Decision ID: 0cfb8184-a2ec-5638-9d92-bfca551b450c
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nata il _, domiciliata a RI 1 e trasferitasi a RI 1 dal _ (doc. 43), con decisione del 12 agosto 1999 è stata posta al beneficio di una rendita vedovile di fr. 992 al mese (fr. 1'125 nel 2009) con effetto dal 1° agosto 1999.
Il 27 aprile 2009 la Cassa CO 1 è venuta a conoscenza del fatto che _ l’assicurata si è risposata con _ dal quale ha avuto un figlio nel _ (doc. 37).
B. Con decisione del 5 maggio 2009, confermata dalla decisione su opposizione del 10 giugno 2009, la Cassa CO 1, in applicazione dell’art. 25 cpv. 1 LPGA, ha chiesto a RI 1 la restituzione dell’importo di fr. 64'476, corrispondente alla rendita vedovile versata per il periodo dal 1° maggio 2004 al 30 aprile 2009. L’amministrazione ha inoltre precisato che, prossimamente, si sarebbe pronunciata in merito alla richiesta di condono tramite decisione separata.
C. Con decisione formale del 19 giugno 2009 l’amministrazione ha respinto la domanda di condono.
D. Il 1° luglio 2009 la Cassa CO 1 ha trasmesso al TCA uno scritto di RI 1 intitolato “
opposizione riguardo alla decisione ricevuta il 19 giugno 2009
” (doc. I), indicando che l’interessata ha interposto ricorso alla decisione su opposizione del 10 giugno 2009, per cui sarebbe dato solo il ricorso al TCA (doc. II).
RI 1 fa in sostanza valere la sua buona fede, dovuta alla non conoscenza della lingua e del sistema sociale svizzero. L’insorgente ribadisce inoltre di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie (doc. I).
E. Con risposta dell’8 luglio 2009 l’amministrazione propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).

in diritto
In ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
2.
Il 1° luglio 2009 la Cassa CO 1 ha trasmesso al TCA lo scritto del 27 giugno 2009 dell’assicurata, intitolato “
opposizione al riguardo della decisione ricevuta il 19 giugno 2009
” e dove figura “_” (doc. I e II).
L’amministrazione lo ha ritenuto quale ricorso contro la decisione su opposizione del 10 giugno 2009.
In realtà, dall’esame delle motivazioni e dall’intestazione dello scritto del 27 giugno 2009, emerge che l’interessata ha inteso inoltrare opposizione contro la decisione del 19 giugno 2009 emanata dalla Cassa CO 1 e relativa al condono della richiesta di restituzione (“_” e
“(...) e non, come viene citato nella Vostra del 19.06.09, di negligenza da parte mia
.”, allorché nella decisione su opposizione non viene fatto riferimento alla negligenza).
Ne segue che, nella misura in cui l’assicurata intendeva contestare la decisione sul condono del 19 giugno 2009, lo scritto non andava trasmesso al TCA come ricorso ma doveva essere trattato come opposizione dalla medesima amministrazione.
Lo scritto va pertanto inviato alla Cassa per i suoi incombenti.
Tuttavia, il TCA esaminerà lo scritto del 27 giugno 2009 anche quale ricorso contro la decisione su opposizione del 10 giugno 2009, rilevato che in sede di risposta l’amministrazione lo ha inteso come tale e per non pregiudicare i diritti della ricorrente.
Nel merito
3. Oggetto del contendere è la questione di sapere se l’insorgente è tenuta a restituire la rendita vedovile percepita dal 1° maggio 2004 al 30 aprile 2009.
4. Dal 1° gennaio 2003 la materia è regolata dall'art. 25 cpv. 1 LPGA (e non più dall
'
art. 47 LAVS in vigore fino al 31 dicembre 2002), giusta il quale le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l
'
interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.
Il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l
'
istituto di assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è determinante (art. 25 cpv. 2 LPGA).
Per giurisprudenza costante, nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le prestazioni litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 cons. 2b).
5. Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza.
Per il cpv. 2, l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza.
L
'
allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che, in ambito di restituzione delle prestazioni, i principi applicabili al diritto precedentemente in vigore sono ancora attuali (STFA K 147/03 del 12 marzo 2004 = DTF 130 V 318).
In questo senso, l
'a
mministrazione può riconsiderare una decisione passata formalmente in giudicato e sulla quale un'autorità giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che sia senza dubbio errata e la sua rettifica rivesta un
'
importanza notevole. Questi principi sono pure applicabili nel caso in cui delle prestazioni siano state accordate senza essere state oggetto di una decisione formale se il loro versamento ha comunque validamente esplicato effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid. 4b, DTF 126 V 46 consid. 2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11 febbraio 2004). Una decisione è stata ad esempio considerata senza dubbio errata a seguito di calcolo illegale di una rendita, in conseguenza ad una valutazione errata dell'invalidità per l'applicazione errata di principi fondamentali (DTF 110 V 179; ZAK 1991 pag. 137, DTF 119 V 483 consid. 3).
Dalla riconsiderazione (o riesame) va distinta la revisione processuale delle decisioni amministrative.
Per analogia con la revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità giudiziarie, l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una decisione formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (DTF 129 V 110, DTF 126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003; STFA I 339/01 del 29 novembre 2002).
Kieser, in ATSG-Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, a pag. 682, n. 47 ad art. 53, a proposito dell'art.
53 cpv. 3 LPGA, precisa:
"
b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodifizierte Regelung galt bereits nach der bisherigen
Rechtsprechung
(einlässliche Darstellung derselben
Schlauri
, 176 ff.; vgl. zudem SVR 2005 EL Nr. 3, P 7/02, E. 3.2), welche ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen (vgl. BGE 107 V 192). Beinhaltet eine solche lite pendente erlassene Verfügung eine Schlechterstellung, stellt die entsprechende Verfügung lediglich einen Antrag an das Gericht dar, und es bleibt der Partei die Möglichkeit offen (auf welche sie hinzuweisen ist), das Rechtsmittel zurückzuziehen (vgl. BGE 127 V 234; zur Kritik von
Schlauri
, 173 ff.; an diesem Entscheid vgl. SVR 2005 EL Nr. 3, P 7/02, E. 3.3). Entspricht die Wiedererwägung sonst nicht dem im Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im Übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 N 87). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20).”.
L'
irregolarità deve essere manifesta. Ancora di recente il TF ha precisato (STF 8C_
883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 4.1.2):
"
In particolare, non si può parlare di un
'
inesattezza manifesta se l
'
assegnazione della prestazione dipende dall
'
adempimento di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo margine di apprezzamento riguardo a certi loro aspetti o elementi, e se la decisione iniziale appare ammissibile alla luce della situazione di fatto e di diritto. Se persistono ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione iniziale, le condizioni per procedere a una riconsiderazione non sono date (cfr. sentenza 9C_439/2007 del 28 febbraio 2008, consid. 3.1 con riferimenti).".
6. Va ancora rammentato che per l’art. 3 OPGA l’ammontare della restituzione è stabilito mediante decisione (cpv. 1). Nella decisione di restituzione l’assicuratore indica la possibilità di chiedere il condono (cpv. 2). L’assicuratore decide di rinunciare alla restituzione se sono manifestamente date le condizioni per il condono (cpv. 3).
A norma dell’art. 4 cpv. 1 OPGA se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse. Per l’art. 4 cpv. 2 OPGA determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato. L’art. 4 cpv. 4 OPGA prevede che il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato.
Giusta l’art. 4 cpv. 5 OPGA sul condono è pronunciata una decisione.
L’art. 5 OPGA descrive i casi di gravi difficoltà.
A questo proposito Kieser, op cit, pag. 354 ad art. 25, n. 8 e seguenti rammenta che:
“
e) Damit erfolgt die Festlegung einer (allfälligen) Rückerstattung von Leistungen in einer mehrstufigen Verfahren: In einem ersten Entscheid ist (1) über die Frage der Unrechtmässigkeit des Bezugs der Leistung zu befinden; hier ist insbesondere auf Art. 53 ATSG bzw. auf Art. 17 ATSG abzustellen. Daran schliesst sich (2) der Entscheid über die Rückerstattung an, mit dem insbesondere zu beantworten ist, ob – bei der festgestellten Unrechtmässigkeit der Leistungsbezugs – eine rückwirkende Korrektur erfolgt oder nicht; rechtliche Grundlage dafür bildet – neben den einzelgesetzlichen Regelungen – Art. 25 Abs. 1 Satz 1 ATSG. Schliesslich ist – gegebenenfalls – (3) über den Erlass der zurückzuerstattenden Leistung zu entscheiden; dafür ist auf Art. 25 Abs. 1 Satz 2 ATSG abzustellen.
f) Art. 25 Abs. 1 und Abs. 2 ATSG entspricht der bisherigen Gesetzgebung, insbesondere der Regelung von altArt. 47 AHVG (so BGE 130 V 319 f.). Die zu den früheren Gesetzbestimmungen ergangene Rechtsprechung ist insoweit ohne Einschränkung anwendbar, und es ergeben sich zudem keine besonderen übergangsrechtlichen Fragen (dazu BGE 130 V 318).“
7. In concreto l’insorgente era al beneficio di una rendita vedovile in seguito al decesso del marito avvenuto nel corso del mese di luglio 1999. Il _ 2002 l’assicurata ha contratto un nuovo matrimonio.
Per l’art. 23 cpv. 4 LAVS il diritto alla rendita vedovile si estingue, tra l’altro, con il passaggio a nuove nozze (lett. a).
Ne segue che l’interessata non ha più diritto alla rendita vedovile.
In queste circostanze è a giusta ragione che l’amministrazione ha chiesto la restituzione delle prestazioni indebitamente percepite.
Infatti le decisioni, informali (cfr. DTF 129 V 110), di versamento delle prestazioni successivamente al nuovo matrimonio sono manifestamente errate, non sussistendone più il diritto e il riesame delle decisioni riveste un’importanza notevole considerato che l’importo versato supera i fr. 1'000 mensili.
8. Altro presupposto per verificare se l
'
obbligo di restituzione è dato, è il termine di prescrizione di un anno, a proposito del quale la nostra Massima istanza ha stabilito che i termini dell'art. 47 vLAVS - ripresi dall
'
art. 25 cpv. 2 LPGA -, contrariamente al tenore letterale della norma, costituiscono un termine di perenzione (DTF 127 V 484; DTF 124 V 380; DTF 122 V 274; DTF 119 V 431 consid.
3a;
Kieser
, Bundesgesetz über die Alters- und Hinterlassenenversicherung, Zurigo 1996, pag. 192).
I termini di perenzione non possono essere né interrotti né sospesi e devono essere applicati d
'
ufficio (DTF 111 V 135 consid.
3b; cfr. pure
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Ed. Stämpfli, Berna 1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).
Per giurisprudenza costante, i termini sono salvaguardati se prima del loro scadere è stata emessa una decisione formale e se la medesima è stata correttamente notificata alla persona che deve restituire le prestazioni (DTF 119 V 434,
Kieser
, op. cit., n. 30 ad art. 25, pag. 286).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 V 380, al considerando 1 il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che il termine relativo di perenzione di un anno giusta l'art. 95 cpv. 4 LADI, che si richiama ai princìpi fissati dall'art. 47 cpv. 2 vLAVS, comincia a decorrere nel momento in cui l'amministrazione, usando l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile avuto riguardo alle circostanze, avrebbe dovuto rendersi conto dei fatti giustificanti la restituzione (DTF 119 V 433; DTF 112 V 180; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).
Il TFA ha precisato ancora che qualora tale restituzione sia addebitabile ad un errore dell'amministrazione, l'anno di perenzione decorre non dal momento in cui esso è stato commesso, bensì da quello in cui l'amministrazione avrebbe dovuto in un secondo tempo - per esempio a seguito di un errore di calcolo di una prestazione o nel caso in cui venga a conoscenza di fatti atti a far nascere dei dubbi sulla fondatezza della pretesa -, rendersi conto di tale errore commesso prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF 124 V 380 consid. 1 e 2c; DTF 110 V 304 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 V 270 consid. 5; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).
Per poter esaminare i presupposti della restituzione, l'amministrazione deve poter disporre di tutti i fatti rilevanti, da cui emerga sia il principio che la misura del diritto alla medesima. Per determinare la pretesa non è quindi sufficiente che la Cassa venga a conoscenza di circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla oppure che permettono di stabilirne il principio ma non la misura (DTF 112 V 180 consid. 4a; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003; STFA C 11/00 del 10 ottobre 2001, consid. 2).
Circa l'inizio del termine annuale di perenzione quando l'amministrazione deve, con ulteriori accertamenti, completare le conoscenze necessarie per fondare la pretesa di restituzione, al considerando 4b del DTF 112 V 180 il TFA ha sottolineato che:
"
(...) b) Die mit BGE 110 V 304 begründete Praxis, wonach der Beginn der einjährigen Verwirkungsfrist unter dem Gesichtspunkt der von der Verwaltung geforderten Aufmerksamkeit zu bestimmen ist, hat nicht nur bei der Beantwortung der Frage zu gelten, ob die von einem Dritten erstattete Meldung die erforderliche Kenntnis der Verwaltung auszulösen vermag. Sie ist sinngemäss auch auf die von der Verwaltung in der Folge zu treffenden Abklärungen auszudehnen. Die Verwaltung hat die ihr zumutbare Aufmerksamkeit insbesondere auch bei den sich allenfalls aufdrängenden Erhebungen anzuwenden, damit ihre noch ungenügende Kenntnis so vervollständig wird, dass die Rückforderungsanspruch die nötige Bestimmtheit erhält. Wenn die Verwaltung nicht die erforderlichen Anstrengungen unternimmt, um über ihre noch ungenügend bestimmte Forderung innert absehbarer Zeit ein klares Bild zu erhalten, so darf sich ihre Säumnis nicht zu ihre Gunsten und zuungunsten des Versicherten auswirken. In einem solchen Fall ist der Beginn der Verwirkungsfrist vielmehr auf den Zeitpunkt festzusetzen, in welchem die Verwaltung ihre unvollständige Kenntnis mit dem erforderlichen und zumutbaren Einsatz so hätte ergänzen können, dass der Rückforderungs-anspruch die nötige Bestimmtheit erhält und der Erlass einer Verfügung möglich wird. (...).".
Inoltre, per costante giurisprudenza, quando la determinazione della pretesa di restituzione presuppone il concorso di parecchi organi amministrativi, il termine annuale comincia già a decorrere nel momento in cui una delle autorità competenti ha sufficiente conoscenza dei fatti (DTF 119 V 431 consid. 3a; DTF 112 V 180 consid. 4c; citata STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).
Va ribadito come la tematica della restituzione di cui all'art. 47 cpv. 2 vLAVS è stata ripresa dall'art. 25 LPGA (DTF 130 V 319), perciò la citata giurisprudenza ha valore anche per il periodo di restituzione in oggetto, posteriore al 2003 (
Kieser
, ATSG-Kommentar, 2009, pag. 355, n. 9 ad art 25 LPGA).
9. In concreto la Cassa di compensazione ha avuto conoscenza del matrimonio dell’interessata nel corso del mese di aprile 2009 (doc. 37). La decisione di restituzione del 5 maggio 2009 è pertanto stata emanata nel termine di un anno da quando l’amministrazione ha avuto conoscenza della modifica dello stato civile della ricorrente. Tuttavia, la restituzione può essere richiesta unicamente per le prestazioni versate dal mese di maggio 2004, in virtù del termine di 5 anni previsto dall’art. 25 cpv. 2 LPGA.
Per quanto concerne l’ammontare dell’importo da restituire, peraltro non contestato, va rilevato che la Cassa lo ha calcolato correttamente. L’interessata deve infatti restituire fr. 8'328 per i mesi da maggio a dicembre 2004 (fr. 1’041 X 8, doc. 41), fr. 25'464 per il 2005 ed il 2006 (fr. 1'061 X 24, doc. 40), fr. 26'184 per il biennio 2007/2008 (fr. 1'091 X 24, doc. 39) e fr. 4'500 per 4 mesi del 2009 (fr. 1'125 X 4, doc. 38), per un totale di fr. 64'476 come calcolato dall’amministrazione.
10. L’insorgente fa valere di essere stata in buona fede, giacché non in grado di capire la lingua italiana e tedesca e non conoscendo il diritto sociale svizzero. Essa non sarebbe in particolare stata informata che con il matrimonio avrebbe perso il diritto alla rendita vedovile.
Il diritto alla protezione della buona fede, che trova il suo fondamento nell'art. 9 della nuova Costituzione federale in vigore dal 1° gennaio 2000, permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.
Le condizioni per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi così dal principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata giurisprudenza:
1.
l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
2.
l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
3.
l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
4.
l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un omissione che gli è pregiudizievole;
5.
la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.
(DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol.
I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n°
509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).
Nell'evenienza concreta tuttavia i presupposti per la protezione della buona fede non sono dati. Infatti non risulta dagli atti che l'amministrazione sia intervenuta in una situazione concreta presso l'insorgente dandogli un'informazione errata.
Affermando di non conoscere il diritto sociale svizzero, di non parlare italiano e tedesco e non essere stata informata che un eventuale matrimonio avrebbe messo fine al versamento della rendita, l’insorgente invoca implicitamente la violazione dell’art. 27 cpv. 1 LPGA entrato in vigore il 1° gennaio 2003 e secondo il quale gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi. Questa norma non è tuttavia applicabile al caso concreto giacché l’insorgente è convolata a nozze il _ quando la LPGA non era ancora in vigore. Per cui va applicato il principio secondo il quale nessuno può prevalersi dell’ignoranza della legge.
In questo senso la buona fede della ricorrente non è data.
Per quanto concerne la questione della negligenza grave, contestata con lo scritto del 27 giugno 2009, va rilevato che la questione andrà trattata nell’ambito dell’esame dell’opposizione contro la decisione di condono del 19 giugno 2009.
Va infatti rammentato che per quanto riguarda i presupposti del condono, la giurisprudenza, relativamente al concetto di buona fede, distingue la mancanza di coscienza dell’irregolarità commessa dalla questione a sapere se, nelle circostanze concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe dovuto, facendo prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di diritto commesso. Il TFA ha stabilito che la problematica relativa alla coscienza dell'irregolarità commessa è una questione di fatto, per contro quella concernente l'attenzione esigibile è di diritto (cfr. STFA del 15 marzo 2004 nella causa P.-B., C 292/02, consid.
2.3.; SVR 2003 IV Nr. 4 pag. 10; SVR 2002 EL Nr. 9 pag. 21-22; Pratique VSI 1994 p. 126; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996 pag. 269).
La buona fede non è compatibile con un comportamento di grave negligenza da parte dell'assicurato (U. Meyer-Blaser,
"Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in RSJB 1995, pag. 481).
Secondo l'art. 3 cpv. 2 CCS, che è applicabile analogicamente,
"
nessuno può invocare la propria buona fede quando questa non sia compatibile con l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui."
Compete al Giudice inoltre, sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente dalle conoscenze e dalle attitudini particolari della parte, determinare il grado dell’attenzione richiesta (DTF 79 II 59).
La buona fede deve essere quindi esclusa, qualora i fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato.
Viceversa, l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare
(cfr. STFA del 20 giugno 2005 nella causa C., P. 42/04,
consid. 2.2.; STFA del 15 marzo 2004 nella causa P.-B., C 292/02, consid. 2.3.; SVR 2003 IV Nr. 4 pag. 10; Pratique VSI 1994, pag. 125ss; DTF 118 V 218, 112 V 105, 110 V 180 consid. 3 c, 102 V 245 consid. a) oppure se non ha violato tale obbligo
(U. Meyer-Blaser, op. cit., 481/482).
Infatti, la buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa è stata determinata da sua negligenza (STFA non pubbl. del 31 agosto 1993 in re I. R p. 3).
11. Alla luce di tutto quanto sopra esposto la decisione impugnata deve essere confermata, giacché la Cassa ha chiesto a ragione la restituzione delle prestazioni versate a torto e il principio della buona fede non è stato violato (cfr. sentenza 9C-59/2007 del 30 gennaio 2008, consid. 6).
Lo scritto del 27 giugno 2009 va tuttavia trasmesso alla Cassa CO 1 affinché entri nel merito dell’opposizione alla decisione del 19 giugno 2009 (cfr. sentenza 9C-59/2007 del 30 gennaio 2008, consid. 6).
Contro la decisione su opposizione in ambito di condono l’interessata potrà ricorrere al TCA nei tempi e nei modi che saranno indicati in calce al provvedimento.
12. La ricorrente ha chiesto “
la possibilità di un’audizione per poter spiegare personalmente le mie ragioni e la mia situazione.
” (doc. VI).
Il TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. sentenza 9C_578/2008 del 29 maggio 2009; sentenza
I 472/06 del 21 agosto 2007; nonché
DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
In concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad un’udienza pubblica (l’assicurata ha presentato una generica istanza di udienza di discussione e quindi ha formulato unicamente una richiesta di prova), questo TCA rinuncia ad una sua audizione poiché superflua ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In queste condizioni il TCA rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed a sentire le parti.