Decision ID: 71214be4-1605-5a39-b62d-89120ef02d1e
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...), ha lavorato in Svizzera dal 2002
al 2006 (37 mesi in totale; v. doc. TAF 9), solvendo contributi all'assicura-
zione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità durante tale perio-
do. Il 10 febbraio 2009, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di
una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 6-1). Dal 20
ottobre 2009, è alle dipendenze della ditta B._, in qualità di ma-
gazziniere (con mansioni di consegna e ritiro della posta e lavori vari di
magazzino), in ragione di 44 ore alla settimana (con un rendimento,
quantificato dal datore di lavoro, nella misura del 65%; doc. 26-1; v. anche
doc. 12-1).
B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone
C._ (Ufficio AI) ha in particolare assunto agli atti la seguente do-
cumentazione:
 documenti medici di data intercorrente da settembre 2008 a luglio
2009 (doc. 1-1 a 1-10, 4-1 a 4-4 e 8-9);
 la perizia medica particolareggiata E 213 del 5 agosto 2009, da
cui emerge la diagnosi di sclerosi multipla tipo relapsing-remitting
in trattamento immunomodulatore continuativo (doc. 3-1);
 il questionario per il datore di lavoro del 21 giugno 2010 (doc. 26-
1);
 il questionario per l'assicurato del 9 gennaio 2010 (doc. 11-1 [v.
anche doc. 10-1]).
C.
C.a Nel rapporto del 30 luglio 2010, il dott. D._, medico del Servi-
zio medico regionale dell'AI (SMR), ha ritenuto che la documentazione
medica è insufficiente alfine di una valutazione del caso. Ha quindi chie-
sto un complemento d'istruttoria (doc. 28-1).
C.b Il 2 agosto 2010, l'Ufficio AI ha chiesto all'interessato di far pervenire
tutta la documentazione medica in suo possesso a decorrere dal 2008
(doc. 29-1).
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C.c Dalle carte processuali risultano essere stati prodotti documenti me-
dici da settembre 2008 a novembre 2008 (doc. 31-2 a 31-251).
C.d Nel rapporto del 6 settembre 2010, il dott. D._ ha proposto
l'effettuazione di una perizia neurologica, ritenuto altresì che manca do-
cumentazione aggiornata al 2009/2010 (doc. 32-1).
C.e Dopo aver esaminato personalmente l'assicurato il 22 ottobre 2010
(v. doc. 33-1) ed aver analizzato la documentazione medica assunta, il
dott. E._, specialista in neurologia, nel rapporto del 4 aprile 2011
(doc. 36-1), ha esposto la diagnosi segnatamente di malattia demieliniz-
zante del sistema nervoso centrale sotto terapia, cefalee in parte a carat-
tere vascolare ed esiti di compressione cronica del nervo mediano destro
nel canale carpale. Secondo il perito, l'interessato ha presentato una
completa incapacità al lavoro da ottobre del 2008 per almeno tre mesi. In
seguito, l'attività di magazziniere è esigibile nella misura del 60% (tutta la
giornata con alcune limitazioni funzionali). L'interessato è altresì abile nel-
la misura del 60% (tutta la giornata con qualche limitazione) in un'attività
sostitutiva confacente allo stato di salute.
C.f Nel rapporto del 15 aprile 2011, il medico SMR ha ritenuto in virtù del-
la menzionata perizia – e fermo restando un'inabilità al lavoro totale dal 1°
ottobre al 31 dicembre 2008 – una capacità lavorativa dell'interessato del
60% a decorrere dal 1° gennaio 2009, sia nell'attività abituale di magazzi-
niere sia in un'attività sostitutiva confacente allo stato di salute (doc. 37-
1).
C.g Il 2 maggio 2011, il consulente del Servizio integrazione professionale
dell'AI ha determinato, nell'ambito di un'attività sostitutiva confacente allo
stato di salute, un grado d'invalidità del 36,06% per l'anno 2009 e del
34,71% per l'anno 2010 (doc. 39-1; v. anche doc. 38-1 e 40-1).
D.
Con progetto di decisione del 3 maggio 2011, l'Ufficio AI del Cantone
C._ ha comunicato all'interessato che, in virtù della documenta-
zione medica agli atti, la richiesta di prestazioni sarebbe stata respinta, ri-
tenuto in particolare che l'esercizio sia dell'attività abituale sia di un'attività
sostitutiva confacente allo stato di salute è da considerare esigibile in mi-
sura tale da escludere il diritto ad una rendita. Ha altresì concesso all'inte-
ressato la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni, dalla ricezione del
progetto di decisione, delle osservazioni per iscritto (doc. 41-1).
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Pagina 4
E.
E.a Il 19 maggio 2011, l'interessato ha postulato il riconoscimento di
un'incapacità lavorativa del 40%, dal momento che, pur essendo assunto
a tempo pieno, ha un rendimento non superiore al 60% per motivi di salu-
te (doc. 42-1).
E.b Il 27 maggio 2011, il datore di lavoro ha chiesto all'amministrazione di
rivalutare la propria posizione e di riconoscere, "nel limite concessovi", un
grado d'invalidità del 60% (doc. 46-1). È stata altresì esibita una relazione
neurologica del 26 maggio 2011 (doc. 46-2).
E.c Nel rapporto del 16 giugno 2011, il dott. D._ ha rilevato che,
sebbene l'interessato soffra di una malattia ad andamento cronico recidi-
vante a prognosi incerta, il rapporto del 26 maggio 2011 dello specialista
neurologo attesta una stazionarietà clinica (dopo terapia immunomodu-
lante) da dicembre del 2008 ad oggi. Ha quindi ritenuto che non vi erano
motivi per modificare la valutazione clinica-lavorativa di cui alla perizia
dell'aprile 2011 (doc. 48-1).
F.
Il 5 luglio 2011, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero ha respinto
la domanda di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha
rilevato, in virtù della perizia neurologica, che l'assicurato presenta, ferma
restando un'inabilità totale al lavoro da ottobre a dicembre del 2008,
un'incapacità lavorativa del 40% sia nell'attività abituale sia in un'attività
sostitutiva confacente allo stato di salute a far tempo da gennaio del
2009, ciò che conduce, nell'ambito di un'attività sostitutiva adeguata, ad
un grado d'invalidità del 36% per l'anno 2009 e del 35% per l'anno 2010,
che esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione
svizzera per l'invalidità (doc. 51-1).
G.
G.a Il 31 agosto 2011, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 5 luglio
2011 mediante il quale ha chiesto il riconoscimento di tre quarti di rendita
d'invalidità. Si è doluto di un'errata valutazione della sua incapacità lavo-
rativa. In particolare, ha segnalato che dal questionario per il datore di la-
voro del giugno 2010 (doc. 26-1) emerge che, a seguito dell'insorgere del
danno alla salute, ha svolto lavori estremamente leggeri. Il datore di lavo-
ro ha altresì quantificato, nello scritto del 27 maggio 2011, allegato in co-
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pia al gravame (documento già agli atti di causa), un rendimento pari al
40% a far tempo dal 1° settembre 2010, con conseguente salario lordo di
fr. 2'700.-- (fr. 1'680.-- quale salario per il rendimento e fr. 1'020.-- quale
salario sociale). Ha inoltre sottolineato che, nel calcolo per la determina-
zione del grado d'invalidità, si otterrebbe una perdita di guadagno del
65,27%. Infine, ha formulato una domanda di assistenza giudiziaria, nel
senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali.
G.b Il 7 ottobre 2011, il medesimo ha esibito il formulario "domanda di
gratuito patrocinio" (doc. TAF 4).
G.c Il 27 ottobre 2011, l'insorgente ha segnalato che, secondo lo scritto
del datore di lavoro del 20 ottobre 2011, allegato in copia, è stato assente
dal lavoro causa malattia per 30 giorni nel corso del 2011 (doc. TAF 7).
G.d Con provvedimento del 3 novembre 2011, questo Tribunale ha tra-
smesso all'autorità inferiore lo scritto del ricorrente del 27 ottobre 2011
(doc. TAF 8).
H.
H.a Il 27 settembre 2011, il consulente del Servizio integrazione profes-
sionale dell'AI ha effettuato una valutazione del grado d'invalidità dell'inte-
ressato sulla base di un salario annuale da valido di fr. 54'600.-- come
magazziniere nel 2009 (secondo le indicazioni del datore di lavoro) e l'ha
contrapposto ad un salario annuale da invalido di fr. 30'790.-- in attività
semplici e ripetitive, secondo i dati ricavati dalle statistiche pubblicate
dall'Ufficio federale di statistica, tabella TA1 (fr. 61'244.-- con una riduzio-
ne dell'11,80% [per tenere conto del fatto che l'assicurato ha percepito un
reddito inferiore rispetto al salario medio nel settore delle costruzioni; dif-
ferenza salariale], una diminuzione del 40% [per l'incapacità lavorativa
come stabilita dal perito] ed una riduzione del 10% [per tenere conto del
fatto che l'assicurato può esercitare solo delle attività leggere]). Ne deriva,
nell'ambito di un'attività sostitutiva confacente allo stato di salute, un gra-
do d'invalidità del 44%. È stato altresì osservato che l'interessato presen-
ta il minor discapito economico nell'esercizio dell'attività abituale, ritenuto
che, in tale ambito, il suo grado d'invalidità è pari al 40% (doc. 54-1; v.
anche doc. 54-2 e 54-3).
H.b Nella risposta al ricorso del 24 novembre 2011, l'autorità inferiore ha
comunicato a questo Tribunale d'avere reso, il 9 novembre 2011, giusta
l'art. 53 cvp. 3 LPGA, una nuova decisione (allegata in copia), mediante
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la quale ha deciso di erogare in favore dell'insorgente un quarto di rendita
d'invalidità a decorrere dal 1° marzo 2010 (v. anche la presa di posizione
dell'Ufficio AI del Cantone C._ del 18 novembre 2011; doc. TAF 9).
I.
I.a Nella replica del 26 gennaio 2012, l'interessato ha comunicato a que-
sto Tribunale di mantenere il ricorso interposto il 31 agosto 2011 (doc.
TAF 11).
I.b Con provvedimento del 31 gennaio 2012, questo Tribunale ha tra-
smesso per conoscenza all'autorità inferiore la replica del 26 gennaio
2012 (doc. TAF 12).

Diritto:
1.
1.1. Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]), rispetti-
vamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I
185 consid. 2 e relativi riferimenti).
1.2. Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge fede-
rale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),
rese dall'Ufficio AI per le persone residenti all'estero.
1.3. In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e
28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4. Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-
te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-
fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso
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dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è per-
tanto ammissibile.
2.
2.1. In virtù dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, l'assicuratore può riconsiderare una
decisione, contro la quale è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo
preavviso all'autorità di ricorso. Peraltro, detta disposizione corrisponde
all'art. 58 cpv. 1 PA (cfr. sentenza del Tribunale federale I 115/06 del 15
giugno 2007 consid. 2.1).
2.2. Secondo giurisprudenza, la decisione resa pendente lite toglie la
controversia solo nella misura in cui accondiscende alle conclusioni
dell'insorgente. Nella misura in cui non è stata risolta nella decisione suc-
cessiva, la lite permane sulle domande non soddisfatte del ricorrente e in
questo caso l'autorità di ricorso deve entrare nel merito di quanto è rima-
sto indeciso, prescindendo dal fatto se il ricorrente abbia o meno impu-
gnato la seconda decisione (DTF 113 V 237 e DTF 107 V 250).
2.3. Nel caso concreto, nella risposta al ricorso del 24 novembre 2011
(doc. TAF 9), l'autorità inferiore ha informato questo Tribunale d'avere re-
so, il 9 novembre 2011, una nuova decisione, mediante la quale ha deci-
so di erogare in favore del ricorrente un quarto di rendita d'invalidità a de-
correre dal 1° marzo 2010. A prescindere dal fatto che l'insorgente ha di-
chiarato di mantenere il ricorso interposto il 31 agosto 2011 (cfr. replica
del 26 gennaio 2012 [doc. TAF 11]), la nuova decisione non accondiscen-
de alle conclusioni ricorsuali del ricorrente, il medesimo avendo chiesto
nel merito l'accoglimento del gravame e il riconoscimento del diritto a tre
quarti di rendita d'invalidità (doc. TAF 1). Questo Tribunale deve pertanto
entrare nel merito del ricorso interposto il 31 agosto 2011, lo stesso non
essendo divenuto privo d'oggetto per effetto della decisione del 9 novem-
bre 2011.
3.
3.1. Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazio-
ne svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera cir-
colazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14
giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai la-
voratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spo-
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stano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1), che si applica a
tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successi-
vamente e si sostituisce a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che
vincoli due o più Stati (art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento
(CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione
del Regolamento n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regola-
mento (CEE) n° 1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento
tra cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea
ed i cittadini svizzeri.
3.2. Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'alle-
gato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comu-
nità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia
disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in particolare
l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale
(art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendi-
ta di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.
3.3. L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente
procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea,
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno
1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'ap-
plicazione del Regolamento n° 1408/71.
3.4. Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera
d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il dirit-
to svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio
2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, il grado
d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita dell'assicurazione
svizzera è determinato esclusivamente secondo il diritto svizzero (DTF
130 V 253 consid. 2.4).
4.
4.1. Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono appli-
cabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
4.2. Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
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giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24
consid. 4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF
129 V 1 consid. 1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presen-
tata il 10 febbraio 2009, al caso in esame si applicano di principio le di-
sposizioni della 5 a revisione AI entrate in vigore il 1° gennaio 2008 (cfr.
sentenza del Tribunale federale 8C_249/2010 del 1° giugno 2009; v. an-
che la sentenza del Tribunale amministrativo federale C-4419/2010 dell'8
febbraio 2012). Al caso di specie, non sono per contro applicabili le di-
sposizioni della 6 a revisione AI (primo pacchetto) che sono entrate in vigo-
re il 1° gennaio 2012 (FF 2010 1603).
4.3. Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di ren-
dita il 10 febbraio 2009. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede
che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui
l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art.
29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr.
consid. 6.3 del presente giudizio]). Giova altresì rilevare che il potere co-
gnitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione impu-
gnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione im-
pugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data
quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2
e DTF 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamen-
te connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è sta-
ta resa (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2;
DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
5.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una
rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulati-
vamente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA non-
ché art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
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anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 con-
sid. 3 e 4).
Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 3 anni
(doc. TAF 9) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione della durata
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sen-
si di legge.
6.
6.1. L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul
mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da
un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver
sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-
mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra pro-
fessione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
6.2. Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendi-
ta se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e
ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entra-
ta in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista
dall'art. 29 cpv. 4, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore
al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad assicurati che sono
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più
applicabile segnatamente quando l'assicurato è cittadino dell'UE o svizze-
ro e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del Tribuna-
le federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 e relativi riferimenti).
6.3. L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita
se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avu-
to un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante
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un anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo an-
no è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.4. Un'incapacità al lavoro del 20% deve essere presa in considerazione
per il calcolo dell'incapacità al lavoro media giusta l'art. 28 cpv. 1 lett. b
LAI (cfr. nota marginale 2020 della Circolare sull'invalidità e la grande in-
validità nel suo tenore applicabile fino al 31 dicembre 2007; Jurispruden-
ce et pratique administrative des autorités d'exécution de l'AVS/AI [Prati-
que VSI] 1998 p. 126 consid. 3c).
7.
7.1. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere e-
conomico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 110 V
273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'as-
sicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigi-
bile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
7.2. L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di prin-
cipio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fi-
sica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conse-
guente incapacità lavorativa.
7.3. Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certifica-
zioni mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il
danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora ragione-
volmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e DTF 114 V
310 consid. 3c).
8.
8.1. Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di
assicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-
sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
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8.2. Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modifica-
re questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezza-
mento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2a ed., Zu-
rigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del Tribunale federale K 24/04
del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 4a). In tal caso, non sussiste
una violazione del diritto costituzionale di essere sentito secondo l'art. 29
cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).
8.3. In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40
della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS
273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determi-
nanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le
valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i fatti
non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche li-
mitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa
all'amministrazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui
medesimo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione
che ha per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i
principi della semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In parti-
colare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'am-
ministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella
speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare
i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del Tribunale federale
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti).
9.
9.1. Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregres-
sa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere
conto delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera
chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è determinante né la sua ori-
gine né la sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto –
ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).
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Pagina 13
9.2. In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie (sentenza del Tribunale federale U 505/06
del 17 dicembre 2007). Ragioni che possono indurre il giudice a non fon-
darsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi mo-
tivi per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemen-
te fondata da mettere in discussione le conclusioni peritali (sentenza del
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
9.3. Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha pre-
cisato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono
contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado es-
se abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice
deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la
perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione (DTF 125 V
351). Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pro-
nunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari lega-
mi che essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi rife-
rimenti).
9.4. Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contrad-
dittori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-
riale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che
su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-
mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui
si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (senten-
za del Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
10.
Dalla documentazione medica agli atti emerge che il ricorrente soffre se-
gnatamente di malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale
(sclerosi multipla) sotto terapia, cefalee intermittenti in parte dal carattere
vascolare, esiti di compressione cronica del nervo mediano destro nel
canale carpale, fatica cronica con interessamento maggiore agli arti infe-
riori, foto-fono-osmofobia senza sintomi vegetativi, ridotto visus all'occhio
destro, stato dopo intervento per tunnel carpale bilaterale, stato dopo in-
tervento alla spalla destra per lesione cuffia rotatori e stato dopo frattura
C-4809/2011
Pagina 14
al polso destro (cfr. perizia neurologica dell'11 aprile 2011 del dott.
E._ [doc. 36-1] e rapporto del medico SMR del 15 aprile 2011
[doc. 37-1]).
11.
11.1. Nel caso di specie, l'oggetto litigioso è la questione di sapere se il
ricorrente abbia diritto a tre quarti di rendita dell'assicurazione svizzera
per l'invalidità, come da lui postulato.
11.2. Nella perizia neurologica del 4 aprile 2011 (doc. 36-1), il dott.
E._ rileva che l'assicurato soffre di cefalee fin da bambino, dopo
avere subito due traumi cranici all'età di 6 e 10 anni. Ha presentato una
prima manifestazione neurologica della sclerosi multipla nel 2008, dap-
prima con un dolore orbitale destro, apparentemente senza alterazione
del visus. Ha sviluppato, nei mesi successivi, una sintomatologia neuro-
logica coinvolgente il tronco cerebrale e il midollo spinale soprattutto a li-
vello cervicale. L'assicurato è stato messo al beneficio di un trattamento
con netto miglioramento della sintomatologia iniziale, caratterizzata so-
prattutto da disartria, emiparesi destra, disturbi dell'equilibrio, problemi u-
rinari. È stata iniziata una terapia con stabilizzazione della situazione, ap-
parentemente senza recidiva. L'assicurato accusa soprattutto una sin-
drome da affaticamento cronico, difficoltà alla marcia su percorsi lunghi,
con una sindrome tetrapiramidale ed un leggero deficit motorio del mem-
bro inferiore sinistro nonché una leggera disfunzione vestibolare sinistra.
Il perito constata altresì che la situazione al momento sembra stabile,
l'assicurato ha ripreso a lavorare, tutta la giornata, con però alcune limita-
zioni, può sedersi e riposarsi quando si sente particolarmente stanco, non
deve portare pesi eccessivi. Il tutto è facilitato dalla comprensione da par-
te del datore di lavoro. Secondo il dott. E._, l'assicurato, da otto-
bre 2008, ha sicuramente presentato un'incapacità lavorativa per almeno
3 mesi al 100%, in seguito ha ripreso a lavorare sempre nella misura del
60%, 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. L'attività attuale è praticabile
nella stessa misura. Il perito ha pure sottolineato che l'assicurato in qual-
siasi altra attività presenterebbe le stesse limitazioni, i disturbi sono so-
prattutto legati alla terapia e alla presenza di una sindrome da affatica-
mento cronico. Non vede dunque una motivazione per un'integrazione
professionale.
11.3. Ora, la valutazione del dott. E._, secondo la quale il ricorren-
te "da ottobre 2008 ha sicuramente presentato un'incapacità lavorativa
per almeno 3 mesi al 100%, in seguito ha ripreso a lavorare sempre nella
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Pagina 15
misura del 60% (...); l'attività attuale è praticabile nella stessa misura"
(cfr. doc. 36-5 pto. B2), appare imprecisa in merito alla valutazione della
residua capacità lavorativa ed al momento a partire da cui sussiste tale
capacità lavorativa. In effetti, la residua capacità lavorativa medico-teorica
del 60% come ritenuta dal. dott. E._ appare fondata sulla consta-
tazione che l'insorgente ha ripreso a lavorare in tale misura quale magaz-
ziniere presso il proprio datore di lavoro. Tuttavia, non è dato sapere, in
assenza di qualsivoglia considerazione al riguardo nella perizia del 4 apri-
le 2011, se il rendimento ragionevolmente esigibile dall'insorgente, anche
dal profilo medico-teorico, nell'esercizio dell'attività di magazziniere, o in
altra sostituiva adeguata (dal momento che secondo il perito il rendimento
sarebbe identico anche in attività sostitutive), sia effettivamente del 60%.
Il perito stesso ha indicato che il ricorrente ha certo riperso l'attività al
60%, ma con limitazioni e grazie alla comprensione da parte del datore di
lavoro. Quest'ultimo, ha però segnalato, con scritto del 27 maggio 2011
(doc. 46-1), che l'insorgente ha un rendimento del 40% a far tempo dal 1°
settembre 2010. Ha pure precisato, con scritto del 20 ottobre 2011 (doc.
TAF 11) – certo redatto dopo la data della decisione impugnata, ma che si
riferisce all'attività svolta alle sue dipendenze anche anteriormente alla
data di detta decisione – che la situazione del ricorrente non appare più
gestibile e che le continue e ripetute assenze comportano una notevole
diminuzione di rendimento. Il datore di lavoro ha altresì fatto riferimento
ad "un eventuale ulteriore provvedimento, il quale si potrebbe riassumere
in una diminuzione della percentuale del rapporto di lavoro o addirittura
con la cessazione dello stesso". Quanto al momento a partire da cui sa-
rebbe intervenuto con verosimiglianza preponderante, dopo ottobre 2008,
il miglioramento dello stato di salute dell'insorgente, appare poco chiaro
se il perito consideri che se l'esercizio dell'attività di magazziniere (come
pure di un'attività sostitutiva confacente allo stato di salute) sia esigibile
dal 1° gennaio 2009, ossia dopo un periodo di inabilità al lavoro di 3 mesi
(da ottobre del 2008), oppure solamente dal 20 ottobre 2009, ossia dal
momento in cui l'insorgente ha ripreso a lavorare presso il proprio datore
di lavoro, come sembrano suggerire le considerazioni del perito a pagina
5 della perizia (doc. 36-5). Certo, il medico SMR dott. D._ ha rite-
nuta la prima variante (incapacità lavorativa totale di soli 3 mesi), senza
tuttavia che la stessa, come precedentemente evidenziato, si imponga
necessariamente in virtù della citata perizia del dott. E._ e senza
che tale conclusione sia accompagnata da motivazione concludente (cfr.
doc. 37 e 38), ritenuto altresì che allorquando in una perizia non è indica-
to in modo chiaro il momento a partire dal quale vi sarebbe stato un mi-
glioramento significativo dello stato di salute dell'assicurato, si presume
che il miglioramento intervenga di regola il giorno dell'effettuazione della
C-4809/2011
Pagina 16
perizia (che nel caso concreto è basata su un esame effettuato il 22 otto-
bre 2010).
12.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata – che viola il di-
ritto federale (accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamen-
te rilevanti) – incorre nell'annullamento.
13.
13.1. Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione,
esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel meri-
to o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un
nuovo giudizio (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale C-
3138/2010 del 9 gennaio 2012 consid. 8.1). In particolare, esso si sostitui-
rà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti a
statuire sull'applicazione del diritto federale (v. sentenza del Tribunale fe-
derale 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti;
DTF 126 II 43 e DTF 125 II 326). Tale non è il caso nella presente fatti-
specie per i motivi precedentemente indicati. Gli atti di causa sono per-
tanto rinviati all'autorità inferiore affinché la stessa proceda a completare
l'accertamento dei fatti determinanti, segnatamente con una richiesta di
complemento della perizia neurologica del 4 aprile 2011 (cfr., sulla possi-
bilità di un rinvio all'autorità inferiore in siffatte circostanze, DTF 137 V
210 consid. 4.4.1.4]), e con ogni ulteriore esame che l'evoluzione nel
tempo dello stato di salute del medesimo dovesse rendere necessario,
nonché a pronunciare una nuova decisione.
13.2. Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora
da esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa,
non sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento
dell'insorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 2.3.4). In altri
termini, nell'ambito della nuova procedura dinanzi all'UAIE a seguito della
presente cassazione della decisione del 5 luglio 2011, il quarto di rendita
attribuito all'insorgente da detto Ufficio a partire dal 1° marzo 2010 con
(nuova) decisione del 9 novembre 2011 – il ricorrente avendo mantenuto
il ricorso del 31 agosto 2011 anche dopo avere preso conoscenza della
menzionata nuova decisione dell'UAIE, il periodo di cognizione di questo
Tribunale rimane delimitato dalla data del provvedimento impugnato del 5
luglio 2011 (cfr. DTF 113 V 237) – deve considerarsi come definitivamente
accertato ed acquisito perlomeno fino alla data della decisione impugnata
del 5 luglio 2011 (limite di cognizione temporale nel caso di specie; cfr.
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Pagina 17
sulla problematica anche le sentenze del Tribunale amministrativo federa-
le C-3138/2010 del 9 gennaio 2012 consid. 8.2 e C-4961/2011 del 21 no-
vembre 2011 consid. 7.2). In tale contesto, resta aperta solo la questione
di sapere se la portata e l'(eventuale) peggioramento dell'affezione neuro-
logica possano avere un'incidenza significativa sulla capacità lavorativa
del ricorrente nell'attività di magazziniere (come pure in un'attività sostitu-
tiva confacente allo stato di salute). In effetti, e come precedentemente
accennato, una soppressione totale della rendita non è ipotizzabile, dal
momento che la sola affezione neurologica, già accertata in prima istan-
za, comporta sicuramente, ad essa sola, la concessione di perlomeno un
quarto di rendita, fino al 5 luglio 2011, come ritenuto nella (nuova) deci-
sione del 9 novembre 2011.
13.3. Infine, resta aperta pure la questione di sapere se si possa ritenere,
come ha fatto l'autorità inferiore nella decisione del 5 luglio 2011 (ma, sia
rilevato a titolo del tutto abbondanziale, anche in quella nuova del 9 no-
vembre 2011), che il ricorrente ha presentato la sua domanda di rendita
d'invalidità svizzera il 2 settembre 2009 (v. la decisione del 5 luglio 2011
[doc. 51-1] e la risposta al ricorso del 24 novembre 2011 [doc. TAF 9]).
Ora, dallo specifico formulario ufficiale E 204 risulta che l'insorgente ha
formulato una richiesta di una rendita all'assicurazione svizzera per l'inva-
lidità il 10 febbraio 2009 dinanzi alla Direzione provinciale di F._,
Ufficio convenzioni internazionali (v. doc. 6 pag. 8), formulario che è per-
venuto all'autorità inferiore il 2 settembre 2009 (v. doc. 6 pag. 1). Stante
tale premessa, l'autorità inferiore dovrà spiegare, qualora dovesse persi-
stere sulla data del 2 settembre 2009 quale data dell'inoltro della doman-
da di rendita in esame, per quale ragione non sia determinante la data
dell'effettiva domanda depositata dal ricorrente, ossia il 10 febbraio 2009,
così come indicato dalla competente autorità italiana nel formulario E
204.
13.4. Visto l'esito della procedura, non sono prelevate delle spese pro-
cessuali (art. 63 PA). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso del-
la dispensa dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta
senza oggetto.
13.5. Si giustifica altresì l'attribuzione al ricorrente, rappresentato in que-
sta sede da mandatario professionale, di un'indennità per spese ripetibili
della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 cpv. 1 e 2 del
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tri-
bunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS
173.320.2] a contrario). La stessa, in assenza di una nota dettagliata, è
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fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 1'500.--, tenuto conto del la-
voro effettivo svolto dal rappresentante del ricorrente. L'indennità per ripe-
tibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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