Decision ID: 585ab3a7-4b4e-50c5-9aef-5412188f04b3
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 19 settembre 2017 dalla PI 1 contro RI 1 per l’incasso di fr. 898.– oltre ad accessori, l’8 novembre 2017 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Mendrisio, appurato che l’escusso non aveva interposto opposizione, gli ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso del 4 dicembre 2017, RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Con osservazioni scritte del 5 dicembre 2017 l’UE chiede di dichiarare il ricorso irricevibile senza notificarlo alla controparte.

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, RI 1 fa valere che la PI 1 non ha ancora pagato una fattura di fr. 1'837.70 emessa dalla sua ditta individuale, la _, sicché dedotto il credito di fr. 619.80 posto in esecuzione sarebbe in realtà l’istante ad essere la sua debitrice per fr. 1'217.90. Inoltre, il ricorrente allega di avere depositato presso la PI 1 merce (vini) in conto vendita, ch’egli propone di riprendere dietro pagamento di
“qualche centinaia di franchi”
o,
“al limite”
dietro compensazione dei rispettivi debiti. Sennonché così argomentando, il ricorrente critica bensì il credito della procedente e non l’operato dell’UE. Il ricorso è di conseguenza
irricevibile. Come detto (sopra consid. 1), RI 1
avrebbe dovuto, dopo avere interposto opposizione al precetto esecutivo, formulare le censure relative alla pretesa posta
in esecuzione nella procedura di rigetto dell’opposizione. Nell’odierna
procedura non è invece più possibile.
3.
Stante il suo esito, il giudizio può essere emanato senza
preventiva notifica del ricorso alla controparte (art. 9 cpv. 2
d
ella legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione
e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]
).
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).