Decision ID: b844fbb3-ca25-49c6-ad75-932c7f2992f5
Year: 2011
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Visti:
- la domanda di assistenza giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Udine del 28 giugno 2011 ed il  complemento del 18 luglio 2011 presentati alla Svizzera nell'ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di A. per appropriazione indebita aggravata (art. 646 e 61 n. 7 CP italiano); domanda finalizzata, tra l'altro, all'audizione a titolo di persona informata sui fatti di B. in  del Capitano C., in servizio presso la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Tributaria di Udine, ufficiale che ha coordinato le attività  italiane;
- la decisione di entrata in materia emessa il 21 luglio 2011, e più preci-
samente il punto 4 del dispositivo, mediante la quale il Ministero  del Cantone Ticino ha autorizzato la presenza della persona  all'audizione di B.;
- il ricorso del 4 agosto 2011 interposto da A. tendente all'annullamento
del punto 4 del dispositivo della predetta decisione incidentale;
- la decisione del 9 agosto 2011, mediante la quale il Tribunale penale  ha concesso l'effetto sospensivo a titolo supercautelare ad un  ricorso interposto da due società contro la presenza del  di polizia di cui sopra (v. RR.2011.190-191 e RP.2011.36-37);
- le osservazioni del 16 settembre 2011 a conclusione delle quali l'Ufficio
federale di giustizia (di seguito: UFG) propone di dichiarare  il ricorso;
- lo scritto del 21 settembre 2011, mediante il quale il Ministero pubblico
ticinese chiede che il ricorso sia respinto nella misura della sua ;
- la replica del 10 ottobre 2011, mediante la quale la ricorrente si ricon-
ferma nelle conclusioni espresse nel suo gravame.

Considerato:
- che il ricorso è stato presentato entro il termine di dieci giorni di cui al-
l'art. 80k della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1);
- 3 -
- che la ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la  a ricorrere giusta l'art. 80h AIMP;
- che in base a quest’ultima disposizione, oltre all’UFG (art. 80h lett. a
AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e  da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP);
- che il concetto di persona toccata ai sensi del predetto articolo di legge
trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP (v. DTF 137 IV 134 consid. 5 e TPF 2007 79 con ulteriori rinvii);
- che per essere considerato personalmente e direttamente toccato da
una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve  un legame sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa);
- che in via giurisprudenziale è stato precisato che la legittimazione a ri-
correre compete alla persona direttamente sottoposta a una misura  (perquisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 . 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 . 2d; 124 II 180 consid. 1b; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82), mentre gli interessati toccati solo in maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto economico di un conto bancario, non possono impugnare tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 122 II 130 consid. 2b con rinvii);
- che per lo stesso motivo, nel caso di documenti in possesso di terzi, sol-
tanto questi ultimi in quanto loro possessori possono contestare il  degli stessi, anche se i documenti in questione concernono un’altra persona contro la quale è pendente un procedimento penale  (DTF 123 II 161 consid. 1d; 116 Ib 106 consid. 2a; TPF 2007 79 consid. 1.6);
- che analogo discorso vale in ambito di interrogatori, visto che il semplice
fatto che le informazioni fornite da un teste potrebbero avere delle  pregiudizievoli per l'insorgente nella procedura penale estera, non costituisce un motivo di riconoscimento della sua legittimazione  (sentenza del Tribunale federale 1A.44/2004 del 22 aprile 2004, consid. 1.3.3);
- 4 -
- che in questo senso la qualità di persona contro cui è diretto il  all'estero (art. 21 cpv. 3 AIMP) non conferisce di per sé la facoltà di ricorrere (DTF 116 Ib 106 consid. 2a);
- che questo diritto è infatti riconosciuto all’indagato all’estero solo quando
egli è toccato in maniera diretta dalla misura d’assistenza, per esempio laddove viene direttamente sottoposto ad un interrogatorio o ad una  rogatoriali;
- che la ricorrente si limita genericamente ad affermare di essere diretta-
mente toccata dalla decisione impugnata in quanto, da una parte, essa concernerebbe documentazione a lei riferibile "in conseguenza di  fiduciario" e, dall'altra, l'interrogatorio da effettuare sarebbe  "sulle segrete relazioni commerciali e sulla persona della ricorrente, avvocato professionista" (v. act. 1 pag. 2);
- che così argomentando la ricorrente si pone in palese contrasto con le
regole ed i principi sviluppati nella giurisprudenza precitata;
- che il suo ricorso è quindi chiaramente inammissibile;
- che la ricorrente, risultando soccombente, deve sopportare le spese pro-
cessuali cagionate (art. 63 cpv. 1 PA);
- che la tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 3'000.--, tenendo in dovuta considerazione, in termini di condotta processuale giusta l'art. 63 cpv. 4bis PA, il fatto che la ricorrente,  patrocinata, ha completamente omesso di confrontarsi con l' giurisprudenza in materia di legittimazione a ricorrere.
- 5 -