Decision ID: e800e5e2-d23e-5bc9-9e25-fa0f7aa3122c
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 11 settembre 1982, _ - dipendente della ditta _ e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'_ - è rimasto coinvolto in un incidente della circolazione stradale, a causa del quale ha riportato una ferita lacero-contusa nella parte laterale del ginocchio sinistro con interessamento del nervo peroneo comune.
Alla chiusura del caso, l'Istituto assicuratore, con decisione formale del 30 luglio 1985, ha riconosciuto all'assicurato un'indennità per menomazione dell'integrità del 10% (doc. _), e ciò per tenere conto della posizione equina del piede con gravi turbe funzionali del piede stesso nonché di plausibili dolori e disturbi neurologici lungo il tratto della gamba e del piede sinistro (cfr. doc. _).
1.2. Dalle tavole processuali emerge che a _ è occorso un secondo evento traumatico: il 18 aprile 1993, mentre stava camminando nel bosco, l'assicurato è inciampato ed ha battuto a terra il ginocchio sinistro (cfr. doc. _, p. 3).
Anche per questo secondo caso - chiuso senza postumi residuali - l'_ ha riconosciuto la propria responsabilità.
1.3. In data 10 ottobre 2000, il datore di lavoro dell'assicurato ha annunciato all'assicuratore LAINF una ricaduta del primo infortunio (cfr. doc. _), facendo stato di una improvvisa riacutizzazione dei disturbi a livello del ginocchio sinistro (cfr. doc. _).
1.4. Dopo aver esperito i necessari accertamenti medico-amministrativi, l'_, con decisione formale 17 novembre 2000, ha negato il proprio obbligo contributivo relativamente ai disturbi insorti nell'ottobre 2000, difettando una relazione di causalità naturale con l'evento traumatico del 1982 (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore, in data 16 gennaio 2001, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.5. In data 5 aprile 2001, _ è stato sottoposto ad un intervento artroscopico al ginocchio sinistro (meniscectomia esterna subtotale e shaving cartilagineo) presso il Centro ortopedico e fisioterapico di _ (cfr. doc. _).
1.6. Con tempestivo ricorso 11 aprile 2001, _, rappresentato dal _, ha chiesto che l'_ venga condannato a riconoscergli le prestazioni assicurative a far tempo dal 10 ottobre 2000 (cfr. I, p. 3).
Questi, in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...).
Il ricorrente contesta nuovamente la valutazione della _ e fa valere che la ricaduta dello scorso ottobre è stata causata con probabilità preponderante dai postumi dell'incidente originario del 1982 ed eventualmente dalla ricaduta del 18 aprile 1993, non presa in considerazione dalla _ (no. inf. _). A sostegno di questa sua posizione il ricorrente allega copia di relazione specialistica Dr. _ del 22 marzo 2001 all'_, assicuratore collettivo di malattia del ricorrente, da cui emerge che la situazione attuale è con probabilità molto grande da ricondurre al trauma del 1982. Secondo il Dr. _, una certezza definitiva sulla causalità la si potrà avere soltanto dopo un intervento chirurgico ordinato per migliorare la situazione del ricorrente. Questo intervento, nel frattempo, è stato effettuato in data 5 aprile 2001 presso il Centro ortopedico e fisioterapico di _ (). A seconda della valutazione che darà il Dr. _ del referto d'intervento sarà possibile affermare la causalità infortunistica o meno della ricaduta del 10 ottobre 2000. Il ricorrente si riserva di fare pervenire questa valutazione al lodevole Tribunale in tempo utile
"
(I).
1.7. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.8. In replica, _ si è essenzialmente riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. V).
1.9. In corso di causa, il TCA ha chiesto al patrocinatore dell'insorgente informazioni in merito al reperto istologico a cui si era fatto accenno con l'allegato 22 maggio 2001 (VI).
1.10. In data 6 giugno 2001, l'assicurato ha comunicato a questa Corte che, in realtà, in occasione dell'intervento artroscopico del 5 aprile 2001, non si era proceduto ad un esame istologico.
Egli ha altresì prodotto copia del rapporto relativo ad un'elettromiografia eseguita il 28 maggio 2001 (cfr. VII e allegato).
1.11. L'8 agosto 2001, _ ha prodotto copia del certificato 27 giugno 2001 del dottor _ dell'Ambulatorio di neurochirurgia dell'Ospedale di _ (cfr. VIII e allegato).
1.12. Il 23 novembre 2001, l'assicurato ha versato agli atti copia del rapporto peritale 16 ottobre 2001 allestito dal dottor _ per conto della _ (cfr. X e allegato).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. L'oggetto della lite è circoscritto alla questione a sapere se i disturbi al ginocchio sinistro, oggetto dell'annuncio di ricaduta del 10 ottobre 2000, debbano o meno andare a carico dell'assicuratore LAINF convenuto. Più concretamente, il TCA deve verificare se tali disturbi costituiscano o meno una conseguenza, naturale ed adeguata, dell'infortunio del settembre 1982.
Nella misura in cui - per la prima volta in sede di ricorso - _ ha preteso che i disturbi al ginocchio sinistro potrebbero essere conseguenza dell'evento traumatico del 18 aprile 1993, questa sua conclusione si appalesa come irricevibile. In effetti, per costante giurisprudenza, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; DTF 122 V 36 consid. 2a; SVR 1997 UV 81, p. 294; STFA 12.10.1998 in re G.; STCA 24.10.1991 in re N.G., 4.5.1992 in re G.V., 3.9.1998 in re C. e 9.4.1999 in re G.V.). Ora, tanto con la decisione formale del 17 novembre 2000 (cfr. doc. _: "Lei ci ha fatto annunciare i disturbi al ginocchio sinistro come ricaduta dell'infortunio accaduto l'11.9.1982. Gli accertamenti disposti non hanno fornito la prova necessaria di una correlazione per lo meno probabile") quanto con quella su opposizione del 16 gennaio 2001, l'Istituto assicuratore si è pronunciato unicamente in merito alla causalità con l'infortunio del 1982.
A mente di questa Corte, si giustifica comunque il rinvio degli atti all’_ affinché proceda ad un complemento d’istruttoria e si esprima riguardo all'eventuale sussistenza di una relazione di causalità naturale con l'infortunio del 18 aprile 1993.
2.3. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
2.4. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.5. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa H., U 122/00).
2.6. In data 11 settembre 1982, _ è dunque rimasto vittima di un incidente della circolazione, riportando un trauma contusivo al ginocchio sinistro con ferita lacero-contusa e lesione del nervo peroneo comune a livello del cavo popliteo.
L'_, da parte sua, ha chiuso il caso a decorrere dal 1° giugno 1985, con la corresponsione di un'indennità per menomazione dell'integrità del 10% per tenere conto di una posizione equina del piede con gravi turbe funzionali del piede stesso nonché di plausibili dolori e disturbi neurologici lungo il tratto della gamba e del piede sinistro (cfr. doc. _).
Dalle tavole processuali emerge che, nel corso dell'autunno 2000, l'assicurato - senza che fosse successo qualcosa di particolare - ha improvvisamente lamentato dei forti dolori al ginocchio sinistro, accompagnati da gonfiore (cfr. doc. _).
_ é successivamente stato sottoposto ad un'ecografia e ad una TAC del ginocchio sinistro (cfr. doc. _).
In corso di procedura d'opposizione, l'_ ha provveduto ad interpellare il proprio medico di circondario, il dottor _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha espresso le seguenti considerazioni a proposito dell'eziologia dei summenzionati disturbi:
"
Ginocchio sinistro AP laterale e obliquo in due direzioni (8.10.2001)
:
Referto completamente nella norma, nessun segno per artrosi, nessuna malformazione.
TAC ginocchio sinistro (25.10.2000)
:
Menisco mediale nella norma, al lato laterale nel tessuto molle si trova una voluminosa formazione estesa dal piano meniscale e processi degenerativi maggiormente avanzati del corpo e del menisco laterale. Legamenti senza particolarità.
VALUTAZIONE
Molto probabilmente questa formazione summenzionata è una cisti del menisco laterale, conosciuta con il nome di "ganglion del menisco": La causa è una degenerazione del menisco (confermata con la TAC).
La localizzazione è molto tipica per un ganglion.
All'epoca, nel 1982, l'assicurato ha subito una grave ferita lacero-contusa nella parte laterale del ginocchio con interessamento del nervo peroneo comune.
L'articolazione stessa però non è stata coinvolta.
Lo stato attuale e i referti non hanno niente a che vedere con l'infortunio in quanto si tratta di cose completamente diverse (processo intrarticolare attualmente ed extrarticolare all'epoca)
.
Non riteniamo necessario un consulto a _, il problema può essere risolto con un semplice intervento al menisco laterale (intervento a carico della Cassa malati)
"
(doc. _ - la sottolineatura è del redattore).
In data 13 marzo 2001, _ è stato visitato, per conto della _, dal dottor _, medico-chirurgo.
Dal relativo referto 22 marzo 2001 giova riprendere i seguenti passaggi:
"
CAUSALITÀ:
in base agli esami fino ad ora eseguiti, la diagnosi principale è di ganglio meniscale laterale con, però, associata anche una formazione ipoecogenica al di fuori di questo ganglio meniscale, nonché con sospette micro-calcificazioni o probabili corpi estranei residui.
In vista di un approccio chirurgico, sarebbe preferibile l'asportazione del ganglio meniscale per via artroscopica ritenuto lo stato derivante dal trapianto del nervo surale eseguito a suo tempo che rende delicata la regione dell'intervento in caso di approccio esterno.
All'operatore si richiede comunque sin da ora un esame istologico di ciò che verrà asportato, in quanto se lo stesso dimostrerà tessuto cicatriziale, eventuali corpi estranei o deposito di emosiderina, verrebbe dimostrata chiaramente ed inequivocabilmente una genesi post-traumatica da riferire all'infortunio del 1982.
In caso contrario ovviamente non ci sarebbero dei nuovi riscontri da opporre alla decisione della _. La stessa, in base alla documentazione attuale è sicuramente valida
, tuttavia mi sembra strano che, vista la complessità del caso, la valutazione si sia basata solo ed esclusivamente sul dossier.
Ho ampiamente illustrato il mio pensiero al paziente ed ora si resta in attesa dell'intervento e del risultato dell'esame istologico
"
(doc. _ - la sottolineatura è del redattore).
In data 5 aprile 2001 ha avuto luogo l'intervento artroscopico al ginocchio sinistro (meniscectomia esterna subtotale e shaving cartilagineo) presso il Centro ortopedico e fisioterapico di _ (cfr. doc. _).
In questa occasione, i sanitari non hanno però proceduto ad un esame istologico dei reperti operatori (cfr. VII e doc. _).
Il dottor _ ha ancora avuto modo di valutare la fattispecie, una volta presa conoscenza del referto dell'artroscopia del 5 aprile 2001:
"
L'artroscopia del 5.4.2001 conferma completamente la nostra decisione in quanto è stata trovata una cisti parameniscale esterna (conosciuta con il nome di ganglion meniscale) con una rottura complessa del menisco esterno.
Il menisco è stato descritto con ampie aree di degenerazione a livello della struttura meniscale di consistenza diminuita e di colore giallo ocra.
Malgrado la rottura subtotale del crociato anteriore notata durante l'artroscopia, il dr. _ non ha trovato un'instabilità il 13.3.2001. Sarebbe determinante la clinica. Il test di Lachmann e il Pivot-shift erano completamente normali, quindi si tratta di un'articolazione stabile.