Decision ID: 1d812fab-7198-507b-b88a-f2ff8b4e9717
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. RE 1 è comproprietario in ragione di 1⁄2 con la moglie PI 1 della particella _ RFD _, su cui sorge quella che è stata la loro abitazione coniugale, sita nella zona non edificabile del Comune nella località _. In passato essi usufruivano di una sorgente privata. Stante la scarsità d’acqua potabile in particolare d’estate, con lettera del 24 luglio 2006 RE 1 e altri abitanti della frazione di _, in cui vi sono un totale di sei abitazioni, hanno chiesto al Municipio di valutare la possibilità di ampliare l’acquedotto comunale fino alle loro abitazioni.
B. Il 15 ottobre 2011 RE 1 e sua moglie hanno sottoscritto la seguente dichiarazione: “Con la presente i sottoscritti RE 1 e PI 1, in qualità di proprietari della part. _ RFD _, si impegnano ad assumersi in quota parte i costi di ampliamento della rete di distribuzione AP in zona _, secondo il progetto 27 aprile 2011 allestito dallo studio d’ing. _, ritenuta una partecipazione ai costi determinanti dell’opera in misura del 85% e suddivisa in modo equo fra le particelle beneficiarie (6 unità), per un importo massimo corrispondente a fr. 33'000.– [fr. 233'000.– / 6 abitazioni * 85%] a carico della part. _ RFD _. A tal riguardo si fa riferimento alla Legge sui contributi di miglioria, che per inciso ammette il pagamento a rate distribuito su 10 anni. L’esecuzione dell’opera è condizionata all’accettazione del necessario credito di costruzione da parte del Consiglio comunale di _ e relativa crescita in giudicato. L’esecuzione dell’opera è prevista a cavallo degli anni 2012/2013”.
C. Il 9 dicembre 2015 il Municipio ha intimato ai coniugi PI 1 il prelevamento del contributi di miglioria di fr. 25'597.32 con riferimento a quanto già stabilito “mediante convenzioni private sottoscritte dai singoli proprietari nel 2011”.
D. Mediante l’apposito formulario, in luogo di un versamento unico RE 1 ha comunicato il 25 maggio 2016 “di voler provvedere al pagamento del contributo di miglioria, relativo all’ampliamento dell’acquedotto, tratta _-_, a carico della particella n. _, RFD del Comune di _ stabilito in CHF 25'597.32 mediante 10 rate annuali consecutive, la prima con scadenza 29 febbraio 2016”.
E. La prima rata relativa all’anno 2016 è stata regolarmente pagata. Tra il 2016 e il 2017 RE 1 ha lasciato l’abitazione coniugale di _, pur rimanendone comproprietario. Egli si è in seguito rifiutato di pagare la metà della seconda rata con scadenza al 31 maggio 2017, poi saldata a seguito della decisione di rigetto definitivo della Giudicatura di pace del circolo di Vezia del 30 agosto 2018. RE 1 ha poi omesso di pagare anche la metà della terza (per l’anno 2018) e della quarta rata (per l’anno 2019).
F. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 15 maggio 2019 dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il Comune CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'279.90 oltre agli interessi del 5% dal 1° luglio 2018 e fr. 1'279.90 oltre agli interessi del 5% dal 1° luglio 2019, indicando quali titoli di credito i “contributi di miglioria _-_ quota di 1⁄2 part. _ RFD di _, fattura 524/ 2018”, rispettivamente i “contributi di miglioria _-_ quota di 1⁄2 part. _ RFD di _, F. 516/19”.
G. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 24 giugno 2019 il Comune CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Paradiso. Nel termine impartito, il convenuto si è opposto all’istanza con osservazioni scritte del 19 agosto 2019.
H. Statuendo con decisione del 12 marzo 2020, il Giudice di pace del Circolo di Paradiso ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dal convenuto, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 150.– a favore dell’istante.
I. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 23 marzo 2020 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza, protestate “tasse e spese”. Nelle sue osservazioni del 13 maggio 2020, il Comune CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. Mediante replica spontanea del 21 maggio 2020 il reclamante ha confermato le proprie conclusioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 al più presto il 13 marzo 2020, il termine d’impugnazione è scaduto non prima di lunedì 23 marzo. Sennonché tutti i termini del diritto esecutivo sono stati sospesi dal Consiglio federale in virtù dell’art. 62 LEF dal 19 marzo al 4 aprile 2020 in ragione della pandemia causata dal virus COVID-19 (ordinanza 18 marzo 2020 sulla sospensione secondo l’articolo 62 LEF [RS 281.241, RU 2020 839]). Giunto a scadenza durante un periodo di sospensione straordinaria seguito immediatamente dalle ferie pasquali (dal 5 al 19 aprile, art. 56 n. 2 LEF), il termine di ricorso è quindi stato prorogato per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF, v. sentenza della CEF 14.2015.79 del 31 agosto 2015, consid. 2), ossia mercoledì 22 aprile. Presentato il 24 marzo 2020 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.2.1 Con le osservazioni al reclamo il Comune CO 1 sostiene che il reclamo sia irricevibile poiché RE 1 si sarebbe limitato a ribadire le medesime censure esposte in prima sede senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata e in particolare senza spiegare perché le dichiarazioni del 15 ottobre 2011 e del 25 maggio 2016 non sarebbero validi riconoscimenti di debito.
1.2.2 Invero, nel reclamo RE 1 rimprovera a giusto titolo al Giudice di pace di non aver speso una parola sui suoi argomenti di prima sede, con i quali ha contestato il carattere di riconosci-mento di debito delle dichiarazioni in questione, segnatamente perché a suo dire esse si pongono in manifesto contrasto con i dettami procedurali posti dalla legge cantonale sui contributi di miglioria (LCM; RL 703.100), che il Municipio non ha rispettato. Egli non poteva così che ripresentare con il reclamo le proprie tesi, sulle quali il primo giudice non si è espresso. È infatti impossibile confrontarsi con una motivazione inesistente. In ogni caso la questione del titolo di rigetto dev’essere esaminata d’ufficio (art. 57 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_872/2012 del 22 febbraio 2013 consid. 1.2.4). Nulla osta, dunque, a entrare nel merito delle censure senz’ulteriore indugio.