Decision ID: bfadda4d-d78d-59f2-ac2b-b8c29f4505f3
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Nel dicembre 1997, il ricorrente RI 1 (1942) ha acquistato una maisonnette di 31⁄2 locali in un complesso residenziale, situato ad _, al n. 24 a della _. Lavorando come dirigente presso la _ di _, nel 1998 vi ha trasferito il domicilio da _, dove sino a quel momento aveva abitato con la moglie e le due figlie in un appartamento di 51⁄2 locali, situato nel centro storico, in via _. La moglie ha a sua volta trasferito il domicilio ad _ nel 1999. I coniugi RI 1 sono comunque rimasti locatari dell'appartamento di _ .
Dal 1° novembre 2000, RI 1 è passato al beneficio della pensione. È tuttavia rimasto in attività quale socio accomandatario della _, che aveva costituito nel 1999 con le due figlie per operare nel campo della consulenza per casse pensioni e società di assicurazione.
Su incarico dell'Ufficio controllo abitanti, tra il 7 dicembre 2002 ed il 30 marzo 2003, la polizia comunale di _ ha effettuato 30 controlli, mediante contatto telefonico e rilevamento della presenza di veicoli nel posteggio privato, per accertare se i ricorrenti soggiornassero nell'appartamento di via _, durante i fine settimana.
Ulteriori 39 controlli sono stati eseguiti tra il 25 maggio 2005 ed il 4 agosto 2005, dopo le 20, per stabilire se vi fossero luci accese nell'appartamento e se fossero presenti i veicoli dei ricorrenti.
Fondandosi anche sui dati raccolti in merito al consumo di energia elettrica, con decisione 10 ottobre 2005, il municipio ha stabilito d'ufficio che i coniugi RI 1 erano domiciliati a _ con effetto dal 1. ottobre 2005.
B. Con giudizio 24 gennaio 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la predetta decisione, respingendo il ricorso contro di essa presentato dai coniugi RI 1.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che la limitata attività lavorativa svolta dal ricorrente quale dirigente della _ non fosse determinante per la costituzione del domicilio. Decisive sarebbero invece le relazioni personali e la presenza effettiva accertata dalla polizia comunale, che dimostrerebbero come i ricorrenti abbiano eletto il loro centro d'interessi a _.
C. Avverso tale decisione RI 1 insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento. Essi sostengono che l'Esecutivo cantonale avrebbe accertato erroneamente i fatti, in particolare per ciò che attiene l'attività lucrativa di RI 1 e l'effettiva presenza dei coniugi a _. Secondo loro, la proprietà della maisonnette di _ confermerebbe che hanno stabilito il centro dei loro interessi in quella località e non a _ dove sono semplici locatari di un appartamento. Il fatto che le figlie abitino in Ticino non porterebbe a diversa conclusione.
D. All'accoglimento dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio di CO 1 con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei seguenti considerandi. Il municipio di CO 2 si è dal canto suo limitato a confermare che i ricorrenti abitano colà.
E. Delle informazioni raccolte da questo tribunale per accertare il consumo di energia elettrica ad _ si dirà qui appresso.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1 LOC. La legittimazione attiva dei ricorrenti è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, integrati dalle informazioni supplementari raccolte da questo tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. L'art. 24 cpv. 1 Cost. garantisce la libertà di domicilio, disponendo che ogni persona di cittadinanza svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Tale norma non conferisce tuttavia il diritto di designare come domicilio (residenza) un luogo qualsiasi, con il quale non si intrattengono particolari rapporti.
Sul piano cantonale, l'art. 6 LOC stabilisce che è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. La nozione di domicilio della LOC si riallaccia al concetto di domicilio civile retto dall'art. 23 CC. Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente (cfr. DTF 97 I 3, consid. 3; RDAT 1982, p. 71 ss.; Bucher, Commento bernese, ni 3 ss. ad art. 23 CC; Grossen, Das Recht der Einzelpersonen, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. II, p. 286 ss.).
Vi è residenza, secondo le norme succitate, quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti d'intensità tale da farlo apparire come il centro delle sue relazioni personali.
L'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze e deve essere riconoscibile per i terzi. La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6 LOC, l'intenzione deve risultare suffragata dall'effettiva residenza nel luogo prescelto e deve poter essere dedotta da circostanze oggettive.
Ulteriori condizioni non sono contemplate dalla LOC.
2.2. L'accertamento operato dal municipio giusta l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di una determinata persona rientra nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo comunale dall'art. 106 lett. e LOC, norma che obbliga quest'ultima a tenere ed aggiornare i cataloghi civici, i ruoli della popolazione e gli altri registri che la legge gli impone di allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti prescritto dall'art. 195 LT).