Decision ID: ff98e73d-acaf-51e0-9f68-4ba85b5a059e
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che _ è proprietario del mapp. _ di C_, sul quale è iscritta una servitù d'onere di usufrutto in favore di RI 1 e _;
che al fondo, situato in località _, si accede per il tramite di S_ (mapp. _);
che il 14 aprile 2016 RI 1 ha domandato al municipio di C_ di posare un cartello di divieto di posteggio su questa strada, in corrispondenza dello slargo all'altezza del mapp. _, invocando il pericolo generato dal suo utilizzo abusivo quale posteggio;
che, dopo vicissitudini che qui non conta riportare, il 18 giugno 2016 RI 1 si è rivolto alla Sezione degli enti locali, la quale ha trasmesso per competenza la sua richiesta all'Area del supporto e del coordinamento della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio (ASCo);
che il 16 agosto 2016 l'ASCo ha comunicato al municipio di ritenere opportuno un sopralluogo per approfondire la tematica;
che il 23 agosto 2016 il municipio ha da un lato comunicato all'ASCo di non aderire alla proposta di sopralluogo, dall'altro notificato a RI 1 il diniego della posa della segnaletica, indicando la possibilità di contestare la decisione davanti al Governo;
che con risoluzione 23 novembre 2016 (n. 5223) il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso con cui RI 1 ha contestato la decisione del municipio, poiché né cittadino di C_ né portatore di un interesse legittimo;
che contro questa decisione RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, domandandone l'annullamento e la riforma nel senso di ordinare al municipio la posa del cartello richiesto;
che il municipio, l'ASCo e il Governo resistono al ricorso;
considerato,

in diritto
che la decisione impugnata è stata presa nel quadro di una contestazione di una decisione municipale che ha seguito la procedura prevista dalla legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2), per cui la competenza del Tribunale è data dall'art. 208 cpv. 1 di detta legge;
che la legittimazione attiva di RI 1, destinatario della decisione impugnata è certa (art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1);
che il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1
LPAmm
), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv 1 LPAmm);
che, contrariamente a quanto ritenuto nel giudizio avversato, il ricorrente - che deve far capo al tratto stradale in parola per poter accedere alla proprietà di cui è usufruttuario - è portatore di un interesse legittimo secondo l'art. 209 lett. b LOC; poco importa se la strada non serve unicamente il suo fondo, giacché appare evidente la sua relazione più stretta con essa, rispetto a quella degli altri abitanti del comune (cfr. DTF 120 Ib 379 consid. 4c);
che, chiarito questo importante aspetto, nel caso di specie occorre comunque considerare quanto segue;
che
secondo l'art. 3 cpv. 2 primo periodo della legge federale sulla
circolazione
stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01) i cantoni
possono
vietare, limitare o disciplinare la circolazione su determinate strade;
essi possono - in particolare - adottare prescrizioni intese a disciplinare
il traffico (art. 3 cpv. 4 LCStr)
;
che
le prescrizioni locali concernenti il traffico, cioè la collocazione o l'eliminazione di segnali di prescrizione o di precedenza o altri segnali con carattere di prescrizioni, devono essere decise e pubblicate secondo la procedura esatta dall'art. 107 dell'
ordinanza sulla segnaletica stradale del 5 settembre 1979; OSStr; RS 741.21
, nella versione in vigore dal 15 marzo 1992 (RU 1992, 514);
che nel Cantone Ticino il compito di pubblicare le prescrizioni locali sul Foglio ufficiale è affidato all'ASCo, salvo sia stato delegato dal Dipartimento del territorio
(art. 1 cpv. 2 regolamento della legge cantonale di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale del 2 marzo 1999; RLACStr; RL 7.4.2.1.1)
al singolo municipio in virtù dell'art. 5 cpv. 1 cifra 4 legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985;
LALCStr; RL 7.4.2.1);
che il municipio di C_ non dispone di questa delega; ne discende che esso non era competente a decidere sulla richiesta di posare la segnaletica in esame;
che, per contro, a essere competente è la ASCo, la quale si è peraltro dichiarata disponibile a esperire un sopralluogo per approfondire la questione;
che, pertanto, l'esecutivo comunale anziché entrare nel merito della domanda di RI 1 avrebbe dovuto trasmettere gli atti a quest'ultima autorità (art. 6 cpv. 1 LPAmm) affinché potesse trattare la richiesta dell'insorgente;
che, emanando da un'autorità incompetente, la decisione municipale poi impugnata davanti al Consiglio di Stato da RI 1 era affetta da nullità, rilevabile d'ufficio in ogni tempo (cfr. DTF 138 II 501 consid. 3.2, con riferimenti);
che il ricorso interposto dinanzi al Governo andava quindi dichiarato irricevibile, poiché un atto nullo, che non spiega alcun effetto giuridico, non può essere l'oggetto di un'impugnativa tendente al suo annullamento (DTF 132 II 342 consid.
2.3, con rinvii alla dottrina; inoltre
Markus Müller
in: Christoph Auer/Markus Müller/ Benjamin Schindler [curatori], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Zurigo 2008, n. 1 ad art. 44);
che, seppure per motivi diversi da quelli addotti dal ricorrente e in parziale accoglimento del gravame, la decisione impugnata dev'essere riformata nel senso appena spiegato; gli atti sono
trasmessi all'ASCo, affinché statuisca sulla richiesta formulata da RI 1;
che stante il fatto che le autorità comunale e cantonale sono all'origine dell'errore procedurale che ha indotto il ricorrente ad adire questo Tribunale, si giustifica prescindere dal prelevare la tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm).