Decision ID: 89863f20-25e2-55ea-99a8-f1b03b86a9ef
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. a) Il 1 giugno 1999 il comune di _ ha inoltrato al suo municipio una domanda di licenza edilizia relativa al piano di quartiere del comparto denominato "area di svago", comprendente i mapp. _, _, _, _, _, _, _ e _. Il mapp. _ appartiene al comune; gli altri a privati.
b) Al rilascio della licenza edilizia sono state presentate svariate opposizioni. Tra queste quella di _ e _, proprietari del mapp. _, separato dal comparto in rassegna da un vicolo di un paio di metri di larghezza. I predetti hanno contestato le possibilità di edificare il mapp. _ e di sopraelevare il mapp. _, previste nel piano di quartiere, le quali avrebbero pregiudicato la vista (a lago) e l'insolazione del loro fondo.
c) Raccolto l'avviso favorevole del dipartimento del territorio, con decisione 1 febbraio 2000 il municipio di _ ha rilasciato la licenza edilizia, senza giustificare la reiezione delle opposizioni.
B. Con ricorso 11 febbraio 2000 _ e _ sono insorti contro la menzionata decisione municipale dinanzi al Consiglio di Stato. Gli insorgenti hanno preliminarmente eccepito una carenza di motivazione della licenza in merito all'evasione della loro opposizione, di cui hanno in seguito ampliato gli argomenti. Essi hanno sostenuto che la vista e l'insolazione dei fondi sovrastanti il comparto sarebbero state pregiudicate dall'edificazione dei mapp. da _ a _. Per questo motivo essi hanno chiesto di limitare il rilascio della licenza edilizia al solo mapp. _ e, se del caso, ai mapp. _ e _.
C. Con risoluzione 25 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha accolto l'impugnativa. Dopo aver ammesso la legittimazione a ricorrere di _ e _, contestata dal municipio, e sanato il difetto di motivazione della decisione impugnata, il Governo ha rilevato che l'art. 10 NAPP (norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo), che istituisce l'obbligo del piano di quartiere per il comparto in esame, non ne determina gli elementi essenziali, in violazione di quanto prescrive l'art. 56 cpv. 2 lett. b e c LALPT: donde la necessità di rifiutare la licenza edilizia.
D. Con impugnativa 17 novembre 2000 il comune di _ si aggrava dinanzi a questo Tribunale contro il giudicato governativo. L'insorgente, che chiede l'esperimento di un sopralluogo, ribadisce la mancanza di legittimazione dei coniugi _ a contestare il piano di quartiere in esame; sostiene poi che questo piano è retto dalle norme del piano particolareggiato del nucleo, di cui fa parte; infine, che esso rispetta effettivamente tali norme. Il comune chiede pertanto al Tribunale di annullare la risoluzione governativa e di confermare la licenza edilizia municipale 1 febbraio 2000.
Il Consiglio di Stato ed i coniugi _ hanno postulato la reiezione dell'impugnativa.
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale è data (art. 21 cpv. 1 LE), il ricorso è tempestivo (art. 46 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente certa (art. 21 cpv. 2 LE). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Alla luce dei motivi che inducono il Tribunale a respingere l'impugnativa, l'esperimento di un sopralluogo, sollecitato dall'insorgente, non appare necessario.
2. Il ricorrente ribadisce, in limine, la contestazione della legittimazione a ricorrere di _ e _. Questa censura deve essere respinta. In effetti i predetti coniugi sono proprietari del mapp. _, composto da un'abitazione con giardino, che è separato dal comparto "area di svago" da un vicolo di 2 metri di larghezza. Il fondo più prossimo, posto a tale distanza, è inoltre il mapp. _, attualmente adibito ad orto, per il quale il piano di quartiere prevede la possibilità di edificazione: possibilità che costituisce proprio il maggior motivo di contestazione della licenza edilizia. L'interesse legittimo ex art. 8 cpv. 1 e 21 cpv. 2 LE dei coniugi _ ad opporsi rispettivamente a ricorrere contro il piano di quartiere dinanzi al Consiglio appare pertanto fuori discussione: in quanto proprietari del mapp. _, ove risiedono durante le ferie, i predetti appartengono difatti indubitabilmente a quella limitata cerchia di persone collegate con il controverso piano di quartiere da un rapporto stretto ed intenso al punto tale da farli apparire portatori di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi della sua approvazione ed a chiedere l'annullamento della relativa licenza edilizia.
3. Il Consiglio di Stato ha annullato la licenza edilizia 1 febbraio 2000 adducendo, sbrigativamente, che l'art. 10 NAPP (norme di attuazione del piano particolareggiato del nucleo), che prevede l'obbligatorietà del piano di quartiere per il comparto "area di svago", non fissa gli elementi essenziali dell'intervento e viola, di conseguenza, l'art. 56 cpv. 2 lett. b e c LALPT. Il comune ricorrente sostiene invece, con dovizia di argomenti, che tali elementi sono dati. Trattasi dei requisiti e parametri istituiti dal piano particolareggiato del nucleo del _, di cui fa parte il comparto in esame. Secondo il comune poi, tali presupposti sono ossequiati dal piano di quartiere in esame.
3.1. Il piano di quartiere è un progetto planovolumetrico per un insieme di edifici, inteso a favorire la promozione urbanistica quando sussiste un interesse generale derivante dalla realizzazione degli obiettivi urbanistici qualitativi fissati dal piano regolatore (art. 56 cpv. 1 LALPT). Il piano regolatore stabilisce se l'allestimento del piano di quartiere è obbligatorio o facoltativo e fissa inoltre la superficie minima dei fondi, i requisiti qualitativi minimi e i parametri edilizi minimi e massimi (art. 56 cpv. 2 LALPT). Il piano di quartiere segue, sotto l'aspetto formale, la procedura della domanda di costruzione (art. 56 cpv. 3 LALPT). Nondimeno esso si configura, sotto l'aspetto sostanziale, come un'autorizzazione di massima, mediante la quale viene definito in modo vincolante il quadro degli interventi ammissibili all'interno di un determinato comprensorio territoriale (cfr. STA inedita 2 maggio 2000 in re Garage C. SA, consid. 3.1.; Scolari, Commentario, Cadenazzo 1996, n. 418 ad art. 56 LALPT). Di principio, il permesso di piano di quartiere non autorizza pertanto direttamente l'edificazione delle opere che contempla; non diversamente da una licenza preliminare, siffatto permesso si limita ad accertare che nessun impedimento di diritto pubblico si oppone al rilascio di ulteriori licenze edilizie per l'attuazione degli interventi previsti dal piano a livello di semplice progetto planovolumetrico (ibidem).
3.2. L'art. 10 cpv. 1 NAPP assoggetta all'allestimento di un piano di quartiere due comparti: quello denominato "piazza comunale" e quello, che qui interessa, denominato "area di svago", comprendente i mapp. _, _, _, _, _, _, _ e _. Sino all'approvazione di tale piano - soggiunge il secondo capoverso della menzionata disposizione - in questi due comparti sono ammessi solo lavori di manutenzione dei fabbricati e dei manufatti esistenti.
I comparti in rassegna sono ricompresi nel perimetro del PP-_, che è stato approvato dal Consiglio di Stato contestualmente al PR con risoluzione 10 febbraio 1993. Obiettivi del PP-_ sono (cfr. risoluzione citata, pag. 12):
·
la tutela del tradizionale stacco spaziale e funzionale tra il nucleo densamente edificato e gli orti terrazzati che lo circondano;
·
la riqualificazione degli spazi pubblici con particolare riguardo alle aree di approdo, di posteggio e di accesso al nucleo tradizionale;
·
la salvaguardia dei singoli edifici e degli insiemi di fabbricati che presentano elementi storico-architettonici degni di essere tutelati, con particolare cura del prospetto a lago da ripristinare nel suo aspetto preturistico;
·
la promozione di una razionale utilizzazione dei fondi e degli edifici in quelle parti del nucleo parzialmente abbandonate o già incisivamente trasformate.
Il PP-_ si compone di un piano di utilizzazione, un piano delle costruzioni, norme di attuazione (23 articoli) e un rapporto di pianificazione e programma di realizzazione (cfr. art. 2 NAPP). L'insieme di tali componenti soddisfa ampiamente il requisito dell'organizzazione e della disciplina dell'uso ammissibile dell'area contemplata dal PP-_. Se, pertanto, come asserisce il comune ricorrente, anche i comparti per i quali il PP-_ prevede l'obbligo di allestimento di un piano di quartiere fossero retti da tale normativa, l'opinione del Consiglio di Stato, secondo cui il PP-_ non prevede alcuna regolamentazione in merito agli interventi da realizzare in tali comparti (vuoto pianificatorio), risulterebbe errata. Nemmeno in questa ipotesi, tuttavia, potrebbe essere concessa la licenza edilizia relativa al piano di quartiere, poiché esso disattende vistosamente la soluzione pianificatoria adottata attraverso il PP-_. Il piano di quartiere in rassegna si propone difatti di regolare la ricostruzione dei manufatti diroccati e completare l'edificazione (isolato) insistente nella sua parte superiore (cfr. documento 1, situazione attuale). Questo proposito verrebbe attuato, in particolare, mediante la ricostruzione dell'edificio diroccato al mapp. _ e l'edificazione ex novo del mapp. _, attualmente adibito ad orto, che permette la congiunzione dei fabbricati ai mapp. _ e _ (cfr. documento 2, utilizzazione dei fondi e ingombri edilizi massimi previsti). Ora, la regolamentazione del PP-_ non permette però né la ricostruzione di diroccati né nuove costruzioni, tantomeno se devono sorgere su spazi liberi come gli orti (cfr. a quest'ultimo proposito art. 8 NAPP). Questa constatazione conferisce pertanto, alla fin fine, credito e tutela alla pur affrettata conclusione cui è addivenuto il Governo. Il controverso piano di quartiere persegue dunque obiettivi propri, autonomi rispetto a quelli alla base del PP-_, che devono di conseguenza essere preventivamente esplicitati e fissati, in sede di PP-_, nei modi e nelle forme previste all'art. 56 LALPT.
4.
Il ricorso deve pertanto essere respinto. Il comune, che è proprietario cointeressato nel piano di quartiere, non può essere sollevato dal pagamento della tassa di giudizio (art. 28 PAmm). Esso non può inoltre nemmeno sfuggire all'obbligo di rifondere adeguate ripetibili ai resistenti, assistiti da un legale (art. 31 PAmm).