Decision ID: 8e8496a8-2719-55bc-9f06-4678edf4f39c
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'468.60 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 7 febbraio 2007 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 13 febbraio 2007 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 13 febbraio 2007 alle ore 14.00.
D.
Con l’atto d’appello AP 1 asserisce di essere intenzionata a saldare il debito nei confronti della procedente, avendo ricevuto da _ un’offerta 2 febbraio 2007 per l’acquisto del ristorante da lei gestito per un importo di fr. 50'000.-- (doc. C). Secondo l’appellante ciò le permetterà di estinguere anche gli ulteriori debiti pendenti nei suoi confronti, risultanti dall’estratto UE _ al 14 febbraio 2007 (doc. A), mentre per i debiti _ è stato concluso un accordo. La citata vendita le permetterà di risanare la sua situazione debitoria.

Considerato
in diritto:
1.
a)
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria 3. superiore a disposizione del creditore; o che il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’appellante non si è avvalsa di fatti nuovi verificatisi anteriormente alla dichiarazione di fallimento (pseudonova o fatti nuovi impropri), per cui l’art. 174 cpv. 1 LEF non può essere applicato.
c)
D’altro canto non può essere applicato nemmeno l’art. 174 cpv. 2 LEF, l’appellante non avendo estinto il debito della escutente, compresi gli interessi e le spese (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), non avendo nemmeno depositato presso questa autorità l’importo dovuto a disposizione della creditrice (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) e quest’ultima non avendo ritirato la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF). In via abbondanziale va rilevato che nemmeno il presupposto della solvibilità è stato reso verosimile. Dall’estratto delle esecuzioni al 14 febbraio 2007 (doc. A), prodotto dall’appellante, emerge che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 35'157.95 e che nel corso del 2006 per 2 procedure sono state emesse le comminatorie di fallimento, mentre nel 2007 per altre 4 esecuzioni è stato eseguito il pignoramento. L’offerta di acquisto 2 febbraio 2007 del ristorante AP 1 per fr. 50'000.-- trattabili, inviata da _ all’amministratore unico della predetta società (doc. C) non significa ancora che il contratto di compravendita verrà anche effettivamente stipulato e il prezzo di acquisto versato. L’appellante deve però rendere verosimile la sua solvibilità entro il termine d’appello.
Il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
2.
L’appello 14 febbraio 2007 di AP 1 va quindi respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).