Decision ID: 06112658-618f-58d3-a169-eb428343ce0e
Year: 2015
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, nato il 19 luglio 1961, celibe, residente a _, titolare di uno studio di progettazione a _, esponeva nella dichiarazione d’imposta 2012 redditi da attività indipendente pari a CHF 126'552.--.
B.
L’RS 1 con decisione 30 luglio 2014 accertava redditi da attività indipendente per CHF 164'000.--, giustificando l’aumento rispetto a quanto dichiarato dal contribuente con l’aggiunta di voci di spesa ritenute di natura privata e non professionale. Le tipologie di spesa riprese con la predetta decisione si riferiscono ai contributi sociali, ai costi del telefono, ai premi delle assicurazioni sulla vita e dell’automobile della convivente del contribuente, nonché ai costi dell’abitazione privata di quest’ultimo, ad una parte di spese di rappresentanza considerate spese private, ed ammortamenti non ammessi in quanto riferiti a posizione attive di bilancio fittizie.
C.
Con reclamo 29 agosto 2014 il contribuente contestava tali riprese, non considerate “avvalorate da giustificativi” dall’Autorità fiscale, e postulava il riconoscimento di un reddito da attività indipendente in linea con accertamenti dell’Autorità fiscale esperiti in periodi precedenti.
D.
Con decisione su reclamo 29 ottobre 2014 l’Ufficio di tassazione ribadiva interamente le motivazioni delle riprese effettuate, ma riduceva prudenzialmente il reddito da attività indipendente a CHF 160'000.--.
E.
Contro questa decisione RI 1 insorge con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario. Egli sostiene che la cifra d’affari rispetto ai periodi fiscali precedenti non è sostanzialmente mutata, e pur lamentando una tendenza congiunturale negativa, sostiene che egli ha comunque fornito tutte le schede creditori e debitori. L’ispettorato fiscale non avrebbe inoltre svolto per il 2012 alcun controllo, ragioni per le quali andrebbe presunta la correttezza dei dati esposti dal contribuente. Egli postula quindi il riconoscimento quale reddito da attività indipendente per il 2012 di CHF 126'552.--, ed il conseguente annullamento della decisione di tassazione dopo reclamo del 29 ottobre 2014.
F.
Con osservazioni del 5 dicembre 2014 l’Ufficio circondariale di tassazione propone di respingere il gravame, rimandando alle motivazioni della decisione di tassazione. La Divisione delle contribuzioni Ufficio Giuridico non ha presentato osservazioni.

Diritto
1.
1.1.
Giusta l’art. 17 cpv. 1 LT, di uguale tenore dell’art. 18 cpv. 1 LIFD, sono imponibili quali reddito da attività indipendente tutti i proventi dall’esercizio di un'impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.
In base agli art. 26 LT e 27 LIFD, dal medesimo sono deducibili le spese aziendali e professionali giustificate, tra cui rientrano, fra le altre, gli ammortamenti e gli accantonamenti secondo gli art. 27 e 28 LT, rispettivamente gli art. 28 e 29 LIFD.
1.2
Per spese generali si devono intendere le spese indispensabili che il contribuente deve affrontare per conservare e rendere più sicura la fonte di reddito. Sono considerate spese generali i costi complessivi a carico del contribuente nell’ambito della sua attività lucrativa. Sono tali, oltre alle spese aziendali in senso proprio, anche i costi supplementari supportati nell’interesse della ditta o della professione per vitto e alloggio fuori casa, per particolari abiti di lavoro, per assicurazioni, pubblicità, viaggi ecc. Occorre dunque, affinché entri in considerazione una tale deduzione, che le spese siano direttamente imputabili all’attività aziendale (
Noël
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 2 ad art. 27 LIFD, p. 455;
Locher
, Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 5 ad art. 27 LIFD, p. 677).
Non è per contro necessario che siano indispensabili al conseguimento del reddito: la tendenza è oggi quella di prediligere una concezione causale, secondo cui sono deducibili non soltanto le spese che il contribuente sostiene per conseguire un reddito, ma tutte quelle che vengono occasionate dalla sua realizzazione (
Locher
, op. cit., n. 13 ss. ad art. 25 LIFD, p. 631;
Reich
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol I/1, Bundesgesetz über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden, Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, n. 8 ad art. 9 LAID, p. 163).
2.
2.1
Nella fattispecie il contribuente, né con reclamo né in sede ricorsuale, si è confrontato con le concrete motivazioni esposte dall’Ufficio di tassazione nelle decisioni
quo
alle voci di spesa riprese. Egli non affronta criticamente la questione della ripresa di costi riconducibili alla convivente, all’abitazione privata ed agli ammortamenti non ammessi per CHF 11'500.--, pur chiaramente indicati nelle predette decisioni. Peraltro pure dal conto economico al 31 dicembre 2012 prodotto dal contribuente stesso con la propria dichiarazione d’imposta, e presente nell’incarto a disposizione del ricorrente già in sede di reclamo, ulteriormente si evincono in modo invero chiaro le citate riprese.
Il ricorrente, indipendentemente dall’assenza di rapporti dell’ispettorato fiscale riferiti al 2012, era quindi perfettamente in grado di prendere puntuale posizione sulle singole voci di spesa aggiunte ai redditi dichiarati. In relazione al rapporto di verifica del settembre 2013, di cui sostiene di non essere a conoscenza, va comunque sottolineato che lo stesso, che si riferiva ai periodi fiscali 2010 e 2011, è stato allestito in contraddittorio con il ricorrente, come si evince dal verbale di audizione del 3 settembre 2013, nel quale si fa riferimento alle “risultanze della verifica fiscale esperita”.
2.2.
Ciò premesso, secondo un consolidato principio, nella procedura fiscale è il contribuente ad avere l’onere della prova per tutti quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (sentenza del Tribunale federale n. 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in: RtiD I-2007 n.13t, consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; sentenza del Tribunale federale n. 2A.209/2005 del 3 novembre 2005, in: RtiD I-2006 n. 11t, consid.
4.1;
Blumenstein/Locher
, System des schweizerischen Steuerrechts, 6
a
ediz., Zurigo 2002, p. 416, con rinvii).
La deducibilità delle spese aziendali e professionali del contribuente che esercita un’attività lucrativa indipendente dipende dalla prova della loro necessità con riferimento all’attività svolta (cfr. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_658/2007 del 13 febbraio 2008 consid. 2.1, con riferimento a:
Noël
, op. cit., n. 2 ad art. 27 LIFD). A tale riguardo, il riferimento del legislatore alla natura aziendale e professionale delle spese attribuisce all’autorità di tassazione un significativo potere di apprezzamento, rafforzato dalla circostanza che l’onere della prova del rifiuto di deduzione non è a suo carico (cfr. la sentenza n. 2C_658/2007 del 13 febbraio 2008 consid. 2.1, con riferimento a:
Noël
, op. cit, n. 4 ad art. 27 LIFD).
2.3.
In concreto, spettava quindi al ricorrente dimostrare in modo ineccepibile le spese esposte in conto economico, e quindi implicitamente chieste in deduzione fiscale dall’utile lordo conseguito con l’attività indipendente.
Nel caso in esame non solo il contribuente non ha saputo dimostrare nulla a tale riguardo, ma ancor prima nulla egli ha sostenuto
quo
alla deducibilità delle spese concretamente indicate, e riprese dall’Ufficio di tassazione. In altre parole, ancor prima di provarle, il ricorrente non ha fornito nessuna spiegazione
quo
alle ragioni per le quali le spese riprese sarebbero state invece direttamente imputabili all’attività aziendale.
Ne consegue che il ricorso deve essere respinto.
2.4.
Non avrebbe infine alcun rilievo la circostanza che, nei periodi fiscali precedenti, l’autorità fiscale possa aver riconosciuto le deduzioni riprese nel periodo fiscale 2012. A quest’ultimo riguardo, ed ancorché nemmeno puntualmente sostenuto dal ricorrente, l’esito del presente gravame comunque non cambierebbe.
La costante giurisprudenza del Tribunale federale ha in effetti escluso che un ricorrente possa pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al principio della buona fede (art. 9 Cost.). In effetti il diritto tributario è marcato dal principio della legalità, di modo che le regole della buona fede hanno solo una portata limitata, soprattutto se si trovano in conflitto proprio con l'esigenza di legalità (DTF 131 II 627 consid. 6.1; 118 Ib 312 consid. 3b). In virtù di tale esigenza, l'autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza del 2C_260/2008 6 agosto 2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno 2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio 1999, in: ASA 69 pag. 793, consid. 2).
3.
Alla luce di quanto precede e visto l’esito del ricorso, tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.