Decision ID: e0a306c5-185e-5e50-b230-e6161401931d
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
che i resistenti CO 2 e CO 1 sono comproprietari di un piccolo fondo (part. _di 151 mq), situato alle _ nella zona di mantenimento (ZM), sul retro della loro casa d'abitazione;
che, senza chiedere alcun permesso, una dozzina di anni or sono, i resistenti vi hanno costruito una sorta di gabbia, costituita da un'intelaiatura metallica di 47 mq, alta m 2.50 ed avvolta tanto sui lati, quanto verso l'alto da una rete metallica a maglia fine;
che, su richiesta del municipio, il 2 agosto 2004 i resistenti hanno chiesto il permesso in sanatoria per il manufatto realizzato abusivamente;
che alla domanda si sono opposti alcuni vicini, fra cui il ricorrente C_;
che il 31 gennaio 2005, il municipio ha negato il rilascio della licenza edilizia in sanatoria, ritenendo il manufatto contrario all'art. 30 cpv. 2 NAPR, che nella zona ammette soltanto il riattamento, la manutenzione ed il rifacimento delle costruzioni esistenti ad esclusione di nuovi edifici, riservati modici ampliamenti dettati da esigenze funzionali ed opere di arredo da giardino;
che la decisione è stata confermata in ultima istanza da questo tribunale con sentenza 19 ottobre 2005, mediante la quale ha escluso che la decisione del municipio di negare al manufatto la qualifica di arredo da giardino violasse il diritto;
che con decisione 22 febbraio 2006 il municipio ha ordinato ai resistenti di demolire il manufatto;
che con giudizio 22 agosto 2006 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento di ripristino, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da CO 2 e CO 1;
che il Governo ha in sostanza ritenuto che il municipio avesse omesso di chiedere l'avviso del Dipartimento del territorio prescritto dall'art. 47 RLE; irrilevante sarebbe il fatto che il dipartimento, in sede di risposta al ricorso, abbia dichiarato di disinteressarsi della vertenza;
che contro il predetto giudizio insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo sia il comune di Lugano, che ne chiede l'annullamento, sia l'opponente C_, che chiede l'annullamento del dispositivo che lo condanna al pagamento di un'indennità per ripetibili alla controparte;
che, eccepita la partecipazione al giudizio governativo del Consigliere di Stato direttore del Dipartimento del territorio, primo cugino della moglie del ricorrente CO 2, il comune contesta in sostanza che l'ordine di demolizione debba essere preavvisato dal Dipartimento del territorio;
che C_ si limita invece a contestare la condanna al pagamento di un'indennità per ripetibili;
che i ricorsi sono avversati dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, rispettivamente da CO 2 e CO 1, che contestano in dettaglio le tesi degli insorgenti con argomenti di cui si dirà semmai nei seguenti considerandi;

considerato, in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 21 LE) e la legittimazione attiva degli insorgenti (art. 43 PAmm) sono incontestabilmente date;
che i ricorsi, tempestivi, sono dunque ricevibili in ordine;
che avendo il medesimo oggetto possono essere evasi con unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm);
che le eccezioni sollevate dal comune con riferimento all'art. 26 lett. a CPC ed al rapporto di parentela del Consigliere di Stato direttore del Dipartimento del territorio con la moglie del ricorrente CO 2 possono rimanere indecise, poiché i ricorsi vanno comunque accolti per i motivi che seguono;
che giusta l'art. 43 LE, il municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere eseguite in contrasto con la legge, i regolamenti edilizi o i piani regolatori, tranne il caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse pubblico;