Decision ID: c24f42b0-e67a-5d69-96c4-d745524bd6fc
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Sino al 1999 a _ il servizio di raccolta dei rifiuti vegetali era appaltato ad una ditta, che li depositava nell’apposito centro comunale di compostaggio. In seguito alla soppressione di questo centro, a partire da quell’anno si è reso necessario appaltare anche lo smaltimento. Previa licitazione privata tra la ditta ricorrente e la _, per l’anno 2000 il municipio ha assegnato questo servizio alla prima.
B. Il 13 luglio 2000 il municipio ha nuovamente invitato la ditta _ e la _ ad inoltrare un'offerta per il servizio di smaltimento degli scarti vegetali anche per l'anno 2001.
Valutate le offerte pervenutegli, il 12 settembre 2000 l'autorità comunale ha nuovamente affidato il servizio alla prima.
La delibera è stata tuttavia annullata dal Consiglio di Stato, che con risoluzione 23 gennaio 2001 ha accolto il ricorso contro di essa inoltrato dalla _. Gli atti sono stati rinviati al municipio affinché indicesse un nuovo concorso (pubblico) o prescindesse da ogni aggiudicazione.
Nell’attesa di dar seguito al giudizio governativo, il municipio ha prorogato temporaneamente l'appalto assegnato alla ditta _ per l’anno 2000.
C. Analogamente interpellata, il 15 maggio 2001 la SPAA ha comunicato al municipio di _ i nominativi delle uniche tre ditte autorizzate nel Cantone a trattare e smaltire gli scarti vegetali sino al compostaggio finale. In quello scritto, l'autorità cantonale ha reso noto che il 20 aprile 2001 l'Ufficio domande costruzione (UDC) aveva invitato il municipio di _ ad ordinare alla ditta _ di cessare le attività di smaltimento degli scarti vegetali, che questa aveva avviato presso il suo centro di demolizione degli autoveicoli di _.
D. Richiamandosi a questa comunicazione della SPAA, il 6 giugno 2001 il municipio ha deciso di affidare il servizio in oggetto alla ditta _, a partire dal 1. luglio e sino alla fine del 2001.
Contro questa decisione, la ditta _ insorge davanti a questo tribunale, chiedendone l'annullamento. La ricorrente contesta la delibera richiamandosi in sostanza alle sentenze 4 luglio 1989 del Tribunale cantonale amministrativo in re P.M. e 29 novembre 1994 del Tribunale della Pianificazione del Territorio in re G., che documenterebbero l'illegittimità dell'impianto per lo smaltimento dei rifiuti vegetali realizzato dalla _ in località _.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il municipio di _, rilevando di aver affidato il servizio alla _ per i prossimi 6 mesi in considerazione del fatto che la ditta _ eserciterebbe questa attività abusivamente. Trattandosi di una prestazione di servizio di valore inferiore a fr. 50'000.-, che risponde ad una necessità urgente, sarebbero date le premesse per l'incarico diretto.
Ad identica conclusione perviene la _, che contesta la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva della ricorrente e le censure sollevate dall'insorgente.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 2, 4, 36 e 37 LCPubb, che permettono di dedurre direttamente davanti ad esso le decisioni di aggiudicazione di commesse per prestazioni di servizio adottate da committenti assoggettati a tale legge.
La decisione del municipio di _ di affidare per incarico diretto alla _ il compito di trattare e smaltire i rifiuti vegetali raccolti nel comune costituisce in effetti un atto di aggiudicazione (art. 12 LCPubb) di una commessa di servizio (art. 4 cpv. 3 LCPubb) resa da un ente pubblico assoggettato alla LCPubb (art. 2 cpv. 1).
La ricorrente, assuntrice del servizio in oggetto, è direttamente e personalmente toccata dal provvedimento censurato. La potestà ricorsale non può quindi esserle negata.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 Pamm).
2. Le commesse pubbliche sono per principio aggiudicate nell'ambito di una procedura pubblica, libera (art. 8 LCPubb) o selettiva (art. 9 LCPubb). In casi particolari ed a determinate condizioni, il committente ha inoltre la possibilità di aggiudicare la commessa nell'ambito di procedure prive di pubblicità, ad invito (art. 10-11 LCPubb) o per incarico diretto (art. 12-13 LCPubb).
La possibilità di aggiudicare una commessa nell'ambito di una procedura per incarico diretto è data quando la spesa prevista non supera determinati valori soglia (art. 13 cpv. 1 lett. a LCPubb) ed è, nel contempo, soddisfatta una delle condizioni poste dall'art. 13 cpv. 1 lett. b-g LCPubb.
L'incarico diretto per commesse relative a prestazioni di servizio è ammissibile solo se la spesa prevista non supera l’importo di fr. 150'000.-. Fra i vari motivi che abilitano il committente ad esperire questa procedura di aggiudicazione va ricordato l'art. 13 cpv. 1 lett. d LCPubb, a norma del quale, è possibile conferire un incarico diretto quando "
a causa di eventi imprevedibili la commessa è divenuta a tale punto urgente che non può essere esperita un'altra procedura
". Disposizione, questa, che riprende testualmente il § 8 cpv. 1 lett. d DirCIAP.
3. Nel caso in esame il valore della commessa, stando alle indicazioni del committente, si aggira attorno a fr. 50'000.-. Da questo profilo, l'incarico diretto è conforme al diritto, segnatamente all’art. 13 cpv. 1 lett. a LCPubb.
Resta da verificare se sia dato il requisito dell'urgenza.
Orbene, la necessità di assicurare lo smaltimento dei rifiuti vegetali, raccolti nel comune dall'assuntore del relativo servizio, è incontestabile. Nulla permette tuttavia di affermare che a causa di eventi imprevedibili la commessa sia divenuta a tale punto urgente da rendere inesigibile lo svolgimento della procedura di pubblico concorso.
Dopo il giudizio 23 gennaio 2001 del Consiglio di Stato, di cui si è detto in narrativa, il municipio di _ ha infatti temporaneamente prorogato l’appalto che aveva assegnato alla ditta _ per il 2000. Il relativo contratto, che si riduce alla semplice decisione di delibera, non è mai stato disdetto. La ricorrente continuava pertanto a svolgere il servizio affidatole ed avrebbe sicuramente continuato a svolgerlo, almeno fintanto fosse stato disdetto o che il municipio di _, dando seguito all’invito rivoltogli dall’_, non le avesse eventualmente ordinato di cessare le attività di smaltimento di questo genere di rifiuti, avviate presso il suo centro di distruzione degli autoveicoli di _.
Assicurando la ricorrente il corretto funzionamento del servizio in oggetto, non v'era alcuna impellente necessità di affidarlo ad altri. Non si è in particolare verificato alcun evento imprevedibile che ha reso indifferibile l’esigenza di procedere ad un'aggiudicazione immediata della commessa. Né sono subentrate circostanze che impedivano al municipio di far capo alla procedura del pubblico concorso per appaltare con la dovuta sollecitudine il servizio di smaltimento degli scarti vegetali.
Non è di conseguenza soddisfatta la condizione dell'urgenza impellente posta dall'art. 13 cpv. 1 lett. d LCPubb.
4. Indipendentemente dalla questione relativa alla legittimità delle attività svolte dalla _ e dalla ricorrente, il ricorso va quindi accolto, annullando la delibera impugnata.
La tassa di giustizia e le ripetibili sono poste a carico del comune e della resistente in ragione di metà ciascuno.