Decision ID: 01be5076-78b4-58b4-98c9-5611008a8fff
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto in fatto
A.
La Sezione della circolazione
con decisione 10 dicembre 2004 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 100.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 20.- e alle spese di fr. 10.-, per aver circolato con il veicolo _ impiegando, durante la guida, un telefono senza dispositivo “mani libere”.
Fatti accertati il 25 febbraio 2004 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 31 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr e 3 cpv. 1 ONC.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
Eccepisce in particolare di non esser stato alla guida del veicolo quel giorno e di non essere l’unico parente della detentrice del veicolo.
C.
La Sezione della circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr.
Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi dell'art. 12 LPContr, essendo gli stessi completi: di conseguenza non si rende necessaria, per i motivi che verranno esposti in seguito, la richiesta di confronto con l’agente denunciante - peraltro formulata solo in un secondo tempo e quantomeno tardiva - e l’audizione della signora _ e di altri suoi parenti in quanto tali prove non appaiono suscettibili di influire sull’esito del giudizio.
2.
Il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza
(art. 31 cpv. 1 LCStr).
Egli deve rivolgere la sua attenzione alla strada ed alla circolazione e non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo. Inoltre la sua attenzione non deve essere distratta né dalla radio né da altri apparecchi riproduttori del suono (art. 3 cpv. 1 ONC).
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr).
3.
La contravvenzione in oggetto è stata in un primo tempo inflitta alla signora _, madre del ricorrente e detentrice del veicolo _; tuttavia, a seguito degli accertamenti e dello scambio epistolare intercorso nei mesi successivi, la Sezione della circolazione ha provveduto ad annullarla il 29 ottobre 2004 in quanto è stato appurato che la denunciata non era l’autrice dell’infrazione (cfr. risoluzione 29 ottobre 2004 della Sezione della circolazione).
4.
Abbandonata la procedura nei confronti di _, la quale - sebbene sollecitata (cfr. rapporto di servizio del 16 marzo 2004 e osservazioni del 25 giugno 2004, pag. 2 in alto) a fornire indicazioni sull’identità della persona alla guida al momento dei fatti - si è sempre rifiutata asserendo si trattasse di un parente, la Sezione della circolazione ne ha avviata un’altra nei confronti del figlio _ - qui ricorrente - per i medesimi fatti.
5.
L’insorgente sostiene di non essere il solo parente della detentrice del veicolo. Riguardo a tale affermazione occorre precisare che la questione va analizzata a partire dalla posizione della signora _, la quale in un primo tempo si era limitata unicamente ad affermare di non essere stata alla guida del veicolo quel giorno (cfr. lettera alla Polizia comunale di Lugano dell’11 marzo 2004), mentre successivamente (cfr. rapporto di servizio dell’agt. _ del 16 marzo 2004) aveva dichiarato telefonicamente che al volante vi era un parente, cosa che aveva ribadito nelle osservazioni del 25 giugno 2004.
6.
Considerato - fatto questo non contestato - come alla guida del veicolo ci fosse una persona di sesso maschile (cfr. annotazione sull’avviso di contravvenzione del 25 febbraio 2004 e rapporto di servizio del 16 marzo 2004), motivo peraltro che ha condotto all’annullamento della sanzione inflitta in un primo tempo alla detentrice del veicolo, occorre verificare se vi sono altri parenti maschi della signora _
La Sezione della circolazione ha risposto negativamente al quesito in quanto “
dagli accertamenti eseguiti risulta essere l’unico famigliare della detentrice del veicolo, di sesso maschile, con licenza di condurre e per di più domiciliato allo stesso indirizzo”
(cfr. lettera della Sezione della circolazione alla Polizia cantonale del 20 agosto 2004).
In realtà _, fratello di _ e padre di _, domiciliato a _, è - per ammissione del ricorrente medesimo (cfr. osservazioni del 16 agosto 2005, pag. 3) - l’unico ulteriore parente di sesso maschile domiciliato in Ticino in possesso della licenza di condurre, motivo per cui è stato sentito nel corso dell’istruttoria.
7. _
in particolare ha dichiarato di non aver mai condotto la vettura della sorella _, una VW Golf targata _ e a precisa domanda, intesa a sapere se la vettura sopracitata appartenente a sua sorella _ venisse utilizzata da qualcuno all’infuori di lei e di suo figlio, ha inequivocabilmente risposto: “
no, di sicuro so che l’auto viene usata solo da loro, mia sorella e suo figlio
” (cfr. verbale del 14 luglio 2005, pag. 1 in fine, con sottolineatura nostra).
La testimonianza di _ è credibile in quanto, essendo domiciliato a _ - come sua sorella e il di lei figlio qui ricorrente - conosce bene la situazione, tant’è che dalle sue affermazioni traspare certezza.
Le risposte del teste sono inoltre state spontanee, chiare e non dettate da ostruzionismo alcuno nei confronti dell’autorità, anche per il fatto che _ - per evidenti motivi - non è stato informato prima della sua audizione sulle ragioni della convocazione presso la polizia (cfr. lettera di questa autorità del 13 giugno 2005, in fine).
Come teste avrebbe potuto rifiutarsi di rispondere, ciò di cui è stato reso edotto (cfr. ibidem); tuttavia egli non ha usufruito di tale facoltà con la conseguenza che egli era tenuto a dire la verità.
In generale nulla vieta che una persona sentita come teste possa diventare in seguito indiziata; nell’evenienza concreta tuttavia tale circostanza non si è verificata e nemmeno sussistevano seri indizi di colpevolezza tali da render necessaria un’altra procedura. In tal senso non sono stati lesi i diritti specifici riconosciutigli dalla legge e nemmeno quelli della difesa (cfr. P
IQUEREZ,
Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, pag. 262 nota 1175).
Di conseguenza _ non è stato sentito in modo irrito come a torto sostiene l’insorgente (cfr. osservazioni 16 agosto 2005, pag. 2 a metà), in quanto ciò presuppone che il teste in un secondo tempo diventi lui stesso indiziato (cfr. R
ÜDY
/D
ELNON
in: Basler Kommentar, StGB II, Basilea 2003, nota 28 ad art. 307).
8.
Stando al ricorrente sembrerebbe che in Italia risiedano altri parenti della signora _, la quale non ha fornito elementi utili a identificarli, tanto è vero che nella sua dichiarazione del 10 agosto 2005, vedendo procedere l’istruttoria in particolare con l’interrogatorio di suo fratello, ribadisce la sua intenzione “
di non rivelare l’identità o eventuali precisazioni sui parenti conducenti
”; essi non sono stati sentiti anche in funzione della testimonianza chiara di cui al considerando precedente.
Del resto appare altamente inverosimile che la vettura di _, la quale ha affermato che “
l’intera giornata del 25 febbraio 2004 l’ho infatti trascorsa nella mia abitazione a _
” (cfr. lettera dell’11 marzo 2004 alla Polizia comunale di Lugano), possa essere giunta a Lugano senza essere stata guidata dall’unico parente di sesso maschile domiciliato in Ticino e per di più residente al medesimo indirizzo. Ciò vale a maggior ragione se si considera che né il ricorrente né la madre hanno mai sostenuto - per avventura - aver ricevuto visite di parenti dall’Italia in quel periodo, foss’anche in modo generico senza rivelarne l’identità.
9.
L’infrazione constatata dall’agente non può essere il frutto della sua fantasia; questi, a differenza del denunciato, non ha alcun interesse a dirsi sicuro di un fatto incerto o a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l’altro, di subire sanzioni penali e amministrative. Inoltre nell’evenienza concreta non è dato di vedere come possa essersi sbagliato.
10.
Infine RI 1, che sostiene di non aver commesso i fatti ascrittigli e addirittura di non essere stato alla guida del veicolo quel giorno (cfr. ricorso, pag. 2), non ha neppure tentato di spiegare dove si trovasse e cosa stesse facendo nel momento in cui l’agente ha rilevato l’infrazione.
La totale mancanza di prove, indizi o finanche spiegazioni atte a corroborare la versione dei fatti sostenuta dal ricorrente, rendono le giustificazioni da lui addotte per nulla credibili.
Nulla induce in definitiva a discostarsi dalla fattispecie ritenuta dall’autorità di primo grado.
11
.
A ragione la Sezione della circolazione ha quindi inflitto all’interessato una multa di fr. 100.- prevista dall’OMD per questo genere d’infrazione.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr), commisurate all’istruttoria laboriosa e al dispendio causato dall’atteggiamento ostruzionista assunto dall’insorgente.