Decision ID: 7d179c1f-3557-548b-bc40-17ea8bb5599d
Year: 2014
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, nubile, vive a _ con la mamma (_, nata nel 1946, divorziata) e il fratello minore (_).
Nella dichiarazione fiscale 2012, la contribuente chiedeva di essere ammessa alla deduzione per persona bisognosa a carico di fr. 5'700.–, spiegando nelle osservazioni allegate che sua madre percepiva unicamente una rendita AVS di fr. 19'128.– e “giocoforza, deve essere aiutata sia dalla sottoscritta, sia da mio fratello _”.
B.
Notificandole la tassazione IC/IFD 2012, con decisione dell’11 settembre 2013, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna negava la postulata deduzione per persona bisognosa a carico, “difettando i requisiti di legge”.
C.
La contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 17 settembre 2013, nel quale sottolineava di prendersi a carico il premio della cassa malati di sua madre (fr. 5'015.– + spese di partecipazione) e le spese di riscaldamento.
L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 2 ottobre 2013 così motivata:
La deduzione è ammessa solo se la persona assistita è effettiva e raggiunge almeno l’importo della deduzione prevista dalla legge. Considerate le entrate nette della madre e il calcolo del minimo d’esistenza, l’aiuto non raggiunge l’importo di fr. 5'700.– previsto dalla deduzione.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario ,RI 1 postula nuovamente la deduzione sociale negata dall’autorità di tassazione. La ricorrente elenca nel dettaglio le singole spese affrontate per soccorrere finanziariamente la madre, con allegazione delle relative ricevute:
cassa malati fr. 5'015.–
spese di partecipazione fr. 680.–
interessi debitori (
1⁄3
) fr. 2'022.–
ass. incendio e manutenzione (
1⁄3
) fr. 2'240.–
riscaldamento e spese accessorie (
1⁄3
) fr. 1'500.–
- affitto pagato fr. 5'400.–
tot. spese sostenute fr. 6'057.–
E.
Nelle proprie osservazioni del 15 novembre 2013, l’autorità fiscale propone di respingere il gravame. Contesta lo stato di bisogno della madre, rilevando in particolare che la stessa già beneficia di una rendita AVS di fr. 19'128.– e che nel corso del 2012 ha rinunciato volontariamente a un diritto di usufrutto di cui beneficiava sull’immobile di _ (donato ai figli dai nonni paterni nel 1998).
F.
Con replica del 26 novembre 2013, la ricorrente afferma che la madre avrebbe rinunciato al suo diritto di usufrutto soprattutto poiché “non era più in grado, viste le sue esigue entrate, di far fronte né alle importanti spese di manutenzione né al pagamento degli interessi ipotecari”.

Diritto
1.
1.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.– franchi a 11'100.– franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.– franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.– franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (
erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person
). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000
, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr. 50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.
2.1.
Come esposto in narrativa, nel caso in esame l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha negato alla contribuente la postulata deduzione per persona bisognosa a carico, in difetto del secondo requisito dello stato di bisogno. Pur ammettendo che la figlia debba verosimilmente soccorrere la madre nelle spese correnti, non ritiene provato che l’importo da lei corrisposto raggiunga almeno l’entità della deduzione prevista per l’imposta catonale (fr. 5'700.–) e per l’imposta federale diretta (fr. 6'500.–).
2.2.
Quanto all’imposta federale diretta, è la stessa ricorrente ad ammettere implicitamente che il suo aiuto economico, quantificato in questa sede in fr. 6'057.–, non raggiunge l’entità della deduzione prevista dall’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD.
D’altra parte, sempre per sua stessa ammissione, la madre ha rinunciato volontariamente, proprio nel corso del 2012, al diritto di usufrutto di cui beneficiava sull’immobile di _ (cfr. istanza di cancellazione del 30 luglio 2012), argomentando che “non era più in grado, viste le sue esigue entrate, di far fronte né alle importanti spese di manutenzione né al pagamento degli interessi ipotecari”. In simili circostanze, nell’elenco delle spese affrontate per suo conto, non si giustifica il computo degli interessi passivi, dei premi assicurativi e delle spese di manutenzione, che la ricorrente quantifica in fr. 4'262.–. Ciò basta per escludere anche uno stato di bisogno che raggiunga almeno l’entità della deduzione prevista dall’art. 34 cpv. 1 lett. b LT. Si aggiunga inoltre che la necessità di mantenere finanziariamente una persona può essere giudicata non soltanto rinviando al minimo d’esistenza valido in materia esecutiva, ma anche optando per un criterio maggiormente schematico (
Locher
, op. cit., n. 59 ad art. 35 LIFD, p. 883). Sull’esempio di quanto fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito al di sopra del quale il bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr. 16'000.– e addirittura fr. 13'000.– (cfr. punto 1.3.), la madre della ricorrente non andrebbe comunque giudicata indigente, potendo usufruire di una rendita AVS annua di fr. 19'128.–. Anche per questa ragione, la decisione dell’autorità di tassazione va pienamente confermata.
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.