Decision ID: ec43ebd2-fe5b-5ce2-989e-72360437350c
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
La RE 1, attiva – tra l’altro – nel commercio di beni di consumo nel settore dell’elettronica, della telefonia e dell’informatica, ha svolto per la CO 1,
azienda di spedizioni internazionali, funzioni di consulente esterno per la telefonia mobile. Il 1° novembre 2014,
a seguito di un cambiamento dell’operatore di telefonia mobile, la CO 1 ha ricevuto dalla _ _ una fattura per il mese di ottobre 2014 di complessivi fr. 9'789.15, di cui fr. 8'889.30 (12 x fr. 657.90 + fr. 994.50)
a titolo di
“tassa cambiamento di abbonamento”
. Dopo uno scambio di corrispondenza tra le parti, la RE 1
ha versato alla CO 1 i seguenti importi: il 14 febbraio 2015 fr. 2'445.– come
“acconto penali _”
e il 17 marzo 2015 fr. 2'000.– come
“2 acconto bonus per pagamento penali”
. Con raccomandata del 6 maggio 2015 la CO 1 ha sollecitato il pagamento di fr. 4'445.–, corrispondente alla metà delle penali di fr. 8'890.– fatturate dalla _ (doc. H).
B.
Con precetto esecutivo n. _ emesso l’11 giugno 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 1'445.– oltre agli interessi del 5% dal 18 dicembre 2014, indicando quale titolo di credito:
“Responsabilità contrattuale, rimborso fatture _. Riconoscimento di debito del 9.01.2015”
. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 25 giugno 2015 sempre dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la creditrice ha nuovamente escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 3'000.– oltre agli interessi del 5% dal 18 dicembre 2014, indicando quale titolo di credito ancora una volta la
“Responsabilità contrattuale, rimborso fatture _. Riconoscimento di debito del 9.01.2015”
.
C.
Avendo la RE 1 interposto opposizione a entrambi i precetti esecutivi, con istanza 8 settembre 2015 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Taverne. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 29 settembre 2015.
Con replica del 7 ottobre 2015 l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è nuovamente opposta con duplica del 9 ottobre. All’udienza tenutasi il 5 novembre 2015 l’istante ha proposto di saldare il debito, dividendolo in tre rate, e il Giudice di pace ha assegnato alla convenuta un termine di dieci giorni per comunicargli la propria decisione. Il 16 novembre 2015 la RE 1 ha rifiutato la proposta di dilazione.
D.
Statuendo con decisione 16 dicembre 2015, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria le opposizioni interposte dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200
.–
e un’indennità di fr. 400
.–
a favore dell’istante.
E.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 23 dicembre 2015
per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Il 2 febbraio 2016 il presidente della Camera ha accolto la domanda di effetto sospensivo presentata con l’impugnazione. Nelle sue osservazioni del 15 febbraio 2016, la CO 1
ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 23 dicembre 2015 durante le ferie natalizie contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1 il 17 dicembre (estratto track & trace n. _), in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2
La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3.
Nella decisione impugnata, in cui ha trattato
“in modo unificato”
l’istanza, registrata in due incarti diversi (uno per ogni precetto esecutivo), il Giudice di pace ha ritenuto sulla scorta degli atti che la RE 1 è debitrice nei confronti dell’istante di fr. 4'445.–, corrispondenti alla metà dei fr. 8'890.– dovuti a quest’ultima. A suo parere la volontà di versare tale somma alla creditrice risulta in modo chiaro dalle comunicazioni intercorse tra le parti e più precisamente dallo scambio e-mail e dalle lettere
“sottoscritte e indubbiamente e assai chiaramente relative alla vertenza di questa causa”
.
Constatando che la RE 1 ha versato all’istante la metà dei fr. 8'890.–
“dovuti”
(fr. 2'445.– + fr. 2'000.–), il Giudice di pace ha inoltre considerato che tale versamento
“risulta essere pur sempre una prova di volontà”
. Infine, egli ha sottolineato la volontà delle parti di risolvere la vertenza, indicando come
“significativa”
una lettera del 3 dicembre 2015 del patrocinatore dell’istante, in cui quest’ultimo
ha scritto che
“nonostante l’impegno profuso dai rispettivi legali, non si è riusciti a raggiungere un accordo sul pagamento di quanto richiesto dalla mia patrocinata”