Decision ID: 092639e0-b5ce-578f-b968-57b72f197ecc
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 22 maggio 2019 a protezione dell'unione coniugale il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha autorizzato AO 1 a eseguire una serie di operazioni, tutte destinate a trasferire un mutuo ipotecario di complessivi fr. 870
000.– gravante l'abitazione coniugale a lei attribuita in uso (particella n. 1689 RFD di _, intestata alla stessa AO 1 e al marito AP 1 in ragione di metà ciascuno), mutuo disdetto dalla _ per il 31 maggio 2018, alla Banca _ per la durata di cinque anni, vincolando con la sua firma anche il marito. Le spese processuali di fr. 400.– sono state
poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere alla moglie fr. 2000.– per ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 3 giugno 2019 per ottenere che la decisione impugnata sia riformata nel senso di respingere l'autorizzazione chiesta dalla moglie. Un'istanza di effetto sospensivo contenuta nell'appello è stata respinta dal presidente di questa Camera con decreto del 6 giugno 2019. L'appello non è ancora stato notificato a AO 1 per osservazioni.
C.
All'inizio di maggio del 2020 questa Camera è venuta a sapere che la Banca _ non era più disposta ad assumere il citato mutuo ipotecario, il quale non le era ancora stato trasferito. Il presidente della Camera ha fissato così alle parti il 5 maggio 2020 un termine di dieci giorni per esprimersi sull'interesse pratico e attuale alla decisione sull'appello. AP 1 ha reagito l'8 maggio 2020, dichiarando che “effettivamente non vi è più alcun interesse pratico a che venga emanata la sentenza di pertinenza di codesta lodevole Corte”. AO 1 ha postulato una protrazione del termine fino al 29 maggio 2020, sostenendo di essere “riuscita a reperire un nuovo istituto di credito disposto alla ripresa del prestito ipotecario”.

Considerando
in diritto: 1.
La decisione del Pretore aggiunto riguarda un'autorizzazione specifica, che abilita AO 1 a firmare per sé e in rappresentanza del marito un determinato contratto di mutuo ipotecario con la Banca _ a ben precise condizioni (art. 172 cpv. 1 CC: “misure giudiziarie”). L'interessata non può valersi di tale autorizzazione per sottoscrivere un contratto di mutuo con un altro istituto di credito, quand'anche a condizioni più vantaggiose. A tal fine le occorrerebbe, in caso di resistenza da parte del marito, una nuova autorizzazione del giudice. Prorogarle in concreto il termine per esprimersi sull'interesse pratico e attuale alla decisione di appello nell'attesa di sapere se essa sia “riuscita a reperire un nuovo istituto di credito disposto alla ripresa del prestito ipotecario” non sarebbe pertanto di alcuna utilità. Nelle condizioni descritte la postulata dilazione del termine fino al 29 maggio 2020 non può trovare accoglimento.
2.
Nella sua richiesta del 14 maggio 2020 intesa alla dilazione del termine AO 1 non contesta che la Banca _ non sia più disposta ad assumere il carico ipotecario gravante l'abitazione coniugale (particella n. 1689 RFD di _), tant'è ch'essa medesima si dichiara alla ricerca di un altro istituto di credito. L'autorizzazione formante oggetto della decisione pretorile è dunque superata dagli eventi e sapere se tale “misura giudiziaria” sia stata emanata a ragione o a torto è ormai una questione senza portata pratica né attuale. In simili circostanze l'appello è divenuto, come riconosce lo stesso appellante, privo di interesse giuridico.
3.
Qualora una causa diventi senza oggetto o senza interesse il giudice toglie il procedimento dal ruolo (art. 242 CPC), limitandosi a statuire sulle spese processuali e le ripetibili dello stralcio (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC). Nella fattispecie tali oneri andrebbero quindi addebitati alle parti “secondo equità”, la legge non prevedendo altro. Anzi, la legge contempla se mai un giudizio di equità in tutte le cause del diritto di famiglia (art. 107 cpv. 1 lett. c CPC). Ora, vista la particolarità del caso si giustifica di prelevare unicamente una tassa di giustizia ridotta correlata al giudizio sulla richiesta di effetto sospensivo, emanato senza contraddittorio. Per il resto si può eccezionalmente rinunciare a ogni prelievo. Quanto alle ripetibili protestate dall'appellante, AO 1 non era ancora stata interpellata al momento in cui l'appello è divenuto senza interesse e non ha proposto di respingere l'appello. Non può dunque considerarsi “soccombente” nel senso dell'art. 106 CPC e non può essere tenuta alla rifusione di ripetibili.