Decision ID: 52683030-2db8-572a-a20a-190a8da992bc
Year: 2016
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, classe 1963, è celibe, convive con la compagna _ con la quale ha avuto due figli nati rispettivamente nel 2003 e nel 2008. Il contribuente ha avuto, il 25.4.2012 un grave incidente della circolazione stradale, a seguito del quale è rimasto invalido nella misura del 100%. Mensilmente percepisce una rendita dall’assicurazione invalidità (AI) di fr. 895.- ed un’altra rendita di fr. 1006.- dalla _.
B.
Con istanza 1.6/12.6.2015 RI 1 presentava all’UEC una domanda di condono per le imposte federali, cantonali e comunali arretrate dal 2010 al 2014. Allegata all’istanza egli compiegava anche la dichiarazione d’imposta della convivente. Lo stesso sosteneva che l’assicurazione responsabilità civile in merito all’incidente di cui era stato vittima non aveva ancora liquidato il caso, motivo per cui non era in grado di far fronte alle imposte arretrate. Egli dichiarava di non poter saldare i debiti fiscali accumulati, posto come quanto percepito dalle assicurazioni gli permetteva a malapena di far fronte al suo sostentamento.
C.
L’Ufficio esazione e condoni con separate decisioni 18.9.2015 respingeva l’istanza di condono delle imposte federali, cantonali e comunali 2010 – 2014. L’Autorità rilevava come per i periodi fiscali 2010 e 2011 l’Ufficio di tassazione avesse valutato d’ufficio il reddito derivante da attività lucrativa in proprio poiché non erano stati chiariti i fatti essenziali per la determinazione del medesimo. Non era stato presentato reclamo contro le relative decisioni. L’autorità, ha precisato che l’istituto del condono non serve ad ogni modo per correggere errori di tassazione o ad ovviare alla mancata impugnativa contro le decisioni di tassazione. L’UEC indicava che dal 1991 al 2002 risultavano diversi scoperti d’imposta sfociati in attestati carenza beni. Dopo aver ricapitolato la disponibilità mensile del contribuente e della convivente, l’autorità precisava come risultava l’esistenza di attestati carenza beni e esecuzioni per pretese di diritto privato e pubblico per complessivi fr. 146'732.60. L’UEC riteneva che vista la situazione, già chiaramente pregiudicata, non si giustificava l’accoglimento della domanda, giacché il condono delle imposte non risolverebbe il disagio.
D.
RI 1 impugnava mediante reclamo del 20.9.2015 le decisioni dell’UEC. Il reclamante ribadiva la situazione di difficoltà finanziaria in cui si trovava a seguito dell’incidente che lo aveva coinvolto, con conseguenze permanenti sulla salute. Il contribuente contestava l’operato dell’UEC laddove, per stabilire la sua situazione finanziaria, aveva preso in considerazione quella della convivente _. La convivenza sarebbe iniziata unicamente a seguito dell’incidente, rilevato come si sarebbe offerta di prestargli le cure del caso. Non sussisterebbe alcun obbligo di mantenimento tra i due poiché a dire dell’insorgente non costituirebbero un “nucleo” famigliare. RI 1 spiegava inoltre di trovarsi in uno stato di precarietà finanziaria non a causa di dissolutezza od assenza di impegno o rispetto verso gli obblighi fiscali. Secondo lui l’esistenza di ACB per fr. 146'732.60 dimostrerebbe la precarietà della situazione finanziaria in cui versa. Senza il condono delle imposte egli ritiene di non potersi rifare un’esistenza.
E.
Con decisioni 20.11.2015 l’UEC respingeva il reclamo presentato da RI 1 con la seguente motivazione:
(...). La disponibilità mensile valutata in prima istanza di fr. 173.--- deve essere confermata. Tuttavia la domanda non è stata respinta per tale motivo ma per l’insieme dell’indebitamento accertato di complessivi fr. 146'732.60. Infatti la concessione del condono delle sole imposte 2012/2013/2014 sarebbe in antitesi con lo scopo del condono in quanto non porterebbe ad un risanamento stabile e duraturo. Da rammentare che per le imposte precedenti al 2012 non possono rientrare in una procedura di condono essendo per le stesse già stato rilasciato un attestato di carenza beni. L’Ente pubblico potrebbe per contro prendere in considerazione una proposta di liquidazione per compromesso debito fiscale alla condizione del rispetto del principio di parità di trattamento tra i creditori di diritto privato e di diritto pubblico.
F.
Con ricorso 4.1.2016 RI 1 impugna le decisioni dell’UEC con cui è stata respinta l’istanza di condono per l’IC e per l’imposta comunale per i periodi 2010 – 2014. Il ricorrente ripropone gli argomenti sollevati in sede di reclamo. Lo stesso sostiene di voler – appena possibile – risanare la propria situazione debitoria, caratterizzata da attestati carenza beni ed esecuzioni per oltre fr. 146'000.-. Secondo il contribuente, senza la concessione del condono sarebbe per lui “impossibile rifarsi un’attività che possa permettergli di provvedere al proprio sostentamento”. Tuttavia rileva che le sue possibilità di reinserimento del mondo del lavoro appaiono limitate a seguito delle conseguenze riportate alla sua salute a causa dell’incidente.

Diritto
1.
1.1.
A far tempo dal 1.1.2016 è entrata in vigore la nuova Legge federale sul condono dell’imposta (RU 2015 7). Scopo principale di questa legge è la delega integrale ai Cantoni della competenza di giudicare le domande di condono dell’imposta federale diretta. Con la Legge federale concernente il condono dell’imposta, i Cantoni diventano gli unici responsabili per l’esame di (tutte) le domande di condono concernenti l’imposta federale diretta. Con questa nuova legge sono state modificate alcune disposizioni dell’Ordinanza sul condono d’imposta (RS 642.121). Sono state inserite nella Legge sull’imposta federale diretta (LIFD, RS 642.11) delle disposizioni che prima si trovavano nell’ordinanza, per esempio per ciò che attiene ad alcuni motivi di diniego del condono dell’imposta elencati nel nuovo art. 167a LIFD, come anche le cause concernenti la situazione di bisogno, così come i diritti e gli obblighi procedurali del richiedente (art. 167d LIFD) (
Vorpe
, Novità legislative nel campo del diritto tributario, RtiD II-2015, p. 515 ss.).
1.2.
La domanda tesa al condono del debito d’imposta per i periodi fiscali 2010 – 2014 è stata presentata all’autorità preposta prima del 1.1.2016. Secondo l’art. 205e cpv. 2 LIFD (applicabile per analogia anche in materia di imposte cantonali e comunali secondo l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994 [RLT; RL 10.2.1.1.1], nella versione in vigore dal 1.1.2016), la procedura di reclamo e la procedura di ricorso contro le decisioni pronunciate prima dell’entrata in vigore della modifica del 20 giugno 2014 sono rette dal diritto anteriore.
Alla procedura di condono è quindi applicabile il vecchio diritto.
1.3.
L’autorità competente a statuire sulle domande di condono in materia di imposte cantonali (art. 22 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria ticinese) e di imposte federali dirette (per somme inferiori a fr. 25'000.–; cfr. art. 4 dell’Ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta, RS 642.121; art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1) è l’Ufficio esazione e condoni.
Dal 1° gennaio 2009, in virtù della nuova garanzia della via giudiziaria prevista dall’art. 29a Cost. fed., le sue decisioni sono impugnabili dinanzi a questa Camera (art. 246 cpv. 3 LT e 5a del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta per l’imposta federale diretta).
2.
2.1.
Va rilevato anzitutto che, con il ricorso del 4/5.1.2016, il ricorrente impugna unicamente la decisione su reclamo dell’UEC del 20.11.2015 relativa all’IC ed all’imposta comunale (v. allegato doc. A). Ne consegue che la decisione su reclamo dell’UEC del 20.11.2015 relativa all’IFD è cresciuta in giudicato.
2.2.
2.2.1.
La Camera di diritto tributario è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi contro le decisioni su reclamo emesse dall’Ufficio esazione e condoni a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione del fisco, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata.
L
’art. 227 cpv. 1 LT, applicabile anche nella procedura di condono (per rinvio dell’art. 246 cpv. 3 LT), stabilisce che il contribuente può impugnare con ricorso scritto la decisione su reclamo dell’autorità di tassazione (o di condono), entro 30 giorni dalla notifica, davanti alla Camera di diritto tributario. Tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio (art. 192 cpv. 1 LT): è prevista una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT).
2.2.2.
Nel caso che qui ci occupa RI 1 ha impugnato la decisione su reclamo dell’UEC datata 20.11.2015 (relativa al condono IC ed imposta comunale) con ricorso 4.1.2016.
In merito alla tempestività del gravame dinanzi alla Camera di diritto tributario, il ricorrente ritiene che il termine di ricorso, interrotto dalle ferie giudiziarie, pervenga a scadenza il 5.1.2016. Nel ricorso precisa che la decisione su reclamo dell’UEC, gli è stata notificata il 21.11.2015.
2.2.3.
La legge federale sull’imposta federale diretta non contiene una disposizione procedurale che preveda la sospensione del termine durante le ferie giudiziarie: il Tribunale federale ha escluso che eventuali norme del diritto cantonale contenute in altre leggi si applichino quindi alla procedura di ricorso e a quella di reclamo in materia di imposta federale diretta (cfr. RDAF 51 p. 57; inoltre la sentenza del Tribunale federale del 15 febbraio 2006 n. 2A.70/2006 consid. 3; anche
Casanova
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 22 ad art. 140 LIFD, p. 1311).
Neppure la legge tributaria cantonale prevede le ferie giudiziarie: per quanto concerne le norme di procedura, la legge tributaria del 1994 è infatti sostanzialmente un calco della legge federale, salvo modifiche qui non di rilievo (cfr.
Messaggio
del Consiglio di Stato del 13 ottobre 1993, p. 107 ss.); del resto, questa Camera ha già avuto modo di escludere che il termine di ricorso sia sospeso dalle ferie giudiziarie previste dall’art. 16 cpv. 1 della Legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm).
2.2.4.
Nel caso che qui ci occupa, il termine per impugnare la decisione su reclamo 20.11.2015 dell’UEC, spedita per posta A e notificata al contribuente il 21.11.2015 (cfr. ricorso p. 1) ha iniziato a decorrere il 22.11.2015, giorno successivo alla notifica per effetto dell’art. 192 cpv. 2 LT, ed è pervenuto a scadenza il 21.12.2015. Il ricorso, inoltrato il 4.1.2016 è pertanto irricevibile, poiché trasmesso dopo il termine di 30 giorni. Il contribuente non ha fatto valere motivi di restituzione del termine (cfr. art. 192 cpv. 5 LT).
3.
A titolo abbondanziale si rileva comunque che, anche qualora il ricorso fosse stato giudicato tempestivo, il ricorrente ha presentato l’estratto del registro delle esecuzioni dove emerge una situazione debitoria molto compromessa (stato estratto al 29.7.2015), con esecuzioni pendenti e attestati carenza beni già rilasciati per un totale contabilizzato dall’UEC in fr. 146'732.60.
Secondo il previgente art. 1 cpv. 1 dell’Ordinanza del DFF concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta (applicabile al caso di specie per applicazione dell’art. 205e LIFD e dell’art. 22 RLT), che ha comunque medesimo tenore del vigente art. 167 cpv. 2 LIFD (applicabile anche al condono dell’imposta cantonale per rinvio dell’art. 22 RLT), il condono dell’imposta ha lo scopo di contribuire al risanamento duraturo della situazione economica del contribuente. Deve profittare al contribuente stesso e non ai suoi creditori.
Ora, come giustamente rilevato dall’UEC il condono dell’imposta richiesto non contribuirebbe in alcun caso a risanare in maniera duratura la situazione economica del contribuente, tenuto conto degli importanti debiti pregressi accumulati, di oltre fr. 146'000.-.
4.
4.1.
Il ricorso deve essere conseguentemente dichiarato irricevibile.
Vista l’attuale disponibilità mensile del ricorrente, non si prelevano tassa di giustizia e spese processuali.
4.2.
Con la Legge federale concernente la nuova disciplina del condono d’imposta (RU 2015 9) è stata parimenti aperta la via del ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (prima del 1.1.2016 era aperta unicamente la via del ricorso sussidiario in materia costituzionale). Tuttavia secondo l’art. 83 lit.
m
della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110) il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile unicamente contro le decisioni concernenti il condono dell’imposta federale diretta o dell’imposta cantonale o comunale sul reddito e sull’utile se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante (in merito si veda anche
Vorpe
, op. cit., p. 518 ss. e per la nozione di “caso particolarmente importante” p. 521 ed anche Messaggio condono dell’imposta, p. 7248).
L’art. 132a LTF, in vigore dal 1.1.2016, prevede che la procedura di ricorso contro le decisioni pronunciate prima dell’entrata in vigore della modifica del 20 giugno 2014 sia retta dal diritto anteriore”.
Ora, ritenuto come la decisione relativa al caso di specie venga pronunciata da questa Camera dopo il 1.1.2016, alla procedura di ricorso al Tribunale federale si applica il nuovo art. 83 lett.
m
LTF (cfr. anche Messaggio concernente la Legge sul condono dell’imposta, in FF 2013 7239, p. 7249).