Decision ID: 62a2292c-b150-552d-b8d6-7805fe831c6a
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1. RI 1, 1968, beneficia delle prestazioni complementari almeno sin dall'anno 2000. Nell'ambito della revisione periodica avviata nell'agosto 2016 (doc. 67) è emerso che, dal mese di febbraio 2013, suo marito non versava più il contributo alimentare alla prima moglie, che durante l'anno 2013 egli ha percepito indennità di disoccupazione e che in seguito aveva avviato un'attività lucrativa indipendente incassando dei redditi superiori al salario computato nei fogli di calcolo delle PC (docc. 73 e 74).","1.2. Con decisione del 12 dicembre 2016 (doc. 75) la Cassa cantonale di compensazione ha ricalcolato il diritto dell'assicurata alle PC dal 1° febbraio 2013 a seguito della cessazione del versamento dei contributi alimentari a favore della prima moglie del marito dell’assicurata, della percezione delle indennità di disoccupazione e della modifica del reddito derivante dall'attività indipendente del marito, con conseguente diminuzione del diritto a prestazioni (docc. 76-85) e con richiesta dell'amministrazione di restituirle Fr. 51'343.- per prestazioni complementari versate a torto fino al 31 dicembre 2016.","1.3. Il 2 gennaio 2017 (doc. A2) l'assicurata ha chiesto alla Cassa di condonarle la somma da restituire riscossa in buona fede, avendola sempre informata dei cambiamenti della famiglia sia telefonicamente sia per iscritto e quindi non riuscendo a capire come possa essere occorso questo errore di calcolo, ipotizzando una perdita di documenti da parte della Cassa. Inoltre, essa ha rilevato che i nuovi fogli di calcolo non erano corretti, riportando degli importi errati (docc. A3-A11) e che la restituzione la poneva in una grave difficoltà economica.","1.4. Con decisione del 10 settembre 2019 (doc. III/3) la Cassa di compensazione ha respinto l'istanza di condono dell'assicurata, rilevando che poiché è emerso soltanto in occasione della revisione periodica del 2016 che il reddito da attività lucrativa indipendente del marito era superiore a quello considerato sulla base dei conti economici 2013 e 2014, che gli alimenti dovuti dal marito non erano più corrisposti dal 2013 e che durante il 2013 egli ha percepito un'indennità di disoccupazione, essa ha violato il suo obbligo di comunicare tempestivamente qualsiasi cambiamento della sua situazione personale ed economica, nonostante il 23 maggio 2013, il 18 gennaio 2014 e il 10 giugno 2014 le abbia notificato delle decisioni di prestazioni errate. L'amministrazione non ha perciò riconosciuto la sua buona fede.","1.5. Con decisione su opposizione del 23 dicembre 2020 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione del 5 ottobre 2019 (doc. III/2) e ha negato il condono dell'importo da restituire. Per l'amministrazione, l'assicurata ha violato il suo obbligo di informarla tempestivamente dei mutamenti della situazione economica della famiglia. La Cassa ha osservato che non v'è traccia nell'incarto delle informazioni che l'interessata le avrebbe dato sulle modifiche delle entrate e delle uscite del marito, risultando soltanto le comunicazioni della modifica della pigione il 21 maggio 2013 e del reddito del marito il 15 maggio 2014.","Ad ogni modo, sia che l'abbia o che non l'abbia informata, la Cassa ha osservato di avere notificato all'assicurata delle decisioni durante il 2013 e il 2014 in cui, oltre a non figurare l'indennità di disoccupazione percepita dal marito, era stato computato il contributo alimentare che quest'ultimo non versava più all'ex coniuge e un reddito lavorativo inferiore a quello reale. L'interessata avrebbe perciò potuto accorgersi e interpellare la Cassa su queste discrepanze come previsto dal N. 4652.03 DPC.","Pertanto, la violazione commessa configura una negligenza grave e dunque la buona fede non può essere ammessa.","1.6. Il 21 gennaio 2021 (doc. I) RI 1 si è rivolta al Tribunale chiedendo di annullare la decisione su opposizione e accogliere la domanda di condono di Fr. 51'343.-.","La ricorrente ha evidenziato di avere sempre informato la Cassa dei cambiamenti familiari ed economici e quindi non ha mai riscosso indebitamente delle prestazioni. L'assicurata si è perciò rammaricata del fatto che, malgrado l'invio dei documenti, vi siano ancora degli errori commessi dall'amministrazione, perciò la sua pretesa è inaccettabile e renderà pubblico il suo caso.","Ad ogni modo, essa non ha i mezzi per far fronte alla restituzione dell'importo percepito indebitamente, visto che dal novembre 2019 è separata dal marito e ha un figlio adolescente a suo carico non essendo il padre in grado di provvedervi.","1.7. Il 3 febbraio 2021 (doc. III) la Cassa di compensazione ha chiesto al Tribunale di respingere il ricorso, rilevando che benché abbia ricevuto più di una decisione nel 2013 e nel 2014, la ricorrente non le ha comunicato che la situazione economica considerata era sbagliata, perciò essa ha beneficiato di un'illecita prestazione che è stata constatata dall'amministrazione soltanto con la revisione periodica del 2016. La Cassa ha poi rinviato alle motivazioni esposte nella decisione impugnata, avendo la ricorrente sollevato le medesime contestazioni dell'opposizione.","1.8. La ricorrente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV)."}

{"considerato in diritto","2.1. L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.","Per l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.","Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2 OPGA).","Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art. 4 cpv. 4 OPGA)."}