Decision ID: f59df765-43e1-57f8-a03f-86b503e45c4f
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. a) Il cittadino iugoslavo (ora di Serbia e Montenegro) _ è entrato la prima volta in Svizzera nel 1980 come stagionale, ottenendo il 30 luglio 1985 un permesso di dimora annuale, in seguito regolarmente rinnovato, l'ultima volta fino al 31 luglio 1996.
b) Il 12 agosto 1988 _ è stato condannato a 15 giorni di detenzione sospesi con un periodo di prova di 2 anni per furto, mentre il 17 luglio 1992 è stato multato con fr. 1'200.– per circolazione in stato di ebrietà e infrazione alle norme della circolazione.
c) Nel 1992 _ è stato raggiunto in Svizzera dalla moglie _ e dai figli, tuttavia rientrati in Iugoslavia già nel 1994, perché non adempivano più i requisiti previsti dall'art. 39 OLS per poter soggiornare nel nostro Paese (mezzi finanziari insufficienti per il loro mantenimento).
Per contro, _ ha conservato il proprio permesso in quanto padre di _, nata il _ da una relazione extraconiugale con la cittadina elvetica _.
Con contratto di mantenimento 24 novembre 1992 ratificato dalla competente Delegazione tutoria il 3 dicembre successivo, l'interessato si è impegnato a versare i contributi alimentari alla figlia nata fuori dal matrimonio.
Il 21 giugno 1993 la Sezione degli stranieri (ora dei permessi e dell'immigrazione) del Dipartimento delle istituzioni ha ammonito _ in quanto non versava gli alimenti a _, avvertendolo che in caso di recidiva o di comportamento scorretto sarebbe stata presa in esame la possibilità di adottare adeguate misure amministrative nei suoi confronti.
d) Il 12 settembre 1996, la Sezione degli stranieri ha deciso di non rinnovare il permesso di dimora a _, perché era a carico dell'assistenza sociale per complessivi fr. 32'000.– e aveva contratto un debito di oltre fr. 20'000.– con un istituto bancario. Il provvedimento è stato confermato dal Consiglio di Stato il 19 novembre successivo.
B. a) Il 10 marzo 1997 le autorità iugoslave hanno sciolto per divorzio il matrimonio contratto tra _ e _.
Il 5 giugno 1997 _ si è sposato nel proprio Paese d'origine con la cittadina elvetica _.
b) Con decisione 14 agosto 1997, la Sezione degli stranieri ha respinto la domanda presentata da _ volta a autorizzare l'entrata del marito in Svizzera e porlo al beneficio di un permesso di dimora.
Il dipartimento ha ritenuto che l'interessato adempisse i requisiti dell'espulsione, segnatamente per aver contratto debiti con l'assistenza pubblica. L'autorità ha rilevato inoltre che vi erano diversi indizi volti a ritenere che il matrimonio fosse stato contratto allo scopo di eludere le norme di polizia degli stranieri.
c) Con decreto d'accusa 24 settembre 1997 il Procuratore pubblico ha condannato _ a 5 giorni di detenzione e all'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni, pene entrambe sospese con un periodo di prova di 2 anni, per infrazione alla legislazione in materia di domicilio e di dimora degli stranieri. L'interessato era entrato in Svizzera il 29 gennaio 1997 e vi aveva soggiornato illegalmente fino al 12 febbraio successivo.
d) Con giudizio 5 novembre 1997, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale del 14 agosto precedente, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da _ in rappresentanza di suo marito.
Il Governo ha ritenuto che _, interessando le autorità giudiziarie e amministrative e rimanendo a lungo disoccupato, non avesse tenuto un comportamento esemplare durante il suo precedente soggiorno in Svizzera.
Gli ha inoltre rimproverato di aver beneficiato fino a quel momento di prestazioni assistenziali per complessivi fr. 32'030.60 e di aver costretto dal gennaio 1993 la figlia _ a ricorrere a tali sussidi a titolo di anticipo di alimenti che egli non le versava, accumulando un debito complessivo di fr. 14'718.40.
Infine, ha ritenuto il provvedimento adottato conforme al principio della proporzionalità.
e) Con sentenza 3 febbraio 1998 il Tribunale cantonale amministrativo ha respinto il gravame presentato da _, confermando la risoluzione governativa suddetta.
C. a) Con decreto d'accusa 6 ottobre 1998 il Procuratore pubblico ha condannato _ a 15 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, per infrazione alla legislazione in materia di domicilio e di dimora degli stranieri, perché il 25 settembre 1998 l'interessato aveva varcato illegalmente il confine elvetico. Nel contempo, il Procuratore pubblico gli ha revocato la sospensione della pena accessoria dell'espulsione per un periodo di 3 anni, ma ha prolungato di un anno la sospensione condizionale della pena di 5 giorni di detenzione che gli aveva inflitto il 24 settembre 1997.
b) Il giorno successivo _ si è trasferito a _ (prov. di _), dove ha ottenuto un permesso di soggiorno valido fino al 18 settembre 2004.
D. a) Con domanda di visto per la Svizzera 16 novembre 2002, _ ha chiesto nuovamente alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, per il tramite del Consolato generale in Milano, l'autorizzazione a entrare e a soggiornare nel nostro Paese per vivere con la moglie _, attualmente al beneficio di una rendita dell'assicurazione invalidità (AI) e delle prestazioni complementari (PC).
b) Il 13 febbraio 2003 il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di non rilasciare a _ il permesso di dimora richiesto.
Gli ha rimproverato di aver interessato le autorità giudiziarie e amministrative del nostro Paese, di essere rimasto a lungo disoccupato, di essere stato a carico dell'assistenza pubblica e di non versare gli alimenti alla figlia _. In sostanza, con la sua condotta in generale e il suo comportamento, l'interessato aveva dimostrato, durante il suo precedente soggiorno in Svizzera, di non aver voluto o di non essere stato capace di adattarsi all'ordinamento elvetico, ciò che non gli permetteva di ottenere un'autorizzazione di soggiorno.
L'autorità ha inoltre ritenuto esigibile il trasferimento della moglie _ a _, qualora essa avesse voluto vivere stabilmente insieme al marito.
La decisione è stata resa sulla base degli art. 7, 10 cpv. 1, 16 LDDS, 8 ODDS e 8 CEDU.
E. Con risoluzione 20 maggio 2003, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da _ in favore del marito _.
Ribadendo i motivi addotti dal dipartimento, il Governo ha ritenuto che _ che adempisse i requisiti dell'espulsione previsti all'art. 10 cpv. 1 lett. b e d LDDS.
Ha soggiunto che l'interessato aveva contratto diversi debiti e fornito false indicazioni alla polizia degli stranieri allo scopo di fuorviarle, e che persisteva a non versare gli alimenti alla figlia _, nonostante esercitasse un'attività lucrativa in Italia.
Infine, ha considerato il provvedimento impugnato conforme al principio della proporzionalità.
F. Contro la predetta pronunzia, _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che _ sia autorizzato a entrare in Svizzera e posto al beneficio di un permesso di dimora a titolo di ricongiungimento famigliare, se del caso sotto la condizione che egli rimborsi i debiti contratti con l'assistenza pubblica.
Ritiene che la decisione impugnata violi il principio della proporzionalità. Sostiene che i precedenti penali di _ sono ormai lontani nel tempo e che egli non correrà più il rischio di cadere a carico dell'assistenza pubblica nel nostro Paese, perché vi troverà senz'altro un lavoro non appena sarà autorizzato a entrarvi. Adduce che suo marito non sarebbe stato finora in grado di versare gli alimenti alla figlia _, perché le sue condizioni finanziarie non glielo permettevano.
Ritenuto inoltre che il legame con il marito è intenso e strettamente vissuto, conclude l'insorgente, l'interesse a vivere la loro vita coniugale in Svizzera sarebbe prevalente rispetto all'interesse della collettività ad impedirgli l'entrata nel nostro Paese.
G. All'accoglimento del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato, con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato, in diritto
1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS).
1.2. In ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv. 1 lett. n. 3 OG e 4 LDDS; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).
1.3. Non esiste tra la Confederazione Svizzera e l'Unione di Serbia e Montenegro (ex Repubblica di Iugoslavia) alcun trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera di cittadini del menzionato Stato, accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio del permesso di dimora.
1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg., consid. 2c).
_ è coniugato con una cittadina elvetica. Di conseguenza egli ha, in linea di principio, diritto all'ottenimento del permesso richiesto. Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti all'alta Corte federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da _ in favore del marito _ è data. Se il permesso in oggetto possa essere rifiutato all'interessato è una questione di merito.
1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame di parentela con una persona che possiede un permesso di domicilio o la nazionalità elvetica può invocare a protezione della propria vita familiare l'art. 8 CEDU. In tal caso, se la relazione è stretta, intatta ed effettivamente vissuta, la libertà delle autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno è limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 10 lett. a LALPS.
In concreto, la ricorrente ha prodotto le testimonianze di diverse persone, le quali attesterebbero che essa frequenta il marito a _. D'altra parte, però, nulla è dato sapere circa l'intensità della loro attuale relazione, ritenuto in particolare che i coniugi _ non hanno praticamente mai vissuto insieme in maniera stabile e si frequenterebbero soltanto durante la fine-settimana.
Sapere quindi se l'insorgente possa invocare la menzionata norma può tuttavia rimanere indeciso, dal momento che il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è ricevibile per i motivi addotti nel precedente considerando.
Il ricorso può inoltre essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. L'art. 7 cpv. 1 LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Dopo una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, ha diritto al permesso di domicilio. Questo diritto si estingue qualora sorga un motivo d'espulsione.
Giusta l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero può essere espulso quando la sua condotta in generale e i suoi atti permettono di concludere che non vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo ospita (lett. b) oppure quando egli stesso, o una persona a cui deve provvedere, cade in modo continuo e rilevante a carico dell'assistenza pubblica (lett. d).