Decision ID: 7430b3b3-307b-5fcb-9b37-4953632d3bad
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1977, da ultimo attiva quale assistente di cura, è stata posta al beneficio di una rendita intera con effetto dal 1° settembre 2003 (cfr. decisione del 25 maggio 2005, doc. 21 incarto AI).
1.2. Avviata d’ufficio una procedura di revisione, con decisione del 13 aprile 2007 la rendita è stata ridotta a metà con effetto dal 1° maggio 2007 (cfr. decisione del 13 aprile 2007, doc. 57 inc. AI).
La mezza rendita è stata confermata con decisione del 5 ottobre 2011 (doc. 124 inc. AI).
1.3. Avviata un’altra revisione, questa volta su domanda del medico curante dell’assicurata (doc. 129 AI), l’Ufficio AI ha disposto una perizia pluridisciplinare presso il SAM, nel cui rapporto 20 marzo 2017 i periti hanno concluso per una totale inabilità lavorativa dal 22 ottobre 2015 al 15 giugno 2016 a seguito di un intervento chirurgico, con successivo ripristino di una capacità lavorativa del 25% nell’abituale attività e del 90% in attività adeguate (doc. 151 inc. AI). La valutazione extra-somatica è stata confermata con complemento peritale del 13 aprile 2017 (doc. 155 inc. AI). Di conseguenza con preavviso del 7 giugno 2017 l’Ufficio AI, tenuto conto del temporaneo peggioramento, ha riconosciuto una rendita intera dal 1° gennaio 2016 sino alla fine del mese seguente l’intimazione della decisione, presentando successivamente l’assicurata un grado d’invalidità non pensionabile del 23% (doc. 158 inc. AI).
Con osservazioni 31 luglio 2017 l’assicurata, tramite il suo legale, contestando la valutazione medico-teorica dei periti SAM e sostenendo il diritto ad una rendita intera, ha trasmesso uno scritto del suo psicologo curante (doc. 159 incarto AI).
Dopo aver sottoposto al SAM la nuova documentazione medica prodotta in diverse occasioni dall’assicurata (doc. 175, 183, 186 e 191 inc. AI), con complementi dell’11 ottobre 2017 e del 14 febbraio 2018 (doc. 180 e 195 inc. AI) i periti hanno confermato la perizia pluridisciplinare. Rilevata ancora un’esigibilità di diverse attività conformi alla residua capacità lavorativa dell’assicurata, con decisione del 14 maggio 2018 l’amministrazione ha confermato l’erogazione temporanea della succitata rendita intera, togliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. 201 e 202 inc. AI). Contestualmente ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio inoltrata in data 31 agosto 2017.
1.4. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, contestando la valutazione medicoteorica, ha interposto il presente ricorso chiedendo il ripristino dell’effetto sospensivo, il riconoscimento di una rendita intera illimitata nonché dell’assistenza giudiziaria in ambito amministrativo e giudiziario.
In data 6 luglio 2018 l’insorgente ha prodotto due rapporti del neurochirurgo dr. med. _ (VI).
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, preso atto della nuova documentazione medica allegata al ricorso, in particolare quella dello psichiatra curante, ha chiesto di ritornare gli atti per un accertamento peritale di decorso della patologia extra-somatica, confermando l’effetto sospensivo durante l’istruttoria a seguito del rinvio. Respinge la richiesta di concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in ambito amministrativo.
1.6. Prendendo posizione sulla risposta di causa, il 13 luglio 2018 l’assicurata ha dichiarato di essere d’accordo con la proposta di rinvio e di esecuzione di una nuova perizia pluridisciplinare, chiedendo il contestuale annullamento della decisione contestata ed il versamento durante l’istruttoria di una mezza rendita. Nel caso in cui la querelata decisione non dovesse essere annullata, postula il ripristino dell’effetto sospensivo. Ribadisce la richiesta di assistenza giudiziaria sia in ambito amministrativo sia giudiziario. Qualora non venisse riconosciuto il gratuito patrocinio nella presente procedura, l’insorgente ha chiesto la rifusione di adeguate ripetibili pari alla nota onorari e spese allegata (IX).
1.7. Facendo riferimento alla documentazione medica del 6 luglio 2018 ed alla succitata presa di posizione, con osservazioni 13 agosto 2018 l’Ufficio AI ha precisato di voler procedere anche ad un aggiornamento dell’aspetto neurologico e reumatologico, rinviando alla risposta di causa per la questione dell’effetto sospensivo e dell’assistenza giudiziaria amministrativa. Quanto alla rifusione di ripetibili in sede giudiziaria rileva come il relativo importo debba essere stabilito dal Tribunale.
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha riconosciuto in via di revisione all’assicurata il diritto ad una rendita intera temporanea.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
S
econdo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.4.
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
2.5. Nella fattispecie concreta, dopo attento esame degli atti, questo TCA concorda nel ritenere necessaria l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare di decorso, ritenuto che secondo giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata - in concreto il 17 maggio 2018 -,
ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(
DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Per quel che concerne l’aspetto psichiatrico, si rileva che nell’ambito della perizia SAM il dr. med. _, specialista in psichiatria, dopo visita dell’assicurata il 25 gennaio e l’8 febbraio 2017, nel rapporto 9 marzo 2017 non aveva riscontrato alcuna patologia extra-somatica (pag. 519 inc. AI), valutazione, questa, confermata il 10 aprile 2017 (pag. 537 inc. AI; cfr. complemento SAM del 13 aprile 2017, pag. 535 inc. AI).
Con il ricorso l’assicurata ha prodotto il rapporto 15 maggio 2018 del dr. med. _, il quale ha posto la diagnosi di sindrome depressiva di media gravità (ICD-10F32.1) indicando una totale inabilità lavorativa dal 22 agosto 2017, giorno dell’inizio della presa a carico (doc. H).
Valutato tale rapporto, con annotazioni del 4 luglio 2018 l’SMR ha concluso:
"
Ho preso visione della documentazione in dossier e in particolare dell’ultimo rapporto medico psichiatrico del dr. med. _.
Lo psichiatra diagnostica un episodio depressivo di media gravità (ICD 10 F32.1) che renderebbe l’assicurata totalmente inabile a partire del 22.08.2017 data di inizio della sua presa a carico. A fronte di una patologia normalmente buona, se curata, il medico psichiatrica invece ritiene l’evoluzione negativa e la prognosi poco favorevole. Appare necessario, per quanto concerne la patologia psichiatrica, un accertamento peritale neutrale di decorso” (VII).
Riguardo alla componente somatica, preso visione del rapporto 29 maggio 2018 del dr. med. _ (doc. C) e dei rapporti 24 maggio e 25 giugno 2018 del dr. med. _, neurochirurgo (il quale evidenzia un aggravamento delle lombalgie; doc. VI/1), con annotazioni 8 agosto 2018 il dr. med. _ del SMR ha ritenuto che
“in considerazione di un riferito peggioramento algico una rivalutazione peritale dovrà pure comprendere una rivalutazione reumatologica e neurologica per permettere una adeguata valutazione del caso”
(XI/1).
Benché la maggior parte dei succitati nuovi rapporti sia stata redatta successivamente all’emissione della decisone contestata (17 maggio 2018), essi si riferiscono ad una situazione preesistente e quindi vanno presi in considerazione ai fini del presente giudizio.