Decision ID: 2a6e6acb-e952-5b02-9689-b51f39f65857
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
A seguito della domanda di prosecuzione dell’esecuzione presentata da PI 1 nell’esecuzione n. _ il 27 ottobre 2009 l’CO 1 ha emesso la comminatoria di fallimento contro RI 1.
B.
Nell’esecuzione n. _ il 20 ottobre 2010 è stato dichiarato il fallimento di RI 1 ed il 17 novembre 2010 la procedura fallimentare è stata sospesa per mancanza d’attivo.
C.
Con provvedimento 16 febbraio 2011 l’CO 1 ha annullato la comminatoria di fallimento emessa nell’esecuzione n. _ e ha deciso di procedere all’emissione dell’avviso di pignoramento. Questo perché conformemente all’art. 230 cpv. 3 LEF durante i due anni dopo la sospensione della liquidazione il debitore può essere escusso anche in via di pignoramento.
D.
Con ricorso 4 marzo 2011 RI 1 ha postulato la declaratoria di nullità del provvedimento 16 febbraio 2011 argomentando che la possibilità di annullare un provvedimento esecutivo quale la comminatoria di fallimento spetta esclusivamente al Tribunale del luogo di esecuzione. L’Ufficio avrebbe la possibilità di riconsiderare un proprio provvedimento esclusivamente in presenza di un ricorso all’Autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 4 LEF).
E.
Con osservazioni 28 marzo 2011 l’CO 1 ha chiesto la reiezione del ricorso. L’ufficio argomenta che la creditrice con scritto 11 febbraio 2011, ritenendo che un fallimento avrebbe portato ad una nuova sospensione per mancanza di attivo, ha espressamente richiesto la prosecuzione dell’esecuzione in via di pignoramento. Per questo motivo il 16 febbraio 2011, conformemente all’art. 230 cpv. 3 LEF, esso ha deciso di annullare la comminatoria di fallimento per emettere l’avviso di pignoramento.

Considerato
in diritto:
1.
Durante i due anni dopo la sospensione della liquidazione del fallimento per mancanza di attivi, il debitore può essere escusso anche in via di pignoramento (art. 230 cpv. 3 LEF), ritenuto che le esecuzioni promosse prima della dichiarazione di fallimento riprendono il loro corso (art. 230 cpv. 4 primo periodo LEF), salvo quella che ha determinato il fallimento (DTF 124 III 123;
Lustenberger
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea 2010, n. 1
8c ad art. 230;
Vouilloz
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 12 ad art. 230
). Il tempo trascorso tra la dichiarazione di fallimento e la sospensione non si computa nei termini previsti dalla legge (art. 230 cpv. 4 secondo periodo LEF).
2.
La ratio di questa normativa è quella di evitare la reiterazione di procedure fallimentari votate all'insuccesso. Per questo motivo ragioni di economia procedurale impongono la riattivazione dell'esecuzione ex art. 230 cpv. 4 LEF, con contestuale mutazione della specie d'esecuzione da quella in via di fallimento all'esecuzione in via di pignoramento (art. 38 cpv. 2 LEF) e ciò anche qualora sia già stata emessa la comminatoria di fallimento (cfr. CEF 30 ottobre 1997, inc. n. 15.97.167).
3.
Nel caso di specie sebbene prima della pronuncia del fallimento sia già stata emessa la comminatoria di fallimento, l’esecuzione n. _ va proseguita in via di pignoramento con l'emissione ad opera dell'CO 1 del relativo avviso. Questo senza la necessità di annullare la comminatoria emessa il 27 ottobre 2009. Ne consegue che il provvedimento impugnato deve essere a tal riguardo annullato. Visto l’esito non sussiste la necessità di verificare a quali condizioni l’Ufficio possa riconsiderare un proprio provvedimento.
4.
Da quanto precede discende che il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).