Decision ID: 3c84872c-24a8-50a2-b245-578a1eba480b
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1959, da ultimo attivo in qualità di gerente, in data 9 febbraio 2010 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti per gli esiti di un linfoma maligno non Hodgkin del 2003 e problemi di natura reumatologica/ortopedica (doc. AI 7-1/9).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio AI con decisione del 4 ottobre 2010, cresciuta incontestata in giudicato, ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato non essendo ancora trascorso l’anno d’attesa dopo il quale avrebbe potuto sorgere l’eventuale diritto alla rendita (doc. AI 46-1).
1.3. In data 17 marzo 2011 RI 1 ha presentato una nuova domanda di prestazioni AI per adulti per gli esiti di un linfoma maligno non Hodgkin, disturbi reumatologici/ortopedici e psichiatrici (doc. AI 47-1).
1.4. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con decisione del 7 marzo 2012 (doc. AI 70-1), poi sostituita con quella del 2 maggio 2012 (doc. AI 81-1), cresciuta incontestata in giudicato, ha attribuito all’assicurato una rendita intera a far tempo dal 1° settembre 2011 e un quarto di rendita (grado 41%) dal 1° febbraio 2012.
1.5. Il 6 giugno 2012 RI 1 ha presentato una richiesta di revisione delle prestazioni AI indicando di essere affetto da “
forti dolori spalla destra – persa funzionalità di tutto l’arto. Ustioni II grado gamba destra e regione lombare sinistra
” (doc. AI 92-7).
1.6. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con la decisione del 14 novembre 2012 (doc. AI 103-1), preavvisata con progetto dell’8 ottobre 2012 (doc. AI 100-1), ha negato la richiesta di aumento della rendita d’invalidità.
1.7. Contro questa decisione l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una rendita intera, a far tempo almeno dal mese di giugno 2012 (doc. I).
Il ricorrente ha contestato le conclusioni cui è giunta l’amministrazione nella decisione impugnata, in particolare per quanto riguarda lo stato di salute ritenuto peggiorato rispetto a quanto stabilito dal Dr. _ nel referto del 13 ottobre 2012 persistendo di fatto un’incapacità lavorativa del 100% (doc. I).
La rappresentante del ricorrente ha inoltre postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura (doc. I, IV+bis).
1.8. In risposta l’UAI si è riconfermato nel proprio provvedimento sulla base dei rapporti del Servizio psicosociale di _, del Dr. _ e della Dr.ssa _ del SMR (doc. V).

in diritto
In ordine
2.1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione a sapere se vi sia stato o meno un peggioramento delle patologie invalidanti di cui è affetto RI 1 giustificante, in via di revisione, l’aumento del grado d’invalidità.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
S
econdo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 3.
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.
D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.
In ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC 1987 pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).
Per stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 258).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
2.4. Per
poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008;
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.
L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:
(a livello amministrativo)
- assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),
- differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),
- miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),
- rafforzamento dei diritti di partecipazione:
-- in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);
-- alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);
(a livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)
In caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997
Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).
Infine, il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Al riguardo la giurisprudenza federale sottolinea costantemente che occorre tenere conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.5. U
n danno alla salute psichica può portare ad un’invalidità se esso è di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).
A
ffinché
un rapporto medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
Innanzitutto la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294; Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss).
Il medico deve pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e
deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.
Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Il rifiuto del carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 del 27 settembre 2001).
2.6. Con la decisione del 2 maggio 2012 l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una rendita intera a far tempo dal 1° settembre 2011 e un quarto di rendita (grado 41%) dal 1° febbraio 2012 sulla base del referto del Dr. _ del Servizio medico regionale (SMR) dell’AI, il quale ha preso in considerazione i referti dei medici curanti agli atti.
Nel rapporto del 9 dicembre 2011 il Dr. _, FMH medico generico, e perito medico SIM, ha posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di: “
•
Dolori spalla destra su/con: - stato dopo artroscopia della spalla destra, acromioplastica anterolaterale e ricostruzione della cuffia per lesione trans murale (sottoscapolare) (3.09.2010).; - stato dopo artroscopia spalla destra, acromioplastica anterolaterale e rimozione dell’articolazione acromioclavicolare (22.09.2008);
•
Sindrome cervicospondilogena su/con: - lieve pseudospondilolistesi C4/C5, condrosi C5/C6, C6/C7, spondilofiti ipertrofici;
• Sindrome del tunnel carpale bilaterale; • Stato depressivo ansioso; • Linfoma maligno non Hodgkin follicolare diffusa stadio probabilmente 1°, localizzazione inguinale sinistra su/con: - escissione chirurgica del linfonodo 1113.06.2003 (C82.2) chemioterapia secondo schema CHOP/Mabthera 3 cicli dal 26.06 al 07.08.2003 radioterapia additiva; • Sindrome delle gambe impazienti; • Stato dopo artroscopia destra con resezione meniscale e resezione della plica per lesione a braccio d’anfora menisco mediale (2004)
” (doc. AI 60-1).
Il Dr. _ ha quindi fissato un’inabilità lavorativa del 50% in ogni attività dal 1° agosto 2010 al 12 settembre 2010, al 100% dal 13 settembre 2010 al 12 ottobre 2011 (per l’intervento alla spalla destra). Per contro dal 13 ottobre 2011 è giustificata un’inabilità lavorativa completa nella precedente attività, ma al 50% in attività adeguate “
con possibilità di capacità lavorativa totale nei prossimi mesi
”(doc. AI 60-2).
Nell’ambito della procedura di revisione avviata nel giugno 2012 l’assicurato ha lamentato un peggioramento del danno alla salute indicando “
Forti dolori spalla destra – persa funzionalità di tutto l’arto. Ustioni II grado gamba destra e regione lombare sinistra
” (doc. AI 92-7).
Nell’annotazione del 27 settembre 2012 la Dr.ssa _ del Servizio Medico Regionale (SMR) ha stringatamente indicato come stazionario lo stato di salute rinviando alle diagnosi e ai limiti funzionali indicati nel rapporto del 9 dicembre 2011 del Dr. _ (doc. AI 99-1, 60-1).
Nella risposta del 14 gennaio 2013 l’Ufficio AI ha indicato che la Dr.ssa _ ha fondato la propria valutazione, per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico, sul referto del 10 luglio 2012 del Servizio Psicosociale di _ redatto dal Dr. _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia e dal medico assistente Dr.ssa _, i quali hanno posto la diagnosi di “
Sindrome da disadattamento reazione mista ansioso-depressiva. Storia personale di neoplasia maligna ICD: Z85 (Linfoma di Hodgkin)”
(doc. AI 95-2) e indicato come “
stazionario
” lo stato di salute dell’assicurato (cfr. pto. 6.1., doc. AI 95-4).
Per quanto riguarda invece la patologia reumatologica / ortopedica il medico del SMR ha fatto riferimento al rapporto medico del 3 agosto 2012 del Dr. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha posto la diagnosi di “
esiti da ricostruzione del sottoscapolare destro. Ustione III° ginocchio destro. Tunnel carpale bilaterale. Discopatia C5-C6
” (doc. AI 96-2) e indicato un’inabilità al lavoro completa (100%), definendo tuttavia “
stazionario
” lo stato di salute dell’assicurato (doc. AI 96-4).
Alla luce di queste due certificazioni l’amministrazione ha ritenuto stazionario lo stato di salute e respinto la richiesta di aumento della rendita d’invalidità.
Il TCA non può fare proprie queste considerazioni dei medici del SMR.
Infatti, se la valutazione della patologia psichiatrica non presta il fianco a critiche (gli specialisti del
Servizio Psicosociale non hanno constatato alcun peggioramento, cfr. doc. AI 95-3), che gli effetti della patologia reumatologica/ortopedica meritano invece maggiori approfondimenti.
Dagli atti dell'incarto emerge che nell’ambito dell’attribuzione della rendita intera dal 1° settembre 2011 e del quarto di rendita dal 1° febbraio 2012 il Dr. _ – nel rapporto medico del 6 ottobre 2011 – ha fissato un’inabilità lavorativa completa (100%) a causa dei “
postumi di un’ustione di III°-IV° grado trattata all’Ospedale _
” (doc. AI 58-3).
Il medico – alla domanda dell’amministrazione se è pensabile che il paziente prosegua l’attività professionale svolta finora (pto. 1.7.) – ha risposto che l’assicurato avrebbe potuto riprendere l’attività lavorativa, fino a quel momento svolta, al 50% in seguito al 100% (doc. AI 58-3).
Per quanto riguarda i limiti funzionali lo specialista ha poi fissato un limite di peso da sollevare/trasportare di 7 kg (doc. AI 58-5).
Anche il Dr. _ nel rapporto del 9 dicembre 2011 aveva ripreso la percentuale del 50% con possibilità di ripresa totale nei prossimi mesi (doc. AI 60-3).
In sede di revisione il Dr. _ nel rapporto medico del 3 agosto 2012 ha indicato nella diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa “
esiti da ricostruzione del sottoscapolare destro (09.2010). Ustione III° ginocchio destro (06.2011). Tunnel carpale bilaterale. Discopatia C5/C6
” e constatato “
debolezza del sottoscapolare con dolori
” (doc. AI 96-2).
Il medico curante ha sì indicato una stato di salute stazionario, tuttavia tale indicazione è contraddetta da un’inabilità lavorativa completa (100%) nell’attività di esercente e nel peggioramento dei limiti funzionali: lo specialista ha evidenziato una difficoltà ad alzare pesi superiori a 5 kg oltre il fianco (doc. AI 96-3, 96-5).
L’inabilità lavorativa completa (100%) è stata poi certificata dal Dr. _ nei certificati del 6 giugno 2012 (dal 31 maggio 2012 al 15 luglio 2012) e del 24 luglio 2012 (dal 1° luglio 2012 al 30 settembre 2012) (doc. AI 93-1, 97-1).
L’amministrazione non ha però approfondito queste indicazioni del Dr. _, ma si è limitata ad una scarna annotazione fondata sulla sola indicazione di “
stazionarietà
” dello stato di salute (doc. AI 96-4, pto. 6.1.).
In simili condizioni, secondo questo Tribunale non è possibile, senza prima procedere ad un approfondimento specialistico, concludere con sufficiente tranquillità che dal punto di vista reumatologico/ortopedico lo stato di salute dell’assicurato non abbia subìto un peggioramento.
L’amministrazione dovrà dunque innanzitutto interpellare il Dr. _ per chiarire se vi è stato o meno un peggioramento dello stato di salute di RI 1, con particolare riferimento alla spalla destra (sottoscapolare) e gli esiti dell’ustione del ginocchio destro, oppure se il quadro clinico è sovrapponibile a quanto valutato nel rapporto medico del 6 ottobre 2011, sia per quanto riguarda la capacità lavorativa nell’ultima attività svolta che in attività adeguate.
Nel caso vi sia stato un peggioramento della patologia, il medico dovrà precisare dettagliatamente in cosa consiste tale peggioramento ed esprimersi sulla capacità lavorativa residua nell’ultima attività svolta e in attività adeguate indicando i limiti funzionali.
Alla luce dell’accertamento esperito presso il Dr. _, l’Ufficio AI sottoporrà le risposte di quest’ultimo alla valutazione di un medico specialista in reumatologia/ortopedia del Servizio medico regionale (SMR) che si esprimerà sul peggioramento o meno del quadro clinico.
2.7. In data 17 dicembre 2012 l’assicurato ha chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (doc. I,
IV+bis
).
Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurato, patrocinato da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili.
La costante giurisprudenza federale ha stabilito che l’assegnazione di ripetibili rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309 consid. 6,
STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02 e
STFA del 18 agosto 1999 nella causa E.T.).
2.8. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.