Decision ID: 9931460a-990e-558b-8e66-da9839cd55b4
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

in fatto
a.
In data 27 novembre 1995 e 26 maggio 1997 l’Assemblea comunale di _ ha adottato alcune varianti di PR, una delle quali contemplante l'attribuzione alla zona edificabile dei mapp. n° _, _e _ RFD, situati in località "_".
b.
Con ris. gov. 7 luglio 1998, n° _, il Consiglio di Stato ha approvato dette varianti, differendo l'approvazione del citato azzonamento: osservando come, contrariamente a quanto indicato nel rapporto di pianificazione, la variante concernesse territorio agricolo, il Governo ne sospendeva l’approvazione in attesa di una proposta concreta relativa al compenso agricolo.
c.
Avverso tale decisione, il signor _, proprietario del mapp. n° _RF, insorge ora presso il TPT, chiedendone l’annullamento e postulando l’immediata attribuzione del suo fondo alla zona edificabile: sottolineando come il vigneto che vi insiste, di esigue dimensioni (1'395 mq), sia coltivato a titolo accessorio e al solo fine di mantenere ordinata la proprietà, egli ne contesta l'idoneità agricola, ritenendo fuori luogo la pretesa di un compenso.
d.
Nelle sue osservazioni il Governo ha postulato la reiezione del gravame, mentre il Municipio ne ha chiesto l’accoglimento: rilevando come l'adozione della variante fosse stata suggerita dal Cantone stesso, esso postula l'esonero dal versamento di un compenso pecuniario, ritenuto iniquo e vessatorio. A titolo sussidiario chiede che la bonifica, attuata dalla Parrocchia nel comparto “_ ”, venga considerata quale compenso reale.
e.
In data 24 febbraio 1999 si è tenuta l’udienza in contraddittorio, durante la quale le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando al dibattimento finale.
c o n s i d e r a t o,

in diritto
1.
Secondo l’art. 38 LALPT, contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT, entro 30 giorni dalla notificazione. L’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il comune (art. 38 cpv. 4 lett. a) LALPT), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT), i proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata dalla decisione del Consiglio di Stato (art. 38 cpv. 4 lett. c) LALPT).
In concreto, la decisione del Consiglio di Stato di differire l’approvazione dell’azzonamento previsto dal comune per i mappali n° _, _e _RFD costituisce una decisione incidentale ai sensi dell'art. 44 LPAmm, impugnabile autonomamente solo se atta a causare un danno irreparabile all'interessato (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano, 1997, ad art. 44 LPAmm, p. 233 ss. e riferimenti dottrinali e giurisprudenziali ivi riportati): essa assume infatti una funzione preparatoria e strumentale (il comune viene reso attento circa la necessità di procedere ad un compenso, reale o pecuniario, in caso di diminuzione dell’area agricola del suo territorio) rispetto a quella finale, destinata a concluderla (approvazione dell’inserimento in zona edificabile dei mappali n° _, _e _RFD). Poiché la decisione impugnata non appare
suscettibile di procurare un pregiudizio irreparabile al signor _, il quale peraltro non adduce elementi in tal senso, il ricorso andrebbe dichiarato improponibile. La questione può venir lasciata aperta, ritenuto che, per i motivi esposti qui di seguito, l'esito della vertenza non può essere che negativo.
2.
A norma dell'art. 1 Legge sulla conservazione del territorio agricolo (LTAgr), che definisce, in applicazione dell'art. 2 cpv. 2 Legge sulla salvaguardia e sul promuovimento dell'agricoltura, le misure pianificatorie del Cantone e dei comuni atte a favorire la conservazione del territorio agricolo ai sensi della legislazione federale, il territorio agricolo deve, per quanto possibile, rimanere adibito all'agricoltura. Il Cantone delimita nel PD cantonale le superfici per l'avvicendamento colturale (SAC) e gli altri terreni idonei all'utilizzazione agricola (art. 2 LTAgr); i comuni delimitano e istituiscono la zona agricola, precisando nei loro PR almeno il territorio agricolo cantonale rappresentato graficamente nel PD, provvedendo, in caso di conflitto, all'adeguamento dei loro PR entro tre anni dall'adozione del PD (art. 4 LTAgr). La zona agricola comprende a mente dell'art. 5 LTAgr:
a) le SAC,
b) i terreni idonei alla campicoltura e alla foraggicoltura di prima e seconda priorità e infine
c) i terreni agricoli sussidiari che nell'interesse generale devono essere utilizzati dall'agricoltura.
Giusta l'art. 7 LTAgr, la diminuzione di aree agricole può essere operata solo per importanti esigenze della pianificazione del territorio e previa modifica degli strumenti pianificatori cantonali e comunali secondo la procedura e le competenze fissate dall'apposita legislazione. Ciò premesso, l'art. 8 LTAgr prescrive che, se tocca aree agricole di cui alle lett. a) e b) dell'art. 5, la diminuzione dev'essere compensata dal proprietario della costruzione o dell'impianto, rispettivamente dall'ente pianificante. La compensazione dev'essere di principio reale (art. 9 LTAgr). Se ciò non fosse possibile o solo parzialmente, dovrà essere versato un contributo pecuniario sostitutivo che ammonterà da un minimo di venti ad un massimo di cento volte il valore di reddito agricolo del fondo da compensare (art. 10 LTAgr). All'ente pianificante che ha versato contributi compensativi o indennità espropriative, l'art. 11 LTAgr conferisce il diritto di regresso sul proprietario della costruzione o dell'impianto.
3.
Alla luce di questi principi, la necessità per il comune di _ di procedere ad un compenso ai sensi della LTAgr per la sottrazione di territorio agricolo operata con la variante, non può seriamente essere messa in discussione: peraltro proprio l'esistenza di un vigneto sul fondo del ricorrente, indicato quale terreno idoneo all'utilizzazione agricola nelle rappresentazioni grafiche della scheda n° _del piano direttore, ne dimostra il valore agricolo, indipendentemente dai motivi per i quali esso viene coltivato. Si rileva inoltre che, secondo l'art. 3 RLTAgr, il criterio determinante per concedere un eventuale esonero dal versamento di un compenso pecuniario non è l'estensione della superficie sottratta all'agricoltura, bensì il suo valore di reddito, moltiplicato per i coefficienti indicati nella norma.
Ferme queste premesse, il Governo, constatato che gli atti, sottoposti per l’adozione all’Assemblea comunale, non indicavano che il previsto ampliamento concerneva territorio agricolo e comportava quindi l'obbligo di corrispondere un compenso ai sensi della LTAgr, ha segnalato al comune la necessità di procedere ai sensi della citata legge ed in particolare degli art.li 2 ss. del relativo Regolamento, sospendendo l’approvazione della variante. Tale modo di procedere non presta fianco a critiche, dimostrandosi conforme al principio della proporzionalità e della coordinazione in materia pianificatoria: infatti se il Governo, pur condividendo in linea di principio l’azzonamento previsto dal comune, adottato però sulla base di un'analisi incompleta, si fosse limitato a respingere la variante, anziché sospenderla, avrebbe dato prova di eccessivo rigore. D'altro canto se il Governo, approvando la variante, avesse fissato nel contempo l’ammontare del contributo pecuniario, si sarebbe indebitamente sostituito al comune, privandolo della facoltà di esaminare compiutamente la fattispecie e di proporre un compenso reale o pecuniario. Per tutti questi motivi, nella misura in cui postula l’immediata attribuzione alla zona edificabile del mapp. n° _RFD, il ricorso del signor _ va respinto.
4.
Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza.