Decision ID: e7372d10-4c8d-5914-89bd-61e495cc1ffe
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
che il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha decretato il 13 marzo 2000 l'apertura del fallimento in via provvisoria di RI 1 e lo ha poi chiuso il 27 marzo 2002;
che il 25 giugno 2008 lo RI 1 ha ottenuto un attestato di carenza di beni per l'importo di fr. 3954.95 corrispondenti all'imposta cantonale 2002;
che sulla base di tale atto lo RI 1 ha fatto intimare ad CO 1 il PE n. _ dell'UEF di Bellinzona, al quale l'escusso ha interposto opposizione motivandola con il mancato ritorno a miglior fortuna;
che chiamato a pronunciarsi su questa opposizione, con sentenza del 3 settembre 2009 il Pretore del Distretto di Bellinzona l'ha ammessa avendo l'escusso comprovato il suo mancato ritorno a miglior fortuna mediante la documentazione prodotta all'udienza del 2 settembre 2009 indetta per la discussione;
che con ricorso per cassazione del 9 settembre 2009 lo RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC;
che il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato alla fattispecie l'art. 265
a
LEF, l'escusso non potendo opporre al precetto esecutivo in questione l'eccezione di non ritorno a miglior fortuna poiché il credito posto in esecuzione era sorto dopo la procedura di fallimento;
che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

considerando
in diritto:
che giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;
che secondo l'art. 265
a
cpv. 1 LEF se il debitore si oppone al precetto esecutivo contestando di essere ritornato a miglior fortuna, l'Ufficio esecuzione trasmette l'opposizione al giudice del luogo dell'esecuzione, il quale statuisce definitivamente dopo avere sentito le parti (cfr.
Jeandin
, Commentaire romand de la Loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la fallite, 2005, n. 17 ad art. 265
a
LEF);
che l
'ufficio di esecuzione esamina unicamente la ricevibilità formale dell'opposizione per
non ritorno a miglior fortuna
, in particolare per quanto riguarda il rispetto del termine d'opposizione e la verifica che i termini della dichiarazione corrispondano veramente a un'opposizione, mentre compete al giudice statuire sul fondamento dell'eccezione, in particolare la verifica della ricevibilità della medesima dal punto di vista del diritto materiale (DTF 124 III 379);
che il giudizio sull'ammissione o no dell'eccezione di non ritorno a miglior fortuna è definitivo, nel senso che contro il medesimo non è dato nessun rimedio di diritto, né ordinario, né straordinario del diritto cantonale (Messaggio
concernente la revisione della LEF dell'8 maggio 1991, pag. 114;
Huber
, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Volume III, 1998, n. 31 ad art. 265
a
LEF;
Jeandin
, op. cit., n. 21 ad art. 265
a
LEF; DTF 131 I 24; 126 III 110;
Cocchi/Trezzini
,
CPC annotato e massimato, Lugano 2000, n. 5 ad art. 22 LALEF)
, fatta salva la riserva del ricorso in materia civile nei casi di violazione del diritto di essere sentito nella procedura sommaria (cfr. DTF 134 III 525);
che quindi il creditore
intenzionato ad opporsi alla sentenza perché avrebbe esaminato a torto l'eccezione di non ritorno a miglior fortuna ritenendola ammissibile
ancorché sollevata con riferimento a un
credito sorto dopo il fallimento dell'escusso,
può solo promuovere
l'azione ordinaria di contestazione o di accertamento del ritorno a miglior fortuna sulla base dell'art. 265
a
cpv. 4 LEF (
Huber
, ibidem);
che il ricorso si rivela dunque improponibile quand'anche la decisione del Pretore appaia arbitraria, il credito posto in esecuzione essendo sorto dopo l'apertura del fallimento dell'escusso (cfr.
Jeandin
, op. cit., n. 6 ad art. 265
a
LEF;
Huber
, op. cit., n. 9 ad art. 265
a
LEF);
che gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si assegnano ripetibili, il convenuto avendo rinunciato a formulare osservazioni al ricorso.