Decision ID: fc6cbf5c-ca20-5511-89dd-939006a21a85
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con contratto 11 gennaio 2016 CO 1 ha venduto a RE 1 – tra l’altro – un orologio _ degli anni ’60 per fr. 1'100.–, da pagarsi con acconti mensili d’importo indefinito fino all’estinzione del debito nella sua totalità. In seguito a un malfunzionamento dell’orologio, il 5 febbraio 2016 l’acquirente ha preteso di far effettuare una perizia e la venditrice ha accettato tale richiesta. Il 4 febbraio 2016 RE 1 ha versato complessivi fr. 500.– a CO 1, tra l’altro come “acconto in attesa preventivo _” e il medesimo giorno una dipendente della gioielleria _ di _ ha constatato che “il perno della massa oscillante risulta consumato, quindi l’orologio non carica correttamente e non tiene il tempo a causa della mancanza di lubrifica”, stimando il costo iniziale del restauro in fr. 2'500.–.
B. Con scritto del 12 febbraio 2016 la venditrice ha chiesto all’acquirente di restituirle diversi oggetti a lei prestati entro il 16 febbraio 2016 e di saldare il suo debito ammontante a fr. 950.– (fr. 1'100.– ./. un acconto di fr. 150.–) “per concludere il pagamento rateale del _ già in suo possesso”. Dal preventivo inviato il 20 febbraio 2016 dalla _ a RE 1 risulta che le spese della riparazione dell’orologio sarebbero ammontate a fr. 3'850.– IVA inclusa e che in caso di rifiuto del preventivo sarebbero stati addebitati fr. 180.– per spese amministrative.
C. Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 10 marzo 2016 dall’Ufficio d’esecuzione di Bellinzona, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 950.– oltre agli interessi del 8% dall’11 gennaio 2016, indicando quale titolo di credito il “_26mm, acciaio, numero di referenza: _, in possesso della debitrice dal 11.1.2016. Solidale con _”.
D. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 27 maggio 2016 CO 1 ne ha chiesto il rigetto (senza specificare se provvisorio o definitivo) alla Giudicatura di pace del Circolo di Bellinzona. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 22 giugno 2016. Con replica 14 luglio 2016 l’istante ha confermato la propria domanda e il 29 ottobre 2016 essa ha inviato alla Giudicatura di pace una testimonianza scritta in merito al funzionamento dell’orologio. All’udienza di discussione tenutasi il 17 novembre 2016, l’istante ha ribadito ancora una volta la sua pretesa, mentre la convenuta (rappresentata dal marito) vi si è opposta, dichiarandosi tuttavia disposta a restituire l’orologio rinunciando all’acconto già versato.
E. Statuendo con decisione del 19 dicembre 2016, il Giudice di pace ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 950.– oltre agli interessi del 5% dal 16 febbraio 2016 (anziché dell’8% dall’11 gennaio 2016), ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 150.–. Non sono state assegnate indennità.
F. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 29 dicembre 2016 chiedendo di riesaminare il caso e di permetterle di restituire l’orologio alla venditrice, rinunciando all’acconto di fr. 150.– già versato a quest’ultima. Nelle sue osservazioni del 22 gennaio 2017, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 31 dicembre 2016 (busta d’intimazione) contro la sentenza notificata a RE 1 al più presto il 20 dicembre 2016, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo, tenuto conto delle ferie natalizie (art. 56 n. 2 e 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC).
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).