Decision ID: 8f392aea-c1dd-5ebc-a7e4-e0b3057fd43b
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CARP
Chamber: TI_CARP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

{ritenuto,"in fatto: A. AP 1 (1926) abita sin dal 1976 in una palazzina situata in via _ a _, frazione del quartiere luganese di _. Dapprima locatario, egli ha in seguito acquistato con la moglie - nel 1993 - un altro appartamento nella medesima palazzina (foglio di PPP n.), situato al secondo piano. Il condominio - denominato “Condominio _” - è composto da due palazzine contigue (numero civico 2 risp. 2A), della cui amministrazione si occupa la fiduciaria _ la quale ha affidato il servizio di portineria di entrambe le palazzine a ACPR 1 a far tempo dal 1° febbraio 2010.","B. Su richiesta dell’amministrazione del condominio, il 27 agosto 2010 due operai della ditta _ erano intenti a cercare di rimediare al cattivo funzionamento delle luci della scala della palazzina di cui al numero civico 2A, dovuto al fatto che i rilevatori di movimento non si azionavano correttamente. Ai due operai si è ben presto aggiunto AP 1 così come ACPR 1 il quale aveva in precedenza mostrato ai due elettricisti quali erano le luci difettose. Tra AP 1 e ACPR 1 è rapidamente nata una vivace discussione, dai toni sempre più accesi al punto che i due elettricisti hanno deciso di interrompere il loro lavoro e di allontanarsi dal condominio.","C. Il 30 agosto 2010 AP 1 ha scritto una lettera alla fiduciaria _ lamentando quanto a suo dire accaduto. Il tenore della lettera è il seguente (evidenziazioni in grassetto originali):","“ Egregio signor _,","faccio riferimento al grave episodio avvenuto il 27 agosto 2010 nel corso del quale sono stato aggredito dapprima con parole offensive e poi anche fisicamente con spintoni da parte del signor ACPR 1.","Con questa lettera chiedo che mi siano fornite le seguenti informazioni sul signor ACPR 1 quali","- le sue precise mansioni, responsabilità, qualifiche professionali e il suo rapporto con il condominio per poter valutare l’opportunità di intraprendere un’azione legale nei confronti del signor ACPR 1. Tengo a precisare che la presenza di una persona con atteggiamenti così aggressivi e incontrollati nei confronti dei condomini non è più accettabile e richiede l’immediato allontanamento dallo stabile.","Resto volentieri a disposizione per eventuali approfondimenti o per ulteriori raggua","Cordiali saluti.”","D. Sentendosi leso nel proprio onore, ACPR 1 - per il tramite del proprio legale - si è rivolto a AP 1 con scritto del 10 settembre 2010, contestando il contenuto della succitata lettera del 30 agosto 2010, evidenziando di riservarsi di querelarlo per diffamazione e calunnia e chiedendogli di scusarsi per le falsità proferite. Lo scritto 10 settembre 2010 essendo rimasto senza risposta, ACPR 1 ha ribadito al condomino la propria posizione con lettera del 7 ottobre 2010 del proprio patrocinatore, mettendo in risalto il fatto che in assenza di un riscontro entro il 18 ottobre 2010 si sarebbe riservato di procedere con l’inoltro della querela. Considerato il persistere del silenzio da parte di AP 1, il 22 novembre 2010 ACPR 1 lo ha querelato per i reati di diffamazione e calunnia, sostenendo che la lettera 30 agosto 2010 “ha leso profondamente l’onore del querelante, mettendolo in cattiva luce di fronte a terzi, l’amministrazione immobiliare _, tentando di farlo passare come persona violenta ed inaffidabile”, dichiarando altresì di costituirsi parte civile, conformemente alla terminologia del CPP ticinese in quel momento ancora in vigore (querela, pag. 5).","E. Con decreto d’accusa del 7 novembre 2011 il Procuratore pubblico ha dichiarato AP 1 colpevole di calunnia, proponendo la sua condanna a una pena pecuniaria di fr. 1'000.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, corrispondente a 20 aliquote giornaliere di fr. 50.- ciascuna, a una multa di fr. 500.- nonché al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie, rinviando l’accusatore privato al competente foro civile per le sue pretese di risarcimento del danno.","Contro il decreto d’accusa AP 1 ha interposto tempestiva opposizione il 17 novembre 2011. Con decisione del 18 novembre 2011 il Procuratore pubblico ha confermato il decreto d’accusa e ha pertanto trasmesso gli atti del procedimento alla Pretura penale. Considerando che sulla base degli atti la fattispecie non risultava sufficientemente chiarita, il Presidente della Pretura penale ha annullato il 21 novembre 2012 il decreto d’accusa e ha rinviato la causa al Procuratore pubblico perché continuasse la procedura interrogando almeno uno dei due elettricisti che hanno assistito all’alterco del 27 agosto 2010. Statuendo su reclamo del 26 novembre 2012 inoltrato da ACPR 1, la Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello ha confermato con sentenza del 13 febbraio 2013 il decreto 21 novembre 2012 del Presidente della Pretura penale.","F. Dopo l’interrogatorio dei due elettricisti, il Procuratore pubblico ha emanato il 15 aprile 2013 un nuovo decreto d’accusa con cui ha dichiarato AP 1 colpevole di diffamazione, proponendone la condanna a una pena pecuniaria di fr. 1'000.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, corrispondente a 20 aliquote giornaliere di fr. 50.- ciascuna, a una multa di fr. 200.- nonché al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie, rinviando l’accusatore privato al competente foro civile per le sue pretese di risarcimento del danno. Contro il decreto d’accusa l’imputato ha sollevato opposizione il 16 aprile 2013. Il giorno successivo il Procuratore pubblico ha deciso di confermare il decreto d’accusa e ha trasmesso gli atti alla Pretura penale.","G. Svolto il dibattimento, con sentenza del 10 luglio 2013 il Presidente della Pretura penale ha integralmente confermato la condanna di AP 1 al pagamento di una pena pecuniaria di fr. 1'000.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, corrispondente a 20 aliquote giornaliere di fr. 50.- ciascuna, a una multa di fr. 200.- nonché al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie siccome colpevole del reato di diffamazione.","H. Il 10 luglio 2013 AP 1 ha annunciato di appellare la sentenza appena citata e, ricevutane la motivazione scritta, egli ha inoltrato la dichiarazione di appello il 19 agosto 2013. Ottenuto l’accordo delle parti, la Presidente di questa Corte ha ordinato lo svolgimento del procedimento con procedura scritta e il 18 settembre 2013 ha assegnato all’appellante un termine di 20 giorni per presentare la motivazione scritta dell’appello che è stato inviato il 10 ottobre 2013 e in cui l’imputato chiede in via principale di essere prosciolto dall’accusa di diffamazione e, in subordine, una considerevole riduzione della pena. Nelle proprie osservazioni del 15 ottobre 2013 il Procuratore pubblico propone di respingere l’appello, rimettendosi comunque al giudizio di questa Corte. Con scritto del 16 ottobre 2013 il Presidente della Pretura penale evidenzia di non avere osservazioni da formulare e di rimettersi anch’egli al giudizio di questa Corte. L’accusatore privato, dal canto suo, mediante osservazioni del 20 novembre 2013 chiede di respingere l’appello."}

{Considerando,"in diritto: 1. Giusta l’art. 398 cpv. 1 CPP l’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento. In particolare, mediante l’appello è ora possibile censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 398 cpv. 3 lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).","In base all’art. 398 cpv. 2 CPP - secondo cui il tribunale d’appello esamina per estenso (“plein pouvoir d’examen”, “umfassende Überprüfung”) la sentenza in tutti i punti impugnati - il tribunale di secondo grado ha una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della sentenza di prime cure.","Sulla questione della cognizione del tribunale di secondo grado il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l’appello porta ad un nuovo e completo esame di tutte le questioni contestate ed ha spiegato che la giurisdizione di seconda istanza non può limitarsi ad individuare gli errori del giudice precedente e a criticarne il giudizio ma deve tenere i propri dibattimenti ed emanare una nuova decisione - che sostituisce quella di primo grado (art. 408 CPP) - secondo il proprio libero convincimento fondato sugli elementi probatori in atti e sulle risultanze delle prove autonomamente amministrate (DTF inc. 6B_715/2011 del 12 luglio 2012, consid. 2.1 con rinvio a Luzius Eugster, in: Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 2011, ad art. 398, n. 1, confermata nella DTF inc. 6B_404/2012 del 21 gennaio 2013, consid. 2.1; cfr., inoltre, Rapporto esplicativo concernente il Codice di procedura penale svizzero, DFGP, giugno 2001, pag. 261; Niklaus Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 398, n. 7).","2. Nel giudizio impugnato il Presidente della Pretura penale ha evidenziato che l’accesa discussione del 27 agosto 2010 è stata causata dal comportamento dell’imputato, il quale si è presentato subito aggressivo e provocatorio, tanto nei confronti degli operai quanto del custode. Cosa sia successo dopo la partenza dei due elettricisti, ha proseguito il primo giudice, non è noto con esattezza ma non vi sono elementi che confermino la versione dell’imputato. Tanto più che questi, nel suo primo interrogatorio, ha dichiarato di essere stato spinto subito dal custode e non solo dopo che i due operai se ne erano andati. Sennonché, questi ultimi hanno riferito di non avere visto alcuno spintone. Ciò posto, esaminando il contenuto della lettera del 30 agosto 2010, il primo giudice ha considerato che le parole utilizzate dall’imputato sono tali da potere nuocere alla reputazione dell’accusatore privato, poco importa che l’amministrazione del condominio non vi abbia dato seguito. Anche dal profilo soggettivo il Presidente della Pretura penale ha considerato adempiuto il reato di diffamazione, sussistendo quantomeno il dolo eventuale. Non essendo riuscito a dimostrare di avere detto il vero, l’imputato è stato quindi condannato per il reato di diffamazione.","3. L’appellante sostiene che nella propria lettera del 30 agosto 2010 egli si è limitato a riferire all’amministrazione del condominio l’effettivo svolgimento dei fatti. Contrariamente all’opinione del primo giudice, inoltre, lo spintone da parte del custode è avvenuto successivamente alla partenza dei due elettricisti. La circostanza che questi ultimi, proprio perché avevano già lasciato lo stabile, non hanno visto alcuna spinta da parte dell’accusatore privato non intacca minimamente la veridicità di quanto affermato dall’appellante. Quanto al fatto di avere riferito gli avvenimenti all’amministrazione del condominio, l’appellante evidenzia che è stata l’amministrazione ad avere assunto il custode e pertanto “è anche la responsabile per eventuali inadempienze del suo assunto. Dunque, a chi bisognava riferire sul comportamento del custode era l’amministrazione stessa” (appello, pag. 6 punti 45 e 46). Con la lettera del 30 agosto 2010 il condomino ha inteso tutelare un proprio interesse privato, riferendo in buona fede all’amministrazione la vicenda da lui vissuta, segnalando la violazione degli obblighi contrattuali compiuta dal custode e senza alcuna intenzione di ottenerne il licenziamento, bensì indicando semplicemente un provvedimento a suo avviso plausibile. A proposito di un siffatto provvedimento soggiunge che “nessuna ulteriore richiesta in questo senso è stata avanzata; il ricorrente non era comunque nella posizione di poter incidere in tal senso; il licenziamento non è stato provocato; l’interesse privato s ravvisa nell’interesse ad un comportamento consono alla mansione ricoperta” (appello, pag. 7 n. 59). L’appellante rimprovera al primo giudice di avere invece considerato la nota lettera semplicemente quale scritto lesivo dell’onore dell’accusatore privato e che aveva quale fine ultimo soltanto di arrecargli un danno. Invocando il principio della presunzione d’innocenza, l’imputato chiede in via principale la propria assoluzione con la motivazione che “mancando la prova testimoniale (i due testimoni non hanno assistito all’intero svolgimento del litigio), non vi sono prove che il ricorrente abbia riferito fatti inveritieri o lesivi dell’onore e reputazione” (appello pag. 9 n. 76 e 77). In via subordinata postula un considerevole ridimensionamento della pena.","4. a) Giusta l’art. 173 n. 1 CP è punito, a querela di parte, per diffamazione chi, comunicando con un terzo, incolpa o rende sospetta una persona di condotta disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla reputazione di lei così come chiunque divulga una tale incolpazione o un tale sospetto. Perché vi sia diffamazione occorre un’allegazione di fatto e non semplicemente un giudizio di valore (DTF 117 IV 29 consid. 2c).","Il colpevole è punito con una pena pecuniaria sino a 180 aliquote giornaliere. L’art. 176 CP stabilisce che alla diffamazione verbale è parificata la diffamazione commessa mediante scritti, immagini, gesti o qualunque altro mezzo.","b) Gli art. 173 segg. CP proteggono l’onore personale, la reputazione e il sentimento di essere un uomo d’onore, ossia di comportarsi secondo le regole e gli usi riconosciuti. In altre parole l’onore protetto dal diritto penale è il diritto al rispetto che risulta leso da affermazioni idonee a esporre la persona interessata al disprezzo nella sua veste di uomo (DTF 137 IV 315 consid. 2.1.1; DTF 6B_906/2009 del 22 dicembre 2009 consid. 2.1; DTF 132 IV 112 consid. 2.1). Sfuggono a tale protezione, per contro, quelle espressioni che, senza farla apparire spregevole, offuscano la reputazione di cui una persona gode nel proprio ambito professionale o politico o l’opinione che essa ha di sé stessa (DTF 6B_600/2007 del 22 febbraio 2008 consid. 2.1; CCRP inc. 17.2007.30 del 2 settembre 2009 consid. 3a con rinvii).","Se l’allegazione sia tale da nuocere alla reputazione di una persona è una questione che va valutata non secondo il senso che quest’ultima le attribuisce, bensì secondo quello che essa ha in base ad un’interpreta-zione oggettiva, ovvero secondo il senso che, nelle circostanze concrete, le attribuisce l’uditore o il lettore non prevenuto (DTF 128 IV 58 consid. 1a, 119 IV 47 consid. 2a, 6B_356/2008 dell’11 agosto 2008, consid. 4.1; Rep. 1995, pag. 9; Franz Riklin, in: Basler Kommentar, Strafrecht II, 2007, vor Art. 173, n. 23 ss.). Trattandosi di uno scritto, l’allegazione deve essere analizzata non solo in funzione delle espressioni utilizzate, prese separatamente, ma anche secondo il senso generale che emerge dal testo nel suo insieme. Le espressioni non devono dunque essere valutate asetticamente, ma in funzione del contesto comunicativo in cui esse si inseriscono (DTF 128 IV 60 consid. 1e; Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I, Berna 2002, ad art. 173 n. 42 con richiami di giurisprudenza).","“Terzo” ai sensi dell’art. 173 n. 1 CP è di principio qualsiasi persona che non coincide con l’autore o con la vittima, ad esempio quindi anche i familiari o un’autorità giudiziaria (Riklin, op. cit., ad art. 173, n. 6; Corboz, op. cit., ad art. 173, n. 32).","c) L’intenzionalità si deve riferire all’affermazione diffamante ed alla presa di conoscenza da parte del terzo; il dolo eventuale è sufficiente. Non è invece necessario un particolare “animus iniuriandi”, bastando che l’autore sia consapevole del fatto che le sue affermazioni possano nuocere all’onore della persona offesa e che, ciò nonostante, le abbia proferite (cfr. Riklin, op. cit., ad art. 173, n. 7-8; Corboz, op. cit., ad art. 173, n. 48-50).","d) L’art. 173 n. 2 CP prevede che il colpevole di diffamazione non incorre in alcuna pena se prova di avere detto o divulgato cose vere (prova della verità) oppure prova di avere avuto seri motivi di considerarle vere in buona fede (prova della buona fede)."}