Decision ID: e2cbd175-3d21-50e0-bc54-d12a3924210f
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Lo PI 1 procede contro il ricorrente per l'incasso di diversi crediti, in particolare oggetto delle esecuzioni n. _, _ e _.
B.
In occasione di un precedente ricorso interposto da _ RI 1 (inc. 15.04.54), questa Camera ha annullato la decisione 1° marzo 2004 dell'CO 1 di pignorare d'ufficio la rendita dell'escusso nell'ambito delle esecuzioni menzionate sopra, in base ai dati di un verbale di pignoramento del 13 giugno 2003. L'Ufficio è stato invitato a sospendere l'esecuzione in virtù dell'art. 61 LEF, fissando nel contempo a _ RI 1 un breve termine per designarsi un rappresentante.
C.
Con provvedimento 29 settembre 2004 a firma di _ _, cursore presso l'CO 1, al ricorrente è stata concessa una sospensione delle procedure a suo carico fino al 30 ottobre 2004, termine entro il quale è stato invitato a nominarsi un rappresentante.
D.
_ RI 1 contesta questo provvedimento, facendo valere che competente per decidere la sospensione delle esecuzioni è l'Ufficiale o il suo supplente e non il funzionario che l'ha firmato.
E.
Nelle sue osservazioni, il Supplente ufficiale, _ _, si è opposto al ricorso, ritenendo che l'Ufficiale o il suo sostituto potesse delegare a un suo collaboratore la firma degli atti dell'Ufficio.
F.
Con scritto 13 ottobre 2004 pervenuto all'CO 1 il 18 ottobre 2004, l'RA 1 ha ritirato le esecuzioni n. _ e _. Il ricorso in esame è pertanto diventato privo di oggetto per queste due esecuzioni, ma non per le esecuzioni n. _, _, _ e _ tuttora in corso.

considerando
in diritto:
1.
Secondo il testo dell'art. 61 LEF, "in caso di grave malattia del debitore, l'ufficiale può accordargli la sospensione per un tempo determinato". Come per altre norme della LEF (ad es. art. 132 cpv. 1 e 140), il fatto che il legislatore abbia indicato l'ufficiale invece dell'ufficio non significa che egli sia tenuto ad adempiere personalmente il compito affidatogli (cfr.
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n.
10). Infatti, l'organizzazione degli uffici spetta ai Cantoni (cfr. art. 2 cpv. 5 LEF). In particolare, il diritto di firma degli atti esecutivi va disciplinato dal diritto cantonale (cfr. art. 6 Rform.;
Gilliéron
, op. cit., n.
10 ad art. 2;
Roth
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998
, n. 7 ad art. 2
).
2.
La Legge cantonale ticinese di applicazione della LEF (LALEF, RL 3.5.1.1) non prevede alcunché in merito al diritto di firma, limitandosi a un generico rinvio alla Legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD, RL 2.5.4.1) per la definizione delle attribuzioni dell'ufficiale, del supplente e dei funzionari (art. 2 cpv. 3). Ma anche questa legge cantonale non regola la questione del diritto di firma. Essa è invece oggetto dell'art. 3 del Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali (RL 2.4.1.8) che si basa sulla Legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti (RL 2.4.1.6). Di queste disposizioni l'art. 4 prevede che il Consiglio di Stato, mediante regolamento, designa le competenze decisionali delegate ai Dipartimenti, alla Cancelleria dello Stato e alle unità amministrative subordinate: gli uffici di esecuzione e fallimento non fanno parte di questa gerarchia amministrativa. Si deve pertanto concludere che l'ordinamento giuridico cantonale -a fronte della delega contenuta nell'art. 2 cpv. 5 LEF- appare lacunoso, segnatamente in merito al diritto di firma degli uffici. La lacuna dev'essere colmata applicando per analogia l'art. 1 cpv. 2 CC.
3.
Corrisponde a un uso prolungato e ininterrotto negli uffici di esecuzione e fallimenti del Canton Ticino che il singolo funzionario sia abilitato a firmare gli atti che rientrano nella propria funzione, determinata in parte dall'autorità di nomina e in parte dall'Ufficiale. Il valore giuridico di quest'usanza è riconosciuto sia dagli stessi uffici, sia dall'autorità di vigilanza, sia dall'utenza, tant'è vero che a conoscenza di questa Camera è la prima volta che viene contestata la facoltà di un funzionario a firmare atti esecutivi. Si può pertanto ritenere che l'uso in questione sia diventato diritto consuetudinario ai sensi dell'art. 1 cpv. 2 CC (cfr.
Scolari
, Diritto amministrativo, Parte generale, 2. ed., Cadenazzo 2002, n. 169).
Nel caso concreto, risulta inutile esaminare se la decisione impugnata rientrasse o no nelle funzioni del funzionario che l'ha firmata. In effetti, si può considerare che con le sue osservazioni, il supplente ufficiale ne ha in ogni caso ratificato l'operato.
4.
Il ricorrente, oltre a dichiararsi disponibile per una conciliazione, alludendo alla disciplina della mediazione, chiede di essere citato per un
preliminare colloquio informale
. Sennonché, come già esposto in altra occasione, va ricordato che né la LEF, né la LALEF e nemmeno la LPR prevedono il ricorso all'istituto della mediazione, o la possibilità di interventi conciliativi così come richiesti dal ricorrente. D'altra parte, è facilmente comprensibile che uno degli scopi per i quali il giudice deve attenersi ai disposti sostanziali e processuali (federali e cantonali) è proprio anche quello di garantire ai cittadini un trattamento uguale per tutti.
5.
Il ricorso va pertanto respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
richiamati gli art. 2, 17, 20a, 61 LEF, 6 Rform., 1 cpv. 2 CC, art. 61 e 62 OTLEF;