Decision ID: 1f1610dd-23ef-5bfe-b789-193a09e63907
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nata nel _, è affiliata come persona senza attività lucrativa presso la Cassa CO 1 dal 1° gennaio 2005 (doc. 8).
Con decisione provvisoria del 26 maggio 2008, confermata dalla decisione su opposizione del 15 settembre 2009, l’amministrazione ha fissato provvisoriamente i contributi dovuti dall’assicurata nel 2005, sulla base di una sostanza determinante di fr. 4'189'206 (fr. 8'378'412 : 2 conformemente all’art. 28 cpv. 4 OAVS).
B. Contro la predetta decisione su opposizione RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha interposto ricorso al TCA rilevando in sostanza che l’amministrazione non deve prendere in considerazione gli elementi fiscali di _, dal quale ha divorziato il _. Infatti, già a partire dal 1998, l’ex marito ha lasciato unilateralmente il tetto coniugale per cui non si giustifica il cumulo della sostanza dei due ex coniugi. Ciò vale a maggior ragione se si considera che il 4 maggio 2004 è stata presentata un’istanza di protezione dell’unione coniugale ex art. 171 seguenti CC, che, con effetto dal medesimo giorno, il Giudice del divorzio ha ordinato la separazione dei beni, che nel gennaio 2005 le parti hanno sottoposto al Giudice una convenzione parziale avente per oggetto il consenso sul divorzio e che il 30 aprile 2007 le parti hanno sottoposto al Giudice, per omologazione, una convenzione completa da cui emerge che rispetto al regime patrimoniale tra coniugi agli stessi non rimaneva che stabilire l’esatto importo della liquidazione.
A questo proposito la ricorrente richiama l’incarto no. _ e gli altri incarti connessi del “_”.
L’insorgente rammenta inoltre di non aver più contatti con l’ex-marito dal 1998 e di essere stata tassata in via definitiva per il 2005.
Alla luce di quanto sopra descritto la ricorrente rileva l’iniquità e l’infondatezza della decisione impugnata e contesta che vi sia una base legale per procedere come ha fatto la cassa. In particolare l’art. 23 OAVS fa riferimento alla tassazione dell’imposta federale diretta passata in giudicato e non a quella cantonale. Inoltre l’art. 28 cpv. 4 OAVS cita la sostanza dei coniugi che tuttavia, con la separazione dei beni, nel preciso caso di specie, non esiste più.
Neppure le direttive citate dalla Cassa possono costituire una valida base legale per fissare i contributi della ricorrente anche sulla base della sostanza dell’ex-marito.
Infine l’assicurata ritiene che non sia equo dover pagare oltre fr. 10'000, solo perché l’ex marito ha pagato poco meno del contributo minimo AVS non permettendole di essere esonerata dal pagamento in applicazione dell’art. 3 cpv. 3 LAVS (doc. I).
C. Con risposta del 23 ottobre 2009 la Cassa propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. V).
D. Il 26 ottobre 2009 l’insorgente ha chiesto la trasmissione degli allegati alla risposta del 23 ottobre 2009 della Cassa, nonché la concessione di una proroga per produrre ulteriori prove (doc. VII). Il 28 ottobre 2009 il TCA ha assegnato alla ricorrente un nuovo termine per presentare eventuali prove e l’ha informata circa il contenuto della documentazione allegata dalla Cassa (doc. VIII). Con scritto del 10 novembre 2009 l’insorgente ha affermato di non aver osservazioni sui documenti descritti (doc. IX).
E. Il 10 febbraio 2010 il TCA ha richiamato la tassazione 2005 di _ dalle autorità fiscali del Canton _ (doc. X). La tassazione è pervenuta al TCA il 29 marzo 2010 (doc. XIV).
F. Con scritto del 2 aprile 2010 il TCA ha posto alcune domande alla Cassa (doc. XV), la quale ha risposto il 13 aprile 2010 (doc. XVI).
G. Il 16 aprile 2010 questo Tribunale ha trasmesso all’insorgente le domande poste all’amministrazione il 2 aprile 2010, le risposte del 13 aprile 2010 e le ha segnalato la sentenza del 17 luglio 2009 pubblicata in DTF 135 V 361, assegnandole un termine per presentare osservazioni scritte in merito (doc. XVII).
H. Dopo aver chiesto una proroga di 10 giorni (doc. XVIII), concessa (doc. XIX), rinnovata un’ultima volta il 7 maggio 2010 (doc. XXI), il 12 maggio 2010 l’insorgente ha prodotto alcune osservazioni (doc. XXIV). L’interessata ha inoltre rilevato di aver contattato l’ex coniuge con il quale sembrerebbe essere stato raggiunto un accordo verbale circa un possibile pagamento del contestato contributo. Dopo aver rammentato di trovarsi in una situazione economica e finanziaria non agiata ed aver evidenziato il desiderio di vedersi concretizzare le promesse fatte dall’ex coniuge, la ricorrente ha chiesto di sospendere la procedura o di prorogare il termine fino al 30 giugno 2010 poiché solo dopo aver verificato il comportamento dell’ex marito la medesima sarà in grado di decidere se abbandonare o meno l’iniziativa giudiziaria pendente presso il TCA (doc. XXIV).
I. Con scritto del 12 maggio 2010, anticipato per fax, il Tribunale ha comunicato all’insorgente la reiezione della sua richiesta, informandola che, in assenza di informazioni entro il 17 maggio 2010 circa un eventuale ritiro del ricorso, il TCA avrebbe emesso la sua sentenza (doc. XXV).

in diritto
In ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
Nel merito
2. Giusta l'art. 10 cpv. 1 LAVS, le persone che non esercitano un
'
attività lucrativa pagano, secondo le loro condizioni sociali, un contributo da Fr. 324.- (nel 2005 e 2006: Fr. 353.-) a Fr. 8
'
400.-. Gli assicurati che esercitano un
'
attività lucrativa e che, durante un anno civile, pagano, incluso il contributo di un eventuale datore di lavoro, contributi inferiori a Fr. 324.- (Fr. 353.-), sono considerati non esercitanti un
'
attività lucrativa.
Per l
'
art. 10 cpv. 2 LAVS, gli assicurati che non esercitano un
'
attività lucrativa, se mantenuti o assistiti da enti pubblici o da terzi, pagano il contributo minimo.
Il contributo AVS è dunque pagato "
secondo le condizioni sociali
" dell'assicurato. Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla sostanza, sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato per 20, ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2 OAVS; RCC 1990 pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).
Nella sua giurisprudenza, il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha costantemente interpretato la nozione di "
reddito conseguito in forma di rendite
" in senso lato. In effetti se ciò non dovesse essere il caso, prestazioni di importi considerevoli e versate in modo irregolare verrebbero sottratte alla riscossione dei contributi con il pretesto che non si tratterebbe né di una rendita in senso stretto, né di un reddito determinante.
L'Alta Corte ha stabilito che se le prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che presentino o no le caratteri-stiche delle rendite, contribuiscono al mantenimento dell'assicu-rato, occorre qualificare queste ultime come delle rendite. Infatti, si tratta di elementi del reddito che esercitano un'influenza sulle condizioni sociali di una persona senza attività lucrativa (Pratique VSI 1994, pag. 207 e 176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina e di giurisprudenza).
3. La giurisprudenza dell’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) considera come
reddito conseguito sotto forma di rendite
: le rendite d’invalidità dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le indennità giornaliere dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le rendite del secondo pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza accorda ad un assicurato prima dell’età che dà diritto alla rendita AVS (RCC 1988 pag. 184), le rendite d’invalidità e le indennità giornaliere dell’assicurazione infortuni obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per perdita di guadagno versate dalle assicurazioni-vita private e le rendite versate da istituti stranieri d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC 1985 pag. 158), le rendite di invalidità versate da assicurazioni sociali estere (RCC 1991 pag. 433), le rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994 pag. 207), i redditi del coniuge conseguiti all'estero (Pratique VSI 1999 pag. 204).
Al contrario,
non
rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto, le rendite dell’AVS e dell’AI (comprese le PC), come pure le indennità giornaliere AI (RCC 1991 pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).
Va poi ricordato che
non
sono considerati reddito determinante conseguito sotto forma di rendite nemmeno le rendite e le pensioni per i figli, a condizione che i figli vi abbiano un diritto proprio (ad esempio le rendite per orfani ai sensi della LAINF) e il provento della sostanza se l'importo di quest'ultima è noto o può essere stabilito dalla cassa di compensazione (RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994 pag. 207).
Per sostanza ai fini dell’art. 28 OAVS si deve intendere l’insieme dei beni mobili o immobili di proprietà dell’assicurato, situati sia in Svizzera che all’estero (RCC 1952, pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse et Survivants II, FJS no. 468, pag. 15). Fanno pure parte della sostanza determinante del marito i beni della moglie qualunque sia il regime matrimoniale dei coniugi (Pratique VSI 1994 pag. 174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4 b, DTF 105 V 241), i beni di cui l’assicurato ha l’usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC 1976 pag. 153).
Ciò nondimeno, computabile è unicamente la sostanza al netto, vale a dire che dal valore lordo devono essere detratti, fra l’altro, i relativi debiti (Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pag. 228, N. 10.28; Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 347 n. 24 ad art. 10 LAVS).
4.
I contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l’anno civile (art. 29 cpv. 1 OAVS).
I contributi sono calcolati sul reddito conseguito effettivamente in forma di rendita durante l’anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art. 29 cpv. 2 OAVS nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2008 ed applicabile in concreto).
Le autorità fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei contributi in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicato. Tengono conto dei valori di riparto intercantonali (art. 29 cpv. 3 OAVS).
La determinazione del reddito conseguito in forma di rendita incombe alle casse di compensazione, che si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali cantonali (art. 29 cpv. 4 OAVS).
L’importo delle spese stimato per il calcolo dell’imposta secondo il dispendio giusta l’articolo 14 LIFD deve essere equiparato al reddito conseguito in forma di rendita. La corrispondente tassazione relativa a quest’imposta è vincolante per le casse di compensazione (art. 29 cpv. 5 OAVS).
Per l’art. 29 cpv. 6 OAVS nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008, per il resto, gli articoli 22–27 sono applicabili per analogia alla fissazione e alla
determinazione dei contributi (dal 1° gennaio 2009 = art. 29 cpv. 7 OAVS).
Il tenore dell’art. 29 cpv. 6 OAVS in vigore dal 1° gennaio 2009, prevede che se l’obbligo di contribuzione non dura tutto l’anno, i contributi sono riscossi proporzionalmente alla sua durata. Per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito conseguito in forma di rendita convertito in reddito annuo e la sostanza stabilita dalle autorità fiscali per l’anno civile in questione. Su richiesta dell’assicurato è tuttavia considerata la sostanza alla fine dell’obbligo contributivo, qualora questa si scosti considerevolmente da quella stabilita dalle autorità fiscali.
Per l’art. 28 cpv. 4 OAVS s
e una persona coniugata deve pagare contributi come persona senza attività lucrativa, i suoi contributi sono determinati in base alla metà della sostanza e del reddito conseguito in forma di rendita dei coniugi. Questa disposizione si applica anche a tutto l’anno civile in cui è stato concluso il matrimonio. Per tutto l’anno civile durante il quale è stato pronunciato il divorzio, i contributi sono determinati secondo il capoverso 1. Quest’ultimo si applica pure al periodo successivo al decesso del coniuge.
A norma dell’art. 28 cpv. 4bis OAVS alle condizioni dell’articolo 3 capoverso 3 LAVS, i contributi delle persone senza attività lucrativa sono considerati pagati per tutto l’anno in cui il matrimonio è stato concluso oppure sciolto.
Quindi, i contributi della singola persona sposata senza attività lucrativa sono determinati sull’insieme dei redditi da pensione e sostanza dei coniugi, il tutto diviso per metà, qualunque sia il loro regime e anche qualora i coniugi siano stati tassati in modo separato (P. Y. Greber, J. L. Duc, G. Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), ad art. 10 LAVS, pag. 347 N. 25).
Il Tribunale federale, a questo proposito, ha stabilito che l'art. 28 cpv. 4 OAVS è conforme alla legge e alla Costituzione (DTF 125 V 221 = Pratique VSI 1999 pag. 118, Pratique VSI 1999 pag. 204).
5. Va poi rilevato che per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid.
2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid.
3a). L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).
6. Nel caso di specie l’insorgente ritiene ingiusto dover pagare i contributi come persona senza attività lucrativa per un importo di oltre fr. 10'000 solo perché l’ex-marito, nel 2005, non ha pagato il doppio del contributo minimo.
Dagli atti emerge che _, nel 2005 per la sua attività indipendente, ha pagato il contributo minimo, ossia fr. 436.20 (fr. 424.80 oltre a spese amministrative, cfr. doc. 2).
Per l’art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS, si ritiene che paghino contributi propri, qualora il coniuge versi contributi pari almeno al doppio del contributo minimo, i coniugi senza attività lucrativa di assicurati con un’attività lucrativa. Ciò è dovuto alla circostanza che i redditi dei coniugi, al momento del calcolo della rendita di vecchiaia, o in precedenza, in caso di divorzio, vengono attribuiti per metà a ciascuno (cfr. art. 29 cpv. 3 LAVS). Se nel corso di un anno il contributo minimo non viene pagato, vi è una lacuna contributiva che può avere un’incidenza sull’ammontare della rendita di vecchiaia. Per evitare lacune contributive, se il coniuge attivo professionalmente non paga almeno il doppio del contributo, il proprio congiunto deve pagare i contributi come persona senza attività lucrativa.
Ne segue che giustamente l’amministrazione ha affiliato l’insorgente come persona senza attività lucrativa nel 2005.
7. I contributi dovuti nel 2005 vanno calcolati in base al reddito conseguito sotto forma di rendita ed alla sostanza in Svizzera ed all’estero dei coniugi nel corso dell’anno di contribuzione. I dati sono evinti dalla tassazione fiscale 2005 (art. 28 cpv. 4 OAVS e 29 cpv. 1 e 2 OAVS).
L’insorgente sostiene che possa essere presa in considerazione unicamente la tassazione dell’imposta federale diretta personale e che non debbano essere utilizzati gli elementi fiscali dell’ex-marito, con il quale, nel 2005, si trovava già in regime di separazione dei beni e con il quale, dal 1998, ha avuto solo contatti sporadici.
La tesi dell’assicurata va respinta sulla base di una recente sentenza del Tribunale federale pubblicata in DTF 135 V 361, dove l’Alta Corte ha trattato un caso in parte simile (anche se non uguale) al presente.
Con pronunzia 9C_572/2008 del 17 luglio 2009 il Tribunale federale ha stabilito che
la fissazione dei contributi secondo l'art. 28 cpv. 4 OAVS è conforme alla legge e alla Costituzione anche dopo una sentenza di separazione (art. 117 seg.
CC) cresciuta in giudicato (consid. 4 e 5), affermando:
„2.
Streitig und zu prüfen ist die Festsetzung der AHV/IV/EO-Beiträge der als Nichterwerbstätige unstrittig beitragspflichtigen, seit 1993 von ihrem Ehegatten gestützt auf Art. 117 f. ZGB (aArt. 143-147 ZGB) gerichtlich getrennten (und 2005 geschiedenen) Beschwerdeführerin für das Jahr 2003. Umstritten ist namentlich die Rechtsfrage, ob die Beitragsbemessung nach erfolgter Ehetrennung wie bei ungetrennten Ehegatten nach Art.
28 Abs. 4 AHVV
(SR 831.101; in Verbindung mit Art. 10 Abs. 3 AHVG; E. 4.1 hernach) vorzunehmen ist, oder ob diesfalls die bei unverheirateten/geschiedenen Nichterwerbstätigen geltenden Grundsätze der Beitragsfestsetzung (Art. 10 Abs. 1 Satz 1 AHVG; E. 4.1 hernach) zur Anwendung gelangen müssen. Die Vorinstanz vertritt den erst-, die Beschwerdeführerin den zweitgenannten Standpunkt.
(...)
5.
5.1
Gemäss konstanter Rechtsprechung
(BGE 125 V 221, 230; BGE 126 V 421; BGE 127 V 65; vgl. ferner SVR 2008 AHV Nr. 15 S. 45, H 114/05 E. 4.1 mit Hinweisen; Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts H 147/05 vom 10. November 2006 E. 5.1; H 163/03 vom 23. Juli 2003 E. 3.2; H 130/01 vom 24. Februar 2003 E. 3.3; H 233/01 vom 4. Februar 2002 E. 2c) ist die in Art. 28 Abs. 4 Satz 1 AHVV für verheiratete Nichterwerbstätige vorgesehene Beitragsbemessung gesetzes- und verfassungskonform, dies ungeachtet des Güterstandes der Eheleute, mithin auch bei Gütertrennung (BGE 103 V 49 [Original frz.; dt. Übersetzung in: Pra 67/1978 Nr. 42 S. 83]; BGE 98 V 92). Das Bundesgericht (ehemals: Eidg. Versicherungsgericht) hat die Verfassungs- und Gesetzeskonformität der Verordnungsbestimmung namentlich unter dem Blickwinkel der beitragsrechtlichen Ungleichbehandlung von Ehe- und Konkubinatspaaren bejaht (BGE 125 V 221). Zur hier umstrittenen Frage, ob die Anwendung des Art.
28 Abs. 4 AHVV
(auch) im Falle einer gerichtlichen Ehetrennung vor Gesetz und Verfassung standhält, hat sich das Gericht zwar bisher
nicht ausdrücklich geäussert. Es hat aber wiederholt festgestellt, dass sich die Beiträge auf Grund der Hälfte des ehelichen Vermögens und Renteneinkommens bemessen (Art.
28 Abs. 4 AHVV
),
solange
die Ehegatten
verheiratet
sind (BGE 126 V 421) respektive bis zum Ablauf des Monats, in welchem das Scheidungsurteil in Rechtskraft erwächst (BGE 127 V 65). Des Weitern entschied das Eidg. Versicherungsgericht im Urteil H 147/05 vom 10. November 2006, dass die Festsetzung der Beiträge für eine Zeitspanne während der Dauer der Ehe erst nach der Scheidung nichts an der persönlichen Beitrags(zahlungs)pflicht des früheren nichterwerbstätigen Ehegatten und an der Bemessung der Beiträge nach Art.
28 Abs. 4 AHVV
ändert; dass für die Bemessung der Beiträge u.a. auch auf das Vermögen des Ehegatten während der Dauer der Ehe abgestellt wird, begründet gemäss erwähntem Urteil keine Diskriminierung der Geschiedenen wegen ihrer sozialen Stellung resp. der Lebensform nach Art. 8 Abs. 2 BV. Im Gegenteil wird damit eine mit dem Gleichbehandlungsgebot nach Art. 8 Abs. 1 BV nicht vereinbare Benachteiligung "der bei der Festsetzung der Nichterwerbstätigenbeiträge (noch) Verheirateten" verhindert (Urteil H 147/05 vom 10. November 2006 E. 5.2). In keinem der zitierten Fälle ist die Gesetzes- und Verfassungskonformität der Beitragsbemessung nach Art.
28 Abs. 4 AHVV
während der gesamten Dauer der Ehe unter den Vorbehalt gestellt worden, dass die Beitragspflichtigen in ungetrennter Ehe leben.
5.2
Die in der bisherigen bundesgerichtlichen Rechtsprechung implizit und vorinstanzlich ausdrücklich vertretene Auffassung, wonach Art. 28 Abs. 4 Satz 1 AHVV auf sämtliche - auch getrennte - Ehegatten während der gesamten Ehedauer anwendbar ist, entspricht dem Wortlaut der Bestimmung: Diese nennt bloss die "verheiratete Person" (frz.: "personne mariée"; ital.: "persona coniugata"); sie knüpft somit an den zivilrechtlichen Personenstand des Verheiratetseins an, ohne zwischen ungetrennten und getrennten Ehegatten zu unterscheiden. Auch in den Sätzen 2-4 des Art.
28 Abs. 4 AHVV
, welche die Beitragsbemessung im "Kalenderjahr der Heirat", im "Kalenderjahr der Scheidung" und "für die Zeit nach der Verwitwung" regeln, wird die Ehetrennung (wie auch das Getrenntleben nach Art. 175 f. ZGB) nicht eigens erwähnt. Der alleinige Verweis in Art.
28 Abs. 4 AHVV
auf die "verheiratete Person" mit Verzicht auf eine ausdrücklich abweichende Behandlung gerichtlich getrennter Ehegatten fällt dabei - was die Beschwerdeführerin zu Recht nicht bestreitet - nicht offensichtlich aus dem Rahmen der
einen weiten Ermessensspielraum einräumenden Delegationsnorm des Art. 10 Abs. 3 AHVG (vgl. BGE 133 V 569 E. 5.1 S. 570 f. mit Hinweisen); namentlich findet sich weder in Art. 10 AHVG noch in der übrigen gesetzlichen Beitragsordnung eine
explizite
 Ermächtigungsnorm für eine beitragsrechtlich differenzierte Behandlung getrennter und ungetrennter Ehegatten; im Gegenteil erwähnt das Gesetz bezüglich der AHV/IV/EO-Beitragspflicht und -bemessung (Art. 3 ff. AHVG) den Zivilstand "(Ehe-) Trennung" nicht, sondern es spricht generell von "Ehegatten" ungeachtet dessen, ob sie einen gemeinsamen Haushalt führen oder nicht.
5.3
Zu prüfen ist weiter, ob die sich im Rahmen der Delegationsnorm des Art. 10 Abs. 3 AHVG haltende beitragsrechtliche Gleichbehandlung aller Ehegatten aus andern Gründen den Anordnungen und Wertungen des Gesetzgebers widerspricht, wie die Beschwerdeführerin einwendet; dabei darf das Gericht sein eigenes Ermessen nicht an die Stelle desjenigen des Bundesrates setzen und hat es auch nicht die Zweckmässigkeit der Regelung zu untersuchen (BGE 133 V 569 E. 5.1 S. 570 f.; BGE 131 V 263 E. 5.1 S. 266; je mit Hinweisen).
(...)
5.3.2
Die gegenseitige Anrechnung der Renteneinkommen und Vermögen der Ehegatten ist begründet durch die eherechtliche Beistands- und Unterhaltspflicht (Art. 159 Abs. 3, Art. 163 Abs. 1 ZGB), welche die sozialen Verhältnisse der Verheirateten beeinflusst (BGE 125 V 221 E. 3d/aa S. 226). Dabei ist aus beitragsrechtlicher Sicht grundsätzlich unerheblich, ob und in welchem Umfang die Ehegatten tatsächlich Geldzahlungen leisten (oder anderweitig für den gebührenden Unterhalt sorgen; vgl. Art. 163 Abs. 2 ZGB); massgebend ist, dass sie gesetzlich dazu verpflichtet sind, nötigenfalls auch unter Inanspruchnahme ihres Vermögens, zum Unterhalt der Familie beizutragen (vgl. ZAK 1991 S. 419, H 198/90 E. 4b).
5.3.3
Bei der Auslegung sozialversicherungsrechtlicher Regelungen mit Anknüpfung an familienrechtliche Sachverhalte (wie Ehe, Verwandtschaft oder Vormundschaft) ist rechtsprechungsgemäss davon
auszugehen, dass der Gesetzgeber vorbehältlich - hier fehlender - gegenteiliger Anordnungen die zivilrechtliche Bedeutung des jeweiligen Instituts im Blickfeld hatte, zumal das Familienrecht für das Sozialversicherungsrecht Voraussetzung ist und diesem grundsätzlich vorgeht (vgl. BGE 124 V 64 E. 4a S. 67; BGE 121 V 125 E. 2c/aa S. 127 mit Hinweisen; SVR 2006 BVG Nr. 12 S. 44, B 14/04 E. 3). Nach der zivilrechtlichen Ordnung löst die gerichtliche Ehetrennung die Ehe nach den zutreffenden vorinstanzlichen Erwägungen (E. 4.2 hievor) nicht auf; die Getrennten bleiben rechtsgültig verheiratet. Abgesehen vom Wegfall des (mit der Ehe in der Regel einhergehenden, für diese aber nicht zwingend vorausgesetzten [vgl. YVO SCHWANDER, in: Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch, Bd. I, 3. Aufl. 2006, N. 4-6 zu Art. 162 ZGB, mit weiteren Hinweisen; TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, Das Schweizerische Zivilgesetzbuch, 13. Aufl. 2009, N. 2 S. 315]) ehelichen Zusammenlebens sowie der Befugnis zur Vertretung der ehelichen Gemeinschaft (Art. 166 ZGB) und der von Gesetzes wegen eintretenden Gütertrennung (Art. 118 Abs. 1 ZGB) bleiben die allgemeinen zivilrechtlichen Wirkungen der Ehe - insbesondere der Personenstand der Eheleute, deren gegenseitiges Erbrecht, die allgemeine Beistandspflicht nach Art. 159 Abs. 3 ZGB und die eheliche Unterhaltspflicht (Art. 163 ZGB) - grundsätzlich bestehen (vgl. Bundesrätliche Botschaft vom 15. November 1995 über die Änderung des Schweizerischen Zivilgesetzbuches [Personenstand, Eheschliessung, Scheidung, [...], BBl 1996 I 1 ff. Ziff. 232 S. 94 [nachfolgend: Botschaft 1995]; TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, a.a.O., N. 7 S. 305; DANIEL STECK, in: Basler Kommentar, a.a.O., N. 16 zu Art. 117/118 ZGB; SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, 1999, N. 26 zu Art. 117/118 ZGB; MARCEL LEUENBERGER, in: Scheidung, FamKomm, 2005, N. 8 zu Art. 117/118 ZGB; PETER BREITSCHMID, in: Handkommentar zum schweizerischen Privatrecht, 2008, N. 6 zu Art. 118 ZGB; HEGNAUER/BREITSCHMID, Grundriss des Eherechts, 4. Aufl. 2000, S. 77 Rz. 10.06). Obwohl die Ehetrennung nur unter den gleichen Voraussetzungen wie die Scheidung verlangt werden kann und dieser auch in verfahrensrechtlicher Hinsicht im Wesentlichen gleichgestellt ist (Art. 117 Abs. 1 und 2 ZGB), finden gemäss Art. 118 Abs. 2 ZGB hinsichtlich der Trennungsfolgen (abgesehen von der Gütertrennung von Gesetzes wegen nach Art. 118 Abs. 1 ZGB) die Bestimmungen über Massnahmen zum Schutz der ehelichen Gemeinschaft Anwendung (Art. 171 ff. ZGB) und stellen die Unterhaltsansprüche
des getrennten Ehegatten ehelichen, nicht nachehelichen Unterhalt dar (BGE 95 II 68 E. 2a; Urteil 5C.43/2002 vom 28. Mai 2002 E. 2.1, in: FamPra.ch 2002 S. 817); daran ändert nichts, dass bei der Beurteilung des Unterhalts, insbesondere bei der Frage der Wiederaufnahme oder Ausdehnung der Erwerbstätigkeit eines Ehegatten unter Umständen auch die für den nachehelichen Unterhalt geltenden Kriterien miteinzubeziehen sind (vgl. BGE 128 III 65). Sodann erleichtert (oder erschwert) das Trennungsurteil eine spätere Scheidung nicht (vgl. Art. 117 Abs. 3 ZGB). Schliesslich wird ungeachtet der Gütertrennung ex lege bei der gerichtlichen Ehetrennung im Unterschied zur Ehescheidung kein Vorsorgeausgleich im Sinne der Art. 122-124 ZGB vorgenommen, da die eheliche Unterstützungspflicht während der gesamten Ehedauer fortbesteht (vgl. BAUMANN/LAUTERBURG, in: Scheidung, FamKomm, 2005, N. 46 f. zu Art. 122 ZGB; s. auch
dieselben
, in: Scheidungsrecht, Praxiskommentar, 2000, N. 5 zu Art. 122 ZGB). Wie vom kantonalen Gericht zutreffend festgehalten, gleicht die Ehetrennung daher in ihren rechtlichen Wirkungen weit mehr der Berechtigung zum Getrenntleben nach Art. 175 ZGB als der Scheidung (vgl. auch STECK, a.a.O., N. 15 zu Art. 117/118 ZGB; TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, a.a.O., N. 7 S. 305; BREITSCHMID, a.a.O., N. 6 zu Art. 118 ZGB). Von der gesetzlichen Möglichkeit der Ehetrennung wird denn auch dann Gebrauch gemacht, wenn die
rechtlichen
Folgen einer Scheidung - die Eheauflösung mit Verlust der daran geknüpften Rechte und Pflichten - gerade
nicht
(allenfalls: noch nicht) eintreten sollen. Als Motiv werden dabei in den Gesetzesmaterialien zu Art. 117/118 ZGB wie auch in der zivilrechtlichen Rechtsprechung und Lehre nebst konfessionellen und erbrechtlichen Interessen ausdrücklich auch sozialversicherungsrechtliche Gründe genannt, da entsprechende Ansprüche im Falle der Ehetrennung erhalten blieben (vgl. Botschaft 1995, a.a.O., BBl 1996 I 1 ff. Ziff. 232 S. 94; BGE 129 III 1 E. 2.3 S. 5; SUTTER/FREIBURGHAUS, a.a.O., N. 10 zu Art. 117/118 ZGB; LEUENBERGER, a.a.O., N. 8 zu Art. 117/118 ZGB; BREITSCHMID, a.a.O., N. 6 zu Art. 118 ZGB; HEGNAUER/BREITSCHMID, a.a.O., S. 77 Rz. 10.03).
5.3.4
Besteht die eheliche Beistands- und Unterhaltspflicht auch nach der gerichtlichen Trennung bis zur Auflösung der Ehe fort, widerspricht es weder dem Sinn und Zweck des Art.
28 Abs. 4 AHVV
(E. 5.3.2 hievor) noch übergeordnetem Gesetzesrecht, die Beitragsbemessung - dem Wortlaut von Art.
28 Abs. 4 AHVV
entsprechend (E. 5.2 hievor) - auch bei gerichtlich getrennten Ehegatten
aufgrund einer je hälftigen Anrechnung von Renteneinkommen und Vermögen vorzunehmen. Im Gegenteil ist davon auszugehen, dass diese Lösung einem bewussten gesetzgeberischen Entscheid (qualifiziertes Schweigen) entspricht, der keinen Raum lässt für eine ergänzende Regelung durch die rechtsanwendenden Behörden mittels Analogie und Lückenfüllung (BGE 134 V 182 E. 4.1 S. 185, BGE 134 V 15 E. 2.3 S. 16; je mit weiteren Hinweisen). Hätte nämlich der Sozialversicherungsgesetzgeber im hier interessierenden Bereich vom zivilrechtlichen Verständnis, wonach die Ehetrennung für die Ehegatten nicht nur erb-, sondern auch sozialversicherungsrechtlich grundsätzlich ohne Folgen bleibt (E. 5.3.3 hievor), abweichen wollen, hätte er dies auf Gesetzes- oder Verordnungsstufe ausdrücklich geregelt, wie dies auch in andern Bereichen der AHV/IV-Gesetzgebung der Fall ist, wenn an die Tatsache der gerichtlichen Ehetrennung respektive die richterlichen Auflösung des gemeinsamen Haushaltes bestimmte, gegenüber ungetrennten Ehen abweichende Rechtsfolgen geknüpft werden sollen (so bezüglich der Rentenberechnung [Art. 35 Abs. 2 AHVG], der Rentenauszahlung [Art. 22
bis
Abs. 2 lit. b und Art. 22
ter
Abs. 2 Satz 3 AHVG; Art. 71
ter
AHVV], aber auch des Anspruchs auf Ergänzungsleistungen zur AHV/IV [Art. 4 Abs. 2 ELG [SR 831.30] in der seit 1. Januar 2008 in Kraft stehenden Fassung; sowie Art. 1, Art. 4 Abs. 1 lit. b, Art. 7 Abs. 1 lit. b ELV [SR 831.301] und die Schlussbestimmung der Änderung vom 28. September 2007, AS 2007 6037; je in der seit 1. Januar 2008 in Kraft stehenden Fassung]); Entsprechendes gilt in andern Sozialversicherungszweigen (siehe etwa Art. 14 Abs. 2 AVIG [SR 837.0]).
(...)
5.4.3
Nach dem Gesagten ist es sachlich gerechtfertigt, die Beitragsbemessung Nichterwerbstätiger auch im Falle gerichtlicher Ehetrennung nach Art.
28 Abs. 4 AHVV
vorzunehmen. Art. 8 Abs. 1 BV ist somit nicht verletzt. Entgegen der Rüge der Beschwerdeführerin führt die Anwendung des Art.
28 Abs. 4 AHVV
auf getrennte Ehegatten auch nicht zu einem willkürlichen Ergebnis (Art. 9 BV). Die in Art. 11 AHVG vorgesehene Möglichkeit, bei Unzumutbarkeit um eine angemessene Herabsetzung oder einen Erlass der Beiträge zu ersuchen, schliesst - aufgrund der hier verlangten konkreten Prüfung der ökonomischen Verhältnisse im Einzelfall (vgl. SVR 2000 AHV Nr. 9 S. 31, H 46/99; vgl. auch, bei
Gütertrennung, ZAK 1981 S. 545, H 171/79) - stossende, zur tatsächlichen Situation in klarem Widerspruch stehende (BGE 134 II 124 E. 4.1 S. 133; BGE 132 I 175 E. 1.2 S. 177; BGE 131 I 467 E. 3.1 S. 473 f.; je mit Hinweisen) Beitragsbelastungen grundsätzlich aus.“
(sottolineature del redattore)
8. In concreto, pur non essendo stata pronunciata una sentenza di separazione ai sensi dell’art. 117 CC, sono state chieste delle misure a protezione dell’unione coniugale in applicazione degli art. 171 e seguenti CC ed è stata pronunciata, con effetto dal 4 maggio 2004, la separazione dei beni ai sensi dell’art. 185 cpv. 2 cifra 1 CC (cfr. doc. A5). Per cui la citata sentenza del TF può essere applicata al caso di specie, perlomeno per analogia (cfr. il consid.
5.3.3 laddove l’Alta Corte afferma che “
Obwohl die Ehetrennung nur unter den gleichen Voraussetzungen wie die Scheidung verlangt werden kann und dieser auch in verfahrensrechtlicher Hinsicht im Wesentlichen gleichgestellt ist (Art. 117 Abs. 1 und 2 ZGB), finden gemäss Art. 118 Abs. 2 ZGB hinsichtlich der Trennungsfolgen (abgesehen von der Gütertrennung von Gesetzes wegen nach Art. 118 Abs. 1 ZGB) die Bestimmungen über Massnahmen zum Schutz der ehelichen Gemeinschaft Anwendung (Art. 171 ff. ZGB) und stellen die Unterhaltsansprüche des getrennten Ehegatten ehelichen, nicht nachehelichen Unterhalt dar (...)
“).
Ne segue che la decisione della Cassa di prendere in considerazione, per il calcolo dei contributi del 2005, anche la sostanza dell’ex-marito risulta corretta.
Del resto il divorzio è stato pronunciato con sentenza del 2 luglio 2007 (cfr. doc. A5).
Per cui la sostanza dei due ex coniugi va sommata e poi divisa per due conformemente all’art. 28 cpv. 4 OAVS per ottenere la sostanza determinante. Va qui evidenziato che la ricorrente non può essere seguita neppure laddove ritiene che va fatto riferimento solo alla sua tassazione federale in applicazione dell’art. 23 OAVS. Infatti da una parte la tassazione federale va presa in considerazione, di massima, solo per quanto concerne l’ammontare del reddito, mentre la sostanza, tassata di principio a livello cantonale, viene desunta dalla relativa tassazione cantonale (emessa dall’autorità fiscale competente ad emanare anche la tassazione federale) cresciuta in giudicato tenendo conto dei valori di riparto intercantonali (cfr. art. 28 cpv. 3 OAVS). D’altra parte, considerato che i due coniugi sono stati tassati separatamente nel 2005, è a giusta ragione che per conoscere l’ammontare totale della loro sostanza occorre far capo alla loro tassazione personale federale (per il reddito) e cantonale (per la sostanza) emanata dalla rispettiva autorità fiscale competente. Per quanto concerne la critica alle direttive citate dall’amministrazione (che sono accessibili nel sito internet dell’UFAS), va evidenziato che l’obbligo per i coniugi di pagare il contributo calcolato sulla metà della sostanza netta detenuta in Svizzera ed all’estero deriva dalla legge (art. 10 LAVS), dall’ordinanza (in particolare l’art. 28 cpv. 4 OAVS) e dalla giurisprudenza (cfr. DTF 135 V 361).
In concreto la Cassa ha fissato provvisoriamente i contributi sulla base dell’ammontare di fr. 8'378'412 derivante dalla tassazione IC/IFD 2004 dei coniugi, in attesa dei dati definitivi. Questi dati erano stati confermati, per il 2004, da questo Tribunale con sentenza del 19 febbraio 2009
nella composizione di tre giudici
(inc. 30.2008.39, consid. 2.10 in fine). Sulla base del citato importo, diviso per due ai sensi dell’art. 28 cpv. 4 OAVS, l’interessata è chiamata a pagare il contributo massimo dovuto dalle persone senza attività lucrativa (fr. 10'100 oltre a fr. 202 di spese amministrative).
Pendente causa questo Tribunale ha richiamato la tassazione 2005 dell’ex marito dalle competenti autorità del Canton _.
Dalla medesima, come indicato alla Cassa con scritto del 2 aprile 2010, emerge che l’autorità fiscale _ ha calcolato una sostanza lorda, prima delle deduzioni, di fr. 15'725'885. La medesima si compone anche di fr. 11'531'000 di “
Geschäfltiche Liegenschaften der/des Steuerpflichtigen
” che si trovano nel Canton _, oltre a fr. 53'372 di “
Geschäftaktiven abz. Buchwert Liegenschaften
”. Come precisato alla Cassa, l’importo di fr. 12'573'626 indicato dall’UT del Canton _ nell’allegato del 10 aprile 2009 è il capitale proprio investito nell’azienda dell’ex marito della ricorrente utilizzato dalla Cassa _ per il calcolo dei contributi quale indipendente di _.
Ora, con sentenza del
7 novembre 2007 (9
C_179/2007), il Tribunale federale ha affermato :
"
(...)
4.2 Contrairement à ce que soutient le recourant, on ne saurait reprocher un comportement passif à la caisse de compensation, quand bien même elle n'était pas sans ignorer que le Service des contributions de la République et canton du Jura devait encore procéder à la taxation définitive des revenus réalisés par le défunt durant les années 2003 et 2004. Dans le cadre de la fixation des cotisations des assurés exerçant une activité lucrative indépendante, le législateur a expressément confié aux autorités fiscales cantonales le soin de déterminer le revenu provenant d'une activité indépendante et le capital propre engagé dans l'entreprise (art. 9 al. 3 LAVS et 23 RAVS; voir également RCC 1992 p. 34 consid. 4b). Il s'ensuit que les caisses de compensation sont liées, en principe, par les données communiquées par les autorités fiscales cantonales pour fixer les cotisations dues pour l'année de cotisation (art. 23 al. 4 et 27 al. 2 RAVS). » (sottolineature del redattore)
Ancora recentemente (sentenza 9C_514/2008 del 19 maggio 2009), il Tribunale federale ha confermato tale principio (cfr. consid. 4.2):
"
(...)
Mentre le autorità fiscali possono qualificare come distribuzione dissimulata di utile una prestazione - dichiarata come salario - che non sarebbe stata dispensata a un dipendente non azionista, per converso le autorità AVS possono qualificare quale salario determinante una prestazione dichiarata come distribuzione di utile. Per decidere se una prestazione abbia carattere di salario determinante o di reddito da capitale, le casse di compensazione non sono vincolate alla qualifica dell'autorità fiscale. Tuttavia, dall'ordinamento risultante dall'art. 23 OAVS si evince che le casse di compensazione si attengono in linea di massima alla valutazione dell'amministrazione fiscale. In considerazione del principio di unità e coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente evitate divergenti valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS. Quest'ultima eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile, dalle decisioni adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al parallelismo tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente rinunciato. È quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina all'esistenza di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario determinante prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile netto con decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del principio unitario dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a repentaglio l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti. Chi, come la società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che determinate remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto. (...)." (sottolineature del redattore)
Analogamente, in concreto, rilevato che a norma dell’art. 29 cpv. 6 OAVS gli art. 22-27 OAVS sono applicabili per analogia alla fissazione e alla determinazione dei contributi e che per l’ex-marito emerge una sostanza complessiva netta di fr. 15'725'885 dalla tassazione _ prima della deduzione sociale per coniugi di fr. 150'000, la decisione provvisoria della Cassa di condannare la ricorrente al pagamento del contributo massimo dovuto dalle persone senza attività lucrativa è corretta (cfr. anche la sentenza del 19 febbraio 2009, inc. 30.2008.39, inerente il calcolo del contributo del 2004 della ricorrente, consid. 2.10 in fine).
In questo senso il ricorso va respinto.
Questa conclusione vale nella misura in cui la Cassa, con la decisione formale iniziale, ha stabilito il contributo tramite una decisione provvisoria in attesa dei dati fiscali definitivi (cfr. anche il ricorso, doc. I pag. 1: “
in re decisione provvisoria di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG, doc. 1 nonché decisione su opposizione doc. 2 (...)
”).
Infatti, con sentenza del 19 febbraio 2009 (inc. 30.2008.39), questo Tribunale ha affermato:
“Dall
'
esame delle differenti notifiche di tassazione agli atti, questo Tribunale osserva che solo l
'
autorità fiscale del Canton _ ha emesso le decisioni sull
'
imposta federale diretta, oltre che su quella cantonale (IC/IFD 2002, IC/IFD 2003 e IC/IFD 2004).
In effetti, la notifica di tassazione del Cantone _ concerne le imposte cantonali e comunali (
Kantons- und Gemeindesteuer 2004
) dovute da _, mentre le notifiche di tassazione emesse dal Canton _ nei confronti della ricorrente concernono unicamente le imposte cantonali (IC 2003 e IC 2004), eccetto la decisione per il 2005, che riguarda anche l
'
imposta federale diretta (IC/IFD 2005).
Quanto osservato è la conseguenza dell
'
applicazione dell
'
art. 105 LIFD, che tratta della competenza territoriale delle autorità cantonali a dipendenza dell
'
appartenenza personale del contribuente.
L
'
art. 105 cpv. 1 LIFD recita che le autorità cantonali riscuotono l
'
imposta federale diretta dalle persone fisiche che, all
'
inizio del periodo fiscale o dell
'
assoggettamento, hanno il domicilio fiscale oppure, se non hanno un tale domicilio in Svizzera, la dimora fiscale nel Cantone
.
In questo senso, l
'
emanazione delle notifiche di tassazione IFD da parte del Canton _ significa dunque che la ricorrente, in quel periodo, era domiciliata a _.
Quindi, per ciò che qui interessa, anche per l
'
anno fiscale 2004.
D'altronde, la stessa IC/IFD 2004 dell
'
autorità fiscale _ (doc. A7) menziona espressamente che _ ed RI 1 sono stati tassati in via ordinaria con l
'
aliquota per coniugati, siccome domiciliati - fiscalmente - a _ (_) sino a fine 2004.
Prova ne è, inoltre, che la sentenza di divorzio del 2 luglio 2007 (doc. B2) specifica che dal 4 maggio 2004 i coniugi hanno adottato il regime straordinario della separazione dei beni, ma che è solo con la sottoscrizione della convenzione matrimoniale il 19 rispettivamente il 25 gennaio 2005 che le parti sono giunte ad un comune desiderio di separazione. È quindi corretto che, fino al 31 dicembre 2004, la ricorrente sia stata tassata congiuntamente al marito nel suo cantone di domicilio, quindi nel Canton _.
Infine, l
'
accertamento effettuato dalla Cassa di compensazione nei confronti dell
'
amministrazione delle imposte del Cantone dei _ (doc. 13) conferma che _ è stato domiciliato ed è stato tassato per le imposte del 2004 nel Canton _.
Dopodiché, per il periodo fiscale 2005 era domiciliato a _ e per l
'
anno 2006 a _ (sempre Cantone _)
.
Con l
'
emanazione della notifica di tassazione _ IFD 2005 (doc. XIV/3), invece, risulta che nel 2005 l
'
assicurata non era più domiciliata fiscalmente a _, bensì a _.
Sulla scorta di quanto precede, stabilito, quindi, che nell
'
anno 2004 la ricorrente, a quel tempo ancora sposata e nemmeno separata di fatto, aveva il domicilio fiscale (coniugale) nel Canton _, per la fissazione dei suoi contributi AVS/AI/IPG per quell
'
anno occorre dunque far capo alla sostanza netta
dei coniugi
.
Pertanto, è corretto determinare i contributi dovuti dall
'
assicurata basandosi su una sostanza netta di Fr. 8
'
378
'
412.-.” (sottolineature del redattore)
In concreto pertanto ritenuto che il TCA nella precedente decisione ha accertato che l’ex-marito dal 2005 è domiciliato nel Canton _ e che il medesimo possiede degli immobili in quel Cantone per lo svolgimento della sua attività lucrativa indipendente (cfr. scritto del 2 aprile 2010 del TCA alla Cassa CO 1 e sentenza del 19 febbraio 2009, inc. 30.2008.39), per stabilire l’ammontare esatto e definitivo della sostanza dell’ex-marito quale base per il calcolo del contributo dovuto dalla ricorrente, occorrerà far capo alla tassazione dell’autorità fiscale competente ad emettere, oltre alla tassazione cantonale, anche la tassazione federale. Di principio, visto l’art. 105 LIFD e la precedente sentenza di questo Tribunale, la tassazione _. La questione non va tuttavia approfondita in questa sede.
Infatti, rilevato che in concreto la decisione formale su cui si fonda la decisione impugnata è una decisione “
provvisoria
” (cfr. doc. 6) il cui calcolo è stato effettuato fondandosi sui dati dell’anno precedente (2004) con riserva di rettifica in base alla tassazione fiscale 2005 e che dai dati evinti dalla tassazione _ l’importo della sostanza netta è anche superiore a quello preso in considerazione dalla Cassa (senza tuttavia alcun influsso sull’importo del contributo dovuto), la decisione va confermata.
Il fatto che nella decisione su opposizione l’amministrazione ha indicato che “
la Cassa ha già chiesto i dati fiscali del marito dell’opponente all’Autorità fiscale competente e si evince che al 31 dicembre 2005 la sostanza netta (immobili) ammonta a fr. 12'573'626.--. In queste circostanze il contributo richiesto per l’anno 2005 non subirà variazioni, onde per cui verrà confermato al massimo previsto dalle legge AVS di fr. 10’100
”, non è decisivo. Infatti con la decisione su opposizione l’amministrazione può unicamente confermare l’oggetto della precedente decisione formale, ossia il calcolo “
provvisorio
” del contributo dovuto dalla ricorrente che, come visto, sulla base dei dati a disposizione, è corretto.
La Cassa di compensazione, alla quale l’incarto va trasmesso, dovrà tuttavia emanare la decisione definitiva sulla base dei dati evinti dalla tassazione fiscale dell’autorità competente ad emettere anche la tassazione IFD, la sola che farà fede per il calcolo definitivo del contributo dovuto dalla ricorrente (cfr. anche sentenza del 19 febbraio 2009, inc. 30.2008.39).
In questo senso l’incarto va trasmesso all’amministrazione affinché esamini se per l’ex-marito l’autorità fiscale competente ad emanare la tassazione IFD nel 2005 è quella _ oppure quella _ e calcoli definitivamente il contributo dovuto dalla ricorrente sulla base della tassazione cantonale cresciuta in giudicato emessa dall’autorità fiscale competente anche in ambito IFD.
9. Alla luce di quanto sopra esposto ed in particolare della sentenza pubblicata in DTF 135 V 361, il richiamo degli atti della causa di divorzio, così come l’assunzione di ulteriori prove, risultano superflui.
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.