Decision ID: 439383a8-9753-513d-89be-e4f99f08757a
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con PE n. _ del 15/16 giugno 2005 dell’UE di _ AP 1 ha escusso AO 1 per l'incasso di fr. 100'000.– oltre interessi al 5% dal 10 luglio 2004, indicando quale titolo di credito: "Riconoscimento di debito". Interposta tempestiva opposizione, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
A detta della procedente, il 9 settembre 2004 AO 1 si è riconosciuto verso di lei, incondizionatamente ed illimitatamente, debitore solidale con la spettabile _, di _, per l'importo di fr. 98'000.– oltre accessori, pari al prezzo per l'acquisto di una BMW 730d. Se non che il Pretore del Distretto di _, con decreto del 23 maggio 2005, ha dichiarato il fallimento di quest'ultima società. L'istante ha quindi dato avvio al procedimento esecutivo nei suoi confronti.
C.
All'udienza di contraddittorio del 10 ottobre 2005, l'escusso si è opposto all'istanza contestando la validità del preteso riconoscimento di debito, l'identità del relativo credito con quello figurante sul PE, gli interessi e la data di decorrenza di questi ultimi. Egli ha altresì precisato che quel documento non era un impegno di pagamento incondizionato, in quanto per le modalità ed i termini di pagamento prevedeva una separata pattuizione, che tuttavia non trovava riscontro agli atti. In via subordinata l'escusso ha poi eccepito la compensazione parziale per un importo pari a fr. 31'462.55, postulando quindi l'accoglimento (recte: la reiezione) del rigetto provvisorio dell'opposizione limitatamente a fr. 66'537.45. A suo dire quella somma gli era stata ceduta dalla _ di _, e corrispondeva al saldo complessivo di due fatture (n. 23480 del 5 agosto 2004 e n. 25127 del 7 luglio 2005) dovuto dall'istante alla cedente per la tenuta della contabilità del 2002, del 2003 e del 2004, l'allestimento dei relativi bilanci e della dichiarazione fiscale per l'anno 2002. La procedente, ribadita la sua posizione, si è opposta per forma e per sostanza alla cessione di credito e quindi alla compensazione parziale proposta dall'escusso.
D.
Con sentenza del 12 ottobre 2005 il Pretore del Distretto di _, ha respinto l'istanza di rigetto dell'opposizione, rilevando che il titolo di credito invocato dalla procedente costituiva un riconoscimento di debito incondizionato solo con riferimento all'importo, mentre era condizionato per quanto riguarda le modalità di rimborso che dovevano essere regolate separatamente. E siccome nessuna delle parti pretendeva l'esistenza di accordi in questo senso, il Pretore non ha ritenuto di dover approfondire oltre l'intenzione effettiva delle parti.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente la AP 1 sostenendo che l'escusso non aveva inteso subordinare ad alcuna condizione risolutiva o sospensiva il riconoscimento di debito ch'egli aveva sottoscritto. Certo il debitore si era riservato la possibilità di proporre delle modalità di rimborso, eventualità tuttavia che non influiva sulla validità del documento. A maggior ragione il credito doveva quindi ritenersi esigibile sin dal 9 settembre 2004, come peraltro precisato nel riconoscimento di debito medesimo.
F.
Con le osservazioni del 21 novembre 2005 AO 1 postula la reiezione del gravame con argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.

Considerato
in diritto: 1.
a)
Per l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
b)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr.
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in
Rep
1989 pag. 338 con riferimenti). La somma posta in esecuzione deve essere determinabile già al momento della firma del riconoscimento di debito. Se il riconoscimento di debito non è constatato mediante atto pubblico, deve essere sottoscritto dal debitore (DTF 122 III 125, 106 III 99;
Cometta
, op. cit. in
Rep
1989 pag. 338 con riferimenti;
Stähelin,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 15 ad art. 82;
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 6 n. 2 pag. 12;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 33 e 42 ad art. 82).
c)
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello)
, se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (
Cometta,
op. cit. in
Rep
1989 pag. 331
).
d)
La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa dev'essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta ad interpretazione (cfr.
Panchaud/Caprez
, op. cit., §1 n. 7, pag. 3).
e)
Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente indagini volte a stabilire quale sia il reale significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale accertamento è compito del giudice ordinario (
Cometta
, op. cit. in
Rep
1989 pag. 330).
f)
Per giurisprudenza e dottrina costanti, il riconoscimento di debito, subordinato al verificarsi di una o più condizioni, legittima il giudice a pronunciare il rigetto dell'opposizione solo se il creditore ne dimostra l'avvenuto adempimento. Non riuscendo a far luce sulla causa della mancata realizzazione di una condizione, l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione va respinta (cfr.
Cometta,
op. cit. in
Rep
1989 pag. 338).
2.
A detta dell'appellante il riconoscimento di debito del 9 settembre 2004 sottoscritto dall'escusso, legittima il rigetto provvisorio dell'opposizione interposta al PE n. _ (doc. B). Egli rimprovera quindi al Pretore di avere ravvisato, in relazione all'obbligo del debitore di restituire l'importo da lui rivendicato, un “riconoscimento condizionato”. Ora, è ben vero che in questo stesso documento si afferma che il debito di fr. 98'000.– oltre accessori era “già esigibile” (doc. A). L'escusso ha nondimeno soggiunto di impegnarsi “ a restituire [il debito] secondo le modalità che verranno decise in separata sede” (doc. A). Non v'è pertanto dubbio che, almeno per quanto riguarda la sua persona, il rimborso di quella cifra presuppone ulteriori accordi tra le parti. Oltretutto in una parallela dichiarazione 9 settembre 2005, sempre sottoscritta e prodotta dal debitore, in merito al medesimo oggetto, quest'ultimo puntualizza che “i termini e la modalità di pagamento verranno decisi in un secondo momento” (doc. 5). E dagli atti non risulta che il contenuto di questo scritto sia mai stato contestato dalla procedente (act. II: verbale d'udienza, pag. 2). Disquisire ora sulle conseguenze pratiche che avrebbero avuto gli accordi “circa la tempistica (termini) della restituzione del debito” diversamente da quelli sulle modalità di rimborso, non adatti secondo la ricorrente a costituire una condizione del riconoscimento di debito (appello, pag. 5), non è quindi di nessuna utilità.
Certo è possibile che, per quanto riguardava la _, il credito fosse realmente esigibile già dal 9 settembre 2004. Del resto l'appellante ha pur sempre e anzitutto proceduto contro di essa, facendo dapprima spiccare nella prima metà del dicembre del 2004 un precetto esecutivo a suo carico e poi, il 23 maggio 2005, ottenerne il fallimento (doc. C). Ma tali circostanze esulano dalla presente procedura, il debitore avendo firmato il riconoscimento di debito in proprio nome.
3.
Ne consegue che, al riguardo, l'esigibilità del credito vantato dall'appellante è stata subordinata ad una precisa condizione. E siccome il rigetto dell'opposizione – come si è visto – può essere concesso unicamente qualora la pretesa dedotta in esecuzione sia in effetti esigibile (cfr.
Stähelin,
op. cit., n. 21 e 77 ad art. 82 LEF;
Panchaud/Caprez,
op. cit., § 1 n. 1 e 8, pag. 2 e seg.), quando come nel caso di specie l'esigibilità del credito è appunto condizionata, spetta al creditore provare che tale presupposto si è realizzato (art. 8 CC). Nel caso concreto l'interessata, ribadisce che nessuna pattuizione relativa alle modalità di rimborso è intervenuta tra le parti (appello, pag. 4 in fondo), confermando pertanto quanto già accertato dal Pretore (sentenza impugnata, pag. 3 in mezzo). Per questo motivo il credito dell'appellante nei confronti dell'escusso non risulta esigibile. Come stabilito dal Pretore, a ragione il “riconoscimento” 9 settembre 2004 (doc. A) non rappresenta un valido titolo per il rigetto provvisorio dell’opposizione.
4.
A conferma della sentenza impugnata, l'appello 24 ottobre 2005 della AP 1 di _ dev'essere respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).