Decision ID: ec0ff979-cda3-5775-8759-e29d5bd6f669
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 12 dicembre 2010, PI 1, dipendente della ditta _ di _ e, perciò, assicurata contro gli infortuni presso la CO 1, ha subìto un trauma distorsivo al ginocchio destro giocando a pallavolo in palestra, riportando, secondo il rapporto 9 novembre 2011 della _ di _, una lesione cartilaginea a livello della troclea femorale (cfr. doc. 20).
Nel corso del mese di ottobre 2012, l’assicurata é stata sottoposta a un’artroscopia, con diagnosi intraoperatoria di lesione cartilaginea di IV. grado a livello trocleare, lesione cartilaginea di II. grado a livello retropatellare e del condilo femorale, sinovite cronica nonché corpi liberi articolari (cfr. doc. 64).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione formale del 9 dicembre 2013, la CO 1 ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di corta durata (cura medica + indennità giornaliera) dal 1° gennaio 2014. D’altro canto, l’assicurata é stata posta al beneficio di un’indennità per menomazione all’integrità del 5%, mentre le é stato negato il diritto alla rendita d’invalidità (cfr. doc. 118).
A seguito dell’opposizione interposta dalla RI 1 (cfr. doc. 126 e 129), in data 12 febbraio 2014, l’amministrazione ha confermato il contenuto della sua prima decisione, a proposito dell’estinzione del diritto alle prestazioni di corta durata (cfr. doc. 131).
1.3. Con tempestivo ricorso del 13 marzo 2014, la RI 1 ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, l’assicuratore convenuto venga condannato a corrispondere le prestazioni di legge anche dopo il 31 dicembre 2013.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente fa valere che i disturbi residuali lamentati dall’assicurata al ginocchio destro costituiscono ancora una conseguenza naturale del trauma subìto nel dicembre 2010 (doc. I, p. 3: “Dalla valutazione del 22 gennaio 2014 del medico consulente dell’opponente, il dott. med. _, risulta che il trauma al ginocchio del 12 dicembre 2010 ha portato a una grave lesione della cartilagine, in quanto già nella sonografia del 15 dicembre 2010, tre giorni dopo l’infortunio, é stato constatato dal dott. med. _ un importante gonfiore dell’articolazione del ginocchio destro (“grosso versamento articolare”). Questo notevole gonfiore é stato confermato anche dal primo medico curante, il dott. med. _ nel rapporto del 24 gennaio 2011. Inoltre il dott. med. _ nel suo rapporto del 15 febbraio 201(...) evidenzia un grave danno cartilagineo di IV. grado, senza che siano stati trovati in precedenza diagnosi o motivi comprovabili a giustificazione di danni preesistenti. Inoltre in un controllo successivo nella Clinica _ del 6 novembre 2013 sono stati constatati notevoli disturbi restanti, tanto da proporre all’assicurata un nuovo intervento chirurgico con BST Gel.”).
1.4. L’assicuratore resistente, in risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.5. In data 31 marzo 2014, a proposito del nuovo intervento al ginocchio destro prospettato dai sanitari della Clinica _, PI 1 ha in particolare osservato di aver “... preferito non farmi operare una seconda volta nell’immediato ma questa scelta non esclude la possibilità di un nuovo intervento.” (doc. IV).
L’Istituto assicuratore convenuto si é pronunciato al riguardo il 4 aprile 2014 (doc. VI), mentre la RI 1 ha rinunciato a prendere posizione (doc. VIII).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. L’oggetto litigioso é circoscritto alla questione di sapere se la CO 1 era legittimata a porre termine alle prestazioni di corta durata, segnatamente a quelle di cura medica, a contare dal 1° gennaio 2014, oppure no.
Contrariamente a quanto sembra sostenere l’assicuratore ricorrente, nella presente fattispecie non si pongono questioni riguardanti la causalità naturale, così come ha del resto esplicitamente ammesso l’amministrazione nella sua risposta di causa (cfr. doc. III, p. 2: “Contrariamente a quanto lascia intendere la ricorrente,
la sospensione del diritto alla cura medica a partire dal 1° gennaio 2014 non si basa sull’estinzione del nesso causale con l’infortunio, né sul raggiungimento di uno statu quo ante o statu quo sine a partire da tale data
. Nella sua perizia del 28 ottobre 2013 (doc. 104, pag. 5), il Dr. _ ritiene infatti che il rapporto di causalità tra i disturbi lamentati e l’infortunio del 12 dicembre 2010 é da valutare come probabile e non solo come possibile. Inoltre, pur considerando che l’importante usura della cartilagine riscontrata al ginocchio destro era sicuramente preesistente, il Dr. _ ammette che l’infortunio é stato la causa scatenante che ha messo in evidenza la patologia fino ad allora silente. Il Dr. _ precisa inoltre che il raggiungimento di uno statu quo sine potrebbe essere ipotizzato, ma non comprovato nella fattispecie.
Il nesso causale tra i disturbi persistenti e l’infortunio non viene pertanto a mancare
.” - il corsivo é del redattore).
2.3. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF e Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
L’Alta Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).
In una sentenza 8C_211/2009 del 10 luglio 2009 consid. 4, il TF si è al riguardo espresso nei termini seguenti:
"
Poiché l'assicurazione sociale contro gli infortuni si riferisce a persone che svolgono attività lavorativa (si confronti l'art. 1 [dal 1° gennaio 2003 art. 1a, con testo invariato] e l'art. 4 LAINF), per interpretare il concetto di "sensibile miglioramento" ("namhafte Besserung" e "sensible amélioration" nella versione tedesca e francese dell'art. 19 cpv. 1 LAINF) si farà riferimento ad un incremento rispettivamente ad un recupero dell'abilità lavorativa, nella misura in cui si è deteriorata in seguito all'infortunio. L'aggettivo "sensibile" illustra inoltre che il miglioramento dev'essere importante. Progressi trascurabili non bastano, così come neppure la mera possibilità di un risultato positivo (DTF
134 V 109
consid. 4.3 pag. 115; v. pure sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni U 244/04 del 20 maggio 2005, in RAMI 2005 no. U 557 pag. 388, consid. 2, non pubblicato, e U 412/00 del 5 luglio 2001, consid.
2a; cfr. inoltre Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, 2a ed., Berna 1989, pag. 274).
Lo stesso vale per provvedimenti terapeutici che contribuiscono a lenire i sintomi di un danno alla salute stazionario per un periodo limitato nel tempo (v. ancora sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 244/04 del 20 maggio 2005, in RAMI 2005 no.
U 557 pag. 388 consid. 1, non pubblicato, e 3).“
Se, al momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità lucrativa, viene corrisposta una rendita di invalidità o un'indennità unica in capitale. L'erogazione di indennità giornaliere cessa comunque con il diritto alle prestazioni sanitarie.
D'altro canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.
2.4. Nella concreta evenienza, dalle tavole processuali emerge che, in data 23 ottobre 2013, PI 1 é stata periziata dal dott. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e ortopedia, per conto dell’Istituto assicuratore convenuto.
Il sanitario in questione ha dichiarato l’assicurata parzialmente incapace al lavoro nella sua precedente professione, ma abile in misura completa in attività adeguate (doc. 104, p. 6: “Per un’attività parzialmente sedentaria la paziente potrebbe sicuramente essere abile in misura completa.”).
In considerazione del fatto che l’assicurata era in attesa di sottoporsi a ulteriori indagini diagnostiche a _, il dott. _ ha posticipato la discussione relativa alla stabilizzazione dello stato di salute infortunistico (doc. 104, p. 6: “Dato che la paziente in data 6.11.2013 verrà sottoposta ad una ulteriore indagine a _ ritengo probabilmente una Spec-CT e quindi in seguito a questa indagine verranno fatte delle ulteriori proposte, propongo di attendere la fine di novembre prima di eventualmente discutere il procedere terapeutico.”).
Nel mese di novembre 2013 ha avuto luogo il consulto specialistico presso la Clinica _.
Dal relativo rapporto si apprende che l’esame SPECT del ginocchio destro ha evidenziato la presenza di una lesione osteocondrale attiva a livello della troclea femorale, motivo per cui gli specialisti _ hanno proposto una revisione chirurgica con
debridement
della lesione osteocondrale e microfratturazione con applicazione di BST-CarGel.
Risulta pure che l’assicurata ha preferito rimandare la decisione a proposito del procedere propostole (cfr. doc. 107: “Es erfolgt das ausführliche Gespräch mit der Patientin sowie der begleitenden übersetzenden Freundin über die konservativen und operativen Möglichkeiten.
Die Patientin kann sich zu diesem Zeitpunkt nicht für ein operatives Vorgehen entscheiden
.“ - il corsivo é del redattore).
Con certificazione del 6 novembre 2013, il dott. _, medico-assistente presso la _
, ha attestato una completa inabilità lavorativa per il periodo 11 novembre - 31 dicembre 2013, precisando che l’assicurata era totalmente reintegrabile in attività sedute e con carico variabile (cfr. doc. 109).
Il dott. _ ha rivisto PI 1 il 18 novembre 2013.
In quell’occasione, l’assicurata ha confermato che “... non desidera essere sottoposta per il momento ad ulteriori trattamenti e soprattutto operazioni. Si impegnerà quindi spontaneamente con la frequenza di palestra e ginnastica allo scopo di migliorare la qualità della muscolatura e non é escluso che con il tempo e la pazienza si possa ottenere un miglioramento spontaneo.”.
Il dott. _ ha quindi concluso che dalla continuazione della cura medica non vi era da attendersi un notevole miglioramento o un recupero totale della capacità lavorativa, precisando che il trattamento medico andava ritenuto terminato al momento dell’ultima visita a _ (il 6 novembre 2013 - cfr. doc. 117).
Chiamata ora a pronunciarsi, preso atto che l’assicurata si é per il momento rifiutata di sottoporsi all’intervento chirurgico propostole dai sanitari della _
(in proposito, si veda pure il doc. IV: “I medici mi hanno informata che gli effetti benefici di questo tipo d’intervento dovrebbero essere visibili solo a distanza di un anno ma, utilizzandola da poco tempo, non hanno ancora potuto seguire il decorso dei pazienti su questo lasso di tempo. Per questo motivo, i medici non sono in grado di darmi nessuna certezza sul fatto che il mio ginocchio possa beneficiare di un miglioramento a livello motorio né garantirmi una possibilità concreta di guarigione nel caso in cui io accettassi di subire una seconda operazione.”), di modo che di fatto entrano in linea di conto soltanto dei provvedimenti
conservativi
(che, per definizione, servono a mantenere lo stato di salute acquisito e non a migliorarlo sensibilmente), questa Corte ritiene che la CO 1 era legittimata a dichiarare stabilizzate le condizioni di salute infortunistiche di PI 1 e, quindi, in virtù dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, a porre fine alle prestazioni di corta durata (in particolare alla cura medica).
D’altro canto, é utile segnalare che l’assicuratore resistente si é già sin d’ora dichiarato disposto ad assumere i costi legati all’intervento prospettato dai sanitari _ a titolo di ricaduta ex art. 11 OAINF, qualora l’assicurata dovesse un giorno decidere di sottoporvisi (cfr. doc. 131, p. 5: “La decisione impugnata ha inoltre ricordato che l’assicurata ha il diritto di annunciare una ricaduta o conseguenze tardive nel caso dovesse subentrare in futuro un peggioramento del suo stato di salute in nesso causale con l’evento in casu (art. 11 OAINF ...). Ne deriva pertanto che
le prestazioni LAINF verranno corrisposte dall’assicuratore convenuto nel caso in cui l’assicurata dovesse decidersi per l’intervento proposto dai medici della _
.” - il corsivo é del redattore).
Infine, va osservato che, indipendentemente dalla questione di sapere se, grazie al noto intervento, l’assicurata potrebbe riacquistare la capacità lavorativa nella sua precedente professione, in applicazione del metodo ordinario del raffronto dei redditi, facendo capo al mercato generale del lavoro, l’amministrazione le ha negato il diritto alla rendita d’invalidità (cfr. doc. 118), aspetto quest’ultimo rimasto incontestato.
In esito alle considerazioni che precedono, la decisione su opposizione impugnata merita conferma in questa sede.