Decision ID: f0bb0ed1-c7f1-556f-a7e2-dc5d69fbea0a
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con scritto del 3 ottobre 2014, A._ (CHE-...; la ricorrente) ha
informato la Commissione federale delle case da gioco (CFCG o l’autorità
inferiore) che un suo ex-cliente era indagato, in Ticino, per appropriazione
indebita, truffa nonché falsità in documenti, e ciò per il sospetto che egli
avesse utilizzato, giocando d’azzardo nel casinò da maggio 2011 ad aprile
2014, diversi milioni di franchi appartenenti a clienti della banca di cui era
impiegato. Dal medesimo scritto risulta pure che la ricorrente ha escluso
l’ex-cliente dal gioco a decorrere dal 16 aprile 2014.
B.
Il 14 ottobre 2014, la CFCG ha reagito a questa comunicazione aprendo
un procedimento amministrativo nei confronti della ricorrente allo scopo di
verificare se essa avesse soddisfatto i suoi obblighi legali.
Il 14 novembre 2014, la ricorrente ha trasmesso alla CFCG una copia dei
propri incarti sulla prevenzione delle conseguenze socialmente nocive del
gioco (incarto concezione sociale: atti CFCG, pagg. 24 a 51),
rispettivamente sulla lotta contro il riciclaggio di denaro (incarto riciclaggio:
atti CFCG, pagg. 52 a 179).
Il 17 aprile 2015, il Ministero pubblico ticinese ha fatto pervenire alla CFCG,
su richiesta di quest’ultima, i verbali d’interrogatorio dell’ex-cliente e degli
impiegati della ricorrente, sentiti nel quadro del procedimento penale.
C.
In base agli atti ricevuti, e prestando un’attenzione particolare agli incarti
concezione sociale e riciclaggio (cfr. decisione impugnata, consid. B e C),
la CFCG ha stabilito che l’ex-cliente ha frequentato il casinò a 463 riprese
dall’ottobre 2011 al 16 aprile 2014, giorno della sua esclusione provvisoria
dal gioco (atti CFCG, pag. 184).
C.a Da maggio 2011 ad aprile 2014, l’ex-cliente ha compiuto 1'280
transazioni di un importo pari o superiore a fr. 3'000.– ciascuna (in totale:
fr. 12'455'560.36), di cui 1'116 pagamenti di apparecchi automatici o
scaricamenti di crediti di gioco “cashless” (in totale: fr. 10'840'920.36), 94
cambi di gettoni (in totale: fr. 1'100'800.–) e 70 acquisti di gettoni (in totale:
fr. 513'840.–; atti CFCG, pagg. 69 a 128).
Delle 1'280 transazioni, 102 hanno superato un importo di fr. 15'000.–
ciascuna (in totale: fr. 3'974'650.20), di cui 93 pagamenti di apparecchi
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automatici e di scaricamenti di crediti di gioco “cashless” (in totale:
fr. 3'401'650.20), 8 cambi di gettoni (in totale: fr. 530'000.–) e un acquisto
di gettoni (fr. 43'000.–; atti CFCG, pagg. 69 a 128).
C.b Dal 2011 al 2014, l’ex-cliente ha perso fr. 254'800.– ai tavoli da gioco;
dal canto loro, le perdite derivanti dal gioco agli apparecchi automatici, a
contare dal secondo semestre 2012 fino al 16 aprile 2014, hanno raggiunto
fr. 2'805'650.19, e il loro volume è aumentato con il decorrere del tempo,
passando da fr. 585'480.84 nel 2012 a fr. 1'446'830.08 nel 2013, per poi
fissarsi, nei primi quattro mesi del 2014, a fr. 770'877.64 (atti CFCG,
pag. 180 e 181).
C.c Oltre a queste informazioni, dall’incarto riciclaggio si evince, tra le altre
cose, che l’ex-cliente, impiegato di banca e socio di una società attiva nel
commercio di prodotti alimentari naturali di lusso, non figurava in “World-
Check” e non dava risultati sospetti in controlli eseguiti su “Facebook”,
“Google Earth”, “Local.ch”, “Creditreform.ch” e nel registro di commercio
ticinese, come pure che godeva di una solvibilità non problematica,
dimodoché era stato classificato quale cliente a basso rischio (atti CFCG,
pagg. 52 a 179). Dall’incarto concezione sociale risulta, in particolare, che
l’ex-cliente, osservato e sentito in più occasioni dalla ricorrente (apertura e
chiusura della prima checklist il 19.7./13.9[10.10].2012, della seconda il
2.8./29.11.2013, e della terza il 6.3/16.4 [19.5].2014), frequentava il casinò
da tre a cinque volte alla settimana, giocando essenzialmente agli
apparecchi automatici con le poste massime, e non presentava segnali di
gioco patologico, ma, dopo l’abbandono del suo impiego in banca e lo
scioglimento della sua società ..., era stato escluso dal gioco, dapprima
provvisoriamente (16.4.2014), quindi, non avendo fornito i documenti
giustificativi richiesti, lo era stato definitivamente (19.5.2014; atti CFCG,
pagg. 24 a 51). Più ampi dettagli sul contenuto degli incarti riciclaggio e
concezione sociale saranno esposti, laddove occorra, nel prosieguo.
D.
Il 26 aprile 2016, la CFCG ha notificato alla ricorrente un “progetto di
decisione” prevedente, nei suoi confronti, una sanzione amministrativa,
dall’importo non ancora rivelato, ai sensi dell’art. 51 della legge federale
del 18 dicembre 1998 sul gioco d’azzardo e sulle case da gioco (legge sulle
case da gioco/LCG, RS 935.52), e ciò per aver infranto i suoi obblighi
relativi alla concezione sociale (art. 14 cpv. 2 e 22 cpv. 1 lett. b LCG ), con
un termine fino al 27 maggio, poi prorogato fino al 27 giugno seguente, per
prendere posizione al riguardo.
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E.
Il 24 giugno 2016, la ricorrente ha presentato le sue osservazioni sul
progetto di decisione. In sostanza, rammentando di aver eseguito
molteplici controlli dell’ex-cliente sotto i profili della prevenzione del
riciclaggio e della concezione sociale (atti CFCG, pag. 514), la ricorrente
ha opinato che “sarebbe tutt’altro che scontato” scoprire il genere di
infrazioni commesse dall’ex-cliente, pretendendo di “aver adempiuto i suoi
obblighi di verifica in maniera puntuale e tempestivamente essere
intervenuta quando la percezione della sopportabilità delle perdite del
cliente per rapporto alla sua situazione finanziaria è venuta meno” (atti
CFCG, pag. 515).
F.
Il 25 agosto 2016, mediante decisione notificata il giorno seguente, la
CFCG ha pronunciato una sanzione nei confronti della ricorrente,
condannandola al pagamento di fr. 2'097'000.– (dispositivo, punto 1) e
addossandole i costi del procedimento pari a fr. 29'400.– (dispositivo, punto
2).
In sostanza, a motivazione del suo provvedimento, la CFCG ha addotto
che la ricorrente avrebbe omesso di effettuare gli accertamenti concreti
necessari del reddito e della sostanza dell’ex cliente alla chiusura della
prima checklist (13.9.2012), nonché di prendere le misure che si
imponevano in funzione delle circostanze, ossia l’esclusione dell’ex cliente
dal gioco con effetto dal 29 settembre/1° ottobre 2012, limitandosi invece
a ritenere verosimile, in base alle dichiarazioni orali dell’interessato, che
egli non facesse poste sproporzionate rispetto al suo patrimonio (decisione
impugnata, §§ 4 lett. e, pag. 14, e 7 lett. a). La CFCG ha qualificato questa
omissione come una violazione di media gravità della legislazione sulle
case da gioco (decisione impugnata, § 8 lett. b, pag. 19). Al fine di calcolare
la corrispondente sanzione, la CFCG ha quindi determinato, dal 1° ottobre
2012 a metà aprile 2014, un prodotto netto totale dei giochi di
fr. 1'310'643.77, che ha moltiplicato per un fattore, dipendente dalla gravità
media della violazione, dalle circostanze del caso e da qualsiasi altra
circostanza suscettibile di aumentare o ridurre la sanzione, pari a 1.6,
ottenendo pertanto un importo arrotondato di fr. 2'097'000.– (decisione
impugnata, § 8 lett. b e c, pagg. 19 e 20).
G.
Il 28 settembre 2016, in disaccordo con questa decisione, la ricorrente ha
adito il Tribunale amministrativo federale (TAF) con un ricorso corredato di
un’istanza di concessione dell’effetto sospensivo e munito di diverse
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tabelle sulla contabilità “slot e tavoli” dal 2011 al 2014. Essa chiede che la
decisione impugnata sia annullata e l’incarto rinviato alla CFCG, affinché
quest’ultima calcoli la sanzione in base al presupposto di una violazione
della legislazione sulla case da gioco di lieve gravità e a partire dal 1°/2
ottobre 2013. Essa sollecita pure l’assunzione dell’incarto penale relativo
all’ex cliente.
In sostanza, la ricorrente pretende di avere “riconosciuto l’importanza delle
frequentazioni e delle giocate (dell’ex cliente)” e di essere “intervenuta
secondo il grado di percezione che la fattispecie meritava” (ricorso, § 3.4
lett. a). Essa precisa che, alla chiusura della prima checklist, l’ex cliente
“era in vincita per fr. 203'657.13”, da cui “la decisione di non chieder(gli)
alcuna documentazione finanziaria”, poiché “non si poteva intuire che (egli)
stesse giocando al di sopra dei propri mezzi, anzi in verità giocava con le
vincite conseguite” (ricorso, § 3.5 lett. a). Essa aggiunge che “la
verosimiglianza delle affermazioni del cliente e la percezione della sua
disponibilità finanziaria avrebbero potuto essere messe in dubbio in
occasione della seconda checklist”, e ciò dati “l’aumento di frequentazione
– sebbene non “rasant” – e l’aumento delle puntate medie” (ricorso, § 3.5
lett. b).
Inoltre, qualificando di “negligenza” il fatto di non avere pronunciato
l’esclusione dell’ex cliente alla fine della seconda checklist, la ricorrente
afferma che le si può imputare unicamente una violazione leggera, e non
di media gravità, della legislazione sulle case da gioco, esigendo pertanto
che sia applicato un fattore di moltiplicazione pari a 1.25 sui suoi utili netti
a partire dal 1°/2 ottobre 2013, “ovvero dopo le otto settimane di periodo di
osservazione dall’apertura della seconda checklist” (ricorso, § 2 lett. d,
nonché §§ 3.6 lett. a, 4.4 e 4.5). Essa contesta quindi il risultato del calcolo
della sanzione, indicando come prodotto netto totale dei giochi un valore di
fr. 471'504.98 (ricorso, § 4.3), senza tuttavia determinare esplicitamente
l’importo della sanzione.
H.
Il 29 settembre 2016, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha
invitato la ricorrente a versare, entro il 31 ottobre 2016, un anticipo
equivalente alle presunte spese processuali di fr. 16'000.–, ciò che è
avvenuto puntualmente.
I.
Il 24 ottobre e il 7 novembre 2016, questo Tribunale ha trasmesso un
esemplare del ricorso alla CFCG, con copie degli allegati, invitandola a
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presentare le sue osservazioni, munite dell’incarto completo, entro il
22 novembre 2016.
J.
Il 13 dicembre 2016, dopo aver ottenuto una proroga del termine, la CFCG
ha inoltrato le sue osservazioni al ricorso, producendo nel contempo l’intero
incarto (atti CFCG, pagg. 1 a 563).
In sostanza, prendendo posizione sul periodo di calcolo del prodotto netto
totale dei giochi (inizio dell’infrazione), sulla gravità dell’infrazione e sul
fattore di moltiplicazione, la CFCG sostiene, da un lato, che, nonostante
l’ex cliente fosse stato, al momento della chiusura della prima checklist, “in
attivo di fr. 203'657.12 con un jackpot di fr. 470'000.–, [ciò] non avrebbe
dovuto rassicurare la ricorrente. Al contrario, essa avrebbe dovuto essere
ancora più allarmata riguardo alla situazione dell’[ex cliente], perché senza
tale provvidenziale jackpot, [egli] aveva già accusato una perdita di circa
265'000.– in appena un anno e mezzo di frequentazione del casinò”
(osservazioni al ricorso, pag. 5). Dall’altro lato, la CFCG argomenta che,
tenuto conto dell’ammontare delle poste dell’ex cliente (“no name high
roller”), “un sospetto iniziale era doveroso”, per cui la ricorrente “avrebbe
dovuto prestargli particolare attenzione e, in assenza della prova del
contrario, presumere che le sue poste erano sproporzionate rispetto al suo
reddito e alla sua sostanza. Pertanto [essa] avrebbe dovuto chiedergli di
produrre la sua documentazione finanziaria, solo elemento probante,
facendogli presente che in caso contrario sarebbe stato escluso”, rilevando
che ciò non è tuttavia avvenuto al termine della prima checklist
(osservazioni al ricorso, pag. 6). La CFCG precisa in proposito che,
malgrado la frequenza delle visite e l’importanza delle poste e delle perdite
dell’ex cliente, la ricorrente “ha omesso di pronunciar[ne] l’esclusione per
quasi due anni”, commettendo così una “negligenza grave” qualificabile
come “un’infrazione di media gravità” (osservazioni al ricorso, pagg. 7 e 8).
La CFCG continua affermando che, ad ogni modo, “anche se la violazione
fosse considerata leggera, si dovrebbe applicare un fattore di calcolo
compreso tra 1.25 e 1.75, e si potrebbe quindi applicare il medesimo fattore
di sanzione, cioè 1.6” (osservazioni al ricorso, pag. 9). In conclusione, dopo
alcune puntualizzazioni su altre questioni affrontate dalla ricorrente, in
particolare relative al calcolo della sanzione, e di cui si dirà, per quanto
occorra, in seguito, la CFCG chiede che il ricorso sia respinto e la decisione
impugnata confermata.
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K.
Il 15 dicembre 2016, questo Tribunale ha trasmesso per raccomandata al
legale della ricorrente un esemplare delle osservazioni della CFCG, con
una copia dell’indice degli atti preliminari, invitando l’interessata ad
indicare, entro il 6 gennaio 2017, gli atti eventualmente non ancora in suo
possesso di cui avesse desiderato prendere visione. Il legale della
ricorrente non ha però ritirato l’invio postale, il quale è stato così ritornato
a questo Tribunale.
L.
Il 3 gennaio 2017, questo Tribunale ha notificato nuovamente l’esemplare
delle osservazioni della CFCG alla ricorrente, allo stesso indirizzo del suo
legale, fissandole un termine fino al 13 gennaio seguente per indicare gli
atti, eventualmente non ancora in suo possesso, di cui avesse voluto
prendere visione.
M.
Il 13 gennaio 2017, per il tramite del suo legale, la ricorrente ha fatto sapere
a questo Tribunale di non necessitare di visionare gli atti indicati nell’indice
trasmessole. Essa ha inoltre comunicato che l’ex cliente è stato
condannato, in prima istanza, dal Tribunale penale cantonale ticinese
(Corte delle assise criminali) a quattro anni e sei mesi di reclusione, il ...,
per truffa e vari reati, senza riconoscimento di scemata responsabilità per
supposta patologia di gioco (cfr. anche http://www.ticinonews.ch..., da
ultimo consultato il 20.11.2017). La ricorrente ha ribadito la sua richiesta di
richiamare l’incarto penale e il dispositivo della sentenza di condanna.
N.
Il 16 gennaio 2017, contattato per telefono da questo Tribunale, il legale
della ricorrente ha confermato di non avere bisogno degli atti dell’incarto
della CFCG, esprimendo nel contempo l’opinione che l’incarto penale
avrebbe potuto essere utile alla trattazione della presente procedura.
O.
Dopo il primo scambio di scritti (ricorso del 28.9.2016 e osservazioni
[risposta] al ricorso del 13.12.2016), questo Tribunale non ne ha ordinato
un secondo e, dal canto loro, le parti in causa non si sono più manifestate
spontaneamente.
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P.
Il 18 giugno 2018, una copia dello scritto della ricorrente, del 13 gennaio
2017, il quale non era stato, per inavvertenza, fatto pervenire alla CFCG, è
stato trasmesso a quest’ultima per conoscenza.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale è il tribunale amministrativo
generale della Confederazione e, in quanto la legge non escluda il ricorso
al Tribunale federale, giudica quale autorità di grado precedente (art. 1
cpv. 1 e 2 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno
2005 [LTAF, RS 173.32]). La procedura applicabile è retta dalla legge
federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA,
RS 172.021; art. 1 cpv. 1 e 2 lett. cbis PA, art. 37 LTAF). In virtù dell’art. 31
LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5
cpv. 1 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le
eccezioni elencate all’art. 32 LTAF.
La CFCG è un’autorità amministrativa federale (art. 1 cpv. 2 lett. d PA), che
fa parte delle autorità precisate all’art. 33 LTAF (art. 33 lett. f LTAF), e il suo
provvedimento del 25 agosto 2016, che non rientra peraltro nell'elenco
dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA,
dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi
all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno
di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv.
1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le conclusioni,
i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo
rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i
documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo
equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato entro il
termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA).
In concreto, la ricorrente, destinataria della decisione impugnata, ha
presentato il suo ricorso tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti
dalla legge, versando inoltre l'anticipo di fr. 16’000.–, relativo alle presunte
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spese processuali, nel termine impartito. Ne discende che il ricorso è
ammissibile e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio.
2.
Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della
decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale (effetto
devolutivo; art. 54 PA), il quale dispone di un pieno potere d’esame riguardo
all'applicazione del diritto, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di
apprezzamento, all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti
giuridicamente rilevanti, e, in linea di principio, all'inadeguatezza (art. 49
PA).
3.
Innanzitutto, rispetto all’istanza di concessione dell’effetto sospensivo
formulata in via preliminare dalla ricorrente, importa sottolineare che,
considerata la natura pecuniaria della sanzione pronunciata con la
decisione impugnata (condanna al pagamento di fr. 2'097'000.–), il ricorso
esplica, per legge, un tale effetto, il quale non può, per legge, essere tolto
(art. 55 cpv. 1 e 2 PA; cfr. DTF 99 Ib 215 consid. 4).
4.
4.1 Per quanto riguarda il merito del litigio, va premesso che la ricorrente
riconosce di avere commesso una “violazione” della legislazione sulle case
da gioco, e ciò per “non aver chiesto più incisivi accertamenti nelle otto
settimane dall’apertura della seconda checklist”, ma considera che questa
inadempienza debba essere qualificata come “leggera” e non come medio
grave (ricorso, § 4.4). Essa pretende che il momento a partire dal quale
bisognerebbe calcolare la sanzione (dies a quo), sia il mese di ottobre 2013
(e non 2012), che il prodotto netto dei giochi ammonti, a decorrere da quel
momento, a fr. 471'504.98, e che il fattore di moltiplicazione applicabile,
dato il grado leggero dell’infrazione, debba corrispondere a 1.25 (ricorso,
§§ 2 lett. d, 3.5 e 4.3). Benché non ne tragga la logica conclusione, ciò
significa che la ricorrente considera conforme al diritto una sanzione
pecuniaria pari a fr. 589'381.– arrotondati (fr. 471'504.98 x 1.25).
La ricorrente riconosce pure che la decisione impugnata “riporta cifre e
periodi d’attività” da essa stessa forniti (ricorso, § 4, pag. 9). Essa sostiene,
nondimeno, che “il metodo di addizione delle registrazioni non è del tutto
corretto e potrebbe distorcere la visione del volume effettivo dell’attività di
gioco del cliente”, però non illustra concretamente cosa intenda dire con
ciò e in che misura questa pretesa scorrettezza potrebbe influire sull’esito
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del litigio. Dall’altro lato, la ricorrente parla di “retto conteggio della CFCG
(ma rapportato al periodo di possibile imputazione della negligenza)”,
concludendo che la sanzione deve essere riconsiderata “applicando la
calcolazione per infrazione di lieve entità a partire dal 2 ottobre 2013”
(ricorso, §§ 4.1 e 4.3, nonché il punto II 2 del petito). Se ne deve inferire
che le cifre utilizzate dalla CFCG per effettuare il calcolo dell’importo della
sanzione, non sono di per sé messe in discussione, ma che solo il risultato
di detto calcolo, in quanto rapportato al dies a quo del 1° ottobre 2012, è
contestato dalla ricorrente.
4.2 La violazione della LCG che la CFCG imputa alla ricorrente concerne
la concezione sociale che la medesima, in virtù della legge e della
concessione, deve avere ed attuare per prevenire o ridurre gli effetti nocivi
del gioco (cfr. i consid. 5 e 10.1). Visto l’andamento del gioco durante il
periodo della prima checklist (19.7 – 13.9.2012), la ricorrente avrebbe
dovuto, secondo la CFCG, presumendo una sproporzione tra il reddito
(sostanza) e le poste dell’ex cliente, chiedere a quest’ultimo, alla fine del
detto periodo, la documentazione scritta relativa al suo reddito e alla sua
sostanza, per poi se del caso, in base ad essa, pronunciare l’esclusione
dal gioco (“salvo poi revocar[la] nel momento in cui [l’ex cliente] avesse
fornito documenti finanziari che giustificassero le sue poste”; cfr. decisione
impugnata, § 4 lett. e, pag. 15).
5.
5.1 Secondo l’art. 106 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost.,
RS 101), la Confederazione emana prescrizioni sui giochi in denaro; al
riguardo tiene conto degli interessi dei Cantoni (cpv. 1). Per aprire e gestire
una casa da gioco occorre una concessione della Confederazione. Nel
rilasciare la concessione la Confederazione tiene conto delle condizioni
regionali. Essa riscuote dalle case da gioco una tassa commisurata ai loro
introiti; questa non può eccedere l'80% del prodotto lordo dei giochi. La
tassa è destinata all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità
(cpv. 2).
Per realizzare questo mandato costituzionale, il legislatore federale ha
emanato la LCG, la quale disciplina il gioco d'azzardo con possibilità di
vincita in denaro o di altri vantaggi pecuniari, nonché il rilascio di
concessioni, la gestione e l'imposizione fiscale delle case da gioco (art. 1
LCG). Dal canto suo, il Consiglio federale ha adottato, in virtù dell’art. 58
LCG, le disposizioni d’esecuzione mediante l’ordinanza sul gioco
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d’azzardo e le case da gioco del 24 settembre 2004 (ordinanza sulle case
da gioco/OCG, RS 935.521).
La LCG e l’OCG saranno in seguito citate nel loro tenore in vigore dal 2011
al 2014, periodo rilevante per la presente procedura (cfr. consid. F e G). Si
noti che la LCG non ha subito alcuna modifica dal 1° gennaio 2007 fino ad
oggi, e l’OCG dal 1° gennaio 2011 fino al 31 gennaio 2015.
5.2 La LCG mira a garantire una gestione sicura e trasparente dei giochi,
ad impedire la criminalità e il riciclaggio di denaro nelle case da gioco o
tramite le stesse, nonché a prevenire le conseguenze socialmente nocive
del gioco (art. 2 cpv. 1 lett. a, b e c LCG).
Questi tre obiettivi sono di “pari rango”: in particolare, la protezione del
pubblico dei giocatori significa “tutela contro macchinazioni sleali
nell'esercizio dei giochi come anche tutela del giocatore stesso contro le
proprie pulsioni eccessive nonché prevenzione degli effetti sociali negativi
del gioco [die sozial schädlichen Auswirkungen des Spiels (exzessives
Spielen, Überschuldung usw.)]”; quanto alla tutela della società, essa “deve
essere garantita mediante misure efficaci contro la criminalità organizzata
e il riciclaggio di denaro sporco” (cfr. Messaggio del Consiglio federale del
26 febbraio 1997 concernente la legge federale sul gioco d’azzardo e sulle
case da gioco [Messaggio LCG], n. 97.018, Foglio federale FF 1997 III 129,
pag. 141).
Allo scopo di raggiungere questi tre obiettivi, l’art. 48 LCG (compiti)
prevede che la CFCG sorvegli le case da gioco e vigili sul rispetto delle
prescrizioni legali, e che emani le decisioni necessarie all'esecuzione della
legge (cpv. 1). Oltre all'adempimento di altri compiti previsti dalla legge, la
CFCG vigila in particolare: b) sul rispetto degli obblighi imposti dalla legge
federale del 10 ottobre 1997 sul riciclaggio di denaro (LRD, RS 955.0); e
c) sull'attuazione della concezione di sicurezza e della concezione sociale
(cpv. 2).
5.3
5.3.1 A tenore dell’art. 14 LCG (concezione di sicurezza e concezione
sociale), la concezione della sicurezza deve contemplare le misure che la
casa da gioco intende adottare per garantire lo svolgimento sicuro dei
giochi, nonché per prevenire la criminalità e il riciclaggio di denaro (cpv. 1).
La concezione sociale deve contemplare le misure che la casa da gioco
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intende adottare per prevenire o sopprimere le conseguenze socialmente
nocive del gioco (cpv. 2).
Soltanto il richiedente in grado di presentare una concezione di sicurezza
e una concezione sociale attendibili avrà l'opportunità di ottenere una
concessione di gestione. Una concezione di sicurezza è ritenuta attendibile
allorché, mediante misure efficaci di controllo e sorveglianza, offre la
garanzia di controbattere efficacemente la criminalità nella casa da gioco
e negli ambienti vicini e praticamente di impedire il riciclaggio di denaro
sporco nella casa da gioco. La concezione sociale risulta invece attendibile
qualora le previste misure permettano di riconoscere tempestivamente i
giocatori a rischio e di tenerli lontani dal gioco, offra ulteriori efficienti misure
preventive e contribuisca efficacemente a sopprimere o ad attenuare in
misura determinante gli effetti nocivi del gioco già subentrati in alcuni clienti
della casa da gioco (cfr. Messaggio LCG, pag. 162).
5.3.2 Ai sensi dell’art. 27 OCG (concezione di sicurezza), la casa da gioco
dispone di una concezione di sicurezza in grado di garantire che: a) alle
persone oggetto di misure di divieto di gioco o di esclusione dal gioco sia
impedito l'accesso (art. 21 e 22 cpv. 1 LCG); b) alle persone non
autorizzate sia impedito l'accesso ai sistemi di sorveglianza, di controllo e
di gioco nonché ai locali in cui si trovano valori patrimoniali; c) l'esercizio
dei giochi si svolga in modo calmo e ordinato; d) le azioni e gli eventi illeciti
siano scoperti tempestivamente e che le attività nella sala di gioco siano
sorvegliate, in particolare ai tavoli da gioco e agli apparecchi automatici per
i giochi d'azzardo; e) il flusso di denaro sia regolato, segnatamente per
impedire reati patrimoniali; f) gli obblighi di diligenza previsti nel capitolo 2
LRD e nell'ordinanza del 28 febbraio 2000 sugli obblighi di diligenza delle
case da gioco relativi alla lotta contro il riciclaggio di denaro (RU 2000 808,
RU 2007 2955; cfr. ordinanza della CFCG del 12 giugno 2007 sulla lotta
contro il riciclaggio di denaro in vigore dal 1° luglio 2007 al 31 dicembre
2015 [vORD-CFCG; RU 2007.2955, RU 2015 2313]) siano rispettati; e g)
danni a persone, cose e dati siano, per quanto possibile, impediti.
La vORD-CFCG, applicabile in concreto (periodo rilevante per la presente
procedura: 2011 – 2014), regola, tra le altre cose, l’identificazione del
giocatore e la registrazione delle transazioni (art. 2 a 5), l’accertamento
dell’avente economicamente diritto (art. 6 e 7), il rinnovo dell’identificazione
e dell’accertamento (art. 8), l’obbligo speciale di chiarimento, in particolare
delle relazioni d’affari e delle transazioni comportanti un rischio elevato
(art. 9 a 14), nonché l’obbligo di allestire e conservare documenti (art. 16).
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Pagina 13
5.3.3
5.3.3.1 Conformemente all’art. 37 OCG (concezione sociale), la casa da
gioco elabora una concezione sociale e prende i provvedimenti necessari
per: a) la prevenzione della dipendenza dal gioco; b) il riconoscimento
precoce dei giocatori a rischio (in tedesco, “Früherkennung von
spielsuchtgefährdeten Spielerinnen und Spielern”; in francese,
“identification précoce des personnes susceptibles de devenir
dépendantes du jeu”); c) la formazione e l’aggiornamento regolare del
personale cui è affidata l’esecuzione della concezione sociale; d) il
rilevamento di dati concernenti la dipendenza dal gioco; ed e) l’esclusione
dal gioco (cpv. 1). Per attuare la concezione sociale, la casa da gioco
collabora con un centro di prevenzione delle dipendenze e un istituto
terapeutico; a tale fine può unirsi ad altre case da gioco o a terzi (cpv. 2).
Ai termini dell’art. 38 OCG (misure preventive e riconoscimento precoce),
nel quadro della prevenzione, la casa da gioco mette a disposizione
informazioni facilmente accessibili e comprensibili concernenti: a) i rischi
del gioco; b) le misure di aiuto come l'esclusione dal gioco, indirizzi di
consultori e di gruppi di autoaiuto per i giocatori a rischio; c) i questionari
che permettono a ciascuno di valutare il proprio rischio di dipendenza (cpv.
1). Nel quadro del riconoscimento precoce (in tedesco, “Früherkennung”;
in francese, “détection précoce”), la casa da gioco definisce i criteri di
osservazione (checklist) in base ai quali possono essere identificati i
giocatori a rischio di dipendenza e prende i provvedimenti necessari sulla
base di tali criteri. Essa documenta le sue osservazioni e i provvedimenti
presi (cpv. 2).
Secondo la giurisprudenza, per la messa in atto della concezione sociale,
la casa da gioco non solo può, ma anche deve utilizzare i dati da essa
raccolti nell’ambito della lotta contro il riciclaggio (“Die Beschwerdeführerin
[Spielbank] konnte und musste somit ihre GwG-Daten zur Umsetzung des
Sozialkonzepts im Rahmen von Art. 22 SBG verwenden”: cfr. sentenze del
Tribunale federale 2C_776/2013 del 27 maggio 2014, consid. 5.2.2, e
2C_949/2010 del 18 maggio 2011, consid. 4.5).
5.3.3.2 In relazione alla concezione sociale, la ricorrente ha adottato le
direttive interne “898 – Formazione”, “899 – Notifica riconoscimento
precoce”, “900 – Checklist per riconoscimento precoce” (direttiva interna
900), “1008 – Direttiva responsabilità procedure” e “1069 – Form. –
Segnalazione, riconoscimento precoce”; in relazione alla concezione di
sicurezza, la ricorrente ha adottato la direttiva “942 – Direttiva interna LRD”
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Pagina 14
(direttiva interna 942). Il contenuto di queste direttive verrà esposto, nella
misura necessaria alla risoluzione del litigio, nei considerandi successivi.
Si tenga comunque presente già da ora che la direttiva interna 900
prevede, in caso di apertura di una checklist per riconoscimento precoce,
l’osservazione mirata del cliente durante un periodo massimo di
8 settimane con la possibilità, per delucidare la sua situazione finanziaria,
di chiedergli di esibire, segnatamente, il suo certificato di lavoro nonché un
estratto dell’ufficio esecuzioni e fallimenti (cfr. direttiva interna 900, §§ 1 e
3), e che la direttiva interna 942 prevede la registrazione delle operazioni
di cassa superiori a fr. 3'000.– di clienti non ancora identificati (cfr. direttiva
interna 942, § 7.2).
Occorre ancora aggiungere che la “Checklist per riconoscimento precoce”
rappresenta “un utile strumento di lavoro nel campo della sensibilizzazione,
del riconoscimento precoce e della riduzione del danno” (cfr. direttiva
interna 900, § 1). Essa funge così principalmente da ausilio al
riconoscimento precoce (“Hilfsmittel”: cfr. sentenza TAF B-4830/2011,
consid. 5.3.4), ma non limita di per sé, sul piano temporale, il raggio
d’osservazione pertinente del cliente, da parte della casa da gioco, alle 8
settimane previste.
5.4
5.4.1 L’art. 22 LCG (esclusione dal gioco) statuisce che la casa da gioco
esclude dal gioco le persone delle quali sa o deve presumere (in tedesco,
“weiss oder annehmen muss”; in francese, “sait ou devrait présumer”), in
base alle proprie constatazioni nella casa da gioco o in base a informazioni
di terzi, che: a) sono oberate di debiti o non sono in grado di far fronte ai
loro obblighi finanziari; b) rischiano poste sproporzionate rispetto al loro
reddito e alla loro sostanza; e c) pregiudicano lo svolgimento ordinato dei
giochi (cpv. 1). L'esclusione dal gioco dev'essere comunicata e motivata
per scritto alla persona interessata (cpv. 2). L'esclusione dal gioco
dev'essere revocata appena viene a cadere il motivo che l'ha determinata
(cpv. 3).
Dall’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG, in combinato disposto con gli art. 14 cpv.
2 LCG nonché 37 e 38 OCG, e in relazione con le direttive interne che le
case da gioco devono adottare per concretizzare queste disposizioni, si
evince l’obbligo, per le stesse case da gioco, di chiarire la situazione
finanziaria di quei giocatori che rischiano, presumibilmente, poste troppo
elevate rispetto al loro reddito e alla loro sostanza.
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Pagina 15
L’esclusione dal gioco non implica una conoscenza fondata della
situazione relativa al reddito e alla sostanza: basta la percezione sulla base
di osservazioni proprie all'interno della casa da gioco o di sospetti fondati
sulla base di indicazioni fornite da terzi (cfr. Messaggio LCG, pag. 161; cfr.,
inoltre, la sentenza del Tribunale federale 2C_949/2010, consid. 5.3.2: “[...]
Insbesondere genügt es gemäss Art. 22 Abs. 1 SBG zur Anordnung einer
Spielsperre, dass die Spielbank ein Missverhältnis zwischen
Spieleinsätzen und Einkommen und Vermögen annehmen muss; ein
sicheres Wissen ist nicht verlangt [...]„).
5.4.2 Il criterio per identificare il rischio che una persona giochi al di sopra
dei propri mezzi (rischio di dipendenza dal gioco), secondo il chiaro tenore
letterale dell’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG, è quello delle poste (“Der Wortlaut
von Art. 22 Abs. 1 litt. b SBG knüpft klar an das Kriterium des
Spieleinsatzes an”: cfr. sentenza TAF B-4830/2011, consid. 5.3.2).
5.4.3 Se la casa da gioco presume o deve presumere che il giocatore
rischia poste sproporzionate rispetto al suo reddito e alla sua sostanza,
spetta al giocatore provare, segnatamente mediante degli estratti attuali
dei suoi conti bancari, il suo certificato di salario o la sua dichiarazione
d’imposta, che egli può permettersi tali poste (“[...] obliegt es dem Spieler
nachzuweisen, dass er sich diese Spieleinsätze leisten kann [...]); inoltre,
se del caso, spetta sempre a lui provare che è un “vincitore” e che, in
quanto tale, può finanziare le proprie poste con le sue vincite (“Und alleine
der Spieler hat denn auch allenfalls zu belegen, dass er ein Gewinner ist
und mittels hoher Gewinne seine Spieleinsätze zu finanzieren vermag”: cfr.
sentenza TAF B-4830/2011, consid. 5.3.2).
Peraltro, l’esclusione immediata dal gioco con la conseguente richiesta
della documentazione finanziaria è un modo di procedere senz’altro
accettabile da parte del giocatore (cfr. sentenza TAF B-4830/2011, consid.
5.3.2: “Die umgehende Sperrung bei hinreichend verdichtetem Verdacht
mit anschliessender Einforderung des Finanznachweises ... ist dem
Spieler ... ohne weiteres zumutbar, müssen doch regelmässig bei der
Ausübung eines Freizeitvergnügens leichte administrative, allenfalls auch
regelmässig zu wiederholende Hürden (z.B. Eingangskontrolle etc.) in Kauf
genommen werden“).
5.4.4 L’esclusione dal gioco riguarda, in particolare, i cosiddetti “high
rollers”, i quali, giocando regolarmente forti somme, possono causare, nei
peggiori dei casi, ingenti danni finanziari in un arco di tempo molto breve,
come pure i cosiddetti “no name high rollers”, ossia dei “high rollers” non
B-5937/2016
Pagina 16
conosciuti dalla casa da gioco interessata o non pubblicamente noti per
essere molto agiati (cfr. sentenza TAF B-4830/2011 del 26 giugno 2013,
consid. 5.3.2, 5.3.4 e 3.5.5).
5.4.5 Giusta l’art. 41 OCG (divieto di gioco ed esclusione dal gioco), la casa
da gioco definisce la procedura di esclusione dal gioco (cpv. 2). In caso di
esclusione dal gioco, la casa da gioco registra: a) il cognome, il nome, la
data di nascita e l'indirizzo della persona esclusa; b) il tipo di esclusione; c)
la data dell'intimazione dell'esclusione; e d) il motivo dell'esclusione (cpv.
3). La casa da gioco registra le persone escluse dal gioco e rende
accessibile la loro identità alle altre case da gioco (cpv. 5).
6.
6.1 Secondo l’art. 51 LCG (sanzione amministrativa), al concessionario
che commette a proprio vantaggio un'infrazione alla concessione o ad una
decisione passata in giudicato è addebitato un importo fino a tre volte il
guadagno ottenuto con l'infrazione. Qualora non vi sia alcun guadagno
oppure quest'ultimo non possa essere stabilito né stimato, l'importo
addebitato ammonta fino al 20% del prodotto lordo dei giochi realizzato
nell'ultimo anno d'esercizio (cpv. 1). Le infrazioni sono esaminate dal
segretariato e giudicate dalla CFCG (cpv. 2).
Un'infrazione alla concessione ai sensi dell’art. 51 LCG è data anche in
caso di mancato rispetto di un obbligo previsto dalla legge in generale,
considerato che, nell'atto di concessione, viene espressamente imposto al
titolare di ossequiare tutte le disposizioni legali (cfr. sentenza del Tribunale
federale 2C_177/2008 del 20 giugno 2008, consid. 3.2; cfr. modello di atto
di concessione [di sito e di gestione A/B], scaricabile all’indirizzo:
www.https://www.esbk.admin.ch/esbk/it/home/spielbanken/konzessionen.
html).
Nel quadro circoscritto dall’art. 51 cpv. 1 LCG, la fissazione della sanzione
dipende in larga misura dal potere discrezionale della CFCG e di questo
Tribunale (“In diesem Rahmen liegt die Festsetzung der Sanktion
weitgehend im Ermessen der Spielbankenkommission und der
Vorinstanz”: sentenza del Tribunale federale 2C_949/2010, consid. 6.2.1).
6.2 Il prodotto lordo dei giochi, ai sensi dell’art. 51 cpv. 1 LCG, corrisponde
alla differenza tra le poste giocate e le vincite versate (art. 40 cpv. 2 LCG).
L’art. 78 OCG ripete questo principio (cpv. 1), precisando che una vincita è
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Pagina 17
considerata legittima se conseguita nel rispetto delle regole di gioco, delle
prescrizioni tecniche e delle tabelle delle vincite (cpv. 2).
6.3 Secondo la giurisprudenza, il guadagno determinante per il calcolo
della sanzione è il guadagno netto. Esso si ottiene, in particolare,
eseguendo tre sottrazioni: da un lato, si sottrae dal prodotto lordo dei giochi
(compresa l’infrazione) l’imposta sulle case da gioco totale; dall’altro lato,
si sottrae dal prodotto lordo dei giochi (senza l’infrazione) l’imposta sulle
case da gioco (senza l’infrazione); per finire, dal risultato della prima
operazione si sottrae il risultato della seconda operazione (cfr. sentenza
del Tribunale federale 2C_776/2013, consid. 6.4.4).
7.
In materia di sanzioni, la CFCG ha sviluppato, nel corso del tempo, la
propria prassi, fin qui confermata nei casi che sono stati oggetto di un
controllo giudiziario (cfr. sentenze del Tribunale federale 2C_949/2010,
consid. 6.2.2, e 2C_776/2013, consid. 7.1, nonché le rispettive sentenze
TAF B-4024/2010 del 9 novembre 2010, consid. 10.2 e 10.7, e B-
4830/2011, consid. 6.3 e 6.6.1).
7.1 La prassi della CFCG distingue quattro tipi di infrazioni (cfr. decisione
impugnata, § 6):
- la prima categoria include la semplice inosservanza di prescrizioni
d’ordine e comprende lievi errori che si presentano in ogni sistema e che
possono essere facilmente corretti, dovuti a negligenza e non pericolosi
per la realizzazione degli scopi della legislazione sul gioco (per es.,
violazioni di prescrizioni di forma senza gravi conseguenze, la
constatazione, durante un’ispezione, di piccole irregolarità già segnalate in
un’altra occasione, o la ripetuta dimenticanza di un annuncio rapido in casi
di routine). In queste situazioni, la sanzione si calcola moltiplicando per un
fattore variabile da 1.0 a 1.5 il guadagno derivante dall’inosservanza,
mentre se non vi è alcun guadagno o che esso non è determinabile, la
sanzione varia da un minimo di fr. 3'000.– a un massimo di fr. 150'000.– ;
- la seconda categoria comprende le violazioni leggere, ossia errori più
gravi di una semplice inosservanza di prescrizioni d’ordine, che avrebbero
potuto essere evitati facendo prova di una normale diligenza, ma che non
mettono seriamente in pericolo gli scopi della legislazione sul gioco (per
es., infrazioni di direttive della CFCG sulla trasmissione di documenti o di
norme non direttamente connesse con gli scopi della legislazione sul
gioco). In questi casi, la sanzione si calcola moltiplicando per un fattore
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variabile da 1.25 a 1.75 il guadagno derivante dalla violazione leggera,
mentre se non vi è alcun guadagno o che esso non è determinabile, la
sanzione risulta dall’applicazione di un fattore variabile da 0.15 ad 1% del
prodotto lordo dei giochi;
- la terza categoria concerne le violazioni di media gravità, le quali possono
mettere in pericolo tangibile, direttamente o indirettamente, la realizzazione
degli scopi della legislazione sul gioco (per es., la violazione delle norme
direttamente connesse con gli scopi della legislazione sul gioco, come la
rinuncia sistematica ad effettuare chiarimenti particolari relativi agli obblighi
di diligenza della casa da gioco nell’ambito della lotta contro il riciclaggio di
denaro). In questi casi, la sanzione si calcola moltiplicando per un fattore
variabile da 1.5 a 2.0 il guadagno derivante dalla violazione medio grave,
mentre se non vi è alcun guadagno o che esso non è determinabile, la
sanzione risulta dall’applicazione di un fattore variabile da 0.5 a 5% del
prodotto lordo dei giochi;
- la quarta categoria riguarda le violazioni gravi, le quali mettono
direttamente in pericolo gli scopi della legislazione sul gioco e/o si
rapportano a disposizioni centrali di quest’ultima (per es., l’evasione fiscale
o la rinuncia sistematica ad adottare misure per limitare gli effetti
socialmente nocivi dell’esercizio dei giochi). In questi casi, la sanzione si
calcola moltiplicando per un fattore variabile da 1.75 a 3.0 il guadagno
derivante dalla violazione grave, mentre se non vi è alcun guadagno o che
esso non è determinabile, la sanzione risulta dall’applicazione di un fattore
variabile da 2 a 20% del prodotto lordo dei giochi (cfr. decisione impugnata,
punto 6).
7.2 Secondo la giurisprudenza, hanno un effetto aggravante sulla sanzione
l’astuzia e, in generale, un comportamento riprovevole (“verwerfliche
Gesinnung bei der Begehung”), l’audacia e l’assenza di scrupoli, una
condotta renitente oppure il tentativo di occultare la propria inadempienza.
Esplicano invece un effetto attenuante sulla sanzione l’ammissione del
proprio errore, il pentimento sincero e, se possibile, attivo, la disponibilità a
cooperare allo svolgimento dell’inchiesta nonché il fatto di avere preso
misure per diminuire il danno (cfr. sentenza TAF B-4024/2010, consid.
10.2).
8.
8.1 In concreto si può leggere, nell’incarto concezione sociale 2012, gestito
da un’impiegata della ricorrente e denominato “Regato”, che l’ex cliente era
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Pagina 19
un “giocatore regolare slot” (Regato, 19.7.2012), che egli lavorava “presso
la banca [...] alla sede di ... come consulente finanziario con firma a due.
Cittadino ..., ci frequenta dall’aprile dello scorso anno [i.d. 2011]. Persona
discreta, tranquilla che gioca principalmente durante la pausa pranzo o per
divertirsi. Come si può vedere anche dal rapporto della verifica LRD, il
cliente ha anche altre attività, che gli permettono di vivere una vita agiata.
Non vi sono a suo carico debiti. Non si ritiene il gioco possa creargli
problemi” (Regato, 24.7.2012), e che “durante il periodo di monitoraggio, il
cliente ha frequentato [il casinò] 1-3 volte alla settimana. Quasi sempre
durante l’orario di pausa pranzo, si è intrattenuto a giocare principalmente
alle slot, con pochissime varianti ai tavoli. Le somme messe in palio per il
gioco appaiono importanti (poste di gioco per visita: fr. 3'000.–), ma alla
luce della sua situazione, e soprattutto alle vincite conseguite, non sembra
che giochi sopra le sue possibilità” (Regato, 10.10.2012; questi estratti
Regato si trovano agli atti CFCG, pagg. 24 a 26). Quanto appena esposto
si rapporta al periodo di apertura e chiusura della prima checklist (cfr.
consid. C.c).
8.2 Dall’incarto concezione sociale 2013 si evince che l’ex cliente era un
“cliente regolare ...” (Regato, 2.8.2013), che egli era “sempre molto
tranquillo, ben disposto a parlare. Mi riporta che ha smesso di frequentare
il casinò di ... perché preferisce la nostra struttura”, che “prima di questa
decisione, il cliente si recava ... per giocare ai tavoli verdi e da noi per
giocare alle slot. Conosce molto bene la concezione sociale e i rischi che
derivano dal gioco. Mi racconta che gioca da più di venti anni. Durante una
delle nostre discussioni ho chiesto informazioni in merito alla sua
situazione economica. Il cliente lavora in banca (...) ma possiede diverse
attività anche in .... Possiede immobili a .... Il cliente mi ha detto
chiaramente di non avere problemi economici e di potersi tranquillamente
permettere di giocare somme elevate” (Regato, 6.9.2013), e che egli
“lavora presso la banca ... alla sede di ... come consulente finanziario con
firma a due. Sposato con ... figli (... minorenni ancora ...) che risiedono a
.... Il cliente è stato monitorato per un lungo periodo. Durante il
monitoraggio, il cliente ha avuto diversi colloqui con me, al fine di avere
una valutazione più ampia. Ci fa visita dalle tre alle cinque volte alla
settimana ma non con regolarità. Gioca in modo tranquillo ed è sempre
disponibile al dialogo. Non ho mai notato cambiamenti nel comportamento.
Gioca prevalentemente alle slot (Mongolfiere) ma di tanto in tanto si reca
anche ai tavoli verdi (AR). Gioca solo per il massimi [sic] (poste di gioco
per visita: fr. 10'000.–) ed ha incassato alcune vincite di alto valore, oltre a
numerosi JP di medio livello. Nessun segnale di GP” (Regato, 29.11.2013;
questi estratti Regato si trovano agli atti CFCG, pagg. 27 a 29). Quanto
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appena esposto si riferisce al periodo di apertura e chiusura della seconda
checklist (cfr. consid. C.c).
8.3 L’incarto concezione sociale 2014 rivela che l’ex cliente era un
“giocatore regolare / verifica situazione lavorativa e finanziaria (poste di
gioco per visita: fr. 10'000.–)” (Regato, 21.3.2014), che “il cliente
provvederà a procurarsi tutti i documenti richiesti, ma mi fa presente che
una parte di questa documentazione deve prenderla dalle sue attività negli
..., che [...] il cliente ha chiuso la sua collaborazione con la banca [...] a
fine 2013. Ora lavora presso una fiduciaria sita in ... [...]. Con molta
soddisfazione personale, mi racconta di aver portato via dalla banca tutto
il suo pacchetto clienti, e grazie anche alle maggiori provvigioni che ora
riceve, di aver migliorato la sua posizione professionale e quella finanziaria.
Il cliente mi informa anche di aver chiuso a fine ... la sua società di servizi
di ... che aveva ..., con la crisi che avanzava, ha preferito ritirarsi da quel
settore. Spesso si reca in ... (dove ha vissuto e lavorato fino al ...), per
seguire i clienti che ancora ha nella east coast. Mediamente si reca negli
... dalle tre alle sei volte all’anno, principalmente per lavoro ma anche per
fare visita alla famiglia della moglie. Senza molti giri di parole ho chiesto al
cliente se il gioco gli stia creando problemi. Mi rassicura che non ha nessun
problema di natura economica e che il gioco per lui è solo un piacevole
passatempo. In aggiunta mi riporta anche che in caso di decesso, la moglie
e i figli incasseranno da un’assicurazione diversi milioni di dollari a testa,
oltre a un’eredità immobiliare già di per se di alto valore” (Regato,
6.3.2014), che “in data odierna è stata inserita l’esclusione in SESAM”
(Regato, 16.4.2014), e che, il 19 maggio 2014, è stata pronunciata
l’esclusione (definitiva) dal gioco per “mancata consegna Doc. Fin.”
(Regato, 19.5.2014; questi estratti Regato si trovano agli atti CFCG, pagg.
30 a 33). Quanto appena esposto si rapporta al periodo di apertura e
chiusura della terza ed ultima checklist (cfr. consid. C.c).
9.
Secondo gli atti, l’ex cliente ha perso ai tavoli da gioco, da maggio 2011 ad
aprile 2014, fr. 254'800.–; agli apparecchi automatici (slot), egli ha perso,
nei mesi di novembre e dicembre 2011, nonché da luglio 2012 ad aprile
2014, fr. 2'805'650.19 (cfr. atti CFCG, pagg. 180 e 181: Tabella 1
[Contabilità tavoli 2011 – 2014] e Tabella 2 [Contabilità slot 2011 – 2014];
N.B.: dal maggio 2011 fino al secondo semestre 2012, sono disponibili
soltanto le informazioni dell’incarto LRD [riciclaggio] riguardanti transazioni
superiori a fr. 3'000.–, ma senza indicazione degli importi effettivamente
persi [decisione impugnata, nota a piè di pagina n. 5, pag. 3]).
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Pagina 21
Come si può constatare dall’ordine di grandezza delle perdite ai tavoli da
gioco e delle perdite alle slot, determinanti per la decisione della CFCG (cfr.
per es., decisione impugnata, § 4 lett. a, pag. 10) e, di conseguenza, per
la risoluzione del presente litigio, sono le cifre relative alle transazioni con
le slot. In proposito, si ricordi che l’ex cliente è stato classificato dalla
ricorrente come “giocatore regolare slot” proprio perché giocava
“prevalentemente alle slot” (cfr. consid. 8.1 e 8.2).
9.1 Nel contesto appena descritto, la CFCG rimprovera alla ricorrente di
aver omesso, alla luce dell’andamento del gioco durante la 1a checklist
(19.7 – 13.9.2012), di conformarsi all’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG, presumendo
una sproporzione tra le poste e il reddito (sostanza) dell’ex cliente ed
escludendo quest’ultimo dal gioco perlomeno fino a prova del contrario
stabilita con documenti finanziari affidabili (cfr. consid. 4.2).
Questa valutazione della CFCG andrà confermata nell’ipotesi in cui la
ricorrente, visto l’andamento del gioco, doveva effettivamente presupporre
l’esistenza di una possibile sproporzione tra le poste e il reddito (sostanza)
del ricorrente. Per l’osservazione dell’andamento del gioco, oltre al periodo
dal 19 luglio al 13 settembre 2012 (durata della 1a checklist), sono rilevanti
anche i periodi dal 3 maggio 2011 (inizio del gioco) al 18 luglio 2012 (ultimo
giorno prima dell’apertura della 1a checklist), e dal 18 settembre 2012
(ripresa del gioco dopo la 1a checklist) al 10 ottobre 2012 (termine effettivo
dell’osservazione del giocatore iniziata con la 1a checklist).
9.2 I dati disponibili indicano le seguenti frequenze delle visite del casinò
da parte dell’ex cliente: sull’arco del periodo dal 3 maggio 2011 al 18 luglio
2012, l’ex cliente ha frequentato la ricorrente 19 volte da ottobre a dicembre
2011 (non ci sono dati per i mesi precedenti), e, nel 2012, 7 volte a gennaio,
8 volte a febbraio, 9 volte a marzo, 7 volte ad aprile, 15 volte a maggio e
14 volte a giungo; da luglio a settembre 2012, l’ex cliente ha frequentato la
ricorrente 14 volte in luglio, 20 volte in agosto e 14 volte in settembre (cfr.
atti CFCG, pagg. 181 e 184).
9.3 Secondo l’incarto riciclaggio (cfr. atti CFCG, pagg. 69 a 128), le
transazioni dell’ex cliente consistevano principalmente in “caricamenti di
crediti di gioco cashless” (CCG) e in “pagamenti di crediti di
gioco/pagamenti da apparecchio automatico” (PAA). In proposito, se è vero
che i CCG non corrispondono necessariamente alle poste eseguite
durante una visita (si può infatti caricare la carta cashless senza poi giocare
oppure giocando un importo minore a quanto caricato), essi rivelano le
intenzioni del giocatore e rappresentano, ad ogni modo, un indicatore
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Pagina 22
dell’importanza del gioco, ossia delle poste, le quali variavano, in concreto,
da fr. 3'000.– a fr. 10'000.– circa (cfr. consid. 8.1 e 8.3). Quanto ai PAA,
essi coincidono con le vincite realizzate dall’ex cliente.
9.4 Dal 3 maggio 2011 al 18 luglio 2012, i CCG hanno totalizzato
fr. 176'480.– e i PAA fr. 393'150.08 (cfr. atti CFCG, pagg. 124 a 128).
Paragonando queste due cifre, salta agli occhi l’importanza delle vincite
rispetto ai caricamenti, indipendentemente dal fatto di sapere quanto il
ricorrente abbia dovuto effettivamente puntare (investire, spendere) per
ricavare tali vincite.
Dal 19 luglio 2012 al 13 settembre 2012, i CCG hanno totalizzato
fr. 56'960.– e i PAA fr. 567'542.04 (cfr. atti CFCG, pagg. 124 e 125). Il
confronto di queste due cifre mostra, in modo ancora più lampante che in
relazione al periodo precedente, l’importanza delle vincite rispetto ai
caricamenti.
Dal 18 settembre 2012 al 10 ottobre 2012 (termine effettivo
dell’osservazione del giocatore iniziata con la 1a checklist), i CCG hanno
totalizzato fr. 53'570.– e i PAA fr. 165'215.48 (cfr. atti CFCG, pagg. 122 e
123). Dall’11 al 31 ottobre 2012, l’ex cliente non ha effettuato alcun CCG,
realizzando cionondimeno dei PAA per un valore di fr. 253'320.04 (cfr. atti
CFCG, pagg. 121 e 122). Anche queste cifre, prese nel loro insieme,
mettono in risalto l’importanza delle vincite rispetto ai caricamenti.
Si aggiunga che, per i mesi di novembre e dicembre 2012, i PAA
ammontavano a fr. 197'655.64, rispettivamente a fr. 286'439.76, mentre
non è possibile determinare con sufficiente precisione i CCG, nella misura
in cui i dati a loro relativi sono indicati soltanto approssimativamente (per
es.: CCG – “fr. 7'000.– più volte” oppure “vari fr. 6'000.–“; cfr. atti CFCG,
pagg. 118 a 121).
9.5 Le cifre appena riportate devono essere considerate anche alla luce
delle cifre della Tabella 2 concernenti il gioco alle slot.
Da un lato, la Tabella 2 indica che l’ex cliente ha perso alle slot fr. 2'461.63
nel 2011, fr. 585'480.84 nel 2012, fr. 1'446'830.08 nel 2013 e fr. 770'877.64
nel 2014. Queste cifre, in particolare il saldo relativo al 2012, relativizzano
le cifre desumibili dall’incarto LRD, rivelando grandi perdite per i mesi di
ottobre (fr. 409'955.10), novembre (fr. 269'939.20) e dicembre 2012
(fr. 174'705.30).
B-5937/2016
Pagina 23
Dall’altro lato, la Tabella 2 mostra che il ricorrente, da inizio luglio a fine
settembre 2012 (periodo che corrisponde grosso modo alla 1a checklist,
completato da un periodo d’osservazione supplementare), ha realizzato,
giocando alle slot, un guadagno di fr. 269'118.76 (388'849.65 – 59'286.16
– 60'444.73).
9.6 Procedendo ora ad una valutazione dei dati esposti ai consid. 9.4 e 9.5,
in relazione al rimprovero mosso dalla CFCG alla ricorrente di aver infranto
l’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG, è utile rimarcare, per cominciare, l’importanza,
tendenzialmente crescente, dei CCG e dei PAA a partire dal 2012. In
particolare, risaltano i CCG, pari a fr. 39'800.– ca., eseguiti dall’ex cliente
in soli due giorni, ossia il 17 e il 18 luglio 2012 (cfr. atti CFCG, pag. 124).
Sono fondamentalmente questi valori (le “somme messe in palio” e le
“vincite conseguite”), qualificati dalla ricorrente come “importanti”, che
hanno spinto la medesima, con ogni probabilità, ad aprire la 1a checklist il
19 luglio 2012, in base alla constatazione generale “giocatore regolare slot”
(cfr. consid. 8.1). Peraltro, l’entità dei CCG e dei PAA si è suppergiù
confermata, secondo i dati dell’incarto LRD, almeno fino alla fine del 2012.
In questo quadro, riferendosi alle cifre riportate nella Tabella 2, si deve
constatare, come già indicato in precedenza, che l’ex cliente presentava
un saldo attivo di fr. 269'118.76 durante il periodo da inizio luglio a fine
settembre 2012. In quanto avere risultante dalle vincite realizzate nel detto
lasso di tempo, questo importo costituiva parte integrante della sostanza
dell’ex cliente, di cui egli poteva liberamente disporre, ad esempio per
continuare a finanziare il suo gioco. Il fatto che il detto saldo fosse dovuto,
in gran parte, al jackpot di fr. 474'401.80 vinto il 31 agosto 2012, non
cambia nulla in proposito, contrariamente a quanto sostiene la CFCG.
Se ne deve concludere che la ricorrente poteva, al termine della 1a
checklist (e a fine settembre 2012), legittimamente partire dal presupposto
che l’ex cliente era sempre in grado di finanziare le sue poste mediante le
sue vincite. In questo senso, non vi erano ancora i segnali d’allarme
necessari ad indurre la ricorrente a verificare se le condizioni per
pronunciare l’esclusione dal gioco dell’ex cliente fossero adempiute. È
pertanto comprensibile che la ricorrente, a quel momento, non doveva
(ancora) presumere che sussistesse il rischio di una sproporzione tra le
poste e la sostanza dell’ex cliente. Considerata tale situazione, la ricorrente
non doveva (ancora) vedersi costretta ad esigere, da quest’ultimo, la
presentazione di documenti comprovanti la sua situazione finanziaria, con
la comminatoria di un’eventuale esclusione dal gioco.
B-5937/2016
Pagina 24
In questa maniera, il rimprovero mosso dalla CFCG alla ricorrente di avere
violato l’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG per non aver escluso l’ex cliente dal gioco
già al termine della 1a checklist (con effetto dal 1° ottobre 2012), non è
condivisibile nella misura in cui appare prematuro.
9.7 Nel contempo la ricorrente doveva però essere cosciente del fatto,
notorio, che non è verosimile che un giocatore regolare possa coprire, a
medio lungo termine, le sue poste soltanto con le sue vincite (cfr. sentenza
TAF B-4024/2010 dell’8 novembre 2010, consid. 6.3). Questa conoscenza
doveva pertanto spingere la ricorrente, date la frequenza delle visite e
l’importanza delle poste, a monitorare l’evoluzione futura del gioco dell’ex
cliente in modo particolare.
In considerazione dell’andamento del gioco dell’ex cliente nel 2012, con
una vincita isolata di fr. 388'849.56 (risultato di agosto) e con perdite che
sono passate da fr. 59'286.16 (risultato di luglio) a fr. 60'444.73 (risultato di
settembre) ed a fr. 409'955.10 (risultato di ottobre), per scendere a
fr. 269'939.20 (risultato di novembre) ed a fr. 174'705.30 (risultato di
dicembre), da cui una perdita totale di fr. 585'480.84 (cfr. Tabella 2), si deve
ritenere che, se la ricorrente avesse fatto prova di una diligenza
normalmente esigibile, avrebbe giudicato opportuno, viste le perdite totali
di fr. 409'955.10 nell’ottobre 2012, aprire prudenzialmente la 2a checklist
ad inizio novembre 2012. Durante il susseguente periodo di 8 settimane,
in ossequio alle esigenze della concezione sociale che impongono alla
casa da gioco un comportamento proattivo ed anticipatorio per prevenire il
sovraindebitamento del giocatore con le conseguenze sociali negative che
ne derivano, la ricorrente avrebbe osservato attentamente l’andamento del
gioco dell’ex cliente, in particolare sotto il profilo del rapporto tra le poste e
le vincite o le perdite, per trarne delle chiare conclusioni quanto alle misure
necessarie da prendere. Alla luce delle ulteriori perdite totali di
fr. 269'939.20 a novembre e di fr. 174'705.30 a dicembre 2012 (cfr. Tabella
2), entrambe spie di un possibile rischio di sproporzione tra le poste e il
reddito (sostanza) dell’ex cliente, la ricorrente avrebbe chiuso la 2a
checklist con la pronuncia dell’esclusione provvisoria dell’ex cliente dal
gioco, a decorrere dal 1° gennaio 2013 (dies a quo), e la contestuale
richiesta dei documenti finanziari necessari per apprezzare se l’esclusione
dovesse essere mantenuta o se potesse essere tolta.
9.8 Di conseguenza, si rivela giustificato fissare il dies a quo al 1° gennaio
2013 e non al 1° ottobre 2012 (decisione impugnata) o al 1° ottobre 2013
(soluzione della ricorrente). Questo implica che la ricorrente, avendo
escluso l’ex cliente dal gioco con effetto dal 16 aprile 2014, ossia con un
B-5937/2016
Pagina 25
ritardo di 15 mesi circa rispetto al 1° gennaio 2013, è venuta meno ai suoi
obblighi derivanti dall’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG.
10.
Si deve ora determinare il grado di gravità dell’infrazione all’art. 22 cpv. 1
lett. b LCG (infrazione leggera, medio grave o grave) commessa dalla
ricorrente (esclusione tardiva dal gioco, intervenuta il 16.4.2014 al posto
del 1.1.2013), e ciò per potere fissare il fattore di moltiplicazione applicabile
al calcolo dell’importo della sanzione (cfr. prassi della CFCG, esposta al
consid. 7.1).
10.1 A questo scopo conviene innanzitutto riassumere brevemente due
casi giurisprudenziali che si rivelano utili, come termini di paragone, per
qualificare la gravità dell’infrazione imputabile alla ricorrente e per fissare il
fattore di moltiplicazione.
Nella sentenza TAF B-4024/2010 dell’8 novembre 2010, confermata dalla
sentenza del Tribunale federale 2C_949/2010 del 18 maggio 2011, l’ex
cliente di un casinò, da quindici anni cassiera presso una banca (cfr.
B-4024/2010 consid. 6.2), aveva iniziato a giocare nel maggio 2006,
appropriandosi indebitamente di fondi depositati presso il suo datore di
lavoro, e avrebbe dovuto essere esclusa dal gioco al più tardi ad inizio
luglio 2007 (presumibile sproporzione tra poste e reddito/sostanza), mentre
la casa da gioco, che aveva effettuato chiarimenti sulla situazione
finanziaria dell’ex cliente, ma non a sufficienza (cfr. 2C_949/2010 consid.
6.2.2), l’aveva esclusa provvisoriamente soltanto nel febbraio 2009, senza
peraltro pronunciare, in seguito, nessuna esclusione definitiva (esclusione
provvisoria dal gioco con un ritardo di circa 19 mesi [cfr. B-4024/2010
consid. 6.3 e 10.3]). L’infrazione era stata qualificata dalla CFCG come
leggera, con l’attribuzione di un fattore di moltiplicazione pari a 1.25,
mentre questo Tribunale, pur non modificando il detto fattore, l’aveva
definita come al limite di un’infrazione medio grave (cfr. B-4024/2010
consid. 10.7, e 2C_949/2010 consid. 6.2.2).
Nella sentenza TAF B-4830/2011 del 26 giugno 2013, in parte riformata
dalla sentenza del Tribunale federale 2C_776/2013 del 27 maggio 2013,
però unicamente sotto l’aspetto del calcolo del guadagno netto in relazione
alla contabilizzazione della tassa sulle case da gioco, l’ex cliente di un
casinò, che aveva iniziato a giocare nel settembre 2004 ed era stato
classificato come “no name high roller”, avrebbe dovuto essere escluso dal
gioco al più tardi a fine novembre 2005, mentre la casa da gioco, che non
aveva effettuato i chiarimenti necessari sulla sua situazione finanziaria (cfr.
B-5937/2016
Pagina 26
B-4830/2011 consid. 5.3.6), l’aveva escluso soltanto a metà novembre
2008 (esclusione dal gioco con un ritardo di circa 35 mesi). La CFCG aveva
qualificato l’infrazione come medio grave, optando per l’applicazione di un
fattore di moltiplicazione pari a 1.75. In proposito, il Tribunale federale ha
osservato che “vor allem angesichts der sehr langen Dauer der
Pflichtverletzung ist die Einstufung als mittelschwerer Verstoss und die
Festsetzung des Faktors auf 1.75 vertretbar„, aggiungendo che “selbst bei
der Annahme eines leichten Verstosses, wäre dieser im oberen Bereich
anzusiedeln und der Multiplikationsfaktor 1.75 gerechtfertigt” (cfr.
2C_776/2013 consid. 7.2.3).
10.2 Riferendosi al dies a quo del 1° ottobre 2012, la CFCG ha qualificato
l’infrazione della ricorrente come mediamente grave. Allo scopo di fissare
il fattore di moltiplicazione che varia, per le infrazioni di media gravità, da
1.5 a 2 (cfr. consid. 7.1), la CFCG ha tenuto conto di diverse circostanze
attenuanti. Così, essenzialmente, la CFCG ha evidenziato che la ricorrente
ha cooperato al buon svolgimento del procedimento amministrativo,
fornendo tutti i documenti richiesti, che ha migliorato con il tempo la messa
in opera della concezione sociale, istituendo un meccanismo di matching
tra le informazioni dell’incarto concezione sociale e quelle dell’incarto
riciclaggio, e che ha escluso l’ex cliente dal gioco prima dell’apertura del
procedimento penale nei suoi confronti, segnalando immediatamente alla
CFCG l’apertura del detto procedimento (cfr. decisione impugnata, § 8,
pag. 20).
Alla luce di queste circostanze attenuanti, la CFCG ha fissato il fattore di
moltiplicazione a 1.6, situandolo così nel margine di fluttuazione inferiore
tra 1.5 e 2 (cfr. decisione impugnata, § 8 lett. c, pagg. 19 e 20).
Si noti ancora che la CFCG ha puntualizzato che la questione della
qualifica dell’infrazione come medio grave o leggera avrebbe anche potuto
rimanere irrisolta, poiché, pur volendo ammettere il carattere leggero
dell’infrazione, il fattore di moltiplicazione avrebbe comunque dovuto
essere fissato nel margine superiore tra 1.25 e 1.75, e che un valore pari a
1.6 sarebbe stato senz’altro sostenibile anche nell’ambito di un’infrazione
leggera (cfr. osservazioni al ricorso, pag. 9, che rimandano alla sentenza
del Tribunale federale 2C_776/2013 consid. 7.2.3).
10.3 Dal canto suo, riferendosi al dies a quo del 1° ottobre 2013, la
ricorrente ha qualificato l’infrazione imputatale come leggera. In proposito,
la ricorrente afferma che non le si può attribuire alcun “elemento doloso”,
ma solo una “incolpevole negligenza” o una “negligenza per tardivo
B-5937/2016
Pagina 27
intervento”, e ciò in assenza di qualsiasi “riscontro di sistematicità [...]
perché l’infrazione assurga a grado di media gravità” (ricorso, §§ 3.5 lett.
c, 3.6 lett. a e 4.4). D’altro lato, la ricorrente rimprovera alla CFCG di non
avere “né spiegato, né provato, quali azioni o omissioni eccederebbero [il
quadro della violazione leggera]” (ricorso, § 4.5 lett. a), rilevando nel
contempo che le circostanze attenuanti evidenziate dalla CFCG per
qualificare l’infrazione come medio grave, devono valere anche per
l’infrazione definita come leggera (“riduzione del grado di “colpevolezza” a
negligenza per tardivo intervento”), da cui, per analogia, un fattore di
moltiplicazione pari a 1.25 (ricorso, §§ 2 lett. c e d nonché 4.4 e 4.5 lett. b).
10.4
La CFCG imputa alla ricorrente una violazione mediamente grave dell’art.
22 cpv.1 lett. b LCG per aver escluso l’ex cliente dal gioco il 16 aprile 2014
al posto del 1° ottobre 2012, ossia con un presunto ritardo di circa 17 mesi.
Questo Tribunale è invece del parere che la presumibile data per procedere
all’esclusione debba essere fissata al 1° gennaio 2013 e non al 1° ottobre
2012, ciò che implica un ritardo approssimativo di 15 mesi.
Premessa questa differenza nel valutare la situazione relativa alla
tempestività dell’esclusione e il rischio di una possibile sproporzione tra le
poste e il reddito nonché la sostanza dell’ex cliente, bisogna nel prosieguo
stabilire se anche la qualificazione dell’infrazione come mediamente grave,
secondo la CFCG, debba essere modificata.
10.4.1 L’infrazione imputabile alla ricorrente non può essere qualificata
come grave, ciò che la CFCG ha peraltro ammesso fin dall’inizio. Infatti,
conformemente ai requisiti di legge, la ricorrente ha elaborato una
concezione sociale e ha preso i provvedimenti necessari per, in particolare,
riconoscere precocemente i giocatori a rischio, definendo i criteri di
osservazione necessari a questo scopo nella direttiva interna 900 (cfr.
consid. 5.3.3 e 7.1). In questo rispetto non si può negare che la ricorrente
abbia applicato gli strumenti di riconoscimento precoce a sua disposizione
anche all’ex cliente (procedura inerente alla checklist; cfr. anche la
giurisprudenza relativa ai casi citati al consid. 10.1).
10.4.2 La ricorrente ha dunque riconosciuto la necessità di osservare in
maniera particolare l’ex cliente e, a questo scopo, ha aperto ben tre
checklist, dimostrando così di attuare concretamente i precetti della
concezione sociale relativi alla prevenzione delle conseguenze
socialmente nocive del gioco.
B-5937/2016
Pagina 28
Non si può neanche rimproverare alla ricorrente di avere rinunciato, in
concreto, ad effettuare i chiarimenti particolari che si imponevano in virtù
della concezione sociale. Infatti, la ricorrente non ha mancato di chiedere
all’ex cliente i documenti relativi alla sua situazione finanziaria, ma ha
proceduto in questo modo soltanto nel corso del mese di aprile 2014,
pronunciando l’esclusione provvisoria il 16 aprile 2014, confermata, in
assenza dei detti documenti, il 19 maggio successivo.
A questo punto è utile paragonare, per la loro grande somiglianza, la
presente fattispecie con quella della sentenza TAF B-4024/2010 (cfr.
consid. 10.1). In quest’ultimo caso è stato accertato che il casinò aveva
pronunciato l’esclusione provvisoria dal gioco con un ritardo di 19 mesi
circa, e questa infrazione era stata qualificata come leggera, con la
fissazione di un fattore di moltiplicazione pari a 1.25. Invece, nel caso in
esame, la ricorrente ha agito, pressoché a parità di condizioni, con un
ritardo di 15 mesi circa, per cui, sulla scia del confronto con la sentenza
citata, la sua infrazione potrebbe anche essere qualificata come leggera
(cfr., peraltro, la sentenza TAF B-4830/2011, riassunta al consid. 10.1, in
cui un ritardo di 35 mesi circa, ossia più del doppio del ritardo imputabile
alla ricorrente, era stato qualificato dalla CFCG come un’infrazione medio
grave, mentre il Tribunale federale non aveva escluso che lo stesso
avrebbe potuto pure essere considerato come un’infrazione leggera).
Richiamando la valutazione formulata al consid. 9.7, il ritardo di circa
15 mesi nell’escludere l’ex cliente dal gioco è riconducibile, in sostanza, al
fatto che la ricorrente non ha sorvegliato, sufficientemente da vicino,
l’andamento del gioco alla luce dell’aumento progressivo delle visite e
dell’importanza delle poste, rispettivamente delle perdite, a partire dalla
chiusura della prima checklist e durante il periodo dall’11 ottobre 2012 fino
all’apertura della seconda checklist, avvenuta il 2 agosto 2013. In questo
contesto, date le ingenti perdite del mese di ottobre 2012, la ricorrente
avrebbe dovuto agire, in adesione allo spirito della legge e delle proprie
direttive interne, aprendo prudenzialmente una nuova checklist, la
seconda, già il 1° novembre 2012. Ne deriva che l’omissione o l’inazione
della ricorrente, tradottasi in un’esclusione dal gioco con un ritardo di circa
15 mesi, corrisponde, anche seguendo la giurisprudenza sopraesposta, ad
una violazione dell’art. 22 cpv. 1 lett. b LCG di grado variante da leggero a
mediamente grave.
10.4.3 Più precisamente, l’infrazione della ricorrente presenta senz’altro
un’intensità maggiore rispetto ad una semplice inosservanza di prescrizioni
d’ordine e avrebbe potuto essere evitata facendo prova di una normale
B-5937/2016
Pagina 29
diligenza. Tuttavia, non si può affermare che il ritardo di 15 mesi circa, con
cui la ricorrente ha escluso l’ex cliente dal gioco, abbia messo seriamente
e tangibilmente in pericolo gli scopi della legislazione sul gioco alla maniera
di un’infrazione medio grave. Infatti, come mostrato in precedenza, la
ricorrente ha sostanzialmente soddisfatto le esigenze della concezione
sociale, sottoponendo l’ex cliente, a tre riprese, alla procedura di
riconoscimento precoce (checklist), la quale si è, in definitiva, conclusa con
l’esclusione effettiva dal gioco. Non si può quindi fondatamente parlare, in
relazione al ritardo di 15 mesi, di una messa in pericolo “tangibile” degli
scopi della legislazione sul gioco.
10.4.4 In conclusione, considerato quanto precede, l’infrazione che si deve
imputare alla ricorrente, ossia l’esclusione tardiva, in quanto intervenuta il
16 aprile 2014 invece del 1° gennaio 2013, dell’ex cliente dal gioco, deve
essere ritenuta, tutto sommato, più di natura leggera che non di natura
mediamente grave.
10.5
Qualificata l’infrazione, bisogna in seguito determinare il fattore di
moltiplicazione applicabile, il quale varia, per le infrazioni leggere, da 1.25
a 1.75 (cfr. consid. 7.1).
10.5.1 Paragonando la fattispecie in esame con la fattispecie della
sentenza TAF B-4024/2010, come in precedenza per stabilire il grado di
gravità dell’infrazione, risulta che, nei due casi, si è in presenza di un fatto
penalmente rilevante allora sconosciuto (in sostanza, appropriazione
indebita da parte dei due ex clienti), e che entrambi i casinò, da un lato,
non hanno effettuato a tempo le delucidazioni necessarie riguardo alla
situazione finanziaria degli ex clienti, e, dall’altro lato, hanno pronunciato la
loro esclusione dal gioco con un ritardo variante da 15 a 19 mesi circa.
Nel caso B-4024/2010, la CFCG aveva fissato il fattore di moltiplicazione a
1.25. Ora, alla luce della grande somiglianza dei due casi messi a
confronto, non si riscontrano all’incarto motivi plausibili per applicare, al
caso in esame, un fattore di moltiplicazione di molto superiore a 1.25, e ciò,
a maggior ragione, se si considera che, nella presente fattispecie, il ritardo
è inferiore al ritardo della fattispecie B-4024/2010. Si noti in proposito che
la CFCG, benché abbia qualificato l’infrazione come mediamente grave,
afferma, nella parte finale della decisione impugnata, che “le mancanze
della casa da gioco sono gravi”, concludendo che “appare ragionevole”
fissare il fattore di moltiplicazione a 1.6 (cfr. decisione impugnata, § 8, pag.
20). Esprimendosi in questo modo, la CFCG non solo tende a contraddirsi
B-5937/2016
Pagina 30
(mancanze gravi vs. infrazione medio grave), ma non rende nemmeno
intelligibili, con argomenti sufficientemente chiari, le ragioni per cui il fattore
di moltiplicazione dovrebbe essere fissato a 1.6 e perché un valore
superiore a questa cifra sarebbe sproporzionato, rispettivamente perché
un fattore inferiore non permetterebbe di raggiungere lo scopo perseguito
con la sanzione.
10.5.2 Contribuiscono inoltre a corroborare la conclusione che il fattore di
moltiplicazione debba essere inferiore a 1.6, le circostanze attenuanti
rettamente ed esaustivamente evidenziate dalla CFCG (cfr. consid. 10.2),
ossia la buona collaborazione della ricorrente al procedimento
amministrativo, il miglioramento dell’attuazione della concezione sociale e
la pronuncia dell’esclusione dal gioco prima dell’apertura del procedimento
penale nei confronti dell’ex cliente.
Non può essere invece considerato il breve riferimento, perdipiù vago e
generale, che la CFCG fa al rapporto della ... (cfr. atti CFCG, pagg. 518 a
532) per sostenere, a conferma del proprio apprezzamento del fattore di
moltiplicazione, che “tali mancanze [come quella imputata alla ricorrente
nel caso concreto] non sono state riscontrate in un solo caso” (cfr.
decisione impugnata, § 8, pag. 19).
10.5.3 Ne discende che, data la natura da ritenersi leggera dell’infrazione
e alla luce dell’insieme delle circostanze che caratterizzano la fattispecie,
il fattore di moltiplicazione è fissato, sulla scala da 1.25 a 1.75, a 1.3.
11.
Stabiliti il dies a quo (1.1.2013) e il fattore di moltiplicazione (1.3), è ora
possibile procedere al calcolo della sanzione in funzione del vantaggio
pecuniario che la ricorrente ha ricavato, grazie al gioco dell’ex cliente,
durante il periodo dal 1° gennaio 2013 al 16 aprile 2014 (cfr. art. 51 cpv. 1
LCG; cfr. anche consid. 6.3).
In proposito, dalla documentazione all’incarto si evince che il prodotto netto
dei giochi generato dall’ex cliente, prodotto che non è di per sé contestato,
ha raggiunto in totale, nel 2012, fr. 332'727.85, nel 2013, fr. 622'212.98 e,
nel 2014, fr. 355’702.95 (cfr. decisione impugnata, § 7 lett. c, e atti CFCG,
pagg. 485 e 486).
Di conseguenza, sommando i valori relativi al prodotto netto dei giochi del
2013 e 2014 (622'212.98 + 355'702.95 = 977'915.93) e moltiplicando il
B-5937/2016
Pagina 31
risultato per 1.3, si ottiene una sanzione pari a fr. 1'271'290.– circa
(977'915.93 x 1.3).
12.
In conclusione, il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata
è riformata, nel senso che il dies a quo è stabilito al 1° gennaio 2013 (al
posto del 1° ottobre 2012), il fattore di moltiplicazione è fissato a 1.3 (al
posto di 1.6), e l’importo della sanzione è stabilito a fr. 1'271'290.– (al posto
di fr. 2'097'000.–).
13.
Occorre ancora notare che, sebbene chieda l’annullamento della decisione
impugnata nel suo insieme, anche se in relazione con il rinvio della causa
alla CFCG per un nuovo calcolo della sanzione, la ricorrente non motiva
affatto l’annullamento del punto 2 del dispositivo (costi del procedimento
pari a fr. 29'400.– [emolumento]): essa non critica né il principio del
prelevamento dell’emolumento, né il concreto importo dello stesso. In
proposito conviene sottolineare il carattere di “tassa causale” (in tedesco,
“Kausalabgabe”) dell’emolumento, come ciò risulta dall’art. 53 cpv. 3 LCG
in relazione con l’art. 112 cpv. 1 OCG, specialmente nelle versioni tedesca
e francese (art. 112 cpv. 1 OCG: “Wer ... eine Verfügung ... veranlasst,
muss dafür Gebühren bezahlen” e “Toute personne qui ... occasionne ...
une décision ... doit acquitter des émoluments”). Considerato che non vi
sono elementi all’incarto che potrebbero far dubitare della necessità di
iniziare il procedimento amministrativo nei confronti della ricorrente o della
fondatezza dell’importo dei costi da esso generati, non sussistono motivi
per annullare il punto 2 del dispositivo della decisione impugnata (cfr., per
più ampi dettagli, la sentenza TAF B-3069/2016 del 29 marzo 2017, consid.
17.1.2).
14.
Riguardo alla domanda della ricorrente di assumere come prova l’incarto
completo relativo al procedimento penale contro l’ex cliente (cfr. ricorso, §
3.2 lett. d; N.B.: parti dell’incarto penale sono state richiamate dalla CFCG
e si trovano nei suoi atti [pagg. 197 a 360]), essa va respinta, per motivi
d’economia processuale e in ossequio al principio di celerità, dato che il
presumibile risultato della sua assunzione, rispetto alla questione
dell’assenza di una patologia da gioco (cfr. osservazioni al ricorso, pag. 5,
in cui è citata la sentenza TAF B-4024/2010 consid. 8.2), non porterebbe,
con ogni probabilità, nuovi chiarimenti suscettibili di modificare il giudizio
della causa (cosiddetto “apprezzamento anticipato delle prove”: DTF Ib 224
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consid. 2b; cfr. anche, per analogia con il presente caso, la sentenza del
Tribunale federale 2C_949/2010 consid. 4.6.2).
15.
15.1 Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte
soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv.
1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF,
RS 173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e
della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della
situazione finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF).
In concreto, tenuto conto del valore litigioso nonché della difficoltà delle
questioni, più che altro di natura tecnica, sollevate dalla causa, con il
conseguente onere di lavoro che ne è derivato, le spese processuali sono
fissate a fr. 16'000.-. Siccome le conclusioni del ricorso sono state accolte,
parzialmente, in relazione alla fissazione del fattore di moltiplicazione (1.3
al posto di 1.6) e per quanto riguarda la determinazione del dies a quo
(1.1.2013 al posto del 1.10.2012), la ricorrente deve essere considerata
come parzialmente vincente. Per questa ragione è giustificato porre a suo
carico soltanto la metà delle spese processuali, ossia fr. 8'000.–, da
prelevare sull'anticipo di fr. 16'000.– da essa già versato. Di conseguenza,
fr. 8'000.– saranno restituiti alla ricorrente una volta che la presente
sentenza sarà cresciuta in giudicato.
15.2 La ricorrente è rappresentata da un avvocato. Considerato che il
ricorso è parzialmente ammesso, la ricorrente ha diritto a un’indennità,
ridotta in proporzione, per le spese necessarie derivanti dalla causa (art.
64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Dato che la ricorrente non ha
presentato alcuna nota d’onorario, l’indennità deve essere fissata sulla
base degli atti di causa (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). Ora, alla luce dell’ampiezza
del ricorso è appropriato attribuire alla ricorrente un’indennità ridotta per
spese ripetibili di fr. 2'500.–. Si noti ancora che la CFCG, in quanto autorità
federale, non ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-
TAF).
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