Decision ID: e117778f-5c27-503b-bd41-82927d6f326a
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell'esecuzione n. _ in via di realizzazione del pegno immobiliare promossa dalla _ contro _, l'Ufficio esecuzione di Lugano ha fissato l'incanto per il _ alle
ore _
con avviso d'incanto _, pubblicato sul FUSC e sul FUC e trasmesso anche al debitore ex art. 125 cpv. 3 LEF, applicabile in virtù del rinvio dell'art. 156 LEF.
B.
Con atto 13 gennaio 2000 [recte: 2001] l'Ufficio esecuzione di Lugano ha invitato l'escusso a collaborare con il perito per l'accertamento del valore dell'immobile oggetto dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno.
C.
Con ulteriore atto 1. febbraio 2001 l'Ufficio esecuzione di Lugano ha comunicato ex combinati art. 37 e 102 RFF l'elenco oneri agli interessati, tra cui il debitore _, con l'indicazione che l'immobile sarà venduto agli incanti il _ alle
ore _
.
D.
Saputo dall'escusso, suo conoscente, che il _ vi sarebbe stata la vendita ai pubblici incanti, _ si è presentato prima delle _ ma dopo le _ presso la sala incanti dell'Ufficio esecuzione di Lugano. In tale occasione ha saputo che il fondo era già stato venduto alla signora _ per fr. 197'000.-- [recte: fr. 192'000.--]. _ afferma che sarebbe stato disposto ad offrire una somma maggiore di quella per la quale l'immobile era stato aggiudicato.
E.
Dal verbale d'incanto risulta che il fondo è stato aggiudicato a _ per fr. 192'000.-- e che le operazioni d'incanto si sono concluse alle 14.50.
F.
Con gravami 19 aprile 2001 (inc. n. 15.2001.192) e 17 aprile 2001 (inc. n. 15.2001.206), di tenore sostanzialmente convergente, _ e _ hanno chiesto la revoca dell'aggiudicazione, l'anticipazione dell'incanto avendo determinato pregiudizi irreparabili: per l'escusso un minor introito e per _ l'impossibilità di portarsi oblatore.
G.
L'aggiudicataria _, la creditrice pignoratizia _ e l'Ufficio esecuzione di Lugano hanno chiesto la reiezione del gravame, atteso che decisiva è la pubblicazione sul FUC e inoltre quando vi siano dati discordanti sull'ora dell'incanto è dovere di ogni interessato di attivarsi per accertare il momento topico. A _ si rimprovera di non essere stato destinatario di nessun atto in deroga alla pubblicazione su FUSC e FUC, di non aver indicato l'importo che avrebbe offerto e di non averne dimostrato la disponibilità.

Considerato
in diritto:
1.a)
Più ricorsi - presentati tanto con atti separati quanto come atto unico e con un solo petitum - formulati contro lo stesso provvedimento dell'organo d'esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi aventi il medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso di fatti, possono essere congiunti ex combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm non solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo tenore ma anche ove formulino tesi divergenti (CEF 16 febbraio 1999 in re S. S. & LLCC c. SA D. cons. 1a;
Flavio Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a all'art. 5 LPR, p. 96 s.).
Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola sentenza, preso nell'ossequio del principio dell'economia processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio: le cause congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante, CEF 8 gennaio 1997 in re E. F. e A. F. c. F. AG; CEF 15 marzo 1996 in re P. SA c. C. SA; CEF 1. marzo 1996 in re F. P. c. P. S. SA; CEF 14 dicembre 1995 in re A. P. c. BdS; CEF 28 settembre 1995 in re Banca U. c. E. R.; CEF 29 agosto 1995 in re Banca C. c. R. R. e CEF 18 agosto 1995 in re M. L. B. c. R. R.).
b)
Il provvedimento di congiunzione e la reiezione dell'istanza di congiunzione - atti istruttori resi in applicazione di ragioni di opportunità anche con ordinanza presidenziale nel senso dell'art. 24a LPR - non determinano in linea di principio pregiudizio di sorta per le parti dal profilo sostanziale (
Cometta
, op. cit., n. 2.1.1.b all'art. 5 LPR, p. 97). Anche sui costi procedurali la misura resta senza conseguenze pratiche (cfr. nello stesso senso, ma riferito al ricorso ex art. 19 LEF al Tribunale federale, STF [CEF] 3 agosto 1998 in re M. R. c. A. I. cons. 1a), perché la procedura di ricorso ex art. 17 LEF è di regola gratuita.
c)
I ricorsi 19 aprile 2001 (inc. n. 15.2001.192) di _ e 17 aprile 2001 (inc. n. 15.2001.206) di _ sono entrambi riferiti alla stessa aggiudicazione di un fondo nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare, di cui i ricorrenti chiedono la revoca. Le due vertenze possono pertanto essere congiunte per ragioni di economia processuale ed evase con una sola sentenza.
2.
La legittimazione attiva al ricorso - sulla nozione cfr.
Flavio Cometta
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36-38 all'art. 17 LEF - è data tanto per l'escusso quanto per il preteso oblatore, l'equivoca doppia indicazione temporale essendo suscettibile in linea di principio di pregiudicare i legittimi interessi di entrambi: il primo, quale destinatario dell'ultimo atto dell'Ufficio esecuzione di Lugano a lui diretto indicante le ore _ quale inizio della vendita all'incanto, siccome leso dal preteso minor importo realizzato, mentre il secondo, potenziale oblatore, non ha potuto portarsi aggiudicatario, pur potendo confidare che l'indicazione temporale datagli da uno dei diretti interessati fosse esatta.
3.
Per l'art. 125 cpv. 3 LEF, applicabile all'esecuzione in via di realizzazione del pegno in virtù del rinvio dell'art. 156 LEF, l'organo d'esecuzione avvisa il debitore del giorno, dell'ora e del luogo dell'incanto. L'Ufficio esecuzione di Lugano ha ossequiato tale disposto con la comunicazione dell'avviso d'incanto _, inviata anche al debitore, per il _ alle ore _.
Per l'art. _, applicabile all'esecuzione in via di realizzazione del pegno in virtù del rinvio dell'art. _, l'elenco oneri deve essere comunicato agli interessati, tra cui vi è anche il debitore. L'Ufficio esecuzione di Lugano ha sì provveduto a siffatta incombenza, indicando però erroneamente che l'immobile sarebbe stato venduto agli incanti il _ alle ore _.
Questo errore è causale per il pregiudizio patito dai ricorrenti nel senso che ne costituisce il nesso naturale. Va ora esaminato se siffatto nesso è anche adeguato.
4.
Secondo l'art. 9 Cost. ognuno ha il diritto di essere trattato senza arbitrio e secondo il principio della buona fede da parte degli organi dello Stato. La giurisprudenza del Tribunale federale già sanciva questo diritto, deducendolo dal previgente art. 4 vCost. In quanto sia fatto valere nei confronti degli organi dello Stato, come nel caso dell'ufficio d'esecuzione quale autorità legittimata a prendere provvedimenti amministrativi, il principio della tutela della buona fede assume il carattere di diritto fondamentale, suscettibile di essere invocato davanti ad un'autorità giudiziaria (Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione della Costituzione federale, del 20 novembre 1996, in: FF 1997 I 134-136, riferito all'art. 8 del progetto, corrispondente al vigente art. 9 Cost.;
Jörg Paul Müller
, Grundrechte in der Schweiz, 3. ed., Berna 1999, p. 488).
5.
Un'indicazione errata dell'ora dell'incanto non deve in linea di principio comportare pregiudizi alle parti. Ne consegue che un'informazione errata può determinare, nel singolo caso, una modifica dell'orario d'inizio nel senso più favorevole a chi se ne prevale. Accertato che sono stati dati orari divergenti, decisivo sarà in un caso come quello sottoposto a giudizio il termine temporale successivo. Certo è che la parte che conosceva l'erroneità dell'ora indicata, o che avrebbe dovuto notarla dando prova della dovuta diligenza, non può prevalersi della buona fede: tuttavia, a questo riguardo, solo gravi manchevolezze di una parte o del suo patrocinatore possono ritorcersi contro di lei.
a)
Tanto la creditrice pignoratizia procedente quanto l'aggiudicataria sono dell'avviso che il debitore, e di conseguenza anche il conoscente quale aspirante oblatore, si sarebbe dovuto attivare in presenza di due diverse indicazioni temporali. Nel caso di specie, non vi era però alcun motivo per il debitore, non patrocinato da un avvocato, di dubitare che il secondo dato non fosse corretto. Ne consegue che non può darsi manchevolezza rilevante a suo carico: anche il conoscente _ non poteva avere elementi di dubbio sulla rispondenza dell'orario d'inizio indicatogli dall'escusso.
b)
La procedura di aggiudicazione avendo prematuramente preso inizio ed essendosi conclusa alle _, ossia dieci minuti prima del termine previsto secondo l'ultima comunicazione giunta al debitore e prima che _ potesse formulare un'offerta in termini rituali, i gravami devono essere accolti e l'aggiudicazione revocata. L'organo d'esecuzione procederà indilatamente ad una nuova sollecita vendita ai pubblici incanti.
6.
Sulle spese occorre ricordare che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804
) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 9 Cost.; 17, 20a cpv. 1, 125 e 156 LEF; 37 e 102 RFF; 5 cpv. 1 LPR; 51 LPamm; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF