Decision ID: a9c09ee0-1c34-4047-8a69-dcc7452d3568
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TPC
Chamber: TI_TPC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

, patrocinatore dell’accusatrice privata, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: spiega che l’allora PG, emanando l’atto d’accusa, ha ritenuto che l’imputato effettuando i due prelievi dai conti della società ha adempiuto le condizioni per il reato di cattiva gestione. In data 21.9.2006 la signora _ ha venduto l’immobile alla _. Subito dopo è sorto un contenzioso per il pagamento del saldo del prezzo di acquisto. Il 25.1.2012 il tribunale di _ ha condannato _ al pagamento del saldo del prezzo di acquisto. Nella procedura di fallimento è poi risultato che IM 1 aveva prelevato fr. 60'000.- e fr. 160'000.-, causando di conseguenza il fallimento della società. La signora _ si è fatta cedere i crediti della massa fallimentare il 4.1.2014. Il patrocinatore ricorda che l’immobile è stato venduto a CHF 1'097'000.- e che l’utile della vendita è stato utilizzato dall’imputato per effettuare delle operazioni speculative in opzioni _. Il rapporto di ricostruzione finanziaria spiega che già il primo prelievo di fr. 60'000.- ha messo in difficoltà finanziaria la società. Secondo il legale, i prelievi sono stati fatti solo a vantaggio personale dell’imputato, senza fornire garanzia alcuna. Se l’amministrazione del fallimento rinuncia a far valere le pretese, i creditori che hanno subito un danno possono procedere in giustizia autonomamente. I componenti della ACPR 1 sono quindi legittimati a far valere il loro credito nei confronti dell’imputato nel presente procedimento. Il patrocinatore chiede che venga confermato l’atto d’accusa e che venga riconosciuto il risarcimento all’accusatrice privata così come esposto nella sua memoria del 5.4.2019;
-
l’avv. DUF 1
, difensore dell’imputato, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: rileva che l’accusa ha istruito l’incarto in maniera superficiale. La difesa ritiene errata la qualifica dei fatti nel reato di cattiva gestione. Le due transazioni finanziarie contestate risalgono al 2009, ovvero a molti anni orsono. Inizialmente sono stati contestati 8 movimenti, per oltre 2 milioni di franchi, ma alla fine solo due sono stati ritenuti rilevanti penalmente. Vi è stato un lungo contenzioso civile, concluso solo nel 2012, ovvero dopo i movimenti del 2009. La pretesa del saldo del prezzo della casa di _ è sempre stata contestata dall’imputato. Il legale sostiene inoltre che gli investimenti non sono contrari allo scopo societario, poiché la società poteva anche gestire beni mobili. IM 1 ha inoltre sempre agito nell’interesse di quest’ultima. Il perito giudiziario ha confermato che per il prelievo di fr. 60'000.- non è stato possibile indicare i retroscena economici e la difesa non vede perché l’onere della prova debba essere posto a carico dell’imputato. A suo dire, l’accusa non ha dimostrato in alcun modo che egli si è appropriato di tale importo. Il reato di cattiva gestione è considerato controverso anche dalla dottrina. La signora _ avrebbe potuto proteggersi con un’ipoteca legale dei venditori, ma non lo ha fatto. La sentenza civile del 4.9.2008, pur essendo una sentenza pregiudiziale, non riconosceva le pretese della signora _. È stato anche siglato un accordo in cui è stato concordato che _ avrebbe versato fr. 350'000.- alla venditrice. Il saldo del prezzo di vendita è stato confermato solo nel 2012. Il difensore afferma che i fatti dell’atto d’accusa sono stati sostanzialmente ammessi, ma che fermamente contestata è la qualifica giuridica degli stessi. Il rapporto di ricostruzione finanziaria ha smentito che l’imputato globalmente abbia adempiuto il reato di cattiva gestione, visto che solo due operazioni sono state considerate penalmente rilevanti. In merito ai fr. 60'000.-, la difesa sottolinea che non vi è nessuna prova che sconfessa quanto affermato dall’imputato. IM 1 nel 2008 aveva semplicemente inteso, secondo la sua semplicità, di aver vinto la causa civile. In realtà nessuno a quel momento riteneva esigibile la pretesa della signora _. Le opzioni _ è vero che potevano essere considerate speculative, ma l’imputato già in precedenza aveva effettuato operazioni simili e conosceva abbastanza bene i prodotti. Secondo il difensore non vi è nessuna prova che l’investimento di fr. 160'000.- sia stato ad alto rischio. La prova non può essere il fatto che, a posteriori, si è rilevato essere perdente. All’AI 98 a pag. 17 si conferma che l’importo di fr. 350'000.- pagato dalla _ doveva essere il prezzo definitivo e, secondo l’imputato, non vi era più alcun saldo. Gli investimenti sono stati fatti sulla base di un contratto fiduciario e l’imputato ha anche investito soldi dal suo conto personale. La difesa contesta altresì che parte dell’importo di fr. 160'000.- sia stato utilizzato per pagare debiti personali dell’imputato. Il difensore ricorda che il fallimento di _ è avvenuto solo nel 2013 e che IM 1 ha anche perso parecchi risparmi personali. Contesta altresì il nesso causale fra gli investimenti e il fallimento della società, che, a suo dire, non è stato provato in alcun modo. Un ruolo importante gioca l’aspetto soggettivo. La dottrina minoritaria richiede il dolo eventuale, mentre la maggiorante afferma che è sufficiente una grave negligenza. IM 1 ha sempre pensato che non vi fosse alcun rischio di causa per quanto riguarda il saldo del prezzo di acquisto della casa. Egli non era quindi cosciente che _ fosse a rischio di dover saldare un ulteriore importo, poiché riteneva di avere pienamente ragione. Il difensore ritiene pertanto che il reato di cattiva gestione non sussista e chiede quindi il proscioglimento e la reiezione delle pretese dell’accusatrice privata.
Considerato,

in fatto ed in diritto
I) Correzioni all’atto d’accusa
1.
All’apertura del pubblico dibattimento, considerate le dichiarazioni fornite dall’imputato in aula (verbale del dibattimento, di seguito solo VD, a pagina, di seguito solo pag., 2), rispettivamente richiamato, in particolare, il documento (di seguito solo doc.) del Tribunale penale cantonale (di seguito solo TPC) 2, nonché gli atti istruttori (di seguito solo AI) 68 e 69 dell’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero Pubblico (di seguito solo MP) 2013.11990, si è proceduto alle seguenti correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA e doc. TPC 1):
"
Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche all'atto d'accusa:
-- a pag. 1, alle generalità, si aggiunge, prima di _;
-- a pag. 1, al testo del reato, si stralcia a partire dal dicembre 2007 in ispecie, si corregge avendo con agendo, si modifica il secondo amministratrice con amministratore e si aggiunge dopo _;
-- a pag. 2, al punto a., richiamato il doc. TPC 2, si aggiunge, prima di _;
-- a pag. 2, al punto b., richiamati gli AI 68 e 69, si stralciano i tre immobili indicati in sequestro;
-- a pag. 3, alle intimazioni, agli accusatori privati, richiamato il doc. TPC 2, si aggiunge, prima di _.
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto di accusa è modificato di conseguenza”
(VD a pag. 2)
Oltre a queste modifiche, richiamati gli articoli (di seguito solo art.) 165 cifra (di seguito solo n.) 1 del Codice penale svizzero (di seguito solo CP) nonché art. 9 capoverso (di seguito solo cpv.) 1 e 344 del Codice di diritto processuale svizzero (di seguito solo CPP) per analogia, il Presidente della Corte ha precisato il testo del per avere così come formulato nell’AA (doc. TPC 1) aggiungendovi:
"
dopo speculazioni avventate e crediti concessi a sé stesso senza garanzie, e grave negligenza nell’esercizio della sua professione o nell’amministrazione dei suoi beni rispettivamente, dopo scoperti in conto precedentemente accumulati, per il pagamento di prestazioni e spese non dovute”
(VD a pag. 2 e 3)
ritenuto come in sede di discussione (art. 346 CPP) le parti non si sono opposte a tale modifica.
II) Questione probatoria
2.
L’avvocato (di seguito solo avv.) RAAP 1, patrocinatore dell’accusatrice privata (di seguito solo AP) ACPR 1 ha presentato in aula un’istanza probatoria ai sensi dell’art. 331 cpv. 3 CPP (VD a pag. 3 e doc. dibattimentale, di seguito solo Dib., 1) chiedente:
"
che venga fatto ordine di produzione dei bilanci annuali, della contabilità e dei documenti contabili della _ in fallimento, per gli anni 2007-2008, rispettivamente venga fatto ordine al revisore della società di produrre i rapporti di revisione e gli atti di revisione per gli anni 2007-2012 della _ in fallimento”
(VD pag. 3)
che coincide nel testo e nelle conclusioni con l’istanza già presentata in data 5.4.2019 (doc. TPC 11) e rigettata con decisione presidenziale del 19.7.2019 (doc. TPC 21). Premesso che, nel merito, il Procuratore pubblico (di seguito solo PP) si è rimesso al giudizio della Corte (VD a pag. 3) e che il difensore dell’imputato ne ha chiesto la reiezione (VD a pag. 3), predetta istanza è stata respinta (VD a pag. 3 e allegato, di seguito solo all., 1) in forza delle stesse argomentazioni già espresse nel doc. TPC 21, alle quali si rinvia, dopo aver ulteriormente ribadito come per l’analisi giuridica ex art. 165 n. 1 CP dei due contestati bonifici del 3.4.2009 e del 14.4.2009 indicati nell’AA (doc. TPC 1), gli AI acquisiti all’Inc. MP fossero come tali più che sufficienti.
III) Vita e precedenti penali dell’imputato
3.
Per il vissuto e i progetti di vita di IM 1, cittadino _, nato il _ a _, si rinvia al suo verbale di interrogatorio (di seguito solo VI) di polizia (di seguito solo PS) del 20.3.2014 da pag. 3 riga 30 a pag. 4 riga 3:
"
sono
nato nel
Canton _
e
sono
cresciuto
a
_
da
genitori entrambi
di
nazionalità _.
Ho
frequentato
le
scuole dell'obbligo sempre
a
_.
_
”
(VI PS IM 1 20.3.2014 da pag. 3 a pag. 4)
dichiarazioni che sono state confermate in aula (VD a pag. 2 e all. 2 a pag. 1 I risposta, di seguito solo R) con le ulteriori seguenti precisazioni:
"
Preciso che mio padre era _, mentre mia madre era _. (...)
Ricevo CHF 1'950.- di pensione. Non ho altre entrate. Oltre al conto sequestrato ho un altro conto di CHF 100'000.-. Ho un’abitazione in proprietà con un valore di stima di ca. CHF 75'000.-, che ho pagato CHF 400'000.-La casa non è ipotecata. Ho anche una casa in _ che ho acquistato 15 anni fa al prezzo di ca. 600'000.- e che non è ipotecata. Ho ancora la società _, che non è però più attiva. Per quest’ultima non svolgo più alcuna attività e non percepisco nulla. Ricordo che per la maggior parte del tempo mi trovo in ospedale e che non ho quindi la possibilità di lavorare. Mia moglie si prende cura di me e non ha altre attività. Attualmente vivo quindi solo con la rendita AVS citata precedentemente. Per questo motivo è nostra attuale priorità riuscire a vendere la proprietà a _. Ho calcolato che ogni mese io sono sotto di ca. CHF 3'000.- e che avrò autonomia economica ancora solo per 5 anni. Non ricevo alcun aiuto dallo stato poiché sono proprietario di immobili (...)
D PP: I CHF 100'000.- sul conto di cui ha parlato sono investiti o sono solo risparmi depositati?
R: Questi soldi in realtà non sono su un conto ma sono nascosti in casa mia perché non mi fido più delle banche”
(VD all. 2 a pag. 1 I e II R nonché a pag. 2 II R)
IM 1 non è incensurato poiché in Svizzera è stato oggetto di tre condanne: la prima con decreto d’accusa (di seguito solo DA) dell’11.3.2008 del MP del _ dove è stato ritenuto colpevole del reato di grave infrazione alla norme della circolazione (art. 90 cpv. 2 della legge federale sulla circolazione stradale, di seguito solo LCStr) e condannato alla pena pecuniaria (art. 34 e seguenti, di seguito solo segg., CP) di 10 aliquote giornaliere da franchi (di seguito solo fr.) 90.- ciascuna, sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e doc. TPC 20) nonché al pagamento di una multa (art. 106 CP) di fr. 800.-, la seconda con DA del 18.4.2012 dell’_ dove è stato ritenuto colpevole dei reati di falsità in documenti (art. 251 n. 1 CP) e truffa (art. 146 cpv. 1 CP) e condannato alla pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 70 aliquote giornaliere da fr. 70.- ciascuna, sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e doc. TPC 20) nonché la terza con DA del 28.3.2013 dell’_ dove è stato condannato per i reati di impedimento di atti dell’autorità (art. 286 CP), infrazione alla LCStr (art. 90 cpv. 1 LCStr) e stato difettoso dei veicoli (art. 93 cpv. 2 LCStr antecedente all’1.1.2013) alla pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 20 aliquote giornaliere da fr. 70.- ciascuna nonché al pagamento di una multa (art. 106 CP) di fr. 150.- (doc. TPC 20). Soggetto di 2 esecuzioni, periodo 22.11.2014 / 28.1.2015, alle quali ha fatto opposizione, per un totale di fr. 503'547.80 (doc. TPC 22), di cui una per fr. 500'000.- da parte della fu _, per i suoi progetti futuri ha dichiarato di non averne a causa delle sue gravi condizioni di salute (VD all. 2 a pag. 2 I R).
IV) _ e l’operazione immobiliare inerente il fondo _
4.
La _ è stata iscritta al registro di commercio del Cantone Ticino _, con un capitale sociale di fr. 100'000.-, interamente liberato suddiviso in 100 azioni al portatore, con il seguente scopo societario:
"
_ ”
(AI 1 all. A)
Amministratrice della società era la moglie dell’imputato (AI 1 all. A), il quale, però, ne era l’azionista totalitario (VI PS IM 1 4.6.2014 a pag. 3) e amministratore di fatto (VD all. 2 pag. 2 IV R). L’attività della società è stata legata unicamente ad un’operazione immobiliare inerente il fondo _. _ ha acquistato tale immobile da _ il 21.9.2006 (AI 1 all. C) per l’importo di fr. 550'000.- e, tramite contratto d’appalto generale con la _, società di cui IM 1 è tuttora l’amministratore (AI 98 all. 9 nonché VD all. 2 a pag. 2 V R), ha proceduto ad effettuare la ristrutturazione dello stesso per la somma di fr. 500'000.- (AI 98 a pag. 10 e VI PS IM 1 20.3.2014 a pag. 6). In merito al prezzo di acquisto si segnala come era stato fissato nell’atto di compravendita notarile in fr. 550'000.- (decisione del 25.1.2012 del _, di seguito solo decisione 25.1.2012, a pag. 2, AI 98 all. 1) e che successivamente è insorta una causa civile fra le parti, poiché, a dire dell’imputato, l’immobile gli era stato venduto con della documentazione falsa (VD all. 2 a pag. 2 V R) e/o con un valore di redditto superiore a quello effettivo (VI PS IM 1 20.3.2014 a pag. 5 e AI 1 all. C). Una volta terminata la ristrutturazione, nel marzo / aprile 2019, _ ha venduto l’immobile alla società _ per complessivi fr. 1'097'000.- (AI 98 a pag. 18).
V) La causa civile
5.
In data 1.5.2007 _ ha inoltrato una petizione al _ postulando la condanna di _ al pagamento del prezzo di acquisto del fondo _ (decisione 25.1.2012 a pag. 3, AI 98 all. 1 e VD all. 2 a pag.3). Il procedimento è terminato solo il 25.1.2012 con la condanna della società a pagare alla venditrice il saldo del prezzo di acquisto oltre gli interessi maturati (decisione 25.1.2012 a pag. 24, AI 98 all. 1). La lunga durata del procedimento civile è dovuta al fatto che vi sono state numerose questioni pregiudiziali per le quali le parti hanno adito, a più riprese, le competenti autorità. Si ricorda, non di meno, come il tribunale civile si è dovuto chinare unicamente sul pagamento del saldo del prezzo di acquisto poiché in data 11/13.2.2009 le parti avevano sottoscritto un accordo parziale (“
Teilvergleich
”, decisione 25.1.2012 a pag. 7, AI 98 all. 1) e non totale (VI PS IM 1 20.3.2014 a pag. 7) nel quale _ si impegnava a versare alla venditrice l’importo di fr. 350'000.-, ritenuto come a quest’ultima rimanesse riservato ogni diritto al mantenimento della causa civile per recuperare lo scoperto sul prezzo di acquisto (fr. 550'000.- ./. fr. 350'000.-, decisione 25.1.2012 a pag. 7 punto, di seguito solo pto., 7).
VI) I prelievi contestati e il fallimento della _
6.
Con la vendita dell’immobile a _, _ ha realizzato un utile, comunque provvisorio non essendo ancora certo l’esito della causa civile, di fr. 247'000.- corrispondente alla differenza fra il prezzo di vendita di fr. 1'097'000.- e fr. 350'000.- pagati alla venditrice più fr. 500'000.- versati alla _ per la ristrutturazione (AI 98 a pag. 20). L’imputato ha prelevato parte di questo importo e meglio fr. 60'000.- il 3.4.2009 versandoli sul suo conto _ presso la _ (AI 98 a pag. 21 e doc. TPC 1) e fr. 160'000.- bonificati sul suo conto risparmio _ CHF presso la _ (AI 98 a pag. 24 e doc. TPC 1). In merito a quest’ultima operazione agli atti vi è un contratto fiduciario (“
Treuhandvertrag
”) tra _ e l’imputato che prevede il bonifico a quest’ultimo dell’importo qui in esame per effettuare un investimento in opzioni _ (AI 98 all. 14 e VI PS IM 1 20.3.2014 a pag. 6). A seguito della sentenza di condanna emessa dal tribunale di _ (decisione 25.1.2012, AI 98 all. 1) _ ha proceduto in via esecutiva nei confronti di _ per l’importo di fr. 341'817.84 (AI 1 all. D). Con decisione 1.2.2013 il Pretore della Giurisdizione di _ ha pronunciato il fallimento della _ (AI 1 all. B), che è stato sospeso per mancanza di attivi il 15.2.2103 (AI 1 all. E) e riaperto il 12.4.2013 in procedura sommaria grazie all’anticipo spese effettuato dalla creditrice (AI 1 all. F). Dalla graduatoria del fallimento di _ risultano solamente crediti in terza classe per un totale di fr. 361'167.19, di cui fr. 341'817.84 inerenti il credito di _ e fr. 16'746.40 per le spese processuali del tribunale di _, mentre i crediti restanti si riferiscono a tasse cantonali e comunali non pagate (AI 1 all. I da pag. 5 a pag. 6).
VII) Dichiarazioni d’istruttoria e dibattimentali dell’imputato
7.
In merito all’imputazione dell’AA (doc. TPC 1) IM 1, che l’ha sempre contestata (VI PP IM 1 4.8.2015 a pag. 2 e 3 nonché VD all. 2 a pag. 2 III R), nei suoi VI PS e PP rispettivamente in aula, ha dichiarato quanto segue:
7.1.
in relazione al versamento di fr. 60'000.- le sue spiegazioni non sono sempre state lineari e se nel suo VI PP 4.8.2015 a pag. 3 da riga 12 a riga 18 ha sostenuto di aver:
"
sopportato personalmente le spese legali e processuali della causa contro _ e _ non ha esposto tutte le spese amministrative e di gestione da me prestate quale amministratore della società. Per tener conto di tutte queste spese e dei miei onorari, io ho quindi bonificato l’importo di CHF 60'000 che è stato pure correttamente contabilizzato. Produco copia della scheda contabile relativa all’anno 2009 del conto prestito nel quale figura il prestito di CHF 60'000 e nel quale è pure una provvigione di CHF 30'000 a mio favore)”
(VI PP IM 1 4.8.2015 a pag. 3)
in aula ha cambiato versione affermando di aver utilizzato gran parte di questo importo per pagare, a saldo (VD all. 2 a pag. 4 I R), le prestazioni dell’architetto incaricato della ristrutturazione dell’immobile:
"
Questi CHF 60'000.- sono costituiti da 3 importi distinti. L’ultimo importo di CHF 10'000.- mi è stato stornato direttamente. Ad un certo punto io ho detto al mio collaboratore _ che nella società non c’erano più soldi e quindi gli ho dato CHF 50'000.- a saldo per pagare le sue prestazioni di architetto per la ristrutturazione della casa di _”
(VD all. 2 a pag. 3 IX R)
7.2.
in merito al versamento di fr. 160'000.- l’imputato, nel suo VI PS 20.3.2014 da pag. 6 riga 42 a pag. 7 riga 6, si è così espresso:
"
Questa somma era l’utile della _ conseguito dall’operazione immobiliare della vendita dell’immobile di _. A quel momento la _ non aveva alcun passivo e nemmeno un’attività commerciale. Disponeva però di 160'000 CHF che ho deciso di investire questa somma in borsa per mezzo del mio conto presso la _. Produco il contratto fiduciario del’_ (allegato sub. Doc. 2bis) nel quale indico di prelevare 160'000 della _ al fine di investirli in opzioni _. Questo documento è già stato prodotto anche all’_. A livello fiscale preciso che è stato dichiarato, controllato ed accettato dall’ufficio di tassazione sia a _ che a _.
Preciso inoltre che quando dico che la _ non aveva debiti, aveva però una causa civile pendente per la quale il mio avvocato mi aveva assicurato che avremmo vinto e quindi ho ritenuto non vi fossero rischi anche perché vi erano già state 5 sentenze positive a favore della _. La mia banca aveva versato 350'000 alla _ precisando che si trattava di una liquidazione totale delle loro pretese.
Per terminare questa domanda faccio notare che purtroppo la somma di 160'000 CHF è andata perduta con questo investimento”
(VI PS IM 1 20.3.2014 da pag. 6)
confermando anche in aula come predetto importo sia stato da lui investito in opzioni _ ben consapevole che si trattasse di un’operazione speculativa:
"
In quel momento io ero in una brutta situazione e sicuramente è stata una speculazione. È chiaro che le opzioni di _ erano più azzardate che un normale investimento. Le opzioni mi erano state consigliate dalla mia banca e dai miei colleghi”
(VD all. 2 a pag. 3 I R)
VIII) L’imputazione
8.
Giusta l'art. 165 n. 1 CP il debitore che, in un modo non previsto nell'art. 164 CP, a causa di una cattiva gestione, in particolare a causa di un'insufficiente dotazione di capitale, spese sproporzionate, speculazioni avventate, crediti concessi o utilizzati con leggerezza, svendita di valori patrimoniali, grave negligenza nell'esercizio della sua professione o nell'amministrazione dei suoi beni, cagiona o aggrava il proprio eccessivo indebitamento, cagiona la propria insolvenza o aggrava la sua situazione conoscendo la propria insolvenza, è punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se viene rilasciato contro di lui un attestato di carenza di beni, con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
8.1.
l'enumerazione delle condotte punibili non è esaustiva (sentenza non pubblicata del Tribunale federale, di seguito solo STF, 6P.168/2006 considerando, di seguito solo consid., 8.2.1). L'art. 165 CP, diversamente dall'art. 164 CP, concerne di norma un comportamento complessivo (
Globalverhalten
) che va valutato dal giudice nella realizzazione dei suoi atti costitutivi, con ampio margine d'apprezzamento (Donatsch, Strafrecht III, Zurigo 2008, pag. 337, Wermeille, La diminution effective de l'actif au préjudice des créanciers et de la gestion fautive in RPS 1999 pag. 385). Nell'apprezzare tale comportamento il giudice deve, in particolare, valutare se vi sia stata una mancanza di senso di responsabilità che denota indiscutibilmente una leggerezza riprovevole (sentenza del Tribunale federale, di seguito solo DTF,115 IV 41 consid. 2, Corboz, Les infractions en droit suisse, volume I Berna 2002, art. 165 numero, di seguito solo no., 21-22 e sentenza della Corte di cassazione e di revisione penale del 10.3.2009 Inc. 17.2008.75 consid. 8). Un solo atto di cattiva gestione può essere sufficiente a configurare l'infrazione. Se all'accusato vengono rimproverati più atti di cattiva gestione correlati con il fallimento, si deve considerare che ci si trova confrontati con una sola infrazione ma la pluralità di atti deve essere valutata nel quadro della commisurazione della pena (DTF 123 IV 195 e Corboz, op. cit., art. 165 no. 30). Per dotazione insufficiente del capitale la dottrina, facendo spesso riferimento al messaggio del Consiglio federale (di seguito solo CF), annovera tutti i casi in cui un'impresa non dispone, già sin dall'inizio, di risorse sufficienti per far fronte alle spese generate dall'attività imprenditoriale che si accinge a svolgere, come pure i casi in cui il capitale azionario al momento della fondazione non è stato liberato dagli azionisti ed i casi in cui i conferimenti in natura sono stati sopravvalutati (Corboz, op. cit., art. 165 no. 23, Trechsel / Ogg; Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo / San Gallo 2008, art. 165 no. 5 e Messaggio del CF concernente la modifica del CP e del Codice penale militare, di seguito solo Messaggio, in FF 1991 II a pag. 873 no. 213.33). L’applicazione della norma presuppone, però, comportamenti di una certa gravità, poiché non è pensabile che l'infrazione possa consumarsi ogni qualvolta una società fallisca in seguito a un'insufficiente dotazione di capitale (Messaggio in FF 1991 II a pag. 873 no. 213.33).
9.
La Corte ha confermato i fatti e l’imputazione di cattiva gestione ex art. 165 n. 1 CP così come descritti nell’AA (doc. TPC 1, consid. 1 della presente sentenza e VD all. 3 a pag. 1 punti, di seguito solo pti., 1 e 1.1) sulla scorta delle seguenti considerazioni:
9.1.
in merito al versamento di fr. 60'000.- la Corte non ha ritenuto credibili le spiegazioni fornite dall’imputato, che del resto non le ha mai documentate anche per quel che concerne un’asserita sua provvigione di fr. 30'000.- a suo favore (VI PP IM 1 4.8.2015 a pag. 3), senza poi dimenticare come in aula abbia cambiato versione rispetto a quanto precedentemente dichiarato dinanzi al PP (consid. 7.1 della presente sentenza). Secondariamente e contrariamente a quanto sostenuto dal difensore in requisitoria (art. 346 cpv. 1 lettera, di seguito solo lett., d CPP), toccava a lui fornire la prova che predetto importo fosse stato effettivamente utilizzato per sostenere le spese della ristrutturazione dell’immobile di _, cosa che però non ha mai fatto (VI PS IM 1 4.6.2014 a pag. 5). A dire il vero poi questa operazione è stata anche indicata nella scheda contabile relativa all’anno 2009 della società come prestito (“
Darlehen
”, VI PP IM 1 4.8.2015 all. 4) ovvero come un credito concesso a sé stesso senza contropartita né garanzie, che l’imputato, peraltro, non ha mai voluto o saputo restituire;
9.2.
riguardo al versamento di fr. 160'000.- è lo stesso imputato che in aula ha affermato che l’investimento in opzioni _ fosse azzardato e che si è trattato di una mera speculazione (VD all. 2 pag. 3 I R), il che rientra pacificamente nella fattispecie di cattiva gestione ex art. 165 n. 1 CP. Parallelamente tale attività borsistica non era altresì inclusa nello scopo societario (AI 1 all. A) e quindi, già solo per questo, contraria ai suoi doveri di amministratore di fatto della società. E’ poi irrilevante, per la constatazione del reato, il fatto che al momento dell’investimento non se ne potesse già sapere il negativo esito considerato come il reato qui in esame non è un reato di risultato ma di semplice messa in pericolo, ciò che poteva facilmente essere evitata con degli investimenti non speculativi ma obbligazionari o differentemente conservativi;
9.3.
né gli atti attestano che l’imputato, che ha dichiarato in aula di non aver avuto redditi del 2009 (VD all. 2 a pag. 3 IV R), abbia mai accantonato altre sostanze o valori patrimoniali per far validamente fronte agli impegni economici della _ nei confronti della venditrice ricordato, infatti, come “
l’attività della ditta si è in pratica conclusa con la rivendita dell’immobile avvenuta ad inizio 2009, dopo il pagamento di tutti le spese/investimenti fatti
” (verbale d’interrogatorio del 12.2.2013 di _ presso _, AI 1 all. C), da cui il dover parimenti riconoscere anche il necessario rapporto di causalità naturale e adeguato tra l’agire dell’imputato e il fallimento societario;
9.4.
quo all’aspetto soggettivo del reato, la Corte ha ritenuto che l’imputato, al momento dei contestati due versamenti, non poteva non sapere, o perlomeno non prendere seriamente in considerazione e accettare (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP) il fatto che _ avrebbe potuto dover pagare il saldo del prezzo di acquisto dell’immobile. Già solo l’accordo parziale (“
Teilvergleich vom 11./13. Febrauar 2009
” a pag. 7 della decisione 25.1.2012, AI 98 all. 1), proprio perché non conclusivo (in questo senso si veda il relativo pto. 7), non lasciava dubbio alcuno in merito al fatto che il pagamento di fr. 350'000.- effettuato da _ alla venditrice non fosse a saldo di ogni pretesa. Poco importa il fatto che _ sia stata condannata definitivamente solo nel 2012 (AI 98 all. 1), visto come la causa era iniziata già nel 2007 (decisione 25.2.12012 a pag. 3 segg., AI 98 all. 1 e VD all. 2 a pag. 3) e il rischio di dover effettuare ulteriori pagamenti fosse manifestamente dato o perlomeno non poteva essere assolutamente escluso anche perché le precedenti decisioni in favore dell’imputato erano state rese solo su questioni pregiudiziali (decisione 25.2.2012 a pag. 3 segg., AI 98 all. 1 e VD all. 2 a pag. 3) e che se IM 1 avesse avuto un qualsiasi dubbio in merito avrebbe potuto rivolgersi al suo legale nel contesto del procedimento civile per ricevere tutte le informazioni del caso. A fronte di ciò, per la Corte, l’imputato avrebbe dovuto effettuare un accantonamento con l’utile ricavato dalla vendita dell’immobile per garantire la solvibilità della società. E se questo non è stato fatto non può oggi che essere confrontato con il reato qui in esame, a maggior ragione poi se nei bilanci 31.12.2009 e 31.12.2010 della società era stato espressamente indicato un passivo di fr. 200'000.- a favore della venditrice ( VI PP IM 1 4.8.2015 all. 2 e 3), a dimostrazione del fatto che l’imputato fosse perfettamente a conoscenza che la differenza fra il prezzo concordato inizialmente di fr. 550'000.- e l’importo già saldato di fr. 350'000.- fosse ancora tutto da pagare.
IX) Colpa, prognosi, pena
10.
In merito alle norme in concreto applicabili si ricorda come:
10.1.
giusta l’art. 12 cpv. 2 CP commette con intenzione un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3 CP) chi lo compie consapevolmente e volontariamente ritenuto come basti a tal fine che l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne accolli il rischio;
10.2.
giusta l’art. 34 cpv. 1 CP salvo diversa disposizione del CP la pena pecuniaria ammonta almeno a 3 aliquote giornaliere e al massimo a 180 aliquote giornaliere e il giudice ne stabilisce il numero commisurandolo alla colpevolezza dell’autore ritenuto come giusta il cpv. 2 di detta norma un’aliquota giornaliera ammonta almeno a fr. 30.- e al massimo a fr. 3'000.- ed eccezionalmente, se la situazione personale ed economica dell’autore lo richiede, può essere ridotta fino a fr. 10.-, fermo restando che il giudice ne fissa l’importo secondo la situazione personale ed economica dell’autore al momento della pronuncia della sentenza, tenendo segnatamente conto del suo reddito e della sua sostanza, del suo tenore di vita, dei suoi obblighi familiari e assistenziali e del minimo vitale;
10.3.
giusta l’art. 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria o di una pena detentiva (art. 40 CP) non superiore a due anni se una pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini (art. 10 cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3 CP);
10.3.1.
per decidere se la sospensione condizionale della pena sia idonea a dissuadere il condannato dal commettere nuovi reati, il giudice deve procedere ad una valutazione globale. Per il verdetto in merito al differimento non sono, quindi, determinanti esigenze punitive o riflessioni legate alla prevenzione generale, bensì criteri quali le circostanze specifiche del reato, la personalità dell’autore e gli effetti della pena sulla sua vita futura. Valgono, perciò, gli stessi elementi di giudizio sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale (di seguito solo TF) sotto l’egida del previgente art. 41 CP (DTF 134 IV 53 e 134 IV 1 nonché STF 6B_664/2007 del 18.1.2008). Vanno, quindi, considerate le circostanze in cui è stato commesso l’atto punibile, gli antecedenti, la situazione personale del condannato, la sua reputazione al momento del giudizio (DTF 128 IV 193 e 118 IV 97), il suo atteggiamento e la sua mentalità (STF 6S.477/2002 del 12.3.2003). A questi elementi si aggiunge anche quello relativo all’assunzione delle proprie responsabilità (STF 6B_171/2007 del 23.7.2007), ritenuto, tuttavia, che anche questo aspetto va considerato insieme agli altri così da giungere ad una valutazione complessiva della prognosi del condannato (DTF 115 IV 85, 94 IV 51 e 82 IV 5 nonché STF 6S.762/1999 del 19.1.2000). Il TF ha poi avuto modo di precisare che condanne precedenti per reati della stessa natura costituiscono, in quest’ambito, soltanto indizi sfavorevoli che non escludono tuttavia la concessione della sospensione condizionale (DTF 118 IV 97, 116 IV 279 e 115 IV 85), che può essere negata solo se indizi concreti e importanti prevalgono nel quadro di una valutazione globale, in maniera tale da escludere una prognosi favorevole (DTF 102 IV 62 e 117 IV 3);
10.4.
giusta l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;
10.5.
giusta l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali oltre che dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita, ritenuto come conformemente al cpv. 2 di detta norma la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
11.
Considerata la situazione personale, di salute e finanziaria dell’imputato (consid. 3 della presente sentenza), tenuto altresì conto in particolare del lungo tempo trascorso dai fatti come circostanza attenuante generica e non specifica, del fatto che abbia agito solo con dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP) così come che non sembrerebbe essersi arricchito a seguito di siffatto suo illecito agire, rispettivamente che si tratta di una pena integralmente aggiuntiva ai DA del 18.4.2012 dell’_ e del 28.3.2013 dell’_ (doc. TPC 20 e consid. 3 della presente sentenza), la Corte ha condannato IM 1 a una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di fr. 2’700.- corrispondenti a 90 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna (VD all. 3 a pag. 2 pti. 2 e 2.1), sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e VD all. 3 a pag. 2 pto. 3), con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP) di 90 giorni (art. 34 segg. CP e VD all. 3 pti. 2 e 2.1).
X) Risarcimento dell’accusatrice privata
12.
Indipendentemente dalla posizione negatoria dell’imputato (VD all. 2 a pag. 4 IV R), preso atto della pretesa civile formulata dall’AP ACPR 1 (AI 78 nonché doc. TPC 2 e 11) nonché della conferma del reato di cattiva gestione (art. 165 n. 1 CP) per i due versamenti contestati (VD all. 3), la Corte ha condannato l’imputato a versare a quest’ultima fr. 220'000.- con interessi al 5% su fr. 60'000.- dal 3.4.2009 e su fr. 160'000.- dal 14.4.2009 a titolo di risarcimento danni (VD all. 3 a pag. 2 pto. 4). Per quanto riguarda le spese legali sostenute dall’AP la Corte, considerato il fatto che non si è potuto procedere a controllare le note professionali di fr. 32'310 di _ ( doc. Dib. 3) e di fr. 4'735.60 dell’avv. RAAP 1 (doc. Dib. 4) poiché presentate a corpo e senza dettaglio di ogni singola prestazione, ha ritenuto corretto riconoscere, in base agli atti e a una tariffa di fr. 350.- all’ora (di seguito solo h), un dispendio orario di 50 h a _ per un totale di fr. 17'500.- e di 10 h all’avv. RAAP 1 per un totale di fr. 3'500.-, da cui la condanna dell’imputato di versare all’AP fr. 21’000.- a titolo di spese legali, importo comprensivo di onorari, spese e imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA e VD all. 3 a pag. 2 pto. 4), fermo restando che per ogni altra sua pretesa nei confronti dell’imputato questa AP è rinviata al competente foro civile (VD all. 3 a pag. 2 pto. 4.1).
XI) Confische e risarcimento equivalente
13.
In merito alle norme in concreto applicabili si ricorda come:
13.1.
giusta l’art. 263 cpv. 1 lett. c) e d) CPP all’imputato e terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente restituiti ai danneggiati o confiscati;
13.2.
giusta l’art. 71 cpv. 1 CP se i valori patrimoniali sottostanti alla confisca (art. 70 CP) non sono più reperibili, il giudice ordina in favore dello Stato un risarcimento equivalente ritenuto che nei confronti di terzi, tuttavia, il risarcimento può essere ordinato soltanto per quanto non sia escluso giusta l’art. 70 cpv. 2 CP;
13.3.
giusta l’art. 73 cpv. 1 lett. b) CP se, in seguito a un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o a un delitto (art. 10 cpv. 3 CP), alcuno patisce un danno non coperto da un’assicurazione e si deve presumere che il danno o il torto morale non saranno risarciti dall’autore, il giudice assegna al danneggiato, a sua richiesta, fino all’importo del risarcimento o dell’indennità per torto morale stabiliti giudizialmente o mediante transazione gli oggetti e i beni confiscati o il ricavo della loro realizzazione, dedotte le spese ritenuto come giusta il cpv. 2 di detta norma il giudice può tuttavia ordinare questi assegnamenti soltanto se il danneggiato cede allo Stato la relativa quota del suo credito.
14.
Preso atto delle dichiarazioni delle parti al dibattimento (VD all. 2 a pag. 4 II e III R) e ricordato che l’avv. RAAP 1 ha dichiarato in aula che la sua assistita acconsentiva a cedere allo Stato la relativa quota del suo credito (art. 73 cpv. 2 CP e VD all. 2 a pag. 4 V R), la Corte ha condannato IM 1 al risarcimento equivalente in favore dello Stato di fr. 250’000.- (VD all. 3 a pag. 2 pti. 2 e 2.2), importo sequestrato sul conto _ intestato a IM 1 presso la _ (AI 66 e 126) e ne ha ordinato la confisca (art. 71 cpv. 1 e 73 cpv. 1 lett. b CP) con successiva sua assegnazione in favore dell’AP quale quota parte del credito riconosciutole (VD all. 3 a pag. 2 pto. 5).
XII) Retribuzione del difensore d’ufficio
15.
Giusta l’art. 135 cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione alla Confederazione o al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP).
16.
Quo alla determinazione della retribuzione degli onorari del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) si richiama l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL 178.310) secondo cui l’onorario del patrocinatore che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.- / h, ricordato come in forza alla pluriannuale giurisprudenza dell’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione delle note professionali prima dell’1.1.2011 la retribuzione del patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) deve essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della pratica, l’impegno difensivo, le difficoltà giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I 2), non essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato ma il dispendio medio di un patrocinatore diligente secondo la comune esperienza nella trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre non vengono rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare eccessivi, rammentato come nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. Relativamente alle spese l’art. 6 cpv. 1 RL 178.310 prevede che al patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) può essere riconosciuto un importo forfetario in % dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, come quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto, che per un onorario tra fr. 5'000.- e fr. 10'000.- è del 6%, ma almeno fr. 500.-, ricordato come giusta il cpv. 2 RL 178.310 il patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) ha diritto al rimborso delle altre spese sopportate nell’interesse del cliente quali, ad esempio, quelle di trasferta.
17.
Premettendo che la relativa tassazione non è stata impugnata dinanzi alla Corte dei reclami penali nel termine di legge (doc. TPC 34, art. 135 cpv. 3 lett. a e 396 cpv. 1 CPP nonché VD all. 3 a pag. 3 pto. 7.3) l’avv. DUF 1, difensore d’ufficio (art. 132 CPP) di IM 1 dal 25.9.2015 (AI 139) ha presentato un’unica nota datata 6.8.2019 (VD a pag. 4 e doc. Dib. 5) per complessivi fr. 16'359.55 (VD a pag. 4 e doc. Dib. 5) che è stata tassata per 8'760.70 e meglio fr. 7'350.- per l’onorario, fr. 274.- per costi e trasferte (art. 6 cpv. 2 RL 178.310), fr. 500.- per spese (art. 6 cpv. 1 RL 178.310) e fr. 636.70 per l’IVA (VD all. 3 a pag. 3 pti. 7 e 7.1) ritenuto che IM 1, tenuto conto della sua sostanza immobiliare (consid. 3 della presente sentenza), è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 8'760.70 (VD all. 3 a pag. 3 pti. 7 e 7.2).
18.
Prima dell’avv. DUF 1, periodo 2.5.2015 / 25.9.2015 (AI 107 e 139), l’imputato aveva come difensore d’ufficio (art. 132 CPP) l’avv. _, _, le cui fatture del 29.9.2015 (AI 147) e del 5.8.2015 (AI 122) sono state tassate dal MP con decreto 3.12.2015 limitatamente a fr. 7'089.75 a titolo di onorario, spese e IVA (AI 174). Ne consegue come l’imputato è tenuto a rimborsare allo Stato del Canton Ticino anche questo importo (VD all. 3 a pag. 3 pto. 8).
XIII) Tassa di giustizia e spese procedurali
19.
In merito alle norme in concreto applicabili si ricorda come:
19.1.
giusta l’art. 421 cpv. 1 CPP nella decisione finale l’autorità penale determina anche le conseguenze in materia di spese;
19.2.
giusta l’art. 422 cpv. 1 CPP le spese procedurali comprendono gli emolumenti a copertura delle spese e i disborsi del caso concreto ricordato come giusta il cpv. 2 di detta norma sono ritenute disborsi in particolare le spese per la difesa d’ufficio (art. 135 CPP) e il gratuito patrocinio (art. 138 e 422 cpv. 2 lett. a CPP) rispettivamente la corrispondenza postale, le conversazioni telefoniche e servizi analoghi (art. 422 cpv. 2 lett. e CPP);
19.3.
giusta l’art. 423 cpv. 1 CPP le spese procedurali sono sostenute dalla Confederazione o dal Cantone che ha condotto il procedimento, sono fatte salve disposizioni derogatorie dello stesso CPP;
19.4.
giusta l’art. 426 cpv. 1 CPP in caso di condanna l’imputato sostiene le spese procedurali restando eccettuate le sue spese per la difesa d’ufficio con la riserva dell’art. 135 cpv. 4 CPP;
19.5.
giusta l’art. 22 cpv. 1 lett. b) della legge sulla tariffa giudiziaria (RL 178.200) nei procedimenti penali davanti ad una Corte correzionali la tassa di giustizia è fissata da fr. 500.- a fr. 20'000.-
20.
Visto l’esito processuale la tassa di giustizia di fr. 3’000.- e le spese procedurali (art. 422 segg. CPP) sono poste a carico dell’imputato (art. 426 cpv. 1 prima frase CPP nonché VD all. 3 a pag. 3 pto. 6).
visti gli art.:
12, 34 segg., 42, 44, 47, 71, 73 e 165 n. 1 CP;
80 segg., 84 segg.,135, 263 segg., 328 segg. e 422 segg. CPP nonché 22 TG sulle spese