Decision ID: e6c3b7a7-28d2-52a6-a4ec-7a42c9063039
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1973), cittadino italiano, e AO 1 (1972), cittadina olandese, si sono sposati a _ (Varese) il 25 giugno 2005. Dal matrimonio è nata J_, l'11 luglio 2008. Il marito, avvocato, è responsabile dell'ufficio legale della _ SA di _. La moglie, ingegnere agroalimentare e dottoressa in tossicologia, lavora per la _ Sagl di _, di cui è unica socia (oltre che gerente con firma individuale). Inoltre essa è rappresentante e consulente svizzera dell'Organizzazione _, segretaria esecutiva di un'associazione internazionale di biofarmaci e consulente per società internazionali di cosmetici e detersivi, come pure consulente dell'Ufficio federale della sanità pubblica. I coniugi vivono separati dal 1° agosto 2015, quando la moglie ha lasciato l'abitazione coniugale di _ (particella n. 676 RFD, intestata ai coniugi in ragione di metà ciascuno) per trasferirsi con la figlia in un appartamento ad Agno.
B. Il 1° settembre 2016 AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'attribuzione in uso dell'abitazione coniugale e l'affidamento di J_ (riservato il diritto di visita paterno), come pure un contributo alimentare di fr. 2560.– mensili per la figlia dall'agosto del 2015 (assegni familiari compresi). Identiche richieste essa ha avanzato già in via cautelare. Il 1° agosto 2016 AO 1 è tornata con la figlia nell'abitazione coniugale di _, il marito essendosi trasferito ad _.
C. All'udienza del 25 ottobre 2016, indetta per il dibattimento cautelare e dell'istanza a protezione dell'unione coniugale, l'istante ha postulato altresì una partecipazione del convenuto alle spese straordinarie per la figlia di fr. 856.75. AP 1 ha aderito alla richiesta di vita separata, all'attribuzione dell'abitazione coniugale alla moglie e all'affidamento della figlia a quest'ultima (riservato il suo il diritto di visita), ma ha offerto un contributo alimentare per la sola figlia di fr. 455.– mensili (assegni familiari non compresi) e ha chiesto di suddividere le spese straordinarie secondo l'art. 286 cpv. 3 CC. Replicando, l'istante ha portato a fr. 3398.50 mensili la richiesta di contributo alimentare per la figlia. In duplica il convenuto ha mantenuto il proprio punto di vista. Entrambe le parti hanno notificato prove. Al termine dell'udienza AP 1 ha consentito a versare un contributo di mantenimento per la figlia di fr. 1300.– mensili (assegni familiari non compresi) dal novembre del 2016. Vista l'entrata in vigore del nuovo diritto sul mantenimento dei figli, il 13 aprile 2017 AO 1 ha postulato l'aumento del contributo alimentare per J_ a fr. 2332.15 mensili, più un contributo di accudimento di fr. 2032.– mensili. All'udienza del 18 settembre 2017 AP 1 ha contestato le nuove pretese dell'istante. Nel frattempo, l'8 agosto 2017, egli ha promosso azione di divorzio davanti al medesimo Pretore (inc. DM.2017.189).
D. Il 28 novembre 2017 il Pretore ha dichiarato chiusa l'istruttoria a protezione dell'unione coniugale. Alla discussione finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale dell'8 gennaio 2018 AO 1 ha postulato un contributo alimentare per J_ di fr. 4073.– mensili (assegni familiari compresi). Nel proprio allegato del 18 settembre 2017 (recte: 9 gennaio 2018) il convenuto ha chiesto di fissare il contributo alimentare per la figlia in fr. 800.– mensili (assegni familiari non compresi). Con replica spontanea del 12 gennaio 2018 egli ha poi contestato le nuove pretese formulate dall'istante nel memoriale conclusivo. Il 17 gennaio 2018 l'istante ha duplicato, riaffermando il proprio punto di vista e comunicando che il marito aveva interrotto il versamento spontaneo di fr. 1300.– mensili a titolo di contributo alimentare, riducendolo a fr. 800.– mensili.
E. Statuendo con sentenza del 23 marzo 2018 a protezione dell'unione coniugale, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attributo l'abitazione coniugale in uso alla moglie, ha affidato J_ a quest'ultima, ha disciplinato il diritto di visita paterno e ha obbligato AP 1 a versare i seguenti contributi alimentari per la figlia:
fr. 1254.– mensili dal settembre del 2015 (compreso),
fr. 1860.– mensili dal gennaio al luglio del 2017 (compresi),
fr. 1757.– mensili dall'agosto del 2017 (compreso) e
fr. 2155.– mensili dal gennaio del 2018 (compreso) in poi.
In tali importi non sono stati considerati gli assegni familiari, “da versare in aggiunta, rispettivamente possono essere incassati direttamente dalla madre”. Le spese processuali di complessivi fr. 6450.– sono state poste per un terzo a carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 5775.– per ripetibili ridotte.
F. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 5 aprile 2018 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso – la riforma della decisione impugnata nel senso di vedere ridotti i contributi alimentari per la figlia come segue:
fr. 915.– mensili dal settembre del 2015 (compreso),
fr. 979.– mensili dal gennaio al luglio del 2017 (compresi),
fr. 919.– mensili dall'agosto del 2017 (compreso),
fr. 1215.– mensili dal gennaio del 2018 (compreso) in poi, oltre agli assegni familiari.
Con decreto del 17 aprile 2018 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 18 maggio 2018 AO 1 propone di respingere l'appello, quantunque nelle motivazioni pretenda un contributo alimentare più alto di quello fissato dal Pretore. In una replica spontanea del 29 maggio 2018 AP 1 censura l'inammissibilità del nuovo calcolo sul contributo alimentare per la figlia preteso dalla moglie. Con duplica spontanea del 1° giugno 2018 quest'ultima riconferma il proprio punto di vista. Nell'agosto del 2018 AO 1 si è trasferita con la figlia a _.

Considerando
in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito è dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi alimentari per la figlia in discussione davanti al Pretore. Riguardo alla tempestività del rimedio giuridico, la sentenza impugnata è pervenuta al patrocinatore del convenuto il 26 marzo 2018. Introdotto il 5 aprile 2018, ultimo giorno utile, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.
2. All'appello il convenuto allega il conteggio di stipendio del mese di gennaio 2018 e uno scambio di posta elettronica intercorso fra i coniugi il 15 gennaio e il 16 marzo 2018. Dal canto suo l'istante acclude alle sue osservazioni il proprio certificato di salario 2017. Ora, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se vengono addotti immediatamente e se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli valere nemmeno con la diligenza esigibile, tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 CPC). Di per sé gli atti in questione non adempiono simili requisiti. Se non che, documenti relativi alla situazione di figli minorenni sono sempre ammissibili, senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC (DTF 144 III 349). E siccome nella fattispecie rimane litigioso proprio il contributo alimentare per la figlia, nella misura in cui risulteranno utili per il giudizio i documenti in rassegna potranno entrare in linea di conto.
3. Litigioso rimane nella fattispecie – come detto – il contributo alimentare per la figlia. A tal fine il Pretore ha accertato il reddito di AP 1 in fr. 7860.– mensili nel 2016, in fr. 7848.– mensili nel 2017 e in fr. 8225.– mensili dal gennaio 2018 in poi (pag. 5 e 6), a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 5605.– mensili arrotondati (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, locazione con spese accessorie fr. 1125.–, cassa malati fr. 402.70, assicurazione complementare LCA fr. 185.30, spese mediche non coperte dall'assicurazione fr. 89.15, leasing dell'automobile fr. 502.20, assicurazione dell'automobile fr. 196.50, imposta di circolazione fr. 142.75, spese di manutenzione dell'automobile fr. 24.90, posteggio sul luogo di lavoro fr. 80.–, spese di trasferta fr. 200.–, ‟terzo pilastroˮ presso la _ Assicurazioni fr. 300.–, ‟terzo pilastroˮ presso la _ Compagnia di Assicurazioni sulla Vita SA fr. 56.60, onere fiscale fr. 1100.–), passato dal 1° agosto 2017 a fr. 5880.– mensili per l'aumento della locazione e delle spese accessorie a fr. 1400.– mensili (pag. 7). Il Pretore ha constatato così che al convenuto rimaneva un margine disponibile di fr. 2872.– mensili nel 2016, di fr. 2243.– mensili fino al luglio del 2017, di fr. 1968.– mensili dall'agosto del 2017 e di fr. 2345.– mensili dal gennaio 2018 in poi (sentenza impugnata, pag. 18).
Quanto a AO 1, il Pretore ne ha calcolato il reddito in fr. 7134.– mensili nel 2016 (fr. 6534.– mensili da attività lucrativa, fr. 466.70 mensili dalla pigione versata dalla _ Sagl, fr. 133.30 mensili incassati dalla pigione dello ‟Studioˮ), in fr. 7013.– mensili nel 2017 (fr. 6534.– mensili da attività lucrativa, fr. 479.20 mensili dalla pigione dello ‟Studioˮ) e in fr. 6534.– mensili nel 2018 dalla sola attività lucrativa (pag. 10 e 11). Ne ha definito poi il fabbisogno minimo in fr. 5337.– arrotondati (minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitore affidatario fr. 1350.–, parrucchiere fr. 43.90, interessi ipotecari e ammortamento fr. 62.50, premio dell'assicurazione stabili fr. 106.30, “abbonamento caldaia” fr. 47.70, elettricità fr. 83.70, tassa d'uso fognatura e rifiuti fr. 37.20, giardiniere fr. 150.–, cassa malati e assicurazione complementare LCA fr. 633.40, franchigia fr. 25.–, spese mediche non coperte dall'assicurazione fr. 172.40, assicurazione responsabilità civile e dell'economia domestica fr. 28.–, leasing dell'automobile fr. 187.95, imposta di circolazione fr. 63.30, ‟Assicurazione viaggi plusˮ fr. 6.–, ‟terzo pilastroˮ presso la _ Assicurazioni fr. 300.–, assicurazione sulla vita presso la _ _ AG fr. 120.40, onere fiscale fr. 787.50), aumentato a fr. 5383.– mensili dal gennaio del 2017 (riduzione del premio dell'assicurazione stabili a fr. 103.–, aumento della cassa malati e dell'assicurazione complementare LCA a fr. 682.75: pag. 12 a metà). Onde una disponibilità di fr. 1797.– mensili nel 2016, di fr. 1630.– mensili nel 2017 e di fr. 1151.– mensili dal gennaio 2018 in poi (sentenza impugnata, pag. 18).
Posto ciò, il Pretore ha stimato il fabbisogno in denaro della figlia sulla scorta della tabella 2018 correlata alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo in fr. 1418.– mensili (dopo avere adattato il costo dell'alloggio, della cassa malati e delle spese sanitarie a quello effettivo e avere tolto l'assegno familiare, compreso nelle previsioni della tabella). A tali importi egli ha addizionato fr. 620.– mensili nel 2016 (fr. 169.75 mensili per l'associazione Agape, fr. 241.15 mensili per la baby-sitter, fr. 28.70 mensili per campi estivi) e fr. 1795.– mensili dal 2017 in poi (fr. 169.75 mensili per l'associazione _, fr. 241.15 mensili per la baby-sitter, fr. 94.– mensili per campi estivi, fr. 38.75 mensili per campi da sci e fr. 1251.40 mensili per la ragazza alla pari). Ne è risultato un fabbisogno in denaro di complessivi fr. 2038.– mensili nel 2016 e di fr. 3213.– mensili dal 2017 in poi (sentenza impugnata, pag. 17 in basso).
Nelle condizioni descritte il primo giudice ha ripartito il fabbisogno di J_ in proporzione alla disponibilità dei due genitori, determinando così la quota a carico del padre in fr. 1254.– mensili retroattivamente dal settembre del 2015, in fr. 1860.– mensili dal gennaio fino a luglio del 2017, in fr. 1968.– mensili dall'agosto del 2017 e in fr. 2345.– mensili dal gennaio 2018 in poi, assegni familiari non compresi (sentenza impugnata, pag. 18 e 19).
4. Nel caso in esame si pone anzitutto la questione di sapere se al momento in cui ha emanato il giudizio impugnato, il 23 marzo 2018, il Pretore fosse ancora competente per statuire a protezione dell'unione coniugale. Ove una procedura a tutela dell'unione coniugale sia ancora pendente (in primo o in secondo grado) quando l'uno o l'altro coniuge promuova – com'è avvenuto in concreto l'8 agosto 2017 (sopra, lett. D) .azione di divorzio, in effetti, la competenza per materia del giudice a protezione dell'unione coniugale decade. A quel giudice rimane soltanto la possibilità di statuire, in simile evenienza, sui provvedimenti chiesti per il lasso di tempo che precede la causa di divorzio, indipendentemente dal fatto che egli decida più tardi (DTF 138 III 648 consid. 3.3.2; analogamente: RtiD I-2007 pag. 745 n. 21c,