Decision ID: a6c3aa81-a244-5f56-b7fc-f41f7f395ab7
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, di formazione meccanico per veicoli pesanti, ha ottenuto il diploma in selvicoltura e quale “operatore in sistemazioni naturalistiche”, mentre nel mese di aprile 2001 egli ha conseguito il certificato per esercenti.
A titolo indipendente, egli esercita l’attività di selvicoltore/forestale e operatore in sistemazioni naturalistiche, abbinandola nei mesi estivi con quella gerente di un grotto.
Nell’ambito della scuola reclute svolta nel 1985, sparando granate anticarro, egli ha riportato una distorsione al polso destro con frattura dell’osso navicolare, affezione che a suo tempo non è stata diagnosticata, di cui egli ha comunque continuato ad accusare i disturbi cronici (al polso destro).
1.2. Durante le vita civile, il 14 dicembre 2000 egli ha subito un nuovo trauma con conseguente aumento della sintomatologia (doc. AMF 57).
Con rapporto 11 gennaio 2001 il dr. _, specialista in chirurgia della mano, ha diagnosticato una pseudoartrosi dell’osso navicolare a destra, riconducibile all’infortunio occorsogli durante la scuola reclute del 1985 (doc. AMF 58).
Di conseguenza, con comunicazione 27 marzo 2001 l’Ufficio assicurazione militare, sezione AM 7 di Bellinzona (in seguito: sezione AM 7; dal 1° luglio 2005 SUVA Bellinzona, Assicurazione militare), ha informato RI 1 di riconoscere una completa responsabilità per la pseudoartrosi al polso destro (doc. AMF 69).
In data 14 novembre 2001 l’assicurato è stato sottoposto ad un intervento di ricostruzione dell’osso navicolare carpale e dell’asportazione del nodo sentinella di Dypuytren al V.o dito della mano destra (doc. AMF 87).
1.3. Dopo aver esperito gli accertamenti medici del caso, con preavviso datato 12 agosto 2004 la sezione AM 7 ha comunicato all’assicurato di ritenerlo inabile al lavoro nella misura del 50% quale selvicoltore e del 10% quale gerente e di versargli una rendita per un grado d’invalidità del 44%, determinata su un guadagno assicurato di fr. 50'875, erogabile dal 1° aprile 2004 al 31 marzo 2006, data prevista per la revisione della rendita, corrispondente ad una prestazione mensile di fr. 1'772,15 (doc. AMF 222).
Con lettera 25 agosto 2004 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha contestato il succitato preavviso (doc. AMF 229).
1.4. Con decisione 19 ottobre 2004 la sezione AM 7 ha confermato il preavviso 12 agosto 2004 (doc. AMF 241).
In data 25 ottobre 2004 l’assicurato si è tempestivamente opposto alla decisione formale, sostenendo un grado d’incapacità lavorativa complessiva superiore al 50% ed un guadagno assicurato di almeno fr. 70'000 con conseguente riconoscimento di una rendita d’invalidità maggiore del 50% (doc. AMF 243).
Il 22 dicembre 2004 l’Ufficio federale dell’assicurazione militare, Berna (UFAM, dal 1° luglio 2005 SUVA, Divisione assicurazione militare), ha parzialmente accolto l’opposizione ed ha fissato un grado d’invalidità del 37%, calcolato sulla base di un guadagno assicurato di fr. 64'875, corrispondente ad una rendita mensile di fr. 1'900,30 (doc. AMF 254).
1.5. Avverso la succitata decisione amministrativa, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha introdotto al TCA un tempestivo atto di ricorso ed ha postulato l’erogazione di una rendita d’invalidità del 50% calcolata su un guadagno assicurato di fr. 70'000, con una responsabilità della Confederazione del 100%.
Il ricorrente ha innanzitutto evidenziato come l’UFAM non abbia spiegato il motivo per cui si è distanziato dalla valutazione 18 maggio 2004 eseguita dal dr. _, specialista in chirurgia ortopedica, il quale ha apprezzato un’incapacità lavorativa quale gerente di un esercizio pubblico del 50% e come il caso non sia stato valutato da un ispettore per stabilire definitivamente le limitazioni incontrate nella suddetta attività.
Egli pertanto ha chiesto:
"
Preliminarmente, il ricorrente chiede che questo Tribunale effettui una valutazione oggettiva delle attività da lui svolte, affinché sia possibile stabilire quali sono gli impedimenti e le limitazioni subiti. Una simile valutazione non è mai stata effettuata ed è indispensabile, viste le attività svolte dal ricorrente e, soprattutto, le condizioni di lavoro. Ciò vale in particolare per l'attività di gerente, svolta in un piccolo grotto di montagna, discosto, privo di qualsiasi
comfort, per cui non si vede come nella decisione impugnata si possa
far riferimento "ad apparecchi di cucina adeguati" - che in realtà non esistono e non potrebbero neppure essere installati
perché in zona non vi è elettricità.
Quanto all'affettatrice a manovella, il ricorrente l'ha sempre avuta, ma non può utilizzarla in modo continuativo, poiché provoca dolori alla mano. A ciò si aggiungono tutte le operazioni di rifornimento dell'esercizio pubblico, effettuate, nonostante le limitazioni, dal ricorrente, quelle volte alla conservazione dei salumi e del formaggio (pulitura, bagnatura, voltatura della forme ecc.), quelle per rifornire di legna il camino e le operazioni di manutenzione della corte del Grotto e dei piazzali. Non solo, ma dal profilo oggettivo il ricorrente è pure limitato nelle operazioni di servizio ai tavoli e di pulizia (bicchieri, stoviglie, cucina e sala), come pure nella cottura della polenta, del risotto e della griglia.
Proprio per queste ragioni, il Prof. _, che, diversamente dagli altri specialisti, ha parlato a lungo con il ricorrente chiedendogli una descrizione minuziosa delle attività svolte, ha consigliato di effettuare una valutazione oggettiva.
Pertanto, si chiede che questo Tribunale ordini di effettuare detta valutazione, la sola che potrà indicare quali sono gli effettivi impedimenti che il ricorrente incontra nella sua attività. Da detta indagine emergerà che il grado di invalidità e pari almeno al 50%." (Doc. I)
L’assicurato ha altresì sostenuto un guadagno assicurato di fr. 70'000:
"
N
el caso di specie, il ricorrente ha diverse formazioni: l'attestato federale di capacità di meccanico per veicoli pesanti, il diploma di selvicoltore e il diploma cantonale di operatore in sistemazioni naturalistiche. Trattasi di formazioni professionali che si completano l'una con l'altra. Si pensi ad esempio alla possibilità che il ricorrente ha di riparare di persona i macchinari utilizzati in selvicoltura sul posto, magari situato in zone impervie e discoste, senza costi supplementari. Quanto alla formazione di operatore in sistemazioni naturalistiche essa diventerà sempre più richiesta, atteso che quasi tutte le opere di premunizione e di arginatura saranno realizzate nel rispetto della natura, utilizzando prevalentemente il legno.
Per stabilire il guadagno senza danno della salute devono quindi far stato le attestazioni prodotte dal ricorrente che concernono selvicoltori che si trovano
concretamente
nella sua stessa situazione, ma non hanno la sua poliedrica formazione. Ne segue che, visti gli importi orari che oscillano fra i CHF 70.- e i CHF 92.-, vi sono concreti indizi che il guadagno annuo sarebbe di CHF 70'000.-.
Questa conclusione è confermata anche dal fatto che nell'unico anno significativo, che è il 2001, il reddito dell'opponente è stato di CHF 61'237.- benché avesse dovuto sospendere l'attività e percepito prestazioni dall'Assicurazione militare per CHF 7'000.- e nel corso di un mese ha pure seguito i corsi volti all'ottenimento della patente per l'esercizio pubblico. È quindi evidente che il reddito determinante non può essere inferiore ai CHF 70'000.-. Va ancora ricordato che dopo l'operazione (2002) al ricorrente è consigliato di non effettuare lavori pesanti per quasi un anno e che in seguito ha sviluppato tendinite, blocchi dell'articolazione e dolori alla spalla che hanno limitato di molto l'attività. Egli ha poi perso diverse occasioni professionali, quali il contratto con la ditta _ e quelli con clienti privati. Si pensi poi a diverse operazioni che il ricorrente non più effettuare, quali il taglio in pianta.
Pertanto, la rendita, tenuto conto di un'incapacità del 50%, deve essere fissata in CHF 33'250.--, ossia CHF 2'771.- al mese." (Doc. I)
1.6. Con risposta 11 aprile 2005 l’UFAM, per il tramite dell’avv. RA 2, ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
L’amministrazione ha fatto presente di aver considerato anche le certificazioni del prof. _, spiegando i motivi per cui se n’è distanziata, rimarcando come la valutazione della capacità lavorativa nella professione di gerente di grotto sia stata effettuata sulla base della nutrita ed esauriente documentazione medica e come l’assicurato sia stato più volte visitato dal medico della sezione AM 7, il quale ha reso dei pareri dettagliati ed esaurienti.
L’amministrazione ha altresì confermato il calcolo del guadagno assicurato, le cui motivazioni verranno riprese, se necessario, nei considerandi di diritto.
1.7. Il 18 aprile 2005 il ricorrente ha ribadito la necessità dell’esecuzione di una valutazione oggettiva delle sue attività svolte (doc. VII), a cui l’UFAM, con lettera 20 aprile 2005, si è opposto.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche nell’ambito dell’assicurazione militare.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 cpv. 1 LAM, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione militare, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga alla LPGA. Non sono invece applicabili al diritto sanitario né alle tariffe (art. 1 cpv. 2 LAM).
2.3. L’art. 40 cpv. 1 LAM stabilisce che l’indennità giornaliera è sostituita da una rendita d’invalidità, se dalla continuazione della cura non v’è da aspettarsi un sensibile miglioramento dello stato di salute dell’assicurato e se l’affezione, dopo l’integrazione ragionevolmente esigibile, causa un pregiudizio presumibilmente permanente o di lunga durata della capacità al guadagno.
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 LPGA, con invalidità s’intende l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (art. 16 LPGA).
Infine, ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 LPGA se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
2.4. Giusta l’art. 40 cpv. 3 prima frase LAM il guadagno assicurato corrisponde al guadagno annuo che sarebbe stato presumibilmente conseguito dall’assicurato durante il periodo d’invalidità se non fosse insorta l’affezione assicurata.
Con guadagno assicurato s’intende, dunque, in linea di massima il reddito che l’assicurato avrebbe percepito senza l’affezione invalidante (Schlauri, Die Militärversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, p. 49 n. 139; cfr. anche STFA inedita 9 settembre 2003 nella causa R, M2/02, consid. 3.4 in fine).
Secondo la giurisprudenza per la determinazione del guadagno annuo assicurato (art. 40 cpv. 3 LAM) generalmente fa stato il momento dell’inizio del diritto alla rendita (SVR 2003 MV Nr. 1 p. 2 consid. 3.2.1 con riferimenti).
Secondo l’art. 17 OAM, per calcolare il guadagno assicurato è applicabile per analogia l’art. 16 OAM che disciplina il guadagno assicurato in caso d’indennità giornaliera.
L’art. 16 OAM ha il seguente tenore:
"
1
È considerato guadagno assicurato la somma delle prestazioni dovute all’assicurato come rimunerazione di un’attività lucrativa principale o accessoria. È convertito in guadagno annuo e diviso per 365.
2
È considerato guadagno assicurato per i dipendenti il salario al lordo dei contributi del lavoratore alle assicurazioni sociali. I contributi del datore di lavoro non sono considerati.
3
È considerato guadagno assicurato per gli indipendenti il reddito netto aziendale, che nella contabilità commerciale risulta dal bilancio di esercizio e negli altri casi dal reddito lordo detratti i costi di produzione e, se del caso, gli ammortamenti, le perdite e le riserve. Se il reddito netto, segnatamente nella fase di costituzione dell’impresa, è eccessivamente basso, è considerato guadagno assicurato il valore obiettivo della prestazione di lavoro prodotta per l’impresa dall’assicurato.
4
Le indennità supplementari regolari come quelle per ore supplementari, lavoro domenicale, notturno o a turni, l’indennità supplementare di rischio, l’indennità di residenza, gli assegni familiari e per figli sono considerati. I redditi in natura e i costi sono valutati secondo i prontuari valevoli in materia fiscale.
5
È considerato guadagno assicurato per le persone che sono a casa, i figli che collaborano all’economia domestica o nell’impresa familiare senza un salario normale, il salario che dovrebbe essere pagato a un lavoratore estraneo per la stessa attività in seno alla famiglia in questione.
6
Per i contadini indipendenti, il guadagno assicurato è fissato di regola secondo valori determinati sulla base della superficie utile nonché della situazione geografica dell’azienda (montagna o pianura) e dello stato del bestiame."
Riguardo agli indipendenti, il TFA ha stabilito che in caso di contestazione del guadagno assicurato, l’AMF si basa sul reddito che figura nella dichiarazione fiscale (STFA inedita 4 ottobre 2004 in re G, M 2/04).
2.5. Ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 LAINF, applicabili analogicamente anche nell’assicurazione militare (sul medesimo concetto di invalidità generalmente valido nella LAI, LAINF e LAM cfr. DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 291 consid. 2a, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti, 116 V 249 consid. 1b), per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b).
Eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 p. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, p. 206-207; in ambito LAM: STFA inedita 9 settembre 2003 nella causa R., M2/02, consid. 3.4).
Indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in tal senso.
L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (cfr. DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in re M. [I 419/95]; STFA inedita 4 settembre 2002 in re L [M 8/01]).
Infine, va fatto presente che i succitati dettami giurisprudenziali sono valevoli anche per quanto concerne la determinazione del guadagno annuo ex art. 40 cpv. 3 LAM.