Decision ID: fc19285e-4e53-5e23-abad-1c15856d312f
Year: 2019
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
I coniugi _ e RI 1 hanno trasmesso congiuntamente la dichiarazione d’imposta 2014 (stampata il 29 settembre 2015) all’autorità fiscale, che l’ha ricevuta il 13 ottobre 2015.
B.
Con decisione del 1° dicembre 2016, il Pretore del distretto di _ ha pronunciato il divorzio tra i coniugi e ha parimenti omologato la convenzione sulle conseguenze accessorie conclusa tra le parti il 30 settembre 2016, che al punto E) prevede quanto segue:
RI 1
e _ hanno già richiesto la disgiunzione delle partite fiscali a far tempo dal 1° gennaio 2015. Eventuali ristorni d’imposta per il periodo antecedente la separazione delle partite fiscali devono essere suddivisi in ragione di metà ciascuno delle parti.
C.
Con decisione del 24 gennaio 2018, l’RS 1 ha notificato ai contribuenti la tassazione IC e IFD 2014, mediante la quale sono stati imposti congiuntamente.
Con lettera (priva di data), _ – richiamando un colloquio telefonico intercorso il 5 febbraio 2018 con l’autorità fiscale – ha in particolare domandato di effettuare il riparto fra coniugi delle quote dell’imposta 2014.
L’8 marzo 2018 l’RS 1 ha notificato ai contribuenti la decisione di riparto fra marito e moglie degli elementi imponibili e dell’imposta dovuta.
D.
Con scritto del 29 marzo 2018, RI 1 ha interposto reclamo contro il suddetto riparto. Ha in particolare sostenuto che, avendo ricevuto la decisione solamente quest’anno, "non [gli] è stato possibile a suo tempo (anno 2015) portare in detrazione quanto versato a [sua] moglie, per contributo spese dell’abitazione in cui ha continuato ad abitare sino al novembre 2014" di complessivi fr. 10'960.– (
recte
fr. 10'690.–), suddivisi in fr. 9'750.– corrispondenti alla metà di dieci "canoni d’affitto" e in fr. 940.– corrispondenti alla metà delle spese per l’AIL, per le pulizie e per l’acquisto di un armadio. Per quanto concerne l’imposta cantonale 2014, ha lamentato che non è stato ammesso l’importo complessivo di fr. 10'576.– a titolo di "spese professionali coniuge".
In data 10 luglio 2018, l’autorità fiscale ha respinto il reclamo, ritenendo che le spese postulate in deduzione dovevano essere fatte “valere in sede di tassazione ordinaria” e pertanto non potevano essere prese in considerazione nel riparto in questione.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente, per il periodo fiscale litigioso, il riconoscimento della somma di fr. 10'690.–, oltre alle deduzioni già ammesse in deduzione nella tassazione 2014 e la conseguente modifica del calcolo dell’onere fiscale. Sostiene in particolare di avere saputo del riparto solamente al momento della ricezione della relativa decisione da parte dell’autorità fiscale, evidenziando parimenti che detto riparto è stato postulato dalla ex coniuge nonostante la dichiarazione d’imposta 2014 fosse stata presentata congiuntamente. La moglie non avrebbe in tal modo rispettato quanto pattuito nella convenzione sulle conseguenze accessorie del loro divorzio (omologata dal Pretore). Il fatto di aver presentato la dichiarazione d’imposta congiuntamente alla ex moglie non gli avrebbe permesso di dedurre "gli importi versati a titolo di contributo di mantenimento" di complessivi fr. 10'690.– a favore della ex coniuge al momento della presentazione della dichiarazione d’imposta 2014.
F.
Con le proprie osservazioni del 10 settembre 2018, l’RS 1 propone la reiezione del gravame. Delle puntuali motivazioni dell’autorità fiscale si dirà – laddove necessario – in corso di motivazione.

Diritto
1.
1.1.
Sia secondo l’art. 12 LT sia secondo l’art. 13 LIFD, i coniugi non separati legalmente o di fatto rispondono solidalmente dell’imposta complessiva. Tuttavia, ciascun coniuge risponde della sua quota nell’imposta complessiva quando uno di essi è insolvibile oppure, limitatamente all’imposta cantonale, quando ne fa richiesta scritta all’autorità fiscale, entro trenta giorni dall’intimazione della tassazione.
La responsabilità solidale dei coniugi separati legalmente o di fatto decade anche per tutti gli ammontari di imposta ancora dovuti (art. 12 cpv. 2 LT; art. 13 cpv. 2 LIFD).
In questi casi, l’autorità fiscale, se richiesta, deve procedere al riparto delle loro singole quote d’imposta. Con particolare riferimento all’imposta cantonale, l’art. 12 cpv. 5 LT prevede espressamente che le norme procedurali relative alla tassazione e al riparto intercomunale, così come i rimedi giuridici, sono applicabili per analogia. In materia di imposta federale diretta, la legge non disciplina espressamente un criterio di riparto.
1.2.
L’Ufficio di tassazione ha intrapreso la ripartizione dei debiti d’imposta degli ex coniugi sia per l’imposta cantonale sia per l’imposta federale diretta.
Per quanto concerne la prima, l’autorità fiscale ha dato seguito alla richiesta, della ex coniuge dell’insorgente, e ciò in applicazione dell’art. 12 cpv. 1 LT, che, come già ricordato, conferisce la facoltà al singolo coniuge di rispondere della sua quota nell’imposta complessiva facendone semplicemente richiesta scritta all’autorità fiscale, entro trenta giorni dall’intimazione della decisione di tassazione (
in casu
la decisione di tassazione è del 24 gennaio 2018).
In relazione all’IFD, la legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD) consente al coniuge di chiedere la ripartizione delle quote dell’imposta complessiva solo nel caso in cui l’altro coniuge sia insolvibile. Anche secondo l’art. 13 LIFD, tuttavia, rispondono solidalmente dell’imposta complessiva “i coniugi non separati legalmente o di fatto”. Ne consegue che, la separazione fa in ogni caso decadere la responsabilità solidale dei coniugi. L’art. 13 cpv. 2 LIFD prevede espressamente che la responsabilità solidale dei coniugi separati legalmente o di fatto decada anche per tutti gli ammontari di imposta ancora dovuti (art. 12 cpv. 2 LT). La Circolare n. 30 del 21 dicembre 2010 ("Imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale diretta [LIFD]") afferma (al par. 6.2.2):
Ogni responsabilità solidale decade non appena i coniugi vivono separati legalmente o di fatto. Questa esclusione della responsabilità solidale vale non solo per i crediti d’imposta futuri, ma anche per tutti quelli esistenti, che sono maturati nel corso della vita in comune (art. 13 cpv. 2 LIFD).
(cfr. anche
Hunziker/Mayer-Knobel
, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3
a
ed., Basilea 2017, n. 9 ad art. 13 LIFD;
Jaques
, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2
a
edizione, Basilea 2017, n. 17 ad art. 13 LIFD
; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 3
a
ed., Zurigo 2016, n. 7 ad art. 13 LIFD).
1.3.
Nel caso concreto, dalla sentenza di divorzio del 1° dicembre 2016 e dalla relativa convenzione del 30 settembre 2016 (omologata dal Pretore) si evince che RI 1 e _ vivono separati dal mese di novembre 2014 e sono divorziati dal 1° dicembre 2016 (cfr., al proposito, doc. B allegato al ricorso). Tali eventi hanno dunque fatto venir meno la responsabilità solidale dei coniugi anche per i debiti d’imposta del periodo fiscale litigioso e ciò indipendentemente dall’istanza presentata dalla ex moglie del ricorrente.
2.
2.1.
Con il presente gravame il ricorrente lamenta in particolare di non aver potuto porre in deduzione la somma complessiva di fr. 10'690.– "a titolo di contributo di mantenimento", asseritamente versata a favore della moglie nel periodo fiscale litigioso, poiché non sarebbe stato informato tempestivamente (al momento dell’inoltro della dichiarazione d’imposta) della richiesta di riparto formulata dalla ex coniuge. A sostegno della sua argomentazione, ha prodotto un documento (peraltro firmato unicamente dallo stesso insorgente) che recita quanto segue:
Contributo spese/mantenimento versati da RI 1 in favore di _:
• Il 50% di 10 canoni mensili d’affitto, pari a ChF 9’750.-
• ChF 940.- pari al 50% di spese varie (65.- + 125.- AIL, 200.- pulizie e 550.- per l’acquisto di un armadio per la nuova abitazione di _ _).
Le spese sono dimostrabili (versamenti/bonifici).
2.2.
Il regime della responsabilità solidale va chiaramente distinto dal principio dell’unità fiscale della famiglia disciplinato dall’art. 8 LT, di uguale tenore dell’art. 9 LIFD, secondo cui i proventi (e la sostanza) dei coniugi vanno cumulati, qualunque sia il regime matrimoniale scelto. Il primo aspetto si riferisce alle modalità di incasso del credito da parte del fisco, il secondo invece alla fase della tassazione, ovvero dell’accertamento del debito d’imposta dei coniugi.
Tale premessa è importante perché evidenzia, da un lato, che il fatto che due coniugi siano tassati congiuntamente non comporta necessariamente che essi debbano essere chiamati a rispondere solidalmente del debito d’imposta accertato nell’ambito del procedimento di tassazione e, dall’altro, la reciproca autonomia delle due procedure. Come questa Camera ha già avuto modo di precisare, non è pertanto ammissibile che si rimetta in discussione, al momento del riparto, un accertamento dei redditi e della sostanza già intrapreso nell’ambito della tassazione dei coniugi, perlomeno nella misura in cui esso sia passato in giudicato (cfr., al proposito, decisione CDT del 23 marzo 1998, in RDAT II-1998 n. 15t; cfr. anche decisione CDT n. 80.2011.81 del 23 febbraio 2012).
Nell’ambito della procedura di riparto del debito d’imposta fra i coniugi, la relativa decisione di riparto (che viene emanata dal competente Ufficio di tassazione) può essere impugnata censurando unicamente la misura della responsabilità del coniuge (quando il contribuente argomenta che una quota di reddito o di sostanza a lui attribuito appartiene, di fatto, all’altro coniuge) oppure il calcolo del debito d’imposta attribuito ad un coniuge (cfr. decisione CDT n. 80.97.223 del 23 marzo 1998 e riferimenti).
2.3.
L’insorgente confonde fra loro proprio i due aspetti appena evocati. Nella misura in cui chiede di poter dedurre dal suo reddito imponibile le spese che avrebbe sostenuto nel corso del 2014 per contribuire al mantenimento della moglie, suppone infatti che sia intervenuta una “ripartizione delle partite fiscali e dei conseguenti oneri”, tanto è vero che rimprovera alla ex moglie di aver infranto gli accordi presi e in particolare quello di richiedere “la disgiunzione delle partite fiscali a far tempo dal 1° gennaio 2015”.
Come poc’anzi illustrato, invece, la ripartizione del debito fiscale non mette minimamente in discussione il principio dell’unità fiscale della famiglia, da cui discende il cumulo dei redditi e della sostanza dei coniugi. Come richiesto di comune accordo dal ricorrente e dalla moglie, l’Ufficio di tassazione li ha sottoposti alla tassazione congiunta ancora per l’intero periodo fiscale 2014. Per procedere alla riscossione delle imposte, l’autorità fiscale ha tuttavia dovuto ripartire fra gli ormai ex coniugi il debito fiscale così accertato. Questa ripartizione concerne tuttavia le imposte calcolate sulla base del cumulo dei fattori imponibili e non costituisce in alcun modo una tassazione separata dei coniugi.
2.4.
Ne consegue che non si giustifica la pretesa del ricorrente di ammettere in deduzione dal suo reddito le pretese spese che avrebbe sostenuto nel 2014 a causa della separazione. Chiedendo di dedurre l’importo complessivo di fr. 10'690.–, asseritamente versato alla ex coniuge a titolo di contributo di mantenimento nel periodo fiscale litigioso, il contribuente vorrebbe rimettere in discussione la tassazione di base dei coniugi, cioè la decisione di tassazione, notificata dall’RS 1 il 24 gennaio 2018, sulla quale l’autorità fiscale si è giustamente fondata per effettuare il riparto qui impugnato. Va al proposito evidenziato che detta decisione è regolarmente passata in giudicato, poiché né l’insorgente né _ l’hanno impugnata, interponendo reclamo all’RS 1 nel termine di trenta giorni.
Ne discende che la richiesta di inserire l’importo complessivo di fr. 10'690.– "tra le spese poste in deduzione da RI 1, con riferimento all’anno fiscale 2014" è priva di qualsivoglia fondamento e deve essere conseguentemente respinta.
2.5.
Alla luce di quanto sopra esposto, la decisione impugnata non presta il fianco a critiche.
3.
Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.