Decision ID: 4d381019-f956-5e92-99ab-350e5987cb6b
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con PE n. _ del 24 aprile 2003/24 marzo 2004 dell'UE di _, AO 1 ha escusso AP 1 per l'incasso dell'importo di fr. 15'100.– oltre interessi al 5% dal 21 marzo 2003, indicando quale titolo di credito: “Sentenza 10.9.2002 della I.Corte civile del T.F.; sentenza 2.10.2002 della IICCA nella causa 12.2002.173; sentenza 31.10.2002 del Pretore del Distretto di _ nella causa SF.01.340; cessione _ 4.3.2003. Esecuzione a convalida del sequestro no. _”. Interposta tempestiva opposizione, il procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo.
B.
Il procedente fonda la sua pretesa sulla cessione di credito 4 marzo 2003. Con questo documento, _ gli ha ceduto le pretese per spese e ripetibili riconosciutele in esito a controversie in materia di locazione che la opponevano all'escussa e terminate con l'emanazione delle predette sentenze. Quale contropartita, il procedente ha versato alla cedente -nella persona di una procuratrice generale- fr. 15'100.–, onde permetterle di effettuare pagamenti urgenti per esercizi pubblici a _ e _.
C.
All'udienza di contraddittorio del 1° dicembre 2005, l'istante ha riconfermato la sua richiesta. L'escussa ha postulato la nullità della cessione di credito per violazione dell'art. 2 TOA, l'istante essendo stato patrocinatore di _, e per l'assenza di elementi sul potere di rappresentanza della procuratrice generale e sull'impiego del denaro. Ha quindi inteso compensare le pretese cedute all'istante con crediti ch'essa vantava verso _, a titolo di ripetibili, tasse e spese di giustizia, di tasse per consumo di acqua potabile 2003-2004 e per fognature e, infine, di pigioni arretrate, per complessivi fr. 104'787.30.
D.
Con sentenza 13 dicembre 2005 il Pretore del Distretto di _, ha accolto l'istanza di rigetto definitivo dell'opposizione. Ha escluso una violazione dell'art. 2 TOA, in quanto l'istante non aveva anticipato fr. 15'100.– in veste di legale, ma a titolo personale. Priva di riscontro poi, ha ritenuto la tesi secondo cui la cifra non era stata destinata agli scopi prefissati. Ha quindi respinto l'eccezione di nullità della convenuta. Il Pretore ha altresì respinto l'eccezione di compensazione proposta da quest'ultima: il credito di fr. 9'700.– per tasse, spese e ripetibili riguardava pretese verso una terza persona, mentre quello per pigioni arretrate di complessivi fr. 56'000.–, non era accertato in nessuna sentenza. La richiesta dell'escussa, avanzata la prima volta il 1° dicembre 2005, allorquando la cessione di credito le era stata notificata il 3 (recte: 4) novembre 2003, era perfino contraria alla buona fede.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente la AP 1 a motivo del fatto che il Pretore ha respinto l'eccezione di compensazione ex art. 169 CO. Sostiene che fr. 9'700.– di tasse, spese e ripetibili provengono da vertenze che l'hanno opposta a _, iniziate il 22 luglio 2002 con la contestazione della disdetta, quindi ben prima della cessione di credito. Evidenzia inoltre che sia la cifra complessiva di fr. 39'0876.30 per tasse di consumo dell'acqua potabile e per le fognature, pretesa nemmeno esaminata dal primo giudice, sia quella di fr. 56'000.– per pigioni arretrate, hanno entrambe origine nel contratto di locazione 15 dicembre 1995. La pretesa dell'istante quindi, deve ritenersi ampiamente compensata.
F.
Con le sue osservazioni 30 dicembre 2005, AO 1 chiede la reiezione del gravame con argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.

Considerato
in diritto:
1.
Per l'art. 80 cpv. 1 LEF quando un credito posto in esecuzione è fondato su una sentenza esecutiva il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione. Una sentenza diviene esecutiva quando è cresciuta in giudicato (vale a dire: non può più essere impugnata con un rimedio di diritto ordinario) e da essa scaturisce per il debitore un obbligo di pagamento o di prestazione di garanzia (cfr.
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 3 seg. ad art. 80;
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol.
I, n. 6 segg. ad art. 80;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 35 seg. e 38 seg. ad art. 80;
Stücheli,
Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 213 seg. e 221 segg.
).
Il giudice del rigetto deve accertare d'ufficio, in ogni stadio di causa
(quindi pure in sede di appello;
CEF
30 giugno 1972 in re _,
Rep
. 1972, pag. 344, consid. 6;
CEF
8 aprile 1974 in re _,
Rep
. 1975, pag. 101),
se la sentenza su cui si fonda l'esecuzione ossequia tutti i requisiti posti dalla LEF per poterle riconoscere carattere esecutivo
(cfr.
Staehelin
,
op. cit., n. 50 ad art. 84;
Gilliéron
, op. cit., n. 22 ad art. 80;
Stücheli
,
op. cit., pag. 112 ad c)
, così da permettere il rigetto in via definitiva dell'opposizione.
2.
La sentenza ottenuta dal cedente contro l'escusso costituisce un titolo di rigetto definitivo anche a favore del cessionario, seppur non parte alla procedura di merito, visto che la forza di cosa giudicata materiale si estende pure a quest'ultimo, qualora la cessione di credito sia avvenuta dopo l'emanazione della sentenza (cfr. DTF 125 III 11 consid. 3aa;
Staehelin,
op. cit., loc. cit. con rif.;
Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 81 ad cap. 8;
Olgiati
, Le norme generali per il procedimento civile nel Canton Ticino, tesi, Zurigo 2000, pag. 368 seg. ad f;
Hohl,
Procédure civile, vol. I, Berna 2001, n. 1315 che però senza motivo limita la portata della regola unicamente alle successioni a titolo universale). Condizione essenziale è che la legittimazione del cessionario sia liquida. In caso di dubbi, sebbene fondati su semplici allegazioni dell'escusso, il giudice tenuto ad esaminare d'ufficio la questione del titolo del rigetto, deve respingere l'istanza.
3.
Nel caso in esame è senz'altro pacifica l'esecutività della sentenza 10 settembre 2002 della I Corte civile del Tribunale federale (doc. A: inc. SP.2003.30), che ha stabilito in
fr. 6'000.– le ripetibili in favore di _
. Prodotta in copia autenticata, ha infatti acquistato forza di cosa giudicata nel momento in cui è stata pronunciata (art. 38 OG).
I
l Tribunale federale ha tuttavia demandato al giudice cantonale la riforma del dispositivo sugli oneri processuali e le ripetibili della procedura cantonale (di prima e di seconda istanza). La Seconda camera civile del Tribunale d'appello si è quindi pronunciata con sentenza del 2 ottobre 2002 (inc. 12.2002.173: doc. B nell'inc. SP.2003.30), assegnando
a _, fr. 8'800.– (fr. 2'800.– per tassa di giustizia e ripetibili di appello e fr. 6'000.– per quelle di prima sede)
. Trattandosi dell'applicazione del diritto cantonale la decisione non può più essere impugnata con un rimedio ordinario (
Poudret/ Sandoz-Monod,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 1.4.2.18 e 1.4.3 ad art. 43, 2.6 ad art. 68;
Guldener,
Schweizerisches Zivilprozessrecht
,
Zurigo 1979
,
pag. 544 seg., pag. 553 seg. e nota 1d che rinvia a DTF 85 II 286 consid. 4).
Anche questa decisione deve pertanto considerarsi esecutiva. Il decreto di stralcio 31 ottobre 2002 del Pretore del Distretto di _, fissa in fr. 300.– le ripetibili dovute a _, e riguarda una causa di sfratto promossa e ritirata dall'escussa (doc. C nell'inc. SP.2003.30), che non ha mai preteso di avere ricorso sugli oneri processuali. Nulla osta all'esecutività del decreto.
La validità della cessione di credito non è più contestata in questa sede. Datata 4 marzo 2003 (doc. H
nell'inc. SP.2003.30
), è successiva alle predette sentenze. Redatta per iscritto in nome e per conto di _ (doc. E e D
nell'inc. SP.2003.30
), elenca le pretese cedute all'istante per complessivi fr. 15'100.–, il quale ha corrisposto un pari importo in contanti (doc. F e G
nell'inc. SP.2003.30
). La cessione è poi stata notificata all'escussa il 5 marzo 2003 (doc. 3 in alto a destra), con l'invito a versare il dovuto entro il 20 marzo 2003, donde l'esigibilità della pretesa dal giorno successivo.
Di conseguenza, le citate sentenze, insieme alla cessione di credito 4 marzo 2003,
costituiscono un valido titolo di rigetto definitivo per l'importo complessivo di fr. 15'100.–, oltre interessi del 5% dal 21 marzo 2003.
4.
A norma dell'art. 81 cpv. 1 LEF “se il credito è fondato su una sentenza esecutiva di un'autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu promossa l'esecuzione, l'opposizione è rigettata in via definitiva a meno che l'escusso provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato, ovvero dimostri che è prescritto”.
Se ad esempio, l'eccezione di estinzione avesse potuto essere sollevata già nella procedura che ha portato alla sentenza, non potrebbe più essere avanzata in sede di rigetto (cfr.
Jäger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 5 ad art. 81;
Staehelin,
op. cit., n. 5 ad art. 81).
Tra i motivi di estinzione rientra la compensazione (
Jäger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 6 ad art. 81).
Quale prova dell'estinzione del credito per compensazione valgono soltanto documenti che siano idonei a provare l'esistenza della contropretesa, ossia una sentenza esecutiva ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 LEF oppure un riconoscimento incondizionato da parte della controparte attestante una pretesa creditoria liquida e indiscutibile. Il motivo di estinzione va pertanto provato per il tramite di documenti assolutamente chiari e univoci (
“mit völlig eindeutigen Urkunden”,
DTF 115 III 100 cons.
4 con rif.;
Jäger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 3 ad art. 81;
Staehelin,
op. cit., n. 4 ad art. 81;
Gilliéron
, op. cit., n. 57 ad art. 81).
5.
Nella fattispecie l'escussa ripropone l'eccezione di compensazione con crediti maturati verso la _ per tasse di giustizia e ripetibili, tasse per l'acqua potabile e la fognatura, e pigioni scoperte. Ora, la compensazione ai sensi dell'art. 169 cpv. 1 CO permette al debitore di opporre al cessionario tutte quelle eccezioni che avrebbe potuto opporre al cedente, se già sussistevano quando ebbe notizia della cessione. Per il cpv. 2, se a quel momento il debitore ha verso il cedente un credito non ancora scaduto, egli può opporlo in compensazione, purché la scadenza del suo credito non sia posteriore a quella del credito ceduto (cfr. anche
Girsberger
in: Honsell/Vogt/Wiegand
,
Basler Kommentar, OR I, 3a ed., Basilea 2003, n. 10 e 11 ad art. 169;
Probst
in: Thévenoz/Werro, Commentaire romand, CO I, Basilea 2003, n. 22 ad art. 169).
a)
Un primo credito di fr. 8'200.– di tassa di giustizia e ripetibili, è stato riconosciuto all'appellante nell'ambito della contestazione della disdetta 21 giugno 2002 del contratto di locazione 15 dicembre 1995 (doc. 9) relativo al complesso alberghiero _ di _, in essere tra AP 1 e _. La procedura si è conclusa con il decreto di stralcio 7 novembre 2005 del Tribunale federale, cresciuto in giudicato
(art. 38 OG
) (doc. 4, 5 e 6). In concreto, diversamente dal credito ceduto, quello di fr. 8'200.– per tassa di giustizia e ripetibili non è evidentemente scaduto il 21 marzo 2003. In quella vertenza oltretutto, l'appellante è stata convenuta in giudizio insieme alla _ (doc. 4, 5 e 6), che a sua volta risulta creditrice della medesima cifra.
L'ulteriore credito di fr. 1'500.– per oneri processuali e ripetibili, sono riconducibili alla procedura di fallimento senza preventiva esecuzione di _, promossa il 10 maggio 2005 dall'appellante (doc. 7), e terminata con decisione esecutiva di seconda istanza del Giudice unico del Canton _ l'8 agosto 2005 (doc. 8, pag. 5). Pertanto, non solo a marzo 2003, quel credito non era ancora esigibile, ma a quel momento anche la procedura fallimentare non esisteva. Di conseguenza, anche se per motivi diversi rispetto a quelli ritenuti dal Pretore, a ragione il credito di complessivi fr. 9'700.– per spese processuali e ripetibili, non può essere opposto in compensazione con la pretesa del procedente.
b)
A detta dell'appellante, le tasse per il consumo e l'erogazione di acqua potabile 2003-2004 e fognature, di complessivi fr. 39'087.30 -non considerate dal Pretore- si fondano sul contratto di locazione 15 dicembre 1995, che in sé potrebbe costituire valido riconoscimento di debito.
Ma l'art. 81 cpv. 1 LEF esige una prova (documentale) “stretta” (cfr. DTF 124 III 503 consid. 3a, 115 III 100 consid. 4) dell'estinzione del credito posto in esecuzione. Un riconoscimento di debito scritto e firmato dal procedente (che costituisce di per sé un titolo di rigetto provvisorio ai sensi dell'art. 82 LEF) potrà quindi giustificare la reiezione dell'istanza soltanto qualora il giudice sia convinto dell'esistenza della contropretesa opposta in compensazione; il minimo dubbio dovrà intendersi a vantaggio del procedente, anche quando le sue allegazioni apparissero meno verosimili (ai sensi dell'art. 82 cpv. 2 LEF) di quelle contrarie dell'escusso.
Secondo il contratto di locazione 15 dicembre 1995, il conduttore è chiamato ad assumersi i “costi d'acqua e di scarico, come pure lo smaltimento e trattamento di rifiuti” (doc. 9: art. 8 lett. d). L'esborso complessivo di fr. 39'087.30 (fr. 18'930.– e fr. 20'156.40) per “consumo ed erogazione acqua potabile 2003-2004 e fognatura”, che la debitrice sostiene di avere pagato di tasca propria al Comune di _ il 26 aprile 2005, non trova tuttavia riscontro (doc. 16). Le fatture e i relativi richiami agli atti riguardano non solo tasse per l'acqua potabile e d'uso fognatura 2004, ma anche la tassa fissa 2004 per la piscina. E, il tutto, per una spesa di fr. 25'583.30 (doc. 10, 11 e 12), importo di cui al sollecito di pagamento 12 gennaio 2005 indirizzato a _ (doc. 14). Quei conteggi, oltretutto, sono riferiti a prestazioni dovute dal 1° gennaio 2004 ed emessi il più presto il 26 luglio 2004. I relativi importi quindi, nemmeno erano esigibili prima del 27 agosto 2004. Anche in proposito l'appello non è fondato.
c)
Il Pretore ha ritenuto inammissibile la compensazione con il credito di fr. 56'000.– per pigioni arretrate da gennaio 2005 ad agosto 2005 poiché il credito non risultava accertato in una sentenza. A ragione. Se è vero che la causa sarebbe da ricondurre -come pretende l'appellante- al contratto di locazione 15 dicembre 1995, quale valido riconoscimento di debito, è altresì vero che “l'importo base mensile di fr. 7'000.– viene corrisposto posticipatamente ogni trimestre” (doc. 9, pag. 2 n. 4.2). E, le pigioni arretrate che l'escussa pone in compensazione, non solo non erano esigibili il 21 marzo 2003, giorno in cui il credito ceduto all'istante è scaduto (cfr. CEF 4 febbraio 2004 [14.2003.82], consid. 2.4.b), ma a quel momento neppure erano sorte. Di conseguenza anche sotto questo punto di vista la compensazione è da respingere.
6.
A conferma della sentenza impugnata, l'appello 19 dicembre 2005 di AP 1 deve essere respinto. Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).