Decision ID: e061d907-a68e-5982-aaf5-d38e7f4b124f
Year: 2010
Language: it
Court: TI_CRP
Chamber: TI_CRP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto
a.
Con decreto d'accusa 4.2.2009 il procuratore pubblico Clarissa Torricelli ha posto in stato d'accusa dinanzi alla Pretura penale del Canton Ticino _, ex marito della qui ricorrente, ed ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 700.--, corrispondente a 10 aliquote da CHF 70.-- ciascuna (pena sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni), ed alla multa di CHF 500.--, oltre al pagamento di tassa di giustizia e spese ed al versamento alla parte civile di CHF 4'788.-- a titolo di risarcimento, siccome ritenuto colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento
"(...) per non avere prestato, a _, nel periodo maggio 2008/novembre 2008, benché ne avesse avuto i mezzi per farlo, gli alimenti a favore della ex moglie RI 1 fissati con sentenza 25.01.1995 della Pretura del Distretto di _ in CHF 684.--mensili, accumulando arretrati per complessivi CHF 4'788.-- (...)"
(decreto d'accusa 4.2.2009, p. 1, DA _).
Contro tale decreto sia l'accusato sia RI 1 hanno interposto formale opposizione.
b.
Con istanza 26.2.2009 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore, ha postulato la concessione del beneficio del gratuito patrocinio (scritto 26.2.2009, AI 1, inc. GIAR _).
c.
Con decisione 8.10.2009 il giudice della Pretura penale, Damiano Stefani, ha dichiarato _ colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento (giusta l'art. 217 cpv. 1 CP) condannandolo alla pena pecuniaria dì CHF 400.--, corrispondente a 10 aliquote da CHF 40.-- ciascuna (pena sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni), ed alla multa di CHF 200.-- oltre al pagamento di tassa di giustizia e spese ed al versamento alla parte civile di CHF 4'788.-- a titolo di risarcimento (decisione 8.10.2009, p. 4, AI 16, inc. _).
d.
Con decisione 18.11.2009 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta 26.2.2009 rilevando che
"(...) in concreto, il procedimento riguardava il reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento (...) e la fattispecie non presentava difficoltà giuridiche fattuali tali da richiedere l'assistenza di un legale, apparendo senz'altro l'istante in grado di far valere da sé le proprie ragioni, del resto neppure il Procuratore pubblico ha ritenuto necessario presenziare al dibattimento per opposizione (...)"
(sentenza 18.11.2009, p. 1, AI 9, inc. GIAR _).
e.
Con il presente e tempestivo gravame RI 1 chiede, per quanto interessa il presente procedimento, di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio considerato che l'assistenza di un legale le sarebbe stata necessaria in quanto il procuratore pubblico avrebbe, a suo dire,
"(...) abusato d'ufficio ed ha violato tutti i diritti della ricorrente come parte civile, in quanto non le ha neppure intimato l'interrogatorio della polizia del suo ex marito (...)"
(ricorso 4.12.2009, p. 6).

in diritto
1
Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
2.
Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "
(...) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP
(vCPP)
, con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (...)
" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "
(...) una difesa oggettivamente non necessaria
" e che "
anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore
" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("
trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato
", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
3.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("
Bagatelldelikte
"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
4.
Secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 Cost. fed. nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“
Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-punktes
”) rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti).
La legge cantonale ticinese prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore. Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag). Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche n. 9 ad art. 52 vCPP).
5.
La ricorrente sostiene di non essere stata in grado di difendersi autonomamente e di aver necessitato l'aiuto di un legale, contestando in sostanza le conclusioni alle quali è giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto, asserendo tra l'altro che il procuratore pubblico non gli avrebbe intimato il verbale di interrogatorio del suo ex-marito:
"La ricorrente ha potuto conoscere il contenuto del verbale dell'interrogatorio solo dopo che il suo legale ha presentato opposizione al decreto d'accusa. Quindi, la ricorrente, non essendo a conoscenza di nulla neppure del verbale d'interrogatorio del suo ex marito, e considerato che il suo ex marito aveva addirittura anche opposto opposizione al decreto d'accusa, si fece a questo punto rappresentare dall'avv. _, il quale presentò opposizione al decreto d'accusa e produsse anche i mezzi di prova da assumere al dibattimento (...)"
(ricorso 4/7.12.2009, p. 5).
Ora, dalla lettura degli atti non appare che gli interessi di RI 1 siano stati colpiti in misura importante e non sembra nemmeno che la fattispecie alla base del decreto di accusa presentava particolari problemi di fatto e che imponevano approfondimenti specifici dal profilo giuridico. In effetti si è in presenza di un
"Bagatelldelikt"
, come del resto ha rettamente rilevato il giudice dell'istruzione e dell'arresto nella sua decisione impugnata, tanto che il procuratore pubblico ha rinunciato a partecipare al dibattimento. Peraltro la qui ricorrente sembrava/sembra perfettamente in grado di spiegare e far valere le proprie ragioni in qualità di parte civile (come è emerso dalla stessa querela 23/25.7.2008 e dal ricorso qui in oggetto), apportando la sua versione dei fatti e facendo valere le sue pretese, anche senza l'ausilio di un avvocato, non essendo impedita in questo modo di difendere efficacemente i propri interessi.
Per i motivi sopraindicati non era dunque necessaria l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio; è dunque superfluo l'esame della situazione economica.
6.
Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente, soccombente.