Decision ID: 8657eb77-ded9-55c7-a5fe-de5f8fd04d97
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 28 luglio 2014 la _ SA (ora PRE 1), CO 1 e la sua ditta individuale S_ hanno sottoscritto una “Convenzione di Cooperazione Professionale e Societaria” di durata indeterminata (ma di un minimo di tre anni), in forza della quale CO 1 sarebbe diventato responsabile di tutte le attività di carattere fiduciario svolte dalla società, nonché di quelle d’intermediazione finanziaria, mobiliare e “trading in securities”. Oltre a ciò, in veste di persona di contatto con l’Organo di autodisciplina (OAD) e di responsabile ufficiale per la comunicazione e il blocco dei beni, CO 1 avrebbe assicurato il rispetto della normativa relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro (LRD). La remunerazione pattuita era di fr. 120'000.– annui per dodici mensilità a decorrere dal 1° gennaio 2015, mentre per il periodo definito dalle parti come “transitorio”, ovvero dalla data della sottoscrizione della convenzione fino al 31 dicembre 2014, lo stipendio mensile di fr. 10'000.– concordato a partire dal mese di settembre 2014 sarebbe stato corrisposto – previa presentazione di una “nota di debito” – in due quote da fr. 20'000.–, l’una il 30 ottobre e l’altra il 31 dicembre 2014. Con lettera raccomandata (a mano) del 12 febbraio 2015, la RE 1 ha rescisso il rapporto di lavoro con l’istante “con effetto immediato”, ritenendo CO 1 “libero di proseguire la [sua] attività in una nuova sede e domicilio a far data 28 febbraio p.v.”.
B. Con lettere del 10 novembre 2014 e del 10 gennaio 2015, CO 1 ha trasmesso alla RE 1 le note di onorario per i mesi da settembre a dicembre 2014 (entrambe per fr. 20'000.–), mentre quelle relative ai mesi di gennaio e febbraio 2015, ciascuna di fr. 10'000.–, sono state inoltrate alla convenuta il 28 febbraio e il 1° marzo 2015. Con lettera del 7 aprile 2015 CO 1 ha messo in mora la reclamante per il versamento – entro 48 ore dalla ricezione della stessa – di fr. 60'000.– (corrispondenti alle due note da fr. 20'000.– ciascuna e alle due da fr. 10'000.–), avvisandola che, nel caso l’importo fosse rimasto impagato, egli avrebbe avviato una procedura esecutiva per ottenere quanto richiesto, oltre agli interessi moratori “ed ogni ulteriore costo causato dalla mora”.
C. Con il precetto esecutivo n. _ emesso il 30 aprile 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 60'000.– oltre agli interessi del 5% dal 7 aprile 2015, indicando quale titolo di credito le “pretese derivanti dalla convenzione del 28.07.2014”.
D. Avendo la RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 17 agosto 2015 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 3 settembre 2015, cui sono seguite la replica spontanea del 5 ottobre dell’istante e la duplica spontanea del 13 ottobre della RE 1, in cui le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive conclusioni.
E. Statuendo con decisione 25 novembre 2015, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 500.– e un’indennità di fr. 1'200.– a favore dell’istante.
F. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 3 dicembre 2015 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Nelle sue osservazioni del 24 dicembre 2015, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo. Con replica e duplica inoltrate spontaneamente a questa Camera rispettivamente l’11 e il 25 gennaio 2016, le parti hanno ribadito le loro posizioni.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 3 dicembre 2015 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 27 novembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3 Nel caso specifico, lo scritto del 14 marzo 2015 di CO 1 alla RE 1 presentato per la prima volta con le osservazioni al reclamo del 24 dicembre 2015 (doc. G), nonché la richiesta di affiliazione all’Associazione Generale di Autodisciplina POLYREG del 4 agosto 2014 con la relativa documentazione acclusa alla stessa (doc. L) e la conferma di ricezione del giorno seguente (doc. M) prodotti sempre da CO 1 con la duplica spontanea del 25 gennaio 2016, sono documenti nuovi e, come tali, irricevibili. Per il medesimo motivo sono parimenti irricevibili tutte le richieste di prova contenute nella duplica spontanea. Nulla osta, in queste circostanze, a trattare l’impugnazione senza indugio.