Decision ID: 5bed3ae0-84e5-59c4-a859-aaa6d8e2226e
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. Il Comune di _ è proprietario della particella n. _RFP di _ e i coniugi _ e _ _ lo sono del fondo contiguo, n. _4. Sul medesimo si trova una sorgente, che fin dal 1945 è stata utilizzata per l’approvvigionamento di acqua potabile della frazione denominata _ del Comune di _. L’acqua che sgorga dalla sorgente è raccolta in un bacino posto sul fondo di proprietà del Comune, fino al 1985 appartenente al Consorzio Acquedotto _.
B. Il 9 novembre 1987 il Comune di _ ha convenuto _ e _ _ davanti il Pretore di Lugano, Sezione 2, postulando l’accertamento dell’acquisizione per prescrizione straordinaria di una servitù prediale di captazione di acqua sorgiva con relativo diritto di passo per accesso e manutenzione, a carico della particella n. _e a favore della numero _RFP di _. In via subordinata l’attore ha chiesto la concessione di una servitù prediale di captazione di acqua sorgiva con relativo diritto di passo per accesso e manutenzione a favore, rispettivamente a carico dei fondi citati, dietro versamento di un’indennità da stabilire in sede istruttoria.
C. Nella risposta del 10 febbraio 1988 _ e _ _ hanno proposto l’integrale reiezione della petizione, non opponendosi tuttavia all’accoglimento della richiesta subordinata, sempreché fosse riconosciuta loro la piena indennità per i diritti da concedere – se del caso – al fondo dell’attore.
D. Il 13 giugno 1988 ha avuto luogo l’udienza preliminare, nella quale le parti hanno mantenuto le rispettive domande e notificato i mezzi di prova. Su richiesta dell’attore il Pretore ha ordinato l’allestimento di una perizia volta ad accertare l’indennità da riconoscere ai convenuti secondo la richiesta subordinata.
Conclusa l’istruttoria, l’attore ha presentato il 5 febbraio 1992 le conclusioni scritte, con le quali ha offerto fr. 6’000.– a titolo di indennità per la concessione delle note servitù. I convenuti hanno invece rinunciato a inoltrare un memoriale conclusivo. Al dibattimento finale dell’11 febbraio 1992 le parti hanno confermato le proprie richieste. In tale occasione il Pretore ha formulato una proposta transattiva, che non è stata accettata.
E. Con sentenza del 7 dicembre 1994 il Pretore, dopo aver negato l’acquisizione della servitù di fontana necessaria per prescrizione acquisitiva, ha accolto la richiesta subordinata dell’attore e ha concesso una servitù prediale di captazione di acqua sorgiva necessaria con relativo diritto di passo per accesso e manutenzione a favore della particella n. _RFP di _ e a carico della numero _, ordinando all’Ufficio del registro fondiario di procedere all’iscrizione dei citati diritti. Inoltre ha stabilito in fr. 6’000.– l’indennità a favore dei convenuti e ha ripartito tra le parti la tassa di giustizia di fr. 800.– e le spese in ragione di metà ciascuna, ponendo le spese peritali integralmente a carico dei convenuti, pure condannati a rifondere alla controparte fr. 1’500.– per ripetibili.
F. _ e _ _ sono insorti il 16 gennaio 1995 con un appello volto a ottenere – in aggiunta all’indennità riconosciuta loro dal Pretore – l’importo di fr. 0.20 al m3 per l’acqua che eccede la portata media di 5256 m3 l’anno, con l’obbligo per l’attore di istallare un contatore entro la data da stabilire dalla I Camera civile del Tribunale d’appello. Essi hanno inoltre chiesto che la tassa di giustizia di fr. 800.– e tutte le spese, comprese quelle peritali, siano poste a carico del Comune, pure tenuto a rifondere loro fr. 1’500.– per ripetibili di prima istanza.
G. Nelle osservazioni del 16 febbraio 1995 il Comune di _ ha proposto di respingere l’appello e di confermare la sentenza impugnata.

Considerato
in diritto:
1. L’art. 710 cpv. 1 CC stabilisce che qualora manchi a un fondo l’acqua necessaria per la casa e le sue dipendenze e non sia possibile condurvela da altro luogo senza un lavoro e una spesa sproporzionati, il proprietario può chiedere che il vicino gli ceda, dietro completa indennità, una parte della sorgente o fontana, di cui egli possa privarsi senza detrimento dei propri bisogni. In concreto il diritto all’ottenimento della fontana necessaria – chiesto dal comune in via subordinata e accolto dal Pretore – è pacifico; litigioso è l’ammontare della completa indennità prevista dall'art. 710 cpv. 1 CC.
a) Quale indennità per la concessione della servitù di captazione di acqua sorgiva con relativo diritto di passo per accesso e manutenzione, il Pretore ha riconosciuto ai convenuti l’importo di complessivi fr. 6’000.–, di cui fr. 5’500.– per il diritto di captazione dell’acqua e fr. 500.– per il diritto di passo, facendo proprie le conclusioni del perito giudiziario (perizia, pagg. 13–19). Quest’ultimo ha ottenuto l’importo di fr. 5’500.– operando una media tra il sistema di calcolo tradizionale, che fissava il valore della sorgente in fr. 3’000.–(perizia pag. 13–17) e quello a reddito, che dava un valore di fr. 8000.– (perizia pag. 17).
b) Con l’appello i convenuti chiedono che, in aggiunta all’indennità stabilita dal Pretore, siano loro riconosciuti fr. 0.20 al m3 per l’acqua che eccede la portata media della sorgente, accertata dal perito in 5256 m3 l’anno, e che al convenuto sia fatto ordine di installare un contatore entro un termine da stabilire dalla I Camera civile. Essi contestano le valutazioni dell’esperto, sostenendo che la loro sorgente fornisce normalmente un quantitativo d’acqua superiore a quello accertato dal perito sulla base di misurazioni effettuate nell’anno 1990, caratterizzato dalla siccità, per il quale avrebbero diritto a essere adeguatamente retribuiti.
c) La completa indennità garantita dall'art. 710 cpv. 1 CC va determinata, per diritto federale, secondo i principi vigenti in materia espropriativa: chi ottiene il diritto a una fontana necessaria deve rifondere al convenuto il pregiudizio patrimoniale arrecatogli per il fatto di imporgli la tolleranza del prelievo d’acqua, in restrizione del diritto di proprietà (Scherrer in: Zürcher Kommentar, 2a edizione, nota 6 ad art. 709–710 CC con rinvio alla nota 10 ad art. 691–692–693 CC) Se da un lato quindi l’indennità non si esaurisce nel risarcire al proprietario il minor valore del fondo gravato (cfr. art. 9 cpv. 3 CPC), dall’altro essa consiste unicamente in una prestazione in capitale, nel senso che il proprietario del fondo gravato non può pretendere né un risarcimento in natura né una rendita periodica (Scherrer, loc. cit.). Nella fattispecie il perito ha illustrato chiaramente i criteri su cui si fonda il calcolo dell’indennità da lui svolto, precisando in sede di delucidazione orale che decisiva è la portata minima della sorgente e non quella massima (verbale del 3 maggio 1991). Egli non ha quindi annesso grande importanza al fatto che nel 1990 si sia registrato un prolungato periodo di siccità, poiché rilevante è – a suo avviso – non la media annua, bensì la portata della sorgente nei periodi di precipitazioni minime, rispettivamente la durata dei periodi di secca.