Decision ID: 397f8a18-d516-5669-9e07-902212b0a103
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto,
in fatto:
A. Nella seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di _ ha adottato la revisione generale del piano regolatore (PR 99). In quella sede il mapp. n. _è stato assegnato parzialmente alla zona edificabile.
B. _ e _ _, comproprietari del mapp. n. _, sono insorti contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo l'inclusione integrale del fondo nella zona edificabile.
C. Con risoluzione 16 ottobre 2001 (n. _) il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione di alcune (nuove) zone edificabili, - compresa quella che include parte del mappale n. _- ed ha ordinato al municipio di provvedere alla pubblicazione delle relative decisioni onde permettere il ricorso a questo Tribunale. Il ricorso dei signori _, chiedente un'ulteriore estensione della zona edificabile, è pertanto stato respinto.
D. Con ricorso 9 gennaio 2002 _ e _ _ insorgono innanzi a questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e chiedendo la conferma della pianificazione comunale non approvata. A sostegno della loro domanda i ricorrenti affermano che il fondo in parola è idoneo all'edificazione, urbanizzato e costituisce un'ampia propaggine di un terreno già edificato, senza che motivi di ordine paesaggistico, naturalistico, o agricolo si oppongano all'inserimento in zona edificabile.
E. Il municipio postula l'accoglimento del gravame, mentre la divisione della pianificazione territoriale ne postula la reiezione.

considerato, in diritto:
1. La competenza del Tribunale è data (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione degli insorgenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Circa la tempestività del ricorso il Tribunale considera invece quanto segue.
2. 2.1. Contro la decisione del Consiglio di Stato di approvazione, parziale o totale, dei piani regolatori e di evasione dei ricorsi, è dato ricorso a questo Tribunale nel termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 38 cpv. 1 LALPT). In concreto, la risoluzione del Consiglio di Stato, del 16 ottobre 2001, è stata notificata a mezzo invio raccomandato il successivo 19 ottobre (cfr. risultanze della ricerca postale). Il termine di 30 giorni per ricorrere contro la stessa è pertanto venuto a scadenza il giorno 19 novembre 2001. Dal momento che il gravame proposto a questo Tribunale è stato consegnato alla posta il 9 gennaio 2002, esso deve essere considerato tardivo. Va, di conseguenza, dichiarato irricevibile.
2.2. I ricorrenti giustificano la tempestività del gravame asserendo che il termine di ricorso sarebbe venuto a scadenza solo il 16 gennaio 2002. A torto, tuttavia. Quest'ultimo termine di ricorso ritornava difatti applicabile solo per coloro che prendevano conoscenza delle decisioni di non approvazione del piano regolatore disposte dal Consiglio di Stato attraverso la loro pubblicazione, effettuata da parte del municipio di _ il 16 novembre 2001 (cfr. foglio ufficiale di identica data n. 92/2001, pag. 7048): sistema alternativo di notifica che può essere impiegato, eccezionalmente, quando tutti i destinatari della decisione non possono essere identificati senza oneri eccessivi (cfr. a livello federale l'art. 36 PA; Merkli/Aeschlimann/Herzog, Kommentar zum Gesetz über die Verwaltungsrechtspflege im Kanton Bern, Berna 1997, ad art. 44 n. 1). Chi, come gli insorgenti, aveva ricevuto personalmente la decisione medesima, in ossequio al principio generale (art. 26 cpv. 1 PAmm), non poteva invece appellarsi a tale termine. Il ricorso andava pertanto insinuato entro il termine di 30 giorni dalla notificazione scritta della decisione governativa.
3. La tassa di giudizio dev'essere posta a carico dei ricorrenti (art. 28 PAmm).