Decision ID: f7c92b44-d670-5f7f-82e7-7c1f755aa910
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Il 3 luglio 2010 RI 1, durante lo svolgimento di un’esercitazione al corso di scuola reclute, ha subìto un trauma al ginocchio e al polso sinistri (cfr. STCA 41.2015.1 del 17 giugno 2015).
L’assicurazione militare (_) ha riconosciuto il diritto a prestazioni e ha assunto le spese di cura.
1.2. Esperiti gli accertamenti del caso, l’assicurazione militare, con la decisione del 7 maggio 2014, poi confermata con la decisione su opposizione del 2 marzo 2015, ha rifiutato il riconoscimento di responsabilità per il riannuncio di artralgia al polso sinistro ex art. 6 LAM (cfr. sentenza TCA 41.2015.1 del 17 giugno 2015).
1.3. Contro questa decisione su opposizione RI 1, tramite l’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento delle prestazioni di legge (cfr. STCA 41.2015.1 del 17 giugno 2015).
1.4. Il TCA, con la sentenza 41.2015.1. del 17 giugno 2015, ha respinto il ricorso e confermato la decisione dell’assicurazione militare che, da una parte, ha escluso da ottobre 2011 una propria responsabilità ex art. 5 LAM essendo gli effetti dell’infortunio del 3 luglio 2010 conclusi al più tardi dalla fine del mese di settembre 2011 e, dall’altra parte, ha negato ex art. 6 LAM il diritto a prestazioni per il riannuncio del 31 luglio 2013 non essendo dimostrato con probabilità preponderante una relazione con il danno subentrato durante la scuola reclute.
La sentenza di questa Corte è stata impugnata dall’assicurato dinanzi al Tribunale federale, dove la vertenza è attualmente pendente.
1.5. Tramite formulario elettronico del 2 aprile 2014 la ditta _, datrice di lavoro di RI 1, ha notificato all’CO 1 un’infiammazione al polso sinistro dell'assicurato che gli ha causato un’inabilità al lavoro dal 20 marzo 2013 (doc. 1).
1.6. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 4 febbraio 2015, poi confermata in sede di opposizione il 9 settembre 2015, l’CO 1 ha negato il proprio obbligo a prestazioni ritenendo che i disturbi dell’assicurato non configurerebbero né un infortunio, né una lesione parificabile ai postumi di un infortunio (doc. 45 e 61).
1.7. Con tempestivo ricorso del 7 ottobre 2015 RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata, la condanna dell’amministrazione ad assumere il caso e ad erogare le prestazioni di legge (cfr. doc. I).
L’insorgente ha contestato le conclusioni dell’Istituto assicuratore, secondo cui i fatti descritti dall’assicurato in data 17 aprile 2014 non costituiscono un infortunio ai sensi di legge.
Secondo l’avv. RA 1:
" (...)
Nel caso di specie, l'assicurato stava dando una mano ad un collega nello spostare e immagazzinare delle batterie per pannelli fotovoltaici pesanti circa 60 kg, che si prendono e si sollevano in due persone con le due mani congiunte, quando il collega ha mollato la presa a pochi centimetri dal pavimento, l'assicurato è rimasto un attimo da solo con il carico di 60 kg che ha causato un contraccolpo alle braccia e in particolare al polso sinistro.
In altre parole, nell'esecuzione di una mansione rientrante nelle attività abituali si è inserito un improvviso fattore esterno straordinario, vale a dire il collega che ha mollato la presa a pochi centimetri dal pavimento, causando un contraccolpo alle braccia dell'assicurato.
Questa fattispecíe è assimilabile, mutatis mutandis, all'infermiera che si trova improvvisamente a dover sostenere il peso di una pazienze, in quanto la collega aveva mancato la presa o al caso di un trauma da sollevamento provocato da uno sforzo eccesivo e repentino al fine di evitare la caduta del paziente che si era inaspettatamente afflosciato.
Il ricorrente ritiene pertanto che siano dati gli estremi per riconoscere l’esistenza di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA” (doc. I, pag. 13).”
1.8. Nella risposta del 2 novembre 2015 l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

in diritto
2.1. L’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l’assicuratore LAINF era legittimato a negare la propria responsabilità relativamente al danno interessante la spalla sinistra, oppure no.
2.2. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio:
È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte."
Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.
Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
" - l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore"
(cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.3. Si evince dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, è irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno è considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).
2.4. Conformemente alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.