Decision ID: 52c39f49-71e6-515c-9864-67845c017ab0
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza di provvedimenti superprovvisionali e cautelari e di tutela giurisdizionale nei casi manifesti 28 dicembre 2011, IS 1 ha chiesto che, in via superprovvisionale e cautelare:
a – venga ordinato il sequestro e la custodia giudiziale di tutti i capi di abbigliamento, in particolare di felpe col cappuccio recanti i contrassegni
- _
- _
- _
- _
lesivi dei marchi dell’istante CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_” e CH-Nr. _ _, presenti presso il _ della convenuta sito nel Centro commerciale di _, come pure presso i punti vendita _ di _, _ e _, _ _ e _, _, _ _, e nei locali commerciali e magazzini della stessa;
b – venga imposto alla convenuta il divieto d’importazione, vendita, offerta e commercializzazione di capi di abbigliamento, in particolare di felpe col cappuccio recanti i contrassegni
- _
- _
- _
- _
lesivi dei marchi della ricorrente CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_” e CH-Nr. _ _;
c - Il divieto di cui al punto b) è assortito dalla comminatoria di segnalazione degli organi della convenuta al Giudice penale per il reato di disobbedienza a decisioni dell’autorità ex art. 292 CP.
Per ogni singola violazione del divieto di cui al punto b) è comminata alla convenuta e ai rispettivi organi una multa disciplinare di CHF 5'000.- ai sensi dell’art. 343 cpv. 1 lett. b CPC o nell’ammontare disposto dal tribunale;
nel merito che:
a – siano confiscati e distrutti definitivamente tutti i capi di abbigliamento, in particolare di felpe col cappuccio recanti i contrassegni
- _
- _
- _
- _
lesivi dei marchi dell’istante CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_” e CH-Nr. _ _, presenti presso il _ della convenuta sito nel Centro commerciale di _, come pure presso i punti vendita _ di Bellinzona, _ e _, _ _ e _, _, _ _, e nei locali commerciali e magazzini della stessa;
b – venga impartito in maniera definitiva alla convenuta il divieto d’importazione, vendita, offerta e commercializzazione di capi di abbigliamento, in particolare di felpe col cappuccio recanti i contrassegni
- _
- _
- _
- _
lesivi dei marchi della ricorrente CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_” e CH-Nr. _ _;
B.
Con decisione superprovvisionale 29 dicembre 2011, il presidente della terza Camera civile, in parziale accoglimento della domanda supercautelare ha disposto quanto segue:
1.1. E' ordinato il sequestro di tutti i capi di abbigliamento, in
particolare felpe con il cappuccio
- con il marchio “_”
- con il logo _
- con il logo _
- con il logo _
che si trovano presso il negozio _ siti nel Centro commerciale di _, rispettivamente a _, _ e _ e _, _, rispettivamente nei locali commerciali e magazzini della _ che questa è tenuta a indicare in sede di sequestro.
1.2. È fatto divieto alla convenuta di vendere capi di abbigliamento, in particolare di felpe col cappuccio, recanti i contrassegni
- _
- _
- _
- _
lesivi dei marchi dell’istante CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_”, CH-Nr. _ “_” e CH-Nr. _ _.
1.3. Per ogni singola violazione del divieto di cui al punto 1.2 è comminata alla convenuta e ai rispettivi organi una multa disciplinare di CHF 100.- ai sensi dell’art. 343 cpv. 1 lett. b CPC.
Alla CO 1 è quindi stato assegnato un termine di 20 giorni per inoltrare le proprie osservazioni. L’attribuzione delle spese giudiziarie è stata rinviata alla decisione sulla domanda cautelare.
In data 11 gennaio 2012 la Polizia cantonale ha proceduto al sequestro presso la convenuta dei capi d’abbigliamento oggetto di contestazione.
C.
Con osservazioni 17 febbraio 2012, limitate all’istanza cautelare, la parte convenuta vi si è opposta, contestando l’illiceità del suo comportamento. Ha altresì chiesto che controparte sia astretta a prestare una garanzia di fr. 30'000.- ex art. 264 CPC. Con dichiarazione 16 febbraio 2012 essa ha comunque dichiarato di non più acquistare in futuro merce oggetto di contestazione e di distruggere i residui di merce di cui ancora dispone, compresa quella oggetto dei sequestri civili e penali.
D.
Con osservazioni 16 marzo 2012 la parte istante si è opposta alla domanda di prestazione di garanzia.
E.
Al dibattimento sulla domanda cautelare del 3 aprile 2012, il presidente della terza Camera civile, rilevato che a dipendenza della menzionata dichiarazione 16 febbraio 2012, la procedura cautelare diventava priva di interesse, sicché non v’era più necessità di compiere ulteriori atti, ha proposto di risolvere il contenzioso stralciando sia la procedura cautelare sia la procedura di tutela giurisdizionale nei casi manifesti dai ruoli, ponendo le spese di giudizio a carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.
La parte convenuta ha accettato seduta stante la proposta. Con scritto 10 aprile 2012 la parte istante ha dichiarato di non aderire alla proposta, postulando la continuazione della procedura.
In data 3 maggio 2012 la parte istante ha inoltrato un memoriale di replica che non è stato intimato alla controparte.
F.
Con risposta sul merito del 18 giugno 2012 la convenuta ha postulato la reiezione dell’istanza contestando in particolare la possibilità di procedere mediante la procedura per la tutela giurisdizionale dei casi manifesti.
Con replica spontanea 28 giugno 2012 la parte istante ha confermato le proprie domande.

Considerato
in diritto:
1.
Preso atto del rifiuto della proposta transattiva da parte dell’istante, è necessario procedere con la decisione.
Va avantutto rilevato che gli scritti integrativi 20 giugno 2012 e 3 luglio 2012 dell’istante vanno estromessi dagli atti in quanto irriti, non essendo ammissibile completare a discrezione gli atti di causa con la produzione di nuovi documenti.
2.
Procedimento cautelare
Con la dichiarazione 16 febbraio 2012 (doc. 2), con la quale la convenuta ha dichiarato di non più acquistare in futuro merce oggetto di contestazione e di distruggere i residui di merce di cui ancora dispone, compresa quella oggetto dei sequestri civili e penali (verbale d’udienza 3 aprile 2012), essa ha sostanzialmente aderito alle richieste della controparte. A prescindere dalla questione a sapere se siffatto comportamento costituisca acquiescenza – ciò considerate le riserve espresse dalla convenuta medesima, la quale fa dipendere questa sua decisione unicamente da questioni di mera opportunità, negando invece l’esistenza di un suo comportamento illecito – il procedimento cautelare è così divenuto privo di interesse e può essere stralciato dai ruoli, dovendosi in questo caso però ancora decidere sulla ripartizione delle spese di giudizio, senza che sia necessario procedere ad ulteriori atti.
Richiamate le menzionate dichiarazioni della convenuta, appare opportuno altresì ordinare formalmente la distruzione dei capi d’abbigliamento sequestrati in data 29 dicembre 2011
Così stando le cose, il memoriale di replica 3 maggio 2012 appare, oltre che irrito in quanto introdotto dopo l’udienza di discussione, inutile, oltre che tardivo, considerato che esso è stato inoltrato spontaneamente un mese dopo l’udienza.
3. Procedimento di merito
L’istante ha inoltrato la domanda di provvedimenti cautelari pedissequamente alla procedura di merito, per la quale l’istante ha optato per la procedura sommaria, e meglio per la tutela giurisdizionale dei casi manifesti.
Par l’art. 257 CPC il giudice accorda tutela giurisdizionale in procedura sommaria se i fatti sono incontestati o immediatamente comprovabili e la situazione giuridica è chiara. Se non sono date le condizioni per ottenere la tutela giurisdizionale in procedura sommaria, il giudice non entra nel merito (cpv. 3).
Una situazione giuridica chiara presuppone che l’applicazione del diritto conduca a un risultato univoco, ciò che non accade di regola se l’applicazione di una norma richiede una decisione fondata sull’apprezzamento o sull’equità (DTF 138 III 123).
4.
Nel caso concreto la situazione è tutt’altro che chiara, dovendosi comunque determinare se i segni distintivi applicati sui capi d’abbigliamento venduti dalla convenuta e oggetto della presente procedura siano lesivi dei marchi registrati dall’attrice, ciò che richiede una decisione fondata sull’apprezzamento.
Di conseguenza non paiono date le condizioni per ottenere la tutela giurisdizionale per casi manifesti. Non induce a diversa conclusione il fatto che nell’ambito del procedimento cautelare sono stati ritenuti dati presupposti per l’adozione di misure provvisionali, la circostanza che una cosa sia verosimile non significando ancora che essa sia anche manifesta.
5.
Le spese processuali, fissate in applicazione della legge sulla tariffa giudiziaria (LTG) entrata in vigore il 1° gennaio 2011, la quale dispone che la tassa di giustizia è fissata in considerazione del valore, della natura e della complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG), seguono la soccombenza. Nella situazione concreta, tenuto conto dell’esito della cautelare e dell’inammissibilità della procedura di merito, gli oneri processuali sono posti a carico della parte istante in ragione di 3⁄4 e a carico della parte convenuta in ragione di 1⁄4.
Per tutti questi motivi, richiamati gli art. 257 e 104 seg. CPC