Decision ID: b5bbf614-e7ce-5696-a592-20395aa0eb38
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 6 febbraio 2014 il comune di _, tramite i propri consulenti tecnici, ha invitato dieci ditte della regione a presentare un'offerta per l'esecuzione delle opere da falegname occorrenti nell'ambito della realizzazione del nuovo centro sportivo e sociale intercomunale.
Il capitolato trasmesso agli invitati indicava che il concorso era
retto dalla legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) e che le offerte sarebbero state valutate in base ai seguenti criteri e fattori di ponderazione:
1.
prezzo 50%
2.
attendibilità prezzo 20%
3.
programma lavori e penalità 15%
4.
attendibilità programma lavori 5%
5.
apprendisti 5%
6.
referenze lavori analoghi 5%
Lo stesso documento illustrava i parametri che sarebbero stati utilizzati per la valutazione di ogni singolo criterio di aggiudicazione. In particolare, specificava che il
programma lavori
sarebbe stato apprezzato sulla scorta delle indicazioni fornite dai concorrenti, integrate in un'apposita formula matematica ripresa integralmente da quella coniata dal Centro cantonale di consulenza LCPubb (vedi pag. 9 e 13 capitolato).
Alla pos. 221.330 delle disposizioni particolari CPN 102 era peraltro segnalato chiaramente che contro la documentazione di concorso era dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro 10 giorni dalla data di intimazione degli atti. Nessuno li ha tuttavia impugnati.
B.
In tempo utile sei ditte hanno inoltrato la propria offerta, per importi compresi tra fr. 34'175.50 e fr. 63'766.45.
Preso atto delle valutazioni esperite dai propri consulenti tecnici, il 16 aprile 2014 il CO 2 ha risolto di escludere una concorrente e di deliberare la commessa alla CO 1, giunta prima in graduatoria con 5.69 punti.
C. Contro la predetta decisione la RI 1 di _ (in seguito RI 1), terza classificata con 4.76 punti, è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
La ricorrente ha contestato in sostanza la modesta nota 1 (= 0.15 punti) attribuitale in materia di
programma lavori
,
sulla scor-ta di una durata degli interventi che in offerta è stata quantificata in 30 giorni. A quest'ultimo proposito RI 1 ha osservato di aver calcolato tale termine comprendendovi tutte le fasi della commessa, a partire dai rilievi in cantiere sino alla posa delle opere, compresi i tempi tecnici d'attesa per l'ottenimento di alcuni materiali o elementi richiesti. Le ditte come l'aggiudicataria che hanno previsto solo 9 giorni lavorativi non hanno tenuto conto dei tempi d'attesa (correzioni da parte della DL, tempi di fornitura materiale, ecc.), falsando quindi il risultato nel criterio di aggiudicazione 3. In ogni modo - ha soggiunto l'insorgente - i concorrenti hanno computato la durata dei lavori con criteri diversi e quindi bisogna procedere ad una rivalutazione di questo dato onde salvaguardare il principio della parità di trattamento tra offerenti.
D. a. In sede di risposta il committente si è opposto all'accoglimento dell'impugnativa, annotando per cominciare che l'insorgente non può più contestare le regole della gara avendovi partecipato senza riserve.
Nel merito, la stazione appaltante ha sottolineato come il programma lavori dovesse essere impostato tenendo conto delle giornate lavorative effettivamente trascorse in cantiere, unico elemento utile ai fini di un corretto coordinamento degli interventi tra i vari artigiani impegnati nella realizzazione del nuovo centro sportivo e sociale intercomunale.
b. L'aggiudicataria è rimasta silente.
c. Dal canto suo, l'ULSA si è rimesso alle allegazioni del municipio, evidenziando di essere estraneo alla procedura.
E.
Con la replica RI 1 ha ribadito le sue contestazioni, rilevando in particolare che i concorrenti hanno interpretato in maniera manifestamente differente il concetto di durata dei lavori, tant'è vero che per la realizzazione di 3 porte, 2 armadi e 4 panchine tutti gli offerenti hanno calcolato ben più dei 9 giorni esposti dalla deliberataria. Il committente stesso ha valutato in 20 giorni il tempo necessario per l'esecuzione della commessa, durata - questa - che non può di certo corrispondere alla sola messa in opera delle strutture in cantiere.
F.
La stazione appaltante ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni da formulare in duplica.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb.
In quanto partecipante alla gara, la ricorrente è senz'altro legittimata a contestare l'aggiudicazione della commessa ad un altro concorrente (art. 37 lett. d LCPubb e 65 cpv. 1
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; BU 2013, 453).
Il gravame, tempestivo (art. 36 cpv. 1 LCPubb), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base delle tavole processuali, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il carteggio prodotto dal committente e l'ulteriore documentazione esibita dall'insorgente con le memorie scritte bastano per statuire sull'impugnativa con sufficiente cognizione di causa.
2.
2
.1. Giusta l'art. 32 cpv. 1 LCPubb, il committente aggiudica la
commessa a favore dell'offerta più vantaggiosa determinata sulla scorta di diversi criteri, quali il termine, la qualità, il prezzo, l'economicità, i costi di servizio, il servizio clientela, l'adeguatezza della prestazione, l'estetica, la compatibilità ambientale e il valore tecnico. I criteri di aggiudicazione, soggiunge l'articolo (cpv. 2), devono essere indicati nei documenti del bando, in ordine di importanza. Riallacciandosi a questa norma di legge, l'art. 10 cpv. 2 lett. k
del regolamento di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale sugli appalti
pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 7.1.4.1.6)
ribadisce che i documenti di gara devono contenere i criteri e/o sottocriteri di aggiudicazione in ordine di importanza, con la relativa ponderazione e la scala e/o il metodo di valutazione.
L'esigenza di fissare preventivamente i criteri di aggiudicazione in
ordine d'importanza discende soprattutto dal principio di
trasparenza, che informa la procedura di aggiudicazione delle
commesse pubbliche (art. 1 lett. a LCPubb). I criteri di aggiudicazione, scelti in funzione della natura e delle caratteristiche della commessa, devono essere indicati già in sede di pubblicazione del bando, allo scopo di predeterminare, secondo tale principio, il
quadro all'interno del quale il committente si impegna ad
esercitare il proprio apprezzamento ai fini della delibera. Attraverso la
predeterminazione di tali criteri viene invero limitata, se non esclusa, la libertà del committente di valutare le offerte pervenutegli secondo parametri elaborati a posteriori nell'ottica di giustificare una determinata scelta (DTF 125 II 86 consid. 7c pag. 100 segg.).
Sempre nel quadro della preventiva definizione dei criteri di aggiudicazione, il committente deve di principio indicare almeno sommariamente anche il metodo che intende applicare per valutare concretamente le offerte. Diversamente, lasciando al committente la più ampia libertà di scegliere il metodo di valutazione dei singoli criteri di aggiudicazione soltanto dopo l'apertura delle offerte, può essere disatteso il principio di trasparenza, che l'obbligo di predeterminare questi parametri assieme ai fattori di ponderazione intende invece salvaguardare (STA 52.2008.152 dell'11 luglio 2008 consid. 2.1). Il committente non deve tuttavia necessariamente prestabilire complesse griglie di valutazione. Esso può anche limitarsi a definire preventivamente soltanto una scala delle note, congruente per tutti i criteri d'aggiudicazione, che indichi sommariamente, anche mediante semplici predicati, come intende valutare le offerte sulla base delle informazioni concretamente richieste dal bando e fornitegli dai concorrenti. Dovrà poi, nella motivazione del provvedimento di delibera, fornire una giustificazione adeguata e sostenibile della nota che ha attribuito
ai singoli concorrenti per ogni criterio d'aggiudicazione, dopo averne comparato in modo rispettoso della parità di trattamento gli aspetti, che secondo il bando si è impegnato a valutare (STA
52.2010.14 del 18 marzo 2010 consid. 3.1).
2.2. In concreto, il committente ha preannunciato in modo dettagliato il metodo e/o le formule che avrebbe utilizzato per valutare ogni singolo criterio di aggiudicazione. Per quanto attiene in particolare all'
attendibilità del prezzo
, al
programma lavori
e all'
attendibilità
del programma lavori,
la stazione appaltante ha ripreso pedissequamente le modalità di valutazione di tipo matematico proposte dal Centro di consulenza LCPubb, omettendo tuttavia di prefissare tutti i parametri che vanno stabiliti e preannunciati di volta in volta dal singolo committente in funzione della commessa da attribuire. Nella formula di estimo dell'
attendibilità del prezzo
non è stato anticipato il fattore di importanza del preventivo del committente (F), né è stata definita in % la fascia della nota 6 (f
1
) e la fascia della nota scalare (f
2
). In quella del
programma lavori
non è stata indicata in % la fascia della nota 4 (f
1
) e la fascia limite inferiore (f
2
). Parimenti, nel metodo di valutazione dell'
attendibilità del programma lavori
non è stata stabilita la percentuale relativa alla fascia della nota 6 (f
1
) ed alla fascia della nota scalare (f
2
). Tutti questi elementi sono stati apparentemente determinati poco prima della scadenza del concorso, senza tuttavia darne comunicazione ai concorrenti. In sostanza, sono stati esplicitati ex post in vista della valutazione concreta delle offerte. Il ricorso va accolto già per questo motivo, con il conseguente annullamento del provvedimento impugnato in quanto fondato su prescrizioni concorsuali del tutto carenti.
Occorre aggiungere che la mancata, preventiva definizione completa del metodo di valutazione dei tre criteri di aggiudicazione in discussione costituisce un difetto d'impostazione del capitolato che pregiudica irrimediabilmente qualsiasi possibilità di pervenire ad un'aggiudicazione conforme al principio della trasparenza e della parità di trattamento. La lacuna è ancor più seria se si considera che i parametri che il committente ha omesso di indicare nelle prescrizioni di gara messe a disposizione dei concorrenti gli permettono in pratica - se stabiliti dopo l'apertura delle offerte - di modulare l'attribuzione delle note in funzione dei dati concreti contenuti nelle offerte ricevute, consentendogli per finire di giustificare a posteriori qualsiasi risultato.
Il fatto che il capitolato non sia stato impugnato non consente di giungere a diversa conclusione. Nell'evenienza concreta, l'omessa predeterminazione integrale de
l metodo di valutazione
dei criteri di aggiudicazione imposta dalla legge (
art. 10 cpv. 2 lett. j e k
RLCPubb/CIAP) è troppo importante e gravida di conseguenze per non comportare l'irrimediabile annullamento della decisione
impugnata, resa in esito ad una procedura concorsuale gravemente
viziata e lesiva dei principi cardine che governano l'aggiudicazione delle commesse pubbliche (
Matteo Cassina
, Principali aspetti del diritto delle commesse pubbliche nel Canton Ticino, Lugano 2008, pag. 67; STA 52.2010.157 del 10 giugno 2010).
Ma vi è di più. Come annota giustamente la ricorrente, la stazione appaltante ha precisato che la durata dei lavori che i concorrenti dovevano indicare in offerta (pag. 9 del capitolato) era da riferirsi alla realizzazione delle proprie opere. Ora, è vero che il programma lavori serve soprattutto a coordinare adeguatamente gli interventi dei vari artigiani sul cantiere e quindi poco importano sotto questo profilo i tempi di fabbricazione dei prodotti ch'essi s'impegnano a fornire. Nel caso di specie tuttavia la commessa posta a concorso presuppone la fabbricazione dei mobili necessari al nuovo centro sportivo e la stazione appaltante ha chiesto ai concorrenti di indicare i giorni lavorativi necessari per la realizzazione (non la sola posa in cantiere) delle opere richieste. A fronte del dato assolutamente anomalo fornito dalla deliberataria relativamente alla durata dei lavori (9 giorni, meno della metà dei 20 giorni stimati dal consulente della committenza e dei 22.75 giorni di media riportati dagli altri concorrenti), la stazione appaltante avrebbe dovuto quantomeno sollecitare alla CO 1 spiegazioni circa le ragioni che l'avevano indotta a presentare un programma lavori così breve (art. 43 RLCPubb/CIAP). Solo così sarebbe stata certa che tutti i concorrenti avevano impostato il programma con gli stessi criteri e che quindi le loro offerte erano perfettamente comparabili nel rispetto dei precetti della LCPubb che mirano a garantire la parità di trattamento e un'aggiudicazione imparziale della commessa (cfr. art. 1 lett. c LCPubb).
3. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunq
ue accolto, annullando la delibera impugnata dall'insorgente. Si rinuncia a rinviare gli atti al
committente per nuova decisione, poiché l'impostazione del capitolato è talmente difettosa da non permettere un'aggiudicazione conforme alle disposizioni della LC
Pubb.
4.
La tassa di giustizia,
commisurata per difetto al valore della commessa, è posta
interamente a carico del committente secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm). L'
aggiudicataria va esente da qualsiasi aggravio non avendo resistito al gravame.