Decision ID: 7ec2cc42-511f-5486-9856-70f0192a69eb
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. L'8 agosto 2018 RI 1, 1978, beneficiario di una rendita dell’AI, ha formulato alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG del Cantone Ticino una domanda di prestazioni complementari. Con decisione del 15 ottobre 2018 (doc. 11) relativa al medesimo anno, il Servizio prestazioni complementari della Cassa cantonale di compensazione ha accolto la richiesta e riconosciuto il diritto al versamento di un importo di PC, dal 1° settembre 2018, di Fr. 126.- mensili oltre al “
Premio forfettario assicurazione malattie
”, fissato in Fr. 499.- mensili nel 2018.
In sostanza il Servizio PC della Cassa ha ritenuto, tra le entrate, unicamente l’importo delle rendite (la rendita AI e quella della LPP) per complessivi Fr. 30'978.-; per le uscite ha considerato i premi forfettari dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie cifrati annualmente in Fr. 5'988.- per il 2018, il contributo minimo AVS di Fr. 489.-, il fabbisogno vitale di Fr. 19'290.- e la quota della locazione cifrata in Fr. 13'200.-, per complessivi Fr. 38'967. Stanti maggiori uscite per complessivi Fr. 7'989.-, la Cassa ha ammesso la domanda. Per stabilire la cifra delle prestazioni da versare direttamente in mani dell’assicurato, il Servizio PC ha, dalla somma citata di Fr. 7'989.-, sottratto l’importo del contributo AVS (Fr. 489.-) direttamente versato e quello dell’”
accredito forfettario alla cassa malati
” per Fr. 5'988.-, fissando così il diritto alle prestazioni complementari in Fr. 1'512.- annui (pari a un importo mensile di Fr. 126.-).
1.2. Mediante messaggio di posta elettronica del 9 novembre 2018 (doc. 9) l’assicurato si è rivolto ad una collaboratrice del Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, facendo riferimento a un colloquio con il caposervizio signor _, segnalando come l’importo dei premi forfettari dell’assicurazione malattie ritenuto dal Servizio PC della Cassa per il 2018 (riferiti ai 4 mesi da settembre a dicembre) assommasse a Fr. 1'996.-, mentre il pagamento effettivamente eseguito in mani del suo assicuratore malattie (_) sarebbe stato di soli Fr. 1'690,40. Analogamente, per l’anno 2019, l’assicurato ha indicato premi forfettari ritenuti dal Servizio PC per Fr. 6'204.- (determinanti per il calcolo della sua rendita complementare) e premi effettivi dovuti alla sua Cassa malati per Fr. 5'391,60 (egli ha prodotto le polizze assicurative degli anni 2018 e 2019). L’assicurato ha chiesto quindi all’Ufficio delle prestazioni, Servizio sussidi assicurazione malattia, di versargli le differenze tra gli importi forfettari ritenuti nelle decisioni applicanti la LPC e gli importi effettivamente versati all’assicuratore malattia, che ha quantificato in Fr. 305,60 per i quattro mesi del 2018 e in Fr. 812,40 per l'intero anno 2019.
1.3. Il 10 dicembre 2018 la responsabile dell’Ufficio prestazioni (Avv. _) ha convocato l’assicurato presso il Direttore della Cassa Sergio Montorfani per il successivo 24 gennaio 2019 (doc. 8). Mediante lettera del 14 dicembre 2018 (doc. 5) destinata alla Cassa (e per essa al signor _) RI 1, con il patrocinio allora della _, ha ribadito la sua richiesta producendo una lista allestita dalla sua Cassa malati, da cui emerge che quest'ultima non ha ricevuto l'importo stabilito di Fr. 499.- (premio forfettario fissato nelle decisioni in materia di PC), ma solo Fr. 430.- mensili. Secondo l’esponente tale agire avrebbe violato quanto previsto dall’Opuscolo “
Prestazioni complementari all’AVS e all’AI 5.01
” e quindi la LPC, “
secondo il quale il forfait per l’assicurazione malattie obbligatoria (premi di cassa malati) viene versato direttamente alla cassa malati
”
. L'assicurato ha perciò chiesto al Servizio sussidi di versare al suo assicuratore malattia la differenza di premio.
1.4. Il 17 dicembre 2018 (doc. 6) il Servizio PC della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha comunicato all'assicurato che, dal 1° gennaio 2019, egli avrebbe percepito delle prestazioni complementari mensili cifrate in Fr. 123.-, oltre al premio forfettario dell'assicurazione malattia di Fr. 517.-.
1.5. Mediante mail del medesimo giorno il legale operante in seno alla _, avv. _, ha segnalato come il caso non imponesse un incontro con il Direttore dell’IAS e che il tema fosse di natura giuridica oltre che la situazione chiara (doc. 7). Dal canto suo la Cassa ha, il 21 dicembre successivo (sempre mediante messaggio mail), annullato il previsto incontro e preannunciato una presa di posizione sulla questione a gennaio 2019.
1.6. Il 25 gennaio 2019 (doc. 4) il Servizio sussidi assicurazione malattia ha emanato una formale decisione a fronte delle richieste di RI 1, direttamente intimata alla _.
L’amministrazione ha richiamato la decisione del 15 ottobre 2018 del Servizio PC della Cassa cantonale di compensazione, con cui è stato riconosciuto all’assicurato il diritto di beneficiare di prestazioni complementari a decorrere dal 1° settembre 2018 e ha evocato le richieste (per mail e in forma scritta oltre che telefoniche) di versamento della differenza “
fra il premio forfettario di cui all’art. 3 dell’Ordinanza sui premi medi 2018 dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari (Fr. 499) rispettivamente di cui all’art. 4 dell’Ordinanza sui premi medi 2019 dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari (Fr. 517) rispetto al premio effettivamente dovuto al suo assicuratore malattie e che viene corrisposto dalla Cassa al medesimo a titolo di Ripam PC (Fr. 430 mensili per il 2018, ... Fr. 455,70 mensili per il 2019 ...)
”
.
Il Servizio sussidi assicurazione malattie ha poi rammentato come i beneficiari di PC siano esentati dal presentare una richiesta di riduzione del premio (art. 42 cpv. 1 LCAMal) e ha richiamato l’art. 42 cpv. 2 LCAMal, per cui “
se il premio effettivamente dovuto dal beneficiario PC ... è inferiore al premio forfettario per l’anno di riferimento, l’importo di Ripam corrisponde al premio effettivamente dovuto
”
, rilevando poi come “
la legislazione cantonale in materia tiene ... conto dei reali bisogni dei beneficiari, evitando rimborsi eccessivi
”
.
Nelle sue conclusioni il Servizio ha osservato come, nel caso esaminato, i premi effettivi erano inferiori ai premi forfettari e ha deciso che la riduzione del premio per gli ultimi 4 mesi del 2018 assommava a Fr. 1'720.- e per l'intero anno 2019 a Fr. 5'468,40.
Il 4 febbraio 2019 (doc. 3) rispettivamente il 27 febbraio 2019 (doc. 2) RI 1, patrocinato dall'avv. _, ha formulato reclamo chiedendo che, sulla base dell'art. 21a LPC e dell'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC, la Cassa di compensazione, Servizio sussidi assicurazione malattie, versi alla sua Cassa malati l'importo forfettario per il premio LAMal, e meglio Fr. 499.- per ogni mese del 2018 da settembre e Fr. 517.- al mese per tutto l'anno 2019. La differenza tra il forfait e il premio effettivo dovrà poi essere riversata all'assicurato in virtù dell'art. 106c OAMal. Il patrocinatore dell’interessato ha segnalato come l'art. 42 cpv. 2 LCAMal sia illegale.
1.7. Il 3 maggio 2019 (doc. 1) il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha respinto il reclamo di RI 1, confermando il suo iniziale provvedimento.
L'amministrazione ha innanzitutto precisato che la parte delle PC che copre i premi non può essere qualificata quale prestazione complementare ordinaria, poiché in realtà corrisponde a una riduzione individuale dei premi. D’altro canto il sussidio di Cassa malati va ritenuto di diritto cantonale, benché si fondi sull’art. 65 LAMal.
La Cassa di compensazione ha ulteriormente evidenziato che ogni elemento computato deve potere essere riconducibile alla realtà dei fatti e quindi l'art. 42 LCAMal, così come l'art. 29 LaLPC, riconosce agli assicurati le spese previste soltanto nella misura in cui sia comprovato l'effettivo onere e ciò per evitare che gli assicurati si trovino indebitamente arricchiti. Per la Cassa, nel caso di specie, il reclamante, pretendendo un rimborso superiore rispetto alla spesa concreta, non si confronta con la reale necessità degli importi supplementari richiesti.
L'amministrazione ha analizzato inoltre l'art. 106c OAMal, richiamato dall'assicurato, secondo il quale la legge cantonale non può contraddire il diritto superiore (federale) e quindi la decisione impugnata sarebbe stata emessa in spregio del principio della legalità.
A mente della Cassa, anche ammettendo che le norme federali evocate disciplinano sostanzialmente il tema della riduzione dei premi dell'assicurazione malattia, il diritto federale non appare esaustivo e lascia ancora possibilità di intervento al diritto cantonale. Infatti, come precisato dalla giurisprudenza federale (DTF 141 V 455 consid. 6.1; DTF 140 I 218 consid. 5.1), nonostante la vasta legislazione federale che regola la materia, una legge cantonale può comunque sussistere nel medesimo campo, in particolare se essa persegue un differente scopo rispetto a quello ricercato dal diritto federale.
Nel caso concreto l'amministrazione ha sostenuto che, a fronte delle ragioni prettamente pratiche che hanno portato il legislatore federale a ritenere un importo forfettario del premio in ottica di prestazioni complementari, il Cantone Ticino ha voluto meglio concretizzare lo spirito che accomuna le PC (reddito minimo e spese effettive) e le riduzioni dei premi in ambito LAMal (aiuto in funzione delle condizioni economiche), perseguendo così il carattere di una vera e propria prestazione a dipendenza del bisogno, oltre che di contenimento dei costi della salute.
In conclusione, la Cassa di compensazione ha confermato l'applicabilità delle norme cantonali e la correttezza della decisione impugnata osservando come, nel progetto di revisione della LPC (art. 10 nLPC), sia espressamente menzionata la possibilità per i Cantoni, che vogliono evitare rimborsi eccessivi, di computare nel calcolo delle PC il premio effettivo se inferiore all'importo forfettario.
1.8. Il 4 giugno 2019 (doc. I) RI 1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha impugnato al Tribunale cantonale delle assicurazioni la decisione emessa dall’amministrazione su reclamo, chiedendone l’annullamento e che sia imposto all’IAS (Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG) di “
riconoscere ... l’importo forfettario per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 lett. d LPC e meglio Fr. 499 mensili da settembre a dicembre 2018 e Fr. 517 mensili per il 2019
”.
Il ricorrente ha ravvisato nella decisione impugnata una violazione del diritto federale, e meglio del diritto alla riduzione del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria per i beneficiari di prestazioni complementari previsto dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC.
A suo dire, l'importo versato all’assicuratore malattie in base all'art. 21a LPC è una prestazione complementare e non una riduzione individuale del premio dell'assicurazione malattia, perciò il riferimento alla LCAMal sarebbe errato.
Inoltre, l'art. 3 LaLPC, introdotto il 14 dicembre 2011, ricalca la prassi esistente nel Cantone Ticino, ancorché la stessa sia divenuta contraria alle disposizioni della LPC. Infatti, come ha precisato l'UFAS in risposta a una sua richiesta (doc. D), questa norma cantonale avrebbe dovuto rimanere in vigore per un periodo transitorio, ossia dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013, dopodiché il Cantone Ticino avrebbe dovuto conformarsi a quanto previsto dal diritto federale. Secondo il ricorrente, allo stato attuale non vi sarebbe alcuna base legale che consente al Cantone di non considerare e quindi di scostarsi dagli importi forfettari contemplati dalla legislazione in vigore in materia di prestazioni complementari.
L'assicurato ha sostenuto che la LPC, che ritiene specifici importi forfettari dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, permette per esempio al beneficiario di PC di utilizzare la differenza tra premio effettivo e premio riconosciuto in ambito PC a suo favore, per ottenere coperture assicurative accessorie che altrimenti gli sarebbero precluse.
Per RI 1, in base alla giurisprudenza federale i Cantoni sarebbero liberi di fissare un importo
massimo
superiore a quello stabilito in base alla LPC per le spese da rimborsare (DTF 138 I 225 consid. 3.3.1), perciò non sarebbe corretto che i Cantoni possano concedere delle prestazioni
inferiori
agli importi previsti dalla LPC, come dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC.
L'insorgente ha dunque chiesto di essere trattato come tutti gli altri beneficiari di PC in Svizzera e quindi che gli sia corrisposto quale prestazione complementare il forfait del premio medio cantonale così come previsto dall'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC e non solo l'importo effettivo del suo premio LAMal.
1.9. Con risposta del 26 giugno 2019 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto di respingere il ricorso confermando la possibilità di limitare a livello cantonale il versamento, in favore delle persone beneficiarie della PC, dei premi LAMal effettivamente pagati dagli assicurati, non essendo infatti possibile farsi carico di un costo inesistente (il premio forfettario).
L'amministrazione ha ribadito che la natura della parte delle prestazioni complementari destinata alla copertura della spesa dei premi dell'assicurazione malattia ai sensi dell'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC non può essere ridotta a una PC ordinaria, ma corrisponde piuttosto a una riduzione individuale di premio. Ciò emergerebbe dagli artt. 26 e 54a cpv. 1 OPC-AVS/AI, dal fatto che spetta ai Cantoni finanziare autonomamente questo importo (art. 39 cpv. 4 OPC-AVS/AI) e dalla dottrina in materia.
D'altronde, come precisato dal Consiglio federale, prestazioni complementari e riduzione del premio dell'assicurazione malattia sono compiti comuni alla Confederazione e ai Cantoni. Ciò permetterebbe, secondo l’amministrazione, ai Cantoni di meglio garantire un intervento mirato in funzione del bisogno e una parità di trattamento con gli altri assicurati che beneficiano della riduzione di premi dell'assicurazione malattia, ma non di prestazioni complementari. Per la Cassa resistente, gli artt. 29 LaLPC e 42 LCAMal regolano la questione.
La Cassa di compensazione ha contestato l'affermazione del ricorrente secondo cui egli sarebbe vittima di una disparità di trattamento rispetto agli altri assicurati beneficiari di PC in Svizzera. L’amministrazione ha rilevato infatti come, in diversi Cantoni, sarebbe applicato il medesimo sistema, e cioè agli assicurati al beneficio delle PC sarebbe versato il valore del premio effettivo e non invece l’importo dei premi stabilito dalle norme in ambito PC.
Infine, l'amministrazione ha ricordato come sia contraddittorio considerare delle spese fittizie nel calcolo delle PC e che con il nuovo art. 10 cpv. 3 lett. d LPC saranno piuttosto tutti gli altri Cantoni ad adeguarsi alla prassi ticinese (FF 2019 2263).
1.10. Il 26 settembre 2019 (doc. V) il giudice delegato del TCA ha interpellato il Segretario generale del Gran Consiglio segnalando l’apparente contraddittorietà dei testi di legge, rilevanti per l’analisi del caso concreto, figuranti nella Raccolta ufficiale delle leggi, laddove l'art. 42 LCAMal, modificato dal Parlamento il 14 dicembre 2011 e avente validità unicamente per due anni dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 (così come pubblicato nel Bollettino Ufficiale nel 2012 a pagina 55), sarebbe ancora in vigore e applicabile, così come l’art. 3 LaLPC, modificato anch'esso il 14 dicembre 2011.
Il giudice delegato ha quindi chiesto di specificare l'esatto testo normativo in vigore, se la validità delle due norme sia durata solo sino al 31 dicembre 2013 e di chiarire le ragioni per le quali ancora oggi, nella Raccolta delle leggi della Repubblica e Cantone del Ticino, figurino (nel sito ufficiale online del Cantone) questi disposti di legge nonostante l'intervenuta decadenza del periodo limitato della loro validità.
1.11. Il Segretario generale del Gran Consiglio ha risposto tramite messaggio di posta elettronica il 30 settembre 2019 (doc. VII), affermando quanto segue:
"
Con riferimento alla sua richiesta di informazioni concernente gli artt. 42 LCAMal e 3 LALPC, del 27 settembre scorso, le trasmetto alcuni stralci tratti dal
Messaggio CdS n. 6851 del 24 settembre 2013
(Modifica della legge di applicazione della legge federale sull'assicurazione malattie del 26 giugno 1997 - LCAMal) e dal
Messaggio CdS n. 7121 del 29 settembre 2015
(Preventivo 2016), dai quali si evince che le citate normative cantonali, contrariamente a quanto indicato nel BU 4/2012 (v. pagg. 55 e 56 "... e ha validità fino al 31 dicembre 2013"), "
non [erano] state abrogate (vedi messaggio del CdS del 24 settembre 2013 n. 6851, capitolo 3 a pag. 16-17) e
sono tuttora in vigore, pur non essendo applicate in ragione del diritto federale
". Non entro nel merito di questa scelta, che dal profilo prettamente tecnico fatico a condividere, certo che i competenti Servizi DSS/IAS sapranno comunque fornirle ulteriori informazioni al riguardo.".
1.12. Alla luce di due messaggi di posta elettronica datati 17 dicembre 2018 e 21 gennaio 2019 (doc. D) prodotti dal ricorrente con il suo ricorso, contenenti prese di posizione dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, il primo a firma di _ (giurista presso il settore delle prestazioni PC) ed avente il seguente testo:
"
(...) Artikel
21a
ELG ist grundsätzlich
am 1.
Januar
2012 in Kraft
getreten.
Die
Kantone durften aufgrund
der
Übergangsbestimmung dazu
den
Artikel jedoch zwei Jahre später
in Kraft
setzen.
In
Bezug auf diesen neuen Artikel
21a
ELG ist im Jahr
2011 der
zuständige Regierungsrat
des
Kantons
Tessin an Bundesrat D. Burkhalter
gelangt.
Bundesrat Burkhalter
hat
mit
Schreiben vom
25.
August
2011
zugesichert, dass
der
Kanton
Tessin
während
der
Übergangsfrist
von
zwei Jahren, das heisst
von
Januar
2012 bis
Ende Dezember
2013, seine
bisherige
Praxis
beibehalten könne.
Am 14.
Dezember
2011
hat
der Grosse Rat des
Kantons
Tessin
eine Änderung
von
Artikel
3 des
kantonalen Gesetzes
über die
Ergänzungsleistungen beschlossen,
der die
bisherige
Praxis
zulässt. Wichtig ist jedoch
die
Bestimmung im Beschluss, dass
der
neue Artikel
3
lediglich vom
1.
Januar
2012 bis
Ende Dezember
2013
gültig ist.
Bundesrat A.
Berset hat diese Änderung
am 3.
Februar
2012
genehmigt.
Die Äusserung von Frau _ ist daher lediglich für die Zeit von Januar 2012 bis Ende 2013 korrekt. Ab 1. Januar 2014 ist der Kanton Tessin aus unserer Sicht nicht mehr befugt, den Krankenversicherern lediglich den Betrag der tatsächlichen Prämie auszuzahlen.”;
e il secondo di _ (giurista dell’UFAS), del seguente tenore:
"
Ich bestätige Ihnen, dass es sich beim Betrag, welcher die EL-Stelle zur Vergütung der KV-Prämie an die Krankenkasse ausrichtet, um Ergänzungsleistungen und nicht um individuelle Prämienverbilligung (IPV) handelt (Art. 10 Abs. 3 Bst. d Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen). Die KV-Prämie von EL-Beziehenden wird zwar über die finanziellen Mittel der Prämienverbilligung finanziert, es handelt sich dabei aber um Ergänzungsleistungen. Die gilt für die ganze Schweiz.
Seit dem 1. 1. 2014 ist der Kanton Tessin nicht mehr befugt, den Krankenversichern lediglich den Betrag der tatsächlichen Prämie auszahlen. Sie müssen die Durchschnittsprämie auszahlen (Art. 10 Abs. 3 Bst. d Bundesgesetz über Ergänzungsleistungen) – ist die effektive Prämie tiefer, muss die Differenz dem EL-Bezüger ausgerichtet werden.”;
il 7 ottobre 2019 (doc. VIII) il giudice delegato, con dettagliato scritto contenente una serie di richieste di spiegazione, ha interpellato formalmente l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, settore prestazioni complementari, per conoscere la sua posizione in merito alla soluzione adottata dal Cantone Ticino riguardo al riconoscimento della riduzione dei premi di Cassa malati ai beneficiari di PC alla luce degli artt. 10 cpv. 3 lett. d e 21a LPC da una parte e degli artt. 3 LaLPC e 42 LCAMal dall'altra.
Prima della risposta dell’autorità federale interpellata ha avuto luogo il 23 ottobre 2019 (doc. IX) un’udienza di discussione, nel corso della quale le parti si sono riconfermate nelle rispettive tesi. In quella sede esse hanno ricevuto copia degli accertamenti che il Tribunale ha esperito presso il Segretario generale del Gran Consiglio.
1.13. Il 25 ottobre 2019 (doc. X) la Cassa di compensazione ha comunicato al Tribunale di non avere ulteriori quesiti da sottoporre all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e di attendere la sua presa di posizione.
1.14. L'UFAS ha risposto al TCA il 28 ottobre 2019 (doc. XI), rilevando che il 3 febbraio 2012 il Consigliere federale titolare del DFI ha approvato le disposizioni della LaLPC sul premio medio cantonale, precisando che la pratica anteriore all'entrata in vigore dell'art. 21a LPC era autorizzata limitatamente al periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013. Tuttavia, dopo tale data, il Cantone Ticino non ha più sottoposto ad approvazione le modifiche che avrebbe dovuto apportare alla sua legislazione riguardo all'art. 21a LPC. Ciò significa che dal 1° gennaio 2014 il Cantone Ticino adotta una pratica non conforme al diritto federale e che se altri Cantoni hanno scelto una pratica simile, ciò non legittima l'inazione legislativa del Canton Ticino.
L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha ulteriormente precisato che l'applicazione corretta delle disposizioni della LPC, per i casi che rientrano nel campo di applicazione di questa norma, non ha nulla a che vedere con la maniera con cui le norme cantonali regolano la riduzione dei premi LAMal e il suo finanziamento.
In conclusione, l'UFAS ha evidenziato che se il Cantone Ticino non modificherà la sua legislazione, questa situazione irregolare perdurerà fino all'entrata in vigore della riforma della LPC prevista per il 1° gennaio 2021. Il nuovo art. 10 cpv. 3 lett. d LPC prevede che, per tutte le persone al beneficio di PC, sia riconosciuto, quale spesa, l'importo del premio dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie pari al premio medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ma al massimo al premio effettivo, così da evitare i sovraindennizzi e le laboriose procedure di restituzione fra assicuratori e assicurati, rendendo in tal modo più trasparenti i flussi finanziari.
1.15. Il ricorrente ha rilevato, il 5 novembre 2019 (doc. XIV), come l'UFAS abbia confermato che la prassi adottata dal Cantone Ticino non è conforme al diritto federale. RI 1 ha quindi ribadito la sua pretesa, osservando che il pagamento di un importo forfettario permette al beneficiario di PC di scegliere un modello assicurativo meno caro per poter utilizzare la differenza a suo favore per altri scopi.
1.16. L'8 novembre 2019 (doc. XVI) la Cassa di compensazione ha chiesto al TCA di andare oltre a un'interpretazione letterale delle norme in esame, considerando invece altri elementi di giudizio per stabilire se quella che è definita dall'UFAS come una situazione irregolare nel nostro Cantone sia anche illecita rispettivamente se questa pratica possa continuare ad esistere sino all'entrata in vigore della modifica della norma della LPC, che ha proprio l'obiettivo di imporla come regola a tutti i Cantoni (art. 10 cpv. 3 lett. d nLPC; FF 2019 2263).
Secondo la Cassa resistente, la conclusione più congruente e logica è che i Cantoni già oggi hanno la possibilità di limitare la copertura ai premi effettivamente corrisposti, evitando di pagare l'ingiustificato sovraindennizzo. Ammettere che l'importo di cui all'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC costituisca una garanzia minima di rimborso al di sotto della quale non si può andare, d'avviso della Cassa, implicherebbe l'impossibilità di prevedere un intervento maggiormente mirato e in funzione del reale bisogno e che garantisca una parità di trattamento con gli assicurati beneficiari della riduzione del premio LAMal, ma non delle prestazioni complementari.
L'amministrazione ha pure sostenuto che, nell'ipotesi in cui la definizione del contributo per i premi di Cassa malati non sia considerata un compito comune alla Confederazione e ai Cantoni o se fosse esclusa una certa autonomia cantonale per completare e precisare le norme federali come agli artt. 3 LaLPC e 42 LCAMal, le concrete circostanze possono permettere, come in altri ambiti, di considerare comunque legittima la pratica di quei Cantoni che già attuavano ed attuano ancora quelle necessarie correzioni adottate con la riforma delle PC. Infatti, il perdurare della situazione attuale sarebbe limitato al 31 dicembre 2020 e risponderebbe alle esigenze di una prestazione legata al bisogno che non può e non deve quindi coprire un costo che non esiste.
In conclusione, la Cassa di compensazione si è domandata se il ricorrente non avrebbe piuttosto dovuto contestare le decisioni PC anziché l'applicazione dell'art. 42 cpv. 2 LCAMal e quindi le decisioni di riduzione dei premi di Cassa malati. Infatti, la decisione emessa dal Servizio prestazioni complementari il 17 dicembre 2018, valida dal 1° gennaio 2019 (doc. 6), si è riferita implicitamente all'art. 3 cpv. 1 LaLPC, laddove ha chiaramente indicato che se il premio effettivamente dovuto dal beneficiario di prestazioni complementari al suo assicuratore malattia è inferiore al premio forfettario, è riconosciuto il premio dovuto effettivamente. L’amministrazione ha rilevato che tale decisione è cresciuta incontestata in giudicato.
1.17. L'assicurato non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. XVII), mentre la Cassa di compensazione, esprimendosi sulle osservazioni del 5 novembre 2019 del ricorrente, ha precisato che il risparmio di costi che il Cantone consegue con la pratica adottata "
non rappresenta certo il motivo per cui,
c
ome già oggi avviene in Ticino, non saranno più tollerati a livello nazionale quelli che secondo l'UFAS sono dei veri e propri "
sovra indennizzi"
del tutto incompatibili con una
"
prestazione legata al bisogno
"
(cfr. lettera UFAS del 25 ottobre 2019)
" (doc. XVIII).
Non sono state acquisite ulteriori prove da parte del Tribunale cantonale delle assicurazioni.
considerato

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è stabilire se correttamente il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione ha fissato in Fr. 1'720.- (Fr. 430.- x 4 mesi) e in Fr. 5'468,40 (Fr. 455,70 x 12 mesi) gli importi di riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie cui ha avuto diritto il ricorrente per i mesi da settembre a dicembre 2018 rispettivamente per l'anno 2019.
In tal modo, il Servizio sussidi assicurazione malattie ha dunque riconosciuto all'assicurato il pagamento del premio effettivo da esso dovuto, rifiutando perciò di versare all’assicuratore malattia del ricorrente, come richiesto da quest'ultimo, la differenza tra il premio LAMal effettivo dovuto (Fr. 430.- e 455,70 al mese) e il premio forfettario per l’assicurazione malattie riconosciuto dal Servizio prestazioni complementare della Cassa cantonale di compensazione nelle sue decisioni (docc. 6 e 11) con cui ha posto RI 1 al beneficio delle PC (Fr. 499.- e Fr. 517.-).
2.2. P
reliminarmente la scrivente Corte deve esaminare la competenza del Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione di fissare il diritto del ricorrente alla riduzione del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria, ritenuto che, in caso negativo, potrebbe realizzarsi un motivo di nullità della decisione impugnata, rilevabile d'ufficio, che renderebbe superflua la verifica del merito
(
DTF 127 II 47
; DTF 119 V 314 consid. 3b; DTF 114 V 327 consid. 4b;
STF C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 1;
Häfelin/Müller
, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., pag. 198 seg.).
2.3. Il ricorrente si è rivolto, dapprima personalmente e poi con il patrocinio di giuristi, al Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione per rivendicare il versamento della differenza tra i premi forfettari di sua spettanza indicati nelle summenzionate decisioni/comunicazioni del Servizio prestazioni complementari e quelli effettivamente pagati dal Cantone al suo assicuratore malattia, corrispondenti al suo premio LAMal realmente dovuto.
In un primo messaggio di posta elettronica, il 9 novembre 2018 (doc.8) RI 1 ha scritto alla signora _ dell’Ufficio prestazioni della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/ IPG. Questo messaggio ha suscitato subito un’importante reazione, tanto che il Direttore della Cassa, per il tramite della capoufficio dell’Ufficio delle prestazioni, lo ha convocato per discutere il caso. Tale appuntamento è poi decaduto.
Successivamente l’assicurato, tramite _, si è manifestato ulteriormente e il Direttore dell’IAS, Sergio Montorfani, ha comunicato (messaggio di posta elettrica del 21 dicembre 2018, doc. 7) che “
la nostra Cassa di compensazione AVS/AI/IPG prenderà posizione sulla questione a mezzo decisione formale
”
nel mese di gennaio 2019.
Il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione ha quindi emanato la decisione formale del 25 gennaio 2019 (doc. 4), con cui ha “
concesso
” a RI 1 la “
riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
”
, cifrandola in Fr. 1'720.- per quattro mesi del 2018 (da settembre a dicembre) e in Fr. 5'468,40 per tutto l’anno2019.
Questa decisione è stata impugnata dall’assicurato.
Con decisione su reclamo del 3 maggio 2019 l’amministrazione ha indicato di avere il “
25 gennaio 2019 ... concesso al signor RI 1 il diritto alla riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per beneficiari di prestazioni complementari ... nella misura massima di fr. 430 mensili ... dal settembre 2018 e fr. 455,70 ... dal gennaio 2019 in applicazione dell’art. 42 cpv. 2 LCAMal
”
.
La Cassa ha richiamato la STCA 33.2017.3 del 16 gennaio 2018 e ha considerato che “
la parte di PC che copre i premi non può essere qualificata quale PC ordinaria in quanto corrisponde in realtà ad una riduzione individuale dei premi, mentre dall’altro che questo sussidio, pur avendo origine nell’art. 65 LAMal ... va considerato diritto cantonale autonomo ...
”
, facendo leva poi sulla solidarietà sociale deducibile dall’art. 10 LPC nel suo insieme.
La Cassa ha rilevato come RI 1 pretenda un rimborso superiore alla spesa concreta e, richiamando uno spazio di autonomia per il diritto cantonale nella regolamentazione della materia (decisione su reclamo pag. 4 e 5), rilevando come “
una legge cantonale può comunque sussistere nel medesimo campo
(del diritto federale n.d.r.)
in particolare se essa persegue un differente scopo rispetto a quello ricercato dal diritto federale
”
e accomunando infine premio forfettario da riconoscere per i beneficiari PC e riduzione del premio di Cassa malati per gli altri assicurati, ha ritenuto di potere applicare l’art. 42 cpv. 2 LCAMal al caso di specie e ha quindi respinto il reclamo.
2.4. Dagli atti risulta che il Servizio prestazioni complementari della Cassa cantonale di compensazione ha informato l’assicurato, con decisione del 15 ottobre 2018 (doc. 11) e comunicazione del 17 dicembre 2018 (doc. 6), del suo diritto al premio forfettario dell'assicurazione malattia obbligatoria. Esso ne ha stabilito l’importo in maniera corretta fondandosi sull'Ordinanza del Dipartimento federale dell'interno, che fissa gli importi forfettari annui per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC al più tardi alla fine di ottobre dell'anno corrente per l'anno successivo (art. 54a cpv. 3 OPC-AVS/AI).
Per l'art. 19e RLCAMal, l'esecuzione delle decisioni della Cassa cantonale di compensazione in ambito delle PC relative alla riduzione del premio dei beneficiari di PC sono demandate al preposto Servizio competente per la riduzione del premio LAMal.
Questa norma, valida dal 1° gennaio 2014, prevede infatti che:
"
La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG tramite il Servizio competente per le prestazioni PC AVS/AI comunica i dati anagrafici (cognome, nome, sesso, data di nascita, domicilio) e il numero d’assicurato AVS degli assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI e i dati relativi all’assicuratore malattie cui essi sono affiliati alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Servizio competente per la riduzione dei premi".
Per l’art. 27 RLCAMal, nelle procedure di versamento del premio agli assicuratori di persone poste al beneficio delle PC, si applicano per analogia le norme degli artt. 19 e da 22 a 25 del medesimo regolamento.
In sostanza, le decisioni del Servizio prestazioni complementari della Cassa di compensazione sono eseguite, per la parte del premio forfettario dell'assicurazione malattie, dalla Cassa medesima tramite il Servizio sussidi assicurazione malattie.
In altri termini, il ruolo del Servizio sussidi assicurazione malattie è unicamente quello,
nei confronti dei beneficiari di prestazioni complementari all'AVS/AI
, di versare agli assicuratori malattia dei beneficiari di PC, come prevede l'art. 21a LPC, gli importi forfettari dei premi LAMal in luogo e vece del Servizio prestazioni complementari della Cassa di compensazione, che ne ha fissato il diritto secondo l'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC.
Nel caso di specie, ciò si traduce in Fr. 499.- su base mensile per l’anno 2018 e in Fr. 517.- su base mensile per il 2019, riferiti ai periodi d’interesse, ossia 4 mesi per il 2018 (da settembre a dicembre 2018) e per tutto il 2019.
Essendo il ricorrente beneficiario di prestazioni complementari all'AI, il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione
non
è quindi competente a statuire sul diritto alla riduzione del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria, siccome si tratta di un diritto su cui, conformemente all'art. 10 cpv. 3 lett. d LPC, ha già statuito il Servizio prestazioni complementari della Cassa cantonale di compensazione, unica autorità legittimata a decidere su questo diritto.
In concreto, ciò è già avvenuto per i due periodi in esame (docc. 6 e 11).
2.5. Per prassi costante
(ricordata nella STF 8C_383/2007 del 15 luglio 2008 consid. 6.3)
, una decisione amministrativa viziata è, di regola, unicamente annullabile. Se, quindi, non viene impugnata tempestivamente, essa diviene formalmente definitiva e non può più venire contestata. Solo di rado una simile decisione è nulla, cioè non esplica effetto alcuno (
DTF 104 Ia 172
consid. 2c pag.
176 con rinvii;
Grisel
, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, volume I, pag. 421;
Rhinow/ Krähenmann
, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea/Francoforte 1990, n. 40 B I, pag. 118;
Moor
, Droit administratif, vol. II, 2a ed., Berna 2002, pag. 310). Ciò è segnatamente il caso se il vizio è particolarmente grave, è evidente o perlomeno facilmente riconoscibile e, infine, l'accertamento della nullità non mette in serio pericolo la sicurezza del diritto (sentenze 2A.18/2007 dell'8 agosto 2007, consid. 2.4 e 2.5, e 5P.178/2003 del 2 giugno 2003, consid. 3.2;
DTF 116 Ia 215
consid. 2c pag. 219;
104 Ia 172
consid. 2c pag. 176 con rinvii). Di norma, vengono considerati vizi particolarmente gravi taluni errori di procedura,
quali l'incompetenza dell'autorità
giudicante. Gli errori riguardanti il contenuto invece causano raramente la nullità dell'atto (
DTF 104 Ia 172
consid. 2c pag. 176 con rinvii), e meglio solo se sono eccezionalmente gravi; ciò si verifica, ad esempio, quando l'atto diviene, in pratica, privo di effetto e meglio impossibile da eseguire, insensato, immorale (sentenza 5P.178/2003 succitata, consid. 3.2;
Rhinow/Krähenmann
, op. cit., n. 40 B V e, pag. 121) oppure in contrasto con un divieto assoluto posto dalla Costituzione (si veda in proposito
Moor
, op. cit., pag. 321), ad esempio nel caso in cui una decisione non abbia alcuna base legale (
Knapp
, Précis de droit administratif, 4a ed., Basilea/ Francoforte 1991, n. 1219; si confronti anche sentenza 2A.18/2007 succitata, consid. 2.4 e 2.5). Del resto se così non fosse e meglio se ogni illegalità riguardante il merito provocasse la nullità della decisione, l'organo esecutivo si sostituirebbe di fatto all'autorità decisionale (sentenza 5P.178/2003 succitata;
Imboden
, Der nichtige Staatsakt, Zurigo 1944, pag. 137).
Nel settore dell’assicurazione contro la disoccupazione, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito in più occasioni che una decisione è nulla in quanto emanante da un'autorità incompetente per materia (DTF 129 V 488 consid. 2.3 con riferimenti; STFA C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 4.1; STF C 23/04, C 26/04 del 26 agosto 2005).
Visto quanto precede, anche nel caso di specie si deve concludere che il Servizio sussidi assicurazione malattie della Cassa cantonale di compensazione, confrontato alle richieste di un beneficiario di prestazioni complementari all'AVS/AI assoggettato alla LPC che postula prestazioni in applicazione della LPC, non può essere ritenuto competente (per materia) per emanare la decisione impugnata, che deve così essere ritenuta nulla (DTF 129 V 488 consid. 2.3 con riferimenti; STFA C 94/04 del 9 marzo 2005 consid. 5).
Il Servizio sussidi assicurazione malattie avrebbe dovuto ravvisare d'ufficio la sua incompetenza per materia. L'avere ugualmente emanato la decisione formale prima e la decisione su reclamo poi, ha portato l'assicurato ad adire le vie legali facendosi rappresentare da un legale, ciò che dà ora diritto alla rifusione di ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).