Decision ID: 2477802a-c2af-422f-816e-a90e044472de
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_002
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._ è attiva quale aiuto domiciliare (Spitex) presso J._ (_),
in precedenza al tasso d'impiego del 60% e dal 1° gennaio 2020 con un
volume d'impiego del 50%. Al momento qui di rilievo era assicurata contro
gli infortuni, professionali e non professionali, presso la B._ SA.
2. Con notifica d'infortunio-bagatella LAINF del 23 dicembre 2019 (act. C.1)
fece valere di aver subito un evento infortunistico il 10 dicembre 2019,
descrivendo l'infortunio come segue: "salto con minitramp, capriola,
appoggiata male la testa". Nel questionario del 10 gennaio 2020 (act. C.2
= doc. C della ricorrente) dichiarò di essersi apprestata a percorrere per la
seconda volta il percorso a ostacoli in palestra a C._, quando, arrivata
al trampolino elastico, avrebbe appoggiato il piede sinistro in malo modo
e il piede le sarebbe scivolato fuori dal quadrato elastico. Per evitare di
perdere l'equilibrio avrebbe fatto forza sulla gamba destra e sarebbe
riuscita a saltare. Subito dopo sarebbe atterrata sul pavimento della
palestra, anziché sul tappeto di protezione. Con lo slancio avrebbe
eseguito una capriola sul pavimento, battendo con forza il collo. Sul
momento avrebbe avuto un dolore improvviso al collo con conseguente
capogiro, passati quasi subito. Dopo due giorni, però, sarebbero iniziati
dolori fortissimi alla scapola sinistra. Nei giorni seguenti il dolore sarebbe
aumentato e si sarebbe irradiato al braccio sinistro con intorpidimento
delle dita anulare e mignolo sinistro.
3. Ad A._ fu attestata un'inabilità al lavoro piena dal 30 dicembre 2019
fino al 29 febbraio 2020, poi ridotta fino al 26 gennaio 2020 (act. C.5, C.6
e C.7). A._ stessa precisò a tal proposito d'un canto di aver atteso ad
annunciare l'infortunio, in quanto avrebbe già fissato dei giorni di vacanza
e avrebbe sperato che nel frattempo il dolore sarebbe diminuito (act. C.2
in fine), e d'altro canto che le sue condizioni di salute sarebbero
- 3 -
progressivamente migliorate, permettendole di riprendere l'attività
lavorativa già a fine gennaio (act. C.12 e in sede di ricorso anche act. A.1).
4. Il medico curante, Dr. med. D._, aveva deferito A._ all'Istituto
Radiologico Collegiata di Bellinzona per una risonanza magnetica della
colonna cervicale che fu eseguita il 18 dicembre 2019 (act. C.3 = doc. H
della ricorrente). Secondo il referto del Dr. med. E._, medico
specialista in radiologia, risultarono: un quadro di artrosi del rachide
cervicale con riduzione di ampiezza nel canale spinale e di multipli forami
di coniugazione bilaterale, una protrusione discale paramediana-
intraforaminale destra a C3-C4 con contatto del disco con la radice
emergente di C4, un bulging discale ad ampio raggio a C4-C5 con contatto
del disco con entrambe le radici emergenti di C5 e allo stesso livello
protrusione discale erniaria mediana che determinerebbe iniziale
compressione sul midollo cervicale, e infine un ulteriore bulging discale ad
ampio raggio a C6-C7 con contatto del disco con entrambe le radici
emergenti di C7.
5. Nel seguito il Dr. med. D._ rinviò A._ anche al Neurocentro –
Istituto di neuroscienze cliniche della Svizzera Italiana presso l'Ospedale
Civico di Lugano per ulteriori accertamenti. Con rapporto del 17 gennaio
2020 (act. C.4) il Dr. med. F._, medico specialista in neurochirurgia,
costatò una radicolopatia C8 sinistra su stenosi foraminale C7-T1 su base
artrosico-degenerativa, ritenendo che essa non sarebbe correlata
all'incidente recente.
6. La B._ SA interpellò il proprio medico consulente, sottoponendogli
l'insieme degli atti medici disponibili. Con un primo apprezzamento del
5 febbraio 2020 (act. C.9) il Dr. med. G._ ritenne che il trauma
avrebbe reso manifesta l'ernia discale preesistente a livello C3-C4, con
conseguente sindrome radicolare insorta subito dopo il trauma. Nel
secondo apprezzamento del 4 marzo 2020 (act. C.10) considerò che il
- 4 -
nesso di causalità tra l'evento infortunistico e la radicolopatia C8 sinistra
su stenosi foraminale C7-T1 non risulterebbe perlomeno prevalentemente
probabile. I disturbi neurologici subentrati subito dopo il trauma potrebbero
essere correlati a una sofferenza radicolare C3-C4 resa manifesta dal
trauma. Di conseguenza l'agopuntura eseguita dal Dr. med. H._ non
andrebbe a carico dell'assicurazione contro gli infortuni, poiché non
sarebbe in relazione di causalità con l'evento annunciato.
7. Con lettera del 16 marzo 2020 (act. C.11 = doc. D della ricorrente) la
B._ SA comunicò ad A._ che tutti i trattamenti per la
radicolopatia come in particolare le sedute di agopuntura non sarebbero a
carico della B._ SA. La invitarono pertanto a rivolgersi alla sua cassa
malati.
8. A._ si rivolse alla B._ SA con scritto del 23 marzo 2020 (act.
C.12 = doc. E della ricorrente), contestando essenzialmente la mancanza
di nesso causale fatta valere dall'assicurazione. Sostenne che l'evento
traumatico sarebbe stato importante e che in precedenza lei non avrebbe
sofferto di disturbi al tratto cervicale. Avrebbe tratto buon giovamento
dall'agopuntura, l'ultimo consulto essendo avvenuto verso metà febbraio.
Chiese perciò che l'assicurazione riconosca le prestazioni, oppure
proceda al rilascio di una decisione formale. Mandò una copia del suo
scritto alla sua cassa malati.
9. La B._ SA emise la decisione formale in data 14 aprile 2020 (act.
C.13 = doc. F della ricorrente), rifiutando la presa a carico delle sedute di
agopuntura eseguite dal 14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020, poiché
esse non sarebbero in relazione di causalità con l'infortunio annunciato.
Una copia della decisione fu spedita alla cassa malati dell'assicurata.
10. A._ sollevò opposizione il 4 maggio 2020 (act. C.14 = doc. G della
ricorrente), sempre trasmettendone una copia alla cassa malati, la quale
- 5 -
nel seguito chiese e ottenne una copia degli atti (vedi act. C.15), senza
però esprimersi.
Oltre a ribadire rispettivamente a rinviare a quanto già scritto il 23 marzo
2020, A._ fece valere che non si tratterebbe di disquisire sul fatto post
hoc ergo propter hoc, bensì nel contesto di una traumatizzazione
importante in concomitanza con quanto emerso dalla risonanza magnetica
della colonna cervicale del 18 dicembre 2019 assolutamente asintomatica.
Nel corrente mese compierebbe i 60 anni e vorrebbe ben vedere quale
persona a questa età si sottoponesse agli stessi esami che risultino ad
integrum. Cionondimeno, anche persone più giovani potrebbero scivolare,
cadere e traumatizzare una specifica parte del corpo affetta da patologia
pregressa e asintomatica o non. Sarebbe riduttivo concludere che ad
esempio una persona sopra i 40 anni di età di fatto non avrebbe più diritto
alle prestazioni LAINF pur essendo tenuta a pagare i premi. L'agopuntura
da lei effettuata sarebbe stata benefica e salutare al raggiungimento dello
status quo ante. Difatti non avrebbe più alcun disturbo e il caso potrebbe
essere ritenuto chiuso. Lei non sarebbe in possesso dell'onorario del
Dr. med. H._, comunque si tratterebbe di poche sedute per un costo
contenuto. Spererebbe di non dover scomodare il tribunale con questa
questione.
11. Con decisione su opposizione del 4 giugno 2020 (act. C.17 = doc. A della
ricorrente), la B._ SA respinse l'opposizione. Considerò d'un canto
che non vi sarebbe stato qualsivoglia influsso esterno improvviso,
cosicché quanto successo non rientrerebbe nel concetto giuridico di
infortunio. A prescindere, però, dalle considerazioni espresse nel referto
medico del 17 gennaio 2020 del Dr. med. F._ risulterebbe che la
radicolopatia non sarebbe correlata all'incidente recente. Ne
discenderebbe che il nesso di causalità naturale difetti e di conseguenza
non sia dato qualsivoglia obbligo prestativo a carico dell'assicuratore. La
decisione fu trasmessa per conoscenza alla cassa malati dell'assicurata.
- 6 -
12. A._ ha interposto ricorso contro questa decisione al Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni in data 15 giugno 2020 (act. A.1),
chiedendo l'annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento
delle prestazioni LAINF pro rata temporis per tre mesi interessante il
trattamento di pertinenza (tratto cervicale) con raggiungimento dello status
quo ante.
Oltre a quanto già addotto in sede di opposizione fa valere che ciò che
risulterebbe dalla risonanza magnetica del 18 dicembre 2019 sarebbe
stato di assoluta novità per lei. Difatti in passato non avrebbe mai sofferto
di disturbi alla colonna cervicale. Sarebbe fuori discussione che la
radicolopatia in questione non sarebbe stata causata dall'evento
traumatico di fine 2019 ma sarebbe una progressività degli anni che
passano. Lei non avrebbe mai preteso dalla resistente un riconoscimento
post-trauma di tale patologia. Avrebbe semplicemente richiesto il
riconoscimento delle terapie per il transitorio aggravamento, dovuto al
trauma subito, dell'affezione fino ad allora totalmente silente.
13. La B._ SA ha presentato la sua risposta al ricorso il 30 giugno 2020
(act. A.2) con in grandi linee lo stesso identico testo della motivazione della
decisione impugnata. Propone la reiezione del ricorso.
14. Con replica del 6 luglio 2020 la ricorrente ribadisce quanto affermato nel
ricorso e approfondisce la sua argomentazione.
Sostiene fra l'altro che il concetto infortunistico non sarebbe meritevole
d'entrata in materia, poiché non parte integrante del contenzioso aperto
con la decisione del 14 aprile 2020. Aggiunge poi che in neurochirurgia le
si sarebbe offerto l'indicazione terapeutica di procedere con delle
infiltrazioni di cortisone. Lei non sarebbe una medica ma qualcosina di
medicina ne capirebbe. Avrebbe perciò optato per una soluzione più
naturale, meno invasiva e senza controindicazioni. L'agopuntura avrebbe
- 7 -
risolto tutti i suoi problemi in poche sedute. Se si riconoscerebbe
l'infortunio ed emergerebbero delle preesistenze asintomatiche, si
valuterebbe un pro rata temporis sulla base di un congruo periodo. Se i
disturbi rientrerebbero in un breve lasso di tempo, come nel suo caso, si
stabilirebbe un chiaro termine con uno status quo ante. Per il periodo da
riconoscere si terrebbe conto del rapporto di causalità adeguata, senza
fare un "pastrocchio" come avrebbe messo in atto la resistente. In merito
alla valutazione del Dr. med. G._ sostiene che egli avrebbe confuso
l'ernia discale con una semplice protrusione discale. Avrebbe inoltre
indicato che il trauma avrebbe reso manifesta l'ernia discale. La ricorrente
chiede come il trauma avrebbe potuto farlo se non traumatizzandola.
Conclude la sua replica recitando una conversazione telefonica fittizia di
come la ricorrente si auspica si sarebbe dovuto svolgere la chiusura del
caso, evitando opposizione e ricorso. In essa la resistente avverte
espressamente la ricorrente che ella deve rivolgersi all'assicurazione
malattia per eventuali futuri problemi risultanti dalla protrusione discale
appalesata dalla risonanza magnetica e non causata dall'infortunio e la
ricorrente lo accetta e si dichiara d'accordo di chiudere il caso.
15. La resistente, invitata a presentare osservazioni in merito alla replica
trasmessale, non si è più espressa.
16. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.
- 8 -

II. Considerando in diritto:
1. Ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione contro gli
infortuni del 20 maro 1981 (LAINF; RS 832.20) in unione con l'art. 56 cpv. 1
e con l'art. 58 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) contro le
decisioni su opposizione delle assicurazioni contro gli infortuni la persona
assicurata può interporre ricorso al tribunale delle assicurazioni del
cantone in cui è domiciliata nel momento in cui interpone ricorso.
Nell'occorrenza la ricorrente è domiciliata a C._ nel Cantone dei
Grigioni. La competenza per materia è anch'essa data in base all'art. 57
LPGA in unione con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia
amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100). Questa Corte è
dunque competente per trattare la pratica in giudizio.
In quanto destinataria formale e materiale della decisione su opposizione,
la ricorrente è particolarmente toccata dalla decisione impugnata, ha un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa
ed è quindi legittimata a presentare ricorso (art. 59 LPGA). Sul ricorso
tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò essere entrato nel
merito (artt. 60 e 61 lett. b LPGA).
2. Nonostante la richiesta ben più ampia formulata dalla ricorrente che tende
al "riconoscimento delle prestazioni LAINF pro rata temporis per tre mesi
(dal 10 dicembre 2019 al 9 marzo 2020) interessante il trattamento di
pertinenza (tratto cervicale)", realmente controversa è qui soltanto la presa
a carico delle spese per il trattamento di agopuntura eseguito dal Dr. med.
H._ dal 14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020. La decisione
impugnata si esprime solo su questo punto e nient'altro. Oggetto della
presente procedura di ricorso può dunque essere soltanto ed
esclusivamente il rifiuto da parte della resistente di assumersi le spese
- 9 -
dell'agopuntura. Tale rifiuto va del resto giudicato puramente sotto aspetti
giuridici. Non possono invece essere discussi in questa sede
l'atteggiamento o il modo di comunicare della resistente – lamentati dalla
ricorrente –, non rientrando nei compiti della Corte esprimersi in merito.
Visto quanto addotto dalle parti, in particolare dalla ricorrente non
patrocinata da un avvocato, conviene per contro specificare su quali basi
giuridiche questa Corte è chiamata a decidere.
3. Dapprima vanno ricordati i presupposti per la presa a carico di spese di
cura da parte di un'assicurazione contro gli infortuni ai sensi della LAINF.
3.1. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge,
le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni professionali,
d'infortuni non professionali e di malattie professionali. L'assicurazione
effettua le prestazioni anche per fratture e altre lesioni corporali, sempre
che non siano dovute prevalentemente all'usura o a una malattia (cpv. 2).
Effettua le prestazioni pure per lesioni causate alla persona infortunata
durante la cura medica (cpv. 3).
3.2. Secondo l'art. 10 cpv. 1 LAINF una persona assicurata ha diritto alla cura
appropriata dei postumi d'infortunio. Devono dunque esserle pagate o
indennizzate le spese per prestazioni sanitarie createsi in tal senso. Tale
diritto non comprende però tutti gli atti medici possibili e immaginabili,
bensì unicamente i trattamenti necessari, grazie all'impiego di mezzi
adeguati, per ristabilire la salute. Ai sensi dell'art. 54 LAINF le misure
sanitarie devono essere limitate a quanto richiede lo scopo del
trattamento. La persona assicurata ha diritto al pagamento delle spese di
cura previste dalla legge solo fino al momento in cui è preventivabile un
notevole miglioramento dello stato di salute.
3.3. Anche se qui non di particolare rilievo, si ricorda che secondo l'art. 16
cpv. 1 LAINF ha diritto all'indennità giornaliera la persona assicurata
- 10 -
totalmente o parzialmente incapace al lavoro ai sensi dell'art. 6 LPGA in
seguito a infortunio. Il diritto si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte della persona
assicurata (cpv. 2).
3.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte
dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità
naturale fra l'evento e le sue conseguenze che nel caso delle indennità
giornaliere si riassumono nel danno alla salute da cui deriva l'incapacità al
lavoro. Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa
ammettere che senza l'evento infortunistico il danno alla salute non si
sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo.
Non occorre invece che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del
danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad
altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o
psichica della persona assicurata, vale a dire che l'evento appaia come
una condizione sine qua non del danno. È questione di fatto lo stabilire se
tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità
naturale. Su detta questione l'assicurazione e il tribunale si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante. Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile, ma
non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato deve essere negato (DTF 129 V 177 consid. 3.1).
Secondo la giurisprudenza, il nesso di causalità deve inoltre essere
adeguato. Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato
effetto quando, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della
vita, il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si
è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato
dall'evento in questione (DTF 129 V 177 consid. 3.2).
4. La ricorrente fa valere che la resistente si sarebbe assunta i costi del
medico curante di base (Dr. med. D._), l'indennità giornaliera
- 11 -
sostitutiva del salario per la successiva e transitoria inabilità lavorativa,
nonché la risonanza magnetica. Riconoscerebbe dunque de facto
l'infortunio a norma dell'art. 4 LPGA.
4.1. Benché la resistente paia metterlo in discussione nella sua risposta al
ricorso del 30 giugno 2020, in base agli atti a disposizione della Corte non
vi è dubbio che nell'occorrenza vi sia stato un infortunio ai sensi dell'art. 4
LPGA. L'evento del 10 dicembre 2019 ha causato un danno alla salute
fisica della ricorrente e l'ha resa inabile al lavoro, secondo le attestazioni
mediche, in misura del 100% almeno fino a fine gennaio 2020, il che non
è stato contestato. Perlomeno una parte delle spese di cura paiono inoltre
essere state assunte dalla resistente, la quale ha del resto
apparentemente pagato anche delle indennità giornaliere.
4.2. Trattasi ora di sapere esattamente quali conseguenze concrete abbia
avuto l'incidente del 10 dicembre 2019 e quali obblighi di prestazioni ne
risultino per la resistente o, dall'ottica inversa, a quali prestazioni abbia
diritto la ricorrente. Come detto, unico punto ancora da decidere è quello
delle spese per il trattamento d'agopuntura.
5. Gli accertamenti medici fatti hanno messo in evidenza fra l'altro il
sussistere di una protrusione discale a C3-C4, dei bulging discali a C4-C5
e a C6-C7, così come una radicolopatia C8 sinistra su stenosi foraminale
C7-T1. Ora, da quanto dichiarato dalla ricorrente non è del tutto chiaro
quale di tali disturbi costatati secondo lei presenti un nesso causale con
l'infortunio. Tantomeno si può desumere dagli atti per quale di esso sia
stata prediletta l'agopuntura. Vanno perciò esaminati singolarmente,
giudicando se sussista d'un canto un nesso causale naturale e d'altro
canto anche un nesso causale adeguato ai sensi della giurisprudenza
citata. Trattandosi di questioni di fatto, conviene rammentare i principi del
diritto probatorio.
- 12 -
5.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale
delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo
questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio
l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr.
art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo
di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto
come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle
assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il
tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della
probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza
non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il
resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi
degli eventi.
5.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui
fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è
strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello
amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa,
accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare
d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale
o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi
prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero
più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di
ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti
(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi
significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di
fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella
misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere
nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto le sentenze del Tribunale federale
8C_831/2019 del 13 febbraio 2020 consid. 3.2.1 e 8C_281/2018 del
25 giugno 2018 consid. 3.2.1).
- 13 -
5.3. Per poter valutare lo stato di salute l'amministrazione rispettivamente il
tribunale adito in caso di ricorso dipendono da documenti che devono
essere allestiti e forniti da medici o eventualmente da altri specialisti, il cui
compito consiste nel valutare lo stato di salute. In altre parole sono
chiamati a fornire referti, in base a esami medici professionali e tenendo
conto dei lamenti soggettivi, e fare una diagnosi basata su questo. In tal
modo il perito medico svolge il suo compito originale, per il quale
l'amministrazione e il tribunale adito non sono competenti.
5.4. Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, secondo la
giurisprudenza è determinante che i punti litigiosi importanti siano stati
oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, che
sia stato stilato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico e della situazione medica sia chiara e che
le conclusioni dell'esperto siano ben motivate. Di conseguenza in linea di
principio per stabilire se un rapporto medico abbia valore di prova o meno
non è decisivo né l'origine né la sua denominazione, ad esempio quale
perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a).
5.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici
specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e
osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la
documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono
a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella
valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a
mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4,
DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici
impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a
condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di
contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro
attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale
- 14 -
federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto
che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non
permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una
parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire
oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione.
Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle
assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso
all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee,
DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità
e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore,
devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2,
DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale
9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del
27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011
consid. 5.3).
6. Nel caso qui in giudizio si costata che agli atti vi sono soltanto pochi
documenti rilevanti in merito alla questione da decidere. Non è ad esempio
del tutto chiaro quali fossero stati il motivo e l'obiettivo del trattamento di
agopuntura eseguito dal Dr. med. H._ e quale sia stata l'evoluzione
dello stato di salute della ricorrente. Perlomeno si osserva che, come
dichiarato dalla resistente, la terapia di agopuntura pare essere durata dal
14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020, cioè in gran parte dopo che la
ricorrente ha riguadagnato la piena capacità lavorativa e ha ripreso il
lavoro. Inoltre si nota che la ricorrente dichiara di sentirsi di nuovo bene
circa da metà febbraio 2020.
6.1. Sotto un'ottica medico-scientifica non si può ignorare il fatto che
l'agopuntura è una medicina alternativa derivante dalla medicina
tradizionale cinese, la cui efficacia non è stata provata scientificamente
(oltre all'effetto placebo). Se può, al limite, essere ritenuta come possibile
trattamento alternativo per pazienti affetti da una radicolopatia, trattandosi
- 15 -
di dolori cervicali dovuti a una compressione meccanica o infiammazione
di una radice nervosa spinale, d'altra parte per gli altri problemi di salute
della ricorrente manifestatisi dopo l'infortunio come le protrusioni e i
bulging discali costatati non appare certamente indicata. A mente della
Corte è dunque prevalentemente probabile che la ricorrente abbia scelto
questa terapia proprio per trattare o attenuare la radicolopatia, il che pare
abbia avuto l'effetto desiderato. Occorre perciò disaminare il nesso di
causalità fra l'infortunio e la radiocolopatia.
6.2. Nell'occorrenza la radicolopatia è stata costatata grazie alla risonanza
magnetica. I vari referti medici agli atti, benché siano pochi e brevi, si
basano su uno studio approfondito del caso e su esami e anamnesi
completi. Essi sono sufficientemente motivati, chiari e conclusivi. Il
Dr. med. E._ ha ad esempio ritenuto che la radicolopatia sia di natura
artrosico-degenerativa. Già questo primo apprezzamento medico rende
difficile concludere che possa sussistere il nesso di causalità richiesto con
l'infortunio. Il Dr. med. F._ ha poi concluso espressamente e in modo
univoco che la radicolopatia non sia correlata all'incidente del 10 dicembre
2019. Questa valutazione è stata confermata dal medico assicurativo,
Dr. med. G._. Tale medico ha considerato che il trauma abbia reso
manifesta l'ernia (o la protrusione) discale preesistente a livello C3-C4 con
conseguente sindrome radicolare insorta dopo il trauma. Non ha spiegato
precisamente cosa intenda con "reso manifesta", come censura la
ricorrente, ma con probabilità preponderante si può partire dall'idea che
ciò significhi che si è potuto rilevare la protrusione soltanto grazie alla
risonanza magnetica eseguita in seguito al e a causa dell'infortunio. Ciò
non significa però che ha confermato il sussistere di un qualsivoglia nesso
causale. Ha anzi ribadito in un secondo apprezzamento che il nesso di
causalità tra l'evento infortunistico e la radicolopatia non risulti perlomeno
prevalentemente probabile. In questo secondo referto si è spiegato
meglio, dicendo che il trauma ha reso manifesta una sofferenza radicolare,
- 16 -
sottintendendo che quest'ultima non era mai stata reclamata dalla
ricorrente in precedenza, come lei stessa conferma in sede ricorsuale. In
altre parole, i disturbi radicolari esistevano già prima; l'infortunio non ha
fatto altro che rendere necessari gli esami che hanno permesso di
costatarli. Dai referti medici non risulta invece che vi sia una sufficiente
probabilità che l'incidente abbia aggravato tali disturbi, anzi. È per questi
motivi che la resistente è giunta alla conclusione – ritenuta condivisibile
dalla Corte – che agli atti vi sono esclusivamente referti medici che si
esprimono chiaramente contro un nesso di causalità naturale (e
tantomeno adeguato) fra l'infortunio e la radicolopatia, dimodoché le
sedute di agopuntura a scopo di curare o alleviare i dolori dovuti alla
radicolopatia non vanno a carico dell'assicurazione contro gli infortuni.
6.3. Nelle sue memorie scritte al Tribunale la ricorrente pare concedere lei
stessa che la radicolopatia non sia stata causata dall'incidente (vedi la
frase nella memoria di ricorso "circostanza questa che mai è stata
contestata" e altre dichiarazioni simili) e che lei avrebbe piuttosto dovuto
rivolgersi alla cassa malati perché questa si assuma le spese della terapia
di agopuntura. È pur vero che l'art. 64 cpv. 1 LPGA, da lei citato, recita che
"la cura medica è assunta esclusivamente da un'unica assicurazione
sociale nella misura in cui le prestazioni sono prescritte dalla legge".
Tuttavia ciò non significa necessariamente che tutte le spese di tutte le
varie cure e terapie intraprese in seguito a un evento infortunistico per
disturbi di qualsiasi tipo debbano in ogni caso sempre e comunque essere
prese a carico di una sola assicurazione, qui ad esempio quella contro gli
infortuni. La legislazione distingue fra infortunio e malattia e, assieme al
nesso di causalità, pretende che vada giudicato per ogni singola misura
se, come qui ci interessa, i presupposti per l'assunzione dei costi da parte
dell'assicurazione contro gli infortuni siano dati. Se un disturbo non ha ad
esempio un nesso causale naturale e adeguato con l'infortunio, le spese
di cura non possono essere prese a carico dall'assicurazione contro gli
- 17 -
infortuni, ma possono ciononostante eventualmente ancora essere
assunte dalla cassa malati, purché tali presupposti siano dati. In tal senso
è possibile che diverse assicurazioni assumano spese per cure diverse,
poiché è possibile che una persona assicurata oltre ad avere dei postumi
d'infortunio soffra anche di una malattia, indipendente dall'evento
infortunistico.
6.4. Riassumendo, nel caso che qui ci occupa la resistente non ha violato
alcuna norma di legge nel rifiutare di assumersi i costi della terapia di
agopuntura in questione. I referti medici sono sufficientemente chiari nel
escludere un nesso causale fra l'infortunio del 10 dicembre 2019 e la
radicolopatia costatata successivamente, per la quale la ricorrente ha
optato per una terapia di agopuntura presso il Dr. med. H._.