Decision ID: d7f12f18-fdac-55aa-b265-e503c7cc4b0a
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 3 aprile 2006 il patriziato di Moghegno ha invitato sei imprese di costruzione ad inoltrare un'offerta per i lavori di ripristino della carraia. Il modulo d'offerta chiedeva ai concorrenti di allegare all'offerta anche un
concetto di sicurezza sul cantiere contenente il nominativo del responsabile della sicurezza sul lavoro e la tutela della salute ai sensi dell'art. 3.2 dell'Ordinanza federale sui lavori di costruzione
(pos. 252.110).
In tempo utile sono pervenute al committente le offerte di tre imprese, fra cui quella della ricorrente RI 1 (fr. 135'150.40) e quella della resistente P_ (fr. 107'745.30). A quest'ultima non era allegato un
concetto
della sicurezza sul cantiere, ma soltanto una proposta di
convenzione
per garantire la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute durante i lavori di costruzione.
Valutate le offerte in base ai criteri d'aggiudicazione ed esperita l'analisi dei prezzi dell'offerta inoltrata dalla resistente, il 1° giugno 2006 l'Ufficio patriziale ha deliberato i lavori alla ditta P_.
B. Contro la predetta decisione la ditta RI 1 è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinvio degli atti al committente per nuova decisione.
L'insorgente rileva in sostanza che l'offerta della ditta P_ era incompleta, poiché ad essa non era allegato alcun concetto della sicurezza del cantiere richiesto dal capitolato, ma una semplice proposta di convenzione per garantire la sicurezza sul lavoro.
C. All'accoglimento del ricorso si oppongono il patriziato e l'aggiudicataria, contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi qui appresso.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb. La legittimazione attiva dell'insorgente, partecipante al concorso, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2.
Giusta l’art. 26 cpv. 1 LCPubb, gli offerenti devono inoltrare la loro offerta per iscritto, in modo completo e tempestivo. Il com-mittente, soggiunge la norma (cpv. 2), esclude dalla procedura le offerte tardive o quelle che presentano lacune formali rilevanti.
Vanno inoltre escluse le offerte che non rispondono alle prescrizioni del capitolato, che - notoriamente - costituisce la legge stessa della gara. L'aggiudicazione a condizioni diverse da quelle stabilite dal bando risulterebbe infatti inconciliabile con il principio fondamentale della parità di trattamento, che governa l'intera legislazione sulle commesse pubbliche (cfr. art. 1 lett. c LCPubb; STA 16.3.2005 in re F. SA; STA 22.4.2004 in re A_; STA 3.3.2003 in re L.C. SA; V_, Principali novità introdotte dalla LCPubb, RDAT I-2001, pag. 452, nonché in relazione all'art.
19 cpv. 3 LAPub: Galli/Lehmann/Rechsteiner, Das öffentliche Beschaffungswesen in der Schweiz, n. 408 e 439).
3. Nel caso concreto, il capitolato e modulo d'offerta, alla posizione 252.110, chiedeva ai concorrenti di allegare all'offerta, oltre alle dichiarazioni previste dall'art. 30 RLCPubb, anche un
concetto
di sicurezza sul cantiere contenente il nominativo del responsabile della sicurezza sul lavoro e la tutela della salute ai sensi dell'art. 3.2 dell'Ordinanza federale sui lavori di costruzione. Il documento richiesto doveva in sostanza illustrare l'organizzazione della ditta concorrente, i rischi previsti, le misure adottate per prevenirli e la suddivisione delle responsabilità.
La resistente non ha allegato alla sua offerta alcun concetto di sicurezza sul cantiere. La proposta di convenzione
per garantire la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute durante i lavori di costruzione, che ha allegato senza peraltro specificare il nominativo del responsabile della sicurezza, non può essere assimilata al concetto richiesto. L'offerta era dunque incompleta.
Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, essa non andava tuttavia scartata, poiché la posizione R259.100 del capitolato stabiliva espressamente, che
in caso di mancanza di uno o più documenti citati nella pos. 252.110 il committente li deve richiedere, assegnando un termine perentorio di 5 giorni per procurarli. La mancata presentazione nei termini comporta l'esclusione dell'offerta dalla procedura d'aggiudicazione (art. 34 RLCPubb).
Prescrizione, questa, che il committente non ha ossequiato.
4. Sulla sorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque accolto, annullando la decisione impugnata e rinviando gli atti al committente, affinché, assegnato alla resistente un termine di 5 giorni per produrre il documento mancante, statuisca nuovamente sulle offerte inoltrate.
La tassa di giustizia è suddivisa in parti uguali fra il committente e la resistente.