Decision ID: 0e1c88e9-2016-5f34-a2c6-645a6133761b
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, a seguito dello svolgimento di esercizi ginnici durante la scuola reclute del 1967, accusò dei dolori alla regione sacrale (doc. 2), dolori che in seguito si aggravarono e furono oggetto di numerose terapie i cui costi vennero assunti dall’assicurazione militare.
Nel 1972 l’assicurato fu peritato dal dr. _, direttore emerito della Clinica di _, il quale, nel rapporto 21 settembre 1972 costatò una lesione articolare L4-L5 e valutò che il paziente non necessitava di una terapia specifica, che era completamente abile nella sua professione di meccanico, salvo per il sollevamento ed il trasporto di carichi pesanti (doc. 65). Nel marzo e giugno 1976 il citato specialista visitò nuovamente il paziente (doc. 91 e 101).
Con decisione 12 ottobre 1977 l’assicurazione militare rifiutò la richiesta dell’assicurato di essere posto al beneficio di provvedimenti integrativi professionali (doc. 121). La decisione amministrativa fu definitivamente confermata dal TCA del Cantone _ con sentenza 19 dicembre 1978 (doc. 139).
1.2. Nell’ambito della procedura di coordinamento tra assicuratori sociali, con scritto 8 aprile 2003 l’Ufficio AI ha comunicato all’assicurazione militare che l’assicurato aveva inoltrato una domanda di prestazioni, invitando - il 23 gennaio 2004 - quest’ultima a trasmettere la documentazione finora raccolta (doc. 153, 154).
L’assicurazione militare è in seguito venuta a conoscenza della perizia 21 novembre 2003 del dr. _, eseguita durante l’istruttoria AI, dalla quale è segnatamente emerso che l’assicurato, dopo l’infortunio militare del 1967, presentava dei disturbi preesistenti alla colonna vertebrale (doc.
178C
).
L’assicurazione militare ha quindi incaricato il proprio consulente medico, dr. _, di valutare l’eventuale relazione tra gli attuali dolori dall’assicurato e quelli insorti dopo l’infortunio del 1967. Nel rapporto 28 luglio 2005 il citato sanitario non ha potuto escludere che la sintomatologia lamentata dall’assicurato, vagliata nella perizia del dr. _, sia in “relazione prevalentemente probabile” con l’affezione assicurata al segmento L4-L5, valutando tuttavia nella misura del 25% il grado di responsabilità dell’assicurazione militare (doc. 192).
Sulla base della valutazione del dr. _, con scritto 10 ottobre 2005 l’assicurazione militare ha informato l’assicurato di quanto segue:
"
(...)
Secondo il parere del Servizio medico, fondato oltre che sul dossier AM pure sulla documentazione fornita dai medici curanti, dall'Ufficio AI del Canton Ticino e del Servizio medico _, sussiste ancora una relazione prevalentemente probabile fra lo stato attuale della sua colonna vertebrale e il servizio prestato negli anni 60.
Tuttavia fattori di tipo degenerativo influenzando il quadro clinico che in sostanza coinvolge altri due segmenti vertebrali oltre a quello lesionato 38 anni fa (quarta e quinta vertebra lombare L4-L5), ossia il segmanto sovrastante (L3-L4) e quello sottostante (L5-S1). Il medico di circondario ha così ripartito la casualità fra le tre coppie di vertebre:
metà a quella superiori (terza e quarta vertebra lombare L3-L4),
un quarto a quella assicurata (L4-L5) e
un quarto alla inferiore (ultima vertebra lombare e prima sacrale L5-S1).
Di conseguenza l'assicurazione militare riconosce una responsabilità del 25%. La riduzione ha effetto esclusivamente sulle prestazioni pecuniarie, cosicchè quelle in natura vanno interamente a nostro carico.
Siccome è ancora pendente la procedura formale per l'assegnazione di una rendita di invalidità secondo la Legge federale sull'assicurazione invalidità (LAI) per il principio di armonizzazione del grado di invalidità previsto dalla Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) non siamo ancora in grado di esprimerci sul diritto di una rendita di invalidità da parte del nostro ente. Potremo entrare quindi nel merito solamente che dopo la sentenza cantonale o se del caso federale crescerà in giudicato.
Qualora non sia d'accordo con questa decisione ha la facoltà di chiedere l'apertura del procedimento formale secondo l'art. 49 LPGA." (Doc. 200)
1.3. Nel frattempo, con decisione 10 dicembre 2004 (confermata con decisione su opposizione 21 novembre 2005) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni in quanto, fondandosi sulla citata perizia del dr. _, aveva ritenuto l’assicurato inabile al lavoro nella misura del 20% nella sua attuale attività, ma abile al 100% in attività adeguate al suo stato di salute.
Con sentenza 7 novembre 2006 questo Tribunale, in accoglimento del ricorso dell’assicurato, ha annullato la succitata decisione amministrativa e gli ha riconosciuto il diritto ad una mezza rendita d’invalidità dal 1° novembre 2004. Ritenuto che l’assicurato presentava un’inabilità al lavoro del 50% nella propria professione di macchinista ma che sfruttava meglio la sua piena residua capacità lavorativa in attività adeguate, il TCA, procedendo al consueto raffronto dei redditi, ha determinato un grado d’invalidità del 52,70% (inc. 32.2005.244; doc. 222).
1.4. Tenuto conto del citato giudizio cantonale, rimasto incontestato, il 15 giugno 2007 l’assicurazione militare (SUVA, Divisione assicurazione militare, Bellinzona) ha emesso un preavviso ai sensi dell’art. 32a OAM, mediante il quale ha stabilito il diritto dell’assicurato a percepire una mezza rendita (grado d’invalidità del 53%) con effetto retroattivo dal 1° novembre 2004. Preso in considerazione un grado di responsabilità del 25%, oggetto dalla decisione informale 10 ottobre 2005 rimasta incontestata, l’assicuratore ha fissato l’ammontare della rendita in fr. 909,10 al mese (doc. 226).
A seguito delle osservazioni 19 luglio 2007 dell’assicurato, rappresentato dal RA 1 (RA 1), in cui veniva contestato il grado di responsabilità (doc. 234), con decisione 6 agosto 2007 l’assicurazione militare ha confermato l’ammontare della rendita. In particolare l’amministrazione ha evidenziato che il grado di responsabilità del 25% era stato fissato nella decisione informale 10 ottobre 2005 contro la quale l’assicurato non si era mai opposto (doc. 236).
Con decisione 20 settembre 2007 l’assicurazione militare (sede centrale di Berna) ha dichiarato irrecevibile l’opposizione 17 agosto 2007 contro la decisione formale 6 agosto 2007, confermando la propria responsabilità del 25% per le conseguenze dell’infortunio occorso durante il servizio del 1967. L’assicurazione militare ha segnatamente evidenziato:
"
(...)
Nel presente caso la decisione informale del 10 ottobre 2005, che in modo chiaro si esprimeva soltanto sul grado di responsabilità lasciano aperta la questione del diritto a rendita, prevedeva espressamente che l'assicurato aveva la facoltà di chiede l'apertura del procedimento formale secondo l'art. 49 LPGA, qualora egli non avesse condiviso questo grado di responsabilità.
La contestazione da parte del Sindacato RA 1 è tuttavia stata espressa a oltre 21 mesi di distanza, quando l'Assicurazione militare a seguito della decisione del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ha potuto pronunciarsi sul diritto alla rendita d'invalidità. Questa contestazione, alla luce della citata giurisprudenza del Tribunale federale e della prassi dell'Assicurazione militare, è quindi da considerare ampiamente tardiva e irricevibile.
Essendo stata la decisione informale del 10 ottobre 2005 chiara e motivata, oltre che provvista dell'indicazione del mezzo di impugnazione, non è nemmeno possibile sostenere che l'assicurato sia stato tratto in errore sul suo contenuto e sulla sua facoltà di contestarla entro un congruno lasso di tempo.
Inoltre, sotto il profilo del merito, non vi sarebbe nemmeno alcun motivo per sostenere che quella decisione sia stata materialmente errata e quindi meritevole di una riconsiderazione: infatti essa era fondata su una valutazione medico-assicurativa del dr. med. _ ampiamente documentata e motivata sulla base degli atti medici acquisiti all'incarto." (Doc. 240)
1.5. Contro la succitata decisione su opposizione l’assicurato, sempre per il tramite del Sindacato RA 1, ha inoltrato il presente ricorso e postulato il riconoscimento di un grado di responsabilità dell’assicurazione militare nella misura del 50% ed il conseguente adeguamento della rendita. In via subordinata, egli ha chiesto il rinvio degli atti all’amministrazione
“per un riesame e l’emissione di una nuova decisione che tenga conto delle obiezioni sollevate dall’assicurato”.
Dal punto di vista formale egli ha ribadito la propria buona fede nel ritenere lo scritto 10 ottobre 2005 non definitivo, poiché:
"
(...)
a. Dal punto di vista dell'assicurato, l'accertamento del grado di responsabilità dell'AM è volto a definire la sua partecipazione al versamento di un'elevala rendita.
b. Questa percezione è del resto confermata anche dall'AM che, nella stessa lettera precisa che la riduzione ha effetto solo sulle prestazionu pecuniarie, rimanendo le prestazioni in natura a suo carico.
c. Il versamento di una rendita dipendeva nella fattispecie dal riconoscimento di una simile prestazione da parte dell'AI, in quanto questa avrebbe reso evidente il danno alla salute patito all'assicurato e, di conseguenza, gli effetti della responsabilità dal parte dell'AM.
d. All'epoca della lettera dell'AM, era in corso una procedura per la determinazione del diritto ad una rendita AI, in seguito sfociata in un ricorso al lodevole Tribunale cantonale delle Assicurazioni che ha accolto gli argomenti dell'assicurato, decidento in favore del riconoscimento di una mezza rendita AI.
e. In un simile contesto, l'apertura di un procedimento formale, anche se possibile, come indicato dalla lettera dell'AM, appariva del tutto superflua, in quanto senza una modifica della posizione dell'AI, l'aumento del grado di responsabilità riconosciuta dall'AM non avrebbe avuto esito pratico alcuno.
f. Per questo motivo, l'assicurato ha ritenuto opportuno attendere l'esito del procedimento con l'AI prima di far valere le proprie ragioni con l'AM. Al riguardo, facciamo notare come il riferimento alla procedura in corso con l'AI sia nei fatti risultata fuorviante.
3.
L'adeguatezza dell'agire dell'assicurato è del resto confermata anche dall'AM, dato che dopo la crescita in giudicato della sentenza del TCA ha dato il via alla procedura formale, con indicazione dei rimedi giuridici a ogni passo della stessa, di cui l'assicurato ha fatto tempestivo uso tentando di contestare il grado di responsabilità riconosciuto dall'AM (all. C-F). (...)"
(Doc. I)
Nel merito, l’insorgente ha evidenziato:
"
(...)
8. Al riguardo, come abbiamo fatto notare all'AM in sede di osservazioni espresse per lettera raccomandata a mano il 19 luglio 2007, la perizia di _ (all. G), allora direttore della clinica ortopedica _, del 21.09.1972 rilevava come la lesione L4/L5 fosse da ritenere la causa di tutti i disturbi. Questa contestazione è in contrasto con i rilevamenti effettuati dall'AM, che riscontravano disturbi degenerativi ai segmenti sovrastanti (L3-L4) e sottostanti (L5-S1), trascurando però il fatto che gli stessi dovessero essere messi in relazione proprio con la lesione assicurata dall'AM del 10 ottobre 2005, all. H). Ciò giustifica a nostro parere il riconoscimento di un grado di responsabilità di almeno il 50%." (Doc. I)
1.6. Con la risposta di causa l’assicurazione militare, rappresentata dall’avv. RA 2, ha postulato la conferma della decisione impugnata e la conseguente reiezione del ricorso. Dei motivi si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.
considerato

in diritto
2.1. Nel caso in esame, incontestato è che l’assicurato, a seguito del peggioramento della problematiche lombari sorte nel 2003 e messe in relazione - quale affezioni postume ex art. 6 LAM - con l’infortunio del 1967, ha diritto ad una mezza rendita d’invalidità.
Oggetto del contendere è invece sapere se la decisione informale 10 agosto 2005, mediante la quale l’assicurazione militare aveva stabilito nella misura del 25% la propria responsabilità, rispettivamente ridotto al 75% la rendita d’invalidità, è cresciuta in giudicato.
Da una parte, l’assicuratore rileva come l’assicurato abbia atteso oltre 21 mesi per contestare il grado di responsabilità. L’insorgente sostiene invece di non essere intervenuto prima in quanto era in attesa della fine della procedura in ambito AI, circostanza rilevante per la prestazione dell’assicurazione militare.
2.2. Al 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del dritto delle assicurazioni sociali (in seguito: LPGA), applicabile anche all’assicurazione militare (art. 1 cpv. 1 LAM).
L’art. 49 cpv. 1 LPGA dispone che nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.
Secondo l’art. 51 cpv. 1 LPGA, le prestazioni, i crediti e le ingiunzioni che non sono contemplati nell’art. 49 capoverso 1, possono essere sbrigati con la procedura semplificata. L’interessato può esigere che sia emanata una decisione (cpv. 2). Qualora un assicurato non intenda accettare una decisione informale, é tenuto a comunicarlo, in un modo o nell'altro, all'amministrazione. Una volontà produce infatti effetti giuridici solo se manifestata senza equivoci. Ciò deve nondimeno avvenire entro un termine ragionevole di riflessione e di esame, in difetto di che si considera cresciuta in giudicato la decisione
de facto
. Ignorare tale regola equivarrebbe a disattendere la sicurezza del diritto, il principio della buona fede, nonché le esigenze di una sana gestione amministrativa. Sapere se l'assicurato ha manifestato il proprio dissenso entro un termine ragionevole è una questione che dipende dalle circostanze del caso concreto (cfr. DTF 122 V 367, consid. 3 e giurisprudenza ivi menzionata; STFA del 12 dicembre 2000 nella causa P., U 295/00, consid. 2a).
2.3. Secondo questo TCA occorre analizzare se l’assicurazione militare era legittimata a scegliere la via della decisione informale per limitare la propria responsabilità nella misura del 25%.
Va qui ricordato che l'art. 64 LAM (non modificato dalla LPGA) dispone che le prestazioni dell'assicurazione militare sono ridotte adeguatamente, se l'affezione è imputabile solo parzialmente agli influssi subiti durante il servizio. Con l’art. 64 LAM l’amministrazione dispone di una precisa base legale per limitare la propria responsabilità, in presenza di diversi danni alla salute (Schadenursachen) concomitanti, nella misura in cui non tutte le cause invalidanti sono assicurate, e quindi di ridurre le prestazioni (Mäschi, Kommentar zum Budesgesetz über di Militärversicherung (MVG), Berna 2000, art. 64 N. 1 p. 457 con riferimento a DTF 122 V 32). Tale articolo completa e concretizza in particolare la responsabilità per aggravamento ai sensi dell’art. 5 cpv. 3 LAM e la responsabilità per le affezioni subentrate dopo il servizio ex art. 6 LAM (Mäschi, op. cit., art. 64 N. 3, p. 457). Ratio legis di questa normativa è quella di limitare la responsabilità della Confederazione e le relative prestazioni, unicamente alle cause che stanno all’origine del danno alla salute, ciò che costituisce un’applicazione del principio della causalità (Mäschi, op. cit., art. 64 N3 p. 458).
Infine, l'art. 66 LAM (a parte l’inclusione del riferimento all’art. 21 LPGA disciplinante la riduzione e il rifiuto di prestazioni, nella sostanza è rimasto invariato) enumera, da parte sua, le prestazioni assicurative che possono fare oggetto di una riduzione ai sensi, segnatamente, dell'art. 64 LAM. Trattasi, in particolare, della rendita d'invalidità (lett. d). Per contro, ne sono, ad esempio, escluse le spese di cura.
Al succitato quesito va data risposta negativa.
A mente del TCA, la questione relativa alla riduzione di prestazione ex art. 64 LAM non costituisce una fattispecie di esigua importanza suscettibile di essere liquidata tramite una decisione informale (cfr. il vecchio art. 96 LAM, abrogato con l’introduzione della LPGA, al cui primo capoverso stabiliva che “
i casi di esigua importanza possono essere liquidati senza formalità
”, mentre al secondo capoverso prevedeva che “
il richiedente può esigere una decisione”
). Trattandosi di conseguenze importanti dal punto di vista assicurativo, l’assicurazione militare avrebbe dovuto emanare una decisione formale ex art. 49 LPGA, eventualmente preceduta dal preavviso ex art. 32a OAM.
Al riguardo va fatto riferimento alla DTF 132 V 412, in cui il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), in ambito LAINF, ha stabilito, con riferimento all’art. 49 cpv. 1 LPGA, che, in caso di sospensione di prestazioni temporanee (indennità giornaliera, cura medica), la rilevanza del provvedimento non si misura in funzione della durata della loro erogazione; infatti la rilevanza della misura non risiede nel fatto che viene posto termine alla precedente – più o meno lunga – riscossione di queste prestazioni, bensì nella circostanza che il caso viene liquidato in quanto tale ex nunc et pro futuro poiché la persona assicurata non può più contare su alcuna prestazione. L’assicuratore infortuni, continua l’Alta Corte, deve pertanto liquidare il caso con decisione formale e non può farlo in via informale.
Se dunque in caso di sospensione di prestazioni temporanee l’assicuratore deve statuire mediante decisione formale, nel caso in esame l’assicurazione militare non poteva decidere in via informale il grado di responsabilità essendo, come già detto, in gioco una prestazione duratura (rendita d’invalidità) per lo più ridotta.
Certo che l’assicurazione convenuta, avendo a disposizione la necessaria documentazione medica nonché la valutazione del dr. _, si è dapprima espressa in merito al grado di responsabilità e solo in un secondo tempo, attendendo la conclusione della procedura AI, ha statuito in merito al diritto ad una rendita. Ciò non toglie che in entrambi i casi, conformemente alla succitata giurisprudenza federale, l’assicurazione militare avrebbe dovuto statuire mediante decisione formale ex art. 49 LPGA.
Ciononostante, non si procede all’annullamento della decisione contestata e questo per i motivi che seguono.
2.4. In una sentenza del 12 marzo 2008 (destinata alla pubblicazione) sempre in ambito LAINF, a precisazione del proprio giudizio 7 settembre 2006 consid. 6 (U 62/06), considerando non pubblicato in DTF 132 V 412, il TF ha evidenziato che
"
... Die vom kantonalen Gericht herangezogene und als massgeblich betrachtete Aussage im Urteil U 62/06 vom 7.
September 2006, E. 6 (nicht veröffentlicht in BGE 132 V 412), ist deshalb insofern zu präzisieren, als die versicherte Person einen unzulässigerweise im formlosen Verfahren erlassenen Entscheid des Unfallversicherers, den Fall abzuschliessen, nicht zeitlich unbeschränkt in Frage stellen kann, sondern nur innerhalb einer Frist, deren Dauer nachfolgend zu definieren ist. Unterbleibt eine fristgerechte Intervention, entfaltet der im formlosen Verfahren ergangene Entscheid in gleicher Weise Rechtswirkungen, wie wenn er im durch Art. 51 Abs. 1 ATSG umschriebenen Rahmen erlassen worden wäre“; STF citata consid. 5.2 in fine).
Pertanto, l’Alta Corte si è posta il quesito a sapere entro quale lasso di tempo l’interessato deve intervenire presso l’assicuratore sociale (in casu l’assicuratore LAINF) contro la liquidazione informale del suo caso.
Fatto riferimento alla giurisprudenza in merito all’art. 51 cpv. 2 LPGA e dopo una ponderazione degli interessi in gioco, il TF ha fissato, in via generale, un termine di un anno.
Tale termine può essere più lungo, in particolare nel caso in cui l’assicurato – non cognito della materia e sprovvisto di un rappresentante legale – credeva, in buona fede, che l’assicuratore sociale non volesse chiudere il caso ma fosse intenzionato a procedere a degli accertamenti
(“...
erscheint es für den Regelfall als gerechtfertigt, von der betroffenen Person zu erwarten, dass sie innerhalb eines Jahres seit der unzulässigerweise im formlosen Verfahren erfolgten Mitteilung des Fallabschlusses an den Unfallversicherer gelangt, wenn sich dieser seither nicht mehr gemeldet hat. Eine längere Frist kommt allenfalls dann in Frage, wenn die Person - insbesondere wenn sie rechtsunkundig und nicht anwaltlich vertreten ist - in guten Treuen annehmen durfte, der Versicherer habe noch keinen abschliessenden Entscheid fällen wollen und sei mit weiteren Abklärungen befasst
“; STF citata consid.
5.3).
2.5. Ritornando al caso in esame, l’insorgente ha reagito dopo 21 mesi alla decisione informale 10 ottobre 2005. Infatti, a seguito del preavviso 15 giugno 2007, con scritto 19 luglio 2007 egli ha chiesto il riesame della fattispecie nel senso di riconoscere una responsabilità del 50%.
A giustificazione di tale lungo lasso di tempo, l’assicurato sostiene che non era tenuto a reagire poiché nel citato scritto 2005 era stato fatto presente che era ancora pendente la procedura AI.
A mente del TCA, il contenuto della decisione informale 10 ottobre 2005 era chiaro. L’assicurazione militare aveva infatti ben spiegato, seppur in modo riassuntivo, che, oltre alla colonna vertebrale lesionata dall’infortunio del 1967 (quarta e quinta vertebra lombare), il processo degenerativo aveva interessato il segmento superiore (L3-L4) e quello inferiore (L5-S1), quantificando in un quarto la causalità dell’affezione assicurata e riconoscendo di conseguenza una responsabilità del 25%. Nel paragrafo successivo l’amministrazione spiegava inoltre che, in applicazione del principio di armonizzazione del grado d’invalidità, doveva attendere l’esito della procedura AI per potersi esprimere sul diritto ad una rendita d’invalidità. Quindi si trattava di due cose distinte l’una dall’altra. Inoltre, nel medesimo scritto era contenuta l’avvertenza che in caso di disaccordo, l’assicurato aveva la facoltà
“di chiedere l’apertura di un procedimento formale “
(doc. 200). Certo che a quell’epoca l’insorgente non era patrocinato, ma ciò non toglie che in caso di dubbio egli avrebbe potuto rivolgersi direttamente all’assicurazione militare. Non va poi dimenticato che anche l'attuale rappresentante ha tardivamente reagito, nonostante la trasmissione degli atti al 17 gennaio 2006 (doc. 209), alla problematica della responsabilità affrontandola solo con scritto 19 luglio 2007, in risposta al preavviso 15 giugno 2007.
In questo contesto, dunque, la decisione informale 10 ottobre 2005 è da considerare come cresciuta in giudicato e quindi l’assicurato non poteva più mettere in discussione la responsabilità dell’assicurazione militare.
In queste circostanze la decisione contestata di irrecivibilità dell’opposizione merita conferma.
2.6. In via abbondanziale va detto che, anche volendo entrare nel merito della problematica, il ricorso andrebbe respinto.
La valutazione di una responsabilità del 25% è frutto di un’accurata e completa valutazione eseguita dal dr. _. Nel rapporto 28 luglio 2005 il citato medico dell’assicurazione militare, mettendo in probabile relazione i disturbi nel periodo intermedio (1982-83 e 2001) con quelli durante il periodo 1967 -1983 (quindi susseguenti l’infortunio militare), ha sostenuto che:
"
(...)
Ricordo che il livello lesionato della colonna vertebrale lombare durante il servizio (SR 1967, fine settembre 1967) era L4/L5, dove alla TAC lombare del 14 gennaio 2002 le alterazioni post-traumatiche sono davvero modeste, in quanto i reperti riscontrati sono di origine essenzialmente degenerativa e non post-traumatica: si tratta infatti di discopatie su base degenerativa ed in oltre non è stata provata alcuna instabilità lombo sacrale (vedi perizia dr. _ del 21 novembre 2003, doc. 178c, psg. 4, cpv. 13)." (Doc. 192)
Se da un lato nella perizia 21 settembre 1972 il dr. _ aveva ritenuto che la lesione (assicurata) L4 –L5 era la causa dei disturbi allora lamentati, dall’altra va detto che dopo trent'anni la situazione è cambiata, essendo subentrate delle lesioni a carattere degenerativo che hanno interessato anche altri segmenti della colonna vertebrale, a livello L3-L4 e L5-S1.
Il dr. _ ha poi proceduto alla seguente valutazione conclusiva:
"
(...)
1)
Sindrome lombovertebrale con componente spondilogena alla gamba destra su minime alterazioni di tipo degenerativo a livello della colonna lombare, in particolare modo segmenti L3/L4 ed in minor misura L4/L5 e L5/S1;
- Stato dopo lesione del processo articolare L4/L5 a destra nel 1967;
siano in relazione prevalentemente probabile con l'affezione AM, ovvero con la: "lesione articolare L4-L5" (SR 1967, fine settembre), [ma solo in grado molto parziale, e limitata solo al segmento L4-L5], in particolare tenendo conto delle alterazioni osservate ai livelli della colonna L-S da L3 a S1, la riparazione della causalità è da fare nel seguente modo:
-
50 % per il segmento L3-L4 (segmento non AM);
-
25 % per il segmento L4-L5 (segmento AM);
-
25 % per il segmento L5-S1 (segmento non AM)." (Doc. 192)
Da qui la limitazione della responsabilità nella misura del 25% fondata su una valutazione medico-assicurativa esauriente, convincente e scevra di contraddizioni.
Va al riguardo ricordato che, secondo constante giurisprudenza del TFA, i r
apporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 351s).