Decision ID: 846defa8-1e59-56b7-8c7c-d904573b0797
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 10 dicembre 2010 il Pretore della giurisdizione di Locarno Città ha invitato l'ufficiale del registro fondiario del Distretto di Locarno a cancellare dieci ipoteche legali degli artigiani e imprenditori iscritte provvisoriamente, a titolo cautelare, in favore della ditta CO 1 su altrettante proprietà per piani della particella n. 1523 RFD di _ (“_”). Tra le iscrizioni provvisorie figuravano le due seguenti:
– ipoteca legale di fr. 3880.– con interessi al 5% dal 14 marzo 2006 sulla proprietà per piani n. 15
028 (pari a
185
/
1000
della particella n. 1523) e
– ipoteca legale di fr. 102.10 con interessi al 5% dal 14 marzo 2006 sulla proprietà per piani n. 15
038 (pari a
8
/
1000
della particella n. 1523),
fondi che al momento dell'iscrizione appartenevano ai coniugi R_ e K_ in ragione di metà ciascuno.
B.
Il 13 gennaio 2011 la ditta CO 1 ha adito questa Camera, chiedendo di modificare la sentenza del Pretore nel senso di ordinare l'iscrizione delle due ipoteche legali in via definitiva. Invitati a esprimersi, K_ e R_ sono rimasti silenti. Statuendo il 7 marzo 2014, questa Camera ha parzialmente accolto l'appello e riformato la sentenza impugnata, ordinando l'iscrizione definitiva delle due ipoteche legali. Tale decisione è passata in giudicato (inc. 11.2011.10).
C.
Il 16 luglio 2014 IS 1 ha presentato a questa Camera una domanda di revisione per ottenere che le ipoteche legali
iscritte in via definitiva sulle due proprietà per piani siano radiate. A sostegno della domanda egli adduce di essersi aggiudicato i due immobili ai pubblici incanti il 21 settembre 2010, nell'ambito di una procedura di realizzazione forzata promossa da un creditore ipotecario contro K_ e R_. A quel momento l'Ufficio di esecuzione ha fatto cancellare le due iscrizioni provvisorie dal registro fondiario, di modo che quando il Tribunale d'appello ha statuito le due iscrizioni non esistevano più. Egli chiede di conseguenza che la decisione di questa Camera sia modificata nel senso di respingere l'azione della ditta CO 1 volta all'iscrizione definitiva delle ipoteche legali e di ordinare – come il Pretore – la cancellazione delle due iscrizioni provvisorie. La ditta CO 1, cui la domanda di revisione è stata comunicata, ha dichiarato il 4 agosto 2014 di rimettersi al giudizio della Camera. Sollecitata dal presidente della Camera l'11 agosto 2014 a precisare se consentisse alla radiazione delle due iscrizioni definitive, essa non ha reagito.

Considerando
in diritto: 1.
Una parte può chiedere al giudice che ha statuito sulla causa in ultima istanza la revisione di una decisione passata in giudicato se – fra l'altro – “ha successivamente appreso fatti rilevanti o trovato mezzi di prova decisivi che non ha potuto allegare nella precedente procedura, esclusi fatti e mezzi di prova sorti dopo la decisione” (art. 328 cpv. 1 lett. a CPC). Per “parte” si intende non solo quella principale o accessoria, ma anche l'eventuale successore a titolo universale o particolare (
Herzog
in: Basler Kommentar, ZPO, 2a edizione, n. 82 in fine ad art. 328 con richiami). Quanto alla titolarità delle proprietà per piani n. 15
028 e 15
038 RFD di _, IS 1 è il successore a titolo particolare di K_ e R_ (sulla nozione:
Jeandin
in: CPC commenté, Basilea 2011, n. 3 in fine ad art. 83). È dunque legittimato a instare per la revisione della sentenza.
2.
Il richiedente fa valere che la decisione emessa il 7 marzo 2014 da questa Camera gli è stata resa nota solo l'11 giugno 2014, dopo il passaggio in giudicato. Dagli atti acclusi alla domanda di revisione si desume invero che il 23 maggio 2014 l'Ufficio del registro fondiario aveva già comunicato a IS 1 l'iscrizione definitiva delle due ipoteche legali sulle proprietà per piani in favore della CO 1 (doc. I). Già a quel momento tuttavia la sentenza della Camera aveva acquisito carattere definitivo, di modo che IS 1 non poteva più appellarla. Il 10 giugno 2014 l'interessato si è poi rivolto al Tribunale d'appello per consultare gli atti del processo di secondo grado che ha condotto alle due iscrizioni definitive, ciò che gli è stato consentito l'indomani. Sta di fatto che IS 1 non risulta avere avuto conoscenza della causa nei confronti di K_ e R_ prima di avere ricevuto la comunicazione del 23 maggio 2014 con cui l'ufficiale del registro fondiario gli rendeva nota l'iscrizione definitiva delle due ipoteche legali sulle sue proprietà per piani, né la CO 1 pretende il contrario. Depositata entro 90 giorni dalla scoperta del motivo di revisione (art. 329 cpv. 1 CPC), la domanda in rassegna è dunque tempestiva.
3.
Fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi nel senso dell'art. 328 cpv. 1 lett. a CPC sono tali qualora, fossero stati addotti o assunti al dibattimento, sarebbero stati idonei a modificare lo stato di fatto posto alla base della prima decisione, provocando un giudizio diverso (sentenza del Tribunale federale 5A_641/2013 del 25 febbraio 2014, consid. 3.1 con richiami, pubblicato in: RSPC 2014 pag. 355). Nella fattispecie l'intervenuta cancellazione, da parte dell'Ufficio di esecuzione, delle iscrizioni provvisorie decretate a suo tempo dal Pretore in via cautelare era sicuramente
idonea a occasionare un'altra decisione, non potendosi ordinare l'iscrizione definitiva di un'ipoteca legale dopo il termine dell'art. 839 cpv. 1 CC se non sussiste una corrispondente iscrizione provvisoria. E nel caso specifico l'intervenuta cancellazione delle iscrizioni provvisorie da parte dell'Ufficio di esecuzione non era a conoscenza della Camera, la quale sapeva soltanto che le due proprietà per piani erano state acquistate da IS 1. Che le due iscrizioni provvisorie delle ipoteche legali fossero state radiate nel frattempo (addirittura prima che statuisse il Pretore) non le è stato comunicato né dalla ditta CO 1, appellante, né da K_ e R_, i quali non hanno formulato osservazioni all'appello.
4.
È vero che secondo il vecchio diritto di procedura, cui il processo di primo grado soggiaceva (art. 404 cpv. 1 CPC), in caso di alienazione dell'oggetto litigioso la causa continuava fra le parti originarie e la sentenza passava in giudicato anche nei confronti dell'acquirente, “riservate le disposizioni del diritto civile circa l'acquisto del terzo in buona fede” (art. 110 cpv. 1 CPC ticinese). L'acquirente poteva sì subentrare in causa all'alienante, ma solo “con il consenso delle parti” (art. 110 cpv. 2 CPC ticinese). V'è da interrogarsi dunque se, essendo nella fattispecie il processo inteso all'iscrizione definitiva delle ipoteche legali continuato legittimamente nei confronti di K_ e R_, la sentenza di questa Camera possa essere rimessa in discussione da IS 1 (cfr. sul tema:
Leuch/Marbach/Kellerhals/Sterchi
, Die ZPO für den Kanton Bern, edizione 2000, n. 2 ad art. 41). La risposta è affermativa. Lo stesso art. 110 cpv. 1 CPC ticinese riservava “le disposizioni del diritto civile circa l'acquisto del terzo in buona fede”. In concreto IS 1 si è aggiudicato le due proprietà per piani a un pubblico incanto del 21 settembre 2010, nell'ambito di un'esecuzione in via di realizzazione del pegno promossa da un creditore ipotecario contro K_ e R_. Il ricavo dell'asta (fr. 788
000.– complessivi) non essendo sufficiente nemmeno per coprire i crediti garantiti da pegno (doc. F accluso alla domanda di revisione), l'Ufficio di esecuzione ha chiesto il 4 ottobre 2010 la cancellazione di tutte le ipoteche legali iscritte provvisoriamente sulle due proprietà per piani (doc. D accluso alla domanda di revisione), ciò che è avvenuto. IS 1 poteva quindi fare assegnamento in buona fede sulla circostanza che le due iscrizioni provvisorie in favore della CO 1 fossero state radiate. Tanto più che la ditta non consta essersi valsa giudizialmente del privilegio riservato dall'art. 841 CC ad artigiani e imprenditori (art. 117 RFF).
5.
Nelle circostanze descritte sono dati i presupposti perché la sentenza di questa Camera sia oggetto di revisione (giudizio rescindente). La questione è ancora di sapere se e come essa vada modificata (giudizio rescissorio). Ora, come si è accennato, non fa dubbio che un'ipo
teca legale degli artigiani e degli imprenditori non può essere
iscritta in via definita nel registro fondiario dopo il termine perentorio dell'art. 839 cpv. 2 CC se non sussiste una corrispondente iscrizione provvisoria (art. 961 cpv. 1 n. 1 CC; cfr. DTF 126 III 464 consid. 2c/aa con richiami). Avesse saputo, al momento del giudizio, che le due iscrizioni provvisorie in favore della CO 1 erano state cancellate dall'Ufficio di esecuzione, questa Camera non avrebbe sicuramente ordinato le iscrizioni definitive delle ipoteche legali sulle proprietà per piani n. 15
028 e 15
038. Ne
segue che il dispositivo n. I/1 della sentenza pronunciata il 7 mar
zo 2014 da questa Camera dev'essere parzialmente modificato nel senso che, relativamente alle proprietà per piani n. 15
028 e 15
038, l'appello della ditta CO 1 va respinto e l'ufficiale del registro fondiario del Distretto di Locarno invitato a cancellare le due ipoteche legali che questa Camera ha fatto iscrivere in via definitiva con la sentenza del 7 marzo 2014.
6.
Per quanto riguarda le spese della procedura di revisione, la CO 1 non ha proposto di respingere la domanda e non può quindi considerarsi soccombente (nel senso dell'art. 106 cpv. 1 CPC). Con il suo comportamento però essa ha generato costi inutili. Intanto con l'appello del 13 gennaio 2011 essa aveva chiesto l'iscrizione definitiva delle ipoteche legali sulle proprietà per piani n. 15
028 e 15
038, sottacendo alla Camera che in realtà queste erano state cancellate. Inoltre l'attuale sentenza sarebbe stata del tutto superflua ove appena la ditta avesse consentito alla cancellazione delle due ipoteche legali disposte in via definitiva da questa Camera con la sentenza del 7 marzo 2014. Proprio a tal fine il presidente della Camera l'ha invitata a esprimersi l'11 agosto 2014, dopo avere constatato che, rimettendosi il 4 agosto 2014 al giudizio del Tribunale d'appello, essa si doleva di non essere stata interpellata previamente da IS 1. All'invito del tribunale però la ditta non ha reagito, ciò rende non solo necessaria l'emanazione di un pronunciato formale, ma giustifica anche la domanda di revisione introdotta da IS 1. Ne segue che le spese processuali della revisione vanno addebitate alla CO 1 (art. 108 CPC), con obbligo di rifondere a IS 1 un'equa indennità per ripetibili.
L'emanazione del presente giudizio non influisce per contro sul dispositivo in materia di spese processuali e ripetibili della sentenza emessa da questa Camera il 7 marzo 2014. Rimasti passivi in quella procedura, K_ e R_ non sono infatti stati considerati soccombenti né vittoriosi, di modo che non sono stati tenuti a rifondere spese giudiziarie né si sono visti attribuire ripetibili (sentenza citata, consid. 6). Quanto al dispositivo sulle spese processuali e le ripetibili di primo grado, riformato da questa Camera con la sentenza del 7 marzo 2014, IS 1 non ne è toccato e neppure ne chiede la modifica. Non soccorrono dunque le premesse perché questa Camera intervenga d'ufficio al riguardo.
7.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.