Decision ID: efbd4e63-00ec-5797-97f4-67758eb1aee4
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
A.
Con PE n. _del 1. settembre 1995 dell’UEF di Bellinzona la _ ha escusso la _ per l’incasso di Fr. 9’438.45 oltre interessi all’8% dal 19 febbraio 1995, indicando quale titolo di credito: “Fattura no. _del 18.01.1995.”
Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa sull’offerta 5 gennaio 1995 per la fornitura di materiale diverso (doc. B), il bollettino di consegna 17 gennaio 1995 (doc. C), la fattura 18 gennaio 1995 per l’importo di Fr. 9’438.45 (doc. D) e diversi richiami di pagamento (doc. E).
C.
All’udienza di contraddittorio l’escussa non é comparsa.
D.
Con sentenza 10 novembre 1995 il Segretario assessore della pretura di Bellinzona ha accolto parzialmente l’istanza argomentando che la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF. Gli interessi di mora sono stati tuttavia riconosciuti solo al tasso legale del 5%, non avendo la procedente fornito prova alcuna in merito al tasso dell’8% posto in esecuzione.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa negando la sua legittimazione passiva, la documentazione prodotta essendo stata indirizzata alla _ e agli atti mancando qualsivoglia documento da lei firmato.

Considerato
in diritto
1.a)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).
b)
Ex art. 321 cpv. 1 lett. b CPC in sede di appello é esclusa la facoltà di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni.
Tuttavia il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d’appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (cfr. Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).
c)
Il riconoscimento di debito giustifica il rigetto dell’opposizione contro chi é designato nel titolo quale debitore (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 20 p. 45).
d)
Dall’esame della documentazione agli atti risulta che l’offerta doc. B è stata indirizzata alla “_ ”, mentre il bollettino di consegna doc. C, la fattura doc. D, gli estratti conto 9 marzo 1995 risp. 22 agosto 1995, così come la diffida di pagamento 26 luglio 1995 (doc. E) indicano quale destinataria la “_ documenti ed in particolare il bollettino di consegna doc. C, unico documento controfirmato, non designano quale destinataria la qui escussa _ che di conseguenza non può essere ritenuta quale debitrice della pretesa posta in esecuzione. D’altro canto dalla documentazione agli atti emerge che la creditrice stessa, sulla domanda di esecuzione 23 agosto 1995, ha indicato quale debitrice la _ Non figurando agli atti nei confronti della _ valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF, l’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione della _ va respinta. Il rigetto dell’opposizione è infatti retto dalle rigide esigenze della procedura sommaria, che permette al creditore di evitare la procedura ordinaria e di ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione solo qualora egli disponga di un riconoscimento di debito scritto (cfr. DTF 106 III 100).
2.
L’appello 16 novembre 1995 della _ va quindi accolto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 51, 54, 67 e 68 OTLEF).