Decision ID: c4d77c0c-266e-5113-92f8-155db43ce535
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, residente in Italia, nato il (...), celibe, senza
figli, ha lavorato in Svizzera in qualità di frontaliere dal 1987, da ultimo con
la funzione di operaio presso B._ con sede a C._. Egli ha
interrotto il lavoro il 10 aprile 2014 in seguito ad un ricovero presso l’Ospe-
dale di D._ dal 21 aprile 2014 al 14 maggio 2014 causato da uno
stato febbrile a cui è subentrata una paresi agli arti inferiori (doc. 9, 14, 15,
43 pag. 6 e 7 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Can-
tone E._ [Ufficio AI]). Un secondo ricovero è intervenuto presso la
Casa di cura le F._ dal 14 maggio 2014 all’11 luglio 2014
(doc. UAIE 2 pag. 12).
B.
B.a Il 9 ottobre 2014 l’interessato ha formulato all’attenzione dell’Ufficio AI
una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera
per l'invalidità (doc. UAIE 9). Egli ha in particolare indicato di soffrire di mie-
lite post-infettiva esordita in aprile, paraparesi statica (aprile 2014) e di es-
sere HIV/HCV positivo (1990). Un nuovo ricovero è intervenuto il 16 dicem-
bre 2014 fino al 14 gennaio 2015 (allegato al doc. UAIE 26).
B.b Nel corso dell’istruttoria l’Ufficio AI ha assunto agli atti i documenti com-
ponenti l’incarto della ÖKK, cassa malati dell’assicurato, di data intercor-
rente tra l’aprile 2014 e il gennaio 2015 (doc. CM 1-25), segnatamente i
rapporti del 14 maggio 2014 della dott.ssa G._, la cui specializza-
zione non è nota (doc. CM 8) e dell’8 settembre 2014 del dott. H._,
specialista in neurologia (doc. CM 16). Esso si è inoltre fondato sui rapporti
del 13 marzo 2015 del dott. I._, specialista in neurologia (doc. UAIE
26), della dott.ssa L._, specialista in chirurgia, del 23 marzo se-
guente (doc. UAIE 22), quello, particolarmente dettagliato, di cui alla lettera
di dimissione del 12 agosto 2015 della dott.ssa M._, la cui specia-
lizzazione non è nota, relativo al ricovero del 5 agosto 2015 (doc. UAIE 32),
nonché sul questionario per il datore di lavoro del 17 novembre 2014
(doc. UAIE 15 e allegati).
B.c Alla luce della suddetta documentazione, con annotazione del
17 aprile 2015 il dott. N._, medico SMR, generalista, ha indicato la
necessità di esperire un completamento istruttorio (doc. UAIE 27).
B.d L’amministrazione ha pertanto ordinato l’esecuzione di una perizia plu-
ridisciplinare da parte del Servizio Accertamento Medico (SAM). Il referto
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del 2 giugno 2016 (doc. UAIE 43-1 a 43-39), comprende un esame neuro-
psicologico del 10 gennaio 2016 del dott. O._, specialista in neuro-
psicologia, un referto psichiatrico della dott.ssa P._, specialista in
psichiatria e psicoterapia, del 25 febbraio 2016, una perizia neurologica del
5 marzo 2016 della dott.ssa Q._, specialista in neurologia ed una
della dott.ssa R._, specialista in medicina interna e malattie infet-
tive, del 19 marzo seguente (tutti allegati al doc. UAIE 43). Del contenuto
si dirà in dettaglio nei considerandi di diritto.
B.e Nel rapporto finale del 1° luglio 2016 il dott. N._ ha confermato
le diagnosi poste dal SAM e ne ha ripreso le conclusioni quo alla capacità
lavorativa, sia come operaio che in attività sostitutive adeguate (doc. UAIE
44).
C.
C.a Mediante progetto di decisione del 22 agosto 2016 l'Ufficio AI ha rico-
nosciuto all’interessato una rendita intera d'invalidità dal 1°aprile 2015 al
31 dicembre 2015. Esso ha per contro respinto la domanda di rendita per
il periodo successivo, fissando un grado di invalidità del 36% (doc. UAIE
48).
C.b Il 13/14 settembre 2016 (doc. UAIE 50 e 51), agendo per il tramite del
Patronato INAS, A._ si è opposto al progetto di decisione. Egli ha
prodotto il referto radiologico del 4 maggio 2016 del dott. S._, la cui
specializzazione non è nota (allegato al doc. UAIE 50), il certificato medico
del 23 settembre 2016 e il rapporto del 10 ottobre successivo, entrambi
allestiti dal dott. T._, la cui specializzazione non è nota (allegati al
doc. UAIE 54, rispettivamente al doc. UAIE 55).
C.c Il dott. N._, chiamato nuovamente a pronunciarsi, con annota-
zione del 5 dicembre 2016 (doc. UAIE 57) ha affermato che la documenta-
zione prodotta non oggettivava condizioni patologiche aggiuntive, tali da
modificare le valutazioni su cui poggiava il progetto di decisione.
C.d Con decisione del 25 gennaio 2017 (doc. UAIE 58) l’Ufficio dell’assi-
curazione per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha ri-
preso le argomentazioni e le conclusioni del progetto di decisione dell’Uffi-
cio AI del 22 agosto 2016 (doc. UAIE 48). Esso ha altresì evidenziato che
la documentazione prodotta dall’interessato in sede di osservazioni (cfr.
supra C.b) non era tale da inficiarne le conclusioni.
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Pagina 4
D.
D.a Il 28 febbraio 2017, sempre per il tramite del Patronato INAS,
A._ ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale, chiedendo l’annullamento della decisione impugnata, l’ammissione
all’assistenza giudiziaria e il riconoscimento di una rendita intera di invali-
dità anche a decorrere dal 1° gennaio 2016 (doc. TAF 1 e allegati). Delle
motivazioni si dirà, se necessario, nei considerandi di diritto.
L’interessato ha inoltre prodotto un rapporto del 19 agosto 2016 del dott.
H._ (allegato al doc. TAF 1).
D.b Con decisione incidentale del 29 giugno 2017 (doc. TAF 12) il Tribu-
nale adito ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria formulata
dall’insorgente.
E.
Con pagamenti rateali del 21 agosto (doc. TAF 18), 25 settembre
(doc. TAF 20) e 24 ottobre 2017 (doc. TAF 22) il ricorrente ha versato l’an-
ticipo spese di fr. 800.-.
F.
Tramite risposta del 27 aprile 2017 (doc. TAF 5) l'UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame, rinviando all’annotazione del 19 aprile del dott.
N._ e alla presa di posizione dell'Ufficio AI del 21 aprile 2017 (en-
trambi allegati al doc. TAF 5).
G.
Con replica del 31 maggio 2017 (doc. TAF 8) l’insorgente si è riconfermato
nelle argomentazioni esposte nel ricorso. Egli ha inoltre prodotto un certifi-
cato medico del dott. T._ del 12 maggio 2017 ed un rapporto del
dott. H._ del 15 maggio seguente (entrambi allegati al doc. TAF 8).
H.
Con duplica del 29 giugno 2017 (doc. TAF 13) l’UAIE, richiamate l’annota-
zione del dott. N._ del 14 giugno e la presa di posizione dell'Ufficio
AI del 26 giugno precedenti (entrambi allegati al doc. TAF 13), ha proposto
la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata.
I.
Tramite osservazioni alla duplica del 30 novembre 2017 l’insorgente ha ri-
badito le argomentazioni esposte in sede di ricorso e di replica (doc. TAF
25).
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Pagina 5
J.
Con ordinanza del 18 maggio 2018 lo scrivente Tribunale ha invitato il SAM
a fornire ulteriori delucidazioni in merito alle conclusioni peritali (doc. TAF
27).
K.
Tramite scritto del 26 giugno 2018 (doc. TAF 29), richiamati i chiarimenti e
le argomentazioni espressi dalla dott.ssa Q._, il SAM ha confer-
mato la sua valutazione del 2 giugno 2016.
L.
Invitata il 28 giugno 2018 a prendere posizione in merito al suddetto com-
pletamento (doc. TAF 30), con scritto del 13 luglio 2018 (doc. TAF 32) l’au-
torità di prime cure, rinviando alle osservazioni dell’Ufficio AI del 6 luglio
precedente (doc. TAF 31), ha confermato le proprie conclusioni e proposto
la reiezione del gravame.
M.
Con osservazioni del 20 agosto 2018 (doc. TAF 34) l’insorgente si è ricon-
fermato nelle proprie argomentazioni e conclusioni. Egli ha inoltre prodotto
un rapporto di cui alla lettera di dimissione del 4 aprile 2018 del dott.
H._, relativo ad un ricovero ospedaliero del 23 febbraio precedente
(allegato al doc. TAF 34).
N.
Invitato a pronunciarsi in merito alla suddetta presa di posizione con scritto
del 14 settembre 2018 l’UAIE, richiamata la presa di posizione dell'Ufficio
AI dell’11 settembre precedente (doc. TAF 36 e allegato), ha proposto la
reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI, i ricorsi con-
tro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), che ha altresì pagato l’acconto spese, il ricorso – interposto
tempestivamente e rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA
nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1
2.1.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.1.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Deci-
sione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.1.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-
colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre
2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009
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Pagina 7
4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-
terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009
621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE)
n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e
gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel re-
golamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.1.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-
gislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di
tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della pro-
cedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
2.1.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modifi-
cato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gen-
naio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2
con rinvii).
2.2
2.2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-
sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1
consid. 1.2).
2.2.2 La decisione impugnata, con cui è stata riconosciuta all’assicurato
una rendita intera di invalidità limitata nel tempo dal 1° aprile 2015 al 31 di-
cembre 2015, è stata emessa il 25 gennaio 2017. Ne consegue che sono
applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revisione della LAI (primo
pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le eventuali modifiche suc-
cessive intervenute fino alla data della decisione impugnata.
C-1307/2017
Pagina 8
3.
Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato
dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa è stata pronunciata, e meglio il 25 gen-
naio 2017. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all’oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull’apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sen-
tenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V consid. 3a in
fine).
4.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui
queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157
consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del
20 gennaio 2010 consid. 2).
5.
Oggetto del contendere è il diritto di A._ di percepire una rendita
intera anche dopo il 31 dicembre 2015. In concreto va quindi esaminato se
la situazione di salute, rispettivamente la capacità lavorativa dell’assicu-
rato, sono migliorate in misura tale da giustificarne la soppressione. A par-
tire da settembre 2015 è stato infatti attestato un miglioramento della ca-
pacità lavorativa consistente nella possibilità di eseguire attività adeguate
al 50% (doc. UAIE 58).
5.1 In particolare l’insorgente, fondandosi sulla documentazione medica
agli atti, in special modo sui rapporti del dott. H._ del 19 agosto
2016 (allegato al doc. TAF 1), 15 maggio 2017 (allegato al doc. TAF 8) e
4 aprile 2018 (allegato al doc. TAF 34), ritiene che non è intervenuto alcun
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Pagina 9
miglioramento né dello stato di salute né della capacità lavorativa dopo
l’agosto 2015.
5.2 L’amministrazione ritiene per contro che, segnatamente sulla base
della perizia pluridisciplinare del SAM del 2 giugno 2016 (doc. UAIE 43-1 a
43-39), sui rapporti ed annotazioni SMR del 1° luglio 2016 (doc. UAIE 44),
5 dicembre 2016 (doc. UAIE 57), 19 aprile 2017 (allegato al doc. TAF 5) e
14 giugno 2017 (allegato al doc. TAF 13), nonché sul completamento peri-
tale del 26 giugno 2018 (doc. TAF 29 e allegato) lo stato di salute del ricor-
rente era migliorato e che presentava un’incapacità lavorativa totale in ogni
attività dall’aprile 2014 all’agosto 2015, mentre una capacità al lavoro del
30% (intesa come riduzione del rendimento) nell’attività abituale di operaio
dal settembre 2015 e del 50% (intesa come diminuzione del rendimento)
dalla stessa data nell’esercizio di un’attività rispettosa delle limitazioni fun-
zionali.
6.
6.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è
considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-
gola prestazione.
6.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l’assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d’integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-
sto anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI).
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
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Pagina 10
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente superabile.
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del
3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
7.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
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Pagina 11
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5).
8.
8.1 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare la data di mo-
difica del diritto deve essere stabilita conformemente all'art. 88a OAI (RS
831.201; sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2,
9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005
consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti;
cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e
relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88a OAI
non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita
(cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 13 giugno 2014).
8.2 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-
scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rap-
porto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della
lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la sop-
pressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel
senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il
riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2
et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-
zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-
tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se
l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è
stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).
9.
9.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuri-
dico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-
tato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per
l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno
alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o
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la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi).
9.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il
grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giu-
risprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi
d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di valutare
l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui ra-
gionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).
9.3 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (sentenza del TF 8C_153/2007 del 7 maggio
2008; DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160;
HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Ak-
tuelles im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza pub-
blicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA,
art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire delle direttive in relazione alla
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
9.4 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV
n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=soz&query_words=valenza+di+un+rapporto+medico+b%FCrki+moreni&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-V-351%3Ade&number_of_ranks=0#page351 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=soz&query_words=valenza+di+un+rapporto+medico+b%FCrki+moreni&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-V-157%3Ade&number_of_ranks=0#page157
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Pagina 13
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
10.
10.1 Dagli atti trasmessi pendente causa amministrativa dal ricorrente
emerge che con rapporto del 14 maggio 2014 (doc. CM 8) la dott.ssa
G._ ha posto le diagnosi di “ mielite post-infettiva condizionante ipo-
stenia degli arti inferiori associata ad alterazioni della funzionalità sfinteriale
in paziente affetto da epatopatia cronica HCV-correlata e infezione cronica
HIV (...) “.
Tramite rapporto dell’8 settembre 2014 il dott. H._ ha posto le dia-
gnosi di ” mielite parainfettiva esordita in aprile u.s. in infezione cronica da
HIV nota dal 1988 e epatopatia HCV correlata “. Egli ha in particolare evi-
denziato un buon recupero clinico sul piano motorio (deambulazione con
paraparesi spastica con buona autonomia) e delle autonomie globali
(doc. CM 16).
10.2
10.2.1 In occasione della procedura relativa alla domanda di rendita tra-
smessa il 9 ottobre 2014 è stato inoltre assunto agli atti il rapporto del
13 marzo 2015 (doc. UAIE 26) in cui il dott. I._ ha ritenuto che
“ nell’insieme la storia ed il quadro radiologico e delle indagini liquorali de-
pongono per l’evoluzione, in ipotesi dal 2013, di un processo di mielite con
associata aracnoidite adesiva in forma cistica con possibili blocchi liquorali
segmentali (...) “ ed evidenziato che “ il quadro dei deficit neurologici – pa-
raspasticità e atassia – non sembra ulteriormente evoluto quanto meno
nell’ultimo semestre (...) “.
10.2.2 Tramite rapporto del 23 marzo 2015 all’intenzione dell’Ufficio AI
(doc. UAIE 22) la dott.ssa L._ ha posto le diagnosi di mielite post-
infettiva, paraparesi spastica (aprile 2014), HCV-HIV positivo (1990), evi-
denziando la presenza di lombosciatalgia con irradiazione bilaterale agli
arti inferiori. Essa ha poi ritenuto A._ inabile al 100% nella prece-
dente attività, mentre non si è pronunciata quo alla capacità lavorativa in
attività adeguate.
10.3 Con rapporto del 12 agosto 2015 la dott.ssa M._ ha sottoli-
neato un lieve miglioramento della componente algica al momento della
C-1307/2017
Pagina 14
dimissione dal ricovero per rivalutazione del caso intervenuto il 5 agosto
precedente (doc. UAIE 32 pag. 5).
11.
Nella perizia pluridisciplinare del SAM del 2 giugno 2016 (doc. UAIE 43-1
a 43-39), ordinata dall’Ufficio AI, il dott. U._ e la dott.ssa V._,
entrambi specialisti in medicina interna, hanno esaminato lo stato di salute
a partire dall’aprile 2014.
11.1
11.1.1 Da un punto di vista neurologico la dott.ssa Q._, che ha esa-
minato l’interessato il 29 gennaio 2016, ha posto le diagnosi con influsso
sulla capacità lavorativa di “ mielo-aracnoidite adesiva dorsale con compo-
nenti cistiche, atrofia midollare e possibile disturbo della circolazione del
liquor cerebrospinale, di natura indeterminata in paziente con infezione HIV
nota dal 1988 in terapia antiretrovirale, stadio B3 sec CDC’93 (04.2014);
DD HIV correlata nel contesto di sospensione volontaria della terapia anti-
virale dal 25.11.13 al 03.01.14 o infezione opportunistica a germe non iden-
tificato; attuale stabilità clinica e radiologica; clinicamente: paraparesi spa-
stica e atassica, dolori neuropatici centrali e disturbi sfinterici ” (doc. UAIE
43-18 a 43-19).
La dott.ssa Q._ ha poi indicato che “ l’assicurato riferisce una sin-
tomatologia algica a livello dorso-lombare, [...], con irradiazione agli arti
inferiori bilateralmente, che compare soprattutto in stazione seduta ed
eretta [...] “.
11.1.2 La perita ha indicato che la ripresa dell’attività di operaio “ è limitata
non solo dalla difficoltà di mantenere la postura eretta per più di 30 minuti
di seguito, ma anche per la presenza di intensi dolori agli arti inferiori, che
sono presenti anche da seduto. Per questo motivo riesce a rimanere se-
duto senza cambiare postura per circa un’ora. La deambulazione è lenta e
limitata a circa 10 minuti, con l’ausilio di un bastone “. Essa ha poi eviden-
ziato la difficoltà dell’assicurato di raggiungere il posto di lavoro vista l’im-
possibilità di percorrere lunghi tragitti in auto a causa dei deficit sensitivi e
della debolezza alle gambe (doc. UAIE 43-19). La dottoressa ha poi soste-
nuto che “ il deficit neurologico obiettivato è presente dall’inizio della ma-
lattia (aprile 2014) e sebbene descritto stabile in base alla documentazione
in nostro possesso, sembrerebbe lievemente ingravescente, determinando
una progressiva riduzione del perimetro di marcia negli ultimi 6 mesi. Non
C-1307/2017
Pagina 15
escludiamo un peggioramento clinico dovuto ad una progressiva atrofia mi-
dollare, non ancora oggettivabile dagli esami radiologici ”. Chiamata ad
esprimersi in merito alla prognosi a medio-lungo termine l’esperta ha inoltre
rilevato che “ riteniamo improbabile un miglioramento della sintomatologia,
al contrario, non escluso, col tempo un peggioramento, in caso di progres-
sione dell’atrofia midollare o del disturbo della circolazione del liquor cere-
brospinale, che potrebbe portare ad un’ulteriore compressione sulle strut-
ture nervose o una trazione sulle radici. Non escluso anche un aumento
dei dolori neuropatici in seguito ai processi sopra elencati “ (doc. UAIE 43-
19 a 43-20).
L’esperta ha pertanto dichiarato “ (...) l’assicurato inabile al lavoro prece-
dentemente svolto in misura del 70% intesa come riduzione del rendi-
mento; tale limitazione è motivata dai deficit motori agli arti inferiori
(...) ”(doc. UAIE 43 pag. 19), precisando poi che “ all’esame obiettivo neu-
rologico si evidenzia una paraparesi atassica lievemente spastica compa-
tibile con i sintomi denunciati dal paziente e che pertanto rende impossibile
un ritorno all’attività lavorativa precedente “ (doc. UAIE 43-20).
11.1.3 Quo alla capacità lavorativa in attività adeguata essa ha infine indi-
cato (doc. UAIE 43-20 a 43-21) che “ sarebbe da valutare un lavoro ma-
nuale (la funzionalità degli arti superiori non è compromessa e non vi sono
deficit cognitivi significativi [...]), che consenta pause di 10 minuti ogni ora,
con riduzione della percentuale di lavoro al 50%, intesa come diminuzione
del rendimento (motivata dalla necessità di fare pause e dalla presenza di
dolori neuropatici centrali che potrebbero ridurre il rendimento lavorativo) “.
11.2 La dott.ssa R._ da un punto di vista internistico ha posto le
diagnosi di ” mielite con coinvolgimento aracnoideo (diagnosi 04/2014), DD
associata a HIV; infezione da HIV stadio CDC B3 (....); co-infezione da
HCV (...) e nozione amammestica di Epatite B cronica “ ed indicato che
l’incapacità lavorativa non è determinata dall’infezione HIV, ma dalla ma-
lattia neurologica deficitaria conseguente (doc. UAIE 43-21 a 43-23).
11.3 Da un punto di vista neuropsicologico il dott. O._ ha eviden-
ziato isolate e lievi difficoltà di memoria anterograda, ovvero di apprendi-
mento a lungo termine e recupero di nuove informazioni e ritenuto tutte le
altre funzioni cognitive nella norma (doc. UAIE 43-25).
11.4 Infine la dott.ssa P._ ha rilevato l’assenza di patologie psichia-
triche e di fattori di riduzione della capacità lavorativa (doc. UAIE 43-29).
C-1307/2017
Pagina 16
11.5
11.5.1 Complessivamente a A._ è stata quindi riconosciuta un’inca-
pacità lavorativa del 70% (diminuzione del rendimento per il normale tempo
di lavoro) nell’attività lavorativa da ultimo esercitata di operaio dal settem-
bre 2015 e un’incapacità lavorativa del 50% (diminuzione del rendimento
per il normale tempo di lavoro) dalla stessa data in un’attività adatta alle
sue condizioni di salute, di tipo prevalentemente sedentario. Gli esperti
hanno inoltre affermato che “ riteniamo che la capacità lavorativa in questa
misura sia presente da settembre 2015 e che non possa essere migliorata
con ulteriori provvedimenti terapeutici. Dall’inizio della malattia in aprile
2014 sino ad agosto 2015 riteniamo che l’A. sia stato inabile al lavoro in
modo completo per ogni professione, tenuto conto soprattutto dei ripetuti
ricoveri ospedalieri “ (doc. UAIE 43-33).
11.5.2 Il SAM ha quindi attestato che “ le conclusioni peritali si fondano su
un’esauriente discussione tra i medici periti del SAM. L’unica patologia con
influenza sulla capacità lavorativa è quella neurologica “(doc. UAIE 43-32).
12.
Nel rapporto finale del 1° luglio 2016 (doc. UAI 44) il dott. N._ ha
ripreso diagnosi e conclusioni della perizia del SAM.
13.
13.1 In fase di osservazioni al progetto di decisione del 22 agosto 2016 alla
luce del referto radiologico del 4 maggio 2016 (allegato al doc. UAIE 50) il
dott. S._ ha evidenziato che sia il quadro RM dell’encefalo che
quello del tratto rachideo mostravano una situazione stabile ed invariata
rispetto ai precedenti controlli effettuati in data 23 dicembre 2014.
13.2 Dal canto suo con rapporto del 10 ottobre 2016 il dott. T._ ha
ritenuto l’assicurato totalmente inabile al lavoro (allegato al doc. UAIE 55).
14.
14.1 In sede ricorsuale l’insorgente ha prodotto il rapporto del 19 agosto
2016 (allegato al doc. TAF 1) in cui il dott. H._ ha posto le diagnosi
di severa paraparesi agli arti inferiori in esiti di mielite parainfettiva ed esiti
di aracnoidite. Egli ha poi ha sostenuto che “ il paziente presenta una pa-
raparesi spastica di moderata entità che comporta una deambulazione ral-
lentata e con necessità di bastone. Associati rilevanti algie agli arti inferiori
che peggiorano con il carico e da cui ottiene solo parziale beneficio con
C-1307/2017
Pagina 17
terapia oppiacea “, precisando che l’interessato“ (...) presenta una mode-
rata autonomia ADL di routine, necessita di assistenza nelle attività quoti-
diane (ad esempio cambiare una lampadina, pulizia approfondita della
casa) e non è assolutamente abile al lavoro in quanto uno sforzo fisico
anche moderato o lieve ma minimamente protratto comporta una facile fa-
ticabilità e un’esacerbazione dei dolori agli arti inferiori con necessità di
riposo e di sospendere qualsiasi attività “.
14.2 In sede di replica l’insorgente ha prodotto un certificato medico del
12 maggio 2017 in cui il dott. T._ ha indicato che l’interessato “ per-
mane invalido al 100% per sintomatologie dolorose in sede lombare e arti
inferiori ad oggi in aggravamento, con rapido esaurimento delle forze “ (al-
legato al doc. TAF 8).
14.3 Con rapporto del 15 maggio 2017 (allegato al doc. TAF 8) il dott.
H._ ha da parte sua sostenuto che “ appare evidente la non idoneità
lavorativa del paziente a svolgere lavori pesanti, usuranti, che richiedano
uno sforzo fisico anche moderato a causa del deficit neurologico e del do-
lore cronico. A mio giudizio il paziente non appare idoneo neanche al lavoro
di ufficio poiché la posizione seduta mantenuta in modo prolungato esa-
cerba il dolore cronico lombare e agli arti inferiori, poiché tale posizione
aumenta la pressione a livello del rachide lombare, con conseguenti epi-
sodi di dolore acuto e intenso. Il paziente inoltre presenta facile faticabilità,
sonnolenza e difficoltà a mantenere la concentrazione anche a causa della
terapia del dolore che assume “.
14.4 Con annotazione del 14 giugno 2017 (allegato al doc. TAF 13) il dott.
N._ ha rilevato che la valutazione del dott. H._, che non do-
cumentava anche dal punto di vista strumentale il presunto peggioramento,
appariva incongruente con tutte le altre valutazioni specialistiche agli atti
degli ultimi tre anni dalle quali si evinceva, al contrario, un quadro stabile
ed invariato.
15.
15.1 Pendente causa la giudice dell’istruzione ha ritenuto necessario sot-
toporre alcuni quesiti al SAM in particolare alla dottoressa Q._
(doc. TAF 27), ravvisando di primo acchito una contraddizione tra quanto
attestato dalla perita e meglio un peggioramento dello stato di salute retro-
spettivo al mese di agosto 2015 (cioè nei sei mesi precedenti la visita spe-
cialistica da parte sua avvenuta nel gennaio 2016) accompagnata da pro-
C-1307/2017
Pagina 18
gnosi negativa e l’attestazione da parte del SAM nella perizia pluridiscipli-
nare di un implicito miglioramento dello stato di salute nel medesimo pe-
riodo (settembre 2015), consistente nella capacità di svolgere attività ade-
guata al 50% (doc. TAF 27 pag. 3).
La perita dopo aver esaminato l’assicurato il 29 gennaio 2016, aveva infatti
affermato che " il deficit neurologico obiettivato è presente dall’inizio della
malattia (aprile 2014) e sebbene descritto stabile in base alla
documentazione in nostro possesso, sembrerebbe lievemente
ingravescente, determinando una progressiva riduzione del perimetro di
marcia negli ultimi 6 mesi. Non escludiamo un peggioramento clinico
dovuto ad una progressiva atrofia midollare, non ancora oggettivabile dagli
esami radiologici ”. Chiamata ad esprimersi in merito alla prognosi a medio-
lungo termine l’esperta ha inoltre rilevato che “ riteniamo improbabile un
miglioramento della sintomatologia, al contrario, non escluso, col tempo un
peggioramento, in caso di progressione dell’atrofia midollare o del disturbo
della circolazione del liquor cerebrospinale (...) ” (doc. UAI 43-19 a 43-20).
15.2 La dott.ssa Q._, ha redatto la propria presa di posizione il
26 giugno 2018 dichiarando che “ la situazione sembra stabilizzata dal
punto di vista neurologico e non sono previsti provvedimenti terapeutici a
breve (...) come discusso sopra, un lieve peggioramento della sintomato-
logia non è escluso ma a nostro avviso, non cambierebbe, dal punto di
vista neurologico in modo significativo e a breve termine, la situazione cli-
nica del paziente “ (doc. TAF 29 pag. 2). La perita ha poi evidenziato che
“ confermo aver valutato la capacità lavorativa dell’assicurato in base al
quadro clinico osservato in data 29.01.2016, e quindi di aver preso in con-
siderazione, nella mia valutazione della capacità lavorativa (...) le conse-
guenze del peggioramento verificatosi nei mesi precedenti alla suddetta
perizia “, sottolineando poi di confermare “ che un eventuale peggiora-
mento della sintomatologia dovuto ad aumento della spasticità o dei dolori
agli arti inferiori non avrebbe un impatto sulla capacità lavorativa residua,
in particolar modo in un’attività adatta, che come ricordo dovrebbe svol-
gersi in posizione seduta ed essere di tipo manuale (gli arti superiori non
sono compromessi) “ (doc. TAF 29 pag. 2). Essa ha inoltre precisato di non
ravvedere “ nessuna contraddizione nella perizia pluridisciplinare stilata in
data 02.06.2016, nella quale non si attestano miglioramenti clinici, ma si fa
riferimento ad una situazione clinica che si può considerare complessiva-
mente stabilizzata a partire da settembre 2015, dopo un periodo di inabilità
lavorativa al 100% da aprile 2014 a agosto 2015, a causa di un quadro
clinico in evoluzione con ripetuti ricoveri ospedalieri e cure mediche. A par-
C-1307/2017
Pagina 19
tire da settembre 2015 l’assicurato è stato ritenuto idoneo a poter ripren-
dere un’attività adatta in misura del 50% e poter affrontare provvedimenti
di integrazione professionale “ (doc. TAF 29 pag. 3). L’esperta ha infine in-
dicato che la capacità lavorativa residua del 30% in qualità di operaio è
valida dal settembre 2015.
15.3 Secondo l’UAIE le conclusioni peritali non contengono contraddizioni.
Dopo un periodo di piena incapacità lavorativa lo stato di salute dell’assi-
curato è stato ritenuto stabilizzato permettendo di riconoscere una capacità
lavorativa residua da settembre 2015 del 30% nella precedente attività e
del 50% in attività adeguate consone alle limitazioni funzionali espresse e
che non risultano pertanto elementi attestanti una diversa valutazione del
caso (allegato al doc. TAF 32).
15.4 Dal canto suo l’assicurato ha prodotto un rapporto del 4 aprile 2018 in
cui il dott. H._ ha sostenuto che “ nonostante i benefici ottenuti sul
controllo del dolore e sul cammino (...) il paziente presenta comunque una
faticabilità ed un deficit stenico tali da renderlo non idoneo all’attività lavo-
rativa, sia pesante che d’ufficio in quanto la posizione seduta prolungata
accentua il dolore al rachide per un aumento locale della pressione con
necessità di frequenti pause, difficoltà a mantenere la concentrazione in
modo prolungato con un elevato rischio di scarsa produttività e di burn-
out “, precisando che “ (...) il cammino autonomo rimane limitato a poche
decine di metri a causa di un precoce esaurimento muscolare a livello degli
arti inferiori e della persistenza di un severo deficit degli equilibri globali “
(allegato al doc. TAF 34).
16.
16.1 Alla luce di quanto sopra esposto va quindi esaminato se la perizia
pluridisciplinare del SAM del 2 giugno 2016, ordinata dall’Ufficio AI e su cui
si è fondato il SMR e, a sua volta, l’UAIE, così come il complemento del
26 giugno 2018 richiesto dal TAF permette di desumere in maniera com-
pleta, motivata, concludente e pertanto convincente un’evoluzione positiva
della capacità lavorativa del ricorrente, in particolare una capacità lavora-
tiva del 30% in qualità di operaio dal settembre 2015 e del 50% dalla stessa
data in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali posti, in entrambi i
casi intese come normale tempo di lavoro con riduzione del rendimento del
70%, rispettivamente 50%.
C-1307/2017
Pagina 20
16.2
16.2.1 A titolo preliminare giova rammentare che le uniche patologie con
influenza sulla capacità lavorativa sono quelle neurologiche (consid. 12.1-
12.2). Il ricorrente non ha contestato le diagnosi poste in questo ambito,
ma unicamente le loro conseguenze sulla capacità lavorativa, la quale non
sarebbe migliorata.
16.2.2 Occorre inoltre evidenziare che la perizia contiene una ricostruzione
dettagliata dei fatti di pertinenza neurologica, un’anamnesi personale, pro-
fessionale e patologica, dati soggettivi dell’assicurato, esami oggettivi, un
elenco di diagnosi e delle conclusioni. Essa adempie quindi – perlomeno
da un punto di vista formale – i requisiti posti dalla dottrina e dalla giuri-
sprudenza (consid. 9.3). In data 26 giugno 2018 il SAM ha inoltre risposto
esaustivamente alle richiesta di delucidazioni sottopostagli dal TAF pen-
dente causa (doc. TAF 29).
16.2.3 Dagli atti di causa emerge che la patologia neurologica manifesta-
tasi nell’aprile 2014 risulta sostanzialmente stabile sia clinicamente che ra-
giologicamente (consid. 11.1.1). In particolare con referto del 4 maggio
2016 (consid. 13.1) il dott. S._ ha indicato che le risonanze magne-
tiche dell’encefalo ed alla colonna in toto evidenziavano uno stato stabile
ed invariato rispetto al referto radiologico del 23 dicembre 2014 (anche
consid. 10.2.1). Tale fatto è stato ribadito anche nel complemento peritale
(consid. 15.2). Inoltre la dottoressa M._ aveva attestato il 12 agosto
2015 un lieve miglioramento della componente algica al momento della di-
missione (consid. 10.3).
Proprio dal settembre 2015 tuttavia, quindi immediatamente dopo il periodo
di degenza ospedaliera per rivalutazione del caso (dal 5 al 12 agosto 2015,
doc. UAIE 32) e nell’istante in cui la dott.ssa Q._ aveva attestato un
lieve aggravamento del deficit neurologico presente all’inizio della malattia
(aprile 2014), paventato un possibile peggioramento clinico e formulato
una prognosi negativa a medio-lungo termine, i dott.ri U._ e
V._ hanno fissato l’inizio dell’esercizio della capacità lavorativa in
attività adeguate ed un miglioramento della capacità lavorativa nella pre-
cedente attività svolta.
Se di primo acchito detta conclusione pare contraddittoria, alla luce dei
chiarimenti forniti dalla perita pendente causa di ricorso (consid. 15.2), tale
impressione viene confutata da motivazioni convincenti. In effetti secondo
la dottoressa Q._ il lieve peggioramento, consistente in un aumento
C-1307/2017
Pagina 21
della spasticità o dei dolori agli arti (che riducono il perimetro di marcia,
consid. 15.1) non influisce sulla capacità lavorativa in attività adeguate, ri-
tenuto che esse dovevano essere svolte in posizione seduta e che ogni ora
l’assicurato deve inserire una pausa di dieci minuti. Inoltre il medico ha di-
chiarato di aver tenuto conto di detta circostanza nella propria valutazione.
Se inoltre è vero che il danno alla salute crea problemi anche in posizione
seduta, è pur vero che di tale fatto, come detto, ha tenuto conto la perita
riconoscendo una riduzione del rendimento del 50%, comprensivo della
necessità di inserire pause di dieci minuti ogni ora. Così facendo la perita
ha tenuto conto non solo dei dolori che potevano insorgere dopo un certo
tempo in posizione seduta, ma anche di altri fattori (si confronti i rapporti
del dottor H._ del 15 maggio 2017 [consid. 14.3] e del 4 aprile 2018
[consid. 15.4]).
Alla luce di quanto appena esposto è pertanto convincente la conclusione
secondo cui a partire dal settembre 2015 e meglio dopo l’ultimo ricovero
ospedaliero intervenuto prima della decisione impugnata lo stato di salute
del ricorrente era perlomeno stabilizzato al punto tale da permettergli di
svolgere un’attività lavorativa adeguata in posizione seduta al 50% inteso
quale riduzione del rendimento. Tramite l’introduzione di pause i periti
hanno riconosciuto che le difficoltà causate dalla patologia non si limita-
vano, come detto, al movimento o alla posizione eretta, bensì interessa-
vano anche la posizione seduta.
Del resto l’incapacità lavorativa totale in ogni attività era stata determinata
soprattutto alla luce dei ripetuti ricoveri e delle cure mediche a cui l’interes-
sato si era sottoposto (consid. 15.2). In particolare tra maggio e luglio 2014
l’assicurato era stato ricoverato all’incirca tre mesi. Un nuovo ricovero era
stato necessario da metà dicembre 2014 a metà gennaio 2015, un breve
ricovero infine dal 5 al 12 agosto 2015 per rivalutazione del caso. Per con-
tro fino al 23 febbraio 2018 non risultano esservi state altre degenze. An-
che da questo punto di vista si può senz’altro affermare che una stabilizza-
zione è intervenuta da settembre 2015 perlomeno fino alla decisione impu-
gnata.
In simili condizioni la documentazione medica trasmessa dal ricorrente non
mette in discussione le conclusioni peritali, consistendo unicamente in una
valutazione diversa della medesima fattispecie rispettivamente interes-
sando un periodo posteriore la decisione impugnata e pertanto non di com-
petenza di questa Corte (si confronti in proposito consid. 14.2., 14.3, 15.4).
La decisione impugnata su questo punto va pertanto confermata.
C-1307/2017
Pagina 22
17.
17.1 Infine occorre ancora esaminare la conformità del tasso di invalidità.
17.1.1 Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assi-
curata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire
quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio
dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di ve-
rosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue
capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'es-
sere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in
presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (cfr. sentenza del TF
9C_501/2013 del 28 novembre 2013 consid. 4.2 con riferimenti). L’applica-
zione dei salari statistici è infatti sussidiaria (DTF 142 V 178 consid. 2.5.7
e giurisprudenza citata). Questo sarà in particolare il caso qualora doves-
sero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assi-
curato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifesta-
mente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni ve-
rosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato,
prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava
in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del de-
terioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell'invalidità (cfr. sentenza del TF
9C_501/2013 consid. 4.2 con riferimenti).
17.1.2 Nella decisione impugnata l’autorità di prime cure, sulla base delle
indicazioni fornite dal datore di lavoro nel questionario del 17 novembre
2014 (doc. UAIE 15), ha ritenuto che, senza danno alla salute, A._
avrebbe percepito nella sua attività abituale di operaio del reparto finitura
(anche metalmeccanico da banco, doc. UAIE 14 pag. 52, che si occupa di
preparazione e rifinitura di pezzi, doc. UAIE 43 pag. 7) presso B._
con sede a C._ (società che si occupa di produzione, acquisto e
vendita di pezzi fusi e meccanici di precisione, si confronti Z._) un
reddito ipotetico annuo pari a 46'422.10 franchi nel 2014, dato peraltro non
contestato dall’assicurato (allegato al doc. UAIE 44 e doc. UAIE 58).
C-1307/2017
Pagina 23
17.2
17.2.1 Per determinare il reddito da invalido, fa stato in primo luogo la si-
tuazione salariale concreta dell'assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua, il reddito deri-
vante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale (DTF 126 V 75 consid. 3b/aa). Qualora difettino indicazioni
economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche
salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (cfr.
sentenza del TF 9C_205/2011 consid. 7 e relativi riferimenti).
17.2.2 Utilizzando i dati ufficiali editi dall’Ufficio federale di statistica (UFS,
[RSS 2010, tabella TA1 nazionale, anno 2012), l’UAIE ha ritenuto quale
reddito da invalido, il salario annuale ottenibile dall’insorgente nel 2014 (ca-
tegoria 4.2: attività semplici e ripetitive, valore mediano), ossia
fr. 29'776.35, tenuto conto di un salario mensile a tempo pieno aggiornato
al 2014 di fr. 5'289.35.-, di un orario usuale di 41,7 ore settimanali, nonché
di una riduzione del 50% per motivi medico-teorici e del 10% per attività
leggera e svantaggi salariali, pari ad un reddito al 100% di fr. 66'169.75
(allegato al doc. UAIE 44 e doc. UAIE 58).
17.3 Dal raffronto dei redditi è scaturito quindi un grado d’invalidità del 36%
(allegato al doc. UAIE 44 e doc. UAIE 58).
18.
18.1 Preliminarmente giova rilevare come la descrizione dell’attività abi-
tuale svolta dall’insorgente presso B._ (cfr. consid. 17.2.2) non per-
metta di stabilire in modo certo ed univoco se la stessa rientra nel settore
metallurgia, fabbricazione prodotti in metallo (cat. 24-25 della tabella TA1
dell'Ufficio federale di statistica [UFS] o in quello della fabbricazione di mac-
chinari e apparecchiature (cat. 28 della tabella TA1 UFS).
18.1.1 Il reddito per il 2014 ammonta a fr. 46'422.10 (cfr. consid. 17.2.2).
Indicizzato al 2016 (anno di riferimento per il raffronto dei redditi) a mezzo
della tabella T1.2.0 (metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo, cat.
24-25), + 1,2% nel 2015, - 0,1% nel 2016), risulta pari a fr. 46'932.09.
18.1.2 Per quanto attiene il settore fabbricazione di macchinari, apparec-
chiature e di mezzi di trasporto il reddito da valido indicizzato al 2016 a
C-1307/2017
Pagina 24
mezzo della tabella T1.2.10, (+ 0.1% nel 2015, + 0,9 nel 2016) ammonta a
fr. 46'886.63.
18.2 Al momento della decisione litigiosa, il 25 gennaio 2017 l’UAIE poteva
già disporre dei dati del 2014, ritenuto che sono stati pubblicati nell’aprile
2016 (cfr. sito internet: https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statisti-
ken/kataloge-datenbanken/tabellen.assetdetail.327902.html). Per stabilire
il reddito da invalido andava di conseguenza fatto riferimento alla perti-
nente tabella dell’ISS 2014 e non a quella del 2012. Analogamente a
quanto fatto con il salario da valido, occorre poi indicizzare i dati ottenuti al
2016.
Ne discende che da invalido, in attività semplice e ripetitiva, l’assicurato
avrebbe potuto percepire nel 2014 un salario medio mensile di fr. 5'312.-
(TA1 2014, categoria 1, uomini), che riportato su un orario usuale di
41,7 ore settimanali, corrisponderebbe ad un salario mensile di fr. 5'537.76
ed annuale di fr. 66'453.12, mentre nel 2016 un salario mensile di
fr. 5'598.80 (fr. 5'537.76 + 0,4% [2015], + 0,7% [2016], ed annuale di
fr. 67'185.60.
Conto tenuto di una riduzione del 50%, poiché l’insorgente può svolgere
un’attività sostitutiva al 50% (riduzione del rendimento), ne consegue un
reddito da invalido di fr. 33'592.80 (67'185,50 : 2).
18.3
18.3.1 Tenuto conto del fatto che il reddito da invalido (al 100%) risulta es-
sere nettamente (circa fr. 20'000) superiore a quello da valido, occorre an-
cora domandarsi se il reddito da valido è inferiore o meno alla media dei
salari per un'attività equivalente nel settore economico nel quale lavorava
l'interessato.
18.3.2 Secondo la giurisprudenza, se per motivi non imputabili all'invalidità
(quali scarsa formazione scolastica, formazione professionale carente, co-
noscenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di assunzione a causa
dello statuto di residenza rispettivamente problematiche legate al mercato
del lavoro: DTF 110 V 273 consid. 4c pag. 277; sentenza del Tribunale fe-
derale delle assicurazioni I 32/04 del 6 agosto 2004 consid. 3; sentenza
9C_310/2009 del 14 aprile 2010 consid. 4.1.1 concernente il Cantone
E._), il reddito percepito dalla persona assicurata prima dell'insor-
genza del danno alla salute era considerevolmente inferiore alla media dei
salari erogati per un'attività simile nel settore interessato e altresì non vi è
https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/kataloge-datenbanken/tabellen.assetdetail.327902.html https://www.bfs.admin.ch/bfs/de/home/statistiken/kataloge-datenbanken/tabellen.assetdetail.327902.html
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Pagina 25
motivo di ritenere che fosse intenzionata ad accontentarsi di un reddito mo-
desto, i medesimi fattori che hanno influenzato negativamente il reddito da
valido devono essere considerati anche per fissare il reddito da invalido
(cosiddetto principio del " parallelismo " dei dati da porre a confronto: DTF
134 V 322 consid. 4.1 pag. 326; 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225; RAMI
1993 no. U 168 pag. 103 consid. 5a e b; RCC 1989 pag. 485 consid. 3b;
sentenze 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 consid. 6.1 e U 493/05
dell'11 gennaio 2007 consid. 3.2; sentenze del Tribunale federale delle as-
sicurazioni I 801/03 del 20 luglio 2004 consid. 3.1.2, I 630/02 del 5 dicem-
bre 2003 consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).
Alla base della citata giurisprudenza vi è la riflessione secondo cui un in-
valido non potrà realisticamente percepire il salario medio previsto dalle
tabelle se già nell'attività svolta senza il danno alla salute conseguiva un
reddito nettamente inferiore alla media per determinati motivi estranei all'in-
validità (DTF 135 V 58 consid. 3.4.3 pag. 62; sentenza 9C_488/2008 del
5 settembre 2008 consid. 6.4, riassunta in RSAS 2008 pag. 570; sentenze
del Tribunale federale delle assicurazioni I 428/04 del 7 giugno 2006 con-
sid. 7.2.2 e I 630/02 del 5 dicembre 2003 consid. 2.2.2; cfr. pure sentenza
9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 6.2).
Il TF ha precisato che un reddito è inferiore alla media dei salari per un'at-
tività equivalente, allorquando il guadagno effettivamente conseguito di-
verge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore. Pertanto, il
parallelismo dei redditi di paragone va effettuato soltanto per la parte per-
centuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 V 297 consid. 6.1.2).
Il parallelismo dei redditi può realizzarsi in particolare a livello del reddito
da valido, tramite adeguato aumento oppure facendo capo ai valori stati-
stici, o ancora a livello del reddito da invalido, mediante una riduzione ade-
guata del valore statistico (DTF 135 V 58 consid. 3.1 pag. 59; 134 V 322
consid. 4.1 pag. 326).
La giurisprudenza sul parallelismo dei redditi è stata ulteriormente preci-
sata nella sentenza pubblicata in DTF 135 V 58. In tale occasione il Tribu-
nale federale ha evidenziato che, laddove un reddito da invalido apparte-
nente alla fascia media appare realisticamente conseguibile rispettiva-
mente ragionevolmente esigibile, un reddito da valido inferiore alla media
per motivi economici non va adeguato al valore medio di tale reddito, in
quanto il potenziale economico non sfruttato non è assicurato. (DTF 135 V
58 consid. 3.4.1 - 3.4.3; cfr. pure sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto
2013 consid. 4.4). Tale procedere non discrimina inoltre le persone a basso
C-1307/2017
Pagina 26
reddito, poiché per la determinazione del grado di invalidità è rilevante uni-
camente la perdita di guadagno causata da un danno alla salute (DTF 135
V 58 consid. 3.4.1-3.4.6 pag. 60 segg.; cfr. pure sentenza 9C_205/2011 del
10 novembre 2011 consid. 6.3).
18.4
18.4.1 Qualora si consideri che l’attività abituale del ricorrente rientra nella
categoria 24-25 dai dati dell’UFS per il 2014 (tabella TA1, uomini, livello 1)
emerge che nel settore della metallurgia, fabbricazione prodotti in metallo,
il salario medio equivaleva a fr. 5'340.- mensili, ossia fr. 64'080.- all'anno,
per un orario settimanale di 40 ore. Rapportato ad un orario usuale di
41,7 ore settimanali e indicizzando tale dato al 2016 a mezzo della tabella
T1.2.10 quell’anno (metallurgia, fabbricazione prodotti in metallo [cat. 24-
25], + 1,2% nel 2015, - 0,1 nel 2016), si ottiene un importo di fr. 67'537.43.
Ciò significa che un operaio attivo nel settore della metallurgia e fabbrica-
zione di prodotti in metallo in Svizzera avrebbe potuto mediamente conse-
guire nel 2016 un guadagno di fr. 67'537.43, mentre l’interessato, nello
stesso anno, avrebbe percepito in E._ un reddito di fr. 46'932.09. In
concreto, la differenza è di fr. 20'605.34.-, pari al 30,5%.
18.4.2 Per quanto attiene la cat. 28 stando ai dati dell'UFS per il 2014 (ta-
bella TA1, uomini, livello 1), nel settore della fabbricazione di macchinari e
apparecchiature, il salario medio equivaleva a fr. 5'683.- mensili, ossia
fr. 68’196.- all'anno, per un orario settimanale di 40 ore. Rapportato ad un
orario usuale di 41,7 ore settimanali e indicizzando tale dato al 2016 a
mezzo della tabella T1.2.10 quell’anno (fabbricazione di macchinari, appa-
recchiature e di mezzi di trasporto [cat. 28-30], + 0,1% nel 2015, + 0,9 nel
2016), si ottiene così un importo di fr. 71.805.58.
Ciò significa che un operaio attivo nel settore della fabbricazione di mac-
chinari e apparecchiature in Svizzera avrebbe potuto mediamente conse-
guire nel 2016 un guadagno di fr. 71'805.58, mentre l’interessato, nello
stesso anno, avrebbe percepito in E._ un reddito di fr. 46'886.63. In
concreto, la differenza è di fr. 23'615.74, pari al 34,7%.
18.4.3 Alla luce di quanto appena esposto in concreto essendo emersa una
differenza del 30,5% (cat. 24-25), rispettivamente 34.7% (cat. 28) occorre
riconoscere che il salario da valido dell’interessato è notevolmente inferiore
alla media svizzera. Non emergono inoltre indizi a favore del fatto che fosse
intenzione di quest’ultimo di accontentarsi di un guadagno modesto; l’entità
C-1307/2017
Pagina 27
del salario percepito è infatti riconducibile alla situazione del mercato del
lavoro in E._. Tenuto conto della franchigia del 5%, il reddito da in-
valido dovrà quindi essere ridotto del 25,5% (cat. 24-25), rispettivamente
del 29,7% in ragione del gap salariale.
19.
Questo reddito può essere ridotto, al massimo del 25%, per tenere conto
dei fattori professionali e personali del caso (DTF 126 V 75).
19.1 Se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati statistici
debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e
professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età,
anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupa-
zione), criteri che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. Il Tri-
bunale federale ha precisato al riguardo che una deduzione globale mas-
sima del 25% del salario statistico permette di tenere conto delle varie par-
ticolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. A seconda della loro
incidenza infatti, è possibile che la persona assicurata, anche in un mercato
del lavoro equilibrato, non sia in grado di realizzare un salario medio sfrut-
tando la capacità lavorativa residua (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine).
La deduzione non è automatica, ma deve essere valutata di caso in caso
e complessivamente, non separatamente, in maniera schematica, som-
mando i singoli fattori di deduzione, tenendo conto di tutte le circostanze
del singolo caso (sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012 con-
sid. 4.2.1 e DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine).
Va aggiunto che è compito dell'amministrazione e, in caso di ricorso, del
giudice, motivare l'entità della deduzione, fermo restando che quest'ultimo
non può scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione senza fondati mo-
tivi (DTF 126 V 75 consid. 5b/dd e 6; cfr. pure 129 V 472 che conferma
questi principi). Al riguardo va rilevato che quando è chiamato a verificare
il potere di apprezzamento esercitato dall'amministrazione (v. art. 37 LTAF
in relazione con l'art. 49 PA), per stabilire l'estensione della riduzione da
apporre al reddito da invalido, il Tribunale amministrativo federale deve va-
lutare le differenti soluzioni di cui disponevano agli organi esecutivi dell'AI
e domandarsi se una deduzione più o meno elevata fosse maggiormente
appropriata e quindi si imponga per un valido motivo, senza tuttavia sosti-
tuire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 137 V 71
consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 con-
sid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine).
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Pagina 28
19.2 L’UAIE nella decisione impugnata ha operato in concreto una decur-
tazione del 10% per attività leggera e svantaggi salariali derivanti da con-
tingenze particolari (senza precisare di cosa si tratta concretamente,
doc. UAIE 58, mentre nella valutazione di cui all’allegato al doc. UAIE 44
pag. 243 aveva negato altri fattori di riduzione).
19.2.1 Dagli atti di causa si evince in primo luogo che l'assicurato svolgeva
attività manuali (preparazione e rifinitura dei pezzi, lavoro svolto sia in po-
sizione eretta che in seduta, doc. UAIE 43 pag. 7) leggere (movimenta-
zione di pesi non superiori ai 10 kg, cfr. questionario per il datore di lavoro,
doc. UAIE 15 pag. 5). Non va pertanto operata alcuna riduzione per attività
leggera.
19.2.2 Conformemente alla costante giurisprudenza del TF, in caso di pre-
senza lavorativa durante l’arco dell’intera giornata, ma con riduzione del
rendimento, in concreto del 50%, non vi è inoltre più spazio per alcuna
riduzione riconducibile all’impossibilità di svolgere un’attività a tempo pieno
(sentenza del TF 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 consid. 4 [in particolare
consid. 4.4. con rinvii]).
Tramite la riduzione del rendimento del 50% è inoltre già stato tenuto conto
dei limiti funzionali elencati (cioè la necessità di inserire pause di dieci mi-
nuti all’ora e la presenza di dolori neuropatici centrali, consid. 11.1.3).
19.2.3 In simili circostanze non si giustifica alcuna riduzione del reddito da
invalido.
20.
20.1
20.1.1 Applicando al reddito conseguibile da invalido nel settore della me-
tallurgia e fabbricazione prodotti in metallo una deduzione del 25.5% per
gap salariale (cfr. consid. 18.4.4) si ottiene un importo annuo di
fr. 25'026.64 (= fr. 33'592.80 – fr. 8566.16).
Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 46'932.09 e quello da invalido di
fr. 25'026.64 risulta dunque un grado d'invalidità dello 46,67% (arrotondato
a 47% DTF 130 V 121) ([{fr. 46'932.09 – fr. 25'026.64} : 46'932.09] x 100),
tasso che comporta il riconoscimento del diritto ad un quarto di rendita
dell’assicurazione svizzera per l’invalidità.
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Pagina 29
20.1.2 Applicando al reddito conseguibile da invalido nel settore fabbrica-
zione di macchinari, apparecchiature e di mezzi di trasporto una deduzione
del 29,7% per gap salariale (cfr. consid. 18.4.4) si ottiene un importo annuo
di fr. 23'615.74 (= fr. 33'592.80 – fr. 9'977.06).
Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 46'886,63 e quello da invalido di
fr. 23'615.74 risulta dunque un grado d'invalidità dello 49,63% (arrotondato
al 50%, DTF 130 V 121) ([{fr. 46'886.63 – fr. 23'615.74} : 46'886.63] x 100),
tasso che comporta il riconoscimento del diritto ad una mezza rendita
dell’assicurazione svizzera per l’invalidità.
20.2 Alla luce di quanto sopra emerge che a seconda del settore di attività
in cui rientra il lavoro abitualmente svolto dal ricorrente egli ha diritto al
riconoscimento di un quarto di rendita (cat. 24-25), rispettivamente mezza
rendita di invalidità (cat. 28).
21.
Ne consegue che questa Corte, alla luce degli atti dell’incarto, non è in
grado di statuire sul grado di invalidità dell’assicurato non disponendo di
elementi sufficienti per definire in quale categoria rientrava il lavoro abituale
del ricorrente in seno alla B._.
La decisione impugnata, fondandosi su un accertamento incompleto dei
fatti rilevanti, dev’essere pertanto annullata.
22.
22.1 Se il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, può so-
stituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio
(cfr. sentenza del TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 10.1). In
particolare, si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e co-
munque sufficienti ai fini dell’applicazione del diritto federale (v. sentenza
del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF
126 II 43 e 125 II 326).
Tale non è il caso nella presente fattispecie per i motivi precedentemente
indicati.
22.2 Gli atti di causa vanno pertanto rinviati all'UAIE affinché completi l’ac-
certamento dei fatti giuridicamente rilevanti e, alla luce delle nuove risul-
tanze istruttorie, si pronunci nuovamente sul diritto alla rendita del ricor-
rente. Occorre in particolare che l'autorità determini se l’attività abituale di
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Pagina 30
operaio del reparto finitura svolta da A._ presso la B._ rien-
tra nel settore della metallurgia e fabbricazione prodotti in metallo o in
quello della fabbricazione di macchinari, apparecchiature e di mezzi di tra-
sporto.
22.3 Per il resto, tenuto conto dell’esito di tali accertamenti completivi,
l’UAIE dovrà effettuare un confronto dei redditi ai sensi dei considerandi 18
e 19 e pronunciarsi nuovamente sul grado di invalidità dell’insorgente,
fermo restando il diritto ad una rendita intera dal 1° aprile 2015 al 31 di-
cembre 2015 che è, non solo incontestato, bensì comprovato dalla docu-
mentazione agli atti.
23.
23.1 Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali
(art. 63 cpv. 1 PA). L’anticipo spese, di fr. 800.-, versato dall’insorgente con
pagamenti rateali del 21 agosto (doc. TAF 18), 25 settembre (doc. TAF 20)
e 24 ottobre 2017 (doc. TAF 22) verrà restituito al ricorrente.
23.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede si giustifica
altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in
combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento del 21 febbraio 2008
sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2], cfr. pure DTF 132 V 215 con-
sid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d’asse-
gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo
delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministrazione per comple-
tamento istruttorio e nuova decisione. La stessa, in assenza di una nota
dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in 1'000 franchi, tenuto
conto che il ricorrente è vincente e del lavoro utile e necessario svolto dal
suo patrocinatore. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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