Decision ID: c8d53bf6-e3e5-563f-a06e-0316fdb1f13d
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con contratto 24 maggio 1991 il _ ha concesso a _, e all’avv. _, in qualità di debitori solidali, un credito in conto corrente di fr. 500’000.-- (doc. _. A garanzia del credito _, hanno costituito in pegno due cartelle ipotecarie al portatore di nominali fr. 300’000.-- ciascuna e gravanti in quarto e pari rango la part. n. _ (atto di costituzione di pegno 24 maggio 1991, doc_).
B.
Dopo un aumento della linea di credito a fr. 600’000.-- (scritto 31 luglio 1991, doc. _), il limite in conto corrente è stato ridotto una prima volta a fr. 504’000.-- (atto 7 gennaio 1993, doc.D - osservazioni _) e in seguito a fr. 435’000.-- (atto 14 settembre 1993, doc.2 - ricorso).
Contestualmente alle predette riduzioni di credito, anche la garanzia reale è stata modificata nel senso che le due cartelle ipotecarie - a seguito di frazionamento della part. n. _ - sono state estese in un primo tempo alle part. n. _, con svincolo della part. n. _ frazionata (atto di costituzione del pegno 12 maggio 1993, doc.E - osservazioni _); successivamente l’onere reale è stato limitato alle part. n. _ (atto di costituzione del pegno 9 ottobre 1993, doc. _).
C.
Con domanda di esecuzione “in via di pignoramento o di fallimento” del 3 luglio 1997 il _ ha chiesto _ di procedere in via ordinaria per un credito di fr. 481’920.05 oltre accessori contro l’avv. _. Quale titolo di credito sulla domanda di esecuzione è indicato:
“debito in conto corrente no. _ intestato ai Signori _. Regolarmente disdetto.”
D.
Il 7 luglio 1997 l’UEF ha emesso il _ in via ordinaria contro l’avv. _, cui l’escusso ha interposto opposizione il 9 luglio 1997.
E.
Con ricorso 18 luglio 1997 l’avv. _ postula l’annullamento dell’esecuzione affermando in sostanza che il credito dedotto in esecuzione in via ordinaria è in realtà “garantito dalla costituzione a pegno delle due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 300’000.-- gravanti in IV e pari rango i mappali _ ”, di modo che sarebbero date le condizioni per l’applicazione dell’art.41 cpv. 1bis LEF.
F.
Delle osservazioni dell’UEF si dirà, se necessario, in seguito.

Considerando
in diritto: 1.
Per l’art. 41 cpv.1 LEF per crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno anche contro debitori soggetti alla procedura di fallimento. La garanzia del pegno conferisce al debitore il beneficio dell’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria (
Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §32 n.8ss, p.262;
Fritzsche/ Walder
, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984,§34 n.7 p.475s.;
Pierre-Robert Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.110). Per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale siffatto beneficio non è di natura imperativa, e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare (DTF 120 III 106; 117 III 74; 110 III 7; 104 III 9; 97 III 15; 84 III 69) nelle ipotesi seguenti:
a)
omettendo di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro il precetto esecutivo, qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 101 III 21; 58 III 59; cfr. art. 41 cpv.1bis LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997);
b)
concedendo al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare il pegno (_);
c)
pattuendo con il creditore che la pretesa garantita da pegno venga dapprima escussa nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15; 73 III 16; cfr.
Amonn/Gasser,
op.cit., §32 n.10 e 17, p.262s.).
2.
Con la sottoscrizione degli atti di costituzione di pegno 24 maggio 1991 (doc.B), 12 maggio 1993 (doc.E) e 19 ottobre 1993 (doc.F) - di identico tenore per quanto riguarda le condizioni a retro degli stessi - l’avv. _ ha conferito alla banca la facoltà di “procedere in via di realizzazione del pegno od in via di esecuzione ordinaria” (cfr. punto 7 delle citate condizioni). Con siffatta pattuizione l’escusso ha espressamente rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla banca il diritto di opzione fra
beneficium excussionis realis
e
beneficium excussionis
personalis.
Legittima nei suoi confronti è quindi stata la scelta operata dal _ di procedere dapprima in via esecutiva ordinaria. In questo senso il ricorso dell’avv. _ va respinto.
3.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 41 e 151 ss. LEF