Decision ID: eae6c223-c528-5186-b419-1a011046fe28
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, l’8 aprile 2016 il Fondo _ CO 1) ha chiesto
alla
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 388.24
più interessi e spese.
B.
All’udienza fissata per l’8 giugno 2016 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 7 luglio 2016 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 (
recte:
del proprio titolare B_
) a far tempo dall’8 luglio 2016 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata
B_
è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 22 luglio 2016
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 25 luglio 2016 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il 3 e il 12 agosto nonché il 9 settembre 2016 il reclamante ha prodotto ulteriori documenti destinati a rendere verosimile la propria solvibilità. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Essendo in concreto la notifica avvenuta il 12 luglio 2016 alla RE 1, il termine di 10 giorni è scaduto il 22 luglio 2016 durante le ferie estive (dal 15 al 31 luglio: art. 56 n. 2 LEF) ed è stato prorogato per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III 49), ossia giovedì 4 agosto 2016, il 1° agosto essendo festivo in Ticino (Festa nazionale). Il reclamo e il primo complemento del 3 agosto sono quindi tempestivi.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti.
Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze
di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2
Nel caso in esame il reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata dall’UE di Lugano il 19 luglio 2016 relativa al versamento di fr. 569.70 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante (doc. E), per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo (all’11 luglio 2016) prodotto dal reclamante (doc. P) si evince che nei suoi confronti erano pendenti 34 esecuzioni per più di fr. 170'000.–, ma nessun atto di carenza di beni. Oltre all’esecuzione che ha portato al fallimento, il 19 luglio 2016 il reclamante ha però pagato altre 5 esecuzioni per quasi fr. 7'000.– (doc. Q) e il 3 agosto ha estinto ulteriori due esecuzioni e parzialmente una terza con un versamento complessivo di fr. 10'000.– (doc. T accluso al primo complemento di reclamo). Per 14 esecuzioni sta d’altronde pagando regolarmente all’UE quote di fr. 2'083.– mensili, aumentate a fr. 2'500.– dal febbraio del 2016 (doc. R e S).
Non si nasconde, invero, che il pignoramento di salario appare d’acchito insufficiente per saldare tutte e 14 le esecuzioni, che all’11 luglio ammontavano in totale a quasi fr. 80'000.– (doc. S). Sennonché il reclamante ha reso verosimile di disporre di altre risorse (il saldo di un conto presso la _ di poco meno di fr. 16'000.– [doc. I] e un credito di fr. 50'000.– nei confronti della M_ [doc. L]), che ha già iniziato a impiegare per ridurre il proprio debito. Incassa inoltre mensilmente
dalla stessa M_ somme rilevanti (che variano a dipendenza dei mesi da fr. 30'000.– a fr. 60'000.–, doc. L)
, che gli permetterebbero verosimilmente di ridurre il suo indebitamento con rate superiori a quelle attualmente corrisposte all’UE, cui pare del resto opportuno comunicare tale informazione.
Ciò porta a ritenere che la sua situazione finanziaria stia migliorando. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento del/la reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di
B_
va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico del reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.
La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.