Decision ID: 7857c8af-5882-5839-9258-f41b61236ff4
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che il 6 giugno 1994 _ e _ hanno versato alla cassa comunale di _ un contributo di miglioria di fr. 930.- relativo alla sistemazione di piazzale _;
che all'inizio del mese di marzo 1998 _ è venuta a conoscenza del fatto che il Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina aveva accolto il ricorso presentato da alcuni proprietari avverso quello stesso contributo, constatando l'intervenuta perenzione del diritto all'imposizione fatto valere dal comune di _;
che con scritto 18 maggio 1998 la famiglia _ ha pertanto chiesto al municipio di _ la restituzione dei 930.- fr. percepiti a suo parere indebitamente, proponendo di porli in compensazione con il conguaglio dell'imposta comunale 1996;
che il municipio si è rifiutato di retrocedere il contributo riscosso nel 1994, preannunciando l'incasso delle imposte comunali scoperte secondo "la normale prassi amministrativa";
che mediante missiva raccomandata 16 luglio _ e _ hanno ribadito fermamente la loro posizione, invocando la nullità della decisione posta alla base del prelievo del controverso contributo di miglioria;
che il 28 luglio 1998 il municipio di _ ha interpellato il Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina per sapere se la tesi della famiglia _ era fondata;
che il 30 luglio 1998 la Presidente del Tribunale di espropriazione avv. _ ha tra l'altro comunicato al municipio di _ che "la disattenzione del termine di perenzione da parte del Municipio, pur essendo un errore grave, non implica la nullità dell'intera procedura di imposizione, ma semmai solo l'annullabilità di quei contributi che sono tempestivamente stati impugnati alla competente autorità"; pertanto - ha soggiunto la Presidente del Tribunale di espropriazione - "il Municipio di _ non è tenuto al rimborso del contributo già parzialmente versato da chi non ha per tempo contestato il prospetto, ma anzi può e deve pretenderne il saldo";
che a dispetto di questo parere trasmesso loro dal comune di _ per confermare il diniego della postulata restituzione, _ e _ si sono riconfermati con vigore nelle proprie tesi, allegazioni e domande;
che con risoluzione 25 settembre 1998 munita dell'indicazione dei mezzi e del termine di ricorso il municipio di _ ha dichiarato irricevibili le pretese;
che _ e _ hanno quindi impugnato la predetta decisione innanzi al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, chiedendo in via preliminare la ricusa della sua Presidente, rea di essersi già espressa il 30 luglio 1998 - su carta ufficiale del Tribunale e in veste di magistrato - sulla controversia ora deferitale per giudizio; donde un sospetto di parzialità e prevenzione a suo carico che dovrebbe giustificarne la ricusa;
che la Presidente del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina si è rimessa al giudizio di questo Tribunale, pur reputando infondata l'istanza per assenza dei presupposti della ricusa;
che il comune di _ si è astenuto invece dal formulare qualsiasi considerazione in merito;
considerato,

in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la tempestività dell'istanza sono date dall'art. 4 cpv. 2 e 3 del Regolamento d'esecuzione della legge di espropriazione;
che la domanda è pertanto ricevibile in ordine e può esser decisa in base all'ampia documentazione versata agli atti;
che in virtù del duplice rinvio dato dagli art. 4 cpv. 1 Regolamento d'esecuzione della legge di espropriazione e 32 cpv. 1 PAmm, per i Presidenti dei Tribunale di espropriazione valgono i motivi di ricusa e astensione previsti dal Codice di procedura civile;
che per quanto può interessare la presente contestazione, l'art. 27 lett. b CPC permette di ricusare un giudice allorquando esistono ragioni gravi;
che secondo la giurisprudenza (cfr. DTF 125 I 119 consid. 3a e rinvii), la garanzia di essere giudicati da un tribunale indipendente ed imparziale ancorata all'art. 6 n. 1 CEDU, al pari della protezione sancita dall'art. 58 Cost., permette alle parti in causa d'esigere la ricusa di un giudice la cui situazione od il cui comportamento è suscettibile di far nascere un dubbio circa la sua imparzialità;
che tale garanzia mira in particolare ad evitare che circostanze estranee alla causa possano influire sul giudizio a favore o a scapito di una parte; essa impone la ricusa non soltanto quando una prevenzione effettiva del magistrato è stata accertata, ma anche quando sussiste un sospetto di parzialità confortato da elementi concreti constatati oggettivamente e nasce dunque da ragioni gravi, di per sé atte a creare una situazione di incapacità soggettiva del giudice ad occuparsi equanimemente della vertenza processuale;
che una parte è segnatamente legittimata a denunciare una parvenza di parzialità idonea a giustificare una ricusa allorquando il giudice, mediante dichiarazioni rilasciate prima o durante il procedimento, manifesta un'opinione già acquisita circa l'esito del litigio (DTF 115 Ia 180 consid. 3);
che in concreto la Presidente del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina ha prestato al comune di _ un'inopportuna consulenza giuridica nell'ambito di un contenzioso che - com'era facilmente immaginabile - le è poi stato deferito per giudizio;
che nello scritto 30 luglio 1998 redatto a beneficio del municipio di _ il magistrato ricusato non si è limitato ad esporre oggettivamente le norme di legge e le tesi giurisprudenziali applicabili al caso, ma si è addirittura premurato di tirare conclusioni favorevoli all'ente pubblico incitandolo ad assumere posizioni intransigenti avverse alla controparte;
che con il suo agire la Presidente del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina ha chiaramente manifestato la propria preconcetta opinione circa l'esito della vertenza tra la famiglia _ ed il comune di _, facendo venir meno quell'irrinunciabile esigenza di imparzialità e di indipendenza che è insita nell'istituzione stessa del giudice;
che in simili evenienze l'istanza di ricusa si appalesa assolutamente fondata; stupisce assai che il magistrato non abbia ritenuto di astenersi subito dal suo ufficio;
che dato l'esito non si preleva tassa di giudizio (art. 28 PAmm);
visti gli art. 6 CEDU, 58 Cost.; 4 Regolamento d'esecuzione della legge di espropriazione; 27 CPC; 28 e 32 PAmm,