Decision ID: 132dbf36-88ff-5461-bae8-91efae72ae4c
Year: 2018
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A. La _ SA di _ è una società, costituita nel 1990, il cui scopo consiste nell’allestimento di studi, progetti, consulenze, perizie nel campo dell’ingegneria ed in particolare in quello dell’urbanistica ed ambientale, nonché la realizzazione delle singole componenti esecutive. A partire dal 4 maggio 2009, RI 1 è stato assunto dalla _ SA quale geografo responsabile di progetti.
Con contratto del 19 dicembre 2014, la _ SA di _, che deteneva l’intero capitale azionario della _ SA, costituito da 102 azioni al portatore del valore nominale di fr. 1'000.– cadauna, ha venduto a RI 1 11 azioni, al prezzo di fr. 11'400.– ciascuna. Lo stesso giorno, la _ SA e RI 1 hanno sottoscritto anche un patto di sindacato, che prevede in particolare la trasmissibilità libera delle azioni tra gli azionisti e accorda un diritto di prelazione agli azionisti esistenti rispetto a quelli nuovi. Il patto di sindacato prevede inoltre che, in caso di interruzione del rapporto di lavoro fra la _ SA e RI 1, la _ SA abbia il diritto (ma non l’obbligo) di riacquistare le 11 azioni cedute, “al valore reale delle azioni a quel momento (determinato secondo il metodo utilizzato per stabilire il prezzo delle azioni per la compravendita del 19.12.2014, come da tabella allegata al relativo contratto), dedotto un importo forfetario di fr. 50'000.–”.
B. Notificando a RI 1 e alla moglie RI 2 la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 17 febbraio 2016, l’RS 1 ha aggiunto al reddito dell’attività dipendente del marito (fr. 148'378.–), corrispondente allo stipendio netto erogato dalla _ SA, un importo di fr. 98'289.–, qualificato reddito dell’attività indipendente, ma così giustificato nella motivazione allegata:
Le azioni consegnate gratuitamente o a condizioni preferenziali, la differenza tra il valore venale e il prezzo di consegna al collaboratore costituisce un vantaggio valutabile in denaro e quindi un reddito da attività lucrativa dipendente, soggetto all’AVS, tassabile al momento della consegna delle azioni, ossia al momento dell’acquisizione del diritto.
C. I contribuenti hanno impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 9 marzo 2016, contestando l’imposizione del reddito proveniente dall’acquisto delle azioni della _ SA dalla _ SA. Secondo i reclamanti, la transazione sarebbe avvenuta tra terzi, e non tra persone vicine, ragione per cui si dovrebbe ritenere che sia avvenuta al valore di mercato. A loro avviso, inoltre, il calcolo del valore delle azioni, intrapreso dall’autorità di tassazione e basato sulla Circolare n. 28 della Conferenza svizzera delle imposte, non terrebbe adeguatamente conto del rischio specifico dato dalla piccola taglia dell’azienda e dalla capacità dell’azienda di generare fatturato fortemente dipendente dai consulenti. Inoltre, il valore pattuito fra le parti avrebbe tenuto conto della qualità di azionista minoritario dell’acquirente.
L’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo, con decisione del 26 maggio 2016. Dopo aver constatato come RI 1 sia divenuto membro del consiglio di amministrazione della _ SA dopo nemmeno due mesi dall’acquisto delle azioni, e sottolineato come lo stipendio che percepisce lasci “chiaramente intendere un suo coinvolgimento strategico, dirigenziale, continuo e fattivo nella gestione della società”, l’autorità fiscale si sofferma sui criteri di calcolo del valore delle azioni, previsto dal patto di sindacato per il caso dell’interruzione del rapporto di lavoro fra il reclamante e la _ _. A tale riguardo, osserva che,”il prezzo stabilito in occasione del trapasso del 19 dicembre 2014 non può essere un valore reale poiché calcolato in funzione della cifra d’affari”, mentre nel patto di sindacato “si stabilisce che il valore reale delle azioni si calcola considerando il valore patrimoniale e reddituale della società”. L’autorità di tassazione ritiene inoltre che, se le azioni fossero state vendute a un terzo, non sarebbe stato previsto il pagamento del prezzo in tre rate, con diritto al dividendo prima della fine del pagamento. La conclusione è che la differenza fra il prezzo pagato per le 11 azioni e il loro valore venale costituisce una prestazione valutabile in denaro a favore del collaboratore e come tale va imposta come reddito da attività lucrativa dipendente, secondo gli articoli 16b cpv. 1 LT e 17b cpv. 1 LIFD.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano nuovamente lo stralcio dell’importo di fr. 98'298.– dal calcolo del reddito imponibile. Gli insorgenti affermano dapprima di aver consultato diversi professionisti, prima della firma dei contratti, ricevendone indicazioni dalle quali emergeva, piuttosto che un acquisto di azioni a un prezzo di favore, un’impostazione favorevole al venditore. Lamentano poi una violazione del diritto di essere sentiti, in quanto dalla motivazione della decisione non si capirebbe quali norme siano state applicate e non si fa alcun accenno alla giurisprudenza. In merito alla stima del valore delle azioni, negano che non si sia tenuto conto dei conti del 2013 e del 2014 prima della firma del contratto e contestano il calcolo intrapreso dall’Ufficio di tassazione, basato anche sui conti del 2012, che è stato un anno eccezionale. Secondo gli insorgenti, anche nell’applicazione del diritto l’autorità fiscale sarebbe incorsa in errori, avendo in particolar modo applicato l’art. 17b LT, che concerne il reddito dell’attività lucrativa indipendente e non quella dipendente.

Diritto
1. 1.1.
Secondo l’art. 15 cpv. 1 LT, sottostà all’imposta sul reddito la totalità dei proventi, periodici e unici. Analoga formulazione è prevista dall’art. 7 cpv. 1 della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID).
Come ha ripetutamente sottolineato il Tribunale federale, con riferimento all’art. 16 cpv. 1 LIFD di uguale tenore, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione del reddito netto globale (“Grundsatz der Gesamtreineinkommensbesteuerung”). L’art. 16 cpv. 1 LIFD (e, di riflesso, l’art. 15 cpv. 1 LT) contiene dunque una clausola generale, che è completata, agli articoli da 17 a 23 LIFD (da 16 a 22 LT), da una lista esemplificativa di diverse componenti reddituali e da un elenco tassativo di redditi esenti dall’imposta (DTF 125 II 113 = ASA 67 p. 644 = RDAF 1999 II 385 consid. 4a).
Ne consegue che ogni reddito che non sia esplicitamente dichiarato esente è assoggettato all’imposta.
1.2.
L’art. 17 cpv. 1 LIFD prevede in particolare che siano imposti tutti i proventi di un’attività dipendente, retta dal diritto privato o pubblico, compresi i proventi accessori, quali indennità per prestazioni straordinarie, provvigioni, assegni, premi per anzianità di servizio, gratificazioni, mance, tantièmes, vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di collaboratore e altri vantaggi valutabili in denaro (cfr. la sentenza del Tribunale federale del 3 aprile 2015 n. 2C_618/2014 e 2C_619/2014, in RF 70/2015 pag. 512 = StE 2015 B 22.2 n. 32 = ZStP 2015 n. 9 = RDAF 2015 II 450, consid. 2).
Secondo la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, la nozione di reddito dell’attività lucrativa dipendente deve essere interpretata in senso ampio. Non vi rientra dunque solo la controprestazione pattuita contrattualmente in senso stretto, ma ogni prestazione ricevuta dal contribuente, che presenta con la sua attività una relazione economica tale da far apparire la prestazione come la conseguenza dell’attività e da far ritenere che il contribuente percepisca la prestazione in considerazione della sua attività (sentenza 2A.381/2006 e 2A.382/2006 del 29 novembre 2006 consid. 2.1, in: RDAF 2007 II 106; ASA 78 p. 95, e riferimenti).
1.3.
Anche prestazioni di terzi sono riconducibili al reddito del lavoro, se il contribuente ne beneficia in relazione al rapporto di lavoro, anche se non vi era alcun obbligo in tal senso. È questo il caso dell’acquisto di azioni da una terza persona ad un prezzo di favore, laddove la differenza fra il valore venale e il prezzo di acquisto inferiore è imponibile come reddito (cfr. la sentenza del TF 2C_357/2014 e 2C_358/2014 del 23 maggio 2014, in StE 2016 B 22.2 n. 33, consid. 2.1 e dottrina citata).
Nel caso in cui il gerente di una società anonima abbia acquistato dall’azionista delle azioni della SA, sua datrice di lavoro, ad un prezzo di favore, per stabilire se abbia beneficiato di una donazione o di un reddito imponibile si deve verificare l’esistenza di un nesso economico diretto con il rapporto di lavoro. Assodato che questo è presente, soprattutto alla luce dell’interesse dell’azionista a garantire che l’amministratore continui a gestire con successo la società, si deve concludere per l’esistenza di un reddito dell’attività lucrativa dipendente, anche se la devoluzione non è stata fatta dalla stessa società datrice di lavoro (cfr. la sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Argovia del 29 marzo 2007, in StE 2008 B 22.1 n. 5).
1.4.
Dal 1° gennaio 2013 sono in vigore gli articoli 17a cpv. 1 LIFD, 7c cpv. 1 LAID e 16a cpv. 1 LT, secondo cui sono considerate partecipazioni vere e proprie di collaboratore:
a. le azioni, i buoni di godimento, i certificati di partecipazione, le quote di società cooperative o partecipazioni di altro genere che il datore di lavoro, la sua società madre o un'altra società del gruppo distribuisce ai collaboratori;
b. le opzioni per l'acquisto di partecipazioni di cui alla lettera a.
È considerato datore di lavoro la società, la società del gruppo o lo stabilimento d’impresa, in cui è impiegato il collaboratore. Sono considerati datori di lavoro anche i cosiddetti datori di lavoro di fatto. Si pensi ad esempio al caso nel quale il collaboratore di una società-figlia estera viene inviato presso la società-madre svizzera, la quale si assume i costi del collaboratore. In questo caso, la società-madre svizzera viene considerata quale datore di lavoro di fatto (Circolare n. 37 del 22.7.2013 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, Imposizione delle partecipazioni di collaboratore, n. 2.2, p. 3).
Se la partecipazione è consegnata al collaboratore non dal datore di lavoro ma da una persona fisica (ad es. se proviene dal portafoglio di un azionista) non si tratta di una partecipazione di collaboratore in senso stretto secondo l’articolo 17a LIFD. Si giustifica, per calcolare il vantaggio valutabile in denaro, l’applicazione per analogia delle disposizioni concernenti le partecipazioni di collaboratore (Circolare n. 37 cit., n. 2.3, p. 3 s.).
1.5.
Integrazioni dello stipendio si considerano realizzate dal collaboratore solo quando sono garantite o effettivamente versate dal datore di lavoro. Sono pertanto attribuibili al periodo fiscale in cui il dipendente ha acquistato una pretesa giuridica ferma alla prestazione, indipendentemente dal periodo in cui è stata effettuata la prestazione lavorativa retribuita (cfr. la sentenza del TF 2C_357/2014 e 2C_358/2014 del 23 maggio 2014, in StE 2016 B 22.2 n. 33, consid. 6).
2. 2.1.
Come ricordato, RI 1 è stato assunto dalla _ SA dal 4 maggio 2009, quale geografo responsabile di progetti. In quel momento, presidente e vicepresidente della società erano, rispettivamente, l’ing. _ e l’ing. _. L’ing. _ sarebbe poi diventato amministratore unico nel 2013, con l’uscita dell’ing. _.
Nel 2014 la _ SA di _ deteneva l’intero capitale azionario della _ SA, costituito da 102 azioni al portatore del valore nominale di fr. 1'000.– cadauna. Le azioni della _ SA erano a loro volta detenute dall’ing. _. Il 19 dicembre 2014 sono stati sottoscritti due contratti fra la _ SA e RI 1 Con il primo, la _ SA ha venduto al ricorrente 11 azioni della _ SA, al prezzo di fr. 11'400.– ciascuna. Con il secondo, è stato perfezionato un patto di sindacato, con cui sono state concordate limitazioni nella cedibilità delle azioni della _ SA.
Poco dopo, l’11 febbraio 2015, l’ing. _ è divenuto presidente del consiglio di amministrazione della _ SA, mentre RI 1 è entrato come membro.
2.2.
Nella decisione impugnata, l’autorità di tassazione ha ritenuto che il ricorrente abbia beneficiato di un reddito dell’attività lucrativa dipendente, nella misura in cui ha acquistato per fr. 125'676.– 11 azioni della _ SA, il cui valore venale ammontava a fr. 223'965.–. Secondo il fisco, il contribuente avrebbe avuto un “coinvolgimento strategico, dirigenziale, continuo e fattivo della gestione della società”, della quale, meno di due mesi dopo l’acquisto delle azioni, è diventato membro del consiglio di amministrazione. A comprova della natura di reddito del lavoro del vantaggio a lui riconosciuto, la decisione impugnata sottolinea le peculiari modalità di pagamento del prezzo, convenute dalle parti, con il pagamento di due rate su tre dopo il trasferimento di proprietà delle azioni.
RI 1 contesta la decisione dell’autorità fiscale, negando in particolar modo di aver “beneficiato di un trattamento di favore nella società” e sottolineando come lo svolgimento della trattativa intervenuta fra le parti induca piuttosto a ritenere le condizioni contrattuali favorevoli alla venditrice. A tale proposito, chiede che la Camera di diritto tributario raccolga la testimonianza di _, come pure del fiduciario _ e dell’avv. _, entrambi consultati dal ricorrente durante le trattative. L’insorgente censura poi il calcolo del valore venale delle azioni, su cui si fonda la decisione contestata, lamentando in particolar modo la circostanza che l’Ufficio di tassazione non abbia tenuto conto del fatto che i risultati del 2012 erano del tutto eccezionali. Ritiene inoltre che la decisione si fondi su un errore nell’applicazione del diritto, avendo menzionato disposizioni legali relative al reddito dell’attività lucrativa indipendente.
2.3.
In primo luogo, devono essere esaminate le censure che si riferiscono alla pretesa violazione del diritto di essere sentito. Il diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. è infatti una garanzia costituzionale di natura formale, la cui violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito (DTF 135 I 187 consid. 2.2 e rinvii).