Decision ID: 0a866000-7b67-556a-9b8e-8cc15094ad1d
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1976, celibe, con un figlio,
residente in Italia, frontaliere, ha lavorato in Svizzera dal giugno 1998 al
settembre 2007, nonché da gennaio 2010 svolgendo diverse attività. Dal
2014 al maggio 2016 ha lavorato in qualità di lattoniere presso la
B._ SAGL, poi fallita, mentre successivamente ha svolto la stessa
mansione a titolo indipendente, quale cotitolare della C._ (di se-
guito: C._SNC), società in nome collettivo (doc. 3, 6, 14, 23 e 50
pag. 2 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assi-
curati residenti all’estero [UAIE]).
A.b Egli ha interrotto il lavoro l’8 settembre 2016 (doc. UAIE 6) in seguito
ad un infortunio professionale alla schiena che l’ha costretto il 6 dicembre
2016 a sottoporsi ad un intervento di microdecompressione L3-L4 a destra
e sinistra (allegato 3 al doc. UAIE 33). Il caso è stato assunto dalla
D._ (di seguito: D._), assicuratore infortuni della C._
SNC (allegato 1 al doc. UAIE 13), che ha versato indennità giornaliere in-
tere dal 9 settembre al 6 dicembre 2016 (doc. D._ 5 e allegato 5 al
doc. UAIE 13).
B.
B.a Il 26 aprile 2017 l’assicurato ha formulato all’attenzione dell’Ufficio
dell’assicurazione invalidità del Cantone E._ (Ufficio AI) una richie-
sta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'in-
validità (doc. UAIE 6).
B.b Dal 21 marzo 2018 A._ ha tuttavia svolto l’attività dipendente di
aiuto montatore di impianti di riscaldamento e sanitari (allegato 7 al
doc. UAIE 46), interrotta il 5 luglio 2018 (doc. 44 dell’incarto della
F._ AG [di seguito: F._], assicuratore malattia dell’interes-
sato) a seguito dello sviluppo di una spondilosi lombare L3/L4 che ha reso
necessario, il 4 ottobre successivo, un intervento di decompressione e ar-
trodesi L3/L4 (allegato al doc. UAIE 51). Egli è stato licenziato con effetto
al 30 novembre 2018 (doc. F._ 43). La F._ ha versato inden-
nità giornaliere complete dal 5 luglio 2018 al 30 aprile 2019
(doc. F._ 22 e doc. TAF 23).
C-4213/2019
Pagina 3
B.c Ai fini istruttori l’Ufficio AI ha assunto agli atti:
- i documenti componenti l’incarto dell’G._ (G._) di data
intercorrente tra dicembre 2016 e gennaio 2020 riguardanti l’infortunio
dell’8 settembre 2016 (doc. G._ 1-33);
- i documenti componenti l’incarto della H._ SA (di seguito:
H._), assicurazione collettiva d’indennità giornaliera per perdita
di guadagno della C._ SNC dal settembre 2016 al gennaio
2017, di data intercorrente tra settembre 2016 e aprile 2018;
- i documenti componenti l’incarto della D._, assicuratore infor-
tuni dell’interessato fino al febbraio 2017 (doc. D._ 5), relativi al
periodo gennaio-febbraio 2017 (doc. D._ 1-5).
- i documenti componenti l’incarto della F._ relativi al periodo da
luglio 2018 a ottobre 2019 (doc. F._ 1-44), segnatamente le pe-
rizie e rapporti, alla sua attenzione, del dott. I._, specialista in
reumatologia, del 31 gennaio 2019 (doc. F._ 10), 4 marzo 2019
(doc. F._ 13), 13 maggio 2019 (doc. F._ 18) e 24 giugno
2019 (doc. F._ 19), la perizia dell’11 settembre 2019 della
dott.ssa L._, specialista in neurochirurgia (doc. F._ 21),
i rapporti del dott. M._, specialista in ortopedia e traumatologia,
del 26 luglio 2018 (doc. F._ 3), 23 agosto 2018 (doc. F._
5), 17 dicembre 2018 (doc. F._ 1), 24 gennaio 2019
(doc. F._ 9), 18 febbraio 2019 (doc. F._ 12) e 29 aprile
2019 (doc. F._ 15), nonché numerosi referti radiologici relativi al
periodo luglio 2018 - agosto 2019 (doc. F._ 2, 4, 7, 14, 16, 17,
20).
B.d L’Ufficio AI si è inoltre fondato sulla perizia medica particolareggiata
del 22 agosto 2017 (formulario E213), del dott. N._, specialista in
medicina interna e generale (allegato 1 al doc. UAIE 33), sui rapporti del
dott. O._, la cui specializzazione non è nota, del 21 ottobre 2016
(allegati 7-10 al doc. UAIE 13), 9 febbraio 2018 (doc. UAIE 41) e 25 gen-
naio 2019 (doc. UAIE 58), i referti radiologici del 21 marzo 2017, 28 marzo
2017, 7 aprile 2017 e 5 maggio 2017 (allegati 4-7 al doc. UAIE 33), il rap-
porto d’inchiesta per l’attività professionale indipendente del 21 novembre
2018 del servizio d’inchiesta dell’Ufficio AI (doc. UAIE 50), nonché il que-
stionario per il datore di lavoro del 23 aprile 2019 (doc. UAIE 72).
C-4213/2019
Pagina 4
B.e Con rapporto finale del 16 ottobre 2018 il dott. P._, medico del
Servizio medico regionale (SMR), generalista, ha attestato un’incapacità
lavorativa completa nell’attività abituale di manovale indipendente (recte:
lattoniere) dal 9 settembre 2016, mentre un’incapacità lavorativa del 100%
dallo stesso giorno al 26 luglio 2018 e nulla dal giorno successivo (si con-
fronti tuttavia consid. B.b) in attività sostitutive idonee, rispettose di deter-
minate limitazioni funzionali (doc. UAIE 44).
Con perizia del 31 gennaio 2019, commissionata dalla F._, il dott.
I._ ha ritenuto l’assicurato inabile al 75% nell’ultima attività svolta di
idraulico, mentre abile al 100% in attività adeguate, in entrambi i casi dal
30 gennaio 2019. Del contenuto della perizia si dirà se necessario nei con-
siderandi in diritto (consid. 11.1; doc. F._ 10 e 11 pag. 14-15).
B.f Chiamato nuovamente a pronunciarsi a seguito dell’intervento di de-
compressione e artrodesi L3-L4 a cui l’assicurato si era sottoposto in data
4 ottobre 2018 (allegato al doc. UAIE 51), mediante rapporto del 14 feb-
braio 2019 il dott. P._ ha ritenuto A._ inabile al 100% dal
9 settembre 2016 sia nell’attività abituale che in attività adeguate, eccezion
fatta per il periodo intercorrente dal 27 luglio 2018 al 3 ottobre 2018, in cui
l’assicurato presentava una capacità lavorativa totale in attività adeguate
(doc. UAIE 59).
B.g Alla luce della perizia del dott. I._ e del questionario per il da-
tore di lavoro del 23 aprile 2019 (doc. UAIE 72), nel nuovo rapporto del
25 aprile 2019 (doc. UAIE 74) il dott. P._ ha attestato un’incapacità
lavorativa totale nell’attività abituale dal 9 settembre 2016 al 29 gennaio
2019, eccezion fatta per il periodo dal 21 marzo 2018 al 3 luglio 2018, in
cui vi era una capacità lavorativa totale, mentre una capacità lavorativa del

25% dal 30 gennaio 2019. Egli ha inoltre considerato l’interessato abile al
100% in attività adeguate rispettose di determinate limitazioni funzionali,
eccezion fatta per i periodi intercorrenti tra il 9 settembre 2016 e il 20 marzo
2018, nonché dal 4 luglio 2018 al 29 gennaio 2019, in cui l’assicurato pre-
sentava una capacità lavorativa nulla, così come indicato dal dott.
I._.
C.
C.a Nel progetto di decisione del 29 aprile 2019 (doc. UAIE 75) l'UAIE ha
ripreso le conclusioni del SMR del 25 aprile quo alla capacità lavorativa di
A._. L’amministrazione ha pertanto prospettato il riconoscimento di
C-4213/2019
Pagina 5
una rendita intera di invalidità dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018, non-
ché dal 1° luglio 2018 al 30 aprile 2019. Essa ha per contro respinto la
domanda di rendita dal 1° aprile 2018 al 30 giugno 2018 così come dal 1°
maggio 2019, alla luce di un grado di invalidità dello 0% (reddito da valido
fr. 52'306.95 e reddito da invalido fr. 53'718.55).
C.b Il 30 aprile 2019 (doc. UAIE 80), per il tramite del Patronato INAS, l’as-
sicurato si è opposto al progetto di decisione, producendo i referti radiolo-
gici del 24 luglio 2018 (allegato 1 al doc. UAIE 84), 19 aprile 2019
(doc. UAIE 77) e 4 maggio 2019 (allegato al doc. UAIE 82), nonché i rap-
porti del dott. M._ del 26 luglio 2018 (allegato 2 al doc. UAIE 84),
29 aprile 2019 (allegato al doc. UAIE 77) e 9 maggio 2019 (allegato 3 al
doc. UAIE 84).
C.c Il 7 giugno 2019 (doc. UAIE 86) il dott. P._ ha confermato le
conclusioni espresse nel rapporto del 25 aprile (consid. B.g), eccezion fatta
per quanto attiene alla capacità lavorativa nell’attività abituale di lattoniere,
ritenuta del 25% dal 30 gennaio 2019 all’8 maggio 2019, mentre nulla suc-
cessivamente.
C.d L’assicurato ha inoltre prodotto agli atti i rapporti del 5 giugno 2019
della dott.ssa Q._, la cui specializzazione non è nota (allegato al
doc. UAIE 90), e del 10 giugno successivo del dott. M._ (doc. UAIE
94), che secondo il dott. P._ (annotazione del 17 giugno 2019) non
modificavano le conclusioni del rapporto finale del 7 giugno precedente
(doc. UAIE 93).
C.e Con due decisioni del 20 giugno 2019 (doc. UAIE 95-96) l’autorità di
prime cure ha ripreso le argomentazioni e le conclusioni del progetto di
decisione del 29 aprile precedente (consid. C.a), attribuendo una rendita
intera di invalidità limitata nel tempo dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018,
nonché dal 1° luglio 2018 al 30 aprile 2019.
D.
D.a Il 20 agosto 2019, sempre per il tramite del Patronato INAS, A._
ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale, postu-
lando l’annullamento delle decisioni impugnate e il riconoscimento di una
rendita intera di invalidità anche a decorrere dal 1° maggio 2019 (doc. TAF
1 e allegati). Egli ha pure chiesto l’ammissione all’assistenza giudiziaria.
C-4213/2019
Pagina 6
A sostegno delle proprie richieste l’interessato ha prodotto il referto di visita
ambulatoriale della dott.ssa Q._ del 15 luglio 2019 e il rapporto del
dott. M._ del 22 luglio successivo (allegati 4-5 al doc. TAF 1).
Delle motivazioni del gravame si dirà nei considerandi di diritto (con-
sid. 5.2).
D.b Mediante complemento al ricorso del 28 agosto 2019 l’insorgente ha
trasmesso il rapporto del 9 agosto precedente della dott.ssa Q._
(doc. TAF 3 e allegato).
D.c Con decisione incidentale del 22 ottobre 2019 (doc. TAF 7) la giudice
dell’istruzione ha accolto la domanda di assistenza giudiziaria formulata dal
ricorrente.
E.
Tramite perizia dell’11 settembre 2019, ordinata dalla F._, la
dott.ssa L._ ha ritenuto l’insorgente totalmente inabile nell’attività
abituale di idraulico, senza indicare a partire da quando, mentre abile al
100% dal 30 gennaio 2019 in attività sostitutiva adeguata (doc. F._
21 pag. 3).
F.
Mediante risposta del 6 gennaio 2020 (doc. TAF 10), l'UAIE, richiamati il
rapporto finale del 7 giugno 2019, l’annotazione dell’8 novembre 2019 del
dott. P._ e la presa di posizione dell'Ufficio AI del 18 dicembre suc-
cessivo (entrambi allegati al doc. TAF 10), ha proposto la reiezione del ri-
corso e la conferma delle decisioni impugnate, ribadendo la correttezza del
calcolo eseguito per determinare l’invalidità.
G.
Invitata il 23 gennaio 2020 a prendere posizione in merito alla vertenza
(doc. TAF 17), con scritto del 3 febbraio seguente (doc. TAF 22), tra-
smesso alle parti il 7 febbraio 2020 (doc. TAF 24), la R._ ha rinun-
ciato a tale prerogativa.
H.
Con replica (tardiva) del 14 febbraio 2020 (doc. TAF 25) l’insorgente si è
riconfermato nelle argomentazioni esposte nel ricorso e nel complemento
al gravame, producendo i rapporti del 30 settembre 2019, 25 novembre
2019 e 27 gennaio 2020 del dott. M._, nonché quello della dott.ssa
Q._ del 19 settembre 2019 (allegati al doc. TAF 25).
C-4213/2019
Pagina 7
I.
Tramite duplica del 18 marzo 2020 (doc. TAF 28), notificata all’interessato
il 3 aprile seguente (doc. TAF 30) l’UAIE, richiamate l’annotazione del
2 marzo 2020 del dott. P._ e la presa di posizione dell'Ufficio AI del
12 marzo successivo (entrambi allegati al doc. TAF 28), ha proposto la
reiezione del ricorso e la conferma delle decisioni impugnate.
Diritto:
1.
1.1 Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena cogni-
zione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'ammis-
sibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e
relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI, i ricorsi con-
tro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), che ha altresì ottenuto l’esonero dal pagamento delle
spese processuali, il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei
requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile.
2.
2.1
2.1.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
C-4213/2019
Pagina 8
2.1.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Deci-
sione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.1.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-
colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre
2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009
4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-
terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009
621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE)
n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e
gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel re-
golamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.1.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-
gislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di
tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della pro-
cedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
2.1.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modifi-
cato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gen-
naio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2
con rinvii).
C-4213/2019
Pagina 9
2.2
2.2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-
sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1
consid. 1.2).
2.2.2 Con decisioni del 20 giugno 2019 è stata riconosciuta all’assicurato
una rendita intera di invalidità dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018, non-
ché dal 1° luglio 2018 al 30 aprile 2019. Ne consegue che sono applicabili
le modifiche legislative di cui alla 6a revisione della LAI (primo pacchetto)
entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le eventuali modifiche intervenute fino
alla data della decisione impugnata.
3.
Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato
dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa è stata pronunciata, e meglio il 31 agosto
2018. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all’og-
getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull’apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V consid. 3a in fine).
4.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui
queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157
consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del
20 gennaio 2010 consid. 2).
C-4213/2019
Pagina 10
5.
5.1 Oggetto del contendere è unicamente il diritto di A._ di perce-
pire una rendita intera anche dopo il 30 aprile 2019. Alla luce della docu-
mentazione medica assunta agli atti l’UAIE ha infatti parzialmente dato se-
guito alla richiesta formulata dall’insorgente attribuendogli una rendita in-
tera dal 1° ottobre 2017 al 31 marzo 2018, nonché dal 1° luglio 2018 al
30 aprile 2019. In concreto va quindi esaminato se la situazione di salute,
rispettivamente la capacità lavorativa del ricorrente, sono migliorate in mi-
sura tale, a far tempo da febbraio 2019, dopo l’intervento chirurgico alla
colonna lombare effettuato il 4 ottobre 2018, da giustificare la soppressione
dal 1° maggio 2019 della rendita intera attribuita con effetto dal 1° luglio
2018 al 30 aprile 2019.
In tal contesto va precisato che la capacità lavorativa del 100% in ogni at-
tività dal 21 marzo 2018 al 3 luglio 2018 è incontestata, così come la sop-
pressione della rendita dal 1° aprile al 30 giugno 2018.
5.2 L’insorgente, fondandosi sui rapporti del dott. M._ del 29 aprile
2019 (allegato 10 al doc. TAF 1), 10 luglio 2019 (allegato 6 al doc. TAF 1)
e in particolar modo su quello del 22 luglio 2019 (allegato 4 al doc. TAF 1),
così come sui rapporti della dott.ssa Q._ del 5 giugno 2019 (alle-
gato 7 al doc. TAF 1), 15 luglio 2019 (allegato 5 al doc. TAF 1) e 9 agosto
2019 (allegato al doc. TAF 3), nonché sui referti radiologici del 19 aprile
2019 e 9 maggio 2019 (allegati 7 e 9 al doc. TAF 1) ritiene che non sia
intervenuto né un miglioramento dello stato di salute, né una stabilizza-
zione, e che la capacità lavorativa non sia data, dopo il mese di gennaio
2019, non soltanto nell’attività precedente, ma anche in attività adeguate,
in quanto dev’essere atteso il termine del percorso di infiltrazioni e tratta-
menti a cui è sottoposto (si confronti doc. TAF 1 pag. 3, allegato 4 al
doc. TAF 1).
5.3 L’amministrazione sostiene per contro, sulla base in particolare della
perizia del dott. I._ del 31 gennaio 2019 (doc. F._ 10), non-
ché dei rapporti ed annotazioni SMR del 16 ottobre 2018 (doc. UAIE 44),
14 febbraio 2019 (doc. UAIE 59), 25 aprile 2019 (doc. UAIE 74), 7 giugno
2019 (doc. UAIE 86) e 17 giugno 2019 (doc. UAIE 93), che, conseguente-
mente all’intervento chirurgico a cui il ricorrente si era sottoposto in data
4 ottobre 2018, dal 30 gennaio 2019 egli è abile al 25% fino all’8 maggio
2019 e allo 0% successivamente nell’attività abituale di lattoniere, mentre
dal 30 gennaio 2019 è abile al 100% nell’esercizio di un’attività rispettosa
delle limitazioni funzionali.
C-4213/2019
Pagina 11
6.
6.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è
considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-
gola prestazione.
6.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l’assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d’integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-
sto anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI).
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente superabile.
C-4213/2019
Pagina 12
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del
3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
7.3 Giusta l’art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-
dita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assistenza è
messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se l’erogazione indebita è dovuta all’otteni-
mento illecito di una prestazione da parte dell’assicurato o se quest’ultimo
ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’art. 77
OAI.
7.4 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Peraltro, per
C-4213/2019
Pagina 13
procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il grado d'in-
validità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A diffe-
renza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre prestazioni
durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revisione di una
rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) una
modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può risiedere sia
in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica della compo-
nente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una modifica di
poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo a una re-
visione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale modifica de-
termina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF
133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invali-
dità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono segna-
tamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), possono es-
sere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del nuovo
esame (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti).
Irrilevante è invece, una diversa valutazione di una fattispecie restata so-
stanzialmente immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).
8.
8.1 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare la data di mo-
difica del diritto deve essere stabilita conformemente all'art. 88a OAI (RS
831.201; DTF 133 V 263 consid. 6.1; sentenza del TF 9C_687/2018 del
16 maggio 2019 consid. 2 e relativi riferimenti e). Inoltre, il termine di attesa
di tre mesi dell'art. 88a OAI non può iniziare a decorrere prima della nascita
del diritto ad una rendita (cfr. sentenza del TF 8C_36/2019 del 30 aprile
2019 consid. 5 e relativi riferimenti).
8.2 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-
scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rap-
porto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della
lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la sop-
pressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel
senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il
riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2
et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-
zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-
tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se
l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è
stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).
C-4213/2019
Pagina 14
9.
9.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuri-
dico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; sentenze del TF
8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio
2009). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1
LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (red-
dito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione
svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva
da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non
la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del
raffronto dei redditi).
9.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il
grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 132 V 93 consid. 4). Infatti, per co-
stante giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire impor-
tanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono
di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'atti-
vità da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314
consid. 3c).
9.3 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid.
3a; HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in:
Aktuelles im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza
pubblicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto conforme
al principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA,
art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire delle direttive in relazione alla
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
C-4213/2019
Pagina 15
9.4 Infine giova ricordare che di principio deve essere considerato con la
necessaria prudenza l'avviso dei medici curanti a causa dei particolari le-
gami che intrattengono con il paziente (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc
pag. 353), per cui, secondo esperienza comune, essi tendono general-
mente, in caso di dubbio, a pronunciarsi in favore del proprio paziente in
ragione del rapporto di fiducia che lo unisce a quest'ultimo (sentenza del
TF 8C_168/2018 del 6 giugno 2018).
9.5 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV
n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
9.6
9.6.1 Per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione
degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni,
stabiliscono la capacità funzionale dell’assicurato – determinante per l’AI
secondo l’art. 6 LPGA – di esercitare un’attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indi-
pendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo e senso dell’art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell’art. 49 OAI risie-
dono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo ai propri medici per la
valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie
alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati
a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo
è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e
assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così
decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa
invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2).
C-4213/2019
Pagina 16
Peraltro, i rapporti SMR hanno la funzione di effettuare una sintesi delle
informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa e formulare delle
raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da un punto di vista
medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1).
Per poter loro attribuire pieno valore probatorio, i rapporti dei servizi medici
regionali devono essere redatti da medici che dispongono delle qualifiche
specialistiche richieste nel singolo caso di specie. Se ciò non è il caso, il
loro valore probatorio è affievolito (sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 lu-
glio 2010 consid. 4.2).
9.6.2 I rapporti interni del SMR ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 OAI non pongono
autonomamente delle diagnosi, bensì apprezzano sotto l'aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio anche dell'am-
ministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono necessaria-
mente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non è
dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR
esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. Negli altri
casi rende la propria valutazione sulla base della documentazione esi-
stente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giuri-
sprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR
se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente
riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con
riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 con-
sid. 4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, con-
sid. 4.2.1).
9.6.3 Al riguardo va in particolare rilevato che se è vero che nelle procedure
concernenti l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni sociali
non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4).
10.
10.1 In occasione della domanda di rendita sono stati assunti diversi referti
radiologici, e meglio:
10.1.1 Il referto della RM al rachide lombare del 21 marzo 2017 (allegato 4
al doc. UAIE 33) da cui emerge “ (...) fisiologica lordosi lombare. Metameri
C-4213/2019
Pagina 17
normoconformati con muri posteriori normoallineati. Regolare intensità del
segnale dei dischi intersomatici. (...) esiti del recente intervento chirurgico
all’altezza di L3-L4 “.
10.1.2 Il referto della RX al rachide lombo-sacrale del 28 marzo 2017 (al-
legato 5 al doc. UAIE 33) da cui si evince “ conservata la fisiologica lordosi
lombare con metameri normo-allineati. (...). Minime alterazioni spondo-ar-
trosiche. Regolare ampiezza degli spazi intersomatici in esame “.
10.1.3 Il referto della TC (tomografia computerizzata) al rachide lombare
del 7 aprile 2017 (allegato 7 al doc. UAIE 33) che evidenzia “ nello spazio
L3-L4 disco di spessore e morfologia ancora sostanzialmente regolari. A
L4-L5 il disco presenta spessore regolare: è presente protrusione circon-
ferenziale dell’anulus fibroso con ampia impronta sul sacco durale ed in-
terferenza con le radici L5 emergenti. Lo studio dello spazio L5-S1 eviden-
zia iniziale protrusione discale mediana-paramediana destra con impronta
sul sacco durale e discreto conflitto con la radice S1 emergente omolate-
rale. In particolare si conferma frattura a decorso verticale dell’apofisi spi-
nosa di L3 “.
10.2 Con perizia medica particolareggiata del 22 agosto 2017 (allegato 1
al doc. UAIE 33, formulario E213) il dott. N._ ha posto la diagnosi
di “ lombalgia persistente deficitaria post-traumatica con esiti di intervento
di micro-decompressione L3/L4 il 06.12.16 “ (allegato 1 pag. 8 al doc. UAIE
33), attestando che l’assicurato era in grado di svolgere regolarmente la-
vori leggeri, in posizione seduta, con possibilità di cambiamenti posturali e
non comportanti frequenti flessioni, trasporto e sollevamento di pesi, salita
di piani inclinati, scale o scale a pioli e rischio di cadute (allegato 1 pag. 8-
9 al doc. UAIE 33). Il medico ha comunque ritenuto A._ totalmente
inabile in ogni attività dal settembre 2016 (allegato 1 pag. 10 al doc. UAIE
33).
10.3 Mediante rapporto del 9 febbraio 2018 (doc. UAIE 41) all’intenzione
dell’Ufficio AI il dott. O._ ha posto le diagnosi con ripercussione
sulla capacità lavorativa di “ sintomatologia dolorosa lombare di tipo misto
per esiti di trattamento decompressivo L3-L4 bilaterale (dic. 2016) e pre-
senza di frattura apofisi spinosa L3 e conflitto radicolare radice S1 dx
(21/09/2016) “. Quali diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa è
stata posta quella di “ 06.05.2013: meniscopatia mediale ginocchio sx trat-
tata mediante meniscectomia selettiva per via artroscopica “ (doc. UAIE 41
pag. 2). Egli ha evidenziato la presenza di disfunzione del rachide lombare,
C-4213/2019
Pagina 18
con conseguente impossibilità di flessione dello stesso, impossibilità di sol-
levare pesi nonché limitazione funzionale del rachide lombare-sacrale e
formulato un’indicazione chirurgica per stabilizzazione della frattura
all’apofisi spinosa L3 e decompressione foraminale L5/S1 a destra
(doc. UAIE 41 pag. 3-4). Il medico interpellato ha pertanto ritenuto
A._ totalmente inabile in ogni attività dal 9 settembre 2016
(doc. UAIE 41 pag. 3-4).
10.4 Tramite rapporto del 23 agosto 2018 (doc. F._ 5) il dott.
M._, sulla base delle risultanze della tomoscintografia globale cor-
porea (PET) del 24 luglio 2018 (doc. F._ 2) e della RM al rachide
lombosacrale del 13 agosto successivo (doc. F._ 4), ha indicato la
necessità di un trattamento chirurgico finalizzato all’artrodesi dello spazio
L3-L4, poi eseguito l’8 ottobre 2018 (consid. B.g).
10.5 Con rapporto finale SMR del 16 ottobre 2018 (doc. UAIE 44) il dott.
P._ ha posto le diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa
di “ lombosciatalgia destra cronica in stenosi mista L3-L4 a prevalenza fo-
raminale con/su: sintomatologia radicolare irritativa ribelle alle terapie con-
servative, intervento chirurgico decompressivo (microdiscectomia) L3-L4
destra e sinistra il 06.12.2016; frattura del processo spinoso di L3, in fase
avanzata di consolidamento; discopatia instabile L3-L4 con iniziali feno-
meni degenerativi di L4-L5 con indicazione di artrodesi dello spazio L3-L4 “
e quella senza ripercussioni sulla capacità lavorativa di “ lesione del meni-
sco interno, corno posteriore, ginocchio sinistro (2013) “.
Egli ha quindi considerato l’assicurato totalmente inabile nell’attività abi-
tuale di manovale (recte lattoniere) dal 9 settembre 2016, mentre ha rico-
nosciuto un’incapacità lavorativa del 100% dallo stessa data al 26 luglio
2018 e nulla dal giorno successivo in attività sostitutive idonee, rispettose
di determinate limitazioni funzionali (attività svolta prevalentemente in po-
sizione seduta, con possibilità di variare la postura e pause supplementari,
non su ponteggi o scale a pioli, senza deambulazione su terreni scoscesi,
accidentati o per tragitti lunghi e/o ripetuti e che non richiedono posture
inergonomiche o prolungate della colonna vertebrale).
10.6 La RX al rachide completo e al bacino sotto carico effettuata il 6 di-
cembre 2018 ha evidenziato “ modesto atteggiamento scoliotico dorso-
lombare convesso ad ampio raggio. Lievemente accentuata la fisiologica
cifosi dorsale. Esiti di intervento di artrodesi con placche e viti traspedun-
colari posizionate a livello di L3 e L4. Posizionamento di distanziatore in-
C-4213/2019
Pagina 19
tersomatico in L3-L4. Conservato allineamento dei metameri. Artrosi inte-
rapofisaria bilaterale al tratto inferiore del rachide lombo-sacrale “
(doc. F._ 7).
10.7 Con rapporto del 17 dicembre 2018 (doc. F._ 1), ripreso per
l’essenziale il 24 gennaio 2019 (doc. F._ 9), il dott. M._ ha
rilevato un decorso post-operatorio regolare dopo l’intervento dell’ottobre
2018, la persistenza di dolore lombare di natura meccanica, acuito da sol-
lecitazioni funzionali anche moderate e raccomandato riposo funzionale,
l’esecuzione di un percorso rieducativo finalizzato alla stabilizzazione del
tratto lombare e ai controlli posturali, nonché previsto una terapia farmaco-
logica in presenza di dolore acuto.
10.8 Mediante rapporto del 25 gennaio 2019 (doc. UAIE 58) all’intenzione
dell’Ufficio AI il dott. O._ ha posto le diagnosi con ripercussione
sulla capacità lavorativa di “ lombalgia meccanica cronica in quadro dege-
nerativo del tratto lombare inferiore complicata da frattura verticale apofisi
trasversale L3 in esiti di artrodesi L3-L4 “ e quella senza influenza sulla
capacità lavorativa di “ meniscopatia mediale ginocchio sx “ (doc. UAIE 58
pag. 2). Egli ha evidenziato la presenza di impotenza funzionale assoluta
del rachide lombare, consigliato riposo funzionale per ulteriori 90 giorni e
raccomandato un’intensa fisiochinesiterapia volta alla stabilizzazione del
tratto lombare ed al controllo della postura (doc. UAIE 58 pag. 3).
Il medico interpellato ha pertanto ritenuto A._ totalmente inabile in
ogni attività dal 6 luglio 2018 (doc. UAIE 58 pag. 3-4).
10.9 Con rapporto del 14 febbraio 2019 (doc. UAIE 59) il dott. P._
ha, per l’essenziale, ripreso le argomentazioni e conclusioni espresse il
16 ottobre 2018 (consid. 10.5).
10.10 Il 18 febbraio 2019 (doc. F._ 12) e il 29 aprile seguente
(doc. F._ 15) il dott. M._ ha evidenziato la presenza di una
discopatia L3-L4 con tendenza a stenosi dei canali foraminali, confermato
l’indicazione di assoluta limitazione delle attività sintomatiche e/o a rischio
e consigliato la continuazione del percorso rieducativo.
C-4213/2019
Pagina 20
11.
11.1
11.1.1 Nel frattempo con perizia del 31 gennaio 2019 (doc. F._ 10),
ordinata dalla F._, il dott. I._, dopo aver visitato l’assicurato
il 29 gennaio 2019, ha posto le diagnosi con influsso sulla capacità lavora-
tiva di “ sindrome lombovertebrale parzialmente lombospondilogena cro-
nica a destra, in: alterazioni degenerative plurisegmentali del rachide lom-
bare, esiti da decompressione segmentale L3-L4 a destra e a sinistra per
stenosi miste L3-L4 a prevalenza foraminale, il 6.12.2016, esiti da decom-
pressione con artrodesi L3-L4 (...) per discopatia L3/L4 instabile, il
4.10.2018 e di gonalgie bilaterali, in esiti da interventi chirurgici ripetitivi al
ginocchio sinistro per lesione meniscale, da ultimo nel 2015 “. Quali dia-
gnosi senza influsso sulla capacità lavorativa sono state poste quelle di
“ disturbi statici del rachide (appiattimento della colonna dorsale, iperlor-
dosi lombare), decondizionamento e sbilancio muscolare “
(doc. F._ 10 pag. 14).
11.1.2 L’esperto ha dichiarato “ (...) egli accusa ora dolori lombari a tratti
irradianti un po’ a cintura verso i fianchi, verso il gluteo destro, continuativi,
di intensità variabile, recepiti anche di notte girandosi nel letto, sempre ma-
nifesti di giorno, per cui non è in grado di stare né troppo seduto, né troppo
in piedi, questi dolori si manifestano anche camminando, egli non vede dif-
ferenza se cammina in salita o in discesa, afferma di non potersi chinare
rispettivamente non è in grado di innarcare la schiena, vi è pure un peggio-
ramento alle manovre di Valsalva; la sintomatologia algica, come descritta
dall’assicurato, ha una connotazione meccanica, ma ricorda anche dolori
di eziologia centrale; egli non risente dolori inguinali “ (doc. F._ 10
pag. 11), aggiungendo che “ non vengono lamentati dolori cervicodorso-
brachiali, la colonna cervicale risulta libera ai movimenti passivi in ogni di-
rezione, senza comparsa di dolori, sono assenti deficit cervicoradicolari; la
mobilità passiva delle spalle avviene liberamente, senza sintomatologia di
attrito, in muscolatura molto ben sviluppata, i gomiti dalle due parti mo-
strano un minimo deficit estensorio con impatto osseo, le ulteriori escur-
sioni passive sono libere, senza comparsa di dolore “ (doc. F._ 10
pag. 11-12).
Il dott. I._ ha poi precisato che “ come previsto dall’ortopedico cu-
rante va introdotto un trattamento analgesico proporzionato all’intensità dei
dolori accusati, in grado di agire sulle 24 ore della giornata, onde permet-
tere l’avvio di una riabilitazione muscolare attiva del corsetto lomboaddo-
minale, alla frequenza di 3 sedute settimanali della durata di almeno 1 ora,
C-4213/2019
Pagina 21
durante un periodo prolungato di almeno 6 mesi, trattamento senz’altro at-
tuabile anche a margine delle ore lavorative “ precisando che “ le misure
terapeutiche citate sono in grado di migliorare la qualità di vita dell’assicu-
rato, permettendogli di ottenere una maggiore stabilità del rachide lombare
e delle ginocchia, aumentando la sua resistenza agli sforzi fisici (...); le
misure di cura citate non permetteranno tuttavia all’assicurato di riprendere
con pieno rendimento un’attività lavorativa pesante, ergonomicamente ina-
datta per la colonna vertebrale, come quella da ultimo svolta di idraulico “
(doc. F._ 10 pag. 12).
L’esperto ha infine evidenziato “ giudico come lavoro adatto allo stato di
salute attuale, un’attività che tiene pienamente conto dei limiti funzionali
seguenti: l’assicurato può molto spesso sollevare e portare pesi fino a 5 kg
fino all’altezza dei fianchi, di rado pesi tra 5-10 kg fino all’altezza dei fianchi,
evitando di portarli con le braccia staccate dal tronco, mai pesi oltre i 10 kg
fino all’altezza dei fianchi; l’assicurato può di rado sollevare pesi fino a 2 kg
sopra l’altezza del petto, mai pesi oltrepassanti i 2 kg sopra l’altezza del
petto. L’assicurato può molto spesso maneggiare attrezzi di precisione,
molto spesso maneggiare attrezzi leggeri, di rado maneggiare attrezzi di
media entità, mai attrezzi pesanti. La rotazione manuale è normale. L’assi-
curato può di rado effettuare lavori al di sopra della testa, mai effettuare la
rotazione del tronco, talvolta assumere la posizione seduta ed inclinata in
avanti, mai la posizione in piedi ed inclinata in avanti, può di rado assumere
la posizione inginocchiata, molto spesso effettuare la flessione delle ginoc-
chia, mai assumere la posizione accovacciata. L’assicurato può assumere
talvolta la posizione seduta di lunga durata, talvolta la posizione in piedi di
lunga durata, dovendo tuttavia avere la possibilità di alternare le posizioni
corporee al bisogno, in qualsiasi istante. L’assicurato può molto spesso
camminare fino a 50 metri, talvolta oltre i 50 metri, di rado camminare per
lunghi tragitti, come pure di rado camminare su terreno accidentato, può
talvolta salire le scale, mai salire su scale a pioli “ (doc. F._ 10
pag. 12-13).
11.1.3 L’esperto ha pertanto dichiarato che esistono risorse fisiche per una
reintegrazione professionale, che la prognosi è buona e ritenuto l’assicu-
rato inabile al lavoro al 75%, nell’ultima attività svolta di idraulico (recte:
lattoniere) dal 30 gennaio 2019 da intendersi come diminuzione del rendi-
mento sull’arco di una giornata lavorativa normale di 8-9 ore, mentre abile
al 100%, sull’arco di una giornata normale di 8-9 ore, con rendimento mas-
simo del 100%, dalla stessa data per un’attività perfettamente adatta al suo
stato di salute (doc. F._ 10 pag. 14-15).
C-4213/2019
Pagina 22
11.2 Chiamato a pronunciarsi in merito alla documentazione medica e ra-
diologica successivamente assunta agli atti, con rapporti del 4 marzo 2019
(doc. F._ 13), 13 maggio 2019 (doc. F._ 18) e 24 giugno
2019 (doc. F._ 19), commissionati dall’assicuratore malattie, il dott.
I._ ha confermato, a complemento della perizia del 31 gennaio
2019 le argomentazioni e conclusioni ivi espresse con particolare riferi-
mento alla capacità lavorativa in attività adeguate (consid. 11.1). Nell’ultimo
complemento il perito ha proposto di consultare uno specialista in neuro-
chirurgia con conoscenze di medicina assicurativa alfine di ottenere una
seconda opinione con riferimento alle risorse fisiche del paziente che non
paiono essere condivise dal curante.
11.3 Tramite perizia dell’11 settembre 2019 (doc. F._ 21), commis-
sionata dalla F._, la dott.ssa L._, dopo aver visitato l’assicu-
rato il 14/28 agosto 2019, ha posto le diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa di “ failed back surgery syndrome e sindrome lombospondilo-
gena cronica, stato dopo microdiscectomia L3-L4 destra e sinistra il
06.12.2016, stato dopo frattura del processo spinoso di L3, attualmente
consolidata, stato dopo stabilizzazione posteriore con viti traspenduncolari
e fusione L3-L4, il 04.10.2018 e squilibrio sagittale con iperlordosi lombare,
mancanza di cifosi dorsale ed insufficienza muscolare “. Quali diagnosi
senza influsso sulla capacità lavorativa sono state poste quelle di “ gonal-
gia bilaterale e stato dopo intervento al ginocchio sinistro per lesione al
menisco nel 2015 “ (doc. F._ 21 pag. 1).
L’esperta ha dichiarato che “ attualmente il paziente riferisce una persi-
stenza di dolori lombari sempre di carattere meccanico, con peggioramento
in carico e al cambio di posizione, senza irradiazione radicolare. I dolori
vengono indicati con un VAS 7/10 con peggioramento anche in contesto di
torsioni, precisato di trovarsi confrontata con “ un paziente con un failed
back surgery syndrome e un dolore lombare cronico, in contesto dopo due
interventi lombari sul livello L3-L4. Personalmente non ritengo indicato un
nuovo intervento neurochirurgico, ma piuttosto una presa a carico fisia-
trica “ (doc. F._ 21 pag. 2).
La dott.ssa L._ ha perciò ritenuto l’insorgente totalmente inabile
nell’attività abituale di idraulico (recte: lattoniere), senza indicare a partire
da quando, mentre abile al 100% sull’arco di una giornata lavorativa di
8/9 ore con rendimento massimo del 100%, dal 30 gennaio 2019 in attività
sostitutiva in cui non deve sollevare pesi (non più di 5 kg) e può cambiare
regolarmente posizione e postura (doc. F._ 21 pag. 3).
C-4213/2019
Pagina 23
12.
12.1 Nell’ambito della procedura AI, mediante rapporto del 25 aprile 2019
(doc. UAIE 74) il dott. P._ ha dal canto suo confermato le diagnosi
poste nella perizia del dott. I._ del 31 gennaio 2019 (consid. 11.1.1)
e ne ha ripreso le conclusioni sia per quanto riguarda la capacità lavorativa
che ai limiti funzionali. Il medico SMR ha pertanto ritenuto l’insorgente ina-
bile al 100% nell’attività abituale di manovale (recte: lattoniere) dal 9 set-
tembre 2016 al 29 gennaio 2019, eccezion fatta per il periodo intercorrente
dal 21 marzo 2018 al 3 luglio 2018, in cui presentava una capacità lavora-
tiva totale, mentre una capacità lavorativa del 25% dal 30 gennaio 2019.
Egli ha inoltre considerato l’interessato abile al 100% in attività adeguate
rispettose di determinate limitazioni funzionali dal 21 marzo 2018 al 3 luglio
2018, nonché dal 30 gennaio 2019, mentre totalmente inabile per i periodi
intercorrenti tra il 9 settembre 2016 e il 20 marzo 2018, nonché dal 4 luglio
2018 al 29 gennaio 2019.
12.2
12.2.1 In fase di osservazioni al progetto di decisione del 29 aprile 2019 è
stato assunto il referto relativo alla risonanza magnetica eseguita al rachide
lombosacrale del 19 aprile 2019 secondo cui “ si osservano gli esiti di ar-
trodesi lombare L3-L4 e microdiscectomia. A livello L4-L5 si osserva una
protrusione discale ad ampio raggio in sede posteriore che impronta la su-
perficie anteriore del sacco durale nel territorio di passaggio delle radici
emergenti di L5 d’ambo i lati (...). Coesiste un parziale impegno di entrambi
i forami di coniugazione con probabile contatto con il tratto interaforaminale
della radice emergente di L4 di destra. A livello L5-S1 si osserva una pro-
trusione discale in sede posteriore mediana-paramediana sinistra con par-
ziale impegno di forame di coniugazione omolaterale in territori passaggio
del tratto intraforaminale della radice emergente di L5 di sinistra “
(doc. UAIE 77).
12.2.2 La RX alla colonna lombosacrale del 4 maggio 2019 (allegato al
doc. UAIE 82) evidenzia “ conservata lordosi lombare, mantenuto l’allinea-
mento metamerico posteriori in esiti di artrodesi mediante barre e viti tra-
spenduncolari a L4-L5 con posizionamento di cage discale. Discopatia al
passaggio lombo-sacrale, minima iniziale compromissione dello spazio ar-
ticolare a L4-L5 (...). Discrete note degenerative artrosiche interapofisarie
da L3 a S1 “.
C-4213/2019
Pagina 24
12.2.3 Riferendosi ai suesposti referti con rapporto del 9 maggio 2019 (al-
legato 3 al doc. UAIE 84) il dott. M._ ha evidenziato un’iniziale in-
stabilità L4-L5 ad angolo di circa 17° con persistenza di dolore lombare di
natura meccanica condizionante limiti nell’autonomia ortostatica, proposto
un percorso di rieducazione finalizzato alla stabilizzazione del tratto lom-
bare e consigliato riposo funzionale.
12.3 Il dott. P._ nel rapporto SMR del 7 giugno 2019, doc. UAIE 86
ha, per l’essenziale, ripreso le argomentazioni e conclusioni del rapporto
del 25 aprile precedente (consid. 12). Egli ha altresì ritenuto l’insorgente
inabile al 100% nell’attività abituale dal 9 maggio 2019.
12.4
12.4.1 Il ricorrente ha inoltre prodotto il rapporto del 5 giugno 2019 in cui la
dott.ssa Q._ ha segnatamente evidenziato “ dolore all’estensione,
flessione e rotazione del tratto dorsolombare. Lasègue positivo bilateral-
mente. Dolore al passaggio posturale (da seduto in piedi), marcia limitata
(meno di 100 m), posizione seduta limitata dal dolore (dopo 10 min neces-
sità di alzarsi) “. In riferimento alle importanti limitazioni funzionali (flesso
estensione e rotazione) ha consigliato cauta mobilizzazione e ritenuto im-
probabile la ripresa delle attività lavorative (allegato al doc. TAF 90).
12.4.2 Con riferimento al rapporto testé esposto il 10 giugno 2019 il dott.
M._ ha confermato la non idoneità del ricorrente alle attività lavora-
tive senza specificare quali (doc. UAIE 94).
13.
13.1
13.1.1 Pendente causa di ricorso sono stati assunti agli atti i rapporti del
15 luglio 2019 (allegato 5 al doc. TAF 1) e 9 agosto 2019 (allegato al
doc. TAF 3) in cui la dott.ssa Q._ ha ribadito quando espresso in
precedenza (consid. 12.4.1) e ritenuto necessari trattamenti infiltrativi allo
scopo di ridurre il quadro di iperalgesia e ipersensibilità, trattamenti di ra-
diofrequenza, cauta mobilizzazione e adeguata fisiochinesiterapia.
13.1.2 Mediante rapporto del 22 luglio 2019 (allegato 4 al doc. TAF 1) il
dott. M._ ha proposto di procrastinare l’invalidità lavorativa dell’in-
sorgente fino al termine delle misure consigliate dalla dott.ssa Q._.
C-4213/2019
Pagina 25
13.2 In sede di replica l’insorgente ha prodotto i rapporti del 30 settembre
2019, 25 novembre 2019 e 27 gennaio 2020 (allegati al doc. TAF 25) in cui
il dott. M._ ha, per l’essenziale, ribadito la necessità di proseguire
con i trattamenti fisioterapici in corso prima di valutare la capacità lavorativa
e l’eventualità di un intervento chirurgico.
14.
14.1 Alla luce di quanto sopra esposto va quindi esaminato se la perizia
del dott. I._ del 31 gennaio 2019, ordinata dalla F._ e su cui
si è fondato il SMR nel proprio rapporto finale del 25 aprile 2019 e, a sua
volta, l’UAIE permette di desumere in maniera completa, motivata, conclu-
dente e pertanto convincente l’evoluzione della capacità lavorativa del ri-
corrente a partire dal 30 gennaio 2019, in particolare una capacità lavora-
tiva del 100% in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali posti e me-
glio se a partire da fine gennaio 2019 è subentrata una stabilizzazione tale
da giustificare la soppressione della rendita.
14.2
14.2.1 A titolo preliminare giova rammentare che le uniche patologie con
influenza sulla capacità lavorativa sono quelle reumatologiche e ortope-
dico/traumatologiche (consid. 10-15). Il ricorrente non ha contestato le dia-
gnosi poste in questo ambito, ma unicamente le conseguenze sulla capa-
cità lavorativa, la quale non sarebbe migliorata a partire da gennaio 2019.
14.2.2 Occorre inoltre evidenziare che la perizia contiene una ricostruzione
dettagliata dei fatti di pertinenza reumatologica e ortopedico/traumatolo-
gica, un’anamnesi personale, professionale e patologica, dati soggettivi
dell’assicurato, esami oggettivi, un elenco di diagnosi e delle conclusioni.
Essa adempie quindi – perlomeno da un punto di vista formale – i requisiti
posti dalla dottrina e dalla giurisprudenza (consid. 9.3). Alla stessa conclu-
sione si deve giungere per quanto riguarda l’aspetto materiale.
14.3 Dagli atti di causa emerge un peggioramento delle condizioni di salute
di A._ segnatamente dall’estate 2018. In particolare il fenomeno di
spondilosi lombare L3-L4 instabile con iniziali fenomeni degenerativi a que-
sto livello, attestati dalla PET del 24 luglio 2018 (doc. F._ 2) e dalla
RM al rachide lombosacrale del 13 agosto 2018 (doc. F._ 4) ha reso
necessario, il 4 ottobre 2018, l’intervento di decompressione con artrodesi
L3/L4 già consigliato dal dott. M._ nel rapporto del 23 agosto 2018
(doc. F._ 5).
C-4213/2019
Pagina 26
Il progressivo aggravamento del quadro patologico lombo-sacrale è stato
pure attestato e riconosciuto dal dott. P._ con rapporto del 25 aprile
2019 (doc. UAIE 74). Del resto l’incapacità lavorativa del 100% in ogni at-
tività da luglio 2018 fino a fine gennaio 2019 non è contestata neppure
dall’UAIE.
14.4 Va inoltre rilevato che con perizia del 31 gennaio 2019 (consid. 11.1)
il dott. I._, riprendendo le argomentazioni dei rapporti del 17 dicem-
bre 2018 (doc. F._ 1) e 24 gennaio 2019 (doc. F._ 9) in cui
dott. M._ ha in sostanza attestato un decorso post-operatorio sus-
seguente all’intervento del 4 ottobre 2018 regolare – seppur ancora carat-
terizzato dalla persistenza di dolore lombare di natura meccanica con con-
seguente necessità di riposo funzionale, esecuzione di un percorso riedu-
cativo e presa carico farmacologica in presenza di dolore acuto – ha atte-
stato una capacità lavorativa totale in attività sostitutive dal 30 gennaio
2019, vale a dire dal giorno successivo alla visita dell’assicurato, dopo circa
tre mesi dall’intervento di decompressione con artrodesi L3/L4. Giova ram-
mentare che con perizia dell’11 settembre 2019 (consid. 11.3) la dott.ssa
L._, dopo aver valutato l’interessato da un punto di vista neurochi-
rurgico, così come proposto dal dott. I._, ha ripreso le conclusioni
espresse da quest’ultimo, sia per quanto attiene la capacità lavorativa che
ai limiti funzionali.
Dal canto loro con rapporti prodotti dall’insorgente sia nel quadro delle os-
servazioni al progetto di decisione (dott. M._, 9 maggio 2019 [con-
sid. 13.2] e 10 giugno 2019 [consid. 15.2]; dott.ssa Q._, 5 giugno
2019 [consid. 15.1]), che in fase ricorsuale (dott. M._, 22 luglio
2019 [consid. 16.2], 30 settembre 2019, 25 novembre 2019 e 27 gennaio
2020 [consid. 17]; dott.ssa Q._, 15 luglio 2019, 9 agosto 2019 [con-
sid. 16.1] e 19 settembre 2019 [consid. 17], i medici si limitano a ribadire
un quadro diagnostico e radiologico noto e non aggiungono elementi og-
gettivi aggiuntivi in grado di modificare la valutazione della capacità funzio-
nale e di carico residua dell’assicurato e quindi della sua capacità lavora-
tiva. In particolare i limiti funzionali posti collimano sostanzialmente con
quelli indicati dal perito e pertanto non giustificano la diversa conclusione
addotta secondo cui l’interessato sarebbe inabile al lavoro anche in attività
adeguate. Inoltre nei rapporti non viene chiaramente specificata la misura
dell’incapacità né se questa si riferisce a ogni attività oppure solo all’attività
precedentemente svolta (ad esempio doc. UAIE 90 e 94, allegati 4 e 5 al
doc. TAF 1 e allegato al doc. TAF 3). In simili condizioni, i pareri diversi dei
succitati medici configurano unicamente una valutazione differente – per
C-4213/2019
Pagina 27
quanto concerne le conseguenze del danno alla salute sulla capacità lavo-
rativa – di una situazione identica. I referti in oggetto non sono pertanto tali
da rimettere in discussione le conclusioni peritali, approfondite, motivate,
convincenti e pertanto concludenti.
A titolo abbondanziale va infine rammentato che sia la richiesta tendente a
procrastinare l’incapacità lavorativa del ricorrente fino al termine dei tratta-
menti infiltrativi e di radiofrequenza proposti dalla dott.ssa Q._ (al-
legato 5 al doc. TAF 1 e allegato al doc. TAF 3), che la questione di un
eventuale intervento chirurgico, sollevate dal dott. M._ (allegato 4
al doc. TAF 1 e allegato al doc. TAF 26), si riferiscono a situazioni posteriori
all’emanazione della decisione impugnata ed esulano dal potere cognitivo
del Tribunale adito. Non costituiscono pertanto oggetto del contendere es-
sendo di competenza dell’UAIE.
14.5 Alla luce di quanto sopra esposto nessuno dei rapporti medici agli atti
mette pertanto in discussione le conclusioni della perizia del dott.
I._, dettagliata e ben motivata, circa la stabilizzazione dello stato di
salute e delle conseguenze sulla capacità lavorativa in attività adeguate
con effetto da fine gennaio 2019 rispettivamente al più tardi dal 30 aprile
2019 (doc. F._ 13), non risultando pertanto in alcun modo credibili
le conseguenze più incisive addotte sulla capacità lavorativa.
15.
In conclusione risulta comprovato con il grado della verosimiglianza pre-
ponderante valido nelle assicurazioni sociali che A._ – a far tempo
da fine gennaio 2019 – risulta abile al lavoro nella misura del 100% in atti-
vità leggere adeguate ai limiti funzionali, come indicato dall’UAIE. Su
questo punto il ricorso è pertanto infondato.
16.
16.1 Occorre ancora esaminare la conformità del grado di invalidità stabi-
lito dall’amministrazione per il periodo posteriore al 30 aprile 2019.
16.2
16.2.1 L’invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del la-
voro che l’assicurato conseguirebbe dopo la manifestazione dell’invalidità
e dopo l’esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione nell’eserci-
zio di un’attività ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali del
C-4213/2019
Pagina 28
mercato del lavoro e il reddito che potrebbe conseguire se non fosse di-
ventato invalido (art. 16 LPGA).
16.2.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido, occorre stabilire
quanto guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosi-
miglianza preponderante, quale persona sana al momento della decor-
renza del diritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali
e delle circostanze personali. Di regola, ci si fonda sull’ultimo reddito che
la persona assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla
salute, se del caso adeguato al rincaro e all’evoluzione reale dei salari.
Questo perché normalmente, in base all’esperienza comune, la persona
interessata avrebbe continuato la precedente attività in assenza del danno
alla salute. Eccezioni a questo principio devono essere previste secondo
la verosimiglianza preponderante (DTF 139 V 28 consid. 3.3.2; 134 V 322
consid. 4.1). Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare dal red-
dito ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto conseguire senza invalidità e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei
salari (ISS) edita dall’Ufficio federale di statistica. Questo sarà in particolare
il caso qualora non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il red-
dito ipotetico, segnatamente qualora dovessero mancare indicazioni ri-
guardanti l’ultima attività professionale dell’assicurato o se l’ultimo salario
percepito non corrispondesse manifestamente a quello che egli sarebbe
stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona
valida; ad esempio se l’assicurato, prima di essere riconosciuto definitiva-
mente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
prima dell’insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell’invalidità (sentenza del TF 9C_348/2016
del 7 dicembre 2016 consid. 3.2.3). Poiché i salari statistici sono general-
mente fondati su un orario di lavoro settimanale di 40 ore, gli stessi devono
essere adeguati all’orario usuale medio settimanale del corrispondente set-
tore d’impiego (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono es-
sere adeguati all’evoluzione dei salari nominali, applicando l’indice per gli
uomini o per le donne (DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
16.2.3 Nella decisione impugnata l’autorità di prime cure ha indicato che,
sebbene il confronto dei redditi avrebbe dovuto avvenire nel 2019, in as-
senza di dati statistici aggiornati, aveva effettuato il calcolo per il 2016. Ri-
ferendosi al rapporto d’inchiesta dell’Ufficio AI del 21 novembre 2018
(doc. UAIE 50) l’UAIE ha ritenuto corretto riferirsi all’ultimo salario perce-
pito dall’insorgente nel 2015 nell’attività di lattoniere dipendente presso la
C-4213/2019
Pagina 29
B._ SAGL, pari a fr. 52'307.- annui (doc. UAIE 50 pag. 4, 73, 95,
96), dato peraltro non contestato dall’assicurato.
16.3
16.3.1 Per determinare il reddito da invalido fa stato in primo luogo la si-
tuazione salariale concreta dell’assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità di lavoro residua, il reddito deri-
vante dall’attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, segna-
tamente perché dopo l’insorgenza dell’invalidità la persona assicurata non
ha più esercitato alcuna attività lucrativa oppure non ha esercitato una
nuova attività lucrativa, malgrado essa sia ragionevolmente esigibile, pos-
sono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano
dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS; DTF 139 V 592 con-
sid. 2.3; sentenza del TF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 7),
fermo restando che di principio occorre fare riferimento ai dati statistici più
recenti (DTF 143 V 295 consid. 2.3).
Di principio, sono applicabili i dati salariali medi nazionali risultanti dalla
Tabella TA1 dell’ISS relativa al settore privato, segnatamente il salario
lordo, valore mediano, per divisioni economiche, totale. Tuttavia, qualora
ciò risulti opportuno, ci si può riferire al salario lordo di un singolo settore o
di una singola categoria professionale al fine di permettere all’assicurato di
sfruttare in maniera ragionevolmente esigibile la sua piena capacità lavo-
rativa residua. Questo sarà in particolare il caso qualora, prima dell’insor-
genza del danno alla salute, la persona assicurata ha lavorato per molti
anni nello stesso settore e l’esercizio di un’attività lucrativa in un altro set-
tore non appare esigibile (sentenza del TF 8C_457/2017 dell’11 ottobre
2017 consid. 6.2). Poiché i salari statistici sono generalmente fondati su un
orario settimanale di 40 ore, gli stessi devono essere adeguati all’orario
usuale medio settimanale del corrispondente settore d’impiego (DTF 126
V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono essere adeguati all’evolu-
zione dei salari nominali, applicando l’indice per gli uomini o per le donne
(DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
16.3.2 Utilizzando i dati statistici ufficiali editi dall’Ufficio federale di stati-
stica (UFS; RSS 2014, tabella TA1 nazionale, anno 2014) l’UAIE ha com-
putato quale reddito da invalido, il salario annuale conseguibile dall’insor-
gente nel 2016 (attività semplici e ripetitive, livello di competenze 1, uo-
mini), ossia fr. 53'718.57, tenuto conto di un salario mensile aggiornato al
C-4213/2019
Pagina 30
2016 di fr. 5'367.56, di un orario usuale di 41,7 ore settimanali, nonché di
una riduzione totale del 20%, 10% per attività leggere e 10% per svantaggi
salariali derivanti da contingenze particolari (doc. UAIE 73).
16.4 Dal raffronto dei redditi è scaturito quindi un grado di invalidità dello
0% (doc. UAIE 73).
17.
17.1 In concreto il momento determinante per il raffronto dei redditi è il
30 aprile 2019, vale a dire quello in cui il diritto alla rendita ha subito una
modifica (sentenza del TAF C-4032/18 del 1° ottobre 2019 consid. 17.2 e
Margit Moser-Szeless, in: Commentaire romand, Loi sur la partie générale
des assurances sociales, 2018, ad art. 16 LPGA N 41).
17.2
17.2.1 In primo luogo occorre determinare se risulta giustificato riferirsi
all’ultimo reddito da valido conseguito dall’insorgente nel 2015 in qualità di
lattoniere dipendente presso la B._ SAGL, pari a fr. 52'307.-
(doc. UAIE 23). Al riguardo dagli atti di causa emerge che l’attività indipen-
dente svolta da A._ dal maggio 2016 non è di fatto mai decollata in
ragione dell’infortunio professionale occorsogli nel settembre 2016 (con-
sid. A.a-A.b). Egli ha poi lavorato per un breve periodo quale aiuto monta-
tore di impianti di riscaldamento e sanitari, e meglio dal 21 marzo 2018 al
5 luglio 2018 (consid. A.c). In simili circostanze la scelta dell’autorità infe-
riore di riferirsi al reddito percepito dall’assicurato nel 2015 presso la
B._ SAGL, società alle cui dipendenze l’interessato ha lavorato dal
2014 al maggio 2016 (doc. UAIE 50 pag. 2) e per la quale, a suo dire,
avrebbe volentieri continuato a lavorare qualora essa non fosse fallita
(doc. UAIE 50 pag. 2, 4-5), risulta giustificata.
17.2.2 In assenza di dati statistici relativi all’evoluzione dei salari per il
2019, il reddito conseguito nel 2015 è aggiornato solo fino al 2018 a mezzo
della tabella T1.1.10 (settore delle costruzioni [cat. 41-43], +0.4% nel 2016,
+0.3% nel 2017, +0,5% nel 2018). Riportato su un orario usuale di 41,7 ore
settimanali corrisponderebbe ad un salario annuale di fr. 55'186.98.
17.3 Per quanto attiene la determinazione del reddito da invalido giova evi-
denziare che al momento delle decisioni litigiose, il 20 giugno 2019, l’UAIE
poteva già disporre dei dati del 2016, ritenuto che sono stati pubblicati il
C-4213/2019
Pagina 31
14 maggio 2018 (cfr. sito internet: https://www.bfs.ad-
min.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetde-
tail.5247366.html). Per stabilire il reddito da invalido andava di conse-
guenza fatto riferimento alla pertinente tabella dell’ISS 2016 e non a quella
del 2014. Ne discende che in attività semplice e ripetitiva, senza funzione
di quadro, uomini, l’insorgente avrebbe potuto percepire nel 2016 un sala-
rio medio mensile di fr. 5'389.-, che riportato su un orario usuale di 41,7 ore
settimanali, corrisponderebbe ad un salario mensile di fr. 5'618,03 ed an-
nuale di fr. 67'416.36. Aggiornato al 2018 (+ 0,4% nel 2017; + 0,5% nel
2018) esso ammonta a fr. 68'024.44.
18.
18.1 Ritenuto che il reddito da invalido è superiore a quello da valido, oc-
corre ancora domandarsi se il reddito da valido così calcolato è inferiore
alla media dei salari per un'attività equivalente nel settore economico nel
quale lavorava l'interessato, segnatamente se è necessario procedere a
parallelizzare i redditi.
18.2 Se la persona assicurata, per motivi non imputabili all'invalidità (quali
scarsa formazione scolastica, formazione professionale carente, cono-
scenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di assunzione a causa
dello statuto di residenza rispettivamente problematiche legate al mercato
del lavoro, ha conseguito un reddito da valida considerevolmente inferiore
alla media dei salari nazionali conseguibili nello stesso ambito professio-
nale e non vi è motivo di ritenere che fosse intenzionata ad accontentarsi
di un reddito modesto, si procede ad un parallelismo dei due redditi di pa-
ragone. In particolare, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito
da valido, aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente con-
seguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di
reddito da invalido, mediante una riduzione adeguata del valore statistico
(DTF 135 V 58 consid. 3.1; 134 V 322 consid. 4.1). Un reddito è inferiore
alla media dei salari per un’attività equivalente, allorquando il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% del salario statistico
usuale nel settore. Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va effet-
tuato soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF
135 V 297 consid. 6.1.2 e 6.1.3).
18.2.1 In concreto, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) per
il 2016 (tabella TA1, uomini, senza funzione di quadro), nel settore delle
costruzioni (cat. 41-43), il salario medio equivaleva a fr. 5'523.- mensili, os-
sia fr. 66'276.- all'anno, per un orario settimanale di 40 ore. Rapportato ad
https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetdetail.5247366.html https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetdetail.5247366.html https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/cataloghi-banche-dati/carte.assetdetail.5247366.html
C-4213/2019
Pagina 32
un orario usuale di 41,7 ore settimanali e indicizzando tale dato al 2018 a
mezzo della tabella T1.2.10 (costruzioni + 0,3% nel 2017, + 0,5% nel
2018), si ottiene così un importo di fr. 69'646.51.
Ciò significa che una persona attiva nel settore delle costruzioni in Svizzera
avrebbe potuto mediamente conseguire nel 2018 un guadagno di
fr. 69'646.51, mentre l’interessato, nello stesso anno, avrebbe percepito in
E._ un reddito di fr. 55'186.98. In concreto, la differenza è di
fr. 14'459.53, pari al 20,76%, arrotondato al 20,8%.
18.2.2 Alla luce di quanto appena esposto nella fattispecie essendo
emersa una differenza del 20,8% occorre riconoscere che il salario da va-
lido dell’interessato è considerevolmente inferiore alla media svizzera. Non
emergono inoltre indizi a favore del fatto che fosse intenzione di quest’ul-
timo di accontentarsi di un guadagno più modesto; l’entità del salario per-
cepito è infatti riconducibile alla situazione del mercato del lavoro in
E._. Tenuto conto della franchigia del 5%, il salario da invalido do-
vrà quindi essere ridotto del 15,8% in ragione del gap salariale.
19.
La questione se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle circostanze per-
sonali e professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla sa-
lute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione), la deduzione non essendo automatica e non potendo ecce-
dere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 V 322 consid.
5.2; 126 V 75 consid. 5b). A seconda della loro incidenza infatti, è possibile
che la persona assicurata, anche in un mercato del lavoro equilibrato, non
sia in grado di realizzare un salario medio sfruttando la capacità lavorativa
residua (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine). La deduzione non è automa-
tica, ma deve essere valutata di caso in caso e complessivamente, non
separatamente, in maniera schematica, sommando i singoli fattori di dedu-
zione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso (DTF 126 V
75 consid. 5b/aa in fine; sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012
consid. 4.2.1).
19.1 Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento
del Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è
limitato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere
di apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza
della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione
di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a
C-4213/2019
Pagina 33
quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità ammnistrativa nell'ambito
del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del
diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza
valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'as-
sicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il
proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 137
V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale ammi-
nistrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), quando è
chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato dall'amministra-
zione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da invalido, deve
rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si offrivano agli
organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o meno elevata
sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido motivo, ma senza
sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 137
V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 con-
sid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine).
19.2 Come detto l’UAIE ha ammesso in concreto una decurtazione globale
del 20%, 10% per attività leggere e 10% per svantaggi salariali derivanti da
contingenze particolari (e meglio dei numerosi limiti funzionali, doc. UAIE
73).
19.2.1 Nella fattispecie va senz'altro riconosciuta una deduzione per il fatto
che l'assicurato, che ha quasi sempre svolto attività manuali pesanti (ma-
novale, idraulico, lattoniere), cfr. curriculum vitae [doc. UAIE 14]) può oc-
cuparsi ora unicamente di attività leggere (cfr. tra le tante sentenza del TF
9C_455/2013 consid. 4.4). Oltre a ciò al momento dell’interruzione dell’at-
tività professionale (luglio 2018) l’insorgente non disponeva né di una par-
ticolare formazione scolastica, avendo terminato le scuole dell’obbligo
senza conseguire la licenza delle scuole medie (doc. UAIE 50 pag. 2), né
di alcuna formazione professionale (DTF 138 V 457 consid. 2.2, sentenze
del TF 8C_594/2011 del 20 ottobre 2011 consid. 5, 9C_334/13 del 24 luglio
2013 consid. 3, si confrontino anche sentenze del Tribunale federale delle
assicurazioni U 436/04 del 12 aprile 2005 e U 86/06 del 13 giugno 2006).
19.2.2 Va inoltre tenuto delle numerose limitazioni funzionali elencate in
dettaglio al considerando 11.1.2 tra cui in particolare la capacità ridotta di
effettuare lavori sopra la testa e di assumere la posizione seduta ed incli-
nata in avanti, l’impossibilità di ruotare il tronco, di assumere la posizione
in piedi ed inclinata in avanti e quella accovacciata, in posizione seduta e
piegata in avanti, nonché gli importanti limiti sia nel mantenere posizione
C-4213/2019
Pagina 34
statiche che nella deambulazione, le quali restringono sensibilmente lo
spettro di attività ancora esigibili dall’assicurato.
19.2.3 Non vanno, per contro, considerati nel calcolo altri fattori di riduzione
quali età (al momento della decisione impugnata l’assicurato aveva
43 anni), anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso posto che non ne
sono date le condizioni.
In simili circostanze una riduzione del 20%, fondata su una valutazione
globale della fattispecie, appare consona alla situazione concreta. A titolo
abbondanziale giova del resto rilevare che pure il riconoscimento del tasso
di riduzione massimo del 25%, previa deduzione del 15,8% per gap sala-
riale (cfr. consid. 22.2.2), non avrebbe modificato l’esito della causa, risul-
tando il grado di invalidità inferiore al 40% ([{fr. 55'186.98 – fr. 42'957.36} :
55'186.98 ] x 100) = 22%.
19.3 In simili condizioni, alla luce del raffronto dei redditi operato da code-
sto Tribunale, il diritto alla rendita è dato soltanto fino al 30 aprile 2019.
20.
Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
21.
21.1 Visto che con decisione incidentale del 22 ottobre 2019 del Tribunale
adito (doc. TAF 7) il ricorrente è stato ammesso al beneficio dell’assistenza
giudiziaria non si prelevano spese processuali.
21.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 cpv. 1 e 2 a con-
trario del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 (TS-TAF, RS
173.320.2).
Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio
diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-
zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
C-4213/2019
Pagina 35