Decision ID: 4eb1198b-a518-5e34-8325-cb71b2018f54
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, il 7 maggio 2019 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 9'024.99 più interessi e spese.
B. All’udienza di discussione del 12 giugno 2019 nessuno è comparso.
C. Statuendo con decisione del 12 giugno 2019 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 da quel medesimo giorno alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 300.– e un acconto di fr. 700.– per le spese esecutive.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 19 giugno 2019 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 27 giugno 2019 il vicepresidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Con osservazioni del 26 luglio 2019, la controparte ha chiesto in via “eccezionale” di mantenere l’effetto sospensivo fino al rientro degli scoperti posti in esecuzione e “subordinatamente” di revocare il fallimento.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 19 giugno 2019 contro la sentenza notificata alla RE 1 con pubblicazione del 14 giugno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
2. Nel reclamo la RE 1 si duole del fatto che il fallimento sia stato decretato senza che abbia potuto difendersi, facendo in particolare valere una pretesa dilazione convenuta con l’istante il 18 aprile 2019. Essa contesta infatti di essere stata irreperibile, come invece indicato sulla pubblicazione di legge, ciò che a suo dire è dimostrato dal fatto ch’essa ha ritirato la raccomandata spedita alla sua sede legale dall’Ufficio dei fallimenti di Mendrisio il 13 giugno 2019, in cui viene convocata per l’interrogatorio prescritto dall’art. 222 LEF. La reclamante chiede pertanto che il fallimento sia annullato e che le sia concessa la possibilità di pagare il credito dell’istante a rate.