Decision ID: 1b49d766-de5a-5542-a24a-e8970b43f26f
Year: 2019
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, classe 1986, è domiciliato a _ (sezione di _) a partire dall’8 settembre 2017 proveniente da _ (cfr.
www.movpop.ti.ch
; ultima consultazione il 12 agosto 2019).
Per tutto l’anno 2017, il contribuente ha lavorato per lo _, la cui sede principale è a Berna (cfr. certificato di salario rilasciato il 22 gennaio 2018).
B.
a.
Il 26 aprile 2018, il contribuente ha presentato la dichiarazione d’imposta delle persone fisiche IC/IFD 2017, chiedendo ‐ per il tramite del Modulo 4 ‐ segnatamente le deduzioni per spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro per un importo di CHF 18'840.‐ e per le spese supplementari per doppia economia domestica in ragione di CHF 3'200.‐.
In merito alle spese di trasporto dal luogo di domicilio (_, fino al 15 settembre 2017, in seguito _, dal 16 settembre 2017) a _ (Canton Grigioni) il contribuente sottolineava che per i periodi fiscali precedenti tale deduzione era sempre stata ammessa (v. lettera accompagnatoria del 26 aprile 2018 indirizzata all’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1).
b.
Per poter procedere all’accertamento della fattispecie, in data 14 giugno 2018, l’autorità di tassazione ha richiesto al contribuente la presentazione del “contratto di lavoro e regolamento spese completi” (v. “proposta; richiesta di documentazione” inviata al contribuente in data 14 giugno 2018).
Con posta elettronica datata 2 luglio 2018, il contribuente rispondeva allegando “il contratto di lavoro [
e
] il formulario spese impiegati Confederazione”. Da notare che – per quanto qui di interesse ‐ il contratto di lavoro riportava:
“
Numero 1 Funzione, ambito lavorativo, luogo di lavoro
Funzione e ambito lavorativo: Collab spec servizio del commissariato
Luogo di lavoro: _ (TI)
Numero 2: Inizio e durata del rapporto di lavoro, periodo di prova
Inizio del rapporto di lavoro: 01.06.2018”
c.
La decisione di tassazione IC/IFD 2017 del 26 settembre 2018 non ammetteva alcuna deduzione per spese di trasporto né per doppia economia domestica, “difettando i requisti di legge”.
C.
Con il reclamo del 27 settembre 2018, il contribuente chiedeva nuovamente che fossero accettate le deduzioni per spese di trasporto per un importo totale di CHF 18'840.‐ risp. per doppia economia domestica. A motivo, egli adduceva che
“[...]
§
Lavorando per la Confederazione nel ramo _, ed avendo un contratto _, NON ho diritto a nessun beneficio per quanto riguarda il costo della macchina (benzina, assicurazione, ..). Per cui come tanti altri lavoratori a fine mese pago un leasing che mi permette di avere un veicolo per andare a lavorare;
§
Avendo un lavoro con orari flessibil[
i
] e totalmente irregolari mi è impossibile recarmi al lavoro con dei mezzi di trasporto, in quanto orari di inizio e fine lavoro sono incongruenti con le disponibilit[
à
] dei mezzi di trasporto (distanza troppo lunga);
§
Non da ultimo, il mio nucleo sociale si trova in Ticino (nonché la mia abitazione e il mio indirizzo) per cui la mia sfera/vita sociale, si svolge prettamente in Ticino, sintomo che una volta a settimana torno a casa mia.
[...]
§
In generale la maggior parte delle persone mangia fuori casa durante la pausa del mezzogiorno, mentre nel mio caso sono confrontato con i costi di colazione, pranzo e cena che giustamente devo far fronte altrimenti non mangio”.
D.
Il reclamo è stato parzialmente accolto con decisione del 23 gennaio 2019. L’autorità ha ammesso le spese per doppia economia domestica in ragione di CHF 3'200.‐ sia per l’IC sia per l’IFD, mentre la deduzione per spese di trasporto è stata accertata in ragione di CHF 3'600.‐ per l’IC (“abbonamento del mezzo pubblico di trasporto”) e di CHF 3'000.‐ per l’IFD.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede nuovamente il riconoscimento delle spese di trasporto dal luogo di domicilio al luogo di lavoro poiché “il costo dell’abbonamento per i mezz[
i
] pubblici, per un totale di CHF 3'600.‐ [...] risulta totalmente minore alla richiesta fatta e in base alla [...] situazione personale”. Per quanto attiene alle altre motivazioni addotte a sostegno del proprio gravame, sostanzialmente esse ricalcano quanto già sollevato in sede di reclamo. Al ricorso è allegata un’attestazione rilasciata il 31 gennaio 2019 dall’_, con sede a _, dalla quale si evince che il contribuente è impiegato quale “
Sachbearbeiter Kommissariatsdienst
(
ziviler Mitarbeiter
)” dal 1° maggio 2014 e che il luogo di lavoro è _TI (cfr. all. 1 al ricorso).
F.
L’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1 non ha presentato osservazioni, limitandosi a trasmettere l’incarto del contribuente alla Camera di diritto tributario.

Diritto
1.
Imposta federale diretta
1.1.
La fattispecie verte sulla ammissibilità e di conseguenza, sulla quantificazione, della deduzione per le spese di trasporto ai sensi degli art. 25 cpv. 1 lett.
a
LT risp. art. 26 cpv. 1 lett.
a
LIFD.
1.2.
Per costante giurisprudenza, le spese per l’acquisizione del reddito sono quelle spese che il contribuente non può evitare e che sono essenzialmente dovute o causate dalla realizzazione di tale reddito. È indispensabile che le spese siano economicamente necessarie all’ottenimento del reddito e che non si possa esigere dal contribuente che vi rinunci. La condizione della necessità deve essere compresa in senso lato: il Tribunale federale non esige che il contribuente non possa acquisire il suo reddito da lavoro senza le spese professionali di cui richiede la deduzione. L’esistenza di un legame sufficientemente stretto tra la spesa di cui è richiesta la deduzione e il reddito imponibile, ovvero il rapporto di causalità diretta che ne discende, deve essere esaminata in funzione dell’insieme delle circostanze concrete (cfr. p. es. STF 2C_877/2018 del 7 maggio 2019, consid. 4.2; art. 1 Ordinanza del DFF sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini dell’imposta federale diretta [Ordinanza sulle spese professionali] del 10 febbraio 1993; RS 642.118.1;
Locher
, Kommentar zum DBG, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, I. Teil, Art. 1-48 DBG, Therwil/Basilea 2001, p. 645 n. 2
ad
art. 26 LIFD).
1.3.
Con l’approvazione, nel 2014, da parte del popolo svizzero della legge federale del 21 giugno 2013 concernente il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (nell’ambito del cosiddetto progetto FAIF, volto ad implementare un nuovo sistema per finanziare l’esercizio, il mantenimento della qualità e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria), l’art. 26 cpv. 1 lett.
a
LIFD è stato modificato nel senso che “le spese professionali deducibili sono: [...] le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro fino a un importo massimo di 3000 franchi” (testo in vigore dal 1° gennaio 2016).
1.4.
Il 6 marzo 2015 è stata modificata anche l’Ordinanza del DFF del 10 febbraio 1993 sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini dell’imposta federale diretta (RS 642.118.1). L’art. 5 cpv. 1, nella versione in vigore dal 1.1.2016, prevede che, a titolo di spese necessarie per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro il contribuente possa dedurre un importo massimo di 3000 franchi (art. 26 cpv. 1 lett. a LIFD).
L’art. 5 cpv. 2 precisa che sono considerati costi deducibili:
a. le spese necessarie per l’uso di mezzi di trasporto pubblici; o
b. i costi necessari sostenuti per ogni chilometro percorso con l'uso di un veicolo privato, se non è disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non è ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso.
1.5.
Per quanto attiene alla deduzione per spese di trasporto secondo la LIFD, l’autorità di tassazione ha concesso al contribuente CHF 3'000.‐, ovvero l’importo massimo previsto dalla legge (art. 26 cpv. 1 lett.
a
LIFD). Tuttavia, tale deduzione è stata accordata senza preliminarmente aver accertato l’effettivo luogo di lavoro del contribuente. Infatti, nella dichiarazione d’imposta per le persone fisiche IC/IFD 2017, il contribuente sostiene, senza comprovarlo, che il suo luogo di lavoro sia a _/GR, mentre dall’attestazione dell’_ (allegata al ricorso) si evince che il luogo di lavoro è verosimilmente ad _/TI e questo già dal 2014. Anche il contratto di lavoro, presentato su richiesta dell’autorità di tassazione, come pure il certificato di salario 2017 non aiutano a dissipare i dubbi circa il luogo di lavoro del contribuente.