Decision ID: ae457a92-222c-4fff-8699-d5b5be0c42eb
Year: 2014
Language: it
Court: GR_KG
Chamber: GR_KG_006
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: civil_law

I. Fattispecie
A. Con istanza 30 dicembre 2013 (act. TDM 1.1) nei confronti di Y._, X._ chiese al Presidente del Tribunale distrettuale Moesa (di seguito: Tribunale Moesa) misure supercautelari e cautelari da adottarsi materialmente nei confronti del dott. B._.
B. In data 30 dicembre 2013 (act. TDM 1.2) il Presidente di detto tribunale accolse parzialmente l’istanza superprovvisionale, citando al contempo le parti a comparire per il dibattimento in data 18 marzo 2014.
C. Con scritto del 17 gennaio 2014 (act. TDM 1.4) l’avv. Mauro Lardi, patrocinatore del dott. B._, chiese al Presidente del Tribunale Moesa di poter inoltrare una propria presa di posizione in merito agli ordini emessi nel decreto 30 dicembre 2013.
D. Di conseguenza il Presidente del Tribunale Moesa assegnò alle parti un termine di 20 giorni per presentare le proprie osservazioni con decreto 7 febbraio 2014 (act. TDM 1.9).
E. In seguito, con scritto del 19 febbraio 2014 (act. TDM 1.10) X._, rappresentata dall’avv. Edy Salmina, chiese al Presidente di non dar seguito allo scritto di data 17 gennaio 2014 del dott. B._.
F. A sua volta l’avv. Ivan Paparelli, patrocinatore di Y._, con scritto del 24 febbraio 2014 (act. TDM 1.11) eccepiva la carenza di legittimazione passiva di Y._ e si riservava la facoltà di esercitare ogni suo diritto in sede di udienza, qualora l’eccezione di carenza di legittimazione non venisse accolta.
G. Il 6 marzo 2014 il Presidente del Tribunale Moesa comunicò alle parti coinvolte che le osservazioni/richieste da loro inoltrate sarebbero state discusse in occasione del dibattimento del 18 marzo 2014. In più ricordava alle parti che gli ordini della decisione superprovvisionale 30 dicembre 2013 erano esecutivi (cfr. act. TDM 1.12).
H. Terminata l’udienza del 18 marzo 2014 il Presidente del Tribunale Moesa assegnò a X._ un termine di cinque giorni per comunicare se avrebbe aderito o meno alle richieste di assunzione dei mezzi di prova formulate dalla controparte. In più, egli accolse la richiesta delle parti di presentare un memoriale scritto con rinuncia alle arringhe finali. Egli decretò infine che avrebbe fissato alle parti un
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termine per la produzione dei memoriali a seguito dell’emanazione dell’ordinanza sulle prove o risp. dopo l’assunzione delle prove offerte (cfr. act. TDM 2.1).
I. Con scritto del 21 marzo 2014 (act. TDM 1.14) X._ si opponeva all’assunzione dei mezzi di prova offerti da Y._ in sede d’udienza.
L. Con decreto 23 maggio 2014 (act. TDM 1.15) il Presidente del Tribunale Moesa revocò la decisione superprovvisionale 30 dicembre 2013.
M. Contro tale decreto 23 maggio 2014 X._ ha interposto appello con domanda di effetto sospensivo in data 4 giugno 2014 (act. A.1).
N. Da parte sua Y._ chiede la revoca dell’effetto sospensivo concesso dal Presidente del presente tribunale con decreto 5 giugno 2014, inoltre contesta la ricevibilità in ordine dell’appello risp. ne chiede il rigetto (cfr. act. A.2).
O. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi
1. Va innanzitutto accertata la ricevibilità in ordine dell’appello.
1.1 La dottrina preponderante nonché la giurisprudenza non prevedono rimedio giuridico per la parte richiedente in caso di rigetto della domanda di provvedimenti superprovvisionali (cfr. fra i molti SPRECHER in Basler Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2a ed., Basilea 2013, n. 32 ad art. 265; DTF 137 III 417 consid. 1.3; non di questo avviso REETZ/THEILER in Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung (ZPO), Zurigo 2013, n. 34 ad art. 308). Soltanto la decisione sui provvedimenti cautelari definitiva può quindi essere appellata (GÜNGERICH in Berner Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, Berna 2012, n. 17 ad Art. 265; HUBER in Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung (ZPO), Zurigo 2013, n. 20 ad art. 265; SPRECHER in Basler Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2a ed., Basilea 2013, n. 32 ad art. 265). Del resto nemmeno la possibilità di reclamo ai sensi dell'art. 319 lit. b n. 2 CPC entra in considerazione. Stando a tale disposto, le disposizioni ordinatorie processuali sono impugnabili mediante reclamo, quando vi è il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile. Il decreto superpovvisionale rappresenta presumibilmente una disposizione ordinatoria processuale, tuttavia,
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alla luce di una decisione definitiva sui provvedimenti cautelari ancora da emanare in cui la causa verrà in ogni caso nuovamente apprezzata, un pregiudizio difficilmente riparabile viene a mancare (cfr. GÜNGERICH in Berner Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, Berna 2012, n. 17 ad art. 265).
1.2 Nella fattispecie il Presidente del Tribunale Moesa ha dapprima emesso un decreto supercautelare in data 30 dicembre 2013 per poi revocarlo con decreto 23 maggio 2014. Tale decreto 23 maggio 2014, come definito dal Presidente stesso, sarebbe da considerarsi un riesame sulle misure superprovvisionali inizialmente parzialmente concesse. Con esso, da un lato egli revoca la (prima) decisione superprovvisionale 30 dicembre 2013, dall’altro però si riserva ogni ulteriore risultanza istruttoria relativa all’istanza cautelare (cfr. act. TDM 1.15).
1.3 In riferimento all’opinione di Trezzini, dopo aver accolto la domanda superprovvisionale ed essere proceduto ad un’udienza, concretamente dunque dopo la presa di posizione della controparte ma prima di assumere i mezzi di prova, il giudice decide se convalidare, modificare o revocare il provvedimento superprovvisionale in un riesame (cfr. TREZZINI in Commentario al CPC, p. 1207).
Trezzini aggiunge per così dire una "terza tappa" in materia cautelare contrariamente a quanto previsto dall’opinione e dalla prassi corrente. D'altro canto, l'elemento decisivo per il presente esame di ammissibilità dell’appello non è tuttavia la questione se tale aggiunta procedurale sia da appoggiare o meno, ma piuttosto la qualificazione della stessa.
1.4 Visto che, il Presidente del Tribunale Moesa non ha ancora deciso quali mezzi di prova esperire, sostanzialmente non ha ancora statuito con piena cognizione sui provvedimenti cautelari richiesti, il decreto 23 maggio 2014 qui impugnato dall’istante non può essere considerato altrimenti che un’ulteriore decisione in via superprovvisoria. Siccome il decreto in oggetto non rappresenta una decisione cautelare definitiva, non è per tanto data una decisione impugnabile né ai sensi dell'art. 308 cpv. 1 lit. b né ai sensi dell'art. 319 lit. b n. 2 CPC.
2. Per le ragioni di cui sopra il decreto 23 maggio 2014 non può essere impugnato.
3. Questa decisione è emanata dal Presidente della Prima Camera civile quale giudice unico in applicazione dell’art. 18 cpv. 3 LOG.
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4. Le spese processuali della procedura d’appello vanno fissate e ripartite d’ufficio (art. 105 cpv. 1 CPC). Parimenti, il giudice assegna d’ufficio le ripetibili secondo le tariffe cantonali (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC). Le parti possono, ma non devono, presentare una nota delle loro spese.
Nel caso in esame si giustifica di fissare le spese processuali a CHF 1'500.–, le quali sono poste a carico dell'appellante, poiché rimasta parte soccombente. Le spese ripetibili a favore dell'appellato sono fissate d’ufficio a CHF 1'500.– (IVA inclusa).
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III. La Prima Camera civile decide:
1. L'appello è inammissibile.
2. L’effetto sospensivo decretato il 5 giugno 2014 è revocato.
3. Le spese di procedura di CHF 1'500.– vanno a carico dell'appellante.
4. L'appellante è tenuta a versare a Y._ un'indennità di CHF 1'500.– (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.
5. Contro questa decisione con un valore litigioso di almeno CHF 30'000.– può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 cpv. 1 lett. b LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.
6. Comunicazione a: