Decision ID: 55bf0b9c-0e3d-5ee8-ae8a-4657a7778902
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. IS 1 (1968) e CO 1 (1970), cittadini italiani, si sono sposati a _ (_) il 24 giugno 2005. Dal matrimonio è nata G_, il 13 ottobre 2006. I coniugi hanno abitato prima a _ e poi a _, in un appartamento proprietà della moglie (via _). Entrambi architetti di formazione, nel corso del 2007 (ma fors'anche prima) essi hanno maturato la decisione di trasferirsi a _. Prima sarebbero espatriate moglie e figlia, poi – compatibilmente con gli impegni di lavoro – il marito. Il 30 luglio 2007 i coniugi hanno costituito, insieme con un terzo, la _ di _, azienda avente per scopo – tra l'altro – la costruzione e la vendita di case, magazzini e complessi edilizi, l'acquisto e la vendita di fondi e fabbricati, l'esecuzione di qualsiasi lavoro edile e l'esercizio dell'attività edile in campo nazionale ed estero, tecnicamente organizzata in tutte le sue forme. Nel 2008 la moglie ha venduto l'appartamento coniugale di _ e il 25 settembre di quell'anno IS 1 ha acquistato in rappresentanza di lei, per fr. 260 000.–, una proprietà per piani in via _ a _ (particella n. 3504, pari a 31/1000 del fondo base n. 2107 RFD) a scopo di abitazione, anche se il trapasso di proprietà sarà iscritto nel registro fondiario solo il 17 giugno 2009, allorché CO 1 avrà ottenuto l'autorizzazione in ossequio alle norme sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero.
B. Il 2 gennaio 2009 i coniugi hanno preso in comodato fino al 31 dicembre successivo, da un conoscente del marito, un appartamento di due vani e due accessori in via _ a _. CO 1 si è vista concedere il permesso di dimora in Svizzera, per lei e la figlia, il 1° febbraio 2009. Analogo permesso dev'essere stato rilasciato al marito, ove si consideri che quello stesso 1° febbraio 2009 IS 1, CO 1 e G_ risultano essere stati registrati dall'Ufficio del controllo abitanti della Città di _ nel sistema generalizzato
ticinese dei dati anagrafici (MOVPOP) e che in una lettera del
19 febbraio 2009 i coniugi hanno confermato all'Ufficio regionale degli stranieri di _ l'impegno di provvedere al mantenimento della figlia. Nell'aprile del 2009 IS 1 ha partecipato poi alla costituzione di un'altra impresa edile, la _, _, di cui è il responsabile tecnico. Dopo l'iscrizione del trapasso di proprietà nel registro fondiario (giugno del 2009), l'appartamento di _ è stato progressivamente arredato da CO 1 (anche con l'aiuto del coniuge) e la figlia è stata iscritta alla scuola dell'infanzia dell'Istituto comunale di _, zona _, sede di _.
C. In realtà G_ non ha frequentato l'asilo di _ durante quell'anno scolastico, né IS 1 consta avere mai occupato con qualche durevolezza l'appartamento di _. CO 1 si è fatta registrare invece il 18 agosto 2009 dai Servizi demografici del Comune di _, insieme con la figlia, nell'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) siccome espatriata alla volta di _. Dopo di allora essa ha vissuto, fino al marzo del 2010, a cavallo tra _ e _ (dove ha verosimilmente trascorso il settembre, la seconda metà di ottobre e la seconda metà di novembre 2009, come pure la seconda metà di gennaio, l'ultima settimana di febbraio e l'ultima settimana di marzo del 2010). In quel periodo essa ha conseguito, il 25 novembre 2009, l'iscrizione nell'albo dell'Ordine ingegneri e architetti del Cantone Ticino. IS 1 ha continuato ad abitare nell'appartamento di _ a _, avendo ottenuto dal comodante una proroga del contratto. G_ risulta avere frequentato dal 15 settembre 2009 al 31 gennaio 2010 la scuola privata dell'infanzia _, in via _ a _ e, dal marzo del 2010, l'asilo nido privato “_” in _, sempre a _ (che aveva già frequentato dal settembre 2007 al luglio del 2008 e dal settembre del 2008 al luglio del 2009).
D. Nell'aprile del 2010 CO 1 è tornata transitoriamente a _ per rimettere in esercizio un ristorante di sua proprietà (“_”, in via _) e riuscire a venderlo. Non consta avere più soggiornato a _ nei mesi successivi, se non sporadicamente. G_ ha frequentato l'asilo nido privato “_” fino al luglio del 2010. Nel frattempo IS 1 ha firmato un contratto per la locazione di un appartamento che intendeva ristrutturare in piazza _ a _. In quel periodo tuttavia i rapporti fra coniugi si sono rapidamente deteriorati, al punto che tra maggio e giugno del 2010 (ma forse già nel mese di aprile) i due si sono separati. IS 1 è tornato a vivere con la madre, in _. Moglie e figlia sono rimaste in un primo momento nell'appartamento di _, per poi trasferirsi in un appartamento di tre vani più accessori locato da CO 1 in _.
E. Il 13 agosto 2010 è intervenuto un nuovo diverbio tra moglie e marito, il quale aveva lasciato G_, che quel giorno era con lui, da sua madre e sua sorella. Costoro rifiutavano di far tornare la bambina dalla madre, avendo saputo che il 30 agosto successivo G_ avrebbe cominciato a frequentare l'anno scolastico 2010/11 nell'asilo di _ a_. Dopo un intervento degli agenti della Questura, alle ore 22.30 il cognato di CO 1 ha riconsegnato la bambina alla madre in _ a _. CO 1 è partita senza indugio per _ con la figlia e il 31 agosto 2010 ha promosso azione di separazione davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, postulando l'affidamento di G_. IS 1 ha sporto denuncia all'autorità penale italiana contro la moglie per sottrazione di minorenne.
F. IS 1 ha presentato il 5 ottobre 2010 un'istanza al Tribunale d'appello per ottenere il rientro immediato della figlia a _, sotto comminatoria dell'esecuzione effettiva, in virtù della Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale dei minori, del 25 ottobre 1980 (RS 0.211.230.02). In via cautelare egli ha chiesto che fosse vietato a CO 1 di lasciare la Svizzera con la figlia, che CO 1 fosse tenuta a consegnare al Tribunale d'appello i documenti d'identità della bambina, che fosse regolato il suo diritto di visita in pendenza di procedura, che fosse ordinata una mediazione tra coniugi e che a G_ fosse designato un curatore di rappresentanza. Contestualmente egli ha instato per il beneficio del gratuito patrocinio. L'assetto delle relazioni personali tra padre e figlia, come pure il deposito dei documenti d'identità della bambina, sono stati regolati direttamente dal Pretore del Distretto di Lugano, che nell'ambito della causa di separazione ha omologato un accordo provvisionale raggiunto dalle parti a un'udienza dell'8 ottobre 2010.
G. Il 15 ottobre 2010 è stata disposta dal presidente della prima Camera civile del Tribunale d'appello una mediazione tra coniugi, affidata quello stesso giorno all'avv. _. Questa ha comunicato il 10 novembre 2010 che, nonostante otto ore di mediazione, IS 1 insisteva per il ritorno della figlia a _, mentre CO 1 rifiutava ogni prospettiva di rientro. Preso atto di ciò, il presidente della Camera ha designato a G_ il 12 novembre 2010 un curatore di rappresentanza nella persona dell'avv. PI 1 e ha convocato le parti al contraddittorio del 29 novembre successivo davanti alla Camera. L'udienza è stata rinviata al 20 dicembre 2010 su richiesta dei coniugi, che avevano avviato trattative per comporre la lite nelle vie amichevoli. Su richiesta di IS 1 il Pretore del Distretto di Lugano ha poi disciplinato, con decreto cautelare del 1° dicembre 2010, il diritto di visita alla figlia durante le festività natalizie.
H. All'udienza del 20 dicembre 2010 dinanzi a questa Camera l'istante ha ribadito la domanda di rientro, che la convenuta ha proposto di respingere, appoggiata in ciò dalla curatrice della figlia. In sede di replica e duplica le posizioni delle parti sono rimaste invariate. Non dovendosi assumere prove oltre ai documenti prodotti, il presidente della Camera ha dichiarato chiusa l'istruttoria. Le parti si sono confermate nelle rispettive allegazioni a valere come dibattimento finale. Il 27 dicembre 2010 CO 1 ha comunicato alla Camera di essere venuta a sapere che il proprietario dell'appartamento situato in _ a _ aveva promosso nei confronti di IS 1 un procedimento di sfratto per mora nel pagamento della pigione e il 29 dicembre 2010 ha fatto seguire una dichiarazione del proprietario medesimo in tal senso. Questi ultimi atti non hanno formato oggetto di notificazione.

Considerando
in diritto: 1. Nel caso di minorenni illecitamente trasferiti o trattenuti all'estero la persona cui è affidata la custodia può chiederne il rientro, davanti alle autorità svizzere, valendosi di due trattati internazionali: la Convenzione del Consiglio d'Europa sul riconoscimento e
l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento di minori e sul ristabilimento dell'affidamento, del 20 maggio 1980 (RS 0.211.230.01), e la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili del rapimento internazionale dei minori, del 25 ottobre 1980 (RS 0.211.230.02), invocata dall'istante. Entrambi gli accordi, cui è parte anche l'Italia, perseguono gli stessi obiettivi con disposizioni parzialmente analoghe. In Svizzera l'art. 4 LF-RMA prevede che investita di una richiesta di rientro sia anzitutto l'Autorità centrale della Confederazione, ovvero l'Ufficio federale di giustizia (art. 1 cpv. 1 LF-RMA), il quale “può avviare una procedura di conciliazione o una mediazione allo scopo di ottenere la consegna volontaria del minore o facilitare una soluzione in via amichevole”.