Decision ID: 1af52f61-1116-59ae-a020-da8a3b5b33bc
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: 1. Il 25 febbraio 1986 i coniugi AO 1 accesero presso AP 1 un mutuo ipotecario di fr. 200'000.- garantito da due cartelle ipotecarie gravanti in primo rango le PPP n. 1919","(fr. 80'000.-) e n. 1918 (fr. 120'000.-), fondo base n. 377 RFD di _ di proprietà di AO 1, somma da utilizzare per il rimborso del credito ipotecario esistente presso un altro istituto. Il 13 dicembre 1988 il mutuo, sceso nel frattempo a fr. 182'000.-, fu aumentato a fr. 200'000.- con lo scopo di finanziare i lavori di ristrutturazione dell¿immobile. Il 26 settembre 1989 l¿ipoteca fu ulteriormente aumentata a fr. 247'000.- per permettere il finanziamento dei rimanenti lavori di ristrutturazione. In data 8 aprile 1991 AP 1 concedette un ulteriore aumento di fr. 130'314.- dei mutui ipotecari già in essere, che raggiunsero così l¿importo di fr. 322'000.-. Il credito fu garantito, oltre che dai titoli esistenti, anche da una cartella ipotecaria di nuova emissione gravante in secondo rango la PPP n. 1919 e in terzo rango la PPP n. 1918.","L¿8 settembre 1992 decedette a _ _. Gli eredi, dopo aver chiesto il beneficio d¿inventario rinunciarono poi tutti alla successione. Il 10 maggio 1993 il Pretore ordinò la liquidazione dell¿eredità giacente, sospendendo in seguito la procedura per mancanza di attivi.","Nel maggio del 1993 AO 1 inoltrò una denuncia penale contro ignoti per i reati di truffa e falsità in documenti, avendo appreso dopo la morte della moglie che la propria firma era stata falsificata su vari documenti, segnatamente su quelli utilizzati per l¿emissione della cartella ipotecaria di fr. 122'000.- e per l¿aumento del credito ipotecario da fr. 191'686.- a fr. 322'000.- che la cartella medesima doveva garantire, e per l¿emissione di una ulteriore cartella ipotecaria di fr. 80'000.- gravante in II rango la PPP n. 1918. Il procedimento penale che ne è seguito ha portato a concludere che le firme di AO 1 apposte sui predetti documenti bancari erano state falsificate (la perizia calligrafica ritiene verosimile che ciò sia avvenuto ad opera di _). A seguito di questi risultati il segretario comunale di Capolago, che aveva autenticato le firme sulle istanze di emissione delle cartelle ipotecarie, è stato condannato per ripetuta falsità in atti formati da pubblici ufficiali, avendo attestato in modo contrario al vero che la firma di AO 1 era stata apposta in sua presenza, quando invece in un caso aveva accertato il fatto telefonicamente senza sapere che in realtà l¿interlocutore non era AO 1, e nell¿altro non aveva esperito accertamenti, fidandosi delle assicurazioni dategli da _.","Con scritto 20 maggio 1999 AP 1 ha disdetto il contratto di mutuo, chiedendo a AO 1 la restituzione della somma di fr. 143'120,50 oltre interessi.","2. Con petizione 16 novembre 2001 AP 1 ha chiesto la condanna di AO 1 al pagamento di fr. 150'000.- oltre interessi al 5% dal 1 aprile 2001 nonché il rigetto in via definitiva delle opposizioni interposte ai PE n. _ (esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare) e _ (esecuzione in via di pignoramento) dell'UEF di _. L¿attrice sostiene che il convenuto era parte contraente del contratto di mutuo, regolarmente disdetto, sicché sarebbe tenuto al rimborso dello stesso. Per quanto riguarda il diritto di pegno, lo stesso sarebbe valido avendo essa acquistato in buona fede la cartella ipotecaria datale in garanzia del proprio credito. Inoltre il convenuto sarebbe comunque tenuto al pagamento in base alle norme sull¿indebito arricchimento, considerato che la somma ricevuta è stata utilizzata per la riattazione della sua casa.","In via subordinata, l¿attrice chiede, nella misura in cui non fosse possibile riscuotere da AO 1 l¿intero credito incorporato nella cartella ipotecaria a dipendenza della sua nullità, la condanna del Comune di _ al pagamento di fr. 150'000.- oltre interessi al 5% dal 1 aprile 2001 nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE n. _ dell'UEF di _. Il Comune sarebbe responsabile qualora la firma apposta sull¿istanza di erezione di cartella ipotecaria, autenticata dal segretario comunale, dovesse risultare falsa - con conseguente nullità della cartella medesima - perché in tal caso il funzionario avrebbe commesso un atto illecito.","3. Con risposta 1 luglio 2002 AO 1 ha chiesto la reiezione della petizione, contestando di aver sottoscritto il contratto di mutuo sul quale la procedente si basa, la firma appostavi a suo nome essendo falsa, così come sarebbero false le firme su altri documenti, segnatamente sull¿istanza di costituzione della cartella ipotecaria che egli neppure avrebbe mai consegnato in proprietà all¿attrice. Il convenuto imputa poi una negligenza alla banca, la quale avrebbe erogato il credito di cui trattasi senza neppure sincerarsi che i fondi fossero utilizzati allo scopo per il quale erano stati concessi, vale a dire per finanziare la riattazione della casa, che in realtà di tali lavori neppure necessitava. Contesta poi di essere indebitamente arricchito, gli immobili di sua proprietà non avendo mai beneficiato dei fondi erogati dall¿attrice nell¿ambito dell¿aumento del mutuo. Inoltre l¿azione per arricchimento indebito sarebbe prescritta.","4. Con risposta 1 luglio 2002 il Comune di _ ha chiesto la reiezione della petizione, contestando innanzitutto l¿esistenza di un litisconsorzio facoltativo proprio o di un litisconsorzio necessario, di cui non sarebbero date le premesse. La petizione sarebbe poi inammissibile, essendo formulata nei confronti del Comune solo a titolo subordinato nell¿eventualità che sia respinta la domanda inoltrata nei confronti di AO 1. Nel merito, afferma che il nesso causale tra l¿agire del segretario comunale e il danno è stato interrotto dall¿agire della banca nell¿ambito della concessione del mutuo. Rileva che, comunque, la pretesa della banca nei suoi confronti sarebbe perenta, la banca essendo stata a conoscenza delle contestazioni in merito alla validità delle firme di AO 1 sin dal 1993 e non solo dall¿emanazione della sentenza penale a carico del segretario comunale.","5. Con i successivi allegati di replica e duplica le parti hanno confermato le rispettive domande. In sede di conclusioni parte attrice ha chiesto, in via principale la condanna dei convenuti in solido al pagamento dell¿importo di fr. 150'000.- oltre interessi, e in via subordinata la condanna in via principale del convenuto AO 1 al pagamento di fr. 150'000.- oltre interessi al 5% dal 1 aprile 2001 e in via subordinata la condanna del Comune di _ al pagamento di fr. 150'000.- oltre interessi al 5% dal 1 aprile 2001, postulando pure il rigetto definitivo delle opposizioni interposte ai PE n. _ e _ dell'UEF di _.","I convenuti hanno chiesto entrambi la reiezione integrale della petizione.","6. Con sentenza 4 febbraio 2005 il Pretore ha respinto la petizione. Dichiarata irricevibile la domanda di condannare in solido i convenuti perché tale procedere costituisce un¿inammissibile mutazione dell¿azione, il primo giudice ha poi dichiarato irricevibile la petizione in quanto diretta contro il Comune di _ perché il modo di procedere adottato dall¿attrice assume le caratteristiche di una chiamata in garanzia, non ammessa dall¿ordinamento procedurale ticinese. Ha pure respinto la petizione in quanto diretta contro AO 1 perché, accertata la falsità delle sue firme apposte sul contratto di mutuo e sull¿istanza di emissione della cartella ipotecaria, sia il titolo sia il contratto di mutuo erano da considerare nulli. Il Pretore ha pure escluso che l¿attrice potesse prevalersi dell¿acquisto del titolo in buona fede, essa non potendo essere considerata quale ¿terzo¿ a norma di legge. Da ultimo, ha escluso la responsabilità del convenuto AO 1 in base alla disciplina dell¿indebito arricchimento, un arricchimento del convenuto non essendo dimostrato.","7. Con appello 28 febbraio 2005 AP 1 postula la riforma della sentenza impugnata nel senso di accogliere la petizione e condannare in solido i convenuti al pagamento dell¿importo di fr. 150'000.- oltre interessi al 5% dal 1.4.2001."}

{Considerato,"in diritto: 8. L¿appellante censura la decisione del Pretore che ha dichiarato inammissibile la petizione nella misura in cui era diretta contro il Comune di _, contestando che siano dati i presupposti per considerare l¿esistenza di una chiamata in garanzia.","Ebbene, con la propria petizione l¿attrice ha chiesto la condanna del Comune di _ solo in via subordinata, qualora la domanda di condanna contro AO 1 fosse stata respinta a causa della nullità della cartella ipotecaria al portatore con la conseguente impossibilità di procedere nei suoi confronti in via di realizzazione del pegno immobiliare. Solo in quest¿evenienza veniva posta in essere la responsabilità del Comune per l¿agire del proprio dipendente che aveva autenticato la firma -falsificata- di AO 1. Qualora invece, accogliendo la domanda n. 2 dell¿attrice, fosse stata ammessa la validità della cartella ipotecaria, non vi sarebbe stato motivo di convenire in causa il Comune perché l¿agire illecito del segretario comunale sarebbe stato senza conseguenze. In siffatta situazione è a ragione che il primo giudice ha considerato irricevibile la domanda rivolta nei confronti del Comune di _ perché in effetti - come peraltro ammesso anche dall¿appellante - la nostra procedura non conosce la possibilità di proporre cause contro più persone di modo che l'una sia condannata solo nel caso non lo sia l'altra rispettivamente l'una sia condannata a titolo di regresso in funzione della condanna dell'altra (Rep. 1994, n. 91). Questo modo procedurale di agire non è infatti altro che la cosiddetta \"chiamata in garanzia\" - prevista ad esempio nel codice di procedura civile italiano - ma non adottato dalle leggi processuali cantonali svizzere (DTF 113 Ia 104) e nemmeno dal nostro codice di rito (Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo 1989, p. 105 con rif.).","9. L¿appellante adduce ancora che non si tratta di chiamata in garanzia, avendo essa convenuto in giudizio gli appellati quali debitori solidali nell¿ambito di un litisconsorzio facoltativo. Ciò è in manifesto contrasto con gli atti: in via principale l¿attrice aveva infatti formulato quale domanda n. 2 che venisse accertata la validità della cartella ipotecaria al portatore 26 aprile 1991 e con la domanda n. 3 la condanna di AO 1 al pagamento della somma di fr. 150'000.-. Solo in via subordinata ha poi chiesto la condanna del Comune di _, e solo nell¿eventualità che il Giudice ¿dovesse concludere della nullità della cartella ipotecaria al portatore e ritenere preclusa alla banca creditrice la possibilità di avviare efficacemente un¿esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare nei confronti di AO 1¿, nel qual caso ¿l¿attrice avrebbe il diritto di richiedere il risarcimento del danno che ne deriverebbe direttamente dal Comune di _, responsabile secondo l¿art. 4. Lresp del danno cagionato illecitamente a terzi da un agente pubblico nell¿esercizio delle sue funzioni¿. In tal senso l¿accoglimento della domanda principale intesa all¿accertamento della validità della cartella ipotecaria escludeva la domanda subordinata, che sarebbe diventata attuale solo qualora fosse stata respinta la prima. Mal si vede come in siffatta situazione si possa in qualche modo concludere che gli appellati sono stati convenuti in solido, ritenuto peraltro che il concetto di solidarietà neppure è stato evocato.","10. L¿appellante censura la decisione del Pretore che ha dichiarato inammissibile la domanda di condannare i convenuti con il vincolo della solidarietà perché trattasi di mutazione dell¿azione, introdotta per la prima volta in sede di conclusioni e senza seguire l¿apposita procedura, e sostiene che trattasi di semplice estensione della domanda, ammessa dal CPC."}