Decision ID: a9a28502-d73f-5a35-8961-fa173c02099a
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
preso atto che con ordinanza presidenziale 15/16 ottobre 2003 all'appello
è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 7 luglio 2003 la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 1'983.10 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 17 settembre 2003 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 8 ottobre 2003 la Pretore del Distretto di _ ha pronunciato il fallimento della _ a far tempo da mercoledì 8 ottobre 2003 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 13 ottobre 2003 la _ ha dichiarato di avere versato dapprima fr. 25'000.-- e poi ulteriori fr. 22'000.-- all'UE di _ a tacitazione di tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti, producendo un estratto 10 ottobre 2003 delle sue esecuzioni (doc. _) e una dichiarazione sempre 10 ottobre 2003 dell'UE di _ (doc. _), con cui viene dichiarato che contro la _ non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano attestati di carenza di beni.
L'appellante ha poi rilevato che con scritto 13 ottobre 2003 (doc. _) la _ ha ritirato l'istanza di fallimento.

Considerato
In diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Con scritto 13 ottobre 2003 la _ ha comunicato alla Pretura di _ (doc. _) il ritiro dell'istanza di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto delle esecuzioni 10 ottobre 2003 risp. una dichiarazione dell'UE di _ 10 ottobre 2003 (doc. _), da cui risulta che contro la _ non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano iscritti attestati di carenza di beni. Ciò dimostra che l'appellante non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i presupposti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della _ può essere annullato.
2.
L'appello 13 ottobre 2003 di _ va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.