Decision ID: 17b810d9-830c-57b3-b606-83c77a840387
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1968, di formazione aiuto medico, da ultimo attiva quale insegnante specialista a tempo pieno presso una _, a seguito dei postumi di una caduta a cavallo avvenuta nel 1999 è stata posta al beneficio di una rendita intera temporanea dal 1° agosto 2006 al 31 luglio 2008 (cfr. decisione del 23 aprile 2009, doc. 23 incarto AI).
1.2. A seguito di un peggioramento dello stato di salute, nel mese di aprile 2014 l’assicurata ha presentato una nuova richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. 26 incarto AI). Raccolta la documentazione medica, l’Ufficio AI ha incaricato il SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) di procedere ad una perizia pluridisciplinare. Nel relativo rapporto 8 agosto 2016 i periti hanno valutato una totale inabilità lavorativa nell’abituale professione dal 1° maggio 2013. In attività adeguate l’incapacità lavorativa è stata ritenuta del 100% dal 1° maggio 2013 al 17 aprile 2014, del 100% dall’8 gennaio 2015 e del 20% dal 1° aprile 2015 (doc. AI 199). La perizia è stata confermata con rapporti finali del SMR del 9 agosto 2016 e 22 marzo 2017 (doc. 117 e 138 incarto AI).
Ritenuti non attuabili provvedimenti professionali (cfr. rapporti 21 novembre 2016 e 23 maggio 2017 del consulente in integrazione professionale; doc. 126 e 142 incarto AI), con preavviso 30 maggio 2017 l’Ufficio AI, in applicazione del metodo ordinario di calcolo dell’invalidità (cfr. doc. 141 e 141 incarto AI), ha proposto di riconoscere il diritto a mezza rendita dal 1° maggio 2014 e a tre quarti di rendita dal 1° luglio 2015, precisando che il versamento della rendita potrà avvenire solo dal 1° ottobre 2014, ossia al più presto dopo sei mesi dall’inoltro della domanda di rendita (30 aprile 2014) conformemente all’art. 29 cpv. 1 LAI (doc 143 incarto AI).
Con osservazioni 31 luglio 2017 l’assicurata, tramite il suo legale, contestando la valutazione medico-teorica dei periti SAM e sostendendo il diritto ad una rendita intera, ha trasmesso uno scritto del suo psicologo curante (doc. 159 incarto AI).
Dopo aver sottoposto il succitato scritto all’esame del SMR, il quale non ha rilevato dati clinici comprovanti una sostanziale modifica dello stato di salute rispetto alle conclusioni del SAM (cfr. annotazioni del 9 agosto 2017, doc. 161 incarto AI), con decisione del 6 settembre 2017 l’Ufficio AI ha confermato il diritto ad una mezza rendita dal 1° maggio 2014 (con versamento della prestazione dal 1° ottobre 2014) ed a tre quarti di rendita dal 1° luglio 2015 (doc. 166 incarto AI).
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso chiedendo in via principale il riconoscimento di una rendita intera dal 1° aprile 2015 e, in via subordinata, di tre quarti di rendita, entrambe dal 1° aprile 2015. In via ulteriormente subordinata ella ha chiesto il rinvio degli atti all’Ufficio AI per una nuova valutazione della capacità lavorativa, stante il comprovato suo peggioramento psico-fisico.
Contestata è la perizia pluridisciplinare, ritenuta lacunosa, in particolare la valutazione psichiatrica in quanto superata da un peggioramento della componente extra somatica. Parimenti contestato è l’accertamento peritale relativo ai dolori al ginocchio destro.
Dal punto di vista economico, l’assicurata ha contestato l’entità delle riduzioni del reddito da invalida.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione contestata, ritenendo corretta sia la valutazione medico-teorica che la definizione del grado d’invalidità.
1.5. Il 18 dicembre 2017 l’assicurata ha prodotto un rapporto del suo psichiatra curante (X).
Sottoposto tale documento all’esame del SMR con osservazioni 12 gennaio 2018 l’Ufficio AI, confermando la valutazione del SAM, ha individuato un peggioramento successivo all’emissione della decisione contestata e quindi non rilevante ai fini del giudizio (XII).
Con scritto 24 gennaio 2018 la ricorrente sostiene invece un peggioramento intervenuto prima della decisione impugnata (XIV).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il diritto ad una mezza rendita dal 1° maggio 2014, aumentata a tre quarti di rendita dal 1° luglio 2015 oppure, come da richiesta ricorsuale, ad una rendita intera, eventualmente tre quarti di rendita, dal 1° aprile 2015.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Qualora l'amministrazione entri nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in Schaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
In particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI).
2.4. Nella presente fattispecie, dopo aver proceduto ad un aggiornamento della situazione medica, l’Ufficio AI ha incaricato il SAM di eseguire una perizia pluridisciplinare.
Dal referto datato 8 agosto 2016 (doc. 119 incarto AI) risulta che i periti hanno fatto capo a consultazioni specialistiche esterne: psichiatrica (dr. med. _), reumatologica (dr. med. _) e neurologica (dr. med. _). Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e degli accertamenti eseguiti presso il citato centro, i periti del SAM hanno posto le seguenti diagnosi:
" (...)
5 DIAGNOSI
5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:
Sindrome cervico-lombovertebrale con componente spondilogena cronica, in:
- disturbi statici del rachide (appiattimento della dorsale, iperlordosi lombare, scoliosi sinistro-convessa dorsale, destro-convessa lombare);
- spondilartrosi lombari plurisegmentali;
- decondizionarnento e sbilancio muscolare;
obesità.
Periartropatia omeroscapolare con sintomatologia di attrito bilaterale.
Dolori cronici alla caviglia sin., in:
- esiti da distorsione della caviglia sin. nel dicembre 1999;
- esiti da foraggi chirurgici nel 2000, 2001, 2004, condroplastiche nel 2006-2007;
- esiti da osteotomia del malleolo interno con plastica di spongiosa, plastica periostale e reosteosintesi, il 7.2.2006;
- esiti da sinovialectomia parziale, microfratturazione del tala mediale, asportazione di vite dal malleolo interno, release tendinea nella zona cicatriziale del malleolo laterale, il 21.8.2006;
- esiti da revisione, artrotomia, asportazione di osteofiti dal tala sin, mediale dorsale, sinovialectomia dorsale parziale, il 12.2.2007;
- esiti da impianto di protesi tibiotarsica sin, del tipo Mobility per artrosi tibiotarsica secondaria sin., il 29.5.2013;
- esiti da cambio di protesi tibiotarsica sin. (Hintegra) per scollamento della componente tibiale e impingement submalleolare, il 9.1.2015;
- obesità.
Dolore neuropatico sul territorio sensitivo distale dei nervi peroneo e tibiale a sin, con danno neurogeno assonale di entrambi.
Reazione depressiva su disturbo dell'adattamento (ICD-10, F43.20).
5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
Tendenza fibromialgica (7 su 18 punti fibromialgici positivi). (...)” (pag. 392-393 incarto AI)
Riportate le singole conclusioni dei diversi specialisti esterni (cfr. perizia punto no. 6), dopo una dettagliata ed esaustiva discussione globale, ritenute invalidanti le affezioni psichiatriche reumatologiche e neurologiche, riportate le singole limitazioni, i periti hanno concluso per una totale inabilità nella precedente attività svolta dal 1° maggio 2013 (cfr. perizia punto no. 8.1).
In attività adeguate, rispettose delle limitazioni esposte sopra, i periti hanno concluso per un’inabilità del 100% dal 1° maggio 2013 al 16 aprile 2014 e dall’8 gennaio 2015 al 31 marzo 2015, del 20% dal 1° aprile 2015 da intendersi come riduzione di rendimento sull’arco dell’intera giornata (cfr. perizia punto 9.1.2).
Nell’ambito delle osservazioni al progetto di decisione del 30 maggio 2017 l’assicurata, contestando le conclusioni peritali del SAM, ha prodotto il rapporto 14 luglio 2017 dello psicologo curante dott. _ (pag. 562 incarto AI).
Ritenuto che tale certificato “non è atto a comprovare una sostanziale modifica dello stato dell’assicurata rispetto alla valutazione del SAM” (cfr. annotazioni 9 agosto 2017 del SMR in doc. 162 incarto AI), con la decisione contestata l’Ufficio AI ha confermato la valutazione medico-teorica della perizia pluridisciplinare.
Con il presente ricorso l’assicurata, definendo lacunosa la perizia SAM, contestata in particolare la valutazione operata dai periti reumatologici e psichiatrici, rileva inoltre un peggioramento delle condizioni di salute che non le permettono di conseguire un reddito da invalida.
2.5. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Nella DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).