Decision ID: d421bd45-86ba-5ca7-a637-75ab899d9980
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 4 marzo 2014 dall’Ufficio esecuzione (UE) di Lugano, la PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 2'447.20 oltre interessi del 5% dal 27 febbraio 2014, oltre a fr. 19.70 per interessi fino al 26 febbraio 2014 e fr. 400.– per spese d’incasso. All’atto della notifica, avvenuta il 5 mar
zo, l’escusso ha interposto opposizione.
B.
Preso atto che nel frattempo, il 5 maggio 2014, l’escusso aveva ritirato l’opposizione, il 19 settembre 2014 l’UE ha emesso l’avviso di pignoramento per il 14 ottobre.
C.
Con ricorso del 23 settembre 2014, la madre di RI 1, RA 1
, chiede di annullare
l’avviso di pignoramento, facendo valere che il figlio è interdetto già dal 4 ottobre 1994 e che in assenza di ratifica da parte del tutore o da lei quale detentrice dell’autorità parentale sia il contratto concluso con la procedente sia il ritiro dell’opposizione non sono validi.
D.
Nelle sue osservazioni del 13 ottobre 2014, l’UE si è rimesso al giudizio della Camera mentre la PI 1 è rimasta silente.
E.
Interpellata il 5 novembre 2014, l’Autorità regionale di protezione 8 (sede di Lugano Est) ha trasmesso alla Camera la risoluzione n. _ del 26 gennaio 2006, con cui ha revocato la tutela istituita in virtù dell’art. 369 vCC a favore di RI 1 e ripristinato l’autorità parentale nel senso dell’art. 385 cpv. 3 vCC, affidando alla madre RA 1
il compito di amministrare i beni e i redditi del figlio e di salvaguardarne convenientemente gli interessi morali e materiali. Anche a questo riguardo l’escutente non ha formulato osservazioni.

Considerato
in diritto: 1.
Il 1° gennaio 2013, è entrata in vigore la legge federale del 19 dicembre 2008 (Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione), che in particolare modifica la terza parte (art. 360 segg.) del libro primo del Codice civile (diritto delle persone), cambiandone anche l’intitolato (“della protezione degli adulti” anziché “della tutela”). In tale occasione, l’istituto dell’autorità parentale “prolungata” sui figli maggiorenni interdetti (art. 385 cpv. 3 vCC) è stata abbandonata. Nel nuovo diritto, i genitori non possono più essere che curatori di portata generale del figlio. Dal 1° gennaio 2013 i genitori che detenevano l’autorità parentale prolungata sotto il vecchio diritto sono diventati per legge curatori di portata generale con i relativi alleggerimenti previsti dall’art. 420 nCC (art. 14 cpv. 2, 3° periodo Tit. fin.
CC; Philippe
Meier
/Suzana
Lukic
, Introduction au nouveau droit de la protection des adultes, 2011, n. 37 e 177).
Nel caso specifico, RA 1 è quindi da considerarsi curatrice di portata generale del figlio RI 1 (v. sopra ad E), il quale risulta privato per legge dell’esercizio dei diritti civili (art. 398 cpv. 3 CC).
2.
Dal profilo esecutivo, se l’amministrazione dei beni di un debitore maggiorenne spetta a un curatore – come nel caso di specie –, e l’autorità di protezione degli adulti ne ha avvisato l’ufficio d’esecuzione, gli atti esecutivi sono notificati al curatore (art. 68
d
cpv. 1 nLEF). Lo sono anche all’escusso se la sua capacità d’agire non è limitata (art. 68
d
cpv. 2 nLEF), ciò che per contro, come visto, non è il caso nella fattispecie. È nulla la notifica al solo escusso se l’esistenza della misura di protezione è stata comunicata all’ufficio d’esecuzione, mentre è unicamente annullabile se tale comunicazione non è avvenuta (
Kofmel Ehrenzeller
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 41 ad art. 68
d
LEF; G
ehri
in:
SchKG, Kurzkommentar, 2
a
ed. 2014,
n. 3 ad art. 68
d
LEF).
3.
Nel caso in esame, non risulta dagli atti che la risoluzione n. _ emanata il 26 gennaio 2006 dall’allora Commissione tutoria regionale 8 (sede di Lugano Est) sia stata comunicata all’UE, non sussistendo peraltro a quell’epoca un siffatto obbligo. Gli atti esecutivi impugnati sono quindi annullabili entro 10 giorni da quello in cui il ricorrente ne ebbe notizia (art. 17 cpv. 2 LEF). Siccome l’escusso è
privato per legge dell’esercizio dei diritti civili, il momento determinante nella fattispecie è quello in cui la sua rappresentante legale – la madre – ne è venuta a conoscenza. Il ricorso in esame, inoltrato il 23 settembre 2014, è quindi tempestivo non solo contro l’avviso di pignoramento del 19 settembre, ma pure contro il ritiro dell’opposizione sottoscritto da RI 1 il 5 maggio 2014, non evincendosi dall’incarto che la madre ne abbia avuto conoscenza prima che il figlio le comunicasse l’avviso di pignoramento. Oltre che ricevibile, il ricorso è anche fondato, l’escusso non essendo abilitato a ritirare l’opposizione. Occorre pertanto ordinare all’Ufficio di cancellare dal registro delle esecuzioni sia l’avviso di pignoramento che il ritiro dell’opposizione e di registrare RA 1 quale curatrice generale di RI 1.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).