Decision ID: 52141d28-237a-59b5-9a1d-5f8fa8439fd4
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con PE per le esecuzioni ordinarie n. _ del 14/21 luglio 2010 dell’_ di _ AO 1ha escusso AP 1per l’incasso di fr. 220'000.- oltre interessi al 5% dal 6 febbraio 2008, indicando quale titolo di credito: “Riconoscimento di debito del 16.01.2008. Lettera del 24.06.2010 del creditore alla debitrice”.
Interposta opposizione dall’escussa, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura di _.
B. Il procedente fonda la propria pretesa sul riconoscimento di debito (“Schuldanerkenntnis”) del 16 gennaio 2008 (doc. C), mediante il quale AP 1 riconosce di essere debitrice dell’importo di fr. 220'000.- nei confronti di AO 1 impegnandosi altresì a restituire questo importo entro il 5 febbraio 2008. _
All’udienza di contraddittorio l’escussa si è opposta all’istanza eccependo che il creditore avrebbe conteggiato un interesse usurario del 20% (doc. 1).AP 1ha chiesto il richiamo dell’incarto EF.2007.413 della Pretura di Locarno-Città e la produzione dalla controparte dei contratti di prestito del 25 settembre 2006, del 9 ottobre 2006 (2 contratti) e del 24 ottobre 2006.
Il Pretore in sede di udienza ha ammesso il richiamo dell’incarto EF.2007.413 mentre ha respinto la domanda di edizione di documenti dalla controparte.
D. Con sentenza 2 novembre 2010 il Pretore _ ha accolto l’istanza, rilevando che il doc. C costituisce un riconoscimento di debito astratto nel quale non viene espressa la causa dell’obbligazione. Contro questo tipo di riconoscimento di debito, il debitore può sollevare tutte le eccezioni relative al rapporto alla base del riconoscimento. Dagli atti emerge che il rapporto contrattuale che sta alla base del riconoscimento di debito è un contratto di mutuo. Non è invece chiaro l’ammontare delle somme mutuate e non vi è certezza che l’importo di fr. 220'000.-, riconosciuto il 16 gennaio 2008, si componga anche di interessi convenzionali al 20% capitalizzati. Questo perché nel doc. 1 prodotto dalla convenuta, non datato e non firmato, sono esposti degli importi senza però la dimostrazione che gli stessi siano in relazione con la somma di fr. 220'000.- di cui al riconoscimento di debito. In ogni caso il doc. 1 accenna ad un tasso di interesse del 20% da corrispondere “einmalig” e non annualmente, per cui non è possibile, di primo acchito, parlare di un tasso di interesse eccessivo e a carattere usurario.
E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1 argomentando che in considerazione del fatto che per il primo giudice non vi sarebbe chiarezza sull’ammontare delle somme mutuate, il rigetto della richiesta di far produrre alla controparte i contratti di prestito costituisce un diniego di giustizia e una violazione del diritto di essere sentita dell’escussa.
Con la produzione dei doc. da 1 a 4 la convenuta ha reso verosimile che il contratto di prestito alla base del riconoscimento di debito sarebbe nullo poiché viola il divieto d’usura. Dall’incarto EF.2007.413 richiamato risulta che il riconoscimento di debito del 16.01.2008 conteneva il riferimento ad un interesse del 20% (cfr. relativo verbale d’udienza) e che esiste una cartella ipotecaria (doc. F) e due contratti di prestito. Un interesse del 20% per una durata di un prestito garantito da ipoteca di 4 mesi e mezzo é per l’appellante senz’altro usurario, considerato anche che essa dovrebbe poi versare il 5% di interesse annuo anche sugli stessi interessi.
F. Con osservazioni del 15 dicembre 2010 AO 1 ha chiesto la reiezione dell’appello.

Considerato
in diritto:
1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), ciò che ha imposto talune modifiche del diritto cantonale, segnatamente della LALEF. L’art. 404 CPC dispone però che ai procedimenti pendenti al 1° gennaio 2011 torna applicabile la procedura previgente fino a conclusione del procedimento dinanzi all’istanza adita.
Per l’art. 405 CPC poi, alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione. Di conseguenza, la decisione impugnata essendo stata notificata nel corso del mese di novembre 2010, anche all’impugnazione si applica il diritto previgente.
2. Ex art. 20 cpv. 2 vLALEF all'udienza le parti possono esporre verbalmente o per iscritto le loro domande, le eccezioni d'ordine e di merito e dovranno produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive ragioni e che non fossero già stati prodotti unitamente all'istanza scritta, con il solo correttivo del surrogato della dichiarazione scritta di terzi e della perizia di parte, entrambi da produrre al più tardi al contraddittorio (art. 20 cpv. 3 vLALEF). Il principio dell'oralità, dedotto dalla suddetta normativa di diritto procedurale cantonale, assume carattere cogente in virtù dell'art. 101 CPC/TI, che vieta alle parti e al giudice di adottare un modo di procedura diverso da quello stabilito dalla legge (Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 331). Come correttamente statuito dal primo giudice non vi è pertanto spazio per l’accoglimento della richiesta formulata in prima sede e riproposta in sede d’appello da AP 1 di edizione di documenti dalla controparte.
3. In virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
4. La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, op. cit., p. 338 con riferimenti). La volontà di obbligarsi può anche risultare da un atto pubblico redatto nelle forme stabilite dal diritto cantonale, come per esempio le cartelle ipotecarie (cfr. Cometta, op. cit., p. 337 con riferimenti).