Decision ID: 61c4d17d-e659-55a6-91ae-6b5ef9b4fa7c
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _ classe 1963, ha svolto l’attività di magazziniere sino al 1998, percependo in seguito, dal 1° ottobre 1999 al 20 settembre 2001, delle indennità di disoccupazione (cfr. doc. AI _).
Dal 1999 lamenta dolori lombari (cfr. rapporto 31 gennaio 2002 del dr. _, doc. AI _).
In data 5/8 novembre 1999 egli ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti, volta in particolare ad ottenere una riformazione professione (doc. AI _).
1.2. Dopo aver esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. _, con progetto di decisione 26 novembre 2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la richiesta dell’assicurato in quanto:
"
Dall'esame della documentazione medico-economica acquisita agli atti AI si rileva che il danno alla salute presentato dall'assicurato comporta una invalidità del 12%. Senza danno alla salute il richiedente oggigiorno avrebbe potuto guadagnare un salario annuo lordo di fr. 44120.- nel 2001 (reddito calcolato indicizzando l'ultimo salario completo guadagnato dall'assicurato nel 1994 – _). Svolgendo un'attività lucrativa adeguata al suo stato di salute (attività non qualificata, leggera ed adeguata), il richiedente, secondo i dati statistici UFS (Ufficio federale di statistica), potrebbe in via teorica ricavare un reddito annuo di fr. 38820.- (valori 2001)." (doc. AI _)
Non avendo ricevuto alcuna osservazioni in merito, con decisione formale del 17 dicembre 2002 l’amministrazione ha confermato la reiezione della domanda di prestazioni assicurative (doc. AI _).
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa _ è tempestivamente insorto al TCA.
Contestando la valutazione peritale, egli ha chiesto di essere sottoposto ad un ulteriore controllo medico.
1.4. Mediante risposta di causa 10 febbraio 2003 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame, confermando l’esattezza della decisione impugnata.
1.5. Con scritto 17 febbraio 2003 il ricorrente ha in particolare osservato
"
Dalla perizia reumatologica fatta dal Dr. Med. _ in data 12 marzo 2002 scrive.
Dopo l'allenamento medico consigliato, l'assicurato è abile al lavoro nella misura del 100% ad un rendimento del 100%, in un'attività con carichi variabili (Carico massimo a 20 kg).
Questo non lo ritengo esatto, in quanto le mie terapie per alleviare i dolori sono iniziate in data 07.12.1998 quando sono incominciati i miei problemi alla schiena, queste terapie continuano tutt'oggi.
Ho potuto verificare i miei problemi anche con dei pesi minimi, lavorando presso il programma d'occupazione _ dal 15.02.1999 al 10.03.2001 e lavorando presso il programma d'occupazione _ dal 20.03.2001 al 22 gennaio 2002, data in cui, ho dovuto arrendermi all'idea che le mie condizioni fisiche non mi permettevano più di svolgere lavori anche con dei pesi minimi, visto il peggioramento delle mie condizioni." (doc. _)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è accertare se _ ha diritto a delle prestazioni AI.
2.3. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 17 dicembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.4. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Affinché il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
2.5. Va altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.6. L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.”
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111 consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).
Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI
"
per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa dell’invalidità.”
Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV pag. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op. cit., pag. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.127/128). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, op. cit. pag. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pag. 130/131).
2.7. Nel caso in esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al dr. _, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.
Nel rapporto 12 marzo 2002 lo specialista in reumatologia ha posto la diagnosi di sindrome lombospondilogena cronica recidivante a sinistra con piede rachide piatto, decondizionamento muscolare e alterazioni degenerative lombari (condrosi L5/S1, piccolissima ernia discale mediana L5/S1).
Dopo aver proceduto ad una dettagliata valutazione medica, il perito è giunto alle seguenti conclusioni riguardo alla capacità lavorativa:
"
Dopo l'allenamento medico consigliato, l'assicurato è abile al lavoro nella misura del 100% ad un rendimento al 100% in un'attività con carichi variabili (carico massimo a 20 kg), con la possibilità di cambiare spesso al posizione del corpo, evitando possibilmente lavori che richiedono il doversi chinare ripetitivamente o movimenti di rotazione ripetitivi della colonna vertebrale." (doc. AI _)
Ritenuto quindi che l’assicurato è da considerare abile al 100% in attività leggere con le succitate limitazioni fisiche, l’amministrazione ha proceduto al raffronto dei redditi giungendo ad un grado d’invalidità del 12%, negando quindi qualsiasi prestazione dell’AI (doc. AI _).
2.8.
Va ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb)
.
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la
generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer -Blaser, op. cit., pag. 111).
2.9. Nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il dr. _, specialista delle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è portatore.
Egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla piena capacità di lavoro in attività con carichi variabili non superiori a 20 chili, con possibilità di cambiare spesso la posizione del corpo, evitando lavori che richiedono ripetutamente il chinare e la rotazione della colonna vertebrale. Il tutto previo periodo di terapia/allenamento.
Il ricorrente contesta la valutazione peritale sostenendo di svolgere dal 1998 una terapia senza ottenere alcun miglioramento.
Ora, nella perizia lo specialista in reumatologia ha rilevato che la “
terapia deve rivolgersi verso ... la muscolatura decondizionata” , proponendo una fisioterapia attiva rivolta al ricondizionamento sotto forma di un allenamento medico (ginnastica anche agli attrezzi, 45 minuti/seduta, 3 volte alla settimana per 3 mesi)
” (sottolineatura del redattore doc. AI _, pag. 3). Questo in luogo delle misure passive a cui l’assicurato è stato sottoposto (doc. AI pag. 3).
Con lettera 19 aprile 2002 l’amministrazione ha del resto raccomandato all’assicurato di contattare il medico curante per attuare la fisioterapia descritta dal perito (doc. AI _).
Infine, il rapporto 31 gennaio 2002 del medico curante, in cui fra l’altro è attestato che l’assicurato potrebbe lavorare come magazziniere o in lavori leggeri di manutenzione per quattro ore al giorno (quindi un’abilità del 50%), non permette di discostarsi dalla valutazione del dr. _ (doc. AI _).
Da una parte l’attività di magazziniere non può essere equiparata, per quel che concerne la tipologia lavorativa, ai lavori leggeri di manutenzione; dall’altra, tale rapporto non è così dettagliato ed approfondito come lo è la perizia resa da uno specialista in reumatologia.
In queste circostanze, dunque, considerato come al referto del dr. _ debba essere attribuita forza probante piena (cfr. consid. 2.8),
appare dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che l’assicurato presenta una piena capacità lavorativa nelle attività leggere rispettose delle limitazioni riportate in perizia.
2.10. Posto come l’amministrazione abbia ritenuto l’assicurato non abile nella sua precedente attività, al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.5), occorre confrontare il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito, senza il danno alla salute, quale magazziniere (reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere adeguate (reddito da invalido).
Secondo una recente sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha altresì precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un’ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (cfr. STFA inedite 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
Siccome dalla perizia si evince che verso la fine del 1998 il ricorrente ha cessato la sua precedente attività a seguito dell’apparizione di stringenti dolori lombari (cfr. doc. AI _ pag. 2),
l’eventuale diritto alla rendita sorgerebbe, trascorso l’anno di carenza (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI), nel 1999, ciò che costituisce quindi l’anno di riferimento per il raffronto dei redditi.
Dalla risposta di causa risulta inoltre come l’amministrazione abbia considerato quale salario da valido – non contestato – un importo pari a fr. 44'120 ed un reddito da invalido di fr. 43'530 rettamente determinato sulla base dei
rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (VSI 2002 pag. 68 consid. 3b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b), tenuto anche conto di una riduzione massima di rendimento del 25%, a motivo della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc., cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc e Pratique VSI 2002 pag. 64).).
Dal raffronto dei due succitati importi risulta un’incapacità al guadagno del 10.95%.
Sebbene i redditi di riferimento sono stati aggiornati al 2002 e non al 1999, molto verosimilmente si giunge allo stesso risultato, poiché i dati salariali riferiti al 1999 sono sicuramente inferiori a quelli del 2002 ed in entrambi i casi l’assicurato non presenta
una perdita di guadagno pari almeno al 20%
necessaria per avere diritto ad una riformazione professionale (cfr
. consid. 2.6), né un g
rado d’invalidità del 40% che apre il diritto ad una rendita.
Ne consegue che rettamente l’UAI ha respinto la domanda del ricorrente.
2.11. L'assicurato ha chiesto al TCA di essere sottoposto ad un altro controllo medico.
Al proposito si osserva che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
In concreto, alla luce delle risultanze degli atti di causa, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad una perizia giudiziaria.
Né vi sono motivi per ritenere inaffidabile la valutazione peritale del dr. _.
Sulla scorta dei precedenti considerandi, essendo confermata la decisione contestata, il ricorso va respinto.