Decision ID: 82453eaa-9a62-5603-8b0f-ec110b4f0c18
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con decisione del 4 novembre 2013 l'autorità inferiore ha, tra le altre cose,
revocato al ricorrente, per difetto dei requisiti di una buona reputazione e
della garanzia di un'attività di controllo ineccepibile, l'abilitazione ad eser-
citare la funzione di perito revisore per cinque anni concessagli mediante
la decisione del 24 giugno 2011, cancellando la corrispondente iscrizione
nel registro pubblico dei revisori. A motivo per la durata di cinque anni della
revoca dell'abilitazione l'autorità inferiore ha addotto sostanzialmente la
violazione e l'"ignoranza dei principi di base della revisione contabile"
nell'ambito dell'esecuzione del mandato di revisione dei conti concernente
l'istituto A._ (cfr. inoltre sentenza del 27 agosto 2014 B-6585/2013,
Fatti B.a).
B.
Con sentenza del 27 agosto 2014 nel procedimento B-6585/2013 questo
Tribunale ha parzialmente accolto il ricorso inoltrato dal ricorrente il 25 no-
vembre 2013 e rinviato l'incarto all'autorità inferiore per statuire di nuovo
sulla durata della revoca dell'abilitazione e sugli emolumenti ai sensi dei
considerandi 17.1, 19 e 20.2.
Codesto Tribunale ha ritenuto, in sostanza, che una revoca dell'abilitazione
fosse fondata (consid. 15), ma che la durata di tale provvedimento non
poggiasse su una motivazione sufficientemente sostanziata e dettagliata.
Con il rinvio della causa, questo Tribunale ha, in definitiva, chiesto all'auto-
rità inferiore di spiegare "se e per quale ragione le singole contravvenzioni,
comunque nel loro complesso, che meriterebbero una revoca di cinque
anni, siano da valutare gravi"(cfr. consid. 19), in altri termini "dire e giustifi-
care perché una durata di cinque anni della revoca dell'abilitazione sia da
preferire ad una durata inferiore" (consid. 17.1) e quindi di rendere condi-
visibile la portata dei principi della revisione contabile, nonché se e in che
misura le singole violazioni possano essere valutate gravi nel loro com-
plesso e quindi giustificare il ritiro dell'abilitazione per un periodo di cinque
anni (consid. 17.1, 20.2).
C.
C.a Con decisione del 9 febbraio 2015 l'autorità inferiore ha, tra le altre
cose, revocato al ricorrente l'abilitazione ad esercitare la funzione di perito
revisore di nuovo per un periodo di cinque anni, nonché cancellato la ri-
spettiva iscrizione nel registro dei revisori a far data dal 4 novembre 2013
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(cifra 1 del dispositivo). Alla cifra 3 del dispositivo di questa decisione l'au-
torità inferiore statuisce che l'effetto sospensivo tolto con decisione del 4
novembre 2013 non è ripristinato e resta tolto anche in caso di un even-
tuale ricorso contro la sua decisione. La medesima autorità ha poi messo
a carico del ricorrente l'emolumento pari a fr. 6'200.–.
C.b L'autorità inferiore motiva la sua decisione essenzialmente in maniera
seguente:
C.b.a A titolo preliminare, l'autorità inferiore illustra lo scopo delle Swiss
GAAP RPC (GAAP per "General Accepted Accounting Principles"; FER per
"Fachempfehlungen der Rechnungslegung"; RPC per "Recommandations
relatives à la présentation des comptes") e del conto annuale.
L'ASR espone che le Swiss GAAP RPC si focalizzano sui rendiconti di or-
ganizzazioni piccole e mediograndi e di gruppi di imprese a carattere na-
zionale e che ulteriori utilizzatori sono le organizzazioni non profit, le casse
pensioni, le compagnie d'assicurazione, le compagnie d'assicurazione
contro l'incendio e le compagnie d'assicurazione malattie. Secondo l'auto-
rità inferiore, le Swiss GAAP RPC sono una struttura idonea per assicurare
un allestimento di rendiconti che presentino un quadro fedele della situa-
zione patrimoniale, finanziaria e reddituale ("true and fair view") e per faci-
litare la comparabilità dei conti annuali tra le organizzazioni. Le Swiss
GAAP RPC, continua l'ASR, servono anche ad aumentare la trasparenza
nella presentazione del rendiconto e la presentazione del rendiconto se-
condo le Swiss GAAP RPC costituisce una base importante per decisioni
gestionali.
L'autorità inferiore spiega che lo scopo del conto annuale è di informare in
una forma strutturata sulla situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale
di un'organizzazione. A suo dire, queste informazioni servono ai destinatari
del conto annuale (assicurati, imprese affiliate, autorità di sorveglianza) per
poter prendere le loro decisioni. Il concetto basilare del "true and fair view"
richiede che tutte le informazioni di un'organizzazione riportino l'effettiva
situazione economica e quindi siano esenti da arbitrarietà o manipolazioni,
siano attendibili e siano orientate alle esigenze dei destinatari.
C.b.b Per quanto riguarda il rimproverato mancato rispetto della Swiss
GAAP RPC 26, l'autorità inferiore si richiama nuovamente alle inadem-
pienze riscontrate nel primo procedimento, spiegando quali siano le finalità
delle informazioni che il ricorrente ha omesso di verificare. L'ASR conclude
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che la verifica che i conti siano allestiti secondo le prescrizioni degli stan-
dard contabili costituisce una "conditio sine qua non" affinché i lettori dei
rapporti di revisione possano giudicare la situazione finanziaria della so-
cietà sottoposta a revisione. Il mancato ossequio degli standard applicabili
rappresenterebbe un'inadempienza gravissima di cui il ricorrente sembre-
rebbe non averne afferrato il rilievo.
C.b.c Per quanto riguarda la rimproverata insufficienza dei lavori di revi-
sione, l'ASR segnala nuovamente la mancanza delle informazioni seguenti
ai sensi di informazioni di base nell'ambito della revisione: assenza di do-
cumentazione, assenza di una strategia di revisione, mancanza dell'indi-
cazione circa la conformità del conto annuale ai regolamenti dell'istituto di
previdenza e della raccomandazione circa l'approvazione o il rigetto del
conto stesso. In aggiunta a ciò, l'autorità inferiore spiega quali sono le fina-
lità delle informazioni mancanti a dimostrazione della "gravità delle inadem-
pienze constatate" e dell'ignoranza dei principi di revisione da parte del
ricorrente. L'ASR rileva che la documentazione delle attività di revisione è
una componente importante della procedura di revisione che interessa
tutte le fasi del processo di verifica. Dalla sua lettura dovrebbe essere pos-
sibile, per gli specialisti esperti in materia, farsi un'idea della pianificazione
e dell'esecuzione della verifica, nonché sui relativi risultati, senza essere
stati coinvolti nel mandato. In mancanza di una documentazione idonea
circa le verifiche effettuate, i risultati ottenuti e le conclusioni a cui si è giunti,
sarebbe impossibile non solo per l'ASR, ma anche per soggetti terzi o per-
fino lo stesso ricorrente, spiegare quali lavori di revisione siano stati effet-
tuati ed emettere un giudizio al riguardo. Senza documentazione vi sa-
rebbe motivo di ritenere che i lavori di revisione necessari non siano stati
realizzati. La documentazione dei lavori svolti, soggiunge l'ASR, è un prin-
cipio di base prescritto negli standard svizzeri di revisione (SR). L'ASR qua-
lifica questa e le altre inadempienze di gravi, dal momento in cui rimettono
in discussione in misura sostanziale l'utilità e/o l'affidabilità del rapporto di
revisione stilato.
C.b.d L'ASR rimprovera al ricorrente di aver violato le regole della profes-
sione per l'individuazione delle frodi, indicando di nuovo che dalla docu-
mentazione non risulterebbe che egli abbia proceduto alla valutazione
dell'integrità dei dirigenti dell'istituto di previdenza, benché gli indizi chiari a
riguardo (ad esempio il fatto che gli allegati non gli siano stati forniti nono-
stante i ripetuti solleciti) avessero imposto una tale valutazione. A tale pro-
posito, l'ASR spiega le finalità delle procedure di verifica per dimostrare, a
suo dire, come tale inadempienza derivi dall'ignoranza dei principi di revi-
sione da parte del ricorrente. Secondo lei, nel quadro delle sue verifiche, il
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revisore dovrebbe adottare un atteggiamento critico, indipendentemente
dalla sua convinzione circa l'integrità e l'onestà della direzione. Ciò nono-
stante, non risulterebbe dalla documentazione che sia stata eseguita al-
cuna procedura di verifica volta all'individuazione di frodi o errori. Nel loro
insieme l'ASR qualifica il mancato rispetto di alcuni principi basilari per le
attività di revisione, nonché la mancanza di atteggiamento critico e di un
procedimento di verifica come una "colpa gravissima".
C.b.e Per quanto riguarda il controllo della legalità dell'investimento patri-
moniale, della gestione e dell'organizzazione, l'ASR constata che dalla de-
cisione pronunciata in data 10 settembre 2012 dalla Vigilanza sulle fonda-
zioni e LPP della Svizzera orientale risulta che il 74,44 % delle attività com-
plessive iscritte a bilancio è costituito da investimenti in due società private,
che il valore di tali società è ignoto e che le relative chiusure contabili non
sono state oggetto di revisione (opting-out). Secondo l'ASR, dalle carte di
lavoro non si evince che il ricorrente abbia effettuato il controllo della lega-
lità dell'investimento patrimoniale, della gestione e dell'organizzazione di
previdenza. Tuttavia, tali controlli non solo sono previsti dalla legge, ma
sono anche aspetti di importanza fondamentale poiché sussisterebbe un
rischio accresciuto per gli assicurati di perdere denaro se gli investimenti
patrimoniali, la gestione o l'organizzazione dell'istituto non sono conformi
alle prescrizioni di legge. Essendosi limitato a basarsi sul rapporto dell'at-
tuario, il ricorrente, a mente dell'autorità inferiore, ignorerebbe palese-
mente in cosa consistono i lavori di revisione e le responsabilità che incom-
bono al revisore. Prima di accettare un mandato di revisione, continua l'au-
torità inferiore, è importante che il revisore sia a conoscenza degli elementi
da sottoporre a verifica, trattandosi di un principio base delle attività di re-
visione. Ella conclude che una simile inadempienza debba essere consi-
derata una violazione gravissima.
C.b.f Quo alla verifica delle transazioni e delle spese di amministrazione,
l'ASR rileva che, nella stessa decisione pronunciata in data 10 settembre
2012 dalla Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale, si
menziona, fra altro, che non si trova nessuna spiegazione in merito ad un
versamento di (...) franchi a favore di B._, che si sostiene fosse
responsabile dell'amministrazione tecnica dell'istituto di previdenza. Anche
in questo caso, a dire dell'ASR, le carte di lavoro non dimostrano che il
titolare abbia verificato le transazioni e le spese di amministrazione. Se-
condo l'ASR, tale assenza di verifiche non è solo contraria alla legge ma
anche di importanza fondamentale nella misura in cui incide sul rendimento
degli averi degli assicurati. Per questo motivo, l'autorità inferiore considera
la rispettiva violazione gravissima, non avendo il ricorrente ossequiato un
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principio base dell'attività di revisione e nuovamente dimostrato di ignorare
i suoi doveri di revisione.
C.b.g Infine, l'ASR espone in forma riassuntiva la propria prassi adottata
attualmente in materia di durata di revoche dell'abilitazione, concludendo
che, visto che le violazioni rimproverate al ricorrente sono gravissime e
concernono i principi di base applicabili non solo alla revisione delle casse
pensioni ma anche a quella delle società commerciali, una revoca di cinque
anni, non è solo giustificata, ma rispetta anche il principio della proporzio-
nalità.
D.
D.a Contro questa decisione il ricorrente è insorto al Tribunale amministra-
tivo federale con ricorso dell'11 marzo 2015, chiedendo, in via superprov-
visionale e provvisionale, la restituzione dell'effetto sospensivo e, nel me-
rito, l'accoglimento del gravame e la modifica della decisione impugnata,
nel senso che gli venga comminata, in via principale, una revoca dell'abili-
tazione della durata di un anno, e in via subordinata, che gli venga commi-
nata una revoca dell'abilitazione della durata di due anni.
D.b Il ricorrente motiva il suo ricorso essenzialmente nel modo seguente:
D.b.a A titolo generale, il ricorrente critica che la nuova decisione non sa-
rebbe stata emessa in tempi ragionevoli malgrado le richieste avanzate in
questo senso. A suo dire, l'ASR "non ha proceduto ad alcun nuovo accer-
tamento, il che avrebbe potuto giustificare che si prendesse tutto questo
tempo", ma si sarebbe limitata ad illustrare lo scopo delle norme di revi-
sione per poi tentare di meglio spiegare le infrazioni del ricorrente, aggiun-
gendo l'aggettivo "gravissimo". Così facendo, l'autorità inferiore avrebbe
dato seguito solo in minima parte alle indicazioni di codesta Corte.
Secondo il ricorrente, l'autorità inferiore ha violato il principio di proporzio-
nalità, non riuscendo a motivare correttamente la sanzione pronunciata. In
particolare, egli critica come l'ASR elenchi i vari livelli di gravità senza spie-
gare quali sarebbero i criteri per determinare la gravità delle infrazioni, né
citare esempi di casi concreti. Il ricorrente sottolinea che la gravità dell'in-
frazione non sarebbe l'unico elemento ad influire sulla durata della revoca.
Egli fa valere che si dovrebbe considerare anche l'accettazione degli errori
da parte del ricorrente, ma invece l'ASR dà per scontato che il ricorrente
non ne avesse capito la portata.
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In seguito, il ricorrente indica le basi legali dalla buona reputazione e i pre-
supposti della revoca dell'abilitazione a esercitare la funzione di perito re-
visore in generale e ne sottolinea il carattere di ultima ratio.
D.b.b Il ricorrente dissente dalla conclusione dell'ASR secondo la quale il
mancato rispetto delle Swiss GAAP RPC 26 è da considerare un'infrazione
gravissima, riprendendo in parte l'argomentazione da lui addotta nel gra-
vame in relazione al procedimento B-6585/2013. A suo dire, l'autorità infe-
riore non prenderebbe in considerazione che le verifiche contabili sareb-
bero comunque state fatte, anzitutto sulla scorta delle perizie attuariali e
dei calcoli delle riserve tecniche dell'attuario SAV, esperto federale diplo-
mato in Casse pensioni.
Inoltre, il ricorrente afferma che anche il rispetto alla lettera delle Swiss
GAAP RPC 26 non avrebbe potuto rilevare le irregolarità della società in
questione, mentre le perizie dell'attuario di cui il ricorrente si è servito per i
suoi accertamenti avrebbero dato più garanzie. Egli fa anche ricordare che
l'anno 2011 era il primo anno che imponeva il rispetto delle Swiss GAAP
RPC 26 e, vista la mancata chiarezza delle norme transitorie, egli avrebbe
potuto ritenere in buona fede che non fossero ancora applicabili.
D.b.c Il ricorrente sostiene come l'ASR avrebbe a torto qualificato di gra-
vissima l'insufficienza dei lavori di revisione rimproveratagli. A suo avviso,
l'ASR confonde due concetti: il fatto di non aver effettuato delle verifiche,
da un lato, con il fatto di non averle menzionate e / o documentate, dall'al-
tro.
Il ricorrente conferma di non aver allegato al suo rapporto tutta la docu-
mentazione che "attestasse di tutti i passaggi delle sue pur dettagliate e
approfondite verifiche" anche perché riteneva in buona fede che le norme
non fossero ancora applicabili. Come già criticato nel gravame nell'ambito
del procedimento B-6585/2013, l'ASR non avrebbe minimamente tenuto
conto di questo aspetto.
D.b.d Per quanto concerne l'individuazione delle frodi, il ricorrente non
condivide la conclusione dell'ASR che le infrazioni imputategli in questo
contesto siano gravissime.
Egli reputa che l'ASR si sia limitata a riproporre l'argomentazione messa a
punto nella prima decisione impugnata. Rinviando a quanto testualmente
indicato con il precedente ricorso, egli è dell'avviso che l'ASR non avrebbe
tenuto conto degli elementi che potrebbero ridurre la sua responsabilità:
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solo il fatto che l'allegato per il 2011 non gli fosse stato consegnato non
basterebbe a far nascere un sospetto. L'ASR avrebbe taciuto due circo-
stanze. Da un lato che il ricorrente disponeva delle dichiarazioni sottoscritte
degli amministratori della società in questione che non erano in corso
azioni giudiziarie o altre vertenze per poter esprimere un giudizio sui conti
annuali dell'azienda. Dall'altro che anche se con la dichiarazione citata gli
amministratori avessero attestato il falso, per il ricorrente non vi sarebbe
motivo di ritenere che non l'avrebbero fatto pure con l'allegato alla chiusura
dei conti. Il ricorrente ribadisce che la presenza dell'allegato non avrebbe,
con ogni verosimiglianza, potuto permettere di individuare le frodi in atto.
Secondo lui, anche con delle verifiche circa l'integrità degli amministratori
non si avrebbe potuto appurare alcunché.
D.b.e Riguardo alle infrazioni circa il controllo della legalità dell'investi-
mento patrimoniale, della gestione e dell'organizzazione, il ricorrente non
contesta di non aver verificato "personalmente e direttamente nel dettaglio"
la legalità degli investimenti, anche se avrebbe dovuto farlo. Tuttavia, egli
rinvia nuovamente al fatto che il perito attuario SAV, Esperto federale di-
plomato in Casse pensioni, aveva esaminato nel dettaglio la struttura degli
investimenti e che ne aveva redatto un rapporto assai dettagliato, sul quale
il ricorrente si era basato per le sue verifiche. Il ricorrente conclude che
neanche per questo la sua colpa potrebbe essere qualificata di gravissima.
D.b.f In relazione alla verifica delle transazioni / delle spese di amministra-
zione il ricorrente fa notare che l'ASR non avrebbe tenuto conto delle spie-
gazioni da lui esposte nella contabilità dell'istituto A._ e sarebbero
pure correttamente contemplate e valutate nel calcolo delle riserve tecni-
che dell'attuario SAV relative all'anno contabile 2011. Il ricorrente non
aveva motivo di ritenere che i dati che aveva ricevuto non fossero corretti.
La conclusione dell'ASR secondo cui anche questa violazione fosse gra-
vissima sarebbe non solo esagerata ma addirittura falsa.
D.b.g Infine, il ricorrente elenca gli elementi che non sarebbero stati con-
siderati dall'ASR nell'imposizione della sanzione.
In primo luogo, il ricorrente fa valere il preteso carattere unico ed eccezio-
nale dell'infrazione in questione. Secondo lui, l'ASR non ha dato seguito
all'indicazione della Corte di esaminare un solo altro fascicolo e nemmeno
speso una parola sul rapporto di revisione della città di Bellinzona, da lui
stilato.
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In secondo luogo, quo al rimprovero dell'ignoranza dei principi di base della
revisione e del ristabilimento di una situazione conforme al diritto, l'ASR
non avrebbe tenuto conto del fatto che il ricorrente conoscerebbe a tal
punto bene i principi di base della revisione che ne verrebbe spesso richie-
sto il contributo in qualità di esperto per la versione italiana del manuale
pratico per la presentazione della contabilità delle ONG associate alle Fe-
derazioni cantonali, che lui stesso ha curato. Dopo la pubblicazione di tale
manuale egli avrebbe pure curato l'implementazione delle SWISS GAAP
FER 21 per i loro conti annuali. Di recente, egli sarebbe stato interpellato
dalla SUPSI per tenere un corso per la presentazione dei conti con le
norme SWISS GAAP FER. Alla luce di questi elementi, il ricorrente con-
clude che si possa ritenere ch'egli abbia in qualche modo ristabilito una
situazione conforme al diritto.
Visti i punti precedenti, il ricorrente è dell'opinione che l'ASR avrebbe "com-
pletamente dimenticato il principio della proporzionalità".
E.
La domanda superprovvisionale di restituzione dell'effetto sospensivo è
stata respinta con decisione incidentale del 16 marzo 2015.
F.
Con presa di posizione del 31 marzo 2015 l'autorità inferiore si pronuncia
per il rifiuto della richiesta di effetto sospensivo fino a quando non sia stata
chiarita la situazione giuridica sulla questione.
G.
Con decisione incidentale del 6 maggio 2015 la richiesta di restituzione
dell'effetto sospensivo è stata respinta.
H.
Con scritto del 22 maggio 2015 l'autorità inferiore ha inoltrato la sua presa
di posizione nel merito della causa principale.
L'ASR si limita a evidenziare che, anche conformemente all'analisi della
documentazione degli esperti interni, emerge "senza ombra di dubbio" che
il ricorrente avrebbe "omesso di svolgere lavori di revisione elementari". La
mancanza di conoscenze di base in materia di revisione sarebbe poi raf-
forzata dalle spiegazioni dello stesso ricorrente. Inoltre, l'autorità inferiore
fa ricordare che il legislatore avrebbe voluto abolire la "revisione profana",
nonché professionalizzare l'attività della revisione dei conti. Per dare tempo
all'acquisizione del livello di professionalizzazione richiesto del legislatore,
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l'ASR avrebbe disposto la revoca dell'abilitazione per una durata di cinque
anni. Infine, l'autorità inferiore rileva che il ricorrente non avrebbe spiegato
il motivo per cui l'ASR avrebbe ecceduto o abusato del proprio potere di-
screzionale o, in qualsiasi altro modo, avrebbe peccato di arbitrarietà revo-
cando, nel caso specifico, l'abilitazione a esercitare la funzione di perito
revisore per una durata di cinque anni.
Alla luce di tutti questi elementi, l'autorità inferiore conclude che codesto
Tribunale abbia a respingere il ricorso dell'11 marzo 2015.
I.
Con ordinanza del 27 maggio 2015 il TAF ha trasmesso la presa di posi-
zione del 22 maggio 2015 al ricorrente, comunicando che non era previsto
di ordinare d'ufficio un ulteriore scambio di scritti.
J.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti nella documentazione scritta
verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della
vertenza.

Diritto:
1.
Il Tribunale amministrativo federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere
di cognizione sull'ammissibilità dei ricorsi sottopostigli (DTAF 2007/6 con-
sid. 1 con ulteriori riferimenti).
1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all'art. 32 LTAF.
In concreto, l'ASR è un istituto di diritto pubblico con personalità giuridica
propria (art. 28 cpv. 2 della legge federale del 16 dicembre 2005 sull'abili-
tazione e la sorveglianza dei revisori [LSR, RS 221.302]), fa quindi parte
delle dette autorità (art. 33 lett. e LTAF), e la sua decisione del 9 febbraio
2015, che non rientra nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione
ai sensi dell'art. 5 PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudi-
care il presente ricorso.
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1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi all'au-
torità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è particolarmente
toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione
all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ri-
corso deve essere depositato entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le conclusioni, i motivi, l'indica-
zione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo rappresentante,
con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i documenti indicati
come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA).
In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presentato
tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, e visto che
l'anticipo di Fr. 3'500.–, relativo alle presumibili spese processuali, è stato
versato nel termine impartito, non sussistono ostacoli all'esame del litigio
nel merito.
2.
Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della deci-
sone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale, il quale di-
spone di un pieno potere di cognizione riguardo all'applicazione del diritto,
compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, all'accerta-
mento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, e, di principio,
all'inadeguatezza (art. 49 e 54 PA). Il Tribunale amministrativo federale non
è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA).
3.
3.1 Nella sentenza del 27 agosto 2014 relativa al procedimento
B-6585/2013 lo scrivente Tribunale ha esaminato dapprima la fondatezza
delle violazioni rimproverate al ricorrente dall'autorità inferiore
(consid. 9-14).
3.1.1 Il Tribunale ha ritenuto come fosse stato assodato dall'ASR che il ri-
corrente avesse violato l'art. 47 dell'ordinanza sulla previdenza professio-
nale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità del 18 aprile 1984 (OPP 2; RS
831.441.1), non essendosi egli conformato alle Swiss GAAP RPC 26 (con-
sid. 10.2).
3.1.2 Allo stesso modo, il Tribunale ha condiviso l'esito dell'accertamento
dell'ASR in merito all'insufficienza dei lavori di revisione e del mancato os-
sequio dell'art. 53 della legge sulla previdenza professionale per la vec-
chiaia, i superstiti e l'invalidità del 25 giugno 1982 (LPP, RS 831.40) e
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dell'art. 25 cpv. 1 OPP 2 (entrambi in vigore fino al 31 dicembre 2011), non
avendo il ricorrente controllato come dovuto la conformità del conto an-
nuale e dei conti di vecchiaia alla legge, alle direttive e ai regolamenti, non-
ché la legittimità della gestione (consid. 11.3).
3.1.3 In seguito, il Tribunale ha approvato le constatazioni dell'ASR se-
condo cui il ricorrente non aveva proceduto alle verifiche per l'individua-
zione delle frodi, venendo così meno alle regole professionali contenute
negli SR (Standard svizzeri di revisione), riconosciuti dall'ASR e il cui ri-
spetto è imposto dall'art. 2 dell'ordinanza concernente la sorveglianza delle
imprese di revisione del 17 marzo 2008 (OS-ASR; RS 221.302.33; con-
sid. 12.1-12.3).
3.1.4 Il Tribunale ha altresì riconosciuto l'apprezzamento giuridico dell'ASR
circa la violazione dell'art. 71 cpv. 1 LPP e l'art. 50 cpv. 2 e 3 OPP 2, non
avendo il ricorrente rilevato l'inadeguatezza della struttura patrimoniale
dell'istituto A._ (consid. 13.1-13.2).
3.1.5 Infine, il Tribunale ha giudicato inappuntabili le constatazioni dell'ASR
circa le violazioni dell'art. 65 cpv. 3 LPP e l'art. 48a cpv. 2 OPP 2, non
avendo il ricorrente iscritto le spese d'amministrazione nel conto d'esercizio
(consid. 14).
3.1.6 In sintesi, il Tribunale ha ritenuto che l'operato dell'ASR fosse esente
da critiche nella misura in cui la revoca dell'abilitazione poggiasse sulle
violazioni rimproverate, concludendo alla fondatezza della revoca dell'abi-
litazione (consid. 15-16).
3.2 Tuttavia, il Tribunale ha in seguito espresso chiare riserve circa la du-
rata del provvedimento inflitto, in quanto l'ASR, pur avendo valutato le vio-
lazioni gravi nel loro complesso, non avrebbe fornito spiegazioni "riguardo
alla concreta importanza" ed "al peso specifico" di ognuna di esse dal punto
di vista del diritto della revisione contabile. Codesto Tribunale si è quindi
visto impossibilitato a giungere "ad un parere attendibile sulla fondatezza
o meno della durata di cinque anni", nonché a "dire e giustificare perché
una durata di cinque anni della revoca dell'abilitazione sia da preferire ad
una durata inferiore", dimodoché "le valutazioni globali come "gravi" delle
singole violazioni non si rivelano condivisibili" (consid. 17.1). Il Tribunale ha
sì sottolineato che "l'ignoranza dei principi di base della revisione conta-
bile", come fatta valere dall'ASR, "dovrebbe essere constatabile senza
grande profusione di sforzi, nella migliore ipotesi sulla base di una sola
altra verifica nell'ambito di un mandato non necessariamente relativo alla
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previdenza professionale" senza però escludere che tale ignoranza possa
essere provata anche nell'ambito dell'esecuzione di un unico mandato di
revisione (cfr. consid. 17.2). In tal senso, tenuto conto che "la giustifica-
zione di questa durata inconsueta deve infatti poggiare su una motivazione
più sostanziale e dettagliata, capace di spiegare se e per quale ragione le
singole contravvenzioni, comunque nel loro complesso, che meriterebbero
una revoca di cinque anni, siano da valutare gravi", il Tribunale ha annullato
la decisione avversata e rinviato la causa all'ASR "affinché quest'ultima
completi l'apparato argomentativo e valutativo con il quale intende giustifi-
care la revoca dell'abilitazione, eventualmente anche sulla base delle risul-
tanze di ulteriori delucidazioni della fattispecie" (consid. 19). O altrimenti
detto "rendere intellegibile, affinando gli argomenti alla base della sua mo-
tivazione – se lo riterrà opportuno dopo aver eseguito nuove delucidazioni
fattuali – perché le violazioni delle regole di revisione contabile imputate al
ricorrente giustificano, a suo modo di vedere, una durata di cinque anni
della revoca dell'abilitazione e non una durata inferiore" (consid. 20.2).
3.3 Conformemente a quanto statuito con sentenza del 27 agosto 2014 nel
procedimento B-6585/2014, appena suesposto in forma riassuntiva, l'og-
getto del contendere nel presente procedimento è quindi limitato a deter-
minare se l'autorità inferiore ha dato seguito alle istruzioni formulate nella
decisione di rinvio ai consid. 17.1, 19 e 20.2. In altre parole, se l'autorità
inferiore, nella decisione avversata, ha completato la motivazione in modo
tale da rendere plausibile il grado elevato della gravità delle violazioni, non-
ché l'ignoranza dei principi base della revisione contabile rimproverati al
ricorrente, quindi in modo da giustificare la durata di cinque anni del prov-
vedimento impugnato (consid. 4). In base alle risultanze che ne derivano
verrà esaminato se la durata della revoca regge dinanzi al principio della
proporzionalità (consid. 6). Per questo motivo, nei considerandi seguenti
non si ritornerà più sulla questione della fondatezza delle violazioni. In tale
ambito si rinvia ai consid. da 9 fino a 15 della sentenza del 27 agosto 2014.
Laddove il ricorrente lamenta che l'ASR non abbia ritenuto opportuno esa-
minare un solo altro fascicolo, oltre al mandato di revisione dei conti 2011
dell'istituto A._, venendo quindi meno alle indicazioni del Tribu-
nale, occorre puntualizzare che la sentenza del 27 agosto 2014 non
esclude che l'ignoranza dei principi base della revisione possa essere di-
mostrata anche sulla base dell'esecuzione di un solo mandato di revisione
(cfr. consid. 3.2). Pertanto la critica del ricorrente non può essere ritenuta
fondata.
4.
B-1577/2015
Pagina 14
4.1 Mancato rispetto delle Swiss GAAP FER 26
4.1.1 L'autorità inferiore passa dapprima in rassegna le inadempienze ri-
scontrate nel primo procedimento (mancanza dei dati relativi all'esercizio
precedente e dell'allegato; il bilancio privo di indicazioni sulle riserve di flut-
tuazione e sugli attivi e passivi relativi ai contratti di assicurazione; il conto
esercizio privo di informazioni circa il risultato netto degli investi-menti pa-
trimoniali), chinandosi successivamente su quali siano le finalità e la por-
tata delle informazioni che il ricorrente ha omesso di verificare nell'ottica
degli standard applicabili in materia di revisione contabile, concludendo
che simili omissioni configurano una violazione gravissima. Questo perché,
a suo avviso, la verifica di tutte le posizioni di bilancio è un'attività essen-
ziale che ogni revisore è tenuto a svolgere. A titolo introduttivo, l'autorità
inferiore fa dapprima appello allo scopo generale delle Swiss GAAP RPC
26. Secondo lei, i rendiconti stabiliti in base a queste raccomandazioni do-
vrebbero fornire agli utilizzatori (tranne casse pensioni e organizzazioni
non profit) una base importante per le loro decisioni poiché sono conside-
rati rappresentare un quadro trasparente e fedele della situazione patrimo-
niale, finanziaria e reddituale. Giusta l'autorità inferiore, i dati relativi all'e-
sercizio precedente servono alla comparazione delle cifre su un lungo arco
temporale. L'ASR spiega che, se questi dati non sono riportati, gli investitori
sono privati della possibilità di mettere a confronto le cifre attuali con quelle
dell'anno precedente. Riguardo all'allegato, il ricorrente avrebbe, dopo
averne fatto richiesta più volte, semplicemente rinunciato a sottoporlo a
verifica. L'autorità inferiore fa osservare che nell'allegato sono contenuti i
dati complementari al bilancio e al conto d'esercizio necessari per raggiun-
gere gli obiettivi informativi definiti. Lo scopo del conto annuale sarebbe
quello di informare in forma strutturata sulla situazione patrimoniale, finan-
ziaria e reddituale di un'organizzazione. In assenza di tali informazioni, i
lettori del rendiconto non disporrebbero di informazioni affidabili su un
eventuale deficit di riserva, rispettivamente sul resultato effettivo dell'eser-
cizio contabile. L'ASR conclude che la verifica che i conti siano allestiti se-
condo le prescrizioni degli standard contabili costituisce una conditio sine
qua non affinché i lettori dei rapporti di revisione possano giudicare la si-
tuazione finanziaria della società sottoposta a revisione. Il mancato osse-
quio agli standard applicabili rappresenterebbe un'inadempienza gravis-
sima di cui il ricorrente sembra non averne afferrato il rilievo.
4.1.2 Dalle spiegazioni aggiuntive dell'autorità inferiore risulta in maniera
convincente come la mancanza dei dati relativi all'esercizio precedente, la
mancanza dell'allegato (quale parte integrante del conto annuale necessa-
riamente sottoposta a verifica) e le informazioni mancanti nel bilancio (circa
B-1577/2015
Pagina 15
le riserve di fluttuazione, gli attivi e passivi relativi ai contratti di assicura-
zione e circa il risultato netto degli investimenti patrimoniali) siano in palese
contrasto con le prescrizioni imperative previste dagli standard contabili e
di conseguenza rappresentino un'inadempienza gravissima. Le omissioni
riscontrate contribuiscono significativamente all'impossibilità di valutare la
situazione finanziaria effettiva dell'istituto di previdenza. Da una parte, i let-
tori non sono in grado di mettere a confronto le cifre annuali con quelle
dell'anno precedente (mancanza dei dati relativi all'esercizio precedente),
di informarsi su un eventuale deficit di riserva (mancanza di informazioni
sulle riserve di fluttuazione e l'inesistenza dell'allegato) e sul risultato netto
degli investimenti patrimoniali (informazioni limitate ai saldi lordi). Dall'altra,
il ricorrente non ha richiesto il rispetto della struttura del rendiconto previsto
dalle Swiss GAAP RPC 26 che contribuisce in maniera significativa alla
trasparenza della presentazione e facilita così la valutazione della situa-
zione patrimoniale.
4.1.3 Laddove il ricorrente espone che, nonostante egli non abbia osse-
quiato le Swiss GAAP RPC 26, egli avrebbe comunque proceduto alle ve-
rifiche contabili sulla scorta delle perizie dell'attuario SAV, esperto federale
diplomato in Casse pensioni, le sue allegazioni mancano di pertinenza in
quanto sembrano misconoscere che il perito in materia di previdenza non
ha gli stessi compiti di un perito revisore: al primo incombe la verifica dell'e-
quilibrio tra gli accrediti e le prestazioni di vecchiaia, decesso ed invalidità,
mentre al secondo spetta la verifica della conformità legale dell'organizza-
zione dell'istituto di previdenza, nonché della gestione e dell'investimento
del suo patrimonio (cfr. art. 52c cpv. 1 LPP o art. 35 cpv. 1 vecchia versione
OPP 2; cfr. sentenza del TAF B-6585/2013, consid. 12.3). Perciò, mal si
capisce in che modo il ricorrente abbia proceduto ad una propria verifica,
quando, come lui stesso dice, si è limitato a fare affidamento agli accerta-
menti dell'attuario, ossia di un perito che non disponeva delle stesse com-
petenze in materia di revisione dei conti.
Anche l'ipotesi secondo cui anche il rispetto "alla lettera" delle Swiss GAAP
RPC 26 non avrebbe potuto rilevare le irregolarità dell'istituto di previ-
denza, non può che apparire come un vano tentativo di distogliere dalle
finalità di tali raccomandazioni e sminuire la mancata osservazione delle
medesime. Inoltre, un tale argomento dimostra che, malgrado egli affermi
di essere divenuto un vero e proprio esperto della Swiss GAAP RPC (n°
60 del ricorso), il ricorrente non abbia con ogni probabilità afferrato la loro
rilevanza pratica per la garanzia di un quadro trasparente e fedele della
situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale.
B-1577/2015
Pagina 16
Infine, il ricorrente non riesce a trarre nulla in suo favore nemmeno dall'ar-
gomento secondo cui l'anno 2011 sarebbe stato il primo anno che impo-
neva l'applicazione delle Swiss GAAP RPC 26, per cui, in base alle norme
transitorie poco chiare, egli avrebbe potuto ritenere in buona fede che le
nuove disposizioni non fossero applicabili. Un simile argomento entra dap-
prima in contraddizione col fatto che il ricorrente medesimo ha confermato
che il conto annuale fosse allestito in applicazione della Swiss GAAP RPC
26 (cfr. atto n° 22, allegato 8). Ciò dimostra che il ricorrente era anche con-
sapevole dell'applicabilità dei nuovi standard di revisione. Inoltre, secondo
l'art. 47 cpv. 2 OPP2, in vigore dal 1° aprile 2004, e nella versione applica-
bile alla fattispecie, gli istituti di previdenza devono allestire il conto annuale
conformemente alle raccomandazioni contabili Swiss GAAP RPC 26 nella
versione del 1° gennaio 2004 (in vigore fino al 31 dicembre 2013, dopodi-
ché è applicabile la versione del 1° gennaio 2014). Ciò posto, non si riesce
a comprendere perché l'anno 2011 avrebbe dovuto essere il primo anno di
applicazione delle Swiss GAAP FER 26. Le norme transitorie riferite nel
gravame del 25 novembre 2013, a cui il ricorrente rimanda in questo pro-
cedimento, non sono applicabili all'art. 47 cpv. 2 OPP 2.
4.1.4 In base alle allegazioni suesposte, si può quindi convenire con l'ASR
che le violazioni multiple delle Swiss GAAP RPC 26, sia individualmente,
sia nel loro complesso, costituiscono una violazione molto grave dal punto
di vista del diritto della revisione contabile, in quanto il rapporto di revisione
non solo inganna il lettore sul rispetto delle Swiss GAAP RPC, ma non
fornisce neanche delle informazioni affidabili, chiare e trasparenti della si-
tuazione finanziaria dell'istituto di previdenza, il che è da considerare in
palese contrasto con lo scopo della funzione di perito revisore. A nulla val-
gono gli argomenti addotti dal ricorrente nel suo memoriale per relativizzare
l'elevato grado delle violazioni commesse.
4.2 Insufficienza dei lavori di revisione
4.2.1 Per spiegare la "gravità delle inadempienze constatate" e dimostrare
come le violazioni derivino dall'ignoranza dei principi di base di revisione
dei conti, l'ASR rileva che la documentazione delle attività di revisione è
una componente importante della procedura di revisione che interessa
tutte le fasi del processo di verifica. In mancanza di una documentazione
idonea circa le verifiche effettuate, i risultati ottenuti e le conclusioni a cui
si è giunti, sarebbe impossibile non solo per l'ASR, ma anche per soggetti
terzi o perfino lo stesso ricorrente, spiegare quali lavori di revisione siano
stati effettuati ed emettere un giudizio al riguardo. Senza documentazione
vi sarebbe motivo di ritenere che i lavori di revisione necessari non siano
B-1577/2015
Pagina 17
stati realizzati. Trattandosi di un principio di base contenuto negli standard
svizzeri di revisione, non è concepibile che il ricorrente lo ignorasse. Con-
siderato che la raccomandazione circa l'approvazione o il rigetto del conto
annuale è, a detta dell'ASR, un elemento di importanza capitale previsto
obbligatoriamente dalla legge, il ricorrente non avrebbe mai potuto, non
avendo ricevuto l'allegato al conto annuale, approvare i conti senza riserve
ed ignorare questo fatto.
4.2.2 In base ad un confronto tra la decisione impugnata nel primo e quella
impugnata nel presente procedimento occorre stavolta dare atto all'autorità
inferiore di aver indicato in maniera esauriente ed efficace la portata delle
norme in materia di revisione e la gravità delle infrazioni commesse, con-
formandosi in tal modo alle istruzioni formulate da codesto Tribunale nel
giudizio precedente. L'ASR ha spiegato in maniera plausibile in che misura
la documentazione delle attività di revisione, l'elaborazione di una strategia
di revisione, l'indicazione circa la conformità del conto annuale ai regola-
menti dell'istituto di previdenza e la raccomandazione circa l'approvazione
del conto stesso nel rapporto di revisione rivestano componenti fondamen-
tali della procedura di revisione in tutte le fasi di verifica. Dalle allegazioni
dell'ASR è condivisibile come l'assenza di siffatta documentazione e di ve-
rifiche nel caso concreto possa dare una visione distorta della realtà con-
tabile dell'istituto per il quale il ricorrente ha svolto il mandato, mettendo
così in discussione l'utilità e/o affidabilità del rapporto di revisione stilato.
Ne va da sé che le contravvenzioni riscontrate ai requisiti di base in materia
di revisione contabile non possono che essere ritenute gravissime.
4.2.3 Gli argomenti del ricorrente, perlopiù incentrati sul tema che la revi-
sione del 2011 era la prima che imponeva il rispetto di tali norme cosicché
egli poteva ritenere in buona che non fossero applicabili, non sono invece
in grado di sovvertire l'esito degli accertamenti suesposti. A tale riguardo
giova ricordare che la medesima censura è stata già sollevata e trattata nel
procedimento precedente, in cui codesto Tribunale ha avuto modo di rite-
nere che l'insufficienza dei lavori di revisione potesse essere riconosciuta
anche analizzando la revisione dei conti 2011 nell'ottica della legislazione
in vigore fino al 31 dicembre 2011 (sentenza B-6585/2013 del 27 agosto
2014, consid. 11.3). Pertanto non occorre chinarsi ulteriormente sulla que-
stione.
Fintanto che il ricorrente, per dimostrare che egli "aveva e ha eccome una
strategia di revisione", si riferisce, in maniera del tutto vaga e generica,
all'impressionante quantità di documenti e formulari all'ASR al fine di otte-
B-1577/2015
Pagina 18
nere l'abilitazione definitiva a esercitare la funzione di perito revisore, è dif-
ficile seguire il filo delle sue argomentazioni, né è ravvisabile un nesso con
la valutazione della presente fattispecie. Ciò tanto più che una simile affer-
mazione non trova nessuna conferma nell'incarto. Da notare anche la con-
traddittorietà degli argomenti, quando da una parte egli rinvia alla quantità
di documenti prodotti e dall'altra però ammette di non aver allegato tutta la
documentazione completa.
4.2.3 In sunto, alla luce di quanto suesposto, si può solo concordare con
l'autorità inferiore che l'assenza di tale documentazione presenta un motivo
per ritenere che i lavori di revisione necessari non siano stati realizzati,
mettendo in discussione l'utilità e/o l'affidabilità del rapporto di revisione
stilato e che le mancanze riscontrate nei lavori di revisione siano da rite-
nere estremamente gravi.
4.3 Individuazione delle frodi
4.3.1 In questo ambito va premesso che nel corso del 2012 l'istituto
A._ di cui il ricorrente era il revisore – i primi conti da lui verificati
essendo quelli del 2009 – è stata sottoposta ad un'inchiesta da parte della
Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale, sfociata, tra l'al-
tro, nella destituzione di due membri del Consiglio di Fondazione e nella
nomina di un commissario pronunciata con decisione del 10 settembre
2011 e in seguito confermata dal Tribunale amministrativo federale (cfr.
sentenza C-4009, C-4835 e C-4837/2012 del 7 ottobre 2013). Sulla base
del rapporto intermedio stilato dal commissario, quest'ultimo aveva riscon-
trato diverse incompletezze ed incongruenze nel rapporto di revisione, le
quali sono state poi portate a conoscenza dell'ASR. Da qui è partito uno
scambio di corrispondenza terminato infine con la decisione del 4 novem-
bre 2013 che ha a sua volta fatto oggetto del procedimento B-6585/2014
(cfr. Fatti B.a della sentenza del 27 agosto 2014).
4.3.2 Nella decisione impugnata l'ASR rammenta che il ricorrente ha vio-
lato le regole della professione in materia di individuazione delle frodi, non
procedendo alla valutazione dell'integrità dei dirigenti dell'istituto di previ-
denza malgrado vi fossero chiari indizi per farlo, segnatamente il fatto che
al ricorrente non siano stati forniti gli allegati alla chiusura contabile nono-
stante i suoi ripetuti solleciti, nonché la circostanza che, secondo il bilancio
al 31 dicembre 2011, quasi il 75 % degli attivi a bilancio fosse costituito da
investimenti in due società in cui due membri del Consiglio di fondazione
dell'istituto di previdenza, poi destituiti, detenevano partecipazioni consi-
stenti. A titolo completivo, l'ASR motiva la qualificazione dell'infrazione
B-1577/2015
Pagina 19
come "gravissima", sottolineando come l'individuazione di frodi o errori sia
una componente importante degli standard di revisione, in quanto, a suo
dire, tali circostanze possono influire in maniera significativa sul risultato
del conto annuale.
Come a giusto titolo indicato dall'ASR, l'adozione di un atteggiamento cri-
tico, come pure l'obbligo di analizzare i risultati definitivi alla luce della va-
lutazione circa i rischi di anomalie significative nel conto annuale risultanti
da frodi perpetrate nelle fasi iniziali della revisione, sono principi basilari
per le attività di revisione, i quali sono del resto contenuti negli standard di
revisione della Camera fiduciaria svizzera ("Manuel suisse d'audit", MAS,
volume 2, punto 2.8.2, 2.8.3.3 seg.; Standard svizzeri di revisione, SR 240,
ed. 2010, allegato 3). Alla luce delle argomentazioni aggiuntive dell'ASR,
non si può che confermare che la mancanza di atteggiamento critico e di
un procedimento di verifica costituiscono, nel caso di specie, una viola-
zione gravissima delle regole basilari della revisione contabile, non da ul-
timo ritenuta l'importanza fondamentale dell'allegato nella stesura dei rap-
porti di revisione.
4.3.3 Gli argomenti addotti dal ricorrente a tale riguardo nulla mutano alla
valutazione del grado di gravità delle violazioni rimproverategli. Non si com-
prende come egli possa aver fatto affidamento alle sole dichiarazioni di
completezza sottoscritte dagli amministratori dell'istituto A._ quando
i suoi compiti di revisore esigevano la verifica dei documenti contabili. Lad-
dove ritiene che la correttezza della struttura finanziaria del fondo e in par-
ticolare della struttura dei suoi investimenti era stata accertata dall'attuario
SAV con le sue verifiche e le sue perizie attuariali, il ricorrente dà ancora
una volta dimostrazione di non essere in chiaro sulla differenza dei compiti
del perito in materia di previdenza professionale e dell'ufficio di revisione
(cfr. consid. 4.1.3). Infine, le ipotesi del ricorrente per giustificare che anche
se avesse ricevuto l'allegato ciò non gli avrebbe permesso di individuare le
frodi in atto non sembrano altro che un vano tentativo per sminuire la gra-
vità delle violazioni commesse e relativizzare le finalità dei doveri del perito
revisore (cfr. sopra, consid. 4.1.1 in fine).
4.3.4 Anche in questo punto non resta altro che confermare la qualifica
della violazione in questione come gravissima.
4.4 Controllo della legalità dell'investimento patrimoniale, della gestione e
dell'organizzazione
B-1577/2015
Pagina 20
4.4.1 L'ASR rinvia dapprima alla decisione pronunciata in data 10 settem-
bre 2012 dalla Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale, da
cui risulta, tra l'altro, che il 74,44 % delle attività complessive iscritte a bi-
lancio è costituito da investimenti in due società private, che il valore di tali
società è ignoto e che le relative chiusure contabili non sono state oggetto
di revisione (opting-out). Secondo l'ASR, dalle carte di lavoro non si evince
che il ricorrente abbia effettuato il controllo della legalità dell'investimento
patrimoniale, della gestione e dell'organizzazione di previdenza. Tuttavia,
continua l'ASR, tali controlli non sono solo previsti dalla legge, ma sussiste
anche un rischio accresciuto per gli assicurati di perdere denaro se gli in-
vestimenti patrimoniali, la gestione o l'organizzazione dell'istituto non sono
conformi alle prescrizioni di legge. Dalla circostanza che il ricorrente si sia
limitato a basarsi sul rapporto dell'attuario che a sua volta non è tenuto a
controllare se l'organizzazione, la gestione e gli investimenti siano conformi
alle disposizioni di legge e ai regolamenti, l'autorità inferiore discende che
egli ignora palesemente in cosa consistano i lavori di revisione e le respon-
sabilità che incombono al revisore. Prima di accettare qualsiasi mandato di
revisione, soggiunge l'ASR, è importante che il revisore sia a conoscenza
degli elementi da sottoporre a verifica, essendo ciò un principio che sta alla
base delle attività di revisione.
Dai motivi enunciati dall'ASR è condivisibile, da una parte, la grande rile-
vanza della verifica della legalità dell'investimento patrimoniale, della ge-
stione e dell'organizzazione per la revisione contabile e, dall'altra, a quali
gravi rischi sono esposti gli assicurati nel caso di illegalità in tale ambito.
Ne consegue che la circostanza che l'ASR abbia considerato la violazione
riscontrata come gravissima non può prestare il fianco ad alcuna critica.
4.4.2 Il ricorrente non contesta di non aver verificato "personalmente e di-
rettamente nel dettaglio" la legalità degl'investimenti. A sua discolpa egli
adduce nuovamente di essersi basato per le sue verifiche sugli accerta-
menti, a suo dire dettagliati, del perito attuario SAV, Esperto federale diplo-
mato in Casse pensioni. Come si è avuto modo di stabilire a più riprese,
una simile argomentazione non merita tutela e sottolinea per l'ennesima
volta che al ricorrente non sia noto che il perito attuario SAV e il perito re-
visore abbiano compiti diversi e con ciò l'ignoranza dei principi fondamen-
tali della revisione dei conti (cfr. consid. 4.1.3, 4.3.3).
4.5 Verifica delle transazioni / Spese di amministrazione
4.5.1 A tale riguardo l'ASR rileva che, nella decisione del 10 settembre
2012 della Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale, si
B-1577/2015
Pagina 21
menziona, fra altro, l'esistenza di una convenzione di cooperazione tra
B._, che si sostiene fosse responsabile dell'amministrazione tec-
nica dell'istituto di previdenza, e l'istituto di previdenza. Inoltre le spese di
amministrazione sarebbero state considerate eccessivamente elevate e
non si troverebbe nessuna spiegazione in merito ad un versamento di (...)
franchi a favore di B._. L'ASR ritiene che le carte di lavoro non ab-
biano fornito fatti a comprova che il ricorrente abbia verificato le transazioni
e le spese di amministrazione. La stessa autorità segnala come simili con-
trolli siano previsti dalla legge e transazioni inadeguate e spese di ammini-
strazione eccessive possano incidere in particolare sul rendimento degli
averi degli assicurati.
Anche in questo punto, l'ASR riesce ad esporre in maniera plausibile la
portata fondamentale della necessità di verificare la legalità delle transa-
zioni e delle spese di amministrazione nell'ambito della revisione contabile,
illustrandone i rischi in cui incombono gli assicurati nel caso di illegalità. È
quindi inappuntabile che l'ASR sulla base dei rilevamenti effettuati abbia
ritenuto che la violazione in cui è incappato il ricorrente sia da qualificare
come gravissima.
4.5.2 Non è di alcun aiuto al ricorrente segnalare, per l'ennesima volta, di
essersi fondato sulle verifiche eseguite dall'attuario SAV e di non aver
avuto motivo di ritenere che i dati ricevuti non fossero corretti. Si ripete
ancora una volta che il compito del perito revisore non consiste nel con-
trollo del lavoro del perito in materia di previdenza, ma nel controllo della
contabilità dell'istituto di previdenza al fine di minimizzare il rischio di per-
dite di soldi destinati al finanziamento delle pensioni degli assicurati a
causa di errori, frodi o manipolazioni. Manca parimenti di pertinenza l'argo-
mento del ricorrente secondo cui egli non poteva sospettare che i dati rice-
vuti non fossero corretti, tant'è che il suo dovere consiste proprio nell'e-
same della correttezza dei dati contabili.
4.6 In conclusione, è accertato che nell'ambito della verifica del conto an-
nuale dell'istituto A._ relativo all'anno d'esercizio 2011 il ricorrente è
venuto meno ripetutamente ai doveri che incombono ad un perito revisore
(cfr. sopra, consid. 3.1.1 fino a 3.1.6), dichiarando nel suo rapporto di revi-
sione che il conto annuale rispettasse gli standard applicabili in materia di
revisione, malgrado ciò invece non lo fosse. Le numerose violazioni delle
norme applicabili, nel loro complesso, fanno sorgere seri dubbi sulla que-
stione se e quali lavori di revisione il ricorrente abbia effettivamente svolto.
Questo perché le omissioni e violazioni riscontrate mettono in discussione
l'affidabilità e l'utilità del rapporto da lui stilato. Malgrado la documentazione
B-1577/2015
Pagina 22
del proprio lavoro costituisca una regola fondamentale della revisione con-
tabile, il ricorrente non è in grado di dimostrare di aver effettuato "detta-
gliate verifiche" come egli pretende.
Mediante il complemento della motivazione, apportato con decisione del
9 febbraio 2015, l'autorità inferiore è in grado di avvalorare in maniera so-
stanziale che le inadempienze del ricorrente sono tali da precludere ai let-
tori del rendiconto annuale dell'istituto A._ di trovare informazioni
trasparenti sul reale stato patrimoniale dell'istituto di previdenza e che an-
che l'omissione dei controlli della legalità degli investimenti e delle spese
d'amministrazione contribuiscono in maniera significativa ad aumentare il
rischio per gli assicurati di perdite di averi a causa di errori e manipolazioni.
Per contro, quando il ricorrente adduce a più riprese che egli ha fondato il
suo rapporto di revisione sulle verifiche del perito in materia di previdenza,
ch'egli ha proceduto ad eseguire verifiche pur non documentandole e che
le irregolarità in seno all'istituto A._ non sarebbero emerse anche
se fossero stati ossequiati i principi fondamentali di revisione, i suoi argo-
menti non fanno altro che ulteriormente alimentare i dubbi se egli sia real-
mente consapevole degli obblighi e delle esigenze legali che sono imposti
ad un perito revisore.
Si premette che un'attività di controllo ineccepibile richiede competenza
tecnica e un comportamento corretto nelle relazioni d'affari, con cui si in-
tendono in primo luogo l'osservanza dell'ordinamento giuridico, segnata-
mente del diritto in materia di revisione, del diritto civile e penale e il rispetto
del principio della buona fede (cfr. sentenza del Tribunale federale
2C_834/2010 dell'11 marzo consid. 3.2), per cui una violazione dei principi
della revisione contabile come riscontrata nel presente caso è incompati-
bile con l'esigenza di un'attività di revisione ineccepibile.
Tenuto conto di tutti gli elementi menzionati, non si può non concordare
con l'autorità inferiore laddove ha considerato gravissime le violazioni com-
messe dal ricorrente. In tale contesto, l'autorità inferiore ha spiegato in ma-
niera esauriente la portata dei principi fondamentali di revisione in que-
stione e le conseguenze che derivano dall'inosservanza dei medesimi per
l'attendibilità del rapporto di revisione e l'affidabilità del perito revisore. Nel
complemento alla motivazione sono chiaramente venuti alla luce l'elevato
grado di gravità delle contravvenzioni rimproverate al ricorrente e la grande
importanza del rispetto dei principi base di revisione. Ciò posto, si può con-
cludere che l'ASR abbia dato seguito in modo adeguato alle istruzioni for-
mulate dallo scrivente Tribunale ai considerandi 17.1, 19 e 20.2 della sen-
B-1577/2015
Pagina 23
tenza B-6585/2013 del 27 agosto 2014. Da questo punto di vista, il prov-
vedimento adottato, ossia il ritiro dell'abilitazione ad esercitare la funzione
di perito revisore per la durata di cinque anni, si rivela, di principio, giustifi-
cato.
5.
L'autorità di sorveglianza può revocare l'abilitazione a tempo determinato
o indeterminato a una persona fisica abilitata o a un'impresa di revisione
abilitata che non adempiono più le condizioni per l'abilitazione di cui agli
articoli 4-6 o 9a (art. 17 cpv. 1 primo periodo LSR). Se le condizioni per
l'abilitazione possono essere ristabilite, la revoca è dapprima comminata
(art. 17 cpv. 1 secondo periodo LSR). Se la revoca dell'abilitazione è spro-
porzionata, l'autorità di sorveglianza le ammonisce per scritto (art. 17 cpv.
1 terzo periodo LSR, in vigore dal 1° gennaio 2015, RU 2014 4073; FF
2013 5901). La LSR non prevede ulteriori provvedimenti possibili, come ad
esempio l'abilitazione limitata a determinati territori, controlli mediante
l'ASR o sorveglianza dell'interessato tramite altri periti revisori (cfr. sen-
tenza del TAF B-5431/2013 del 17 novembre 2014 consid. 4.3.1 con ulte-
riori riferimenti). Lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di riconoscere
che l'art. 17 LSR è una base legale sufficiente in virtù della quale per la
persona sotto sorveglianza è prevedibile che l'eventualità ch'ella non sod-
disfi più le condizioni di abilitazione potrebbe comportare il ritiro dell'abilita-
zione (cfr. sentenza del TAF B-5431/2013 consid. 4.3.3; cfr. anche sen-
tenza del TAF B-3759/2014 dell'11 maggio 2015 intero consid. 4). Alla luce
di quanto esposto al consid. 4 e tenuto conto della prassi menzionata si
deve concludere che la misura adottata nei confronti del ricorrente, ossia
la revoca dell'abilitazione a tempo determinato, rispetta il principio della le-
galità.
6.
Per quanto infine riguarda l'aspetto della proporzionalità del provvedimento
ordinato si impongono le osservazioni seguenti.
B-1577/2015
Pagina 24
6.1
6.1.1 In generale, l'attività dello Stato deve rispondere al pubblico interesse
ed essere proporzionata allo scopo (art. 5 cpv. 2 della Costituzione federale
della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 [Cost], RS 101). In parti-
colare, l'autorità non può adoperare un mezzo coattivo più rigoroso di
quanto richiesto dalle circostanze (art. 42 PA). Da un punto di visto anali-
tico, il principio della proporzionalità viene suddiviso in tre regole: l'idoneità,
la necessità e la proporzionalità in senso stretto (DTF 136 I 17 consid. 4.4,
135 I 246 consid. 3.1, 130 II 425, consid. 5.2 e 124 I 40 consid. 3e). La
prima impone che la misura scelta sia atta al raggiungimento dello scopo
d'interesse pubblico fissato dalla legge (DTF 128 I 310 consid. 5b/cc), la
seconda che, tra più misura idonee, si scelga quella che incide meno for-
temente sui diritti privati (DTF 130 II 425 consid. 5.2), e la terza, detta an-
che regola della preponderanza dell'interesse pubblico, che l'autorità pro-
ceda alla ponderazione tra l'interesse pubblico perseguito e il contrapposto
interesse privato, valutando quale dei due deve prevalere in funzione delle
circostanze (DTF 129 I 12 consid. 6 a 9). Anche nell'infliggere una sanzione
amministrativa va ossequiato un rapporto ragionevole tra lo scopo perse-
guito e i mezzi utilizzati (cfr. sentenza del TF 2P.274/2004 del 13 aprile
2005 consid. 4.1; TOBIAS JAAG in: Ackermann/Donatsch/Rehberg ed., Wirt-
schaft und Strafrecht: Festschrift für Niklaus Schmid zum 65. Geburtstag,
Zurigo 2011, p. 579).
6.1.2 Per l'esame della proporzionalità, cioè nel ponderare se per il man-
cato adempimento delle condizioni di abilitazione (in casu, la buona repu-
tazione e la garanzia di un'attività irreprensibile) sussistono violazioni di
una certa gravità e se detta gravità si trova in un rapporto ragionevole con
la revoca dell'abilitazione a tempo determinato, va in particolare conside-
rato che l'obbligo di revisione serve a proteggere gli investitori e le persone
che dispongono di una partecipazione minoritaria ed i creditori, come pure
a sorvegliare le imprese e ad assicurare uno sviluppo economico durevole
e la garanzia dell’impiego a lungo termine (Messaggio del 23 giugno 2004
concernente la modifica del Codice delle obbligazioni [ obbligo di revisione
nel diritto societario] e la legge federale sull'abilitazione e la sorveglianza
dei revisori, FF 2004 3564). In tale contesto l'ufficio di revisione ha un ruolo
centrale. Esso deve garantire l'attendibilità del conto annuale e del conto
di gruppo e mettere tutti i gruppi di persone da tutelare nella situazione di
verificare in maniera affidabile la situazione economica di un'impresa. L'o-
biettivo del disciplinamento giuridico di servizi di revisione può essere solo
raggiunto se tali servizi sono prestati da persone sufficientemente qualifi-
cate in grado di soddisfare le aspettative in termini di qualità sulla scorta di
B-1577/2015
Pagina 25
severe condizioni di abilitazione. La garanzia della qualità dei servizi di re-
visione riveste dunque un interesse pubblico considerevole (cfr. sentenza
del TF 2C_438/2008 del 16 ottobre 2008 consid. 3; sentenza del TAF B-
5373/2012 del 25 luglio 2013 consid. 5). Nel contesto dell'esame della
buona reputazione il principio della proporzionalità deve garantire che al
richiedente non si rimproveri all'infinito un comportamento avverso alle
norme in materia di revisione; la revoca dell'abilitazione deve costituire l'ul-
tima ratio per l'evenienza che, al fine di tutelare gli interessi pubblici in gioco
e di prevenire ulteriori pregiudizi, rimanga unicamente la possibilità di
escludere l'interessato dall'esercizio della professione (sentenza del TF
2C_505/2010 del 7 aprile 2011 consid. 4.3, 2C_834/2010 dell'11 marzo
2011 consid. 6.2.3; DANIEL C. PFIFFENER, in: Watter/Bertschinger [editori]
Basler Kommentar Revisionsrecht, Basilea 2011, n. 5 ad art. 17 LSR).
6.2
6.2.1 Il ricorrente fa rilevare, riferendosi in parte alla giurisprudenza del TAF
(cfr. n° 123 del ricorso del 25 novembre 2013 e n° 108 del ricorso dell'11
marzo 2015), che la durata appare sproporzionata e non corrisponderebbe
quindi all'obbligo statale di imporre unicamente la misura meno incisiva.
Secondo lui, l'ASR avrebbe ignorato il carattere unico ed eccezionale
dell'infrazione in questione, come pure che egli abbia ristabilito una situa-
zione conforme al diritto, dimostrando di essere in grado di applicare cor-
rettamente le SWISS GAAP FER. Egli avrebbe curato la versione italiana
del Manuale pratico per la presentazione della contabilità delle ONG asso-
ciate alle Federazioni cantonali, nonché l'implementazione delle SWISS
GAAP FER 21 per i conti annuali di tali organismi. Egli avrebbe guidato i
responsabili e amministratori del fondo di pensionamento anticipato del Co-
mune di Bellinzona nell'impostare la tenuta contabile secondo i nuovi cri-
teri, stilando il relativo rapporto di revisione e sarebbe inoltre stato interpel-
lato dalla SUPSI per tenere un corso sulla presentazione dei conti con le
norme SWISS GAAP FER. Il ricorrente lamenta che l'ASR non solo non
avrebbe tenuto conto di tutti questi aspetti, bensì non avrebbe nemmeno
dato seguito all'indicazione della Corte di esaminare un solo altro fascicolo.
6.2.2 Nella decisione impugnata, l'ASR ritiene che secondo la sua prassi
adottata attualmente in materia di ritiro dell'abilitazione, una violazione di
gravità lieve comporta un ammonimento, mentre una violazione di gravità
media comporta una revoca di durata compresa tra uno e due anni. Le
violazioni di gravità alta comporterebbero invece una revoca di durata
compresa fra tre o quattro anni. Una violazione gravissima invece
comporta una revoca di durata compresa fra cinque o sei anni. Secondo il
B-1577/2015
Pagina 26
parere dell'autorità inferiore, visto che le violazioni rimproverate al
ricorrente sono gravissime e concernono i principi di base applicabili non
solo alla revisione delle casse pensioni ma anche a quella delle società
commerciali, una revoca di cinque anni, non è solo giustificata, ma rispetta
anche il principio della proporzionalità.
6.3 Riconfermando la revoca come misura di principio giustificata, (cfr. sen-
tenza del TAF B-6585/2013 del 27 agosto 2014, consid. 15) potrebbe es-
sere utile un raffronto tra il caso specifico ed altri casi trattati dallo scrivente
Tribunale al fine di accertare se la durata di cinque anni della revoca dell'a-
bilitazione è conforme alle regole dell'idoneità e della necessità della mi-
sura.
6.3.1 Il TAF è stato chiamato più volte a statuire su ricorsi rivolti contro una
revoca limitata a uno (cfr. sentenza del TAF B-853/2011 del 27 luglio 2012),
due (cfr. sentenza del TAF B-1826/2013 del 7 gennaio 2015), tre anni (cfr.
sentenze del TAF B-5431/2013 del 17 novembre 2014, B-5373/2012 del
25 luglio 2013) e addirittura una revoca di durata illimitata (cfr. sentenze
del TAF B-1355/2011 del 5 ottobre 2011, B-4137/2010 del 17 settembre
2011 e B-7348/2009 del 3 giugno 2010). In tutti i procedimenti menzionati
la revoca era stata pronunciata a causa di contravvenzioni alle norme di
indipendenza, per cui è discutibile se il paragone sia significativo per il caso
di specie (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale B-739/2011
del 6 settembre 2012 consid. 3.3.4).
Questo Tribunale si è occupato, per la prima volta, nel procedimento B-
4137/2010 di una revoca di durata illimitata a causa della violazione dei
principi in materia di diritto di revisione ("Pflichtverletzungen im Kernbe-
reich der Tätigkeit der Revisionsstelle", "Missachtung von Grundsätzen des
Revisionsrechts", cfr. consid. 3.2 e 6.3 della relativa sentenza), confer-
mando la revoca ordinata dall'ASR, da una parte qualificando le infrazioni
di notevole gravità ("von erheblicher Schwere", cfr. sentenza B-4137/2010
consid. 6.3) e, dall'altra, ritenendo il provvedimento conforme al principio
della proporzionalità. D'altro avviso il Tribunale federale che, pur sempre
concordando con la gravità delle infrazioni riscontrate, ha annullato sud-
detta sentenza e riconosciuto che l'autorità inferiore, esaminando la pro-
porzionalità, non avesse tenuto conto adeguatamente del fatto che le con-
travvenzioni imputate al ricorrente risalivano a ben 16 anni fa e, visto l'im-
portante lasso di tempo trascorso, non potevano pregiudicare la buona re-
putazione al punto tale da revocare dell'abilitazione (sentenza del Tribunale
federale 2C_834/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 6.2.5).
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6.3.2 Come accertato nei considerandi suesposti, le violazioni dei principi
fondamentali del diritto in materia di revisione sono da ritenere gravissime
in quanto, nello svolgimento di tutte le fasi della revisione nell'ambito del
mandato per l'istituto A. _, il ricorrente ha compromesso l'attendi-
bilità del conto annuale, nonché gli interessi dei gruppi di persone in una
verifica affidabile della situazione economica di A._. È fuori dubbio
che con ciò il ricorrente abbia messo in discussione ch'egli sia in grado di
soddisfare le esigenze poste all'abilitazione un perito revisore, in partico-
lare la buona reputazione e la garanzia di un'attività irreprensibile. In tale
contesto poco importa se egli abbia commesso le violazioni riscontrate
nella completa ignoranza dei principi di base della revisione contabile o
nella piena consapevolezza di venir meno ai medesimi (cfr. sentenza del
TF 2C_927/2011 dell'8 maggio 2012 consid. 3.2.2). Non va del resto di-
menticato che l'esame della garanzia di un'attività irreprensibile avviene
sulla scorta di punti di vista oggettivi (sentenza del TAF B-786/2011 del 28
giugno 2011 consid. 4.7 i.f.). In considerazione dell'estrema gravità delle
infrazioni, della mancanza di comprensione, consapevolezza e spirito cri-
tico da parte del ricorrente circa la portata dei principi da lui violati, una
misura più mite o meno severa come un ammonimento scritto o una revoca
di durata inferiore non può entrare in linea di conto. Questo anche perché
nel caso della condizione relativa alla buona reputazione si tratta di circo-
stanze di fatto che non possono essere cambiate a breve termine (cfr. sen-
tenza del TF 2C_927/2011 dell'8 maggio 2012 consid. 3.5.3). Da notare,
non da ultimo, che gli argomenti sollevati del ricorrente in suo favore non
sono tali da concludere alla sussistenza di eventuali circostanze attenuanti.
6.3.3 La revoca dell'abilitazione per una durata di cinque anni si rivela
quindi idonea e necessaria al raggiungimento dello scopo prefisso dalla
legge.
6.4 In seguito va esaminato se la revoca dell'abilitazione per una durata di
cinque anni è conciliabile col principio della proporzionalità in senso stretto.
6.4.1 A tal proposito va evidenziato che il rapporto di revisione esaminato
dall'ASR concerne la previdenza professionale in cui la garanzia della pro-
fessionalità e di un controllo ineccepibile è di elevato interesse pubblico.
Le negligenze riscontrate sono suscettibili di esplicare effetti notevoli
sull'attendibilità del mandato di revisione. Oltre a dare un quadro non affi-
dabile della situazione economica di A._, esse generano false aspet-
tative negli assicurati o altri interessati circa la buona salute economica
dell'istituto di previdenza, privandoli di prendere le dovute disposizioni per
B-1577/2015
Pagina 28
premunirsi contro i rischi legati al mancato ossequio dei principi di revi-
sione.
Ne va da sé che l'accresciuto interesse pubblico a fornire servizi di revi-
sione di alta qualità non solo, ma anche in materia di previdenza professio-
nale, ha un peso maggiore rispetto all'interesse privato del ricorrente all'e-
sercizio illimitato dell'attività di perito revisore svolta prima che venisse di-
sposto il provvedimento amministrativo. Per il ricorrente, la revoca dell'abi-
litazione comporta inevitabilmente conseguenze di natura economica ch'e-
gli deve sopportare. Allo stato degli atti non è dato di vedere se e in che
misura simili conseguenze siano per lui inaccettabili. Mancano invece di
pertinenza gli argomenti del ricorrente secondo cui l'ASR avrebbe ignorato
il carattere unico ed eccezionale dell'infrazione in questione, come pure
che egli abbia ristabilito una situazione conforme al diritto, dimostrando di
essere in grado di applicare correttamente le SWISS GAAP FER (cfr. sen-
tenza del Tribunale federale 2C_927/2011 consid. 3.5.3).
Visti gli interessi pubblici preponderanti in gioco e le constatate violazioni
dei principi basilari del diritto della revisione, il periodo di cinque anni si
lascia conciliare con la proporzionalità in senso stretto. Vi è da attendersi
che entro cinque anni le carenze riscontrate possano essere eliminate e
che il ricorrente abbia acquisito le nozioni necessarie, nonché definitiva-
mente cambiato atteggiamento nella comprensione ed applicazione dei
principi del diritto in materia di revisione, rispondendo così agli interessi
pubblici.
6.4.2 La revoca dell'abilitazione per una durata di cinque anni si rivela
quindi anche proporzionata in senso stretto.
6.5 Laddove il ricorrente si duole che l'ASR non abbia ritenuto opportuno
esaminare un solo altro fascicolo, oltre al mandato di revisione dei conti
2011 dell'Istituto A._, venendo, a suo avviso, meno alle indicazioni
del Tribunale, è d'uopo precisare in primo luogo che la sentenza del 27
agosto 2014 non esclude che l'ignoranza dei principi base della revisione
possa essere dimostrata anche sulla base dell'esecuzione di un solo man-
dato di revisione e, in secondo luogo, che la motivazione aggiuntiva ha
reso plausibile, nel caso concreto, l'elevato grado di gravità delle contrav-
venzioni rimproverate al ricorrente e la grande importanza del rispetto dei
principi base di revisione già sulla scorta dell'esame di un solo mandato di
revisione, così da rendere superflua la consultazione di altri lavori di revi-
sione.
B-1577/2015
Pagina 29
6.6 A titolo abbondanziale, come fa rilevare a ragione l'autorità inferiore, il
ricorrente non avanza dei motivi concreti che potrebbero dimostrare in che
maniera l'autorità inferiore avrebbe ecceduto o abusato del proprio potere
discrezionale o, in qualsiasi altro modo avrebbe peccato di arbitrarietà re-
vocando, nel caso specifico, l'abilitazione a esercitare la funzione di perito
revisore per una durata di cinque anni. Nella misura in cui per codesto Tri-
bunale, in considerazione della motivazione aggiuntiva, non è dato di ve-
dere che un tale abuso sussista, la critica appellatoria del ricorrente se-
condo cui l'autorità inferiore avrebbe completamente dimenticato il princi-
pio di proporzionalità non può essere ammessa.
6.7 Visto quanto precede, si deve quindi concludere che la revoca dell'abi-
litazione per una durata di cinque anni è conforme al principio di proporzio-
nalità.
7.
Resta infine da esaminare la critica avanzata dal ricorrente, in diverse oc-
casioni (ricorso dell'11 maggio 2015, n°4 e n°6, lettera del 9 aprile 2015),
laddove sottolinea che l'autorità inferiore ha impiegato cinque mesi per
emanare una nuova decisione che conferma unicamente quella prece-
dente. Il ricorrente lamenta che fino al 9 febbraio 2015 è stato di fatto so-
speso dall'attività di perito revisore senza che una valida decisione lo san-
cisse.
Tuttavia, come si era già dimostrato nella decisione incidentale del 6 mag-
gio 2015 nella presente fattispecie, era fin dall'inizio poco probabile che il
ricorrente potesse attendersi una revoca dell'abilitazione di una durata in-
feriore ai due anni, avendo codesto Tribunale già confermato, di principio,
la fondatezza delle numerose violazioni delle prescrizioni legali e puntua-
lizzato che il rimprovero mosso nei confronti dell'ASR concerneva unica-
mente la motivazione della durata di cinque anni (cfr. anche la sentenza
del TAF B-6585/2013 del 27 agosto 2014, consid. 17.1). A ciò si aggiunga
che anche il ricorrente stesso prevede nella sua conclusione, formulata in
via subordinata, la revoca dell'abilitazione della durata di due anni.
Pertanto gli argomenti mossi non possono essere condivisi.
8.
Alla luce dei considerandi precedenti, lo scrivente Tribunale giunge alla
conclusione che nella misura in cui l'autorità inferiore ha disposto nei con-
fronti del ricorrente una revoca dell'abilitazione in qualità di esperto revisore
della durata di cinque anni, la medesima non ha violato il diritto federale,
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Pagina 30
ma rispettato i limiti del proprio potere d'apprezzamento. Pertanto, il ricorso
deve essere respinto e la decisione dell'ASR del 9 febbraio 2015 è confer-
mata.
9.
Visto l'esito del ricorso, le spese processuali vanno poste a carico della
parte soccombente (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese del procedimento dinanzi
al TAF comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 del Regola-
mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008, TS-TAF, RS 173.320.2). La
tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e della difficoltà della
causa, del modo di condotta processuale e della situazione finanziaria delle
parti (art. 2 cpv. 1 TS-TAF).
Ritenuto quanto precede il ricorrente è da considerare parte soccombente,
per cui le spese di procedura sono messe a suo carico. Nella fattispecie,
considerata anche l'emanazione della decisione incidentale sull'effetto so-
spensivo, esse vengono stabilite in fr. 3'500.– (art. 4 TS-TAF), importo che
verrà integralmente computato con l'anticipo di pari importo già versato.
Visto l'esito del ricorso, il ricorrente non ha diritto ad un'indennità a titolo di
spese ripetibili (art. 64 PA).
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