Decision ID: db4d1a96-c51c-508a-b051-d1c41ac7383f
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Il 6 settembre 2003 RI 1, nato il 4 febbraio 1965, di professione operaio generico, ha subito un infortunio, allorquando, nel scendere da un vagone di un treno sul quale era salito per manovrare meglio una gru con l'apposita pulsantiera nel _ dell'_, è scivolato da un'altezza di 1-1.2 metri ed è caduto su un terreno sconneso, riportando una distorsione del ginocchio destro con rottura del legamento crociato (doc. LAINF 1-1/2; 3-1/4).
Il caso è stato assunto dall'assicuratore LAINF (in casu: _).
1.2. Dopo essersi sottoposto ad una plastica del precitato legamento il 20 novembre 2003 ad opera del dr. med. _, spec. FMH ortopedia e chirurgia ortopedica, RI 1 ha ripreso la propria attività lavorativa abituale, in misura totale, a far tempo dal 26 aprile 2004 (doc. LAINF 3-6/7; 8-1/2). Dopo aver lavorato per tre giorni, durante i quali gli è stato notificato il licenziamento, l'assicurato ha nuovamente cessato la propria attività lucrativa, in quanto dichiarato inabile al lavoro a far tempo dal 3 maggio 2004 dal proprio medico curante, dr. med. _ (doc. LAINF 10-1 e 12-1). Su richiesta del 24 giugno 2004 del medico _ dell'assicuratore LAINF (in casu: _), dr. med. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, l'assicurato è stato ricoverato dal 21 luglio al 20 agosto 2004 alla _ di _, durante il quale è stato sottoposto anche ad un consulto psichiatrico il 27 febbraio (rectius: luglio) 2004 (doc. LAINF 9-1/2 e 11-1/11). Considerato che, per i postumi infortunistici, l'assicurato, che sarebbe stato abile al lavoro nella misura di almeno il 50%, ma a causa di ulteriori problemi di ordine psicologico rilevati dal predetto centro, rimaneva inabile al lavoro nella misura totale dal punto di vista medico globale, su richiesta del 14 ottobre 2004 del precitato medico circondariale, è stato visitato il 15 novembre 2004 dal dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, il quale, dopo aver posto la diagnosi di "lieve sindrome ansiosa depressiva, reattiva ad una condizione esistenziale precaria (licenziamento), con sindrome da dolore persistente", ha ritenuto che, dal punto di vista psichiatrico, non vi fossero "delle conseguenze o delle limitazioni per un'attività lavorativa completa, compatibilmente con eventuali postumi infortunistici di tipo somatico" (doc. LAINF 12-1/2; 15-1 e 16-1/3). Dopo che il precitato medico circondariale ha proceduto il 30 novembre 2004 alla visita di chiusura, ponendo la diagnosi di "disturbi funzionali di media entità al ginocchio destro e stato di plastica del legamento crociato anteriore avvenuta il 20.11.2003 in stato di rottura del legamento crociato anteriore il 6.09.2003 su trauma distorsivo" e definendo l'esigibilità del lavoro basata su tale problematica, con decisione del 15 dicembre 2004 la _ ha comunicato all'assicurato che continuava a versare le proprie prestazioni a titolo di spese di cura e d'indennità giornaliera sino al 28 febbraio 2005, in quanto ritenuto abile al lavoro al 50% a far tempo dal 1 febbraio 2005 e nella misura massima possibile a decorrere dal 1° marzo 2005 (doc. LAINF 18-1/3; 20-1/2).
Tale determinazione è cresciuta incontestata in giudicato.
Il 15 dicembre 2004 la _ ha trasmesso una copia dei propri atti principali riguardanti l'infortunio all'UAI (doc. LAINF 21-1/31).
1.3. RI 1 ha inoltrato il 7 dicembre 2004 una domanda volta all'ottenimento di un orientamento professionale e di un avviamento ad altra professione all'UAI per le sequele dell'infortunio professionale occorsogli il 6 settembre 2003 mentre il 24 gennaio 2005 ha inoltrato una richiesta d'indennità di disoccupazione alla Cassa di disoccupazione _, dichiarandosi disposto e abile a lavorare nella misura del 50% a far tempo dal 1° febbraio 2005 (doc. AI 1-1/7; doc. LADI 1-1/8).
Alla conclusione degli accertamenti medici, economici ed assicurativi ritenuti necessari, l'UAI con decisione dell'11 gennaio 2006 ha rifiutato qualsiasi garanzia per provvedimenti professionali, essendo il grado d'invalidità nullo (doc. AI 32-1/4). Con scritto del 6 marzo 2006 l'assicurato ha ritirato l'opposizione cautelare inoltrata il 19 gennaio 2006 avverso la precitata determinazione (doc. AI 35-1; 37-1).
Con decisione del 7 marzo 2006, cresciuta incontestata in giudicato, l'amministrazione ha stralciato la procedura di opposizione (doc. AI 38-1/3).
1.4. Il 9 settembre 2006 RI 1 ha subito un altro infortunio, allorquando, nel scendere dall'automobile, le ginocchia hanno ceduto e, cadendo, si è procurato una contusione della spalla sinistra. Dopo averlo visitato il 2 marzo 2007 e aver rilevato che lo stato locale del ginocchio destro era sovrapponibile a quello a suo tempo già accertato e che la contusione alla spalla era già guarita con misure conservative, il medico _, dr. med. _, ha ribadito l'esigibilità già espressa il 30 novembre 2004 (doc. LAINF 22-1/3).
Mediante decisione del 21 maggio 2008, la _ ha quindi chiuso la pratica per le conseguenze dell'infortunio del 6 settembre 2003 ed erogato in favore del proprio assicurato una rendita d’invalidità del 32% (doc. 24-1/4).
Tale determinazione è cresciuta incontestata in giudicato.
1.5. Il 24 marzo 2009 RI 1 ha inoltrato una nuova domanda volta all'ottenimento di prestazioni AI per adulti per le sequele del noto infortunio professionale, alla luce della precitata decisione della SUVA (doc. AI 65-1; 70-1/10).
Ottenuta una riqualifica professionale quale autista, dapprima di camion e successivamente di autobus, nel corso del 2010 e del 2011 (doc. AI 89-1/2; 112-1/2), svolgendo nel frattempo anche un periodo di accertamento professionale (dal 12 luglio al 6 agosto 2010) presso il _ di _ (doc. AI 94-1/27), l'assicurato ha avuto diritto al conferimento di un lavoro a titolo di prova dal 1° maggio al 31 ottobre 2012 presso l'_ di _ in qualità di conducente di autobus (doc. AI 116-1; 117-1/3; 119-1-2; 120-1/3).
Il 12 novembre 2012 RI 1 è stato assunto al 50% per i trasporti delle scuole dalla precitata ditta a far tempo dal 5 novembre 2012 (doc. AI 122-1 e 123/1). Il rapporto di lavoro è stato disdetto per il 31 marzo 2013 (doc. AI 125-1).
1.6. Dopo aver effettuato gli accertamenti medici, economici ed assicurativi ritenuti necessari, ed aver raccolto in particolare il parere del 2 marzo 2010 del medico dell'SMR (doc. AI 81) ed il rapporto finale del 17 dicembre 2013 della consulente di integrazione professionale (doc. AI 128-1/2), l'UAI, ha emanato il progetto di decisione del 28 gennaio 2014, tendente al respingimento della richiesta di rendita, a fronte di un grado d'invalidità del 23% (doc. AI 132-1/3).
In seguito alle osservazioni al progetto dell'11 febbraio 2014 (doc. AI 134-1/6) e al rapporto del 6 aprile 2014 del dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia (doc. AI 146-1/4), dopo aver aggiornato la documentazione assicurativa agli atti ed aver effettuato gli ulteriori accertamenti medici ed economici ritenuti necessari, in particolare raccogliendo il rapporto del 12 maggio 2014 del medico dell'SMR (doc. AI 146-1/2), il rapporto del 20 maggio 2014 del dr. med. _ (doc. AI 150-1/6), il questionario del datore di lavoro, _ di _, dell'11 giugno 2014 (doc. AI 152-1/6), i conteggi di salario settembre, novembre e dicembre 2012 nonché gennaio-aprile 2013 (doc. AI 152-7/13), il rapporto del 22 luglio 2014 del medico dell'SMR (doc. AI 154-1/2), la perizia psichiatrica del 1° dicembre 2014 delle specialiste del Centro peritale per le assicurazioni sociali (CPAS; doc. AI 159-1/24), il rapporto finale del 19 dicembre 2014 del medico dell'SMR (doc. AI 160-1/3) e i relativi complementi del 27 gennaio e del 4 febbraio 2015 (doc. AI 166-1; 168-1), l'UAI, dopo aver preso atto anche del rapporto del 14 aprile 2015 del medico dell'SMR (doc. AI 179-1), con decisione del 28 aprile 2015 (doc. AI 180-1/3), preavvisata dal progetto del 25 febbraio 2015 che annullava e sostituiva quello del 28 gennaio 2014 (doc. AI 171-1/3), ha respinto la richiesta di prestazioni dell'assicurato poiché presenta un grado d'invalidità del 27%.
1.7. Contro questa decisione RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulandone l'annullamento e sollecitando l’attribuzione di una mezza rendita d’invalidità dal novembre 2004. Chiede di essere anche posto a beneficio del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria (cfr. doc. I, pag. 5).
L'insorgente contesta sostanzialmente la valutazione medica-psichiatrica operata dall'amministrazione, puntualizzando di non essere in grado di svolgere attività lavorative, ancorché semplici e ripetitive, oltre al grado del 50%. A suffragio di tale asserzione, produce, tra l'altro, il rapporto del 15 maggio 2015 del dr. med. _ (doc. C). A fronte di una perdita di guadagno di almeno il 50%, reputa quindi di aver diritto ad una mezza rendita.
1.8. In data 1° giugno 2015 il rappresentante del ricorrente ha trasmesso al TCA il certificato municipale per l’ammissione all'assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (doc. V).
1.9. Con risposta di causa del 14 luglio 2015 (doc. VIII), l’UAI, dopo avere sottolineato come l’aspetto medico fosse stato accuratamente preso in considerazione e valutato dall’amministrazione, ha confermato la correttezza della decisione del 28 aprile 2015, producendo il rapporto del 13 luglio 2015 della perita del CPAS (doc. VIII 1) e l'annotazione del 14 luglio 2015 del medico dell'SMR (doc. VIII 2).
1.10. In data 21 luglio 2015 il rappresentante del ricorrente ha trasmesso al TCA (doc. X) il rapporto del 17 luglio 2015 del dr. med. _ (doc. G) e la valutazione neuropsicologica del 15 giugno 2015 della dr. med. _, psicologa specialista in neuropsicologia FSP, della Clinica _ di _ (doc. H).
1.11. Con osservazioni del 2 settembre 2015 (doc. XIV), l’UAI, ha ribadito la correttezza della decisione del 28 aprile 2015, producendo il complemento del 18 agosto 2015 alla perizia psichiatrica del 1° dicembre 2014 della perita del CPAS (doc. XIV 1) e l'annotazione del 31 agosto 2015 del medico dell'SMR (doc. XIV 2).
1.12. In data 7 settembre 2015 il rappresentante del ricorrente ha ribadito la propria contestazione della valutazione medica-psichiatrica operata dall'amministrazione (doc. XVI).
Questo scritto è stato trasmesso all’UAI il 9 settembre 2015, per conoscenza.

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se a ragione oppure no l’UAI ha respinto la richiesta di prestazioni di RI 1.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.2. Un danno alla salute psichica può portare ad un’invalidità se esso è di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).
Al riguardo l'Alta Corte ha sottolineato che:
" (...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2°, pag. 321 consid. 1°, pag. 324 consid. 1°; RCC 1992 pag. 182 consid. 2° e sentenze ivi citate)" (STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b)."
Affinché un rapporto medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
Innanzitutto la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. STF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294; Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss).