Decision ID: 97c5058b-cd50-5320-a886-695f979986ef
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. L'11 luglio 2003 _ _ è stato privato della libertà a scopo di assistenza e collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di _ (_) in forma coatta. Questo nono ricovero in ambito psichiatrico dal 1982 è stato ordinato dal suo tutore _ _ in base all'art. 397a CC una volta constatata l'insorgenza di turbe comportamentali nell'ambito di uno scompenso psicotico.
B. Mediante ricorso 23 luglio 2003 _ _ è insorto contro il ricovero e la terapia neurolettica impostagli dinanzi alla commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando la necessità di entrambi i provvedimenti.
Dopo l'udienza conciliativa preliminare tenutasi il 31 luglio 2003 il ricorrente è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del dr. _ _, psichiatra e psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 12 agosto 2003 la _ ha respinto il gravame.
C. Il 13 agosto 2003 _ _ ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva della libertà.
Il 18 agosto 2003 il ricorrente è stato dimesso dalla _ ed è rientrato presso la comunità _ di _, struttura che l'aveva già ospitato negli ultimi otto anni. Con scritti 20 e 29 agosto 2003 egli ha tuttavia mantenuto il gravame per opporsi alla terapia farmacologica in atto.
D. La _ ha rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre _ _ si è soffermato sugli accadimenti che in luglio l'avevano indotto a disporre il ricovero coattivo urgente del suo tutelato.
Il Servizio psico-sociale di _ si è invece premurato di illustrare le ragioni che impongono il trattamento psicofarmacologico osteggiato dall'insorgente.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e 52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm. L'insorgente ha senz'altro facoltà di ricorrere contro ogni decisione restrittiva della sua libertà senza il concorso del proprio tutore (cfr. Geiser, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, N. 12 ad art. 397d CC).
Il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Una persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale, alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv. 1 CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a cpv. 3 CC).
2.2. Nel nostro Cantone il collocamento coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2 LASP).
Il Direttore del settore o lo psichiatra curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).
La decisione, motivata e corredata dal piano terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla _ dapprima (art. 50 cpv. 1 e 2 LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).
3. 3.1. _ _, celibe, è nato nel _ ed è figlio unico. La sua vita è caratterizzata da un iter d'istituzionalizzazione precoce, un progressivo disadattamento sociale e atti microcriminali. Come già accennato in narrativa, da anni soffre di una malattia schizofrenica in un contesto di debilità mentale e condotta tossicomanica che l'ha portato ad essere ripetutamente ricoverato presso la _. La decisione di collocamento dell'11 luglio 2003 si inserisce in questo quadro clinico, aggravato in quel momento da uno scompenso psichico acuto dovuto alla sospensione della terapia farmacologica da tempo dispensatagli.
3.2. Nel giudizio qui impugnato, del 12 agosto 2003, la _ ha confermato il collocamento e la necessità del trattamento farmacologico. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro dr. _, il quale ha rilevato che gran parte degli scompensi psicotici e delle successive ospedalizzazioni subite dal paziente erano dovuti alla sospensione della terapia medicamentosa. Il medico specialista ha confermato, sul piano diagnostico, la sussistenza di una schizofrenia con debilità lieve, e anamnesticamente, un abuso di sostanze cannaboidi. Ha soggiunto che la prognosi era pessima senza un valido sostegno psico-farmacologico, da dispensare in via parenterale vista la completa assenza di critica di malattia da parte del ricoverato. Per finire, il menzionato professionista ha condiviso il collocamento in atto al fine di permettere una stabilizzazione clinica del disturbo, ferma restando l'esigenza di proseguire la terapia neurolettica in forma dépot anche dopo la dimissione dalla clinica.
4. _ _ è stato rilasciato dalla _ il 18 agosto 2003. L'impugnativa è quindi diventata priva d'oggetto nella misura in cui contesta il collocamento. Rimane comunque d'attualità laddove unitamente agli scritti del 20/29 agosto 2003 avversa l'obbligo di seguire la terapia farmacologica confermato dalla _. Pur essendo stato dimesso, il ricorrente è infatti astretto ad un trattamento ambulatoriale coattivo, ovvero ad un provvedimento restrittivo della sua libertà personale contro il quale gli è data facoltà di ricorso (art. 20 cpv. 2 e 50 cpv. 2 LASP).
Su questo punto la decisione impugnata deve però essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente ed in modo convincente che per il momento _ _ può essere convenientemente assistito, sia in termini protettivi che evolutivi, solo tramite un'assidua frequentazione del servizio psico-sociale di _ e la regolare assunzione del medicamento neurolettico prescrittogli. La provata relazione tra la mancata deposizione del farmaco ed il riacutizzarsi della malattia schizofrenica, con conseguente collocamento forzato, giustificano senz'ombra di dubbio la misura adottata, certamente fondata anche dal profilo della proporzionalità.
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).