Decision ID: b0d9dd0a-a4af-51f2-aae9-0a09d5b327ea
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. a. La RI 1 è una società a garanzia limitata iscritta a registro di commercio dall'11 maggio 2010. Il 16 novembre 2010, essa ha presentato all'Ufficio delle misure attive della Sezione del lavoro del Dipartimento delle finanze e dell'economia (in seguito: UMA) una domanda volta a ottenere l'in
centivo all'
assunzione di D_, unico dipendente della società, il cui impiego sarebbe iniziato il 1° dicembre successivo in qualità di promotore finanziario del progetto _ con uno stipendio di fr. 10'500.- al mese.
b. Il 3 dicembre 2010, l'UMA ha respinto la domanda sulla base dell'art. 6 cpv. 2 lett. c del regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1998 (R-rilocc; RL 10.1.4.1.1), secondo cui non può essere considerato nuovo posto di lavoro quello occupato da persone che determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni dell'azienda.
B. Con giudizio 19 gennaio 2011, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione dell'UMA, respingendo l'impugnativa contro di essa presentata dalla RI 1.
L'Esecutivo cantonale ha ribadito i motivi addotti dall'autorità dipartimentale nella decisione impugnata, tenendo conto che con il ragguardevole stipendio garantitogli e con l'importante carica ricoperta, D_, unico dipendente della società, avrebbe avuto un ruolo rilevante in seno alla medesima, tale da influenzare in modo determinante le decisioni dell'azienda.
C. Contro la predetta pronunzia governativa, la RI 1 insorge ora dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando l'incentivo all'assunzione di D_ per la durata di 24 mesi.
La ricorrente sostiene in sostanza che il dipendente in parola non ha alcun tipo di potere decisionale o di influenza sulle decisioni dell'azienda, che spettano all'unico socio (_) e al gerente (_). Invoca inoltre la parità di trattamento con un caso analogo, nel quale un'altra società ha ottenuto l'incentivo richiesto.
D. All'accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato che il dipartimento, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.
E. In sede di replica e di duplica, le parti hanno ribadito le proprie contrapposte posizioni.
F. Pendente il ricorso, l'insorgente ha versato agli atti la sentenza 16 agosto 2001 (n. 38._) con cui il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni ha accolto il ricorso della RI 1 contro la decisione su opposizione emanata dall'UMA concernente la richiesta per l'ottenimento dell'assegno per il periodo d'introduzione (API) in favore di D_.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 30 cpv. 4 della legge cantonale sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997 (L-rilocc; RL 10.1.4.1). Il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 46 cpv. 1 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una persona (giuridica) senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). Non è necessario acquisire agli atti l'incarto n. _ dell'UMA concernente una società che ha beneficiato dell'incentivo all'assunzione, che la ricorrente chiede di richiamare per dimostrare l'esistenza di una
disparità di trattamento per rapporto al suo capo, in quanto tale mezzo
di prova non apporterebbe a questo Tribunale ulteriori
elementi determinanti per il giudizio che è chiamato a rendere.
2. 2.1. La legge cantonale sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati ha quale scopo di prevenire e combattere la disoccupazione, di favorire il reinserimento dei disoccupati, di alleviarne le difficoltà economiche e di promuovere il rilancio dell'occupazione (art. 1 L-rilocc).
Tra le principali misure volte a rilanciare l'impiego vi è l'incentivo all'assunzione. Sotto questo aspetto, l'art. 3 L-rilocc dispone che lo Stato incentiva la creazione di nuovi posti di lavoro e che a tal fine può concedere un aiuto finanziario alle aziende (cpv. 1). L'aiuto finanziario corrisponde al 100% degli oneri sociali (AVS/AI/IPG/AD/LPP obbligatoria) a carico del datore di lavoro, relativi alle persone assunte conformemente al cpv. 1, per la durata effettiva del rapporto di lavoro ma al massimo per 24 mesi (cpv. 2). L'aiuto finanziario può essere concesso esclusivamente se il tasso di disoccupazione medio dell'anno civile precedente l'assunzione è superiore o uguale al tasso di disoccupazione di riferimento fissato dal Consiglio di Stato in funzione della situazione del mercato del lavoro, ritenuto un tasso massimo del 4% (cpv. 3). L'aiuto finanziario non può essere riconosciuto alle aziende che
nei dodici mesi precedenti la richiesta hanno operato licenziamenti o soppresso posti di lavoro per motivi economici; oppure che non rispettano i contratti collettivi cui sono assoggettate e i contratti normali di lavoro. Le eccezioni sono disciplinate dal regolamento (cpv. 4).
2.2. Il Consiglio di Stato ha disciplinato le modalità d'applicazione della norma in questione mediante l'adozione dell'art. 6 R-rilocc. Secondo il capoverso 1 di tale disposizione, viene considerato nuovo posto di lavoro
ogni unità supplementare rispetto all'effettivo del personale dell'azienda richiedente nell'anno civile precedente l'assunzione. L'effettivo dell'azienda viene stabilito sulla base delle copie consegnate alla cassa di compensazione AVS delle dichiarazioni dei salari sottoposti a contributi AVS/AI/IPG/AD e della distinta del personale con l'indicazione
del grado di occupazione (lett. a);
ogni posto di lavoro creato da nuove aziende (lett. b).
Giusta l'art. 6 cpv. 2 R-rilocc, non possono essere considerati nuovi posti di lavoro: quelli risultanti da ristrutturazioni, fusioni o acquisto di aziende (lett. a); quelli risultanti da assunzioni temporanee o stagionali (lett. b); quelli occupati da persone, coniugi compresi, che determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni dell'azienda (lett. c); quelli occupati da lavoratori confinanti (lett. d).
3. 3.1. Come accennato in narrativa, l'UMA ha respinto la domanda della RI 1 volta a ottenere il sussidio all'assunzione di D_, con uno stipendio di fr. 10'500.- lordi mensili, in qualità di promotore finanziario del progetto _, in sostanza perché con l'importante carica ricoperta e il suo ragguardevole stipendio garantito, l'interessato, unico dipendente, avrebbe avuto un ruolo rilevante in seno dell'azienda, tale da poterne influenzare in modo determinante le decisioni.
L'insorgente contesta per contro tale conclusione, sostenendo che le risoluzioni aziendali spettano esclusivamente alla _ in qualità di socio e a _ in qualità di gerente della società. Precisa che la legge non subordina la concessione del sussidio alla presenza di più dipendenti presso il datore di lavoro e che per quanto attiene al progetto _, l'assunzione di D_ sarebbe comunque la prima di un ciclo di circa 250 persone.
3.2. La RI 1 è una società avente quale scopo le transazioni finanziarie di compravendita mobiliare e immobiliare ed è attiva nell'ambito fiduciario in genere.
Il fatto che D_ non sia socio o gerente della società, non fruisca di un diritto di firma o non figuri a registro di commercio, non è decisivo. Anche un impiegato può determinare - o quanto meno influenzare - risolutivamente le decisioni dell'azienda: in questo caso occorre esaminare, sulla base della struttura aziendale interna, di quali poteri decisionali egli disponga con-
cretamente (cfr. principi giurisprudenziali in DTF 120 V 521 e STF 8C_279/2010 del 18 giugno 2010 consid. 2 concernenti le indennità per insolvenza nell'ambito della LADI, senz'altro applicabili nella presente fattispecie).
Ora, la ricorrente afferma che D_ svolgerà, nell'ambito del progetto _, la mansione di promotore finanziario con la gestione e l'organizzazione del team, delle pubbliche relazioni, della strategia aziendale e del marketing mix. Egli dovrà essere formato nella conoscenza del progetto _ in tutti i suoi aspetti tecnici e di realizzazione, prendere contatto con tutti i collaboratori esterni del progetto, prendere visione direttamente del lavoro da svolgere nelle sedi dei vari comitati olimpici internazionali coinvolti e partecipare alle conferenze stampa future, in rappresentanza degli investitori, quale uditore. Dovrà inoltre aggiornare costantemente il pacchetto clienti investitori di tutte le novità del progetto _, come pure di eventuali varianti di progetto o di tempi tecnici relativi. Risulta dunque che l'interessato godrà di una certa autonomia in seno alla società, la cui posizione si avvicina a quella del titolare di un'azienda. In effetti, la ricorrente stessa afferma che i compiti di cui si occupa l'interessato sono talmente molteplici e decisamente impegnativi, da giustificare anche l'ammontare del suo stipendio, che va ricondotto alle responsabilità affidategli nella realizzazione del progetto.
Ritenuto che D_ è stato assunto quale promotore finanziario, è l'unico dipendente della società con un ragguardevole stipendio e ricopre un'importante carica, bisogna pertanto concludere che egli gode di un ruolo rilevante in seno alla medesima, tale da quanto meno influenzare - se non addirittura determinare - risolutivamente le decisioni dell'azienda. Tale conclusione viene ulteriormente rafforzata dal fatto che egli vanta una lunga esperienza nel campo bancario (ventennale) ed è professionalmente qualificato come procuratore con diritto di firma collettiva a due (curriculum vitae 18 dicembre 2009, agli atti)
In siffatte circostanze, a ragione quindi l'autorità dipartimentale ha respinto la domanda della RI 1 volta a ottenere il sussidio per l'assunzione di D_.
4. La ricorrente invoca inoltre la parità di trattamento con un caso analogo, nel quale una società ha ottenuto l'incentivo richiesto.
Su questo aspetto, giova ricordare che il principio di legalità prevale di regola su quello dell'uguaglianza e la parità di trattamento nell'illegalità può essere invocata con successo soltanto in casi del tutto particolari (
Max Imboden/René Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 71 Bi seg.).
Quindi, il semplice fatto che in un altro caso sia stato a torto dato l'incentivo litigioso, di per sé non basterebbe ancora a ritenere fondate le pretese della ricorrente. Comunque sia, il caso cui l'insorgente si riferisce, perfettamente noto a questo Tribunale (inc. n. 52._) come pure al patrocinatore della ricorrente, poggia su una fattispecie diversa e non paragonabile a quella qui in esame, motivo per cui non si può ritenere che nemmeno il principio della parità di trattamento sia stato violato nella presente fattispecie.
5. In esito alle considerazione che precedono, il ricorso dev'essere pertanto respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 LPamm).