Decision ID: 0b671e31-e4a1-5675-918d-e23cbba9bda4
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nelle procedure esecutive n. _
, n. _, n. _, n. _, n. _, n. _
promosse nei confronti di CO 1l’IS 1 ha pignorato in data 10/30 marzo 2010 i diritti spettanti all’escussa n
ell’eredità indivisa ed in comunione
composta, oltre che dall’escussa, di CO 2 e CO 3.
L’Ufficio ha indicato quali beni appartenenti alla comunione in particolare la quota di comproprietà di un mezzo del fondo n. _in territorio del Comune di _.
Nel verbale di pignoramento l’Ufficio ha omesso di attribuire un valore di stima all’interessenza pignorata.
B.
Avendo dei creditori procedenti presentato le domande di vendita, il 3 agosto 2010 l’Ufficio ha convocato tutti gli eredi e tutti i creditori ad un’udienza di conciliazione ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 RDC per il 3 settembre 2010. All’udienza
nessuna conciliazione è stata raggiunta a causa dell’assenza di parte dei creditori.
Il 6 settembre 2010 l’Ufficio ha quindi assegnato a tutti gli interessati un termine di 10 giorni per formulare eventuali proposte per la realizzazione della quota ereditaria dell’escussa (art. 10 cpv. 1 RDC). Anche in tale occasione l’Ufficio ha omesso di determinare il valore della quota pignorata aCO 1 Livio. Nel termine impartito nessuna proposta concreta è pervenuta all’Ufficio.
C.
Il 4 ottobre 2010 l’Ufficio ha chiesto a questa Camera la determinazione del modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a CO 1 Livio, indicando il valore di stima dell’intera sostanza ereditaria in fr. 515'558.00 e quello della quota pignorata in fr. 1.--, e preavvisando la sua vendita ai pubblici incanti.
D.
Con pronunciato 19 ottobre 2010 (inc. n.
15.2010.115) questa Camera ha respinto l
’istanza e retrocesso
l’incarto all’IS 1 affinché stabilisse
la quota dell’escussa nella comunione indivisa ed il suo valore
.
E.
Nelle procedure esecutive n. _
, n. _, n. _, n. _, n. _, n. _, n. _, n. _
l’IS 1 in data 9 dicembre 2010 ha nuovamente pignorato i diritti spettanti all’escussa n
ell’eredità indivisa ed in comunione, attribuendo un valore di stima all’interessenza pignorata di fr. 163'488.60.
F.
Con scritti 1° dicembre 2010 e 11 gennaio 2011, trasmessi a tutti gli interessati, l’Ufficio ha stabilito che la massa ereditaria si compone della quota di comproprietà di un mezzo della particella n. _ RFD di _, gravata da un onere ipotecario di fr. 230'000.00, e di un conto con un saldo di fr. 18’954.46. L’Ufficio ha determinato corrispondente ad un quarto la quota dell’escussa nella comunione ereditaria e a fr. 1'500'000.00 il valore della part. _. Per questo motivo, dedotto l’onere ipotecario, la quota sull’immobile di spettanza dell’escussa ammonterebbe a fr. 158'750.00. Aggiungendo la quota parte del conto bancario, l’Ufficio ha stabilito in fr. 163'488.60 il valore della quota dell’escussa nella comunione indivisa.
G.
L’11 gennaio 2011 l’Ufficio ha nuovamente convocato tutti gli eredi e tutti i creditori ad un’udienza di conciliazione ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 RDC per il 27 gennaio 2011. All’udienza
nessuna conciliazione è stata raggiunta a causa dell’assenza di parte dei creditori e di tutti i membri della comunione ereditaria.
Il 27 gennaio 2011 l’Ufficio ha quindi assegnato a tutti gli interessati un termine di 10 giorni per formulare eventuali proposte per la realizzazione della quota ereditaria dell’escussa (art. 10 cpv. 1 RDC). Nel termine impartito è pervenuta all’Ufficio la sola proposta di PI 6 chiedente lo scioglimento della comunione ereditaria e la liquidazione del patrimonio comune.
H.
Il 28 febbraio 2011 l’Ufficio ha chiesto a questa Camera la determinazione del modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a CO 1 preavvisando la sua vendita ai pubblici incanti.

Considerato
in diritto:
1.
Dal verbale di pignoramento si evince che sono stati pignorati i diritti spettanti all’escussa nella comunione ereditaria composta di CO 1, CO 2 e CO 3.
2.
La p
rocedura e i modi di realizzazione di una quota in un’eredità indivisa dipendono dall’esistenza o no di contestazioni in merito ai diritti dell’escusso.
3.
L’Ufficio ha determinato che il valore della quota parte di un quarto spettante all’escussa nella comunione ereditaria composta di CO 1 Livio, CO 2 e CO 3 assomma a fr. 163'488.60 (cfr. scritto 11 gennaio
2011 trasmesso a tutti gli interessati
). Tale accertamento non è stato ritualmente contestato da nessuna delle parti interessate.
Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ereditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal Regolamento del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (RDC, RS 281.41), convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 RDC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativa
mente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
4.
Nel caso di specie l’Ufficio ha preavvisato la vendita ai pubblici incanti dei diritti pignorati, precisando che la massa ereditaria è composta
della quota di comproprietà di un mezzo della particella n. _ RFD di _, gravata da un onere ipotecario di fr. 230'000.00, e di un conto con un saldo di fr. 18’954.46. Per questo motivo l’Ufficio
ha assegnato alla quota pignorata di pertinenza di CO 1 Livio il valore 163'488.60, in considerazione della quota ereditaria di 1/4 spettante all’escussa, del valore di fr. 1'500'000.00
della part. _ RFD di _, degli ipotecari gravanti la stessa e del conto bancario
. Questi dati non sono stati contestati dalle parti interessate e quindi si può ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC: per questo motivo se ne potrebbe ordinare la vendita all’asta, come proposto dall’Ufficio.
Sennonché l’art. 10 cpv. 3 RDC non esclude la soluzione dello scioglimento della comunione nei casi in cui il valore della quota è determinato: al contrario questa norma esclude, in linea di massima, la messa all’incanto della quota il cui valore non è sufficientemente determinato. In altre parole, la norma limita unicamente a scapito della seconda soluzione la scelta tra i due modi di realizzazione, che per il resto è questione di opportunità che rientra nel potere d’apprezzamento dell’autorità di vigilanza (DTF 96 III 15-16, cons. 2; Bettschart,
Commentaire romand de la LP, Basilea/ Ginevra/Monaco 2005, n. 13 ad art.
132). L’art. 10 cpv. 3 RDC tende ad evitare una vendita a vil prezzo della quota pignorata (DTF 96 III 16, cons. 3; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 32 ad art. 132). Orbene, un simile rischio esiste in particolare quando, come nel caso concreto, il valore di stima della quota supera ampiamente il valore dei crediti posti in esecuzione. In effetti in siffatta ipotesi in sede di asta i creditori non hanno alcun interesse a rilanciare quando l’offerta ha superato l’importo dei loro crediti. A seguito di ciò vi è quindi il rischio concreto che la quota venga aggiudicata ad un prezzo ampiamente inferiore al suo valore reale. La soluzione dello scioglimento garantisce invece che l’ufficio, dopo aver estinto i crediti, possa riversare un’eccedenza all’escusso. La soluzione alternativa dell’assegnazione della quota ai creditori giusta l’art. 131 cpv. 2 LEF (cfr. art. 13 cpv. 1 RDC) è esclusa quando si tratti di quota ereditaria (art. 13 cpv. 2 RDC). Nel caso concreto poi, a fronte dell’elevato valore dell’interessenza, non è sproporzionato per i creditori dover anticipare le spese connesse alla divisione della successione – spese che comunque saranno da coprire con quanto otterrà l’escussa dalla divisione (art. 13 cpv. 2 RDC). L’interesse di quest’ultima supera infine quello dei creditori a un pagamento veloce dei propri crediti. Ne consegue che in concreto deve essere ordinato all’Ufficio di procedere a richiedere lo scioglimento della comunione e la liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC).
5.
Nel Canton Ticino l’autorità competente ai sensi dell’art. 609 CC è l’ufficiale delle esecuzioni nel cui circondario l’escusso ha il proprio domicilio (art. 96 cpv. 2 LAC). Spetterà quindi all’Ufficiale dell’IS 1chiedere la divisione della successione alla competente autorità qualora i coeredi dovessero opporvisi (art. 12 e 13 cpv. 2 RDC) e rappresentare l’escussa nella procedura (cfr. CEF 11 gennaio 2002 [inc. 15.01.287]). Come detto, le spese connesse alla procedura di divisione devono essere anticipate dai creditori (art. 13 cpv. 2 RDC), a pena la rinuncia alla realizzazione e la decadenza del pignoramento (art. 68 cpv. 1 LEF); contrariamente a quanto sostenuto da Gilliéron (op. cit., n. 35 ad art. 132), gli art. 10 cpv. 4 e 13 cpv. 1 RDC sono inapplicabili, altrimenti i creditori potrebbero comodamente raggirare la protezione a favore del debitore prevista dall’art. 10 cpv. 3 RDC. L’Ufficio procederà poi, nella misura necessaria al soddisfacimento dei creditori, a realizzare i beni attribuiti all’escussa nella divisione alfine di poter disporre della necessaria liquidità per estinguere i crediti in esecuzione.
6.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).