Decision ID: 3e941d9c-72c7-5e9b-bc00-d647727d9af7
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
A. Il 24 luglio 2006 (doc. 14 AI) RI 1, nata nel 1965, ha formulato domanda di prestazioni dall
'
assicurazione invalidità per disturbi all
'
ernia del disco e per la problematica ansioso depressiva, presenti dall
'
ottobre 2004.
B. L
'
Ufficio assicurazione invalidità ha subito chiesto ai medici curanti dr. med. _ (doc. 12 AI), _ (doc. 10 AI) e _ (doc. 9 AI) un rapporto sulle condizioni di salute e sulla capacità di lavoro dell
'
assicurata. Tutti hanno riscontrato una diminuzione dell
a sua
abilità lavorativa nella precedente attività di cameriera, ma anche un
'
abilità in altri settori.
C.
Il medico SMR ha fatto proprie (docc. 19, 21 e 22 AI)
le conclusioni a cui è giunto
il 29 maggio 2007 (doc. 25 AI) il Servizio Accertamento Medico (consulto ortopedico e psichiatrico) e, su questi elementi, la consulente in integrazione professionale ha calcolato la capacità di guadagno residua stabilendo che, malgrado il danno alla salute, cambiando attività l'assicurata può conseguire un reddito pari se non superiore a quello che aveva prima del danno, perciò il grado di invalidità è nullo (doc. 27 AI).
D. Con decisione del 14 gennaio 2008 (doc. A) l
'
UAI ha accordato all
'
assicurata il diritto ad una rendita intera d
'
invalidità con grado del 100% dal 1° ottobre 2005 (dopo un anno d
'
attesa dal sorgere dell
'
incapacità al lavoro) al 31 ottobre 2006 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute stabilito dal SAM). Da quel momento in poi, non risultando una perdita di guadagno imputabile al danno alla salute, il diritto alla rendita è decaduto.
E. Il 13 febbraio 2008 (doc. I) RI 1 ha formulato ricorso per il tramite dell
'
avv. RA 1, chiedendo in via principale l
'
assegnazione di una rendita intera posto un grado d
'
invalidità di almeno il 75%; in via subordinata, il diritto ad una mezza rendita AI con un grado di almeno il 50% rispettivamente un quarto di rendita con un grado d
'
invalidità di almeno il 40%. A suffragio delle sue richieste, l
'
insorgente ha affermato che dal mese d
'
agosto 2006 il suo stato di salute invalidante è stazionario, ciò che giustifica una rendita intera AI di durata indeterminata e non limitata nel tempo come stabilito con la decisione impugnata. A suo dire, vi sarebbe addirittura un peggioramento del suo stato di salute psichico, che peraltro non sarebbe stato seriamente valutato dall
'
Amministrazione così come la sindrome lombo-vertebrale, che mina sia il suo fisico sia la sua psiche.
La ricorrente ha quindi chiesto l
'
esperimento di una perizia.
Nella risposta del 7 marzo 2008 (doc. IV) l
'
Ufficio AI ha indicato che il certificato medico del 2005 prodotto dall
'
insorgente è stato sottoposto al medico SMR per una presa di posizione (doc. IVbis) e, vista l
'
assenza di nuovi elementi medici di rilievo, ha confermato le valutazioni presenti nella perizia pluridisciplinare, ribadendo quindi la correttezza della decisione impugnata.
Argomentando che il parere del medico SMR non ha motivato l
'asserito
miglioramento del suo stato di salute, l
'
assicurata ha ribadito la necessità di una nuova perizia medica che accerti il suo stato di salute, anche psichico, e che definisca oggettivamente il suo grado d
'
incapacità lavorativa (doc. VI).
considerato

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
'
istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto sostanziale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell
'
eventuale diritto alla rendita) si è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
nel merito
3. Oggetto della lite è la questione a sapere se l
'
Ufficio AI ha agito correttamente concedendo alla ricorrente il diritto ad una rendita (intera) AI soltanto dal 1° ottobre 2005 al 31 ottobre 2006 e poi interrompendolo, a motivo di un grado d
'
invalidità nullo.
4. Secondo l
'
art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s
'
intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall
'
allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza
del 14 luglio 2006, U 156/05, consid. 5).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174 resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione).
5. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d
'
ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
La revisione avviene d
'
ufficio quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d
'
invalidità o di grande invalidità o dell
'
assistenza dovuta all
'
invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell
'
erogazione della rendita o dell
'
assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modifica del grado d
'
invalidità, della grande invalidità o dell
'
assistenza dovuta all
'
invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d
'
invalidità o di grande invalidità o il volume dell
'
assistenza dovuta all
'
invalidità è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI).
Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere le mansioni consuete peggiora oppure se la grande invalidità si aggrava o l
'
assistenza dovuta all
'
invalidità aumenta, occorre tenere conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L
'
articolo 29
bis
è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in
re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subìto una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38 consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell
'
istante della pronuncia della nuova decisione. Da questo punto di vista, un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
, 109 V 262, 105 V 30;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pag
. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 1997, pag. 258).
Nella
sentenza pubblicata in DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in cui l
'
assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice,
non
risulta essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione) l
'
assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere dall
'
amministrazione, quest
'
ultima deve impartire all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con l
'
avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).
La giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l'entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell'art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (STFA I 734/05 dell’8 marzo 2006).
6.
C
on la decisione impugnata l'UAI ha concesso alla ricorrente il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 1° ottobre 2005 al 31 ottobre 2006, poi l'ha soppresso, poiché il raffronto fra il reddito conseguito senza invalidità ed il reddito ottenibile in un'attività ragionevolmente esigibile tenuto conto di una riduzione del 5% per la possibilità di svolgere solo attività leggere, dà una perdita di guadagno (grado d'invalidità) nulla.
Dal lato medico, il perito ortopedico (doc. 25-16/23 AI) incaricato dall'Ufficio AI ha accertato che l'incapacità lavorativa dell'assicurata nella sua professione di cameriera era del 30-35%, ossia la sua abilità lavorativa in questa attività era del 65-70%.
In attività adeguate, che rispettino particolari limiti funzionali, l'esperto ha accertato un'abilità lavorativa del 100%, quindi un'incapacità nulla.
Lo psichiatra interpellato dal SAM (doc. 25-24/27 AI) ha diagnosticato una sindrome depressiva ricorrente, attualmente in remissione, che allora non causava un'inabilità lavorativa.
Sulla scorta
della valutazione finale del 29 maggio 2007
(doc. 25 A
I) del SAM,
confermata
dal
dr. med. _,
medico presso il Servizio Medico Regionale
(docc. 19, 21 e 22 AI), è stato stabilito in Fr. 40'660.- il salario da valido della ricorrente aggiornato al 2006 senza il danno alla salute se avesse ancora lavorato come cameriera per il suo datore di lavoro (doc. 11 AI).
In altre attività adeguate, la consulente in integrazione professionale ha fissato in Fr. 49'659.- (categoria 4.2) la media del salario ipotetico per le donne a livello nazionale aggiornato al 2006. Riportando questo dato su una capacità lavorativa del 100% e ritenuta una diminuzione del 5% per attività leggere, ha ottenuto un reddito da invalido di Fr. 47'176.-.
Partendo dunque da un reddito ipotetico senza danno alla salute di Fr. 40'660.- e da un reddito da invalido di Fr. 47'176.-, l'Ufficio AI ha calcolato un grado d'invalidità nullo.
La ricorrente sostiene che la valutazione dell'UAI è sommaria, poiché non tiene conto della sua reale situazione che la rende incapace di guadagnare a seguito dei gravi disturbi di salute di cui soffre ancora oggi nella stessa misura che nel 2006. Ella non capisce quale miglioramento dovrebbe essere intervenuto nell'agosto 2006, tale da renderla pienamente abile in altre attività lucrative rispettivamente ancora abile nella misura del 30% nella precedente attività di cameriera. Va considerato, infatti, che non può mantenere una posizione eretta per più di 3-4 ore al giorno ed i limiti funzionali individuati dal SAM in professioni esigibili appaiono "
praticamente privi di senso e meramente teorici
" (doc. I pag. 5). La malattia che l'affligge causa "
notevoli disturbi fisici che non sono appunto stazionari, bensì di carattere estremamente labile e tendente al peggioramento.
" (doc. I pag. 6).
A sostegno della fondatezza del suo ricorso, l
'
assicurata ha fatto capo al rapporto allestito il 21 ottobre 2005 (doc. B) dai medici attivi presso la Clinica _ di _.
7. Il 5 agosto 2006 (doc. 12 AI) il suo medico curante, dr. med. _, FMH in medicina generale, ha diagnosticato una sindrome lombovertebrale su discopatia L3-S1, una sindrome radicolare alla gamba sinistra ed una sindrome ansioso depressiva. La problematica lombare ha impossibilitato l
'
assicurata nella sua attività lavorativa di cameriera nella misura del 100% dal gennaio 2005. Il curante ha osservato che lo stato di salute era stazionario, che la capacità lavorativa non poteva esser migliorata con provvedimenti sanitari, mentre dei provvedimenti professionali erano indicati per altre attività.
Nella lettera d
'
uscita del 21 ottobre 2005, redatta al momento della dimissione dalla summenzionata Clinica dopo il ricovero dal 1° al 20 agosto precedente avvenuto a causa di un autoavv
elena
mento intenzionale da analgesici non oppioidi e antistaminici nonché di un episodio depressivo maggiore, di grado severo, senza sintomi psicotici, il dr. med. _ e la dr.ssa med. _, entrambi FMH in psichiatria ed in psicoterapia, così come la dr.ssa med. _, medico assistente, hanno rilevato che nel corso della degenza le condizioni di salute della ricorrente sono gradualmente migliorate, avendo beneficiato di colloqui di supporto psicoterapeutico che le sono stati consigliati e prescritti anche alla sua dimissione. V
'
è pure stato un miglioramento significativo dei sintomi lombalgici, probabili correlati somatici della sintomatologia depressiva.
Nel rapporto medico del 15 settembre 2006 (doc. 10 AI) la dr.ssa med. _ ha evidenziato che nell
'
agosto 2005 vi sono stati un avvelenamento intenzionale da analgesici (ICD-10 X60; X64) ed un episodio depressivo grave senza sintomi psicotici (ICD-10 F32.2), mentre l
'