Decision ID: d7a3c6b1-c45e-5202-af38-e660c982e43e
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con sentenza del 19 aprile 2017, rettificata il 24 aprile 2017 successivo, emanata a protezione dell'unione coniugale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato AP 1 (1969) e AO 1 (1972) a vivere separati, ha affidato il figlio T_ (nato il 10 febbraio 2010) alla madre, cui ha attribuito in uso l'abitazione posta sulla particella n. 681 RFD di _, comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno, non ha fissato contributi alimentari per i coniugi, e ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare per il figlio di fr. 1410.– mensili dal 20 dicembre 2015 a febbraio 2017, di
fr. 1535.– mensili da marzo 2017 a febbraio 2022 e di fr. 1685.–
mensili in seguito fino alla maggiore età o al termine della formazione adeguata (assegni familiari non compresi);
che contro la decisione appena citata AP 1
è insorto a questa Camera con un appello del 28 aprile 2017 in cui chiede di assegnare in uso alla moglie la proprietà per piani n. 15 254
RFD di _ (pari a
114
/
1000
della particella n. 654), appartenente anch'essa in comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno,
e di ridurre il contributo alimentare per il figlio a fr. 965.– mensili dal 20 dicembre 2016 al 17 febbraio 2017, oltre agli assegni;
che nelle sue osservazioni del 6 giugno 2017 AO 1 ha proposto di respingere l'appello, mentre in una replica spontanea del 14 giugno 2017 AP 1
ha riaffermato le sue domande;
che l'11 settembre 2017 AP 1 ha trasmesso a questa Camera copia della sentenza del 30 agosto 2017 con cui il Giudice unico nei procedimenti ordinari del Tribunale distrettuale di _ ha pronunciato il divorzio e ha omologando una convenzione sugli effetti dello stesso, dichiarando di ritirare l'appello contro la decisione in materia di misure a protezione dell'unione coniugale;
e considerando

in diritto:
che il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite;
che nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC);
che desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira
un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle
spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC);
che nulla impedisce alle parti tuttavia di accordarsi in proposito e di convenire un'altra chiave di suddivisione, segnatamente in materia di ripetibili;
che in concreto, nella convenzione sugli effetti del divorzio, AO 1 ha dichiarato di rinunciare alla corresponsione di ripetibili nella procedura di appello contro le misure protettrici sicché non v'è ragione per scostarsi da tale accordo in questa sede;
che, ad ogni modo, l'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto per tenere conto che il processo termina senza sentenza (art. 21 LTG).