Decision ID: 0cfd928b-7062-427b-bbda-3b78e9823d5a
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._ si è trasferita, apparentemente a dicembre 2019, nella casa
"C._" sulla particella n. 1428 Registro fondiario [RF] del Comune di
B._, che ha ereditato in comproprietà con la sorella dopo il decesso
del padre avvenuto nel novembre 2018. Il fondo n. 1428 è ubicato al di
fuori del paese di D._ in zona agricola e forestale sovrapposte da una
zona di protezione del paesaggio ed è racchiuso dal fondo di proprietà del
Comune n. 1430. L'immobile è stato edificato negli anni 60. In favore del
fondo 1428 e a carico del fondo n. 1430 vi è un diritto di servitù prediale di
approvvigionamento d'acqua nonché di costruzione di un accesso
(quest'ultimo con riserva di approvazione dell'associazione E._).
L'abitazione dispone di un proprio acquedotto nonché di un pozzo nero ed
è allacciata alla rete elettrica. Essa è raggiungibile attraverso un sentiero
di ca. 300 m che parte dal parcheggio accanto alla strada cantonale in riva
al lago distante ca. 500 m dall'inizio del paese di D._. La distanza dal
centro del paese è di ca. 2 km.
2. A febbraio 2020 A._ si è rivolta all'Ufficio del controllo abitanti del
Comune di B._ al fine di annunciarsi quale domiciliata. Con lettere del
29 marzo 2020 e del 20 maggio 2020 ella ha ripresentato la sua richiesta
di trasferimento di domicilio all'allora sindaca F._.
3. Con decisione 17 giugno 2020 il Comune di B._ ha respinto la
richiesta di trasferimento di domicilio in Via G._, D._ (indirizzo
corrispondente al fondo n. 1428 [n. d. a.]), adducendo sostanzialmente
che il fondo n. 1428 non sarebbe allacciato alle infrastrutture comunali e
non si troverebbe nemmeno nelle loro immediate vicinanze. Il Comune
avrebbe il compito di offrire e garantire le infrastrutture comunali a tutti i
domiciliati, per cui sarebbe irrilevante il fatto che il fondo abbia un proprio
acquedotto e un pozzo nero e sia allacciato alla rete elettrica. Oltre a ciò,
la residenza permanente aumenterebbe il rischio di ritrovarsi in situazioni
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spiacevoli e di disagi nell'approvvigionamento di beni di prima necessità,
viste le abbondanti nevicate invernali a D._ e dato che il sentiero
d'accesso è percorribile soltanto a piedi.
4. Il 4 agosto 2020 A._ si è trasferita (provvisoriamente) nell'abitazione
dell'amica H._ in Via I._, D._. A._ ha annunciato la sua
partenza al Comune di J._ (TI) per il 31 luglio 2020, il quale le ha
consegnato l'atto d'origine e ha comunicato al Comune di B._ con
lettera del 6 agosto 2020 il trasferimento presso suddetto indirizzo a partire
dal 1. agosto 2020.
5. Il 14 agosto 2020 A._ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al
Tribunale amministrativo dei Grigioni avverso la decisione 17 giugno 2020
chiedendone l'annullamento e postulando che al Comune venga imposto
di iscriverla nel registro dei residenti quale domiciliata presso la C._,
particella n. 1428 RF del Comune di B._. In sintesi, la ricorrente ha
sostenuto che avrebbe tutte le intenzioni di stabilirsi durevolmente
nell'abitazione di famiglia, che questa sarebbe adatta alla residenza
permanente e che il Comune avrebbe dunque negato ingiustamente e
senza base legale il suo trasferimento di domicilio.
6. Il 19 ottobre 2020 l'Ufficio del controllo abitanti del Comune di B._ ha
confermato alla ricorrente il suo domicilio dal 1. agosto 2020 nel Comune
di B._ in Via I._, D._.
7. Nella presa di posizione del 19 ottobre 2020 il Comune di B._ (qui di
seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso per quanto ricevibile.
Come motivazione il convenuto ha asserito, in particolare, che
permettendo alla ricorrente di avere il domicilio sulla particella n. 1428 si
creerebbe un precedente per cittadini che andrebbero ad abitare nei luoghi
più remoti e inaccessibili della Valle, cosa che imporrebbe al Comune di
sostenere costi sproporzionati. Di qui l'interesse pubblico a negare il
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domicilio alla ricorrente. A questo interesse pubblico di pianificazione
andrebbero aggiunti gli interessi pubblici di sicurezza e ambientali. In
particolare, l'immobile non sarebbe sufficientemente accessibile, per cui
non sarebbero garantiti i servizi di soccorso e il recapito postale. Inoltre, la
fresa da neve e la motocarriola utilizzati dalla ricorrente raggiungerebbero
un livello di rumore non tollerabile. Non solo l'inquinamento fonico ma pure
quello luminoso arrecherebbe danni agli animali. L'utilizzo della fresa da
neve e della motocarriola sarebbe poi in contrasto con la Legge cantonale
sulle foreste.
8. Nell'ulteriore scambio di scritti le parti si sono riconfermate nei loro petiti e
hanno puntualizzato le proprie argomentazioni.

II. Considerando in diritto:
1.1. Oggetto impugnato è la decisione di rifiuto nei confronti della ricorrente di
trasferimento del suo domicilio sulla particella n. 1428 in Via G._,
D._. Questo Tribunale è competente per il giudizio del ricorso contro
questa decisione (cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia
amministrativa [LGA; CSC 370.100]). I presupposti di forma e tempestività
(cfr. art. 38 e 52 cpv. 1 LGA) sono adempiti.
1.2. Giusta l'art. 50 LGA è legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia
interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile
all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato
in base ad una prescrizione speciale. Il convenuto eccepisce la
legittimazione della ricorrente: essendosi ella trasferita presso Via
I._, D._, e avendo il convenuto confermato questo indirizzo
quale domicilio, alla ricorrente verrebbe a mancare un interesse fattuale e
attuale all'impugnazione della succitata decisione. Questa obiezione non
può essere accolta. In primo luogo, la conferma di domicilio è avvenuta
dopo l'inoltro del ricorso; in secondo luogo, la ricorrente ha reso altamente
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plausibile che il suo soggiorno in Via I._ a D._ (come ospite
di una sua amica) è soltanto temporaneo, finché, come da sua intenzione,
le sarà concesso di prendere dimora nella casa sul fondo n. 1428 in Via
G._, D._. È dunque palese la sua legittimazione a ricorrere. Di
conseguenza, si entra nel merito del ricorso.
1.3. Non si entra nel merito dell'accusa del convenuto di violazione dell'obbligo
di annuncio di arrivo previsto dall'art. 13 cpv. 5 della Legge sui registri degli
abitanti e su altri registri delle persone e degli oggetti (Legge sui registri
degli abitanti [LRAb; CSC 171.200]), poiché un'eventuale azione penale in
tal senso non è oggetto della presente vertenza.
2. Giusta l'art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera (Cost.; RS 101) ogni persona di cittadinanza svizzera può
stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Giusta l’art. 23 cpv. 1 del Codice
civile svizzero (CC; RS 210) il domicilio di una persona è nel luogo dove
essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente. Secondo
costante giurisprudenza, la costituzione del domicilio presuppone
l'adempimento di due condizioni cumulative: quella oggettiva della
residenza effettiva in un determinato luogo, e quella soggettiva
dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato di stabilirvisi
durevolmente (cfr. DTF 137 II 122 consid. 3.6, 134 V 236 consid. 2.1, 133
V 309 consid. 3.1 con rispettivi rinvii). I cittadini hanno il loro domicilio dove
mantengono il centro delle loro relazioni personali (cfr. DTF 136 II 405
consid. 4.3, 127 V 237 consid. 1 con rinvii). Quest'ultimo si trova
abitualmente nel luogo di abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre
il tempo libero, dove si trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste
un allacciamento telefonico e un recapito postale (sentenza del Tribunale
amministrativo [STA] U 20 40 del 16 giugno 2020 consid. 2.2 con rinvii).
Se una persona soggiorna in due (o più) luoghi diversi e intrattiene delle
relazioni in entrambi, occorre tener conto dell'insieme delle sue condizioni
di vita individuando tutti i fattori che potrebbero rilevarsi importanti; il centro
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della sua esistenza si troverà dove si focalizza la maggior parte degli
elementi inerenti alla sua vita personale, sociale e professionale, di modo
che i legami con questa località risultino preponderanti per intensità
rispetto a quelli con altri luoghi o paesi (cfr. DTF 125 III 100 consid. 3; STF
P.5/05 del 6 gennaio 2006 consid. 2)
3. Nel caso di specie è fuori discussione che la ricorrente ha il suo domicilio
nel Comune qui parte convenuta, dal momento che successivamente
all'inoltro del ricorso lo stesso Comune ha emanato una rispettiva
dichiarazione di domicilio il 19 ottobre 2020 (cfr. doc. 8 convenuto). La
presente controversia si limita pertanto alla questione se la ricorrente può
utilizzare l'abitazione sul fondo n. 1428 fuori zona edificabile quale
residenza primaria. Va notato che un comune può emanare una decisione
che constati l’esistenza o l’assenza del domicilio (cfr. STA U 20 40 del 16
giugno 2020 consid. 2.1 con rinvii a U 15 51 del 12 gennaio 2016 consid.
2 e U 17 16 del 27 marzo 2017 consid. 3a). Posto che il trasferimento di
domicilio a D._ è stato accettato dal convenuto, qui di seguito occorre
soltanto analizzare se è adempito il requisito oggettivo per il domicilio,
ovvero la possibilità di residenza sul fondo n. 1428, mentre il requisito
soggettivo è pacifico. La ricorrente ha infatti innegabilmente degli stretti
legami con il paese di D._, sua figlia abita peraltro con la propria
famiglia a K._.
4.1. A motivazione del rifiuto alla ricorrente di risiedere nella suddetta
abitazione, il convenuto avanza, per quanto conferenti, motivi di natura
pianificatoria e di protezione ambientale. Indubbio è che l'abitazione in
discussione può fungere da abitazione (anche primaria), siccome è stata
utilizzata in tal senso per anni dal padre della ricorrente nonché come casa
di vacanza. La ricorrente ha sufficientemente comprovato l'autonomia di
detta abitazione dotata di acquedotto, pozzo nero e allacciamento
elettrico. L'asserzione del convenuto circa l'assenza di un recapito postale
è inconsistente, in quanto per il recapito della posta può p. es. essere
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affittata una cassetta della posta in paese. Il fatto che il fondo sia
accessibile solamente attraverso un sentiero, non è certamente un motivo
per negare la possibilità di residenza in questa abitazione. Il sopralluogo
richiesto dal convenuto al fine di appurare la percorribilità del sentiero e
con ciò l'accessibilità del fondo appare superfluo, dato che queste
caratteristiche sono sufficientemente rilevabili dalle foto agli atti e dalle
mappe online. Irrilevante è inoltre il fatto se la ricorrente abbia il diritto
particolare di posteggiare (prolungatamente) la propria auto sui parcheggi
in fondo al sentiero che conduce alla sua abitazione. Il possesso di
un'automobile non è un requisito per poter prendere domicilio nel luogo
discusso, siccome in capo al lago, in prossimità del summenzionato
parcheggio e quindi nelle vicinanze dell'abitazione, vi è una fermata del
bus. Per quanto si possa valutare l'urbanizzazione in questa sede in
correlazione alla condizione oggettiva del domicilio, questa va ritenuta
sufficiente. La discordia sul diritto di parcheggio non deve essere giudicata
in questa sede. Inoltre, sempre per quanto si possa esaminare in questa
sede l'abitazione in questione dal punto di vista di polizia edilizia risp.
pianificatorio, risulta prima facie assodato che l'abitazione in questione
gode di diritti acquisiti, essendo stata costruita sotto il diritto anteriore (art.
24c della Legge federale sulla pianificazione del territorio [LPT; RS 700],
art. 41 seg. dell'Ordinanza sulla pianificazione del territorio [OPT; RS
700.1]). A prima vista, non vi sono inoltre restrizioni di diritto pubblico
contrapponentisi a un utilizzo quale abitazione primaria (cfr. estratto del
registro fondiario [doc. 4 ricorrente]). La mera definizione dell'immobile
quale "casa di vacanze" è ininfluente. Inoltre, al più tardi dal 1988 in avanti,
i genitori della ricorrente hanno vissuto in questa casa. Pur ammettendo
che il padre della ricorrente durante gli ultimi anni della sua vita non abbia
dimorato ininterrottamente in questa abitazione ma alternatamente anche
a L._, in una valutazione sommaria va detto che suddetta casa è
sempre stata destinata ad abitazione. Gli argomenti di natura pianificatoria
risp. edilizia avanzati dalla ricorrente esulano dalla tematica del domicilio
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qui in esame. Benché l'impossibilità di raggiungere l'abitazione
direttamente con veicoli di soccorso (ambulanza, pompieri, ecc.) e di
polizia rappresenti evidentemente un problema, non basta per impedire
alla ricorrente una dimora in questo luogo, soprattutto perché il rischio p.
es. di un incendio vi sarebbe comunque – sebbene in misura più limitata
– anche se l'abitazione venisse usata soltanto come casa di vacanza. Va
poi ricordato che detta abitazione si trova appena al di fuori del paese di
D._ e che il sentiero che porta all'abitazione dalla strada cantonale
non è significativamente lungo da impedire un tempestivo soccorso.
Inoltre, in inverno la ricorrente mantiene libero l'accesso utilizzando una
fresa da neve e le merci più pesanti vengono trasportate con una
motocarriola. Sebbene, di fronte a questi incomodi, la scelta da parte della
ricorrente (classe 1944) di vivere permanentemente in questa casa possa
sembrare inusuale, non è dimostrata l'impossibilità oggettiva di stabilirvi il
domicilio.
4.2. Per quanto il convenuto intenda limitare ai sensi dell'art. 36 Cost. la libertà
di domicilio della ricorrente ancorata all'art. 24 cpv. 1 Cost., segnatamente
per ragioni territoriali (interesse pubblico allo sviluppo centripeto degli
insediamenti) e di tutela dell'ambiente (protezione fonica e degli animali),
ci si limita a osservare che la garanzia dei diritti acquisiti va naturalmente
anteposta ai propositi pianificatori – seppur meritevoli – del convenuto.
Tantomeno è dato parlare di misure sproporzionate per eventuali interventi
di soccorso. Certo, la relativa misura da attuare sarebbe verosimilmente
più dispendiosa di altre visto il tragitto da percorrere a piedi, ma non a tal
punto da giustificare il rifiuto del domicilio. Si rammenta oltretutto che il
convenuto non nega la possibilità di utilizzo del rispettivo immobile quale
abitazione secondaria. Non sono perciò pertinenti le obiezioni circa la
presunta violazione delle norme sulle emissioni foniche, dacché l'impiego
maggiorato della fresa da neve e della motocarriola dovuto alla residenza
non appare certo tale da pregiudicare l'integrità della fauna. Lo stesso
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dicasi per il maggiorato inquinamento luminoso. Per le stesse ragioni, è
parimenti infondata la conclusione del convenuto secondo cui l'uso
intensificato della motocarriola e della fresa da neve andrebbe interdetto
perché contrario all'art. 34 cpv. 1 della Legge cantonale sulle foreste
(LCFo; CSC 920.100). Anche il fatto che la particella sia sovrapposta da
una zona di protezione del paesaggio non ostacola il lecito esercizio dei
diritti derivanti dalla garanzia del possesso. Si osserva poi che l'abitazione
non si trova in zona di pericolo. Infine, nemmeno i costi per il servizio di
cura a domicilio in caso di necessità o per eventuali altri servizi (quali la
lettura del contatore o la consegna di precetti esecutivi) che il convenuto
è eventualmente tenuto a prestare prevalgono sul diritto di dimorare nella
rispettiva abitazione. Peraltro si tratta soltanto di costi ipotetici o di costi
per i quali non sono escluse a priori soluzioni di contenimento.
4.3. Non si può poi condividere i timori del convenuto secondo cui il presente
caso potrebbe creare un precedente per i casi in cui i cacciatori intendono
trasferire il proprio domicilio nelle loro baite sui monti. Questo Tribunale ha
già avuto occasione di giudicare delle controversie dove una persona
intendeva stabilire il proprio domicilio fuori della zona edificabile. In tale
contesto, sono state sì considerate anche le peculiarità della rispettiva
abitazione, ma ciò a sostegno della determinazione del centro delle
relazioni personali (cfr. ad es. STA U 15 51 del 12 gennaio 2016; cfr. anche
STA U 20 3 del 23 febbraio 2021). Qui invece non si tratta di ponderare il
centro degli interessi tra più luoghi dove una persona intrattiene delle
relazioni personali. Il domicilio non può essere negato con l'argomento che
l'abitazione, posta la sua idoneità quale residenza primaria, si trova fuori
della zona edificabile. Tantomeno viene creato un precedente per i casi di
famiglie con l'eventuale obbligo del Comune di trasporto dei bambini fino
a scuola o per quelli con costi pubblici di trasporto di salme. Questi
argomenti del convenuto sono speculativi e non vanno approfonditi. In
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conclusione, non si ravvisano validi motivi per negare alla ricorrente
l'elezione di domicilio presso il fondo n. 1428.
5. Dacché le obiezioni sollevate dal convenuto si rivelano in toto chiaramente
infondate, il ricorso appare manifestamente motivato, per cui questa
decisione può essere emanata dal giudice unico (cfr. art. 43 cpv. 3 lett. b
LGA).
6. In accoglimento del ricorso la decisione 17 giugno 2020 del convenuto è
cassata e al convenuto è ordinato di iscrivere la ricorrente quale
domiciliata presso il fondo n. 1428.
7. L'esito della controversia giustifica l'accollamento delle spese procedurali
di CHF 2'500.00 al soccombente convenuto (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). Il
convenuto deve inoltre rifondere alla ricorrente le necessarie spese di
patrocinio (cfr. art. 78 cpv. 1 LGA). Siccome il patrocinatore della ricorrente
non ha inoltrato una nota d'onorario, le ripetibili vengono fissate d'ufficio a
un importo forfettario pari a CHF 3'000.00.