Decision ID: f763f604-06e4-5f55-9227-0145ad11e8f9
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Il _ RI 1, nato il _, ferito da tre colpi d’arma da fuoco sparati da _, suo vicino di casa, è stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale _ di _ e in seguito trasferito in elicottero all’Ospedale _ di _, dove i medici hanno riscontrato una ferita da arma da fuoco alla schiena con foro d’entrata a livello dorsale, arresto del colpo sottocutaneo al collo sopraclavicolare a sinistra, un colpo al torace a destra con entrata all’emitorace destro con fuoriuscita all’emitorace sinistro sottocutaneo ed un foro di entrata ed uscita al braccio sinistro a livello del muscolo bicipite.
Considerata la gravità delle ferite e in particolare la perforazione del polmone destro con fuoriuscita di aria e sangue, i medici hanno proceduto alla posa di due cateteri per il drenaggio Bülau e lo hanno trasferito nel reparto delle cure intense. Dimesso dal nosocomio _ il _, RI 1 è stato in seguito trasferito alla Clinica di _ dove è rimasto degente fino al _.
I fatti del _ hanno comportato gravi conseguenze sia dal profilo fisico che psichico, come attestato dal medico curante, dott. _, e dal dott. _ (cfr. sentenza della _ del _, pag. _ e seguenti, doc. _). RI 1 è risultato integralmente inabile al lavoro fino al 9 marzo 2005, mentre ha riacquistato la facoltà di svolgere i lavori più pesanti dal 5 luglio 2005. Dal profilo psichico ha sviluppato un disturbo post-traumatico da stress, con gravi stati d’ansia.
1.2. Il _ la _ ha condannato _ per mancato omicidio intenzionale alla pena di quattro anni di reclusione oltre alla rifusione di fr. 30'000.- per torto morale e fr. 27'000.- a titolo di indennità materiale (spese legali). Per le rimanenti pretese RI 1 è stato rinviato al foro civile. In data _ la _ del _ ha respinto, nella misura in cui era ammissibile, il ricorso presentato da _ (doc. C).
1.3. Il 20 giugno 2006, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha presentato un’istanza, ai sensi della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati, intesa ad ottenere un indennizzo per danni materiali di fr. 20'000 oltre interessi al 5% dal _, la copertura delle spese legali per un importo di fr. 27'000 oltre interessi al 5% dal _ e fr. 1'500 oltre interessi al 5% dal _ a titolo di ripetibili per la procedura di cassazione, nonché una riparazione per torto morale di fr. 30'000 oltre interessi al 5% dal _.
1.4. Con decisione del 20 giugno 2007 il Dipartimento della sanità e della socialità (di seguito: DSS) ha parzialmente accolto l’istanza, nel senso di riconoscere a RI 1 il rimborso delle spese legali di fr. 3'209.45 oltre interessi al 5% dal _ e di fr. 287.10 oltre interessi al 5% dal _, nonché una riparazione del torto morale di fr. 10'000 oltre interessi al 5% dal _.
L’autorità _ ha invece respinto la richiesta di indennizzo del danno subito fissato dall’istante in fr. 20'000, costituito da fr. 2'400 per i lavori domestici eseguiti presso il suo domicilio durante il periodo _ da _, fr. 6'540 per i lavori domestici eseguiti presso il suo domicilio dai tre figli, fr. 4'507.10 di spese vive di trasferta e di posteggio dei familiari, oltre ad ulteriori spese minute non conteggiate e non comprovate quali l’incremento delle fatture telefoniche, le spese sostenute durante i giorni del processo (trasferte e pranzi), visite mediche e dell’avvocato. Il DSS ha evidenziato che la giurisprudenza e la dottrina maggioritaria non ritengono che i pregiudizi puramente ed essenzialmente patrimoniali possano rientrare nel campo di applicazione della LAV.
Per quanto concerne le spese legali il DSS ha precisato che vi è un ordine di priorità per richiederne la copertura. La vittima deve innanzitutto domandare di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria, in caso di risposta negativa deve chiedere la garanzia della copertura ai consultori LAV che valutano se può essere concessa in base all’art. 3 cpv. 4 LAV. Infine l’interessato può domandare il rimborso nell’ambito della richiesta di indennizzo, come in concreto, con il rischio tuttavia che i costi non vengono rimborsati completamente.
In tal caso le spese possono essere limitate agli importi che sarebbero stati accordati applicando la tariffa prevista dall’assistenza giudiziaria cantonale, ossia fr. 155 all’ora fino al 30 giugno 2006 e fr. 180 dal 1° luglio 2006. La coerenza del sistema impone infatti che la vittima e il suo mandatario non ottengano da un indennizzo sussidiario un risarcimento maggiore di quello a cui avrebbero avuto diritto se avessero scelto le soluzioni prioritarie.
1.5. Contro la predetta decisione RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorto al TCA.
Il ricorrente contesta innanzitutto il rifiuto di assegnargli un indennizzo di fr. 20'000.- derivanti in parte dalla rifusione degli esborsi (spese di trasferta, di parcheggio, telefoniche, ecc.), per un importo di fr. 4'507.10, resisi necessari per permettere ai familiari di assistere la vittima immediatamente dopo la sparatoria. L’assistenza dei familiari rappresenta, per l’insorgente, una misura in stretta relazione con la lesione dell’integrità fisica e psichica della parte lesa, la quale ne trae un gran beneficio.
Allo stesso modo il ricorrente chiede la rifusione delle spese resesi necessarie subito dopo l’infortunio per garantire un decorso normale dell’economia domestica in assenza della vittima e dei familiari. In questo caso la natura normativa del danno dell’attività casalinga consiste nel fatto che si riconosce il risarcimento della perdita del valore economico di una tale attività senza che sia necessario documentare l’assunzione effettiva delle spese di rimpiazzo del coniuge impedito o della vittima stessa.
L’insorgente ritiene che, analogamente a quanto deciso dal TF nella sentenza 1A.181/2002 dove l’Alta Corte ha avuto modo di considerare indennizzabili nell’ambito della LAV esborsi relativi a sedute di psicoterapia e relativi trasporti, come pure le spese relative ad un intero anno di formazione scolastica in internato per una ragazza vittima di abusi sessuali, in concreto le spese richieste devono essere rimborsate.
Per quanto concerne il rimborso delle spese legali, l’istante critica la decisione del DSS di respingere la sua richiesta per meri motivi formali e rammenta di aver contattato immediatamente, sin dal _, il _. Nel corso di un colloquio del _, ritenuto che l’avv. RA 1 già patrocinava l’insorgente in una causa civile contro _, non è stato ritenuto opportuno inserire la figura di un nuovo legale. Per cui sarebbe arbitrario considerare la pretesa di rifusione delle spese legali diversamente da una richiesta successiva alla delega ad un altro avvocato nell’ambito della consulenza di cui all’art. 3 LAV.
Infine l’interessato contesta l’entità della riparazione morale. L’insorgente ribadisce la richiesta di fr. 30'000 (doc. I).
1.6. Con risposta del 24 settembre 2007 il DSS ha proposto di respingere il ricorso, con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. VII).
1.7. Il 28 febbraio 2008 è stato sentito _, _ all’epoca dei fatti (doc. XII). Delle risultanze si dirà nei successivi considerandi.

in diritto
2.1. La legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) ha lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a rafforzarne i diritti (art. 1 cpv. 1 LAV).
L'aiuto consiste in:
a. consulenza;
b. protezione della vittima e tutela dei suoi diritti nel procedimento penale;
c. indennizzo e riparazione morale.
(art. 1 cpv. 2 LAV)
L'art.
2 cpv. 1 LAV stabilisce che beneficia di aiuto ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato colpevole.
L'art. 2 cpv. 2 LAV precisa che il coniuge o il partner registrato della vittima, i figli e i genitori della stessa nonché altre persone unite ad essa da legami analoghi sono parificati alla vittima per quanto concerne:
a. la consulenza (art. 3 e 4);
b. l'esercizio dei diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e 9) nella misura in cui dette persone possono far valere pretese civili contro l'autore del reato;
c. l'indennizzo e la riparazione morale (art. 11-17) nella misura in cui dette persone possono far valere pretese civili contro l'autore del reato.
Per l’art. 3 cpv. 1 LAV i Cantoni provvedono affinché vi siano consultori privati o pubblici tecnicamente autonomi. Più Cantoni possono istituire consultori in comune. Il cpv. 2 prevede che i consultori hanno in particolare i seguenti compiti:
a.
prestano o procurano alla vittima un aiuto medico, psicologico, sociale, materiale e giuridico;
b.
danno informazioni sull’aiuto alle vittime.
A norma dell’art. 3 cpv. 3 LAV i consultori prestano il loro aiuto immediatamente e, se necessario, per lungo tempo. Devono essere organizzati in maniera tale da poter prestare in ogni momento un aiuto immediato.
Per l’art. 3 cpv. 4 LAV le prestazioni dei consultori e l’aiuto immediato da parte di terzi sono gratuiti. Per quanto la situazione personale della vittima lo giustifichi, i consultori si assumono altre spese, quali le spese di medici, di avvocati e processuali.
Le vittime possono rivolgersi al consultorio di loro scelta (art. 3 cpv. 5 LAV).
Giusta l’art. 6 cpv. 1 LAV in occasione della prima audizione la polizia informa la vittima circa l’esistenza dei consultori. Per il cpv. 2 essa comunica a un consultorio nome e indirizzo della vittima. Avverte previamente la vittima della possibilità di rifiutare tale comunicazione. Infine, il cpv. 3 prevede che le vittime di reati contro l’integrità sessuale possono esigere di essere interrogate da persone del loro sesso. Tale regola si applica parimenti alla procedura d’inchiesta.
La Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (art. 8 cpv. 1 lett. a LAV).
L'art. 9 cpv. 1 LAV (Pretese civili) stabilisce che, per quanto l'imputato non sia prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il tribunale penale decide anche in merito alle pretese civili della vittima.
Il Tribunale può dapprima giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le pretese civili (art. 9 cpv. 2 LAV).
In virtù dell'art. 9 cpv. 3 LAV se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un dispendio sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una decisione di principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la vittima ai tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare integralmente le pretese di lieve entità.
Infine, secondo l'art. 9 cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni possono emanare disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e per i procedimenti contro fanciulli e adolescenti.
2.2. La Sezione 4 della LAV è dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.
Secondo l'art. 11 cpv. 1 LAV la vittima di un reato commesso in Svizzera può chiedere un indennizzo o una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il reato. L'articolo 346 del Codice penale svizzero si applica per analogia.
Le condizioni per l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.
Il cpv. 1 prevede che la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se i suoi redditi determinanti ai sensi dell'articolo 3c della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) non superano il quadruplo dell'importo superiore destinato alla copertura del fabbisogno vitale fissato conformemente all'articolo 3b capoverso 1 lettera a di detta legge. Sono determinanti i redditi presumibili dopo il reato.
Il cpv. 2 dell'art. 12 LAV precisa invece che una riparazione morale può essere accordata alla vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e circostanze particolari lo giustifichino.
La giurisprudenza ha stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute, esiste un vero e proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione morale (cfr. DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213; DTF 121 II 369 consid 3c, pag. 373).
Le modalità di calcolo dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.
Secondo l'art. 13 cpv. 1 LAV l'indennità è fissata in funzione dell'entità del danno e dei redditi della vittima. Se i redditi non superano l'importo limite destinato alla copertura del fabbisogno vitale ai sensi della LPC, l'indennità copre integralmente il danno; se sono superiori a questo importo, l'indennità è ridotta.
L'indennità può essere ridotta se la vittima, con comportamento colpevole, ha contribuito in modo preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).
L'art. 13 cpv. 3 LAV delega al Consiglio federale il compito di stabilire l'ammontare minimo e massimo delle indennità ed attribuisce all'esecutivo la competenza di emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità.
L'Ordinanza concernente l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo aver precisato all'art. 1 che la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato, assicurazioni, ecc.), stabilisce all'art. 2 che:
"
I redditi determinanti (art. 12 cpv. 1 LAV) sono calcolati giusta l'art. 3c della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC), giusta le pertinenti disposizioni federali emanate a livello d'ordinanza nonché giusta le rispettive disposizioni speciali dei Cantoni."
L'art. 3 OAVI (calcolo dell'indennizzo) precisa al cpv. 1 che se i redditi determinanti della vittima non superano l'importo massimo determinante per la copertura del fabbisogno vitale fissato dall'art. 3b capoverso 1 lettera a LPC (in seguito: importo LPC), l'indennizzo copre integralmente il danno.
Secondo l'art. 3 cpv. 2 OAVI se i redditi determinanti della vittima superano il quadruplo dell'importo LPC (in seguito: limite massimo LAV), non è versato nessun indennizzo.
Infine, in virtù dell'art. 3 cpv. 3 OAVI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1998), se i redditi determinanti della vittima sono compresi tra l'importo LPC e il limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:
Indennizzo=danno -(redditi determinanti - importo LPC) x danno
(limite massimo LAV - importo LPC)
L'art. 4 OAVI prevede che l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e che non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).
L'art. 14 LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa al cpv. 1 che le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale) delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art. 12 cpv. 1).
L'art. 14 cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere nonché ai diritti di regresso di terzi.
Infine, secondo l'art. 14 cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.
2.3. In concreto l’insorgente chiede il pagamento di fr. 20'000.-- quale indennizzo giusta l’art. 11 LAV per le spese sostenute dai familiari e dalle persone che lo hanno sostituito nei lavori domestici, chiede il pagamento integrale delle spese legali sostenute e contesta l’entità della riparazione morale fissata in fr. 10'000.--.
2.3.1. Indennizzo del danno
L’insorgente chiede innanzitutto l’importo di fr. 20'000 a titolo di indennizzo del danno, così ripartiti e documentati:
- fr. 2'400 per i lavori domestici eseguiti presso il suo domicilio durante il periodo _ dalla signora _ per sostituire la moglie nei lavori domestici;
- fr. 6'540 per i lavori domestici pesanti e non pesanti svolti precedentemente dalla vittima e/o dalla moglie ed eseguiti presso il suo domicilio dai figli _, _ e _ (doc. 8) ;
- fr. 4’5017.10 relativi a spese vive di trasferta e di posteggio dei famigliari e dell’istante.
A questi importi si aggiungono ulteriori spese minute “
non conteggiate
” (cfr. doc. 8) quali l’incremento delle fatture telefoniche, le spese sostenute dall’insorgente e dai familiari durante i giorni del processo (trasferte e pranzi al ristorante), visite mediche e dall’avvocato.
2.3.1.1. L’autorità cantonale ha negato qualsiasi risarcimento. Riferendosi alle Raccomandazioni per l’applicazione della LAV emanate dalla Conferenza svizzera degli uffici di collegamento LAV (Recommandations pour l’application de la loi fédérale sur l’aide aux victimes d’infractions, 2ème éd., 2002, p. 16), ha evidenziato che devono essere presi in considerazione unicamente i costi in stretta correlazione con la lesione dell’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima. Sono indennizzabili i costi di ristabilimento dell’integrità corporale, fisica o psichica, le perdite di guadagno e i danni relativi all’obbligo di mantenimento. I pregiudizi puramente patrimoniali, come i danni subiti nel corso di un’aggressione, i valori rubati o le spese di annullamento di un viaggio, anche se consecutivi ad una lesione dell’integrità, non sono invece indennizzabili ai sensi dell’art. 12 cpv. 1 LAV. Rientrano infatti nel campo di applicazione di questa norma unicamente i danni direttamente subiti in seguito ad una lesione dell’integrità fisica, sessuale o psichica.
L’insorgente ritiene che la sua richiesta d’indennizzo rientri pienamente nei parametri descritti dall’autorità cantonale. Le pretese si riferiscono in parte alla rifusione degli esborsi resisi necessari per permettere ai familiari di assistere la vittima immediatamente a seguito della sparatoria. L’assistenza dei familiari, secondo il ricorrente, rappresenta una misura in stretta relazione con la lesione dell’integrità fisica e psichica della parte lesa che ne trae un gran beneficio. Per cui le spese relative a questo tipo di assistenza (spese di trasferta, di parcheggio, telefoniche, ecc.), nonché quelle resesi indispensabili per garantire un decorso normale dell’economia domestica in assenza della vittima e dei familiari, dovrebbero essere indennizzate.
In sede di risposta l’autorità cantonale ribadisce che la concezione del danno ai sensi della LAV è assai restrittiva e permette un indennizzo solo per i danni diretti subiti dalla vittima, e meglio per i danni corporali (costi di ristabilimento dell’integrità corporale, fisica o psichica, le perdite di guadagno e i danni relativi all’obbligo di mantenimento) ad esclusione dei danni materiali o puramente patrimoniali.
Nello specifico, il DSS rileva che l’importo di fr. 4'507.10 relativo a spese di telefono, spese vive di trasferta e di posteggio si riferisce ad un danno puramente patrimoniale e non ad un pregiudizio normativo all’economia domestica.
Sebbene le nozioni di danno nel campo della responsabilità civile e in ambito LAV sono analoghe, i due ambiti non perseguono lo stesso scopo, giacché in ambito LAV lo Stato interviene solo a titolo sussidiario. Per cui la nozione di danno ha una connotazione più restrittiva.
Per quanto concerne la fattura di _ di fr. 2'400.- l’autorità cantonale rileva che si riferisce a lavori normalmente svolti dalla moglie del ricorrente, casalinga, e non dalla vittima stessa (rassetto della casa, cucina, cucitura, stiratura vestiti, pulizia cucina e servizi igienici, rifacimento letti).
Ciò vale anche per la pretesa relativa all’esecuzione di lavori domestici svolti dalle figlie della vittima, al posto della loro madre, e non della vittima stessa.
Infine, a proposito del lavoro svolto da _, tenuto conto della natura delle pretese (lavori pesanti in casa: riscaldamento a legna, pulizia entrata, giardinaggio, preparazione orto, potatura piante, accompagnamento delle vittima dal medico), della durata della degenza ospedaliera della vittima dal _ e considerato che lo scopo della LAV è di evitare che la vittima si trovi a dover sopportare da sola le conseguenze del reato, procurandole un aiuto che non consiste tuttavia in un risarcimento totale del danno subito, il DSS ha ritenuto eccessivo l’ammontare delle pretese avanzate per le suddette mansioni e, considerato il grande potere d’apprezzamento nel determinare il valore delle mansioni domestiche in questione di cui dispone l’autorità cantonale, la stessa non ha ritenuto opportuno concedere l’indennità richiesta.
2.3.1.2. Il 23 marzo 2007 il Parlamento ha adottato la revisione totale della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV, RS 312.5), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009 (cfr. RU 2008, pag. 1607 e seguenti, in particolare pag. 1620).
Il Consiglio federale, nel relativo Messaggio del 9 novembre 2005 (cfr. FF 2005 pag. 6351 e seguenti), a proposito dell’art. 19 (diritto all’indennizzo), ha ricordato che:
"
Conformemente al capoverso 3, non occorre considerare i danni materiali: l’indennizzo copre solo il danno subito a causa della lesione o della morte della vittima. Ciò è conforme al numero 5.3 delle raccomandazioni della CSUC-LAV
e all’avamprogetto. Il danno già coperto dall’aiuto immediato o dall’aiuto a più lungo termine secondo l’articolo 13 non è preso in considerazione. In questa categoria sono comprese le spese di guarigione, di cura e di aiuto domestico precedenti alla stabilizzazione dello stato di salute. Anche l’assunzione delle spese dell’avvocato e processuali rientra nell’articolo 13; in effetti, l’assunzione di queste spese serve a
sopprimere o compensare le conseguenze del reato che non dipendono dallo stato di salute. Il capoverso 4 consente di considerare il danno legato alle attività domestiche, per quanto vi siano conseguenze finanziarie concrete; in effetti, l’indennizzo di un danno non effettivamente subito non corrisponde all’obiettivo fondamento sociale della LAV. Conformemente alle osservazioni espresse durante la procedura di consultazione da alcuni ambienti, la regolamentazione qui proposta si allontana dalla prassi attuale. In effetti, la prassi vigente si allinea sul diritto civile e riconosce il danno domestico come «danno normativo». La particolarità del danno normativo consiste nel fatto che è compensato senza prova dell’esistenza dei costi supplementari. Il danno legato alle cure o all’assistenza fornita ai congiunti è indennizzato secondo gli stessi principi nel diritto di responsabilità civile.
Contrariamente al diritto di responsabilità civile, l’aiuto alle vittime non intende riportare la vittima alla situazione finanziaria di cui godeva prima del reato; i danni che non comportano una diminuzione del patrimonio non sono considerati al momento della determinazione del danno. Di conseguenza, il danno domestico e per le cure ai congiunti è indennizzato solo se comporta una diminuzione del patrimonio, sia per il fatto di dover assumere un ausiliario sia a causa della diminuzione di guadagno risultante da una riduzione dell’attività lucrativa. La riduzione dell’attività lucrativa può riguardare sia la vittima sia i congiunti che vivono in comunione domestica con lei o che le forniscono cure. Non sarà invece più possibile indennizzare
il danno domestico se la vittima preferisce sopportare una diminuzione della qualità e occuparsi essa stessa della sua economia domestica con maggiori sforzi, e se i congiunti assumono l’aumento di lavoro senza ricorrere a un aiuto esterno e senza ridurre la loro attività lucrativa. Il danno è calcolato secondo il diritto di responsabilità civile (cfr. cpv. 2, art. 45 e 42 CO).” (FF 2005, pag. 6401)
In quest’ambito, con sentenza 1A.168/2002 del 14 gennaio 2003 il TF ha affermato:
"
2.5. La recourante demande également la prise en charge des loyers de son appartement de quatre pièces pour les mois de janvier à mars 2002 dans le cadre des prestations d’aide immédiate de la LAVI; elle prétend qu’elle aurait été en mesure de s’acquitter de ces sommes si elle n’avait pas perdu l’emploi pour lequel elle avait été engagée le 5 novembre 2001, en raison de son incapacité de travail consécutive aux événements du 10 septembre 2001.
2.5.1 Sous réserve de la couverture des frais de procédure, l'aide financière accordée à la victime au titre de la LAVI ne couvre pas de dommages autres que ceux découlant du droit de la responsabilité civile de l'auteur de l'infraction. Elle n'entre donc pas en ligne de compte si l'une des conditions de la responsabilité au sens de l'art. 41 CO fait défaut. Pour que le lésé puisse demander des dommages-intérêts, il faut que l'atteinte à l'intégrité physique ou psychique ait entraîné un dommage économique. Le lésé doit s'être trouvé dans l'incapacité d'effectuer un travail ayant une valeur économique, la perte de gain résultant de l'incapacité de travail temporaire.
En soi, la lésion corporelle ne constitue pas encore un dommage. Seules les conséquences économiques négatives que subit le lésé par suite de la lésion doivent être indemnisées, tels que les frais médicaux ou la perte de gain (ATF 127 III 403 consid. 4a p. 405; Roland Brehm, La réparation du dommage corporel en responsabilité civile, Berne 2002, n. 412, p. 182, n. 455, p. 199). Dans ce dernier cas, il faut que l'atteinte à l'intégrité physique ou psychique ait pour conséquence une diminution de la capacité de travail productif pour entraîner un dommage économique qui oblige l'auteur de l'acte
au sens de l'art. 41 CO.
Pour une partie de la doctrine, fondée sur la genèse de la loi et l'évolution de la qualité de victime, seuls les dommages subis à la suite d'une atteinte à l'intégrité physique, sexuelle ou psychique devraient être pris en charge dans le cadre de la LAVI, à l'exclusion de purs dommages matériels, tels que les dégâts causés aux habits au cours d'une altercation, les valeurs patrimoniales dérobées ou les frais d'annulation d'un voyage (cf. à ce sujet les auteurs cités par Eva Weishaupt, Finanzielle Ansprüche nach Opferhilfegesetz, SJZ 2002 p. 326, à la note 51); le Tribunal fédéral a laissé cette question ouverte dans un arrêt 1A.163/2000 du 8 novembre 2000; il a également renoncé à la résoudre dans un arrêt ultérieur 1A.249/2000 du 26 janvier 2001, consid. 2b et c paru à la ZBl 2001 p. 489, tout en admettant que le préjudice ménager ("Haushaltschaden") pouvait constituer un dommage corporel au sens large susceptible d'être indemnisé en tant qu'il était la conséquence d'une incapacité de travail liée à des troubles psychiques causés par une infraction à l'intégrité physique. Aussi, une prise en charge des loyers d'un appartement que la victime a été contrainte de prendre à la suite
d'une infraction à l'intégrité physique ou psychique et dont elle ne peut pas ou plus assumer la location à la suite d'un licenciement consécutif à une incapacité de travail ne saurait d'emblée être exclue dans la mesure où cette incapacité résulterait des conséquences de l'infraction."
Il Tribunale federale ha pertanto lasciato la questione aperta in almeno 3 altre decisioni (STF 1A.163/2000 dell’8 novembre 2000; STF 1A.20/2002 del 4 luglio 2002 pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269 e STF 1A.168/2002 del 14 gennaio 2003).
Anche la dottrina, e meglio Peter Gomm, in Peter Gomm/Dominik Zehntner, Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 246, n. 6 e seguenti ad art. 13, rammenta che la LAV è silente circa la questione a sapere se i danni materiali fanno parte del danno da risarcire e ricorda (n. 9 e seguenti ad art. 13) che:
"
Unter dem Gesichtpunkt der Entschädigung in Anwendung des 4. Abschnitts des Gesetzes sollten deshalb alle Sachschaden ausser Betracht bleiben (...)
Die hier vertretene Auffassung, wonach Sachschaden und reiner Vermögensschaden bei der Bestimmung des Schadens ausser Betracht bleiben müssen, findet eine Entsprechung in Art. 4 des Europäischen Uebereinkommens über Opfer von Gewalttaten. Diese Bestimmung sieht vor, dass die Entschädigung zumindest folgende Schadenselemente decken muss: Verdienstausfall, Heilbehandlungs- und Krankenhauskosten, Bestattungskosten sowie bei Unterhaltsberechtigten Ausfall von Unterhalt. Sachschaden und reiner Vermögensschaden sind im Uebereinkommen nicht als Schadenselemente genannt.
Die Rechtsprechung hat sich bislang nur vereinzelt mit der Frage der Leistungspflicht nach OHG für Sach- und Vermögensschäden auseinander gesetzt. Im Grundsatz wurde die Frage jeweils offen gelassen (BGer 1A.163/2000 vom 8. November 2000 und 1A.249/2000 vom 26. Januar 2001). Immerhin hat das Verwaltungsgericht des Kantons Bern entschieden, dass wirtschaftliche Einbussen aus einem mit der Straftat im Zusammenhang stehenden Wohnungswechsel lediglich dann opferhilferechtlich massgebenden Schaden darstellen, wenn der Wohnungswechsel unvermeidbare Folge der Straftat wäre (VerwGer BE 1981U vom 19. Juli 1996, Erw. 2b, mit Hinweis auf BGE 121 II 120 Erw. 2a).
Aehnlich hat das Bundesgericht nicht ausgeschlossen, dass die Kosten für einen Wohnungswechsel, der sich unmittelbar aus der Straftat ergebe und Folge einer physischen oder psychischen Schädigung sei, entschädigungsberechtigt seien; Die Frage wurde aber letztlich offen gelassen (BGer 1A.168/2002 vom 14. Januar 2003, Erw. 2.5.1). Damit wird seitens der Rechtsprechung nach wie vor offen gelassen, ob Sach- oder eine Vermögensschäden, insbesondere solche, die nicht unmittelbar im Zusammenhang mit der Verletzung der physischen und psychischen Integrität entstehen sowie aus Persönlichkeitsverletzungen gegen absolut geschützte Rechtsgüter erwachsen, nach Opferhilferecht zu entschädigen sind (vgl. dazu auch Windlin, S. 130 und 163, mit weiteren Hinweisen).“
Diversa la questione del danno domestico. Infatti
la prassi vigente si allinea sul diritto civile e lo riconosce come «danno normativo» (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 9 novembre 2005, sopra citato: “
In effetti, la prassi vigente si allinea sul diritto civile e riconosce il danno domestico come «danno normativo».
”).
2.3.1.3. Alla luce di quanto sopra esposto, questo TCA ritiene che nel caso di specie va rimborsato unicamente il danno causato dall’impossibilità del ricorrente di svolgere i lavori pesanti al proprio domicilio, dapprima poiché degente in ospedale ed in seguito poiché inabile al lavoro.
In sede di risposta lo stesso DSS ammette che i lavori domestici pesanti, eseguiti da uno dei tre figli, ossia _ (ad ese
mpio giardinaggio, preparazione orto, potatura piante, ecc.), prima dell’evento criminoso erano effettuati dal ricorrente, il quale, a causa del grave atto di cui è stato vittima, ha dovuto far capo ad altre persone. Tuttavia tenuto conto delle degenza ospedaliera (_), dello scopo della LAV e della natura delle pretese avanzate, l’autorità cantonale ha fatto uso del suo ampio potere di apprezzamento e “
non ha ritenuto opportuno concedere al ricorrente l’indennità richiesta con l’istanza 20 giugno 2007 (recte: 2006).
” (doc. VIII).
Questa Corte non condivide l’opinione del DSS e ritiene che, nella misura in cui _, figlio del ricorrente, ha fatturato dei lavori pesanti, precedentemente effettuati dalla vittima, si giustifica un risarcimento del danno normativo conformemente alla prassi attualmente in vigore.
Infatti, dagli atti, e meglio dal certificato del medico curante, Dr. _, emerge che l’interessato solo a partire dal _ ha riacquistato la facoltà di svolgere mansioni domestiche leggere, mentre per i lavori pesanti, in particolare di giardinaggio, l’abilità è stata riacquistata solo dal _ (doc. 8/H). Da parte sua il dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, con certificato _, ha rilevato la presenza di stati d’ansia conseguenti al trauma relativo all’avvenimento di cui è stato vittima (doc. 8/I). Per cui l’interessato doveva essere sostituito da qualcuno nell’ambito dei lavori domestici.
Dalla fattura di cui al doc. 8/B si evince che _ ha lavorato presso il domicilio dei suoi genitori fino alla primavera del _ “
a motivo delle precarie condizioni fisiche di mio padre dopo il ferimento
” ed ha quantificato i lavori pesanti in circa 2 ore ogni 15 giorni sino alla fine dell’inverno (riscaldamento a legna, pulizia entrata) e ca. 2 ore al mese da aprile a maggio (pulizia entrata). Per i lavori di giardinaggio sono state quantificate 10 ore nel _ (pulizia giardino) e 20 ore nel _ (preparazione orto e potatura piante). Inoltre, per l’accompagnamento del padre dal medico e all’ospedale ha quantificato il tempo impiegato in 20 ore. L’interessato ha confermato che “
mia madre, a motivo dei problemi di salute che conosce da diversi anni e che sono peggiorati a seguito del ferimento di mio padre, non era assolutamente in grado di effettuare i lavori sopra menzionati
.”
Per cui, ritenuto che _ ha effettuato un lavoro di complessive 76 ore (_ 2 ore ogni mese [4 ore] + 2 ore ogni 15 giorni da fine _ [_: 11 X 2 = 22] + 30 ore di lavori di giardinaggio + 20 ore di trasporto del padre]) a fr. 30 all’ora (cfr. doc. 8) si giustifica il rimborso dell’importo di fr. 2'280 (76 x 30), che andrà tuttavia ridotto sulla base dell’art. 3 OAVI.
Per contro i lavori svolti da _ dal _, di un importo di fr. 2’400 per i lavori eseguiti a favore della moglie (rassetto della casa [aspirapolvere, lavaggio pavimenti: fr. 500], cucina [fr. 700], lavaggio, cucitura e stiratura [fr. 450], lavori domestici [pulizia cucina e servizi igienici, nonché rifacimento letti: fr. 750], cfr. doc. 8/A), quando il ricorrente era degente in ospedale, non possono essere risarciti, giacché l’insorgente non ha prodotto documentazione medica atta a comprovare l’impossibilità, per la moglie, di continuare a svolgere i lavori casalinghi in quel periodo.
Per lo stesso motivo anche i lavori “non pesanti” svolti dalle figlie _ e _, che hanno rilevato di aver dovuto aiutare i genitori nel riassetto della casa (aspirapolvere, lavaggio pavimenti), cucina, lavaggio, cucitura e stiratura vestiti, non sono compresi nel risarcimento.
Tuttavia le figlie, pur non quantificandolo precisamente, hanno affermato di aver svolto anche “
lavori casalinghi pesanti
” (doc. 8/C), ossia normalmente eseguiti dall’insorgente. Considerato che hanno indicato di aver avuto, complessivamente, un dispendio orario di 10 ore a settimana durante il mese di _ (il loro intervento era necessario quotidianamente), 5 ore settimanali fino a fine _ e 2 ore settimanali fino a _, alla luce dei lavori già svolti dal figlio _ e tenuto conto delle valutazioni di _, questo Tribunale ritiene equo stabilire in 2 ore settimanali l’intervento delle figlie in _ per i lavori pesanti, 1 ora fino a fine _ e mezzora fino a fine _.
Per cui il rimborso ammonta a fr. 825 ([2 ore X 4 settimane X fr. 30] + [1 ora X 13 settimane X fr. 30] + [mezzora X 13 settimane X fr. 30]).
Infine, non possono essere rimborsate le spese “
non conteggiate
” (doc. 8 pag. 2 in fondo) di trasferta o di pranzi, poiché non sono state comprovate tramite pezze giustificative. Neppure le spese di fr. 4'507.10 (spese vive di trasferta e di posteggio dei familiari o del ricorrente), o l’incremento delle spese telefoniche possono essere rimborsate poiché non fanno parte del danno materiale risarcito dalla LAV, trattandosi di un danno puramente patrimoniale e non di un pregiudizio normativo dell’economia domestica.
Alla luce di quanto sopra esposto, rilevato che per calcolare l’importo dell’indennizzo occorre far capo al calcolo di cui all’art. 3 OAVI (per il tenore cfr. 2.2), sulla base del calcolo effettuato dall’Istituto delle assicurazioni sociali il 29 maggio 2007, risulta che il reddito determinante del ricorrente non supera il quadruplo dell’importo superiore destinato alla copertura del fabbisogno vitale per i coniugi ai sensi della LPC (cfr. decisione impugnata, pag. 5, il cui calcolo è incontestato). Visto che a norma dell’art. 13 cpv. 1 LAV l’indennità è fissata in funzione dell’entità del danno e dei redditi della vittima e che i redditi determinanti (fr. 93'704) sono superiori all’importo limite destinato alla copertura del fabbisogno vitale per coniugi ai sensi della LPC (fr. 26'460), l’indennizzo da concedere all’istante non può coprire integralmente il danno ma deve essere ridotto, secondo il seguente calcolo:
Indennizzo=danno -(redditi determinanti - importo LPC) x danno
(limite massimo LAV - importo LPC)
ossia (cfr. per i valori la pagina 6 della decisione impugnata):
indennizzo=3’105 -(93’704 – 26’460) x 3’105
(105’840 – 26’460)
Per cui l’indennizzo ammonta a fr. 474.70. Tuttavia, rammentato che per l’art. 4 cpv. 2 OAVI non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi, appare equo, a questo Tribunale, aumentare l’importo a tale cifra. Non sono invece assegnati interessi poiché il ricorrente non li ha (più) richiesti con la sua impugnativa (cfr. petitum, pag. 12 doc. I).
2.3.2. Risarcimento delle spese legali
L’insorgente contesta la decisione del DSS, che gli ha riconosciuto un rimborso delle spese legali di fr. 3'209.45 oltre interessi al 5% dal _ e di fr. 287.10 oltre interessi al 5% dal _ e chiede, oltre ai citati interessi, un importo di fr. 27'000 per le spese sostenute fino al processo di primo grado e fr. 1'500 di ripetibili per la procedura in _.
Il ricorrente sostiene che l’autorità cantonale ha considerato a torto la sua richiesta come una domanda di indennizzo del danno subito ai sensi dell’art. 11 e seguenti LAV, riducendo l’ammontare richiesto sulla base dell’art. 3 OAVI e calcolando inoltre l’importo sulla base della tariffa dell’assistenza giudiziaria.
L’interessato sostiene invece di aver inoltrato una richiesta sulla base dell’art. 3 cpv. 4 LAV.
L’insorgente chiede l’audizione dell’allora _, affermando di aver affrontato con lui questa problematica e che “
il ricorrente è stato tranquillizzato nel senso che le spese di patrocinio sarebbero comunque state coperte. Mai, in nessuna circostanza, è stato invitato a voler presentare istanze formali al proposito!
” (doc. I) Egli ritiene pertanto di aver inoltrato un’istanza formale ai sensi dell’art. 3 LAV e di aver diritto al rimborso delle spese legali sopportate sulla base della tariffa piena e non della tariffa calcolata in base all’assistenza giudiziaria, come già giudicato in un’altra fattispecie da questo Tribunale (sentenza del 17 dicembre 2001, inc. 43.2000.1, confermata dalla sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002 pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269), dove era stata applicata una tariffa oraria di fr. 200.
2.3.2.1. Il Tribunale federale (TF), in una sentenza del 13 dicembre 2004 pubblicata in DTF 131 II 121, ha stabilito che le spese di avvocato della vittima, che interviene nel procedimento penale, possono essere assunte sulla base dell’art. 3 cpv. 4 LAV, se non ha ottenuto l’assistenza giudiziaria; a titolo sussidiario le stesse possono essere rimborsate come posizione di danno nell’ambito dell’art. 11 segg. LAV. In questo caso, l’indennizzo può essere limitato all’importo che sarebbe stato riconosciuto secondo la tariffa sull’assistenza giudiziaria. Inoltre la vittima si assume il rischio finanziario che i costi legali non le vengano necessariamente rimborsati (o non completamente) dall’autorità d’indennizzo LAV, visto il carattere limitativo degli art. 12 cpv. 1 e 13 cpv. 1 LAV (consid. 2.4.1).
Il TF ha affermato:
"
2.3 Dans des dispositions précédant celles consacrées à la procédure d'indemnisation et de réparation morale (
art. 11 ss LAVI
), la loi fédérale prévoit que des conseils (titre de la section 2, en allemand: Beratung) puissent être donnés aux victimes, dans des centres de consultation (Beratungsstellen) institués par les cantons en application de l'art. 3 LAVI. Aux termes de l'
art. 3 al. 2 let. a LAVI
, ces centres sont chargés en particulier de fournir à la victime, eux-mêmes ou en faisant appel à des tiers, une aide médicale, psychologique, sociale, matérielle et juridique.
Certaines prestations sont fournies directement par les centres de
consultation, à titre d'aide immédiate, et sont gratuites (art. 3 al. 4, 1re phrase LAVI). En vertu de l'art. 3 al. 4, 2e phrase LAVI, d'autres frais sont pris en charge par ces centres, comme les frais médicaux, les frais d'avocat et les frais de procédure, dans la mesure où la situation personnelle de la victime le justifie (aide à plus long terme).
Indépendamment de la LAVI, lorsque la victime entend intervenir comme partie civile dans la procédure pénale ouverte contre l'auteur de l'infraction, elle peut demander l'assistance judiciaire gratuite - en
particulier la désignation d'un avocat d'office - en se prévalant de la
réglementation du droit cantonal de procédure à ce sujet, voire directement des garanties minimales de l'
art. 29 al. 3 Cst.
D'après la jurisprudence du Tribunal fédéral, ce n'est qu'à titre subsidiaire qu'on applique l'
art. 3 al. 4 LAVI
, s'agissant de la désignation d'un avocat et de la prise en charge des frais de défense. Lorsque l'assistance judiciaire est octroyée à la victime, une intervention étatique fondée sur l'
art. 3 al. 4 LAVI
ne se justifie plus. En revanche, lorsque la victime n'obtient pas l'assistance judiciaire gratuite - y compris la désignation d'un avocat d'office – selon le droit cantonal, il appartient au centre de consultation d'examiner si sa situation personnelle justifie le remboursement des frais d'avocat (ATF 123 II 548 consid. 2a p. 551; 122 II 315 consid. 4c/bb p. 324; 121 II 209 consid. 3b p. 212). La prise en charge de ces frais sur la base de l'
art. 3
al. 4 LAVI
, qui requiert une appréciation de la "situation personnelle de la victime", n'est pas nécessairement soumise à des conditions aussi
restrictives que l'octroi de l'assistance judiciaire gratuite, notamment
quant au caractère décisif des ressources de l'intéressé (cf. ATF 122 II 315 consid. 4c/bb p. 324; EVA WEISHAUPT, Finanzielle Ansprüche nach Opferhilfegesetz, RSJ 98/2002 p. 352; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Article 4 Cst. féd.: Le point sur l'évolution de la jurisprudence du Tribunal fédéral en matière d'assistance judiciaire, in De la Constitution, Etudes en l'honneur de Jean-François Aubert, Bâle 1996, p. 701)."
Come precisa il TF nella citata sentenza, se l’interessato chiede il rimborso delle spese legali tramite l’art. 3 cpv. 4 LAV, le medesime non rientrano nel limite di fr. 100'000, se invece la richiesta viene fatta nell’ambito dell’art. 11 LAV, il citato importo non può essere superato (cfr. DTF 131 II 121 consid. 2.4.3). Inoltre, se l’istante inoltra subito la domanda in virtù dell’art. 3 cpv. 4 LAV, evita di assumersi dei costi che potrebbero non essere rimborsati nell’ambito dell’istanza di cui all’art. 11 LAV, giacché il consultorio deve decidere celermente e prima che questi costi siano sorti.
Il TF si è infatti così espresso in merito al consid. 2.5.2:
"
2.5.2 S'agissant de l'assistance d'un avocat, les prestations prises en charge par un centre de consultation en application de
l’art. 3 al. 4 LAVI
correspondent à celles qui seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire gratuite selon le régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l'
art. 29 al. 3 Cst.
En d'autres termes, la victime ne peut pas prétendre à des prestations plus étendues (ATF 121 II 209 consid. 3b p. 212; cf. WEISHAUPT, op. cit., p. 352). On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce cadre sera généralement rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite; à tout le moins, une telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral.
Comme cela a déjà été relevé (supra, consid. 2.3), la prise en charge des frais d'avocat au titre de l'
art. 3 al. 4 LAVI
est subsidiaire à l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit cantonal (gratuité de la procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le remboursement de ces frais au titre de l'indemnisation selon les
art. 11 ss LAVI
a un caractère encore plus subsidiaire. Il se justifie donc d'adopter, dans ce cadre, une solution spécifique. La cohérence du système veut que la victime - ou son mandataire - n'obtienne pas, par le biais de l'indemnisation a posteriori, un dédommagement plus important que si les solutions prévues à titre prioritaire avaient été choisies. C'est bien ce que le Tribunal fédéral a en définitive considéré dans l'arrêt 1A.169/2001 du 7 février 2002 car c'est le résultat auquel il est alors parvenu en confirmant une décision de la juridiction cantonale ayant appliqué les règles sur la rémunération du défenseur d'office. L'indemnisation pour le poste du dommage "frais d'avocat" peut en effet être limitée, sans violation des
art. 11 ss LAVI
, au montant qui aurait été alloué en application du tarif de l'assistance judiciaire. Cette solution, spécifique au régime de la LAVI et s'écartant donc dans une certaine mesure des règles du droit de la responsabilité civile, tient compte de la nature du système d'indemnisation de cette loi fédérale (cf. supra, consid. 2.2).
2.6 Dans le cas particulier, le Tribunal administratif a fait une interprétation erronée des
art. 11 ss LAVI
en considérant que ces dispositions imposaient le remboursement intégral de la note d'honoraires présentée par l'avocat de la victime. Le grief de violation du droit fédéral (
art. 104 let. a OJ
) est donc fondé."
Va ancora evidenziato che, alla luce della più recente giurisprudenza (DTF 131 II 121), la sentenza del 17 dicembre 2001 (inc. 43.2000.1), invocata dal ricorrente e confermata dal TF (sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002, pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269), circa l’ammontare secondo la tariffa piena dell’onorario dell’avvocato e non solo in base alla tariffa dell’assistenza giudiziaria non può più essere seguita.
2.3.2.2. In concreto, ai fini di stabilire se l’assicurato aveva già inoltrato un’istanza di assunzione delle spese di avvocato e processuali secondo l’art. 3 cpv. 4 LAV oppure se la sua richiesta è stata presentata solo con l’istanza del 20 giugno 2006, il TCA ha sentito l’allora _, _ (doc. XII).
La necessità di accertare quando è stato chiesto per la prima volta allo Stato di intervenire per coprire le spese legali è dovuta al fatto che se l’istanza è stata presentata secondo l’art. 3 cpv. 4 LAV, il rimborso va effettuato sulla base della tariffa per l’assistenza giudiziaria (DTF 131 II 121) ma senza dover passare per il calcolo effettuato dal DSS in applicazione dell’art. 3 OAVI.
Il 28 febbraio 2008 l’allora _ ha affermato:
"
(...) Posso dire che _ c'è stato un messaggio ricevuto dall'avv. RA 1 con cui mi pregava di contattarlo e ricordo che c'è stato un incontro a _ presso l'abitazione RI 1 in quel periodo anche se non so essere preciso sulla data.
Prendo atto che in sede di ricorso è indicata la data del _ data che potrebbe essere corretta. L'avv. RA 1 invita a verificare la stessa sulla nota contenuta agli atti.
In occasione di quel colloquio erano presenti anche famigliari del sig. _ mentre lui stesso non era presente perchè era ancora ricoverato all'ospedale.
(...)
In occasione di quell'incontro prioritario è stato l'aspetto psicologico conseguente ai fatti del _ precedente e quindi l'aggancio con le persone e le strutture idonee per affrontare i problemi. (...)
Normalmente in casi analoghi questi sono gli aspetti che prioritariamente venivano analizzati anche se alle persone venivano date informazioni relative agli aspetti patrimoniali, risarcimento, intervento del legale, copertura delle spese, ecc ...
In concreto è giusto dire, come ricorda l'avv. RA 1, che lui segnalò di essere già legale del sig. RI 1 e chiese se poteva quindi continuare in questo ambito nuovo penale a rappr. la vittima o se fosse necessario invece passare attraverso gli organi preposti dall'applicazione LAVI per la designazione di un legale. È vero che ho comunicato all'avv. RA 1 che poteva senz'altro continuare su questo incarico. Normalmente infatti si procede mediante la designazione di un patrocinatore da parte dello Stato e ciò sulla scorta di una lista preposta a suo tempo con l'ordine degli avvocati. In altri casi quando invece è necessario inquadrare una fattispecie nell'ottica della LAVI l'ufficio ha incaricato dei legali per una prima consulenza secondo le direttive federali coprendo fino 3-4 ore di consulenza.
Quindi in concreto è giusto dire che l'avv. RA 1 essendo già il patrocinatore e avendo chiesto se poteva continuare in questo suo patrocinio per gli aspetti penali nuovi io gli ho dato sostanzialmente questa autorizzazione.
Gli aspetti della fatturazione delle prestazioni dell'avv. RA 1 non sono stati discussi come tali in quell'occasione ma poi anche in contatti successivi si è posto il problema della solvibilità di _ che era pur sempre proprietario della sua casa e ancorché non si sapesse in che misura era ipotecata. Per questo motivo l'intesa era sostanzialmente che il primo responsabile delle spese e dei danni cagionati è l'autore e quindi si sarebbe dovuto verificare in che misura vi era la possibilità di rientrare da quella parte.
C'è stato sostanzialmente quindi l'accordo di rinviare il tutto al momento dell'istanza formulata nel 2006.
Consegno ora agli atti gli scambi di e-mail che vengono fotocopiati e consegnati alle parti recepiti nel presente verbale sul doc. XII+1-10.
Rammento che vi fu, ma questo in fase successiva già nel corso del 2006, il problema di un assicuratore di protezione giuridica privato che poteva essere chiamato a rispondere per le spese legali in luogo e veci dello Stato ma se ne chiamò fuori." (doc. XII)
Dalle affermazioni di _ emerge che l’istante, per il tramite del suo avvocato, già in occasione del primo colloquio svoltosi nel corso del mese di _ aveva fatto presente la necessità di far capo ad un legale. Quest’ultimo si è quindi informato circa la possibilità di rappresentare l’insorgente anche in ambito penale. Il _ ha dato il suo consenso (“
È vero che ho comunicato all'avv. RA 1 che poteva senz'altro continuare su questo incarico.
”). In seguito si è discusso della copertura delle spese legali e della sua fatturazione. Vista la situazione poco chiara dell’autore del reato circa le sue possibilità finanziarie, il _ e il rappresentante dell’insorgente hanno deciso di rinviare un’eventuale decisione circa l’obbligo prestativo dello Stato al momento della decisione sull’istanza che la vittima avrebbe presentato (“
C'è stato sostanzialmente quindi l'accordo di rinviare il tutto al momento dell'istanza formulata nel 2006
”).
Il _ è pertanto stato contattato immediatamente anche per quanto concerne l’aspetto relativo al patrocinio legale ed al rimborso dei costi derivanti dall’assunzione del patrocinio ed ha, perlomeno implicitamente, dato la garanzia della copertura delle spese legali se l’autore del reato, come poi si è rilevato, non avesse avuto la capacità finanziaria per procedere al rimborso delle spese legali.
Alla luce delle emergenze testimoniali occorre pertanto ritenere che l’istante ha inoltrato una richiesta di rimborso in virtù dell’art. 3 cpv. 4 LAV e che il _ non ha rifiutato di concedere l’aiuto a lungo termine ma si è limitato a rinviare la decisione al momento dell’inoltro dell’istanza non essendo ancora stato chiarito se l’autore del reato fosse stato in grado di risarcire le spese legali.
Per cui il loro rimborso, seppure da effettuare in base alla tariffa dell’assistenza giudiziaria (DTF 131 II 121), non va deciso in applicazione dell’art. 11 LAV e dell’art. 3 OAVI, bensì dell’art. 3 LAV.
Come rammenta il TF nella citata sentenza pubblicata in DTF 131 II 121 al consid. 2.3 “
lorsque la victime n'obtient pas l'assistance judiciaire gratuite - y compris la désignation d'un avocat d'office – selon le droit cantonal, il appartient au centre de consultation d'examiner si sa
situation personnelle justifie le remboursement des frais d'avocat
”.
In concreto emerge chiaramente che la situazione personale giustifica il rimborso delle spese d’avvocato.
Nella decisione impugnata, a pag. 6, emerge che il DSS ha fissato l’entità del danno in fr. 20'992.55, corrispondente a 107 ore e 25 minuti di lavoro per le prestazioni relative al patrocinio fino alla sentenza penale di prima istanza, con una retribuzione oraria, in applicazione delle norme sull’assistenza giudiziaria, di fr. 155 all’ora, per un totale di fr. 16'649.60, cui si aggiungono le spese di fr. 2'906.50 e l’IVA di fr. 1'436.45, oltre interessi al 5% dal _. A questo importo va aggiunto quello di fr. 1'500 da lui richiesto per la procedura in sede di cassazione oltre ad interessi al 5% dal _. Infatti, come rileva il DSS nella decisione impugnata, l’interessato avrebbe eventualmente potuto chiedere di più, ma avendo domandato l’importo di fr. 1'500, l’autorità cantonale non gli ha potuto attribuire una somma superiore.
In conclusione l’insorgente ha pertanto diritto a fr. 22'492.55 (20'992.55 + 1'500), oltre interessi al 5% dal _ su fr. 20'992.55 e dal _ su fr. 1'500.
2.3.3. Indennità per torto morale
Contestato è l’ammontare della riparazione morale da accordare al ricorrente. L’autorità cantonale ha fissato un importo di fr. 10’000 oltre a interessi al 5% dal _. L’istante chiede fr. 30'000.
L'art. 12 cpv. 2 LAV sancisce il principio di una riparazione morale, in denaro, a favore della vittima che ha subito un'offesa grave in circostanze particolari; la norma non fissa però criteri per stabilire quest'indennità (STF del 4 luglio 2002, 1A.20/2002, pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269).
Secondo la giurisprudenza occorre quindi applicare per analogia i principi previsti dagli art. 47 e 49 CO, tenendo tuttavia conto del fatto che il sistema d'indennizzo del danno e del torto morale secondo la LAV corrisponde a una prestazione di assistenza e non a un obbligo di risarcimento derivante dalla responsabilità dello Stato (DTF 132 II 117 consid. 2.2.3; DTF 128 II 49 consid. 4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c). L'ampio potere d'apprezzamento riconosciuto in quest'ambito all'autorità competente a stabilire l'indennità ha come limiti essenzialmente il rispetto della parità di trattamento e il divieto dell'arbitrio (STF del 4 luglio 2002, 1A.20/2002 pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269; DTF 125 II 169 consid. 2b/bb pag. 274; cfr. anche DTF 128 II 49 consid. 4.3).
La commisurazione della riparazione morale costituisce una decisione secondo l'equità, fondata sull'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete circostanze (DTF 123 II 210 consid. 2c). Criteri di calcolo schematici non sono quindi di massima applicabili (STFA del 4 luglio 2002, 1A.20/2002, pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269) e eventuali paragoni non comportano di per sé l'illiceità della somma stabilita (DTF 125 III 412 consid. 2c/cc pag. 421).
Per determinare il diritto e la portata dell’ammontare del risarcimento, la giurisprudenza prevede un calcolo in due fasi. In primo luogo va definito un importo base, fondandosi su criteri oggettivi, quali il grado di parentela dell’avente diritto con la vittima e i precedenti giurisprudenziali. In un secondo tempo l’importo va ponderato in base alle circostanze concrete della fattispecie.
A questo proposito, in DTF 132 II 117, il TF ha rammentato:
"
2.2.3 Die Festsetzung der Höhe der Genugtuung ist eine Entscheidung nach Billigkeit. Das Bundesgericht hat es daher abgelehnt, dass sich die Bemessung der Genugtuung nach schematischen Massstäben richten soll. Die Genugtuungssumme darf nicht nach festen Tarifen festgesetzt, sondern muss dem Einzelfall angepasst werden (BGE 127 IV 215 E. 2e S. 219).
Dies schliesst nicht aus, die Bewertung der immateriellen Beeinträchtigung in zwei Phasen vorzunehmen: in einer objektiven Berechnungsphase mit einem Basisbetrag als Orientierungspunkt und einer nachfolgenden Phase, in der die Besonderheiten des Einzelfalles (Haftungsgrundlage, [Selbst-]Verschulden, individuelle Lebenssituation des Geschädigten) berücksichtigt werden
(Urteile des Bundesgerichts 1A.203/2000 vom 13. Oktober 2000, E. 2b; 1A.235/2000 vom 21. Februar 2001, E. 5b/aa).
(...)
2.2.4 Im Unterschied zum Zivilrecht besteht bei der Bemessung einer
Genugtuung nach Opferhilferecht die Besonderheit, dass es sich bei dieser nicht um eine Leistung aus Verantwortlichkeit, sondern um eine staatliche Hilfeleistung handelt. Gemäss Rechtsprechung erreicht sie deshalb nicht automatisch die gleiche Höhe wie die zivilrechtliche, sondern kann unter Umständen davon abweichen oder gar wegfallen (BGE 128 II 49 E. 4.3 S. 55; 125 II 169 E. 2b/bb und 2c S. 174 f.). Insbesondere kann berücksichtigt werden, dass die Genugtuung nicht vom Täter, sondern von der Allgemeinheit bezahlt wird. Dies kann namentlich dann eine Reduktion gegenüber der zivilrechtlichen Genugtuung rechtfertigen, wenn diese aufgrund von subjektiven, täterbezogenen Merkmalen (z.B. besonders skrupellose Art der Begehung der Straftat) erhöht worden ist (Urteile des Bundesgerichts 1A.235/2000 vom 21. Februar 2001, E. 3a; 1A.80/1998 vom 5. März 1999, E. 3c/cc).
(...)
2.4.3 Wie oben ausgeführt (E. 2.2.4), sind bei der Festsetzung einer Genugtuung nach OHG die subjektiven, täterbezogenen Faktoren nicht zu berücksichtigen. Dazu gehört die Art der Tatbegehung (Brutalität, Rücksichtslosigkeit) ebenso wie das Motiv, welches den Täter zur Begehung der Straftat bewog. Das Sozialversicherungsgericht hat somit auch insoweit kein Bundesrecht verletzt, als es die vom Beschwerdeführer genannten Bemessungskriterien (Brutalität, Rücksichtslosigkeit, Sinnlosigkeit der Tat) nicht als genugtuungserhöhend erachtete."
2.3.3.1.
Nel Canton Ticino, il TCA ha confermato la riparazione morale di fr. 10'000.-- accordata ad una vittima di una rapina, ottantenne, che ha in particolare perso l'uso permanente del braccio sinistro e che per questo fatto ha dovuto lasciare il proprio domicilio ed essere ricoverata in una casa per anziani (cfr. STCA del 18 marzo 1998, 43.1997.1).
In una sentenza del 4 marzo 1998 il TCA ha accordato una riparazione per torto morale di fr. 7'000 ad una vittima di un'aggressione con rischio di perdita della vita e conseguenze durature a livello psichico (STCA del 4 marzo 1998, 43.1997.5).
Mentre nella sentenza 17 dicembre 2001 (inc. 43.2000.1, confermata dalla STF 1A.20/2002 del 4 luglio 2002, consid. 5.2) il TCA ha confermato l'importo di CHF 10'000.-- per torto morale riconosciuto alla vittima di una aggressione con ferita da arma da taglio all'addome a livello dell'ipocondrio e con necessità di intervento chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.
Con sentenza 1A.294/2005 del 7 settembre 2006, la Nostra Massima Istanza, a proposito di una vittima che si lamentava di aver ottenuto solo fr. 5'000 in luogo di fr. 10'000, quale indennità per torto morale, ha affermato:
"
« 4.2 Le jugement attaqué expose que, suite à l'agression, la recourante a subi de multiples fractures de l'épaule droite, ayant nécessité la pose d'une prothèse; au total, elle a été hospitalisée pendant près de 2 mois, un traitement physiothérapeutique n'ayant pas eu le succès escompté et une seconde intervention chirurgicale, en juin 2001, ayant été nécessaire; elle présente des séquelles, qui se traduisent par des douleurs permanentes et une réduction de la mobilité du membre supérieur droit. Sur le plan psychique, le jugement attaqué évoque une atteinte au plaisir de la vie et une désocialisation; la recourante, par peur d'une autre agression ou d'une chute, n'ose plus guère s'éloigner de son quartier et ne se rend plus au loto; encore moins se déplace-t-elle en train.
4.3 Se référant à Hütte/Ducksch (Die Genugtuung, Zurich 2003, 3ème éd., période 1998-2000, VIII/28 ss, n. 14 ss), l'autorité cantonale a relevé que les cas dans lesquels, pour des infractions similaires, un montant de 10'000 fr. a été alloué à titre de réparation morale sont d'une gravité supérieure à celle du cas d'espèce; un montant de cet ordre est généralement alloué pour des lésions dangereuses ou plus graves, avec un long séjour hospitalier, de nombreuses opérations, un traitement particulièrement lourd et douloureux, un long arrêt de travail ou des séquelles psychiques importantes et durables. Se référant au même auteur (Le tort moral, annexes, période 1995 ss), elle a également relevé que, dans le cas d'une fracture de l'épaule d'une femme âgée de 80 ans, une indemnité de 1000 fr. avait été versée et que, pour un bras cassé, un montant de 5000 fr. avait été alloué. Dans un arrêt 1A.20/2002, publié in RDAT 2002 II n. 74 p. 269, le Tribunal fédéral a eu à se pencher sur l'indemnité pour tort moral allouée par l'instance LAVI à une victime poignardée à l'abdomen, qui n'avait pas subi de dommage permanent à la santé, mais avait subi une intervention chirurgicale et une hospitalisation de 10 jours et présentait un syndrome postraumatique de stress; il a estimé que le montant de 10'000 fr. alloué à la victime, qui réclamait 40'000 fr., n'était pas abusif (cf. arrêt cité, consid.
4). Dans un arrêt antérieur, il avait jugé adéquate la somme de 2000 fr. allouée; la victime avait subi une fracture de la jambe, suivie d'une hospitalisation de moins d'un mois; la guérison avait été exempte de complications, mais la victime conservait des douleurs résiduelles et une cicatrice (ATF 123 II 210, consid. 4a non publié).
4.4 Au vu de ce qui précède, on ne saurait dire que le montant de 5000 fr. alloué à la recourante à titre de réparation morale procéderait d'un abus du pouvoir d'appréciation qui revient à l'autorité cantonale. Il a été tenu compte des atteintes tant physiques que psychiques de la recourante et le montant qui lui a été accordé correspond à la moyenne de ceux qui sont alloués dans des cas similaires. Autant que celle-ci se prévaut ici d'une réduction de sa capacité de travail, elle perd de vue qu'il s'agit là d'un
poste de son dommage matériel. Pour le surplus, son argumentation se réduit pratiquement à mentionner les atteintes qu'elle a subies et à affirmer qu'elles justifient l'octroi du montant de 10'000 fr. qu'elle réclame.
S'agissant de l'indemnité pour tort moral on ne discerne donc pas de
violation du droit fédéral.
Le recours sur ce point doit par conséquent être écarté."
Peter Gomm/Dominik Zehntner, Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 237, n. 39 ad art. 12, rammentano la seguente lista di risarcimenti:
"
Fr. 15'000-- für Dauerschaden im Bereich LSW und Hörverlust mit Tinnitus nach Sprengstoffanschlag in Einkaufzentrum (JGK BE vom 19. Oktober 1999).
Fr. 15'000.-- für lebenslängliche Bewegungseinschränkung und psychische Probleme nach Raubüberfall mit lebensgefährlichen Stichverletzungen (JGK BE vom 19. November 1998).
Fr. 15'000.-- bei tiefer Schnittwunde am Unterarm mit vollständiger Durchtrennung von Muskeln und Sehnen (Opferhilfestelle ZH vom 27. April 2001).
Fr. 12'000.-- für Stichverletzungen im Bereich der Augen, im Thorax und Rücken (JGK BE vom 18. Februar 2000).
Fr. 10'000.-- nach Arbeitsunfähigkeit aufgrund psychischer Beschwerden nach Ueberfall mit Freiheitsberaubung und Erpressung (DDI SO vom 25. Oktober 2004).
Fr. 10'000.-- bei Schenkelhals- und Oberarmfraktur sowie Kopfkontusion einer älteren Frau nach Entreissdiebstahl und anschliessender Unfähigkeit, den eigenen Haushalt weiterzubewirtschaften (JGK BE vom 16. September 1999).
Fr. 10'000.-- nach Unterarmdurchschuss mit längerer Hospitalisation und traumatischen Folgen anlässlich des Mordfalles in Dulliken (DDI SO vom 20. Dezember 2001).
Fr. 8'000.-- nach Streiffschuss und traumatischen Folgen im Mordfall in Dulliken (DDI SO vom 20. Dezember 2001).
Fr. 6'500.-- Oberarmfraktur nach Handtaschenentreissdiebstahl (ASB BS vom 10. September 1998).
Fr. 6'000.-- an eine Frau, die Opfer mehrerer Nötigungshandlungen, zweier Entführungen sowie von einfachen Körperverletzungen (alles begangen durch den gleichen Täter) wurde (JGK BE 13 Juli 1998).
Fr. 6'000.-- nach Stichverletzungen des Zwerchfells und Naseverletzung, Angsttrauma mit Arbeitsunfähigkeit (Opferhilfestelle ZH vom 29. August 2001).
Fr. 5'000.-- psychische Probleme nach Raubüberfall mit Faustfeuerwaffe und anschliessender siebenmonatiger Arbeitsunfähigkeit zu 100% (JGK BE vom 24. August 1998).
Fr. 5'000.-- Angsttrauma mit Depression, Verfolgungswahn und Suizidgedanken nach Raubüberfall (JGK BE vom 24. August 1998).
Fr. 5'000.-- Stichwunde am Arm mit Verlust des Spür- und tastsinnes einzelner Finger- und Handbereiche Lähmung eines Teils der Daumenballenmuskulatur (Opferhilfestelle ZH vom. 29. August 2001).
Fr. 4'000.-- nach Schussverletzung am Oberschenkel mit Einschränkungen, Sport zu treiben (JGK BE vom 23. April 1998).
Fr. 3'500.-- Angsttrauma einer überfallenen Kioskfrau (Opferhilfestelle ZH vom 1. Juli 2002).
Fr. 3'000 Nasenbeinbruch, Hirnerschütterung und Prellungen (Opferhilfestelle ZH vom 22.
März 2002)."
2.3.3.2. In concreto l’insorgente chiede il versamento di un importo di fr. 30'000, pari a quello stabilito dalla _ con la sentenza del 24 agosto 2005.
Egli ritiene che l’importo di fr. 10'000 sia stato fissato dal DSS scostandosi arbitrariamente da quanto stabilito dall’autorità penale e sostiene che l’evoluzione registrata negli ultimi anni dovrebbe permettere a questo Tribunale di aumentare la somma riconosciuta alle vittime di reati quali quelli subiti dall’insorgente.
Con sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 il TF ha precisato che l’autorità LAV non è legata ai considerandi di diritto del Giudice penale in merito alle pretese civili ed ha affermato:
"
2.3 La recourante part d'une prémisse erronée lorsqu'elle affirme que la LAVI aurait pour but l'indemnisation intégrale du dommage. Comme l'a rappelé le Tribunal fédéral à plusieurs reprises, le législateur n'a pas voulu, en mettant en place le système d'indemnisation prévu par la LAVI, assurer à la victime une réparation pleine, entière et inconditionnelle du dommage qu'elle a subi (ATF 125 II 169 consid.
2b p. 173 ss).
Ce caractère incomplet est particulièrement marqué en ce qui concerne la réparation du tort moral, qui se rapproche d'une allocation "ex aequo et bono". Il se retrouve toutefois aussi en matière de dommage matériel, l'indemnité étant plafonnée à 100'000 fr. et soumise à des conditions de revenus de la victime.
La collectivité n'étant pas responsable des conséquences de l'infraction, mais seulement liée par un devoir d'assistance publique envers la victime, elle n'est pas nécessairement tenue à des prestations aussi étendues que celles exigibles de la part de l'auteur de l'infraction (ATF 128 II 49 consid.
4.3 p. 55). La jurisprudence a aussi rappelé que
l'utilisation des critères du droit privé est en principe
justifiée, mais que l'instance LAVI peut au besoin s'en écarter (ATF 128 II 49 consid.
4.1 p. 53; 125 II 169 consid
2b p. 173).
(...)
2.5 En revanche, compte tenu de la spécificité de la procédure fondée sur la LAVI et de la liberté d'examen dont dispose l'autorité d'indemnisation,
cette dernière n'est pas liée en droit par le prononcé du juge pénal.
Dans le cadre de la LAVI, l'autorité alloue une indemnité fondée sur un devoir d'assistance de l'Etat (ATF
123 II 425
consid. 4c p. 431), en vertu de règles pour partie spécifiques, et doit dès lors se livrer à un examen autonome de la cause. Le Tribunal fédéral a ainsi affirmé que
l'instance LAVI peut faire abstraction d'une transaction
judiciaire passée entre la victime et l'accusé. A cette occasion, il a considéré, en appliquant également par analogie la jurisprudence relative aux autorités administratives prononçant un retrait du permis de conduire, que l'instance LAVI n'est pas liée par le prononcé pénal pour les questions purement juridiques, sans quoi elle méconnaîtrait la liberté d'application du droit qui lui est reconnue (ATF 124 II 8 consid.
3d/aa p. 13/14 et la reference
à l'ATF 109 Ib 203 consid. 1 p. 204).
2.6. L'indépendance de l'autorité LAVI par rapport au juge pénal, pour les questions de droit, se justifie également par le fait que l'Etat, débiteur de l'indemnisation fondée sur la LAVI, ne participe pas en tant que tel au procès pénal, et ne peut par conséquent défendre
ses intérêts lorsque le juge fixe le montant de l'indemnité.
Le Ministère public - qui peut dans certains cas recourir contre le prononcé civil - a pour fonction de soutenir l'accusation, et non de défendre les intérêts financiers de l'Etat, ces deux rôles n'étant d'ailleurs pas compatibles.”
2.8 Il y a lieu, par conséquent, de suivre l'opinion exprimée par l'OFJ, selon laquelle l'autorité LAVI est en principe liée par les faits établis au pénal, mais non par les considérations de droit ayant conduit au prononcé civil (cf. également dans ce sens GOMM, Einzelfragen bei der Ausrichtung von Entschädigung und Genugtuung nach dem Opferhilfegesetz, Solothurner Festgabe zum Schweizerischen Juristentag 1998, p. 673-690, 683 ss; GUYAZ, L'indemnisation du tort moral en cas d'accident, SJ 2003 II p. 1-48, n. 101 p. 26). L'instance LAVI peut donc, en se
fondant sur l'état de fait arrêté au pénal, déterminer le
montant de l'indemnité allouée à la victime sur la base de considérations juridiques propres (ATF 124 II 8 consid.
3d/cc p. 15). Elle peut, au besoin, s'écarter du prononcé civil
s'il apparaît que celui-ci repose sur une application erronée du droit.
Cela peut certes conduire, comme en l'espèce, à une réduction du montant alloué par le juge pénal, mais peut aussi, dans d'autres cas, permettre à l'autorité LAVI de s'écarter d'une indemnité manifestement insuffisante."
Con sentenza 1A.208/2002 del 12 giugno 2003 il TF ha affermato:
"
2.3 Ausgehend von der bestehenden, mit Urteil 1A.181/2002 vom 23. April 2003 erneut bestätigten Praxis des Bundesgerichtes ist somit festzuhalten, dass die OHG-Behörde grundsätzlich nicht ohne Not vom bereits festgestellten Sachverhalt abweichen soll, dass sie jedoch Rechtsfragen frei überprüfen darf (siehe Art. 17 OHG).
2.4 Vorliegend ist die Höhe der Genugtuung streitig, somit eine Rechtsfrage, in welcher die OHG-Behörde nicht an das Strafurteil gebunden ist. Zu prüfen wäre demzufolge in einem ersten Schritt, ob die Genugtuung angemessen ist.
Sodann wäre - je nach Ergebnis dieser Prüfung - die Frage zu klären, ob der Anspruch des Opfers nicht verwirkt ist. Das Verwaltungsgericht hat jedoch mit Hinweis auf die vermeintliche Bindungswirkung die Angemessenheit der Genugtuung gar nicht überprüft und in logischer Konsequenz die Frage der
Verwirkung offen gelassen. Indem der vorinstanzliche Entscheid die
Rechtsfrage der Angemessenheit nicht beantwortet hat, ist er
bundesrechtswidrig und daher aufzuheben."
In concreto la _ ha stabilito che il ricorrente è stato vittima di un mancato omicidio.
A causa dell’aggressione l’istante ha subito pesanti ripercussioni a livello fisico e psichico. Al momento del ricovero l’insorgente soffriva di ferite da arma da fuoco alla schiena con foro d’entrata a livello dorsale con arresto del colpo sottocutaneo al collo, colpo al torace a destra con entrata all’emitorace destro con fuoriuscita all’emitorace sinistro sottocutaneo con conseguente perforazione del polmone destro con fuoriuscita di aria e di sangue ed un foro d’entrata ed uscita al braccio sinistro, al punto tale che “
il paziente è stato momentaneamente in pericolo di morte
”. La vittima è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per favorire il drenaggio del polmone colpito. Egli soffre inoltre ancora a causa dell’accaduto.
In considerazione dell’oggettiva gravità del reato subito dalla vittima e dal suo attuale e serio disagio psicologico, accertato dal Tribunale penale, l’autorità cantonale ha deciso di riconoscere un importo di fr. 10'000 sulla base della giurisprudenza del Tribunale federale.
In particolare il DSS ha rammentato che il TF in caso di tentati omicidi prevede delle riparazioni morali di fr. 8'000, mentre il TCA in una sentenza del 4 marzo 1998 ha riconosciuto un importo di fr. 7'000 ad una vittima di un’aggressione con rischio di perdita della vita e conseguenze durature a livello psichico, ed il 17 dicembre 2001 (inc. 43.2000.1) ha confermato un importo di fr. 10'000 ad una vittima di un’aggressione con ferita da arma da taglio all’addome (a livello dell’ipocondrio), con necessità di intervento chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.
Sulla base di questa giurisprudenza l’autorità cantonale ha ritenuto che essendo in presenza di un mancato omicidio la base di partenza va fissata in fr. 8'000 (pag. 9 doc. A). Questo importo necessita di un ritocco verso l’alto per tener conto delle particolari circostanze in cui si è svolto l’accaduto, oltre al fatto che la vittima ha subito lesioni fisiche importanti ed è tuttora affetta da patologie psichiche importanti. Il DSS ha pertanto paragonato il caso di specie a quello giudicato il 17 dicembre 2001 e, per non creare disparità di trattamento con altri casi analoghi, ha concesso un importo di fr. 10'000.
Le valutazioni dell’autorità cantonale possono essere confermate da questa Corte.
Infatti, rilevato che l’autorità LAV, di regola, è unicamente vincolata per quanto riguarda i fatti accertati in ambito penale, ma non dalle considerazioni di diritto, e tenuto conto degli importi assegnati dai Tribunali cantonali o confermati dal Tribunale federale nei casi qui sopra esposti (cfr. in particolare il consid. 2.3.3.1), il TCA ritiene, tutto ben considerato, che la riparazione morale di fr. 10'000 assegnata dal DSS sia equa e non sia lesiva del principio della parità di trattamento e della proporzionalità.
Per quanto concerne la critica circa l’attualità dell’ammontare delle riparazioni morali, va rilevato che le medesime, negli ultimi anni, non hanno subito un sostanziale aumento e che la nuova LAV del 23 marzo 2007, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009 (RU 2008 pag. 1607 e seguenti, in particolare pag. 1620), sembra piuttosto restringere, anziché estendere, l’ammontare della riparazione morale, giacché l’art. 23 della nuova legge prevede un importo massimo di fr. 70'000 per la vittima e di fr. 35’000 per i congiunti, mentre per l’art. 28, contrariamente a quanto vale attualmente, “
non sono dovuti interessi per l’indennizzo e la riparazione morale.
” Lo stesso Consiglio federale nel Messaggio sulla revisione totale della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre 2005 (FF 2005 pag. 6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368 che “
anche la riparazione morale in quanto forma speciale di indennizzo per il danno subito deve essere mantenuta. Deve però essere limitata
.” e a pag. 6373 che “
Proponiamo un valore massimo di 70 000 franchi per la vittima e di 35 000 franchi per i congiunti. In questo modo la riparazione morale secondo il diritto sull’aiuto alle vittime risulta inferiore rispetto a quella secondo il diritto civile, come richiesto dal postulato Leuthard
”.
Alla luce di quanto sopra esposto, poiché la somma assegnata è conforme a quanto deciso nel corso degli ultimi anni, su questo punto la decisione va confermata.
2.4. L’insorgente con il proprio ricorso chiede tra l’altro il richiamo dell’intero incarto n. _ della _, nonché il richiamo dal _ l’intero incarto formato a nome del ricorrente (doc. I in fine).
Questo Tribunale rinuncia all’assunzione di nuove prove. Infatti l’audizione dell’allora _, nonché gli atti prodotti dalle parti sono sufficienti per poter decidere nel merito della presente vertenza. Un richiamo dell’incarto della _ o l’assunzione di altre prove non modificherebbe l’esito del procedimento.
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.
In conclusione, alla luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorso va parzialmente accolto e la decisione impugnata va modificata conformemente ai considerandi. Al ricorrente, rappresentato da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili.