Decision ID: 0e5b30fb-7c29-5278-a18f-8bd71021abe1
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 28 settembre 2018 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di (1) fr. 9'693.– oltre agli interessi del 5% dal 22 giugno 2018 e (2) fr. 280.–, indicando quali titoli di credito: “(1) Fattura n. _ del 22.06.2018 condotta acqua potabile strada, cantiere R_ mapp. _ RFD commissionato dal signor RE 1, c/o T_ SA via _, _ _ e (2) Risarcimento secondo l’art. 106 CO”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 31 ottobre 2018 (inviata erroneamente alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città e poi trasmessa per competenza a quella di Locarno-Campagna) la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio limitando la propria pretesa a fr. 9'693.– oltre agli interessi “da calcolare” dal 22 giugno 2018. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 14 dicembre 2018. All’udienza di discussione tenutasi il 21 gennaio 2019, le parti sono rimaste sulle rispettive e contrastanti posizioni.
C. Statuendo con decisione del 22 gennaio 2019, il Pretore ha accolto (invero parzialmente) l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta per fr. 9'693.– oltre agli interessi del 5% dal 23 luglio 2018 (anziché dal 22 giugno 2018), ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 300.– e un’indennità di fr. 50.– a favore dell’istante.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 4 febbraio 2019 per ottenerne – previo conferimento dell’effetto sospensivo – l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Con decreto del 6 febbraio 2019 il presidente della Camera ha dichiarato inammissibile la domanda di concessione dell’effetto sospensivo. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 4 febbraio 2019 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 23 gennaio, in concreto il reclamo è tempestivo, poiché scaduto sabato 2 febbraio, il termine d’impugnazione è stato per legge prorogato a lunedì 4 febbraio 2019 (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3 Nella fattispecie è quindi inammissibile il preventivo n. _ della CO 1 prodotto per la prima volta col reclamo (doc. D). Contrariamente a quanto sostiene il reclamante senza motivazione, non risulta applicabile per analogia l’art. 99 cpv. 1 LTF, per cui possono essere addotti fatti o mezzi di prova nuovi se ne dà motivo la decisione impugnata. La questione dell’identità del debitore si poneva infatti già prima dell’emanazione di quel giudizio – tanto che è lo stesso reclamante ad averla sollevata – e nulla gl’impediva di produrre il preventivo, firmato il 7 giugno 2017, già con le sue osservazioni scritte del 14 dicembre 2018 o all’udienza del 21 gennaio 2019. La fattispecie in esame è quindi completamente diversa dai precedenti citati dal reclamante (DTF 139 III 471 consid. 3.4; sentenza della CEF 14.2016.230 dell’8 febbraio 2017 consid. 1.2), in cui i nova ritenuti ammissibili si riferivano a irregolarità procedurali di cui la parte era venuta a conoscenza solo con la sentenza impugnata.