Decision ID: 6241932d-27e8-534b-81c0-24257c135661
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. La Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa), con decisione su reclamo del 4 ottobre 2010, ha confermato il proprio provvedimento del 9 luglio 2010, con cui ha ordinato a RI 1 e a RI 2 di restituire l’importo di fr. 13'802.-- che avrebbero percepito a torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007 (cfr. doc. A1; A5).
In particolare l’amministrazione, nella decisione su reclamo, ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni effettivamente spettanti agli assicurati, in quanto in occasione di un controllo spontaneo nel corso del mese di giugno 2010 ha reperito la decisione di tassazione relativa all’anno 2007 da cui è emerso un importo di redditi da attività indipendente conseguiti dai coniugi _ superiore a quello considerato nelle decisioni con cui agli stessi sono stati erogati un assegno integrativo e un assegno di prima infanzia per il 2007.
La Cassa ha, inoltre, rilevato che la richiesta degli interessati di annullare l’ordine di restituzione in base all’art. 26 cpv. 2 Laps, poiché il diritto al rimborso dell’amministrazione sarebbe perento, non può essere accolta. Al riguardo l’amministrazione ha precisato che i coniugi _, contrariamente all’impegno da loro sottoscritto, non hanno provveduto a trasmettere una copia della decisione di tassazione per l’anno 2007, la quale è stata reperita dalla Cassa unicamente nel mese di giugno 2010 (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 4 ottobre 2010 gli assicurati, rappresentati dall’avv. RA 1, hanno inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale hanno chiesto l’annullamento della decisione di restituzione.
Gli insorgenti hanno, altresì, postulato di essere ammessi al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali, i ricorrenti hanno segnatamente addotto di essersi impegnati a consegnare alla Cassa la notifica fiscale emessa dall’ufficio circondariale di tassazione solo per gli anni 2003, 2004 e 2005 e che i restanti dati fiscali erano accessibili all’amministrazione in tempo reale, poiché forniti direttamente dalla Divisione delle contribuzioni grazie a un collegamento informatico.
A tale proposito essi hanno indicato che, il 14 maggio 2007, la moglie, sottoscrivendo la relativa dichiarazione, ha autorizzato l’autorità tributaria a fornire agli organi amministrativi incaricati dell’applicazione della Laps ogni informazione che fosse richiesta sulla situazione personale o finanziaria dell’unità di riferimento. Gli insorgenti hanno puntualizzato che un’autorizzazione analoga è stata sottoscritta il 13 febbraio 2006.
Essi hanno pure osservato di avere firmato, il 4 gennaio 2006, un documento sul quale figura espressamente l’indicazione che
“l’utente deve comprovare ogni cambiamento della situazione finanziaria della sua famiglia (...) rispetto ai dati relativi all’ultima tassazione cresciuta in giudicato, che sono forniti dalla Divisione delle contribuzioni grazie a un collegamento informatico”
.
I ricorrenti hanno, poi, sottolineato, da una parte, che la notifica di tassazione dopo reclamo è stata emessa il 17 giugno 2009 e che contro la stessa non è stato interposto ricorso. Dall’altra, che è, dunque, a partire da tale data che la Cassa poteva disporre – grazie al collegamento informatico con la Divisione delle contribuzioni – dei dati aggiornati afferenti al loro reddito per ricalcolare le prestazioni loro spettanti.
A mente degli assicurati la richiesta di restituzione del 9 luglio 2010 non rispetta il termine di perenzione di un anno previsto dall’art. 26 cpv. 2 Laps ed è, pertanto, da ritenersi tardiva.
Riguardo a quanto emerge dalla decisione su reclamo del 4 ottobre 2010, e meglio che la Cassa sostiene di aver reperito la decisione di tassazione riferita all’anno 2007 nel corso del mese di giugno 2010 a seguito di un controllo spontaneo e rimprovera ai ricorrenti di non aver provveduto a inoltrarla malgrado l’impegno sottoscritto, questi ultimi ritengono che, a prescindere dal fatto che di tale impegno agli atti non vi è traccia, la decisione di restituzione rimane comunque tardiva.
Gli assicurati sono del parere che, ammesso e non concesso che davvero la decisione di tassazione sia stata reperita dalla Cassa soltanto nel mese di giugno 2010 - circostanza che i ricorrenti rilevano non essere comunque stata provata dall’amministrazione -, l’autorità avrebbe dovuto immediatamente emettere la decisione di restituzione, che avrebbe ancora potuto essere tempestiva.
Gli insorgenti osservano, altresì, che il riferimento alla giurisprudenza secondo cui non esiste alcun obbligo tra le diverse amministrazioni di segnalare vicendevolmente tutti i dati personali riguardanti assicurati per i quali è stato aperto un incarto non è pertinente. In proposito essi hanno precisato che in concreto non è infatti in discussione la comunicazione da un’autorità a un’altra e neppure il fatto che l’autorità avesse accesso ai dati fiscali, ma unicamente il momento in cui la Cassa, dando prova della dovuta diligenza, avrebbe potuto e dovuto esaminare tali dati. Secondo i ricorrenti che ciò sia avvenuto unicamente nel mese di giugno 2010 non è circostanza a loro imputabile e nemmeno circostanza che deve risultare penalizzante per gli stessi. Essi ritengono che, siccome già il 17 giugno 2009 la Cassa aveva accesso ai dati relativi alla decisione di tassazione emessa su reclamo per l’anno 2007, l’ordine di restituzione del 9 luglio 2010 è tardivo e il diritto di richiedere il rimborso perento.
Infine, in merito all’entità della somma chiesta in restituzione, gli assicurati hanno, in particolare, rilevato che la differenza di fr. 4'383.-- fra il reddito imponibile complessivo accertato dall’autorità fiscale con decisione su reclamo relativa al 2007 di fr. 37'400.-- e il reddito indicato nella richiesta di fr. 33'017.-- (
n.d.r.: e computato nelle decisioni con cui agli stessi sono stati erogati un assegno integrativo e un assegno di prima infanzia per il 2007
) non giustifica la restituzione chiesta dalla Cassa di un importo pari a fr. 13'802.-- (cfr. doc. I).
1.3. La Cassa, in risposta, ha chiesto l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Con scritto del 13 dicembre 2010 l’avv. RA 1, per conto dei propri assistiti, ha trasmesso alcuni documenti (cfr. doc. VI; A17-23).
1.5. L’11 gennaio 2011 l’amministrazione si è pronunciata al riguardo (cfr. doc. X).
1.6. Il 10 gennaio 2011 l’avv. RA 1 ha inviato uno scritto del 5 gennaio 2011 in cui la Cassa ha comunicato ai coniugi _ che l’importo dell’assegno integrativo a loro spettante per il 2011 è stato aumentato da fr. 588.-- a fr. 926.-- (cfr. doc. XI, B).
1.7. Il doc. XI è stato inviato alla Cassa per conoscenza (cfr. doc. XII).
L’amministrazione è pure stata invitata a trasmettere le tabelle di calcolo relative ai nuovi conteggi degli assegni integrativi e di prima infanzia per l’anno 2007 effettuati per determinare l’importo chiesto in restituzione con decisione 9 luglio 2010 (cfr. doc. XII).
Il doc. X è, invece, stato trasmesso alla patrocinatrice dei ricorrenti per conoscenza (cfr. doc. XII).
1.8. Il 24 gennaio 2011 la Cassa ha inviato le tabelle di calcolo richieste (cfr. doc. XIII + 1-2; XV + 1-2).
1.9. L’avv. RA 1, per conto degli assicurati, il 7 febbraio 2011 ha presentato le proprie osservazioni in merito (cfr. doc. XVI).
1.10. Il doc. XVI è stato trasmesso alla Cassa per osservazioni. In particolare è stato chiesto all’amministrazione di prendere posizione riguardo al p.to 3 delle osservazioni della parte ricorrente, indicando in relazione al doc. 14 cosa significa la dicitura “DATA INT” (cfr. doc. XVII).
1.11. L’amministrazione si è espressa in merito con scritto del 23 febbraio 2011 (cfr. doc. XVIII).
1.12. Il doc. XVII è stato inviato alla patrocinatrice dei ricorrenti per conoscenza (cfr. doc. XIX).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se gli assicurati devono o meno restituire l’ammontare di fr. 13'802.--, corrispondenti ad assegni integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo dal mese di gennaio al mese di dicembre 2007.
Più precisamente deve essere appurato, in primo luogo, se il 9 luglio 2010 (data dell’emissione dell’ordine di restituzione) il diritto della Cassa di richiedere il rimborso degli assegni che gli assicurati avrebbero percepito a torto nel 2007 era perento, come sostenuto da questi ultimi, oppure no, come ritiene invece l’amministrazione.
In secondo luogo, nel caso in cui il diritto della Cassa di postulare la restituzione degli assegni di famiglia in questione non fosse stato perento, andrà verificato se i calcoli dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andavano effettivamente rivisti e se l’importo chiesto in restituzione risulta corretto.
2.3. Il 1° gennaio 2009 sono entrate in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).
Conseguentemente il Cantone Ticino si è dotato di una nuova Legge sugli assegni di famiglia (Laf) del 18 dicembre 2008 e di un nuovo Regolamento sugli assegni di famiglia (Reg.Laf) del 23 giugno 2009, validi retroattivamente dal 1° gennaio 2009.
Nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso in esame si riferisce a un periodo (1° gennaio - 31 dicembre 2007) precedente l’entrata in vigore della LAFam, dell’OAFam, della Laf e del Reg.Laf, per cui in concreto vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2008, e meglio la Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996 (LAF) e il Regolamento della legge sugli assegni di famiglia del 5 febbraio 1997 (Reg.LAF).
Al riguardo va, in ogni caso, evidenziato che la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam) regola l’assegno per i figli e l’assegno di formazione (art. 3 LAFam), mentre le prestazioni familiari cantonali, segnatamente l’assegno integrativo e l’assegno di prima infanzia, restano disciplinate esclusivamente dalla Legge sugli assegni di famiglia del cantone Ticino (art. 1 Laf).
2.4. L’assegno integrativo è regolato dagli art. 24 segg. LAF.
L'art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno integrativo:
"
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) soddisfa i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)
Se entrambi i genitori coabitano con il figlio, ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)
... (cpv. 3)."
L'art. 27 LAF prevede altresì che:
"
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli, definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)
In ogni caso, dall’importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."
2.5. Gli art. 31 e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima infanzia.
L’art. 32 LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:
"
I genitori hanno diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) sono domiciliati nel Cantone al momento della richiesta;
b) coabitano
costantemente
con il figlio; (cpv. 1)
c) il padre o la madre ha il domicilio nel Cantone da almeno 3 anni;
d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c).
Al genitore che non esercita un’attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"
L’art. 35 LAF enuncia inoltre che:
"
Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps, l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai tre anni. (cpv. 1)
Dall’importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)"
Dal tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo di tali assegni rinvia alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).
Il 1° ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.6. Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ...
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1), fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).
Infine l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
"
La soglia d’intervento corrisponde alla somma di:
a) per il titolare importo corrispondente al limite minimo
del diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI per la
persona sola
b) per la prima perso- importo corrispondente alla metà del limite
na supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona sola
c) per la seconda e importo corrispondente al limite minimo
la terza persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo corrispondente al limite minimo
quinta persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente al limite minimo
ulteriore persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il quinto figlio"
mento:
L'art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).
Il nuovo art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio 2008 pag. 110).
Secondo, poi, il nuovo art. 40 LAF, valido dal 1° gennaio 2008, per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intendono i limiti di cui all’art. 10 Laps.
2.7. Secondo l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:
"
Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si applica altresì l'art. 30 Laps."
L'art. 30 Laps prevede che:
"Le persone che compongono l'unità di riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni hanno subito modifiche."
In proposito l'art. 10 Reg.Laps precisa che:
"
E' considerato cambiamento rilevante:
a) un cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del
reddito disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante per la decisione più recente;
b) una variazione della composizione dell'unità di riferimento."
2.8. Per quanto riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede che:
"
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."
L'art. 26 Laps sancisce:
"
La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)
I coniugati e i conviventi sono solidalmente tenuti alla restituzione (cpv. 4).”
Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
2.9. Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame.
In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido.
È infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (
Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen
, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).
Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio,
Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants
, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.8.).
2.10. A motivazione dell’ordine di restituzione la Cassa ha posto la notifica di tassazione emessa su reclamo per l’anno 2007 il 17 giugno 2009 dall’Ufficio di tassazione di _, da cui è emerso che in quell’anno i coniugi _ hanno conseguito un reddito da attività indipendente superiore a quello considerato dall’amministrazione ai fini della determinazione dell’ammontare degli assegni familiari per il 2007 (cfr. doc. A1; A4; 12; 13).
Gli insorgenti hanno, dapprima, invocato la perenzione del diritto alla restituzione della parte resistente (cfr. doc. I; A7).
In proposito è utile ribadire che l’art. 26 cpv. 2 Laps, al quale rinvia l’art. 44 cpv. 4 LAF (cfr. consid. 2.8.), prevede che il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione.
Il tenore di tale disposto corrisponde a quello dell’art. 25 cpv. 2 LPGA (applicabile alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale) secondo cui il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l’istituto di assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, a al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione.
Visto che il contenuto dell’art. 26 cpv. 2 Laps è essenzialmente il medesimo di quello dell’art. 25 cpv. 2 LPGA, la giurisprudenza valida per quest’ultimo – elaborata sotto l’egida del vecchio diritto (cfr. art. 95 cpv. 4 vLADI; U. Kieser, ATSG Kommentar, 2. edizione, 2009, ad art. 25, n. 38) – va applicata per analogia anche al disposto della Laps.
In particolare l’art. 95 cpv. 4 vLADI, in vigore fino al 31 dicembre 2002, enunciava che la pretesa si prescrive in un anno dal momento in cui il servizio di pagamento ha avuto conoscenza dei fatti, al più tardi in cinque anni dopo il versamento.
A quest’ultimo riguardo in una sentenza non pubblicata del 16 settembre 1997 nella causa CPCAD contro T. SA e TCA (C 69/97), il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che i termini dell'art. 95 cpv. 4 vLADI, contrariamente al tenore letterale della norma, costituiscono un termine di perenzione (cfr. pure DTF 122 V 270, consid. 5a, pag. 274-275; DTF 119 V 431, consid. 3a, pag. 433) che decorre nel momento in cui l'amministrazione poteva ragionevolmente avere conoscenza dei fatti giustificanti la restituzione.
I termini di perenzione non possono, poi, essere né interrotti né sospesi e devono essere applicati d’ufficio (cfr. DTF 111 V 135, consid.
3b, pag. 136; cfr. pure T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Ed.
Stämpfli, Berna 1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).
Si tratta, quindi, pure per quanto attiene all’art. 26 cpv. 2 Laps, di un termine di perenzione (cfr. STCA 39.2008.2 del 29 maggio 2008 consid. 2.9.).
In una sentenza C 17/03 del 2 settembre 2003, pubblicata in SVR 2004 ALV Nr. 5, è stato, inoltre, ribadito che per “momento in cui il servizio di pagamento ne ha avuto conoscenza” a partire dal quale inizia a decorrere il termine di perenzione di un anno bisogna intendere il momento in cui l’amministrazione, dando prova dell’attenzione da essa esigibile, avrebbe dovuto riconoscere che i presupposti per una restituzione erano dati.
2.11. Nell’evenienza concreta, allorché nel maggio 2006 e nel giugno 2007 sono stati calcolati l’assegno integrativo e l’assegno di prima infanzia per il 2007 (cfr. doc. 7, 8, 12, 13), la Cassa non disponeva dei dati riguardanti il reddito conseguito nel 2007 dai coniugi _ dalla loro attività indipendente. L’amministrazione si è, perciò, basata su un reddito provvisorio, rispettivamente di fr. 28’724.-- (fr. 7'500.-- per il marito + fr. 21'224.-- per la moglie; cfr. doc. 7B; 8B) e di fr. 33’000.-- (fr. 15'000.-- per il marito + fr. 18'000.-- per la moglie; cfr. doc. 12B; 13B), dichiarati dagli assicurati (cfr. doc. 6, 10, 11).
La decisione di tassazione su reclamo per l’anno 2007 è stata emessa il 17 giugno 2009 ed è passata in giudicato incontestata (cfr. doc. 14; I pag. 7).
A seguito dell’emanazione della tassazione su reclamo per il 2007, la Cassa, che ha affermato di esserne venuta a conoscenza nel corso del mese di giugno 2010 in occasione di un controllo spontaneo, ha ricalcolato le prestazioni di spettanza degli assicurati (cfr. doc. A1).
Il 9 luglio 2010 l’amministrazione ha, conseguentemente, emesso un ordine di restituzione dell’importo di fr. 13'802.--, confermato con decisione su reclamo del 4 ottobre 2010 (cfr. consid. 1.1.).
I ricorrenti ritengono perento il diritto di chiedere il rimborso degli assegni di famiglia che gli stessi avrebbero percepito indebitamente.
Essi, al riguardo, hanno segnatamente precisato che è a partire dal 17 giugno 2009, data dell’emissione della notifica di tassazione su reclamo per l’anno 2007, che la Cassa poteva disporre – grazie al collegamento informatico con la Divisione delle contribuzioni – dei dati aggiornati afferenti al loro reddito per ricalcolare le prestazioni loro spettanti.
A mente degli assicurati la richiesta di restituzione del 9 luglio 2010 non rispetta il termine di perenzione di un anno ed è, pertanto, tardiva.
Gli assicurati sono del parere che, ammesso e non concesso che davvero la decisione di tassazione sia stata reperita dalla Cassa soltanto nel mese di giugno 2010 - circostanza che i ricorrenti rilevano non essere comunque stata provata dall’amministrazione -, l’autorità avrebbe dovuto immediatamente emettere la decisione di restituzione, che avrebbe ancora potuto essere tempestiva (cfr. doc. I).
2.12. Questa Corte, chiamata a pronunciarsi in merito alla questione della perenzione del diritto della Cassa di richiedere ai coniugi _ il rimborso di assegni familiari che avrebbero percepito indebitamente nel 2007, ritiene, dapprima, che non vi siano motivi per dubitare del fatto che l’amministrazione abbia saputo dell’emissione il 17 giugno 2009 della decisione di tassazione su reclamo per l’anno 2007 soltanto nel corso del mese di giugno 2010.
Dalle carte processuali emerge, d’altronde, che la Cassa ha verificato presso l’Ufficio di tassazione di _ degli elementi della tassazione emessa su reclamo il 17 giugno 2009 e intimata in tale data agli interessati il 15 giugno 2010 (cfr. doc. 14; XVII; XVIII).
Del resto i ricorrenti non hanno addotto concreti elementi atti a sovvertire quanto sostenuto dalla Cassa.
In particolare essi non hanno preteso di avere fornito senza indugio all’amministrazione la decisione di tassazione su reclamo per l’anno 2007 dopo la relativa notifica nel giugno 2009 (cfr. doc. I). Tale omissione è avvenuta in discordanza all’impegno che RI 1, contrariamente a quanto asserito dagli assicurati (cfr. doc. I pag. 5, 7), ha sottoscritto il 3 maggio 2007, e meglio di
“trasmettere immediatamente all’/agli ufficio/i competente/i per la prestazione Laps versata, una copia della decisione di tassazione cresciuta in giudicato per ogni anno nel quale è stata concessa tale prestazione”
(cfr. doc. 10).
Nel ricorso essi, indicando
“...ammesso e non concesso che davvero la decisione si a stata reperita dalla cassa unicamente nel mese di giugno 2010...”
(cfr. doc. I pag. 7), hanno piuttosto implicitamente riconosciuto di non avere tempestivamente inviato all’amministrazione la decisione di tassazione su reclamo per il 2007. In caso contrario essi avrebbero affermato a chiare lettere tale circostanza.
2.13. Quanto addotto dagli insorgenti circa il fatto che la Cassa poteva disporre, grazie al collegamento informatico con la Divisione delle contribuzioni, dei dati aggiornati afferenti al loro reddito per ricalcolare le prestazioni loro spettanti dalla data di emissione, il 17 giugno 2009, della decisione di tassazione su reclamo per il 2007 (cfr. doc. I pag. 7), non permette di giungere a una conclusione diversa da quella a cui è giunta questa Corte (cfr. consid. 2.12.).
In casu, il riferimento al collegamento informatico diretto tra la Divisione delle contribuzioni e la Cassa risulta da un documento sottoscritto dagli assicurati il 4 gennaio 2006 al momento della richiesta di prestazioni Laps dinanzi allo sportello Laps competente (cfr. doc. A15). In particolare da questo documento emerge che:
"
La nuova procedura per la richiesta di prestazioni nell’ambito Laps non prevede alcun formulario cartaceo, poiché il cittadino completa la domanda accompagnato da un operatore di sportello Laps nella sede dello sportello regionale del suo comprensorio grazie a un nuovo programma informatico.
L’utente deve comprovare ogni cambiamento della situazione finanziaria della sua famiglia (richiedente, coniuge anche se separato di fatto, convivente se vi sono figli in comune, figli minorenni e figli maggiorenni se sono ancora in prima formazione) rispetto ai dati relativi all’ultima tassazione cresciuta in giudicato, che sono forniti dalla Divisione delle contribuzioni grazie a un collegamento informatico. (...)” (Doc. A15)
L’esistenza di tale collegamento informatico non esimeva in ogni caso i ricorrenti dall’informare l’amministrazione dell’emanazione della decisione di tassazione su reclamo per l’anno 2007 e dal produrla.
Al riguardo è utile osservare che l’art. 21 Laps, afferente alla collaborazione nell’esecuzione, prevede quanto segue:
"
1
Le persone che compongono l’unità di riferimento ed i loro datori di lavoro devono collaborare gratuitamente all’esecuzione della legge e delle leggi speciali.
2
Le persone che compongono l’unità di riferimento devono fornire gratuitamente tutte le informazioni ed i documenti necessari per accertare il diritto e stabilire le prestazioni previste dalla legge e dalle leggi speciali.
3
Chi pretende prestazioni deve autorizzare tutte le persone ed i servizi a fornire nel singolo caso tutte le informazioni ed i documenti, sempre che siano necessari per accertare il diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a fornire le informazioni richieste.”
Il Consiglio di Stato nel messaggio relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) del 25 ottobre 2005 al p.to 2.5.5. ha indicato che:
"
Per le assicurazioni sociali federali, l’art. 28 LPGA pone il principio della collaborazione nell’esecuzione. Siamo del parere che anche questa disposizione della LPGA sia da riprendere nella Laps. L’art. 28 LPGA è peraltro il correlato dell’art. 43 LPGA, che viene pure ripreso dal nuovo art. 33 cpv. 3 Laps; il rinvio è agli articoli da 34 a 55 LPGA.
Il nuovo art. 21 Laps dispone quindi l’obbligo per le persone che compongono l’unità di riferimento, risp. i loro datori di lavoro, di collaborare nella determinazione del diritto alle prestazioni sociali (cpv. 1), fornendo le informazioni e la documentazione necessari
(cpv. 2), rispettivamente autorizzandone terzi (cpv. 3). Fra i terzi rientrano gli assicuratori sociali, compresi gli istituti di previdenza, gli assicuratori privati, gli uffici federali, cantonali e comunali.”
Ai sensi dell’art. 29 Laps, concernente l’assistenza giudiziaria e amministrativa, poi:
"
1
Le autorità giudiziarie e amministrative della Confederazione, dei Cantoni, dei Distretti, dei Circoli ed i Comuni comunicano gratuitamente agli organi chiamati all’applicazione della legge e delle leggi speciali, su richiesta scritta e motivata nei singoli casi, tutte le informazioni ed i documenti utili a:
a) determinare, modificare o restituire prestazioni,
b) prevenire versamenti indebiti.
2
Alle stesse condizioni gli organi amministrativi competenti chiamati ad applicare la legge e le leggi speciali si prestano reciproca assistenza.” (La sottolineatura è del redattore)
Dal
p.to 2.5.9. del Messaggio sopra citato emerge che:
"
Il nuovo art. 29 Laps viene riformulato, riprendendo,
mutatis mutandis
, i principi esposti all’art. 32 LPGA.
Il nuovo art. 29 cpv. 1 Laps tratta dell’assistenza giudiziaria, mentre il nuovo art. 29 cpv. 2 Laps disciplina l’assistenza amministrativa: in quest’ultima fattispecie gli organi amministrativi competenti chiamati ad applicare la Laps o le leggi speciali devono fornire tutte le informazioni ed i documenti, su richiesta scritta e motivata, necessari a determinare, modificare o restituire prestazioni, rispettivamente prevenire pagamenti indebiti. Questa disposizione è da considerare una
lex specialis
rispetto all’art. 31 Laps che disciplina l’obbligo del segreto.” (La sottolineatura è del redattore)
Il collegamento informatico con l’autorità fiscale permette, segnatamente, agli Sportelli Laps di constatare, al momento della richiesta di prestazioni, la situazione finanziaria di un assicurato di cui all’ultima tassazione (cfr. doc. A15).
Per quanto attiene, poi, alla sottoscrizione dinanzi allo Sportello regionale Laps, al momento del rinnovo della richiesta di prestazioni nel maggio 2007 da parte della ricorrente, di un’autorizzazione nei confronti, tra l’altro, dell’autorità tributaria a fornire agli organi incaricati di applicare la Laps ogni informazione che fosse richiesta sulla situazione personale o finanziaria dell’unità di riferimento (cfr. doc. A12), va osservato che la stessa avrebbe permesso alla Cassa di chiedere dei ragguagli in merito alle condizioni economiche degli assicurati, condizioni, però, indicate perlomeno in modo generale dagli assicurati.
Al riguardo giova evidenziare che non esiste nessun obbligo tra le diverse amministrazioni di segnalare vicendevolmente tutti i dati personali riguardanti assicurati per i quali è stato aperto un incarto, nel senso che ogni informazione acquisita da un ufficio debba automaticamente essere trasmessa agli altri organi amministrativi per conoscenza (cfr. STFA P 8/03 del 22 giugno 2004).
Il TFA, nel caso appena citato, ha, in particolare, osservato che l'autorità cantonale aveva giustamente considerato che in concreto non poteva essere imputata ai responsabili dell'Ufficio AI negligenza alcuna per non aver informato la Cassa di compensazione, e più precisamente il servizio competente per le prestazioni complementari, del fatto che l'assicurato necessitasse, a causa della sua malattia invalidante, di un regime dietetico speciale.
Tale principio è stato ribadito in una sentenza P 7/06 del 22 agosto 2006.
2.14. Alla luce di quanto sopra esposto (cfr. consid. 2.12.; 2.13.), il termine di perenzione di un anno ha iniziato a decorrere dal giugno 2010 e scadrà, al più presto, alla fine del mese di maggio 2011.
Allorché la Cassa ha emesso la decisione del 9 luglio 2010 il diritto alla restituzione delle prestazioni che i ricorrenti avrebbero indebitamente riscosso per l’anno 2007 non era, dunque, ancora perento.
2.15. Per quanto riguarda il principio della restituzione, va sottolineato che, come già esposto, l’Ufficio di tassazione di _ il 17 giugno 2009 ha, effettivamente, emanato la notifica di imposte dopo reclamo relativa ai coniugi _ per l’anno 2007. Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente principale del marito di fr. 34'202.-- e un reddito da attività indipendente principale della moglie di fr. 14'961.-- (cfr. doc. A4).
Contro tale decisione gli assicurati non hanno interposto ricorso alla Camera di diritto tributario (cfr. doc. I pag. 7). Il provvedimento emesso dall’autorità fiscale, come visto sopra, è quindi passato in giudicato incontestato.
Il guadagno annuo di complessivi fr. 49'163.-- (fr. 34'202.-- + fr. 14'961.--) risultante dalla decisione di tassazione emessa su reclamo per l’anno 2007 si rivela più elevato di quanto conteggiato dalla Cassa nelle decisioni del maggio 2006 e del giugno 2007 concernenti il periodo gennaio-dicembre 2007 (cfr. doc. 7, 8, 12, 13).
Essa, allora, aveva computato un reddito da attività indipendente per il mese di gennaio 2007 di fr. 28’724.-- (fr. 7'500.-- per il marito + fr. 21'224.-- per la moglie; cfr. doc. 7B; 8B) e per i mesi da febbraio a dicembre 2007 di fr. 33’000.-- (fr. 15'000.-- per il marito + fr. 18'000.-- per la moglie; cfr. doc. 12B; 13B), sulla base di quanto dichiaratole dai ricorrenti stessi (cfr. doc. 6, 10, 11).
E’ pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.
Di conseguenza gli insorgenti, da un profilo oggettivo, hanno effettivamente percepito indebitamente gli assegni integrativi e di prima infanzia afferenti al periodo gennaio-dicembre 2007.
Essi vanno così restituiti già a prescindere dalla dichiarazione sottoscritta sia da RI 2, che da RI 1 nel maggio 2007, come del resto nel marzo, rispettivamente nel maggio 2006, mediante la quale si sono impegnati a restituire quella parte di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati da loro forniti e alla quale non avrebbero avuto diritto computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di tassazione per l’anno di riferimento (cfr. doc. 10; 11; A9; A10).
Quanto fatto valere dalla parte ricorrente, ossia che ai coniugi _ è stato riconosciuto un assegno integrativo in particolare per gli anni 2010 e 2011 (cfr. doc. VI; A22; A23; XI; B), è irrilevante. In casu, infatti, controversa è la restituzione dell’importo fr. 13'802.-- afferente ad AFI e API riscossi a torto nell’anno 2007. Tale somma è stata calcolata facendo capo esclusivamente ai dati economici della famiglia _ del 2007.
2.16. Occorre ora stabilire se l’importo chiesto in restituzione sia corretto.
Giusta l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).
L’art. 17 LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:
"
1
Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.
2
Fanno parte dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20 per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come sostanza commerciale al momento del loro acquisto.
3
Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle spese d’investimento.
4
L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono una contabilità in buona e debita forma.”
Come esposto precedentemente (cfr. consid. 2.15.), dai dati fiscali relativi al 2007 emersi dalla decisione di tassazione emessa su reclamo il 17 giugno 2009, risulta che il reddito da attività indipendente conseguito dagli insorgenti in quell’anno corrisponde a fr. 49'163.-- (fr. 34'202.-- per il marito + fr. 14'961.-- per la moglie; cfr. doc. A4).
A questo proposito va rilevato che per costante giurisprudenza ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
Per costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid.
2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid.
3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).)
Il principio secondo cui occorre difendere i propri diritti nel procedimento fiscale non viene, invece, applicato dal Tribunale federale nei casi in cui ci troviamo in presenza di un importo di tassazione irrilevante o nullo (cfr. STF H 64/06 dell’11 aprile 2007; STFA H 38/05 del 10 giugno 2005; STCA 39.2009.15 del 22 marzo 2010).
Eventualità quest’ultima che non si verifica in concreto.
Questa Corte, pertanto, in casu non ha motivo di scostarsi dai dati risultanti dalla notifica di tassazione dopo reclamo per l’anno 2007 dei coniugi _.
Nell’atto ricorsuale è stata avanzata la seguente obiezione:
"
(...) La decisione su reclamo relativa all’anno fiscale (
n.d.r.: 2007
) accerta un reddito imponibile complessivo di fr. 37'400.-- per i coniugi, di fronte ai fr. 33'017.-- indicati nella richiesta: la differenza di fr. 4'383.-- fra il reddito presumibile indicato dai ricorrenti e quello accertato dall’autorità fiscale non giustifica certamente la restituzione di un importo pari fr. 13'802.-- come richiesta dalla Cassa cantonale per gli assegni familiari.” (Doc. I pag. 9)
Al riguardo il TCA rileva che i due redditi - di fr. 37'400.-- e di fr. 33'017.-- citati dai ricorrenti - non possono essere posti a confronto, trattandosi di due concetti di reddito differenti, come rettamente indicato dalla Cassa (cfr. doc. III pag. 4).
In effetti l’ammontare di fr. 33'017.-- corrisponde al reddito computabile ai sensi dell’art. 6 Laps (costituito dal reddito da attività indipendente del marito di fr. 15'000.--, dal reddito da attività indipendente della moglie di fr. 18'000.-- e dal reddito da titoli e capitali di fr. 17.--) considerato nei conteggi effettuati nel giugno 2007 volti a determinare il diritto dei ricorrenti a un assegno integrativo e a un assegno di prima infanzia (cfr. doc. 12B; 13B).
La somma di fr. 37'400.--, invece, si riferisce al reddito imponibile fiscalmente giusta l’art. 24 LT, ossia alla differenza tra i proventi lordi imponibili e le spese di acquisizione e le deduzioni generali di cui agli art. 25-32 LT, stabilito dalla tassazione emessa su reclamo per l’anno 2007 il 17 giugno 2009.
2.17. Gli assicurati, riguardo alle spese computabili relative ai calcoli attinenti all’eventuale diritto a un assegno integrativo e a un assegno di prima infanzia per il 2007, hanno fatto valere un premio della cassa malati di fr. 10'564.80 e delle spese per l’alloggio di fr. 15'000.-- (cfr. doc. I pag. 11).
A titolo di pigione l’amministrazione ha per contro computato un importo pari a fr. 13'110.-- (cfr. doc. XV1; XV2; 13; 12).
A tale proposito giova osservare che,
come esposto sopra (cfr. consid. 2.6.), l’art. 9 Laps prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte di più di due persone come quella dei ricorrenti (RI 2, RI 1 e il loro figlio _ nato il 12 marzo 2005), pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi (fr. 15’000.--) maggiorato del 20%, ossia corrispondente a fr. 18'000.--.
Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
Nel caso in esame la pigione netta per l’appartamento in cui abitano gli assicurati e il figlio è di fr. 11'400.-- annui (cfr. doc. 6D; A16) che maggiorata del 15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 13’110.--.
Tale importo è meno elevato di quello massimo riconosciuto di fr. 18'000.--.
Di conseguenza a ragione la Cassa ha tenuto conto, quale pigione ammessa, dell’ammontare di fr. 13’110.--.
2.18. Dalla documentazione agli atti si evince che i ricorrenti versano annualmente la somma di fr. 480.-- per un posteggio scoperto presso la loro abitazione a _ (cfr. doc. 6E).
Q
uesta Corte, al riguardo, constata che gli insorgenti, abitando a _ e svolgendo la loro attività indipendente (_ e _; cfr. doc. A16) ad _ (cfr. www.directories.ch), non necessitano di un’autovettura per recarsi al proprio posto di lavoro.
_ è, infatti, collegata ad _ da un servizio di bus (cfr. www.ffs.ch).
Inoltre non sono stati invocati altri motivi atti a giustificare la necessità di un’automobile.
Di conseguenza il costo del posteggio non può essere assunto.
A tale proposito giova rilevare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - di cui agli art. 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.6.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo degli assegni familiari, non è possibile computarne altre non previste dalla Laps.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Pertanto al pagamento del posteggio va fatto fronte con l’ammontare relativo alla soglia di intervento.
2.19. Per quanto attiene al premio della cassa malati (cfr. consid. 2.17.), è utile evidenziare che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.6.), quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
A titolo di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).
I ricorrenti e il figlio sono affiliati a _ (cfr. doc. A16).
Per il 2007 il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 8'453.80 (fr. 3'733.70 per RI 2 + fr. 3'733.70 per RI 1 + fr. 986.40 per il figlio _; cfr. Decreto esecutivo concernente la determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2007 del 17 ottobre 2006).
L’ammontare di fr. 8'453.80 è inferiore alla quota media cantonale ponderata per il 2007, corrispondente per due adulti e un minorenne a fr. 8'996.-- (fr. 4'000.-- x 2 + fr. 996.--; cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2007 del 14 novembre 2006).
Pertanto ai fini del calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia per il 2007 va tenuto conto per la famiglia _ del premio medio ponderato de _ di fr. 8'453.80, a prescindere dal premio effettivo a carico degli insorgenti.
In casu la Cassa, nelle decisioni del 19 giugno 2007, quale premio complessivo della cassa malati, aveva effettivamente conteggiato la somma di fr. 8’454.-- (cfr.
13; 12)
.
Nei nuovi calcoli (cfr. doc. XV1; XV2) l’amministrazione ha tenuto conto, invece, dell’importo di fr. 8'714.--.
La questione relativa alla differenza fra questi due importi non merita di particolari approfondimenti, in quanto gli assicurati, anche volendo, per ipotesi, considerare corretta la somma di fr. 8'714.--, non hanno comunque diritto ad assegni integrativi, e quindi nemmeno ad assegni di prima infanzia, per il 2007.
Infatti, come emerge dai nuovi conteggi (cfr. doc. XVI; XV2) e come sarà esposto in seguito, gli stessi non presentano in ogni caso alcuna lacuna di reddito Laps residua annua.
2.20. I
redditi computabili dei ricorrenti, per il periodo dal mese di gennaio al mese di dicembre 2007,
sono pertanto costituiti dal reddito dalla loro attività indipendente di fr. 49’163.-- (cfr. consid. 2.16.) e dal reddito da titoli e capitali di fr. 17.-- (cfr. doc. XV1; XV2), per complessivi fr. 49.180.--.
La sostanza risulta nulla (cfr. doc. XV1; XV2).
Ne discende che le censure sollevate dalla parte ricorrente riguardo singole voci della sostanza (cfr. doc. XVI) non meritano di essere ulteriormente indagate.
Le spese computabili
sono, invece, composte dal premio della cassa malati di fr. 8'454.-- (rispettivamente fr. 8'714.--; cfr. consid. 2.19.), dalla spesa per l’alloggio di fr. 13’110.-- (cfr. doc. consid. 2.17.) e dai contributi alla previdenza individuale vincolata di fr. 1’854 (cfr. doc. XV1; XV2).
Esse, globalmente, corrispondono a fr. 23'418.-- (rispettivamente fr. 23'678) all’anno.
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.6.) dei ricorrenti ammonta a fr. 25’762 (redditi computabili di fr.
49’180.-- - spese computabili di fr. 23’418), rispettivamente fr. 25'502.--
(redditi computabili di fr.
49’180.-- - spese computabili di fr. 23'678).
La soglia di intervento per il 2007 degli insorgenti e del figlio è di fr. 31’810.-- all’anno (cfr. consid. 2.6.).
Gli assicurati hanno diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima infanzia allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.6.).
In concreto i ricorrenti non presentano alcuna lacuna di reddito, siccome la somma del reddito disponibile residuale e dell’importo relativo alla partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di fr. 6'914.-- (cfr. doc. XV1; XV2; 13, 12) risulta più elevata della soglia di intervento di fr. 866.-- (fr. 25’762 + fr. 6'914 – fr. 31’810.--), rispettivamente fr. 606.-- (fr.
25'502
+ fr. 6'914 – fr. 31’810.--; cfr. doc. XV1; XV2).
Gli assicurati non hanno, dunque, diritto per il lasso di tempo gennaio – dicembre 2007 né a un assegno integrativo, né a un assegno di prima infanzia.
Essi, per tale periodo, hanno per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 8'256.-- (fr. 688.-- X 12 mesi; cfr. doc. A5) e degli assegni di prima infanzia di fr. 5’546.-- (fr. 794.-- x 1 mese + fr. 432.-- x 11 mesi; cfr. doc. A5).
I ricorrenti devono, pertanto, restituire l’importo di fr. 13’802.-- (fr. 8'256.-- + fr. 5’546.--), come stabilito dalla Cassa.
La decisione su reclamo del 4 ottobre 2010 deve, conseguentemente, essere confermata.
2.21. A titolo abbondanziale e in riferimento al fatto che i ricorrenti, con l’impugnativa, si sono riservati il diritto, qualora il loro ricorso non fosse accolto, di inoltrare una domanda di condono poiché manifestamente non in grado di restituire gli importi pretesi dalla Cassa, la cui restituzione costituirebbe un onere troppo grave, e in buona fede (cfr. doc. I pag. 11), giova ribadire che per costante giurisprudenza, è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).
2.22. Gli
assicurati hanno chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (doc. I, pag. 11-12).
In realtà la domanda dei ricorrenti di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assegni di famiglia è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca).
Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 3 Lag prevede:
"
1
L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
"
2
E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
"
1
L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2
L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).
Pertanto la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Infatti l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate dalla giurisprudenza.
L’istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 3).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.
L’attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
Giusta l’art. 3 della Lag:
"
1
L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.
2
E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
"
1
L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2
L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS).
Le condizioni cumulative per la concessione del gratuito patrocinio sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
Al riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U 220/99:
"
(...).
Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese ripetibili,
alle stesse condizioni viene riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),
per costante giurisprudenza, una causa è sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate), (...).
"
(STFA succitata)
2.23. Nel caso di specie gli assicurati vivono insieme unitamente a loro figlio nato il 12 marzo 2005 (cfr. doc. A16).
Il nucleo familiare è al beneficio di un assegno integrativo di fr. 926.-- al mese (cfr. doc. B).
Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).
Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). Il fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps), è più elevato dell'importo di base determinato sulla base della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in vigore dal 1° settembre 2009 (per una famiglia di due persone adulte e di un bambino di 6 anni a fr. 2’100.--, pari a fr. 25’200.-- annui) a cui va aggiunto un supplemento del 15-25%.
Inoltre nel calcolo dell’assegno integrativo secondo la Laps si considerano delle spese non previste per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Di conseguenza, in casu, dal fatto che il nucleo familiare dell’assicurato percepisca un assegno integrativo non si può concludere che egli sia indigente ai fini dell’assistenza giudiziaria.
Va, quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Il reddito degli insorgenti è costituito dal loro reddito da attività indipendente di fr. 44'000 all’anno, pari a fr. 3'666.-- al mese (cfr. doc. A23) e dall’assegno integrativo di fr. 926.-- al mese (cfr. doc. A23).
Con un reddito di fr. 4’592.-- il ricorrente deve far fronte a fr. 2’100.-- quale importo base mensile per sé e la sua famiglia, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF.
Tale importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° settembre 2009).
Bisogna, poi, computare il canone di locazione di fr. 1’080.-- al mese (cfr. doc. A16).
Va, altresì, aggiunto il premio afferente all’assicurazione obbligatoria contro la malattie che, tenuto conto dei relativi sussidi, ammonta a circa fr. 250.-- mensili (cfr. doc. A16; A23).
Si ottiene, quindi, un onere globale di fr. 3’430.--.
L'eccedenza mensile sarebbe, dunque, di fr. 1’162.-- (fr. 4’592.-- - 3’430.--), da cui vanno, però, ancora dedotte le imposte pari all'ammontare approssimativo di fr. 100.-- al mese.
Inoltre va tenuto conto del fatto che all’importo di base di fr. 2’100.--, determinato in riferimento alla Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, va aggiunto un supplemento del 15-25%, ossia di fr. 525.--/315.--, conformemente a quanto stabilito dal TFA nella sentenza U 102/04 del 20 settembre 2004.
L’insorgente presenta, comunque, un’eccedenza mensile oscil-lante tra fr. 747.-- [fr. 4’592 – (fr. 3’430.-- + fr.100.-- + fr. 315.--)] e fr. 537.-- [fr. 4’592 – (fr. 3’430 + fr. 100.-- + fr. 525.--)].
In simili condizioni essi non possono essere ritenuti indigenti.
Al riguardo giova ricordare che nella sentenza U 102/04 del 20 settembre 2004, già citata, il TFA ha confermato il diniego del gratuito patrocinio deciso da questa Corte (STCA 35.03.53 del 1° marzo 2004), in quanto una famiglia composta dei due genitori e di 2 figli disponeva di un'eccedenza mensile oscillante tra fr. 175.50 e 415.50.
Gli assicurati devono, conseguentemente, essere ritenuti in grado di far fronte alle spese legali.
Difettando uno dei requisiti cumulativi per concedere l'assistenza giudiziaria, la relativa istanza dev'essere respinta.