Decision ID: f2671558-6693-5b12-8859-dfe4307b5686
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1959, precedentemente attivo quale muratore, nel dicembre 2005 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti indicando, quale danno alla salute (doc. AI 1), le sequele legate ad un evento traumatico (ottobre 2003). In data 11 luglio 2005 egli ha subito un secondo incidente (politrauma nell’ambito di un incidente della circolazione).
Gli infortuni sono stati assunti dall’_ che, dopo aver erogato le prestazioni di corta durata, con decisione su opposizione 3 novembre 2008, a conferma della decisione formale 12 settembre 2008, ha riconosciuto all’assicurato una rendita d’invalidità del 58% dal 1° ottobre 2008, nonché un’indennità per menomazione dell’integrità del 40% (doc. AI 90-1).
1.2. Dopo aver eseguito degli accertamenti medici (tra cui una perizia multidisciplinare) ed economici, a modifica del progetto di assegnazione rendita del 29 agosto 2008 (doc. AI 77-1), l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera dal 1° ottobre 2004, diminuita al 58% dal 1° aprile 2005, aumentata al 100% dal 1° gennaio (recte: ottobre) 2005 e nuovamente ridotta al 66% con diritto a 3⁄4 rendita dal 1° luglio 2007. Con una prima decisione del 15 ottobre 2009 l’amministrazione ha formalizzato il diritto a 3⁄4 rendita dal 1° novembre 2009 (doc. AI 107-1), mentre le rendite arretrate sono state oggetto di separate decisioni.
1.3. Avverso la succitata decisione, l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato il presente tempestivo ricorso, postulando il diritto ad una rendita intera d’invalidità dal 1° ottobre 2004, diminuita al 64,68% dal 1° aprile 2005 e aumentata al 71% dal 1° gennaio 2006 pari ad una rendita intera. Egli contesta la valutazione del _, alla base della decisione contestata, nel ritenerlo abile al 40% in attività adeguate dal 1° aprile 2007. Contestata è pure la determinazione del reddito da invalido, in particolare la riduzione dello stesso da parte del consulente in integrazione professionale. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.
1.4. Con la risposta di causa, l’Ufficio AI, chiede invece la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata.
1.5. Il TCA ha richiamato dall’assicurato la decisione formale 12 settembre 2008 della _ (doc. VIII).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere sono i gradi d’invalidità riconosciuti all’assicurato.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un dan-no alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p.182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.4.
Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006, I 689/04 del 27 dicembre 2005, I 38/05 del 19 ottobre 2005).
A sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che s
e il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).
La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.
2.5. Nel caso in esame, l'Ufficio AI ha fondato la valutazione della residua capacità lavorativa sulla dettagliata, completa ed approfondita perizia multidisciplinare del _. Dal rapporto 19 giugno 2009 (doc. AI 96) risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne d’ordine psichiatrico, neurologico e neuropsicologico, reumatologico (cfr. capitolo no. 4 della perizia). Tenuto conto dei dati soggettivi ed obbiettivi (cfr. capitolo 3 e 4), riportate le diagnosi con e senza influenza sulla capacità lavorativa (cfr. punto no. 5 della perizia doc. AI 96-22), il _ ha proceduto alla discussione dei dati medici (cfr. punto no. 6), tenendo conto sia delle valutazioni specialistiche esterne che dei propri accertamenti eseguiti durante la permanenza dell’assicurato. I periti hanno concluso nel ritenere l’assicurato totalmente inabile nell’espletare la sua originaria professione di muratore. In attività adeguate, confacenti le capacità funzionali fisiche, la residua capacità lavorativa è stata quantificata nella misura del 40%, da intendersi come diminuzione di rendimento sull’arco di una intera giornata lavorativa, questo a decorrere dal 1° aprile 2007 (cfr. capitolo no. 9, doc. AI 96-29). Per quel che concerne i periodi precedenti, i periti del _ hanno valutato una totale incapacità lavorativa a partire dal primo evento traumatico del 21 ottobre 2003, inabilità ridotta al 50% dal trattamento stazionario presso la Clinica di _ (gennaio 2005). A seguito del politrauma dell’11 luglio 2007, l’inabilità lavorativa è stata nuovamente valutata al 100% e questo sino alla valutazione operata in sede di perizia.
Il ricorrente contesta la valutazione della residua capacità lavorativa del 40% in attività adeguate:
"
(...)
Appare estremamente ottimistica. Infatti i medici concordano all'unisono come nella precedente attività il ricorrente sia inabile al 100%, che egli fin dal suo arrivo in Svizzera, nel 1989, ha sempre svolto l'attività di muratore e che una riqualifica professionale, seppur auspicata, è stata abbandonata su indicazione della consulente in integrazione, sig.ra _, la quale, nel proprio rapporto finale, sosteneva che: "considerati tutti gli elementi che l'esame del caso ha messo in luce, non ritengo che la residua capacità di guadagno possa essere apprezzabilmente migliorato mediante provvedimenti reintegrativi di ordine professionale. A questo assicurato, secondo il mio parere, non è proponibile una riqualifica professionale che comporta l'apprendimento di nozioni teoriche perché è inibito oltre dal danno alla salute anche da fattori quali l'età, l'esperienza professionale specifica, la scolarità".
Lo stesso _, nelle proprie conclusioni, precisa come un'eventuale riqualifica professionale sia comunque condizionata da una prognosi incerta e passibile di ulteriori peggioramenti, specialmente in ambito psichiatrico, tant'è che il _ ritiene utile rivalutare la situazione già dopo soli 2 anni (perizia _ pag. 29 punto 9). (...)"