Decision ID: ad7dab91-73d5-5db6-b7bd-120960792232
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell'ambito dell'esecuzione n. _ dell'UE di Lugano la APPO1 ha chiesto il fallimento di _ APPE1 per fr. 300.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 2 giugno 2004 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 18 giugno 2004 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _ APPE1 a far tempo da venerdì 18 giugno 2004 alle ore 14.00.
D.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato _ APPE1 asserendo di avere saldato il suo debito nei confronti della controparte e producendo una ricevuta postale
25 giugno 2004 relativa al versamento all'UE di Lugano di fr. 513.50 a saldo dell'esecuzione promossa dalla APPO1 (doc. I). In merito alla sua solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto delle sue esecuzioni 21 giugno 2004, da cui risultano 18 esecuzioni. In merito a queste esecuzioni il debitore ha prodotto due scritti 1° luglio 2004 dei relativi creditori indirizzati all'UE di Lugano chiedenti l'annullamento delle esecuzioni n. _ risp. _ (doc. C e D) e 16 ricevute datate 30 giugno 2004 dell'UE di Lugano concernenti il saldo delle rimanenti esecuzioni (doc. da E a H e da L a Z).
considerato

In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta postale 25 giugno 2004 all'UE di Lugano (doc. I) si evince che l'appellante con il versamento di fr. 513.50 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che con le richieste di annullamento delle esecuzioni n. _ inviate dalle rispettive creditrici all'UE di Lugano (doc. C e D) ed il saldo delle ulteriori 16 esecuzioni (doc. da E a H e da L a Z) risultanti dall'estratto 21 giugno 2004 dell'UE di Lugano nei confronti dell'appellante non vi sono più procedure esecutive pendenti. Ciò dimostra che l'appellante non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di _ APPE1 può essere annullato.
3.
L'appello 2 luglio 2004 di _ APPE1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.