Decision ID: 298fbe45-2e64-5974-af4d-b1be7c933a72
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
Il _ 2003, alle 13.10, sulla strada cantonale in territorio di _ si è verificato un infortunio della circolazione con soli danni materiali, che ha coinvolto i seguenti protagonisti:
- _ _, al volante di _ _ targata TI _, e
- _ _, al volante di una _ _ targata _ _.
B.
La polizia cantonale, in un rapporto _ 2003 ha così ricostruito la dinamica dell'infortunio:
"
_
circolava sulla strada che da
_
sale ad
_
.
Giunto al
_
per
_
, nell'affrontare una curva a gomito piegante a sinistra, la sua vettura veniva urtata dal veicolo guidato dalla
_
che giungeva da
_
.
L'urto è avvenuto fra la parte anteriore del veicolo
_
contro la fiancata sinistra della vettura
_
. Va precisato che la
_
ha dichiarato che era sua intenzione raggiungere
_
e di aver frenato bruscamente poiché a suo avviso, Goi nell'effettuare il tornante, si è spostato verso il centro tagliando così la curva."
C.
Invitata ad esprimersi in merito alle risultanze istruttorie, in uno scritto _ _ 2003, _ _ ha escluso ogni sua responsabilità penale nell'incidente, che sarebbe da ascrivere esclusivamente al protagonista _, il quale avrebbe tagliato la curva. La ricorrente contesta altresì l'opinione dell'altro protagonista secondo la quale sarebbe stata sua intenzione svoltare a sinistra verso la strada che proprio al centro della curva in parola si diparte verso _.
Con decisione _ 2003 il Dipartimento delle istituzioni, Sezione della circolazione, ha nondimeno inflitto all'interessata una multa di fr. 300.- , addebitandole inoltre una tassa di giustizia di fr. 60.- e le spese di fr. 70.-.
D.
_ _ è insorta contro la predetta decisione con ricorso del _ 2003 e complemento _ 2003, nel quale pos
tula l'annullamento del querelato giudizio. Nelle sue osservazioni _ 2003
la Sezione della circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e la risoluzione impugnata confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr.
2.
La ricorrente chiede preliminarmente che questo giudice disponga un sopralluogo e senta i testimoni _ _ e _ _. Ora, l'art. 12 cpv. 1 della legge di procedura per le contravvenzioni conferisce al giudice della Pretura penale la facoltà di completare l'istruttoria d'ufficio. Il giudice può sempre rinunciare, nondimeno, ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo ("apprezzamento anticipato delle prove": DTF 125 I 135 consid. 6c/cc in fine con richiami di dottrina e di giurisprudenza, 124 I 211 consid. 4a, 122 V 162 consid. 1d). Nella fattispecie le prove chieste dalla ricorrente non appaiono suscettibili d'influire sull'esito del giudizio, gli atti di causa essendo chiari e completi. Nulla osta pertanto all'esame del ricorso nel merito.
3.
La Sezione della circolazione ha giustificato la multa inflitta alla ricorrente con i seguenti motivi:
"
Alla guida della vettura
_ _
s'inoltrava in un'intersezione senza concedere la precedenza ad un autoveicolo sopraggiungente da destra, collidendo conseguentemente con quest'ultimo."
e ha considerato che:
"L'infrazione è chiaramente documentata dal rapporto di polizia sull'incidente e che le osservazioni del
_
.
_
.2003 non sono tali da giustificare un abbandono del procedimento contravvenzionale."
La decisione è stata resa in applicazione degli art. 36 cpv. 2, 90 cifra 1 LCStr; 14 cpv. 1 ONC.
4.
La ricorrente si duole dapprima del fatto che in loco non vi era alcuna demarcazione orizzontale, poiché il manto stradale era appena stato rifatto, ciò che le avrebbe causato non poche difficoltà nel comprendere che per proseguire la sua corsa doveva affrontare una curva piegante a destra.
Ribadisce poi che
"l'intera responsabilità dell'incidente va ascritta al conducente
_
, il quale nell'affrontare la curva per lui piegante verso sinistra, si è eccessivamente spostato verso il centro della carreggiata, impedendo in tal guisa un corretto incrocio. La manovra posta in atto dal conducente
_
, il quale ha "tagliato" la curva, ha di fatto impedito alla ricorrente di porre in atto una tempestiva reazione, considerato che la presenza della vettura
_ _
è stata percepita dalla ricorrente solamente all'ultimo momento."
5.
Per l'art. 36 cpv. 2 LCStr alle intersezioni, la precedenza spetta al veicolo che giunge da destra, ritenuto che i veicoli che circolano sulle strade designate principali hanno la precedenza anche se giungono da sinistra.
Come conseguenza prima di voltare a sinistra, la precedenza deve essere data ai veicoli che giungono in senso inverso (art. 36 cpv. 3 LCStr).
Chiunque contravviene a tali norme è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCStr).
6.
Avantutto si rileva che l'assenza di demarcazione orizzontale nel punto della collisione può effettivamente creare difficoltà a chi proviene da Intragna e non è cognito dei luoghi, poiché la strada che si diparte verso _ è decisamente più larga di quella che dopo la curva scende verso _, che non è visibile se non all'ultimissimo momento (con la demarcazione orizzontale la situazione migliora, ma è comunque pericolosa e sarebbe opportuna la posa di un indicatore di direzione avanzato, segnale n. 4.37 OSStr).
In concreto la citata mancanza non è tuttavia rilevante per il giudizio, come si può desumere dalle dichiarazioni rese dalla ricorrente stessa alla polizia:
"Giunta in prossimità del bivio per
_
, poco prima di un'abitazione posta sulla destra, rallentavo per poter leggere i cartelli stradali posti all'altezza del bivio. Dopo aver guardato il cartello, capivo che per raggiungere
_
dovevo effettuare una curva piegante verso destra.
Quindi proseguivo e percorsi alcuni metri, notavo che da
_
stava arrivando una vettura.
Tale veicolo, nell'effettuare il tornante piegante verso la sua sinistra, si spostava verso il centro della strada, "tagliando" così la curva.
Da parte mia, alla vista di tale vettura, azionavo prontamente i freni. Malgrado ciò non riuscivo a fermarmi ed entravo in collisione con la vettura che giungeva da
_
."
(cfr. verbale di interrogatorio _ 2003 pag. 1 e seg.).
Da questa dichiarazione si evince che la _ era perfettamente al corrente, prima si scorgere il veicolo del protagonista _, che si stava avvicinando ad un'intersezione e che la strada che intendeva seguire effettuava una curva a destra.
Se ora si analizza lo schizzo allegato al rapporto di polizia si rileva che la collisione è avvenuta al centro dell'intersezione dopo una frenata della _ di 10 metri (cfr. tracce di frenata) e che dopo l'urto il veicolo _, colpito nel mezzo della fiancata sinistra, si è spostato di ca. 1 metro.
Ciò significa che la collisione si è verifica in un punto nel quale la ricorrente in condizioni normali già doveva aver iniziato la curva.
Da queste circostanze si desume che la _ si è avvicinata all'intersezione ad una velocità tale che non le avrebbe permesso né di svoltare correttamente, né di evitare l'urto anche nell'ipotesi in cui l'altro protagonista avesse tenuto completamente la sua destra. In pratica teneva una velocità come se volesse proseguire in modo rettilineo.
Con ciò ella ha leso la precedenza del protagonista _, il quale anche se avesse "tagliato" la curva non sarebbe l'unico responsabile dell'infortunio.
Una sua eventuale concolpa non deve qui essere disaminata, perché in materia contravvenzionale ognuno risponde delle proprie azioni ed omissioni. Il comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa. Tale questione, semmai, andrebbe risolta dal giudice civile qualora insorgesse una controversia riguardo alla suddivisione, fra le parti, della responsabilità per il pregiudizio cagionato dall'incidente.
7
.
In simili evenienze questo giudice giunge al convincimento che la ricorrente abbia effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli, il che giustifica la condanna inflittale dal Dipartimento senza che sia necessario esperire il sopralluogo richiesto dall'interessata. Quanto all'entità della multa, essa risulta proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti fissati dalla legge. Il ricorso deve pertanto essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).