Decision ID: f0b3b50e-87d6-556c-820a-e145802e3b78
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che la cittadina russa _ (1967) è entrata la prima volta in Svizzera nel novembre 1991, ottenendo successivi permessi di dimora di breve durata per lavorare come artista fino al 30 giugno 1992;
che la ricorrente ha beneficiato di identici permessi per i medesimi motivi durante i seguenti periodi: 1° novembre 1993 - 31 agosto 1994, 1° aprile - 30 novembre 1997, 1° luglio 1998 - 28 febbraio 1999, 1° dicembre 1999 - 31 luglio 2000, 1° gennaio - 30 aprile 2001;
che il 25 aprile 2001 la ricorrente ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo L in attesa di sposarsi con il cittadino italiano _ (1936) titolare di un permesso di domicilio;
che le nozze sono state celebrate il 4 luglio 2001 a Lugano;
che, a seguito del matrimonio, _ ha ottenuto un permesso di dimora valido fino al 3 luglio 2002;
che il 25 marzo 2002 _ ha promosso un'azione di divorzio dinnanzi al Pretore del Distretto di Lugano, alla quale la moglie ha aderito;
che il 15 aprile 2002 la ricorrente ha lasciato l'appartamento coniugale;
che l'11 luglio 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha respinto la domanda di _ volta a ottenere il rinnovo del permesso di dimora in quanto essa non viveva più insieme al marito e le ha fissato un termine con scadenza il 31 agosto 2002 per lasciare il territorio cantonale (art. 4, 9, 12, 16, 17 LDDS; 8 CEDU; 8 ODDS e 23 OLCP);
che con sentenza 13 agosto 2002 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano ha pronunciato il divorzio tra i coniugi _, omologando la convenzione sugli effetti accessori del divorzio da loro sottoscritta;
che contro la menzionata sentenza di divorzio l'interessata ha introdotto un appello per ottenerne l'annullamento;
che con giudizio 20 agosto 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la risoluzione della Sezione dei permessi e dell'immigrazione e ha respinto l'impugnativa contro di essa interposta da _, ritenendo che fosse manifestamente abusivo appellarsi al connubio per ottenere un permesso di soggiorno;
che contro la predetta pronunzia governativa _ si è aggravata davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso di dimora CE/AELS della durata di 5 anni;
che l'interessata ha contestato di invocare il vincolo matrimoniale in maniera manifestamente abusiva per beneficiare di un permesso di dimora, rilevando che l'Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri e la Confederazione Svizzera sulla libera circolazione delle persone conferisce il diritto al coniuge separato di un cittadino comunitario di ottenere un'autorizzazione di soggiorno;
che l'insorgente ha chiesto inoltre che sia concesso l'effetto sospensivo al gravame e di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio;
che all'accoglimento del gravame si sono opposti sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito;
che con decreto 16 dicembre 2002 la prima Camera civile del Tribunale d'appello ha stralciato dai ruoli per desistenza l'appello inoltrato da
_
;
considerato,

in diritto
che in materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato (art. 3 PAmm) è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS);
che giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto;
che l'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio;
che lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di siffatto permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii);
che non esiste alcun trattato tra la Confederazione svizzera e la Repubblica federativa di Russia - o della ex Unione Sovietica - dal quale potrebbe scaturire un diritto al rinnovo di un permesso di dimora in favore dell'insorgente;
che nelle more della procedura la pronunzia del divorzio tra i coniugi _ è cresciuta in giudicato;
che l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), e del relativo Allegato I (RS 0.142.112.681), non conferisce il diritto al rinnovo del permesso di soggiorno al coniuge divorziato di un cittadino di una parte contraente;
che a seguito del divorzio la ricorrente non può prevalersi nemmeno di una norma di diritto federale al fine di ottenere il rinnovo del proprio permesso di dimora;
che in esito alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere dichiarato irricevibile per difetto di competenza di questo Tribunale a statuire sul gravame, senza che occorra esaminarne la tempestività;
che con l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo all'impugnativa diviene priva di oggetto;
che la domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio va anch'essa respinta, in quanto la procedura ricorsuale non presentava probabilità di esito favorevole (art. 14 cpv. 1 lett. a LAg);
che, tassa e spese di giustizia sono poste a carico della parte soccombente (art. 28 PAmm).