Decision ID: b7868eb8-9aa9-5666-88bf-b1b6607d4b89
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Il 3 luglio 2009, il cittadino italiano RI 1 (1962), residente a _, ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione (ora: della popolazione) del Dipartimento delle istituzioni il rilascio di un permesso per confinanti CE/AELS per svolgere l'attività di lavoratore edile presso la _ SA di _. Egli ha prodotto il formulario di "autocertificazione precedenti penali per i cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l'obbligo della presentazione del certificato penale", indicando di essere stato condannato in Italia, ma di non avere procedimenti penali pendenti.
Su richiesta del dipartimento, il ricorrente ha trasmesso il certificato 20 luglio 2009 dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale civile e penale di _, dal quale è risultato a suo carico un procedimento penale per lesione personale e ingiuria (fatti commessi il 24 aprile 2008 a _), nonché il certificato generale del casellario giudiziale 17 luglio 2009 del Ministero della giustizia, da cui è emerso che egli è stato condannato il 12 gennaio 1995 a 22 anni e 10 mesi di reclusione - tra l'altro - per omicidio continuato. Il 24 agosto 2009, la _ SA ha disdetto il contratto di lavoro con l'interessato.
B. Il 26 gennaio 2010, RI 1 ha chiesto nuovamente il rilascio di un permesso per confinanti CE/AELS, producendo un contratto di incarico con la _ SA di _, società attiva nel collocamento del personale, per lavorare come operaio edile presso un cliente della stessa. Egli ha allegato l'autocertificazione precedenti penali, indicando di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti pendenti.
Con decisione 10 febbraio 2010, la Sezione della popolazione ha respinto la domanda per motivi di ordine pubblico, ordinandogli nel contempo di cessare l'attività lucrativa entro l'8 marzo successivo. Il dipartimento ha tenuto conto che l'insorgente aveva interessato le autorità giudiziarie italiane, rimproverandogli inoltre di avere fornito informazioni inveritiere al momento della presentazione dell'autocertificazione dei suoi precedenti penali.
La decisione è stata resa sulla base degli art. 5 dell'Allegato I dell'accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), 24 dell'ordinanza del 22 maggio 2002 sull’introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP; RS 142.203) e 62 lett. a della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20).
C. Con giudizio 8 giugno 2010, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1
Il Governo ha ritenuto che vi fossero gli estremi per non rilasciargli un permesso per confinanti CE/AELS in virtù dei motivi addotti dal dipartimento e ha considerato la decisione impugnata conforme al principio della proporzionalità.
D. Contro la predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso per confinanti CE/AELS.
In sostanza, il ricorrente contesta di essere attualmente una minaccia per l'ordine pubblico e di avere fornito delle informazioni inveritiere ai fini della concessione del permesso richiesto. Ritiene inoltre che la decisione impugnata sia in ogni caso contraria al principio della proporzionalità.
E. All'accoglimento del gravame si oppongono sia il dipartimento che il Consiglio di Stato, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà se necessario in seguito.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire nel merito della presente vertenza è data dall'art. 10 lett. a della legge di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere dell'8 giugno 1998 (LALPS; RL 1.2.2.1). Il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 46 cpv. 1 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).
2. 2.1. L'accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione delle persone (ALC), entrato in vigore il 1° giugno 2002 e direttamente applicabile, si rivolge ai cittadini elvetici e a quelli degli Stati facenti parte della Comunità europea e disciplina il loro diritto di entrare, soggiornare, accedere a delle attività economiche e offrire la prestazione di servizi negli Stati contraenti (art. 1 ALC), stabilendo norme che, in linea di principio, derogano alle disposizioni di diritto interno.
In concreto, l'insorgente può prevalersi in linea di principio del menzionato accordo bilaterale, in quanto è cittadino italiano ed è titolare di un documento di legittimazione valido.