Decision ID: 48d8144e-5474-5410-8def-418a90739da3
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Durante il controllo dei conteggi dei salari (ex art. 162 OAVS) presso la società RI 2 per il periodo dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2006 la Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati dal 2004 al 2006. L’amministrazione ha ritenuto che i proventi versati dalla società a RI 1 per il lavoro svolto a favore della ditta derivano da un’attività dipendente.
La Cassa ha fissato, mediante tassazione d’ufficio del 27 marzo 2008, i relativi contributi paritetici sulla base di un importo di fr. 43'200 nel 2004, fr. 50'800 nel 2005 e fr. 43’525 nel 2006.
Le opposizioni inoltrate dalle assicurate sono state parzialmente accolte. Con due distinte decisioni su opposizione del 19 maggio 2008 l’amministrazione ha ridotto gli importi ripresi a fr. 40'000 nel 2004, fr. 50'000 nel 2005 e fr. 40'000 nel 2006 (doc. A inc. 30.2008.31 e 30.2008.34).
1.2.
C
ontro i predetti provvedimenti sono insorte sia RI 2, rappresentata dall’avv. _, sia RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1 (doc. I inc. 30.2008.34 e doc. I inc. 30.2008.31).
RI 2, che ha quale scopo il commercio di articoli d’ogni genere ed è in particolare attiva nella gestione di negozi di calzature, dopo aver rilevato che la decisione formale è stata modificata sulla base di quanto affermato da RI 1 nell’ambito di un’audizione apparentemente tenutasi il 7 maggio 2008 il cui verbale non è tuttavia stato sottoposto alla società ricorrente, afferma di aver instaurato un rapporto di lavoro con la ditta individuale _ di cui RI 1 è titolare e di averla sempre ritenuta a tutti gli effetti un terzo esterno alla società.
La ricorrente rammenta di non essersi assunta alcuna spesa di carattere generale concernente l’assicurata, di averle garantito l’assoluta libertà di assumere ulteriori mandati da terzi, di averle lasciato l’assoluta indipendenza per quanto concerne il luogo di lavoro ed evidenzia che perdite e profitti sono integralmente a carico della _ senza alcun coinvolgimento di RI 2.
L’insorgente sottolinea l’inesistenza di qualsiasi rapporto di subordinazione, l’assoluta indipendenza con cui vengono svolti gli incarichi affidati alla ricorrente, ivi compresa l’assoluta libertà nella gestione del proprio tempo.
La società rileva poi che la ditta _ di RI 1, iscritta a Registro di commercio dal _, si rivolge pubblicamente ad un numero indeterminato di clienti e dispone di una infrastruttura propria. L’insorgente evidenzia di aver conosciuto RI 1 grazie ai contatti intrattenuti con la sorella di quest’ultima, a sua volta titolare di una ditta che si occupava dei contatti con le ditte di spedizioni incaricate delle forniture alla società ricorrente, nonché del deposito delle calzature e degli articoli di pelletteria prima della consegna ai negozi di destinazione. La _ di RI 1 ha integrato l’attività già svolta dalla ditta della sorella, occupandosi, sotto il profilo logistico, della merce ordinata dalla ricorrente ed in particolare, procedendo, sulla base di apposite liste – secondo i tempi e le modalità a lei più convenienti – a verificare la correttezza e la completezza delle forniture destinate ad essere depositate nel magazzino gestito dalla sorella in attesa della consegna al negozio, consegna che avviene a distanza di qualche tempo.
Per la società ricorrente la natura di questi compiti non presuppone l’integrazione nella sua struttura aziendale, né la disponibilità prestabilita, in determinati orari, del proprio tempo lavorativo.
L’insorgente rileva inoltre di aver appreso che, apparentemente, il reddito conseguito da RI 1 sarebbe sostanzialmente costituito dalle entrate derivanti dall’attività svolta a suo favore. RI 2, che non ha avuto accesso a questi dati, ne chiede l’invio contestualmente all’assegnazione di un adeguato termine entro il quale prendere posizione e contesta comunque che il dato relativo all’incidenza di determinate entrate possa essere considerato, da solo, decisivo.
Da parte sua RI 1 rammenta di aver costituito la società _ di RI 1 nel _ con lo scopo di iniziare un’attività indipendente e di essere entrata in contatto con RI 2. L’insorgente evidenzia come il reddito conseguito con il lavoro svolto a favore di RI 2, inizialmente molto importante, è poi calato con il passare degli anni e con la possibilità di svolgere l’attività per diversi altri clienti. L’interessata rileva che avviando un’attività lucrativa ex novo inizialmente non è stato facile trovare numerosi clienti che poi, in particolare nel 2007, si sono diversificati. La ricorrente evidenzia come dopo aver conseguito circa il 92%, rispettivamente il 98% del suo reddito nel 2004 e nel 2005 con RI 2, ha ridotto questa percentuale raggiungendo circa il 78% nel 2006 e circa il 66% nel 2007.
L’insorgente rileva inoltre di non aver sottoscritto alcun contratto di lavoro con RI 2, la quale si è del resto affidata alla ditta individuale _ di RI 1. Quest’ultima società ha una struttura organizzativa propria, seppur limitata, ed è autonoma nell’organizzazione della sua attività. La _ non soggiace ad ordini di RI 2 ma ha solo un obbligo di risultato, ossia sbrigare i mandati che a quest’ultima sono assegnati e relativi “
alla gestione doganale di sdoganamento in importazione e alla successiva distribuzione della merce in provenienza da produttori e fornitori esteri e fornita “franco frontiera all’esportazione” (per i fornitori).
”
L’insorgente contesta poi il riferimento della Cassa alla sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002 su cui si è basata l’amministrazione per affiliare l’interessata quale dipendente di RI 2, fa valere di essere completamente autonoma nella gestione della sua attività, evidenzia come in alcuni mesi (ad esempio luglio 2004, febbraio 2005, giugno 2005, ecc.) non ha ricevuto alcunché e ribadisce come la sua attività a favore di RI 2 nel corso del tempo si sta progressivamente indebolendo.
La ricorrente rileva inoltre che all’audizione del 7 maggio 2008, alla quale l’amministrazione accenna nella decisione su opposizione, è stato convocato _ di RI 2, afferma di avervi comunque partecipato e sostiene che non è stato tenuto alcun verbale.
L’assicurata evidenzia che la decisione le provocherebbe un notevole pregiudizio economico, poiché ha sempre potuto dedurre dal reddito lordo fiscalmente dichiarato i costi della propria struttura professionale quale lavoratrice indipendente. Ciò che non potrebbe più fare se fosse considerata dipendente.
L’interessata sostiene che la decisione viola la libertà economica sancita dall’art. 27 della Cost. fed. e il diritto a realizzare i propri obiettivi economici nella misura in cui non rispetta la libera scelta dell’organizzazione aziendale e lavorativa e la parità di trattamento tra i concorrenti.
Infine l’insorgente contesta anche l’ammontare della ripresa affermando che una parte dei pagamenti lordi effettivi effettuati da RI 2 alla ricorrente e da quest’ultima destinati alla copertura dei suoi costi generali deve essere considerata come partecipazione alle spese e non come retribuzione del lavoro. La ricorrente richiama dalla Cassa l’intero incarto, in particolare il rapporto di controllo presso RI 2, le osservazioni degli interessati, l’opposizione con tutti i documenti prodotti, l’eventuale opposizione dell’RI 2 e il verbale di audizione del 7 maggio 2008, e chiede l’audizione di _, amministratore unico di RI 2.
1.3. Con risposte del 7 luglio 2008 la Cassa ha proposto la reiezione dei ricorsi con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III e V, inc. 30.2008.31 + 34).
1.4. Con decreto del 24 luglio 2008 il TCA ha congiunto le cause (doc. VI, inc. 30.2008.31).
1.5. Pendente causa RI 1 ha chiesto di sentire _ quale esperto nell’ambito della consulenza di ditte del ramo dell’abbigliamento ed a conoscenza degli usi commerciali in tale ramo affinché confermi che nel ramo dell’abbigliamento è usuale che la logistica della merce (presa in consegna, deposito e fornitura ai negozi) venga appaltata a terzi disponenti (doc. IX, inc. 30.2008.31). Da parte sua la società ricorrente ha prodotto degli estratti, frutto di una ricerca su internet (doc. VII, inc. 30.2008.34).
1.6. Il 4 dicembre 2008 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza innanzi al TCA (doc. XIII).

in diritto
In ordine
2.1. RI 2 fa innanzitutto valere, implicitamente, una violazione del diritto di essere sentito nella misura in cui la Cassa ha emanato la decisione su opposizione sulla base di dati fiscali di RI 1 sui quali non ha potuto prendere posizione e su un verbale di un’udienza, apparentemente avvenuta il 7 maggio 2008, non sottoposto alla società ricorrente.
Il diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima.
Il diritto di essere sentito comprende il diritto di esprimersi in merito e di partecipare all’assunzione delle prove o, perlomeno, esprimersi in merito alle risultanze probatorie se queste sono proprie ad influenzare il giudizio (DTF 132 V 387;127 I 54; DTF 124 I 241; DTF 124 I 49: “
Cela étant, il est manifeste, en l'occurrence, qu'en sollicitant un avis de droit de l'ISDC, dont elle n'a pas donné connaissance aux parties, et en se fondant entièrement sur ce document qui s'écartait des autres avis de droit produits par les parties, la cour cantonale a violé le droit d'être entendu de celles-ci, tel qu'il est garanti par l'art.
4 Cst
.”, sottolineature del redattore).
In particolare nella sentenza pubblicata in DTF 132 V 387 il TF ha affermato che una parte deve di principio formulare una domanda per ottenere il diritto di visionare gli atti. Ciò presuppone che gli interessati vengano informati se nuovi atti di importanza decisiva, che essi non conoscono e neppure possono conoscere, sono versati agli atti.
L’art. 47 cpv. 1 lett. b LPGA prevede che, purché siano tutelati interessi privati preponderanti, hanno diritto di consultare gli atti le parti per i dati di cui necessitano per tutelare un diritto o adempiere un obbligo conformemente a una legge d’assicurazione sociale oppure per far valere un rimedio giuridico contro una decisione emanata in base alla stessa legge.
2.2. In concreto a motivazione dell’affiliazione di RI 1 quale dipendente e dell’ammontare della ripresa, la Cassa nella decisione su opposizione impugnata ha affermato:
"
(...)
10. Nel caso in esame, la Cassa tiene a sottolineare che da un controllo presso l’autorità fiscale la ditta RI 2 ha rappresentato la quasi totalità delle entrate della signora RI 1.
Di conseguenza, la Cassa ritiene che non vi possa essere dubbio circa la dipendenza economica dell’assicurata nei confronti della ditta RI 2.
La Cassa sottolinea che il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 270/00) ha deciso che il fatto di svolgere l’attività lucrativa unicamente per una società configura un elemento decisivo a favore dell’attività dipendente.
11. La Cassa tiene a rilevare che l’importo di fr. 3'775 è stato ripreso correttamente nel periodo di competenza contabile.
12. Per quanto concerne, invece, la richiesta della signora RI 1 di riconoscere delle spese per la sua attività svolta a favore di RI 2, la Cassa decide – pur rilevando che le spese sostenute dalla signora RI 1, già dedotte in sede di tassazione fiscale, riguardano specificatamente la sua attività di vendita e non le sue prestazioni amministrative a favore di RI 2 – di riconoscere un importo di spese complessivo (sui tre anni) di fr. 7'525, come già specificato in sede di audizione lo scorso 7 maggio 2008.” (doc. A1, inc. 30.2008.34)
La decisione su opposizione impugnata si fonda praticamente solo sulle due prove sulle quali la ricorrente afferma di non aver avuto accesso, ossia sulle risultanze fiscali per motivare la dipendenza economica di RI 1 nei confronti della società ricorrente (cfr. punto 10 della decisione su opposizione) e sulle risultanze dell’udienza del 7 maggio 2008 per calcolare l’ammontare della ripresa (cfr. punto 12 della decisione su opposizione).
La Cassa in sede di risposta ha preso posizione solo sulla decisione di non sottoporre la documentazione fiscale alla società ricorrente, rilevando che "per motivi di segretezza" non poteva essere trasmessa all’insorgente (cfr. Doc. III inc. 30.2008.34). Essa non si è invece espressa sull’udienza del 7 maggio 2008 e neppure ha prodotto tutta la documentazione, malgrado l’ingiunzione del Giudice delegato del TCA di trasmettere l’incarto completo (cfr. doc. II, inc. 30.2008.34).
2.3. Nel caso in esame il modo di procedere dell’amministrazione configura una violazione del diritto di essere sentito a prescindere dalla questione di sapere se all’udienza del 7 maggio 2008 era presente un rappresentante della ricorrente e se è stato allestito un verbale.
Infatti alla società ricorrente non è stato dato accesso alla documentazione fiscale posta a fondamento della motivazione della decisione su opposizione.
Va qui ribadito che elementi sui quali una parte non ha potuto esprimersi o non ha avuto accesso non possono essere utilizzati a fondamento della decisione, a maggior ragione se l’unico argomento per affiliare l’interessata quale dipendente di RI 2 è proprio quello relativo a dati che la società ricorrente non conosce.
In concreto l’amministrazione, impedita a sottoporre l’intero incarto fiscale di RI 1 o della sua società ad RI 2, avrebbe comunque dovuto informare la ricorrente delle percentuali conseguite dalla _ di RI 1 con il lavoro svolto a favore di RI 2 rispetto al totale della cifra d’affari e permetterle di presentare delle osservazioni in merito. Non avendo agito in questo modo, non avrebbe neppure dovuto utilizzare questo tipo di motivazione per stabilire il carattere dipendente dell’attività svolta.
L’amministrazione ha pertanto violato il diritto di essere sentito della società ricorrente.
Già solo per questo motivo il ricorso andrebbe accolto e l’incarto rinviato alla Cassa per sanare la violazione del diritto di essere sentito.
Tuttavia, per i motivi che seguono, visto l’esito del ricorso, un rinvio si rivela superfluo.
Nel merito
2.4. Oggetto del contendere è la questione di sapere se RI 1, nel periodo dal 2004 al 2006, è stata dipendente della società RI 2.
2.5. Il 28 luglio 2003 RI 1 ha chiesto alla Cassa CO 1 di essere iscritta quale indipendente con effetto dal 4 luglio 2003 in seguito all’inizio di un’attività nell’ambito commerciale. L’interessata ha trasmesso all’amministrazione alcune fatture emesse dalla sua ditta individuale nel frattempo costituita, la _ RI 1, il cui scopo è la ricerca e la commercializzazione di articoli e novità per il mercato svizzero. Si tratta di fatture relative a “candele profumate” vendute dalla ditta individuale ad alcuni negozi nel corso del 2003 (_ di _, _ di _, _ di _, _ di _, _ di _, _, _), nonché di fatture concernenti altri prodotti (“emulsione Drachenbalsam” alla _ di _).
Agli atti la ricorrente ha prodotto anche il contratto di locazione dell’ufficio locato dal 1° luglio 2003 (pigione mensile di fr. 200), il contratto d’assicurazione con la _ per la perdita di guadagno in caso di malattia (doc. XIII/2) e l’assicurazione sottoscritta con la _ per il rischio d’infortunio (doc. XIII/3).
Con scritto del 20 agosto 2003 la Cassa ha confermato l’affiliazione quale indipendente a partire dal 1° luglio 2003 (doc. XIII/1).
Tramite decisione del 29 maggio 2007 la Cassa di compensazione ha fissato definitivamente i contributi dovuti da RI 1 quale indipendente per il 2003 sulla base di un reddito determinante di fr. 22’511 (doc. XIII/4). Il 13 novembre 2007 l’amministrazione ha emesso la decisione di fissazione dei contributi per il 2004 sulla base di un reddito determinante di fr. 35'022 (doc. XIII/4).
Con 2 distinte decisioni del 27 marzo 2008 la Cassa di compensazione ha fissato i contributi dovuti da RI 2 per il lavoro svolto a suo favore da RI 1 sulla base di un importo di fr. 43'200 nel 2004, fr. 50'800 nel 2005 e fr. 43’525 nel 2006.
Il 9 maggio 2008 l’amministrazione ha fissato, tramite decisione definitiva, i contributi dovuti da RI 1 quale indipendente per il 2005, sulla base di un reddito determinante di fr. 39'046.
In seguito alle opposizioni presentate dalle interessate contro le decisioni del 27 marzo 2008, l’amministrazione, con decisioni su opposizione del 19 maggio 2008, ha ridotto le riprese per l’attività dipendente a fr. 40'000 nel 2004, fr. 50'000 nel 2005 e fr. 40'000 nel 2006.
Infine, il 30 settembre 2008, la Cassa ha emesso la decisione di fissazione definitiva dei contributi dovuti nel 2006 da RI 1 quale indipendente sulla base di un reddito determinante di fr. 38'946.
2.6. Questo Tribunale costata innanzitutto che la Cassa, il 13 novembre 2007, ha ritenuto RI 1 indipendente per il 2004, il 27 marzo 2008 l’ha considerata dipendente di RI 2 per gli anni dal 2004 al 2006, il 9 maggio 2008 l’ha nuovamente considerata indipendente per l’anno 2005, il 19 maggio 2008, ossia dieci giorni dopo, l’amministrazione ha di nuovo ritenuto RI 1 dipendente per il triennio 2004-2006 ed infine il 30 settembre 2008 la medesima ricorrente è stata ritenuta, per il 2006 e sempre dalla medesima Cassa, indipendente (doc. XIII/4).
Il TCA non può che stigmatizzare questo modo di procedere, di cui peraltro nelle decisioni impugnate non si fa cenno, e deve preliminarmente esaminare se, viste le contraddittorie decisioni emesse nel giro di pochi mesi, l’agire della Cassa sia corretto (cfr. per un caso analogo al presente dove l’amministrazione aveva modificato più volte lo statuto contributivo di un assicurato la sentenza 30.2003.87-88 del 21 aprile 2004).
Va d’altra parte rilevato che indipendentemente dalla soluzione di questo Tribunale nel caso in esame, l’emanazione di più decisioni contraddittorie nel giro di pochi mesi non è soddisfacente, non permettendo agli assicurati di determinarsi con sicurezza circa il loro statuto contributivo.
2.7. Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è solo possibile quando siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).
Va inoltre rammentato che in DTF 104 V 126 il TFA ha rilevato che:
" Dans l'intérêt de la sécurité du droit, il faut toutefois prendre garde à
ce que les caisses de compensation ne puissent revenir sur une décision entrée en force portant sur des cotisations que lorsque cette décision se révèle comme sans nul doute erronée et que de plus un montant appréciable est en jeu; il faut alors tenir compte du fait que les années de calculs pour les cotisations paritaires ne coincident en général pas avec celles relatives aux cotisations personnelles."
Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata "
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss - derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen (Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass präsentierte
."
(sentenza H 97/03 del 10 settembre 2003, sottolineatura del redattore).
Dalla riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni amministrative.
Per analogia con la revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità giudiziarie, l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una decisione formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. DTF 126 V 42).
2.8. In concreto RI 1 è stata considerata indipendente nel 2003. Il carattere indipendente della sua attività è stato confermato con decisione del 13 novembre 2007 per quanto concerne il 2004.
Il 27 marzo 2008 la Cassa ha tuttavia ritenuto l’interessata dipendente dal 2004 al 2006, salvo poi fissare i contributi quale indipendente per il 2005 il 9 maggio 2008 e poi riconfermare che la sua attività andava ritenuta dipendente dal 2004 al 2006 con decisione su opposizione del 19 maggio 2008. Infine il 30 settembre 2008 la Cassa ha ritenuto l’interessata come indipendente per il 2006.
Con sentenza pubblicata in DTF 122 V 367, l’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), in un caso di riconsiderazione ha affermato che:
"
Bei faktischen Verwaltungshandeln sind jedoch die Rückkommenstitel der Wiedererwägung oder prozessualen Revision nur erforderlich, wenn die in Frage stehende Taggeldabrechnung auch vom Versicherten nicht mehr beanstandet werden kann, das verwaltungshandeln vielmehr eine mit dem Ablauf der beschwerdefrist bei formellen Verfügungen eintretende vergleichbare Rechtsbeständigkeit erreicht hat. Entsprechend der im Bereich des KUVG entwickelten, auf den Prinzipien des Vertrauensschutzes und der Rechtssicherheit beruhenden Praxis kann die Rechtsbeständigkeit als eingetreten gelten, wenn anzunehmen ist, ein Versicherter habe sich mit einer getroffenen Regelung abgefunden. Dies ist nach der Rechtsprechung dann der Fall, wenn er sich nicht innert (nach dem Umständen) angemessener  Prüfungsfrist dagegen verwahrt (BGE 110 V 168 Erw. 2b; RKUV 1990 Nr. K 835 S. 82 Erw. 2a, 1988 Nr. K 783 S. 395 Erw. 3a mit Hinweisen; vgl. auch BGE 107 V 191 Erw. 1). Vorher darf die Verwaltung unter Vorbehalt des Vertrauensschutzes (BGE 116 V 298) grundsätzlich frei, d.h. ohne Bindung an Wiedererwägung oder Revision, auf ihre Abrechnung zurückkommen (MEYER-BLASER, Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in: ZBJV 131/1995 S. 498 Fn. 125), so gut wie es ihr zusteht, während laufendere Rechtsmittelfrist voraussetzungslos auf eine formelle Verfügung zurückzukommen (BGE 107 V 191 f.; vgl. auch BGE 121 II 276 Erw. 1a/aa mit zahlreichen Hinweisen auf Lehre und Rechtsprechung)."
(sottolineature del redattore)
Dalla citata sentenza emerge che la Cassa può rivedere liberamente, senza essere vincolata dalle condizioni del riesame e della revisione processuale, riservato il principio della buona fede, le proprie decisioni fino allo scadere del termine di ricorso (e di opposizione dal 1.1.2003; cfr. anche sentenza del 23 luglio 1997, inc. 38.97.109).
Nel caso di specie, per quanto concerne il 2005, la Cassa ha stabilito il 27 marzo 2008 che l’interessata era dipendente. Contro la predetta decisione entrambe le parti hanno inoltrato opposizione. Il 9 maggio 2008 l’amministrazione ha considerato RI 1 quale indipendente, mentre il 19 maggio 2008 la Cassa l’ha nuovamente considerata dipendente.
Ritenuto che il termine per inoltrare opposizione contro la decisione del 9 maggio 2008 non era ancora scaduto, l'amministrazione poteva rivedere liberamente la propria decisione relativa al 2005, senza che fosse necessario l'adempimento degli estremi per una revisione e/o una riconsiderazione (DTF 122 V 367).
Diversa la questione relativa al 2004 ed al 2006. Infatti la decisione di fissazione dei contributi come indipendente del 13 novembre 2007 poteva essere rivista dalla Cassa con la successiva decisione del 27 marzo 2008 solo se la medesima era manifestamente errata e se la modifica riveste una notevole importanza. Allo stesso modo l’amministrazione poteva emettere la decisione del 30 settembre 2008 relativa ai contributi come indipendente dovuti nel 2006 solo se la decisione su opposizione del 19 maggio 2008 era manifestamente errata e la modifica è di notevole importanza.
2.9. Per stabilire se la qualifica di dipendente oppure indipendente è manifestamente errata, occorre innanzitutto esaminare come va affiliata RI 1 per il lavoro svolto a favore di RI 2.
A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell’11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.10. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.11. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (...)."
2.12.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).