Decision ID: 3d625386-63f6-5be5-b249-048e86289578
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 33'471.50 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 20 giugno 2007 AP 1 si è opposta all’istanza di fallimento, dichiarandosi intenzionata a far fronte al suo debito.
C.
Con sentenza 3 luglio 2007 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 3 luglio 2007 alle ore 14.00.
D.
Con atto di appello 16 luglio 2007 AP 1 asserisce di avere presentato alla creditrice diverse proposte di pagamento parziale. AO 1 ha tuttavia preteso il pagamento di tutto il credito posto in esecuzione oppure la copertura con garanzie reali. L’ulteriore acconto proposto a controparte di fr. 7'000.-- non è stato accettato (doc. E e F).
E.
Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato
In diritto
1.
a)
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
Le parti possono avvalersi illimitatamente di fatti nuovi, avveratisi anteriormente alla dichiarazione di fallimento. Questi fatti nuovi devono tuttavia essere fatti valere e documentati entro il termine d’appello (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 19 ad art. 174).
Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore;
3. o che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
Le proposte presentate dall’appellante alla creditrice non hanno portato alla conclusione di un accordo di pagamento (doc. E e F), per cui non potendosi l’appellante avvalere di fatti nuovi, verificatisi anteriormente alla dichiarazione di fallimento, l’art. 174 cpv. 1 LEF non può essere applicato.
c)
D’altro canto non può essere applicato nemmeno l’art. 174 cpv. 2 LEF, l’appellante non avendo estinto il debito della escutente, compresi gli interessi e le spese (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF), non avendo nemmeno depositato presso questa autorità l’importo dovuto a disposizione della creditrice (art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF) e quest’ultima non avendo ritirato la domanda di fallimento (art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF). In via abbondanziale va rilevato che nemmeno il presupposto della solvibilità è stato reso verosimile. Dall’estratto delle esecuzioni _ al 21 agosto 2007 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 49 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 1'031’385.35 e che nell’anno in corso per una procedura è stata emessa la comminatoria di fallimento, per altre 8 è stato emesso l’avviso di pignoramento e per 3 ulteriori esecuzioni è stata presentata la domanda di proseguimento. Ciò porta a concludere che l’escussa non dispone della liquidità necessaria a far fronte ai suoi impegni.
Il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
2.
L’appello 16 luglio 2007 di AP 1 va quindi respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).