Decision ID: 9895ca24-f02c-5ef5-8cb2-7c7df000ad7a
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1989, in precedenza attiva quale ausiliaria di pulizie, in data 12 gennaio 2016 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da “dolori alla schiena e gamba destra” (doc. 2).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio AI, con progetto di decisione del 28 settembre 2018 (doc. 106), poi confermato con decisione del 7 dicembre 2018, ha assegnato all’interessata una mezza rendita a partire dal 1° dicembre 2015 (non versata in quanto il diritto ex art. 29 cpv. 1 LAI nasce al più presto dopo sei mesi dal deposito della domanda, avvenuto il 12 gennaio 2016, periodo in cui non vi era più diritto ad una rendita) e una rendita intera di invalidità limitata al periodo dal 1° settembre 2016 al 31 marzo 2018 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato clinico), poi soppressa non presentando più la stessa un sufficiente grado di invalidità pensionabile (doc. A).
1.2. Con tempestivo ricorso del 25 gennaio 2018 l’assicurata, patrocinata dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di un grado di invalidità totale anche dopo il 21 dicembre 2017, con conseguente continuazione del diritto di percepire una rendita intera di invalidità illimitata.
Sostanzialmente il patrocinatore dell’assicurata ha contestato la valutazione medica posta a fondamento della decisione impugnata, in contrasto con l’inabilità lavorativa totale attestata dal medico curante in data 17 gennaio 2019.
In ogni caso, poi, il legale dell’assicurata ha criticato la percentuale di riduzione del 15% applicata al reddito da invalida, a suo parere troppo esigua e che non tiene conto della nazionalità dell’interessata, delle sue conoscenze linguistiche e dell’impossibilità di esercitare la professione appresa (doc. I).

1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI – riconosciuta espressamente la tempestività del ricorso dell’assicurata - ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata, con argomenti di cui si dirà, per quanto di interesse, nei considerandi in diritto (doc. IV).
1.4. Con scritto del 4 marzo 2019, il patrocinatore dell’assicurata ha nuovamente rilevato la gravità delle condizioni di salute dell’interessata, tale da rendere impossibile una ripresa lavorativa (doc. VIII + D1-5).
1.5. Con osservazioni del 20 marzo 2019 l’Ufficio AI ha ribadito la correttezza della decisione impugnata, sottolineando come “non sia medicalmente documentato un peggioramento dello stato di salute dell’assicurata antecedente al 1° ottobre 2018, periodo, del resto, durante il quale (dal 16 aprile 2018 al 30 settembre 2018) l’interessata ha percepito le indennità di disoccupazione al 100%. Pertanto, visto che al momento di emanazione della decisione impugnata non era ancora trascorso il periodo di 3 mesi previsto dall’art. 88a cpv. 2 OAI, l’amministrazione ha insistito nel richiedere la reiezione del ricorso (doc. X + 1).
1.6. In data 4 aprile 2019 il patrocinatore dell’assicurata ha rilevato che il peggioramento dello stato di salute dell’interessata è antecedente al 1° ottobre 2018, come confermato dalla psichiatra curante (doc. XII + E).
1.7. Con osservazioni del 15 aprile 2019, l’Ufficio AI ha ribadito che il nuovo peggioramento delle condizioni di salute dell’interessata è insorto solo dopo il 1° ottobre 2018 (doc. XIV).
1.8. In data 21 maggio 2019 il patrocinatore dell’interessata ha trasmesso al TCA un ulteriore referto della psichiatra curante (doc. XVI + 1).
1.9. Con osservazioni del 31 maggio 2019, l’Ufficio AI ha nuovamente ritenuto che il peggioramento fatto valere dalla ricorrente è successivo al mese di ottobre 2018, chiedendo ancora una volta la reiezione del ricorso (doc. XVIII).
Tali considerazioni dell’amministrazione sono state tramesse all’assicurata (doc. XIX), per conoscenza.
in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione a sapere se a ragione, oppure no, l’Ufficio AI abbia limitato il diritto per l’assicurata di beneficiare di una rendita intera di invalidità al 31 marzo 2018, poi soppressa in mancanza di un sufficiente grado pensionabile dopo tale data.
Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).
In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI,
per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (
metodo generale del raffronto dei redditi
; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall'allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza
U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).
2.2.
Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative
x art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).
Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).
Giusta l’art. 29bis OAI, se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado di invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.
Infine, una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer 1/06, pag. 64-65).
2.3.
Dal profilo medico, l’Ufficio AI si è basato sul rapporto finale SMR del 9 aprile 2018 del dr. _, nel quale, posta la diagnosi principale di “periartropatia dell’anca destra e tendinopatia del muscolo gluteo destro (8.12.2014)” e, quali ulteriori diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa, quelle di “sindrome lombo-spondilogena cronica (2012) e tendinite cronica degli adduttori del pollice bilateralmente”, ha considerato l’assicurata totalmente inabile al lavoro nell’attività abituale dal 21 settembre 2016 e continua, ma totalmente abile in attività adeguate, rispettose delle sue limitazioni funzionali, dal 21 dicembre 2017 e continua (doc. 84).
Tale valutazione del dr. _ del SMR si basa, a sua volta, sugli esiti delle perizie eseguite per conto dell’assicuratore malattia dal dr. _ e dal dr. _.
Nel referto peritale del 6 dicembre 2017 il dr. _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, ha rilevato di non avere individuato “segni e sintomi tipici di qualunque psicopatologia sia depressiva che ansiosa o di altro tipo a giustificare dal lato psichiatrico l’attuale IL”.
Quali osservazioni conclusive il dr. _ ha indicato che l’interessata ha affermato di essere preoccupata per la sua situazione sociale, rilevando che “si tratta di informazioni che hanno un valore sociale ed economico ma prive di qualunque substrato patologico e che qui riporto per completezza di valutazione” (doc. 25 inc. cassa malati).
Nel referto peritale del 21 dicembre 2017, dal canto suo, il dr. _, spec. FMH in medicina interna, poste le diagnosi di “tendinite cronica degli abduttori del pollice bilaterale; Periartropatia dell’anca destra; lombalgia cronica”, ha indicato che “il quadro clinico è rimasto invariato negli ultimi sei mesi, con persistenza di dolori ai 2 polsi e al gluteo destro, nell’ambito di processi infiammatori. Nel frattempo è subentrato un disagio psicologico, che non assume carattere di malattia, come ben risulta dall’esame peritale effettuato dal dr. _ all’inizio di dicembre 2017”.
Esprimendosi a proposito della capacità lavorativa, il dr. _ ha considerato che “le condizioni di salute dell’assicurata non permettono la ripresa di un lavoro che comporta sforzi fisici importanti e il sovraccarico delle articolazioni, come quello di ausiliaria di pulizie. L’assicurata è invece da subito normalmente abile al lavoro in un’attività piuttosto leggera, che non comporti un sovraccarico per le articolazioni e rispettosa dell’ergonomia per la schiena. Potrebbe per esempio trattarsi di un lavoro di tipo amministrativo, compatibile con i suoi titoli di studio, ma anche ogni altra attività leggera e variata. È sicuramente il momento che l’assicurata si annunci all’assicurazione disoccupazione e si metta alla ricerca di un’attività lavorativa adeguata” (doc. 28 inc. cassa malati).
2.4. In sede ricorsuale, l’assicurata ha contestato la valutazione finale del SMR posta alla base della decisione impugnata, trasmettendo, a comprova della propria inabilità lavorativa totale, un referto del 17 gennaio 2019 del dr. _, spec. FMH in medicina interna generale.
In tale referto, il dr. _, dopo avere indicato che l’assicurata dopo l’infortunio subito nel dicembre 2014 non ha più ripreso a lavorare, ha rilevato:
"
(...)
Nel marzo 2017 ha partorito una bambina e da allora il suo stato di salute è peggiorato sia a livello psichiatrico che somatico.
Oltre ad uno stato ansioso-depressivo curato dalla dr.ssa _ di _, continua a lamentare disturbi somatici diffusi e invalidanti, in particolare:
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Persistenza di periartropatia all’anca destra
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Persistenza di lombo-radicolalgia S1 a destra
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Nuova insorgenza di tendinopatie ai 2 arti superiori con difficoltà manuali
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Insorgenza inoltre di dolori muscolari diffusi di tipo fibromialgico, riconosciuti dal reumatologo dr. Lucini ad un consulto dell’8.11.2018 e del 21.11.2018.