Decision ID: b2c4c085-f1e2-5e21-9cbf-09c53615be49
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
che _ (1969) e la sua compagna _ (1973), entrambi cittadini iugoslavi (Kosovo), sono entrati in Svizzera rispettivamente nel 1990 e 1991 depositando una domanda d'asilo, definitivamente respinta dall'autorità federale competente il 7 giugno 1994;
che dalla loro unione sono nati _ (4 giugno 1990), _ (5 giugno 1992) e _ (18 aprile 1997);
che in ragione della situazione politica regnante in _, il termine di partenza dei richiedenti l'asilo è stato diverse volte prorogato e fissato infine per l'aprile 1995;
che _ ha in seguito ottenuto un permesso di dimora temporaneo (L) in attesa di contrarre matrimonio con _ (1971), cittadina italiana allora al beneficio di un permesso di dimora;
che il 23 giugno 1995 il ricorrente si è infine sposato a _ con quest'ultima, ottenendo un permesso di dimora annuale ex art. 38 segg. OLS, in seguito regolarmente rinnovato, con scadenza al 23 ottobre 1999;
che nell'agosto 1996 la cittadina italiana, residente con il marito a Locarno, ha ottenuto un permesso di domicilio;
che nell'agosto 1998 _ si è trasferita a _ a seguito dei maltrattamenti che subiva da parte del marito;
che il 6 ottobre 1998 il Pretore di Locarno-Città ha dichiarato decaduto il tentativo di conciliazione chiesto dalla moglie;
che con decisione 9 ottobre 1998 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni ha revocato il permesso di dimora di _ in quanto non viveva più, da tempo, con la consorte (art. 17 LDDS);
che il 14 ottobre 1998 _ ha promosso azione di divorzio;
che contro la revoca del proprio permesso _ è insorto davanti al Consiglio di Stato, non escludendo una riconciliazione con la moglie e invocando l'impossibilità di rientrare in _;
che con decreto 21 aprile 1999 il Pretore, su richiesta della moglie, ha stralciato dai ruoli la procedura di divorzio;
che con giudizio 26 maggio 1999 il Governo ha confermato la decisione di prima istanza e ha respinto il gravame;
che l'Esecutivo cantonale ha sottolineato come al momento della decisione dipartimentale i coniugi non vivessero più insieme e come l'avvenuta riconciliazione gli permettesse comunque di inoltrare davanti all'autorità inferiore una nuova domanda di rilascio del permesso di dimora. Ha inoltre rilevato che la presunta inesigibilità del rientro nel proprio paese d'origine era ininfluente ai fini della decisione e che andrebbe, se del caso, esaminata dalla competente autorità federale in materia di rifugiati (permesso F);
che contro la predetta pronunzia, _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;
che nel proprio gravame l'insorgente riprende e sviluppa le argomentazioni già presentate davanti al Consiglio di Stato;
che all'accoglimento del ricorso si oppongono sia il Dipartimento delle istituzioni sia il Consiglio di Stato con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito;

considerato, in diritto
che in materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett. a LALPS);
che il ricorso di diritto amministrativo è, in linea di principio, ammissibile contro la revoca di un permesso di dimora (art. 101 lett. d in relazione con l'art. 100 lett. b n. 3 OG);
che in concreto il permesso del ricorrente è stato rinnovato l'ultima volta il 21 settembre 1998, con scadenza al 23 ottobre 1999, mentre la decisione adottata dal dipartimento risale al 9 ottobre 1998;
che la competenza di questo tribunale a statuire in merito all'impugnativa inoltrata da _ è pertanto data;
che il gravame in oggetto, tempestivo (artt. 10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS, se lo straniero possiede il permesso di domicilio, il coniuge ha diritto al rilascio del permesso di dimora fintanto che essi vivono insieme;
che un'interruzione della vita coniugale non può essere imputata allo straniero se la comunione domestica viene ristabilita entro breve tempo e risulta reale, seria e duratura (STF inedita 28 maggio 1998 in re P., consid. 3c; cfr. anche DTF 118 Ib 148 consid. 2b);
che nell'evenienza concreta il ricorrente riconosce di non aver più vissuto insieme alla moglie a partire dall'agosto 1998; indica di essere comunque ritornato a vivere insieme alla consorte già nell'aprile 1999 e che quest'ultima ha notificato il cambiamento d'indirizzo all'autorità competente (ricorso pag. 3);
che a dimostrazione delle proprie asserzioni egli ha prodotto già davanti al Consiglio di Stato uno scritto della moglie al patrocinatore della stessa e l'atto attestante lo stralcio della procedura di divorzio;