Decision ID: 41ae294e-5d11-508a-addc-afcf180c872b
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che, chiamato a statuire su una petizione dell'8 marzo 2001 riguardante l'amministrazione e l'uso di una centrale termica (costi d'esercizio) destinata a servire le particelle n. 57, 1681, 1682, 1719 e 1720 RFD di _, l'arbitro unico ha definito il 26 aprile 2004 la chiave di riparto e ha emanato il regolamento per la gestione della centrale, da menzionare nel registro fondiario;
che con istanza del 23 giugno 2004 i convenuti hanno invitato questa Camera a certificare la forza esecutiva di quel lodo;
che il giudice delegato della Camera ha impartito agli attori, il 19 luglio 2004, un termine di dieci giorni per formulare eventuali osservazioni;
che gli attori hanno comunicato il 26 luglio 2004 di opporsi all'istanza, essendo “in attesa di delucidazioni che verranno fornite dall'arbitro in merito alle modalità di voto ed in merito all'anticipo delle spese”;
e considerando

in diritto:
che giusta l'art. 44 cpv. 1 CIA (RS 279 = RL 3.3.2.1.5) su richiesta di una parte l'autorità giudiziaria prevista dall'art. 3 lett. g CIA dichiara esecutivo, come una sentenza ordinaria, un lodo vertente su qualsiasi pretesa compromettibile (art. 5 CIA) qualora le parti abbiano accettato il lodo formalmente (lett. a), non sia stato interposto un tempestivo ricorso per nullità (lett. b), non sia stato attribuito effetto sospensivo a un ricorso per nullità introdotto in tempo utile (lett. c) o qualora un ricorso per nullità sia divenuto privo di oggetto o sia stato respinto (lett. d);
che l'autorità giudiziaria prevista dall'art. 3 lett. g CIA è, nel Cantone Ticino, la Camera civile di appello (art. 2 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone Ticino al concordato intercantonale sull'arbitrato: RL 3.3.2.1.6), la quale statuisce applicando la procedura non contenziosa di camera di consiglio (art. 3 cpv. 2 del decreto medesimo, con rinvio all'art. 360 CPC);
che in concreto la decisione prodotta è effettivamente un lodo arbitrale (non un semplice referto di arbitratore né una decisione provvisionale o interlocutoria), emesso a termini di equità (si veda il primo foglio del lodo, in alto), e che l'oggetto della contestazione rientrava senza dubbio nella libera disponibilità delle parti;
che, pur non avendo “accettato il lodo formalmente” a norma dell'art. 44 lett. a CIA (cioè pur non avendo dichiarato espressamente, dopo essersi visti intimare il lodo, di rinunciare a ricorrere:
Rüede/Hadenfeldt
,
Schweizerisches Schiedsgerichtsrecht
, 2a edizione, pag. 321 lett. b), gli attori non risultano avere depositato a tutt'oggi alcun ricorso per nullità davanti a questa Camera;
che nelle loro osservazioni del 26 luglio 2004 essi dichiarano nondimeno di opporsi all'istanza, essendo in attesa di delucidazioni da parte dell'arbitro “in merito alle modalità di voto e all'anticipo delle spese”;
che tale circostanza – foss'anche vera – non osta alla dichiarazione di esecutività, la quale può essere rifiutata solo nell'ipotesi in cui faccia difetto un presupposto enunciato dall'art. 44 CIA;
che, del resto, ove il dispositivo del lodo fosse stato incomprensibile o contraddittorio, gli attori avrebbero dovuto esperire ricorso per nullità (art. 36 lett. h CIA), non esistendo alcuna procedura di interpretazione nel quadro del Concordato intercantonale sull'arbitrato (
Vogel/Spühler
, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a edizione, pag. 424, n. 87a con richiamo a DTF 110 Ia 124);
che, ciò premesso, l'opposizione degli attori va respinta e il lodo dichiarato esecutivo alla stregua di una sentenza ordinaria, con relativa menzione in calce all'esemplare prodotto (art. 44 cpv. 2 CIA);
che gli oneri processuali seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che non si giustifica in ogni modo di attribuire ripetibili agli istanti, cui l'opposizione non ha provocato alcuna spesa supplementare;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,