Decision ID: 231eb67b-f260-5b9c-a633-c370412421ac
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Nell'ambito di un'azione di divorzio su richiesta unilaterale promossa il 14 giugno 2012 da AO 1 (1961) nei confronti di AP 1 (1950), con decreto cautelare del 17 maggio 2016 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha respinto tre istanze del marito del 18 aprile 2014 (CA.2014.145), del 21 maggio 2015 (CA.2015.197) e del 25 settembre 2015 (CA.2015.414) volte a ottenere, rispettivamente, la soppressione di ogni contributo alimentare per la moglie e la riduzione (a fr. 1500.–) di quello per il figlio E_ (nato il 22 aprile 2002; CA.2014.145 e CA.2015.414) come pure l'affidamento del figlio e l'attribuzione della casa di _ (particella n. 8 RFD _, all'epoca comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno; CA.2015.197). Le spese processuali di complessivi fr. 3000.– sono state poste a carico del marito, mentre non sono state assegnate indennità d'inconvenienza. Contestualmente il Pretore ha stralciato dai ruoli la procedura CA.2015.480, divenuta senza interesse, che la moglie aveva promosso il 21 ottobre 2015 per regolare il diritto di visita paterno durante le vacanze scolastiche autunnali del 2015. Le spese di tale decisione, di fr. 1000.–, sono state poste a carico delle parti in ragione di un mezzo ciascuno.
B.
Con decreto del 15 giugno 2016 il medesimo Pretore ha respinto un'ulteriore istanza 14 aprile 2016 del marito che reiterava la richiesta di affidargli E_ (riservato il diritto di visita materno) e domandava l'autorizzazione a trasferirne la dimora in _ (CA.2016.132). Gli oneri processuali di fr. 1000.– sono stati posti a carico di lui, mentre non sono state assegnate indennità d'inconvenienza.
C.
Contro i decreti appena citati AP 1 è insorto a questa Camera con due appelli. Il primo, del 30 maggio 2016, per ottenere, in riforma delle decisioni del 17 maggio 2016, la soppressione del contributo alimentare per la moglie e la riduzione (a fr. 1500.–) di quello per il figlio, l'affidamento di E_ (riservato il diritto di visita materno) e l'addebito alla moglie di tutte le spese processuali (inc. 11.2016.47). Il secondo, del 27 giugno 2016, per essere autorizzato, in riforma del decreto del 15 giugno 2016, a portare con sé E_ in _ e a trasferirne la residenza (inc. 11.2016.56). Il 26 settembre 2016 AO 1 ha proposto il rigetto dei ricorsi.
D.
Il 20 ottobre 2016 AP 1 ha comunicato di ritirare gli appelli.

Considerando
in diritto: 1.
Per semplificare il processo il giudice può, segnatamente, ordinare la congiunzione di più cause (art. 125 lett. c CPC) che denotino una certa comunanza o connessione (
Frei
in: Berner Kommentar, ZPO, edizione 2012, n. 22 ad art. 125). È quanto si avvera nella fattispecie, entrambe le decisioni impugnate vertendo (anche) sull'affidamento del figlio E_. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una decisione unica.
2.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
3.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto non v'è ragione per scostarsi da tale principio, ma l'ammontare della tassa di giustizia è adeguatamente ridotto (art. 21 LTG) per tenere conto che le procedure di appello si concludono senza sentenza. Non si pone infine problema di ripetibili, AO 1 non essendosi fatta patrocinare da un legale né avendo chiesto indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC).