Decision ID: 7c445a3a-b497-589c-b722-db642202b72d
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, 1953, al beneficio di una rendita di vecchiaia dal 2018, l'11 dicembre 2018 (doc. 19) ha chiesto alla Cassa CO 1 di affiliarlo come indipendente, avendo avviato il 1° ottobre 2018 un'attività di consulenza tributaria e legale. Il 7 febbraio 2019 (doc. 17) l'amministrazione ha emesso la decisione provvisoria di fissazione dei contributi personali per l'attività svolta a titolo accessorio (doc. 18) che, a richiesta dell'assicurato medesimo (doc. 16), ha adeguato il 13 novembre 2019 (doc. 15) sulla base di un reddito di Fr. 170'000.
1.2. Il 4 novembre 2020 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha stabilito definitivamente i contributi dovuti dall'assicurato per l'anno 2019 in Fr. 19'862,90 sulla base di un reddito da attività indipendente di Fr. 181'652.-, a cui ha dedotto la franchigia di Fr. 16'800.- e ha aggiunto i contributi AVS/AI/IPG riportati al lordo per determinare il reddito soggetto a contribuzione.
1.3. Vista l'opposizione del 10 novembre 2020 (doc. A2) portante sul principio stesso di dovere pagare dei contributi in virtù dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, benché tali contributi non permettano comunque all'assicurato di beneficiare di una rendita AVS come previsto dall'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. avendo egli già compiuto 65 anni, il 16 febbraio 2021 (doc. A3) l'amministrazione ha emesso la decisione su opposizione.
La Cassa CO 1, ricordato che il contributo per l'anno 2019 deve essere calcolato sul reddito conseguito quell'anno (art. 23 cpv. 1 OAVS) e che le tassazioni fiscali sono vincolanti per determinarlo (art. 23 cpv. 4 OAVS), basandosi sull'accertamento del reddito aziendale (doc. 5) effettuato presso l'Ufficio di tassazione di _ (doc. 4) ha ritenuto un reddito aziendale netto di Fr. 163'549.-, che ha riportato al lordo dei contributi AVS/AI/IPG dopo deduzione della franchigia di Fr. 16'800.- e quindi ha stabilito in Fr. 17'864,10 i contributi per il 2019, accogliendo parzialmente l'opposizione.
1.4. Con ricorso dell'8 marzo 2021 (doc. I) RI 1 ha postulato al Tribunale che la somma di Fr. 17'864,10 gli sia restituita, non essendo tenuto a versare dei contributi.
Il ricorrente, che ha integralmente riproposto la sua opposizione, ha osservato che l'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. non fa distinzione fra assicurati che hanno compiuto 65 anni e quelli che non hanno ancora raggiunto, per gli uomini, l'età della pensione, prevedendo quindi per tutti che le rendite coprano adeguatamente il fabbisogno e che vi siano delle rendite minime e delle rendite massime. Secondo l'assicurato, il testo della Costituzione presupporrebbe sempre la presenza di una rendita, mentre l'art. 3 cpv. 1 LAVS prevedrebbe la possibilità che non si abbia diritto a una rendita, perciò queste due norme sarebbero in contrasto tra di loro e, in tal caso, la norma della Costituzione federale ha la priorità sulla legge federale. Di conseguenza, se non si ha diritto a una rendita, nessun contributo può essere dovuto.
Considerato che il ricorrente non ha diritto a una rendita, egli ha perciò pagato un contributo che non era dovuto e quindi l'importo di Fr. 17'864,10 gli deve essere restituito.
Gli assicurati che non hanno ancora compiuto 65 anni sono tenuti al pagamento dei contributi e hanno diritto a una rendita. Per contro, gli assicurati che hanno già compiuto 65 anni sono, in virtù dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, tenuti al pagamento dei contributi, ma non sono beneficiari di una rendita.
Inoltre, l'art. 3 cpv. 1 LAVS non è conforme all'art. 8 cpv. 1 Cost. fed., perché tratta le persone che hanno già compiuto 65 anni in modo diverso davanti alla legge rispetto alle persone che hanno già compiuto 65 anni. Di fronte a una contraddizione tra una norma costituzionale e una norma legale, prevale l'articolo costituzionale.
L'art. 3 cpv. 1 LAVS è altresì in contraddizione con l'art. 8 cpv. 2 Cost. fed., perché discrimina a causa dell'età le persone che hanno già compiuto 65 anni. Anche in tal caso, la norma costituzionale ha la priorità sulla legge federale.
Non beneficiando il ricorrente di una rendita come gli assicurati che non hanno ancora compiuto 65 anni, egli ha perciò pagato dei contributi che, in base all'art. 8 cpv. 1 LAVS, non erano dovuti e ne ha dunque preteso la restituzione.
Essendo discriminato per la sua età, egli non riceve una rendita come gli assicurati che non hanno compiuto 65 anni e quindi ha versato dei contributi che, giusta l'art. 8 cpv. 2 LAVS, non erano dovuti e ne ha perciò reclamato la restituzione.
Infine, l'insorgente ha chiesto il riconoscimento di Fr. 2'400.- di ripetibili per la sede amministrativa e di Fr.1'600.- per la sede ricorsuale.
1.5. Nella risposta del 13 aprile 2021 (doc. III) la Cassa CO 1 ha chiesto al TCA di respingere il ricorso.
L'amministrazione ha ricordato l'obbligo per l'assicurato di pagare i contributi giusta l'art. 3 cpv. 1 LAVS, essendo egli assicurato all'AVS in virtù dell'art. 1a cpv. 1 lett. b LAVS, e meglio avendo esercitato nel 2019 un'attività lucrativa e avendo conseguito un reddito ai sensi degli artt. 9 LAVS e 17 OAVS.
Di conseguenza, non è determinante il fatto che il ricorrente nel 2019 fosse in età pensionabile senza tuttavia potere fare valere un diritto alla rendita di vecchiaia. Nessuna violazione degli artt. 8 cpvv. 1 e 2 e 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. è dunque data e non v'è alcuna contrapposizione con l'art. 3 cpv. 1 LAVS.
La Cassa di compensazione ha rilevato che la soluzione di assoggettare gli assicurati all'obbligo contributivo finché esercitano un'attività lucrativa prescindendo da qualsiasi diritto potenziale a prestazioni dell'assicurazione vecchiaia e superstiti è stata voluta dal legislatore federale quale misura di risanamento di natura finanziaria ed è insita nel sistema di solidarietà delle assicurazioni sociali. Pertanto, il Tribunale federale (DTF 107 V 195 consid. 2c) ha constatato la disparità di trattamento che è stata creata coscientemente dal legislatore federale, senza però potere istituire un'ineguaglianza nell'ineguaglianza, dispensando dall'obbligo di contribuire alcune persone ancora attive che hanno compiuto l'età che dà diritto alla rendita di vecchiaia.
Ne discende che, indipendentemente da qualsiasi diritto potenziale a prestazioni dalla LAVS, l'assicurato ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 LAVS è quindi l'assicurato di cui all'art. 1 cpv. 1 LAVS. Di conseguenza, un assicurato attivo professionalmente è tenuto a pagare i contributi sociali dopo l'età del pensionamento anche se questi non sono costitutivi di rendita e ciò pure se la persona assicurata giunge in Svizzera dopo l'età del pensionamento e contribuisce senza potere fare valere un diritto a una rendita.
L'insorgente è perciò tenuto al pagamento dei contributi fissati in Fr. 17'864,10 per l'attività svolta nel 2019.
Da ultimo, sulla richiesta di indennità per ripetibili di Fr. 1'600.- per la sede ricorsuale, la Cassa di compensazione ha rilevato che l'assicurato ha una formazione di giurista e si è aggravato personalmente; inoltre, la causa non è di particolare complessità.
1.6. Il 19 aprile 2021 (doc. V) l'insorgente ha precisato di non avere avuto, come erroneamente indicato dalla Cassa, dei colloqui e degli scambi di email con i responsabili dell'amministrazione, poiché la giurista della Cassa non ha preso posizione sulla questione di merito che le ha sottoposto (docc. 10a-13).
Inoltre, egli ha osservato che l'art. 3 cpv. 1 LAVS è entrato in vigore il 1° gennaio 1997, mentre l'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed., come pure l'art. 8 cpvv. 1 e 2 Cost. fed., sono stati accettati dal legislatore federale il 18 dicembre 1998 e in votazione popolare il 18 aprile 1999. L'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. presuppone, nell'ambito dell'assicurazione vecchiaia e superstiti, sempre la presenza di una rendita che deve coprire adeguatamente il fabbisogno vitale, come rendita minima o massima. Il ricorrente ha precisato di ricevere una rendita annua di Fr. 4'296.- e la moglie di Fr. 4'428.-, perciò i coniugi non ricevono una rendita massima. Quindi l'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. presuppone sempre la presenza di una rendita che deve coprire adeguatamente il fabbisogno.
L'assicurato ha sostenuto che la volontà del legislatore del 7 ottobre 1994 di risanare finanziariamente l'AVS, concretizzatasi il 1° gennaio 1997 con l'entrata in vigore dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, è stata modificata con l'accettazione, il 18 dicembre 1998, dell'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed., approvato dal Popolo nel 1999.
Pertanto, la volontà posteriore del legislatore federale del 18 dicembre 1998 ha priorità sulla volontà del 7 ottobre 1994 e quindi l'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. ha priorità sull'art. 3 cpv. 1 LAVS.
Inoltre, con l'introduzione dell'art. 8 cpvv. 1 e 2 Cost. fed., il legislatore federale ha voluto che tutti fossero uguali davanti alla legge e quindi che nessuno fosse discriminato per la sua età. Di conseguenza, il legislatore federale ha modificato la sua volontà del 1994 e il Popolo svizzero l'ha accettata nel 1999. La volontà posteriore del legislatore federale del 1998 prevale su quella del 7 ottobre 1994 codificata nell'art. 3 cpv. 1 LAVS.
Da ultimo, secondo l'insorgente, quando la contropartita del versamento di contributi non è la presenza di una rendita che deve coprire adeguatamente il fabbisogno vitale, allora questi contributi non hanno lo statuto di contributi in ambito LAVS, ma vanno considerati come delle imposte ai sensi dell'art. 127 Cost. fed. Poiché in contropartita dei Fr. 17'864,10 egli non riceve alcuna rendita, questi contributi vanno considerati come delle imposte, che però solo la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno il diritto di riscuotere (art. 128 Cost. fed.) e non la Cassa CO 1, che ha ricevuto un pagamento che non aveva il diritto di riscuotere e che deve perciò restituirgli.
1.7. Il 27 aprile 2021 (doc. VII) la Cassa di compensazione si è riconfermata nella risposta di causa, ribadendo che i contributi di Fr. 17'864,10 sono dovuti.
1.8. L'assicurato non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. VIII).
considerato

in diritto
in ordine
2.1. Il ricorrente si è lamentato che la Cassa di compensazione, nella decisione impugnata, non ha preso posizione sulle censure che egli ha sollevato nell'opposizione, perciò è priva di motivazione. A suo dire, l'amministrazione non ha esplicitato i motivi per cui non intende restituirgli i contributi del 2019 di Fr. 17'864,10.
2.2. Per l'art. 29 cpv. 2 Cost. fed., le parti hanno diritto di essere sentite.
Tale diritto ha valenza formale. La sua violazione conduce di massima, indipendentemente dalla fondatezza delle censure di merito, all'accoglimento del ricorso e all'annullamento della decisione impugnata (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17 con rinvio a DTF 137 I 195 consid. 2.2 pag. 197). Il diritto di essere sentito serve da un lato all'accertamento dei fatti e da un altro lato comprende la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione, che interviene a modificare la posizione giuridica dell'interessato, segnatamente se il provvedimento si rivela sfavorevole nei suoi confronti. Egli ha diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti, di esigerne l'assunzione (partecipando alla stessa) e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione. Il diritto di essere sentito, quale diritto di cooperare alla procedura comprende tutte le facoltà, che devono essere concesse a una parte, in modo tale che essa in una procedura possa difendere efficacemente la sua tesi. Perché ciò possa essere realizzato, la parte ha anche il diritto di essere informata previamente e in maniera adeguata dall'autorità sulla procedura per quanto attiene alle tappe decisive per il giudizio. Non è possibile in maniera generale e astratta stabilire in quale misura si estende questo diritto, ma occorre soppesare le circostanze concrete (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17;
135 II 286
consid. 5.1 pag. 293; 135 I 279 consid. 2.3 pag. 282;
DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate
).
Il diritto di essere sentito comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF U 397/05 del 24 gennaio 2007 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
Secondo l'art. 42 LPGA, le parti hanno diritto di essere sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante opposizione. In ogni caso, al più tardi durante la procedura di opposizione l'amministrazione deve dare la possibilità alla parte interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla procedura in forma sufficiente (
DTF 132 V 368
consid. 6 pag. 374). L'audizione delle parti, che costituisce un aspetto del diritto di essere sentito,
non
è necessaria nella procedura d'istruzione che precede l'emanazione di decisioni impugnabili mediante opposizione. La LPGA contiene a questo proposito una regolamentazione esaustiva (
DTF 132 V 368
consid. 6).
Va rammentato che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1; DTF 124 V 180 consid. 4a). Ciò è il caso laddove l'assicurato h
a potuto comprendere la portata della decisione formale e impugnare la successiva decisione su opposizione, confrontarsi con il suo contenuto e proporre le sue censure,
facendo valere le sue ragioni innanzi ad un'autorità giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo
(
DTF 133 I 201 consid. 2.2)
.
Il TCA dispone in effetti di un pieno potere di esame in tal senso (STF 8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA).
Occorre infine ricordare che per giurisprudenza, riproposta ancora nella
STF 8C_482/2018 del 26 novembre 2018 consid. 4.4.2,
una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando la persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento (e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). La prassi ha stabilito anche che si può prescindere da un rinvio della causa all'autorità precedente persino in caso di grave violazione del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se la cassazione della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e in definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non sarebbero compatibili con l' (equivalente) interesse della parte onerata di essere sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; STF 8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti). Giova comunque ricordare che il principio di celerità (art. 52 cpv. 2 e 61 lett. a LPGA), caposaldo della procedura delle assicurazioni sociali, non è preminente e tale da porre in secondo piano il diritto di essere sentito e l'obbligo di chiarire i fatti con la necessaria diligenza (STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1 e STF 8C_210/ 2013 del 10 luglio 2013 consid. 3.2.1 con riferimenti).
2.3. Nell'evenienza concreta, l'amministrazione ha emanato la decisione su opposizione fondandosi sugli artt. 9 LAVS e 17 OAVS per definire il reddito da attività indipendente.
Inoltre, sulla scorta degli artt. 22 e 23 OAVS essa ha determinato i contributi dovuti per l'anno 2019.
Il TCA rileva che, in effetti, la Cassa di compensazione non si è pronunciata sulle considerazioni esposte dall'assicurato nella sua opposizione del 4 novembre 2020 portanti sulla conformità dell'art. 3 cpv. 1 LAVS alla Costituzione federale, e meglio agli artt. 8 cpvv. 1 e 2 e 112 cpv. 2 lett. b e c. Essa ha infatti confermato il principio di versare dei contributi personali sul reddito conseguito che ha accertato presso l'autorità fiscale competente, ma senza addentrarsi nel dettaglio delle singole censure esposte dall'interessato.
In tali circostanze, va riconosciuto, d'un lato, che la spiegazione fornita dall'amministrazione era sufficiente per chiarire l'obbligo dell'assicurato al pagamento dei contributi come persona attiva a titolo indipendente e quindi, pur essenziale, la motivazione del provvedimento era comprensibile all'assicurato.
D'altro lato, malgrado l'amministrazione non si sia pronunciata sulla tesi dell'opponente, il ricorrente ha comunque potuto opporsi al provvedimento in maniera adeguata. La decisione su opposizione apporta comunque una motivazione giuridica a sostegno della tesi della Cassa e pertanto esplica la sua validità.
Va ritenuto che l'insorgente ha potuto esporre la sua posizione in sede di opposizione e successivamente con il ricorso, laddove ha potuto produrre le prove necessarie per far valere i suoi diritti (STF 9C_694/2008 del 7 ottobre 2009).
Inoltre, s
ebbene la decisione su opposizione non abbia esaminato tutte le censure sollevate, le ragioni alla base della soluzione adottata dall'amministrazione erano chiare.
Tutto ben considerato, il
ricorrente ha potuto comprendere la portata della decisione formale, inoltrare opposizione e, successivamente, impugnare la decisione su opposizione ad un'istanza che dispone di pieno potere cognitivo, confrontarsi con il suo contenuto e riproporre le medesime censure (
DTF 133 I 201 consid. 2.2)
.
Pertanto, un'eventuale violazione del diritto di essere sentiti è comunque stata sanata in questa sede (STF 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 127 V 431; STCA 30.2011.11).
Il TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.
nel merito
2.4. Oggetto del contendere è la verifica dell'assoggettamento del ricorrente al pagamento dei contributi AVS/AI/IPG nel 2019 poiché, benché beneficiario di una rendita di vecchiaia dal 2018, ha conseguito un reddito da attività indipendente di Fr. 163'549.-.
2.5. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
Per l'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv.
1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un
'
attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo una serie di spese indicate all'art. 9 cpv. 2 LAVS.
Ai sensi dell'art. 9 cpv. 3 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente e il capitale proprio impegnato nell'azienda sono accertati dalle autorità fiscali cantonali e comunicati alle casse di compensazione
.
Per l'art. 9 cpv. 4 LAVS, le casse di compensazione aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale dei contributi di cui all'art. 8 LAVS, all'art. 3 cpv. 1 LAI e all'art. 27 cpv. 2 LIPG. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100 per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili
.
L'art. 14 cpv. 2 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione e può inoltre stabilire che sul reddito annuo di un'attività lucrativa indipendente esercitata a titolo accessorio, che non superi l'importo della rendita mensile massima di vecchiaia, i contributi siano prelevati soltanto a richiesta dell'assicurato (art. 14 cpv. 6 LAVS).
2.6. I contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).
Per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito secondo il risultato dell'esercizio commerciale chiuso nell'anno di contribuzione e il capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).
Giusta l'art. 22 cpv. 5 OAVS, il reddito non è convertito in reddito annuo.
Le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).
In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).
Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).
Giusta l'art. 25 cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i contributi dovuti per l'anno di contribuzione in una decisione e procedono alla compensazione con i contributi d'acconto pagati.
Per le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente a esse affiliate, le casse di compensazione domandano alle competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie al calcolo dei contributi. L'Ufficio federale emana direttive in merito alle indicazioni necessarie e alla procedura di notifica
(art. 27 cpv. 1 OAVS).
Giusta l'art. 27 cpv. 2 OAVS, le autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno fiscale alle casse di compensazione.
2.7. Va ancora rammentato che a norma dell'art. 17 OAVS, di cui al rinvio dell'art. 9 LAVS, sono considerati reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 LAVS tutti i redditi conseguiti in proprio da un'azienda commerciale, industriale, artigianale, agricola o silvicola, dall'esercizio di una professione liberale o da qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD e gli utili conseguiti con l'alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta l'art. 18 cpv. 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza commerciale giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD.
2.8. Per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid.
2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid.
3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).
Le comunicazioni fiscali sono vincolanti per la cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid.
3;
Käser
, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).
Va a questo proposito rammentato che secondo
la giurisprudenza del TFA, gli atti fiscali sono vincolanti ai fini di stabilire il momento della realizzazione del reddito anche per quanto concerne i lavoratori indipendenti (DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr. 110 pag. 341 segg., consid. 5a).
2.9. Il ricorrente si è lamentato che
gli siano stati richiesti dei contributi in realtà non dovuti poiché, a suo dire, avendo egli già raggiunto l'età del pensionamento nel 2018, i redditi che ha conseguito nel 2019 come indipendente non gli danno diritto a una rendita di vecchiaia. Di conseguenza questa soluzione, derivante dall'art. 3 cpv. 1 LAVS, lederebbe sia il principio dell'uguaglianza di trattamento prevista dall'art. 8 cpv. 1 Cost. fed., sia lo discriminerebbe a causa dell'età in violazione dell'art. 8 cpv. 2 Cost. fed. Inoltre, verrebbe meno il principio previsto dall'art. 112 cpv. 2 lett. b e c Cost. fed. di avere sempre diritto a una rendita di vecchiaia, minima o massima, che copra in modo adeguato il suo fabbisogno.