Decision ID: 60a1e98f-028a-5aa7-b57f-9e9dbb7e7607
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. Con PE n. _del 18/20 febbraio 1998 dell’UE di Lugano _ ha escusso _ per l’incasso di fr. 95’292’85 oltre interessi al 5% dal 23 luglio 1997, indicando quale titolo di credito: “ Sentenza tribunale d’appello del 15.4.1997 (inc. 12.96.00240), conteggio scoperto del 16.2.1998.”
Interposta tempestiva opposizione dall’escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore.
B. Il procedente fonda la sua pretesa su una cessione di credito 15 gennaio 1991 (doc. B), con cui suo padre, _, gli ha ceduto l’importo oggetto di una procedura giudiziaria intentata contro _ i, pendente allora presso la Pretura di Lugano, a garanzia del pagamento delle prestazioni che _ stava effettuando per la _. Il creditore ha rilevato che nel corso del 1991 la situazione finanziaria di questa società è progressivamente peggiorata e che il 27 aprile 1992 è stato aperto il fallimento, sfociato nel rilascio di due attestati di carenza di beni. A quell’epoca il procedente aveva già maturato onorari per l’importo di fr. 670’000.--. Vista l’impossibilità di ricuperare il suo credito_ha allora chiesto l’intervento dell_ quale garante, il quale con scritto 5 luglio 1992 (doc. G) gli ha confermato la cessione integrale e definitiva del credito vantato contro _. Il procedente ha poi prodotto la sentenza della II Camera Civile del Tribunale di appello 15 aprile 1997 (doc. H), emessa nella predetta procedura, con cui _ è stato condannato a pagare all’arch. _ la somma di fr. 263’611.-- oltre interessi al 5% dal 27 dicembre 1988.
C. All’udienza di contraddittorio l’escusso ha contestato la validità della cessione doc. B/G sostenendo che essa è stata effettuata tra padre e figlio a svantaggio dei creditori, ritenuto anche che l’importo richiesto da _ per le sue prestazioni per la società _ dalla fine del 1990 al 1992 appare incredibilmente elevato. Secondo _la garanzia in questione era tutt’altro che certa, visto che è stata necessaria una causa giudiziaria durata fino al 1997 per concretizzarla, difesa inoltre giudiziariamente sempre e solo da_ il quale ha chiesto pure l’assistenza giudiziaria, e che al momento di incassare è fallito. L’escusso ha poi rilevato che l’avvenuta cessione gli è stata comunicata solo nel giugno 1997, e pertanto tardivamente. D’altro canto gli accordi sottoscritti con l’Autorità fiscale non provano giuridicamente la validità della cessione e di conseguenza la legittimazione attiva di _
D. Con sentenza 29 maggio 1998 la Segretaria assessore della Pretura di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza ritenendo la documentazione prodotta valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ex art. 80 LEF. L’eccezione dell’escusso che ha contestato la validità della cessione è stata respinta, il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto non permettendo, ha rilevato la prima giudice, di indagare in merito alle reali intenzioni della parti all’atto di sottoscrizione della convenzione doc. B.
E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l’escusso riconfermandosi nelle sue allegazioni di prima sede. Egli ha poi sollevato l’eccezione di compensazione con un credito cedutogli da _ nei confronti dell’arch. _.
F. La parte appellata si è opposta al gravame con osservazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

Considerato
in diritto:
1.
a) Il rigetto definitivo dell’opposizione deve essere concesso al creditore indicato personalmente nella sentenza. Se il credito è stato ceduto, il rigetto definitivo può essere concesso al cessionario allorquando viene fatto riferimento alla cessione nella sentenza stessa. Se la cessione del credito è stata eseguita in altra sede, può essere concesso solo il rigetto provvisorio. Infatti in merito alla legittimazione attiva del cessionario e alla validità della cessione deve restare riservata la possibilità di sollevare eccezioni, ritenuto che in merito a queste questioni non vi è ancora una decisione definitiva. In una procedura ordinaria di disconoscimento di debito dovrà infatti essere possibile verificare questi punti, non invece la correttezza della decisione cresciuta in giudicato. L’identità di chi risulta dalla sentenza quale legittimato con il creditore che ha promosso l’esecuzione deve essere verificata d’ufficio (SJZ 1999 p. 33/34 e 100; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 107 e n. 1 p. 257; Brügger SchKG Schweiz. Gerichtspraxis 1946-1984, art. 80 LEF n. 73; CEF 1. luglio 1997 in re P.D. c. P. K.).
b) La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).
c) Ex art. 164 CO il creditore può cedere ad altri il suo credito anche senza il consenso del debitore, se non vi osta la legge, la convenzione o la natura del rapporto giuridico. Secondo l’art. 165 cpv. 1 CO per la validità della cessione si richiede la forma scritta. Possono essere ceduti anche crediti che nascono dopo la loro cessione (crediti futuri). Secondo la prassi del Tribunale federale il credito deve essere per quel che concerne la persona del debitor cessus, la causa e l’importo sufficientemente determinato o determinabile. La notificazione della cessione al debitore è ricettizia, non richiede una forma particolare ed è una dichiarazione riformatrice di diritto. Ne segue che in caso di prestazione alla persona sbagliata il debitore non si libera dal suo obbligo (Daniel Girsberger, Commentario basilese, Obligationenrecht I, Basilea e Francoforte 1996, n. 36 ad art. 164 CO e n. 8 ad art. 167 CO).
Il rigetto provvisorio dell’opposizione può essere concesso a colui, che prende il posto del creditore indicato nel riconoscimento di debito, in particolare tramite cessione ex art. 165 CO, solo se il trasferimento è comprovato da documenti (Panchaud/Caprez, op. cit. § 18 p. 41).