Decision ID: 460eed18-8ffe-5aa4-a518-979165c20f0a
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. Il 2 ottobre 2002 RI 1 – all'epoca alle dipendenze della ditta _ di _ in qualità di carpentiere/autista –, sul posto di lavoro, è stato colpito alla schiena e a una gamba da un cassero, riportando una contusione all'emitorace sinistro e a livello della colonna lombare (cfr. doc. 001-003).","Il caso è stato assunto dall'CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le proprie prestazioni assicurative.","1.2. Con decisione formale del 17 marzo 2003, l'Istituto assicuratore ha dichiarato estinto il proprio obbligo assicurativo a far tempo dal 7 aprile 2003 (cfr. doc. 033).","Le opposizioni interposte avverso tale provvedimento dalla _, il 24 marzo 2003, e dall'assicurato, il 2 aprile 2003, sono state ritirate il 29 aprile 2003, rispettivamente con scritto dell'interessato pervenuto all'CO 1 il 1° luglio 2003 (cfr. doc. 034, 035, 040, 048), cosicché la decisione formale del 17 marzo 2003 è cresciuta in giudicato.","1.3. Il 29 aprile 2004 l'assicurato ha chiesto la riapertura del suo caso da parte dell'CO 1, allegando della documentazione medica (cfr. doc. 059).","L'assicuratore LAINF convenuto, con decisione formale del 25 maggio 2004, ha stabilito che non sono date le premesse per procedere alla revisione procedurale della decisione del 17 marzo 2003, poiché non sono presenti nuovi elementi di giudizio. Inoltre l’Istituto assicuratore ha indicato che non avrebbe proceduto a una riconsiderazione del proprio provvedimento (cfr. doc. 061).","1.4. A seguito dell'opposizione interposta dall'assicurato (cfr.","doc. 62), l'assicuratore infortuni, il 10 agosto 2004, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).","1.5. Con tempestivo ricorso del 16 novembre 2004, l'assicurato ha chiesto l'annullamento dell'impugnata decisione su opposizione e che, di conseguenza, la decisione del 17 marzo 1003 sia oggetto di revisione, rispettivamente di riconsiderazione, nel senso che gli sia riconosciuto il diritto di continuare a beneficiare anche dopo il 17 marzo 2003 di prestazioni assicurative giusta la LAINF per i postumi fisici e psichici dell'infortunio professionale del 2 ottobre 2002, segnatamente di una rendita d'invalidità del 20% a far tempo dal 17 marzo 2003 e di un'indennità per menomazione dell'integrità","psico-fisica del 30%.","A motivazione delle sue pretese l'assicurato ha osservato:","\" (...)","2. In data 2.10.2002 sono rimasto vittima di un grave infortunio professionale, allorché sul posto di lavoro sono rimasto schiacciato da un'armatura del peso di circa 1.5 tonnellate, sganciatasi da una gru.","Da allora accuso forti dolori e limitazioni dei movimenti di tutta la colonna vertebrale, che mi hanno cagionato e ancora mi cagionano disturbi agli arti superiori, specie a sinistra, e agli arti inferiori, specie a destra, nonché un deficit erettile.","Inoltre soffro di disturbi post-traumatici di adattamento con componente depressiva: in particolare sono molto irritabile, ansioso e non riesco più a dormire.","A questo proposito vi rinvio alla documentazione medica contenuta nel mio incarto LAINF, di cui chiedo il richiamo in questa sede, come pure al rapporto datato 17.9.2004 del dott. _ dell'Ospedale _ di _, al rapporto datato 17.10.2004 del dott. _ della Divisione di Neurologia e Neuroriabilitazione dell'Ospedale _ di _ nonché al rapporto datato 2.11.2004 del dott. _ Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, _, che vengono allegati al presente gravame.","A causa dei postumi fisici e psichici dell'infortunio professionale da me subito non sono più stato in grado di riprendere a svolgere la mia attività professionale di carpentiere, né peraltro alcuna altra attività lavorativa.","Da notare che a causa dei postumi fisici e psichici dell'evento infortunistico del 2.10.2002 la Commissione medica di verifica di _ mi ha giudicato invalido con una riduzione permanente della capacità lavorativa pari al 70% a decorrere dal 1.8.2003, fermo restando che nel 1989 ero già stato giudicato invalido con una riduzione permanente della capacità lavorativa pari al 50% per asma bronchiale, e meglio come risulta dal verbale di tale visita, che pure viene allegato al presente gravame. Chiedo comunque, qualora codesto Lodevole Tribunale lo ritenesse necessario ai fini del giudizio, di essere sottoposto ad una perizia medica.","3. Inizialmente la CO 1, _, ha preso a suo carico le conseguenze assicurative dell'infortunio professionale da me subito, assumendosi i costi delle cure mediche necessarie e versandomi le relative indennità giornaliere.","Con decisione datata 17.3.2003 la CO 1, _, ha tuttavia sospeso le proprie prestazioni assicurative a mio favore, poiché, a detta dei suoi medici, tra i disturbi da me accusati e l'infortunio professionale del 2.10.2002 il nesso di causalità non era più dato: tale decisione è cresciuta formalmente in giudicato.","4. Con lettera datata 29.4.2004 ho chiesto alla CO 1, _, di riesaminare la decisione del 17.3.2003 della CO 1, _, ciò che la CO 1, _, ha rifiutato di fare con decisione del 25.5.2004, poiché essa era giunta alla conclusione che non vi erano nella fattispecie le premesse per procedere alla revisione processuale della decisione del 17.3.2003 e poiché la stessa si è dichiarata nel contempo non disposta ad effettuare una riconsiderazione di detta decisione.","In data 14.6.2004 ho tempestivamente sollevato opposizione contro la decisione della CO 1, _, datata 25.5.2004 e la CO 1, _, con decisione del 10.8.2004, oggetto del presente ricorso, ha respinto la mia opposizione, confermando la decisione del 25.5.2004 della CO 1, _.","Di qui il presente gravame, mediante il quale chiedo che la decisione datata 10.8.2004 della CO 1, _, con cui è stata respinta la mia opposizione contro la decisione della CO 1, _, datata 25.5.2004, venga integralmente annullata e che la decisione datata 17.3.2003 della CO 1, _, sia oggetto di una revisione risp. di una riconsiderazione, nel senso che mi venga riconosciuto il diritto di continuare a beneficiare anche dopo il 17.3.2003 di prestazioni assicurative giusta la LAINF sia per i postumi fisici, sia per quelli psichici dell'infortunio professionale del 2.10.2002, in particolare del versamento di una rendita d'invalidità del 20% a partire dal 17.3.2003. e di un'indennità per menomazione dell'integrità psico-fisica del 30%.",5.5.1.,"La CO 1, _, con la propria decisione del 10.8.2004 si è avantutto rifiutata, a torto, di riconsiderare in applicazione dell'art. 53 cpv. 2 LAINF la decisione del 17.3.2003 della CO 1, _: infatti la documentazione medica da me prodotta dimostra in modo inequivocabile che, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, nella fattispecie tra l'infortunio professionale del 2.10.2002 e i disturbi fisici e psichici di cui soffro nonché la conseguente incapacità al lavoro e al guadagno da me presentata vi era e vi è tuttora una relazione di causalità naturale; lo stesso vale per la menomazione della mia integrità psico-fisica.","Quanto all'adeguatezza del nesso di causalità, essa è senz'altro data nel mio caso, poiché l'evento infortunistico in questione, in considerazione di tutte le circostanze concrete del medesimo, appare idoneo, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a cagionare sia le lesioni organiche, sia quelle psichiche da cui sono affetto nonché la mia conseguente incapacità al lavoro e al guadagno, come pure la menomazione della mia integrità psico-fisica.","In particolare, per quel che è dei postumi infortunistici psichici faccio notare che siamo in presenza di un infortunio grave, che mi ha cagionato un'incapacità al lavoro e al guadagno permanente, dolori fisici cronici nonché impotenza sessuale, vale a dire lesioni la cui natura e gravità sono idonee, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a provocare i disturbi psichici dei quali soffro.","Ne deriva che la decisione datata 17.3.2003 della CO 1, _, risulta essere manifestamente errata: è pure chiaro che nel mio caso la rettifica di detta decisione ha una notevole importanza.","Nella fattispecie la CO 1, _, non ha in alcun modo motivato il suo rifiuto di riconsiderare tale decisione, ciò che costituisce un manifesto arbitrio.","Se è vero infatti che la CO 1 ha la facoltà ma non l'obbligo di riconsiderare una decisione, è altrettanto vero che essa in ogni caso è tenuta a rispettare i principi costituzionali, tra cui, appunto, quello del divieto dell'arbitrio.",5.2.,"In secondo luogo la CO 1, _, nella propria decisione del 10.8.2004 ha ritenuto di non poter neppure procedere alla revisione della decisione del 17.3.2003 della CO 1, _, in applicazione dell'art. 53 cpv. 1 LAINF, poiché, a mente sua, la documentazione medica da me prodotta non apporterebbe nuovi fattori medico-scientifici e sarebbe inoltre contraddittoria.","Queste asserzioni della CO 1 sono tuttavia del tutto inesatte.","In effetti il dott. _, il quale nel proprio rapporto del 17.9.2004 ha messo in luce l'esistenza di un deficit erettile di origine neurogena a causa di una lesione dei potenziali dei nervi pudendi, così si è espresso:","\" Relativa al paragrafo b punto 2 pag. 3 \"alla frase\"... non può essere ignorato che la documentazione prodotta è contraddittoria ... \" si precisa quanto segue:","Il sottoscritto nella prima visita datata 22.04.2003 ha visitato il paziente e richiesto alcuni esami sia per una valutazione del deficit erettile sia nel sospetto che il d. e. lamentato potesse essere messo in rapporto diretto con l'incidente occorso in data 02.10.2002. Alle prime visite, senza gli accertamenti strumentali e laboratoristici, nessun medico al mondo può fare certezza di diagnosi in qualsiasi campo (altrimenti faremo a meno di ecografie, tac, esami di laboratorio eccetera...).","Una volta avuti tutti gli esami a disposizione e, in particolare nel caso del sig. RI 1, l'esame da me richiesto di valutazione dei potenziali evocati dei nervi pudendi con quesito diagnostico di sospetta lesione degli stessi (sospetto già suffragato sia dall'anamnesi che da altri esami precedentemente effettuati, vedi prec), la risposta è stata chiara e inequivocabile 'presenza di alterazioni della conduzione degli stimoli somatosensoriali a partenza dai nervi pudendo di livello soprasacrale ...","Quadro compatibile con l'anamnesi e giustifica una alterata sensibilità somatica genito sessuale... ecc).","Rapporto causa effetto pertanto a mio parere chiaro con l'incidente occorso.","Nessuna contraddizione pertanto con le relazioni precedentemente effettuate che confermo in ogni loro parte e senza ombra di dubbio.\"","Da notare inoltre che questo medico nel proprio rapporto del 17.9.2004 ha pure avuto modo di evidenziare che con ogni probabilità la terapia riabilitativa alla quale mi sto sottoponendo è stata iniziata tardivamente.","Come già anticipato, la documentazione medica da me prodotta comprova altresì in modo inequivocabile l'esistenza e il persistere dei dolori cronici, dei disturbi alla colonna cervicale e lombare nonché dei disturbi psichici da cui sono affetto, come pure il fatto che tutti questi pregiudizi della mia salute fisica e psichica nonché l'incapacità al lavoro e al guadagno e la menomazione della mia integrità psico-fisica che ne derivano sono stati cagionati dall'infortunio del 2.10.2002.","Sull'adeguatezza della relazione di causalità vi rimando a quanto da me già indicato al punto 5.1. del presente gravame.","Sono dunque dell'opinione che nella fattispecie sono dati tutti i presupposti per procedere alla revisione della decisione della CO 1, _, datata 17.3.2003.\" (Doc. I)","1.6. In risposta, l'CO 1 ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).","1.7. Il 28 dicembre 2004 l'assicurato ha prodotto copia dei referti medici della _ dei mesi da dicembre 2002 a febbraio 2003 (cfr. doc. F-L), peraltro già agli atti, e ha precisato:","\" (...)","Il ricorrente nel confermare la manifesta arbitrarietà della decisione impugnata, riportandosi a quanto già ampiamente dedotto nel ricorso introduttivo, sottopone all'esame del Tribunale l'ulteriore documentazione infra specificata, richiamando - in particolare - l'attenzione sul referto medico del 13.01.2003, inerente alla condizione del sottoscritto, rilasciato dalla _ (doc. G, pag. 4).","In tale referto sono riportate le indicazioni per la presunta terapia riguardante i problemi di depressione, di disturbi del sonno, di somatizzazione dei problemi psicologici e, soprattutto, di impotenza erettiva e procreativa accusati dal sottoscritto in seguito all'incidente dell'1.10.2002.","Ebbene, a tal proposito, nel citato referto medico si legge come terapia-proposta quanto segue:","- in riguardo al trattamento della componente depressiva, dei disturbi del sonno e alla tendenza somatizzante, consiglierei qualche (applicazione, n.d.r.) di Remeron la sera (iniziando con un dosaggio di 15 mg);","- per il rilassamento psicofisico, ho prescritto al signor RI 1 della musicoterapia (eventualmente egli potrebbe trarre da ciò benefici, con una (melodia?) monocorde riposante). Rimarrò a sua disposizione anche per successivi colloqui.","(vedi traduzione allegata, doc. I).","Apparirà al Tribunale evidente la superficialità con cui l'analisi della situazione del ricorrente sia stata condotta, in totale assenza di accertamenti obiettivi e strumentali, e dell'inadeguatezza dei rimedi consigliati.","In modo del tutto immotivato controparte afferma che la documentazione medica presentata dal ricorrente successivamente al provvedimento del 17.03.2003 non apporta nulla di \"nuovo\" rispetto ai fatti conosciuti precedentemente.","Tale affermazione, non supportata da plausibili spiegazioni, non tiene conto del fatto che la patologia lamentata dal ricorrente può essere valutata compiutamente, nella sua manifestazione e nella ricollegabilità causale, solo con il passare del tempo.","Del resto, vorrà controparte spiegare il significato di quel suo trincerarsi dietro la generica affermazione che la documentazione medica non apporta nulla di \"nuovo\". Ma che cosa è il \"nuovo\"?","Tutto ciò rende ancor più necessario l'esperimento di una perizia medica così come richiesto sin dal ricorso introduttivo.\" (Doc. V).","1.8. L'CO 1, il 10 febbraio 2005, ha in particolare indicato che con la documentazione allegata al suo scritto del 28 dicembre 2004, il ricorrente non ha apportato nulla di nuovo in merito a quanto da lui già sostenuto in precedenza e che quindi, avuto riguardo all'assenza di fatti e mezzi di prova nuovi, si riconferma pienamente nella propria posizione esposta con il memoriale di risposta (cfr. doc. VII).","1.9. Il doc. VII è stato trasmesso all'assicurato per conoscenza (cfr. doc. VIII)."}

{"in diritto","2.1. L'oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se la decisione formale del 17 marzo 2003 con cui l'CO 1 ha dichiarato estinto il proprio obbligo assicurativo a far tempo dal 7 aprile 2003 debba o meno essere oggetto di una revisione processuale o essere riconsiderata, come chiesto dall'assicurato.","2.2. Il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola, in particolare nel suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC).","L'ALC si applica alla presente fattispecie, visto che l'evento infortunistico è avvenuto il 2 ottobre 2002 (cfr. DTF 128 V 317 consid. 1b/bb nonché STFA del 12 marzo 2004 nella causa E., H 14/03, consid. 5).","Al riguardo va, tuttavia, osservato che il TFA in una sentenza del 9 agosto 2002 nella causa S. (C 357/01), pubblicata in DTF 128 V 318, ha deciso che, riservate le specifiche disposizioni contenute nell'ALC oppure negli atti normativi, ai quali fa riferimento l'ALC, da un lato, e i principi dell'equivalenza e dell'effettività, dall'altro, l'organizzazione della procedura si determina secondo il diritto svizzero.","In particolare l'Alta Corte ha rilevato:","\" (...)","c) Mangels einer einschlägigen gemeinschaftsrechtlichen bzw. für die Schweiz abkommensrechtlichen Regelung ist die Ausgestaltung des Verfahrens grundsätzlich Sache der innerstaatlichen Rechtsordnung. Dies erhellt zum einen daraus, dass Art. 11 APF, der sich auch auf die Anwendung der Verordnungen Nr. 1408/71 und Nr. 574/72 bzw. diesen gleichwertiger Vorschriften bezieht (Silvia Bucher, Die Rechtsmittel der Versicherten gemäss APF im Bereich der Sozialen Sicherheit, in: Rechtsschutz der Versicherten und der Versicherer gemäss Abkommen EU/CH über die Personenfreizügigkeit [APF] im Bereich der Sozialen Sicherheit, St. Gallen 2002, S. 87 ff., Rz 3), abgesehen von Mindestgarantien (innert angemessener Frist zu behandelnde \"Beschwerde\" bei der zuständigen Behörde; \"Berufung\" beim zuständigen nationalen Gericht; vgl. dazu z.B. Raymond Spira, L'application de l'Accord sur la libre circulation des personnes par le juge des assurances sociales, in: Bilaterale Abkommen Schweiz-EU [Erste Analysen], Basel 2001, S. 369 ff., S. 374 ff.) die Regelung des Verfahrens der innerstaatlichen Rechtsordnung überlässt (Klaus-Dieter Borchardt, Grundsätze des Rechtsschutzes gemäss APF, in: Rechtsschutz der Versicherten und der Versicherer gemäss Abkommen EU/CH über die Personenfreizügigkeit [APF] im Bereich der Sozialen Sicherheit, St. Gallen 2002, S. 49 ff., S. 55; Stephan Breitenmoser/Michael Isler, Der Rechtsschutz gemäss dem Personenfreizügigkeitsabkommen vom 21. Juni 1999 im Bereich der Sozialen Sicherheit, in: Die Durchführung des Abkommens EU/CH über die Personenfreizügigkeit [Teil Soziale Sicherheit] in der Schweiz, St. Gallen 2001, S. 197 ff., S. 210; Bettina Kahil-Wolff, Im APF nicht geregelte Fragen des Rechtsschutzes, in: Rechtsschutz der Versicherten und der Versicherer gemäss Abkommen EU/CH über die Personenfreizügigkeit [APF] im Bereich der Sozialen Sicherheit, St. Gallen 2002, S. 67 ff. [nachfolgend: Kahil-Wolff, Fragen], S. 74).","Zum andern entspricht dieser Grundsatz der Rechtsprechung des Gerichtshofes der Europäischen Gemeinschaften (nachfolgend: EuGH), wonach die Bestimmung der zuständigen Gerichte und die Ausgestaltung gerichtlicher Verfahren, die den Schutz der den Bürgern aus dem Gemeinschaftsrecht erwachsenden Rechte gewährleisten sollen, mangels einer einschlägigen gemeinschaftlichen Regelung Sache der innerstaatlichen Rechtsordnung der einzelnen Mitgliedstaaten ist (z.B. Urteil des EuGH vom 22. Februar 2001 in den verbundenen Rechtssachen C-52/99 und C-53/99, Office national des pensions [ONP] gegen Gioconda Camarotto und Giuseppina Vignone, Slg. 2001 S. I-1395 ff. [nachfolgend: EuGH-Urteil Camarotto und Vignone], Randnr. 21; Urteil des EuGH vom 21. Januar 1999 in der Rechtssache C-120/97, Upjohn Ltd gegen The Licensing Authority established by the Medicines Act 1968 u.a., Slg. 1999 S. I-223 ff. [nachfolgend: EuGH- Urteil Upjohn], Randnr. 32). Die Gestaltungsfreiheit der Mitgliedstaaten ist allerdings nach der Praxis des EuGH dahin eingeschränkt, dass die Modalitäten nicht weniger günstig sein dürfen als bei gleichartigen Verfahren, die das innerstaatliche Recht betreffen (Grundsatz der Gleichwertigkeit), und nicht so ausgestaltet sein dürfen, dass sie die Ausübung der durch die Gemeinschaftsrechtsordnung verliehenen Rechte praktisch unmöglich machen oder übermässig erschweren (Grundsatz der Effektivität) (z.B. EuGH- Urteil Camarotto und Vignone, Randnrn. 21 und 40; EuGH- Urteil Upjohn, Randnr. 32).","Der Grundsatz der Gleichwertigkeit gilt aufgrund von Art. 2 APF (Nichtdiskriminierung) ohne weiteres auch für die Schweiz (vgl. auch Borchardt, a.a.O., S. 55). Auch der vom EuGH entwickelte Grundsatz der Effektivität lässt sich auf das APF übertragen; denn mit der Rechtsschutzgarantie des Art. 11 APF kann nur ein effektiver Rechtsschutz gemeint sein (vgl. Bucher, a.a.O., Rz 88 am Ende; Kahil- Wolff, Fragen, S. 75). Eine andere Lösung wäre auch unter dem Gesichtspunkt der Gegenseitigkeit fragwürdig, weil die EU-Mitgliedstaaten bei der Ausgestaltung ihres Verfahrens nicht nur im Anwendungsbereich z.B. der Verordnung Nr. 1408/71, sondern der gesamten Gemeinschaftsrechtsordnung, zu der auch Assoziierungsabkommen mit Drittstaaten wie das APF (siehe zur Qualifikation des APF als Assoziierungsabkommen Breitenmoser/Isler, a.a.O., S. 200; Bettina Kahil-Wolff, L'accord sur la libre circulation des personnes Suisse-CE et le droit des assurances sociales, in: SJ 2001 II S. 81 ff., S. 83; Bettina Kahil-Wolff/Robert Mosters, Struktur und Anwendung des Freizügigkeitsabkommens Schweiz/EG, in: Die Durchführung des Abkommens EU/CH über die Personenfreizügigkeit [Teil Soziale Sicherheit] in der Schweiz, St. Gallen 2001, S. 9 ff., S. 19) gehören (z.B. Urteil des EuGH vom 15. Juni 1999 in der Rechtssache C-321/97, Ulla-Brith Andersson und Susanne Wåkerås-Anders- son gegen Svenska staten [Schwedischer Staat], Slg. 1999 S. I-3551 ff., Randnr. 26), die Rechtsprechung des EuGH zur Effektivität zu beachten haben. Dabei kann dahingestellt bleiben, ob der Grundsatz der Effektivität zu den für die Anwendung des Abkommens herangezogenen Begriffen des Ge- meinschaftsrechts gehört, für deren Auslegung nach Art. 16 Abs. 2 APF die einschlägige Rechtsprechung des EuGH zu be- rücksichtigen ist, ist es doch den schweizerischen Behörden jedenfalls nicht verwehrt, diese Rechtsprechung autonom nachzuvollziehen.","d) Nach dem Gesagten beurteilt sich unter dem Vorbehalt der Grundsätze der Gleichwertigkeit und der Effektivität nach schweizerischem Recht, ob die Verordnungen Nr. 1408/71 und Nr. 574/72 bzw. das Abkommensrecht - erforderlichenfalls bei Vorliegen eines entsprechenden Antrags - in einem gerichtlichen Beschwerdeverfahren, das eine vor Inkrafttreten des neuen Rechts ergangene Verwaltungsverfügung betrifft, für den Zeitraum ab Inkrafttreten des APF anzuwenden sind.","Dass sich gerade die hier interessierende Frage des im gerichtlichen Beschwerdeverfahren anwendbaren Rechts im angeführten Sinne grundsätzlich nach innerstaatlichem Recht beurteilt, wird bestätigt durch das nach der am 21. Juni 1999 erfolgten Unterzeichnung des APF ergangene (vgl. Art. 16 Abs. 2 APF) EuGH-Urteil Camarotto und Vignone. Dieses betrifft den für die Schweiz zwar nicht relevanten (vgl. Anhang II Abschnitt A Ziff. 1 Anpassung a APF), aber mit Art. 94 Abs. 5 bis 7 und Art. 95 Abs. 5 bis 7 der Verordnung vergleichbaren (vgl. für Art. 94 Urteil des EuGH vom 28. Juni 2001 in der Rechtssache C-118/00, Gervais Larsy gegen Institut national d'assurances sociales pour travailleurs indépendants [Inasti], Slg. 2001 S. I-5063 ff., Randnr. 48 in Verbindung mit Randnr. 29) Art. 95a Abs. 4 bis 6 der Verordnung Nr. 1408/71, in welchem ebenso wie in den Abs. 4 bis 7 der Art. 94 und 95 von einem Antrag die Rede ist. Nach diesem Urteil bestimmt unter Vorbehalt der Grundsätze der Gleichwertigkeit und der Effektivität das innerstaatliche Recht, ob ein Antrag im gerichtlichen Beschwerdeverfahren gestellt werden kann oder ob ein solcher trotz hängigen Beschwerdeverfahrens bei der Verwaltung eingereicht werden muss. Damit ist es auch dem nationalen Recht anheim gestellt, ob das neue Recht für die Zeit ab seinem Inkrafttreten im Beschwerdeverfahren vom Gericht anzuwenden ist oder ob diesbezüglich eine neue Verwaltungsverfügung ergehen muss. (...)\" (DTF 128 V 315","consid. 1)","Tale principio è stato ribadito nella sentenza del 27 gennaio 2004 nella causa P. (I 474/03), pubblicata in DTF 130 V 132, in cui la nostra Massima Istanza ha, segnatamente, stabilito che per quanto concerne il calcolo dei termini, visto che l'ALC non prevede nulla in merito, si applicano le norme del diritto svizzero e non quelle di procedura spagnole, anche se l'assicurato al quale era stata rifiutata la revisione di una rendita di invalidità si trovava in Spagna.","Per quanto concerne la riconsiderazione e la revisione processuale delle decisioni amministrative, l'ALC non contempla delle disposizioni in merito, per cui tornano applicabili le norme di diritto svizzero.","Inoltre, per inciso è utile precisare che per quanto attiene all'assicurazione contro gli infortuni, i presupposti materiali per stabilire se e a quali prestazioni assicurative ha diritto l'assicurato a seguito dell'infortunio del 2 ottobre 2002 si determinano in ogni caso secondo il diritto svizzero.","Infatti, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai loro famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA dell'11 gennaio 2005 nella causa D., U 271/03, consid. 1.3.). Così, in virtù dell'art. 53 del Regolamento, le prestazioni che il lavoratore frontaliero, vittima di un infortunio sul lavoro, può anche richiedere nel territorio dello Stato competente - vale a dire dello Stato membro sul cui territorio si trova l'istituzione competente (art. 1 lett. q del Regolamento) - sono erogate dall'istituzione competente secondo le disposizioni della legislazione di tale Stato come se l'interessato risiedesse in quest'ultimo.","Orbene, l'istituzione competente, alla quale, conformemente all'art. 1 lett. o punto i del Regolamento, RI 1 era assicurato al momento della domanda di prestazioni, è l'CO 1, l'assicurato in questione trovandosi, nel momento determinante, ad esercitare un'attività subordinata in territorio elvetico ed essendo, di conseguenza, assoggettato alla legislazione di tale Stato (art. 13 n. 2 lett a Regolamento; cfr., pure, STFA del 15 aprile 2004 nella causa F., U 76/03, consid. 1.3. e riferimenti dottrinali ivi menzionati).","Di conseguenza, in concreto, torna applicabile unicamente l'ordinamento svizzero in relazione sia alla riconsiderazione e alla revisione delle decisione, che alle norme di diritto materiale relative all'assicurazione infortuni eventualmente applicabili.","2.3. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA, la quale ha modificato numerose disposizioni contenute nella LAINF.","Le norme di procedura, in linea di principio, entrano immediatamente in vigore (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., p. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 p. 316 consid. 3b). Tali disposizioni si applicano, pertanto, a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003.","Per quanto attiene, invece, alle norme di diritto materiale, determinanti, nel diritto delle assicurazioni sociali, sono quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).","Nel caso in esame sia la domanda di riapertura della propria pratica da parte dell’CO 1 formulata dall'assicurato, che i referti medici su cui si fonda sono posteriori all’entrata in vigore della LPGA.","Di conseguenza, in casu, tornano applicabili le disposizioni di diritto procedurale e materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003.","Giova, comunque, evidenziare che per quanto riguarda la riconsiderazione e la revisione processuale di decisioni amministrative cresciute in giudicato formale, l'art. 53 LPGA ha concretizzato i principi, validi in merito, riconosciuti da lunga data dalla giurisprudenza (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K 147/03, consid. 5.3 in fine; STFA del 22 Marzo 2004 nella causa M., U 149/03, consid. 1.2.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid. 1.2.).","2.4. L'art. 53 LPGA prevede che:","\" Le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l’assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza.","(cpv. 1)","L'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza. (cpv. 2)","L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso. (cpv. 3)\"","Come visto al considerando precedente, i principi relativi alla riconsiderazione e alla revisione processuale sviluppati dalla giurisprudenza precedentemente alla LPGA, sono stati concretizzati all'art. 53 LPGA.","Conformemente ad un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali, l'amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28 novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T., C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M., C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6 luglio 2001 nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV Nr. 5, pag. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, pag. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N. 37, pag. 247; DLA 2000 N. 40, pag. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti,).","Dalla riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni amministrative.","In questo caso l'amministrazione deve procedere a una revisione processuale se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T., C 81/03; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99; DTF 127 V 466, consid. 2c, pag. 469 e la giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80).","In particolare, secondo costante giurisprudenza federale, nuove vanno considerate quelle circostanze che si sono realizzate fino al momento in cui, nel procedimento principale, allegazioni di fatto sarebbero ancora state lecite, ma che tuttavia, nonostante sufficiente attenzione e senza colpa, erano sconosciute all'istante (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; DLA 1995, pag. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.).","Inoltre, i fatti nuovi devono essere rilevanti, ovvero essere idonei a modificare la base fattuale della decisione e a condurre, attraverso un appropriato apprezzamento giuridico, ad una diversa decisione (DTF 110 V 141 consid. 2, 293 consid. 2a; RAMI 1991 K 855, p. 16; A. Grisel, Traité de droit administratif, Vol. II, Neuchâtel 1984, p. 942ss.; U. Kieser, ATSG Kommentar, 2003, ad art. 53, n. 10).","Relativamente alle nuove prove, va puntualizzato che l'art. 53 cpv. 1 LPGA non fa menzione del fatto che esse debbano essere rilevanti. Ciò si spiega ponendo mente alla circostanza che, alla luce dei quesiti fattuali spesso complessi, il criterio della rilevanza dei mezzi di prova spesso è difficile da chiarire (U. Kieser, op. cit., 2003, ad art. 53, n. 11).","I nuovi mezzi di prova devono comunque essere tali da provare fatti nuovi importanti che fondano la revisione o fatti che erano conosciuti nel procedimento precedente, ma che non hanno potuto essere provati a detrimento dell'istante. Se i nuovi mezzi di prova sono destinati a provare fatti già allegati anteriormente, il richiedente deve dimostrare di non aver potuto produrli nella precedente procedura.","Un mezzo di prova è considerato come concludente, qualora si debba ammettere che avrebbe condotto ad una diversa decisione, nel caso in cui l'assicuratore ne avesse avuto conoscenza nella procedura amministrativa (STFA del 13 aprile 1993 nella causa G. P.).","In sostanza, il nuovo mezzo di prova non deve solo servire ad apprezzare i fatti ma pure ad accertarli (DTF 110 V 141, consid. 2). Non è pertanto sufficiente, ad esempio, che una nuova perizia valuti in modo diverso una determinata fattispecie. Occorrono, piuttosto, nuove circostanze, che facciano apparire oggettivamente incompleta la base su cui si fonda la precedente decisione. Per la revisione di una decisione non basta che, successivamente, il perito tragga, da fatti già conosciuti, delle conclusioni differenti. Non costituisce neppure motivo di revisione la circostanza che siano stati forse valutati in modo errato fatti già conosciuti nella procedura principale. Occorre piuttosto che l'apprezzamento non corretto sia avvenuto poiché fatti determinanti ai fini del giudizio erano sconosciuti o rimasti non provati.","In una sentenza del 15 ottobre 2001, pubblicata in DTF 127 V 353 il TFA ha così riassunto quanto appena esposto:","\" (...)","b) Sont \"nouveaux\" au sens de l'art. 137 let. b OJ, les faits qui se sont produits jusqu'au moment où, dans la procédure principale, des allégations de faits étaient encore recevables, mais qui n'étaient pas connu du requérant malgré toute sa diligence. En outre, les faits nouveaux doivent être importants, c'est-à-dire qu'ils doivent être de nature à modifier l'état de fait qui est à la base de l'arrêt entrepris et à conduire à un jugement différent en fonction d'une appréciation juridique correcte. Les preuves, quant à elles, doivent servir à prouver soit les faits nouveaux importants qui motivent la révision, soit des faits qui étaient certes connus lors de la procédure précédente, mais qui n'avaient pas pu être prouvés, au détriment du requérant. Si les nouveaux moyens sont destinés à prouver des faits allégués antérieurement, le requérant doit aussi démontrer qu'il ne pouvait pas les invoquer dans la procédure précédente. Une preuve est considérée comme concluante lorsqu'il faut admettre qu'elle aurait conduit le juge à statuer autrement s'il en avait eu connaissance dans la procédure principale. Ce qui est décisif, c'est que le moyen de preuve ne serve pas à l'appréciation des faits seulement, mais à l'établissement de ces derniers. Ainsi, il ne suffit pas qu'un nouveau rapport médical donne une appréciation différente des faits; il faut des éléments de fait nouveaux, dont il résulte que les bases de la décision entreprise comportaient des défauts objectifs. Pour justifier la révision d'une décision, il ne suffit pas que le médecin ou expert tire ultérieurement, des faits connus au moment du jugement principal, d'autres conclusions que le tribunal. Il n'y a pas non plus motif à révision du seul fait que le tribunal paraît avoir mal interprété des faits connus déjà lors de la procédure principale. L'appréciation inexacte doit être la conséquence de l'ignorance ou de l'absence de preuve de faits essentiels pour le jugement (ATF 110 V 141 consid. 2 et 293 consid. 2a, 108 V 171 consid. 1; voir aussi ATF 121 IV 322 consid. 2, 118 II 205 consid. 5).\" (DTF 127 V 353 consid. 5b)","Al riguardo cfr. pure la STFA del 29 novembre 2002 nella causa B., I 339/01, pubblicata in RDAT I-2003 N.69.","2.5. In una sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 191, p. 145ss., il TFA - confermando una sua precedente inedita pronunzia (STFA del 3 dicembre 1992 nella causa W.) - ha stabilito che la revisione processuale di decisioni amministrative è ammessa soltanto entro i termini determinanti per la revisione di una decisione su ricorso (art. 67 cpv. 1 e 2 PA): 90 giorni dalla scoperta del motivo di revisione ma, al più tardi, entro 10 anni dalla notificazione della decisione su ricorso (cfr., pure, A.","Rumo-Jungo, Die Instrumente zur Korrektur der Sozialversicherungsverfügung, in R. Schaffauser/F. Schlauri (Hrsg.), Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 291).","La nostra Massima Istanza ha rammentato tale prassi in una sentenza del 24 ottobre 2003 nella causa D. (U 325/02), in cui ha confermato la precedente sentenza di questa Corte che aveva respinto il ricorso di un assicurato inoltrato contro una decisione su opposizione di un assicuratore LAINF che, da un lato, aveva ritenuto tardive tre domande di revisione inoltrate dopo dieci anni dall'emissione di una decisione con cui l'Istituto assicuratore aveva dichiarato estinto il proprio obbligo contributivo, e, dall'altro lato, aveva considerato che le domande di revisione interposte prima del termine di dieci anni erano state evase con delle decisioni informali le quali, in assenza di una reazione tempestiva da parte dell'assicurato, erano cresciute in giudicato.","Il TFA, al riguardo, ha precisato:","\" (...) rammentando la prassi vigente in materia (RAMI 1994 no. U 191","pag. 145), l'autorità giudiziaria cantonale ha esposto come, giusta l'art. 67 PA - che esprime un principio generale valido anche per la revisione di decisioni rese da autorità amministrative la cui procedura non è retta dalla PA -, la domanda di revisione debba essere presentata al più tardi entro dieci anni dalla notificazione della decisione (cpv. 1), eccezion fatta per i casi in cui sulla decisione abbiano influito un crimine o un delitto oppure qualora la Corte europea dei diritti dell'uomo o il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa abbiano accolto un ricorso individuale per violazione della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) o dei suoi protocolli e la riparazione sia possibile soltanto mediante una revisione (art. 67 cpv. 2 e 66 cpv. 1 lett. a e b PA), nel caso di specie, non realizzandosi pacificamente un motivo di cui all'art. 66 cpv. 1 lett. a e b PA, la Corte cantonale ha giustamente rilevato che le domande di revisione 18 aprile 1994, 1° ottobre 1996 e 11 dicembre 2001, poste a fondamento della decisione su opposizione in lite del 9 luglio 2002, sono state presentate dall'interessato fuori tempo massimo, ossia oltre il termine decennale di cui all'art. 67 cpv. 1 PA, in concreto giunto a scadenza nel febbraio 1992, vanamente il ricorrente cerca di invocare un motivo di interruzione del termine decennale a dipendenza del fatto che, già prima del febbraio 1992, egli avrebbe formulato simili richieste, evase dall'assicuratore infortuni con decisioni informali, a tal proposito, sempre nella citata sentenza pubblicata in RAMI 1994 no. U 191 pag. 145, confermata anche in seguito (cfr. per esempio sentenza del 29 novembre 2000 in re A., U 353/00, consid. 2), questa Corte ha precisato che il termine decennale di cui all'art. 67 cpv. 1 PA è suscettibile di eventualmente essere interrotto soltanto in presenza di una richiesta formalmente valida, che in particolare indichi il motivo di revisione e la sua tempestività (art. 67 cpv. 3 PA), in concreto, le richieste di riapertura della pratica formulate prima del febbraio 1992 non adempivano le condizioni minime formali per essere trattate come valide domande di revisione, così, da un esame degli atti, si osserva che esse o già difettavano della necessaria forma scritta (art. 67 cpv. 1 PA) - come è il caso per le richieste del 1984 e del 1988 allorché D._ si presentò per discutere il suo caso presso gli uffici del servizio sociale cantonale, rispettivamente presso l'agenzia INSAI di Bellinzona - o comunque risultavano prive della necessaria motivazione, come si deve in particolare constatare per la domanda del 1985 - allorché l'interessato, consegnando una lettera del parroco di V._, si presentò dal dott. M._, che nel 1982 aveva reso per l'INSAI la valutazione sanitaria poi posta a fondamento della relativa decisione, dichiarando di soffrire degli stessi disturbi e di desiderare una cura - e per quella del 1988, allorché il ricorrente semplicemente rimise, senza formalità e motivazione alcuna, della documentazione medica, peraltro pressoché illeggibile, ai responsabili dell'INSAI, medesimo discorso deve infine valere anche per la richiesta del 15 novembre 1990, la quale, al pari di quelle precedenti, oltre a non indicare il motivo di revisione e ad evidenziare gli stessi disturbi, rimaneva totalmente silente sul tema della sua tempestività, non potendo pertanto qualificare le richieste presentate prima del febbraio 1992, gravemente lacunose dal profilo formale, quali valide istanze di revisione ai sensi della legge, si deve ritenere che esse ben difficilmente avrebbero potuto interrompere il termine decennale di cui all'art. 67 cpv. 1 PA, per il resto, come rilevato dalla precedente istanza, le decisioni informali (datate 11 luglio 1984, 11 novembre 1985, 30 settembre 1988 e 16 maggio 1991), emesse dall'ente assicuratore opponente in risposta alle succitate domande e mediante le quali l'ente assicuratore aveva negato l'esistenza di nuovi elementi di giudizio tali da giustificare un riesame della vertenza, sono comunque cresciute in giudicato dal momento che l'assicurato non ha, entro un congruo termine d'esame e di riflessione, manifestato il proprio dissenso con la soluzione adottata dall'amministrazione e non ha preteso l'emanazione di una decisione formale (DTF 126 V 24 consid. 4b, 122 V 369 consid. 3; cfr. anche sentenza del 14 luglio 2003 in re N., C 7/02, consid. 3, nel cui ambito il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che, di principio, un atto amministrativo informale avente però carattere di decisione sostanziale dev'essere impugnato mediante ricorso entro 90 giorni), stante quanto precede, le ulteriori censure di ordine sostanziale sollevate dal ricorrente si appalesano irrilevanti a fini del giudizio.\" (STFA del 24 ottobre 2003 nella causa D., U 325/02)","I termini citati sono applicabili anche successivamente all'entrata in vigore della LPGA. Infatti, benché l'art. 53 LPGA non li preveda espressamente, resta determinante quanto stabilito dall'art. 67 cpv. 1 e 2 PA, alla cui legge, del resto, rinvia l'art. 55 LPGA per quanto concerne le regole particolari di procedura non fissate in modo esaustivo nella LPGA o nelle singole leggi (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 53, n. 16).","2.6. L'assicurato, davanti al TCA, ha censurato il rifiuto da parte dell'Istituto assicuratore convenuto di riconsiderare la propria decisione del 17 marzo 2003, allegando che, siccome dalla documentazione medica prodotta risulta in modo inequivocabile, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, che i disturbi fisici e psichici di cui soffre sono in relazione di causalità naturale e adeguata con l'evento traumatico dell'ottobre 2002, il provvedimento menzionato è manifestamente errato e la relativa rettifica ha una notevole importanza (cfr. doc. I; consid. 1.5.).","A tale riguardo va indicato che la giurisprudenza ha precisato che l'amministrazione non può essere obbligata a procedere a una riconsiderazione di una decisione cresciuta in giudicato formale né dall'amministrato né dal giudice. Non sussiste dunque una pretesa alla riconsiderazione che possa essere fatta valere in giustizia. Conseguentemente le decisioni di non entrata nel merito di una domanda di riconsiderazione, di massima, non sono impugnabili (cfr. DTF 117 V 12 consid. 2a e i riferimenti ivi citati; cfr. pure DTF 119 V 479 consid. 1b/cc; STFA del 29 novembre 2002 nella causa B., I 339/01, consid. 2.1., pubblicata in RDAT I-2003 N.69; STFA del 14 luglio 2003 nella causa N., C 7/03, consid. 2.1.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G, I 133/04, consid. 1.2.).","A quest'ultimo proposito Kieser puntualizza:","\" Der Entscheid über die Vornahme der Wiedererwägung ist in das Ermessen des Versicherungsträgers gestellt (so BB1 1991 II 262). Damit wird die bisherige Rechtsprechung weitergeführt, welche betont hat, dass ein - gerichtlich durchsetzbarer - Anspruch auf eine Wiedererwägung nicht besteht (vgl. BGE 106 V 79; Kritik bei KIESER, Verwaltungsverfahren, Rz. 611 f.). Immerhin hat aber der Versicherungsträger den Entschied über die Vornahme der Wiedererwägung willkürfrei und unter Beachtung des Gebotes der Rechtsgleichheit zu fällen (dazu JACOBI, Anspruch auf Wiedererwägung, 479 f., der festhält, dass der Versicherungsträger bei seinem Entscheid die verfassungsmässigen Prinzipien zu beachten hat).\" (U. Kieser, op, cit., ad art. 53 n. 22)"}