Decision ID: 80b0c9db-73be-5840-9d87-202050dcaf7a
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. Con decisione del 17 marzo 2005 l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS), costatato che RI 1 e RI 2, cittadini _, non si sono assicurati contro le malattie presso un assicuratore riconosciuto dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha deciso l’affiliazione d’ufficio presso _ a decorrere dal 1° marzo 2005 ed ha precisato che l’obbligo teorico d’affiliazione è da far risalire al 1° gennaio 1996 (doc. 6).
B. In seguito all’opposizione presentata dagli assicurati, l’IAS ha confermato il provvedimento tramite decisione su opposizione del 2 maggio 2005 (doc. 8).
C. RI 1 e RI 2, rappresentati dalla _ (alla quale, in corso di causa, è subentrato l’avv. RA 1), hanno presentato tempestivo ricorso contro la predetta decisione al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni (TCA), affermando sostanzialmente di non essere domiciliati in Ticino, bensì in _.
D. Con risposta del 30 giugno 2005 l’IAS ha proposto di respingere l’impugnativa (doc. V).
E. Pendente causa il Giudice delegato del TCA ha proceduto a numerosi accertamenti delle cui risultanze si dirà in corso di motivazione.

in diritto
In ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2. Oggetto del contendere è la questione a sapere se i ricorrenti sono tenuti ad affiliarsi obbligatoriamente contro le malattie in Svizzera e, in caso di risposta affermativa, se possono chiedere l’esonero.
3. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAMal.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid.
3; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid.
4b).
Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In concreto con decisione formale del 17 marzo 2005 l’amministrazione cantonale ha affiliato d’ufficio i ricorrenti dal 1° marzo 2005 presso un assicuratore contro le malattie ed ha precisato che a livello teorico l’obbligo di assicurazione avrebbe dovuto avere inizio in data 1° gennaio 1996 (doc. 6). Le decisioni (formale e su reclamo) sono state emanate nel corso del 2005.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAMal, per quanto riguarda l’inizio teorico d’affiliazione vanno applicate le vecchie norme per il periodo 1.1.1996 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per gli anni successivi, ritenuto tuttavia che per quanto concerne l’affiliazione obbligatoria, non vi sono stati, di principio, con l’entrata in vigore della LPGA, cambiamenti di rilievo (DTF 130 V 445).
4. Nel caso di specie gli assicurati, al beneficio di un permesso di _ di tipo “_”, contestano di doversi affiliare obbligatoriamente in Svizzera in quanto domiciliati in _.
5. Secondo l'art. 3 LAMal
"
1
Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.
3
Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo prolungato;
b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1 OAMal precisa in proposito che
"
1
Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge."
Per l’art. 13 cpv. 1 LPGA il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli articoli 23-26 del Codice civile. L’art. 13 cpv. 2 LPGA prevede che una persona ha la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata del soggiorno è fin dall’inizio limitata.
Giusta l’art. 23 cpv. 1 CCS, il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (cfr., per la nozione di domicilio in ambito AVS: DTF 130 V 404; DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).
Perché possa crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio, che siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva, dell’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cfr. DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi citata).
Vi è residenza ai sensi dell’art. 23 CCS quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da fare apparire detto luogo come il centro delle sue relazioni interpersonali.
La continuità della residenza non è un elemento costitutivo della nozione di domicilio. Il domicilio in un luogo può perdurare anche quando la dimora in tale luogo è interrotta per qualche tempo, a patto che la volontà di conservare il luogo di residenza attuale quale centro della sua esistenza risulti da certi rapporti con esso (DTF 41 II 51).
L’intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall’insieme delle circostanze - rapporti familiari e interpersonali, situazione abitativa - e dev’essere riconoscibile per i terzi (cfr. DTF 127 V 237, consid. 1 pag. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi citata).
Secondo il TF, di regola, il centro dell’esistenza di una persona si trova là dove sono i suoi interessi personali e familiari, vale a dire dove vive la sua famiglia (DTF 88 III 135).
Per contro, il luogo in cui sono depositati i documenti di identità, dove vengono pagate le tasse e dove vengono esercitati i diritti politici (DTF 97 II 1, consid. 4, pag. 6, DTF 102 IV 162, consid. 2b, pag.164, DTF 90 I 28) possono unicamente avere valore di indizio: tali circostanze non sono, di per sé, determinanti.
Va, peraltro, rilevato che non è necessario che la persona abbia l’intenzione di rimanere per sempre o per un tempo indeterminato in quel luogo: è sufficiente che egli si proponga di fare di questo luogo il centro della sua esistenza, delle sue relazioni personali e professionali, in modo da dare al soggiorno una certa stabilità (cfr. DTF 85 II 318, consid. 3, pag. 322, DTF 41 II 51).
Per l’art. 26 CCS la dimora in un luogo allo scopo di frequentarvi le scuole e il collocamento in un istituto di educazione, in un ospizio od asilo, in una casa di salute, di pena o correzione, non costituiscono domicilio.
L’art. 20 cpv. 1 della legge sul diritto internazionale privato (LDIP) prevede che la persona fisica ha il domicilio nello Stato dove dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente (lett. a), la dimora abituale nello Stato dove vive per una certa durata, anche se tale durata è limitata a priori (lett. b), la stabile organizzazione nello Stato dove si trova il centro della sua attività economica (lett. c).
Per l’art. 20 cpv. 2 LDIP nessuno può avere contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi. In mancanza di domicilio, fa stato la dimora abituale. Le disposizioni del Codice civile svizzero concernenti il domicilio e la dimora non sono applicabili.
Con STFA del 2 agosto 2005 (K 34/04), pubblicata in RAMI 5/2005, pag. 360, l’Alta Corte, ai consid. 3 e 4.4, ha descritto i presupposti relativi al domicilio secondo gli art. 23 e seguenti CC e l’art. 20 (LDIP), affermando:
"
3.
Gemäss
Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG
bestimmt sich der Wohnsitz ausländischer Staatsangehöriger danach, wo sie sich mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhalten. Dabei deckt sich der Wohnsitzbegriff nach
Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG
mit jenem nach
Art. 23 Abs. 1 ZGB
(
BGE 120 III 8
Erw. 2a, 119 II 169 Erw. 2b, je mit Hinweisen); Abweichungen ergeben sich lediglich daraus, dass im Rahmen des IPRG die Bestimmungen über den abgeleiteten (
Art.
25 ZGB
) und den fiktiven Wohnsitz (Art. 24 Abs. 1 ZGB) sowie die Vermutung von
Art. 26 ZGB
nicht anwendbar sind (Art. 20 Abs. 2 IPRG; Staehelin, in: Honsell/Vogt/Geiser, Zivilgesetzbuch I, 2. Aufl., Basel 2002, N 4 zu Art. 23 und N 2 zu Art. 24).
Der Wohnsitz einer Person befindet sich an dem Orte, an welchem sie sich mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhält (Art. 23 Abs. 1 ZGB). Er setzt demnach objektiv den physischen Aufenthalt und subjektiv die Absicht des dauernden Verbleibens voraus; letztere ist nur soweit von Bedeutung, als sie nach aussen erkennbar ist (
BGE 127 V 238
Erw. 1 mit Hinweisen, 125 V 78 Erw. 2a; Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zürich 2000, Rz. 320; A. Bucher,
Natürliche Personen und Persönlichkeitsschutz, 3. Aufl., Basel 1999, Rz. 360; E. Bucher, Berner Kommentar, Bern 1976, N 8 zu
Art. 23 ZGB
; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23). Massgebend ist somit der Ort, wo sich der Mittelpunkt der Lebensbeziehungen befindet (
BGE 127 V 238
Erw. 1, 125 V 77 Erw. 2a, 125 III 102 Erw. 3, je mit Hinweisen; Brückner, a.a.O., Rz. 318; A. Bucher, a.a.O., Rz. 360 sowie 373 ff.; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23).
Der Lebensmittelpunkt befindet sich im Normalfall am Wohnort, d.h. wo man schläft, die Freizeit verbringt und wo sich die persönlichen Effekten befinden, wo man üblicherweise einen Telefonanschluss und eine Postadresse hat
(Brückner, a.a.O., Rz. 319 und 322; A. Bucher, a.a.O., Rz. 364 f.; Hausheer/Aebi-Müller, Das Personenrecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, Bern 1999, Rz. 09.28; Staehelin, a.a.O., N 6 zu Art. 23).
Die nach aussen erkennbare Absicht muss auf einen dauernden - d.h. im Sinne von "bis auf Weiteres" - Aufenthalt ausgerichtet sein
(Brückner, a.a.O., Rz. 328; A. Bucher, a.a.O., Rz. 361 sowie 370 ff.; E. Bucher, a.a.O., N 22 zu Art. 23; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.29; Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23). Staehelin postuliert diesbezüglich eine Mindestdauer von einem Jahr (a.a.O., N 8 zu Art. 23 mit Hinweisen). Allerdings schliesst die Absicht, einen Ort später wieder zu verlassen, einen Wohnsitz nicht aus (
BGE 127 V 241
Erw. 2c, 125 III 102 Erw. 3; E. Bucher, a.a.O., N 22 f. zu
Art. 23 ZGB
;
Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23). Bei verheirateten Personen bestimmt sich der Wohnsitz gesondert für jeden Ehegatten (A. Bucher, a.a.O., Rz. 377; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.57; Staehelin, a.a.O., N 10 zu Art. 23); so etwa bei Ehegatten, die sich infolge faktischer Trennung nicht mehr regelmässig sehen (Brückner, a.a.O., Rz. 363). Bei Wochenaufenthaltern mit Familie wird der Arbeitsort zum Wohnsitz, wenn die Familie bloss noch in
grossen oder unregelmässigen Abständen besucht wird (Staehelin, a.a.O., N 11 zu Art. 23; vgl. auch A. Bucher, a.a.O., Rz. 376). Bei Ausländern mit Aufenthaltsbewilligung liegt der Wohnsitz in der Schweiz, selbst wenn die Person jedes Jahr nach Hause reist (E. Bucher, a.a.O., N 38 zu
Art. 23 ZGB
; Staehelin, a.a.O., N 17 zu Art. 23). Saisonniers hingegen, welche neun Monate in der Schweiz arbeiten und für drei Monate zu ihrer Familie in die Heimat reisen, haben ihren Wohnsitz erst in der Schweiz, wenn sie die Voraussetzungen für die Umwandlung der Saisonbewilligung in eine
Aufenthaltsbewilligung erfüllen oder zu erfüllen im Begriff sind; gemäss Doktrin ist bei einem jede Saison wiederkehrenden Saisonnier ab Beginn der zweiten Saison ein Wohnsitz in der Schweiz anzunehmen (Brückner, a.a.O., Rz. 366; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.30; Staehelin, a.a.O., N 18 zu Art. 23; vgl. auch SVR 2000 IV Nr. 14 S. 45 Erw. 3d in fine sowie
BGE 113 V 264
Erw. 2b mit Hinweisen, wo allerdings - entgegen der zivilrechtlichen Lehre und Rechtsprechung sowie
BGE 129 V 79
Erw. 5.2 und
BGE 125 V 77
Erw. 2a – der fremdenpolizeilich geregelte Aufenthalt im Rahmen der Sozialversicherungen noch Voraussetzung war; vgl. auch die Kritik dazu bei E. Bucher, a.a.O., N 24 f. und 38 zu
Art. 23 ZGB
). Nicht massgeblich, sondern nur Indizien für die Beurteilung der Wohnsitzfrage sind die Anmeldung und Hinterlegung der Schriften, die Ausübung der politischen Rechte, die Bezahlung der Steuern,
fremdenpolizeiliche Bewilligungen sowie die Gründe, die zur Wahl eines bestimmten Wohnsitzes veranlassen
(
BGE 129 V 79
Erw. 5.2, 127 V 241 Erw. 2c, 125 III 101 Erw. 3, 125 V 78 Erw. 2a, je mit Hinweisen; A. Bucher, a.a.O., Rz. 365 und 375; E. Bucher, a.a.O., N 25 ff. und 35 ff. zu
Art. 23 ZGB
; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.28; Staehelin, a.a.O., N 23 f. zu Art. 23).
Die Frage, wann eine Person mit Wohnsitz im Ausland ihren ausländischen Wohnsitz aufgegeben hat, richtet sich nach
Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG
; dies ist der Fall, wenn sie den Ort des bisherigen Lebensmittelpunktes definitiv verlassen hat, wobei unerheblich ist, ob nach dem ausländischen Recht der ausländische Wohnsitz noch weiterbesteht
(
BGE 96 I 395
Erw. 4d, 87 II 9 Erw. 2, 74 III 18; E. Bucher, a.a.O., N 34 ff., insbesondere N 37 zu
Art. 24 ZGB
;
Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 24). Die Aufgabe des einmal begründeten Wohnsitzes ist im internationalen Verhältnis wesentlich einfacher als im innerstaatlichen (
BGE 119 II 169
Erw. 2b). Sie ist auch dann anzunehmen, wenn die Person zwar weiterhin einen ausländischen Wohnsitz hat, die Beziehungen dazu jedoch stark gelockert erscheinen (Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.51; in diesem Sinne auch schon E. Bucher, a.a.O., N 37 zu
Art. 24 ZGB
).
(...)
4.4 Infolge der weniger strengen Voraussetzungen an die Aufgabe eines ausländischen Wohnsitzes (oben Erw. 3) ist davon auszugehen, dass der Beschwerdegegner zum massgeblichen Zeitpunkt auf Grund seines gelockerten Verhältnisses zu seinem Heimatland dort über keinen Wohnsitz mehr verfügte.
Zwar ist bei verheirateten Personen mit Kindern der Ort, an welchem sich die Familie befindet, ein wichtiger Anknüpfungspunkt für die Bestimmung des Wohnsitzes im Sinne von
Art. 23 Abs. 1 ZGB
. Entgegen der Ansicht der CSS ist dieser Ort jedoch nicht in jedem Falle ausschlaggebend. So können einerseits Ehegatten ohne Weiteres getrennte Wohnsitze haben. Andererseits befindet sich
der Wohnsitz von Wochenaufenthaltern, welche ihre Familie nur in grossen oder unregelmässigen Abständen sehen, am Arbeitsort; diese Grundsätze haben umso mehr Berechtigung bei Personen, die sich den grössten Teil des Jahres getrennt von ihren Familien zu Erwerbszwecken in der Schweiz aufhalten, insbesondere wenn diese Aufteilung von Arbeitsstelle und ausländischem Wohnort der Familienmitglieder über Jahre andauert. Es ist somit nur folgerichtig, wenn bei Saisonniers, welche regelmässig in die Schweiz wiederkehren, nach einer gewissen Zeit Wohnsitz in der Schweiz angenommen wird, ungeachtet davon, ob die Voraussetzungen zum Erhalt der Aufenthaltsbewilligung erfüllt sind. Diese Ansicht steht auch in Einklang mit der herrschenden Lehre und Rechtsprechung, wonach fremdenpolizeiliche Bewilligungen keine Voraussetzung, sondern nur ein Indiz für die Beantwortung der Frage nach dem Wohnsitz sind. Ebenso wenig spielt der Grund für die Einreise in die Schweiz eine Rolle; denn die Motive, die einer Wohnsitznahme
zugrunde liegen, sind für die Bestimmung des Wohnsitzes nicht massgeblich.
Auch steht die Absicht, später wieder ins Heimatland zurückzukehren, der Wohnsitznahme in der Schweiz nicht im Wege.“
6. Nell'evenienza concreta, a parte il permesso _ di tipo “_” e l’appartamento di loro proprietà ubicato ad _ ed acquistato nel _, non vi sono elementi che possano far ritenere che gli interessati siano domiciliati in Svizzera.
In particolare dagli atti di causa, e meglio dall’incarto fiscale richiamato d’ufficio da questo Tribunale, risulta che i ricorrenti hanno sempre dichiarato di essere domiciliati in _ (dalla tassazione 1995/1996, periodo di computo 1993/1994), Paese di cui hanno la nazionalità. Il marito svolge un’attività lucrativa, quale gestore di un albergo, ad _, dove è regolarmente tassato assieme alla moglie per il reddito del lavoro.
I ricorrenti hanno prodotto i loro “
Aufenthaltsbescheinigung
”, dove l’autorità comunale di _ ha affermato:
"
Frau RI 2, geb. _, geb. am _ in _, ist seit dem _ in _ gemeldet (Hauptwohnung seit _).”
e per il marito che:
"
Herr RI 1, geb. _ in _, ist seit dem _ in _ mit alleiniger Wohnung gemeldet.”
(doc. C2)
Agli atti vi è pure un „
Aufenthaltsbescheinigung
“ relativo alla moglie dove il Comune di _ afferma che “
Frau RI 2 war nach dem Melderegister von _ bis _ in unserer Gemeinde gemeldet (...) zuletzt mit Nebenwohnung in _
” (doc. C4).
Inoltre, il „Finanzamt“ di _ ha attestato per i due ricorrenti che “
sie hier unter der Steuernummer _ seit _ zur Einkommensteuer veranlagt werden. Es handelt sich um eine Steuernummer, die bei unbeschränkter Steuerpflicht vergeben wird.
“
(doc. C5)
Infine, dagli atti emerge che gli assicurati, anche prima che l’IAS intimasse la citata decisione e le diffide, hanno sempre fornito, quale indirizzo del loro domicilio, quello in _. In particolare le procure rilasciate ai propri rappresentati contengono l’indirizzo _, già da prima della notifica delle decisioni dell’IAS e anche la decisione del
l’assicurazione federale per l’AVS/AI, datata _, e di cui il marito beneficia grazie al lavoro svolto in Svizzera fino al _, è stata notificata in _ (doc. A2).
Certo, come emerge dagli atti già in occasione della compravendita dell’immobile di _, nel _ essi beneficiavano di un permesso di tipo „_ “ _ in un altro Cantone, ciò che verosimilmente ha permesso loro l’acquisto dell’appartamento. Tuttavia, determinante per la presente fattispecie è il periodo dal 1990 (quando gli insorgenti hanno ottenuto il permesso _ in Ticino) fino al 2005; ed in quel periodo, il centro dei loro interessi, malgrado il rilascio di un permesso di tipo “_”, era manifestamente la _ dove vi svolgevano un’attività lucrativa (cfr. incarto fiscale).
In assenza di domicilio in Svizzera, i ricorrenti non sono tenuti ad assicurarsi contro le malattie nel nostro Paese.
Ma vi è di più. Gli assicurati vanno infatti esonerati anche per i seguenti motivi.
Con il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con gli Stati membri dell’Unione Europea (ALC). L'ALC, per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE) n. 1408/71.
Il Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio dell'assoggettamento contributivo).
In virtù di tale accordo, di regola e salvo eccezioni non ravvisabili in concreto, la persona che svolge un’attività lucrativa deve affiliarsi nello Stato del luogo di lavoro. In concreto la _. L’affiliazione della persona assicurata che lavora comporta automaticamente anche quella dei suoi famigliari senza attività lucrativa.
Per cui, comunque, il marito, che lavora in _, anche se domiciliato in Svizzera, dal 1.6.2002 non deve affiliarsi nel nostro Paese. Ciò vale anche per la moglie (o perché lavora in _ o in quanto coniuge di una persona che lavora in uno Stato membro dell’UE).
Poiché questa situazione si protrae tuttora e ritenuto che un’affiliazione retroattiva non è possibile (DTF 129 V 159 consid. 2.3 e art. 5 cpv. 2 LAMal), ci si potrebbe chiedere se non risulta superfluo accertare se prima del 1.6.2002 essi dovevano essere affiliati in Svizzera. Infatti, in caso di ritardo nell’affiliazione l’assicuratore può prelevare un supplemento di premio per cinque anni (DTF 129 V 267 = SVR 2003, KV nr. 24, pag. 91 segg., cfr. anche nuovo art. 8 cpv. OAMal in vigore dal 1.1.2006). Non essendo in concreto possibile affiliare i ricorrenti in Svizzera e non potendo di conseguenza richiedere alcun supplemento di premio, non vi è un interesse giuridico ad accertare se in precedenza i due coniugi erano domiciliati nel nostro Paese e se dovevano pertanto affiliarsi in Ticino.
7. Alla luce di tutto quanto precede il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata. I ricorrenti, rappresentati da un avvocato ed in precedenza da una fiduciaria, hanno diritto a ripetibili (art. 61 LPGA).
Va abbondanzialmente rilevato che essi dovranno tuttavia regolarizzare la loro situazione con le autorità competenti per il rilascio dei permessi degli stranieri, ritenuto inoltre che con l’entrata in vigore dell’ALC le norme sono in parte state modificate.
Copia della presente va intimata all'assicuratore _ quale cointeressato.