Decision ID: 14789845-35fd-5ede-bb89-7683d27572cc
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
- che con risoluzione del 24 ottobre 1995 la Delegazione tutoria del Comune di _ ha chiesto al Consiglio di Stato di interdire _ _, ha privato provvisoriamente quest’ultima dell’esercizio dei diritti civili e ha nominato _ _ come rappresentante;
- che la privazione provvisoria dei diritti civili e la nomina di un rappresentante sono state confermate il 9 febbraio 1996 dalla Divisione degli interni, quale autorità di vigilanza sulle tutele, mentre un ricorso di diritto pubblico presentato da _ _ è stato respinto in quanto ammissibile dal Tribunale federale il 14 maggio 1996;
- che nel frattempo, con risposta del 24 novembre 1995, _ _ si è opposta all’istanza di interdizione;
- che il 13 febbraio 1996 _ _ ha revocato all’avv. _ _ il mandato conferitogli da _ _;
- che con risoluzione del 27 febbraio 1996 la Delegazione tutoria del Comune di _ ha confermato la decisione della rappresentante di _ _;
- che la Divisione degli interni, quale autorità di vigilanza sulle tutele, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da _ _ contro la risoluzione emanata il 27 febbraio 1996 dalla Delegazione tutoria del Comune di _;
- che il Tribunale federale ha accolto il 4 luglio 1996 un ricorso di diritto pubblico introdotto da _ _ contro la decisione emessa il 6 maggio 1996 dalla Divisione degli interni;
- che nell’intervallo, il 14 maggio 1996, _ _ ha chiesto a questa Camera la ricusazione dell’Autorità di vigilanza sulle tutele;
- che l’istanza non è stata trasmessa alla controparte;
e considerando

in diritto:
- che, fondandosi sull’art. 32 cpv. 1 LPAmm, l’istante ritiene questa Camera competente a statuire sulla domanda di ricusazione in quanto autorità di ricorso in materia di interdizione;
- che l’art. 32 LPAmm prevede, invero, la competenza dell’autorità
superiore
per dirimere contestazioni sulla ricusa di membri delle autorità amministrative;
- che con il Regolamento sulle tutele e curatele (RL 4.1.2.2) il Consiglio di Stato ha delegato alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali, l’ufficio di autorità di vigilanza sulle tutele (art. 21 e 67 RTC);
- che la Sezione degli enti locali, quale autorità di vigilanza sulle tutele, conduce la procedura istruttoria in materia d’interdizione (art. 67 RTC), mentre competente per statuire sull’interdizione è la Divisione degli interni (art. 76 RTC);
- che contro la decisione di interdizione pronunciata dalla Divisione degli interni in materia d’interdizione è dato ricorso al Tribunale di appello entro il termine di 30 giorni (art. 46 cpv. 2 LAC e 77 RTC);
- che il citato Regolamento è silente sulla competenza per trattare le domande di ricusazione dell’ autorità di vigilanza sulle tutele;
- che in siffatti casi l’autorità
superiore
può essere solo quella
gerarchicamente
superiore, ovvero il Consiglio di Stato, che ha designato autorità di vigilanza sulle tutele – appunto – la Divisione degli interni, Sezione degli enti locali;
- che la questione di sapere se la decisione del Consiglio di Stato potrà essere impugnata alla Camera civile di appello non va risolta in questa sede;
- che, in conclusione, l’atto dev’essere trasmesso d’ufficio, per competenza, al Consiglio di Stato (art. 126 CPC);
- che data la particolarità della fattispecie non è il caso di riscuotere spese e di assegnare ripetibili;
ordina:
1.
L’istanza di ricusazione
è trasmessa per competenza al Consiglio di Stato.
2.
Non si prelevano spese né si assegnano ripetibili.
3.
Intimazione:
– avv. _ _, _;
– Divisione degli interni, Sezioni degli enti locali, _.
Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente La segretaria