Decision ID: 72148d1d-6f73-57c4-8c09-284c96df1ecb
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Il 14 febbraio 1994 _ (1969), cittadina brasiliana, ha dato alla luce a _ (_, Brasile), dopo un soggiorno turistico trascorso in Svizzera, il figlio AO 1. La Delegazione tutoria di _, cui essa ha indicato come padre del bambino AP 1, ha designato a AO 1, il 19 ottobre 1999, un curatore nella persona del tutore ufficiale _ (poi sostituito, il 27 agosto 2001, da _), incaricato di accertarne la paternità e salvaguardarne il diritto al mantenimento. Il curatore ha affidato il 14 gennaio 2000 all'avv. PA 2 il mandato di promuovere azione di paternità e di mantenimento nei confronti di AP 1.
B. Il 3 luglio 2000 AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, perché – conferitagli l'assistenza giudiziaria – fosse accertata la paternità di AP 1 (1960), con obbligo per quest'ultimo di versargli un contributo alimentare indicizzato di fr. 1011.50 mensili retroattivamente dal 7 dicembre 1998 al 14 febbraio 2000, di fr. 1139.– mensili dal 15 febbraio 2000 al 14 febbraio 2006 e di fr. 1377.– mensili dal 15 febbraio 2006 al 14 febbraio 2012. In via provvisionale egli ha postulato un contributo alimentare immediato di fr. 1139.– mensili. Con decreto cautelare del 16 ottobre 2000 il Pretore ha omologato un accordo in cui il convenuto si impegnava a versare un contributo provvisionale di fr. 300.– mensili (inc. DI.2000.453).
C. Nella sua risposta del 7 novembre 2000 AP 1 ha riconosciuto la propria paternità e ha offerto per il bambino un contributo alimentare indicizzato di fr. 300.– mensili dal 7 dicembre 1998. Con replica del 7 dicembre 2000 l'attore ha ribadito le sue richieste di giudizio. AP 1 ha duplicato il 3 gennaio 2001, confermando le proprie offerte. Esperita l'istruttoria, al dibattimento finale del 7 gennaio 2002 è comparso il solo convenuto, che ha riconfermato la propria posizione.
D. Statuendo il 14 maggio 2004 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha stralciato la causa di paternità dai ruoli e in parziale accoglimento dell'azione di mantenimento ha obbligato AP 1 a versare al figlio un contributo indicizzato di fr. 600.– mensili dal 7 dicembre 1998 fino al 6° compleanno, di fr. 700.– mensili dal 6° fino al 12° compleanno e di fr. 800.– mensili dal 12° compleanno fino alla maggiore età (inclusi gli eventuali assegni familiari). Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 500.–, sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. L'attore è stato ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
E. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 7 giugno 2004 per ottenere che il contributo alimentare a suo carico sia ridotto a fr. 300.– mensili e che il giudizio impugnato sia riformato di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 9 luglio 2004 AO 1 ha proposto di respingere l'appello, instando per il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Il 1° marzo 2007 egli ha chiesto inoltre che il contributo provvisionale sia aumentato a fr. 800.– mensili con effetto immediato. Quest'ultima richiesta non ha formato oggetto di intimazione.

Considerando
in diritto: 1. Gli art. 425 segg. CPC dispongono per le azioni di mantenimento una procedura “semplice e rapida” (art. 280 cpv. 1 CC), con termini di appello ridotti da 20 a 10 giorni (art. 428 cpv. 2 CPC). Tale procedura non è applicabile tuttavia qualora l'azione di mantenimento sia combinata – come nel caso in esame – con un'azione di paternità (Hegnauer in: Berner Kommentar, edizione 1997,
n. 95 ad art. 279/280 CC; Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB I, 3a edizione, n. 2 ad art. 280; cfr. anche Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, Berna 1990, n. 1.3.2 ad art. 44 e n. 1.2 ad art. 46). Che in concreto l'azione di paternità sia stata stralciata dai ruoli, nel frattempo, per intervenuta acquiescenza nulla muta. Tempestivo, sotto questo profilo l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Nella fattispecie il Segretario assessore ha calcolato i contributi alimentari dopo avere accertato che AP 1, commerciante di automobili usate per una società di cui possiede parte delle azioni, guadagna fr. 3300.– netti mensili e ha un fabbisogno minimo di fr. 2200.– (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, interessi ipotecari sulla casa fr. 400.–, premio della cassa malati fr. 200.– stimati, premio dell'assicurazione sulla vita _ fr. 300.–, imposte fr. 200.– stimati). Quanto alla madre del bambino, egli ha reputato poco attendibili le dichiarazioni di lei, stando alle quali essa aveva lavorato solo dal 1996 al 1999 a tempo parziale come venditrice di cosmetici, cessando poi ogni attività lucrativa e viaggiando in Europa come ospite di conoscenti. Egli ha ritenuto in ogni modo che questa dovrà adoperarsi per sussidiare a sua volta il mantenimento del figlio, “riprendendo se del caso il lavoro a tempo parziale da lei stessa indicato e che essa non pretende di non poter riattivare” (sentenza, pag. 4 in alto).
Per quel che è del fabbisogno in denaro del bambino, il primo giudice si è dipartito dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (edizione 2000), togliendo la posta per cura e educazione (che la madre deve prestare in natura) e decurtando del 50% gli importi complessivi per tenere conto sia del modesto reddito conseguito da AP 1 (30%) sia del minor costo della vita in Brasile (20%). In simili condizioni egli ha fissato il contributo alimentare per AO 1 in fr. 600.– mensili retroattivamente dal 7 dicembre 1998 fino al 6° compleanno, in fr. 700.– mensili “dall'inizio dei 7 anni” fino al 12° compleanno e in fr. 800.– mensili “dall'inizio dei 13 anni” fino alla maggiore età, inclusi gli eventuali assegni familiari percepiti dal padre. Tali importi sono stati indicizzati.
3. In concreto l'attore risiede con la madre in Brasile. Il suo diritto al mantenimento è regolato perciò, giusta l'art. 83 cpv. 1 LDIP, dalla Convenzione dell'Aia del 2 ottobre 1973 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari. Questa assoggetta l'obbligo di mantenimento alla “legge interna della dimora abituale del creditore di alimenti” (art. 4 par. 1). La Svizzera e il Brasile hanno ratificato anche la Convenzione di Nuova York sull'esazione delle prestazioni alimentari all'estero (RS 0.274.15), ma quel trattato non prevede altre norme di collegamento. Ne segue che il diritto al mantenimento dell'attore – non litigioso come tale – è disciplinato dagli art. 1694 segg. e in particolare dall'art. 1705 del Codice civile brasiliano (testi tradotti in: Bergmann/Ferid, Internationales Ehe- und Kindschaftsrecht, Francoforte sul Meno, rubrica “Brasilien”, pag. 34 seg. e 64 seg.).
Ciò premesso, l'appellante non asserisce che la sentenza impugnata violi in qualche modo la legge brasiliana. Anzi, l'art. 1694 del citato Codice civile prevede che i contributi alimentari vanno commisurati alle necessità del richiedente, tenuto calcolo del suo livello di vita sociale, per rapporto ai mezzi di cui dispone il debitore. A tali principi il Segretario assessore si è attenuto. Per di più, secondo l'art. 11 par. 2 della citata Convenzione dell'Aia (RS 0.211.213.01) “anche se la legge applicabile dispone altrimenti, nella determinazione dell'ammontare della prestazione alimentare deve essere tenuto conto dei bisogni del creditore e delle risorse del debitore”. Sui criteri che presiedono all'adeguatezza del contributo, incontestati, non giova pertanto attardarsi.
4. L'appellante non censura né l'ammontare del proprio reddito accertato dal Segretario assessore né quello del proprio fabbisogno minimo (memoriale, punto 6a). Sottolinea che _ deve contribuire anch'essa al mantenimento del figlio (memoriale, punto 6b), ma non indica minimamente in che misura. Del resto egli non si confronta neppure con l'argomentazione del Segretario assessore, il quale ha obbligato la madre a fornire al bambino cura e educazione in natura (detraendo la relativa posta, come si è visto, dal fabbisogno in denaro del figlio: sopra, consid. 2), pur dovendo questa esercitare un'attività lucrativa per sostentare sé medesima. Insufficientemente motivato, al riguardo l'appello si dimostra dunque irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
5. Sostiene l'appellante che il fabbisogno in denaro del figlio, stimato dal Segretario assessore nel 50% (già dedotta la posta per cura e educazione) di quello previsto dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (tabella del 2000), è ancora troppo alto. A suo parere esso andrebbe ridotto già in funzione dei modesti redditi dei genitori (fr. 3300.– netti mensili lui, fr. 750.– mensili la madre del bambino). Inoltre la deduzione applicata dal primo giudice sarebbe irrisoria rispetto al costo effettivo della vita in una zona discosta del Brasile come quella di _, ove il livello dei prezzi è di almeno il 60% inferiore a quello svizzero. L'adeguatezza del contributo alimentare da lui offerto risulterebbe altresì dalle testimonianze agli atti, secondo cui fr. 300.– mensili corrispondono allo stipendio medio di buona parte dei brasiliani. Infine dal fabbisogno in denaro del figlio va defalcata – soggiunge il convenuto – la quota che la madre di AO 1 è tenuta a fornire (memoriale, punti 7 a 13).
a) Dall'ultima argomentazione va subito sgombrato il campo, giacché il fabbisogno in denaro di un figlio va calcolato secondo il suo valore effettivo. Altra è la questione di sapere in che misura tale fabbisogno vada finanziato dall'uno e in che misura dall'altro genitore. Per quel che è di _, già si è detto che l'appellante neppure indica quale importo essa potrebbe concretamente destinare al mantenimento del figlio. Anzi, come si è visto, egli neppure pretende che il fatto di prestare cura e educazione al bambino pur dovendo esercitare un'attività lucrativa a tempo pieno per assicurare il proprio sostentamento non sia un contributo idoneo. Al proposito l'appello dimostra, una volta ancora, la sua inconsistenza.
b) Che il fabbisogno medio in denaro di un figlio in Svizzera vada stimato sulla base delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira per giurisprudenza costante (Rep. 1994 pag. 301 consid. 5), non è – giustamente – revocato in dubbio. Si aggiunga che le cifre indicate nelle tabelle delle raccomandazioni sono commisurate ormai, dal 2000 in poi, al costo delle economie domestiche su scala nazionale in base a valori statisticamente medio-bassi, nel senso che tre quarti delle economie domestiche dispongono a livello svizzero di un reddito familiare superiore rispetto a quello su cui si fondano le raccomandazioni (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 10 in basso). I fabbisogni riportati corrispondono, in altri termini, a quelli di ragazzi appartenenti a famiglie di reddito relativamente modesto (op. cit., pag. 11 in alto). Dal 2000 in poi il reddito familiare di riferimento cui allude il Segretario assessore per stimare il fabbisogno in denaro del figlio (sentenza impugnata, pag. 4 a metà) è quindi un criterio obsoleto.
Ora, il Segretario assessore ha statuito nel maggio del 2004. Applicando le raccomandazioni dell'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo egli avrebbe dovuto perciò far capo alla tabella del 2003 (valida anche per il 2004), non a quella del 2000. E secondo la tabella del 2003 il fabbisogno in denaro di un figlio unico ammontava a fr. 1230.– mensili per i primi sei anni di età (cui si aggiungevano fr. 680.– mensili per cura e educazione), a fr. 1385.– mensili per i successivi sei anni (più fr. 435.– mensili per cura e educazione) e a fr. 1670.– mensili per i rimanenti sei anni fino alla maggiore età (più fr. 310.– mensili per cura e educazione). Contrariamente all'opinione del primo giudice (e dell'appellante), nulla giustificava una riduzione di tali importi. Il taglio lineare del 30% operato dal Segretario assessore con riferimento alla menzionata fascia di reddito familiare è, come detto, un criterio non più pertinente. Questa Camera del resto ha già avuto modo di ribadire tale circostanza a più riprese, motivandola e spiegando a quali presupposti – che non constano verificarsi nella fattispecie – una riduzione del fabbisogno può, se mai, entrare in linea di conto (da ultimo: RtiD I-2006 pag. 675 consid. 3c con richiami).
c) Ciò posto, se il figlio vivesse in Svizzera gli importi predetti terrebbero già equamente conto sia delle necessità di lui (riconoscendo il fabbisogno medio in denaro stimato dalle raccomandazioni) sia delle limitate risorse del padre (il fabbisogno in denaro delle raccomandazioni garantisce un tenore di vita medio-basso). Il problema è che in concreto il figlio vive all'estero e che occorre pertanto rapportare il fabbisogno in denaro citato dianzi al fabbisogno in denaro nel Paese di residenza (principio applicabile anche nel diritto svizzero: Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB, 3a edizione, n. 25 ad art. 285). Per quanto riguarda il Brasile, tre indici sono a disposizione (‹www.swissemigration.ch/themen/laenderinfos›):
– Il primo (attualmente di 90.9) è quello fissato dal Dipartimento federale degli affari esteri, il quale compie rilevamenti dei prezzi in 170 capitali per calcolare il reddito del personale diplomatico. Tali risultati sono applicabili a persone chiamate a o desiderose di mantenere uno stile di vita rappresentativo (prodotti di marca, viaggi ecc.). I rilevamenti avvengono in marzo e in settembre. Non comprendono le pigioni. Il termine di confronto è la città di Berna.
– Il secondo (attualmente di 60.3) è quello eseguito da un gruppo di ricerca della UBS, il quale compie rilevamenti in 70 città caratterizzate da una forte attività nel settore degli affari. I costi sono calcolati per una famiglia con livello di vita paragonabile a quello dell'Europa occidentale (122 beni e prestazioni, offerenti del Paese, livello medio dei prezzi). I risultati della UBS sono applicabili a persone abituate a uno stile di vita urbano. I dati non considerano il costo delle pigioni. Il termine di paragone è dato dalla città di Zurigo.
– Il terzo (attualmente di 72.0), chiamato E&P, è elaborato dall'Ufficio federale della migrazione ricavando una media dei due valori appena citati, con indicazione della tendenza per un anno (nella fattispecie: +1.0). È un riferimento realistico per nuovi arrivati e persone che vivono il loro primo anno nel paese ospite.
Nella prospettiva dell'attuale giudizio il primo indice è di poco ausilio, AO 1 non potendo seriamente aspirare a un tenore di vita pari a quello del personale diplomatico svizzero (né il padre né la madre hanno simili livelli di reddito). Il terzo indice non è molto più significativo (salvo per l'indicazione della tendenza), giacché in concreto il figlio vive in Brasile sin dalla nascita e non può ritenersi un nuovo arrivato. Il secondo indice potrebbe invece rivelarsi utile, salvo che, escludendo il costo delle pigioni, non considera un parametro di rilievo ai fini del mantenimento.
d) Nella rassegna comparativa Preise und Löhne/Prix et salaires, pubblicata dalla UBS, il citato gruppo di ricerca fornisce anche un indice di riferimento che comprende il costo delle pigioni. Fra i 70 rilevamenti mondiali annoverati dall'edizione 2003 di tale pubblicazione (quella che era consultabile al momento del giudizio) figuravano anche le due maggiori città del Brasile: San Paolo (10 milioni di abitanti), con un indice del 41.5, e Rio de Janeiro (5.5 milioni di abitanti), con un indice del 38.4. Nel caso specifico il figlio risultava abitare con la madre a _, circa trenta di chilometri a sud di _ (“_”). In una lettera del 30 maggio 2005 diretta a questa Camera _ precisa di risiedere a _, un lungomare a soli 8 km dal centro città. Comunque sia, contrariamente a quanto asserisce il convenuto, _ non è un luogo discosto, bensì una città costiera del nord-est, il cui agglomerato conta 2.8 milioni di abitanti. Capitale dello Stato del _, quarta capitale del Brasile, è il secondo agglomerato più importante della regione dopo _. Trattandosi di una rinomata meta turistica nazionale e internazionale, il costo della vita è di poco inferiore a quello nel sud del Paese (“le coût de la vie est presque aussi cher que dans le Sud”: doc. U [UFDS, oggi Ufficio federale della migrazione, Vivre et travailler au Brésil, Berna 1998, pag. 23]). Resta il fatto che il costo della vita nelle due maggiori città al sud del Paese era, nel 2003, circa il 40% di quello rilevato a Zurigo. Il livello dei prezzi a _ doveva quindi essere più basso. Ci si attenesse a questi soli dati, la decisione del Segretario assessore, che ha stimato nel 50% il costo della vita a _ per rapporto a quello svizzero, apparirebbe poco difendibile.