Decision ID: ef8a8e32-3692-5339-9561-c40b1f9befa1
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. La _ procede con PE n. _ risp. _ contro _ e _ per l’incasso di Fr. 14’978.40.-- risp. Fr. 14’924.15 interessi e spese compresi.
B. Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento 12 febbraio 1997 risulta che _ ha dichiarato di non possedere né beni mobili, né immobili, né qualsiasi altro attivo. Abita in casa di affitto e paga un canone di locazione di Fr. 2’500.--, che viene versato dai parenti, mentre non paga la cassa malati. Il debitore è commerciante, lavora saltuariamente in proprio. Viene aiutato da parenti per far fronte alle spese correnti. Il 13 febbraio 1997 l’UE di Lugano ha emesso a carico di _ un attestato di carenza di beni.
C. Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento 13 marzo 1997 si evince che _ ha pure dichiarato di non possedere beni di alcuna sorta. Coniugata, abita in casa d’affitto. Il canone di locazione di Fr. 2’500.-- viene pagato dal marito. Egli, quale consulente, non raggiunge il minimo di esistenza. L’escussa è casalinga e non esercita attività lucrativa. Viene aiutata dalla sorella e dalla madre per le spese correnti.
Sulla base delle precedenti dichiarazioni l’UE di Lugano ha emesso il 18 marzo 1997 anche a carico di _ un attestato di carenza di beni.
D. Contro l’attestato di carenza di beni emesso nei confronti di _ si è aggravata la _ argomentando che il credito in questione concerne il mancato pagamento da parte dei coniugi _, a partire dal mese di ottobre 1996, del canone di locazione ammontante a Fr. 3’600.-- al mese per un appartamento lussuoso che occupavano a Viganello. Secondo la ricorrente l’accertamento effettuato dall’UE di Lugano è troppo sommario, ritenuto che i coniugi _ mantengono un tenore di vita elevato, potendosi permettere di pagare tuttora Fr. 2’500.-- per l’appartamento che occupano. _ ha dichiarato di essere commerciante e di lavorare solo saltuariamente, nonostante esso si presenti a terzi come consulente aziendale, operando con carta intestata propria, con iscrizione nell’elenco telefonico dei numeri di telefono e fax e usufruendo di un ufficio proprio. Nell’ultima notifica di tassazione il reddito dichiarato dai coniugi _ ammontava a Fr. 120’000.-- oltre a Fr. 24’000.-- di reddito da sostanza. La creditrice ha rilevato _ ha dichiarato che l’affitto è pagato dal marito e che quest’ultimo a sua volta ha affermato che viene aiutato da parenti. La moglie gode poi del sostentamento della sorella e della madre. Dall’ultima notifica di tassazione risulta che i debitori sono proprietari di immobili nel Comune di Lugano, alcuni dei quali sono stati oggetto di pignoramento nel mese di dicembre 1994 risp. settembre 1995.
La ricorrente ha chiesto l’accertamento del reale reddito, degli immobili e mobili dei debitori e/o di terze persone che detengono patrimoni risp. averi per conto dei debitori. Essa ha poi preteso la quantificazione degli eventuali contributi a sostentamento dei debitori, così come la specificazione delle generalità dei parenti o dei terzi. La _ ha poi preteso l’emissione di nuovi verbali di pignoramento in base alla risultanze dell’istruttoria e la dichiarazione di nullità degli ACB emessi a carico dei coniugi _.
E. Delle osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.
F. Interrogato formalmente _ ha dichiarato che dopo il licenziamento dalla _, società che espletava attività di intermediazione commerciale, è entrato in disoccupazione. Contemporaneamente ha cercato un’altra attività, che consiste nell’assistere aziende ad accedere al commercio elettronico tramite Internet. Non dispone di un ufficio, la sua attività si svolge in casa. Ha iniziato questa attività da ca. un anno e solo dal mese di gennaio 1996 riesce a perseguire un reddito di ca. Fr. 600.--/700.-- al mese, in quanto è pagato a commissione. Precedentemente ha investito ca. 6 mesi per la nuova formazione informatica. A partire dal mese di luglio 1998 il suo reddito dovrebbe aggirarsi su una media di Fr. 2’500.-- al mese. Attualmente occupa con la moglie un appartamento per il quale paga un canone di locazione di Fr. 2’500.-- al mese. Precedentemente abitavano in un appartamento della moglie a _, che è stato venduto durante il periodo maggio-giugno 1996. Dopo la vendita si sono trasferiti, nel giugno 1996, nell’appartamento della _ a _, per il quale pagavano Fr. 3’600.-- al mese. _ ha dichiarato di essere aiutato finanziariamente da sua madre che gli dà ogni tanto Fr. 100.--, da sua sorella e da una zia con consegna irregolare e brevi manu di importi ammontanti a Fr. 400.--/500.--. Di queste persone il debitore ha indicato nome ed indirizzo. Egli ha affermato di non disporre di conti bancari, a parte uno presso la _, dove gli vengono versati gli assegni delle provvigioni. Non dispone di altre relazioni bancarie né in Svizzera, né all’estero. Gli aiuti più sostanziosi provengono da parenti della moglie, dei quali non ha indicato il nome. Questi aiuti continuano tuttora. I coniugi _ possiedono una vettura marca Honda del 1982 con ca. 100’000 Km.
G. Citata due volte per essere interrogata formalmente_ non si è presentata.

Considerato
in diritto
1. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2. Dai verbali interni per le operazioni di pignoramento 12 febbraio risp. 17 marzo 1997, sottoscritti dai coniugi _, si evince che essi hanno dichiarato di essere stati edotti, che la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati e l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono è punibile secondo gli art. 164, 168, 323 n. 2 del Codice penale. Essi hanno poi confermato che le indicazioni contenute nei citati verbali sono esatte. Interrogato formalmente dalla scrivente Camera, dopo essere stato richiamato all’obbligo di dire la verità ed essere stato ammonito sulle conseguenze penali di una falsa dichiarazione, _ ha dichiarato in merito alla situazione reddituale sua e di sua moglie, quanto esposto nella narrativa fattuale sub F. In particolare egli ha affermato che dal gennaio 1996 riesce a perseguire un reddito di ca. Fr. 600.--/700.-- al mese e che solo dal mese di luglio 1998 il suo introito dovrebbe aggirarsi su una media di Fr. 2’500.-- al mese. _ ha dichiarato di non disporre di relazioni bancarie né in Svizzera, né all’estero, a parte un conto dove gli vengono versate le provvigioni per la sua attività di consulente. Secondo le sue dichiarazioni i coniugi _ vengono aiutati finanziariamente sia dalla famiglia di _ che in modo più sostanzioso da quella di _.
Considerato pertanto l’introito dichiarato da _ e non potendosi determinare beni patrimoniali pignorabili, l’UE di Lugano ha correttamente proceduto ad emettere a carico sia di _ che di _ degli attestati di carenza di beni.
L’accertamento d’ufficio dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e di quanto emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla veridicità di tali dichiarazioni e della documentazione prodotta, la ricorrente deve adire le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso. Si deve dar atto alla _ che vi sono in casu non pochi elementi di sospetto sulla situazione reddituale dei coniugi _, considerato che essi riescono a sopperire al loro fabbisogno e a pagare un canone di locazione mensile di ben Fr. 2’500.--, disponendo di un esiguo introito di Fr. 600.--/700.-- al mese, mentre le indicazioni relative ai generosi aiuti ottenuti dalle rispettive famiglie sono rimaste vaghe ed incontrollabili. L'escussa è comunque resa attenta che in occasione di ulteriori esecuzioni non si potrà tener conto di un canone locatizio sproporzionato rispetto alle sue condizioni reddituali: detto altrimenti, per locazione potrà essere riconosciuto un canone massimo di fr. 700.-- al mese riferito a due persone adulte.
3. Il ricorso 27 marzo 1997 di _ va quindi respinto.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).