Decision ID: 6f4f8c5e-188d-54a1-9524-5df11e65bdcd
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 24 novembre 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di 1) fr. 18'480.30 oltre agli interessi del 5% dal 25 settembre 2014, 2) fr. 2'756.– e 3) fr. 1'000.–indicando quali titoli di credito: “1. Residuo fatture dal 28.12.2012 al 22.01.2014 (fr. 55'687.55 – 38'207.25) si richiama inoltre il riconoscimento firmato nel 2014, 2. Interessi calcolati fino al 24.09.2014, 3. Indennità art. 106 CO”.
B. Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 3 marzo 2016 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, limitatamente a fr. 18'480.30 oltre agli interessi del 5% dal 25 settembre 2014, tralasciando gli altri due importi di fr. 2'756.– (interessi) e fr. 1'000.– (indennità) posti in esecuzione. Nel termine impartito, la parte convenuta pretende di avere presentato osservazioni scritte, indicando però il numero di un altro incarto. Il Pretore non ne ha tenuto conto.
C. Statuendo con decisione 10 maggio 2016, il Pretore ha accolto l’istanza e ha rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo limitatamente all’importo indicato nell’istanza, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– senza assegnare indennità.
D. Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 20 maggio 2016 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Con decreto del 13 giugno 2016 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 22 giugno 2016, la CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 20 maggio 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 13 maggio 2016, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica. La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).