Decision ID: 751cfb65-25ca-514a-abfb-76613343eba4
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto in fatto
che nell’ambito di una promozione immobiliare sulle part. _e _RFD di _, il _ ha concesso alla _ un finanziamento di fr. 5’950’000.- in due tappe, e meglio fr. 2’950’000.- per l’acquisto dei terreni e fr. 3’000’000.- per la loro edificazione;
che, a garanzia del mutuo concesso, la banca ha chiesto ed ottenuto dalla società la messa in pegno di tutta una serie di cartelle ipotecarie al portatore per un valore nominale di pari importo;
che, per meglio cautelarsi, la banca ha pure ottenuto che il credito di costruzione di fr. 3’000’000.- fosse inoltre assistito da un pagherò a vista, al suo nome e domicilio, di fr. 1’000’000.-, firmato dalla società _ ed avallato dal signor _ (doc. C);
che è stato altresì pattuito (doc. C) che le cartelle ipotecarie nonché il pagherò servivano a garantire anche il credito di fr. 2’950’000.- concesso in precedenza per l’acquisto dei terreni (doc. B);
che il 23 dicembre 1993 la banca ha comunicato a _, con copia per conoscenza al signor _, la disdetta delle predette relazioni bancarie, avvertendo nel contempo che, oltre all’esecuzione delle garanzie ipotecarie, avrebbe provveduto nei confronti dell’avallante mediante la messa in circolazione del vaglia cambiario di fr. 1’000’000.- (doc. D);
che il 17 gennaio 1994 il _ ha fatto spiccare nei confronti di _ il PE N. _dell’UE di Lugano di fr. 1’000’000.- oltre interessi, cui l’escusso ha interposto opposizione;
che con sentenza 11 aprile 1994 il Pretore del distretto di Lugano, Sezione 5, ha rigettato in via provvisoria l’opposizione al PE per la somma di fr. 1’000’000.- oltre interessi al 5% dal 11 gennaio 1994 (doc. A);
che con petizione 29 aprile 1994 _ ha chiesto il disconoscimento del debito, sostenendo che il vaglia cambiario era stato dato in pegno assieme alle cartelle ipotecarie e che lo stesso era stato emesso allo scopo di garantire solo l’eventuale scoperto che avrebbe potuto risultare dalla realizzazione forzata dei fondi;
che di conseguenza, a suo dire, la banca convenuta prima di poter usufruire del vaglia doveva entrarne in proprietà e quindi avrebbe dovuto dapprima procedere, anche per il vaglia, con la procedura di realizzazione;
che in ogni caso, sempre a suo dire, si sarebbe dovuto attendere l’esito della procedura di realizzazione dei fondi, per sapere se eventualmente vi fosse o meno uno scoperto da coprire;
che con la risposta di causa il _ si è opposto alla petizione, facendo notare che il vaglia cambiario costituisce un riconoscimento di debito astratto, per cui le argomentazioni di controparte, oltre che infondate, sarebbero del tutto ininfluenti;
che con istanza 12 luglio 1995, ad istruttoria ormai terminata, la convenuta ha chiesto che controparte fosse astretta a versare una cauzione processuale ai sensi dell’art. 153 CPC, rilevando come l’attore, al beneficio di ben 7 attestati di carenza beni, fosse indigente;
che con istanza 1° settembre 1995 l’attore ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria;
che, a questo proposito, egli ha osservato che la sua situazione economica era disastrata e sicuramente tale da non consentirgli di versare gli acconti richiesti; che inoltre, a questo stadio della lite, sarebbe stato assurdo respingere tale richiesta, dato che un suo eventuale diniego avrebbe dovuto essere giustificato con un “fumus boni iuris” che non lascerebbe speranze nella causa di merito;
che con osservazioni 13 settembre 1995 la convenuta si è opposta alla richiesta di assistenza giudiziaria, rilevando come la causa, a maggior ragione a questo stadio della lite, non avrebbe alcuna reale possibilità di essere accolta;
che con decreto 30 ottobre 1995 il Pretore ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria, asserendo che l’attore nell’ambito della domanda qui in esame si sarebbe limitato a sostenere di non essere in grado di far fronte alle spese della causa “non per cattiva volontà sua, ma per la grave crisi economica che ha colpito segnatamente il settore immobiliare”;
che, a suo parere, quindi, l’affermazione dell’attore riguardo alla sua situazione finanziaria sarebbe rimasta allo stadio di puro parlato, l’attore essendosi perfino astenuto dal produrre il certificato municipale per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria, certificato che comunque, anche se con preavviso favorevole del Municipio, da solo ancora non darebbe automaticamente diritto al beneficio di cui all’art. 155 CPC;
che con atto di appello con domanda di assistenza giudiziaria per la procedura ricorsuale del 10 novembre 1995 l’attore chiede la riforma della querelata decisione nel senso di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria o in subordine di rinviare gli atti alla Pretura per un nuovo giudizio dopo l’esperimento di altri accertamenti; il tutto, con la protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado;
che egli afferma che la sua insolvenza risultava chiaramente dagli atti, in particolare dal doc. H (allegato alla domanda di cauzione) ed era stata parimenti riconosciuta dalla controparte, la quale a sua volta e proprio per quel motivo aveva formulato la predetta istanza di cauzione;
che d’altro canto, se era vero che egli non aveva prodotto il certificato municipale per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria, tale circostanza sarebbe irrilevante, essendo pacifico come lo stesso non sia determinante, avendo semmai solo il carattere di un indizio;
che il Pretore avrebbe quindi misconosciuto la situazione concreta, tanto più che inoltre, per legge, l’esistenza del presupposto dell’indigenza doveva essere esaminata d’ufficio;
che in ogni caso gli argomenti relativi al fumus boni iuris sarebbero improponibili, in quanto la causa si trovava ormai allo stadio di dibattimento finale esperito;

considerando in diritto
che giusta l’art. 155 CPC le persone che giustifichino di non essere in grado di sopperire alle spese della lite possono ottenere l’assistenza giudiziaria;
che, contrariamente a quanto ritenuto dall’appellante, la circostanza per cui la causa si trovi allo stadio conclusivo non può evidentemente implicare eo ipso l’accoglimento della domanda di assistenza giudiziaria, dato che tale conseguenza non è prevista dalla legge;
che l’art. 156 CPC prescrive infatti che la stessa possa essere richiesta ad ogni stadio della causa, ma non assicura evidentemente la sua concessione nel caso in cui la richiesta venga formulata nella fase finale della vertenza;
che al contrario la stessa può essere concessa solo se sono dati i presupposti di cui all’art. 155 e segg. CPC, ovvero l’esistenza di uno stato di indigenza da parte del richiedente e la verosimiglianza di buon fondamento della causa;
che per costante giurisprudenza esiste indigenza, requisito per ottenere l’assistenza giudiziaria, quando i mezzi di cui dispone la parte interessata non bastano manifestamente alle esigenze elementari della normale sussistenza del richiedente e delle persone che sono a suo carico, tenendo conto della situazione economica dell’obbligato nel suo complesso, senza operare distinzioni aprioristiche tra reddito e patrimonio (DTF 119 Ia 12; Rep. 1983 p. 118, 1970 p. 67; IICCA 19 giugno 1995 in re F./B., 26 ottobre 1994 in re G. SA/S., 10 gennaio 1994 in re F./U.);
che la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare che il giudizio sull’esistenza dei presupposti dell’assistenza giudiziaria ed in particolare dell’indigenza può basarsi su una semplice verosimiglianza, evitando cosi uno schematismo esagerato (DTF 106 Ia 83 e ICCTF 5 febbraio 1987 in re Gandolfi);
che di principio vi è motivo di riconoscere tale presupposto nel caso in cui l’istante risulta essere privo di reddito e di sostanza imponibili fiscalmente, se è oberato da debiti, oppure se a suo carico vi sono attestati di carenza beni e numerose esecuzioni in corso, anche per importi modesti (IICCA 10 gennaio 1994 in re F./U.);
che nel caso di specie la motivazione con cui il Pretore ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria, ritenendola in sostanza non sufficientemente comprovata, non può essere condivisa;