Decision ID: 387fed82-11d2-5ca8-9cff-63bca79d7fc2
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 25 settembre 1996 _ è stato condannato dalla Corte delle Assise Correzionali di Bellinzona per duplice omicidio colposo per avere, agendo con negligenza e circolando a velocità eccessiva e inadeguata alle concrete circostanze, perso la padronanza della propria vettura, sbandando sulla sinistra, travalicando la doppia riga di sicurezza, invadendo la corsia di contromano e andando a collidere con la vettura sopraggiungente in senso inverso, cagionando la morte del suo conducente e di un'altra occupante. Fatti avvenuti sul rettilineo di _, in territorio di _, il 28 marzo 1993.
Nella medesima sede egli è stato condannato anche per infrazione aggravata e ripetuta alla LFStupefacenti.
A partire dal 25 marzo 1996 è stato collocato presso la comunità terapeutica di _ a _, per una cura di disintossicazione da sostanze stupefacenti.
B. Con risoluzione 25 luglio 1996 la Sezione della circolazione ha revocato a _ la licenza di condurre a tempo indeterminato.
In seguito, dopo la suddetta condanna penale, la medesima Sezione ha deciso con risoluzione 30 gennaio 1997 di confermare la revoca della licenza di condurre veicoli a motore a tempo indeterminato e di non concedere alcun riesame della decisione prima del mese di luglio 1997, subordinando la riammissione di _ alla guida in ogni caso alla presentazione di un certificato medico attestante che, in seguito a regolari e frequenti controlli, non ha più fatto uso di sostanze stupefacenti per un periodo di almeno di 12 mesi consecutivi, nonché al superamento di un esame psico-tecnico.
C. In data 11 giugno 1997 _ ha chiesto il riesame della risoluzione dipartimentale 30 gennaio 1997 al fine di riottenere la licenza di condurre veicoli a motore.
La sua richiesta è stata però evasa negativamente dalla Sezione della circolazione che, sulla scorta di una perizia psico-tecnica del lic. psic. _, ha deciso il 19 agosto 1997 di non ammettere alcuna domanda di riesame fintanto che sarà trascorso un anno dalla sua uscita dalla comunità terapeutica di _.
D. Con ricorso 5 settembre 1997, _ è insorto davanti al Consiglio di Stato chiedendo la modifica della decisione 19 agosto 1997 della Sezione della Circolazione nel senso che egli potesse presentare una nuova domanda di riammissione alla guida di veicoli a motore già subito dopo la sua dimissione da _.
In quella sede egli ha sostenuto di non avere mai commesso reati della circolazione stradale in stato psicofisico alterato, pur essendo stato appurato il suo uso di sostanze stupefacenti.
In ogni caso l'autorità amministrativa non avrebbe alcuna facoltà di imporgli un ulteriore anno di riflessione dopo la sua uscita da _, misura che di fatto corrisponderebbe ad una seconda condanna per reati ormai espiati.
Durante la sua permanenza in comunità egli avrebbe avuto tutto il tempo per riflettere sull'incidente del marzo 1993. D'altra parte egli mostrerebbe una prognosi soggettiva favorevole, non avendo più assunto stupefacenti da lungo tempo.
E. Il Consiglio di Stato ha respinto il gravame con giudizio 5 novembre 1997, ritenendo la risoluzione impugnata legittima e giustificata, poiché fondata sulla perizia redatta dal lic. psic. _, chiara, approfondita e sorretta da motivazione coerente.
F. Contro il predetto giudizio governativo, _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando la modifica della risoluzione 19 agosto 1997 della Sezione della Circolazione, nel senso già proposto all'istanza di ricorso inferiore.
Oltre a riprendere tutte le argomentazioni già sottoposte all'autorità governativa, il ricorrente sottolinea come la perizia dello psicologo del traffico si limiterebbe a proporre gratuiti giudizi di valore e analizzerebbe circostanze già giudicate in sede penale e non invece la questione della sua idoneità attuale alla guida.
Per confutare il contenuto della perizia postula quindi che vengano richiamati agli atti un rapporto da parte degli operatori di _, uniche persone che conoscendolo da diverso tempo sarebbero in grado di esprimere un giudizio attendibile sulla sua persona, nonché l'intero incarto penale concernente l'incidente della circolazione del 28 marzo 1993, prove queste già proposte al Consiglio di Stato, il quale però non ha ritenuto di doverle assumere.
G. Il Consiglio di Stato propone, di contro, di respingere il ricorso e di confermare la risoluzione impugnata.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale Cantonale Amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 a cpv.1 LALCStr.
La legittimazione attiva del ricorrente, siccome direttamente toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica ai sensi dell'art. 43 PAmm.
Il ricorso, tempestivo, è perciò ricevibile in ordine.
1.1. Questo Tribunale è inoltre dell'opinione di potersi pronunciare sulla base degli atti, senza procedere ai richiami richiesti dal ricorrente (art. 18 PAmm).
In effetti con il presente giudizio si deve statuire se _ possa formulare una richiesta di riesame della decisione della Sezione della Circolazione immediatamente dopo la sua
dimissione da _ oppure se sia necessario un'ulteriore periodo di attesa come gli è stato imposto dal Dipartimento.
A tal proposito non si rileverebbe alcunché di concludente dall'incarto penale che lo concerne, gli accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato dovendo fare stato senz'altro per l'autorità amministrativa (DTF 121 II 217 e seg.). La sentenza penale 25 settembre 1996 della Corte delle Assise correzionali di Bellinzona già in atti è più che sufficiente, attestando incontestabilmente che il ricorrente è stato ritenuto autore colpevole di omicidio colposo per violazione delle norme della circolazione stradale. Non è infatti compito di questo Tribunale sindacare una seconda volta sulle emergenze e gli accertamenti della sede penale ormai conclusisi. Rilevante per il presente giudizio è invece lo stato psico-fisico del ricorrente al momento attuale.
Neppure si impone di sentire il parere degli operatori di _ sulla questione, gli stessi potendo sì pronunciarsi su una condotta positiva del ricorrente nell'ambito della struttura terapeutica, ma non già sul mantenimento di tale atteggiamento al di fuori dopo il suo congedo e in relazione alla conduzione di un veicolo a motore. Su quest'ultimo aspetto nessuno può pronunciarsi meglio di uno psicologo del traffico. Nel caso concreto questo esame è già stato allestito da parte del lic. psic. _, di cui non v'è indizio di dubitare che non abbia espresso un giudizio imparziale proprio nei confronti del ricorrente.
1.2. Nel caso di specie, trattandosi di una revoca a scopo di sicurezza, il potere cognitivo di questo Tribunale si limita alla verifica di una eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento ad un apprezzamento erroneo di un fatto o ad eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2 PAmm), e alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera delle istanze inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm).
Le censure del ricorrente devono essere perciò esaminate sotto questi profili.
2. La licenza di condurre o la licenza per allievo conducente è revocata per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo a guidare un veicolo a motore a causa d'alcolismo o altra forma di tossicodipendenza oppure per motivi caratteriali o altri motivi. La revoca per motivi di sicurezza comporta un periodo di prova di almeno un anno (art. 17 cpv. 1 bis LCStr, art. 33 cpv. 1 OAC), durata minima questa che non può essere ridotta (art. 17 cpv. 3 seconda frase LCStr, art. 33 cpv. 1 OAC) (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Commentaire, ad art. 17 tr, pag. 218, nota 1.1 a; R. Schaffauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Bd III, pag. 129, nota 2181 e seg.).
3. _ ha un passato relativamente importante nel mondo della droga, che ha lasciato da meno di due anni, essendo stato arrestato il 30 marzo 1996 ed in seguito collocato a _ per le cure del caso a partire dal 28 maggio 1996 (sentenza penale 25.9.1996 in atti).
Non corrisponde dunque al vero che egli si astiene dal consumo di sostanze stupefacenti dal maggio 1995, come adduce (non si sa se volutamente o solo per errore) in entrambi i ricorsi al Consiglio di Stato prima e ora avanti al Tribunale Cantonale Amministrativo.
Nel suo caso il collocamento in una comunità terapeutica ha sostituito l'espiazione in carcere della pena detentiva di ventidue mesi cui è stato condannato oltre che per violazione della legge federale sugli stupefacenti anche per il grave incidente della circolazione da lui provocato, a seguito del quale sono decedute due persone.
E' un dato di fatto dunque che da quando è stato arrestato non ha mai avuto modo di dar prova di sapere condurre una vita responsabile e di riuscire ad astenersi di propria volontà dal consumo di stupefacenti.
Per quanto a _ abbia potuto maturare seri propositi in tal senso e si sia comportato conseguentemente, egli è sempre stato protetto e sostenuto dalla struttura teraupeutica e non ha ancora affrontato da solo la realtà della vita, dopo l'esperienza della droga.
Pertanto la decisione 19 agosto 1997 della Sezione della Circolazione, di imporgli un periodo di attesa di un anno dopo le dimissioni da _, appare perfettamente sostenibile e coerente, emergendo da un apprezzamento corretto dei fatti.
Il tempo di attesa impostogli prima del riesame corrisponde d'altra parte al minimo fissato dalla legge quale "periodo di prova" (art. 17 cpv. 1 bis e cpv. 3 LCStr, art. 33 cpv. 1 OAC), che secondo le intenzioni del legislatore è proprio da intendersi quale "Sperrfrist", cioè tempo di attesa assoluto, durante il quale non è nemmeno possibile chiedere la riammissione alla guida condizionata (R. Schaffhauser, op. cit., pag. 131, nota n. 2185 in fine).
Va da sè che tale periodo va trascorso non all'interno di un istituto di sostegno, dove il ricorrente è sempre stato finora, ma all'esterno nella realtà di ogni giorno.
La decisione impugnata non presenta quindi alcuna violazione di diritto.
3.1. A titolo abbondanziale si aggiunge che dalla perizia tecnico-psicologica del lic. psic. _, allestita anche sulla base di test specifici, emerge che il ricorrente non ha ancora rielaborato convincentemente l'incidente della circolazione del 28 marzo 1993 e le sue gravi conseguenze e ciò indipendentemente dall'analisi del suo passato, che il perito, peraltro rettamente, ha riassunto a titolo di premessa nel suo referto.
Tale rielaborazione, al pari dell'astinenza dal consumo di stupefacenti, è fondamentale per lui e si impone prima di concedergli la possibilità di riprendere a guidare veicoli a motore.
3.2. Da ultimo si osserva che quand'anche il gravame di _ avesse potuto essere accolto nel senso da lui proposto, la sua posizione non sarebbe sostanzialmente mutata.
Al ricorrente preme infatti di riavere la licenza di condurre il più presto possibile. Non è detto però che dandogli la possibilità di chiedere un riesame già immediatamente dopo le sue dimissioni da _, egli possa raggiungere questo obiettivo, soprattutto se si considera che la perizia specialistica dello psicologo del traffico _, allestita meno di sei mesi fa, nell'imminenza della sua uscita dalla comunità, esprime una prognosi a lui non favorevole.
Sottoporsi ad altri esami psicotecnici già ora, quando il suo stato psicologico non sembra ancora maturo per la riammissione alla guida, gli cagionerebbe soltanto ulteriori costi.
La decisione della Sezione della circolazione va dunque letta anche quale dichiarazione di intenti per il futuro. In altre parole sembra escluso che di fronte ad una perizia del tenore di quella del lic. psic. _ il ricorrente possa riuscire a farsi riammettere alla guida prima che sia trascorso un anno dalla sua uscita da _.
4. In esito alle precedenti considerazioni il ricorso deve pertanto essere respinto.
Tasse e spese seguono la soccombenza.