Decision ID: 00694ac7-3c56-5f2e-b1a9-773df53f4770
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Il _ e la _ procedono nei confronti della _ per l’incasso dei propri crediti.
B.
In data 11 dicembre 1998 veniva pubblicato sul FUC l’avviso d’incanto unico indetto per il 26 febbraio 1999, con l’invito ad insinuare gli oneri fondiari entro il 4 gennaio 1999.
C.
Con scritto 8 dicembre 1998 l’_ notificava il proprio credito di fr. 2'509’268.90, garantito da un’iscrizione ipotecaria di fr. 7’524’000.--. In III grado, chiedendo nel contempo all’UEF di voler inserire nell’elenco oneri e nelle condizioni d’incanto le seguenti clausole, essendo l’immobile messo in vendita soggetto alla Legge federale che promuove la costruzione di abitazioni e l’accesso alla proprietà del 4 ottobre 1974 (WEG):
“
1.
L’immobile in questione è sommesso alla Legge federale che promuove la costruzione d’abitazione e l’accesso alla loro proprietà del 4 ottobre 1974 (WEG, RS 843) e alla sua ordinanza d’applicazione (VWEG, RS 843.1). Vi rinviamo particolarmente agli articoli 18 e 18a della WEG.
2.
Il trasferimento di proprietà di un immobile finanziato con l’aiuto federale è solo possibile con l’approvazione dell’_. La detta autorizzazione è rilasciata se l’acquirente s’impegna a riprendere il contratto di diritto pubblico previsto dalla WEG e il debito sulle anticipazioni decorse, versate a titolo di riduzione di base, come a rispettare il piano degli oneri e pigioni.
3.
Subito dopo l’aggiudicazione, l’acquirente deve rimettere all’autorità di esecuzione e fallimento una dichiarazione scritta secondo l’articolo 18a cpv.1 WEG nella quale s’impegna a riprendere il contratto di diritto pubblico previsto dalla WEG.
4.
L’autorità di esecuzione e fallimento concede all’acquirente un termine di 30 giorni per ottenere l’approvazione dell’_.
5.
Se l’acquirente non agisce nel detto termine o se l’approvazione è rifiutata all’aggiudicatario con una decisione entrata in forza, l’autorità di esecuzione e fallimento, d’intesa con _, constata e pronuncia la nullità dell’aggiudicazione e ordina una nuova messa agli incanti.
6.
Se il prezzo di vendita non copre le anticipazioni in capitale e interessi versate dalla Confederazione, l’aggiudicatario può rimborsare in una volta l’importo totale delle dette anticipazioni o procedere a questo rimborso seguendo il piano degli oneri dell’immobile.”
D.
Il 18 gennaio 1999 l’UEF di Locarno comunicava ai creditori l’elenco oneri della part. _ RFD di _ di proprietà della società escussa, procedendo nel contempo al deposito delle condizioni d’incanto. I crediti del _ e della _ sono stati iscritti in I grado.
E.
Con ricorsi 26 gennaio 1999 la _ e il _ si aggravano contro l’elenco oneri e le condizioni d’incanto della part. _ RFD di _, postulando lo stralcio delle clausole n. 1-6 iscritte a favore dell’_. I ricorrenti sostengono che tali clausole sarebbero illegali ed inapplicabili alla fattispecie in esame, in quanto l’onere finanziario derivante dal diritto federale verrebbe indirettamente anteposto alle ipoteche convenzionali benché non sia assistito da alcuna ipoteca legale. Un eventuale acquirente non potrà per conseguenza , nel calcolare la sua offerta, non tenere conto del debito verso la Confederazione che egli sarebbe chiamato ad assumere, per cui ne verrebbe pregiudicata la copertura delle ipoteche convenzionali che verrebbero in seguito cancellate con l’aggiudicazione. Inoltre a mente dei ricorrenti, essendo gli art. 18 e 18a OLCAP entrati in vigore successivamente all’erogazione del sussidio relativo all’immobile in oggetto, essi non sarebbero applicabili alla fattispecie in esame. Diversamente ammettere l’applicabilità delle nuove disposizioni equivarrebbe a conferire alla Confederazione , per un sussidio già erogato, a carico dei diritti acquisiti dai pegni convenzionali, una garanzia che la legge al momento della sua concessione non prevedeva, in quanto il credito della Confederazione, ancorché posteriore a quello dei ricorrenti, otterrebbe di fatto un rango prevalente, in urto al principio della priorità che regge il sistema vigente dei pegni immobiliari.
F.
Con sentenza 5 ottobre questa Camera congiungeva i gravami, accogliendoli entrambi. Di conseguenza veniva ordinato all’UEF di Locarno di depennare dall’elenco oneri e dalle condizioni d’incanto della part. _ RFD di _ le seguenti clausole:
“
1.
L’immobile in questione è sommesso alla Legge federale che promuove la costruzione d’abitazione e l’accesso alla loro proprietà del 4 ottobre 1974 (WEG, RS 843) e alla sua ordinanza d’applicazione (VWEG, RS 843.1). Vi rinviamo particolarmente agli articoli 18 e 18a della WEG.
2.
Il trasferimento di proprietà di un immobile finanziato con l’aiuto federale è solo possibile con l’approvazione dell’_ . La detta autorizzazione è rilasciata se l’acquirente s’impegna a riprendere il contratto di diritto pubblico previsto dalla WEG e il debito sulle anticipazioni decorse, versate a titolo di riduzione di base, come a rispettare il piano degli oneri e pigioni.
3.
Subito dopo l’aggiudicazione, l’acquirente deve rimettere all’autorità di esecuzione e fallimento una dichiarazione scritta secondo l’articolo 18a cpv.1 WEG nella quale s’impegna a riprendere il contratto di diritto pubblico previsto dalla WEG.
4.
L’autorità di esecuzione e fallimento concede all’acquirente un termine di 30 giorni per ottenere l’approvazione dell’UFAB.
5.
Se l’acquirente non agisce nel detto termine o se l’approvazione è rifiutata all’aggiudicatario con una decisione entrata in forza, l’autorità di esecuzione e fallimento, d’intesa con l’_, constata e pronuncia la nullità dell’aggiudicazione e ordina una nuova messa agli incanti.
6.
Se il prezzo di vendita non copre le anticipazioni in capitale e interessi versate dalla Confederazione, l’aggiudicatario può rimborsare in una volta l’importo totale delle dette anticipazioni o procedere a questo rimborso seguendo il piano degli oneri dell’immobile.”
G.
Con atto 20 ottobre 1999 l’_ sostiene che l’Autorità di vigilanza avrebbe omesso di esaminare il carattere del credito vantato dall’_ limitandosi semplicemente ad annullare le condizioni d’incanto in oggetto. L’_ sostiene inoltre che la sentenza DTF 125 III 295 ss, citata nella decisione impugnata, avrebbe stabilito che, unicamente nella misura in cui prevedono in generale l’assunzione obbligatoria del “debito per le anticipazioni della riduzione di base maturate” o “dei diritti e obblighi conformemente alla legge”, senza limitarne la portata alle obbligazioni future non ancora scadute, le nuove disposizioni di cui agli art. 18 e 18a OLCAP oltrepassano il tenore dell’art. 37 cpv. 1 LCAP, che accorda alla Confederazione in garanzia del rimborso delle proprie anticipazioni diritti di pegno immobiliare senza alcun privilegio di rango. Di conseguenza solo In questa misura le disposizioni in questione dovrebbero essere considerate nulle. L’_ postula pertanto l’annullamento della decisione impugnata.

Considerando
in diritto: 1.
Con atto 20 ottobre 1999 l’_ ha formulato ricorso ex art. 19 LEF al Tribunale federale contro la sentenza 5 agosto 1999 della CEF, facendo valere censure che già possono essere formulate con la domanda di revisione in conformità dell’art.25 lett. a LPR.
a)
Il ricorso di diritto federale secondo l’art. 19 LEF non esclude la domanda di revisione di diritto cantonale nei Cantoni che, come il Ticino, hanno introdotto siffatto rimedio di diritto. Nel caso in cui vengano formulati contemporaneamente - sia nello stesso atto che in gravami distinti - tanto il ricorso dell’art. 19 LEF alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale quanto la domanda di revisione all’Autorità cantonale di vigilanza, per i combinati art. 57 cpv. 1 e 81 OG il Tribunale federale sospende l’esame del ricorso fino a che l’autorità cantonale abbia pronunciato. Nel frattempo resta sospesa la trasmissione degli atti del procedimento cantonale al Tribunale federale per il tempo tecnico necessario all’Autorità cantonale per determinarsi sulla domanda di revisione (Flavio Cometta, Basler Kommentar zum SchKG I, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n. 51 ad art. 19 LEF; Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, p.745 s.).
b)
La qualificazione del gravame quale domanda di revisione va operata dall’Autorità cantonale di vigilanza secondo la sua esatta natura giuridica e non solo sulla base di una formulazione errata o imprecisa del rimedio di diritto. Con denominazione errata si può anche intendere che il ricorrente ritiene di doversi aggravare unicamente al Tribunale federale perché indottovi dall’indicazione in sentenza dei rimedi di diritto - che in virtù dell’art. 20 a cpv.2 n. 4 seconda proposizione LEF si compendiano nel ricorso di diritto federale ex art. 19 LEF - senza sapere che le stesse argomentazioni, o almeno parte di esse, possono già essere formulate con la domanda di revisione all’Autorità cantonale di vigilanza. Ne consegue che il ricorso ex art. 19 LEF formulato dall’_ deve essere subito trattato come domanda di revisione di diritto cantonale nel senso degli art. 26 ss. LPR, ritenuto che - per il principio di celerità e per evitare che possano darsi sospetti di ritardata giustizia - il giudizio sulla domanda di revisione dovrà essere pronunciato entro tempi ristretti. Da questo modus operandi non deriverà comunque alcun pregiudizio alle parti, cui resta aperta la via del ricorso di diritto federale contro il nuovo giudizio cantonale.
2. a)
Il rimedio straordinario della revisione deve rimanere l’eccezione nel sistema procedurale del ricorso ex art. 17 LEF, ritenuto che il principio di celerità impone l’ossequio di un rigido formalismo, per evitare attitudini defatigatorie da parte di chi intende solo prendere tempo (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n.1 e 2 all’art.27).
b)
Nel caso di specie sono ipotizzabili i motivi di revisione dell’art. 26 lett. a LPR (errore manifesto dell’Autorità cantonale di vigilanza).
3.
a)
L’errore manifesto dell’Autorità cantonale di vigilanza si realizza quando l’autorità non ha considerato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano dagli atti o se la decisione contiene disposizioni fra di loro contraddittorie. In linea di principio si tratta di casi facilmente correggibili, gli elementi per operare un esame conforme agli atti già risultando dagli stessi. Non vi é motivo di revisione per inadeguata constatazione dei fatti se l’autorità ha scientemente rifiutato di tener conto di una fattispecie determinata - espressamente menzionata - ma che non è stata ritenuta decisiva, poiché un siffatto rifiuto non è questione d’ordine fattuale bensì giuridico (Cometta, op. cit., n.1.1 - 1.2 ad art. 26 LPR).
b)
La nozione di inavvertenza presuppone che il tribunale abbia omesso di considerare un atto determinato o che l’abbia letto erroneamente, scostandosi dal suo esatto tenore, in particolare da quello letterale (DTF 115 II 399s. Cons. 2a). L’inavvertenza non concerne l’apprezzamento delle prove e neppure quello giuridico dei fatti. La revisione non è destinata a correggere eventuali errori di diritto del giudice - restano comunque riservati i casi in cui l’errore sia di tutta evidenza e di immediato riscontro - e in linea di principio non può prendere la forma di un riesame della sentenza di cui è chiesta la revisione (Cometta op. cit., n.1.3-1.4 ad art. 26 LPR).
c)
Chi sostiene esservi contrasto nel senso dell’art. 26 lett. a LPR con quanto risulta dagli atti deve cumulativamente:
- indicare in termini espliciti quali atti non sono stati considerati per inavvertenza o lo sono stati solo parzialmente e in modo impreciso;
- dimostrare che il contrasto con quanto risulta dagli atti è manifesto.
4.
Nel caso in esame la sentenza impugnata non distingue, per evidente inavvertenza i due aspetti già evidenziati dal Tribunale Federale in 125 II 295 ss. e riferiti a prestazioni già erogate e da erogare, solo le ultime potendo essere caricate all’aggiudicatario secondo le modalità della LCAP/OLCAP. L’elenco oneri e le condizioni d’incanto della part. _ RFD di _ non permettono di rilevare tale distinzione, impedendo in tal modo al potenziale acquirente di conoscere gli effettivi oneri gravanti l’immobile posto all’incanto. S’impone quindi la retrocessione degli atti all’UEF di Locarno affinché proceda al rideposito dell’elenco oneri e delle condizioni d’incanto, dopo aver determinato quali siano le prestazioni da erogare. Per far questo l'UEF dovrà previamente invitare l’_ a voler distinguere tra prestazioni già erogate e da erogare, ritenuto che solo quest’ultime possono essere accollate all’aggiudicatario.
Siffatto provvedimento sarà nuovamente suscettibile di ricorso ex art. 17 LEF a questa Camera.
5.
Ne consegue l’accoglimento della domanda di revisione
Non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art.140 LEF, 24,37 e 46 LCAP, 18 e 18a OLCAP