Decision ID: 77dae133-3d44-53a9-9b62-d86b70d174ec
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: A. Con un contratto denominato “di collaborazione” sottoscritto il 31 marzo 2010 AO 1 è stato assunto dalla AP 1 quale consulente e intermediatore assicurativo del servizio esterno a partire dal 1° aprile seguente. Il contratto prevedeva quale corrispettivo per l’attività esercitata il versamento di “una percentuale su base annua” del 50% “delle commissioni generate dal portafoglio” del consulente per i rami assicurativi generali, vita collettiva e di persone, rispettivamente di una “provvigione unica” del 60% “sulle commissioni delle assicurazioni vita individuali” (doc. C, art. 5 e allegato 1). Al termine della collaborazione attiva il consulente aveva diritto a “un’indennità annuale” del 30% delle commissioni generate dal suo portafoglio clienti per tutti i rami assicurativi per la durata di 5 anni (doc. C, art. 10 e allegato 1).","B. Il 30 aprile 2014 AP 1 ha disdetto il contratto di collaborazione con AO 1 per il 31 luglio successivo (doc. D) e il 3 aprile 2015 gli ha inviato il conteggio finale delle provvigioni per il periodo gennaio 2013 – dicembre 2014, riconoscendo un importo complessivo a suo favore di fr. 1'477.20 (fr. 4'928.58 di provvigioni 2013 + fr. 31'548.63 di provvigioni 2014 ./. fr. 35’000.- di acconti versati nel 2014, doc. G).","C. Con petizione 18 aprile 2018 AO 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire (doc. H), ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, per ottenere la sua condanna al pagamento di fr. 21'055.22 oltre interessi al 5% dal 31 marzo 2015. A suo dire, per il periodo di validità del contratto di collaborazione dal 1° gennaio al 31 luglio 2014 egli avrebbe diritto al 50%, rispettivamente al 60% delle commissioni incassate dalla convenuta in tale periodo (pari a un importo di fr. 50'413.29 per i rami assicurativi generali e di fr. -28.73 per il ramo assicurativo vita individuale, calcolati sulla base dei dati di cui al doc. F), mentre per il periodo successivo alla disdetta (1° agosto – 31 dicembre 2014) le provvigioni ammonterebbero al 30% dei premi incassati in quel periodo per tutti i rami assicurativi (fr. 2'219.28), per un importo complessivo di fr. 52'603.84. A tale somma andrebbero aggiunti fr. 4'928.58 (pari al saldo delle provvigioni del 2013) e dedotti gli anticipi ricevuti per il 2014 (di fr. 35’000.-) nonché le provvigioni riconosciute dalla controparte con il conteggio finale di fr. 1'477.20, per un saldo in suo favore di fr. 21'055.22.","D. Con risposta 22 maggio 2018 AP 1 si è integralmente opposta alla pretesa attorea, contestando il calcolo delle provvigioni. A suo dire, esse andrebbero determinate partendo dalla totalità delle commissioni da lei incassate per l’intero 2014, risultanti dal doc. F (fr. 108'224.18 per i rami assicurativi generali, pari a una provvigione del 50% di fr. 54'112.09; rispettivamente fr. - 47.88 per l’assicurazione vita individuale pari una provvigione del 60% di fr. - 28.73), e calcolate pro rata temporis per i 7 mesi durante il quale il dipendente ha lavorato alle sue dipendenze. La provvigione 2014 ammonterebbe pertanto a fr. 31'565.39 (fr. 54'112.09 : 12 x 7) per i rami assicurativi generali rispettivamente a fr. - 16.76 (fr. - 28.73 : 12 x 7) per il ramo assicurazione vita individuale, per un importo complessivo di fr. 31'548.63. A tale somma andrebbero aggiunti fr. 4'928.58 (pari al saldo delle provvigioni del 2013) e dedotti gli anticipi versati nel 2014 di fr. 35'000.-, per un totale di fr. 1'477.20 a favore del collaboratore, somma già versata a controparte a saldo di qualsiasi pretesa. La convenuta ha contestato inoltre di dovere un’indennità del 30% per il periodo successivo all’interruzione del rapporto di lavoro siccome i clienti del portafoglio dell’attore non sarebbero rimasti presso di lei.","E. Esperita l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il Pretore aggiunto, con decisione 12 maggio 2020 qui impugnata, ha accolto la petizione e condannato AP 1 al pagamento di fr. 21'055.22, oltre interessi al 5% dal 31 marzo 2015, in favore di AO 1, senza prelevare oneri processuali e obbligando la convenuta a rifondere alla controparte fr. 3’000.- a titolo di ripetibili.","F. Con appello 28 maggio 2020 la convenuta chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione, protestando le spese giudiziarie di entrambe le sedi. Con risposta 16 luglio 2020 l’attore si è opposto integralmente al gravame, protestando spese e ripetibili di appello.","E considerato"}

{"in diritto: 1. L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). In concreto, la decisione impugnata è una decisione finale in una controversia dal valore superiore ai fr. 10'000.-. Pacifica è dunque l’appellabilità del giudizio impugnato entro il termine di 30 giorni (art. 311 CPC). Nella fattispecie, la decisione 12 maggio 2020 è stata recapitata all’appellante il 14 maggio successivo (v. tracciamento dell’invio doc. C dell’appello), per cui l’appello 28 maggio 2020 è tempestivo, così come lo è la risposta inoltrata dall’attore nel termine di 30 giorni ai sensi dell’art. 312 cpv. 2 CPC.","2. Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto, premesso che tra le parti era litigiosa la questione riguardante le modalità di calcolo delle provvigioni rivendicate dall’attore per il 2014 in seguito alla conclusione del rapporto di lavoro e ritenuto che agli atti non vi erano prove in merito alla reale e comune volontà delle parti, ha proceduto a un’interpretazione oggettiva delle loro dichiarazioni di volontà contenute nel contratto di collaborazione (doc. C). Sulla base del chiaro tenore delle relative clausole contrattuali e in assenza di altre circostanze che avrebbero permesso di giungere a un diverso risultato, il primo giudice ha concluso che il senso che in buona fede le parti potevano e dovevano ragionevolmente attribuire alle pertinenti clausole contrattuali disciplinanti il diritto alle provvigioni fosse quello secondo cui fino allo scioglimento del contratto il consulente aveva diritto alle provvigioni calcolate secondo l’art. 5 e l’allegato 1 fino a quella data e secondo l’art. 10 e l’allegato 1 per il periodo successivo. Il Pretore aggiunto, accertato che l’attore aveva cessato ogni attività lavorativa per la convenuta a partire dal 31 luglio 2014 e che almeno fino alla fine del 2014 il suo portafoglio clienti era rimasto presso di lei, ha ritenuto adempiute le condizioni per l’ottenimento della provvigione al termine della collaborazione attiva ai sensi dell’art. 10 e dell’allegato 1 del contratto. Il primo giudice ha pertanto concluso che le pretese vantate dall’attore erano conformi alla menzionata interpretazione oggettiva. Considerato che sia l’ammontare delle provvigioni per il 2014 e degli ulteriori importi aggiunti o sottratti fino a raggiungere il saldo di fr. 21'055.22 sia gli interessi moratori non erano stati contestati dalla controparte, egli ha infine accolto la petizione.","3. Con l’appello la convenuta contesta l’interpretazione delle clausole contrattuali eseguita dal Pretore aggiunto e ribadisce la tesi secondo cui l’attore avrebbe diritto al 50%, rispettivamente al 60% delle commissioni da lei incassate durante l’intero 2014, calcolato tuttavia pro rata temporis per i 7 mesi durante i quali egli ha svolto la propria attività. Il consulente esterno avrebbe diritto a ricevere una provvigione su tutte le commissioni generate dal suo portafoglio clienti durante tutto l’anno, da adeguare tuttavia alla durata effettiva dei servizi da lui forniti, ritenuto che il diritto alla provvigione sarebbe correlato alle prestazioni fornite dal consulente in suo favore e non all’incasso delle commissioni.","4. In concreto non è contestato che il rapporto contrattuale è da qualificare come un contratto di lavoro ai sensi degli art. 319 seg. CO e che le parti, quale remunerazione del collaboratore, hanno pattuito il versamento di una provvigione. Controversa in appello è l’interpretazione del Pretore aggiunto delle clausole contrattuali riguardanti le modalità di calcolo della provvigione a seguito dell’interruzione del rapporto di lavoro a fine luglio 2014."}