Decision ID: 4507da80-442b-4134-9860-ca80b9aadffb
Year: 2004
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. A._ è stato arrestato il 19 luglio 2004 nell’ambito di un’inchiesta di  giudiziaria aperta nei suoi confronti (e di altri) per titolo di infrazione  legge federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 1 e 2 LStup), organizzazione criminale (art. 260ter CP) e infrazione alla legge federale sulle armi (art. 33 LArm) e posto immediatamente in detenzione preventiva. Il 21 luglio 2004 il giudice istruttore federale, ritenuta la sussistenza dei pericoli di collusione e di fuga, ha convalidato il suo arresto; dal 28 luglio 2004 egli è detenuto presso le carceri pretoriali di X._.
B. Con istanze del 9/13 settembre 2004 al Ministero pubblico della  (in seguito MPC), A._ ha chiesto di essere immediatamente trasferito al penitenziario cantonale ticinese di Cadro e di poter usufruire dell’ora d’aria giornaliera presso le carceri pretoriali in cui è attualmente . Il MPC, con decisioni del 14/16 settembre 2004, ha respinto le  istanze.
C. Dissentendo da queste decisioni, il 20 settembre 2004 A._ è insorto con un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo in via principale il suo urgente trasferimento al  cantonale e, in via subordinata, la garanzia di poter beneficiare dell’ora d’aria giornaliera presso le carceri pretoriali di X._. A  della sua impugnativa censura sostanzialmente il mancato rispetto  condizioni minime di detenzione previste dalla CEDU, facendo altresì presente il suo precario stato psico-fisico.
D. Con osservazioni del 29 settembre 2004, il MPC postula la reiezione del reclamo nella misura della sua ammissibilità. L’autorità inquirente evidenzia preliminarmente le circostanze che giustificherebbero il mantenimento del carcere preventivo nelle sue attuali condizioni, ossia il pericolo di collusione e l’assenza di disponibilità presso altre istituzioni di pena (anche della  interna). Riconfermando integralmente il contenuto delle decisioni , essa afferma in seguito che le attuali condizioni detentive  i criteri minimi dedotti dalla CEDU e non configurano alcuna disparità di trattamento rispetto ad altri detenuti. Riguardo allo stato psicologico dell’imputato, osserva infine che in uno scritto recentemente indirizzato alla propria moglie, questi esprimerebbe, più che dei propositi di natura  o suicidale, delle intenzioni vendicative nei confronti delle autorità .
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E. Nella sua replica del 30 settembre 2004, il reclamante contesta le  di cui sopra e ribadisce, in sostanza, le argomentazioni esposte in  di reclamo. Non sono state chieste ulteriori osservazioni al MPC.
F. Il 4 ottobre 2003 il MPC ha fatto pervenire al Tribunale penale federale ed al patrocinatore del reclamante un complemento alle osservazioni.

Diritto:
1. Analogamente alla Camera d’accusa del Tribunale federale, dissolta il 31 marzo 2004, la Corte dei reclami penali esamina d’ufficio l’ammissibilità del rimedio esperito senza essere vincolata, in tale ambito, dalla  dell’atto o dall’autorità indicata come competente nello stesso (DTF 122 IV 188 consid. 1, pag. 190 e giurisprudenza citata).
2. Il presente reclamo si fonda sull’art. 105bis cpv. 2 PP, nella versione in  dal 1° aprile 2004, secondo il quale non solo gli atti ma anche le  del procuratore generale della Confederazione possono essere  con ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, seguendo le prescrizioni procedurali degli art. 214-219 PP. Pertanto, esso è ammissibile solo in questo ambito.
2.1 Il reclamante postula in sostanza il suo trasferimento immediato in una
struttura carceraria più adeguata quale il penitenziario cantonale della “Stampa” a Cadro, lamentando che le condizioni di detenzione nelle celle pretoriali di X._ in cui è rinchiuso dal 28 luglio scorso non  le disposizioni vigenti in materia di detenzione preventiva e  i diritti minimi garantiti in questo ambito dalla CEDU. In particolare, si duole della mancata concessione dell’ora d’aria giornaliera.
2.2 La prima richiesta del reclamante ricalca, in pratica, quella già formulata in un suo precedente reclamo interposto davanti alla Corte dei reclami penali; al proposito può senz’altro essere rinviato alle pertinenti considerazioni esposte nella sentenza del 3 settembre 2004 (v. BK_H 115/04, consid. 2.3). Giova qui rilevare che la Corte dei reclami penali aveva precisato in quell’occasione che un eventuale trasferimento dell’imputato presso un carcere quale il penitenziario cantonale (o altra struttura analoga dove le condizioni detentive possono risultare migliori) dipendeva sia delle  atte a influire concretamente sul pericolo di collusione, sia delle  oggettive presso altri penitenziari. Ora, stando agli atti dell’incarto, nessuna delle due condizioni enunciate in precedenza sembra al momento adempiuta. Il MPC ha infatti segnalato di aver preso contatto
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con altri carceri nella Svizzera interna, senza tuttavia ottenere alcuna disponibilità in assenza di celle libere. D’altro canto, il trasferimento presso il Penitenziario cantonale della “Stampa” - a prescindere dall’effettiva  di celle di sicurezza - appare per il momento problematico, vista la presenza in questo carcere di uno dei principali imputati della medesima inchiesta (B._), direttamente coinvolto con il reclamante nella vicenda del traffico di un chilo di cocaina che ha portato al loro arresto il 19 luglio scorso. Quanto al rischio di collusione, valgono qui le considerazioni già espresse nella sentenza del 23 settembre 2004 (BK_H 119/04, consid. 5.2), nella quale si evidenziava la presenza in concreto di più elementi che permettevano di concludere all’esistenza di un pericolo di collusione. La  non sembra invero molto cambiata a qualche settimana di , né le argomentazioni avanzate dal reclamante nel presente gravame sono in grado di confutare seriamente le conclusioni della menzionata . Lo scambio di scritti intervenuto nel frattempo con la moglie dimostra semmai la persistenza del pericolo collusivo nonché dell’atteggiamento di totale chiusura - se non di aperta sfida - nei confronti delle autorità adottato dal reclamante.
2.3 In via subordinata, il reclamante chiede la garanzia di poter beneficiare giornalmente di un’ora d’aria presso le celle pretoriali di X._,  che sinora gli è stato concesso di uscire dalla propria cella solo due volte alla settimana per usufruire della doccia.
2.4 Giurisprudenza e dottrina considerano generalmente che le restrizioni  al detenuto durante l’esecuzione della detenzione preventiva, e  quelle che aggravano il regime detentivo, non possono limitare la libertà personale al di là di quanto è ragionevolmente necessario per lo scopo dell’incarcerazione e per il regolare funzionamento dell’istituto di  (DTF 118 Ia 64 consid. 3k pag. 82; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, Traité théorique et pratique, Zurigo 2000, n. 2406 e segg., pag. 512/513). Per quanto riguarda la libertà di movimento all’interno dello  carcerario, nella sua sentenza di riferimento DTF 122 I 222 il  federale ha stabilito che ogni detenuto ha diritto, a partire dalla  settimana di detenzione, ad un’ora d’aria giornaliera, sotto sorveglianza del personale della prigione (DTF 122 I 222 consid. 4a e riferimenti citati; 106 Ia 277 consid. 8, pag. 293/294). La limitazione della possibilità di  dell’ora d’aria giornaliera è per contro stata giudicata contraria alle  minime dedotte dal diritto federale, anche nell’ipotesi in cui lo  carcerario non è attrezzato a tal scopo (DTF 122 I 222 consid. 4b e riferimenti).
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In concreto, il “documento di servizio della Polizia del Canton Ticino”, che regola le modalità di detenzione preventiva anche nelle carceri pretoriali di X._, prevede al punto 3.5., linea 4, che “gli agenti concedono ai  la possibilità di usufruire delle docce secondo necessità, ma almeno una volta alla settimana” e alla linea 5 del medesimo punto che “gli agenti concedono il passeggio dove vi è la possibilità, e secondo le priorità di  e le disponibilità del personale”. Nelle sue osservazioni il MPC, fa  di una rigorosa osservanza della regolamentazione testé enunciata,  che al detenuto è stato sinora concesso di uscire dalla sua cella almeno due volte alla settimana, il martedì e il giovedì, e questo per  della doccia (cf. osservazioni MPC del 29 settembre 2004, pagg. 4 in basso/5 in alto). L’autorità inquirente, per giustificare questa limitazione di movimento del detenuto rispetto ai requisiti minimi sanciti dalla  federale, fa riferimento a carenze di personale e al comportamento “sconveniente” tenuto dall’interessato in più occasioni. La prima , come si deduce dalla summenzionata giurisprudenza, non è però ; in altre parole, il diritto del detenuto in regime di carcere  di poter beneficiare di un’ora d’aria giornaliera non può essere  limitato per ragioni inerenti la struttura carceraria o la disponibilità di personale. Una limitazione di questo diritto potrebbe invece essere  dall’atteggiamento del detenuto stesso durante l’ora d’aria, ad  in caso di aggressività verbale o fisica nei confronti del personale del carcere o di altri detenuti. Il detenuto non deve infatti approfittare di questa (seppur limitata) libertà di movimento per creare inconvenienti al personale carcerario o a terzi. Ora, in concreto, le autorità carcerarie hanno effettivamente segnalato alcuni episodi di aggressività verbale del  nei confronti del personale carcerario (v. complemento alle  del 30 settembre 2004 del MPC e relativi allegati); dagli atti non risulta però che tale atteggiamento sia sistematico o a tal punto grave da imporre una limitazione durevole al diritto di beneficiare dell’ora d’aria giornaliera. Il reclamante è comunque avvertito del fatto che, in futuro, il suo  all’interno della struttura carceraria dovrà risultare irreprensibile.
3. Visto quanto precede, il reclamo deve essere accolto in via subordinata, nel senso che al reclamante deve essere garantita la possibilità di usufruire dell’ora d’aria giornaliera anche presso le pretoriali di X._, a  che si conformi per il resto alla regolamentazione prevista per la  preventiva e mantenga un atteggiamento irreprensibile durante le sue uscite dalla cella. Il regolamento di servizio applicabile per la  preventiva presso le carceri pretoriali di X._ dovrà essere  di conseguenza, entro un termine ragionevole, in particolare per quanto attiene al suo punto 3.5., linea 5, affinché questo rifletta i requisiti minimi in
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materia di movimento all’interno di uno stabilimento carcerario previsti dalla giurisprudenza federale, richiamata in precedenza (v. consid. 2.4, supra).
4. Il reclamo è stato accolto in via subordinata, ma respinto in via principale. Conformemente al nuovo art. 245 PP, in vigore dal 1° aprile 2004, le spese processuali sono poste a carico della parte soccombente (art. 156 cpv. 1 OG); in concreto viene posta a carico del reclamante una tassa di giustizia ridotta di fr. 500.--, calcolata giusta l’art. 3 del Regolamento sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32). Il reclamante ha invece diritto alla corresponsione di ripetibili ridotte (art. 159 cpv. 3 OG);  conto della soccombenza in via principale e dell’attività svolta dal  nell’ambito della presente causa, un onorario di fr. 400.--, IVA , appare giustificato (v. art. 3 del Regolamento sulle spese ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale federale, RS 173.711.31).
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