Decision ID: d1d9f0ec-60b5-5e51-8fe2-e1b40ebc0d05
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 26 aprile 2018 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, l’Ente Turistico del _ ha escusso RE 1 per l’incasso di (1) fr. 1'800.– oltre agli interessi del 5% dal 4 ottobre 2017, (2) fr. 50.– e (3) fr. 500.–, indicando quali titoli di credito: “1) Tassa di soggiorno per gli anni dal 2008 al 2016, 2) Spese di sollecito, 3) Spese di incasso”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza dell’11 luglio 2018 l’Ente Turistico del _ ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Est. L’invio contenente l’ordinanza con cui il Giudice di pace ha assegnato al convenuto un termine di venti giorni per presentare eventuali osservazioni all’istanza è ritornato con la menzione “non ritirato”.
C. Statuendo con decisione del 25 settembre 2018, il Giudice di pace ha accolto integralmente l’istanza e “respinto” (recte: rigettato) in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta (per fr. 1'800.– oltre agli interessi del 5% dal 4 ottobre 2017 “più residuo accessori e spese”), ponendo le spese processuali di complessivi fr. 150.– a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 80.– a titolo di indennità.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 12 novembre 2018 per ottenerne l’annullamento. Nelle sue osservazioni del 24 gennaio 2018, l’Ente Turistico del _ ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie il convenuto non ha ritirato la sentenza inviatagli con raccomandata del 25 settembre 2018 (v. estratto EasyTrack _). Non è quindi possibile determinare la data in cui egli ne ha preso conoscenza, non potendosi al riguardo richiamare la finzione della notifica alla scadenza del termine di giacenza postale di 7 giorni (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC), dal momento ch’egli non ha ritirato neppure l’ordinanza con cui gli era stata comunicata l’istanza e non doveva di conseguenza aspettarsi una notificazione nel senso della norma appena citata. Ricordato che l’onere della prova della notificazione di un atto ufficiale e della sua data incombe all’autorità che intende trarne una conseguenza giuridica, è giocoforza affidarsi in concreto alle allegazioni del reclamante (DTF 129 I 10 consid. 2.2; sentenza della CEF 14.2019.8 del 16 aprile 2018 consid. 2.3), il quale afferma di aver ricevuto la sentenza impugnata il 5 novembre 2018 per posta “A”. Presentato il 12 novembre 2018, il reclamo risulta in fin dei conti tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). I nuovi documenti (A e C) prodotti con le osservazioni al reclamo sono pertanto inammissibili.