Decision ID: 664ebf58-dcf5-5394-b9f2-f95101eb4204
Year: 2017
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, nata nel _, divorziata, è attualmente alle dipendenze della _ e per il periodo fiscale 2014 ha conseguito un reddito annuo di fr. 41'643.-. Il 15.5.2015 l’Ufficio esazioni e condoni (UEC) si è rivolto a RI 1 relativamente agli attestati di carenza beni delle imposte cantonali e federali dirette 1997-98 con lo scopo di regolarizzare la sua posizione e valutare una proposta di pagamento degli scoperti. Il 15.9.2015 l’UT di _ trasmetteva alla contribuente il riparto tra coniugi per i periodi fiscali dal 1999 al 2002. Con diffida di pagamento 18.10.2015 l’UEC impartiva alla contribuente un termine di 10 giorni entro il quale pagare l’insieme delle imposte cantonali e federali 1999 – 2002 per un ammontare complessivo di fr. 37'806.05.
Con domanda 12.11.2015 la contribuente ha postulato il condono delle imposte comunali, cantonali e federali dal 1997 al 2002, che venivano da lei cifrate complessivamente in fr. 84'396.25. La contribuente, vista la sua disponibilità finanziaria mensile si riteneva impossibilitata nel far fronte ad un così importante debito fiscale arretrato.
B.
Con decisioni 10.12.2015 l’UEC respingeva la domanda di condono presentata da RI 1. Dopo aver ricapitolato che le imposte dovute erano la quota parte degli importi relativi a periodi fiscali in cui era ancora sposata, l’UEC ha precisato che le procedure d’incasso nei confronti dell’ex marito erano sfociate in attestati di carenza beni. L’autorità indicava l’attuale situazione finanziaria della contribuente, rilevando come le entrate fossero di fr. 3'499.- e le spese fossero di fr. 3'094.- sicché la disponibilità mensile era pari a fr. 405.-. A suo nome risultava pure immatricolata un’autovettura _ del 2009. L’UEC stabiliva come, vista la situazione presa nel suo insieme, tenuto pure conto della disponibilità mensile e considerati i redditi stabiliti nei periodi fiscali di cui veniva chiesto il condono, non si ravvisassero nel caso concreto le condizioni previste dal legislatore per la concessione del condono.
C.
Il 30.12.2015 RI 1 presentava reclamo avverso le decisioni 10.12.2015, con le quali era stata respinta la sua domanda di condono per la sua quota parte delle imposte cantonali, comunali e per l’imposta federale diretta per i periodi 1999-2002. La reclamante, patrocinata dall’avv. RA 1 contestava la disponibilità mensile di fr. 405.-, ritenendo il ragionamento operato dall’UEC errato, arbitrario nonché contrario al diritto federale e cantonale. Specificava che al momento del divorzio il marito si era assunto, in sede civile, l’onere di corrispondere tutte le imposte rimaste insolute. La reclamante, richiamando la giurisprudenza di questa Camera, riteneva che nel suo caso esistesse una situazione di bisogno e che vi fossero delle conseguenze oltremodo gravose legate al pagamento del debito fiscale. RI 1 riteneva che il debito fiscale non potesse essere estinto entro un termine ragionevole. Motivo per cui, oltre alla situazione di bisogno riteneva anche sussistere quella del grave rigore. Secondo l’insorgente, per far fronte al debito fiscale, con una disponibilità mensile di fr. 405.- occorrerebbero 17 anni.
D.
Con decisioni 4.3.2016 l’UEC respingeva il reclamo presentato da RI 1. L’autorità riconosceva che la disponibilità mensile fosse insufficiente per far fronte al debito d’imposta in un tempo ragionevole, tuttavia la decisione era stata adottata valutando la situazione nel suo insieme.
In particolare l’autorità riteneva:
“Al momento della sottoscrizione della convenzione di separazione la signora RI 1 ha accettato che il marito si assumesse il pagamento dell’intero debito d’imposta, ben sapendo che il marito era nullatenente e che ella era debitrice limitatamente alle imposte a suo carico. Infatti nel 2002 erano già stati allestiti i riparti quote coniugi per gli anni 1997/1998, proprio perché le procedure avviate nei confronti del marito erano risultate infruttuose. Per tali imposte la contribuente ha subito le procedure esecutive che si sono concluse con il rilascio degli attestati di carenza beni
”.
L’UEC precisava anche come le convenzioni concluse tra privati non fossero opponibili all’autorità fiscale. Motivo per cui in applicazione degli art. 12 LT e 13 LIFD RI 1 rimaneva debitrice delle imposte non pagate.
L’autorità precisava inoltre che, dall’estratto dell’Ufficio esecuzioni di _, risultavano attestati carenza beni per complessivi fr. 33'870.60. L’istanza di condono veniva respinta poiché il condono delle sole imposte 1999/2002 non avrebbe risanato comunque la situazione debitoria complessiva.
E.
Con ricorso 17/18.3.2016 RI 1 impugna la decisione su reclamo dell’UEC relativa alla sua istanza di condono. La ricorrente fa valere come dell’ammontare di fr. 33'870.60 in attestati carenza beni, ben fr. 29'358.10 siano relativi a tasse federali, cantonali e comunali arretrate. Con il condono d’imposta richiesto, secondo la ricorrente, la sua situazione debitoria si troverebbe sicuramente risanata.
La ricorrente, precisa anche, in merito al riparto quote:
“Prima di tutto nell’ambito della domanda di condono agli atti (allegata alla raccomandata 12 novembre 2015, doc richiamati), veniva espressamente richiesto il condono delle imposte comunali/cantonali/federali per gli anni dal 1997 al 2002. L’ufficio esazione e condoni invece si ostina a trattare unicamente gli anni 1999/2002, quando la domanda è omnicomprensiva anche degli anni precedenti. Oltre a ciò, poi l’ufficio omette di indicare che alla signora RI 1 è stata intimata la ripartizione delle quote coniugi unicamente per il periodo 1997-1998 a suo tempo, e come meglio emerge dal doc. E (...). Mentre il riparto per gli anni 1999-2000 e 2001-2002 è stato intimato alla ricorrente in data 15 settembre 2015, ossia ben 16 anni dopo il primo periodo d’imposta considerato (1999-2000) e 14 anni dopo il secondo periodo d’imposta considerato (2001-2002)”.
Per il resto la contribuente si riconferma nelle tesi ricorsuali già espresse in sede di reclamo e ritiene come le condizioni per riconoscerle il condono d’imposta siano date nel caso concreto.
F.
Con scritto 23.11.2016 la Camera di diritto tributario richiede all’UEC se per il debito d’imposta relativo al periodo 1999 – 2002 siano state avviate delle procedure esecutive nei confronti di RI 1. Nel medesimo scritto di richiesta di complemento viene parimenti postulato l’ottenimento dell’indicazione della data di crescita in giudicato delle decisioni relative ai periodi fiscali indicati, e sulla base dei quali sono stati allestiti i riparti tra marito e moglie intimati il 15.9.2015.
G.
Con risposta 25.11/1.12.2016 l’UEC precisa che per le imposte cantonali e federali 1999/2002 erano state avviate delle procedure esecutive nei confronti non di RI 1, bensì del marito, sfociate in otto attestati di carenza beni a nome di quest’ultimo.
Le date di crescita in giudicato delle decisioni erano le seguenti:
-
per le imposte 1999/2000: la decisione di tassazione era del 31.1.2000 [cresciuta in giudicato il 2.3.2000];
-
per le imposte 2001/2002: la decisione di tassazione era del 15.7.2002 [cresciuta in giudicato il 15.7(8).2002].

Diritto
1.
1.1.
A far tempo dal 1.1.2016 è entrata in vigore la nuova Legge federale sul condono dell’imposta (RU 2015 7). Scopo principale di questa legge è la delega integrale ai Cantoni della competenza di giudicare le domande di condono dell’imposta federale diretta. Con la Legge federale concernente il condono dell’imposta, i Cantoni diventano gli unici responsabili per l’esame di (tutte) le domande di condono concernenti l’imposta federale diretta. Con questa nuova legge sono state modificate alcune disposizioni dell’Ordinanza sul condono d’imposta (RS 642.121). Sono state inserite nella Legge sull’imposta federale diretta (LIFD, RS 642.11) delle disposizioni che prima si trovavano nell’ordinanza, per esempio per ciò che attiene ad alcuni motivi di diniego del condono dell’imposta elencati nel nuovo art. 167a LIFD, come anche le cause concernenti la situazione di bisogno, così come i diritti e gli obblighi procedurali del richiedente (art. 167d LIFD) (
Vorpe
, Novità legislative nel campo del diritto tributario, RtiD II-2015, p. 515 ss.).
1.2.
L’autorità competente a statuire sulle domande di condono in materia di imposte cantonali (art. 22 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria ticinese) e di imposte federali dirette (per somme inferiori a fr. 25'000.–; cfr. art. 4 dell’Ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta, RS 642.121; art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 10.2.5.1) è l’Ufficio esazione e condoni.
Dal 1° gennaio 2009, in virtù della nuova garanzia della via giudiziaria prevista dall’art. 29a Cost. fed., le sue decisioni sono impugnabili dinanzi a questa Camera (art. 246 cpv. 3 LT e 5a del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta per l’imposta federale diretta).
1.3.
La domanda tesa al condono dei debiti d’imposta per i periodi fiscali 1997 – 2002 è stata presentata all’autorità preposta prima del 1° gennaio 2016. La prima decisione in merito all’istanza di condono è datata 10.12.2015 ed è stata impugnata dalla contribuente con reclamo all’UEC.
Secondo l’art. 205e cpv. 2 LIFD (applicabile per analogia anche in materia di imposte cantonali e comunali secondo l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994 [RLT; RL 10.2.1.1.1], nella versione in vigore dal 1.1.2016), la procedura di reclamo e la procedura di ricorso contro le decisioni pronunciate prima dell’entrata in vigore della modifica del 20 giugno 2014 sono rette dal diritto anteriore.
Alla procedura di condono è pertanto applicabile il vecchio diritto.
2.
2.1.
Va preliminarmente rilevato che la contribuente ha richiesto il condono delle imposte per il periodo 1997 – 2002. L’UEC si è espresso unicamente per le imposte 1999 – 2002. Ne deriva che non sussiste alcuna decisione di condono in merito al periodo 1997-1998.
La Camera esaminerà unicamente i periodi oggetto delle decisioni di condono, sui quali l’UEC si è espresso.
2.2.
D’acchito si rileva come per tutti i periodi per i quali è stato richiesto il condono e oggetto della decisione impugnata, ossia dal 1999 al 2002, sono stati emessi degli attestati carenza beni nei confronti dell’ex marito, come si evince dagli atti all’incarto.
Nei confronti della moglie non è invece stata avviata alcuna procedura esecutiva.
Bisogna pertanto analizzare se la procedura esecutiva nei confronti del marito abbia sortito effetti giuridici anche per la posizione della moglie nei confronti del fisco, in particolare per quanto attiene alla prescrizione della riscossione dei crediti fiscali.
2.3.
L’art. 12 cpv. 1 LT e l’art. 13 LIFD stabiliscono che i coniugi non separati legalmente o di fatto rispondono solidalmente dell’imposta complessiva. Tuttavia, ciascun coniuge risponde della sua quota nell’imposta complessiva quando uno di essi è insolvibile (oppure, solo per il diritto cantonale, ne fa richiesta scritta, all’autorità fiscale, entro trenta giorni dall’intimazione della tassazione). Inoltre i due coniugi rispondono solidalmente per la parte di imposta complessiva inerente al reddito e alla sostanza dei figli.
Il capoverso 2 degli articoli 12 LT e 13 LIFD prevede che la responsabilità solidale dei coniugi separati legalmente o di fatto decada anche per tutti gli ammontari di imposta ancora dovuti.
Per il capoverso 5 dell’art. 12 LT, in caso di decadenza della responsabilità solidale dei coniugi le singole quote d’imposta sono determinate secondo le norme procedurali relative alla tassazione ed al riparto intercomunale. Sono pure dati i rimedi giuridici degli articoli da 206 a 208 e da 227 a 231.
Dal profilo procedurale, secondo l’art. 186 cpv. 1 LT e l’art. 113 cpv. 1 LIFD, i coniugi non separati legalmente o di fatto esercitano in comune i diritti e i doveri procedurali spettanti al contribuente secondo la legge.
2.4.
2.4.1.
Il Tribunale federale ha avuto modo di esprimersi in una sentenza non pubblicata (n. 2C_58/2015 del 23.10.2015, in RF 71/2016 p. 365) in merito alla responsabilità solidale dei coniugi per il pagamento delle imposte ed anche agli effetti di attestati di carenza beni spiccati unicamente nei confronti di uno di essi.
2.4.2.
La Suprema Corte ha indicato, nell’ambito dell’imposta federale diretta, che il reddito di coniugi non separati legalmente o di fatto è cumulato, qualunque sia il regime dei beni (art. 9 LIFD). In tale situazione, i coniugi esercitano in comune i diritti e i doveri procedurali spettanti al contribuente (art. 113 LIFD). Secondo l’art. 13 cpv. 1 prima frase LIFD, i coniugi non separati legalmente o di fatto rispondono solidalmente dell’imposta complessiva. La LIFD non regola espressamente gli effetti di questa solidarietà tra coniugi. Per tale ragione bisogna applicare le regole generali del diritto delle obbligazioni.
I coniugi devono essere considerati come debitori solidali passivi, poiché entrambi, per effetto della legge, sono personalmente debitori nei confronti dello Stato. Rispondono ognuno per l’intero debito fiscale. Di conseguenza il creditore può, a sua scelta, esigere da entrambi oppure da uno di loro l’esecuzione integrale oppure parziale dell’obbligazione.
La solidarietà prende fine
ex lege
o quando i coniugi si separano legalmente o di fatto (art. 13 cpv. 2 LIFD) o quando uno dei due è insolvibile (art. 13 cpv. 1 seconda frase LIFD). Nei casi di separazione, il momento della separazione o del divorzio determina il momento dell’estinzione della solidarietà. L’insolvibilità deve essere riconosciuta dal momento in cui sono stabiliti degli elementi che attestano l’incapacità durevole del debitore di adempiere i propri obblighi finanziari, per esempio un sovraindebitamento completo, l’esistenza di attestati di carenza beni, l’apertura del fallimento oppure la conclusione di un concordato con abbandono dell’attivo.
2.4.3.
Nel caso esaminato dal Tribunale federale, erano stati rilasciati, a carico del marito della ricorrente, degli attestati di carenza beni che facevano riferimento all’art. 115 LEF e menzionavano che presso il debitore non erano stati ritrovati beni pignorabili. Gli stessi valevano come attestati di carenza beni definitivi (art. 115 cpv. 1 e 149 LEF) e come tali erano stati riconosciuti sufficienti per riconoscere l’insolvibilità del marito della ricorrente ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LIFD. L’Alta Corte ha quindi indicato che il fisco aveva saputo di tale circostanza – ossia dell’insolvibilità del marito – dal momento della ricezione degli attestati di carenza beni. A tale momento era venuta meno la solidarietà fiscale dei coniugi.
Nella fattispecie oggetto della decisione 2C_58/2015, la ricorrente aveva censurato dinanzi al TF la violazione dell’art. 149a LEF, nella misura in cui i giudici cantonali avevano stabilito che il termine di prescrizione di 20 anni di un credito constatato da un attestato di carenza beni si applicasse anche ad un debitore solidale. La ricorrente sosteneva invece che fosse intervenuta la prescrizione
ex
art. 121 LIFD.
La Suprema Corte svizzera ha ricordato che, secondo l’art. 149a LEF, il credito accertato mediante un attestato di carenza di beni si prescrive in venti anni dal suo rilascio. Nel caso di specie, il rilascio degli attestati di carenza beni definitivi aveva messo fine alla solidarietà tra coniugi, conformemente alla disposizione di cui all’art. 13 cpv. 1 LIFD. I Giudici federali hanno stabilito che il rilascio degli ACB nei confronti del marito (unico debitore escusso) non poteva far decorrere un termine di prescrizione di 20 anni anche nei confronti di quest’ultima, che non era la debitrice escussa. I giudici federali hanno quindi ritenuto come non si potesse applicare il termine di prescrizione di cui all’art. 149a cpv. 1 LEF anche nei confronti della moglie. Sono quindi i termini di prescrizione ordinari indicati nella LIFD a rimanere applicabili (sentenza n. 2C_58/2015 del 23.10.2015 consid. 6.1).
2.4.4.
In materia di IFD la prescrizione del diritto di riscossione è previsto all’art. 121 LIFD. Secondo l’art. 121 cpv. 1 LIFD, i crediti fiscali si prescrivono in cinque anni dalla crescita in giudicato della tassazione (prescrizione relativa). A norma dell’art. 121 cpv. 3 LIFD, il diritto di riscossione si prescrive, in ogni caso, in dieci anni dalla fine dell'anno in cui la tassazione è cresciuta in giudicato (prescrizione assoluta). La prescrizione è sospesa oppure interrotta alle condizioni previste agli artt. 120 cpv. 2 e cpv. 3 LIFD (art. 121 cpv. 2 LIFD). Un nuovo termine di prescrizione inizia a decorrere con ogni atto ufficiale inteso all’accertamento o alla riscossione del credito fiscale, comunicato al contribuente o al corresponsabile dell’imposta. Fintantoché la solidarietà fiscale dura, ogni misura del diritto esecutivo diretta contro un debitore fa scattare un nuovo termine di prescrizione anche nei confronti della persona solidalmente responsabile (cfr. l’art. 121 cpv. 2 LIFD che rinvia all’art. 120 cpv. 3 lit. a LIFD). Lo stesso ACB costituisce uno di questi atti, sebbene metta fine, per il futuro, alla solidarietà fra i coniugi (sentenza n. 2C_58/2015 del 23.10.2015 consid. 6.2).
L’Alta Corte ha parimenti stabilito che dopo il rilascio dell’attestato di carenza beni, unicamente gli atti diretti contro la ricorrente dovevano essere presi in considerazione per la prescrizione dei debiti fiscali della ricorrente (sentenza TF 2C_58/2015 del 23.10.2015 consid. 6.3).
3.
3.1.
Dagli atti risulta che l’UEC ha scritto alla qui ricorrente il 15.5.2015 indicando come risultassero per le imposte cantonali e federali dirette 1997/1998 due attestati di carenza beni emessi il 28.11.2002, numerati 912899 e 912900, per rispettivi fr. 11'805.10 e 5'166.70. L’UEC richiedeva il pagamento degli importi in questione entro 30 giorni. In caso di mancato pagamento, indicava alla ricorrente di non escludere la riattivazione delle procedure d’incasso tramite la via esecutiva.
3.2.
Il 15.9.2015 l’UT di _ ha intimato il riparto tra marito e moglie per le imposte cantonali e federali dirette per gli anni 1999 – 2002.
Il 29.10.2015 il Comune di _ ha per sua parte trasmesso a RI 1 il riparto tra marito e moglie per le imposte comunali 1999 – 2002.
3.3.
Per le imposte 1999 – 2002, questa Camera ha richiesto all’UEC informazioni in merito all’avvio di procedure esecutive nei confronti della qui ricorrente.
Mediante scritto 25.11.2016 agli atti, l’UEC ha indicato come per le imposte cantonali e federali dirette per il periodo 1999 – 2002 nei confronti di RI 1 non fossero state avviate procedure esecutive. Le procedure esecutive si erano svolte nei confronti dell’ex coniuge, _.
In allegato alla missiva, l’UEC inviava parimenti gli attestati di carenza beni rilasciati nei confronti dell’ex marito.
3.4.
Come visto, nella citata sentenza del Tribunale federale (n. 2C_58/2015 del 23.10.2015, in RF 71/2016 p. 365), viene indicato che la solidarietà fra coniugi viene meno dal momento in cui viene rilasciato nei confronti di uno di essi un attestato di carenza beni.
Ora, il primo attestato carenza beni emesso nei confronti del marito è del 12.12.2001 (per l’imposta cantonale 2000), i secondi (in ordine di rilascio) sono del 22.2.2002 (imposta federale ed imposta cantonale 1999).
Negli ACB rilasciati viene espressamente indicato:
“L’Ufficio non ha accertato presso il debitore beni pignorabili e non ha potuto procedere ad un pignoramento di salario”.
3.5.
Ora, seguendo il ragionamento proposto dal Tribunale federale, questa Camera ritiene che al 12.12.2001, ossia il giorno dell’emissione del primo attestato carenza beni nei confronti del marito, fosse venuta meno la solidarietà tra coniugi. Gli attestati di carenza beni emessi solo nei confronti del marito non fanno decorrere un termine di prescrizione di 20 anni anche nei confronti della moglie, che non era la debitrice escussa. In altri termini, non è applicabile il termine di prescrizione di cui all’art. 149a LEF, ma quelli ordinari di cui alla LIFD e alla LT.
3.6.
La decisione relativa alle imposte 1999/2000 è cresciuta in giudicato il 2.3.2000, quella inerente il periodo 2001/2002 è cresciuta in giudicato il 15.7(8).2002.
Il riparto tra coniugi per le imposte 1999 – 2002 è stato intimato loro il 15.9.2015.
Nessuna procedura esecutiva è stata intrapresa nei confronti della qui ricorrente. Non sono stati emessi degli attestati carenza beni nei suoi confronti per il periodo fiscale 1999 – 2002.
3.7.
In applicazione dell’art. 121 cpv. 3 LIFD, il diritto di riscossione si prescrive, in ogni caso, in dieci anni dalla fine dell’anno in cui la tassazione è cresciuta in giudicato.
Di egual tenore l’art.194 cpv. 3 LT.
3.8.
Nel caso che qui ci riguarda, che si riferisce alla posizione della qui ricorrente, per le imposte 1999 - 2002 risulta pacifico come sia intervenuta la prescrizione assoluta del diritto di riscossione.
Come indicato dall’UEC le decisioni di tassazione sono cresciute in giudicato rispettivamente il 2.3.2000 ed il 15.7(8).2002.
Per le imposte 1999/2000 la prescrizione assoluta del diritto di riscossione è intervenuta a fine 2010. Per le imposte 2001/2002 la prescrizione assoluta del diritto di riscossione è intervenuta a fine 2012.
3.9.
Stando così le cose, la decisione emessa dall’UEC in merito alla domanda di condono per le imposte cantonali, federali dirette, e comunali per il periodo 1999 – 2002 deve essere annullata per intervenuta prescrizione del diritto di riscossione.
3.10.
In relazione al periodo fiscale 1997 – 1998 l’UEC dovrà emettere una decisione, ritenuto come, nonostante l’istanza di condono indicasse parimenti tale periodo, l’autorità non si è espressa nel merito. Va comunque ricordato che, per tale periodo, nei confronti della ricorrente sono stati emessi degli attestati di carenza beni (cfr. scritto 15.5.2015 dell’UEC).
4.
Il ricorso è accolto. La decisione su reclamo dell’UEC del 4.3.2016 è annullata. Per i periodi fiscali 1999, 2000, 2001 e 2002 è intervenuta la prescrizione del diritto di riscossione per le imposte cantonali, federali dirette e comunali.
Non si prelevano tasse di giustizia e spese. Alla ricorrente, patrocinata, verranno attribuite congrue ripetibili.