Decision ID: 9fb2f4ec-41ae-5d5b-b352-557b7ad47ada
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
L’attore sostiene di avere mutuato alla convenuta il 1° dicembre 1993 fr. 17’500.-- destinati a costituire un aiuto per la di lei famiglia, in asserite difficoltà economiche.
La convenuta rifiuterebbe la restituzione del mutuo, dal che la petizione in rassegna.
La convenuta si è opposta alla petizione contestando di avere mai mutuato del denaro dall’attore, che pertanto mai le avrebbe consegnato la somma di fr. 17’500.--.
Il Pretore sulla scorta delle risultanze istruttorie ha ritenuto comprovata la consegna di fr. 17’500.-- dall’attore alla convenuta, ma non invece la causale di tale consegna, così che non vi sarebbe in definitiva la prova dell’asserito contratto di mutuo, dal che la reiezione della petizione.
B.
Con l’appello l’attrice postula la riforma del querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione asserendo, in sintesi, dopo avere riproposto la propria versione dei fatti, che il Pretore avrebbe male valutato il materiale probatorio agli atti, giungendo all’errata conclusione dell’inesistenza del rapporto di mutuo.
Delle argomentazioni della resistente, che chiede la reiezione del gravame protestando spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Chi, come l’attore, pretende la restituzione di una somma di denaro invocando le norme sul contratto di mutuo (art. 312-318 CO) deve dimostrare, cumulativamente, l’esistenza di siffatto contratto, l’avvenuta erogazione del denaro di cui si chiede la restituzione, e l’esigibilità della pretesa in conseguenza della scadenza del mutuo o della sua lecita disdetta da parte del mutuante (per tante:
II CCA
24 luglio 1996 in re B. SA/A. SA;
CEF
7 febbraio 1996 in re U./M.).
2.
Il Pretore ha ammesso l’avvenuta erogazione di fr. 17’500.-- dall’attore alla convenuta, con un apprezzamento delle prove che può qui essere senz’altro confermato.
In tal senso convergono infatti il prelievo nella data determinante di un’equivalente quantitativo di valuta italiana (doc. D, pag. 1), l’immediata conversione di quel denaro in franchi svizzeri (doc. D, pag. 2 e 3) -laddove dall’incarto non emergono altri legami dell’attore con la Svizzera giustificanti tale operazione-, e la deposizione _-che attesta della trasferta a _ presso la convenuta il giorno stesso del prelevamento-, e l’incontestata esistenza tra le parti di un rapporto affettivo, risultanze da preferire nella valutazione globale alla contraria indicazione scaturita dall’interrogatorio formale della convenuta.
3.
Il primo giudice ha tuttavia negato l’esistenza dell’asserito rapporto di mutuo e respinto perciò la petizione, con motivazione che non può tuttavia essere condivisa da questa Camera.
Si deve infatti ritenere che nel caso di consegna di denaro esiste una presunzione naturale del fatto che essa sia avvenuta a titolo oneroso, ovvero per acquisire un credito (credendi causa) o per estinguere un debito (solvendi causa), e non gratuito, essendo la gratuità della dazione da presumere solo nei rapporti tra coniugi (
II CCA
2 marzo 1998 in re A./P.).
La convenuta non ha neppure tentato di sostenere l’esistenza di un suo credito nei confronti dell’attore che questi potrebbe avere soluto con la consegna della somma in questione, limitandosi a sostenere la tesi, sconfessata dell’istruttoria, per cui essa nulla avrebbe ricevuto.
Non potendosi applicare gli art. 66 e 513 cpv. 2 CO, a torto richiamati nel giudizio impugnato, non trattandosi manifestamente né di meretricio e neppure del pagamento di debiti di gioco, se ne deve rimanere alla predetta presunzione di onerosità della dazione di denaro in esame, con la conseguenza che la convenuta è per principio tenuta alla restituzione, senza che in concreto essa abbia saputo addurre alcunché che possa giustificare un diverso risultato.
4.
Pacifica infine, l’esigibilità dell’importo richiesto per effetto della lettera del 21 agosto 1995 (doc. I), determinante altresì per la decorrenza degli interessi moratori al 5%, così come rettamente richiesto dall’attore.
Ne segue l’accoglimento del gravame ai sensi dei considerandi.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili delle due sedi seguono la soccombenza della convenuta (art. 148 CPC).