Decision ID: f3889372-06fe-56b7-aab8-52045c9a9d35
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1” ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 23'546.85 oltre interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio del 26 giugno 2006 l’escussa ha ribadito la sua proposta contenuta nello scritto 11 maggio 2006 precisando che lo stesso giorno avrebbe versato all’UEF un primo acconto di fr. 8'000.--.
Presone atto il primo giudice ha fissato alla parte debitrice un ultimo termine scadente il 25 luglio 2006 per saldare il suo debito.
C.
Avendo la creditrice con scritto 11 agosto 2008 comunicato alla Pretura il mancato pagamento da parte dell’escussa, con sentenza 22 agosto 2008 il Segretario assessore della Pretura di _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 22 agosto 2006 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 24 agosto 2006 AP 1 ha prodotto un telefax 23 agosto 2006 della creditrice, da cui risulta che l’importo residuo ammontava a fr. 18'200.65 (doc. 2), e una ricevuta postale 24 agosto 2006 relativa al versamento del predetto importo a _ in favore dell’appellata (doc. 3).
E.
Con scritto 7 settembre 2006 la creditrice ha confermato il pagamento del suo debito da parte di AP 1.

Considerato
in diritto:
1
.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dal fax 23 agosto 2006 della creditrice inviato all’appellante indicante l’importo residuo ammontante a fr. 18'200.65 (doc. 2) e dalla ricevuta _relativa al pagamento del predetto importo a favore della creditrice (doc. 3) emerge che l’esecuzione in oggetto n. _ è stata saldata il 24 agosto 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
2.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 26 settembre 2006 _ emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 40 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 203'713.95, di cui 7 promosse nel 2004, 14 nel 2005 e ben 19 nel 2006. Nel caso di specie determinante è che nell’anno in corso sono già state presentate 3 domande di proseguire l’esecuzione, che due pignoramenti sono già stati eseguiti e che sono stati già emessi 2 ulteriori avvisi di pignoramento e 4 comminatorie di fallimento. Ciò porta a concludere che la situazione finanziaria dell’escussa è andata via via deteriorandosi e che non dispone della liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello 24 agosto 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).