Decision ID: 584df1c4-f7dd-5842-8507-15a628fbe447
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 (1970) e AO 1 (1978) si sono sposati a _ il 20 maggio 2009, adottando la separazione dei beni. Dal matrimonio è nata B_, il 7 agosto 2009. Il marito, fiduciario finanziario, è alle dipendenze della _ SA di _, di cui è amministratore unico. Igienista dentale, la moglie lavora al 50% in uno studio dentistico di _. I coniugi si sono separati nell'agosto del 2016, quando AO 1 ha lasciato con la figlia l'abitazione coniugale di _ (proprietà per piani n. 31 _, pari a 71/1000 della particella n. _ RFD, allora appartenente al marito) per trasferirsi prima dalla madre di lei, a _, e poi in un appartamento a _.
B. Nel frattempo, il 7 marzo 2016 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'attribuzione in uso dell'alloggio coniugale, l'affidamento della figlia (riservato il diritto di visita paterno) e un contributo alimentare per sé di fr. 4289.– mensili dal 1° marzo 2016, oltre a uno per la figlia di fr. 1540.– mensili dal febbraio del 2015 (senza cenno ad assegni familiari). Identiche richieste essa ha formulato già in via cautelare, contestualmente a una domanda di informazione volta ad acquisire documentazione sulla situazione finanziaria del marito (inc. SO.2016.1033).
C. Al dibattimento del 24 maggio 2016 il marito ha aderito alla richiesta di vivere separati, ha rivendicato l'attribuzione dell'alloggio coniugale, ha proposto di affidare la figlia alla madre (riservato un suo ampio diritto di visita) e ha offerto un contributo alimentare di fr. 1313.– mensili per la figlia, oltre a uno di fr. 352.– mensili per la moglie. In esito alla discussione le parti si sono accordate “nelle more istruttorie” sull'attribuzione in uso dell'abitazione coniugale alla moglie e sull'affidamento della figlia alla medesima.
D. Il dibattimento è continuato il 27 luglio 2016. In tale occasione la moglie ha replicato, riproponendo le sue conclusioni, salvo adeguare il contributo alimentare per la figlia di fr. 1560.– mensili e quello per sé di fr. 2289.– mensili fino a quando essa sarebbe rimasta nell'abitazione coniugale, rispettivamente di fr. 3664.– mensili dopo di allora. Il marito ha duplicato, ribadendo il proprio punto di vista. Entrambe le parti hanno notificato prove. In coda all'udienza i coniugi hanno raggiunto un nuovo accordo “nelle more istruttorie” in virtù del quale l'abitazione coniugale sarebbe stata assegnata al marito entro il 31 ottobre 2016 e la figlia sarebbe rimasta affidata alla madre con un diritto di visita paterno di un fine settimana ogni quindici giorni (dal venerdì dopo la scuola fino alla domenica alle 18.30), due accompagnamenti a scuola il lunedì e il mercoledì mattina (il lunedì AP 1 dovendosi occupare anche del pranzo) e una sera infrasettimanale (per principio il martedì) con la cena. Oltre a ciò, i coniugi hanno previsto, dal momento in cui la moglie avesse lasciato l'abitazione coniugale, un contributo alimentare per la medesima di fr. 2000.– mensili e uno di fr. 1000.– mensili per B_, oltre a regolari contatti telefonici. Il Pretore ha omologato l'accordo seduta stante e l'indomani ha incaricato il _ di _ di ascoltare la figlia.
E. Moglie e figlia avendo lasciato l'abitazione coniugale, il 27 settembre 2016 AP 1 ha presentato un'”istanza di modifica dell'assetto relazionale” nel quale lamentava il mancato rispetto di quello concordato e chiedeva di prevedere, in aggiunta al fine settimana ogni 15 giorni (con rientro la domenica alle ore 21.00) e al pranzo del lunedì, una visita settimanale (dopo la scuola, con cena e pernottamento) alternativamente il martedì o il giovedì. All'udienza del 28 novembre 2016, indetta per gli interrogatori delle parti e per la discussione di quest'ultima istanza, la moglie si è opposta alla richiesta di pernottamento infrasettimanale e di spostamento dell'orario di rientro la domenica sera. Le parti hanno replicato e duplicato, mantenendo i rispettivi punti di vista. Il marito ha prospettato anche l'opportunità di una curatela educativa in favore della figlia.
F. Il 6 dicembre 2016 AO 1 ha formulato una domanda d'informazioni (inc. CA.2016.470), alla quale il marito ha dato seguito. Da parte sua, AP 1 si è nuovamente rivolto al Pretore il 16 dicembre 2016 per ottenere la nomina di un curatore educativo alla figlia e l'adozione di un nuovo assetto delle relazioni personali nel senso di quanto già invocato il 27 settembre 2016, oltre alla possibilità di avere con sé B_ nei fine settimana di sua competenza fino al lunedì mattina (inc. CA.2016.482). Con osservazioni del 18 gennaio 2017 la moglie ha proposto di respingere l'istanza, difendendo l'assetto delle visite concordato il 27 luglio precedente.
G. A un'ulteriore udienza del 3 aprile 2017 per l'”organizzazione dell'istruttoria rimanente”, il Pretore ha invitato l'Autorità regionale di protezione a nominare un curatore educativo in favore di B_ per coordinare e monitorare lo sviluppo delle relazioni personali. Il 13 giugno 2017 l'Autorità regionale di protezione 3 ha designato in tale veste C_ F_.
H. Il 27 marzo 2018 AP 1 si è rivolto una volta di più al Pretore con un'istanza di “modifica delle richieste di misure a protezione dell'unione coniugale”, postulando – già in via cautelare – la custodia alternata di B_ (una settimana ciascun genitore) e il mantenimento della scolarizzazione a _ invece che a _, dove la moglie intendeva trasferirsi con la figlia e il suo nuovo compagno L_ B_ (inc. SO.2018.1484).
I. Il 17 luglio 2018 si è tenuta l'udienza per il contraddittorio su quest'ultima istanza. Il marito ha ribadito le proprie domande, sollecitando inoltre l'immediata soppressione o – in subordine – la sospensione del contributo alimentare per la moglie che nel frattempo aveva intrapreso una convivenza a _. AO 1 si è opposta alle nuove richieste del marito. Chiusa l'istruttoria, alle arringhe finali indette seduta stante essa ha rivendicato l'affidamento della figlia, riconoscendo a AP 1 regolari contatti telefonici con la medesima, come pure incontri da esercitare due fine settimana ogni mese (dal venerdì dopo la scuola fino alla domenica alle ore 18.30), tutti i lunedì per il pranzo, tutti i martedì dopo la scuola fino al mercoledì mattina, una settimana ogni biennio durante le vacanze autunnali, una settimana durante le vacanze di Natale, una settimana alternativamente a Pasqua o a Carnevale e due settimane consecutive durante le vacanze estive. Essa ha postulato infine un contributo alimentare per la figlia di fr. 1658.– mensili dal marzo del 2016 (senza cenno ad assegni familiari) e uno per sé di fr. 4865.15 mensili dal 1° marzo al 30 settembre 2016, aumentato a fr. 5740.15 mensili in seguito. Il marito ha confermato le precedenti richieste di giudizio.
L. Il 3 settembre 2018 AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al medesimo Pretore. La causa si trova allo stadio dello scambio degli allegati preliminari (inc. DM.2018.221).
M. Statuendo con sentenza del 5 novembre 2018 a protezione dell'unione coniugale, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato la figlia alla madre e ha fissato il diritto di visita paterno, in caso di disaccordo, nel seguente modo:
– ciascun genitore è tenuto a incoraggiare i rapporti della figlia con l'altro genitore, mettendo sempre al centro il bene della minore;
– i genitori sono tenuti a garantire regolarità e prevedibilità delle visite, limitando al minimo i cambiamenti del calendario una volta fissato e laddove necessario segnalando i cambiamenti con un ragionevole preavviso;
– la figlia trascorre con il padre:
- un fine settimana ogni 15 giorni dal venerdì dopo la scuola fino alla domenica sera alle 20.30 (con la cena);
- una sera infrasettimanale di principio il martedì, dall'uscita della scuola fino alle 20.30 (con la cena) e, in modo alternato, la settimana successiva dall'uscita della scuola fino al mercoledì mattina (con il pernottamento). Progressivamente il pernottamento infrasettimanale sarà via via esteso durante ogni settimana;
- il padre si occupa del pranzo del lunedì;
- il padre si occupa di recuperare a casa/a scuola la figlia e di riaccompagnarla a casa/a scuola in occasione delle visite. La madre si organizza per accompagnare la figlia dal padre almeno una volta alla settimana, indicativamente in occasione della visita infrasettimanale;
- una settimana durante le vacanze autunnali alternativamente un anno con la madre e l'anno successivo con il padre;
- una settimana durante le vacanze scolastiche natalizie, alternativamente una volta la prima settimana (sino a San Silvestro) e una volta la seconda settimana;
- una settimana durante le vacanze scolastiche alternativamente di Carnevale o Pasqua;
- due settimane durante le vacanze scolastiche estive;
– regolari contatti telefonici, indicativamente tra le 18.00 e le 19.00.
Egli ha confermato inoltre la curatela educativa in favore di B_ e ha condannato AP 1 a versare i seguenti contributi alimentari:
– per la figlia:
fr. 1113.– mensili dal 1° marzo 2016 al 31 agosto 2016, fr. 1646.– mensili dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016, fr. 1566.– mensili dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2018 e fr. 1066.– mensili dal 1° luglio 2018 in poi,
assegni familiari non compresi.
– per la moglie:
fr. 1045.– mensili dal 1° marzo 2016 al 31 agosto 2016, fr. 1190.– mensili dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016, fr. 1206.– mensili dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017, fr. 1189.– mensili dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018 e fr. 998.– mensili dal 1° luglio 2018 in poi.
Stralciate dai ruoli le procedure CA.2016.470 (per acquiescenza) e CA.2016.482 (divenuta senza oggetto), le spese processuali di fr. 7000.– complessivi sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
N. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 14 novembre 2018 nel quale chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di ordinare la custodia alternata di B_ (una settimana ciascun genitore), di ripristinare l'inserimento della figlia nella scuola elementare del _ di _ e di addebitare le spese processuali alla moglie, tenuta a rifondergli fr. 25 000.– per ripetibili di primo grado. Subordinatamente egli insta perché, oltre a ristabilire la menzionata scolarizzazione della figlia, gli sia garantito il più ampio diritto alle relazioni personali, da esercitare, in caso di disaccordo e in aggiunta a “regolari contatti telefonici”, ogni 15 giorni dal venerdì al termine della scuola fino al mercoledì alle ore 21.00 (con cena) e durante la metà delle vacanze scolastiche. Nelle sue osservazioni del 12 dicembre 2018 AO 1 propone di respingere l'appello e postula la rifusione di fr. 12 000.– per ripetibili di appello. In una replica spontanea del 20 dicembre 2018 AP 1 ha ribadito la sua posizione. Altrettanto ha fatto AO 1 con una duplica spontanea del 10 gennaio 2019 (inc. 11.2018.125).
O. Nel frattempo, il 15 novembre 2018, AO 1 ha appellato a sua volta la sentenza del Pretore per ottenere l'aumento del contributo alimentare in suo favore a fr. 2930.– mensili dal 1° marzo 2016, a fr. 3775.– mensili dal 1° settembre 2016, a fr. 3808.– mensili dal 1° gennaio 2017, a fr. 3791.– mensili dal 1° gennaio 2018 e a fr. 3774.– mensili dal 1° luglio 2018. Oltre a ciò, essa chiede di porre le spese di primo grado per tre quinti a carico del marito, tenuto a rifonderle fr. 8000.– per ripetibili di prima sede e fr. 12 000.– per ripetibili di appello. Nelle sue osservazioni del 6 dicembre 2018 AP 1 propone di respingere l'appello (inc. 11.2018.127).

Considerando
in diritto: 1. I due rimedi giuridici in esame sono diretti contro la stessa decisione e si fondano sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).
2. Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale riserva non si pone, davanti al Pretore essendo litigiosi, oltre al contributo alimentare per la figlia, l'affidamento della medesima e le relazioni personali, controversie impugnabili senza riguardo a questioni di valore (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2018.96/97 del 20 maggio 2019 consid. 2). Circa la tempestività dei rimedi giuridici, la decisione impugnata è stata notificata alle parti il 5 novembre 2018. Inoltrati il 14 e il 15 novembre 2018, gli appelli in esame sono dunque tempestivi.
3. Al proprio appello e alla replica spontanea AP 1 acclude quattro dichiarazioni scritte di conoscenti, datate fra il 6 e l'8 novembre 2018, che gli attestano impegno e capacità educative, una comunicazione – non datata – della G_ in cui si conferma ch'egli segue le attività della figlia, come pure due attestazioni dell'8 e 9 novembre 2018 del revisore della _ SA, C_ P_, le quali confermano la sua massima flessibilità nello svolgimento dell'attività professionale. Il 26 aprile 2019 l'interessato ha trasmesso altresì copia di un verbale d'udienza del 15 aprile 2019, secondo cui le parti hanno raggiunto nella causa di divorzio un'intesa sui giorni (35) che la figlia avrebbe trascorso con il padre tra il 4 luglio e il 25 agosto 2019, oltre a una tabella che riassume graficamente l'assetto concordato. Ora, documenti relativi alla situazione di figli minorenni sono sempre ammissibili, senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC (DTF 144 III 349). E siccome nella fattispecie la controversia verte anche sulla custodia di B_, essi vanno considerati d'ufficio nella misura in cui appaiano utili per il giudizio (DTF 144 III 352 consid. 4.2.1).
I. Sull'appello di AP 1