Decision ID: 14c3afc0-4537-597a-9623-6063097766bf
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. A causa della presenza di malessere generale e di tosse persistente da almeno 5 mesi con escreato purulento e conclamato stato febbrile, durante il periodo 26 ottobre - 11 novembre 2011, RI 1, dipendente della ditta _ di _, è stato degente presso il Servizio di medicina interna dell’Ospedale _ di _. In quell’ambito, è stata posta segnatamente la diagnosi di malattia professionale da inalazione di polveri fini (silico-antracosi polmonare) (doc. 56).
Con scritto del 16 dicembre 2011, l’CO 1 ha informato l’assicurato che avrebbe disposto gli accertamenti necessari a chiarire l’esistenza di una malattia professionale (doc. 58).
L’assicurato ha quindi invitato l’Istituto assicuratore a “... voler rilasciare la vostra decisione sul caso entro breve tempo.” (doc. 61).
1.2. Durante il periodo febbraio 2012 - giugno 2013, l’CO 1 ha istruito la causa, richiamando gli incarti dalla Cassa malati _ e dal Servizio di pneumologia dell’Ospedale _ di _, nonché procedendo all’audizione dell’interessato.
La documentazione raccolta è poi stata sottoposta al Servizio _ di _ (il 21 giugno 2013 – cfr. doc. 103).
Con apprezzamento del 7 agosto 2013, la dott.ssa _ ha indicato che la documentazione acquisita nel frattempo non le permetteva ancora di pronunciarsi circa l’esistenza di una malattia professionale ai sensi di legge. Ella ha quindi invitato l’amministrazione a completare il dossier, fornendo le relative istruzioni (doc. 109).
Dalle carte processuali emerge che il funzionario incaricato ha dato seguito alle richieste del medico fiduciario soltanto nel corso del mese di marzo 2015, allorquando ha contattato i diversi servizi dell’Ospedale _ di _ allo scopo di ottenere i documenti necessari (doc. 128, 129, 130 e 135).
La documentazione richiamata è pervenuta in data 4, 5 e 16 marzo 2015 (doc. 131 – 138).
Dalla nota relativa al colloquio telefonico che ha avuto luogo il 17 marzo 2015 tra il patrocinatore di RI 1 e il funzionario incaricato, risulta che quest’ultimo si è scusato per “l’importante ritardo” accumulato, assicurando che avrebbe cercato di “... completare la doc. medica (rp. Degenze _ + visite ambulatoriali Prof. dr. _ + radiologia) per prendere posizione sulla presunta malattia professionale.” (doc. 139).
1.3. Con ricorso per denegata/ritardata giustizia del 15 luglio 2015, RI 1, rappresentato da RA 1, ha chiesto che venga fatto ordine all’CO 1 di “... prendere una decisione in merito alla nostra richiesta di riconoscimento della malattia professionale ...”, rilevando al riguardo che “... il primo scritto risale al 21.11.2011 e l’ultimo del 8.1.2015, rimasto a tutt’oggi senza risposta. Malgrado le promesse tutto tace da anni. Riteniamo, visto il tempo trascorso, che al mio assistito si proceda ad una decisione in merito al diritto o meno delle prestazioni CO 1. Essendo il mio assistito in assistenza, anche l’Ufficio citato chiede una risposta.” (doc. I).
1.4. L’CO 1, in risposta, ha domandato che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III + allegati).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1;STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicuratore convenuto si è reso colpevole oppure no di una ritardata giustizia nei confronti di RI 1.
2.3. Giusta l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.
Secondo l’Alta Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati).
Il ritardo ingiustificato a statuire é una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si é in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati). Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi morti”, inevitabili in una procedura, essa non é legittimata a invocare una carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid. 5.2 e i riferimenti ivi menzionati).
Il principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 lett. a LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 54 consid.
4b; cfr., pure, U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509
).
Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la
trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).
Nell’ambito di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora l’amministrazione abbia
manifestamente
oltrepassato il proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento probatorio era
manifestamente
superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata
in
RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).
2.4. In una sentenza I 841/02 del 25 giugno 2003, pubblicata in DTF 129 V p. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata).
Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza.
Nella RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).
In quella stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10.
März 1993, M 1/92).
"
(RAMI succitata)
Più di recente, l’Alta Corte ha riconosciuto l’esistenza di un ritardo inammissibile trattandosi di un tribunale cantonale che aveva lasciato trascorrere 25 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, rispettivamente più di tre anni dall’inoltro del ricorso cantonale, in una causa senza difficoltà eccessive in materia di assicurazione contro gli infortuni (STF 8C_176/2011 del 20 aprile 2011) oppure quando é trascorso un termine di 24 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, in una causa il cui oggetto era unicamente il grado d’invalidità del ricorrente e in cui quest’ultimo aveva circoscritto le sue censure a due aspetti che non presentavano difficoltà particolari (STF 8C_613/2009 del 22 febbraio 2010). Per contro, un periodo di 18 mesi trascorso tra la fine dello scambio degli allegati davanti alla giurisdizione cantonale e il ricorso per denegata giustizia inoltrato al Tribunale federale, non é stato qualificato quale ritardo ingiustificato, tenuto conto della necessità di procedere a un minuzioso apprezzamento di numerosi rapporti medici o perizie (STF 8C_615/2009 del 28 settembre 2009).
2.5. Chiamata a pronunciarsi nella concreta evenienza, questa Corte costata innanzitutto che dalla segnalazione dell’esistenza di una possibile malattia professionale (novembre 2011) all’inoltro del ricorso per denegata/ritardata giustizia (luglio 2015), sono trascorsi oltre
tre anni e mezzo
, un lasso di tempo tanto lungo da non poter essere giustificato, nemmeno con presunte difficoltà di ordine istruttorio (cfr. doc. III, p. 8: “Non essendo le tempistiche dilatate rimproverate alla convenuta interamente imputabili a quest’ultima ma essendo le stesse perlopiù dovute alle necessità dell’istruzione ...”).
In realtà, da un attento esame dell’incarto CO 1 emerge chiaramente che l’istruttoria è stata segnata da innumerevoli “tempi morti”, addebitabili piuttosto all’inerzia del funzionario incaricato. Particolarmente eloquente in questo senso è il fatto che, dopo aver ricevuto l’apprezzamento 7 agosto 2013 della dott.ssa _, la quale richiedeva un completamento della documentazione (cfr. doc. 109), il funzionario in questione si è attivato soltanto nel corso del mese di
marzo 2015
(cfr. doc.128, 129, 130 e 135), dopo essere stato più volte sollecitato dal patrocinatore dell’insorgente (cfr. doc. 113 e 124). A notare inoltre che, nonostante i documenti richiamati fossero stati ricevuti ancora nel corso del mese di marzo 2015 (doc. 131 - 138), il 1° settembre 2015 essi non erano ancora stati sottoposti al Servizio _ (cfr. allegati al doc. III).
In queste condizioni, il TCA ritiene che siano manifestamente dati gli estremi per riconoscere una ritardata giustizia.
All’Istituto assicuratore convenuto è quindi fatto ordine di portare a termine celermente gli accertamenti intrapresi (con notevole ritardo – cfr. allegati al doc. III) e di emanare la decisione formale più volte sollecitata dall’assicurato.