Decision ID: eba53618-0ded-5726-a159-34405a8ef6d5
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino ita-
liano, nato l’(...) – ha lavorato in Svizzera per periodi dal 2011 al 2016 come
muratore per un’impresa di costruzioni, solvendo contributi all’assicura-
zione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 12 e 14 dell’in-
carto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. 12 e doc. 14]). Ha interrotto il
lavoro il 27 aprile 2015 a seguito di un infortunio professionale (lesione al
III e IV dito della mano sinistra; doc. 30). Il 29 giugno 2016, ha formulato
una richiesta volta all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità (doc. 24).
B.
B.a Con comunicazione del 6 dicembre 2016 (doc. 8), l’Ufficio dell’assicu-
razione invalidità del Canton B._ (Ufficio AI), dopo aver rilevato che
secondo l’accertamento dei fatti effettuato, l’interessato era tornato a vivere
in Italia (doc. 4), ha informato l’assicurato che non era possibile procedere
all’esecuzione di provvedimenti d’integrazione. Il medesimo giorno, l’Ufficio
AI ha poi trasmesso l’incarto all’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per
gli assicurati residenti all’estero (UAIE; doc. 1).
B.b Dalle carte processuali risultano essere stati assunti agli atti i docu-
menti componenti l’incarto dell’assicurazione C._, segnatamente il
rapporto ortopedico del 6 dicembre 2016 del dott. D._ (doc. 138), il
rapporto del 28 febbraio 2017 della Clinica di riabilitazione E._ (doc.
153) ed il rapporto ortopedico del 28 novembre 2017 del dott. F._
(doc. 220), nonché documenti medici dell’ottobre 2017 e del marzo e mag-
gio 2018 (doc. 245 e 246 pag. 5 a 7). Tra gli atti vanno annoverati anche il
contratto di lavoro del 12 aprile 2016 (doc. 12 pag. 8), il questionario per il
datore di lavoro del 21 luglio 2016 (doc. 12 pag. 1) ed il questionario per
l’assicurato del 10 marzo 2018 (doc. 240).
B.c Nel rapporto del 6 luglio 2018, il dott. G._, medico SMR, spe-
cialista in medicina interna, ha posto la diagnosi di stato dopo lesione (tra-
mite fresa) al III e IV dito della mano sinistra. Ha quindi ritenuto per l’inte-
ressato un’incapacità lavorativa del 100% nella precedente attività di mu-
ratore dal 27 aprile 2015, ma una capacità al lavoro del 100% in un’attività
confacente allo stato di salute dal 28 novembre 2017 (doc. 252).
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B.d Il 7 agosto 2018, l’UAIE ha determinato nel 5% il grado d’invalidità
dell’assicurato in applicazione del metodo generale del confronto dei redditi
(doc. 253).
B.e Con progetto di decisione del 9 ottobre 2018, l’UAIE ha comunicato
all’interessato che la domanda di provvedimenti professionali è (recte sa-
rebbe stata) respinta, ritenuto in particolare che il medesimo non presenta
un’incapacità al guadagno del 20%, l’esercizio di un’attività sostitutiva ade-
guata essendo da considerare esigibile al 100% dal 28 novembre 2017,
ciò che comporta un grado d’invalidità del 5% (doc. 256).
B.f Con scritto del 14 novembre 2018, l’interessato ha chiesto il riesame
del caso, dal momento che, secondo i documenti medici, allegati in copia,
segnatamente il parere specialistico del 16 maggio 2018 sulle conse-
guenze delle lesioni riportate, gli esiti della lesione e la limitazione funzio-
nale di cui soffre alla mano sinistra non gli consentono di svolgere l’attività
di muratore e comportano dei “postumi invalidanti” del 23% anche in una
qualsiasi altra attività (tale da conferirgli un diritto all’adozione di un prov-
vedimento professionale). Ha poi sottolineato che, in virtù della sua forma-
zione e del contesto economico della regione in cui risiede, non si può esi-
gere da lui l’esercizio di un’attività di sostituzione (doc. 270).
B.g Nel rapporto del 4 dicembre 2018, il dott. H._, specialista in
medicina fisica e riabilitazione, ha ritenuto che il parere specialistico del 16
maggio 2018 sulle conseguenze delle lesioni riportate non comporta ele-
menti tali da modificare la presa di posizione del luglio 2018 del dott.
G._ (doc. 272).
B.h Con decisione del 27 dicembre 2018 (doc. 284; notificata il 16 gennaio
2019 [v. “esito della spedizione” delle Poste Italiane {doc. TAF 1, doc. 1}]),
l’UAIE ha respinto la domanda di provvedimenti professionali (ai sensi
dell’art. 8 LAI in relazione con gli art. 17 e 18 LAI), i requisiti per il loro
ottenimento non essendo adempiti, fermo restando la possibilità di un rein-
serimento nel mondo del lavoro tramite la normale via del collocamento.
B.i
B.i.a Con decisione del 5 febbraio 2019 (doc. 297) – che ha fatto seguito
ad un progetto di decisione del 17 ottobre 2018 (doc. 257) e ad uno scritto
d’opposizione del 30 novembre 2018 (doc. 277 pag. 4) – l’UAIE ha poi de-
ciso di erogare in favore dell’interessato una rendita intera d’invalidità sviz-
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zera dal 1° gennaio 2017 (sei mesi dopo la data della richiesta di una ren-
dita d’invalidità) al 28 febbraio 2018 (tre mesi dopo l’accertato migliora-
mento dello stato di salute).
B.i.b Il ricorso inoltrato dal ricorrente il 12 marzo 2019 contro la succitata
decisione del 5 febbraio 2019 è stato dichiarato inammissibile da questo
Tribunale, con sentenza del 31 ottobre 2019, a causa del versamento tar-
divo del saldo dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.
Tale sentenza è cresciuta incontestata in giudicato.
C.
C.a L’11 febbraio 2019, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 27 dicembre
2018 in materia di provvedimenti professionali. Ha prodotto documenti me-
dici già agli atti, oltre ad un rapporto medico del 6 febbraio 2019, un rap-
porto neurologico del 5 febbraio 2019, una relazione di pronto soccorso del
14 maggio 2018 ed un rapporto fisiatrico del 22 ottobre 2017 (doc. TAF 1).
C.b Il 30 marzo 2019, l’insorgente ha esibito un atto di ricorso regolarizzato
contro la decisione dell’UAIE mediante il quale ha chiesto (di riformare la
decisione impugnata nel senso) di riconoscere il suo diritto a provvedimenti
professionali. Si è doluto di un’errata valutazione del suo stato di salute e
della sua residua capacità lavorativa, non potendo egli più svolgere l’attività
di muratore, mentre in un’attività sostitutiva adeguata egli presenta un
grado d’invalidità di oltre il 50%. Tale grado d’incapacità al guadagno con-
ferisce un diritto a provvedimenti professionali. Per il resto, ha segnalato
che, in virtù delle limitazioni funzionali che presenta nonché della sua for-
mazione scolastica e professionale, non si può esigere da lui l’esercizio
delle attività di sostituzione indicate dall’autorità inferiore su un mercato del
lavoro equilibrato (doc. TAF 4).
C.c Con risposta al ricorso dell’8 aprile 2020, l’UAIE ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Detta autorità
ha rilevato che il ricorrente non adempie i presupposti per avere diritto a
provvedimenti professionali. In particolare, secondo l’UAIE, avendo ces-
sato la propria attività lucrativa in Svizzera il 27 aprile 2015 ed essendo
tornato a vivere in Italia, l’insorgente non è (più) assoggettato all’assicura-
zione obbligatoria o facoltativa AVS/AI. Egli presenta inoltre un grado d’in-
capacità al guadagno del 5% in un’attività confacente allo stato di salute
dal 28 novembre 2017 (incapacità al guadagno al di sotto della soglia giu-
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risprudenziale del 20% circa per potere beneficiare di un diritto a provvedi-
menti di riformazione professionale), fermo restando che al medesimo si
presenta comunque un ventaglio sufficiente di attività con mansioni leg-
gere, poco qualificate e confacenti con le limitazioni funzionali, che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di rifor-
mazione professionale. Il ricorrente ha altresì beneficiato di una rendita in-
tera d’invalidità svizzera dal 1° gennaio 2017 al 28 febbraio 2018, di modo
che, a parere dell’autorità inferiore, il caso è da considerarsi siccome defi-
nitivamente liquidato dal profilo del diritto dell’assicurazione invalidità sviz-
zera, non sussistendo alcuna proroga dell’assicurazione ai fini del diritto a
provvedimenti d’integrazione, ai sensi dell’Allegato II dell’Accordo tra la
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone. Per conse-
guenza, l’UAIE ha ritenuto di avere respinto a giusta ragione la domanda
di provvedimenti professionali (doc. TAF 10).
C.d Nella replica del 2 luglio 2020, l’insorgente si è riconfermato nelle ar-
gomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso dell’11 febbraio 2019, con-
testando in particolare l’assenza dei presupposti per il riconoscimento di
provvedimenti professionali (doc. TAF 13), atto di replica che è poi stato
trasmesso all’autorità inferiore per conoscenza con provvedimento del 20
luglio 2020 (doc. TAF 14).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che
gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4
consid. 1.2).
1.2 Il Tribunale amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio
dell’assicurazione per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo
l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-
curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le
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singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1
LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-
lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. Se-
condo le regole generali del diritto intertemporale, si applicano le norme
procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso (DTF 130 V 1 con-
sid. 3.2).
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
3.
3.1 Dal profilo temporale, sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 con-
sid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
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ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in concreto il 27 dicembre 2018. Il giudice delle assicu-
razioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situa-
zione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24
consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, ri-
siede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero, il medesimo essendo
stato assicurato ed avendo lavorato in Svizzera per periodi dal 2011 al 2016
(DTF 143 V 354 consid. 4, 143 V 81, in particolare consid. 8.1, nonché 141
V 521 consid. 4.3.2), per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21
giugno 1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i
suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS
0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei si-
stemi di sicurezza sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le
parti contraenti applicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE)
n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una ren-
dita d'invalidità svizzera nonché dei presupposti per il riconoscimento di
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provvedimenti d’integrazione (il cui esame deve essere effettuato in via
prioritaria rispetto a quello per la concessione di una rendita [DTF 126 V
241 consid. 5]), sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3 del
Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento
medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
5.1 Questo Tribunale rileva, preliminarmente, che l’UAIE, con decisione del
27 dicembre 2018, ha negato il diritto a provvedimenti professionali e, con
decisione del 5 febbraio 2019, ha attribuito all’insorgente una rendita intera
d’invalidità dal 1° gennaio 2017 al 28 febbraio 2018.
5.2 L’oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è costituito uni-
camente dalla decisione dell’UAIE del 27 dicembre 2018 e pertanto dalla
questione di sapere se il ricorrente abbia diritto, o meno, a provvedimenti
professionali. Non è per contro oggetto litigioso la decisione dell’UAIE del
5 febbraio 2019 in materia di rendita d’invalidità, cresciuta peraltro in giudi-
cato. Con sentenza del 31 ottobre 2019 (C-1319/2019), il Tribunale ammi-
nistrativo federale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso interposto
dall’insorgente il 12 marzo 2019 contro la decisione dell’UAIE del 5 febbraio
2019 a causa del versamento tardivo del saldo dell’anticipo spese (sen-
tenza del TAF C-1319/2019 del 31 ottobre 2019).
6.
Occorre quindi esaminare se il ricorrente ha diritto ai richiesti provvedimenti
professionali, ai sensi dell’art. 9 cpv. 1bis LAI in combinazione con lo speci-
fico diritto europeo al riguardo (cfr. art. 80a LAI e il rinvio allo specifico diritto
comunitario, segnatamente l'Allegato II dell'Accordo tra la Comunità euro-
pea e i suoi Stati membri, da un parte, e la Confederazione Svizzera,
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone [di seguito ALC] e il Rego-
lamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale).
6.1 Nella risposta al ricorso dell’8 aprile 2020, l’UAIE ha indicato che l’in-
sorgente non può beneficiare di provvedimenti professionali (anche) per-
ché, non risiedendo e non esercitando un’attività lucrativa in Svizzera, non
è più assicurato all’AVS/AI svizzera. Per il resto, nella decisione del 27 di-
cembre 2018, l’UAIE ha altresì segnalato che “per il periodo compreso tra
il 27.04.2015 e il 28.11.2017 e il relativo diritto ad una rendita d’invalidità,
riceverà un’ulteriore decisione”, di modo che, a seguito dell’attribuzione di
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una rendita d’invalidità, non sussiste (più) alcun diritto a provvedimenti d’in-
tegrazione, ai sensi dell’ACL (doc. TAF 10).
6.2 Nella replica (doc. TAF 13 pag. 1 e 2), l’insorgente precisa di essere
“rientrato in Italia presso la propria residenza in quanto non ha più la capa-
cità lavorativa richiesta dalla ditta svizzera per cui lavorava all’epoca dell’in-
fortunio e ne consegue che non è più assicurato per scadenza del contratto
di lavoro al 31/12/2016”. Egli sottolinea altresì che “tutto ciò che ha subito
(...) a seguito dell’infortunio occorso il 27/04/2015 è e rimane a carico del
sistema assicurativo svizzero, quindi sia la revisione della capacità di gua-
dagno e/o la messa in atto di provvedimenti d’integrazione per la ricolloca-
zione al lavoro da eseguirsi in Italia o in Svizzera”.
6.3 Secondo l’art. 10 cpv. 1 LAI, il diritto ai provvedimenti professionali na-
sce al più presto al momento in cui l’assicurato rivendica il diritto alle pre-
stazioni conformemente all’articolo 29 capoverso 1 LPGA.
6.4 L’articolo 9 cpv. 1bis LAI precisa le condizioni assicurative che l’assicu-
rato deve adempiere per avere diritto ai provvedimenti d’integrazione: il di-
ritto ai provvedimenti d’integrazione nasce al più presto con l’assoggetta-
mento all’assicurazione obbligatoria o facoltativa AVS/AI (art. 1b LAI in
combinazione con l’art. 1a e l’art. 2 LAVS) e si estingue al più tardi allo
scadere dell’assicurazione. In altri termini, una persona deve essere assi-
curata da quando e fino a quando rivendica il diritto a provvedimenti d’in-
tegrazione (DTF 145 V 266 consid. 4.2 e 143 V 261 consid. 5.2.1; sentenza
del TAF C-2286/2016 del 27 settembre 2019 consid. 4.3).
Per conseguenza, allorquando una persona non è più assoggettata all’as-
sicurazione AVS/AI, in particolare perché non risiede e non esercita più
un’attività lucrativa in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a e b LAVS), essa perde,
di principio, il diritto ai provvedimenti d’integrazione professionale (sen-
tenza del TAF C-5612/2016 del 24 luglio 2018 consid. 7.7).
6.5
6.5.1 Secondo l’art. 1b LAI, sono assicurate, a norma della LAI, le persone
che, conformemente agli articoli 1a e 2 LAVS, sono assicurate a titolo ob-
bligatorio o facoltativo. Riservate le esenzioni di cui all’art. 1a cpv. 2 LAVS,
sono assicurate obbligatoriamente all’assicurazione svizzera per la vec-
chiaia e per i superstiti segnatamente le persone fisiche domiciliate in Sviz-
zera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS) e le persone fisiche che esercitano un’at-
tività lucrativa nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. b LAVS). Inoltre, i cittadini
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svizzeri e i cittadini degli Stati membri della Comunità europea o dell’Asso-
ciazione europea di libero scambio (AELS) che vivono al di fuori della Co-
munità europea o degli Stati dell’AELS e sono stati assicurati obbligatoria-
mente per un periodo ininterrotto di almeno cinque anni possono aderire
all’assicurazione facoltativa (art. 2 cpv. 1 LAVS).
6.5.2 Nel caso in esame, e per quanto emerge dalle carte processuali, può
essere rilevato che il ricorrente è cittadino italiano (doc. 24), risiede in Italia
da (luglio del) 2016, data del suo rimpatrio (doc. 4), e non esercita più al-
cuna attività lucrativa da (aprile del) 2015, data dell’infortunio professionale
(doc. 12 e 30), di modo che non è altresì più assoggettato all’assicurazione
obbligatoria o facoltativa per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità svizzera.
Ciò premesso, l’insorgente non può beneficiare di provvedimenti professio-
nali, ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 lett. b LAI.
6.6
6.6.1 L’accordo tra la Confederazione svizzera, da una parte, e la Comu-
nità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle
persone (ALC) prevede, tuttavia, una clausola di proroga dell’assicura-
zione che mantiene, a determinate condizioni, l’assoggettamento
all’AVS/AI svizzera (MICHEL VALTERIO, Commentarie, Loi fédérale sur l’as-
surance-invalidité [LAI], 2018, ad art. 9 n. 24 seg.).
6.6.2 In virtù del punto 8 della lettera i del paragrafo 1 della sezione A
dell’allegato II all’ACL (nella versione in vigore dal 1° aprile 2012; prece-
dente versione, punto 9 della lettera o del paragrafo 1 della sezione A
dell’allegato II all’ACL), quando una persona che esercita in Svizzera un’at-
tività lucrativa autonoma o dipendente che copre i fabbisogni vitali, ha do-
vuto cessare la sua attività in seguito a infortunio o malattia e non è più
sottoposta alla legislazione svizzera sull’assicurazione invalidità, si consi-
dera assicurata da tale assicurazione per la concessione di provvedimenti
d’integrazione fino all’erogazione di una rendita di invalidità e nel periodo
durante il quale essa beneficia di tali provvedimenti, purché non abbia ri-
preso una nuova attività al di fuori della Svizzera (v. anche allegato XI,
“Svizzera”, cifra 8 del regolamento [CE] n. 883/2004; precedente versione,
allegato VI, “Svizzera”, cifra 9 del regolamento [CEE] n. 1408/71, applica-
bile fino al 31 marzo 2012).
6.6.3 Questa disposizione prevede una continuazione dell’assicurazione
per quanto riguarda il diritto di poter beneficiare di provvedimenti d’integra-
zione dell’assicurazione invalidità, al fine di evitare che i lavoratori che sono
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diventati invalidi e che hanno lasciato la Svizzera, perdano il diritto ai prov-
vedimenti d’integrazione non essendo più assicurati all’assicurazione inva-
lidità a seguito della cessazione della loro attività lucrativa (DTF 132 V 244
consid. 6.3.1). Essa ha lo scopo di facilitare il ritorno della persona divenuta
invalida in Svizzera nel Paese in cui risiede, la cui legislazione le sarà allora
applicabile. La copertura assicurativa per il diritto a provvedimenti d’inte-
grazione termina, al più tardi, nel momento in cui il caso è definitivamente
liquidato dal profilo del diritto dell’assicurazione invalidità svizzera, me-
diante il versamento di una rendita intera o parziale (e non è prevista l’ado-
zione di provvedimenti d’integrazione; DTF 132 V 244 consid. 6.5) oppure
quando l’integrazione è avvenuta con successo (Circulaire sur la procédure
pour la fixation des prestations dans l’AVS/AI/PC [CIBIL] nota marginale
1011; sentenza del TAF C-5612/2016 consid. 7.7 e relativi riferimenti).
Detta copertura assicurativa termina inoltre quando l’interessato riprende
un’attività lucrativa al di fuori delle frontiere svizzere o è al beneficio di pre-
stazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione del suo Paese di resi-
denza, tali prestazioni costituendo un reddito sostitutivo del lavoro (DTF
132 V 53 consid. 6.6). In siffatte circostanze, l’interessato è soggetto, di
principio, alla legislazione dello Stato di residenza, motivo per cui non si
giustifica una continuazione dell’assicurazione (svizzera) a tempo indeter-
minato (DTF 132 V 244 consid. 6.4.1; sentenze del TAF C-2286/2016 con-
sid. 5.1 e C-5612/2016 consid. 7.7 con relativi riferimenti).
6.6.4 Nel caso in esame, dopo il diniego di provvedimenti d’integrazione (v.
la decisione dell’UAIE del 27 dicembre 2018), il ricorrente ha beneficiato di
una rendita intera d’invalidità svizzera dal 1° gennaio 2017 al 28 febbraio
2018 (v. la decisione dell’UAIE del 5 febbraio 2019). La copertura assicu-
rativa per il diritto a provvedimenti d’integrazione è quindi terminata, al più
tardi, nel momento in cui l’UAIE ha attribuito all’insorgente una rendita in-
tera d’invalidità svizzera (il 5 febbraio 2019; v., sulla questione, la sentenza
del TAF C-2286/2016 consid. 5.2).
6.6.5 In conclusione, il ricorrente non ha (più) diritto a provvedimenti pro-
fessionali, ai sensi del punto 8 della lettera 1 del paragrafo 1 della sezione
A dell’allegato II all’ACL. L’UAIE ha a giusta ragione respinto la sua do-
manda di provvedimenti professionali.
6.6.6 Per il resto, a titolo abbondanziale, questo Tribunale rileva che, con
la sentenza 9C_760/2018 del 17 luglio 2019, pubblicata in DTF 145 V 266,
il Tribunale federale ha deciso che i beneficiari stranieri di una rendita d’in-
validità svizzera non hanno diritto a provvedimenti di reintegrazione se non
risiedono in Svizzera e non vi sono più assicurati (DTF 145 V 266 consid.
C-770/2019
Pagina 12
4.2 e 6.3.1; sentenza del TAF C-4426/2017 del 26 febbraio 2020 consid.
8.5).
6.6.7 Da quanto esposto, consegue che il diritto ai richiesti provvedimenti
professionali deve essere respinto già sulla base di tali considerazioni,
7.
Tale respingimento della domanda di provvedimenti professionali postulata
dal ricorrente va respinta anche ai sensi dell’art. 8 LAI in combinazione con
gli art. 17 e 18 LAI.
7.1
7.1.1 Giusta l’art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi o minacciati da un’in-
validità hanno diritto ai provvedimenti d’integrazione per quanto essi siano
necessari e idonei per ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità
al guadagno o la loro capacità di svolgere le mansioni consuete (lett. a) e
le condizioni per il diritto ai diversi provvedimenti siano adempiute (lett. b).
Il diritto ai provvedimenti d’integrazione non dipende dall’esercizio di un’at-
tività lucrativa prima dell’invalidità. Per determinare questi provvedimenti
occorre tenere conto della durata probabile della vita professionale rima-
nente (art. 8 cpv. 1bis LAI). I provvedimenti d’integrazione sono, segnata-
mente, i provvedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione pro-
fessionale e i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. abis e lett. b LAI).
Secondo l’art. 8 cpv. 3 lett. b LAI, i provvedimenti professionali sono l’orien-
tamento (art. 15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI), la
riformazione professionale (art. 17 LAI), il collocamento (art. 18 LAI) e
l’aiuto in capitale (art. 18 d LAI).
7.1.2 L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa
se la sua invalidità esige una riconversione professionale e grazie ad essa
la sua capacità al guadagno può essere presumibilmente conservata o mi-
gliorata (art. 17 cpv. 1 LAI). La nuova formazione nella professione eserci-
tata anteriormente è parificata alla formazione in una nuova attività lucra-
tiva (art. 17 cpv. 2 LAI). Va peraltro rammentato che la soglia minima di
diminuzione di capacità di guadagno conferente un diritto alla riformazione
professionale (art. 17 LAI) è del 20% (DTF 139 V 399 consid. 5.3). Ciò
significa che invalido ai sensi della medesima norma è l’assicurato che a
causa del tipo e della gravità del danno alla salute lamentato subisce,
senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno di tale en-
tità (DTF 124 V 108 consid. 2b). La perdita di guadagno è determinata se-
C-770/2019
Pagina 13
condo i medesimi principi applicati per la determinazione del grado d’inva-
lidità nel caso di una domanda di rendita (sentenza del TAF C-1766/2015
del 4 febbraio 2019 consid. 5.1.3 con rinvio).
7.1.3 Fanno parte dei provvedimenti professionali necessari e idonei tutte
le misure direttamente necessarie all’integrazione nella vita professionale.
La loro estensione non è definibile in maniera astratta; occorre piuttosto
tenere conto delle circostanze concrete del singolo caso, e in particolare
delle capacità soggettive e oggettive d’integrazione, che variano da per-
sona a persona (stato di salute, capacità di rendimento, idoneità all’istru-
zione, motivazione). Di principio, la persona assicurata ha diritto unica-
mente ai provvedimenti idonei e necessari al raggiungimento del singolo
scopo integrativo prefisso, ma non ai migliori provvedimenti nel caso di
specie. Questo perché l’integrazione deve essere garantita solo nella mi-
sura necessaria, ma anche sufficiente (DTF 139 V 399 consid. 5.5; sen-
tenza del TAF C-1766/2015 consid. 5.1.3).
7.1.4 Il diritto ai provvedimenti d’integrazione dell’assicurazione invalidità
presuppone che gli stessi siano appropriati allo scopo d’integrazione per-
seguito dall’assicurazione invalidità rispettivamente che siano obiettiva-
mente, per quanto attiene al provvedimento da adottare, e soggettiva-
mente, in rapporto alla persona assicurata, necessari. In effetti, i provvedi-
menti d’integrazione sono efficaci se la persona alla quale sono destinati è
suscettibile di trarne, almeno parzialmente, beneficio per quanto attiene
all’integrazione. Pertanto, se l’attitudine soggettiva alla (re)integrazione
dell’assicurato fa difetto, l’amministrazione può rifiutare di mettere in atto
dei provvedimenti di (re)integrazione o porvi fine. Come già accennato,
l’assicurato non ha diritto che alle misure necessarie per realizzare lo
scopo di (re)integrazione, ma non alle misure migliori possibili nel suo caso
(sentenza del TAF C-6337/2013 del 16 luglio 2015 consid. 5.2 con rinvio
[in particolare DTF 124 V 108 consid. 2a]).
7.1.5 La necessità di una riformazione non è pertanto data allorquando –
in un mercato del lavoro cosiddetto equilibrato – sussiste un ventaglio suf-
ficiente di attività, rispettose dei limiti funzionali dell’assicurato, ragionevol-
mente esigibili, conto tenuto della formazione e dell’esperienza professio-
nale dell’assicurato medesimo, suscettibili di assicurargli, in media, possi-
bilità di guadagno non inferiori a quella dell’ultima attività esercitata (sen-
tenza del TF 9C_511/2015 del 15 ottobre 2015 consid. 3 con rinvii). In altri
termini, la riformazione professionale non è necessaria in particolare allor-
quando l’assicurato è sufficientemente riadattato, ossia che gli è possibile
C-770/2019
Pagina 14
d’esercitare un’altra attività compatibile con le sue attitudini, senza forma-
zione supplementare (DTF 130 V 488 consid. 4.2; sentenza del TAF
C- 1766/2015 consid. 5.1.3 con rinvii).
7.2
7.2.1 Nella propria decisione del 27 dicembre 2018 (doc. 284), l’UAIE ha
stabilito che non sono adempiti i presupposti per l’adozione di provvedi-
menti professionali, non essendo presente un’incapacità al guadagno del
20%. Nella motivazione della decisione, l’autorità inferiore ha in particolare
indicato che “dal 28.11.2017 gli è nuovamente possibile svolgere un’attività
lucrativa, in quanto l’incapacità di guadagno a partire da questa data è del
5%. L’assicurato non è quindi limitato dal danno alla salute nella ricerca di
un impiego. Nel suo caso per una reintegrazione professionale, di compe-
tenza è l’ufficio regionale di collocamento”.
7.2.2 Nel gravame (doc. TAF 4 pag. 3), il ricorrente indica che i deficit mo-
tori ed i disturbi sensitivi di cui soffre a seguito dell’infortunio professionale
sono da valutarsi “come incidenti sulla capacità di guadagno nella misura
di oltre il 50%”, grado d’invalidità tale da conferirgli un diritto a provvedi-
menti professionali, fermo restando che l’esercizio dell’attività di muratore
non è più esigibile.
7.2.3
7.2.3.1 Con riguardo ai provvedimenti d’integrazione, questo Tribunale os-
serva preliminarmente che secondo un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre il danno conse-
guente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi riferimenti).
In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve pertanto intraprendere di moto pro-
prio tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo mi-
gliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente met-
tendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in
una nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF
9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2). La reintegrazione professio-
nale di moto proprio è un aspetto dell’obbligo di diminuzione del danno che
incombe all’assicurato e prevale sia sul diritto ad una rendita che sul diritto
a provvedimenti d’integrazione professionale (sentenza del TF
9C_244/2020 del 5 gennaio 2021 consid. 4.3.2 con rinvii).
7.2.3.2 Ciò premesso, questo Tribunale rileva che l’autorità inferiore ha re-
spinto la richiesta di provvedimenti professionali del ricorrente in virtù del
C-770/2019
Pagina 15
fatto che lo stesso, da un lato, non presenta un’incapacità al guadagno del
20% e, dall’altro lato, perché può ricercare di moto proprio, con eventuale
aiuto al collocamento, idonee attività sostitutive semplici e ripetitive per le
quali è abile al 100% e che non richiedono necessariamente l’applicazione
di misure di riformazione professionale.
7.2.3.3 Occorre pertanto dapprima esaminare la conformità del tasso d’in-
validità calcolato dall’autorità inferiore.
7.2.3.3.1 Quanto allo stato di salute e alla residua capacità lavorativa del
ricorrente, nel rapporto del 6 luglio 2018 (doc. 252), il dott. G._, me-
dico dell’UAIE, specialista in medicina interna, ha in particolare rilevato che
l’insorgente ha subito, il 27 aprile 2015, una lesione complessa al III e IV
dito della mano sinistra ed è stato sottoposto ad interventi chirurgici in
aprile ed agosto 2015, nel gennaio 2016 e nell’agosto 2017. Secondo detto
medico, a causa della riduzione di forza e dei dolori alle dita della mano
sinistra, l’esercizio di un’attività pesante, fra cui, quella precedente, di mu-
ratore, non è più esigibile. L’esercizio di un’attività sostitutiva leggera è,
tuttavia, possibile. Il dott. G._ ha quindi posto la diagnosi di stato
dopo lesione al III e IV dito della mano sinistra e ritenuto che il ricorrente
presenta un’incapacità lavorativa del 100% nell’attività di muratore dal 27
aprile 2015 (data dell’infortunio professionale), ma una capacità al lavoro
del 100% in un’attività confacente allo stato di salute (trattasi di attività da
esercitare a tempo pieno, con cambiamento della posizione medesima,
con sollevamento di pesi non superiori ai 10-15 kg), a decorrere dal 28
novembre 2017 (data del rapporto ortopedico del dott. F._, medico
incaricato dall’assicurazione C._ [doc. 220; in cui è indicato che
“oggettivamente una abilità lavorativa in modo leggero e medio-pesante
può essere fattibile”]).
7.2.3.3.2 Il ricorrente ha fatto valere, in sede di ricorso e di replica, che
l’infortunio che ha subito comporta dei “postumi invalidanti” del 23% in
un’attività confacente allo stato di salute e si giustifica una “perdita della
capacità di guadagno in misura superiore al 50%”. Egli fonda la sua (di-
versa) valutazione segnatamente sul parere specialistico del 16 maggio
2018 sulle conseguenze delle lesioni riportate, prodotto con scritto di obie-
zioni al progetto di decisione, nonché sul rapporto neurologico del 5 feb-
braio 2019 e sulla relazione medica del 6 febbraio 2019 (doc. TAF 4 e 13).
7.2.3.3.3 Quanto al parere specialistico del 16 maggio 2018 sulle conse-
guenze delle lesioni riportate (doc. 260), secondo il medico SMR (v. il rap-
porto del 4 dicembre 2018 [doc. 272]), lo stesso riferisce di una limitazione
C-770/2019
Pagina 16
funzionale persistente alla mano sinistra anche dopo vari interventi chirur-
gici, limitazione funzionale da considerarsi, a parere del medico SMR, sic-
come di grado medio e tale da giustificare, sempre a parere del medico
SMR, un’incapacità lavorativa del 100% nell’attività di muratore, fermo re-
stando che l’esercizio di un’attività sostitutiva leggera (trattasi di attività da
esercitare senza necessità di impiego della mano sinistra e senza effet-
tuare movimenti fini con la mano sinistra) è esigibile. Questo Tribunale os-
serva poi che nel rapporto neurologico del 5 febbraio 2019 (doc. TAF 1,
allegato 7) è certo indicato che il ricorrente soffre di una sindrome algo-
neuro-distrofica, disturbo che non appare però corroborato da riscontri me-
dici oggettivi e senza che sia fatto riferimento ad una specifica incapacità
lavorativa. Per quanto attiene infine alla relazione medica del 6 febbraio
2019 (doc. TAF 1, allegato 8), la stessa riferisce di dolorabilità e limitazioni
funzionali della mano sinistra note e precedentemente diagnosticate e con-
clude ad un apprezzamento delle conseguenze delle affezioni che si fonda
su una valutazione dell’invalidità come vigente in Italia.
7.2.3.3.4 In conclusione, sulla scorta in particolare della valutazione dei
medici dell’UAIE del luglio e dicembre 2018 nonché delle considerazioni
che precedono, questo Tribunale ritiene che risulta giustificato riconoscere,
come ritenuto dall’autorità inferiore, che lo stato di salute del ricorrente ha
impedito al medesimo di svolgere sia la sua precedente attività di muratore
sia un’attività sostitutiva adeguata dal 27 aprile 2015 al 27 novembre 2017.
A decorrere dal 28 novembre 2017, al medesimo sarebbero state proponi-
bili, nella misura del 100%, attività confacenti al suo stato di salute.
7.2.3.4 Ritenuto che a far tempo dal 28 novembre 2017, l’insorgente è abile
al 100% in un’attività confacente al suo stato di salute, questo Tribunale
osserva, con riferimento al calcolo effettuato dall’autorità inferiore per la
determinazione del grado d’invalidità (doc. 253), che occorre fare riferi-
mento piuttosto ai dati del 2017 che a quelli del 2015, fermo restando che
da questo profilo nulla cambia nella sostanza per quanto attiene all’esito
della lite.
7.2.3.4.1 Per quanto attiene al reddito da valido, si sarebbe dovuto tenere
conto di un reddito mensile di fr. 5'892.95, conseguibile come muratore nel
2017 (salario mensile di fr. 5'832.67 conseguito nel 2015 [secondo le indi-
cazioni del datore di lavoro; doc. 12 pag. 1] indicizzato al 2017 [l'indice dei
salari nominali per la categoria degli uomini è passato da 2226 nel 2015 a
2249 nel 2017; cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica]).
C-770/2019
Pagina 17
7.2.3.4.2 Per quel che concerne il reddito da invalido, va fatto riferimento
al reddito mensile ottenibile in attività semplici e ripetitive nel 2017 di
fr. 5'589.25 (tenuto conto di un salario medio mensile nel 2016 di fr. 5'340.-
[valore mediano totale, livello di competenze 1], secondo la pertinente ta-
bella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, di un orario usuale
di 41.7 ore settimanali nel 2017 nonché di un’indicizzazione del salario
dello 0,4% rispetto al 2016 [cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di
statistica]).
7.2.3.4.3 L’UAIE non ha ritenuto di dovere adattare ulteriormente il salario
da invalido con una riduzione giurisprudenziale. Il ricorrente, per contro,
pare contestare la mancata presa in considerazione di una (adeguata) ri-
duzione giurisprudenziale. Egli fa valere, quali motivi di riduzione, il fatto
che non dispone di una particolare formazione scolastica e professionale
nonché le sue condizioni fisiche.
La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fon-
dati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle cir-
costanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al
danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione), la deduzione non essendo automatica e
non potendo eccedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134
V 322 consid. 5.2; 126 V 75 consid. 5b).
Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento del
Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è limi-
tato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere di
apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza
della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione
di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a
quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità amministrativa nell'ambito
del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del
diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può tuttavia,
senza valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare appa-
rire il proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF
137 V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale
amministrativo federale (v. l’art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA),
quando è chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato
dall'amministrazione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da
invalido, deve rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si
offrivano agli organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o
C-770/2019
Pagina 18
meno elevata sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido
motivo, ma senza altrimenti sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione (DTF 137 V 71 consid. 5.2; sentenze del TF
9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 1.3 e 9C_280/2010 del 12 aprile
2011 consid. 5.2 in fine).
Si osservi, per quanto concerne le affezioni di cui soffre il ricorrente, che le
stesse sono già state debitamente considerate nell’ambito della determi-
nazione della residua capacità lavorativa del 100% in attività sostitutive
adeguata. Il dott. G._ ha ritenuto che l’insorgente è in grado di svol-
gere lavori leggeri che non comportino il sollevamento di pesi superiori ai
10-15 kg (cfr. doc. 252). Dal canto suo, il dott. H._ ha considerato
che il ricorrente è idoneo ad esercitare tutte quelle attività che non neces-
sitano l’impiego della mano sinistra e il compimento di movimenti fini con
la mano sinistra (cfr. doc. 272). Non è altresì consentita una doppia dedu-
zione (cfr., fra le tante, le sentenze del TF 8C_94/2018 del 2 agosto 2018
consid. 7.2 e 9C_264/2016 del 7 luglio 2016 consid. 5.2.2 con rinvii). Pe-
raltro, le limitazioni organiche allo svolgimento della precedente attività (ri-
tenuta totalmente inesigibile) non possono di per sé, senza validi motivi
peraltro nemmeno esplicitamente indicati dal ricorrente, comportare neces-
sariamente ulteriori limitazioni, anche in attività sostitutive adeguate, legit-
timanti una deduzione giurisprudenziale, fermo restando che una duplice
presa in considerazione del medesimo fattore è inammissibile.
Neppure una limitata formazione professionale giustifica di per sé una ri-
duzione giurisprudenziale, considerato che le attività adeguate entranti in
linea di conto (segnatamente semplici e ripetitive) non richiedono né
un’esperienza professionale diversificata né un grado di istruzione partico-
lare (cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.3).
Tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni
sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione
(DTF 137 V 71 e 132 V 393 consid. 3.3), questo Tribunale può da questo
profilo limitarsi a rilevare che non sono state indicate nel gravame ulteriori
ragioni sufficienti per scostarsi dalla valutazione di cui alla decisione liti-
giosa, secondo la quale non si giustifica nel caso di specie di operare una
riduzione giurisprudenziale. Complessivamente, in virtù delle risultanze
processuali, non risulta che vi siano circostanze eccezionali in un mercato
equilibrato del lavoro che nella fattispecie permettano di ritenere che l’in-
sorgente subisca uno svantaggio tale da trovarsi in una situazione inferiore
alla media (sentenza del TF 8C_730/2019 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4
con rinvii).
C-770/2019
Pagina 19
7.2.3.4.4 Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 5'892.95 e quello da
invalido di fr. 5'589.25 consegue pertanto la determinazione di un grado
d'invalidità del 5% ([{5'892.95 – 5'589.25} x 100] : 5'892.95 = 5.15), grado
d’invalidità, che esclude di principio il diritto di poter beneficiare di provve-
dimenti professionali.
7.2.3.5 Ciò premesso, non sarebbero comunque adempiti i presupposti per
poter beneficiare di provvedimenti professionali neppure qualora si vo-
lesse, per denegata ipotesi, ritenere per l’insorgente un grado d'incapacità
al guadagno del 100% quale muratore e del 50% in attività sostitutive ade-
guate, come da lui postulato. In effetti, ritenuto segnatamente il genere d'at-
tività sostitutive proposte e la natura delle affezioni dell'insorgente, questo
Tribunale osserva che al ricorrente si presenta, come indicato nella rispo-
sta al ricorso dall’autorità inferiore, un ventaglio relativamente ampio di pro-
fessioni possibili ed esigibili (e sufficientemente specificate) nel settore se-
condario (operaio non qualificato presso una fabbrica) e nel settore terzia-
rio (custode, sorvegliante di posteggio/museo, magazziniere, addetto a pic-
cole consegne con veicolo, addetto alla vendita per corrispondenza, ven-
ditore, cassiere, bigliettaio, impiegato in un ufficio eccetera; cfr. rapporto
del medico dell’UAIE del 6 luglio 2018 [doc. 252]), con attività leggere, ri-
petitive, poco qualificate e confacenti con le limitazioni funzionali, che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di rifor-
mazione professionale (sentenze del TF 9C_734/2010 del 18 maggio 2011
consid. 6, 9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 6.2, 9C_753/2008 del
26 ottobre 2009 consid. 3.5, U 463/00 del 28 ottobre 2003 consid. 3.3, I
696/02 del 21 luglio 2003 consid. 3.2; v. pure sentenza del TAF
C- 6350/2014 del 30 luglio 2018 consid. 7.2), essendo fra l'altro sufficiente
un apprendimento puntuale sul posto di lavoro.
7.2.3.6 Da quanto esposto, discende che l’autorità inferiore ben poteva ra-
gionevolmente pretendere dal ricorrente, il quale aveva da qualche mese
compiuto i (...) anni al momento dell’emanazione della decisione litigiosa,
che egli avesse a reinserirsi nel mondo del lavoro in un'attività sostitutiva
adeguata tramite le proprie risorse e la normale via del collocamento (cfr.
decisione del 27 dicembre 2018).
8.
Il ricorso, destituito di fondamento, non merita pertanto tutela e la decisione
impugnata va confermata.
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Pagina 20
9.
9.1 Visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico
del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]; v. sentenza
del TAF C-2258/2019 del 15 febbraio 2021 consid. 12.1).
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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