Decision ID: 2a6763d1-3582-5878-8283-2c441e8727b8
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 5 novembre 1999 il Segretario assessore della Pretura di Lugano, sezione 6, ha sciolto in luogo e vece del Pretore il matrimonio tra AO 2 (1963) e AP 1 (1968), omologando una convenzione sugli effetti del divorzio che prevedeva l'affidamento dei figli A_ (nata il 28 settembre 1996) e AO 1 (nato il 1° febbraio 1998) alla madre, con esercizio esclusivo dell'autorità parentale (riservato il diritto di visita paterno), e l'obbligo per AO 2 di versare contributi di mantenimento tra fr. 400.– e fr. 500.– mensili per ciascun figlio, assegni familiari non compresi. Dopo di allora sono sorte fra gli ex coniugi divergenze sull'accudimento dei figli che hanno dato adito a numerose procedure giudiziarie e amministrative, così come a vari interventi dei servizi di protezione dei minori. Nell'ambito di un'azione di modifica della sentenza di divorzio promossa il 22 marzo 2001 da AP 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, gli ex coniugi hanno raggiungo un accordo su una nuova regolamentazione del diritto di visita paterno, sulla conferma di una curatela educativa in favore dei figli e sull'aumento, dal dicembre del 2008, dei contributi di
mantenimento a fr. 875.– mensili per A_ e a fr. 805.–
mensili
per AO 1
, assegni familiari non compresi (inc. OA.2000.352).
B.
Nel luglio del 2013 AO 1 si è trasferito stabilmente dal padre a _, pur continuando a frequentare l'ultimo anno di scuola media a _. Il 25 settembre 2013 egli ha convenuto la madre AP 1 e il padre AO 2 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città, chiedendo – previo conferimento del gratuito patrocinio – di essere affidato al padre, di conferire al medesimo l'esercizio esclusivo dell'autorità parentale, di sopprimere il contributo alimentare a carico di lui e di obbligare la madre a versargli un contributo di mantenimento. In via cautelare egli ha sostanzialmente formulato domande identiche, sollecitando l'autorizzazione a frequentare una scuola media nel _.
C.
All'udienza del 6 novembre 2013, indetta per il tentativo di conciliazione e il contraddittorio cautelare, AP 1 ha proposto di respingere l'istanza, mentre AO 2 vi ha aderito. Su proposta del Pretore aggiunto, le parti si sono intese provvisoriamente nel senso di affidare il figlio al padre (con esercizio in comune dell'autorità parentale), di disciplinare i diritti di visita materni e di sospendere il contributo alimentare a carico di AO 2 dal dicembre del 2013 in poi. Statuendo con decreto cautelare del 2 dicembre 2013, il Pretore aggiunto ha affidato il ragazzo al padre, ha attribuito l'esercizio esclusivo dell'autorità parentale a quest'ultimo, abilitato a postulare il cambiamento della scuola frequentata dal figlio, ha disciplinato il diritto di visita materno, ha soppresso il contributo alimentare a carico del convenuto dal dicembre 2013 e ha autorizzato il convenuto medesimo a trattenere l'assegno familiare. La richiesta di contributo alimentare a carico della madre è stata respinta. Nel dicembre del 2013 AO 1 ha cominciato a frequentare la quarta media a _.
D.
Nel frattempo, con la risposta di merito del 4 dicembre 2013 AP 1 si è rimessa al giudizio del Pretore, salvo proporre – in subordine – di respingere la petizione. Le prime arringhe si sono tenute il 12 febbraio 2014 e l'istruttoria, avviata il 20 febbraio 2014, è stata dichiarata chiusa il 6 ottobre 2014. Alle arringhe finali le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel proprio memoriale dell'11 dicembre 2014 l'attore ha ribadito le domande iniziali, precisando in fr. 800.– mensili la richiesta di contributo alimentare a carico della madre. Nei loro allegati i convenuti hanno mantenuto i rispettivi punti di vista, AP 1 rimettendosi una volta ancora al giudizio del Pretore sull'affidamento del figlio al padre e opponendosi a ogni contributo di mantenimento a suo carico.
E.
Con sentenza del 20 aprile 2015 il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto la petizione, nel senso che ha affidato AO 1 al padre, ha disposto l'attribuzione in comune dell'autorità parentale, ha disciplinato il diritto di visita materno, ha revocato la curatela educativa in favore del figlio, ha soppresso il contributo di mantenimento a carico del padre dal settembre 2013 e ha fissato un contributo alimentare a carico della madre di fr. 630.– mensili dal settembre al dicembre del 2013, di fr. 495.– mensili dal gennaio al dicembre del 2014 e di fr. 550.– mensili dal gennaio del 2015 all'agosto del 2017, escluso l'assegno familiare percepito dal padre. Non sono state riscosse spese processuali né assegnate ripetibili. Tutte le parti sono state ammesse al beneficio del gratuito patrocinio.
F.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 21 maggio 2015 nel quale chiede che – conferitole il gratuito patrocinio anche in secondo grado – il giudizio impugnato sia riformato nel senso di esonerarla da ogni contributo di mantenimento per il figlio. L'appello non è stato notificato per osservazioni.

Considerando
in diritto:
1.
Il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la modifica del Codice civile svizzero sul mantenimento del figlio, del 20 marzo 2015 (RU 2014 pag. 357 segg.). Il nuovo diritto è applicabile anche ai procedimenti pendenti al momento dell'entrata in vigore della modifica (art. 13
c
bis
tit. fin. CC; v. anche art. 407
b
cpv. 1 nCPC)
.
2.
La modifica di sentenze di divorzio passate in giudicato soggiace per analogia alla procedura che regola il divorzio su azione di un coniuge (art. 284 cpv. 3 CPC), quand'anche riguardi unicamente interessi del figlio (I CCA, sentenza inc. 11.2013.57 del 23 giugno 2016, consid. 1 con rinvii). Le relative sentenze dei Pretori sono impugnabili così entro 30 giorni, sempre che, ove si tratti di modifiche vertenti su pretese meramente pecuniarie, queste ultime raggiungessero il valore di fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 e 311 CPC). Ciò è il caso in concreto, litigioso essendo il contributo alimentare preteso dall'attore, di fr. 800.– mensili dal 25 settembre 2013 fino al termine della formazione professionale prevista per l'agosto del 2017. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è pervenuta al precedente legale della convenuta il 21 aprile 2015. Depositato il 21 maggio 2015, ultimo giorno utile, l'appello in esame è di conseguenza ammissibile.
3.
All'appello AP 1 acclude la
contabilità del suo negozio
, come pure il bilancio e il conto economico 2014 allestiti il 25 aprile 2015, oltre a un conteggio 29 aprile 2015 della sua cassa malati relativo alla terza di dodici rate per il pagamento di un premio fatturato il 16 dicembre 2014. Ora, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se vengono immediatamente addotti e se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli valere nemmeno con la diligenza esigibile, tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 CPC). I documenti in questione sono successivi alla chiusura dell'istruttoria
(6 ottobre 2014) e alla decisione impugnata. Prodotti senza indugio, essi sono quindi ricevibili.
4.
Litigioso in questa sede rimane il contributo di mantenimento a carico di AP 1. Al riguardo il Pretore aggiunto ha accertato che i
l 1° settembre 2014 AO 1 ha iniziato un apprendistato quale
elettricista di montaggio AFC con uno stipendio di
fr. 526.– mensili il primo anno, di fr. 724.– mensili il secondo e di fr. 887.– mensili il terzo. Quanto al fabbisogno minimo di lui, il Pretore aggiunto lo ha calcolato (
senza assegni familiari) in fr. 1745.– mensili dal settembre del 2013 al febbraio del 2014, in fr. 1695.– mensili dal marzo all'agosto del 2014, in fr. 1520.– mensili dal settembre del 2014 al gennaio del 2015, in fr. 1870.– dal febbraio all'agosto del 2015, in fr. 1805.– mensili dal settembre del 2015 all'agosto del 2016 e in fr. 1750.– mensili dal settembre del 2016 all'agosto del 2017, presumibile conclusione dell'apprendistato.
Ciò posto, il primo giudice ha determinato il fabbisogno minimo di AP 1 nel 2013 in fr. 1870.– mensili (metà del minimo esistenziale del diritto esecutivo per coppia fr. 850.–, metà del costo dell'alloggio fr. 800.–, premio della cassa malati previa deduzione del sussidio fr. 221.35), in fr. 2005.– mensili nel 2014 (premio della cassa malati, senza sussidio, di fr. 357.85 mensili) e in fr. 1950.– mensili dal 2015 in poi (premio della cassa malati di fr. 300.– mensili, già dedotto il presunto sussidio). Riguardo alle entrate di lei, egli le ha stimate in fr. 2500.– mensili sulla base degli utili ritratti dall'attività commerciale nel 2012 e nel 2013, esclusa una perdita registrata nel 2011 per i primi mesi di attività. Calcolato il margine disponibile dell'interessata, il primo giudice ha fissato così il contributo alimentare per il figlio in fr. 630.– mensili nel 2013, in fr. 495.– mensili nel 2014 e in fr. 550.– mensili dopo di allora, il resto del fabbisogno in denaro dovendo essere coperto dal padre.
5.
Relativamente al fabbisogno in denaro di AO 1, l'appellante critica il costo dell'alloggio, facendo valere che agli atti non figurano prove sull'onere locativo di AO 2, il quale si è limitato a indicare una stima di fr. 1400.– mensili più l'acconto delle spese accessorie. Essa chiede perciò di ridurre l'importo riconosciuto dal primo giudice. Ci si può domandare se la censura sia ricevibile, l'appellante non indicando di quanto debba essere decurtata la posta del fabbisogno. Sia come sia, il Pretore aggiunto ha sostituito il costo dell'alloggio previsto nelle tabelle 2013/2015 correlate alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (fr. 340.– mensili) con un terzo del costo effettivo sostenuto dal padre, con cui vive il ragazzo. Fino al dicembre del 2015 egli ha computato pertanto un terzo degli oneri relativi all'immobile della comunione ereditaria dei nonni paterni che il genitore occupava a titolo gratuito (fr. 185.– mensili). Per il seguito, accertato che padre e figlio si sono trasferiti altrove, egli ha aumentato tale posta a fr. 535.– mensili, come AO 2 ha indicato in una lettera del 4 settembre 2014. Il trasloco a _ è avvenuto però dopo la chiusura dell'istruttoria, di modo che non si può rimproverare all'ex marito di non avere prodotto la documentazione relativa alla nuova sistemazione logistica. Per di più, l'appellante non contesta che il convenuto abbia dovuto lasciare l'immobile della comunione ereditaria e debba far fronte quindi a un maggior costo dell'alloggio, né pretende che tale costo sia eccessivo. L'argomentazione del Pretore aggiunto, secondo cui la spesa
“appare in linea con il costo medio per un appartamento confacente alle necessità di padre e figlio a _”, è rimasta per finire incontestata
. Al riguardo non giova dunque diffondersi.
6.
Per quel che riguarda le proprie entrate, l'appellante afferma che rispetto all'ultima decisione di modifica della sentenza di divorzio il suo reddito è sensibilmente diminuito, giacché essa non lavora più come strumentista di sala operatoria, ma ha aperto un suo negozio di accessori per la casa, articoli da regalo e saponeria. A mente sua dunque il reddito di fr. 2500.– mensili stimato dal primo giudice non è ottenibile, anche perché dalla documentazione contabile prodotta dopo l'emanazione della sentenza impugnata risulta che nel 2014 il negozio ha conseguito un utile di soli fr. 7457.–. Considerata altresì la perdita registrata nel 2011, l'appellante chiede così di accertare il proprio reddito attorno a fr. 1200.– mensili operando una media su quattro anni di attività.
a)
Il Pretore aggiunto ha accertato che, cessata l'attività come strumentista di sala operatoria prima all'Ospedale _ di _ e poi alla clinica privata _ di _, alla fine di ottobre del 2011 AP 1 ha aperto un negozio di accessori per la casa, articoli da regalo e saponeria in città vecchia a _ (“_” di AP 1). Egli ha appurato che tale attività ha accusato nei primi mesi (dal 21 ottobre al 31 dicembre 2011) una perdita d'esercizio di fr. 8548.65, ma ha generato un utile di fr. 29
092.06 nel 2012 (rettificato in fr. 32
000.– dall'autorità fiscale) e di fr. 30
717.– nel 2013. Ricordato che il negozio è stato aperto soltanto verso la fine di ottobre del 2011, il Pretore aggiunto ha tenuto conto unicamente degli anni 2012 e 2013, stimando il guadagno della convenuta in fr. 2500.– mensili.
b)
Il reddito di un lavoratore indipendente è quello medio, calcolato sull'arco di più anni (di regola almeno tre), e deve ancorarsi al bilancio e al conto perdite e profitti dell'azienda oppure, non esistendo contabilità, a dati che risultano dalle dichiarazioni fiscali, senza trascurare eventuali detrazioni straordinarie, deduzioni ingiustificate e consumi privati (RtiD II-2004
pag. 617 n. 38c). Risultati d'esercizio vistosamente favorevoli
o vistosamente sfavorevoli possono, in determinate circostanze, essere esclusi dalla media (I CCA, sentenza inc. 11.2012.158 del 9 marzo 2015, consid. 5a). Verificandosi una costante flessione o un costante aumento dei redditi, fa stato invece – come per i lavoratori dipendenti – il guadagno dell'ultimo anno (RtiD II-2014 pag. 748 consid. 5a con rimandi; I CCA, sentenza inc. 11.2014.1 del 28 gennaio 2016, consid. 7b con numerosi rimandi).
c)
L'appellante chiede anzitutto di considerare la perdita registrata dal negozio nel 2011. La tesi si esaurisce tuttavia in una mera rivendicazione, senza che l'interessata spieghi perché la motivazione del Pretore aggiunto, secondo cui il risultato d'esercizio nelle prime settimane di apertura di un negozio non può ritenersi significativo a medio termine, sarebbe erronea. Carente di motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), al riguardo l'appello si rivela finche irricevibile.
d)
Circa l'utile dell'esercizio 2014, di soli fr. 7457.81, la
documentazione contabile prodotta in appello non manca di lasciare perplessi. Se di fronte a entrate dell'attività commerciale in costante aumento (fr. 120
718.34 nel 2012, fr. 145
810.62 nel 2013, fr. 153
358.14 nel 2014) può apparire giustificato un aumento proporzionale delle uscite, segnatamente quelle raggruppate come “costi merci”, nella contabilità del 2014 si nota tuttavia un incremento dei costi per la pubblicità (da fr. 2631.55 nel 2012 e fr. 2174.60 nel 2013 a fr. 15
823.20 nel 2014), delle spese di rappresentanza (da fr. 219.– nel 2012 e
fr. 3394.85 nel 2013 a fr. 6274.40 nel 2014), così come l'inse
rimento di un nuovo costo per “stand esposizione” (fr. 1411.75)
e la rivalutazione delle assicurazioni aziendali (da fr. 605.–
nel 2012 e fr. 653.40 nel 2013 a fr. 5377.85 nel 2014: doc. 11B
della contabilità 2012 e 2013 e contabilità 2014 prodotta in appello). L'appellante non accenna però a spiegazioni sui motivi che l'hanno indotta ad aumentare sensibilmente tali spese, né sulle ragioni del tracollo degli utili netti nel 2014, che in precedenza si erano pur sempre attestati su una media di fr. 30
000.– annui. Se si considera che le spese di pubblicità, rappresentanza ed esposizione configurano un investimento a medio-lungo termine, è ragionevole supporre che in tale prospettiva gli esercizi commerciali successivi beneficino di simile strategia. La valutazione del primo giudice, che si è ancorato forzatamente a una prognosi di attendibilità relativa, resiste dunque alla critica, fermo restando la possibilità per l'interessata di chiedere una modifica del contributo alimentare nel caso in cui la citata stima si rivelasse inadeguata (art. 286 cpv. 1 CC).
7.
L'appellante chiede di aumentare il proprio fabbisogno minimo a fr. 3071.35 mensili nel 2013, a fr. 3565.85 mensili nel 2014 e a fr. 3565.85 mensili dal 2015 in poi. Fa valere che il suo convivente non ha obblighi di mantenimento verso di lei e che non vi sono garanzie sulla continuità della relazione. Ciò imporrebbe di rivalutare il minimo esistenziale del diritto esecutivo a fr. 1350.– mensili e il costo dell'alloggio a fr. 1500.– mensili. L'interessata sostiene inoltre di essere tenuta a rimborsare i sussidi della cassa malati percepiti in passato, sicché nel 2014 e nel 2015 le va riconosciuto il premio mensile di fr. 357.85 più il rimborso del premio, di fr. 358.– mensili.
a)
Nella fattispecie non è contestato che dal 1° settembre 2010 AP 1 vive stabilmente con una terza persona. In casi del genere fa stato, per giurisprudenza invalsa di questa Camera, il minimo esistenziale che le andrebbe riconosciuto se vivesse da sé sola (RtiD I-2006 pag. 667 consid. 6; I CCA, sentenza inc. 11.2013.93 dell'8 maggio 2015, consid. 11a con riferimenti). L'interessata chiede di riconoscerle il minimo esistenziale di fr. 1350.– mensili che il diritto esecutivo prevede per un “debitore monoparentale con obblighi di mantenimento”, ma trascura che il figlio vive dal padre già dal luglio del 2013 e che la figlia risiede in un foyer dal dicembre di quell'anno (doc. 1A; verbale del 24 giugno 2014, pag. 9 a metà). A
ll'appellante andrebbe riconosciuto quindi l'importo base di fr. 1350.– unicamente per il 2013, mentre in seguito essa non potrebbe pretendere più di fr. 1200.– mensili riconosciuti a un “debitore che vive da solo” (
FU 68/2009 pag. 6292 cifra I/1;
BOA n. 24 pag. 11 in basso;
I CCA, sentenza inc. 11.2011.85 dell'11 ottobre 2012, consid. 6b con rimandi).
b)
Relativamente al costo dell'alloggio, l'appellante indica una spesa di fr. 1500.– mensili con la laconica motivazione che essa viveva con i figli. La stessa appellante ha riconosciuto nondimeno che al pagamento della pigione provvede il suo convivente (interrogatorio del 24 giugno 2014: verbali, pag. 8 a metà e pag. 10; si veda anche il certificato per l'ammissione al gratuito patrocinio). Che quegli non abbia obblighi di mantenimento nei confronti di lei e non sia tenuto a prestarle assistenza nell'adempimento dell'obbligo di mantenimento verso i figli nati dalla precedente unione (cfr. art. 278 cpv. 2 CC) è pacifico. Se di fatto egli paga il canone di locazione per entrambi, in ogni modo, l'appellante non può pretendere di vedersi inserire nel fabbisogno minimo una spesa inesistente (I CCA, sentenza inc. 11.2006.41 del 28 dicembre
2012, consid. 8; sentenze del Tribunale federale 5A_372/2015
del 29 settembre 2015, consid. 3.3 con rinvii e 5A_403/2016 del 24 febbraio 2017, consid. 5.4.3). Sotto questo profilo l'importo di fr. 800.– mensili riconosciuto dal Pretore aggiunto andrebbe quindi stralciato dal fabbisogno minimo dell'appellante.
c)
In merito al premio della cassa malati, l'appellante sostiene che il suo assicuratore le ha chiesto il rimborso dei sussidi
ricevuti in precedenza, così come figura nel conteggio del 29 aprile 2015 prodotto in questa sede. In realtà la documentazione citata non consente di desumere se e in che misura il rimborso si riferisca al premio pagato dalla madre o a quello per i figli. Sia come sia, l'art. 26 cpv. 4 della la legge di applicazione della legge federale sull'assicurazione malattie (RL 6.4.6.1) prevede che per valutare il diritto alla riduzione dei premi fa stato la situazione dei conviventi, se la convivenza è stabile. Inoltre eventuali riduzioni di premi indebitamente percepite devono essere restituite dal beneficiario all'assicuratore presso il quale è affiliato (art. 49 cpv. 1). Considerata la presumibile capacità economica del convivente dell'appellante, di professione medico (interrogatorio del 24 giugno 2014: verbali, pag. 10), si può presumere che – contrariamente alle previsioni del Pretore aggiunto – l'interessata non abbia più diritto al sussidio e sia tenuta a restituire quanto percepito a titolo di sovvenzione.
In simili circostanze nel fabbisogno minimo dell'appellante andrebbe inserito il premio pieno della cassa malati, che ammontava a fr. 355.20 nel 2013 (polizza acclusa al certificato per l'ammissione al gratuito patrocinio) e a fr. 357.85 mensili nel 2014, come indica l'appellante (doc. 10B). Eventuali pretese di rimborso inerenti a sussidi per i figli, invece, rientrerebbero se mai nel fabbisogno in denaro dei medesimi, fermo restando che
i
l mantenimento della famiglia è in ogni modo prioritario rispetto al rimborso di debiti verso terzi, quand'anche tali debiti siano stati contratti per l'economia domestica (DTF 127 III 292 consid. 2a/bb con rinvii; sentenza del Tribunale federale 5A_453/2009 del 9 novembre 2009, consid. 4.3.2 pubblicato in: SJ 2010 I 327; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5A_1029/2015 del 1° giugno 2016, consid. 3.3.1.3 in fine).
d)
Di regola, un genitore tenuto a sostentare un figlio maggiorenne in forza dell'art. 277 cpv. 2 CC ha diritto di conservare un agio del 20% sul proprio minimo esistenziale del diritto esecutivo (sentenza del Tribunale federale 5A_435/2011 del 14 novembre 2011 consid. 8.2.1 con rinvio; v. anche RtiD II-2010 pag. 630 n. 19c consid. 5). A ben vedere nel fabbisogno minimo dell'appellante andrebbe inserita così una maggiorazione di fr. 240.– mensili dal febbraio del 2016.
e)
L'interessata lamenta che a suo carico resteranno anche le imposte non ammesse dal Pretore aggiunto nel fabbisogno minimo. Essa medesima dà atto nondimeno che in situazioni di grave ristrettezza l'onere fiscale va tralasciato (DTF 140 III 339 consid, 4.2.3 e 4.3 con riferimenti; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2014.36 del 9 novembre 2016 consid. 6c). La doglianza cade dunque nel vuoto.
f)
Quanto ai timori evocati dall'appellante sulla stabilità della sua convivenza, risulta che questa è iniziata nel settembre del 2010 (interrogatorio del 24 giugno 2014, verbali pag. 9 a metà) e sussiste tuttora. Dovessero intervenire cambiamenti, i contributi in favore dei figli potranno sempre essere adattati alle nuove circostanze, segnatamente ove si modifichino le possibilità finanziarie dei genitori (art. 286 CC).
g)
In definitiva, il fabbisogno minimo dell'appellante calcolato secondo la giurisprudenza di questa Camera ammonterebbe a fr. 1705.20 mensili nel 2013 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1350.–, premio della cassa malati fr. 355.20), a fr. 1557.85 mensili nel 2014 e nel 2015 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, premio della cassa malati fr. 357.85) e a fr. 1797.85 dal 2016 in poi (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, maggiorazione del 20% fr. 240.–, premio della cassa malati fr. 357.85). Considerato che il Pretore aggiunto ha determinato il fabbisogno minimo di lei in fr. 1870.– mensili nel 2013, in fr. 2005.– mensili nel 2014 e in fr. 1950.– mensili dal 2015 in poi, nel risultato la decisione impugnata si rivela finanche favorevole all'appellante.
8.
L'appellante sottolinea che nel settembre del 2014 il figlio ha iniziato un apprendistato con uno stipendio di fr. 526.– mensili il primo anno, di fr. 720.– mensili il secondo e di fr. 887.– mensili il terzo, ciò che va imputato al ragazzo in proporzione di un terzo. Essa ricorda altresì che gli assegni familiari sono riscossi da AO 2 e si duole di non essere informata sull'andamento della formazione professionale del figlio. Ora, che un genitore non affidatario, così come un genitore senza autorità parentale (art. 275
a
CC), abbia diritto di essere aggiornato regolarmente sui risultati e gli sviluppi della formazione del figlio è indubbio, tant'è che simile obbligo di informazione rientra nei doveri del figlio previsti dalla legge (
Schwenzer/Cottier
in: Basler Kommentar, ZGB I, 5a edizione, n. 2 e n. 5 ad art. 272). Qualora AO 1 non dovesse attenervisi, l'appellante insisterà quindi presso di lui per ottenere i necessari ragguagli. Non dovesse riceverli, essa potrà rivolgersi al giudice (I CCA, sentenza inc. 11.2014.85 del 10 giugno 2016 consid. 8 con rinvio). Per il resto, il fabbisogno minimo dell'attore è già stato decurtato della quota di reddito percepita da quest'ultimo e degli assegni familiari, di modo che al riguardo la sentenza impugnata è corretta.
9.
Secondo il nuovo art. 301
a
CPC la decisione che fissa contributi di mantenimento deve menzionare quali elementi del reddito e della sostanza di ciascun genitore e di ciascun figlio sono stati presi in considerazione per il calcolo. Nel caso in esame la decisione di questa Camera si limita a confermare la sentenza del Pretore. A futura memoria è opportuno accertare nondimeno che il reddito di AO 1 ammonta a fr. 526.– mensili dal settembre del 2014 all'agosto del 2015, a fr. 724.– mensili dal settembre del 2015 all'agosto del 2016 e a fr. 887.– mensili dal settembre del 2016 all'agosto del 2017, che il contributo alimentare in suo favore ascende a fr. 630.– mensili dal settembre al dicembre del 2013, a fr. 495.– mensili dal gennaio al dicembre del 2014 e a fr. 550.– mensili dal gennaio del 2015 all'agosto del 2017, assegni familiari non compresi. Il reddito di AP 1 è di fr. 2500.–
mensili
e il di lei fabbisogno minimo era di fr. 1870.– mensili nel 2013, di fr. 2005.– mensili nel 2014 ed è di fr. 1950.– mensili dal 2015 in poi. Quanto a AO 2, il suo reddito risulta di fr. 5547.– mensili, senza gli assegni familiari, per rapporto a un fabbisogno minimo, senza imposte né rimborsi dei debiti, di fr. 2531.– mensili fino al gennaio del 2015 e di fr. 3232.– mensili dopo di allora (allegati al certificato per l'ammissione al gratuito patrocinio; doc. 5A, 6A, 9A, 12A, 16A, 17A, 21A). Egli deve provvedere inoltre al mantenimento della figlia
A_ versando fr. 875.– mensili più gli assegni familiari (doc. E).
Il fabbisogno in denaro di AO 1
risulta pertanto coperto
.
10.
Le spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato per osservazioni. La richiesta di gratuito patrocinio formulata dall'appellante non entra in linea di conto, giacché l'appello appariva fin dall'inizio senza possibilità di accoglimento (art. 117 lett. b CPC), tanto da non essere stato notificato alla controparte. Delle condizioni economiche verosimilmente difficili in cui versa l'appellante si tiene conto, comunque sia, moderando sensibilmente l'ammontare della tassa di giustizia.
11.
Circa i rimedi esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso (fr. 26 060.–) non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.