Decision ID: 76679707-0edb-5035-9b47-1e7297134e70
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 25 maggio 2021 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il
fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'111.45.
B.
All’udienza di discussione del 15 settembre 2021 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 15 settembre 2021 il Pretore ha di-chiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 21 settembre 2021
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di non aver ricevuto la citazione. Accertato
, in base agli atti dell’incarto pretorile, che la raccomandata contenente la citazione all’udienza destinata alla RE 1 era stata ritirata il 21 giugno 2021 alle ore 10:25 da tale PI 1, il
24 settembre 2021 il presidente della Camera ha impartito alla reclamante un termine di dieci giorni per esprimersi al riguardo. Con scritto del 28 settembre 2021, la reclamante ha comunicato di aver preso atto della corretta notifica della convocazione, andata persa in seguito a un disguido interno della società, di cui si è scusata.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 16 settembre 2021, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 26 settembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 27 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato il 21 settembre 2021 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.
2.
Appurato che la citazione all’udienza fallimentare è stata regolarmente notificata alla convenuta (sopra ad D), la sua censura di violazione del diritto di essere sentita va respinta.
3.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del cre-ditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. I presupposti di legge devono essere realizzati e dimostrati al più tardi l’ultimo giorno del termine di reclamo (DTF 136 III 295 consid. 3.2).
Nel caso in esame la reclamante non dimostra la realizzazione di nessuno dei motivi di annullamento del fallimento enumerati dalla legge. Accenna solo alla possibilità di un aiuto dell’_ in caso di sospensione della procedura fallimentare e al versamento di un primo acconto all’istante
“nelle prossime settimane”
. Tuttavia, persino il pagamento integrale del credito dell’CO 1 non avrebbe giustificato l’annullamento del fallimento ove fosse stato effettuato dopo il 27 settembre 2021 (v. sopra consid. 1). Non si disconosce con ciò che la conferma del fallimento possa avere conseguenze dolorose per la convenuta e per i suoi dipendenti, ma la legge va applicata anche nei periodi economici difficili, finché essa non preveda eccezioni (come ad esempio la sospensione delle esecuzioni giusta l’art. 62 LEF durata dal 19 marzo al 19 aprile 2020, v. sentenza della CEF 15.2020.39 del 15 maggio 2020 consid. 4). Il reclamo va pertanto respinto senza necessità di verificare se la solvibilità della reclamante sia verosimile.
4.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato, ritenuto altresì che con la presente decisione la domanda di effetto sospensivo diviene senza oggetto.
5.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.