Decision ID: 540917b3-18ef-579c-af46-64d644c3990f
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadina spagnola, divorziata con figli, nata il (...) 1962, ha vis-
suto in Svizzera dal 1990 al 2003, svolgendo l’attività di ausiliaria di pulizia
per diversi datori di lavoro, da ultimo presso la B._ SA dal 1° luglio
1998 al 31 luglio 1999, solvendo regolari contributi all'assicurazione sviz-
zera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 3, 13, 122, 123 e 167
dell’incarto dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati re-
sidenti all'estero [UAIE]). Nel 2003 l’assicurata ha fatto ritorno in patria.
B.
Il 9 aprile e l'8 maggio 2001, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Can-
tone C._ ha deciso di erogare in favore di A._ una rendita
intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, per incapacità al lavoro
del 100%, a decorrere dal 1° marzo 1999, unitamente alle rendite comple-
tive in favore dei famigliari (doc. 25 e 28). All’epoca erano state diagnosti-
cate una sindrome dolorosa somatoforme persistente (F 45.4 secondo
l'ICD 10), sindrome panvertebrale cervico-lombare spondilogena con ernia
discale C3/C4, protrusione discale C4/C5 e retrolistesi L4 opposta L5, non-
ché una sindrome da stress postraumatico, con connesse depressione e
sintomatologie dolorose, riconducibile principalmente al decesso di una fi-
glia all'ottavo giorno di vita (cfr. doc. 10, 15 e 19). Dai rapporti reumatologici
del 1° luglio 1999 dell'ospedale cantonale di D._ e del 25 luglio
2000 della clinica E._ risultava inoltre un'incapacità lavorativa
dell'interessata del 50% e dal rapporto del 21 novembre 2000 del dr.
F._ – specialista in medicina psicosomatica e psicosociale – un'in-
capacità lavorativa del 100% (doc. 10, 15 e 19).
C.
C.a Nel mese di gennaio 2005, l'autorità inferiore ha avviato la prevista
procedura di revisione del diritto alla rendita (doc. 42) e, di conseguenza,
l'UAIE ha richiesto all'Istituto G._ di sottoporre l'assicurata a nuove
visite mediche, in particolare ad un esame sullo stato di salute generale,
psichiatrico e reumatologico (doc. 44). Preso atto delle risultanze di tali
esami e dei rapporti del servizio medico dell’UAIE, con decisione del 16
maggio 2007, l'autorità inferiore, dopo avere constatato che l'interessata
era di nuovo in grado di svolgere un'attività confacente al suo stato di salute
e che tale attività permetteva di realizzare più del 50% del guadagno otte-
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nibile senza invalidità, ha deciso che a decorrere dal 1° luglio 2007 la ren-
dita intera pagata fino ad allora veniva sostituita da un quarto di rendita
(doc. 87).
C.b Il 15 giugno 2007, l'interessata ha interposto ricorso contro la decisione
dell'UAIE del 16 maggio 2007 (doc. 90) e, con sentenza del 16 febbraio
2009 (doc. 98), il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha parzialmente
accolto il gravame, annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti di
causa all'UAIE affinché procedesse al completamento dell'istruttoria, in
particolare tramite perizia bidisciplinare reumatologica e psichiatrica, ed
alla pronuncia di una nuova decisione.
C.c Preso atto della sentenza del TAF del 16 febbraio 2009 (doc. 98), l’au-
torità inferiore ha incaricato il H._ dell’allestimento dell’ulteriore va-
lutazione medica (doc. 107).
C.d Con perizia pluridisciplinare del 21 ottobre 2009 (rapporto del 29 gen-
naio 2010, del H._, esperita dai dr.i I._, psichiatra e psicote-
rapeuta, e J._, reumatologo, i periti hanno concluso che al mo-
mento in cui hanno visitato la paziente la sua capacità lavorativa era del
100% in qualsiasi attività, sia dal profilo somatico, che da quello psichico. I
periti hanno inoltre indicato di non potersi esprimere con certezza in merito
alla capacità lavorativa nei periodi precedenti (doc. 122).
C.e Nelle rispettive prese di posizione del 22 febbraio 2010 del dr.
K._, specialista in medicina interna generale, e del 28 marzo 2010
del dr. L._, psichiatra, i sanitari del servizio medico dell’UAIE hanno
integralmente confermato le conclusioni della perizia pluridisciplinare del
21 ottobre 2009 (doc. 125 e 127).
C.f Con progetto di decisione del 13 aprile 2010, l’amministrazione ha per-
tanto ritenuto che “in base ai nuovi documenti ricevuti, abbiamo constatato
che l’esercizio di un’attività lucrativa confacente allo stato di salute sarebbe
di nuovo esigibile e permetterebbe di realizzare più del 60% del guadagno
che potrebbe essere ottenuto senza invalidità”, motivo per cui non sussi-
steva più alcun diritto ad una rendita (doc. 128).
C.g Dal canto suo, l’insorgente, nella presa di posizione del 24 maggio
2010 (doc. 134), ha esibito la relazione medica del 9 settembre 2009, re-
datta dal dr. M._ (doc. 133), reumatologo, e postulato il riconosci-
mento di una rendita intera.
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C.h Con risposta del 6 settembre 2010 (doc. 138), il dr. L._ ha con-
fermato la capacità lavorativa del 100% a partire dalla data della perizia
pluridisciplinare del 21 ottobre 2009 e ritenuto che l’opposizione del 24
maggio 2010 non conteneva elementi medici nuovi di cui i periti non aves-
sero già tenuto conto.
C.i Con decisione dell’8 ottobre 2010, l’UAIE ha pertanto soppresso a par-
tire dal 1° dicembre 2010 la rendita fino ad allora erogata (doc. 140). Contro
la decisione dell’8 ottobre 2010, l’interessata è dapprima insorta presso il
Tribunale amministrativo federale, che, con sentenza del 2 novembre 2011,
ha dichiarato inammissibile il gravame in quanto tardivo (doc. 152). In se-
guito, il Tribunale federale, con sentenze del 20 dicembre 2011 (art. 155) e
del 7 marzo 2012 (doc. 160), ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi
depositati contro la decisione impugnata.
D.
D.a In data 4 ottobre 2013, l’assicurata ha trasmesso una nuova domanda
di prestazioni, corredata da diversi documenti medici e amministrativi, in
particolare relativi agli esami ortopedici, reumatologici e psichiatrici eseguiti
in Spagna dal 2010 in poi (doc. 169, cfr. doc. 161 e segg.).
D.b L’UAIE ha inoltrato la nuova documentazione al dr. K._ del suo
servizio medico e quest’ultimo, in una prima annotazione del 28 ottobre
2013 (doc. 172), ha ritenuto che nessuno dei referti medici forniti documen-
tava delle nuove limitazioni funzionali e che non era riscontrabile una mo-
difica della situazione valetudinaria. Conseguentemente, l'autorità infe-
riore, con progetto di decisione del 21 novembre 2013 (doc. 173), ha di-
chiarato di non poter entrare nel merito della nuova domanda.
D.c L’insorgente si è opposta a tale progetto di decisione con scritto del 19
dicembre 2013, postulando il riconoscimento del diritto ad una rendita in-
tera o subordinatamente tre quarti di rendita, mezza rendita o un quarto di
rendita. Essa ha pure trasmesso svariati documenti medici, in larga parte
già agli atti (doc. 181).
D.d L’amministrazione ha dunque sottoposto i più recenti referti medici al
dr. K._, il quale, con presa di posizione del 27 gennaio 2014 (doc.
183), ha concluso che verosimilmente la situazione valetudinaria era rima-
sta stabile dal 2009 in avanti, ma che conveniva nondimeno, alla luce
dell’istoriato dell’assicurata e delle valutazioni parzialmente contraddittorie
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tra il rapporto ortopedico e quello reumatologico, approfondire gli sviluppi
della malattia ed entrare nel merito della nuova domanda.
D.e Su richiesta del suo servizio medico, l’UAIE ha dunque pregato l’Istituto
G._ di trasmettere un rapporto medico sullo stato di salute dell’as-
sicurata, ivi compreso un esame della funzione polmonare, una perizia par-
ticolareggiata E213, un rapporto neurologico, un rapporto psichiatrico ed
un esame ortopedico con gli eventuali esami radiologici (doc. 183 e 184).
D.f I documenti ottenuti (cfr. doc. 187 e segg.) sono poi stati sottoposti al
dr. K._, il quale, con presa di posizione del 12 maggio 2014, ha
precisato che gli atti medici confermano la perizia del H._ del 2009
e in particolare l’assenza di nuove patologie ed ha indicato di ritenere ap-
propriato sottoporre la documentazione anche ad uno specialista psichiatra
del servizio medico dell’UAIE (doc. 206).
D.g Con risposta del 24 settembre 2014, il dr. N._, psichiatra e psi-
coterapeuta, nonché perito medico certificato SIM (Swiss Insurance Medi-
cine), ha confermato che dal punto di vista psichiatrico non vi sono state
modifiche rispetto alla perizia del 21 ottobre 2009 (doc. 208).
D.h Nel progetto di decisione del 7 novembre 2014 (doc. 209), l’UAIE ha
di conseguenza ritenuto che “secondo il nostro servizio medico lo stato di
salute è rimasto stazionario dopo la soppressione della rendita nel 2010” e
che “malgrado il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è sem-
pre esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto ad una rendita”,
negando all’assicurata il diritto alle prestazioni di invalidità richieste.
D.i Con presa di posizione del 24 novembre 2014, l’assicurata ha postulato
il riconoscimento di una rendita di invalidità in applicazione delle pertinenti
disposizioni legali e prodotto documentazione medica già agli atti (doc.
221).
D.j Il 22 dicembre 2014, l’UAIE ha deciso nel senso prospettato nel pro-
getto di decisione del 7 novembre 2014. L’amministrazione ha specificato
di aver tenuto conto anche delle osservazioni del 24 novembre 2014, ma
che la documentazione allegata non era suscettibile di rimettere in causa
le conclusioni del progetto di decisione. Inoltre, l’autorità inferiore ha riba-
dito che “dagli atti in nostro possesso non risulta un’incapacità al lavoro
media sufficiente, per un anno, ai sensi delle disposizioni sopraccitate. Mal-
grado il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è sempre esigi-
bile in misura sufficiente per escludere il diritto ad una rendita” (doc. 222).
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Pagina 6
E.
Il 22 gennaio 2015, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la decisione del 22 dicembre 2014
mediante il quale ha chiesto di riformare la decisione impugnata nel senso
del riconoscimento del diritto ad una rendita intera, in via subordinata a tre
quarti di rendita, a mezza rendita o ad un quarto di rendita (doc. TAF 1).
F.
Il 3 marzo 2015 l’interessata ha versato il richiesto anticipo di fr. 400.-, cor-
rispondente alle presumibili spese processuali (doc. TAF 5 e 9).
G.
Invitata a prendere posizione, con risposta del 9 giugno 2015, l’autorità in-
feriore, fondandosi principalmente sui diversi pareri del suo servizio me-
dico, compresa la presa di posizione del dr. K._ dell’11 maggio
2015, ha confermato che l’assicurata non subiva un’incapacità lavorativa
di livello pensionabile, proponendo la reiezione del gravame e la conferma
della decisione impugnata (doc. TAF 12).
H.
Nella replica del 3 agosto 2015 (doc. TAF 15), l’assicurata si è riconfermata
nelle motivazioni e conclusioni già esposte nel memoriale di ricorso.
I.
Il 19 agosto 2015, la replica è stata trasmessa per conoscenza all’UAIE
(doc. TAF 16).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
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1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 3 marzo 2015 (doc. TAF 5 e 9), la
ricorrente ha tempestivamente corrisposto l’anticipo spese richiesto (art.
21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA).
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
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Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la decisione impugnata, con cui è stata re-
spinta la nuova richiesta di prestazioni AI del 4 ottobre 2013 (doc. 169) è
stata emessa in data 22 dicembre 2014 (doc. 222). Ne consegue che sono
applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revisione in vigore dal 1°
gennaio 2012 (RU 2011 5659; FF 2010 1603), così come le modifiche in-
tervenute successivamente e fino alla data dell’emanazione della deci-
sione impugnata.
4.
Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione
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impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina il prov-
vedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto
dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali ele-
menti d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se
gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscet-
tibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta de-
cisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio
2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2;
DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
5.
In virtù dell’art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in
relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta, con la collabora-
zione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, as-
sume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-
denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati,
può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid.
4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-
struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un
rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento
dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio
inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-
stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-
nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii).
6.
6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni cumulative:
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a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;
b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media
durante un anno senza notevole interruzione; e
c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-
nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno,
hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI
indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento
[CE] n. 883/04).
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (v., fra le tante, le sentenze del
TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18
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maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a
cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato po-
trebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui
dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integra-
zione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo gene-
rale del raffronto dei redditi). In altri termini, l'assicurazione svizzera per
l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno
alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o
la conseguente incapacità lavorativa.
7.
7.1 Per quanto attiene alle regole che reggono la procedura di una nuova
domanda di rendita, va rilevato che qualora, nell'ambito di una prima
domanda, la rendita sia stata negata perché il grado d'invalidità era
insufficiente, una nuova domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato
rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante
per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI [RS 831.201]). Per
valutare questo aspetto occorre confrontare la situazione al momento della
nuova decisione con quella esistente al momento dell'ultima decisione
cresciuta in giudicato che è stata oggetto di un esame materiale del diritto
alla rendita dopo contestuale accertamento pertinente dei fatti,
apprezzamento delle prove e determinazione del grado d'invalidità (cfr.
sentenza del TF 9C_418/2015 del 29 agosto 2011 consid. 4.2 con rinvii e
4.3; DTF 130 V 108 e 130 V 71 consid. 3.2.3).
7.2 La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 2 OAI deve
permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una
prestazione o comunque una sua revisione con provvedimento cresciuto
in giudicato, di scartare senza ulteriori esami nuove domande con le quali
l'assicurato si limita a ripetere gli stessi argomenti, senza allegare una
modifica di fatti determinanti (DTF 125 V 410 consid. 2b). Adita con una
nuova domanda, l'amministrazione deve così cominciare con l'esaminare
se le allegazioni dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili, in altri
termini se l'assicurato ha reso plausibile, e non verosimile nel senso della
probabilità preponderante, una modifica significativa del suo stato di salute,
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul
grado d'invalidità, rispetto a quella precedentemente ritenuta. Se ciò non è
il caso, può liquidare l'istanza senza ulteriori indagini con una decisione di
non entrata nel merito. A tal proposito, occorre precisare che quanto più
C-561/2015
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breve è il lasso di tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto più
rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allegazioni
dell'assicurato. Su questo aspetto, essa dispone di un certo margine di
apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispettare (v. sentenze
del TF 9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 consid. 2.3 e relativi
riferimenti, 9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 16
gennaio 2004 consid. 3). Peraltro, allorquando l'autorità inferiore è entrata
nel merito di una domanda di rendita il giudice non ha da esaminare la
legittimità di siffatta entrata nel merito (DTF 133 V 108 consid. 5.2).
7.3 Visto che l’autorità inferiore è entrata nel merito della nuova domanda
di rendita (cfr. in particolare i doc. 183 e 184), le incombeva, in analogia ad
una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA, di esaminare se tra la situazione
esistente al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita, nel caso di
specie la decisione dell’8 ottobre 2010 (doc. 140), e la situazione al
momento dell’emanazione della decisione qui impugnata, del 22 dicembre
2014 (doc. 222), è intervenuta una significativa modifica del grado
d’invalidità (cfr. sentenze del TF 9C_421/2014 del 21 luglio 2014 consid. 3
e 9C_418/2010 del 29 agosto 2011 consid. 4.2 e 4.3).
7.4 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (DTF 130 V
343 consid. 3.5). Peraltro, per procedere alla revisione di una rendita d'in-
validità occorre che il grado d'invalidità abbia subito una notevole modifica
(art. 17 cpv. 1 LPGA). A differenza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2
LPGA per le altre prestazioni durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in
relazione alla revisione di una rendita d'invalidità una modifica notevole
dello stato di fatto, ma (solo) una modifica notevole del grado d'invalidità.
Questa modifica può risiedere sia in un cambiamento dello stato di salute
sia in una modifica della componente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-
6.3). Anche una modifica di poco conto nello stato di fatto determinante può
così dare luogo a una revisione di una rendita dell'assicurazione per l'inva-
lidità se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto)
di un valore limite (DTF 133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i para-
metri di calcolo dell'invalidità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla
rendita (quali sono segnatamente la determinazione del reddito con e
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senza invalidità), possono essere ridefiniti facendo capo alle regole appli-
cabili al momento del nuovo esame (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007
consid. 5.1 e relativi riferimenti). Irrilevante è invece, una diversa valuta-
zione di una fattispecie restata sostanzialmente immutata.
8.
8.1 In primo luogo, occorre dunque esaminare se prima dell’emanazione
della decisione impugnata, l’autorità inferiore ha proceduto ad un suffi-
ciente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti oppure avrebbe do-
vuto fare eseguire ulteriori esami medici per potersi determinare con co-
gnizione di causa - secondo il grado della verosimiglianza preponderante
valido nelle assicurazioni sociali - sullo stato di salute e sulla residua capa-
cità lavorativa della ricorrente.
8.2 A tal proposito, giova precisare che la decisione impugnata si basa,
oltre che sui referti medici trasmessi dalla ricorrente e dall’Istituto
G._, principalmente sulle prese di posizione del servizio medico
dell’UAIE e segnatamente sulla presa di posizione del dr. K._ del
12 maggio 2014 (doc. 206).
9.
9.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
9.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
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210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
9.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
9.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
9.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
10.
10.1 Nella procedura di revisione conclusasi con decisione dell’8 ottobre
2010 (doc. 140), l’UAIE, fondandosi sui referti medici allora agli atti, e se-
gnatamente la perizia pluridisciplinare del 21 ottobre 2009 del H._,
ha considerato che l’assicurata, a partire dal 1° dicembre 2010, non aveva
più alcun diritto ad una rendita d’invalidità, in particolare, perché, malgrado
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Pagina 15
le note affezioni, essa era di nuovo in grado di svolgere a tempo pieno
un’attività confacente al suo stato di salute.
10.2 Nella perizia pluridisciplinare in questione, i dr.i I._ e
J._ hanno diagnosticato segnatamente un disturbo doloroso soma-
toforme F45 a partire dal 1997, un disturbo depressivo ricorrente (all’epoca
disturbo di media entità con sindrome somatica F33.11 dal 1999), discopa-
tie cervicali con ernia discale in C3 e C4 (1999), disturbi statici moderati del
rachide ed un’ipertensione arteriosa trattata, concludendo che la capacità
lavorativa era del 100%, sia da un punto di vista somatico, che psichico,
ed in qualsiasi attività potenzialmente esigibile, compresa la precedente
attività di addetta alle pulizie (doc. 122).
10.3 Le conclusioni dei periti sono in seguito state confermate anche dagli
specialisti del servizio medico dell’UAIE con prese di posizione del 22 feb-
braio 2010 del dr. K._ (doc. 125) e del 28 marzo 2010 del dr.
L._ (doc. 127). Quest’ultimo, con risposta del 6 settembre 2010
(doc. 138), ha inoltre ulteriormente ribadito la piena capacità lavorativa an-
che alla luce dell’opposizione al progetto di decisione (cfr. doc. 133 e 134).
11.
11.1 In relazione alla domanda di rendita in esame – depositata il 4 ottobre
2013 – risulta in particolare la seguente documentazione:
- il referto medico del 19 giugno 2013 del dr. M._ del servizio di
reumatologia dell’ospedale O._, dove lo specialista ha preci-
sato che, dato il dolore alla pressione in più di 11 dei 18 punti di pres-
sione presi in considerazione ai fini della valutazione della fibrosite, i
riscontri clinici erano compatibili con la sindrome fibromialgica e rac-
comandava il depistaggio dell’organicità a livello disco vertebrale, cer-
vicale e lombare. Tuttavia, in conclusione, e dopo aver rilevato che la
RM cervicale e lombare del 1° febbraio 2012 non metteva in evidenza
affezioni gravi, l’esperto sembrava nondimeno propendere, pur senza
motivazione dettagliata, per una natura organica della sindrome soma-
toforme (cfr. doc. 165);
- il referto medico del 28 giugno 2013 del dr. P._ (doc. 166), psi-
chiatra, il quale, dopo aver ricordato che la paziente era in cura presso
l’Unità di salute mentale dal 2006 e che il livello di ansietà medio-alto
era costante nel tempo, ha diagnosticato un disturbo depressivo an-
sioso persistente (F 34.10 CIE 10);
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- il certificato del 15 luglio 2013 della dr.ssa Q._ (doc. 164), in
cui il medico di famiglia ha diagnosticato ipertensione arteriale, asma
bronchiale, disturbo ansioso depressivo persistente, artropatia dege-
nerativa e sindrome fibromialgica;
- il certificato medico del 12 settembre 2013 del dr. R._ (doc.
163), specializzato in chirurgia ortopedica e traumatologia, il quale ha
in particolare diagnosticato una cervicalgia contratturale, una cervico-
brachialgia bilaterale, una cervicoartrosi maggiormente avanzata in
C3-C4-C5 e C6, una spalla destra dolorante per artropatia dell’acro-
mion-clavicolare, tendinopatia calcarea con rottura parziale del sovra-
spinoso, tendinopatia calcarea dell’infraspinoso e tendinopatia calca-
rea del sub-scapolare e liquido nella sacca subracromion deltoidea,
una dorso-lombalgia con componente sciatalgica bilaterale croniciz-
zata, uno dorso-lombo artrosi con discreta scoliosi dorsale-lombare,
una protrusione discale L1 e L2-L3, una protrusione ernia discale L5-
S1 con predominanza paramediale sinistra che preme sullo spazio epi-
durale anteriore ed una fibromialgia con digitopressione positiva 15/18
secondo i criteri ACR. Lo specialista ha inoltre precisato che la pa-
ziente risultava clinicamente molto compromessa dalla patologia, che
le provocava una grave incapacità ai fini dello svolgimento di un’attività
lavorativa.
11.2 Con risposta del 28 ottobre 2013 (doc. 172), il dr. K._ ha con-
siderato che i referti trasmessi non permettevano di ritenere delle nuove
affezioni o un peggioramento delle patologie conosciute, concludendo che
la situazione generale restava immutata, ragione per cui doveva venir con-
fermata la precedente valutazione. Pertanto, con progetto di decisione del
21 novembre 2013 (doc. 173), l’amministrazione aveva prospettato di non
poter esaminare la nuova domanda.
11.3 A questo progetto l’assicurata si è opposta con scritto del 19 dicembre
2013 (doc. 181), adducendo di aver provato tramite documenti il peggiora-
mento della propria situazione valetudinaria ed allegando, oltre ai referti già
agli atti, un nuovo scritto della dr.ssa Q._ del 22 luglio 2013, in cui
si evidenziava come i disturbi di cui soffriva la paziente erano riconducibili
alla morte della figlia nel 1997 e che in virtù del loro decorso cronico e
progressivo rendevano impossibile svolgere un’attività lavorativa (doc.
179).
11.4 Con presa di posizione del 27 gennaio 2014 (doc. 183), il dr.
K._ ha precisato la sua precedente valutazione ed evidenziato
C-561/2015
Pagina 17
come il dr. R._ nel rapporto del 12 settembre 2013 (doc. 163) ha
messo in evidenza delle diagnosi organiche (artropatia alla spalla, sin-
drome cervicale e scoliosi dorsale-lombare), ciò che – a suo dire – risultava
essere in contraddizione con le conclusioni del reumatologo del 19 giugno
2013 (doc. 165). Pertanto, egli indicava di ritenere adeguato entrare nel
merito della nuova domanda e richiedere ulteriore documentazione medica
specialistica.
11.5 Su richiesta dell’UAIE (cfr. doc. 184), l’assicurata ha dunque prodotto
segnatamente i seguenti referti:
- il certificato medico del 18 marzo 2014, della dr.ssa S._, neu-
rologa, secondo cui la ricorrente all’esame obiettivo non risultava pre-
sentare particolari anomalie. La specialista ha inoltre analizzato le ri-
sonanze magnetiche lombari e cervicali del 2011, concludendo che
l’assicurata soffriva di cefalea cronica dovuta a tensione (doc. 202);
- la scheda sul decorso clinico (doc. 201) ed il referto medico del 5
marzo 2014 (doc. 199, p. 2) redatti dal dr. M._, sostanzialmente
identiche al precedente certificato medico del 19 giugno 2013 (doc.
165);
- il certificato medico del 5 marzo 2014 (doc. 199, p. 1) del dr. T._
del centro di salute mentale dell’Ospedale O._, il quale ha con-
fermato i sintomi lamentati dall’assicurata, diagnosticando una disti-
mia;
- uno scritto della dr.ssa Q._ del 10 marzo 2014 (doc. 198), iden-
tico a quello del 22 luglio 2013 (doc. 179);
- il certificato medico del 10 marzo 2014 (doc. 198, p. 5 e 6) della dr.ssa
U._, la cui specializzazione non è nota, in cui, dopo aver elen-
cato i noti disturbi e le note diagnosi, ha concluso di non aver riscon-
trato alcun miglioramento significativo relativo al quadro doloroso ed i
disturbi distimici, motivo per cui la paziente era da ritenersi incapace
di svolgere qualsivoglia attività continuativa che comporta concentra-
zione e attività fisica e psichica;
- la perizia medica particolareggiata E213 eseguita in data 27 marzo
2014 (doc. 193) dal dr. V._, la cui specializzazione non è nota,
nella quale ha rilevato che l'assicurata non presentava particolari
deficit funzionali agli arti superiori ed inferiori, ma che andava
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Pagina 18
nondimeno tenuto conto dei seguenti limiti funzionali: luogo di lavoro
senza fumo, gas e vapori, senza lavoro a turni, assenza di frequenti
flessioni, trasporto e sollevamento di pesi oppure salita di piani
inclinati, scale o scale a pioli). Infine, il perito ha concluso che essa era
in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri e di lavorare ad uno
schermo, che era autonoma nell’esercizio della sua attività
professionale sia sul posto di lavoro, sia a domicilio, specificando che
essa era in grado di svolgere a tempo pieno un lavoro adattato ai suoi
limiti funzionali.
11.6 Dopo aver visionato i documenti trasmessi, con presa di posizione del
12 maggio 2014 (doc. 206), il dr. K._ ha considerato che dai più
recenti rapporti specialistici non risultavano nuove affezioni o un peggiora-
mento significativo delle patologie conosciute e ha dunque confermato una
situazione valetudinaria identica a quella evidenziata dalla perizia pluridi-
sciplinare del 21 ottobre 2009 e l’assenza di una rilevante incapacità lavo-
rativa. Tale conclusione è stata confermata anche dal dr. N._, psi-
chiatra del servizio medico dell’UAIE, con scritto del 24 settembre 2014
(doc. 208). Per conseguenza, l’autorità inferiore ha poi emesso la decisione
impugnata, con cui ha deciso di respingere la domanda di prestazioni della
ricorrente.
12.
12.1 Nel caso in esame, l’autorità inferiore è dunque entrata nel merito
della nuova richiesta di prestazioni del 4 ottobre 2013 in particolare perché
il certificato medico del 12 settembre 2013 del dr. R._, oltre alla
fibromialgia, menzionava numerose affezioni di natura organica/somatica.
Il servizio medico dell’UAIE ha quindi ritenuto opportuno indagare ulterior-
mente al riguardo ed ha richiesto la produzione di ulteriori referti medici
aggiornati. Tali richieste sono poi state formulate in maniera precisa all’Isti-
tuto G._ dall’UAIE, il quale ha preteso in particolare rapporti dattilo-
scritti e dettagliati circa la diagnosi, i sintomi, l’evoluzione delle affezioni e
l’eventuale incapacità lavorativa (doc. 184). Appare dunque evidente come
sia il servizio medico dell’UAIE che l’autorità inferiore non ritenessero la
documentazione prodotta dall’assicurata fino a quel momento siccome suf-
ficiente per potersi esprimere compiutamente sull’evoluzione dello stato di
salute e la residua capacità lavorativa della ricorrente.
12.2 Questo Tribunale rileva tuttavia che i documenti medici in seguito tra-
smessi dall’Istituto G._ non hanno permesso di fare sufficiente-
mente luce sull’evoluzione della situazione valetudinaria dell’assicurata.
C-561/2015
Pagina 19
12.3 In primo luogo, nel certificato medico del 18 marzo 2014 della dr.ssa
S._ (doc. 188), dopo l’anamnesi segue un esame obiettivo partico-
larmente sommario. La specialista ha eseguito un’osservazione clinica su-
perficiale, limitandosi a constatare i valori nella norma delle più essenziali
funzioni neurologiche. Per quel che concerne invece gli esami complemen-
tari, essa ha basato le proprie valutazioni su risonanze magnetiche lombari
e cervicali del 2011. Alla luce delle diagnosi indicanti una natura organica
poste dal dr. R._ nel settembre del 2013 (doc. 163), tra l’altro anche
parzialmente riprese alla voce “antecedenti personali” nel certificato me-
dico in esame, la neurologa avrebbe dovuto approfondire tali aspetti con la
necessaria cura e si imponevano segnatamente anche delle risonanze ma-
gnetiche aggiornate, in modo da poter confermare, rispettivamente smen-
tire, in maniera oggettiva le diagnosi poste dall’ortopedico e di conse-
guenza valutare l’eventuale peggioramento dello stato di salute dell’insor-
gente.
Aver tralasciato simili accertamenti risulta tanto più singolare se si consi-
dera che pure il reumatologo, nei rapporti del 19 giugno 2013 (doc. 166) e
5 marzo 2014 (doc. 199, p. 2), ha espressamente raccomandato di esperire
ulteriori accertamenti in modo da poter aver certezza in merito all’eventuale
natura somatica a livello disco vertebrale, cervicale e lombare dei dolori
che affliggevano la ricorrente. Va altresì ricordato che il dr. M._ ap-
pare ad ogni modo propendere pure lui per una natura organica dei dolori
(“puesto che se trata de un caso de dolor cronico, no quirurgico y con base
orgánica (...)”) e pertanto corroborare le menzionate valutazioni del dr.
R._.
12.4 In secondo luogo, l’amministrazione aveva richiesto un dettagliato
rapporto psichiatrico che tematizzasse segnatamente anche l’evoluzione
del disturbo di salute mentale lamentato dall’interessata (doc. 184). Nondi-
meno, il referto specialistico del 5 marzo 2014 (doc. 199, p. 1) del dr.
T._ risulta alquanto succinto e vago a tal riguardo. In merito allo
sviluppo della malattia, lo psichiatra ha indicato unicamente che “il quadro
clinico si è evoluto in forma variabile e la paziente necessita di cure costanti
e di visite frequenti”, diagnosticando una distimia. Risulta dunque total-
mente assente un confronto con le diagnosi poste in precedenza dagli spe-
cialisti che hanno avuto in cura la paziente, così come un’esposizione arti-
colata relativa all’evoluzione della malattia, rispettivamente l’attuale capa-
cità lavorativa dell’assicurata.
12.5 Infine, dato che il servizio medico dell’UAIE ha ritenuto opportuno en-
trare nel merito della nuova domanda di prestazioni segnatamente in virtù
C-561/2015
Pagina 20
del referto ortopedico del 12 settembre 2013 del dr. R._ (doc. 163),
egli ha richiesto anche la trasmissione di un ulteriore rapporto specialistico
aggiornato con indicazioni in merito alla capacità funzionale delle articola-
zioni, così come eventuali esami radiologici (cfr. doc. 184). Tuttavia, tale
rapporto non è mai stato trasmesso e neppure il referto neurologico agli atti
permetteva di far chiarezza in merito (cfr. consid. 13.3), ragione per cui non
risultava possibile avvalorare, ma neppure confutare, le diagnosi di origine
organica poste dall’ortopedico. La natura del disturbo somatico di cui soffre
l’assicurata non è pertanto stata indagata a sufficienza.
12.6 Ne discende che, in assenza di sufficienti accertamenti, segnata-
mente in ambito reumatologico, neurologico e ortopedico, l’istruttoria ese-
guita dall’autorità inferiore risulta carente. Il servizio medico dell’UAIE, così
come l’UAIE stesso si sono fondati su documentazione incompleta e per-
tanto inconcludente, malgrado essi stessi abbiano chiesto l’aggiornamento
dell’incarto. In simili condizioni, non risulta possibile per questa Corte de-
terminarsi, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle
assicurazioni sociali, sullo stato di salute della ricorrente e sulle conse-
guenze sulla capacità lavorativa.
12.7 Già solo per questa grave lacuna istruttoria – il rapporto del servizio
medico dell’UAIE si fonda su documentazione specialistica incompleta e
datata e quindi inconcludente – la decisione impugnata del 22 dicembre
2014 va annullata. Gli atti di causa sono pertanto rinviati all’autorità infe-
riore affinché proceda a completare l’accertamento dei fatti giuridicamente
rilevanti e ad emanare una nuova decisione.
13.
13.1 Questo Tribunale rileva altresì che pure l'apprezzamento dei docu-
menti versati agli atti e confluito nella presa di posizione del servizio medico
dell’UAIE del 12 maggio 2014 (doc. 206), oltre a poggiare su un'istruttoria
incompleta, non convince per diversi motivi.
13.2
13.2.1 Nella citata presa di posizione, il servizio medico dell’UAIE ha indi-
cato che i rapporti specialistici neurologici e reumatologici permettevano di
escludere una natura somatica dei dolori, e di conseguenza ha concluso
che la situazione valetudinaria non era mutata rispetto a quanto attestato
nella perizia H._ dell’ottobre 2009. Si tratta tuttavia di una valuta-
C-561/2015
Pagina 21
zione in contrasto con gli accertamenti specialistici agli atti: l’ortope-
dico/traumatologo ha posto svariate diagnosi organiche (doc. 163) e pure
il reumatologo, al contrario di quanto riportato dal dr. K._, nono-
stante abbia indicato la necessità di indagare oltre l’eventuale natura so-
matica dei dolori, sembrava ritenere più verosimile un’origine organica dei
disturbi (doc. 165). D’altro canto, il parere della neurologa Dr. S._ è
basato in larga parte su documenti medici oggettivi risalenti al 2011 (cfr.
consid. 12.3 del presente giudizio), dunque non più determinanti per quel
che concerne l’evoluzione più recente della malattia. Ne consegue, che la
succitata valutazione del dr. K._ non può essere condivisa, fondan-
dosi su esami datati ed incompleti e scostandosi – senza motivo evidente,
né specifica e accurata motivazione – dai referti specialistici agli atti.
13.2.2 Anche per questo motivo, la decisione impugnata, che si fonda su
tale parere medico, non merita di essere tutelata e va pertanto annullata.
14.
14.1 In caso di annullamento della decisione il Tribunale amministrativo
federale può sostituirsi all'autorità inferiore e statuire direttamente nel
merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per
nuova decisione (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-4652/2012 del 18
aprile 2013). In particolare esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti
sono completi o comunque sufficienti per statuire (v. sentenza del TF
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; DTF 126 II 43; 125 II
326). Come precisato ai considerandi precedenti tale non è il caso nella
presente fattispecie.
14.2 L’incarto va pertanto trasmesso all’autorità inferiore affinché completi
l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti. La ricorrente verrà in parti-
colare sottoposta ad una perizia pluridisciplinare che accerti lo stato di sa-
lute e gli effetti sulla capacità lavorativa da un punto di vista reumatologico,
neurologico, psichiatrico ed ortopedico. Saranno inoltre eseguiti tutti quegli
esami strumentali e radiologici che il caso – e l’evoluzione nel tempo dello
stato di salute – richiede.
14.3 Dagli accertamenti da esperire dovrà in particolare emergere l’evolu-
zione dello stato di salute dalla ricorrente a partire dall’ottobre 2010 e l’at-
tuale grado d’incapacità lavorativa in attività eventualmente ancora esigibili
nonché la decorrenza dell’eventuale incapacità lavorativa alla luce di una
valutazione espressa congiuntamente dai periti, tenuto conto dei vari pareri
medici agli atti e della giurisprudenza del Tribunale federale in merito ai
C-561/2015
Pagina 22
dolori somatoformi (DTF 141 V 281) e alle affezioni psichiche (DTF 143 V
409 e 143 V 418).
14.4 In siffatte circostanze, non essendo stati chiariti aspetti medici deter-
minanti – in particolare essendo stato tralasciato un congruo accertamento
pluridisciplinare della fattispecie – il rinvio degli atti di causa all’autorità in-
feriore per completamento dell’istruttoria nel senso precedentemente indi-
cato è compatibile con la giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF
137 V 210 (segnatamente consid. 4.4.1.4).
14.5 Visto l'esito del ricorso, non sono prelevate delle spese processuali.
Alla ricorrente sarà restituito l'anticipo delle spese processuali di fr. 400.-,
versato il 3 marzo 2015, allorquando la presente sentenza sarà cresciuta
in giudicato.
14.6 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da manda-
tario professionale e che ha da ritenersi vincente nella presente causa, si
giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione
con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57 consid. 2 secondo cui la
parte che ha presentato ricorso in materia d'assegnazione o rifiuto di pre-
stazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo delle ripetibili, anche
se la causa è rinviata all'amministrazione per complemento istruttorio e
nuova decisione). La stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata
d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 2’000.- (compresi i disborsi ed esclusa
l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante, sentenza del TAF C-995/2014 del 9
marzo 2017 consid. 10.2 con rinvii]), tenuto conto del lavoro utile e neces-
sario, limitato, svolto dal rappresentante della ricorrente. L'indennità per
ripetibili è posta a carico dell'UAIE