Decision ID: fc4ebae2-6d35-53d2-9c55-0fe8958d2279
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. AP 1 (1961) ed AO 1 (1968), cittadini svizzeri e italiani, si sono sposati a _ il 29 ottobre 1994. Dal matrimonio è nata B_, il 4 febbraio 2005. Il marito, avvocato, è titolare di uno studio legale a _, dove risiede. Dopo alcuni anni trascorsi fra _ e il Cantone dei Grigioni, la moglie si è trasferita con B_ a _. Lì i coniugi hanno acquistato nel 2008 un appartamento (proprietà per piani n. 27 383 RFD, loro intestata in ragione di metà ciascuno). Laureata in filosofia, AO 1 ha lavorato nel settore commerciale fino al 2010, riducendo il grado d'occupazione dopo la nascita della figlia. Secondo gli impegni lavorativi e scolastici, la famiglia si riuniva per i fine settimana e le vacanze, prevalentemente in Svizzera. Nel settembre del 2011 moglie e figlia hanno raggiunto AP 1 a _. Se non che, nel gennaio del 2013 il marito ha lasciato l'abitazione comune per trasferirsi dai suoi genitori e nel giugno successivo AO 1 è tornata a _ insieme con la figlia.","B. In esito a una procedura a protezione dell'unione coniugale avviata da AO 1 il 21 giugno 2013, con sentenza del 22 marzo 2016 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha affidato B_ alla madre, ha limitato e condizionato la custodia parentale alla continuazione di una terapia psicologica e psicoterapeutica da parte della madre e della figlia, ha disciplinato le relazioni personali di quest'ultima con il padre in caso di disaccordo fra genitori (contatti telefonici via internet e per posta illimitati e diritto di visita un fine settimana ogni due, cinque settimane d'estate, una a Natale e alternativamente le settimane di Ognissanti, Carnevale e Pasqua), prevedendo che “di principio per gli scambi la madre accompagnerà la figlia a _ dal padre e quest’ultimo la riporterà a _ dopo la visita”, e ha condannato AP 1 a versare un contributo alimentare di fr. 1085.– per la figlia dal 1° giugno 2013 (inc. SO.2013.2601). Un appello presentato dal convenuto il 4 aprile 2016 contro tale sentenza è stato parzialmente accolto il 28 novembre 2017 da questa Camera, che ha soppresso il contributo alimentare dal 19 ottobre 2014 al 18 agosto 2015, periodo durante il quale la figlia era affidata a lui (inc. 11.2016.18). Dal gennaio del 2018 AO 1 ha ripreso un'attività lucrativa all'80% per la _ Sagl di _, di cui è socia e gerente, ditta attiva nella produzione e nel commercio al dettaglio e in grosso di prodotti di moda e accessori.","C. Nel frattempo, con petizione del 6 febbraio 2016 AO 1 ha promosso azione di divorzio davanti al medesimo Pretore (inc. DM.2016.22). Nell'ambito di tale causa le parti hanno presentato ripetute istanze cautelari per l'affidamento di B_ e l'esercizio del diritto di visita. Con istanza dell'11 settembre 2018, in particolare, AO 1 ha chiesto che gli incontri quindicinali fra padre e figlia avvenissero alternativamente a _ e nel Ticino, con obbligo per AP 1 di venire a prendere B_ a _ e di riportarla quando il diritto di visita è esercitato a _, garantendo contatti telefonici, via internet e per posta illimitati tra madre e figlia durante gli incontri. Essa ha","postulato inoltre l'aumento a fr. 1667.– mensili dal 1° febbraio 2018 del contributo alimentare di fr. 1085.– mensili per B_ fissato nella sentenza a protezione dell'unione coniugale (inc. CA.2018.339). All'udienza del 31 ottobre 2018, indetta per il contraddittorio su tale istanza, AO 1 ha ribadito le proprie domande, che AP 1 ha avversato. Su proposta delle parti l'udienza è poi stata sospesa in vista di trattative, che tuttavia sono decadute infruttuose. Alla successiva udienza del 14 gennaio 2019 la moglie ha replicato e il marito duplicato, entrambi mantenendo il rispettivo punto di vista e offrendo svariate prove. Il Pretore ha disciplinato l'istruttoria con ordinanze del 16 gennaio e del 13 settembre 2019.","D. Il 21 febbraio 2020 AP 1 si è rivolto al Pretore, dolendosi che, senza interpellarlo, la moglie aveva portato B_ in vacanza con sé negli Stati Uniti durante le vacanze scolastiche di Carnevale. Egli ha instato così perché AO 1 fosse formalmente ammonita in applicazione dell'art. 307 CC e diffidata a concordare le vacanze della figlia con lui o, almeno, a informarlo previamente al riguardo. In un memoriale del 12 marzo 2020 AO 1 ha proposto di respingere l'istanza. AP 1","ha ribadito il 25 marzo 2020 la propria domanda. Statuendo il 3 aprile 2020, il Pretore ha respinto l'istanza. Le spese processuali di fr. 600.– sono state poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere alla moglie un'indennità di fr. 300.– per ripetibili (inc. CA.2020.42).","E. Contro il decreto appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 16 aprile 2020 per ottenere che la sua istanza cautelare del 21 febbraio 2020 sia accolta e che AO 1 sia formalmente ammonita giusta l'art. 307 cpv. 3 CC nel senso di concordare le vacanze di B_ con lui o, almeno, di informarlo previamente al riguardo. In subordine egli chiede che il decreto cautelare sia annullato e gli atti rinviati al Pretore per nuovo giudizio. Nelle sue osservazioni del 4 giugno 2020 AO 1 propone di respingere l'appello (inc. 11.2020.24).","F. Statuendo d'ufficio senza contraddittorio il 5 giugno 2020, il Pretore ha ingiunto a AO 1 – sotto comminatoria dell'art. 292 CPC – di riprendere subito il sostegno psicologico per B_, comunicando al tribunale il nome del terapeuta incaricato (dispositivo n. 1), e ha comminato l'applicazione dell'art. 292 CP oltre a una multa disciplinare di fr. 1000.– “al genitore che violerà le modalità di scambio previste per l'esercizio dei diritti di visita” nella sentenza a protezione dell'unione coniugale del 22 marzo 2016, riservata la possibilità per entrambi i genitori di farsi aiutare da terze persone nell'adempimento delle modalità di scambio della figlia” (dispositivo n. 4).","G. Con decreto cautelare del 10 giugno 2020 il Pretore ha respinto due istanze presentate da AP 1 il 27 marzo e il 15 maggio 2020 per l'affidamento della figlia e il recupero di incontri perduti, così come ha respinto l'istanza presentata da AO 1 l'11 settembre 2018 sulla regolamentazione del diritto di visita e sull'aumento del contributo di mantenimento per B_, confermando per il resto il decreto “supercautelare” del 5 giugno 2020 sul sostegno psicologico per la figlia, oltre che sulla comminatoria penale e disciplinare correlata alle modalità di scambio previste per l'esercizio del diritto di visita. Le spese processuali di fr. 2500.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili (inc. CA.2018.339).","H. Contro il decreto cautelare appena citato AO 1 è insorta questa Camera con un appello del 25 giugno 2020 nel quale chiede che in riforma del giudizio impugnato la sua istanza dell'11 settembre 2018 sia accolta e che la disciplina del diritto di visita fissata nella sentenza a protezione dell'unione coniugale sia modificata come da lei proposto (incontri quindicinali fra padre e figlia alternativamente a _ e nel Ticino, B_ presa e riportata a domicilio dal padre, garanzia di contatti telefonici, via internet e per posta illimitati tra madre e figlia durante le visite paterne). Essa chiede inoltre che il contributo alimentare per la figlia di fr. 1085.– mensili fissato in quella sentenza sia aumentato a fr. 2238.– mensili dal 1° febbraio 2018 al 31 dicembre 2019 e a fr. 2208.– mensili dopo di allora “nel caso in cui vengano confermate le modalità di esercizio” delle visite stabilite a protezione dell'unione coniugale, rispettivamente a fr. 1758.– mensili dal 1° febbraio 2018 al 31 dicembre 2019 e a fr. 1728.– mensili dopo di allora nel caso in cui le modalità di esercizio del diritto di visita fossero modificate. Infine essa postula l'annullamento della comminatoria relativa all'art. 292 CP e alla multa disciplinare. Nelle sue osservazioni del 16 luglio 2020 AP 1 propone di respingere l'appello e di confermare il decreto impugnato (inc. 11.2020.80).","I. Il 25 settembre 2020 AP 1 ha prodotto in appello il verbale di un'udienza tenutasi il 15 settembre 2020 davanti al Preto-","re e un successivo decreto cautelare del 21 settembre 2020,","comunicando che con decreto “supercautelare” del 28 agosto","2020 (confermato con il decreto cautelare del 21 settembre 2020) il Pretore ha affidato B_ a lui, che contestualmente il contributo di mantenimento a suo carico per la figlia è stato ridotto a fr. 150.– mensili e che in sede di interrogatorio la moglie ha dichiarato di guadagnare presso la _ Sagl fr. 5000.– mensili netti. Tali atti sono stati notificati a AO 1, che non ha reagito."}

{Considerando,"in diritto: 1. I rimedi giuridici in esame concernono decreti cautelari emanati nel quadro della medesima causa di stato e si fondano essenzialmente sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).","2. I decreti cautelari emessi in una procedura di divorzio (art. 276 cpv. 1 CPC) sono adottati con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC) e sono appellabili perciò entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali, il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito non si pone, litigiosa essendo – da un lato – una misura a protezione del figlio non correlata a questioni di valore (appello di AP 1) e – dall'altro – le modalità delle relazioni personali tra padre e figlia, indipendenti a loro volta da questioni di valore, ciò che rende ammissibili anche le censure in materia di contributo alimentare (appello di AO 1). Quanto alla tempestività dei rimedi giuridici, il primo decreto cautelare è giunto al patrocinatore di AP 1 il 6 aprile 2020 (tracciamento dell'invio 98._10, agli atti), sicché l'appello inoltrato il 16 aprile seguente è ricevibile. La comunicazione del secondo decreto cautelare al legale di AO 1 è avvenuta il 15 giugno 2020 (tracciamento dell'invio _01, agli atti). Inoltrato il 25 giugno successivo, anche l'appello contro tale decreto è pertanto tempestivo.","I. Sull'appello contro il decreto cautelare del 3 aprile 2020","3. La competenza per territorio del giudice svizzero era stata accertata nella precedente sentenza emanata il 28 novembre 2017 da questa Camera fra le stesse parti (pubblicata in: RtiD II-2018 pag. 682 consid. 3). In pendenza di appello, nondimeno, B_ è stata affidata al padre, che abita in Italia (sopra, consid. I). Oc-correrebbe verificare dunque se la competenza in questione sussista, poiché la costituzione della residenza abituale del minore in un altro Stato firmatario della Convenzione dell'Aia sulla protezione dei minori del 19 ottobre 1996 fa decadere la competenza ratione loci delle autorità svizzere (DTF 143 III 193; DTF 142 III 4 consid. 2.1; sulla precedente Convenzione del 5 ottobre 1961: RtiD I-2010 pag. 833 consid. 3d). Dato il presumibile esito dell'appello, la questione può tuttavia essere lasciata aperta.","4. L'art. 307 CC prevede che “se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di rimediarvi, l'au-","torità di protezione dei minori ordina le misure opportune a protezione del figlio” (cpv. 1); essa “può segnatamente ammonire i genitori, gli affilianti o il figlio, impartire loro istruzioni per la cura,","l'educazione o l'istruzione e designare una persona o un ufficio idoneo che abbia il diritto di controllo e informazione” (cpv. 3). In una causa di divorzio tale facoltà spetta al giudice (art. 315a cpv. 1 e 2 CC), il quale può adottare simili provvedimenti anche a titolo cautelare (I CCA, sentenza inc. 11.2000.38 dell'8 agosto 2000 consid. 7 pubblicato in: FamPra.ch 2001 pag. 379 e menzionato in Rep. 2000 pag. 144 n. 6 più recentemente: sentenza inc. 11.2010.115 del 15 ottobre 2010). Con l'ammonimento (Ermahnung, rappel des devoirs) il destinatario è reso attento su manchevolezze o comportamenti a rischio (Breitschmid in:","Basler Kommentar ZGB I, 6a edizione, n. 21 ad art. 307 con rinvio) e può essere richiamato, in modo generale o specifico, ai suoi doveri (Affolter-Fringeli/Vogel in: Berner Kommentar, edizione 2016, n. 33 ad art. 307 CC con richiami; Meier in: Commentaire romand, CO I, Basilea 2010, n. 11 ad art. 307). Le misure a protezione del figlio non costituiscono sanzioni né dipendono da una responsabilità dei genitori (DTF 144 III 451 consid, 4.3). Sono provvedimenti volti a tutelare il bene del minorenne da minacce allo sviluppo fisico, psichico o morale se i genitori “non sono in grado di rimediarvi” (art. 307 cpv. 1 CC; Breitschmid, op. cit., n. 4 ad art. 307 CC; Meier, op. cit., n. 5 e 6 ad art. 307 CC).","5. In concreto il Pretore ha constatato, a un sommario esame, che AO 1 non risultava avere informato il marito di voler trascorrere con la figlia le vacanze scolastiche di Carnevale, oltre a due giornate di scuola obbligatoria, in California. Ciò posto, egli ha ritenuto “comprensibili e anche condivisibili” le rimostranze di AP 1, sia perché la moglie avrebbe dovuto discutere con lui l'opportunità di un simile viaggio, compresa l'assenza della figlia dalla scuola e il rischio legato alla situazione pandemica, sia perché durante le vacanze B_ avrebbe potuto studiare a domicilio per recuperare almeno in parte le lacune delle materie in cui accusa insufficienze. Nonostante ciò, il Pre-tore non ha ravvisato un comportamento suscettibile di minacciare lo sviluppo fisico, psichico o morale di B_, giacché a suo parere un'assenza di due giorni da scuola e una vacanza negli Stati Uniti non potevano verosimilmente compromettere la formazione di B_. Inoltre – egli ha continuato – sotto il profilo dell'emergenza sanitaria la situazione di allora era meno grave di quella al momento del giudizio, sicché la figlia non ha verosimilmente corso maggiori rischi rispetto a quelli cui sarebbe stata esposta se avesse raggiunto il padre a _. Il Pretore ha quindi respinto l'istanza di AP 1, non senza richiamare la moglie al dovere di informare preventivamente e concordare con il marito le vacanze che intende trascorrere all'estero con B_.","6. Nell'appello AP 1 chiede che la moglie sia formalmente ammonita giusta l'art. 307 cpv. 2 CC o, in subordine, che il decreto impugnato sia annullato e gli atti rinviati al Pretore per nuovo giudizio. Dalla domanda subordinata giova subito sgombrare il campo. L'appello è infatti, per principio, un rimedio giuridico riformatorio, non cassatorio. L'autorità giudiziaria superiore può rinviare la causa in primo grado solo se non è stata giudicata una parte essenziale dell'azione (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 1 CPC) o se i fatti devono essere completati su punti essenziali (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC). Nel suo memoriale l'interessato non accenna a estremi del genere né, tanto meno, sostanzia la domanda subordinata. Ne discende che in proposito l'appello si rivela finanche irricevibile per carenza di motivazione (a norma dell'art. 311 cpv. 1 CPC).","7. Ai fini della richiesta principale l'appellante si duole “che la moglie AO 1 fa di tutto (...) per omettere di adempiere al proprio obbligo di trasporto della figlia” a _, senza mai essere sanzionata. Egli evoca reiterate segnalazioni al Pretore, lamentando che esse siano rimaste inascoltate. Deplora che la moglie abbia interrotto unilateralmente la terapia di supporto psicologico per B_, definita necessaria anche dal giudice. A ciò si aggiunge – egli prosegue – il “mancato rispetto dell'obbligo di condivisione e scelta delle vacanze all'estero del genitore con la figlia, sia sotto il profilo del mancato rispetto del più generale obbligo di agire con la massima prudenza nel corso del vigente periodo di pandemia, evitando di viaggiare su aeromobili e frequentare ristoranti e locali pubblici all'estero, sia sotto il profilo del mancato ottemperamento all'obbligo di rispettare il diritto di visita del padre”. Di conseguenza AO 1 va ammonita, a suo avviso, “di concordare previamente con AP 1 le vacanze che ella vorrà fare con B_ o che quanto meno ne informi tempestivamente il marito”."}