Decision ID: dd0b44be-5646-55ab-a020-f638e7079c4e
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. a. I membri della comunione ereditaria fu _ e _ S_, ossia RI 1, RI 2, RI 3, _, _, _, _ ed _ (in seguito: CE S_) erano proprietari di svariate particelle nel comune di Capriasca, fra cui il mapp. 2110 MAF, ubicato in località Gaggio. Il fondo, parzialmente ricoperto da bosco, era attribuito, per la parte rimanente, alla zona residenziale estensiva RE secondo il piano regolatore dell'ex comune di Sala, approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione 14 ottobre 2008 (n. 5230) ed integrato in seguito da una variante. Il piano del traffico prevedeva in particolare a est del comparto, dov'è situato il fondo, una strada di servizio (via al Gaggio), che non giungeva tuttavia a lambire la proprietà.
b. Il mapp. 2110 MAF è stato inserito nel progetto di nuovo riparto dei fondi, allestito dal Consorzio per l'esecuzione del raggruppamento terreni a carattere generale a Sala e approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione 21 dicembre 2005 (FU n. 102/2005 del 23 dicembre 2005). Avverso il nuovo riparto, che attribuisce alla CE S_ il mapp. 653 RT in località Gaggio (corrispondente grosso modo al mapp. 2110 MAF), i ricorrenti citati in ingresso sono insorti dapprima presso la Commissione di ricorso di 1a istanza (in seguito: Commissione) e, in seconda battuta, davanti al Tribunale cantonale amministrativo che, con sentenza 29 agosto 2014 (inc. n. 52.2011.306), ha accolto parzialmente il loro ricorso, rinviando la causa alla Commissione per un nuovo giudizio. Anche la decisione resa dalla Commissione a seguito del rinvio è stata oggetto di impugnativa presso questo Tribunale (inc. n. 52.2016.566) che, con sentenza 26 maggio 2017, l'ha respinta. Il nuovo riparto dei fondi è stato così confermato, unitamente alla soluzione prevista per gli accessi, contemplante un diritto di passo veicolare, che prende avvio da via al Gaggio e che grava, per una fascia lunga complessivamente una trentina di metri, il confine sud dei mapp. 719 e 703 e il confine nord dei mapp. 707 e 713 fino a raggiungere il mapp. 653. Tale giudizio è stato confermato con sentenza 5 ottobre 2017 dal Tribunale federale.
B. a. Durante la seduta del 12 marzo 2012 il consiglio comunale di Capriasca ha adottato la revisione del piano regolatore che, a seguito dell'aggregazione intervenuta nel 2001, riunisce mediante un unico atto le pianificazioni locali degli ex comuni di Cagiallo, Lopagno, Roveredo, Sala (Capriasca), Tesserete e Vaglio. In particolare gli atti informanti la revisione riportano il limite boschivo a contatto con la zona edificabile scaturito dalla procedura di accertamento, che si è conclusa con la decisione 17 giugno 2014 (n. 3422) della Sezione forestale. Salvo minime correzioni, risultanti da suddetta procedura, l'estensione della zona edificabile in località Gaggio non ha subito modifiche. Anche la strada di servizio (via al Gaggio) è stata confermata.
b. Avverso tale ordinamento RI 1, RI 2, RI 3, e la CE fu _ S_, composta da RI 4, RI 5 e RI 7 e RI 6, sono insorti davanti al Consiglio di Stato, contestando l'estensione del bosco con conseguente riduzione dell'area edificabile e chiedendo che la part. 653 RT venga loro integralmente attribuita in proprietà nella sua costituzione originaria (mq 2467) ed interamente inserita in zona fabbricabile. Essi hanno inoltre criticato la soluzione riguardante l'accesso alla proprietà, previsto nell'ambito del progetto di nuovo riparto, che sottrarrebbe al fondo ulteriore superficie edificabile, ritenendo che la nuova strada, in quanto al servizio di un nuovo quartiere, avrebbe dovuto venir costituita come strada pubblica e non come coattiva privata.
C. Con risoluzione 10 novembre 2015 (n. 4778) il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore di Capriasca, respingendo, per quanto ricevibile, il ricorso e confermando la delimitazione della zona edificabile in corrispondenza del mapp. 653.
D. Avverso tale risoluzione i ricorrenti citati in ingresso insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento nella misura in cui respinge il loro ricorso, e riproponendo le medesime domande formulate senza successo in prima sede. Essi censurano nuovamente "(...) l'eccessiva estensione della linea del bosco a discapito della superficie edificabile" e, ripercorrendo le varie procedure ricorsuali di cui si sono fatti promotori, ritengono che la questione relativa all'accertamento boschivo sia rimasta inevasa unitamente al ricorso da essi interposto nel 2005 nell'ambito della pubblicazione della revisione del piano regolatore di Sala. Chiedono quindi che venga fatta definitivamente chiarezza in merito. Contestano poi la natura boschiva della porzione del mapp. 653 sottratta alla zona edificabile e ripropongono le critiche rivolte all'accesso. Invocano infine una violazione del principio della proporzionalità e della parità di trattamento.
E. a. Il comune, rappresentato dal municipio, e la Sezione dello sviluppo territoriale, agente per conto del Governo, postulano la reiezione del gravame, sottolineando in particolare come i ricorrenti non si siano opposti al limite del bosco accertato nell'ambito della procedura conclusasi il 17 giugno 2014. La Sezione rileva inoltre come il ricorso interposto il 19/24 marzo 2005 contro la revisione del piano regolatore di Sala sia stato regolarmente evaso nell'ambito della risoluzione 14 ottobre 2008 (n. 5230). Il comune osserva dal canto suo, per quanto attiene all'accesso, come l'impostazione fondiaria, scaturente dalla procedura di raggruppamento terreni, esuli dall'ambito pianificatorio. Dei loro ulteriori argomenti si dirà, per quanto necessario, in seguito.
b. I ricorrenti non hanno replicato.

Considerato, in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data e il ricorso è tempestivo (art. 30 cpv. 1 legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011; LST; RL 7.1.1.1). Certa è inoltre la legittimazione attiva degli insorgenti (art. 30 cpv. 2 lett. b LST). In effetti, nella procedura amministrativa è riconosciuta anche a un singolo coerede la facoltà di impugnare in proprio nome una decisione che riguardi la comunione ereditaria, sempre che il ricorso tenda all'annullamento di un atto che determina obblighi o oneri per la comunione, evenienza data in concreto (RDAT II-2002 n. 22; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1 ad art. 43 e rinvii). Identico principio fa stato del resto anche sul piano federale (art. 48 lett. a legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] per il ricorso amministrativo; cfr. Alfred Kölz/Isabelle Häner/Martin Bertschi, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3. edizione, Zurigo 2013, n. 935; STF 1C_278/2011 del 17 aprile 2012 consid. 1.2 e rinvii).
1.2. Poiché la controversa revisione del piano regolatore è stata avviata in vigenza della legge cantonale di applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio del 23 maggio 1990 (LALPT; BU 1990, 365), essa dovrà essere esaminata, nel merito, in applicazione di quest'ultima legge (art. 117 LST).
1.3. Il gravame può inoltre essere giudicato sulla base degli atti acquisiti all'incarto, senza ulteriore istruttoria (art. 25 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1).
2. 2.1. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (LPT; RS 700), il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 29 cpv. 1 LST), che approva il piano - e decide i ricorsi - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legalità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio del 28 giugno 2000 (OPT; RS 700.1; RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b, II-1999 n. 27 consid. 3).
2.2. Il potere cognitivo del Tribunale cantonale amministrativo è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 30 cpv. 3 LST e relativo rinvio agli art. 69 seg. LPAmm; RDAT II-2001 n. 78 consid. 6c, II-1999 n. 27 consid. 3, II-1997 n. 23). Fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui il Tribunale interviene quale unica autorità di ricorso a livello cantonale (DTF 114 Ib 81 consid. 3, 109 Ib 121 consid. 5; Bernhard Waldmann/Peter Hänni, Raumplanungsgesetz, Berna 2006, ad art. 33 n. 64), segnatamente quindi i casi in cui sono impugnati un diniego di approvazione rispettivamente una modifica d'ufficio del piano regolatore disposti dal Consiglio di Stato (Raffaello Balerna, La protezione giuridica in materia di piani regolatori, in: RtiD I-2015, pag. 214).
3. Accertamento forestale/superficie edificabile al mapp. 653