Decision ID: 3899e873-9821-50d9-a39f-c5b3bfdb8faf
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1 è proprietaria della particella n. 1_ di _ (bottega a pianterreno: 18 m2), sulla quale è iscritto un onere di sporgenza (n. 167/1: camera e bagno al 1° piano, bagno-wc al 2° piano, porzione di camera al piano solaio) in favore della contigua particella n. _ (casa e negozio: 25 m2). Tale fondo è sottoposto al regime della proprietà per piani, la cui unità n. 18 _ (con diritto esclusivo sull'appartamento n. 3) beneficia della sporgenza per quanto riguarda il secondo piano e il solaio del fondo serviente, appartenente a AP 1, il quale possiede anche la limitrofa particella n. _5 (66 m2). Gli immobili in questione si trovano in una stradina del nucleo ad _.
B. In esito a un'istanza presentata il 20 giugno 2012 da CO 1, con decreto cautelare del 24 ottobre 2012 il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna ha vietato a RE 1 di ‟porre mano, direttamente o indirettamente, ovvero per il tramite di terze persone da lui incaricate, a qualsivoglia opera o intervento edilizio sulla particella n. 1_ di _, proprietà di CO 1, segnatamente di intraprendere lavori su questa proprietà, a dipendenza della licenza edilizia, ora cresciuta in giudicato, rilasciatagli dal Municipio di _ relativamente alla sopraelevazione della casa esistente ai mappali n. _5/_ RFD del Comune di _ di cui alla risoluzione municipale n. 1672 dell'8 novembre 2010ˮ, fissando all'istante un termine fino al 31 gennaio 2013 per promuovere l'azione di merito (inc. CA.2012.22). Adita dal convenuto, con sentenza del 10 dicembre 2014 questa Camera ha confermato il decreto cautelare (inc. 11.2012.142).
C. Il 31 gennaio 2013 CO 1 ha promosso l'azione di merito nei confronti di RE 1, postulando la conferma dei divieti decretati dal Pretore aggiunto in via cautelare. Nella sua risposta del 29 gennaio 2015 il convenuto ha proposto di respingere la petizione. Con replica del 19 febbraio 2015 e duplica del 16 marzo 2015 le parti hanno ribadito le loro posizioni. Alle prime arringhe del 6 maggio 2015 entrambe hanno notificato prove.
L'istruttoria, cominciata seduta stante, si è conclusa il 2 marzo 2017. Il 9 giugno 2017, prima delle arringhe finali, RE 1 ha comunicato al Pretore aggiunto di rinunciare all'esecuzione dell'opera, sollecitando espressamente lo stralcio della causa dal ruolo per acquiescenza. Invitata a presentare osservazioni, CO 1 ha chiesto il 20 giugno 2017 di porre le spese a carico del convenuto e di calcolare l'indennità per ripetibili in suo favore sulla base di un valore litigioso di fr. 400 000.–.
D. Con decreto del 3 agosto 2017 il Pretore aggiunto ha stralciato la causa dal ruolo per acquiescenza. Le spese processuali di complessivi fr. 5000.– sono state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'attrice fr. 27 000.– per ripetibili.
E. Contro il decreto appena citato RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 31 agosto 2017 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di suddividere le spese processuali a metà e di compensare le ripetibili o, quanto meno, di ridurre l'indennità per ripetibili a fr. 6000.–. Nelle sue osservazioni del 16 ottobre 2017 CO 1 propone di respingere il reclamo.

Considerando
in diritto: 1. Una decisione in materia di spese giudiziarie è impugnabile a titolo indipendente soltanto mediante reclamo (art. 110 CPC). Se essa è stata emanata – come in concreto – nell'ambito di una procedura ordinaria, il termine per ricorrere è di 30 giorni (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie il decreto di stralcio impugnato è stato notificato al patrocinatore del convenuto il 16 agosto 2017 (tracciamento degli invii n. 98._), dopo essere rimasto in giacenza all'ufficio postale dal 4 agosto precedente. Il termine d'impugnazione sarebbe quindi cominciato a decorrere l'11 agosto 2017 (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC; RtiD I-2015 pag. 966 n. 58c), salvo protrarsi al 16 agosto 2017 in virtù dell'art. 145 cpv. 1 lett. b CPC. Introdotto il 31 agosto seguente, l'appello in esame è pertanto tempestivo.
2. Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto, accertato un caso di acquiescenza, ha rifiutato di suddividere le spese processuali in ragione di metà ciascuno e di compensare le ripetibili, come chiedeva il convenuto. Egli ha rilevato che quest'ultimo non era stato coinvolto suo malgrado nella causa. L'attrice infatti era stata costretta a adire la via giudiziaria per evitare che egli procedesse alla costruzione litigiosa. Né – ha soggiunto il primo giudice – l'attrice ha abusato dei propri diritti, tanto meno ove si consideri che la sua istanza cautelare è stata accolta. Non soccorrendo per altro motivi d'equità, egli ha posto così le spese processuali a carico del convenuto.
Quanto all'indennità per ripetibili, il Pretore aggiunto l'ha calcolata sulla base di un valore litigioso di fr. 400 000.–, fissato con ordinanza del 5 febbraio 2013 al momento in cui aveva chiesto all'attrice il deposito di un anticipo in garanzia delle spese processuali. Oltre che definire tardiva la contestazione del convenuto, egli ha nuovamente accertato che il previsto intervento edile avrebbe conferito alla proprietà del convenuto un maggior valore di fr. 400 000.–, “corrispondente almeno all'intero valore presumibile dell'appartamento”. Posto ciò, il Pretore aggiunto ha considerato che lo stralcio del processo avveniva prima delle arringhe finali, a istruttoria ultimata (richiamo di documenti, interrogatorio del convenuto, sopralluogo), ma che la trattazione della causa era stata agevolata dalla precedente procedura cautelare. Egli ha applicato così alla tassa di giustizia l'aliquota minima del 6% prevista all'art. 11 cpv. 1 del regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310), determinando l'indennità per ripetibili a favore dell'attrice in complessivi fr. 27 000.–, spese e IVA comprese.
3. Il reclamante contesta anzitutto la propria integrale soccombenza, rimproverando al primo giudice di non avere ripartito le spese giudiziarie secondo equità. Egli censura il comportamento abusivo dell'attrice, la quale ha introdotto l'istanza cautelare prima che terminasse la procedura amministrativa intesa al rilascio del permesso di costruzione. A suo parere, quell'istanza era prematura e censurabile, ragione per cui egli si è trovato coinvolto nel procedimento cautelare prima e in quello di merito dopo, mentre ciò si sarebbe potuto evitare. Per di più, i tentativi da lui attuati per raggiungere un accordo amichevole sono risultati vani per l'intransigenza dell'attrice. Il reclamante si duole inoltre che il Pretore aggiunto non ha tenuto conto della sua buona fede, poiché egli, titolare dell'attico di una proprietà per piani originaria, credeva di poter lecitamente innalzare la costruzione come permetteva di fare la giurisprudenza precedente l'entrata in vigore delle attuali norme sulla proprietà per piani. In definitiva il reclamante assevera che il primo giudice non poteva limitarsi a ritenerlo soccombente, ma avrebbe dovuto far capo all'art. 107 CPC (ripartizione delle spese giudiziarie secondo equità).
a) In concreto il reclamante non contesta che acquiescenza equivalga – di regola – a soccombenza, onde l'obbligo per chi recede dalla lite di assumere le spese giudiziarie (art. 106 cpv. 1 terza frase CPC). In effetti, poco importa il momento o il motivo che induce un convenuto ad acquiescere (Rüegg/ Rüegg in: Basler Kommentar, ZPO, 3a edizione, n. 3 ad art. 106). Come la desistenza nondimeno, l'acquiescenza influisce sulla tassa di giustizia, che va moderata in base agli atti di procedura compiuti (art. 21 LTG), e sull'indennità per ripetibili, che “possono essere ridotte in misura adeguata” (art. 13 cpv. 2 del citato regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili). Contrariamente a quanto reputa il Pretore aggiunto, poi, l'acquiescenza non osta a una ripartizione delle spese secondo equità. Esclude sì l'applicazione dell'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC da lui citato (causa priva d'oggetto), ma non quella dell'art. 107 cpv. 1 lett. f CPC (Tappy in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione, n. 31 ad art. 106; Sterchi in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 5 ad art. 106).