Decision ID: 11414066-267e-5ebb-9092-fd91709b8bd6
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. _, cittadino italiano con ultimo domicilio a _ _ (_), è deceduto a _ (_) il _ 1992 lasciando la moglie _ _ con i figli _ e _ _, tutti cittadini italiani domiciliati a _. Questi hanno acquisito per legge, in assenza di testamento, il diritto a un terzo ciascuno dell’eredità. _ _ è deceduta a _ il giorno dopo la morte del marito. In virtù di un suo testamento pubblico del 5 aprile 1988 i figli _ e _ risultano istituiti eredi in parti uguali. Essi sono divenuti così eredi legittimi in ragione di metà ciascuno sia della successione paterna sia di quella materna.
B. Il 14 marzo 1994 _ _ si è rivolto al Pretore della giu-risdizione di Mendrisio Sud perché fosse ordinato in via cautelare il blocco di ogni conto (nominativo, cifrato o societario) facente capo presso il _ _ di _ alla sorella _ oppure al defunto padre _, come titolari o beneficiari economici, con particolare riferimento al conto n. _“_ ”. Su quest’ultima relazione bancaria, intestata ad _ _, era stato fatto confluire il 15 giugno 1990 il saldo di un conto n. _“_ ”, del padre _, conto che era stato oggetto altresì di ripetuti prelevamenti da parte della sorella. In tali condizioni si imponeva con urgenza il blocco richiesto, di evidente buon diritto, in modo da evitare rischi per la corretta devoluzione dell’eredità.
C. In accoglimento dell’istanza il Pretore ha ordinato il 16 marzo 1994 – senza contraddittorio – il blocco in questione, comminando l’art. 292 CP agli eventuali trasgressori. Nel contempo ha fissato a _ _ un termine di 15 giorni per prestare fr. 80 000.– a titolo di garanzia e un termine di 60 giorni per pro-muovere l’azione ordinaria, in entrambi i casi con l’avvertimento che la mancata osservanza del termine avrebbe comportato la decadenza del provvedimento cautelare. Le spese processuali, la tassa di giustizia di fr. 500.– e le ripetibili sarebbero state attribuite con la sentenza di merito.
D. Il 21 marzo 1994 _ _ ha chiesto al Pretore che, previo contraddittorio, il blocco fosse revocato o, subordinatamente, ridotto a un importo da definire. _ _ ha instato da parte sua, il 23 marzo 1994, affinché il termine per la prestazione della garanzia fosse prorogato a 60 giorni e l’importo della garanzia medesima ridotto a fr. 10 000.–. Il Pretore ha prorogato il termine di 30 giorni con decisione del 24 marzo 1994 presa senza contraddittorio e ha citato le parti all’udienza dell’ 8 aprile successivo per la discussione di entrambe le istanze.
In tale occasione _ _ ha mantenuto la richiesta di blocco, dichiarandosi disposto tutt’al più a limitarne la portata a fr. 525 000.–; per il resto ha confermato la postulata riduzione della garanzia con proroga del termine per fornirla. _ _ ha ribadito l’istanza di revoca, aderendo in subordine a un blocco massimo di fr. 21 007.–, senza esprimersi particolarmente sulla riduzione della garanzia chiesta dal fratello.
E. Con decreto del 14 aprile 1994 il Segretario assessore, statuendo in luogo e vece del Pretore, ha limitato l’ammontare del blocco a fr. 525 000.– e per tutto il resto ha confermato l’assetto supercautelare, compresa la proroga di 30 giorni concessa il 24 marzo 1994 per la prestazione della garanzia. Il Pretore ha poi protratto tale termine di 10 giorni inaudita parte, il 21 aprile 1994, su richiesta di _ _.
F. Insorta contro il decreto del Segretario assessore con un appello del 26 aprile 1994, _ _ postula la riforma della decisione impugnata nel senso di revocare il blocco, subordinatamente di ridurlo a fr. 21 007.– o quanto meno a fr. 33 577.60. Il 5 maggio successivo essa ha presentato inoltre una richiesta di effetto sospensivo perché il termine entro cui promuovere l’azione di merito non decorresse fino all’emanazione del giudizio di appello. Tale richiesta è stata respinta il 19 maggio 1994 dalla presidente della I Camera civile.
G. Nelle sue osservazioni del 26 maggio 1994 _ _ propone di rigettare l’appello e di confermare il decreto del Segretario assessore.

Considerando
in diritto:
1. Il primo giudice ha accertato la propria competenza fondandola tanto sull’art. 10 LDIP, che abilita in linea generale le autorità svizzere a emettere provvedimenti cautelari anche se non sono competenti nel merito, quanto sull’art. 89 LDIP, che conferisce specificamente alle autorità svizzere del luogo di situazione la facoltà di ordinare provvedimenti d’urgenza se l’ereditando con ultimo domicilio all’estero lascia beni in Svizzera. Il richiamo a tali norme è pertinente. Né l’art. 17 del trattato di domicilio consolare con l’Italia, del 22 luglio 1868 (RS 0_), né l’art. IV del protocollo concernente l’esecuzione dei trattati e delle convenzioni conchiusi e firmati a _ e a _ tra la Svizzera e l’Italia, del 1° maggio 1869 (RS 0_), derogano a tale principio. Quanto alla convenzione tra la Svizzera e l’Italia circa il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giudiziarie, del 3 gennaio 1933 (RS _), essa si limita a stabilire che “i provvedimenti provvisori o conservativi previsti dalla legislazione di uno dei due paesi possono essere richiesti dalle autorità di questo Stato, qualunque sia il tribunale competente a decidere il merito” (art. 10). La convenzione non si applica, per il resto, “alle decisioni che ordinano un sequestro o qualsiasi altro provvedimento provvisionale” (art. 9).