Decision ID: 5ed6de66-2b96-53eb-9a69-8f0d1570dbd7
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto
:
A.
Con istanza 2 febbraio 2012 CO 1 ha chiesto al Pretore del Distretto di Bellinzona di pronunciare ai sensi dell’art. 85 LEF l’annullamento delle esecuzioni n. _, _ e _ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona fattogli notificare dalla sua ex-moglie RE 1 per pretese derivanti dal divorzio, le quali sono state pagate direttamente alla creditrice, che tuttavia si è rifiutata di annullarle. L’istante ha asserito di dover disporre urgentemente di un estratto delle esecuzioni, sul quale non figurino esecuzioni in corso. Nel frattempo ha ottenuto la cancellazione delle altre esecuzioni pendenti nei suoi confronti rispettivamente ha avviato procedure di annullamento delle stesse.
B.
Con le sue osservazioni RE 1 ha rilevato che l’art. 85a cpv. 1 LEF così come gli art. 85 e 86 LEF sono condizionati dall’esistenza di un’esecuzione in corso nell’ambito della quale il precetto è divenuto esecutivo. A contrario, se non vi è una procedura esecutiva in corso, l’art. 85 LEF, come pure gli art. 85a e 86 LEF, non sono proponibili.
C.
Con sentenza 17 febbraio 2012 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha accolto l’istanza argomentando che la giurisprudenza si è espressa nel senso riportato dalla convenuta solo in relazione all’azione prevista dall’art. 85a LEF. Il primo giudice ha pertanto ritenuto che, in difetto di analoga pronuncia giurisprudenziale in relazione all’annullamento giudiziale dell’esecuzione in via sommaria giusta l’art. 85 LEF e dandosi in definitiva i requisiti posti da siffatta disposizione per l’annullamento medesimo – ossia la prova documentale dell’estinzione integrale del debito – era giustificato applicare tale norma al caso concreto, a prescindere dal sussistere di un’esecuzione in corso.
D.
Con il reclamo RE 1 sostiene che lo scopo dell’estratto delle esecuzioni è quello di comunicare a terzi, entro i termini previsti dall’art. 8a LEF, la situazione patrimoniale di una persona, ossia di comunicare pure le esecuzioni pagate e questo affinché, nel periodo di 5 anni, i terzi sappiano se concedere crediti o meno all’escusso con cognizione di causa. La reclamante rileva che, contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore, sia l’art. 85a LEF, che i mezzi di difesa previsti dagli art. 85 e 86 LEF, sono condizionati dall’esistenza di un’esecuzione in corso nell’ambito della quale il precetto è divenuto esecutivo. Trattasi di un presupposto processuale. Quando non vi è una valida esecuzione in corso oppure quando non vi è più una valida esecuzione, segnatamente perché la stessa è terminata, la causa non presenta un interesse degno di protezione. In pratica l’effetto pubblico dell’estratto UEF è interessante nella misura in cui quanto riportato corrisponde al vero, di modo che terzi possano capire se ritenere fedefacenti le informazioni ivi riportate, riponendo quindi fiducia nello stesso. Se, per contro, le esecuzioni saldate fossero cancellate, l’estratto non corrisponderebbe alla realtà. Secondo la reclamante, il Pretore, avendo accolto l’istanza, nonostante non vi fossero procedure esecutive in corso, ha applicato in modo errato l’art. 85 LEF.
E.
Con le osservazioni l’istante rileva che non è sufficiente il pagamento del debito affinché l’esecuzione non sia più da ritenersi in corso. Ne consegue che allo scopo di ottenerne l’annullamento, il debitore non può far altro che promuovere l’azione di cui all’art. 85 LEF.

Considerando
in diritto:
1.
Ai sensi dell’art. 85 LEF se l’escusso prova con documenti che il debito con i relativi interessi e con le spese è stato estinto o che gli è stata concessa una dilazione, può ottenere in ogni tempo dal tribunale del luogo dell’esecuzione nel primo caso l’annullamento, e nel secondo la sospensione dell’esecuzione.
L’azione di annullamento giudiziale dell’esecuzione ai sensi dell’art. 85 LEF, a cui il reclamante fa riferimento, ha come scopo, per un motivo di diritto materiale quale l’estinzione, di intervenire in una procedura esecutiva ancora pendente. Il primo presupposto di questa azione è pertanto un’esecuzione ancora in corso. Nel caso in cui non è più pendente un’esecuzione, l’azione è improponibile per mancanza di un interesse degno di protezione. Questo è il caso, tra l’altro, allorquando l’esecuzione è saldata, in seguito a estinzione del debito per avvenuto pagamento da parte del debitore (Bodmer/Bangert, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 2. ed., 2010, n. 11 e 17 ad art. 85; ZBJV 132 (1996) pag. 641).
Nel caso di specie è incontestato che le esecuzioni in oggetto sono state saldate dall’istante. Dall’estratto prodotto da quest’ultimo (doc. A) si evince che l’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona ha provveduto ad indicare il pagamento a lato delle esecuzioni e ad apporre la menzione “precetto pagato”. Orbene, contrariamente a quanto sostenuto dal Pretore, secondo il quale la giurisprudenza richiederebbe il presupposto dell’esecuzione ancora in corso solo nel caso di un’azione promossa ai sensi dell’art. 85a LEF (azione di accertamento dell’inesistenza del debito, della sua estinzione o della concessione di una dilazione in procedura ordinaria rispettivamente in procedura semplificata), anche nel caso di un’azione promossa ai sensi dell’art. 85 LEF (annullamento o sospensione giudiziali dell’esecuzione in procedura sommaria) occorre che l’esecuzione sia ancora in corso. Ne consegue che l’azione promossa dall’istante è irricevibile per mancanza di un interesse degno di protezione, le esecuzioni in oggetto non essendo più in corso, essendo estinte per avvenuto pagamento. L’escusso può infatti provare l’avvenuta estinzione dei suoi debiti producendo l’estratto doc. A. È chiaro che l’istanza in esame è intesa alla cancellazione delle esecuzioni promosse dalla reclamante in seguito al pagamento integrale dei suoi debiti da parte dell’istante, e ciò con riferimento alla pubblicità dei registri degli Uffici esecuzione come mezzo di conoscenza del credito (
Kreditwürdigkeit
) di una persona (Peter, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 2. ed., 2010, n. 1 ad art. 8a LEF). A questo scopo il legislatore non ha però previsto nessuna azione giudiziaria, ragione per la quale il Pretore, che ha accolto l’istanza di CO 1 e di conseguenza ha annullato le esecuzioni in oggetto, ha applicato in modo errato il diritto.
L’art. 8a LEF disciplina la consultazione da parte di terzi dei verbali e dei registri degli uffici d’esecuzione e degli uffici dei fallimenti. Quando, come nella fattispecie, non è in discussione la sussistenza dei crediti della reclamante, né la validità del procedimento eseguito in quanto tale, l’art. 8a cpv. 4 LEF prevede l’estinzione del diritto di consultazione dei terzi solo cinque anni dopo la chiusura del procedimento, per cui, durante questo periodo, risultano dall’estratto delle esecuzioni pure le esecuzioni pagate. Successivamente gli estratti sono rilasciati soltanto ad autorità giudiziarie o amministrative per procedimenti pendenti presso di loro.
2.
Il reclamo va pertanto accolto.
Tassa di giustizia, spese processuali e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; 106 cpv. 1 CPC).