Decision ID: 2430cc7e-087f-4233-a79e-ef5ee598569c
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_004
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: civil_law

Fatti:
A.
La A._LLC è una società statunitense che detiene il know-how della produzione di un principio attivo contenuto in un prodotto farmaceutico, mentre B._SA è una società svizzera, legata a un gruppo farmaceutico canadese. Nell'ambito degli accordi conclusi per la commercializzazione del predetto prodotto farmaceutico è stata creata nel 2007 la società svizzera C._SA, di cui la A._LLC deteneva il 49 % delle azioni e B._SA il 51 %. Nell'art. 5 dell'accordo fra azionisti concluso il 7 dicembre 2007, quest'ultime hanno convenuto che la C._SA non annuncerà né pagherà dividendi fino all'esercizio che si concluderà il 31 gennaio 2013 (lett. a) e che dopo l'assemblea generale che approverà il bilancio e il conto economico per l'esercizio che terminerà il 31 gennaio 2013, le parti si incontreranno e determineranno in buona fede la futura politica dei dividendi della società (lett. b). La C._SA è l'unica proprietaria della D._SA, che distribuisce il prodotto farmaceutico in questione. Il 28 aprile 2014 la B._SA è divenuta l'unica azionista della C._SA, avendo esercitato l'opzione di acquisto prevista all'art. 8 del predetto accordo fra azionisti.
B.
Il 26 novembre 2013 la A._LLC ha incoato una domanda di arbitrato nei confronti della B._SA. Ha chiesto al Tribunale arbitrale di ordinare a quest'ultima di approvare un pagamento in suo favore di euro 3'782'201.--, oltre interessi, da parte della C._SA e della D._SA. In via subordinata ha postulato il pagamento di tale importo dalla B._SA. Ha pure domandato che sia ordinata la convocazione dell'assemblea generale della C._SA e della D._SA entro 10 giorni dalla pronuncia del lodo. Con lodo finale del 5 agosto 2015 i l Tribunale arbitrale della Camera di commercio internazionale (ICC) ha integralmente respinto le richieste dell'attrice e ha posto le spese e le ripetibili a suo carico.
C.
Con ricorso del 21 settembre 2015 la A._LLC chiede, previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame, l'annullamento del lodo. Lamenta che il Tribunale arbitrale si sarebbe a torto ritenuto incompetente a ordinare la convocazione di un'assemblea generale della C._SA. Afferma inoltre che gli arbitri avrebbero violato sia il suo diritto di essere sentita che l'ordine pubblico.
Con riposta 27 ottobre 2015 la B._SA propone di respingere la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso e di dichiarare quest'ultimo inammissibile, rispettivamente di respingerlo nella misura in cui è ammissibile.
Le parti hanno spontaneamente proceduto a un secondo scambio di scritti.
La Presidente della Corte adita ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo con decreto del 1° dicembre 2015.

Diritto:
1.
1.1. Giusta l'art. 54 cpv. 1 LTF il procedimento innanzi al Tribunale federale si svolge in una delle lingue ufficiali, di regola quella della decisione impugnata. Quando quest'ultima è, come in concreto, stata scritta in un'altra lingua (inglese), il Tribunale federale utilizza la lingua ufficiale scelta dalle parti. Il ricorso in materia civile è stato steso in italiano, ragione per cui la presente sentenza viene emanata in tale lingua (DTF 142 III 521 consid. 1).
1.2. L'art. 77 cpv. 1 LTF ammette il ricorso in materia civile contro le decisioni arbitrali alle condizioni poste dagli art. da 190 a 192 della legge federale del 18 dicembre 1987 sul diritto internazionale privato (LDIP). Questa legge è applicabile perché, come risulta pacificamente dal lodo impugnato, la sede dell'arbitrato è a Zugo e una delle parti (la ricorrente) aveva la sua sede all'estero al momento della stipulazione del patto di arbitrato (art. 176 cpv. 1 LDIP). Sono inoltre applicabili le disposizioni del capitolo 12 della LDIP, non avendo le parti esplicitamente escluso la loro applicabilità (art. 176 cpv. 2 LDIP).
1.3. Il ricorso è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro la decisione finale del tribunale arbitrale (art. 90 LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF). La ricorrente, soccombente nella procedura arbitrale, ha il diritto di ricorrere (art. 76 cpv. 1 LTF).
1.4. I motivi di ricorso in materia di arbitrato internazionale sono enumerati esaustivamente all'art. 190 cpv. 2 LDIP. Il Tribunale federale esamina soltanto le censure che il ricorrente propone e motiva (art. 77 cpv. 3 LTF). Questa norma corrisponde a quanto previsto dall'art. 106 cpv. 2 LTF per le censure attinenti alla violazione di diritti fondamentali o di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale. Alla stregua di tale disposto essa istituisce il principio dell'allegazione (Rügeprinzip) ed esclude quindi l'ammissibilità di critiche appellatorie (sentenza 4A_34/2015 del 6 ottobre 2015 consid. 2.2, non pubblicato in DTF 141 III 495). La motivazione dev'essere contenuta nell'atto presentato entro il termine di ricorso: la ricorrente non può - come ha invece fatto in concreto - completare o migliorare la sua impugnativa con la replica (sentenza 4A_86/2013 del 1° luglio 2013 consid. 1.2.2, non pubblicato in DTF 139 III 345; DTF 135 I 19 consid. 2.2).
1.5. Il Tribunale federale statuisce sulla base dei fatti accertati dal tribunale arbitrale (art. 105 cpv. 1 LTF). Non può rettificare o completare d'ufficio gli accertamenti degli arbitri, anche se i fatti sono stati constatati in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto (art. 77 cpv. 2 LTF che esclude l'applicazione dell'art. 105 cpv. 2 LTF). Per contro, il Tribunale federale ha la facoltà di rivedere la fattispecie posta a fondamento del lodo se uno dei motivi previsti dall'art. 190 cpv. 2 LDIP è invocato contro tale fattispecie o se fatti o mezzi di prova nuovi sono eccezionalmente presi in considerazione nell'ambito della procedura del ricorso in materia civile (sentenza 4A_342/2015 del 26 aprile 2016 consid. 3, non pubblicato in DTF 142 III 360).
Giova inoltre rilevare che gli accertamenti del tribunale arbitrale concernenti lo svolgimento della procedura vincolano il Tribunale federale con le medesime riserve, sia che attengano alle conclusioni, ai fatti allegati, alle spiegazioni giuridiche delle parti, alle dichiarazioni fatte nel corso della procedura e alle richieste di prova, sia che concernino il contenuto di una deposizione testimoniale e di una perizia o, ancora, le informazioni raccolte nel corso di un sopralluogo (sentenza 4A_342/2015 del 26 aprile 2016 consid. 3, non pubblicato in DTF 142 III 360, con rinvii).
2.
Per quanto qui interessa la motivazione del lodo impugnato può essere riassunta come segue. Il Tribunale arbitrale ha ritenuto che la controversia inerente alla pretesa distribuzione di dividendi andava risolta interpretando l'art. 5 dell'accordo fra azionisti. Esso ha indicato che alla luce dei due capoversi che compongono la predetta clausola, i dividendi avrebbero unicamente potuto essere distribuiti dopo la decisione dell'assemblea generale che approvava il bilancio e il conto economico dell'esercizio che terminava il 31 gennaio 2014 (il "blocking period" finiva a quel momento), ma che la loro erogazione non sarebbe avvenuta in modo automatico. Ha poi negato che l'opponente abbia esercitato in malafede la sua opzione di acquisto della totalità delle azioni o che abbia promesso una distribuzione di dividendi.