Decision ID: c7ca904c-9f58-548b-9c9e-f8d147c29186
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1960, coniugato, dal 13 marzo
1989 al 30 giugno 2015 ha lavorato in Svizzera presso la B._ con
sede a (...) in qualità di montatore di linee ad alta tensione (doc. 3 e 6
dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità del Cantone
C._, in seguito UAI-C._), solvendo regolari contributi all’as-
sicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 6, 69 e
83).
A.b In data 7 luglio 2010, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, l’as-
sicurato è stato colpito al viso ed alla fronte da una lastra di metallo di ca.
4 kg caduta da un’altezza di ca. 3 – 5 metri (doc. 1 e segg.; peso precisato
al doc. 55 p. 20, si confronti tuttavia anche doc. 1 pag. 64).
A.c L’8 luglio 2010, l’assicurato è stato sottoposto, presso l'Ospedale uni-
versitario di C._, a craniotomia osteoplastica, evacuazione dei fo-
colai di contusione, copertura fronto-basale cranica e osteosintesi delle
fratture d'impressione all'osso frontale e zigomatico e dell'osso nasale
(doc. 1, p. 320). Le conseguenze dell’infortunio sono state assunte dall’Isti-
tuto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, annun-
cio infortunio dell’8 luglio 2010: doc. 9, p. 43).
A.d Il 5 maggio 2011 l’interessato si è sottoposto ad un ulteriore intervento
di chirurgia facciale presso l’Ospedale universitario di C._ (osteoto-
mia Lefort 1 con plastica spugnosa e AMO; doc. 1, p. 161 e 163).
A.e L’ assicurato ha inoltre effettuato diversi soggiorni in clinica di riabilita-
zione (dal 22 luglio al 24 settembre 2010 e dal 2 febbraio al 23 marzo 2011
presso la Rehaklinik D._e dal 13 al 24 febbraio 2012 presso la Cli-
nica E._; cfr. doc. 1, p. 207 e segg. e p. 322 e seg.; doc. 29, p. 21)
e svariati cicli di ergoterapia e fisioterapia (doc. 1 e segg.).
A.f A._ ha tentato ripetutamente di riprendere l’esercizio dell’attività
svolta presso la B._, l’ultima volta dall’aprile all’ottobre 2014. In data
30 marzo 2015, in occasione del quinto tentativo di reinserimento, il datore
di lavoro ha tuttavia comunicato al dipendente la disdetta del contratto di
lavoro per cause estranee al suo stato di salute (doc. 55, p. 78). In seguito
non ha più svolto attività lavorativa, né in Svizzera, né in Italia.
B.
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Pagina 3
B.a In data 13 settembre 2010, l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio per
l’assicurazione per l’invalidità del Canton C._ (UAI-C._), il
formulario relativo alla richiesta di prestazioni dell’assicurazione per l’inva-
lidità (doc. 3 - 5). Nel corso dell’istruttoria l’UAI-C._ ha acquisito agli
atti l’incarto dell’INSAI (cfr. in particolare doc. 1, 22, 34, 41, 46, 69).
B.b Basandosi sulla vasta documentazione medica risultante dalla proce-
dura infortunistica, di cui si dirà nei considerandi in diritto, così come sulla
presa di posizione del SMR del 12 marzo 2016 – in cui il dott. F._,
specialista in ortopedia e traumatologia del Servizio medico regionale
(SMR) dell’UAI-C._, ha attestato un’incapacità lavorativa totale du-
revole nella precedente attività a partire dall’infortunio del luglio 2010 ed
un’inabilità in attività adeguate del 100% dal 7 luglio 2010 ad aprile 2014,
del 50% da aprile 2014 al 28 luglio 2015 e dello 0% in seguito (doc. 59) –
con progetto di decisione del 30 maggio 2016, l’UAI-C._ ha pro-
spettato a A._ l’assegnazione di una rendita intera d’invalidità dal
1° luglio 2011 e tre quarti di rendita dal 1° luglio 2014 al 31 ottobre 2015
(doc. 61).
B.c A tale progetto l’assicurato si è opposto con scritto del suo patrocina-
tore del 24 giugno 2016. Egli ha contestato sia l’aspetto medico, sia quello
economico (doc. 62). Con scritto del 14 settembre 2016 l’interessato ha
precisato che la complessità delle lesioni imporrebbe l’esecuzione di una
perizia pluridisciplinare (doc. 66).
B.d
B.d.a Dal canto suo, con decisione del 24 febbraio 2016, l’Istituto assicu-
ratore ha in un primo tempo negato l'attribuzione di una rendita d’invalidità
(grado di invalidità: 8%), riconoscendo un’indennità per menomazione
dell’integrità del 35% (doc. 69, p. 95). Tuttavia, in seguito all’opposizione
cautelare interposta dall’assicurato in data 21 marzo 2016 (doc. 69, p. 88)
e confermata con scritti del 6 e 12 maggio 2016 (doc. 69, p. 51 e 54) e
dopo aver nuovamente sottoposto l’incarto ai propri medici di fiducia, con
decisione del 23 marzo 2017 (doc. 74), che ha annullato e sostituito quella
del 24 febbraio 2016, ha riconosciuto all’assicurato una rendita d'invalidità
del 45% a partire dal 1° ottobre 2015.
B.d.b A seguito dell’opposizione cautelare interposta dall’assicurato il 3
maggio 2017 (doc. 76), e completata il 7 luglio 2017, in cui ha contestato
la mancata presa in considerazione dei disturbi psichici e la determinazione
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del salario da invalido, in data 12 luglio 2017, l’INSAI ha confermato il con-
tenuto della sua prima decisione (cfr. allegati a doc. TAF 12).
B.e Con presa di posizione del SMR del 4 aprile 2017, il dott. F._
ha constatato che la dott.ssa G._, psichiatra incaricata dall’INSAI,
aveva attestato una capacità lavorativa del 50% in attività adeguate e che
non erano presenti elementi medici extra-infortunistici suscettibili di limitare
l’abilità lavorativa (doc. 85).
B.f Pertanto, con due decisioni del 6 novembre 2017, l’UAIE ha assegnato
all’assicurato una rendita intera d’invalidità dal 1° luglio 2011 al 30 settem-
bre 2015 (nr. [...]), così come mezza rendita a decorrere dal 1° ottobre
2015 (nr. [...]; cfr. doc. 82).
C.
C.a Il 12 dicembre 2017 l’interessato ha inoltrato ricorso contro la summen-
zionata decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF), me-
diante il quale ha chiesto di esser posto a beneficio di almeno tre quarti di
rendita a far tempo dal 1° ottobre 2015. Il ricorrente ha censurato un’istrut-
toria carente, in particolare per quel che concerne i limiti funzionali, avva-
lendosi di una totale incapacità lavorativa residua. Ha altresì lamentato
un’errata determinazione del reddito da valido ed un’insufficiente riduzione
del reddito da invalido (doc. TAF 1).
C.b Il 23 gennaio 2018, l’interessato ha versato il richiesto anticipo di CHF
800.- a copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 4).
C.c Nella risposta al ricorso del 28 marzo 2018 l’UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando
al preavviso dell’UAI-C._ del 23 marzo 2018, l’autorità inferiore ha
osservato che le decisioni del 6 novembre 2017 poggiano su approfonditi
esami specialistici esperiti dall’INSAI e che nel rapporto del dott.
H._, allegato al gravame, sarebbe carente una convincente e com-
piuta motivazione. Inoltre, il medico non disporrebbe della necessaria spe-
cializzazione in neurologia e psichiatria. Infine, l’amministrazione ha riba-
dito la correttezza del calcolo del grado di invalidità, in particolare per quel
che concerne il reddito da valido ritenuto (doc. TAF 6).
C.d Con replica dell’8 maggio 2018 il ricorrente si è riconfermato nel pro-
prio gravame ribadendo un’importante lacuna nell’accertamento medico
(doc. TAF 8).
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C.e Con breve scritto del 31 maggio 2018, l’UAIE ha indicato di rinunciare
ad inoltrare la duplica, rinviando a quanto esposto nella risposta di causa
(doc. TAF 10).
C.f
C.f.a Con sentenza del 9 luglio 2018, il Tribunale cantonale delle assicura-
zioni ha accolto il ricorso contro la decisione su opposizione del 12 luglio
2017 interposto dall’assicurato, retrocedendo gli atti all’INSAI. Il Tribunale
cantonale ha in particolare indicato che il caso necessita di un comple-
mento d’istruttoria in relazione al nesso di causalità naturale e adeguato
tra il sinistro del 7 luglio 2010 e i disturbi psichici lamentati dall’assicurato.
Inoltre ha pure dichiarato che l’INSAI avrebbe quantomeno dovuto sotto-
porre ai propri specialisti di fiducia la documentazione medica trasmessa
dall’assicurato (allegato a doc. TAF 12).
C.f.b In data 16 agosto 2018, il ricorrente ha prodotto agli atti la sentenza
del 9 luglio 2018 del Tribunale cantonale delle assicurazioni, TCA) e la de-
cisione su opposizione del 12 luglio 2017 dell’INSAI. Egli ha altresì chiesto
di riconoscergli un grado di invalidità superiore al 70% con conseguente
diritto ad una rendita intera d’invalidità (doc. TAF 12).
C.g Con osservazioni del 17 settembre 2018, l’autorità inferiore, rinviando
alla presa di posizione dell’UAI-C._ dell’11 settembre 2018, ha pre-
cisato di aver già tenuto conto, al contrario dell’INSAI, di una capacità la-
vorativa ridotta al 50% per motivi psichiatrici, confermando dunque quanto
esposto nei suoi precedenti allegati (doc. TAF 14).
C.h In data 14 febbraio 2019, questo Tribunale ha chiesto al ricorrente di
comunicare, nel termine di 15 giorni, gli sviluppi della procedura in ambito
infortunistico (doc. TAF 16).
C.i A seguito di diverse domande di proroga del termine, con scritto del 4
aprile 2019, il rappresentante del ricorrente ha indicato che la situazione di
salute del suo patrocinato risultava caratterizzata da deficit cognitivi di
grado medio grave, da cui derivava una completa incapacità lavorativa in
ogni ambito. Egli ha inoltre prodotto il rapporto medico del 28 marzo 2019
del dott. I._, medico curante specialista in medicina interna e geria-
tria (doc. TAF 22). Egli non ha tuttavia informato sullo stato della procedura
in ambito infortunistico.
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C.j Con scritto del 9 maggio 2019, l’UAIE ha nuovamente proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato, rinviando
al preavviso dell’UAI-C._ del 3 maggio 2019 (doc. TAF 25).
C.k In data 15 maggio 2019, l’assicurato ha ribadito le proprie tesi e con-
clusioni ricorsuali (doc. TAF 27).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio
dell’assicurazione per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo
l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-
curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le
singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1
LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-
lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. Se-
condo le regole generali del diritto intertemporale, si applicano le norme
procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso (DTF 130 V 1 con-
sid. 3.2).
1.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
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potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
3.
3.1 L'oggetto impugnato è rappresentato, dal profilo formale, da una deci-
sione, mentre, da quello sostanziale, dai rapporti giuridici in essa regolati.
L'oggetto litigioso configura per contro il rapporto giuridico che, sulla base
delle conclusioni ricorsuali, viene effettivamente impugnato e portato,
quale tema processuale, dinanzi al giudice (di prima o seconda istanza).
Stando a tale definizione, l'oggetto impugnato come pure quello litigioso si
riferiscono ad uno o più rapporti giuridici. Se pertanto il ricorso è diretto solo
contro alcuni dei rapporti giuridici disciplinati dalla decisione querelata, gli
altri fanno sì parte dell'oggetto impugnato, ma non di quello litigioso. L'og-
getto della lite viene quindi definito alla luce delle censure sollevate con il
ricorso, le quali vengono considerate validamente presentate se dal tenore
o perlomeno dal senso di quest'ultimo risultano con sufficiente chiarezza
(sentenza del TF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.2 con rinvii).
3.2 Nel caso in esame l’oggetto impugnato è rappresentato dalle decisioni
dell’UAIE del 6 novembre 2017, mediante le quali l’autorità inferiore ha ri-
conosciuto al ricorrente una rendita d’invalidità intera dal 1° luglio 2011 al
30 settembre 2015 ed una mezza rendita a decorrere dal 1° ottobre 2015
(doc. 82).
L’ oggetto litigioso è invece la questione se il ricorrente abbia diritto ad una
rendita d’invalidità intera anche dal 1° ottobre 2015, segnatamente
l’aspetto parziale se dal luglio 2015 l’incapacità lavorativa in attività ade-
guate sia del 50%, e quindi sia intervenuto un miglioramento rilevante dello
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stato di salute e delle conseguenze sulla capacità lavorativa come ritenuto
dall’amministrazione, oppure totale come indicato dal ricorrente.
3.3 Va peraltro precisato che sono oggetto del litigio entrambe le decisioni
dell'UAIE del 6 novembre 2017 (doc. 82). In effetti, secondo costante giu-
risprudenza, assegnando retroattivamente una rendita degressiva e/o limi-
tata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rapporto giuridico su-
scettibile di essere in caso di contestazione oggetto della lite e dell'impu-
gnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la soppressione delle
prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel senso che egli
debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il riconoscimento di
prestazioni non è contestato, e ciò indipendentemente dal fatto che la ren-
dita degressiva e/o limitata nel tempo sia stata accordata da parte dell'am-
ministrazione mediante una sola decisione o più decisioni separate (cfr. su
questo punto DTF 131 V 164 consid. 2, segnatamente 2.3.2, con rinvii; v.
pure sentenze del TAF C-3859/2016 del 22 maggio 2017 consid. 7 e C-
6248/2011 del 25 luglio 2012 consid. 10 con rinvii).
4.
4.1 Dal profilo temporale, riservate disposizioni di diritto transitorio, sono
applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce con-
seguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2;
138 V 475 consid. 3.1). Nel caso in esame, salvo indicazione contraria, si
applicano di principio le disposizioni della 6a revisione della LAI entrate in
vigore il 1° gennaio 2012 ed eventuali modifiche fino alla pronuncia della
decisione impugnata.
4.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445
consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
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Pagina 9
5.
5.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e
risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv.
3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regola-
mento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.2 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4
LAI e 8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico
(DTF 116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio
2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv.
1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
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Pagina 10
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
5.3 La nozione di invalidità in ambito AI coincide con quella vigente in am-
bito LAINF e nell'assicurazione militare (art. 16 LPGA; DTF 127 V 129 con-
sid. 4d; 133 V 549 consid. 6). Se il danno alla salute è il medesimo, la va-
lutazione dell'invalidità in ambito AI, LAINF e assicurazione militare do-
vrebbe condurre al medesimo grado di invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6;
126 V 288 consid. 2a con rinvii). Un assicuratore non è tuttavia vincolato
ad una decisione emessa da un altro ente per esempio nel caso in cui il
grado di invalidità risulta da un accordo intercorso tra le parti (DTF 127 V
129 consid. 4d; 126 V 288 consid. 2a) rispettivamente si fonda su un errore
di diritto (DTF 126 V 288 consid. 2a).
Se inoltre in DTF 126 V 288 il Tribunale federale (TF) ha relativizzato il
carattere vincolante di una valutazione dell'invalidità passata in giudicato
nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni nel senso che una deter-
minazione differente del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità entrava in linea di conto eccezionalmente e a condizione che
sussistessero motivi pertinenti, in DTF 133 V 549 il (TF) ha precisato la
propria giurisprudenza concludendo che la valutazione dell'invalidità da
parte dell'assicurazione infortuni non vincola l'assicurazione per l'invalidità
ai sensi della precedente giurisprudenza (DTF 126 V 288) e, di conse-
guenza, l'Ufficio AI non è legittimato a interporre opposizione, rispettiva-
mente ricorso, contro la decisione, rispettivamente contro la decisione su
opposizione, dell'assicuratore infortuni sulla questione del diritto alla ren-
dita in quanto tale o sul grado d'invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6; sen-
tenza del TF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 10).
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5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.5 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.
6.1 Per costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica
decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporanea-
mente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere
applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative
ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr.
13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I
38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 feb-
braio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
6.2 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
6.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5).
C-7018/2017
Pagina 12
6.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3
maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
7.
7.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice in
caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere ras-
segnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità
sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono co-
stituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per deter-
minare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato
(DTF 132 V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giu-
dizio sullo stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività
l’assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante ele-
mento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-
mente esigibili dall’assicurato. Affinché un rapporto medico acquisti valore
di prova rilevante è determinante che esso sia completo in merito ai temi
sollevati, si fondi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudi-
naria (anamnesi), su esami approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di
cui si lamenta l’assicurato e sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni
mediche o nell’apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell’esperto devono inoltre essere motivate. Determinante quindi per stabi-
lire se un rapporto medico ha valore di prova non è né la sua origine né la
sua denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo con-
tenuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto me-
dico deve altresì essere redatto da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del
22 novembre 2017 consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid.
4.2).
C-7018/2017
Pagina 13
7.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-
bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-
lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 consid.
3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione a
medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che
riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche
che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.
Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-
diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere
in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-
zione. Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere
attribuito pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino conclu-
denti, compiutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non
sussistano degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendi-
bilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipen-
denza con l’assicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e
l’imparzialità. Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che
permettono di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la par-
zialità dell’apprezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid.
3b/ee).
8.
8.1 Nel caso in esame la decisione impugnata si basa sul rapporto SMR
del 4 aprile 2017, che rinvia a quello del 12 marzo 2016, che a loro volta si
fondano sulla documentazione medica raccolta in ambito infortunistico, e
principalmente sui rapporti dei dott.i L._del 28 luglio 2015,
C-7018/2017
Pagina 14
M._ del 15 dicembre 2014 e del 23 marzo 2016 e G._ del
25 gennaio 2017.
Nei rapporti SMR del 12 marzo 2016 (dc. 59 pag. 8-10) e del 4 aprile 2017
(doc. 85, pag. 4), il dott. F._ ha in particolare confermato le diagnosi
e valutazioni ritenute in ambito infortunistico (esposte in dettaglio ai consid.
9.1.2 e 9.4.4), segnatamente anche l’incapacità lavorativa del 50% in atti-
vità adeguate attestata dalla dott.ssa G._ con valutazione del 25
gennaio 2017, fondata sull’esame psichiatrico del 27 luglio 2016, in cui è
stata posta la diagnosi di disturbo di personalità organico (doc. 70 pag. 4).
Il medico ha inoltre precisato non esservi fattori indipendenti dall’infortunio
limitanti la capacità lavorativa.
8.2 I rapporti del servizio medico regionale (SMR) hanno per funzione di
effettuare una sintesi delle informazioni e degli esami medici di cui agli atti
di causa e formulare delle raccomandazioni quanto al seguito da dare
all’incarto da un punto di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del
26 gennaio 2012 consid. 4.1). I rapporti interni del SMR apprezzano sotto
l’aspetto medico i referti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a
beneficio anche dell’amministrazione e dei tribunali che altrimenti non
dispongono necessariamente di simili conoscenze specialistiche – la
situazione medica. Non è dunque indispensabile che la persona assicurata
venga visitata. Il SMR esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene
necessario. Negli altri casi rende la propria valutazione sulla base della
documentazione esistente. L’assenza di propri esami medici non
costituisce pertanto un motivo per mettere in dubbio la validità di un
rapporto SMR se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria
generalmente riconosciute (sentenza del TF 9C_294/2011 del 24 febbraio
2012 consid. 4.2). Se i documenti agli atti non permettono di pronunciarsi
sulle pretese giuridiche litigiose, non è possibile decidere unicamente sui
rapporti del SMR, ma occorre effettuare un completamento dell’istruttoria
(sentenza del TF 9C_58/2011 del 25 marzo 2011 consid. 3.3).
9.
9.1 In seguito all’infortunio professionale del 7 luglio 2010 l’assicurato ha
riportato un trauma cranio facciale con contusione cerebrale bifrontale,
ematoma sottodurale sinistro, ematoma sotto-aracnoidale nel foramen ma-
gno, pneumo-encefalo e frattura pluriframmentaria complessa del viso
(doc. 1 e segg.).
C-7018/2017
Pagina 15
9.1.1 Nell’agosto 2011 l’assicurato ha ripreso l’attività lavorativa a scopo
terapeutico nella precedente attività (doc. 1, p. 59). A partire da settembre
2011 sono tuttavia insorti problemi alla colonna lombare che hanno com-
portato un periodo di malattia e l’interruzione del lavoro (doc. 1, p. 44 e
segg.).
9.1.2 Nel rapporto relativo alla visita medica circondariale eseguita il 16
dicembre 2011 il dott. N._ (doc. 22, p. 6), specialista in chirurgia
ortopedica, ha posto le diagnosi di:
“Disturbo neuropsicologico residuo di lieve a media entità con deficit co-
gnitivi e alterazioni del comportamento.
Sospetto disturbo organico della personalità.
Anosmia, ipogeusia, parageusia post-traumatica.
Trauma cranio-facciale (7.7.2010) con:
contusione cerebrale bi-frontale, ematoma sotto-durale a sinistra, ema-
toma sotto-aracnoidale nel foramen magnum e pneumoencefalon. Frat-
tura pluriframmentaria complessa del massiccio facciale dell’orbita bilate-
rale, dell’osso frontale, dei seni mascellari e del seno frontale, dell’osso
nasale e dell’osso zigomatico bilaterale.
Craniotomia osteoplastica con evacuazione dei focolai di contusione bi-
frontale e copertura fronto-basale con plastica della dura e del periosteo e
riduzione e osteosintesi aperta delle multiple fratture a livello dell’osso
nasale e dell’osso frontale e dell’osso zigomatico bilaterale (8.7.2010).
Osteotomia correttiva Lefort 1 della mascella superiore con apposizione
di osso autologo della cresta iliaca di destra (5.5.2011) per disgnazia
scheletrica”.
Egli ha inoltre posto le seguenti diagnosi, che ha reputato non essere di
competenza dell’INSAI: lombalgia con sospetta spondilosi, osteocondrosi,
spondiloartrosi L3 a L5 ed ernia discale L4/L5 (doc. 22, p. 6 e segg.). Al
riguardo ha precisato che l’interessato “a causa di comparsa di progredienti
fino ad invalidanti dolori in zona lombare è stato costretto ad interrompere
l’attività lavorativa completamente dal 5.9.2011”
Infine, il dott. N._ ha attestato, per le sole conseguenze infortunisti-
che, una capacità lavorativa del 50% nella precedente attività a partire dal
1° settembre 2011, precisando inoltre di non poter escludere uno scom-
penso psicologico che inciderebbe sulla capacità lavorativa e che per poter
valutare tale problematica occorrerebbe un approfondimento specialistico.
C-7018/2017
Pagina 16
9.1.3 Interpellata quindi dall’INSAI in merito ad un possibile disturbo psi-
chiatrico, oltre al problema psico-organico, dovuto al trauma cranico subito,
la dott.ssa G._, specialista in psichiatria e psicoterapia, nella valu-
tazione del 12 luglio 2012, ha indicato che “la sintomatologia presente -
principalmente un certo rallentamento, deficit cognitivi ed un'aumentata ir-
ritabilità - sono da considerare nell'ambito della sindrome psico-organica,
ben documentata negli atti”, concludendo che “al momento attuale non sus-
siste un disturbo psichico di rilevanza clinica né una riduzione della capa-
cità lavorativa per cause psichiatriche" (doc. 30).
9.2 Nel mese di settembre 2012 l’assicurato ha intrapreso un secondo ten-
tativo di reintegrazione nella precedente attività (doc. 22, p. 50 e segg.).
Tale tentativo è stato interrotto ad inizio novembre 2012 a causa dell’acu-
tizzarsi di dolori e gonfiori al viso, segnatamente attorno agli occhi (doc. 33,
p. 38 e segg.). Su richiesta del medico curante, dott. I._, il dott.
O._, otorinolaringoiatra e specialista in chirurgia del viso e del collo,
con valutazione dell’11 dicembre 2012, ha rilevano non esservi controindi-
cazioni alla ripresa della precedente attività dal punto di vista delle specia-
lizzazioni di sua competenza (doc. 33 p. 31), motivo per cui l’INSAI ha chie-
sto un’ulteriore accertamento neurologico al dott. R._ (doc. 34, p.
80). Lo specialista, con rapporto del 24 marzo 2013, ha attestato una si-
tuazione stabilizzata con la persistenza di deficit neuropsicologici, segna-
tamente in ambito esecutivo, della vigilanza e della memoria a lungo ter-
mine, indicando nondimeno come auspicabile una ripresa dell’attività pro-
fessionale (doc. 34, p. 57).
9.3 In data 29 aprile 2013, l’assicurato ha dunque ripreso l’attività lavora-
tiva, sempre secondo modalità adeguata ed a scopo terapeutico (doc. 41,
p. 57 e segg.) ma, a partire dal 24 ottobre 2013, egli non si è più presentato
sul lavoro a causa di problemi psichici (doc. 41, p. 32 e segg.). Con rap-
porto medico del 1° febbraio 2014, il dott. I._ ha constatato, dopo
essersi tra l’altro consultato con la neuropsicologa curante P._, un
miglioramento delle condizioni psichiche del paziente ed ha confermato la
volontà di quest’ultimo di riprendere l’attività professionale (doc. 46, p. 56).
9.4
9.4.1 Il 3 marzo 2014 l’assicurato ha intrapreso un quarto tentativo di ri-
presa lavorativa (doc. 46, p. 45 e segg.; consid. B.e) e, visti gli sviluppi
favorevoli in tal senso, nel mese di maggio 2014 l’INSAI ha disposto un’ul-
teriore visita neurologica e neuropsicologica e la visita di chiusura dal me-
dico circondariale (doc. 46, p. 31).
C-7018/2017
Pagina 17
9.4.2 Con valutazione neuropsicologica del 30 giugno 2014, i dott.i
Q._ e P._, rispettivamente neurologo e psicologa specializ-
zata in neuropsicologia, hanno evidenziato una situazione stabile con mo-
derati deficit cognitivi a predominanza esecutiva e attentiva, precisando
che dal punto di vista neuropsicologico la ripresa del lavoro non era con-
troindicata purché si tenesse conto delle limitazioni del paziente e che gli
fossero concesse delle pause supplementari durante la giornata lavorativa
(doc. 46, p. 11 e segg.).
9.4.3 Con valutazione neurologica del 15 dicembre 2014 esperita su inca-
rico dell’INSAI il dott. M._, neurologo, ha indicato che il processo di
riabilitazione presso la D._ e la Clinica E._ ha comportato
un miglioramento delle disfunzioni cognitive e dei disturbi comportamentali
ed una persistenza dell’anosmia e dell’ipogeusia, ma che dal punto di vista
neuropsicologico non sussistevano controindicazioni per un reinserimento
professionale. Lo specialista ha inoltre precisato che i citati disturbi hanno
nondimeno effetto sulla capacità professionale del paziente (cfr. doc. 51, p.
10 e segg.).
9.4.4 In occasione della visita medica di chiusura del 28 luglio 2015, la
dott.ssa L._, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell’apparato locomotore, ha posto le seguenti diagnosi:
“Trauma isolato cranio-cerebrale del 07.07.2010 con/su
Focolaio di contusione frontale sinistra, meno a destra.
Ematoma sub-durale sinistro.
Sospetto di emorragia sub-aracnoidale del foramen magno.
Fratture pluriframmentarie viso con interessamento dell'orbita bilateral-
mente, del seno mascellare, seno frontale con impressione verso endo-
craniale.
Frattura osso nasale.
Frattura frontale.
Pneumo-encefalo.
08.07.2010 intubazione sub-mentale, craniotomia osteoplastica, evacua-
zione dei focolai di contusione, copertura fronto-basale con dura e perio-
steo, reposizione e osteosintesi della frattura dl impressione osteo-fron-
tale zigomatico bilateralmente, osso nasale.
05.05.2011 osteotomia Lefort 1 con plastica di spugnosa della cresta
iliaca destra in disgnazia scheletrica post-traumatica.
Attualmente: sospetto di sovraccarico frontale mascellare per mancanza
d'occlusione nella parte laterale.
C-7018/2017
Pagina 18
Disturbo neuropsicologico residuo da lieve a media entità con deficit co-
gnitivi ed alterazione del comportamento.
Anosmia ipogeusia, parageusia post-traumatica”.
Il medico ha inoltre attestato i seguenti limiti funzionali:
“Nessuna limitazione per sollevare e portare pesi molto leggeri fino a 5 kg
fino all’altezza dei fianchi, leggeri fra 5 e 10 kg fino all'altezza dei fianchi,
sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino a 10 kg. Talvolta possibile solle-
vare e portare pesi tra 25 e 45 kg, mai più possibile sollevare e portare pesi
molto pesanti. Nessuna limitazione per il maneggio di attrezzi leggeri/di
precisione e di attrezzi medi. Talvolta possibile iI maneggio di attrezzi pe-
santi. Mai più possibile iI maneggio di attrezzi molto pesanti. Nessuna limi-
tazione per la rotazione della mano, lavori sopra la testa, rotazione del
tronco, postazione seduta/inclinata in avanti, posizione in piedi/inclinata in
avanti. Talvolta possibile la posizione inginocchiata e la flessione delle gi-
nocchia. Nessuna limitazione per la posizione seduta di lunga durata e po-
sizione in piedi di lunga durata con quattro pause di mezz'ora per quanto
riguarda la posizione in piedi di lunga durata. Molto spesso possibile la
posizione a libera scelta. Nessuna limitazione per camminare fino e oltre i
50 m. Talvolta possibile per lunghi tratti, camminare su terreno accidentato
e salire le scale. Mai più possibile salire su scale a pioli. Nessuna limita-
zione per l'uso delle due mani. A condizione possibile l'equilibrio e stare in
equilibrio”,
attestando un’abilità lavorativa del 50% con presenza tutto il giorno nella
precedente attività ed una capacità lavorativa completa in attività adeguate
a partire da subito.
Infine, essa ha pregato l’INSAI di sottoporre nuovamente la documenta-
zione alla specialista in psichiatra (doc. 55, p. 19 e segg.).
9.5 Con rapporto datato 25 gennaio 2017 relativo all’esame psichiatrico del
17 luglio 2016, la dott.ssa G._ ha posto la diagnosi di disturbo della
personalità organico (ICD – 10 F07.0), precisando che “come già valutato
dal M._, il disturbo presentato dall’assicurato è con verosimiglianza
preponderante causa diretta del trauma cranico del 07.07.2010” e che visti
gli atti specialistici all’incarto “si può affermare che sussistono alcune limi-
tazioni della capacità lavorativa”. Essa ha quindi concluso che “l’assicurato
presenta sicuramente una capacità lavorativa residua. Egli è in grado di
svolgere lavori semplici, ripetitivi e precisi con chiare indicazioni in un am-
C-7018/2017
Pagina 19
biente ben strutturato. Considerando le fluttuazioni del suo stato la produt-
tività è globalmente diminuita anche in queste attività. Complessivamente
si può valutare una capacità lavorativa residua in un'attività confacente del
50%” (doc. 70).
9.6 Con presa di posizione SMR del 4 aprile 2017, il dott. F._, ha
quindi confermato le più recenti valutazioni dei dott.i M._ e
G._ (doc. 85, p. 4).
9.7 Nella relazione medico-legale del 5 ottobre 2017, il dott. H._,
specialista in medicina legale e delle assicurazioni, ha indicato che “si può
affermare che in seguito all’infortunio sul lavoro del 7 luglio 2010 (...) si è
manifestata una grave sindrome psichica verosimilmente frontale” e che
pertanto egli presenta una condizione gravemente invalidante che impedi-
sce al 100% l’attività lucrativa del paziente (allegato a doc. TAF 1 e doc. A
94).
10.
10.1 In primo luogo va rilevato che come emerge in dettaglio dai conside-
randi precedenti il ricorrente soffre delle conseguenze del menzionato in-
fortunio e meglio di un disturbo di personalità organico (ICD-10 F07.0, cfr.
in particolare esame psichiatrico del 27 luglio 2016 della dottoressa
G._ sub doc. 70), di leggere disfunzioni cognitive e disturbi compor-
tamentali (valutazione neurologica del 23 giugno 2016 del dott. M._
(doc. 69 p. 38 e segg., valutazione del 15 dicembre 2014 doc. 51 pag.),
anosmia, ipogeusia e parageusia post-traumatica. A circa un anno dal
menzionato sinistro, l’assicurato ha altresì sviluppato una problematica or-
topedica al rachide lombare non presa a carico dall’INSAI (doc. 1, p. 44 e
segg.; consid. 9.1.1 e 9.1.2).
10.2 Dalla citata documentazione medica risulta inoltre chiaramente, come
rettamente anche ritenuto dall'autorità inferiore (doc.), che dopo il 7 luglio
2010 il ricorrente, nonostante svariati tentativi di riprendere l’attività lavora-
tiva a scopo terapeutico e con impiego ridotto – interrotti a causa del so-
praggiungere di diverse complicazioni del suo stato di salute –, non è più
stato in grado di svolgere la precedente attività di montatore e – perlomeno
fino al mese di luglio 2015 – neppure un’attività adattata (cfr. segnatamente
doc. 59, p. 9 e doc. 82, decisioni). Per questi motivi la decisione nr. (...)
con cui l’UAIE ha assegnato una rendita intera d’invalidità, dal 1° luglio
2011 al 30 settembre 2015, non contestata dalle parti, deve essere confer-
mata (cfr. consid. 12.3).
C-7018/2017
Pagina 20
11.
11.1 Come detto occorre tuttavia ancora esaminare se l’autorità inferiore
ha a giusto titolo considerato un miglioramento complessivo dello stato di
salute a partire da luglio 2015, alla luce di una capacità del 50% in attività
adeguate o, invece, come fatto valere da quest’ultimo, la sua capacità la-
vorativa è ulteriormente peggiorata a seguito del licenziamento del 30
marzo 2015 ed è totale come indicato dal dottor H._ (consid. 9.7)
o, ancora, l’istruttoria è insufficiente per statuire – secondo il grado della
verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali – su que-
sto punto, in quanto non sarebbe stato tenuto conto di fattori extrainfortu-
nistici.
11.2 In primo luogo questo Tribunale rileva che ai fini dell’emanazione delle
decisioni del 6 novembre 2017 l’autorità inferiore – come menzionato nella
risposta di causa del 28 marzo 2018 – ha tenuto conto anche delle affezioni
di natura psichiatrica, il cui eventuale rapporto di causalità adeguato con il
sinistro del 7 luglio 2010 risulta ancora controverso in ambito infortunistico
(cfr. doc. TAF 6 e 12), e delle conseguenze sulla capacità lavorativa in at-
tività adeguata, seppur non nella misura chiesta dal ricorrente, assegnando
una rendita di invalidità del 50%.
11.3
11.3.1 Dagli atti emerge tuttavia che il ricorrente soffre anche di diverse
alterazioni degenerative della colonna lombare, accertati ma non conside-
rati ai fini dell’assicurazione dai medici incaricati in questo ambito. Anche
la dott.ssa L._, nel rapporto medico relativo alla visita di chiusura
del 28 luglio 2015, ha attestato che “come già definito nella visita medico-
circondariale del 2011 confermo che le alterazioni degenerative della co-
lonna lombare non sono causate dall’infortunio e chiedo quindi alla Cassa
malati di assumere i costi delle terapie che ritengo indicate”. Per questo
motivo, essa non ha neppure inserito l’affezione lombare nella lista delle
diagnosi rilevanti. Tuttavia, essa ha nondimeno, da una parte, ricordato che
dalle radiografie del 2011 risultava un’osteocondrosi L5/S1 e in forma mi-
nore a L3/L4, così come un’importante riduzione dello spazio intersomatico
L5/S1 ed una leggera protrusione discale L4/L5 e, d’altra parte, preso atto
che per quanto riguarda la schiena il paziente lamentava ancora un dolore
in sede lombare quantificato sulla VAS con 7/10 punti e che per il momento
non era stato effettuato alcun trattamento, che peraltro ha specificato di
ritenere adeguato.
C-7018/2017
Pagina 21
Dette affezioni hanno altresì causato incapacità lavorativa come indicato al
consid. 9.1.2.
11.3.2 L’attualità e la persistenza della problematica lombare è stata con-
fermata anche dalla dott.ssa G._ nel suo rapporto del 25 gennaio
2017, in cui pur avendo riportato che fisicamente l’assicurato stava bene,
ha confermato che soffriva ancora di mal di schiena (doc. 70 p. 4).
11.3.3 Da quanto precede risulta che l’assicurato ancora all’inizio del 2017
soffriva di dolori lombari ma che l’INSAI, non ritenendoli riconducibili all’in-
fortunio professionale del luglio 2010, non ha effettuato ulteriori indagini
mediche in tal senso, motivo per cui l’ultimo accertamento specialistico ri-
sale al 15 settembre 2011.
In simili condizioni l’affermazione del medico SMR secondo cui non vi sa-
rebbero fattori extrainfortunistici atti ad influenzare la capacità lavorativa
non può essere condivisa.
Pertanto, questo Tribunale rileva che l’autorità inferiore – fondandosi esclu-
sivamente sulla documentazione raccolta dall’assicuratore infortuni – non
ha sufficientemente approfondito un aspetto di sua competenza e che ri-
sulta nondimeno indispensabile, per potersi esprimere in maniera compiuta
sullo stato di salute e in particolare sulle conseguenze delle affezioni lom-
bari sulla capacità lavorativa residua, un aggiornamento specialistico in
merito, segnatamente da luglio 2015 fino alla data della decisione impu-
gnata, così come sul possibile effetto congiunto con le conseguenze dell’in-
fortunio di cui soffre l’assicurato, il tutto come meglio precisato al consid.
13 seguente.
11.4
11.4.1 Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto neurologico occorre eviden-
ziare che il dott. M._, nella valutazione specialistica del 23 giugno
2016, ha confermato le conclusioni del 14 aprile 2015, secondo cui i leggeri
disturbi cognitivi e comportamentali hanno effetti sulla capacità lavorativa
dell’assicurato (cfr. doc. 51 p. 10 e segg.). Tuttavia, lo specialista – nono-
stante l’INSAI gli abbia esplicitamente chiesto di prendere posizione al ri-
guardo – non si è espresso in merito alla capacità lavorativa in attività adat-
tate, ribadendo unicamente che la precedente attività, era esigibile a tempo
pieno a condizione che venissero introdotte pause supplementari della du-
rata da una fino ad un massimo due ore al giorno (doc. 69, p. 38 e segg.).
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11.4.2 Pertanto, dalla documentazione sanitaria agli atti non si evince in
maniera univoca se dal punto di vista neurologico, i disturbi attestati hanno
comportano un’incapacità lavorativa in attività adeguate e se sì in quale
misura. Di conseguenza, non può essere verificato se l’autorità inferiore
abbia sufficientemente tenuto conto delle conseguenze delle patologie di
natura neurologica in attività adeguate e del loro eventuale effetto con-
giunto con i disturbi psichiatrici e ortopedici e le affezioni otorinolaringoia-
triche. Nelle patologie considerate infatti, non è più data capacità lavorativa
residua nell’attività precedente. Pertanto anche in ambito neurologico va
esaminata la capacità lavorativa residua in attività adeguate. Anche in tale
ambito si impongono dunque ulteriori accertamenti, in particolare nell’am-
bito di una perizia pluridisciplinare.
11.5 Infine, in relazione all’anosmia, all’ipogeuisia e alla parageuisia sono
stati effettuati degli accertamenti limitati, in particolare per quel che con-
cerne il loro impatto sulla capacità lavorativa residua. Il dott. O._,
nella presa di posizione del 3 marzo 2014 si è difatti limitato a spiegare che
si tratta di modifiche importanti della qualità di vita e che le stesse compor-
tano pure pericoli nell’esercizio di un’attività lavorativa (doc. 51, p. 56). A
tal proposito si è poi espresso unicamente il dott. M._, limitandosi
ad attestare che l’anosmia non esplica effetti sulla capacità lavorativa da
un punto di vista neurologico (doc. 51, p. 42). Dal canto suo, il medico SMR,
nella presa di posizione del 12 marzo 2016, ha qualificato l’anosmia e l’ipo-
geuisia come diagnosi con effetto duraturo sulla capacità lavorativa, invero
senza richiedere ulteriori approfondimenti in merito e senza poi tenerne
conto nella determinazione della residua capacità lavorativa (doc. 59, p. 8).
Da quanto precede, risulta dunque che l’incidenza in attività adeguate di
tali incontestate sequele del trauma cranico, non sia stata sufficientemente
acclarata da uno specialista competente, segnatamente anche in correla-
zione con gli ulteriori disturbi lamentati dall’assicurato.
11.6 Ne discende che, in assenza di sufficienti accertamenti medici, segna-
tamente in ambito ortopedico (consid. 11.3), neurologico (consid. 11.4) e
otorinolaringoiatrico (consid. 11.5), l’istruttoria eseguita dall’autorità infe-
riore risulta carente. Il servizio medico regionale, così come l’UAIE, si sono
fondati su documentazione in parte datata, incompleta e pertanto inconclu-
dente, malgrado abbiano riconosciuto la necessità di considerare anche le
affezioni di natura psichiatrica. In simili condizioni, non risulta possibile per
questa Corte determinarsi, con il grado della verosimiglianza preponde-
rante valido nelle assicurazioni sociali, sullo stato di salute del ricorrente,
sulle conseguenze sulla capacità lavorativa, né quindi sull’asserito miglio-
ramento in tal senso intervenuto da luglio 2015.
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11.7 Inoltre, giova rilevare che in ambito psichiatrico, la perizia pluridisci-
plinare dovrà conformarsi alla giurisprudenza del Tribunale federale in ma-
teria, in particolare in relazione all’applicazione della procedura probatoria
fondata su indicatori. Pertanto, la diagnosi deve essere espressa da uno
specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifi-
cazione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V
396 consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 con-
sid. 3). In presenza di disturbi psichici, in particolare di disturbi da dolore
somatoforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a
questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di
grado da leggero a medio (DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile
di una persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di
una visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti
strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti
e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e
4.1 nonché 143 V 418 consid. 6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso
gli indicatori per la valutazione della capacità lavorativa in due categorie
(DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), segnatamente categoria “gravità funzio-
nale” (consid. 4.3) con i complessi “danno alla salute” (consid. 4.3.1; risul-
tati e sintomi rilevanti per la diagnosi; successo od insuccesso del tratta-
mento e della reintegrazione; comorbidità), “personalità” (sviluppo e strut-
tura della personalità, funzioni psichiche [consid. 4.3.2] e contesto sociale
[consid. 4.3.3]) nonché categoria “coerenza” (aspetti del comportamento
[consid. 4.4] in rapporto alla limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti
gli ambiti della vita paragonabili [consid. 4.4.1] ed alla sofferenza dimo-
strata secondo l’anamnesi in vista di un trattamento o di una reintegrazione
[consid. 4.4.2]).
12.
12.1 Se il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, esso
può sostituirsi all’autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o rin-
viare la causa, con istruzioni vincolanti, all’autorità inferiore per nuovo giu-
dizio (art. 61 cpv. 1 PA). In particolare, esso si sostituirà all’autorità inferiore
se gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull’applicazione
del diritto federale (sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid.
2.3; DTF 126 II 43 e 125 II 326).
12.2 Alla luce di quanto sopraesposto gli atti di causa vanno rinviati all'au-
torità inferiore affinché proceda al necessario complemento istruttorio tra-
mite esperimento di una perizia pluridisciplinare in reumatologia/ortopedia,
neurologia, psichiatria e otorinolaringoiatria in Svizzera, in cui si tenga
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conto dell’effetto congiunto delle patologie, riservato ogni ulteriore esame
che l'evoluzione nel tempo dello stato di salute dell'insorgente dovesse ren-
dere necessario (sentenza del TF 9C_235/203 del 10 settembre consid.
2.3; DTF 137 V 210). Sulla base degli accertamenti ancora da esperire
dovrà in particolare essere possibile di determinarsi, con il grado della ve-
rosimiglianza determinante, sull’evoluzione dello stato di salute del ricor-
rente a partire da luglio 2015 e sulla sua incidenza sulla capacità lavorativa
in attività adeguate, fermo restando che è necessario che i menzionati periti
si esprimano congiuntamente al riguardo.
12.3 Peraltro neppure la più recente giurisprudenza del Tribunale federale
di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il consid. 4.4.1.4) si oppone al
rinvio della causa all'autorità inferiore per completamento dell'istruttoria. In
effetti, in assenza di tali accertamenti complementari non era, né è, possi-
bile determinarsi con cognizione di causa, ed il necessario grado della ve-
rosimiglianza preponderante, sullo stato di salute del ricorrente e sull’inci-
denza delle affezioni di cui soffre sulla residua capacità lavorativa in attività
sostitutive adeguate. In particolare, un rinvio all’autorità inferiore si giusti-
fica, dal profilo delle garanzie procedurali (in particolare quello della doppia
istanza con piena cognizione) nei casi in cui, come nella fattispecie, è ri-
chiesto un accertamento peritale interdisciplinare in ambiti che non sono
stati sufficientemente acclarati nella procedura di prima istanza, ma che lo
avrebbero dovuto essere prima dell’emanazione della decisione litigiosa,
gli elementi per dovere agire in tal senso essendo già presenti agli atti di
causa (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4). In concreto è in particolare com-
pletamente carente l’accertamento relativo all’aspetto della problematica
lombare rispettivamente l’esame peritale congiunto alfine di stabilire le con-
seguenze delle affezioni rilevanti sulla capacità lavorativa residua.
12.4 Alla luce degli accertamenti esperiti l’amministrazione si pronuncerà
nuovamente sul grado di invalidità a far tempo dal 1° ottobre 2015, fermo
restando il diritto alla rendita intera dal 1 luglio 2011 al 30 settembre 2015
e quello ad una mezza rendita dal 1° ottobre 2015 già definitivamente ac-
quisita e comprovate alla luce delle considerazioni precedenti ed inconte-
state. In tale ambito, va infatti risolta solo la questione se le ulteriori affe-
zioni di natura extrainfortunistica di cui soffre il ricorrente rispettivamente
quelle di natura neurologica – oltre a quella psichiatrica – già presenti prima
dell’emanazione della decisione litigiosa, riconosciute dai vari specialisti in-
terpellati dall’INSAI, possano comportare, o meno, un incremento della
mezza rendita accordata.
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13.
13.1 Nel gravame del 12 dicembre 2017, il ricorrente ha altresì censurato
il raffronto dei redditi effettuato dall’autorità inferiore ed in particolare la de-
terminazione del reddito da valido da parte dell’autorità inferiore (doc. TAF
1 e 8).
13.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido, occorre stabilire quanto
guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosimiglianza
preponderante, quale persona sana al momento della decorrenza del di-
ritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circo-
stanze personali. Di regola, ci si fonda sull’ultimo reddito che la persona
assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla salute, se
del caso adeguato al rincaro e all’evoluzione reale dei salari. Questo per-
ché normalmente, in base all’esperienza comune, la persona interessata
avrebbe continuato la precedente attività in assenza del danno alla salute.
Eccezioni a questo principio devono essere previste secondo la verosimi-
glianza preponderante (DTF 139 V 28 consid. 3.3.2; 134 V 322 consid.
4.1).
13.3 Tale reddito può essere stabilito sulla base delle iscrizioni figuranti
sull’estratto del conto individuale della cassa di compensazione dell’inte-
ressato. Secondo l’art. 25 cpv. 1 OAI, sono infatti considerati redditi del
lavoro, ai sensi dell’art. 16 LPGA, i redditi annui presumibili sui quali sareb-
bero riscossi i contributi disposti dalla LAVS. Se tuttavia è dimostrato che il
reddito percepito è diminuito o aumentato in modo straordinario in un de-
terminato periodo, si deve tenere conto del reddito medio su un periodo di
tempo più lungo. Inoltre, sia l’assicurato che l’Ufficio AI possono provare
che il reddito effettivamente percepito (e soggetto a contributi) è di importo
superiore od inferiore rispetto al reddito registrato nel conto individuale
(sentenza del TF 9C_771/2017 del 29 maggio 2018 consid. 3.6.1).
13.4 Il ricorrente non può pertanto esser seguito laddove pretende che per
determinare il reddito da valido venga tenuto conto anche delle indennità
per vitto e alloggio (si confronti in proposito sentenza del TF 9C_278/2010,
consid. 2.3) percepite in maniera saltuaria a seconda degli impieghi lavo-
rativi svolti. Dagli atti all’incarto figura difatti che il reddito mensile negli anni
precedenti all’infortunio del luglio 2010 ammontava a CHF 5'500.- nel 2010
e 2009, CHF 5'330.- nel 2008 e CHF 5'230 nel 2007, dati che corrispon-
dono alle cifre menzionate negli estratti del conto individuale (cfr. doc. 6 e
allegati a doc. TAF 1), nonché con quanto dichiarato dal datore di lavoro
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nel formulario del 27 dicembre 2010 (doc. 6). Dai certificati di salario pro-
dotti, peraltro non risulta neppure che il ricorrente abbia prestato con rego-
larità lavoro straordinario. Su questo punto il ricorso è pertanto infondato.
14.
Ne consegue che il ricorso è parzialmente accolto. Il diritto ad una rendita
intera d’invalidità, limitata nel tempo, dal 1° luglio 2011 al 30 settembre
2015 (nr. ([...]) va confermato, in quanto incontestato e suffragato dagli atti
dell’incarto. La decisione nr. (...) del 6 novembre 2017 con cui l’autorità
inferiore ha assegnato al ricorrente mezza rendita a decorrere dal 1° otto-
bre 2015 va per contro annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE
affinché proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una
nuova decisione ai sensi dei considerandi che precedono.
15.
15.1 Visto l’esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di CHF
800.-, versato il 23 gennaio 2018, sarà restituito al ricorrente allorquando
la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.
15.2 Ritenuto che il ricorrente, vincente in causa, è rappresentato in que-
sta sede da mandatario professionale, si giustifica l’attribuzione di un’in-
dennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in combinazione con gli
art. 7 e segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF; RS 173.320.2; cfr. pure DTF 137 V 210 consid. 7.1 e 132 V 215
consid. 6 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d’asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministrazione per comple-
mento istruttorio e nuova decisione).
15.3 L’indennità a titolo di spese ripetibili, in assenza di una nota detta-
gliata, è fissata d’ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in CHF 2'800.- (disborsi
compresi, senza IVA; v. art. 1 cpv. 2 lett. a in correlazione con gli art. 8 cpv.
1 della legge federale del 12 giugno 2009 concernente l’imposta sul valore
aggiunto [LIVA; RS 641.20] e 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF), tenuto conto dell’am-
piezza e delle difficoltà della cause e del lavoro necessario ed utile svolto
dal rappresentante. L’indennità per ripetibili è posta a carico dell’UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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