Decision ID: 389628f3-519e-5fa9-812a-4569e058d5a1
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che con istanza 28 ottobre 2009 lo CO 1 ha chiesto al Giudice di pace del Circolo di Giubiasco il rigetto in via definitiva dell'oposizione interposta da RI 1 al PE n. _dell'UE di Lugano notificatogli per l'incasso di fr. 100.–;
che tale importo corrisponde alla tassa di giustizia posta a carico del convenuto con risoluzione n. _del 13 giugno 2008 della Sezione della circolazione;
che all'udienza del 24 novembre 2009, indetta per il contraddittorio, il convenuto, unico comparente, ha proposto di respingere l'istanza poiché sprovvista di un valido titolo esecutivo, non avendo egli ricevuto la decisione in questione;
che statuendo il 21 febbraio 2010 il Giudice di pace, accertata la presenza di un valido titolo esecutivo nella documentazione prodotta dall'istante
,
ha accolto l'istanza;
che con ricorso per cassazione del 12 marzo 2010, al quale il presidente di questa Camera ha concesso effetto sospensivo con decreto 26 marzo 20120, RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento;
che il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente concluso alla presenza di un valido titolo esecutivo nonostante l'istante non abbia dimostrato la sua notifica al destinatario, la prova in tal senso essendo stata assunta dal primo giudice dopo l'udienza di contraddittorio e quindi senza che egli ne fosse a conoscenza;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

in diritto:
che
la decisione impugnata è stata comunicata prima del 31 dicembre 2010 sicché la procedura di cassazione è quella ordinaria degli art. 327 segg. CPC ticinese (art. 405 cpv. 1 CPC svizzero), fermo restando
la nuova denominazione di questa autorità in Camera civile dei reclami (cfr. art. 48 lett. d LOG; Messaggio del Consiglio di Stato n. 6313 del 22 dicembre 2009, pag. 15);
che il ricorrente si duole essenzialmente del fatto per il primo giudice di aver assunto una prova d'ufficio, dopo l'udienza di contraddittorio;
che invero l'art. 20 cpv. 2 vLALEF imponeva alle parti l'obbligo di produrre all'udienza di contraddittorio i documenti a suffragio delle rispettive ragioni;
che, nondimeno, il ricorrente non indica quale norma vieterebbe al giudice, tenuto ad accertare d'ufficio la presenza di un valido titolo esecutivo
(
D. Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG, 2a edizione
, n. 115 ad art. 80 LEF e n. 50 ad art. 84 LEF),
di assumere delle prove, a condizione che questo suo agire sia compa-
tibile con le esigenze di celerità della procedura sommaria (art. 20 cpv. 6 vLALEF);
che in concreto tali esigenze sono state rispettate il giudice essendosi limitato a chiedere all'istante “la prova dell'avvenuto invio per posta raccomandata” della decisione 13 giugno 2008, tanto più che la decisione, secondo le prove documentali prodotte dall'istante (indicazioni postali circa l'invio raccomandato n. 98._), è stata consegnata allo sportello dell'ufficio postale di Lugano 1 il 17 giugno 2008;
che l'agire del giudice di pace può tutto sommato essere tutelato;
che non avendo evidenziato nessun titolo di cassazione, il ricorso deve essere respinto;
che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese);
che nondimeno, data la notoria insolvenza del ricorrente, è opportuno soprassedere a ogni prelievo, il quale si risolverebbe con ogni probabilità in un mero costo aggiuntivo per le finanze pubbliche (art. 148 cpv. 2 CPC ticinese),
che non si pone problema
di r
ipetibili all'istante, al quale il ricorso nemmeno è stato notificato;
che, a riguardo dell'assistenza giudiziaria, ancorché il ricorso difettasse sin dall'inizio della parvenza di buon diritto, la mancata riscossione di oneri processuali rende la domanda senza oggetto.