Decision ID: 1dd1d3a4-f00d-55c3-938f-7649bcde5df3
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. Con decisione del 31 gennaio 2007, confermata dalla decisione su reclamo del 2 maggio 2007, l'Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS) ha respinto la richiesta di RI 1, cittadina _ nata nel _, detentrice di un permesso di dimora di tipo _ per svolgere attività lucrativa, che chiedeva di essere esonerata dall'obbligo di assicurarsi contro le malattie in Svizzera.
L’autorità cantonale ha sostanzialmente stabilito che non sono adempiuti i presupposti dell’art. 2 cpv. 8 OAMal in assenza di una copertura completa di ogni costo nelle strutture per anziani o in caso di cure a domicilio secondo quanto prescritto dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo il diritto svizzero e perché “
il concetto di nettamente superiore è invalidato dal fatto che non sono riconosciute le cure balneari ai sensi del diritto svizzero
.” (doc. A)
B. L’interessata è tempestivamente insorta contro la predetta decisione ritenendo adempiute le condizioni dell’art. 2 cpv. 8 OAMal.
La ricorrente rileva di essere affetta da sclerosi multipla, “
malattia seria e cronica
”, e di aver sempre fatto capo alle strutture _ in caso di bisogno (doc. I). L’attuale assicuratore _, garantisce una copertura privata sia in _ che in Svizzera.
La ricorrente afferma che il catalogo delle prestazioni è equivalente a quello dell’art. 25 LAMal, eccetto per quanto concerne il “
contributo alle spese di cure balneari
”, che in _ non rappresenta una spesa a sé stante ma è compresa tra le normali cure prescritte dal medico (“
§4. punto 5 delle “Allgemeine Versicherungsbedingungen der _”
). L’insorgente rileva inoltre che, a causa della sua malattia, la _ si è rifiutata di concludere un’assicurazione complementare privata con tutte le prestazioni assicurate dalla _ (tra le quali, in particolare, la copertura privata in _ e all’estero, inclusa la libera scelta in tutta la Svizzera). Dovendo mantenere l’attuale assicurazione e dovendo stipulare un’assicurazione in Svizzera l’interessata si troverebbe confrontata con un doppio onere inammissibile.
L’assicurata sostiene infine che il caso di specie è un classico esempio in cui l’art. 2 cpv. 8 OAMal andrebbe applicato poiché l’abbandono dell’assicurazione _ provocherebbe un netto peggioramento della protezione assicurativa, giacché non sarebbe più garantita la libera scelta del medico e dell’Ospedale in tutta l’Europa, come pure le cure dentarie ed alternative (omeopatia e agopuntura) in tutta Europa. Inoltre l’assicurazione svizzera non coprirebbe le cure in _ in classe privata, ma solo, in caso di urgenza. Lo stato di salute non permetterebbe di stipulare un’assicurazione equivalente in Svizzera.
C. Con risposta del 26 giugno 2007 l’IAS propone la reiezione del ricorso rilevando in particolare che la copertura estera è inferiore a quella svizzera per quanto concerne la copertura delle prestazioni in istituti per persone anziane e che altre prestazioni, facendo capo al criterio della probabilità preponderante, sarebbero assunte solo in modo limitato (doc. V).
D. Pendente causa le parti hanno ribadito le loro posizioni. In particolare l’insorgente ha affermato di essersi nel frattempo assicurata presso la _ per non rischiare una sanzione nel caso in cui il ricorso fosse respinto ed ha aggiunto che se “
il ricorso verrà accolto rescinderà il contratto
.” (doc. VII).
E. Con scritto del 29 novembre 2007, conformemente alla giurisprudenza federale relativa al diritto di essere sentito nel caso in cui vi è un cambio di motivazione, il TCA ha assegnato all’insorgente un termine per esprimersi circa la possibilità di sospendere le coperture estere già assicurate in Svizzera oppure trasformare la copertura in assicurazione complementare a quella svizzera (doc. XIV).
F. Tramite osservazioni del 17 dicembre 2007 l’interessata ha mantenuto la sua posizione, rilevando in particolare che in caso di rinuncia all’assicurazione _ non è possibile ottenere una copertura equiparabile (doc. XX).

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.
nel merito
2. Oggetto del contendere è quello di stabilire se la ricorrente, cittadina _ a beneficio di un permesso di dimora _ per svolgere un’attività lucrativa, può ottenere l'esonero dall'assicurazione obbligatoria svizzera in virtù del rapporto assicurativo in _.
3. Secondo l'art. 3 LAMal
"
1
Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.
3
Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);
b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1 cpv. 1 OAMal precisa in proposito che
"
1
Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge."
Una persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).
4. Ritenuta l’esistenza di un domicilio in Svizzera, non contestato in concreto, va esaminato se la ricorrente é obbligata ad assicurarsi nel nostro Paese.
L'art. 3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di organizzazioni internazionali e di stati esteri
.
Facendo uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'”
Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC; a proposito della conformità alla Costituzione ed all’ALC dell’art. 2 cpv. 2 e 8 OAMal: DTF 132 V 310).
In particolare, l’art. 2 cpv. 8 OAMal, invocato dalla ricorrente, prevede che:
"
8
A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione le persone a cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono stipulare un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare."
5. Come detto il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’ALC che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "
Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità
".
Va innanzitutto esaminato se al caso di specie l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71 sono applicabili.
Ratione temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CEE) n. 1408/71 poiché le decisioni sono state emanate nel 2007 e concernono la richiesta di esenzione dall’obbligo assicurativo per un periodo successivo all’entrata in vigore dell’accordo (cfr. STF del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2; STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3; Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio 2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio 2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
L’Accordo ed il regolamento si applicano pure ratione personae. L’assicurata è di nazionalità _ e pertanto cittadina di uno Stato contraente (art. 1 cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso transfrontaliero, esso è senz’altro dato.
La presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del regolamento.
Quest’ultimo si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1; cfr. a tal proposito: DTF 132 V 50 consid. 3.2.3; DTF 131 V 395 consid. 3.2).
Alla fattispecie va pertanto applicato l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71.
6. Come visto l'ALC, per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE) n. 1408/71.
Il Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio dell'assoggettamento contributivo: cfr. art. 13 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
In concreto, nella misura in cui l’interessata, residente in Svizzera, beneficia di un permesso di dimora temporaneo _ per svolgere un’attività lucrativa, è tenuta ad affiliarsi contro le malattie nel nostro Paese (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. a regolamento (CEE) n. 1408/71).
7. Va ora esaminato se l'esonero può essere ottenuto in virtù del diritto interno svizzero, in particolare dell'invocato art. 2 cpv. 8 OAMal, poiché in concreto la ricorrente è coperta tramite un'assicurazione privata estera.
Per quanto concerne l'applicazione di questo disposto va rammentato che con sentenza del 4 febbraio 2004 nella causa E., inc. 36.2003.14, questo Tribunale ha confermato la conformità dell'art. 2 cpv. 8 OAMal alla LAMal e al diritto europeo.
Il TCA, circa l'applicazione di questa norma, ha in particolare affermato:
"
A proposito dell'interpretazione del citato disposto, dalla sentenza dell'Alta Corte emerge innanzitutto che, prima di accordare un eventuale esonero dall'assicurazione obbligatoria e dunque prima di esaminare se i presupposti dell'art. 2 cpv. 8 OAMal sono dati (netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi, impossibilità di stipulare un'assicurazione complementare equiparabile a causa dello stato di salute e/o età oppure possibilità ma solo a condizioni difficilmente sostenibili), occorre innanzitutto accertare se l'assicurato può mantenere le coperture assicurative estere non assicurabili in Svizzera e, nel contempo, assicurarsi nel nostro Paese per le cure di base.
Se vi è una possibilità in tal senso, un esonero è escluso.
Infatti, l'art. 2 cpv. 8 OAMal, che prevede un'eccezione all'obbligo assicurativo, e va dunque interpretato restrittivamente, va inteso nel senso che un esonero assicurativo è possibile se, oltre alle condizioni enumerate nella norma, l'assicurato non può mantenere l'assicurazione estera più estesa per le prestazioni non coperte dall'assicurazione obbligatoria Svizzera.
(...)
Solo ove ciò non fosse possibile, andrebbe applicato l'art. 2 cpv. 8 OAMal. Per cui, contrariamente all'opinione dell'IAS, che interpreta estensivamente il disposto dell'ordinanza, le eccezioni sono numericamente ridotte e circoscritte.
Infatti le persone che beneficiano di assicurazioni più estese all'estero, prima di poter invocare l'esonero previsto dall'art. 2 cpv. 8 OAMal, devono comprovare di essere impossibilitate a mantenere unicamente le coperture non assicurabili in Svizzera.
(...)
Anche in questo caso la norma va interpretata restrittivamente. Innanzitutto l'esonero dall'assicurazione obbligatoria può essere concesso unicamente se all'estero i rischi assicurati sono coperti qualitativamente e quantitativamente meglio che non in Svizzera. Occorre in altre parole effettuare una valutazione complessiva e globale della situazione e, solo se l'assicurazione estera permette una copertura nettamente più estesa rispetto a quella prevista dalla LAMal, l'amministrazione potrà ritenere adempiuta la prima condizione ("l'assoggettamento in Svizzera provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi").
Infine, se anche questo requisito sarà adempiuto, l'amministrazione dovrà esaminare l'ultima condizione, ossia stabilire se a causa dell'età e/o dello stato di salute dell'interessato non è possibile stipulare un'assicurazione complementare equiparabile a quella estera o è possibile solo a condizioni estremamente difficili.
Solo se tutte le sopra citate condizioni sono adempiute l'assicurato può beneficiare dell'esonero.
La possibilità di ottenere l'esenzione dall'assicurazione obbligatoria appare di conseguenza assai limitata."
Il TFA, con sentenza del 29 marzo 2006, pubblicata in DTF 132 V 310, ha stabilito che in quanto non prevedono alcuna possibilità di esenzione per le persone esercitanti un'attività lucrativa in Svizzera, domiciliate in Svizzera, soggette al diritto svizzero secondo il Titolo II del regolamento n. 1408/71, al beneficio di un'assicurazione privata facoltativa in uno Stato le cui disposizioni di legge non sono loro più applicabili secondo il regolamento n. 1408/71, e per le quali il motivo per cui non possono più, se non a condizioni proibitive, assicurarsi a titolo complementare in Svizzera nella stessa misura come in precedenza non è dovuto alla loro età e/o allo stato di salute, gli
art. 2 cpv. 2 e 8 OAMal
non sono contrari né alla legge, né alla Costituzione, né all'ALC
(consid. 8 e 9; cfr anche STFA del 25 agosto 2006 nella causa B, K 138/05).
L’Alta Corte, a proposito dell’art. 2 cpv. 8 OAMal, ha precisato:
"
8.5.6 Der neue Art. 2 Abs. 8 KVV kommt nicht allen Personen zugute, für die eine Unterstellung unter die schweizerische Versicherung eine klare Verschlechterung des bisherigen Versicherungsschutzes oder der bisherigen Kostendeckung zur Folge hätte und die sich nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen im bisherigen Umfang zusatzversichern könnten, sondern nur jenen, bei denen Letzteres auf ihr Alter und/oder ihren Gesundheitszustand zurückzuführen ist. Die Norm schützt somit nicht allgemein Personen, für die der Wechsel zum schweizerischen System zwar einen teureren und/oder weniger guten Versicherungsschutz bedeutet, die sich aber immerhin - wenn auch möglicherweise nicht im bisherigen Umfang, aber doch insoweit im bisherigen Umfang, als diesen Umfang garantierende Versicherungen in der Schweiz überhaupt angeboten werden - über das gesetzliche Minimum (obligatorische Krankenpflegeversicherung) hinaus zusatzversichern können (privatrechtliche Versicherung nach dem Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, VVG [vgl. Art. 12 Abs. 2 und 3 KVG]; z.B. eine  Reiseversicherung im Hinblick auf Geschäftsreisen, die auch den Schutz ergänzen könnte, der bei Auslandaufenthalten schon aufgrund der in Art. 22 in Verbindung mit Art. 22b der Verordnung Nr. 1408/71 vorgesehenen Sachleistungsaushilfe besteht). Sie kann nur von denjenigen Personen mit
Erfolg angerufen werden, die sich - im Rahmen des in der Schweiz nutzbaren Versicherungsangebots - nur deshalb nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen im bisherigen Umfang zusatzversichern können, weil sie wegen ihres Alters und/oder ihres Gesundheitszustandes entsprechende Zusatzversicherungen entweder überhaupt nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen abschliessen können. Art. 2 Abs. 8 KVV soll mit anderen Worten nicht den Nachteil verhindern, den eine Person dadurch erleidet, dass das schweizerische System den Versicherungsschutz, den sie bisher unter dem ausländischen System genoss, überhaupt nicht oder nicht zu gleich günstigen Bedingungen vorsieht. Er soll vielmehr den Nachteil vermeiden, der daraus resultiert, dass eine Person bis zum Erreichen ihres bisherigen ausländischen Versicherungsniveaus von in der Schweiz tatsächlich vorhandenen Angeboten wegen ihres Alters und/oder Gesundheitszustandes nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen Gebrauch machen kann.
Für diese unterschiedliche Behandlung von Personen, bei denen solche Gründe des Alters und/oder Gesundheitszustandes vorliegen, auf der einen und von Personen, bei denen solche Gründe fehlen, auf der andern Seite gibt es einen vernünftigen Grund. Dieser liegt im Zweck des Obligatoriums, der nicht nur darin besteht, zu verhindern, dass infolge Fehlens einer Versicherung unter Umständen bei Risikoeintritt das Gemeinwesen für höhere oder alle Kosten aufkommen muss, sondern auch darin, die Solidarität zwischen Gesunden und Kranken zu gewährleisten (Erw. 8.3 hievor; Verwerfung des Arguments, dass nicht die Solidarität, sondern das Bestehen eines gleichwertigen Versicherungsschutzes ausschlaggebend sei, im nicht veröffentlichten Urteil T. vom 29. Juni 2000, K 155/98). Diese Funktion des Obligatoriums würde nämlich vereitelt, wenn sich so genannte gute Risiken generell durch Abschluss einer vorteilhafteren privaten Versicherung von der durch das Obligatorium bezweckten Solidargemeinschaft befreien könnten, was die Kosten für die in dieser Gemeinschaft verbleibenden Personen in die Höhe triebe. In Anbetracht dieser Überlegungen kann auch nicht gesagt werden, Art. 2 Abs. 8 KVV lasse sich nicht auf ernsthafte Gründe stützen oder sei sinn- und zwecklos. Diese Bestimmung ist somit ebenso wenig verfassungswidrig wie die vorangehenden Absätze des Art. 2 KVV.“
Con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007, a proposito di una richiesta di esonero dall’assicurazione obbligatoria, il TF ha rilevato:
"
(...)
5.5. Questa Corte ha più volte avuto modo di affermare che, malgrado l’art. 3 cpv. 2 LAMal conceda al Consiglio federale un ampio potere di apprezzamento, in considerazione dello scopo perseguito dalla legge, consistente nell’attuazione della solidarietà, eccezioni al principio dell’assicurazione obbligatoria sono ammesse solo in maniera restrittiva.
(...)
7.
(...)
Per il resto si osserva che la Corte cantonale, sulla base degli atti di causa e in particolare delle disposizioni contrattuali fondate sul regolamento (... omissis ...) ha accertato, in maniera sostenibile, che i coniugi X potrebbero mantenere le coperture assicurative estere non assicurabili in Svizzera e, nel contempo, assicurarsi nel nostro Paese. Il che osterebbe ugualmente all’invocazione dell’art. 2 cpv. 8 OAMal da parte del ricorrente (sulle possibilità per un assicurato anziano di ottenere, se del caso – a fronte delle difficoltà di concludere un’assicurazione complementare in Svizzera-, la sospensione del contratto assicurativo estero oppure la sua trasformazione [temporanea] in un’assicurazione complementare all’assicurazione obbligatoria malattia svizzera cfr. inoltre RAMI 2000 no. KV 102 pag. 16 consid. 4d).”
8. Pendente causa il TCA ha interpellato l’interessata, rammentandole che in un’altra causa che aveva occupato questo Tribunale in passato, un assicuratore _ aveva informato i propri assicurati, e per essi l’UAM e questo Tribunale, che sarebbe stato possibile sospendere le prestazioni già coperte dall’assicurazione svizzera e/o trasformare l’assicurazione _ in assicurazione complementare a quella svizzera con, tra l’altro, un grande beneficio economico (doc. XI). Questo Tribunale ha domandato se, nel caso di specie, sarebbe possibile adottare questa soluzione.
Malgrado quanto indicato inizialmente nel formulario da compilare per ottenere l’esonero dall’obbligo assicurativo (cfr. doc. 3), l’insorgente ha risposto affermando che l’assicuratore _ le offre sia una sospensione delle prestazioni fino al suo ritorno in _, sia una modifica della copertura assicurativa in una assicurazione complementare a quella svizzera (doc. XII).
L’interessata ha tuttavia precisato che la sospensione converrebbe solo nel caso in cui tutte le prestazioni fossero sospese e non solo quelle già coperte dalla LAMal, poiché, tenuto conto della malattia di cui è affetta (sclerosi multipla), in caso di ritorno in _ non potrebbe più riottenere le stesse condizioni. Ciò comprova comunque la circostanza che una sospensione, il cui costo non è proibitivo (50 euro al mese, cfr. doc. XX), sarebbe possibile e garantirebbe all’interessata i suoi diritti acquisiti in caso di rientro in _.
Per quanto concerne invece la possibilità di trasformare l’assicurazione estera in assicurazione complementare a quella svizzera, la ricorrente afferma che il suo assicuratore “
ha appositamente sviluppato una proposta per i suoi assicurati che vivono in Svizzera
” (doc. XII). L’assicurazione copre le cure e le protesi dei denti, le cure ospedaliere, non tuttavia le cure ambulatoriali.
Questo, secondo l’insorgente, avrebbe quale conseguenza la perdita della libera scelta dei medici in Svizzera e all’estero, giacché la sua scelta sarebbe limitata al Canton Ticino. Allo stesso modo perderebbe la libera scelta dell’ospedale, potendosi recare solo nel Cantone di domicilio.
Ciò comporterebbe un netto peggioramento delle prestazioni assicurative.
L’assicurazione di base svizzera e l’assicurazione complementare proposta dal proprio assicuratore non coprirebbero tutte le prestazioni attuali.
Alla luce di quanto sopra riportato, emerge che l’assicurata può, se lo vuole, sospendere le prestazioni già assicurate in Svizzera oppure trasformare la sua assicurazione in assicurazione complementare a quella svizzera. Il proprio assicuratore ha infatti sviluppato un prodotto assicurativo appropriato per coloro che vivono in Svizzera.
La ricorrente ha pertanto la possibilità di mantenere un ottimo livello assicurativo modificando le prestazioni assicurate presso la cassa malati _.
Per cui, già solo per questo motivo, l'art. 2 cpv. 8 OAMal non può trovare applicazione.
Scopo dell'art. 2 cpv. 8 OAMal è infatti quello di evitare che le persone assicurate all'estero tramite assicurazioni private, allorché sono obbligate ad assicurarsi in Svizzera, perdano i loro diritti in caso di disdetta dell'assicurazione privata estera.
In altre parole scopo della norma è di evitare che l'obbligo assicurativo svizzero comporti l'obbligo di disdire le assicurazioni private estere con la conseguenza che i cittadini svizzeri, dell'UE e dell'AELS si trovino meno bene assicurati rispetto a quanto lo erano in precedenza in Stati dell'UE o dell'AELS.
Come sottolinea Locher, questa norma dell'ordinanza realizza il principio della protezione della situazione acquisita, valido anche nell'ambito del diritto internazionale della sicurezza sociale (cfr. Th.
Locher, "Auswirkungen des Freizügigkeits Abkommens auf das schweizerisches Sozialversicherungsrecht" in "Die sektoriellen Abkommen Schweiz-EG", Ed. Stämpfli, Berna 2002, pag. 39 seg.):
"
Diese Verordnung ist Ausdruck der Besitzstandgarantie (vgl. oben II, B, 2 am Ende). Die Regelung ist aber nicht geglückt und wird in der Rechtsanwendung zweifellos zu erheblichen Schwierigkeiten führen, weil sie sehr weitgefasste auslegungsbedürftige unbestimmte Rechtsbegriffe ("klare Verschlechterung", "kaum tragbare Bedingungen") enthält und zudem systemwidrig erst noch die Zusatzversicherungen, die nicht eine Sozialversicherung bilden, sondern zu den Privatversicherungen gehören, in das Sicherungssystem mit einbeziehen."
(pag. 59)
e
Zu erwähnen ist schliesslich noch das auf ein Leiturteil des EuGH abgestützte Prinzip der Besitzstandgarantie, welche zum Inhalt hat, dass einmal nach nationalem Recht erworbene Ansprüche durch Europäische Sozialrecht niemals gekürzt, sondern nur koordiniert werden können. (Urteil i.S. Petroni vom 21. Oktober 1975 (EuGH, Rs 24/75, Slg. 1975, 1149). BERGMANN (Anm. 18), S. 40 ff. verwendet deshalb den Ausdruck "Petroni-Prinzip".)
(pag. 47)
Nel caso di specie tuttavia la ricorrente non perde i suoi diritti nella misura in cui può sospendere l'assicurazione privata estera e ripristinarla in caso di ritorno nel Paese d'origine oppure trasformarla in un’assicurazione complementare a quella svizzera (cfr. doc. XII).
Circa l'asserita esclusione della copertura delle cure omeopatiche e la limitazione della libertà di scelta poiché l'assicurazione _ permetterebbe una copertura supplementare per tutte le prestazioni ambulatorie ed ospedaliere, in tutta la Svizzera ed all'estero, va rilevato che, notoriamente, il catalogo delle prestazioni in Svizzera è esteso. Per cui non vi è motivo di temere una riduzione della qualità delle prestazioni offerte (cfr. STCA del 20 settembre 2004, inc. 36.2004.62).
Circa le cure all'estero, va rammentato che l'art. 36 OAMal prevede la possibilità di recarsi all'estero se una prestazione prevista agli articoli 25 capoverso 2 e 29 della legge non può essere effettuata in Svizzera o se ci si trova all'estero in caso di urgenza.
Ciò vale a maggior ragione dal 1° giugno 2002 con l'entrata in vigore degli Accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone e del relativo regolamento (CE) 1408/71 che prevede, a livello europeo, una norma analoga (cfr. art. 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
Per cui, considerato che, notoriamente, le cure fornite in Europa in generale ed in Svizzera in particolare, di principio, sono di alto livello, questo TCA deve concludere che non vi è un netto peggioramento delle condizioni assicurative se l’assicurata è tenuta ad assicurarsi obbligatoriamente in Svizzera e non ha più la possibilità di scegliere liberamente dove ottenere le proprie prestazioni in Svizzera ed all'estero (cfr. STCA del 20 settembre 2004, inc. 36.2004.62). Del resto, dagli atti emerge che l’interessata si è recata presso un nosocomio ticinese per una visita medica per determinare l’evolversi della malattia (cfr. allegato al doc. C) e va rammentato che, di regola, nella misura in cui una determinata cura non può essere effettuata in Ticino, a certe condizioni fissate dalla legge, può essere effettuata in un altro Cantone o, se ciò non è possibile e le condizioni poste dalla legge sono adempiute, all’estero (cfr. art. 41 cpv. 2 LAMal e art. 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
Come rileva giustamente l’UAM, in Svizzera sono certamente disponibili cure d’avanguardia per il trattamento della sclerosi multipla. Per cui non vi è da temere alcuna riduzione della qualità delle cure.
In queste circostanze, già solo per questo motivo, senza che sia necessario esaminare se l’assicurazione _ copre ogni costo nelle strutture per anziani o in caso di cure a domicilio secondo quanto prescritto dalla LAMal, la ricorrente è tenuta ad affiliarsi in Svizzera per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie. La domanda di esonero deve di conseguenza essere respinta (cfr. STCA del 20 settembre 2004, inc. 36.2004.62).
9.
L’insorgente, con le osservazioni del 17 dicembre 2007, afferma di essere “
volentieri a disposizione per un colloquio personale
.” (doc. XX).
Il TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. la recente
STF del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2 che ha confermato questo principio, nonché
DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
In concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad un’udienza pubblica (l’assicurata ha solo dato la disponibilità per un colloquio personale), questo TCA rinuncia ad una sua audizione poiché superflua ai fini dell’esito della vertenza (cfr. STF del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).
Del resto l’interessata ha ampiamente fatto uso della possibilità di presentare osservazioni e documentazione nel corso della procedura.
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).