Decision ID: 4b9834ee-3ec9-51df-a20c-ab7cfac51ba0
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con sentenza 29 settembre 2008 il Pretore del Distretto di Lugano ha dichiarato sciolto per divorzio il matrimonio tra AO 1”) e AP 1, omologando la convenzione conclusa dagli stessi il 28 febbraio 2006 (doc. D ed E di cui all’inc. OR.2020.23). In particolare la suddetta convenzione contiene l’obbligo per AP 1 di versare all’ex moglie, dal 1° febbraio 2006 entro il quinto giorno di ogni mese, un contributo di mantenimento di € 7'000.- mensili fino al compimento del 55esimo anno d’età della medesima, con adeguamento annuale dell’importo all’indice nazionale dei prezzi al consumo fissato dall’Ufficio federale di statistica, e di versare al figlio comune J_ _, nato il 18 agosto 1995, un contributo di mantenimento di € 5'000.- mensili fino al compimento del 18esimo anno d’età e per tutto il periodo della sua formazione professionale.
B. La convenzione sottolinea altresì l’esistenza di precedenti separati accordi regolanti i rapporti di dare e avere fra le parti, che sarebbero rimasti in vigore. Siffatti ulteriori accordi sono in particolare quelli del 28 gennaio 2000 e del 1° febbraio 2000 in cui AP 1 si è impegnato a corrispondere a AO 1 fr. 1'650'000.- allo scopo di estinguere un’ipoteca e fr. 4'000'000.- quale donazione (scaglionata in rate trimestrali) e una convenzione di separazione dei beni datata 1°dicembre 2000 che prevedeva un versamento di fr. 800'000.- da parte del marito in favore della moglie quale liquidazione del precedente regime matrimoniale (doc. 5, F e L di cui all’inc. OR.2020.23).
C. Con PE n. _2 dell’UE di _, emesso il 17 ottobre 2017, AO 1 ha escusso AP 1 per l’incasso di fr. 80'545.50 oltre interessi a titolo di contributi arretrati per il periodo da marzo a ottobre 2017. Con PE n. _9 dell’UE di _, emesso l’11 giugno 2018, la medesima ha nuovamente escusso l’ex marito per l’incasso di contributi arretrati, e meglio di fr. 20'207.80 oltre interessi per il periodo da novembre a dicembre 2017 e di fr. 60'964.50 oltre interessi per il periodo da gennaio a giugno 2018 (doc. A1 e B1 di cui all’inc. OR.2020.23).
D. Avendo quest’ultimo sollevato opposizione a entrambe le esecuzioni, con istanze 15 dicembre 2017 e 7 settembre 2018 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5. Tali istanze sono state respinte dal giudice con due separate decisioni del 23 novembre 2018 per estinzione del debito, a fronte di pagamenti mensili effettuati dall’escusso fra novembre 2015 e giugno 2016 in favore dell’ex moglie ed eccedenti gli alimenti correnti, che potevano dunque essere imputati agli obblighi alimentari sorti in seguito (doc. A e B di cui all’inc. OR.2020.23).
E. Con decisione 12 giugno 2019 (confermata dal Tribunale federale con sentenza del 9 luglio 2020, inc. 5A_626/2019), la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (CEF) ha parzialmente accolto i due reclami 6 dicembre 2018 inoltrati da AO 1 e disposto il rigetto definitivo dell’opposizione al PE n. _2 limitatamente a fr. 66'916.30 oltre interessi e dell’opposizione al PE n. _9 limitatamente a fr. 67'442.10 oltre interessi, non essendovi la prova documentale dell’estinzione dei debiti in questione, ritenuto che in assenza di dichiarazioni o di quietanze da parte del debitore o della creditrice al momento dei suddetti pagamenti mensili, questi ultimi erano piuttosto da imputare, in applicazione dell’art. 87 CO, ai debiti scaduti ed esigibili, ovvero agli alimenti correnti e per l’eccedenza al credito della reclamante riferito al contratto di donazione (inc. 14.2018.203/204).
F. Il 17 gennaio 2020 l’Ufficio esecuzioni di _ ha proceduto al pignoramento di una cartella ipotecaria registrale del valore di CHF 300'000.- di proprietà dell’escusso, relativa a un immobile sito a _, _ (doc. J di cui all’inc. OR.2020.23).
G. Con petizione 10 febbraio 2020 AP 1 ha convenuto AO 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, chiedendo l’annullamento delle due procedure esecutive summenzionate (inc. OR.2020.23) come pure, in via supercautelare e cautelare, la loro sospensione provvisoria (inc. CA.2020.30). In sostanza l’attore, in relazione alla misura (super)cautelare, ha rilevato di avere versato alla controparte, fra novembre 2015 e giugno 2016, complessivi € 182'000.- in sette rate di € 26'000.-, la cui eccedenza rispetto ai contributi alimentari correnti era sufficiente a coprire gli alimenti posti in esecuzione. Egli avrebbe dunque estinto anticipatamente quel debito, come si dedurrebbe dalla causale dei versamenti (indicante “mensilità GM”, v. doc. V di cui all’inc. OR.2020.23), non essendo per contro i pagamenti imputabili ad altri debiti verso la moglie, peraltro non più esistenti, rispettivamente prescritti (con riferimento al debito derivante dal contratto di donazione).
H. Con decisione 11 febbraio 2020, il Pretore ha respinto l’istanza supercautelare.
I. Con osservazioni 13 marzo 2020 la convenuta si è opposta all’istanza cautelare, sollevando l’eccezione di incompetenza territoriale della Pretura di Lugano e contestando l’estinzione del debito, rilevando in particolare che i pagamenti in eccesso effettuati dalla controparte sono da imputare, in virtù dell’art. 87 CO, ai debiti pregressi e già scaduti, e in particolare a quello residuo derivante dal summenzionato contratto di donazione (non ancora prescritto a fronte degli acconti versati dalla controparte nel corso degli anni), e non a debiti alimentari futuri non ancora sorti, come del resto già accertato dalla CEF.
J. A fronte della domanda di realizzazione 30 aprile 2020 dell’escutente e dell’imminente asta dei beni pignorati, con scritto 7 maggio 2020 l’istante ha chiesto al Pretore di decretare la sospensione delle esecuzioni già nelle more di causa. La richiesta è stata respinta dal Pretore con decreto 8 maggio 2020.
K. Con replica 25 maggio 2020 e duplica 29 giugno 2020 le parti hanno ulteriormente approfondito le proprie posizioni contestando quelle avverse, ritenuto che con scritto 12 giugno 2020 l’istante ha nuovamente richiesto la sospensione delle due esecuzioni già nelle more procedurali.
L. Con decisione 8 luglio 2020 il Pretore ha respinto sia l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla convenuta, sia la domanda cautelare dell’istante, siccome quest’ultimo non ne ha dimostrato la fondatezza con il sufficiente grado di verosimiglianza richiesto dall’art. 85a cpv. 2 LEF. Le spese processuali dell’eccezione d’incompetenza, pari a fr. 1'000.-, sono state poste a carico della convenuta, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 2'500.- per ripetibili. Le spese processuali dell’incidente cautelare, di complessivi fr. 3'000.-, sono state poste a carico dell’istante, con l’obbligo di versare alla convenuta fr. 6'000.- per ripetibili.
M. AP 1 è insorto contro il giudizio pretorile con appello 17 luglio 2020, con cui ha chiesto in via supercautelare e cautelare di sospendere le esecuzioni in pendenza di appello e nel merito la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la domanda cautelare di sospensione delle esecuzioni e subordinatamente di ridurre le ripetibili dovute alla controparte (da fr. 6'000.- a fr. 2'500.-).
N. Con osservazioni (recte: risposta) 3 agosto 2020 l’appellata ha postulato la reiezione del gravame.
O. Con decisione 24 agosto 2020, questa Camera ha provvisoriamente sospeso le due esecuzioni di cui trattasi in pendenza di appello.
P. Con replica spontanea 24 agosto 2020 e duplica spontanea 4 settembre 2020 le parti hanno ulteriormente approfondito le proprie antitetiche posizioni.
E considerato

in diritto:
1. Le decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari, comprese quelle fondate sull’art. 85a LEF, sono impugnabili mediante appello, qualora il valore litigioso dell’ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata sia di almeno fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 CPC), ciò che risulta essere il caso nella fattispecie, visto che le esecuzioni di cui si chiede la sospensione e per cui è stato disposto il rigetto definitivo dell’opposizione vertono complessivamente su fr. 134'358.40. I termini di impugnazione e risposta sono di 10 giorni, essendo la procedura di adozione di provvedimenti cautelari di natura sommaria (art. 314 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie, l’appello 17 luglio 2020 contro la sentenza 8 luglio 2020 è tempestivo e rientra nella competenza della Seconda Camera civile del Tribunale d’appello (art. 48 lett. b n. 1 LOG).
2. In questa sede, l’appellata non solleva più l’eccezione di incompetenza territoriale del giudice al foro dell’esecuzione o pretende l’applicazione degli art. 2 seg. CLug (foro generale del luogo di domicilio della parte convenuta), esprimendo direttamente considerazioni di merito. La questione non è dunque determinante per la trattazione dell’appello.