Decision ID: 4b16ab73-1318-5c41-907e-b117049f26b1
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. AO 1, società specializzata nella spedizione e nel trasporto di pacchi e corrispondenza, ha recapitato in diverse occasioni tra il luglio 2003 e il marzo 2004 alla ditta _ con sede in Germania apparecchiatura video e fotografica vendutale da AP 1, società commerciante apparecchi di ottica e fotografia con sede a C_. Per ciascuna di queste spedizioni, AO 1 ha emesso una fattura all’indirizzo di AP 1 concernente le spese doganali anticipate e i costi di sdoganamento sostenuti (docc. da E a S). Il 2 febbraio 2007 AO 1 ha fatto notificare a AP 1 il precetto esecutivo n. _ per l’importo di fr. 14'183.95 oltre interessi al 6% del 9 luglio 2004 e fr. 1'100.-, indicando quale titolo di debito fatture impagate dal 31 luglio 2003 al 12 maggio 2005 e risarcimento per titolo di mora (doc. T). L’escussa ha interposto opposizione.
B. Con petizione 21 maggio 2007 AO 1 si è dunque rivolta al Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Sud chiedendo la condanna di AP 1 al pagamento di fr. 14'183.95 oltre interessi al 6% dal 9 luglio 2004 e il rigetto in via definitiva dell’opposizione al precetto esecutivo per tale importo. La convenuta con risposta 15 novembre 2007 ha chiesto la reiezione della petizione e il mantenimento dell’opposizione al precetto notificatole. Essa, pur ammettendo che l’attrice ha effettuato e consegnato a un’impresa tedesca colli contenenti merce da lei venduta, ha però negato che fosse in esecuzione tra le parti dal 2003 un contratto unico comprendente condizioni generali di contratto, non essendo tale circostanza provata dalla copia della proposta di contratto e del contratto prodotte dall’attrice poiché da lei non sottoscritte. In merito alle fatture prodotte, ha poi osservato che i crediti pretesi concernevano unicamente dazi doganali e spese che non potevano esserle addebitati: infatti, da una parte la merce venduta era esente da dazio doganale, e dall’altra le vendite alla ditta _ non prevedevano alcuna spesa a suo carico, come dimostravano le fatture da lei allegate ai colli trasportati. Di conseguenza, essa avrebbe soddisfatto il suo impegno contrattuale quale mittente, sollevando a giusta ragione opposizione al precetto esecutivo notificatole. In replica l’attrice ha ribadito le sue richieste di giudizio, sostenendo che il contratto di trasporto concluso dalle parti in data 14 marzo 2003 era ancora in vigore, non essendo stato disdetto nei termini previsti e rinnovandosi dunque automaticamente di anno in anno, e che quindi le spese di sdoganamento erano dovute secondo le condizioni generali di contratto, mentre tasse e dazi doganali dovevano essere rimborsati, essendo stati anticipati. Per quanto attiene l’affermazione della convenuta relativa all’esenzione da dazi della merce da lei venduta, l’attrice ha affermato che se la merce fosse stata esente, l’amministrazione doganale non avrebbe imposto la medesima emettendo ogni volta una formale decisione in proposito. In duplica anche la convenuta ha mantenuto la sua posizione, ribadendo sia l’inapplicabilità delle condizioni generali di contratto, e dunque l’impossibilità di imporle il pagamento delle spese di sdoganamento, sia il fatto che la merce da lei venduta fosse esente da dazio, come dimostrato dalle bolle doganali da lei consegnate alla controparte; di conseguenza, pagando i dazi doganali, quest’ultima non avrebbe eseguito le istruzioni ricevute, omettendo oltretutto di prontamente informarla del problema e lasciando scadere i termini di ricorso contro le decisioni dell’autorità doganale. Esperita l’istruttoria, nelle conclusioni scritte 10 giugno 2010 le parti si sono riconfermate nelle rispettive richieste di giudizio.
C. Statuendo il 3 gennaio 2011, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione, condannando AP 1 al pagamento dell’importo di fr. 12'378.25 e rigettando in via definitiva l’opposizione al PE n. _ limitatamente a detto importo.
D. Con appello 24 gennaio 2011 la convenuta ha chiesto la riforma della suddetta decisione nel senso di respingere integralmente la petizione e mantenere l’opposizione interposta al PE n. _. Nelle sue osservazioni del 9 marzo 2011 l’appellata propone di respingere l’appello e di confermare il giudizio pretorile. Delle considerazioni delle parti si dirà per quanto necessario nei prossimi considerandi.
e ritenuto

in diritto:
1. La decisione impugnata è stata emessa il 3 gennaio 2011 e di conseguenza giusta l’art. 405 CPC alla procedura ricorsuale si applica il Codice di diritto processuale civile svizzero, entrato in vigore il 1° gennaio 2011.
2. Il Pretore ha innanzitutto stabilito che tra le parti si era perfezionato un contratto di trasporto per atti concludenti, non potendo dedurre la conclusione di tale contratto dalle copie della proposta di contratto e del contratto prodotte dall’attrice, poiché non sottoscritte dalla controparte. Egli ha ritenuto che l’esistenza del medesimo era stata confermata dalla testimonianza di M_, la quale ha riferito che le spese di trasporto erano pagate dalla convenuta e in seguito fatturate all’acquirente F_ in occasione di successive forniture. Inoltre, la convenuta ha pacificamente ammesso negli allegati di causa l’effettuazione dei trasporti della merce da lei venduta, contestando unicamente in sede conclusionale, e dunque tardivamente, di non essere la mandante del trasportatore.
Appurata l’esistenza di un contratto di trasporto tra le parti, il Pretore si è poi chinato sulla pretesa di pagamento dell’attrice. A tal proposito, egli ha giudicato che i costi di sdoganamento ammontanti a fr. 33.- per ogni spedizione non potessero essere posti a carico della convenuta, non avendo l’attrice fornito prova alcuna che al contratto in vigore tra le parti fossero applicabili le condizioni generali di contratto esposte nei docc. B e C e neppure che le parti avessero pattuito in altro modo il pagamento di tali costi. Per quanto attiene invece i dazi doganali, il primo giudice ha considerato che i medesimi rientravano nelle spese anticipate dal mandatario nell’ambito dell’esecuzione del mandato di cui questi può chiedere la rifusione al mandante e ha respinto le contestazioni della convenuta in merito all’avvenuto pagamento di tali costi in dispregio delle istruzioni fornite, non avendo la stessa provato l’inadempienza. Difatti, a suo avviso, il doc. 1 e doc. 13, ossia lo scritto di F_ rispettivamente la tabella doganale riportante l’elenco delle merci esenti da dazio, non potevano essere considerati una prova dell’esenzione delle operazioni del trasporto in oggetto, trattandosi di documenti riportanti semplici opinioni, mentre la menzione dell’esenzione dall’IVA riportata sulle fatture predisposte da AP 1 era secondo lui riferita all’esenzione dall’IVA dovuta in Svizzera, da cui la merce esportata è effettivamente esente. L’importo richiesto è stato infine ridotto da fr. 14'183.95 a fr. 12'378.25, non avendo alcune fatture trovato riscontro nella documentazione doganale prodotta dall’attrice.