Decision ID: ad6873b9-63f7-58c2-a3c9-66c5f44a0ccc
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Per prestazioni odontoiatriche svolte dalla dentista L_, la società RE 1, di cui l'operatrice è socia gerente, ha chiesto a CO 2 il pagamento di fr. 206.60 (fattura n. 5 del 14 novembre 2014) e di fr. 231.50 (fattura n. 14 del 24 dicembre 2014) mentre a CO 1 il pagamento di fr. 206.50 (fattura n. 6 del 14 novembre 2014) e di fr. 552.90 (fattura n. 15 del 24 dicembre 2014). Il 16 marzo 2015 L_ ha fatto notificare ai pazienti, in via solidale, i precetti esecutivi n. _-01 e n. _-02 dell'Ufficio di esecuzione di Lugano per l'incasso in ambedue i casi di fr. 552.90 e di fr. 206.50 più interessi al 5% dal 25 gennaio 2015 a titolo di “prestazioni odontoiatriche” e di fr. 30.– a titolo di “spese”. Con precetti esecutivi n. _9-01 e n. _9-02 emessi il 27 marzo 2015 sempre dall'Ufficio esecuzioni di Lugano, L_ ha nuovamente escusso CO 2 e CO 1, quali condebitori solidali, per l'incasso in ambedue i casi di fr. 213.50 e di fr. 206.50 più interessi al 5% dal 25 gennaio 2015 a titolo di “prestazioni odontoiatriche” e di fr. 30.– a titolo di “spese”. A tutti i precetti esecutivi gli escussi hanno interposto opposizione.
B.
Il 18 marzo 2015 l'RE 1 ha convenuto CO 2 e CO 1davanti al Giudice di pace del circolo di Paradiso per ottenere il rigetto
“provvisorio/definitivo”
dell'opposizione ai precetti esecutivi n. _-01 e n. _-02 dell'UE di Lugano, indicando come valore litigioso fr. 906.60. Il Giudice di pace ha trattato la causa come istanza di conciliazione volta a ottenere dai convenuti il pagamento delle cure dentistiche di
fr. 906.– e di fr. 506.– più interessi e spese esecutive e il rigetto definitivo dei PE menzionati. All'udienza del 23 giugno 2015, indetta per la conciliazione, l'istante, unica comparente, ha confermato le sue domande. Il Giudice di pace, considerato che i convenuti avevano giustificato la loro assenza, ha “sospeso la procedura” e riconvocato le parti a un secondo tentativo di conciliazione per l'8 settembre 2015. In tale occasione, l'istante ha ribadito le proprie domande, mentre i convenuti hanno prodotto la parte conclusiva di un rapporto redatto il 22 luglio 2015 dalla Commissione deontologica della Società Ticinese dei Medici dentisti (STMD) relativo alle fatture oggetto della vertenza, da loro contestate in quanto eccessive. Il Giudice di pace, su richiesta dell'istante, ha nuovamente sospeso la procedura di conciliazione in attesa che la Commissione arbitrale della STMD si fosse pronunciata sulla congruità degli onorari richiesti dall'istante rispetto alle tariffe della Società svizzera di odontostomatologia (SSO). Il 17 agosto 2015 i convenuti hanno trasmesso all'autorità di conciliazione il parere espresso il 22 luglio 2015 dalla citata Commissione arbitrale. Invitati a formulare osservazioni, il 22 marzo 2016 i convenuti hanno in particolare sostenuto di avere già pagato un acconto fr. 500.– e hanno prodotto una dichiarazione scritta del 21 ottobre 2015 di _, ex segretaria della dentista. L'istante ha informato l'autorità di conciliazione di ritenere falsa la dichiarazione scritta e di avere per questo motivo sporto querela penale.
C.
Statuendo il 30 maggio 2016 il Giudice di pace, in parziale accoglimento dell'istanza, ha obbligato i convenuti, in solido, a versare all'istante fr. 293.30 oltre interessi del 5% dal 25 gennaio 2015 e ha posto le spese processuali di fr. 180.– a carico delle parti in ragione di metà ciascuno. Adita dalla RE 1, con decisione del 26 ottobre 2016 questa Camera, ha annullato la decisione del Giudice di pace e gli ha rinviato gli atti affinché rilasciasse all'istante un'autorizzazione ad agire o sottoponesse alle parti una proposta di giudizio. Tale sentenza è passata in giudicato (inc. 16.2016.42).
D.
Il 29 gennaio 2018 RE 1 si è rivolta al Giudice di pace chiedendogli “di riattivare la procedura e di proseguire nei suoi incombenti tenor sentenza 26 ottobre 2016”. Il 19 febbraio 2018 il Giudice di pace ha nuovamente statuito nel medesimo senso della precedente decisione del 30 maggio 2016.
E.
Contro la decisione appena citata l'RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 21 marzo 2018 in cui chiede l'annullamento della decisione impugnata. Nelle loro osservazioni del 13 aprile 2018 CO 1 e CO 2 si sono rimessi al giudizio di questa Camera.

Considerando
in diritto:
1.
Le decisioni emanate dal Giudice di pace come autorità di conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC; CCR, sentenza inc. 16.2013.34 del 14 ottobre 2013 con riferimento a
Honegger
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], ZPO Kommentar,
3a edizione
, n. 10 ad art. 212
). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta ad RE 1 il 21 febbraio 2018, sicché il reclamo, introdotto il 21 marzo 2018 è tempestivo.
2.
Nella decisione impugnata il Giudice di pace, preso atto dell'invito trasmessogli il 29 gennaio 2018 dall'RE 1 di riattivare la procedura “a tenore della sentenza 26 ottobre 2016 della Camera civile dei reclami del Tribunale d'Appello”, ha indicato di non avere alcun motivo per modificare la sua decisione “ritenuto che i fatti non sono cambiati e non è giunta voce di condanna penale della parte convenuta”. Egli, dopo aver soggiunto di non avere “motivo di dubitare della veridicità della dichiarazione”, ha accertato “l'esistenza del credito principale dell'istante, ridotto nella misura decisa dalla Commissione arbitrale, nei confronti dei convenuti e tenuto conto dei fr. 500.– già versati”, ha accolto l'istanza limitatamente a fr. 293.30 oltre interessi al 5% dal 25 gennaio 2015.
3.
La reclamante censura una volta di più l'operato del Giudice di pace, rimproverandolo di avere nuovamente giudicato la controversia, benché essa non glielo abbia chiesto. Essa rileva che il primo giudice avrebbe dovuto seguire le indicazioni contenute nella decisione emessa da questa Camera il 26 ottobre 2016. A ragione. In effetti, con la decisione menzionata questa Camera aveva annullato quella emessa il 30 maggio 2016 dal Giudice di pace perché l'istante non aveva richiesto all'autorità di conciliazione di statuire essa stessa sulla controversia in virtù dell'art. 212 CPC. Gli atti erano stati così rinviati al Giudice di pace affinché rilasciasse all'istante l'autorizzazione ad agire (art. 209 cpv. 1 CPC) o sottoponesse alle parti una proposta di giudizio (art. 210 cpv. 1 CPC). Perché il Giudice di pace non abbia seguito tale istruzione non è dato di capire, tanto meno se si pensa che ove l'autorità giudiziaria superiore impartisca alla giurisdizione inferiore un'indicazione vincolante questa è tenuta a eseguire scrupolosamente la motivazione di rinvio e non può decidere diversamente (
DTF 135 III
334 consid. 2 con rinvii
;
v. anche
DTF
140 III 470
consid
. 4.2.1
con riferimenti
).
Premesso ciò, in concreto, continua a difettare una richiesta dell'istante al Giudice di pace di giudicare la controversia.
Né, per avventura, questa poteva essere considerata i
l sollecito del 29 gennaio 2018, il quale era chiaro nel senso che l'istante chiedeva al primo giudice di procedere come disposto da questa Camera nella decisione del 26 ottobre 2016. Ne segue che in accoglimento del reclamo la decisione impugnata dev'essere annullata e gli atti ritornati al Giudice di pace affinché esegua quanto indicato nella decisione del 26 ottobre 2016.
4.
Le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma visti i motivi di annullamento, soccorrono giusti motivi per rinunciare a qualsiasi prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Quanto alle ripetibili, gli opponenti si sono rimessi al giudizio di questa Camera e non possono essere considerati soccombenti. Allo Stato del Cantone Ticino, poi, possono essere addebitate spese processuali, ma non quelle ripetibili (art. 107 cpv. 2 CPC).