Decision ID: ef8e15d3-3373-554d-b857-911614273b59
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che nell'ambito di un'azione di divorzio su richiesta unilaterale promossa il 30 giugno 2014 da AP 1 (1979) nei confronti di AO 1 (1968), entrambi cittadini statunitensi (inc. DM.2014.184), con decreto cautelare del 5 dicembre 2014 il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha in particolare fissato il seguente diritto di visita paterno sul figlio R_ (nato il 22 luglio 2014):
il padre trascorrerà con il figlio le vacanze natalizie dal 23 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015;
un mese durante il periodo estivo. Durante le vacanze estive del padre con il figlio, il padre provvederà che il figlio e la madre si sentano quotidianamente;
il padre ha il diritto di intrattenere contatti telefonici o via skype giornalieri con il figlio, di preferenza tra le ore 18.00 e le ore 21.00 ora svizzera;
il padre ha il diritto di intrattenere regolari contatti via e-mail con il figlio;
entrambi i genitori potranno trascorrere con il figlio le vacanze all'estero. La madre consegnerà il passaporto del figlio al padre (così come eventuali ulteriori documenti necessari, es. permesso C del figlio), con una settimana di anticipo rispetto all'esercizio di visita del padre e per il tramite dei rispettivi legali delle parti – quando vi sarà il/la curatore/curatrice per il tramite di quest'ultimo
ogni volta che quest'ultimo eserciterà il suo diritto di visita.
(inc. CA. 2014.323);
che contro tale decreto AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 18 dicembre 2014 in cui chiede, sostanzialmente, la sospensione del diritto di visita paterno (inc. 11.2014.106);
che, nel frattempo, il 17 dicembre 2014 AO 1 si è rivolto al Pretore aggiunto affinché già in via cautelare ordinasse sotto comminatoria dell'art. 291 CP, il ritiro del passaporto e del permesso C di R_ presso il domicilio della madre e comminasse a quest'ultima una multa disciplinare di fr. 5000.–;
che, giudicando in via “supercautelare” lo stesso giorno, il Pretore aggiunto ha ordinato alla Polizia comunale di _ di ritirare il passaporto e il permesso C di R_ presso il domicilio della madre entro il 18 dicembre 2014 e di consegnarli a AO 1, ha posto a carico di AP 1 una multa disciplinare di fr. 3000.– per mancato adempimento all'obbligo di consegnare tali documenti, ha ordinato una multa disciplinare di fr. 1000.– per ogni giorno d'inadempimenti e ha richiamato la stessa, sotto comminatoria dell'art. 291 CP, al rispetto della decisione cautelare del 5 dicembre 2014;
che AP 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 dicembre 2014 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo – la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l'istanza;
che il memoriale non è stato intimato per osservazioni;
e considerando

in diritto:
che le decisioni emanate dai Pretori in materia di esecuzione delle sentenze, emanate con la procedura sommaria (art. 339 cpv. 2 CPC), sono impugnabili mediante reclamo (art. 309 lett. a CPC) entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che per l'art. 340 CPC il giudice dell'esecuzione può ordinare provvedimenti conservativi, se necessario anche senza sentire preventivamente la controparte;
che nella misura in cui un provvedimento conservativo è adottato inaudita parte, esso configura né più né meno – un decreto “superprovvisionale” e non può essere oggetto di appello né di reclamo (
D.
Staehelin
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2a edizione, n. 13 ad art. 340;
Kellerhals
in: Berner Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, Vol II; Berna 2012, n. 27 ad art. 340);
che, per altro, il medesimo principio vale anche in caso di decisioni con cui il giudice di primo grado accolga o respinga provvedimenti superprovvisionali nel senso dell'art. 265 cpv. 1 CPC (DTF 139 III 88 consid. 1.1.1; 137 III 419 consid. 1.3; sentenza del Tribunale federale 5A_554/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 3.2), così come nell'ambito della protezione dei minori (art. 445 cpv. 2 CC applicabile per rinvio dell'art. 314 cpv. 1 CC; DTF 140 III 290 consid. 1.1 e
139 III 519 consid. 1.2.2)
;
che, in circostanze del genere, il decreto del 17 dicembre 2014, espressamente indicato come “supercautelare”, non è pertanto impugnabile;
che, improponibile, l'appello della convenuta sfugge dunque a ogni disamina;
che l'emanazione del presente giudizio rende inoltre senza oggetto l'istanza di effetto sospensivo contenuta nel reclamo;
che le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);
che non si pone in ogni modo problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni.