Decision ID: ef2f6dee-f168-590b-bf6f-eb4450d67437
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AP 1 è proprietaria della particella n. 975 RFD di _ (1156 m2), su cui sorge la sua casa d'abitazione. Il fondo confina a est con la via _ (particella n. 181) e a ovest con la sovrastante particella n. 979 (1284 m2), appartenente a AO 1, anch'essa edificata. I due terreni sono divisi a confine da un muro di sostegno.
B. Il 17 settembre 2012, allorché vigeva ancora il registro fondiario provvisorio, AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, con un'istanza di conciliazione per ottenere che fosse ordinato a AP 1 di rimuovere talune piante poste sul fondo di lei a una distanza dal confine inferiore a quella minima, come pure di potare e mantenere all'altezza di 1.25 m la siepe e gli arbusti a confine tra i due fondi (inc. CM.2012.575). AP 1 ha proposto di respingere l'istanza e ha chiesto, fra l'altro, che fosse accertata la sua proprietà sul muro di sostegno e sulla rete metallica che lo sormonta a confine tra le due particelle. All'udienza di conciliazione dell'8 novembre 2012 le parti hanno raggiunto un “accordo conciliativo parziale”, registrato a verbale, nel quale AO 1 ha dato “atto che il muro a confine con la rete metallica soprastante è di esclusiva proprietà della convenuta, trovandosi sul di lei fondo n. 975 RFP _”.
C. Nel frattempo è iniziata, nel 2011, la procedura per l'introduzione del registro fondiario definitivo nel Comune di _. Dall'11 marzo all'11 aprile 2013 sono stati pubblicati presso la cancelleria comunale i piani della nuova demarcazione dei fondi e della nuova misurazione ufficiale. Dai nuovi accertamenti è emerso che il muro in questione si trova sulla particella n. 979 di AO 1 (lettera 11 giugno 2013 dello studio d'ingegneria e misurazioni L_ & L_ SA, _ [doc. 5 nel fascicolo “edizione doc. da Commissione misurazione”]).
D. Il 20 giugno 2013 AP 1 si è rivolta all'Ufficio tecnico comunale, sostenendo di avere appreso casualmente due giorni prima del deposito dei piani. Dolendosi del mancato invio di una copia di quell'avviso, come pure dell'estratto per la tenuta del registro fondiario della particella, essa ha chiesto che le fosse inviata tale documentazione e ha contestato ogni modifica di confine tra il suo terreno e quello di AO 1. Ricevuti gli atti, essa ha presentato il 10 luglio 2013 opposizione alla Commissione di misurazione, contestando la linea di confine fra la sua particella n. 975 e la particella n. 979 di AO 1 risultante dagli atti depositati in cancelleria comunale. AO 1 ha postulato il rigetto dell'opposizione. La Commissione di misurazione ha esperito un sopralluogo e, statuendo il 26 marzo 2014, ha dichiarato l'opposizione irricevibile perché tardiva.
E. Nel frattempo, in esito agli accertamenti della nuova demarcazione dei fondi e della nuova misurazione ufficiale, AO 1 ha presentato il 10 ottobre 2013 una domanda di revisione al Pretore per ottenere l'annullamento della transazione dell'8 novembre 2012 e il conseguente accertamento che “il muro a confine e la rete metallica soprastante sono di esclusiva proprietà della particella 979”. Con decisione del 30 dicembre 2016 il Segretario assessore ha respinto l'istanza, argomentando che il geometra revisore aveva riconosciuto il 14 agosto 2013 un errore di terminazione e di assegnazione del muro nella fase di demarcazione precedente la nuova misurazione catastale (inc. CM.2013.625). Un reclamo introdotto da AO 1 contro tale decisione è stato respinto dalla terza Camera civile del Tribunale d'appello con sentenza del 26 maggio 2017 (inc. 13.2017.5), passata in giudicato.
F. Intanto, con “ricorso” (recte: azione) del 25 aprile 2014 AP 1 ha adito il medesimo Pretore per ottenere l'annullamento della decisione presa dalla Commissione di misurazione e l'accertamento che il muro a confine con la particella di AO 1 è di sua esclusiva proprietà. Il convenuto ha proposto il 7 luglio 2014 di respingere il “ricorso”, instando perché si accertasse anzitutto la tempestività dell'opposizione presentata il 20 giugno 2013 da AP 1 contro la nuova misurazione catastale. Il Pretore ha accolto la richiesta il 9 luglio 2014 e ha limitato il procedimento di conseguenza. Da parte sua AP 1 ha ribadito il 26 agosto 2014 la tempestività della propria opposizione.
G. All'udienza del 13 novembre 2014, indetta per il dibattimento sull'eccezione, le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni e hanno notificato prove. L'istruttoria, cominciata quello stesso giorno, si è chiusa il 3 dicembre 2015. Le parti hanno rinunciato alle arringhe finali, limitandosi a conclusioni scritte del 15 e del 19 gennaio 2016 in cui hanno mantenuto i rispettivi punti di vista. Statuendo il 7 dicembre 2016, il Pretore aggiunto ha accertato la tardività dell'opposizione presentata alla Commissione di misurazione, ha respinto il “ricorso” e ha posto le spese processuali di fr. 700.– a carico di AP 1, tenuta a rifondere a AO 1 fr. 2000.– per ripetibili.
H. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 27 gennaio 2017 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato nel senso di accogliere puramente e semplicemente il suo “ricorso” del 25 aprile 2014. Con osservazioni del 9 marzo 2017 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando
in diritto: 1. Le decisioni emanate dalle Commissioni di misurazione istituite dal Consiglio di Stato per statuire su opposizione contro le risultanze degli atti pubblicati relativi al tracciato dei confini delle proprietà fondiarie sono impugnabili mediante “azione” al giudice civile ordinario entro 30 giorni dalla notifica (art. 11 cpv. 3 della legge ticinese sulla misurazione ufficiale [LMU: RL 216.300]). Le sentenze emanate dai Pretori (o dai Pretori aggiunti) sono poi appellabili entro 30 giorni dalla notifica (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha fissato il valore litigioso in fr. 50 000.– (sentenza impugnata, pag. 4), cifra che è stata indicata dall'attrice e che non ha dato adito a contestazioni. Quanto alla tempestività dell'appello, la decisione impugnata (finale: v. RtiD I-2016 pag. 717 consid. 2a) è pervenuta al patrocinatore di AP 1 il 15 dicembre 2016. Il termine di ricorso è rimasto sospeso tuttavia dal 18 dicembre 2016 al 2 gennaio 2017 (art. 145 cpv. 1 lett. c CPC) e sarebbe scaduto domenica 29 gennaio 2017, salvo protrarsi al lunedì successivo in virtù dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Introdotto il 27 gennaio 2017, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2. All'appello l'attrice acclude copia della sentenza 30 dicembre 2016 con cui il Segretario assessore ha respinto l'istanza di revisione presentata da AO 1 contro la transazione dell'8 novembre 2012 (doc. B), una sua richiesta del 12 gennaio 2017 al geometra assuntore (ing. A_ L_) perché rettificasse d'ufficio i piani catastali in modo che il muro conteso risulti attribuito al suo fondo (doc. C) e la relativa risposta dell'indomani del geometra (doc. D). Ora, nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se vengono immediatamente addotti e se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli valere nemmeno con la diligenza esigibile, tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 CPC). Per quel che è del primo documento, esso figura già nell'incarto richiamato CM.2013.625. La sua produzione è pertanto superflua. Quanto agli altri due, essi sono successivi all'emanazione del giudizio impugnato e sono perciò ricevibili. Sulla loro rilevanza ai fini del giudizio si dirà in appresso (consid. 8).
Unitamente alle osservazioni all'appello AO 1 presenta anch'egli nuova documentazione: una lettera del 16 gennaio 2017 all'ing. A_ L_ in cui egli contesta gli estremi per una rettifica dei piani catastali (doc. 2 con gli annessi, per lo più già agli atti) e copia del reclamo 18 gennaio 2017 da lui introdotto
alla terza Camera civile del Tribunale d'appello nella causa CM.2013.625 (doc. 3). La proponibilità del primo documento, successivo alla decisione impugnata, non fa dubbio, mentre sulla ricevibilità del secondo non giova attardarsi, figurando esso già nell'incarto richiamato CM.2013.625.
3. Nella sentenza impugnata il Pretore aggiunto ha ricordato anzitutto che l'iscrizione e la descrizione dei fondi nel registro fondiario federale ha luogo sulla base di una misurazione ufficiale, la cui esecuzione compete ai Cantoni (art. 950 cpv. 1 CC e art. 43 dell'ordinanza federale concernente la misurazione ufficiale [OMU: RS 211.432.2]). Nel Ticino la nuova misurazione ufficiale è regolata dalla legge omologa (LMU: RL 216.300). Il primo giudice ha precisato così che a norma dell'art. 35 cpv. 1 LMU (nella versione applicabile fino al 31 dicembre 2013), terminati la demarcazione, il primo rilevamento o il rinnovamento catastale, il Comune interessato, previa autorizzazione del servizio di vigilanza, procede alla pubblicazione dell'avviso di deposito pubblico se sono toccati diritti reali dei proprietari fondiari. L'art. 28 cpv. 3 lett. c OMU inoltre prevede l'informazione “per posta normale” dei proprietari, il cui indirizzo sia noto, circa il deposito degli atti e i rimedi giuridici a disposizione.
Ciò posto, in concreto il Pretore aggiunto ha accertato che in conformità all'art. 24 cpv. 4 del regolamento sulla misurazione ufficiale (RL 216.310) il Municipio di _ ha pubblicato l'8 febbraio 2013 sul Foglio ufficiale del Cantone Ticino e all'albo comunale l'avviso circa il deposito presso la cancelleria, dall'11 marzo fino all'11 aprile 2013, dei piani della demarcazione dei fondi e della misurazione ufficiale, indicando la facoltà per ogni proprietario fondiario di inoltrare opposizione alla Commissione di misurazione entro 15 giorni dalla scadenza del periodo di pubblicazione (art. 36 cpv. 1 LMU). Come annunciato nella pubblicazione, il Comune ha spedito Inoltre per posta semplice una copia della pubblicazione e l'estratto per la tenuta del registro fondiario delle rispettive particelle ai proprietari interessati, compresa AP 1, ciò di cui si è detto certo il segretario comunale _ _ nel corso della sua deposizione.
Quanto alla valenza della comunicazione personale per posta semplice, il Pretore aggiunto ha rilevato che essa non è contemplata nella legge cantonale, di modo che ha “manifestamente carattere integrativo e secondario rispetto a quella data con la pubblicazione ufficiale del deposito, dalla quale sola il legislatore ha voluto far discendere la conoscenza del provvedimento e la decorrenza dei termini per inoltrare eventuali opposizioni”. Regolamentazione che si ritrova – egli ha proseguito – anche nel diritto pianificatorio, nel cui ambito l'avviso personale ai proprietari fondiari direttamente toccati in maniera incisiva dal piano regolatore avviene unicamente per posta semplice (art. 36 cpv. 3 del regolamento della legge sullo sviluppo territoriale: RL 701.110). La comunicazione personale in aggiunta alla pubblicazione ufficiale è prevista così – egli ha continuato – per dare al proprietario un'informazione precisa e individualizzata dei provvedimenti che lo toccano direttamente, ma non per dimostrarne l'effettiva conoscenza degli atti da cui decorre il termine per eventuali opposizioni, a ciò bastando – per il dovere di ogni proprietario d'informarsi sulla situazione giuridica dei suoi fondi – la pubblicazione sul Foglio ufficiale e all'albo comunale. Il Pretore aggiunto ha escluso pertanto che la comunicazione personale dovesse essere inviata per raccomandata, come pretendeva l'attrice, un'esigenza siffatta non fondandosi su alcuna base legale.
Accertata la regolarità della procedura di pubblicazione seguita dal Comune di _, il primo giudice ha concluso che a ragione la Commissione di misurazione non è entrata nel merito dell'opposizione 20 giugno 2013 (integrata il 10 luglio seguente) presentata da AP 1 dopo il termine di 15 giorni dalla scadenza della pubblicazione (l'11 aprile 2013). Né egli ha ravvisato gli estremi per una restituzione del termine, che l'attrice nemmeno invocava. Infine il Pretore aggiunto si è interrogato se il geometra assuntore non dovesse procedere d'ufficio a una rettifica dei piani catastali in ossequio all'art. 56 LMU, avendo egli ammesso il 14 agosto 2013 dinanzi alla Commissione di misurazione di essere incorso in errore nella definizione del confine tra la particella n. 975 e la particella n. 979. Il primo giudice ha ritenuto tuttavia che la questione sfuggisse alla sua competenza e non l'ha dunque vagliata oltre.