Decision ID: 6e2368c3-a019-5336-a5b8-84f8428c42a1
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In occasione dell
'
assemblea generale straordinaria avvenuta nel settembre 2003, gli azionisti di RI 1 hanno deciso di "
gratificare l
'
Ing. _ per il suo operato con un bonus una tantum di chf. 700
'
000.-. Il bonus è da ascrivere ancora all
'
esercizio 2002.
" (doc. 2). _ era amministratore unico della società dal 1974 e suo collaboratore da oltre 40 anni.
1.2. Con decisione del 18 novembre 2004 (doc. 1) l
'
Ufficio di tassazione delle persone giuridiche di Bellinzona (UTPG) non ha ammesso per intero come spesa generale il bonus versato all
'
amministratore unico, ma ne ha ripreso la metà a titolo di distribuzione dissimulata di utile.
1.3. Alla luce di ciò, il 30 agosto 2005 (doc. 1) la SA, per il tramite della fiduciaria RA 1, ha chiesto alla Cassa di compensazione di emettere un nuovo conteggio dei contributi che considerasse per il 2002 un bonus di Fr. 350
'
000.- e non di Fr. 700
'
000.- come notificato nel 2003 e su cui già aveva pagato i contributi sociali. La società ha allegato alla sua domanda l
'
attestazione per le Casse concernente le prestazioni in contanti sottoposte all
'
imposta federale diretta dovuta sul reddito netto, già compilata dall
'
Ufficio di tassazione delle persone giuridiche.
1.4. Dopo contatto con la parte interessata il 26 settembre 2005 (doc. B) la Cassa di compensazione ha formalmente deciso che non vi fossero i presupposti per restituire i contributi AVS/AI/IPG/AD già versati dalla SA sulla parte non ammessa come spesa generale.
1.5. L
'
opposizione interposta il 25 ottobre 2005 (doc. C) dalla citata fiduciaria per conto della datrice di lavoro è stata respinta dalla Cassa con decisione su opposizione del 14 novembre 2005 (doc. D). A suo dire, la parte dell
'
utile versata a favore di _ (Fr. 350
'
000.-) non ritenuta come gratifica dall
'
Ufficio di tassazione costituirebbe in realtà delle tantièmes dissimulate, per cui i contributi versati su di esse nel 2003 non possono essere restituiti al datore di lavoro (N. 3091 DRC).
1.6. Con ricorso del 14 dicembre 2005 (doc. I) la rappresentante della società ha chiesto la restituzione dei contributi pagati sulla parte di bonus ripresa dall
'
autorità fiscale quale prestazione a persona vicina, non trattandosi di un salario. Infatti, le Casse di compensazione devono attenersi, per quanto possibile, alle decisioni dell
'
autorità fiscale. Pertanto, il bonus considerato soltanto per metà come un costo dall
'
Ufficio di tassazione delle persone giuridiche deve essere considerato come tale anche dalla Cassa di compensazione, la quale deve quindi restituire i contributi pagati in eccesso su un importo non ritenuto salario.
1.7. La Cassa di compensazione (doc. III) ha proposto di respingere il ricorso a motivo che _, amministratore unico ma non anche azionista della società, avrebbe ricevuto delle prestazioni che hanno carattere di tantièmes dissimulate che, come tali, sono considerate quale salario determinante soggetto al prelievo dei contributi sociali e dunque non restituibili alla SA.
1.8. La ricorrente ha ribadito che l
'
amministrazione deve attenersi alle valutazioni espresse dalle notifiche di tassazione dell
'
imposta federale. Produce inoltre una STFA (H 348/2001) secondo cui le prestazioni derivanti dall
'
utile netto di una persona giuridica, versate a salariati, titolari di diritti di partecipazione alla società, costituiscono una distribuzione dissimulata di utile esente dall
'
obbligo contributivo se sono dispensate agli stessi soci oppure a persone vicine, senza controprestazione e senza che la società, nelle medesime circostanze, concederebbe tali prestazioni a terzi estranei, non partecipi all
'
azienda (doc. V).
La Cassa ha confermato la risposta di causa (doc. VII).

in diritto
In ordine
2.1. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che deve essere valutata giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467 consid. 1;
STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4). Il TFA, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali (formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2).
In concreto, il bonus accordato dalla società ricorrente al suo amministratore unico _ concerne l
'
anno 2002, ma ciò che è determinante è che l
a somma di Fr. 700'000.- gli è stata concessa e accreditata nel 2003
(N. 3090 DRC)
, dopo essere stat
a votata dagli azionisti durante l
'
assemblea generale straordinaria del 3 settembre 2003 (doc. 2). Anche le decisioni (formale e su opposizione) sono posteriori all
'
entrata in vigore della LPGA. Pertanto, ogni riferimento alle norme sostanziali ed alle direttive della LAVS va inteso nel tenore del 2003.
Nel merito
2.2. La questione porta sull
'
esame della domanda di restituzione dei contributi AVS/AI/IPG/AD che la società ricorrente ha versato alla Cassa di compensazione nel 2003, limitatamente all
'
importo di Fr. 350
'
000.-, ossia alla parte di bonus che l
'
Ufficio di tassazione delle persone giuridiche non ha considerato come gratificazione a favore dell
'
amministratore unico, ma come una distribuzione dissimulata di utile (doc. A), che è stata pertanto riaggiunta all
'
utile della società (doc. 1).
La Cassa di compensazione si è infatti rifiutata di restituire i contributi già versati dalla datrice di lavoro sui Fr. 350
'
000.-, a motivo che queste prestazioni, che sono state ritenute dall
'
Ufficio di tassazione come una distribuzione dissimulata di utili, in realtà sarebbero delle tantièmes dissimulate che, per definizione, fanno parte del salario determinante assoggettato al prelievo dei contributi sociali
(art. 7 lett. h OAVS).
2.3. Giusta l
'
art. 41 OAVS, chi ha pagato contributi non dovuti può esigerne la restituzione dalla cassa di compensazione, riservata la prescrizione dell
'
art. 16 cpv. 3 LAVS.
Quest
'
ultimo disposto prevede che il diritto alla restituzione dei contributi indebitamente pagati si prescrive in un anno a contare dal momento in cui la persona tenuta a pagare i contributi ha avuto conoscenza dell
'
indebito pagamento ed in ogni caso in cinque anni a contare dalla fine dell
'
anno civile in cui ha avuto luogo il pagamento indebito. Se sono stati pagati dei contributi paritetici su prestazioni sottoposte all
'
imposta federale diretta sul reddito netto delle persone giuridiche, il diritto alla restituzione si prescrive in un anno a contare dal momento in cui la tassazione relativa alla predetta imposta è passata in giudicato.
Nel caso di specie, la notifica di tassazione dell
'
UTPG è del 18 novembre 2004 (doc. 1) ed è cresciuta in giudicato trenta giorni dopo. L
'
istanza di restituzione dei contributi indebitamente pagati dalla datrice di lavoro qui ricorrente, formulata sulla scorta della attestazione del 29 agosto 2005 per le casse di compensazione concernente le prestazioni in contanti sottoposte all
'i
mposta federale diretta dovuta sul reddito netto, è del 30 agosto 2005 (doc. 1) e pertanto è tempestiva.
2.4. Le Direttive dell'UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC) specificano il principio della restituzione dei contributi e le sue modalità d'applicazione.
La persona soggetta all'obbligo contributivo deve per principio chiedere la restituzione di contributi. Tuttavia, se la cassa di compensazione constata senza riserve che una persona ha pagato contributi manifestamente indebiti, deve restituirli d’ufficio; la cassa di compensazione deve restituire i contributi o compensarli con debiti contributivi.
Secondo il N. 3082 DRC, si può chiedere la restituzione dei contributi paritari versati sulle prestazioni di persone giuridiche (società o cooperative) oggetto di una tassazione passata in giudicato che le sottopone all'imposta federale diretta sull'utile netto.
Per tali richieste di restituzione si applicano i NN. 3065–3081, a meno che le direttive stesse non stabiliscano altrimenti. La richiesta di restituzione deve essere inoltrata per iscritto per mezzo dell'apposito modulo, disponibile presso le casse di compensazione entro un anno dal momento in cui la tassazione dell'imposta federale diretta è passata in giudicato, poiché altrimenti sopravviene la perenzione del diritto (N. 3087 DRC e N. 4071 DRC).
La cassa di compensazione non è tuttavia vincolata dalla decisione dell'autorità fiscale, che risulta dal modulo di dichiarazione (DTF 103 V 1 = RCC 1977 pag. 395); essa deve accertarsi che i contributi di cui si chiede la restituzione siano realmente stati pagati. A questo scopo, se ciò non è desumibile dalla dichiarazione, deve ricercare in quale anno la prestazione è stata concessa o accreditata. Dal punto di vista legale dell'AVS, non è importante sapere a quale anno la prestazione si riferisce.
Se nella dichiarazione (citata al N. 3083) le prestazioni vengono espressamente indicate come tantièmes (partecipazioni agli utili) o se altre prestazioni in denaro appaiono come tantièmes dissimulate, la richiesta di rimborso deve essere rifiutata per tale importo (N. 3091 DRC) e, se la domanda di rimborso è rifiutata dalla cassa di compensazione, il rifiuto dovrà essere notificato al datore di lavoro e al salariato mediante decisione.
Da ultimo, le direttive prevedono che se il reddito da cui sono stati restituiti i contributi è già stato iscritto nel CI dell’assicurato, questa iscrizione deve essere corretta (cfr. le Direttive sul certificato di assicurazione e sul conto individuale).
2.5. In concreto, nel 2003 la ricorrente ha notificato alla Cassa di compensazione e all
a
competente autorità fiscale di aver versato all
'
amministratore unico una gratificazione di Fr. 700
'
000.- da imputare sull
'
anno 2002.
Dal canto suo, l
'
UTGP ha considerato che metà di tale somma fosse effettivamente una gratificazione, mentre l
'
altra metà fosse una distribuzione dissimulata di utile e quindi ha ripreso l
'
importo di Fr. 350
'
000.- reinserendolo negli utili della società anziché considerarlo come un costo, come il salario dell
'
amministratore unico giudicato persona vicina alla società.
La Cassa di compensazione ritiene invece che la seconda metà della gratificazione ricevuta dall'assicurata dalla datrice di lavoro, ossia la parte qui in contestazione, vada anch
'
essa considerata quale retribuzione a _ e debba di conseguenza essere assoggettata al prelievo dei contributi sociali, come l
'
altro importo di Fr. 350
'
000.- ritenuto da entrambe le parti una gratificazione.
La ricorrente chiede dunque che la Cassa si allinei alla notifica di tassazione dell
'
autorità fiscale e quindi che l
'
ammontare versato all
'
amministratore unico, qualificato dall
'
UTPG come una distribuzione dissimulata dell
'
utile della società, non soggiaccia all
'
obbligo contributivo AVS/AI/IPG/AD perché si tratterebbe di persona fiscalmente considerata vicina alla società.
2.6. Per giurisprudenza costante del TFA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle Autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'Autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle Autorità fiscali e il Giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid.
2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid.
3a).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).
Le comunicazioni fiscali sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; H.P. KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; GREBER/DUC/SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).
Va a questo proposito rammentato che secondo
la giurisprudenza del TFA, gli atti fiscali sono vincolanti ai fini di stabilire il momento della realizzazione del reddito anche per quanto concerne i lavoratori indipendenti (DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr. 110 pag. 341 segg., consid. 5a, S
TCA
del 31 luglio 2000 in re R. M.).
2.7. Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, alla luce della giurisprudenza federale citata, l
'
amministrazione è di principio autorizzata a scostarsi dalle dichiarazioni dell
'
autorità fiscale per quanto attiene alla qualificazione giuridica (ad esempio, d
i
un importo, di spese, dello statuto contributivo dell
'
assicurato), ma non però per la determinazione stessa di una somma. In questo senso, l
'
amministrazione deve decidere in maniera autonoma se un elemento del reddito deve essere qualificato come salario determinante o come reddito del capitale (DTF 114 V 72), sul quale non si preleva alcun contributo (DTF 103 V 3 consid 2b).
Ciò significa che l
'importo di
Fr. 350
'
000.- che l
'
UTPG non ha considerato come costo della SA rimane tale anche per la Cassa di compensazione, ed in effetti entrambe le parti sono concordi nell
'
affermare che la presente disputa riguardi questa somma.
Per contro controversa è la sua natura, la qualificazione, poiché l
'
UTPG – e quindi anche la ricorrente – la considera quale distribuzione dissimulata di utile esente dall
'
obbligo legale di contribuire, mentre la Cassa la ritiene tantièmes dissimulate che invece vanno assoggettate al prelievo dei contributi sociali.
Occorre pertanto qualificare la parte della gratificazione che l
'
autorità fiscale non ha ammesso come costo, intesa come la retribuzione di Fr. 350
'
000.- all
'
amministratore unico.
2.8. La nota marginale dell
'
art. 677 CO definisce le tantièmes come la partecipazione agli utili, nel senso che quote
di utili possono essere attribuite
agli amministratori
solo se prelevate sull'utile risultante dal bilancio, dopo l'assegnazione alla riserva legale e la ripartizione, tra gli azionisti, di un dividendo del 5 per cento o della percentuale superiore che fosse prevista nello statuto.
Dal verbale dell'assemblea generale straordinaria della società ricorrente tenuta il 3 settembre 2003 (doc. 2), il TCA rileva alcuni elementi fondamentali: a quel momento _ riceveva una rendita AVS, egli ha collaborato per oltre 40 anni con la società, la sua funzione in seno alla SA era di amministratore unico ed è grazie al suo impegno, all'entusiasmo dimostrato ed alla sua "
bravura negli affari che ha portato la società ad accumulare un patrimonio netto complessivo al 31.12.2002 di chf 5
'
520
'
025.33