Decision ID: c1043e9f-149b-528c-862e-87c382c9109b
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
che il 1° marzo 2002 il municipio di _ ha indetto un concorso di progettazione, retto dalla LCPubb, per la sistemazione dell’area pubblica nel centro del paese (cfr. FU _ del _, p. _);
che, secondo il capitolato d’appalto, obiettivo del concorso era la ricerca di soluzioni che, pur considerando le esigenze del traffico veicolare e pedonale, rivalutassero le qualità formali e ambientali delle _ di _ (cfr. pto. A.2 del capitolato);
che il capitolato specificava inoltre che ai progettisti era lasciata ampia libertà di formulare le loro proposte per la revisione e la riqualificazione dell’area, nel rispetto di alcune indicazioni basilari riguardanti, in particolare, la _, i _ e le _ (cfr. pto. F del capitolato);
che nell’ambito del concorso sono stati presentati 10 progetti, fra cui quello dello studio d’architettura arch. _ e quello dell’arch. _, qui ricorrente;
che il 25 settembre 2002 la giuria incaricata di esaminare i progetti ha rassegnato il proprio rapporto, ritenendo quello proposto dall’insorgente palesemente carente, ed assegnando il primo premio, di fr. 12'000.--, al progetto dello studio d’architettura _;
che, trasmesso a tutti i concorrenti il rapporto della giuria ed informata la popolazione sui progetti presentati, con decisione 15 maggio 2003 il municipio di _ ha deliberato allo studio _ la progettazione della sistemazione dell’_;
che contro la predetta decisione di aggiudicazione l’arch. _ insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento;
che l’insorgente contesta il progetto aggiudicatario siccome prevede, tra l’altro, l’eliminazione di un muretto di delimitazione del sagrato prospiciente la chiesa parrocchiale, intervento in contrasto con l’inalienabilità di tale spazio e la sacralità del luogo di culto, oltre che privo della necessaria approvazione dell’autorità ecclesiastica;
che questo Tribunale ha invitato il municipio a trasmettere l’incar-to, prescindendo dall’assegnazione di un termine per la presentazione della risposta;

considerato, in diritto
che, giusta l'art. 48 PAmm, l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere di respingere il ricorso se esso si riveli inammissibile o manifestamente infondato;
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 36 cpv. 1 LCPubb;
che la legittimazione attiva dell’insorgente, partecipante al concorso di progettazione, è certa (art. 43 PAmm);
che il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che, giusta l’art. 14 cpv. 1 LCPubb, il concorso di idee o di progettazione è la procedura intesa a fornire al committente, soprattutto nel settore della pianificazione territoriale, dell’urbanisti-ca, dell’architettura e dell’ingegneria civile, nonché dell’elabora-zione dei dati, un piano o un progetto, selezionati da una giuria in base ad una gara con o senza assegnazione di premi;
che i concorsi di progettazione servono al committente per valutare soluzioni diverse dal profilo concettuale, estetico, strutturale, ecologico, economico o tecnico (art. 12 cpv. 1 RLCPubb);
che la giuria procede ad una classificazione dei lavori in concorso formalmente in regola, assegna i premi e formula una raccomandazione all’attenzione del committente per l’assegnazione del mandato al primo classificato nel caso di un concorso di progetto (art. 20 cpv. 1 e 3 e 21 cpv. 1 RLCPubb);
che il committente è in linea di principio vincolato alla raccomandazione della giuria e può scostarsene solo in casi eccezionali, versando un’indennità (art. 23 RLCPubb);
che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto, in particolare contro l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento (art. 61 PAmm);
che una decisione integra gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell’eccesso o dell’abuso di potere, allorquando appare insostenibile, siccome lesiva dei principi fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di trattamento o all'adeguatezza (cfr. DTF 104 Ia 206; RDAT I-1994 n. 34; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 61, n. 2d);
che il controllo dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei principi generali del diritto;
che la natura stessa e le finalità di un concorso di progettazione riservano al committente, e per esso, di principio, alla giuria, un margine discrezionale estremamente ampio ai fini della valutazione delle offerte, dal momento che la prestazione richiesta è predefinita unicamente in termini generali e che proprio il pubblico concorso serve a delinearla e circoscriverla (cfr. Stöckli [ed.], Das Vergaberecht der Schweiz, Rechtsgrundlagen und Rechtsprechung, 5. ed., p. U42);
che, a comprova dell’esteso potere d’apprezzamento di cui gode la giuria, l’art. 21 cpv. 2 RLCPubb dispone che la stessa può
persino classificare lavori che si scostano dalle disposizioni del programma su alcuni punti essenziali, se lo decide all’unanimità oppure se tale possibilità è espressamente prevista nel programma di concorso;
che, in concreto, è a giusta ragione incontestato che il concorso di progettazione promosso dal municipio di _ rispetta le prescrizioni procedurali imposte dalla LCPubb e dal relativo regolamento d’applicazione;
che, di contro, l’insorgente censura l’aggiudicazione dei lavori, assegnati dal committente conformemente alle indicazioni della giuria, poiché il progetto prescelto si estende anche al sagrato della chiesa parrocchiale;
che, tuttavia, la scelta di integrare nel progetto il suddetto spazio prospiciente la chiesa e nelle immediate vicinanze della casa comunale non risulta certamente in contrasto con le disposizioni del concorso emanate dal committente né, più in generale, appare fondata su considerazioni insostenibili;
che il capitolato riservava infatti espressamente ai progettisti ampia libertà nel formulare proposte per la sistemazione, tra l’altro, della piazza, della sua pavimentazione e del relativo arredo urbano;
che l’idea di unire in un disegno comune gli spazi antistanti la chiesa e la casa comunale, ampliando in maniera significativa la piazza, è inoltre senza dubbio rimarchevole, nell’ottica della rivalutazione di questo punto nodale del villaggio;
che, d’altra parte, la necessità di ottenere l’approvazione delle autorità ecclesiastiche, prima di procedere alla ristrutturazione del sagrato, è un aspetto palesemente irrilevante ai fini della contestata delibera;
che, considerati i limiti assai ristretti del potere di cognizione che la legge riserva all’autorità di ricorso in tema di controllo dell’ap-prezzamento, la valutazione operata dalla giuria e ripresa dal committente, oltre a reggere alle inconferenti critiche del ricorrente, non risulta priva di pertinenza ed obbiettività;
che, in esito alle considerazioni che precedono, il gravame va pertanto respinto e la decisione impugnata confermata, siccome immune da violazioni del diritto (art. 61 PAmm);
che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);
che la reiezione in limine dell’impugnativa permette comunque di contenere entro minimi termini l’ammontare degli oneri processuali.