Decision ID: f0ae04de-1925-5151-98e4-d33b03a77615
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A. RI 1, coniugato con RI 2, lavora per l’Ufficio regionale di collocamento (URC) di Lugano quale consulente del personale. Ricopre inoltre la carica di municipale nel comune di _.
Di formazione impiegato di commercio, il contribuente conseguiva nel 2008 l’attestato professionale federale di specialista del personale. Nel periodo fiscale qui in esame si iscriveva inoltre al corso postdiploma di “Responsabile HR dipl. SPD SSS”, organizzato dalla Scuola superiore di economia aziendale (SSEA) di Bellinzona con la collaborazione dell’associazione HR Ticino. L’intero percorso formativo, della durata di 15 mesi, si concludeva con il rilascio di un titolo di “Responsabile HR SPD SSS”.
B. Nella dichiarazione fiscale 2012, il contribuente chiedeva la deduzione dal reddito imponibile delle seguenti spese professionali:
veicolo privato fr. 2'464.–
doppia economia domestica fr. 3'200.–
altre spese professionali (forfait) fr. 2'500.–
perfezionamento professionale fr. 6'000.–
totale fr. 14'964.–
Per quanto concerne le spese di perfezionamento professionale, l’importo di fr. 6'000.– rivendicato in deduzione corrispondeva alla tassa d’iscrizione al corso postdiploma di “Responsabile HR dipl. SPD SSS”.
C. Notificando ai coniugi _ la tassazione IC/IFD 2012, con decisione del 26 giugno 2013, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna commisurava il reddito imponibile in fr. 101'500.– per l’IC e in fr. 99'900.– per l’IFD.
L’autorità aveva in particolare negato la deduzione delle spese di perfezionamento del marito, difettandone “i requisiti di legge”.
D. I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo dell’8 luglio 2013, contestando la mancata deduzione delle spese di perfezionamento del marito.
Su richiesta dell’autorità di tassazione, con scritto dell’8 agosto 2013, i contribuenti producevano una copia del curriculum vitae del marito, una copia dell’attestato federale di specialista del personale e una scheda dettagliata delle sue mansioni all’interno dell’Ufficio regionale di collocamento. Essi ribadivano quindi che la posizione professionale del marito era strettamente legata alla formazione intrapresa.
L’autorità di tassazione, con decisione dell’11 settembre 2013, respingeva il reclamo, rilevando in particolar modo che il titolo di “Responsabile HR SPD SSS” rilasciato al termine del nuovo ciclo formativo era “atto all’avanzamento in funzioni professionali superiori alle attuali”.
E. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 ripropongono le argomentazioni già sollevate in sede di reclamo, concludendo che la formazione in discussione aveva permesso al marito “di mantenere con un buon margine di sicurezza la propria occupazione attuale, perfezionandola ulteriormente”.
F. Nelle proprie osservazioni del 18 ottobre 2013, l’autorità di tassazione propone di respingere il gravame, ponendo l’accento sulle nuove competenze specialistiche acquisite dal ricorrente, che si distanziano da quelle richieste a un consulente del personale di un ufficio regionale di collocamento.

Diritto
1. 1.1.
Sia secondo l’art. 25 cpv. 1 lett. d LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 lett. d LIFD, dal reddito da un’attività dipendente sono deducibili, a titolo di spese professionali, le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio dell’attività professionale.
Gli altri costi e spese non possono essere dedotti; tra questi le altre spese di formazione professionale (art. 33 lett. b LT; art. 34 lett. b LIFD).
1.2.
Dal chiaro tenore letterale della legge emerge che le spese per il perfezionamento e la riqualificazione professionali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività professionale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 9 cpv. 1 decreto esecutivo del 20 dicembre 2011 concernente l’imposizione delle persone fisiche, valido per il periodo fiscale 2012). Non è invece ammessa la deduzione delle spese di formazione vera e propria e quella delle spese già considerate nella deduzione prevista dall’art. 8 (art. 9 cpv. 2 del decreto esecutivo; art. 33 lett. b LT).
Anche per l’IFD le spese per il perfezionamento e la riqualificazione professionali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività professionale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 8 dell’ordinanza federale del 10 febbraio 1993). La deduzione non è ammessa, una volta ancora, se le spese riguardano la formazione vera e propria (art. 8 dell’ordinanza federale; art. 34 lett. b LIFD).
1.3.
Non sono quindi deducibili le spese per la formazione di base, vale a dire le spese necessarie per acquisire capacità e conoscenze per l’esercizio di una professione, per esempio il tirocinio, la scuola di commercio, la maturità, gli studi superiori ecc. (decisione TF n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005; Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum DBG, n. 3 ad art. 34 LIFD; Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.1).
Sono invece spese di perfezionamento quelle che permettono al contribuente di mantenersi aggiornato nella professione appresa, rispettivamente di soddisfare le nuove e crescenti esigenze. In questa categoria rientrano le spese per ripassare e rielaborare nozioni già acquisite (per esempio corsi di ripetizione o di perfezionamento propri del settore, seminari, congressi ecc.), come anche le spese per corsi di lingue e per esami che possono rientrare in questa categoria. Sono inoltre deducibili le spese inerenti al perfezionamento di una professione già appresa ed esercitata, come nel caso dell’impiegato di commercio che diventa perito contabile o del pittore che dà gli esami di maestria (Circolare dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.2; decisione TF n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005).
2. 2.1.
Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, sono deducibili tutte le spese di perfezionamento che sono oggettivamente in rapporto con la professione e che permettono al contribuente di mantenere le sue opportunità di lavoro, soddisfacendo alle nuove esigenze della professione svolta, anche se ciò non appaia assolutamente indispensabile per mantenere la posizione professionale acquisita (decisioni TF n. 2C_750/2009 del 26 maggio 2010 e n. 2A.623/2004 del 6 luglio 2005, in: StE 2006 B 22.3 n. 86 entrambe con rinvii).
La qualifica di spese di perfezionamento deducibili dipende pertanto da un esame concreto della situazione. Occorre paragonare la formazione di base seguita dal contribuente e le nuove conoscenze acquisite con la formazione in discussione; è inoltre necessario considerare la professione esercitata e gli effetti di detta formazione sull’attività lavorativa (decisioni TF n. 2C_750/2009 del 26 maggio 2010; n. 2A.424/2005 del 28 aprile 2006 e n. 2A.182/2005 del 17 ottobre 2005, in: StR 61/2006 p. 41).
2.2.