Decision ID: 2a21773b-7779-535b-8f6a-34b2270cf820
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito delle varie esecuzioni promosse nei confronti di CO 1 l’IS 1 del Distretto di _ ha pignorato l’interessenza spettante all’escusso nella CC 1 composta di CO 1, CO 3, CO 4, CO 5, CO 6
. L’Ufficio ha indicato quali beni appartenenti alla comunione in particolare la quota di comproprietà A di un terzo del fondo n. _ in territorio del Comune di _ e la quota di comproprietà A di due quarti del fondo n. _ sempre a _.
Nel verbale di pignoramento l’Ufficio ha indicato in complessivi fr. 26'398.80 il valore di stima dell’interessenza pignorata.
B.
Avendo i creditori presentato domanda di vendita, il 13 dicembre 2010 l’Ufficio ha convocato tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 RDC per martedì 15 febbraio 2011 alle ore 10.00. A tale udienza nessuna conciliazione è stata raggiunta a causa dell’assenza di tutti gli interessati, ad eccezione del rappresentate del PI 1. Il 15 febbraio 2011, l’Ufficio ha quindi assegnato a tutti gli interessati un termine di 10 giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso (art. 10 cpv. 1 RDC). Nel termine impartito nessuna proposta è pervenuta all’Ufficio.
C.
Il 4 marzo 2011 l’Ufficio ha chiesto a questa Camera la determinazione del modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a CO 1 preavvisando la loro vendita ai pubblici incanti.

Considerato
in diritto:
1.
Dai verbali di pignoramento si evince che sono stati pignorati i diritti spettanti all’escusso nella CC 1 composta di CO 1, CO 3, CO 4, CO 5, CO 6.
2.
La p
rocedura e i modi di realizzazione di una quota in un’eredità indivisa dipendono dall’esistenza di contestazioni in merito ai diritti dell’escusso.
3.
L’Ufficio ha determinato che la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria è di un ottavo e che il suo valore assomma a 26’398.80 (cfr. il verbale di pignoramento e gli atti successivi). Tale accertamento non è stato ritualmente contestato da nessuna delle parti interessate. Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ereditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal Regolamento del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (RDC, RS 281.41), convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 RDC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
4.
Nel caso di specie l’Ufficio ha preavvisato la vendita ai pubblici incanti dei diritti pignorati, precisando che l’intera massa ereditaria è costituita dalla quota di comproprietà A di un terzo della particella n. _ in territorio del Comune di _ e dalla quota di comproprietà A di due quarti del fondo n. _ sempre a _ (cfr. verbali di pignoramento). L’Ufficio ha assegnato alla quota pignorata di pertinenza dell’escusso il valore di fr. 26'398.80
.
Questi dati non sono stati contestati dalle parti interessate alle quali sono stati trasmessi i verbali di pignoramenti e gli scritti 13 dicembre 2010 e 15 febbraio 2011. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché se ne possa ordinare la vendita all’asta, come proposto dall’Ufficio. Infatti la soluzione alternativa dello
scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), appare in concreto inadeguata, visto il valore esiguo dell’attivo da realizzare.
5.
L’istanza è quindi accolta.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).