Decision ID: 8fd800de-6e10-54e9-8d7e-ad9da6db665e
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. RI 1 è stata nominata il 5 luglio 2011 dal Consiglio di Stato quale capoufficio dell'ufficio del registro di commercio (di seguito: URC) presso la Divisione della giustizia con effetto dal 18 luglio 2011. Dopo sei mesi di attività l'operato della neoassunta è stato valutato negativamente; in particolare sono state segnalate lacune nella conoscenza della materia e della lingua italiana, nell'esercizio dell'attività di funzionario dirigente, nonché insufficienze nell'orientamento al risultato e nel raggiungimento degli obiettivi, nella qualità del lavoro, nella competenza professionale e nella capacità di conduzione dell'ufficio. Dopo ulteriori quattro mesi di lavoro non sono stati riscontrati miglioramenti da parte del suo funzionario dirigente e direttore della Divisione della giustizia, avvocato _. Sulla base del rapporto 10 aprile 2012 stilato da quest'ultimo, con risoluzione 17 aprile 2012 il Consiglio di Stato ha quindi prospettato la disdetta del rapporto di impiego durante il periodo di prova alla neodipendente, già assente per malattia dal 22 marzo 2012. La procedura di conciliazione prevista dall'art. 53 della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LORD; RL 2.5.4.1) non ha sortito esito positivo. Il 5 giugno successivo il Governo ha dunque disdetto il rapporto di impiego della dipendente con effetto al 17 luglio 2012 per prova insoddisfacente, esonerandola immediatamente dai suoi obblighi lavorativi.
B. a. Contro la predetta decisione governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e la sua reintegrazione nella funzione di capoufficio dell'URC. A mente sua la disdetta sarebbe illegittima, abusiva e arbitraria nella misura in cui si ritrova privata del posto di lavoro senza che delle colpe concrete, sostanziate e puntualizzate le siano imputabili e senza che un disservizio riconducibile al suo operato sia stato concretamente accertato da parte dell'autorità amministrativa. Lamenta pure un accertamento dei fatti condotto in modo parziale e a suo integrale discapito, in quanto ritiene di aver dimostrato d'essere adeguata al ruolo ricoperto dal punto di vista della materia giuridica, della padronanza della lingua ed in generale per quanto attiene alla conduzione dell'URC e alla gestione dei collaboratori. Si duole inoltre di una violazione del suo diritto di essere sentita per mancato accesso agli atti e carenza di motivazione della decisione impugnata. Da ultimo, chiede l'assunzione di svariati testi, che non occorre qui precisare. b. L'istanza di ricusa dell'intero Tribunale d'appello formulata dalla dipendente pedissequamente al citato gravame è stata dichiarata irricevibile con decisione 18 giugno 2012 di questa Corte, cresciuta incontestata in giudicato.
C. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, per il tramite della Sezione delle risorse umane (di seguito: SRU) del Dipartimento delle finanze e dell'economia, con argomenti di cui si dirà all'occorrenza nei seguenti considerandi.
D. In sede di replica la ricorrente ribadisce e approfondisce le proprie argomentazioni. Precisa anzitutto che le valutazioni sul suo operato non sono state effettuate secondo la tempistica prevista dall'allora vigente art. 18 LORD. Il raggiungimento degli obiettivi prefissati non poteva quindi ragionevolmente essere valutato, in quanto il tempo a disposizione per il loro raggiungimento era estremamente ridotto. Postula pure la propria audizione personale, oltre all'edizione dell'intero incarto (comprensivo, quindi, di tutte le candidature) del concorso relativo alla funzione di capoufficio dell'URC a cui ha partecipato a suo tempo.
E. Con la duplica il Governo sviluppa ulteriormente le proprie tesi, riconfermandosi nelle conclusioni e domande di giudizio.

Considerato, in diritto
1.1.1. Alla presente fattispecie è applicabile la LORD nella sua versione in vigore fino al 31 luglio 2012, in virtù delle norme transitorie del cap. VII cpv. 1 della legge che modifica la legislazione in materia di pubblico impiego del 17 aprile 2012, pubblicata in BU 29/2012 del 6 luglio 2012.
1.2. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 67 cpv. 1 LORD. Certa è la legittimazione attiva della ricorrente, direttamente e personalmente interessata dalla decisione impugnata (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1). 1.3. Improponibile è la domanda dell'insorgente di annullamento della decisione di disdetta e reintegra nella funzione di capoufficio dell'URC. Difatti, secondo l'art. 69 cpv. 1 LPamm, dichiarato applicabile dall'art. 67 cpv. 2 LORD, se il Tribunale cantonale amministrativo giudica il licenziamento ingiustificato, esso deve limitarsi ad accertarlo nella propria sentenza. Non può invece annullare il provvedimento, ordinando la riassunzione o la reintegrazione del dipendente licenziato nella funzione precedentemente occupata (STA 52.2011.238 dell'11 gennaio 2012 consid. 1.1; 52.2004.284 del 24 gennaio 2007 consid. 1.1). Il legislatore ha deliberatamente escluso la possibilità di obbligare lo Stato a riprendere alle sue dipendenze un impiegato nel quale non ha più fiducia (cfr. RDAT I-1994 n. 19, consid. 4; Marco Borghi/ Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1a ad art. 69). 1.4. Con questa riserva, il ricorso, tempestivo (art. 46 LPamm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base della documentazione versata agli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). Le prove offerte dalla ricorrente non appaiono infatti suscettibili di procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi fattuali rilevanti per il giudizio, tali da condurlo a modificare la propria opinione (cfr. STF 8C_770/2009 del 25 maggio 2010 consid. 5.2; DTF 134 I 140 consid. 5.3). L'incarto relativo alla procedura di disdetta, contenente tutte le valutazioni dell'operato della dipendente, è già stato versato agli atti. Risulta quindi superflua l'audizione del direttore della Divisione della giustizia e del direttore del Dipartimento istituzioni. Parimenti dicasi per il presidente dell'Ordine dei notai e i responsabili dell'ufficio federale del registro di commercio, la cui testimonianza appare d'acchito priva di ogni pertinenza ai fini del presente giudizio. Altrettanto ininfluente è il richiamo degli atti del concorso n. 65 del 2011. Infine, per quanto riguarda la richiesta dell'insorgente di essere personalmente sentita, giova ricordare che né la legislazione cantonale, né quella federale garantiscono alla parte il diritto di essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni per iscritto (STA 52.2010.336 del 7 dicembre 2010 consid. 1, 52.2005.238 dell'8 marzo 2006 consid. 1 e 52.2011.37 del 3 marzo 2011 consid. 1.3 e rinvii dottrinari e giurisprudenziali ivi citati).