Decision ID: 41a575ab-7e89-538a-aa15-67e04722a757
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1979, da ultimo attivo quale collaboratore presso il servizio di sicurezza di _, nel marzo 2013 ha inoltrato una domanda di prestazioni a seguito dei postumi di un infortunio stradale occorsogli il 23 giugno 2013 2014 (doc. 4 inc. AI), evento che è stato assunto dalla _.
Con decisione su opposizione del 30 aprile 2018 l’assicuratore infortuni ha segnatamente posto l’assicurato al beneficio di una rendita d’invalidità del 40%, con effetto dal 3 novembre 2016 (doc. 82 inc. AI), modificando di conseguenza la precedente decisione formale del 17 gennaio 2017 in cui non era stata riscontrata un’incapacità al guadagno (doc. 157 inc. AI).
1.2. L’Ufficio AI, acquisita la documentazione dalla _ – tra cui la perizia 13 gennaio 2017 del dr. med. _ (doc. 153 inc. LAINF) posta a fondamento della succitata decisione formale 17 gennaio 2017 –, facendo poi riferimento al rapporto finale 20 settembre 2018 del proprio Servizio medico regionale (in seguito: SMR) (doc. 90 inc. AI) ed al rapporto 13 agosto 2019 della consulente in integrazione professionale (doc. 113 inc. AI), con decisione del 13 gennaio 2020, debitamente preavvisata, ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal 1° dicembre 2014 al 28 febbraio 2017, con versamento dal 1° aprile 2014 trattandosi di una domanda tardiva ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI.
1.3. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso chiedendo il rinvio degli atti all’amministrazione per ulteriori atti istruttori.
Rileva come nella decisione su opposizione 30 aprile 2018 (per un grado d’invalidità del 40% dal 3 novembre 2016 continua) l’assicuratore LAINF si sia basato sulla più recente perizia del 2 febbraio 2018 del dr. med. _, senza più tener conto dalla precedente perizia del 13 gennaio 2017 allestita dal dr. med. _ posta a fondamento della decisione formale 17 gennaio 2017(concludente per un grado d’incapacità al guadagno nullo), circostanza di cui l’Ufficio AI non ha tenuto conto. Sostiene che l’amministrazione erroneamente non ha considerato che prima del danno alla salute egli era vice-responsabile della sicurezza della _, motivo per cui la definizione del reddito da valido, determinato sulla base dei salari statistici relativi alle categorie 77,79-82 (attività amministrative e dei servizi di supporto), va applicato il livello di competenze 2 con valori statistici maggiori di quello del livello no. 1 (attività semplici e ripetitive). L’insorgente contestata inoltre la deduzione sociale del 10% applicata dall’Ufficio AI, postulando una percentuale del 15%.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI chiede la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata.
Ritiene corretta la valutazione medico-teorica del proprio servizio medico, producendo in allegato le annotazioni 23 febbraio 2020 del medico SMR dr. med. _ in cui sono spiegati i motivi per cui la perizia del dr. med. _ è stata ritenuta più affidabile di quella del dr. med. _. L’amministrazione conferma altresì la valutazione economica, rimarcando come l’assicurato non abbia svolto, prima del danno alla salute, la funzione di vice-responsabile della sicurezza e che anche in applicazione del livello di categoria no. 2 il risultato finale non cambierebbe. Da ultimo, l’Ufficio AI ribadisce la riduzione sociale del 10%.
1.5. Su richiesta del TCA, il 17 agosto 2020 il ricorrente ha prodotto l’accordo concluso il 25 aprile 2018 con la _ che è stato recepito dalla decisione su opposizione 30 aprile 2018 (VII).
1.6. Con scritto 4 settembre 2020 l’amministrazione ha preso posizione in merito al succitato accordo e ribadito la richiesta di reiezione del ricorso (IX).
considerato

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato una rendita (intera) limitata nel tempo, sopprimendola dal 1° marzo 2017.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
S
econdo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3.
Q
ualora l'amministrazione entra nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss.
OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen,
in
Schaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198).
L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “
se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
In particolare, l
a costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29
bis
è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI).
2.4. Nel caso concreto, trattandosi unicamente di affezioni infortunistiche, l’Ufficio AI ha fatto riferimento alla perizia 13 gennaio 2017 allestita dal dr. med. _ (specialista in chirurgia) per conto della _, il quale ha ritenuto l’assicurato totalmente inabile nella sua precedente attività di collaboratore del servizio di sicurezza, ma abile al 100% in attività adeguate (pagg. 289 e 281 inc. LAINF). La perizia è stata recepita dal SMR con rapporto finale 20 settembre 2018 (doc. 90 inc. AI).
In quel rapporto finale, il dr. med. _ ha ripreso le diagnosi:
"
(...)
Diagnosi principale
Con influsso sulla
CL
St. d. ricostruzione LCA e LCP con allograft in artroscopia ginocchio destra, AMO placca acetabolo destro il 20.05.2016.
St. d. artroscopia, prelievo di semitendinoso gracile dalla parte contro laterale, plastica del LCP e postero-laterale in aperto ginocchio destro il 06.02.2015 per instabilità complessa parte centrale, laterale e postero-laterale ginocchio destro in esiti di artroscopia e plastica del LCP con Allograft e LCA con semitendinoso e gracile del 29.04.2014.
Ulteriori diagnosi con influsso sulla CL
St. d. politrauma su incidente della strada il 23.6.13 con /su:
-
lussazione di anca destra,
-
frattura acetabolo destro,
-
trauma ginocchio destro con lesione dei legamenti crociati,
-
lesione parziale del tendine popliteo, lesione parziale del tendine rotuleo, lesione della cartilaginea di III grado con condito femorale mediale, distorsione dei legamenti collaterali,
-
molteplici ferite lacerocontuse braccio e avambraccio destro.
St. d. riposizione chiusa anca destra 24.06.13.
St. d. revisione chirurgica braccio destro, ginocchio destro con borsectomia 24.06.13.
St. d. riduzione lussazione anca ed osteosintesi acetabolare 25.06.13.
St. d. rimozione corpi estranei avambraccio destro 05.07.2013.
(...)” (pag. 262 inc. AI)
Quali limitazioni funzionali il medico SMR, sempre con riferimento alla perizia del dr. med. Küpfer, ha elencato quanto segue:
"
(...)
L’A. può:
- di rado sollevare e portare pesi fino a 5kg fino ad altezza dei fianchi, può di rado portare pesi da 5-10kg fino ad altezza dei fianchi ma non può più portare pesi oltre 10kg fino all’altezza dei fianchi, non può più portare pesi oltre 10kg fino altezza dei fianchi. Il paziente può di rado sollevare pesi fino a 5kg fino sopra l’altezza del petto, non può più sollevare pesi oltre 5kg sopra l’altezza del petto;
- spesso fare lavori di leggera entità (montaggio leggero, può talvolta maneggiare attrezzi di media entità (avvitare e forare), non può più fare lavori di pesante entità o molto pedante entità. Il paziente può di rado fare lavori sopra la testa, non può più fare lavori con rotazione sia dell’asse corporea, sia dell’anca e del ginocchio destro, molto spesso fare lavori seduto e inclinato in avanti, talvolta fare lavori in piedi ed inclinato in avanti, non può più fare lavori inginocchiato o con la flessione delle ginocchia;
- molto spesso fare lavori seduto di lunga durata e può di rado fare lavori in piedi di lunga durata;
- spesso camminare fino a 50m, talvolta camminare oltre 50m, non può più camminare lunghi tragitti. Non può più camminare sul terreno accidentato. Può di rado salire le scale. Non può più salire su scale a pioli.
- Per l’impiego delle due mani non ci sono limiti.
In un’attività adatta per esempio un lavoro maggiormente seduto (due terzi) e un terzo in piedi senza camminare lunghi tragitti e senza portare pesi oltre i 5kg e senza salire sempre le scale su e giù, l’A. potrebbe lavorare senz’altro in misura di 100% nell’intera giornata. In un’attività unicamente seduta (ufficio) il paziente potrebbe lavorare tutta la giornata in misura del 100%. (...)” (pag. 264 inc.AI)
Di conseguenza, il dr. med. _, tenuto conto dei precedenti gradi d’inabilità riconosciuti dall’assicuratore LAINF, ha ritenuto l’assicurato inabile al 100% in qualsiasi attività dal 23 giugno 2013 (giorno dell’infortunio) sino al 30 settembre 2013; inabile al 100% dal 18 dicembre 2013 in avanti, ma unicamente nell’abituale attività; in attività adeguate l’abilità al lavoro è stata definita in misura piena, con effetto dal 3 novembre 2016 (data della visita peritale presso il dr. med. Küpfer).
Con il presente ricorso l’assicurato contesta la succitata valutazione medico-teorica del SMR, rimarcando come l’amministrazione non abbia tenuto conto della più recente perizia 2 febbraio 2018 del dr med. _ (specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia) eseguita per conto della _, base della decisione su opposizione 30 aprile 2018 con la quale è stato riconosciuto il diritto ad una rendita d’invalidità del 40%. In quel rapporto il succitato specialista, distanziandosi in parte dalla valutazione del dr. med. _ per quel che concerne le limitazioni fisiche (pag. 320 inc. LAINF), ha ritenuto sostenibile l’attuale nuova attività dell’assicurato (addetto alla distribuzione della merce per una ditta di prodotti gastronomici) iniziata nell’aprile 2017 iniziata nell’aprile 2017) e svolta nella misura del 50%. Il dr. med. _ ha poi concluso che
“se, considerando il profilo di sostenibilità formulato sopra, sia possibile conseguire un aumento del volume temporale in un’altra attività andrebbe stabilito nell’ambito di un accertamento professionale. A questo proposito si consiglia la notifica all’assicurazione per l’invalidità”
(cfr. la traduzione in italiano della perizia redatta in tedesco, pag. 321 inc. LAINF). Di conseguenza l’assicuratore LAINF ha preso in considerazione un’abilità del 50% in qualsiasi attività.
Fondandosi su quest’ultima perizia, dopo sottoscrizione di un accordo datato 26 aprile 2018 con l’assicurato, con decisione su opposizione del 30 aprile 2019 la _ gli ha riconosciuto il diritto ad una rendita d’invalidità del 40% dal 3 novembre 2016 (doc. 82 inc. AI). Con questa pronunzia l’assicuratore LAINF ha modificato la precedente decisione formale del 17 gennaio 2017 in cui fra l’altro, tenuto conto della perizia del dr. med. _, aveva negato il diritto alla rendita in assenza di un’incapacità al guadagno (doc. 156 inc. AI).
Solo con la risposta di causa l’Ufficio AI ha inoltrato una dettagliata ed esaustiva presa di posizione 13 febbraio 2020 del dr. med. _ in merito alla perizia del dr. med. _ (quest’ultima già presente nel dossier AI, visto l’aggiornamento della documentazione da parte dalla _ del 27 giugno 2018; cfr. pag. 239 inc. AI). Il quel rapporto il medico SMR ha concluso:
"
(...)
dalla valutazione del Dr. med. _ del 03.11.2016 alla valutazione del Dr. med. _ del 02.02.2018, non vi è stato alcun ulteriore intervento chirurgico subito dall’A. che ne ha modificato lo status.
In conclusione si ribadisce che la valutazione del Dr. med. _ del 02.02.2018 trattasi di una diversa valutazione dello stesso stato di salute dell’A., già ampiamente accertato e valutato dall’ortopedico Dr. med. _ il 03.11.2016.
Per cui
si conferma il rapporto medico del 20.09.2018
.”
2.5. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Va inoltre ricordato che
per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato (determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA) di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico. Scopo e senso del nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli
uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'Ufficio AI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (cfr. STF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 p. 174, con riferimenti).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Va poi evidenziato
che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc
) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
2.6. Va ricordato che la nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti; d’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135, 126 V 292, 119 V 471).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine, g
li organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 pag. 170).
Il principio del coordinamento è in seguito stato relativizzato dal TF, il quale ha stabilito non vincolante la valutazione dell’invalidità da parte dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione per l’invalidità verso l’altro assicuratore, tant`è che il primo non può interporre opposizione ad una decisione del secondo e viceversa (DTF 131 V 362 e da ultimo DTF 133 V 549).
2.7. Nell’evenienza concreta, richiamata la giurisprudenza in materia di valore probatorio dei rapporti medici di cui al consid. 2.5, questo Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di confermare la perizia del dr. med. _, fatta propria dal SMR e quindi di discostarsi dalle conclusioni della valutazione del dr. med. _ e questo per i seguenti motivi.
Come rettamente concluso nelle annotazioni 13 febbraio 2020 del medico SMR, che tra le due perizie non vi è stata alcuna modifica della situazione medica e che le stesse sono pertanto una diversa valutazione della medesima situazione.
Per quel che concerne la definizione dell’abilità nell’abituale attività, nella perizia 13 gennaio 2017 il dr. _ aveva tenuto in considerazione quella di collaboratore di sicurezza (vigilanza) presso un grande magazzino (attività cessata non per motivi di salute), ritenendola non più esigibile per via delle limitazioni funzionali (in particolare dovuti alle problematiche al ginocchio destro e all’anca destra) (cfr. punto no. 6.7 della perizia).
Avendo nell’aprile 2017 l’assicurato iniziato una nuova attività, nel rapporto 2 febbraio 2018 il dr. _ ha evidenziato:
"
(...) Attualmente l’assicurato lavora presso un’azienda di importazioni di generi alimentari. Lo stesso descrive in dettaglio la sua settimana lavorativa nel paragrafo 3.2.3 della perizia. Si tratta di una attività alternata con fasi da seduto, in piedi e di deambulazione. Il sollevamento e il trasporto di carichi non è limitato. È in grado di caricare e scaricare da sé il piccolo transporter.
L’aumento dei dolori sotto carico e l’affaticabilità dopo due giorni lavorativi esigono un giorno libero a metà settimana. In quale misura all’affaticabilità contribuisca anche l’assunzione regolare di Tramadol, un oppioide, il sottoscritto non è in grado di valutarlo con sufficiente competenza specifica.
Al sottoscritto l’attività attuale descritta pare ragionevolmente adeguata al quadro algico.
Secondo i dati verificabili dell’assicurato, il tempo di lavoro confrontato con un orario settimanale di lavoro regolare corrisponde a un grado di occupazione del 50%. (...)” (pag. 320 inc. LAINF)
A tal riguardo, nelle annotazioni 13 febbraio 2020 il dr. med. _, con riferimento alla lettera di dimissione del Pronto soccorso dell’Ospedale _ del 4 giugno 2017, ha spiegato che la suddetta attività risulta essere inadeguata alle condizioni di salute dell’assicurato.
Determinante è tuttavia la valutazione dell’abilità in attività adeguate, rispettose delle limitazioni fisiche, che il dr. _ ritiene data al 100%, mentre il dr. _ ha rinviato ad un accertamento professionale.
Tale accertamento è stato fatto dal Servizio IP nel cui rapporto 13 agosto 2019 segnatamente si legge:
"
(...) L'Assicurato risulta essere abile al 100 % in attività adeguate e leggere. Considerato che lo stesso ha un'attività lavorativa abbiamo provveduto a far svolgere un periodo di accertamento professionale presso il SIL così da poter vedere la sua resistenza nel caso in cui oltre alla sua attività svolgesse qualcos'altro.
Durante il colloquio conoscitivo si è però riscontrato che l'Assicurato svolge l'attività in misura del 65 % e non del 50 % come indicato nel contratto. Tale attività viene svolta su 4 giornate lavorative. Risulta evidente che quindi nei 4 giorni lavorativi l'Assicurato lavora in media 7 ore giornaliere.
È stato quindi organizzato un periodo di accertamento professionale tramite SIL così da poter valutare la sua resistenza.
Viene proposto uno stage di 2 mesi presso una panetteria dove svolge 4 ore a settimana e che riesce a svolgere nella misura completa con un rendimento dell'80%. D'altra parte lo stage è stato svolto in panetteria un'attività da svolgere prevalentemente in piedi ed in effetti dopo 2 ore di attività l'Assicurato ha dimostrato segnali che evidenziavano delle difficoltà.
In sede di Job coaching l'Assicurato afferma che preferisce lavorare con calma e quindi investire più ore anche se viene pagato solo al 50 %. In questa attività i tragitti non superano la durata di un'ora.
L'Assicurato dimostra che ha, un'attività che lo occupa di principio 30 ore settimanali, riconducibili a 26 tolte le eventuali pause. Oltre a tale attività è riuscito a svolgere l'attività di pasticciere per 4 ore settimanali con un rendimento dell'80%.
Possiamo quindi dedurre che se l'Assicurato svolgesse un'attività più rispettosa dei limiti funzionali dove possa alternare la posizione, dove non deve alzare troppi pesi e dove non deve fare troppi scalini l'Assicurato potrebbe benissimo svolgerla nella misura completa come indicato in sede medica.
Inoltre in sede di colloquio finale con il SIL ha dichiarato che molto probabilmente ha trovato un secondo datore di lavoro per poter aumentare la sua parte impiegatizia. (...)” (pag. 315 inc. AI)
Nel medesimo rapporto, dopo un periodo di osservazione, la consulente IP ha concluso: “
Considerata la sua situazione di orari di lavoro, dopo anche l’accertamento in attività non prettamente adeguate possiamo confermare quanto indicato in sede medica, ovvero che l’assicurato in un’attività più rispettosa dei suoi limiti funzionali risulta essere abile al 100% con rendimento pieno”
(pag. 316 inc. AI).
In queste circostanze, viste le affidabili e concludenti risultanze della perizia _, a cui va conferito valore probatorio pieno, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp.. 57, 551 e 572), il TCA ritiene dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati),
che dal 3 novembre 2018 (data della visita peritale del dr. med. _) l’assicurato risulta essere abile al 100% in attività adeguate rispettose delle limitazioni funzionali come stabilto dal SMR e dalla consulente IP.
Va poi fatto presente che non risultano né tantomeno sono state fatte valere affezioni invalidanti extra-infortunistiche, motivo per cui correttamente l’Ufficio AI ha fatto riferimento alla valutazione medico-teorica del dr. _, senza dover procedere ad ulteriori accertamenti. Infatti, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base a un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF 9C_847/2017 del 31 maggio 2018 consid. 5.1.; STF 9C_35/2018 del 29 marzo 2018 consid. 6; STF 9C_588/2017 del 21 novembre 2017 consid. 7.2.; STF 9C_775/2016 del 2 giugno 2017 consid. 6.4.; STF 8C_794/2016 del 28 aprile 2017 consid. 4.2.; STF 9C_737/2012 del 19 marzo 2013; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b; 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
In queste circostanze, vi è un valido motivo per scostarsi da quanto stabilito dalla _ nella succitata decisione su opposizione, ancorché cresciuta in giudicato, fondata del resto sull’accordo concluso il 26 aprile 2018 (VII+1, parzialmente ripreso nella stessa decisione su opposizione) e sulla valutazione 2 febbraio 2018 del dr. med. _.
2.8. Occorre ora procedere alla graduazione dell’invalidità mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.2), il cui calcolo è stato esposto nella decisione impugnata.
2.8.1. Secondo giurisprudenza, riassunta nella STF 9_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata
senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).
Quale reddito da valido l’amministrazione, fondandosi sui dati statistici relativi alla categoria 77,79-82 (attività amministrative e servizio di sopporto), livello 1 (attività semplici e ripetitive), settore maschile, ha preso in considerazione un importo di fr. 56'014,50.