Decision ID: 5fa128ae-8b55-540a-b71a-d01ec4bab32d
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che nel 2004 RI 2 ha sublocato CO 1 parte dei suoi uffici a _, locazione che si è conclusa il 29 ottobre 2008 con la restituzione dell'ente locato;
che il 10 novembre 2008 sul conto della RI 2 è stato accreditato l'importo di fr. 1000.– versato CO 1 che il 9 gennaio 2009 CO 1 ha fatto notificare a RI 1 il PE n. _ dell'UEF di Bellinzona per ottenere la restituzione di fr. 1000.– oltre accessori rivendicati a titolo di “errore di accredito non ristornato”;
che vista l'opposizione interposta al citato precetto esecutivo, con istanza del 14 gennaio 2009 CO 1 ha convenuto RI 1 e la RI 2 davanti al Giudice di pace del circolo di Bellinzona per ottenere il pagamento di fr. 1070.– e gli interessi di mora del 5 %, così come il rigetto dell'opposizione interposta da RI 1 al menzionato PE;
che all'udienza del 4 febbraio 2009, indetta per la discussione, i convenuti hanno proposto di respingere l'istanza mentre l'istante ha riconosciuto alla RI 2 l'importo di fr. 368.20 concernente tre fatture per spese telefoniche;
che statuendo il 17 febbraio 2009 il Giudice di pace, preso atto dell'ammissione dell'istante ha obbligato “la parte convenuta.... a pagare la somma di fr. 701.80 che deve essere versata alla signora _”, ordinando, a pagamento effettuato, la cancellazione del PE n. _ dell'UEF di Bellinzona;
che con separati ricorsi per cassazione del 26 e 27 febbraio 2009 la RI 2 e RI 1 sono insorti contro il giudizio appena citato postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC;
che nelle sue osservazioni del 18 marzo 2009 CO 1 conclude per l'accoglimento dei due ricorsi;

considerando
in diritto:
che in applicazione dell'art. 320 CPC i due ricorsi possono essere decisi con un'unica motivazione siccome
diretti contro la stessa sentenza e riferiti allo stesso complesso di fatti (DTF 123 V 214 consid. 1; 122 II 367 consid. 1a);
che, come si è detto, nelle sue osservazioni del 18 marzo 2009 l'istante conclude per l'accoglimento di entrambi i ricorsi;
che tale dichiarazione unilaterale, con cui la parte aderisce alla pretesa della controparte, raffigura acquiescenza;
che in tali circostanze questa Camera non può dunque statuire nel merito, ma deva prendere atto dell'acquiescenza e stralciare la causa dai ruoli (art. 352 cpv. 2 CPC);
che nel Cantone Ticino, infatti, una dichiarazione di acquiescenza ha già di per sé forza di cosa giudicata (art. 352 cpv. 1 CPC) e comporta la fine del processo senza l'intervento del giudice (art. 352 cpv. 1 CPC; sentenza del Tribunale federale 4P.215/2002 del 23 aprile 2003, consid. 3.2.1);
che, nondimeno, in un caso come quello in rassegna, occorre prendere atto altresì del ritiro dell'istanza, in difetto di che la sentenza del Giudice di pace passerebbe in giudicato;
che, per quanto riguarda gli oneri processuali, in caso di desistenza, transazione o acquiescenza la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili sono fissate e suddivise, a richiesta di parte, dal giudice adito (art. 151 CPC);
che l'acquiescenza va equiparata, in linea di principio e ai fini del giudizio sulle spese e le ripetibili, a soccombenza (v. RtiD I-2004 pag. 487 consid. 5);
che non v'è ragione di scostarsi da tale principio, l'odierno procedimento essendo dovuto all'iniziativa dell'istante (v. anche Rep. 1985 pag. 146 in alto);
che comunque sia, terminando senza sentenza la tassa di giustizia va equitativamente ridotta (cfr. art. 21 LTG), così come può essere moderata equitativamente l'indennità per ripetibili che spetta alla parte vittoriosa (art. 77 cpv. 3 CPC);
che gli oneri di prima istanza devono essere addebitati alla parte che li ha cagionati;