Decision ID: 458b48d6-e3bd-53dc-8cca-9de71a90f178
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che _, in forza di un contratto a tempo indeterminato (doc. A), conduce in locazione i locali commerciali adibiti a negozio con articoli per animali domestici, siti nello stabile denominato "_" in Via _ a _, di proprietà di _;
che il 6 dicembre 1999 il locatore, rappresentato da _, preso atto del mancato pagamento da parte della conduttrice delle pigioni relative ai mesi febbraio-dicembre 1999, l'ha diffidata a versare lo scoperto di fr. 39'000.-- entro 30 giorni, avvisandola che, scaduto infruttuoso detto termine, il contratto sarebbe stato disdetto con un preavviso di 30 giorni per la fine di un mese (doc. B);
che il 14 gennaio 2000, non essendo intervenuto alcun pagamento, il contratto è stato disdetto con effetto al 29 febbraio 2000 (doc. C);
che con la decisione qui oggetto di impugnativa il Pretore, in accoglimento dell'istanza 24 marzo 2000 presentata da _, ha decretato lo sfratto immediato di _ dall'ente locato;
che con l'appello, corredato da una domanda di concessione dell'effetto sospensivo -che diviene priva d'oggetto in considerazione del presente giudizio sul merito- la convenuta chiede di respingere l'istanza di sfratto, evidenziando da un lato i considerevoli investimenti da lei effettuati nell'ente locato ed asserendo dall'altro che il 26 giugno 2000 in occasione del pagamento da parte sua di un acconto di fr. 8'000.-- l'istante le avrebbe accordato una sospensione del contenzioso; essa, in precedenza sprovvista di un patrocinatore, non avrebbe inoltre potuto far valere le giuste rivendicazioni nei confronti del locatore, né introdurre una tempestiva contestazione della disdetta, né sollevare eccezioni di ordine e di merito nell'ambito della procedura di sfratto; il fatto che _ non avesse presentato una valida procura all'udienza del 14 aprile 2000 costituiva infine un motivo di nullità degli atti procedurali intercorsi;

considerando
in diritto:
che la domanda di sfratto é pacificamente la conseguenza della disdetta per mora della convenuta nel pagamento dei canoni di locazione (art. 257d CO);
che nel corso dell'udienza di discussione la convenuta non ha contestato la legittimità della disdetta ed ha proposto di saldare il debito con l'istante, pagando seduta stante fr. 10'000.-- e solvendo la rimanenza di fr. 30'400.-- entro il 31 maggio 2000;
che all'udienza l'istante, preso atto di quell'impegno di pagamento, ha acconsentito a che la Pretura tenesse in sospeso la procedura di sfratto, ritenuto che qualora entro il 31 maggio 2000 l'inquilino non avesse provveduto al pagamento del saldo, avrebbe chiesto l'emanazione del decreto di sfratto senza ulteriori formalità;
che lo sfratto della convenuta è stato decretato il 21 giugno 2000, dopo che l'istante, con lettera 20 giugno, aveva comunicato alla Pretura il mancato pagamento nei termini;
che la decisione del giudice di prime cure è ineccepibile, questa Camera avendo già avuto modo di stabilire, con riferimento ad un caso analogo, ovvero la rinuncia a una disdetta da parte del locatore condizionata al pagamento da parte del conduttore degli importi insoluti entro un determinato termine, che il mancato ossequio di quest'ultimo ripristinava senz'altro gli effetti della disdetta (IICCA 26 gennaio 1995 in re T. e P./B. SA);
che, per il resto, le censure sollevate con l'appello sono ampiamente infondate;
che innanzitutto la circostanza che nell'ente locato la convenuta abbia investito somme considerevoli è ovviamente irrilevante nell'ambito di un'istanza di sfratto per mora del conduttore;
che inoltre la concessione di una sospensione del contenzioso da parte dell'istante, asseritamente avvenuta il 26 giugno 2000 in occasione del pagamento di un acconto di fr. 8'000.--, non è stata minimamente provata -la circostanza non risulta del resto nemmeno dalla lettera 30 giugno 2000 del patrocinatore della convenuta- e comunque non potrebbe portare alla riforma del primo giudizio che era già stato emanato il 21 giugno;
che la convenuta neppure può rimproverare al primo giudice il fatto che essa, siccome sprovvista di un patrocinatore, non avesse potuto far valere eventuali rivendicazioni nei confronti del locatore, né introdurre una tempestiva contestazione della disdetta, né sollevare eccezioni di ordine e di merito nell'ambito della procedura di sfratto;