Decision ID: b6ae1163-053e-5920-8b32-bcb3022eb56a
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il _ 1997 è deceduta a _, suo ultimo domicilio, senza figli, _ _ _ _, nata _ (1909), cittadina germanica, vedova fu _ _ _. Davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna il suo esecutore testamentario dott. _ _ ha pubblicato il 30 gennaio 1997 il seguente testamento pubblico:
(...)
3. Frau _ _ (...) und Frau _ _, geb. _, (...) hinterlasse ich, als Nacherbinnen meines verstorbenen Ehemannes, das Haus und die Grundstücke Parzellen Nr. _und _in der Gemeinde _ als Miteigentum je zu einer Hälfte sowie je zu einer Hälfte das Depot Nr. _ _-_und das Konto-Korrent Nr. _-_bei der _ _ _ (vorheriges Depot und Konto-Korrent _ _ _ _).
(...)
4. Meiner Schwester _ _ (...) hinerlasse ich DM 500 000.00 meines Konto-Korrents Nr. _-_und Depot Nr. _ _-_bei der _ _ _, plus die Hälfte des auf demselben vorgenannten Konto-Korrents Nr. _-_und Depot Nr. _-_bei der _ _, verbleibenden Saldos.
5. Meiner Schwester _ _ (...) hinterlasse ich die Hälfte des nach Abzug der DM 500 000.00 auf dem Konto-Korrent Nr. _ _-_bei der _ _ _, verbleibenden Saldos.
(...)
8. Nichts verfüge ich zu Gunsten des Gemeinwesens.
B.
Su richiesta dell’esecutore testamentario, Il Pretore ha rilasciato il 5 settembre 1997 un certificato ereditario in cui risulta che uniche eredi della disponente sono _ _ e _ _ -_. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 100.–, sono state poste a carico della successione.
C.
_ _ si è rivolta il 14 luglio 1998 al Pretore, chiedendogli di rettificare il certificato ereditario. Non avendo la testatrice designato le persone beneficate quali suoi eredi – essa ha sostenuto – “eredi della defunta (vedova senza figli) non possono che essere gli eredi legali, vale a dire le due sorelle”. Di conseguenza essa ha postulato l’emanazione di un nuovo certificato, sostitutivo del primo, in cui lei medesima e _ _ risultassero uniche eredi di _ _ _ _. Con decisione del 21 luglio 1998 il Pretore ha accolto l’istanza, ha annullato il certificato del 5 settembre 1997 e ha emesso un nuovo certificato conforme alle richieste dell’istante. Non sono stati riscossi oneri processuali.
D.
Contro la citata decisione _ _ -_ e _ _ hanno presentato un appello (
Einspruch
) del 24 luglio 1998, redatto in tedesco, in cui concludono per l’annullamento del nuovo certificato ereditario. Il giudice delegato di questa Camera ha fissato loro un termine per tradurre il ricorso, per eleggere domicilio in Svizzera e per firmare debitamente l’impugnazione. Le destinatarie hanno reagito il 26 maggio 1999, adducendo di avere ricevuto solo quel giorno l’ordinanza, e hanno indicato il loro patrocinatore nella persona del lic. iur. _ _. _ _ ha confermato con firma autografa l’atto di ricorso. Per la traduzione entrambe hanno chiesto una proroga del termine.

Considerando
in diritto:
1.
Le appellanti si sono debitamente costituite in giudizio, firmando l’atto di ricorso e indicando un domicilio in Svizzera ove possano avvenire le notificazioni. Concedere loro una proroga del termine per tradurre il gravame dilazionerebbe invano la procedura, già ritardata oltre misura da una laboriosa intimazione per rogatoria a _. Ciò si esaurirebbe del resto in una mera formalità, l’impugnazione rivelandosi in ogni modo – come si vedrà in appresso – senza possibilità di buon esito.
2.
Nella fattispecie è indiscusso che la successione è disciplinata dal diritto svizzero (art. 90 cpv. 1 LDIP;
Schnyder
in: Schweizerisches Privatrecht, IPR, Basilea 1996, n. 27 ad art. 90). Ora, l’art. 559 cpv. 1 CC prevede che, trascorso un mese dalla comunicazione ai beneficati del testamento, gli eredi istituiti i cui diritti non siano espressamente contestati dagli eredi legittimi o dai beneficati di una disposizione anteriore possono ottenere una dichiarazione dell’autorità secondo cui sono riconosciuti eredi, riservate le azioni di nullità e di petizione dell’eredità. Identico diritto è riconosciuto da dottrina e giurisprudenza agli eredi legittimi (
Karrer
in: Schweizerisches Privatrecht, ZGB II, Basilea 1998, n. 6 ad art. 559 con richiami).
3.
Nel Cantone Ticino il certificato ereditario è emesso con procedura di camera di consiglio (art. 2 cpv. 2 n. 10 e art. 3 LAC). Il Pretore non è tenuto a indire un contraddittorio (art. 360 cpv. 1 CPC). Dato nondimeno che la procedura è retta dal principio inquisitorio (
Cocchi/Trezzini
, CPC annotato, Lugano 1993, n. 2 ad art. 360), egli può – ravvisandone l’opportunità – assumere informazioni e provocare spiegazioni da terzi (art. 360 cpv. 2 CPC). La sua decisione è impugnabile entro 10 giorni (cfr. Rep. 1976 pag. 201). Ciò non toglie, comunque sia, che il certificato ereditario possa ancora essere modificato più tardi, in particolare ove si riveli incompleto o inesatto (
Karrer
, op. cit., n. 47 ad art. 559 CC con rinvii). È quanto ha fatto il Pretore nel caso in esame. Introdotto nei dieci giorni successivi alla notifica della decisione del Pretore, l’appello in esame è pertanto tempestivo.
4.
Il certificato ereditario annullato dal Pretore, del 5 settembre 1997, indicava quali uniche eredi di _ _ _ _ le appellanti, sorelle del di lei marito (_, deceduto il _ 1983). Già a prima vista tale indicazione appare erronea, giacché la testatrice non ha designato le appellanti in qualità di sue eredi istituite: ha disposto soltanto di lasciare
alle eredi sostituite del marito premorto
, in ragione di metà ciascuna, due fondi a _ e il saldo di due conti bancari genericamente intestati agli eredi fu _ _ _ (clausola n. 3 del testamento pubblico). Trattandosi di legati, non di istituzioni d’erede, le appellanti non dovevano figurare nel certificato ereditario. Giustamente perciò il Pretore ha deciso di rettificare l’atto.
5.
_ _ e _ _ nate _, sorelle della disponente, sono state beneficate anch’esse alla stregua di legatarie (clausole n. 4 e 5 del testamento pubblico), tant’è che in nessun punto delle disposizioni di ultima volontà esse sono anche solo menzionate come eredi. Sono comunque sia eredi legittime, _ _ _ _ non avendo avuto figli. Ora, l’art. 608 cpv. 3 CC stabilisce che “l’attribuzione di un oggetto della successione ad un erede vale come norma divisionale e non come legato, eccettoché una diversa intenzione non risulti dalla disposizione”. E siccome dal testo del testamento pubblico non si evince alcuna diversa intenzione, le due sorelle vanno considerate alla stregua di uniche eredi della disponente. Anche sotto questo profilo la decisione del Pretore si dimostra dunque corretta e non v’è alcuna ragione di annullarla.
6.
Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Dato nondimeno che le appellanti si sono rivolte a questa Camera senza alcuna nozione giuridica e che il ricorso non è stato intimato a _ _ né a _ _ per le osservazioni, si giustifica di rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di spese e all’assegnazione di ripetibili.