Decision ID: 8cb7dc58-69fd-50db-831f-62123a23b4f5
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 14 gennaio 2002, RI 1, a quel momento dipendente della ditta _ in qualità di cameriera e, perciò, assicurata contro gli infortuni e le malattie professionali presso la CO 1, è rimasta vittima di un incidente della circolazione stradale (tamponamento) al volante della propria autovettura, riportando una distorsione al rachide cervicale.
L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. I tentativi di riprendere l’abituale attività lavorativa non sono stati coronati da successo.
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 4 aprile 2005, l’amministrazione ha posto l’assicurata al beneficio di un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 40% (doc. 122).
In data 23 maggio 2005, la CO 1 ha emanato una seconda decisione formale con la quale ha assegnato a RI 1 una rendita d’invalidità corrispondente a una totale incapacità lucrativa a far tempo dal 1° agosto 2004. Fondandosi sulle risultanze della perizia psichiatrica elaborata dal dott. _ (doc. 85) e su quelle della perizia pluridisciplinare allestita dalla Clinica di riabilitazione di _ (doc. 109), l’assicurata non è stata infatti ritenuta in grado di svolgere alcuna attività lavorativa, a prescindere dalla sua natura (cfr. doc. 124: “..., ritenuto come non sia esigibile un reinserimento nel mondo del lavoro, si giustifica parimenti la sospensione dell’indennità giornaliera a favore della rendita d’invalidità; ciò a decorrere sin dal 01 agosto 2004.”).
Mediante decisione formale del 4 ottobre 2005, la rendita d’invalidità è finalmente stata calcolata quale rendita complementare (doc. 146).
I provvedimenti appena menzionati sono cresciuti incontestati in giudicato.
1.3. Facendo capo alle risultanze di una perizia _ del luglio 2010, con decisione formale del 20 gennaio 2011, l’Ufficio AI ha ridotto la rendita d’invalidità da intera a un quarto a contare dal 1° marzo 2011.
Il provvedimento appena citato è stato confermato da questa Corte con sentenza 32.2011.54 del 31 agosto 2011, cresciuta incontestata in giudicato.
1.4. Nel corso del mese di febbraio 2019, l’assicuratore ha disposto l’esecuzione di accertamenti pluridisciplinari (in materia di psichiatria, neurologia e traumatologia), volti a stabilire se fossero adempiuti i presupposti per procedere a una revisione della rendita d’invalidità in vigore (doc. 208: “per poter valutare appropriatamente se siano dati i requisiti per una revisione della rendita LAINF e definire conseguentemente il suo ulteriore diritto alle prestazioni dell’assicurazione-infortuni ...”).
I referti peritali, allestiti dai dottori _, _ e _, sono stati consegnati, rispettivamente, il 27 febbraio (doc. 209), il 10 aprile (doc. 213) e 25 maggio 2019 (doc. 214).
1.5. Con decisione formale del 30 luglio 2019, l’amministrazione ha comunicato all’assicurata la soppressione del diritto alla rendita d’invalidità a decorrere dal 1° settembre 2019 in virtù dell’art. 17 LPGA. Essa ha ritenuto dimostrato che nel frattempo sarebbe intervenuta una “notevole modificazione dello stato di salute”, posto che “- il nesso causale naturale tra i disturbi attuali (soggettivi) e l’evento del 14 gennaio 2002 non è più dato né dal punto di vista psichiatrico, né da quello neurologico, né tantomeno da quello traumatologico, - ulteriori cure mediche non sono più necessarie, l'abilità lavorativa come cameriera e in altre attività è del 100%.” (doc. 220).
A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 227), in data 14 aprile 2020, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 242).
1.6. Con tempestivo ricorso del 19 maggio 2020, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, venga mantenuta la rendita d’invalidità in vigore, argomentando in sostanza che, rispetto al momento in cui è stata costituita la rendita d’invalidità in vigore, non sarebbe in realtà intervenuto alcun miglioramento effettivo dello stato di salute dell’assicurata, le conclusioni alle quali sono giunti gli specialisti interpellati dalla CO 1 costituendo soltanto una diversa valutazione di fatti rimasti invariati. A suo avviso, non sarebbe dunque realizzati “... i presupposti per una soppressione della rendita d’invalidità Lainf che ad ogni modo corrisponde già a meno del 50% della rendita piena, in conformità all’inabilità al lavoro ritenuta in occasione della revisione AI del 2010/2011. Potrebbe tutt’al più giustificarsi un adeguamento in tal senso, che però non avrebbe verosimilmente conseguenze sulla rendita, trattandosi di rendita complementare.” (doc. I).
1.7. L’amministrazione, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.8. In data 24 giugno e 10 dicembre 2020, la rappresentante dell’assicurata ha prodotto ulteriore documentazione medica (doc. V e doc. IX + allegati).
L’istituto assicuratore ha preso posizione in merito il 6 luglio 2020, rispettivamente l’11 gennaio 2021 (doc. VII e doc. XI).

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STF I 707/00 del 21 luglio 2003; STF H 335/00 del 18 febbraio 2002; STF H 212/00 del 4 febbraio 2002; STF H 220/00 del 29 gennaio 2002; STF U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STF H 304/99 del 22 dicembre 2000; STF I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).
nel merito
2.2.
Nel caso di specie, litigiosa è la questione di sapere se la CO 1 era legittimata a sopprimere dal 1° settembre 2019 la rendita d’invalidità in vigore per la via della revisione ex art. 17 LPGA, oppure no.
2.3. Giusta l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
Presupposto per una revisione della rendita è che il grado dell’invalidità del beneficiario si sia modificato in modo rilevante per il diritto (DTF 133 V 108; 130 V 343 consid. 3.5). A motivare una revisione della rendita è qualunque modifica rilevante delle circostanze di fatto, atta a influenzare il grado dell’invalidità e, quindi, il diritto alla rendita. La rendita d’invalidità è sottoposta a revisione non soltanto in caso di modifica rilevante delle condizioni di salute ma pure laddove le conseguenze economiche di un danno alla salute rimasto invariato si siano modificate notevolmente (DTF 130 V 343 consid. 3.5). La questione della notevole modifica delle circostanze di fatto viene valutata confrontando le circostanze esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la decisione litigiosa (DTF 130 V 71 consid. 3.2.3 e 133 V 108).
In questo contesto, è utile segnalare che, secondo la giurisprudenza federale, non è sufficiente a fondare una revisione della rendita d’invalidità, il fatto che una nuova perizia valuti diversamente (e, quindi, giunga ad altre conclusioni) la fattispecie alla base dell’originaria decisione di rendita, rispetto ai medici che si erano pronunciati nella procedura sfociata nella precedente assegnazione di rendita. Sono invece necessari nuovi elementi di natura fattuale, insorti dopo l’originaria decisione di rendita, che si sono aggiunti alla fattispecie in essere a quel momento o che l’hanno modificata. Una nuova valutazione basata su migliori conoscenze non basta (cfr. STF 8C_475/2012 del 25 ottobre 2012 consid. 3; consid. 3.2 non pubblicato della DTF 136 V 216, pubblicata in SVR IV n. 1 p. 1 consid. 3.2 [8C_972/2009]).
2.4. Le norme sulla revisione previste dall’art. 17 LPGA hanno la precedenza sul principio secondo il quale l’amministrazione
può in ogni tempo ritornare su una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario materiale, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante. Dati questi presupposti, l’amministrazione può modificare una decisione di rendita, laddove le condizioni di una revisione poste dall’art. 17 LPGA non sono soddisfatte. Nel caso in cui la manifesta erroneità dell’originaria decisione di rendita venga accertata soltanto dinanzi al tribunale, quest’ultimo può tutelare la decisione di revisione fondata sull’art. 17 LPGA mediante sostituzione di motivi (DTF 125 V 368 consid. 2 e riferimenti; STF 9C_342/2008 del 20 novembre 2008 consid. 5.1 non pubblicato in DTF 135 I 1).
Il presupposto della manifesta erroneità è di regola adempiuto se l’indebita prestazione è stata assegnata
sulla base di norme giuridiche sbagliate o inappropriate oppure se disposizioni fondamentali non sono state applicate oppure lo sono state in modo inappropriato (DTF 103 V 126 consid. a). Diverso è il discorso allorquando il motivo di riconsiderazione risiede nell’ambito dei presupposti materiali del diritto, la cui valutazione, per taluni aspetti (ad esempio, determinazione dell’invalidità, valutazione dell’inabilità lavorativa, apprezzamento delle prove, questioni concernenti l’esigibilità), implica necessariamente un margine di discrezionalità. Qualora la valutazione di tali presupposti del diritto (compresi gli aspetti parziali, quali ad esempio la valutazione della capacità lavorativa) appaia sostenibile alla luce della situazione di fatto e di diritto esistente al momento dell’assegnazione della prestazione cresciuta in giudicato, non può essere ammessa la manifesta erroneità (STF I 907/06 del 7 maggio 2007 consid. 3.2.1; 9C_215/2007 del 2 luglio 2007 consid. 3.2).
2.5. Nella concreta evenienza, con la decisione su opposizione impugnata la CO 1 ha soppresso la rendita d’invalidità in vigore a far tempo dal 1° settembre 2019 fondandosi sull’art.17 cpv. 1 LPGA, adducendo che la perizia pluridisciplinare da essa ordinata avrebbe dimostrato che l’assicurata sarebbe ora in grado di svolgere l’attività di cameriera o un’altra attività in misura completa (doc. 242, p. 6).
Dal canto suo, la patrocinatrice dell’insorgente fa invece valere che la perizia disposta dall’amministrazione non avrebbe in realtà dimostrato che, rispetto al momento in cui è stata emanata l’originaria decisione di rendita, le condizioni di salute infortunistiche sarebbero migliorate a tal punto da giustificare la soppressione della rendita. A suo avviso, si tratterebbe piuttosto di una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto sostanzialmente invariato (cfr. doc. I).
In ossequio ai principi giurisprudenzali esposti in precedenza, questa Corte è dunque chiamata, in primo luogo, a valutare se sono adempiuti i presupposti per procedere a una revisione della rendita d’invalidità, specificatamente a stabilire se tra il momento in cui è stata emanata la decisione del 23 maggio 2005 e quello in cui è stata rilasciata la decisione su opposizione impugnata, è intervenuta una notevole modifica delle circostanze di fatto, atta a influenzare il grado dell’invalidità.
La decisione formale mediante la quale all’assicurata è stata assegnata una rendita d’invalidità corrispondente a una completa incapacità lucrativa, risulta fondata essenzialmente sulle risultanze della perizia 6 dicembre 2004 del Centro di riabilitazione di _ (dove la ricorrente ha soggiornato dal 14 aprile al 4 maggio 2004 – cfr. doc. 124).
In quell’ambito, l’insorgente è stata sottoposta ad accertamenti pluridisciplinari a cura del dott. _, spec. FMH in fisiatria e riabilitazione, del dott. _, spec. FMH in reumatologia, della dott.ssa _, spec. FMH in oftalmologia e della neuropsicologa _. Per quanto riguarda gli aspetti psichici, è stato fatto riferimento alla perizia 16 ottobre 2003 del dott. _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, anch’essa disposta dall’assicuratore LAINF (doc. 109, p. 25 e doc. 85).
Per quanto qui d’interesse, dal relativo rapporto si apprende che la ricorrente soffriva di uno stato dopo distorsione per meccanismo d’accelerazione cervicale con/su sindrome cervico-cefalica (cefalea recidivante occipitale con irradiazione temporo-frontale fino alla regione periorbitale, vertigini e capogiri, disturbi della vista e disturbi neuropsicologici), sindrome cervicale alta, cervico-brachiale e miofasciale con punti trigger (cervicalgie e dolori irradianti nella regione cervico-scapolo-dorsale, bilateralmente con prevalenza a sinistra, limitazione dei movimenti e disturbi segmentali del rachide cervicale superiore, trigger points dolenti: trapezio, pettorale e grande dorsale), tendenza alla cronicizzazione con componente fibromialgica, sindrome psicovegetativa con componente neurastenica (affaticamento inusuale e forte stanchezza soggettiva, disturbi del sonno, facile irritabilità verso stimoli esterni, fotofobia e nausea), nonché sindrome somatoforme indifferenziata (doc. 109, p. 21).
D’altro canto, gli esperti hanno affermato che l’evento del gennaio 2002 costituiva la
causa unica
dei disturbi alla salute denunciati dall’assicurata, in assenza di fattori morbosi preesistenti, somatici e psichici, atti a influenzare negativamente il decorso di guarigione (doc. 109, p. 26: “L’evidenza clinica globale (anamnesi, reperti, decorso, ecc.) è di tale entità che appare di per sé come causa lesiva sufficiente. La distorsione cervicale è stata a suo tempo significativa e tutti i disturbi della paziente sono clinicamente credibili e parzialmente anche oggettivabili. Fino all’incidente in questione, la signora _ ha sempre lavorato senza lunghe interruzioni e le sue condizioni di salute non influenzavano negativamente la sua vita privata e professionale. Il decorso e il quadro clinico sembrano tipici per un incidente con distorsione cervicale ed una sindrome da aggravamento appare molto improbabile. Il forte impatto nella vita quotidiana e lavorativa della paziente si è manifestato solo dopo l’incidente del 14.01.2002.”).