Decision ID: db8d9e3f-f0cc-5d71-a960-71bbc5b9c2c8
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Il 18 maggio 2005 AO 1 ha costituito sulla particella n. 56 RFD di _, prima della riattazione, tre proprietà per piani (dalla n. 25 041 alla n. 25 043) in base a un piano elaborato il 12 aprile 2004 da uno studio di geomatica. All'interno del condominio sono stati formati quattro posteggi su due livelli, dotati di un sistema a rimozione indipendente con piattaforme parallele al suolo. Secondo il piano di ripartizione, i posteggi contrassegnati con le lettere a e b (al primo livello) sono stati assegnati all'unità n. 1 (la n. 25 041), quello contrassegnato con la lettera c (al secondo livello) all'unità n. 2 (la n. 25 042) e quello contrassegnato con la lettera d (sempre al secondo livello) all'unità n. 3 (la n. 25 043). La proprietà per piani (“_”) è stata iscritta nel registro fondiario il 6 giugno 2005. Nell'agosto del 2005 _ ha acquistato da AO 1 l'unità n. 1. A un'assemblea straordinaria del 29 agosto 2005 i comproprietari hanno poi deciso, tra l'altro, di assegnare i posteggi interni indicati con le lettere b e d all'unità n. 1, quello designato con la lettera a all'unità n. 2 e quello segnato con la lettera c all'unità n. 3. Tale modifica non è stata iscritta nel registro fondiario.
B. Il 23 dicembre 2005 AO 1 ha venduto a AP 2 e AP 1, in ragione di metà ciascuno, la proprietà per piani n. 25 042 (unità n. 2), alla quale è stato “assegnato un diritto esclusivo sul posteggio n. 3, come al piano di ripartizione”. Il 22 settembre 2006 i coniugi _ hanno invitato AO 1 a togliere dal “posto auto c situato a destra a livello 2 (superiore) del garage condominiale” il materiale da lui depositato. Il destinatario ha risposto il 29 settembre 2006 di essere legittimato a servirsi di tale area, alla proprietà per piani n. 25 042 essendo attribuito il posteggio contrassegnato con la lettera a “posizionato al livello 1 destra”.
C. Il 12 ottobre 2006 AP 2 e AP 1 si sono rivolti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, perché ordinasse a AO 1 di levare quanto depositato sul posteggio contrassegnato con la lettera c sul piano di ripartizione e di ripristinarne l'accesso, astenendosi dal turbarne l'uso. In subordine essi hanno chiesto di obbligare il convenuto a consegnare loro il posteggio, a togliere quanto depositato sul medesimo, a ripristinarne l'accesso e ad astenersi da turbative ulteriori. In via cautelare gli attori hanno proposto di ingiungere al convenuto – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di astenersi da ogni iscrizione nel registro fondiario, come pure da ogni cessione e/o attribuzione del posteggio a terzi, di togliere il materiale depositato, di ripristinare l'accesso al posteggio e di astenersi dal turbarne l'uso. Nella sua risposta del 6 dicembre 2006 AO 1 ha postulato il rigetto della petizione. AP 2 e AP 1 hanno replicato il 22 gennaio 2007, ribadendo le loro domande. Il convenuto non ha duplicato. Il 25 giugno 2007 si è tenuta l'udienza preliminare. La causa è attualmente in fase istruttoria.
D. Nel frattempo, all'udienza del 23 ottobre 2006 indetta per la discussione cautelare, AO 1 ha sollecitato la reiezione delle domande provvisionali. L'istruttoria cautelare è iniziata il 26 febbraio 2007 ed è terminata quello stesso giorno. Le parti hanno rinunciato alla discussione finale, rimettendosi a conclusioni scritte nelle quali hanno mantenuto le rispettive posizioni. Statuendo con decreto cautelare del 27 novembre 2007, il Pretore ha respinto l'istanza e ha posto la tassa di giustizia di fr. 400.– con le spese a carico degli istanti, tenuti a rifondere al convenuto fr. 550.– per ripetibili.
E. Contro il decreto appena citato AP 2 e AP 1 sono insorti con un appello del 10 dicembre 2007 nel quale chiedono – previo conferimento dell'effetto sospensivo per quanto riguarda il dispositivo sugli oneri processuali – di accogliere la loro istanza cautelare. Con decreto del 18 dicembre 2007 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 28 gennaio 2008 AO 1 conclude per il rigetto dell'appello.

Considerando
in diritto: 1. I decreti cautelari possono essere impugnati se emanano dal Pretore nell'ambito di una causa appellabile (art. 382 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie gli istanti hanno precisato il valore litigioso in fr. 15 000.– (comunicazione del 21 gennaio 2008 trasmessa dal Pretore a questa Camera). Nulla induce a reputare manifestamente inattendibile tale valutazione. Tempestivo, l'appello in esame è quindi ricevibile.
2. Dopo avere accertato che il posteggio in questione è una parte comune del condominio, il Pretore ha rilevato che un'azione negatoria giusta l'art. 641 cpv. 2 CC può essere intentata da un comproprietario contro un altro comproprietario solo se il secondo lede direttamente il diritto d'uso esclusivo del primo. Siccome in concreto la turbativa riguarda una parte comune, per il Pretore gli istanti non sono legittimati a promuovere una tale azione, abilitata a procedere essendo solo la comunione dei comproprietari. Nulla muta – egli ha soggiunto – che nell'atto di compravendita della proprietà per piani n. 25 042 figuri un “diritto esclusivo sul posteggio n. 3”, tale area essendo pacificamente una parte comune. Quanto alla richiesta di vietare iscrizioni nel registro fondiario, rispettivamente di cedere e/o attribuire a terzi il posteggio c, a mente del Pretore essa è superflua, poiché tale superficie non è intavolata nel registro fondiario diversamente dalle singole proprietà per piani.
3. Gli appellanti contestano che il posteggio in questione sia una parte comune, facendo valere che esso è stato attribuito in uso riservato alla loro proprietà per piani n. 25 042, sicché essi sarebbero legittimati ad agire cautelarmente non solo in veste di comproprietari, ma anche come titolari del diritto d'uso riservato sul parcheggio. Essi ribadiscono che secondo le chiare risultanze del registro fondiario lo stallo indicato con la lettera c (designato sui piani “in alto a destra”) è assegnato alla loro unità, di modo che eventuali accordi intercorsi con un terzo comproprietario non sono loro opponibili. Gli appellanti reputano pertanto di avere sufficientemente reso verosimile la loro legittimazione ad agire per proprio conto.
a) Nella fattispecie è indubbio che i posteggi interni del condominio, non essendo suddivisi da muri o infissi, non possono essere oggetto di diritti esclusivi (art. 712a cpv. 1 CC; DTF 122 III 147 consid. 3a). Appartengono dunque alle parti comuni, tanto più che secondo il regolamento per l'amministrazione e l'uso della proprietà per piani sono comuni tutte le parti non sottoposte a diritti esclusivi (doc. J, capitolo IV). Il piano del 12 aprile 2005 (integrato nel regolamento) elaborato dal predetto studio di geomatica assegna i singoli posteggi, del resto, alle singole unità in uso “riservato” (doc. C).
Ora, i diritti d'uso riservato (o “particolare”) sono diritti personali, quantunque la loro disciplina nel regolamento per l'amministrazione e l'uso della comproprietà li avvicini a diritti reali. Costituiscono nondimeno obbligazioni reali quando – come nella fattispecie – la loro titolarità si correli alla proprietà di un'unità condominiale (DTF 122 III 148 consid. 4b con riferimenti; Steinauer, Les droits réels, vol. I, 4a edizione, pag. 443 n. 1272b).
b) Questa Camera ha già avuto modo di ricordare che la legittimazione a procedere con un'azione negatoria o in cessazione della turbativa (art. 679 CC) contro un comproprietario che violi diritti d'uso riservati a un altro comproprietario dalla legge o dal regolamento per l'amministrazione e l'uso del condominio non spetta solo alla comunione dei condomini, ma anche al singolo comproprietario leso direttamente nel suo diritto (I CCA, sentenza inc. 11.1997 del 10 febbraio 1998 consid. 2; inc. 11.1999.31 del 6 marzo 2000 consid. 2; inc. 11.2000.53 del 27 marzo 2001 consid. 4; inc. 11.2003.7 del 7 dicembre 2005 consid. 3; v. anche RtiD II-2008 pag. 660 consid. 3c). Contrariamente all'opinione del Pretore, di conseguenza, un singolo comproprietario leso direttamente nel suo diritto d'uso riservato può procedere in lite con atti propri. Ciò premesso, sapere se in concreto gli attori siano davvero titolari di un diritto d'uso riservato sul posteggio contrassegnato con la lettera c o se tale diritto competa al convenuto sulla base della decisione presa il 29 agosto 2005 dall'assemblea dei comproprietari è un quesito che può rimanere indeciso, giacché – come si vedrà oltre – nel caso specifico difettano in ogni modo i presupposti per l'adozione di provvedimenti cautelari.