Decision ID: 91da14c7-b0c0-5771-b674-0f29bfe86598
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell'ambito dell'esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 17'320.70 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 25 agosto 2004 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 13 settembre 2004 _ _, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da lunedì 13 settembre 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 21 settembre 2004 la AP 1 ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato il debito nei confronti dell'appellata e producendo una ricevuta 21 settembre 2004 _ _ (doc. P plico) relativa al pagamento di fr. 19'017.-- a saldo dell'esecuzione n. 986'330 che ha portato al fallimento. L'appellante ha poi asserito di avere saldato tutte le ulteriori esecuzioni promosse nei suoi confronti, presentando un estratto _ 21 settembre 2004 in cui appaiono 15 esecuzioni (doc. E) e diversi ulteriori documenti relativi alla richiesta di annullamento di alcune di esse e al pagamento delle altre, ossia:
- Doc. G: PE n. _ (pagamento)
- Doc. I: PE n. _i
(annullamento)
- Doc. L e M: PE n. _ (annullamento)
- Doc. N: PE n. _ (annullamento)
- Doc. O: PE n. _ (annullamento)
- Doc. P plico: PE n. _j
_ (pagamento a saldo)
- doc. P plico: PE n_o
(pagamento a saldo)
- Doc. P plico: PE n. _o
(pagamento a saldo)
- doc. P plico: PE n. _ (pagamento a saldo)
- doc. P plico: PE n. _1 _ (pagamento a saldo)
- doc. P plico: PE n. _
(pagamento a saldo)
- doc. P plico: PE n. _G
(pagamento a saldo).
L'appellante ha poi prodotto un secondo e più recente estratto delle sue esecuzioni _ (doc. F), sul quale appare una sola esecuzione n. _6 promossa dalla _ il 3 giugno 2002 per fr. 3'197.35 e la relativa documentazione a comprova dell'avvenuto pagamento, effettuato il 6 giugno 2002 (doc. H plico), anche di questo debito.

Considerato
In diritto: 1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des  Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 21 settembre 2004 _ (doc. P plico) si evince che l'appellante con il versamento di fr. 19'017.-- ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _ promossa dalla _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dai documenti prodotti dall'appellante (cfr. narrativa fattuale sub D.) così come dal secondo estratto 21 settembre 2004 (doc. F) risulta che le esecuzioni pendenti nei suoi confronti sono state annullate o saldate, atteso che l'unica esecuzione che ancora vi appare è pure stata saldata (doc. H). Dal predetto estratto si evince inoltre che a carico della AP 1 non vi sono attestati di carenza di beni. Orbene il fatto che l'appellante sia stata in grado di saldare rispettivamente di far annullare tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti, dimostra che essa non si trova in uno stato d'illiquidità e che in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato.
2.
L'appello 21 settembre 2004 della AP 1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo
le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento risp. l'annullamento delle esecuzioni essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.