Decision ID: a0ec379d-6f26-590c-9a6e-36957c939494
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. Con decisione su opposizione del 3 dicembre 2020, la Cassa Disoccupazione CO 1 (in seguito: Cassa) ha confermato la precedente decisione del 25 agosto 2020 (cfr. doc. IX 1 all. a doc. IX) ed ha negato a RI 1 – assunto (dopo aver percepito indennità di disoccupazione nel Canton _ dal marzo al dicembre 2018) alle dipendenze di _ (ma attivo presso _, con un contratto di missione - personale in prestito), in qualità ingegnere meccanico dal gennaio 2019 al 31 luglio 2020 (cfr. doc. 2, 3, I ed all. XV2 a doc. XV) - il diritto a beneficiare d’indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° agosto 2020. Ciò ritenuto che il centro delle relazioni personali dell’assicurato non si trova in Svizzera, bensì in Italia, e meglio a _, dove risiedono la moglie ed i figli. In particolare, nella propria decisione su opposizione, l’amministrazione ha precisato quanto segue:","\" 3. Nella dichiarazione di sua moglie rileviamo: “... Quindi nel febbraio 2014 ci siamo trasferiti tutti in Svizzera. ... Tutto andava per il meglio su ogni aspetto della nostra vita e stavamo progettando anche di comprarci casa in zona. Pensavamo a tal scopo anche di vendere la casa di _, ma il suo valore continuava costantemente a scendere e il mercato immobiliare in zona era piuttosto fermo. Nel 2017 RI 1 ha saputo che l’azienda _ progettava di chiudere e avrebbe quindi perso il lavoro. Ha subito constatato che ricollocarsi in zona non sarebbe stato semplice, soprattutto in quanto per la sua posizione gli veniva richiesto un livello di tedesco B2 che non aveva. A quel punto non me la sono sentita di rifiutare il posto di ruolo come insegnante di scuola primaria, peraltro in una scuola vicino casa di _ ... Di contro RI 1 era convinto di insistere, anche perché si aprivano nuovo ed interessanti prospettive”.","4. All’opposizione vengono inoltre trasmesse testimonianze / dichiarazioni in merito alla situazione famigliare e sulla residenza.","5. Nell’opposizione viene anche contestato il fatto che lei si rechi settimanalmente presso la sua famiglia venendo così considerato frontaliere.","6. Riesaminata nuovamente la fattispecie la cassa rileva che lei risiede in Svizzera e la sua famiglia da qualche anno, dopo aver risieduto in Svizzera, è tornata in Italia (settembre 2017), specificatamente a _ dove vive in un immobile di sua proprietà, per contro in Svizzera vive in affitto in un appartamento di 1.5 locali e che circa ogni 3 settimane (vista la distanza) si ricongiunge in casa propria con la famiglia.","7. Come già ribadito i presupposti per la residenza in Svizzera sono 3, specificatamente:","· risiedere effettivamente in Svizzera;","· avere l’intenzione di continuare a risiedervi; e","· avervi contemporaneamente il centro delle proprie relazioni personali.","8. Se da un lato si potrebbe ipotizzare che i primi due presupposti potrebbero essere adempiuti, il terzo non si è concretizzato, a mente della cassa il centro delle relazioni professionali è in Svizzera mentre quello delle relazioni personali in Italia.","9. Considerato quanto esposto, secondo l’abituale criterio della probabilità preponderante valido nell’ambito delle assicurazioni sociali, la cassa ritiene che il centro delle relazioni personali si trovi in Italia dove vivono persone con le quali conserva i rapporti più stretti, la moglie ed i propri figli.” (cfr. doc. 27)","1.2. Contro questa decisione RI 1 - rappresentato dall’avv. RA 1 - ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, postulandone l’annullamento e chiedendo che gli venga riconosciuto il diritto a beneficiare delle indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° agosto 2020 (cfr. doc. I).","A sostegno delle pretese ricorsuali dell’insorgente, il patrocinatore di quest’ultimo ha, dapprima, ricordato che il suo assistito si è trasferito dall’Italia al Canton _, segnatamente a _, nel 2014, dove ha lavorato presso _ sino all’aprile 2017. Terminato tale rapporto di lavoro, RI 1 ha beneficiato delle indennità di disoccupazione sino al luglio 2017, allorquando è stato assunto alle dipendenze della _ di _. Il mese successivo - ha rilevato l’avv. RA 1 - la moglie ed i figli hanno, invece, fatto ritorno a _, dove la consorte dell’assicurato aveva reperito un’“occupazione stabile quale maestra di scuole elementari”.","Trovatosi senza lavoro a decorrere dal febbraio 2018, RI 1 ha, nuovamente, beneficiato delle indennità di disoccupazione, e ciò fino al mese di gennaio 2019, allorquando è stato assunto da _ e si è trasferito, da _, in Ticino.","“Complice la recente crisi finanziaria globale” RI 1 è, però, stato licenziato con effetto al 31 luglio 2020. Egli ha, quindi, chiesto di beneficiare delle indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° agosto 2020.","A tal proposito, il legale del ricorrente ha posto in evidenza quanto di seguito:","\" Come da lui dichiarato dinanzi all’Ufficio competente, da quando risiede in Svizzera (prima nel Canton _ e ora in Ticino) il ricorrente si reca in Italia saltuariamente per far visita alla famiglia, rientrando regolarmente al suo domicilio di _, dove passa la maggior parte del tempo e dove ha la maggioranza dei suoi interessi, avendo peraltro intessuto profonde relazioni personali e legami d’amicizia e trascorrendovi anche la famiglia molto tempo.","Ciononostante, contro ogni pronostico (in considerazione del fatto che vive oramai in Svizzera da ben 6 anni e che in passato, come testé descritto, aveva già percepito indennità LADI in due occasioni, la seconda delle quali nelle medesime condizioni di cui all’odierna richiesta) con una prima decisione datata 25 agosto 2020 CO 1 Cassa di disoccupazione ha respinto la domanda di concessione dell’indennità di disoccupazione, ritenendo in buona sostanza il medesimo quale vero lavoratore frontaliere (doc. B). La successiva opposizione è stata respinto dalla stessa CO 1, la quale ha confermato la decisione di prime cure sulla base delle medesime argomentazioni. A torto (...).” (cfr. doc. I)","Dopo aver richiamato la nozione di domicilio e di cambiamento del domicilio o della dimora ai sensi, rispettivamente, degli artt. 23 e 24 CC, l’avv. RA 1 ha, poi, richiamato alcune decisioni in cui questa Corte aveva stabilito che il centro delle relazioni personali dei ricorrenti non si trovava in Svizzera, e meglio come segue:","\" (...)","- assicurato con famiglia composta da moglie (separata di fatto) e due figlie minorenni in Italia a 173 km di distanza; diritti di visita esercitati almeno due volte al mese presso l’abitazione della sua famiglia di origine, dove risiedono genitori e fratello e che si trova in Italia a 17 km; in Ticino egli ha vissuto in un monolocale condiviso con un collega (sentenza TCA del 14 dicembre 2017, incarto n. 14.12.2017);","- assicurato con moglie proprietaria di un’abitazione in Italia a 45 km di distanza, dove si reca settimanalmente; in Ticino egli ha vissuto in un locale di proprietà del suo ultimo datore di lavoro (sentenza TCA del 27 luglio 2017, incarto n. 38.2017.32);","- assicurato con famiglia composta da ex compagna e figlio minorenne in Italia a pochi km di distanza; diritti di visita esercitati settimanalmente presso l’abitazione di proprietà della famiglia, dove risiede suo padre e che si trova in Italia a 14 km; in Ticino egli disponeva di una camera presso la nonna e la zia prima e presso la mamma poi (sentenza TCA del 27 luglio 2017, incarto n. 38.2017.33);","- assicurato proprietario di un’abitazione in Italia a 108 km di distanza, dove vivono la compagna e due figli minorenni e dove si reca settimanalmente, oltre che di un’altra sempre in Italia a pochi km, dove risiede al tempo del ricorso, non avendo più alcun alloggio in Ticino (sentenza TCA del 24 aprile 2017, incarto n. 38.2016.72);","- assicurato con famiglia composta da moglie e figlio minorenne in Italia a circa 90 km di distanza, presso l’abitazione di proprietà dei suoceri, dove rientra almeno una volta ogni 15 giorni; in Ticino risiede in un appartamento occupato anche da due colleghi (sentenza TCA del 15 marzo 2017, incarto n. 38.2016.62);","- assicurata non iscritta all’AIRE, con figlia minorenne sempre in Italia a pochi km di distanza, proprietaria di un appartamento non concesso in locazione a terzi in Italia a circa 200 km di distanza, dove rientra settimanalmente; in Ticino ella viene ospitata a titolo gratuito da un’amica (sentenza TCA del 9 marzo 2016 incarto n. 38.2015.39);","- assicurato non iscritto all’AIRE, con famiglia composta da moglie e due figli minorenni agli studi in Italia a circa 200 km di distanza, presso l’abitazione di proprietà dei di lui genitori; in Ticino egli dispone di una camera che condivide con l’ex collega (sentenza TCA del 12 luglio 2016, incarto n. 38.2016.15).” (cfr. doc. I)","Venendo alla situazione concreta del suo assistito, il legale ha, quindi, posto in evidenza quanto segue:","\" (...) è di meridiana evidenza che il Signor RI 1 ha la sua residenza effettiva (condizione oggettiva) e l'intenzione di stabilirsi durevolmente (condizione soggettiva) a _, dove si trova il suo centro degli interessi. Presupposti la cui sussistenza in concreto è stata del resto - timidamente - confermata anche dalla stessa Autorità resistente nella sua decisione su opposizione qui avversata.","Infatti, preme ribadire in primo luogo che egli risiede effettivamente in _ (doc. I), sulla base di - addirittura! - un permesso di domicilio C \"UE/AELS\" (doc. K), vivendo nel nostro Paese da oramai ben 6 anni. Il consumo di energia elettrica dell'appartamento in questione, che nel 2019 ammonta ad un totale di \"indicativamente 6 kWh/giorno\" (doc. L), è perfettamente in linea con i consumi medi di un'economia domestica costituita per lo più da una sola persona, come quella del qui ricorrente.","Il Signor RI 1 è inoltre iscritto all'AIRE a far tempo proprio dal 9 luglio 2014, allorquando ha come descritto iniziato la sua prima attività lavorativa nel Canton _, e attualmente risulta essere residente appunto in _ (doc. D).","A dispetto di quanto stabilito nella decisione di prime cure, non corrisponde assolutamente al vero che \"la soluzione abitativa in Ticino rappresenta unicamente un luogo di soggiorno settimanale\" e che \"il fulcro dei suoi interessi famigliari appaiono essere all'estero (Italia)\" (doc. B, pag. 4). Intanto, va sin da subito evidenziato come, così come del resto la stessa CO 1 ha poi dato atto nella decisione su opposizione qui impugnata, il ricorrente non si reca settimanalmente a far visita alla di lui famiglia, ma bensì, come da lui dichiarato, \"mediamente ogni tre settimane\" (doc. B, pag. 4): non dimentichiamo che _ e _ distano più di 400 km, per un viaggio di non meno di 4 1/2 ore!” (cfr. doc. I)","Anche in sede ricorsuale, l’avv. RA 1 ha citato alcuni passaggi delle numerose dichiarazioni (per le quali meglio si dirà nel prosieguo) già trasmesse alla resistente in sede di opposizione, rese, segnatamente, da moglie, genitori, amici ed ex colleghi di RI 1 (e/o della consorte), convergenti nel dire che il medesimo rientra a _ ogni tre settimane e che l’intenzione della sua famiglia sarebbe quella di trasferirsi in Ticino non appena egli avrà un lavoro stabile.","In relazione, invece, ai pretesi “lunghi e numerosi” periodi trascorsi dalla famiglia del ricorrente nel nostro Cantone, il legale ha richiamato alcune foto (parimenti trasmesse alla resistente già in sede di opposizione), a valere quale comprova della presenza della moglie e dei figli di RI 1 sul nostro territorio “durante le vacanze d'estate 2018, Natale 2018-2019, estate 2019, Pasqua 2019, Natale 2019-2020, Carnevale 2020 ed estate 2020”.","Alla luce di tutto quanto precede, il legale postula che a RI 1 venga riconosciuto il diritto a percepire le indennità di disoccupazione, ritenuto, in particolare, che:","\" (...)","· il ricorrente ha il suo nucleo famigliare - composto da moglie e due figli minorenni - molto lontano dal suo luogo di dimora in Ticino, ovvero a _: parliamo come descritto di più di 400 km, per un viaggio di non meno di 4 1/2 ore (!);","· il ricorrente si reca di rado in visita presso la sua famiglia a _, ovvero nella misura di circa una volta ogni tre settimane;","· è al contrario la famiglia del ricorrente a recarsi più spesso in visita presso di lui in Ticino e per lunghi periodi, soprattutto durante le ferie scolastiche (essendo la moglie insegnante);","· è intenzione della famiglia trasferirsi in Svizzera non appena la situazione lavorativa del ricorrente si sarà normalizzata.","Se è vero che la giurisprudenza sviluppata in materia nel corso degli ultimi anni farebbe pensare che il fatto di avere una famiglia in Italia (comunque, di norma e al contrario del caso concreto, nelle vicinanze del Ticino) basterebbe per essere trattato alla stessa stregua di un frontaliere, assurgendo addirittura - de facto - ad una presunzione legale, occorre in casu \"uscire dagli schemi\" e valutare in favore del ricorrente la lunga serie di elementi (in primis, la moltitudine di testimonianze tutte convergenti) portati invero a supporto del fatto che il suo centro delle relazioni personali non è l'Italia, ma bensì la Svizzera. In particolare, i quattro elementi testé elencati, permettono di sovvertire la predetta presunzione legale.","In caso contrario, significherebbe riconoscere che l'indennità di disoccupazione sarebbe da escludere tout court per i cittadini italiani con famiglia in Italia, diventando pertanto nientemeno che una finzione giuridica. Siamo certi che questo Tribunale saprà raddrizzare questa - per lo meno per il caso concreto - manifesta criticità e fissare un chiaro spartiacque di cui la fattispecie del qui ricorrente rappresenta un palese esempio.”","Da ultimo, l’avv. RA 1 ha protestato spese, tasse e ripetibili, che non ha quantificato (cfr. doc. I).","1.3. Nella sua risposta di causa del 3 febbraio 2021, la Cassa ha proposto di respingere l’impugnativa e - rinviando alla propria decisione su opposizione - ha osservato quanto di seguito:","\" (...)","1. In primo luogo occorre osservare che vi sono delle versioni discordanti su dove il ricorrente trascorre il tempo libero, in sede di ricorso lo stesso ha indicato: “il ricorrente si reca di rado in visita presso la sua famiglia a _, ovvero nella misura di circa una volta ogni tre settimane; è al contrario la famiglia del ricorrente a recarsi più spesso in visita presso di lui in Ticino e per lunghi periodi, soprattutto durante le ferie scolastiche (essendo la moglie insegnante)...” Per contro nel modulo protocollo colloquio (doc. 25) da parte dell’URC del 17.07.2020 il ricorrente dichiara che si incontra con la coniuge circa 2 volte al mese recandosi in Italia, alla domanda, di consuetudine dove trascorre il tempo libero per vacanze, nei periodi festivi, il ricorrente ha risposto con la famiglia nella casa di proprietà a _. Versione, a mente della cassa, più verosimile anche perché la soluzione abitativa in Ticino è di un appartamento di 1.5 locali.","2. Diversa la soluzione abitativa in Italia dove il ricorrente, i suoi familiari, vivono in casa propria.","3. Secondariamente a mente della cassa il centro delle proprie relazione personali è all’estero, specificatamente in Italia.”","(cfr. doc. III)","1.4. Preso atto della risposta della Cassa, il rappresentante del ricorrente, con replica del 23 febbraio 2021, ha osservato quanto segue:","\" L’Autorità resistente, al p.to 1 della parte in fatto, rileva che “nel modulo protocollo colloquio ... il ricorrente dichiara che si incontra con la coniuge circa 2 volte al mese recandosi in Italia, alla domanda, di consuetudine dove trascorre il tempo libero per vacanze, nei periodi festivi, il ricorrente ha risposto con la famiglia nella casa di proprietà a _.”.","Preme in proposito preliminarmente evidenziare come già dalla lettura della decisione 3 dicembre 2020 tale considerazione fattuale non possa essere ritenuta corretta, in ragione del semplice fatto che è smentita dalla stessa al p.to 6, in occasione del quale – per altro lo stesso firmatario (...) – dava atto che “circa ogni 3 settimane (vista la distanza) si ricongiunge in casa propria con la famiglia” (doc. B).","Se ciò non bastasse, coscienti del fatto che per prassi invalsa il Giudice deve dare più peso alle prime dichiarazioni, le quali sono espresse in generale in un momento in cui la persona interessata non è ancora cosciente delle conseguenze giuridiche, le stesse in questo caso non possono tuttavia essere considerate poiché non corrispondono a quanto esplicitato in occasione del colloquio dinanzi all’Ufficio regionale di collocamento (URC). Vale infatti la pena di precisare quanto segue.","In data 17 luglio 2020 si è tenuto presso l’URC un colloquio, in occasione del quale il Signor RI 1 ha comunicato al funzionario incaricato (_) per l’appunto che si recava - come si reca - in visita presso la famiglia a _ tre volte al mese e che erano - come sono - moglie e figli a passare le vacanze scolastiche per lo più presso il domicilio del medesimo a Tenero. Purtuttavia, il Signor _ ha indicato nel protocollo che si reca nell’abitazione in Italia “ca. 2 volte/mese” e che il tempo libero per vacanze, nei periodi festivi, li trascorre “con la famiglia nella casa in _” (doc. 25). Nonostante le insistenze del Signor RI 1, il predetto funzionario non ha voluto modificare il verbale, trincerandosi dietro la triviale motivazione secondo la quale avere moglie e figli all’estero sarebbe bastato – bontà sua – a precludergli l’accesso alle indennità LADI (nonostante continui a pagare i relativi contributi oramai da svariati anni!), per cui il ricorrente non ha potuto fare altro che firmare il protocollo.","A dimostrazione di ciò, quest’ultimo, in tempi ancora non sospetti (ovvero prima dell’inoltro della procedura di opposizione), ha scritto allo stesso Signor _ precisando proprio che “durante il nostro colloquio avvenuto il 17 luglio 2020...su altre questioni sono stato frainteso (ad es. sul fatto che la mia famiglia trascorre la maggior parte delle ferie da me a _ e non il contrario). In quella occasione mi ha negato la possibilità di modificare sostanzialmente il testo del relativo verbale e mi ha indotto a firmare comunque il rapporto sostenendo ed assicurandomi che sarebbe stato del tutto inutile correggerlo in quanto il solo fatto di essere sposato e non separato e avere moglie e figli attualmente residente in Italia sarebbe stato sufficienti a precludermi l’idoneità alla percezione dell’indennità di disoccupazione svizzera” (cfr. doc. C).","Sul buon fondamento delle legittime rimostranze fatte valere dal ricorrente, ci ha pensato poi lo stesso funzionario, il quale ha preso atto di quanto sopra, non contestandolo né per iscritto né in occasione dei successivi incontri.","Riguardo alle vacanze trascorse dalla famiglia del ricorrente in Svizzera (evidenziando che la di lui moglie è insegnante, e che può, dunque, usufruire di lunghi periodi di vacanza in corrispondenza delle ferie scolastiche), le stesse sono poi dimostrate, oltre che dalle numerose dichiarazioni già prodotte in sede di opposizione (...) dalle foto prodotte (...), dalle quali risulta incontrovertibilmente la geolocalizzazione, confermando inoppugnabilmente i seguenti periodi di vacanza:","- Dal 19 luglio al 16 agosto 2018 (28 giorni) a _ (quando il ricorrente ancora vi risiedeva);","- Dal 26 dicembre 2018 al 1° gennaio 2019 (6 giorni) a _ (idem);","- Dal 18 al 25 aprile (7 giorni) a _;","- Dal 4 al 29 agosto 2019 (25 giorni) a _;","- Dal 31 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020 (5 giorni) a _;","- Dal 1° marzo al 3 marzo 2020 (2 giorni) a _;","- Dal 13 luglio al 28 agosto 2020 (46 giorni!) a _.","Ne discende che la moglie e i figli hanno trascorso insieme al ricorrente in Svizzera un totale di ben 119 giorni in due anni; se non è questo un caso “spartiacque” che deve comportare il riconoscimento delle relazioni personali del ricorrente a _ (posto come i primi due presupposti della residenza effettiva, sulla base peraltro di un permesso C “UE/AELS”, nonché dell’intenzione di stabilirsi durevolmente siano pacificamente dati e finanche riconosciuti dall’Autorità resistente), allora si immagina che nessuno lo possa essere. Si è certi che il citato triviale ragionamento fatto ad alta voce dal funzionario URC non possa trovare tutela in sede giudiziaria.","Sulla soluzione abitativa del ricorrente in Ticino (appartamento di 1 1⁄2 locali per circa 35 mq), si fa presente che la giurisprudenza consultata riporta spesso e volentieri stranieri che risiedono in abitazioni condivise (con anche molte persone) oppure addirittura “di fortuna” (ad esempio baracche). Ciò non è assolutamente il caso in concreto, trattandosi di un appartamento più che dignitoso, atto ad accogliere l’intera famiglia del Signor RI 1 nei numerosi periodi di vacanza trascorsi nel nostro Paese.","Seguendo l’errato ragionamento dell’Autorità resistente, ad essere provvisoria è semmai l’abitazione di Cesena, la quale consta di soli 3 1⁄2 locali per quattro persone! (...)” (cfr. doc. VII)","1.5. Con replica del 4 marzo 2021, l’amministrazione ha osservato quanto segue:","\" (...) L’affermazione che la cassa (...) si sia smentita non ha fondamento, la cassa, sbagliando nel non virgolettare, ha ripreso uno stralcio dell’opposizione (doc. 26) dove si indicava: “così come del resto riportato nella medesima decisione, l’opponente non si reca settimanalmente a far visita alla di lui famiglia, ma bensì come da lui dichiarato “mediamente ogni tre settimane ...”.","Versione discordante da quella fornita in precedenza dove ha dichiarato di rientrare in Italia circa 2 volte al mese.","Per quanto riguarda il protocollo colloquio del 17.07.2020 (doc. 25) osserviamo che il ricorrente ha firmato il documento dichiarando di aver preso visione del contenuto.","A mente della cassa le domande fatte non potevano dar adito ad errate interpretazioni:","Con quale frequenza incontra il coniuge?","Con quale frequenza lei si reca nell’abitazione in Italia?","Di consuetudine, lei dove trascorre il tempo libero per vacanze, nei periodi festivi?","Lo scritto trasmesso al consulente (Sig. _) è datato 03.09.2020, susseguente la decisione di negazione del diritto alle indennità datata 25.08.2020.” (cfr. doc. IX)","1.6. In data 10 marzo 2021, il legale del ricorrente ha, da parte sua, osservato quanto segue:","\" E’ semplicemente grottesco, per usare un eufemismo, che la resistente indichi di avere commesso un errore “nel virgolettare” quando nella decisione su opposizione 3 dicembre 2020 il soggetto è “la cassa (che, ndr) rileva che lei risiede ...”. Nessun errore dunque, ma una presa d’atto chiara a precisa da parte della Cassa, che non può più essere smentita dalla medesima, se non cadendo nell’abuso di diritto.","In effetti, ringraziando l’Autorità resistente per averlo ricordato, nella decisione 25 agosto 2020 veniva ripreso il questionario del 10 agosto 2020 (ossia prima della “decisione di negazione del diritto alle indennità” in tempi palesemente ancora più non sospetti) con il quale il ricorrente alla domanda a sapere “con quale frequenza rientra presso la sua famiglia” aveva risposto proprio “mediamente (ogni, ndr) 3 settimane” (doc. IX1, pag. 3/5). Aggiungendo a questo il fatto che in occasione del noto colloquio datato 17 luglio 2020, alla domanda “con quale frequenza incontra il coniuge” il protocollante aveva comunque verbalizzato “ca. (circa, ndr) 2 volte/mese” (doc. 25, pag. 1/2), il che è pacificamente un po’ diverso da “due volte al mese”, ne viene che codesto lodevole Tribunale non può che considerare per buona la circostanza secondo cui il signor RI 1 fa visita alla sua famiglia a _ (a oltre 400 km dal suo domicilio di Tenero) mediamente ogni tre settimane.","In questo senso, va definitivamente smentita la circostanza secondo cui “la soluzione abitativa in Ticino rappresenta unicamente un luogo di soggiorno settimanale” (doc. IX1, pag. 4/5). Non si dimentichi poi la lunga serie di documentazione prodotta in sede di opposizione (qui integralmente richiamata), la quale avvalora definitivamente tutti i presupposti per la residenza in Ticino, con particolare riferimento al centro delle relazioni personali. Per tacere poi del fatto che è la stessa Autorità resistente ad avere già riconosciuto la sussistenza in concreto dei primi due presupposti (residenza effettiva in Svizzera e intenzione di continuare a risiedervi; v. decisione su opposizione 3 dicembre 2020).","Si ribadisce per il resto che è la famiglia del ricorrente a trascorrere la maggior parte del tempo libero delle vacanze presso il medesimo a _. (...)” (cfr. doc. XI)","1.7. Con scritto del 15 marzo 2021 (trasmesso, per conoscenza, all’avv. RA 1 il giorno seguente; cfr. doc. XIV), l’amministrazione ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni da formulare (cfr. doc. XIII)."}

{"in diritto","2.1. Oggetto della presente vertenza è la questione di sapere se RI 1 ha diritto a percepire indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° agosto 2020, oppure no.","2.2. Uno dei presupposti da adempiere per avere diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione è la residenza in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).","L'art. 12 LADI precisa che “in deroga all'articolo 13 LPGA, gli stranieri senza permesso di domicilio sono considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi dimorano in virtù di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività lucrativa o in virtù di un permesso stagionale”.","Questo concetto di residenza, basato sul principio del divieto di esportazione di prestazioni, esige una residenza effettiva in Svizzera, così come l'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni personali. In tal senso, la presenza di sole relazioni professionali, ancorché molto intense, con la Svizzera non sono sufficienti. La nozione di residenza secondo la LADI ha un carattere autonomo e si distingue sia dal domicilio civile (art. 13 cpv. 1 LPGA e 23 CC) sia dalla dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA) sia ancora dal domicilio secondo la legislazione sugli stranieri (DTF 125 V 465 consid. 2a pag. 466 seg.). Determinanti ai fini del giudizio sono gli aspetti oggettivi e non quelli soggettivi, segnatamente l'intenzione della persona assicurata (STF 8C_163/2019 del 5 agosto 2019 consid. 4.1.; STF 8C_60/2016 del 9 agosto 2016 consid. 2.4.2; STF 8C_186/2017 del 1° settembre 2017, massimata in RtiD I-2018 N. 61 pag. 281).","In una sentenza 8C_592/2015 del 23 novembre 2015, massimata in RtiD II-2016 N. 63 pag. 309, il Tribunale federale, confermando la sentenza del TCA (cfr. qui sotto al consid. 2.5.), ha sottolineato che “è peraltro anche più probabile che il centro dei propri interessi fosse in Italia, presso la di lui coniuge, ove disponeva di un’abitazione più spaziosa e non in Svizzera” dove viveva in un bilocale con il figlio.","In una sentenza pubblicata in DLA 2016 n° 10 pag. 227 il Tribunale federale ha ribadito che l’articolo 8 LADI stabilisce che per aver diritto alle indennità di disoccupazione un assicurato deve risiedere in Svizzera (cpv. 1 lett. c). Questa condizione vale anche per i cittadini svizzeri residenti in uno Stato dell’UE. In tal caso si applicano anche l’ALC e il Regolamento n. 883/2004, benché il diritto comunitario non specifichi la questione del domicilio e lasci che siano le legislazioni nazionali a farlo. Se, in quel caso di specie, l’assicurato non risiede in Svizzera e non soddisfa quindi il presupposto di cui all’articolo 8 capoverso 1 lettera c LADI, la competenza sulle prestazioni non è dunque della Confederazione.","In una sentenza 8C_157/2016 del 24 marzo 2016 l’Alta Corte, dichiarando inammissibile il ricorso di un assicurato interposto contro una sentenza del TCA con la quale gli era stato negato il diritto a indennità di disoccupazione, ha evidenziato che:","\" (...) la Corte in modo particolare ha concluso come la condivisione dell'appartamento di due locali e mezzo (60 m 2), di cui il conduttore è un amico, dormendo sul divano del soggiorno, quando nel fine settimana era regolare il rientro in Italia, non potesse costituire una residenza in Svizzera a norma dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. recentemente sulla tematica sentenza 8C_592/2015 del 23 novembre 2015 consid. 5), condizione essenziale per l'ottenimento delle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione.”","In una sentenza 8C_245/2016 del 19 gennaio 2017 il Tribunale federale ha negato il diritto alle indennità di disoccupazione ad un assicurato che, pur avendo il centro delle relazioni personali in Svizzera, aveva la residenza effettiva in Francia. In quell’occasione l’Alta Corte si è così espressa:","\" 4.1. Les motifs exposés par la juridiction cantonale sont convaincants. Il n'est pas contesté que le recourant et sa famille entretiennent des liens privilégiés avec la Suisse, plus particulièrement à D._ où réside la mère du recourant, où sont scolarisés ses enfants et où certains membres de la famille pratiquent des activités de loisirs. Il n'en demeure pas moins que les premiers juges étaient fondés à conclure à l'absence d'un domicile en Suisse pendant la période en cause. En effet, à lui seul, l'existence d'un centre de relations personnelles à D._ n'est pas déterminant. Il faut bien plutôt accorder un poids décisif au fait que la famille résidait dans une villa sise en France. Les circonstances invoquées par l'intéressé ne suffisent pas à remettre en cause l'argumentation de la juridiction cantonale. Par ses affirmations, le recourant ne conteste d'ailleurs pas concrètement les motifs de l'arrêt entrepris, ni n'indique précisément en quoi l'autorité précédente aurait établi les faits déterminants de façon manifestement inexacte au sens de l'art. 97 al. 1 LTF.”","In una sentenza 8C_420/2017 del 21 giugno 2017 il Tribunale federale ha dichiarato manifestamente inammissibile il ricorso inoltrato contro la sentenza 38.2016.72 del 24 aprile 2017 con la quale il TCA aveva considerato un assicurato frontaliere vero, argomentando:","\" (...) che il ricorrente non si confronta con le motivazioni del Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale, fondandosi sugli atti al fascicolo e sulle di lui dichiarazioni, ha spiegato le ragioni per cui facesse difetto una residenza in Svizzera a norma dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, che in modo particolare la Corte cantonale ha accertato, negando un centro delle relazioni personali in Svizzera, come il ricorrente avesse dimora in un monolocale arredato, precedentemente in albergo o da terze persone, fosse proprietario in Italia di una parte di casa, ove era domiciliata la di lui madre, e di un appartamento occupato dalla compagna e dai propri figli peraltro iscritti in scuole della Lombardia, luogo in cui vi faceva ritorno settimanalmente, nonché egli con la sua famiglia non abbia mai avuto l'intenzione di trasferirsi in Svizzera, che il ricorrente si limita a evocare genericamente in poche righe un \"dovere di genitore\", corsi extra lavorativi e diplomi conseguiti in Svizzera, nonché asseriti rientri settimanali in Italia mai effettuati. (...)”","In una sentenza 8C_186/2017 del 1° settembre 2017, massimata in RtiD I-2018 N. 61 pag. 281, il Tribunale federale ha confermato la STCA 38.2016.57 del 6 febbraio 2017 che aveva stabilito che un assicurato aveva la residenza all’estero. Si trattava di un ricorrente nato a Lugano, che all'età di tre anni si è trasferito con la madre e i fratelli in Italia. In Svizzera era attivo come falegname, era iscritto all'anagrafe degli italiani residenti all'estero e mentre lavorava risiedeva in locazione a Lugano in un appartamento di 2.5 locali con il fratello. Le spese dell'abitazione erano divise fra il ricorrente, suo fratello e i genitori. Egli era in possesso di un veicolo, il quale non era ancora stato sdoganato. Il ricorrente rientrava nel fine settimana in Italia. Il suo profilo Facebook indicava il proprio domicilio in Italia ed egli era vicepresidente di un'associazione sportiva come anche era tesserato a una federazione italiana. Il TCA ha concluso che il centro delle relazioni professionali era in Svizzera, mentre quello delle relazioni personali, era in Italia.","L’Alta Corte ha al riguardo sviluppato le seguenti considerazioni:"}