Decision ID: d0664b3b-cdde-5d9d-af45-b649737c532c
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 8 agosto 2011, RI 1 - alle dipendenze del signor _ in qualità di badante e aiuto domestico e perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1 - è stata aggredita da sua sorella, infermiera responsabile del signor _, riportando, come risulta dal referto del Pronto Soccorso dell’Ospedale regionale di _, “un trauma contusivo/distorsivo alla spalla destra, escoriazione braccio destro e gomito laterale destro; stato di shock” (doc. M1, fascicolo 1).
L’Istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con decisione del 1° dicembre 2011 la CO 1, sulla base della documentazione medica agli atti e, in particolare, del parere del dr. _ (doc. M5-6, fascicolo 1), ha sospeso le prestazioni assicurative per le conseguenze dell’infortunio dell’8 agosto 2011, a far tempo dal 19 ottobre 2011, non risultando alcun nesso di causalità tra i disturbi ancora accusati dall’interessata e l’infortunio dell’8 agosto 2011.
La CO 1 ha, in particolare, informato l’assicurata di non potere né assumere i costi dell’intervento operatorio del 1° dicembre 2011, né riconoscerle delle indennità giornaliere per l’incapacità lavorativa dal 20 ottobre 2011 al 31 dicembre 2011 (doc. A14, fascicolo 2).
1.3. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata, allora rappresentata dalla lic. iur. _ dello studio legale _ e sulla base del parere espresso dr. _r, medico della _, la CO 1, in data 1° maggio 2012, ha confermato il contenuto della sua prima decisione, ponendo fine alle prestazioni a partire dal 19 ottobre 2011, non sussistendo alcun nesso di causalità naturale (cfr. doc. A allegato al ricorso).
Da rilevare, per inciso, che la decisione del 1° maggio 2012 è stata emessa dalla CO 1 dopo che l’assicurata, in data 25 aprile 2012, aveva inoltrato al TCA un ricorso per denegata giustizia, sfociato nel decreto di stralcio 35.2012.22 del 13 giugno 2012 (doc. 54, fascicolo 2).
1.4. Con tempestivo ricorso del 16 maggio 2012, RI 1 ha postulato l’annullamento della decisione impugnata, trasmettendo un referto del dr. _, “attestante il nesso evidente tra l’aggressione subita l’8 agosto 2011 e l’intervento chirurgico del 15 dicembre 2011” (doc. I).
1.5. In data 30 maggio 2012, inoltre, l’assicurata ha trasmesso al TCA un referto del dr. _, attestante un’inabilità lavorativa del 50% dal 25 maggio 2012 al 13 settembre 2012 (doc. II + B).
1.6. Con scritto del 3 luglio 2012, l’avv. RA 1 ha comunicato al TCA di avere assunto il patrocinio dell’assicurata, trasmettendo la relativa procura (doc. IV + 1).
1.7. La CO 1, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
1.8. In data 13 agosto 2012, il patrocinatore dell’assicurata ha ribadito che il dr. _, con scritto del 25 luglio 2012, ha confermato la presenza della lesione di Bankart, con distacco del cercine glenoideo anteriore, concludendo che “l’operatore afferma un fatto oggettivo, al quale il fiduciario si oppone pur non disponendo di mezzi diagnostici per loro natura meno decisivi. Non si vede per quale motivo dovrebbe essere posta in discussione l’opinione del dr. _” (doc. VII + C).
1.9. In data 21 settembre 2012, il patrocinatore ha comunicato al TCA che, a far tempo dal 17 settembre 2012, l’assicurata ha recuperato una piena capacità lavorativa, come attestato dal dr. _ (doc. XI + D1-2).
1.10. La CO 1, dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica al vaglio del dr. _, si è riconfermato nelle proprie allegazioni e domande, ribadendo che “la causalità naturale tra l’evento e la lesione tipo Bankart viene negata” (doc. XIII + 1).
1.11. Con scritto del 15 ottobre 2012, il patrocinatore ha rilevato che - posto che “sulla natura traumatica della lesione non ci sono dubbi”, come ribadito dal dr. _ - i disturbi dell’assicurata non possono che derivare dall’infortunio dell’8 agosto 2011, non avendo ella subìto altri infortuni all’infuori di quello annunciato alla CO 1.
Il legale ha sottolineato che il dr. _ è stato il chirurgo che ha operato l’assicurata, mentre il dr. _ ha espresso il proprio parere unicamente sulla base degli atti, aggiungendo che “il dr. _ ipotizza che il dr_ abbia letto dei falsi negativi”.
L’avv. RA 1 ha, infine, chiesto che venga esperito un nuovo esame peritale, nell’ipotesi in cui “non si dovesse ritenere il dato chiaro e suffragato del chirurgo operatore” (doc. XIX + E).
1.12. In data 16 ottobre 2012, il patrocinatore dell’assicurata ha trasmesso al TCA un referto della dr.ssa _ (doc. XX + F).
1.13. l doc. XIX+E e XX+F sono stati trasmessi all’assicuratore infortuni, per conoscenza (doc. XXI).
1.14. In corso di causa, il TCA ha interpellato il dr. _, chiedendogli di precisare se “conferma o meno che la lesione di Bankart è necessariamente conseguenza di una lussazione o di una sublussazione della spalla” (doc. XXII).
Il dr. _ ha risposto con scritto del 20 novembre 2012 (doc. XXIV), che è stato immediatamente sottoposto alle parti (doc. XXV), per una presa di posizione.
1.15. Con scritto del 30 novembre 2012, il patrocinatore dell’assicurata ha comunicato al TCA di non avere particolari osservazioni da presentare (doc. XXVI).
La CO 1, dal canto suo, con scritto del 5 dicembre 2012, ha nuovamente confermato le proprie conclusioni e domande, ribadendo che, nei rapporti medici del 4 aprile 2012 e del 12 settembre 2012, il dr. _ ha chiaramente indicato che deve essere negata la causalità naturale tra l’evento e la lesione di Bankart (doc. XXVII).
Il doc. XXVI e il doc. XXVII sono stati trasmessi alla rispettiva controparte (doc. XXVIII, XXIX), per conoscenza.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione a sapere se la lesione di Bankart di cui l’insorgente è affetta costituisce una conseguenza naturale e adeguata dell’infortunio dell’8 agosto 2011 oppure no.
2.2. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un
nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid.
3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid.
2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63).
Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (
status quo ante
);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria,
sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (
status quo sine
)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid.
4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,
in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.3. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un
nesso di causalità adeguata
tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid.
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.4. Con la decisione su opposizione impugnata, l’assicuratore LAINF, facendo capo alla valutazione espressa il 4 aprile 2012 dal medico fiduciario della _, dr. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, ha escluso la propria responsabilità.
Il dr. _ si è così espresso a tal proposito:
"
(...)
Entgegen anamnestischen, klinischen und kernspintomographischen Befunden ist bei der Arthroskopie der rechten Schulter am 15.12.2011 eine weichteilige Bankart-Läsion festgestellt und operativ behandelt worden. Diese Videodokumentation dazu liegt nicht vor, so dass eine intraoperative Überprüfung dieser Diagnose nicht möglich ist. Anamnestisch ergeben sich keinerlei Hinweise oder stützende Daten dafür, dass es beim versicherten Ereignis vom 08.08.2011 zu einer Luxation oder Subluxation der Schulter gekommen ist. Auch anschliessend bestanden keine Hinweise auf eine vordere-untere Instabilität.
Es ist somit nicht wahrscheinlich, dass die intraoperativ festgestellte, kernspintomographisch aber nicht nachgewiesene Bankart-Läsion durch das versicherte Ereignis entstanden oder auch nur verschlimmert worden ist. Dokumentiert sind Schürfungen am rechten Arm sowie eine Druckdolenz über dem Sulcus bicipitalis, also auf der Vorderoberseite der Schulter. Eine Läsion der Bicepssehne ist weder bildgebend noch arthroskopisch festgestellt worden. Der Verdacht auf eine Läsion der Supraspinatussehne konnte nicht erhärtet werden. Die klinische Bedeutung und die Ursache einer
Ö
dembildung im AC-Gelenkbereich ist unklar; eine Traumatisierung beim genannten Ereignis ist möglich. Bestätigende Befunde mit Druckdolenz oder sogar Hämatombildung in diesem gut sichtbaren und palpablen Bereich der Schulter bei der notfallmässigen Untersuchung gibt es indessen nicht.
Es ist somit unklar was das genannte Ereignis an der rechten Schulter bewirkt hat. Mit überwiegender Wahrscheinlichkeit kann jedoch der Befund am vorderen unter Labrum (Bankart-Läsion), welcher intraoperativ vorgefunden und behandelt worden ist, als unfallfremd eingestuft werden.
Eine objektiv klar fassbare unfallbedingte Läsion hat nicht vorgelegen, welche eine Arbeitsunfähigkeit über einen längeren Zeitraum plausibel begründen lässt. Die Einstellung der Leistungen per 19.10.2011 einschliesslich Arbeitsunfähigkeit war somit medizinisch korrekt. Ausser für den postoperativen Verlauf zum Schutz der Heilung der Kapsel- und Labrumnaht Iässt sich auch eine Arbeitsunfähigkeit zu 100 % für Bankart-Läsion mit Instabilität nicht begründen, das heisst namentlich keine solche bis zum Eingriff am 15.12.2011."
(Doc. M15, fascicolo 1)
Da parte sua, la ricorrente ha prodotto il referto del 10 maggio 2012 del dr. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha attestato la natura post-traumatica della lesione di Bankart dell’assicurata, da lui operata il 15 dicembre 2012, ammettendo dunque il nesso causale tra la lesione e l’infortunio annunciato alla CO 1.
Il dr. _ ha infatti osservato
:
"
(...)
La paziente è stata da me operata per riparazione della lesione di Bankart alla spalla destra il 15.12.2011.
Tale lesione è sicuramente di natura traumatica. La paziente non riferisce altri traumatismi se non quello annunciato all’assicurazione e prima di tale evento era asintomatica, pertanto il trauma riferito dalla signora sopracitata in data 8.8.2011 è da considerarsi evento causale determinante per provocare tale lesione.
Va inoltre precisato che tale lesione può essersi verificata anche senza una chiara lussazione e pertanto non sufficientemente valutata in sede di primo soccorso.” (Doc. M16)
2.5. In sede ricorsuale, l’assicurata ha trasmesso un ulteriore referto del dr. _, datato 25 luglio 2012, nel quale lo specialista in chirurgia ha ribadito l’esistenza di un nesso causale tra la lesione di Bankart e l’infortunio dell’8 agosto 2011, osservando:
"
Per quanto concerne la posizione del perito della _ del 4.4.2012, in cui riferisce che con probabilità la lesione operata è di natura non traumatica, è contestabile nel modo più assoluto. In quanto il distacco del cercine glenoideo anteriore (lesione di Bankart) è per definizione traumatico e tale distacco aveva tutto l’aspetto anatomo-patologico di una lesione di Bankart di chiara natura post-traumatica. Su questo punto non credo ci sia altro da aggiungere e non si può essere minimamente d’accordo con il perito della _ che pone dei dubbi su una lesione di chiara natura traumatica.
Per quanto riguarda la durata di un’incapacità al lavoro tanto lunga, questo è un punto estremamente variabile. Una lesione di Bankart con spalla instabile ha delle ripercussioni cliniche molto variabili, da persona a persona. Esistono persone che con lo stesso tipo di lesione riescono a condurre un’attività lavorativa normale e soprattutto per attività non manuali e senza l’utilizzo delle braccia al di sopra delle spalle. Altri che hanno una limitazione più importante.
Su questo punto non è contestabile in modo assoluto il perito della _, in quanto un’attività lavorativa d’ufficio è comunque praticabile da parte della paziente anche con la presenza di una lesione di Bankart. Da segnalare comunque come vi sia una grande variabilità di sintomi per lo stesso tipo di lesione. Queste mie valutazioni vanno ad integrarsi al certificato medico da me redatto in data 10 maggio 2012.” (Doc. C)
Al riguardo, il dr. _, con scritto del 19 settembre 2012, ha rilevato:
"
Bei Frau RI 1 ist am 15.12.2011 bei einer Arthroskopie überraschenderweise eine Bankart-Läsion festgestellt und anschliessend auch behandelt worden. Dieser Befund hat sich auf dem präoperativen Kernspintomogramm, welches auch heute vorliegt und welches erneut durchgesehen wurde, nicht gezeigt. Es bestanden auch klinisch bei den Untersuchungen durch den Operateur keine Hinweise auf eine Instabilität und somit nicht auf das Vorliegen einer Bankart-Läsion.
Wie Dr. _ erneut am 25.07.2012 dargelegt hat, was auch unbestritten ist, ist die Bankart-Läsion eine typische posttraumatische Veränderung. Man findet sie praktisch obligat nach einer traumatischen Schultererstluxation. Wie Lobenhoffer ausgeführt hat, sei es heute unumstritten, dass die pathogenetisch entscheidende Läsion für die Reluxation nach traumatischer Schulterluxation die Ablösung des ventralen Kapsel-Labrum-Komplexes vom Glenoidhals sei (d. h. die sogenannte Bankart-Läsion) [1]. Typische Bankart-Läsionen, das heisst eine Ablösung des Glenoides am ventralen vorderen unteren Rand ohne knöchernen Ausriss, stellen somit die wesentlichste Verletzung bei einer traumatischen vorderen Schulterluxation dar (nebst Hills-Sachs-Läsion u. a.). Knöcherne Bankart-Läsionen sind seltener und machen vielleicht etwas über 20 der Falle aus [2]. Die Bankart-Läsion ist auch bedeutsam für das Reluxationsrisiko. In einer arthroskopisch verifizierten Studie mit MR-Arthrographie und CT-Arthrographie wiesen alle 30 Patienten Bankart-Läsionen auf, 13 davon knöcherne. Darunter waren auch 10 Patienten mit Zeichen einer Subluxation aber ohne nachgewiesene vollständige Luxation. Alle Patienten wiesen klinische Zeichen einer vorderen Instabilität auf mit positivem Apprehension-Test und Relokationstest. Bei Frau RI 1 wurden solche Tests als negativ bewertet respektive Dr. _ fand bei seiner Untersuchung keine Hinweise auf Instabilität.
Es ist somit unbestritten und wurde von mir auch schon am 04.04.2012 so dargestellt, dass eine Bankart-Läsion in der Regel bei einer traumatischen vorderen unteren Schulterluxation entsteht.
Im vorliegenden Fall ist allerdings strittig, ob das versicherte Ereignis vom 08.08.2011 zu dieser Verletzung geführt hat. In Analyse des Ereignisses und der anschliessenden Symptome und Befunde hat klar ergeben, dass eine Luxation der Schulter nicht vorgelegen hat und mit grosser Wahrscheinlichkeit auch keine Subluxation. Bei beiden Verletzungen wäre eine indirekte Einwirkung bei abduzierter und aussenrotierter Schulter Voraussetzung, das heisst der Arm muss mindestens in die Horizontale erhoben und nach aussen rotiert sein. Für einen solchen Mechanismus fanden sich in der Schilderung des Ereignisses keine Anhaltspunkte. Somit kommt dieses Ereignis nicht als überwiegend wahrscheinlicher Verursacher der Bankart-Läsion respektive der vorderen Instabilität in Frage. Daran ändert auch nichts, wenn sich, wie Dr. _ am 10.05.2012 ausgeführt hat, Frau RI 1 nicht an andere Ereignisse erinnert, welche diese Verletzung verursacht haben könnten.
Somit: Bei Frau RI 1 ist in einer Arthroskopie eine Bankart-Läsion festgestellt worden als wahrscheinliche Folge einer Luxation oder eventuell einer Subluxation der Schulter. Für eine solche Verletzung oder eine Instabilität bestand präoperativ kein Anlass, insbesondere nicht für den Operateur. Auch im Kernspintomogramm ist die Bankart-Läsion nicht zu sehen. Leider konnten keine Videoprints vorgelegt werden, welche diesen Befund - entgegen dem MRI-Befund - belegen. Das versicherte Ereignis war nicht geeignet, eine solche Läsion herbeizuführen; auch nicht durch den Umstand, dass Frau RI 1 sich nicht an andere Ereignisse erinnert, bei welchen es zu einer Schulterluxation oder Subluxation gekommen sein könnte."
(Doc. XIII/1)
Con messaggio di posta elettronica del 10 ottobre 2012, in risposta ad una richiesta dell’assicurata di presa di posizione riguardo allo scritto del dr. _, il dr. _ ha osservato:
"
Io più di quello che le ho scritto non posso aggiungere. Sulla natura traumatica della lesione non ci sono dubbi su quando e come sia stata provocata io non sono un esperto di medicina legale e delle assicurazioni, credo che la MRI abbia dei falsi negativi anche per lesioni come la sua ma su queste problematiche le consiglio di sottoporsi a perizia da parte di un collega esperto in questioni assicurative e medico legali che come detto io non sono. Credo che il suo avvocato la possa aiutare in questa ricerca.” (Doc. E)
2.6. In corso di causa, il TCA ha chiesto al dr. _ di “comunicare se conferma o meno che la lesione di Bankart è necessariamente conseguenza di una lussazione o sublussazione della spalla” (doc. XXII).
Con scritto del 20 novembre 2012, il dr. _ ha risposto che “le confermo come già più volte scritto, che la lesione di Bankart è di natura traumatica” (doc. XXIV).
2.7. P
er costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (
cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid.
2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108ss.).
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
2.8.
Nella concreta evenienza, attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli atti, questo Tribunale ritiene che il parere espresso dal chirurgo ortopedico dr. _
possa validamente costituire da base al giudizio che è ora chiamato a rendere.
Il dr. _ ha spiegato in maniera chiara, precisa e dettagliata le ragioni per le quali ha ritenuto, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, che la lesione di Bankart accusata dall’assicurata non sia in rapporto causale con l’infortunio dell’8 agosto 2011, in mancanza di una lussazione della spalla riscontrabile all’esame clinico, anamnestico e radiologico subito dopo l’evento traumatico dell’agosto 2011 annunciato alla CO 1 (doc. M15
, fascicolo 1)
.
Il TCA non ha motivo per distanziarsi da queste conclusioni del dr. _, che trovano conferma nella documentazione medica agli atti.
In questo ordine di idee, il TCA ritiene di particolare rilievo il fatto che, in occasione della visita al Pronto Soccorso dell’Ospedale regionale di _ dell’8 agosto 2001 – giorno stesso in cui si è verificato l’infortunio qui in discussione – il dr. _ ha riscontrato l’esistenza di un “trauma contusivo/distorsivo della spalla destra”, ma non di una lussazione della spalla (cfr. doc. M1, fascicolo 1).
Lussazione che non è stata evidenziata neppure in occasione delle visite mediche eseguite dal dr. _ in data 22 settembre 2011 (doc. M2, fascicolo 1) e in data 20 ottobre 2011 (doc. M4, fascicolo 1), né dall’esame di artro-RM spalla destra del 5 ottobre 2011 (doc. M3, fascicolo 1).
Solo in sede operatoria, il 15 dicembre 2011, il dr. _ ha riscontrato una lesione di Bankart alla spalla destra (doc. M7, fascicolo 1).
Alla luce di questi elementi oggettivi, il dr. _ ha negato un rapporto causale tra la lesione di Bankart e l’evento dell’8 agosto 2011.
Il parere del dr. _ non può essere smentito dalle certificazioni del dr. _, dato che lo specialista curante si è limitato a ripetere, a più riprese, che i disturbi correlati alla lesione di Bankart di cui è affetta l’interessata sono di origine post-traumatica (doc. M16 fascicolo 1; doc. C; doc. E).
Al riguardo, il TCA rileva innanzitutto che non è oggetto della presente vertenza la natura traumatica della lesione di Bankart – indubbia, come osservato anche dal dr. _ (cfr. doc. M15, fascicolo 1 e doc. XIII/1) – ma solo l’esistenza o meno di un nesso di causalità tra tale lesione e l’infortunio dell’8 agosto 2011.
Il dr. _ ha poi rilevato che essendo la lesione di Bankart, per definizione, di origine traumatica, essa non può che derivare dall’infortunio di cui è rimasta vittima l’assicurata in data 8 agosto 2011, aggiungendo che “tale lesione può essersi verificata anche senza una chiara lussazione e pertanto non sufficientemente valutata in sede di primo soccorso” (doc. M16 fascicolo 1; doc. C).
Questo Tribunale non può condividere questa affermazione del curante, per i motivi seguenti.
Nonostante la mancata risposta da parte del dr. _ alla domanda del TCA volta ad appurare se la lesione di Bankart sia necessariamente conseguenza di una lussazione della spalla oppure no (doc. XXII) – domanda a fronte della quale il curante, in data 20 novembre 2012, si è limitato a ripetere che “la lesione di Bankart è di natura traumatica” (doc. XXIV) - questo Tribunale evidenzia che lo stesso dr. _, in un articolo intitolato “Sport e traumi alla spalla: “relazioni pericolose”, pubblicato in Tribuna medica ticinese, n° 75, ottobre 2010, pag. 337 segg., ha espressamente rilevato che la lesione di Bankart costituisce una “lesione acuta dell’apparato capsulo-legamentoso
generato da una lussazione traumatica
” (articolo citato, pag. 338, corsivo della redattrice).
Questa chiara indicazione del dr. _ conferma, quindi, quanto motivatamente esposto dal dr. _r nella valutazione del 4 aprile 2012 (doc. M15, fascicolo 1) e nell’ulteriore parere del 12 settembre 2012 (doc. XIII/1), a proposito della mancanza di un nesso di causalità naturale tra la lesione di Bankart e l’evento dell’8 agosto 2011, visto che sia in occasione della visita al PS di _ il giorno stesso dell’infortunio, sia nel corso delle visite e degli accertamenti radiologici eseguiti successivamente dal dr. _, non è mai risultata una lussazione della spalla.
In esito alle considerazioni che precedono, il TCA non ritiene dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtspre-chung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale tra
la lesione di Bankart lamentata dall’assicurata alla spalla destra e l’infortunio dell’8 agosto 2011.
A ragione, pertanto, la CO 1 non ha assunto l’intervento operatorio e l’inabilità lavorativa derivanti dalla lesione di Bankart della ricorrente, ponendo termine alla prestazioni a decorrere dal 19 ottobre 2011.