Decision ID: 0138b57e-6cc5-5ce1-9803-8cc735192b18
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
A.
Con la petizione l’attrice chiede l’accertamento dell’inesistenza dei debiti di cui alle due prefate esecuzioni.
Quella introdotta da _ (doc. B) sarebbe inefficace già solo per la mancanza di legittimazione di _ a fungere da rappresentante della creditrice, mentre sarebbe del tutto inesistente l’asserito credito di fr. 139’025.--.
L’esecuzione promossa da _ personalmente (doc. C) sarebbe parimenti infondata, non riguardando un debito dell’escussa.
B. _
, rispondendo in data 26 marzo 1998 a nome di entrambi i convenuti, ha chiesto la reiezione della petizione affermando la propria capacità di agire per conto dell’altra convenuta e sostenendo il buon fondamento dei crediti posti in esecuzione.
C.
Nel giudizio impugnato il Pretore ha stabilito che _ non sarebbe stato legittimato a richiedere l’avvio di una procedura esecutiva per conto di _, dal che la nullità della stessa.
Quo alla procedura esecutiva promossa dal_ _, non si giustificherebbe in base agli atti l’esistenza dei debiti posti in esecuzione, motivo per cui anche tale procedura andrebbe annullata.
Dal che l’accoglimento della petizione.
D.
Delle argomentazioni dell’appellante -che postula la riforma del querelato giudizio nel senso della reiezione della petizione- e delle osservazioni della resistente -che chiede la reiezione dell’appello protestando spese e ripetibili- si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto
1.
L’attrice ha irritualmente convenuto in causa sia _ che _, non sussistendo tra queste parti alcuna situazione di litisconsorzio necessario o facoltativo, il che è del resto manifesto a fronte del fatto che le domande contro i due convenuti derivano da due distinte procedure esecutive relative a fattispecie tra loro differenti.
Stante il litisconsorzio facoltativo improprio (
Rep
. 1987, pag. 225;
II CCA
2 ottobre 1997 in re F. e llcc./B, 9 luglio 1996 in re S. e llcc./C., 11 marzo 1993 in re R./T. e llcc.), il Pretore avrebbe perciò dovuto disgiungere le cause.
Avendo _ accettato la sentenza pretorile, non vi è motivo di procedere alla disgiunzione in questa sede, mentre è ovviamente irricevibile l’appello di _ nella misura in cui essa dispone di un rapporto giuridico che non la concerne chiedendo la riforma del giudizio inerente l’esecuzione promossa dal_.
2.
Nella recente sentenza del 16 febbraio 1999 la II Corte Civile del Tribunale federale ha chiarito la natura del rapporto esistente tra le due azioni a tutela del debitore già previste dagli art. 85 e 86 LEF nel diritto previgente, e il nuovo art. 85a LEF, che prevede che l’escusso può domandare in ogni tempo al tribunale del luogo dell’esecuzione l’accertamento dell’inesistenza del debito, della sua estinzione o della concessione di una dilazione.
L’Alta corte ha in particolare stabilito (consid. 2c) che l’azione ex art. 85a LEF ha una duplice natura, avendo da un lato carattere di azione di diritto materiale laddove, come l’azione di disconoscimento, mira all’accertamento dell’inesistenza del debito (o della concessione di una dilazione), e d’altro lato carattere esecutivo nella misura in cui il suo accoglimento comporta la sospensione o l’annullamento dell’esecuzione.
Tuttavia, onde effettuare la necessaria distinzione con le fattispecie regolate dagli art. 85 o 86 LEF, l’introduzione dell’azione fondata sull’art. 85a LEF è subordinata al presupposto dell’esistenza di un precetto esecutivo cresciuto in giudicato, vuoi per l’omessa opposizione da parte del debitore, oppure per il suo avvenuto rigetto ad opera del creditore, mentre se l’esecuzione è stata arrestata dall’escusso con la dichiarazione di tempestiva opposizione al precetto esecutivo intimatogli non vi è il necessario interesse giuridico meritevole di tutela a sostegno dell’azione di accertamento. Di conseguenza, la locuzione “in ogni tempo” di cui all’art. 85a cpv. 1 LEF va intesa nel senso che l’azione può essere introdotta in caso di mancata opposizione al precetto esecutivo, oppure nel caso in cui essa sia stata rimossa con decisione cresciuta in giudicato, fino al momento della ripartizione di quanto realizzato oppure fino al momento dell’apertura del fallimento. E’ invece escluso -nonostante detta  l’azione possa essere introdotta quando l’esecuzione risulta bloccata dall’opposizione dell’escusso.
3.
Nel caso di specie, risulta dal precetto esecutivo doc. B che l’esecuzione dell’appellante nei confronti dell’attrice è stata bloccata dalla tempestiva opposizione dell’escussa.
Nessun elemento degli atti permette di accertare che tale opposizione sarebbe stata ritirata o rigettata, in via provvisoria o definitiva, con decisione cresciuta in giudicato, dal che l’improponibilità della presente azione fondata sull’art. 85a LEF.
Non torna conto di chiedersi se -contrariamente agli intendimenti dell’attrice- la sua azione possa essere esaminata d’ufficio quale azione ex art. 85 LEF, premettendo tale azione che l’escusso fornisca la prova documentale certa dell’estinzione del debito (
IICCTF
citata, consid. 2aa), il che nella specie non entra in linea di conto.
Ne consegue, ai sensi dei considerandi, il parziale accoglimento del gravame.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili, seguono la soccombenza (art. 148 CPC), con la particolarità che _ ancorché non ricorrente, profitta della diversa ripartizione delle spese di causa, motivo per il quale la presente sentenza gli viene trasmessa per conoscenza, mentre all’appellante non vanno attribuite ripetibili per la prima procedura, alla quale non risulta avere partecipato, e ripetibili ridotte per la procedura di appello, dipendendo il parziale accoglimento del gravame da considerazioni del tutto differenti da quelle da lei evocate.