Decision ID: 7a98ad55-9dc5-5f4f-9faf-8986d0a8e3d8
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1976, da ultimo attivo quale operaio muratore presso la _ di _ (cfr. doc. AI 17/1-10), nel mese di agosto 2013 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti indicando, quale danno alla salute, una “(...) sindrome lombare cronica invalidante, discopatia bi-segmentale L 3-4 L 4-5, anomalia transizione lombosacrale, ipercifosi dors. alta (...)” (doc. AI 1/1-6).
Dopo aver eseguito gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione del 5 marzo 2015 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato (ritenuto, per la patologia somatica, inabile al lavoro in misura completa nella sua attività abituale dal 4 aprile 2013 e abile al 100% in un’altra attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali posti dal 30 ottobre 2014) il diritto ad una rendita intera dal 1. aprile 2014 al 31 gennaio 2015 ed alle rispettive rendite completive per i figli (doc. AI 73/192-194 e le motivazioni sub doc. AI 70/182-185).
Questo Tribunale, nell’ambito del ricorso inoltrato contro la succitata decisione dell’Ufficio AI, con STCA del 4 marzo 2016 (doc. AI 93/258-281), cresciuta incontestata in giudicato, l’ha confermata e ha trasmesso gli atti all’amministrazione affinché “(...) tratti la documentazione medico psichiatrica prodotta in questa sede alla stregua di una domanda di revisione della decisione del 5 marzo 2015. (...)” (doc. AI 93/279).
1.2. L’amministrazione – visti i rapporti medici del 18 agosto 2016 del dr. _ (doc. AI 106/314-318) e del 19 settembre 2016 del dr. _ (doc. AI 109/321-326) e la “Richiesta perizia” del medico SMR dr. _ del 27 settembre 2016 (doc. AI 110/327-329) – ha ordinato un accertamento psichiatrico presso il _ (doc. AI 112/330-332). Sulla base della perizia del _ del 25 novembre 2016 (doc. AI 113/333-345), del rapporto finale SMR del 16 febbraio 2017 (doc. AI 114/346-348), delle tabelle allestite il 7 marzo 2017 con allegata la riduzione al reddito ipotetico da invalido (doc. AI 118/353-356 e 119/357-360) e della valutazione del consulente in integrazione professionale del 29 maggio 2017 (doc. AI 124/369-371), l’Ufficio AI, con decisione dell’11 luglio 2017, oggetto della presente vertenza e preavvisata il 30 maggio 2017 (doc. AI 125/372-376), ha negato all’assicurato il diritto ad una rendita e a provvedimenti professionali (doc. A/1).
1.3. Contro la decisione dell’11 luglio 2017 l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto ricorso, postulando in via principale il riconoscimento di una rendita d’invalidità (senza specificarne il grado) dal 1. febbraio 2015 e subordinatamente il diritto a provvedimenti professionali. In sostanza contesta la valutazione del _ (preavvisando un approfondimento testistico richiesto dal suo psichiatra curante) e quella economica (concludendo per un ulteriore riduzione del reddito ipotetico da invalido del 15% per svantaggi salariali e attività leggere).
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata, ritenendo la valutazione psichiatrica del _ completa ed approfondita e, quanto all’aspetto economico, adducendo che “(...) in occasione della precedente decisione, cresciuta in giudicato in seguito alla sentenza TCA del 04.03.2016, non era stata applicata alcuna riduzione al reddito da invalido. Rispetto a tale decisione, le limitazioni funzionali relative alle problematiche fisiche non sono mutate, pertanto è giustificato ridurre il reddito da invalido unicamente del 30%, pari alla diminuzione della capacità lavorativa determinata per la patologia psichiatrica. Tenuto conto poi che l'assicurato può sollevare fino a 25 kg, non si ritiene che debba svolgere unicamente attività leggere. In ogni caso, anche volendo applicare una riduzione del 5% per tale fattore, il risultato finale, ossia il rifiuto di erogare una rendita Al, non muterebbe. Tale evenienza non muterebbe nemmeno la decisione di non intraprendere una riqualifica professionale ex art. 17 LAI, in quanto il rifiuto non è strettamente legato al fatto che l’assicurato presenta un grado Al pari al 19% (quindi in teoria insufficiente per poter riconoscere una riqualifica) bensì per altri fattori, indicati dal consulente in integrazione professionale nel suo rapporto del 29.05.2017. Va qui sottolineato che in sede di osservazioni al progetto l'assicurato non ha neppure contestato l'aspetto relativo ai provvedimenti professionali. (...)” (IV, pag. 3).
1.5. Il 19 ottobre 2017, tramite il suo legale e dopo aver segnalato di essersi sottoposto ad alcuni accertamenti (VI), l’assicurato ha prodotto ulteriore documentazione medica: la valutazione testistica del 30 settembre 2017 (doc. B/1) e i rapporti medici del dr. _ del 13 ottobre 2017 (doc. B/2) e del 19 settembre 2016 (doc. B/3).
1.6. Con osservazioni del 14 novembre 2017 – dopo la chiesta proroga del termine (X, X/1 e XI), visti il complemento peritale del _ del 3 novembre 2017 (XII/1) e l’annotazione del 10 novembre 2017 del medico SMR dr. _ (XII/2), atti di cui si dirà in seguito – l’Ufficio AI si è confermato nella domanda di reiezione del gravame (XII).
I suddetti documenti sono stati notificati al ricorrente (XIII) che – dopo la chiesta proroga del termine (XIV e XV) –, tramite il suo legale, ha prodotto il rapporto medico del 1. dicembre 2017 del dr. _ (XVI/1) e addotto che “(...) lo psichiatra curante, sulla base delle considerazioni espresse nel proprio rapporto medico, si conferma nelle proprie valutazioni, contestando la diagnosi e le conclusioni della dr.ssa _. (...)” (XVI).
Detti documenti sono stati notificati all’Ufficio AI (XVII) che, con osservazioni del 14 dicembre 2017, vista l’annotazione del 13 dicembre 2017 del medico SMR dr. _ (XVIII/1), si è confermato nella domanda di reiezione del ricorso (XVIII).
I doc. XVII, XVIII e XVIII/1 sono stati trasmessi al ricorrente per conoscenza (XIX).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha correttamente negato il diritto ad una rendita e a provvedimenti professionali (cfr. consid. 1.2).
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).