Decision ID: 3db5ede4-b10b-5357-87d7-2ac619144282
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1984) ed AO 1 (1985) si sono sposati il 4 maggio 2011 a _, dove si sono stabiliti. Dal matrimonio sono nati E_, il 28 luglio 2012, e F_, il 9 luglio 2013. Il marito è alle dipendenze di una ditta di famiglia, la _ SA di _, come disegnatore metalcostruttore. La moglie lavora quale funzionaria amministrativa a metà tempo per la Scuola media di _.
B. AO 1 si è rivolta il 24 agosto 2017 al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per essere autorizzata a vivere separata, proponendo di attribuire l'alloggio coniugale (particella n. 1236 RFD di _, proprietà del marito) al convenuto dall'ottobre del 2017 e di affidarle i figli (riservato il diritto di visita paterno), come pure di condannare AP 1 a versare un contributo alimentare di fr. 2766.73 mensili per lei, uno di fr. 1235.70 mensili per E_ e uno di fr. 1077.35 mensili per F_ (assegni familiari non compresi). Inoltre essa ha sollecitato una provvigione ad litem di fr. 10 000.–. Identiche domande essa ha formulato già in via cautelare.
C. Il 29 agosto 2017 AP 1 ha adito a sua volta il Pretore con un'istanza a protezione dell'unione coniugale, chiedendo di essere autorizzato a vivere separato, di attribuire l'alloggio coniugale alla moglie e di affidare i figli congiuntamente ai genitori. Per il mantenimento egli ha offerto un contributo variante
tra fr. 595.65 e fr. 1068.15 mensili alla moglie, uno variante tra fr. 403.– e fr. 575.50 mensili per E_ e uno variante tra fr. 275.50 e fr. 575.50 mensili per F_ (assegni familiari non compresi) a decorrere dalla futura separazione di fatto. In via subordinata egli ha postulato l'attribuzione dell'alloggio coniugale e l'affidamento dei figli a sé medesimo (riservato il diritto di visita materno) con obbligo per la moglie di versare un contributo alimentare variante tra fr. 106.15 e fr. 234.15 mensili per lui, uno variante tra fr. 806.– e fr. 1051.– mensili per E_ e uno variante tra fr. 551.– a fr. 1051.– mensili per F_ (assegni familiari non compresi), sempre dalla separazione di fatto. Identiche domande egli ha formulato già in via cautelare.
D. All'udienza del 17 ottobre 2017, indetta per il dibattimento sul-l'istanza della moglie, AP 1 ha aderito all'autorizzazione a vivere separati, ma ha reiterato per il resto le proprie domande subordinate. L'udienza è proseguita con il dibattimento sull'istanza del marito, nel cui ambito AO 1 ha contestato le domande di lui e ha ribadito le proprie. Al termine dell'udienza essa ha comunicato l'intenzione di trasferirsi con i figli a _, vicino al suo luogo di lavoro. Il marito si è opposto al trasferimento. Le parti hanno invitato così il Pretore a statuire senza remora in via cautelare. Il Pretore ha chiesto informazioni sulla situazione dei figli alla Scuola dell'infanzia di _, interpellando anche le dottoresse _ S_ e _ K_ di _, dalle quali è in cura la moglie. Il direttore dell'istituto scolastico ha risposto il 27 ottobre 2017, le due professioniste il 31 ottobre successivo.
E. Con decreto cautelare del 17 novembre 2017, emanato per entrambe le procedure, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha assegnato l'abitazione coniugale in uso alla moglie, ha ordinato al marito di trasferirsi altrove entro il 15 dicembre 2017 alle ore 18.00, ha affidato E_ e F_ alla madre, ha garantito al padre “il più ampio diritto alle relazioni personali” con i figli e ha condannato AP 1 a versare, a decorrere dal suo trasferimento altrove, un contributo alimentare di fr. 2766.– mensili per la moglie, uno di fr. 605.– mensili per E_ e uno di fr. 350.– mensili per F_, assegni familiari non compresi. La richiesta di provvigione ad litem avanzata dalla moglie è stata respinta. Il 15 gennaio 2018 il marito si è trasferito in un appartamento, sempre a _.
F. All'udienza del 22 gennaio 2018, destinata alla continuazione del dibattimento sulle due istanze a tutela dell'unione coniugale, le parti hanno notificato prove. L'istruttoria è cominciata seduta stante, quando il Pretore ha invitato l'Ufficio cantonale dell'aiuto e della protezione (UAP), Settore delle famiglie e dei minorenni, a svolgere un'indagine socio-ambientale “sui bisogni della famiglia” (art. 16 cpv. 1 LFam). Ricevuto il rapporto, del 22 giugno 2018, egli ha assegnato alle parti un termine per esprimersi sulle prove rimanenti, avvertendole che in caso di silenzio avrebbe chiuso l'istruttoria. AP 1 ha reagito il 3 agosto 2018, chiedendo la delucidazione orale del rapporto e la trasmissione delle anamnesi dei coniugi citate nel rapporto stesso, sollecitando l'audizione dei figli, come pure un nuovo rapporto dalla Scuola dell'infanzia di _, oltre al richiamo di informazioni scritte da _ P_, funzionaria dell'Ufficio cantonale dell'aiuto e della protezione, su un incontro da lei avuto con le parti nel dicembre del 2017 e all'edizione dalla moglie di tutta la documentazione relativa alle entrate di lei dal 1° gennaio 2016.
G. Con ordinanza del 6 agosto 2018 il Pretore ha chiuso l'istruttoria, “ritenuto che non v'è necessità alcuna di esperire ulteriori mezzi di prova”, e ha invitato le parti a presentare eventuali conclusioni scritte. Nel suo allegato, del 13 settembre 2018, AO 1 ha confermato le domande iniziali, salvo aumentare la richiesta di contributo alimentare per sé a fr. 4030.08 mensili e quella per i figli a fr. 1042.35 mensili ciascuno (assegni familiari non compresi) dall'agosto del 2017. Nel proprio memoriale, del 27 agosto 2018, AP 1 ha rivendicato l'attribuzione dell'alloggio coniugale e l'affidamento dei figli (riservato il diritto di visita materno), offrendo un contributo alimentare variante tra fr. 493.– e fr. 620.– mensili per la moglie, un contributo variante tra fr. 515.– e fr. 770.– mensili per E_ e uno di fr. 515.– mensili per F_ (assegni familiari compresi) a valere dalla separazione di fatto fino alla data della sentenza. Dalla data della sentenza in poi egli ha chiesto che la moglie fosse condannata a versare un contributo alimentare compreso tra fr. 137.– e fr. 737.– mensili per lui, uno variante tra fr. 770.– e fr. 1011.– mensili per E_ e uno variante tra fr. 515.– e fr. 1011.– mensili per F_ (assegni familiari compresi). In subordine egli ha chiesto l'autorizzazione a vivere separato, l'attribuzione dell'alloggio coniugale alla moglie (chiamata ad assumerne i costi), l'affidamento congiunto dei figli (con disciplina della custodia alternata), offrendo un contributo variante tra fr. 20.– e fr. 620.– mensili per la moglie e uno tra fr. 515.– e fr. 1115.– mensili per ciascun figlio (assegni familiari compresi) dal 15 dicembre 2017.
H. Statuendo con sentenza unica del 18 ottobre 2018 nelle due procedure, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attribuito l'abitazione coniugale al marito, ha affidato i figli alla madre (riservato il diritto di visita paterno), ha obbligato AP 1 a versare dal 15 gennaio 2018 un contributo alimentare di fr. 1510.– mensili alla moglie fino al momento in cui questa fosse rimasta nell'abitazione coniugale e uno di fr. 1455.– mensili in seguito, come pure un contributo alimentare variante tra fr. 1165.– e fr. 1585.– mensili per E_ e uno variante tra fr. 815.– e fr. 1165.– mensili per F_ (assegni familiari non compresi). Le spese processuali di fr. 4000.– complessivi sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
I. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 5 novembre 2018 per ottenere, previo conferimento dell'effetto sospensivo, l'affidamento dei figli (riservato il diritto di visita materno), offrendo un contributo alimentare variante tra fr. 63.– e fr. 263.– mensili alla moglie, uno variante tra fr. 551.– e fr. 766.– mensili per E_ e uno variante tra fr. 468.– e fr. 492.– mensili per F_ (assegni familiari non compresi) dal 15 dicembre 2017 fino al momento in cui la moglie avrebbe lasciato l'abitazione coniugale. Dopo di allora egli chiede che AO 1 versi un contributo alimentare per lui di fr. 98.– mensili fino al luglio del 2019, un contributo alimentare per E_ variante tra fr. 791.– e fr. 1028.– mensili e uno per F_ variante tra fr. 492.– e fr. 841.– mensili (assegni familiari non compresi).
In via subordinata l'appellante propone l'affidamento congiunto dei figli (con disciplina della custodia alternata), offrendo un con-tributo alimentare variante tra fr. 63.– e fr. 685.– mensili alla mo-glie, un contributo variante tra fr. 551.– e fr. 766.– mensili per E_ e uno variante tra fr. 382.50 e fr. 682.50 mensili per F_ (assegni familiari non compresi). In via ancor più subordinata egli chiede che l'abitazione coniugale non sia attribuita a nessun coniuge, che sia confermato l'affidamento dei figli alla moglie (riservato il suo diritto di visita) e che i contributi alimentari fissati dal Pretore siano fissati in importi varianti tra fr. 63.– e fr. 263.– mensili per la moglie, ma solo dal 15 dicembre 2017 al 28 luglio 2018, tra fr. 551.– e fr. 1122.75 mensili per E_ e tra fr. 468.– e fr. 960.75 mensili per F_ (assegni familiari non compresi).
L. Con decreto del 12 novembre 2018 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nell'appello. Chiamata a presentare osservazioni limitatamente alla doglianza in cui AP 1 censura il mancato ascolto dei figli, nelle sue osservazioni del 23 novembre 2018 AO 1 propone di respingere l'appello. In una replica spontanea del 30 novembre 2018 e in una duplica spontanea dell'11 dicembre 2018 le parti hanno ribadito i rispettivi punti di vista.

Considerando
in diritto: 1. Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale requisito non si pone, litigioso essendo anche l'affidamento dei figli, controversia appellabile senza riguardo a questioni di valore. Circa la tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è stata notificata al patrocinatore di AP 1 il 24 ottobre 2018. Cominciato a decorrere l'indomani, il termine di ricorso sarebbe scaduto così sabato 3 novembre 2018, salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Presentato il 5 novembre 2018, ultimo giorno utile, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.
2. L'appellante solleva in primo luogo una censura d'ordine, dolendosi che il Pretore non abbia proceduto all'audizione dei figli, da lui espressamente chiesta il 3 agosto 2018, quando egli era stato chiamato a esprimersi sull'imminente chiusura dell'istruttoria. Litigiosa essendo anche la custodia dei figli, a parere dell'appellan-te il Pretore non poteva rinunciare all'ascolto dei minorenni, l'uno di sei anni compiuti e l'altro nel sesto anno d'età. Non supplivano a tale esigenza – egli continua – né la citata risposta del direttore dell'istituto scolastico né il menzionato rapporto dell'Ufficio cantonale dell'aiuto e della protezione (UAP), i ragazzi non essendo stati sentiti né da docenti né dai funzionari dell'Ufficio cantonale incaricati di redigere la valutazione socio-ambientale. Tanto meno – soggiunge l'appellante – si poteva rinunciare all'audizione dei figli con la scusa di tutelare i minorenni da indebite pressioni. Onde, secondo l'appellante, la necessità di annullare la sentenza impugnata e di rinviare gli atti al Pretore perché disponga l'ascolto dei figli da parte di uno specialista, il quale accerti la volontà dei ragazzi e formuli proposte sull'affidamento.
a) Nella sentenza impugnata il Pretore ha motivato la rinuncia all'audizione di E_ e F_ con l'argomento di avere “già dato voce ai figli”, raccogliendo informazioni dalla Scuola dell'infanzia e disponendo l'esecuzione della nota valutazione socio-ambientale. Vista l'età dei ragazzi, al limite inferiore di quanto stabilisce la giurisprudenza, e l'imperativo di preservare i minori “da ulteriori pressioni in un contesto molto teso da tempo”, egli ha epilogato, “un ulteriore ascolto formale non pare al momento indicato” (pag. 4 in basso).