Decision ID: e9a31665-ab88-52ed-bc7a-3908b930173e
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell¿ambito dell¿esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per l¿incasso di fr. 883.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All¿udienza di contraddittorio del 12 ottobre 2005 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 28 ottobre 2005 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 28 ottobre 2005 alle ore 14.00.
D.
Con atto d¿appello 9 novembre 2005 AP 1 ha dichiarato di avere provveduto a saldare il suo debito nei confronti della creditrice, producendo una ricevuta 9 novembre 2005 _ relativa al saldo dell¿esecuzione in oggetto n. _. L¿appellante ha poi contestato le rimanenti 5 esecuzioni pendenti nei suoi confronti, asserendo che i relativi importi non sono dovuti.

Considerato
in diritto:
1.a)
In virtù dell¿art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L¿autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia ¿echte Nova¿, in contrapposizione agli pseudonova, ossia ¿unechte Nova¿), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all¿art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d¿ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell¿autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l¿altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L¿illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l¿atto di appello, di estratti dell¿Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell¿effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla
ricevuta _ (doc. E) emerge che l¿esecuzione in oggetto n. _ è stata saldata il 9 novembre 2005, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all¿art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall¿estratto delle esecuzioni 31 ottobre 2005 _ (doc. C) emerge che nei confronti dell¿appellante sono pendenti, oltre all¿esecuzione in oggetto, 5 ulteriori procedure per un importo complessivo di fr. 13'209.15. Contro tre di queste procedure l¿escusso ha interposto opposizione totale, mentre per due è stato diffidato a ritirare i precetti esecutivi. Orbene in questi stadi di procedura i relativi debiti non sono ancora stati accertati, per cui non può essere ritenuto che l¿appellante sia effettivamente debitore degli importi posti in esecuzione. Di conseguenza non può essere nemmeno concluso che è egli non disponga della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni finanziari e pertanto che non sia solvibile.
In applicazione dell¿art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 può quindi essere annullato.
2.
L'appello 9 novembre 2005 di AP 1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell¿appellante in entrambe le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte apellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell¿Ufficio fallimenti sono caricate all¿appellante.