Decision ID: 4e8b5c48-2eb0-589d-8b1d-bebc7e6f8291
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
A.
Con petizione del 17 marzo 1994 l’attrice, in quanto cessionaria delle pretese di _, a sua volta cessionaria delle pretese di _, ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di 23’463.50 oltre interessi, importo che essa dovrebbe al _ in conseguenza della sua incapacità al lavoro nel periodo compreso tra il 23 aprile 1991 e il 28 gennaio 1992 (petizione, pag. 5).
B. I
n sede di risposta la convenuta si è opposta alla petizione, eccependo l’incompetenza del giudice adito in quanto l’azione riguarderebbe prestazioni assicurative, materia di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ed osservando inoltre che la pretesa in questione sarebbe già stata decisa dal Tribunale federale delle assicurazioni, che l’avrebbe respinta con decisione 3 agosto 1990.
C.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha dapprima ammesso la propria competenza materiale, osservando che la causa discenderebbe dal contratto di fusione tra le casse malati _.
Egli ha tuttavia negato la legittimazione attiva dell’attrice, rilevando che la cessione di _ in favore _ (poi a sua volta cessionaria in favore dell’attrice) risale al 21 dicembre 1989, mentre il credito del _ sarebbe sorto solo nel periodo 1991/1992, così da essere necessariamente escluso dalla predetta cessione.
D.
Con tempestivo gravame datato 23 marzo 1995 l’attrice ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di ammettere la petizione.
Il Pretore avrebbe a torto verificato d’ufficio la legittimazione attiva dell’attrice, atteso che la stessa convenuta non avrebbe sollevato obiezioni in tal senso.
In ogni caso la cessione di _, pur se risalente al 1989, riguarderebbe ogni credito presente o futuro, e perciò anche quello dedotto in causa.
E.
Nelle osservazioni del 21 aprile 1995 la convenuta ha chiesto la reiezione del gravame protestando spese e ripetibili in base ad argomentazioni di cui si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto
1.
L’art. 321 cpv. 1 lit. b CPC esclude che in sede di appello possano venire addotti nuovi fatti, prove o eccezioni.
La procedura esclude inoltre la possibilità per l’appellante di replicare alle osservazioni all’appello (
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 314, n. 1).
Ne conseguono l’estromissione dall’incarto dei documenti 1 a 4 prodotti dalla convenuta unitamente alle osservazioni all’appello, e degli scritti 13 e 28 aprile 1995 dell’attrice e di quanto ad essi allegato.
2.
Il primo rimprovero dell’attrice al Pretore, secondo cui egli a torto avrebbe esaminato la di lei legittimazione attiva in assenza di un’eccezione in tal senso della controparte, è manifestamente infondato.
L’attrice disattende in effetti che secondo dottrina e giurisprudenza la legittimazione attiva della parte procedente deve essere accertata d’ufficio dal giudice siccome elemento di diritto sostanziale e requisito per la proponibilità materiale dell’azione, e quindi oggetto di esame in virtù del diritto federale (
DTF
96 II 123 e segg.;
II CCA
31 maggio 1995 in re W./P., 6 aprile 1995 in re C. srl/S. e S. SA;
Ottaviani
, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo, 1989, pag. 17 e 18).
E’ perciò a giusta ragione che il Pretore ha esaminato il tema della titolarità dell’attrice per rapporto al diritto da lei vantato in causa.
3.
L’attrice a questo proposito si considera legittimata per il fatto che la cessione sottoscritta il 21 dicembre 1989 da _ in favore di _ (doc. B) comprenderebbe anche il credito qui in discussione.
Anche questo rilievo è infondato.
Contrariamente a quanto sostenuto dall’attrice, dal testo della cessione doc. B non si evince affatto l’intenzione di _ di cedere crediti futuri, ma al contrario la cessione è espressamente limitata ai crediti oggetto dell’azione di rivendicazione incoata il 20 novembre 1989 avanti alla Pretura di Lugano, con espresso riferimento della causale costituita alla “inopinata rescissione del rapporto di lavoro” e fino a concorrenza dell’importo massimo di fr. 680’000.-- oltre interessi.
Già solo in base a queste indicazioni, si può giungere all’ovvia conclusione secondo cui il credito vantato in questa causa non è compreso in quelli ceduti, senza che più occorra disquisire sulla dubbia validità dell’asserita cessione globale di ogni credito futuro (
DTF
112 II 433 e segg.).
Ne discende la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto.
4.
In virtù dell’art. 97 n. 4 CPC il giudice esamina d’ufficio la capacità delle parti; infatti, se un atto processuale è carente di un presupposto ai sensi dell’art. 97, è nullo (art. 142 cpv. 1 lett. a CPC).
Le persone giuridiche possono compiere personalmente tutti gli atti processuali (art. 39 cpv. 1 CPC) se hanno l’esercizio dei diritti civili (art. 38 cpv. 1 CPC), ossia quando ne sono costituiti gli organi a ciò necessari conformemente alla legge e agli statuti (art. 54 CC).
Nel caso concreto nulla risulta dell’incarto a proposito della natura giuridica della federazione attrice, per altro non iscritta a Registro di commercio di Lugano, dove parrebbe avere la sua sede.
Qualora si trattasse di un’associazione, nulla risulta a proposito dei suoi statuti, rispettivamente della valida costituzione di organi che la possano rappresentare, in particolare del suo presidente, _, già direttore della convenuta
A dipendenza dell’esito del presente processo la questione -che necessiterebbe di ulteriori indagini- può restare aperta.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili, dovute anche alla parte non rappresentata, seguono la soccombenza.