Decision ID: e40b0815-c6c7-5eca-9069-3adb0fa70931
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1974, a quel momento nubile e senza figli e occupata in qualità di supporto segretariato di vendita presso _ di _, in data 19 novembre 1997 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, motivata da “1994: osteosarcoma radio polso sinistro; 1994: trapianto osseo; 1996: artrodesi polso sinistro (sono mancina)” (doc. 3/1-7).
Con decisione del 20 luglio 1998, l’Ufficio AI ha posto l’assicurata al beneficio di una rendita intera (grado AI dell’80%) dal 1° luglio 1997 al 31 dicembre 1997, poi ridotta ad una mezza rendita di invalidità (grado AI del 50%) a partire dal 1° gennaio 1998 (doc. 14/1-3).
Il diritto ad una mezza rendita di invalidità è poi stato confermato in esito a diverse procedure di revisione che si sono susseguite negli anni (cfr. comunicazione del 19 luglio 1999, doc. 21; comunicazione del 27 giugno 2002, doc. 36; comunicazione dell’11 settembre 2006, doc. 45; comunicazione del 12 dicembre 2007, doc. 54; comunicazione del 21 giugno 2011, doc. 65).
In data 28 aprile 2008, tramite messaggio di posta elettronica, l’assicurata ha comunicato all’Ufficio AI la nascita del suo primogenito, _, avvenuta il 17 aprile 2008 (doc. 56-1).
Ricevuta tale comunicazione, con scritto datato 28 aprile 2008 l’Ufficio AI ha chiesto all’interessata di “precisare per iscritto se anche dopo la nascita sarebbe stata sua intenzione riprendere, dopo il congedo maternità, il lavoro al 100%” (doc. 55-1).
Con risposta del 6 maggio 2008, l’assicurata ha informato l’Ufficio AI che “dopo il congedo maternità rientrerò a lavorare presso la _ di _” (doc. 57-1).
1.2. In data 27 agosto 2014 l’assicurata ha comunicato all’Ufficio AI di avere appreso dai “vostri opuscoli informativi che i beneficiari di una rendita di invalidità hanno diritto anche ad una rendita per i figli che non hanno ancora compiuto i 18 anni” e visto il mancato versamento in modo automatico della prestazione in questione nonostante la tempestiva comunicazione della nascita del proprio primogenito, ha chiesto all’amministrazione “di voler aggiornare i miei dati a suo tempo comunicati e voler provvedere al versamento delle rendite retroattive a partire dal 17 aprile 2008” (doc. 83-1).
1.3. Con decisione dell’8 ottobre 2014, l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurata una rendita per figli per _ a partire dal 1° ottobre 2009 (doc. 93-1).
1.4. Contro tale decisione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, postulando l’attribuzione con effetto retroattivo di una rendita per figli per _ già a partire dal 1° maggio 2008.
Sostanzialmente, l’assicurata ha rilevato che ella, nel rispetto del proprio obbligo di informare, ha correttamente comunicato all’Ufficio AI già in data 28 aprile 2008 l’avvenuta nascita del suo primogenito _, motivo per il quale “l’avvio del pagamento delle prestazioni doveva decorrere automaticamente a partire dal 1° maggio 2008”, come del resto indicatole dall’UFAS nello scritto del 27 agosto 2014.
La ricorrente ha quindi contestato l’attribuzione delle prestazioni AI arretrate solo a partire dal 1° ottobre 2009, “in quanto la richiesta è pervenuta da parte dell’UFAS unicamente il 7 ottobre 2014”.
L’interessata ha quindi concluso che “ritengo di avere diritto al versamento della rendita a partire dal 1° maggio 2008 in quanto ho adempiuto all’obbligo di informare nei tempi corretti, ossia il 28 aprile 2008. L’Ufficio dell’Assicurazione invalidità di Bellinzona ha inviato la comunicazione in enorme ritardo, pertanto non devo essere penalizzata per un errore non commesso” (doc. I).
1.5. L’UAI, in risposta, ha postulato un parziale accoglimento dell’impugnativa, ritenendo che siano “dati i presupposti per il riconoscimento del diritto alla prestazione completiva per figlio dal 1° agosto 2009 al posto del 1° ottobre 2009” (cfr. doc. IV).
1.6. Con scritto del 19 dicembre 2014, l’assicurata ha osservato di non condividere le argomentazioni dell’amministrazione, ribadendo di avere “informato nei tempi corretti (28 aprile 2008) l’avvenuta nascita di mio figlio _, correlata da certificato di nascita” e ritenendo che tale comunicazione avrebbe dovuto dare avvio automaticamente al versamento delle prestazioni, come del resto comunicatole dall’UFAS.
La ricorrente ha aggiunto che dato che la sentenza citata dall’Ufficio AI è stata emessa posteriormente alla sua richiesta di prestazioni del 28 aprile 2008 “desidero sapere se l’applicazione di una retroattività massima di cinque anni può essere applicata al mio caso” (doc. VII).
Tali considerazioni della ricorrente sono state trasmesse all’amministrazione (doc. VIII), per conoscenza.

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurata ha diritto a ricevere la prestazione completiva per figlio già prima della data del 1° ottobre 2009 stabilita dall’Ufficio AI e, in particolare, come da lei richiesto, a decorrere dal 1° maggio 2008.
2.2. Dagli atti risulta che, con messaggio di posta elettronica del 28 aprile 2008 inviato all’Ufficio AI, l’assicurata ha comunicato quanto segue:
"
Gentile signora _,
con la presente desidero annunciare la nascita di mio figlio, _, in data 17.4.2008.
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.”
(Doc. 56-1)
Con scritto del 28 aprile 2008, il segretario-ispettore dell’UAI, signor _, ha chiesto all’assicurata le seguenti informazioni:
"
Gentile Signora RI 1,
Abbiamo ricevuto la sua comunicazione per la nascita del suo primogenito.
Considerato che fino all’insorgenza del danno alla salute risultava occupata al 100% dal profilo salariale, la invitiamo a volerci precisare per iscritto se anche dopo la nascita sarebbe stata sua intenzione riprendere, dopo il congedo maternità, il lavoro al 100%.”
(Doc. 55-1)
In data 6 maggio 2008, l’assicurata ha risposto:
"
Egregio Signor _,
in riferimento al suo scritto del 28 aprile concernente la nascita di mio figlio _ le comunico che dopo il congedo maternità rientrerò a lavorare presso la _ di _.”
(Doc. 57-1)
Dalla documentazione agli atti emerge poi che con messaggio di posta elettronica del 22 agosto 2014 avente ad oggetto il tema “rendite per figli”, l’assicurata ha chiesto all’UFAS quanto segue:
"
Buongiorno, percepisco una rendita di invalidità al 50%. Sul vostro opuscolo informativo ho letto:
“I beneficiari di una rendita d’invalidità hanno diritto anche ad una rendita per i figli e le figlie che non hanno ancora compiuto i 18 anni oppure che non hanno ancora terminato la loro formazione scolastica o professionale e non hanno ancora compiuto i 25 anni”.
Mio figlio è nato nel 2008, non ho mai saputo di potere richiedere una rendita per lui. Come posso fare per fare la richiesta?
Cordiali saluti.”
(Doc. A3 pag. 2)
Con e-mail del 27 agosto 2014 avente come oggetto “AI – Diritto alla rendita per figli e perenzione del suo versamento”, il signor _, collaboratore specializzato dell’UFAS, ha risposto:
"
Gentile signora RI 1,
quello che lei ha letto al punto 21 dell'opuscolo informativo 4.04 corrisponde a ciò che la legge prevede all'art. 35 LAI in correlazione all'art. 25 LAVS (clicchi il testo sottolineato per aprire i link corrispondenti). Tuttavia, al punto 20 dell'opuscolo informativo 4.04 è anche specificato che, dato che qualsiasi cambiamento della situazione professionale, familiare e di salute può incidere sul diritto alle prestazioni, questi cambiamenti devono essere comunicati all'ufficio Al. È chiaro che, se l'ufficio Al competente per la sua rendita o la cassa di compensazione che procede al suo versamento avessero saputo della nascita di suo figlio, o l'uno o l'altra avrebbero immediatamente richiesto i documenti necessari per attestarne la filiazione (certificato di nascita, ecc.) e avrebbero dato avvio al
versamento della prestazione.
Questo diritto tuttavia può ancora essere fatto valere. La invitiamo di conseguenza a informare tempestivamente l’ufficio Al del Cantone Ticino o la cassa di compensazione _ che le versa la mezza rendita d'invalidità affinché procedano rapidamente ad aggiornare i suoi dati e a versarle il dovuto. Tenga conto tuttavia che
la rendita per figli è sottomessa alla perenzione del diritto che, in parole povere, significa che tale diritto si estingue cinque anni dopo la sua nascita. In tal senso, se informa entro la fine di questo mese (meglio se con posta raccomandata) una delle istituzioni sopracitate, la rendita per suo figlio le sarà versata retroattivamente dal 1° agosto 2009.
Cordiali saluti.”
(Doc. A3 pag. 1)
A seguito di tale comunicazione, con scritto del 27 agosto 2014 indirizzato all’Ufficio AI, l’assicurata ha chiesto il versamento della rendita per figli alla quale ha diritto, osservando:
"
Gentili Signore, Egregi Signori,
in data 21 aprile 2008 vi annunciavo tramite lettera scritta la nascita di mio figlio _ avvenuta il 17.4.2008. Il vostro collaboratore _ aveva confermato di aver ricevuto la mia comunicazione, alla quale ne sono seguite altre per posta e email alla Signora _ in quanto per vostri atti risultavo occupata al 100%. Questo non corrisponde al vero in quanto dal 1.1.1998 ho sempre lavorato con un’occupazione al 50%.
Leggendo i vostri opuscoli informativi ho saputo che i beneficiari di una rendita di invalidità hanno diritto anche ad una rendita per i figli che non hanno ancora compiuto i 18 anni oppure che non hanno ancora terminato la loro formazione scolastica o professionale e non hanno ancora compiuto i 25 anni.
Da parte mia ho sempre osservato l'obbligo di informare come richiesto, e ho trasmesso le informazioni ai vostri uffici competenti. Di conseguenza l'avvio dei versamenti delle prestazioni avrebbe dovuto avvenire in modo automatico. In base a quanto mi è stato comunicato dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali UFAS ho diritto al versamento delle rendite per mio figlio.
Vi prego pertanto di voler aggiornare i miei dati a suo tempo comunicati, e voler provvedere al versamento delle rendite retroattive a partire dal 17 aprile 2008
.”
(Doc. 83-1)
Non avendo ricevuto risposta allo scritto del 27 agosto 2014, in data 11 settembre 2014 l’assicurata ha chiesto all’Ufficio AI un aggiornamento del caso (doc. 88-1).
Con scritto del 15 settembre 2014, l’Ufficio AI ha comunicato all’assicurata che:
"
(...)
in riferimento al suo scritto del 11.9.2014 la informiamo che non siamo competenti per quanto concerne l'erogazione della rendita completiva per suo figlio. Competente risulta essere la Cassa di Compensazione, _ alla quale abbiamo
trasmesso il 29.8.2014 la sua raccomandata del 27.8.2014. Voglia pertanto rivolgersi direttamente a loro per tali informazioni.”
(Doc. 89-1)
In data 7 ottobre 2014 l’Ufficio AI ha inviato alla Cassa di Compensazione competente il seguente scritto, con oggetto “Richiesta pagamento rendita completiva figlio _ nato il 17.4.2008”:
"
A complemento del nostro invio 15.09.2014, con allegato la richiesta 11.09.2014 e 27.8.2014 della Signora RI 1, inoltriamo la comunicazione ricevuta dalla Signora RI 1 il 28 aprile 2008 in quanto di vostra competenza.
Ci scusiamo per l'invio tardivo della citata comunicazione.”
(Doc. 91-1)
Tramite messaggio di posta elettronica del 3 ottobre 2014, l’assicurata ha nuovamente interpellato il signor _ dell’UFAS, chiedendo le seguenti informazioni:
"
(...)
Ho trasmesso, per raccomandata, la richiesta all'ufficio dell'assicurazione invalidità di Bellinzona in data 27 agosto 2014, e nuovamente l'11 settembre 2014 richiedendo il versamento delle rendite retroattive e l'aggiornamento del mio caso.
Ad oggi non ho purtroppo ricevuto nessun riscontro, tanto meno riesco a mettermi in contatto con la persona che attualmente gestisce il mio dossier, Signor _.
Comprendo che l'ufflcio invalidità di Bellinzona possa avere molti casi da gestire, da parte dell'assicurato viene sempre richiesto l'obbligo di informare, cosa che ho prontamente fatto in questi anni per qualsiasi cambiamento, da parte delle istituzioni di Bellinzona invece la
comunicazione è pressoché assente.
Se, nell'ipotesi, potesse gentilmente fornirmi il riferimento della persona che si occupa dei versamenti delle rendite a Bellinzona potrei tentare di inviare nuovamente la mia richiesta, senza
che i miei scritti finiscano su un'anonima scrivania o nella mailbox di qualcuno senza mai avere risposta.” (Doc. 92-2)
Con risposta del 7 ottobre 2014 inviata tramite posta elettronica, il funzionario dell’UFAS ha osservato:
"
(...)
stamane abbiamo contattato sia l'Ufficio Al del Cantone Ticino che la cassa di compensazione _ competente per il versamento della sua mezza rendita d'invalidità. L'apparente
stallo da lei constatato in relazione al trattamento della sua pratica sembrerebbe dovuto a un disguido nella comunicazione tra le due istituzioni (comunque, già il 29 agosto l'Ufficio Al ha trasmesso la sua
lettera del 27 agosto 2014 alla cassa di compensazione basilese). Nei prossimi giorni, la sua pratica sarà finalmente evasa e lei potrà ricevere una decisione relativa alla rendita per figli connessa a suo
figlio nato nel 2008.” (Doc. 92-1)
In data 7 ottobre 2014, l’Ufficio AI ha scritto alla Cassa di Compensazione competente nel caso concreto, osservando:
"
(...)
a complemento del nostro invio 15.09.2014, con allegato la richiesta 11.09.2014 e 27.08.2014 della Signora RI 1, inoltriamo la comunicazione ricevuta dalla Signora RI 1 il 28 aprile 2008 in quanto di vostra competenza.
Ci scusiamo per l'invio tardivo della citata comunicazione.”
(Doc. 91-1)
2.3. Con la decisione dell’8 ottobre 2014 l’Ufficio AI ha stabilito che “a partire dal 1° ottobre 2009 ha diritto ad una rendita per i figli per _, nato il 17 aprile 2008 (una copia del libretto di famiglia è ancora da inviarci). Il diritto alle prestazioni AI arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per il quale la prestazione era dovuta. Perciò non possiamo versarvi le prestazioni che a decorrere dal 1° ottobre 2009” (doc. 93-1)
L’assicurata ha contestato questa decisione, facendo presente di avere comunicato all’UAI già in data 28 aprile 2008 l’avvenuta nascita di suo figlio _, circostanza che a suo modo di vedere avrebbe dovuto dare avvio automaticamente al riconoscimento della rendita completiva per figlio a partire dal 1° maggio 2008, come del resto indicatole dall’UFAS in risposta ad una sua richiesta di informazioni (doc. I).
Nella risposta di causa del 17 novembre 2014, l’amministrazione ha confermato che nel caso di specie torna applicabile l’art. 24 cpv. 1 LPGA per la definizione del diritto alla rendita completiva per figlio, il quale prevede una retroattività massima di cinque anni anche in caso di adempimento dell’obbligo di informare da parte dell’assicurata, come stabilito dall’Alta Corte nella STF 9C_532/2011 del 7 maggio 2012.
Pertanto, l’amministrazione ha concluso che “la decisione resa è conforme alla prassi dell’Alta Corte, pertanto va tutelata in merito al principio dell’estinzione del diritto a prestazioni arretrate”, ma aggiungendo tuttavia che “la decisione va corretta per quanto concerne l’inizio del diritto a prestazione, osservato che l’assicurata ha presentato la richiesta formale all’Ufficio AI con scritto del 28 agosto 2014 come emerge dagli atti, ciò che implica l’inizio del diritto alla prestazione dal 1° agosto 2009 e non da ottobre 2009 come indicato nella decisione impugnata” (doc. IV).
2.4. In una sentenza 9C_532/2011 del 7 maggio 2012, il Tribunale federale è stato chiamato a giudicare il caso di un’assicurata - beneficiaria di una rendita di invalidità da ben prima di divenire mamma - la quale, nell’ambito delle revisioni d’ufficio del diritto alla rendita intraprese dall’amministrazione aveva segnalato, a due riprese (nel 1999 e nel 2005), la nascita dei suoi due figli – avvenuta, la prima, nel 1997 e, la seconda, nel 1999 - senza tuttavia mai richiedere espressamente di potere beneficiare della rendita completiva per figli, di cui peraltro ignorava l’esistenza, fino al 2010, allorquando era venuta casualmente a sapere di tale diritto.
In quel caso l’Alta Corte ha stabilito che, indipendentemente dalla questione a sapere se l’amministrazione avesse commesso un errore o avesse contravvenuto al proprio dovere di accertamento ex art. 43 LPGA, dall’applicazione dell’art. 24 LPGA derivava che il diritto alle prestazioni precedenti ad un periodo di cinque anni rispetto al momento in cui l’interessata aveva espressamente chiesto di beneficiare della rendita completiva per figli (ossia il 2010) era estinto.
Al riguardo l’Alta Corte ha espresso le seguenti considerazioni:
"
(...)
4.
4.1 En l'espèce, il n'est pas contesté que la recourante, bénéficiaire d'une rente d'invalidité au moment de la naissance de ses enfants, aurait pu prétendre à une rente pour enfant dès la naissance de ces derniers, soit dès août 1997 pour E._, et à partir de septembre 1999 pour son fils J._ (art. 35 al. 1 et 4 LAI). Toutefois, on relèvera que de telles prestations ne sont pas versées automatiquement par les organes compétents.
4.2 Ainsi, les prestations d'assurance sociale sont en principe servies à la demande de l'ayant droit: celui qui ne s'annonce pas à l'assurance n'obtient pas de prestations, même si le droit à celles-ci découle directement de la loi (
ATF 101 V 261
consid. 2 p. 265). Aussi, l'art. 29 al. 1 LPGA prévoit-il que celui qui fait valoir un droit à des prestations doit s'annoncer à l'assureur compétent, dans la forme prescrite par l'assurance sociale concernée. Selon l'art. 65 RAI (nouveau et également dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 2007), l'assuré doit présenter sa demande sur formule officielle.
Selon la jurisprudence, en s'annonçant à l'assurance-invalidité, l'assuré sauvegarde en règle générale tous ses droits à des prestations d'assurance, même s'il n'en précise pas la nature exacte, l'annonce comprenant toutes les prétentions qui, de bonne foi, sont liées à la survenance du risque annoncé. Cette règle ne vaut cependant pas pour les prestations qui n'ont aucun rapport avec les indications fournies par le requérant et à propos desquelles il n'existe au dossier aucun indice permettant de croire qu'elles pourraient entrer en considération. L'obligation de l'administration d'examiner le cas s'étend seulement aux prestations qui, sur le vu des faits et des pièces du dossier, peuvent entrer normalement en ligne de compte. Lorsque par la suite l'assuré fait valoir qu'il a encore droit à une autre prestation, il y a lieu d'examiner selon l'ensemble des circonstances du cas particulier, au regard du principe de la bonne foi, si l'imprécise annonce antérieure comprend également la prétention que l'assuré fait valoir ultérieurement (
ATF 121 V 195
consid. 2 p. 196 et les arrêts cités).
4.3 L
'annonce à l'assureur social permet en principe également de préserver le délai de l'art. 24 al. 1 LPGA (art. 48 al. 1 aLAI dans sa version en vigueur jusqu'au 31 décembre 2007), selon lequel le droit à des prestations arriérées s'éteint cinq ans après la fin du mois pour lequel la prestation était due. Toutefois, lorsque l'administration a manqué à son devoir d'instruction malgré une demande suffisamment précise de l'assuré, le paiement de prestations arriérées est soumis au délai de cinq ans prévu à l'art. 24 al. 1 LPGA: seules les prestations dues pour les cinq dernières années à partir de la nouvelle demande de prestations sont versées, le droit aux prestations antérieures s'étant éteint. Autrement dit, même si l'administration a omis fautivement de donner suite à une demande initiale de prestations, qui était bien fondée, le paiement des prestations arriérées est soumis au délai de péremption absolu de cinq ans à compter de la date du dépôt de la nouvelle demande (
ATF 121 V 195
consid. 5d p. 201 s.; arrêt M 12/06 du 23 novembre 2007 consid. 5.3). Le but de cette jurisprudence est essentiellement d'éviter que le paiement rétroactif de prestations pour une période couvrant plusieurs années ne vienne alimenter une fortune plus ou moins importante alors que ces prestations étaient destinées à compenser les besoins vitaux ordinaires du requérant (arrêt 9C_574/2008 du 27 mars 2009 consid. 2.2).
4.4 En l'espèce, contrairement à la motivation retenue par les premiers juges, il n'y avait pas lieu d'examiner si les mentions d'un, puis de deux enfants, faites en 1999 et 2005 par la recourante lors des procédures de révision constituaient des annonces valables au regard du droit de l'assurance-invalidité. En effet, il découle directement de l'art. 24 LPGA et des principes jurisprudentiels exposés ci-dessus que les prestations arriérées de plus de cinq ans depuis la demande de la recourante en 2010 étaient échues; et ce, indépendamment du fait de savoir si l'office AI avait commis une faute, ou contrevenu à son obligation d'instruire (art. 43 LPGA), en ne donnant pas suite aux indications fournies par la recourante dans les questionnaires de révision au sujet des changements intervenus dans sa situation.
5.
5.1 Il convient encore d'examiner si c'est à bon droit que la juridiction cantonale a fixé au 26 mai 2010 - date à laquelle la recourante a fait parvenir à la caisse de compensation les actes de naissance pour ses deux enfants - le point de départ du délai de péremption des rentes arriérées. Les premiers juges ont considéré que ce n'était qu'une fois les actes de naissance déposés par la recourante que celle-ci avait pleinement rempli son obligation de s'annoncer.
5.2 Un tel raisonnement ne peut être suivi. Il ressort des propres constatations de la juridiction cantonale que le premier courrier de la recourante, du 20 avril 2010, adressé à l'office AI, était suffisamment clair au sujet des prestations demandées (rentes complémentaires pour enfant requises, identité et dates de naissance des enfants indiquées), de sorte que ni l'office AI, ni la caisse de compensation, n'ont exigé de l'assurée qu'elle remplisse la formule officielle. A la suite de ce courrier, l'office AI a simplement demandé à l'intéressée d'envoyer à la caisse de compensation les actes de l'état civil attestant officiellement la naissance des enfants. Cela étant, sans qu'il soit besoin de trancher la question de savoir quelle forme doit revêtir exactement l'annonce de la naissance d'un enfant d'un bénéficiaire d'une rente d'invalidité en vue de percevoir une rente complémentaire pour enfant, on constate que dans le cas particulier la recourante a exprimé, dans son courrier du 20 avril 2010, de façon suffisamment explicite sa volonté de percevoir des prestations découlant de la naissance de ses deux enfants. Aussi, par l'envoi de ce courrier, la recourante a-t-elle rempli à satisfaction l'obligation de s'annoncer. Il importe peu que la lettre de la recourante ne remplisse pas les exigences de l'art. 65 RAI ou qu'elle n'ait pas été adressée ou transmise à la caisse de compensation, étant précisé que l'office AI est tout à fait compétent pour recevoir de telles annonces, respectivement demandes de prestations (art. 67 et 77 RAI). On rappellera que selon l'art. 29 al. 3 LPGA, si une demande ne respecte pas les exigences de forme ou si elle est remise à un organe incompétent, la date à laquelle elle a été remise à la poste ou déposée auprès de cet organe est déterminante quant à l'observation des délais et aux effets juridiques de la demande. Ainsi, il y a lieu de se référer à la date à laquelle le courrier en question a été remis au bureau de poste, soit le 21 avril 2010, comme point de départ du délai de péremption.
Par conséquent, le droit de la recourante au versement des rentes arriérées doit remonter aux cinq ans précédant le 21 avril 2010. L'arriéré des rentes pour enfant pour le mois d'avril 2005 devra donc également lui être versé.”
2.5. L’art. 24 LPGA, concernente l’estinzione del diritto, prevede che:
"
1
Il diritto a prestazioni o contributi arretrati si estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione e cinque anni dopo lo scadere dell’anno civile per cui il contributo doveva essere pagato.
2
Se il responsabile del pagamento di contributi si è sottratto a quest’obbligo con una procedura punibile per la quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, è quest’ultimo a determinare il momento in cui il credito si estingue.
2.6. Nella presente fattispecie, il TCA constata che non è contestato che l’assicurata, beneficiaria di una rendita di invalidità al momento in cui è diventata mamma del suo primo figlio, avrebbe potuto rivendicare il diritto ad una rendita completiva per il figlio sin dalla nascita di quest’ultimo, nell’aprile 2008 (art. 35 LAI).
A quel momento, tuttavia, come ammesso dall’assicurata stessa nello scritto del 27 agosto 2014 (doc. 83), ella ignorava l’esistenza stessa del diritto ad una tale prestazione.
Nonostante ciò, in maniera diligente e nel rispetto dell’obbligo che le incombeva di annunciare ogni cambiamento della sua situazione personale, l’assicurata, in data 28 aprile 2008, ha informato l’Ufficio AI in merito alla nascita del suo primogenito (cfr. doc. 56).
Ora, se è vero che l’interessata nello scritto del 28 aprile 2008 ha semplicemente comunicato all’Ufficio AI la nascita del suo primo figlio, senza chiedere espressamente di potere beneficiare di una rendita completiva per il figlio, il TCA ritiene che l’amministrazione avrebbe dovuto comunque, sulla base di tale informazione, esaminare se la stessa avesse diritto ad una rendita per figlio e, se del caso, chiedere all’assicurata ulteriori informazioni.
Questa soluzione si giustifica a maggior ragione, ritenuto che l’Ufficio AI ha prontamente reagito alla comunicazione dell’assicurata, chiedendole, tramite lo scritto del 28 aprile 2008, di precisare se anche dopo la nascita del figlio sarebbe stata sua intenzione riprendere, dopo il congedo maternità, il lavoro al 100% (cfr. doc. 55).
Il TCA ritiene che, così come ha chiesto all’interessata informazioni riguardo alla ripresa o meno dell’attività lavorativa dopo il congedo maternità, allo stesso modo l’amministrazione avrebbe dovuto attirare l’attenzione dell’interessata sulla necessità di presentare una esplicita richiesta di potere beneficiare di una rendita completiva per figlio. Ciò tanto più alla luce della stretta relazione - che non poteva certo sfuggire all’amministrazione - esistente tra tale prestazione e il lieto evento annunciato dall’interessata.
Del resto, il fatto che l’Ufficio AI avrebbe dovuto attivarsi a fronte della comunicazione del 28 aprile 2008 ricevuta dall’assicurata è stato implicitamente riconosciuto dall’amministrazione stessa, la quale, nello scritto del 7 ottobre 2014 inviato alla Cassa di compensazione competente, ha indicato che “inoltriamo la comunicazione ricevuta dalla signora RI 1 il 28 aprile 2008 in quanto di vostra competenza. Ci scusiamo per l’invio tardivo della citata comunicazione” (doc. 91).
Se, quindi, è indubbio che l’amministrazione avrebbe dovuto dare seguito alla comunicazione dell’assicurata del 28 aprile 2008, il TCA non può, tuttavia, concordare con la ricorrente a proposito del momento a partire dal quale ella ha diritto di beneficiare della rendita completiva per figlio.
Infatti, come stabilito dal Tribunale federale nella sentenza federale riprodotta per esteso al considerando 2.4., anche nei casi nei quali l’amministrazione ha omesso, a torto, di dare seguito ad una domanda di prestazioni ben fondata – come è il caso nella presente fattispecie – va comunque applicato l’art. 24 cpv. 1 LPGA per la definizione dell’inizio del diritto alla rendita completiva per figlio, il cui versamento per le prestazioni arretrate è sottoposto al termine di perenzione assoluto di 5 anni a contare dalla data della nuova domanda di prestazioni.
Al riguardo, il TCA rileva per inciso e in risposta alla domanda formulata dall’assicurata nello scritto del 19 dicembre 2014 – laddove ha indicato che “la sentenza dell’Alta Corte 9C_532/2011 è stata emessa il 7 maggio 2012, quindi postuma alla mia richiesta del 28 aprile 2008, quindi desidero sapere se l’applicazione di una retroattività massima di cinque anni può essere applicata al mio caso” (doc. VII) – che la sentenza citata applica delle norme di legge già in vigore da tempo e comunque antecedenti al momento della comunicazione da parte dell’interessata della nascita del proprio figlio.
Pertanto, in applicazione della suddetta disposizione, il diritto alle prestazioni risalenti a più di cinque anni prima della esplicita domanda con la quale, nel mese di agosto 2014, l’assicurata ha chiesto espressamente di potere beneficiare di una rendita completiva per figli, è estinto.
Il TCA evidenzia, tuttavia, che nella decisione impugnata l’amministrazione ha stabilito come data di inizio del diritto alla rendita completiva per figlio spettante all’assicurata il 1° ottobre 2009, data corrispondente a cinque anni prima rispetto alla comunicazione del 7 ottobre 2014 con la quale sia l’UFAS (cfr. doc. 92-1), sia l’Ufficio AI (cfr. doc. 91-1), hanno preso contatto con la Cassa di Compensazione competente al fine di ottenere informazioni riguardo alla prestazione pretesa dall’assicurata.
Ora, ritenuto che l’assicurata, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.3.), in data 27 agosto 2014 ha inviato, tramite lettera raccomandata, all’Ufficio AI una esplicita richiesta di potere beneficiare della prestazione qui in discussione, il TCA ritiene che, in applicazione dell’art. 24 LPGA, sia effettivamente a partire dal 1° agosto 2009 che le vada riconosciuta la prestazione completiva per figlio e non, come erroneamente indicato nella decisione impugnata, dal 1° ottobre 2009.
Alla stessa soluzione è, del resto, pervenuta l’amministrazione stessa nella risposta di causa, laddove ha espressamente indicato che “l’assicurata ha presentato la richiesta formale all’Ufficio AI con scritto del 28 agosto 2014 come emerge dagli atti, ciò che implica l’inizio del diritto alla prestazione dal 1° agosto 2009 e non da ottobre 2009 come indicato nella decisione impugnata” (cfr. doc. IV).
Il ricorso dell’assicurata va quindi parzialmente accolto e la decisione impugnata modificata nel senso che RI 1 ha diritto ad una rendita completiva per figlio dal 1° agosto 2009.
La richiesta della ricorrente di potere beneficiare della prestazione in discussione fin dal 1° maggio 2008 deve, invece, essere respinta.
2.7. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l’esito della vertenza, in casu si giustifica una ripartizione delle spese di complessivi fr. 500.-- in misura di fr. 250.-- a carico dell’Ufficio AI e di fr. 250.-- a carico della ricorrente.