Decision ID: ddd580f6-c49a-5b3e-a4bb-e0caa1ba21af
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 2'137.05 compresi interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio del 16 agosto 2006 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 17 agosto 2006 il Segretario assessore della _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 18 agosto 2006 alle ore 14.30.
D.
Con l’atto d’appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 25 agosto 2006 dell’UEF _ relativa al versamento di fr. 2'139.30 ( doc. C). L’appellante ha poi sostenuto di avere sanato la sua posizione debitoria, inoltrando un estratto delle sue esecuzioni per il 25 agosto 2006 (doc. A), quattro ricevute dell’UEF _ (doc. B, D ed E) e un accordo 21 agosto 2006 di pagamento rateale con la ricevuta 25 agosto 2006 della prima rata pagata (doc. F e G).

Considerato
In diritto:
1.
a) La decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile della insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta dell’UEF _ relativa al versamento di fr. 2'135.30 (doc. C) emerge che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ il 25 agosto 2006, ossia posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni 25 agosto 2006 _ (doc. A) si deduce che nei confronti dell’appellante erano pendenti 7 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 14'526.70. Di queste esecuzioni, oltre a quella in esame, tre ulteriori, ossia la n. _ per fr. 76.-- rispettivamente la n. _ per fr. 803.50 e la n. _ per fr. 80.-- risultano essere state pagate (doc. B, D ed E), mentre per la procedura n. _ è stato concordato il pagamento rateale, di cui la prima rata di fr. 450.-- è stata versata (doc. G). Nel caso di specie determinante è tuttavia che per due ulteriori esecuzioni, per importi abbastaza elevati, la n. _ per fr. 6'658.80 e la n. _ per fr. 1'836.85, sono già state emesse il 19 rispettivamente il 18 maggio 2006 le comminatorie di fallimento; il che dimostra che l’appellante, in particolare se si tratta di importi elevati, non riesce a far fronte ai suoi debiti. In base a queste considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente verosimile e l’art. 174 cpv. 2 LEF non può trovare applicazione. Ne consegue che il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello 25 agosto 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).