Decision ID: dbee09b6-8fba-5da1-b43f-f76913e50b77
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1957, di professione aiuto cucina, è stata posta al beneficio di una mezza rendita dal 1° dicembre 1996 (cfr. decisione 12 novembre 1998 in doc. AI 47).
Con decisione 11 luglio 2002 l’Ufficio AI, a seguito di una procedura di revisione, le ha accordato una rendita intera dal 1° agosto 2000, per un grado d’invalidità del 70% (doc. AI 114).
Con comunicazione 21 agosto 2003 la rendita intera è stata confermata (doc. 123).
1.2. Avviata nel settembre 2007 una revisione d’ufficio della rendita, dopo aver esperito due perizie multidisciplinari SAM e richiesto delle prese di posizione al proprio servizio medico (SMR), con decisione 18 febbraio 2013, preavvisata l’8 ottobre 2012, l’amministrazione ha ridotto la rendita da intera a mezza, avendo determinato un grado d’invalidità del 58% e togliendo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. AI 206).
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurata, per il tramite dell’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso, po-stulando il riconoscimento di un grado d’invalidità di almeno il 71% con conseguente ripristino del diritto alla rendita intera. Sostanzialmente contesta la valutazione psichiatra, parte della perizia multidisciplinare, ed in particolare l’asserito miglioramento delle condizioni di salute, chiedendo l’allestimento di una perizia giudiziaria. Parimenti contestata è la determinazione del reddito da invalido. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, fatta esaminare dal SMR la documentazione medica allegata al ricorso – il quale ha concluso per la non presenza di un duraturo miglioramento dello status valetudinario rispetto al 2002 – ha proposto il ripristino della rendita intera (per un grado d’invalidità del 70%) e, di conseguenza, l’accoglimento del ricorso.
1.5. Invitato dal TCA a prendere posizione in merito alla risposta di causa, con scritto 3 giugno 2013 l’insorgente ha chiesto che il Tribunale entri nel merito del ricorso e che, previo allestimento di una nuova perizia pluridisciplinare, riconosca un grado d’invalidità di almeno il 71% (VIII).
Con osservazioni 10 giugno 2013 – seguite da altre osservazioni da parte della ricorrente (XII) – l’Ufficio AI ha preso posizione in merito al succitato scritto (X),
Infine, il 10 ottobre 2013 la ricorrente ha inviato un nuovo scritto (XIV).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
2.2. In relazione allo scritto 10 settembre 2013 del legale dell’as- sicurata, in cui fra l’altro si è chiesto il motivo per cui l’amministrazione non abbia nel frattempo annullato la decisione contestata nonostante con la risposta di causa abbia proposto l’accoglimento del ricorso (cfr. consid. 1.5), va in primo luogo ricordato che a norma dell'art. 6 cpv. 1 Lptca l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata. Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al tribunale (art. 6 cpv. 2 Lptca). Quest'ultimo continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto della nuova decisione; se la stessa si fonda su elementi di fatto o di diritto notevolmente differenti, il giudice delegato assegna al ricorrente un termine di 10 giorni per prendere posizione (art. 6 cpv. 3 Lptca). Questa norma ricalca sostanzialmente l’art. 53 cpv. 3 LPGA che prevede che
“l’assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all’invio del suo preavviso all’autorità di ricorso”
(cfr. anche art. 58 PA)
.
In concreto,
prima
della risposta di causa (né successivamente) l’amministrazione non ha proceduto, in via di riconsiderazione, all’annullamento della decisione contestata, ma ha uni- camente proposto, vista la nuova documentazione medica agli atti, l’accoglimento del ricorso.
Nel merito
2.3.
Oggetto del contendere è la riduzione, in via di revisione, della rendita da intera a metà spettante all’assicurata.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46
). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84)
.
2.5.
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Per sapere se è intervenuta una modifica notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).
In una recente sentenza (9C_158/2012 del 5 aprile 2013) il TF ha rammentato che una riduzione o soppressione può essere adottata quando le circostanze di fatto (di natura valetudinaria e/o economica) rilevanti per il diritto alla rendita si sono modificate in maniera considerevole (cfr. DTF 130 V 343 consid. 3.5 pag. 349 con riferimenti). Secondo il principio dell’onere probatorio materiale, la situazione giuridica precedente deve permanere se una modifica rilevante della fattispecie non è dimostrabile con il grado di verosimiglianza preponderante (sentenza 9C_158/2012 del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV n. 18 pag. 181, 9C_418/2010, consid. 3.1; cfr. anche sentenza 9C_32/2012 del 23 gennaio 2013, consid. 2).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI; cfr. STF 9C_971/2009 del 14 giugno 2011 consid. 3.1).
Va evidenziato che l’art. 31 LAI, nel tenore vigore dal 1. gennaio 2012, che regola la riduzione o soppressione della rendita, stabilisce che se un assicurato che ha diritto a una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo reddito lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente all’articolo 17 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito supera 1500 franchi all’anno (cpv. 1).
Infine, l’art. 86
ter
OAI, in vigore dal 1. gennaio 2008, pone il principio secondo cui la revisione tiene conto unicamente della parte di miglioramento del reddito che non dipende dal rincaro.
2.6. Nella fattispecie concreta, come detto, con decisione 12 novembre 1998 l’assicurata è stata posta al beneficio di una mezza rendita, con effetto dal dicembre 1996.
Con decisione 11 luglio 2002 la rendita è stata aumentata ad intera, con effetto 1° agosto 2000, essendo stato accertato, mediante perizia multidisciplinare SAM del 3 gennaio 2002 (doc. AI 103), un peggioramento della componente psichiatrica (modifica della personalità nell’ambito di una sindrome postraumatica da stress: F 43.2, F 62.0) causante un’incapa-cità lavorativa del 70%.
Nell’ambito della presente procedura di revisione l’assicurata è stata peritata due volte dal SAM.
Dal referto 9 gennaio 2008 risulta una capacità lavorativa globale del 50%. Dal punto di vista psichiatrico, il dr. _, diagnosticata una sindrome somatoforme da dolore persistente (F 45.4) ed una sindrome depressiva ricorrente in episodio attuale lieve (F.33.0), aveva riscontrato un miglioramento del quadro psicopatologico valutando un’incapacità lavorativa del 40% (cfr. rapporto 22 aprile 2008 in doc. AI 143/28).
Nel 2012 l’assicurata è stata nuovamente vista dal SAM per aggiornare la situazione. Quest’ultimo, con referto 17 luglio 2012, ha ritenuto l’assicurata globalmente abile al lavoro nella misura del 40%, intesa come rendimento ridotto sull’arco di una giornata lavorativa (doc. AI 197). A livello psichiatrico, con rapporto 2 luglio 2012 il dr. _ ha riconosciuto un peggioramento con un impedimento psichiatrico del 50%. Confermando l’esistenza di una sindrome somatoforme da dolore persistente, lo specialista in psichiatria ha accertato un episodio attuale di gravità media in un contesto di sindrome depressiva ricorrente (doc. AI 197/30). Prendendo a fondamento la perizia medica, dopo il consueto raffronto dei redditi, con la decisone contestata l’amministrazione ha di conseguenza ridotto la rendita da intera a metà.
Con il ricorso l’assicurata ha prodotto nuova documentazione medica, tra cui il rapporto 27 marzo 2013 dello psichiatra curante. Riferendo di aver visto la paziente nei mesi di gennaio, febbraio e, da ultimo, il 18 marzo 2013, nonché di un tentativo di suicidio intervento il 23 febbraio 2013 presso la Clinica _ di _, il dr. _ ha valutato l’attuale episodio depressivo come grave (doc. L).
Esaminata la nuova documentazione, con annotazioni 14 maggio 2013 i dr. _ (specialista in medicina interna) e _ (specialista in psichiatra e psicoterapeuta) del SMR hanno concluso:
"
(...)
Dalle varie valutazioni reumatologiche non risulta un miglioramento della problematica reumatologica nel corso degli anni. Anzi a partire dal 2010 l'esigibilità lavorativa in attività abituale è scesa del 50% al 40%. La CL in attività adatta era stata valutata essere del 60% nella prima valutazione mentre nella seconda valutazione questa è salita al 100% in assenza però d'una modifica dello stato di salute (differente valutazione del medesimo danno alla salute).
Dalle ripetute valutazioni psichiatriche risulta un quadro fluttuante senza risoluzione duraturo del quadro psichiatrico (sindrome depressiva ricorrente). Un sostanziale e prolungato miglioramento rispetto alla valutazione peritale del 2001 non può essere definito in modo chiaro. L'attuale quadro psichiatrico conferma una evoluzione cronicamente negativo.
In conclusione non può essere identificato un sostanziale e prolungato miglioramento dello stato di salute rispetto allo status valetudinario presente nel 2002." (VI/bis)
Orbene, sulla scorta degli ultimi atti medici, a ragione l’Ufficio AI ha ritenuto che non vi è stata una rilevante modifica dello status valetudinario, nel senso di un miglioramento delle condizioni di salute rispetto alla situazione presente al momento della decisione 11 luglio 2002. Dal punto di vista temporale, conformemente alla giurisprudenza citata al consid. 2.5, deve essere infatti confrontata la situazione esistente al momento del decisione contestata (18 febbraio 2013) con quella vigente all’epoca della precedente decisione (11 luglio 2002). Non solo l’aspetto reumatologico del danno alla salute è peggiorato, ma anche quello psichiatrico.
In queste circostanze, non essendo dato motivo di revisione,
la riduzione della rendita intera non è giustificata, motivo per cui la stessa va ripristinata con effetto dal 1° aprile 2013 (secondo mese che segue la notifica della decisione impugnata; art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).
L’assicurata ha chiesto, mediante l’allestimento di una perizia multidisciplinare giudiziaria, che le sia riconosciuto un grado d’invalidità superiore al 70%, ma almeno del 71%, essendo l’attuale stato di salute peggiore di quello presente nel 2002 e
“... anche per evitare gli effetti sconvolgenti di un’eventuale revisione della rendita che fosse avviata solo per causa del grado d’invalidità
” (osservazioni 3 giugno 2013, VIII).
Al riguardo, nelle osservazioni 10 giugno 2013 l’Ufficio AI ha pertinentemente fatto riferimento al marginale 5002.2 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità avente il seguente tenore:
"
(...)
Per precedere a una revisione della rendita è necessario un cambiamento importante del grado d'invalidità. Tuttavia, in certi casi anche un cambiamento minimo può avere conseguenze sulla rendita (p.es. se il grado d'invalidità aumenta dal 59 al 60%, giustificando così il passaggio da una mezza rendita a tre quarti di rendita). In questi casi, anche un cambiamento minimo del grado d'invalidità può portare alla revisione della rendita (DTF 133 V 545). Se il cambiamento della situazione non incide di per sé sul diritto alla rendita, le condizioni per una revisione giusta l'articolo 17 capoverso 1 LPGA non sono adempiute (9C_223/2011)." (doc. X)
Del resto, va fatto presente che non sono state addotte né tantomeno dimostrate circostanze particolari che possano se del caso giustificare l’esistenza di un interesse legittimo ad accertare, come da richiesta, un grado d’invalidità di almeno il 71% (in luogo del 70% stabilito dall’amministrazione). Infatti, a
llorquando in discussione è il grado d’invalidità, l’interesse degno di protezione non è regolarmente riconosciuto se la chiesta modifica del grado d’invalidità non incide sul diritto alla prestazione dell’assicuratore sociale interessato (ad esempio la correzione del grado d’invalidità da 63 a 68%; cfr. SVR 2006 IV nr. 48; citato in Kieser, ATSG Kommentar, 2° edizione, ad. Art. 59 N. 7).
Siccome l’assicurata ha comunque diritto ad una rendita intera, non è necessario, in quanto irrilevante, dare seguito alla succitata richiesta probatoria.
In conclusione, visto quanto sopra, il ricorso va accolto e la decisione contestata annullata.
Vincente in causa, la ricorrente, patrocinata da un legale, ha diritto ad un'indennità per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett.g LPGA).
2.7. S
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.