Decision ID: 61f17ceb-8f11-5e57-b401-07c8b8d05f7d
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1973) e AO 1 (1968) si sono sposati nel Comune di _ il 27 luglio 2000. Dal matrimonio è nata E_, il 25 giugno 2004. Il marito è consulente assicurativo per la _, _. Impiegata di commercio, durante la vita in comune la moglie ha lavorato a metà tempo per la _ SA di _. I coniugi si sono separati nell'estate del 2012, quando il marito ha lasciato l'abitazione familiare di _ (particella n. 652 RFD, comproprietà dei coniugi in ragione metà ciascuno) per trasferirsi in un appartamento a _.
B. Una procedura a tutela dell'unione coniugale introdotta il 25 novembre 2013 da AO 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, è terminata con un accordo omologato il 10 dicembre 2014 in virtù del quale l'abitazione coniugale è stata attribuita alla moglie, cui è stata affidata la figlia, AP 1 impegnandosi da parte sua a versare un contributo alimentare per l'istante di fr. 3000.– mensili fino al 31 dicembre 2014, ridotti in seguito a fr. 2750.– mensili, e uno per E_ di fr. 1800.– mensili, assegni familiari non compresi. Egli ha assunto inoltre l'ammortamento indiretto del debito ipotecario acceso sull'immobile di _, mentre la moglie si è fatta carico degli interessi ipotecari e delle spese ordinarie gravanti il medesimo (inc. SO.2013.4901). Il 1° febbraio 2017 AP 1 si è trasferito in un appartamento a _. Il 9 febbraio 2017 AO 1 ha cominciato a lavorare a metà tempo per l'impresa _ SA di _.
C. Nel frattempo, il 22 luglio 2016, AP 1 ha promosso azione di divorzio, tuttora in fase istruttoria (inc. DM.2016.164), e in via cautelare ha postulato la soppressione del contributo alimentare per la moglie o, quanto meno, la riduzione del contributo per lei a fr. 1344.– mensili e di quello per la figlia a fr. 860.– mensili, assegni familiari non compresi. Al contraddittorio cautelare del 28 settembre 2016, dopo avere offerto un contributo di mantenimento per E_ di fr. 2050.– mensili (assegni familiari non compresi), egli ha ritirato l'istanza, che è stata così stralciata dal ruolo.
D. Il 30 marzo 2017 AO 1 si è rivolta essa medesima al Pretore per ottenere l'aumento in via cautelare del contributo alimentare per sé a fr. 1874.60 mensili e di quello per la figlia a fr. 3759.85 mensili (assegni familiari non compresi) o, quanto meno, a fr. 5634.45 mensili (assegni familiari non compresi). All'udienza del 18 maggio 2017, indetta per il contraddittorio cautelare, essa ha limitato la richiesta all'aumento del contributo alimentare per sé a fr. 3534.40 mensili. Il convenuto ha proposto di respingere l'istanza. Le parti hanno replicato e duplicato, confermandosi nelle loro domande. Non dovendosi assumere prove oltre ai documenti prodotti, le parti hanno proceduto seduta stante alla discussione finale cautelare, ribadendo le rispettive posizioni.
E. Statuendo con decreto cautelare del 20 giugno 2017, il Pretore ha accolto l'istanza di AO 1 e ha condannato il marito a versare un contributo alimentare per lei di fr. 3396.– mensili dal 1° aprile 2017. Le spese processuali di complessivi fr. 1500.– sono state poste per un quinto a carico dell'istante e per il resto a carico del convenuto, con obbligo di rifondere alla moglie fr. 800.– per ripetibili ridotte.
F. Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 3 luglio 2017 per ottenere che, accordato al suo ricorso effetto sospensivo, il giudizio impugnato sia riformato nel senso di respingere l'istanza della moglie. Con decreto dell'8 luglio 2017 il presidente della Camera ha rigettato la richiesta di effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 7 agosto 2017 AO 1 conclude per il rigetto dell'appello e chiede finanche di aumentare d'ufficio il contributo di mantenimento per E_ a fr. 3760.– mensili, assegni familiari non compresi, e “di adeguare contestualmente” il contributo per lei.

Considerando
in diritto: 1. Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 276 CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito è dato, ove appena si consideri l'entità del contributo alimentare in discussione davanti al Pretore (fr. 784.80 mensili dal 1° marzo 2017), di durata incerta e da calcolare quindi sull'arco di vent'anni (art. 92 cpv. 2 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_117/2016 del 9 giugno 2016, consid. 1.1). Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto cautelare impugnato è pervenuto al patrocinatore del convenuto il 21 giugno 2017, di modo che il termine di ricorso, cominciato a decorrere l'indomani, sarebbe scaduto sabato 1° luglio 2017, salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Depositato il 3 luglio 2017, ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. Nel decreto impugnato il Pretore ha accertato che rispetto al dicembre del 2014, quando era stato omologato l'accordo a protezione dell'unione coniugale, l'onere ipotecario gravante l'alloggio coniugale era passato da fr. 812.50 a fr. 1596.90 mensili, che il reddito del marito era aumentato da fr. 8500.– a fr. 9898.50 mensili e quello della moglie da fr. 1500.– a fr. 1800.– mensili. Ciò premesso, egli ha ritenuto “equo e corretto” che entrambe le parti fossero “chiamate a coprire l'aumento dell'ipoteca nella misura dell'aumento del loro reddito”. Addebitata la quota di fr. 646.– al marito e quella di fr. 138.40 alla moglie, egli ha aumentato così dal 1° aprile 2017 a fr. 3396.– mensili il contributo alimentare in favore di quest'ultima.
3. L'appellante ricorda che per modificare misure a tutela dell'unione coniugale occorre un cambiamento rilevante e duraturo delle circostanze. Sotto questo profilo egli afferma che in concreto le sue entrate sono “praticamente le stesse del mese di settembre 2016”, mentre “non è stato reso verosimile l'ammontare e la durata” degli interessi ipotecari. Per di più, egli soggiunge, in una recente sentenza il Tribunale federale ha stabilito che la modifica di misure a tutela dell'unione coniugale (o di provvedimenti cautelari in una causa di divorzio) fondate su un accordo dei coniugi si giustifica solo per vizio della volontà, requisito che nella fattispecie la moglie non ha reso verosimile.