Decision ID: 252502a7-ee76-5568-b41b-6f6a35a2a182
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 581.50 oltre interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio dell’8 novembre 2004 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 13 dicembre 2004 il Pretpre _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 13 dicembre 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 24 dicembre 2004 AP 1 ha postulato la sospensione del fallimento fino al 31 marzo 2005, giorno in cui il suo negozio dovrebbe venire venduto. Con il ricavato egli intende saldare i suoi debiti.

Considerato
In diritto:
1.
a)
Secondo l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
b)
L’appellante non si è avvalso di alcun fatto nuovo intervenuto anteriormente alla dichiarazione di fallimento. L’art. 174 cpv. 1 LEF non può quindi essere applicato.
2.
a)
Secondo l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
L'appellante non ha provato con documenti di avere, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, estinto l'esecuzione in oggetto che ha portato alla dichiarazione di fallimento, né di avere depositato il relativo importo. D'altro canto la creditrice non ha ritirato la domanda di fallimento in esame, per cui, non risultando adempiuto alcuno dei presupposti previsti dall'art. 174 LEF cpv. 2 cifra 1-3 LEF, il fallimento non può essere annullato.
In via abbondanziale va rilevato che nemmeno il requisito della solvibilità è stato reso verosimile dall'appellante. Dall'estratto 8 febbraio 2005 dell'UEF _ risulta che nei suoi confronti sono pendenti 44 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 48'248.60, di cui 3 promosse nel 2003, 34 nel 2004 e le rimanenti 7 nel 2005. Per 14 esecuzioni è già stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene l'elevato numero delle esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante, il fatto che da anno in anno la sua situazione debitoria sia andata peggiorando e la constatazione che per un elevato numero di esecuzioni si sia già giunti all’emissione della comminatoria di fallimento, indicano che il debitore non è più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che egli si trovi in uno stato d'illiquidità.
All’appellante, che intende pagare i suoi debiti dopo la vendita del suo negozio prevista per il 31 marzo 2005, va ricordato che la prova del pagamento dell’esecuzione in oggetto così come la documentazione atta a rendere verosimile la sua solvibilità vanno prodotte entro il termine di 10 giorni fissato per presentare appello e che tale termine non può essere sospeso (cfr. Giroud, op. cit. n. 11 e 24 ad art. 174 LEF).
Non avendo pertanto l'appellante adempiuto i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF cifra 1-3 e ancor meno reso verosimile la sua solvibilità, nemmeno l'art. 174 cpv. 2 LEF può essere applicato. Il fallimento di _ va quindi confermato.
3.
L'appello 24 dicembre 2004 di _ va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).