Decision ID: 16f4768a-a3e2-55df-bef9-e070720c5987
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. L’8 luglio 2004 la Cassa Disoccupazione _, _ ha sottoposto per decisione (cfr. art. 81 cpv. 2 LADI) alla Sezione del lavoro Ufficio giuridico il seguente caso concernente RI 1:
" (...)
La persona summenzionata si è iscritta al collocamento a tempo pieno, rivendicando il diritto alle indennità di disoccupazione presso la nostra Cassa a decorrere dal 18.06.2004.
Il signor RI 1 dal 20.03.1973 al 31.05.2003 è stato alle dipendenze del _ di _. A seguito di importanti problemi di salute della moglie ha deciso di inoltrare le proprie dimissioni per poter intraprendere un'attività indipendente e poter coinvolgere nella stessa anche la moglie. A seguito del mancato finanziamento per un'attività che avrebbe anche coinvolto la moglie, l'assicurato ha deciso di orientarsi in un'altra attività che consisteva nella vendita di video giochi. Infatti risulta essere stato iscritto a Registro di commercio quale titolare della ditta _ di _. Con lettera del 20.06.2004 l'assicurato espone tutta la sua situazione, tra cui anche il fatto che non ha potuto mai iniziare l'attività indipendente a seguito di infiltrazioni d'acqua verificatesi nei locali presi in locazione. La ditta è stata cancellata dal Registro di commercio per mancato inizio dell'attività ed il contratto di locazione é stato disdetto per il 31.07.2004.
Facciamo notare come il 02.06.2003 sia stata ritirata la somma di fr. 306'557.90 dalla Cassa Pensione per l'avvio di un'attività lucrativa indipendente.
L'assicurato con il suo scritto del 20.06.2004 conclude indicando che è in trattative per vendere la propria casa onde poter a breve reinvestire, per il benessere della moglie ed il futuro dei figli, in una nuova ed adeguata attività e nel contempo di risanare il deposito della Cassa pensione.
Dal certificato medico rilasciato il 24.06.2004 si evince come la moglie necessiti di un'assistenza a domicilio regolare causa problemi di salute.
Questioni che devono formare oggetto di una decisione
L’assicurato adempie il periodo contributivo?
L’assicurato può essere ritenuto idoneo al collocamento?
(...)." (cfr. doc. 7)
Con decisione del 15 luglio 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha stabilito che l’assicurato non ha adempiuto il periodo di contribuzione e non può essere esonerato dall’adempimento dello stesso, argomentando:
" (...)
Conformemente alle disposizioni degli articoli menzionati l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).
Per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti. Il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione. Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (art. 9 cpv. 1, 2 e 3 LADI).
Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro, ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione (art. 13 cpv. 1 LADI).
Sono esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro il termine quadro, durante oltre 12 mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi:
a) formazione scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a
condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in Svizzera;
b) malattia, infortunio o maternità, a condizione che durante questo
periodo siano state domiciliate in Svizzera;
c) soggiorno in un istituto svizzero per l'esecuzione delle pene
d'arresto o d'educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo (art. 14 cpv. 1 LADI).
Sono parimenti esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone che, in seguito a separazione o divorzio, invalidità o morte del coniuge oppure per motivi analoghi o a causa della soppressione di una rendita d'invalidità, sono costrette ad assumere o a estendere un'attività dipendente. Questa norma è applicabile soltanto se l'evento corrispondente non risale a più di un anno e la persona interessata dall'insorgere di questo evento era domiciliata in Svizzera (art. 14 cpv. 2 LADI).
Nel caso in esame l'assicurato rivendica le indennità di disoccupazione a decorrere dal 18 giugno 2004. Durante il termine quadro per il periodo di contribuzione (dal 18 giugno 2002 al 17 giugno 2004) l'assicurato ha esercitato un'attività soggetta a contribuzione presso il _, tuttavia per un periodo inferiore a 12 mesi (dal 18 giugno 2002 al 31 maggio 2003). Non ha quindi adempiuto il periodo di contribuzione.
Si osserva che l'assicurato ha sciolto il rapporto di lavoro per intraprendere un'attività indipendente, tuttavia tale attività non ha mai preso avvio. Non vi sono inoltre motivi per poter esonerare l'assicurato dall'adempimento del periodo di contribuzione. Si rende attendo l'assicurato che l'introduzione di una eventuale opposizione non modifica gli obblighi di controllo per la durata della stessa.
(...)." (cfr. doc. 6)
1.2. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 5), la Sezione del lavoro Ufficio giuridico, il 6 ottobre 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 15 luglio 2004 e ha osservato che:
" (...)
1. Il signor RI 1 si è iscritto in disoccupazione il 18
giugno 2004, alla ricerca di un impiego a tempo pieno come impiegato di commercio e rappresentante.
Dal 20 marzo 1973 al 31 maggio 2003, l'assicurato è stato alle dipendenze della _, _.
2. Con scritto 8 luglio 2004 la Cassa di disoccupazione _ di
_ ha sottoposto all'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (in seguito: UG) il caso del signor RI 1 per decisione, formulando segnatamente la richiesta di indicare se l'assicurato adempie il periodo contributivo e se può essere ritenuto idoneo al collocamento.
Esperiti i necessari accertamenti, con decisione 15 luglio 2003 il servizio cantonale ha stabilito che l'assicurato non ha adempiuto il periodo di contribuzione e non può essere esonerato dall'adempimento dello stesso.
Contro la predetta decisione il signor RI 1 ha interposto opposizione in data 20/22 luglio 2004.
3. Giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI, l'assicurato ha diritto all'indennità
di disoccupazione, tra l'altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (art. 13 e 14 LADI).
Per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti (art. 9 cpv. 1 LADI). Il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione (cpv. 2). Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cpv. 3).
Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, ha svolto, entro il pertinente termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI) un'occupazione soggetta a contribuzione durante almeno 12 mesi (cfr. art. 13 cpv. 1 LADI).
Sono invece esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione, "le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre 12 mesi complessivamente non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi:
a. formazione scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a
condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in Svizzera;
b. malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art.
5 LPGA), a condizione che durate questo periodo siano state domiciliate in Svizzera;
c. soggiorno in un istituto svizzero per l'esecuzione delle pene
d'arresto o d'educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo (art. 14 cpv. 1 LADI).
Sono parimenti esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone che, in seguito a separazione o divorzio, invalidità (art. 8 LPGA) o morte del coniuge oppure per motivi analoghi o a causa della soppressione di una rendita d'invalidità, sono costrette ad assumere o a estendere un'attività dipendente. Questa norma è applicabile soltanto se l'evento corrispondente non risale a più di un anno e la persona interessata dall'insorgere di questo evento era domiciliata in Svizzera (art. 14 cpv. 2 LADI).
4. L'art. 9a LADI prevede che "il termine quadro per la riscossione
della prestazione da parte di un assicurato che ha intrapreso un'attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto le prestazioni previste negli articoli 71a-71d è prolungato di due anni se:
a. l'assicurato intraprende l'attività lucrativa indipendente durante
un termine quadro; e
b. al momento in cui cessa l'attività lucrativa indipendente e a
causa di questa attività, l'assicurato non adempie i presupposti di un periodo di contribuzione sufficiente (cpv. 1).
Il termine quadro per il periodo di contribuzione di un assicurato che ha intrapreso un'attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto prestazioni è prolungato della durata dell'attività indipendente, ma al massimo di due anni (cpv. 2).
Si considera che l'assicurato abbia avviato un'attività indipendente dal momento in cui la cassa di compensazione AVS gli riconosce lo statuto di indipendente (cfr. Direttive concernenti la revisione della LADI e dell'OADI (versione italiana), edite dal Segretariato di Stato dell'economia (Seco), giugno 2003, valide dal 1° luglio 2003, pag. 2).
5. Nel caso che ci occupa l'assicurato si è iscritto in disoccupazione il
18 giugno 2004, rivendicando le indennità di disoccupazione da tale data. Nel termine quadro per il periodo di contribuzione e meglio nel periodo dal 18 giugno 2002 al 17 giugno 2004, l'assicurato ha svolto un'occupazione soggetta a contribuzione della durata di 11 mesi e 13 giorni (dal 18 giugno 2002 al 31 maggio 2003). La durata della stessa non raggiunge pertanto, la durata minima prevista dall'art. 13 cpv. 1 LADI (12 mesi).
Nella presente fattispecie, l'assicurato, tra gli altri motivi, ha abbandonato l'occupazione svolta presso il _, per intraprendere un'attività indipendente.
Dalla documentazione in nostro possesso si evince che a causa dell'umidità presente nel negozio preso in locazione dall'opponente, l'attività non è mai concretamente iniziata.
Inoltre dagli ulteriori accertamenti esperiti dall'UG è emerso che, l'assicurato non si è mai iscritto presso la cassa di compensazione AVS quale indipendente, per cui conformemente alla prassi citata, non si può concludere che l'attività indipendente abbia preso avvio.
Di conseguenza, l'assicurato non può beneficiare del prolungamento del periodo di contribuzione.
Infine, rileviamo che non vi sono altri motivi per poter esonerare l'assicurato dall'adempimento del periodo di contribuzione.
6. Pertanto, tenuto conto degli argomenti sollevati con l'opposizione in
esame, non si ritiene di poter giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione contestata.
(...)." (cfr. doc. A1)
In precedenza l’amministrazione ha chiesto all’assicurato di comunicarle, documentando, con quale statuto (dipendente o indipendente) si è registrato presso la Cassa di compensazione AVS tra il giugno 2003 e il giugno 2004 (cfr. doc. 4 e 4/1).
Con lettera del 27 settembre 2004 l’assicurato ha, in particolare, comunicato che:
" (...)
a seguito dell’opposizione in corso ed a completamento della stessa vi comunico che da parte mia non ho provveduto a registrarmi presso la Cassa di compensazione AVS in quanto come già descritto nella documentazione in vostro possesso, a metà giugno 2003 si sono evidenziate delle macchie di umidità nel negozio che non mi hanno permesso la regolare apertura prevista per il 1. luglio 2003.
Inoltre gli addetti ai lavori incaricati di risolvere il problema non mi hanno mai saputo dire con certezza fin quando i lavori si fossero protratti in quanto le cause di queste infiltrazioni d'acqua erano abbastanza oscure ed i modi di intervento relativamente semplici.
Per cui non avendo garanzie sui tempi necessari al definitivo risanamento dell'oggetto e di conseguenza non beneficiando di alcun reddito, ho ritenuto, momentaneamente, inutile procedere alla prassi suddetta. Per gli stessi motivi non ho nemmeno provveduto a concludere i dovuti contratti assicurativi necessari per l'apertura di un negozio.
(...)." (cfr. doc. 2)
1.3. Contro la decisione su opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha rilevato che:
" (...)
Tutto ebbe inizio nel mese di settembre 2002 quando mia moglie percepì dei malesseri fisici che implicavano una stanchezza persistente, dolori di testa, stomaco e mancanza di appetito.
Il medico di famiglia, dott. _, le consigliò di seguire una cura ricostituente in quanto egli pensò che la causa fosse dovuta ad un rilassamento e calo vitaminico relativo al parto espresso il 21 giugno dello stesso anno.
In un primo momento tutto sembrò andare per il meglio finquando ad inizio ottobre il suo stato di salute iniziò di nuovo a peggiorare. Iniziarono a manifestarsi dei disturbi alla vista (oscuramenti improvvisi del campo visivo), vertigini, stati d'ansia, panico e tachicardia. A questo punto il Dott. _ ebbe il sospetto che la causa potesse essere individuata nella tiroide. Si sottomise a degli esami specifici dall'endocrinologo Dott. _ a _, il quale confermò che si trattava di una tiroide post-parto con la gravante che gli ormoni nel corpo superavano di ben otto volte il valore della norma. Le prescrisse un farmaco per rallentare i battiti cardiaci in quanto il cuore era sotto sforzo e per il momento non si sarebbe stabilizzata da sola. Infatti dopo circa due settimane si verificò un miglioramento che durò solo pochi giorni; in seguito la tiroide fece un picco e smise di lavorare completamente. A novembre comparvero di nuovo i disturbi accompagnati da una stanchezza smisurata. A questo punto mia moglie smise di uscire anche di casa, rimanendo a letto anche di giorno senza alzarsi nemmeno per i pasti, questo alla fine la portò in uno stato depressivo molto preoccupante. Il Dott. _ mi contattò dicendomi che le necessitava un ricovero immediato presso la Clinica _ di _, dove vi restò per una settimana. Ma una volta rientrata a casa i problemi persistettero per cui fu nuovamente ricoverata ai primi di dicembre fino a metà gennaio 2003. Le fecero un trattamento con delle flebo di Tranxilium e in seguito iniziò una cura di antidepressivi di cui attualmente si serve ancora. In clinica iniziò pure a seguirla uno psichiatra del centro sociopsichiatrico di _ con il quale ancora oggi segue una costante terapia. Tengo a precisare che in questo periodo, grazie alla sensibilità dei miei superiori, rimasi a casa per accudire i miei due figli in quanto l'assistenza domiciliare mi sarebbe costata troppo (circa Fr. 2'600.-- mensili) mentre la Cassa malati Sanitas mi avrebbe coperto con soli Fr. 10.-- al giorno.
In accordo con il primario della Clinica Dott. _ si decise di provare a dimetterla in quanto la tiroide si era, nel frattempo, parzialmente stabilizzata; per alcuni giorni tutto sembrò che andasse per il meglio e decisi di conseguenza di riprendere normalmente a lavorare. Il 16.2.03 venne a mancare anche mia madre con la quale, mia moglie, aveva un legame affettivo e di collaborazione reciproca molto stretti. Gradualmente iniziarono di nuovo a manifestarsi i sintomi di panico, confusione mentale ed inappetenza, e visto l'esperienza avuta in precedenza capii subito che il tutto si stava ripetendo, mentre da parte mia mi resi conto di non poter più professare la mia attività professionale in modo adeguato alle aspettative in quanto mi riusciva difficile mantenere la necessaria concentrazione, continuità produttiva e serenità interiore. Non avendo più nessun Santo a cui rivolgermi mi misi a tavolino con mia moglie e, come già consigliatomi tempo prima dai medici curanti, decisi di propormi per un'attività indipendente dove potessi coinvolgere anche lei. Essendo ambedue appassionati di cani, ci balzò in mente l'idea di aprire un Centro fitness per cani, soluzione che avrebbe richiesto uno spazio adeguato di terra ed infrastrutture particolari.
Venni a sapere, tramite la Banca dov'ero impiegato, che avrei potuto riscattare una proprietà relativa ad un fallimento, perfettamente idonea al nostro scopo per la somma di Fr. 150'000.--.
A questo punto non persi tempo ed inoltrai le dimissioni per il 30 maggio 2003 e, con l'accordo della Direzione, ottenni di lasciare anzitempo il mio posto di lavoro per riorganizzarmi in questo progetto. Dopo aver contattato architetti, impresari ecc., e preso coscienza di quanto avrei dovuto investire, mi prefissi di riscattare la mia Cassa pensione ed in seguito di vendere la casa di mia proprietà. Pochi giorni dopo la scadenza del mio contratto di lavoro contattai un consulente della banca per richiedere il finanziamento relativo alla proprietà fallimentare. Due giorni dopo venni richiamato e mi annunciarono che, pur avendo come garanzia la cassa pensione, il finanziamento non era fattibile in quanto non avrei più beneficiato di un reddito fisso mensile.
A questo punto dovetti reagire ed iniziai una ricerca di mercato e, dopo aver valutato molteplici opportunità, decisi di aprire un negozio adibito alla vendita di videogiochi. Contattai il Sig. _ della Società _ di _, leader, in Italia, nella vendita di giochi elettronici in lingua italiana, con lui discussi e trattammo le varie modalità finanziarie; confermate in seguito da un contratto che avrei dovuto firmare, presso la loro sede di _, solo dopo la prima richiesta di fornitura di merce.
Mi recai all'Uff. dei Registri di _ per la relativa registrazione della Società nominativa "_", trovai un negozio presso il _ di _ e stipulai il relativo contratto d'affitto (a partire dal 01.07.03) con l'amministratore Arch. _. Verso la fine di giugno contattai la Ditta "_" di _, specializzata in arredamenti per interni commerciali, e dopo un sopralluogo del loro Arch. _ decisi di dare l'incarico e di procedere nei lavori di arredamento. Durante la suddetta visita scoprimmo un alone di umidità che correva orizzontalmente su tutta la lunghezza della parete principale del negozio (7 metri). Il sig. _ mi consigliò di procedere ad una verifica in quanto se veramente fosse stata umidità, questa avrebbe potuto nuocere sia ai videogiochi che all'arredamento. Contattai l'Arch. _ il quale si attivò in tal senso, vennero fatti diversi tentativi, pitturando e ripitturando la parete fin quando a settembre si dovette procedere a frantumare il muro intaccato d'umidità e risanare il tutto iniettando un prodotto idrorepellente.
Ai primi di novembre tutto sembrava pronto e cercai così di accelerare i tempi in modo di poter essere operativo durante il periodo natalizio. Ricontattai il Sig. _ della _ per la relativa fornitura e durate il colloquio scaturì che, per motivi di riorganizzazione interna ed ammodernamento dei loro sistemi informatici eseguiti nei loro 38 negozi sparsi in tutta l'Italia, i margini di guadagno per ogni singolo videogioco sarebbero stati del 25-30% anziché dei preannunciato 40-45%. A seguito di questa ennesima delusione e confrontato con i persistenti malesseri di mia moglie, decisi di mantenere affittato il negozio, e di trovare man mano nuove alternative che potessero essere compatibili con l'arredamento esistente. Alternative che fino ad oggi non hanno dato frutti e che di conseguenza mi hanno costretto, anche per motivi finanziari, a disdire il relativo contratto d'affitto il 30 luglio 2004.
Durante tutto questo travagliato periodo ho dovuto autofinanziarmi e nel contempo provvedere, fino ad oggi, al sostentamento della mia famiglia usufruendo esclusivamente del capitale versatomi dalla Cassa pensione.
Attualmente vi posso confermare che mi sto attivando per vendere la mia casa onde poter a breve reinvestire, per il benessere di mia moglie ed il futuro dei miei figli, in una nuova ed adeguata attività indipendente e nel contempo di risanare il deposito della mia Cassa pensione.
Tengo a precisare che il mio ex datore di lavoro (_) nel mese di agosto mi ha concesso, in via straordinaria, un sorpasso in conto che mi ha permesso fino ad oggi di sostenere la mia famiglia e fare fronte ai pagamenti relativi alle consuete fatture mensili con la speranza che a breve riuscirò a vendere la casa (eventuali inf. Signorina _ Tel. _). Nel frattempo mi trovo però confrontato con dei pignoramenti in corso che non so proprio come potrò affrontare in quanto il sostentamento della mia famiglia è attualmente garantito da piccoli aiuti di parenti ed amici, e non vorrei proprio che si arrivasse al punto di dover mettere all'asta la mia casa.
Per informazioni in merito ai pignoramenti potete contattare l'Ufficio esecuzioni e fallimenti sig. _ /Tel. _.
Ribadisco che la mia ritardata iscrizione in disoccupazione è da ritenere come un fatto di pura e sacrosanta ingenuità in quanto mai più avrei pensato che ci fossero dei termini imposti dalla legge. Dal momento che mi sono licenziato dal _ la mia volontà è sempre stata quella di avere una mia attività indipendente che potesse conciliare con i problemi relativi a mia moglie e che a tutt'oggi sussistono ancora. La responsabile della _ di _ mi ha "giustificato" il rifiuto di assistenza dicendomi che avrei potuto già iscrivermi nel mese di luglio 2003. Le ho risposto che io ho lavorato alle dipendenze del _ per 31 anni, pagando di conseguenza i relativi contributi, che ho dato le dimissioni per dei problemi di salute di mia moglie, che avevo due piccoli a cui badare e che comunque il mio scopo non è mai stato quello di voler attingere alla cassa della disoccupazione ma semmai di rendermi autonomo ed indipendente in una nuova attività.
Le ho comunque fatto presente che, se il mondo gira così, alla prossima occasione non esiterò di certo ad iscrivermi il giorno dopo.
A conclusione di questo scritto vi chiedo gentilmente di voler esaminare al più presto quanto indicato e, appellandomi alla vostra comprensione, chiedo che mi siano almeno riconosciuti gli indennizzi dal mese di giugno alla fine di ottobre compreso, periodo in cui ero regolarmente iscritto al DPL, dandomi la possibilità di sostenere la mia famiglia per i prossimi 5 mesi e nel contempo di aver il tempo necessario di continuare le trattative per la vendita della casa onde evitare una probabile messa all'asta della stessa.
(...)." (cfr. doc. I)
1.4. Nella sua risposta del 22 novembre 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico si è confermata nelle proprie allegazioni e ha concluso che:
" (...)
Pur comprendendo la difficile situazione dell’assicurato, non possiamo giungere ad una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione impugnata.
Si chiede pertanto a codesto Tribunale di voler respingere il ricorso e confermare la querelata decisione.
(...)." (cfr. doc. III)

in diritto
2.1. Il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Poiché nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (l’adempimento e/o l’esonero dell’adempimento del periodo di contribuzione) che si è posta successivamente (e cioè il 18 giugno 2004 data d’iscrizione al collocamento e dalla quale rivendica il diritto alle indennità di disoccupazione; cfr. doc. 8 e 28) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.