Decision ID: d3d6c937-a137-5927-982f-9e98bfbbd4d5
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 2 maggio 2018 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, l’PI 1 procede contro RI 1, domiciliato in Via _ a L_, per l’incasso del proprio credito.
B.
Non essendo riuscito a notificare il precetto esecutivo all’escusso in altro modo, il _
l’UE ne ha proceduto alla
pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale (FUC) indicando quale debitore
“RI 1, _, _”
.
C.
Con ricorso del 12 settembre 2018, un omonimo dell’escusso, RI 1
, domiciliato
in _ ad A_, chiede d’invitare
l’UE a
“precisare entro quattro pubblicazioni del Foglio
Ufficiale che PI 2, _, _ non è RI 1
, _”
. In via subordinata il ricorrente postula che all’UE venga ordinato di aggiungere in futuro ai dati relativi alle esecuzioni pubblicate sul FUC la data di nascita completa del debitore, il numero AVS e ogni altro elemento atto a distinguere i casi di omonimia.
D.
Con osservazioni del 19 settembre 2018 l’UE si è opposto al ricorso, mentre con replica spontanea del 2 ottobre 2018 il ricorrente ha implicitamente confermato le proprie domande.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica dell’atto impugnato, emesso il 4 settembre 2018 dall’UE di Lugano, il ricorso è tempestivo e da questo profilo ricevibile (art. 17 LEF).
1.1
È legittimato a ricorrere giusta l’art. 17 LEF colui che giustifica un interesse proprio, attuale, pratico e degno di protezione
alla modifica o all’annullamento del provvedimento impugnato oppure all’adozione di una determinata misura ingiustamente negata nell’ambito di un’esecuzione o di un fallimento
(sentenza della CEF 15.2014.128 del 26 febbraio 2015 consid. 5 e i rinvii). È considerato particolarmente e personalmente toccato dalla decisione impugnata chi è leso in modo diretto e concreto, in una misura e con un’intensità maggiore rispetto ad altrui, ove si trovi in un rapporto stretto e speciale con l’oggetto della contestazione. Per interesse degno di protezione s’intende l’interesse giuridico o di fatto all’annullamento o alla modifica del provvedimento contestato: questo interesse consiste nell’utilità pratica che il ricorrente trarrebbe dalla modifica o dall’annullamento, preservandolo da un pregiudizio diretto di natura economica, ideale, materiale o altro (DTF 139 III 508 consid. 3.3).
1.2
Nella fattispecie il ricorrente fa sì valere di essere personalmente e particolarmente toccato dal provvedimento impugnato in ragione della sua omonimia con l’escusso. Egli non ne chiede però l’annullamento o la modifica, ma un altro provvedimento, ovvero
una pubblicazione rettificativa destinata, nella sua intenzione, a prevenire una lesione della propria personalità (o a lenirne le conseguenze). Che tale richiesta ricada nella competenza
di questa Camera potrebbe essere discusso.
In effetti, il ricorso all’autorità di vigilanza (art. 17 LEF) deve servire al conseguimento di un fine pratico di procedura esecutiva – non ottenibile in altro modo – e non alla semplice constatazione di un eventuale errato comportamento dell’organo di esecuzione forzata (
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, 1999,
n. 65 ad art. 17 LEF, con rif.). La questione della legittimazione può tuttavia essere lasciata aperta, perché il ricorso deve comunque essere respinto nel merito per i motivi indicati nei seguenti considerandi.
1.3
È ancora più problematica la legittimazione del ricorrente circa la sua domanda eventuale, non potendo egli invocare un interesse
personale
a far aggiungere in tutte le pubblicazioni sul FUC la data di nascita completa del debitore, il numero AVS
“e ogni altro elemento atto a distinguere i casi di omonimia”
. Ma anche al riguardo non è necessario statuire visto l’esito della censura nel merito.
2.
Perché ha il medesimo nome e cognome dell’escusso, il ricorrente lamenta di essere stato sollecitato da varie persone, a seguito della pubblicazione del precetto esecutivo sul FUC, per sapere se fosse un debitore moroso. La pubblicazione sul Foglio ufficiale di nome e cognome dei debitori è di massima lecita, ma a sua mente devono essere correttamente ponderati i vari interessi in gioco, ossia quelli delle autorità esecutive di poter procedere a una notifica dei precetti esecutivi valida e praticabile e quelli di terzi estranei che non devono essere lesi da tali pubblicazioni. Il ricorrente chiede quindi che l’UE sia invitato a pubblicare tutti gli elementi che permettano d’identificare l’escusso come in particolare la sua data di nascita completa, l’attinenza e il numero AVS.
Nelle proprie osservazioni l’UE evidenzia di aver correttamente proceduto alla pubblicazione, indicando l’indirizzo del debitore in via _ a L_. Ritiene quindi che una confusione con il
ricorrente, domiciliato in via _ ad A_, non era
possibile e che la pubblicazione dell’anno di nascita non avrebbe chiarito
nulla, ciò che il ricorrente ha contestato nella sua replica spontanea, facendo valere che se la data di nascita fosse stata indicata nella pubblicazione, egli avrebbe potuto immediatamente fugare i sospetti esibendo la propria carta d’identità.
3.
S
econdo l’art. 66 cpv. 4 LEF, la notificazione si fa mediante pubblicazione quando il domicilio del debitore è sconosciuto (n. 1), il debitore persiste a sottrarsi alla notificazione (n. 2) o il debitore è domiciliato all’estero e la notificazione in via rogatoria o per posta giusta il capoverso 3 non è possibile in un termine ragionevole (n. 3). La legge non definisce il contenuto della pubblicazione. Essa comunque non deve riprodurre l’intero atto esecutivo, ma deve limitarsi a riprendere il contenuto essenziale dello stesso (
Angst
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 19 ad art. 66 LEF). Contenuto essenziale del precetto esecutivo sono innanzitutto le indicazioni della domanda di esecuzione (art. 69 cpv. 2 cifra 1 LEF), che a sua volta deve enunciare il nome e il domicilio del debitore (art. 67 cpv. 1 cifra 2 LEF). Nella domanda di esecuzione il debitore dev’essere indicato in modo chiaro con nome, cognome e indirizzo completo (
Ehrenzeller
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 27, 28 e 31 ad art. 67 LEF;
Ruedin
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 11 e 16 ad art. 67 LEF
;
Gilliéron
, op. cit., n. 34, 35, 40 ad art. 67 LEF). L’indicazione della sua data di nascita o di altri elementi che lo contraddistinguono non è invece richiesta. Solo
in caso di omonimia di persone domiciliate allo stesso indirizzo è necessario menzionare anche l’anno di nascita del debitore (sentenza della CEF 15.2000.90 del 10 agosto 2000 consid. 4).
3.1
Nel caso di specie, la designazione del debitore del precetto esecutivo
n. _ come
“PI 2
Via _, _
”
nella pubblicazione contestata
risulta
di conseguenza
corretta. Precisare che
“RI 1
, _, L_ non è PI 2
, A_”
sarebbe del resto inutile perché è evidente.
3.2
Anche se pare auspicabile l’aggiunta della data di nascita del debitore nelle pubblicazioni sul Foglio ufficiale nei casi in cui l’UE è a conoscenza di un caso di omonimia, non è possibile imporlo in modo generale, come richiesto dal ricorrente in via subordinata, per motivi pratici e tecnici. Un controllo sistematico dei casi di omonimia e l’aggiunta generalizzata della data di nascita sarrebbe, dato lo stato attuale del programma di gestione delle esecuzioni in uso presso gli uffici ticinesi, un’esigenza sproporzionata rispetto all’effettiva utilità della misura quanto alla prevenzione dei rischi di confusione, ritenuto che per la gran parte dei lettori del Foglio ufficiale la data di nascita non è un criterio distintivo, o comunque sia è un criterio meno chiaro di quello fondato sul domicilio. Ciò vale a maggior ragione per il numero AVS, per tacere del fatto che il suo uso sistematico fuori dal settore delle assicurazioni sociali richiede una base legale (art. 50
e
cpv. 1 e 3 LAVS), che attualmente non esiste nel campo dell’esecuzione per debiti e fallimenti. Il ricorso va pertanto respinto.
4.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).