Decision ID: 54c650cc-b886-47ce-81cc-c13b76f4420b
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
KISS GmbH (di seguito: la controparte o resistente) è titolare del marchio
svizzero n. 747769 "[KISS] (verbale)" (di seguito: il marchio resistente), re-
gistrato al registro svizzero Swissreg il 3 giugno 2020 (sulla base di una
domanda inoltrata all’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale [di se-
guito: IPI o autorità inferiore] il 30 aprile 2020). Esso rivendica in Svizzera
una protezione per i seguenti prodotti:
Classe 32: Biere; Mineralwässer und kohlensäurehaltige Wässer; Frucht-
getränke und Fruchtsäfte.
Classe 33: Alkoholische Getränke (ausgenommen Biere).
B.
B.a Il 25 agosto 2020, Franz Haas Srl (di seguito: la ricorrente o oppo-
nente) ha presentato opposizione totale (n. 101593) presso l'IPI contro la
protezione in Svizzera del succitato marchio. L’opposizione poggia sul mar-
chio figurativo internazionale n. 1075605 "[KRIS] (fig.)" (di seguito: il mar-
chio opponente) di cui la ricorrente è titolare:
Il marchio opponente, registrato al registro internazionale il 14 marzo 2011
(sulla base di una domanda inoltrata in Italia il 1° aprile 2010) e pubblicato
per la prima volta sulla Gazette des marques internationales n. 19/2011, in
data 2 giugno 2011 (cfr. <https://www3.wipo.int/madrid/moni-
tor/en/showData.jsp?ID=ROM.1075605>, consultato il 12 gennaio 2022),
rivendica in Svizzera la protezione per i seguenti prodotti:
Classe 33: Wein.
B.b La resistente non ha inoltrato alcuna risposta entro il termine imparti-
tole da parte dell'IPI con decisione del 1° settembre 2020.
B.c Con decisione del 9 febbraio 2021, l'autorità inferiore ha respinto inte-
gralmente l'opposizione n. 101593 e trattenuto la tassa di opposizione,
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senza accordare un'indennità di parte alla resistente, la quale non ha par-
tecipato attivamente alla procedura.
L'IPI afferma che i segni presenterebbero delle somiglianze sul piano udi-
tivo e visivo, ma avrebbero un senso chiaramente diverso, il che condur-
rebbe a presupporre una somiglianza solo remota tra i segni. Il marchio
opponente disporrebbe di una forza distintiva e di un campo di protezione
medio in relazione ai prodotti rivendicati. Infatti, rinviando al significato di
un nome di battesimo maschile o femminile, il marchio non possiederebbe
un significato descrittivo. In conclusione, l'autorità inferiore asserisce che
non vi sarebbe un rischio di confusione tra i due marchi, in quanto entrambi
costituiti da parole brevi, alle quali la giurisprudenza applicherebbe delle
regole severe per la presunzione di un rischio di confusione. Seppur somi-
glianti sotto il profilo fonetico e visivo, sul piano semantico i marchi si di-
stinguerebbero a tal punto, da compensare tale somiglianza ed escludere
un rischio di confusione.
C.
Contro suddetta decisione la ricorrente è insorta tramite ricorso del
10 marzo 2021 al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale
o TAF), postulando testualmente:
1. Di riformare la decisione emessa in data 9 febbraio 2021 dall'Isti-
tuto Federale della Proprietà Intellettuale nell'ambito della proce-
dura di opposizione n. 101593, e conseguentemente revocare la
registrazione del marchio "KISS" (verbale) n. 747769 per tutti i
prodotti rivendicati nelle classi 32 e 33;
2. Di imputare interamente a carico della resistente il pagamento
delle spese e dei costi della procedura.
La ricorrente condivide l'avviso dell'autorità inferiore per quanto concerne
la similarità tra i prodotti, ma non quella sulla somiglianza dei marchi. Infatti,
contrariamente all'IPI, la ricorrente è del parere che non ci si possa limitare
agli elementi verbali "KRIS" e "KISS", prescindendo del tutto "dall'elaborata
veste grafica del marchio opponente" (ricorso pag. 5).
D.
Con ordinanza del 7 maggio 2021, il Tribunale ha trasmesso una copia del
gravame all'autorità inferiore e alla controparte, concedendo ad entrambe
un termine fino al 7 giugno 2021 per prendere posizione sul ricorso.
E.
Con scritto del 1° giugno 2021, l'autorità inferiore ha rinunciato ad inoltrare
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Pagina 4
una risposta e, rinviando alle motivazioni della decisione impugnata, ha
postulato la reiezione del gravame, con protesta di spese a carico della
ricorrente.
F.
Con scritto del 7 giugno 2021, la controparte ha affermato di non accettare
la procedura ricorsuale in italiano, chiedendo una proroga del termine, af-
finché la ricorrente potesse inoltrare un nuovo ricorso in lingua tedesca.
G.
Con decisione incidentale del 17 giugno 2021, il Tribunale ha respinto la
suddetta richiesta di proroga del termine della controparte, concedendole,
tuttavia, un termine di grazia fino al 28 giugno 2021 per inoltrare eventuali
osservazioni al ricorso.
H.
In data 28 giugno 2021, al Tribunale è pervenuta una comunicazione de La
Posta, secondo cui la decisione del 17 giugno 2021, non sarebbe ancora
potuta essere recapitata alla controparte e che, in seguito ad un ordine di
quest'ultima, sarebbe rimasta in giacenza presso La Posta ancora per un
certo periodo (al massimo 2 mesi).
I.
Con ordinanza del 27 luglio 2021, il Tribunale ha trasmesso un esemplare
dello scritto dell'autorità inferiore del 1° giugno 2021, assieme ad una copia
dell'indice degli atti, alla ricorrente e alla controparte per conoscenza.
J.
Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi
e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza.
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Pagina 5

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale esamina d'ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che
gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).
1.2 Il Tribunale è competente per giudicare il presente ricorso (artt. 31, 32
e 33 lett. e della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo
federale [LTAF, RS 173.32]; art. 5 cpv. 2 della Legge federale del 20 dicem-
bre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, RS 172.021]).
1.3 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA).
1.4 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11
PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma
dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese processuali
(art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti processuali (art. 44 e
segg. PA), sono rispettate.
1.5 Pertanto, nulla osta alla ricevibilità del ricorso.
2.
Il marchio è un segno atto a distinguere un prodotto o un servizio da offerte
identiche o simili, affinché un’individualizzazione del determinato prodotto
o servizio, segnatamente la sua origine commerciale, sia possibile
(cfr. art. 1 cpv. 1 della Legge federale del 28 agosto 1992 sulla protezione
dei marchi e delle indicazioni di provenienza [Legge sulla protezione dei
marchi, LPM, RS 232.11]).
A norma dell’art. 3 cpv. 1 lett. c LPM sono esclusi dalla protezione i segni
simili ad un marchio anteriore e destinati a prodotti o servizi identici o simili,
qualora ne risulti un rischio di confusione.
3.
Si tratta di esaminare in primo luogo quali sono i destinatari dei prodotti,
oltre al grado di attenzione che ci si può attendere dai medesimi (cfr. sen-
tenze del TAF B-5846/2017 del 25 luglio 2019 consid. 3 "[gallo] (fig.)/[gallo]
(fig.)", B-1808/2021 del 20 giugno 2022 consid. 5 "StrukturELLE
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(fig.)/ELLE", B-5145/2015 dell'11 dicembre 2017 consid. 5 "The SwissCell-
Spa EXPERIENCE [fig.]/SWISSCELL" e B-2326/2014 del 31 ottobre 2016
consid. 3.1-3.1.2 "[fig.]/ENAGHR [fig.]").
3.1
3.1.1 L'autorità inferiore qualifica i prodotti impugnati della classe 32
("Biere; Mineralwässer und kohlensäurehaltige Wässer; Fruchtgetränke
und Fruchtsäfte") come beni di massa di uso quotidiano, per i quali si pre-
sume un grado di attenzione ridotto. Invece, per i prodotti della classe 33
("alkoholische Getränke [ausgenommen Biere]" risp. "Wein"), l'IPI presume
un grado di attenzione medio. Infatti, sebbene per un numero ristretto di
intenditori, si potrebbe presupporre un grado di attenzione superiore, si
tratterebbe di beni di uso quotidiano, molto diffusi, che farebbero pensare
piuttosto ad un grado di attenzione normale (decisione impugnata. pag. 5
marg. 4).
3.1.2 La ricorrente non contesta la decisione impugnata su questo punto.
3.2 Per poter stabilire il grado di attenzione dei consumatori, vanno prese
in considerazione tutte le circostanze del caso ed in particolare la capacità
di percezione dei destinatari interessati, nonché il loro comportamento ef-
fettivo nel procurarsi, nella situazione concreta, i prodotti o servizi in un
certo mercato. Nel caso di prodotti di consumo corrente, ci si basa sulla
capacità di ricordare del grande pubblico. Di regola, si presume un grado
di attenzione accresciuto, se un marchio si rivolge solo ad un pubblico di
specialisti, oppure se si tratta di prodotti o servizi che non appartengono al
fabbisogno quotidiano (cfr. sentenze del TAF B-5846/2017 del 25 luglio
2019 consid. 3.2 "[gallo] (fig.)/[gallo] (fig.)", B-4864/2013 del 17 febbraio
2015 consid. 3.1 "OMEGA/OU MI JIA [fig.]" e B-6770/2007 del 9 giugno
2008 consid. 7.2 "NASACORT/VASOCOR").
3.3
3.3.1 Secondo la giurisprudenza, in generale, le bevande analcoliche della
classe 32 sono beni di largo consumo destinati al grande pubblico, il quale
presta un'attenzione relativamente bassa ("geschwächte[r] Aufmerk-
samkeitsgrad"; sentenze del TAF B-5226/2015 del 13 settembre 2017 con-
sid. 3.3 "Estrella Galicia (fig.)/Estrella Damm BARCELONA (fig.)",
B-159/2014 del 7 ottobre 2016 consid. 4.2.3.2 "BELVEDERE/CA'BELVE-
DERE AMARONE [fig.]", B-6099/2013 del 28 maggio 2015 consid. 3.2
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"CARPE DIEM/carpe noctem", B-4637/2012 del 10 giugno 2014 con-
sid. 7.1 "ARTIC [fig.]/ARCTIC VELVET NOTHING COCKTAIL" e
B-2766/2013 del 28 aprile 2014 consid. 3.3 "RED BULL/BULLDOG").
Nella sentenza B-531/2013 del 21 ottobre 2013 consid. 3.2 "GALLO/Gallay
(fig.)", il Tribunale ha ritenuto che le bevande alcoliche prodotte per fermen-
tazione, come la birra, fossero destinate a un vasto pubblico di età supe-
riore ai 16 anni con un grado di attenzione normale, senza escludere che
potessero essere destinate ad un pubblico più limitato e più attento di spe-
cialisti. Il Tribunale ricorda che, per definire la cerchia dei consumatori,
nella sentenza B-1085/2008 del 13 novembre 2009 consid. 4 "RED
BULL/STIERBRÄU und BULL STIERBRÄU", ha associato le bevande a
basso contenuto alcolico - come la birra - a quelle analcoliche, conclu-
dendo che si trattava di un prodotto rivolto ad un vasto pubblico ("Massen-
publikum"). Infine, nella sentenza B-4159/2009 del 25 novembre 2009 con-
sid. 5.2 "EFE (fig.)/EVE", il Tribunale ha implicitamente ritenuto che la birra
fosse un bene di largo consumo, che non richiedeva un'attenzione partico-
lare da parte dei consumatori (cfr. sentenza del TAF B-5226/2015 del
13 settembre 2017 consid. 3.3 "Estrella Galicia (fig.)/Estrella Damm BAR-
CELONA (fig.)" con rinvii).
3.3.2 Le bevande alcoliche della classe 33 sono destinate sia ai consuma-
tori finali svizzeri (cfr. sentenze del TAF B-159/2014 del 7 ottobre 2016 con-
sid. 4.2.2 "BELVEDERE/CA'BELVEDERE AMARONE [fig.]" e
B-7312/2008 del 27 marzo 2009 consid. 4 "IMPERATOR Special Old
French Brandy [fig.]/ИМПЕРАТОР [fig.]") di età superiore ai 16 anni
(cfr. art. 11 cpv. 1 dell'ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate ali-
mentari e gli oggetti d’uso [ODerr, RS 817.02]) o, nel caso delle bevande
distillate, (cfr. art. 2 della Legge federale del 21 giugno 1932 sulle bevande
distillate [LAlc, RS 680]), superiore ai 18 anni (cfr. art. 41 cpv. 1 lett. i LAlc),
che a coloro che, per ragioni professionali (segnatamente gli intermediari
e i commerci del settore) o private, acquistano tali articoli per terzi (sen-
tenze del TAF B-3072/2021 del 12 aprile 2022 consid. 3.2 "PRINZ/PRIN-
ZENHAUS", B-1297/2014 del 7 novembre 2014 consid. 4.1 "TSA-
RINE/CAVE TSALLIN", B-5530/2013 del 6 agosto 2014 consid. 5.1 in fine
[vin] "MILLESIMA/MILLEZIMUS", B-4637/2012 del 10 giugno 2014 con-
sid. 7.1 "ARTIC [fig.]/ARCTIC VELVET NOTHING COCKTAIL",
B-531/2013 del 21 ottobre 2013 consid. 3.2 [vin] "GALLO/Gallay [fig.]" e
B-8055/2008 dell'8 settembre 2010 consid. 3 [spiritueux et liqueurs
(classe 33)] "RED BULL/DANCING BULL").
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Pagina 8
Benché sia concepibile che una piccola parte di intenditori possa prestare
un'attenzione particolare nell'acquistare bevande alcoliche, per questo tipo
di prodotti del fabbisogno quotidiano, ci si basa, di regola, su un'ampia cer-
chia di destinatari interessati con un grado di attenzione normale (sentenze
del TAF B-159/2014 del 7 ottobre 2016 consid. 4.2.4 "BELVE-
DERE/CA'BELVEDERE AMARONE [fig.]" e B-4637/2012 del 10 giugno
2014 consid. 7.2 "ARTIC [fig.]/ARCTIC VELVET NOTHING COCKTAIL"
con rinvii).
3.4 Dunque, i prodotti rivendicati della classe 32, sono pensati per il grande
pubblico, il quale presta un'attenzione bassa nell'acquistarli. Per i prodotti
della classe 33 in questione, essi sono pensati sia per il grande pubblico,
che per gli specialisti, i quali presentano un grado di attenzione medio. Per-
tanto, il Tribunale conferma la decisione impugnata su questo primo punto.
4.
4.1 Di seguito, va esaminato se i prodotti rivendicati dai marchi contrappo-
sti, possono essere considerati identici o perlomeno simili dal punto di vista
delle cerchie commerciali interessate.
Dei prodotti o dei servizi sono simili se le cerchie commerciali interessate
e, in particolar modo i destinatari finali, possono ritenere, in presenza di
marchi identici o simili, che questi provengano dalla stessa azienda o, per-
lomeno, siano prodotti o offerti da aziende legate economicamente e sotto
il controllo di un unico titolare del marchio. Indicatori per una similarità tra i
prodotti e servizi possono essere segnatamente i medesimi luoghi di pro-
duzione, lo stesso know-how specifico per la fabbricazione, canali di distri-
buzione simili, oppure la presenza di uno scopo di impiego simile. Diversa-
mente, rappresentano degli indizi contro la similarità dei canali di distribu-
zione separati per una medesima categoria di acquirenti. Inoltre, i prodotti
e servizi in questione vanno confrontati alla luce di un’eventuale comple-
mentarità. Tutti questi elementi sono generalmente ritenuti degli indizi dalla
dottrina e dalla giurisprudenza. Tuttavia, nessuno di questi elementi, preso
individualmente, è di per sé sufficiente o determinante, ritenuto che ogni
caso deve essere analizzato singolarmente e sulla base di una valutazione
globale. Non da ultimo, l’appartenenza alla medesima classe giusta la
Classificazione di Nizza non è sufficiente per giudicarne la similarità, ma
costituisce un indizio da prendere in considerazione nell’analisi (cfr. sen-
tenze del TAF B-1808/2021 del 20 giugno 2022 consid 6.1 "StrukturELLE
(fig.)/ELLE", B-2208/2016 dell’11 dicembre 2018 consid. 5.1 "SKY/
SKYFIVE" e B-2326/2014 del 31 ottobre 2016 consid. 4.1 "[fig.]/ENAGHR
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Pagina 9
[fig.]"). Fatti salvi i casi in cui il mancato uso è stato invocato con successo,
i prodotti e servizi figuranti sulla lista del marchio anteriore sono determi-
nanti per l’esame della similarità (cfr. sentenze del TAF B-5846/2017 del
25 luglio 2019 consid. 4.2.1 "[gallo] (fig.)/[gallo] (fig.)", B-2326/2014 del
31 ottobre 2016 consid. 4.1 in fine "[fig.]/ENAGHR [fig.]" e B-6821/2013 del
25 febbraio 2015 consid. 3.2 "CLINIQUE/DERMACLINIQUE BEAUTY
FARM [fig.]").
4.2
4.2.1 Nella decisione impugnata, l'IPI constata che entrambi i marchi riven-
dicano bevande alcoliche della classe 33, anche se nel caso del marchio
opponente queste sono limitate al vino. Nella misura in cui tra le bevande
alcoliche rivendicate per il marchio impugnato c’è anche il vino, vi sarebbe
similarità tra i prodotti. Anche per quanto concerne le altre bevande alcoli-
che, il grado di similarità sarebbe elevato, dal momento che i prodotti hanno
la stessa finalità, sono sostituibili tra loro e sono solitamente proposti negli
stessi punti vendita. Rispetto ai prodotti impugnati della classe 32, l'autorità
inferiore ne afferma la similarità alle bevande alcoliche e al vino, rivendicati
per il marchio opponente. Ciò varrebbe anche per le “acque minerali e gas-
sose” (Mineralwässer) impugnate. Sebbene vi sarebbero differenze di pro-
duzione tra queste ultime e le bevande alcoliche, il fattore decisivo sarebbe
che i canali di distribuzione e la finalità dei prodotti raffrontati si sovrappor-
rebbero in modo significativo e che le cerchie commerciali determinanti ef-
fettuerebbero spesso i loro acquisti in punti vendita in cui sono proposti tutti
questi tipi di bevande. Le abitudini di consumo creerebbero ulteriori sovrap-
posizioni, in quanto, di solito, l'acqua minerale verrebbe servita ai pasti in-
sieme al vino, e prima o dopo il pasto, si consumerebbe spesso un bic-
chiere di birra. Pertanto, vi sarebbe identità, rispettivamente una forte simi-
larità tra i prodotti in causa (decisione impugnata. pag. 3 margg. 4-6).
4.2.2 La ricorrente non contesta la decisione impugnata su questo punto.
4.3 Secondo la giurisprudenza e la dottrina, la birra e le bevande analcoli-
che (classe 32) devono essere considerate simili alle bevande alcoliche
(classe 33) (sentenza del TAF B-5226/2015 del 13 settembre 2017 con-
sid. 4.3.2 "Estrella Galicia (fig.)/Estrella Damm BARCELONA (fig.)" con rin-
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Pagina 10
vii; cfr. SCHLOSSER/MARADAN, in: de Werra/Gilliéron [ed.], Propriété intel-
lectuelle, Commentaire romand, 2013 [in seguito: CR PI], art. 3 LPM
n. 153).
Il Tribunale ha stabilito che la birra e il vino sono prodotti simili (sentenze
del TAF B-3072/2021 del 12 aprile 2022 consid. 4.3 "PRINZ/PRINZEN-
HAUS", B-159/2014 del 7 ottobre 2016 consid. 5.3.1.2 "BELVE-
DERE/CA'BELVEDERE AMARONE [fig.]", B-531/2013 del 21 ottobre 2013
consid. 4.2 "GALLO/Gallay [fig.]" e B-1396/2011 del 3 gennaio 2012 con-
sid. 3.1 "TSARINE/Cave Tsalline [fig.]"). In una sentenza del 28 maggio
2015, ritenendo che esistesse una certa sostituibilità tra questi prodotti, il
Tribunale ha qualificato come remota la similarità tra la birra e il vino
("entfernte Gleichartigkeit") (sentenza del TAF B-6099/2013 del 28 maggio
2015 consid. 4.2.3 "CARPE DIEM/carpe noctem"). Nella medesima sen-
tenza, ha lasciato aperta la questione se vi fosse anche una remota simi-
larità tra la birra e altre bevande alcoliche, come le bevande distillate ("ge-
brannte Wasser") (sentenza del TAF B-6099/2013 del 28 maggio 2015
consid. 4.2.3 in fine "CARPE DIEM/carpe noctem").
Inoltre, va rilevato che esiste solo una remota similarità tra la birra e le
bevande analcoliche (classe 32), da un lato, e gli "[a]lkoholische Mi-
schgetränke [...] mit Aufputschmitteln wie Koffein oder Taurin" (classe 33),
dall'altro lato (sentenza del TAF B-1085/2008 del 13 novembre 2008 con-
sid. 5.2 in fine "RED BULL und BULL/STIERBRÄU". Del resto, le bevande
alcoliche rinfrescanti - la birra può rientrare in questa categoria - da un lato,
e le acque minerali e i succhi di frutta dall'altro, sono prodotti simili, in ter-
mini di aziende che li producono, canali di distribuzione e negozi che li
mettono a disposizione (sentenza del TAF B-5226/2015 del 13 settembre
2017 consid. 4.3.2 "Estrella Galicia (fig.)/Estrella Damm BARCELONA
(fig.)" con rinvii; STÄDELI/BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in: David/Frick [ed.],
Markenschutzgesetz, Wappenschutzgesetz, Basler Kommentar, 3a ed.
2017 [in seguito: BaK 2017], art. 3 LPM n. 130).
4.4 In virtù di quanto precede, il Tribunale constata la forte similarità, se
non identicità tra i prodotti "alkoholische Getränke (ausgenommen Biere)"
(classe 33), rivendicati dal marchio resistente, e il prodotto "Wein"
(classe 33), rivendicato dal marchio opponente, perché quest'ultimo fa
parte della categoria delle bevande alcoliche. Anche per quanto riguarda il
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Pagina 11
prodotto "Biere" (classe 32), rivendicato dalla resistente, va constatata una
similarità con il prodotto rivendicato dalla ricorrente.
La questione della similarità tra i prodotti analcolici rivendicati dalla resi-
stente nella classe 32, e il prodotto rivendicato dall'opponente nella classe
33, può essere lasciata aperta, in virtù di quanto segue (consid. 5.4 e 7.3).
5.
Vista la forte similarità dei prodotti in questione (consid. 4.4), va di seguito
esaminata, dal punto di vista delle cerchie commerciali interessate (con-
sid. 3.3), l’esistenza di una somiglianza tra i marchi.
5.1
5.1.1 La somiglianza tra i segni va esaminata in base all’impressione di
insieme che i marchi lasciano nella memoria delle cerchie commerciali in-
teressate (cfr. DTF 128 III 441 consid. 3.1 "Appenzeller"). Siccome nella
maggior parte dei casi, il pubblico non percepisce i segni simultaneamente,
occorre fondare il confronto tra i marchi sugli elementi atti a rimanere im-
pressi nella memoria, non sempre chiara, di un consumatore medio
(cfr. DTF 121 III 337 consid. 2a "BOSS/BOKS"; EUGEN MARBACH, Marken-
recht, in: Schweizerisches Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht,
vol. III/1, 2a ed. 2009 [in seguito: Marbach, SIWR], n. 867). Tale impres-
sione di insieme viene principalmente influenzata dagli elementi dominanti
di un marchio. In generale, si tratta degli elementi più distintivi di quest'ul-
timo (cfr. sentenza del TAF B-2380/2010 del 7 dicembre 2011 consid. 7.1.1
"lawfinder/LexFind.ch [fig.]"; SCHLOSSER/MARADAN, in: CR PI, art. 3 LPM
n. 30). Tuttavia, gli elementi deboli di un marchio, o quelli che apparten-
gono al dominio pubblico, non devono essere tralasciati. Infatti, tali ele-
menti possono anch’essi influenzare l’impressione d’insieme del marchio
(sentenza del TF 4C.258/2004 del 6 ottobre 2004 consid. 4.1 "YELLO/Yel-
low Access AG"; DTAF 2014/34 consid. 6.1.1 "LAND ROVER/Land Glider";
cfr. sentenza del TAF B-38/2011, B-39/2011 e B-40/2011 del 29 aprile
2011 consid. 7.1.2 "IKB/ICB [fig.], IKB/ICB und IKB/ICB BANKING
GROUP"; SCHLOSSER/MARADAN, in: CR PI, art. 3 LPM n. 60). Va, quindi,
ponderato ciascuno degli elementi in base all’influenza esercitata sull’im-
pressione d’insieme, senza, ad ogni modo, dissociarli o decomporre il se-
gno stesso (cfr. sentenze del TAF B-1808/2021 del 20 giugno 2022 con-
sid 7.1.1 "StrukturELLE (fig.)/ELLE", B-5846/2017 del 25 luglio 2019 con-
sid. 6.2.1 "[gallo] (fig.)/[gallo] (fig.)", B-7442/2006 del 18 maggio 2007 con-
sid. 4 "FEEL 'N LEARN/SEE 'N LEARN"; MARBACH, SIWR, n. 866; GALLUS
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JOLLER, in: Noth/Bühler/Thouvenin [ed.], Markenschutzgesetz [MSchG],
2a ed. 2017 [in seguito: SHK 2017], art. 3 LPM n. 128 seg.).
5.1.2 Nel caso di collisione tra segni che combinano elementi verbali e fi-
gurativi – come nella fattispecie – non vi sono delle regole assolute volte a
stabilire quale elemento risulti preponderante nell’esame dell’impressione
d’insieme. Va, dunque, stabilito, di volta in volta, quale sia l’elemento che
è di maggiore influenza per il segno in esame (cfr. sentenze del TAF
B-1808/2021 del 20 giugno 2022 consid 7.1.2 "StrukturELLE (fig.)/ELLE",
B-2326/2014 del 31 ottobre 2016 consid. 6.1.2 "[fig.]/ENAGHR [fig.]"; MAR-
BACH, SIWR, n. 930). Una corrispondenza tra gli elementi caratteristici, ver-
bali o figurativi, non può essere compensata da una discordanza tra le
componenti meno originali. Tuttavia, quando la corrispondenza è consta-
tabile unicamente in relazione ad elementi secondari dal punto di vista
dell’impressione globale, una chiara differenza tra i rispettivi elementi ca-
ratteristici è atta ad evitare un giudizio di somiglianza tra i segni. In pre-
senza di elementi caratteristici, sia verbali che figurativi, la corrispondenza
di una delle componenti può essere sufficiente a determinare una somi-
glianza tra i segni (cfr. sentenza del TAF B-1618/2011 del 25 settembre
2012 consid. 4.1 "EIFFEL/GUSTAVE EIFFEL [fig.]"; MARBACH, SIWR,
n. 931; SCHLOSSER/MARADAN, in: CR PI, art. 3 LPM n. 104). L’impressione
d’insieme che scaturisce da un marchio combinato è caratterizzata dagli
elementi verbali, qualora quelli figurativi non siano particolarmente origi-
nali, oppure non siano in grado di conferire al marchio un’immagine sem-
plice da memorizzare (cfr. sentenze del TAF B-5846/2017 del 25 luglio
2019 consid. 6.2.2 "[gallo] (fig.)/[gallo] (fig.)" e B-4159/2009 del 25 novem-
bre 2009 consid. 2.4 "EFE [fig.]/EVE").
5.1.3 Nei marchi verbali, come negli elementi verbali dei marchi, sono de-
terminanti l’aspetto fonetico, visivo e semantico (cfr. DTF 127 III 160 con-
sid. 2b/cc "Securitas" e 121 III 377 consid. 2b "BOSS/BOKS"). Una corri-
spondenza per uno di questi criteri è sufficiente per ammettere la somi-
glianza tra i segni (cfr. MARBACH, SIWR, n. 875; STÄDELI/BRAUCHBAR BIR-
KHÄUSER, in: BaK 2017, art. 3 LPM n. 59). L'aspetto fonetico è determinato
in sostanza dal numero di sillabe, dalla cadenza e dalla sequenza delle
vocali, mentre quello visivo si caratterizza dalla lunghezza delle parole e
dalle particolarità delle lettere utilizzate. Infine, l’inizio, la radice, nonché la
fine di una parola hanno in linea di massima un’importanza maggiore ri-
spetto alle lettere o alle sillabe atone collocate tra di esse (cfr. DTF 127 III
160 consid. 2b/cc "Securitas" e 122 III 382 consid. 5a "Kamillosan/KAMIL-
LAN und KAMILLON"; sentenza del TAF B-1808/2021 del 20 giugno 2022
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Pagina 13
consid 7.1.3 "StrukturELLE (fig.)/ELLE"; SCHLOSSER/MARADAN, in: CR PI,
art. 3 LPM n. 62).
5.2
5.2.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha rilevato, in sostanza,
esservi una somiglianza sul piano visivo e fonetico, ma non a livello se-
mantico.
Il marchio opponente presenterebbe vari elementi grafici, atti ad influire
sull'impressione d'insieme. D'altro canto, l'elemento verbale "KRIS" sa-
rebbe chiaramente riconoscibile e verrebbe percepito come elemento indi-
pendente del marchio opponente, rappresentando un punto di riferimento
per il pubblico, in particolare nelle transazioni commerciali orali. Di conse-
guenza, il raffronto dei segni, ai fini della valutazione della somiglianza,
potrebbe essere limitato agli elementi verbali "KRIS" e "KISS".
Sul piano fonetico i due marchi risulterebbero corrispondenti, in quanto
contengono la stessa vocale ("I") e le stesse lettere iniziali e finali ("K - S").
Tuttavia, nel caso del marchio opponente, la consonante iniziale è seguita
da un'altra consonante ("R"), che è realizzata come vibrante alveolare e
sarebbe, quindi, inconfondibile. Nel marchio impugnato, invece, segue im-
mediatamente Ia vocale "I". Anche a fine parola la pronuncia piuttosto dolce
della "S" singola del marchio opponente differirebbe da quella della doppia
"S" del marchio impugnato, che verrebbe pronunciata in modo più netto e
quindi più marcato. In termini di lunghezza delle parole, invece, i due segni
monosillabici coinciderebbero. In tal senso, "C’è similitudine anche a livello
di grafia, benché le differenze nella sequenza delle lettere siano un po' più
evidenti a livello visivo che a livello uditivo. Tuttavia, anche qui, andrebbe
presupposta la similitudine a causa dell'identità delle lettere iniziali e finali,
della vocale e della lunghezza." (decisione impugnata pag. 4 marg. 7). A
livello semantico, iI marchio opponente, costituito dalla parola "KRIS", co-
stituirebbe una variante ortografica del nome femminile e maschile "Chris".
II marchio impugnato, costituito dalla parola "KISS", rappresenterebbe un
termine diffuso, facente parte del vocabolario inglese di base, la cui tradu-
zione in italiano sarebbe "bacio, baciare". Pertanto, iI marchio impugnato
avrebbe un significato chiaramente diverso da quello del marchio oppo-
nente, motivo per cui, a livello di significato dei due marchi, vi sarebbe una
differenza colta facilmente in tutte le regioni linguistiche della Svizzera.
B-1105/2021
Pagina 14
5.2.2 Secondo la ricorrente, data la stilizzazione particolare nel marchio
opponente delle lettere "K" e "R", con inclinazioni somiglianti e in parte so-
vrapposte, il risultato di tale espressione grafica porterebbe all'impressione
visiva di una lettera iniziale "K", per cui il raffronto grafico tra i marchi:
/ KISS
non risulterebbe molto distante da:
/ KISS
dove sarebbe la lettera "K" nel carattere standard "Old English".
La differenza tra i marchi, dal punto di vista visivo, si ridurrebbe così alla
"S" finale, singola nel marchio opponente e doppia nel marchio opposto.
Tuttavia, a differenza di quanto sostenuto dall'Istituto, ciò sarebbe foneti-
camente irrilevante, poiché il raddoppio della consonante sarebbe perce-
pibile solo se si trovasse tra due vocali e non in fine di parola.
Dunque, "il marchio opponente, ammesso e non concesso che l'artificio
della variante "ortografica" per attribuirgli il significato di nome femminile e
maschile "Chris" possa essere accolto, assume un significato del tutto di-
verso, dando origine ad una somiglianza con il marchio opposto più forte
di quanto ritenuto." (ricorso pag. 6).
5.3
5.3.1 Nella fattispecie, sul piano visivo, a prima vista, il marchio opponente
"[KRIS] (fig.)" (cfr. fatti B.a) risulta essere un insieme di elementi grafici.
Concentrandosi sui singoli elementi, è possibile individuare degli elementi
verbali, ovvero quattro lettere maiuscole ("K", "R", "I" e "S"), mischiati ad
elementi figurativi. Sovrapposti alle lettere "K" ed "I", sono raffigurati due
occhi stilizzati; la lettera finale "S" è allungata di modo da sottolineare le
lettere che la precedono; tale estensione è interrotta, all'altezza dell'inter-
sezione delle lettere "K" e "R", da una sorta di bocca stilizzata raffigurata
come un paio di labbra; sopra tale elemento, si trovano due puntini, posi-
zionati sotto l'intersezione delle lettere "K" e "R", in modo da far pensare
ad un naso (intersezione) con due narici (puntini). Secondo il grado di at-
tenzione del consumatore, egli potrebbe percepire il marchio opponente
come una raffigurazione puramente grafica, senza alcun senso preciso,
oppure, individuare le lettere e, pertanto, coglierlo come un marchio com-
binato, con l’elemento verbale "KRIS".
B-1105/2021
Pagina 15
Il marchio resistente "KISS" (cfr. fatti A) è, invece, un marchio esclusiva-
mente verbale, composto da quattro lettere maiuscole.
Nell'insieme, qualora il marchio opponente venisse colto come raffigura-
zione puramente grafica, senza individuare l'elemento verbale, non si po-
trebbe concludere ad una somiglianza tra i due segni. Se, invece, si par-
tisse dal presupposto che il marchio opponente costituisce un marchio
combinato, allora i due marchi presenterebbero elementi corrispondenti a
livello visivo, segnatamente per il numero e il tipo di lettere. Visto quanto
segue (consid. 5.4), può essere lasciata aperta la questione di stabilire
quale elemento (figurativo o verbale) abbia maggiore influenza sul marchio
opponente nel suo insieme e concludere ad una parziale somiglianza tra i
segni.
5.3.2 Dal punto di vista fonetico, partendo dall'assunto che il consumatore
individui le lettere formanti il termine "KRIS", il marchio opponente si distin-
gue dal marchio resistente per la presenza della lettera "R" come secondo
carattere. In base al modo di pronunciare tale lettera, essa può essere acu-
sticamente più o meno identificabile, facendo sì che all'orecchio di un
ascoltatore disattento, i due marchi potrebbero suonare molto somiglianti,
se non identici. Pertanto, il Tribunale conferma quanto affermato dall'auto-
rità inferiore, circa l'esistenza di una certa somiglianza tra i marchi a livello
fonetico.
5.3.3 Dal punto di vista semantico, il Tribunale considera quanto segue.
5.3.3.1 Il marchio opponente "KRIS" rinvia ad un nome proprio di persona
(<https://www.vorname.com/name,Kris.html>, consultato il 18 luglio 2022)
o ad un suo diminutivo (per esempio di Kristina o Kristoffer, cfr. <https://xn-
-abkrzung-85a.info/Liste-Abk%C3%BCrzungen-Kris.html>, consultato in
data 18 luglio 2022). Il termine "kris" può anche rinviare al tipico coltello-
pugnale indonesiano, inserito, nel 2008, nella Lista Rappresentativa del
Patrimonio Culturale immateriale dell'UNESCO (cfr. UNESCO, Intangible
cultural heritage, Representative List of the Intangible Cultural Heritage of
Humanity, <https://ich.unesco.org/en/RL/indonesian-kris-00112?RL=0011
2>, consultato in data 18 luglio 2022).
5.3.3.2 Il marchio resistente "KISS" rinvia, invece, alla parola inglese "kiss".
Il termine "kiss", tradotto dall'inglese, significa in italiano "bacio" o "baciare"
(cfr. PONS Online-Wörterbuch, <https://de.pons.com/%C3%BCberse-
tzung/englisch-italienisch/kiss>, consultato in data 18 luglio 2022), in fran-
B-1105/2021
Pagina 16
cese "baiser", "bisou" o "embrasser" (cfr. LAROUSSE Dictionnaires bilin-
gues, <https://www.larousse.fr/dictionnaires/anglais-francais/kiss/59081
6>, consultato in data 18 luglio 2022) ed in tedesco è altresì traducibile
come "Kuss" o "küssen" (Langenscheidt Online-Wörterbuch,
<https://de.langenscheidt.com/englisch-deutsch/kiss>, consultato in data
18 luglio 2022). Dunque, va considerato che il termine inglese "kiss", nel
senso di "bacio", appartiene al vocabolario di base inglese (PONS Basi-
swörterbuch Schule Englisch, 2006, pag. 192; Langenscheidt Premium-
Schulwörterbuch Englisch, 2009, pag. 375).
Pertanto, partendo dall'assunto che il grande pubblico dispone di una co-
noscenza del vocabolario di base inglese e che gli esperti dispongono nor-
malmente, nel loro ramo di competenza, di una buona padronanza della
lingua inglese (cfr. sentenza del TAF B-7402/2016 del 27 luglio 2018 con-
sid. 4.1.4.2 "KNOT" con i molteplici rinvii alla giurisprudenza del TF e del
TAF), il termine "kiss" è compreso dal pubblico di riferimento (consid. 3.4).
5.3.3.3 Visti i significati chiari e, soprattutto, molto diversi dei due marchi, è
da escludere una qualsivoglia somiglianza sul piano semantico.
5.4 In virtù di quanto precede, il Tribunale constata che i segni presentano
una forte somiglianza a livello fonetico, che potrebbero presentarne una
sul piano visivo, ma che a livello semantico si differenziano in maniera
netta. Pertanto si deve concludere ad una parziale somiglianza tra i segni.
6.
Al fine di poter esaminare il rischio di confusione (consid. 7), deve essere
ancora tenuto conto del campo di protezione del marchio opponente.
6.1 Il campo di protezione di un marchio è determinato dalla sua forza di-
stintiva. Essa è minore per i marchi deboli rispetto a quelli forti. Nel primo
caso, delle differenze minime sono sufficienti a creare una distinzione. In
particolare, sono da ritenersi deboli i marchi i cui elementi essenziali risul-
tano essere banali o presentano una stretta somiglianza con termini de-
scrittivi del linguaggio corrente (cfr. sentenza del TF 4A_207/2010 del
9 giugno 2011 consid. 5.1 "R RSW Rama Swiss Watch [fig.]/RAM Swiss
Watch AG"; sentenza del TAF B-1808/2021 del 20 giugno 2022 con-
sid 8.1.1 "StrukturELLE (fig.)/ELLE", MARBACH, SIWR, n. 981). Al contra-
rio, sono da considerarsi marchi forti quelli immaginativi o aventi acquisito
notorietà commerciale. I marchi forti, essendo dei prodotti creativi o avendo
necessitato di lunghi processi per acquisire notorietà commerciale, devono
B-1105/2021
Pagina 17
potere beneficiare di una tutela più intensa, ritenuta la loro maggior espo-
sizione ai tentativi di imitazione (cfr. DTF 122 III 382 consid. 2a "Kamillo-
san/KAMILLAN und KAMILLON"; sentenze del TAF B-5846/2017 del 25 lu-
glio 2019 consid. 7.1 "[gallo] (fig.)/[gallo] (fig.)", B-4574/2017 del 14 feb-
braio 2019 consid. 9.1.1 "COCO/COCOO [fig.]" e B-1077/2008 del 3 marzo
2009 consid. 6 "Sky/SkySIM").
Il carattere distintivo di un segno deve essere valutato in relazione ai pro-
dotti o servizi per i quali si richiede la registrazione (DTF 143 III 127 con-
sid. 3.3.2 "rote Damenschuhsohle [position]", 133 III 342 consid. 3.2 "Tra-
pezförmiger Verpackungsbehälter [3D]"; sentenza del TF 4A.5/2004 del
25 novembre 2004 consid. 3.3 "FIREMASTER"; sentenza del TAF
B-7413/2006 del 15 ottobre 2008 consid. 2.1 "MADISON"). Per esempio,
nel caso in cui da un’astratta riflessione dovesse risultare un'ambiguità sul
significato del segno, essa potrebbe essere ridotta ad un senso chiaro e
definito con carattere descrittivo, non appena il segno si riferisse ad un
particolare prodotto o servizio (sentenza del TF 4A.5/2004 del 25 novem-
bre 2004 consid. 3.3 "FIREMASTER"; sentenza del TAF B-7402/2016 del
27 luglio 2018 consid. 4.1.3.1 "KNOT"). Il fatto che un segno evochi asso-
ciazioni mentali o contenga allusioni, solo lontanamente riconducibili ai
beni o servizi in questione, non giustifica automaticamente un carattere de-
scrittivo (sentenze del TAF B-5467/2011 del 20 febbraio 2013 con-
sid. 7.1.1-7.1.2.2 "NAVITIMER/Maritimer" e B-1700/2009 dell'11 novembre
2009 consid. 6.1 "OSCILLOCOCCINUM/Anticoccinum"). Piuttosto, il le-
game concettuale con i prodotti o servizi deve essere tale che la natura
descrittiva del segno possa essere riconosciuta da una parte significativa
del pubblico pertinente, senza alcuno sforzo particolare (sentenze del TAF
B-4311/2019 del 17 novembre 2020 consid 11.1.2 "DPAM/DMAP" e
B-7402/2016 del 27 luglio 2018 consid. 5.2.1.3 "KNOT").
Un marchio verbale breve, come un'abbreviazione o un acronimo, gode in
linea di principio di un campo di protezione normale. La sua brevità, infatti,
non è sufficiente a indebolire la sua forza distintiva (sentenza del TAF
B-4311/2019 del 17 novembre 2020 consid 11.1.3 "DPAM/DMAP").
6.2
6.2.1 Nella decisione impugnata, per quanto attiene alla forza distintiva del
marchio opponente, l’autorità inferiore ha giudicato che tale marchio, in
combinazione con i prodotti su cui si basa l’opposizione, non possiede un
B-1105/2021
Pagina 18
significato descrittivo. Al marchio opponente verrebbero, pertanto, aggiudi-
cati una forza distintiva e un campo di protezione medi.
6.2.2 Secondo la ricorrente, il marchio opponente dovrebbe essere consi-
derato un marchio forte, in quanto non avrebbe aderenze concettuali con i
prodotti rivendicati.
6.3 Nella fattispecie, il marchio opponente non presenta alcuna caratteri-
stica descrittiva dei prodotti rivendicati, gli elementi essenziali non risultano
essere banali o presentare una stretta somiglianza con termini descrittivi
del linguaggio corrente, non risulta particolarmente immaginativo, visto il
significato del termine "KRIS", e non risulta aver acquisito notorietà com-
merciale. Pertanto, devono essergli attribuiti una forza distintiva e un
campo di protezione normali.
7.
Vista la forte similarità di alcuni prodotti rivendicati (consid. 4.4) e la par-
ziale somiglianza tra i segni contrapposti (consid. 5.4), bisogna, ora, deter-
minare se esista un rischio di confusione tra i marchi in questione, tenendo
conto del campo di protezione del marchio opponente (consid. 6.3) e del
grado di attenzione delle cerchie commerciali interessate (consid. 3.3).
7.1 Giusta l'art. 6 LPM, v’è rischio di confusione, se il segno posteriore pre-
giudica la funzione distintiva del marchio anteriore.
Un pregiudizio di questo genere si verifica quando sussiste il pericolo che
le cerchie commerciali determinanti possano essere tratte in inganno dalla
somiglianza tra i marchi e che i prodotti su cui figura uno dei due segni
siano attribuiti al titolare del marchio sbagliato (rischio di confusione di-
retto). Un tale rischio esiste altresì nel caso in cui il pubblico sia in grado di
distinguere i marchi, supponendo tuttavia delle associazioni erronee data
la loro somiglianza, pensando segnatamente a marchi di serie che identifi-
cano linee di prodotti diverse della stessa azienda o di aziende legate eco-
nomicamente (rischio di confusione indiretto; cfr. DTF 128 III 441 con-
sid. 3.1 "Appenzeller", 119 II 473 consid. 2c "Radion" e 122 III 382 consid. 1
"Kamillosan/KAMILLAN und KAMILLON"; sentenze del TAF B-1808/2021
del 20 giugno 2022 consid 9.1.3 "StrukturELLE (fig.)/ELLE", B-1398/2020
del 22 settembre 2021 consid. 15.1.1.2 e B-6173/2018 del 30 aprile 2019
consid. 6.5 in fine "WORLD ECONOMIC FORUM/ZURICH ECONOMIC
FORUM [fig.]").
B-1105/2021
Pagina 19
L’esame del rischio di confusione non avviene sulla base di un raffronto
astratto dei segni, bensì, in funzione del complesso delle circostanze del
singolo caso (cfr. DTF 122 III 382 consid. 1 "Kamillosan/KAMILLAN und
KAMILLON"). È opportuno considerare la parziale somiglianza tra i segni
(consid. 5), come pure le categorie di prodotti e servizi per le quali sono
registrati i marchi in questione (consid. 4). Questi due elementi interagi-
scono reciprocamente. In altre parole, più i prodotti e i servizi per cui i mar-
chi sono stati registrati sono simili, più aumenta il rischio di confusione e
più il segno posteriore deve differenziarsi da quello anteriore, affinché tale
rischio sia escluso e viceversa (cfr. sentenze del TAF B-1398/2020 del
22 settembre 2021 consid. 15.1.2, B-4574/2017 del 14 febbraio 2019 con-
sid. 11.1.2 "COCO/COCOO [fig.]" e B-4260/2010 del 21 dicembre 2011
consid. 5.1 "Bally/BALU [fig.]"; STÄDELI/BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in: BaK
2017, art. 3 LPM n. 154). È rilevante anche il grado di attenzione dimo-
strato dai destinatari dei prodotti o dei servizi in questione (consid. 3; sen-
tenze del TAF B-7352/2008 del 17 giugno 2009 consid. 6.1-6.2 "TOR-
RES/TORRE SARACENA" e B-1808/2021 del 20 giugno 2022 con-
sid 9.1.4 "StrukturELLE (fig.)/ELLE") nonché il campo di protezione del
marchio opponente (consid. 6). Tuttavia, anche nel caso di prodotti in gran
parte identici, la mera possibilità remota di confusione, non costituisce di
per sé un rischio di confusione ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 lett. c LPM. Piutto-
sto, vi deve essere una reale probabilità che il pubblico sia soggetto a con-
fusione (DTF 119 II 473 consid. 2d "Radion" e 121 III 377 consid. 2b
"BOSS/BOKS").
7.2
7.2.1 Secondo l’autorità inferiore, poiché i due marchi sono rivendicati per
prodotti identici o marcatamente simili, il marchio impugnato dovrebbe di-
stinguersi ancora più nettamente dal marchio opponente. Nella fattispecie,
seppur essendovi una certa somiglianza tra i segni dal punto di vista visivo
e fonetico, tuttavia, non da quello semantico, sia "KRIS" che "KISS" sono
parole brevi monosillabiche di quattro lettere, per le quali la giurisprudenza
applicherebbe regole severe per la presunzione di un rischio di confusione.
II motivo sarebbe che i segni brevi risulterebbero visivamente più facili da
cogliere e ricordare rispetto a quelli più lunghi, il che ridurrebbe il rischio
che il pubblico non si renda conto delle differenze. I segni brevi causereb-
bero meno equivoci dovuti a errori di ascolto o di lettura.
La dottrina e la giurisprudenza prevedrebbero che, se due marchi sono
simili sotto il profilo uditivo e visivo, ma si distinguono sul piano del signifi-
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Pagina 20
cato, quest'ultimo deve risultare evidente alle cerchie commerciali determi-
nanti a un primo ascolto o a una prima lettura, ovvero in tutte le regioni del
paese. Nel caso di specie, queste condizioni sarebbero soddisfatte. Infatti,
sul piano semantico, il primo marchio significherebbe "nome di battesimo
Kris" e il secondo "bacio". Vi sarebbero, quindi, chiare differenze a livello
di significato, atte a compensare la somiglianza tra i segni in termini di di-
ritto dei marchi. I rispettivi significati non sarebbero attribuibili all'altro mar-
chio. A causa della brevità dei segni, le differenze sarebbero talmente evi-
denti da non lasciare spazio a errori di interpretazione. Pertanto, nono-
stante la forte similarità dei prodotti, non sussisterebbe un rischio diretto o
indiretto di confusione.
7.2.2 Secondo la ricorrente, esisterebbe "un rischio di confusione apprez-
zabile tra i marchi a raffronto, per lo meno parziale, ovvero in relazione a
"vini" e "bevande alcoliche", per un ipotetico consumatore che si trovasse
a scegliere una bottiglia da uno scaffale, in ragione delle similitudini tutt'al-
tro che remote" (ricorso pag. 7). Nel caso di specie, vista la forte similarità
tra i prodotti rivendicati, nonché la somiglianza dei marchi a raffronto, sa-
rebbe "ragionevole pensare che il consumatore svizzero possa essere
tratto in errore, e ritenere che i prodotti contrassegnati dal marchio opposto
provengano dalla medesima fonte di quelli contrassegnati dal marchio an-
teriore, dando così origine ad un elevato rischio di confusione, per lo meno
parziale, che può consistere anche in un rischio di associazione." (ricorso
pag. 7 in fine).
7.3 Nella fattispecie, vi è solo una remota, parziale somiglianza tra i segni
in questione (consid. 5.4). La chiara differenza a livello semantico (con-
sid. 5.3.3.3), fa sì che il marchio impugnato "KISS" venga riconosciuto in
tutte e quattro le lingue nazionali svizzere come la traduzione inglese di
"bacio", che nulla ha a che fare con il marchio opponente (consid. 5.3.3).
Come correttamente indicato dall'IPI, oltre all'effettivo significato dei termini
devono essere prese in considerazione le associazioni mentali che il segno
suscita inevitabilmente. I significati marcati che sentendo o leggendo ven-
gono subito alla mente, dominano di regola ciò che il consumatore memo-
rizza. Se un marchio verbale presenta un significato marcato, che non si
ritrova nell'altro marchio, vi sono minori probabilità che il pubblico possa
essere tratto in inganno da un effetto visivo o fonetico simile (DTF 121 III
377 consid. 2b "BOSS/BOKS"). Pertanto, a tali condizioni, avendo il mar-
chio resistente un tale significato marcato e non riscontrabile nel marchio
opponente, non può essere riscontrato alcun rischio di confusione tra i mar-
chi in questione (cfr. consid. 6.1), indipendentemente dal grado di atten-
zione dei consumatori interessati (cfr. consid. 3) e anche se i prodotti e i
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Pagina 21
servizi in questione dovessero essere considerati simili o addirittura identici
(cfr. consid. 4). Il fatto che a causa della possibile somiglianza visiva e fo-
netica dei marchi (consid. 5.3.1 e 5.3.2), rimanga al massimo una remota
possibilità di confusione, è irrilevante.
8.
In virtù di quanto precede, il ricorso deve essere respinto e, pertanto, con-
fermata la decisione impugnata del 9 febbraio 2021.
9.
Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a carico
della parte soccombente; se quest'ultima soccombe solo in parte, le mede-
sime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del Regolamento del
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di giu-
stizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario, dell'ampiezza e della
difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situazione
finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF).
9.1 Nella fattispecie, le spese del procedimento davanti al Tribunale ven-
gono fissate a fr. 4'500.– (DTF 133 III 490 consid. 3.3 "Turbinenfuss [3D]";
sentenza del TAF B-2326/2014 del 31 ottobre 2016 consid. 10.1-10.2
"[fig.]/ENAGHR [fig.]"; sic! 2015, pag. 497).
9.2 Viste le sorti del ricorso (cfr. consid. 8), tali spese sono poste a carico
della ricorrente, totalmente soccombente. Tale cifra verrà compensata
dall'anticipo di fr. 4'500.– già versato.
9.3 Nessuna spesa processuale è messa a carico della controparte e
dell’autorità inferiore (cfr. art. 63 cpv. 2 in initio PA).
10.
La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto ad un'indennità per
le spese necessarie derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con
l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Le spese ripetibili comprendono le spese di rap-
presentanza o di patrocinio ed eventuali altri disborsi di parte
(art. 8 TS-TAF).
10.1 Nella fattispecie, alla ricorrente, totalmente soccombente, non si as-
segna alcuna indennità.
B-1105/2021
Pagina 22
10.1.1 Ritenuto che la controparte, vincente e non rappresentata, non ha
partecipato attivamente alla procedura di ricorso, non ha diritto ad un'in-
dennità (cfr. art. 64 cpv. 1 PA, in relazione con l’art. 7 cpv. 1 TS-TAF).
10.2 Quanto all'autorità inferiore, essa non ha diritto alle spese ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
11.
Infine, ritenuto che il ricorso in materia civile dinanzi al Tribunale federale è
inammissibile contro le decisioni pronunciate nell’ambito della procedura di
opposizione alla registrazione di un marchio (art. 73 della Legge del 17 giu-
gno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]), la presente sentenza
è definitiva (sentenza del TAF B-3824/2015 del 17 maggio 2017 consid. 16
"JEAN LEON/Don Leone [fig.]").
B-1105/2021
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