Decision ID: 41ccd205-72b5-5d48-bd2d-f3f24575d3f9
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 29 agosto 2001 la _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 1'500.-- oltre interessi e spese.
B.
All'udienza di contraddittorio del 20 settembre 2001 nessuna delle parti è comparsa.
C.
Con pronunciato 30 aprile 2002 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna ha pronunciato il fallimento _ a far tempo dal 30 aprile 2002 alle ore 15.00.
D.
Con atto 10 maggio 2002 _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, rilevando di avere versato all'UEF di Locarno un importo di fr. 2'000.-- per estinguere l'esecuzione in oggetto compresi interessi ed accessori (doc. B). Per quel che riguarda la solvibilità l'appellante ha dichiarato di dovere incassare ancora alcune fatture scoperte che gli permetteranno di estinguere tutte o quasi le esecuzioni pendenti, per cui si riserva di produrre la relativa documentazione. L'appellante ha affermato che le sue difficoltà finanziarie sono anche riconducibili all'assunzione nel 1996 della ditta del padre, la _. Come risulta dagli estratti delle esecuzioni dell'UE di Lugano prodotti (doc. D e E) non sono stati rilasciati attestati di carenza di beni a suo carico. Il debitore ha poi dichiarato di contestare diverse esecuzioni e ha rilevato che la quasi totalità delle procedure esecutive si trova allo stadio di notifica del precetto esecutivo, il che oggettivamente non può far concludere che egli versi in uno stato d'illiquidità. L'appellante ha poi rilevato di essere proprietario di diversi fondi a _ e a _ ed in comunione ereditaria ad _ e in _, come risulta dalla perizia dell'arch. _ (doc. E), che l'appellante si è riservato di completare.

Considerato
in diritto: 1. a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Jürgen Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta dell'Ufficio esecuzione di Lugano 3 maggio 2002 (doc. B) emerge che _ ha depositato presso l'UEF di Locarno fr. 2'000.--. Nel suo atto di appello il debitore ha dichiarato che tale importo è destinato a estinguere l'esecuzione in oggetto. Con questo deposito l'appellante ha adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 risp. n. 2 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che l'appellante ha prodotto due estratti delle esecuzioni dell'UEF di Locarno, ambedue datati 8 maggio 2002, uno concernente _ (doc. C) e l'altro concernente la ditta _. (doc. D). A questo proposito va osservato che la ditta _., società in nome collettivo, è stata sciolta e radiata dal Registro di commercio il _ e che il socio _ continua l'attività con la ditta individuale _, il cui status esecutivo risulta dal citato estratto doc. D. Dall'esame dei predetti estratti risulta che tra il 1996 e il 2000 contro l'appellante sono state promosse 8 esecuzioni giunte tutte solo allo stadio di opposizione. Dal 18 giugno 2001 al 17 aprile 2002 a carico di _ sono state promosse 20 ulteriori procedure esecutive. Per l'esecuzione n. _ della _ è stata presentata la domanda di proseguire, mentre per le esecuzioni n. _ risp. _ risp. _ della Cassa cantonale di compensazione per importi varianti tra fr. 930 .80 e fr. 2'497.10 e per le esecuzioni n. _ risp. n. _ risp. n. _ della Confederazione Svizzera per importi varianti tra fr. 4'839.95 e fr. 12'963.-- è stato già emesso l'avviso di pignoramento e il debitore è stato diffidato a presentarsi all'UEF di Locarno. Inoltre l'11 gennaio 2002 nell'esecuzione n. _ della _ per fr. 2'635.80 è stata emessa la comminatoria di fallimento, mentre nell'esecuzione n. _ della _ il 7 maggio 2002 la domanda di proseguire l'esecuzione è stata rifiutata, essendo già stato decretato il fallimento che ci occupa.
Orbene sulla base dei predetti documenti non può essere ritenuto che _ sia in grado di far fronte ai suoi impegni, ritenuto che le esecuzioni promosse riguardano anche importi modesti.
L'appellante ha poi prodotto una perizia dell'arch. _ relativa a sue proprietà immobiliari situate a _ e a _ e in comunione ereditaria ad _ e _. Dalla perizia non risulta tuttavia se l'aggravio ipotecario è aggiornato. Nonostante l'abbia prospettato, l'appellante non ha completato i dati forniti, per cui per un fatto a lui imputabile non è data la possibilità di constatare se vi è un attivo sufficiente. La perizia prodotta è pertanto inconferente al fine della determinazione della sua solvibilità.
Sulla base delle precedenti considerazioni il presupposto della solvibilità non appare come reso sufficientemente verosimile. L'art. 174 cpv. 2 LEF non è quindi applicabile e di conseguenza il fallimento di _ non può essere annullato.
2.
L'appello 10 maggio 2002 _ va quindi respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).