Decision ID: 561c3ca7-dc7c-56d5-ae72-589ebf268d28
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. La FA 1, con sede a Locarno, é stata iscritta a Registro di commercio il _ 1986. Lo scopo sociale consisteva nell’esecuzione di isolazioni impermeabili, termiche e acustiche, di risanamenti e rivestimenti di vario genere, nel commercio di materiali da costruzione nonché nella progettazione e nella compra-vendita di immobili.
RI 1 ha assunto la carica di amministratore unico con diritto di firma individuale dal 21 febbraio 1986 sino alla dichiarazione di fallimento (cfr. pubblicazione FUSC No. _ del _ 1986 pag. _ e estratto RC sub. doc. 1/A).
1.2. La FA 1 é stata affiliata alla Cassa CO 1 (in seguito Cassa), in qualità di datore di lavoro, dal 1. giugno 1986 al 31 marzo 2011.
La società è entrata in mora con il pagamento dei contributi, per cui la Cassa ha dovuto sistematicamente diffidarla dal marzo 2003 e precettarla dall’aprile 2003 (cfr. doc. 1/B-B4 specchietto dell’evoluzione degli oneri sociali per gli anni dal 2007 al 2011).
Con decreto 10 marzo 2011 la Pretura del Distretto di _ ha dichiarato l’apertura del fallimento della società a far tempo dal 10 marzo 2011 (pubblicazione FUSC del _ 2011) e successivamente ha autorizzato la liquidazione dello stesso in procedura sommaria ai sensi dell’art. 231 LEF (cfr. doc. 1/D che fa riferimento alla pubblicazione apparsa sul FU n. _ del _2011 riguardante l’apertura del fallimento in via sommaria).
Il 4 aprile 2011 l’UEF di _ ha rilasciato degli attestati di carenza di beni in seguito a pignoramento relativi ai contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF non soluti per gli anni dal 2007 al 2010 (doc. 1/C-C22).
La Cassa ha insinuato, in via definitiva il 14 luglio 2011, all’UEF di _ il proprio credito di fr. 197'845.55 per contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF non soluti nel periodo gennaio 2007 - marzo 2011, di cui fr. 798.80 su rivendicazioni di credito dopo controllo del datore di lavoro (doc. 1/D-D6 e 3).
Rispondendo alla domanda della Cassa a sapere se il credito privilegiato di CHF 197'845.55 potrà essere tacitato integralmente e, nella negativa, in quale misura, l’UEF di _, con scritti 16 dicembre 2011 e 16 aprile 2012, ha risposto che “(...) considerando l’attivo a disposizione della massa in rapporto ai passivi ammessi, possiamo affermare che il vostro credito di fr. 197'845.55 iscritto nella II. classe rimarrà interamente scoperto in occasione della ripartizione finale (...)” (doc. 1/E) e che “(...) vi informiamo che nella procedura di liquidazione della massa fallimentare in oggetto, non è previsto nessun pagamento o dividendo a favore dei creditori di IIa classe (...)” (doc. 1/G).
1.3. Costatato di avere subito un danno, con decisione 30 gennaio 2012 (doc. 3), confermata con decisione su opposizione 11 maggio 2012 (doc. 1), la Cassa ha stabilito a carico di RI 1 l’obbligo di risarcire ex art. 52 LAVS la somma di fr. 197'845.55 per i contributi paritetici non soluti dalla FA 1 dal 2007 al 2011 (sino al mese di marzo), come risulta dagli estratti conto per i periodi 01.01.2007/31.12.2007, 01.01.2008/31.12.2008, 01.01.2009/31.12.2009, 01.01.2010/31.12.2010 e 01.01.2011/31.03.2011, nonché dai salari non percepiti ma insinuati all’UEF di _ per l’anno 2011, dedotta l’indennità per insolvenza (doc. 1/D1-D6).
1.4. Con il presente ricorso RI 1, tramite l’avv. RA 1, ha impugnato la succitata decisione su opposizione e contestato una sua responsabilità ex art. 52 LAVS.
In particolare il ricorrente censura la carente motivazione sia della decisione 30 gennaio 2012 (doc. 3) che della decisione su opposizione 11 maggio 2012 (doc. 1/A) ed evidenzia come non essendo ultimata la liquidazione della società il danno numerico fatto valere (ancorché non contestato in quanto tale) non può essere stabilito, giustificandosi quindi una sospensione della procedura; per il resto nega l’esistenza di una sua intenzionalità essendo il mancato pagamento dovuto alla situazione di mancanza di liquidità venutasi a creare nella ditta.
1.5. Con la risposta di causa la Cassa – precisando che sin dalla costituzione della FA 1 il ricorrente ha rivestito la carica di amministratore unico e che l’istruttoria non ha portato alla luce nessuna altra persona responsabile ai sensi dell’art. 52 LAVS, che è sufficiente che la Cassa subisca un danno parziale per legittimare l’inizio di una procedura ex art. 52 LAVS e che essa può promuovere un’azione risarcitoria per l’intero credito anche qualora sia pendente la procedura fallimentare e che quanto alle responsabilità ascritte al ricorrente le stesse sono state esposte in modo esauriente chiaro e concreto – ha confermato integralmente la decisione su opposizione e chiesto di respingere il ricorso.

considerato in diritto
2.1. Nel ricorso RI 1 ha sostenuto che la decisione su opposizione 11 maggio 2012 (doc. 1/A) é carente nella motivazione: “(...) La decisione qui impugnata insiste nel costruire una presunta responsabilità di RI 1, amministratore unico della fallita , _ Dalla lettura della prima e della seconda motivazione non è possibile desumere quali siano le responsabilità puntuali ascritte al ricorrente. Infatti le decisioni contengono tutta una serie di indicazioni di carattere generale sulla responsabilità degli organi societari in relazione con l’obbligo di pagamento degli oneri dovuti alla Cassa. (...)” (I, Ad. 7.-10.).
Per i motivi che seguono non è possibile concludere che la decisione su opposizione 11 maggio 2012 sia carente di motivazione.
Le decisioni amministrative devono essere motivate. In particolare, esse devono contenere una descrizione della fattispecie rilevante e delle considerazioni giuridiche.