Decision ID: 4f485baa-0aee-5c08-b108-ce713d489222
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 22 agosto 2014 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 100'000.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2008, indicando quale titolo di credito il
“riconoscimento di debito (garanzia) del 02.03.2010”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 24 agosto 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, limitatamente a fr. 89'550.–
oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2008, dedotti fr. 2'500.– già versati a questo titolo
.
All’udienza di discussione tenutasi il 1° marzo 2016, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta.
C.
Statuendo con decisione dello stesso 1° marzo 2016, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta per fr. 89'550.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2008, dedotti fr. 2'500.– già versati, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 500.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 10 marzo 2016
chiedendo
“di attivare un tribunale con rispettivo Giudice o Pretore competente con il coinvolgimento”
di lei, dell’ex convivente C_ e di CO 1 e RA 1, di annullare la garanzia da lei sottoscritta in forma di
“azione di disconoscimento di debito”
e di citarla
“in ascolto e giudizio”
. Il 24 marzo 2016 RE 1
ha prodotto una
“
spiegazione aggiuntiva”
al reclamo con ulteriori sette documenti. Visto l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 10 marzo 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 2 marzo, in concreto il reclamo è tempestivo. La
“
spiegazione aggiuntiva”
del 24 marzo è invece tardiva e dunque irricevibile.
1.2
La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3
Nel caso specifico, la reclamante non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a esporre le circostanze che hanno condotto, secondo lei, alla sottoscrizione della garanzia del 2 marzo 2010 a favore del debito di fr. 100'000.– riconosciuto dall’ex convivente C_ (doc. E) e all’accordo del 13 novembre 2015 con la creditrice per la stessa somma (doc. I), considerati dal Pretore come validi titoli di rigetto provvisorio. L’unico appunto, implicito, alla decisione impugnata, per cui l’escussa sarebbe stata
“costretta e obbligata”
a firmare la garanzia del 2010 è un’allegazione che non aveva fatto valere in prima sede, nella quale ha solo affermato che i soldi erano stati consegnati al suo compagno di allora e che il riconoscimento di debito non menziona un importo chiaro (verbale del 1° marzo 2016, act. II). Nuova, tale allegazione non può essere presa in considerazione (art. 326 cpv. 1 CPC). Per abbondanza, va del resto rilevato che la reclamante non ha reso verosimile l’asserita costrizione né spiegato per quale motivo essa ha nondimeno sottoscritto l’accordo del 13 novembre 2015, confermando cinque anni dopo il proprio impegno di garanzia. Di conseguenza il reclamo si rivela sotto questo profilo irricevibile.
2.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, alla controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo insorte in spese in questa sede.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di
fr. 89'550.–
, raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.