Decision ID: e9e0463a-a594-451f-ac80-aa46cb7e64c1
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
A domanda di PI 1, il 13 aprile 2021 il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha decretato nei confronti di RI 1 il sequestro della rendita mensile d’invalidità LAINF
erogatale dall’_ Assicurazioni SA per la parte eccedente fr.
590.10 mensili, nonché tutte le somme già sequestrate a tale titolo
presso la sede di Bellinzona dell’Ufficio d’esecuzione (UE)
, e
ciò a concorrenza di fr. 8'951.55 oltre agli interessi del 5% su fr. 600.–
dal 24 novembre 2014, su fr. 500.– dal 13 luglio 2015, su fr. 400.– dal 13 dicembre 2016 e su fr. 1'000.– dal 27 gennaio 2021
.
B.
Il 14 aprile 2021 l’UE ha proceduto all’esecuzione del
sequestro (n. _
98),
allestendone il verbale, da cui risultano sequestrati
la somma di fr. 6'000.– depositata presso lo stesso ufficio in esecuzione di un precedente sequestro (n. _15),
convalidato con l’esecuzione n. _28, e la rendita erogata dall’_ limitatamente alla parte eccedente il minimo vitale di fr. 960.–.
C.
A convalida del secondo sequestro, PI 1 ha escusso RI 1 per l’incasso di fr. 9'220.45 oltre a
interessi e spese con precetto esecutivo n. _56 emesso il 27 aprile
2021 dall’Ufficio.
D.
Con ricorso del 17 maggio 2021 RI 1 si era in particolare aggravata contro il predetto precetto, chiedendo a questa Camera di accertarne la nullità o di annullarlo per vizio di notifica e in subordine di fare ordine all’UE di iscrivere nei propri registri la sua opposizione interposta con il gravame stesso.
E.
Mediante scritto del 3 agosto 2021 essa ha però ritirato il ricorso in questione, ad eccezione della sua “
dichiarazione di opposizione totale al PE _56
”, sicché la Camera lo ha stralciato dai ruoli con decisione del 10 agosto 2021 (inc. 15.2021.51).
F.
Dando seguito allo scritto appena menzionato, l’UE ha registrato l’opposizione interposta dall’escussa con data del 3 agosto 2021.
G.
Con due distinte sentenze del 10 gennaio 2022 (inc. _ e _) il Pretore del Distretto di Bellinzona ha respinto l’opposizione interposta il 3 maggio 2021 dalla debitrice sequestrata al secondo sequestro e accolto parzialmente l’istanza 26 agosto 2021 dell’escutente volta al rigetto dell’opposizione al precetto esecutivo inteso alla sua convalida, rigettandola in via definitiva per fr. 3'885.– oltre
agli accessori e in via provvisoria per fr. 4'992.35.
H.
Sulla scorta della decisione di rigetto,
l’UE ha quindi dato seguito alla domanda 30 gennaio 2022 della procedente di proseguire l’esecuzione, emettendo il 1° febbraio 2022 l’avviso di pignoramento.
I.
Il 24 febbraio 2022 l’organo esecutivo ha pignorato i fr. 6'000.– depositati sul suo conto in esecuzione del precedente sequestro, ulteriori fr. 4'500.– nel frattempo depositativi in esecuzione del secondo sequestro, nonché un altro credito di fr. 1'000.– nei confronti dell’_ Assicurazioni SA, quale parte eccedente il minimo d’esistenza dell’escussa di fr. 960.–, a saldo della pretesa posta nell’esecuzione di convalida del secondo sequestro. Lo stesso giorno l’Ufficio ha notificato il pignoramento all’istituto assicurativo e la relativa decisione alla debitrice presso lo studio legale della figlia, avv. PI 2.
L.
Previo accoglimento dell’
“istanza d’urgenza”
volta all’annullamento del sequestro di fr. 1'000.– e ricusazione del giudice Jaques, con ricorso del 7 marzo 2022 RI 1 chiede alla Camera di dichiarare la nullità del pignoramento e di accertare l’esistenza di un suo credito di fr. 3'477.20
oltre ad accessori, ch’ella,
“in via del tutto subordinata”
, pone in compensazione
con il credito di PI 1, qualora quest’ultimo venga provato con sentenza definitiva passata in giudicato.
M.
Nel frattempo, nella sua veste di autorità giudiziaria superiore, mediante decisione del 16 marzo 2022 (inc. 14.2022.13/14) questa Camera ha dichiarato irricevibili i reclami del 28 gennaio 2022 che RI 1 aveva presentato contro le due sentenze pretorili del 10 gennaio 2022.
N.
Nelle sue osservazioni del 22 marzo 2022 al ricorso l’UE ritiene di aver agito correttamente, motivo per cui riconferma i propri provvedimenti e segnala di aver rinunciato a sottoporre il gravame alla controparte per osservazioni.
O.
Tramite “
istanza di accertamento nullità
” del 18 maggio 2022 RI 1 chiede alla Camera di accertare la nullità del precetto esecutivo a convalida del secondo sequestro.

Considerando
in diritto: 1.
Dagli atti non è dato di sapere quando RI 1 ha ricevuto la decisione impugnata, dal momento che l’invio è avvenuto per posta semplice. Neppure la ricorrente fornisce indicazioni utili al riguardo nel proprio gravame. Alla luce di tali circostanze, non essendo l’UE in grado di provare che la decisione in questione, datata 24 febbraio 2022, è stata recapitata all’escussa al più presto il giorno seguente (25 febbraio 2022), il ricorso inoltrato l’8 marzo 2022 per posta raccomandata (v. tracciamento dell’invio n. _) va considerato tempestivo e quindi in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
Per quanto attiene invece all’“
istanza di accertamento nullità
”, inviata il 19 maggio 2022 mediante raccomandata (v. tracciamento dell’invio n. _), malgrado si riveli manifestamente intempestiva, l’insorgente avendo già impugnato il se-condo precetto esecutivo con ricorso del 17 maggio 2021 (sopra ad D), che ha poi ritirato il 3 agosto 2021, l’atto ricorsuale al vaglio deve nondimeno essere esaminato (sotto, consid. 6) limitatamente all’eccezione di nullità per vizio di notificazione sollevata da RI 1 (art. 22 cpv. 1 LEF).
2.
Giusta i combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 76 cpv. 1 della Legge sulla procedura amministrativa (LPAmm, RL 165.100),
quando siano proposti davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa dell’istruzione o della decisione delle altre.
Nel caso in esame, RI 1 ha presentato in concreto due ricorsi contro due distinti atti (la decisione di pignoramento del 24 febbraio 2022 e il precetto esecutivo emesso il 27 aprile 2021), che concernono tuttavia la medesima esecuzione (n. _56) promossa nei suoi confronti. Si giustifica pertanto di statuire sui gravami con una sola sentenza, pur mantenendone l’autonomia, nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
3.
In modo ormai sistematico la ricorrente chiede la ricusa del giudice Jaques, reo a suo parere di continuare
“arrogantemente a giudicare da se stesso le ricusazioni nei di lui confronti”
e di aver assecondato
in due precedenti cause (apparentemente quelle
terminate con la sentenza con cui sono stati dichiarati
irricevibili i suoi reclami del 28 gennaio 2022, sopra ad M)
“la richiesta dell’UE tesa all’avvallo immediato e ratifica della s
ua illegale attività”
, ossia l’esecuzione del pignoramento malgrado la pendenza di due reclami.
Non è chiaro se i successivi motivi elencati alle cifre 1-4 del ricorso riguardino (anche) la richiesta di ricusa oppure il merito, ma stante
il contenuto delle conclusioni appare più verosimile la seconda ipotesi
(pena l’irricevibilità del ricorso per carenza di motivazione).
3.1
Ora, è appena il caso di ricordare un’altra volta
(da ultimo: sentenza della CEF 15.2021.45 del 16 luglio 2021 consid. 8, con i riferimenti) che la
Camera, nella sua veste di
autorità cantonale di vigilanza (unica o superiore) e nella composizione plenaria a tre giudici finora sempre osservata, può statuire essa stessa in virtù dell’art. 10 LEF, fatto salvo il ricorso in materia civile al Tribunale federale.
3.2
La ricorrente non può d’altronde ignorare che il fatto per i giudici di aver partecipato a decisioni precedenti, anche sfavorevoli al ri-chiedente, non è in sé un motivo di ricusazione (tra altre: sentenze del Tribunale federale 5A_535/2016 del 7 settembre 2016, consid. 1.1 con rinvii e della CEF 14.2017.27 del 3 luglio 2017 consid. 2). A scanso di equivoci, occorre rammentare altresì che i reclami non hanno effetto sospensivo automatico (art. 325 cpv. 1 CPC). La domanda di ricusa è pertanto irricevibile.
4.
Nel merito, RI 1 fa valere anzitutto di avere un credito certo e inoppugnabile di fr. 3'447.20 oltre agli interessi del 5% dal 7 novembre 2008 nei confronti di PI 1, derivante dalla sentenza 7 novembre 2008 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4 (inc. _), sicché – a suo dire – la pretesa di fr. 3'885.– per cui l’escutente ha ottenuto il rigetto dell’opposizione in via definitiva è estinta per compensazione. Ella sostiene altresì che la decisione di rigetto provvisorio per fr. 4'992.35 non
è né definitiva né esecutiva, stante la possibilità di presentare azione
di disconoscimento del debito giusta l’art. 83 cpv. 2 LEF, ciò che intende fare entro il termine di 20 giorni previsto dalla legge. Per tali ragioni, conclude che il pignoramento impugnato è nullo.
4.1
Ora, l’eccezione di compensazione s’avvera manifestamente irricevibile, siccome la via del ricorso all’autorità di vigilanza non consente all’escusso di sollevare questioni di merito (attinenti cioè alla validità materiale e all’importo del credito posto in esecuzione), su questo tipo di controversie non decidendo né l’ufficio d’esecuzione né l’autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 1 LEF), bensì le autorità giudiziarie e amministrative preposte, in primo luogo quelle competenti in materia di rigetto dell’opposizione (art. 79 segg. LEF; tra tante: sentenza della CEF 15.2020.72 del 29 ottobre 2020), fermo restando che nella fattispecie il reclamo che RI 1 aveva presentato contro la decisione di rigetto è comunque stato dichiarato irricevibile per mancato anticipo delle spese processuali con la decisione del 16 marzo 2022 (sopra ad L). Per le stesse ragioni, è pure inammissibile la domanda volta ad accertare l’esistenza del credito posto in compensazione.
4.2
Che la ricorrente sia intenzionata a promuovere un’azione di disconoscimento
del debito non ha ovviamente alcun effetto sull’esecuzione. L’avesse anche fatto, ciò non osterebbe al pignoramento, provvisorio (art. 83 cpv. 1 LEF), ma impedirebbe solo che il rigetto dell’opposizione, e a seconda dei casi il pignoramento provvisorio, diventino definitivi (art. 83 cpv. 3 LEF). Poiché la decisione di rigetto provvisorio dell’opposizione è immediatamente esecutiva (art. 325 e 336 cpv. 1 lett. a CPC), l’UE era legittimato a dare seguito alla domanda di continuazione dell’esecuzione, procedendo al pignoramento dei beni sequestrati. La censura s’avvera pertanto infondata.
5.
RI 1
reputa che l’Ufficio abbia violato altresì l’art. 53 LEF,
misconoscendo ch’ella è domiciliata in _ dal 1° gennaio 2018, ovvero ben prima della notifica dell’avviso di pignoramento. La critica lascia però il tempo che trova, la ricorrente dimenticando che nel caso di specie l’esecuzione è stata preceduta da un sequestro, ragione per cui, stante il suo domicilio all’estero, il foro esecutivo è il luogo in cui si trovano i beni sequestrati (art. 52 LEF primo periodo) e non quello ordinario del domicilio del debitore (art. 46 LEF). L’art. 53 LEF non può dunque trovare applicazione (DTF 136 III 375 consid. 2.1; 115 III 31 consid. 2; sentenza della CEF 14.2020.155 del 25 giugno 2021, RtiD 2022 I 652 n. 33c, consid. 4).
Giova inoltre ricordare che l’organo esecutivo si è limitato – correttamente – a pignorare i beni oggetto di sequestro nel foro del sequestro, ovvero le somme già sequestrate e depositate sul conto dell’ufficio stesso, nonché la quota eccedente il minimo esistenziale dell’escussa riferita alle rendite erogate dall’_ Assicurazioni SA, che sono ambedue pretese dell’escussa da considerare situate presso il domicilio o la sede del terzo debitore, ovvero, per la prima, presso l’UE e per la seconda presso il servizio clienti dell’assicurazione a Bellinzona, come già statuito con decisione
15.2020.63/14.2020.135 del 19 ottobre 2020 consid.
3.2 (impugnata senza successo al Tribunale federale con un ricorso
dichiarato inammissibile con sentenza 5A_954/2020 del 27 gennaio 2021)
e ribadito nella sentenza
15.2021.45 del 16 luglio 2021 (consid. 5)
. Pure da questo punto di vista il ricorso risulta privo di fondamento.
6.
L’insorgente si lamenta anche del fatto che – a sua detta – l’Ufficio le ha negato di consultare l’incarto relativo all’esecuzione a con
valida del secondo sequestro, opponendole pretesti vessatori. Sennonché
dagli atti emerge che l’organo esecutivo aveva fissato a sua figlia PI 2, allora sua rappresentante legale per tale mansione, un appuntamento per il 7 marzo 2022 alle ore 10:00 presso la sede di Lugano dell’UE per consultare l’incarto, ma costei si è presentata soltanto alle ore 15:35, allorquando la saletta messa a sua disposizione non era più disponibile (v. scritto del 10 marzo 2022 dell’Ufficiale d’esecuzione presente agli atti, rimasto incontestato). Ad ogni modo, non occorre soffermarsi oltre su tale questione, dal momento che nella sua
“istanza di accertamento nullità”
la ricorrente ammette di aver infine potuto consultare l’incarto il 13 aprile 2022, sicché la censura s’avvera ormai senza oggetto.
7.
Nell’
“istanza di accertamento nullità”
la ricorrente sostiene che il (secondo) precetto esecutivo non le è mai stato notificato presso il suo domicilio in _, bensì abusivamente a sua figlia PI 2,
che non la rappresentava per il ritiro del precetto. Fa notare in proposito
che nella seconda pagina dell’atto in questione, più precisamente nella sezione
“Impossibile procedere alla notificazione”
, l’agente notificatore aveva inserito una crocetta alla voce
“Destinatario irreperibile”
, indicando quale motivo
“Non recapitabile (CP)”
. L’insorgente ne deduce che tale atto non è stato notificato del tutto, nemmeno alla figlia. Ad ogni modo, rileva di aver saputo dell’esistenza del precetto soltanto tramite quest’ultima, la quale non lo aveva però ritirato, motivo per cui RI 1 l’aveva impugnato precauzionalmente mediante il ricorso del 17 maggio 2021. A fronte di tali circostanze, la ricorrente reputa che ormai la sua opposizione sia del tutto irrilevante, inesistente e inutile, giacché il noto precetto non le è mai stato validamente notificato, e che tutti gli atti successivi dell’UE vadano dunque annullati.
7.1
La notifica irregolare di un precetto esecutivo non è in principio sanzionata con la nullità, ma è semplicemente annullabile mediante ricorso nel termine di dieci giorni di cui all’art. 17 cpv. 2 LEF. Soltanto se l’atto non è mai pervenuto al debitore, la notificazione è assolutamente nulla e la sua nullità può e dev’essere rilevata in qualsiasi momento. Qualora, malgrado il vizio inerente alla notifica, l’escusso ha avuto comunque conoscenza del contenuto del precetto esecutivo, quest’ultimo esplica i suoi effetti (DTF 128 III 101 consid. 1/b e 2; 120 III 119 consid. 2/c; 117 III 7 consid. 3/c; 110 III 9 consid. 2). Di conseguenza, il termine per presentare ricorso (contro la notifica) o interporre opposizione comincia a
decorrere
da tale conoscenza (DTF 104 III 13 consid. 1; sentenze del Tribunale federale 5A_548/2011 del 5 dicembre 2011 consid. 2.1 e 5A_6/2008 del 5 febbraio 2008 consid. 3.2; sentenza della CEF 15.2021.46 del 24 settembre 2021 consid. 1.1).
7.2
Nella fattispecie, RI 1 aveva già contestato la notifica del precetto esecutivo con il ricorso da lei citato, asserendo già in quell’occasione che non le era stato trasmesso al suo domicilio in _ e nello stesso atto aveva pure dichiarato d’interporre opposizione in via subordinata. Sennonché, il 3 agosto 2021 ha ritirato il gravame, ad eccezione della “
dichiarazione di opposizione totale al precetto esecutivo
” (sopra ad D ed E). A parte il fatto che l’“
istanza di accertamento nullità
”
, riproposta contro lo stesso precetto a distanza di più di nove mesi dal ritiro del precedente ricorso, è manifestamente tardiva (sopra consid. 1
i.f.
) e abusiva, siccome denota da parte della ricorrente un comportamento contraddittorio rispetto al ritiro del precedente ricorso, in contrasto con il principio della buona fede (“
venire contra factum proprium
”; art. 2 cpv. 1 CC e 52 CPC), ella ha comunque avuto conoscenza del contenuto del precetto, che era stato allegato (quale doc. A) all’istanza di rigetto dell’opposizione, oggetto del suo reclamo del 28 gennaio 2022 (
inc. 14.2022.13/14, sopra ad M). Si può così sorvolare sul fatto che l’atto non avrebbe potuto essere notificato a sua figlia, che non la rappresenterebbe per la notifica dei precetti esecutivi, quand’anche produce ella stessa la corrispondenza della figlia con l’UE (doc. A accluso al ricorso), in cui proprio in merito al pignoramento eseguito nella nota esecuzione PI 2 si comporta come sua rappresentante senza contestare la validità del precetto esecutivo. Avendo la ricorrente avuto conoscenza del contenuto del precetto esecutivo, un’eventuale irregolarità della notifica non lo renderebbe nullo (sopra consid. 1)
, motivo per cui l’“
istanza di accertamento nullità
” va respinta.
8.
Non trova sorte migliore neppure l’argomentazione secondo cui il s
equestro non è stato convalidato tempestivamente, giacché il precetto
esecutivo è stato emesso, il 27 aprile 2022, più di dieci giorni dopo la notificazione del verbale di sequestro, notificato all’escutente il 14 aprile. Ella non s’avvede infatti che determinante ai fini della convalida di un sequestro mediante esecuzione è la data in cui viene presentata una valida domanda di esecuzione (art. 279 cpv. 1 LEF), non quella dell’emissione del precetto esecutivo. Ora, nel caso di specie, PI 1 ha presentato la domanda di esecuzione il 16 aprile 2022, quindi entro il termine di legge, per non parlare del fatto che RI 1 ha interposto opposizione al sequestro, sospendendo così il termine di convalida (art. 279 cpv. 5 n. 1 LEF). Anche tale censura non merita pertanto accoglimento.
9.
Il giudizio odierno va notificato alla ricorrente all’ultimo indirizzo da
lei indicato (sull’
“istanza di accertamento nullità”
), ovvero _
.
Stante il suo esito, è invece superfluo comunicarlo, insieme ai ricorsi, a PI 1 (cfr. art. 9 cpv. 2 LPR).
10.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).
A futura memoria, occorre tuttavia ricordare che ricorsi presentati in mala fede o in modo temerario possono dar luogo all’inflizione
di una multa fino a fr. 1'500.– nonché al pagamento di tasse e spese
(art. 20
a
cpv. 2 n. 5, 2° periodo LEF).