Decision ID: 0d75966a-1ba1-56ef-8bed-86c3e990b690
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 8 ottobre 2001 _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 26'817.-- oltre accessori.
B.
Esperita l’udienza di contraddittorio, il 21 novembre 2001 la Pretore di Lugano ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo da mercoledì 21 novembre 2001 alle ore 14.00.
C.
Con tempestivo atto d’appello 6 dicembre 2001 _ ha postulato la declaratoria di nullità del pronunciato pretorile, adducendo che il 6 dicembre 2001 la creditrice avrebbe ritirato la domanda di fallimento a seguito del versamento di parte di quanto dovuto.
D.
Il ricorrente ha prodotto con l’atto d’appello l’ordine di pagamento 6 dicembre 2001 del _, dal quale risulta che egli ha corrisposto alla _ l’importo di fr. 15'000.-- (doc. B), nonché lo scritto di medesima data della procedente con cui è stata ritirata l’istanza di fallimento (doc. C).
considerato

in diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Roger Giroud
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn / Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, op. cit., p. 446 ss.; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Con lo scritto del 6 dicembre 2001 _, dopo che lo stesso giorno _ le ha corrisposto l’importo di fr. 15'000.-- (doc. B), ha ritirato l’istanza di fallimento dell’8 ottobre 2001 (doc. C). Il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF risulta pertanto adempiuto.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità di _ va osservato che dagli estratti delle esecuzioni dell’8 febbraio 2001 al nome _, e al nome di _, emerge che delle 32 esecuzioni promosse contro l’appellante nel periodo tra il 7 gennaio 1992 e il 10 gennaio 2002, 31 sono state pagate, annullate oppure estinte per perenzione. L’unica eccezione riguarda un’esecuzione per fr. 162.80 promossa il 10 gennaio 2001, giunta al solo stadio della notifica al debitore, per cui in questa fase procedurale non può ancora essere ritenuto che l'appellante sia effettivamente debitore dell’importo posto in esecuzione, importo d'altro canto estremamente esiguo. A carico di _ non risultano inoltre attestati di carenza di beni.
Sulla base dei predetti documenti può essere ritenuto che _ non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dalla prima Giudice va annullata.
2.
L'appello 6 dicembre 2001 di _, è accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
3. Con riferimento alla doppia scheda esecutiva esistente al nome di "_" e "_" è dato mandato all'Ispettorato di esecuzione e fallimenti di risolvere l'aritmia procedurale.