Decision ID: ce01bf97-73ab-53df-afe0-4160e5449021
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. A causa di ripetuti raffreddamenti subiti durante la scuola reclute del 1959, così come durante il corso di ripetizione del 1963, _ ha contratto un’infezione cronica bilaterale purulenta all’orecchio medio (otite media cronica).
Il caso é stato assunto dall’assicurazione militare che ha pure regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
L’infezione si é protratta e si é dimostrata particolarmente refrattaria alle diverse misure terapeutiche applicate, fra le quali si ricorda, ad esempio, una resezione submucosa del setto, una mastoidectomia bilaterale, ripetuti cateterismi tubarici e continui drenaggi dell’orecchio medio.
La succitata affezione ha causato un tinnito bilaterale ed una progressiva perdita uditiva bilaterale, la quale, all’esame audiometrico eseguito nel gennaio 1998, é risultata essere del 44.8% a sinistra e del 9.1% a destra. Con la audiometria vocale si é raggiunto il 100% di intelligibilità a destra con 60 db, a sinistra con 80 db (doc. _).
La perdita d’udito é stata, in realtà, ben corretta grazie ad una protesi endaurale a sinistra, applicata all’assicurato nel corso dei primi mesi del 1998 (cfr. doc. _).
1.2. In data 19 dicembre 1997, _ ha preteso dall’assicurazione militare che gli venisse riconosciuto “... un indennizzo morale quale risarcimento dei danni uditivi” (doc. _).
A notare che già nel dicembre 1970, l’assicurato, allora rappresentato dalla _, aveva formulato analoga richiesta (doc. _). Una decisione in merito era stata, tuttavia, posticipata in quanto lo stato di salute di _ a era stato giudicato - alla luce delle risultanze di una perizia allestita dal dottor _ (doc. _) - ancora suscettibile di migliorare e, pertanto, non stabilizzato (doc. _).
1.3. Esperiti i necessari accertamenti d’ordine medico, l’UFAM, con decisione formale 31 dicembre 1998 (doc. _), ha assegnato all’assicurato una rendita per menomazione dell’integrità del 5% a contare dal 1° gennaio 1998 (2.5% in ragione del tinnito bilaterale e 2.5% a causa della necessità di portare un apparecchio acustico).
1.4. A seguito dell’opposizione interposta da _, l’UFAM, in data 31 maggio 1999, ha parzialmente modificato la querelata decisione formale, nel senso che, per quel che riguarda il tinnito bilaterale, l’inizio della rendita é stato fissato al 1° gennaio 1993 mentre, trattandosi della necessità di portare l’apparecchio acustico, al 1° maggio 1998 (doc. _).
1.5. Con tempestivo ricorso, _ ha personalmente impugnato la decisione su opposizione emanata dall’UFAM, osservando quanto segue:
"
Innanzi tutto sono in disaccordo sulla quota mensile, la quale é molto esigua rispetto al danno, tenuto conto del fatto che, come già spiegato in precedenza, a causa di questo problema, ho riscontrato delle difficoltà nel corso della mia carriera professionale, le quali mi hanno procurato non pochi disagi, sia dal lato finanziario, sia da quello di un avanzamento tecnico professionale.
Inoltre, a partire dal 1965 sono stato sottoposto ad una serie di operazioni, le quali non hanno di certo migliorato in modo rilevante la situazione, senza dimenticare le varie conseguenze dovute a tali interventi.
In merito al riconoscimento retroattivo, ribadisco che già nel 1971 ero stato dotato di una protesi auricolare, che però non potevo portare regolarmente, per motivi tecnici dello stesso apparecchio.
Pertanto, chiedo sia fatta una valutazione che tenga conto di tutti gli aspetti elencati nel presente ricorso e in quelli precedenti” (I).
1.6. L’UFAM, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (V).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.).
Nel merito
2.2. L’UFAM ha emanato la sua decisione il 31 dicembre 1998, posteriormente dunque all’entrata in vigore della legge federale sull’assicurazione militare del 19 giugno 1992. La presente vertenza deve pertanto essere esaminata alla luce di quest’ultima (art. 109 LAM - cfr. DTF 123 V 137 consid. 2).
2.3. Oggetto della lite é, da un lato, il grado della rendita per menomazione dell’integrità spettante a _ e, dall’altro, l’inizio del diritto a tale prestazione.
2.4. Giusta l’art. 48 cpv. 1 LAM, se l’assicurato é colpito da una rilevante e durevole menomazione dell’integrità fisica o psichica, ha diritto a una rendita per menomazione dell’integrità.
L’art. 25 OAM prevede, da parte sua, che vi é una rilevante menomazione qualora essa corrisponda almeno a un ventesimo della perdita totale di una funzione vitale quale l’udito o la vista (cpv. 1). L’importo minimo per una rendita per menomazione dell’integrità ammonta al 2.5 per cento dell’importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta l’articolo 49 capoverso 4 della legge (cpv. 2).
La gravità della menomazione é determinata equamente tendendo conto di tutte le circostanze (art. 49 cpv. 1 LAM). La rendita per menomazione é stabilita in percentuale dell’importo annuo che serve da base per il calcolo delle rendite giusta il capoverso 4 e tenendo conto della gravità della menomazione dell’integrità (art. 49 cpv. 2 1a frase LAM).
2.5. Conformemente alla giurisprudenza emanata in relazione all’art. 25 cpv. 1 LAM del 20 settembre 1949 (vLAM), una menomazione dell’integrità dà, per principio, diritto ad una rendita quando l’assicurato é, da un punto di vista oggettivo, notevolmente limitato nel godimento della vita. Sono giuridicamente considerati notevoli i disturbi delle funzioni primarie della vita ma non i semplici impedimenti negli altri ambiti dell’esistenza, quali, ad esempio, la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita sociale ed altre simili attività. Il grado della menomazione dell’integrità, espresso in per cento, é stabilito raffrontando lo stato funzionale ed anatomico dell’interessato prima e dopo l’insorgere del danno (DTF 122 V 245 consid. 4a, 117 V 77 consid. 3a/bb/aaa, 113 V 143 consid. 2c, 112 V 389s. consid. 1a). Ciò nondimeno, non si tratta di eseguire un paragone medico-teorico dello stato funzionale prima e dopo l’evento, ma di determinare in quale misura un assicurato si trova limitato nel godere della vita in ragione di disturbi alle funzioni vitali primarie (DTF 122 V 246 consid. 4a, 117 V 77 consid. 3a/bb/aaa; cfr., pure, J. Maeschi/M. Schmidhauser, Die Abgeltung von Integritätsschäden in der Militärversicherung, in SZS 1997 pag. 184s.: “Die Integritätsschadenbemessung erfolgt in der Militärversicherung nicht wie in der obligatorischen Unfallversicherung egalitär-abstrakt, sondern individuell-konkret (BGE 113 V 221).(...). Dementsprechend beruht die Bemessung des Integritätsschadens nicht auf einer rein medizinischen Betrachtung des Sachverhalts, sondern ist das Ergebnis rechtlicher Würdigung (BGE 117 V 77)”).
Contrariamente alla vecchia prassi, la nuova LAM non limita il diritto a prestazioni ai soli disturbi delle funzioni vitali primarie (come, ad esempio, la facoltà visiva od uditiva, la capacità motoria, ecc.). Di principio, ogni impedimento delle funzioni vitali o/e della qualità di vita dà diritto a prestazioni, a condizione che l’impedimento sia rilevante e duraturo (DTF 122 V 246 consid. 5 in fine; Maeschi/Schmidhauser, op. cit., pag. 184s.). Da considerare sono, pertanto, anche gli impedimenti nelle attività sociali, così come in quelle svolte durante il tempo libero.
Nell’ottica di garantire la parità di trattamento fra gli assicurati, l’amministrazione dell’assicurazione militare ha elaborato dei valori indicativi in relazione ai principali eventi dannosi. Questi valori indicano l’entità della menomazione subita tenendo conto degli impedimenti e degli inconvenienti che essa generalmente provoca. Ogni caso specifico deve, nondimeno, venir valutato equamente in considerazione di tutte le circostanze (art. 49 cpv. 1 LAM) e ciò allo scopo di verificare se la menomazione dell’integrità corrisponde al valore indicativo oppure se essa é superiore od inferiore (DTF 117 V 79; STFA 16.10.1997 in re T. c. UFAM, inedita; Maeschi/Schmidhauser, op. cit., pag. 184 e 186).
2.6. Nel caso di specie, a _ é stata riconosciuta una rendita per menomazione dell’integrità del 5%: 2.5% per il tinnito bilaterale e 2.5% per tener conto della necessità di portare l’apparecchio acustico (doc. _).
Il ricorrente, da parte sua, contesta - in termini, invero, piuttosto generici - tale valutazione, facendo valere che l’UFAM non avrebbe debitamente considerato, da un lato, il fatto che il danno alla salute ha costituito un ostacolo per la sua carriera professionale e, dall’altro, le innumerevoli operazioni chirurgiche a cui, nel passato, é stato sottoposto (I).
L’autorità amministrativa ha deciso d’assegnare all’assicurato una rendita del 5%, fondandosi, essenzialmente, sull’apprezzamento espresso, in data 29 ottobre 1998, dalla dottoressa _, spec. FMH in medicina interna, attiva presso l’Ufficio del Medico capo, la quale si è, a sua volta, basata sulle risultanze della visita di controllo 9 ottobre 1998 eseguita dal medico di sezione, dottor _ (cfr. doc. _):
"
In base al rapporto scritto dal medico specialista il 2 febbraio 1998, ci troviamo di fronte a una sordità bilaterale prevalentemente trasmissiva, il cui quadro clinico si é stabilizzato (doc. _); l'adattamento dell'apparecchio acustico considerato riuscito dal relativo medico specialista (doc. _) e da ulteriori provvedimenti medici non vi è da attendere un miglioramento notevole della situazione. Da parte dell'Assicurazione militare é stata riconosciuta la piena responsabilità (doc. _). Sono quindi dati i presupposti per valutare la menomazione dell'integrità.
Il presente danno é stato originato da un'infezione cronica bilaterale purulenta all'orecchio medio (otite media cronica), manifestatasi durante la scuola reclute del 1959 rispettivamente durante il corso di ripetizione del 1963 (docc. _). L'infezione si é protratta ed é risultata particolarmente resistente alle varie terapie intraprese, quali tra l'altro diverse lunghe ospedalizzazioni nell'allora ospedale _, ripetuti cateterismi tubarici, continui drenaggi dell'orecchio medio (doc. _), una resezione sottomucosa del setto con trattamento bilaterale di Radium nel 1965 (doc. _) nonché, a fine 1965, una mastoidectomia bilaterale (doc. _).
Ad ogni nuova infezione delle vie aeree superiori, anche dopo il risanamento dei focolai purulenti, sono sorti nel mastoide problemi che hanno richiesto praticamente ogni anno un apposito trattamento intenso da parte di un medico specialista. L'otite media cronica bilaterale ha avuto come conseguenza un tinnito bilaterale nonché una lenta progressiva perdita uditiva che nel mese di giugno 1977 risultava del 24% a destra e del 33,4% a sinistra (secondo tabella AMA), cosicché il paziente, dal 1977 in poi, é stato costretto ad utilizzare un apparecchio acustico (doc. _). Nel febbraio 1998 la perdita uditiva era del 13,7% a destra e del 40,6% a sinistra (doc. _). Dal 1998 il paziente usa una protesi endaurale a sinistra, la quale, secondo il medico specialista, ha dato buoni risultati (doc. _).
Con scritto del 19 dicembre 1997 il paziente ha chiesto che gli fosse riconosciuto un indennizzo morale, quale risarcimento del danno uditivo, da parte dell'Assicurazione militare (doc. _).
In occasione della visita medica del 9 ottobre 1998 effettuata dal medico della sezione AM 7, il Signor _ ha spiegato che la
diminuzione dell'udito
avrebbe ostacolato la sua carriera professionale; quale esempio ha addotto il fatto che a causa delle difficoltà di comprensione non avrebbe potuto seguire un corso di tedesco. Anche i disturbi della memoria dovuti alle molte narcosi avrebbero influito negativamente sulle possibilità di avanzamento nella carriera. Delle difficoltà di comprensione risente altresì in occasione di sedute d'informazione e altre manifestazioni organizzate dal datore di lavoro. Inoltre, ha affermato di far fatica ad individuare la direzione dalla quale proviene un rumore, il che avrebbe ripercussioni negative e sarebbe pure pericoloso nella sua professione di capo‐muratore e capocantiere. L'apparecchio acustico avrebbe notevolmente migliorato la situazione (doc. _).
Per quanto concerne il
tinnito
il paziente ne lamenta la costante presenza ad entrambe le orecchie; lo paragona a fischi d'alta frequenza che lo disturberebbero quando deve concentrasi in ambiente tranquillo e a causa dei quali si sveglierebbe a volte la notte il tinnito aumenterebbe con il rumore esterno. La costante presenza dei fischi lo renderebbe nervoso, irascibile e poco tollerante. Le gite nei boschi che é solito fare nel tempo libero non sembrano procurargli più lo stesso piacere di un tempo, poiché non riesce più a seguire bene il canto degli uccelli. Sembra altresì esserci una certa paura del futuro.
Per la valutazione della menomazione dell'integrità occorre precisare che la presente perdita uditiva (secondo la tabella AMA) e' chiaramente inferiore sia al 50%, tasso considerato rilevante secondo il diritto dell'Assicurazione militare in caso di perdita uditiva unilaterale, sia al 35% all'orecchio migliore, tasso ritenuto rilevante in caso di sordità bilaterale. Nonostante ciò il paziente ha diritto, in base alla pubblicazione "Abgeltung von Integritätsschaden in der Militärversicherung" degli autori Max Schmidhauser und Jürg Maeschi del 1997, ad una rendita per menomazione dell'integrità del 2,5%, in ragione dell'adattamento dell'apparecchio acustico.
Per quanto concerne il tinnito, sono dati nella maggior parte i requisiti di un tinnito grave, il quale nella prassi viene considerato una menomazione dell'integrità' del 2,5%, analogamente ai casi liquidati e cresciuti in giudicato H.W. 37.211 e H.R. 37.612.
Conclusioni
La diminuzione uditiva bilaterale é irrilevante ai sensi del diritto dell'Assicurazione militare per poter essere considerata una menomazione dell'integrità. L'adattamento dell'apparecchio acustico, resosi necessario in seguito alla perdita uditiva, equivale per contro, secondo la prassi, ad una menomazione dell'integrità del 2,5%. Il tinnito dovuto all'otite media cronica bilaterale corrisponde ad una menomazione dell'integrità del 2,5%.
Nel presente caso i postumi dell'otite media cronica bilaterale dal decorso complicato rappresentano quindi complessivamente una
menomazione dell'integrità del
50%."
2.7. Si é confrontati ad una sordità bilaterale, qualora la perdita d’udito all’orecchio meno colpito sia perlomeno del 35%. Se ciò non dovesse essere il caso, si é confrontati ad una sordità unilaterale, la quale é da considerare rilevante soltanto se raggiunge almeno il 50% (cfr. Maeschi/Schmidhauser, op. cit., pag. 198).
In casu
, l’insorgente lamenta una perdita uditiva del 44.8% all’orecchio sinistro e del 9.1% a quello destro (cfr. doc. _). Se ne deduce che _ non presenta, perlomeno da questo punto di vista, alcuna rilevante menomazione dell’integrità ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 LAM.
2.8. Oltre ad una perdita uditiva bilaterale, l’insorgente presenta pure un tinnito ad entrambe le orecchie - giudicato grave dalla dott.ssa _ (cfr. doc. _, p. 2) - ed è stato dotato, con indubbi benefici, di una protesi endaurale all'orecchio sinistro (cfr., ad esempio, doc. _).
Al riguardo, è già stato detto che l'UFAM ha indennizzato _ con una rendita per menomazione dell'integrità del 5%: 2.5% per il tinnito e 2.5% per l'apparecchio acustico.
Tali percentuali coincidono perfettamente con i valori indicativi elaborati dall’amministrazione dell’assicurazione militare (cfr. Maeschi/Schmidhauser, op. cit., pag. 201 [tinnito grave] e 199 [necessità di portare un apparecchio acustico]).
A questo punto, non resta che chiedersi se le circostanze evidenziate dall'assicurato in sede di ricorso, giustificano una deroga ai sopraccitati valori e, in ultima analisi, l'attribuzione di una rendita di maggiore entità. A questo proposito, è utile rammentare che, secondo la giurisprudenza federale, i valori desunti dalla prassi amministrativa indicano l’entità della menomazione subita, tenendo già conto degli impedimenti e degli inconvenienti che essa generalmente provoca (cfr. consid. 2.5.).
In realtà, quest'ultimo aspetto è già stato attentamente valutato dal medico di sezione dell'UFAM, il quale, preso atto delle obiezioni sollevate da _ in sede d'opposizione, non ha potuto far altro che confermare la rendita del 5%:
"
Teniamo prima di tutto a precisare che dal punto di vista medico le aggiunte del paziente non apportano nulla di nuovo a quanto già noto.
La valutazione della menomazione dell'integrità è stata effettuata a conoscenza e in considerazione di tutti gli atti nonché del rapporto della visita medica tenutasi il 9 ottobre 1998 presso la sede dell'assicurazione militare di Bellinzona (doc. _).
Nella pubblicazione di Maeschi/Schmidhauser "Die Abgeltung von Integritätsschäden in der Militärversicherung" (
Schweizerische Zeitschrift für Sozialversicherung und berufliche Vorsorge
; 1997, 41(2): 177-206) sono illustrati i criteri da seguire nella valutazione della menomazione dell'integrità in caso di perdita uditiva. Si tratta di criteri legali che si basano sulla pluriennale prassi dell'assicurazione militare (e che del resto corrispondono a quelli adottati dalla Suva).
A causa dei fastidi che procurano il portare un apparecchio acustico dà diritto ad una rendita per menomazione dell'integrità del 2.5%. Una prassi questa consolidatasi nel corso degli ultimi anni (si veda al riguardo ad esempio i casi analoghi L.A. 37.192, I.P. 36.788 e R.R. 36.166, liquidati con decisione cresciuta in giudicato).
A nostro avviso, nel caso del Signor _ non vi è motivo di supporre che l'uso dell'apparecchio acustico comporti fastidi superiori alla media, ragion per cui non si vede alcuna necessità di cambiar valutazione.
Nel suo scritto il paziente non ha avuto nulla da obiettare sul modo in cui è stato valutato il tinnito; anche a questo proposito teniamo nuovamente a sottolineare che non sono soddisfatti tutti i criteri necessari affinché il suo tinnito possa essere definito grave. Vista e considerata la situazione nel suo complesso, si è però giunti alla conclusione che il tinnito ha un'incidenza personale di livello medio e si è quindi valutato anche il tinnito una menomazione del 2.5%" (doc. _).
Con il proprio gravame, l'assicurato ha, in primo luogo, fatto valere che i disturbi uditivi di cui è portatore l'avrebbero professionalmente svantaggiato. Evidentemente, trattasi qui di un argomento che _ potrebbe, semmai, far valere in relazione alla pretesa d'essere posto al beneficio di una rendita d'invalidità giusta gli artt. 40ss. LAM, ma che non ha qui alcuna rilevanza.
In secondo luogo, il ricorrente ha ricordato d'essere stato sottoposto, nel corso degli anni, ad innumerevoli interventi chirurgici, che non hanno migliorato in modo rilevante il suo stato di salute. Ora, è proprio in ragione del fatto che le cure mediche, a cui egli è stato man mano sottoposto, non hanno permesso d'eliminare completamente il danno alla salute coperto dall'assicurazione militare, che a _ è stata assegnata una rendita per menomazione dell'integrità. In questo senso, la succitata obiezione non permette a questo TCA di scostarsi dalla valutazione espressa dall'UFAM.
In conclusione, l'insorgente non è riuscito ad evidenziare alcuna eccezionale conseguenza dell'evento dannoso che l'ha a suo tempo colpito, suscettibile di giustificare una deroga ai valori indicativi elaborati dalla prassi amministrativa.
2.9. Così come risulta dall'impugnata decisione su opposizione (doc. _), l'UFAM - relativamente alla necessità di portare una protesi acustica - ha assegnato a _ una rendita del 2.5% a contare dal 1° maggio 1998. La data d'inizio della rendita è stata determinata prendendo in considerazione del fatto che è soltanto a partire dal maggio 1998, che l'insorgente ha fatto un uso regolare dell'apparecchio acustico.
La tesi difesa dall'autorità amministrativa convenuta è avversata dal ricorrente, a mente del quale già nel lontano 1971 sarebbe stato dotato di una protesi acustica. Egli ha, altresì, osservato di non averla regolarmente portata per motivi tecnici inerenti l'apparecchio stesso (I).
A notare, infine, che l'insorgente non ha affatto contestato la data d'inizio della rendita per menomazione dell'integrità riconosciutagli dall'amministrazione per il tinnito bilaterale.
Ai sensi dell'art. 48 cpv. 2 LAM, la rendita per menomazione dell'integrità è dovuta a partire dal termine della cura medica o qualora la continuazione della cura non lasci presumere un miglioramento notevole delle condizioni di salute dell'assicurato.
Nella DTF 117 V 86 consid. 4b, il TFA ha stabilito che, trattandosi dell'inizio della rendita per menomazione dell'integrità, torna applicabile, per analogia, la disposizione di cui all'art. 19 cpv. 1 LAINF: é, pertanto, necessario che lo stato di salute dell'assicurato si sia stabilizzato.
D'altro canto, giusta l'art. 14 LAM, il diritto alle prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per il quale esse erano dovute.
Nella DTF 121 V 195ss., la nostra Corte federale - modificando così la giurisprudenza inaugurata con la DTF 116 V 273ss., riguardante, quest'ultima, proprio l'assicurazione militare - ha deciso che anche se l'amministrazione a torto non ha accolto una precedente richiesta sufficientemente precisata, il pagamento di prestazioni arretrate soggiace ad un termine assoluto di perenzione di cinque anni, calcolato a ritroso dalla data di presentazione della nuova domanda.
In concreto, _ aveva presentato una prima domanda di prestazioni nel corso del mese di dicembre 1970 (doc. _). L'UFAM - basandosi sulle risultanze di una perizia allestita dal dottor _ (doc. _) - non aveva dato però seguito a tale richiesta, ritenendo che lo stato di salute dell'assicurato fosse ancora suscettibile di migliorare (doc. _).
Una seconda pretesa di prestazioni è stata formulata nel dicembre 1997 (doc. _): proprio a seguito di quest'ultima, al ricorrente è stata riconosciuta una rendita per menomazione dell'integrità del 5%.
In applicazione dell'art. 14 LAM e della giurisprudenza suesposta, l'inizio della rendita per menomazione dell'integrità potrebbe venir fissato, al più presto, al dicembre 1992.
All'assicurato è stato applicato, per la prima volta, un apparecchio acustico nel corso del 1977 (cfr. doc. _).
Attentamente esaminate le tavole processuali, non risulta, ciò malgrado, che egli ne abbia fatto un uso regolare, in ogni caso, non nel corso dei cinque anni che hanno preceduto la nuova richiesta di prestazioni. Dal rapporto 2 febbraio 1998 del suo medico curante, il dottor _, spec. FMH in orecchio, naso e gola, emerge, anzi, che il tentativo fatto nel 1977 non era stato coronato da successo, "... in quanto il signor _, a suo dire, non aveva sopportato la protesi" (doc. _).
Tutto ben considerato, nella misura in cui l'inizio della rendita è stato fissato in coincidenza con la consegna ed il conseguente regolare utilizzo della nuova protesi endaurale (maggio 1998), l'impugnata decisione emanata dall'UFAM merita piena tutela da parte di questo TCA.