Decision ID: 99f4a0b6-d14b-57c1-832b-2bb3f3a29f89
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 17 agosto 2007 la società anonima di diritto speciale FFS SA (di seguito:
FFS SA) ha presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) la domanda
di approvazione dei piani concernenti il progetto ferroviario Mendrisio –
Stabio – Confine (la cosiddetta ferrovia Mendrisio – Varese [FMV])
interessante i Comuni di Mendrisio, Rancate, Ligornetto, Genestrerio e
Stabio. Con decisione 19 settembre 2008, l'UFT ha poi approvato i relativi
piani del predetto progetto.
B.
La realizzazione del progetto comporta l'espropriazione in via definitiva o
temporanea di vari fondi, tra cui l'espropriazione parziale definitiva della
particella n. ***1 del Registro fondiario definitivo (RFD) del Comune di
X._ (di cui 7'414 m2 a titolo definitivo e 71 m2 a titolo temporaneo)
e della particella n. ***2 RFD del Comune di X._ (di cui 6'258 m2 a
titolo definitivo e 152 m2 a titolo temporaneo) di proprietà della società
anonima A._, in X._ (subentrata alla società anonima
B._, in X._ [di seguito: espropriata]).
C.
Con decisione 22 febbraio 2013, la Commissione federale di stima del
13° Circondario (CFS; di seguito: autorità inferiore) ha riconosciuto
all'espropriata le seguenti indennità espropriative:
 per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._: (i) 1'264'785 franchi,
oltre accessori, per l'espropriazione parziale definitiva di 7'414 m2; (ii) 1 fran-
co/m2 all'anno per l'occupazione temporanea di 852 m2; (iii) 0.20 franchi/m2
all'anno per l'occupazione temporanea di 72 m2;
 per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._: (i) 571'640 franchi, oltre
accessori, per l'espropriazione parziale definitiva di 3'258 m2; (ii) 1 franco/m2
all'anno per l'occupazione temporanea di 318 m2; (iii) 0.20 franchi/m2 all'anno
per l'occupazione temporanea di 34 m2;
 a titolo di indennità di ripetibili: 17'153.10 franchi.
Per l'indennizzo dei fondi situati in zona industriale, l'autorità inferiore ha
applicato il metodo statistico comparativo, prendendo quale valore medio
di riferimento un importo pari a 280 franchi/m2, calcolato sulla base delle
tabelle delle contrattazioni allestite dall'Ufficio di statistica del Canton Ticino
(di seguito: USTAT), aggiornate e corrette, per il periodo 2006-2011, con i
relativi correttivi.
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Pagina 3
D.
Con sentenza A-1482/2013 del 2 giugno 2014, lo scrivente Tribunale ha
accolto il ricorso 20 marzo 2013 interposto dall'espropriata avverso la
predetta decisione, rinviando gli atti all'autorità inferiore affinché provve-
desse a ricalcolare l'indennità di espropriazione a suo favore, tenuto conto
dei criteri da lei indicati. In sostanza, sancendo la validità del metodo
statistico-comparativo per il calcolo dell'indennità, lo scrivente Tribunale ha
constatato degli errori nelle tabelle dell'USTAT e nell'orizzonte temporale
troppo ampio (6 anni anziché 3-4 anni) presi in considerazione dall'autorità
inferiore, nonché il mancato esame degli eventuali correttivi verso l'alto e
verso il basso. Correggendo tali errori e statuendo sulla correttezza dei dati
riportati nelle predette tabelle, lo scrivente Tribunale si è altresì pronunciato
sulle censure sollevate dall'espropriata in merito agli elementi presi in
considerazione per il predetto calcolo.
E.
Con decisione 23 ottobre 2014, l'autorità inferiore ha pertanto statuito
nuovamente sulle pretese d'indennizzo presentate dall'espropriata, rico-
noscendole le seguenti indennità espropriative:
 per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._: (i) 1'322'345 franchi,
oltre accessori, per l'espropriazione parziale definitiva di 7'414 m2; (ii) 1 fran-
co/m2 all'anno per l'occupazione temporanea di 852 m2; (iii) 0.20 franchi/m2
all'anno per l'occupazione temporanea di 72 m2;
 per la particella n. ***2 RFD del Comune di X._: (i) 610'600 franchi, oltre
accessori, per l'espropriazione parziale definitiva di 3'258 m2; (ii) 1 franco/m2
all'anno per l'occupazione temporanea di 318 m2; (iii) 0.20 franchi/m2 all'anno
per l'occupazione temporanea di 34 m2;
 a titolo di indennità di ripetibili: 17'153.10 franchi.
Per l'indennizzo dei fondi situati in zona industriale, l'autorità inferiore ha
applicato il metodo statistico-comparativo, prendendo quale valore medio
di riferimento un importo pari a 300 franchi/m2, calcolato sulla base delle
tabelle dell'USTAT, aggiornate e corrette, per il periodo 2008-2011, con i
relativi correttivi.
F.
Contro la predetta decisione, la A._ (di seguito: ricorrente) – per il
tramite del suo patrocinatore – ha presentato ricorso il 14 novembre 2014
dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando tasse, spese e
ripetibili, essa postula l'accoglimento del proprio gravame e in particolare
che gli venga riconosciuta:
 in via principale, un'indennità per espropriazione parziale definitiva pari a (i)
1'660'585 franchi per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._ e pari
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a (ii) 766'440 franchi per la particella n. ***2 RFD del Comune di X._,
sulla scorta di un valore medio di 380 franchi/m2;
 in via subordinata, un'indennità per espropriazione parziale definitiva pari a (i)
1'469'916 franchi per la particella n. ***1 RFD del Comune di X._ e pari
a (ii) 666'216 franchi per la particella n. ***2 RFD del Comune di X._,
sulla scorta di un valore medio di 342 franchi/m2.
In sunto, invocando la violazione del diritto federale nonché l'accertamento
inesatto di fatti giuridicamente rilevanti, essa postula l'annullamento della
decisione impugnata, in ragione della sua motivazione lacunosa
(violazione del diritto di essere sentito) e del fatto che la CFS avrebbe
disatteso le istruzioni impartite dallo scrivente Tribunale con sentenza A-
1482/2013 del 2 giugno 2014 per il calcolo dell'indennità espropriativa.
G.
Con osservazioni 26 novembre 2014, l'autorità inferiore ha preso posizione
sul predetto ricorso, apportando alcuni chiarimenti in merito al calcolo
dell'indennità di espropriazione.
H.
Con osservazioni 6 febbraio 2015, la FFS SA (di seguito: controparte),
protestando tasse e spese giudiziarie, ha in sostanza sollevato l'inammis-
sibilità delle censure della ricorrente, nella misura in cui trattasi di censure
già proposte nella precedente procedura di ricorso, su cui lo scrivente
Tribunale ha già avuto modo di determinarsi con sentenza A-1482/2013 del
2 giugno 2014. Essa ha dunque postulato il rigetto del gravame, per quanto
ammissibile.
I.
Con osservazioni finali 30 aprile 2015, la ricorrente si è in sostanza
confermata nelle proprie allegazioni, determinandosi in merito alle
osservazioni della controparte e dell'autorità inferiore.
J.
Su invito del Tribunale amministrativo federale, il 28 settembre 2015
l'autorità inferiore ha ulteriormente precisato i motivi per cui ha tenuto conto
di determinati fondi per il calcolo dell'indennità di espropriazione.
K.
Sia la ricorrente che la controparte hanno poi avuto l'occasione di prendere
posizione in merito alle predette precisazioni dell'autorità inferiore, con
scritti del 13 ottobre 2015 e del 14 ottobre 2015.
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Pagina 5
L.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei
considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il
presente gravame giusta gli art. 1 e 31 segg. LTAF in relazione con l'art. 77
cpv. 1 della legge federale del 20 giugno 1930 sull'espropriazione (LEspr,
RS 711).
1.2 Per l'art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni contrarie contenute
nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al Tribunale
amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al rinvio di cui
all'art. 37 LTAF, la PA.
1.3 La legittimazione a ricorrere è retta dall'art. 78 cpv. 1 LEspr e
dall'art. 48 cpv. 1 PA. Secondo questi disposti, nella misura in cui alla
ricorrente, destinataria della decisione 23 ottobre 2014 dell'autorità
inferiore qui impugnata, è stato concesso un indennizzo inferiore a quanto
da lei richiesto, essa risulta direttamente toccata e ha pertanto un interesse
a che la predetta decisione venga annullata.
1.4 La decisione della CFS è poi stata impugnata con atto tempestivo
(cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di
contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Occorre pertanto entrare
nel merito del ricorso.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto
di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza (cfr. art. 49 PA;
cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren
vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).
Ai sensi dell'art. 49 lett. b PA, l'accertamento dei fatti è incompleto
allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per
la decisione non sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore.
L'accertamento è invece inesatto allorquando l'autorità ha omesso d'am-
ministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera erronea
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il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha fondato la
propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli atti dell'in-
carto, ecc. (cfr. BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2a ed. 2015,
pag. 566; OLIVIER ZIBUNG/ELIAS HOFSTETTER in: Waldmann/Weissen-
berger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2009, n. 37 seg. ad art. 49 PA).
2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né
dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE
MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5,
pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio
del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti
spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di
diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso
(cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27
consid. 3.3).
2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità giudi-
ziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione completo –
eserciti il suo potere d'apprezzamento con riserbo qualora si tratti di
questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a questioni
tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono giudicare
questioni tecniche speciali per le quali l'autorità di prima istanza dispone di
conoscenze specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà senza validi
motivi dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (cfr. DTF 133 II 5 consid. 3;
131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-7836/2008 del 21 dicembre
2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.154 segg.).
3.
Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con pieno potere di
cognizione la questione a sapere se si deve entrare nel merito del ricorso
(cfr. DTAF 2007/6 consid. 1 con rinvii; sentenze del TAF A-6868/2010 del
7 giugno 2012 consid. 3; B-6224/2011 del 27 dicembre 2011 consid. 1.1;
B-1773/2006 del 25 settembre 2008 consid. 1.2).
In concreto, si tratta di determinare la ricevibilità delle censure sollevate
dalla ricorrente avverso la decisione 23 ottobre 2014 della CFS, fondata
sulla sentenza di rinvio A-1482/2013 del 2 giugno 2014 dello scrivente
Tribunale.
3.1 Allorquando le sentenze del Tribunale amministrativo federale non
vengono impugnate dinanzi al Tribunale federale nel termine di ricorso
http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23 http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35 http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680
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Pagina 7
(cfr. art. 100 LTF), le stesse crescono in giudicato formale e materiale
(cfr. per i dettagli, sentenza del TAF A-6868/2010 del 7 giugno 2012
considd. 3.1 – 3.3 con rinvii).
3.2 Qualora l'autorità di ricorso rinvii eccezionalmente la causa con delle
istruzioni imperative all'autorità inferiore (art. 61 cpv. 1 PA), la procedura è
conclusa per quel che concerne i punti sui quali essa ha statuito nei
considerandi della propria decisione (cfr. sentenze del TAF A-6868/2010
del 7 giugno 2012 consid. 3.4; A-5682/2011 del 3 aprile 2012 consid. 2.4.1;
A-7643/2010 del 31 gennaio 2012 consid. 3.1).
Se il dispositivo di una decisione di rinvio rinvia espressamente ai consi-
derandi in diritto, quest'ultimi sono parte integrante del medesimo e parte-
cipano, nella misura in cui sono parte dell'oggetto litigioso, alla crescita in
giudicato in senso formale (cfr. DTF 120 V 233 consid. 1a; 113 V 159 con-
sid. 1c; sentenza del TF 8C_272/2011 dell'11 novembre 2011 consid. 1.3
con rinvii; sentenze del TAF A-5682/2011 del 3 aprile 2012 consid. 2.4.3;
A-7643/2010 del 31 gennaio 2012 consid. 3.2). In tale evenienza, l'autorità
alla quale la causa viene rinviata, come pure quella che ha emanato la
decisione su ricorso, sono allora tenute a conformarsi alle istruzioni della
decisione di rinvio. L'autorità inferiore deve quindi fondare la sua nuova
decisione sui considerandi in diritto della decisione di rinvio. Questo
principio, sancito all'art. 61 cpv. 1 PA, è altresì applicabile allorquando
difetta un'apposita norma e vale, pertanto, nella procedura amministrativa
in generale (cfr. DTF 135 III 334 consid. 2; 122 I 250 consid. 2; 117 V 237
consid. 2a; 113 V 159 consid. 1c; sentenze del TF 9C_522/2007 del
17 giugno 2008 consid. 3.1; 4A_71/2007 del 19 ottobre 2007 considd. 2.1
e 2.2; sentenza del TAF A-5682/2011 del 3 aprile 2012 consid. 2.4.3).
L'autorità inferiore vede in tal modo la sua latitudine di giudizio limitata dai
motivi della decisione di rinvio, nel senso ch'essa è vincolata a ciò che è
stato deciso definitivamente dall'autorità di ricorso (cfr. DTF 131 III 91
consid. 5.2; 120 V 233 consid. 1a), la quale non può, dal canto suo,
rimettere in discussione la propria decisione in occasione di un successivo
ricorso (cfr. DTF 135 III 334 consid. 2; sentenze del TF 2C_465/2011 e
2C_466/2011 del 10 febbraio 2012 consid. 1.4; 9C_703/2009 del
30 ottobre 2009 consid. 2.2 con rinvii; 9C_522/2007 del 17 giugno 2008
consid. 3.1; sentenze del TAF A-6868/2010 del 7 giugno 2012 consid. 3.4;
A-5682/2011 del 3 aprile 2012 consid. 2.4.3 con rinvii; A-7643/2010 del
31 gennaio 2012 consid. 3.2; C-540/2009 del 6 dicembre 2010 consid. 6.2;
C-122/2008 del 30 settembre 2010 consid. 8.1). Qualora poi la decisione
di rinvio cresca in giudicato, l'autorità inferiore non è vincolata unicamente
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ai motivi di rinvio, bensì anche ai restanti motivi ivi contenuti
(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.195).
3.3 In concreto – come già esposto sub. lett. D – con sentenza A-
1482/2013 del 2 giugno 2014 lo scrivente Tribunale ha accolto il ricorso
20 marzo 2013 interposto dalla ricorrente nei confronti della decisione
22 febbraio 2013 della CFS, rinviando gli atti a quest'ultima affinché
ricalcolasse l'indennità per l'espropriazione parziale definitiva delle
particelle n. ***2 e n. ***1 RFD del Comune di X._, tenuto conto di
determinati criteri. Lo scrivente Tribunale si è peraltro determinato sui
singoli elementi di calcolo dell'indennità d'espropriazione e sugli argomenti
sollevati dalla ricorrente. Poiché in casu la ricorrente non ha impugnato la
sentenza A-1482/2013 del 2 giugno 2014 dello scrivente Tribunale dinanzi
al Tribunale federale nel termine di ricorso di 30 giorni (cfr. art. 100 LTF), la
stessa è cresciuta in giudicato.
In tali circostanze, quanto sancito dallo scrivente Tribunale nella propria
sentenza A-1482/2013 del 2 giugno 2014 – riservato il caso della revisione,
che tuttavia qui non ci concerne, difettandone i presupposti – non può
pertanto più essere rimesso in discussione dinanzi ad esso, tantomeno
riesaminato nell'ambito dell'esame del ricorso interposto dalla ricorrente
contro la nuova decisione 23 ottobre 2014 della CFS. Nell'esame del
presente gravame, lo scrivente Tribunale deve quindi attenersi a quanto
già da lui deciso in precedenza nella propria sentenza A-1482/2013 del
2 giugno 2014. Oggetto del presente litigio è unicamente la decisione
23 ottobre 2014 della CFS.
Ne discende che, nella misura in cui la ricorrente solleva le medesime
censure già fatte valere in precedenza su cui lo scrivente Tribunale ha già
avuto modo di statuire in maniera definitiva con sentenza A-1482/2013 del
2 giugno 2014, le stesse sono irricevibili, come giustamente rilevato dalla
controparte nelle proprie osservazioni 6 febbraio 2015
4.
Nel proprio gravame, innanzitutto la ricorrente censura l'assenza di
motivazione da parte dell'autorità inferiore in rapporto ai valori presi in
considerazione per il calcolo dell'indennità di espropriazione.
4.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-
zione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'autorità,
indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito (cfr.
DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale
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Pagina 9
doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità di
ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1).
Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all'interessato il
diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi
confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi
di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione,
di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative
risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla decisione
(cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del
19 maggio 2010; 8C_321/2009 del 9 settembre 2009; sentenza del TAF A-
7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).
4.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua
decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è
ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il
destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso,
impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa
esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 con-
sid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che l'autorità si esprima
sulle circostanze significative atte ad influire in un modo o nell'altro sul
giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a prendere posizione su
tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal ricorrente, ma può
limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la decisione (cfr. DTF
130 II 530 consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b; [tra le
molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2015 consid. 3.3 con
rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1). Peraltro, la motivazione non deve
necessariamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche trovarsi
in un documento separato che sia stato portato a conoscenza dell'interes-
sato o può discendere dal rinvio a una presa di posizione di un'altra autorità
sempre portata a conoscenza dell'interessato (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c;
113 II 204 consid. 2; [tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del
6 gennaio 2015 consid. 3.3 con rinvii), basta che il destinatario sia in grado
di procurarsi i documenti ai quali la decisione rimanda. L'ampiezza della
motivazione non può tuttavia essere stabilita in modo uniforme. Essa va
determinata tenendo conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie
e degli interessi della persona toccata nonché applicando i principi
sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale. La motivazione può
anche essere sommaria, ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi
essenziali sui quali l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio
(cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 531 e
535 con rinvii).
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Pagina 10
4.3 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può essere
sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti
in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un
successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della
giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore
(cfr. sentenza del TF 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; DTF 133
I 201 consid. 2.2; [tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del
6 gennaio 2015 consid. 3.5 con rinvii).
4.4 In proposito, lo scrivente Tribunale rileva come la motivazione della
decisione impugnata possa effettivamente apparire a tratti piuttosto
succinta, dal momento che l'autorità inferiore, riferendosi alla sentenza A-
1482/2013 del 2 giugno 2014 dello scrivente Tribunale, non ha spiegato in
maniera dettagliata le ragioni che l'hanno spinta a prendere in
considerazione determinati valori contenuti nelle tabelle dell'USTAT per gli
anni 2008-2010. Sennonché nelle proprie osservazioni del 26 novembre
2014 e del 28 settembre 2015 l'autorità inferiore ha apportato i necessari
chiarimenti in proposito, segnatamente precisando il suo calcolo e gli
elementi da lei presi in considerazione per stabilire l'indennizzo a favore
della ricorrente. In tali circostanze, visti i complementi forniti, si deve
ritenere la motivazione come sufficiente. Peraltro, la ricorrente ha avuto
modo di prendere posizione in proposito nel corso della procedura di
ricorso dinanzi allo scrivente Tribunale, sicché ogni eventuale violazione
del suo diritto di essere sentita deve essere considerata come sanata. In
tali circostanze, la censura della ricorrente non può che essere respinta.
5.
In concreto, la ricorrente contesta l'indennità concessa per l'espropriazione
parziale definitiva delle particelle n. ***1 e n. ***2 RFD del Comune di
X._, in particolar modo gli elementi del calcolo dell'indennità presi
in considerazione dall'autorità inferiore. Essa non contesta tuttavia l'in-
dennità concessa per l'occupazione temporanea delle predette particelle.
L'esame dello scrivente Tribunale si focalizzerà pertanto sull'indennità per
l'espropriazione parziale definitiva. A tal fine, esso dovrà accertare se –
tenuto conto delle peculiarità del caso, nonché dei principi applicabili
(cfr. consid. 6 del presente giudizio) e di quanto già sancito con sentenza
di rinvio A-1482/2013 del 2 giugno 2014 – il calcolo alla base dell'indennità
espropriativa è corretto o meno (cfr. consid. 7 del presente giudizio).
6.
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Pagina 11
6.1 Giusta l'art. 16 LEspr, l'espropriazione non può aver luogo che verso
piena indennità. Nell'esame del patrimonio dell'espropriato, l'indennità non
deve tuttavia condurre né ad un impoverimento né ad un arricchimento.
Essa deve collocare l'espropriato in una situazione economicamente
equivalente a quella di cui avrebbe beneficiato senza l'espropriazione (cfr.
DTF 95 I 453 consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenza del TAF A-3440/2012
del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.1; HEINZ HESS/HEINRICH WEIBEL, Das
Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE
MOOR, Droit administratif, vol. III, 1992, pag. 413).
6.2 Giusta l'art. 19 LEspr, nel fissare l'indennità devono essere tenuti in
conto tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato per effetto dell'estinzione o
della limitazione dei suoi diritti. L'indennità comprende quindi (lett. a)
l'intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di
espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente
connessi, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad
essere diminuito; (lett. c) l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti
dall'espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso ordinario
delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione.
6.3 Il diritto all'indennizzo presuppone tuttavia che in corrispondenza del
pregiudizio avanzato dall'espropriato – indipendentemente dalla sua
natura – sussista un nesso di causalità naturale e adeguata con la
soppressione, la modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR,
op. cit., pag. 415; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-ECABERT,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, n. 1137;
RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de l'expropriation, 2013, n. 649
segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e dell'esperienza generale
della vita, l'espropriazione deve essere propria a produrre un effetto del
genere di quello che si è realizzato. Il mancato reddito è indennizzato
soltanto nella misura in cui, senza l'espropriazione, lo stesso si sarebbe
realizzato con certezza, o almeno con alta verosimiglianza. Una semplice
probabilità o aspettativa, fondata su delle considerazioni congiunturali o
economiche, o su delle previsioni future senza fondamenti precisi, non
basta (ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1138). In assenza di detto
nesso di causalità, per l'espropriato non sussiste pertanto alcun diritto
all'indennizzo (cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013
consid. 3.4).
6.4 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l'art. 19bis cpv. 1
LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell'udienza di
conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base
A-6674/2014
Pagina 12
delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del
pregiudizio elencati all'art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 121 II 350 consid.
5d; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167).
6.5
6.5.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un
terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul
confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco
prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF
1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 2002
consid. 3.1). In base a questo metodo, all'espropriato viene riconosciuto
l'importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire vendendo la
particella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi potenziale
acquirente (cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 consid. 5a; 115 Ib 408
consid. 2c; 114 Ib 286 consid. 7; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio
2005 consid. 2.2, in: RtiD 2006 I; sentenza del TAF A-7495/2007 del
19 maggio 2009 consid. 3.1).
6.5.2 L'applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone
che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione,
qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre solo
che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche positive
o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche mediante
adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino caratteristiche simili,
nemmeno occorre che le particelle siano ubicate nello stesso quartiere (cfr.
DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; sentenza del TF
1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenza del TAF A-
7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-RUFFINEN/GUY-
ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). Dal profilo temporale è quindi di per sé
possibile considerare anche negozi giuridici precedenti l'anno della data
determinante (dies aestimandi) o che concernono fondi in situazioni e dalle
caratteristiche paragonabili ma ubicati in comparti territoriali più distanti o
eventualmente in Comuni vicini (cfr. sentenza del TF 1E.14/2006 del
6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). Anche la disponibilità limitata di
contrattazioni quale termine di paragone non basta infine a giustificarne
una mancata applicazione. A condizione che siano esaminati
accuratamente e non risulti che circostanze insolite abbiano influito sulla
conclusione di un contratto, anche singoli confronti possono permettere
conclusioni sul livello generale dei prezzi ed essere quindi presi in
considerazione per fissare l'indennità (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a;
sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenza del
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Pagina 13
TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-
RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.).
6.5.3 Nella stima del valore venale devessi tenere equo conto altresì della
possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre che
siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno imminenti
(cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1). Per contro,
semplici offerte, prezzi discussi durante le trattative o stabiliti da persone
toccate dall'espropriazione e che per essa reclamano un'indennità non
costituiscono un valido termine di paragone ai fini della fissazione del
risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3c; sentenza del TAF A-7495/2007
del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì per i valori estremi
opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto della media, gli stessi
potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore medio applicabile ad
un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo essere del tutto esclusi
a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo (cfr. HESS/WEIBEL, op.
cit. n. 87 ad art. 19 LEspr).
7.
7.1 Richiamati i principi applicabili, va innanzitutto esaminato quanto
sancito dall'autorità inferiore nella decisione impugnata e negli atti prodotti
in sede ricorsuale.
7.1.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha ritenuto che, non
essendovi la necessità di assumere ulteriori prove, essa doveva limitarsi a
fissare l'indennità per l'area espropriata situata in zona industriale e/o
artigianale, prendendo come riferimento le tabelle dell'USTAT, aggiornate
e corrette, per il periodo 2008-2011 giudicato rappresentativo dal Tribunale
amministrativo federale con sentenza A-1482/2013 del 2 giugno 2013,
dalle quali risultano i nove dati seguenti:
Tabelle USTAT 2008
 part. ***3 valore al m2: fr. 207.92
 part. ***4 valore al m2: fr. 330.--
 part. ***5 valore al m2: fr. 84.28
 part. ***6 valore al m2: fr. 391.13
 part. ***7 valore al m2: fr. 224.80
 part. ***8 valore al m2: fr. 325.--
Tabelle USTAT 2010
 part. ***9 valore al m2: fr. 301.66
 part. ***10 valore al m2: fr. 370.--
 part. ***11 valore al m2: fr. 320.--
Essa ha poi ritenuto che, come risultava anche dalle ortofoto, si trattava di
contrattazioni che hanno tutte per oggetto terreni situati nella località
S._, T._, U._, V._ e con una situazione
A-6674/2014
Pagina 14
identica a quelle della ricorrente. In tali circostanze, ha ritenuto dette
contrattazioni come rappresentative, sicché dovevano essere prese in
considerazione ai fini della stima, secondo il metodo statistico-compa-
rativo. Essa ha poi tolto gli estremi opposti (fr. 391.13 della transazione [...]
per la part. ***6 e fr. 84.20 della transazione [...] per la part. ***5), ritenendo
un prezzo medio sulle rimanenti transazioni di 296.71 franchi, arrotondato
a 300 franchi al m2 per l'indennità di espropriazione.
Nella risposta 26 novembre 2014, l'autorità inferiore ha precisato di aver
provveduto ad accertare lo statuto delle particelle di riferimento, tutte
inserite nella zona industriale e artigianale, applicando il metodo statistico-
comparativo come già tutelato dallo scrivente Tribunale. Essa ha poi
indicato che, dovendo tenere conto delle nove trattative prossime al «dies
aestimandi», era evidente che l'indicizzazione al 5 % non poteva essere
applicata, ritenuto che nella precedente decisione la forchetta delle
contrattazioni era più ampia e per tale motivo vi era stato l'adattamento.
Su richiesta dello scrivente Tribunale, con osservazioni 28 settembre 2015,
l'autorità inferiore ha altresì ripreso la descrizione di ogni singolo fondo
contestato, precisando per ognuno di essi, la situazione reale, la sua
ubicazione e la ragione per la quale è stato tenuto conto di un determinato
valore, rinviando agli atti dell'incarto già noti alla ricorrente. Essa ha in
particolare indicato le similitudini esistenti tra i fondi considerati e quelli
della ricorrente, nonché i motivi che l'hanno portata ad escludere il valore
estremo minimo e il valore estremo massimo.
7.1.2 Viste le spiegazioni fornite dall'autorità inferiore, lo scrivente
Tribunale ritiene che quest'ultima abbia calcolato correttamente l'indennità
per l'espropriazione parziale definitiva spettante alla ricorrente, in
conformità a quanto sancito con sentenza A-1482/2013 del 2 giugno 2013.
L'indennità di 300 franchi al m2 concessa dalla CFS alla ricorrente – tenuto
conto che si tratta di un'espropriazione parziale di due porzioni di terreno
di 7'414 m2 (part. n. ***1) e di 3'258 m2 (part. n. ***2) aventi una particolare
configurazione, così come giustamente rilevato anche dalla controparte
(cfr. osservazioni 6 febbraio 2015, pag. 9 segg.) – appare adeguata e
proporzionata.
7.2 Ciò constatato, occorre ancora verificare se le censure della ricorrente
sono tali da mettere in discussione il calcolo dell'indennità d'espropriazione
dell'autorità inferiore.
A-6674/2014
Pagina 15
7.2.1 In sostanza, la ricorrente ritiene che l'autorità inferiore avrebbe
disatteso le istruzioni impartite dallo scrivente Tribunale nella sentenza A-
1482/2013 del 2 giugno 2014, in quanto non solo non avrebbe tenuto conto
dei correttivi da adottare in rapporto alle peculiarità dei fondi del Comune
di X._ presi in considerazione (part. ***3, ***4, ***7, ***8, ***11 e ***9),
ma avrebbe inoltre escluso (part. ***12 e ***6) o non escluso a torto dei fondi
non confrontabili (part. ***3 e ***5), senza altresì provvedere
all'indicizzazione al 3% come nella precedente decisione. Il calcolo
dell'indennità d'espropriazione andrebbe pertanto corretto togliendo la
particella n. ***5 (non comparabile), e scartando le particelle n. ***3
(estremo minimo) e ***6 (estremo massimo). Indicizzando i valori ottenuti
si otterrebbe un prezzo unitario di almeno 342 franchi/m2 o, con i correttivi,
di almeno 380 franchi/m2.
7.2.2 Per la ricorrente il mappale n. ***5 RFD del Comune di X._
non sarebbe confrontabile con gli altri fondi, sicché andrebbe depennato
dalla lista delle transazioni. Tale fondo che misura solo 617 m2, avrebbe
una configurazione particolarmente tormentata che deriverebbe da una
sorta di trapezio e di triangolo accostati. La superficie edificabile sarebbe
limitata a una superficie di soli 50 m2, ciò che spiegherebbe il prezzo di
vendita di 84.28 franchi/m2. Secondo lei, quale valore estremo minimo
andrebbe dunque preso il prezzo di vendita di 207.92 franchi relativo al
mappale n. ***3 RFD del Comune di X._ (cfr. punto 2.2 del ricorso;
punto 4/c delle osservazioni 28 settembre 2015).
In proposito, va considerato quanto segue. Nella decisione impugnata, la
CFS ha tenuto conto delle peculiarità del fondo n. ***5 (conformazione
irregolare, scarse potenzialità edificatorie, ecc.), sicché l'ha considerato
come valore estremo minimo da escludere dal calcolo dell'indennità
d'espropriazione, così come ribadito nelle sue osservazioni 28 settembre
2015 (cfr. citate osservazioni, pag. 2). Tale modo di procedere – contraria-
mente a quanto indicato dalla ricorrente – appare corretto, giacché lo
scrivente Tribunale non intravvede alcuna ragione per scostarsi dal giudizio
dell'autorità inferiore. Non vi è pertanto alcuna ragione di considerare la
particella n. ***3 quale estremo minimo al posto della particella n. ***5 RFD
del Comune di X._. Le censure della ricorrente vanno pertanto
respinte su questo punto.
7.2.3 Per quanto concerne il mappale n. ***6 RFD del Comune di
X._, la ricorrente indica che il prezzo di vendita di 391.13 franchi/m2
– da mettere in relazione con la sua notevole superficie di 17'897 m2 – non
andrebbe considerato come estremo massimo, lo stesso dimostrando che
A-6674/2014
Pagina 16
i prezzi di vendita dei terreni industriali e artigianali sono in continua ascesa
grazie anche alla realizzazione della ferrovia Mendrisio – Stabio La sua
esclusione sarebbe pertanto ingiustificata (cfr. punto 2.3 del ricorso;
punto 4/d delle osservazioni 13 ottobre 2015).
Sennonché, un esame delle altre contrattazioni mostra chiaramente che si
tratta di un dato isolato rispetto alle altre contrattazioni registrate per il 2008
e il 2010, come giustamente rilevato dalla controparte. Orbene, in proposito
la CFS ha indicato che nonostante la grande superficie di 16'789 m2 e la
forma regolare, il prezzo di vendita di 391.13 franchi/m2 risulterebbe troppo
alto rispetto ad altri fondi con migliori caratteristiche di zona: la particella
n. ***6 è ubicata in località «U._» a confine con la ferrovia, a pochi
metri dal fondo n. ***5; rispetto agli altri fondi, la distanza dalla strada
principale risulta maggiore e l'accesso al fondo più difficoltoso con i mezzi
pesanti (cfr. osservazioni 28 settembre 2015, pag. 2). In tali circostanze, lo
scrivente Tribunale non vede alcun motivo di discostarsi dal giudizio della
CFS, sicché non può che confermare l'esclusione della predetta
contrattazione quale estremo superiore. La censura della ricorrente in
proposito va pertanto respinta.
7.2.4
7.2.4.1 Per quanto concerne i mappali n. ***3, ***4, ***7, ***8 RFD del
Comune di X._, nel proprio ricorso la ricorrente indica che il loro
acquisto sarebbe stato effettuato ad un prezzo contenuto poiché la
superficie ridotta degli stessi ne rendeva difficile una edificazione secondo
le quantità edificatorie previste dal piano regolatore, ma anche per il fatto
che il Municipio di X._ impone ai proprietari immobiliari, in caso di
edificazione, di sobbarcarsi l'onere di anticipare i costi della nuova fogna-
tura, da realizzare lungo la superstrada che verrebbero restituiti a tempo
debito e senza remunerazione per il capitale bloccato. Lo stesso varrebbe
per i mappali n. ***11 e ***9 RFD del Comune di X._. In tali
circostanze, essa ritiene che i valori di vendita andrebbero corretti, tenuto
conto delle peculiarità dei fondi appena citate (cfr. punto 2.4 del ricorso).
Nelle osservazioni 13 ottobre 2015, essa indica per la prima volta che
successivamente all'acquisto dei predetti mappali da parte dell'allora
B._ (attuale A._ e qui società ricorrente), tali fondi sarebbero
stati raggruppati su richiesta dell'autorità cantonale competente in materia
di acquisto di fondi da parte di persone all'estero ai sensi della legge
federale del 16 dicembre 1983 sull'acquisto di fondi da parte di persone
all'estero (LAFE, RS 211.412.41; di seguito : autorità LAFE) di modo che
gli stessi potessero rientrare in quelli per stabilimento d'impresa giusto
A-6674/2014
Pagina 17
l'art. 2 cpv. 2 lett. a LAFE. A suo avviso, le unioni di particelle imposte da
l'autorità LAFE, alle quali l'autorità inferiore attribuirebbe una notevole
rilevanza, non potrebbero venire prese in considerazione per la definizione
dell'indennità di espropriazione. Ciò indicato, subordinatamente essa
chiede l'accertamento d'ufficio degli oneri LAFE concernenti le
contrattazioni interessate dalla presente procedura (cfr. punti 3/b e 4/a
delle citate osservazioni).
7.2.4.2 In proposito, lo scrivente Tribunale sottolinea innanzitutto –
diversamente dalla ricorrente, che non ne fa minimamente accenno – come
la porzione di superficie espropriata dalle particelle n. ***2 e ***1 RFD del
Comune di X._, analogamente a quella delle particelle n. ***3, ***11,
***7, ***9 e ***8 RFD del Comune di X._, sia anch'essa di dimensioni
ridotte. Che poi le possibilità edificatorie ne siano risultate o meno ridotte,
non è qui determinante, nella misura in cui la stessa constatazione risulta
applicabile pure alle porzioni qui espropriate. Poco importa pertanto che le
predette particelle n. ***3, ***11, ***7, ***9 e ***8 siano state successivamente
oggetto di un raggruppamento ai sensi della LAFE, peraltro a beneficio
della ricorrente, che in tal modo ha potuto farli valere quale stabilimento
d'impresa ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 lett. a LAFE, come da lei stessa
sottolineato. In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non ritiene come
necessario procedere a degli accertamenti degli oneri LAFE, dal momento
che lo stesso non intravvede alcun motivo per prendere in considerazione
i raggruppamenti di terreni intervenuti ai sensi della LAFE per il controllo
dell'indennità espropriativa (cfr. in merito all'apprezzamento anticipato
delle prove, sentenza del TAF A-3440/2012 del 21 gennaio 2014
consid. 4.1 con rinvii). La richiesta di accertamento non può pertanto che
essere respinta.
Che il Municipio di X._ imponga ai proprietari immobiliari, in caso di
edificazione, di sobbarcarsi l'onere di anticipare – pro quota parte – i costi
della nuova fognatura, da realizzare lungo la superstrada, costituisce non
solo una circostanza non comprovata dalla ricorrente, ma anche un
elemento ininfluente sul valore delle vendite. In rapporto ai contributi di
miglioria, lo scrivente Tribunale ha già avuto occasione di sottolineare in
una sentenza parallela, che un contributo di miglioria non ha nulla a che
vedere con il prezzo di vendita di un fondo, lui dipendente dalla volontà
dell'acquirente e del venditore. Per questo motivo, quand'anche il venditore
proponga un prezzo più basso in previsione dei contributi di miglioria che
l'acquirente dovrà versare, tale circostanza è ininfluente, essendo
determinante il prezzo di vendita effettivamente registrato e non un valore
ipotetico o le speculazioni delle parti (cfr. sentenza del TAF A-1581/2013
A-6674/2014
Pagina 18
del 6 giugno 2014 consid. 6.4.4 con riferimenti citati). Pertanto, gli oneri di
cui parla la ricorrente non hanno nessuna influenza sui dati di cui ha tenuto
conto la CFS. Peraltro, la ricorrente non ha prodotto alcun documento
inficiante il prezzo di vendita dei predetti fondi o a comprova delle sue
allegazioni, sicché lo scrivente Tribunale non vede alcun motivo per
discostarsi dal giudizio dell'autorità inferiore.
In tali circostanze, si deve ritenere che è a giusta ragione che l'autorità
inferiore ha preso in considerazione le contrattazioni relative alle particelle
n. ***3, ***11, ***7, ***9 e ***8 RFD del Comune di X._. Le censure
della ricorrente, vanno pertanto respinte.
7.2.5 Per finire, la ricorrente vorrebbe che la CFS tenesse conto del prezzo
di vendita par a 572.05 franchi/m2 del fondo n. ***13 (recte n. ***12) RFD del
Comune di X._, in quanto sebbene la vendita sia stata formalizzata
poco dopo il dies aestimandi, la stessa dimostrerebbe la tendenza dei
prezzi di X._ in rapporto a fondi industriali e artigianali
(cfr. punto 2.5 del ricorso; punto 4/f delle osservazioni 13 ottobre 2015).
Al riguardo, è qui doveroso sottolineare che, con sentenza A-1482/2013
del 2 giugno 2013, lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di stabilire che
tale valore non può entrare in linea di conto. Nella misura in cui si tratta
non solo di una vendita intervenuta posteriormente al dies aestimandi, ma
anche di un fondo acquistato dalla ricorrente – parte espropriata e dunque
interessata – durante la precedente procedura, tale dato va infatti scartato
(cfr. consid. 4.3.4 della citata sentenza).
8.
In definitiva, visto quanto precede, il calcolo dell'indennità d'espropriazione
dell'autorità inferiore appare corretto. Su tali basi, ben si può quindi
concludere che è a giusto titolo che all'espropriata è stato riconosciuto
un'indennità di 300 franchi/m2 in rapporto all'espropriazione parziale
definitiva delle due particelle n. ***1 e ***2 RFD del Comune di X._.
Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso deve essere pertanto respinto e la
decisione 23 ottobre 2014 della CFS confermata.
A-6674/2014
Pagina 19
9.
Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle
ripetibili è regolata dagli art. 114 segg. LEspr (cfr. sentenze del TAF A-
8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-4676/2007 dell'11 dicembre
2007 consid. 8; A-996/2007 del 9 agosto 2007 consid. 7). Giusta l'art. 116
cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a carico
dell'espropriante. Se le conclusioni dell'espropriato vengono respinte
totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni caso, le
spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha cagionate.
Nella fattispecie, nella misura in cui la presente causa concerne delle
questioni di cui lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di occuparsi in
precedenza (inc. A-1482/2013), le spese processuali sono fissate ad un
importo ridotto di 2'500 franchi (cfr. artt. 4 e 6 lett. b del regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tale importo è
posto a carico della controparte, in qualità di ente espropriante.
Per contro, non si riscontrano motivi per giustificare l'assegnazione di
ripetibili alla ricorrente, totalmente soccombente (cfr. sentenze del TF
1E.20/2005 del 16 maggio 2006 consid. 4; 1E.1/2006 del 12 aprile 2006
consid. 11, 1E.16/2005 del 14 febbraio 2006 consid. 6; sentenze del TAF
A-8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-6004/2008 del 22 aprile
2009 consid. 10; A-5968/2007 del 14 aprile 2009 consid. 8). Analogo
discorso vale nei confronti della controparte, qui parte espropriante
(cfr. art. 116 cpv. 1 LEspr). Per altro, nella misura in cui una struttura di
dimensioni rilevanti come quella delle FFS dispone al suo interno di un
proprio servizio giuridico, l'assegnazione della sua difesa ad un legale
esterno non risulta neppure indispensabile o necessaria. In tali circostanze,
sebbene la controparte sia ovviamente libera di scegliere il proprio
mandante, le relative spese rimangono tuttavia a suo carico. Per tali motivi,
alla stessa non vengono assegnate ripetibili.
(il dispositivo è indicato alla pagina seguente)
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