Decision ID: 368bdce1-fb11-53be-bcfc-7bddae35ca00
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ (di seguito, interessata, ricorrente o insorgente), cittadina spa-
gnola, nata il (...), coniugata (da ...) e madre di due figli (nati nel ... e nel
...), ha formulato in data 19 novembre 2018 una richiesta volta all’otteni-
mento di una rendita dell’assicurazione svizzera per la vecchiaia (doc. 31
pag. 1 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. 31 pag. 1]), indi-
cando di aver risieduto e lavorato in Svizzera nel Canton B._ da
maggio ad ottobre del 1974 e nel Canton C._ da gennaio del 1979
a gennaio del 2001 (doc. 31 pag. 13 e 16).
B.
B.a Con decisione del 13 febbraio 2019 (doc. 49), la Cassa svizzera di
compensazione (CSC) ha deciso di erogare in favore dell’interessata una
rendita di vecchiaia svizzera di fr. 754.- al mese dal 1° dicembre 2018 (e di
fr. 760.- al mese dal 1° gennaio 2019), rendita calcolata segnatamente in
base ad una durata di contribuzione di 18 anni e 6 mesi, una ripartizione e
attribuzione per metà a ciascuno dei coniugi dei redditi conseguiti durante
gli anni civili di matrimonio comune, un riconoscimento di accrediti per com-
piti educativi di 5.50 anni, un reddito annuo medio determinante di fr.
62'040.- dal 1° dicembre 2018 (e di fr. 62'568.- dal 1° gennaio 2019), una
scala delle rendite 19 ed un plafonamento delle rendite di vecchiaia dei
coniugi (v. doc. 46 [foglio di calcolo]).
B.b Con scritto del 28 febbraio 2019 (doc. 49), l’interessata ha postulato il
ricalcolo della rendita di vecchiaia, contestando in particolare l’ammontare
dell’importo mensile della rendita accordata.
B.c Nella decisione su opposizione del 1° aprile 2019, la CSC ha respinto
l’opposizione del 28 febbraio 2019 e confermato la propria decisione del
13 febbraio 2019 mediante la quale ha deciso di erogare in favore dell’in-
teressata una rendita di vecchiaia svizzera di fr. 754.- al mese dal 1° di-
cembre 2018 (e di fr. 760.- al mese dal 1° gennaio 2019). Detta autorità ha
in particolare esposto le norme legali applicabili e le basi di calcolo della
rendita di vecchiaia (segnatamente anni di contribuzione, scala delle ren-
dite, ripartizione e attribuzione fra i coniugi dei redditi conseguiti durante gli
anni civili di matrimonio, accrediti per compiti educativi, reddito annuo me-
dio determinante, plafonamento delle rendite dei coniugi; doc. 52).
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Pagina 3
C.
C.a Il 3 giugno 2019, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi alla CSC
contro la decisione su opposizione del 1° aprile 2019, mediante il quale ha
contestato l’ammontare dell’importo mensile della rendita di vecchiaia ac-
cordata, chiedendo altresì di poter ricevere la corrispondenza in lingua ita-
liana, ricorso che è poi stato trasmesso il 2 luglio 2019 per competenza al
Tribunale amministrativo federale (doc. TAF 1 e 6).
C.b Nella risposta al ricorso del 6 febbraio 2020, l’autorità inferiore ha pro-
posto a questo Tribunale di dichiarare inammissibile il ricorso inoltrato il 3
giugno 2019, lo stesso essendo stato presentato tardivamente. L’impu-
gnata decisione su opposizione del 1° aprile 2019 è stata in effetti notificata
alla ricorrente il 10 aprile 2019, secondo l’estratto “Tracciamento degli invii”
della Posta svizzera (doc. TAF 3).
C.c Con provvedimento del 17 marzo 2020 (notificato il 23 marzo 2020;
doc. TAF 12), il Tribunale amministrativo federale ha trasmesso alla ricor-
rente la risposta al ricorso della CSC del 6 febbraio 2020, unitamente a
copia dei documenti menzionati nella presa di posizione dell’autorità infe-
riore, e le ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito (doc. TAF 11),
facoltà di cui l’insorgente non ha fatto uso.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione
con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro
le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-
zione.
1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell’art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Giusta
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l’art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-
razione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che la LAVS non deroghi
alla LPGA.
2.
2.1 In virtù dell'art. 56 cpv. 1 LPGA, per rimando dell'art. 1 cpv. 1 LAVS, le
decisioni su opposizione possono essere impugnate mediante ricorso.
2.2 Giusta l'art. 60 LPGA, per rimando dell'art. 1 cpv. 1 LAVS, il ricorso deve
essere depositato entro trenta giorni dalla notificazione della decisione im-
pugnata.
2.3 Dagli atti di causa risulta che l'interessata il 3 giugno 2019 ha inoltrato
dinanzi alla CSC uno scritto (doc. TAF 1; v. in particolare la busta d'invio),
scritto che è poi stato ricevuto dall'autorità inferiore il 12 giugno 2019 (v. il
timbro "CdC 12 JUIN 2019") e trasmesso per competenza al Tribunale am-
ministrativo federale il 2 luglio 2019 (doc. TAF 2). Ora, nella misura in cui
lo scritto dell'assicurata inoltrato il 3 giugno 2019 dovesse essere conside-
rato quale ricorso contro la decisione su opposizione della CSC del 1°
aprile 2019, come pare ritenere l'autorità inferiore nella lettera del 2 luglio
2019 (doc. TAF 2), detto ricorso dovrebbe essere dichiarato inammissibile
siccome tardivo. La decisione su opposizione della CSC del 1° aprile 2019
è in effetti stata notificata all'interessata il 10 aprile 2019 (cfr. estratto "Trac-
ciamento degli invii" della Posta svizzera [doc. TAF 10]). Ritenuto che il
termine di 30 giorni (art. 60 LPGA per rimando dell'art. 1 cpv. 1 LAVS) per
inoltrare ricorso contro la decisione su opposizione della CSC del 1° aprile
2019 ha iniziato a decorrere l’11 aprile 2019 ed è scaduto, in virtù delle ferie
giudiziarie, il 27 maggio 2019 (art. 38 cpv. 1, cpv. 3 e cpv. 4 lett. a LPGA
per rimando dell'art. 1 cpv. 1 LAVS), il ricorso inoltrato il 3 giugno 2019 lo è
stato in modo tardivo, ossia dopo la scadenza del termine ricorsuale. L’in-
teressata non ha d’altra parte presentato e motivato una domanda di resti-
tuzione del termine ricorsuale (art. 41 LPGA; v. pure art. 24 cpv. 1 PA).
3.
Peraltro, dagli atti di causa risulta che, con formulario E 211 del 17 luglio
2019 (doc. 60 pag. 2), la Dirección Provincial dell’Istituto Nacional de la
Seguridad Social di D._ ha notificato all’interessata la decisione su
opposizione della CSC del 1° aprile 2019, con l’indicazione, fra l’altro, del
termine di 30 giorni per interporre un ricorso. Nella misura in cui lo scritto
del 3 giugno 2019, inoltrato dall’interessata anteriormente alla notificazione
del formulario E 211 del 17 luglio 2019, senza che la medesima abbia poi
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presentato un qualsivoglia atto dinanzi a questo Tribunale in relazione a
tale formulario E 211, dovesse appunto considerarsi un ricorso contro la
decisione su opposizione della CSC del 1° aprile 2019, detto ricorso va
respinto nel merito – nella misura in cui è ammissibile e per i motivi di cui
si dirà di seguito – siccome manifestamente infondato.
4.
4.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 0.142.112.681).
4.2 L’allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell’Unione
europea (art. 1 ch. 2).
4.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell’allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 4845) che stabi-
lisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71, con le
relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli Stati membri
fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel regolamento (CE) n.
883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di
casi verificatisi in passato.
4.4 Secondo l’art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
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Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l’ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l’organizzazione della proce-
dura, come pure l’esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di
vecchiaia svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
5.
5.1 Giusta l'art. 33a cpv. 1 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, il
procedimento si svolge in una delle quattro lingue ufficiali (tedesco, fran-
cese, italiano, romancio), di regola nella lingua in cui le parti hanno presen-
tato o presenterebbero le loro conclusioni. Nei procedimenti su ricorso è
determinante la lingua della decisione impugnata (art. 33a cpv. 2 prima
frase PA). Se le parti utilizzano un’altra lingua ufficiale, il procedimento può
svolgersi in tale lingua (art. 33a cpv. 2 seconda frase PA).
5.2 Nel caso in esame, la decisione su opposizione impugnata del 1° aprile
2019 è stata redatta in francese. Considerato, tuttavia, che i procedimenti
dinanzi al Tribunale amministrativo federale si svolgono in una delle lingue
ufficiali e che nel ricorso del 3 giugno 2019 la ricorrente, cittadina spagnola
che non è rappresentata, ha chiesto di ricevere la corrispondenza in lingua
italiana, l’italiano ha costituito la lingua della procedura ricorsuale e si giu-
stifica altresì di redigere la presente sentenza in italiano (v., sulla questione,
DTF 132 IV 108 consid. 1.1).
6.
6.1 Secondo l’art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordina-
ria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati al-
meno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-
stenziali.
6.2 In particolare, e secondo il diritto svizzero applicabile alla presente fat-
tispecie, il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione,
dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi
o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto
ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento
assicurato (età conferente il diritto alla rendita; art. 29bis cpv. 1 LAVS). Ai
sensi dell’art. 30bis LAVS e dell’art. 53 cpv. 1 OAVS (RS 831.101), per il
calcolo delle rendite, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali allestisce
tavole delle rendite il cui uso è obbligatorio.
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6.3 Secondo l'art. 21 cpv. 1 lett. b LAVS, le donne che hanno compiuto i 64
anni hanno diritto a una rendita di vecchiaia; il diritto alla rendita di vec-
chiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata
compiuta l'età stabilita (art. 21 cpv. 2 LAVS).
6.4
6.4.1 L’art. 29 cpv. 2 LAVS precisa che le rendite ordinarie sono assegnate
in forma di rendite complete agli assicurati che hanno un periodo di contri-
buto completo e di rendite parziali agli assicurati che hanno un periodo di
contributo incompleto. Il periodo di contributo è completo se una persona
presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della
sua classe di età (art. 29ter cpv. 1 LAVS). Sono considerati anni di contribu-
zione i periodi durante i quali una persona ha pagato i contributi, durante i
quali il suo coniuge ha versato almeno il doppio del contributo minimo e
durante i quali possono essere computati accrediti per compiti educativi o
d’assistenza (art. 29ter cpv. 2 LAVS). Quando la durata di contribuzione è
incompleta ai sensi dell’art. 29ter LAVS, i periodi di contribuzione compiuti
prima del 1° gennaio che segue il compimento dei venti anni, sono compu-
tati ai fini di colmare successive lacune contributive (art. 52b OAV).
6.4.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un conto
individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo
delle rendite ordinarie (art. 30ter cpv. 1 LAVS). L’art. 140 cpv. 1 lett. d) ed e)
OAVS stabilisce che la registrazione nel conto individuale dell’assicurato
comprende l’anno di contribuzione e la durata contributiva in mesi nonché
il reddito annuo in franchi.
6.4.3 Giusta l’art. 50 OAVS, si ha un anno intero di contribuzione quando
una persona è stata assicurata secondo gli articoli 1a o 2 LAVS durante più
di undici mesi in totale e se, durante detto periodo, essa ha versato il con-
tributo minimo o se presenta periodi di contribuzione secondo l’articolo 29ter
capoverso 2 lettere b e c LAVS.
6.4.4 Secondo giurisprudenza, nel caso in cui sia documentato che lo stra-
niero beneficiava di un permesso C (permesso di domicilio) oppure di un
permesso B (permesso di dimora annuale), deve essere ritenuta una du-
rata contributiva completa, con la conseguenza che il beneficiario di un si-
mile permesso deve essere considerato persona assicurata per la durata
di validità del permesso medesimo, sempre che abbia versato il contributo
annuo minimo (cfr. l’art. 28 e l’art. 50 OAVS). Per contro, tale principio non
è applicabile al lavoratore che è stato autorizzato a soggiornare in qualità
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di stagionale con un permesso di tipo A (sentenza del TF I 524/02 del 25
novembre 2002 consid. 2.3 e relativi riferimenti).
6.4.5 Peraltro, ai sensi dell’art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nes-
sun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettifica-
zione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto in-
dividuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l’evento assi-
curato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o debita-
mente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1).
6.4.6 Secondo giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del diritto,
occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle prove se un
assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione di una lite ver-
tenze sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DTF 117 V 261 consid. 3
e relativi riferimenti), di avere esercitato un’attività lavorativa soggetta
all’obbligo di contribuzione durante un periodo di tempo non considerato
nel conteggio della rendita (DTF 107 V 12 consid. 2a). Tuttavia, la regola
in tema di prova indicata all’art. 141 cpv. 3 OAVS non esclude l’applicazione
del principio inquisitorio, che per l’amministrazione – e in caso di ricorso
per l’autorità giudiziaria – comporta l’obbligo di accertare d’ufficio, di propria
iniziativa e indipendentemente dalle allegazioni delle parti, i fatti rilevanti
(DTF 117 V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l’obbligo di collaborare
della parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117 V 261
consid. 3d; sentenza del TF H 193/04 dell’11 gennaio 2006 consid. 2). In-
dagini presso il datore di lavoro si impongono in particolare in presenza di
indicazioni concrete e credibili (DTF 117 V 261 consid. 4b). Peraltro,
nell’ambito delle assicurazioni sociali, non esiste il principio secondo il
quale l’amministrazione o il giudice devono statuire, nel dubbio, in favore
dell’assicurato (DTF 126 V 319 consid. 5a; sentenza del TF U 97/05 del 17
novembre 2006 consid. 5.3). La rettificazione del conto individuale com-
prende la durata di contribuzione, pertanto pure gli anni per i quali il paga-
mento di contributi è prescritto ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS.
6.4.7
6.4.7.1 Per quanto attiene al periodo contributivo in Svizzera, l’autorità in-
feriore ha considerato, secondo le iscrizioni figuranti sugli estratti del conto
individuale dell’insorgente (doc. 23 e 39 pag. 2) nonché in virtù del fatto
che la medesima ha soggiornato in Svizzera al beneficio di un permesso
di domicilio di tipo B dal 5 dicembre 1989 al 31 maggio 2001 (v. l'attesta-
zione dell’11 gennaio 2019 "del Servizio alla popolazione” della città di
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C._; doc. 41 pag. 2), non sussistendo i presupposti per l’espleta-
mento d’ulteriori indagini d’ufficio, che la ricorrente ha pagato i contributi
AVS da maggio ad ottobre del 1974, da gennaio del 1979 a giugno del
1985 nonché dicembre del 1989 a maggio del 2001.
6.4.7.2 L'autorità inferiore ha quindi correttamente ritenuto nella decisione
impugnata che il periodo contributivo della ricorrente è di 18 anni e 6 mesi,
ritenuto altresì che agli atti di causa non vi sono documenti che possano
dimostrare l'erroneità di tale periodo contributivo. Quest'ultimo è peraltro
incompleto, gli assicurati della classe di età della ricorrente (anno 1954)
avendo in effetti contribuito per un periodo massimo di 43 anni fino al 2018
(Tabelle delle rendite 2015 pag. 8), anno in cui è nato il diritto dell'insor-
gente ad una rendita dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia.
6.5 Giusta l’art. 38 cpv. 1 LAVS, la rendita parziale corrisponde a una fra-
zione della rendita completa. Per il calcolo della frazione, è determinante il
rapporto arrotondato tra il numero degli anni interi di contribuzione dell’as-
sicurato e quello degli assicurati della sua classe di età (art. 38 cpv. 2
LAVS). Il periodo contributivo della ricorrente corrisponde a 18 anni com-
pleti. Le tabelle delle rendite 2015 prevedono che al rapporto fra 18 anni
interi di contribuzione dell’insorgente e 43 anni di contribuzione degli assi-
curati della sua classe di età è applicabile la scala delle rendite 19 (Tabelle
delle rendite 2015 pag. 10). L’importo della rendita dell’insorgente deve
quindi essere determinato in base ad una scala delle rendite 19 ed in fun-
zione del suo reddito annuo medio.
6.6 Il reddito annuo medio si compone dei redditi risultanti da un'attività
lucrativa, degli accrediti per compiti educativi e degli accrediti per compiti
d'assistenza (art. 29quater LAVS). La somma dei redditi dell'attività lucrativa
è rivalutata, di regola ogni due anni all'inizio dell'anno civile, in funzione
dell'indice delle rendite, che corrisponde alla media aritmetica dell'indice
dei salari e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 30 cpv. 1 e 33ter
cpv. 1 e 2 LAVS). La somma dei redditi rivalutati derivanti da un'attività
lucrativa e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono divisi per
il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).
6.6.1
6.6.1.1 In virtù dell'art. 29quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno
conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune vengono ripartiti e
attribuiti per metà a ciascuno dei coniugi. La ripartizione è effettuata, fra
l'altro, se entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita. Tuttavia, sottostanno
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alla ripartizione e all'attribuzione reciproca soltanto i redditi conseguiti in
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati presso l'assi-
curazione svizzera per la vecchiaia e per i superstiti (art. 29quinquies cpv. 4
LAVS). I redditi realizzati durante l'anno del matrimonio non sono sottoposti
alla ripartizione (art. 50b cpv. 3 OAVS).
6.6.1.2 I coniugi essendosi sposati nel (...) ed essendo stati assicurati en-
trambi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia e per i superstiti da (aprile
del) 1979 a (giugno del) 1985 nonché da (dicembre del) 1989 a (maggio
del) 2001, devono essere ripartiti e attribuiti per metà a ciascuno i redditi
conseguiti da (aprile del) 1979 a (giugno del) 1985 nonché da (dicembre
del) 1989 a (maggio del) 2001. Conto tenuto dei redditi conseguiti dalla
ricorrente, secondo gli estratti del conto individuale, e di quelli conseguiti
dal coniuge negli anni dal 1979 al 2001 ed effettuata la divisione dei redditi,
i redditi ripartiti relativi agli anni di matrimonio ammontano a fr. 809’056.-
(doc. 46 pag. 6). A quest'importo, deve essere aggiunto il reddito non ripar-
tito conseguito dalla ricorrente, secondo gli estratti del conto individuale,
nel 1974 (anno che precede il compimento dei 20 anni di età; art. 52b
OAVS), pari a fr. 7’200-. I redditi derivanti da un'attività lucrativa conseguiti
ed attributi alla ricorrente negli anni dal 1974 al 2001 ammontano dunque
a fr. 816'256.- (809'056 + 7'200). Quest'importo deve essere rivalutato in
funzione dell'indice delle rendite. Tenuto conto del fatto che la prima iscri-
zione nel conto individuale posteriore all'anno del compimento dei 20 anni
è avvenuta nel 1975 (cfr., sulla questione, la sentenza del TAF C-
4924/2008 del 27 aprile 2009 consid. 3.1 e 3.2), il fattore di rivalutazione è
pari a 1.103 (Tabella dei fattori di rivalutazione 2018). L'importo del reddito
è rivalutato a fr. 900’331.- (816’256 x 1.103). Tale importo deve essere di-
viso per il periodo di contribuzione di 18 anni e 6 mesi, corrispondenti a 222
mesi. Il reddito annuo medio della ricorrente per il 2018 ammonta a fr.
48'666.- ([900’331 : 222] x 12).
6.6.2
6.6.2.1 Per quanto attiene all'accredito per compiti educativi, l'art. 29sexies
cpv. 1 LAVS stabilisce che un siffatto accredito è computato agli assicurati
per gli anni durante i quali essi esercitano l'autorità parentale su uno o più
fanciulli che non hanno ancora compiuto i 16 anni, ma, in virtù dell'art. 52f
cpv. 1 OAVS, non per l'anno in cui sorge il diritto, vale a dire per l'anno in
cui nasce il figlio. Ai sensi dell'art. 52f cpv. 1 OAVS, gli accrediti per compiti
educativi sono sempre attribuiti per l'intero anno civile. Se una persona è
assicurata soltanto durante determinati mesi, si addizionano questi mesi
oltre l'anno civile. Un accredito per compiti educativi è concesso per dodici
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mesi (art. 52f cpv. 5 OAVS). Inoltre, l'accredito per compiti educativi asse-
gnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito
per metà tra i coniugi (art. 29sexies cpv. 3 LAVS). Secondo l'art. 29sexies cpv.
1 LAVS, l'accredito per compiti educativi corrisponde al triplo dell'importo
della rendita di vecchiaia annua minima, diviso per il periodo di contribu-
zione (art. 30 cpv. 2 LAVS).
6.6.2.2 Il primo figlio della ricorrente essendo nato il (...; doc. 31 pag. 6),
un accredito per compiti educativi può essere attribuito a partire dal 1974.
L'insorgente e il coniuge sono stati entrambi assicurati presso l'assicura-
zione per la vecchiaia e per i superstiti svizzera da (aprile del) 1979 a (giu-
gno del) 1985 nonché da (dicembre del) 1989 a (maggio del) 2001 (11 anni;
periodo in cui gli accrediti per compiti educativi devono essere ripartiti per
metà tra i coniugi). Da quanto esposto, discende che è possibile ricono-
scere alla ricorrente accrediti per compiti educativi per 5.50 anni. Conside-
rato che nel 2015, l'importo mensile della rendita di vecchiaia minima (per
un periodo di contributo completo, giusta la scala delle rendite 44) am-
monta a fr. 1’175.- (Tabelle delle rendite 2015 pag. 18), l'accredito per com-
piti educativi è pari a fr. 12'576.- ([1'175 x 12 x 3 x 5.50] : 222 x 12).
6.6.2.3 Il reddito annuo medio determinante della ricorrente per il 2015 am-
monta quindi in totale a fr. 61’242.- (48’666 + 12’576). Tale importo deve
essere arrotondato all'importo immediatamente superiore del reddito an-
nuo medio determinante indicato nelle tabelle secondo la scala delle ren-
dite 19. L'autorità inferiore ha considerato un reddito annuo medio deter-
minante di fr. 62’040.- nel 2018 (le tabelle delle rendite 2015 indicano un
reddito annuo medio determinante di fr. 62'040.- quale importo superiore
più vicino ad un reddito annuo medio di fr. 61'242.- [Tabelle delle rendite
2015 pag. 68]) e di fr. 62’568.- nel 2019 (reddito annuo medio 2018 aggior-
nato al 2019). Le tabelle delle rendite 2015 prevedono che la rendita di
vecchiaia mensile corrispondente ad una scala delle rendite 19 e ad un
reddito annuo medio di fr. 62’040.- ammonta a fr. 885.- per il mese di di-
cembre 2018 (Tabelle delle rendite 2015 pag. 68) e le tabelle delle rendite
2019 prevedono che la rendita di vecchiaia mensile corrispondente ad una
scala delle rendite 19 e ad un reddito annuo medio di fr. 62’568.- ammonta
a fr. 892.- a decorrere dal 1° gennaio 2019 (Tabelle delle rendite 2019 pag.
68).
6.7
6.7.1 Secondo l’art. 35 cpv. 1 lett. a LAVS, la somma delle due rendite per
coniugi ammonta al massimo al 150 per cento dell’importo massimo della
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rendita di vecchiaia se entrambi i coniugi hanno diritto a una rendita di vec-
chiaia. Le due rendite devono essere ridotte in proporzione alla loro quota-
parte alla somma delle rendite non ridotte (art. 35 cpv. 3 LAVS). A tal pro-
posito, l’art. 53 OAVS prevede che se uno dei due coniugi non presenta
una durata di contribuzione completa, l’importo massimo delle due rendite
corrisponde a una percentuale dell’importo massimo in caso di rendite
complete (art. 35 cpv. 1 LAVS). Questo importo è determinato addizio-
nando la percentuale corrispondente alla scala di rendite più bassa e il
doppio della percentuale corrispondente alla scala di rendita più elevata
(art. 52 OAVS). Questo totale deve essere diviso per tre.
6.7.2 Il coniuge della ricorrente avrebbe diritto ad una rendita di vecchiaia
di fr. 1'090.- al mese dal 1° dicembre 2018 e di fr. 1'100.- al mese dal 1°
gennaio 2019, secondo la scala delle rendite 22 (doc. 46 pag. 7). La media
ponderata delle scale corrisponde (alla scala) 21 (19 + [22 x 2] : 3). Il limite
di plafonamento (delle due rendite di vecchiaia dei coniugi) è pari a fr.
1'682.- nel 2018 (Tabelle delle rendite 2015 pag. 106) ed a fr. 1'697.- nel
2019 (Tabelle delle rendite 2019 pag. 106). Ritenuto che la somma delle
due rendite di vecchiaia per coniugi ammonta a fr. 1'975.- nel 2018 (1'090
+ 885) ed a fr. 1'992.- nel 2019 (1'100 + 892), le due rendite di vecchiaia
devono essere ridotte in proporzione alla loro quota-parte alla somma delle
rendite non ridotte. La rendita di vecchiaia della ricorrente deve pertanto
essere ridotta a fr. 754.- al mese dal 1° dicembre 2018 ([885 x 1’682] :
1975) ed a fr. 760.- al mese dal 1° gennaio 2019 ([892 x 1’697] : 1'992).
6.8 La ricorrente ha pertanto diritto a una rendita di vecchiaia di un importo
mensile di fr. 754.- dal 1° dicembre 2018 e di fr. 760.- dal 1° gennaio 2019,
come calcolato dall’autorità inferiore (doc. 23), calcolo che appare corretto
e dal quale il Tribunale amministrativo federale non ha motivo, sulla base
delle risultanze processuali, di scostarsi d’ufficio. Peraltro appare che la
rendita di vecchiaia dovuta a decorrere dal 1° dicembre 2018 è stata ver-
sata nel mese di febbraio 2019 (per i primi tre mesi [doc. 45 pag. 3) e suc-
cessivamente adattata con conteggio del 13 febbraio 2019 (doc. 49 pag.
3).
7.
Ritenuto che il calcolo dell'importo mensile della rendita di vecchiaia effet-
tuato dall'autorità inferiore è da confermare, occorre esaminare la do-
glianza della ricorrente, secondo cui l’autorità inferiore avrebbe determi-
nato, dal (14) novembre 2018 al febbraio 2019, tre (differenti) importi della
sua rendita di vecchiaia (v. il ricorso [doc. TAF 1 e 6]).
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7.1 Ora, per potersi pronunciare sul suo diritto ad una rendita di vecchiaia
svizzera, con scritto del 23 maggio 2018 (doc. 14), la CSC ha invitato l’in-
sorgente a rivolgersi all’INSS (Instituto Nacional de la Seguridad Social) di
E._, organismo competente per redigere e trasmettere alla CSC
medesima la sua domanda di pensione di vecchiaia (formulario E 202),
essendo ella prossima all’età di pensionamento secondo la legislazione
svizzera. La ricorrente, nata il (...), ha compiuto, il (...), i 64 anni ed aveva
dunque diritto ad una rendita di vecchiaia svizzera dal 1° dicembre 2018,
purché fossero soddisfatti gli ulteriori requisiti di cui agli art. 29 e segg.
LAVS. In attesa di ricevere dall’INSS di E._ il formulario E 202, la
CSC ben doveva, il 14 (recte 12) novembre 2018, calcolare l’importo (prov-
visorio) mensile della rendita di vecchiaia dell’insorgente (v. doc. 24 [foglio
di calcolo del 14 novembre 2018 con diritto ad una rendita AVS di fr.
746.- ]).
7.2 Nel frattempo, la CSC ha effettuato delle ulteriori ricerche in merito alla
durata contributiva della ricorrente, segnatamente presso le casse di com-
pensazione presso cui l’allora datore di lavoro, indicato dalla medesima (v.
doc. 22), era affiliato (v. doc. 25 a 28), e presso l’Ufficio controllo abitanti
della città di C._ (v. doc. 40). Il 20 novembre 2018, l’insorgente ha
poi trasmesso, per il tramite dell’INSS di E._, la domanda di pen-
sione di vecchiaia (formulario E 202; doc. 31 pag. 1). Con comunicazione
del 30 gennaio 2019, la CSC ha quindi informato la ricorrente che aveva
diritto ad una rendita di vecchiaia (provvisoria) di fr. 746.- al mese dal 1°
dicembre 2018 (v. doc. 43 [foglio di calcolo del 30 gennaio 2019]), preci-
sandole altresì che, non appena fosse stata in possesso di tutti i dati ne-
cessari, avrebbe calcolato l’importo esatto della sua rendita di vecchiaia
svizzera (doc. 45).
7.3 Acquisiti agli atti l’estratto del conto individuale della Cassa di compen-
sazione F._ relativo all’anno 1974 (doc. 38 e 39 pag. 2) e l’attesta-
zione dell’11 gennaio 2019 del “Servizio alla popolazione” della città di
C._, (doc. 41 pag. 2), la CSC ha calcolato l’importo mensile della
rendita di vecchiaia della ricorrente (v. doc. 46 [calcolo del 13 febbraio
2019]) e reso il medesimo giorno la relativa decisione (doc. 49 [diritto ad
una rendita AVS di fr. 754.- per il mese di dicembre 2018 e di fr. 760.- a
decorrere da gennaio 2019]). Con decisione su opposizione del 1° aprile
2019, è poi stato ribadito il diritto dell’insorgente a una rendita di vecchiaia
svizzera di fr. 754.- al mese dal 1° dicembre 2018 e di fr. 760.- al mese dal
1° gennaio 2019, decisione su opposizione che è confermata in questa
sede (v. il consid. 6 del presente giudizio).
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8.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di qualsivoglia fonda-
mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudice
dell’istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di scritti –
decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi manifesta-
mente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS [v. pure art. 23 cpv. 2 LTAF]). Nel
caso concreto, il gravame, in considerazione, fra l’altro, dei generici argo-
menti presentati, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La pre-
sente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice
unico.
9.
9.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS).
9.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF,
RS 173.320.2] a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche vin-
centi, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 7
cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra
l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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