Decision ID: 6090dea4-7709-59f0-8267-252be94ae919
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso
dall’Ufficio
d’esecuzione (UE) di Locarno il 19 gennaio 2021, la RI 1
procede contro PI 1 per l’incasso di fr. 449.80 oltre a interessi e spese. Il precetto esecutivo è stato notificato alla moglie dell’escusso il 21 gennaio 2021. Con e-mail dello stesso giorno, egli ha comunicato all’UE di fare opposizione
“per i motivi che la ditta RI 1 è a conoscenza visto che ho risposto con una raccomandata nel mese di Dicembre”
.
B.
Per errore l’UE ha rinviato all’escutente il suo esemplare del precetto esecutivo il 5 febbraio 2021 con la menzione “nessuna opposizione”.
C.
Il 15 febbraio la RI 1 ha chiesto la continuazione dell’esecuzione.
D.
Il 18 febbraio l’UE ha dichiarato la domanda irricevibile adducendo come motivo:
“precetto esecutivo con opposizione”
.
E.
Con ricorso del 22 febbraio 2021, la RI 1 chiede di annullare la decisione d’irricevibilità, di dichiarare nulla l’opposizione interposta dal debitore il 21 gennaio 2021 e di dare avvio al pignoramento dei beni di quest’ultimo, protestate spese e ripetibili.
F.
L’escusso non ha presentato osservazioni mentre l’UE, nelle sue del 27 aprile 2021, si rimette al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver corretto l’errata menzione apposta il 5 febbraio 2021 in buona fede e in conformità della realtà dei fatti.

Considerando
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato alla procedente, avvenuta il 18 febbraio 2021, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
La ricorrente censura anzitutto la forma dell’opposizione, avvenuta per e-mail, ricordando che secondo il sito internet degli uffici di esecuzione e fallimento del Cantone Ticino, ove l’escusso non interponga subito opposizione all’atto della notifica del precetto esecutivo, egli deve inoltrare l’opposizione per scritto e apporre
“data e firma”
, un’opposizione per via elettronica essendo ammissibile, secondo l’art. 33
a
cpv. 2 LEF, solo con un’e-mail munita di una firma elettronica qualificata, onde permettere la verifica dell’identità del mittente ed evitare così che terzi possano danneggiare il patrimonio dell’escutente.
2.1
Orbene, le indicazioni del sito internet citato dalla ricorrente non hanno forza di legge. L’art. 74 cpv. 1 LEF non impone per l’opposizione al precetto esecutivo la forma scritta dell’art. 14 CO (con firma manuale o elettronica qualificata), ma permette all’escusso di dichiararla “verbalmente o per scritto”. Sin dagli albori della LEF, il Tribunale federale ha confermato che l’opposizione non soggiace all’osservanza di alcuna forma (DTF 22 I 706, confermata in DTF 108 III 7 consid. 1;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol.
I, 1999, n. 37 ad art. 74 LEF;
Malacrida/Roesler
in:
SchKG, Kurz-kommentar, 2
a
ed. 2014, n. 4 ad art. 74 LEF;
Bessenich
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 12 ad art. 74 LEF;
Ruedin
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 8 ad art. 74 LEF).
Così l’opposizione scritta non firmata dall’escusso o dal suo rappresentante è di principio ricevibile (DTF 28 I 398), perlomeno se non sussistono indizi oggettivi e concreti ch’essa non emana da una persona autorizzata, com’è pure ammissibile l’opposizione dichiarata telefonicamente all’ufficio, se esso non ha dubbi sull’identità del chiamante e non gli dichiara immediatamente di non volerla ricevere (DTF 99 III 63 segg. consid. 4, 59 III 141), presupposti che valgono anche per l’opposizione interposta per fax (DTF 127 III 182) e pertanto per e-mail (
Ruedin
, op. cit., n. 11 ad art. 74).
Bessenich
(op. cit. ad n. 14) e
Ruedin
(op. cit. ad n. 10)
ritengono invero che la firma dell’escusso sia necessaria se l’opposizione è presentata per scritto dopo la notifica del precetto, ma senza motivare tale esigenza e senza spiegare la contraddizione con
le loro affermazioni secondo cui l’opposizione non soggiace ad alcuna forma e
le regole in materia di opposizione telefonica si applicano all’opposizione per telefax
.
2.2
Nella fattispecie la ricorrente non indica circostanze suscettibili di far dubitare dell’autenticità dell’e-mail del 21 gennaio 2021. All’e-mail è del resto allegata una copia digitale del precetto esecutivo (20210121_110224.jpg e 20210121_110251) a riprova che il mittente era l’escusso (in questo senso per l’opposizione interposta per telefono: DTF 99 III 65 consid. 4). La decisione dell’Ufficio di ritenere l’opposizione ammissibile non presta quindi il fianco alla critica.
2.3
Nulla di diverso si evince dall’art. 33
a
cpv. 2 LEF. La norma concerne gli atti che per legge devono rivestire la forma scritta, ciò che, come appena visto, non è il caso dell’opposizione al precetto esecutivo.
3.
La ricorrente critica inoltre la forma della decisione d’irricevibilità, lamentando la mancanza di riferimenti di legge e dei rimedi giuridici.
La legge non impone invero agli uffici di esecuzione un obbligo corrispondente a quello delle autorità di vigilanza d’indicare sulle loro decisioni i rimedi giuridici (
DTF 142 III 647 consid.
3.2; sentenza della CEF 15.2019.26 del 10 settembre 2019
consid. 1) né esige l’indicazione dei “riferimenti di legge”. Del resto la ricorrente è riuscita apparentemente senza difficoltà a presentare e motivare il ricorso in esame. Pretestuosa, la censura non merita ascolto.
4.
La ricorrente si duole infine del
“netto contrasto”
tra la decisione d’irricevibilità e quella risultante dal suo esemplare del precetto esecutivo, munito del timbro “nessuna opposizione” con la data del 5 febbraio 2021, come del fatto che l’UE ha poi modificato il precetto cancellando il timbro del 5 febbraio e apponendone uno nuovo con la dicitura “fatto opposizione” e la data del 17 febbraio 2021, successiva alla ricezione della domanda di proseguimento (del 15 febbraio).
4.1
Giusta l’art. 17 cpv. 4 LEF, in caso di ricorso l’ufficio può, fino all’invio della sua risposta, riconsiderare il provvedimento impugnato. Tale facoltà è un’estensione di quella conferitagli dalla giurisprudenza prima dell’adozione dell’art. 17 cpv. 4 LEF di revocare o modificare i propri provvedimenti fino alla scadenza del termine di ricorso (
Gilliéron
, op. cit., n. 256 ad art. 17), di modo che all’ufficio è tuttora data la possibilità della riconsiderazione anche in assenza di ricorso finché il termine di ricorso non è scaduto e un ricorso con effetto devolutivo completo non è stato inoltrato (DTF 97 III 6 consid.
3;
Erard
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 64 ad art. 17 LEF
).
4.2
Al momento in cui l’UE ha modificato il precetto esecutivo e poi emesso la decisione d’irricevibilità della domanda di prosecuzione, il termine di ricorso contro l’errata constatazione dell’assenza di opposizione apposta sull’esemplare del precetto destinato al creditore non era neppure iniziato a decorrere dal momento che l’escusso ne sarebbe venuto a conoscenza (facendo scattare il termine: art. 17 cpv. 1 LEF) solo con l’avviso di pignoramento. L’ufficio era quindi autorizzato a rimediare al proprio errore. Ne segue che
il ricorso va respinto.
5.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).