Decision ID: 6c00f67f-0880-441d-bfd4-31bc595b699e
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda di asilo che A._ ha presentato in Svizzera il 2 maggio
2022,
l'estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del 4 maggio 2022,
da cui si evince che l'interessato è stato interpellato in Italia il
24 aprile 2022,
la richiesta di presa in carico del 6 maggio 2022 fondata sull'art. 13 par. 1
del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-
pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino
III) presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM)
alle competenti autorità italiane,
la procura conferita dall'interessato il 6 maggio 2022 alla rappresentanza
legale assegnatagli,
il verbale di rilevamento dei dati personali del 9 maggio 2022,
il verbale del colloquio Dublino del 12 maggio 2022,
la visita medica del 15 giugno 2022 per (...),
la scomparsa dell'interessato dal 16 giugno 2022 al 19 giugno 2022,
l'assenza di risposta da parte delle autorità italiane alla richiesta di presa in
carico,
la decisione della SEM del 7 luglio 2022, notificata il 12 luglio 2022, me-
diante la quale detta autorità non è entrata nel merito della domanda d'asilo
ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998
(LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso
l'Italia,
la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza sottoscritta
dalla rappresentante legale designata il 12 luglio 2022,
D-3135/2022
Pagina 3
la scomparsa dell'interessato dal 14 luglio 2022 al 17 luglio 2022,
il ricorso del 14 luglio 2022 (timbro del plico raccomandato: 18 luglio 2022,
data d'entrata: 19 luglio 2022), inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM
con il quale il ricorrente ha chiesto di poter restare in Svizzera,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi
che seguono,

e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-
sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒
c e art. 52 PA,
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica,
con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),
che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti,
che nel colloquio Dublino l'interessato, posto di fronte alla possibile com-
petenza dell'Italia per l'analisi della sua domanda d'asilo, ha dichiarato di
non voler essere rinviato in Italia per timore di sentirsi solo e depresso poi-
ché non avrebbe nessuno in tale Paese; che avrebbe scelto la Svizzera
perché sarebbe un Paese umano nel quale vivrebbe il cugino il quale po-
trebbe aiutarlo,
che nella querelata decisione l'autorità inferiore, dopo aver constatato la
tacita ammissione di competenza da parte dell'Italia – ritenuto pure che il
D-3135/2022
Pagina 4
cugino non rientra nella nozione di membro della famiglia ai sensi dell'art. 2
lett. g Regolamento Dublino III – ha escluso la sussistenza nello Stato di
destinazione di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento
Dublino III o di un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no-
vembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di
respingimento; che inoltre, non sussisterebbero motivi che obblighereb-
bero la Svizzera ad esaminare la domanda d'asilo giusta l'art. 16 par. 1
Regolamento Dublino III né che giustificherebbero l'applicazione della clau-
sola di sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e
dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu-
rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1; RS 142.311); che invero egli non soffri-
rebbe di problemi di salute di gravità rilevante; che egli sarebbe stato trat-
tato per un problema di (...),
che nel proprio ricorso l'insorgente dichiara che, arrivato via mare, non
avrebbe saputo di essere in Italia e pensava fosse in Svizzera; che appena
uscito dalla nave lo avrebbero trascurato e obbligato a prendere le im-
pronte digitali sotto minaccia di un rinvio in Afghanistan; che il ricorrente
soffrirebbe molto delle conseguenze del suo trascorso e non riuscirebbe
più a dormire ed avrebbe costantemente paura che gli succeda qualcosa;
che vorrebbe avere una possibilità di poter costruire una vita migliore in
Svizzera, dove d'altronde vivrebbe il cugino, l'unica famiglia che avrebbe
in Europa,
che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della
procedura di asilo e allontanamento,
che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal Regolamento Dublino III,
che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-
sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata
nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a carico del ri-
chiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-
sid. 6.2),
D-3135/2022
Pagina 5
che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-
tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello
individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15),
che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni
criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato
al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7
par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regola-
mento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei
criteri),
che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base
della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato
domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino
III),
che contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese:
take back), di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina-
zione dello stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF
2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1),
che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile
trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato
come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-
stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni
di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento
inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali
dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato
la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue
l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro
possa essere designato come competente,
che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-
nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22
e 29 – il richiedente che ha presentato la domanda in un altro Stato mem-
bro (art. 18 par. 1 lett. a Regolamento Dublino III),
che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»),
in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro
può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-
sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale
esame non gli compete,
D-3135/2022
Pagina 6
che nel caso di specie, dagli atti risulta che l'insorgente, prima di entrare in
Svizzera si trovava in Italia (cfr. atto SEM [...]-9/1); che egli ha confermato
tale informazione (cfr. atto SEM [...]-23/2),
che il 6 maggio 2022, nei termini fissati all'art. 21 par. 1 Regolamento Du-
blino III, la SEM ha presentato alle autorità italiane competenti una richiesta
di presa in carico fondata sull'art. 13 par. 1 Regolamento Dublino III,
che l'Italia, non avendo risposto alla domanda di presa in carico entro il
termine previsto all'art. 22 par. 1 e 6 Regolamento Dublino III, ha tacita-
mente riconosciuto la propria competenza nella trattazione della domanda
di asilo in questione (art. 22 par. 7 Regolamento Dublino III),
che in sede di colloquio Dublino l'insorgente ha dichiarato che le autorità
italiane l'avrebbero obbligato a prendere le impronte digitali e che egli non
avrebbe scelto l'Italia ma la Svizzera quale paese di destinazione,
che tuttavia si rileva che il Regolamento Dublino III non offre il diritto al
richiedente l'asilo, di scegliere autonomamente lo Stato nel quale la sua
domanda d'asilo verrà esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3),
che altresì, come giustamente ritenuto dalla SEM nella decisione impu-
gnata, il cugino dell'insorgente presente in Svizzera non rientra nella no-
zione di membri della famiglia ai sensi dell'art. 2 lett. g Regolamento Du-
blino III,
che, di conseguenza, la competenza dell'Italia è di principio data,
che in Italia non vi sono fondati motivi per ritenere che sussistano carenze
sistemiche che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante
ai sensi dell'art. 4 CartaUE (cfr. fra le tante, sentenze del Tribunale F-
959/2022 del 14 marzo 2022 e D-4235/2021 del 19 aprile 2022 [pubblicata
quale sentenza di riferimento] consid. 10.2),
che inoltre, l'entrata in vigore del decreto n. 130/2020 del 21 ottobre 2020
convertito in legge il 20 dicembre 2020 (legge del 18 dicembre 2020
n. 173/2020), ha contribuito ad un importante miglioramento delle condi-
zioni di accoglienza dei richiedenti l'asilo in Italia, anche ed in particolare
per i casi di persone che vi vengono trasferite in applicazione del Regola-
mento Dublino III (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-4235/2021
del 19 aprile 2022 consid. 10.4.3.2),
D-3135/2022
Pagina 7
che in ogni caso, l'Italia è legata alla CartaUE e firmataria, della CEDU,
della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della
Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS
0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967
(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni,
che di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, in par-
ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce-
dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale
ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva
2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello
status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva
2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013
recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio-
nale [di seguito: direttiva accoglienza]),
che conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase Regola-
mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie,
che in seguito, la presenza in Svizzera del cugino non permette neppure
l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III dal momento che
non risulta che l'insorgente abbia un particolare rapporto di dipendenza con
il parente; che ad ogni modo, il semplice bisogno di sostegno emotivo, o
anche psicologico, non è tale da stabilire la relazione di dipendenza richie-
sta dall'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-
sid. 8.3.5),
che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di-
ritto interno svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 Regolamento
Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano la SEM può entrare nel
merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un
altro Stato sarebbe competente per il trattamento della stessa,
che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere
di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra-
sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una
norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l'au-
torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare
nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di con-
trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1),
D-3135/2022
Pagina 8
che nel caso di specie, va in primo luogo osservato come spetti innanzitutto
al ricorrente presentare al più presto una domanda d'asilo alle autorità ita-
liane competenti e rispettare le loro istruzioni, ciò che gli permetterà di be-
neficiare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza (cfr. sentenza del Tri-
bunale D-2773/2022 del 5 luglio 2022 pag. 7),
che l'insorgente non ha del resto apportato indizi seri e concreti suscettibili
di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del
divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna-
zionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà
sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto
in un tale Paese,
che agli atti non figurano del resto elementi tali da indurre a concludere che
un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio
di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di
vita indegna in violazione della direttiva accoglienza,
che per il resto, il respingimento forzato di persone che soffrono di proble-
matiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU unicamente
in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso segnatamente lad-
dove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato
o terminale da lasciar presupporre che, a seguito del trasferimento, la sua
morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor-
teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9
consid. 7.1),
che una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi
siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti
medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale
rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni
di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione
della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Bel-
gio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.),
che per quanto riguarda i problemi di (...) e di (...) di cui egli soffrirebbe,
peraltro neppure accennati dinanzi alla SEM, non vi sono indizi per ritenere
che tali eventuali problematiche rientrino nella restrittiva giurisprudenza
convenzionale,
che altresì, si rileva che nelle procedure di presa in carico non è necessario
richiedere alle autorità italiane garanzie scritte individuali di presa a carico
D-3135/2022
Pagina 9
immediata per i richiedenti affetti da problematiche mediche (somatiche o
psichiche) gravi; che in un siffatto contesto si deve infatti partire dall'as-
sunto che i richiedenti l'asilo possano in linea di principio accedere alle
prestazioni assistenziali, comprensive anche delle cure e dei trattamenti
necessari ed urgenti, sin dal loro arrivo in Italia (cfr. sentenza di riferimento
del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 consid. 10.4.3.3),
che l'Italia dispone del resto di infrastrutture mediche sufficienti ed in
quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affin-
ché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente
quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale
di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-
dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari,
comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica
(cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza),
che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare
che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da
contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-
tura in caso di esecuzione del trasferimento in Italia,
che, ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione
dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle
autorità dello Stato in questione,
che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere
che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-
mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF
2015/9 consid. 7 seg.),
che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui
all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovranità»),
che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte
della Svizzera, l'Italia è competente dell'esame della domanda di asilo del
ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuto a prenderlo in carico
in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22, 29 Regolamento Dublino
III,
che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-
manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi
ed ha pronunciato il suo trasferimento verso l'Italia conformemente
D-3135/2022
Pagina 10
all'art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un'autorizzazione di
soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1),
che, in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-
stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione
del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli
stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal
momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel
merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-
sid. 5.2),
che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione
della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-
cia il trasferimento dalla Svizzera verso l'Italia, confermata,
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-
tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3135/2022
Pagina 11
Il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-
tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente
sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-
nale.
La giudice unica: La cancelliera:
Chiara Piras Sebastiana Bosshardt