Decision ID: 3f2b357b-38b4-5afd-8275-4c917b1e3dc7
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 26 ottobre 2005 RI 1 ha convenuto CO 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Pregassona per ottenere il pagamento di fr. 1000.- oltre accessori, a titolo di restituzione di un mutuo. All'udienza del 1° febbraio 2006 indetta per la discussione, la convenuta ha concluso per il rigetto dell'istanza contestando di aver ricevuto l'importo rivendicato.
B.
Con sentenza 7 aprile 2006 il Giudice di pace supplente, in considerazione delle versioni discordanti fornite dai testi proposti dalle parti, non ha ritenuto provata la conclusione di un contratto di mutuo tra le stesse e ha quindi respinto l'istanza.
C.
Con il presente tempestivo ricorso RI 1 è insorto contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare per aver ignorato la deposizione di _ che ha confermato il perfezionamento del contratto di mutuo. Al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF
132 I 17 consid. 5.1).
2.
Il primo giudice, in sintesi, ha respinto l'istanza poiché l'istante non aveva dimostrato la conclusione di un contratto di mutuo con la convenuta. In particolare, le testimonianze fornite dalle parti non erano sufficientemente probanti dell'avvenuto prestito. Il ricorrente contesta tale conclusione rimproverando al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, segnatamente la deposizione di _ che ha confermato il perfezionamento del contratto di mutuo.
Nella fattispecie, premesso che incombeva all'istante dimostrare la concessione di un mutuo alla convenuta (art. 8 CC;
Schärer/ Maurenbrecher
in:
Basler Kommentar, OR I, 3a edizione, n. 11 ad art. 312 en. 34 ad art. 318), egli ha proposto l'escussione di un teste. Ora, dal verbale di audizione risulta che in un primo tempo _
ha semplicemente riferito quanto raccontatogli dall'istante, ciò che esclude, su questo punto, qualsiasi valore probatorio alla sua deposizione (
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, m. 1 ad art. 237). Il teste ha poi precisato di aver assistito a un colloquio tra le parti durante il quale l'istante, in modo scherzoso, ha affermato "ti ho fatto un prestito, non ho neanche la ricevuta" al che la convenuta ha risposto "è una somma modesta, potresti anche regalarmela" (verbale del 22 marzo 2006). Se ciò basta per ammettere l'esistenza di un accordo,
nulla è dato di sapere con un minimo di precisione quanto al contenuto dello stesso, né tanto meno nel senso asserito dall'istante
. M
ancando ogni elemento affidabile circa il contenuto del contratto, la conclusione del primo giudice non può essere, quanto meno nel risultato,
ritenuta arbitraria
.
3.
Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato alcun titolo di cassazione, deve essere respinto. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Alla convenuta, che non ha presentato osservazioni, non si attribuiscono ripetibili.