Decision ID: 14a7784a-b6e5-58c9-b1ec-c735053a90ec
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con decisione 18 luglio 2017 il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno-Campagna ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto a _ il 7 maggio 2002 tra RE 1 e CO 1 e omologato il relativo accordo sulle conseguenze accessorie, che prevedeva fra l’altro il versamento nelle mani della madre di un contributo alimentare per i figli _ e _ di fr. 400.– ciascuno, oltre l’assegno familiare.
B. Con istanza 10 ottobre 2019 RE 1 ha convenuto in giudizio CO 1, innanzi la Pretura della giurisdizione di Locarno-Città, chiedendo di far ordine alla spettabile _, sua datrice di lavoro, di versare mensilmente a RE 1 l’importo di fr. 800.–, corrispondenti ai contributi alimentari per i due figli. RE 1 ha contestualmente postulato l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio inclusa l’assistenza legale dell’avv. PA 1.
C. Il 28 ottobre 2019 RE 1 ha informato il Pretore aggiunto di avere raggiunto un accordo con la controparte e, conseguentemente, di ritirare l’istanza 10 ottobre 2019.
D. Con decisione 8 novembre 2019, preso atto dell’accordo extragiudiziale, il Pretore aggiunto ha stralciato la causa dai ruoli in quanto priva d’oggetto ai sensi dell’art. 242 CPC (dispositivo n. 1). Il primo giudice ha inoltre negato il gratuito patrocinio poiché il requisito dell’indigenza non era adempiuto (dispositivo n. 2). Dato atto della buona volontà delle parti ha rinunciato al prelievo di spese processuali e non ha assegnato ripetibili (dispositivo n. 3).
E. Con reclamo 19 novembre 2019 RE 1 chiede ora la riforma del dispositivo n. 2 della menzionata decisione, nel senso di annullarla e di porla quindi al beneficio dell’assistenza legale e del gratuito patrocinio. L’interessata postula analogo beneficio anche in sede di reclamo.
La controparte non è stata invitata a presentare osservazioni al reclamo.

Considerando
in diritto: 1. Giusta l’art. 121 CPC, le decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La domanda di gratuito patrocinio è trattata con la procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine d’impugnazione giusta l’art. 321 cpv. 2 CPC è di 10 giorni.
La decisione impugnata, notificata venerdì 8 novembre 2019, è pervenuta alla reclamante lunedì 11 novembre 2019 (estratto “Tracciamento degli invii” 25 novembre 2019). Spedito il 20 novembre 2019 (timbro sulla busta d’invio originale), il gravame risulta tempestivo e quindi, da questo punto di vista, ammissibile.
2. Conformemente all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
3. Per l’art. 117 CPC - che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost. (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi, la designazione di un patrocinatore d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere concesso integralmente o in parte (cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv. 3).
3.1 È considerato indigente chi non è in grado di far fronte con mezzi propri - reddito e sostanza - alle spese giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e quello della famiglia (DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2; Trezzini, in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 14 seg. ad art. 117). L’esistenza di uno stato d’indigenza non va posta in astratto, ma con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e alle particolarità del caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del richiedente al momento della richiesta di esser posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il principio inquisitorio limitato (Trezzini, op. cit., n. 15 segg. ad art. 119 e nota 2839) spetta anzitutto al richiedente presentare - spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria attuale, sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che egli non è in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5 con rinvii).