Decision ID: 374b7fe8-d9e0-4aab-8571-08bfb2a1049d
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto
in fatto
1.1. Due mesi dopo avere compiuto 65 anni RI 1, 1956, ha fatto richiesta di prestazioni complementari all'AVS, indicando in particolare di possedere risparmi per Fr. 5'846,02, di essere ancora attivo professionalmente guadagnando, da quel mese, Fr. 800.- mensili e di avere debiti per oltre Fr. 650'000.-.
1.2. L'11 agosto 2021 (doc. 2) la Cassa cantonale di compensazione ha avviato un'istruttoria, chiedendo all'assicurato diverse informazioni sulla sua situazione economica (cessazione dell’attività al 31 maggio 2021, bilancio e conto economico del 2020 della ditta _ di cui egli è proprietario e unico socio, le prestazioni percepite dal II e III pilastro, se riceve una pensione estera, la sentenza di divorzio o di separazione).
Il 5 novembre 2021 (doc. 10) l'amministrazione ha ulteriormente invitato il richiedente a chiarire l'aumento dei capitali dichiarati fiscalmente passati da Fr. 25'004.- nel 2019 a Fr. 183'851.- nel 2020 e a cosa si riferisce l'importo di Fr. 4'956.- tassato nel 2020 quale "
altri redditi
" per "
vantaggi economici goduti nella _
".
Alla risposta del 18 novembre 2021 (doc. 14) l'interessato ha allegato la sua notifica di tassazione IC 2020 e il 7 dicembre 2021 (doc. 16) la Cassa gli ha chiesto se contro la stessa ha presentato ricorso (
recte
: reclamo) e il motivo, se del caso, della mancata contestazione.
1.3. Vista la precisazione del 15 dicembre 2021 (doc. 19) secondo cui il richiedente non ha contestato la IC 2020 ritenendola corretta, con decisione del 12 gennaio 2022 (doc. 20) la Cassa cantonale di compensazione ha respinto la sua richiesta di prestazione complementare. Dopo avere riprodotto l'art. 9a cpv. 1 LPC e l'art. 2 cpv. 2 OPC-AVS/AI e averlo informato che dalla documentazione in suo possesso risultava che al 1° gennaio 2021 egli disponeva di una sostanza netta quantificabile in Fr. 181'746.- (Fr. 5'846.- su un conto bancario e Fr. 175'900.- quale partecipazione alla _), l'amministrazione ha concluso, che poiché il richiedente disponeva di una sostanza computabile superiore a Fr. 100'000.-, non erano adempiuti i requisiti legali per avere diritto alle prestazioni complementari.
1.4. Con decisione su opposizione del 28 febbraio 2022 (doc. B) la Cassa cantonale di compensazione ha respinto l'opposizione dell'assicurato del 9 febbraio 2022 (doc. 27), che lamentava sia una violazione del diritto di essere sentito per non avere essa precisato come sia giunta a fissare la sostanza essendovi agli atti unicamente la decisione di tassazione 2020 che indica il valore fiscale di Fr. 175'900.-, sia che la soglia per la sostanza da considerare doveva essere, essendo sposato, di Fr. 200'000.- in luogo dei Fr. 100'000.- ritenuti dall'amministrazione.
Quest'ultima ha rilevato che la moglie dell'assicurato è domiciliata all'estero, perciò in virtù dell'art. 10 OPC-AVS/AI deve tenere conto soltanto di una persona e quindi di una soglia di sostanza di Fr. 100'000.-.
Per quanto concerne il computo dell'importo di Fr. 175'900.- relativo alla partecipazione dell'opponente alla società _, la Cassa di compensazione ha precisato di essersi basata sul calcolo dell'imponibile dell'imposta cantonale 2020 del 22 settembre 2021 cresciuta incontestata in giudicato, in cui l'autorità fiscale ha rettificato in Fr. 175'900.- la voce "
Titoli e capitali
" con l'indicazione "
Valore fiscale al 31.12.2020 della partecipazione qualificata privata nella Società: _
".
Dovendo riferirsi ai principi della legislazione sull'imposta cantonale diretta nel Cantone di domicilio (N. 3444.01 DPC), la Cassa si è affidata ai valori patrimoniali stabiliti dall'autorità fiscale e ha perciò ritenuto l'ammontare di Fr. 175'900.-, non contestato dall'interessato.
Infine, l'amministrazione ha respinto la critica di una mancata dettagliata motivazione della sua decisione formale, visto che i valori ivi esposti erano già a conoscenza dell'opponente, avendo egli stesso trasmesso la documentazione che le ha permesso di esporre gli elementi di calcolo che hanno portato alla decisione.
1.5. Con ricorso del 5 aprile 2022 (doc. I) RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto di riconoscergli il diritto alle prestazioni complementari, visto che la sua società, della quale è l'unico socio e gerente, non sta andando bene dato che l'utile è di soli Fr. 5'200.- (doc. C) e che ha dovuto chiedere un prestito COVID-19 che va rimborsato; ciò non giustifica quindi la partecipazione così elevata stabilita dall'autorità fiscale.
L'insorgente ha ribadito che il suo diritto di essere sentito è stato violato, e meglio il diritto di ottenere una decisione motivata e di potere partecipare agli atti istruttori necessari a fondare un suo diritto. Egli ha rimproverato alla Cassa di non avere effettuato alcuna valutazione reale dell'entità della sua sostanza netta, basandosi unicamente su quanto stabilito nella IC 2020. A suo dire, la decisione non è sufficientemente motivata laddove indica unicamente una presunta somma a titolo di partecipazione ad una società, ripresa dalla notifica di tassazione senza nemmeno spiegare come sia giunta a tale importo e per quale motivo possa essere considerata per determinare il diritto alle PC.
Per il ricorrente, la sua sostanza netta non è pari a Fr. 183'851.- come indicato dall'Ufficio di tassazione, non essendo egli d'accordo che la sua partecipazione qualificata nella Sagl, con capitale di Fr. 20'000.-, sia di ben Fr. 175'900.-.
Tuttavia, poiché il fiduciario non l'ha ritenuto necessario, nessun reclamo è stato formulato contro questa notifica di tassazione, ciò che però ora non deve arrecargli un ulteriore pregiudizio.
Spetta pertanto alla Cassa di compensazione valutare la sua sostanza in modo dettagliato e condurre i propri accertamenti, non essendo sufficiente essersi apoditticamente fondata sulla notifica di tassazione 2020, violando così il suo diritto di essere sentito, visto che non era a conoscenza degli accertamenti effettuati dalla Cassa e non potendovi prendere posizione prima della decisione.
1.6. Nella risposta del 25 aprile 2022 (doc. IV) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto di respingere il ricorso, ricordando di avere espressamente interpellato il richiedente sulla notifica di tassazione IC 2020 e che egli il 18 novembre 2021 ha spiegato che si trattava del valore fiscale della Sagl che l'Ufficio di tassazione ha aumentato a Fr. 175'900.-. Con scritti del 13 e del 15 dicembre 2021 l'interessato ha poi spiegato di non avere formulato reclamo, ritenendo la decisione di tassazione corretta.
L'amministrazione, rilevato che ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà e che le Casse di compensazione sono vincolate alle comunicazioni delle autorità di tassazione, ha concluso che è lo stesso richiedente le PC che ha confermato di condividere la valutazione dell'autorità fiscale. Non vi sono pertanto motivi per scostarsi dai dati risultanti dalla notifica di tassazione 2020 del ricorrente e dall'importo di Fr. 175'900.-.
Quanto al prestito COVID-19, la Cassa non può dedurlo poiché si tratta di un debito incerto, non comprovato.
1.7. Il 9 maggio 2022 (doc. VII) il ricorrente ha comprovato l'esistenza di un prestito COVID-19 di Fr. 38'000.- (doc. VII/1), che la Cassa ha ritenuto non essere deducibile come debito essendo riferito alla _ e non al ricorrente medesimo (doc. IX).
considerato

in diritto
in ordine
2.1. Il ricorrente ha rimproverato alla Cassa di compensazione di avere violato il suo diritto di essere sentito, giacché la decisione formale non conterrebbe sufficienti indicazioni sull'origine della somma ritenuta a titolo di partecipazione a una società, non specificando da dove essa provenga e per quali motivi debba essere ritenuta quale sua sostanza netta.
A suo dire, l'amministrazione ha ripreso semplicemente questo importo dalla decisione di tassazione 2020, ma senza spiegare come sia giunta a tale somma.
2.2. Pe
r l'art. 29 cpv. 2 Cost. fed., le parti hanno diritto di essere sentite.
Tale diritto ha valenza formale. La sua violazione conduce di massima, indipendentemente dalla fondatezza delle censure di merito, all'accoglimento del ricorso e all'annullamento della decisione impugnata (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17 con rinvio a DTF 137 I 195 consid. 2.2 pag. 197). Il diritto di essere sentito serve da un lato all'accertamento dei fatti e da un altro lato comprende la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione, che interviene a modificare la posizione giuridica dell'interessato, segnatamente se il provvedimento si rivela sfavorevole nei suoi confronti. Egli ha diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti, di esigerne l'assunzione (partecipando alla stessa) e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione. Il diritto di essere sentito, quale diritto di cooperare alla procedura comprende tutte le facoltà, che devono essere concesse a una parte, in modo tale che essa in una procedura possa difendere efficacemente la sua tesi. Perché ciò possa essere realizzato, la parte ha anche il diritto di essere informata previamente e in maniera adeguata dall'autorità sulla procedura per quanto attiene alle tappe decisive per il giudizio. Non è possibile in maniera generale e astratta stabilire in quale misura si estende questo diritto, ma occorre soppesare le circostanze concrete (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17;
135 II 286
consid. 5.1 pag. 293; 135 I 279 consid. 2.3 pag. 282;
DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate
).
Il diritto di essere sentito comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF U 397/05 del 24 gennaio 2007 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
Va rammentato che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1; DTF 124 V 180 consid. 4a). Ciò è il caso laddove l'assicurato h
a potuto comprendere la portata della decisione formale e impugnare la successiva decisione su opposizione, confrontarsi con il suo contenuto e proporre le sue censure,
facendo valere le sue ragioni innanzi ad un'autorità giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo
(
DTF 133 I 201 consid. 2.2)
.
Il TCA dispone in effetti di un pieno potere di esame in tal senso (STF 8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA).
Come riproposto ancora nella
STF 8C_482/2018 del 26 novembre 2018 al considerando 4.4.2,
una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando la persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento (e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). La prassi ha stabilito anche che si può prescindere da un rinvio della causa all'autorità precedente persino in caso di grave violazione del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se la cassazione della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e in definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non sarebbero compatibili con l' (equivalente) interesse della parte onerata di essere sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; STF 8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti). Giova comunque ricordare che il principio di celerità (art. 52 cpv. 2 e 61 lett. a LPGA), caposaldo della procedura delle assicurazioni sociali, non è preminente e tale da porre in secondo piano il diritto di essere sentito e l'obbligo di chiarire i fatti con la necessaria diligenza (STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1 e STF 8C_210/2013 del 10 luglio 2013 consid. 3.2.1 con riferimenti).
2.3. Nell'evenienza concreta, l'amministrazione ha appositamente interpellato l'interessato il 5 novembre 2021 (doc. 10) chiedendo di specificare e documentare l'aumento dei capitali dichiarati.
Infatti, alla Cassa di compensazione risultava che gli stessi erano passati dai Fr. 25'004.- del 2019 ai Fr. 183'851.- nel 2020 e il 18 novembre 2021 (doc. 14) l'assicurato ha confermato questa circostanza, precisando che l'Ufficio di tassazione ha aumentato da Fr. 20'000.- a Fr. 175'900.- il valore fiscale della ditta _. Ad esplicita domanda della Cassa del 7 dicembre 2021 (doc. 16), l'interessato ha risposto il 13 (doc. 17) e il 15 dicembre 2021 (doc. 19) che a suo parere la decisione ricevuta, ossia la notifica di tassazione IC 2020, era corretta, motivo per cui non ha interposto reclamo contro la stessa.
Il TCA osserva in primo luogo che la decisione formale del 12 gennaio 2022 (doc. 20) contiene in effetti una svista, laddove si riferisce ad un'altra agenzia comunale AVS, circostanza che non pregiudica comunque la validità del provvedimento stesso.
Inoltre, in effetti detta decisione non risulta particolarmente esplicativa quando indica che "
dalla documentazione in nostro possesso risulta che lei dispone una sostanza netta quantificabile in CHF 181'746.00 (stato 01.01.2021)
". La Cassa non ha invero specificato da quali documenti ha tratto questa conclusione, malgrado abbia appositamente esperito degli accertamenti per giungere a tale conclusione.
Tuttavia, se si considera che solo un paio di mesi prima la Cassa di compensazione ha interpellato l'interessato sull'aumento dei capitali fiscalmente dichiarati e che neanche due settimane dopo, il 18 novembre 2021, l'assicurato ha preso posizione su tale quesito allegando la notifica di tassazione IC 2020 del 22 settembre 2021, e che ancora il 7 dicembre 2021 la Cassa gli ha espressamente domandato se detta notifica era cresciuta in giudicato e, se sì, di spiegare per quale motivo non l'ha contestata, prendendo egli posizione il 13 e il 15 dicembre 2021, è malvenuto ora il ricorrente a lamentarsi che nel provvedimento del 12 gennaio 2021 l'amministrazione non ha specificato come è giunta alla conclusione concernente la sua sostanza.
Nell'evenienza concreta non si può però concludere per una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente.
L'assicurato è stato senza dubbio ampiamente coinvolto nella fase istruttoria condotta dalla Cassa di compensazione.
In più occasioni, infatti, egli è stato interpellato dalla Cassa, perfino a sapere se l'importo della sostanza determinata fiscalmente, di gran lunga aumentato rispetto a quanto dichiarato dall'interessato stesso, fosse stato accettato come tale e in caso di risposta positiva il motivo per cui non l'ha contestato.
È perciò pretestuoso, ora, che l'assicurato abbia contestato in sede di opposizione e nuovamente davanti al Tribunale l'importo della sostanza netta di Fr. 181'746.-, affermando di non capirne l'origine malgrado solo un paio di mesi prima avesse lui stesso indicato alla Cassa di compensazione che la sua partecipazione nella _ aveva un valore fiscale di Fr. 175'900.- e, soprattutto, che tale valutazione era corretta e che l'aveva perciò accettata.
Considerato che, a dire dell'insorgente, l'amministrazione non avrebbe dovuto semplicemente fondarsi sulla notifica di tassazione IC 2020 per determinare la sua sostanza netta, si può pacificamente concludere che benché la natura dell'importo di Fr. 175'900.- riferita alla partecipazione dell'assicurato nella sua Sagl non sia stata chiaramente indicata nella decisione contestata, tuttavia tale imprecisione non ha affatto impedito all'interessato di capire da dove la Cassa abbia tratto tale ammontare, avendone menzionato egli stesso l'origine.
Così stando le cose, nemmeno v'è stata una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, nel senso che la decisione formale non sarebbe stata sufficientemente motivata.
Ciò non gli ha peraltro impeditogli di impugnarla davanti al TCA e di esporre le sue lamentele sull'ammontare della sostanza.
Non v'è dunque stata alcuna violazione del suo diritto di essere sentito e la scrivente Corte può quindi entrare nel merito del ricorso.
nel merito
2.4. Il 22 marzo 2019 il Parlamento federale ha adottato alcune importanti modifiche della Legge sulle prestazioni complementari (LPC) del 6 ottobre 2006
(Riforma delle PC)
, entrate in
vigore il 1° gennaio 2021
(RU 2020 585; FF 2016 6705), fra cui il nuovo concetto della soglia di ingresso della sostanza.
L'art. 9a LPC concernente le "
Condizioni relative alla sostanza
" dispone infatti quanto segue:
"
1
Hanno diritto alle prestazioni complementari le persone la cui sostanza netta è inferiore agli importi seguenti:
a. 100 000 franchi per le persone sole;
b. 200 000 franchi per le coppie sposate;
c. 50 000 franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI.
2
Gli immobili che servono quale abitazione al beneficiario di prestazioni complementari o a una persona compresa nel calcolo di queste prestazioni e di cui una di queste persone è proprietaria non sono componenti della sostanza netta di cui al capoverso 1.
3
La sostanza cui si è rinunciato secondo l'articolo 11
a
capoversi 2–4 fa parte della sostanza netta di cui al capoverso 1.
4
Se adegua le prestazioni di cui all'articolo 19, il Consiglio federale può adeguare in modo appropriato gli importi di cui al capoverso 1.".
Inoltre, il nuovo art. 2 OPC-AVS/AI relativo alla "
soglia di sostanza"
prevede:
"
1
Se su un immobile che conformemente all'articolo 9
a
capoverso 2 LPC non è una componente della sostanza netta gravano debiti ipotecari, questi non sono considerati nel calcolo della sostanza netta per la soglia di sostanza di cui all'articolo 9
a
capoverso 1 LPC.
2
Se una persona presenta una domanda per una prestazione complementare annua, la sostanza determinante per il diritto è quella disponibile il primo giorno del mese a partire dal quale è chiesta la prestazione complementare.
".
Per l'esame dell'adempimento delle condizioni di diritto, nella sostanza non si tiene quindi conto dell'immobile di proprietà della persona richiedente le PC che le serve quale abitazione.
2.5. Il Messaggio del 16 settembre 2016 del Consiglio federale concernente la modifica della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (Riforma della PC) (FF 2016 6705) non ha previsto un regolamento sulla soglia di ingresso della
sostanza quando un richiedente la prestazione complementare annua presenta la sua domanda. Anzi, tale ipotesi, dopo essere stata analizzata, non è stata consapevolmente considerata (pagg. 6740-6742):
"
Misure esaminate ma scartate in relazione al computo della sostanza
Le persone che dispongono di una certa sostanza possono provvedere al proprio sostentamento per un determinato periodo di tempo impiegando la sostanza in questione. Esse non necessitano dunque di PC, almeno temporaneamente. Il diritto vigente non prevede tuttavia alcuna soglia massima assoluta per la sostanza, il cui superamento precluderebbe il diritto alle PC. Nel calcolo di queste ultime, la sostanza viene computata considerandone annualmente una determinata parte quale consumo della sostanza. Nella pratica, questo comporta che, in presenza di una sostanza elevata, dal calcolo delle PC risulta normalmente un'eccedenza delle entrate, cosicché le persone interessate non hanno alcun diritto a prestazioni. Questo vale in particolare per coloro che vivono a casa. Per quelle che vivono in istituto può invece nascere un diritto alle PC nonostante una sostanza più elevata, dato che in tal caso il calcolo tiene conto delle ingenti uscite per il soggiorno in istituto. Nel quadro della presente riforma si è pertanto esaminata l'eventualità di precludere il diritto alle PC alle persone la cui sostanza supera una determinata soglia (introduzione di un valore soglia di sostanza).
Situazione patrimoniale dei beneficiari di PC
Come emerge dalla tabella seguente, i beneficiari di PC che vivono a casa dispongono generalmente di una sostanza netta esigua. Per sostanza netta si intende la sostanza complessiva, incluse le abitazioni ad uso proprio, previa deduzione di tutti i debiti, ma senza tener conto di alcuna franchigia sulla sostanza. Oltre la metà delle persone sole e dei coniugi che vivono a casa possiede al massimo 10 000 franchi e solo circa un quarto ha una sostanza superiore alle nuove franchigie previste (fr. 30 000 e 50 000). I patrimoni superiori ai 100 000 franchi sono rari e costituiti quasi esclusivamente da abitazioni ad uso proprio e anche la quota dei proprietari è bassa (rispettivamente, circa il 4 e il 9 %). Le persone sole che vivono in istituto dispongono in media di una sostanza leggermente più elevata rispetto a quelle che vivono a casa. Tuttavia, anche in questo caso per quasi un terzo (30 %) essa è pari al massimo a 10 000 franchi. Le coppie in cui almeno un coniuge vive in istituto si trovano invece in una situazione migliore delle persone sole che vivono in istituto: per quelle in cui solo un coniuge vive in istituto la sostanza media relativamente elevata è riconducibile in molti casi alla proprietà di un'abitazione ad uso proprio. Nel loro caso la quota dei proprietari è relativamente alta (circa il 25 %).
Conseguenze dell'introduzione di un limite di sostanza
Con l'introduzione di un limite di sostanza si potrebbe evitare per principio che le persone con una sostanza elevata percepiscano PC. Tale regolamentazione produrrebbe i suoi effetti in particolare per le persone che vivono in un istituto o in un immobile di loro proprietà, mentre interesserebbe solo di rado gli altri beneficiari di PC, la cui sostanza è generalmente modesta. Per le persone con una sostanza esclusivamente in forma liquida, l'introduzione di un limite di sostanza sarebbe applicabile sostanzialmente senza problemi. Per contro, se la sostanza è costituita da un'abitazione ad uso proprio, essa potrebbe creare difficoltà. Alle abitazioni ad uso proprio si applica infatti una franchigia separata di 112 500 o 300 000 franchi, il cui scopo è evitare che si debba respingere una richiesta di PC perché il richiedente dispone di un'abitazione ad uso proprio di valore modesto che ha già rimborsato integralmente o parzialmente. La franchigia gli consente di mantenere l'immobile di cui è proprietario e quindi di continuare a vivere nel suo ambiente sociale abituale. Per non vanificare l'obiettivo della franchigia, nel valutare l'eventuale superamento del limite di sostanza andrebbe computata al massimo la parte del valore dell'immobile che eccede l'importo della franchigia. A seconda del limite di sostanza fissato, si potrebbero verificare casi di rigore laddove si applica solo la franchigia più bassa di 112 500 franchi. Se si stabilisse ad esempio un limite di 100 000 franchi per le persone sole, in molti casi la proprietà di un immobile del valore fiscale di 200 000 franchi in buona parte rimborsato potrebbe già comportare l'esclusione del diritto alle PC nonostante un reddito insufficiente. Per contro, molte persone cui si applica la franchigia più elevata di 300 000 franchi potrebbero percepire PC pur possedendo un'abitazione del valore di 350 000 franchi. Per evitare casi di rigore e disparità di trattamento, vi sarebbe anche la possibilità di non considerare le abitazioni ad uso proprio nella valutazione del superamento del limite di sostanza. In tal caso, però, i proprietari sarebbero privilegiati rispetto ai locatari per quanto concerne la sostanza. A trarne beneficio sarebbero in primo luogo le coppie in cui un coniuge vive in istituto, che presentano la quota di gran lunga più elevata di proprietari di abitazioni (24,6 %). Proprio per questo gruppo di persone, dunque, l'introduzione di un limite di sostanza (escluse le abitazioni ad uso proprio) non sortirebbe gli effetti auspicati.
Conclusione