Decision ID: 2620b8f3-b5ca-5692-9a6e-c16a83e0ca9c
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. Dalle carte processuali risulta che RI 1, dipendente della ditta _ di _ in qualità di capo posatore di pavimenti e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, durante il periodo 1995 - 2010, é rimasto vittima di numerosi infortuni interessanti parti diverse del corpo, e meglio:
- il 2 giugno 1995: alzando una stufa, egli riporta una lesione muscolare a livello della colonna lombare; caso dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dal 26 giugno 1995 (cfr. fasc. 1);
- il 5 luglio 1996: spostando del materiale, egli lamenta una distorsione al ginocchio destro; caso dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dal 20 agosto 1996 (cfr. fasc. 2);
- l’11 marzo 2002: egli scivola su una scala e riporta una distorsione alla caviglia destra; caso dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dal 3 aprile 2002 (cfr. fasc. 3);
- il 18 gennaio 2003: egli cade e riporta una contusione peripatellare con distorsione al ginocchio sinistro. Caso iniziale dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dall’11 febbraio 2003. Ricaduta annunciata nel mese maggio 2003, assunta sino al 16 dicembre 2003. A decorrere dal 17 dicembre 2003, causalità naturale estinta (cfr. decisione formale del 17 dicembre 2003, cresciuta incontestata in giudicato) (cfr. fasc. 11);
- l’8 gennaio 2004: egli scivola a causa del ghiaccio e lamenta uno stiramento con contusione malleolare a livello della caviglia destra; assicurato dichiarato totalmente abile al lavoro dal medico curante a contare dal 1° marzo 2004 (cfr. fasc. 5);
- il 9 dicembre 2004: nell’uscire dall’autovettura, egli avverte un “crac” al ginocchio destro. L’esame di RMN del marzo 2005 evidenzia una lesione del corno posteriore del menisco mediale e un’iniziale condropatia a livello della rotula senza chiaro difetto. Caso dichiarato chiuso a decorrere dal 24 ottobre 2005, in ragione dell’estinzione della causalità naturale (cfr. decisione informale del 18 ottobre 2005) (cfr. fasc. 12);
- il 1° marzo 2006: durante il lavoro, egli compie un passo falso e lamenta uno stiramento alla caviglia destra; caso dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dall’8 maggio 2006 (cfr. fasc. 4);
- il 13 aprile 2007: nel sollevare un peso, avverte un dolore lancinante in zona lombo-sacrale irradiante alle due gambe e cade all’indietro sulle natiche. Caso iniziale dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dal 15 giugno 2007. Ricaduta annunciata nel mese di agosto 2007 rifiutata vista l’assenza di causalità naturale (cfr. decisione formale del 19 settembre 2007, cresciuta incontestata in giudicato) (cfr. fasc. 6);
- il 19 febbraio 2009: nel tagliare un pezzo di parquet con la taglierina, egli riporta una ferita alla mano sinistra; caso dichiarato chiuso dal medico curante a far tempo dall’8 maggio 2 marzo 2009 (cfr. fasc. 7);
- il 17 giugno 2009: nel scendere da una scarpata, egli mette male un piede e riporta una distorsione del ginocchio destro; caso dichiarato chiuso a decorrere dal 1° febbraio 2010, in ragione dell’estinzione della causalità naturale (cfr. decisione informale del 9 febbraio 2010) (cfr. fasc. 8);
- il 23 giugno 2010: nel trasportare del materiale dal magazzino al furgone, egli inciampa e lamenta una contusione al ginocchio sinistro; caso dichiarato chiuso a decorrere dal 5 ottobre 2010, in ragione dell’estinzione della causalità naturale (cfr. decisione informale del 15 ottobre 2010) (cfr. fasc. 13);
- il 19 novembre 2010: nel scendere dal furgone, egli riporta un trauma contusivo diretto al ginocchio sinistro; caso dichiarato chiuso a decorrere dal 18 luglio 2011, in ragione dell’estinzione della causalità naturale (cfr. decisione informale del 26 luglio 2011) (cfr. fasc. 16).
1.2. In data 28 gennaio 2011, a RI 1 é occorso un incidente della circolazione stradale (tamponamento) avvenuto in territorio del Comune di _, riportando, secondo il rapporto 23 febbraio 2011 del dott. _, un trauma d’accelerazione al rachide cervicale (doc. 11/fasc. 9).
L’Istituto assicuratore ha ammesso la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
L’assicurato é stato dichiarato non più necessitante di cure mediche e totalmente abile al lavoro a far tempo dal 18 luglio 2011 (cfr. doc. 70/fasc. 9).
1.3. L’assicurato é rimasto vittima di un ulteriore evento infortunistico in data 1° maggio 2011, allorquando, inciampando all’esterno della propria abitazione, ha accusato un trauma distorsivo alla caviglia destra.
Anche in questo caso l’CO 1 ha riconosciuto il proprio obbligo a prestazioni.
Il caso é stato dichiarato chiuso a far tempo dal 3 ottobre 2011, allorquando l’assicurato é stato reputato aver ritrovato una piena capacità lavorativa (cfr. doc. 35/fasc. 10).
1.4. Un ultimo infortunio é occorso all’assicurato il 21 settembre 2011. In quell’occasione, a RI 1 é caduta una bombola del gas quasi piena sul piede sinistro.
Accertamenti eseguiti nel prosieguo hanno evidenziato la presenza di una frattura a livello dell’alluce (cfr. doc. 28/fasc. 14).
Il caso é stato assunto dall’assicuratore LAINF.
1.5. Nel mese di ottobre 2013, a margine di una sua audizione, l’assicurato ha informato l’CO 1 circa l’insorgenza di dolori alla spalla destra (cfr. doc. 44/fasc. 9).
L’esame di RMN del 9 novembre 2013 ha mostrato una rottura trasmurale del tendine del muscolo sovraspinato vicino all’inserzione del tubercolo maggione, come pure degli esiti verosimilmente post-traumatici a livello della testa omerale con lieve deformazione della corticale (cfr. doc. 45/fasc. 9).
Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 28 gennaio 2014, l’Istituto assicuratore ha negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi interessanti la spalla destra, oggetto dell’annuncio di ricaduta dell’ottobre 2013 (doc. 51/fasc. 9).
RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha interposto opposizione contro il provvedimento appena citato (doc. 54/fasc. 9).
1.6. In data 24 febbraio 2014, l’amministrazione ha emanato una secondo decisione formale, mediante la quale ha assegnato all’assicurato un’indennità per menomazione all’integrità del 20%, mentre gli ha negato il diritto alla rendita d’invalidità (cfr. doc. 160/fasc. 15).
L’assicurato si é opposto anche a questa decisione (cfr. doc. 166/fasc. 15).
1.7. Con decisione su opposizione del 14 maggio 2014, l’assicuratore ha respinto le opposizioni interposte nel frattempo dall’assicurato (cfr. doc. 173/fasc. 15).
1.8. Con tempestivo ricorso del 20 giugno 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione del 14 maggio 2014, l’CO 1 venga condannato a riconoscergli “... tutte le prestazioni assicurative Lainf (rendita di invalidità e IMI) per tutte le conseguenze infortunistiche sofferte agli arti superiori e inferiori così come alla colonna vertebrale cervicale.”.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente sostiene innanzitutto, per quanto riguarda i disturbi localizzati alla spalla destra, che alla valutazione espressa in proposito dal medico di circondario, non possa essere attribuito un pieno valore probatorio (cfr. doc. I, p. 13 ss.: “... le valutazioni del Dr. med. _ per la loro inconcludenza, incompletezza e contraddittorietà non costituiscono prove atte a fondare il convincimento del giudice. In effetti, tali valutazioni sono prive di carattere scientifico e contrastano con accertamenti medici oggettivi (RM del 9.11.2013) e con l’accertamento del fatto che l’assicurato si é sempre lamentato con il suo medico curante di dolori alla spalla destra che sono peggiorati nell’ottobre del 2013 (cfr. rapporto medico 25.02.2014 Dr. _). Egli postula quindi che questo Tribunale disponga una perizia specialistica “... volta a determinare l’origine delle affezioni alla spalla destra e dunque il grado del rapporto di causalità con l’evento infortunistico del 28.01.2014.” (doc. I, p. 15).
D’altro canto, in relazione all’infortunio occorsogli nel settembre 2011 e al rifiuto di attribuirgli una rendita d’invalidità, RI 1 ritiene ingiustificata “... la conclusione CO 1 (fondata peraltro su valutazioni mediche dell’AI che affermano il contrario) secondo cui il 21.09.2011 quando gli é caduta la bombola sul piede, l’assicurato già non era più abile al lavoro di posatore a causa di affezioni di natura degenerativa ovvero malattia. I medici dell’AI non riferiscono minimamente di patologie degenerative che non sarebbero in relazione con tutti gli infortuni subiti dall’assicurato agli arti inferiori e superiori dal 1994 in avanti. La decisione impugnata à altresì aberrante laddove omette di considerare tutti i casi di infortunio presi a carico dal 1994 (cfr. doc. 1 e doc. 2) con conseguente riconoscimento di gradi di inabilità lavorativa (doc. 2). (...). D’altro canto, la decisione impugnata é arbitraria anche perché non indica quali sarebbero le possibilità lavorative del ricorrente oltre la sua attività di posatore e ciò al fine di determinare il reddito da invalido. Infatti i disturbi ortopedici (causati da infortuni) pregiudicano l’assicurato in altre attività lavorative e CO 1 non può limitarsi banalmente a negare una rendita senza esprimersi in merito a quale altra attività potrebbe svolgere l’assicurato e con quale reddito.” (doc. I, p. 28 s.).
1.9. L’CO 1, in risposta, chiede che l’impugnativa dell’assicurato venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.10. In corso di causa, l’insorgente ha prodotto copia della richiesta di esame radiologico formulata dal dott. _ e ha ribadito la necessità che il TCA ordini una perizia giudiziaria per chiarire l’eziologia dei disturbi localizzati alla spalla destra e al piede sinistro (doc. V + allegati).
L’Istituto si é espresso in merito il 16 settembre 2014 (doc. VII).
1.11. In data 19 settembre 2014, l’assicurato ha versato agli atti ulteriore documentazione medica (doc. IX + allegati).
L’CO 1 ha preso posizione al riguardo, producendo un apprezzamento medico del dott. _ (doc. XI + allegato).
Le osservazioni del ricorrente sono datate 22 ottobre 2014 (doc. XIII).
1.12. Il 21 novembre 2014, questa Corte ha interpellato il medico curante dell’assicurato, il quale é stato invitato a fornire delle precisazioni inerenti l’apparizione dei disturbi alla spalla destra (cfr. doc. XV).
Il dott. _ ha risposto in data 2 dicembre 2014 (doc. XVII).
L’CO 1 ha preso posizione in proposito il 5 gennaio 2015 (doc. XVIII), mentre RI 1 lo ha fatto in data 12 gennaio 2015 (doc. XIX).
1.13. In data 19 maggio 2015 al TCA é pervenuta una certificazione del dott. _ (doc. XXII + allegato).

in diritto
2.1. Oggetto della lite é la questione di sapere se l’Istituto resistente era legittimato a negare il diritto a una rendita d’invalidità e l’entità della menomazione all’integrità di cui é portatore l’assicurato.
Preliminarmente, questo Tribunale deve però risolvere le questioni attinenti alla causalità, in particolare per quanto riguarda i disturbi interessanti la spalla destra.
2.2. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
2.3. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.4. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.5. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).
Nella sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che, trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale rimasto indimostrato.