Decision ID: 23380cb9-7f7a-4d57-9345-e83bfe13cfe5
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il 13 marzo 2013 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Ca-
labria (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria,
completata successivamente, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei
confronti di B. e altri 19 imputati, tra i quali A., per titolo di associazione per
delinquere di stampo mafioso (art. 416 e 416-bis CP/I) ed altri reati collegati. In
sostanza, le persone in questione sono sospettate di essere coinvolte, a vario
titolo, nell’organizzazione criminale denominata “’ndrangheta”, precisato che le
indagini hanno interessato l’Italia, la Germania, la Svizzera, il Canada e l’Au-
stralia. I risultati dell’operazione denominata “Crimine” avrebbero consentito di
accertare l’attuale struttura dell’organizzazione nella sua dimensione locale, na-
zionale e transnazionale. Rogatorie con le autorità tedesche avrebbero per-
messo agli inquirenti italiani di evidenziare, grazie alla registrazione di conver-
sazioni telefoniche, l’esistenza anche in Svizzera di esponenti dell’associazione
criminale in questione, in particolare B. Gli approfondimenti investigativi in Italia
e all’estero a carico di persone indagate in Italia avrebbe fatto emergere l’esi-
stenza di una “locale” a Frauenfeld. Gli elementi acquisiti indicherebbero che in
Svizzera, nella città di Frauenfeld e nelle zone limitrofe, sarebbe attiva una strut-
tura della ‘ndrangheta in cui risulterebbero inseriti diversi personaggi di origine
calabrese. Con la sua domanda di assistenza l’autorità rogante ha formulato
una serie di misure istruttorie, tra le quali la perquisizione domiciliare e perso-
nale di svariate persone indagate (v. RR.2016.118 act. 1.1 pag. 2 e seg.).
B. Mediante decisione del 16 aprile 2013 il Ministero pubblico della Confedera-
zione (in seguito: MPC), al quale l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG)
ha delegato l’esecuzione della rogatoria, è entrato nel merito della domanda
presentata dall’autorità italiana (v. RR.2016.118 act. 1.1 pag. 2).
C. Il 25 agosto 2014 il MPC ha ordinato diverse perquisizioni domiciliari e perso-
nali, tra le quali quella presso il domicilio di A. A seguito di quest’ultima, in data
31 ottobre e 20 novembre 2014 nonché 5 marzo 2015 il MPC ha trasmesso
all’autorità rogante due rapporti della Polizia giudiziaria federale (in seguito:
PGF) ed un supporto con tutta la documentazione cartacea digitalizzata seque-
strata (v. RR.2016.118 act. 1.1 pag. 4).
D. Con decisione di chiusura del 2 giugno 2016 l’autorità d’esecuzione ha accolto
la rogatoria, autorizzando la trasmissione all’autorità richiedente di dieci dischi
rigidi contenenti tutte le registrazioni ambientali effettuate nell’ambito di un pa-
rallelo procedimento penale elvetico aperto nel novembre del 2009 legato ai fatti
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oggetto della rogatoria italiana, nonché di un rapporto della PGF del 30 gennaio
2014 inerente all’identificazione delle persone imputate, con svariati atti auto-
rizzativi delle intercettazioni ambientali (v. RR.2016.118 act. 1.1).
E. Il 30 giugno 2016 A. ha impugnato sia la decisione del 2 giugno 2016 che quelle
del 31 ottobre 2014, 20 novembre 2014 e 5 marzo 2015 dinanzi alla Corte dei
reclami penali del Tribunale penale federale (v. act. 1), chiedendo quanto se-
gue:
Materielle Anträge
1. Der angefochtene Entscheid vom 2. Juni 2016 sowie die mitangefochtenen Entscheide vom 31. Oktober 2014, vom 20. November 2014 und vom 5. März 2015 seien vollumfänglich aufzuheben.
2. Das Rechtshilfegesuch der Procura della Repubblica presso Tribunale di  Calabria samt allen nachträge sei vollumfänglich abzuweisen.
3. Die Rechtshilfeersuchende sei zu verpflichten, sämtliche der bereits  Beweismittel in den Verfahren SV.09.0178 sowie RH.13.0046 umgehend an die Beschwerdegegnerin auszuhändigen.
4. Es sei der Rechtshilfersuchenden zu verbieten, die bereits ausgelieferten  bzw. entsprechende Kopien davon in jeden Verfahren zu verwenden.
Prozessuale Anträge
5. Es sei das Verfahren in deutscher Amtssprache zu führen.
6. Es seien die Verfahrensakten (RH.13.0046 – strittiges Rechtshilfeersuchen
und SV.09.0178 – pendentes Untersuchungsverfahren) von der  sowie die Verfahrensakten (B 241‘109 – pendentes ) vom Bundesamt für Justiz zu beziehen.
7. Es sei der Beschwerde die aufschiebende Wirkung gegen die Aktenherausga-
beverfügungen vom 31. Oktober 2014, vom 20. November 2014 und vom 5. März 2015 zu erteilen.
8. Dem Beschwerdeführer seien sämtliche Vernehmlassungen und übrigen
Schriftenwechsel aller Verfahrensbeteiligten unaufgefordert zuzustellen.
9. Es sei dem Beschwerdeführer mit separatem Entscheid die unentgeltliche Pro-
zessführung zu bewilligen und es sei auf die Einholung eines Kostenvorschusses zu verzichten.
10. Es sei dem Beschwerdeführer mit separatem Entscheid in der Person des
Unterzeichneten ein unentgeltlicher Rechtsbeistand zu bestellen.
11. Es seien die Verfahrenskosten der Beschwerdegegnerin aufzuerlegen und
diese sei zu verpflichten, dem Beschwerdeführer eine angemessene  zu bezahlen.
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F. Il 6 luglio 2016 questa Corte ha inoltrato al ricorrente l’apposito formulario con-
cernente la richiesta di assistenza giudiziaria, il quale è ritornato compilato alla
medesima autorità l’11 luglio seguente (v. act. 2 e 3).

Diritto:
1. La presente sentenza è redatta in italiano, lingua della decisione impugnata
(v. art. 33a cpv. 2 PA in relazione con gli art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 12 cpv. 1
AIMP). L’italiano è del resto la lingua del ricorrente, fatto attestato dalle risposte
da lui fornite nel formulario relativo alla domanda di assistenza giudiziaria
(v. act. 3.1), per cui non vi è nessuna ragione di derogare alla regola di cui all’art.
33a cpv. 2 PA.
2.
2.1 Se una parte non dispone dei mezzi necessari e le sue conclusioni non sem-
brano prive di probabilità di successo, la Corte dei reclami penali la dispensa, a
domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali
(art. 65 cpv. 1 PA). Se è necessario per tutelare i diritti di tale parte, essa le
designa inoltre un avvocato (art. 65 cpv. 1 PA).
2.2 Una parte è da considerarsi indigente allorquando, per pagare le spese proces-
suali e le ripetibili, è costretta ad intaccare i mezzi necessari per coprire i bisogni
fondamentali personali e della propria famiglia (DTF 127 I 202 consid. 3b; 125
IV 161 consid. 4a; 124 I 1 consid. 2a; cfr. ugualmente DTF 128 I 225 consid.
2.5.1; 127 I 202 consid. 3b). L’analisi dell’esistenza dell’indigenza deve tener
conto di tutta la situazione finanziaria dell’istante al momento dell’inoltro della
richiesta di assistenza giudiziaria. Ciò comprende, da una parte, tutti gli obblighi
finanziari e, d’altra parte, i redditi e la fortuna (DTF 124 I 1 consid. 2a; 120 Ia
179 consid. 3a, con i rinvii). Per la definizione di quanto è necessario per coprire
i bisogni fondamentali l’autorità chiamata a giudicare non si basa in maniera
schematica sul minimo esistenziale prestabilito dalla legislazione sull’esecu-
zione e sul fallimento, ma deve prendere in considerazione le circostanze per-
sonali del richiedente. Un’eventuale eccedenza risultante dal confronto tra il
reddito a disposizione e l’importo necessario a soddisfare i bisogni fondamentali
deve poter essere utilizzata per affrontare le spese giudiziarie e ripetibili previste
in un caso concreto (DTF 118 Ia 369 consid. 4a); in questo caso, l’eccedenza
mensile deve permettere di estinguere il debito legato alle spese giudiziarie; per
i casi più semplici nel lasso di tempo di un anno e per gli altri entro due anni
(v. in proposito la sentenza del Tribunale federale 5P.457/2003 del 19 gennaio
2004, consid. 1.2).
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2.3 L’obbligo dello Stato di fornire assistenza giudiziaria è sussidiario rispetto al do-
vere di assistenza derivante dal diritto di famiglia, in particolare dal diritto matri-
moniale (art. 159 cpv. 3 e 163 cpv. 1 CC; ALFRED BÜHLER, Betreibungs- und
prozessrechtliches Existenzminimum, in AJP 2002 pag. 644 e segg., in partico-
lare pag. 658; v. ugualmente DTF 85 I 1 consid. 3 così come per le procedure
penali DTF 127 I 202 consid. 3b): ciò vale anche nell’ambito delle procedure di
ricorso davanti alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Per
il giudizio dell’esistenza o meno dell’indigenza vanno quindi presi in considera-
zione i redditi e la fortuna di entrambi i coniugi (v. sentenze del Tribunale penale
federale RR.2007.117 del 19 settembre 2007, consid. 1.2; BH.2006.6 del 18
aprile 2006, consid, 6.1; BV.2005.16 del 7 giugno 2005, consid. 2.1;
BH.2005.28 del 14 ottobre 2005, consid. 6.1).
2.4 Di principio, spetta al richiedente presentare e provare, nella misura del possi-
bile, i suoi redditi e la sua fortuna. Più la situazione finanziaria è complessa,
tanto più elevate risultano essere le esigenze di chiarezza e completezza della
richiesta. I bisogni fondamentali attuali dell’istante devono poter essere deter-
minati sulla base delle pezze giustificative inoltrate. Quest'ultime devono inoltre
fornire un’immagine chiara di tutti gli obblighi finanziari del richiedente così
come dei suoi redditi e della sua fortuna. Se il richiedente non riesce a presen-
tare in maniera chiara e completa la sua situazione finanziaria, ossia i giustifi-
cativi inoltrati e i dati comunicati non riescono a dare un’immagine coerente e
esente da contraddizioni della medesima, la richiesta può essere respinta a
causa di una motivazione insufficiente o per indigenza non dimostrata (v.
ALFRED BÜHLER, Die Prozessarmut, in Christian Schöbi [ed.], Gerichtskosten,
Parteikosten, Prozesskaution, unentgeltliche Prozessführung, Berna 2001, pag.
189 e seg.; DTF 125 IV 161 consid. 4a)
3. In concreto, la documentazione fiscale prodotta (segnatamente il conteggio
provvisorio effettuato dal Comune di Winterthur per l’anno 2016) permette di
evidenziare per il richiedente, sposato e con due figlie in età scolastica, un red-
dito imponibile di fr. 58'400.-- e una sostanza di fr. 162'000.-- (v. act. 1.15). Im-
piegato attualmente dall’agenzia interinale C. AG – e non senza lavoro e senza
reddito come affermato nel ricorso (v. act. 1 pag. 21) –, egli ha dichiarato di
percepire un reddito mensile netto di fr. 5'500.--, al quale si aggiunge quello
della moglie di fr. 2'500.-- (v. act. 3.1). A fronte di tali entrate, il richiedente di-
chiara di avere spese mensili per un importo di fr. 5'350.10 così composte: fr.
1'700.-- (“Grundbetrag für verheiratete Paare mit zwei Kinder”), fr. 1'205.-- (af-
fitto appartamento), fr. 165.-- (affitto posteggio auto), fr. 955.-- (cassa malati),
fr. 199.55 (“Schulergänzende Kinderbetreung”), fr. 137.55 (telefono, Internet e
TV), fr. 275.-- (leasing auto), fr. 190.65 (assicurazioni auto [Audi A6 e Fiat
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Punto]), fr. 522.65 (imposte). Egli non ha debiti (v. act. 3.1 pag. 3), contraria-
mente a quanto dichiarato dal suo patrocinatore (v. act. 1 pag. 22) e del resto
anche il formulario firmato dallo stesso ricorrente presenta divergenze rispetto
a quanto sostenuto dal suo patrocinatore, il che ovviamente non facilita gli ac-
certamenti in merito di questo Tribunale, fermo restando che l’onere di cui sopra
al consid. 2.4 è a carico del richiedente.
A prescindere da ciò, in presenza di un reddito complessivo mensile netto di
fr. 8'000.--, nonché del fatto che il richiedente, oltre a essere proprietario di una
casa e di un appartamento in Italia per un valore stimato totale di fr. 79'286.--
(v. act. 1.16), ha dichiarato di disporre di denaro contante per un importo di
fr. 15'000.--, al quale si aggiungono fr. 2'000.-- di pertinenza della moglie (v. act.
3.1 pag. 3), alla luce della giurisprudenza sopraccitata lo stato d’indigenza non
può essere ammesso, per cui la domanda d'assistenza va respinta senza che
si renda necessario esaminare la sussistenza del secondo requisito cumulativo
delle possibilità di esito favorevole. Essa è da respingere sia per ciò che con-
cerne la dispensa dal pagamento delle spese processuali, sia per quanto ri-
guarda l’assunzione dell’onorario del suo patrocinatore, ragione per la quale il
ricorrente è invitato a versare alla cassa del Tribunale penale federale entro il
28 luglio 2016 un anticipo delle spese presunte di fr. 4'000.--.
4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA) e verranno prelevate
pedissequamente al giudizio principale.
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