Decision ID: 4661c82b-91d9-42ed-853b-1e3c5973f308
Year: 2011
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il 4 ottobre 2010 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di A., B., C. e D. per i reati di associazione per delinquere finalizzata all'usura, all'esercizio abusivo di attività finanziaria e all'estorsione (art. 416, 644 e 629 CP ). Agli indagati viene contestato di avere, quali titolari e collaboratori di due agenzie di cambiavalute site a Campione d'Italia, erogato denaro a un gran numero di persone mediante sconto di assegni ad interesse elevato, con conseguenti condotte estorsive volte ad ottenere la restituzione del  e degli interessi usurari in caso di inadempimento dei mutuatari. Con la sua domanda di assistenza l'autorità rogante postula, tra l'altro, l' della documentazione relativa a conti intestati a A. e B. ad essa  segnalati dal Ministero pubblico del Cantone Ticino, scoperti da quest'ultimo nell'ambito di paralleli procedimenti penali in Svizzera a  delle persone summenzionate.
B. Mediante decisione di entrata in materia e esecuzione del 9 novembre
2010 il Ministero pubblico del Cantone Ticino è entrato in materia sulla  presentata dall'autorità italiana, ordinando una serie di misure fra cui la trasmissione di documentazione bancaria da esso già acquisita 'ambito dei procedimenti penali ticinesi no. 1 e no. 2 relativa alle seguenti relazioni: n. 3 intestata a A., n. 4 intestata a B., n. 5 intestata a A. e B., tutte presso la banca E.; n. 6 intestata a B., n. 7, di cui A. è avente diritto , nonché n. 8 intestata a A., tutte presso la banca F. L'autorità d' ha nel contempo ordinato il sequestro dei valori depositati su tali relazioni.
C. Il 22 novembre 2010 A. e B. hanno interposto ricorso contro la suddetta
decisione dinanzi alla II Corte dei reclami penali del Tribunale penale  chiedendone, previa concessione dell'effetto sospensivo, l'.
A conclusione delle loro osservazioni del 22 e 23 dicembre 2010 il  pubblico ticinese risp. l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG)  postulato l'inammissibilità del gravame.
D. Con memoriale di replica del 20 gennaio 2011, trasmesso per conoscenza al Ministero pubblico ticinese e all'UFG, i ricorrenti si sono riconfermati nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale.
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Diritto:
1. 1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione
delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 cpv. 2 del Regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale  federale (ROTPF; RS 173.713.161), la II Corte dei reclami penali  i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-
na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959,  in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la  (CEAG; RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-svizzero), nonché, a partire dal 12  2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5  2008), dagli art. 48 e segg. della Convenzione di applicazione 'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo italo-svizzero; DTF 136 IV 82 consid. 3.1; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 CAS). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c).
1.3 Pur essendo l'atto impugnato intitolato "Decisione di entrata in materia e
esecuzione", al punto 2 del suo dispositivo viene ordinata "la trasmissione della documentazione bancaria acquisita dal Ministero pubblico nell'ambito dei procedimenti penali di cui agli incarti no. 1 e no. 2" relativa anche ai conti riconducibili ai ricorrenti (v. act. 1.1, pag. 3). Il punto 3 del dispositivo prevede che "contro i punti 1. e 2. della presente non è dato ricorso; even-
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tuali contestazioni potranno essere fatte valere nei confronti della decisione di chiusura" (v. act. 1.1, pag. 4). In definitiva, la possibilità di ricorso è stata data unicamente contro la misura incidentale del sequestro degli averi in essere sulle relazioni bloccate (v. ibidem). Considerato l'ordine di  della documentazione relativa ai conti bancari di loro pertinenza, i  hanno ritenuto di trovarsi di fronte in realtà ad una decisione di chiusura, ragione per cui, non condividendola, l'hanno impugnata. La , che oggettivamente non escludeva interpretazioni diverse – questa autorità, preso atto dell'ordine di trasmissione, ha infatti ritenuto che l'effetto sospensivo era applicabile ope legis (v. act. 2) –, ha potuto essere chiarita in sede di risposta, nel senso che il Ministero pubblico ticinese ha  affermato che "il termine trasmissione usato al punto 2 del  e inteso dai ricorrenti come trasmissione immediata è in realtà da  come una trasmissione della documentazione che avverrà solo dopo l'emanazione della decisione di chiusura e la crescita in giudicato della stessa" (v. act. 6, pag. 2). Esso aggiunge che "visto come è stata  la decisione impugnata in alcun modo questo Ufficio avrebbe proceduto alla trasmissione della documentazione bancaria acquisita nell'ambito dei procedimenti penali autonomi aperti a seguito delle segnalazione MROS, senza prima procedere all'emanazione della decisione di chiusura contro la quale sarebbe stata data facoltà alle parti interessate di eccepire le loro " (v. ibidem). La medesima interpretazione della decisione  è stata data dall'UFG (v. act. 7, pag. 2). Visto quanto precede, la  contestata va pertanto considerata una decisione incidentale contro la quale è dato ricorso unicamente se essa causa un pregiudizio immediato e irreparabile mediante il sequestro di beni e valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) oppure mediante la presenza di persone che partecipano al  estero (art. 80e cpv. 2 lett. b AIMP). Si precisa comunque che delle  difficoltà interpretative di cui sopra, superate unicamente in sede di risposta, si terrà conto nella fissazione delle spese giudiziarie (v. per  TPF 2008 172 consid. 6 e 7).
1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro la decisione di entrata
in materia ed esecuzione dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k AIMP). La legittimazione di A. e B. è data, nella misura in cui ogni ricorrente contesta la trasmissione di documentazione relativa ad un conto di cui  intestatario (v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). Essa fa per contro difetto per quanto riguarda i conti per i quali i ricorrenti risultano aventi diritto  o dispongono semplicemente di una procura (v. DTF 122 II 130 consid. 2b e rinvii).
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2. I ricorrenti sostengono che il sequestro di tutti gli averi in essere sui loro conti bancari sia contrario al principio della proporzionalità. Esso  loro un pregiudizio immediato ed irreparabile, nella misura in cui essi  impossibilitati a provvedere con i propri mezzi ai loro obblighi , come il pagamento della cassa malati, luce, elettricità ed di altre spese correnti quotidiane, comprese quelle del figlio a loro carico. Essi si vedrebbero inoltre esposti a procedure esecutive.
2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni inci-
dentali ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP, spetta al ricorrente indicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato pregiudizio e  che questo non potrebbe essere sanato mediante un giudizio che annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura (DTF 130 II 329 consid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il pregiudizio da prendere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro di beni e valori, può trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni  scadute (pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, ecc.), del fatto di essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, oppure alla revoca di un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità di concludere affari vicini al loro sbocco. Il solo fatto di  far fronte a delle spese correnti non è sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 pag. 332; sentenza del  penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 2007, consid. 2.2 e ).
2.2 I ricorrenti non hanno fornito nessun elemento atto a chiarire la loro situa-
zione economica, omettendo in particolare di indicare sia i loro redditi che il loro patrimonio. L'affermazione secondo la quale i ricorrenti non  di beni per poter vivere risulta priva di qualsiasi riscontro fattuale e concreto. In queste condizioni è evidente che i ricorrenti non sono stati in grado di rendere verosimile l'insorgere per loro, in assenza di uno sblocco totale o parziale del loro conto, di un pregiudizio immediato ed irreparabile. La censura non merita dunque ulteriore disamina.
2.3 Da quanto sopra discende che il ricorso è inammissibile per mancanza di
un pregiudizio immediato e irreparabile giusta l’art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP, il che rende superfluo l'esame delle restanti censure, le quali riguardano per altro il merito della procedura rogatoriale, per cui non sarebbero in ogni caso di rilievo a questo stadio procedurale.
3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] ri-
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chiamato l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata  l'art. 73 cpv. 2 LOAP e l'art. 8 cpv. 3 del Regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 4'000.-- a carico dei ricorrenti in solido. Tenuto conto dell'anticipo delle spese di fr. 6'000.-- già versato, la cassa del Tribunale restituirà ai ricorrenti l'importo di fr. 2'000.--.
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