Decision ID: 7f783157-19aa-5d18-a178-f9f8071d2af7
Year: 2019
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, domiciliato a _, di professione fotografo, nel periodo fiscale litigioso ha lavorato alle dipendenze della _, con sede a _, di cui egli è socio e gerente con diritto di firma individuale.
La società – il cui scopo è, tra l’altro, produzioni fotografiche e video, produzioni e realizzazione di reportage, articoli redazionali e campagne pubblicitarie in Svizzera e all’estero – è stata costituita e iscritta a registro di commercio il 7 gennaio 2016 (cfr. estratto RC del Cantone Ticino).
Nella dichiarazione d’imposta 2016, il contribuente ha indicato redditi per complessivi fr. 39'368.–, suddivisi in fr. 38'500.– da attività dipendente principale, fr. 745.– da attività indipendente accessoria e fr. 123.– da titoli e capitali.
B.
Con scritto del 7 febbraio 2018, l’RS 1, allo scopo di definire la suddetta tassazione, ha sottoposto al contribuente un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2016 di medesima data, dal quale risultava un’insufficiente disponibilità finanziaria per il suo sostentamento (una differenza negativa di fr. 3'592.–), e gli ha impartito un termine fino al 28 febbraio 2018 per presentare osservazioni in merito (con l’indicazione che ogni rettifica apportata al calcolo allestito avrebbe dovuto essere debitamente comprovata). L’autorità fiscale l’ha parimenti invitato a trasmetterle diversa documentazione bancaria, copia del contratto di locazione dell’appartamento in cui egli vive, e a indicare il destino degli attivi di bilancio al 31 dicembre 2015, non essendo più presenti nella dichiarazione 2016.
Il 22 febbraio 2018, l’RS 1 ha allestito un ulteriore calcolo delle entrate e delle uscite per l’anno 2016, da cui risultava un’insufficiente disponibilità finanziaria ancora maggiore per il mantenimento del contribuente rispetto al calcolo precedente (una differenza negativa di fr. 30'570.–). Tale calcolo gli è stato trasmesso con un’altra lettera datata (nuovamente) 7 febbraio 2018, impartendogli un termine scadente il 9 marzo 2018 per prendere posizione, comprovando ogni rettifica apportata. L’autorità fiscale lo ha inoltre invitato a produrre copia del bonifico bancario che attesti il versamento di fr. 20'000.– per la costituzione della _.
C.
Con e-mail del 6 marzo 2018, RI 1 ha risposto alle suddette due lettere datate 7 febbraio 2018, comunicando al tassatore incaricato quanto segue:
Buongiorno signor _,
le allego la dichiarazione del versamento come richiesto.
Per quanto riguarda il sostentamento come le avevo anticipato telefonicamente lo stipendio 2016 è netto (CHF 38'500) i contributi sono pagati dalla Sagl, all’epoca della compilazione della tassazione personale questo non era chiaro.
La mia compagna aveva contribuito con 1/3 all’affitto dell’appartamento. Infine ho ricevuto dei regali (compleanno, ...) e contributi in denaro da parte di ciascun genitore.
Nella speranza di aver chiarito quanto richiesto, la saluto cordialmente.
Il contribuente, unitamente all’e-mail, ha allegato solo copia di una dichiarazione scritta rilasciata il 21 dicembre 2015 da _ (tramite la quale l’istituto bancario, “quale Cassa di depositi”, attesta “di aver ricevuto la somma di CHF 20'000.–“ e che “per dichiarazione del deponente il predetto importo rappresenta il 100% del capitale della _ in costituzione”, importo che sarebbe stato consegnato all’Amministrazione dopo l’iscrizione a registro di commercio della società).
D.
Notificando al contribuente la tassazione IC/IFD 2016, con decisione del 21 marzo 2018, l’RS 1 ha aggiunto ai redditi dichiarati dal contribuente fr. 35'100.– a titolo di "altri redditi", con la seguente motivazione:
Prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria.
E.
Il contribuente ha impugnato la summenzionata decisione con reclamo del 15 aprile 2018, postulandone la correzione.
Ha in particolare asserito che il suo reddito complessivo ammonterebbe a fr. 33'801.– "(come le preannunciavo telefonicamente il veicolo essendo della ditta non deve essere contemplato nelle deduzioni)", cui andrebbe aggiunto l’importo di fr. 8'000.– ricevuto da parte dei genitori a titolo di "regali". Ha ribadito che la sua compagna avrebbe partecipato al versamento del canone di locazione nella misura di un terzo. Ha concluso che, nel periodo fiscale litigioso, egli avrebbe avuto una disponibilità finanziaria netta di fr. 27'401.– (fr. 2'283.– al mese), evidenziando contestualmente di abitare sul confine.
F.
Con decisione su reclamo del 21 novembre 2018, l’RS 1 ha ammesso parzialmente il gravame, riducendo il reddito d’altra fonte ("altri redditi") da fr. 35'100.– a fr. 27'000.–, sulla base delle informazioni fornite e della documentazione prodotta dal reclamante.
G.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 domanda di procedere alla verifica della decisione impugnata, con riferimento all’aggiunta dell’importo di fr. 27'000.– a titolo di "altri redditi". A suo dire, il reddito imponibile ammonterebbe a fr. 33'801.– (suddivisi in fr. 30'105.– quale reddito imponibile come da dichiarazione d’imposta e in fr. 3'696.– quali "detrazioni del veicolo ... dedotte erroneamente"), cui andrebbero aggiunti fr. 8'000.– "ricevuti in regalo nel corso dell’anno dai miei genitori", con una disponibilità complessiva di fr. 41'801.–. Da tale importo sarebbe da dedurre il canone di locazione versato, dell’ammontare di fr. 14'400.–, giungendo a un importo di fr. 27'401.– (fr. 2'283.– mensili), "cifra più che sufficiente per il mio sostentamento considerando inoltre che vivo sul confine".
Sostiene che la madre gli avrebbe donato fr. 20'000.–, importo che egli aveva dichiarato nella tassazione del 2015 e che avrebbe utilizzato per la costituzione della società. Adduce altresì che "Il saldo del conto risparmio della _, deriva dall’estinzione del conto presso la _ e relativo trasferimento sul nuovo conto e dei versamenti della _", allegando, in copia, la decisione impugnata, il calcolo delle entrate e delle uscite del 7 febbraio 2018 e del 22 febbraio 2018, le due lettere datate 7 febbraio 2018 dell’autorità fiscale (a valere quale richiesta di documenti), il modulo 2 (elenco dei titoli e dei capitali) della dichiarazione d’imposta del 2015 (in cui il contribuente ha dichiarato che il 1° dicembre 2015 ha ricevuto fr. 20'000.– a titolo di donazione da un genitore), l’e-mail del 6 marzo 2018 con la dichiarazione scritta del 21 dicembre 2015 di _.
H.
Con le proprie osservazioni del 2 gennaio 2019, l’RS 1 comunica di riconfermarsi nella decisione impugnata, rilevando in particolare che dal calcolo delle entrate e delle uscite risultava un saldo negativo di fr. 35'094.–. Da tale importo ha comunque dedotto la somma di fr. 8'000.–, nonostante il contribuente non abbia apportato alcun giustificativo che attesti i regali ricevuti. Rileva altresì che, con il gravame, il ricorrente non ha apportato nuove prove.

Diritto
1.
1.1.
Nella motivazione della decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione afferma laconicamente di avere parzialmente accolto il reclamo, “esaminato quanto presentato dal contribuente e preso atto delle nuove informazioni”. Di conseguenza, ha ridotto gli “altri redditi” da fr. 35'100.– a fr. 27'000.–. Nelle osservazioni al ricorso, aggiunge di aver “rivalutato” il calcolo sul dispendio, in considerazione dell’affermazione, fatta dal contribuente nel reclamo, “di aver ricevuto regali da parte dei genitori in misura di fr. 8’000”, e ciò “malgrado l’assenza di particolari giustificativi dei regali ricevuti.
1.2.
A tale riguardo si deve ricordare che adita dal contribuente con reclamo, l’autorità di tassazione prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell’inchiesta (art. 208 cpv. 1 prima frase LT) e la decisione deve essere motivata (art. 208 cpv. 2 LT; cfr.
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 422). Per giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: pertanto, di regola, la sua violazione comporta l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 Ia 136 consid. 2a; 118 Ia 17 consid. 1a).
L’art. 29 Cost. fed. impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi).
Per far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (DTF 111 Ia 1, cons. 3a; 107 Ia 248, cons. 3a; 105 Ib 248/9, cons. 2a;
Imboden/Rhinow
, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535;
Känzig/Behnisch
, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., Vol. III, Basilea 1992, p. 249). La motivazione deve in altri termini consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (
Känzig/Behnisch
, op. cit., p. 249; inoltre sentenza CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).
1.3.
Tornando al caso concreto, la decisione impugnata non rispetta i suddetti requisiti legali, poiché non permette di comprendere i criteri che hanno portato l’RS 1 a stimare in fr. 27'000.– a titolo di “altri redditi”, rivelandosi di conseguenza carente di motivazione. L’autorità fiscale non ha infatti minimamente illustrato in cosa consisterebbero le “nuove informazioni”, che l’avrebbero indotta a ridurre il reddito d’altra fonte.
La violazione dell’obbligo di motivazione non è neppure stata sanata in questa sede. Al contrario, le spiegazioni fornite nelle osservazioni del 2 gennaio 2019 dell’autorità fiscale (“...nella lettera di reclamo il contribuente comunicava di aver ricevuto regali da parte dei genitori in misura di Fr. 8'000, malgrado l’assenza di particolari giustificativi a comprova dei regali ricevuti, con la decisione dopo reclamo è stato rivalutato il calcolo del dispendio e corretto il reddito d’altra fonte in Fr. 27'000”) appaiono persino contradditorie. Non si comprende infatti per quale ragione l’autorità fiscale avrebbe dovuto tener conto dei pretesi regali ricevuti dall’insorgente, se quest’ultimo non aveva prodotto “particolari giustificativi” a comprova degli stessi.
1.4.
Ne discende che,