Decision ID: 27394064-92c1-58af-9ae4-a8311395d585
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1963, con decisioni 15 giugno 1998, cresciuta in giudicato, è stata posta al beneficio di una mezza rendita con effetto dal 1° ottobre 1996, oltre alle rendite per figli (doc. AI 38). Una precedente domanda di rendita è stata respinta all’Ufficio AI con decisione 14 dicembre 1995, confermata dal TCA con sentenza 14 maggio 1997 (inc. 32.2993.254; doc. AI 14).
La rendita è stata confermata in via di revisione il 15 febbraio 1999 (doc. AI 51), il 14 marzo 2000 (doc. AI 57).
A seguito della perizia 22 ottobre 2002 del dr. _ (il quale aveva valutato l’assicurata inabile al 50% nella sua originaria attività di ausiliaria di cure, ma abile al 100% in attività rispettose dei limiti funzionali e di carico; doc. AI 79), con comunicazione 22 gennaio 2004 l’Ufficio AI ha nuovamente confermato la mezza rendita (doc. AI 89).
Un’altra revisione d’ufficio è stata avviata nel febbraio 2007 (doc. AI 95), conclusasi anche in questo caso con la conferma della mezza rendita (cfr. comunicazione 8 novembre 2007; doc. AI 109).
1.2. Nell’ambito dell’ultima procedura di revisione avviata nel maggio 2009 (doc. AI 124), l’Ufficio AI ha ordinato una nuova perizia reumatologica a cura del dr. _ (doc. AI 154). Con rapporto 5 aprile 2011 il succitato specialista ha concluso per un’incapacità lavorativa del 33% nella sua abituale professione e per un’abilità al 100% in attività adeguate, con decorrenza dal 20 aprile 2010. Per il periodo 29 luglio 2009 – 19 aprile 2010 egli ha valutato una piena incapacità a partire dall’im- pianto di protesi totale all’anca destra fino al terzo mese susseguente un analogo impianto all’anca sinistra effettuato il 20 gennaio 2010 (doc. AI 155/8).
Sulla base del succitato referto e del rapporto 18 aprile 2011 del consulente in integrazione professionale (il quale aveva concluso per un grado d’invalidità dell’8,23%; doc. IV/1), con decisione 13 luglio 2011 (preavvisata il 19 aprile 2011) l’amministrazione ha dapprima aumentato la mezza rendita a rendita intera dal 1° ottobre 2009 (tre mesi dopo il primo impianto di protesi all’anca). Accertato il miglioramento della capacità di guadagno, fatto risalire al momento della seconda perizia del dr. _, l’Ufficio AI ha in seguito soppresso la prestazione dal secondo mese che segue la decisione, togliendo infine l’effetto sospensivo ad un’eventuale ricorso (doc. AI 183).
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato ricorso al TCA e postulato il ripristino del versamento della mezza rendita.
L’insorgente in sintesi contesta la soppressione della rendita, non essendo stato riscontrato un miglioramento delle condizioni di salute, sostenendo inoltre la lacunosità della perizia del dr. _. Essa ha anche contestato la determinazione del grado d’invalidità, in particolare l’ammontare del reddito da invalido. Delle motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.
La ricorrente ha anche instato per la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
1.4. Con la risposta di causa, l’Ufficio AI, confermando la perizia reumatologica, ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
1.5. Il 5 ottobre 2011 la ricorrente ha inoltrato i documenti giustificativi relativi all’istanza di assistenza giudiziaria, chiedendo al TCA di pronunciarsi in merito (VII). Con decreto 6 ottobre 2011 il Vicepresidente del TCA ha accolto l’istanza (VIII).
1.6. Infine, il 10 ottobre 2011 la ricorrente ha notificato i mezzi di prova da assumere durante la procedura (IX).
considerato

in diritto
In ordine
2.1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
Nel merito
2.2. O
ggetto del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha legittimamente o meno soppresso la rendita d’invalidità erogata all’insorgente.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit
, 2a ed., 2007, p. 46
).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
2.4. Secondo l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta. Qualsiasi cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).
2.5. Nel caso in esame, in occasione della revisione avviata d’ufficio nell’aprile 2002, l’Ufficio AI ha incaricato il dr. _ di eseguire una perizia reumatologica.
Con referto 22 ottobre 2002 il succitato specialista, ha diagnosticato:
"
(...)
4. Diagnosi
Sindrome lombospondilogena cronica a sinistra in
- spondilolistesi su spondilolisi di L5 su S1 di 1° grado secondo Meyerding,
- posizione obliqua del bacino a sinistra,
- iperlordosi e scoliosi sinistro convessa lombare,
- decondizionamento muscolare.
Morbo di Perthes bilaterale.
Tendenza ad iperlassità articolare.
Obesità (peso 104 kg/statura 156.5 cm). (...)" (Doc. AI 79/6)
Egli ha valutato una diminuzione di rendimento del 50% nell’ultimo lavoro di ausiliaria di cure svolto nell’arco dell’intera giornata, ma ha ritenuto l’assicurata pienamente abile al 100% in attività ergonomicamente definite in perizia (doc. AI 79/8).
2.6. Nell’ambito dell’ultima revisione della rendita, l’assicurata è stata nuovamente peritata dal dr. _. Nel rapporto 5 aprile 2011 lo specialista ha posto le seguenti diagnosi:
"
(...)
Dolori coxogeni a destra in
- Esiti da impianto di protesi totale dell'anca destra il 29.7.2009 in morbo Perthes.
- Esiti da riduzione ed osteosintesi di frattura femorale prossimale per trocanterica e sottotrocanterica a destra l'1.11.2009.
- Esiti da impianto di protesi totale dell'anca sinistra il 20.1.2010, a seguito di morbo di Perthes.
Sindrome lombo vertebrale cronica in
- Spondilolistesi su spondilolisi di L5 su S1 di primo grado secondo Meyerding.
- Disturbi statici del rachide (iperlordosi lombare).
- Decondizionamento e sbilancio muscolare.
- Obesità (peso 106,5 kg / stratura 156 cm). (...)" (Doc. AI 155/9)
Il perito ha concluso per un’incapacità lavorativa del 33% nell’abituale professione e un’abilità al 100% in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali e di carico indicati nel separato allegato sulle funzionalità, con decorrenza dal 20 aprile 2010. Per il periodo 29 luglio 2009 – 19 aprile 2010 egli ha valutato una totale incapacità in qualsiasi attività a seguito dell’impianto di protesi totale all’anca destra fino al terzo mese susseguente l’impianto di protesi totale all’anca sinistra effettuato, il 20 gennaio 2010 (doc. AI 155/8).
Con il presente ricorso l’assicurata contesta la succitata valutazione medica.
2.7. Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; DTF 125 V 352 consid.
3a, 122 V 160 consid. 1c
)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a/cc); (Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a/cc).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/ 2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.8. La ricorrente asserisce che il dr. _ non ha tenuto conto della problematica al femore che le causa dolori e che non le consente l’esercizio di alcuna attività. Va qui evidenziato che il perito, esaminata la sintomatologia alle anche (oggetto di impianti di protesi totale), ha considerato pure gli esiti da riduzione ed osteosintesi della frattura femorale, riportati nelle diagnosi.
L’assicurata fa poi riferimento allo scritto 6 giugno 2011 del dr. _:
"
(...)
Premetto che non vedo più la paziente da tempo, in particolare non l'ho più vista dopo gli interventi alle anche. Per quel che concerne la perizia del collega dr. _., ritengo che questa prenda in considerazione soprattutto la problematica collegata alle anche meno quella legata ai problemi lombo-sacrali.
Da notare in effetti, che secondo la sua precedente perizia reumatologica del 2002, l'inabilità lavorativa era dovuta alla problematica di sindrome lombo-spondilogena cronica e al morbo di Perthes bilaterale.
Nella sua perizia attuale egli giudica la paziente abile in misura del 30% prendendo come riferimento soprattutto la problematica legata al morbo di Perthes, dichiarandola abile qualche mese dopo l'intervento chirurgico.
La problematica lombo-sacrale non ha subito nessuna variazione dopo tale intervento.
Avrebbe poi dovuto esprimersi sul periodo di peggioramento, durante il quale la paziente era inabile al 100%, questo a partire dal netto peggioramento intervenuto progressivamente negli anni, fino a sfociare negli interventi descritti.
Grazie agli interventi chirurgici descritti la paziente tuttalpiù ha potuto ritrovare una situazione simile a quella del 2002, per cui deve beneficiare di una rendita di invalidità simile alla precedente (52%)."
(Doc. AI 180/2)
Come rettamente rilevato nelle annotazioni 20 giugno 2011 del dr. _, attivo al SMR, il dr. _ ha espressamente rilevato di non aver più visto l’assicurata dopo gli interventi alle anche. Altresì correttamente il medico SMR ha evidenziato che la problematica al rachide è stata debitamente considerata dal perito. Al riguardo, il dr. _ ha evidenziato:
"
(...)
La mobilità del rachide lombare è rimasta paragonabile a quella documentata nel 2002 anche se la lateroflessione passiva verso destra è migliorata, con ora dolori recepiti sacrali a destra, il manto muscolare addominale e lombare permane decondizionato, in assicurata che rispetto alla valutazione precedente del 2002 è ulteriormente aumentata di peso di 2,5 kg a 106,5 kg per una statura a 156 cm, sono assenti deficit lombo radicolari. (...)" (sottolineatura del redattore; doc. AI 155/7)
Quindi, anche il perito ha potuto constatare come la situazione al rachide lombare sia sostanzialmente rimasta invariata rispetto al 2002.
Un miglioramento è stato invece riscontrato alle anche
(“la mobilità coxofemorale passiva delle due anche, rispetto all’ultima valutazione peritale del 2002, è migliorata, anche se i testi funzionali vengono contrastati, durante le esecuzioni passive all’articolazione coxofemorale a destra, vengono lamentati dolori a fine corsa della coscia a destra”
; doc. AI 155/7). Il dr. _ ha pure tenuto conto dei periodi d’incapacità lavorativa legati agli impianti di protesi totale alle anche.
Se dal punto di vista medico vi è stato un miglioramento alle anche, globalmente ciò non ha portato ad un miglioramento dalla residua capacità lavorativa in attività adeguate, la quale, come detto, corrisponde a quella valutata nel 2002.
Non essendovi un rilevante miglioramento dello stato valetudinario rispetto all’ultima comunicazione 22 gennaio 2004 di conferma della mezza rendita, oggetto di un approfondito esame sia medico che economico, la soppressione a titolo di revisione ai sensi dell’art. 17 LAI non è giustificata (cfr. consid. 2.4).
Va infine evidenziato che, nonostante il
medesimo
grado di piena abilità lavorativa in attività adeguate, le modalità del calcolo del grado d’invalidità alla base del querelato provvedimento (cfr. rapporto 18 aprile 2011 del consulente; doc. IV/1) sono differenti da quelle adottate nel rapporto 20 gennaio 2004 (doc. AI 87/1), fondamento della comunicazione 22 gennaio 2004. Anche per questo motivo la decisione impugnata non può essere confermata.
Visto quanto sopra, a
nnullata la decisione contestata, l’as- sicurata ha diritto alla mezza rendita anche dopo il 1° settembre 2011 (il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione 13 luglio 2011; cfr. art. 88bis cpv. 2 lett. a OAVS). Il ricorso è da accogliere.
2.9.
V
isto
l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata, patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili
(art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).
Secondo la giurisprudenza, con il riconoscimento di ripetibili l
a domanda di assistenza giudiziaria per la procedura ricorsuale diventa priva di oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).
In analogia alla succitata giurisprudenza, il decreto 6 ottobre 2010 di concessione dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio va di conseguenza revocato.
2.10. S
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.