Decision ID: 22819645-5090-55d2-8055-6ec83a72965d
Year: 2011
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
A causa del mancato inoltro della dichiarazione fiscale 2009, con decisione del 4 marzo 2011, l'Ufficio di tassazione di Lugano Campagna infliggeva ai coniugi RI 1 e RI 2 una multa disciplinare di fr. 700.–, avvertendoli che, in caso di mancato adempimento dell’obbligo di collaborazione entro 30 giorni, si sarebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio.
Il 7 marzo 2011, i contribuenti hanno inoltrato la dichiarazione fiscale 2009.
B.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 14 marzo 2011, adducendo di aver ricevuto la diffida, con cui gli veniva attribuito un termine di 30 giorni per inoltrare la dichiarazione, solo l’11 febbraio 2011 e di aver pertanto adempiuto i loro obblighi entro il termine in questione.
Con decisione del 16 marzo 2011, l'Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, argomentando che la diffida era stata intimata il 21 gennaio 2011 e che la dichiarazione era pervenuta solo il 7 marzo 2011.
C.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RA 1 e RI 2 postulano nuovamente l’annullamento della multa disciplinare. A loro avviso, non sarebbe determinante il fatto che la multa sia stata inflitta prima dell’inoltro della dichiarazione fiscale, bensì il rispetto del termine di 30 giorni indicato dalla diffida. A quest’ultimo riguardo, i ricorrenti ribadiscono di aver ricevuto la diffida solo l’11 febbraio 2011 e non alla data indicata sull’atto stesso (21 gennaio 2011).

Diritto
1.
1.1.
Chiunque, nonostante diffida, viola intenzionalmente o per negligenza un obbligo che gli incombe giusta la LT e la LIFD oppure una disposizione presa in applicazione di queste ultime, in particolare non consegna la dichiarazione d'imposta o gli allegati, non adempie all'obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni, viola gli obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura di inventario, è punito con la multa di fr. 1'000.– al massimo e, in casi gravi o di recidiva, di fr. 10'000.– al massimo (artt. 257 LT e 174 LIFD).
1.2.
Perché l’autorità fiscale possa infliggere una multa, devono quindi essere realizzate due distinte condizioni:
• l’una soggettiva, che consiste nella colpa del contribuente, vale a dire in una sua azione o omissione intenzionale o per semplice negligenza;
• e l’altra oggettiva, vale a dire la diffida che l’autorità fiscale deve rivolgere al contribuente invitandolo a collaborare
(cfr.
Pedroli
, Le norme penali della nuova legge svizzera sull’imposta federale diretta, in Rivista trimestrale di diritto penale dell’economia, n. 2/3-1995, p. 766; Idem, Le norme penali delle nuove leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996 p. 483;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo, 1995, p. 472).
1.3.
Il Tribunale federale ha precisato che la multa per violazione di obblighi di procedura da parte del contribuente non rappresenta un mero mezzo coercitivo dell’amministrazione ma presenta anche carattere penale, sicché il contribuente può essere punito anche se compie l’atto ordinato dall’autorità solo dopo la scadenza del termine impartitogli (RF 51/1996 p. 481 = StE 1997 B 101.1 n. 9).
2.
2.1.
Nella fattispecie, è indubbio che la dichiarazione fiscale sia stata inoltrata dopo la scadenza del termine. È invece controversa la regolare notificazione della diffida che ha preceduto la multa.
2.2
.
Per intimazione o notificazione di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un suo esemplare al destinatario (cfr. ASA 45 p. 471;
Guldener
, Schweizerisches Zivilprozessrecht, Zurigo 1979, p. 250 s.;
Knapp
, Grundlagen des Verwaltungsrecht, 4
a
ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157; CDT n. 80.99.00157 del 13 settembre 1999 in re R. S.; CDT n. 144 del 15 maggio 1986 in re D.R.; CDT n. 494 del 12 dicembre 1986 in re K.B.).
La decisione si considera notificata il giorno in cui viene debitamente intimata, e non al momento in cui il contribuente ne prende atto: determinante è che la decisione dell’autorità entri nella sfera di potere (
Herrschaftsbereich
) del destinatario (
Känzig/Behnisch
, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 74 DIFD, p. 33).
In caso di invio di una decisione per lettera semplice, l'accertamento del giorno della notifica - determinante per la decorrenza del termine d'impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113 Ib 297) - può risultare difficile, specie se il destinatario si è spogliato della busta che la conteneva: in questa evenienza incombe però all'autorità l'onere di provare la data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non potendosi imporre all'interessato l'obbligo di conservare tutte le buste contenenti una comunicazione proveniente da un'autorità, in previsione di eventuali controversie circa l'osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359;
Catenazzi
, Le insidie dell'invio non raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi, in
RTT
1974, p. 65 ss.).
All'autorità di tassazione non è però preclusa la facoltà di addurre altre prove che non siano la quietanza dell'azienda delle poste, al fine di rendere verosimile la notifica: tale verosimiglianza in particolare può essere raggiunta sulla scorta di circostanze concludenti che confermino in modo univoco che i documenti siano pervenuti al destinatario, e segnatamente alla data indicata dall'autorità (cfr. STF del 18 febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65 cons. 2; CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.).
2.3.
Nel caso in esame la diffida è stata inviata al ricorrente per posta semplice, come peraltro la stessa multa disciplinare.
L’Ufficio di tassazione non dispone di alcun mezzo di prova diretto (invio raccomandato) o indiretto della notifica e non è pertanto in grado di provare che la decisione sia pervenuta all’insorgente.
Certo la sua versione può apparire di comodo e suscitare nell’Ufficio di tassazione più di una perplessità; tuttavia non modifica il fatto che l’autorità fiscale non è in grado di provare in modo inoppugnabile il giorno esatto dell’intimazione della notifica di tali atti amministrativi, avendo scelto quale modalità di spedizione l’invio per lettera semplice ed esponendosi così all’insidia della mancanza di sufficienti mezzi probatori (cfr. già la sentenza CDT n. 80.2010.75 del 28 ottobre 2010).
3.
A tale proposito, l’autorità di tassazione è invitata a ripristinare quanto prima l’intimazione delle diffide per raccomandata (o con altra forma di invio che consenta la verifica della data di recapito), nell’interesse anche della parità di trattamento dei contribuenti. Non è infatti ammissibile che la multa sia pagata solo da quei contribuenti che, non conoscendo le regole sull’onere della prova, non contestano di aver ricevuto la diffida alla data indicata dall’autorità di tassazione.
Si consideri anche il fatto che, in occasione dell’intimazione della diffida, ai contribuenti viene accollata una tassa, che ha proprio lo scopo di coprire i relativi costi e che dovrebbe pertanto consentire anche il finanziamento di un invio postale di maggior costo.
È ancora il caso di ricordare quanto affermato dall’Amministrazione federale delle contribuzioni nella circolare n. 21 del 7 aprile 1995 (“Le
disposizioni concernenti il ricupero d'imposta e le disposizioni penali fiscali secondo la Legge federale sull'imposta federale diretta”,
par.1.3):
La punizione per violazione di obblighi procedurali deve sempre essere preceduta da una diffida dell'autorità competente. La diffida deve contenere un'esortazione al contribuente a rimediare alla propria mancanza entro un determinato termine e comminare inoltre i possibili pregiudizi legali. Per assicurare le prove, la diffida va spedita tramite lettera raccomandata.
4.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali. Ai ricorrenti è riconosciuta un’indennità per ripetibili.