Decision ID: 002e3afa-c53e-5daa-887c-051d6e507dfa
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 23 marzo 2012, RI 1, nato il 28 aprile 1955, dipendente della _ dal 1° aprile 1989, in qualità di "magazziniere" con qualifica di "impiegato-operaio" e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l'CO 1, mentre stava percorrendo la strada cantonale a _ alla guida del proprio ciclomotore ad una velocità di 15/30 km/h, è stato investito da una macchina in una rotonda, riportando la frattura intrarticolare metafisaria pluriframmentaria del piatto tibiale sinistro, la frattura peroneale prossimale composta sinistra e la frattura del 1° dito della mano destra. Dopo essere stato accompagnato dall'ambulanza al Pronto Soccorso dell'_, l'assicurato è stato ricoverato presso il servizio di chirurgia ortopedica e traumatologia dell'Ospedale _ di _. Il giorno stesso del ricovero RI 1 ha sviluppato una sindrome della loggia alla gamba sinistra che ha necessitato una fasciotomia d'urgenza delle 4 logge. Il 2 aprile 2012 è stato effettuato l'intervento di chiusura della fasciotomia mentre il 5 aprile 2012 è stata eseguita l'operazione di osteosintesi del piatto tibiale laterale con placca LPC 4,5. Dopo aver contratto un'infezione da Staphilococcus aureus, l'assicurato è stato operato il 13 aprile 2012 con una ripresa dell'ascesso laterale dell'osteosintesi mediante artrotomia, è stato sottoposto il 18 aprile 2012 ad un nuovo lavaggio con débriment in artroscopia e ripresa parziale della cicatrice prossimale della fasciotomia mediale, è stato nuovamente operato il 24 aprile 2012 con una ripresa dell'ascesso laterale dell'osteosintesi per lavaggio e, da ultimo, durante la degenza nel nosocomio, gli è stato effettuato lo spostamento secondario del piatto tibiale sinistro con liponecrosi sottocutanea, oltre ad un nuovo lavaggio della porzione prossimale della cicatrice e ad una nuova osteosintesi del piatto tibiale per via d'accesso mediale con nuova placca LCP 4,5. RI 1 è stato dimesso il 22 maggio 2012. Successivamente l'assicurato è stato degente per riabilitazione presso l'Ospedale di _ dal 22 maggio 2012 al 15 giugno 2012. Dopo di che si è sottoposto a diverse cure fisioterapiche in regime di "day hospital" presso lo Studio _ di _ dal 18 giugno al 19 luglio 2012 e dal 30 ottobre 2012 al 25 febbraio 2013, data a partire dalla quale è stato degente presso il Centro di riabilitazione della Clinica _ di _ sino al 23 marzo 2013. Il 28 aprile 2014 RI 1 è stato sottoposto ad un intervento di ablazione del materiale d'osteosintesi medio-laterale con doppio approccio della tibia prossimale sinistra con biopsie multiple (parti molli e ossea), sinovectomia periferica del materiale di osteosintesi e apertura della loggia anteriore ad opera del dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia (anca-ginocchio-piede) presso la _ di _. Il 10 ottobre 2014 RI 1 è stato nuovamente operato dal medesimo specialista che ha inserito una protesi totale al ginocchio con rivestimento patellare ed ha eseguito una sinovectomia totale oltre a greffe e osteosintesi di adattamento piatto tibiale. Dopo di che egli è stato degente dal 10 ottobre 2014 al 20 novembre 2014 presso il Centro di riabilitazione della Clinica _ di _ (cfr. doc. 2, 11, 13, 16, 21, 30-35, 36 e 37, 48, 50-56, 84, 85, 119, 129, 137, 243, 245, 251, 266, 274, 295, 302, 303, 311, 315; inf. no. _).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
A decorrere dal 23 marzo 2012 RI 1 non ha più svolto alcuna attività lavorativa. Nel frattempo è stato licenziato con effetto a partire dal 1° settembre 2014 (cfr. doc. 17, 26, 49, 66, 76, 98 e 99, 104, 111, 117, 123, 131, 142, 148, 162, 169, 174, 177, 183, 193, 211, 226, 228, 239, 260, 286, 288, 308, 319, 338, 342, 343, 350, 367, 388, 397 e 419).
Nel frattempo, tenuto conto del fatto che, sulla base della documentazione medica e di quella assicurativo-infortunistica acquisita agli atti, RI 1 aveva presentato una capacità lavorativa "limitata in modo rilevante" dal 23 marzo 2012, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità, con decisione del 7 maggio 2014, ha assegnato all'assicurato una rendita intera dal 1° marzo 2013, ovvero trascorso l'anno d'attesa giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI (doc. 252).
1.2. Preso atto dei risultati della visita medica _ di chiusura del 28 aprile 2015, eseguita dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica, che ha ritenuto l'assicurato abile "nella misura massima possibile" in un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni al derivanti dal danno alla salute infortunistico subito al ginocchio sinistro (doc. 353), il 5 maggio 2015 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato la sospensione dal 1° luglio 2015 delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera), ritenuto come, in base alla documentazione medica agli atti, dalla continuazione della cura non vi fosse più da attendersi un sensibile miglioramento nelle sue condizioni post-infortunistiche; nella medesima occasione esso ha pure puntualizzato che veniva considerato abile "in misura massima possibile" a decorrere dalla precitata data (doc. 356).
1.3. Il 5 giugno 2015 RI 1, rappresentato dalla lic. iur. RA 1, ha chiesto all'CO 1, per un verso, di esperire un approfondimento della causa dei dolori incessanti di cui soffriva (segnatamente: disturbi nella regione tibiale sotto forma di gonfiore e bruciore, formicolii e parestesie e al carico alla porzione della tibia centro distale della gamba sinistra) mediante un consulto neurologico e angiologico e, per altro verso, di ripristinare l'indennità giornaliera a partire dal 1° luglio 2015 in attesa che il suo stato di salute fosse definitivamente accertato (doc. 363).
1.4. Preso atto del parere del medico _ del 16 giugno 2015 (doc. 368), il 17 giugno 2015 l'CO 1 ha comunicato alla rappresentante dell'assicurato che avrebbe sottoposto il suo assistito ad una visita neurologica, ribadendo nel contempo i contenuti del proprio scritto del 5 maggio 2015 ed, in particolare, la sospensione dal 1° luglio 2015 delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera). Raccolta la valutazione del 9 luglio 2015 del dr. med. _, specialista FMH in neurologia di _, (doc. 380) e dopo aver preso atto del parere del medico _ del 28 luglio 2015 (doc. 381), il 31 luglio 2015 l'CO 1 ha comunicato alla rappresentante dell'assicurato che non vi erano elementi o ulteriori accertamenti da intraprendere e che avrebbe proceduto alla definizione del caso, come già anticipato con gli scritti 5 maggio e 17 giugno 2015 (doc. 383).
1.5. Esperiti gli accertamenti amministrativi del caso - in particolare, dopo aver raccolto dal datore di lavoro la documentazione attestante l'evoluzione salariale 2012-2015 di RI 1 e preso atto che il numero di fogli DPL applicabili al caso di specie era insufficiente (< 25) per rappresentare adeguatamente il mercato equilibrato del lavoro (doc. 362, 390 e 392) -, con decisione del 22 ottobre 2015 (doc. 396), l’CO 1 ha negato all'assicurato l'attribuzione di una rendita d’invalidità (in quanto, a fronte di un reddito annuo da valido di fr. 57'321.- rispettivamente da invalido, determinato secondo la tabella TA1 2012 ed applicando una decurtazione del 15% a titolo di deduzione sociale - di fr. 53'846.-, i postumi infortunistici non influivano in modo apprezzabile sull'incapacità di guadagno, pari al 6%) mentre gli ha riconosciuto un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% sulla base delle risultanze dell'apprezza-mento del medico _ del 28 aprile 2015 (doc. 354).
1.6. Il 23 ottobre 2015 l'CO 1 - sulla base del parere del medico _ del 22 ottobre 2015 (doc. 398) - ha comunicato alla rappresentante dell'assicurato che non avrebbe disposto altri accertamenti, ritenuto come i problemi alla gamba lamentati dal suo assistito erano conosciuti ed abbondantemente investigati (doc. 399). A seguito dell’opposizione interposta dalla lic. iur. RA 1, per conto dell’assicurato (doc. 407-414), l’CO 1 - preso in particolare atto che erano ancora in corso degli esami specialistici da parte della dr.ssa med. _, Oberärtzin Orthopädie, Orthopädie Untere Extremitäten, della _ di _, consultata privatamente dall'assicurato - ha comunicato alla sua rappresentante la sospensione della procedura in attesa degli esiti dei precitati accertamenti medici (doc. 417).
1.7. Il 9 febbraio 2016 la patrocinatrice dell'assicurato ha trasmesso all'CO 1 i pareri medici allestiti il 17 dicembre 2015 dagli esperti della clinica _ (doc. 426), completando l'opposizione a suo tempo inoltrata (doc. 425). Su richiesta dell'Istituto assicuratore (doc. 428) - sulla base del parere del medico _ del 23 febbraio 2016 (doc. 427) - l'11 marzo 2016 la rappresentante dell'assicurato ha prodotto ulteriore documentazione medica rilasciata dagli esperti della precitata clinica (doc. 429) Dopo aver raccolto l'apprezzamento medico del 22 marzo 2016 del dr. med. _ (doc. 432), in data 30 marzo 2016 l'CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 433).
1.8. Con tempestivo ricorso del 6 maggio 2016 RI 1, sempre rappresentato dalla lic. iur. RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata, di ordinare una valutazione delle capacità funzionali (FCE) secondo _ presso la Clinica di riabilitazione del medesimo Istituto assicuratore a _ e, da ultimo, il riconoscimento a suo favore delle "prestazioni assicurative secondo la (...) LAINF (...), vale a dire una rendita d'invalidità ed un'indennità per menomazione dell'integrità più alta di quella già a suo tempo versata" (doc. I, pag. 2 e 17). La rappresentante dell'insorgente osserva innanzitutto che, contrariamente a quanto ritenuto dal medico _ e sulla base delle valutazioni mediche operate dal dr. med. _ e dagli specialisti della Clinica _ di _, la "sindrome da dolore neuropatico della gamba sinistra" di cui soffre l'assicurato (ovvero i disturbi lamentati dal suo cliente che non concernono né il ginocchio né il piede sinistro ma piuttosto tutta la parte inferiore della gamba sinistra) sarebbero in relazione solo possibile con la neuropatia diabetica preesistente all'infortunio e con probabilità preponderante con l'evento infortunistico. A fronte di quanto precede, la patrocinatrice del ricorrente contesta quindi l'esigibilità lavorativa (abile al lavoro al 100% in attività adeguate per tutta la giornata con pieno rendimento) determinata dal dr. med. _, in particolare alla luce della grossa difficoltà nella deambulazione presentata dal suo assistito ed attestata anche dagli specialisti della Clinica _, i quali non si sono tuttavia espressi in merito all'esigibilità lavorativa del paziente. A fronte delle limitazioni funzionali e soprattutto dei costanti e forti dolori del ricorrente, la rappresentante dell'insorgente ritiene che debba essere rideterminata l'esigibilità lavorativa del suo assistito tramite la richiesta valutazione presso la Clinica di _. Per quanto riguarda la determinazione del "reddito da invalido", la patrocinatrice del ricorrente contesta la mancata produzione da parte dell'CO 1 delle schede DPL che non hanno potuto essere prese in considerazione dall'Istituto assicuratore, poiché troppo esigue (< 25) per rappresentare adeguatamente il mercato equilibrato del lavoro. Critica inoltre l'operato dell'CO 1 per non aver applicato nel caso concreto l'art. 28 cpv. 4 OAINF. La rappresentante dell'insorgente stigmatizza inoltre l'operato del medico _ per non aver riconosciuto al suo cliente un'IMI tra il 30% e il 40% per la grave pangonartosi di cui soffre sulla base della tabella 5 concernente l'IMI per artrosi anziché della tabella 16 riguardante l'IMI per sindrome post-trombotica, ritenuto che il suo assistito, contrariamente a quanto ritenuto dal dr. med. _, non soffre, sulla base di quanto accertato dallo specialista in occasione della visita angiologica del 5 ottobre 2015, di alcuna insufficienza venosa cronica. Da ultimo, la patrocinatrice del ricorrente puntualizza che "dopo l'incidente del 23 marzo 2012 (...) il ricorrente ha riportato la sindrome da dolore neuropatico con un peggioramento significativo e presumibilmente duraturo dell'artrosi preesistente" (doc. I, pag. 23).
1.9. In data 10 maggio 2016 il TCA ha assegnato all'CO 1 un termine di 20 giorni (doc. II) - prorogato su istanza del 24 maggio 2016 dell'avv. RA 2, rappresentante legale dell'Istituto assicuratore, di ulteriori 10 giorni (doc. III e IV) - per presentare l'allegato di risposta. Nella risposta del 13 giugno 2016, l'avv. RA 2 ha postulato, per conto dell'CO 1, la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).
1.10. In data 15 giugno 2016 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (doc. VI).
1.11. In data 4 luglio 2016 la rappresentante dell'insorgente si è riconfermata nel gravame con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).
Il doc. VII è stato inviato al patrocinatore dell'CO 1 per conoscenza (doc. VIII).
1.12. In data 24 novembre 2016 il TCA ha richiesto all'avv. RA 2 "un estratto delle schede DPL (che attualmente non figura agli atti), giusta il quale l'CO 1 ha ritenuto di non poter prendere in considerazione nel caso di specie, poiché troppo esigue (< 25) per rappresentare adeguatamente il mercato equilibrato del lavoro" (doc. IX). Quest'ultimo è stato versato agli atti il 2 dicembre 2016 (doc. X) e inviato per conoscenza alla patrocinatrice della ricorrente il giorno medesimo (doc. XI).
1.13. In data 10 dicembre 2016 la rappresentante dell'insorgente ha trasmesso "a complemento degli atti e per informazione" al TCA una copia della decisione del 16 novembre 2016 dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità, giusta la quale il suo cliente "continuerà (...) a beneficiare della medesima rendita d'invalidità ottenuta finora (grado d'invalidità: 100%)" (doc. XII).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a sospendere a partire dal 1° luglio 2015, il proprio obbligo a prestazioni in relazione all’infortunio del 23 marzo 2012 e a negare una rendita di invalidità rispettivamente a riconoscere un'IMI del 5% all'assicurato.
Preliminarmente, il TCA è però tenuto a esaminare se l’Istituto assicuratore resistente era legittimato a negare la propria responsabilità relativamente alla "sindrome da dolore neuropatico alla gamba sinistra" di cui è affetto il ricorrente, oppure no.
2.2. Disturbi neuropatici: causalità naturale con l’infortunio del 23 marzo 2012?
2.2.1. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano
un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente.
Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.2.2. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.2.3. In concreto, con la decisione su opposizione impugnata l'assicuratore resistente sostiene innanzitutto che la sintomatologia denunciata dal ricorrente ("sindrome da dolore neuropatico alla gamba sinistra") è prevalentemente dovuta alla polineuropatia diabetica e quindi ad un danno alla salute che non ha nulla a che fare con l'infortunio, sulla base dell'apprezzamento medico del 22 marzo 2016 del dr. med. _, medico _ e specialista FMH in chirurgia ortopedica (doc. 432). Da parte sua, il ricorrente fa valere, fondandosi in particolare sulle certificazioni agli atti degli specialisti della Clinica _ di _ da lui privatamente consultati, che i disturbi di cui soffre sarebbero in relazione solo possibile con la neuropatia diabetica preesistente all'infortunio e con probabilità preponderante con l'evento infortunistico del 23 marzo 2012, posto in particolare che, primo di esso, la polineuropatia diabetica nota dal 2005 non gli avrebbe mai impedito di lavorare al 100% (cfr. doc. I). A proposito di quest'ultima affermazione giova qui ricordare che la regola “post hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo della medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio [cfr. STF 8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst, wenn nicht vom Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der linken oberen Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene Beweisregel "post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und beweisrechtlich nicht zulässig, ...”; sul tema vedi pure Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41].
2.2.4. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.