Decision ID: 22ce397a-2e78-5c16-bbe5-135393f68223
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 (ora S_) e AO 2 sono comproprietari, metà ciascuno, della particella n. 235 RFD di _, su cui sorge una casa di abitazione. Il lato nord del fondo confina con la particella n. 253, che appartiene a AP 1 e A_ in ragione di metà ciascuno. Su di essa si trova una casa d'abitazione e una strada che corre lungo il confine con la particella n. 235, a una quota leggermente più alta rispetto a quest'ultima. Su tale lato la strada è cinta da una fila di lastre in granito disposte verticalmente che con il passare del tempo si sono inclinate verso la particella n. 235.
B. Il 17 giugno 2011 AO 1 e AO 2 si sono rivolti al Pretore del Distretto di Riviera, chiedendo di citare AP 1 a un'udienza di conciliazione e di rilasciare loro l'autorizzazione ad agire affinché il convenuto fosse condannato a “riparare la strada mapp. 253 RFD _ nel rispetto delle regole dell'arte ed a eliminare la recinzione in piode” o, in subordine, affinché essi fossero autorizzati a intervenire a spese del vicino. All'udienza del 15 luglio 2011 le parti non hanno raggiunto un accordo, di modo che il giorno stesso il Segretario assessore ha rilasciato agli istanti l'autorizzazione ad agire per far valere “la pretesa nei confronti del convenuto dipendente dall'impossibilità di recintare il terreno di loro proprietà” (inc. CM.2011.31).
C. AO 1 e AO 2 hanno convenuto il 16 agosto 2011 AP 1 davanti al Pretore con un'”azione di ripristino e riparazione del danno (art. 641 e segg., 679 e 684 segg. CC)” in procedura semplificata per ottenere, già in via cautelare e senza contraddittorio, l'allestimento di una perizia che determinasse “lo stato della strada mapp. 253 RFD _, l'entità dei danni arrecati al mappale n. 235 RFD _ e le misure di riparazione da intraprendere” (richiesta di giudizio n. 1), l'interruzione del ”transito di veicoli pesanti lungo la strada mappale n. 253 RFD _” fino a definizione della perizia (richiesta di giudizio n. 2) e la cessazione di ogni intervento lungo la strada in questione fino a definizione della perizia (richiesta di giudizio n. 3). Nel merito essi hanno chiesto di ordinare al convenuto la messa in atto, a sue spese, delle riparazioni e degli interventi stabiliti dalla perizia (richiesta di giudizio n. 4) o, in subordine, l'autorizzazione di attuarli a spese del convenuto (richiesta di giudizio n. 5). Le richieste di giudizio n. 2, 3 e 4 sono state formulate con la comminatoria dell'art. 292 CP.
D. Con decreto del 24 agosto 2011 il Pretore ha respinto l'istanza supercautelare, ha fissato al convenuto un termine di 30 giorni per presentare osservazioni e ha indetto il contraddittorio, che si è svolto il 9 settembre 2011. In quella circostanza le parti hanno raggiunto un accordo in cui chiedevano al Pretore di ordinare una perizia limitata a una prima valutazione del caso, a eseguire “un'ispezione oculare della strada e relativo confine” in presenza del perito e a continuare il contraddittorio sulla cautelare dopo il sopralluogo. Lo stesso 9 settembre 2011 il Pretore ha nominato il perito e ha convocato le parti per il sopralluogo, che si è tenuto il 30 settembre 2011. All'udienza del 3 novembre 2011, indetta per il contraddittorio cautelare e la discussione di merito, il convenuto ha poi proposto di respingere la petizione e ha contestato la propria legittimazione passiva, facendo valere che insieme con lui andava citata in giudizio A_, comproprietaria del fondo. Il perito ha consegnato il proprio referto il 14 novembre 2011. Il 29 febbraio 2012 il Pretore ha assegnato ad A_ un termine di 10 giorni per ratificare gli atti processuali compiuti da AP 1. L'interessata ha dichiarato il 23 marzo 2012 di rifiutare.
E. Il 16 aprile 2012 il Pretore ha chiuso l'istruttoria e deciso di limitare l'oggetto del giudizio all'esame della legittimazione passiva. Alle arringhe finali le parti hanno rinunciato, accomodandosi di conclusioni scritte del 30 aprile e del 15 maggio 2012 in cui hanno riaffermato le rispettive domande. Statuendo il 15 aprile 2013, il Pretore ha accertato l'esigenza di un litisconsorzio necessario “limitatamente all'azione in cessazione della turbativa nel senso degli art. 679 e 641 cpv. 2 CC per le misure ed interventi ordinati dalla perizia e riguardanti il mappale 253 RFD _ del convenuto (in comproprietà)”. Di conseguenza ha fissato agli attori un termine di 15 giorni per completare la domanda di conciliazione, pena l'inammissibilità dell'azione intesa alla cessazione della turbativa. Le spese processuali di fr. 350.– sono state poste per tre quarti a carico degli attori in solido, tenuti a rifondere al convenuto, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 500.– per ripetibili ridotte.
F. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 21 maggio 2013 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione per carenza di legittimazione passiva e di porre le spese a carico degli attori, con obbligo di rifondergli un imprecisato “maggior importo” per ripetibili. Nelle loro osservazioni dell'8 luglio 2013 gli attori propongono di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. La decisione con cui un giudice, dopo avere limitato il procedimento a una singola questione (art. 125 lett. a CPC), statuisce al proposito è “incidentale” nel senso dell'art. 237 cpv. 1 CPC se un diverso giudizio dell'autorità giudiziaria superiore potrebbe portare immediatamente all'emanazione di una decisione finale e con ciò si potrebbe conseguire un importante risparmio di tempo o di spese. Tale decisione è impugnabile allora in modo indipendente (art. 237 cpv. 2 CPC) entro 30 giorni (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di una controversia patrimoniale, il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata raggiungesse fr. 10 000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). Se ciò non è il caso, è dato unicamente reclamo (art. 319 lett. a CPC).
Nella fattispecie il Pretore ha statuito sull'esigenza di un litisconsorzio necessario, presupposto la cui mancanza porrebbe fine senza indugio alla causa (art. 70 cpv. 1 CPC). Si tratta dunque di una decisione incidentale nel senso dell'art. 237 cpv. 1 CPC (Killias in: Berner Kommentar, ZPO, edizione 2012, n. 32 in fine ad art. 237 con riferimento a DTF 113 II 283 e 110 II 505). Il valore litigioso di almeno fr. 25 000.– indicato dalle parti medesime (appello, pag. 5; petizione, pag. 2), inoltre, appare verosimile. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore del convenuto il 22 aprile 2013. Introdotto il 21 maggio 2013 (timbro postale sulla busta d'invio), l'appello in esame è dunque ricevibile.