Decision ID: aed5936d-d721-5d9d-9991-9a2755f145df
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con PE n. _ del 4 aprile/13 maggio 2008 dell'UE _, AO 1 ha escusso il marito AP 1 per la somma capitale di fr. 45'000.– oltre interessi al 5% dal 19 dicembre 2007, indicando quale titolo di credito: “Alimenti non pagati, liquidazione arretrata, spese diverse”. Interposta tempestiva opposizione, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio limitatamente a fr. 36'967.– oltre interessi.
B. L'istante fonda la pretesa posta in esecuzione sulla convenzione sulle conseguenze accessorie al divorzio sottoscritta da lei e dal marito escusso a _ il 19/21 dicembre 2007 (doc. B). Per quanto attiene il mantenimento della famiglia la stessa prevede che per i figli _ e _ l'escusso versi alla madre -in via anticipata entro il primo di ogni mese- fr. 1'850.– (oltre gli assegni familiari) dal mese successivo al compimento del 7° anno di età fino al 12°, e fr. 2'050.– (oltre gli assegni familiari) dal mese successivo al compimento del 12° anno fino al 18° (doc. B, clausola n. 7). Nei confronti dell'istante, l'escusso si è inoltre obbligato a pagare -sempre in via anticipata entro il primo giorno di ogni mese- fr. 11'600.– da gennaio 2008 a gennaio 2011, fr. 11'400.– da febbraio 2011 a settembre 2013 e fr. 13'200.– (riservata l'eventualità di un perdurare del mantenimento del figlio _ raggiunta la maggior età) da ottobre 2013 a gennaio 2017 (doc.B, clausola n. 10). Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo, il convenuto si è infine obbligato a versare fr. 10'000.– quale liquidazione per ogni e qualsiasi pretesa alimentare arretrata e per ogni spesa per i figli (doc. B, clausola n. 11).
C. All'udienza di contraddittorio 18 settembre 2009, l'istante ha confermato la domanda di rigetto provvisorio dell'opposizione per fr. 36'967.– (in luogo dei fr. 45'000.– di cui al precetto esecutivo) e rinviato alla documentazione agli atti. L'escusso vi si è opposto, contestando l'esistenza di un valido riconoscimento di debito. La contestuale procedura di divorzio avviata unilateralmente dall'istante in data 15 dicembre 2006 -di cui richiama agli atti il relativo incarto- proprio alla luce della convenzione 19 dicembre 2007 era stata convertita con decreto 27 agosto 2008 in richiesta comune di divorzio con accordo parziale. Per volontà concorde -o quantomeno per atti concludenti- le parti avevano però di fatto rinunciato all'applicazione e all'omologazione di quella convenzione. In effetti, nelle rispettive conclusioni 10/12 marzo 2009 che avevano formulato in quella sede, esse si erano limitate a confermare la volontà al divorzio demandando al Pretore la decisione su tutti gli altri punti. Peraltro, già il 24 aprile 2008 la moglie aveva chiesto al giudice del divorzio di riconoscerle un contributo alimentare di fr. 1'675.– per ciascun figlio e di fr. 3'370.– per lei (doc. 1). E, con decreto supercautelare 2 giugno 2008 emesso nelle more istruttorie erano appunto stati fissati dei contributi inferiori rispetto a quelli della convenzione, e meglio fr. 1'675.– (oltre assegni familiari) per ogni figlio e fr. 3'000.– per la moglie (doc. 2). Di fatto poi, per tutto il 2007 e i primi mesi del 2008, l'istante aveva accettato e si era ritenuta tacitata dal versamento di complessivi fr. 6'720.– (fr. 1'675.– per ogni figlio e fr. 3'370.– per lei), evidenziando con ciò il suo assenso a questo regime e non a quello pattuito nella convenzione. Pertanto, il credito non era nemmeno esigibile. Pure la liquidazione per contributi arretrati di fr. 10'000.– era superata, l'istante avendo avuto per mesi libero accesso a un suo conto bancario e alla sua carta di credito.
Per l'istante la convenzione 19 dicembre 2007 era perfettamente valida perlomeno fino al decreto supercautelare nelle more istruttorie datato 2 giugno 2008, ritenuto che le pretese poste in esecuzione erano appunto riferite ad periodo precedente l'emissione dello stesso. In duplica, il convenuto ha ribadito la sua tesi difensiva.
D. Con sentenza 21 settembre 2009 il Pretore _, preso atto che l'istanza era limitata a fr. 36'967.–, ha accolto l'istanza rigettando in via provvisoria l'opposizione interposta al precetto esecutivo. Il primo giudice non ha richiamato l'incarto del divorzio dalla vicina Pretura in quanto la richiesta era incompatibile con l'esigenza di celerità della procedura sommaria e, comunque sia, gli atti erano già nelle mani dell'escusso. Ha quindi accertato che l'istante procedeva per l'incasso del saldo dei contributi maturati tra gennaio e maggio 2008 (fr. 15'600 x 4 mesi, dedotti fr. 36'633.–) oltre che per la liquidazione degli alimenti arretrati (fr. 10'000.–), periodo questo che esulava dall'assetto stabilito dal decreto supercautelare nelle more istruttorie 2 giugno 2008, valido a partire da quel mese. Ciò posto, visto che la convenzione 19 dicembre 2007 come tale non era mai stata contestata e che nulla indicava una unanime volontà delle parti a ritenerla superata, la stessa costituiva un valido riconoscimento di debito per il periodo cui l'esecuzione era riferita.
E. Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1 chiedendo di respingere l'istanza e confermare l'opposizione interposta al precetto esecutivo. Come tale, non contesta che una convenzione possa costituire riconoscimento di debito. Rimprovera tuttavia al Pretore di non avere considerato che per volontà delle parti la stessa fosse da ritenersi ormai superata, eccezione che egli reputa di avere reso verosimile. In effetti, per il 2007 e i primi mesi del 2008, l'istante aveva accettato un importo mensile di fr. 6'720.– (fr. 1'675.– per ogni figlio e fr. 3'370.– per lei), limite questo entro il quale si era altresì attenuta formulando al giudice del divorzio la richiesta cautelare 24 aprile 2008. Ciò posto, persino il decreto supercautelare nelle more istruttorie 2 giugno 2008 stabiliva contributi inferiori rispetto a quelli pattuiti con la convenzione 19 dicembre 2007, mai omologata dal giudice. Era quindi in malafede che l'istante aveva dato avvio all'esecuzione in esame. L'appellante si duole infine del mancato richiamo da parte del Pretore dell'incarto sul divorzio, facilmente reperibile essendo depositato presso la vicina Pretura e che avrebbe reso ancor più evidente l'atteggiamento sleale assunto dall'istante.
F. Delle osservazioni della parte appellata, si dirà, se del caso, nel seguito.

Considerando
in diritto: 1. Se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep 1989 pag. 338 con riferimenti). In particolare, la convenzione relativa al mantenimento non omologata da un giudice legittima il rigetto provvisorio dell'opposizione (Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, Ergänzungsband, Basilea 2005, n. 142 ad art. 82, che rinvia a OGer TG: RBOG 1998 100 segg.).