Decision ID: 27cf0b03-aa8e-55a4-b88b-3263b86c673e
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1 Il 27 settembre 1976 l'assicurato iniziò un corso di ripetizione.
In occasione della visita sanitaria d'entrata l'interessato consegnò un certificato medico attestante "acufeni orecchio sinistro". Venne considerato abile al servizio.
Terminato il servizio, una visita medica del 19 ottobre 1976 accertò un peggioramento della situazione acustica.
L'assicurazione militare assunse il caso, versando le prestazioni assicurative fino al 30 settembre 1986, dopodiche ritenne non più data una responsabilità della Confederazione per l'affezione uditiva a sinistra.
Giudicando la causa relativa, il TCA, con sentenza del 23 luglio 1990, ha invece accertato che il danno fisico all'orecchio sinistro di _ è per il 50% conseguenza di aggravamento di influenze subite durante il CR 1976 e ha ritornato gli atti all'UFAM per stabilire le prestazioni di diritto.
1.2 Con decisione 12 aprile 1991 l'UFAM ha stabilito:
"
_ ha pertanto diritto, dal 1° ottobre 1985 e per tempo indeterminato, a una rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica, fissata sui seguenti elementi di calcolo:
- responsabilità della Confederazione del
100% dal 1° ottobre 1985 al 31 agosto 1986, e del
50% dal 1° settembre 1986 innanzi;
- grado della menomazione del 5%;
- percentuale fissa della prestazione dell'85%;
- basi di calcolo di fr. 25'934.- per il 1985,
di fr. 26'972.- per il 1986 e il 1987,
di fr. 27'566.- per il 1988 e il 1989, e
di fr. 29'220.- dal 1990 innanzi.
Come già esposto nella Proposta del 12 febbraio 1991, tale rendita viene riscattata d'ufficio dall'assicurazione militare (articolo 25 capoverso 2 LAM) con un ammontare di fr. 12'282.40 (valore capitalizzato al 1° marzo 1991, secondo le tabelle Stauffer/Schaetzle, 4
a
edizione), al quale vanno aggiunte le mensilità retroattive dall'ottobre 1985 al febbraio 1991.
Per quanto attiene agli interessi di mora richiesti va rilevato che, a più riprese, il Tribunale federale delle assicurazioni ha ricordato che, per principio, nelle assicurazioni sociali gli interessi di mora non sono dovuti se non sono espressamente previsti dalla legge e che, in particolare nell'ambito delle prestazioni, un obbligo di pagare gli interessi viene riconosciuto solo eccezionalmente quando l'amministrazione ha agito colpevolmente in modo illecito o con mezzi dilatori (cfr. RCC 1983, 153 segg., come pure STFA 1952, 88; DTF 101 V 117, 108 V 15 e 113 V 48)."
1.3 Contro la graduazione della menomazione rilevante l'11 ottobre 1991 è stata presentata una "petizione" richiedente in via principale una rendita per una menomazione del 15% a contare dall'ottobre 1976 e interessi di mora del 5% dal 1° gennaio 1985.
In via subordinata l'attore pretende un'indennità in capitale di fr. 30'000.-, oltre a interessi di mora al 5% dal 1° marzo 1985, eventualmente l'annullamento della decisione impugnata.
Ritiene che, secondo logica, la rendita per menomazione debba essere versata dal momento in cui diventa chiaro che non si può più sperare in una guarigione attraverso le necessarie cure.
Prosegue:
"
Iniquo e del tutto arbitrario è invece far partire solo da un momento successivo l'obbligo di versare una rendita per menomazione della integrità fisica, anche perché tale rendita non copre i maggiori momenti del danno, quelli iniziali durante i quali il danneggiato si vede confrontato con la novità di una situazione invalidante, ossia quelli di maggior intensità e quindi che maggiormente esigono risarcimento. La perdita di guadagno, in tali casi è coperta dall'indennità per malattia, mentre la menomazione dell'integrità fisica non è per nulla coperta.
Inoltre questo fatto favorisce spudoratamente l'AMF che, ritardando la decisione di un caso - come ha fatto con il signor _ - in sostanza si è arricchita a sue spese, non dovendo altrimenti versare alcunché. Se questo è il senso dell'assicurazione sociale che premia chi ha subito un danno servendo la patria, allora lo si dica senza mezze parole invece di vendere polvere per gli orbi!
Se poi pensiamo che, nel caso concreto, l'AMF ammette una responsabilità totale (al 100%) della Confederazione sino al 31 agosto 1986 e che quindi, per ben dieci anni dall'evento invalidante il _ nulla ha percepito se non il risarcimento della perdita di guadagno per i periodi di ospedalizzazione e convalescenza, la tesi dell'AMF appare veramente iniqua. Il signor _ deve pertanto pretendere che, se una rendita per menomazione dell'integrità si vuol fissare, essa abbia a decorrere dal momento della menomazione poiché, per il periodo intermedio, essa non è stata altrimenti indennizzata, pur sussistendo ed in modo anche più grave.
L'AMF, nel caso concreto, afferma che un'affezione invalidante di una certa importanza si è manifestata solo nel 1985 ed intende pertanto far decorrere solo da tale data la rendita.
Osserviamo in proposito che l'intervento radicale cui il _
venne sottoposto e che permise di risolvere finalmente i problemi di salute dell'interessato risale all'autunno del 1981: fu in quel momento che si constatò l'irreparabile pregiudizio alla catena degli ossicini nell'orecchio medio ed è dunque da tale momento che, in linea eventuale, la rendita deve decorrere."
Per quanto riguarda gli interessi di mora, l'attore ritiene che l'AMF avrebbe potuto e dovuto decidere sulla rendita per menomazione rilevante il 1° gennaio 1985, per cui essi sarebbero dovuti da quel momento.
Ritiene infine offensiva la graduazione della menomazione di solo il 5% e propone una valutazione del 15% già tenuto conto della responsabilità della Confederazione per il 50%.
1.4 L'UFAM con risposta 31 ottobre 1991 propone di respingere l'impugnativa. Ricorda di aver valutato la rilevante menomazione secondo la sua consolidata prassi descritta dal dott. _, "Die Integritätspraxis der Militärversicherung", in Schweizerische Aertzezeitung, 1990, fascicolo 10 pag. 386.
Per quanto riguarda la data d'inizio della rendita ricorda che nella decisione impugnata è stato precisato come una menomazione rilevante indennizzabile è stata riscontrata soltanto nel settembre 1985, per cui il diritto è sorto il 1° ottobre 1985.
In merito al calcolo della rendita capitalizzata l'UFAM riferisce ancora:
"
La base di calcolo della rendita non ha assolutamente nulla a che fare con il presumibile guadagno dell'assicurato, come sostiene il patrocinatore a pagina 9 cifra 9 della sua petizione.
Essa venne stabilita dall'Alto Tribunale federale delle assicurazioni con sentenza del 29 dicembre 1986 in re Gasser e confermata con sentenza del 31 dicembre successivo in re Beiner (vedi le DTF 112 V 376 e 112 V 387) e fissata a 25'400 franchi per il 1983.
L'assicurazione militare, in base a questa sentenza, aumentò tale base di calcolo del 2,1% a 25'934 franchi per gli anni 1984 e 1985.
L'assicurazione militare, sempre in base alla citata sentenza, aumentò di nuovo la base di calcolo di 25'934 franchi del 4% a 26'972 franchi per gli anni 1986 e 1987.
Con ordinanza del Consiglio federale concernente l'adeguamento delle prestazioni dell'assicurazione militare all'evoluzione dei salari e dei prezzi (designata qui appresso ordinanza), del 21 ottobre 1987, la base di calcolo di 26'972 franchi venne aumentata a 27'566 franchi per gli anni 1988 e 1989.
Con ordinanza del 18 ottobre 1989 essa venne fissata a 29'220 franchi per gli anni 1990 e 1991.
Per la capitalizzazione della rendita giusta l'articolo 25 capoverso 2 LAM questa base di calcolo viene moltiplicata per la percentuale della responsabilità della Confederazione (intera o parziale), indi per la percentuale fissa dell'85% (sentenza del TFA del 13 luglio 1966 in re Gysler; STFA 1966, pag. 148), e da ultimo per gli anni secondo la tabella di capitalizzazione Stauffer/Schaezle n° 30.
Qualora la responsabilità della Confederazione fosse totale anche dopo il 1° settembre 1986, e non solo del 50%, _ avrebbe ricevuto oltre 30'000 franchi in capitale, ovvero
- fr. 24'564.80 (doppio della rendita capitalizzata)
- fr. 1'039.95 (mensilità arretrate 1.10.1985-31.08.1985)
- fr. 5'319.40 (doppie mensilità arretrate 1.9.1986-28.02.1991)
fr. 30'924.15 in totale."
Infine, sul tema degli interessi di mora rimanda a quanto già esposto nella decisione impugnata.
1.5 L'8 novembre 1994 si è proceduto all'interrogatorio di causa.
L'udienza in questione era stata fissata per il giorno 22 ottobre 1992, ma era stata rinviata su richiesta del patrocinatore dell'attore.
In seguito il convenuto chiese ed ottenne gli atti di causa per le sue incombenze. Atti che vennero restituiti al TCA il 3 febbraio 1994.
Il 30 gennaio 1995 il TCA ha ordinato una perizia specialistica a cura del prof.dott. _, Institut de médecine légale, _. Il successivo 3 febbraio 1995 il TCA ha dato mandato alla dott. _, Clinique _, Hôpital Cantonal, _
a, di allestire una perizia otorinolaringoiatrica.
La dott. _ ha consegnato il suo rapporto peritale in data 30 maggio 1995.
Il prof. _ g ha stilato il proprio referto in collaborazione con la dott. _ in data 3 luglio 1995.
Il 21 luglio 1995 l'UFAM si riconferma nella propria posizione di causa.
In data 3 agosto 1995 l'attore propone quesiti complementari che il TCA ha sottoposto alla dott. _.
Il perito ha risposto ai quesiti in data 8 marzo 1996.
Il 20 marzo 1996 l'insorgente chiede la convocazione del perito per la delucidazione orale delle sue risposte di complemento.
L'UAM in data 22 marzo 1996 fa invece valere:
"
Le risposte ai quesiti peritali di complemento confermano in modo evidente quanto già noto e sostenuto dall'assicurazione militare.
Non possiamo che confermare quanto da noi argomentato nelle precedenti prese di posizione, postulando di respingere il ricorso."

in diritto
2.1 In ordine
2.1.1 Ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 e 2 della legge federale sull'assicurazione militare (del 20 settembre 1949), in vigore fino al 31 dicembre 1993:
"
g
li aventi diritto possono ricorrere ai tribunali contro le decisioni dell'assicurazione militare emanate in applicazione della presente legge (art. 12 e 13) entro sei mesi dalla data della loro notificazione.
Le azioni sono promosse in prima istanza davanti ai tribunali cantonali delle assicurazioni, in seconda e ultima istanza davanti al Tribunale federale delle assicurazioni."
Per l'art. 12 cpv. 1 della legge del 1949, l'assicurazione comunica al richiedente, in forma di proposta scritta e motivata, il riconoscimento o il rifiuto delle sue pretese e, se del caso, la natura o i limiti delle prestazioni previste, rendendolo attento che è tenuto a dichiarare per scritto, entro trenta giorni, se l'accetta o se vi si oppone.
Se il richiedente vi si oppone, o non si pronuncia entro il termine assegnatogli, gli atti sono consegnati alla direzione dell'assicurazione che, dopo nuovo esame, prende una decisione (art. 12 cpv. 2 Legge del 1949).
Questa, da comunicarsi motivata al richiedente, deve indicare i rimedi giuridici e il termine, la forma, l'autorità di ricorso (art. 12 cpv. 3 Legge del 1949).
Oggetto del ricorso è il dispositivo della decisione impugnata.
La decisione costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF 102 V 152, STFA 23 marzo 1992 nella causa G.C., STCA 4 maggio 1992 nella causa G.V.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, pag. 44 in fine).
La decisione impugnata statuisce esclusivamente sul diritto alla rendita per menomazione rilevante ai sensi dell'art. 25 Legge del 1949.
Nella sua petizione, ma soprattutto in proseguo d'istruttoria, l'insorgente sembra postulare anche una rendita d'invalidità ai sensi dell'art. 24 della legge in vigore fino al 31 dicembre 1993.
In particolare le domande formulate dall'attore al prof. _, di _, mirano a far determinare "un'invalidità pratica (ridotta capacità lavorativa e, di conseguenza, di guadagno)" (doc. _).
Chiaramente tutta la tematica relativa all'incapacità di lavoro e di guadagno esula dunque - nel caso di specie - dalle competenze del TCA.
2.1.2 Secondo dottrina e giurisprudenza costanti, il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 4 Costituzione federale, comprende varie pretese: il diritto di esprimersi prima che una decisione sia presa, il diritto di fornire prove sui fatti rilevanti per il giudizio, il diritto di farsi rappresentare o assistere, il diritto di ottenere una decisione motivata, come pure il diritto di prendere conoscenza degli atti di causa (Pratique VSI 1993 pag. 41-42 consid. 4, DTF 117 V 265 consid. 3d, DTF 117 Ia 268 consid. 4b, DTF 116 V 33 consid. 4a, DTF 115 Ia 11 consid. 2b, DTF 112 Ia 3; STFA 6 marzo 1992 in re I. A.-A.; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, pag. 28-29; Zimmerli, "Zum rechtlichen Gehör im Sozialversicherungsrechtlichen Verfahren" in Evoluzione del diritto delle assicurazioni sociali, Miscellanea per il 75° anniversario del TFA pag. 313ss; Cottier, "Der Anspruch auf rechtliches Gehör, Art. 4 BV" in Recht 1984 pag. 1ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a edizione, ni. 662ss, pag. 141s).
Giusta l'art. 6 n. 1 CEDU ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un Tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta.
Il principio della pubblicità del dibattimento deve essere garantito, in conformità alla prassi stabilita dagli organi chiamati ad applicare la Convenzione, in via prioritaria nel contenzioso davanti all'autorità giudiziaria di primo grado (DTF 120 V 7 consid. 3a in fine, 119 V 380 consid. 4b/aa in fine) e presuppone che la parte abbia inoltrato la richiesta di una pubblica udienza alla suddetta autorità (DTF 120 V 8 consid. 3d e riferimenti ivi citati).
Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, una domanda di pubblico dibattimento, giusta l'art. 6 n. 1 CEDU, deve sussistere in maniera chiara ed inequivocabile: se un assicurato presenta ai giudici di prime cure soltanto, per esempio, un'istanza d'audizione personale o d'interrogatorio di parte o di testimoni, oppure una domanda d'effettuare un sopralluogo, detti atti costituiscono semplicemente delle richieste d'assunzione di prove, non suscettibili di fondare l'ordinamento di un pubblico dibattimento (STFA 5 febbraio 1996 nella causa F.; STFA 13 marzo 1996 nella causa G.C., non pubblicate).
In particolare nella sentenza 5 febbraio il TFA ha stabilito:
"
Von einer ausdrücklich beantragten öffentlichen Verhandlung kann abgesehen werden, wenn der Antrag der Partei als schikanös erscheint oder auf eine Verzögerungstaktik schlissen lässt und damit dem Grundsatz der Einfachheit und Raschheit des Verfahrens zuwiderläuft oder gar rechtsmissbräuchlich ist (vgl. Egli, La protection de la bonne foi dans le procès, in: Bolla/Rouiller (Hrsg.), Verfassungsrechtsprechung und Verwaltungsrechtsprechung, Zürich 1992, S. 239 f.).
Gegen die Ablehnung einer beantragten öffentlichen Verhandlung lässt sich in der Regel auch nichts einwenden, wenn sich ohne eine solche mit hinreichender Zuverlässigkeit erkennen lässt, dass eine Beschwerde offensichtlich unbegründet oder unzulässig ist (a.M. Hangartner, in AJF 1995 S. 647 Ziff. 14).
(...)
Als weiteres Motiv für die Verweigerung einer beantragten öffentlichen Verhandlung fällt die hohe Technizität der zur Diskussion stehenden Materie in Betracht (a.M. Hangartner, in AJD 1995 S. 647 Ziff. 14). Dieses Argument darf indessen nicht dazu führen, dass in sozialversicherungsrechtlichen Prozessen generell von öffentlichen Verhandlungen Abstand genommen wird. Zwar gibt es in diesem Rechtsgebiet zahlreiche Streitsachen, welche sich wegen ihrer Komplexität und Unübersichtlichkeit kaum für eine mündliche Verhandlung eignen und sich praktisch auch nur in Schriftform verständlich darstellen lassen. Zu denken ist dabei etwa an rein rechnerische, versicherungsmathematische oder buchhalterische Probleme. Andere dem Sozialversicherungsrecht inhärente Fragestellungen materiell- oder verfahrensrechtlicher Natur wie etwa die Würdigung medizinischer Gutachten fallen jedoch in der Regel nicht darunter."
(STFA 5 febbraio 1996 nella causa F consid. 3b, prevista per la pubblicazione)
Va inoltre ricordato che, più in generale, fa parte del diritto di essere sentito, sancito dall'art. 4 Cost. fed., pure il diritto delle parti di indicare quali prove esse reputano che si debbano assumere nella causa, nonché di esigere l'assunzione delle prove offerte.
Il giudice ha tuttavia la facoltà di procedere all'apprezzamento anticipato delle stesse e può rinunciare ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe alcun nuovo chiarimento (DTF 117 Ia 268 consid. 4b). L'apprezzamento delle prove deve comunque essere esaminato alla luce delle contingenze concrete (STFA 18 luglio 1995 nella causa eredi di W.M.).
2.1.3 Come è già stato ricordato, l'attore chiede l'audizione della dott. _ perché risponda a voce alle seguenti domande:
"1.
L'intervento suggerito per il signor _, a dipendenza del quale «
on peut s'attendre à une légère amélioration de l'audition à gauche dans les fréquences graves ce qui pourrait rétablir une symétrie auditive par rapport à l'oreille droite»
, in che misura può incidere sul tasso di invalidità del 5% ritenuto dal perito?
1.
Rispondendo alla domanda relativa alle vertigini, il perito afferma che non può confermare le constatazioni del prof. _
poiché il paziente più non lamenta vertigini: gli va chiesto se egli abbia o no formulata una domanda precisa al _ sulle vertigini e, se rispondesse di sì perché non ne abbia fatto accenno nel proprio referto, dal momento che si sarebbe trattato di un fatto nuovo importante rispetto al passato.
2.
Rispondendo alle domande sull'invalidità concreta relativa ad un peggioramento futuro, il perito afferma che
«Il n'y a pas raison de penser que l'audition de _ se détériorera plus rapidement que celle de la population en général.»
, ciò che mi sta bene. Tuttavia una questione va chiarita ed è cioè se tale affermazione si basa su valori assoluti oppure su valori relativi: ammettendo che il peggioramento percentuale delle facoltà uditive del signor _ sarà pari a quello della popolazione in generale, il fatto che il signor _ "parta" da una facoltà uditiva ridotta gli farà più rapidamente raggiungere una soglia di facoltà uditiva insufficiente oppure la sua facoltà uditiva ridotta non peggiorerà in un primo tempo e finché sarà pari a quella della rimanente popolazione della medesima età e solo da quel momento peggiorerà come per la generalità della popolazione?"
Nella presente fattispecie, tema del contendere è il grado di menomazione rilevante, rispettivamente la data d'inizio del diritto a questa prestazione assicurativa.
Il perito è stato chiamato, per iscritto, a rispondere a quesiti inerenti a queste tematiche e ha fornito le sue risposte in modo convincente, mettendo a disposizione le sue conoscenze scientifiche.
I nuovi quesiti che l'attore intenderebbe formulare a voce al perito, non apporterebbero precisazioni tali da favorire un migliore giudizio sul tema del contendere.
In simili condizioni, a mente del TCA, si giustifica il rifiuto dell'audizione del perito. Tale audizione risulta infatti ininfluente ai fini del giudizio e, anzi, ritarderebbe inutilmente l'evasione di una causa già da tempo pendente. D'altra parte l'assicurato non ha esplicitamente presentato una domanda di pubblico dibattimento.
2.2 Nel merito.
2.2.1 In origine la legge sull'assicurazione militare del 20 settembre 1949, in vigore fino al 31 dicembre 1993, non prevedeva l'assegnazione di una rendita per menomazione rilevante.
In occasione della revisione parziale della legge, il 19 dicembre 1963 è stato introdotto il nuovo testo dell'art. 25, rimasto in vigore fino al 31 dicembre 1993.
Recita l'art. 25 LAM (in vigore dal 1° gennaio 1964):
"
La rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica è determinata equamente secondo le circostanze.
Questa rendita può essere riscattata in ogni tempo, d'ufficio o a richiesta dell'assicurato, anche se non sono adempite le condizioni menzionate all'articolo 37.
Quando la diminuita capacità al guadagno coincide con una menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica, è assegnata una rendita unica, nella determinazione della quale occorre tuttavia tenere conto dei due danni.
Se viene leso uno degli organi doppi, il rischio di un'ulteriore menomazione all'altro non deve essere considerato nel calcolo della rendita. Se anche il secondo organo viene più tardi menomato, il danno intero va a carico dell'assicurazione militare. In questo caso, l'assicurazione è surrogata all'assicurato o ai suoi superstiti nei diritti deducibili, da un'assicurazione infortuni o malattie, per la menomazione del secondo organo. Resta riservato il capoverso 1 dell'articolo 49."
Per l'art. 37 LAM, una rendita d'invalidità può essere riscattata in ogni tempo al suo valore attuale, anche contro la volontà dell'assicurato, qualora quest'ultimo dimori all'estero da più di un anno, rispettivamente quando l'invalidità non superi il 10 per cento.
In tutti gli altri casi, il riscatto può aver luogo solo su domanda dell'assicurato. Questa è accettata soltanto se appare giustificata dall'apprezzamento medico del caso e dalla situazione personale, economica e sociale dell'assicurato.
A mente dell'art. 41 LAM, le prestazioni dell'assicurazione sono equamente ridotte se l'affezione assicurata è stata cagionata solo parzialmente dalle influenze subite durante il servizio. Esse sono inoltre proporzionatamente scemate:
a.
se l'affezione assicurata ha per conseguenza soltanto una parziale incapacità al guadagno;
b.
qualora una contravvenzione inescusabile all'obbligo di notificare l'affezione ha per conseguenza un aumento delle spese dell'assicurazione.
Se un'affezione è stata occultata con astuzia, le prestazioni dell'assicurazione possono essere ridotte o integralmente negate.
La riduzione o la privazione parziale delle prestazioni dell'assicurazione previste non concernono mai la cura dell'affezione, le indennità suppletive né le indennità per spese funerarie, ma soltanto le altre prestazioni in denaro.
L'inizio del diritto alla rendita per menomazione rilevante è stabilito dall'art. 23 LAM che al cpv. 1 recita:
"
Se non v'è da aspettarsi, dalla continuazione della cura, un sensibile miglioramento delle condizioni dell'assicurato o se l'affezione assicurata cagiona un pregiudizio presumibilmente permanente alla capacità al guadagno o provoca una menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica, l'indennità di malattia è sostituita da una rendita per l'invalidità."
Infine, giusta l'art. 25bis cpv. 1 LAM, a ogni sensibile aumento o diminuzione, rispetto alla situazione di partenza, dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, il Consiglio federale è tenuto ad adattare le rendite, dall'inizio dell'anno seguente, aumentando o diminuendo il guadagno annuo che le determina.
2.2.2 Secondo i principi sviluppati dalla costante giurisprudenza del TFA, un danno all'integrità da diritto ad una rendita dell'AM qualora l'assicurato sia oggettivamente limitato in modo rilevante (erheblich) nel godimento della vita (DTF 113 V 143; DTF 112 V 380; DTF 112 V 389; DTF 110 V 120).
La menomazione deve, cioè, avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale, 1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.
Il carattere rilevante della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo (Schatz, FJS 882).
Una menomazione dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.
E' in forza di queste considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie, ad esclusione dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120).
2.2.3 La determinazione della rendita ex art. 25 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF 117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).
Tale determinazione avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa Molliet).
Il tenore stesso dell'art. 25 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato, in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato limitato nel godimento della vita.
Non è, dunque, la menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che questa ha per l'assicurato.
2.2.4 In una sentenza del 7 marzo 1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).
In questa sentenza di principio, successivamente confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991 nella causa X pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc), la nostra Massima istanza ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:
"
Hiergegen wendet der Versicherte in der Verwaltungsgerichts- beschwerde ein, das Eidg. Versicherungsgericht postuliere die Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes in der obligatorischen Unfall-, der Militär- und der Invalidenversicherung (BGE 109 V 23 Erw. 2a). In «konsequenter Weiterentwicklung dieses Gedankens» müsse auch die Einheitlichkeit in der Integritätsschadenbemessung in der obligatorischen Unfallversicherung und der Militärversicherung postuliert werden. Es leuchte nicht ein, dass die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV nicht auch für den Bereich er Militärversicherung herangezogen werden könnten.
Aus der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes gemäss der vom Versicherten erwähnten Rechtsprechung folgt indes keineswegs, dass der Integritätsschaden in der Militärversicherung und der Unfallversicherung nach den gleichen Regeln zu bemessen ist.
Es trifft wohl zu, dass die Schätzung der Invalidität bei Erwerbstätigen in der Invalidenversicherung, der obligatorischen Unfallversicherung und der Militärversicherung mit Bezug auf den gleichen Gesundheitsschaden praxisgemäss grundsätzlich den gleichen Invaliditätsgrad zu ergeben hat (BGE 109 V 23 f., 106 V 88 Erw. 2b).
Das resultiert indes daraus, dass der Invaliditätsgrad in diesen Versicherungszweigen nach der gleichen Methode (Einkommensvergleich) und auf der Grundlage des gleichen massgebenden Sachverhalts zu bestimmen ist. Demgegenüber bestehen jedoch in der obligatorischen Unfallversicherung und der Militärversicherung für die Bemessung eines Integritätsschadens unterschiedliche Methoden, die mit Bezug auf die gleiche Integritätseinbusse nicht zwingend zur gleichen Festsetzung des Schadens in Prozenten oder Graden führen. Für die Unfallversicherung hat der Bundesrat im Anhang 3 zur UVV das Mass der Integritätseinbusse bei wichtigen und typischen Schäden prozentual festgelegt und aufgelistet; der Grad des Integritätsverlusts bei speziellen oder nicht aufgeführten Schäden ist nach der Schwere aus einer verwandten oder vergleichbaren Position der Skala der Integritätsschäden abzuleiten (siehe Ziff. 1 Abs. 2 Anhang 3 UVV; MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, S. 421 lit. 2c). Die gradmässige Bewertung eines Integritätsschadens ist mithin in der Unfallversicherung für den konkreten Fall positivrechtlich im wesentlichen vorgezeichnet.
Zudem wird die Integritätseinbusse abstrakt und egalitär bemessen indem bei gleichem medizinischem Befund der Integritätsschaden für alle Versicherten gleich festgesetzt wird (GILG/ZOLLINGER, Die Integritätsentschädigung nach dem Bundesgesetz über die Unfallversicherung, S. 38 und 46; MAURER, a.a.O., S. 417). In der Militärversicherung ist ein Integritätsschaden gemäss Art. 25 Abs. 1 MVG dagegen «in Würdigung aller Umstände nach billigem Ermessen» festzusetzen. Damit verfügt die Militärversicherung bei der Schätzung eines Integritätsschadens über einen weit grösseren Spielraum als die Unfallversicherung und kann die Einbusse individueller bemessen, indem sie beispielsweise das Alter oder besondere persönliche Umstände des Versicherten berücksichtigen kann. Hierbei sind die Richtwerte gemäss Anhang 3 zur UVV grundsätzlich auch nicht analogieweise anwendbar, weil diese über die Unfallversicherung hinaus keine allgemeingültige gradmässige Bewertung der erfassten Schäden darstellen. Die betreffenden Prozentzahlen sind nicht als voraussetzungloser Ausdruck ausschliesslich medizinisch begründeter Abstufungen zu betrachten, sondern können nur im Zusammenhang mit der Beschränkung der Leistungen auf den Höchstbetrag des versicherten Jahresverdienstes und die Ausrichtung der Entschädigugng in Form einer Kapitalabfindung (Art. 25 Abs. 1 UVG) richtig verstanden und gewichtet werden. Sind die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV durch Leistungsansatz und Entschädigungsform mitbestimmt, so kann ihnen für die Militärversicherung keine präjudizielle Wirkung zuerkannt werden.
Beizufügen bleibt, dass Verwaltung und Vorinstanz die Integritätseinbusse des Versicherten nach den für die Militärversicherung gültigen Regeln mit 65% in einer Weise bemessen haben, die nicht zu beanstanden ist."
(cfr. DTF 113 V 143-145)
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha dunque sottolineato che, nel settore dell'assicurazione contro gli infortuni, il legislatore ha già prestabilito quale valutazione dare ad una determinata menomazione ed, inoltre, ha prescritto che la gravità della menomazione deve essere valutata astrattamente e in modo ugualitario.
Invece, in materia di assicurazione militare, il grado di menomazione rilevante è determinato "equamente tenendo conto di tutte le circostanze", ragion per cui il margine di apprezzamento degli organi dell'assicurazione militare è molto più esteso rispetto a quelli dell'assicurazione contro gli infortuni.
L'assicurazione militare può in particolare valutare la gravità della menomazione tenendo conto delle caratteristiche individuali dell'assicurato da indennizzare.
2.2.5 Nella fattispecie, con giudizio 23 luglio 1990, il TCA aveva stabilito la responsabilità della Confederazione in relazione al danno all'orecchio sinistro del ricorrente nella misura del 50%, sulla base delle seguenti considerazioni:
"
Il TCA chiamato ora a pronunciarsi, visionati tutti i documenti dell'incarto e preso atto delle dichiarazioni del dottor _ (cfr. doc. _), ritiene sufficientemente affidabili, contrariamente al parere dell'UFAM (cfr. doc. _), le conclusioni del perito prof.dr. _.
In simili condizioni, sulla base dei fatti, apprezzati secondo il principio della probabilità preponderante (cfr. DTF 113 V 312 consid. 3a e 322 consid. 3a; 112 V 32, RCC 1986 p. 201), questo Tribunale ritiene che esiste un nesso di causualità adeguata tra la situazione clinica attuale del ricorrente e il danno alla salute patito dal ricorrente durante il CR 1976. In altre parole, durante quel periodo di servizio militare l'affezione uditiva di _ si è aggravata e il peggioramento non è stato temporaneo bensì definitivo.
Secondo lo specialista prof.dr. _ la responsabilità della Confederazione deve essere fissata al 50% visti i danni alla salute preesistenti. Anche su questo punto l'opinione del perito può essere fatta propria dal TCA."
In ossequio alla surriferita sentenza del TCA, l'UFAM ha interpellato il proprio medico in capo, dott. _, il quale in data 12 dicembre 1990 ha valutato la menomazione nella misura del 5% a partire dal 24 settembre 1985 (doc. _).
Durante l'istruttoria della presente causa sono state ordinate due perizie, di cui una otorinolaringoiatrica a cura della dott. _, dell'Ospedale _, e l'altra psichiatrica eseguita dai medici dott. _ e prof. dott. _ dell'Istituto universitario di medicina legale, sempre di _.
La dott. _ (doc. _) con rapporto 30 maggio 1995 ha accertato che l'assicurato soffre di:
" -
Tinnitus grave, tinnitus qui empêche l'endormissement et qui est perturbateur pour certaines activités (lecture, écriture, audition) et pour les occupations demandant une concentration et une ambiance calme.
...
-
Mr _ souffre d'une asymétrie auditive en défaveur de l'oreille gauche. Il lui est difficile de localiser une source sonore. Sa capacité de distinguer un son venant de la gauche est certainement diminuée ainsi que sa capacité de se situer dans un milieu fermé avec résonance. Un tinnitus est toujours la conséquence d'une diminution de l'audition et non la cause. La perception des bruits environnants est diminuée à cause d'une baisse d'audition et non à cause de la présence d'un tinnitus qui est facilement masqué par ces mêmes bruits."
Essa conclude confermando che, dal profilo otorinolaringoiatrico, sussiste una menomazione dell'integrità fisica valutabile nella misura del 5%.
La dott. _ e il prof. _ con rapporto peritale 3 luglio 1995 (doc. _) constatano a loro volta, per quel che concerne le ripercussioni del danno alla salute a quello psichico:
"
M. _ présente une symptomatologie psychique qu'on peut attribuer à un état anxieux chronique (insomnie, anxiété, fatigue, troubles de l'attention et de la concentration, irritabilité) lié au stress occasionné par son handicap auditif. Il présente aussi des difficultés psychologiques en rapport avec la réduction de sa capacité auditive, difficultés dans la communication avec autrui, sentiment d'humiliation qui affectent son image et son estime personnelle.
...
L'acouphène et la réduction de la capacité auditive sont source de difficultés psychologiques. Les personnes qui en sont atteintes ont plus de difficultés à communiquer avec les autres. Elles vivent les relations sociales et professionnelles chargées d'anxiété et présentent une fragilité par rapport à leur estime personnelle. Elles sont facilement blessées, voire humiliés par les remarques au sujet de leur infirmité.
...
Un état anxieux chronique augmente manifestement l'atteinte à l'intégrité globale par les conséquences sur le fonctionnement psychique et social de la personne. Nous estimons que le pourcentage se situe dans une fourchette de 5% à 10%."
2.2.6 Mentre l'UFAM con scritto 21 luglio 1995 afferma che "i periti giungono alle stesse conclusioni dell'assicurazione militare" (doc. _), il patrocinatore dell'attore il 3 agosto 1995 ha proposto un certo numero di quesiti complementari da sottoporre alla dott. _. Ad essi il perito ha risposto puntualmente e dettagliatamente l'8 marzo 1996 (doc. _).
In particolare la dott. _ con complemento 8 marzo 1996, rispondendo all'avv. _, ha posto in evidenza quanto segue:
"
Réponse N° 4.
Lien de causalité entre tinnitus et réduction de l'ouïe
:
Un tinnitus est toujours la conséquence d'une diminution de l'audition et non la cause
:
Le tinnitus est l'expression d'une lésion de l'oreille interne ou des voies auditives. En aucun cas, le tinnitus ne peut être la cause d'une surdité mais il accompagne souvent les élévations des seuils auditifs.
Cela vaut de manière relative c'est à dire dans le cas où le tinnitus et la diminution de l'audition sont en relation, le premier est l'effet de la deuxième et non le contraire.
6-7: Intervention de révision de mastoïdectomie gauche:
1)
Technique: une révision de mastoïdectomie est une microchirurgie de l'oreille réalisée en AL. Une réouverture de la caisse de l'oreille moyenne avec des interventions sur la chaîne des osselets pour essayer d'améliorer la transmission sonore à travers cette chaîne, une fois l'infection et le cholestéatome complètement éradiqués par la mastoïdectomie réalisée quelques années auparavant.
2)
L'affection chronique dont souffrait Monsieur _ peut être responsable d'une destruction partielle de la chaîne des osselets. L'intervention réalisée pour l'otite chronique gauche a altéré l'anatomie de l'oreille moyenne et par conséquent de la chaîne des osselets. Je ne peux pas affirmer dans quelle mesure ces altérations sont présentes mais la supposition est valable. Plusieurs techniques de reconstruction de la chaîne des osselets et d'amélioration de la transmission sonore sont connues, dont l'efficacité a été prouvée scientifiquement. Ces techniques sont connues par tous les chirurgiens otologiques.
3)
Cette intervention demande une hospitalisation de courte durée d'une journée avec une convalescence d'environ 1 semaine.
*
Pour répondre aux questions 4, 5, 6, je me réfère à la thèse N° 9475 du docteur _, «restoration of hearing with type III tympanoplasty» réalisée en 1993 dans le département d'Oto-Neuro-Ophtalmologie de l'Hôpital Cantonal de _, clinique d'Oto-Rhino-Laryngologie, sous la direction du Docteur _.
4)
Risques
: il y a un risque de moins de 1% de lésion du nerf facial et de 10% d'aggravation du déficit auditif.
5)
Effets bénéfiques
: on peut s'attendre à une légère amélioration de l'audition à gauche dans les fréquences graves, ce qui pourrait rétablir une symétrie auditive par rapport à l'oreille droite (voir thèse ci-jointe, page 30-35 et 36).
6)
Prévisions percentuelles et abstraites que de tels effets bénéfiques se réalisent
:
Pour la question 6, voir thèse page 2 et 3.
9: Sur le pourcentage d'invalidité théorique:
1)
Est ce que l'experte a examiné Mr. _ en ce qui concerne les épisodes de vertiges
.
Peut-elle confirmer les constatations du Professeur _
: Non.
Le malade ne se plaint plus de vertiges."
(doc. _)
Infine, il perito ribadisce la propria valutazione della menomazione rilevante.
Sulla base dei quesiti complementari posti e delle precisazioni ottenute si deve concludere che gli stessi non hanno nessuna incidenza sulla graduazione di per sé stessa, così come è stata formulata nella perizia del 30 maggio 1995.
2.2.7 In caso di perizia giudiziaria il giudice - di regola - non si discosta senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il ruolo del quale consiste precisamente nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (RCC 1986, pag. 200 consid. 2a; DTF 107 V 174 consid. 3, 112 V 32ss; STFA 6 luglio 1993 in re M.D.). Il giudice può disattendere dalle conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni o sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti ad un altro risultato (DTF 101 IV 130).
Il giudice può discostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.
Merita tuttavia di essere sottolineato che il perito giudiziario - contrariamente al perito di parte o allo specialista che si esprime sotto un'altra veste - ha uno statuto speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione qualificata al servizio della giurisprudenza (RCC 1986, pag. 201 consid. 2a).
Per ciò che concerne il valore probante di un rapporto medico é determinante il fatto che il rapporto per i punti litigiosi sia completo, si basi su uno studio esteso, prenda in considerazione anche le lamentele espresse, sia stato consegnato in piena conoscenza dell'incarto, sia chiaro nell'esposizione delle relazioni mediche e nella valutazione della situazione medica e le conclusioni dell'esperto siano motivate (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1).
2.2.8 Questo TCA non ha motivo per discostarsi dalle conclusioni peritali cui è giunta la dott. _, né da quelle espresse dal prof.dott. _ e dott. _.
Con la dott. _ va ancora precisato che una perdita uditiva del 51% non significa affatto che la menomazione sia di pari misura.
Si legge a questo proposito nelle direttive allestite dal dott. _ per la valutazione della menomazione relativa al tinnito (doc. _ ):
"
Die Militärversicherung benützt für die Ermittlung des Tinnitus-Schweregrades die gleichen Kriterien wie die SUVA (Tabelle 13, Integritätsentschädigung gemäss UVG). Es ist dabei zu beachten, dass infolge der unterschiedlichen Abstufung der Integritätsentschädigung bei Tinnitus (SUVA von 5 bis 10%, MV dagegen von 2,5 bis 5%) der Richtwert der Militärversicherung in der Regel dem halben Integritätsschaden-Prozentsatz der SUVA entspricht.
Die Bemessung des Integritätsschadens bei Tinnitus vollzieht sich in zwei Schritten:
Zunächst wird der Schweregrad des Tinnitus aufgrund der aufgeführten Kriterien ermittelt. Der Schweregrad ergibt vorerst einen Richtwert.
In einem zweiten Schritt werden die Behinderungen und die damit verbundene Benachteiligung in der allgemeinen Lebensgestaltung, namentlich im persönlichen Umfeld, gewürdigt. Abschliessend wird das Ausmass des Integritätsschadens in Prozenten im Vergleich zu anderen, gleichartigen, rechtsgültig erledigten Integritätsschadenfällen ermittelt.
Für die Beurteilung des Integritätsschadens sind wiederholte (mindestens zweimalige) Audiogramme zu fordern mit "Lokalisation" des Tinnitus in bezug auf Lautstärke und Tonhöhe.
...
Sehr schwerer Tinnitus
Dauernd bestehendes, ein-oder doppelseitiges Ohrgeräusch mit hoher und schwer bis sehr schwer erträglicher subjektiver Lautheit, durch Umgebungsschall des Alltags nur selten verdeckt, als stark störend und belästigend empfunden, regelmässig am Einschlafen hindernd oder im Schlaf wahrnehmbar, Verrichtungen (Lesen, Schreiben, Zuhören usw.), regelmässig ausgeprägt oder zeitweise sehr stark beeinträchtigend, subjektiv vordergründig gegenüber einer vorhandenen Schwerhörigkeit, temporär therapeutisch ungenügend ansprechend - also dekompensiert und von hohem Stellenwert in bezug auf das Krankheitsempfinden und den Leidensdruck (Persönlichkeitswert).
Richtwert in der Regel 5% (Maximalwert)."
Secondo la tabella 12 dell'INSAI, una perdita uditiva monoauricolare del 50% dà una menomazione dell'integrità del 5%, mentre una perdita uditiva inferiore non causa nessuna menomazione rilevante.
Come si è visto, il fatto di partire per la valutazione della gravità della menomazione da tabelle mediche non contrasta con la giurisprudenza federale, purché il criterio oggettivo sia ponderato con una valutazione dell'aspetto soggettivo (cfr. consid. 2.2.3).
Nel caso concreto la diminuzione oggettiva ORL della capacità uditiva è aggravata dallo stato psichico soggettivo dell'assicurato ed evidenziato dal prof. _ e dalla dott. _. Tale fattore soggettivo non è stato sufficientemente considerato dall'UFAM (cfr. consid. 2.2.5 in fine).
Ne consegue che, a mente del TCA, tenuto conto delle ripercussioni psichiche sull'assicurato relative al danno uditivo, la menomazione dell'integrità corporale deve essere stabilita complessivamente nella misura del 10%.
Danno, del quale la Confederazione è responsabile nella misura del 50% (cfr. consid. 2.2.5).
2.2.9 Resta da stabilire la data d'inizio del diritto alla rendita per menomazione rilevante.
Secondo l'attore la rendita gli sarebbe dovuta a partire dal mese di ottobre 1976. Per l'UFAM, invece, la menomazione è divenuta rilevante ai sensi della legge e della prassi amministrativa soltanto nell'ottobre del 1995.
Si legge a questo proposito nella decisione impugnata:
"
Dai documenti medici in atti, segnatamente dai vari audiogrammi, appare che la menomazione dell'integrità fisica raggiunge a malapena la soglia dalla quale può essere considerata come rilevante (5%) ai sensi della LAM e della prassi di codesto Ente, confermata dall'Alto Tribunale federale delle assicurazioni.
Dall'audiogramma allestito il 24 settembre 1985 presso la Clinica otorinolaringologica dell'Ospedale universitario di _
appare infatti che la diminuzione uditiva, secondo le tabelle AMA, era del 55,9% a sinistra e del 17,8% a destra; il successivo audiogramma venne allestito il 9 febbraio 1989 dal perito giudiziario prof.dott. _, direttore del Servizio ORL del Centro ospedaliero universitario _, e mostra una diminuzione del 49,4% a sinistra e dell'8,8% a destra, ovvero al disotto della soglia del rilevante.
L'audiogramma allestito l'8 luglio 1983 dallo specialista ORL dott. _, con una diminuzione del 70% a 2000 Hz, deve essere considerato errato, visto che tale valore non venne confermato né nell'audiogramma successivo del 23 giugno 1984 (diminuzione del 44,6%) né in quello dell'8 ottobre 1984 (diminuzione del 38,4%), ambedue del dott. _; anche questi valori non raggiungono la soglia del rilevante.
Da quanto sopra esposto appare dunque che una menomazione rilevante indennizzabile è stata riscontrata solo nel settembre 1985, ciò che implica che la data d'inizio della rendita deve essere fissata al 1° ottobre 1985."
Secondo le direttive ricordate al consid. precedente, la menomazione rilevante duratura relativa di tinnito grave è stabilita (dal profilo oggettivo) sulla base di almeno due audiogrammi susseguenti indicanti una riduzione uditiva di almeno il 50%.
Come si è visto, la diminuzione dell'udito del 70%, stabilita dal dott. _ nel luglio 1983, non ha potuto esser confermata negli audiogrammi successivi, sempre eseguiti dal dott. _.
Effettivamente gli esami audiometrici del 2 aprile 1984 (doc. _) e del 23 giugno 1984 (doc. _) danno una diminuzione del 44,6%, mentre l'audiogramma dell'8 ottobre 1984 (doc. _) indica una diminuzione del 38,4%.
Soltanto l'esame del 24 settembre 1985 eseguito dal dott. _ e dal prof. _ della Clinica otorinolaringoiatrica dell'Ospedale _ (doc. _) pone in evidenza per la prima volta una menomazione rilevante, riferita al disturbo uditivo all'orecchio sinistro. La riduzione uditiva si situa attorno al 50% ed è poi confermata da tutti gli esami audiometrici successivi. E' dunque soltanto dall'autunno 1985 che il disturbo uditivo ha raggiunto l'oggettiva gravità atta a giustificare la menomazione rilevante.
Chiaramente la menomazione non può dare diritto alla rendita prima che abbia raggiunto una gravità tale da apparire "rilevante" ai sensi della legge.
Giustamente, dunque, l'UFAM ha ritenuto che il diritto alla rendita sia sorto al più presto il 1° ottobre 1985.
2.2.10 Infine l'attore pretende interessi di mora al 5% dal marzo 1985.
Secondo la costante giurisprudenza, in materia di assicurazioni sociali non sono dovuti interessi di mora, salvo disposizione contraria della legge (DTF 119 V 132, consid. 3a, 117 V 351, 113 V 50 consid. 2a e i riferimenti citati; Grisel, L'apport du Tribunal fédéral des assurances au développement du droit public, in Mélanges Alexandre Berenstein, pag. 451ss; Moor, Droit administratif, vol. II, pag. 44; Spahr, L'intérêt moratoire, conséquence de la demeure, RVJ 1990, pag. 380s).
Un'eccezione a questa regola si giustifica nondimeno nel caso in cui l'amministrazione ha agito colpevolmente, rispettivamente ha dilazionato il versamento delle prestazioni illegittimamente e senza giustificazione alcuna (RCC 1983, pag. 153).
Non basta comunque un ritardo oggettivo nell'ambito del giudizio sul diritto alla prestazione assicurativa. Il diritto a un interesse di mora pretende piuttosto una colpa dell'amministrazione (DTF 113 V 51 consid. 2b).
Nel concreto, né la legge federale su l'assicurazione militare (del 20 settembre 1949) in vigore fino al 31 dicembre 1993, né l'attuale legge, entrata in vigore il 1° gennaio 1994 prevedono l'assegnazione di interesse moratori.
Dev'essere dunque stabilito se il ritardo circa il riconoscimento di una rendita per menomazione rilevante sia imputabile all'amministrazione.
Va qui ricordato che con decisione 3 settembre 1986 l'UFAM aveva negato il diritto a prestazioni assicurative dopo il 1° settembre 1986, sulla base delle risultanze di una perizia universitaria 20 novembre 1985 (doc. _) dei medici _ dott. _ e prof.dott. _, i quali negavano categoricamente che i disturbi dell'orecchio sinistro accusati dall'insorgente fossero ancora in relazione causale con le conseguenze del servizio militare prestato.
Soltanto nel corso del processo intentato dall'attore contro il rifiuto delle prestazioni, in data 29 marzo 1989 (doc. _) il prof. _, _, ha concluso ritenendo che il servizio militare prestato aveva peggiorato, in modo permanente lo stato patologico preesistente, per cui appariva giustificata una responsabilità della Confederazione nella misura del 50%.
L'opinione del prof. _ è poi stata fatta propria dal TCA con sentenza 23 luglio 1990, cresciuta in giudicato.
L'UFAM si è pronunciato una prima volta sul diritto alla rendita per menomazione rilevante del 5% in data 18 gennaio 1991 (doc. _). Alla comunicazione provvisoria si è opposto tempestivamente l'attore. Il 12 febbraio 1991 l'UFAM ha formalizzato la proposta di accordare la rendita per menomazione del 5%. A seguito di una nuova opposizione l'UFAM il 12 aprile 1991 ha emanato la decisione impugnata.
Da questa descrizione dei fatti non risulta dunque un atteggiamento colpevole dell'amministrazione. Fino al giudizio 23 luglio 1990 del TCA l'UFAM poteva legittimamente ritenere che non fosse data alcuna responsabilità della Confederazione per il danno all'orecchio sinistro. Ottenuta la sentenza cantonale l'AMF ha stabilito con tempestività il grado di menomazione rilevante.
Non vi sono dunque motivi giustificanti il riconoscimento di interessi moratori.