Decision ID: 4731fe9f-3194-5822-adf5-e55cdc33bf01
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 16 ottobre 2020 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, l’PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 744.75 oltre alle spese esecutive.
B.
Il 16 giugno 2021 l’UE ha determinato la quota pignorabile dei redditi dell’escussa sulla base del seguente computo:
Redditi
Debitrice (disoccupata)
fr.
3'450.00
54.33%
Coniuge
fr.
2'900.00
45.67%
Figlio – _
fr.
1'800.00
Minimo d’esistenza
Comune
Minimo base
fr.
1
'700
.00
Figlio
Supplemento figlio
fr.
600.00
Comune
Affitto
fr.
1'550.00
Debitrice
Assicurazione malattia
fr.
440.00
Debitrice
Ricerca d’impiego
fr.
100.00
Debitrice
Altri
fr.
28.80
RC privata
Coniuge
Assicurazione malattia
fr.
427.00
Coniuge
Pasti fuori domicilio
fr.
211.00
Coniuge
Trasferta fino al luogo di lavoro in trasporto privato
fr.
105.00
210 km/mese a 0.500 fr./km = fr. 105.– (v. Circolare CEF n. 39/2015 v. 2021)
Figlio
Assicurazione malattia
fr.
97.00
Figlio
Pasti fuori domicilio
fr.
211.00
Figlio
Trasferta fino al luogo di lavoro in trasporto privato
fr.
241.00
520 km/mese a 0.464 fr./km = fr. 241.– (v. Circolare CEF n. 39/2015 v. 2021)
Totale
fr.
5'710.80
[solo coniugi + suppl. figlio fr. 600.–]
Tenuto conto della proporzione dei redditi dell’escussa (54.33%) rispetto a quelli del coniuge, la quota del minimo esistenziale comune a carico di lei sarebbe ammontata a fr. 2'804.44 (54.33% di fr. 5'161.80) e la quota pignorabile quindi a fr. 645.55, ma l’UE l’ha ridotta a fr. 190.– mensili sulla scorta della decisione n. 125/2020 emessa il 4 marzo 2021 dal Giudice di pace del Circolo di Agno, che ha parzialmente accolto l’eccezione di non ritorno a miglior fortuna interposta dall’escussa, stabilendo l’eccedenza pignorabile dei suoi redditi mensili appunto in fr. 190.–. Lo stesso 16 giugno, l’UE ha quindi notificato alla _ il pignoramento delle indennità di disoccupazione versate a RI 1 a concorrenza di fr. 190.– mensili.
C.
Con ricorso del 22 giugno 2021, RI 1 chiede, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del pignoramento.
D.
Con osservazioni del 28 giugno 2021 l’UE preavvisa negativamente la richiesta di effetto sospensivo e nel merito si rimette alla decisione della Camera, pur ritenendo che nessun errore possa essergli rimproverato, motivo per cui non ha sottoposto il ricorso alla controparte per osservazioni.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 16 giugno 2021 dall’UE di Lugano, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Giusta l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le autorità di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso, deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al sostentamento del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima sulla Tabella per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF (detta in seguito “Tabella”) allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009).
Ove altri membri della famiglia conseguano redditi, la quota pignorabile si calcola come la differenza tra la somma di tutti i redditi e il minimo esistenziale comune, moltiplicata per il quoziente della divisione del reddito dell’escusso per la somma dei redditi (
Ochsner
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 180 ad art. 93 LEF).
Redditi e fabbisogni devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del pignoramento o del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 12 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 12 consid. 4).
3.
La ricorrente si duole che la sua situazione economica è mutata già prima dell’adozione della sentenza del Giudice di pace (del
4 marzo 2021),
“per esempio”
riguardo all’affitto che nella decisione è stato computato in fr. 1'300.–
“più spese”
(di fr. 250.–), mentre da ottobre del 2020 ammonta a fr. 1'660.– tutto compreso.
A parte il fatto ch’essa non produce giustificativi a sostegno della sua allegazione, la sua censura non verte sull’operato dell’UE, bensì sulla decisione del Giudice di pace, sulla quale la Camera non può pronunciarsi nella sua veste di autorità di vigilanza giusta l’art. 17 LEF, la cui sorveglianza si esercita solo sugli uffici di esecuzione, sugli uffici dei fallimenti e sugli organi esecutivi speciali. Per contrastarne gli effetti, RI 1 avrebbe dovuto proporre azione di contestazione del ritorno a miglior fortuna entro il termine di venti giorni indicato nella decisione. Ad ogni modo, il Giudice di pace si è fondato sulla documentazione prodotta da lei all’udienza del 1°
febbraio 2021, in particolare sul contratto di locazione iniziato il 1° ottobre
2020 (decisione, pag. 2 a metà). Oltre che irricevibile, la doglianza si avvera quindi infondata.
4.
La ricorrente afferma inoltre che la sua situazione economica andrà a peggiorare, perché suo figlio terminerà il suo impiego a fine giugno del 2021 e da settembre sarà di nuovo in formazione.
Essa, tuttavia, non indica né quantifica le conseguenze di tale cambiamento e neppure allega e dimostra che i costi per il figlio saranno superiori a quelli presi in considerazione dal Giudice di pace (supplemento al minimo di base di fr. 600.– e spese d’istruzione per fr. 350.–). A prescindere dalla questione di sapere se un simile mutamento dovrebbe essere fatto valere dinanzi al Giudice di pace o con una domanda di revisione del pignoramento indirizzata all’UE (giusta l’art. 93 cpv. 3 LEF), la censura risulta ad ogni modo inammissibile siccome è insufficientemente motivata.
5.
RI 1 allega ancora di essere disoccupata, come lo era già quando si è presentata dal Giudice di pace, sicché il calcolo da egli effettuato sulla base del suo reddito precedente sarebbe puramente ipotetico.
Ancora una volta la critica andava fatta valere con un’azione di contestazione del ritorno a miglior fortuna (v. sopra consid. 3). Ora la decisione è passata in giudicato e vincola sia l’UE che questa Camera. Il minimo esistenziale della ricorrente non risulta d’altronde intaccato, perché l’UE ha tenuto conto del suo reddito da disoccupata (fr. 3'450.– anziché fr. 4'710.–) e ciò nonostante è giunto a un’eccedenza di fr. 645.55 superiore a quella di fr. 190.– effettivamente computata, pur avendo tenuto conto per giugno del 2021 del supplemento del figlio – maggiorenne (è nato nel 2000) – di fr. 600.– malgrado il reddito di quest’ultimo, di fr. 1'800.–, bastasse a coprire le proprie spese, di complessivamente fr. 1'149.– (v. al riguardo la sentenza della CEF 15.2014.25 del 22 giugno 2014 consid. 3.1/a). La critica cade pertanto nel vuoto.
6.
La ricorrente considera infine la decisione del Giudice di pace
“in opposizione”
a quanto stabilito dal Pretore nella procedura di auto fallimento.
Non si può che ribadire l’incompetenza di questa Camera, nella sua veste di autorità di vigilanza, a pronunciarsi su censure rivolte all’operato del Giudice di pace (v. sopra consid. 3). Sia come sia, la decisione del Giudice di pace ha un oggetto diverso da quello della procedura di fallimento, ovvero l’esame della situazione economica dell’escussa per determinare se a quasi tre anni dalla decisione di fallimento, decretato il 3 maggio 2018, essa è tornata a miglior fortuna, fondandosi su dati aggiornati rispetto a quelli presi in considerazione dal giudice del fallimento.
7.
Nella limitata misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto respinto. La domanda di effetto sospensivo diventa così senza oggetto.
8.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).