Decision ID: 797b67ef-06e5-596c-919a-42bbf8ae5f5d
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che in data 15/19 gennaio 2004 _ _, per il tramite del suo difensore, ha inoltrato tempestiva dichiarazione di ricorso a norma dell'art. 289 cpv. 1 CPP, chiedendo contestualmente la motivazione scritta, pur limitatamente al dispositivo che "
prescrive al condannato durante tutto il periodo di prova, l'obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _ e dell'obbligo di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da assumere regolarmente tutti i giorni, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _ _
", precisando in seguito, con scritto 19 gennaio 2004 di voler limitare il proprio ricorso alla norma di condotta relativa al trattamento via Antabus; mentre il Procuratore Pubblico Nicola Respini ha comunicato con scritto 15/16 gennaio 2004 di rinunciare "
alla motivazione scritta della sentenza
";
da qui le presenti motivazioni;

considerato in fatto e in diritto,
1. _ _, nato nel 1959, dopo la terza maggiore a _ (con rendimento medio) ha intrapreso la scuola di avviamento professionale come apprendista di commercio presso la ditta _ di _, ove ha ottenuto il diploma. Terminato l'apprendistato egli ha lavorato alcuni anni prima come montatore di rolladen, poi come manovale.
Già verso i 15-16 anni, l'accusato si è scontrato con gravi problemi di tossicodipendenza e di alcolismo, giungendo, a far uso, attorno ai 18 anni, anche di droghe pesanti quali eroina (sino a 7-8 "buchi" al giorno), cocaina, LSD, ecc.
Del 2001 è l'ultimo, riuscito (per quanto riguarda le droghe pesanti), tentativo di disintossicazione.
Nel 1988 _ ha chiesto di essere sottoposto a tutela volontaria; in verità, come da lui stesso ammesso (doc. D4, pag. 3, e, di nuovo, in aula), tale domanda è intervenuta più per disegno che per convinzione, sperando così di "liberarsi" prima dalla condizione di arresto cui era al momento sottoposto (di cui tuttavia non v'è ricordo preciso né traccia agli atti).
Il rapporto con i suoi tutori (dal 1988 ad oggi avvicendatisi in numero di quattro) è spesso stato caratterizzato da difficoltà e incomprensioni. A suo dire egli sarebbe vittima di ingiustizie da questi operate. Parte dei fatti di cui al dibattimento, del resto, riguardano proprio reati di minaccia e ingiurie nei confronti del tutore (dal 1990 al 2002) _ _ e di un funzionario dell'Ufficio del Tutore Ufficiale, _ _.
Riconosciuto _ all'80 %, nel resto del tempo egli si impegna in piccole attività all'aria aperta (cura della vigna e giardinaggio).
2. _ _ ha impugnato la sentenza limitatamente al dispositivo relativo alla norma di condotta
ex
art. 41 cifra 2 cpv. 1 CP sull'obbligo di sottoporsi alla terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus presso il Centro ci cura contro l'alcolismo di _ _.
Ciò si desume dal testo della dichiarazione di ricorso interposta dapprima per il tramite del difensore avv. _ e, poi, dalla successiva precisazione intervenuta di pugno del condannato in cui si dichiara "
d'accordo sulla pena dei 5 giorni di arresto sospesi e anche per seguire una terapia di sostegno
", nel contempo opponendosi in quanto "
completamente controproducente
" alla "
condanna di sottopormi ad una terapia di medicine Antabus, molto pericolose
", sostenendo che "
andare a _ tutte le mattine, Natale compreso, per me sarebbe come morire di crepacuore
".
La sentenza è pertanto regolarmente cresciuta in giudicato nel dispositivo di dichiarazione di colpevolezza per ripetuta minaccia e ingiuria. Nel primo caso
per avere, a _, il 24 settembre 2001, alle ore 09.30, minacciato l'allora suo tutore _ _, all'interno del suo ufficio, incutendogli timore e spavento, afferrando una lampada da tavolo e cercando di scaraventargliela contro, rispettivamente, per avere, a _, il 12 dicembre 2001, alle ore 09.15, minacciato il funzionario amministrativo dell'Ufficio del tutore ufficiale _ _, incutendogli timore e spavento, dicendogli al telefono "
vengo a prenderti e ti uccido
" e "
ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli
". Il reato di ingiuria è dato per avere, a _, il 24 settembre 2001, offeso l'onore dell'allora suo tutore _ _, proferendo nei suoi confronti l'epiteto di "
ladro
".
I fatti e le motivazioni di diritto che hanno condotto il giudice a tale pronuncia non vanno di conseguenza qui ripresi oltre, se non per quanto di importanza per la motivazione del dispositivo impugnato.
Altrettanto definitivi sono poi divenuti i dispositivi sulla condanna (pena, sospensione condizionale e giudizio su tasse e spese), sulla norma di condotta relativa alla terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _, sull'iscrizione a casellario giudiziale nonché sul proscioglimento dagli altri reati per cui _ era imputato.
3. Preliminarmente va brevemente esaminata la legittimazione attiva al ricorso da parte di _ _, sotto tutela volontaria, atteso che la dichiarazione di ricorso non è stata ratificata né dal proprio tutore, _ _, né dall'autorità tutoria.
A dirimere la questione intervengono dottrina e giurisprudenza. La prima indica che l'interdetto maggiorenne capace di discernimento può esercitare tale diritto, poiché inerente la propria personalità, anche senza il consenso del proprio rappresentante legale (Scyboz/Gilliéron, Code civil suisse et code des obligations annotés, Losanna 1999, ad art. 19 cpv. 2 CC, pag. 32; Geiser, Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 2. ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 20 ad art. 421 CC, pag. 2150); il Tribunale Federale, da par suo, già si è chinato, pur se tempo fa, sulla problematica specifica dei diritti di difesa dell'interdetto in un procedimento penale, giungendo alla conclusione che questi ha facoltà autonoma (senza necessità di ratifica) di ricorso contro una sentenza penale e nel richiederne la revisione (DTF 88 IV 111; 68 IV 158).
_ _ è quindi legittimato attivamente ad interporre ricorso pur senza ratifica del proprio rappresentante legale e/o dell'autorità tutoria.
4. 1. Ciò premesso sia ricordato che giusta l'art. 41 cifra 2 cpv. 1 CP il giudice può imporre al condannato, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito.
Giusta il cpv. 2 della medesima disposizione le circostanze che giustificano o escludono la sospensione condizionale della pena come anche le norme di condotta imposte dal giudice devono essere menzionate nella sentenza. Il giudice può successivamente modificare le norme di condotta.
La scelta e il contenuto della norma di condotta devono seguire lo scopo della sospensione condizionale, cioè devono essere atte ad avere effetto di prevenzione sul condannato (Rehberg, Strafrecht II, Zurigo 1984, pag. 40). Il giudice può in altre parole disporre ogni norma di condotta pensabile che possa essere adatta ad aiutare il reinserimento nella società del condannato (come da
ratio legis
della norma di legge) e che costituisca per questi un "onere" sopportabile e proporzionato. La norma di condotta ha senso se è pronunciata nell'interesse del condannato e se è presumibile che la stessa possa essere da lui seguita (Schneider, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch, I, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 161 ad art. 41 CP, pag. 532).
Inoltre la norma di condotta non deve aggravare il condannato più dell'esecuzione della pena detentiva né essere "sostitutiva" della stessa. Infine essa deve avere un rapporto diretto con il reato commesso (Schneider, op. cit., n.n. 162-163 ad art. 41 CP, pag. 533).
La possibilità di ordinare quale norma di condotta un "controllo medico" è espressamente menzionata nella legge (art. 41 cifra 1 cpv. 2 CP). Tale è considerato ad esempio un trattamento psichiatrico o psicoterapeutico in più "sedute" oppure la cura ormonale di deviati impulsi sessuali ("Triebstörungen") o, ancora, la cura per mezzo di antabus in caso di abuso di alcolici. Poiché tali norme vengono ordinate dal giudice senza necessariamente il consenso dell'interessato, dottrina e giurisprudenza sono unanimi nel richiedere, di regola, che la decisione del giudice sia supportata dal parere di un esperto in materia (Schneider, op. cit., n. 171, ad art. 41 pag. 535; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Berna 1989, § 4, n. 94, pag. 50).
4.2. Nel caso concreto il giudice ha ordinato due norme di condotta durante il periodo di prova e meglio:
l'obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _ e l'obbligo di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da assumere regolarmente, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _ _.
Oggetto di ricorso è unicamente questa seconda norma di condotta.
4.2.1. I reati per i quali l'accusato è stato condannato sono indubbiamente legati al suo abuso di bevande alcoliche (cfr. doc. D4, pag. 4). Proprio per questo del resto ha trovato spazio d'applicazione alle fattispecie l'art. 11 CP (scemata responsabilità): stando al referto peritale 3 settembre 2002 redatto dal Servizio psico-sociale di _ (doc. D4, pag. 10) - in aula rimasto, sia detto una volta per tutte, del tutto incontestato, sia nel suo contenuto che nelle sue conclusioni - "
al momento dei fatti il peritando era sotto leggero influsso di alcool (non abbiamo a disposizione i valori ematici di alcolemia, ma dal racconto anamnestico aveva bevuto un "paio di birre")
" che "
ha forse amplificato l'impulsività ed aggressività e ha facilitato il passaggio all'atto sotto la spinta di rabbia
". Da lì la lieve scemata responsabilità.
La perizia giunge ad affermare, inoltre, che nel periodo in cui si sono svolti i fatti _ presentava "
un disturbo antisociale di personalità, un uso dannoso di alcool e una sindrome da dipendenza da cannabis
" e che, in generale, "
il disturbo antisociale di personalità specialmente in associazione con intossicazione alcolica può comportare la perpetrazione di atti criminali
" (doc. D4, pag. 9 in alto).
Sia ricordato infine che i fatti che hanno condotto alla condanna dell'accusato si sono svolti l'uno alle 09.15 e l'altro alle 09.30 e che, in entrambi i casi, a quell'ora, _ già era sotto (pur leggero) influsso di alcool.
4.2.2. V'è da chiedersi se la perizia, di oltre un anno fa (settembre 2002), possa ancora essere ritenuta attuale nelle sue conclusioni.
Ebbene, in aula il condannato ha ribadito in più occasioni di essere riuscito a debellare la dipendenza dalle droghe pesanti, ammettendo tuttavia di fare regolare costante uso di cannabis e di alcolici. Mai egli s'è detto, per quanto, visto il contesto, potesse risultare credibile, "guarito" dal problema dell'alcolismo, affermando unicamente di cercare di esercitare una sorta di "autocontrollo" al fine di evitare di ubriacarsi e di riuscire di regola in tale intento, pur se "
a dipendenza dei giorni
". _ in aula ha ricordato, nitidamente, la data del 7 dicembre 1999, momento dal quale, a suo dire, dopo aver vomitato, si sarebbe rivolto ad un medico e, grazie anche alla terapia a base di Zantic, sarebbe riuscito a ridurre la quantità di alcol quotidianamente ingerito, pari in quel periodo, a suo dire, a "
7-8 litri di birra e diversi bicchieri di vino
" al giorno. L'episodio non trova riscontro
ad acta
, in particolare nel referto peritale, tuttavia, credibile o meno, esso, da solo e a fronte del contesto in generale, non permette di dissipare in questo giudice i forti dubbi su una marcata dipendenza, ancora attuale, dell'accusato dalle bevande alcoliche.
Quanto affermato al dibattimento da _ sula diminuzione dei suoi problemi di dipendenza, da quel dicembre 1999, è apparso poi incentrato più su quella da droghe pesanti (eroina) che non su quella dall'alcol.
Ciò si evince anche dal suo scritto 19 gennaio 2004 "complementare" alla dichiarazione di ricorso, in cui specifica che "
adesso il mio consumo di alcool è molto ridotto in confronto ad una volta ed anche essere completamente pulito da droghe pesanti e metadone
".
Sia poi sottolineato che gli episodi (posteriori a fine 1999) che hanno condotto al dibattimento, rispettivamente lo stato ("
alterato con forte fetore etilico
", cfr. doc. D4 pag. 6) in cui, "
il più delle volte
", nel 2002, l'accusato si è presentato ai colloqui con i medici peritandi del Servizio psico-sociale di _, non lasciano intravvedere alcun decisivo miglioramento, peraltro per nulla supportato da prove.
4.2.3. L'accusato, così richiesto, al dibattimento, sulla norma di condotta proposta dal Procuratore Pubblico (e poi ripresa tale e quale in sentenza) non ha saputo che esprimere generici dubbi in merito, mentre il suo difensore, in conclusione della sua arringa, ha lasciato su tale norma libero apprezzamento al giudice.
Non può essere sottaciuto, d'altro canto, come il difensore dell'accusato, nel suo atto di ricorso, tenga a precisare di non condividere la posizione (votata al ricorso) del proprio cliente, non ritenendo la stessa nel di lui interesse.
4.3. Nel caso concreto, basandosi sulle risultanze istruttorie e dibattimentali,
in primis
sul referto peritale del Servizio psico-sociale di _ (fondato su sei incontri in tre mesi con _, su colloqui diversi con il tutore, il medico curante e i querelanti, nonché sulle cartelle mediche 1979-1992 e sul test Minnesota Multiphasic Personality Inventory) rispettivamente sulle dichiarazioni in aula dell'accusato stesso, il giudice, facendo proprio quanto già sostenuto nel decreto d'accusa dal Procuratore Pubblico Nicola Respini, ritiene adeguato, quale norma di condotta per il periodo di due anni, di ordinare al condannato di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui quindicinali, presso il Servizio psicosociale di _ rispettivamente di seguire, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _ _, una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con antabus.
Ciò trova conforto in quanto indicato, su specifica domanda sulla necessità di imporre a _ controlli medici, dalle dottoresse _ _ (capo servizio) e _ _ (medico assistente) del Servizio psico-sociale di _ (doc. D4, pag. 11, ad domanda 6): "
In caso di sospensione della pena controlli medici frequenti e regolari, associati a interventi socioergoterapici sono necessari. Tale presa a carico dovrebbe servire ad impedire la ricaduta nel consumo regolare di alcool, possibilmente sostenuta da terapia avversiva con disulfiram (Antabus). In questo caso, l'applicazione dell'art. 41 cifra 2 cpv. 1 CPS sarebbe opportuna e da associare alle cure mediche
".
La norma di condotta è quindi chiaramente pronunciata sulla base di un parere di esperti del ramo, nell'indubbio interesse del condannato, appare proporzionata rispettivamente non eccessivamente incisiva nella vita dell'accusato, _ all'80 % e con piccole attività accessorie (cura della vigna) per la rimanenza.
Lo stesso condannato ha provato che la terapia volta a vincere la sua dipendenza dalle droghe pesanti è stata pagante; la norma di condotta prolata verte ora ad aiutarlo a liberarsi anche dalla dipendenza dell'alcol e a permettergli così un miglior reinserimento nell'ambito sociale che lo circonda, oltre che, di riflesso, un miglioramento della propria qualità di vita.
4.4. Infine va ribadito che giusta l'art. 41 cifra 2 cpv. 2 ultima frase CP, la norma di condotta impugnata potrà, se del caso, essere rivista dal giudice, qualora la stessa non si rivelasse (la più) efficace.
L'antabus (disulfiram) è infatti un medicinale che agisce sul metabolismo, alterandolo in modo da rendere l'alcol intollerabile. Esso, nella fase di disintossicazione, previene quindi il consumo di alcol e va preso regolarmente, tutti i giorni, e, almeno
idealmente
, va somministrato da terzi.
L'antabus può provocare alcuni effetti collaterali; comunque esso è frequentemente indicato quale terapia contro l'alcolismo (cfr.
www._.ch/pdf/Alcolismoinfamiglia.pdf
), a comprova della sua utilità.
Purtuttavia, qualora la terapia si rivelasse tanto onerosa per il ricorrente, il giudice, su segnalazione del Centro _ rispettivamente di personale medico, potrà ordinarne la modifica o la caducità (cfr. Schneider, op. cit, n. 166 ad art. 41 CP, pag. 533 seg.).
Il centro _, da par suo, ben cognito di tale terapia, si adopererà per fare in modo che la stessa sia il meno gravosa possibile al condannato, in particolare cercando, se fattibile, di evitare la sua presenza quotidiana al Centro di _, imponendogli la trasferta tutti i giorni da _ e ritorno.
5. Trattandosi di sentenza di condanna (pur parziale) tasse e spese di giustizia sono poste a carico del condannato.
P.q.m.,
visti gli art. 11, 41 cifra 2 cpv. 1, 66, 177, 180 CP; 9 e segg., 273 e segg CPP; 39 LTG;
rispondendo affermativamente ai quesiti posti sub 1.1.1., 1.1.2., 2, 2.1., 3, 3.1. e 4; in modo parzialmente affermativo al quesito posto sub 1.2.1., negativamente ai quesiti posti sub 1.1.3., 1.2.2., 1.2.3.,
dichiara
_
_
,
autore colpevole di
-
ripetuta minaccia
,
per avere, a _, il 24 settembre 2001, alle ore 09.30, minacciato l'allora suo tutore _ _, all'interno del suo ufficio, incutendogli timore e spavento, afferrando una lampada da tavolo e cercando di scaraventargliela contro,
e,
per avere, a _, il 12 dicembre 2001, alle ore 09.15, minacciato il funzionario amministrativo dell'Ufficio del tutore ufficiale _ _, incutendogli timore e spavento, dicendogli al telefono "
vengo a prenderti e ti uccido
" e "
ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli
",
e di
-
ingiuria
,
per avere, a _, il 24 settembre 2001, offeso l'onore dell'allora suo tutore _ _, proferendo nei suoi confronti l'epiteto di "
ladro
";
condanna _ _ACCU0
1. alla pena di 5 (cinque) giorni di arresto, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;
2. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 600.-- (seicento) e delle spese giudiziarie di fr. 200.-- (duecento) per complessivi fr. 800.-- (ottocento);
prescrive
al condannato, durante tutto il periodo di prova, le seguenti norme di condotta:
a) obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _, e,
b) obbligo di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da assumere regolarmente tutti i giorni, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _ _;
ordina
l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 cifra 4 CP;
proscioglie
_ _,
dall'accusa di minaccia nei confronti del segretario comunale _ _,
dall'accusa di ingiuria nei confronti di _ _, e, limitatamente all'epiteto "
assassino
", nei confronti dell'allora suo tutore _ _,
avvertite
le parti del diritto di presentare, tramite questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere, entro lo stesso termine, la motivazione della sentenza.
La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP);
preso atto
che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza né ha formulato dichiarazione di ricorso, per quanto riguarda i dispositivi della sentenza, ad eccezione di quello sulla norma di condotta sub b) (impugnato dal condannato);
dichiara
definitivi i dispositivi della sentenza, ad eccezione di quello sulla norma di condotta sub b).
Intimazione a:
_
_ _ (parte civile),
Ministero pubblico della Confederazione, Berna
Comando della Polizia cantonale, _,
Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,
Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, _,
Servizio psico-sociale, _ (att. Dr.ssa _),
e, alla crescita in giudicato anche del dispositivo impugnato della sentenza,
intimazione a: Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, _.
_, Centro di cura contro l'alcolismo, _.
Distinta spese a carico di _
fr. 600.-- tassa di giustizia
fr. 200.-- spese giudiziarie
fr. -.-- testi
fr. 800.--
totale
Il giudice: Il segretario: