Decision ID: 26aa4958-2426-5f5a-aaa1-f94990264c9a
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. _
procede contro _ per l’incasso di un credito di Fr. 15’524.-- interessi e spese compresi.
B.
L’8 agosto 1997 l’UE di Lugano ha emesso un attestato di carenza di beni a carico di _ non avendo potuto procedere ad un pignoramento di salario e non avendo accertato presso il debitore beni pignorabili.
Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento datato 8 agosto 1997 risulta che l’escusso ha dichiarato di essere coniugato e di avere un figlio nato nel 1989. Paga un canone di locazione di Fr. 1’200.-- e Fr. 480.-- al mese per la cassa malati. Il debitore è invalido al 70% e percepisce Fr. 1’004.-- al mese di AI. La moglie percepisce pure Fr. 1’004.-- al mese di AI. _ ha poi dichiarato di lavorare saltuariamente quale autista per conto di terzi.
C.
Contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni si è tempestivamente aggravato _ argomentando che l’accertamento dei fatti è stato superficiale, il debitore avrebbe infatti sottaciuto i suoi guadagni da attività non dichiarate, che gli permettono introiti ben più elevati di quanto percepisce dall’AI e di condurre un alto tenore di vita. Negli ultimi quattro mesi si è recato due volte a _. Egli starebbe pure tacitando le _ per uno scoperto di Fr. 30’000.--.
D.
Con le sue osservazioni l’UE di Lugano ha rilevato di avere convocato _ per un completamento di interrogatorio, ma che questi non si è presentato. L’UE ha pertanto confermato il suo operato.

Considerato
in diritto:
1.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.
Citato dalla scrivente Camera per essere interrogato formalmente _ non è comparso.
Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento 8 agosto 1997, steso dall’UE di Lugano e sottoscritto dal debitore, di cui alla narrativa fattuale sub B, emerge che questi ha dichiarato di essere stato edotto che la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati e l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono è punibile secondo gli art. 164,169 e 323 n. 2 Codice penale. Egli ha poi dichiarato che le indicazioni contenute nel verbale sono esatte. Risultando pertanto dalle sue dichiarazioni un introito limitato alle prestazioni AI sia per l’escusso che per la moglie e non potendosi determinare beni patrimoniali pignorabili, l’UE di Lugano ha correttamente proceduto all’emissione dell’attestato di carenza di beni in oggetto.
L’accertamento d’ufficio dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e di quanto emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla veridicità di tali dichiarazioni e della documentazione prodotta dal debitore, il ricorrente deve adire le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso, pur dovendo dar atto al creditore che vi sono non pochi elementi di sospetto sulla situazione reddituale dell’escusso.
3.
Il ricorso 20 agosto 1997 di _ va quindi respinto.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).