Decision ID: f402c142-8ebc-5807-9055-02f8f1739f28
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, l’8 novembre 2017 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 7'527.75 più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 21 marzo 2018 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 12 aprile 2018 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal 13 aprile 2018 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 19 aprile 2018
per ottenere l’annullamento del fallimento. Stante l’esito del giudizio odierno il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 19 aprile 2018 contro la sentenza notificata alla RE 1 con pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale n. _ del _, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Nel caso concreto l’amministratore unico della reclamante fa valere che gli ultimi 12 mesi sono stati molto complicati non solo per i ritardi negli incassi ma soprattutto per episodi familiari che lo hanno portato a essere molto spesso all’estero e creato problemi dal profilo delle comunicazioni postali, anche a causa di dissapori con la fiduciaria presso la quale è domiciliata la società. Egli ammette, però, di essere responsabile della situazione e si dice intenzionato a saldare pienamente le pretese dei creditori. Ricorda del resto di avere versato all’istante il 10 aprile 2018 un acconto di fr. 1'000.– e fa presente che, nel corso del mese di maggio, dovrebbe ricevere importanti incassi che gli permetteranno di far fronte ai debiti della società.
2.2
Da quanto esposto dalla reclamante si evince ch’essa non ha, prima della pronuncia del fallimento, estinto il credito dell’istante, compresi gli interessi e le spese nel senso dell’art. 172 n. 3 LEF, né adempiuto alcuno dei presupposti stabiliti all’art. 174 LEF (sopra consid. 2), né prima dell’inoltro del reclamo, né entro la scadenza del termine di reclamo, il 23 aprile 2018 (v. sopra consid. 1), ciò che le sarebbe spettato provare con documenti. E
dopo tale scadenza non sarebbe più possibile tenere conto di eventuali
pagamenti (DTF 136 III 295 consid. 3.2), peraltro solo ipotizzati dalla reclamante senza riscontri documentali oggettivi e concreti. Il reclamo va pertanto respinto.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.