Decision ID: 02d69e62-e6ef-5e3f-aa6f-e4f68c7964b8
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di una causa di divorzio contro di lei promossa da AO 1 (1950) davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, AP 1 (1957) ha chiesto il 31 gennaio 2008 che fosse ordinato in via provvisionale al marito e alla ditta _, _, di cui il marito è amministratore unico, di non spossessarsi in alcun modo di documenti relativi all'ex ditta individuale _, _. Al contraddittorio dell'8 aprile 2008 AO 1 si è impegnato a non distruggere la documentazione contabile dell'ex ditta. Preso atto di ciò, contestualmente alla sentenza di divorzio emessa il 29 luglio 2010 il Pretore ha stralciato l'istanza dai ruoli (dispositivo n. 5), senza prelevare tasse né spese e compensando le ripetibili (dispositivo n. 6).
B.
Contro il dispositivo n. 5 della sentenza appena citata AP 1 è insorta con un appello dell'11 agosto 2010 nel quale postula l'annullamento del decreto di stralcio e il rinvio degli atti al Pretore perché constati l'acquiescenza di AO 1 nel procedimento cautelare
e obblighi quest'ultimo a produrre l'intera documentazione contabile relativa all'ex ditta individuale _, compresa la movimentazione dei conti bancari o postali, indicendo un dibattimento finale.
In via ancor più subordinata l'appellante chiede che questa Camera proceda essa medesima al riguardo. L'appello non è stato notificato per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Nel Cantone Ticino un decreto di stralcio ha portata meramente dichiarativa. Non può quindi essere impugnato, salvo che sia litigiosa la legittimità stessa dello stralcio dai ruoli. Il giudicato sulle spese e le ripetibili, ancorché contenuto in un decreto di stralcio, ha invece carattere autoritativo e può essere appellato, sempre che la causa sia appellabile (RtiD I-2004 pag. 480 consid. 1, 486 consid. 1). Nella fattispecie l'istante non contesta il dispositivo sulla compensazione delle ripetibili (il Pretore non ha riscosso tasse né spese). Impugna lo stralcio dell'istanza cautelare dai ruoli. Essa non discute tuttavia che sia intervenuta acquiescenza da parte del marito. Anzi, riconosce espressamente che
“
quella procedura poteva essere stralciata dai ruoli
”
(appello, pag. 6 a metà) e che
“
la questione dello stralcio è afferente alla procedura cautelare per la quale c'è stata acquiescenza
”
(appello, pag. 7 in alto). Quanto essa critica non è dunque lo stralcio dell'istanza cautelare, bensì i motivi per cui il Pretore ha ravvisato acquiescenza. E tali motivi non possono formare oggetto di appello. Il memoriale si rivela così, già di primo acchito, irricevibile.
2.
Si volesse pur prescindere dall'esistenza di un decreto di stralcio, l'esito del giudizio non muterebbe. Anche in una sentenza di merito, per vero,
solo i dispositivi possono formare oggetto di ricorso, poiché essi soli sono suscettibili di passare in giudicato (DTF 115 II 189 consid. 3a). L'unica eccezione – estranea alla fattispecie – riguarda l'ipotesi in cui il giudice accolga o respinga un ricorso “nel senso dei considerandi”, nel qual caso i considerandi entrano a far parte del dispositivo. In concreto quanto
l'istante impugna non è il dispositivo n. 5 della sentenza appellata, bensì il considerando 9 lett. a della motivazione (pag. 20), laddove il Pretore rileva che
“
l'inc. DI.2008.162 può essere stralciato dai ruoli considerato che la documentazione richiesta è stata prodotta
”
. Secondo l'istante l'acquiescenza si deve al fatto che il convenuto ha accettato di non distruggere la documentazione contabile dell'ex ditta individuale _, non al fatto ch'egli l'abbia prodotta, tant'è che l'ha prodotta solo in parte.
L'istante contesta dunque la motivazione, non il dispositivo della sentenza in cui il Pretore ha tolto la procedura dai ruoli. Ciò conferma l'inammissibilità dell'appello.
3.
In subordine l'istante chiede di accertare – o di far accertare dal Pretore – l'acquiescenza del marito nel procedimento cautelare, ma di obbligare – o di far obbligare dal Pretore – il convenuto a produrre l'intera documentazione contabile relativa all'ex ditta individuale _, compresa la movimentazione dei conti bancari o postali, indicendo un dibattimento finale. Anche tale richiesta è improponibile. Intanto perché l'acquiescenza del marito è già stata accertata dal Pretore (seppure per motivi non pertinenti) nel considerando 9 lett. a della sentenza impugnata. Inoltre perché l'edizione dei documenti citati non formava oggetto dell'istanza cautelare, come l'interessata medesima riconosce (appello, pag. 5 in fondo), ma di una richiesta di prova formulata nel quadro della causa di merito (appello, pag. 4 nel mezzo). Sapere se in quell'ambito siano state assunte tutte le prove ammesse, rispettivamente se in quell'ambito la convenuta abbia rinunciato a prove non assunte, è una questione che esula dal sindacato odierno. Sfugge pertanto a ulteriore disamina.
4.
Gli oneri dell'attuale giudizio seguono la soccombenza dell'appellante, ma la tassa di giustizia va adeguatamente ridotta, la decisione risolvendosi in un pronunciato di irricevibilità (art. 21 LTG per analogia). Non è il caso invece di attribuire ripetibili a AO 1, cui il memoriale non è stato intimato e non ha cagionato spese presumibili.
5.
Circa i rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), t
rattandosi in concreto di una decisione cautelare, ovvero incidentale (DTF 134 I 86 consid. 3.1), essa segue la via giudiziaria dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF
). E l'azione principale può formare oggetto di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore
(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF)
, vertendo non solo su conseguenze pecuniarie del divorzio, ma sullo scioglimento stesso del matrimonio.