Decision ID: 5e130274-d32d-528d-b565-49c4c0419540
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 9 aprile 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Cevio, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 2'501.– oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2015, indicando quale titolo di credito l’“affitto 2014 stalla, mappale n. _ RFD _ –_”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 27 maggio 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di Pace del Circolo della Maggia. Essendosi RE 1 opposto all’istanza con osservazioni scritte del 26 giugno 2015 e presentato contestualmente una domanda riconvenzionale per una pretesa verso l’istante di fr. 7'503.– oltre agli interessi del 5% dal 27 ottobre 2010, con decisione del 10 luglio il Giudice di pace ha trasmesso per competenza l’incarto alla Pretura del Distretto di Vallemaggia. Invitato ad esprimersi in merito alla domanda riconvenzionale, il 2 settembre CO 1 ne ha chiesto la reiezione e l’accoglimento della propria istanza.
C. Statuendo con decisione 8 settembre 2015, il Pretore ha respinto sia l’istanza di rigetto provvisorio che la domanda riconvenzionale presentata dall’escusso, ponendo le spese processuali di fr. 150.– per la domanda principale a carico di CO 1 e quelle di fr. 100.– per la domanda riconvenzionale a carico di RE 1, compensate le ripetibili.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 28 settembre 2015 per ottenere in via principale l’accoglimento della domanda riconvenzionale e in via subordinata l’accoglimento del reclamo e il rinvio dell’incarto al Pretore per nuova decisione. Il 30 settembre il presidente della Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo formulata dal reclamante. Nelle sue osservazioni del 28 ottobre 2015, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. In risposta a una richiesta formulata da RE 1 il 17 novembre 2015, il presidente della Camera gli ha significato il successivo 25 novembre di non vedere l’utilità di un secondo scambio di allegati, fatto salvo, tuttavia, il suo diritto di replica spontanea riconosciuto dalla giurisprudenza. Egli non ha fatto uso di tale facoltà.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 29 settembre 2015 contro la sentenza notificata a RE 1 il 23 settembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Nella decisione impugnata, in merito alla domanda principale di rigetto dell’opposizione il Pretore ha ricordato che in una precedente causa tra le stesse parti decisa nel mese di luglio 2014 e confermata dal Tribunale federale era stato stabilito che fra le parti è sorto un contratto di comodato (e non di affitto), sicché non può essere data per assodata l’esistenza di un obbligo a carico dell’escusso di pagare un corrispettivo “derivante da un preciso contratto”, specie in assenza agli atti di un qualsivoglia riconoscimento di debito sottoscritto dal convenuto. Per quanto concerne invece la domanda riconvenzionale presentata da RE 1, il Pretore ha ritenuto che nell’ambito del rigetto provvisorio essa debba poggiare sui medesimi requisiti formali richiesti per la domanda principale, ossia su un valido riconoscimento di debito, che nel caso concreto non è dato. Per tale motivo, anche l’azione riconvenzionale di RE 1 è stata respinta.
3. Nel reclamo RE 1 rimprovera al Pretore di aver violato l’art. 257 CPC per avere respinto la sua domanda riconvenzionale anziché dichiararla irricevibile. Infatti, nel caso egli volesse nuovamente far valere quanto preteso con la domanda riconvenzionale in una nuova procedura, correrebbe il rischio che la sua richiesta venga dichiarata irricevibile poiché già giudicata nel merito. Il reclamante reputa poi arbitrario il motivo addotto per la reiezione della sua domanda – ossia la mancata produzione di un riconoscimento della pretesa riconvenzionale firmato dall’istante –, poiché basato sulla “logica coerenza” del primo giudice e non sul diritto, sulla dottrina e sulla giurisprudenza, di cui a suo dire non vi è alcun riferimento nella sentenza impugnata. Secondo RE 1 il Pretore avrebbe violato l’art. 224 CPC, posto come tale norma preveda unicamente che la pretesa riconvenzionale è giudicabile secondo la stessa procedura applicabile all’azione principale e non su altri requisiti. Per il reclamante, ad ogni modo, la sentenza del 23 marzo 2011 che accerta l’esistenza di un comodato fra le parti vale quale titolo di rigetto per la pretesa riconvenzionale. Chiede infine a questa Camera di esprimersi sulla tardività della risposta presentata da CO 1 alla domanda riconvenzionale, non essendo la stessa stata accertata dal Pretore. Conclude sostenendo che, nonostante questa Camera abbia tutti gli elementi per statuire essa stessa sul reclamo, “è sicuramente preferibile rinviare gli atti al primo giudice”, non essendo quest’ultimo entrato nel merito della sua domanda.
4. Nelle sue osservazioni al reclamo, CO 1 contesta l’ammissibilità, nella procedura di rigetto dell’opposizione, della domanda riconvenzionale nella forma presentata dal reclamante, le cui richieste non risultano in alcun modo chiare. Ritiene inoltre che la questione relativa alla tempestività della risposta sollevata da RE 1 non rientri tra le eccezioni previste dall’art. 82 LEF, motivo per cui il reclamo dev’essere respinto.
5. In questa sede è tuttora litigiosa solo la questione dell’ammissibilità formale (segnatamente dal profilo della competenza per materia e per territorio, art. 59 cpv. 2 lett. b e 60 CP) e materiale della domanda riconvenzionale. La decisione è invece definitiva per quanto attiene alla domanda di rigetto dell’opposizione.