Decision ID: 5112bfb8-af58-5d33-849a-d15c74c8c4e8
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con decreto 10 dicembre 1993 la Pretura del Distretto di Lugano dichiarava il fallimento del _
B.
Fra i beni inventariati a favore della massa fallimentare figurava anche l’immobile di cui al foglio PPP _ fondo base part. _ RFD _.
C.
Il 16 gennaio 1995 veniva depositata la graduatoria e l’elenco oneri relativo all’immobile. A seguito di contestazione ex art. 250 LEF la graduatoria e l’elenco oneri sono diventati definitivi solo dopo la decisione 8 agosto 1997 della II CCA.
D.
In data 5 febbraio 1998 l’UF di Lugano incaricava l’UEF di Locarno di procedere in via rogatoriale alla realizzazione del fondo a pubblico incanto. Le relative pubblicazioni venivano effettuate sul FUC e sul FUSC del 29 maggio 1998. L’incanto veniva indetto per il 2 luglio 1998.
E.
Con ricorso 30 giugno 1998 il _ postula l’annullamento dell’incanto per grave vizio di forma , in quanto egli non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione dell’imminente asta pubblica, né dall’UF di Lugano, né dall’UEF di Locarno.
F.
Delle osservazioni dell’UF di Lugano e dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito.

Considerando
in diritto:
1.
Secondo la giurisprudenza e la dottrina , la legittimazione a presentare ricorso è un presupposto processuale che deve essere riconosciuto ad ogni parte lesa nei suoi interessi giuridicamente protetti da una misura dell’organo di esecuzione, costitutiva di pregiudizio di fatto attuale (cfr. DTF 112 III 3; Flavio Cometta, Brevi cenni sulla Legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento in RDAT I - 1996, p. 285/286; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 6 p. 40). Vi è carenza di legittimazione quando il ricorrente è persona completamente estranea all’esecuzione, quando non pretende di rappresentare l’escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della realizzazione in corso come pure quando non è toccato nei suoi interessi specifici (cfr. Flavio Cometta, op. cit., p.286).
2.
Nel caso di specie il ricorrente è oggetto di una procedura di fallimento, quindi manifestamente legittimato ad inoltrare ricorso contro l’operato dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno.
3.
Il ricorrente pretende l’annullamento dell’asta, poiché non gli é stato notificato l’avviso d’incanto.
Orbene per l’art. _ cpv. 3 LEF una copia dell’avviso d’incanto deve essere notificata ad ogni singolo creditore ipotecario. Malgrado la dottrina ritenga opportuna tale notifica anche al debitore fallito, analogamente a quanto avviene nella procedura di pignoramento e in via di realizzazione del pegno, il Tribunale federale ha stabilito che egli non può esigere, a differenza dei creditori ipotecari, che gli si notifichi un esemplare del bando (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 47 n. 18, p.379; DTF 94 III 101). Di conseguenza l’UEF di Locarno ha agito correttamente omettendo di notificare l’avviso d’incanto al ricorrente, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 257 cpv. 3 LEF. La richiesta d’annullamento dell’asta pubblica non può quindi essere accolta.
4.
Ne consegue la reiezione del ricorso
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17 e 257 LEF