Decision ID: 3ca41653-3f76-5b60-9982-785c91dc9e17
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ e sua moglie B._ (in seguito, gli interessati), cittadini
olandesi nati il 25 aprile 1946, rispettivamente il 27 luglio 1947, titolari di
un permesso di dimora B CE/AELS, con residenza a C._ (TI) dal
1° settembre 2005, e al beneficio di una tassazione globale sul dispendio,
determinato in Fr. 330'000.- annui, sono stati affiliati all'assicurazione per
la vecchiaia e l'invalidità (AVS/AI), quali persone senza attività lucrativa, a
decorrere dal 1° settembre 2005, dalla Cassa di compensazione AVS/AI
del Cantone Ticino (CC-TI), mediante decisioni del 25 maggio 2010, in cui
sono stati calcolati i contributi AVS/AI, sulla base di un reddito annuo
totale di Fr. 6'600'000.- (330'000 x 20), per il periodo dal 1° settembre
2005 al 31 dicembre 2007, ossia Fr. 2'764.20 (dal 1° settembre al
31 dicembre 2005), 8'293.10 (dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006) e
8'293.10 (dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007).
B.
Con opposizione del 12 giugno 2010, gli interessati hanno chiesto
l'esenzione dal pagamento dei detti contributi, facendo valere che "sino
all'inizio del 2005 eravamo persone con attività lucrativa dipendente,
domiciliate all'estero; in seguito abbiamo deciso per un pensionamento
anticipato, con cessazione di ogni attività lucrativa, e ci siamo trasferiti in
Svizzera, a C._; a partire da aprile 2011, io A._ percepirò
una pensione olandese ed una belga, allo stesso modo, a partire da luglio
2011, mia moglie percepirà una pensione olandese; un'ulteriore
liquidazione mi verrà versata, da aprile 2011, da parte della ditta
D._, secondo accordo notarile stipulato il 15 ottobre 1986", e che
non necessitavano perciò di un'ulteriore pensione svizzera, alla quale
avevano peraltro dichiarato espressamente di rinunciare. L'opposizione è
stata cionondimeno respinta dalla CC-TI il 16 luglio 2010, la quale ha
evidenziato il fatto che l'assoggettamento all'AVS/AI era stato deciso sulla
base dei dati forniti dall'autorità fiscale, vincolanti per le casse di
compensazione, e che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
l'assicurato non esercitante un'attività lucrativa deve innanzitutto
difendere i suoi diritti, anche per quanto concerne i contributi alle
assicurazioni sociali, nel procedimento fiscale.
Contro questa decisione su opposizione, gli interessati hanno inoltrato
ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni del Cantone Ticino
(TCA), il quale lo ha accolto mediante sentenza del 29 settembre 2010
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(cfr. incarto TCA), annullando la decisione impugnata e rinviando gli atti
alla CC-TI con l'istruzione di trasmetterli all'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS), autorità competente a pronunciarsi sulla
domanda di esenzione dal pagamento dei contributi menzionati. La CC-TI
ha trasmesso la domanda all'UFAS il 4 ottobre 2010.
C.
Con decisione del 22 marzo 2011 (incarto Tribunale amministrativo
federale / TAF, doc. 1 e allegati), l'UFAS ha respinto la richiesta degli
interessati relativa all'esenzione dal pagamento dei contributi in
questione, affiliandoli obbligatoriamente all'AVS/AI a decorrere dal
1° settembre 2005, e ciò, in particolare, sulla base dell'assunto che essi
non esercitavano più nessuna attività lucrativa in Svizzera o all'estero (cfr.
incarto TCA, questionario per l'affiliazione delle persone senza attività
lucrativa, lettera E, punto 1, del 7 maggio 2010).
D.
Contro questa decisione, rappresentati dal loro avvocato, gli interessati
(in seguito, i ricorrenti) hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo
federale il 18 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 1), chiedendo, previo
annullamento della stessa, di essere esentati dal pagamento dei
contributi AVS/AI. I ricorrenti hanno rimproverato all'UFAS di avere
commesso un errore nell'accertamento delle circostanze di fatto, nella
misura in cui l'autorità federale li ha considerati non più esercitare alcuna
attività lucrativa in Svizzera o in Belgio. Il ricorrente ha precisato invece di
lavorare, e ciò già da prima di stabilirsi in Svizzera, come direttore presso
la ditta E._ in Belgio, versando contributi obbligatori
all'assicurazione vecchiaia belga, e di avere parallelamente lavorato con
sua moglie in Olanda fino al 2008. A comprova di ciò, egli ha allegato un
attestato della "Nationale Hulpkas voor de Soziale Verzekeringen der
Zelfstandigen" (NH) del "Rijksinstitut voor de Sociale Verzekeringen der
Zelfstandigen" (RSVZ; in francese, "Caisse Nationale Auxiliaire" [CNA]
dell'"Institut National d'Assurances Sociales pour Travailleurs
Indépendants" [INASTI]), del 6 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 1, allegato
2), dal quale risulta che è stato affiliato alla detta cassa, come lavoratore
indipendente, dal 12 giugno 1998 al 30 settembre 2004 (attività
complementare) e dal 1° ottobre 2004 in poi (attività principale), essendo
in regola con il pagamento dei contributi fino al 31 marzo 2011. Egli ha
inoltre esibito un attestato del revisore della ditta F._, del 7 aprile
2011 (incarto TAF, doc. 1, allegato 1), in cui è affermato che ha assunto la
funzione d'amministratore delegato della stessa nel 1998 e che il suo
mandato è stato da ultimo rinnovato, per una durata di sei anni,
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dall'assemblea generale il 28 maggio 2010, che è affiliato alla "Caisse
Nationale Auxiliaire" dell'INASTI e che ha versato, e continua a versare,
contributi trimestrali alle assicurazioni sociali conformemente alla
legislazione belga.
L'UFAS ha risposto al ricorso il 2 agosto 2011 (incarto TAF, doc. 7),
proponendone il parziale accoglimento con l'esonero del ricorrente
dall'assoggettamento obbligatorio in Svizzera, in virtù del suo
assoggettamento obbligatorio in Belgio, e la conferma, per quanto
concerne sua moglie, della decisione impugnata. A titolo abbondanziale,
l'autorità federale ha osservato che, nel caso in cui la ricorrente
beneficiasse comunque di una qualsivoglia pensione, il suo ricorso
andrebbe respinto per gli stessi motivi esposti da questo Tribunale nelle
sentenze del 13 maggio 2011, relative alle cause C-1326/2009 e
C-1868/2009.
E.
I ricorrenti hanno replicato il 29 agosto 2011 (incarto TAF, doc. 9),
sottolineando che la ricorrente ha svolto, già da prima del 2004, un'attività
indipendente (in olandese, "Bestuurder") presso la ditta E._, ed
hanno quindi chiesto anche il suo esonero dal pagamento dei contributi
AVS/AI. A comprova del loro dire, i ricorrenti hanno allegato, tra gli altri,
uno scritto di un manager della ditta olandese D._, del
20 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 9, allegato 12), in olandese, in cui è
attestato che la ricorrente è stata impiegata in seno alla stessa dal
1° gennaio 1993 al 1° gennaio 2006, versando i relativi contributi alle
assicurazioni sociali di quel paese ("In deze periode zijn er loonbelasting
en premies volksverzekering ingehouden op de loonbetalingen, onder
sofinummer 39255244"). Essi hanno inoltre esibito dei documenti fiscali
belgi, in olandese, relativi alla tassazione del reddito
("inkomstenbelasting") realizzato dalla ricorrente dal 2005 al 2009,
nonché uno scritto della ditta F._, del 12 agosto 2011, in olandese,
in cui è certificato che la ricorrente è attiva presso la stessa in qualità di
"Bestuurder" dal 12 giugno 1998 (incarto TAF, doc. 9, allegati 13 a 20).
L'UFAS ha duplicato il 24 ottobre 2011 (incarto TAF, doc. 13), rilevando di
avere chiesto informazioni agli organismi di collegamento belgi
competenti in materia d'assoggettamento, ossia l'"Office National de
Sécurité Sociale" (ONSS, per i lavoratori salariati) e l'INASTI (per i
lavoratori indipendenti), e di avere appreso che la ricorrente non figura
nei loro registri, dimodoché ha ribadito le conclusioni formulate nella
risposta del 2 agosto 2011.
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Pagina 5
F.
I ricorrenti hanno presentato le loro osservazioni alla duplica il
12 dicembre 2011, completate il 15 febbraio 2012 (incarto TAF, doc. 18 e
22), esibendo un attestato del RSVZ, relativo ad una dichiarazione
d'affiliazione della ricorrente, del 28 novembre 2011, con effetto dal
1° gennaio 2006, nonché un'attestazione dello stesso istituto relativa al
pagamento di contributi pari ad EUR 22'217.06, come indipendente, per il
periodo dal 1° gennaio 2006 al 31 marzo 2012, ed hanno concluso
all'esonero della ricorrente dal pagamento dei contributi AVS/AI.
G.
L'UFAS ha inoltrato le proprie determinazioni sulle osservazioni dei
ricorrenti alla duplica il 2 marzo 2012 (incarto TAF, doc. 23), manifestando
innanzitutto il proprio stupore riguardo all'assoggettamento retroattivo
della ricorrente in Belgio. L'autorità federale ha in seguito affermato che,
facendo astrazione da questo modo di procedere, della cui validità essa
dubita, l'esercizio effettivo da parte della ricorrente di un'attività lucrativa
in quanto amministratrice di una società belga non emerge da alcun
documento all'incarto, ed ha perciò ribadito le proprie argomentazioni e
conclusioni contenute nella decisione impugnata, nella risposta del
2 agosto e nella duplica del 24 ottobre 2011. L'UFAS ha aggiunto che, nel
quadro delle disposizioni di coordinamento in materia di sicurezza sociale
applicabili nei rapporti tra gli Stati membri dell'Unione europea (UE) e tra
quest'ultimi e la Svizzera, il problema della presente vertenza riguarda le
condizioni d'assoggettamento di una cittadina dell'UE, amministratrice
indipendente, con residenza in Svizzera, dove non svolge alcuna attività
lucrativa, di una società belga. In breve, l'autorità federale si riferisce alla
causa pregiudiziale C-137/11, allora pendente dinanzi alla Corte di
giustizia dell'Unione europea (CGUE), e concernente l'assimilazione,
operata dall'art. 3 par. 1 cpv. 4 del Decreto reale belga del 27 luglio 1967
(in seguito, Decreto reale), della gestione dall'estero di una società
tassata in Belgio all'esercizio di un'attività sul territorio belga ("[...] les
personnes désignées comme mandataires dans une société ou
association assujettie à l'impôt belge des sociétés ou à l'impôt belge des
non-résidents sont présumées, de manière irréfragable, exercer, en
Belgique, une activité professionnelle en tant que travailleur
indépendant"), per concludere, sulla base delle relative osservazioni
scritte della Commissione europea, del 21 giugno 2011, che ciò non è
compatibile con il diritto europeo, nella misura in cui una tale presunzione
incontrovertibile ostacola la libera circolazione delle persone e che il
luogo d'esercizio di un'attività professionale, la cui determinazione è una
questione di fatto, corrisponde al luogo in cui l'attività è effettivamente
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svolta. L'UFAS ha quindi concluso che, ammesso che dimostri di
esercitare effettivamente l'attività di amministratrice di una società belga,
la ricorrente dovrà inoltre provare di essersi recata e di recarsi
fisicamente, in modo regolare, in Belgio per espletare il suo mandato,
sennò bisognerà presumere che questo mandato è stato esercitato, e
continua ad esserlo, dalla Svizzera, luogo di residenza della ricorrente,
con il conseguente obbligo di essere assoggettata in quest'ultimo paese,
conformemente agli art. 13 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 (RU 2008
4219) e 1a della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e i
superstiti del 20 dicembre 1946 (LAVS, RS 831.10). L'UFAS ha peraltro
preso le stesse conclusioni, contrariamente a quanto aveva esposto nella
sua risposta al ricorso il 2 agosto 2011 (incarto TAF, doc. 7), anche nei
riguardi del ricorrente, chiedendo che sia delucidata la questione del
luogo effettivo d'esercizio della sua attività lucrativa.
H.
I ricorrenti hanno esposto le loro osservazioni, in merito alle ultime
determinazioni dell'UFAS, l'11 aprile 2012 (incarto TAF, doc. 25),
ribadendo la loro richiesta di essere esonerati dal pagamento dei
contributi AVS/AI. Essi hanno prodotto diversi estratti bancari relativi a
prelevamenti in diversi bancomat, che qualificano come attestanti il fatto
che essi "hanno collaborato in Belgio ed Olanda con ditte nelle quali
avevano mansioni dirigenziali, continuando ad espletare sino ad oggi
l'identica mansione ininterrottamente in Belgio, per la società
F._ di Maaseik, della quale sono amministratori e [il ricorrente]
pure amministratore delegato", che "il plico di ricevute accompagnate dai
relativi riassunti sulle trasferte in Belgio provano che si recano
regolarmente in Olanda per espletare i propri doveri di amministratori
della ditta la cui sede è a Maaseik", che "i dati ricostruiti e documentati dal
2008 (quelli antecedenti sono stati a suo tempo distrutti) dimostrano che
nella città di Maaseik (Belgio), essi si sono recati almeno otto volte nel
2008, dieci volte nel 2009, sette volte nel 2010, dieci volte nel 2011 e già
quattro volte nel 2012", e che "si può oggettivamente ritenere che anche
negli anni 2006 e 2007 si sono recati regolarmente in Belgio una decina
di volte, essendo la loro presenza in Belgio indispensabile per
l'amministrazione della società, non da ultimo per il fatto che il [ricorrente]
aveva fondato la banca D._ con sedi in Olanda e Belgio". I
ricorrenti hanno inoltre esibito il documento "Verrichtingen zoeken –
resultaat", dal quale risulta che la ricorrente ha effettuato diversi
pagamenti, nel febbraio 2012, a favore della CNA dell'INASTI.
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Pagina 7
I.
L'UFAS ha esposto le proprie considerazioni, a proposito dell'ultima presa
di posizione dei ricorrenti, il 14 maggio 2012 (incarto TAF, doc. 27),
rilevando che essi "hanno fornito diverse versioni contraddittorie dei fatti e
prodotto vari documenti, invocando elementi di cui l'autorità inferiore non
era a conoscenza al momento in cui ha pronunciato la sua decisione", e
che "la concatenazione degli eventi, sempre prodottisi in reazione agli
sviluppi della presente procedura, fa fortemente dubitare della [loro]
buona fede [...] nessuno dei documenti prodotti [facendo] presupporre
l'esercizio effettivo ed esclusivo di un'attività lucrativa sul territorio belga
da parte dei medesimi", ed ha quindi concluso al rigetto del ricorso e alla
conferma della decisione avversata.
J.
Mediante ordinanza del 22 maggio 2012 (incarto TAF, doc. 28), questo
Tribunale ha trasmesso ai ricorrenti una copia delle ultime considerazioni
dell'UFAS, invitandoli nel contempo a prendere conoscenza della
sentenza del Tribunale federale, del 15 marzo 2012, nella causa
9C_533/2011.
I ricorrenti si sono manifestati il 5 giugno 2012 (incarto TAF, doc. 29),
osservando in particolare che le considerazioni e conclusioni della
sentenza del Tribunale federale in questione non sono applicabili al loro
caso, visto che essi hanno esercitato, ed esercitano tuttora, un'attività
indipendente in Belgio ed in Olanda, per cui hanno riaffermato che il loro
ricorso deve essere accolto e la decisione impugnata annullata, con il
conseguente esonero dal pagamento dei contributi AVS/AI.
K.
La procedura di pronuncia pregiudiziale davanti alla CGUE (C-137/11) si
è conclusa con una sentenza del 27 settembre 2012
(http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2012:366:00
11:0012:IT:PDF), il cui dispositivo constata che "il diritto dell'Unione [...]
osta a una normativa nazionale [...] nei limiti in cui essa consente a uno
Stato membro di considerare, in modo inconfutabile, come esercitata nel
proprio territorio l'attività di gestione, svolta a partire da un altro Stato
membro, di una società soggetta ad imposizione in tale primo Stato".
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Pagina 8

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale
del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), emanate dalle
autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF. In particolare, l'UFAS, autorità competente sulla base dell'art. 1
cifra l del Regolamento 1408/71 in relazione con l'Allegato 1 del
Regolamento n. 574/72, è un'autorità secondo l'art. 33 lett. d LTAF e le
sue decisioni possono quindi essere portate davanti al Tribunale
amministrativo federale.
Di conseguenza, questo Tribunale è competente a giudicare il
presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). In conformità
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili,
le disposizioni della LPGA sono applicabili alla prima parte della LAVS,
sempre che la presente legge non preveda espressamente una
deroga.
1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è
toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un
interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua
modificazione. Il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,
l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo
rappresentante, con allegati la decisione impugnata e i documenti
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.
52 cpv. 1 PA).
1.4 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato
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Pagina 9
presentato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA).
2.
2.1 Le persone fisiche domiciliate in Svizzera sono assicurate
obbligatoriamente (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS) e tenute al pagamento dei
contributi fino al raggiungimento dell'età pensionabile ordinaria, ossia sino
alla fine del mese in cui le donne compiono sessantaquattro e gli uomini
sessantacinque anni (art. 3 cpv. 1 LAVS).
2.2 Gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa in Svizzera pagano i
contributi sul reddito della stessa, chiamato salario determinante, il quale
comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un
tempo determinato o indeterminato, comprese le indennità di rincaro e
altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le
prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi e altre
prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un
elemento importante della retribuzione del lavoro (art. 1a cpv. 1 lett. b, 5
cpv. 1 e 2 LAVS).
2.3 Gli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa pagano un
contributo, variante da un minimo ad un massimo pari a cinquanta volte il
valore minimo, secondo le loro condizioni sociali (art. 10 cpv. 1 LAVS).
Per le persone che non esercitano un'attività lucrativa e per le quali non è
previsto il contributo minimo, i contributi sono determinati in base alla
sostanza e al reddito conseguito in forma di rendita (art. 28 cpv. 1
dell'ordinanza sull'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti [OAVS, RS
831.101).
Secondo la giurisprudenza (DTF 120 V 163 consid. 4a), la nozione di
rendita deve essere intesa in senso molto ampio per evitare che
prestazioni importanti, non rientranti nelle categorie di rendita
propriamente detta o di salario determinante, siano sottratte all'obbligo
contributivo. Il criterio decisivo non è tanto se le prestazioni percepite
presentino o meno le caratteristiche di una rendita, quanto se
contribuiscano al sostentamento dell'assicurato, cioè se si tratta di
elementi del reddito che influiscono sulle relazioni sociali di una persona
senza attività lucrativa. In caso affermativo, queste entrate devono essere
prese in considerazione per il calcolo dei contributi, e ciò conformemente
all'art. 10 LAVS.
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Pagina 10
2.4 Non sono invece assicurate le persone che partecipano ad
un'assicurazione statale estera per la vecchiaia e per i superstiti, se
l'assoggettamento giusta la presente legge costituisce per esse un doppio
onere che non si potrebbe equamente imporre (art. 1a cpv. 2 LAVS).
Queste persone devono essere esentate, a richiesta motivata,
dall'assicurazione obbligatoria da parte della cassa di compensazione
competente (art. 3 cpv. 1 OAVS).
3.
3.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21
giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681), ed il correlato Allegato II, che
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il
Regolamento CEE n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971, relativo
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai
lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della
Comunità, come pure il corrispondente Regolamento di applicazione
(Regolamento CEE n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972, relativo
all'applicazione del Regolamento n. 1408/71). Si tratta di una normativa
che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno
2002 o successivamente, in sostituzione delle Convenzioni di sicurezza
sociale che disciplinavano i rapporti fra due o più Stati (art. 6 del
Regolamento), e che sancisce il principio della parità di trattamento tra i
cittadini di uno Stato membro della Comunità europea, ivi risiedenti, ed i
cittadini svizzeri (art. 2 e 3 del Regolamento n. 1408/71).
L'Allegato II è stato modificato il 1° aprile 2012 (Decisione 1/2012 del
Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Tuttavia, il caso in
esame rimane regolato dalla versione dell'Allegato II in vigore fino al
31 marzo 2012 (cfr. RU 2002 1527, RU 2006 979 e 995, RU 2006
5851, RU 2009 2411 e 2421), secondo cui le parti contraenti applicano
tra di loro i Regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72 (RU 2005 3909, RU
2009 621, RU 2009 4845).
3.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta
nell'Allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri
della Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo,
qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo (art. 6 del
Regolamento n. 1408/71).
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Pagina 11
4.
Per quanto riguarda l'apprezzamento delle prove, il giudice delle
assicurazioni sociali fonda la sua decisione, salvo disposizioni di legge
contrarie, su fatti che, senza essere stabiliti in modo irrefutabile, appaiono
come i più verosimili, ossia che presentano un grado di verosimiglianza
preponderante (DTF 126 V 353 consid. 5b e relativi riferimenti). Egli deve
esaminare in maniera obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente
dalla loro provenienza, e poi decidere se i documenti messi a
disposizione permettono di giungere ad un giudizio attendibile sulle
pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 352 consid. 3a).
5.
In concreto è pacifico che i ricorrenti sono domiciliati in Svizzera dal
1° settembre 2005, come pure che il ricorrente ha raggiunto l'età di
pensionamento in Svizzera il 25 aprile e la ricorrente il 27 luglio 2011. In
virtù del loro domicilio in Svizzera, essi dovrebbero di principio essere
assicurati obbligatoriamente all'AVS/AI per il periodo dal 1° settembre al
25 aprile 2005, rispettivamente al 27 luglio 2011 (in seguito, periodo
determinante; art. 1a cpv. 1 lett. a e 3 cpv. 1 LAVS). I ricorrenti fanno
tuttavia valere di avere esercitato, durante questo lasso di tempo,
un'attività lucrativa in Belgio e in Olanda, sottostando agli obblighi
contributivi per l'assicurazione vecchiaia di questi due paesi, e
concludono quindi al loro diritto di essere "esentati" dall'obbligo
contributivo in Svizzera.
Per determinare se tale è il caso, bisogna riferirsi alle norme europee di
coordinazione dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, in particolare al
Regolamento n. 1408/71.
6.
6.1 Il Regolamento n. 1408/71 si applica, tra gli altri, ai lavoratori
subordinati o autonomi (art. 1 lett. a) che sono o sono stati soggetti alla
legislazione di uno o più Stati membri e che sono cittadini di uno Sato
membro (art. 2 par. 1).
6.2 I lavoratori che risiedono nel territorio di uno degli Stati membri ed ai
quali sono applicabili le disposizioni del Regolamento, sono soggetti agli
obblighi e sono ammessi al beneficio della legislazione di ciascuno Stato
membro alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato, fatte salve le
disposizioni particolari del Regolamento (art. 3 par. 1, parità di
trattamento).
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Pagina 12
6.3 Il Regolamento si applica a tutte le legislazioni relative ai settori di
sicurezza sociale, in particolare alle prestazioni di vecchiaia (art. 4 par. 1
lett. c).
6.4 Il lavoratore cui è applicabile il Regolamento è soggetto alla
legislazione di un solo Stato membro, determinata conformemente alle
disposizioni del Titolo II del Regolamento (art. 13 par. 1).
Con riserva delle disposizioni degli articoli da 14 a 17 del Titolo II, il
lavoratore occupato nel territorio di uno Stato membro è soggetto alla
legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato
membro o se l'impresa o il datore di lavoro da cui dipende ha la propria
sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro Stato membro (art. 13
par. 2 lett. a, principio della lex loci laboris); b) il lavoratore che esercita
un'attività autonoma nel territorio di uno Stato membro è soggetto alla
legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato
membro (art. 13 par. 2 lett. b); [c) d) e)]; il lavoratore cui cessi d'essere
applicabile la legislazione di uno Stato membro senza che gli divenga
applicabile la legislazione di un altro Stato membro in forza di una delle
norme enunciate alle precedenti lettere o di una delle eccezioni o norme
specifiche di cui agli articoli da 14 a 17, è soggetto alla legislazione dello
Stato membro nel cui territorio risiede, in conformità delle disposizioni di
questa sola legislazione (art. 13 par. 2 lett. f).
6.5 Il titolare di una pensione o di una rendita spettante in forza della
legislazione di uno Stato membro o di pensioni o di rendite spettanti in
forza delle legislazioni di più Stati membri, che risiede nel territorio di un
altro Stato membro, può essere esonerato, a sua richiesta,
dall'applicazione della legislazione di quest'ultimo Stato, a condizione che
non sia soggetto a detta legislazione a causa dell'esercizio di un'attività
professionale (art. 17bis).
7.
7.1 In concreto, nella decisione impugnata del 22 marzo 2011 (incarto
TAF, doc. 1 e allegati), l'UFAS ha innanzitutto rilevato, a giusto titolo, che i
ricorrenti non erano legittimati a depositare una richiesta di esonero
dall'applicazione della legislazione di sicurezza sociale svizzera in virtù
dell'art. 17bis del Regolamento n. 1408/71, visto che non avevano
beneficiato, durante il periodo determinante (1° settembre 2005 –
25 aprile / 27 luglio 2011), di alcuna rendita o pensione conformemente
alla legislazione di uno Stato membro. Ciò precisato, partendo dal
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presupposto che i ricorrenti non avevano più lavorato durante il periodo
determinante, l'UFAS li ha assoggettati obbligatoriamente all'AVS/AI in
conformità con gli art. 1a cpv. 1 lett. a e 3 cpv. 1 LAVS, per il tramite
dell'art. 13 par. 1 del Regolamento n. 1408/71, specificando che "dato che
l'unica legislazione di sicurezza sociale applicabile è quella svizzera, i
contributi versati alle istituzioni belghe e olandesi non sono dovuti
obbligatoriamente, bensì versati nell'ambito di assicurazioni volontarie,
facoltative o private. Non vi è dunque ragione di accordare l'esonero
dall'assoggettamento all'AVS/AI obbligatoria a causa del doppio onere ai
sensi dell'art. 3 OAVS".
7.2 In seguito, nel quadro della presente procedura, l'UFAS ha in un
primo tempo constatato, nella sua risposta al ricorso presentata il
2 agosto 2011 (incarto TAF, doc. 7), che A._ (il ricorrente), durante
il periodo determinante, aveva versato contributi obbligatori alle
assicurazioni sociali del Belgio, concludendo che non doveva quindi
versare contributi all'AVS/AI. In un secondo tempo, il 2 marzo 2012
(incarto TAF, doc. 23), l'UFAS ha però rivisto questa valutazione,
sottolineando che il ricorrente "dovrebbe provare che si reca
regolarmente e fisicamente in Belgio per esercitare un'attività
indipendente in qualità di direttore di una società belga", ed ha concluso
le proprie osservazioni chiedendo a questo Tribunale di "esaminare il
luogo effettivo di esercizio dell'attività lucrativa [del ricorrente] e,
eventualmente, assoggettarlo alla legislazione svizzera di sicurezza
sociale conformemente all'art. 13 del Regolamento n. 1408/71 e all'art. 1a
LAVS".
Ora, il pagamento dei contributi belgi è provato dall'attestato del RSVZ,
del 6 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 1, allegato 2), dal quale risulta senza
equivoci che il ricorrente li ha versati fino al 31 marzo 2011 ("L'affilié est
en règle de cotisations jusqu'au 31.03.2011"), come pure dall'attestato del
revisore della ditta F._, del 7 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 1,
allegato 1), che afferma che egli continuerà a versarli, come
amministratore delegato della stessa, verosimilmente fino al 2016. Non si
è quindi in presenza di un'affiliazione retroattiva, come quella operata a
favore della ricorrente (cfr. consid. 7.3). Ciò detto, l'affiliazione del
ricorrente è avvenuta in virtù dell'art. 3 par. 1 cpv. 4 del Decreto reale.
Sulla base di questa disposizione non è possibile sapere se il ricorrente,
a partire dal 1° settembre 2005, data che segna l'inizio della sua
residenza in Svizzera, abbia esercitato la sua attività in Belgio o dalla
Svizzera, visto che la stessa norma pone la presunzione legale
irrefutabile che l'esercizio di una tale attività è considerato essere
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espletato in Belgio, indipendentemente dallo stato di fatto reale. In
concreto, ciò significa che l'autorità belga competente, applicando l'art. 3
par. 1 cpv. 4 del Decreto reale, non ha dovuto verificare se il ricorrente
esercitasse la sua attività effettivamente dal Belgio o dalla Svizzera. Viste
le diverse prese di posizione dell'UFAS riguardo all'indeterminatezza del
luogo effettivo d'esercizio dell'attività lucrativa del ricorrente, quest'ultimo
ha tentato di dimostrare che si sarebbe recato regolarmente in Belgio per
svolgere la sua attività, e ciò allegando una serie di estratti bancari
(incarto TAF, doc. 24 e 25), dai quali non si può però ricavare nulla di
decisivo rispetto all'esercizio della detta attività, senza sottacere il fatto
che essi riguardano unicamente gli anni 2008 e 2009, mentre il periodo
determinante per il pagamento dei contributi obbligatori all'AVS/AI ha
avuto inizio il 1° settembre 2005. Il ricorrente non ha così saputo produrre
documenti probanti relativi all'esercizio concreto dell'attività in questione,
come per esempio eventuali verbali delle sedute dei consigli
d'amministrazione ai quali egli avrebbe preso parte od altre pezze
giustificative pertinenti.
Di conseguenza, questo Tribunale non può che rilevare che è assodato
che il ricorrente ha pagato regolarmente contributi obbligatori alle
assicurazioni sociali in Belgio durante tutto il periodo determinante,
compreso quindi il mese d'aprile 2011, e ciò in conformità con l'art. 3 par.
1 cpv. 4 del Decreto reale, disposizione che nel frattempo è stata
dichiarata dalla CGUE, il 27 settembre 2012, essere contraria al diritto
europeo, ma che non è possibile stabilire se egli abbia svolto
concretamente la sua attività in Svizzera o in Belgio, motivo per cui
l'UFAS dovrà completare l'istruzione su questo punto, tenendo conto in
particolare della giurisprudenza più recente del Tribunale federale (DTF
139 V 216).
7.3 Per quanto concerne B._ (la ricorrente),
D._ ha attestato, il 20 aprile 2011 (incarto TAF, doc. 9, allegato
12), che la stessa ha funto da sua amministratrice dal 1° gennaio 1993
al 1° gennaio 2006, versando durante questo periodo contributi
obbligatori alle assicurazioni sociali olandesi ("In deze periode zijn er
loonbelasting en premies volksverzekering ingehouden op de
loonbetalingen, onder sofinummer 39255244"). Dall'incarto si evince che
la ricorrente si è affiliata retroattivamente alla CNA dell'INASTI, il
28 novembre 2011, pagando alle assicurazioni sociali belghe contributi
pari ad EUR 22'217.06 nel lasso di tempo dal 1° gennaio 2006 al
31 marzo 2012 (incarto TAF, doc. 18 e 22). In questo modo si palesa agli
atti che la ricorrente ha versato contributi obbligatori alle assicurazioni
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sociali dell'Olanda e del Belgio, conformemente all'art. 3 par. 1 cpv. 4 del
Decreto reale. Ciò detto, gli argomenti sviluppati al consid. 7.2, riguardo
al luogo d'esercizio effettivo da parte del ricorrente della sua attività,
valgono, mutatis mutandis, anche per la ricorrente, dimodoché l'UFAS
dovrà accertare se quest'ultima ha svolto concretamente la sua attività in
Belgio oppure dalla Svizzera.
8.
Di conseguenza, il ricorso deve essere parzialmente accolto, la decisione
avversata annullata e la causa rinviata all'UFAS in virtù dell'art. 61 cpv. 1
PA.
9.
Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o
eccezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore.
Benché questa norma permetta solo eccezionalmente di ricorrere ad una
tale procedura, l'applicazione dell'eccezione prevista è tuttavia giustificata
nel caso in esame, se si considera che è necessario delucidare dei fatti
essenziali, rimasti fin qui inesplicati, per l'evasione del presente ricorso.
In concreto, l'UFAS dovrà innanzitutto accertare se il dispositivo della
sentenza della CGUE, del 27 settembre 2012, è suscettibile di applicarsi
retroattivamente alle decisioni d'assoggettamento dei ricorrenti prese
dalle autorità belghe, e, nell'affermativa, procedere ad un complemento
istruttorio finalizzato a stabilire, almeno secondo il grado della
verosimiglianza preponderante (cfr. consid. 4), se i ricorrenti hanno svolto
la loro attività di amministratori della società F._ in Belgio oppure
in Svizzera. Una volta accertata questa circostanza e preso atto delle
relative osservazioni dei ricorrenti, l'UFAS emanerà una nuova decisione
impugnabile.
10.
Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità per le
spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese
ripetibili). In concreto, tenuto conto dell'ammissione parziale del ricorso e
considerato che i ricorrente hanno agito per il tramite di un
rappresentante professionale, per cui hanno dovuto sostenere spese
indispensabili e relativamente elevate, è giustificato assegnare loro
un'indennità per spese ripetibili di Fr. 2'000.- (sborsi e IVA compresi), a
carico dell'UFAS (art. 7 e segg. del Regolamento sulle tasse e sulle spese
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ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale, del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).