Decision ID: 1d070d01-d9d5-5372-b87a-8fc94189fe93
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 25 ottobre 2019 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, il Cantone dei Grigioni ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'780.– oltre agli interessi del 4% dal 27 settembre 2019 (indicando quale causa del credito:
“
Rechnungsnr. 7031000000001900278; Regionalgericht _; Debitorennr. 703101.0008066”
), fr. 39.35 (per
“Mahngebühr
und Zins (bis 26.09.2019)”
) e fr. 100.– (per
“Betreibungsgebühr”
).
B.
Con precetti esecutivi n. _, _ e _ emessi il
25 febbraio e il 20 marzo 2019 dall’UE di Lugano, lo Stato del Canton
Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 140.– e
di due volte fr. 40.– sulla scorta di tre decreti d’accusa del 27 aprile 2018 (DA _), 2 luglio 2018 (DA _ e 1037407/1).
C.
Avendo RE 1 interposto opposizione a tutti e quattro i precetti esecutivi, con istanze del 22 novembre, 5 e 12 dicembre 2019 il Cantone dei Grigioni e lo Stato del Canton Ticino ne hanno chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Est. L’escusso non ha ritirato le raccomandate con cui il Giudice di pace gli aveva impartito un termine di 20 giorni per formulare eventuali osservazioni all’istanza.
D.
Statuendo con quattro decisioni separate del 27 gennaio e
4 febbraio
2020, il Giudice di pace del Circolo di Lugano Est ha accolto tutte e quattro le istanze e rigettato in via definitiva le opposizioni interposte dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 150.– nella causa avviata dal
Cantone dei Grigioni e di
fr.50.– e due volte fr. 45.– in quelle dello Stato del Canton Ticino e indennità a favore delle istanti di fr. 30.– nella prima causa e di fr. 15.– in ognuna delle tre altre.
E.
Avverso i sette avvisi di pignoramento emessi dall’UE il
5 marzo 2020, di cui quattro relativi alle esecuzioni oggetto delle sentenze appena citate, RE 1 è insorto a questa Camera, quale autorità di vigilanza cantonale, con un ricorso del
23 marzo 2020 per
fare sospendere “provvisoriamente” tutte le esecuzioni in attesa di ricevere i documenti che provino la sua pretesa qualità di
debitore. La Camera ha respinto il ricorso con decisione del 15 maggio
2020 (inc. 15.2020.40). Il ricorso in materia civile al Tribunale federale (inc. 5A_464/2020) interposto da RE 1 il 5 giugno 2020 è tuttora pendente.
F.
Contro le sentenze appena citate RE 1 è insorto
a questa Camera
con un unico reclamo dell’11 giugno 2020
per far annullarle e accertare la violazione del proprio diritto di essere sentito per non avere egli avuto l’occasione di presentare osservazioni in prima sede né essere stato informato sulle prove prodotte dagli istanti e sulle decisioni. Stante l’esito del giudizio odierno il reclamo non è stato notificato alle controparti per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
1.2
Nel reclamo RE 1 afferma di essere stato informato per la prima volta delle decisioni impugnate in occasione dell’esecuzione del pignoramento il 10 giugno 2020. Dal suo punto di vista, il reclamo, presentato il giorno successivo, è tempestivo.
1.3
Si evince invero dagli atti trasmessi dal Giudice di pace che RE 1 non ha ritirato né le ordinanze con cui gli era stato assegnato un termine per formulare eventuali osservazioni alle istanze, né le sentenze impugnate. Fermandosi a questi fatti il suo diritto di essere sentito risulterebbe essere stato disatteso. Sennonché, contrariamente a quanto avvenuto in merito a un’altra esecuzione
(n. _) promossa dal Cantone Ticino contro di lui, in cui la Camera ha annullato la sentenza di rigetto, rinviato gli atti al primo giudice per nuovo giudizio dopo avere dato (nuovamente) l’occasione all’escusso di esprimersi e annullato gli avvisi di pignoramento (sentenze 14.2020.60 e 15.2020.52 del 23 luglio 2020), nelle procedure oggi in rassegna RE 1 non ha subito interposto reclamo contro le sentenze di rigetto dopo aver ricevuto gli avvisi di pignoramento né chiesto l’annullamento degli stessi facendo valere di non aver potuto difendersi nelle cause di rigetto dell’opposizione, ma si è limitato, nel suo ricorso del 23 marzo 2020, a lamentare l’assenza negli avvisi di pignoramento dell’indicazione delle prove del fatto ch’egli è
debitore delle somme poste in esecuzione
(sopra ad E).
Ora,
la decorrenza di un termine non può essere differita a piacimento; il principio della buona fede (art. 2 cpv. 2 CC e 52 CPC) impone infatti ai destinatari d’informarsi dell’esistenza e del contenuto di un atto che li riguardi non appena ne sospettino l’esistenza (sentenza del Tribunale federale 5A_570/2010 del 17 giugno 2011, consid. 3.3.3, con rimandi; DTF 139 IV 232 consid. 1.3; sentenza della CEF 14.2014.212/213 del 30 gennaio 2015, consid. 9.1). Sapendo di aver interposto opposizione alle note esecuzioni, RE 1 avrebbe dovuto informarsi presso l’UE sull’esistenza di decisioni di rigetto già a ricezione degli avvisi di pignoramento, nel marzo del 2020, o dopo la lettura delle osservazioni 25 marzo 2020 dell’UE, che già facevano riferimento alle decisioni di rigetto della Giudicatura di pace, o perlomeno al più tardi quando gli è giunta la decisione di questa Camera del 15 maggio 2020, che pure menzionava le decisioni in questione. Interposto solo
il 12 giugno 2020 (data del timbro postale), il reclamo è manifestamente tardivo e perciò irricevibile.
2.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, le controparti, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorse in spese in questa sede.
3.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge in nessuna delle quattro cause (v. sopra ad A e B) la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.