Decision ID: 059a1d01-f9bd-54f2-b033-ce405cebc56a
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con sentenza del 23 luglio 2012 emessa a protezione dell'unione coniugale il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha condannato AP 1 (1958), tra l'altro, a versare dal 1° gennaio 2012 un contributo alimentare di fr. 192.50 mensili alla moglie AO 1 (1962), un contributo alimentare di
fr. 1495.– mensili alla figlia maggiorenne G_ (11 febbraio 1994)
e un contributo alimentare di fr. 1368.50 mensili al figlio M_ (9 dicembre 1995), assegni familiari non compresi. Tale decisione è passata in giudicato.
B.
Il 13 marzo 2013 AP 1 ha chiesto al Pretore di ridurre retroattivamente dal 1° marzo 2013 il contributo alimentare per G_ a fr. 1353.50 mensili e quello per M_ a fr. 82.50 mensili. Con ordinanza del 14 marzo 2013 il Pretore ha assegnato a AO 1 un termine di 20 giorni per “presentare tutti i documenti aggiornati su redditi e spese”, convocando i coniugi all'udienza del 22 aprile 2013 per il dibattimento, poi rinviato su iniziativa di AO 1 al 7 maggio 2013. In seguito quest'ultima ha ottenuto una proroga fino al 25 aprile 2013 per produrre i documenti in questione.
C.
AP 1 ha instato il 5 aprile 2013 davanti al Pretore perché la riduzione dei contributi alimentari da lui postulata fosse decretata immediatamente in via cautelare, senza contraddittorio, subordinatamente previo contraddittorio. Statuendo con “decreto supercautelare” dell'8 aprile 2013, il Pretore ha respinto
la domanda e ha confermato l'udienza del 7 maggio 2013 indetta per il contraddittorio, senza prelevare spese processuali.
D.
Contro il decreto predetto AP 1 ha presentato il
12 aprile 2013 un reclamo a questa Camera per ottenere che la decisione impugnata sia riformata nel senso di accogliere la riduzione dei contributi alimentari da lui sollecitata in via cautelare, eventualmente previo contraddittorio. Il reclamo non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
Le “decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari” sono appellabili, fermo restando che, trattandosi di controversie patrimoniali, l'appello è ammissibile unicamente ove “il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno 10
000 franchi” (art. 308 cpv. 1 lett. b combinato con il cpv. 2 CPC). Se la controversia patrimoniale non raggiunge tale valore, la decisione di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari è suscettiva solo di reclamo (art. 319 lett. a CPC). Tanto nell'uno quanto nell'altro caso, in ogni modo, la decisione dev'essere stata presa dal giudice dopo avere dato modo alla controparte di esprimersi. Decreti superprovvisionali non possono essere oggetto di appello né di reclamo (FF 2006 pag. 6729 in alto). Ciò vale non solo quando il giudice accolga un'istanza supercautelare, ma anche quando la respinga (DTF 137 III 419 consid. 1.3 con numerosi richiami). Tanto nell'uno quanto nell'altro caso, infatti, egli deve ancora sentire la parte convenuta (art. 265 cpv. 2 CPC).
2.
Nella fattispecie il Pretore ha respinto l'8 aprile 2013 i provvedimenti superprovvisionali chiesti dall'istante il 5 aprile precedente, convocando le parti all'udienza del 7 maggio 2013 per il contraddittorio. AO 1 non ha ancora avuto modo di pronunciarsi sulla riduzione immediata dei contributi alimentari, sempre ch'essa sia abilitata a rappresentare anche la figlia maggiorenne G_. Potrà esprimersi in proposito all'udienza del 7 maggio 2013 già indetta dal Pretore per discutere il merito dell'istanza di riduzione, una volta prodotti entro il 25 aprile 2013 “tutti i documenti aggiornati su redditi e spese”. Il decreto dell'8 aprile 2013 con cui il Pretore ha respinto la riduzione immediata dei contributi alimentari senza contraddittorio, decreto per altro espressamente designato come “supercautelare” dal primo giudice, non è dunque impugnabile. Nel suo memoriale AP 1 dà per scontata l'ammissibilità del reclamo (pag. 5 in fondo), ma non illustra minimamente quali argomenti sorreggano la sua ferma convinzione. Men che meno egli spiega perché nella fattispecie, fosse impugnabile il decreto, sarebbe dato unicamente reclamo allorché il valore litigioso eccede fr. 10
000.– (sopra, consid. 1). Improponibile, il memoriale sfugge così a ogni disamina.
3.
Le spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si attribuiscono ripetibili alla convenuta, che non è stata chiamata dalla Camera a formulare osservazioni al reclamo.
4.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non consta raggiungere la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, ove appena si consideri che il contributo alimentare per M_ si estinguerà in ogni modo alla maggiore età del figlio, il 9 dicembre prossimo.