Decision ID: f89a8154-85df-5e78-a827-75f3ff300e01
Year: 2004
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto
A.
_ è stato arrestato a Losanna il 16 luglio 2003 sulla base dell'ordine di arresto di portata nazionale ed internazionale del 6 giugno 2003 e trasferito il 18 luglio 2003 in Ticino, con conferma dell'arresto da parte di questo giudice il giorno successivo (cfr. doc. 9 inc. GIAR 458.2003.1) e contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla LFStup, riciclaggio di denaro, falsità in certificati, sequestro di persona e rapimento semplice subordinatamente aggravato, estorsione, nonché subordinatamente coazione (inc. MP 2003.4808 e 4299).
Successivamente, nell'ambito del procedimento di cui all'inc. MP 2003.4808, in data 10 novembre 2003, l'accusa è stata estesa, a seguito della querela 29 agosto 2003 sporta da _, ai reati di lesioni semplici, vie di fatto, aggressione, ingiuria e minaccia.
B.
In sostanza e riassuntivamente _ è accusato di avere acquistato, rivenduto a terzi ingenti quantità di canapa (inc. MP 2003.4299), nonché di avere partecipato, con altre persone, al "prelevamento" di _ dal ristorante/hotel _ di Lugano, contribuendo a trattenerlo, spostarlo (contro la volontà di _) in diverse località del Cantone della Svizzera, nel periodo fra il 16 ed il 18 giugno 2003, in quanto _ era "sospettato" di aver sottratto un importante quantitativo di marijuana (ca kg. 170) che _ ed altri avevano in precedenza depositato presso il suddetto ristorante/hotel, verosimilmente in vista di consegnarlo agli acquirenti (inc. MP 2003.4299).
C.
Con la richiesta qui in discussione il Procuratore pubblico, ricordato che la stessa ha quale sua unica causale la richiesta di una serie di prove postulate dalla difesa con istanza di complemento del 16 dicembre 2003, chiede una proroga del carcere preventivo di tre mesi, cioè fino al 18 aprile 2004, al fine di poter procedere a vari atti istruttori richiesti dalla difesa e specificatamente indicati, tenuto anche conto del pericolo di fuga. Il magistrato inquirente precisa pure che la proroga di tre mesi si giustifica anche in considerazione del fatto che non si sa ancora se la decisione negativa in materia di prove del 29 dicembre 2003 verrà impugnata dall'accusato, ciò che lascia assoluta incertezza in merito a sapere se e di quali altre prove verrà ordinata l'assunzione e quindi sul tempo necessario per la conclusione dell'istruttoria, garantito il suo impegno a chiudere ancora prima l'istruttoria se non vi fosse reclamo sulle prove o se lo stesso fosse respinto. Evidenzia pure l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di _ e di un concreto pericolo di fuga. Impregiudicato quello che sarà il giudizio di merito, già solo le ammesse accuse di cui agli art. 19 cifra 2 lett. b e c LFStup, 252 e 123 cifra 1/126 cpv. 1 CP, rispettivamente quelle contestate (art. 183 e 184 CP), renderebbero il carcere preventivo sofferto e quello ancora da soffrire fino al giorno del pubblico dibattimento, che si svolgerà dinanzi ad una Corte criminale, sicuramente rispettoso del principio di proporzionalità.
D.
In sede di osservazioni la difesa di _ si oppone alla proroga del carcere preventivo, evidenziando che l'assunzione delle prove complementari richieste non impone la sua permanenza in carcere
"a motivo del decadimento del pericolo di collusione".
Nella denegata ipotesi di accoglimento dell'istanza di proroga, un periodo 30 giorni, tenuto conto dell'esiguità dei complementi ammessi ed irrilevante la questione a sapere se la difesa presenterà o meno reclamo avverso la decisione 29 dicembre 2003 del magistrato inquirente, sarebbe proporzionato allo scopo, anche in considerazione del fatto che l'accusa ha comunque la facoltà di richiedere una seconda proroga. Infine, non vi sarebbe alcun pericolo di fuga, essendo _ intenzionato a presentarsi al dibattimento, e comunque,
"per buona pace di tutti"
disposto a versare una cauzione, nonché a sottoporsi alle misure sostitutive che il Procuratore pubblico dovesse ritenere opportuno adottare.
Delle ulteriori allegazioni si dirà, per quanto necessario, nel seguito.

Considerato
In diritto
1.
L'istanza, presentata prima del termine di scadenza della detenzione preventiva ex art. 102 cpv. 2 CPP (18 gennaio 2004, compreso) e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
3.
Per quanto concerne i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di _, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, non occorrono grandi disquisizioni per confermarne l’esistenza nel caso in esame.
Per quanto concerne il procedimento di cui all'inc. MP 2003.4299, relativo ai reati di infrazione aggravata e contravvenzione alla LFStup, nonché riciclaggio di denaro, per le prime due imputazioni giova rilevare che lo stesso accusato ha ammesso di avere, in correità con terzi, acquistato in Ticino, comperando da _, _ e _, nel periodo tra l'ottobre 2002 ed il luglio 2003, almeno kg. 682/707 di canapa per un importo complessivo variante tra i fr. 1'831'900.-- e fr. 1'894'400.-- e di avere, nel medesimo periodo, venduto a terzi almeno kg. 511/536 al prezzo di fr. 3'500.-- al chilogrammo, rispettivamente ha riconosciuto un consumo giornaliero di canapa (tra i 5 ed i 15 spinelli al giorno) (cfr. AI 8 e 11, § 3, classatore 1 atti generali inc. MP 2003.4299 e AI 121 inc. MP 2003.4808).
Per quanto riguarda invece il reato di cui all'art. 305 bis cifra 1 e 2 CP, lo stesso Procuratore pubblico, ha evidenziato che le risultanze sinora acquisite non hanno permesso di verificare l'adempimento dei presupposti oggettivi e soggettivi di tale reato e che, pertanto, riservati futuri sviluppi dell'inchiesta, non può essere escluso l'abbandono di tale imputazione.
Per quanto riguarda invece il procedimento di cui all'inc. MP 2003.4808, _ riconosce unicamente l'accusa di falsità in certificati (cfr. AI 121, verb. PP 13.11.2003), mentre contesta i reati di cui all'art. 183 e 184 CP ai danni di _ (cfr. AI 28, verb. 12.8.2003; AI 30 verb. 13.8.2003; AI 34, verb. 18.8.2003; AI 91, verb. 10.10.2003; AI 93, verb. 13.10.2003; AI 105, verb. 27.10.2003; AI 107, verb. 29.10.2003 e AI 112, verb. 4.11.2003). Dagli atti risultano tuttavia elementi concreti per ritenere che _ sia stato sequestrato rispettivamente rapito, contro il suo volere, sino alle prime ore del 18 giugno 2003 ed in questo lasso di tempo minacciato più volte verbalmente e fisicamente, ripetutamente privato della sua libertà personale, nell'impossibilità sia di fuggire che di chiedere aiuto a terzi e che in tale vicenda _ abbia avuto un ruolo determinante (cfr. rapporto di polizia giudiziaria 6.11.2003 all. 68; AI 30 verb. T. _ 17.7.2003; AI 38, verb. confronto T. _-S. _ 17.7.2003, AI 41, verb. confronto T. _-G. _ 29.7.2003, AI 45, verb. confronto T. _-A. _ 6.8.2003; AI 14, verb. A. _ 18.7.2003; AI 39 verb. A. _ 28.7.2003; AI 43, verb. confronto A. _-S. _ 30.7.2003; rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 6.11.2003, all. 80, 81, 82 e 83, verb. _ 30.6.2003, 14.7.2003, 16.7.2003 e 3.9.2003). Giova comunque evidenziare che l'accusato ha riconosciuto di avere ripetutamente colpito _ a _ (cfr. AI 30, verb. PP 13.8.2003, inc. MP 2003.4808), ciò che concretizzerebbe a suo carico anche il reato di lesioni semplici (art. 123 cifra 1 CP) subordinatamente vie di fatto (art. 126 CP).
In considerazione dell'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza emergenti dagli atti per i suddetti reati di indubbia gravità, segnatamente quelli di cui agli art. 19 cifra 1 e 2 lett. b e c LFStup, 183 e 184 CP (rispettivamente nell'ipotesi più favorevole all'accusato del reato di cui all'art. 181 CP) e 252 CP e sebbene quello di aggressione, come osservato dal Procuratore pubblico, non appaia a prima vista fondato poiché assorbito dall'art. 123 cifra 1/126 cpv. 1 CP, appare superfluo un esame nel merito degli ulteriori reati addebitati all'accusato e perseguibili a querela di parte (ingiuria e minaccia).
4.
Il magistrato inquirente invoca pure, a sostegno della richiesta di proroga, l'esistenza di un concreto pericolo di fuga.
Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).
Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "
Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, ...
" (Schmid, ibidem).
L'accusato è cittadino americano senza particolari legami con il territorio svizzero. Egli è confrontato con imputazioni di sicura gravità e parzialmente ammesse, con deferimento ad una Corte criminale e con un chiaro rischio di pena da espiare. Circostanze queste che rendono concreto il pericolo che _, in caso di sua messa in libertà provvisoria, si dia alla fuga, o in Inghilterra, luogo in cui risiede, o in America, suo Paese d'origine, per non più ripresentarsi al momento del pubblico dibattimento. Il rischio di fuga appare quindi probabile in modo del tutto concreto e non può essere evitato con misure meno incisive come quelle proposte, peraltro in maniera del tutto generica, dall'accusato. Non va del resto trascurata la circostanza che fra i reati addebitati a _ vi è anche di ripetuta falsità in certificati, reato peraltro ammesso, in relazione all'uso di documenti di legittimazione falsi (cfr. verb. 13.11.2003, AI 121 inc. MP 2003.4808).
5.
Oltre ad un concreto pericolo di fuga, in concreto vi sono pure bisogni istruttori.
La difesa di _ con istanza 16 dicembre 2003 ha infatti chiesto l'esperimento di tutta una serie di complementi istruttori. Con decisione 29 dicembre 2003 il Procuratore pubblico ha respinto tutte le richieste, ad eccezione (per il momento) di un nuovo interrogatorio dell'accusato - cui si è proceduto l'8 gennaio 2004 -, di _ - già fissato per il 23 gennaio 2004 con riserva di successivo contraddittorio - e del fratello dell'accusato _ con data ancora da concordare (cfr. AI 138, 142 e 143). A tale ultimo proposito giova infatti rilevare che nella decisione di accoglimento di tale complemento istruttorio il Procuratore pubblico ha invitato la difesa dell'istante ad indicargli
"anche solo telefonicamente, delle date congeniali a tutti per i prossimi mesi di gennaio/febbraio 2004"
e che a tutt'oggi la difesa non ha comunicato alcunchè in proposito.
6.
In conclusione nel caso in esame sono dati gravi e sufficienti indizi di colpevolezza, in capo all'accusato. Sono pure presenti pericolo di fuga e bisogni istruttori.
Una proroga di tre mesi appare effettivamente eccessiva, tenuto conto degli atti istruttori (richiesti dalla difesa ed accolti dal Procuratore pubblico) ancora da assumere: il 23 gennaio 2004 si procederà infatti all'audizione di _, quale teste, riservato un eventuale contraddittorio, mentre l'audizione di _, fratello dell'accusato, non è ancora stata fissata, in quanto la difesa non ha ancora fornito al Procuratore pubblico le possibili date (cfr. consid. 5).
Se è vero che non si può non considerare (perlomeno quale elemento di valutazione aggiuntivo) che alla base dell'istanza di proroga vi è la richiesta di complementi istruttori 16 dicembre 2003 da parte della difesa, peraltro intervenuta l'ultimo giorno disponibile e dopo che la difesa aveva chiesto, a deposito atti in corso, un prolungamento del relativo termine (AI 118, 124, 125 e 136 inc. MP 2003.4808), è altrettanto vero che per la determinazione della durata del carcere preventivo non è opportuno tener conto di eventualità ipotetiche quale quella della presentazione di un reclamo avverso la decisione negativa sulle prove. Qualora tale ipotesi dovesse concretizzarsi, così come nell'eventualità che dovessero manifestarsi nuove e pertinenti necessità d'indagine, il magistrato inquirente valuterà e deciderà se sia necessario e se vi siano le condizioni di legge, per richiedere un'ulteriore proroga; questo Ufficio ne verificherà l'effettivo fondamento.
In virtù di quanto precede una proroga del carcere preventivo di due mesi (a far tempo dal 18 gennaio 2004) è rispettosa del principio di proporzionalità, tenuto conto della gravità dei reati ascritti e del conseguente rischio di pena, nonché del fatto che la conduzione dell'inchiesta, tenuto conto della sua complessità e del vasto numero di persone coinvolte, appare rispettosa dei dettami dell'art. 102 cpv. 1 CPP (cfr. Donatsch/Schmid, n. 84 § 58; DTF 107 Ia 250).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 183, 184 CP, 95 ss., 102, 103, 280 ss e 284 CPP,
decide
1.
L'istanza è parzialmente accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto _ è prorogato di due mesi e verrà a scadere il
18 marzo 2004 (compreso)
.
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
- avv. _ e _ per sé e per l'accusato;
- Procuratore pubblico _, Via Pretorio 16, 6900 Lugano (con copia delle osservazioni 9 gennaio 2004 della difesa e gli incarti di ritorno);
- Direzione PCT, 6904 Lugano-Cadro.
giudice _