Decision ID: b8fc769e-377d-5831-b405-d118d3655264
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto
che la X._ Sagl (di seguito: la ricorrente) si è vista aggiudicare la
commessa relativa al progetto "Opere di segnaletica orizzontale N260PA-
VVAI N2 Varenzo-Airolo" e che mediante contratto del 9 agosto 2011 l'Uffi-
cio federale delle strade (di seguito: USTRA, autorità aggiudicatrice o au-
torità inferiore) ha confermato l'aggiudicazione dell'acquisto al prezzo di
CHF (...).- (prezzo forfettario netto, spese accessorie e IVA incluse), con-
formemente all'offerta del 31 luglio 2011;
che il 27 ottobre 2011 si è svolto il collaudo finale dell'opera e che dal rela-
tivo verbale, steso e sottoscritto dalle parti il giorno stesso, emerge che i
lavori non sono stati svolti come da contratto e che le parti hanno pattuito
di porre l'esecuzione dei lavori di miglioria a carico della ricorrente; i lavori
di sistemazione consistevano nel rifacimento completo della linea continua
sul lato destro della carreggiata entro l'aprile 2012, previo coordinamento
con l'unità territoriale IV (di seguito: UT IV);
che l'UT IV ha emesso nei confronti di USTRA, in data 16 dicembre 2012
e 13 gennaio 2013, due fatture a saldo delle proprie prestazioni per aver
assicurato la gestione del traffico sulla tratta autostradale durante i lavori
di miglioria eseguiti dalla ricorrente; USTRA ha di seguito liquidato en-
trambe le fatture;
che con due fatture del 12 febbraio 2014 l'autorità aggiudicatrice ha di se-
guito addebitato alla ricorrente le spese per la sicurezza della gestione del
traffico sostenute dall'UT IV;
che a seguito del mancato saldo delle fatture entro il termine previsto, l'au-
torità aggiudicatrice ne ha sollecitato il pagamento con scritti del 19 marzo
2014, 16 aprile 2014 e 1° maggio 2014, ai quali la ricorrente non ha appa-
rentemente dato seguito;
che il 22 luglio 2014 l'USTRA ha ceduto il credito all'Ufficio centrale d'in-
casso dell'Amministrazione federale delle finanze (di seguito: AFF), la
quale ne ha confermato l'assunzione in data 5 agosto 2015;
che in data 5 e 27 agosto 2014 l'AFF ha sollecitato alla ricorrente il paga-
mento delle fatture per le prestazioni dell'UT IV, nel secondo sollecito con
la precisazione che, trascorso infruttuoso tale termine, avrebbe proceduto
alla riscossione del credito per via esecutiva;
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che, non essendo stato effettuato alcun pagamento nel termine previsto,
con scritto del 20 ottobre 2014 l'AFF ha presentato all'Ufficio Esecuzione
di (...) una domanda di esecuzione per il credito in questione;
che con precetto esecutivo del 23 ottobre 2014 (Esecuzione N° (...)) l'AFF
ha escusso la ricorrente al pagamento di CHF (...).- più interessi al 5,00%
dal 21 marzo 2014;
che il 28 ottobre 2014 la ricorrente ha inoltrato opposizione contro il pre-
cetto esecutivo menzionato;
che con lettera del 2 dicembre 2014 l'AFF ha chiesto a USTRA di emettere
un titolo di rigetto dell'opposizione;
che mediante decisione del 4 maggio 2015 l'USTRA ha constatato che a
tale data la Confederazione vanta nei confronti della ricorrente un credito
complessivo di CHF (...) da pagare all'AFF entro 30 giorni a decorrere dal
passaggio in giudicato della presente decisione; nel contempo
l'USTRA ha tolto e rigettato, in via definitiva, l'opposizione contro l'Esecu-
zione N° (...) dell'Ufficio Esecuzione di (...), per lo stesso importo; infine
l'USTRA ha messo a carico della ricorrente le spese processuali (...);
che contro detta decisione la ricorrente ha inoltrato presso codesto Tribu-
nale amministrativo federale, in data 3 giugno 2015, uno scritto con cui ha
comunicato i motivi alla base dell'opposizione, ritenendo in sostanza che
in sede di collaudo intermedio non era emerso che ella doveva prendersi
carico delle spese per l'impianto di cantiere e messa in sicurezza del
campo stradale;
che in data 10 giugno 2015 la ricorrente ha prodotto la decisione impu-
gnata;
che con decisione incidentale dell'11 giugno 2015 lo scrivente Tribunale ha
preso atto ed accusato ricezione dello scritto del 3 giugno 2015 ed asse-
gnato un termine alla ricorrente fino al 19 giugno 2015 per presentare le
conclusioni al ricorso, invitandola a versare un anticipo spese entro il 3 lu-
glio 2015 nell'evenienza del mantenimento del gravame;
che con ordinanza del 7 luglio 2015 lo scrivente Tribunale, visto il paga-
mento tempestivo dell'anticipo spese malgrado il mancato complemento al

ricorso e considerato che nel caso di specie si tratta di un gravame inoltrato
da un privato, è partito dal principio che la ricorrente chieda l'annullamento
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della decisione impugnata e di seguito ha trasmesso una copia del gra-
vame all'autorità aggiudicatrice, pregandola di inoltrare una risposta al ri-
corso e in particolare a prendere posizione sulla sua competenza decisio-
nale;
che con risposta del 17 agosto 2015 l'autorità aggiudicatrice propone di
respingere il ricorso e confermare la decisione querelata, protestate tasse
e spese; nel contempo essa produce gli atti preliminari in due versioni, in
forma anonima per la ricorrente e in originale per il Tribunale;
che su richiesta dello scrivente Tribunale, formulata mediante l'ordinanza
del 21 agosto 2015, l'autorità aggiudicatrice ha spiegato, nel suo scritto del
28 agosto 2015, i motivi per l'inoltro degli atti preliminari in due versioni
diverse;
che mediante ordinanza del 1° settembre 2015, oltre a trasmettere alla ri-
corrente gli atti in forma anonima, è stato comunicato ai partecipanti al pro-
cedimento che non era previsto ordinare d'ufficio un nuovo scambio di
scritti, su riserva di ulteriori misure d'istruzione e domande delle parti;
e considerato
che il Tribunale amministrativo federale si pronuncia d'ufficio e con pieno
potere di cognizione sull'ammissibilità dei ricorsi sottopostigli (DTAF 2007/6
consid. 1 con ulteriori riferimenti);
che in virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all'art. 32 LTAF;
che, in concreto, l'USTRA fa quindi parte delle dette autorità (art. 33 lett. d
LTAF), e la sua decisione del 4 maggio 2015, che a prima vista non rientra
nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce di principio una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il pre-
sente ricorso;
che la ricorrente, avendo partecipato al procedimento dinanzi all'autorità
inferiore da dove è uscita soccombente ed essendo particolarmente toc-
cata dalla decisione impugnata, ha un interesse degno di protezione ad
1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all'art. 32 LTAF.
In concreto, l'ASR è un istituto di diritto pubblico con personalità giuridica propria (art. 28 cpv. 2 della legge
federale del 16 dicembre 2005 sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori [LSR, RS 221.302]), fa quindi
parte delle dette autorità (art. 33 lett. e LTAF), e la sua decisione del 9 febbraio 2015, che non rientra
nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, dimodoché questo Tribunale è
competente a giudicare il presente ricorso.
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insorgere contro di essa (art. 48 cpv. 1 PA) e che il ricorso è stato interposto
tempestivamente (art. 50 cpv. 1 PA) e nel rispetto dei requisiti previsti dalla
legge, tenuto anche conto che si tratta di un cosiddetto ricorso inoltrato da
un privato (art. 52 cpv. 1 PA);
che dapprima si impone di esaminare se l'USTRA ha la facoltà di togliere
e rigettare in via definitiva l'opposizione contro un precetto esecutivo ema-
nato dall'Ufficio cantonale di esecuzione competente;
che, giusta l'art. 40 PA, le decisioni che intimano il pagamento di denaro o
la prestazione di garanzie sono eseguite in via di esecuzione conforme-
mente alla legge federale dell'11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul falli-
mento (LEF; RS 281.1);
che per l'esecuzione forzata di crediti pecuniari di diritto pubblico valgono
in principio le stesse regole come per le pretese in denaro nel diritto privato;
che la LEF prevede numerosi privilegi per l'esecuzione di crediti pecuniari
di diritto pubblico (cfr. THOMAS GÄCHTER / PHILIPP EGLI, in: Auer/Mül-
ler/Schindler [Hrsg.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltung-
sverfahren [VwVG], Zurigo/San Gallo 2008, art. 40 n. 4 segg.) e che in tale
contesto sono da prendere in considerazione i disposti di cui all'art. 79 e
all'art. 80 LEF, riveduti a far tempo dal 1°gennaio 2011 con l'entrata in vi-
gore del Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008
(Codice di procedura civile, CPC);
che, conformemente all'art. 79 LEF, se è stata fatta opposizione contro l'e-
secuzione, il creditore, per far valere la propria pretesa, deve seguire la
procedura civile o amministrativa; può chiedere la continuazione dell'ese-
cuzione soltanto in forza di una decisione esecutiva che tolga espressa-
mente l'opposizione;
che, giusta l'art. 80 cpv. 1 LEF, se il credito è fondato su una decisione
giudiziaria esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo
dell'opposizione, mentre, secondo l'art 80 cpv. 2 cifra 2 LEF, le decisioni di
autorità amministrative svizzere sono parificate alle decisioni giudiziarie;
che per quanto si tratta dell'esecuzione di un credito pecuniario di diritto
pubblico, l'autorità amministrativa che ha la competenza di rendere una
decisione sul fondamento materiale della pretesa è altresì autorizzata a
togliere l'opposizione del debitore contro il precetto esecutivo (DTF 134 III
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115 consid. 3.2), senza necessariamente intraprendere la procedura can-
tonale sommaria per il rigetto dell'opposizione;
che in questi casi una procedura di rigetto separata non si rivela necessa-
ria, poiché l'autorità amministrativa funge nel contempo anche da giudice
dell'esecuzione (DTF 134 III 115 3.3 e 4.1 seg., 132 III 140 consid. 4.1.1);
malgrado possa apparire fuori dal comune che un'autorità amministrativa
di prima istanza abbia la facoltà di levare l'opposizione tramite una sem-
plice decisione amministrativa, va sottolineato che ciò corrisponde alla vo-
lontà esplicita del legislatore come pure alla prassi del Tribunale federale,
per cui non è più necessario dilungarsi sulla questione (art. 79 e art. 80
LEF; DTF 134 III 115 consid. 3.2; 128 III 39 consid. 2);
che, in sintesi, l'autorità amministrativa può promuovere l'esecuzione for-
zata di crediti pecuniari pubblici anche senza disporre di un titolo di rigetto
definitivo, emanare in un secondo tempo, in caso di opposizione, una de-
cisione formale e continuare l'esecuzione dopo il passaggio in giudicato di
siffatta decisione (DTF 119 V 329 consid. 2b); l'autorità amministrativa di-
spone di tale facoltà, a condizione che ella renda contemporaneamente
una decisione sia sul merito dell'onere pecuniario, sia sul rigetto dell'oppo-
sizione, ma solo dopo che il debitore ha inoltrato opposizione contro il pre-
cetto esecutivo; se, prima di avviare l'esecuzione, l'autorità amministrativa
ha già statuito sul merito del credito di diritto pubblico, allora non potrà più
poi rigettare l'opposizione, dovrà invece farla togliere nella procedura di
rigetto definitivo dinanzi al giudice civile (DTF 134 III 115 consid. 4.1.
segg.); nel caso in cui abbia già deciso sul merito prima di promuovere
l'esecuzione, l'autorità amministrativa non è nemmeno autorizzata a con-
fermare siffatta decisione dopo l'inoltro dell'opposizione al fine di rigettare
quest'ultima (DTF 134 III 115 consid. 4.1 segg.);
che, in concreto, resta fermo che l'AFF, dopo che USTRA le aveva ceduto
la pretesa, ha iniziato l'esecuzione avente per oggetto il credito di fr. (...)
nei confronti della ricorrente e che quest'ultima ha interposto opposizione
contro il relativo precetto esecutivo; di seguito l'AFF ha chiesto all'USTRA
di rilasciare un titolo di rigetto dell'opposizione;
che, alla luce dei fatti summenzionati, l'USTRA, in qualità di autorità ammi-
nistrativa, è in principio autorizzato, già sulla scorta dell'art. 79 LEF, ad
emanare, come nel caso di specie, una decisione amministrativa con la
quale statuisce sul pagamento di una pretesa vantata nei confronti del de-
bitore e nel contempo rigetta l'opposizione, tuttavia a condizione che il cre-
dito pecuniario abbia il suo fondamento nel diritto pubblico;
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che di seguito va esaminato se la pretesa oggetto dell'esecuzione in og-
getto è retta dal diritto pubblico o dal diritto privato;
che per distinguere tra questi due ambiti del diritto, il Tribunale federale si
basa su diverse teorie: la teoria degli interessi che qualifica le norme giuri-
diche nonché i rapporti giuridici di diritto pubblico o privato a seconda se
hanno come scopo esclusivo o principale la salvaguardia e la tutela dell'in-
teresse pubblico e collettivo o privato e individuale; la teoria della funzione
che qualifica le norme giuridiche appartenenti al diritto pubblico, nella mi-
sura in cui disciplinano la realizzazione di incarichi pubblici o l'esercizio di
un'attività pubblica; la teoria della subordinazione che assoggetta al diritto
pubblico i rapporti di superiorità e di sottomissione e al diritto privato i rap-
porti che si situano sullo stesso piano (DTF 132 V 303 consid. 4.4.2 p. 307;
sentenza del TF 2C_58/2009 del 4 febbraio 2010 consid. 1.2 e i riferimenti
citati);
che, da un lato, dottrina e giurisprudenza tendono a combinare le singole
caratteristiche, partendo spesso dalla teoria di subordinazione e consul-
tando a titolo aggiuntivo le altre teorie, in particolare la teoria della funzione
(DTF 132 V 303 consid. 4.4.2);
che, dall’altro, conformemente all'art. 22 della legge federale del 16 dicem-
bre 1994 sugli acquisti pubblici (LAPub; RS 172.056.1) e l'art. 28 seg. della
relativa ordinanza dell'11 dicembre 1995 (OAPub, RS 172.056.11) occorre
chiaramente distinguere fra l'aggiudicazione e la conclusione del contratto;
l'aggiudicazione configura una decisione di diritto pubblico che precede la
conclusione del contratto e con cui l'autorità aggiudicatrice decide con chi
e su cosa stipulare un contratto (GALLI/MOSER/LANG/STEINER, Praxis des
öffentlichen Beschaffungsrechts, Zurigo 2013, n. 1088); nel caso di specie,
dal momento che il contratto ha per oggetto la creazione della segnaletica
stradale, si tratta indubbiamente di un contratto d’appalto;
che, di regola, il contratto concluso successivamente in vista della messa
in atto dell'aggiudicazione ha natura di diritto privato (cfr. GALLI/MO-
SER/LANG/STEINER, op. cit., n. 1088; PETER GAUCH, Zuschlag und Vertrag
nach dem neuen Beschaffungsgesetz der Schweiz, in Festschrift Götz von
Craushaar, Düsseldorf 1997, pag. 88 f.; sentenza del TF 4C.256/2004 del
28 febbraio 2005 consid. 2.2.1, DTF 129 I 410 consid. 3.3 e 3.4 p. 415 seg.;
cfr. riguardo alla "Zweistufentheorie", o teoria dei due livelli, MARTIN BEYE-
LER, Der Geltungsanspruch des Vergaberechts, Probleme und Lösungsan-
sätze im Anwendungsbereich und im Verhältnis zum Vertragsrecht, 2012,
n. 2407 segg.);
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che, conformemente a ciò, la conclusione, la forma, la modifica ed il ter-
mine del contratto sono disciplinati dal diritto privato applicabile e che per
statuire sulle controversie derivanti dal rapporto contrattuale sono compe-
tenti i tribunali civili ordinari (GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. 1088
i. f.);
che la ricorrente ha ottenuto la delibera per la commessa relativa al pro-
getto "Opere di segnaletica orizzontale N260PAVVAI N2 Varenzo-Airolo" e
che mediante contratto del 9 agosto 2011 l'USTRA ha confermato l'aggiu-
dicazione dell'acquisto al prezzo di CHF (...).- (...);
che dal verbale del collaudo finale dell'opera, steso e sottoscritto dalle parti
in data 27 ottobre 2011, emerge che i lavori non sono stati svolti come da
contratto e che le parti hanno pattuito di porre l'esecuzione dei lavori di
miglioria a carico della ricorrente; i lavori di sistemazione consistevano nel
rifacimento completo della linea continua sul lato destro della carreggiata
entro l'aprile 2012, previo coordinamento con l'UT IV;
che senza ombra di dubbio si può affermare che la lite verte in particolare
sulle inadempienze e sulla mal esecuzione dell'opera derivanti dal con-
tratto d'appalto concluso dopo l'avvenuta ed incontestata aggiudicazione
della commessa e riveste evidentemente carattere di diritto privato;
che, del resto, lo stesso USTRA, nell'ambito della motivazione della fonda-
tezza della pretesa secondo la decisione querelata, rimanda alle disposi-
zioni di diritto privato relative ai lavori di miglioria, in particolare agli art. 169
cpv. 1 e 170 della Norma SIA 118 e all'art. 368 cpv. 2 della legge federale
di complemento del Codice civile svizzero [Libro quinto: Diritto delle obbli-
gazioni] (CO, RS 220), nonché alla dottrina in materia;
che, d'altra parte però, l'USTRA deduce dall'art. 49a della legge federale
sulle strade nazionali (LSN, RS 725.11) in combinato disposto con l'art. 10
dell'ordinanza sull'organizzazione del Dipartimento federale dell'ambiente,
dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni del 6 dicembre 1999 (Org-
DATEC, RS 172.217.1) la propria competenza per la manutenzione e l'e-
sercizio delle strade nazionali; inoltre l'USTRA deduce dall'art. 47 dell'ordi-
nanza sulle strade nazionali (OSN, RS 725.11) la competenza delle unità
territoriali in generale e dall'allegato 2 dell'OSN la competenza dell'UT IV
per la manutenzione corrente e gli interventi di manutenzione edile esenti
da progettazione per la N2 e per il tratto "Varenzo-Airolo" in questione;
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che infine l'USTRA, anche con particolare riferimento all'art. 49 LSN, con-
clude che i lavori rilevanti ai fini della sicurezza sono compiti sovrani che
non possono essere acquistati sul libero mercato e che la regolazione prov-
visoria del traffico e la segnaletica temporanea dei cantieri sulle strade na-
zionali sono parte integrante del compito sovrano;
che nel verbale di collaudo le parti sono convenute nel porre l'esecuzione
dei lavori di miglioria a carico della ricorrente, previo coordinamento con
l'UT IV;
che la pretesa pecuniaria in esame ha per oggetto le spese sostenute e
fatturate a USTRA dall'UT IV per gli interventi di installazione del cantiere
e messa in sicurezza della carreggiata al fine di permettere alla ricorrente
di realizzare i lavori di miglioria;
che nei cosiddetti costi di miglioria che vanno a carico dell'imprenditore ri-
cadono non solo i costi del lavoro e del materiale, ma anche i costi conco-
mitanti con la riparazione ("Begleitkosten für die Nachbesserung"), i quali,
se pur in modo indiretto, sono altrettanto strettamente connessi all'elimina-
zione dei difetti a tal punto che a livello normativo fanno parte dell'ambito
dell'eliminazione dei difetti; si tratta dei costi dei lavori di preparazione e di
riparazione, dei costi necessari di infrastruttura e di trasporto, nonché dei
costi per lo sgombero del luogo di intervento per la riparazione (cfr. per
tutto PETER GAUCH, Der Werkvertrag, 5a edizione, 2011, n. 1718 segg.);
che malgrado il rapporto tra l'UT IV e l'USTRA sia incontestabilmente ed
inequivocabilmente fondato sul diritto pubblico, ciò non toglie che gli inter-
venti dell'UT IV si sono rivelati indispensabili per consentire alla ricorrente
di procedere all'eliminazione dei difetti; le spese sostenute dall'UT IV sono
di conseguenza suscettibili di rientrare nei cosiddetti costi di miglioria rea-
lizzati nell'ambito del presente contratto di appalto, che, come si è visto, ha
carattere di diritto privato;
che, visto quanto precede, la pretesa relativa all'esecuzione in oggetto è
retta dal diritto privato, per cui, in assenza di un credito pecuniario di diritto
pubblico, la competenza materiale per emanare una decisione sul fonda-
mento materiale della pretesa e per rigettare l'opposizione non spetta all'U-
STRA, ma evidentemente ai tribunali civili ordinari;
che, per costante prassi, la nullità di un atto amministrativo va accertata in
ogni momento e d'ufficio, anche nell'ambito di una procedura di ricorso
(DTF 127 II 32, consid. 3/g) e dev'essere ammessa soltanto se il vizio di
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cui è affetta risulta particolarmente grave, evidente o, perlomeno, facil-
mente riconoscibile e se, inoltre, l'accertamento della nullità non mette in
pericolo in modo serio la sicurezza del diritto (DTF 133 II 366 consid. 3.2);
che il difetto di competenza funzionale o per materia configura un motivo
principale per la nullità di una decisone;
che, non essendo manifestamente data la competenza decisionale di
USTRA in materia, non si può altro che accertare la nullità della decisione
impugnata;
che una decisione nulla non è impugnabile in mancanza di un oggetto di
lite (cfr. sentenza del TAF A-6630/2010 del 19 luglio 2011 consid. 2.4 con
ulteriori riferimenti alla prassi del TF, ad esempio DTF 132 II 342 con-
sid. 2.3);
che perciò il presente ricorso si rivela inammissibile, tuttavia la nullità della
decisione impugnata deve essere accertata nel dispositivo;
che, giusta la prassi del Tribunale federale, l'accertamento d'ufficio della
nullità di una decisione presuppone un interesse degno di protezione e che
per siffatto interesse si intende un interesse pubblico degno di protezione
in analogia all'interesse privato richiesto dall'art. 25 cpv. 2 PA (DTF 137 II
199, consid. 6.5.1; 136 II 415 consid. 1.2 seg., 130 V 388 consid. 2.4);
che alla luce dei considerandi precedenti l'interesse pubblico degno di pro-
tezione all'accertamento della nullità della decisione impugnata consiste
nell'interesse all'osservanza del principio fondamentale della legalità di atti
amministrativi;
che di regola le spese giudiziarie seguono la soccombenza anche se il ri-
corso è dichiarato inammissibile;
che nel caso di specie il ricorso si rivela giustificato nella misura in cui solo
in tal modo è stato possibile constatare la mancata competenza materiale
dell'autorità inferiore e con ciò la nullità della decisione impugnata;
che nell’ipotesi in cui non si volesse accertare la nullità della decisione im-
pugnata, il ricorso si rivelerebbe comunque giustificato nel senso che si
dovrebbe annullare l’atto impugnato per gli stessi motivi;
che, ritenute le circostanze generali della causa, si prescinde dal prelevare
spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA nonché art. 6 lett. b del regolamento
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sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); l'anticipo
versato dalla ricorrente nei termini utili le viene pertanto restituito;
che giusta l'art. 63 cpv. 2 PA nessuna spesa processuale è messa a carico
dell'autorità inferiore;
che la ricorrente, non assistita da un avvocato, non ha diritto all'assegna-
zione di un'indennità per le spese ripetibili (art. 64 PA e art. 7 segg.
TS-TAF);
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
È accertato che la decisione dell'autorità inferiore del 4 maggio 2015 è
nulla.
2.
Per il resto, il ricorso è inammissibile.
3.
Non si prelevano spese processuali e non si assegna alcuna indennità a
titolo di spese ripetibili.
4.
L'anticipo spese di CHF 1'000.- è restituito alla ricorrente dopo un termine
di trenta giorni dal passaggio in giudicato della presente sentenza.
5.
Comunicazione a:
– ricorrente (atto giudiziario; allegato: formulario indirizzo pagamento);
– autorità inferiore (n. di rif. 090104; atto giudiziario).
I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.