Decision ID: 7c173ac9-1aa4-525d-8f13-2f146b8d2369
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. AO 1 (1958), cittadino britannico, divorziato, e AP 1 (1964), cittadina italiana, si sono sposati a _ (Londra) il 23 agosto 1999. A quel momento essi aveva-","no già un figlio, N_ (10 gennaio 1999). Dal matrimonio sono nati J_ (21 luglio 2000), E_ (9 maggio 2002) e G_ (16 settembre 2003). Nel febbraio del 2011 la famiglia si è stabilita in Svizzera, in una villa a _ (particella n. 661 RFD di _, sezione di _, intestata alla moglie). Laureato in economia, il marito ha svolto vari lavori in ambito dirigenziale e ha lavorato da ultimo per la A_ Sagl di _ (ora radiata dal registro di commercio). Il 29 settembre 2014 i coniugi hanno adottato la separazione dei beni. Alla fine di aprile del 2015 AO 1 è andato a vivere da solo in un appartamento, sempre a _, e poi, nel settembre del 2016, in una casa ereditata dalla madre a _ (Irlanda del Nord). AP 1, architetto d'interni, ha costituito nel maggio del 2015 la At_ Sagl di _, di cui è socia e gerente, ma dalla quale non sembrerebbe aver mai tratto redditi. Attualmente AO 1 non esercita più alcuna attività lucrativa e percepisce una pensione in Inghilterra di £ 20 061.24 annui, pari a fr. 2291.67 mensili.","B. Il 4 maggio 2015 AP 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale per ottenere – già in via cautelare – l'autorizzazione a vivere separata, l'assegnazione dell'alloggio coniugale (con mobili e suppellettili), il divieto al marito di rientrare a domicilio e di avvicinarsi a lei, la restituzione delle chiavi di casa, l'affidamento dei quattro figli (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare imprecisato per sé e per i figli (oltre agli","assegni familiari), come pure l'attribuzione in uso di una Mini _, di una Porsche _ e di una BMW _, AO 1 potendo conservare da parte sua una Mini _ (inc. SO.2015.1993). Il convenuto ha adito anch'egli il Pretore il 3 marzo 2016, postulando il blocco di conti bancari intestati alla consorte, una restrizione del potere di disporre sull'abitazione coniugale, il divieto alla moglie – sotto la comminatoria dell'art. 292 CP – di trasferire, vendere o disporre in altro modo di antichità debitamente inventariate e la nomina di un curatore educativo chiamato a definire il calendario dei diritti di visita, come pure a vigilare sulle relazioni tra genitori e figli (inc. SO.2016.973).","C. Al dibattimento del 14 aprile 2016 i coniugi hanno raggiunto un accordo cautelare “nelle more istruttorie” sull'autorizzazione a vivere separati, sull'assegnazione dell'alloggio coniugale in uso alla moglie, sull'affidamento dei quattro figli a quest'ultima e sul diritto di visita paterno. Essi si sono impegnati inoltre a prosegui-","re una terapia familiare e a non disporre delle antichità in loro possesso. Infine essi si sono accordati sull'annotazione di una restrizione della facoltà di disporre sulla villa di _. Il Pretore ha omologato l'accordo seduta stante, inserendo la comminatoria dell'art. 292 CP. Il dibattimento di entrambe le istanze è continuato il 29 settembre 2016. In tale occasione AP 1 ha quantificato in fr. 10 000.– mensili il contributo alimentare preteso per sé e in fr. 2500.– mensili quello per ogni figlio, oltre alla retta della _. AO 1 ha aderito alla richiesta di vita separata e all'affidamento dei figli alla madre, ha sollecitato un ampio diritto di visita, ha rivendicato un contributo alimentare per sé di fr. 19 090.– mensili retroattivamente dal gennaio del 2016 e l'assegnazione e l'immatricolazione a suo nome della BMW _.","D. A una successiva udienza del 29 novembre 2016, indetta per il seguito del dibattimento, AP 1 ha ribadito le proprie domande e ha contestato quelle del marito. AO 1 ha confermato il proprio punto di vista. La moglie si è","opposta alle richieste del coniuge e ha notificato nuove prove. L'8 marzo 2017 si è tenuta un'ulteriore udienza per la continuazione del dibattimento in entrambe le procedure. AO 1 ha reiterato la propria posizione. Le parti hanno confermato nondimeno quanto pattuito nell'accordo cautelare stipulato il 14 aprile 2016 “nelle more istruttorie”, compresa l'assegnazione in uso della Mini _ al marito. Il Pretore ha ammesso i documenti prodotti dalle parti e disposto vari atti istruttori.","E. Con decreto cautelare del 20 aprile 2017 il Pretore ha ordinato il blocco (art. 178 CC) della particella su cui sorge l'abitazione coniugale e di due conti intestati ad AP 1 presso la _ di _ (“conti _”). Successivamente, con decreto cautelare del 6 novembre 2017 egli ha ordinato anche un divieto di disporre sulla proprietà per piani n. _ della particella n. 698 RFD di _, intitolata ad AP 1, e il blocco di ogni cassetta di sicurezza intestata, cointestata o di cui è beneficiaria economica la moglie presso la banca _ _ (già _). Nel corso dell'istruttoria il Pretore ha poi emanato altri decreti cautelari destinati ad allentare la restrizione sui “conti _” per il pagamento di fatture familiari. Con decreto “supercautelare” del 22 dicembre 2017, confermato con decreto cautelare del 13 aprile 2018, egli ha autorizzato la moglie a prelevare dai “conti _” complessivi fr. 9000.– mensili per il mantenimento proprio e dei figli.","F. Nel frattempo, il 4 luglio 2017, AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, chiedendo l'annullamento della convenzione 29 settembre 2014 con cui i coniugi avevano adottato la separazione dei beni (inc. OR.2017.136). La causa è tuttora in fase istruttoria. Il 1° giugno 2018 inoltre AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6 (inc. DM.2018.146). La procedura è sospesa, dovendosi attendere la sentenza sulla nullità dell'atto di separazione dei beni. Sospesi sono anche vari procedimenti cautelari chiesti dalle parti nell'ambito del processo di divorzio.","G. Con ordinanza del 10 agosto 2018 il Pretore ha chiuso l'istruttoria a protezione dell'unione coniugale e ha fissato alle parti un termine per presentare conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 10 ottobre 2018 AP 1 ha chiesto di sbloccare i suoi “conti _”, di poter disporre senza riserve di tutta una serie di beni mobili “di sua esclusiva proprietà” e di condannare il marito a versare un contributo alimentare per i figli di fr. 14 000.– mensili complessivi, sostenendo inoltre N_ e J_ “per tutta la durata degli studi nel Regno Unito attraverso versamenti bancari mensili direttamente nel loro conto a copertura di spese e rette universitarie”. In subordine essa ha chiesto di allentare il blocco dei suoi “conti _”, di autorizzare la banca _ a pagare direttamente i premi della cassa malati, delle assicurazioni degli immobili e delle assicurazioni delle automobili, di abilitare lei medesima a prelevare fr. 18 000.– mensili dai “conti _” per il mantenimento proprio e dei figli, oltre a fr. 28 242.20 per il saldo di fatture familiari, non senza condannare il marito a rifonderle fr. 26 684.85 per premi della cassa malati da lei pagati in favore di lui.","Nel proprio allegato conclusivo del 3 novembre 2018 AO 1 ha chiesto una volta ancora di autorizzare i coniugi a vivere separati, di attribuire l'abitazione coniugale in uso alla moglie, di affidare E_ e G_ alla medesima, di porre a carico della moglie il fabbisogno in denaro dei figli, “comprese le spese scolastiche” sin dal 4 maggio 2015 (data dell'istanza), di regolare il suo diritto di visita, di autorizzare percorsi terapeutici per le figlie, di assegnargli in uso la nota Mini _, di condannare AP 1 a versargli un contributo alimentare di fr. 20 664.52 mensili dal 1° gennaio 2016, di confermare la restrizione della facoltà di disporre sull'abitazione coniugale e sulla proprietà per piani a _, come pure il blocco della cassetta di sicurezza, delle antichità, dei “conti _”, di “conti _”, di conti presso la _ (_) fa-centi capo alla moglie, salvo autorizzare quest'ultima a eseguire una serie di prelevamenti per finalità e somme predefinite.","H. Statuendo con sentenza del 19 dicembre 2019, il Pretore ha così deciso:","– ha autorizzato i coniugi a vivere separati;","– ha attribuito l'uso dell'abitazione coniugale alla moglie;","– ha affidato E_ e G_ alla madre per la cura e l'educazione;","– ha regolato il diritto di visita paterno in caso di disaccordo;","– ha confermato la curatela educativa in favore delle figlie;","– ha assegnato in uso la Mini _ al marito;","– ha confermato il blocco del fondo su cui sorge l'abitazione coniugale, il blocco della proprietà per piani a _, il blocco di tutte le antichità in possesso dei coniugi e di ogni relazione bancaria facente capo alla moglie presso la _;","– ha autorizzato AP 1 a prelevare per il mantenimento suo e delle figlie a lei affidate la somma di fr. 9000.– mensili dai “conti _”;","– ha condannato la medesima a pagare i premi della cassa malati delle figlie;","– ha autorizzato AO 1 a prelevare per il suo proprio mantenimento la somma di fr. 5800.– mensili dai citati “conti _”;","– ha autorizzato i coniugi a eseguire di comune accordo ulteriori prelevamenti dai “conti _” in favore dei figli (rette scolastiche, trattamenti medici);","– ha autorizzato AO 1 a chiedere alla _ il pagamento di 12 fatture per fr. 19 790.30 complessivi e","– ha autorizzato il versamento di fr. 200.– mensili alla figlia E_ e di fr. 200.– mensili alla figlia G_ per le loro spese minute, prelevando tali somme dai “conti _” sotto vigilanza del curatore.","Le spese processuali di fr. 9000.– sono state poste solidalmente a carico dei coniugi in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.","I. Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 29 dicembre 2019 nel quale postula, previo conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso,","l'annullamento del giudizio impugnato e il rinvio degli atti al Pretore “per ulteriori e più approfonditi accertamenti”. Subordinatamente essa chiede:","– di attribuirle in uso la Mini _;","– di annullare i blocchi conservativi ordinati dal Pretore sull'abitazione coniugale, sulla proprietà per piani a _, su tutte le antichità in possesso dei coniugi e su ogni relazione bancaria facente capo a lei presso la _;","– di condannare AO 1 a versare un contributo alimentare di fr. 14 000.– mensili complessivi per lei e le figlie;","– di non autorizzare AO 1 a prelevare la somma di fr. 5800.– mensili dai citati “conti _”, dovendo egli provvedere da sé al proprio mantenimento e","– di autorizzare lei medesima a disporre liberamente dei “conti _”.","In via ancor più subordinata AP 1 chiede:","– di attribuirle in uso la Mini _;","– di confermare i blocchi conservativi ordinati dal Pretore sul-l'abitazione coniugale, sulla proprietà per piani a _ e su tutte le antichità in possesso dei coniugi, ma di ridurre alla metà il blocco di ogni relazione bancaria facente capo a lei presso la _;","– di condannare AO 1 a versare un contributo alimentare di fr. 14 000.– mensili complessivi per lei e le figlie;","– di non autorizzare AO 1 a prelevare la somma di fr. 5800.– mensili dai citati “conti _”, dovendo egli provvedere da sé al proprio mantenimento e","– di autorizzare lei medesima a disporre liberamente della metà dei “conti _”.","La richiesta di effetto sospensivo è stata respinta con decreto del 17 gennaio 2020 dal presidente di questa Camera, non ravvisandosi in concreto un rischio di pregiudizio difficilmente riparabile. Invitato a esprimersi sul contenuto dell'appello, in osservazioni del 20 febbraio 2020 AO 1 propone di respingere il ricorso in ordine, subordinatamente nel merito.","L. Nel frattempo, il 7 gennaio 2020, AO 1 ha appellato a sua volta la sentenza del Pretore perché AP 1 sia condannata a versargli un contributo alimentare di","fr. 6750.– mensili sin dal 1° gennaio 2016, perché tale importo","sia prelevato dietro sua semplice richiesta alla banca dai “conti _” e perché sia autorizzato il pagamento grazie a quei conti di altre tre fatture, di £ 3186.67 (fr. 4154.–), di £ 708.– (fr. 924.–) e di £ 5853.33 (fr. 7620.–) relative a costi di magazzino e di assicurazione per le antichità appartenenti ai coniugi. Inoltre egli","postula la rifusione di ripetibili di primo grado per l'ammontare di complessivi fr. 100 000.–. Subordinatamente AO 1 formula conclusioni identiche a quelle principali, salvo chiedere di essere abilitato a prelevare il contributo alimentare di fr. 6750.– in suo favore mensili direttamente dai “conti _”. Nelle sue osservazioni del 20 febbraio 2020 AP 1 propone di respingere l'appello."}

{Considerando,"in diritto: 1. I due rimedi giuridici in esame sono diretti contro la stessa decisione e si fondano sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).","2. Le misure a protezione dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro dieci giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è manifestamente dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi alimentari rimasti litigiosi dinanzi al Pretore. Circa la tempestività degli appelli, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore di AP 1 il 20 dicembre 2019 e a quello di AO 1 il 27 dicembre 2019. Il termine di ricorso è cominciato così a decorrere per la moglie il 21 dicembre 2019 e sarebbe scaduto domenica 29 dicembre 2019, tranne protrarsi al 30 dicembre 2019 in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Il termine di ricorso per il marito è cominciato a decorrere il 28 dicembre 2019 e sarebbe scaduto il 6 gennaio 2020 (Epifania), ma si è protratto al 7 gennaio 2020 in forza dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Inoltrati il 30 dicembre 2019 e il 7 gennaio 2020 (timbro postale sulle buste d'invio), gli appelli in esame sono pertanto tempestivi.","3. Entrambe le parti richiamano nei rispettivi appelli gli incarti SO.2015.1993 e SO.2016.973 della Pretura, compresi i fascicoli dei procedimenti cautelari. Tali atti sono già stati trasmessi d'ufficio a questa Camera. Il richiamo si rivela perciò superfluo.","I. Sull'appello di AP 1","4. Nell'appello AP 1 chiede in via principale che la sentenza impugnata sia annullata e gli atti siano rinviati al Pretore “per procedere ad ulteriori e più approfonditi accertamenti”. L'appello tuttavia è un rimedio giuridico riformatorio, non cassatorio. Dal memoriale deve risultare, quindi, come debba essere modificata la decisione appellata (DTF 137 III 618 consid. 4.2 con riferimenti). Una domanda intesa al mero annullamento della decisione è ammissibile solo a titolo eccezionale, ove in caso di accoglimento dell'appello l'autorità di ricorso non possa statuire, o perché in primo grado non sia stata giudicata una parte essenziale dell'azione (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 1 CPC) o perché i fatti debbano essere completati in punti essenziali (art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC; RtiD I-2014 pag. 806 consid. 3a).","Nel caso specifico l'appellante postula l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti al Pretore perché la decisione non è “più attuale e corrispondente alle esigenze effettive e quindi per questa ragione altamente scorretta nel suo contenuto”. Essa si duole che il Pretore ha statuito il 19 dicembre 2019 quando i memoriali conclusivi delle parti risalivano a un anno prima, sicché i fatti andrebbero ora completati in punti essenziali. A parte il fatto però che l'appellante non indica quali sarebbero i “punti essenziali” da completare, l'art. 318 cpv. 1 lett. c n. 2 CPC si applica quando la mancanza di dati impedisce all'autorità d'appello di giudicare. Ciò non è il caso in concreto. Certo, l'interessata richiama documenti agli atti e insta per l'edizione di documenti dal marito. Se non che, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova sono ammissibili in appello unicamente alle condizioni cumulative dell'art. 317 cpv. 1 CPC. E l'interessata non pretende di non aver potuto invocare quei mezzi di prova dinanzi al Pretore “con la diligenza ragionevolmente esigibile, tenuto conto delle circostanze”, né lamenta – per ipotesi – di non aver potuto chiedere al primo giudice di riaprire l'istruttoria in ragione del lungo tempo trascorso dai memoriali conclusivi. Ne segue che la richiesta cassatoria dell'appellante va dichiarata irricevibile. Di carattere riformatorio, e come tali proponibili, sono invece le richieste subordinate di AP 1. Si impone di conseguenza la loro trattazione.","5. Alle proprie osservazioni del 20 febbraio 2020 AO 1 acclude uno scritto in inglese del 10 febbraio 2020 (con traduzione acclusa) in cui il figlio maggiorenne N_ dichiara di avere intrapreso a _ un'attività di stagista non","retribuita. Successivo all'emanazione del giudizio impugnato e addotto tempestivamente con il primo atto di causa in appello, tale documento è ricevibile (art. 317 cpv. 1 CPC). Non appare tuttavia di rilievo per il giudizio.","6. L'interessata esordisce commentando le ragioni per cui le figlie non vogliono intrattenere relazioni personali con il padre. Sta di fatto ch'essa non appella la disciplina del diritto di visita stabilita dal Pretore in caso di mancata intesa (dispositivo n. 4). Al riguardo non giova pertanto diffondersi.","7. Nella sentenza impugnata (dispositivo n. 6) il Pretore ha assegnato in uso a AO 1 la Mini _ in dotazione della famiglia (TI _), come le parti avevano concordato all'udienza dell'8 marzo 2017 (sopra, lett. D). L'appellante obietta che, in luogo e vece della Mini _, il marito ha preferito ritirare la BMW _ (TI _). Nelle sue osservazioni all'appello AO 1 non contesta di avere preso la BMW _, che l'interessata non rivendica. Nega però di avere rinunciato in cambio alla Mini _. E l'appellante, cui incombeva di confortare un accordo con il marito sulla permuta dei veicoli, non ha recato alcun elemento di verosimiglianza. La sua rivendicazione manca perciò di fondamento.","8. Nel dispositivo n. 7 della sentenza impugnata il Pretore ha confermato tutti i provvedimenti conservativi decretati a titolo cautelare in pendenza di causa, segnatamente il blocco della particella n. 661 RFD di _, sezione _, della proprietà per piani n. _ relativa alla particella n. 698 RFD di _, di tutte le antichità in possesso dei coniugi e di ogni relazione di pertinenza di AP 1 presso la _. Egli ha ritenuto che, nessuno dei coniugi esercitando un'attività lucrativa, “il patrimonio accantonato dalla famiglia, e in particolare gli averi finiti sui conti _, sia al momento l'unico elemento certo per garantire il mantenimento della famiglia e la formazione dei figli”. Inoltre – egli ha continuato – “dalla separazione in poi la moglie ha compiuto atti di disposizione importanti (acquisto del fondo a _, investimento fallimentare nella palestra e in At_ Sagl), consumando pure senza alcun controllo i beni della famiglia”, senza mai dare alcun rendiconto e lasciando “periodicamente scoperte spese importanti (...) quali i premi di cassa malati dei figli, le spese degli interventi dentistici e le spese scolastiche, generando disagi importanti ai minori”. In condizioni del genere il Pretore ha reputato che “una levata dei blocchi non può entrare in linea di conto, visto il rilevante rischio di distrazione dei beni familiari”, tanto meno ove si consideri che dalla separazione in poi l'interessata, la quale “per varie circostanze si è trovata nel pieno controllo delle risorse familiari, si è lanciata in una serie di spese e investimenti fallimentari”. “La sua difficoltà nel controllare i costi, dettata verosimilmente più dalla non volontà di adattare il proprio stile di vita alla nuova situazione che non a reali problemi di gestione” – ha soggiunto il Pretore – “è ben emersa in causa ed è tutt'altro che risolta” (sentenza impugnata, pag. 10 seg.).","a) Sostiene l'appellante che l'acquisto della proprietà per piani a _ è un investimento, non uno speco di denaro, e che “quanto alla palestra, a tutti può capitare di iniziare un'attività economica che non porta i risultati economici sperati”. Con riferimento alle spese della famiglia rimaste scoperte, l'interessata adduce che “queste sono da attribuire alla circostanza che essa poteva disporre unicamente di fr. 9000.– mensili”, mentre per quel che riguarda la mancanza di rendiconti eccepisce che le sue spese si evincono dagli estratti conto della Banca _, agli atti, relativi alla carta di credito. Riguardo ai “conti _”, essa ribadisce che gli averi depositati su quei conti sono di sua proprietà ed è quindi suo diritto disporne liberamente. In subordine, si volesse anche supporre il marito proprietario di quegli attivi per un mezzo, essa chiede uno svincolo del 50%, non senza affermare che qualora essa mettesse a repentaglio il patrimonio coniugale il rimedio non dovrebbe essere un blocco dei suoi conti, bensì l'istituzione di una curatela amministrativa da parte dell'Autorità regionale di protezione."}