Decision ID: b2d2ce8a-a6c9-574e-8a9b-0973dff578af
Year: 2018
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A. In data 15 maggio 2018 la Divisione delle contribuzioni e per essa l’Ufficio esazione e condoni trasmetteva a RI 1 5 richieste di garanzia:
· fr. 13'000'000.- più interessi del 3% dal 16.5.2018 ai fini dell’IFD e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);
· fr. 19'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IC e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);
· fr. 16'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IC (Comune di _) e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);
· fr. 70'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IComunale (Comune di _) e delle spese per gli anni fiscali 2012-2015 (multe comprese);
· fr. 15'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IComunale (Comune di _) e delle spese per gli anni fiscali 2013-2015 (multe comprese).
A motivazione delle richieste di garanzia l’autorità indicava:
“Nell’ambito di accertamenti esperiti dalla Divisione federale affari penali e inchieste sono emersi importanti elementi non dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco. L’attività del contribuente sembrerebbe strutturata in maniera tale da permettere a quest’ultimo di sottrarre, in modi diversi, i propri beni patrimoniali all’esecuzione del fisco rendendo la stessa più difficile. Il credito ed il pagamento dell’imposta sembrerebbero oggettivamente minacciati”.
B. Con ricorso 15.6.2018 RI 1 si aggrava, per il tramite dell’avv. RA 1 contro le cinque richieste di garanzia emesse per complessivi fr. 48'085'000.-.
Nel gravame il ricorrente precisa di essere stato domiciliato in Ticino, a _, nel periodo compreso tra il 2006 ed il 31.5.2017. In merito alla sua situazione fiscale sostiene di essere stato – per tale lasso di tempo – illimitatamente imponibile in Ticino ed anche di aver pattuito un apposito ruling con le autorità fiscali nel 2012 confermato ed esteso nel 2015.
Con tale ruling, sottoposto dall’allora rappresentante fiscale del contribuente, la _, all’Ufficio di tassazione di _ – che lo aveva accettato – con effetto a decorrere dal 1°.1.2011, si confermava che la società Holding _ (con sede nelle _), con le relative partecipazioni, non fosse in alcun modo imponibile in Svizzera, rispettivamente in Ticino. Si attestava inoltre che le “(...) eventuali prestazioni in denaro tra le società figlie della holding non avevano alcun influsso fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Con ulteriore richiesta del 15 giugno 2015 _ sottoponeva una nuova informativa vincolante all’Ufficio di tassazione competente in merito alla scissione della summenzionata holding, _. Veniva in particolare chiesto se la precedente decisione del 10 febbraio 2012 manteneva ancora la sua efficacia e se la stessa valesse mutatis mutandis anche per la società _ anch’essa con sede nelle _”. Le richieste, secondo quanto indicato nell’esposto ricorsuale sarebbero state avallate da parte dell’Ufficio di tassazione di _.
Nel gravame viene precisato che il 7/8.5.2018 è stata avviata un’inchiesta fiscale speciale nei confronti di RI 1 (v. art. 190 LIFD). L’insorgente spiega di essere sospettato della sottrazione di importanti somme d’imposta sul reddito (artt. 175 e 176 LIFD) per non aver dichiarato parte dei propri redditi nei periodi fiscali 2011 – 2015.
Il 15.5.2018 le autorità resistenti hanno emanato le richieste di garanzia per il consistente importo indicato: tali decisioni sarebbero già di primo acchito da annullare poiché non sufficientemente motivate. In particolare lamenta la violazione del diritto ad una motivazione: l’autorità non avrebbe fornito alcun elemento (né dato) concreto per contestualizzare la fattispecie. Per la costituzione di una garanzia è inoltre necessario che vi sia un credito fiscale da assicurare: l’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire sufficientemente verosimili.
Unicamente con le osservazioni presentate nel contesto della procedura pendente presso il Tribunale penale federale inerente il sequestro di documenti per opera della DAPI, il Direttore dell’AFC avrebbe motivato gli asseriti sospetti, indicando che il ricorrente non avrebbe dichiarato le Finders Fees pagategli dalle società svizzere del Gruppo e che il suo reddito avrebbe dovuto essere tassato alla luce delle entrate della _.
Le considerazioni delle autorità fiscali circa una sottrazione d’imposte sarebbero del tutto errate: in primo luogo perché _ sarebbe una persona giuridica indipendente e a sé stante e, secondariamente, anche nella denegata ipotesi in cui si volesse trattare in maniera trasparente tale società, i suoi redditi dovrebbero al massimo essere imputati alla società madre oppure alla _. e non al ricorrente. Nel ruling sottoposto alle autorità fiscali sarebbe inoltre stato espressamente indicato che le eventuali prestazioni in denaro tra le società figlie della _ non avrebbero avuto alcuna conseguenza fiscale per il ricorrente. Da ultimo si indica che il Giudice deve discostarsi dalla valutazione dell’autorità fiscale se l’ammontare richiesto appare manifestamente eccessivo: l’importo appare esorbitante, giacché non dovuto e senza che vi sia una reale connessione con la situazione finanziaria di RI 1. Si evidenzia inoltre che le garanzie richieste comprendono pure un periodo (2009-2011) neppure sotto esame dell’autorità inquirente.
C. Con osservazioni 5.9.2018 la Divisione delle contribuzioni chiede che il ricorso presentato venga integralmente respinto. L’autorità fiscale precisa che il ricorrente si è trasferito all’estero il 31.5.2017. La residenza all’estero, ossia l’assenza di domicilio in Svizzera è una condizione sufficiente affinché le autorità fiscali possano richiedere delle garanzie per i propri crediti d’imposta non ancora scaduti (v. art. 169 cpv. 1 LIFD e art. 248 cpv. 1 LT). Nei confronti di RI 1 la Divisione affari penali e inchieste (DAPI) dell’AFC ha avviato un’inchiesta fiscale ex art. 190 LIFD. Il fisco indica: “Già soltanto dalla lettura delle osservazioni del 28 maggio 2018 presentate dall’AFC (si veda il doc. 11 quale allegato al ricorso) è possibile evincere come vi fossero delle giustificate premesse per considerare l’esistenza di fondati sospetti in merito ad una sottrazione d’imposta da parte del ricorrente e, di conseguenza, vi potesse essere una cosiddetta “Gefährdung des Steuerbezuges” (...) ciò che ha giustificato, in concreto, le richieste di garanzia”. In relazione all’ammontare di quanto richiesto in garanzia, il fisco indica, basandosi sulla giurisprudenza del Tribunale federale che, se può essere richiesto in garanzia dall’autorità fiscale un importo necessario ad assicurare tutto il possibile e verosimile substrato imponibile riconducibile a un contribuente, niente si oppone a che tale importo esatto, comunque provvisorio in attesa della risolutiva definizione del dovuto d’imposta, vada a coprire l’intera somma presumibilmente ottenibile sulla base dei conteggi esperiti. La Divisione delle contribuzioni conclude che anche per quanto attiene all’argomentazione legata alla società _, rispetto al contribuente persona fisica, ciò non andrebbe ad inficiare la legittimità delle richieste di garanzia, ritenuto che a RI 1 sono riconducibili tutte le innumerevoli società da lui costituite. Allegato alle osservazioni veniva trasmessa una tabella ricapitolativa del calcolo degli importi complessivi richiesti.
D. Con replica spontanea 17/18.9.2018 l’avv. _ precisa che l’autorità fiscale avrebbe omesso di indicare – nelle osservazioni – che affinché una richiesta di garanzie ex art. 169 LIFD sia valida non solo deve sussistere almeno uno dei motivi di garanzia menzionati nelle norme, ma deve anche essere resa verosimile l’esistenza di un credito d’imposta e che l’ammontare richiesto non appaia manifestamente eccessivo. L’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire sufficientemente verosimili sulla scorta di atti oggettivi. Il ricorrente rimprovera inoltre all’autorità fiscale di non essersi espressa sulla verosimiglianza del credito in relazione con il Ruling 2012 a favore del contribuente ed in particolare la conferma che la società holding (la _.) con le relative partecipazioni non era in alcun modo imponibile né in Svizzera né in Ticino. Nel ruling in parola si attestava anche che le eventuali prestazioni in denaro tra le società figlie della holding non avrebbero avuto alcun influsso fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Il patrocinatore dell’insorgente precisa: “(...) il Ricorrente, quale organo di _, ha concluso il contratto sul quale si fondano i pagamenti ricevuti da _: la _ ha pagato le controprestazioni dovute a _, come prescritto dal contratto e quest’ultima le ha regolarmente contabilizzate quali propri redditi, cosicché gli stessi devono essere attribuiti a _ e non al ricorrente”.

Diritto
1. 1.1.
La richiesta di garanzia è formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto un’imposta cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria ticinese RL 640.110; numerazione precedente RL 10.2.1.1.1) sia quando è riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta, RL 642.150; numerazione precedente RL 10.2.5.1.).
Contro tale decisione, l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 248 cpv. 3 LT; per le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che attribuisce al contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta).
1.2.
Il ricorrente censura le decisioni principalmente per due ragioni: lamenta una violazione del diritto di essere sentito, in quanto le richieste di garanzia non sarebbero, a suo dire, motivate e già solo per questo sarebbero da annullare.
RI 1 si aggrava poi anche contro le richieste di garanzia in quanto tali, ritenendole non giustificate nel caso concreto.
2. 2.1. Violazione del diritto di essere sentito
Per ciò che concerne le richieste di garanzia datate 15 maggio 2018, il ricorrente lamenta innanzitutto la violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. Ritiene che le decisioni di garanzia non siano sufficientemente motivate.
2.2.
2.2.1.
La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. il diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).
2.2.2.
Nell’ambito della costituzione di garanzia fiscale, la relativa domanda deve indicarne i motivi, poiché ogni decisione deve essere motivata. Una motivazione susseguente è comunque possibile. I motivi di una domanda di garanzia sono l’assenza di domicilio in Svizzera oppure la messa in pericolo dei diritti del fisco. In applicazione dei principi generali di procedura, la domanda non può limitarsi all’indicazione dei motivi della richiesta di garanzia. Una breve motivazione deve precisare le ragioni della domanda affinché l’interessato possa esercitare il suo diritto di ricorso con coscienza di causa. Una motivazione sommaria e succinta non è sufficiente. Contrariamente ad altri vizi di forma l’insufficienza di motivazione può comunque essere sanata nell’ambito della procedura ricorsuale (Curchod P., Commentaire romand LIFD [a cura di Noel/ Aubry-Girardin], Basilea 2017, n. 31-32 ad art. 169 LIFD).
2.3.
La motivazione delle decisioni impugnate (riportata in narrativa), sebbene breve, indica indubbiamente i motivi essenziali che hanno indotto l'Autorità fiscale a ritenere in pericolo la riscossione del credito fiscale. Detta motivazione ha quindi permesso al contribuente di tutelarsi adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente motivato.