Decision ID: 46b6b51c-7a97-5ffd-83ab-d81a77e51903
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che la ricorrente _ è titolare dell'autorizzazione a gestire il bar _, situato a _, in prossimità della _;
che negli ultimi due anni l'esercizio pubblico è stato oggetto di 15 procedimenti contravvenzionali, promossi dal municipio di _ per disturbo della quiete pubblica mediante musica ad alto volume e schiamazzi degli avventori;
che per queste infrazioni l'autorità comunale ha inflitto al gerente del locale altrettante multe d'importo variante tra 100.-- ed 800.-- fr.;
che il 22 luglio 1999 l'Ufficio permessi (UP) ha diffidato il gerente ad un maggior rispetto della quiete pubblica;
che in seguito a nuovi episodi di disturbo della quiete pubblica, verificatisi nel mese di gennaio di quest'anno e sanzionati con multe di 100.--, 200.-- e 400.-- fr., il 10 marzo 2000 il Dipartimento delle istituzioni (UP) ha sospeso l'autorizzazione a gestire il locale per la durata di tre mesi a far tempo dalla crescita in giudicato del provvedimento;
che con giudizio 9 maggio 2000 il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione, ritenendola adeguata alla gravità dell'infrazione commessa;
che contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo una riduzione del periodo di sospensione, che considera eccessivo;
che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato, l'UP ed il municipio di _, che contesta dettagliatamente le tesi dell'insorgente, rilevando di avere nel frattempo inflitto ulteriori 4 multe al gerente per disturbo della quiete pubblica e ritardata chiusura;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date (art. 72 LEsPub);
che il ricorso è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che giusta l'art. 68 lett. d LEsPub l'autorizzazione a gestire un esercizio pubblico è sospesa per un periodo massimo di tre mesi quando l'esercizio pubblico perturba in modo intollerabile la sicurezza, l'ordine e la quiete pubblica;
che la ricorrente non nega (più) che siano date le premesse per sospendere l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico: contesta soltanto la durata del periodo di sospensione, ritenendolo eccessivo; tesi, che si limita a sostanziare con la pretesa di un ingiustificato accanimento nei suoi confronti da parte dell'autorità comunale;
che la durata del periodo di sospensione deve essere adeguatamente ragguagliata alla gravità oggettiva delle turbative su cui si fonda la sanzione;
che nell'evenienza concreta, l'autorità cantonale ha ritenuto che la lunga sequela d'infrazioni commesse nell'ambito della gestione del locale su un arco di tempo relativamente breve giustificasse l'adozione di una sanzione severa;
che la valutazione operata dall'autorità di prima istanza merita di essere condivisa: il fatto che la sanzione irrogata corrisponda al massimo della pena edittale non permette di ravvisarvi alcuna violazione del diritto;
che le quattro multe inflitte al gerente in costanza di litispendenza corroborano siffatta conclusione: la tesi dell'accanimento, avanzata dall'insorgente, non è suffragata da alcun elemento utile alla causa dell'insorgente;
che, stando così le cose, la decisione governativa impugnata, immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermata;
che la tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente secondo soccombenza.