Decision ID: 8a831321-f01e-4896-b299-1dee89394576
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. Con lettera del 25 febbraio 2022 il Comune di E._ ha chiesto ad alcuni
proprietari di fondi situati in zona "F._" di poter accedere ai loro fondi
per un controllo degli allacciamenti privati al collettore comunale
(canalizzazione/pozzetti) a causa della segnalazione della presenza di
cattivi odori presumibilmente provenienti dagli impianti di smaltimento
delle acque (luride). Il Comune ha comunicato che il controllo era previsto
per l'11 marzo 2022 e ha invitato i proprietari ad essere presenti in loco.
La segnalazione è pervenuta all'Ufficio tecnico da parte di un agente della
Polizia comunale il 14 febbraio 2022. Stando ad essa "nel punto
evidenziato in planimetria si sente un forte odore e più ci si avvicina al
garage in fondo alla rampa sul mappale G._ l'odore diventa
insopportabile".
2. Con risposta scritta dell'8 marzo 2022 A._, B._ e C._,
comproprietari del fondo G._, hanno informato il Comune che
negavano l'autorizzazione richiesta. Da un canto non si percepirebbero
cattivi odori, dall'altro l'iniziativa del Comune sarebbe motivata da
eccessiva condiscendenza nei confronti di una propria dipendente.
3. Con decreto del 10 giugno 2022 il Comune di E._ ha comunicato a
A._, B._ e C._ che nella seduta del 25 aprile 2022 il
Municipio ha deciso di invitarli formalmente a un sopralluogo previsto per
il 19 luglio 2022 al fine di verificare l'allacciamento alla canalizzazione
comunale dello stabile n. H._ (fondo n. G._).
4. Avverso questa decisione il 13 luglio 2022 A._, B._ e C._
(qui di seguito: ricorrenti) hanno interposto ricorso al Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni chiedendone l'annullamento. In
sintesi, i ricorrenti argomentano che l'impianto di evacuazione delle acque
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non avrebbe mai provocato né cattivi odori né miasmi, sarebbe a norma e
in corretto funzionamento, come da essi dimostrato e come riconosciuto
dal Comune (i ricorrenti rinviano agli allegati e alle osservazioni del 26
luglio 2021 nella procedura R 21 46). I vicini, segnalatori dei cattivi odori
che in realtà non esisterebbero, avrebbero un'attitudine defatigatoria. Essi
avrebbero soltanto l'ambizione di ottenere la rinuncia del diritto di passo
carrabile iscritto a carico della loro proprietà e in favore di quella dei
ricorrenti. Il Comune dal canto suo, avrebbe dapprima decretato infondate
le affermazioni dei vicini in merito a problemi di smaltimento delle acque
luride presso i ricorrenti (rinvio alle osservazioni del 26 luglio 2021, incarto
procedura R 21 46). Nel caso concreto darebbe invece manforte ai vicini
e agirebbe così in maniera contradditoria, cedendo a delle pressioni
infondate della propria dipendente, la quale sarebbe la moglie di uno dei
due vicini proprietari del fondo n. I._. La decisione impugnata non
sarebbe supportata da nessun elemento oggettivo e sarebbe abusiva,
discriminatoria e sproporzionata. Riguardo agli asseriti odori, i ricorrenti
osservano che nessun residente nella zona avrebbe mai percepito o
lamentato odori sgradevoli riconducibili a problemi di smaltimento delle
acque luride. Al contrario, gli inquilini dell'appartamento nella casa sul
fondo dei ricorrenti avrebbero confermato che l'appartamento sarebbe
salubre, ben ventilato e piacevole da viverci. Oltretutto, il giorno del
controllo degli allacciamenti, l'11 marzo 2022, sarebbe stato controllato
solo un tombino stradale ben lontano dal fondo dei ricorrenti. La
segnalazione non avrebbe dunque interessato tutte le abitazioni della
zona, ma sarebbe stata bensì rivolta ai soli ricorrenti. A oltre quattro mesi
dalla segnalazione di cattivi odori, verrebbe ordinato un sopralluogo senza
che nel frattempo vi siano state altre segnalazioni di asserite puzze né
svolta una qualche verifica circa la veridicità di tale segnalazione e
soprattutto senza aver esperito controlli sugli altri fondi della zona. Infine,
i ricorrenti osservano che loro stessi nella procedura R 21 46 hanno
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richiesto di esperire un sopralluogo, a patto però che venga svolto da un
perito estraneo al Comune.
5. Nella risposta del 1° settembre 2022 il Comune di E._ (qui di seguito:
convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. Esso ricorda che, come
comune, avrebbe l'obbligo di verificare il rispetto delle norme di diritto
pubblico. Il controllo effettuato presso cinque vicini avrebbe dato esito
negativo, per cui sarebbe opportuno terminare la verifica effettuando il
sopralluogo presso il fondo dei ricorrenti. L'unico modo per verificare la
veridicità della segnalazione sarebbe effettuare il sopralluogo. Mal si
comprenderebbe come i ricorrenti contestino il sopralluogo, quando sono
loro stessi i primi ad averne chiesto uno. L'accusa di una violazione della
parità di trattamento sarebbe infondata, parimenti a quella di un conflitto di
interessi della relativa dipendente comunale e a quella dell'abuso di
potere. Infine, l'interesse pubblico ad accertare che non vi siano problemi
agli allacciamenti privati alla canalizzazione sarebbe preponderante
rispetto agli interessi privati dei ricorrenti, per cui il sopralluogo
rispetterebbe anche il principio della proporzionalità.
6. Nella replica del 29 settembre 2022 i ricorrenti hanno mantenuto invariati
i loro petiti di ricorso. Essi sottolineano in special modo che il fatto di
imporre un sopralluogo in casa di cittadini ogni qualvolta fosse percepito
un cattivo odore in paese costituirebbe una violazione della libertà
personale e della proprietà privata. I ricorrenti ribadiscono che il corretto
funzionamento del sistema di smaltimento delle acque della casa dei
ricorrenti sarebbe già stato verificato dal Municipio e da essi dimostrato
(rinvio all'incarto nella procedura R 21 46).
7. Nella duplica dell'11 ottobre 2022 il convenuto si è riconfermato nelle sue
richieste della risposta. Esso ha prodotto le risultanze delle verifiche
effettuate sui relativi mappali da cui emerge che solo i proprietari del fondo
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n. I._ hanno segnalato cattivi odori nel quartiere, mentre i proprietari
dei fondi n. J._, K._, L._, e M._ hanno riferito di non
aver percepito cattivi odori nel quartiere. Secondo il convenuto ne
discenderebbe quindi l'esigenza di completare gli accertamenti con il
contestato sopralluogo.
8. Nel terzo scambio di scritti le parti hanno mantenuto invariati i loro petiti.

II. Considerando in diritto:
1.1. Oggetto d'impugnazione è la decisione del convenuto del 10 giugno 2022.
Questo Tribunale è competente per giudicare il ricorso inoltrato contro di
essa (art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa [CSC
370.100]). Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti di forma.
1.2. Da esaminare è la legittimazione al ricorso dei ricorrenti.
1.2.1. Ai sensi dell’art. 50 LGA è legittimato al ricorso chiunque sia interessato
dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile all’abrogazione
o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato in base ad una
prescrizione speciale. La legittimazione al ricorso ai sensi dell’art. 50 LGA,
viene riconosciuta quando il ricorrente, colpito da una decisione, comprova
un interesse – anche se meramente di fatto – all’abrogazione o modifica
della disposizione stessa. Colui che intende impugnare una decisione
amministrativa deve quindi dimostrare che, nel caso della mancata
abrogazione o modifica della stessa, sarebbe soggetto a degli effettivi
svantaggi. Il ricorrente deve pertanto conseguire un vantaggio pratico
dall’annullamento o dalla modifica della decisione contestata (PTA 2015
n. 16 consid. 3a; DTF 136 II 281 consid. 2.2 e 2.3, 133 II 249 consid. 1.3.1).
1.2.2. I ricorrenti sono toccati dalla decisione impugnata ma non sembrano avere
un interesse tutelabile alla sua abrogazione. Infatti, non si intravede un
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vantaggio dei ricorrenti nell'impedire l'espletamento di un sopralluogo di
verifica degli allacciamenti privati alla canalizzazione. Si tratta di un
controllo che non ha effettivi svantaggi per i ricorrenti. La loro
legittimazione a ricorrere non appare dunque data, per cui il ricorso va
ritenuto irricevibile.
2. Anche ammettendo la legittimazione a ricorrere, il ricorso andrebbe
comunque respinto, come si vedrà nei considerandi successivi.
2.1. I ricorrenti lamentano una violazione della libertà personale e della
proprietà privata (art. 10 risp. art. 26 della Costituzione federale della
Confederazione Svizzera [Cost.; RS 101]).
2.1.1. Secondo l'art. 36 Cost. le restrizioni dei diritti fondamentali devono avere
una base legale. Se gravi, devono essere previste dalla legge medesima.
Sono eccettuate le restrizioni ordinate in caso di pericolo grave, immediato
e non altrimenti evitabile (cpv. 1). Le restrizioni dei diritti fondamentali
devono essere giustificate da un interesse pubblico o dalla protezione di
diritti fondamentali altrui (cpv. 2). Esse devono essere proporzionate allo
scopo (cpv. 3). I diritti fondamentali sono intangibili nella loro essenza (cpv.
4).
2.1.2. Giusta l'art. 6 del Regolamento comunale per il servizio fognature
(approvato dall'Assemblea comunale) le fognature private comprendono
tutte le installazioni tecniche entro e fuori i fabbricati per captare, evacuare
e depurare le acque residuali. La costruzione, la manutenzione e la pulizia
delle installazioni private soggiacciono al controllo da parte del Comune.
2.1.3. Sussiste dunque una base legale (legge formale) per il sopralluogo
ordinato dal convenuto.
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2.1.4. Il sopralluogo è evidentemente giustificato dall'interesse pubblico di
verificare che tutti gli edifici siano allacciati correttamente alla
canalizzazione. Questo interesse prevale su quello privato dei ricorrenti di
impedire che si entri nella loro proprietà. Piuttosto, va ritenuto che anche
loro stessi abbiano un interesse a una conferma ufficiale che, come da
loro sostenuto, l'allacciamento sia corretto. Un sopralluogo è inoltre idoneo
e necessario per verificare il corretto funzionamento dell'allacciamento alla
canalizzazione. Visto che non si tratta di un intervento importante nella
proprietà privata il sopralluogo appare infine proporzionato. La censura di
una violazione della proprietà privata e della libertà personale è dunque
infondata.
3. Le questioni sollevate dai ricorrenti sul fatto che vi sia stata solamente una
segnalazione di cattivi odori nel febbraio 2022 e non ne siano seguite altre
nonché sui conflitti di interesse della relativa dipendente comunale e sulle
discordie con i vicini risp. le relative procedure giudiziarie pendenti non
cambiano nulla alla conclusione di cui sopra. Si ricorda infatti che la
segnalazione è stata fatta da un agente della Polizia comunale, la cui
imparzialità non è messa in discussione. Inoltre, anche il principio della
parità di trattamento non è violato, dal momento che il convenuto, come
documentato, ha effettuato altri sopralluoghi di controllo degli allacciamenti
privati al collettore comunale presso altri mappali in zona. Considerato
quanto sopra, non si intravede nemmeno un agire abusivo del convenuto.
Infine, anche la critica di un comportamento contraddittorio rispetto a
quanto affermato dal convenuto nella procedura R 21 46 non è rilevante
in questo fattispecie, in cui il convenuto è tenuto a verificare la
segnalazione ufficiale fatta da un agente della Polizia comunale.
4. Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impugnata confermata.
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5. Le spese giudiziarie sono poste in responsabilità solidale a carico dei
ricorrenti soccombenti in causa (art. 72 cpv. 2 e art. 73 cpv. 1 LGA).
Seguendo la regola di cui all'art. 78 cpv. 2 LGA, al convenuto non sono
assegnate ripetibili.