Decision ID: fa3aa058-9ddf-5ec5-b56b-08fb906d1ba8
Year: 2000
Language: it
Court: TI_GIAR
Chamber: TI_GIAR_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nei confronti di _ (arrestato l’8 aprile 1999 e rimesso in libertà provvisoria il successivo 6 giugno) è pendente un procedimento penale per titolo di riciclaggio di denaro ed eventualmente di ricettazione, nonché carente diligenza in operazioni finanziarie e diritto di comunicazione.
La fattispecie si riferisce al tentativo dell’accusato di entrare in Svizzera dal valico doganale di _ in possesso di ingenti somme di denaro anche occultate (lire sterline e dollari USA), con spiegazioni punto convincenti, contraddittorie e mutate nel tempo.
B.
Con istanza 17 agosto 1999, _, pretestandosi avente diritto su parte della somma sequestrata all'accusato (e precisamente £ 510'000), ha chiesto al Procuratore pubblico di poter beneficiare di un salvacondotto scritto, per poter essere sentito quale testimone, ed il dissequestro a suo favore della menzionata somma, eventualmente previa archiviazione del procedimento a carico di _.
Al cospetto della reiezione integrale dell'istanza, come a decisione 30 agosto 1999 del Procuratore pubblico, _ ha sporto il presente reclamo, chiedendo in via principale il dissequestro delle £ 510'000 ed in via subordinata il rilascio del salvacondotto.
Nelle sue osservazioni, _ non si esprime direttamente sul postulato dissequestro (a parte le seguenti apparentemente gratuite affermazioni: "
Sia la richiesta di dissequestro sia quella di salvacondotto si inseriscono nella tesi difensiva di _ volta a dimostrare la propria innocenza. Precisando, in questa sede, che il problema del dissequestro investe esclusivamente £ 510'000.- di proprietà del reclamante
"). Di contro si diffonde a perorare la concessione del salvacondotto.
Da parte sua e con le proprie osservazioni, il Procuratore pubblico in ordine pone in dubbio la legittimazione del reclamante a chiedere il dissequestro, mai _ nelle sue varie e discordanti versioni avendo indicato _ siccome in qualsivoglia forma avente diritto all'importo in oggetto, né ciò risultando in modo liquido dalle allegazioni di quest'ultimo. Di converso, nel merito, vi sono ampi sufficienti indizi per ritenere gli importi sequestrati avviati al riciclaggio. Neppure vi sono i presupposti di eccezionalità per concedere un salvacondotto.
e considerando

in diritto:
1.
Il reclamo, tempestivo, può essere considerato ricevibile sul tema del salvacondotto, in quanto comunque proposto da terzo con un legittimo interesse (art. 280 cpv. 2 CPP). Per contro, e come si vedrà di seguito, _ non ha dimostrato sufficiente legittimazione per chiedere il dissequestro della valuta in possesso di _, al momento dell'arresto di quest'ultimo, ed in seguito per impugnare la decisione negativa del magistrato inquirente: pertanto il reclamo in proposito si avvera irricevibile, essendo comunque abbondanzialmente destituito di fondamento nel merito.
2.
Viene allora affrontato in primo luogo il gravame contro il rifiuto del dissequestro (anche perché - ma ciò non è il caso - il suo accoglimento toglierebbe interesse ad un salvacondotto).
2.1
L’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato. La norma corrisponde sostanzialmente a quanto in precedenza disposto successivamente dall’art. 120 CPP/1942 e dall’art. 120 CPP/1993, per cui ancora soccorre la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali e di questo Ufficio giudiziario sul tema (REP. 1987 p. 265, 1989 p. 599, 1998 n. 117 consid. 1; sentenze 30 gennaio 1992 in re O.C., CRP 282/91 e 17 marzo 1992 in re G.M., CRP 38/92; decisione 19 febbraio 1996 in re M. Ltd., GIAR 116.96.1).
Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di cui sopra al dispiegamento della procedura e quindi alle necessità dell’istruzione preliminare, alle decisioni del magistrato requirente ed a quelle del giudice del merito come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione (sequestro confiscatorio). Come in tutti gli istituti procedurali, che intaccano eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, tenuto anche conto del principio di proporzionalità. La verifica della fondatezza di questi presupposti, per il doveroso scrupolo di rispetto dei diritti individuali, deve essere costante negli incombenti dell’autorità requirente ed inquirente, con sempre accresciuta esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire dal sospetto all’apertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli accertamenti probatori del caso (cfr. in contesto più generale:
Gérard Piquerez
, Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, p. 191 n. 926 ss).
2.2
E' abbastanza evidente che può opporsi al sequestro rispettivamente chiedere il dissequestro chi può vantare diritti sull'oggetto del provvedimento.
_ sostiene di essere il proprietario dell'importo di £ 510'000, con una serie di argomentazioni ed illustrazioni di circostanze fattuali, che si scontrano con le risultanze dell'istruttoria e che potrebbero assumere valenza di apprezzamento solo in quanto dispiegate dinnanzi al magistrato inquirente, ovviamente tenuto conto di quanto in precedenza acquisito ed in confronto con queste ultime altre diverse emergenze. A contrastare gli assunti personali del reclamante, che possono essere considerati di oggettiva concretezza solo nella sua ottica, stanno infatti le dichiarazioni dell'accusato, riassunte nelle osservazioni del Procuratore pubblico ed alle quali si rinvia, anche per evitare inutile pregiudizio al seguito di chiarimenti e di accertamenti di merito. Basti allora qui ricordare che mai _ ebbe ad indicare in _ il proprietario della somma in discussione né a far riferimento alle circostanze di consegna e di destinazione asserite da quest'ultimo. Non sana questo quadro conoscitivo la gratuita (in quanto non altrimenti confortata) affermazione di _ (o meglio del suo legale ticinese), nelle osservazioni al reclamo sulla "
proprietà
" del reclamante di quel denaro, come citato sopra, tanto più ponendo mente attenta alla dichiarazione giurata del legale ateniese dell'accusato, con tanto di firma di giudice e segretario, prodotta il 28 aprile 1999, quando era in discussione la libertà provvisoria chiesta dallo stesso accusato (v. inc. GIAR 247.99.3, annesso all'atto n. 5):
"
Quello però che ho riscontrato personalmente dalla mia indagine e che mi è stato assicurato
([
NdR
] da)
tutti gli interessati, è che in nessun caso il suddetto denaro costituisce frutto di operazioni illegali, ma appartiene ad investigatori
([
Ndr
] forse "
investitori
"?)
greci, i quali raccolgono in valuta da imprese turistiche (bar - ristoranti - alberghi - noleggi di macchine ecc.) e preferiscono naturalmente la sterlina perché più stabile e perché non subisce le pressioni subite dalle altre monete dell'Unione Europea, ricavandone migliori prezzi.
"
2.3
Abbondanzialmente detto, le stesse risultanze portano nel merito a giustificare il mantenimento del sequestro.
Con il pregio della verosimiglianza, sufficiente a questo stadio del procedimento, le circostanze del caso (consistenza della valuta in discussione, modalità di trasporto e di entrata in Svizzera) ed il comportamento poi processuale di _ (men che meno cristallino e convincente nel resoconto dei fatti), senza contrapposta solidità delle argomentazioni del reclamante, danno solido fondamento al contestato provvedimento.
3.
In punto al postulato salvacondotto, per negare il diritto a beneficiarne, basta citare precedenti giudizi, sottolineando preliminarmente che l'istruzione formale è diretta dal Procuratore pubblico (art. 152 CPP) e che nessuna norma positiva fa obbligo di usufruire delle vie dell'assistenza internazionale o di concedere eccezionali garanzie (decisione10 novembre 1994 in re F.Z., GIAR, 803.94.1), fatto salvo quanto disposto dall'art. 69 AIMP.
La richiesta presentata da accusato all'estero (e non estradabile) di sospensione temporanea dell'ordine di arresto e subordinatamente di concessione di salvacondotto venne integralmente respinta con decisione 9 novembre 1994 in re A.H. (GIAR 263.93.2). Il conseguente gravame alla Camera dei ricorsi penali è stato respinto con sentenza 28 marzo 1995 (CRP 60.94.7), la quale ha confermato rispettivamente rilevato:
"Nel CPP non è prevista alcuna norma in merito al salvacondotto e sembra che questo istituto venga per prassi utilizzato, come riferito dal PG e ripreso dal GIAR in casi "assolutamente particolari di interesse pubblico (p. es. necessità di assumere una prova non altrimenti reperibile o reperibile solo con molte difficoltà, motivi personali validi, ecc.)".
...
Esaminando i codici di procedura penale di altri cantoni, segnatamente di San Gallo, Friborgo, Lucerna e Zugo, che prevedono il salvacondotto, si evince che lo stesso viene utilizzato essenzialmente nella fase istruttoria di un procedimento, quando è necessario o indispensabile assumere una determinata persona prevenuta, indiziata o anche un semplice teste, nei confronti del quale non è possibile adottare altri provvedimenti, segnatamente chiederne l'arresto in vista dell'estradizione o l'interrogatorio nelle forme rogatoriali; il salvacondotto viene in particolare concesso per poter portare a termine l'istruttoria nel rispetto del principio di celerità."
E' alquanto evidente che la situazione personale (ed eventualmente processuale) di _ non trova riscontro in un eventuale caso eccezionale di specie, per cui - si ribadisce - non vi sono motivi per non tutelare le competenze istruttorie del Procuratore pubblico.
4. Il reclamo è conseguentemente respinto, in quanto ricevibile, con carico di tassa e spese giudiziarie secondo soccombenza: rimane riservato il diritto di ricorrere alla Camera dei ricorsi penali, anche in tema di salvacondotto (che, volendo parare a paventato arresto, rientra nelle competenze di seconda istanza indicate dall'art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
Non vengono riconosciute ripetibili ad _, a ragione della sua presa di posizione in appoggio al gravame.