Decision ID: 586934e5-0d87-5106-9528-a5a505902bef
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente), cittadino ita-
liano, nato l’(...), coniugato (da [...]) e padre di due figli (nati nel [...] e nel
[...]), ha formulato in data 8 giugno 2020 una richiesta volta all’ottenimento
di una rendita dell’assicurazione svizzera per la vecchiaia con decorrenza
al 1° giugno 2020, precisando di aver lavorato in Svizzera tra settembre
del 1973 e giugno del 1985 ed indicando di voler rinviare il suo diritto alla
rendita a giugno del 2020 (doc. 17 [formulari E 202 ed E 207] e doc. 20
pag. 1 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. 17 e doc. 20 pag.
1]).
B.
B.a Con decisione del 4 settembre 2020 (doc. 24), la Cassa svizzera di
compensazione (CSC) ha deciso di erogare in favore dell’interessato una
rendita di vecchiaia svizzera di fr. 253.- al mese dal 1° giugno 2018 (e di fr.
255.- al mese dal 1° gennaio 2019), rendita calcolata segnatamente in
base ad una durata di contribuzione di 9 anni ed 1 mese, un reddito annuo
medio determinante (di fr. 16'920.- dal 1° giugno 2018) e di fr. 17'064.- dal
1° gennaio 2019 ed una scala delle rendite 9 (v. doc. 21 [foglio di calcolo]).
B.b Con messaggio di posta elettronica del 17 settembre 2020 (doc. 25),
l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) di (...) ha postulato il rical-
colo della rendita di vecchiaia svizzera dell’interessato poiché “con i formu-
lari inviati il 03.07.2020 è stato chiesto il differimento della decorrenza della
rendita al compimento del 67esimo anno di età (egli) ha rinunciato pertanto
al pagamento degli arretrati” (v. anche doc. 28 [lettera del 17 settembre
2020]).
B.c Con corrispondenza del 17 settembre 2020 – considerata dall’autorità
inferiore quale opposizione alla decisione del 4 settembre 2020 – l’interes-
sato ha chiesto che “la (sua pensione di vecchiaia) venga liquidata con
decorrenza dal 01/06/2020” (doc. 26).
B.d Nella decisione su opposizione del 13 ottobre 2020 (doc. 27), la CSC
ha stabilito che non erano date le condizioni per rinviare il diritto alla rendita
di vecchiaia. Detta autorità ha in particolare rilevato che l’interessato –
avendo compiuto i 65 anni l’(...) ed avendo diritto ad una rendita di vec-
chiaia svizzera dal 1° giugno 2018 – avrebbe potuto e dovuto presentare
la dichiarazione di rinvio della rendita nel periodo tra il 1° giugno 2018 ed il
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1° maggio 2019 (recte: 31 maggio 2019). Tuttavia, dagli atti di causa risul-
terebbe che il medesimo ha inoltrato la domanda di rinvio del diritto alla
rendita di vecchiaia dinanzi all’INPS di (...) solamente l’8 giugno 2020. La
sua domanda di rinvio della rendita deve pertanto ritenersi tardiva (è fatto
riferimento all’art. 21 LAVS in combinazione con gli art. 39 cpv. 1 LAVS e
55quater cpv. 1 OAVS). Per conseguenza, la CSC ha indicato che ha corret-
tamente determinato la rendita di vecchiaia con effetto dal 1° giugno 2018.
Ha quindi respinto l’opposizione del 17 settembre 2020 e confermato la
propria decisione del 4 settembre 2020.
B.e Con messaggio di posta elettronica del 6 novembre 2020 (doc. 31),
l’INPS di (...) ha segnalato che “l’interessato aveva manifestato a questa
sede INPS in data 11/10/2018 la volontà di differire la Rendita di vecchiaia
Svizzera al 01/06/2020” (è stato allegato il formulario “Domanda di Pen-
sione Anticipo Pensionistico per APE sociale”). L’INPS ha quindi chiesto di
voler scusare il mancato inoltro “per tempo (della) sua formale richiesta di
rinvio della rendita”.
C.
C.a Il 28 ottobre 2020, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione su opposizione della CSC
del 13 ottobre 2020 mediante il quale ha chiesto il “ricalcolo della rendita di
vecchiaia svizzera alla decorrenza del 01.06.2020 (67 anni di età) così
come già indicato con i formulati inviati il 03.07.2020 dall’INPS”, rinun-
ciando egli (al versamento degli) arretrati e chiedendo il pagamento (della
rendita) soltanto da giugno 2020 (doc. TAF 1).
C.b Nella risposta al ricorso del 22 gennaio 2021, la CSC ha proposto la
reiezione del ricorso. Detta autorità, dopo aver esposto le norme legali ap-
plicabili, ha confermato che non erano date le condizioni per rinviare il di-
ritto alla rendita. Ha in particolare osservato che il ricorrente, avendo diritto
ad una rendita di vecchiaia svizzera dal 1° giugno 2018, avrebbe potuto
presentare la dichiarazione di rinvio fino al (31) maggio 2019. La domanda
di rinvio del diritto alla rendita inoltrata l’8 giugno 2020 dinanzi all’INPS di
(...), lo è stata in modo tardivo. In siffatte circostanze, la CSC ha ritenuto
di aver correttamente determinato la rendita di vecchiaia con effetto dal 1°
giugno 2018 (è fatto riferimento all’art. 21 LAVS in combinazione con gli
art. 39 cpv. 1 LAVS e 55quater cpv. 1 OAVS). Per il resto, la CSC ha segnalato
che, a suo avviso, il messaggio di posta elettronica dell’INPS di (...) del 6
novembre 2020 (cfr. lettera B.e del riassunto dei fatti) rappresenta “una
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dichiarazione incompleta, in quanto se è vero che il ricorrente ha manife-
stato la volontà di rinviare la rendita svizzera, è altrettanto vero che nessun
documento è stato prodotto per comprovare che la domanda di rinvio sia
stata fatta e depositata effettivamente per iscritto, così come impone l’art.
55quater OAVS, alla data dell’11.10.2018”. Sarebbe esclusivamente dimo-
strato che l’11.10.2018 l’INPS ha protocollato la domanda di pensione-an-
ticipo pensionistico per APE, la quale, secondo l’autorità inferiore, è tutt’al-
tra cosa che la pretesa presentazione della domanda di rinvio della rendita
di vecchiaia svizzera (doc. TAF 4).
C.c Con provvedimento del 1° febbraio 2021 (notificato l’11 febbraio 2021;
doc. TAF 7 [estratto “Tracciamento degli invii” della Posta svizzera]), il Tri-
bunale amministrativo federale ha trasmesso al ricorrente la risposta al ri-
corso dell’autorità inferiore del 22 gennaio 2021, unitamente a copia dei
documenti dell’incarto della CSC menzionati nella presa di posizione, e gli
ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito (doc. TAF 5), facoltà di cui
l’insorgente non ha fatto uso.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione
con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro
le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-
zione.
1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell’art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Giusta
l’art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-
razione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che la LAVS non deroghi
alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
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(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-
ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS
0.142.112.681).
2.2 L’allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell’Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell’allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 4845) che stabi-
lisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71, con le
relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli Stati membri
fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel regolamento (CE) n.
883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di
casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l’art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato.
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3.
Il ricorrente ha censurato l’applicazione dell’art. 55quater OAVS. Ha indicato
che “a nulla vale la normativa interna per le pensioni svizzere (...) i termini
stabiliti dall’art. 55quater OAVS, da voi richiamati, operano esclusivamente
per i residenti in Svizzera” (v. il ricorso [doc. TAF 1 pag. 2]). Questo Tribu-
nale rileva che l’insorgente non ha specificato quale norma dell’ALC o dei
suoi regolamenti ed allegati, validi per la Svizzera al momento determi-
nante, imporrebbe, dal profilo dell’organizzazione della procedura e
dell’esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di vecchiaia sviz-
zera, di derogare dal principio dell’applicazione del diritto interno svizzero
(DF 130 V 253 consid. 2.4). Per il resto, giova precisare che anche in se-
guito all'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'ACL, applicabile al caso di
specie ratione temporis, materiae e personae, la competenza degli Stati
contraenti a definire i propri sistemi di sicurezza sociale è per principio ri-
masta immutata (art. 8 ALC in relazione con l'art. cpv. 1 Allegato II ALC e
la sua Sezione A [cfr. sentenza del TF H 133/06 del 25 settembre 2007
consid. 3.2 con rinvii]). La citata generica doglianza del ricorrente va per-
tanto respinta. Può tutt’al più ancora ancora essere rilevato che il Tribunale
amministrativo federale è vincolato dalle leggi federali (art. 190 Cost. [DTF
137 V 181 consid. 6.3]) e che il termine previsto all’art. 55quater cpv. 1 se-
conda frase OAVS per presentare la dichiarazione di rinvio del diritto alla
rendita di vecchiaia svizzera è per il resto conforme alla legge e alla Costi-
tuzione (DTF 147 V 70 consid. 3.2.3).
4.
Resta pertanto da esaminare la questione di sapere se nel caso in esame
erano dati i presupposti per concedere al ricorrente la possibilità di rinviare
l’inizio del diritto alla rendita di vecchiaia svizzera ai sensi degli art. 21 e 39
LAVS in combinazione con gli art. 55quater e 67 OAVS.
4.1 Secondo l’art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordina-
ria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati al-
meno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-
stenziali.
4.2 In particolare, e secondo il diritto svizzero applicabile alla presente fat-
tispecie, il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione,
dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi
o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto
ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento
assicurato (età conferente il diritto alla rendita; art. 29bis cpv. 1 LAVS). Ai
sensi dell’art. 30bis LAVS e dell’art. 53 cpv. 1 OAVS (RS 831.101), per il
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calcolo delle rendite, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali allestisce
tavole delle rendite il cui uso è obbligatorio.
4.3 Secondo l’art. 21 cpv. 1 lett. a LAVS, gli uomini che hanno compiuto i
65 anni hanno diritto a una rendita di vecchiaia; il diritto alla rendita di vec-
chiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata
compiuta l’età stabilita (art. 21 cpv. 2 LAVS).
4.4 In virtù dell’art. 39 cpv. 1 LAVS, le persone aventi diritto a una rendita
di vecchiaia possono rinviare, di un anno almeno e di cinque anni al mas-
simo, l’inizio del godimento della rendita, con facoltà di revocare il rinvio
durante tale periodo, per la scadenza di un determinato mese. La rendita
di vecchiaia rinviata e, se del caso, la rendita per superstite a essa succe-
dente, sono aumentate del controvalore attuariale della prestazione non
ricevuta (art. 39 cpv. 2 LAVS).
4.5 Giusta l’art. 55bis, sono escluse dal rinvio previsto all’art. 39 LAVS, le
rendite di vecchiaia che succedono a una rendita d’invalidità (lett. b), le
rendite di vecchiaia cui è aggiunto un assegno per grande invalido (lett. c),
le rendite di vecchiaia degli assicurati facoltativamente i quali, fino all’età
prevista all’articolo 21 capoversi 1 e 2 LAVS, abbiano beneficiato di un as-
segno assistenziale secondo l’articolo 92 LAVS o l’articolo 76 LAI (lett. g).
4.6 L’art. 55ter OAVS stabilisce il supplemento percentuale della rendita a
dipendenza degli anni (da 1 a 5) di rinvio.
4.7 Ai sensi dell’art. 55quater cpv. 1 OAVS (RS 831.101), il periodo di rinvio
comincia il primo giorno del mese seguente il raggiungimento dell’età di
pensionamento secondo l’articolo 21 capoverso 1 LAVS. La dichiarazione
di rinvio va presentata, per iscritto, entro un anno dall’inizio del periodo di
rinvio. Se, durante questo termine, nessuna domanda di rinvio fu presen-
tata, la rendita di vecchiaia va stabilita, e pagata, secondo le disposizioni
generali vigenti. La revoca va fatta per iscritto (art. 55quater cpv. 2 OAVS).
Quando il rinvio di una rendita è revocato, essa è pagata dal mese se-
guente; è escluso il pagamento retroattivo delle rendite (art. 55quater cpv. 3
OAVS).
4.8 Quanto all'esercizio del diritto alla rendita, l'art. 67 cpv. 1 OAVS prevede
che il diritto alla rendita o all'assegno per grandi invalidi deve essere fatto
valere presentando alla cassa di compensazione competente giusta gli ar-
ticoli 122 e seguenti, un modulo di richiesta debitamente riempito. Giusta
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l’art. 67 cpv. 2 OAVS, una volta l’anno almeno, le casse cantonali di com-
pensazione devono, mediante pubblicazioni, richiamare l’attenzione degli
assicurati sulle prestazioni assicurative, le condizioni di diritto e la richiesta
(cfr., su tale questione, DTF 147 V 70 consid. 3.4).
5.
5.1 Il ricorrente ha chiesto sia accolta la sua richiesta di differimento della
prestazione pensionistica. Egli postula il ricalcolo della rendita di vecchiaia
svizzera al 1° giugno 2020, come già indicato, a suo dire, “con i formulari
inviati il 03.07.2020 dall’INPS”, precisando che rinuncia al versamento de-
gli arretrati (ricorso del 28 ottobre 2020 [doc. TAF 1]).
5.2 L’INPS di (...) ha riferito (messaggio di posta elettronica del 6 novem-
bre 2020 [doc. 31 pag. 1]) che il ricorrente “aveva manifestato a questa
sede INPS in data 11/10/2018 la volontà di differire la rendita di vecchiaia
svizzera al 01/06/2020”. Ciò premesso l’INPS confida che l’autorità infe-
riore possa tener conto “della manifestazione di volontà espressa a suo
tempo con la domanda presentata a questa sede, dove (l’insorgente) indi-
cava espressamente di aver lavorato in Svizzera, ma che intendeva chie-
dere la sola prestazione italiana, volendo quindi rinviare la richiesta di ren-
dita svizzera” (è stato allegato il formulario “Domanda di Pensione Anticipo
Pensionistico per APE sociale” [doc. 31 pag. 2]).
5.3 La CSC ha rilevato che l’insorgente avendo diritto ad una rendita di
vecchiaia svizzera dal 1° giugno 2018, avrebbe potuto presentare la dichia-
razione di rinvio del diritto alla rendita entro il 1° maggio 2019 (recte: 31
maggio 2019). Dal formulario E 202 (doc. 17) risulta però che egli ha inol-
trato la domanda di rinvio del diritto alla rendita di vecchiaia svizzera di-
nanzi all’INPS di (...) solamente l’8 giugno 2020. La sua domanda di rinvio
è, a parere dell’autorità inferiore, tardiva. In siffatte circostanze, la CSC ha
ritenuto che non erano date le condizioni per rinviare il diritto alla rendita
ed ha riconosciuto al ricorrente una rendita di vecchiaia con effetto dal 1°
giugno 2018. Per il resto, quanto al messaggio di posta elettronica
dell’INPS del 6 novembre 2020 (doc. 31 pag. 1), detta autorità ha segnalato
che quand’anche l’insorgente avesse manifestato la propria volontà di rin-
viare il diritto alla rendita, alcun documento comprova che egli abbia pre-
sentato una dichiarazione di rinvio, per iscritto, dinanzi all’INSP. In data 11
ottobre 2018, l’INPS di (...) ha invero registrato la “domanda di pensione
anticipo pensionistico per APE sociale” (doc. 31 pag. 2), richiesta di pen-
sione italiana che, sempre a parere dell’autorità inferiore, non può essere
ritenuta quale domanda di rinvio del diritto alla rendita di vecchiaia svizzera.
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Peraltro, qualora questo Tribunale dovesse concludere che la documenta-
zione agli atti non permette di pronunciarsi sulla richiesta del ricorrente, la
CSC postula che il Tribunale ordini all’INPS di (...) di produrre un docu-
mento che comprovi che il ricorrente ha effettivamente presentato per
iscritto, l’11 ottobre 2018, una domanda di rinvio del diritto alla rendita di
vecchiaia svizzera (doc. TAF 4).
5.4
5.4.1 Ora, il ricorrente, nato l’(...), ha compiuto, l’(...), i 65 anni ed ha dun-
que diritto ad una rendita di vecchiaia svizzera dal 1° giugno 2018, purché
siano soddisfatti gli ulteriori requisiti di cui agli art. 29 e segg. LAVS. Per
potersi pronunciare sul suo diritto ad una rendita di vecchiaia svizzera, con
scritto del 25 maggio 2018 (doc. 11), la CSC ha invitato l’insorgente a pre-
sentare una domanda di rendita presso l’Istituto nazionale italiano della
previdenza sociale (INPS), ente competente per redigere e trasmettere alla
CSC medesima la sua domanda di pensione di vecchiaia (formulario E
202).
5.4.2 Con domanda dell’8 giugno 2020 (doc. 17 [formulario E 202] pag. 6
n. 13), pervenuta alla CSC il 23 luglio 2020 (doc. 17 pag. 1), il ricorrente ha
chiesto l’erogazione di una rendita di vecchiaia svizzera a decorrere però
dal giugno del 2020 (doc. 17 pag. 6 n. 13). Nel formulario E 202 di cui
trattasi è pure stato indicato che l’insorgente ha chiesto il differimento/rinvio
della pensione di vecchiaia di cui ha diritto in Svizzera (doc. 17 pag. 7 n.
14). Senza effettuare alcun accertamento complementare con riferimento
alla richiesta data di decorrenza della rendita dal 1° giugno 2020, la CSC
ha reso il 4 settembre 2020 una decisione mediante la quale ha accordato
al ricorrente una rendita a partire dal 1° giugno 2018 (doc. 24). Con scritto
del 17 settembre 2020, il ricorrente ribadisce la richiesta di pensione di
vecchiaia svizzera con decorrenza dal 1° giugno 2020, giustamente consi-
derato dall’amministrazione come opposizione alla decisione resa il 4 set-
tembre 2020. In tale ambito, risulta dagli atti un messaggio di posta elettro-
nica (doc. 25) nonché uno scritto, di medesima data, dell’INPS (doc. 28),
ossia del competente organismo di collegamento, da cui risulta, da un lato,
che il ricorrente ha chiesto il differimento della decorrenza della rendita di
vecchiaia (con richiesta di pagamento della medesima dal giugno 2020) e,
dall’altro lato, che in Italia ha percepito fino al compimento dei 67 anni di
età (età di pensionamento in Italia) una prestazione incompatibile con la
titolarità di qualunque altra pensione, sia italiana sia estera, e che verrebbe
in tal caso ricalcolata come indebita. Al più tardi di fronte a tali indicazioni,
l’autorità inferiore non poteva prescindere da un’analisi di dettaglio della
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problematica legata alla circostanza, indicata dall’INPS, secondo la quale
il ricorrente aveva chiesto il rinvio del pagamento della rendita di vecchiaia
svizzera. Ha invece considerato, manifestamente a torto non essendo nota
all’autorità inferiore la data alla quale il ricorrente aveva chiesto il rinvio, di
poter confermare su opposizione la sua decisione del 4 settembre 2020
con la semplice e generica allegazione/affermazione che l’insorgente
aveva chiesto il rinvio della sua prestazione solo in data 8 giugno 2020
allorquando ha depositato, con formulario E 202 (doc. 17) la domanda di
rendita di vecchiaia svizzera presso la sede INPS di (...). Sennonché, sia
dal citato formulario E 202 – con l’indicazione “il richiedente ha chiesto”
(non “il richiedente chiede”) il differimento della rendita di vecchiaia sviz-
zera – sia dagli inequivocabili ragguagli di cui al messaggio di posta elet-
tronica dell’INPS del 17 settembre 2020 – da cui risulta il percepimento da
parte dell’insorgente di una prestazione sociale italiana incompatibile con
la titolarità di una pensione sia italiana sia estera (notoriamente l’APE so-
ciale) – non poteva più sfuggire all’autorità inferiore che occorreva proce-
dere ad un’istruttoria complementare su tale punto. Non averla eseguita
costituisce una violazione del diritto federale, nel senso di un accertamento
inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti (in altri termini di un
accertamento dei fatti insufficiente), con la conseguenza che la decisione
impugnata incorre nell’annullamento.
5.4.3 Certo, l’autorità inferiore nella sua risposta al ricorso del 22 gennaio
2021 – facendo riferimento al messaggio di posta elettronica dell’INPS e
all’allegato questionario dell’INPS concernente la domanda di anticipo pen-
sionistico per APE sociale depositata, secondo le indicazioni dell’INPS me-
desimo, e non del ricorrente, l’11 ottobre 2018 – ha indicato che, a suo
avviso, con l’inoltro della citata domanda di APE sociale non è provato che
l’11 ottobre 2018 il ricorrente abbia pure chiesto il rinvio della pensione di
vecchiaia svizzera. Tale generica conclusione non può essere condivisa.
Occorre innanzitutto rilevare che notoriamente possono accedere all’APE
sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) i soggetti che, oltre a essere iscritti
ad una delle indicate forme di previdenza, hanno cessato l’attività lavora-
tiva, risultino residenti in Italia, non siano titolari di alcun trattamento pen-
sionistico diretto (in Italia o all’estero) ed abbiano compiuto almeno 63 anni
(v., sulla questione, la sentenza del TAF C-6036/2019 del 10 giugno 2021
consid. 7.3.1). Nel formulario APE sociale dell’11 ottobre 2018, l’insorgente
ha indicato di aver lavorato in Svizzera (nel Canton Ticino da settembre del
1973 a giugno del 1985) e di voler chiedere l’assegnazione della (sola)
prestazione italiana (v. l’indicazione “Tipo Pensione Solo pensione italiana”
[APE sociale]; doc. 31 pag. 4). Peraltro, l’INPS di Lamezia Terme ha pure
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segnalato all’autorità inferiore (v. messaggio di posta elettronica del 6 no-
vembre 2020 [doc. 31 pag. 1) che il ricorrente ha inoltrato la domanda di
rinvio/differimento l’11 ottobre 2018 e di scusarsi “se non abbiamo inoltrato
per tempo la sua formale richiesta di rinvio della rendita, e auspichiamo
che possiate tener conto della manifestazione di volontà espressa a suo
tempo con la domanda presentata a questa sede, [...]”. Non vi è chi non
veda che dall’insieme delle surriferite circostanze risulta chiaro che l’insor-
gente ha espresso dinanzi alla sede dell’INPS la sua volontà di rinviare il
beneficio della rendita di vecchiaia svizzera.
5.4.4 L’autorità inferiore indica però che una richiesta di rinvio della rendita
presentata solo oralmente dinanzi all’INPS non adempie le condizioni della
forma scritta e che altresì non è stato utilizzato l’apposito formulario. A tale
riguardo, giova rilevare che il Tribunale federale ha già avuto modo di pro-
nunciare come la forma scritta di simili richieste serva alla certezza del di-
ritto (DTF 147 V 70 consid. 3.3). Tuttavia, nel caso concreto non risulta che
il ricorrente abbia voluto rinunciare alla richiesta forma scritta, ma che l’Uf-
ficio INPS di (...) ha omesso di redigere/inoltrare il formulario scritto di rin-
vio della rendita nonostante una specifica richiesta fatta a detto Ufficio l’11
ottobre 2018 e che trova fondamento scritto anche nella domanda di APE
sociale allora presentata in Italia e non solo nella dichiarazione scritta pre-
sentata a posteriori, e nell’ambito della procedura in esame, dall’INPS di
(...). In siffatte circostanze costituirebbe un eccesso di formalismo consi-
derare che l’(implicita) indicazione di rinvio della rendita AVS svizzera di cui
al modulo scritto dell’INPS di (...) l’11 ottobre 2018 (“solo pensione italiana”
[doc. 31 pag. 6]), indicazione presentata nel termine di un anno dall’inizio
del periodo di rinvio, non sia sufficiente per il rispetto delle condizioni pre-
viste all’art. 55quater cpv. 1 OAVS. La richiesta dell’autorità inferiore secondo
cui l’INPS di (...) deve produrre non solo la prova scritta che la domanda
di rinvio della rendita AVS svizzera sia stata effettivamente depositata dal
ricorrente alla data dell’11 ottobre 2018 – prova scritta che di fatto già esiste
al doc. 31 – ma anche il numero di protocollo specifico con la quale è stata
registrata ed acquisita agli atti dell’INPS di (...) non trova fondamento nel
testo dell’art. 55quater cpv. 1. Quest’ultima disposizione richiede certo la
forma scritta, peraltro adempita nel caso concreto (doc. 31
dell’11.10.2018), ma non una forma scritta qualificata, come appare richie-
dere l’autorità inferiore nella risposta al ricorso del 22 gennaio 2021.
5.4.5 Da quanto esposto, discende che la perlomeno implicita richiesta
scritta del ricorrente dell’11 ottobre 2018 di rinvio dell’inizio del percepi-
mento della rendita di vecchiaia svizzera è intervenuta entro un anno
dall’inizio del periodo di rinvio che, in virtù dell’art. 55quater cpv. 1 OAVS, è
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cominciato il primo giorno del mese seguente il raggiungimento dell’età di
pensionamento, secondo l’art. 21 cpv. 1 LAVS, vale a dire il 1° giugno 2018
(il ricorrente avendo compiuto i 65 anni l’8 maggio 2018) ed è terminato il
31 maggio 2019 (cfr., sulla questione, la sentenza del TF 9C_903/2013 del
30 gennaio 2014 consid. 5). La censura ricorsuale del ricorrente secondo
cui ha fatto valere tempestivamente il suo diritto al rinvio della rendita AVS
svizzera è dunque legittima e il ricorso va pertanto accolto.
6.
Gli atti di causa sono pertanto rinviati all’autorità inferiore affinché proceda
ad un nuovo calcolo della rendita di vecchiaia dovuta al ricorrente ai sensi
dell’art. 39 cpv. 2 LAVS in combinazione con l’art. 55ter OAVS (supplemento
per il rinvio della rendita) a decorrere dal 1° luglio 2020, ossia dal mese
seguente alla revoca della dichiarazione di rinvio, revoca che stante le pre-
messe è intervenuta al più presto per il tramite del formulario E 202 dell’8
giugno 2020 con cui è stata chiesta la rendita di vecchiaia (v. art. 67 OAVS).
7.
7.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS).
7.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentato in questa sede da man-
datario professionale e che non ha fatto valere né risulta, ad un esame
d'ufficio degli atti di causa, che abbia dovuto sopportare delle spese indi-
spensabili e relativamente elevate in relazione alla procedura di ricorso,
non si giustifica l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione
con gli art. 7 e segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale [TS-TAF, RS 173.320.2).
(dispositivo alla pagina seguente)
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