Decision ID: b7676025-5ec1-5ed5-96d2-91b7eb555393
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che con decisione del 29 ottobre 2004 l'Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha riconosciuto RI 1 colpevole di avere “
lavorato in qualità di cassiera, dal 02.01.2004 al 24.01.2004, a favore della _, Lugano, sprovvista del permesso ... che le consentisse di svolgere detta attività
”, soggiungendo che “
lei era al beneficio di un permesso dimora per svolgere attività presso altro datore di lavoro
”;
che in applicazione della pena, l’autorità le ha inflitto una multa di fr. 100.–, ponendo inoltre a suo carico una tassa di giustizia di fr. 20.– e le spese di fr. 10.–;
che RI 1 è insorta contro tale decisione con un ricorso del 3 ottobre (
recte
: 2 novembre) 2004, nel quale postula in sostanza l'annullamento o una riduzione della multa;
che nelle osservazioni del 1° dicembre 2004 l'Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 3 cpv. 3 LDDS lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò;
che lo straniero necessita altresì di un permesso per cambiare posto, professione e Cantone (art. 29 cpv. 1 prima frase OLS);
che è considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS), e segnatamente qualsiasi attività svolta per un datore di lavoro domiciliato in Svizzera o all'estero, indipendentemente dal fatto che il salario sia pagato in Svizzera o all'estero (art. 6 cpv. 2 lett. a OLS), l'attività di apprendista, praticante, volontario, sportivo, assistente sociale, missionario, giovane alla pari, artista (lett. b) e un'attività esercitata a ore, a giornate o a titolo temporaneo (lett. c);
che le contravvenzioni alle disposizioni di polizia degli stranieri sono punite con la multa fino a fr. 2000.–; nei casi di minima gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS);
che l’Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell’immigrazione rimprovera come detto alla multata – in applicazione delle norme appena citate – di
avere lavorato come cassiera alle dipendenze della _ a Lugano, dal 2 al 24 gennaio 2004, sprovvista di regolare autorizzazione giacché “
al beneficio di un permesso dimora per svolgere attività presso altro datore di lavoro
”;
che la ricorrente non nega la fattispecie ravvisata dall’autorità di primo grado, ma sottolinea di avere lavorato “
presso _ Lugano
[che]
nel frattempo tra il 02.01.04 u.s. ed il 24.01.04 u.s. è stata assorbita da _quindi non è stato un vero cambio di datore di lavoro ma un cambio di società ed eravamo convinti che bastava annunciarsi al momento in cui scadeva il permesso il 27.02.04 u.s. all’ufficio stranieri; e non al momento del cambiamento del passaggio di società
”;
che le giustificazioni addotte dall’interessata a sostegno della sua buona fede non consentono tuttavia di scostarsi dal querelato giudizio, ove solo si consideri che essa
sapeva
dell’avvicendamento societario e della conseguente modifica del datore di lavoro (v. le giustificazioni addotte nel verbale di contravvenzione del 16 febbraio 2004, a metà; cfr. anche il contratto con il nuovo datore di lavoro sottoscritto dalla multata nell’agosto 2003, act. C nel fascicolo della Sezione dei permessi e dell’immigrazione);
che del resto, le contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP);
che la decisione impugnata merita in definitiva conferma, la multa inflitta essendo altresì adeguata all'infrazione commessa e alle circostanze del caso specifico, rettamente commisurata al grado di colpa dell'insorgente e contenuta nei limiti di legge;
che il ricorso deve pertanto essere respinto, seguito dalle spese di giustizia;
che data la natura particolare dell’impugnativa, si giustifica nondimeno di rinunciare – in via eccezionale – al prelievo di tasse dell'odierna sentenza;