Decision ID: 07bf24ba-9cab-51be-b279-31f94ab2ef25
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. Il 30 ottobre 2016 A_ _ _ (1993) ha dato alla luce una figlia, CO 1, che è stata riconosciuta il 17 gennaio 2017 da AP 1 (1989), cittadino italiano. A quel tempo la coppia conviveva in un appartamento a _. La vita in comune è cessata nell'agosto 2017, quando A_ _ _ è tornata dai propri genitori insieme con la figlia, sempre a _. AP 1, elettricista, ha lavorato per la _ Sagl di _ fino al fallimento della ditta, decretato il 17 aprile 2018, e ha riscosso poi indennità di disoccupazione. Dal 1° gennaio 2019 egli beneficia di un'indennità giornaliera AI destinata a una riqualifica professionale come elettricista per la _ Sagl di _. A_ _ _ è cameriera a metà tempo nel ristorante _ di _, gestito dalla _ _ Sagl, facente capo ai suoi genitori.","B. Il 4 aprile 2018 CO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Città, chiedendo un tentativo di conciliazione volto a ottenere da AP 1 un contributo alimentare per la figlia di fr. 1050.– mensili retroattivamente dal 30 ottobre 2016 (assegni familiari non compresi). Il tentativo di conciliazione è decaduto infruttuoso il 23 maggio 2018 e quello stesso giorno il Pretore aggiunto ha rilasciato all'istante l'autorizzazione ad agire (inc. CM.2018.32).","C. CO 1 ha convenuto il 20 agosto 2018 AP 1 davanti al Pretore, postulando – previo conferimento del gratuito patrocinio – quanto chiesto in sede conciliativa. Nella sua risposta del 1° ottobre 2018 il convenuto ha offerto un contributo alimentare per CO 1 di fr. 250.– mensili (assegni familiari non compresi) e ha instato anch'egli per il gratuito patrocinio. Preso atto che davanti all'Autorità regionale di protezione 12 era pendente una procedura riguardante la disciplina del diritto di visita paterno, il Pretore ha avocato a sé il 24 ottobre 2018, in virtù dell'art. 298b cpv. 3 CC, la competenza per statuire su tutte le questioni inerenti alla bambina.","D. AP 1 si è rivolto a sua volta al Pretore il 23 novembre 2018, chiedendo di garantirgli un diritto di visita alla figlia, di poter esercitare congiuntamente l'autorità parentale su CO 1 e di stabilire il cognome di quest'ultima in _ _. L'attrice ha avversato le due ultime richieste, senza opporsi a relazioni personali della figlia con il padre. Alle prime arringhe del 14 gennaio 2019 il Pretore ha comunicato alle parti che, non appena avesse ricevuto il rapporto del curatore educativo designato nel frattempo dall'Autorità regionale di protezione 12, avrebbe formulato loro una proposta per regolare i punti controversi nelle vie amichevoli. A una successiva udienza del 2 aprile 2019 le parti hanno accettato, su proposta del Pretore, che l'autorità parentale fosse esercitata congiuntamente e che il diritto di visita paterno fosse stabilito per i successivi quattro mesi ogni sabato dalle ore 10.00 alle 16.00, per poi essere esteso all'intera giornata dalle ore 9.00 alle 18.00.","Sugli altri punti rimasti litigiosi (contributo alimentare e cognome della figlia) il Pretore ha dichiarato chiusa l'istruttoria e, vista la","rinuncia delle parti ad arringhe finali, ha impartito loro un termi-","ne fino al 15 maggio 2019, poi prorogato, per introdurre conclusioni scritte. Nel suo allegato del 23 maggio 2019 l'attrice ha sollecitato una volta ancora un contributo alimentare per la figlia di fr. 1050.– mensili dal 30 ottobre 2016 al 31 agosto 2018 e di fr. 900.– mensili dal 1° gennaio 2019 in poi (assegni familiari non compresi), si è nuovamente opposta al cambiamento di cognome di CO 1 e ha chiesto di limitare al territorio svizzero l'esercizio del diritto di visita. Nel suo memoriale conclusivo del 28 maggio 2019 il convenuto ha proposto di fissare il cognome della figlia in “_, subordinatamente _ _ˮ, di prescindere per il momento da contributi alimentari e di poter esercitare un “normale diritto di visita libero e non sorvegliatoˮ.","E. Vista l'entrata in carica del nuovo Pretore aggiunto, le parti sono state riconvocate, in virtù dell'art. 25 cpv. 2 LOG, a ulteriori arringhe finali del 26 novembre 2019. In tale occasione esse hanno accettato, su proposta del Pretore aggiunto, di aggiornare la situazione, incaricando il Servizio medico-psicologico di valutare le capacità genitoriali e di precisare eventuali criticità nell'esercizio del diritto di visita. Contestualmente l'attrice ha postulato un contributo alimentare cautelare in suo favore, domanda cui il convenuto si è opposto. Statuendo con decreto cautelare del 6 dicembre 2019, il Pretore aggiunto ha obbligato AP 1 a","versare alla figlia “provvisoriamenteˮ un contributo alimentare di fr. 513.– mensili dal 1° novembre 2019 al 31 gennaio 2020, aumentati in seguito a fr. 894.– mensili (assegni familiari non compresi).","F. Il 15 gennaio 2020 Pretore aggiunto ha riaperto d'ufficio l'istruttoria, conferendo allo psichiatra e psicoterapista _ _ il compito di “verificare le dinamiche relazionali tra i genitori e la figlia”, di fornire raccomandazioni concrete sulle modalità “più idonee di esercizio del diritto di visita da parte del padre” e di dare indicazioni sull'eventuale necessità di una terapia di sostegno per i genitori e/o per la figlia. Lo specialista ha consegnato il suo referto il 22 aprile 2020.","G. Nel frattempo, con istanza del 27 gennaio 2020 AP 1 ha adito il Pretore aggiunto per ottenere, già in via cautelare, la riduzione del contributo di mantenimento litigioso a fr. 378.– nel gennaio del 2020 e a fr. 759.– mensili dal febbraio del 2020 in poi (assegni familiari non compresi). Al contraddittorio del 28 aprile 2020 CO 1 ha proposto di respingere","l'istanza. In coda all'udienza le parti hanno invitato il Pretore aggiunto a “decidere su entrambe le cause”. Statuendo in via cautelare il 7 maggio 2020, il Pretore aggiunto ha ridotto il contributo “provvisorioˮ a carico di AP 1 a fr. 476.– mensili dal 1° novembre 2019 al 31 gennaio 2020 e a fr. 793.– mensili da allora in poi (assegni familiari non compresi). Le spese giudiziarie sono state rinviate alla causa di merito.","H. Con decisione finale del 20 maggio 2020 il Pretore aggiunto ha omologato l'accordo stipulato dalle parti il 2 aprile 2019, istituendo l'autorità parentale congiunta sulla figlia con affidamento in custodia esclusiva alla madre. Egli ha definito inoltre il diritto di visita paterno secondo un calendario condiviso dai genitori e dal curatore educativo, con passaggio della figlia al Punto d'incontro della Casa _ _ a _ e a _, il sabato (o alternativamente la domenica) dalle ore 9.00 alle 18.00, con l'avvertenza che un'estensione del diritto di visita nelle ore diurne della domenica o del mercoledì pomeriggio e nelle ore notturne tra il sabato sera e la domenica, come pure durante le vacanze, “potrà se del caso essere concesso dopo che il padre avrà, rispettivamente, iniziato e ultimato con successo un percorso semestrale di sostegno genitoriale”.","Il Pretore aggiunto ha obbligato poi AP 1 a versare per la figlia un contributo alimentare di fr. 476.– mensili indicizzati dal 1° novembre 2019, portato a fr. 793.– mensili dal 1° febbraio 2020 fino alla maggiore età o fino al termine della formazione scolastica (assegni familiari non compresi), senza possibilità di compensare quanto versato spontaneamente prima del 1° novembre 2019, ha attribuito gli accrediti per compiti educativi ad A_ _ _ e ha accertato l'importo che manca alla figlia per coprire il proprio debito mantenimento. Infine egli ha posto a carico di AP 1 “il debito per pigioni arretrate derivante dalla locazione dell'appartamento” della coppia a _ e ha respinto la richiesta del convenuto volta al cambiamento di cognome della figlia. Le spese processuali di complessivi fr. 5150.– sono state addebitate per un terzo all'attrice e per il resto al convenuto, compensate le ripetibili. Entrambe le parti sono state ammesse al beneficio del gratuito patrocinio.","I. Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con appello del 19 giugno 2020 per ottenere che, previo conferimento del gratuito patrocinio, il giudizio impu-gnato sia riformato nel senso di stabilire il suo diritto di visita in un fine settimana ogni due, dal venerdì sera alle ore 18.00 fino alla domenica sera alle ore 18.00, in tre settimane durante le vacanze scolastiche estive, in una settimana alternativamente durante le vacanze autunnali e le vacanze di carnevale, come pure in una settimana alternativamente durante le vacanze pasquali e le vacanze natalizie (incluso il giorno di Pasqua e di Natale). Egli propone altresì di addebitare ad A_ _ _ le pigioni arretrate dell'appartamento a _ e di modificare il cognome della figlia in _ _. L'appello non è stato comunicato ad A_ _ _ per osservazioni. Il 6 ottobre 2020 AP 1 ha postulato l'estensione a due giorni del suo diritto di visita settimanale, chiedendo di concedergli anche una visita infrasettimanale. Invitata a esprimersi sul “debito per pigioni arretrate derivante dalla locazione dell'appartamento” della coppia a _, con osservazioni del 19 novembre 2020 CO 1 propone di respingere l'appello. Essa postula a sua volta, inoltre, il beneficio del gratuito patrocinio."}

{Considerando,"in diritto: 1. Le sentenze emanate dai Pretori (o dai Pretori aggiunti) con la procedura semplificata applicabile in materia di filiazione (art. 295 CPC), sono appellabili entro 30 giorni dalla notifica (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di una controversia patrimoniale, il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2). Nella fattispecie tale restrizione non si applica, litigiosi davanti al Pretore essendo anche la modifica del cognome della figlia e il diritto di visita paterno, controversie indipendenti da questioni di valore (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2019.110 del 5 maggio 2020 consid. 1). Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è stata notificata all'allora patrocinatore del convenuto il 22 maggio 2020 (tracciamento degli invii n. _, agli atti). Introdotto personalmente da AP 1 il 19 giugno 2020, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.","2. Il 15 settembre 2020 il Pretore aggiunto ha trasmesso a questa Camera un rapporto del 9 agosto 2020 in cui il Punto d'incontro della Casa _ _ a _ aggiorna la situazione riguardo ai diritti di visita paterni. AP 1 ha poi prodotto il 6 ottobre 2020 una serie di messaggi telefonici con lo psicoterapeuta _ _, con il pediatra della figlia, con il curatore educativo _ _, con A_ _ _ e con il Pretore aggiunto. Applicandosi alla fattispecie il principio inquisitorio illimitato (art. 296 CPC), documenti nuovi sono ammissibili senza riguardo ai presupposti dell'art. 317 cpv. 1 CPC. Nella misura in cui appaiano di rilievo, tali documenti saranno dunque considerati ai fini del giudizio.","3. L'appellante contesta anzitutto l'accertamento del Pretore aggiunto stando al quale egli avrebbe riconosciuto la figlia solo il 17 gennaio 2016. Egli fa valere di avere riconosciuto CO 1 il giorno dopo la nascita, come risulta dalla notifica sottoscritta dai genitori all'Ospedale regionale di _ (doc. 15). Ora, secondo l'art. 260 cpv. 3 CC un riconoscimento di paternità avviene mediante dichiarazione davanti all'ufficiale di stato civile o per testamento o, se è pendente un'azione d'accertamento della paternità, davanti al giudice. La notifica da parte dell'ospedale non costituisce un atto di riconoscimento, ma è soltanto il documento con cui la direzione della struttura comunica all'ufficiale dello stato civile una nascita in applicazione degli art. 34 lett. a e 35 cpv. 1 OSC (RS 211.112.2). Sull'argomentazione dell'appellante non giova pertanto attardarsi.","4. Nell'appello il convenuto afferma che al momento in cui ha aderito alla proposta di attribuire congiuntamente l'autorità parentale su CO 1 egli non intendeva “forzare la condivisione di avere la custodia reciproca della figlia”, ma ritiene ora che con il trascorrere del tempo “la custodia condivisa doveva e deve essere la normalità negli interessi di CO 1”. L'argomentazione non è un esempio di chiarezza, ove si consideri che da un lato l'interessato sembra rivendicare una custodia alternata, ma dall'altro chiede di lasciare invariato il dispositivo n. 2 con cui il primo giudice ha affidato CO 1 alla custodia esclusiva della madre. Né una custodia alternata è stata postulata, per altro, davanti al primo giudice. È vero tuttavia che il Pretore aggiunto avrebbe","dovuto esaminare la questione d'ufficio (DTF 142 III 620 consid. 3.2.3), mentre nella sentenza impugnata egli non ha sfiorato l'argomento. Il tema va dunque esaminato in questa sede."}