Decision ID: 55791d49-a8ca-5ab4-8f0e-2a0748193be0
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

sulle quali il Pretore supplente si è pronunciato con sentenza 9 gennaio 2002, con cui ha parzialmente accolto la petizione, ammettendo la creditoria per fr. 47'608.80 oltre interessi e respingendo la domanda di iscrizione dell'ipoteca legale, ritenuto che la tassa di giustizia di fr. 2'000.- e le spese sono state poste a carico dell'attore per 7/10 con l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 2'400.- per ripetibili;
appellante l'attore con atto di appello 29 gennaio 2002, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso che gli oneri processuali di prima sede gli siano caricati solo in ragione di 1/3 con l'accollo alla controparte dell'indennità ripetibile fissata in fr. 3'600.-, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre i convenuti non hanno presentato osservazioni al gravame;
letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti
ritenuto

in fatto e in diritto:
che con la petizione in rassegna l'attore ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 77'498.- oltre interessi nonché l'iscrizione in via definitiva di un'ipoteca legale sul mappale n. _ RFD di _;
che il Pretore supplente, con il giudizio qui impugnato, ha ammesso l'azione creditoria per fr. 47'608.80 oltre interessi e negato l'iscrizione dell'ipoteca legale, ripartendo la tassa di giustizia e le spese per 7/10 a carico dell’attore e per 3/10 a carico dei convenuti, ai quali ha pure attribuito fr. 2'400.- per ripetibili parziali;
che con l’appello che ci qui occupa l'attore ha contestato il giudizio pretorile su spese e ripetibili, ritenendo maggiormente equo che gli oneri processuali di prima sede fossero posti a suo carico solo in ragione di 1/3 con l'accollo alla controparte di un'indennità ripetibile di fr. 3'600.-;
che la controparte non ha presentato osservazioni all’appello;
che giusta l'art. 148 cpv. 2 CPC, se vi è soccombenza reciproca o concorrono altri giusti motivi, il giudice può ripartire parzialmente o per intero fra le parti, le tasse e le spese giudiziarie e le ripetibili;
che nel caso di specie è del tutto pacifico che l'attore è risultato vincente per 2/3 circa nell'azione creditoria, ma del tutto soccombente nell'azione di iscrizione dell'ipoteca legale;
che il dispositivo su spese e ripetibili adottato dal primo giudice, con cui l'attore è stato riconosciuto maggiormente soccombente (7/10), misconosce manifestamente il carattere accessorio della pronunzia relativa all'ipoteca legale, e non può pertanto essere condiviso; lo stesso discorso vale per la richiesta di modifica del grado di soccombenza (1/3) proposta dall'attore, il quale in sostanza pretende di ignorare il giudizio su tale questione, soluzione che sarebbe stata praticabile solo nell'evenienza in cui l'ipoteca legale fosse stata accolta nella misura dell'azione creditoria, ciò che però non è stato il caso nella fattispecie;
che la soluzione corretta appare invece quella di attribuire alla decisione sull'ipoteca legale una certa "rilevanza" per il giudizio sulle spese e sulle ripetibili, seppur minore rispetto a quella dell'azione creditoria, ciò che in definitiva impone di riformare il primo giudizio nel senso di ripartire gli oneri processuali alle parti in ragione di metà ciascuna e di compensare le ripetibili;
che l'appello può pertanto essere evaso ai sensi dei considerandi, ritenuto che alla parte appellata, pur parzialmente soccombente, non possono essere caricate né la tassa di giustizia, né le spese, né le ripetibili di seconda istanza, non avendo quest'ultima preso posizione sul gravame, né avendo essa contribuito a provocare la decisione viziata (
Cocchi/ Trezzini
, CPC-TI, Lugano 2000, m. 16 e 17 ad art. 148;
IICCA
12 giugno 1996 in re A./A.F. SA): nella misura della sua soccombenza, gli oneri giudiziari vanno per contro posti a carico dello Stato, con l'obbligo di rifondere all'appellante un'equa indennità per ripetibili parziali (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., m. 18 ad art. 148; sentenza
IICCA
citata);