suter/von Holzen,
op. cit., n. 16 ad art. 99). Data tale dimostrazione, il giudice è tenuto (
Muss-Vorschrift
) a ordinare la prestazione della cauzione (
Suter/Von Holzen,
op. cit., n. 14 ad art. 99;
Staehelin/ Staehelin/Grolimund,
Zivilprozessrecht, 2
a
ed., 2013, § 16, n. 28).
3.2 L’art. 99 cpv. 1 lett. d CPC costituisce una sorta di clausola generale applicabile a tutti i casi non già espressamente previsti dalle lettere a-c della norma in questione, ma dove la riscossione delle ripetibili risulta comunque seriamente a rischio (
Tappy,
op. cit., n. 38 ad art. 99;
Suter/VonHolzen,
op. cit., n. 34 seg. ad art. 99). Trattandosi di una nozione giuridica indeterminata, spetta al
giudice determinare, secondo il suo potere di apprezzamento, se nella fattispecie a lui sottoposta il pagamento delle ripetibili risulta
seriamente
compromesso (sentenza del TF 5A_221/2014 consid. 3, pubblicata in: SZZP/RSPC 1/2015 23;
Trezzini,
op. cit., n. 44 ad art. 99;
Urwyler/Grütter,
op. cit., n. 13 ad art. 99).
3.3 Il Messaggio n. 06.062 del Consiglio federale svizzero del 28 giugno 2006 concernente il Codice di diritto processuale civile svizzero menziona a mo’ di esempio il
cosiddetto
asset stripping
prima del fallimento, con cui l’attore si disfa dei suoi attivi, per esempio trasferendoli sottocosto a una società (
Messaggio, pag. 6666)
. La dottrina ritiene che anche meri indizi di difficoltà finanziaria, come ad esempio numerose e/o rilevanti esecuzioni pendenti a carico dell’attore, di per sé insufficienti a dimostrare la sua insolvenza giusta l’art. 99 cpv. 1 lett. b CPC, possono rientrare nel campo di applicazione della lettera d della medesima disposizione (IIICCA inc. n. 13.2013.63 13 agosto 2013 consid. 2.1). In assenza di iniziative esecutive o fallimentari, può essere altresì il caso quando la parte attrice deve far fronte a impegni finanziari considerevoli o che superano considerevolmente i propri attivi
(
sentenza del TF 5A_221/2014 consid. 3, pubblicata in: SZZP/RSPC 1/2015 23;
Trezzini,
op. cit., n. 44 ad art. 99;
Rüegg/Rüegg,
in: Basler Kommentar, ZPO, 3 ed., 2017, n. 17 ad art. 99). L’applicabilità della norma è invece stata negata nel caso di una società attrice che aveva costituito accantonamenti puntuali per finanziare eventuali spese ripetibili nel procedimento giudiziario da lei promosso (
Rüegg/Rüegg,
op. cit., n. 17 ad art. 99 con riferimento a LGVE 2012 I Nr. 34).
4.
Il Pretore non ha rilevato elementi oggettivi a sostegno di un
asset stripping
imputabile all’attrice, evidenziando pure di non comprendere perché l’attività dell’amministratore unico di quest’ultima, fuori dal campo lavorativo di CO 1 e riguardante invece quello della ristorazione, fosse costitutiva di uno stato di insolvenza giusta l’art. 99 cpv. 1 lett. b CPC o di un rischio per il pagamento di eventuali ripetibili ai sensi dell’art. 99 cpv. 1 lett. d CPC. In merito alla rateizzazione del pagamento dell’anticipo delle spese processuali di fr. 2'500.– chiesta dall’attrice con istanza 8 novembre 2019 adducendo una situazione di difficoltà economica, il primo giudice ha rilevato che la questione era poi stata comunque superata, l’importo essendo stato integralmente pagato il 28 novembre 2019, sicché, in mancanza di ulteriori risultanze, non erano date le condizioni per imporre una cauzione.
5.
La reclamante rimprovera al Pretore un’errata applicazione dell’art. 99 cpv. 1 lett. d CPC e del diritto di essere sentito per avere applicato un grado probatorio illegale e diverso rispetto a quello imposto dalla dottrina e dalla vigente prassi. In particolare il Pretore non si era confrontato con tutti gli argomenti evocati nell’istanza di cauzione a sostegno della messa in pericolo del pagamento di ripetibili a suo favore. Determinante ed indicativo era il fatto che la società attrice avesse occultato il trasferimento della sua sede legale da _ a _ (doc. 1 e 2), luogo quest’ultimo di domicilio svizzero apparente dell’amministratore unico, reso palese a Registro di commercio solo il 14/19 febbraio 2020 (doc. 3 e 4). Inoltre l’attività economica (doc. 4) era stata avviata “con precisa consecutio temporum rispetto allo svuotamento economico della società attrice”, e l’amministratore unico di quest’ultima ne costituiva intimo e stretto legame (doc. 5 e 6). E di tali atteggiamenti processuali contraddittori era da tener conto.
5.1 Giova anzitutto premettere che il diritto di essere sentiti (art. 53 CPC e 29 cpv. 2 Cost.) comporta che nel processo decisionale il giudice esamini e consideri le allegazioni di una parte. Ciò non impone tuttavia la disamina di ogni singolo e puntuale argomento fattuale e giuridico, potendosi egli limitare alle questioni decisive (
Trezzini,
op. cit., n. 3 ad art. 53 con rinvii [versione e-book del 1° febbraio 2019, n. 5 ad art. 53];
Hurni,
in: Berner Kommentar, ZPO, 2012, n. 59 seg. ad art. 53). Inoltre, l’obbligo di motivazione di chi impugna una decisione impone di criticare compiutamente la motivazione del giudice di prima istanza, spiegando per quali ragioni siano errate le argomentazioni dell’autorità inferiore e non, come in prima sede, per quale motivo sia fondata la sua tesi, pena l’irricevibilità del gravame (
VErda Chioccetti,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, 2
a
ed., 2017, n. 21 segg. ad art. 311 e n. 8 ad art. 321).
5.2 Ciò premesso, mal si vede in concreto come l’intervenuto trasferimento della sede sociale dell’attrice da _ a _ -risalente al 28 giugno 2019 (doc. 1) - possa oggettivamente confortare il rischio di mancato pagamento delle eventuali future ripetibili a favore del reclamante. Diventa pertanto irrilevante, sotto questo profilo, che la petizione 4 ottobre 2019 indichi (ancora) la sede sociale precedente e quindi anche la questione a sapere se - come lascia invece intendere la reclamante - la controparte abbia volutamente sottaciuto l’intervenuta modifica. Del resto poi, il registro di commercio è pubblico e facilmente consultabile in ogni momento. Sicché sulla portata pratica di una siffatta omissione si potrebbe persino discutere. Invero non risulta nemmeno rilevante che la nuova sede sociale dell’attrice a _ coincida con il domicilio dell’amministratore unico, ritenuto che così era già allorquando la sede sociale dell’attrice si trovava a _ (doc. 1). In definitiva, non trattandosi di argomenti pertinenti ai fini del giudizio (sopra, consid. 5.1), la loro mancata disquisizione non realizza gli estremi di un accertamento manifestamente errato dei fatti imputabile al Pretore. Sicché, da questo punto di vista, viene altresì meno la pretesa violazione del divieto d’arbitrio e del diritto di essere sentito. Motivo per cui il reclamo va respinto.
5.3 In punto alla rilevanza degli interessi dell’amministratore unico della società attrice nel settore della ristorazione, a mente del Pretore non era dato di comprendere perché questa sua attività, fuori dal settore in cui operava CO 1, dovesse essere indicativa di uno stato di insolvenza o di rischio per il pagamento di eventuali ripetibili. La reclamante non si confronta con questo argomento sicché al riguardo il reclamo risulta di primo acchito irricevibile. Si aggiunga che la società attrice si è semplicemente occupata della ristrutturazione del _ di _ nel 2018 (doc. 5 e 6), tant’è che l’attività del bar risulta poi iniziata il 25 maggio 2018 (doc. 4). E, allora, la prospettiva di continuità societaria dell’attrice era oggettivamente più attuale che mai a fronte della collaborazione in essere con la stessa reclamante per la realizzazione dello stabile residenziale a _ (doc. B; sopra, consid. A). Di modo che, a fronte di un siffatto contesto, la correlazione temporale che la reclamante individua tra l’avvio dell’attività del bistrot e lo “svuotamento economico della società attrice” (sopra, consid. 5) non è oggettiva.
5.4 Obietta ancora la reclamante che il Pretore ha omesso di considerare lo stato passivo della società attrice per fr. 59'168.–, ritenuto il credito contestato di fr. 177'080.– e l’accertamento dell’inesistenza del relativo suo potenziale debito verso lei di fr. 236'248.–. L’argomento non è di rilievo, visto che per ammissione della stessa reclamante l’esistenza di quest’ultima pretesa non è (ancora) certa. Questo esclude un accertamento manifestamente errato dei fatti e un’applicazione errata del diritto. Anche su questo punto il reclamo va respinto.
5.5 A detta della reclamante il Pretore non si è nemmeno avveduto del fatto che la società attrice non aveva materialmente contestato gli argomenti sollevati e i documenti prodotti a sostegno della prestazione della cauzione per spese ripetibili, sicché i fatti così addotti e a suo dire provati erano da considerarsi ammessi. Se non che, spetta in primis alla parte convenuta dimostrare il realizzarsi dei presupposti di cui all’art. 99 cpv. 1 CPC (sopra, consid. 3.1), a prescindere dalle contestazioni della controparte. E mere allegazioni o, quand’anche documentate, inconcludenti allegazioni non soddisfano tale requisito. Peraltro e a ben vedere - diversamente da quanto pretende l’insorgente - la società attrice ha evidenziato il carattere soggettivo, tendenzioso e non comprovato della tesi della reclamante. Sicché, anche da questo punto di vista la critica è infondata.
6.
Le spese processuali del reclamo, stabilite in applicazione della legge sulla tariffa giudiziaria (LTG), seguono la soccombenza della reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC). Per le decisioni su reclamo del Tribunale d’appello la tassa di giustizia - da fissare in considerazione del valore, della natura e della complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG) - si situa tra fr. 100.– e fr. 10'000.– (art. 14 LTG). Essa è stabilita in fr. 500.–, già anticipati dalla reclamante. Non si pone la questione delle ripetibili per questa sede di giudizio, il reclamo non essendo stato notificato alla controparte.
7.
Il reclamo non pone questioni di principio ed è pertanto evaso dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 3 LOG).