Decision ID: 01147942-d120-5d88-9e78-7d3d674abddd
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
L’interessato, cittadino srilankese, di etnia tamil e con ultimo domicilio nella
(...) di C._, nell’omonimo distretto (sito nella Provincia del [...] dello
Sri Lanka), secondo le sue allegazioni, avrebbe lasciato il suo Paese d’ori-
gine il (...), legalmente, con il suo passaporto e munito di un visto d’espa-
trio, dall’aeroporto di D._ in direzione della E._. In seguito,
passando per l’F._, la G._ e l’H._, sarebbe giunto in
Svizzera il (...), presentandovi una domanda d’asilo in medesima data (cfr.
atti della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] A1/2 e
A5/11). Il (...) agosto 2017 il richiedente asilo avrebbe sostenuto un’audi-
zione sulle generalità (cfr. atto A5/11; di seguito: verbale 1), allorché invece
il (...) maggio 2018 il medesimo sarebbe stato questionato in particolare
sui suoi motivi d’asilo (cfr. atto A15/20; di seguito: verbale 2).
In sunto e per quanto qui di rilievo, il ricorrente ha motivato la sua domanda
d’asilo, riferendo come dalla fine del (...) sino al (...) avrebbe raccolto, sotto
costrizione, delle informazioni per le LTTE (acronimo in inglese per: “Libe-
ration Tigers of Tamil Eelam”) riguardo ai movimenti dei militari che avreb-
bero avuto dei campi militari attorno al (...) di proprietà della sua famiglia.
Dopo che altri (...) LTTE sarebbero stati arrestati e controllati, nonché uc-
cisi dai militari, nel (...) anche lui sarebbe stato arrestato, a seguito del
reperimento di una fotografia che lo avrebbe ritratto all’interno di materiale
confiscato ad (...) delle LTTE. In tale circostanza, egli sarebbe stato pic-
chiato, torturato, e detenuto per qualche giorno, ed in seguito rilasciato per
mancanza di prove. Nel (...), a seguito di una denuncia da parte di un (...)
delle LTTE che ora collaborava con gli agenti della “SLA” (acronimo in in-
glese per: “Sri Lanka Army”), sarebbe stato ricercato dal (...). Da quel mo-
mento egli avrebbe vissuto nascosto, spostandosi tra D._ e
I._. Le autorità sarebbero state pure autrici di due incendi scoppiati
per rappresaglia nel (...) di famiglia. Il (...), sarebbe rientrato per visitare il
padre, gravemente malato, al suo domicilio, apprendendo di essere stato
ricercato il medesimo giorno dalle autorità nel (...) di famiglia. Avrebbe
quindi deciso di espatriare, organizzando con l’aiuto del padre la sua par-
tenza, avvenuta il (...). Per il contenuto delle altre dichiarazioni, si rinvia
per ulteriori dettagli agli atti di causa.
A sostegno delle sue allegazioni, il ricorrente ha prodotto: copia della sua
carta d’identità e del suo atto di nascita (cfr. verbale 2, D12 segg., pag. 3;
atto A16, mezzi di prova 2 e 3), copie dei certificati di nascita della madre
rispettivamente del padre (cfr. verbale 2, D18, pag. 4; atto A16, mezzi di
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prova 4 e 5), copia del certificato di decesso del padre (cfr. verbale 2, D18,
pag. 4; atto A16, mezzo di prova 6), uno scritto in lingua inglese del sedi-
cente (...) J._ del (...) (cfr. verbale 2, D19 seg., pag. 4; atto A16,
mezzo di prova 7), nonché la busta d’invio contenente la succitata docu-
mentazione (cfr. atto A16, mezzo di prova 1).
B.
Con decisione del 14 dicembre 2018, la SEM non ha riconosciuto la qualità
di rifugiato al richiedente ed ha respinto la sua domanda d’asilo, pronun-
ciando parimenti il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione del
precitato provvedimento, in quanto ammissibile, ragionevolmente esigibile
e possibile.
C.
Per il tramite del ricorso del 16 gennaio 2019 (cfr. risultanze processuali),
interposto al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), l’in-
sorgente ha avversato la succitata decisione. Egli ha concluso chiedendo
l’annullamento di quest’ultima e la restituzione degli atti alla SEM per nuova
valutazione circa la verosimiglianza e l’asilo. Contestualmente, il ricorrente
ha presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione
dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.
D.
Lo scrivente Tribunale, con decisione incidentale del 12 maggio 2020, ha
segnatamente autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino al ter-
mine della procedura, e lo ha parimenti invitato a produrre, entro l’11 giu-
gno 2020, un certificato medico relativo il suo stato di salute ai sensi dei
considerandi.
Con scritto datato 10 giugno 2020 (cfr. risultanze processuali), l’insorgente
ha inoltrato al Tribunale il certificato medico del (...) del
Dr. med. K._, riferendo pure che avrebbe fatto pervenire un altro
certificato medico aggiornato.
E.
Per il tramite della decisione incidentale del 6 novembre 2020, il Tribunale
ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria presentata dal ricorrente
ed ha invitato quest’ultimo a versare, entro il 23 novembre 2020, un anti-
cipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali. Anticipo
spese che è stato corrisposto tempestivamente dall’interessato in data
18 novembre 2020 (cfr. risultanze processuali).
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Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
LAsi).
La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni transi-
torie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 nLAsi, in vigore dal
1° marzo 2019). Inoltre, il 1° gennaio 2019 la legge federale sugli stranieri
del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) è stata in parte modificata e rino-
minata quale legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI).
Tuttavia, posto che i disposti della legge precitata che verranno menzionati
nella presente sentenza (art. 83 cpv. 1–4) sono rimasti invariati dalla LStr
alla LStrI, il Tribunale utilizzerà di seguito la nuova denominazione.
Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 vLAsi) contro una decisione
in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso
è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52
cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi
dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1
consid. 2).
3.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1
LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
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4.
4.1 Nel suo provvedimento, l’autorità inferiore ha ritenuto innanzitutto come
le allegazioni rese dal ricorrente in corso di procedura, siano inverosimili ai
sensi dell’art. 7 LAsi, poiché le medesime sarebbero incoerenti, oltreché a
tratti vaghe ed inconsistenti. Proseguendo nell’analisi, la SEM ha concluso
che non vi siano neppure dei fattori di rischio in capo al ricorrente, dovuti
alla situazione in Sri Lanka, dai quali si potrebbe dedurre che, in caso di
ritorno nel suo Paese d’origine, egli possa essere esposto, in un futuro
prossimo e secondo un’elevata probabilità, a dei seri pregiudizi ai sensi
dell’art. 3 LAsi.
4.2 Nel suo gravame, il ricorrente dapprima riprende ed amplia alcuni fatti
esposti in corso di procedura, segnatamente asserendo che egli, dopo la
sua partenza sarebbe stato ricercato presso il domicilio famigliare da agenti
del CID (acronimo in inglese per: “Criminal Investigation Departement”),
nonché che circa (...) prima, il fratello L._ sarebbe stato interrogato
da affiliati del CID in merito alla sua ubicazione. In seguito sostiene che
l’autorità sindacata abbia omesso di considerare nel loro complesso gli
eventi che avrebbero condotto al suo arresto nel (...), soffermandosi su
delle contraddizioni minori e/o senza ritenere dei fatti da lui addotti. Non
avrebbe nemmeno considerato il contesto politico vigente in Sri Lanka, in
particolare l’incertezza sul trattamento riservato ai tamil sospettati di legami
con le LTTE. Per quanto lo riguarda, egli sarebbe stato fiducioso di poter
beneficiare delle misure di amnistia promesse dal governo di allora ed inol-
tre, quale membro di una famiglia agiata, avrebbe contato di poter vivere
senza ulteriori problematiche in Sri Lanka, una volta avvenuto il cambia-
mento di trattamento degli ex-collaboratori LTTE e delle persone di etnia
tamil da parte delle autorità. Nel provvedimento avversato, neppure si da-
rebbe il dovuto rilievo alla lettera del (...) J._, né si terrebbe conto
dei suoi numerosi problemi di salute e delle difficoltà di poter ottenere una
consulenza medica. Valutazione della sua situazione valetudinaria che
avrebbe a mente sua una rilevanza centrale per l’apprezzamento della ve-
rosimiglianza dei suoi motivi di asilo, nonché per considerare eventuali
ostacoli al suo allontanamento. Infine, se si dovessero ritenere verosimili i
suoi motivi d’asilo, egli postula che la SEM proceda anche con l’esame del
suo profilo di rischio, in quanto, a causa della brutalità con cui procedereb-
bero le autorità nei confronti delle persone che sono sospettate di riaccen-
dere la causa separatista tamil, a causa della sua collaborazione con le
LTTE, potrebbe rischiare di essere arrestato e torturato o maltrattato in
caso di rientro in patria, al suo arrivo all’aeroporto di D._ o identifi-
cato successivamente.
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5.
5.1 D’ingresso, poiché potrebbe risultare decisivo, come pure viste le do-
glianze sollevate in tal senso nel gravame, il Tribunale esaminerà in primo
luogo se la SEM ha motivato sufficientemente il provvedimento avversato,
in particolare rispetto al contesto politico srilankese, allo scritto del (...)
J._ presentato dall’insorgente quale mezzo di prova, nonché circa
i suoi problemi di salute.
5.2 L’obbligo per l’autorità di motivare la sua decisione è corollario fonda-
mentale del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.; art. 26–35 PA).
Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le per-
sone interessate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo
da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare conve-
nientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 con-
sid. 2.2; sentenza del Tribunale F-5363/2019 del 20 maggio 2020 con-
sid. 7.1). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo
esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occu-
parsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 con-
sid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessario che menzioni, al-
meno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo
da consentire agli interessati di apprezzarne la portata impugnandola in
piena conoscenza di causa (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2; 136 V 351;
129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1; sentenza del Tribunale
federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2).
5.3 Nella fattispecie, l’autorità inferiore ha riportato, in modo riassuntivo e
comprensibile nella decisione avversata, sia le allegazioni ritenute deter-
minanti nel loro complesso per la valutazione della verosimiglianza, sia per
quanto concerne l’eventuale profilo di rischio dell’insorgente – rispetto alla
situazione in Sri Lanka – mostrando quali considerazioni l’avrebbero con-
dotta al suo apprezzamento nella fattispecie. Tale conclusione vale mutatis
mutandis, anche per quanto attiene l’esecuzione dell’allontanamento
dell’insorgente, ove, seppure in maniera sintetica, la SEM ha riportato le
argomentazioni per il quale, anche valutando la situazione vigente in Sri
Lanka ed il suo stato di salute – in particolare rilevando per questo aspetto
che l’insorgente non seguirebbe alcun trattamento medico (cfr. p.to III,
pag. 5 della decisione impugnata) – l’esecuzione del suo allontanamento
sarebbe ammissibile ed esigibile. In tal senso, al contrario di quanto ad-
dotto dal ricorrente in sede ricorsuale, in modo per lo più generico e senza
apportare degli elementi concreti in proposito, la SEM ha adempiuto il suo
obbligo di motivare la decisione sufficientemente. Anche concernente lo
scritto del (...) J._, nel provvedimento vi sono indicazioni sufficienti
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quanto alle conclusioni dell’autorità inferiore (cfr. p.to II/1, pag. 3 della de-
cisione impugnata). Il fatto che la SEM sia giunta in casu ad un apprezza-
mento differente da quello postulato dall’insorgente nel gravame, riguarda
per il resto il merito della questione, e verrà pertanto trattato dappresso.
Frattanto, per quanto concerne i predetti aspetti della decisione avversata,
le censure esposte dall’insorgente, sotto il profilo formale, risultano quindi
prive di fondamento e sono pertanto recisamente da respingere.
6.
6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi
(art. 3 cpv. 1 LAsi).
6.2 Chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile
la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). La qualità di rifugiato è resa
verosimile quando l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-
rante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che,
su punti importanti, sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corri-
spondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi
o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurisprudenza in
materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa per ulteriori
dettagli (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata).
7.
Il Tribunale considera che le tesi ricorsuali del ricorrente non possano es-
sere seguite, in quanto si constata come le allegazioni dell’insorgente con-
tengano effettivamente diversi indicatori d’inverosimiglianza su dei punti
essenziali – e non di minore importanza come addotto nel ricorso dall’in-
sorgente – che rendono la sua intera narrazione dei motivi che lo avrebbero
indotto all’espatrio inverosimili.
7.1 In primo luogo, l’insorgente ha rilasciato delle dichiarazioni incoerenti
riguardo diversi punti chiave del racconto. A titolo meramente esemplifica-
tivo, nel corso della prima audizione del (...) agosto 2017, egli ha narrato
che un tale di nome “M._” sarebbe stato arrestato dai militari e sul
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suo telefono avrebbero trovato delle fotografie che lo raffiguravano (cfr.
verbale 1, p.to 7.01, pag. 7); allorché invece, durante la successiva audi-
zione, egli non ha più nominato il suddetto, ed ha invece imputato tali av-
venimenti ad un certo “N._” (cfr. verbale 2, D64, pag. 8; D99 segg.,
pag. 13 e D106, pag. 13). Questionato dal funzionario incaricato più avanti,
riguardo a tale contraddizione, il ricorrente ha dapprima paventato di es-
sere confuso, per finire con l’affermare che gli sembrerebbe che le fotogra-
fie arrivassero da “O._” (cfr. verbale 2, D137 seg., pag. 16), quindi
presentando di fatto una terza persona alla base di tali eventi. Non mag-
giormente coerenti, appaiono essere le sue dichiarazioni circa il contenuto
della fotografia che lo avrebbe incriminato. Se invero dapprima, interrogato
in merito, ha descritto che sulle fotografie fossero raffigurati i militari che
(...), ed a volte vi fossero presenti anche dei passanti (cfr. verbale 2, D103,
pag. 13); questionato successivamente del perché, se vi fossero dei pas-
santi, il fatto che fosse visibile anche il suo viso fosse un problema, l’inte-
ressato ha invece allegato incoerentemente che sulle fotografie confiscate
vi fossero soltanto dei militari che (...) e nessun passante (cfr. verbale 2,
D104, pag. 13). Anche riguardo al suo arresto che sarebbe avvenuto nel
(...), sono ravvisabili diverse dissonanze tra le audizioni rese dall’insor-
gente. Se difatti nel corso della prima audizione egli ha narrato che l’arresto
sarebbe avvenuto ad (...) del (...) e che si sarebbe protratto per (...) (cfr.
verbale 1, p.to 7.01, pag. 7), nell’audizione successiva ha invece ricondotto
tale evento alla (...) del (...) ed avrebbe avuto una durata soltanto di (...)
(cfr. verbale 2, D64 seg., pag. 8 seg.; D117, pag. 14). Interrogato anche
riguardo a tali importanti incongruenze, l’insorgente si è limitato ad affer-
mare di essere affetto psicologicamente e di non riuscire a riflettere bene
(cfr. verbale 2, D140, pag. 17), senza tuttavia spiegare in modo convin-
cente le stesse. Ad uguale conclusione si giunge in relazione al tempo che
egli avrebbe trascorso al domicilio familiare dopo il suo rilascio dall’arresto
del (...), che nella prima audizione ha addotto trattarsi di (...) (cfr. verbale
1, p.to 7.01, pag. 7), allorché invece nella seconda audizione sarebbe stato
di (...) (cfr. verbale 2, D135, pag. 16). Chiamato anche in tale frangente a
giustificare la discrepanza, il ricorrente ha asserito di avere delle difficoltà
a rammentarsi degli eventi (cfr. verbale 2, D142, pag. 17), senza tuttavia
apportare una giustificazione plausibile per la contraddizione rilevata. Pe-
raltro, riguardo alle paventate problematiche psicologiche allegate dall’in-
sorgente soltanto nel corso della seconda audizione (cfr. verbale 2, D3
seg., pag. 2 e D140, pag. 17), allorché invece durante la prima audizione
egli aveva asserito di godere di buona salute, a parte problemi dietro l’(...)
a causa della tortura che avrebbe subito (cfr. verbale 1, p.to 8.02, pag. 8),
egli non ha mai prodotto alcun certificato medico attestante le stesse, mal-
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grado il tempo trascorso nonché la possibilità che gli è stata data esplicita-
mente dal Tribunale in fase ricorsuale (cfr. supra lett. D). Ciò propende piut-
tosto, a mente della scrivente autorità, per la loro insussistenza.
7.2 Le allegazioni dell’insorgente risultano inoltre a tratti illogiche. Come
rettamente osservato anche dall’autorità inferiore nel provvedimento avver-
sato, appare difatti a dir poco sorprendente che l’insorgente, il quale ha
asserito di aver vissuto di nascosto dal (...) sino al suo espatrio avvenuto
nel (...) del (...), nonché con il timore di essere trovato dalle autorità che
erano alla sua ricerca (cfr. verbale 2, D30 seg., pag. 5; D59, pag. 7, D61,
pag. 7; D67, pag. 9; D83, pag. 11 e D134, pag. 16), abbia continuato a pre-
levare tranquillamente il denaro che gli serviva ad un bancomat, su di un
conto intestato a suo nome (cfr. verbale 2, D60, pag. 7 e D63, pag. 7), es-
sendo pertanto facilmente individuabile la sua ubicazione da parte delle
autorità del suo Paese d’origine se effettivamente fossero state alla sua
ricerca. Contraria alla logica dell’agire, risulta inoltre essere la circostanza
che i militari, allorché egli si sarebbe recato al domicilio famigliare il (...),
non l’abbiano ricercato in quest’ultimo luogo, ma si siano invece acconten-
tati di recarsi soltanto al (...), dal quale poco prima egli risultava partito (cfr.
verbale 2, D73 segg., pag. 10 e D77, pag. 10). Illogico appare anche es-
sere il fatto che egli abbia atteso sino al (...) prima di espatriare dallo Sri
Lanka, allorché già nel (...) sarebbe stato a conoscenza della denuncia
sporta nei suoi confronti e delle ricerche consequenziali delle autorità sri-
lankesi, che lo avrebbero condotto a vivere una vita nascosta. La spiega-
zione fornita dall’insorgente in merito, ovvero che non avrebbe avuto voglia
di lasciare il suo Paese d’origine e che sarebbe stato il padre, morente, che
lo avrebbe convinto all’espatrio (cfr. verbale 2, D68, pag. 10), non risulta
essere in alcun modo convincente ed appare in netta contraddizione con il
timore che egli ha narrato di provare nei confronti delle autorità del suo
Paese d’origine durante un periodo protrattosi su diversi anni, e con la fa-
cilità – nel corso di pochi giorni – con la quale egli avrebbe organizzato il
suo espatrio nel (...). Viaggio d’espatrio che fra l’altro sarebbe avvenuto
del tutto legalmente, munito del suo passaporto ed un visto d’uscita per la
E._, dall’aeroporto di D._ (cfr. verbale 1, p.to 5.02, pag. 6;
verbale 2, D9, pag. 3; D15 segg., pag. 3 seg.; D65, pag. 9 e D127 segg.,
pag. 15), evenienze che appaiono perlomeno stridere con le ricerche nei
suoi confronti da parte delle autorità srilankesi e fanno seriamente dubitare
delle medesime.
7.3 Anche le ricerche successive al suo espatrio da parte delle autorità sri-
lankesi presso i suoi famigliari (cfr. verbale 2, D26 segg., pag. 4 seg.) –
anche allegate in sede ricorsuale – non risultano essere credibili, atteso
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che tali circostanze risultano d’acchito inverosimili poiché apparentabili a
delle mere allegazioni di parte non sorrette da alcun elemento concreto a
loro sostegno (cfr. anche sentenza E-801/2015 del 6 ottobre 2017 con-
sid. 3.7 che richiama il principio secondo il quale il fatto di aver appreso da
terzi che si è ricercati non è sufficiente a stabilire un fondato timore di per-
secuzioni). Da ultimo, neanche i mezzi di prova agli atti non sono tali da
poter giustificare una diversa valutazione del caso in parola, come esposto
a ragione dalla SEM nella decisione impugnata. In particolare, lo scritto del
(...) J._ rientra nel novero dei documenti di compiacenza e risulta
pertanto privo di ogni valore probatorio (cfr. sentenza del Tribunale
D-3/2019 del 27 novembre 2020 con ulteriore riferimento citato).
7.4 Visto quanto precede, è proprio nella valutazione complessiva e d’in-
sieme delle allegazioni del ricorrente, come postulato anche dall’insorgente
nel gravame, che l’intera sua narrazione delle persecuzioni incorse da
parte delle autorità del suo Paese d’origine e che l’avrebbero indotto
all’espatrio definitivo, non risulta essere verosimile giusta l’art. 7 LAsi. Per
il che, il ricorso in materia di concessione dell’asilo non merita tutela e la
decisione impugnata va in merito a tale punto in questione confermata.
8.
8.1 Proseguendo nell’analisi, l’insorgente non può neppure vedersi ricono-
scere la qualità di rifugiato, all’esclusione della concessione dell’asilo, per
dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi). In effetti, malgrado i
cambiamenti politici recenti intervenuti in Sri Lanka, il ricorrente – visto an-
che quanto sopra considerato inverosimile (cfr. consid. 7) – non ha mai in-
teressato la giustizia srilankese da dover essere registrato nella “Stop List”
dalle autorità del suo Paese (cfr. sentenza del Tribunale E-1866/2015 del
15 luglio 2016 [pubblicata quale sentenza di riferimento] consid. 8.4.3 e
consid. 8.5.2). Inoltre, nonostante quanto esposto nel gravame, data l’in-
verosimiglianza dei motivi d’asilo, non si può partire dall’assunto che in
specie esistano legami presunti o effettivi con le LTTE, che dal punto di
vista delle autorità srilankesi, possano essere interpretati quale volontà di
voler riaccendere il conflitto etnico nel paese (cfr. sentenza E-1866/2015
consid. 8.4.1 e 8.5.3; sentenza E-350/2017 del 3 ottobre 2018 consid. 4.3).
Del resto, lo stesso insorgente, ha asserito di non essere membro delle
LTTE (cfr. verbale 2, D84, pag. 11) e nessuno sarebbe stato a conoscenza
del suo asserito sostegno a queste ultime (cfr. verbale 2, D93, pag. 12).
Non avrebbe peraltro esercitato delle attività politiche nel suo Paese d’ori-
gine, o riscontrato problematiche con le autorità o con terzi (cfr. verbale 2,
D124 segg., pag. 15), a parte quanto già sopra ritenuto inverosimile. In
buona sostanza, non appare che l’insorgente possa essere percepito come
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una minaccia per l’unità e la coesione nazionale (cfr. in merito anche la
sentenza del Tribunale E-350/2017 consid. 4.4). Le sole evenienze di es-
sere di etnia tamil, di aver lasciato il suo paese d’origine, come pure di aver
introdotto una domanda d’asilo all’estero, la durata del suo soggiorno
all’estero, nonché la sua provenienza dalla Provincia (...) e la sua età ana-
grafica (cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 9.2.4), costituiscono degli ele-
menti di rischio così leggeri che, presi a sé stanti o sommati, risultano in-
sufficienti per destare i sospetti delle autorità srilankesi. Neppure le allegate
cicatrici che il ricorrente ritiene avere sul corpo (cfr. verbale 2, D65, pag. 8)
non risultano essere determinanti, di per sé sole per suscitare tali sospetti
(cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 8.4.5). Invero, non soltanto queste ul-
time non sono state certificate medicalmente dall’insorgente in alcun modo,
malgrado ne avesse avuto la possibilità; ma vista l’inverosimiglianza dei
suoi asserti, le medesime, anche fossero realmente presenti, potrebbero
essergli state occasionate in una molteplicità di circostanze, che il Tribu-
nale non intende vagliare. Tali fattori, confermano tutt’al più che egli possa
essere interrogato da queste ultime al suo ritorno, ma non sono atti a fon-
dare un timore oggettivo di rappresaglie da parte delle stesse (cfr. la sen-
tenza E-1866/2015 precitata consid. 8.4.5 e 9.2.3 seg.; cfr. anche la sen-
tenza del Tribunale E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 [sen-
tenza in parte pubblicata nella DTAF 2017 VI/6] consid. 4.4 e 4.5 ed a titolo
esemplificativo le sentenze E-4296/2020 del 4 maggio 2021 consid. 6.2, D-
4791/2020 del 19 ottobre 2020 consid. 7.1). Ciò non permette però di rico-
noscere il rischio di trattamenti rilevanti nell’ambito dell’art. 3 LAsi. Non
sono infine ravvisabili ulteriori elementi all’incarto che rendano verosimile
che l’insorgente possa attirare l’attenzione delle autorità srilankesi a causa
dell’attuale contesto politico e di sicurezza del Paese in questione e che
debba pertanto temere di subire delle persecuzioni rilevanti in materia
d’asilo. Segnatamente, i cambiamenti politici in Sri Lanka del
novembre 2019 non conducono ad una differente conclusione, in quanto il
ricorrente non adduce alcun legame personale con tali eventi (cfr. anche in
tal senso la sentenza del Tribunale E-6312/2019 del 5 agosto 2021 con-
sid. 5.2.2).
8.2 Ne discende che il ricorrente non può prevalersi di un timore fondato di
persecuzione futura in un prossimo avvenire e secondo un’alta probabilità,
per dei motivi posteriori alla sua fuga (art. 54 LAsi). Tale valutazione è tanto
più giustificata dal fatto che il ricorrente ha lasciato lo Sri Lanka nel marzo
del 2016, ossia ben dopo la fine delle ostilità tra le LTTE e l’esercito rego-
lare (cfr. sentenza del Tribunale E-38/2019 del 22 ottobre 2020 con-
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sid. 5.2). Pertanto, anche in relazione al riconoscimento della qualità di ri-
fugiato, v’è da confermare il giudizio negativo di cui alla decisione impu-
gnata.
9.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2, art. 44 nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a que-
stioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è per-
tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento.
10.
L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44
LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento
dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI)
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI).
11.
11.1 In primo luogo, il Tribunale rileva come il ricorrente non è riuscito a
dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere espo-
sto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni inve-
rosimili ed irrilevanti. Pertanto, l’ammissibilità del rinvio del ricorrente verso
lo Sri Lanka sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, risulta quindi pacifico. Per
di più, per i motivi già sopra enucleati, non sono ravvisabili agli atti elementi
che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che l’insor-
gente possa essere sottoposto ad una pena o ad un trattamento vietati
dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura. In particolare, egli non ha stabi-
lito di avere un profilo di una persona che possa concretamente interessare
le autorità srilankesi, né a fortiori l’esistenza di un rischio personale, con-
creto e serio di essere esposto in patria, ad un trattamento contrario ai di-
sposti succitati (cfr. sentenza della Corte EDU [Grande Camera] Saadi con-
tro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, §§125 e 129 con relativi riferi-
menti). Inoltre, le problematiche di natura medica risultano pertinenti in ter-
mini di ammissibilità solo in casi straordinari e di estrema gravità (cfr.
DTAF 2009/2 consid. 9.1.2–9.1.6), a cui non è apparentabile la presente
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fattispecie, visti gli atti di causa. Ne consegue pertanto che, l’allontana-
mento del ricorrente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile ai
sensi dell’art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi.
11.2
11.2.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragione-
volmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo stra-
niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni
quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
11.2.2 Stante il fatto che le ostilità tra i separatisti tamil ed il governo sono
cessate, in Sri Lanka non vige attualmente un contesto di guerra, guerra
civile o violenza generalizzata riguardante l’integralità del territorio (cfr. sen-
tenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015 consid. 13.1). L’esecuzione
dell’allontanamento risulta pertanto ragionevolmente esigibile in tutta la
provincia (...) – ad eccezione della regione di P._ – qualora i criteri
individuali di esigibilità siano dati (in particolare l’esistenza di una solida
rete familiare o sociale, così come la possibilità di accedere ad un alloggio
e di prospettive favorevoli quanto alla copertura dei bisogni elementari [cfr.
sentenza E-1866/2015 consid. 13.3.3]).
11.2.3 Nel caso in parola, il ricorrente proviene dal distretto di C._,
provincia del (...). Egli è giovane, dispone di una buona formazione scola-
stica, così come di una rete famigliare in loco, che potrà assicurargli – visto
che dalle sue stesse dichiarazioni qualifica la sua famiglia come agiata (cfr.
verbale 2, D38, pag. 5) – in caso di necessità, i beni primari ed un alloggio,
come d’altronde già avvenuto in passato. I problemi di salute attestati –
ovvero per quanto segnalato nel certificato medico del (...), unico rapporto
medico del resto prodotto dall’insorgente, che pone le diagnosi di: stato da
timpanoplastica retroauricolare destra (...); rinopatia allergica con ipertrofia
tonsillare; artropatia temporo-mandibolare e cervicalgia – non giustificano
del resto una sua ammissione provvisoria in Svizzera (cfr. DTAF 2011/50
consid. 8.1–8.3; 2009/2 consid. 9.3.2 e relativi riferimenti). Le cure medi-
che di base per gli eventuali disturbi che gli occasionerebbero ancora le
suddette patologie, non essendo ravvisabili nelle tavole processuali delle
cure o dei trattamenti che l’insorgente starebbe attualmente seguendo per
gli stessi, sono senz’altro disponibili in Sri Lanka ed in particolare nella re-
gione d’origine del ricorrente (cfr. sentenza del Tribunale E-4583/2020 del
15 luglio 2021 consid. 10.4.3).
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11.2.4 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insor-
gente, è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in
relazione con l’art. 44 LAsi).
11.3 Nemmeno risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità
dell’esecuzione del provvedimento, in quanto il ricorrente, usando della ne-
cessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rim-
patrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12).
12.
Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, la
decisione dell’autorità inferiore va confermata.
13.
Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha
violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione
non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e
la decisione impugnata confermata.
14.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo
spese di medesimo importo versato dal ricorrente in data
18 novembre 2020.
15.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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