Decision ID: 714156a8-1db9-5b1c-9dc7-62ec34e50797
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto
a. In data 13.8.2014 PI 1 (_) ha subìto un infortunio domestico alla spalla.
Le risonanze magnetiche, effettuate nei mesi successivi, hanno evidenziato l’assenza di rotture, anche parziali, del sovraspinoso, nemmeno a livello di tendini. Vi era solo una micro-frattura ossea (articolare) [cfr. doc. C, allegato all’esposto penale 26/29.2.2016, AI 1, inc. MP _].
b. In data 25.6.2015 il dr. med. RE 1 ha operato PI 1. Nel rapporto operatorio di medesima data il dottore ha evidenziato interventi invasivi, a causa di una presunta rottura del sovraspinoso e di una situazione della spalla peggiore di quella diagnosticata in precedenza (cfr. doc. E, in AI 1).
c. Il 30.11.2015, dopo essere stato interpellato da PI 1, il dr. med. _ ha confermato che la sua lesione alla spalla, essendo piccola, avrebbe dovuto essere trattata con delle infiltrazioni e della fisioterapia (cfr. doc. G, in AI 1).
d. Con esposto 26/29.2.2016 PI 1 ha querelato/denunciato il dr. med. RE 1 per i reati di lesioni gravi, sub. lesioni semplici sub. lesioni colpose, in quanto sarebbe stata operata in maniera del tutto inutile e persino dannosa (AI 1).
e. Con decreto 8.4.2016 il magistrato inquirente ha aperto l’istruzione penale nei confronti del dr. med. RE 1 per i reati ipotizzati (AI 2).
f. Dopo aver effettuato vari atti istruttori, in data 20.2.2018, il procuratore pubblico ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per esprimersi in merito alla persona proposta quale perito (prof. _) ed ai quesiti peritali (AI 85).
g. Con scritto 2/5.3.2018 l’avv. PR 1, in nome e per conto di PI 1, ha comunicato al magistrato inquirente di non avere osservazioni da formulare in merito al nominativo del perito proposto, né in merito ai quesiti postigli (AI 86).
h. In data 2/5.3.2018 il dr. med. RE 1, per il tramite del suo legale, ha confermato di non avere obiezioni circa il perito prescelto ed i quesiti proposti. Ha presentato un rapporto scritto con una serie di documentazione medica all’attenzione del perito.
Ha altresì invitato il magistrato inquirente ad effettuare un controllo periodico dei costi durante il mandato, informando RE 1, e a fare astrazione di spese inutili o superflue di traduzione, considerato che la maggior parte degli allegati e della documentazione medica è scritta nelle lingue nazionali (AI 87).
i. Con decreto 19.6.2018 il magistrato inquirente ha nominato il prof. _ in qualità di perito, ponendogli le seguenti domande peritali (AI 88):
· “Accerti il perito, sulla base degli atti del procedimento penale messi a disposizione e segnatamente dell’inc. _ se vi è stata violazione dell’arte medica durante la cura della paziente PI 1 (...) dal 09.06.2015 al 27.06.2015 da parte del dr. RE 1.
· In caso di riscontrata violazione dell’arte medica, accerti il perito: a. il tipo di violazione dell’arte medica; b. le conseguenze sullo stato di salute della paziente.
· Faccia il perito ogni eventuale ulteriore considerazione utile alla valutazione della fattispecie dal profilo medico-legale”.
Unitamente al mandato il procuratore pubblico ha trasmesso al perito una serie di atti e documenti, con la relativa traduzione in francese.
j. Con gravame 28.6/2.7.2018 il dr. med. RE 1 impugna il suddetto decreto di nomina chiedendone l’annullamento.
Il reclamante precisa di non contestare né la nomina del perito prof. _, né la specificazione delle domande peritali e né l’esecuzione della perizia. Lo stesso contesta di contro che due documenti, già inviati al procuratore pubblico con scritto 2.3.2018, non siano stati trasmessi al perito, considerata l’importanza degli stessi per la stesura della perizia.
Afferma che il perito nominato capirebbe l’italiano, di modo che in un’ottica di contenimento dei costi, “mal si capisce la necessità di aver provveduto a tradurre tutta la corposa e voluminosa documentazione (...) dall’italiano al francese” (reclamo 28.6/2.7.2018, p. 3).
Ribadisce l’invito al magistrato inquirente di effettuare un controllo periodico dei costi durante il mandato.
In merito ai due documenti non trasmessi al perito, segnatamente la ricostruzione dei fatti effettuata dal reclamante stesso (allegato C al reclamo), nonché alcuna documentazione di natura scientifica in lingua inglese atta a corroborare quanto da lui asserito (allegato D al reclamo), RE 1 ritiene gli stessi di estrema importanza per far chiarezza sui fatti, e sono agli atti dal 5.3.2018.
Precisa che al momento del suo interrogatorio, in data 1.9.2016, non aveva con sé né l’iter clinico né alcuna documentazione o alcun atto di natura medica, motivo per cui sarebbe stato difficile spiegare i fatti in maniera minuziosa. Ne deriverebbe quindi una palese violazione del diritto di essere sentito, a maggior ragione trattandosi di una materia di non facile comprensione per i profani.
Ritiene che senza tali documenti, difficilmente il perito potrà farsi un’idea esaustiva in merito all’operazione a cui PI 1 è stata sottoposta. Spetterà poi al perito valutarne l’utilità per il caso in esame.
RE 1 ritiene di primordiale importanza che i citati due documenti vengano trasmessi al perito prima dell’allestimento della perizia e non dopo, ciò indipendentemente dal fatto che d’ufficio o su istanza di parte il procuratore pubblico potrà sempre chiedere una completazione della perizia o prevedere un verbale di delucidazione della stessa.
Conclude affermando che, anche in considerazione del fatto che non vi è una gerarchia delle prove e tutte vengono poste sullo stesso livello e che i due documenti (fondamentali per poter allestire una perizia che sia la più conforme per la ricerca della verità oggettiva) sono agli atti dal 5.3.2018, il procuratore pubblico “ha preso una decisione inadeguata ed arbitraria ed ha abusato del suo potere di apprezzamento non trasmettendo i 2 documenti al perito” (reclamo 28.6/2.7.2018, p. 8).
Delle ulteriori argomentazioni e della replica, così come delle osservazioni/dupliche, si dirà se necessario in seguito.

in diritto
1. 1.1.
Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa.
Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione.
Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
1.2.