Decision ID: 73847819-1910-5d4b-9eff-20fba170bd23
Year: 2007
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
CRTE 1
con decisione 13 ottobre 2006 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 120.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 40.- e alle spese di fr. 20.-, per i seguenti motivi:
"Ha posteggiato il veicolo _ su un marciapiede e senza lasciare libero un passaggio di almeno 1.5 metri per i pedoni”.
Fatti accertati l’11 giugno 2006 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 43 cpv. 2, 90 cifra 1 LCStr; 41 cpv. 1bis ONC.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendo la riduzione della multa inflitta e la rateazione della stessa.
C.
Con comunicazione 14 novembre 2006 CRTE 1 si astiene dal formulare osservazioni lasciando a questo giudice la più ampia facoltà di giudizio.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 43 cpv. 2 LCStr il marciapiede è riservato ai pedoni, la ciclopista è riservata ai ciclisti. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni. Se non è autorizzato espressamente mediante segnali o demarcazioni, è vietato parcheggiare altri veicoli sul marciapiede. In mancanza di siffatta segnaletica, è possibile parcheggiare sul marciapiede solamente per caricare o scaricare merci oppure per far salire o scendere i passeggeri dai veicoli; deve restare sempre libero uno spazio di almeno 1,50 m per i pedoni. Queste operazioni devono essere svolte nel più breve tempo possibile (art. 41 cpv. 1bis ONC)
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr). Per l’inosservanza di cui sopra, l’allegato 1 all’ordinanza concernente le multe disciplinari (RS 741.031) commina – fino a 60 minuti – una sanzione pecuniaria di fr. 120.- (infrazione 228.1).
3. CRTE 1
– in applicazione delle predette disposizioni – ha rimproverato al multato di aver parcheggiato il proprio veicolo su di un marciapiede senza lasciare sufficiente spazio per il transito dei pedoni.
4.
Il ricorrente, dal canto suo, non contesta la fattispecie ravvisata dall’autorità di prime cure, limitandosi a chiedere che l’importo della multa venga ridotto in considerazione del suo statuto di studente e che gli sia concesso il pagamento dilazionato dello stesso. Tale richieste erano peraltro state rivolte alla Polizia intercomunale di _ con scritti 6 luglio e 3 agosto 2006, acclusi al gravame. Nel primo scritto egli descriveva, tra l’altro, le circostanze in cui è avvenuta l’infrazione.
5.
Nella fattispecie concreta, come si evince dal fascicolo processuale, tali scritti non sono stati trasmessi alla CRTE 1.
È
ben vero che la procedura di multa disciplinare non prevede la possibilità per il multato di formulare osservazioni. Tuttavia, in virtù del principio della buona fede, la polizia era tenuta a informare il multato di tale particolarità oppure trasmettere quanto ricevuto alla CRTE 1, che ne avrebbe potuto, se del caso, tenere conto nella commisurazione della multa, atteso che nell’ambito della procedura ordinaria l’autorità decidente non è vincolata dagli importi stabiliti dall’ordinanza concernente le multe disciplinari.
6.
E’ indubbio che la mancata trasmissione degli scritti di cui sopra viola il diritto di essere sentito del ricorrente e che la CRTE 1 si è pronunciata senza tener conto delle considerazioni da lui espresse.
Tale violazione comporta unicamente l’annullabilità dell’avversata risoluzione: in altri termini, una decisione che viola il diritto di essere sentito non è nulla, bensì soltanto annullabile (cfr. DTF 116 Ia 455, 115 Ia 8).
In queste circostanze la decisione va annullata. Rimane ovviamente salva e riservata all’autorità dipartimentale la facoltà di riassumere il procedimento contravvenzionale.
Il ricorso va pertanto accolto e la decisione impugnata annullata. Visto l’esito del gravame non si prelevano né tassa di giustizia né spese.