Decision ID: 9a8f85bf-3f52-569a-b742-9d2d9e12de2b
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. Con decisione 24 febbraio 2011 (doc. AI 61/1-3 inc. 32.2011.106), preavvisata il 7 dicembre 2010 (doc. AI 51/1-3 inc. 32.2011.106), l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1 il diritto ad una rendita intera a far tempo dal 1. luglio 2008. Contestualmente (come emerge dalla motivazione sub doc. AI 59/1-3 inc. 32.2011.106) l’amministrazione, oltre a respingere la richiesta di gratuito patrocinio per la sede am-ministrativa, ha stabilito che
“(...) come da decisione _ del 16.09.2008 ed in base all’art. 21 cpv. 1 LPGA, le prestazioni in contanti dovranno essere ridotte del 60% per colpa grave. (...)”
(doc. AI 59/2 inc. 32.2011.106).
1.2. Contro questa decisione, tramite l’avv. RA 1, l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale
–
conte-stata la violazione del diritto di essere sentito e sostenuto che andava considerata la situazione personale e finanziaria
–
ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’Ufficio AI
“(...) affinché, dopo aver garantito all’assicurato un corretto esercizio del proprio diritto di essere sentito, renda una nuova decisione tenuto conto della situazione personale e finanziaria. (...)”
(doc. AI 62/13 inc. 32.2011.106). Contestualmente ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio tanto nella procedura amministrativa quanto in sede giudiziaria.
Con ulteriore scritto 29 marzo 2011 l’assicurato ha trasmesso la corrispondenza intercorsa con la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, la quale è stata notificata all’Ufficio AI ai fini della risposta di causa (IV con allegati doc. B/1 e B/2 e V inc. 32.2011.106).
1.3. Con la risposta di causa
–
osservato che nella fattispecie in esame la violazione del diritto di essere sentito può essere sanata davanti a questo Tribunale che gode di pieno potere cognitivo; che
“(...) il comportamento dell’assicurato (guida di un motoveicolo in stato di ebrietà (media del 2.76 grammi per mille), perdita del controllo di quest’ultimo ed uscita di strada riportando delle ferite gravi) realizza quindi gli estremi dell’art. 91 cpv. 1 LCStr e si configura penalmente quale delitto ai sensi dell’art. 10 CP. Il nesso causale fra la guida in simili condizioni e la sopravvenienza dell’infortunio è indubbio, visto che dalla documentazione non emergono altri fattori (estranei alla guida stessa) atti a spiegare l’accaduto e che il grado di alcolemia riscontrato nell’assicurato è idoneo, secondo l’e-sperienza, a causare la perdita di padronanza di un veicolo a motore. [...] Nel caso che qui ci occupa, in considerazione di un tasso medio di alcolemia pari al 2.76 grammi per mille, la riduzione del 60% messa in atto dall’amministrazione non presta il fianco a critiche, avendo quest’ultima agito conformemente alla giurisprudenza summenzionata. (...)”
(VI inc. 32.2011.106); che l’art. 7b cpv. 3 LAI non sarebbe applicabile e confermato inoltre il rifiuto del gratuito patrocinio in sede amministrativa adducendo che
“(...) la fattispecie in esame non presentava elementi di particolare difficoltà (si è trattato in sostanza di applicare – anche in ambito AI – la stessa sanzione (già) addottata dalla _ mediante decisione 16.09.2008 cresciuta incontestata in giudicato) e l’assistenza di un avvocato non risultava pertanto giustificata nel caso specifico. (...)”
(VI inc. 32.2011.106)
–
l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso.
1.4. Con scritto 19 aprile 2011 l’assicurato si è confermato nelle proprie allegazioni (VIII inc. 31.2011.106).
1.5. Con decisione 4 aprile 2011 (doc. AI 65/16-19 inc. 32.2011.124) l’Ufficio AI ha stabilito che RI 1 dal 1. gennaio 2011 ha diritto ad una rendita pari a CHF 518.00 precisando che: “(...) CONGUAGLIO CON RENDITE GIÀ VERSATE: FR. 16734.- ANNULLA E SOSTITUISCE LA DECISIONE DEL 24.02.2011, A SEGUITO DI UN ERRORE INTERNO (...)” (doc. AI 65/17 inc. 31.2011.124).
1.6. Contro la decisione del 4 aprile 2011, sempre tramite l’avv. RA 1, l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale
–
contestando la possibilità di procedere ad un riesame della decisione del 24 febbraio 2011 che è pendente presso questo tribunale e facendo valere una violazione del diritto di essere sentito (mancato rispetto della procedura del preavviso ex art. 57a LAI)
–
ha postulato la congiunzione della presente causa con quella di cui all’inc. 32. 2011.106 e l’annullamento della decisione impugnata. Contestualmente, oltre ad instare per il beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, nella denegata ipotesi in cui venisse obbligato a restituire l’importo di fr. 9'643.-- e sostenuta la possibilità di un’estensione dell’oggetto della lite, ha formulato domanda di condono di ogni eventuale richiesta di restituzione.
1.7. Con la risposta di causa l’Ufficio AI
–
precisato che con la decisione 4 aprile 2011 si è
“(...) impropriamente ed inavertitamente indicato [...] che la stessa annulla e sostituisce quella del 24 febbraio 2011 (...)”
e che con la medesima si è semplicemente
“(...) rettificato l’importo della rendita AI spettante all’assicurato (modificando il calcolo secondo quanto indicato negli scritti del 10 e 23 marzo 2011), comunicando di conseguenza a quest’ultimo a quanto ammonta la somma (esatta) versata a partire dal mese di aprile 2011 (ovverosia CHF 518.- mensili e non CHF 1'296.- mensili) (...)”
(IV inc. 32.2011.124)
–
ha chiesto di respingere il ricorso.
L’amministrazione ha inoltre domandato di congiungere le procedure di cui agli incarti 32.2011.106 e 32.2011.124 e quanto alla domanda di condono (a suo dire prematura in quanto la decisione 11 aprile 2011, nel frattempo emanata e con cui è stato fatto ordine di restituire l’importo di fr. 9'125.--, non è ancora cresciuta in giudicato) di dichiararla irricevibile.
1.8. Con scritto 2 maggio 2011 l’insorgente ha precisato di essersi visto costretto ad impugnare la decisione del 4 aprile 2011 affinché il ricorso contro la precedente decisione del 24 febbraio 2011 (il cui esito risulta fondamentale per poter calcolare il diritto alla rendita) non diventasse privo di oggetto e ha ribadito che (per economia processuale) la domanda di condono venga accolta (VI inc. 32.2011.124).
1.9. Con decisione 11 aprile 2011 l’Ufficio AI
–
osservato che
“(...) con decisione del 24 febbraio 2011 il nostro ufficio le ha riconosciuto una rendita intera d’invalidità (grado d’invalidità 100%) di fr. 1'234.- dal 1° luglio 2008, aumentata a fr. 1'273.- dal 1° gennaio 2009 e fr. 1'296.- dal 1° gennaio 2011. Tuttavia, conformemente ai disposti dell’art. 21 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), la rendita in questione sottostava a una riduzione del 60% causa colpa grave. Dopo verifica si è però accertato che l’ammontare delle prestazioni riconosciute con la decisione del 24 febbraio 2011 non sottostavano a questa riduzione. Gli importi sono stati infatti versati per intero. (...)”
(doc. AI 67/1 inc. 32.2011.131)
–
ha chiesto la restituzione dell’importo di fr. 9'125.-- per prestazioni ricevute indebitamente (doc. AI 67/1-2 inc. 32.2011.131).
1.10. Anche contro la decisione dell’11 aprile 2011, sempre tramite l’avv. RA 1, l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale
–
contestata la possibilità di procedere ad una domanda di restituzione allorquando la decisione del 24 febbraio 2011 non è cresciuta in giudicato ed è pendente presso questo Tribunale e facendo valere una violazione del diritto di essere sentito (mancato rispetto della procedura del preavviso ex art. 57a LAI)
–
ha postulato la congiunzione della causa con quelle precedenti di cui agli incarti 32.2011.106 e 32.2011.124 e l’annullamento della decisione impugnata. Contestualmente, chiedendo di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, l’insorgente (ribadita la buona fede nonché lo stato di bisogno) ha chiesto di riconoscergli il condono dell’importo di fr. 9'125.-- chiestogli in restituzione.
1.11. Con scritto 15 aprile 2011 l’insorgente ha trasmesso al TCA la nota d’onorario per complessivi fr. 7'063.20 (II/bis inc. 32.2011.131; trattasi delle tre procedure di cui agli incarti 32.2011.106, 32.2011.124 e 32.2011.131) e
–
osservato che in tutte le procedure ha ritenuto di dover inoltrare ricorso al fine di evitare un pregiudizio irreparabile al suo assistito e considerata l’entità delle spese
–
ha chiesto al presidente del TCA
“(...) se fosse possibile darmi un qualche suggerimento (...)”
(II inc. 32.2011.131).
Con lettera 19 aprile 2011 il presidente del TCA ha comunicato all’avv. RA 1 che
“(...) non ho alcun suggerimento da darle (...)”
(III inc. 31.2011.131).
1.12. Con la risposta di causa l’Ufficio AI
–
osservato che
“(...) non va dimenticato che se l’Ufficio AI dovesse attendere la crescita in giudicato della decisione del 24 febbraio 2011, quest’ul-timo rischierebbe di incorrere nella prescrizione annuale del diritto alla restituzione ex art. 25 cpv. 2 LPGA (cfr. in tal senso STCA del 16.6.2010 in re P., consid. 2.8). (...)”
, che
“(...) l’art. 3 cpv. 1 OPGA prescrive che l’ammontare della restituzione è stabilito mediante decisione (e non preavviso; cfr. pure a tal proposito STCA del 16.6.2010 in re P. con la quale codesto lodevole TCA ha confermato la decisione di ordine di restituzione emanata dall’amministrazione). (...)”
e che
“(...) nel caso in esame la Cassa, nonostante fosse al corrente del fatto che l’importo della rendita (intera) sottostava ad una riduzione del 60% per colpa grave, ha versato all’assicurato la somma integrale per il lasso di tempo che va dal 1.7.2008 al 31.3.2011. Procedendo in tal senso la Cassa ha evidentemente commesso un errore manifesto. La rettifica del versamento sbagliato di tale importo effettuato dalla Cassa riveste, del resto, un’importanza particolare, considerato come la somma da rimborsare raggiunga complessivamente oltre i CHF 9'000.-- (...)”
(VI inc. 32.2011.131)
–
ha chiesto di respingere il ricorso. L’amministrazione ha inoltre domandato di congiungere le procedure di cui agli incarti 32.2011.106, 32.2011.124 e 32.2011.131 e, quanto alla domanda di condono
–
sostenuto che questo Tribunale
“(...) non può chinarsi sulla richiesta di condono inoltrata dall’assicurato (cfr. il punto 5.2 del gravame), in quanto la stessa non è oggetto della decisione querelata e risulta di conseguenza prematura. Infatti, si giustifica pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente. (...)”
(VI inc. 32.2011.131)
–
ha ribadito la richiesta di dichiararla irricevibile.
1.13. Con scritto 26 maggio 2011 l’insorgente ha sostenuto che non potendo stabilire l’entità esatta dell’importo da chiedere in restituzione (la decisione del 24 febbraio 2011 essendo an-cora sub judice) il termine di perenzione di un anno ex art. 25 cpv. 2 LPGA non poteva iniziare a decorrere e che inoltre
–
avendo con il ricorso contro la decisione del 24 febbraio 2011 deferito al TCA la competenza a statuire circa la leggitimità della riduzione delle prestazioni erogate
–
“(...) nel caso concreto è lecito perlomeno domandarsi se all’Ufficio AI è ancora concesso pronunciarsi in proposito. (...)”
(VIII inc. 32.2011.131). Contestualmente l’insorgente si è confermato nella domanda di condono e quale ulteriore mezzo di prova ha trasmesso al TCA
“(...) due recenti decisioni che nel frattempo ha emanato il Servizio della Prestazione complementare e nelle quali, nonostante tutti gli sforzi intrapresi dall’as-sicurato per evitare che sia pregiudicato nell’esercizio dei suoi diritti, l’importo chiesto in restituzione dall’Uffico AI risulta già concretamente compensato con le prestazioni complementari retroattive a cui quest’ultimo ha diritto. (...)”
(VIII inc. 32.2011.131 e allegati VIII/1 e VIII/2).
1.14. Con decreto 17 giugno 2011 il vicepresidente del TCA ha congiunto le procedure dipendenti dai ricorsi del 25 marzo 2011, 7 aprile 2011 e 15 aprile 2011 (X inc. 32.2011.106 e 32.2011.131 e VIII inc. 32.2011.124).
(Di seguito, laddove non è indicato diversamente, la documentazione citata si riferirà pertanto agli atti di cui all’incarto principale 32.2011.106).
1.15. Con scritto 29 settembre 2011 l’insorgente ha trasmesso al TCA la lettera dello stesso giorno indirizzata all’Ufficio AI e il rapporto medico 12 settembre 2011 del dr. _ indirizzato al dr. _ (XI e allegati doc. C/1 e C/2).
Al riguardo l’Ufficio AI si è espresso nelle osservazioni del 10 ottobre 2011 (XIII).
1.16. Con scritto 14 dicembre 2011 il ricorrente ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione e meglio: il verbale del colloquio del 10 ottobre 2011 con un ispettore della _ con allegati, la lettera 5 dicembre 2011 e la decisione 12 dicembre 2011 della _ e l’opposizione 19 maggio 2011 interposta contro le decisioni 12 maggio 2011 emanate dalla Cassa cantonale di compensazione (XV e allegati doc. da D/1 a D/6).
1.17. Invitato a prendere visione degli incarti completi presso la cancelleria del TCA (XVI), con scritto 6 febbraio 2012 l’avv. RA 1 ha formulato le proprie osservazioni con le quali si è sostanzialmente confermato nelle proprie allegazioni (XX).
1.18. Con lettera 9 febbraio 2012 il TCA ha trasmesso all’Ufficio AI i doc. XV, XVIII, XIX e XX e lo ha invitato a esprimersi compiutamente sull’importo di fr. 9'125.-- chiesto in restituzione (doc. XXI).
Con osservazioni 28 febbraio 2012 l’Ufficio AI si è confermato integralmente nelle proprie risposte di causa e nelle osservazioni 10 ottobre 2011; circa l’importo chiesto in restituzione ha prodotto la presa di posizione 20 febbraio 2012 della Cassa cantonale di compensazione e il relativo incarto (XXII e allegato XXII/bis).
1.19. I doc. XXI, XXII e l’allegato XXII/bis sono stati trasmessi all’insorgente (XXIII) che, con scritto 12 marzo 2012, ha confermato la propria posizione (XXIV e allegato XXIV/bis).
1.20. Con scritto 23 aprile 2012 il ricorrente ha trasmesso al TCA la consultazione chirurgia vertebrale del 13 marzo 2012 del dr. _ della Clinica _ di _ sostenendo che
“(...) nella misura in cui il pregiudizio invalidante succitato risulta preesistente al secondo incidente della circolazione stradale, anche per questo motivo la riduzione della rendita eseguita dall’Ufficio AI non risulta proporzionata. (...)”
(XXV e allegato XXV/bis).
considerato

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).
Nel merito
2.2. L’insorgente ha fatto anzitutto valere una lesione del diritto di essere sentito in relazione a tutte e tre le procedure amministrative sfociate nelle decisioni qui impugnate.
La questione non merita tuttavia di essere ulteriormente approfondita considerato che, come si vedrà nei prossimi considerandi, le decisioni impugnate devono comunque essere annullate e i ricorsi accolti per altri motivi.
Al riguardo il TCA – ricordato che qualora l’istanza superiore gode dello stesso potere cognitivo dell’autorità che ha emesso la decisione contestata, la giurisprudenza ammette che il vizio (purché non particolarmente grave) possa essere sanato nel corso della procedura di seconda istanza. Una correzione del vizio può tuttavia entrare soltanto eccezionalmente in linea di conto (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 I 72, 126 V 132 consid. 2b) – evidenzia comunque che invitato a visionare gli incarti completi presso il TCA l’avv. RA 1 vi ha proceduto ed ha inoltrato le proprie osservazioni in merito (XVI e XX).
Va qui in ogni caso stigmatizzato il fatto che l’Ufficio AI – nonostante la richiesta in tal senso formulata nelle osservazioni al progetto di decisione del 7 dicembre 2010 (doc. AI 52/1) – ha proceduto all’emissione della decisione del 24 febbraio 2011 senza previamente trasmettere l’intero incarto all’avv. RA 1. Giova qui evidenziare che
il
diritto di essere sentito – espressamente sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. – garantisce segnatamente il diritto dell'amministrato di prendere parte a una procedura decisionale suscettibile di ledere la sua sfera giuridicamente protetta (DTF 121 V 152 e giurisprudenza ivi citata). In tale diritto rientra anche il diritto dell’assicurato di partecipare all’assunzione delle prove rilevanti o quantomeno di potersi esprimere sul relativo esito probatorio se questo è idoneo a influenzare la decisione (DTF 122 V 157, 121 V 360), ciò che presuppone che l’assicurato formuli una doman-da per ottenere il diritto di consultare gli atti che gli sono o gli dovrebbero essere noti (art. 47 LPGA; DTF 132 V 387). Di regola gli Uffici AI subordinano la consultazione degli atti a una domanda scritta (art. 8 OPGA). Si tratta di un diritto di natura formale, la cui violazione comporta di regola l’annulla-mento della decisione impugnata, a prescindere dall’inciden-za di una tale lesione sul risultato materiale della procedura (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa, 126 V 132 consid. 2b e riferimenti ivi citati).
Per la stessa ragione può qui restare irrisolta anche la questione a sapere se le decisioni 4 e 11 aprile 2011 (incarti 32.2011.124 e 32.2011.131) debbano essere annullate in quanto lesive della procedura di preavviso ex art. 57a LAI.
2.3. Secondo l’art. 21 cpv. 1 LPGA se l’assicurato ha provocato l’evento assicurato intenzionalmente o commettendo intenzionalmente un crimine o un delitto, le prestazioni pecuniarie possono essergli temporaneamente o definitivamente ridotte oppure, in casi particolarmente gravi, rifiutate.
Chiamato a pronunciarsi sul mantenimento, sotto l’egida della LPGA, di una riduzione della prestazione pronunciata in virtù dell’art. 37 cpv. 3 LAINF (nel suo tenore in vigore fino al 31 di-cembre 2002) a causa della commissione, da parte dell’assi-curato, di un crimine o di un delitto, il Tribunale federale (TF), nella STF 8C_11/2008 del 10 giugno 2008 pubblicata in DTF 134 V 277, ha rilevato che l’entrata in vigore della LPGA ha unificato in larga misura i regimi di riduzione e di rifiuto di prestazioni contenuti nelle diverse leggi; ha posto il principio che il rifiuto e la restituzione delle prestazioni presuppongono un comportamento intenzionale e ha mantenuto delle deroghe in materia di assicurazione contro gli infortuni
(
“(...)
La LPGA, entrée en vigueur le 1er janvier 2003, a unifié dans une large mesure les régimes des réductions ou des refus de prestations disséminés jusqu'alors dans les diverses lois d'assurances sociales. Elle a aussi introduit des assouplissements en posant le principe que le refus ou la réduction des prestations n'est désormais autorisé qu'en présence d'un comportement intentionnel; elle a laissé subsister des dérogations en matière d'assurance-accidents (pour une vue d'ensemble, voir Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, notes 1 ss ad art. 21).
(...)”
(DTF 134 V 277, consid. 2.2 pag. 279)
)
.
Quanto al nuovo tenore dell’art. 37 cpv. 3 LAINF, in vigore dal 1. gennaio 2003, l’Alta Corte ha precisato che la nuova versione contiene una doppia deroga all’art. 21 LPGA permettendo, nel caso di un crimine o delitto non intenzionale, da una parte una riduzione delle prestazioni in contanti a favore dell’assicurato, dall’altra parte una riduzione al massimo della metà delle prestazioni in contanti per i superstiti
(
“(...)
Cette nouvelle version de l'art. 37 al. 3 LAA contient donc une double dérogation à l'art. 21 LPGA. En premier lieu, elle permet une réduction des prestations de l'assuré en cas de crime ou de délit non intentionnel. En second lieu, quand l'assuré a lui-même commis, non intentionnellement, un crime ou un délit, les prestations en espèces pour les survivants peuvent être réduites de moitié au plus.
(...)”
(DTF 134 V 277, consid. 2.4 pag. 280)
)
.
L’art. 91 LCStr. regola la guida in stato di inattitudine e, secondo il cpv. 1, chiunque conduce un veicolo a motore in stato di ebrietà è punito con la multa. Una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria è inflitta quando è rilevata una concentrazione qualificata di alcool nel sangue.
In merito all’art. 91 cpv. 1 LCStr., nella STF 8C_737/2009 del 27 agosto 2010, la nostra Massima Istanza ha confermato le conclusioni della precedente autorità giudiziaria che aveva ritenuto che il condurre un autoveicolo con una concentrazione qualificata di alcool nel sangue ai sensi dell’art. 91 cpv. 1 LCStr configurasse un delitto, precisando che lo stesso poteva essere commesso tanto intenzionalmente, in particolare per dolo eventuale, quanto per negligenza
(
“(...)
La juridiction cantonale a retenu, à juste titre, que le comportement de l'inti-mé, qui conduisait un véhicule en état d'ébriété avec un taux d'alcoolémie qualifié, était constitutif d'un délit (art. 91 al. 1 LCR en corrélation avec l'art. 10 CP et l'art. 1er al. 2 de l'ordonnance de l'Assemblée fédérale du 21 mars 2003 concernant les taux d'alcoolémie limites admis en matière de circulation routière [RS 741.13]). On précisera dans ce contexte que la conduite d'un véhicule en étant pris de boisson est une infraction qui peut être commise intentionnellement, notamment par dol éventuel, ou par négligence (Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, volume II, 2002 n. 24 et 25 ad art. 91 LCR, p. 812; Bussy/Rusconi, Code suisse de
la circulation routière, Commentaire, 3ème édition, 1996, art. 91 LCR no 5.1) (...)”
(STF 8C_737/2009 del 27 agosto 2010, consid. 3.1)
)
.
Nella STF 9C_55/2010 dell’8 ottobre 2011, pubblicata parzialmente in DTF 136 V 362, chiamata a pronunciarsi circa la ricevibilità della domanda di riduzione della rendita presentata per la prima volta davanti al Tribunale federale, l’Alta Corte ha concluso che
“(...)
la domanda dell'organo esecutivo intesa alla riduzione della rendita d'invalidità sulla base dell'art. 21 cpv. 1 LPGA (per guida in stato di ebrietà) presentata per la prima volta nel ricorso in materia di diritto pubblico è ammissi-bile, anche se la riduzione non era oggetto della decisione amministrativa né del giudizio dell'istanza precedente. L'oggetto della lite è la rendita, la riduzione del suo importo essendo un aspetto parziale. Come tale la riduzione configura un nuovo argomento di diritto nell'ambito dell'oggetto litigioso (consid. 3.4.4), che in ogni caso è ammissibile laddove la domanda di riduzione della rendita si fonda su fatti risultanti dagli atti (consid. 4.1).”
(regesto della DTF 136 V 362).
Contestualmente, al considerando 5 non pubblicato nella DTF 136 V 362, il TF, osservato che con decreto di accusa cresciuto in giudicato l’assicurato era stato condannato a 21 giorni di detenzione, ha ribadito che condurre un autoveicolo in stato di ebrietà ai sensi dell’art. 91 cpv. 1 LCStr configura un delitto che può essere punito anche se commesso per negligenza e, rilevato che il decreto di accusa non si esprimeva puntualmente su questo aspetto, ha evidenziato che l’inten-zionalità va intesa nel senso penale bastando il dolo eventuale e appurata in modo indipendente dall’istanza chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità dell’art. 21 cpv. 1 LPGA
(
“(...) 5.2 Unbestritten und aktenmässig belegt ist die Invalidität der Beschwerdegegnerin auf den von ihr selber verursachten Autounfall vom 1. August 2003 zurückzuführen. Ebenso ist unbestritten und aktenkundig, dass sie dabei in angetrunkenem Zustand (Mindestalkoholgehalt 1,22 Gewichtspromille) gefahren war.
Dies ist ein Vergehen (Art. 91 Abs. 1 SVG [in der am 1. August 2003 in Kraft gewesenen Fassung vom 20. März 1975] i.V.m. Art. 9 Abs. 2 und Art. 333 Abs. 2 StGB [in der am 1.
August 2003 in Kraft gewesenen Fassung]; BGE 120 V 224 E. 3a S. 227). Die Beschwerdegegnerin hat den Versicherungsfall demnach bei Ausübung eines Vergehens herbeigeführt (vgl. BGE 129 V 354 E. 3.1 S. 357; Urteil I 484/01 vom 25. Juni 2003 E. 4.1, publ. in: SVR 2004 IV Nr. 2 S. 4). Sie wurde deswegen mit rechtskräftigem Strafbefehl zu 21 Tagen Gefängnis verurteilt. 5.3 Strafrechtlich ist nicht nur die vorsätzliche, sondern auch die fahrlässige Begehung strafbar (Art. 100 Ziff. 1 SVG). Der Strafbefehl äussert sich deshalb nicht ausdrücklich dazu, ob die Tat vorsätzlich oder fahrlässig begangen wurde. Demgegenüber ist für eine Kürzung nach Art. 21 Abs. 1 ATSG eine vorsätzliche Begehung erforderlich. Der Begriff der Vorsätzlichkeit ist im strafrechtlichen Sinne zu verstehen, wobei auch Eventualvorsatz genügt (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2009, N. 17 zu Art. 21 ATSG; MAURER/SCARTAZZINI/HÜRZE-LER, Bundessozialversicherungsrecht, 2009, S. 41 N. 36; ULRICH MEYER, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, 2010, S. 75). Mangels einer strafrichterlichen Beurteilung hat der Sozialversicherungsrichter selbstständig zu prüfen, ob die Voraussetzungen erfüllt sind (BGE 129 V 354 E. 3.2 S. 358; 119 V 241 E. 3b S. 245) (...)”
(STF 9C_55/2010 dell’8 ottobre 2011 consid. 5.2 e 5.3)
)
.
In quell’evenienza, ritenuto che la sentenza impugnata non conteneva alcun accertamento in merito alla questione a sapere se vi fosse stato una lesione intenzionale dell’art. 91 cpv. 1 LCStr.:
“(...)
Der angefochtene Entscheid enthält keine Feststellungen dazu, ob die Versicherte vorsätzlich gegen Art. 91 Abs. 1 SVG verstossen hat. Damit fehlen die notwendigen sachverhaltlichen Grundlagen für die Beurteilung der Kürzung. Die Angelegenheit ist deshalb zu ergänzender Sachverhaltsfeststellung und zum Entscheid über die Kürzung gemäss Art. 21 Abs. 1 ATSG an das kantonale Gericht zurückzuweisen. Dieses Vorgehen rechtfertigt sich auch, weil der Entscheid über das Kürzungsmass ein Ermessensentscheid ist (Urteil 1C_109/2009 vom 7.
August 2009 E. 2, publ. in: RtiD 2010 I S. 186).
(...)”
(STF 9C_55/2010 dell’8 ottobre 2011, consid. 5.5.2), il TF ha annullato la sentenza impugnata e rinviato gli atti all’autorità giudiziaria affinché, completata la fattispecie ai sensi dei considerandi, rendesse un nuovo provvedimento.
2.4. Nella fattispecie concreta, sulla sola base degli atti e conformemente alla giurisprudenza menzionata al precedente considerando, questo Tribunale ritiene che non è possibile concludere che la violazione dell’art. 91 cpv. 1 LCStr. sia avvenuta intenzionalmente.
Infatti, dal decreto di accusa 11 agosto 2008 (doc. 22/1-3 dell’incarto LAINF) risulta che l’insorgente è stato condannato, tra l’altro, siccome ritenuto colpevole di
“(...)
guida in stato di inattitudine
per aver condotto il motoveicolo _ targato TI _ essendo in stato di grave ubriachezza (alcolemia: min. 2.62 – max. 2.90 grammi per mille) malgrado fosse già stato condannato nel 1999 per analogo reato;
fatti avvenuti a _ il 22.07.2007; reato previsto dall’ART. 91 cpv. 1 LCStr.
(...)”
(doc. 22/1 dell’incarto LAINF).
Dal Decreto di accusa non è dunque possibile concludere che l’insorgente abbia contravvenuto intenzionalmente al disposto di cui all’art. 91 cpv. 1 LCStr..
Dal verbale d’interrogatorio della Polizia Cantonale del 24 agosto 2007 risulta, in particolare, che:
"
(...)
D1: Si ricorda cosa ha fatto durante la serata prima che avvenisse l’incidente?
R1: Ricordo unicamente che quella sera, 21.07.2007 mi trovavo al mio domicilio a _ e che stavo aspettando un’amica proveniente da _. Questa persona purtroppo non è mai giunta a casa mia, con la stessa ho però avuto un colloquio telefonico durante il quale abbiamo litigato. Causa questo diverbio e ad altri problemi personali mi sentivo depresso. Decidevo quindi di recarmi a piedi a _ per sfogarmi. Arrivato in città mi recavo in vari EP nei quali sorbivo un’elevata quantità di bevande alcoloche. Non so indicare in quali EP mi sia intrattenuto quella sera in quanto, causa il colpo subito alla testa nell’incidente, ho parecchi vuoti di memoria.
D2: Si ricorda che tipi di bevande alcoliche ha bevuto quella sera?
R2: Non ricordo con precisione cosa abbia bevuto, so di aver bevuto diversi superalcolici.
D3: Si ricorda come sia proseguita la serata?
R3: Oltre a questo mi ricordo unicamente che ad un certo punto mi trovavo alla discoteca _. Non so però indicare come sia giunto in quel posto o fornire altri dettagli della serata. Ho in testa alcune immagini confuse della ressa all’interno del locale e nient’altro. Non ho nessun altro ricordo di quella serata fino al momento in cui mi sono svegliato in una stanza di ospedale.
D4: Cosa mi può dire riguardo alla motoleggera con la quale ha avuto l’incidente?
R4: Non ricordo assolutamente nulla. Di solito la tengo o all’esterno della mia abitazione o nell’autorimessa. Non so però indicare in quale momento mi sia messo alla guida né quali strade abbia percorso.
(...)" (doc. 5/5-6 dell’incarto LAINF)
Anche dal rapporto 29 agosto 2007 dell’ispettore LAINF si evince che:
"
(...)
Fatto del 22.7.2007: la sera precedente il signor RI 1 aspettava un’amica da _, ma la stessa non è venuta. Per svagarsi è sceso in città a piedi per vedere i fuochi d’artificio e ricorda di essere anche andato alla _. Ricorda la musica del night. Da quel momento non ricorda più nulla. Non sa dove abbia bevuto bevande alcoliche. Presume di essere tornato a casa a prendere il suo scooter, ma non è sicuro. Rivede dei “flash”, come se fosse stato seduto su uno scooter, sul suo scooter, come passeggero.
(...)" (doc. 4/1-2 dell’incarto LAINF)
Ora, considerato che l’amministrazione non ha intrapreso alcunché al fine di stabilire se il delitto ex art. 91 cpv. 1 LCStr. è stato commesso intenzionalmente, ribadito che dalla scarna documentazione sopra enunciata non è possibile concludere in questo senso (dagli atti non risulta contestato che l’insor-gente è partito da casa a piedi e che dopo aver consumato delle sostanze alcoliche si sarebbe messo alla guida dello scooter; non è dunque dato di sapere né il momento in cui si sarebbe messo alla guida del motoveicolo né lo stato di salute in quell’istante) e conformemente alla giurisprudenza citata, la decisione del 24 febbraio 2011 va annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché, richiamato quantomeno l’in-tero incarto penale ed effettuati tutti gli accertamenti utili a stabilire se il delitto è stato effettivamente commesso intenzionalmente, proceda ad emettere un nuovo provvedimento.
Quanto all’art. 7b cpv. 3 LAI in base al quale la decisione di ridurre o di rifiutare prestazioni deve tener conto di tutte le circostanze del singolo caso, in particolare del grado della colpa e della situazione finanziaria dell’assicurato, esso non può trovare applicazione nel caso di specie per le seguenti ragioni.
Nel Messaggio concernente la modifica della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (5
a
revisione dell’AI) (FF N. 30 del 2 agosto 2005 pagg. 3989-4130), circa il nuovo art. 7b che regola le sanzioni, si legge, tra l’altro, che:
"
(...)
Questo articolo disciplina le conseguenze di una violazione degli obblighi di ridurre il danno e di collaborare da parte dell’assicurato.
(...)
Il
capoverso 3
descrive, come nell’assicurazione militare, in quali condizioni e in quale misura delle prestazioni possono essere ridotte o rifiutate. Si tratta in particolare di tener conto del grado della colpa e della situazione finanziaria dell’assi-curato.
(...)" (FF N 30 del 2 agosto 2005, pag. 4089-4090)
Dal canto suo
Meyer rileva che vista la disposizione sistematica vi é da concludere che l’art. 7b cpv. 3 LAI va applicato unicamente nel caso di lesione degli obblighi di cui agli articoli 7 cpv. 1 e 2 LAI e 43 cpv. 2 LPGA e non nel caso in cui l’e-vento é stato provocato o aggravato da un crimine o un delitto commesso intenzionalmente dall’assicurato; fattispecie, questa, nella quale più della colpa personale maggiore rilievo riveste il trasferimento, riconducibile al suo comportamento, del rischio sulle spalle dell’interessato
(
“(...) Aufgrund der systhematischen Stellung ist anzunehmen, dass diese Vorschrift nur für Verstösse gegen Art. 7 Abs. 1 und Abs. 2 IVG sowie Art. 43 Abs. 2 ATSG gilt, dagegen nicht für vorsätzliche Herbeiführungen und Verschlimmerungen der Invalidität oder bei vorsätzlicher Ausübung eines Verbrechens oder Vergehns nach Art. 21 Abs. 1 ATSG, wo nicht in erster Linie das Verschulden der versicherten Person, sondern das Ausmass der durch ihr Verhalten bewirkten Risikoverschiebung bestimmend ist (BGE 134 V 315).
(...)”
(Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 7b, pag. 83)
)
.
Se dovesse concludere che il delitto ex art. 91 cpv. 1 LCStr. è stato commesso intenzionalmente
–
oltre alla giurisprudenza di cui alla DTF 120 V 224 che conferma la prassi dell’INSAI secondo cui nel caso di infortuni avvenuti sotto l’influenza dell’alcool il tasso di riduzione viene fissato in base al grado di ebrietà e la DTF 134 V 315, in particolare il consid. 3 a pag. 318, che conferma l’applicabilità di questa prassi anche per l’assicurazione invalidità; vedi inoltre la STFA I 484/01 del 25 giugno 2003, consid. 5)
–
l’Ufficio AI, nella commisurazione della riduzione da applicare, dovrà inoltre considerare le osservazioni di cui allo scritto 23 aprile 2012 dell’insorgente con la relativa documentazione (cfr. consid. 1.20).
2.5. Quanto alla decisione 4 aprile 2011 (doc. AI 65/16-19 inc. 32.2011.124) con la quale l’Ufficio AI ha stabilito che RI 1 dal 1. gennaio 2011 ha diritto ad una rendita pari a CHF 518.00 (doc. AI 65/16-19 dell’inc. 32.2011.124) precisando che:
“(...) CONGUAGLIO CON RENDITE GIÀ VERSATE: FR. 16734.- ANNULLA E SOSTITUISCE LA DECISIONE DEL 24.02.2011, A SEGUITO DI UN ERRORE INTERNO (...)”
(doc. AI 65/17 inc. 31.2011.124), va rilevato quanto segue.
A norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
Questa norma corrisponde all'art. 58 PA.
Inoltre la giurisprudenza relativa a questo principio sviluppata precedentemente alla LPGA resta valida (Kieser, ATSG Kommentar, 2010, ad. Art. 53 dal n. 46 al 49 pagg. 681-682).
In particolare il TF ha stabilito che una decisione emanata pendente lite mette fine alla vertenza solo nella misura in cui corrisponde alle richieste del ricorrente. Il litigio sussiste nella misura in cui la nuova decisione non regola tutte le questioni nei sensi voluti dall'insorgente. L'autorità adita deve in questi casi entrare nel merito della vertenza, senza che l'insorgente debba ricorrere contro il nuovo atto amministrativo (DTF 127 V 228 consid.
2, 113 V 237; Spira, Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale, in RJN 1984, pag. 23).
La riconsiderazione pendente lite permette dunque all'amministrazione di riesaminare un proprio provvedimento dopo che l'insorgente ha espresso il suo punto di vista nell'atto di ricorso ed eventualmente di modificarlo corrispondentemente alle richieste della parte ricorrente (Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997 pag. 452).
La modifica può essere fatta unicamente a vantaggio del ricorrente, ritenuto che in caso contrario la nuova decisione assurge a proposta fatta dall'amministrazione al Tribunale (Kieser, op. cit., ad art. 53 n. 47 pag. 682).
L'amministrazione non può, invece, rivedere la decisione impugnata dopo aver presentato la risposta di causa ai giudici di primo grado. Una decisione resa dopo questo termine assume anch’essa unicamente il carattere di una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova decisione (Kieser, op. cit., ad art. 53 n. 48 pag. 682).
L'art. 6 Lptca enuncia i medesimi principi, ricalcando quanto previsto dall'art. 58 PA.
Nel caso in esame la decisione 4 aprile 2011 è stata emanata entro il termine per l’inoltro della risposta e con la stessa l’Ufficio AI ha annullato la decisione del 24 febbraio 2011 (oggetto dell’incarto 32.2011.106) e stabilito che RI 1 dal 1. gennaio 2011 ha diritto ad una rendita pari a fr. 518.--.
Pertanto, non corrispondendo la proposta dell’Ufficio AI alle richieste del ricorrente – indipendentemente dall’inoltro del ricorso del 7 aprile 2011 (oggetto dell’incarto 32.2011.124) – il TCA deve entrare nel merito del suo ricorso avverso la decisione del 24 febbraio 2011.
Ritenuto inoltre che la decisione 24 febbraio 2011 – con la quale l’Ufficio AI ha stabilito che la rendita intera va ridotta del 60% – deve essere annullata (cfr. consid. 2.4), anche la decisione del 4 aprile 2011 che fissa l’ammontare della rendita in funzione di detta riduzione deve subire la medesima sorte.
Lo stesso discorso vale per la decisione 11 aprile 2011 (oggetto dell’incarto 32.2011.2011) con la quale l’Ufficio AI ha stabilito che l’importo da restituire ammonta a fr. 9'125.--.
Al riguardo il TCA rileva che nell’eventuale calcolo dell’impor-to da chiedere in restituzione si dovrà debitamente motivare come si è giunti a tale risultato (nella decisione del 24 febbraio 2011 risulta una compensazione di fr. 32'466.-- allorquando lo stesso importo sembrerebbe poi essere stato corretto in fr. 16'250.-- sub. XXII e come risulta dall’incarto della Cassa sub. XXII/bis, in particolare dalla lettera del calcolatore _ indirizzata all’USSI del 23 marzo 2011) rispettivamente spiegare all’insorgente se vi sono state o meno compensazioni anche con l’assicurazione infortuni e con la prestazione complementare come da lui sostenuto.
2.6.
Con la decisione
24 febbraio 2011 (oggetto dell’incarto 32.2011.106)
l’Ufficio AI ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio inoltrata dall’assicurato contestualmente alle osservazioni 5 gennaio 2011 (doc. AI 52/1) al progetto di decisione 7 dicembre 2010 (doc. AI 51/1-3).
2.6.1. L'art. 37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica, DTF 132 V 443), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda.
Il capoverso 4 recita che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito (DTF 132 V 200).
Secondo dottrina e giurisprudenza, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo
esigono
", anziché quella "se le circostanze lo
giustificano
", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera
rigorosa
(vedi STF I 127/2007 del 7 gennaio 2008, consid.
4.3 e Kieser, ATSG-Kommentar, 2009, ad art. 37, n. 22, pag. 504; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole (cfr. FF 1999 3965).
La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 37, n. 23, pag. 504-505).
Per quanto riguarda la questione di sapere se, nel quadro della procedura amministrativa, l’assistenza di un avvocato è
imposta
(art. 37 cpv. 4 LPGA) e non soltanto giustificata dalle circostanze (art. 61 lett. f LPGA; STFA I 812/05 del 24 gennaio 2006, consid. 4.3), occorre tenere conto delle circostanze del caso di specie, della particolarità delle regole procedurali applicabili, nonché delle specificità della procedura amministrativa in corso. In particolare, si possono menzionare, oltre alla complessità delle questioni di fatto e di diritto, le circostanze inerenti alla persona interessata, ad esempio la sua capacità di orientarsi nella procedura. Pertanto, il fatto che l’interessato possa beneficiare dell’assistenza di rappresentanti di associazioni, di assistenti sociali, nonché di specialisti o di persone attive in seno ad istituzioni sociali, consente di ammettere che l’intervento di un avvocato non è né necessario né indicato (STF I 127/2007 succitata, consid. 4.3 e STFA I 557/04 del 29 novembre 2004, consid. 2.2).
Di regola, il gratuito patrocinio è necessario quando la procedura è suscettibile di influenzare in modo particolarmente grave la situazione giuridica dell’interessato. Se ciò non è il caso, una tale necessità esiste soltanto se alla difficoltà relativa del caso si aggiunge la complessità della fattispecie o delle questioni giuridiche, a cui l’assicurato non è in grado di far fronte da solo (DTF 130 I 182 consid. 2.2 e riferimenti).
Secondo la giurisprudenza, una vertenza riguardante l’even-tuale diritto a provvedimenti di integrazione, rispettivamente, alla rendita di invalidità, non è atta a influenzare
in maniera particolarmente grave la situazione giuridica dell’interessato (STF 9C.105/2007 del 13 novembre 2007, consid. 3.1 e STFA I 519/04 del 7 giugno 2006, consid. 5.2 e 5.3).
La necessità del gratuito patrocinio non può quindi essere riconosciuta a priori, ma occorre piuttosto tenere conto della difficoltà del caso da un punto di vista oggettivo.
2.6.2. Nella presente fattispecie – lasciata aperta la questione a sapere se l’assicurato si trovasse nel bisogno e se la vertenza non fosse di primo acchito votata all’insuccesso – l’Ufficio AI gli ha negato il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa adducendo che
“(...) la condizione relativa alla necessità dell’assistenza di un legale non è realizzata. Il caso in esame rientra, infatti, nella casistica più consueta delle pratiche AI. Pertanto l’assistenza di un avvocato, nel caso specifico, non risulta giustificata, essendo possibile ad un rappresentante delle istituzioni sociali accreditate procedere alla corretta interpretazione dei punti controversi. (...)”
(doc. AI 102/3).
Quello riguardante RI 1 non è un caso ordinario.
Con progetto di decisione 7 dicembre 2010 (doc. AI 51/1-3) l’Ufficio AI aveva, tra l’altro, stabilito che
“(...) come da decisione _ del 16.09.2008 ed in base all’art. 21 cpv. 1 LPGA, le prestazioni in contanti dovranno essere ridotte del 60% per colpa grave. (...)”
(doc. AI 51/2).
Visto
che dai soli atti non era possibile concludere che la violazione dell’art. 91 cpv. 1 LCStr. fosse avvenuta intenzionalmente (questione questa che rende la vertenza particolarmente complessa; cfr. consid. 2.4), per il solo fatto che la _ con
decisione del 19 settembre 2008 aveva ridotto del 60% le prestazioni in contanti (doc. 23/1 dell’incarto LAINF) l’Ufficio AI non poteva ancora applicare automaticamente la medesima riduzione alla rendita intera AI. Infatti, come visto (cfr. consid. 2.3), l’art. 37 cpv. 3 LAINF prevede espressamente una deroga all’art. 21 cpv. 1 LPGA.
Ritenuto poi che nella decisione impugnata è stata computata una compensazione con USSI pari a fr. 32'466.-- e che questo importo sembrerebbe poi essere stato corretto in fr. 16'250.-- (doc. XXII/bis), questo Tribunale ritiene che le circostanze del caso concreto fossero tali da imporre l’assistenza di un avvocato.
Per quanto riguarda gli altri presupposti – lasciati aperti dal-l’Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscergli il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva quanto segue.
Quo alla probabilità di esito favorevole, le argomentazioni ricorsuali con le quali l’insorgente ha fatto valere la mancata trasmissione nella procedura amministrativa AI dell’incarto completo e la stringatezza delle motivazioni addotte per giustificare la riduzione della rendita del 60% erano più che perti-nenti (cfr. consid. 2.2 e 2.4).
L’amministrazione dovrà pertanto ancora appurare se è dato anche l’ulteriore presupposto dell’indigenza e, in caso affermativo, pronunciarsi correttamente sull’importo spettante al-l’assicurato (DTF 131 V 153).
2.7. In simili circostanze, visto tutto quanto precede, le decisioni impugnate devono essere annullate e i ricorsi accolti ai sensi dei considerandi.
Al ricorrente, patrocinato da un legale, vanno riconosciute congrue ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA) che nella fattispecie
–
tenuto conto in particolare del grado (medio) di difficoltà delle cause in oggetto, del fatto che le tesi e le argomentazioni addotte e sviluppate dall’insorgente in relazione alle tre (congiunte) procedure sono in parte le medesime, ritenuto come debba essere considerata solo l’attività svolta dal patrocinatore dalla presentazione dei rispettivi gravami (e non anche quella precedente, come risulterebbe invece dalla nota d’onorario indicativa presentata nell’aprile 2011 all’attenzione del Tribunale)
–
appare giustificato quantificare, spese comprese, in complessivi fr. 4'500.-- (IVA inclusa).
Le domande di assistenza giudiziaria per le procedure ricorsuali diventano pertanto prive di oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5).
2.8. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito delle procedure, le spese per complessivi fr. 1’000.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.