Decision ID: 20ba5d2b-fc97-572c-9ea6-92ada9f5e116
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto: A.
Con istanza 22 settembre 2003 la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 2'713.85 oltre interessi.
B.
All'udienza di contraddittorio del 13 ottobre 2003 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 14 ottobre 2003 il _ ha pronunciato il fallimento della _ a far tempo dal 14 ottobre 2003 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 23 ottobre 2003 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo che la creditrice _ con scritto 17 ottobre 2003 ha ritirato la domanda di fallimento nell'esecuzione in oggetto n. _ in seguito a pagamento (doc. 8) e che in un'ulteriore esecuzione n. _ ha chiesto _ l'annullamento dell'esecuzione sempre in seguito a pagamento (doc. 9). Per quel che concerne l'esecuzione n. _ l'appellante ha dichiarato di avere presentato ricorso (art. 17 LEF) non essendole stato notificato il PE (doc. 7). In merito alla sua solvibilità la _ ha prodotto un estratto delle sue esecuzioni 17 ottobre 2003 _ e un bilancio provvisorio al 31 dicembre 2002 (doc. 6).

Considerato
In diritto: 1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dallo scritto 17 ottobre 2003 della _, rappresentante della _, inviato alla _ (doc. 8) emerge che nell'ambito della procedura esecutiva in esame n. _ è stata ritirata la domanda di fallimento in seguito a pagamento dopo la dichiarazione di fallimento, per cui risultano adempiuti i presupposti previsti dall'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF (estinzione del debito) rispettivamente dell'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF (ritiro della domanda di fallimento).
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto 17 ottobre 2003 _, prodotto dall'appellante, risultano 6 esecuzioni. Per l'esecuzione n. _, promossa dalla _, è stato chiesto dalla sua rappresentante _, con scritto 17 ottobre 2003 inviato _, l'annullamento della procedura in seguito a pagamento (doc. 9). Nell'esecuzione n. _ promossa da _ è stata invece ammessa, con sentenza 12 agosto 2004 di questa Camera (cfr. inc. 15.2003.173), l’opposizione a far tempo dal 23 ottobre 2003. Nelle rimanenti quattro procedure esecutive la _ ha pure interposto opposizione totale. Orbene in relazione alle menzionate 5 procedure esecutive, in cui è stata interposta opposizione, non può ancora essere ritenuto che l'appellante sia effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione.
Di conseguenza non può essere affermato che _ si trovi in uno stato d'illiquidità e che non è in grado di saldare i debiti accertati. Anche il presupposto della solvibilità appare quindi come reso sufficientemente verosimile.
Risultando adempiuti i requisiti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dal primo giudice può essere annullata.
2.
L'appello 23 ottobre 2003 della _ va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la pronuncia pretorile.
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).