Decision ID: c93b5e0a-74f3-5c20-8135-c852e17bd60c
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto e in diritto :
1. Il 13 dicembre 2001 AP 1, unitamente alla ora fallita _ Sagl,_ (acquirenti da una parte), ha perfezionato un contratto di fornitura di birra con AO 1 (venditrice dall'altra parte), L_, mediante il quale gli acquirenti si impegnavano ad acquistare un quantitativo di birra minimo di 75 ettolitri l’anno, per una durata di 10 anni nell'esercizio pubblico _, A_ (di seguito divenuto Snack bar _), e in ogni altro punto vendita (doc. A). Contestualmente AO 1 (di seguito E_) ha erogato in favore di_ Sagl e AP 1 una somma di fr. 36'500.- a titolo di mutuo, da rimborsare in solido in 10 rate annuali di fr. 3'650.- cadauna, la prima volta il 30 settembre 2002, con l’avvertenza che in caso di sospensione dell’attività dell’esercizio pubblico, rispettivamente nell’evenienza in cui il contratto di fornitura fosse stato disatteso, il mutuante – immediatamente nel primo caso e con un preavviso di 30 giorni nel secondo –, si sarebbe riservato la facoltà di chiedere il rimborso del debito residuo (doc. B). Il contratto di fornitura (doc. A) - fra altre cose – prevedeva, all’art. 4 sezione III, che:
“Nel caso in cui l’esercizio pubblico dovesse, per qualsiasi motivo, essere ceduto a terze persone, sia in proprietà sia in gestione, i clienti che hanno firmato il contratto sono tenuti ad assicurarne il trapasso vincolante al loro successore legale o a chi ne assume le funzioni, dandone immediata comunicazione scritta alla Birreria.

Il Cliente s’impegna inoltre a far sottoscrivere al suo successore in diritto la dichiarazione di subingresso così come esposta nella clausola “Caso di trapasso di terzi” in calce al presente contratto.
La Birreria dichiara di accettare l’eventuale successore legale o di diritto quale Cliente del contratto di fornitura.
In caso di mancato trapasso del contratto, il Cliente dovrà rimborsare il controvalore delle prestazioni in natura residue.
Il Cliente rimane inoltre responsabile per ogni ulteriore danno determinato alla Birreria, in particolare l’obbligo di corrispondere l’indennità a titolo di pena convenzionale fissata al punto III/3”.
Il 1° marzo 2004 E_ ha inviato a Roger Rapp il conteggio ammortamento mutuo e una dichiarazione di subingresso, rammentandogli che avrebbe dovuto restituire la rimanenza del mutuo e le rate non ancora versate e risarcire il danno qualora il nuovo gerente dell’esercizio pubblico non avesse ripreso gli obblighi derivanti dai contratti di fornitura e mutuo (doc. C).
2.AP 1 ha rifiutato di onorare il rimborso del mutuo e di pagare la pena convenzionale. Con petizione 31 maggio 2005 E_ ha chiesto la condanna di AP 1 al pagamento di fr. 86'952,55 oltre interessi del 5 % a decorrere dal 1° gennaio 2004 e a fr. 534,75 di spese esecutive e di incasso, di cui fr. 32'590.- a titolo di rimborso del mutuo, fr. 53'665.- a titolo di risarcimento del danno per inadempimento del contratto di fornitura, nonché fr. 697,05 riferito a uno scoperto di bevande distribuite al gerente dello Snack bar _. L'attrice ha pure postulato la rimozione in via definitiva dell’opposizione al precetto esecutivo n. _ spiccato nei confronti del convenuto. Alla petizione si è opposto quest’ultimo, sostenendo che entrambi i contratti di fornitura e di mutuo erano stati ceduti a M_ Sagl, rappresentata da P_ C_ il 1° giugno 2003 in seguito al fallimento di _ Sagl, che a sua volta li ha trapassati a Cv_, gerente dello Snack Bar _. Di conseguenza, anche la fattura scoperta di fr. 697,05 compete al gerente di quest’ultimo esercizio pubblico. Di tutti i cambiamenti il convenuto aveva dato notizia al rappresentante dell'attrice, Marco Fasnacht, il quale però omise di attirare l'attenzione degli interessati sull’uso di un apposito formulario per le operazioni di trapasso. La cessione dei contratti era comunque stata accettata dall'attrice almeno per atti concludenti, perché sino al 31 gennaio 2003 P_ C_ ha continuato ad acquistare birra dall’attrice.
3. Con sentenza 6 luglio 2007 il Pretore ha integralmente accolto la petizione, condannando il convenuto a versare all'attrice la somma di fr. 86'952,55, oltre interessi al 5% a decorrere dal 1° gennaio 2004. Per il Pretore il convenuto non ha dimostrato di aver trapassato in maniera vincolante i contratti ai suoi successori. Per il trapasso dei contratti occorreva la forma scritta e dall’istruttoria nulla risulta al riguardo. Oltre a ciò, P_ C_, sentita come teste, ha negato di aver assunto gli obblighi del convenuto. Da ultimo, dall'istruttoria non è neppure emerso che l'attrice fosse al corrente della cessazione dell'attività da parte del convenuto, né che i contratti in rassegna erano stati ceduti a terzi.
4. Contro il premesso giudizio il convenuto si è aggravato in appello, ponendo in evidenza che, diversamente da quanto è stato assunto dal Pretore, nel giugno del 2003, tanto il contratto di fornitura di birra, quanto quello di mutuo sono stati ceduti a M_ Sagl. L'attrice era al corrente della cessione, giacché il suo rappresentante M_ F_ ne era informato ed essa ha continuato a fornire i propri prodotti senza nulla eccepire, ben sapendo che il nuovo gerente continuava a utilizzare le spine, i fusti e i bicchieri che erano stati forniti al precedente gerente. Il trapasso di questi negozi è quindi avvenuto quantomeno per atti concludenti. Entrambi i contratti in rassegna sarebbero però inficiati di nullità, stante che essi si pongono in contrasto con la legge federale sui cartelli e segnatamente con una decisione della COMCO. Da ultimo il convenuto rimprovera all'attrice di non averlo informato al momento della cessione dei contratti di far capo al modulo prestampato allegato al contratto di fornitura di birra.
Nelle sue tempestive osservazioni l’attrice ha affermato che non v'è mai stato un trapasso dei contratti in corso. Il convenuto era stato informato che in caso di cessione dei contratti occorreva far capo a una clausola di subingresso, mediante la quale il contraente si obbligava a far sottoscrivere al subentrante i negozi, dandone informazione all'attrice. Ciò non è mai avvenuto. Il convenuto per avvalorare la propria tesi ha versato agli atti un atto falso e nessuno dei testi sentiti ha permesso di dimostrare che i contratti di fornitura e di mutuo sono stati validamente ceduti a terzi. Contesta infine che i contratti che erano in corso potessero essere inficiati di nullità.
5. Con l’appello il convenuto ha prodotto un comunicato stampa della Commissione della concorrenza di data 17 dicembre 2004, di cui non si può tenere conto per il giudizio perché, a norma dell’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, vige il divieto di addurre in appello nuovi fatti, nuove prove ed eccezioni. Parimenti non si può considerare la memoria integrativa all’appello di data 18 ottobre 2007, giacché il termine di 20 giorni per appellarsi contro la decisione impugnata (art. 308 cpv. 1 CPC), era scaduto da tempo.