Decision ID: ca10e30e-ecc2-53bc-8492-c539f47d128f
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. _
(1944) e _ (1948) si sono sposati a _ il 16 maggio 1970. Dall'unione sono nati i figli PI 2 (1970), AP 1 (1972) e AO 1 (1977). Quest'ultimo, il 30 gennaio 2004, ha ucciso i propri genitori.
B. _
(1924), cittadino olandese, è deceduto a _ il 4 marzo 2005, lasciando la moglie PI 4 (1926), i figli PI 1 (1961) e PI 3 (1959) come pure i nipoti PI 2 (1970), AP 1 (1972) e AO 1 (1977), discendenti della figlia _. Con testamento pubblico del 22 luglio 1998 – pubblicato il 15 aprile 2005 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4 –, _, fra altre cose, ha sottoposto la propria successione al diritto svizzero, ha lasciato alla moglie l'usufrutto dell'intera successione e ha previsto che al decesso di quella i figli avrebbero potuto disporre dell'asse successorio “in parti uguali”.
C.
Il 19 gennaio 2007 l'avv. _ ha instato davanti al medesimo Pretore per ottenere il rilascio del certificato ereditario di _ in cui figurassero quali eredi la vedova PI 4, i figli PI 1 e PI 3 così come le nipoti PI 2 e AP 1. Dal documento andava escluso AO 1, ritenuto indegno di succedere, avendo ucciso i genitori _ e _, quest'ultima figlia del defunto. A sostegno della richiesta, l'avv. _ ha ribadito che _ aveva, prima di morire, manifestato più volte la propria volontà di diseredare l'abiatico.
D.
Invitato a esprimersi, RA 1 – tutore di AO 1 –ha affermato di non potere determinarsi su un'eventuale rinuncia dell'eredità da parte del pupillo, non conoscendo l'ammontare dell'asse ereditario. Egli ha poi rilevato che non esistevano disposizioni testamentarie in cui il defunto aveva diseredato AO 1. Il tutore si è però detto disposto, se del caso, a sottoscrivere una convenzione transattiva. Statuendo il 16 luglio 2009, il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che al passaggio in giudicato della sentenza sarebbe avvenuto il rilascio del certificato ereditario nel quale sarebbe figurato, in aggiunta agli eredi indicati dall'avv. _, anche AO 1, il
de cuius
non avendolo formalmente diseredato.
E.
Con scritto del 10 agosto 2009 l'avv. PA 1 – nel frattempo subentrato all'avv. _ – ha comunicato al Pretore di non rappresentare PI 1, PI 2 né AP 1. Pertanto, la sentenza del 16 luglio 2009 avrebbe dovuto essere intimata loro direttamente. Il 20 agosto 2009 AP 1 e PI 2, rilevando di avere avuta conoscenza della decisione del 16 luglio precedente, hanno ricordato al Pretore di non avere conferito alcuna procura all'avv. PA 1, sicché hanno richiesto l'intimazione della sentenza del 16 luglio 2009. Il Pretore ha così indetto un'udienza “per incombenti” per l'8 settembre 2009. Con scritto del 28 agosto 2009 PI 1 si è rimessa alla decisione del Pretore, dichiarando che non si sarebbe presentata. Durante l'udienza, l'avv. PA 1 ha confermato di non rappresentare PI 1 né PI 2 né AP 1. Le stesse hanno ribadito di volere ricevere personalmente la sentenza, affermando di avere “preso conoscenza della decisione [del] 16 luglio 2009 della Pretura già decorso il termine di ricorso”. Con ordinanza del 1° ottobre 2009 il Pretore ha intimato a AP 1, a PI 1 e a PI 2 la decisione del 16 luglio 2009.
F.
Contro la decisione appena citata AP 1 ha introdotto un appello del 7 ottobre 2009 nel quale chiede – previa concessione dell'effetto sospensivo – di modificare il certificato ereditario nel senso di escludere quale erede per indegnità il nipote AO 1. Quest'ultimo, interpellato, non ha presentato osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
Fino al 31 dicembre 2010 il certificato ereditario era emesso dal Pretore seguendo la procedura non contenziosa di camera di consiglio (RtiD II-2004 pag. 655 consid. 1; v. anche DTF 118 II 110 consid. 1). Il certificato poteva essere impugnato entro dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC ticinese). In concreto la decisione del Pretore del 16 luglio 2009 è stata notificata all'appellante il 2 ottobre 2009. Bisogna esaminare se l'appello del 7 ottobre 2009 è tempestivo. Occorre vagliare preliminarmente, però, la legittimazione ad appellare di AP 1.
a)
Una decisione resa in una causa a procedura non contenziosa può essere impugnata da ogni interessato toccato da quella decisione, anche se non ha partecipato al procedimento (Rep. 1995 n. 31). L'appellante, erede del defunto, è toccata dalle decisione di non escludere AO 1 dall'eredità di _. Essa è dunque legittimata a ricorrere contro la decisione del Pretore.
b)
L'interessato che non ha partecipato alla procedura poteva – come detto (qui sopra consid. a) – impugnare la decisione resa nel procedimento non contenzioso di camera di consiglio. Il termine decorreva dal momento in cui egli aveva avuto conoscenza effettiva della decisione (per un certificato ereditario: Rep. 1998 n. 31). In concreto, nel suo scritto del 20 agosto 2009 AP 1 informa il Pretore di essere venuta “a conoscenza che in data 16 agosto 2009 lei ha emesso una sentenza”. L'interessata ha poi ribadito identica tesi anche all'udienza dell'8 settembre 2009, sicché ci si potrebbe chiedere se il termine per appellare non sia decorso al più tardi dall'8 settembre 2009. Se non che, il Pretore ha notificato la decisione del 16 luglio 2009 a AP 1 personalmente solo con l'ordinanza del 1° ottobre 2009. Non essendo all'epoca patrocinata, la decisione che la riguardava doveva esserle notificata personalmente. Inoltre, per le particolarità del caso, la sua buona fede va tutelata e l'appello va ritenuto tempestivo, e pertanto ricevibile.
2. AP 1
ha
chiesto di munire il proprio appello di effetto sospensivo. Ora, a norma dell'art. 370 cpv. 3 CPC ticinese – applicabile per il rinvio dell'art. 360 cpv. 3 CPC ticinese – gli appelli contro decisioni rese in procedura di camera di consiglio non contenziosa non beneficiavano dell'effetto sospensivo “salvo che il presidente della camera non disponga altrimenti”. In concreto, in realtà, il Pretore medesimo ha previsto, nel dispositivo, che la sua decisione sarebbe stata definitiva solo al passaggio in giudicato. E, per l'effetto devolutivo dell'appello, quella decisione non è ancora passata in giudicato. Al riguardo, la richiesta di effetto sospensivo va dichiarata priva d'interesse.
3.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha anzitutto ricordato che chi è indegno di succedere ai sensi dell'art. 540 cpv. 1 CC non ha capacità di ricevere solo rispetto allo specifico
de cuius
, nei confronti del quale ha compiuto un atto tra quelli enumerati a quell'articolo. Nei confronti di altre persone l'indegnità non esplica dunque alcun effetto. Il giudice di prime cure ha quindi deciso che AO 1, benché sia stato indegno a succedere ai suoi genitori, può succedere a suo nonno _. Quanto alle dichiarazioni giurate di _, _ e dell'avv. _ come pure dello scritto del dott. _ presentate dagli istanti a comprova della reale volontà del
de cuius