Decision ID: fea7ef78-2864-519e-b91a-ba5d4bdac86f
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 3 novembre 2003 l'URC di _ ha sospeso _ dal diritto all'indennità per 14 giorni a decorrere dal 1° novembre 2003, argomentando:
"
Giusta gli art. 17 cpv. 1, 30 cpv. 1 lett. c LADI l'assicurato ha l'obbligo di cercare lavoro. Ogni assicurato è tenuto a ricercare un impiego già prima di essere iscritto in disoccupazione. In particolare un nuovo lavoro deve essere cercato intensamente durante il termine di disdetta in caso di un contratto di lavoro di durata indeterminata, mentre in caso di un contratto di lavoro di durata determinata le ricerche devono essere svolte durante un periodo ragionevole che precede la fine del rapporto d'impiego (3 mesi). Nel caso di attività stagionali è comunque necessario svolgere le proprie ricerche non solo nel periodo finale della stagione lavorativa, bensì durante tutto l'anno. Tutte le prove dei propri sforzi per trovare un lavoro devono essere conservate e consegnate all'amministrazione in occasione di una nuova iscrizione in disoccupazione.
Nel presente caso le ricerche di lavoro per il periodo di controllo aprile - ottobre 2003 risultano insufficienti in quanto non ha dato seguito ad offerte di lavoro a carattere duraturo e negli ultimi 3 mesi prima di iscriversi in disoccupazione non ha aumentato tali sforzi.
Vengono calcolate nel seguente modo:
3 indennità per ricerche insufficienti in particolare concentrate solo in un breve periodo per il mese di ottobre 2003, 3 indennità per lo stesso motivo durante il mese di settembre 2003, 4 indennità per non aver fatto nessuna ricerca durante il mese di agosto 2003 e 4 indennità per non aver dato seguito ad offerte per posti di lavoro a carattere duraturo durante il periodo aprile - luglio 2003.
Le giustificazioni fatte in data 30 ottobre 2003 non hanno potuto essere prese in considerazione per giustificare tale comportamento." (Doc. _)
1.2. A seguito dell'opposizione interposta dall'assicurato personalmente (cfr. doc. _), l'URC, in data 29 dicembre 2003, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sanzione inflitta all'assicurato.
In particolare l'amministrazione ha rilevato:
"
L'assicurato è reiscritto al nostro ufficio a partire dal 01.11.2003, nel periodo marzo-ottobre 2003 ha lavorato presso l'Hotel _ con contratto a tempo determinato (attività stagionale).
Il 29 ottobre 2003, in occasione della sua reiscrizione l'assicurato non è stato in grado di comprovare ricerche di lavoro per il periodo aprile-luglio 2003, nessuna per agosto 2003 e insufficienti per i mesi di settembre e ottobre 2003.
Alla richiesta di giustificazione presentata dal suo consulente ha risposto che le disposizioni sulle attività stagionali e le ricerche di lavoro non erano state da lui ben comprese.
Rileviamo come l'assicurato era stato precedentemente iscritto dal 29.12.2002 al 31.01.2003, durante il precedente colloquio di reiscrizione del 19.12.2002 gli era stata sottoposta la circolare "Promemoria ricerche di lavoro" contenente le disposizioni vigenti in materia di attività stagionali e ricerche di lavoro, circolare da lui controfirmata.
Inoltre in occasione dell'ultimo colloquio di consulenza del 29.01.2003 gli è stato nuovamente spiegato che, chi, in seguito ad un contratto di durata determinata viene assunto per un lavoro di carattere stagionale (tipico della ristorazione nel _), deve provare, alla fine del rapporto di lavoro, di aver svolto ricerche durante tutto il periodo lavorativo.
Riteniamo pertanto che l'affermazione secondo la quale le sue informazioni in merito fossero carenti o quantomeno confuse, non possa essere ritenuta valida.
A nostro avviso le informazioni in possesso dell'assicurato erano complete e chiare, non potevano quindi dare adito a dubbi sul comportamento da tenere.
A complemento di quanto fino ad ora presentato rileviamo come la legge stessa afferma che "L'assicurato che fa valere prestazioni assicurative deve, ..., intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione" (art. 17 cpv. 1 LADI)." (Doc. _)
1.3. Contro questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espresso:
"
Ho sempre rispettato le regole dell'Ufficio Regionale di Collocamento, per le poche volte in cui vi ho fatto ricorso, mancando in questo caso, a detta del funzionario incaricato, nella ricerca di lavoro per i mesi che vanno da aprile a agosto 2003.
Svolgendo la professione di cuoco e in un'azienda di carattere stagionale, oltre al periodo pasquale, i mesi di giugno, luglio e agosto, sono periodi di intenso lavoro che richiede anche un certo sacrificio a riguardo.
La legge (art. 17 cpv. 1 LADI) afferma di "quanto si possa ragionevolmente pretendere dall'assicurato" in materia di ricerche di lavoro.
In una professione come la mia, che richiede tempi di lavoro di due turni, dove nel secondo si può finire anche oltre le ore 22:00 è decisamente difficile in determinati periodi trovare il tempo necessario per le ricerche di lavoro, contando che il poco tempo libero pomeridiano a disposizione e i due giorni di festa settimanali servono anche per un dovuto riposo e recupero dalle fatiche lavorative.
Nel mese di settembre 2003 ho effettuato 6 ricerche di lavoro.
Nel mese di ottobre 2003 ho effettuato 4 ricerche di lavoro.
Inoltre il mio periodo di disoccupazione è stato di 1 mese (novembre 2003).
Dal 1° dicembre 2003 sono occupato a tempo indeterminato presso un Ristorante a _.
Essendo domiciliato con moglie e figlio a _, e non essendo automunito, sono costretto mio malgrado ad allontanarmi dalla mia famiglia per 5 giorni alla settimana e dovendo ricorrere ad una camera in affitto, sono sottoposto ad una ulteriore spesa e dunque un ulteriore sacrificio economico.
Questo credo sia il comportamento non di uno che non fa tutto il possibile e ragionevole per trovare quanto prima un'occupazione stabile, ma il comportamento di una persona che trovatasi suo malgrado disoccupata per 1 mese, cerca di rientrare nel mondo del lavoro senza porsi neppure il più sacrosanto dei problemi o delle esigenze, ossia quello di lavorare in prossimità del proprio nucleo famigliare.
Oltre modo faccio notare che una penalità di 14 giorni comporta per la mia famiglia un grosso sacrificio economico.
Chiedo pertanto di accettare il mio reclamo e che in tal modo vengano retribuiti i giorni di disoccupazione mancanti.
Naturalmente certi errori da me fatti - involontariamente - non saranno ripetuti in futuro.
A scapito di quanto scritto la mia ultima azienda, ossia l'Albergo _, nella persona di responsabile del personale potrà se Voi lo riterrete confermare quanto scritto riguardo alla durata del mio rapporto di lavoro in suddetta azienda." (Doc. _)
1.4. Nella sua risposta del 28 gennaio 2004 l'amministrazione ha chiesto di respingere il ricorso e, in particolare, ha osservato:
"
(...)
Il signor _ è iscritto presso il nostro ufficio dal 01.11.2003, dal 25.03.2003 al 31.10.2003 ha lavorato in qualità di cuoco capo-partita presso l'Albergo _ (DOC. _) con un contratto a carattere stagionale.
Egli era a conoscenza delle disposizioni vigenti in materia di ricerche di lavoro durante l'attività stagionale poiché in possesso del "Promemoria delle ricerche di lavoro" (DOC. _) ricevuto e firmato in data 19.12.2002.
Inoltre tali disposizioni sono state ribadite nel corso del colloquio di chiusura del 29.01.2003 (DOC. _).
Al momento della sua reiscrizione avvenuta il 29.10.2003 è stato in grado di consegnare 6 ricerche di lavoro per il mese di settembre 2003 e 4 ricerche per quello di ottobre 2003.
Per il periodo aprile - agosto 2003 non è stato in grado di consegnare nessuna ricerca di lavoro (DOC. _).
In base al diritto di essere sentito il 29.10.2003 gli è stata consegnata brevi manu una richiesta di giustificazione (DOC. _) per permettere di esprimere le sue motivazioni sulle ricerche insufficienti di settembre e ottobre e su quelle totalmente mancanti del periodo aprile - agosto 2003.
Il nostro ufficio non ha ritenuto valida la giustificazione presentata (DOC. _) e lo ha pertanto sospeso dalle indennità disoccupazione per un totale di 14 giorni.
Va segnalato che l'assicurato ha già interposto opposizione (DOC. _) alla decisione di sospensione del 03 novembre 2003.
Il nostro ufficio con decisione su opposizione (DOC. _) del 29 dicembre 2003 ha respinto la richiesta confermando la decisione di 14 giorni.
L'entità della sanzione è stata calcolata sulla base delle direttive della sezione del lavoro considerando la situazione personale dell'assicurato.
Preso atto delle argomentazioni del ricorrente, lo scrivente Ufficio ritiene giustificato confermare la propria decisione datata 03 novembre 2003, poiché le stesse non sono in misura di sovvertirla.
Visto quanto sopra, si chiede a codesto lodevole Tribunale di voler respingere il ricorso e riconfermare la decisione impugnata." (Doc. _)
1.5. Pendente causa il TCA ha chiesto all'assicurato di precisare quando ha reperito l'impiego presso il ristorante di _ nel quale lavora attualmente e secondo quale modalità (cfr. doc. _).
Con scritto del 26 aprile 2004 l'assicurato ha risposto:
"
Con la presente dichiaro di aver contattato il mio attuale datore di lavoro nel periodo di fine ottobre 2003 e di aver avuto garanzia di occupazione fissa presso l'Azienda _ solo a partire dal mese di dicembre 2003.
Allego la dichiarazione del mio datore di lavoro come ulteriore prova della mia correttezza e sincerità." (Doc. _)
1.6. In data 28 aprile 2004 l'amministrazione ha ancora osservato:
"
Dal foglio delle ricerche di lavoro del mese di ottobre 2003 (DOC. _) e consegnate in data 29.10.03, come da verbale, (DOC. _) non risulta che il Sig. _ abbia effettuato una ricerca di lavoro presso il rist. _.
Durante il colloquio del 27.11.03 (DOC. _) ha dichiarato di togliersi dalle liste della disoccupazione a partire dal 01.12.03, ciò che veramente è successo, ma il motivo era dovuto al fatto che aveva trovato un posto di lavoro presso il rist. _ confermato pure sul "reclamo per decisione di sanzione" del 27.11.03 (DOC. _).
Pertanto non ero al corrente di ev. trattative del Sig. _ con il rist. _.
Inoltre ricordo che la sospensione da me emessa in data 03.11.03 si riferisce al periodo di controllo prima del 22.10.03 per ricerche di lavoro ritenute insufficienti." (Doc. _)
1.7. Con scritto datato 3 maggio 2004 l'assicurato ha nuovamente rilevato:
"
Con la presente desidero chiarire la mia posizione a riguardo della dichiarazione fatta da me circa la mia assunzione presso il Ristorante _.
Dal colloquio avvenuto in ottobre presso suddetto ristorante ricevetti dalla direzione una risposta che manifestava sicuramente grande interesse nei miei riguardi, ma rimaneva in sospeso perché in tale periodo il ristorante non vantava numerose presenze.
Ritenni, essendo una domanda che attendeva una risposta definitiva, di non metterla nelle ricerche di lavoro: questo sarebbe avvenuto casomai in futuro, qualora la mia domanda fosse stata annullata o respinta.
Nel frattempo feci altri colloqui di lavoro e ottenni dal Ristorante _ l'assunzione per il 1° dicembre 2003.
In tale giorno ricevetti pure una risposta affermativa dal Ristorante _ e d'accordo con la Direzione del Ristorante _ annullai l'accordo preso per dedicarmi definitivamente alla mia nuova occupazione.
Questo perché l'offerta fattami dal Ristorante _ era di gran lunga superiore all'altra.
Tutto ciò mi è inoltre costato 10 giorni di mancato guadagno perché uscii dalla disoccupazione il 1° dicembre 2003, nonostante il Ristorante _ mi assumesse per il 10 dicembre 2003.
Approfitto dell'occasione per affermare nuovamente che il periodo contestato dall'ufficio disoccupazione come periodo di ricerche di lavoro insufficienti ricadde in un determinato momento di forte lavoro per un dipendente dell'Albergo quale io ero e non per negligenza, come credo si voglia far apparire.
Allego inoltre alcune ricerche di lavoro fatte prima e dopo la mia definitiva assunzione presso il Ristorante _, a confermare, qualora ce ne fosse bisogno, che se in condizione di poterlo fare, il mio impegno e la mia serietà non sono mai mancate." (Doc. _)
1.8. Il doc. _ è stato trasmesso all'amministrazione, con la facoltà di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. _).
Con scritto del 5 maggio 2004 l'amministrazione ha ribadito che le ricerche di lavoro presentate dall'assicurato non riguardano il periodo precedente il 22 ottobre 2003 (cfr. doc. _).
1.9. Il doc. _ è stato trasmesso all'assicurato, per conoscenza (cfr. doc. _).
1.10. Pendente causa il TCA ha chiesto all'amministrazione di indicare con precisione i motivi per i quali sono state ritenute insufficienti le sei ricerche di lavoro compiute dall'assicurato nel corso del mese di settembre 2003, rispettivamente le quattro ricerche di lavoro da lui effettuate durante il mese di ottobre 2003 (cfr. doc. _).
Con scritto del 21 maggio 2004 l'amministrazione ha osservato:
"
In riferimento al vostro scritto del 18 maggio scorso vi comunico i motivi per cui ho ritenuto insufficienti le ricerche di lavoro del mese di settembre e ottobre 2003.
Secondo costante giurisprudenza e da "Appunti sociali" di Daniele Cattaneo (Giudice del Tribunale d'Appello e Presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni), al capitolo 2.3.4. "Quantità e qualità delle ricerche", viene espressamente richiesto che le ricerche di lavoro vengano fatte in modo continuo durante tutto l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni.
Nella fattispecie il Sig. _, nel settembre 2003, ha svolto ricerche di lavoro solo a partire dal 27.09 e terminate il giorno seguente, 4 di esse sono state fatte telefonicamente.
Sempre da "Appunti sociali", capitolo 2.4.4., le ricerche fatte telefonicamente devono essere confermate mediante una successiva conferma per iscritto. In questo caso ho comunque ritenuto che le ricerche di lavoro siano state effettivamente fatte tenendo conto della buona fede dell'assicurato.
Per il mese di ottobre valgono gli stessi motivi in quanto le ricerche di lavoro sono state fatte dal 22 al 24 ottobre e che l'assicurato per più di 3 settimane non ha svolto nessuna ricerca di lavoro.
Va comunque considerato che tale modo di procedere nella ricerca di un impiego non sia abbastanza efficace in quanto, considerato il profilo dell'assicurato, il datore di lavoro non ha abbastanza elementi, curriculum vitae e certificati di lavoro, per poter valutare un'eventuale assunzione.
Per concludere ho ritenuto insufficienti gli sforzi compiuti nei due mesi in questione a causa del numero limitato di ricerche di lavoro effettuate e per il fatto di non essersi attivato durante tutto l'arco del tempo, considerando anche la modalità con la quale svolgeva tali ricerche.
In sostanza: va bene che alcune ricerche di lavoro si facciano telefonicamente spiegando al datore di lavoro la propria situazione e se si intravede una possibilità di assunzione si spedisca il curriculum vitae ed i certificati al fine di evitare spese ed attese inutili, ma in questo caso bisogna fare le ricerche di lavoro in maniera regolare e con molti più contatti." (Doc. _)
1.11. In data 26 maggio 2004 l'assicurato ha nuovamente osservato:
"
Con la presente faccio nuovamente appello al suo giudizio riguardo a ciò che l'ufficio di collocamento di _ mi contesta riguardo le ricerche di lavoro dei mesi di settembre e ottobre 2003.
Faccio presente che nei correnti mesi ero assunto a tempo pieno presso l'Albergo _ con una qualifica di Chef Tournant che richiede responsabilità, presenza e concentrazione continui.
Durante i 2 giorni di festa settimanale ho fatto le ricerche di lavoro utilizzando il telefono non perché volessi far conoscere il mio profilo professionale ma solamente per fare in modo di reperire quanto prima possibile il datore di lavoro e sentirne le motivazioni della possibile mia assunzione. Se il mio profilo professionale, se il mio salario attuale o possibile, se le richieste del datore di lavoro o quant'altro si possa venire a verificare non fossero d'interesse al datore di lavoro mi si dica quali referenze o certificati dovrei mandare via posta con conseguente perdita di tempo non solo per me ma anche per il datore di lavoro.
Nonostante questo potrà verificare che non sono avvenute ricerche solo telefonicamente ma anche per iscritto come vuole l'ufficio regionale di collocamento.
Concludo affermando nuovamente che per quello che riguarda i mesi di giugno-luglio e agosto 2003 il mio impegno nel campo alberghiero mi impediva sinceramente una ricerca accurata del futuro posto di lavoro che nonostante tutto non ho mai smesso di cercare personalmente." (Doc. _)
1.12. Il doc. _ è stato trasmesso all'amministrazione, con la facoltà di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. _).
Con scritto del 4 giugno 2004 l'amministrazione ha comunicato di non avere altri elementi da aggiungere a quelli già comunicati in precedenza e di ritenere che la sanzione emessa in data 3 novembre 2003 rientri nei parametri e direttive della LADI (cfr. doc. _).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).
Ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza che le ha notificate.
In virtù del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore immediatamente (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2, pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no. 37 pag. 316 consid. 3b), tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003 sono rette dalla procedura di opposizione. Per fissare il momento dell'emanazione della decisione è determinante la sua consegna alla posta (vedi DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr. lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità di ricorso cantonali nel campo delle assicurazioni sociali).
La procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali, ad eccezione della previdenza professionale.
L'art. 52 cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.
Inoltre, secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di regola non sono accordate ripetibili.
2.3. La decisione impugnata è stata emanata dall'URC di _.
Gli URC, in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a infliggere agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di disoccupazione a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più generale, a sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di controllo ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre 2003 nella causa B., inc. n. _).
Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art. 2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr. Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003, 38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr. scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale _ di cui all'inc. _).
Il ricorso contro la decisione su opposizione del 29 dicembre 2003, inoltrato dall'assicurato l'8 gennaio 2004, ovvero entro 30 giorni dall'emissione del citato provvedimento (cfr. art. 60 LPGA), è pertanto ricevibile.
Questa Corte entra, di conseguenza, nel merito del ricorso.
Nel merito
2.4. Oggetto della presente vertenza è la questione a sapere se l'assicurato deve essere o meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche compiute nei mesi precedenti l'iscrizione in disoccupazione nei quali era impegnato in un'attività stagionale.
T
ra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."
L’art. 26 cpv. 3 OADI, in vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell’assicurato."
Conformemente al principio dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
Se non adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.
La giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).
In una sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato questo principio, argomentando:
"
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94 Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei."
(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)
Anche gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML, n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).
Oltre al caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale in particolare per gli assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento, preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).
Per contro non possono essere sospesi gli assicurati che stanno ancora svolgendo gli studi (cfr. STCA del 18 aprile 1986 nella causa S.M., Mendrisio contro _) o che frequentano corsi di perfezionamento (cfr. STCA del 25 ottobre 1985 nella causa P.G., Riazzino contro CPCAD, concernente un corso di tedesco in Germania; STCA del 15 settembre 1988 nella causa L.T., Massagno contro Cassa disoccupazione _, a proposito di un corso di inglese in Olanda).
Per ulteriori indicazioni, cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.
2.5. Per stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C 49/00).
Il disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994 pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).
Secondo costante giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo, devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr. per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87).
In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:
"
(...)
Mit der Vorinstanz sind die fünf Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei, eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu beanstanden."
(
STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA contro E., C 286/02)
In una sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:
"
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1 AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a) zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.
Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art. 17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn 1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter,
Schul- und Berufsbildung der versicherten Person sowie die Verhältnisse im
für diese in Betracht kommenden Arbeitsmarkt. (...)"
Questa giurisprudenza è stata confermata in una sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:
"
(...)
Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1. Februar drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im Monat Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass für die in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2. und 23. Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter bestreitet sie mit Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen in einem befristeten Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte teilzeitliche Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden Verpflichtung zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit die Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar 2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten konnte. (...)"
(STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01)
In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C.
(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:
"
(...)
Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).
Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt, sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden. (...)"
(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)
In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M. (C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto, durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo pieno in un programma di occupazione temporanea.
Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:
"
(...)
En l'occurrence, il y a lieu de constater que les démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du mois de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique administrative. En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité des offres d'emploi. Comme le constatent les premiers juges, cinq recherches ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches se concentrent sur trois jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre 2000). S'agissant de démarches qui pour la plupart d'entre elles - et à la différence d'offres écrites - ne nécessitaient aucune préparation particulière, on pouvait attendre de l'assuré un effort plus soutenu sur l'ensemble de la période de contrôle.
Il n'est pas contesté non plus que le recourant s'est vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles avec son invalidité et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue expérience professionnelle. En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il devait en priorité offrir ses services à des entreprises pour l'établissement de métrés, de devis, ou encore pour la surveillance des travaux. Or, aucune des recherches du mois de novembre 2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés, puisqu'elles visent des emplois dans les domaines du marketing, de la surveillance (pour une entreprise spécialisée en matière de sécurité), de l'édition (travail à l'écran), du service après vente, ainsi que des emplois de jardinier et de chauffeur. Il faut bien admettre cependant que l'assuré avait fort peu de chances, compte tenu de son âge et de la limitation importante de sa capacité résiduelle de travail, de trouver un emploi dans une activité ne faisant pas appel aux connaissances acquises au cours de sa carrière professionnelle. (...)"
(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)
In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un periodo di controllo:
"
(...)
En substance, les premiers juges ont relevé que la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que l'objectif assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches d'emploi mensuelles, n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au moyen d'efforts raisonnables, s'agissant du domaine du secrétariat. (...)"
(STFA dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03)
La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella causa K., inc. _).
A proposito dei compiti dei consulenti del personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. _) il TCA ha ricordato che:
"
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85 cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)."
Giusta l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30 cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. consid.2.3.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).
La legge non prevede nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
L'obbligo a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C.
(C 280/01), nella quale ha osservato:
"
Selbst wenn sich der Versicherte sodann tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs. 2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."
Concretamente ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).
Inoltre il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato di stato dell'economia, SECO).
In caso di rifiuto del datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola, confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).
In una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.
In merito alle ricerche di lavoro compiute esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C 319/02), ha avuto modo di rilevare:
"
(...)
Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231 consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Nussbaumer, op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde également à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité des démarches joue également un certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant d'offres écrites, il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses postulations de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à la périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (...)"
(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)
2.6. L'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).
In una sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della sospensione:
"
Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V 40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art. 30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im Taggeldrecht nicht zum Tragen.
Wüsste nämlich eine arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227- 228)
In questa sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230) il TFA ha pure avuto modo di sancire la conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).
In una sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra l'altro, ribadito che:
"
(...)
2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag. 48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti). Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale (DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.). (...)"
(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C 221/02)
2.7. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione del diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.
L'art. 45 cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un lavoro idoneo.
Per quel che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto 1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste direttive sono conformi alla legge (cfr. D.
Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un totale di trentaquattro ore e la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo).
2.8. Nella già citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto) una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha al proposito rilevato:
"
b) Die Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994 vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen. Indessen sei der Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt worden; zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen Monaten ungeahndet gelten lassen. Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten deshalb bloss leichtfahrlässig. Analog zur Invaliden-, Unfall- und Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung abzusehen. Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.
Demgegenüber macht die Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen. Dass die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von der Pflicht zur Stellensuche. Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.
c) Die Vorinstanz beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht oder verlängert hätten (vgl. Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art. 35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a). Dies müsse gleihermassen für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten. Auch bezüglich solcher Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).
d) Die im genannten Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder verweigert werden können. Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen für leichtfahrlässiges Verhalten aus. Im Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG). Eine Absicht, das Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar. Folgerichtig unterscheidet Art. 45 Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden. Es widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1 1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird, die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu Art. 30). Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine zumutbare Arbeit abzulehnen. Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen müsse. Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen. Daher hat auch leichte Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.
e)
Aus diesen Ausführungen folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er die leichte Fahrlässigkeit von Sanktionen befreit." (DTF 124 V 231-233)
Nella sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha sottolineato:
"
Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat
(Gerhards
, a.
a.O. N 15 zu
Art. 17). Das Alter der Versicherten erschwert zwar die Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle Ausschau zu halten (ARV 1980
Nr.-
45 S. 112 Erw. 2; Gerhards, a.a.O.,. N 14 zu Art. 17). Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität der Bemühungen und nicht deren Erfolg. Dass die Verwaltung keine aktive Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien. Die von der Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung. Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)
La Cassa di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione.
Infine, nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:
"
Eine der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht vorgesehen. Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherang, welche in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl. BGE 122 V 218). Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt überrascht würde. Anders sind die Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV). Ferner pflegt er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt. Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat. Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August 1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist unzulässig. Von dieser Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V 233)
2.9. In una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), non pubblicata, il TFA ha ancora ribadito la necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:
"
(...)
1. L'assuré faisant valoir des prestations d'assurance doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent, entreprendre tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le chômage ou l'abréger. Il lui incombe en particulier de chercher du travail, au besoin en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1 LACI).
Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le droit de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci ne fait pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un travail convenable. Cette disposition trouve notamment application lorsque l'assuré n'effectue pas suffisamment de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail (DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no 26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41 consid. 1).
2. L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne pas avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au cours des mois de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré qu'il n'encourait qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage, dont il convenait de fixer la durée au terme d'une appréciation globale de son comportement pour l'ensemble des mois d'août à décembre 2000.
3.
3.1 La suspension du droit à l'indemnité de chômage prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une sanction de droit administratif destinée à combattre les abus en matière d'assurance-chômage. Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière répétée, sans que soit applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c). Plusieurs mesures de suspension distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf - et exceptionnellement - en présence de manquements qui procèdent d'une volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport étroit de connexité matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression d'un seul et même comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3 p. 22 consid. 3d et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997 [C 61/97] consid. 5a).
3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les mesures de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le Tribunal fédéral des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale du 22 juin 1951 sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la LACI, que des décisions de suspension distinctes pouvaient être prises, même rétroactivement, pour chaque mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à ses obligations. Selon la pratique de l'époque, en effet, l'examen des recherches d'emploi effectuées par les personnes assurées était mensuel, bien qu'il n'existât pas de réglementation légale sur ce point (arrêt non publié F. du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu de modifier cette jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf. parmi d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du 7 octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que l'obligation de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts entrepris en vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par l'art. 26 al. 2 OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI).
4. Après avoir négligé d'effectuer des recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui justifie une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage, l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de trouver du travail, de manière à remplir provisoirement ses obligations vis-à-vis de l'assurance-chômage. Il lui appartenait toutefois de poursuivre ses efforts pendant les mois de novembre et décembre 2000, sans quoi il encourait de nouvelles mesures de suspension pour chacune de ces périodes de contrôle, conformément à la jurisprudence exposée ci-dessus (consid. 3). Les trois décisions administratives litigieuses étaient donc en principe justifiées, contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le Groupe réclamations n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois d'août et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours pour le mois de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations, de la sanction prononcée par le SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01)
In un'altra sentenza del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03), il TFA ha confermato ancora una volta la necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo l'Alta Corte ha osservato:
"
(...)
3.
Nach Art. 17 Abs. 1 AVIG muss der Versicherte, der Versicherungsleistungen beanspruchen will, mit Unterstützung des zuständigen Arbeitsamtes alles Zumutbare unternehmen, um Arbeitslosigkeit zu vermeiden oder zu verkürzen.
Insbesondere ist er verpflichtet, Arbeit zu suchen, nötigenfalls auch
ausserhalb seines bisherigen Berufes. Er muss seine Bemühungen nachweisen können. Gemäss Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG ist der Versicherte in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er sich persönlich nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht.
3.1 Gemäss Rechtsprechung ist der Einstellungsgrund nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG schon dann gegeben, wenn die versicherte Person vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren Obliegenheiten nicht nachgekommen ist. Sie hat sich daher bereits während der Kündigungsfrist um einen neuen Arbeitsplatz zu bewerben (ARV 2003 Nr. 10 S. 119 Erw. 1 mit Hinweisen).
Dies wird in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht grundsätzlich in Frage gestellt. Geltend gemacht wird vielmehr, die Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen ungenügenden Arbeitsbemühungen setze voraus, dass die Verwaltung die versicherte Person auf die Pflicht, sich um eine neue Anstellung zu bewerben, und die bei Unterlassung drohende Sanktion aufmerksam gemacht habe. Ohne diesen Hinweis könne die versicherte Person den besagten Einstellungstatbestand nicht erfüllen.
3.2 Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen Versicherungsgerichts, von der abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die versicherte Person gemäss ihrer Schadenminderungspflicht auch die vor der Meldung auf dem Arbeitsamt unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten lassen (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b, 1981 Nr. 29 S. 127 Erw. 2a; zuletzt: unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22. Oktober 1998, C 267/98). Die Pflicht der Versicherungsleistungen beanspruchenden Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht - ergibt sich direkt aus dem Gesetz (Art. 17 Abs. 1 AVIG). Die versicherte Person kann sich daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitssuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei (unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22. Oktober 1998, C 267/98; vgl. auch ARV 1980 Nr. 44 S. 109). Diese Rechtsauffassung verstösst entgegen der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht gegen die Europäische Menschenrechtskonvention. Sodann ist auch BGE 124 V 233 Erw. 5b nicht so zu verstehen, dass nur ein ab der Anmeldung gezeigtes Verhalten die Schadenminderungspflicht verletzen und zu einer Einstellung führen kann. Die weiteren Vorbringen des Beschwerdeführers rechtfertigen ebenfalls keine andere Betrachtungsweise. Das gilt namentlich auch für den Hinweis auf die gesetzliche Regelung, wonach die versicherte Person die Kontrollvorschriften erst ab der Anmeldung zu erfüllen hat (Art. 17 Abs. 2 AVIG). Zweck der Kontrollvorschriften ist es, die versicherte Person dazu zu bringen, sich den offiziellen Vermittlungseinrichtungen zur Verfügung zu stellen, und die materiellen Anspruchsvoraussetzungen der Arbeitslosigkeit und der Vermittlungsfähigkeit überprüfen zu können (Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 259). Dies schliesst eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen vor der Anmeldung unterlassenen Arbeitsbemühungen nicht aus. Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. d AVIV hat die versicherte Person denn auch bei der Anmeldung den Nachweis ihrer Bemühungen um Arbeit vorzulegen. Dies verdeutlicht, dass die Pflicht zur Stellensuche bereits vor der Anmeldung und den damit gegebenenfalls verbundenen behördlichen Hinweisen besteht. Wollte man der vom Beschwerdeführer vertretenen Auffassung folgen, stünde es im Belieben der versicherten Person, nach Erhalt der Kündigung mit der Anmeldung - diese ist spätestens am ersten Tag, für den Arbeitslosenentschädigung beansprucht wird, vorzunehmen (Art. 17 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 7 Abs. 2 lit. a AVIG) - zuzuwarten und damit vorläufig auf Arbeitsbemühungen verzichten zu können, ohne deswegen eine Einstellung gewärtigen zu müssen. Dies widerspricht der Zielrichtung des Gesetzes.
4.
Das Anstellungsverhältnis des Beschwerdeführers war bis 31. Dezember 2002 befristet, welcher Beendigungszeitpunkt ihm überdies durch Mitteilung des Arbeitgebers vom 24. September 2002 bestätigt wurde. Dies ist ebenso unbestritten wie die Feststellung im Einspracheentscheid und im kantonalen Gerichtsentscheid, wonach der Versicherte für die drei folgenden Monaten Oktober bis Dezember 2002 gesamthaft sechs Stellenbewerbungen aufzuweisen hat.
Wie das beco im Einspracheentscheid vom 7. April 2003 zutreffend dargelegt hat, ist eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen nicht möglich. Ob die Arbeitsbemühungen quantitativ genügen, beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, a.a.O., S. 256 Fn 1330; vgl. auch ARV 1990 Nr. 5 S. 38).
Im vorliegenden Fall führt dies mit Verwaltung und Vorinstanz zu der Feststellung, dass lediglich sechs Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten selbst dann nicht zu genügen vermögen und dies der versicherten Person zum Verschulden gereicht, wenn sie in diesem Zeitraum noch in der bisherigen vollzeitlichen Anstellung tätig war und deshalb die Stellensuche allenfalls erschwert war. Der Beschwerdeführer ist nach der Beendigung des bestehenden Arbeitsverhältnisses arbeitslos geworden und hat Leistungen der Arbeitslosenversicherung in Anspruch genommen, wofür die unterlassenen Arbeitsbemühungen als mit kausal zu betrachten sind. Es hat daher eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu erfolgen.
Soweit der Beschwerdeführer hiegegen vorbringt, die Verwaltung habe ihn ungenügend und falsch über seine Pflichten informiert, weshalb keine Sanktion erfolgen dürfe, kann ihm ebenfalls nicht gefolgt werden. Eine allenfalls unvollständige Information vermöchte ihn im Lichte der vorstehenden Darlegungen (Erw. 3.2) nicht zu entlasten. Was die angeblich falsche Auskunft betrifft, hat der Versicherte im kantonalen Verfahren ein Telefonat mit der Verwaltung erwähnt. Dieses betraf aber nach seiner eigenen Darstellung den Zeitpunkt der Anmeldung und nicht die hier interessierende Frage der Arbeitsbemühungen, weshalb sich daraus von vornherein auch nach Treu und Glauben nichts zu seinen Gunsten ergibt. Dies gilt unbesehen von der Richtigkeit der Auskunft und ohne dass die weiteren Voraussetzungen für den Vertrauensschutz infolge falscher behördlicher Auskunft (vgl. BGE 127 I 36 Erw. 3a, 126 II 387 Erw. 3a, 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen; RKUV 2000 Nr. KV 126 S. 223) geprüft werden müssten.
5.
Die Dauer der Einstellung bemisst sich nach dem Grad des Verschuldens (Art. 30 Abs. 3 AVIG) und beträgt 1 bis 15 Tage bei leichtem, 16 bis 30 Tage bei mittelschwerem und 31 bis 60 Tage bei schwerem Verschulden (Art. 45 Abs. 2 AVIV).
Der Beschwerdeführer hat sich während immerhin drei Monaten nicht genügend um Arbeit bemüht. Verwaltung und Vorinstanz haben deswegen mit einer der Praxis entsprechenden pauschalen, aber ausreichenden Begründung auf ein leichtes Verschulden im mittleren Rahmen geschlossen und die Dauer der Einstellung auf 10 Tage festgesetzt. Ein triftiger Grund, welcher eine abweichende Ermessensausübung als näher liegend erscheinen liesse (BGE 126 V 362 Erw. 5d mit Hinweis), wird nicht geltend gemacht und ergibt sich auch nicht aus den Akten. Dies führt zur Abweisung der Verwaltungsgerichtsbeschwerde." (STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P., C 200/03)
2.10. Nel caso di specie, _ è stato impiegato presso l'Hotel _ dal 25 marzo 2003, tramite un contratto di lavoro di tipo determinato, fino al 31 ottobre 2003.
Il ricorrente si è riannunciato per il collocamento a partire dal 1° novembre 2003: al momento dell'iscrizione in disoccupazione, l'assicurato ha consegnato all'amministrazione le ricerche di impiego compiute durante i mesi di settembre e ottobre 2003.
L'URC di _, considerando le ricerche di lavoro effettuate dall'assicurato nel periodo in cui ha svolto la propria attività di carattere stagionale insufficienti, l'ha sospeso per 14 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. consid. 1.1.).
L'art. 42 LPGA (norma di procedura che entra immediatamente in vigore; cfr. consid. 2.2.), prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante opposizione.
A tale proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta Corte ha rilevato che:
"
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."
In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:
"
(...) Selon un principe général de la procédure administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2 let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."
Nel caso di specie,
prima di emanare la decisione di sanzione il consulente del personale ha provveduto a consegnare all'assicurato una "Richiesta di giustificazione" con la quale gli richiedeva di motivare le insufficienti ricerche entro il 10 novembre 2003, precisando che oltre questa data l'autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso e menzionando espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (cfr. doc. _).
Con scritto datato 10 ottobre 2002 l'assicurato aveva fornito la seguente motivazione:
"
(...)
Durante questi anni trascorsi in Svizzera, credo di aver dimostrato un costante e forte interessamento al fine di essere sempre occupato professionalmente.
Mai mi sono imposto una permanenza in disoccupazione in modo da esentarmi dal lavoro, ma al contrario ho sempre accettato qualsiasi richiesta lavorativa mi venisse fatta o seriamente proposta.
Ho accettato, come lei è a conoscenza, anche occupazioni fuori dal comune dove risiedo con la mia famiglia, nonostante io non sia automunito.
Questo l'ho fatto perché sono fermamente convinto della giusta necessità di essere occupato professionalmente il più possibile.
Dal nostro ultimo colloquio, il 29 ottobre 2003, lei mi fa invece notare una mia negligenza nel cercare un'occupazione a tempo indeterminato.
Faccio presente che nella mia professione (ristorazione, settore alberghiero, ecc...) tutto questo non è certamente facile visto che quasi tutti gli alberghi e parte dei ristoranti del _, rimangono chiusi tutta la stagione invernale o parte di essa.
Chi d'altro canto rimane aperto è quasi sempre completo o, vista la bassa stagione, rifiuta di assumere.
Io comunque le ricerche le ho fatte e consegnate, e come lei avrà notato, ricerche su tutto il territorio cantonale, senza pormi nessunissimo problema.
Sarei ben felice di trovare subito un'occupazione stabile, ma tutto ciò non è, mio malgrado, cosa facilissima da ottenere.
Una penalità o sospensione dalle indennità di disoccupazione comporterebbe un serio problema economico per la mia famiglia, anche se questo riguardasse solo pochi giorni.
Per una persona come me, sempre corretta e responsabile di fronte ai doveri verso questo paese, tutto ciò sembra piuttosto esagerato che le ricerche, per uno che possiede un permesso o un contratto di lavoro stagionale, devono essere fatte su tutto l'arco dell'anno è cosa sicuramente conforme alle vostre disposizioni, ma a me non risultava o meglio non era stata ben compresa.
Risultava o questo comunque avevo capito, che le ricerche andavano fatte gli ultimi due mesi di contratto prima della fine del rapporto di lavoro o comunque a partire da essi.
Dico questo in COMPLETA E MASSIMA BUONA FEDE.
Naturalmente in futuro, se ciò dovesse riaccadere, rispetterò tutto quello che INVOLONTARIAMENTE in passato non avevo ben compreso.
Mi auguro di vedermi accettato questo semplice reclamo, in modo tale da non subire contraccolpi di natura economica troppo dolorosi per tutta la mia famiglia.
Ogni decisione presa da Voi sarà comunque da me accettata con estrema serenità e nel pieno rispetto delle Vostre funzioni." (Doc. _)
Nella presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione, consegnando all'assicurato la richiesta di giustificazione citata (cfr. doc. _), ha dato al ricorrente la possibilità di esprimersi prima di pronunciare la sanzione.
Dunque il diritto di essere sentito dell'assicurato è stato rispettato già prima dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr.
STFA del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a;
RAMI 2002 pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n. 1-28; Th. Locher, "Grundriss des Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466 n° 53 e 54).
2.11.
Per quanto attiene agli assicurati che entrano in disoccupazione al termine di un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o nella ristorazione), va osservato che, per un certo periodo, l'UCL ha applicato anche a costoro la giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in disoccupazione e dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente durante qualche mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un soggiorno di perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o lasciare definitivamente il nostro paese.
Il TFA considera queste persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline, generalmente, a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata limitata, mentre cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. DLA 2000 pag. 152; DLA 1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA 1990 pag. 25; DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V 209; Prassi AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au quotidien et ses aides à l'emploi", Friborgo 1998, pag. 56-58; B. Despland, "Votre sécurité sociale au quotidien", Losanna 1998, pag. 155-156; DTF del 2.5.97 nella causa P.F.; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 19 segg.).
In una sentenza del 18 novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA 2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V 38; D. Cattaneo , op. cit., pag. 24).
Tuttavia, alla luce della giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente assegnato (cfr. STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B., 38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S; STCA del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di _, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, op. cit. pag. 21; 24-25).
Il TCA ha pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli ultimi mesi di lavoro
(cfr. STCA del 17 agosto 2001 nella causa M., _; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B., _; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S., _).
2.12. Nella fattispecie concreta, l'assicurato ha lavorato presso l'Hotel _, tramite un contratto di durata determinata, dal 25 marzo 2003 al 31 ottobre 2003, in qualità di Chef de Partie - Tournant (cfr. doc. _).
In data 1° novembre 2003 _ si è reiscritto in disoccupazione.
L'assicurato, sia nella lettera di giustificazione inviata all'amministrazione in data 30 ottobre 2003 per motivare le insufficienti ricerche di lavoro compiute durante il periodo in cui ha lavorato (cfr. doc. _), sia nell'opposizione del 27 novembre 2003 (cfr. doc. _), sia nel ricorso dell'8 gennaio 2004 (cfr. doc. _), ha rilevato di non avere capito che chi svolge un'attività lavorativa di tipo stagionale deve compiere le ricerche di lavoro durante tutto l'arco dell'anno.
Al riguardo, come correttamente rilevato dall'URC, essendo già stato l'assicurato iscritto in disoccupazione dal 29 dicembre 2002 al 31 gennaio 2003, egli aveva già ricevuto dall'amministrazione le opportune informazioni circa i suoi diritti e doveri di disoccupato, con riferimento in particolare alla necessità di compiere regolarmente gli sforzi necessari al fine di trovare un'occupazione duratura o perlomeno un'attività temporanea durante i mesi di inattività.
Egli ha inoltre ricevuto e sottoscritto in data 19 dicembre 2002 il "Promemoria ricerche di lavoro", nel quale è indicato che gli assicurati devono compiere le ricerche di lavoro già prima di iscriversi al collocamento, durante il periodo di disdetta dal precedente rapporto lavorativo o, in caso di contratti di lavoro di durata determinata, nei tre mesi precedenti l'iscrizione al collocamento; nello stesso documento l'amministrazione ha poi ricordato la necessità, per gli assicurati che svolgono un'attività stagionale e che ricorrono al collocamento solo durante brevi periodi tra una stagione e l'altra, di effettuare gli sforzi necessari per reperire di un'occupazione duratura durante tutto l'anno.
In simili condizioni, occorre ritenere che l'assicurato era o doveva essere perfettamente a conoscenza del dovere di ricercare un'occupazione annuale o perlomeno un impiego temporaneo durante tutto il periodo in cui ha lavorato, così da non dovere fare ricorso alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione al termine della stagione lavorativa.
L'assicurato ha invece omesso di compiere tali ricerche in modo costante durante tutto il periodo in cui ha lavorato, limitandosi a svolgere delle ricerche di lavoro soltanto durante i mesi di settembre e di ottobre 2003.
Inoltre, in occasione dell'ultimo colloquio di consulenza del 29 gennaio 2003 (colloquio che precedeva l'inizio della sua attività stagionale presso l'albergo _) _ era stato informato dal proprio consulente del personale circa l'obbligo di compiere delle ricerche di lavoro durante tutto il periodo in cui lavorava. Al riguardo il consulente del personale ha verbalizzato quanto segue (verbale sottoscritto dall'assicurato):
"
Dal 1.2.2003 incomincia presso panetteria _ e di seguito dal 25.3.2003 presso l'Albergo _.
Dal 1.2.2003 verrà tolto dalle liste della disoccupazione. Ricordato promemoria delle ricerche di lavoro." (Doc. _)
Il ricorrente è quindi stato più volte informato dall'amministrazione circa i suoi diritti e doveri di disoccupato, con riferimento in particolare alla necessità di compiere regolarmente gli sforzi necessari al fine di trovare un'occupazione duratura o perlomeno un'attività temporanea durante i mesi di inattività.
Visto tutto quanto precede, il TCA ritiene che l'assicurato era perfettamente a conoscenza del dovere di ricercare un'occupazione annuale o perlomeno un impiego temporaneo durante tutto il periodo in cui ha lavorato per l'Hotel _, così da non dovere fare ricorso alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione al termine della propria attività, a tempo determinato, presso il citato albergo, dove è stato impiegato dal 25 marzo 2003 al 31 ottobre 2003 (cfr. doc. _).
Di conseguenza, il ricorrente aveva il dovere di cercare seriamente durante tutto il periodo in cui ha lavorato un'attività annuale e duratura o perlomeno un impiego temporaneo per i mesi di inattività.
L'assicurato, al riguardo, ha consegnato all'amministrazione una serie di ricerche di lavoro svolte sia per iscritto, sia telefonicamente, nei mesi di settembre e ottobre 2003 (cfr. doc. _ e doc. _), ricerche che sono state ritenute insufficienti dall'amministrazione.
2.13. A nulla giova la motivazione fornita in sede ricorsuale dall'assicurato per giustificare le sue insufficienti ricerche di una nuova occupazione prima di annunciarsi al collocamento, vale a dire il fatto di avere avuto poco tempo libero a disposizione.
_ ha infatti rilevato che, a suo parere, egli ha compiuto sufficienti ricerche di lavoro presentando all'amministrazione 6 ricerche di lavoro per il mese di settembre 2003 e quattro ricerche di lavoro per il mese di ottobre 2003, tenuto conto del fatto che l'impiego in qualità di cuoco, soprattutto nel periodo primaverile-estivo di maggiore attività nel settore turistico, richiede tempi di lavoro molto duri, a turni, che comportano spesso, alla sera, un orario lavorativo fino a oltre le ore 22, con la conseguenza che il poco tempo libero pomeridiano a disposizione e i due giorni di riposo settimanali sono dedicati al riposo e al recupero delle forze e il tempo per reperire una nuova occupazione è pertanto assai limitato.
Alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.4.-2.5. e 2.8-2.9.) e pur considerando il notevole impegno che richiedeva l'attività del ricorrente, a mente del TCA l'assicurato avrebbe dovuto compiere maggiori sforzi al fine di trovare una nuova occupazione nel periodo antecedente l'annuncio al collocamento.
Inoltre il TCA constata che le ricerche di lavoro svolte dall'assicurato sia telefonicamente, sia per iscritto, durante i mesi di settembre e ottobre 2003 ed indicate sui relativi formulari "Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro" (cfr. doc. _ e doc. _) non sono state comprovate in modo appropriato, ma sono state semplicemente elencate, tramite l'indicazione del nome del potenziale datore di lavoro. L'amministrazione ha al riguardo sottolineato, nel verbale del colloquio di consulenza del 29 ottobre 2003 (cfr. doc. _), di prendere comunque in considerazione le ricerche fatte dall'assicurato, anche se non sono state comprovate per iscritto, prendendo atto della sua buona fede.
L'amministrazione, rispondendo ad un'esplicita domanda del TCA volta ad appurare i motivi per i quali sono stati ritenuti insufficienti gli sforzi compiuti dall'assicurato durante i mesi di settembre e ottobre 2003 (cfr. doc. _), ha osservato di avere ritenuto insufficienti le ricerche di lavoro svolte dal ricorrente a causa del numero limitato di ricerche prodotte, compiute in un arco di tempo ristretto e non svolte durante tutto il mese (cfr. doc. _). Il ricorrente ha infatti effettuato sei ricerche di lavoro durante il mese di settembre 2003, attestate sul relativo modulo (cfr. doc. _), nei giorni del 27 settembre 2003 (4 ricerche) e del 28 settembre 2003 (2 ricerche), mentre le quattro ricerche svolte durante il mese di ottobre 2003, elencate sull'apposito modulo (cfr. doc. _), sono state compiute in data 22 ottobre 2003 (3 ricerche) e 24 ottobre 2003 (1 ricerca).
Al riguardo, occorre osservare che le ricerche di lavoro devono essere effettuate regolarmente e costantemente, poiché esse non sono finalizzate unicamente a superare l'esame mensile da parte dell'amministrazione, bensì il loro scopo principale è quello di reperire un impiego che permetta di evitare o ridurre lo stato di disoccupazione (cfr. consid. 2.5.).
Le ricerche vanno compiute dunque in modo continuo durante tutto l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA del 2 maggio 2000 nella causa M.T.; STCA del 13 aprile 2000 nella causa A.G.; D. Cattaneo, op.cit., pag. 27; soprattutto se esse vengono effettuate per telefono, cfr. consid. 2.5. in fine).
L'amministrazione ha giustamente rimproverato all'assicurato le modalità con le quali ha svolto le proprie ricerche di lavoro, con riferimento particolare alle ricerche compiute per telefono (cfr. doc. _).
A tal proposito, occorre osservare che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.5.), la giurisprudenza esige che gli assicurati comprovino le ricerche di lavoro effettuate di persona tramite l'apposizione del timbro da parte del potenziale datore di lavoro o tramite qualsiasi altra prova scritta che dimostri che la ricerca è effettivamente avvenuta; anche in caso di ricerca telefonica, occorre che l'assicurato possa riuscire a comprovare questa ricerca
mediante una successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).
Di conseguenza, nel caso di specie, l'assicurato non avrebbe dovuto limitarsi a fornire un elenco dei datori di lavoro contattati, ma avrebbe dovuto consegnare all'amministrazione una prova scritta delle ricerche da lui effettuate, soprattutto telefonicamente, durante il periodo precedente l'annuncio al collocamento.
Inoltre, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.5.), non va dimenticato che il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono (cfr. sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg.), osservando che l'assicurato non deve accontentarsi di svolgere unicamente delle ricerche di lavoro per telefono, ma deve anche sforzarsi di rispondere per iscritto a delle offerte di lavoro pubblicate sui quotidiani (cfr. STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02).
2.14. In simili condizioni, questo Tribunale deve concludere che il ricorrente ha violato l'obbligo di ridurre il danno che la legge gli impone per cui, a ragione, l'amministrazione l'ha sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.
Per quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare interna no. 114a, la quale è stata recentemente esaminata da questa Corte nell'ambito di una vertenza analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. _).
Essa indica che:
"
(...)
1. Periodo di tempo da esaminare
L'esame delle ricerche di lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi
prima dell'iscrizione in disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha lavorato
(l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi)
.
2. Quantità/qualità delle ricerche
Nella valutazione delle ricerche di lavoro svolte durante l'anno l'accento va posto soprattutto sulla qualità e non sulla quantità. In particolare bisognerà verificare se gli sforzi effettuati sono mirati ad ottenere degli impieghi duraturi in settori e aziende non tradizionalmente noti per la loro attività stagionale e se il disoccupato ha risposto ad annunci di impieghi annuali pubblicati regolarmente sui giornali. La valutazione dovrà ovviamente tenere conto della situazione concreta (per esempio offerte sul mercato del lavoro, profilo dell'assicurato, se si tratta d'impieghi duraturi, in settori che offrono concretamente posti annuali, di candidature spontanee, di risposte a reali offerte del mercato, di ricerche anche al di fuori del proprio settore, eventualmente fuori Cantone - tipico per settore alberghiero, v. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI - con possibilità di pernottamento).
L'obiettivo è quello di spingere l'assicurato a svolgere
ricerche mirate
e non "ricerche alibi" a tappeto.
Gli sforzi durante l'anno dovranno consistere nel rispondere ad offerte di lavoro durature che dovessero apparire sul mercato del lavoro e che vengono normalmente portate all'attenzione di ogni potenziale interessato tramite annunci su giornali, riviste settoriali o in altro modo. Gli assicurati non sono tenuti a presentare offerte spontanee presso datori di lavoro che non cercano nuovo personale ma a rispondere a delle reali offerte presenti sul mercato
.
Nel periodo immediatamente precedente la fine del lavoro stagionale - rispettivamente inizio della disoccupazione ‐ gli sforzi per il reperimento di un nuovo posto di lavoro dovranno essere maggiormente intensi e valutati secondo la prassi applicata a tutti gli assicurati (esame rigoroso degli ultimi 3 mesi).
3. Durata della sospensione
La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:
3‐4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‐2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni."
(Doc. _, inc. _)
Nell'ambito della vertenza sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid. 2.11.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. _).
La circolare interna no. 114a, come appena esposto, prevede che per ricerche insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione vengano irrogati 3-4 giorni di sospensione, mentre per i restanti mesi dell'anno 1-2 giorni per mese, senza superare il massimo di 18 giorni.
Nel caso in esame l'URC ha inflitto a _ 14 giorni di sospensione dal diritto alle indennità (3 giorni per insufficienti ricerche in ottobre, 3 giorni per insufficienti ricerche in settembre 2003, 4 giorni per mancate ricerche di lavoro durante il mese di agosto 2003 e altri 4 giorni complessivi - 1 giorno per ogni mese - per insufficienti ricerche di un'occupazione nei mesi antecedenti, da aprile a luglio 2003).
Al riguardo, occorre rilevare che nella risposta di causa, il consulente del personale, signor _, ha indicato di essersi fondato, per determinare l'entità della sanzione, sulle direttive della sezione del lavoro, considerando la situazione personale dell'assicurato (cfr. doc. _). In realtà, la circolare specifica per i lavoratori stagionali citata, prevede, in caso di mancate ricerche di lavoro nei tre mesi precedenti l'iscrizione, 4 giorni di sanzione per ogni mese, mentre invece la sanzione da infliggere per mancate ricerche di lavoro nei mesi precedenti in cui l'assicurato lavorava ammonta a 2 giorni per ogni mese.
In una sentenza del 24 settembre 2002 nella causa P. (cfr. inc. _) il TCA, a proposito della Circolare interna no. 114a, ha avuto modo di precisare quanto segue:
"
(...)
Va peraltro rilevato che la Circolare no. 114a non indica in modo preciso, relativamente agli ultimi tre mesi di attività lavorativa, quando infliggere 3 o 4 giorni per mese.
Il TCA ritiene, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire relative à l'indemnité de chômage" del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002 (p.to D68), la quale prevede per il periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per insufficienti ricerche, che si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate ricerche.
Il medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, per cui 2 giorni vanno applicati per mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche.
Gli URC, pertanto, dovranno in futuro attenersi a quanto stabilito nell'ambito della presente vertenza."
Applicando la giurisprudenza appena citata al caso concreto, l'amministrazione avrebbe dovuto infliggere all'assicurato 3 giorni per insufficienti ricerche in ottobre, 3 giorni per insufficienti ricerche in settembre, 4 giorni per mancate ricerche in agosto (ultimi tre mesi precedenti l'iscrizione al collocamento), aumentati di 2 giorni per ogni mese precedente (da aprile a luglio) in cui l'assicurato non ha svolto nessuna ricerca di una nuova occupazione, per un totale di 18 giorni.
Occorre comunque rilevare che _, nel ricorso dell'8 gennaio 2004, ha rilevato di avere "fatto tutto il possibile e ragionevole per trovare quanto prima un'occupazione stabile", prova ne è il fatto che egli è rimasto iscritto in disoccupazione durante il solo mese di novembre 2003, mentre invece a partire dal mese di dicembre 2003 egli ha accettato di allontanarsi dalla sua famiglia (che abita a _) e di lavorare in un ristorante di _ - dove ha preso una camera in affitto per i cinque giorni lavorativi che trascorre lontano da casa, ritornando ad abbracciare sua moglie e suo figlio soltanto durante i due giorni di riposo settimanali a cui ha diritto - tramite un contratto a tempo indeterminato (cfr. doc. _).
Pendente causa il TCA ha chiesto a _ di precisare la data in cui hanno avuto luogo i primi contatti con il ristorante di _ presso il quale lavora e la data in cui il ricorrente ha ricevuto la garanzia di assunzione presso il citato datore di lavoro (cfr. doc. _).
In data 26 aprile 2004 il ricorrente ha comunicato al TCA di avere contattato il suo attuale datore di lavoro a fine ottobre 2003 e di avere ricevuto la garanzia di un'occupazione fissa presso il Ristorante _ a partire dal mese di dicembre 2003, quando egli ha cominciato a lavorare, in qualità di "cuoco capo partita", tramite un contratto di lavoro a tempo indeterminato (cfr. doc. _ e doc. _).
Egli ha pure inviato uno scritto del suo datore di lavoro, Ristorante _, del seguente tenore:
"
Con il presente scritto si dichiara che il Signor _, nato il _.1972, residente a _, ha preso contatto con noi per un posto di lavoro alla fine del mese di ottobre 2003. Purtroppo per ragioni di scarso lavoro abbiamo potuto dargli questa possibilità solo a partire dal 10 dicembre 2003, data in cui il sopracitato ha effettivamente cominciato presso di noi." (Doc. _)
Il TFA ha stabilito che non deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione l'assicurato che pur non compiendo un numero di ricerche di lavoro sufficientemente valide dal profilo qualitativo e quantitativo in un determinato periodo di controllo, riesce comunque, grazie alle stesse, a porre termine alla disoccupazione (cfr. DLA 1990 pag. 132; STCA del 13 febbraio 1997 nella causa M. C.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 32). Secondo la giurisprudenza federale si può, tuttavia, parlare di lavoro garantito soltanto allorché un contratto di lavoro è stato concluso espressamente o tacitamente attraverso la volontà concordata delle parti. Non basta invece che le trattative facciano sorgere la speranza o l'aspettativa di concludere il contratto (cfr. DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV N° 22; STCA del 23 maggio 1995 nella causa M.V.; C. Cattaneo, op. cit., pag. 32).
Questo Tribunale constata che nel caso di specie, e contrariamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza federale citata per poter mandare un assicurato esente da ogni sanzione in caso di ricerche insufficienti durante un periodo di controllo, il ricorrente ha sì reperito, grazie alla ricerca di lavoro effettuata nel mese di ottobre 2003, un'occupazione a tempo indeterminato a partire dal 10 dicembre 2003 presso il Ristorante _, che gli ha consentito di porre termine alla disoccupazione, ma la stessa gli è stata garantita soltanto a partire dal mese di dicembre 2003.
Occorre inoltre tener presente che, come indicato dall'assicurato in sede ricorsuale (cfr. doc. _), egli ha accettato, pur di porre termine alla disoccupazione e facendo dunque tutto quanto possibile al fine di diminuire il pregiudizio, di lavorare lontano dal proprio domicilio, alloggiando durante tutta la settimana lavorativa a _ (non essendo egli automunito) e facendo ritorno dalla propria famiglia durante i due giorni di riposo settimanali cui ha diritto.
Di conseguenza, dato che l'assicurato ha comunque diminuito il pregiudizio a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione, a mente del TCA la sospensione di 14 giorni inflitta dall'amministrazione appare conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.7.) e deve di conseguenza essere confermata.