Decision ID: c35722c3-51e7-51e4-85fb-c9b5232b5199
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
La convenuta ha escusso gli attori per fr. 25’000.-- oltre interessi sulla base della dichiarazione rilasciata il 5 maggio 1995 dall’arch. _ in rappresentanza dei membri della comunione ereditaria del fu _ in relazione ad un credito della convenuta per le opere da elettricista da lei eseguite nell’ambito della costruzione di uno stabile commerciale sul fondo n. _ di _ (doc. 2C), ottenendo il 24 gennaio 1997 il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta dagli attori al precetto esecutivo loro intimato (doc. 1, 2A).
B.
Con la petizione del 20 febbraio 1997 gli attori hanno chiesto il disconoscimento di tale debito, sostenendo che l’importo in questione non sarebbe dovuto perché la fattura conterrebbe poste che non potevano essere conteggiate e per l’esistenza di difetti dell’opera emersi dopo la sottoscrizione della dichiarazione doc. 2C.
La convenuta in risposta ha invece sostenuto la correttezza della propria fatturazione e la validità dell’opera prestata.
Non vi è comunque necessità di dilungarsi sulle argomentazioni delle parti relative all’azione di disconoscimento, avendo gli attori accettato il giudizio pretorile che l’ha integralmente respinta.
C.
La lite a questo stadio della causa verte invece sulla domanda riconvenzionale presentata dalla convenuta con la risposta di causa e relativa allo sconto di fr. 113’954.05 che essa avrebbe accordato agli attori sulla mercede di complessivi fr. 441’867.10 alla condizione che il pagamento avvenisse entro il 30 aprile 1995, circostanza che non si sarebbe verificata
D.
Gli attori si sono opposti a tale domanda rilevando che lo sconto in questione sarebbe stato in realtà un ribasso sulla mercede, pattuito fin dal 18 marzo 1992 per rendere concorrenziale l’offerta della convenuta.
E.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, rilevata l’inconsistenza dell’azione principale, si è espresso sulla riconvenzionale nel senso che la revoca dello sconto del 25% sarebbe giustificata per la sola parte di mercede per cui gli attori non si sarebbero attenuti ai termini ultimi di pagamento, ossia sui fr. 25’000.-- posti in esecuzione, dal che l’accoglimento della domanda per il 25% di tale importo, ossia per fr. 6’250.-- oltre interessi.
F.
Con l’appello in rassegna la convenuta sostiene che il Pretore sarebbe incorso in un errore nella quantificazione dello sconto da revocare, che a mente sua dovrebbe invece risultare proporzionale ai fr. 25’000.-- non pagati nella stessa misura in cui i fr. 115’000.-- della liquidazione concordata tra le parti sarebbero in proporzione con lo sconto di complessivi fr. 113’954.05 promesso per il caso di puntuale pagamento.
G.
Delle osservazioni degli attori al gravame avversario, del quale è chiesta l’integrale reiezione, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.
Con l’appello adesivo essi chiedono invece la riforma del giudizio impugnato nel senso della reiezione della riconvenzionale, ribadendo la propria tesi secondo cui le parti avrebbero in realtà pattuito un ribasso e non uno sconto, così che non vi sarebbe spazio per una sua unilaterale revoca, ancorché parziale.
H.
La convenuta non si è espressa sull’appello adesivo.

Considerato
in diritto:
1.
La dottrina e la giurisprudenza conoscono due tipi di sconti contrattuali: vi è innanzitutto lo “sconto” vero e proprio (“Skonto”) che consiste in una riduzione percentuale della retribuzione che l’appaltatore concede al committente per incentivarlo ad un rapido pagamento della mercede e vi è il cosiddetto “ribasso” (“Rabatt”) che al contrario è una semplice riduzione della mercede non connessa ad un pagamento immediato o comunque a breve termine della mercede (
Gauch
, opera citata, n. 1233 e 1244;
Werner/Pastor
, Der Bauprozess, 8. edizione, Düsseldorf, 1996, n. 1277). La differenziazione tra i due istituti è importante poiché il mancato pagamento nel termine concordato fa perdere al committente il diritto allo sconto (
DTF
118 II 64;
II CCA
17 maggio 1999 in re P./G., 27 gennaio 1995 in re O. SA/T., 23 febbraio 1994 in re P./B., 3 gennaio 1994 in re R. S.n.c./B.B. SA;
Gauch
, opera citata, n. 1237), ma non quello al ribasso (
II CCA
11 marzo 1998 in re R./F.).
Atteso che il termine “sconto” è spesso usato dalle parti impropriamente, l’esatta qualifica giuridica della riduzione della mercede concessa deve essere appurata mediante interpretazione (
DTF
citata;
II CCA
4 giugno 1999 in re C. SA/S., 11 marzo 1998 citata;
Gauch
, opera citata, n. 1244).
2.
Nel caso di specie risulta inutile indagare sulla natura degli accordi iniziali delle parti, attestati dai doc. I (in particolare pag. 1) ed L, essendo gli stessi manifestamente stati superati sia da altre circostanze successive, tra cui l’esecuzione di prestazioni di vario genere riassunte nell’estratto conto doc. 2B, che soprattutto da un accordo complessivo relativo a tutte queste prestazioni, in virtù del quale l’importo residuo di fr. 130’215.55 -in cui già erano computati il ribasso o lo sconto- veniva ulteriormente ridotto a complessivi fr. 115’000.--, di cui fr. 90’000.-- pagabili subito (ossia il 5 maggio 1995), e fr. 25’000.-- (quelli posti in esecuzione) entro il 30 giugno 1996.
Con tale accordo si è verificata la novazione dei precedenti crediti della convenuta, sostituiti dal nuovo credito di fr. 115’000.--, in relazione al quale è del tutto fuori luogo discutere ulteriormente di sconti o di ribassi, e in cui l’inadempienza degli attori ha conferito diritto unicamente alla riscossione di interessi moratori sul saldo dovuto, senza tuttavia la facoltà -non prevista- di recedere per questo motivo da tale accordo globale.
Pertanto, così come la petizione, anche la domanda riconvenzionale era del tutto infondata, dovendo la fattispecie essere decisa unicamente in base alla lineare situazione venutasi a creare con l’accordo del 5 maggio 1995.
Ne deve conseguire, ai sensi dei considerandi, la reiezione del gravame principale e l’accoglimento di quello adesivo.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza delle parti (art. 148 CPC).