Decision ID: 5c7c50d3-d4f0-5045-825c-4ff9607cb14e
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. CO 1
nata _
(1927), cittadina svizzera, vedova, è deceduta a _, suo ultimo domicilio, il 19 settembre 2011.
Non sono state rinvenute disposizioni di ultima volontà. Accertato che la defunta non ha lasciato discendenti e che non risultano eredi nemmeno della stirpe dei genitori, il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Città ha ordinato il 18 ottobre 2011 l'amministrazione dell'eredità, designando PA 1 in qualità di amministratore (inc. SO.2011.610).
B.
Con decisione del 15 marzo 2012 il Pretore della giurisdizione di Locarno Città ha ordinato una grida per la ricerca degli eredi, invitando tutti coloro che si ritenessero successori legittimi di CO 1 ad annunciarsi entro un anno dalla seconda pubblicazione. Il 25 marzo 2013 egli ha poi chiuso la grida, accertando che nel termine impartito era giunta una sola notifica di erede da parte di AP 1 nata _ (inc. SO.2012.159).
C.
Il 12 aprile 2013 l'amministratore della successione ha chiesto al Pretore di ordinare l'erezione di un inventario (art. 592 CC). Accertato che AP 1 appartiene alla stirpe dei bisavi fu CO 1 e che la successione va devoluta perciò al Cantone Ticino, con decisione del 18 aprile 2013 il Pretore ha ordinato la pubblicazione di una nuova grida e la confezione di un inventario (art. 592 CC), che lo stesso PA 1 avrebbe dovuto allestire entro il 30 giugno 2013 (inc. SO.2013.256).
D.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un memoriale in tedesco
(“
Widerspruch
”) del 12 maggio 2013
per vedere riformato il giudizio del Pretore nel senso di essere riconosciuta erede fu CO 1
. Invitata il 29 maggio 2013 dal presidente della Camera a tradurre il memoriale in italiano e a indicare un recapito in Svizzera ove potessero avvenire le notificazioni, essa ha
ottemperato il 25 giugno successivo, inviando una versione italiana e designando PA 2
come sua rappresentante
.

Considerando
in diritto: 1.
Qualora una successione sia devoluta a un ente pubblico (art. 466 CC) l'autorità competente – nel Ticino: il Pretore (art. 92 cpv. 1 con rinvio all'art. 86
a
cpv. 1 LAC) – deve far pubblicare d'ufficio una grida a norma dell'art. 482 CC con cui i creditori e i debitori dell'eredità sono invitati a notificare i loro debiti e crediti entro un termine stabilito (art. 592 CC). Tale autorità deve ordinare inoltre la confezione di un inventario (
Wissmann
in: Basler Kommentar, ZGB II, 3
a
edizione, n. 2 ad art. 592). Entrambi sono provvedimenti di volontaria giurisdizione (DTF 94 II 57 consid. 2;
Couchepin/Maire
in: Eigenmann/Rouiller [editori], Commentaire du droit des successions, Berna 2012, n. 16 ad art. 580 e n. 2 ad art. 592 CC), disciplinati dalla procedura sommaria dell'art. 248 lett. e CPC (come diritto cantonale surrogato: DTF 139 III 225). Essi sono impugnabili con appello entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, trattandosi di controversie patrimoniali, il valore litigioso “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” raggiunga almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC).
Nella fattispecie già il mobilio e i gioielli inventariati dall'Ufficio cantonale imposte di successione e donazione nell'appartamento della defunta valgono almeno fr. 30
000.– (doc. H accluso all'istanza 17 ottobre 2011 con cui l'amministratore della successione postulava l'amministrazione dell'eredità, 2° foglio in alto). Il memoriale di AP 1 può quindi essere trattato come appello. Quanto alla sua tempestività, esso è stato presentato solo il 13 maggio 2013 (data del timbro postale sulla busta d'invio), ma non è dato di sapere quando la decisione del Pretore, intimata il 18 aprile 2013 unicamente PA 1 e all'Ufficio cantonale imposte di successione e donazione (dispositivo n. 5), sia giunta a conoscenza di AP 1
.
La questione non richiede tuttavia di essere approfondita, poiché – come si vedrà senza indugio – l'appello è destinato in ogni modo all'insuccesso.
2.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha constatato che la pubblicazione della grida disposta il 15 marzo 2012 ha permesso di accertare l'inesistenza tanto di discendenti della defunta quanto di eredi della stirpe dei genitori o degli avi. Discendente della stirpe dei
bisavi
, AP 1 non è quindi erede. E in mancanza di eredi la successione di CO 1, il cui ultimo domicilio era a _, va devoluta al Cantone Ticino (art. 466 CC). L'appellante contesta simile conclusione, sostenendo che sì, “il diritto di successione dei parenti cessa con la stirpe degli avi” (art. 460 cpv. 1 CC), ma che per “stirpe degli avi” si intende quella dell'avente diritto alla successione e non quella del defunto. Avendo essa i bisavi _ e _ in comune con CO 1 (doc. A accluso all'istanza del 12 aprile 2013 con cui
l'amministratore della successione ha chiesto l'erezione dell'inventario
, nell'inc. SO.2013.256), sarebbe data perciò la sua qualità di erede.
3.
Il diritto di successione dei parenti cessa con la stirpe degli avi (art. 460 cpv. 1 CC). “Avi” sono esclusivamente i discendenti della terza parentela. I discendenti della quarta parentela (quella dei bisavi) non sono più eredi legittimi dal 1° gennaio 1988, quando il legislatore ha abrogato l'art. 460 cpv. 2 e 3 CC che conferiva a bisavi, prozii e prozie un diritto di usufrutto (RU 1986 pag. 122; FF 1979 II 1274 n. 235.6). L'appellante è – come rileva il Pretore – una discendente della quarta parentela, avendo essa in comune con la defunta i bisnonni. Non è quindi erede legittima. L'opinione di lei, stando alla quale per “stirpe degli avi” deve intendersi quella dell'avente diritto alla successione, cade nel vuoto, giacché essa non appartiene – comunque sia – alla stirpe degli avi, bensì a quella dei bisavi. Ne segue che, privo di consistenza, l'appello vede la sua sorte segnata.
4.
Le spese del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si assegnano ripetibili, l'appello non essendo stato notificato per osservazioni.
5.
Quanto ai rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso supera la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1).