Decision ID: f4838c06-60e6-5b37-af0d-6f6f19673148
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ il AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'591.20 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 23 giugno 2010 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 8 luglio 2010 il Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 9 luglio 2010 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello AP 1 adduce di avere saldato l’esecuzione in oggetto l’8 luglio 2010, producendo una comunicazione di tale giorno inviata alla Pretura del Distretto di _, dal creditore, in cui quest’ultimo conferma il pagamento dell’esecuzione in oggetto effettuato da AP 1 e dichiara di ritirare l’istanza di fallimento (doc. B).

Considerato
In diritto
1.
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice
fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (
pseudo-nova
o
nova
impropri). Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) o che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF) (nova propri).
Pseudo-nova
ai sensi dell’art. 174 cpv. 1 LEF, avveratisi
già anteriormente all’apertura del fallimento, possono essere
fatti valere illimitatamente (
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann
, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Zurigo 1997/99, n. 14 ad art. 174). È invece possibile far valere fatti nuovi in senso proprio, limitati ai casi previsti dall’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF, oltre a rendere verosimile la propria solvibilità, solo quando il primo giudice ha aperto il fallimento (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 20 ad art. 174).
Secondo l’art. 175 LEF il fallimento si considera aperto dal momento in cui è dichiarato. Il giudice stabilisce tale momento nella sentenza.
Il Tribunale federale, essendo a conoscenza che alcuni giudici del fallimento aggiornano l’effetto della loro decisione di anche 24 ore dopo la sua pronuncia – pratica che è stata giudicata incongrua –, ha ritenuto che le autorità dell’esecuzione e del fallimento devono considerare come momento dell’apertura del fallimento, il momento che il giudice ha indicato nella sua decisione, ancorché questa decisione è stata pronunciata anteriormente (DTF 60 III 4; CEF 14.2009.98;
Gilliéron
, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et faillite, Losanna 2001, art. 159-270, n. 10 ad art. 175; CEF, sentenza del 18 dicembre 2009 inc. n. 14.2009.96 consid. 1).
2. L’appellante adduce di avere saldato l’esecuzione in oggetto anteriormente all’apertura del fallimento. A sostegno del suo assunto liberatorio essa ha prodotto una comunicazione alla Pretura da parte del creditore, in cui quest’ultimo l’8 luglio 2010 conferma l’avvenuto pagamento dell’esecuzione in oggetto e il ritiro dell’istanza. Nel caso in esame il Pretore ha dichiarato il fallimento con decisione dell’8 luglio 2010 stabilendone l’apertura, ai sensi dell’art. 175 cpv. 2 LEF, per il giorno seguente, ossia per il 9 luglio 2010 alle ore 10.00. Questo termine costituisce il momento determinante per l’appellante per potersi avvalere, anteriormente, di
pseudo nova
ai sensi dell’art. 174 cpv. 1 LEF e posteriormente, di
nova
propri ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF. Il pagamento dell’esecuzione in oggetto effettuato dall’appellante l’8 luglio 2010 (circostanza già da sola decisiva), rispettivamente il ritiro dell’istanza di fallimento comunicati dall’istante alla Pretura l’8 luglio 2010 costituiscono prova sufficiente dell’avvenuto saldo dell’esecuzione in oggetto rispettivamente del ritiro dell’istanza di fallimento anteriormente all’apertura del fallimento ai sensi dell’art. 174 cpv. 1 LEF. Di conseguenza il fallimento pronunciato nei confronti di AP 1 può essere annullato.
3. L’appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante
in ambedue le sedi (art. 48 e 49 OTLEF), mentre non
si assegnano indennità, a controparte non essendo
stato intimato l’appello.