Decision ID: c16da07e-c74e-5a3d-89c3-6c5fbd6b68cc
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ e _ _ sono comproprietari in ragione di un mezzo ciascuno della particella n. _RFD di _; l’arch. _ _ è proprietario, dal 16 gennaio 1996, della contigua particella n. _RFD (doc. 10). In una convenzione dell’11 gennaio 1996 conclusa con l’allora proprietaria del fondo n. _, _ _, i coniugi _ avevano costituito a carico della loro particella e a favore delle particelle n. _e _ (quest’ultima anch’essa di proprietà Solari) un diritto di passo pedonale e con ogni veicolo (doc. D1). L’iscrizione della servitù a registro fondiario è avvenuta il 15 gennaio 1996 (doc. D3). Il trasferimento della proprietà sul fondo n. _da _ _ a _ _ ha avuto luogo il giorno successivo (doc. 10).
B. Con petizione del 19 luglio 1996 promossa contro l’arch. _ _, _ e _ _ hanno chiesto che fosse accertata la nullità della convenzione 11 gennaio 1996 e che fosse ordinato all’ufficiale del registro fondiario di cancellare l’iscrizione 15 gennaio 1996, relativa alla servitù di passo a carico del loro fondo. In via subordinata essi hanno instato perché la superficie gravata del diritto di passo fosse precisata e limitata a una superficie di 2 m dall’imbocco sulla strada cantonale. In via cautelare, essi hanno postulato l’annotazione senza contraddittorio di una restrizione della facoltà di disporre sulla particella n. _ RFD, proprietà del convenuto. A sostegno delle loro domande gli attori hanno fatto valere che, al momento di firmare la nota convenzione, _ _ era degente all’ospedale in seguito a una “forte depressione” e che egli ha sottoscritto l’accordo senza essere “in grado di misurarne né il senso né tantomeno la portata, facendogli difetto la necessaria capacità di discernimento” (petizione, pag. 7). La convenzione sarebbe pertanto nulla (art. 648 cpv. 2 CC), il marito non avendo espresso validamente la propria volontà. Secondo gli attori, inoltre, il convenuto non potrebbe avvalersi della buona fede (art. 973 CC), essendogli note all’epoca le precarie condizioni di salute dell’attore. Per converso, la buona fede dovrebbe essere riconosciuta a eventuali terzi acquirenti del fondo n. _, ciò che giustificherebbe l’annotazione della restrizione della facoltà di disporre.
C. Alla discussione del 10 settembre 1996 gli attori hanno confermato la propria richiesta cautelare, mentre il convenuto vi si è opposto; in subordine egli ha formulato una richiesta di garanzia bancaria dell’importo di fr. 200’000.– (art. 380 CPC), da versare entro 10 giorni, pena il decadimento del provvedimento cautelare. La domanda è stata avversata dagli attori. Il Pretore ha respinto i mezzi di prova offerti dalle parti.
D. Con decreto del 4 ottobre 1996 il Pretore ha accolto la domanda cautelare e ha fatto ordine all’ufficiale del registro fondiario di annotare a carico della particella n. _RFD di _ l’esi-stenza della causa pendente; egli ha respinto invece la richiesta di prestazione di garanzia formulata dal convenuto. La tassa di giustizia di fr. 500.– e le spese sono state poste a carico di quest’ultimo, con obbligo di rifondere agli attori fr. 600.– per ripetibili.
E. Contro il decreto cautelare _ _ è insorto con un appello del 21 ottobre 1996 nel quale chiede che, previo conferimento al gravame dell’effetto sospensivo, la decisione sia riformata nel senso che la domanda cautelare sia respinta o, in via subordinata, che gli attori siano tenuto a fornire una garanzia bancaria di fr. 200’000.– entro 10 giorni.
La richiesta di effetto sospensivo è stata respinta dalla presidente di questa Camera il 23 ottobre 1996.
Nelle loro osservazioni del 20 novembre 1996 _ e _ _ propongono la reiezione dell’appello.

Considerando
in diritto: 1. Il Pretore ha ordinato la restrizione della facoltà di disporre a carico della particella n. _ (art. 960 cpv. 1 n. 1 CC) in base a un certificato medico stando al quale l’11 gennaio 1996, data in cui fu sottoscritta la convenzione litigiosa, _ _ era degente presso la _ _ per “importanti disturbi ansioso-depressivi” (doc. I). Egli ha ritenuto che a un esame di mera verosimiglianza non si potesse escludere il buon esito dell’ azione, tanto più che in caso contrario gli attori non avrebbero potuto far valere le loro pretese nei confronti di eventuali terzi acquirenti in buona fede del fondo.
2. L’appellante sostiene che nella fattispecie non sussisterebbero i requisiti per ordinare la restrizione della facoltà di disporre, poiché all’azione di merito mancherebbe già la parvenza di buon fondamento. Egli fa valere, in particolare, di avere comperato il fondo già gravato dalla servitù e di essere quindi protetto come acquirente in buona fede (art. 973 CC), ciò che comporterebbe il rigetto dell’azione.
3. In concreto il Pretore ha ordinato l’annotazione sulla base dell’ art. 960 cpv. 1 n. 1 CC, come richiesto dagli attori. In realtà sarebbe entrata in linea di conto un’iscrizione provvisoria (art. 961