Decision ID: d05f2675-98de-5391-82a1-ec5946029d2a
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UEF _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 810.-- oltre interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio del 7 giugno 2006 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 7 giugno 2006 il Pretore del Distretto _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dall’8 giugno 2006 alle ore 09.00.
D.
Con atto d’appello 12 giugno 2006 AP 1
asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta 9 giugno 2006 (doc. B) relativa al pagamento di fr. 1'167.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. _. L’appellante dichiara poi la sua intenzione di saldare le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti, mentre altre procedure, già liquidate, verranno ritirate. AP 1 rileva infine di contestare la procedura n. _, in quanto non debitore, tant’è che l’escutente non ha mai intentato causa nei suoi confronti.
Il 27 giugno 2006 AP 1 ha inviato un’integrazione all’appello con allegati.

Considerato
In diritto:
1.
a) La decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
Secondo il tenore dell’art. 174 cpv. 2 LEF i nova autentici (ossia i fatti e le prove nuovi subentrati dopo la dichiarazione di fallimento) e la solvibilità devono essere resi verosimili con l’inoltro dell’appello. Secondo la giurisprudenza e la dottrina la documentazione necessaria deve essere presentata entro il termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 24 e 26 ad art. 174, Cometta, Commentaire Romand, Poursuite et faillite, Basilea/Ginevra/Monaco, 2005, n. 3 e 6 ad art. 174).
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des  Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Con l’atto d’appello AP 1 ha dichiarato che la sentenza pretorile di fallimento gli è stata notificata il 12 giugno 2006. L’appello datato 12 giugno 2006, pervenuto alla Pretura il 13 giugno 2006, è quindi tempestivo, mentre l’integrazione 27 giugno 2006, con i rispettivi allegati, va estromessa dall’incarto in quanto tardiva.
d) Dalla ricevuta della AO 1 (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. _ è stata saldata il 9 giugno 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni dell’UEF _ 11 luglio 2006 risulta che delle 9 procedure pendenti nei confronti dell’appellante 8 sono state pagate. L’unica esecuzione ancora aperta, la n. _, si trova allo stadio di opposizione totale. Orbene in questo stadio della procedura non può ancora essere ritenuto che il credito posto in esecuzione sia accertato.
Pertanto, il fatto che l’appellante sia stato in grado di saldare le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti porta a concludere che non si trova in uno stato d’illiquidità e che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.
Di conseguenza può essere ritenuto che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile il presupposto della sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.
2.
L'appello 12 giugno 2006 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.