Decision ID: 6847c4e1-d542-408e-a6b8-deec3d7a89ec
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Con sentenza del 14 marzo 2016, divenuta definitiva l’11 novembre 2016, la
Corte d’appello di Madrid, Sezione XVI, ha condannato A. alias B., ad una pena
privativa della libertà di 5 anni per traffico illegale di sostanza stupefacente (art.
368 CP/E) e appartenenza ad un gruppo criminale (art. 570 ter CP/E; v. act.
4.4).
B. Il 23 luglio 2019 l'autorità giudiziaria spagnola ha emesso un mandato di arresto
europeo nei confronti del predetto (v. act. 4.2).
C. Mediante segnalazione del 24 luglio 2019, SIRENE Spagna ha richiesto l'arre-
sto provvisorio in vista di estradizione di A. (v. act. 4.1).
D. Con nota verbale del 21 agosto 2019, l’Ambasciata spagnola a Berna ha pre-
sentato alle autorità svizzere la relativa domanda di estradizione (v. act. 4.4).
E. Già in detenzione preventiva presso il carcere La Farera nell'ambito di un'in-
chiesta ticinese, A. è stato interrogato rogatorialmente il 23 agosto 2019 dal
Ministero pubblico del Canton Ticino (v. act. 4.6), il quale gli ha notificato l'ordine
di arresto ai fini di estradizione emanato il 25 luglio 2019 dall'Ufficio federale di
giustizia (in seguito: UFG), unitamente alla domanda di estradizione di cui sopra
(v. act. 4.3 e 4.4). A. si è opposto alla propria estradizione in via semplificata (v.
act. 4.6).
F. Mediante decisione del 13 settembre 2019, l'UFG ha concesso l'estradizione di
A. alla Spagna (v. act. 1.1).
G. Il 24 ottobre 2019 l'interessato ha interposto ricorso al Tribunale penale federale
avverso la predetta decisione, postulando, in via principale, la reiezione della
domanda di estradizione nonché la concessione dell'assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio. In via subordinata, egli chiede che “la domanda di estradi-
zione, per quel che concerne i fatti puniti in forza dell’art. 570 ter del Codice
penale spagnolo, è respinta. L’estradizione, per la fattispecie, punita in forza
dell’art. 368 CP spagnolo (traffico di droga o reato contro la salute pubblica) non
potrà essere concessa sin tanto che non saranno state fornite garanzie, valide,
vincolanti e verificabili, che A. alias B. non verrà costretto a scontare anche la
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pena di 1 anno, per i fatti puniti conformemente all’art. 570 ter del Codice penale
spagnolo (appartenenza ad un gruppo criminale)” (v. act. 1).
H. Invitato ad esprimersi sul suddetto ricorso, l'UFG, con osservazioni del 31 otto-
bre 2019, ha proposto di respingerlo (v. act. 4).
I. Invitato a replicare (v. act. 5), il ricorrente è rimasto silente.
Le ulteriori argomentazioni addotte dalle parti nei loro rispettivi allegati verranno
riprese, se necessario, nei successivi considerandi in diritto.

Diritto:
1.
1.1 In virtù degli art. 55 cpv. 3 e 25 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza giudi-
ziaria internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1) e dell'art. 37 cpv. 2
lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della
Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali è competente
per statuire sui ricorsi contro le decisioni d'estradizione. Interposto entro 30
giorni dalla notificazione scritta della decisione d'estradizione (art. 50 cpv. 1
della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA;
RS 172.021], applicabile in virtù del rinvio previsto all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP),
il ricorso è tempestivo. In qualità di estradando il ricorrente è manifestamente
legittimato a ricorrere (v. art. 21 cpv. 3 AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1b e rinvii).
1.2 L'estradizione fra la Spagna e la Confederazione Svizzera è anzitutto retta dalla
Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 1957 (CEEstr;
RS 0.353.1), entrata in vigore il 5 agosto 1982 per la Spagna e il 20 marzo 1967
per il nostro Paese, dal Primo, dal Secondo e dal Terzo Protocollo addizionale
alla CEEstr (RS 0.353.11/12/13), rispettivamente del 15 ottobre 1975, del 17
marzo 1978 e del 10 novembre 2010, il Primo e il Secondo Protocollo entrati in
vigore sia per la Spagna che per la Svizzera il 9 giugno 1985, mentre il Terzo
Protocollo entrato in vigore il 1° aprile 2015 per la Spagna e il 1° novembre per
la Svizzera, nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 59 e segg.
della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985
(CAS; non pubblicato nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblica-
zione Internet della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguar-
danti gli accordi bilaterali”, 8.1 Allegato A).
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1.3 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati
non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-
nale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (cosid-
detto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza
(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33
consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1;
124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid.
1a). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme in-
ternazionali (v. art. 59 n. 2 CAS). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali
(DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c; TPF 2008 24 consid. 1.1).
2. Il ricorrente censura innanzitutto la violazione del principio della doppia punibi-
lità. Egli sostiene che “l’esposto dei fatti contenuto nella domanda di estradi-
zione, in relazione al reato di appartenenza ad un gruppo criminale (570 ter CP
spagnolo), non corrisponde agli elementi costitutivi di alcuna infrazione prevista
dal diritto svizzero” (v. act. 1, pag. 2). La domanda di estradizione sarebbe dun-
que da respingere per quanto riguarda i fatti puniti sulla base della predetta
disposizione. A suo avviso, le autorità svizzere dovrebbero chiedere e ottenere
dalle autorità spagnole valide garanzie che, in caso di estradizione, egli non
debba scontare la relativa pena di un anno di detenzione inflittagli.
2.1 Giusta l'art. 2 n. 1 CEEstr, danno luogo all'estradizione i fatti che le leggi della
Parte richiedente e della Parte richiesta puniscono con una pena o con una
misura di sicurezza privative della libertà di un massimo di almeno un anno o
con una pena più severa. Di contenuto analogo è l'art. 35 cpv. 1 AIMP. Nell'am-
bito dell'esame della doppia punibilità, l'autorità non si scosta dall'esposto dei
fatti contenuto nella domanda, fatti salvi gli errori, le lacune o altre contraddizioni
evidenti ed immediatamente rilevati (DTF 132 II 81 consid. 2.1; 118 Ib 111 con-
sid 5b pag. 121 e seg.). Il giudice dell'estradizione non deve procedere a un
esame dei reati e delle norme penali menzionati nella domanda estera, ma deve
semplicemente vagliare, limitandosi a un esame "prima facie", se i fatti ivi ad-
dotti – effettuata la dovuta trasposizione – sarebbero punibili anche secondo il
diritto svizzero, ricordato che la punibilità secondo il diritto svizzero va determi-
nata senza tener conto delle particolari forme di colpa e condizioni di punibilità
da questo previste (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188; 118 Ib 543 con-
sid. 3b/aa pag. 546; 116 Ib 89 consid. 3b/bb; 112 Ib 576 consid. 11b/bb pag.
594). I fatti incriminati non devono forzatamente essere caratterizzati, nelle due
legislazioni toccate, dalla medesima qualificazione giuridica (DTF 124 II 184
consid. 4b/cc pag. 188). È sufficiente che essi siano puniti nei due Stati come
reati che possono essere oggetto di assistenza internazionale (DTF 117 Ib 337
consid. 4a; 112 Ib 225 consid. 3c e sentenze citate). Se l'estradizione è richiesta
http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81 http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111 http://links.weblaw.ch/DTF-124-II-184 http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-543 http://links.weblaw.ch/DTF-116-IB-89 http://links.weblaw.ch/DTF-112-IB-576 http://links.weblaw.ch/DTF-124-II-184
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per diverse infrazioni, la condizione della doppia punibilità deve essere adem-
piuta per ognuna di esse (DTF 125 II 569 consid. 6 pag. 575).
2.2 In concreto, l’autorità rogante, basandosi sulla sentenza del 14 marzo 2016, ha
così riassunto i fatti che hanno condotto alla condanna dell’estradando (v. act.
4.4):
“1°. C., A., D. e E., tutti maggiorenni e incensurati, costituivano un gruppo dedito
al trattamento e alla vendita di sostanze stupefacenti, in particolare, cocaina.
Essendo la prima la leader, gli altri la chiamavano “patrona” e “madrina”. A. era
il suo collaboratore fidato e ambedue, come soci, si occupavano di acquisire il
suo trattamento. D. era incaricato di trattare la cocaina e E. custodiva gli stupe-
facenti e li spacciava. Gli imputati, ai fini indicati, disponevano di vari immobili,
quello in calle Z., pianoterra e, a Madrid, denominato “F.”, utilizzato per il tratta-
mento della cocaina; quello in calle Y., pianoterra E a Madrid, situato a 100
metri dal precedente, destinato allo stoccaggio della cocaina che, dopo essere
stata trattata nel F., era destinata al trasporto e allo spaccio al minuto. E. usava
il suo domicilio, sito in calle X., pianoterra B, a Madrid, per disporre degli utili
necessari per la pesatura, il trattamento e la preparazione degli involucri di co-
caina”.
“2°. Il 30 luglio 2014, in occasione di un controllo di routine realizzato dai membri
della Brigata provinciale di sicurezza cittadina, in Paseo de la Dirección a Ma-
drid, veniva fermata la Ford, modello Mondeo, targata 1, guidata dal suo utiliz-
zatore abituale A. e occupata da C. In detta occasione, è stata intercettata una
borsa contenente 21,5 grammi di una sostanza di colore bianco celata nella
scatola dei fusibili. Detta sostanza si è rivelata essere levamisolo – tetramisolo.
Inoltre, è stato intercettato un involucro contenente tetracaina cloridrato da 100
grammi e due involucri di fenacetina dal peso di 1 kg ciascuno, rinvenuti sul
sedile posteriore del veicolo. Tali sostanze sono quelle che utilizzavano per al-
terare o tagliare la cocaina. Nel corso di questo controllo di routine del gruppo
XV dell’UDYCO, autorizzato dal Tribunale per le Indagini Preliminari n. 5 di Na-
valcarnero, che ha comportato il rinvenimento di quanto sopra, è avvenuta la
perquisizione di vari immobili e il risultato è riportato di seguito [...]. La droga
sequestra (cocaina), una volta analizzata, ammontava a 2,737 grammi, con una
ricchezza del 60,5% e un valore di mercato di 232,11 €: 10,012 grammi di co-
caina pura al 18,3% e un valore di mercato di 258,22 €; e 89,909 grammi di
cocaina pura al 21% e valore di mercato di 2646,55 € [...] Il totale sequestrato
ammonta a 5955 €, di cui 5885 € sono stati sequestrati nel corso della perqui-
sizione dell’immobile di C., 40 € a lei e 30 a D., proveniente dalle attività di cui
sopra”.
http://links.weblaw.ch/DTF-125-II-569
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Già solo alla luce del numero di persone implicate, dell’organizzazione del so-
dalizio criminale nonché dei quantitativi di sostanza in gioco, i fatti appena de-
scritti possono senz’altro essere sussunti al reato di cui all’art. 19 cpv. 1 e 2
della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup; RS
812.121). È a torto che il ricorrente contesta l’adempimento del requisito della
doppia punibilità per quanto riguarda la condanna di un anno di detenzione per
appartenenza a un gruppo criminale (art. 570 ter CP/E). Con l’applicazione di
tale disposizione, l’autorità giudiziaria spagnola non ha fatto altro che aggravare
(di un anno) la pena di 4 anni erogata in base all’art. 368 CP/E per tener conto
del fatto che i gravi reati constatati sono stati commessi nel contesto di un
gruppo criminale. In altre parole, quanto previsto all’art. 19 cpv. 1 e 2 LStup –
vedi segnatamente la lett. b del cpv. 2, il quale prevede il caso grave della com-
missione in banda dei reati di cui al cpv. 1 – si ritrova nell’applicazione congiunta
degli art. 368 e 570 ter CP/E. Visto quanto precede, il principio della doppia
punibilità è rispettato e la censura va quindi respinta.
3. Il ricorrente afferma che, prescrivendosi la pena inflittagli per il reato di traffico
di droga in 5 anni ed essendo la sentenza di condanna divenuta definitiva
l’11 novembre 2016, quando egli avrà terminato di scontare la condanna in
Svizzera (che sarebbe di almeno 4-5 anni), la pena spagnola sarà prescritta. Di
conseguenza egli non potrà essere estradato verso la Spagna.
3.1 L’art. 10 CEEstr prevede che l’estradizione non sarà consentita se la prescri-
zione dell’azione penale o della pena è acquisita secondo la legislazione della
Parte richiedente o della Parte richiesta.
3.2 La sentenza di condanna a una pena detentiva di 5 anni dell’estradando è di-
ventata definitiva l’11 novembre 2016 (v. domanda di estradizione, in act. 4.4).
In Svizzera, giusta l’art. 99 cpv. 1 lett. c CP, la pena si prescrive in venti anni,
se si tratta di una pena detentiva da cinque a meno di dieci anni. In Spagna, in
applicazione art. 133 e 134 CP/E, la pena inflitta al ricorrente si prescriverà il
10 novembre 2021 (v. ibidem). Vi è da concludere che in nessuno dei due Paesi
la pena è prescritta. Per quanto riguarda il procedimento svizzero e la possibile
pena che potrebbe essergli inflitta, non essendovi al momento nessuna sen-
tenza di condanna cresciuta in giudicato nei suoi confronti, la censura, basata
su una mera ipotesi, va disattesa.
4. In conclusione, non vi è nessuna ragione per negare l'estradizione. Ne conse-
gue che il ricorso deve essere respinto integralmente.
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5. Il ricorrente sollecita la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria e
del gratuito patrocinio nella persona dell'avv. Stefano Will (v. incarto
RP.2019.53).
5.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è
in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patro-
cinatore d'ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone dei mezzi
necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di successo,
l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a
domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali
(art. 65 cpv. 1 PA). Il Tribunale federale ha affermato che prive di probabilità di
successo sono conclusioni le cui prospettive di successo sono sensibilmente
inferiori a quelle di insuccesso, e che di conseguenza non possono essere de-
finite serie. Decisivo è sapere se una parte che dispone dei mezzi finanziari
necessari affronterebbe ragionevolmente un processo: chi non è disposto ad
affrontare a proprie spese un processo non deve poterlo fare soltanto perché la
procedura è gratuita. L'esistenza di sufficienti probabilità di successo va giudi-
cata sommariamente in base alle condizioni al momento dell'introduzione della
domanda (v. DTF 138 III 217 consid. 2.2.4; 133 III 614 consid. 5; sentenze del
Tribunale federale 5A_264/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 4.1;
5A_711/2011 del 21 dicembre 2011, consid. 3.1).
Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che la parte che richiede l'as-
sistenza giudiziaria abbia il dovere di fornire ragguagli completi e, per quanto
possibile, comprovati, sul proprio reddito, patrimonio e sull'insieme dei propri
oneri finanziari. Le informazioni e i relativi mezzi di prova devono fornire un'im-
magine fedele, completa e coerente della situazione finanziaria del richiedente.
In caso contrario l'istanza deve essere respinta, non essendo sufficientemente
sostanziato o dimostrato lo stato di indigenza (DTF 125 IV 161 consid. 4a; sen-
tenze del Tribunale penale federale RP.2014.62 del 26 agosto 2014 consid. 2.1;
BH.2006.6 del 18 aprile 2006 consid. 6.1; HARARI/ALIBERTI, Commentario ro-
mando, 2011, n. 34 ad art. 132 CPP; BÜHLER, Die Prozessarmut, in C. Schöbi
[ed.], Gerichtskosten, Parteikosten, Prozesskaution, unentgeltliche Prozessfüh-
rung, 2001, pag. 189 e segg.).
5.2 Nella fattispecie il ricorrente ha inoltrato a questa autorità l'apposito formulario,
indicando di non avere né reddito né fortuna né debiti (v. incarto RP.2019.53,
act. 3.1). Per il resto, egli non ha menzionato né allegato nulla, nonostante il
formulario di questa autorità renda attenti alle esigenze di completezza e di al-
legazione. Le informazioni fornite dal ricorrente appaiono a dir poco scarne. Egli
si trova certo in detenzione, ma con l'aiuto del suo difensore avrebbe potuto
raccogliere un minimo di dati o di documentazione per rendere possibile un
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esame serio della sua situazione finanziaria. Vista la lacunosità delle informa-
zioni fornite dal ricorrente questo Tribunale si trova impossibilitato a valutare la
richiesta presentata.
5.3 Per quanto attiene alle conclusioni, come visto, esse vanno considerate prive
di possibilità di successo allorquando i rischi di reiezione sono nettamente mag-
giori rispetto alle possibilità di accoglimento, sebbene non siano manifesta-
mente infondate o abusive (sentenze del Tribunale penale federale
RR.2007.176 dell'11 dicembre 2007 consid. 3; RR.2007.31 del 21 marzo 2007
consid. 3). Nel caso di specie, il gravame, alla luce dei chiari motivi che hanno
portato alla reiezione del ricorso (v. supra consid. 2 e 3), appariva sin dall'inizio
privo di possibilità di successo, ragione per cui il postulato gratuito patrocinio
deve essere respinto, a prescindere dal fatto che l’avv. Stefano Will sia l’avvo-
cato di ufficio nel procedimento penale nazionale, fatto questo che non vincola
il giudice dell’assistenza nel contesto di questa separata procedura di natura
essenzialmente amministrativa (v. più ampiamente la sentenza del Tribunale
federale 1C_146/2018 del 26 aprile 2018 consid. 2, con riferimenti).
6. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia
è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3
del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le
indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fis-
sata nella fattispecie a fr. 1’000.–.
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