Decision ID: a0ed732c-b7c6-5e6e-bff3-948b2c90f909
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Con decisione 25 marzo 1997 l'Ufficio patriziale di _ ha indetto un pubblico concorso per la sostituzione dei serramenti del palazzo patriziale. Il capitolato d'appalto relativo alle opere di metalcostruttore annesso al bando stabiliva fra l'altro le dimensioni dei profili in alluminio dei serramenti (ante 72 mm, telaio 62 mm) e dei vetri isolanti (4-20-4 mm; w/m
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k 2,7). Precisava inoltre che all'offerta dovevano essere obbligatoriamente allegati i dettagli costruttivi in scala 1:1 dei serramenti previsti.
B. Al concorso hanno partecipato 9 ditte con offerte varianti da fr. 63'415.- (_) a fr. 104'673.50 (_). Preso atto della valutazione delle offerte effettuata dal tecnico di fiducia dell’ente banditore, il 20 maggio 1997 l'Ufficio patriziale ha deliberato i lavori alla ditta _, qui ricorrente, seconda classificata con un'offerta di fr. 66'630.70. L'offerta _ è stata scartata in quanto ritenuta non conforme alle dimensioni dei serramenti fissate dal capitolato d'appalto.
C. Con questa delibera la _ è insorta davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.
Con giudizio 3 settembre 1997 il Governo ha evaso il ricorso come ai considerandi, annullando la delibera censurata e ritornando gli atti all'Ufficio Patriziale affinché avesse a statuire sulle offerte rimanenti o ad indire un nuovo concorso.
Dopo aver rilevato che l'offerta della ricorrente _ non era conforme alle prescrizioni del bando, il Consiglio di Stato ha ritenuto che nemmeno quella dell'aggiudicataria potesse entrare in considerazione. Basandosi sul dettaglio costruttivo annesso all'offerta, l'Esecutivo cantonale ha in effetti ritenuto che i vetri proposti presentassero uno spessore inferiore a quello prescritto: 4-18-4 invece di 4-20-4.
D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando il ripristino della delibera annullata.
L'insorgente rileva di aver offerto un vetro dello spessore richiesto (4-20-4). Il dettaglio costruttivo annesso all'offerta sarebbe un semplice disegno standard, che riproduce la configurazione e le dimensioni dei profili. Lo spessore del vetro ivi raffigurato senza indicazione di misure non sarebbe significativo. Determinante sarebbe il testo dell'offerta e non lo spessore deducibile mediante misurazione del dettaglio.
E. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dalla _ che non formulano particolari osservazioni.
Il _ di _ postula invece l'accoglimento dell'impugnativa.
Considerato,

in diritto
1. Il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta gli art. 146 e 147 LOP. Pacifiche sono invero la competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione attiva dell'insorgente.
Data la natura delle questioni poste a giudizio, l'impugnativa può essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2. Come giustamente rileva il Consiglio di Stato, l'insieme delle condizioni poste dal bando di concorso e dal capitolato d'appalto rappresenta la lex specialis della gara e vincola tanto l'ente banditore, quanto i concorrenti. La decisione di aggiudicazione deve attenervisi, pena la violazione del principio della parità di trattamento (RDAT 1985 N 16).
3. Controversa, in concreto, è unicamente la questione a sapere se l'offerta presentata dalla ricorrente fosse conforme alle condizioni del bando: in particolare allo spessore dei vetri richiesto dal capitolato d'appalto (4-20-4). La difformità dell'offerta inoltrata dalla resistente _ non è in discussione.
Oltre allo spessore dei vetri appena menzionato, il bando di concorso imponeva di allegare all'offerta una rappresentazione grafica in scala 1:1 dei dettagli costruttivi dei serramenti previsti.
Il capitolato d’appalto compilato ed inoltrato dalla ricorrente a titolo d’offerta prevede la fornitura e la posa di vetri dello spessore di 4-20-4. La ricorrente non ha modificato le indicazioni metriche prestampate contenute nel capitolato. Sotto questo profilo, l'offerta appare quindi conforme alle prescrizioni di gara.
Lo spessore della camera raffigurata sul disegno in scala 1:1 dei dettagli costruttivi prodotto dalla ditta _ è tuttavia di soli 18 mm invece dei 20 prescritti. Il Consiglio di Stato ha ravvisato in questa discrepanza una difformità suscettibile di invalidare l'offerta stessa, in quanto "costituente l'espressione della volontà dell'offerente di realizzare qualcosa di sostanzialmente diverso da quanto preteso dall'ente appaltante".
Siffatta tesi non può essere accreditata.
Potrebbe esserlo se il dettaglio grafico fosse munito dell'indicazione di misure diverse da quelle figuranti nel capitolato d'appalto e rendesse così equivoca l'offerta inoltrata (come è il caso dell'offerta inoltrata dalla resistente che ha indicato uno spessore di 4-20-4 a livello di capitolato ed uno spessore di 4-16-4 a livello di rappresentazione grafica di dettaglio). Ciò non si verifica tuttavia nel caso della ricorrente, che nel disegno ha indicato le misure dei telai e delle ante, ma non ha fornito alcuna indicazione metrica circa lo spessore del vetro. Omissione, questa, che la ricorrente giustifica in modo plausibile, asserendo di aver allegato all'offerta una rappresentazione grafica standard, nella quale risulta riprodotto lo spessore dei vetri di 4-18-4 maggiormente utilizzato nell'edilizia.
Ora, la mancanza, a livello di dettaglio, di indicazioni metriche circa lo spessore dei vetri, non permette di dedurre questo dato dal disegno, mediante misurazione, senza tener conto dell'esplicita indicazione fornita dal capitolato. La discordanza tra la rappresentazione grafica e l'indicazione del capitolato, nelle circostanze concrete, non è tale da suscitare dubbi circa lo spessore dei vetri effettivamente proposti. A differenza dell’offerta della resistente, quella della _ rimane chiara ed univoca. L'espressione di volontà della concorrente, contrariamente a quanto assume il Governo nel giudizio impugnato, non lascia spazio ad una pluralità d'interpretazioni. Esaminata secondo criteri oggettivi ed in base alle regole della buona fede, essa può portare soltanto a concludere che lo spessore dei vetri è quello prescritto dal capitolato d'appalto (4-20-4).
4. Sulla scorta di queste considerazioni, il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando la delibera in oggetto.
La tassa di giustizia segue la soccombenza.