Decision ID: 9ed2d68d-7734-56ec-a660-e6c67c1e5c3d
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 96'893.70 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 30 gennaio 2008 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 11 febbraio 2008 la Pretore del _, ha decretato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta 12 febbraio 2008 _ relativa al pagamento di fr. 15'245.50 a saldo dell’esecuzione in esame n. _ promossa dalla AO 1 (doc. B).
L’appellante sostiene poi, presentando due estratti dei suoi conti presso _ di Lugano attestanti un saldo complessivo a suo favore di fr. 319'878.-- (doc. E), di essere solvibile. Inoltre deve incassare fatture per un importo complessivo di fr. 936'801.83 per lavori già eseguiti rispettivamente per lavori in corso (doc. F e G). AP 1 rileva infine, che come risulta dall’estratto delle sue esecuzioni (doc. D), ha sempre provveduto a saldare le procedure esecutive promosse nei suoi confronti. I ritardi nel pagamento delle esecuzioni sono dovuti alle sue difficoltà d’incasso.
E.
Con scritto 20 febbraio 2008 la creditrice ha ritirato la domanda
di fallimento.

Considerato
In diritto
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta _ (doc. B) risulta che l’appellante il 12 febbraio 2008, ossia posteriormente alla dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. D’altro canto la AO 1 con scritto 20 febbraio 2008 ha ritirato la sua domanda di fallimento, per cui pure il requisito di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF è stato ossequiato.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni _ all’8 aprile 2008 si evince che nei confronti dell’appellante sono pendenti 42 esecuzioni, di cui 36 sono state saldate, una è giunta allo stadio di opposizione totale, per tre il debitore non ha interposto opposizione, mentre per due procedure è stato eseguito il pignoramento. Il valore complessivo di queste sei procedure ammonta a fr. 94'921.45. Determinante nel caso di specie è che l’appellante ha prodotto due estratti del suo conto presso il _ da cui risultano sul conto corrente un saldo a suo favore di fr. 129'145.10 rispettivamente sulla rubrica affitti un saldo di fr. 190'733.32, e pertanto un saldo complessivo a suo favore di fr. 319'878.-- (doc. E). Orbene, a fronte di procedure esecutive per un valore complessivo di fr. 94'921.45, il citato saldo porta a concludere che AP 1 dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi debiti. A questo proposito va osservato che l’appellante sia durante il 2007 che nei primi mesi dell’anno in corso ha saldato numerose esecuzioni, il che rende verosimile la sua solvibilità (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306).
Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1
va annullato.
2.
L'appello 13 febbraio 2008 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.