Decision ID: 68237f6b-c3a9-5095-ae39-50c19fa9f2e8
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 17 dicembre 2013 dall’Ufficio esecuzione di Lugano (doc. B), CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 3'002.40 oltre interessi del 5% dal 1° settembre 2012, indicando quale titolo di credito la “Facture n. 1201172”.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo
, con istanza 20 gennaio 2014 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Sessa. Nel termine impartito, l’escussa, tramite il suo avvocato, si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 6 febbraio 2014.
C.
Statuendo con decisione 14 marzo 2014, il Giudice di pace ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’istante le spese processuali di fr. 200.–.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18 marzo 2014 per ottenere l’assegnazione di ripetibili a suo favore. Nelle sue osservazioni dell’11 aprile 2014 CO 1 vi si è opposta.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
. Tale competenza, nelle materie affidate alla Camera, si estende ai reclami – come quello in rassegna – inoltrati a titolo indipendente unicamente contro i dispositivi sulle spese (art. 110 CPC).
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 18 marzo 2014 contro la sentenza emessa il 14 marzo 2014 il reclamo è chiaramente tempestivo.
1.2
La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
Nella decisione impugnata il Giudice di pace ha respinto l’istanza e ha posto le spese processuali a carico dell’escutente, omettendo, senza motivazione, di statuire sulla richiesta di ripetibili contenuta nelle osservazioni dell’escussa.
3.
Con il reclamo RE 1 chiede l’annullamento del dispositivo n. 2 della sentenza impugnata relativo alle spese processuali e la retrocessione dell’incarto al primo giudice affinché determini l’importo per ripetibili a suo favore, rispettivamente in via subordinata postula l’attribuzione da parte della CEF di ripetibili non inferiori a fr. 200.–. Nelle sue osservazioni, l’escutente conclude per la reiezione del reclamo, affermando che la fattispecie non presentava difficoltà tali da rendere necessario l’intervento di un patrocinatore professionista e che ad ogni modo, tenuto conto della semplicità del caso, si giustificherebbero ripetibili di al massimo fr. 90.–.
4.
In virtù dell’art. 68 cpv. 1 CPC ogni parte con capacità processuale può farsi rappresentare nel processo. Tale facoltà, contrariamente a quanto sostiene l’escutente, non presuppone un grado minimo di complessità della causa (cfr.
Bohnet
, in: CPC commenté, 2011, n. 5 ad art. 68 CPC; in: Trezzini/Cocchi/Bernasconi [curatori], Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, 2011, pag. 243). E le spese giudiziarie – comprese le spese per la rappresentanza professionale in giudizio (art. 95 cpv. 1 lett. b CPC), dette ripetibili (art. 95 cpv. 3 lett. b) – sono di regola a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC), fatti salvi i casi in cui l’art. 107 CPC permette una ripartizione secondo equità.
Tra i criteri contemplati da siffatta norma, però, non rientra quello della necessità del patrocinio (cfr. art. 95 cpv. 3 lett. b CPC e, a contrario, lett. a;
Tappy
,
in: CPC commenté, 2011, n. 29 ad art. 95 CPC
), invero rilevante solo nel quadro della concessione del gratuito patrocinio (art. 118 cpv. 1 lett. c CPC).
Del fattore della difficoltà si tiene conto nella commisurazione dell’indennità ripetibili (v. sotto consid. 4.1; T
appy
, op. cit., n. 30 ad art. 95).
Il Giudice di pace non poteva quindi non assegnare alcuna indennità alla reclamante.
4.1
Il giudice assegna le ripetibili secondo la tariffa cantonale (art. 96 e 105 cpv. 2 CPC). Giusta l’art. 11 cpv. 1 del Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007 (RTar, RL 3.1.1.7.1) per le pratiche con un valore determinato o determinabile fino a fr. 20'000.– le ripetibili sono stabilite tra il 15 e il 25% di esso, fermo restando che secondo l’art. 11 cpv. 2 lett. b RTar nelle procedure speciali civili e di esecuzione e fallimenti le ripetibili sono fissate tra il 20% e il 70% dell’importo calcolato secondo il cpv. 1. Entro questi limiti, le ripetibili sono determinate secondo l’importanza della lite, le sue difficoltà, l’ampiezza del lavoro e il tempo impiegato dall’avvocato, avuto riguardo dello svolgimento del patrocinio (art. 11 cpv. 5 RTar).
4.2
Nel caso specifico, in linea di massima le ripetibili possono dunque essere fissate tra fr. 90.– (15% x 20% di fr. 3'002.40) e fr. 525.– (25% x 70% di fr. 3'002.40). Tenuto conto del fatto che il caso non presentava difficoltà di rilievo e che il dispendio di tempo oggettivamente necessario per la difesa degli interessi dell’escussa era inferiore a un’ora (esame dell’istanza e della documentazione allegata, redazione di una pagina di osservazioni), si giustifica di riconoscerle un’indennità di fr. 200.–, inclusiva di spese e IVA (cfr. art. 14 cpv. 1 RTar). Il reclamo va pertanto accolto e il dispositivo n. 2 della sentenza di prima sede riformato nel senso che alla convenuta vanno riconosciute ripetibili per complessivi fr. 200.–.
5.
Premesso che il valore litigioso in questa sede è di fr. 200.–, la tassa del giudizio odierno, di fr. 150.– (art. 48 OTLEF), e le ripetibili, fissate anch’esse in fr. 150.–, giacché l’applicazione dei predetti criteri e dell’ulteriore riduzione tra il 30 e il 60% del valore determinante stabilita dall’art. 11 cpv. 2 lett. a RTar condurrebbe a determinare un onorario manifestamente sproporzionato rispetto alle prestazioni eseguite (art. 13 cpv. 1 RTar), seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, come detto di fr. 200.–, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.