Decision ID: a06923c2-b88b-5abb-bfeb-232633d06005
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. RE 1 ha lavorato nel 2013 per la CO 1 di Lugano in qualità di venditrice, percependo una retribuzione a ore secondo le necessità del datore di lavoro. Il 31 gennaio 2014 l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro ha aperto una procedura di contravvenzione nei confronti della CO 1 sulla base dell’art. 9 LDist (Legge sui lavoratori distaccati), segnalando che nel 2013 diversi dipendenti, tra i quali RE 1, hanno percepito un salario più basso rispetto al minimo previsto dal contratto normale di lavoro (CNL) per il settore della vendita (per negozi con meno di 10 addetti) entrato in vigore il 1° aprile 2013.
B. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 24 luglio 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso di fr. 8'806.20 oltre agli interessi del 5% dal 31 dicembre 2013, indicando quale titolo di credito la “parte stipendio anno 2013 non versata”.
C. Avendo la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 21 agosto 2015 RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Il 2 settembre 2015 l’istante ha trasmesso alla Pretura copia della raccomandata inviata il 31 gennaio 2014 dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro alla CO 1 (doc. D). Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte dell’11 settembre 2015, pur proponendo di “trovare un’eventuale soluzione amichevole”.
D. Statuendo con decisione 10 novembre 2015, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 100.–.
E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 novembre 2015 per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza e “in subordine” il rigetto provvisorio dell’opposizione limitatamente a fr. 7'019.55. Visto l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 19 novembre 2015 contro la sentenza notificata a RE 1 al più presto l’11 novembre 2015, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3 Presentati per la prima volta con il reclamo, il “contratto di lavoro per personale d’ufficio o di vendita” del 1° gennaio 2013 e lo scambio e-mail tra RE 1 e l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (in seguito: UIL) del 13 novembre 2015 (due pagine) sono documenti nuovi e pertanto irricevibili. In ogni caso essi, come si vedrà in seguito, non sono rilevanti ai fini del presente giudizio (sotto consid. 5.3). È inoltre inammissibile la richiesta della reclamante volta al richiamo di documenti da terzi, poiché formulata per la prima volta con il reclamo, per tacere del fatto che nella procedura di rigetto dell’opposizione sono ammissibili di norma solo prove documentali (art. 254 cpv. 1 CPC; cfr. DTF 138 III 639 consid. 4.3.2; sentenza del Tribunale federale 5A_179/2012 dell’11 ottobre 2012, consid. 3.4; sentenze della CEF 14.2014.35 del 15 febbraio 2014, consid. 1.3; 14.2014.242 dell’8 giugno 2015, consid. 7.3; 14.2015.104 del 1° ottobre 2015, consid. 1.3).