Decision ID: 4912179d-6243-5bdd-8d23-687208bea2ba
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...), ha lavorato in Svizzera dal
1997 come frontaliere per varie ditte e con varie mansioni, segnatamente,
a partire dal 2004, in qualità di operaio tagliatore di pelli presso la
B._, solvendo regolari contributi all’assicurazione svizzera per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 1, 8 dell’incarto dell’Ufficio dell’as-
sicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero [UAIE]).
A.b A partire da settembre 2008 – la data esatta non è nota – l’interessato
ha iniziato a soffrire di problemi alla colonna lombare dopo aver battuto la
schiena cadendo da un tavolo sul quale stava lavorando; a seguito del si-
nistro ha continuato a lavorare assumendo analgesici (doc. 7). Persistendo
i dolori, l’assicurato si è sottoposto a una serie di esami strumentali e clinici
dai quali è emersa la presenza di una discopatia L5-S1 con protrusione
circonferenziale con conflitto radicolare in corrispondenza dei forami di
congiunzione sia a destra che a sinistra e una spondilolistesi L5 su S1 (doc.
3). Dal 3 ottobre 2008 è stata quindi prescritta un’incapacità lavorativa al
100% (doc. 22) ed è stata posta l’indicazione per l’intervento chirurgico di
stabilizzazione L4-L5-S1 con viti interpeduncolari poliassiali e due barre.
L’operazione è stata eseguita senza complicazioni il 18 dicembre 2008
presso l’Ospedale C._ (doc. 3).
B.
B.a Perdurando inalterata l’inabilità lavorativa, non avendo sortito l’inter-
vento chirurgico gli effetti sperati, il 4 marzo 2009 A._ ha trasmesso
all’Ufficio AI del Cantone D._ (in seguito: UAI-D._) la do-
manda di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. 16).
C. L’autorità inferiore ha quindi avviato l’istruttoria, assumendo agli atti l’in-
carto della Visana Service AG (intervenuta come assicuratore per il versa-
mento delle indennità giornaliere in caso di malattie [in seguito: inc. Vi-
sana]) e le informazioni del medico curante, dell’interessato e del datore di
lavoro (doc. 21, 22, 25-28).
C.a Sulla scorta degli accertamenti medici agli atti – in particolare i rapporti
del dr. E._, specialista in reumatologia e medicina fisica e riabilita-
zione, del 31 luglio e del 14 dicembre 2009 (doc. 24, 33 inc. Visana), il
rapporto peritale del dr. F._, specialista in psichiatria e psicoterapia
dell’11 maggio 2010 (doc. 51) e il rapporto SMR del 12 gennaio 2011 (doc.
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77), dai quali è emerso che a partire dal mese di ottobre 2008 l’interessato
era inabile al 100% nell’attività abituale e all’80% in un’attività sostitutiva
adeguata ai limiti funzionali, da rivalutare a dieci mesi di distanza – l’UAIE
ha riconosciuto, mediante decisione del 3 maggio 2011 (doc. 89), prece-
duta dal progetto del 10 febbraio 2011 (doc. 82), il diritto a una rendita intera
di invalidità (con grado AI dell’80%) a partire dal 1° ottobre 2009, trascorso
l’anno d’attesa ininterrotto d’incapacità lavorativa (art. 28 cpv. 1 let. b LAI).
D.
D.a Il 1° dicembre 2011 l’amministrazione ha avviato la procedura di revi-
sione (doc. 90), raccogliendo le indicazioni dell’assicurato (doc. 92), dei
medici curanti (doc. 91, 97) e il parere del SMR del 21 settembre 2012
(doc. 98).
D.b Essendo emersa una situazione sostanzialmente invariata, l’ammini-
strazione ha disposto il 24 settembre 2012 la continuazione del versamento
della rendita intera AI sulla base del medesimo grado di invalidità (doc. 99).
Vista la giovane età del ricorrente, il medico SMR ha comunque consigliato
una rivalutazione del caso nei successivi dodici mesi, soprattutto a livello
reumatologico-ortopedico (doc. 98).
E.
E.a Una seconda procedura di revisione è stata promossa dall’UAI-
D._ il 1° settembre 2013 (doc. 100).
E.b In tale contesto, sulla scorta delle indicazioni fornite il 14 maggio 2014
dal medico del SMR (doc.111), l’UAI-D._ ha incaricato il Servizio di
accertamento medico (in seguito SAM) di eseguire una perizia pluridisci-
plinare in medicina interna, neurologia e reumatologia e in psichiatria e psi-
coterapia (doc. 114-118).
E.c I rapporti peritali dell’8 settembre 2014 del dr. G._, specialista
in reumatologia, del 6 ottobre 2014 della dr.ssa H._, specialista in
psichiatria e psicoterapia (completato poi il 10 ottobre 2014 – cfr. doc. 122)
e del 7 ottobre 2014 del dr. I._, specialista in neurologia, sono quindi
confluiti nella perizia pluridisciplinare del 12 novembre 2014 (doc. 119)
nella quale il dr. J._ e la dr.ssa K._, entrambi specialisti in
medicina interna, hanno esposto la valutazione globale dello stato di salute
e della capacità lavorativa, su cui si tornerà nel dettaglio nei considerandi
in diritto (consid. 10.1, 10.5).
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E.d Le conclusioni a cui sono giunti i periti del SAM sono state fatte proprie
dal dr. L._, medico generalista del SMR, nel rapporto finale del 18
novembre 2014, in particolare l’indicazione fornita dalla dr.ssa H._
relativa alla necessità di un supporto psichiatrico, suscettibile di migliorare
la capacità lavorativa dell’interessato del 50% nell’arco di 12 mesi (doc.
120).
E.e Constatando l’assenza di sostanziali cambiamenti in riferimento alla
rendita percepita da A._, l’amministrazione ha pertanto stabilito,
con decisione del 20 novembre 2014, la continuazione del versamento
della rendita d’invalidità, sulla base di un rinnovato grado di invalidità del
100% (in ragione delle problematiche psichiche). Ha inoltre invitato l’assi-
curato a sottoporsi ad un regolare trattamento antidepressivo e psicotera-
pico, in modo tale da migliorare il suo stato di salute e di riflesso la capacità
lavorativa. Rammentando che l’esecuzione del suddetto trattamento sa-
rebbe stato oggetto di verifica in occasione della successiva revisione, l’au-
torità inferiore ha poi reso attento l’assicurato alle sanzioni previste dall’art.
21 cpv. 4 LPGA in caso di mancata collaborazione nell’attuazione della
cura medica (doc. 121).
F.
F.a Una terza procedura di revisione è stata promossa dall’UAI-D._
il 1° agosto 2015 (doc. 125).
F.b
F.b.a Preso atto della mancata esecuzione del trattamento psichiatrico e
rammentando la sanzione in caso di mancata osservanza dell’obbligo di
ridurre il danno (cfr. doc. 121), il dr. M._, specialista in psichiatria e
psicoterapia del SMR ha ritenuto l’interessato abile in un’attività lavorativa
idonea nella misura del 50%, conto tenuto del miglioramento teorico della
componente psichica che avrebbe dovuto intervenire a partire dal mese di
novembre 2015, ossia a distanza di dodici mesi dal rapporto SMR del 18
novembre 2014 (doc. 135, 137).
F.b.b Sulla scorta delle indicazioni mediche, dell’indagine economica, dalla
quale è emerso un discapito economico del 37% in attività adeguata (doc.
139) e del rapporto del consulente all’integrazione professionale, che alla
luce della reticenza dell’insorgente ha escluso un eventuale percorso di
reintegrazione professionale (doc. 140), l’UAI-D._ ha emesso il pro-
getto di decisione del 4 aprile 2016, con il quale ha soppresso – senza
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Pagina 5
specificare da che data – il diritto alla rendita e negato il diritto a provvedi-
menti professionali (doc. 141).
F.c
F.c.a Le osservazioni del 21 aprile 2016 con cui è stata chiesta la rivaluta-
zione del caso e la nuova documentazione medica, sulla quale si ritornerà
nei considerandi in diritto (doc. 143), sono state sottoposte sia al SMR (doc.
149) che al SAM, presso il quale il ricorrente è stato convocato per una
perizia pluridisciplinare di decorso ed è stato visitato dal dr. N._,
specialista in psichiatria e psicoterapia, dal dr. O._, specialista in
reumatologia e riabilitazione e nuovamente dal dr. I._ per gli aspetti
neurologici.
Nel rapporto peritale pluridisciplinare del 25 gennaio 2017, la dr.ssa
K._ e il dr. J._ hanno confermato l’incapacità lavorativa to-
tale nell’attività abituale, mentre hanno constatato un miglioramento a li-
vello psichico dello stato di salute dell’assicurato dal 1° aprile 2016, mo-
mento a partire dal quale l’assicurato è stato ritenuto abile al lavoro in un’at-
tività sostitutiva adeguata nella misura del 70%, da intendersi quale ridu-
zione del rendimento (doc. 158).
F.c.b Nel rapporto finale SMR del 27 gennaio 2017, il dr. L._ ha
fatto proprie le conclusioni peritali e ritenuto migliorato lo stato di salute
dell’assicurato (doc. 159).
F.c.c Dalla nuova indagine economica del 2 marzo 2017 è emerso un
grado di invalidità del 15.65% (doc. 163).
G.
Con decisione 13 marzo 2017 l’UAIE ha dunque confermato la soppres-
sione del diritto alla rendita di invalidità fino ad allora percepita da
A._, con effetto a decorrere dalla fine del mese seguente l’intima-
zione del provvedimento, avendo accertato a partire da aprile 2016 un
grado di invalidità inferiore al 40% (doc. 164) – sebbene ciò fosse già il
caso dal mese di novembre 2015 (cfr. consid. F.b.a e F.b.b).
H.
Contro la decisione dell’UAIE, in data 26 aprile 2017 (doc. TAF 1),
A._, sempre rappresentato dal patronato INAS, ha interposto ri-
corso dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) – poi completato
C-2411/2017
Pagina 6
con il memoriale del 2 agosto 2017 (doc. TAF 9) – chiedendone l’annulla-
mento con conseguente riconoscimento di una rendita di invalidità fondata
su un grado d’invalidità di almeno 50%, nonché l’esenzione dalle spese
processuali e il riconoscimento di adeguate ripetibili. A sostegno della pro-
pria richiesta il ricorrente ha prodotto, oltre alla documentazione già agli
atti, il rapporto del 4 aprile 2017 della dr.ssa P._, medico chirurgo e
specialista in medicina legale. Delle motivazioni si dirà, se del caso, nei
considerandi in diritto.
I.
Nella risposta del 9 ottobre 2017, l’UAIE ha fatto proprie le considerazioni
contenute nel memoriale del 27 settembre 2017 dell’UAI cantonale, a sua
volta fondate sulle delucidazioni peritali del SAM del 26 settembre 2017 –
su cui si tornerà nel dettaglio più avanti – e proposto la reiezione del ricorso
e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 11).
J.
Con decisione incidentale dell’8 novembre 2017 la domanda di assistenza
giudiziaria è stata respinta (doc. TAF 13). Il ricorrente ha fatto fronte al ver-
samento dell’anticipo di Fr. 800.-, corrispondente alle presunte spese pro-
cessuali in data 28 novembre 2017 (doc. TAF 15).
K.
Nel corso del mese di novembre 2017 – la data esatta non è nota – l’assi-
curato ha chiesto all’UAI-D._ un aiuto al collocamento ai sensi
dell’art. 18 LAI (doc. TAF 14).
L.
Con replica del 4 dicembre 2017 l’insorgente ha ribadito la tesi esposta nel
memoriale di ricorso e nel complemento, criticando le conclusioni a cui
sono giunti i periti del SAM e un accertamento incompleto della fattispecie
(doc. TAF 16).
M.
Duplicando, in data 15 gennaio 2018, sulla scorta delle osservazioni
dell’UAI-D._ del 10 gennaio 2018 nonché del verbale del primo col-
loquio per l’aiuto al collocamento del 21 dicembre 2017, l’UAIE si è ricon-
fermata nella propria posizione, riproponendo la reiezione dell’impugnativa
(doc. TAF 18).
C-2411/2017
Pagina 7
N.
Con le osservazioni del 26 gennaio 2018, il ricorrente ha sostanzialmente
reiterato la propria posizione (doc. TAF 20).

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33
LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni
rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). Di conseguenza questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle
assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e
28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59
e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA) ed altresì l'anticipo relativo alle
spese processuali è stato versato nel termine impartito.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in
vigore il 1° giugno 2002.
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
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Pagina 8
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
2.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modificato
dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gennaio 2015
(cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2 con rin-
vii).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
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Pagina 9
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Contestata, in concreto, è la liceità della soppressione della rendita di
invalidità percepita da A._ a partire dal 30 aprile 2017, ossia dalla
fine del mese che segue l’intimazione della decisione. Ne consegue che
sono applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revisione della LAI in
vigore dal 1° gennaio 2012 e le successive modifiche (RU 2011 5659; FF
2010 1603) pur non comportanti cambiamenti rispetto al diritto precedente
in merito alla valutazione dell’invalidità, entrate in vigore fino alla data della
decisione impugnata.
3.3 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 13 marzo 2017.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
posteriormente quando essi possono imporsi quali elementi d'accerta-
mento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF
129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi
sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di in-
fluire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione liti-
giosa è stata resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011
consid. 5.5, nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF
118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui
queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157
C-2411/2017
Pagina 10
consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del 20
gennaio 2010 consid. 2).
5.
5.1 Oggetto del contendere, nel caso concreto, è la questione se dopo il 1°
aprile 2016 lo stato di salute e/o la capacità al lavoro (e di guadagno) del
ricorrente siano migliorati in modo tale da giustificare la soppressione della
rendita intera d’invalidità con effetto dal 30 aprile 2017.
5.2 Al riguardo il ricorrente adduce che sebbene lo stato di salute e di ca-
pacità di lavoro siano migliorati rispetto al momento in cui la prestazione è
stata concessa, sono comunque peggiori rispetto a quelli ritenuti dall’UAIE
nella decisione impugnata. Sulla scorta degli accertamenti medici prodotti
in sede di ricorso, l’assicurato ritiene infatti giustificato il riconoscimento di
un’incapacità lavorativa, anche in attività sostitutive esigibili, di almeno il
50%. Egli postula quindi per il sussistere del diritto ad almeno mezza ren-
dita di invalidità, senza specificare a partire da quale momento.
5.3 Di contro, l’amministrazione, sulla scorta delle valutazioni peritali del
SAM e dei rapporti del SMR, non ritiene vi siano i presupposti per modifi-
care la propria decisione, dato che la documentazione medica prodotta
dall’assicurato non apporta nessun elemento clinico nuovo suscettibile di
ritenere una capacità lavorativa inferiore a quella stabilita dai periti.
6.
6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
6.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è in-
valido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
C-2411/2017
Pagina 11
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile se l'assicurato è cittadino
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede (DTF 130 V 253 consid. 2.3).
6.3 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
6.4 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e
110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-
sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-
cabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità,
il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragio-
nevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione
di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito
che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito
da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). In altri termini, l'assi-
curazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica
che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o
infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo
generale del raffronto dei redditi).
7.
7.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta.
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Pagina 12
7.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201) la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-
validità (lett. b).
7.3 La giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono soggette
a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che
ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le conseguenze sulla capacità di guadagno hanno su-
bito un cambiamento importante (DTF 113 V 275 consid. 1a). La semplice
valutazione diversa di circostanze di fatto rimaste sostanzialmente inva-
riate non giustifica una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid.
3.3.3). L'istituto della revisione non può infatti giustificare un riesame incon-
dizionato del diritto alla rendita (cfr. anche: RUDOLF RUEDI, Die Verfügung-
sanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von Invaliden-
rentenrevisionen, in: SCHAFFAUSER/SCHLAURI, Die Revision von Dauerlei-
stungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, p. 15).
Per le rendite dell'assicurazione invalidità, infine, anche una modifica di
poco conto dello stato di fatto determinante può dare luogo a una revisione
se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto) di
una soglia minima (DTF 133 V 545 consid. 6 con riferimenti a dottrina e
giurisprudenza).
7.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
7.5 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 let. a OAI, la riduzione o la soppressione della
rendita è messa in atto al più presto il primo giorno del secondo mese che
segue la notifica della decisione.
C-2411/2017
Pagina 13
8.
8.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata sottoposta ad esame materiale tramite contestuale accertamento per-
tinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei redditi, e,
dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provvedimento liti-
gioso (DTF 133 V 108; sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007).
8.2 In concreto il periodo di riferimento è pertanto quello intercorrente fra
la decisione del 20 novembre 2014 (doc. 121) – con cui è stato confermato
all'assicurato il diritto a una rendita intera AI, a seguito di un esame
materiale della fattispecie tramite esperimento di una perizia
pluridisciplinare – e il 13 marzo 2017, data della decisione impugnata (doc.
164).
9.
9.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose.
Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante, se-
condo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto
di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che
consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena
conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto me-
dico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determi-
nante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è
tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio,
quale perizia o rapporto (sentenza del TF 8C_153/2007 del 7 maggio 2008;
DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-
JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles
im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266).
9.2 Per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito
che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli
esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le
proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico,
una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi
C-2411/2017
Pagina 14
su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddit-
torie nella perizia oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la
concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una su-
perperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle
conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351consid. 3b/aa
pag. 353 con rinvii).
9.3 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n.
18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
9.4 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronun-
ciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che
essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).
9.5 Non va infine dimenticato che se vi sono rapporti medici contraddittori
il giudice non può inoltre evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-
riale e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ot-
tobre 2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-
mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si
evidenziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (SVR 2000 UV
no. 10 pag. 35 consid. 4b).
C-2411/2017
Pagina 15
10.
10.1 In occasione della seconda procedura di revisione avviata il 1° set-
tembre 2013 (doc. 100), al fine di valutare lo stato di salute complessivo,
l’amministrazione ha predisposto e assunto agli atti la perizia pluridiscipli-
nare del 12 novembre 2014 allestita dai dr.i J._ e K._ del
SAM e comprensiva delle valutazioni psichiatriche, neurologiche e reuma-
tologiche (doc. 119; anche consid. E.c), dalle quali sono emerse le seguenti
diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa:
- Episodio depressivo medio-grave senza sintomi psicotici (ICD-10 F
32.2).
- Sindrome lombovertebrale/-spondilogena cronica a sinistra con/su:
o Spondilolisi istmica e lieve anterolistesi di primo grado di L5
su S1.
o Pregresso intervento di spondilodesi L4-S1 con sei viti inter-
peduncolari poliassiali e due barre sistema XIA eseguito il
18 dicembre 2008.
o Cronicizzazione dei dolori.
E le seguenti diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa:
- Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4).
- Obesità con BMI di circa 32.9 kg/m2.
- Dislipidemia.
10.2 Dal punto di vista strettamente neurologico il dr. I._ non ha ri-
scontrato alcun reperto oggettivo determinante un’incapacità lavorativa,
constatando per altro una situazione invariata rispetto al 2008 (cfr. rapporto
peritale del 7 ottobre 2014).
10.3 Dal punto di vista ortopedico-reumatologico, per contro, il dr.
G._ ha valutato sussistere, a partire dall’inizio del 2014, un’abilità
lavorativa in una professione fisicamente medio-leggera nella misura del
70%, da intendere come riduzione dell’orario lavorativo (5-6 ore lavorative
al giorno). Ha inoltre precisato: “Si dovrebbe comunque trattare di lavori
che non implichino sforzi particolari per la colonna vertebrale (sollevamento
ripetuto di pesi superiori ai 15kg, lavori prolungati in posizioni inergonomi-
che, movimenti ripetitivi di flessione ed estensione del tronco), nonché la-
vori che gli permettano di cambiare frequentemente di posizione almeno
C-2411/2017
Pagina 16
ogni 15-20 minuti”. Egli ha quindi ritenuto non più esigibile una ripresa delle
professioni precedentemente svolte, essendo le stesse fisicamente pesanti
(cfr. rapporto peritale del 8 settembre 2014).
10.4
10.4.1 Di particolare interesse è la valutazione della dr.ssa H._, che
nel rapporto del 6 ottobre 2014, riscontrando un evidente peggioramento
nello stato psichico dell’interessato rispetto alla valutazione psichiatrica
dell’11 maggio 2010 (doc. 51), correlato all’insorgere di uno stato depres-
sivo grave, ha indicato: “verosimilmente una riduzione della capacità lavo-
rativa almeno del 50% esiste a partire dal gennaio 2013, da quando le spe-
ranze di miglioramento sono diventate esigue; l’assicurato ha poi subito un
drastico peggioramento a livello timico a seguito dell’evento avuto al mare
quando egli, rimasto bloccato, si è sentito «inutile» anche in vacanza, ne-
cessitando l’aiuto del bagnino per raggiungere la riva, non potendo giocare
e badare ai bambini e abbisognando, a causa di tale malessere, una cura
parentale per 15 giorni. Da allora (agosto 2013) egli ha accusato una de-
flessione del tono dell’umore importante, con una costellazione di sintomi
ancora presenti che lo hanno portato ad un’inabilità lavorativa del 100%”.
Constatando che il ricorrente non beneficiava al momento della visita di
alcun supporto farmacologico o psicoterapico per arginare l’importante ma-
lessere psichico ed esprimendo una prognosi negativa, in caso di mancata
prestazione delle cure adeguate al caso, la dr.ssa H._ ha quindi
concluso: “Sicuramente il paziente trarrebbe giovamento da una terapia
antidepressiva e psicoterapica che non solo è indicata, ma risulta indispen-
sabile al fine di evitare che egli metta in atto degli agiti autoaggressivi. Per
tale motivo chiedo che venga informato di quanto sopra il medico curante.
È possibile che l’assicurato, se sufficientemente supportato e medicato,
possa migliorare la propria capacità lavorativa almeno del 50% nell’arco di
6-12 mesi (tempo minimo necessario per trovare una terapia adeguata e
che dia una sufficiente stabilizzazione).
10.4.2 Con il complemento alla perizia del 10 ottobre 2014 (doc. 122) la
dr.ssa H._ ha inoltre precisato che secondo i criteri di Foerster vi è
un comorbidità fra la depressione e il disturbo somatoforme: sebbene sia
la prima patologia a determinare l’inabilità lavorativa, anche la sindrome
somatoforme da dolore persistente deve essere considerata come ulteriore
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa (cfr. anche doc. 124).
C-2411/2017
Pagina 17
10.5 La valutazione complessiva del caso da parte dei dr.i J._ e
K._, ha messo in evidenza una modifica dello stato di salute rispetto
al momento dell’erogazione della rendita, in ragione del graduale peggio-
ramento a livello psichico a partire da gennaio 2013 e incrementato da ago-
sto 2013 (doc. 119 pp. 25-26). La patologia psichiatrica, unitamente a
quella somatica, hanno quindi determinato una totale incapacità lavorativa
in qualsiasi professione, condizionando inoltre la possibilità di sostenere
dei provvedimenti professionali (pp. 24-26). Al fine di migliorare la propria
prognosi e di riacquisire potenzialmente fino al 50% della capacità lavora-
tiva i periti hanno ritenuto indicato sottoporre l’interessato a un trattamento
antidepressivo e psicoterapico (p.27).
10.6 Le valutazioni peritali sono quindi state interamente riprese dal dr.
L._ nel rapporto finale SMR del 18 novembre 2014 (doc. 120).
11.
11.1 In occasione della terza procedura di revisione avviata d’ufficio
nell’agosto 2015 (doc. 125), l'UAI cantonale ha nuovamente raccolto le di-
chiarazioni dell’assicurato – sostanzialmente sovrapponibili a quelle rila-
sciate in precedenza (doc. 103) salvo per quanto concerne il regolare bi-
sogno d’aiuto da parte di terzi per svolgere le attività quotidiane, indicato
come non più necessario (doc. 128) – e del medico curante, che ha certifi-
cato il persistere inalterato dell’inabilità lavorativa al 100% (doc. 130).
Dando seguito alla richiesta dell’amministrazione, l’assicurato, per il tramite
del patronato INAS, ha inoltre comunicato di non essere in cura presso
nessun medico psichiatra (doc. 133): in buona sostanza, di non essersi
sottoposto al trattamento medico prescritto in occasione della precedente
procedura.
Per tale ragione, il dr. M._ ha ritenuto essere subentrato a partire
dal mese di novembre 2015, ossia a dodici mesi di distanza dalla perizia
pluridisciplinare del 12 novembre 2014 (doc. 119), un miglioramento teorico
dello stato di salute, e più precisamente della componente psichica, grazie
al quale è possibile considerare l’assicurato abile al 50% in un’attività ade-
guata e rispettosa dei limiti funzionali dettati dalla componente reumatolo-
gica (cfr. annotazione SMR [doc. 135] e rapporto finale SMR [doc. 137] del
3 dicembre 2015).
11.2 In sede di osservazioni al progetto di decisione, il ricorrente ha quindi
prodotto due nuovi referti medici:
C-2411/2017
Pagina 18
- Il rapporto del 18 aprile 2016 del dr. Q._, specialista in psi-
chiatria, secondo il quale fino all’incidente del settembre 2008 l’as-
sicurato non aveva mai presentato problematiche psicologiche e/o
psichiatriche e pertanto non si è mai sottoposto a terapie psicofar-
macologiche. Ha inoltre precisato: “nell’attualità, A._ non
presenta alcuna patologia psichiatrica mentre manifesta problema-
tiche psicologiche riconducibili allo stato di prolungata sofferenza
fisica legato all’incidente e alle sue conseguenze. Tali problemati-
che emergono solo all’esecuzione del test (MMPI-2, ndr.) e non
sono apprezzabili sul piano clinico risultando pertanto di minima en-
tità”. Il dr. Q._ non si è per contro espresso riguardo alla
residua capacità lavorativa dell’assicurato (doc. 143).
- Il certificato del 20 aprile 2016 del dr. R._, specialista in me-
dicina legale e delle assicurazioni, che esponendo le diagnosi note
ha riferito: “dopo un prolungato iter clinico non fu possibile una ri-
presa dell’attività lavorativa per il gravissimo deficit funzionale del
rachide che impedisce una prolungata stazione eretta, deambula-
zione, piegamento del tronco” (doc. 143).
Le osservazioni del 21 aprile 2016 con cui è stata chiesta la rivalutazione
del caso e la nuova documentazione medica (doc. 143), sono state sotto-
poste al dr. M._, che nell’annotazione SMR del 17 giugno 2016 ha
confermato la valutazione espressa nel rapporto SMR del 3 dicembre 2015
e segnalato che, dal punto di vista strettamente psichiatrico, una ripresa
lavorativa completa in qualsiasi attività era esigibile a partire dal 18 aprile
2016 (doc. 149). Egli ha tuttavia precisato che le suddette conclusioni non
tenevano conto della patologia reumatologica, ragione per cui il caso è
stato nuovamente sottoposto al SAM per una perizia di decorso (doc. 151).
11.3
11.3.1 Nel rapporto peritale del 25 gennaio 2017 i dr.i J._ e
K._ del SAM hanno assunto agli atti le valutazioni psichiatriche,
neurologiche e reumatologiche ed esposto le seguenti diagnosi con in-
flusso sulla capacità lavorativa:
- Sindrome depressiva mascherata (ICD-10 F 34.9).
- Sindrome lombo-vertebrale con/su:
o Alterazioni statiche.
C-2411/2017
Pagina 19
o Pregresso intervento chirurgico di fissazione intersomatica
da L4 a S1 con sei viti interpeduncolari poliassiali e due
barre sistema XIA eseguito il 18 dicembre 2008.
o A causa dell’instabilità lombo-sacrale con anterolisi di L5 su
S1 di grado I-II per spondilosi bilaterale di L5 e osteocon-
drosi L5-S1.
o Senza deficit neurologici di sicura origine organica.
E le seguenti diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa:
- Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4).
- Obesità con BMI di circa 29.0 kg/m2.
- Dislipidemia.
(cfr. doc. 158, p. 13)
11.3.2 Nel rapporto del 12 gennaio 2017 (allegato al doc. 158) il dr.
N._, ha indicato: “(...) la prima perizia SAM (2014) effettuata da
parte della dr.ssa H._ aveva messo in evidenza una patologia de-
pressiva da media a grave entità con ripercussione totale sulla capacità
lavorativa. L’assicurato, da allora, senza alcuna presa a carico specialistica
e senza alcun intervento farmacologico, non ha messo in luce alcun di-
sturbo psichico, dimostrando di possedere delle buone risorse personali.
D’altro canto la marcata e più volte ribadita negazione di sentirsi affetto da
una malattia psichica e la contemporanea polarizzazione sul disagio fisico
e sulle limitazioni che esso comporta nella sua quotidianità, fanno pensare
che nell’assicurato sia presente una certa difficoltà ad esprimere le proprie
emozioni, la rabbia legata al fallimento del proprio progetto di vita e alla
disattesa della propria aspettativa di guarigione, cosa che farebbe propen-
dere per una sofferenza psichica negata o mascherata o forse per meglio
dire espressa indirettamente attraverso l’esclusiva manifestazione del pro-
prio disagio somatico con le limitazioni ad esso associate” (p. 4).
Il dr. N._ ha quindi ritenuto sussistere sia nella precedente attività
che in una sostitutiva, un’incapacità lavorativa del 20%, avendo riscontrato
una regressione della componente depressiva evidenziata nella prece-
dente valutazione psichiatrica del 2014, sostituita da un’attuale “forma di
depressione mascherata” (p. 7). Egli ha precisato che la prognosi propende
per un’evoluzione piuttosto cronica dei disturbi psichici e somatici (p. 5).
C-2411/2017
Pagina 20
11.3.3 Nel rapporto del 23 novembre 2016 il dr. O._ ha riferito che
l’esame clinico e le nuove indagini radiologiche al rachide lombare hanno
mostrato una situazione sostanzialmente invariata rispetto a quella docu-
mentata dal dr. E._ nei rapporti di luglio e dicembre 2009 (doc. 24
e 33 inc. Visana). Egli ha in particolare indicato che: “La prognosi per
quanto riguarda la problematica somatica alla colonna vertebrale è da con-
siderarsi moderatamente favorevole. A distanza ormai di otto anni dall’in-
tervento chirurgico di fissazione intersomatica abbiamo radiologicamente
un reperto accettabile. Non vi è spostamento dei metameri fissati, non vi è
scollamento del materiale di fissazione. Non vi sono alterazioni degenera-
tive significative al disco sovrastante la fissazione intersomatica”. Cionono-
stante rilevando che la sintomatologia algica è rimasta costante negli anni,
resistendo a tutte le terapie, lo specialista ha constatato un’evoluzione
verso una sindrome dolorosa cronica non correlata con le problematiche
somatiche. Tale circostanza, a mente del dr. O._, ha un influsso
sulla possibilità di un reinserimento professionale, per altro complicato da
fatto che sin dal 2008 l’assicurato beneficiava di una rendita intera AI.
Il dr. O._ ha pertanto ritenuto l’assicurato limitato nello svolgere at-
tività lavorative non ergonomiche per la colonna vertebrale, nel mantenere
delle posizioni statiche prolungate sia in posizione seduta (almeno un’ora)
che eretta (da fermo al massimo per 5-10 minuti), nei movimenti ripetitivi di
flessione e rotazione del tronco soprattutto in estensione, nell’alzare dei
pesi anche di modesta entità (sopra i 5 kg), nell’esecuzione di lavori da
svolgere su terreni sconnessi e nel salire e scendere scale e scale a pioli
(p. 7).
Egli ha quindi considerato esigibile l’esecuzione di un’attività sostitutiva,
rispettosa dei limiti funzionali elencati nella misura dell’80% dovuta a un
rendimento ridotto. Nella professione abituale di operaio pellettiere, come
pure nelle precedenti attività svolte, ha per contro ritenuto l’interessato ina-
bile al 100% (p. 7).
11.3.4 Nel rapporto del 30 novembre 2016, il dr. I._ ha riferito che,
dal punto di vista strettamente neurologico, la situazione è simile a quanto
già riscontrato in occasione dell’esame del 2014 e l’assicurato può essere
considerato interamente abile al lavoro in qualsiasi professione (pp. 3-4).
Pur esprimendo una prognosi favorevole, egli ha comunque previsto che i
disturbi lamentati dall’assicurato persisteranno anche in futuro vista l’evo-
luzione cronica (p. 3).
C-2411/2017
Pagina 21
11.3.5 La valutazione globale del caso ha permesso di constatare, da un
lato, una situazione invariata per quanto concerne la problematica al ra-
chide lombare, dall’altro, un miglioramento dal punto di vista psichico ri-
spetto all’ultimo esame peritale del 2014 (doc. 158 p. 24). Tale cambia-
mento dello stato di salute può essere fatto risalire al mese di aprile 2016,
momento in cui l’assicurato è stato visitato dal dr. Q._; per quanto
concerne l’evoluzione futura, invece, a mente dei periti, non vi è da aspet-
tarsi alcun ulteriore miglioramento, sebbene questi abbiano prescritto l’as-
sunzione di antidepressivi della prima generazione a basso dosaggio al
fine di “modulare la soglia di percezione del dolore e per migliorare il tono
dell’umore” (pp. 23-24). I dr.i J._ ed K._ hanno quindi rite-
nuto persistere inalterata l’inabilità completa al lavoro nella professione abi-
tuale di operaio aiuto pellettiere (come pure in quelle precedentemente
svolte), mentre in un’attività lavorativa adatta e rispettosa dei limiti funzio-
nali indicati dal dr. O._ – più restrittivi di quelli esposti nella prece-
dente perizia SAM – hanno considerato l’assicurato abile al lavoro nella
misura del 70%, da intendersi quale presenza sull’arco dell’intera giornata,
ma con rendimento ridotto (p. 21).
11.4 Le conclusioni a cui sono giunti i periti del SAM sono state fatte proprie
dal dr. L._ che nel rapporto finale SMR del 27 gennaio 2017,
riferendo di uno stato di salute migliorato, ha corretto la precedente
valutazione (doc. 137) adeguandola alle nuove limitazioni funzionali e al
nuovo tasso di capacità lavorativa in un’attività sostitutiva (doc. 159).
11.5
11.5.1 In pendenza di ricorso, l’insorgente ha prodotto il rapporto del 4
aprile 2017 della dr.ssa P._, che ha posto le seguenti conclusioni:
“I dati anamnestici, clinici e strumentali riassunti testimoniano indiscutibil-
mente la persistenza di un’invalidante quadro algo-disfunzionale a carico
della colonna lombare caratterizzato da persistente ed intenso dolore lom-
bare con irradiazione agli arti inferiori, ipostenia degli arti, facile esauribilità
al carico, difficoltà nei passaggi posturali, difficoltà a mantenere a lungo
posizioni costrette, che è tale dalla data di costituzione della rendita (3 gen-
naio 2008) e la non sussistenza di patologie psichiatriche meritevoli di te-
rapia psicofarmacologica come emerso dall’accertamento eseguito dal dr.
Q._, corredato anche dell’esecuzione del test MMPI-2, valido in am-
bito forense. La situazione clinica attuale, che lo si ripete, è invariata
dall’epoca della costituzione della rendita, determina una assoluta impos-
sibilità alla ripresa di attività lavorative confacenti ed esigibili del soggetto”
(allegato al doc. TAF 1 e 9).
C-2411/2017
Pagina 22
11.5.2 Alla luce della nuova documentazione prodotta, ai periti del SAM
sono state chieste delle delucidazioni volte a completare la perizia pluridi-
sciplinare del 25 gennaio 2017.
Dal punto di vista psichiatrico, il dr. N._ ha indicato che nulla era
cambiato rispetto alla precedente valutazione. Dal punto di vista reumato-
logico, il dr. O._ ha chiarito che il nuovo reperto non apportava ele-
menti nuovi suscettibili di rimettere in discussione le valutazioni esposte nel
rapporto del 23 novembre 2016, in punto a diagnosi e capacità lavorativa.
Conclusione analoga a quella a cui è arrivato il dr. I._ che, dal punto
di vista neurologico, si è interamente riconfermato nella precedente presa
di posizione. Tali valutazioni sono state sintetizzate nel rapporto del 26 set-
tembre 2017 nel quale il dr. J._ e la dr.ssa K._, non riscon-
trando sussistere elementi in precedenza non considerati dal SAM, hanno
confermato l’incapacità lavorativa totale dell’assicurato nella professione
abituale e l’esigibilità di un’attività lavorativa adeguata allo stato di salute
nella misura del 70% (doc. 102, p. 4).
12.
12.1 Visto quanto precede, occorre prendere atto che, al momento della
decisione del 20 novembre 2014 con cui la rendita è stata confermata (doc.
121), lo stato di salute dell’assicurato aveva subito, a partire dal 2013, un
graduale peggioramento dovuto all’insorgere della patologia depressiva di
media-grave entità diagnosticata dalla dr.ssa H._. Sebbene dal
punto di vista reumatologico l’assicurato fosse soltanto parzialmente limi-
tato (nella misura del 30% in attività rispettosa dei limiti funzionali) e non lo
fosse affatto sotto il profilo neurologico, in ragione delle affezioni psichiatri-
che quest’ultimo è stato considerato nella valutazione globale completa-
mente inabile al lavoro in qualsiasi attività. A ben vedere, al momento della
conferma della rendita da parte dell’autorità inferiore, lo stato di salute
dell’interessato non era ancora completamente stabilizzato, essendo stato
prescritto a quest’ultimo l’esecuzione di un trattamento antidepressivo e
psicoterapico, che nelle intenzioni della dr.ssa H._, avrebbe per-
messo di ottenere un miglioramento della capacità lavorativa di almeno il
50% nell’arco di sei-dodici mesi. Proprio in quest’ottica l’amministrazione
aveva preannunciato l’intenzione di rivalutare il caso, rendendo attento
l’assicurato dell’obbligo di ridurre il danno e alle conseguenze previste
dall’art. 21 cpv. 4 LPGA (ossia la possibilità di una temporanea o definitiva
riduzione o rifiuto delle prestazioni) in caso di mancata esecuzione del trat-
tamento prescritto.
C-2411/2017
Pagina 23
12.2
12.2.1 Nell’ambito della procedura che ci occupa, in una prima fase il SMR
aveva constatato un miglioramento teorico della capacità lavorativa, deter-
minato non sulla base di un nuovo esame clinico, ma in funzione del mi-
glioramento prospettato dal SAM nella procedura precedente, nel caso in
cui il ricorrente si fosse sottoposto al trattamento antidepressivo e psicote-
rapico. Per tale ragione il ricorrente è stato considerato già a partire dal 20
novembre 2015, ossia dodici mesi dopo la perizia del SAM, abile al 50% in
un’attività idonea (doc. 137).
12.2.2
12.2.2.1 In una seconda fase, il caso è stato approfondito e indagato dal
punto di vista psichiatrico (dr. N._), reumatologico (dr. O._),
neurologico (dr. I._) e internistico (dr.ssa K._ e dr.
J._). Nella valutazione globale contenuta nella perizia pluridiscipli-
nare del 25 gennaio 2017 la ripresa nell’attività abituale di operaio aiuto
pellettiere è stata considerata inesigibile (come pure lo sono state quelle
precedentemente esercitate di smerigliatore, catramista, saldatore e tra-
sportatore di mobili, in quanto poco ergonomiche e fisicamente pesanti),
mentre in un’attività rispettosa dei limiti funzionali l’interessato è stato rite-
nuto abile nella misura del 70%, inteso come lavoro su di un’intera giornata
con rendimento ridotto, a partire dal 1° aprile 2016 (cfr. doc. 158 pp. 23-
24).
A tale conclusione – riconfermata in corso di causa con il rapporto pluridi-
sciplinare del 26 settembre 2017 (allegato al doc. TAF 11) – i periti del SAM
sono giunti dopo aver esperito un nuovo esame clinico, aver sottoposto
l’assicurato a nuovi indagini strumentali e dopo aver visionato i nuovi atti
medici, in particolare il referto del dr. Q._ del 18 aprile 2016 (doc.
143).
12.2.2.2 Al riguardo il dr. Q._ è stato molto chiaro nel dichiarare che
l’assicurato non presenta e non ha mai presentato alcuna patologia psi-
chiatrica. Così dicendo, seppur non in maniera esplicita, ha confutato la
valutazione della dr.ssa H._, espressa nella precedente procedura
riguardo alla necessità di un trattamento medico volto a migliorare lo stato
di salute, a suo dire non necessario, non presentando l’assicurato alcun
affezione psichica richiedente una terapia psicofarmacologica. Allo stesso
modo, contestando la diagnosi posta dalla dr.ssa H._, il dr.
Q._ si è distanziato dalla valutazione di quest’ultima riguardo
C-2411/2017
Pagina 24
all’inabilità lavorativa causata dall’affezione psichiatrica. Pur non essendovi
una presa di posizione espressa, dal rapporto del 18 aprile 2016 indiretta-
mente emerge che l’assicurato, dal punto di vista strettamente psichiatrico,
non aveva alcun impedimento alla ripresa di un’attività lavorativa adeguata.
Preso atto del nuovo parere specialistico, il dr. M._ ha confermato,
da un lato, la precedente valutazione con la quale aveva riconosciuto dal
20 novembre 2015 un’incapacità lavorativa al 50% (doc. 137), ritenendo
possibile, dall’altro, la ripresa lavorativa in misura completa in un’attività
adeguata a partire dal 18 aprile 2016, data a cui risale il rapporto del dr.
Q._ (annotazione del 17 giugno 2016 – doc. 149).
In maniera analoga, come visto sopra, si era espresso nel rapporto peritale
del 12 gennaio 2017 il dr. N._, che alla luce degli sviluppi intercorsi
dall’epoca della precedente valutazione della dr.ssa H._, che hanno
condotto a una regressione spontanea della componente depressiva, ha
corretto la diagnosi sotto il profilo psichiatrico e considerato l’assicurato or-
mai in grado di esercitare un’attività lavorativa sostitutiva nella misura
dell’80%.
A ben vedere, neppure la dr.ssa P._ nel rapporto del 4 aprile 2017
contraddice tale indicazione, ma ribadisce, anzi, di come l’interessato non
sia affetto da alcuna patologia di natura psichiatrica, facendo proprie le
conclusioni esposte dal dr. Q._.
Confrontato con le suddette conclusioni convergenti, quanto alla rinnovata
possibilità di integrazione professionale, dal punto di vista strettamente psi-
chiatrico questo Tribunale ritiene la fattispecie chiara e sufficientemente in-
dagata.
Dalla documentazione medica agli atti emerge quindi un chiaro migliora-
mento dello stato di salute e della capacità lavorativa da un punto di vista
psichiatrico. Se detta patologia, fosse o meno esistita all’epoca della peri-
zia della dr.ssa H._, rispettivamente se la valutazione retrospettiva
del dr. Q._ configura una valutazione diversa della medesima situa-
zione può restare indecisa ritenuto che in ogni caso le conseguenze del
miglioramento dello stato di salute attestato dal SAM ha effetto concreta-
mente solo da aprile 2016.
12.2.2.3 Per quanto concerne le affezioni fisiche e somatiche, la valuta-
zione espressa dai periti, ad eccezione di quella del dr. I._ in ambito
C-2411/2017
Pagina 25
neurologico – che non era comunque rilevante ai fini della capacità lavora-
tiva residua (cfr. consid. 10.2, 11.3.4) – è rimasta sostanzialmente invariata.
Nel rapporto del 14 dicembre 2009 il dr. E._ aveva ritenuto l’inte-
ressato in grado di svolgere un’attività idonea (dove non dovesse sollevare,
trasportare e manipolare pesi superiori a 5-10kg, potesse cambiare rego-
larmente posizione, senza camminare oltre 50 metri, non implicante parti-
colari rotazioni del tronco o piegamenti sulle ginocchia) nella misura
dell’80%, con una riduzione del 20% giustificata da “un ritmo di lavoro ri-
dotto a causa di dolori lombari persistenti”, mentre nella precedente attività
lavorativa aveva riconosciuto un’inabilità superiore al 70% (doc. 33 inc. Vi-
sana).
Nella valutazione del dr. G._ sono stati indicati dei limiti funzionali
un po’ meno restrittivi, pur essendo stata riconosciuta una capacità lavora-
tiva leggermente inferiore, ossia del 70% da intendersi come orario ridotto
(cfr. consid. 10.3).
Il dr. O._, dal canto suo, si è piuttosto allineato alla valutazione del
dr. E._ (sia per i limiti funzionali che per la capacità lavorativa), ri-
scontrando una situazione sostanzialmente invariata da allora e ritenendo
l’insorgente capace di riprendere a svolgere un’attività adeguata all’80%,
in ragione del rendimento ridotto.
Si discostano, almeno in parte, da tale conclusione il dr. R._ e la
dr.ssa P._, che nei rispettivi rapporti escludono la possibilità di una
ripresa dell’attività lavorativa. Tali valutazioni, seppur esposte da speciali-
sti, non possono essere seguite, non essendo supportate da elementi og-
gettivi nuovi, non considerati in precedenza dai periti del SAM, né espri-
mendosi compiutamente in merito alla capacità lavorativa in un’attività so-
stitutiva: la dr.ssa P._ riferisce in maniera generica di “una assoluta
impossibilità alla ripresa di attività lavorative confacenti ed esigibili”, senza
giustificare maggiormente tale conclusione, mentre il dr. R._ al ri-
guardo non fornisce alcun indicazione. Oltretutto, a ben vedere, entrambi i
dottori riconoscono limitazioni funzionali analoghe a quelle ritenute dai pe-
riti del SAM (cfr. consid. 11.2 e 11.5.1), ragion per cui la valutazione fornita
– fondandosi su di un substrato fattuale identico a quello a disposizione del
SAM – appare piuttosto come una diversa interpretazione della medesima
fattispecie.
C-2411/2017
Pagina 26
In definitiva, conto tenuto del fatto che i pareri contrari sono stati esposti da
specialisti assimilabili nell’evenienza concreta a medici curanti dell’assicu-
rato, questo Tribunale non ritiene necessario discostarsi dalle valutazioni
peritali del SAM e del SMR che risultano ben fondate, complete e attendi-
bili.
12.2.2.4 È quindi possibile ritenere accertati i seguenti gradi di incapacità
lavorativa: del 20% in relazione alle problematiche psichiatriche, del 20%
in relazione alle problematiche reumatologiche e dello 0% in relazione alle
problematiche neurologiche.
Risulta pertanto condivisibile la valutazione globale esposta dal SAM nel
rapporto pluridisciplinare del 25 gennaio 2017 (doc. 158), che come detto
sopra, a partire da aprile 2016 ha ritenuto un grado complessivo di incapa-
cità lavorativa del 30%, da considerare quale diminuzione del rendimento
in un’attività rispettosa dei limiti funzionali dettati dalle affezioni fisiche.
Secondo il Tribunale federale, infatti, il grado di incapacità lavorativa com-
plessivo va stabilito in base ad una valutazione globale, un semplice cu-
mulo dei gradi essendo inammissibile (sentenza del TF 9C_295/2013 del
20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre, sempre secondo l'Alta Corte, la que-
stione di sapere se i singoli gradi di inabilità lavorativa vadano sommati, e,
se del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica,
che, di principio, il giudice non rimette in discussione (sentenza del TF
9C_362/2014 del 19 agosto 2014 consid.7, 9C_400/2011 del 20 marzo
2012 che rinvia alla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I
338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485
consid. 2b; anche sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2;
anche sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005 consid. 5.4.1 e 5.4.2).
12.3
12.3.1 Alla luce di quanto sopra esposto, la critica del ricorrente, secondo
il quale la soppressione della rendita di invalidità è concretamente ricondu-
cibile al mancato esperimento del trattamento psichiatrico prescritto dal
SAM, non può essere condivisa. Dagli atti si evince infatti che il migliora-
mento dello stato di salute, non è stato soltanto stabilito su base teorica in
funzione del miglioramento prospettato dal SAM, come inizialmente aveva
fatto il dr. M._ nel rapporto SMR del 3 dicembre 2015 (doc. 135,
137), bensì è stato accertato clinicamente dal dr. Q._ – che nel rap-
porto del 18 aprile 2016 indica che “nell’attualità, il signor A._ non
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Pagina 27
presenta alcuna patologia psichiatrica mentre manifesta problematiche psi-
cologiche riconducibili allo stato di prolungata sofferenza fisica legato all’in-
cidente e alle sue conseguenze”, problematiche a suo dire di minima entità
(doc. 143) –, dal dr. N._ – che nel referto peritale del 12 gennaio
2017 ha segnalato: “non avendo messo in evidenza una sintomatologia
riconducibile ad un quadro psicopatologico di rilevante entità come quello
rilevato in occasione della prima perizia SAM effettuata due anni or sono,
quanto piuttosto un quadro presumibilmente riconducibile ad una forma de-
pressiva larvata associata a tendenza alla focalizzazione sul disagio fisico,
ritengo che la quantificazione del danno alla salute porti ad un’incapacità
lavorativa psichiatrica del 20%” – e infine dalla dr.ssa P._ – che ri-
ferendosi alle conclusioni del dr. Q._ esclude la presenza di patolo-
gie d’ordine psichico.
La soppressione della rendita, come visto è dettato dal miglioramento della
componente psichiatrica, che ha condotto ad un generale miglioramento
dello stato di salute dell’assicurato, ritenuto ormai in grado di riprendere a
svolgere un’attività lavorativa nell’arco di un’intera giornata, seppur con un
rendimento ridotto.
A dimostrazione di questa circostanza, si osserva che nel mese di novem-
bre 2017 il ricorrente ha, di sua sponte, chiesto all’amministrazione un aiuto
al collocamento (doc. TAF 14) e il 21 dicembre 2017 sono stati intrapresi i
primi passi per la ricerca di un posto di lavoro idoneo (doc. TAF 18). A tal
proposito, giova rammentare che soltanto gli assicurati che sono idonei
all’integrazione, ossia che dispongono di una capacità lavorativa residua,
possono beneficiare di un aiuto al collocamento.
12.3.2 Quanto alla conclusione della dr.ssa P._, che non ritiene
possibile sopprimere il diritto alla rendita di A._, si rammenta che il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili
dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c
pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Non compete di contro al medico
graduare l’invalidità, compito che spetta unicamente all’amministrazione
sulla scorta degli accertamenti medici riguardanti lo stato di salute.
C-2411/2017
Pagina 28
13.
In conclusione quindi risulta provato, con il grado della verosimiglianza pre-
ponderante valido nelle assicurazioni sociali, che al più tardi dal mese di
aprile 2016, lo stato di salute del ricorrente, così come le conseguenze
sulla capacità lavorativa, sono sostanzialmente migliorati. Da un punto di
vista psichiatrico, reumatologico e neurologico una ripresa lavorativa in at-
tività sostitutive, rispettose dei limiti funzionali riscontrati sarebbe esigibile
nella misura del 70% (consid. 12.2.2.4). In tal senso sono stati indicati dei
lavori non qualificati, ad esempio operaio generico addetto al servizio qua-
lità, addetto all’area logistica e magazzino nel settore dentale di compo-
nentistica, addetto al magazzino e controllo imballaggi nel settore degli im-
ballaggi, ecc. (doc. 140) e nell’ambito dell’aiuto al collocamento sono stati
valutati degli impieghi nel settore sicurezza, magazziniere, autista, fatto-
rino, operaio con mansioni leggere (allegato al doc. TAF 18).
14.
Ne consegue che il grado di invalidità, non contestato e pari al 16%, giusti-
fica la soppressione della rendita così come statuito dall’UAIE.
15.
Da quanto esposto, ne consegue che il ricorso, manifestamente infondato,
non merita tutela e la decisione impugnata, va confermata.
Il giudice dell'istruzione, anteriormente o posteriormente a uno scambio di
scritti, decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi ma-
nifestamente infondati, pronunciandone la non entrata in materia o il rigetto
(art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art. 69 cpv. 2 LAI; cfr. anche
la sentenza del TAF C-3936/2015 del 24 gennaio 2017 consid. 12; C-
1257/2013 del 27 marzo 2013 consid. 4).
Ne segue che la presente sentenza di rigetto del ricorso può essere resa a
giudice unico.
16.
16.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b
del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico
ammontare, versato dall'insorgente il 28 novembre 2017 (doc. TAF 15).
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16.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario).
Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio
diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-
zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).