Decision ID: 4e43e5d8-7c13-5a17-aab9-77b47ac0f64c
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che con istanza 30 ottobre 2009 CO 1 ha chiesto il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta da RI 1 al PE n. _ dell'UEF di Mendrisio notificatole per l'incasso di fr. 1307.71;
che a valere quale riconoscimento di debito l'istante ha prodotto l'attestato carenza beni in seguito a fallimento rilasciatole dall'UEF di Viganello il 19 febbraio 2004 per il menzionato importo;
che all'udienza del 29 gennaio 2010, indetta per il contraddittorio, la convenuta non è comparsa e si è lasciata precludere;
che statuendo il 9 aprile 2010 il Giudice di pace, accertata la presenza agli atti di un valido titolo di rigetto dell'opposizione nella documentazione prodotta dall'istante alla quale l'escussa non ha opposto nessuna eccezione, ha accolto l'istanza;
che il 16 aprile 2010 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che la documentazione prodotta con il ricorso (e non davanti al primo giudice) è irricevibile, l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vietando alle parti di addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni;
che secondo l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione deve contenere le domande di ricorso come pure i motivi di fatto e di diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno illustrando) il motivo di cassazione invocato, caso contrario l'atto è nullo (cpv. 3);
che in concreto il contenuto dello scritto 16 aprile 2010 della ricorrente non supera la soglia imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per cassazione;
che, infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del Giudice di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione di norme di diritto, la ricorrente si limita a sostanziare la propria opposizione al precetto esecutivo notificatole da controparte, ovvero perché l'importo posto in esecuzione non sarebbe dovuto;
che simile argomentazione, proposta per la prima volta in questa sede e quindi irricevibile (a
rt. 321 cpv. 1 lett. b CPC), è comunque sia ininfluente ai fini dell'esito della procedura esecutiva promossa dall'istante;
che a fronte di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, come in concreto l'attestato carenza beni sul quale l'istante basa la propria domanda di rigetto (cfr. art. 149 cpv. 2 LEF), il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni atte a invalidare il riconoscimento di debito;
che, nella fattispecie, la convenuta, assente al contraddittorio, non ha sollevato alcuna eccezione sicché il giudice di pace senza incorrere nell'arbitrio poteva pronunciare il rigetto dell'opposizione;
che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma si giustifica, per questa volta, di rinunciare ad ogni prelievo, la ricorrente essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si pone problema di ripetibili alla controparte, l'atto non essendo stato intimato per osservazioni.