Decision ID: 619dc4fc-b809-40de-afe9-967d72352bb6
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
La società A._, con sede a X._, è iscritta nel Registro di
commercio – secondo quanto risultante dal relativo estratto – dal 22 feb-
braio 1994. Essa ha per scopo statutario segnatamente il « (...) ». Detta
società è iscritta nel registro dei contribuenti IVA dell’Amministrazione
federale delle contribuzioni (AFC) con il numero (...), almeno dal
22 febbraio 1994.
B.
B.a Il 19 gennaio 2019, l’AFC – sulla base della cifra d’affari totale annuale
di 2'138'450 franchi dichiarata per l’anno 2017 (ovvero, la cifra d’affari
determinante per il calcolo del canone per le imprese) – ha fatturato alla
A._ l’importo di 910 franchi a titolo di canone radiotelevisivo per le
imprese per l’anno 2019.
B.b Con scritto 7 febbraio 2019, la A._ ha contestato la predetta
fattura, asserendo di non possedere alcun apparecchio per la ricezione
radiotelevisiva a scopo di lucro e che il suo personale sarebbe già tenuto a
pagare il canone radiotelevisivo a titolo privato.
B.c Con scritto 27 marzo 2019, l’AFC ha informato la A._ in merito
al fatto che dal 1° gennaio 2019 le imprese assoggettate all’IVA che
realizzano una cifra d’affari di almeno 500'000 franchi annui – come nel
suo caso – sono tenute a versare un canone radiotelevisivo,
indipendentemente dal possesso o meno di un apparecchio di ricezione
radiotelevisivo. Essa ha altresì spiegato che il calcolo del canone per le
imprese per l’anno 2019 si fonda sulla cifra d’affari totale annuale di
2'138'450 franchi da lei dichiarata per l’anno 2017.
B.d Il 6 maggio 2019, l’AFC ha notificato alla A._ il primo richiamo
di pagamento della fattura del 19 gennaio 2019.
B.e Con scritto 10 maggio 2019, la A._ ha contestato il predetto
primo richiamo di pagamento, criticando il nuovo sistema di riscossione del
canone radiotelevisivo per le imprese fondato sulla cifra d’affari annua e le
differenze esistenti nell’imposizione di una piccola impresa rispetto ad una
grande impresa, invocando altresì una doppia imposizione, dal momento
che le persone che la compongono pagano già un canone radiotelevisivo
a titolo privato.
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B.f Con scritto 12 giugno 2019, l’AFC ha notificato alla A._ il
secondo richiamo di pagamento della fattura del 19 gennaio 2019.
B.g Con precetto esecutivo (PE) n. (...) del 29 novembre 2019, l’AFC ha
poi avviato nei confronti della A._ la procedura di esecuzione per
l’importo di 910 franchi, oltre accessori, a titolo di « [c]anone radiotelevisivo
2019 per le imprese ».
A detto PE la A._ ha fatto opposizione totale in data 2 dicembre
2019.
B.h Con decisione 5 novembre 2020, l’AFC ha confermato l’imposizione
della A._ al pagamento del canone radiotelevisivo per le imprese
per l’anno 2019 di 910 franchi, oltre accessori. Nel contempo, essa ha
eliminato l’opposizione al PE n. (...) del 29 novembre 2019 dell’Ufficio di
esecuzione di Y._, del medesimo importo.
C.
C.a Avverso la predetta decisione, la A._ (di seguito: ricorrente o
società ricorrente) ha inoltrato ricorso 3 dicembre 2020 dinanzi al Tribunale
amministrativo federale. In sunto, la ricorrente postula l’annullamento della
decisione impugnata e che l’opposizione al precetto esecutivo n. (...) del
29 novembre 2019 di 910 franchi venga dichiarata come giustificata.
C.b Con risposta 2 febbraio 2021, l’autorità inferiore si è essenzialmente
riconfermata nella propria decisione, postulando la reiezione del ricorso.
D.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei
considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-
dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate
all’art. 33 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo
federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF
(cfr. art. 31 LTAF). In particolare, le decisioni emanate dall’AFC in materia
di riscossione del canone radiotelevisivo per le imprese con rigetto dell’op-
posizione conformemente all’art. 79 della legge federale dell’11 aprile 1889
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sulla esecuzione e sul fallimento (LEF, RS 281.1) – come in concreto –
sono impugnabili dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito:
Tribunale; cfr. art. 70b cpv. 2 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla
radiotelevisione [LRTV, RS 784.40]; art. 33 lett. d LTAF). Il Tribunale è
dunque competente per dirimere la presente vertenza. Fatta eccezione per
quanto prescritto direttamente dalla LTAF come pure da eventuali
normative speciali, la procedura dinanzi al Tribunale è di principio retta
dalla PA (cfr. art. 37 LTAF).
1.2 Pacifica è poi la legittimazione a ricorrere della società ricorrente,
essendo la stessa destinataria della decisione qui impugnata e avendo un
interesse al suo annullamento (art. 48 PA). Il ricorso è inoltre stato
interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle
esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). Il ricorso
è pertanto ricevibile in ordine e va esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del
potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché
l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).
2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti
(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con-
sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit
administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della
massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia
limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-
zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure
sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-
sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27
consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rüge-
prinzip ») l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non
appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e
presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. DTF 141
V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio
inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal
dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II
425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere
processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che
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interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in
particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice
sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso
contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza
di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 con-
sid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).
2.3 Giusta l’art. 190 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 della
Confederazione Svizzera (Cost., RS 101), le leggi federali e il diritto inter-
nazionale sono determinanti per il Tribunale federale e per le altre autorità
incaricate dell’applicazione del diritto, e quindi anche per il Tribunale am-
ministrativo federale. Ne consegue che l’applicazione delle leggi federali
non può essere negata né nel contesto del controllo astratto né in quello
concreto delle norme. Secondo la giurisprudenza, si tratta di una condi-
zione di applicazione e non di un divieto di controllo; il controllo della
costituzionalità di una legge federale può giustificarsi a titolo pregiudiziale.
Se l’incostituzionalità è stabilita, la legge deve comunque essere applicata
e il Tribunale federale può solo invitare il legislatore a modificare la
disposizione in questione (cfr. DTF 146 II 56 consid. 6.2.2; 144 I 340
consid. 3.2; 139 I 180 consid. 2.2; 136 II 120 consid. 3.5; [tra le tante]
sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 2.3).
3.
Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la riscossione nei confronti della
società ricorrente del canone radiotelevisivo per le imprese per l’anno 2019
dell’importo di 910 franchi, oltre accessori, nonché la relativa procedura
d’esecuzione avviata nei suoi confronti con PE n. (...) del 29 novembre
2019, a seguito del suo mancato pagamento.
Prima di entrare nel merito al riguardo (cfr. consid. 4 del presente giudizio),
qui di seguito il Tribunale richiamerà i principi applicabili alla presente
fattispecie (cfr. considd. 3.1-3.8 del presente giudizio).
3.1 Secondo il principio della legalità, ogni attività dello Stato deve fondarsi
su di una base giuridica (cfr. art. 5 cpv. 1 Cost). In termini di contenuto, il
principio della legalità richiede che l’attività dello Stato sia basata su un
principio giuridico (regola generale e astratta) di sufficiente livello e densità
normativa.
Il principio della legalità è di particolare importanza nel diritto fiscale. Ne
consegue che un’imposta pubblica può essere riscossa solo se e nella
misura in cui si fonda su di una base legale formale (cfr. art. 164 cpv. 1
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lett. d Cost., in combinato disposto con l’art. 5 cpv. 1 Cost.; BLUMEN-
STEIN/LOCHER, System des schweizerischen Steuerrechts, 7a ed. 2016,
pag. 5). L’art. 127 Cost. (principi dell’imposizione fiscale) dispone che il
regime fiscale, in particolare la cerchia dei contribuenti, l’imponibile e il suo
calcolo, è, nelle linee essenziali, disciplinato dalla legge medesima, cioè in
una legge in senso formale (cpv. 1). Per quanto compatibile con il tipo di
imposta, in tale ambito vanno osservati in particolare i principi della gene-
ralità e dell’uniformità dell’imposizione, come pure il principio dell’imposi-
zione secondo la capacità economica (cpv. 2). Questi requisiti (in partico-
lare quelli dell’art. 127 cpv. 1 Cost.) si applicano in linea di principio sia alle
imposte che alle tasse (o contributi) causali (cfr. DTF 143 I 220 con-
sid. 5.1.2). Tuttavia, la giurisprudenza ha reso tali requisiti più flessibili per
quanto riguarda la fissazione di alcuni di questi tributi. La competenza di
fissarne l’ammontare può essere più facilmente delegata all’organo esecu-
tivo. Se il principio della legalità non deve essere svuotato della sua
sostanza, lo stesso non può nemmeno essere applicato in maniera troppo
stretta, tale da entrare in contrasto irriducibile con la realtà giuridica e le
esigenze della pratica (cfr. DTF 143 I 220 consid. 5.1.2; 141 V 509 con-
sid. 7.1.1; 140 I 176 consid. 5.2; sentenze del TF 2C_1061/2015 del 9 gen-
naio 2017 consid. 2.1.2; 2C_116/2014 del 16 agosto 2016 consid. 5.3).
D'altra parte, il principio della legalità si applica strettamente alla materia
fiscale in senso stretto e non è soggetto ad alcuna eccezione. La base
legale formale sulla quale l’imposta viene riscossa deve contemplare tutti
gli elementi essenziali dell’imposizione. Se la legge delega all’organo ese-
cutivo la competenza di stabilire un tributo, deve indicare, almeno a grandi
linee, la cerchia dei contribuenti, l’oggetto e la base di calcolo del tributo
(cfr. DTF 143 I 227 considd. 4.2, 4.2.1-4.2.3; 136 I 142 consid. 3.1; 120 Ia
171; sentenza del TF 2C_667/2016 del 25 marzo 2020 consid. 3.4.3; [tra
le tante] sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 3.1).
3.2 Secondo la Cost., la radio e la televisione contribuiscono all’istruzione
e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intratte-
nimento. Considerano le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni.
Presentano gli avvenimenti in modo corretto e riflettono adeguatamente la
pluralità delle opinioni (cfr. art. 93 cpv. 2 Cost.). L’indipendenza della radio
e della televisione nonché l’autonomia nella concezione dei programmi
sono garantite (cfr. art. 93 cpv. 3 Cost.).
L’art. 93 cpv. 1 Cost. dispone che la legislazione sulla radiotelevisione
nonché su altre forme di telediffusione pubblica di produzioni e informazioni
compete alla Confederazione. L’art. 93 Cost. non soltanto attribuisce alla
Confederazione una completa competenza legislativa, ma la obbliga anche
a fare in modo che sia adempito il mandato di prestazione costituzionale e
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ad assicurarne il finanziamento (cfr. Messaggio del 29 maggio 2013 con-
cernente la modifica della legge federale sulla radiotelevisione [LRTV; di
seguito: Messaggio LRTV], FF 2013 4237, con riferimento a: MÜLLER/LO-
CHER, Gutachten zur Neuordnung der Rundfunkfinanzierung in der
Schweiz aus verfassungsrechtlicher Sicht, 13 novembre 2009, pag. 20, in:
< www.bakom.admin.ch >, ultimo accesso 13.05.2022; HÄFELIN/MÜL-
LER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 8a ed 2020, n. 2874; [tra le
tante] sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 3.2 con
rinvii).
3.3 Nel suo Messaggio LRTV, il Consiglio federale ha proposto un nuovo
sistema di canone indipendente dagli apparecchi di ricezione per il finan-
ziamento del servizio pubblico radiotelevisivo (cfr. FF 2013 4237). Così
facendo, il Consiglio federale ha adempiuto il mandato parlamentare, se-
condo cui era stato incaricato di preparare un progetto di legge permettente
di abbandonare il sistema di canone precedentemente in vigore, legato al
possesso di un apparecchio di ricezione radiofonico o televisivo. La
necessità di un tale cambiamento nel sistema è stata riconosciuta, anche
perché oggi – grazie a telefoni cellulari, tablet e computer – la radio e la
televisione possono essere ricevute anche senza un apparecchio di
ricezione convenzionale ed esiste un tale dispositivo in grado di ricevere
praticamente in ogni casa (e impresa; cfr. [tra le tante] sentenza del TAF
A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 3.3 con rinvii).
Per quanto concerne, il canone radiotelevisivo per le imprese, il Messaggio
LRTV indica che lo stesso « [...] sarà calcolato in base alla cifra d’affari
totale annua, accertata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni
(AFC) in concomitanza al rilevamento dell’imposta sul valore aggiunto
(IVA). Le imprese di piccole dimensioni, la cui cifra d’affari rimane al di sotto
di una determinata soglia, saranno esonerate dal canone. L’importo a
partire dal quale sorge l’obbligo di versamento sarà stabilito dal Consiglio
federale nell’ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) e verrà
fissato presumibilmente a 500 000 franchi [...] » (cfr. FF 2013 4237, 4238
seg.). Il limite previsto di 500'000 franchi corrisponde al limite dell’obbligo
di tenere la contabilità e di presentare i conti del nuovo diritto contabile
(cfr. art. 957 cpv. 1 cifra 1 della legge federale del 30 marzo 1911 di
complemento del codice civile svizzero [CO, RS 220]; [tra le tante]
sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 3.3).
3.4
3.4.1 Il popolo svizzero ha approvato la revisione della LRTV il 14 giugno
2015 e, dal 1° gennaio 2019, il nuovo canone radiotelevisivo viene riscosso
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dalle economie domestiche e dalle imprese (cfr. art. 86 cpv. 1 dell’ordinan-
za del 9 marzo 2007 sulla radiotelevisione [ORTV, RS 784.401]; HÄFE-
LIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 2875). Le norme di procedura pertinenti
sono, in linea di principio, quelle in vigore al momento dell’esame del ricor-
so (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2), fatte salve eventuali disposizioni speciali
di diritto transitorio (cfr. sentenza del TAF A-5832/2016 del 18 aprile 2017
consid. 1.7.1). Per quanto riguarda le norme materiali applicabili, queste
sono in linea di principio quelle in vigore al momento in cui si sono verificati
i fatti giuridicamente determinanti, fatte salve eventuali disposizioni speciali
di diritto transitorio (cfr. DTF 136 V 24 consid. 4.3; 130 V 445 consid. 1; [tra
le tante] sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 3.4).
3.4.2 I fatti qui contestati riguardano la riscossione del canone radiote-
levisivo per le imprese per l’anno 2019. Ciò significa che sono qui applica-
bili la LRTV e l’ORTV nelle loro rispettive versioni valide nel 2019. Le
modifiche della LRTV e dell’ORTV entrate in vigore il 1° gennaio 2021 non
sono quindi applicabili alla presente fattispecie (cfr. RU 2021 239; [tra le
tante] sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 4). Qui
di seguito, con la menzione ORTV e alla LRTV, verrà quindi fatto riferimento
all’ORTV e alla LRTV, nelle loro versioni in vigore fino al 31 dicembre 2020.
3.5 Giusta l’art. 68 cpv. 1 LRTV, la Confederazione riscuote un canone per
finanziare l’adempimento del mandato di prestazioni costituzionale in ma-
teria di radio e televisione (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-212/2021
dell’8 dicembre 2021 consid. 4.1 con rinvii; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN,
op. cit., n. 2875; parimenti art. 68a cpv. 1 lett. a-g LRTV).
Il canone è riscosso per economia domestica di tipo privato o collettività e
per impresa (cfr. art. 68 cpv. 2 LRTV). Giusta l’art. 68a cpv. 1 LRTV, il Con-
siglio federale stabilisce l’importo del canone per le economie domestiche
di tipo privato, le collettività e le imprese. Il legislatore si è deliberatamente
astenuto dallo specificare l’importo del canone a livello legislativo. Questo
per evitare che il Parlamento possa influenzare indirettamente la program-
mazione, eventualmente riducendo i fondi, cosa che metterebbe in pericolo
l’indipendenza della radio e della televisione garantita dall’art. 93 cpv. 3
Cost. (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021
consid. 4.1 con rinvii; Messaggio LRTV, FF 2013 4237, 4238;
HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 2875).
3.6 Giusta l’art. 70 cpv. 2 LRTV, è considerato « impresa » chiunque sia
iscritto nel registro dei contribuenti IVA dell’AFC. Giusta l’art. 70 cpv. 1
LRTV, un’impresa soggiace all’obbligo di pagare il canone se ha raggiunto
la cifra d’affari minima stabilita dal Consiglio federale nel periodo fiscale ai
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sensi dell’art. 34 della legge federale del 12 giugno 2009 sull’imposta sul
valore aggiunto (LIVA, RS 641.20) conclusosi l’anno civile precedente.
Per « cifra d’affari » ai sensi dell’art. 70 cpv. 1 LRTV s’intende la cifra
d’affari complessiva dell’impresa, al netto dell’IVA, da dichiararsi conforme-
mente alla LIVA, indipendentemente dalla sua qualifica sotto il profilo
dell’IVA. Se è applicata l’imposizione di gruppo, è determinante la cifra
d’affari complessiva del gruppo d’imposizione IVA (cfr. art. 70 cpv. 3 LRTV).
Altre qualifiche fiscali della cifra d’affari sono irrilevanti per il prelievo: ad
esempio, è irrilevante se una cifra d’affari è stata generata all’estero o in
Svizzera ai fini dell’IVA, se è stata generata dall’esportazione di merci, se
è imponibile o esente da imposte, ecc. La cifra d’affari determinante per il
canone è la cifra d’affari totale al netto dell’IVA. La cifra d’affari determi-
nante è così definita in modo più completo della cifra d’affari imponibile per
l’IVA (cfr. Messaggio LRTV, FF 2013 4237, 4238). Giusta l’art. 70 cpv. 4
LRTV, il Consiglio federale definisce la cifra d’affari minima in modo da
esentare dal canone le piccole imprese. L’importo del canone è stabilito in
base alla cifra d’affari. Il Consiglio federale stabilisce diversi livelli di cifre
d’affari con una tariffa per ogni livello (categorie tariffarie; cfr. art. 70 cpv. 5
LRTV; [tra le tante] sentenza del TAF A-212/2020 dell’8 dicembre 2021
consid. 4.2).
3.7 Sulla base dell’art. 70 cpv. 4 e 5 LRTV, il Consiglio federale ha stabilito
all’art. 67b cpv. 1 ORTV (nella versione applicabile nel 2019;
cfr. consid. 3.4.2 del presente giudizio) che la cifra d’affari annua minima
che determina l’obbligo di pagare il canone per le imprese ammonta a
500'000 franchi. Giusta l’art. 67b cpv. 2 ORTV, il canone annuo per
un’impresa ammonta, in base al livello di cifra d’affari (di seguito: CA), a:
CA in franchi Canone in franchi In % del CA
Livello 1 da 500'000 a 999'999 365 da 0.07 a 0.04
Livello 2 da 1'000'000 a 4'999'999 910 da 0.09 a 0.02
Livello 3 da 5'000'000 a 19'999'999 2’280 da 0.05 a 0.01
Livello 4 da 20'000'000 a 99'999'999 5’750 da 0.03 a 0.006
Livello 5 da 100'000'000 a 999'999'999 14'240 da 0.01 a 0.0014
Livello 6 1'000'000'000 e oltre 35'590 0.0036
3.8
3.8.1 Per quanto concerne l’introduzione del nuovo canone radiotelevisivo,
dall’art. 109b LRTV risulta che il Consiglio federale determina la data a
decorrere dalla quale è riscosso il nuovo canone radiotelevisivo (cpv. 1) e
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che sino a tale data è riscosso il canone per la ricezione privata e per quella
nell’ambito dell’attività professionale secondo il vecchio diritto (cpv. 2).
3.8.2 La natura giuridica del nuovo canone radiotelevisivo, riscosso a
partire dal 2019, è stata chiarita dal Tribunale nel 2020 (cfr. sentenza del
TAF A-2902/2019 del 16 dicembre 2020 consid. 2.6, in particolare con-
sidd. 2.6.6 e 2.6.7).
In sostanza, il Tribunale ha sancito che il canone radiotelevisivo è un’impo-
sta e non una tassa causale. Concretamente, non è il fatto di poter ricevere
servizi radiofonici o televisivi che fa nascere l’obbligo di pagare il canone
radiotelevisivo per le imprese. Questo obbligo si basa infatti su un criterio
d’assoggettamento territoriale (« Gebietsunterworfenheit »), poiché tutte le
imprese in Svizzera che sono soggette all’IVA e raggiungono una certa cifra
d’affari minima sono di principio soggette al canone radiotelevisivo. L’obbli-
go di pagare l’IVA in Svizzera è preso come base per ragioni di praticità.
Ne consegue che i principi applicabili alle imposte devono essere rispettati
(cfr. sentenza del TAF A-2902/2019 del 16 dicembre 2020 considd. 2.6.3 e
2.6.7 in fine; parimenti [tra le tante] sentenza del TAF A-212/2021
dell’8 dicembre 2021 considd. 4.3.2 e 5.2).
4.
4.1 Nel suo ricorso, la società ricorrente contesta la riscossione nei suoi
confronti del canone radiotelevisivo per le imprese per l’anno 2019, in
quanto a suo avviso l’autorità inferiore non potrebbe emettere nei suoi
confronti una fattura basata sull’ammontare della sua cifra d’affari, per un
servizio ch’essa non ha richiesto e nemmeno ne usufruisce, la stessa non
disponendo di apparecchi radiotelevisivi. La ricorrente fa poi valere che il
Tribunale avrebbe già riconosciuto il carattere anticostituzionale del cano-
ne radiotelevisivo per le imprese, intimando al Consiglio federale di chinarsi
immediatamente sulla questione e trovare una soluzione diversa per il
finanziamento della radio e televisione. Essa chiede dunque al Tribunale di
intervenire, facendo abolire immediatamente detto canone, assolutamente
ingiusto e anticostituzionale, con conseguente intimazione all’autorità infe-
riore di restituire il canone alle aziende che lo hanno già versato. Infine,
con riferimento alla crisi pandemica COVID-19 e al conseguente « lock-
down » che ha colpito le aziende nel 2020, durante la quale il Consiglio
federale ha dovuto elargire crediti miliardari per salvare l’economia e spe-
cialmente le piccole e medie imprese (PMI), la ricorrente si chiede altresì
se l’autorità inferiore si arrogherà ancora il diritto di emettere fatture per il
canone radiotelevisivo per le imprese (cfr. ricorso 3 dicembre 2020).
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4.2 A tal proposito, il Tribunale rileva dapprima come il canone radiotele-
visivo per le imprese non sia una tassa, bensì un’imposta (cfr. consid. 3.8.2
del presente giudizio). Esso non viene riscosso in funzione del possesso o
dell’utilizzo di apparecchi radiotelevisivi, bensì unicamente in funzione
della cifra d’affari totale annua, dichiarata nel modulo di rendiconto IVA.
Decisivo è infatti il criterio dell’assoggettamento territoriale, secondo cui le
imprese che in Svizzera realizzano una certa cifra d’affari annua sono
assoggettate al canone radiotelevisivo per le imprese (cfr. art. 70 cpv. 1
LRTV; cfr. considd. 3.6-3.7, 3.8.2 del presente giudizio). Che la ricorrente
non disponga o non utilizzi apparecchi radiotelevisivi non la esime dunque
dal pagamento del canone radiotelevisivo per le imprese.
Ora, nel caso concreto, è qui pacifico che per l’anno 2017 la società ricor-
rente – impresa assoggettata all’IVA – ha realizzato una cifra d’affari annua
di 2'138'450 franchi (cfr. atto n. 2 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore
[di seguito: inc. AFC]), tale elemento non essendo qui peraltro da lei
contestato. Sulla base di tale cifra d’affari annua – considerata dall’autorità
inferiore come la cifra d’affari determinante per la fissazione dell’ammon-
tare d’imposta provvisoriamente dovuto ai sensi dell’art. 70 LRTV per
l’anno 2019 – l’autorità inferiore ha dunque considerato che la società ricor-
rente ha raggiunto la cifra d’affari annua minima ex art. 67b cpv. 1 ORTV
ed è dunque assoggettata al pagamento del canone radiotelevisivo per le
imprese per l’anno 2019. Tale modo di procedere è corretto, sicché la
censura della ricorrente al riguardo va qui respinta.
4.3 Ciò rilevato, per quanto concerne la censura relativa al carattere antico-
stituzionale del canone radiotelevisivo per le imprese, il Tribunale osserva
come lo stesso non abbia mai sancito l’anticostituzionalità del canone
radiotelevisivo per le imprese in quanto tale. Invero, nella sentenza
A-1378/2019 del 5 dicembre 2019 il Tribunale ha unicamente constatato
che l’art. 67b ORTV – relativo al calcolo dell’importo del canone – è con-
trario alla Costituzione, nella misura in cui prevede solo sei categorie tarif-
farie per stabilire l’importo del canone radiotelevisivo per le imprese. Nel
contempo, il Tribunale ha comunque indicato che lo stesso andava nondi-
meno applicato fino all’adozione di una nuova normativa (cfr. sentenza del
TAF A-1378/2019 del 5 dicembre 2019 consid. 3.4.5). Sulla base della
predetta sentenza, nell’art. 67b cpv. 2 ORTV sono poi state introdotte
12 nuove categorie tariffarie, entrate in vigore il 1° gennaio 2021 (RU 2017
1462). Nella misura in cui queste 12 nuove categorie tariffarie non si appli-
cano retroattivamente, nel caso concreto trovano tuttavia ancora applica-
zione le 6 categorie dell’art. 67b cpv. 2 ORTV in vigore nel 2019.
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Per quanto concerne invece il canone radiotelevisivo per imprese in quanto
tale, il Tribunale ricorda come lo stesso, in quanto imposta, sia ancorato
all’art. 68 cpv. 1 e 2 LRTV – fondato a sua volta sull’art. 93 Cost. – e rego-
lamentato dagli artt. 70 segg. LRTV (cfr. considd. 3.2-3.6 e 3.8.2 del pre-
sente giudizio). Quale legge federale, la LRTV va applicata dal Tribunale
ex art. 190 Cost. (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio). Ora, l’art. 70 LRTV
fissa, per lo meno in grandi linee, il cerchio dei contribuenti, l’oggetto,
l’importo e la base di calcolo del canone radiotelevisivo per le imprese.
Esso indica infatti che il cerchio dei contribuenti è costituito dalle imprese
assoggettate all’IVA, su riserva delle piccole imprese esentate, nonché che
l’importo del canone è stabilito in base alla cifra d’affari, secondo diversi
livelli di cifre d’affari con una tariffa per ogni livello (categorie tariffarie). Ne
consegue l’art. 70 LRTV costituisce una base legale sufficiente per la
riscossione del canone radiotelevisivo per le imprese (cfr. sentenza del
TAF A-212/2021 dell’8 dicembre 2021 consid. 5.3). La richiesta di aboli-
zione del canone radiotelevisivo per le imprese oltre a non essere qui
giustificata, non è in ogni caso ammissibile, non competendo al Tribunale
di mettere in discussione le leggi federali. Lo si ricorda ancora, in virtù
dell’art. 190 Cost., il Tribunale è infatti tenuto ad applicare le leggi federali
(cfr. consid. 2.3 del presente giudizio) e dunque anche le disposizioni della
LRTV relative al predetto canone.
Quanto alla questione a sapere se per il 2020 l’autorità inferiore preleverà
o meno il canone radiotelevisivo per le imprese, il Tribunale si limita a
rilevare come tale questione esuli dall’oggetto del litigio, sicché non vi è
luogo di entrare nel merito al riguardo.
Ne consegue che le censure della società ricorrente vanno qui respinte.
4.4 In conclusione, alla luce dei considerandi che precedono, la decisione
impugnata va qui confermata e il ricorso della ricorrente respinto, per
quanto ammissibile.
5.
In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese
processuali sono poste a carico della società ricorrente qui parte integral-
mente soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008
sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono
stabilite in 400 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF). Alla crescita in giudicato del
presente giudizio, detto importo verrà detratto interamente dall’anticipo
spese di 400 franchi da lei versato a suo tempo.
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