Decision ID: 802db22d-e964-5c2f-978f-5d095a9e1e59
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_007
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto
A.
RE 1 (1989) presenta disturbi psichici da lungo tempo e risulta fare uso di sostanze stupefacenti fin da quando era ragazzino (solventi chimici e benzina assunti per inalazione, abuso di svariate sostanze). Dal 2011 ha seguito un percorso di disintossicazione presso _ durato circa due anni. È stato poi preso a carico da _ e dal servizio psico-sociale di _ fino al settembre del 2015.
B.
Nel 2016 RE 1 ha subìto il riacutizzarsi della sintomatologia e con decisione 30 novembre 2016 l’Autorità regionale di protezione _ (in seguito Autorità di protezione) ha conferito un mandato a scopo di perizia al Servizio psico-sociale di _ (che aveva già ricevuto diverse segnalazioni da parte della polizia antidroga, dell’Autorità di protezione, del medico di famiglia). In tale ambito è stato deciso un ricovero a scopo di assistenza presso la Clinica _, che si è concluso il 28 dicembre 2016. La perizia del Servizio psico-sociale di _ è stata redatta il 10 gennaio 2017.
C.
Il 24 gennaio 2017 il Pronto Soccorso dell’Ospedale _ ha disposto nei confronti di RE 1 un ricovero a scopo di assistenza per “
scompenso psicotico acuto, pericolosità per terzi
”. Tale ordine è stato confermato da un ordine del medesimo giorno della dr. med. _ della Clinica _.
D.
RE 1 ha presentato il proprio ricorso contro la suddetta decisione presso la Commissione giuridica LASP il 25 gennaio 2017, sostenendo di non essere d’accordo con il ricovero.
E.
In occasione dell'udienza conciliativa preliminare svoltasi il 30 gennaio 2017, RE 1 ha confermato la contestazione del ricovero. L'interessato è stato pertanto sottoposto all'esame peritale della Dr.ssa med. _ dello _, che ha reso il suo referto il 2 febbraio 2017, evidenziando un
“importante disagio psichico in atto
” e auspicando l’esperimento di un esame strumentale, tipo Risonanza Magnetica Nucleare, per indagare su un’eventuale compromissione cerebrale.
Il 2 febbraio 2017, approfittando di un’uscita di mezz’ora dal reparto protetto, RE 1 si è allontanato dalla Clinica _ senza permesso, restando irreperibile fino al 7 febbraio 2017, data alla quale si è presentato alla Polizia cantonale di _ accompagnato dal padre ed è stato riaccompagnato in Clinica.
Tramite decisione del 7 febbraio 2017 la Commissione giuridica LASP ha respinto il ricorso, confermando la decisione di ricovero a scopo di assistenza e precisando, nei considerandi della decisione, l’adeguatezza della durata indicata dalla Clinica _, di tre settimane. Tuttavia, ritenuto che al momento della decisione il paziente era irreperibile già dal 2 febbraio 2017, il successivo ricovero, secondo la Commissione giuridica LASP, sarebbe dovuto durare almeno due settimane “
dal giorno del suo ricollocamento”
in Clinica.
F.
Contro la suddetta decisione RE 1 è insorto presso questa Camera con reclamo del 7 febbraio 2017, sostenendo di non essere pericoloso né per sé stesso né per terzi. Con un ulteriore scritto a questa Camera datato 9 febbraio 2017 il reclamante ha chiesto di poter essere seguìto dal dr. _ e ha indicato di desiderare essere rappresentato dall’avv. _. Egli ha precisato di non aver mai fatto male a nessuno né di aver mai messo in pericolo la sua vita, evidenziando di soffrire molto presso la Clinica _.
G.
Citato per un’udienza il 14 febbraio 2017, l’avv. _ ha precisato che “
in merito all’eventuale assunzione di detto mandato
”, avrebbe avuto modo di parlarne con l’interessato solo dopo il 20 febbraio 2017, essendo assente. Tramite decreto 13 febbraio 2017 questa Camera ha quindi nominato un difensore d’ufficio nella persona dell’avv. _.
H.
Sentito da questo giudice in occasione dell’udienza tenutasi il 14 febbraio 2017 presso la Clinica, il reclamante ha ribadito di opporsi al ricovero a scopo di assistenza e di non aver mai proferito minacce alle autorità.
I.
Con scritto del 14 febbraio 2017 il Presidente supplente della Commissione giuridica LASP, a nome della Commissione, ha annunciato di non avere osservazioni da formulare. I medici della Clinica _ (dr. med. _ e dr. ssa med. _), il medesimo giorno, hanno fornito un aggiornamento sullo stato del reclamante e sulle ulteriori necessità di ricovero.
L.
RE 1 ha replicato in data 16 febbraio 2017 postulando, in accoglimento del reclamo, che la decisione 7 febbraio 2017 della Commissione giuridica LASP sia annullata, che il regime di ricovero coatto sia sciolto e sia dimesso con prescrizione di un adeguato trattamento ambulatoriale presso il medico curante Dr. _. In via subordinata ha chiesto che in caso di un eventuale mantenimento del regime di ricovero coatto venga predisposto da subito il reparto aperto della _.
M.
La Commissione giuridica LASP e i medici della Clinica _ hanno rinunciato ad esprimersi in duplica.

Considerato
in diritto
1.
Ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 8 LOG la Camera di protezione decide, nella composizione di un giudice unico, i reclami contro le decisioni della Commissione giuridica istituita dalla Legge sull’assistenza sociopsichiatrica (LASP) del 2 febbraio 1999 secondo l’art. 439 cpv. 1 CC. In virtù del principio della
lex posterior
, la competenza ricorsuale contro le decisioni della Commissione giuridica LASP va dunque determinata sulla base di tale norma, introdotta dal Parlamento cantonale con effetto dal 1° gennaio 2013, nonostante la mancata abrogazione dell’art. 50 cpv. 3 LASP che prevede ancora la competenza del Tribunale cantonale amministrativo.
Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dalle norme federali (in particolare, dall’art. 450
e
CC) occorre riferirsi alle disposizioni della LASP, benché allo stadio attuale esse non siano ancora state adattate all’assetto giuridico e istituzionale attuale e, in via sussidiaria, alla legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario, come pure alla legge di procedura per le cause amministrative (LPAmm).
2.
La Commissione giuridica LASP, con decisione 7 febbraio 2017 ha respinto il reclamo di RE 1, evidenziando quanto osservato dalla Clinica, e in particolare che il paziente soffre di “
disturbi psichici e comportamenteli dovuti all’uso di cannabinoidi, abuso nocivo (ICD-10GM:F12.1). Disturbo psicotico acuto e transitorio non specificato (ICD-10GM:F61.0)
”. La Commissione giuridica LASP ha poi riportato la diagnosi della perita incaricata, dr.ssa _, che ha indicato “
altre sindromi psicotiche acute prevalentemente delirante (ICD-10:F23.3). Sindrome psicotica prevalentemente delirante, dovuta all’uso di sostanze psicoattive multiple (ICD-10:F19.51). Sindrome psicotica residua o ad esordio tardivo, dovuta all’uso di sostanze psicoattive multiple (soprattutto solventi volatili) (ICD-10:F19.75)
”. La suddetta Commissione ha quindi tenuto conto della conferma da parte della perita della pericolosità per terzi di RE 1 e l’indicazione del “
proseguimento del ricovero per poter titolare la terapia famacologica per permettere la risoluzione del quadro psicotico in atto e soprattutto della pericolosità che allo stato attuale appare chiara
” (cfr. decisione impugnata, pag. 7). L’Autorità di prima istanza ha infine ritenuto di “
far proprie le conclusioni rese dal perito incaricato così come delle osservazioni rese dalla
_
, quanto alla necessità del provvedimento restrittivo adottato nei confronti di RE 1
”, evidenziando la pericolosità dell’interessato (“
i medici curanti, il perito, la stessa ARP _ sono stati destinatari di minacce ad opera di RE 1. Anche il personale di cancelleria della Pretura di _ ha dovuto subire minacce telefoniche
”). Quanto alla durata del ricovero, la Commissione giuridica LASP ha precisato, nei considerandi della decisione, che “
nel caso di specie, deve valere la precisazione dell’art. 429 CC, secondo cui la validità del ricovero coatto ordinato dal medico è limitata alle 6 settimane, sempre che non sussista una decisione di ricovero esecutiva dell’Autorità di protezione degli adulti. Detta durata massima, per il caso di specie, si traduce nella validità della decisione di ricovero coatto fino al 6 marzo 2017
”, concludendo che “
fatto salvo quanto sopra, alla luce del referto reso dal perito dr.ssa
_
e delle osservazioni della _, può essere stimato il mantenimento del ricovero coatto in reparto protetto di RE 1 per un minimo di ulteriori 2 settimane a contare dal giorno del suo ricollocamento in _
” (al momento della decisione, infatti, l’interessato aveva lasciato senza permesso la clinica e non vi aveva ancora fatto rientro).
3.
Nel proprio reclamo, RE 1 ha sostenuto che sarebbe stato vittima di diffamazione (“
dal etta di 8 anni per solventi organici volatili eta esatta 13 anni
”). Egli ha aggiunto che “
mai avuto brevi episodi psicotici acuti con diparazioni visive e uditive ma solo sonnolenza effetto pari della dormia
”. Ha chiesto “
prove verbali di polizia cha statano uno scompenso psicotico acuto con sviluppo paranoico (discriminazione)
”. In merito alla pericolosità per terzi ha sostenuto “
non ho nemmeno un verbale legale che stabilisce i fatti
”. RE 1 ha concluso di non ritenere giusto il ricovero in quanto “
verbalmente e legalmente
” non ha “
mai messo in pericolo nessuno
” e aiuta “
con il cuore le persone bisognose
”. Egli ha chiesto infine di “
essere sentito urgentemente
”, non meritando le discriminazioni e di essere “
classificato per il passato
”.
In sede di udienza, la mattina del 14 febbraio 2017 RE 1 ha circostanziato il suo ricovero a scopo di assistenza, la sua fuga temporanea dalla Clinica _, come pure le sue richieste, ossia l’opposizione al ricovero a scopo di assistenza.
4.
La Commissione giuridica LASP ha dichiarato di non avere osservazioni da formulare al reclamo di RE 1. Il dr. med. _ e la dr.ssa med. _ della Clinica _, nelle loro osservazioni del 14 febbraio 2017, hanno indicato che
“