Decision ID: 5c888bce-6ce2-51af-b9c6-b84317e7c824
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1969, tuttora attivo quale architetto presso la _ (di cui egli è socio e gerente con diritto di firma individuale; cfr. estratto RC in doc. 7 inc. AI), nel marzo 2013 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. 1 inc. AI) a seguito di quattro infortuni occorsi il 10 luglio 2011 (cfr. doc. 30 inc. LAINF), 21 luglio 2011 (doc. 38 inc. LAINF), 17 giugno 2012 (doc. 96 incarto LAINF) e il 14 settembre 2012 (doc. 111 incarto LAINF), tutti annunciati presso la _ di _.
Acquisita la documentazione medica LAINF e eseguita un’inchiesta economica per persone con attività professionale indipendente (cfr. il relativo rapporto del 28 gennaio 2016; doc. 46 inc. AI), con decisione 2 settembre 2016, preavvisata il 2 marzo 2016, l’assicurato è stato posto al beneficio di un quarto di rendita dal 1° luglio 2012 al 31 dicembre 2012 poiché per il 2013 “
non è stata indicata una perdita economica sufficiente a dare diritto ad una rendita AI “
. Trattandosi di una domanda tardiva, il versamento della prestazione è stato stabilito con decorrenza dal 1° settembre 2012, ossia sei mesi dopo il deposito della domanda AI (doc. 58 inc. AI; per le motivazioni cfr. doc. 57 inc. AI).
1.2. Contro la succitata decisione è tempestivamente insorto l’as- sicurato, per il tramite dell’avv. RA 1. Contestando l’esito dell’inchiesta economica, come pure l’applicazione del metodo straordinario per indipendenti, con riferimento alle indennità giornaliere LAINF erogate, postula il riconoscimento di una rendita intera dal 1° luglio 2012 al 30 giugno 2013, 3⁄4 di rendita sino al 30 settembre 2013 ed una mezza rendita sino al 30 novembre 2014.
In data 11 ottobre 2016 l’insorgente ha inoltrato un complemento al suo ricorso (IV).
1.3. Con la risposta di causa, integrata con osservazioni 26 ottobre 2016, l’Ufficio AI conferma in toto la decisione contestata.
considerato

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se rettamente l’assicurato ha diritto a una rendita limitata nel tempo di entità maggiore di quella riconosciuta dall’Ufficio AI.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg .), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46
).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3.
Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (fra le tante cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143).
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).
A sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che
“
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
2.4. Nel caso in esame, trattandosi di affezioni esclusivamente post infortunistiche, l’Ufficio AI ha acquisito gli atti medici LAINF dai quali risultano inabilità lavorative di diverse percentuali come riportato nella decisione contestata:
"
(...)
-
100% dal 13.07.2011
-
90% dal 03.10.2011
-
80% dal 01.04.2012
-
70% dal 01.05.2012
-
100% dal 20.06.2012
-
70% dal 30.08.2012
-
60% dal 01.04.2013
-
50% dal 01.07.2013
-
30% dal 12.02.2014
-
0% dal 01.09.2014 (continua) (...)” (inc. AI pag. 326)
Per i succitati periodi egli ha percepito delle indennità giornaliere LAINF (cfr. doc. B1).
Per le conseguenze degli infortuni del 10 e 21 luglio 2011 e del 17 giugno 2012 la _ ha riconosciuto un’indennità per menomazione dell’integrità del 20% (cfr. decisione 20 novembre 2014 in doc. 208 incarto LAINF, cresciuta in giudicato a seguito del ritiro dell’opposizione alla stessa; cfr. doc. 211 incarto LAINF).
2.5. Siccome dopo il danno alla salute l’assicurato, socio e gerente con diritto di firma individuale dello _, ha continuato ad esercitare la sua attività di architetto, l’Ufficio AI ha fatto esperire un’inchiesta economica per indipendenti per definire i redditi da valido e da invalido. Contrariamente a quanto sostenuto in sede ricorsuale, l’amministrazione non ha applicato il metodo straordinario – previsto nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile; in quel caso la graduazione dell’invalidità avviene, ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI) (fra le tante cfr. Pratique VSI 1998 pag. 121 e pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 pagg. 213 segg. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c) – ma, come si vedrà, quello ordinario.
Nonostante che l’assicurato sia formalmente dipendente della _ (iscritta a RC il 16 novembre 2009) egli, come detto, è socio gerente con diritto di firma individuale della stessa nonché intestatario della totalità del capitale sociale (cfr. inchiesta economica 28 gennaio 2016 pag. 215 incarto AI). Egli pertanto assume una posizione di totale controllo della società, motivo per cui l’Ufficio AI lo ha rettamente considerato quale indipendente, in particolare tenendo conto, oltre al salario dichiarato, anche gli utili aziendali (almeno per quel che concerne il reddito da invalido).
A tal riguardo va fatto presente che, secondo la giurisprudenza, generalmente amministratori o direttori impiegati, che di fatto sono azionisti unici o parziali di una società anonima e che hanno una determinante influenza sulla gestione della società, sono formalmente considerati salariati.
Tuttavia, in analogia al principio valido nell’AVS in cui per la distinzione tra attività dipendente e indipendente sono determinanti le condizioni economiche e non giuridiche (DTF 122 V 171 consid. 3a con riferimenti), sono considerati indipendenti gli assicurati che dal punto di vista economico e della politica aziendale hanno una rilevante posizione in seno alla società; ciò è segnatamente il caso di ditte individuali che si trasformano in società anonime di stampo familiare con partecipazione del coniuge, del figlio o di parenti stretti (STFA I 185/02 del 29 gennaio 2003 consid. 3.1 confermata in STF 9C_453/2014 del 17 febbraio 2014 consid. 4.1 e 8C_928/2015 del 19 aprile 2016 consid. 2.3.4). Lo stesso discorso vale anche nel caso in cui un socio gerente, formalmente salariato, detiene la maggior parte del capitale societario (in casu 96%), motivo per cui viene considerato quale indipendente (STF 9C_472/2009 del 28 luglio 2010).
Il
marginale 3028.1 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI), nel tenore valido dal 1° gennaio 2015, prevede che “
l'amministratore di una società anonima e il gerente di una società a garanzia limitata devono essere considerati salariati. Tuttavia, se una persona che dirige una tale società ha un’influenza determinante su quest’ultima (ad es. perché è l’unica ad avere il diritto di firma), è giustificato calcolare il grado d’invalidità con il metodo utilizzato per i lavoratori indipendenti (ad es. tenendo conto della media dei redditi di più anni o procedendo a un paragone ponderato dei campi d’attività; v. 8C_898/2010). In particolare un assicurato impiegato da una società anonima è considerato indipendente se, in qualità di azionista unico, esercita una notevole influenza sulla ditta. Per fissare il grado d’invalidità non ci si può basare soltanto sulle iscrizioni nel CI, in quanto in qualità di azionista unico egli ha un’influenza decisiva sulla ripartizione tra salario e utile (8C_346/2012)”
.
Nell’inchiesta del 28 gennaio 2016 l’ispettore AI,
dopo avere esposto lo stato di salute dell’assicurato, le indicazioni fornite dall’assicurato, la formazione scolastica e professionale, la situazione attuale dell’azienda e del personale con i cambiamenti imputabili al danno alla salute, dopo aver proceduto al confronto tra i campi di attività, all’evoluzione dei redditi dell’impresa, esaminata l’eventuale adozione di provvedimenti d’integrazione (poi scartata), egli ha determinato come segue il reddito da valido e quello da invalido:
"
(...)
Reddito da valido:
L’assicurato ha lavorato fino al 2009 in qualità di dipendente, anche se affiancava a questa attività anche quella di indipendente.
La ditta _ è stata costituita nel novembre 2009, circa 18 mesi prima dell’infortunio, e ci consente di disporre di documentazione contabile riguardante un anno completo di attività (il 2010). Poiché l’arch. _, da quanto risulta a Registro di Commercio, ha già ricoperto in precedenza, nelle imprese in cui lavorava, delle posizioni che gli conferivano potere decisionale, e quindi la possibilità di crearsi un importante network di conoscenze nel settore, riteniamo che questo anno possa costituire una valida base di valutazione del suo reddito da valido. Per favorire l’Assicurato, in considerazione del fatto che la ditta era di nuova costituzione, evitiamo di considerare la perdita contabile della società in quell’anno.
Reddito da valido (2010) : CHF 78'400.-
(cfr. C.I.)
Reddito da valido (2012) : CHF 79’809.-
Reddito da valido (2013) : CHF 80'400.-
Reddito da valido (2014) : CHF 81'043.-
Reddito da invalido:
Reddito da valido (2012) : CHF 43’042.-
Reddito da valido (2013) : CHF 58’956.-
Reddito da valido (2014) : CHF 74’312.-
Metodo di calcolo:
Reddito da invalido 2012 e 2013
: Stipendio lordo percepito più utile tassato Sagl meno indennità Perdita di Guadagno (cfr. Tab. 7.1).
Reddito da invalido 2014
: Diversamente dai due anni precedenti, si basa sulla somma degli stipendi lordi versati e dell’utile societario come risultante dalla contabilità annuale consegnataci dall’Assicurato (utile dichiarato), in quanto al momento della redazione di questo rapporto non era ancora stata presentata la dichiarazione fiscale all’Ufficio di Tassazione.
Poiché negli anni 2012 e 2013 il tassatore aveva effettuato delle riprese di CHF 5'000 per l’uso dell’auto, che noi non abbiamo considerato nel 2014, il calcolo dovrebbe risultare vantaggioso per l’Assicurato” (pagg. 219 e 220 inc. AI).
L’incaricato ha poi proceduto al raffronto dei redditi, giungendo ai seguenti gradi d’invalidità:
"
(...)
10 VALUTAZIONE E PROPOSTA
Grado di invalidità 2012: 46%
Grado di invalidità 2013: 27%
Grado di invalidità 2014: 8%
Per l’anno 2012 riconosciamo al Sig. RI 1 un grado di invalidità del 46%, che gli dà diritto ad un quarto di rendita erogabile secondo i termini di legge. Dal 2013 il discapito economico scende al di sotto del 40% e non dà diritto ad alcuna rendita a partire da tre mesi dopo il miglioramento.” (pag. 222 inc. AI)