Decision ID: 841bfcbf-35ea-582a-8907-8e80b79c6d6f
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con contratto di lavoro del 10 febbraio 2009 (doc. A), AP 1 ha assunto AO 1 come mediatore immobiliare, a partire dal 1° febbraio 2009 e a tempo indeterminato, con un periodo di prova di tre mesi durante il quale il rapporto di lavoro poteva essere disdetto con un preavviso di 7 giorni;
che le parti hanno altresì pattuito una clausola di divieto di concorrenza, nonché una pena convenzionale dovuta in caso di violazione del suddetto divieto, pari a sei mesi di stipendio (n. 13);
che con comunicazione 30 aprile 2009 la datrice di lavoro ha disdetto il rapporto di lavoro per il 7 maggio 2009; la validità della disdetta non è peraltro oggetto di contestazione;
che, ritenendo l’impiego successivamente assunto dall’ex lavoratore presso una società concorrente incompatibile con gli impegni contrattuali assunti, con istanza 2 settembre 2009 AP 1 ha chiesto in via cautelare che gli fosse ordinato di cessare la sua attività presso l’agenzia immobiliare E_ ad A_ e che gli venissero confiscati il laptop e gli “stick USB” di proprietà dell’istante e, nel merito, che fosse accertata la validità delle clausole relative al divieto di concorrenza e alla pena convenzionale, come pure la condanna del convenuto a versarle la somma di fr. 25'000.- a titolo di pena convenzionale e a risarcirle l’ulteriore danno, da quantificare;
che il convenuto si è opposto alla domanda;
che, esperita l’istruttoria, con memoriale scritto 15 dicembre 2009, l’istante ha confermato le sue richieste relative al pagamento della pena convenzionale di fr. 25'000.- e alla cessazione di qualsiasi attività concorrenziale, mentre ha omesso la domanda di risarcimento del danno ulteriore e la richiesta di confisca del laptop e degli “stick USB”, nel frattempo restituiti all’istante;
che, statuendo con sentenza 8 gennaio 2010, il Pretore ha respinto integralmente l’istanza, condannando AP 1 al pagamento di fr. 3'000.- per ripetibili;
che con atto del 27 gennaio 2010 l’istante è insorta in appello chiedendo l’annullamento del giudizio impugnato;
che con scritto del 10 febbraio 2010 il convenuto ha innanzitutto eccepito il carattere tardivo dell’appello e, nel merito, ha postulato l’integrale reiezione del gravame protestando tasse, spese e ripetibili maggiorate per temerarietà;
e considerando

in diritto:
che, nella procedura speciale per le controversie in materia di lavoro con valore di causa inferiore ai fr. 30'000.- (art. 416 cpv. 1 CPC), la procedura è retta, per quanto non stabilito dalle norme previste dall’art. 417 CPC, dalle disposizioni degli art. 389 e seg. CPC che regolano la procedura accelerata (art. 418 CPC);
che, nella procedura accelerata, il termine per l’appellazione è di 10 giorni (art. 398 cpv. 1 CPC) ed altrettanto vale per le procedure in materia di contratto di lavoro per costante giurisprudenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, ad art. 418 m. 4);
che, nel caso concreto, per esplicita scelta della parte istante, rappresentata da un legale, la procedura è stata promossa sin dall’inizio come una procedura per azioni derivanti dal contratto di lavoro ai sensi dell’art. 416 e seg. CPC, indicando un valore di causa di fr. 25'000.- oltre al risarcimento del danno da quantificare e interessi (cfr. istanza 1° settembre 2009), e come tale è stata giustamente trattata dal Pretore, senza peraltro che tale impostazione sia mai stata contestata;
che la sentenza dedotta in appello è stata spedita l’8 gennaio 2010 e il relativo plico raccomandato ritirato dal rappresentante dell'appellante l’11 gennaio 2010 (cfr. BMZ-Deliverylist Report di LaPosta con riferimento alla spedizione 98.00.660001.00610435), con la conseguenza che il termine per proporre l’appello scadeva il giovedì 21 gennaio 2010;
che pertanto l’impugnazione dell'istante, impostata il 27 gennaio 2010, è irrimediabilmente tardiva e quindi irricevibile;
che, trattandosi di vertenza in materia di diritto del lavoro di valore inferiore a fr. 30'000.- non si prelevano tasse né spese a carico delle parti (art. 343 cpv. 3 CO; 417 cpv. 1 lett. e CPC), mentre l’appellante rifonderà alla controparte un’equa indennità per ripetibili;
che, riguardo alla richiesta formulata dalla parte appellata di vedersi assegnate ripetibili più ampie di quelle ordinarie a causa di un’asserita temerarietà processuale, va ricordato che questa va ammessa con prudenza, solo quando una parte agisce con manifesta ingiustizia, ovvero con la consapevolezza del proprio torto o con imprudenza esagerata, la quale si concretizza nel mancato impiego di quel minimo di diligenza sufficiente a far apparire l'ingiustizia della propria domanda (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, m. 1 ad art. 152 CPC), ma non può dirsi ancora realizzata nel caso concreto, dove, pur avendo presentato tardivamente l’atto di appello, non è provato che l'appellante abbia agito spinto da mere motivazioni dilatorie (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI App., m. 14 e 15 ad art. 152 CPC);