Decision ID: b249f03b-df3a-59bb-ae7d-3b8aa55cfa4f
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con decisione del 10 ottobre 2012 il Tribunale di prima istanza (“Tribunal de Grande Instance”) di B_ (Francia) ha, tra le altre cose, riconosciuto un credito vantato da CO 1 nei confronti di _ (marito defunto di RE 1) e condannato quest’ultima – nei limiti dei propri diritti nella successione del coniuge e del patrimonio netto della medesima – a versare a CO 1 € 312'456.– oltre agli interessi al tasso legale dal 19 marzo 2008. Contro tale decisione RE 1 è insorta alla Corte d’appello del Tribunale di R_ con un appello del 24 aprile 2013 per ottenere, in particolare, la reiezione di tutte le pretese avanzate in prima sede da CO 1. Nel frattempo, il 27 novembre 2013 quest’ultimo ha avviato davanti al Tribunale civile della G_ un’istanza di rigetto dell’opposizione – con richiesta di exequatur della citata sentenza del Tribunale di Brest – poi stralciata dai ruoli per acquiescenza con decisione del 10 febbraio 2014 a seguito del pagamento, da parte di RE 1, della pretesa di fr. 33'314.85 vantata da CO 1 in quella procedura. Statuendo il 26 febbraio 2016, la Corte d’appello del Tribunale di R_ ha annullato la sentenza del Tribunale di Brest e respinto tutte le pretese di CO 1. Il 2 settembre 2016 la Corte di cassazione ha rilasciato un certificato con cui veniva confermata l’avvenuta notifica – il 22 aprile 2016 – della sentenza di appello e l’assenza d’impugnazione della medesima nei termini stabiliti.
B. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 15 novembre 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 33'314.85 oltre agli interessi del 5% dal 31 gennaio 2014, indicando quale titolo di credito: “ Arrêt de la Cour d’appel de _ du 26 février 2016 infirmant le jugement rendu le 10 octobre 2012 par le Tribunal de Grande instance de B_ et déboutant monsieur CO 1 de toutes ses demandes. Remboursement du paiement intervenu par Madame RE 1 intervenu suite à l’exécution provisoire ordonnée”.
C. Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21 settembre 2018 RE 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, sia il riconoscimento in Svizzera della sentenza del 26 febbraio 2016 della Corte d’appello del Tribunale di _, sia il rigetto definitivo dell’opposizione. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 12 ottobre 2018.
D. Statuendo con decisione del 21 novembre 2018, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 500.– a favore della parte convenuta.
E. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 29 novembre 2018 per ottenerne l’annullamento, il riconoscimento in Svizzera della sentenza del 26 febbraio 2016 della Corte d’appello del Tribunale di R_ e il rigetto definitivo dell’opposizione. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 29 novembre 2018 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 il 22 novembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).