Decision ID: 49650772-a6da-5fda-8d31-585eb476b6bb
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con sentenza del _ la Corte di appello e di revisione penale, in virtù dell’art. 87 LAVS, applicabile su rinvio dell’art. 70 LAI, ha ritenuto RI 1 colpevole di infrazione alla legge federale sull’assicurazione invalidità per avere, nel periodo dal 1° maggio 2006 al 15 novembre 2008, mediante indicazioni inesatte o incomplete o in qualsiasi altro modo, ottenuto per sé prestazioni a norma della LAI che non gli spettavano, rispettivamente non ha ottemperato all’obbligo di comunicazione che gli incombeva, e meglio per avere, benché invalido ai sensi della LAI nella misura del 100%, omesso di comunicare _, che egli esercitava due attività lucrative, e così ottenuto indebitamente prestazioni dall’Ufficio AI per complessivi fr. 36'467.-.
1.2. In seguito all’inchiesta penale ed alla crescita in giudicato della sentenza del _ 2014 della Corte di appello e di revisione penale, con 6 distinte decisioni del 21 ottobre 2014, la CO 1 ha fissato i contributi dovuti da RI 1 quale indipendente per i periodi 1.3.2006-31.12.2006 (doc. 19; su fr. 27’837), 2007 (doc. 18; su fr. 46’036), 2008 (doc. 17; su fr. 4’078), 2009 (doc. 16; su fr. 13’200), 2010 (doc. 15; su fr. 13’200) e 1.1.2011-30.04.2011 (doc. 14; su fr. 4’400).
1.3. Le decisioni formali sono state confermate dalla decisione su opposizione del 18 settembre 2015, con la quale l’amministrazione ha rilevato di aver affiliato RI 1 in parte come indipendente dal 1.3.2006 (“
primi incassi da _ per le cucine: marzo 2006
”) al 30.4.2011, per gli utili derivanti dall’attività di coordinatore dei lavori di ristrutturazione negli stabili “_
e _
”, nonché per la ristrutturazione presso la _ (art. 9 LAVS) ed in parte come dipendente, per l’attività di custode dello _ dal 01.05.2006 al 30.11.2008 (salario in natura ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 LAVS; doc. 2 e 10).
1.4. RI 1, rappresentato dall’avv. _, è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento (doc. I). Il ricorrente, che fa valere una violazione del suo diritto di essere sentito poiché la decisione impugnata non sarebbe motivata non raffrontandosi con le censure sollevate in sede di opposizione, sostiene che non vi siano motivi per affiliarlo quale indipendente, poiché tutte le prestazioni erano indistintamente destinate ad un unico soggetto, e meglio il proprietario dell’immobile, di cui il ricorrente era dipendente in qualità di portinaio. L’interessato contesta l’ammontare degli importi ripresi, poiché in palese contrasto con gli accertamenti di fatto emersi in sede penale, non essendo chiaro su quale base la Cassa, che afferma di fondarsi sulle sentenze emesse in sede penale, abbia ripreso importi diversi rispetto a quelli figuranti segnatamente nella sentenza della Corte di revisione e di appello penale. La decisione sarebbe pertanto, oltre che carente di motivazione, anche arbitraria.
1.5. Con risposta del 16 novembre 2015 la Cassa propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.6. L’8 gennaio 2016 l’avv. _ ha informato il Tribunale che dal 30 novembre 2015, con la partenza dell’avv. _, lo studio legale _ non avrebbe più patrocinato RI 1 (doc. V).
1.7. Il 28 gennaio 2016 il Giudice delegato del TCA ha nominato d’ufficio l’avv. RA 1 quale nuovo patrocinatore di RI 1. Il legale ha visionato gli atti il 29 gennaio 2016 (doc. VII).
1.8. Il 19 febbraio 2016 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza, al termine della quale l’insorgente ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, richiamando, su questo specifico punto, la documentazione prodotta in ambito di richiesta di prestazioni dell’AI (doc. IX). In sede di udienza alla Cassa è stata consegnata la sentenza del _ 2014 della Corte di appello e di revisione penale e le è stato assegnato un termine per prendere posizione in merito. Contestualmente le parti hanno ampiamente discusso la qualifica del ricorrente come dipendente oppure indipendente, la possibile perenzione dei contributi dal 2006 al 2008 e l’attività svolta per la _.
1.9. Il 22 febbraio 2016 il TCA ha richiamato dalla Pretura di _ l’incarto relativo alla procedura RI 1 /_ (doc. X).
1.10. Con scritto del 25 febbraio 2016 (doc. XI), su cui l’insorgente si è espresso il 4 marzo 2016 (doc. XV), la Cassa ha affermato:
"
(...)
. è stata confermata l’infrazione alla legge federale sull’AI, sia in riferimento all’attività lucrativa di custode tra maggio 2006 e novembre 2008, sia all’attività di responsabile delle ristrutturazioni tra giugno 2006 e gennaio 2008. Entrambe le attività esercitate, non sono mai state annunciate alle assicurazioni sociali, alla stregua di un lavoratore in nero secondo la LLN.
. E’ stato prosciolto dall’accusa di appropriazione indebita, pertanto l’importo utilizzato dalla Cassa derivante dall’ipotetica somma trattenuta per sé da RI 1 e ricevuta da _, ma non riversata all’artigiano _ potrebbe essere stralciata, come la somma presunta e trattenuta per se ma non riversata dall’artigiano _.
Ne consegue, che alla luce dei nuovi dati emersi nella citata Sentenza CARP completa, i nuovi redditi soggetti a contribuzione quale indipendente potrebbero essere modificati in:
. 2006: fr. 23'791.-
. 2007: fr. 39'100.-
. 2008: fr. 3'500.-
. 2009/2010/2011: restano invece invariati (13'200.-/13'200.-/4'400.-).
. Se anche la valutazione della Cassa, sugli ipotetici importi che RI 1 avrebbe trattenuto per se in riferimento alla differenze tra il costo per la fornitura di cucine (in base alle fatture delle aziende fornitrici) e l’importo che _ ha consegnato a mano a RI 1 per saldare le stesse (desunte dagli estratti dei verbali di interrogatorio ed in parte legati al reato di truffa per il quale RI 1 è stato assolto in Sentenza delle assise correzionali del _) non dovesse trovare accoglimento, i redditi soggetti a contribuzione quale indipendente verrebbero ulteriormente modificati in:
. 2006: fr. 7'000.-
. 2007: fr. 22'300.-
. 2008: fr. 2'100.-
. 2009/2010/2011: restano invece invariati (13'200.-/13'200.-/4'400).
. Infine, meritatamente all’applicazione dell’art. 16 cpv. 1 LAVS (prescrizione) alla fattispecie a seguito del proscioglimento dell’accusa di appropriazione indebita, al momento la Cassa non è in grado di fornire ulteriori osservazioni, rifacendosi alla decisione del lodevole TCA” (doc. XI)
1.11. Dopo aver ricevuto dalla Pretura di _, l’incarto richiamato, questo Tribunale ha scritto alle parti informandole che il 15 novembre 2007 RI 1 e _ hanno sottoscritto una transazione tramite la quale la società “
si impegna a versare alla parte istante RI 1 l’importo di fr. 3'000.-- a tacitazione di ogni e qualsiasi pretesa tra le parti a dipendenza della presente vertenza
” ed ha assegnato loro un termine scadente il 7 marzo 2016 per produrre eventuali osservazioni scritte (doc. XIV).

in diritto
in ordine
2.1. L’insorgente fa valere una violazione del suo diritto di essere sentito per carenza di motivazione poiché la Cassa non si sarebbe espressa sulle censure sollevate in sede di opposizione alla decisione formale e non avrebbe spiegato il calcolo degli importi soggetti a contribuzione.
Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).
Nel caso di specie le ragioni per le quali la Cassa ha ritenuto l’assicurato quale indipendente sono state indicate, seppur in maniera succinta, nella decisione su opposizione (punti da 1 a 7), dove al punto 3 figurano pure gli importi che l’amministrazione ritiene siano stati guadagnati dall’insorgente, nonché la loro provenienza (doc. A, pag. 4-5).
Quest’ultimo ha potuto comprendere i motivi alla base del provvedimento, tant’è che ha prodotto un ricorso di 9 pagine tramite il quale ha diffusamente spiegato le ragioni delle sue censure (doc. I).
Va del resto rammentato che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato, come in concreto, riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183).
Nel caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame in tal senso (cfr. anche la sentenza 8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA).
In concreto le parti sono inoltre state sentite, il 19 febbraio 2016, nel corso di un’udienza (doc. IX).
Ne segue che il suo diritto di essere sentito è stato ampiamente salvaguardato.
Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.2. Con la decisione su opposizione la Cassa accenna anche all’attività di custode, ritenuta di carattere dipendente, svolta dall’assicurato dal mese di maggio 2006 al mese di novembre 2008 e per la quale ha conseguito un reddito mensile di fr. 850 (fr. 1'100 di esonero dal pagamento dell’affitto da cui vanno dedotti fr. 250 al mese per il pagamento della donna delle pulizie).
L’insorgente non contesta questa qualifica, che non è di conseguenza oggetto del contendere. Tant’è che ancora in sede di audizione egli ha sostenuto che anche per le attività per le quali è stato considerato come indipendente, va qualificato quale persona con attività subordinata (doc. IX).
Nel merito
2.3.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l’art. 17 OAVS sono considerati reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente ai sensi dell’art. 9 capoverso 1 LAVS tutti i redditi conseguiti in proprio da un’azienda commerciale, industriale, artigianale, agricola o silvicola, dall’esercizio di una professione liberale o da qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD e gli utili conseguiti con l’alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta l’articolo 18 capoverso 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza commerciale giusta l’articolo 18 capoverso 2 LIFD.
2.4. I contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).
Per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito secondo il risultato dell'esercizio commerciale chiuso nell'anno di contribuzione e il capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).
Se l'esercizio commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, il reddito non è ripartito sugli anni di contribuzione. È fatto salvo il capoverso 4 (art. 22 cpv. 3 OAVS).
Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).
Il reddito non è convertito in reddito annuo (art. 22 cpv. 5 OAVS).
2.5. Le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).
In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).
Nei casi di procedura per sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).
Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).
Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).
2.6. Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).