Decision ID: 40cfa70f-4841-5ad0-886c-8842685b4b18
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
CO 1 e CO 2 sono comproprietari della particella n. _ RFD di _ costituita da pascoli e edifici destinati all'agricoltura. Il 1° giugno 2004 essi hanno concesso in affitto tale fondo a RE 1, titolare di un'azienda agricola. Il contratto prevedeva una durata iniziale di nove anni rinnovabile, salvo disdetta, di ulteriori sei anni. In seguito a divergenze sorte in merito alle modalità di utilizzo da parte dell'affittuario delle strutture consegnategli, le parti hanno deciso di porre fine al contratto per l'11 novembre 2012.
B.
Il 16 giugno 2011 il Municipio di _, constatato che un edificio situato sulla particella n. _ – originariamente adibito a deposito attrezzi e veicoli agricoli – era stato ampliato da RE 1 senza autorizzazione, ha invitato CO 1 e CO 2 a presentare una domanda di costruzione in sanatoria. Un ricorso di CO 1 e CO 2, contrari all'ampliamento e a sanare la situazione, al Consiglio di Stato è stato respinto con decisione 7 settembre 2011.
C.
Nel frattempo, il 16 agosto 2011 CO 1 e CO 2, dopo avere ottenuto l'autorizzazione ad agire, hanno chiesto al Pretore del Distretto di Vallemaggia di ordinare a RE 1 di rimuovere quanto da lui edificato sulla loro proprietà e di ripristinare lo stabile allo stato originale. Nelle sue osservazioni 7 settembre 2011 il convenuto ha proposto di respingere l'azione. All'udienza del 25 ottobre 2011, indetta per discussione, le parti hanno confermato le rispettive posizioni. Terminata l'istruttoria, esse hanno rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a memoriali conclusivi nei quali hanno ribadito le loro posizioni.
D.
Statuendo il 13 dicembre 2011 il Pretore ha accolto la petizione e ha obbligato il convenuto, sotto comminatoria dell'art. 292 CP, a demolire quando edificato senza permesso sulla proprietà degli istanti. Le spese processuali di fr. 400.– sono state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere alle controparti un'indennità di fr. 560.–.
E.
RE 1 è insorto contro il predetto giudizio con un reclamo (“appello”) del 27 gennaio 2012 postulandone, previa concessione dell'effetto sospensivo, l'annullamento. Con decreto 1° febbraio 2012 il presidente di questa Camera ha concesso al reclamo l'effetto sospensivo. Nelle loro osservazioni del 25 febbraio 2012 CO 1 e CO 2 hanno concluso per il rigetto del reclamo.

Considerando
in diritto:
1.
Le decisioni emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). In concreto il Pretore ha fissato il valore litigioso in “meno di fr. 10 000.–”, donde la competenza di questa Camera (art. 48 lett. d n. 1 LOG). Quanto alla tempestività del reclamo, la decisione impugnata è stata notificata al convenuto il 15 dicembre 2011, di modo che il termine per l'impugnazione è iniziato a decorre l'indomani, è rimasto sospeso dal 18 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012 incluso (art. 145 cpv. 1 lett. c CPC) e sarebbe scaduto il 30 gennaio 2012. Introdotto il 27 gennaio 2012 (attestazione postale
sulla busta d'invio)
il reclamo è pertanto tempestivo.
2.
Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). Il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che, relativamente all'applicazione del diritto, nel reclamo occorre spiegare in modo conciso, riferendosi all'oggetto del litigio, in cosa consiste la violazione e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (cfr. DTF 134 II 246 consid. 2.1). Quanto all'accertamento dei fatti, la definizione di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio ragione per cui il reclamante
non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera, opponendo semplicemente la propria opinione a quella del primo giudice (
DTF 136 II 494
consid. 2.8 con riferimenti). Egli deve così dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di giustizia ed equità (
DTF 135 V 4
consid. 1.3 con rinvii). Non basta segnatamente che il reclamante affermi l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche (
DTF 136 II 494
consid. 2.8).
3. a)
Il Pretore, accertato che gli istanti avevano promosso un'azione negatoria sulla base dell'art. 641 cpv. 2 CC, ha constatato che l'edificio posto sulla proprietà degli istanti era stato modificato dal convenuto senza l'autorizzazione dei proprietari. Egli ha così obbligato quest'ultimo a ripristinare la situazione originale.
b)