Decision ID: 136fdb1d-ec71-5052-8f45-9dc4cda475a8
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti (UEF) di Mendrisio, il 7 agosto 2014 CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione della giurisdizione di Mendrisio-Nord di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2734.50
oltre interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione dell’8 settembre 2014 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 9 settembre 2014 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo dallo stesso giorno alle ore 14.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 60.–.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 18 settembre 2014 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione il 28 agosto 2014, addirittura prima dell’udienza di discussione dell’istanza. Il 19 settembre il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo parziale. Con osservazioni del 7 ottobre 2014, la procedente ha confermato che l’esecuzione era stata saldata in diversi acconti, l’ultimo dei quali versato all’UEF di Mendrisio il 9 settembre 2014, giorno dell’apertura del fallimento.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 18 settembre 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 il 10 settembre 2014 (doc. C accluso al reclamo), in concreto il reclamo è tempestivo.
2.
In virtù dell’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF le parti possono avvalersi di fatti nuovi se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza. Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (art. 172 n. 3 LEF). Orbene, è ciò che ha fatto il reclamante nella fattispecie, giacché risulta dallestratto dell’UEF di Mendrisio annesso al reclamo (doc. E) che l’ultimo dei quattro acconti (di fr. 922.–) è stato da lui versato a saldo dell’esecuzione in questione il 2 settembre 2014. Le date diverse menzionate nelle osservazioni al reclamo si riferiscono di tutta evidenza ai bonifici successivi sul conto della procedente.
Il fallimento di RE 1 va quindi annullato.
3.
La tassa di giustizia, calcolata secondo gli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF, così come le spese dell’UEF di Mendrisio sono poste in ambo le sedi a carico dal reclamante, il cui ritardo a pagare il debito ha obbligato la procedente a richiedere il fallimento (art. 107 cpv. 1 lett. b CPC). Nel criticare il comportamento “poco professionale” dell’istante, per non aver presenziato all’udienza né comunicato alla Pretura l’avvenuto versamento degli acconti, il reclamante sembra dimenticare che, oltre a pagare tempestivamente il proprio debito, incombeva invece a lui d’informare il giudice (cfr. art. 172 n. 3 LEF), al più tardi all’udienza, tanto più ch’egli ha effettuato i pagamenti all’UEF e non direttamente all’istante, che ne è così venuta a conoscenza, come visto, con un certo ritardo. A quest’ultima, tuttavia, non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa formulato una domanda in questo senso.