Decision ID: e4ed2f0b-c43d-57cf-9b8c-d26085928941
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Il 13 gennaio 2000 la AP 1 (in seguito: AP 1) ha stipulato con la società tedesca AO 1 (in seguito: AO 1) un contratto, sottoposto al diritto svizzero, avente quale oggetto la costruzione e la fornitura di una motonave della capienza di 330 passeggeri e dal costo preventivato di fr. 4'200'000.-, IVA esclusa (doc. A), destinata al servizio sul lago C_. Tenutosi il 13 marzo 2001 il collaudo della motonave denominata San Gottardo (doc. B), la stessa ha potuto essere consegnata il 23 aprile successivo alla committenza, provocandone l'immediata reazione concretizzatasi con lo scritto 25 aprile 2001 con cui essa segnalava una serie di difetti riscontrati (doc. B) e con il successivo allestimento di un referto specialistico del 2 maggio 2001 da parte di una società viennese specializzata, così richiesta da AP 1 (doc. C). Con la contestazione dei rimproveri rivolti all'appaltatrice (lettera del patrocinatore del 27 aprile 2001, doc. E) ha preso il via una vertenza tra le parti al contratto, con preliminare richiesta di una prova a futura memoria (decreti 10, 15 e 26 ottobre 2001 della Pretura di Lugano, Sezione 1, doc. G, H e I, referto peritale 31 gennaio 2002, doc. L, poi completato il 31 luglio 2002, doc. N). Con incarico 14 novembre 2002 ad una società estera, di cui meglio si dirà in seguito, la AP 1 ha quindi provveduto a far apportare alla motonave le modifiche ritenute necessarie per correggerne i difetti. Tali interventi, eseguiti presso il cantiere nautico della committenza, da parte del suo personale coadiuvato da operai esterni e da ditte terze, hanno inteso concretizzare le proposte contenute nel rapporto tecnico della consulente summenzionata (doc. U3). Tra le parti non è stato possibile raggiungere un accordo che permettesse di superare le contrapposte valutazioni in merito alla conformità dei lavori di modifica e riparazione eseguiti sulla motonave rispetto a quanto emerso dalla prova a futura memoria e quindi alla loro effettiva necessità al fine di eliminare i difetti riscontrati (doc. Z e AA).
B. Con petizione 23 febbraio 2004 AP 1 ha quindi convenuto in giudizio AO 1 chiedendo il pagamento di fr. 898'588,48 pari ai costi sostenuti per la riparazione e l'eliminazione dei pretesi difetti (secondo un calcolo riassuntivo esposto a pag. 18 della petizione), dedotta la cifra già trattenuta dalla committente su quanto ancora dovuto alla convenuta e aggiunte le spese preprocessuali per il patrocinio.
C. Con risposta e azione riconvenzionale 16 giugno 2004AO 1 ha chiesto di respingere l'azione principale e di condannare in via riconvenzionale AP 1 al pagamento di fr. 280'643,65 pari al saldo della mercede ancora scoperto, già dedotta la cifra corrispondente ai difetti riconosciuti e alla relativa spesa per porvi rimedio. Con le successive comparse scritte e, rinunciato a comparire al dibattimento finale, con le conclusioni scritte 10 e 18 febbraio 2010 le parti hanno riproposto le rispettive allegazioni e domande.
D. Con sentenza 10 gennaio 2011 il Pretore ha parzialmente accolto l'azione principale, condannando AO 1 al pagamento di fr. 144'465.- oltre interessi, accogliendo nel contempo parzialmente l'azione riconvenzionale da questa promossa e riconoscendo un credito pari a fr. 274'792,35. Tasse, spese e ripetibili sono state poste a carico delle parti a seconda della rispettiva soccombenza. In estrema sintesi il Pretore ha dapprima rilevato come l'intervento riparatore eseguito sulla motonave sia stato deciso e fatto eseguire da AP 1 sulla base di valutazioni e considerazioni in parte estranee alle risultanze del referto allestito quale prova a futura memoria (doc. L e N) indicante i difetti riscontrati e i relativi interventi appropriati per la loro eliminazione. Fatta eccezione per due puntuali situazioni, il primo giudice ha quindi ritenuto che non entrasse in linea di conto la rifusione di spese sostenute per interventi non prescritti dal referto in questione. Respinte altresì le critiche formulate dall'attrice alla prova a futura memoria e ulteriori tesi ritenute inammissibili poiché proposte tardivamente e in contraddizione con le allegazioni introduttive, il Pretore ha quindi passato in rassegna i singoli interventi riparatori effettivamente eseguiti alla motonave, esaminando in quale misura questi risultassero funzionali all'esistenza dei difetti e fossero rispettosi del principio di proporzionalità tra costi e benefici. Confermato il rifiuto di far allestire un'ulteriore perizia, come richiesto dall'attrice, il Giudice di prime cure ha quindi nel concreto respinto buona parte delle pretese attoree, accogliendo per contro la quasi totalità di quelle proposte con l'azione riconvenzionale, con argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, nei seguenti considerandi.
E. Con atto di appello 11 febbraio 2011 l'attrice principale chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere integralmente la petizione e respingere l’azione riconvenzionale con protesta di tasse, spese e ripetibili di primo e secondo grado di giudizio. Con risposta 24 marzo 2011 la convenuta postula la reiezione dell'appello e formula altresì appello incidentale chiedendo a sua volta la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione, pure con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado di giudizio. Rettificata la designazione della convenuta a seguito del suo fallimento e della conseguente intervenuta cessione del credito vantato alla massa fallimentare subentrata in causa (ordinanze 27 settembre 2011, atto XXI e 1° marzo 2012, atto XXII), con risposta 29 marzo 2012 l'attrice principale si oppone alle domande dell'appello incidentale ribadendo le proprie tesi e domande.

Considerato
in diritto: 1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). Ritenuto che la procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di quella data, la stessa, fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal diritto cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di procedura civile ticinese (CPC/TI). Non così invece la procedura ricorsuale in rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una decisione pretorile comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove disposizioni federali (art. 405 cpv. 1 CPC).
2.Non vi è contestazione sul fatto che le parti sono legate da un contratto di appalto ai sensi degli art. 363 e seg. CO e neppure in merito al tipo di mercede concordata, preventivamente determinata a corpo. Le divergenze tra le parti sussistono per contro in merito alla fondatezza e all'entità della pretesa di parte attrice per i lavori fatti eseguire sulla motonave dopo la sua consegna e l'accertata difettosità, rispettivamente in merito all'ammontare della mercede dovuta dalla committente per il lavoro svolto dalla ditta appaltatrice, con particolare riferimento a lavori supplementari non previsti nel contratto iniziale. Non ha rilievo pratico ai fini del presente giudizio la puntualizzazione dell'appellante che, peraltro in modo irrito non traendone conclusione alcuna, rimprovera al Pretore di aver indicato quale oggetto del contratto "la costruzione di una motonave" (giudizio impugnato pag. 2), mentre tra gli obblighi contrattuali dell'appaltatrice vi sarebbe stata anche la progettazione, rivelatasi poi viziata da evidenti errori. Come si vedrà in seguito, il primo giudice non ha affatto ignorato tale aspetto e la dicitura criticata va semplicemente intesa come indicazione di ordine generale, irrilevante ai fini dell'esito del giudizio. Dell'appello principale
3.L'appellante si lamenta preliminarmente della tecnica redazionale utilizzata dal Pretore, al quale rimprovera di aver esposto le varie considerazioni senza una suddivisione in punti delle argomentazioni, rendendo così difficile e laboriosa la contestazione. L'osservazione, non potendo essere qualificata quale vera e propria censura, non sarebbe neppure ricevibile. Pur riconoscendo che la scelta redazionale del primo giudice è opinabile e non facilita la lettura e la comprensione degli articolati ragionamenti (esposti per esaminare questioni tutt'altro che semplici nella sostanza e dalle varie sfaccettature), l'appellante neppure pretende di essere stata in qualche modo impedita nell'esercizio dei suoi diritti, come peraltro lo sviluppo delle tesi di appello dimostra.
4.Parimenti irricevibile quale censura di appello, poiché non accompagnata da alcuna richiesta concreta in merito alle conseguenze pratiche, è la lamentela dell'appellante per una serie di fatti che non sarebbero neppure stati menzionati nel giudizio pretorile. L'atto di appello espone ampiamente tali circostanze (da pag. 4 a pag. 14), qualificate come essenziali per il giudizio, riproponendo in particolare una serie di considerazioni formulate dal perito giudiziario nella prova a futura memoria (doc. L) e nel relativo complemento (doc. N) e ripercorrendo i passi intrapresi dall'attrice per rimediare a gravi difetti e manchevolezze che la convenuta si sarebbe rifiutata di riconoscere e assumere come conseguenza di una sua inadempienza contrattuale. Tali esposti, come detto irricevibili, assumono al più la valenza di considerazioni di ordine generale preliminari alle vere e proprie censure.
5.Riepilogati i costi di riparazione e i costi collaterali sostenuti (per complessivi fr. 1'275'576.13) e ricordate le contestazioni sollevate dalla controparte, l'appellante rimprovera dapprima al Pretore di aver ritenuto rilevante la circostanza secondo la quale detti lavori non sarebbero stati eseguiti dall'attrice "in base alla prova a futura memoria" (appello pag. 18 n. 21). Contrariamente a quanto concluso dal primo Giudice non sarebbe infatti rilevante sapere se gli specialisti incaricati dall'attrice sarebbero stati o meno a conoscenza delle indicazioni fornite dalla prova a futura memoria allestita nell'ambito della procedura avviata dinanzi alla competente Pretura, poiché tale referto si sarebbe limitato a fornire indicazioni teoriche senza entrare nel merito di indicazioni "puntuali e progettuali, anche perché non era il suo compito" (appello pag. 18 n. 21). Da qui la necessità per l'appellante di incaricare dei tecnici, ovvero "due esperti ingegneri navali" (appello pag. 19 n. 22) per l'allestimento di un progetto di scafo modificato, ovvero di un "piano concreto e (finalmente) corretto per eliminare il difetto principale dell'onda laterale e frontale causata dalla prua progettualmente sbagliata" (appello pag. 19 n. 21), lavoro di progettazione alla base degli interventi poi concretamente eseguiti per eliminare i difetti riscontrati e accertati dalla prova a futura memoria. La tesi non può essere seguita. L'appellante non contesta, limitandosi a definirle irrilevanti, le circostanze indicate dal Pretore per concludere che gli specialisti incaricati della riparazione siano rimasti estranei e inconsapevoli rispetto al referto peritale di prova a futura memoria (sentenza impugnata pag. 3 secondo paragrafo). Il primo giudice ne ha dedotto una scollatura tra le misure di riparazione eseguite e i difetti enucleati dal perito giudiziario, con una conseguente dicotomia tra quanto concretamente intrapreso da AP 1 e quanto avrebbe invece dovuto intraprendere secondo le precise indicazioni del perito al fine di ovviare ai difetti da questi evidenziati nella prova a futura memoria (doc. L). Ne è conseguito il rifiuto del Pretore a riconoscere all'attrice pretese per interventi non prescritti dal citato referto peritale. Contrariamente a quanto ora pretende l'appellante, la portata del referto peritale non può essere ridotta alla semplice messa a disposizione di indicazioni teoriche. Il perito giudiziario è infatti entrato nel merito degli interventi riparatori. A torto l'appellante ritiene che ciò non fosse compito del perito, siccome questi, con l'accordo delle parti nella procedura, era stato richiesto di procedere proprio in tal senso. Già con l'istanza 6 agosto 2001 chiedente al giudice di esperire la prova a futura memoria sulla motonave, l'appellante indicava infatti come l'obiettivo fosse "poter accertare in modo vincolante ed in contraddittorio fra le parti i difetti e la loro causa nonché le modalità di eliminazione degli stessi, in modo da poter provvedere al ripristino nel corso dei mesi di ottobre e novembre nel cantiere della AP 1 ad opera di ditte da incaricare direttamente dalla AP 1" (doc. F pag. 4 n. 7). Il decreto pretorile del 10 ottobre 2001 sottoponeva quindi al perito incaricato specifici quesiti nel senso di indicare, tra l'altro, con quali interventi potesse essere eliminato ognuno dei difetti accertati. Il giudizio pretorile impugnato rileva espressamente (pag. 5) il cambiamento di atteggiamento processuale operato dall'attrice, con un'iniziale piena adesione al referto peritale, così impostato ed eseguito e alle sue risultanze, seguita da una ben diversa allegazione in fase di comparsa conclusiva, con contestazioni riferite ai referti peritali ritenute infondate nel merito e pure inammissibili in quanto tardive. In termini generali non si può comunque escludere che prima dell'esecuzione delle riparazioni fosse utile o necessario qualche ulteriore approfondimento di studio per ottenere, se del caso da esperti, indicazioni teoriche puntuali e progettuali, da tradursi poi in concreti piani di lavoro. Il Pretore non lo nega, ma rimprovera all'attrice, seppure con espressione assai ermetica, di aver scelto un'impostazione di tutt'altro tipo, incaricando professionisti che neppure sono stati messi in condizione di sviluppare e affinare il lavoro fatto dal perito giudiziario, ma che al contrario, ignari addirittura del contenuto di tale referto, hanno seguito tutt'altra impostazione. Il loro lavoro di progettazione è quindi assurto a unico elemento alla base degli interventi eseguiti per eliminare i pretesi difetti. A giusta ragione il Pretore ha ritenuto che l'approccio così adottato nel definire unilateralmente la modalità di riparazione di quanto ritenuto difettoso ha creato una discrepanza che non permette di ricondurre le pretese dell'attrice all'interno della situazione di fatto accertata nella procedura giudiziaria tramite la prova a futura memoria. Procedendo in tal modo l'attrice ha eseguito la riparazione secondo sue personali valutazioni assumendosi il rischio di effettuare interventi che sono andati ben oltre quanto necessario o utile e dei quali in ogni caso non è stata in grado, alla luce degli accertamenti istruttori, di dimostrare la congruità. Detto altrimenti, l'attrice non è stata in grado di dimostrare la necessità di operare scelte come quelle da lei unilateralmente adottate e il suo diritto a chiedere la riparazione, o a procedervi in sostituzione, non può essere inteso come facoltà di scegliere liberamente modalità e entità dell'intervento, escludendo la controparte dalla facoltà di contestarne la fondatezza. Il Pretore ha in definitiva sanzionato questa libertà che l'attrice ha, a torto, ritenuto di potersi prendere.
6.L'appellante rimprovera inoltre al Pretore di aver ritenuto che i lavori eseguiti abbiano apportato migliorie, circostanza questa mai nemmeno pretesa dalla controparte e che il primo giudice non spiegherebbe, omettendo di indicare "in che cosa consisterebbero le asserite migliorie di cui non v'è traccia agli atti" (appello pag, 19 n. 22). A sostegno della sua censura l'appellante invoca genericamente le risultanze di causa, senza farvi però specifico riferimento, per concludere con la soggettiva convinzione secondo la quale "sono solo state fatte modifiche necessarie per rendere lo scafo corretto come avrebbe già dovuto essere progettato ed eseguito dalla convenuta ma che non lo fu, tanto che ravvisava gravi errori di progettazione" e menzionare il doc. L con semplice rimando alla numerazione di quattro pagine (appello pag, 19 e 20 n. 22). Così come esposta la critica è irricevibile per carente motivazione (art. 311 CPC), non confrontandosi compiutamente con la tesi pretorile che, tra l'altro, ha espresso ampie considerazioni in merito alla questione "a sapere se tutte le modifiche apportate dall'attrice erano funzionali all'esistenza di difetti" (decisione impugnata pag. 6 in fine), rispondendovi in modo negativo con preciso riferimento al referto peritale, segnatamente a proposito del dubbio sul fatto "che anche l'onda laterale costituisse un difetto" (decisione impugnata pag. 7).