Decision ID: 3ce5be16-47c5-5f75-898a-3e87cf3768a9
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 29 luglio 1993, _ - dipendente dell'Impresa di costruzioni _ in qualità di gruista - è caduto dopo essere inciampato in un travetto, riportando un trauma cranico, una distorsione al ginocchio destro nonché contusioni varie.
L'infortunato è stato dichiarato totalmente abile al lavoro a far tempo dal 22 novembre 1993, dopo aver beneficiato delle cure necessarie.
Il caso è stato assunto dall'_, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
1.2. Nel corso del mese di luglio 1994, il datore di lavoro dell'assicurato ha annunciato una ricaduta dell'evento traumatico del 29 luglio 1993 - riferendo di una recrudescenza dei disturbi a livello del ginocchio destro (cfr. doc. _) - relativamente alla quale l'Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità.
_ ha ritrovato una piena capacità lavorativa a decorrere dal 22 agosto 1994.
1.3. Nell'ottobre 1999, _ si è sottoposto ad una visita di controllo presso il dottor _, spec. FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, il quale ha proposto l'esecuzione di un'osteotomia valgizzante della tibia (cfr. doc. _).
1.4. Con decisione formale 8 novembre 1999, l'_ ha negato il proprio obbligo contributivo in relazione ai disturbi al ginocchio destro, difettando una relazione di causalità naturale con l'infortunio assicurato (cfr. doc. _).
A seguito delle opposizioni interposte dall'assicurato, rappresentato dalla _ (cfr. doc. _), e dalla _ (cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 20 marzo 2000, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.5. Con tempestivo ricorso 19 giugno 2000, _, patrocinato dall'avv. _ a, ha chiesto che l'_ venga condannato a versargli le prestazioni di legge per la ricaduta annunciata nell'autunno 1999 (cfr. I, p. 4).
Questi, segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...).
Dai referti medici agli atti, peraltro contraddittori, l'unica cosa certa è che il ricorrente ha dei disturbi al ginocchio e solo una visita accurata potrà affermare se essi siano imputabili all'infortunio del 1993.
L'_ si rifiuta
senza legittimo motivo di sottoporre ad una visita approfondita
l'arto leso giacché nutre il fondato timore che essa dimostri la causalità fra il trauma subito nel 1993 e lo stato fisico attuale.
La risonanza magnetica fatta effettuare dal ricorrente mette in luce una lesione del corno posteriore del menisco mediale e sfibramento parcellare del legamento crociato anteriore (doc. _).
Questo accertamento è stato confermato dal dott. _, specialista in ortopedia e traumatologia presso l'Ospedale di _.
Quest'ultimo, a differenza del dottore che collabora con l'_, ha eseguito le radiografie di entrambe le ginocchia giungendo a conclusioni opposte circa la causa dei disturbi al ginocchio del ricorrente.
La perizia che il Tribunale certamente vorrà ordinare stabilirà la fondatezza delle argomentazioni del ricorrente e cioè che l'attuale sua condizione è dovuta al trauma al ginocchio destro subito nel 1993, così come attestato dal certificato 12 giugno 2000 del dott. _ (doc. _), per cui l'_ è tenuta ad assumere tutte le coperture del caso
" (I).
1.6. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.7. In replica, l'assicurato ha, in particolare, ribadito la necessità che il TCA abbia ad ordinare l'esecuzione di una perizia medica giudiziaria (cfr. V).
1.8. Con ordinanza 12 ottobre 2000, il TCA ha ordinato una perizia medica a cura del dottor _, spec. FMH in chirurgia (cfr. VI).
1.9. In data 5 gennaio 2001, il dottor _ ha consegnato al Tribunale il proprio referto peritale (XI), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni (XII).
1.10. _ ha preso posizione il 15 gennaio 2001 (cfr. XIII), mentre l'_, da parte sua, lo ha fatto in data 26 gennaio 2001 (cfr. XIV).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. La lite é circoscritta alla questione di sapere se i disturbi al ginocchio destro di cui _ ha sofferto in coincidenza con la ricaduta annunciata nell'autunno 1999, si trovavano ancora in una relazione di causalità, naturale ed adeguata, con l'evento traumatico del 29 luglio 1993.
2.3. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr., pure, sentenza inedita 17 ottobre 1989 in re F.).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
2.4. Occorre, inoltre, rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 118 V 286; DTF 117 V 365 in fine).
2.5. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità.
2.6. A proposito della natura dei disturbi al ginocchio destro accusati dall'insorgente, dalle tavole processuali emerge che su questa specifica problematica,
i sanitari che si sono interessati a _ hanno espresso pareri piuttosto contrastanti: in particolare, si vedano, da un lato, i referti 10 febbraio (doc. _), 14 marzo (doc. _) e 8 agosto 2000 (III, doc. _) del dottor _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e, dall'altro, il rapporto 12 giugno 2000 del dottor _, spec. in ortopedia e traumatologia (cfr. doc. _).
Allo scopo di chiarire specificatamente l'aspetto eziologico, lo scrivente TCA - dando seguito ad un'esplicita richiesta di parte ricorrente - ha ordinato una perizia giudiziaria, affidandone l'allestimento al dottor _, spec. FMH in chirurgia (cfr. VI).
Si dirà immediatamente che il perito giudiziario - dopo aver ricostruito, in maniera minuziosa, l'anamnesi dell'insorgente ed averne altrettanto puntualmente descritto lo status, clinico e radiologico, a livello degli arti inferiori - ha condiviso, in buona sostanza, il parere espresso dall'_, secondo cui i disturbi al ginocchio destro lamentati da _, non costituiscono una naturale conseguenza dell’infortunio 29 luglio 1993.
In effetti - dopo aver posto la diagnosi di "... fast sichere,
Läsion des medialen Meniskus
links dargestellt durch das MRI vom 20.11.1999" e "... angedeutete, doppelseitige, nur rechts schmerzhafte,
beginnende Gonarthrose
, bei geringer varusdeformation beider Kniegelenke" (cfr. XI, p. 4-5) - il dottor _, rispondendo ai quesiti n. 2 di parte convenuta e n. 3 di parte ricorrente, ha categoricamente negato che gli asseriti problemi al ginocchio destro si trovino ancora in una relazione di causalità naturale con l'evento traumatico del luglio 1993
.
Il perito giudiziario ha pure illustrato - con dovizia di argomenti - le ragioni che lo hanno portato a negare un'eziologia traumatica ai disturbi fatti valere dall’insorgente
:
"
Die heutige
Meniskusläsion
ist offensichtlich
nicht
beim Unfall vom 29.7.93 entstanden. Der Meniskus wurde in der Arthroskopie vom 17.9.93 intakt angetroffen. Ebenso kann kaum ein Zusammenhang mit der damaligen partiellen Kreuzbandverletzung bestehen, da keine wesentliche Instabilität resultierte. Dass sie eine Folge der beginnenden Arthrose sei, scheint mir deshalb höchst unwahrscheinlich, als diese sich in einem sehr frühen Stadium befindet. Viel wahrscheinlicher ist sie eine Folge der jahrelangen Berufsarbeit - seit 1973 in derselben Firma - als Maurer, treten Meniskusläsionen doch gehäuft in Berufen mit viel kniender und kauernder Arbeit auf.
Die beginnende
Gonarthrose
ist ebenfalls
nicht
durch den Unfall vom 29.7.1993 verursacht. Sie war schon damals im selben Masse nachzuweisen wie heute und betrifft beide Knie. Sie als eine klare Folge der konstitutionellen Varusdeformation zu interpretieren, ist m.E. zu einfach. Die Deformation ist zu gering und z.T. selbst Folge, nicht Ursache der beginnenden Arthrose auf der Knieinnen
seite. Da die übrigen wichtigen Voraussetzungen zur Entwicklung einer Kniegelenkarthrose fehlen - weibliches Geschlecht, langjähriges Uebergewicht, Varizen - liegt es näher
, auch hier die jahrzehntelange Schwerarbeit als Hauptursache zu bezeichnen, ist es doch bekannt, dass Arthrosen von Hüft- und Kniegelenk unter dieser Voraussetzung gehäuft auftreten. Ist die Arthrose rechts durch den Unfall 1993 schmerzhaft geworden? Das ist wenig wahrscheinlich wegen des langen freien Intervalls und der heute neu aufgetretenen Läsion des medialen Meniskus"
(XI, p. 6).
Ora, trattandosi della sola questione sub judice, ovverosia quella riguardante la natura dei disturbi al ginocchio destro di cui _ ha sofferto a partire dall'autunno del 1999 (cfr. consid. 2.1.), si osserva come ambedue le parti abbiano riconosciuto la fondatezza dell'apprezzamento espresso dal perito giudiziario (cfr. XIII in fine e XIV).
Da parte sua, questa Corte non vede ragioni che le impediscano di fare proprie le conclusioni - motivate e convincenti - a cui é pervenuto il dottor _, specialista nella materia che qui interessa. Si deve, pertanto, ritenere che il ricorrente, a livello del ginocchio destro, non presenta più alcun postumo dell’evento infortunistico assicurato.
2.7. Se il perito giudiziario, da un lato, ha negato la natura traumatica ai disturbi localizzati al ginocchio destro, dall'altro, egli ha affermato che le diagnosticate patologie - ossia la lesione del menisco mediale sinistro e l'incipiente gonartrosi - sono verosimilmente da mettere in relazione con la pluridecennale attività svolta da _ nel settore edile (cfr. XI, p. 6).
Lo scrivente TCA non dispone di quegli elementi necessari a decidere se la responsabilità dell'Istituto assicuratore convenuto possa o meno venire ammessa in forza dell'art. 9 cpv. 2 LAINF (malattia professionale secondo la "clausola generale"), ricordato che, secondo la giurisprudenza federale, l'esigenza di una relazione esclusiva o preponderante è realizzata quando la malattia professionale risulta al 75% almeno dall'attività professionale, ossia quando i casi di malattia per un gruppo professionale sono quattro volte più numerosi
di quelli registrati nella popolazione in generale (cfr. DTF 116 V 143 consid. 5c; RAMI 1997 U273, p. 179 consid. 3a; DTF 126 V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati).
In siffatte condizioni, la causa va retrocessa all'autorità amministrativa affinché provveda ad esaminare la propria responsabilità anche dal profilo dell'art. 9 cpv. 2 LAINF - ciò che sinora non ha fatto - e, se del caso, emani una nuova decisione formale.