Decision ID: c63054b9-957d-55c1-b217-3d6fdca3b568
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a Il 15 marzo 2013, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assi-
curati residenti all’estero (UAIE; di seguito anche autorità inferiore) ha re-
spinto la domanda volta all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione
svizzera per l’invalidità inoltrata il 17 febbraio 2012 da A._ (di se-
guito: interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino egiziano e italiano,
nato il (...), che ha svolto l’attività di piastrellista, muratore e, da ultimo, di
commerciante di import-export (doc. 10 e doc. 50 dell’incarto dell’autorità
inferiore). L’autorità inferiore ha indicato, nella decisione del 15 marzo
2013, che dagli atti non risulta un’incapacità al lavoro media sufficiente per
un anno ai sensi delle disposizioni di legge; malgrado il danno alla salute,
l’esercizio di un’attività lucrativa è sempre stata esigibile in misura suffi-
ciente per escludere il diritto ad una rendita.
A.b Con sentenza C-2478/2013 del 31 marzo 2015, il Tribunale ammini-
strativo federale ha parzialmente accolto il ricorso del 2 maggio 2013 inter-
posto dall’interessato, annullato la decisione dell’autorità inferiore del 15
marzo 2013 e rinviato gli atti all’UAIE affinché avesse a procedere al com-
pletamento dell’istruttoria – mediante l’espletamento di una perizia pluridi-
sciplinare in reumatologia, neurologia e psichiatria – ed all’emanazione di
una nuova decisione ai sensi dei considerandi (doc. 180). Tale sentenza è
rimasta incontestata.
B.
B.a L’UAIE ha quindi ripreso l’istruttoria e nella perizia pluridisciplinare del
28 novembre 2016 (sulla base delle visite espletate dal 3 al 6 ottobre 2016)
del Servizio di accertamento medico (SAM, doc. 291) – nella quale sono
raccolti i pareri di specialisti in medicina interna, reumatologia, neurologia
e psichiatria –, non è stata ritenuta alcuna diagnosi con influsso sulla ca-
pacità lavorativa. I periti del SAM hanno quindi ritenuto una capacità lavo-
rativa totale come commerciante di import-export (ossia l’ultima attività
svolta dall’interessato) e hanno altresì precisato che non vi è mai stata nes-
suna riduzione della capacità lavorativa (cfr. doc. 291, in particolare pag.
25, 26, 30, 31 e 32).
B.b Con progetto di decisione del 17 febbraio 2017, fondato pure sul rap-
porto finale del Servizio medico regionale (SMR) del 24 gennaio 2017 (doc.
299), l’UAIE ha prospettato il respingimento della domanda dell’interessato
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volta all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità. È stato in particolare indicato che dagli atti non risulta un’incapacità al
lavoro media sufficiente per un anno ai sensi delle disposizioni di legge;
malgrado il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è sempre
stata esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto ad una rendita
(doc. 300).
B.c Con osservazioni del 21 marzo 2017 e del 5 aprile 2017 (cfr. doc. 306
[ripetuto in doc. 307] e doc. 315), l’interessato ha contestato il menzionato
progetto di decisione. Ha fatto valere che il suo stato di salute è peggiorato
nel corso degli anni, che non riesce a lavorare e che ha difficoltà economi-
che. Ha allegato diversa documentazione medica, segnatamente il verbale
del 20 dicembre 2016 della Commissione medica italiana per l’accerta-
mento della capacità globale ai fini del collocamento mirato (da cui emerge
che sarebbe collocabile in attività lavorativa di tipo manuale che non pre-
veda movimentazione manuale di carichi, sovraccarico biomeccanico degli
arti superiori e stazione eretta prolungata [doc. 318 pag. da 3 a 11]), il ver-
bale del 20 dicembre 2016 della Commissione medica italiana per l’accer-
tamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità (me-
diante il quale è stata attestata un’invalidità pari al 60% a decorrere dal 12
settembre 2016 [doc. 318 pag. da 14 a 17]), il verbale del 20 dicembre
2016 della Commissione medica per l’accertamento dell’handicap (me-
diante il quale l’interessato è stato riconosciuto portatore di handicap [doc.
318 pag. da 20 a 27]), nonché il certificato per l’erogazione di forniture pro-
tesiche del 17 marzo 2017 (segnatamente di un busto e di un plantare [doc.
320 pag. 1]). Infine, con atto del 25 aprile 2017, l’interessato ha indicato
che, alla luce della molteplice documentazione medica già agli atti, man-
tiene la richiesta di una rendita intera d’invalidità a decorrere dal mese di
luglio del 2012 (doc. 324).
B.d Con e-mail dell’8 maggio 2017 (doc. 326) e del 23 giugno 2017 (doc.
332), l’interessato ha trasmesso copie del reperto dell’ecografia della cute
e del tessuto sottocutaneo dell’8 maggio 2017 (doc. 325) e la valutazione
neuropsicologica del 22 giugno 2017 (doc. 331). Il 22 agosto 2017, ha al-
tresì trasmesso il certificato psichiatrico (a fini medico legali) del 31 luglio
2017 (doc. 337).
B.e Con prese di posizione del 3 luglio 2017, del 6 novembre 2017 e del
27 novembre 2017, i medici del SMR con specializzazioni in medicina in-
terna, neurologia e psichiatria, hanno ritenuto che la documentazione tra-
smessa dall’interessato non apporta nuovi elementi medici atti a modificare
le conclusioni di cui alla perizia pluridisciplinare del 28 novembre 2016 del
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SAM nonché la precedente valutazione di cui al rapporto finale del SMR
del 24 gennaio 2017 (doc. 333, doc. 341 e doc. 343).
B.f Con decisione del 12 dicembre 2017, l’UAIE ha respinto la richiesta di
prestazioni dell’interessato, ritenuto che sulla base della perizia pluridisci-
plinare del SAM del 28 novembre 2016, nonché segnatamente delle prese
di posizione dei medici del SMR del 3 luglio 2017, del 6 novembre 2017 e
del 27 novembre 2017, non risulta un’incapacità al lavoro media sufficiente
per un anno; malgrado il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lavora-
tiva è sempre stata, ed è, esigibile in misura sufficiente per escludere il
diritto ad una rendita. L’autorità inferiore ha considerato in particolare che,
negli ambiti della psichiatria, della reumatologia e della neurologia, non vi
sono diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa e che l’ultima attività
lavorativa esercitata è esigibile a tempo pieno. Quanto al fatto che l’inte-
ressato sia stato riconosciuto invalido al 60% nel proprio Paese di resi-
denza, l’UAIE ha indicato che le decisioni della previdenza estera non vin-
colano l’assicurazione invalidità svizzera in quanto i fattori per la determi-
nazione dell’invalidità sono differenti tra il Paese di residenza attuale (Italia)
e la Svizzera (doc. 344).
C.
C.a Il 26 gennaio 2018, l’interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF), mediante il quale ha sostanzialmente chie-
sto il riconoscimento del diritto di percepire una rendita dell’assicurazione
svizzera per l’invalidità nonché fatto valere un accertamento insufficiente
dei fatti giuridicamente rilevanti. Ha indicato che egli presenta danni fisici e
neuropsicologici che non gli permettono di lavorare. Ha altresì formulato
una domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio. Ha allegato
diversa documentazione medica (già agli atti) ed economica (doc. TAF 1 e
allegati).
C.b Con risposta del 20 agosto 2018, l’autorità inferiore ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. L’UAIE ha os-
servato che la valutazione medica della fattispecie si basa in particolare
sulla perizia pluridisciplinare del SAM del 28 novembre 2016 – la quale
soddisfa i requisiti posti dalla giurisprudenza e cui può quindi essere attri-
buita piena forza probatoria – nonché sulle prese di posizione del proprio
Servizio medico del 24 gennaio 2017, del 3 luglio 2017, del 6 novembre
2017 e del 27 novembre 2017. Quanto alla documentazione medica tra-
smessa con il ricorso, l’UAIE ha osservato che la stessa figura già agli atti,
che menziona le patologie già note e che è già stata valutata nell’ambito
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della decisione impugnata. Ha altresì osservato che dall’atto di ricorso
stesso non emergono elementi oggettivi in grado di modificare la valuta-
zione medico-lavorativa concernente il ricorrente (doc. TAF 4).
C.c Il 14 settembre 2018 (cfr. timbro postale), il ricorrente ha trasmesso
della documentazione medica in parte già agli atti e in parte di data poste-
riore alla decisione impugnata (doc. TAF 8). Con scritto del 17 settembre
2018 (cfr. timbro postale), ha indicato di essere stato in cura in B._
presso degli specialisti in reumatologia e psichiatria ma di non poter pro-
durre la relativa documentazione medica perché la stessa sarebbe rimasta
in B._. Ha altresì indicato di essere riconosciuto invalido al 60% in
Italia, che il suo stato di salute è peggiorato e che versa in difficoltà econo-
miche (doc. TAF 9). Il 1° ottobre 2018 (cfr. timbro postale), il ricorrente ha
trasmesso ulteriore documentazione medica (di data posteriore alla deci-
sione impugnata), nonché della documentazione economica (doc. TAF 10).
Il 27 ottobre 2018, ha ribadito esservi stato un peggioramento del suo stato
di salute e chiesto il riconoscimento di un’invalidità pari al 60% come già in
Italia (doc. TAF 11).
C.d Con scritto del 6 novembre 2018, l’insorgente ha indicato di non essere
più rappresentato dal Patronato che lo aveva assistito nella precedente
causa dinanzi al TAF e chiesto di essere rappresentato dall’avv. C._
di D._. Ha altresì trasmesso il formulario “Domanda di gratuito pa-
trocinio”, dal quale emerge in particolare che beneficia della protezione giu-
ridica del sindacato E._ di F._, nonché allegato diversi do-
cumenti (doc. TAF 14 e allegati).
C.e Con scritti del 20 dicembre 2019, del 9 gennaio 2020, del 20 gennaio
2020 e del 6 febbraio 2020, l’autorità inferiore ha trasmesso per compe-
tenza a questo Tribunale la documentazione medica nonché la documen-
tazione economica trasmessale dal ricorrente (doc. TAF 17, doc. TAF 18,
doc. TAF 19 e doc. TAF 22 con i relativi allegati).
C.f Il 29 gennaio 2020, il ricorrente ha comunicato di essere stato ricono-
sciuto invalido in Italia nella misura del 67% a comprova del peggioramento
del suo stato di salute (doc. TAF 20 e doc. TAF 21).
C.g Conto tenuto della nuova documentazione prodotta dall’insorgente,
con provvedimento dell’11 febbraio 2020, questo Tribunale ha invitato l’au-
torità inferiore a depositare, entro il 12 marzo 2020, un complemento alla
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risposta al ricorso e ad indicare se intendeva mantenere la proposta di reie-
zione del ricorso formulata nella risposta al ricorso del 20 agosto 2018 (doc.
TAF 23). Il termine è scaduto infruttuoso.
C.h Con decisione incidentale del 18 giugno 2020 (notificata al ricorrente il
24 giugno 2020 [cfr. avviso di ricevimento, doc. TAF 28]), questo Tribunale
ha respinto la domanda di gratuito patrocinio, ritenuto, da un lato, che il
solo fatto che nell’ambito della procedura di prima istanza sia stata esperita
una perizia pluridisciplinare ancora non giustifica di per sé di considerare
che si tratti di una fattispecie con questioni di fatto e di diritto complesse
tali da rendere necessaria l’assistenza di un avvocato d’ufficio, e, dall’altro
lato, che non appare alcun motivo – né il ricorrente ne ha fatti valere di
consistenti – per cui il sindacato E._ di F._ non sarebbe in
grado di tutelare adeguatamente i suoi interessi nell’ambito della presente
procedura; il ricorso ad un avvocato non era dunque né necessario né in-
dicato (citate le sentenza del TF 8C_835/2016 del 3 febbraio 2017 consid.
6; 9C_668/2009 del 25 marzo 2010 consid. 2 con rinvii; 9C-105/2007 del
13 novembre 2007 consid. 1.3 con rinvii e I 472/06 del 21 agosto 2007
consid. 6 con rinvii). Nella menzionata decisione è stato altresì indicato che
la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-
mento delle spese processuali e del relativo anticipo, sarebbe stata evasa
ulteriormente (doc. TAF 24).
C.i Nella replica del 27 giugno 2020, il ricorrente ha ribadito la gravità del
suo stato di salute e trasmesso ulteriore documentazione medica di data
anteriore alla decisione impugnata – già agli atti – nonché di data posteriore
alla decisione impugnata (doc. TAF 25 e allegati).
C.j Con provvedimento del 30 giugno 2020, questo Tribunale ha trasmesso
per conoscenza all’autorità inferiore copie della replica del 27 giugno 2020
e degli allegati documenti (doc. TAF 26).
C.k Il 3 luglio 2020, il 6 luglio 2020 e l’11 settembre 2020 (cfr. timbri postali),
l’insorgente ha trasmesso ulteriore documentazione medica recente (doc.
TAF 27, doc. TAF 29 e doc. TAF 30).
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Pagina 7

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione impu-
gnata e avente un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla
sua modifica (art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso – interposto tem-
pestivamente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispettoso dei requisiti
previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammis-
sibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
è domiciliato in tale Stato (Italia) e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF
143 V 81, in particolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC
(RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
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ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 12 dicembre
2017. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione im-
pugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti
verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-
certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi
sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di in-
fluire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione liti-
giosa è stata resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011
consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200
consid 3a in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017
del 4 dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-
dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-
mente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché
art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al
Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid.
3 e 4).
Il ricorrente adempie in ogni caso la condizione della durata minima di con-
tribuzione, avendo pagato contributi per più di nove anni all’assicurazione
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Pagina 10
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (cfr. consid. 5 della sen-
tenza del TAF C-2478/2013 del 31 marzo 2015, nonché cfr. doc. 28 [anni
di contribuzione in Italia]).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI).
5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
C-608/2018
Pagina 11
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
Tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
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data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
6.6 Va ancora rilevato che in linea di principio (DTF 143 V 418 e DTF 143
V 409), tutte le malattie psichiche devono soggiacere a una procedura pro-
batoria strutturata secondo la DTF 141 V 281. La DTF 141 V 218 consid.
4.3.1.3 deve essere intesa nel senso che i disturbi, indipendentemente
dalla loro diagnosi, possono rientrare in una comorbidità giuridicamente ri-
levante, se nel caso concreto può essere loro attribuito un effetto ostaco-
lante sulle risorse (consid. 8.1). Questa nuova giurisprudenza è applicabile
a tutti i casi ancora pendenti al momento della modifica della prassi (cfr.
sentenza del TF 8C_453/2019 del 3 febbraio 2020 consid. 3.3 con rinvio).
Peraltro, ogni valutazione peritale, anche alla luce della DTF 141 V 281,
soggiace – entro i limiti indicati dalla più recente giurisprudenza del Tribu-
nale federale – al libero apprezzamento dell’amministrazione e, in sede
ricorsuale, del Tribunale. A determinate condizioni, una procedura proba-
toria strutturata è superflua, segnatamente quando un'incapacità lavorativa
è negata sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici spe-
cialisti (DTF 143 V 409 consid. 4.5.3 con rinvii).
6.7 In assenza di una valutazione peritale lege artis rispondente ai criteri
della DTF 143 V 418 (in combinazione con la DTF 141 V 281), sussiste un
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valido motivo – per l’amministrazione rispettivamente per il Tribunale – per
scostarsi dalla valutazione peritale medesima, senza incorrere in un illegit-
timo esame giuridico parallelo (DTF 145 V 361 consid. 4, in particolare 4.3,
con rinvii).
7.
7.1 Nel caso di specie, questo Tribunale osserva che dalla perizia pluridi-
sciplinare del 28 novembre 2016 del SAM (doc. 291) risulta che l’insor-
gente soffre segnatamente di “disturbo istrionico di personalità (ICD-10GM
F 60.4) / Disturbo istrionico di personalità (DSM-V 301.50); possibile inci-
piente gonartrosi mediale bilaterale; incipiente discopatia L4-L5 ed L5-S1
con/su fissura dell’anulo fibroso (MRI del 27 luglio 2016); pregressi traumi
cervicali distorsivi (a partire dal 17 luglio 2006 / 25 gennaio 2007, ultimo il
26 giugno 2016); possibile DISH (iperostosi scheletrale idiopatica diffusa);
cefalee croniche, in buona parte dal carattere tensivo; obesità (BMI ca 31
Kg/m2); ipoacusia bilaterale; intertrigo ano-genitale-inguinale”. I periti del
SAM hanno ritenuto che tali affezioni non comportano un influsso sulla ca-
pacità lavorativa e hanno quindi ritenuto una capacità lavorativa totale
come commerciante di import-export (ossia l’ultima attività svolta). Gli
esperti del SAM hanno altresì precisato che non vi è mai stata una ridu-
zione della capacità lavorativa. Questo Tribunale osserva che la perizia
pluridisciplinare del SAM – che raccoglie i pareri di specialisti in medicina
interna (dei dott.ri G._ e H._), in reumatologia (cfr. perizia
reumatologica del dott. I._ del 5 ottobre 2016 [doc. 276] alla quale
è stato allegato il test “Elaborazione del dolore, comportamento nei riguardi
delle prestazioni richieste e consistenza” da cui emerge che vi è da parte
dell’insorgente un’amplificazione di sintomi di grado elevato), in neurologia
(cfr. perizia neurologica del dott. L._ del 10 ottobre 2016 [doc. 277])
e in psichiatria (cfr. perizia psichiatrica della dott.ssa M._ del 14 no-
vembre 2016 [doc. 274] nonché l’esame clinico secondo AMDP-System
[doc. 275]) – si basa sulle visite del peritando avvenute tra il 3 e il 6 ottobre
2016, sulla documentazione messa a disposizione dall’autorità inferiore,
nonché su quella direttamente portata dal ricorrente alle visite presso i pe-
riti del SAM. Il rapporto della perizia pluridisciplinare comporta l’introdu-
zione, l’elenco degli atti, l’anamnesi (famigliare, personale/sociale, profes-
sionale, patologica e sistemica), le affezioni attuali, la descrizione della
giornata, le constatazioni obiettive, la diagnosi, la discussione, la convin-
cente e motivata valutazione delle conseguenze delle patologie rilevate
sulla capacità lavorativa e d’integrazione. Questo Tribunale osserva infine
che la perizia pluridisciplinare del SAM risponde ai requisiti posti dalla giu-
risprudenza del Tribunale federale in merito all’allestimento delle perizie
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lege artis e può pertanto essere considerata, contrariamente a quanto ge-
nericamente preteso dal ricorrente, un mezzo probatorio idoneo per la va-
lutazione dello stato di salute del ricorrente e del suo influsso sulla sua
capacità lavorativa, senza che vi sia alcuna necessità di ulteriori approfon-
dimenti specialistici da cui non vi è da attendersi alcun nuovo elemento
decisivo, fermo restando che non è necessario che una perizia psichiatrica
adempia i requisiti di una procedura probatoria strutturata allorquando lege
artis è stata esclusa un’affezione psichica avente incidenza sulla capacità
lavorativa (cfr. più in dettaglio i consid. 7.2 a 7.4).
7.2 Certo, il ricorrente ha contestato il valore probatorio della perizia pluri-
disciplinare del SAM, facendo riferimento in particolare al verbale della
Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile, delle condi-
zioni visive e della sordità del 20 dicembre 2016 – nel quale è stato ricono-
sciuto invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa al 60%
(doc. 318 da pag. 14 a 17 e allegato al doc. TAF 1) –, al referto dell’eco-
grafia scrotale dell’8 maggio 2017 (doc. 325 e allegato al doc. TAF 1), ri-
spettivamente alla valutazione neuropsicologica del 22 giugno 2017 (dalla
quale emerge una “riduzione della competenza cognitiva probabilmente ri-
conducibile al disagio emotivo noto” [doc. 331 e allegato al doc. TAF 1]),
nonché al certificato psichiatrico del 31 luglio 2017 (nel quale è indicata la
diagnosi di reazione di adattamento con disturbo misto emotivo e condotta
F43 [doc. 337]). Questo Tribunale osserva che i menzionati documenti
sono stati esaminati dal medico del SMR, specialista in medicina generale,
nonché dai medici dell’UAIE specialisti in neurologia e in psichiatria, i quali
hanno ritenuto che gli stessi non apportano nuovi elementi medici atti a
mettere in discussione la valutazione dei periti del SAM. In particolare, è
stato considerato che l’ecografia scrotale dell’8 maggio 2017 mette in evi-
denza un idrocele bilaterale, il quale è un problema benigno senza impatto
durevole sulla capacità lavorativa e che può essere facilmente risolto con
una semplice operazione che comporterebbe tutt’al più qualche giorno di
convalescenza (cfr. presa di posizione del 3 luglio 2017 del medico SMR,
specialista in medicina generale [doc. 333]); non sussiste alcun motivo, né
il ricorrente ne fa valere uno consistente, per mettere in dubbio tale conclu-
sione del medico SMR. Quanto alla valutazione neuropsicologica del 22
giugno 2017, è stata rilevata l’assenza di una diagnosi di malattia degene-
rativa e l’assenza di lesioni celebrali (cfr. presa di posizione del 6 novembre
2017 del medico dell’UAIE, specialista in neurologia [doc. 341] e presa di
posizione del 27 novembre 2017 del medico dell’UAIE, specialista in psi-
chiatria [doc. 343]), non sussistendo neppure in tale ambito un qualsivoglia
motivo serio per discostarsi da tale apprezzamento da parte di medici spe-
cialisti dell’UAIE. Quanto al (breve) rapporto psichiatrico del 31 luglio 2017,
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esso non fornisce elementi medici atti a mettere in dubbio le risultanze della
perizia psichiatrica del SAM che risulta convincente (cfr. presa di posizione
del 27 novembre 2017 del medico dell’UAIE, specialista in psichiatria [doc.
343]). Infine, con riferimento al verbale della Commissione medica italiana
per l’accertamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sor-
dità del 20 dicembre 2016, è stato ritenuto che non apporta nuovi elementi
clinici o radiologici, che esso è semplicemente una diversa valutazione di
un medesimo stato dei fatti e che non è atto a modificare le diagnosi rite-
nute dai periti del SAM (cfr. presa di posizione del 3 luglio 2017 del medico
SMR, specialista in medicina generale [doc. 333] nonché presa di posi-
zione del 6 novembre 2017 del medico dell’UAIE, specialista in neurologia
[doc. 341]), senza che ad un esame d’ufficio, del citato verbale della Com-
missione medica italiana, risulti alcun elemento/motivo per discostarsi da
tale valutazione. Questo Tribunale osserva inoltre che l’insorgente non può
dedurre alcunché dal fatto che sia stato riconosciuto invalido ai sensi del
diritto italiano (v. segnatamente il verbale della Commissione medica per
l’accertamento dell’invalidità civile, delle condizioni visive e della sordità del
20 dicembre 2016, mediante il quale il ricorrente è stato ritenuto invalido in
misura del 60%). Giova infatti rammentare che la valutazione di un’autorità
straniera con riferimento all’incapacità lavorativa di un assicurato, fondata
altresì su un sistema diverso da quello svizzero, non vincola di principio le
autorità svizzere nell’apprezzamento del caso secondo il diritto svizzero
(DTF 130 V 253 consid. 2.4; cfr. anche la sentenza del TF 9C_514/2014
del 23 dicembre 2014 consid. 7 e la sentenza del TAF C-5131/2017 del 27
agosto 2019 consid. 9.3.3). Peraltro, nel caso concreto da detta documen-
tazione italiana non risulta comunque spiegato in modo intelligibile e con-
sistente per quale motivo è stata ritenuta per una determinata affezione o
per l’insieme delle stesse una determinata incapacità lavorativa. Questo
Tribunale considera pertanto che i documenti in questione non sono chia-
ramente suscettibili di giustificare dubbio alcuno sulla pertinenza delle dia-
gnosi ritenute dai periti SAM e dai medici SMR/UAIE, rispettivamente
sull’incidenza delle stesse sulla capacità lavorativa, e che giustifichino
l’espletamento di ulteriori approfondimenti specialistici.
7.3 Benché la questione non sia stata sollevata dal ricorrente, giova per
completezza osservare che nella perizia reumatologica del 5 ottobre 2016
fra le diagnosi è menzionata pure una “possibile meralgia parestetica alla
coscia sinistra” e che nella perizia neurologica del 10 ottobre 2016, oltre
alle cefalee, il neurologo ha anche indicato la diagnosi di “lombalgie croni-
che su alterazioni statico-degenerative del rachide lombo-sacrale, senza
segni di sofferenza radicolare ai membri inferiori”. Questo Tribunale os-
serva che tali affezioni non sono state riprese nella perizia pluridisciplinare
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del SAM. Tuttavia, può essere rilevato che tale dimenticanza non ha alcuna
incidenza sull’esito della presente causa, in quanto anche tali affezioni,
come tutte le altre ritenute, sono state considerate in modo persuasivo, sia
dal reumatologo sia dal neurologo, senza influsso sulla capacità lavorativa.
Peraltro, e stante la convincente conclusione peritale secondo la quale non
vi era alcuna affezione psichica con incidenza sulla capacità lavorativa nel
momento determinante e fino alla data della decisione impugnata, in as-
senza di ulteriore documentazione specialistica (in psichiatria) rispondente
ai criteri giurisprudenziali di una necessaria consistenza che ponga una
diagnosi psichiatrica, avente incidenza sulla capacità lavorativa, fondata su
un sistema riconosciuto internazionalmente, non era (né è) necessario che
la perizia psichiatrica avesse (abbia), da questo profilo, a rispondere ai cri-
teri di una procedura probatoria strutturata ai sensi della giurisprudenza di
cui alla DTF 143 V 409 in combinazione con la DTF 141 V 281 (cfr., su
questo punto, la DTF 143 V 418 consid. 7.1 con rinvii), il ricorrente non
avendo altresì neppure sollevato una siffatta censura.
7.4 Stante le premesse, non vi è pertanto alcun motivo d’ordinare ulteriori
accertamenti retrospettivi – neppure in ambito psichiatrico – lo stato di sa-
lute del ricorrente fino al momento della decisione litigiosa essendo stato
sufficientemente acclarato e valutato e non potendosi pertanto attendere
da ulteriori approfondimenti alcun nuovo riscontro decisivo (cfr., sulla que-
stione, pure la sentenza del TAF C-4925/2018 dell’8 novembre 2019 con-
sid. 8.8.3).
7.5 Infine, questo Tribunale rileva che il ricorrente non ha prodotto alcun
documento medico di data anteriore alla decisione impugnata che non sia
già stato valutato dai periti del SAM o dai medici del SMR, rispettivamente
del servizio medico dell’UAIE per il tramite dei necessari specialisti. Per il
resto, l’ulteriore documentazione medica trasmessa dal ricorrente in sede
ricorsuale è di data posteriore alla decisione impugnata e non riferisce di
alcun accertamento avente carattere retrospettivo con riferimento ad una
affezione già esistente al momento della pronuncia della decisione impu-
gnata suscettibile di avere incidenza sulla capacità lavorativa. In altri ter-
mini, il ricorrente non ha prodotto referti medici atti a mettere in dubbio le
conclusioni cui è giunta l’autorità inferiore (fino alla data della decisione
impugnata) in virtù di sufficienti e sostanzialmente convincenti accerta-
menti specialistici.
8.
In conclusione, il ricorso del 26 gennaio 2018 deve essere respinto e con-
fermata la decisione impugnata del 12 dicembre 2017 (il ricorrente potendo
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svolgere al 100% la sua precedente attività lavorativa di commerciante im-
port-export e non essendovi dunque una perdita economica dovuta ad un
danno alla salute fisica e psichica avente incidenza sulla capacità lavora-
tiva [cfr., sulla questione, il considerando 5.5 del presente giudizio con rin-
vio]).
9.
9.1 Secondo l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono poste di regola
a carico della parte che soccombe. Tuttavia, nel caso concreto si rinuncia
eccezionalmente alla riscossione da parte del ricorrente di spese proces-
suali (art. 63 cpv. 1 PA nonché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), ritenuto che la sua situa-
zione economica appare precaria ed al limite dell’indigenza (doc. TAF 14
ed allegati). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta priva di og-
getto (quella di gratuito patrocinio essendo stata respinta dal TAF con de-
cisione incidentale del 18 giugno 2020 [doc. TAF 24]).
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto
(v., fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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