Decision ID: 154373ff-8ae8-474a-af2f-ad1da1e1dbab
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. A seguito di una richiesta di informazioni del 17 settembre 2002 inoltrata dalla
Direzione Nazionale Antimafia di Roma, basata sulla indagini condotte dai col-
leghi di Catanzaro in merito ad un traffico di sostanze stupefacenti orchestrato
da una cosca di stampo n’dranghetistico di Mesoraca, in data 19 dicembre
2002 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) ha avviato
un procedimento penale nei confronti di C. e D. per titolo di organizzazione
criminale ai sensi dell’art. 260 ter
CP, infrazione aggravata alla legge federale
sugli stupefacenti ai sensi dell’art. 19 cifra 1 e 2 LStup e riciclaggio di denaro
giusta l’art. 305 bis
CP, indagine poi estesa nel corso dell’attività investigativa
ad altre persone, tra cui A., ed ad ulteriori reati.
B. Con atto d'accusa del 20 ottobre 2011, il MPC ha disposto il rinvio a giudizio
davanti dal Tribunale penale federale di A. ed altri per titolo di organizzazione
criminale ai sensi dell'art. 260 ter
CP, riciclaggio di denaro ai sensi dell'art.
305 bis
CP, infrazione aggravata alla LStup ai sensi dell'art. 19 cpv. 1, 2 e 4
LStup, infrazione alla legge federale sulle armi ai sensi dell'art. 33 cpv. 1 e 3
nonché 22b, falsità in documenti ai sensi dell'art. 251 CP, conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione ai sensi dell'art. 253 CP e disobbedienza
a decisioni dell'autorità ai sensi dell'art. 292 CP.
C. Il 28 febbraio 2012 la Corte penale del Tribunale penale federale ha sospeso il
procedimento e rinviato l'atto d'accusa al MPC, affinché quest'ultimo riassu-
messe le prove che non erano state assunte regolarmente durante la proce-
dura preliminare, segnatamente per l'esecuzione di tutta una serie interrogato-
ri in contraddittorio non ancora avvenuti (v. ordinanza del Tribunale penale fe-
derale SK.2011.23 del 28 febbraio 2012).
D. Il 29 maggio 2012 A., ritenendo violati i suoi diritti di difesa attraverso il rifiuto
dell'autorità inquirente di rinviare alcuni interrogatori, ha presentato al procura-
tore federale B. una domanda di ricusazione.
E. Con scritto del 30 maggio 2012 il procuratore federale B. ha trasmesso la
suddetta domanda alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale,
postulandone la reiezione.
F. Nella sua replica dell'11 giugno 2012 A. ha confermato la sua domanda di ri-
cusazione, scritto trasmesso per informazione al procuratore federale B.
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Diritto:
1.
1.1 Giusta l'art. 58 cpv. 1 CPP, la parte che intende chiedere la ricusazione di una
persona che opera in seno a un'autorità penale deve presentare senza indu-
gio la relativa domanda a chi dirige il procedimento non appena è a cono-
scenza del motivo di ricusazione; deve rendere verosimili i fatti su cui si fonda
la domanda. L'art. 59 cpv. 1 lett. b prevede che se è invocato un motivo di ri-
cusazione di cui all'art. 56 lettere a o f oppure se una persona che opera in
seno a un'autorità penale si oppone alla domanda di ricusazione presentata
da una parte in virtù dell'art. 56 lettere b-e, decide senza ulteriore procedura
probatoria e definitivamente la giurisdizione di reclamo, nei casi in cui sono in-
teressati il pubblico ministro, le autorità penali delle contravvenzioni o i tribu-
nali di primo grado.
1.2 Nella fattispecie, la domanda di ricusa del 29 maggio 2012 riguarda il procura-
tore federale B., ragione per cui la competenza di questa Corte per la sua trat-
tazione è pacifica.
2. A. afferma che il procuratore federale B., programmando sei interrogatori tra il
3 ed il 14 maggio 2012 e altri ventidue tra il 1° giugno al 31 luglio 2012 a Lu-
gano, senza coinvolgere le difese e rifiutando svariate domande di rinvio, ab-
bia violato i diritti della difesa. Nella sua domanda di assistenza giudiziaria in
materia penale del 4 maggio 2012 alla Corte di cassazione di Roma, il magi-
strato inquirente avrebbe motivato la stessa dichiarando che
"Per quanto attiene al reato di organizzazione criminale di cui all'art.
260ter CP è stato possibile accertare in Svizzera l'esistenza di un'orga-
nizzazione criminale di stampo 'ndranghetistico autonoma e indipen-
dente, operante dal 1° agosto 1994 (data di entrata in vigore in Svizzera
del reato di organizzazione criminale, art. 260ter CP) fino al dicembre
2006, attiva principalmente sull'asse Cantone Ticino – Cantone Zurigo,
la quale ha mantenuto perduranti e continui rapporti con le cosche ori-
ginarie calabresi...".
Tali affermazioni, unitamente al rifiuto di rinviare alcuni interrogatori di cui so-
pra, evidenzierebbero un'attitudine prevenuta del procuratore federale B. nei
confronti dell'istante giusta l'art. 56 lett. f CPP.
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2.1 Secondo l'art. 56 lett. f CPP, chi opera in seno a un'autorità penale si ricusa se
per altri motivi (rispetto a quelli elencati alle precedenti lettere), segnatamente
a causa di rapporti di amicizia o di inimicizia con una parte o con il suo patro-
cinatore, potrebbe avere una prevenzione nella causa.
2.2 Nella fattispecie, occorre rilevare che la fissazione di diversi interrogatori in
uno stretto lasso di tempo è stata motivata dal MPC con la necessità di proce-
dere celermente con l'istruzione, impostazione che ha toccato tutti gli accusati
nel procedimento e non solo l'istante (v. act. 1 e 3.6). Per quanto riguarda i
termini della rogatoria, il suo contenuto può pacificamente costituire la convin-
zione dell'autorità inquirente elvetica, assodato che sarà comunque il tribunale
di merito a statuire sulla colpevolezza o meno dell'istante. Ciò detto, quanto
precede non permette di certo di concludere che il procuratore federale B., per
motivi di inimicizia, sia prevenuto nella causa che lo oppone all'istante. Va qui
aggiunto che le doglianze presentate dall'istante avrebbero tutt'al più potute
essere presentate a questa Corte mediante reclamo giusta gli art. 393 e segg.
CPP, ciò che non è stato il caso.
2.3 In definitiva, la domanda di ricusazione va respinta.
3. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della
procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa.
La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8
cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-
petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF;
RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1'500.--. L'istante ritiene
che, beneficiando egli della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio concesso-
gli dal MPC nel corso della procedura preliminare, le spese giudiziarie e ripeti-
bili sono in ogni caso da accollare allo Stato. A tal proposito occorre rilevare
che la decisione del MPC in tale ambito non vale automaticamente per la pre-
sente procedura, disponendo il Tribunale adito sempre la possibilità di rifiutare
il gratuito patrocinio allorquando una richiesta è sprovvista di possibilità di
successo (cfr. sentenza del Tribunale federale 1B_705/2011 del 9 maggio
2012, consid. 2.3.2, con giurisprudenza e dottrina ivi citate). La tassa di giusti-
zia è quindi accollata all'istante.
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