Decision ID: 80d3b656-36f6-571f-9f8d-1a7be7195b8d
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
L’interessato, asserito cittadino srilankese di etnia tamil, ha presentato una
domanda d’asilo in Svizzera il (...) luglio 2021 (cfr. atto della Segreteria di
Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{...}]-1/2).
B.
Il (...) luglio 2021 il richiedente ha sostenuto un’audizione inerente il rileva-
mento dei suoi dati personali (cfr. atto SEM n. 13/9; di seguito: verbale 1),
allorché il (...) luglio 2021 si è tenuto con il medesimo un colloquio Dublino
(cfr. atto SEM n. 16/2); rispettivamente il (...) agosto 2021 (cfr. atto SEM
n. 23/11; di seguito: verbale 2) ed il (...) settembre 2021 (cfr. atto SEM
n. 26/11; di seguito: verbale 3), l’interessato è stato sentito in particolare
riguardo ai suoi motivi d’asilo.
Nel corso delle summenzionate audizioni egli ha dichiarato, in sostanza e
per quanto qui di rilievo, di aver vissuto dalla nascita sino al
(...) a B._ (sito nel distretto di C._, nella Provincia del [...]
dello Sri Lanka), quando si sarebbe trasferito da uno zio a D._, nel
distretto di C._ (pure ubicato nella Provincia del [...] dello Sri
Lanka). Il suo trasferimento presso lo zio, si sarebbe reso necessario, in
quanto il (...) una mucca della sua famiglia, che l’interessato come solito
aveva lasciato pascolare liberamente assieme ad altri loro capi di bestiame
il mattino, non sarebbe ritornata nel loro terreno nel pomeriggio. Pertanto,
egli avrebbe iniziato a cercarla e sarebbe giunto dinnanzi ad un campo
militare che sarebbe sito in prossimità della loro casa. Lì dei militari, dopo
averlo chiamato, lo avrebbero accusato di avere reciso e rovinato il filo spi-
nato che recintava il campo militare lasciando entrare la sua mucca. Egli
avrebbe negato tali fatti, ma loro avrebbero insistito con le loro accuse,
legandogli dapprima le mani, poi pestandolo ed infine trasportandolo e rin-
chiudendolo all’interno del campo militare, in una stanza. Il mattino se-
guente, l’interessato avrebbe richiesto ad una guardia di accompagnarlo in
bagno, da dove sarebbe riuscito a darsi alla fuga, uscendo dal campo e
nascondendosi dapprima a casa di un amico, e dopo aver telefonato con
la madre, recandosi invece dallo zio a E._. Dopo la sua fuga, il
giorno stesso, dei militari si sarebbero presentati al suo domicilio fami-
gliare, perquisendo la stessa in cerca dell’interessato. Anche successiva-
mente lo avrebbero continuato a cercare a casa. Nei giorni seguenti lo zio
si sarebbe recato a controllare il loro terreno ed i militari lo avrebbero que-
stionato su dove si trovasse il richiedente e picchiato. In un’evenienza si
D-4825/2021
Pagina 3
sarebbero presentati anche al suo domicilio e avrebbero minacciato i mem-
bri famigliari. Ma l’interessato, nel frattempo, si sarebbe già trasferito
presso un amico dello zio (...). Secondo le allegazioni del richiedente, tale
suo arresto sarebbe derivato dalla sua partecipazione ad una manifesta-
zione avvenuta il (...), denominata “(...)” ed organizzata dal partito politico
(...) (acronimo in inglese per “[...]”, o in italiano “[...]”), che avrebbe avuto
quale obiettivo il rilascio delle persone arrestate durante la guerra. Invero
egli ha narrato nel corso della seconda audizione federale come, durante
la stessa dimostrazione, (...) militari (detti anche a volte dall’insorgente
[agenti del] “CID”, acronimo in inglese per “Criminal Investigation De-
partment”) che lavorerebbero nel campo militare sito nei pressi della sua
abitazione famigliare, e che stavano controllando le persone presenti alla
manifestazione, lo avrebbero riconosciuto. Al che egli, avrebbe deciso di
abbandonare tale evento, ed avrebbe preso il bus per rientrare al domicilio.
Nei giorni successivi, quando avrebbe incontrato tali militari, questi ultimi
lo avrebbero iniziato ad osservare in modo minaccioso, ciò che in prece-
denza non avrebbero invece fatto.
A seguito di tali vicissitudini, lo zio avrebbe organizzato il viaggio d’espatrio,
e l’(...) egli sarebbe partito dall’aeroporto di F._ – ove si sarebbe
già recato (...) giorni prima – con un passaporto intestato a suo nome verso
il G._. Dopo il suo espatrio, egli avrebbe appreso telefonicamente
dalla madre che sarebbe stato ricercato ancora quattro o cinque volte
presso il suo domicilio famigliare da parte dei militari, ed in un’occasione
avrebbero riferito alla genitrice che allorché egli sarebbe rientrato a casa,
si sarebbe dovuto recare al centro militare (cfr. verbale 3, D8, pag. 2). An-
che il “(...)” del suo villaggio avrebbe dapprima telefonato alla madre e poi
in una circostanza avrebbe fatto visita a quest’ultima, per sapere dove lui
fosse e che i militari intendevano soltanto parlare con lui, nonché avrebbe
chiesto se dovesse togliere il nome dell’interessato dal certificato di fami-
glia (cfr. verbale 3, D9 seg., pag. 2). In caso di rientro in Sri Lanka, egli
teme di essere arrestato e torturato, a causa della sua fuga dal campo mi-
litare.
A sostegno delle sue allegazioni, l’interessato ha presentato una copia
della sua carta d’identità (cfr. verbale 2, D4, pag. 2; atto SEM n. 28, mezzo
di prova n. 1).
C.
Il 30 settembre 2021 il richiedente asilo, per il tramite della sua rappresen-
tante legale, ha presentato il parere (cfr. atto SEM n. 30/9) al progetto di
decisione della SEM del 29 settembre 2021 (cfr. atto SEM n. 29/8). In tale
D-4825/2021
Pagina 4
contesto, per supportare le allegazioni in merito alla sua partecipazione alla
manifestazione del (...), l’interessato ha prodotto le copie di cinque foto-
grafie che raffigurerebbero quest’ultima (cfr. atti SEM n. 28, mezzo di prova
n. 2 e 30/9).
D.
Con decisione del 1° ottobre 2021, notificata il medesimo giorno (cfr. atto
SEM n. 33/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richie-
dente, ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando nel contempo il
suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della stessa misura, sic-
come ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.
E.
Per il tramite del ricorso del 2 novembre 2021 (cfr. risultanze processuali),
l’interessato è insorto avverso la succitata decisione dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), concludendo in via princi-
pale all’annullamento della decisione impugnata, al riconoscimento della
qualità di rifugiato ed alla concessione dell’asilo; ed in via subordinata alla
restituzione degli atti di causa alla SEM per un nuovo esame delle allega-
zioni dell’insorgente e per completamento istruttorio. Contestualmente il ri-
corrente ha presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso
dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-
cipo.
Quale nuova documentazione a sostegno del ricorso, il ricorrente ha inol-
trato un rapporto dell’(...) ([...]) del (...), intitolata: “(...)”.
F.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
LAsi).
2.
Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 dell’Ordinanza
D-4825/2021
Pagina 5
del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al co-
ronavirus del 1° aprile 2020 [Ordinanza COVID-19 asilo, RS 142.318]; sen-
tenza del Tribunale D-4820/2020 del 10 novembre 2020 consid. 7 [prevista
per la pubblicazione quale DTAF]) contro una decisione in materia d’asilo
della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31–33 LTAF), il ricorso è di principio am-
missibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA. Oc-
corre pertanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi
dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1
consid. 2).
4.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Inoltre, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1
LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
5.
5.1 Nella sua decisione, l’autorità inferiore ha dapprima ritenuto che le di-
chiarazioni rese dall’insorgente, in ordine alla sua partecipazione alla ma-
nifestazione organizzata dal partito (...) e la successiva persecuzione nei
suoi confronti da parte delle autorità srilankesi, siano inverosimili ai sensi
dell’art. 7 LAsi. Egli non avrebbe difatti sostanziato sufficientemente le al-
legazioni circa la sua partecipazione alla succitata manifestazione, nonché
in merito alla conseguente persecuzione. In merito a quest’ultima, le sue
asserzioni si baserebbero su delle mere supposizioni di parte; e si sarebbe
peraltro contraddetto sia sulla natura dell’arresto intervenuto il (...) che su
quanto sarebbe accaduto dopo la sua fuga dal campo militare. Altresì, le
ricerche nei suoi confronti, sarebbero fondate su informazioni – peraltro
concise e stereotipate – riportategli telefonicamente dalla madre, che non
soltanto per giurisprudenza del Tribunale sarebbero da ritenere inverosi-
mili, ma pure non pertinenti ai sensi dell’asilo. In un passo successivo, la
SEM ha considerato che il ricorrente, nel caso di un ritorno in Sri Lanka,
non possa essere esposto, in un prossimo futuro e con un’alta probabilità,
D-4825/2021
Pagina 6
a dei seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Rispetto a tale conclusione,
nella decisione impugnata l’autorità di prime cure ha essenzialmente os-
servato dapprima come il trattenimento per una notte dell’insorgente nel
campo militare non potrebbe essere considerato una misura persecutoria
secondo l’art. 3 LAsi, mancando sia la necessaria intensità che uno dei
motivi esaustivamente esposti in tale disposto. Inoltre, dalle sue dichiara-
zioni si evincerebbe come non vi fosse alcun timore fondato di persecu-
zione nei suoi confronti dopo la sua fuga, viste le modalità con le quali
avrebbe lasciato legalmente il suo Paese d’origine, dall’aeroporto di
F._. Al contrario, egli avrebbe vissuto in Sri Lanka fino al (...), e
quindi sarebbe ivi rimasto per (...) anni dopo la fine della guerra. Neppure
le elezioni presidenziali del 16 novembre 2019 né le sue conseguenze, nel
caso specifico, condurrebbero ad un aggravarsi della situazione personale
dell’interessato, tanto da ritenere che un timore fondato di persecuzione
sia dato. Infine l’autorità inferiore si è espressa in merito al parere presen-
tato dall’insorgente, ritenendo come non contenesse fatti o mezzi di prova
che giustificherebbero una modifica della sua conclusione. Segnatamente,
censurando dapprima il tempismo nella presentazione delle cinque foto-
grafie da parte del ricorrente, ha ritenuto come tali immagini non corrobo-
rerebbero la sua partecipazione alla manifestazione, in quanto egli non vi
sarebbe raffigurato, sarebbero state prodotte ai fini della causa, non men-
zionandone i motivi come pure essendo state inoltrate tardivamente. Altresì
anche le sue allegazioni offerte soltanto con il parere in merito all’organiz-
zazione ed al suo coinvolgimento nella manifestazione non potrebbero es-
sere ritenute verosimili, viste le dichiarazioni fornite invece in merito nel
corso dell’audizione. Neppure le incoerenze rilevate nel progetto di deci-
sione, sarebbero state chiarite dall’insorgente in corso di procedura. La
SEM ha quindi ribadito l’inverosimiglianza e l’irrilevanza delle allegazioni
dell’interessato.
5.2 Nel suo memoriale ricorsuale, l’insorgente, dopo aver citato ed am-
pliato l’istoriato procedurale, avversa le conclusioni presenti nel provvedi-
mento sindacato. In primo luogo, ritiene come le sue dichiarazioni rese nel
corso dell’audizione complementare inerenti la sua partecipazione alla ma-
nifestazione del (...) sarebbero verosimili, e non tardive come avrebbe so-
stenuto, a torto, la SEM nella decisione avversata. Inoltre, andrebbe con-
siderato come egli avrebbe già fornito durante la prima audizione, tutti que-
gli elementi che permetterebbero, con un grado di probabilità preponde-
rante, di rendere credibile la sua partecipazione alla manifestazione succi-
tata. Non sarebbe inoltre ravvisabile alcuna incoerenza tra quanto dichia-
rato da lui in audizione e quanto invece asserito con il parere in merito. Il
D-4825/2021
Pagina 7
procedere della SEM, che avrebbe escluso la verosimiglianza di circo-
stanze apportate in sede di parere, non soltanto costituirebbe un errato
apprezzamento della nozione di verosimiglianza, bensì rappresenterebbe
pure una violazione del diritto di essere sentito della parte. In merito a tale
punto, non sarebbe stato in particolare richiesto al ricorrente di spiegare il
motivo per cui avrebbe partecipato al corteo organizzato dal partito (...) in
nessuna delle audizioni tenute con il medesimo. Proseguendo nell’analisi,
l’interessato sostiene inoltre che il suo racconto della partecipazione alla
manifestazione e della sua identificazione da parte di agenti del CID du-
rante la stessa – elemento quest’ultimo che sarebbe rilevante e non la sem-
plice sua partecipazione all’evento – sarebbe caratterizzato da numerosi
dettagli che ne supporterebbero la verosimiglianza. La contraddizione rile-
vata dalla SEM in merito al fatto che nella prima audizione non avrebbe
allegato di essere stato interpellato al momento del suo fermo in rapporto
alla sua partecipazione alla manifestazione, andrebbe poi relativizzata. In-
vero, a mente della rappresentante legale dell’insorgente, la menzione del
campo di H._ nel corso del racconto spontaneo nella prima audi-
zione, costituirebbe una perifrasi per esprimere quanto esplicitato nel corso
del secondo verbale. Altresì l’insorgente censura l’accertamento dei fatti
rilevanti da parte della SEM in ordine alla valutazione del fermo del (...).
Difatti, l’autorità pregressa nel suo esame avrebbe dovuto applicare i mo-
delli di persecuzione vigenti nel Paese d’origine del ricorrente, invece di
giudicare le circostanze secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza
generale della vita in uno Stato di diritto. Il ricorrente sarebbe per di più
stato in grado di sostanziare il suo arresto del (...) e dimostrare la sua re-
lazione con la partecipazione alla manifestazione tenuta il (...); circostanze
che farebbero emergere un profilo di rischio di persecuzione in capo all’in-
sorgente. La SEM avrebbe difatti in merito proceduto ad un esame atomiz-
zato di singoli elementi di pretesa inverosimiglianza, senza tuttavia tenere
conto dei modelli di persecuzione applicati nei confronti delle persone so-
spettate di appartenere ad un partito ritenuto vicino alla causa delle LTTE
(acronimo in inglese per “Liberation Tigers of Tamil Eelam”, o in italiano:
“Tigri per la liberazione della patria Tamil”, conosciute anche come “Tigri
Tamil”), quale il (...), concludendo quindi a torto che la natura del fermo
dell’insorgente non sia da ricondurre ad uno dei motivi enumerati all’art. 3
LAsi; ossia che lo stesso fosse di natura politica. Ciò anche considerando
che quanto da lui vissuto non potrebbe essere ascrivibile ad un’inchiesta
penale ordinaria, conforme alle regole di uno Stato di diritto. Il ricorrente
solleva poi che per quanto concerne le contraddizioni rilevate dalla SEM in
ordine a quanto sarebbe successo allo zio dopo la sua fuga dalla prigionia,
si tratterebbe di un refuso che egli avrebbe credibilmente già spiegato in
audizione. Inoltre, anche le dichiarazioni rese in ordine alle informazioni
D-4825/2021
Pagina 8
ottenute telefonicamente dal ricorrente tramite la madre, a differenza di
quanto sostenuto dalla SEM nella decisione avversata, sarebbero detta-
gliate e plausibili. Visto poi come il fermo del ricorrente andrebbe ricondotto
alla sua pregressa partecipazione alla manifestazione organizzata dal (...),
seppure si tratterebbe di dichiarazioni apprese tramite terzi, la giurispru-
denza citata nel provvedimento sindacato non si applicherebbe in specie.
Pertanto, le ricerche nei confronti dell’insorgente apparirebbero essere at-
tuali. Da ultimo, e contrariamente a quanto ritenuto nella decisione avver-
sata, il profilo di rischio del ricorrente sarebbe da considerare elevato ed
apparirebbe rilevante ai sensi dell’art. 3 LAsi. Invero, anche citando alcune
fonti di organizzazioni non governative ed il rapporto dell’(...) allegato al
ricorso, il ricorrente ritiene che egli rischierebbe di essere accusato di sim-
patizzare per l’ideologia delle LTTE, ciò che fonderebbe un serio e concreto
timore di persecuzione ai sensi dell’art. 3 LAsi, nel caso di un suo ritorno in
Sri Lanka. Invero, le persone – in particolare tamil del (...) del Paese – che
hanno fatto parte delle LTTE o che sono sospettate di aver simpatizzato
con questo gruppo, sarebbero esposte ad un rischio reale di gravi pregiu-
dizi in caso di rientro nel succitato Paese.
6.
6.1 Occorre innanzitutto determinare se vi sia effettivamente stata una vio-
lazione del diritto di essere sentito del ricorrente in rapporto alle sue alle-
gazioni in merito alla partecipazione alla manifestazione da parte dell’au-
torità inferiore. Tale censura formale va analizzata a titolo preliminare in
quanto potrebbe condurre alla cassazione della decisione impugnata (cfr.
DTF 138 I 232 consid. 5).
6.2 Il diritto di essere sentito, garanzia procedurale di rango fondamentale
disciplinata dall’art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confedera-
zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), comprende il diritto per
l’interessato di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti
e di esigerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere
sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione
(cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3; art. 26 e seg. PA).
La portata della facoltà di esprimersi non può essere determinata in ma-
niera generale ma dev’essere definita sulla base degli interessi concreta-
mente in gioco. Il concetto a monte è che alla parte in causa debba essere
concessa la facoltà di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera
efficace (cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo
esemplificativo la sentenza del Tribunale D-4781/2021 dell’8 novem-
bre 2021 consid. 6.2).
D-4825/2021
Pagina 9
6.3 In specie, non si ravvisa da parte dell’autorità inferiore alcuna viola-
zione in tal senso. Il ricorrente sul punto della partecipazione alla manife-
stazione ha difatti potuto esprimersi diffusamente sia nel corso delle sue
audizioni (cfr. verbale 2, D56, pag. 8; verbale 3, D23 segg., pag. 4 seg.),
che nell’ambito del suo parere alla bozza di decisione della SEM (cfr. atto
SEM n. 30/9). Il fatto che l’autorità precitata abbia d’un canto ritenuto la
produzione delle fotografie inerenti la manifestazione tardiva e non corro-
borante la sua partecipazione alla medesima, e d’altro canto alcune delle
sue allegazioni inerenti la succitata manifestazione apportata con il parere
come inverosimili – motivando peraltro la decisione avversata su tali que-
stioni sufficientemente (cfr. p.to II/2, pag. 8 della decisione impugnata) –
non rappresenta in alcun modo una violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente. Discende infatti da un apprezzamento di tali evenienze da
parte dell’autorità inferiore, quindi da una questione di merito degli argo-
menti dell’insorgente. Il fatto solo che il ricorrente non concordi con l’esame
svolto dalla SEM nel merito, non rappresenta però in alcun modo una vio-
lazione del suo diritto di essere sentito. Le censure mosse in tal senso nei
confronti del provvedimento impugnato, risultano pertanto infondate e
vanno conseguentemente respinte.
7.
7.1 La Svizzera su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi
(art. 3 cpv. 1 LAsi).
7.2
7.2.1 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-
denza in materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa
D-4825/2021
Pagina 10
per ulteriori dettagli, onde evitare inutili ridondanze (cfr. DTAF 2013/11 con-
sid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata).
7.2.2 In primo luogo, il Tribunale dissente dall’argomentazione contenuta
nella decisione avversata dalla SEM, in punto all’inverosimiglianza della
partecipazione dell’insorgente alla manifestazione del (...). Nel corso delle
audizioni, egli ha difatti in merito reso, a differenza di quanto sostenuto
dall’autorità sindacata, delle allegazioni precise, sufficientemente detta-
gliate e coerenti (cfr. verbale 2, D56, pag. 8; verbale 3, D23 segg., pag. 4
seg.), da apparire nel loro complesso convincenti. Egli ha in particolare de-
scritto sia chi avesse organizzato la stessa, come pure lo scopo che si pre-
figgeva il medesimo evento, i luoghi precisi – anche dove egli si sarebbe
unito alla manifestazione – dello stesso, come pure le motivazioni che lo
avrebbero condotto a prendere parte alla dimostrazione pubblica. La sola
partecipazione dell’insorgente alla succitata manifestazione, è quindi da ri-
tenere verosimile ex art. 7 LAsi.
7.2.3 Tuttavia, il Tribunale giunge a diversa conclusione del ricorrente per
quanto riguarda sia l’evenienza che l’insorgente sia stato identificato nel
corso della manifestazione da parte di membri del CID, sia l’arresto e le
vicissitudini a lui occorse in seguito, e poste da lui in relazione con il pre-
detto evento, che l’avrebbero condotto all’espatrio dal suo Paese d’origine.
Le sue allegazioni in merito risultano infatti essere incoerenti, contradditto-
rie, a tratti illogiche e non plausibili.
7.2.3.1 Per quanto concerne dapprima il momento in cui egli sarebbe stato
visto da membri del CID, nella versione narrata durante la prima audizione
federale, egli ha riferito che mentre si sarebbe trovato nella zona di
E._, vi sarebbe stato “un ufficio dei CID” ed egli avrebbe visto che
controllavano i manifestanti e che avrebbero “guardato” anche lui, ma non
avendo reagito vedendolo, egli sarebbe andato alla fermata del bus per
fare rientro a casa (cfr. verbale 2, D56, pag. 8). Soltanto dopo tale manife-
stazione, i militari avrebbero iniziato a guardarlo con fare minaccioso (cfr.
verbale 2, D56, pag. 8). Nel corso invece della seconda audizione, egli ha
riferito tutt’altra reazione dei militari, ovvero che al vederlo nella folla, lo
avrebbero riconosciuto ed avrebbero “mosso la testa” e guardato “con oc-
chi arrabbiati” (cfr. verbale 3, D31, pag. 5) o ancora “Quando mi hanno vi-
sto, mi hanno guardato con uno sguardo arrabbiato” (cfr. verbale 3, D33,
pag. 5). Questi ultimi asserti, risultano essere in netto contrasto con l’atteg-
giamento invece da lui descritto dei militari nel primo colloquio, dove sep-
pure lo avrebbero guardato, non avrebbero manifestato né di averlo rico-
D-4825/2021
Pagina 11
nosciuto, come neppure avrebbero avuto alcuna reazione di sorta, eve-
nienze che al contrario il ricorrente presenta nella seconda audizione,
senza alcuna spiegazione plausibile che ne motivi la discrepanza. Altresì,
anche in merito al luogo dove avrebbero sostato tali militari, appare essere
incoerente nelle due versioni rese. Se in un primo tempo, egli difatti narra
che tali membri del CID si sarebbero trovati presso un loro ufficio (cfr. ver-
bale 2, D56, pag. 8); in un secondo tempo allega invece che i (...) agenti si
sarebbero trovati vicino ad una rotonda e ad una fermata del bus, vestiti in
borghese (cfr. verbale 3, D31, pag. 5). Anche riguardo al momento del suo
fermo che sarebbe accaduto il (...), sono ravvisabili diverse contraddizioni
ed incoerenze nelle diverse versioni rese in audizione ed all’interno degli
stessi verbali, di cui l’insorgente non ha fornito alcuna giustificazione cre-
dibile. In primo luogo, il resoconto dell’interrogatorio che gli avrebbe rivolto
il militare che parlava tamil, nella prima audizione non contiene in alcun
modo un riferimento alla manifestazione a cui l’insorgente avrebbe preso
parte (cfr. verbale 2, D56, pag. 7), come invece vorrebbe far intendere l’in-
teressato nel suo ricorso. Anzi, senza possibilità di fraintendimento, l’inte-
ressato su quesito diretto del funzionario interrogante se, oltre all’accusa
di aver rovinato il filo spinato del campo militare, i militari gli avessero rivolto
altre accuse; egli ha riferito che il militare tamil gli avrebbe parlato soltanto
del filo spinato (cfr. verbale 2, D62, pag. 9). È solamente allorché avrebbero
parlato tra di loro in cingalese, che egli avrebbe compreso che parlavano
anche della manifestazione (cfr. verbale 2, D62, pag. 9), nonché avrebbero
nominato la stessa nella circostanza in cui avrebbero fermato lo zio dopo
la sua fuga dal campo militare (cfr. verbale 2, D63, pag. 9). Tali allegazioni,
risultano però in completa antitesi con la versione da lui resa nel corso
dell’audizione successiva, allorché ha invece dichiarato che il militare tamil
lo avrebbe questionato anche se egli avesse partecipato ad una manife-
stazione (cfr. verbale 3, D41 seg., pag. 6). La spiegazione offerta dal ricor-
rente allorché gli sono state contestate tali differenti versioni (cfr. verbale 3,
D47 seg., pag. 7), non può quindi trovare alcun accoglimento. A tal propo-
sito, non può neppure essere seguita la tesi fornita dalla rappresentante
legale nel ricorso, quando vorrebbe interpretare la menzione del campo di
H._ da parte del ricorrente nella prima audizione, come una “peri-
frasi” di quanto narrato nella seconda audizione. Invero, l’insorgente nel
primo verbale ha nominato tale campo militare, soltanto in relazione all’af-
fermazione che il militare tamil gli avrebbe rivolto allorché si trovava rin-
chiuso nella stanza, dopo che la madre dell’insorgente se ne sarebbe an-
data via, ovvero che: “Domani potrai dire che delle persone sono venute in
tuo soccorso, al campo di H._” (cfr. verbale 2, D56, pag. 7). Ciò che
però risulta inequivocabilmente differente rispetto a quanto riportato invece
dal ricorrente nel corso dell’audizione seguente, ove invece allega che da
D-4825/2021
Pagina 12
tale militare tamil avrebbe appreso che sarebbe stato trasferito al campo
militare di H._ dove gli avrebbero posto ulteriori quesiti riguardo alla
manifestazione e lui avrebbe potuto dare le sue giustificazioni in proposito
(cfr. verbale 3, D42 segg., pag. 6). Oltre a tale importante contraddizione,
nella narrazione dell’insorgente sono ravvisabili ulteriori incoerenze che nel
complesso ne minano fortemente l’intero narrato. Invero, se all’interno della
prima audizione egli ha dapprima asserito che delle persone sue cono-
scenti sarebbero scese da un pick-up per chiedere ciò che stava succe-
dendo (cfr. verbale 2, D56, pag. 7); poco dopo sorprendentemente e senza
giustificazione di sorta, l’interessato si è corretto riferendo invece che tali
persone sarebbero giunte a piedi, ed il pick-up sarebbe invece arrivato per
condurlo via (cfr. verbale 2, D56, pag. 7). Inoltre, appare a dir poco incre-
dibile, che egli riferisca di essere stato rinchiuso in una stanza buia con una
porta fatta di sbarre di ferro, dalla quale sarebbe stato l’unico punto dove
entrava l’aria e la luce; e che alla madre i militari avrebbero riferito di non
averlo arrestato (cfr. verbale 2, D56, pag. 7; D63, pag. 9; verbale 3, D48
segg., pag. 7); ma nello stesso tempo egli avrebbe visto la madre allorché
sarebbe giunta al campo a chiedere ai militari di lasciarlo andare (cfr. ver-
bale 2, D56, pag. 7). Dipoi, la versione da lui resa in merito alla dinamica
che avrebbe avuto quale protagonista lo zio, risulta essere fortemente di-
scordante nelle due audizioni e non spiegabile come un mero “refuso”
come postulato nel gravame dal ricorrente. Invero nella prima audizione,
egli ha chiaramente indicato che soltanto (...) o (...) giorni dopo che lo zio
sarebbe stato picchiato vicino al campo militare, i militari sarebbero giunti
a controllare al domicilio del parente (cfr. verbale 2, D56, pag. 8); quando
al contrario, nel colloquio successivo, l’insorgente ha asserito che tale vi-
sita sarebbe avvenuta prima dell’incontro avuto con lo zio al campo agri-
colo (cfr. verbale 3, D66 segg., pag. 8 seg.; in particolare D73 seg., pag. 9).
7.2.3.2 Appare inoltre quanto mai poco plausibile che il ricorrente abbia
potuto darsi alla fuga tranquillamente ed indisturbato, uscendo da una se-
conda porta posta dietro alla toilette, scavalcando il filo spinato appoggian-
dosi a dei tronchi di legno che si sarebbero trovati di lato al medesimo,
senza che i militari del campo non lo notassero né avessero preso delle
misure onde evitare tale agire, anzi sembrerebbe addirittura offrendogliene
la possibilità (cfr. verbale 3, D53 segg., pag. 7). Per di più, anche il com-
portamento tenuto dall’insorgente dopo la sua supposta partenza dal
campo, non appare essere in alcun modo combaciante con la logica
dell’agire e l’esperienza generale di una persona posta, anche nel contesto
specifico srilankese, in una tale situazione e che temesse delle ripercus-
sioni da parte delle autorità srilankesi. Invero, appare quanto mai sorpren-
dente che poco dopo che egli era riuscito a darsi alla fuga in un modo così
D-4825/2021
Pagina 13
semplice dalla sua prigionia, si sia recato dapprima camminando sulla
strada verso la casa dello zio, quindi essendo in tale modo facilmente visi-
bile ed identificabile, ed in un secondo momento fermando addirittura un
tuk-tuk (cfr. verbale 3, D59 segg., pag. 8). Anche per i preparativi per la sua
partenza, egli si sarebbe recato personalmente il giorno prima della stessa
in un ufficio governativo per ottenere un pass per potersi recare a
F._, nonché avrebbe fatto tutte le procedure d’imbarco all’aeroporto
di quest’ultima località da solo, avendo un visto per il G._, un bi-
glietto aereo ed un passaporto intestato a suo nome (cfr. verbale 2, D39
segg., pag. 5 seg.; verbale 3, D80 segg., pag. 9 seg.). Tali evenienze, sono
ancora maggiormente dimostrative dell’inverosimiglianza dei motivi addotti
dall’insorgente a fondamento del suo espatrio e del suo timore di subire
delle persecuzioni da parte delle autorità del suo Paese d’origine, a causa
dei trascorsi da lui addotti.
7.2.3.3 Ne discende quindi che l’insorgente non ha reso verosimile né di
essere stato identificato durante la manifestazione alla quale avrebbe par-
tecipato il (...) dalle autorità srilankesi, né gli eventi che avrebbero portato
al suo arresto, come pure quest’ultimo, la sua fuga dal campo di prigionia
e le circostanze che si sarebbero svolte in seguito a causa della medesima.
Neppure ha reso credibile il suo timore di subire delle conseguenze deter-
minanti ai sensi dell’asilo da parte delle autorità del suo Paese d’origine, in
rapporto ai fatti da lui narrati, al momento dell’espatrio. Di conseguenza,
per le ragioni già indicate nella decisione impugnata dall’autorità inferiore,
alla quale si rinvia per ulteriori dettagli (cfr. p.to II, pag. 5 della decisione
impugnata), onde evitare inutili ripetizioni, nonché per l’inverosimiglianza
delle vicende pregresse, non si può dar alcun credito neppure alle asser-
zioni dell’insorgente in merito alle ricerche che avrebbero compiuto le au-
torità srilankesi presso il suo domicilio famigliare sia dopo la sua fuga dal
campo (cfr. verbale 2, D56, pag. 8); che da quando egli è espatriato (cfr.
verbale 2, D56, pag. 8; verbale 3, D7 segg., pag. 2 seg.).
7.2.4 Visto quanto precede, l’insieme delle dichiarazioni dell’insorgente ri-
levanti ai sensi dell’asilo, non risultano verosimili giusta l’art. 7 LAsi. Ne
discende quindi che il ricorso in materia di concessione dell’asilo non me-
rita tutela e la decisione impugna va in merito a tale punto in questione
confermata.
8.
8.1 Proseguendo nell’analisi, l’insorgente non può neppure vedersi ricono-
scere la qualità di rifugiato, all’esclusione della concessione dell’asilo, per
dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi). In effetti, malgrado i
D-4825/2021
Pagina 14
cambiamenti politici recenti intervenuti in Sri Lanka, il ricorrente – visto an-
che quanto sopra considerato inverosimile (cfr. consid. 7.2.3) – non ha mai
interessato la giustizia srilankese da dover essere registrato nella “Stop
List” dalle autorità del suo Paese (cfr. sentenza del Tribunale E-1866/2015
del 15 luglio 2016 [pubblicata quale sentenza di riferimento] consid. 8.4.3
e consid. 8.5.2). Egli non appare nemmeno essere una persona suscetti-
bile di essere considerata dalle autorità srilankesi, come dotata di una vo-
lontà e di una capacità di ravvivare il conflitto etnico in Sri Lanka (cfr. sen-
tenza E-1866/2015 consid. 8.4.1 e 8.5.3; sentenza E-350/2017 del 3 otto-
bre 2018 consid. 4.3). Del resto, lo stesso insorgente, ha asserito di non
aver fatto parte delle LTTE (cfr. verbale 2, D59, pag. 9). Non avrebbe pe-
raltro svolto altre attività politiche, a parte la sola partecipazione alla mani-
festazione del (...) – dove non ha però reso verosimile di essere stato rico-
nosciuto e di avere avuto delle conseguenze in esito alla stessa – o riscon-
trato problematiche con le autorità o con terzi (cfr. verbale 2, D57 seg.,
pag. 9), salvo quanto già sopra ritenuto inverosimile. In buona sostanza,
non appare che l’insorgente possa essere percepito come una minaccia
per l’unità e la coesione nazionale (cfr. in merito anche la sentenza del
Tribunale E-350/2017 consid. 4.4). Le sole evenienze di essere di etnia ta-
mil, di aver lasciato il suo paese d’origine, come pure di aver introdotto una
domanda d’asilo all’estero, la durata del suo soggiorno all’estero, nonché
la sua provenienza dalla Provincia (...) e la sua età anagrafica (cfr. sen-
tenza E-1866/2015 consid. 9.2.4), costituiscono degli elementi di rischio
così leggeri che, presi a sé stanti o sommati, risultano insufficienti per de-
stare i sospetti delle autorità srilankesi (cfr. anche a tal proposito fra le tante
la sentenza del Tribunale E-2941/2019 del 3 novembre 2021 consid. 6.4).
Tali fattori, confermano tutt’al più che egli possa essere interrogato da que-
ste ultime al suo ritorno, ma non sono atti a fondare un timore oggettivo di
rappresaglie da parte delle stesse (cfr. la sentenza E-1866/2015 precitata
consid. 8.4.5 e 9.2.3 seg.; cfr. anche la sentenza del Tribunale E-
4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 [sentenza in parte pubbli-
cata nella DTAF 2017 VI/6] consid. 4.4 e 4.5 ed a titolo esemplificativo le
sentenze E-4296/2020 del 4 maggio 2021 consid. 6.2, D-4791/2020 del
19 ottobre 2020 consid. 7.1). Ciò non permette però di riconoscere il rischio
di trattamenti rilevanti nell’ambito dell’art. 3 LAsi. Non sono infine ravvisabili
ulteriori elementi all’incarto, o apportati con il gravame, che rendano vero-
simile che l’insorgente possa attirare l’attenzione delle autorità srilankesi a
causa dell’attuale contesto politico e di sicurezza del Paese in questione e
che debba pertanto temere di subire delle persecuzioni rilevanti in materia
d’asilo (cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale E-6312/2019 del
5 agosto 2021 consid. 5.2.2).
D-4825/2021
Pagina 15
8.2 Alla luce di tutto quanto sopra considerato, il ricorrente non può per-
tanto prevalersi di un timore fondato di persecuzione futura in un prossimo
avvenire e secondo un’alta probabilità, per dei motivi posteriori alla sua
fuga (art. 54 LAsi). Pertanto, anche in relazione al riconoscimento della
qualità di rifugiato, v’è da confermare il giudizio negativo di cui alla deci-
sione impugnata.
9.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione (art. 44
LAsi).
L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a
questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è per-
tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento.
10.
10.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allonta-
namento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83
cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI).
10.2 Nella decisione avversata, l’autorità resistente ha ritenuto in sunto
l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente come ammissibile, ragio-
nevolmente esigibile sia dal profilo della situazione del Paese d’origine che
personale, come pure possibile. Nella propria impugnativa, il ricorrente
contesta anche tale valutazione, ritenendo essenzialmente inammissibile
– in quanto sussisterebbe una violazione degli art. 33 della Convenzione
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30; di seguito: Conv.
rifugiati), art. 3 CEDU (RS 0.101) e art. 3 della Convenzione contro la tor-
tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura), nel caso il ricorrente venisse
rinviato in patria, poiché rischierebbe seriamente di essere ingiustamente
arrestato e torturato, a causa della sua partecipazione alla manifestazione
anti-governativa, per essere fuggito dal campo militare, essere espatriato
ed avere richiesto asilo all’estero – ed inesigibile la misura d’esecuzione
dell’allontanamento decretata.
D-4825/2021
Pagina 16
10.3 Nel caso in parola, il Tribunale rileva come il ricorrente non è riuscito
a dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere espo-
sto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni inve-
rosimili ed irrilevanti. Pertanto, l’art. 5 cpv. 1 LAsi, non trova applicazione
nella sua fattispecie. Per di più, per i motivi già sopra enucleati, non sono
ravvisabili né agli atti né men che meno apportati con il gravame degli ele-
menti che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che
l’insorgente possa essere sottoposto ad una pena o ad un trattamento vie-
tati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura, o ancora dall’art. 33 Conv.
rifugiati. In particolare, egli non ha stabilito di avere un profilo di una per-
sona che possa concretamente interessare le autorità srilankesi, né a for-
tiori l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere esposto
in patria, ad un trattamento contrario ai disposti succitati (cfr. sentenza della
Corte EDU [Grande Camera] Saadi contro Italia del 28 febbraio 2008,
37201/06, §§125 e 129 con relativi riferimenti). Ne consegue pertanto che,
l’allontanamento del ricorrente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi am-
missibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi.
10.4
10.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragione-
volmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo stra-
niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni
quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
10.4.2 Risulta notorio che, dopo la cessazione delle ostilità tra le forze ar-
mate del governo di Colombo e le LTTE, nel maggio del 2009, in Sri Lanka
non viga attualmente un contesto di guerra, guerra civile o violenza gene-
ralizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integralità del terri-
torio nazionale (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015 del
15 luglio 2016 consid. 13.1). Gli avvenimenti in relazione con la situazione
politica consecutiva al cambiamento di potere intervenuto nel novembre
2019 non modificano in nulla tale apprezzamento. L’esecuzione dell’allon-
tanamento risulta pertanto di principio ragionevolmente esigibile nelle pro-
vince del (...) e dell’(...) dello Sri Lanka (cfr. sentenza E-1866/2015 con-
sid. 13.3 e 13.4) – ad eccezione della regione di I._ (cfr. sentenza
E-1866/2015 consid. 13.3; DTAF 2011/24 consid. 13.2.2.1) – così come
nelle altre regioni del Paese (cfr. sentenza E-1866/2015 precitata con-
sid. 13.1.2), se sono adempiute alcune condizioni, in particolare l’esistenza
di una rete sociale o familiare, l’accesso all’alloggio e la prospettiva di poter
coprire i propri bisogni elementari.
D-4825/2021
Pagina 17
10.4.3 In specie, come l’ha rilevato a ragione la SEM nella decisione av-
versata, dei fattori favorevoli alla reinstallazione del ricorrente nel distretto
di C._ sono presenti. Egli è difatti giovane, in buona salute, abile al
lavoro ed al beneficio sia di una discreta istruzione che di buona esperienza
professionale come (...), e di vari altri lavori (...) (cfr. verbale 2, D25 segg.,
pag. 4). L’insorgente potrà inoltre tornare ad installarsi presso l’abitazione
famigliare, ritrovando così anche la madre, la sorella e la famiglia di
quest’ultima (cfr. verbale 2, D15 seg., pag. 3). Potrà altresì contare, ove
necessario, pure sul sostegno dello zio (...) e la famiglia di questi che vi-
vono poco discosto dal villaggio di provenienza dell’insorgente, ed il quale
già in passato lo ha supportato sia finanziariamente sia alloggiandolo (cfr.
verbale 2, D10, pag. 3; D31, pag. 4), nonché di un’altra zia pure abitante
nella stessa zona (cfr. verbale 2, D31, pag. 4). Pertanto, la copertura dei
suoi bisogni elementari appare essergli assicurata in caso di ritorno in Sri
Lanka.
10.4.4 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insor-
gente, è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in
relazione con l’art. 44 LAsi).
10.5 Da ultimo, nemmeno risultano impedimenti sotto l’aspetto della possi-
bilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente, usando
della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile
al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12).
10.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontana-
mento, la decisione dell’autorità inferiore va confermata ed il ricorso re-
spinto.
11.
Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha
violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione
non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e
la decisione impugnata confermata.
12.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
D-4825/2021
Pagina 18
13.
Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).
14.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
15.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-4825/2021
Pagina 19