Decision ID: 8c2cb167-9c33-5bd2-847a-dfe179a9027f
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
_ (1914) è deceduta a _ il 15 dicembre 2008, lasciando quali eredi i figli AP 1, AP 2 e AO 1. Con testamento olografo del 12 giugno 1990 essa aveva attribuito alla figlia AO 1 la proprietà della particella n. _ RFD di _. In esito ad azioni di accertamento, di riduzione e di divisione ereditaria promosse il 4 agosto 2010 da AP 1 e AP 2, con decisione del 18 gennaio 2013 il Tribunale distrettuale Moesa ha ordinato la divisione ereditaria, ha constatato che il compendio della successione comprendeva la nota particella n. _, stimata fr. 531
600.–, e ‟mezzi liquidiˮ per fr. 13
888.76, ha stabilito in un terzo le quote ereditarie di ogni erede e ha accertato che la disposizione testamentaria con cui l'immobile di _ era stato attribuito a AO 1 “è una norma divisionale o di formazione dei lotti soggetta a conguaglio in favore dei coeredi e non un legato”.
B.
Il 5 marzo 2013 l'Ufficio esecuzioni e fallimenti del Distretto di Riviera, così richiesto della Banca _ che aveva ottenuto il sequestro delle aspettative ereditarie di AO 1, ha incaricato l'avv. _ B_ di rappresentare l'ufficiale nella procedura di divisione della successione fu _ in luogo di AO 1. Il 29 agosto 2013 l'avv. _ B_ ha sottoscritto con AP 1 e AP 2 un contratto di divisione ereditaria che prevedeva, in particolare, l'attribuzione del fondo a _ in comproprietà a AP 1 e AP 2 in ragione di un mezzo ciascuno, con obbligo di versare a AO 1 un conguaglio di fr. 157
626.–. L'operazione è stata iscritta nel registro fondiario il 16 settembre 2013.
C.
Il 21 novembre 2013 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, perché ordinasse in via cautelare il blocco della particella n. 986 nel senso che essa “non potrà né essere venduta, né gravata di qualsiasi onere, senza di suo consenso”. Con decreto cautelare emesso il 22 novembre 2013 senza contradittorio il Pretore ha invitato l'ufficiale del registro fondiario ad annotare sulla citata proprietà una restrizione della facoltà di disporre. All'udienza del 5 dicembre 2013, indetta per il dibattimento, AP 1 e AP 2 hanno proposto di respingere l'istanza, chiedendo che in caso contrario AO 1 fosse tenuta a prestare una garanzia di fr. 57
600.–. Replicando, l'istante ha ribadito il suo punto di vista, opponendosi al deposito di qualsiasi garanzia. In duplica i convenuti hanno
mantenuto le loro posizioni. Iniziata quello stesso giorno, l
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struttoria si è conclusa il 23 dicembre 2013. Al dibattimento finale del 14 gennaio 2014 i convenuti, unici comparenti, hanno confermato le loro richieste.
D.
Con decreto cautelare del 12 maggio 2014 il Pretore ha accolto l'istanza, ha confermato la restrizione della facoltà di disporre a carico della particella n. 986, ha respinto la richiesta di garanzia e ha fissato all'istante un termine di 30 giorni per promuovere
l'azione di merito con la comminatoria della decadenza del provvedimento cautelare in caso di decorrenza infruttuosa del termine. Le spese processuali di fr. 500.– sono state poste a carico dei convenuti in solido, tenuti a rifondere all'istante, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 800.– per ripetibili.
E.
Contro la decisione appena citata AP 1 e AP 2 sono insorti a questa Camera con un appello del 23 maggio 2014 per ottenere che il decreto cautelare sia riformato nel senso di respingere l'istanza o, subordinatamente, di obbligare
l'istante a prestare una garanzia di fr. 57
600.–. Nelle sue osservazioni del 30 giugno 2014 AO 1 propone di respingere l'appello.
F.
Il vicepresidente di questa Camera ha invitato il 20 agosto 2015 AO 1 a documentare l'avvio della causa di merito nel termine impartitole dal Pretore. Il 4 settembre 2015 AO 1 ha comunicato “che la parte istante ha considerato l'appello sospensivo di tutta la sentenza”.

Considerando
in diritto: 1.
La decisione impugnata è un decreto cautelare emesso prima che l'istante promuovesse causa (art. 263 CPC). Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiunge almeno fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto manca qualsiasi indicazione, ma la soglia di fr. 10
000.– può ritenersi raggiunta, ove si pensi che il valore di stima della particella n. _ ammonta a di fr. 531
600.–. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, nella fattispecie il decreto cautelare è stato notificato al patrocinatore dei convenuti il 13 maggio 2014. Introdotto il 23 maggio 2014 (data del timbro postale), l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2.
In concreto il Pretore ha confermato l'annotazione di una restrizione della facoltà di disporre sulla particella n. _e ha fissato all'istante un termine di 30 giorni per promuovere l'azione di merito, con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il termine, il provvedimento cautelare sarebbe decaduto (art. 263 CPC). Interpellata dal vicepresidente della Camera (sopra, lett. F), l'istante ha confermato il 4 settembre 2015 di non avere introdotto alcuna azione di merito, reputando “l'appello sospensivo di tutta la sentenza”.
a)
Un appello diretto contro provvedimenti cautelari (art. 308 cpv. 1 lett. b CPC) non sospende l'esecutività dei provvedimenti medesimi (art. 315 cpv. 4 lett. b CPC), a meno che l'autorità superiore decida altrimenti (art. 315 cpv. 5 CPC). In una recente sentenza il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che un appello in materia di provvedimenti cautelari è sì un rimedio giuridico ordinario atto a sospendere la forza di giudicato, ma che tale rimedio non ha effetto sospensivo (art. 315 cpv. 4 CPC) e non inibisce quindi l'esecutività dei provvedimenti in questione (DTF 139 III 489 consid. 3).
b)
Nella fattispecie i convenuti hanno introdotto appello contro il decreto cautelare del 12 maggio 2014, ma non hanno chiesto che al loro rimedio fosse accordato effetto sospensivo. AO 1 non ha postulato, a sua volta, il conferimento dell'effetto sospensivo per quel che era del termine assegnatole dal Pretore. Ne segue che, pur sprovvisto della forza di giudicato, il decreto cautelare era “immediatamente esecutivo”, sicché il termine di 30 giorni impartito all'istante per promuovere la causa di merito è cominciato a decorrere il giorno dopo la notificazione del decreto al patrocinatore dell'istante
(art. 142 cpv. 1 CPC
; Zürcher
in: Brunner/Gasser/Schwander
[curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, Zurigo/S. Gallo 2011, n. 2 ad art. 263). Diverso era il caso descritto in DTF 139 III 486, nell'ambito del quale il tribunale aveva esplicitamente fatto decorrere il termine dal passaggio in giudicato della propria decisione. In concreto il Pretore non ha disposto nulla di simile. E siccome nel frattempo i 30 giorni assegnati a AO 1 sono ampiamente scaduti, il decreto impugnato si è estinto per legge (I CCA, sentenza inc. 11.2009.64 del 1° settembre 2011, consid. 5c con riferimenti di dottrina). In condizioni del genere l'appello risulta pertanto senza oggetto e dev'essere stralciato dai ruoli (art. 242 CPC).
3.
Rimane da statuire sulle spese giudiziarie, che in una causa
divenuta
senza oggetto vanno fissate “secondo equità” (
Seiler
in: Die Berufung nach ZPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2013, pag. 682 n. 1578;
art. 107 cpv. 1 lett. e CPC).
La ripartizione dipende delle circostanze del caso specifico, considerando equitativamente quale parte abbia provocato l'avvio della causa, quale sarebbe stato presumibilmente l'esito della lite e quale parte sia all'origine dei motivi che hanno reso il procedimento senza oggetto (FF 2006 pag. 6669 a metà;
Rüegg
in: Basler Kommentar, ZPO, 2a edizione, n. 8 ad art. 107;
Sterchi
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol.
I, Berna 2012, n. 18 ad art. 107;
Jenny
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2a edizione, n. 16 ad art. 107).
Nel caso specifico AO 1 ha lasciato decadere il termine impartitole nel decreto cautelare del 12 maggio 2014, omettendo di promuovere l'azione di merito o – per lo meno – di chiedere la concessione dell'effetto sospensivo su tal punto all'appello di AP 1 e AP 2. Non v'è ragione dunque perché non debba sopportare i costi dell'appello. Le spese vanno nondimeno ridotte per tenere conto del fatto che la procedura termina con un decreto di stralcio (art. 21 LTG). AP 1 e AP 2, che hanno introdotto appello per il tramite di un legale, hanno diritto inoltre a un'adeguata indennità per ripetibili. L'emanazione del giudizio odierno impone di riformare anche il dispositivo sulle spese processuali e le ripetibili di primo grado, appellato anch'esso dai convenuti, le quali seguono identica sorte.
4.
Quanto ai rimedi esperibili contro la presente decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF) il valore litigioso raggiunge
sicuramente la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF.