Decision ID: 55ed392e-dba8-527a-8962-19b2bde7163a
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 15 ottobre 2021 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1963) e AP 1 (1971), ha
ordinato il riparto a metà degli averi di previdenza professionale maturati dai coniugi durante il matrimonio (“valuta 21 giugno 2018”), disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale cantonale
delle assicurazioni
per l'esecuzione del riparto, ha
sciolto la comproprietà
dei coniugi sulla particella n.
1785 RFD di _, alla quale è correlata la quota “A” di 1/5 della particella coattiva n. 1848,
ordinandone la
vendita ai pubblici incanti e
suddivisione a metà del ricavato netto, previo rimborso di beni propri del marito per
fr. 188
000.– e della moglie per fr. 21
721.50, ha attribuito al marito i mobili dell'abitazione di _ e ha riconosciuto ogni coniuge proprietario dei beni in suo possesso. Oltre a ciò, il Pretore ha respinto la richiesta di contributo alimentare formulata dalla moglie e ha revocato una trattenuta du stipendio a carico del marito decretata in pendenza di procedura.
Le spese processuali di fr. 6000.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 17 novembre 2021 per ottenere in riforma del giudizio impugnato il rimborso dal ricavato netto della vendita dell'immobile di _ di beni propri per fr. 121
721.50, la metà del valore di riscatto di una polizza assicurativa presso la _ assicurazioni SA, un contributo alimentare di fr. 2209.15 mensili fino al pensionamento del marito e il ripristino della trattenuta di stipendio. L'appello non è ancora stato oggetto di notificazione a AO 1.
C.
Il 2 febbraio 2022 AP 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare l'appello, le parti avendo trovato un accordo sulle conseguenze del divorzio.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. Nella fattispecie l'appellante va tenuto così a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti preliminari e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto a eventuali ripetibili, AO 1 non è stato chiamato dalla Camera a formulare osservazioni.