Decision ID: ac750ad7-6bee-5990-a273-568e764ec350
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
:
che con precetto esecutivo n. _ del 6/10.5.2011 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona, RE 1 e RE 2 hanno escusso il CO 1 per l’incasso della somma di fr. 500.- oltre interessi e spese, indicando quale titolo di credito “Ripetibili come a sentenza 07.12.2010 del Consiglio di Stato” (doc. A);
che interposta opposizione da parte dell’escusso, i procedenti ne hanno chiesto il rigetto definitivo con istanza del 13 maggio 2011, fondandola sul dispositivo n. 4 della decisione 7 dicembre 2010, con il quale il Consiglio di Stato – avendo accolto, tra l’altro, il ricorso degli istanti contro la decisione 22 giugno 2010 del Municipio di Bellinzona (con la quale è stato ordinato il ripristino dell’area verde al mappale no. _ RF di _, come al piano di sistemazione esterna 26 settembre 2006), annullando, quindi, la decisione impugnata e rinviando gli atti al Municipio di Bellinzona per gli incombenti di cui al dispositivo n. 2 - ha condannato lo stesso CO 1, soccombente, a versare loro fr. 500.- per ripetibili (doc. B);
che con ordinanza del 18 maggio 2011 il Giudice di pace del Circolo di Bellinzona, richiamato l’art. 245 cpv. 2 CPC (
recte
: art. 253 CPC), ha assegnato al convenuto un termine di 20 giorni per presentare le proprie osservazioni all’istanza;
che con osservazioni del 1° giugno 2011, il convenuto ha chiesto la reiezione dell’istanza, asserendo che i procedenti hanno inoltrato il 4 gennaio 2011 un ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la risoluzione del Consiglio di Stato del 7 dicembre 2010, per cui il credito posto in esecuzione non poggia su una decisione esecutiva (doc. 1 ), dato che tale ricorso non è ancora stato evaso;
che con decisione 9 giugno 2011 - notificata nei suoi dispositivi (art. 239 cpv. 1 lett. b CPC) - il Giudice di pace ha respinto l’istanza, avvertendo le parti del diritto di richiedere entro dieci giorni la motivazione scritta della sentenza (dispositivo n. 3, con riferimento all’art. 239 cpv. 2 CPC);
che con scritto 10 giugno 2011 i procedenti si sono avvalsi di tale facoltà, ossia hanno richiesto la motivazione scritta del relativo giudizio, ricordando che il titolo di rigetto definitivo dell’opposizione è costituito dalla sentenza 7 dicembre 2010 del Consiglio di Stato, segnatamente dal suo dispositivo n. 4;
che nel contempo gli istanti hanno altresì rilevato che nella sua risposta il CO 1 non ha asserito di avere egli stesso ricorso contro detta sentenza e che, anzi, ha prodotto copia del ricorso 4 gennaio 2011 da essi presentato al Tribunale cantonale amministrativo, dal quale si evince che il gravame è stato inoltrato solo contro il dispositivo n. 2, di modo che il dispositivo n. 4 sulle ripetibili è pacificamente passato in giudicato;
che con riferimento a tale scritto, il 21 giugno 2011 il Giudice di pace ha citato le parti a una udienza di contradditorio per il giorno 21 luglio 2011;
che con scritto 12 luglio 2011 il CO 1 ha comunicato alla Giudicatura di pace che si può senz’altro rinunciare alla citata udienza in quanto la controparte non ha potuto produrre alcuna attestazione di crescita in giudicato della risoluzione governativa, ricordando del resto che i procedenti hanno impugnato davanti a Tribunale cantonale amministrativo uno dei dispositivi principali del relativo giudizio, circostanza che ha impedito l’esecutività anche del dispositivo secondario sulle ripetibili;
che il 18 luglio 2011 il Giudice di pace ha però confermato l’udienza;
che all’udienza del 21 luglio 2011 – denominata di conciliazione – i procedenti si sono confermati nella propria domanda, producendo ulteriore documentazione (doc. D, E, F,G, H), segnatamente la conferma 20 maggio 2011 da parte del Tribunale cantonale amministrativo, che non è pervenuto alcun ricorso contro il dispositivo n. 4 della sentenza del Consiglio di Stato del 7.12.2010 (doc. F);
che dal canto suo la parte convenuta – ritenuta l’udienza come non regolare in quanto il Giudice di pace ha già emanato la sua decisione in data 9 giugno 2011, la quale doveva essere solo motivata come richiesto da controparte – ha eccepito che in ogni modo gli istanti non hanno prodotto la decisione del Consiglio di Stato munita dell’attestazione di crescita in giudicato, ragione per la quale l’azione non può che essere respinta, per poi ribadire che è già stata emanata una sentenza in data 9 giugno 2011, che andava solo motivata;
che con decisione motivata datata 27 luglio 2011 il Giudice di pace ha respinto l’istanza, ritenendo che la sentenza sulla quale i procedenti hanno fondato la loro domanda di rigetto definitivo del’opposizione, è stata impugnata davanti a Tribunale cantonale amministrativo e che, quindi, essa non rappresenta ancora titolo esecutivo ai sensi dell’art. 80 LEF;
che contro tale decisione RE 1 e RE 2 sono insorti con reclamo del 29 luglio 2011, insistendo nel sostenere che essi hanno soltanto impugnato il dispositivo n. 2 della sentenza 7 dicembre 2010 del Consiglio di Stato, loro intenzione essendo quella di ottenere un giudizio ancora più favorevole sulla questione di fondo che li oppone al CO 1, senza con ciò toccare il dispositivo n. 4 relativo alle ripetibili attribuite a seguito del loro successo in prima sede;
che con osservazioni del 17 agosto 2011 il CO 1 ha chiesto la reiezione del reclamo, riconfermandosi nelle proprie obiezioni e soggiungendo che, a ogni buono conto, con sentenza del 4 agosto 2011 il Tribunale cantonale amministrativo ha annullato la risoluzione governativa impugnata dagli stessi istanti, di modo che già per questa sola ragione il gravame va disatteso;

considerando
In diritto:
che secondo l’art. 319 cpv. 1 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza finali;
che tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto del’opposizione ex at. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC);
che in base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati, a. l’applicazione errata del diritto, b. l’accertamento manifestamente errato dei fatti;
che se il credito è fondato su una decisione giudiziaria esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione (art. 80 cpv. 1 LEF);
che sono parificati alle decisioni giudiziarie, tra l’altro, le decisioni di autorità amministrative (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF);
che nella fattispecie è pacifico che il dispositivo n. 2 della decisione 7 dicembre 2010 del Consiglio di Stato (che ha dato in buona sostanza ragione ai qui istanti) non è esecutivo a seguito del ricorso inoltrato dagli stessi ricorrenti al Tribunale cantonale amministrativo;
che litigiosa è per contro la questione a sapere se anche il successivo dispositivo n. 4 della stessa decisione abbia seguito la stessa sorte, rimanendo perciò pure lui inesecutivo, come sostenuto dalla parte convenuta, oppure no, come preteso dagli istanti;
che nella misura in cui si propongono di dimostrare l’esecutività della decisione sulla quale essi hanno fondato la loro istanza richiamando l’attestazione del Tribunale amministrativo datata 20 maggio 2011 che contro il dispositivo n. 4 della decisione 7 dicembre 2010 del Consiglio di Stato, che ha condannato il convenuto a rifondere loro fr. 500.- a titolo di ripetibili, non è stato presentato alcun ricorso, gli insorgenti si avvalgono di un argomento che non può essere preso in considerazione;
che, infatti, tale documento (doc. F), unitamente ai doc. D, E, G, H, è stato esibito dai procedenti solo in occasione dell’udienza del 21 luglio 2011, udienza che il primo giudice ha indetto dopo che gli stessi istanti avevano richiesto la motivazione scritta della decisione 9 giugno 2011 notificata alle parti nei suoi soli dispositivi (art. 239 cpv. 2 prima frase CPC) e dopo che essi avevano spiegato perché a loro giudizio bisognava concedere il rigetto definitivo dell’opposizione, nonostante il ricorso pendente presso il Tribunale cantonale amministrativo;
che operando in quest’modo, con ogni evidenza il Giudice di pace ha messo in atto un’iniziativa procedurale che non gli era consentita, avendo egli il 9 giugno 2011 già statuito sull’istanza di rigetto dell’opposizione, ciò che ha comportato la chiusura del caso - eccezion fatta per l’onere supplementare di motivazione – e, quindi, sia l’improponibilità della successiva integrazione dell’istanza da parte degli istanti (v. lettera 10 giugno 2011), sia della successiva udienza, ancorché denominata in extremis di conciliazione (in realtà si è trattato di un vero e proprio contradditorio, come del resto stabilito nell’ordinanza di citazione del 21 giugno 201), sfociata nella produzione da parte degli stessi procedenti di nuovi mezzi di prova;
che in questo contesto il primo giudice ha dipoi di nuovo contribuito a rendere più complicata del dovuto la procedura, invero semplice, datando la decisione impugnata con il giorno in cui ha motivato il proprio giudizio anziché, di nuovo, con il giorno in cui ha deciso, ossia il 9 giugno 2011;
che a questo punto ci si può perfino interrogare se egli si sia per finire proposto di ristatuire di fatto sull’istanza una volta sentite le parti all’udienza (ancorché tale circostanza non figuri menzionata nella decisione 27 luglio 2011 dalla decisione);
che la questione può essere lasciata irrisolta, dato che comunque sia il reclamo è destinato all’insuccesso;
che non avendo gli insorgenti esibito l’attestazione di passaggio in giudicato del dispositivo n. 4 della decisione del Consiglio di Stato - sul quale essi hanno fondato il proprio credito - con l’istanza (del resto, tale problema essi nemmeno se lo sono posto), non è possibile far propria la tesi ricorsuale, secondo cui il ricorso inoltrato da loro stessi contro il dispositivo n. 2 della stessa decisone relativo al merito della causa, non ha influito sull’esecutività della condanna del convenuto al pagamento della somma di fr. 500.- per ripetibili (dispositivo n. 4) in quanto indipendente dall’esito del ricorso al Tribunale cantonale amministrativo;
che, ad ogni buon conto, la questione sollevata nel reclamo, ovvero che il gravame presentato davanti all’autorità giudiziaria amministrativa non ha inciso sul dispositivo sulle ripetibili assegnate ai procedenti nel successivo dispositivo n. 4 che essi non hanno a loro dire impugnato, si rivela per finire superata dal fatto che con sentenza 4 agosto 2011 lo stesso Tribunale cantonale amministrativo ha annullato la decisione del Consiglio di Stato (dispositivo n. 1.1), statuendo altresì sulle spese e sulle ripetibili di entrambe le sedi (dispositivo n. 2);
che, in definitiva, visto quanto accaduto nelle more del presente giudizio, la decisione 7 dicembre 2010 del Consiglio di Stato non esiste più e, quindi, non può assurgere a titolo di rigetto definitivo dell’opposizione;
che gli oneri processuali seguono la soccombenza, ossia sono posti a carico dei reclamanti, che rifonderanno alla controparte un’indennità, ancorché contenuta, per ripetibili (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);