Decision ID: ce08d2b0-9720-5a04-aa90-2f9d33e0b524
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nato nel 1959, si è iscritto all'assicurazione disoccupazione percependone le relative indennità da luglio 1995 a luglio 1997 e da novembre 1998 a novembre 2000 (IX). Dal 1. luglio 1997, con l'entrata in vigore dell'Ordinanza federale sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3 marzo 1997, è stato iscritto all'istituto collettore per il rischio morte e invalidità. La prestazione di libero passaggio riconosciutagli nel 1995 dal suo ultimo datore di lavoro è rimasta depositata presso un conto di libero passaggio dell'_ (I).
1.2. Con decisione 13 settembre 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità ha posto _ al beneficio di una rendita intera d'invalidità, oltre a completive per moglie e figlio, a decorrere dal 1. marzo 2001 (XIII/1).
1.3. Con effetto dalla medesima data la Fondazione istituto collettore LPP ha dal canto suo riconosciuto all'assicurato il diritto a una rendita d'invalidità intera oltre ai relativi supplementi per le figlie minorenni. Con scritto del 15 gennaio 2002, facente seguito ad una richiesta dell'interessato del 21 settembre 2001 (A/1), la Fondazione gli ha comunicato:
"
Gentile signor _,
al 01.03.01 vengono a scadenza le prestazioni per l'incapacità lavorativa nell'ambito della sua previdenza professionale.
Siccome la sua rendita d'invalidità di fr. 1'071.00 risulta inferiore al 10% della rendita minima completa AVS (attualmente CHF 1'236.00) e la rendita per figli di fr. 214.00 per ogni figlio è inferiore al 2% della rendita minima completa AVS (attualmente di CHF 247.00) le stesse, poiché di poca entità, le vengono capitalizzate e liquidate in un'indennità unica.
Questa liquidazione ammonta a CHF 18'358.00, che le viene versata sul conto presso la Banca _. Di conseguenza, tutti i diritti derivanti dal regolamento sono estinti." (Doc. _)
1.4. Con petizione del 30 gennaio 2002 nei confronti della Fondazione istituto collettore LPP _ ha sostanzialmente contestato l'ammontare della prestazione concessagli chiedendo in particolare che la stessa venga ricalcolata tenendo conto anche degli accrediti di vecchiaia maturati prima del periodo di disoccupazione e tuttora depositati su un conto di libero passaggio presso la Banca _. A motivazione della sua pretesa l'assicurato ha evidenziato che:
"
Con la presente chiedo la verifica del calcolo che la Fondazione istituto collettore LPP ha fatto. Con la lettera del 15.01.2002 l'istituto collettore LPP mi a comunicato che mi aspetto un importo unico di Fr. 18'358.00, che a me sembra un po' basso. E poi mi chiedo se, in caso io dovessi venire a mancare se a mia moglie o anche miei figli gli tocca una rendita. Come risulta della lettera vedi copia allegato loro dicono che con il pagamento di Fr. 18'358.00 tutti i diritti sono estinti.
Adesso vi spiego un pò la mia situazione:
Durante gli anni 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000 ho percepito la disoccupazione presso la cassa disoccupazione _, dove mi sono stati tolti regolarmente i contributi della LPP, (parte rischio, dal 1997 obbligato). In questo tempo sono anche stato molto tempo in malattia.
Dal mese di marzo 2001 l'AI, mia ha riconosciuto un grado di invalidità totale pari all'80%.
Il mio ultimo datore di lavoro (nel 1995) mi ha versato il mio capitale LPP su con conto libero passaggio presso l'_, questo capitale finora ammonta a Fr. 30'715.45 (Saldo 31.12.2001).
Vi chiedo se l'istituto collettore LPP non doveva anche prendere questo capitale di Fr. 30'715.45, per calcolare la mia parte che mi aspetta di una rendita mensile invece di un importo unico di Fr. 18'358.00 che mi sembra veramente un pò basso.
Vi ringrazio per la cortese attenzione e in attesa della vostra risposta vi saluto cordialmente." (Doc. _)
1.5. Nella sua risposta del 19 febbraio 2002 l'Istituto collettore ha postulato la reiezione della petizione ribadendo la correttezza della prestazione erogata e in particolare che nel calcolo della stessa non deve essere incluso l'avere di libero passaggio del beneficiario. A motivazione del proprio assunto ha specificato:
"
Il signor _, sulla base della decisione AI, dal 01.03.2001 ha diritto a una rendita d'invalidità e a una rendita per figli d'invalido nell'ambito della previdenza professionale. La rendita d'invalidità assicurata ammonta a CHF. 1'071.00 all'anno. Questa rendita sarebbe stata erogata al più tardi fino al _.2024 (raggiungimento del 65° anno d'età). Per i figli del signor _, _, nata il _.1999 e _, nata il _.1993, sono assicurate delle rendite per figli che ammontano a CHF. 214.00 all'anno per ogni figlio. Le rendite per figli vengono versate fino al compimento del 18° anno. Se il figlio si trovasse ancora in formazione, la rendita viene ulteriormente pagata per tutta la durata della formazione, al più tardi fino al compimento del 25° anno d'età.
Secondo l'art. 4.2.2.1 del regolamento della Fondazione istituto collettore, le rendite d'invalidità inferiori al 10% e le rendite per figli d'invalido inferiori al 2 % della rendita di vecchiaia semplice AVS in vigore al momento, possono essere versate sotto forma di capitale. Attualmente la rendita di vecchiaia semplice AVS ammonta a CHF. 12'360.00. Di conseguenza le rendite annue d'invalidità inferiori a CHF. 1'236.00 e le rendite annue per figli d'invalido inferiori a CHF. 247.00 possono essere capitalizzate.
L'indennità di cui beneficia l'assicurato, corrisponde alla riserva che la fondazione avrebbe dovuto accantonare dall'inizio della rendita per l'evento assicurato. Le riserve devono venir accantonate per la rendita d'invalidità in corso e per la prospettiva di prestazioni di rischio assicurate (rendita vedovile, rendite per orfani). Nel computo dell'indennità in capitale le rendite future vengono ridotte degli interessi maturati dal momento dell'inizio del pagamento delle rendite, in base al tasso tecnico assicurativo. II calcolo viene influenzato dall'eventualità che la persona assicurata decedesse prima del raggiungimento dell'età di pensionamento (probabilità di morte) oppure che ridiventi abile al lavoro. Con la liquidazione in capitale, il diritto alle prestazioni di decesso è compensato.
II signor _ richiede che gli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza vengano considerati nel calcolo della rendita d'invalidità. Ciò contraddice la legislazione in vigore al momento dell'inizio dell'incapacità lavorativa. L'art. 6 cpv. 1 e 2 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria delle persone disoccupate, in deroga all'art. 24 cpv. 2 lett. a LPP, recita quanto segue:
Le prestazioni in caso di morte o invalidità si calcolano sulla base del salario giornaliero coordinato del periodo di controllo nel quale si è verificato l'evento assicurato (cpv. 1).
L'importo delle rendite è calcolato in base alla somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti dall'inizio dell'assicurazione sino all'età che dà diritto al pensionamento, senza interessi (cpv. 2).
Di conseguenza le prestazioni sono calcolate esclusivamente sulla base del salario giornaliero soggetto alla LPP al momento dell'inizio dell'incapacità lavorativa. Gli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza non vengono considerati." (Doc. _)
1.6. Con scritto 26 febbraio 2002 l'assicurato, si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie posizioni osservando:
"
Da parte mia non ho altre prove. Vi prego però di controllare se non esiste una legge che in cui dice che dal 1995 vengano presi tutti soldi del LPP (in mio caso Fr. 30'715.45) calcolati insieme a quelli della fondazione istituto collettore LPP." (Doc. _)
1.7. Pendente causa il TCA ha richiamato dalla Cassa Disoccupazione _ la documentazione relativa alle prestazioni percepite da _ che ha poi proceduto a notificare alle parti.
La vicecancelliera ha quindi chiesto alcuni chiarimenti alla Fondazione istituto collettore LPP, la quale vi ha dato seguito con uno scritto del 3 ap.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è in sostanza l'ammontare della prestazione d'invalidità assegnata dalla fondazione convenuta a _, già beneficiario di indennità di disoccupazione e, in particolare, la questione di sapere se nel calcolo della stessa si debba tenere conto degli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza dall'interessato e depositati su di un conto di libero passaggio a lui intestato.
In concreto non è infatti litigioso il riconoscimento, nel suo principio, di una rendita intera di invalidità all'attore, oltre alle completive per le figlie, né la decorrenza della stessa.
2.3. La seconda revisione parziale della Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), ha, fra l'altro, introdotto la copertura parziale obbligatoria di previdenza professionale per i disoccupati presso l'istituto collettore. L'assicurazione prevede una copertura solo per i rischi morte e invalidità (art. 22a cpv. 3 LADI, art. 2 cpv. 1bis LPP) e presuppone che l'assicurato abbia diritto, giusta l'art. 8 LADI, alle indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione e percepisca un salario giornaliero coordinato conforme alla LPP (art. 1 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3 marzo 1997) .
L'art. 22a LADI, entrato in vigore il 1. luglio 1997, relativo ai "Contributi alle assicurazioni sociali" da dedurre dall'indennità giornaliera dell'assicurazione contro la disoccupazione, prevede infatti al cpv. 3:
"
La Cassa deduce inoltre dall'indennità la quota di contributi della previdenza professionale al fine di garantire la protezione assicurativa in caso di decesso o invalidità dell'assicurato e la versa, con la quota del datore di lavoro che essa
1
prende a carico, all'istituto collettore della previdenza professionale. Il Consiglio federale stabilisce l'importo dei contributi in base a principi attuariali e disciplina la procedura."
Inoltre, giusta l'art. 2 cpv. 1 bis LPP, anch'esso in vigore dal 1. luglio 1997, i beneficiari di indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione sottostanno all'assicurazione obbligatoria per i rischi morte e invalidità. Dell'attuazione è incaricato l'istituto collettore, il quale, secondo l'art. 60 cpv. 2 lett. e LPP, è obbligato ad affiliare l'assicurazione contro la disoccupazione e ad attuare l'assicurazione obbligatoria per i beneficiari di indennità giornaliere annunciati all'assicurazione.
Le disposizioni d'applicazione alla nuova normativa sono contenute nella citata Ordinanza del 3 marzo 1997, entrata in vigore il 1. luglio dello stesso anno, la quale regola, sotto vari punti di vista, il rapporto assicurativo autonomo che si instaura con l'istituto collettore.
In particolare, per quanto riguarda l'ammontare delle prestazioni per i superstiti e d'invalidità, l'art. 3 cpv. 1 stabilisce i principi per determinare il salario coordinato precisando, tra l'altro, che gli importi limite secondo gli art. 2,7,8 LPP sono divisi per 260,4 (importi limite giornalieri). L'art. 4 cpv. 2 precisa inoltre che il salario giornaliero coordinato equivale alla differenza positiva ottenuta deducendo dall'indennità giornaliera di disoccupazione l'importo di coordinazione calcolato su base giornaliera ai sensi dell'art. 3 cpv. 1. Dal canto suo, l'art. 6 definisce come segue il salario coordinato per il calcolo delle prestazioni per i superstiti e d'invalidità:
"
1
Le prestazioni in caso di morte o invalidità si calcolano sulla base del salario giornaliero coordinato del periodo di controllo nel quale si è verificato l'evento assicurato. Nel caso in cui l'assicurato non abbia potuto adempiere il suo obbligo regola meritare di controllo a causa dell'evento, si tiene conto dei giorni del periodo di controllo precedente e sino al verificarsi dell'evento in questione.
2
L'importo delle rendite è calcolato in base alla somma degli averi di vecchiaia relativi agli anni mancanti dall'inizio dell'assicurazione sino all'età che dà diritto al pensionamento, senza interessi."
Si noti che il cpv. 2 dell'art. 6 è stato modificato il 19 dicembre 2001 (cfr. consid. 2.7).
2.4. Nell'evenienza concreta oggetto della lite è, come detto, la questione di sapere se nel calcolo della prestazione d'invalidità riconosciuta dall'Istituto collettore a _, beneficiario di indennità di disoccupazione sino al mese di novembre 2000, si debba tener conto degli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza a dipendenza delle attività lavorative svolte e depositati su un conto di libero passaggio presso la Banca _. La Fondazione convenuta, richiamato l'art. 6 dell'Ordinanza del 3 marzo 1997 (nel tenore in vigore al momento in cui si è realizzato il rischio assicurato), reputa che il calcolo della rendita debba essere effettuato esclusivamente sulla base della somma degli accrediti di vecchiaia teorici maturati dall'inizio dell'assicurazione fino all'età di pensionamento, senza interessi e ad esclusione di eventuali accrediti di vecchiaia acquisiti in precedenza e, nel caso concreto, depositati su di un conto di libero passaggio.
2.5. In una vertenza analoga alla presente questa Corte ha già avuto modo di chinarsi su detta problematica e in particolare sul tema di sapere se l'art. 6 della succitata ordinanza federale, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2001 (cfr. il consid. 2.7), fosse conforme alla legge e alla Costituzione (STCA non pubblicata del 7 marzo 2002 nella causa S., _).
Osservato come l'art. 6 dell'Ordinanza in oggetto si fondi sulla delega generale di cui all'art. 97 cpv. 1 LPP che assegna al Consiglio federale la competenza di disciplinare l'esecuzione della legge e sulla delega contenuta all'art. 22a cpv. 3 LADI che pure affida all'esecutivo federale il compito di disciplinare la procedura dell'assicurazione obbligatoria dei disoccupati, questa Corte ha concluso che l'articolo d'ordinanza in esame, nella misura in cui esclude il computo dell'eventuale prestazione di libero passaggio nel calcolo delle rendite erogate agli assicurati disoccupati, non è contrario alla legge, ma, al contrario, rientra nella libertà discrezionale attribuita all'esecutivo federale ed è idoneo a realizzare lo scopo che si è prefisso il legislatore (cfr. anche STFA del 27 dicembre 2001 nella causa F., U 360/00).
il TCA, richiamato il Messaggio del Consiglio Federale del 29 novembre 1993 concernente la seconda revisione parziale della LADI (cfr. FF 1994 I pag. 312 segg.), ha innanzitutto rilevato che la copertura previdenziale obbligatoria delle persone al beneficio di indennità giornaliere dell'assicurazione disoccupazione è stata introdotta dalla menzionata seconda revisione della LADI allo scopo di garantire, a determinate condizioni, anche ai senza lavoro il mantenimento della previdenza professionale. Per espressa volontà del legislatore, tale copertura si estende tuttavia unicamente ai rischi morte e invalidità, non invece a quello vecchiaia, essenzialmente a causa dei costi troppo elevati che una copertura integrale avrebbe comportato per l'assicurazione federale e per gli assicurati medesimi (cfr. Messaggio succitato, pag. 332).
Questa limitazione, posta a fondamento della nuova normativa, determina tutta l'impostazione della legge e del relativo disciplinamento d'applicazione che, di conseguenza, non contemplando il mantenimento della previdenza professionale per il rischio vecchiaia, fa astrazione dagli accrediti di vecchiaia maturati in precedenza dall'assicurato e per i quali, quindi, non è nemmeno previsto il trasferimento all'istituto collettore.
Va detto che comunque la legge concede all'assicurato divenuto disoccupato la possibilità di optare per il mantenimento della previdenza per la vecchiaia acquisita sino a quel momento a titolo volontario, nell'ambito dell'istituto di previdenza precedente, segnatamente al fine di evitare l'insorgere di lacune negli accrediti di vecchiaia, e, di conseguenza, nelle future prestazioni di vecchiaia (cfr. l'art. 47 cpv. 1 LPP nella sua versione introdotta dalla seconda revisione parziale della LADI; sull'argomento cfr. Th. Nussbaumer, "Arbeitslosenversicherung" in SBVR, pag. 113;
cfr. anche Hans-Ulrich Stauffer, Hohe Prämien für Risikoschutz, Schweizer Personalvorsorge 1997, pag. 553 segg. e dello stesso autore Aktuelle Fragen aus dem Grenzbereich Arbeitsrecht, Arbeitslosenversicherung und Berufliche vorsorge, SZS 1998, pag. 282 segg.; cfr. anche H. Dolder, "Revision 96/97 des AVIG im Lichte der Praxis", SZS 1999, pag. 479 segg.) .
Al suddetto principio della copertura parziale si ispira del resto implicitamente anche l'art. 26 cpv. 3 LPP, nella sua versione introdotta dalla medesima revisione della LADI, laddove prevede che per gli assicurati che sottostanno all'assicurazione obbligatoria giusta l'art. 2 cpv. 1bis LPP la rendita d'invalidità si estingue al più tardi al sorgere del diritto ad una prestazione di vecchiaia.
In questo quadro generale la scelta operata dal Consiglio federale all'art. 6 cpv. 2 dell'Ordinanza si rivelava dunque conforme alla delega legislativa (cfr. in proposito anche il Commento del Dipartimento federale dell'interno al progetto d'ordinanza del 24 settembre 1996, pag. 4 e Bollettino della previdenza professionale edito dall'UFAS no. 38 del 12 marzo 1997, pag. 11).
2.6. In concreto pertanto, alla luce di quanto precede, accertata la conformità con la legge e con la Costituzione dell'art. 6 cpv. 2 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati, nel tenore in vigore al momento in cui si è realizzato l'evento assicurato, merita di essere confermato il mancato computo, nel calcolo della rendita d'invalidità riconosciuta dalla Fondazione istituto collettore LPP a _, dell'avere di libero passaggio da lui accumulato. Si osservi in ogni modo che oltre alla prestazione versatagli dall'istituto collettore l'assicurato ha comunque a disposizione la prestazione di libero passaggio maturata in precedenza.
2.7. Come è stato anticipato, va comunque rilevato, a titolo abbondanziale, che la disposizione dell'Ordinanza in questione è stata modificata il 19 dicembre 2001.
Il nuovo tenore dell'art. 6 cpv. 2 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei dipendenti, in vigore dal 1° gennaio 2002, è il seguente:
"
L'importo delle rendite è calcolato in base all'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato prima dell'inizio dell'assicurazione e alla somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti dall'inizio dell'assicurazione sino all'età che dà diritto al pensionamento, senza interessi."
Nella medesima occasione è pure stato modificato l'art. 8 cpv. 1 il quale stabilisce che:
"
Per i rischi di morte e di invalidità, l'aliquota di contribuzione degli assicurati è del 2,20 per cento del salario giornaliero coordinato."
Nella sua proposta al Consiglio federale, il Dipartimento federale dell'economia si era così espresso:
"
Änderung der Verordnung über die obligatorische berufliche Vorsorge von arbeitslosen Personen
_
1. Ausgangslage
Die Verordnung über die obligatorische berufliche Vorsorge von arbeitslosen Personen regelt seit ihrem Inkrafttreten am 3. März 1997 die Versicherung für die Risiken Tod und Invalidität von arbeitslosen Personen. Zu Beginn galt für sämtliche gemäss dieser Verordnung versicherten Personen ein Beitragssatz von 5.28 Prozent des koordinierten Taglohnes. Per 1. Januar 2000 wurde des Beitragssatz aufgrund des günstigen Risikoverlaufes auf 3,5 Prozent für Personen bis Alter 54 bzw. 1.74 Prozent für Personen ab Alter 55 gesenkt. Per 1. Januar 2001 konnte der Prämiensatz nochmals auf 2,2 Prozent für Personen bis Alter 54 und 1,1 Prozent für Personen ab Alter 55 gesenkt werden. Diese sukzessiven Beitragssenkungen wurden dadurch ermöglicht, dass mit den bisherigen Beitragseinnahmen erhebliche Reserven gebildet werden konnten. Per Ende 1999 betrugen die Reserve rund 250% des aktuellen Jahresbeitrages, was nach gängiger Anschauung und Erfahrung als Obergrenze gelten kann.
2. Leistungsverbesserungen
Die bisherige Regelung war so ausgestaltet, dass Personen ab dem 55. Altersjahr im Vergleich zu den jüngeren Personen weit geringere Leistungen erhielten. Dies rechtfertigte denn auch die Beitragssenkung für Versicherte ab Alter 55, wie sie seit dem 1.1.2000 umgesetzt worden ist.
Mit der nun vorliegenden Anpassung der Verordnung soll nun die bisherige Benachteiligung der älteren Versicherten entfallen. Alle Versicherten kommen in den Genuss derselben Leistungen in Prozent des versicherten Taglohnes. Deshalb kann logischer- weise auch auf die unterschiedliche Beitragsregelung verzichtet werden. Neu gilt für alle Versicherten ein einheitlicher Beitrags- satz von 2,2 Prozent des koordinierten Taglohnes.
3. Umsetzung der Leistungsverbesserung
Das vor der Arbeitslosigkeit angesammelte Altersguthaben wird für die Berechnung der Risikoleistungen berücksichtigt. Bei voller Beitragsdauer würde dies approximativ zu folgender Lösung führen.
® Invalidenrente: 36 % des koordinierten Taglohnes
® Invalidenkinderrente: 7.2 % des koordinierten Taglohnes
®Wittwenrente: 21.6 % des koordinierten Taglohnes
®Waisenrente: 7.2 % des koordinierten Taglohnes
Diese Umsetzung trägt dem BVG-Grundgedanken besser Rechnung als die bisherige Lösung. Überdies entfällt eben durch die Berücksichtigung des angesammelten Altersguthabens die bisherige Benachteiligung der älteren Versicherten. Trotzdem soll jedoch weiterhin auf das effektive Einfordern des angesammelten Altersguthabens verzichtet werden, zumindest solange das Alterssparen ausgeklammert bleibt.
4. Finanzielle und personelle Auswirkungen
Die vorliegende Verordnungsänderung hat nur sehr geringe finanziellen und keine personellen Auswirkungen auf den Bund. Durch die Anhebung des Beitragssatzes für eine bestimmte Personengruppe (ab Alter 55) wird der Ausgleichsfonds der Arbeitslosenversicherung aufgrund der hälftigen Aufteilung der BVG-Beiträge zwischen arbeitslosen Personen und der Arbeitslosenversicherung finanziell leicht (rund 1,5 Mio. Franken) belastet.
5. Inkrafttreten
Die Änderung der Verordnung vom 3. März 1997 über die obligatorische berufliche Vorsorge von arbeitslosen Personen
soll am 1. Januar 2002 in Kraft treten.
6. Ämterkonsultation
Die Anpassungsvorschläge der konsultierten Stellen sind übernommen worden. Damit sind alle konsultierten Departemente und Ämter mit dem vorliegenden Antrag einverstanden."
Per le prestazioni dovute a dipendenza di eventi assicurati realizzatisi successivamente al 1° gennaio 2002 l'importo della rendita viene dunque determinato considerando anche l'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato prima dell'inizio dell'assicurazione (cfr. anche PPS 2/02 pag. 159).
2.8. Appurata la conformità delle modalità di calcolo della rendita spettante all'attore con riferimento alla mancata computazione della prestazione di libero passaggio di spettanza dell'interessato, resta ancora da verificare il calcolo che la Fondazione convenuta ha operato per calcolare la rendita dovuta e la relativa liquidazione mediante versamento di un'indennità unica di fr. 18'358.00.
Pendente causa il TCA ha chiesto alla Cassa disoccupazione _ di produrre la documentazione relativa al periodo in cui _ ha percepito le indennità di disoccupazione (VII e IX) e alla convenuta di indicare in dettaglio come è stata calcolata la prestazione d'invalidità dovuta all'attore e la relativa capitalizzazione. Con scritto del 3 aprile 2002 la Fondazione ha precisato:
"
in riferimento al caso assicurativo in oggetto, rispondiamo alla vostra corrispondenza del 04.03.2002 come segue:
Come da vostra richiesta, in allegato ricevete una copia della decisione dell'assicurazione invalidità.
Computo delle prestazioni:
II signor _ è divenuto inabile al guadagno nel corso del mese di marzo 2000. In questo mese, l'indennità giornaliera dell'assicurazione disoccupazione ammontava a CHF 107.45. Quest'importo va moltiplicato per 260.4 giorni lavorativi annui.
Guadagno assicurato (GA) = ind. giornaliera x giorni lavorativi annui -
importo di coordinamento
= CHF 107.45 x 260.40 - 24'120.00
= 3'860.00
Età dell'assicurato al 01.01.2001 (anno d'inizio della rendita d'invalidità): 41 2/12 anni
Rendita d'invalidità = (accrediti teorici di vecchiaia nell'anno 2000
con interessi + accrediti
nell'anno 2001 di vecchiaia futuri senza interessi) x tasso di conversione (7.2 %)
Avere di vecchiaia per l'anno 2000 = 3860 x 10 % x 1.04 = 401.00
Computo degli accrediti di vecchiaia futuri
Periodo
Numero di anni
accrediti
in % GA
Totale in %
01.01.01 - 01.01.04
3
10
30
01.01.04 - 01.01.14
10
15
150
01.01.14 - 01.11.24
10 A 10 M
18
195
Totale
375
Rendita d'invalidità =
(401.00 + 3860 x 375 %) x 7.2 % = 1'071.00
Rendita per figli d'invalido =
1'071.00 x 20 % = 214.00
L'indennità in capitale per _ corrisponde alla riserva matematica d'inventario delle prestazioni d'invalidità, calcolate fino all'età termine di
65
anni per la rendita d'invalidità, risp. fino a
21
per la rendita per figli d'invalido. La formula applicata e le direttive per il calcolo della riserva matematica d'inventario si riferiscono alle tariffe dell'assicurazione vita collettiva
1995
(Direttive delle assicurazioni svizzere d'associazione), e il tasso tecnico è del
3.5%.
Volentieri a vostra disposizione per ulteriori informazioni in merito, inviamo distinti saluti." (Doc. _)
Alla luce di tali risultanze questo Tribunale non può che concludere per la correttezza del calcolo operato dalla convenuta. In effetti lo stesso, basato sull'importo d'indennità giornaliera effettivamente percepita dall'interessato nel periodo determinante (cfr. IX), è conforme alle disposizioni in vigore alla nascita del diritto (cfr. il consid. 2.3; art. 3, 4, 6 dell'Ordinanza sulla previdenza professionale obbligatoria dei disoccupati del 3 marzo 1997; art. 8, 14, 24 cpv. 2 LPP; art. 17 OPP; cfr. anche il Regolamento della Fondazione convenuta, in particolare le cifre 4.1.1.2.3., 4.1.1.5.5. delle Disposizioni generali e la parte II e III del Piano di previdenza, doc. _). Del resto, sia detto di transenna, l'assicurato non ha sollevato alcuna particolare eccezione in merito al calcolo delle prestazioni limitandosi ad esprimere la sua generica insoddisfazione per l'esiguità della prestazione concessa.
2.9. Per quanto infine concerne le modalità di versamento delle rendite d'invalidità spettanti all'assicurato, va detto che, di principio, in materia di previdenza professionale le prestazioni vengono erogate in forma di rendita, in quanto questa modalità di pagamento meglio si adatta allo scopo della legge che è quello di sostituire il salario mancante dopo la sopravvenienza del rischio assicurato e quindi di mantenere il tenore di vita anteriore (SZS 1989 p. 312 consid. 2c; Messaggio del Consiglio federale alla LPP, FF 1976 I p. 225).
Il versamento in forma di capitale è quindi un’eccezione (cfr. SVR 1994 BVG Nr. 13 p. 35; SZS 1989 p. 312 consid. 2c; STFA dell’11 aprile 1997 in re A. C; Messaggio succitato p. 225).
Infatti i capoversi 2 e 3 dell'art. 37 LPP prevedono che:
"
2
L'istituto di previdenza può assegnare una liquidazione in capitale in luogo di una rendita di vecchiaia o d'invalidità, di una rendita per vedove o di una rendita per orfani che fossero inferiori al 10 rispettivamente al 6 e al 2 per cento della rendita semplice minima di vecchiaia dell'AVS.
3
Le disposizioni regolamentari dell'istituto di previdenza possono stabilire che l'avente diritto può chiedere una liquidazione in capitale in luogo di una rendita di vecchiaia, per vedove o d'invalidità. Per la prestazione di vecchiaia, l'assicurato deve fare la corrispondente dichiarazione il più tardi tre anni prima della nascita del diritto."
Tramite questa deroga al principio del versamento in forma di rendita il legislatore ha voluto offrire all’assicurato una certa libertà nell’utilizzazione del capitale di vecchiaia (Messaggio p. 226).
Per quanto riguarda il capoverso 2 il legislatore ha inoltre precisato che
"
È possibile che il valore della prestazione dovuta sia così basso che sarebbe derisorio e costoso, dal punto di vista amministrativo, pagarla sotto forma di rendita. Sono considerate tali le prestazioni che, sotto forma di rendita, sarebbero inferiori al 10% della rendita semplici minima completa dell'AVS."
(cfr. Messaggio, p. 225)
In concreto, le disposizioni regolamentari della convenuta contemplano un disciplinamento analogo a quello legale, la cifra 4.2.2.1. delle Disposizioni generali del Regolamento disponendo che se la rendita d'invalidità è inferiore al 10% e la rendita per figli al 2% del minimo della rendita di vecchiaia semplice AVS al momento in vigore, la prestazione viene versata sotto forma di capitale.
Nel caso particolare di _, considerato come la rendita mensile AVS fosse pari, nel 2001, a fr. 1'030 (cfr. l'art. 34 cpv. 5 LAVS e l'art. 1 dell'Ordinanza 01 sugli adeguamenti all'evoluzione dei prezzi e dei salari nell'AVS/AI), il 10% di questa rendita ammonta a fr. 103 mensili. Poiché quindi la rendita d'invalidità mensile assegnata all'attore (di fr. 89.25 mensili, XIII) è inferiore al 10% della rendita minima AVS, il pagamento in capitale della prestazione è legittimo e rientra nel potere dispositivo del fondo di previdenza. Analogo discorso vale per le rendite dovute per le figlie minorenni dell'attore (ammontanti a fr. 214 mensili; cfr. doc. _ ripreso al consid. 1.3.).
Ritenuto d'altra parte come il calcolo della capitalizzazione operato dalla Fondazione convenuta appaia incensurabile (cfr. III con allegato), anche su questo punto la petizione di _ va considerata infondata.