Decision ID: 2db0808c-0698-5e80-a967-9f8a8616e16c
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto
la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data
25 febbraio 2013;
il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha
rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha reso attento circa la neces-
sità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza,
un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di
mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel meri-
to della sua domanda d'asilo;
i verbali di audizione di data 5 marzo 2013 (di seguito: verbale 1) e
11 marzo 2013 (di seguito: verbale 2);
il verbale della decisione dell'UFM dell'11 marzo 2013, notificata oralmen-
te all'interessato il medesimo giorno (cfr. A12/1), con la quale detto Ufficio
non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi dell'art. 32
cpv. 2 lett. a della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31)
ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, non-
ché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo;
il ricorso inoltrato dal ricorrente il 13 marzo 2013 (cfr. timbro del plico rac-
comandato);
la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta al Tribunale amministrativo fede-
rale (di seguito: il Tribunale) in data 14 marzo 2013;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono;

e considerato
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-
sione in materia di asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Leg-
ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF,
RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5,
48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della Legge federale sulla procedura amministrati-
va del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021);
D-1353/2013
Pagina 3
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida
e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione previ-
sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile;
che, infatti, il ricorrente si è limitato ad affermare di non avere mai posse-
duto un passaporto e di avere perso la propria carta d'identità in Nigeria
(cfr. verbale 1, pag. 5); che, nella seconda audizione, ha dapprima ribadi-
to che avrebbe perso la carta d'identità e in seguito ha invece affermato
che gli sarebbe stata rubata con il suo portafoglio (cfr. verbale 2, D6-D11,
pag. 2-3); che egli ha inoltre ammesso di non avere fatto nulla per ottene-
re i propri documenti (cfr. verbale 2, D5, pag. 2); che tali giustificazioni, ol-
tre che contraddittorie, sono manifestamente inconsistenti;
che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba-
se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu-
giato del richiedente;
che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore
ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o
meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una deci-
sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);
che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione cui si rinvia, que-
sto Tribunale ritiene che le dichiarazioni rese del ricorrente sui motivi d'a-
silo siano manifestamente inverosimili;
che, infatti, il racconto relativo ai timori che nutrirebbe per avere lasciato
la società occulta "Ogboni" presenta importanti contraddizioni; che, a tito-
lo d'esempio, ha inizialmente affermato di essere espatriato per fuggire
agli "Ogboni" in data 30 settembre 2012 (cfr. verbale 1, pag. 6); che, in
contrasto con quanto prima, ha dichiarato di essersi iscritto nella società
"Ogboni" alla fine di settembre 2012 e di avere partecipato alle riunioni di
tale gruppo nell'ottobre del 2012 (cfr. verbale 1, pag. 8); che, nel corso
della prima audizione, ha sostenuto di essere stato invitato per il funerale
di un membro della società ma di avere rifiutato tale invito (cfr. verbale 1,
D-1353/2013
Pagina 4
pag. 8-9), allorché nel corso della seconda audizione ha affermato di ave-
re partecipato ad una cerimonia funebre e di avere rifiutato di partecipare
ad una riunione (cfr. verbale 2, D43, D68, D79, pag. 5-8);
che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o
mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, sic-
ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della de-
cisione impugnata;
che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi
da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determi-
nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo;
che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista
dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5-8 pag. 725-733 e
DTAF 2007/8, consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e ss.);
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del
28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della Legge federale del
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente
in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uo-
mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Con-
venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratta-
menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato
nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;
che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-
tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio-
ne impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 Ordinanza 1
D-1353/2013
Pagina 5
dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [OAsi 1,
RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di
diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr);
che la situazione vigente in Nigeria non è caratterizzata da guerra, guerra
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione
nell'integralità del territorio nazionale;
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e celi-
be; che il medesimo ha concluso le scuole elementari e secondarie e
vanta un'esperienza professionale di bracciante agricolo (cfr. verbale 1,
pag. 4); che in Patria dispone di una rete sociale, segnatamente, i genitori
ed il fratello (cfr. verbale 1, pag. 5); che, di conseguenza, nulla osta al suo
reinserimento nel Paese d'origine;
che, del resto, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi
problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria
(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti), senza che da
un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua per-
manenza in Svizzera per motivi medici;
che non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 LStr);
che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procu-
rarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 con-
sid. 12 pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure
possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate-
ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
D-1353/2013
Pagina 6
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricor-
suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla trasmis-
sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte;
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas-
se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
D-1353/2013
Pagina 7
il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: Il cancelliere:
Daniele Cattaneo Gilles Fasola