Decision ID: 4d53f91d-22e0-5438-bab5-f4c3b7eab714
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: che nell'ambito di una causa di divorzio promossa da AO 1 (1963) con petizioni del 13 maggio 2005 e del 7 settembre 2007 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha sospeso immediatamente il 22 aprile 2010, in via provvisionale, le relazioni personali di AP 1 (1954) con le figlie E_ e I_, vietando ogni avvicinamento del convenuto a queste ultime;
che contro il “decreto supercautelare” appena citato AP 1 ha introdotto un memoriale del 7 maggio 2010 a valere come appello contro il decreto medesimo, di cui chiede l'annullamento, postulando il conferimento dell'effetto sospensivo all'impugnazione;
che l'atto non è stato notificato a AO 1 per osservazioni;
e considerando

in diritto: che nell'ambito dell'attuale procedura i giudici della prima Camera civile non sono stati ricusati (come in precedenti occasioni), onde la necessità di assolvere con solerzia il mandato giurisdizionale e di statuire senza indugio;
che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal primo giudice come “supercautelare”, ovvero
emesso senza contraddittorio;
che un decreto cautelare emanato senza contraddittorio può formare oggetto di un'istanza di revoca a norma dell'art. 379 cpv. 2 CPC, ma non di un appello (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi);
che tale giurisprudenza, non revocata in dubbio neppure dal convenuto, è sempre rimasta costante negli anni (citazioni in: Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382);
che l'appellante non pretende essere intervenuto nel caso specifico un contraddittorio, ma mette in discussione la natura del decreto in rassegna, da lui definito “un semplice decreto (...) appellabile ex art. 96 cpv. 1 e 307 CPC” (memoriale, pag. 5 in alto e 6 in fondo);
che simile argomentazione è priva di ogni pertinenza, l'atto impugnato essendo un decreto cautelare (art. 376 cpv. 2 lett. d CPC), non un decreto processuale (art. 96 cpv. 1 CPC);
che i decreti cautelari sono sì appellabili giusta l'art. 307 cpv. 1 CPC, ma solo – come si è spiegato – ove siano stati adottati “previo contraddittorio”, ciò che nella fattispecie fa manifesto difetto;
che, di conseguenza, l'appello in esame si rivela già di primo acchito irricevibile;
che l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nell'appello;
che la tassa di giustizia e le spese andrebbero a carico dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), ma che nel caso specifico conviene rinunciare a ogni prelievo, il quale si tradurrebbe verosimilmente in oneri supplementari per l'erario cantonale;
che non è il caso nemmeno di attribuire ripetibili a AO 1, cui il memoriale non è stato intimato;
che per quanto riguarda i rimedi esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una decisione incidentale, essa segue la via giudiziaria dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF);
che, sotto questo profilo, le decisioni inerenti alla regolamentazione del diritto di visita sono impugnabili con ricorso in materia civile senza riguardo a un eventuale valore litigioso (cfr., sull'art. 44 vOG, DTF 112 II 291 consid. 1);
in applicazione dell'art. 313bis CPC,