Decision ID: ab6c5d82-725d-42ae-bb0e-7532f53fb43e
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. La frazione di A._ del Comune di A._ assieme ai Comuni di
B._, D._, F._ e G._ fa parte del comprensorio di rete
n. E._ gestito dalla C._ SA le cui azioni sono state sottoscritte
per il 70 % da Comuni nei quali la C._ distribuisce energia (tra questi
vi sono, oltre a comuni ticinesi, il Comune di F._ e di D._ ma non
quello di A._) nonché per il 30 % dall'H._. Per quanto concerne
il comprensorio n. E._, l'energia fornita da C._ proviene da
acquisti presso la T._ composta dai Comuni del comprensorio n.
E._ che hanno a disposizione l'energia di partecipazione e di
concessione (prodotta dalle rispettive società idroelettriche in base alle
relative concessioni per lo sfruttamento delle acque con i comuni – eccetto
quello di B._ che non beneficia di canoni d'acqua). L'energia di
partecipazione e di concessione è gestita per conto dei Comuni dalla
I._ SA.
La frazione di J._ del Comune di A._ costituisce un altro
comprensorio (n. 407), approvvigionato da una propria azienda elettrica di
distribuzione, mentre la frazione di K._ del Comune di A._ è
situata nel comprensorio n. 406 servito dall'Azienda elettrica di L._.
Le aziende elettriche comunali dispongono di un centro di competenza
comune per la gestione della rete (M._).
2. La prima convenzione per la distribuzione di energia sul territorio del
Comune di A._ con la C._ (allora: N._ S.A.) risale al 1932
ed è stata rinnovata nel 1952, nel 1972 e da ultimo il 22/27 ottobre 1997
per il periodo fino al 31 dicembre 2016. L'Accordo del 2011 sulla modifica
della Convenzione del 1997 è stato approvato dall'elettorato del Comune
di A._ il 19 giugno 2011. L'approvazione è stata notificata alla
C._ con lettera dell'8 luglio 2011, ma nessuna delle due parti ha mai
firmato detto Accordo.
- 3 -
3. Con raccomandata del 31 maggio 2013 il Comune di A._ (parimenti
agli altri Comuni T._ del comprensorio n. E._) ha disdetto
(cautelativamente) la Convenzione del 1997/2011 con effetto al 31
dicembre 2016, invitando la C._ a sottoporgli dei modelli alternativi
all'attuale convenzione di privativa.
4. Dopo la disdetta, i Comuni T._ hanno avviato delle trattative con
la C._ su possibili nuove concessioni. Il 19 agosto 2016 la C._
ha presentato a tutti i Comuni T._ (e quindi anche al Comune di
A._) una bozza di contratto della nuova convenzione. Dopo che il
Comune di A._ ad ottobre 2016 aveva chiesto una modifica della
bozza, il 18 novembre 2016 la T._, con consenso della C._,
ha sottoposto al Comune di A._ una nuova versione della
convenzione privativa tenente conto delle richieste del Comune di A._
(in particolare la facoltà di disdetta straordinaria dopo tre anni dal rinnovo).
5. Il 20 dicembre 2016 i Municipi dei Comuni T._ hanno firmato con
la C._ due accordi circa i valori della rete di distribuzione e circa la
vendita di energia elettrica ai clienti vincolati. Questi accordi sono stati
conclusi sotto la premessa che i Comuni firmatari intendevano stipulare
delle nuove concessioni con la C._. Detti accordi prevedono la loro
entra in vigore alla crescita in giudicato delle nuove convenzioni e
stabiliscono che essi saranno da ritenere nulli se le nuove convenzioni non
dovessero entrare in vigore, ad eccezione degli aspetti che dovessero già
essere stati considerati per il calcolo delle tariffe dell'energia per l'anno
2017.
6. A differenza degli altri quattro Comuni T._, il Comune di A._
non ha concluso alcuna nuova concessione con la C._. La C._
ha tuttavia continuato a distribuire l'energia nella frazione di A._
anche dal 1. gennaio 2017 in avanti. Il 20 ottobre 2017, dopo approvazione
dei conti, come ogni anno la C._ ha inviato al Comune di A._ la
- 4 -
tabella dettagliata dei valori di riscatto della rete per la fine del 2016. Il
valore di riscatto della rete al 31 dicembre 2016 ammontava a CHF
3'243'089.97.
7. Con lettera dell'8 febbraio 2018 la C._ ha chiesto al Comune di
A._ un incontro per conoscere le sue intenzioni, dato che in seguito
alla disdetta della convenzione sarebbe venuta a mancare la base
contrattuale. Nella lettera del 15 marzo 2018 la C._ ha ribadito la
necessità di un incontro, rammaricandosi che il Comune non abbia dato
risposta al precedente invito. Con scritto del 12 aprile 2018 la C._ ha
reso attento il Comune sulla situazione giuridica conseguente alla disdetta
del 31 maggio 2013 con effetto al 31 dicembre 2016 e agli accordi
sottoscritti il 20 dicembre 2016, in uno dei quali la C._ si impegnava
a ritirare l'energia "prodotta localmente" (ovvero l'energia di partecipazione
O._ SA sino a concorrenza della quantità usata nel rispettivo
Comune). La C._ ha fra l'altro segnalato che la sua offerta di
convenzione consegnata a novembre 2016 era decaduta, siccome dopo il
lungo tempo trascorso il Comune non vi avrebbe dato seguito. La C._
ha quindi chiesto al Comune di sottoporle una proposta di date per un
incontro chiarificatore. Il 14 maggio 2018 il Comune si è scusato per la
tardiva risposta dovuta agli impegni assolti nell'ambito dell'aggregazione.
Come proposto dal Comune, il 20 giugno 2018 vi è stato un incontro tra la
C._ e il Comune. Con lettera del 24 luglio 2018, il Comune ha
comunicato alla C._ che entro la fine di novembre 2018 avrebbe
provveduto a definire l'ulteriore modo di procedere.
8. Con lettera del 30 novembre 2018 il Comune di A._ ha comunicato
alla C._ di voler regolare il trapasso di proprietà degli impianti della
rete di distribuzione nonché il trapasso della distribuzione secondo la
Convenzione del 1997/2011 per il 31 dicembre 2019 e ha chiesto alla
C._ di comunicargli il valore di riscatto degli impianti al 31 dicembre
- 5 -
2016 e al 31 dicembre 2017, invitandola a un incontro per discutere l'iter
procedurale.
9. Con scritto del 18 dicembre 2018 la C._ ha dichiarato il suo stupore
per la disdetta [sic] del 30 novembre 2018 e l'ha contestata considerandola
nulla.
10. Nella lettera del 21 dicembre 2018 il Comune di A._ ha specificato
che la sua lettera del 30 novembre 2018 andava intesa quale volontà di
attuare entro il 31 dicembre 2019 la disdetta del 31 maggio 2013 rimasta
incontestata. Per il caso in cui la C._ contestasse il diritto del Comune
di esercitare la riversione per il 31 dicembre 2019, sostenendo l'esistenza
di un nuovo contratto di concessione, il Comune ha pure comunicato
cautelativamente una disdetta della concessione della rete di distribuzione
per il primo termine utile di disdetta, cioè al più tardi per il 31 dicembre
2021. Al contempo, il Comune ha chiesto alla C._ di trasmetterle
quanto richiesto nella lettera del 30 novembre 2018 e ha proposto una
discussione congiunta per risolvere la questione. Una riunione ha in
seguito avuto luogo il 12 febbraio 2019, in cui il Comune ha confermato la
propria intenzione di riscattare la rete di distribuzione.
11. Con scritto del 13 febbraio 2019 la C._ ha informato il Comune di
A._ di opporsi alla sua richiesta di riscatto. A mente della C._,
non avendo il Comune esercitato il diritto di riscatto alla fine della
Concessione regolarmente disdetta con lettera del 31 maggio 2013 per il
31 dicembre 2016, e avendo anzi dichiarato l'intenzione di procedere a un
rinnovo della concessione con i due accordi sottoscritti a dicembre 2016,
il diritto di riversione sarebbe decaduto. La C._ non entrava pertanto
nel merito delle questioni subordinate alla pretesa di riscatto. La C._
ha infine invitato il Comune di A._ a voler regolare congiuntamente e
contrattualmente il loro rapporto conformemente alla LAEI GR.
- 6 -
12. Il 16 maggio 2019 si è tenuta una riunione tra il Comune di A._ e la
C._. Il 26 giugno 2019 la C._ ha comunicato al Sindaco del
Comune di A._ che il CdA avrebbe preso una decisione il 19
settembre 2019 e che dopo tale data avrebbe comunicato la sua posizione
durante un incontro con il Municipio.
13. Il 5 luglio 2019 il Comune di A._ (qui di seguito: attore) ha inoltrato
una petizione al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni con i
seguenti petiti (escluse le domande di provvedimenti cautelari e
supercautelari di cui si vedrà nei considerandi):
"1. Petito principale 1.1. La parte convenuta viene obbligata a trasferire alla parte attrice per il 31
dicembre 2019 la proprietà di tutti gli impianti della rete di distribuzione
elettrica di sua proprietà (comprese tutte le apparecchiature di misura e
controllo) che si trovano sul territorio della frazione di A._ nel Comune
di A._.
1.2 L'indennizzo che la parte attrice deve versare alla parte convenuta per tale
trasferimento di proprietà va fissato nel modo seguente:
 CHF 3'243'089.97;
 più il valore al 31 dicembre 2019 delle nuove parti dell'impianto
costruite fra il 1. gennaio 2017 e il 31 dicembre 2019, calcolato
sulla base delle direttive della Commissione Federale Svizzera
dell'Energia Elettrica (ElCom);
 meno gli ammortamenti effettuati fra il 1. gennaio 2017 ed il 31.
dicembre 2019 sulIe parti dell'impianto esistenti al 31 dicembre
2016 (calcolati sulla base delle direttive ElCom).
2. Petito eventuale La parte convenuta viene obbligata a trasferire alla parte attrice tutti gli impianti della
rete di distribuzione dell'energia elettrica di sua proprietà (comprese tutte le
apparecchiature di misura e controllo), che si trovano sul territorio della frazione di
A._ nel Comune di A._ ad una data da determinarsi secondo
l'apprezzamento del Tribunale, ma non oltre il 31 dicembre 2021 e l'indennizzo da
versarsi quale controprestazione dall'attore alla convenuta è da calcolarsi e da
fissarsi per tale data in base alla formula di cui al petito principale (cifra A./1.2)."
- 7 -
14. Con decreto ordinatorio 9 luglio 2019 il Giudice istruttore ha dichiarato
urgente la procedura e ha accolto parzialmente la domanda di misure
superprovvisionali dell'attore, vietando alla C._ – sotto comminatoria
– qualsiasi disposizione sulla proprietà e qualsiasi disposizione che dal
punto di vista economico equivale a un trasferimento di proprietà
sull'insieme degli impianti della rete di distribuzione elettrica (compresi gli
impianti di misurazione e controllo) di proprietà e gestiti dalla C._ sul
territorio della frazione A._ nonché di aggravare i citati impianti con
nuovi diritti di pegno e servitù. Inoltre, il Giudice istruttore ha decretato che
la procedura si sarebbe gestita in lingua italiana, con riserva di modifica in
lingua tedesca su accordo delle parti.
15. Con lettera del 28 agosto 2019 il Comune di A._ ha chiesto al
Governo una decisione preliminare riguardo al fatto se fosse possibile
creare un nuovo comprensorio di rete per la frazione di A._, nominare
l'Azienda Elettrica del Comune di A._ gestore di rete per il nuovo
comprensorio e aggregare il nuovo comprensorio ai comprensori n. 403,
404 e 407. In stessa data i Comuni di A._, P._ e Q._ hanno
chiesto al Governo un'autorizzazione preliminare per la formazione di un
nuovo comprensorio di rete composto dagli attuali comprensori n. 407
(Azienda Elettrica Comunale di A._ [frazione di J._]), n. 404
(Azienda Elettrica Comunale di P._) e n. 403 (Azienda Elettrica
Comunale di Q._) nonché per la costituzione di una nuova unica
azienda elettrica di distribuzione intercomunale. Con lettere dell'8 ottobre
2018, in sintesi il Governo ha accolto favorevolmente le rettifiche proposte
dei comprensori, specificando tuttavia che all'avvio di un rispettivo
procedimento andrebbe verificato l'adempimento dei requisiti legali giusta
la LAEI GR per un'aggregazione dei comprensori. Esso ha poi comunicato
che nulla si opporrebbe alla definizione di un gestore di rete come
auspicato dai Comuni richiedenti, a condizione che gli altri requisiti legali
- 8 -
siano soddisfatti. Inoltre, per quanto riguarda la richiesta del Comune di
A._, secondo il Governo non sarebbe possibile costituire un nuovo
comprensorio per la frazione di A._, ma occorrerebbe piuttosto
costituire un comprensorio uniforme per il Comune (fusionato) di A._,
premesso che i rapporti di proprietà della rete elettrica siano stati chiariti.
In seguito, i Comuni di A._, P._ e Q._ hanno costituito un
istituto intercomunale di diritto pubblico riunente le attuali aziende
elettriche comunali denominato "R._".
16. Il 9 ottobre 2019 la C._ (qui di seguito: convenuta), oltre a postulare
l'irricevibilità risp. il rigetto delle domande di misure (super-)provvisionali,
ha postulato l'irricevibilità della petizione. In via subordinata essa ne ha
chiesto il rigetto nella misura in cui la petizione sia ricevibile. In via
ulteriormente subordinata, essa ha chiesto che:
"1.3 È costatato che il Comune di A._ può acquisire unicamente la nuda proprietà della rete di distribuzione cosi definita (art. 5.1 – Oggetto del riscatto – della
convenzione di privativa 22/27 ottobre 1997):
" a) fabbricati e terreni
b) attrezzatura elettrica delle stazioni trasformatrice e trasformatori
c) linea 16 kV U._, G._, A._, B._ (27.88 % di CHF
600'000.00, v. tabella T._ del 28.5.96)
d) linee primarie
e) reti secondarie aeree
f) reti secondarie in cavo
g) apparecchi di misurazione."
E questo solo nella misura in cui questi impianti non siano necessari
all'approvvigionamento del resto del comprensorio no. E._ attribuito alla
C._ (come esposto al capitolo III., p.to 5 della presente risposta).
1.3.1 Per l'acquisto della nuda proprietà della rete il Comune di A._ verserà alla
C._:
 CHF 3'243'089.97;
 interessi al 5 % sull'importo di CHF 3'243'089.97 dal 31 dicembre 2016;
- 9 -
 CHF 142'958.00 (CHF 74'023.00 + CHF 68'935.00) per gli anni 2017 e 2018 per l'energia che C._ ha acquistato da I._ SA, 6537
A._ (in seguito I._) a prezzo superiore a quello di mercato;
 interessi al 5 % sull'importo di CHF 74'023.00 dal 31 dicembre 2017 e
 interessi al 5 % sull'importo di CHF 68'935.00 dal 31 dicembre 2018;  CHF... (da determinare) per l'anno 2019 e per il residuo tempo sino alla
crescita in giudicato della sentenza definitiva per l'energia che C._ ha
acquistato (per l'anno 2019) e continuerà ad acquistare in seguito da
I._ a prezzo superiore a quello di mercato;
 interessi al 5 % sulle somme che risulteranno alla fine del 2019 e di ogni
anno solare successivo sino al termine della procedura;
 CHF... (da determinare) per tutti gli investimenti effettuati sulla rete di
A._ dal 1. gennaio 2017 al momento nel quale sarà cresciuta in
giudicato una sentenza di trasferimento della rete di distribuzione.
In via subordinata al p.to 1.3.1
1.3.1.1 Per l'acquisto della nuda proprietà della rete il Comune di A._
verserà alla C._ un'indennità pari al valore contabile della rete di
A._, secondo i parametri EICom, al giorno del trapasso della
nuda proprietà.
1.3.2 Nella misura in cui con la nuda proprietà della rete di distribuzione la C._ fosse
condannata a fornire documenti, dati, informazioni, piani ecc. è costatato che gli
stessi dovranno esser pagati in aggiunta a quanto fissato al p.to 1.3.1
rispettivamente 1.3.1.1 qui sopra.
2. Con protesta di spese, tasse di giustizia e spese ripetibili."
17. Nella replica del 23 ottobre 2019 l'attore si è riconfermato nei petiti
dell'azione e ha chiesto il rigetto delle richieste della convenuta nella
misura in cui siano ancora da evadere.
18. Nella duplica del 25 novembre 2019 la convenuta ha confermato i petiti
della propria risposta.
- 10 -
19. I ricorsi procedurali della convenuta correlati a questa causa sono stati
respinti per quanto non divenuti privi d'oggetto, con sentenza di questo
Tribunale U 19 80 e U 19 91 del 10 dicembre 2019.

II. Considerando in diritto:
1.1. Giusta l'art. 63 cpv. 1 lett. b della Legge sulla giustizia amministrativa
(LGA; CSC 370.100), il Tribunale amministrativo dei Grigioni giudica, fra
l'altro, le controversie derivanti da contratti di diritto pubblico. Secondo l'art.
16 lett. b del contratto di concessione (Convenzione di privativa per la
distribuzione di energia elettrica del 22/27 ottobre 1997 in unione con
l'Accordo concernente la modifica della Convenzione di privativa del 2011
[doc. 3 e 6 attore]) le divergenze di natura pubblica tra le parti sono
sottoposte alle competenti autorità amministrative e giudiziarie del
Cantone dei Grigioni. La concessione è un atto misto, che presenta sia
elementi contrattuali che d'imperio. Il diritto di riscatto (nel seguito anche:
riversione), in questo caso, è un elemento contrattuale negoziato
bilateralmente, siccome non vi è nessuna norma che costringa il Comune
qui parte attrice ad agire unilateralmente in tale rapporto. L'art. 6 cpv. 2
lett. d della Legge sull'approvvigionamento elettrico del Cantone dei
Grigioni (LAEl GR; CSC 812.100) stabilisce proprio che i rapporti di
proprietà degli impianti di distribuzione vanno disciplinati contrattualmente.
Sebbene sia un elemento contrattuale, il rapporto di riversione è
comunque di diritto pubblico (cfr. sentenze del Tribunale federale [STF]
2C_828/2013 del 24 marzo 2014 consid. 2.1, 2C_180/2012 del 10
settembre 2012 consid. 4.1, 2C_258/2011 del 30 agosto 2012 consid. 4.1;
DTF 130 II 18 consid. 3.1; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 2016, n. 2720 con riferimenti). Oggetto della
controversia è dunque l'interpretazione del diritto di riscatto in base a un
contratto di diritto pubblico, per cui la competenza di questo Tribunale è
data giusta l'art. 63 cpv. 1 lett. b LGA.
- 11 -
1.2. La convenuta sostiene che il Municipio della parte attrice non potrebbe
impegnarsi in una procedura da lui promossa a pagare una somma che
non rientrerebbe tra le sue competenze finanziarie ma che andrebbe
sottoposta addirittura a referendum obbligatorio. La convenuta invoca la
mancanza di un presupposto processuale (e non della legittimazione
materiale come preteso dall'attore), lamentando che l'attore non avrebbe i
requisiti per stare in causa. A mente della convenuta, il Municipio
assumerebbe un impegno che andrebbe ben oltre le sue competenze
finanziarie. Visto che la competenza finanziaria del Comune non è data, il
Giudice istruttore dovrebbe fissare un termine per sanare il vizio
(assoggettamento del credito necessario al referendum obbligatorio a
norma dell'art. 15 lett. b Statuto comunale previo preavviso del Consiglio
comunale giusta l'art. 29 lett. b Statuto comunale). La popolazione di
A._ non sarebbe favorevole a un riscatto degli impianti, siccome
questa già nel 1997 avrebbe respinto la proposta di creare una nuova
azienda elettrica comunale. Il Municipio avrebbe inventato uno
stratagemma (la presente azione) che permettesse di giungere al risultato
auspicato scavalcando il voto popolare. Si sarebbe pertanto in presenza
di un raggiro della legge e di un abuso di diritto da parte del Municipio.
Questa censura è inconsistente. La capacità di essere parte e la capacità
processuale dell'attore ai sensi dell'art. 59 cpv. 2 lett. c del Codice di
procedura civile (CPC; RS 272) sono pacifiche. Per quanto la convenuta
si appelli alla mancanza di un interesse degno di protezione dell'attore (art.
59 cpv. 2 lett. a CPC) o a non ben definito presupposto processuale nel
senso di un diritto di stare in causa, va constatato che giusta l'art. 37 cpv.
3 lett. e dello Statuto comunale, al Municipio spetta la decisione se
intentare cause. Contrariamente alle asserzioni della convenuta e
conformemente alle affermazioni dell'attore, l'entrata in materia sulla
presente azione non può essere subordinata alla condizione
dell'approvazione popolare del credito da stanziare per l'acquisto degli
impianti di riversione. Tale questione finanziaria del Comune parte attrice
- 12 -
in questa causa, è irrilevante per questa procedura d'azione. Oltretutto, va
aggiunto che la convenuta – persona giuridica con sede a Locarno – non
sembra essere legittimata per un ricorso costituzionale contro un attentato
al diritto di voto, sotto cui rientrerebbe una simile censura. Pertanto, vanno
pure respinte le accuse di un presunto abuso di diritto del Municipio.
1.3. Giusta la regola all'art. 8 cpv. 2 della Legge sulle lingue del Cantone dei
Grigioni (LCLing; CSC 492.100) la lingua della procedura si conforma alla
lingua ufficiale parlata dalla parte convenuta. Sebbene entrambe le parti
abbiano presentato i propri scritti giuridici sia in italiano sia in tedesco,
conformemente a suddetta regola la presente sentenza viene redatta in
lingua italiana.
1.4.1. Con scritto del 9 dicembre 2019 la convenuta ha presunto che si sarebbero
svolte delle udienze ai sensi del CPC. Nello scritto del 15 ottobre 2020 la
convenuta ha poi evidenziato che un'istruttoria sarebbe necessaria e
imprescindibile. Al termine dell'istruttoria e sulla scorta delle sue risultanze
andrebbe conferita alle parti la facoltà di presentare le proprie conclusioni.
Solo così si rispetterebbe il diritto di essere sentiti.
1.4.2. Con decreto procedurale del 12 dicembre 2019 il Giudice istruttore ha
comunicato alle parti che il CPC si applica soltanto per analogia, nel caso
che la LGA non preveda nulla. In questo caso, la LGA si esprime anche in
merito alle udienze (cfr. artt. 41 segg. LGA). Rinviando a queste
disposizioni, il Giudice istruttore ha perciò affermato che non è imperativo
svolgere un'udienza, siccome la Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101) non si applica
alla presente procedura (cfr. STF 2P.173/2000 del 23 aprile 2001 consid.
2). Contro questa specifica decisione inerente all'udienza risp. il
dibattimento, la convenuta non ha presentato un ricorso procedurale entro
il termine legale di 10 giorni. Di conseguenza, in applicazione dell'art. 65
cpv. 1 in unione con l'art. 54 e contrario e l'art. 44 cpv. 1 LGA il Tribunale
- 13 -
amministrativo rinuncia a indire un dibattimento e pronuncia la sentenza in
base agli atti (cfr. al riguardo anche sentenza del Tribunale cantonale ZK2
16 55 del 21 febbraio 2019 consid. 3.3).
1.5. In questa procedura d'azione vale la massima attitatoria intrinseca alle
ordinarie procedure d'azione (cfr. art. 55 cpv. 1 CPC; sentenza del
Tribunale amministrativo [STA] U 15 91 del 13 giugno 2017 consid. 1g).
Spetta dunque alle parti addurre e dimostrare i fatti su cui poggiano le loro
pretese.
1.6. Il Tribunale rinuncia a dar seguito all'adozione di ulteriori mezzi di prova in
una valutazione anticipata dalle prove. Come si vedrà nei considerandi
successivi, il Tribunale ritiene infatti, da un lato, che i mezzi di prova
esistenti – ovvero i documenti agli atti – già comprovano le allegazioni di
fatto delle parti risp. la fattispecie, rendendo superflua l'assunzione di
ulteriori mezzi di prova, dall'altro, che i mezzi di prova proposti e non
raccolti sono ininfluenti risp. inutili sin dall'inizio. La valutazione anticipata
delle prove, non ancorata esplicitamente nella CPC ma riconosciuta da
dottrina e prassi, non lede il diritto alla prova giusta l'art. 152 cpv. 1 CPC.
Non era dunque necessario informare la convenuta sul fatto che non si
intendeva procedere all'assunzione delle rispettive prove risp. non
occorreva rilasciare un'ordinanza sulle prove come sembra richiedere la
convenuta con scritto del 1. aprile 2021.
1.7. Per quanto attiene alle domande di adozione di misure superprovvisionali
e provvisionali dell'attore, va detto che il petito alla cifra 3.2 (petito
superprovvisionale) è stato accolto con decreto ordinatorio 9 luglio 2019 e
che la sua validità non è stata contestata anche se non è stata emanata
un'esplicita decisione provvisionale dopo le relative osservazioni della
convenuta. Per il resto, le rispettive domande cautelari verranno trattate in
questa sentenza, per quanto non divenute superflue.
- 14 -
2. Sulle allegazioni della convenuta circa la presunta messa in pericolo della
sicurezza dell'approvvigionamento, invocate anche per argomentare
l'irricevibilità dell'azione, in linea di principio non si entra nel merito, dacché
gli aspetti relativi al comprensorio non vanno giudicati in questa procedura,
ma sono di competenza del Governo (cfr. art. 5 cpv. 3 LAEl GR).
3. Per l'interpretazione del rapporto di riversione in base a un contratto di
diritto pubblico, in primo luogo, come nel caso di un contratto di diritto
privato, bisogna indagare quale sia la reale concorde volontà delle parti
(art. 18 cpv. 1 della Legge federale di complemento del Codice civile
svizzero, Libro quinto: Diritto delle obbligazioni [CO; RS 220];
interpretazione empirica o soggettiva del contratto). L'interpretazione
soggettiva del contratto si riferisce alla volontà delle parti contraenti al
momento della stipulazione del contratto. Un comportamento a posteriori
delle parti può essere preso in considerazione se consente di trarre
conclusioni sulla loro effettiva volontà (cfr. STF 2C_815/2012 del 24
giugno 2013 consid. 2.1; DTF 132 lII 626 consid. 3.1, 129 III 675 consid.
2.3). Se la reale volontà delle parti non può essere stabilita o se le loro
volontà divergono, il giudice deve invece interpretare le dichiarazioni rese
e i comportamenti tenuti in base al principio dell'affidamento; ovvero
secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente e
in buona fede attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella
situazione concreta tenuto conto del contesto e delle circostanze che
hanno preceduto e accompagnato tali dichiarazioni (interpretazione
normativa o oggettiva del contratto). Tale principio permette d'imputare a
una parte il senso obiettivo della sua dichiarazione o del suo
comportamento anche quando non corrisponda alla sua volontà (cfr. STF
2C_815/2012 del 24 giugno 2013 consid. 2.1, 2C_180/2012 del 10
settembre 2012 consid. 4.1.1, 1C_95/2011 del 6 aprile 2011 consid. 3.2,
1C_450/2009 del 25 gennaio 2010 consid. 2.4.2; DTF 139 V 316 consid.
3.1, 137 III 145 consid. 3.2.1, 136 III 186 consid. 3.2.1, 135 V 237 consid.
- 15 -
3.6, 135 III 410 consid. 3.2, 133 III 406 consid. 2.2, 132 III 24 consid. 4,
131 III 280 consid. 3.1, 130 III 417 consid. 3.2, 121 II 81 consid. 4a). Il
principio dell'affidamento determina quindi pure l'esistenza di una
dichiarazione di volontà. Un'affiliazione può avvenire anche in maniera
tacita, concludente, vale a dire per mezzo di un comportamento che non
si rivela semplicemente passivo, ma che manifesta chiaramente e senza
dubbio una volontà di affiliazione (cfr. DTF 139 V 316 consid. 3.1, 129 III
476 consid. 1.4, 123 III 53 consid. 5a). Anche l'interpretazione oggettiva
del contratto non è data solo dal testo, ma può risultare anche da altri
elementi come dallo scopo perseguito, gli interessi delle parti o dalle
circostanze generali; tuttavia, è possibile discostarsi da una chiara
formulazione del testo contrattuale solo se vi sono seri indizi che tale
formulazione non corrisponde alla volontà espressa dalle parti (cfr. STF
2C_815/2012 del 24 giugno 2013 consid. 2.2; DTF 137 III 444 consid.
4.2.4, 136 III 186 consid. 3.2.1, 135 III 295 consid. 5.2, 133 III 406 consid.
2.2, 131 III 606 consid. 4.2). In caso di dubbio e al fine di colmare le lacune
di un contratto si dovranno applicare le disposizioni di natura dispositiva
delle leggi in materia, a meno che non sia sufficientemente chiaro dal
contratto che da queste ci si dovrebbe discostare (cfr. STF 2C_815/2012
del 24 giugno 2013 consid. 2.2; DTF 133 III 607 consid. 2.2).
Nell'interpretazione dei contratti di diritto pubblico, in caso di dubbio è
inoltre da presumere che l'amministrazione non sia disposta a decretare o
concordare qualcosa che è in aperto contrasto con gli interessi pubblici
che deve tutelare e con la legislazione vigente in materia (cfr. STF
2C_815/2012 del 24 giugno 2013 consid. 2.2, 2C_258/2011 del 30 agosto
2012 consid. 4.1; DTF 135 V 237 consid. 3.6, 122 I 328 consid. 4e, 121 II
81 consid. 4a). Tuttavia sarebbe sbagliato privilegiare in ogni caso
l'interpretazione che soddisfa meglio l'interesse pubblico. La tutela
dell'interesse pubblico trova il suo limite maggiore nel principio
dell'affidamento, vale a dire che essa nell'interpretazione del contratto non
può portare a porre delle condizioni a carico del partner contrattuale
- 16 -
dell'ente pubblico che quest'ultimo, al momento della conclusione del
contratto, non poteva prevedere (cfr. STF 2C_815/2012 del 24 giugno
2013 consid. 2.2; DTF 122 I 328 consid. 4e). Ciò che le parti contraenti
sapevano, volevano o hanno effettivamente compreso al momento della
conclusione del contratto è una questione di fatto (cfr. STF 2C_815/2012
del 24 giugno 2013 consid. 2.3; DTF 133 III 675 consid. 3.3; 131 III 606
consid. 4.1); l'effettiva determinazione di questa volontà soggettiva delle
parti (interpretazione soggettiva del contratto) si basa sulla valutazione
delle prove (cfr. STF 2C_815/2012 del 24 giugno 2013 consid. 2.3; DTF
133 III 675 consid. 3.3, 132 III 626 consid. 3.1, 126 II 171 consid. 4c/bb,
118 II 365 consid. 1). L'interpretazione del contratto secondo il principio
dell'affidamento è invece una questione di diritto (cfr. STF 2C_815/2012
del 24 giugno 2013 consid. 2.3; DTF 136 III 186 consid. 3.2.1, 133 III 675
consid. 3.3, 132 III 626 consid. 3.1, 131 III 606 consid. 4.1).
4. Le parti concordano sul fatto che la Concessione di privativa sia stata
regolarmente disdetta con lettera del 31 maggio 2013 (doc. 10 attore) per
il 31 dicembre 2016. L'attore sostiene che con la disdetta scatterebbe
automaticamente l'obbligo di riscatto e indennizzo, mentre la convenuta è
del parere che il diritto di riscatto sia perento, perché fatto valere soltanto
con lettera del 30 novembre 2018, quindi a quasi due anni di distanza dalla
fine della convenzione. Stando alla convenuta, l'attore avrebbe rinunciato
al diritto di riversione, perché dal 1. gennaio 2017 la convenuta gestirebbe
la rete di distribuzione non nel senso di una regolamentazione transitoria,
bensì secondo una concessione sulla base della Legge
sull'approvvigionamento elettrico (LAEI; RS 734.7), della Legge
sull'approvvigionamento elettrico del Cantone dei Grigioni (LAEI GR; CSC
812.100) e degli accordi del 20 dicembre 2016. Su queste basi l'attore non
potrebbe pretendere un trasferimento di proprietà degli impianti della rete
di distribuzione, dal momento che la Convenzione del 1997 sarebbe
scaduta il 31 dicembre 2016 e quella del 2011 non sarebbe mai entrata in
- 17 -
vigore poiché non firmata. La convenuta sottolinea in particolare che,
nemmeno dopo la comunicazione del valore di rete il 20 ottobre 2017
l'attore avrebbe manifestato la volontà di riscatto della rete, per cui tale
diritto sarebbe perento. L'obbligo di riscatto della rete da parte dell'attore
secondo la Convenzione del 1997, concluso sotto il vecchio regime legale,
sarebbe stato volto a proteggere la posizione della convenuta e non quella
dell'attore. Di conseguenza, avendo la convenuta rinunciato a chiedere il
riscatto nella sua qualità di parte tutelata dalla norma, ogni diritto connesso
a quasi due anni dalla scadenza della concessione andrebbe considerato
perento. Oltretutto, la marginale all'art. 5.3 della Convenzione del 1997 (e
anche della modifica del 2011 [n.d.T.]) indicherebbe "riscatto alla
scadenza"; il fatto che questa clausola non preveda un termine di
esecuzione, non significherebbe che si possa richiederla anni dopo la
definitiva scadenza della convenzione. La rinuncia dell'attore sarebbe
avvenuta per atto concludente e per dichiarazione di intenti nei due accordi
sottoscritti il 20 dicembre 2016, ovvero 10 giorni prima della scadenza
della concessione. In conclusione, sulla scorta del principio
dell'affidamento, dai passi e dalle trattative fatte nonché dagli accordi
firmati discenderebbe la rinuncia vincolante dell'attore al riscatto della rete
di distribuzione. Inoltre, secondo la convenuta, il contenuto die due accordi
del 20 dicembre 2016 e le norme imperative della LAEI e della LAEI GR
costituirebbero elementi sufficienti per continuare a gestire la frazione di
A._. Il Tribunale federale non porrebbe quale condizione per la
continuazione del rapporto tra gestore e comuni l'obbligo di sottoscrivere
una concessione. La LAEI e la LAEI GR prevederebbero la possibilità di
modificare l'attribuzione della gestione di rete solo nel contesto di una
formale autorizzazione che dovrebbe essere rilasciata dal Governo giusta
l'art. 5 cpv. 1 LAEI, art. 5 cpv. 3 e art. 9 cpv. 1 e 2 LAEI GR. Una richiesta
di trasferimento della proprietà e del possesso della rete (così come
formulata dall'attore) non sarebbe perciò conforme alla legge e non
potrebbe avvenire senza una preliminare procedura di autorizzazione per
- 18 -
il trapasso del possesso (ovvero la modifica del comprensorio e il trapasso
a un nuovo gestore di rete). Solo nel momento in cui il Governo ha
autorizzato la modifica del comprensorio potrebbe essere intentata
un'azione per il riscatto e la consegna della rete.
4.1. L'art. 5.3 ("Riscatto alla scadenza") della Convenzione di privativa del
1997/2011 stabilisce che, qualora la convenzione venisse disdetta, ed
entro la scadenza non venisse stipulato un nuovo contratto analogo con la
convenuta, il Comune dovrà riscattare gli impianti indicati all'art. 5.1.
4.2. Anche se questa norma, come esposto dalla convenuta, apparentemente
mira soprattutto a proteggere la convenuta ("il Comune dovrà riscattare"),
ciò non significa, come pretende la convenuta, che il Comune non possa
appellarvisi, se la convenuta non lo desidera. La volontà di subordinare
l'esercizio di tale diritto da parte del Comune al consenso della convenuta
andava casomai espressamente stabilito. Il testo all'art. 5.3 della
Convenzione non lascia spazio per l'interpretazione proposta dalla
convenuta.
4.3. Dalla scadenza del contratto di concessione il 31 dicembre 2016 alla
domanda (di attuazione) del riscatto del 30 novembre 2018 sono passati
ca. due anni. In questo caso, la rivendicazione dell'attuazione della
riversione non soggiace a specifici termini di perenzione. La convenuta
non menziona e non sostanzia quali rispettive disposizioni di diritto
pubblico o privato sulla perenzione sarebbero applicabili per analogia alla
richiesta di adempimento del riscatto a partire dalla fine della
Convenzione. Visto il tempo trascorso fino alla rivendicazione, non è
intravedibile quali norme potrebbero entrare in considerazione.
L'eccezione di perenzione va dunque respinta.
4.4.1. Come accennato in precedenza, la questione riguardante la definizione
del comprensorio e del gestore di rete riguarda principalmente il Governo.
- 19 -
Giusta l'art. 5 LAEI GR i comuni comunicano al Cantone il loro gestore di
rete (cpv. 2). Il Cantone definisce i comprensori dopo aver sentito i comuni,
i proprietari della rete e i gestori di rete (cpv. 3). Per ogni comprensorio è
responsabile un gestore di rete (cpv. 4). Secondo l'art. 4 cpv. 3 LAEI GR i
comprensori vengono definiti secondo i criteri seguenti: rapporti di
proprietà della rete elettrica (lett. a); situazione contrattuale riguardo alla
costruzione, all'esercizio e alla manutenzione della rete elettrica (lett. b);
garanzia di un approvvigionamento elettrico sicuro, efficiente ed
economico (lett. c).
4.4.2. Il Governo ha precisato che un nuovo comprensorio con un nuovo gestore
di rete intercomunale potrà, se del caso, essere determinato solo dopo il
chiarimento dei rapporti di proprietà con la convenuta (cfr. lettera dell'8
ottobre 2019 [doc. 26 attore]). La convenuta ritiene dunque a torto che un
trapasso della rete sia escluso fintanto che il comprensorio non è
modificato dal Governo. Stando alla posizione del Governo è invece
piuttosto l'opposto. Visto che l'attore intende far formare un nuovo
comprensorio con un nuovo gestore di rete intercomunale, prima di tutto
occorre chiarire i rapporti di proprietà della rete. Non è dunque dato
procedere come sostenuto dalla convenuta, cioè determinare il
comprensorio e il gestore di rete prima di aver chiarito i rapporti di proprietà
in seguito alla concessione scaduta.
4.4.3. Il caso di specie è inoltre diverso da quello della sentenza di questo
Tribunale U 12 124 del 30 gennaio 2014, confermata dal Tribunale
federale con la sentenza riportata dalla convenuta 2C_237/2014 del 16
luglio 2014, con ad oggetto la determinazione del comprensorio e del
gestore di rete. In tale caso, non era in discussione un diritto di riscatto in
base a una concessione. La proprietà della rete era indiscutibilmente del
gestore di rete, che – come nel presente caso – aveva continuato a gestire
la rete anche dopo la disdetta dei contratti di fornitura di energia elettrica.
Qui in esame vi sono invece i rapporti di proprietà della rete secondo una
- 20 -
concessione, per cui la convenuta dal suddetto caso non può dedurre un
divieto di riscatto in seguito alla continuazione della gestione della rete da
parte sua, dato che il Tribunale non può anticipare una decisione del
Governo sulla possibilità di formazione di un nuovo comprensorio e la
denominazione di un altro gestore di rete per la frazione di A._.
4.5.1. Giusta l'art. 3a LAEI i Cantoni e i Comuni possono rilasciare senza
pubblica gara concessioni in relazione alla rete di trasporto e di
distribuzione, in particolare il diritto di utilizzare il suolo pubblico.
Garantiscono una procedura trasparente e non discriminatoria. Secondo
l'art. 6 cpv. 1 LAEI GR i comuni, i proprietari della rete e i gestori di rete
disciplinano contrattualmente diritti e doveri, per quanto questi vadano
oltre quanto previsto dal diritto federale. Vanno disciplinati
contrattualmente in particolare: a) la delega di compiti a terzi
conformemente all'art. 3 cpv. 2; b) l'utilizzo del suolo e del terreno pubblico;
c) il rapporto tra proprietario della rete e gestore di rete; d) i rapporti di
proprietà degli impianti di distribuzione; e) eventuali altre prestazioni del
gestore di rete.
4.5.2. Nel caso di specie una nuova convenzione non è stata stipulata fra le parti.
Dal 1. gennaio 2017 le parti hanno continuato il rapporto di gestione della
rete sulla base degli accordi del 20 dicembre 2016 e della LAEI e LAEI
GR. Dagli eventi occorsi (in particolare, stipulazione degli accordi del 20
dicembre 2016 con intenzione di rinnovo delle concessioni, nessuna
pretesa di riscatto successivamente alla comunicazione del valore di
riscatto il 20 ottobre 2017), è comprensibile che la convenuta calcolava
con un rinnovo della convenzione e una rinuncia del riscatto da parte
dell'attore. D'altra parte, fintanto che non fosse stata stipulata una nuova
convenzione, essa non poteva contare sul fatto che ciò sarebbe
effettivamente stato il caso. Non è dato concludere che da parte dell'attore
vi sia stata un'indubbia (tacita) volontà di rinunciare al riscatto, accettata
dalla convenuta per atto concludente, né dopo la stipulazione degli accordi
- 21 -
del 20 dicembre 2016 (doc. 12 e 13 attore) – che miravano a regolare il
rapporto sotto la vigenza delle nuove convenzioni e avevano effetto
sospensivo fino all'entrata in vigore delle nuove convenzioni, con riserva
tuttavia degli aspetti già considerati per il calcolo delle tariffe 2017 (cfr. art.
5 risp. 7 di detti accordi) – né dopo l'omissione di una pretesa di riscatto in
seguito alla comunicazione della convenuta del 20 ottobre 2017 dei valori
degli impianti per fine 2016. Nonostante le parti abbiano di fatto continuato
il rapporto di gestione della rete e sottoscritto detti accordi del 20 dicembre
2016 in cui si indicava la volontà di rinnovare la convenzione, non è
nemmeno intravedibile una violazione della buona fede da parte dell'attore
nel richiedere il riscatto soltanto il 30 novembre 2018, a quasi due anni di
distanza dalla fine della convenzione di privativa il 31 dicembre 2016.
L'intenzione di stipulare una nuova concessione è stata sì espressa da
parte dei Comuni T._ (e quindi anche del Comune qui parte
attrice) in detti accordi del 20 dicembre 2016, ma da parte dell'attore
questa intenzione non è stata perseguita. A partire dalla fine della
concessione di privativa era chiaro per entrambe le parti che non vi era più
una base contrattuale di concessione; mentre la convenuta ha quindi
tentato di raggiungere un nuovo accordo di concessione, l'attore è invece
rimasto per lungo tempo silente sulle sue intenzioni, apparentemente
perché era troppo occupato con la fusione comunale. Ne discende che per
entrambe le parti il proseguimento di fatto del rapporto di concessione non
poteva che essere di natura temporanea, finché o si sarebbe concluso una
nuova convenzione o si sarebbe attuato il trapasso di proprietà degli
impianti. La pretesa di attuazione del riscatto è arrivata con un certo
ritardo, ma non tale da ledere la buona fede, visto che la convenuta doveva
attendersi non solo la possibilità di un rinnovo, ma anche l'eventualità di
una richiesta di esecuzione del riscatto. L'accusa della convenuta di
lesione della buona fede contrattuale va quindi respinta. Poste queste
conclusioni, risultano ininfluenti ai fini di giudizio le richieste probatorie
della convenuta di interrogare quali testi il presidente e il responsabile del
- 22 -
gruppo di lavoro della T._ e di chiedere l'edizione degli atti relativi
alla preparazione della nuova convenziona Comuni/convenuta, inclusi i
protocolli delle riunioni con i delegati dei Comuni, degli anni 2015 e 2016.
4.6. Va pertanto ritenuto che con la disdetta del 31 maggio 2013 l'attore ha
esercitato il diritto potestativo per il rilevamento degli impianti sulla base
dell'art. 5.3 della Convenzione del 1997/2011. Anche se non attuato alla
fine della Convenzione il 31 dicembre 2016, il diritto di riscatto non è
scaduto. La domanda di riscatto del 30 novembre 2018 rappresenta una
(valida) richiesta di esecuzione del trasferimento di proprietà contro
indennizzo (atto dispositivo risp. di adempimento) per il 31 dicembre 2019
risp. a data ancora da determinarsi in seguito alla presente azione e
procedura giudiziaria. Posto ciò, la convenuta deve dar seguito alla
richiesta di riversione degli impianti della rete di distribuzione.
5. Nel seguito va esaminata l'entità del riscatto e il suo prezzo.
5.1.1. La convenuta sostiene innanzitutto che, qualora un trasferimento di
proprietà venga in discussione (ciò che, come accertato sopra, è il caso),
l'attore può acquistare la proprietà della rete di distribuzione solo nella
misura in cui questi impianti non siano necessari all'approvvigionamento
del resto del comprensorio n. E._. A tal proposito, la convenuta ha
allegato un piano datato 13 settembre 2019 che indica quali parti della rete
possono essere cedute senza compromettere l'approvvigionamento
nell'intero comprensorio. Secondo la convenuta occorre ordinare una
perizia che determini quali parti della rete di distribuzione della convenuta
sul territorio del Comune di A._ sono necessarie per la fornitura di
energia ai Comuni di D._ e B._.
5.1.2. Come dimostrato nel piano del 13 settembre 2019 (doc. Q convenuta), gli
impianti di rete della convenuta sulla frazione di A._ servono pure da
collegamento per gli impianti sui Comuni di D._ e B._. Come già
- 23 -
menzionato sopra al consid. 2, tuttavia, l'esame degli aspetti tecnici
dell'approvvigionamento spetta al Governo (cfr. art. 4 cpv. 3 lett. c LAEI
GR). Non è quindi di prima competenza del Tribunale amministrativo
regolare i diritti della rete al fine di garantire l'approvvigionamento elettrico
anche per il resto del comprensorio n. E._ in seguito al distacco della
frazione di A._. Tantomeno spetta al Tribunale esprimersi in questa
procedura in merito alla capacità e competenza da parte dell'attore di
gestire la rete. Si rinuncia pertanto alla richiesta probatoria della convenuta
di ordinare una perizia che determini quali parti della rete di distribuzione
della convenuta sul territorio dell'attore siano necessarie per la fornitura di
energia ai Comuni di D._ e B._. Inoltre, non serve che l'Ufficio
dell'energia e dei trasporti produca la relativa decisione per la
determinazione dei comprensori di distribuzione di energia elettrica per la
Regione S._ e per il comprensorio n. E._, come richiesto dalla
convenuta. Irrilevante in questa sede è inoltre la mancanza di conoscenza
nella gestione della rete dell'attore, asserita dalla convenuta peraltro a
titolo abbondanziale, per cui vanno rifiutate le relative richieste di edizione
di cui a pag. 27 della duplica inerenti a contratti e prestazioni delle società
elettriche a cui sono delegati i compiti per la distribuzione di energia
elettrica nella frazione di J._ e K._.
5.2.1. La convenuta sostiene inoltre che l'attore può acquistare solamente la
nuda proprietà della rete di distribuzione secondo l'art. 5.1 della
Convenzione di privativa del 1997. A mente della convenuta, la rete di
distribuzione non comprenderebbe informazioni sugli utenti, i loro profili, il
know-how digitale della convenuta, i piani GIS e ogni altro elemento
tecnico sviluppato con la digitalizzazione dell'azienda. La convenuta
chiede una perizia che stabilisca quali informazioni sugli utenti finali, sui
loro profili e sui loro consumi possono essere trasferite all'attore da parte
della convenuta nel rispetto delle disposizioni della Legge federale sulla
protezione dei dati; nonché il valore delle informazioni raccolte dalla
- 24 -
convenuta, il costo orario per la preparazione dei dati richiesti, il valore del
know-how digitale della convenuta di cui si chiede il trasferimento e dei
piani GIS. La convenuta ritiene che, qualora essa fosse condannata a
fornire queste posizioni oltre alla nuda proprietà, esse andrebbero
indennizzate aggiuntivamente. L'attore obietta che nella convenzione le
parti non hanno stabilito l'indennizzo di costi aggiuntivi per il trapasso di
proprietà. Il trasferimento di proprietà degli impianti comprenderebbe
anche il trasferimento delle basi necessarie per un sicuro esercizio e
conduzione, ovvero documenti, informazioni, piani, dati ecc. collegati a
questi impianti. Le spese per la predisposizione di tutta questa
documentazione da parte della convenuta sarebbero inoltre confluite nei
costi computabili per la determinazione del corrispettivo per la
remunerazione del costo di utilizzo della rete e perciò sarebbero già stati
pagati dai consumatori finali. La convenuta ribatte che nel 1997 non
sarebbero ancora esistite le banche dati, i piani GIS, i profili dei clienti e
tutte le informazioni digitali oggi in suo possesso. Esse non avrebbero
potuto essere collegate alle pattuizioni delle parti. Essendo prestazioni non
previste, esse andrebbero pagate. Non corrisponderebbe poi al vero che i
costi sono già stati pagati dai consumatori finali, visto che il valore attuale
della rete sarebbe nettamente superiore a quello di riscatto.
5.2.2. Secondo l'art. 5.1 della Convenzione di privativa 1997/2011, oggetto di
riscatto sono tutti gli impianti e apparecchi di misura e controllo di proprietà
della convenuta posti sul territorio comunale. Nella tabella all'art. 5.1 della
Convenzione di privativa figurano le seguenti posizioni:
a) fabbricati e terreni
b) attrezzatura elettrica delle stazioni trasformatrici e trasformatori
c) linea 16 kV U._, G._, A._, B._
d) linee primarie
e) reti secondarie aeree
f) reti secondarie in cavo
g) apparecchi di misurazione
- 25 -
h) impianti di illuminazione pubblica [aggiunta con modifica del 2011]
5.2.3. Il Tribunale ritiene che con il termine "apparecchi di misurazione" siano
intesi tutti i mezzi necessari alla misurazione del consumo di energia e
della rete di distribuzione. Il fatto che oggi parte di questi dati siano digitali
non cambia nulla. Non si tratta di oggetti non pattuiti, ma di elementi parte
del riscatto che hanno cambiato formato. Anche se parte della
documentazione e dell'apparecchiatura ora è computerizzata, non è dato
concludere che la loro trasformazione digitale faccia una differenza
sull'indennizzo da pagare. Non serve poi disporre una perizia nel senso
richiesto dalla convenuta. Evidentemente, essa deve trasferire all'attore
qualsiasi mezzo indispensabile per l'esercizio della rete di distribuzione.
5.3. Resta ancora da stabilire il prezzo e la data del riscatto.
5.3.1. Giusta l'art. 5.2 cpv. 2 la convenuta comunica ogni anno al Comune, dopo
l'Assemblea generale degli azionisti, il valore di riscatto. Giusta l'art. 5.2
della Convenzione di privativa il prezzo di riscatto corrisponde al valore
reale e reperibile degli impianti. Quale valore reale e reperibile si intende i
costi netti d'investimento a carico della convenuta dedotti i contributi
(tasse) e le partecipazioni di terzi, per allacciamento e/o riscaldamento,
nonché gli ammortamenti (calcolati con percentuali sul valore iniziale per
categoria, v. elenco all'art. 5.2 della Convenzione di privativa).
5.3.2. Al 31 dicembre 2016 il valore di riscatto totale era pari a CHF 3'243'089.97.
Questo valore indicato nella tabella del 29 aprile 2017 comunicata con
lettera del 20 ottobre 2017 (doc. 19 attore) contiene, tra gli altri, anche
l'importo per gli impianti dell'illuminazione pubblica (CHF 92'316.05). La
convenuta non contesta questo valore. Pertanto, è indiscusso che per il
calcolo dell'indennizzo sia applicabile la tabella aggiornata con la modifica
del 2011 (doc. 6 attore), che per l'appunto aggiunge alla tabella di riscatto
già stabilita con la Convenzione del 1997 (doc. 3 attore) la posizione
- 26 -
"impianti illuminazione pubblica". Ininfluenti sono dunque le disquisizioni
sulla validità o meno della modifica del 2011 stessa in seguito alla
mancanza della sua sottoscrizione, siccome le condizioni di riscatto degli
impianti fissate all'art. 5 della modifica del 2011 sono state accettate come
base di calcolo (fino al 2016) anche dalla convenuta. Per inciso, va
aggiunto che la modifica del 2011 aveva lo scopo di adeguare la
Convenzione del 1997 alle modifiche legislative intervenute dal 1. gennaio
2008 (LAEI, LAEI GR, Legge comunale sull'energia). Dal momento della
notifica della modifica del 2011, la fissazione delle tariffe e i conteggi dei
contributi a favore del Comune in special modo, sono avvenuti
conformemente al nuovo diritto. L'affermazione della convenuta che la
modifica del 2011 non costituirebbe una base contrattuale e che non
avrebbe prodotto alcun effetto giuridico è dunque in mala fede, accertato
che anch'essa l'ha attuata.
5.3.3. L'attore chiede il riscatto per l'importo di CHF 3'243'089.97 calcolato in
base alla Convenzione del 1997/2011 per fine anno 2016 (data di
scadenza della convenzione), oltre ai valori secondo la Commissione
federale dell'energia elettrica (ElCom) per i nuovi impianti costruiti e gli
ammortamenti sugli impianti esistenti dal 1. gennaio 2017 in poi. La
convenuta assente (qualora un trasferimento di proprietà venga in
discussione) alla richiesta di pagamento di CHF 3'243'089.97 con pretese
supplementari di cui si vedrà più sotto e soltanto in via subordinata
riconosce un'indennità pari al valore contabile di rete secondo i parametri
ElCom.
5.3.4. Nell'Accordo del 20 dicembre 2016 concernente i valori della rete di
distribuzione nei Comuni del comprensorio (doc. 12 attore) si è concordato
che i Comuni accettano che alla scadenza delle nuove convenzioni il
valore di riscatto delle reti sul loro territorio corrisponda al valore ElCom al
momento della scadenza della convenzione (art. 3 di detto Accordo).
Siccome però le parti qui in causa non hanno concluso nessuna nuova
- 27 -
convenzione, per un intero riscatto degli impianti secondo il valore ElCom
al giorno del trapasso della proprietà (come formulato dalla convenuta nel
petito subordinato 1.3.1.1 al petito in via ulteriormente subordinata 1.3.1.
della risposta) manca una concordanza risp. una base contrattuale. Un
prezzo di riscatto secondo i valori ElCom della rete al giorno del trapasso
della proprietà – come da suddetto petito subordinato della convenuta –
poteva eventualmente entrare in considerazione a causa del cambiamento
delle circostanze (contabilizzazione della rete secondo le direttive ElCom).
Il Tribunale deve tuttavia attenersi alle richieste delle parti. Nel proprio
petito (principale) sul riscatto la convenuta riconosce di pagare il valore
dell'impianto fino al 31 dicembre 2016 in base alla Convenzione. Accertato
è dunque che entrambe le parti approvano il prezzo di riscatto al 31
dicembre 2016 pari a CHF 3'243'089.97 in base alla Convenzione. Qui di
seguito va dunque ancora chiarito il prezzo di riscatto per il periodo dal 1.
gennaio 2017 in avanti.
5.3.5. La convenuta reclama un interesse di mora del 5 % sull'importo di
CHF 3'243'089.97 dal 31 dicembre 2016. Questa pretesa è infondata.
Benché il pagamento e il trasferimento degli impianti secondo contratto
andavano effettuati (simultaneamente) alla scadenza della Convenzione,
nessuna delle parti ne ha richiesto l'attuazione in tale momento. L'attore
non può dunque essere in ritardo con il pagamento; tanto più che la
convenuta non ha mai esatto e sollecitato il pagamento.
5.3.6. La convenuta chiede anche il rimborso dei maggior costi sostenuti per
l'acquisto dell'energia a prezzo superiore a quello di mercato sino al giorno
della crescita in giudicato della decisione di trasferimento della rete di
distribuzione oltre a interessi del 5 %. Pure questa richiesta non può
essere accolta. Infatti, secondo l'Accordo del 20 dicembre 2016
concernente l'energia venduta ai clienti vincolati la convenuta si è
impegnata a rifornirsi di energia prodotta nel S._. Inoltre, i calcoli delle
tariffe già effettuati ricadono sotto la validità di detto Accordo (cfr. art. 7
- 28 -
cpv. 2 dell'Accordo). Sebbene nell'Accordo si parli soltanto delle tariffe per
il 2017, tale disposizione deve essere applicata anche per gli anni fino al
trasferimento della proprietà degli impianti di rete sulla base di tacito
accordo. Non essendosi rifiutata di acquistare l'energia locale (più cara di
quella di mercato), la convenuta ora non può reclamare un danno. Ad ogni
modo, per mezzo della tabella con le differenze di prezzo (cfr. tabella al
doc. V convenuta; cfr. anche fatture T._ per l'energia dal 1. marzo
2017 al 15 ottobre 2019 [doc. W, Z, AA convenuta]), la convenuta non ha
dimostrato di aver subito un danno proprio indennizzabile dall'acquisto
dell'energia locale. Il sovrapprezzo rivendicato dalla convenuta è stato
piuttosto scaricato sui consumatori finali. Non occorre pertanto ordinare
una perizia, richiesta dalla convenuta, che determini la differenza tra il
costo di mercato e quello dell'energia acquistata dalla O._ SA da
parte della convenuta per gli anni dal 2017 fino al termine della procedura.
5.3.7.1. La convenuta esige inoltre il pagamento di una somma da determinare per
tutti gli investimenti effettuati sulla rete di A._ dal 1. gennaio 2017 fino
alla crescita in giudicato della sentenza di trasferimento della rete di
distribuzione. L'attore, dal canto suo, riconosce un obbligo di pagamento
soltanto per il valore delle nuove parti dell'impianto costruite dal 1. gennaio
2017 fino al 31 dicembre 2019 (si noti che questa data non è più attuale;
riguardo alla data di trasferimento della proprietà si veda più sotto). Inoltre,
l'attore esige che siano considerati gli ammortamenti per gli impianti
esistenti al 31 dicembre 2016. Secondo l'attore, il valore delle nuove parti
dell'impianto e gli ammortamenti devono essere determinati in base alle
direttive e prescrizioni della ElCom. L'attore sostiene poi che la convenuta
ha potuto ammortizzare, perlomeno parzialmente, gli investimenti per cui
ne contesta il loro indennizzo. La convenuta è invece del parere che non
si tratta di giudicare il rapporto tra essa e i consumatori finali, ma quello tra
essa e l'attore. Stando ad essa, gli investimenti sarebbero stati accollati a
tutti gli utenti finali del comprensorio n. E._, in quanto il costo di rete
- 29 -
andrebbe calcolato in modo unitario in tutto il comprensorio. Riguardo agli
ammortamenti, la convenuta osserva che dal 1. gennaio 2017 non vi
sarebbe alcun accordo con l'attore sugli ammortamenti, per cui questi non
potrebbero essere riconosciuti. Inoltre, la convenuta evidenzia che il valore
di rete sulla scorta dell'Accordo del 20 dicembre 2016 [valore ElCom] è
superiore di CHF 603'867.79 a quello [in base alla Convenzione] richiesto
dall'attore per il riscatto degli impianti. Stando alla convenuta, in caso di
soccombenza essa dovrà ammortizzare questo importo che rientrerà
verosimilmente tra i costi di rete che andranno ripartiti tra gli altri comuni
del comprensorio n. E._ (o tra tutti i Comuni in cui essa distribuisce
energia). Ne discenderebbe che nessun ammortamento può esser
riconosciuto all'attore.
5.3.7.2. In osservanza del principio dispositivo, il Tribunale non deve andare oltre
quanto richiesto dalle parti. Le parti partono dal presupposto che non si
può determinare l'indennizzo degli investimenti detratti gli ammortamenti
a partire dal 1. gennaio 2017 fino alla data di trasferimento della proprietà
in base ai valori di riscatto secondo la Convenzione, perché questa è
scaduta il 31 dicembre 2016. Presumibilmente, dopo il 2016 la convenuta
non ha continuato una contabilità parallela con i valori di riscatto giusta la
Convenzione e giusta i valori ElCom. Ad ogni modo, la convenuta dal 2017
in poi non ha più comunicato i valori di riscatto degli impianti perché, come
da essa affermato, non ha accordo di concessione con l'attore e la LAEI e
la LAEI GR non prevedono un relativo obbligo di comunicazione. Come
visto sopra poi, un indennizzo (totale) in base al valore contabile della rete
giusta i parametri ElCom, come richiesto dalla convenuta nel petito 1.3.1.1
subordinato al petito 1.3.1 (cfr. pag. 5, 35 e 37 seg. risposta), non entra in
considerazione. Non resta dunque altra soluzione che poggiare sui valori
ElCom per l'indennizzo a partire dal 1. gennaio 2017. Tanto più che la
convenuta non precisa come debbano essere calcolati gli investimenti dal
1. gennaio 2017 di cui al suo petito 1.3.1 parzialmente respinto ai sensi
- 30 -
dei considerandi precedenti (cfr. risposta pag. 4 seg. e 37 seg.). Il valore
delle nuove parti dell'impianto e gli ammortamenti a partire dal 1. gennaio
2017 fino al giorno del trapasso di proprietà vanno pertanto calcolati
secondo le direttive ElCom, come postulato dall'attore.
5.3.7.3. Per la determinazione dell'indennizzo a partire dal 1. gennaio 2017 fino al
giorno di trapasso della proprietà sulla base dei parametri ElCom, devono
essere considerati gli investimenti per nuove parti degli impianti e gli
ammortamenti su tutte le parti degli impianti (o, come formulato dall'attore,
il valore delle nuove parti degli impianti al giorno del trapasso meno gli
ammortamenti sulle parti esistenti al 31 dicembre 2016). Evidentemente,
per il riscatto la convenuta non può far valere i costi di manutenzione della
rete dal 1. gennaio 2017 fino alla data di trasferimento degli impianti. Come
affermato dall'attore e non contestato dalla convenuta, i costi di
manutenzione (l'attore parla di costi di investimento) vengono infatti
riversati sui consumatori finali; ciò è altresì il caso per gli ammortamenti
(calcolatori) che, quali costi del capitale, come i costi d'esercizio (tra cui vi
sono appunto i costi di manutenzione della rete) sono costi computabili
(cfr. art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 15 cpv. 1-3 LAEI). Riguardo all'inclusione degli
ammortamenti, la convenuta eccepisce che dovrà ammortizzare la
differenza di CHF 603'867.79 tra il valore di rete sulla scorta dell'Accordo
del 20 dicembre 2016 (valore ElCom) e quello di riscatto in base alla
Convenzione. Stando alla convenuta, questo importo rientrerà tra i costi di
rete che andranno ripartiti tra gli altri comuni del comprensorio n. E._
o tra tutti i comuni in cui essa distribuisce energia. Questa obiezione non
può essere accolta. Innanzitutto, si osserva che la succitata differenza di
valore si riferisce all'anno 2015 (cfr. tabella al doc. 12 attore). Inoltre, si
ribadisce che in via principale la convenuta non si è opposta al prezzo di
riscatto per fine anno 2016 secondo la Convenzione (solo in via
subordinata esige un riscatto della rete secondo i valori contabili ElCom,
come visto sopra). Avendo dunque accettato la differenza tra il valore
- 31 -
ElCom e quello di riscatto in base alla Convenzione per fine anno 2016,
essa ora non può farvi riferimento (ancor meno accennando alla differenza
a fine anno 2015) per negare il riconoscimento degli ammortamenti a
partire dal 1. gennaio 2017. Si noti poi che la convenuta presume di poter
scaricare questi costi di ammortamento (se non sui consumatori finali sui
relativi comuni, sebbene parte di questi siano azionisti della convenuta) e
che secondo l'Accordo del 20 dicembre 2016 concernente i valori della
rete di distribuzione nei Comuni del comprensorio (doc. 12 attore) dal 1.
gennaio 2017 la convenuta applica agli utenti nei Comuni del
comprensorio n. E._ una tariffa unica, calcolata su tutto il
comprensorio di distribuzione della convenuta, proprio per compensare
tale differenza di valore (v. premessa C. e D. e cifra 1 di detto Accordo).
Con l'argomento di un eventuale ammortamento straordinario non ben
definito (visti i fattori di compensazione già adottati) dovuto alla differenza
tra il prezzo pagato dall'attore per il valore della rete a fine 2016 secondo
la Convenzione e quello contabile secondo i valori ElCom, la convenuta
non riesce a dimostrare che gli ammortamenti a partire dal 1. gennaio 2017
non possono essere considerati per l'indennizzo.
Alla luce di quanto sopra considerato, viene accolta la richiesta dell'attore
secondo cui dal 1. gennaio 2017 vanno considerati il valore delle nuove
parti dell'impianto e gli ammortamenti sulle parti dell'impianto esistenti al
31 dicembre 2016 secondo i parametri ElCom.
5.4. Siccome alla data di questa sentenza si è già superato il termine del 31
dicembre 2019 secondo il petito principale dell'attore, il Tribunale fissa la
data per l'obbligo di trasferimento (e pagamento) degli impianti della rete
di distribuzione (compresi gli annessi e connessi di cui sopra) per il 31
dicembre 2021 come da petito eventuale.
6. Infine, sotto il profilo delle misure esecutive di questa decisione, vanno
esaminate le richieste postulate in via provvisionale e superprovvisionale
- 32 -
dall'attore, per quanto non già decise sopra. La convenuta sostiene che le
domande (super)provvisionali dell'attore sono irricevibili, poiché l'attore
non è gestore di rete. L'attore non potrebbe dunque appellarsi a norme
tutelanti o obbliganti il gestore di rete. Questa argomentazione non può
essere condivisa per quanto l'attore, con le misure provvisionali formulate,
miri a garantire il trasferimento della proprietà nell'interesse della sicurezza
dell'approvvigionamento energetico. Tali questioni sono infatti da reputare
collegate con l'oggetto qui in esame del trasferimento della proprietà della
rete.
6.1. La convenuta deve consegnare all'attore tutte le informazioni e i documenti
necessari ad attuare un regolare trasferimento degli impianti.
Concretamente si tratta in particolare degli oggetti, dati e documenti
elencati dall'attore nella cifra 4.5. delle domande di adozione di misure
provvisionali della petizione, ovvero:
1. Informazioni dettagliate su:
a) i consumatori finali e gli impianti da questi utilizzati (per es. pompe di calore ecc.);
b) i profili di carico dei consumatori nel libero mercato;
c) i rapporti di sicurezza (RaSi) secondo l'Ordinanza Federale sugli impianti elettrici
a bassa tensione;
d) gli autoproduttori;
e) gli impianti provvisori;
f) i contratti stipulati con i consumatori finali/autoproduttori, in particolare anche per
quanto attiene a regolamentazioni speciali.
2. Tutti i dispositivi di misura installati nella rete di distribuzione con informazioni
dettagliate riguardanti:
a) le denominazioni del tipo e le modalità di funzionamento;
b) i numeri, i codici POD (Point of Delivery) e la loro ubicazione;
c) la taratura
3. Elenchi dettagliati per i dispositivi e gli impianti a media e bassa tensione come
segue:
a) schemi di rete (rappresentazione sinottica e geografica) con indicazione concreta
di tutti gli impianti e dispositivi (in formato DWG);
b) dati riguardanti i cavi e le linee aree (in formato Excel);
- 33 -
c) impianti di trasformazione e armadi di distribuzione;
d) punti di sezionamento della rete con l'indicazione se sono motorizzati e se
devono essere azionati in loco o in remoto;
e) camere di ispezione;
f) concetto di protezione della rete;
g) interfacce (fisiche ed informatiche) fra la futura rete di distribuzione del Comune
di A._ (frazione di A._) e la rete della C._.
4. Dati GIS di tutti gli impianti e i dispositivi in formato elettronico (formato DWG)
5. Contratti di servitù attuali con tutti i dati di dettaglio (anche in forma grafica);
6. Dati statistici su
a) le interruzioni della fornitura di energia elettrica negli ultimi 5 anni;
b) le loro cause;
c) il numero di impianti e consumatori finali interessati.
Come inoltre richiesto dall'attore al petito 4.6, evidentemente i dati devono
essere messi a disposizione dell'attore in un formato che sia coerente e
compatibile con i sistemi attualmente utilizzati dalla convenuta e che
permettano all'attore di continuare automaticamente ad utilizzare,
aggiornare ed ampliare le informazioni (modificabilità). La consegna dei
dati deve avvenire per iscritto e in formato elettronico entro 30 giorni dalla
comunicazione di questa sentenza, sotto comminatoria della pena prevista
dall'art. 292 del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0).
6.2. Va da sé che, come richiesto dall'attore al petito 4.7, la convenuta deve
astenersi da tutto ciò che ritarda, complica o addirittura impedisce il
trasferimento di proprietà entro la data stabilita più sotto e di collaborare
dal punto di vista del contenuto e del tempo in modo efficace con l'attore
per garantire che il trasferimento di proprietà degli impianti e dei dispositivi
possa aver luogo in modo tempestivo per il 31 dicembre 2021 senza
mettere in pericolo la sicurezza dell'approvvigionamento. Questo ordine è
impartito sotto comminatoria della pena prevista dall'art. 292 CP.
6.3. In accoglimento e riformazione della richiesta di cui ai petiti 4.1 e 4.2
dell'attore, la convenuta deve comunicargli entro 30 giorni dalla
- 34 -
comunicazione di questa sentenza il valore dell'impianto al 31 dicembre
2017, al 31 dicembre 2018 nonché al 31 dicembre 2019 e al 31 dicembre
2020 secondo le direttive ElCom, come pure gli investimenti del 2021 già
effettuati e programmati per la costruzione, la manutenzione e la
sostituzione dell'impianto. Questo ordine è impartito sotto comminatoria
della pena prevista dall'art. 292 CP.
6.4. Fino al trasferimento della proprietà degli impianti è inoltre disposto il
prosieguo dell'effettività del decreto (super)provvisionale del Giudice
istruttore 9 luglio 2019, con cui si è vietato alla convenuta – sotto
comminatoria di pena giusta l'art. 292 CP – qualsiasi disposizione sulla
proprietà e qualsiasi disposizione che dal punto di vista economico
equivale a un trasferimento di proprietà sull'insieme degli impianti della
rete di distribuzione elettrica (compresi gli impianti di misurazione e
controllo) di proprietà della convenuta e gestiti da essa sul territorio della
frazione A._ nonché di aggravare i citati impianti con nuovi diritti di
pegno e servitù.
6.5. Va da sé che, in linea con quanto richiesto in via provvisionale dall'attore
alla cifra 4.3 seg. dei petiti d'azione, la convenuta deve mantenere gli
impianti in buone condizioni operative fino al trasferimento di proprietà,
effettuando, in particolare, periodicamente (e a proprie spese) gli
investimenti di manutenzione e sostituzione di routine previsti nel settore.
La convenuta deve inoltre astenersi da ulteriori investimenti di
manutenzione e sostituzione rispetto a quelli che devono essere eseguiti
periodicamente e di routine previsti nel settore, nella misura in cui questi
non siano assolutamente necessari per garantire la sicurezza
dell'approvvigionamento. Questo ordine è impartito sotto comminatoria
della pena prevista dall'art. 292 CP.
6.6.1. L'attore segnala che giusta l'art. 10 OAEI [e l'art. 12 cpv. 1 LAEI] i gestori
di rete devono pubblicare su Internet e comunicare a ElCom entro il 31
- 35 -
agosto le informazioni necessarie per l'utilizzo della rete, soprattutto le
tariffe per l'uso della rete per l'anno successivo. Pertanto, per essere in
grado di assumersi la responsabilità delle tariffe per l'uso della rete a
partire dall'inizio dell'anno in cui sarà gestore di rete, l'attore pretende di
essere coinvolto immediatamente nella calcolazione delle tariffe per l'uso
della rete come pure nell'elaborazione delle informazioni secondo l'art. 12
cpv. 1 LAEI; caso contrario sull'attore incomberebbe la minaccia di
pregiudizi irreparabili (tariffe per l'uso di rete insufficienti o eccessive,
procedure legali con ElCom).
6.6.2. Su questa misura, come richiesta al petito 3.1 dall'attore, il Tribunale non
è tenuto a decidere, perché concerne unicamente la questione della
gestione della rete e a tal proposito non vi è ancora una rispettiva
decisione del Governo.
7. In conclusione, in accoglimento della petizione (nel petito eventuale), in
osservanza delle soprascritte misure esecutive la convenuta è tenuta a
trasferire all'attore per il 31 dicembre 2021 tutti gli impianti della rete di
distribuzione elettrica di sua proprietà (comprese tutte le apparecchiature
di misura e controllo di cui sopra al consid. 5.2) che si trovano sul territorio
della frazione di A._. L'indennizzo che l'attore deve versare alla
convenuta per tale trasferimento di proprietà corrisponde a CHF
3'243'089.97 oltre al valore al 31 dicembre 2021 delle nuove parti
dell'impianto costruite fra il 1. gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021
(calcolato sulla base delle direttive ElCom), meno gli ammortamenti
(calcolati sulla base delle direttive ElCom) effettuati fra il 1. gennaio 2017
e il 31. dicembre 2021 sulle parti dell'impianto esistenti al 31 dicembre
2016.
8. I costi procedurali fissati a CHF 10'000.00 sono accollati alla convenuta
soccombente in causa giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA. In deroga alla regola
dell'art. 78 cpv. 2 LGA, secondo cui ai comuni non vengono di regola
- 36 -
assegnate ripetibili se vincono la causa nell'esercizio delle loro attribuzioni
ufficiali, in questa causa d'azione, vista la complessità del caso che ha
obbligato il Comune parte attrice (un piccolo comune senza servizio
giuridico proprio) ad avvalersi di un legale, si giustifica l'assegnazione di
ripetibili in favore dell'attore in misura ridotta per l'importo forfettario di
CHF 5'000.00 (IVA inclusa).