Decision ID: 16c2d647-8fa8-5ddc-954f-bdc019e1c04a
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 3 ottobre 1993 _ _ _, cittadina brasiliana, ha dato alla luce a _ _, riconosciuto il 21 settembre successivo dal padre _ _;
che a seguito di un grave episodio accaduto il _ 1995 a _, _ _ _ è stata incarcerata al Penitenziario cantonale della Stampa, mentre il figlio _ è stato ricoverato all’Ospedale _ di _;
che in esito a questa circostanza _ _, con istanza del 14 settembre 1995 all’Autorità di vigilanza sulle tutele, ha chiesto in via provvisionale e nel merito, di privare _ _ _ dell’autorità parentale sul figlio _ e di trasferirla a sé medesimo;
che con decisione 15 settembre 1995 la Divisione degli interni del Dipartimento delle istituzioni ha respinto la richiesta di privazione dell’autorità parentale della madre formulata in via superprovvisionale dal padre, e ha disposto il collocamento di _ presso l’Ospedale _ fino alle dimissioni decise dai medici curanti e successivamente presso la _ _ _ di _;
che _ _ è insorto al Tribunale di appello con un ricorso del 25 settembre 1995 in cui chiede, previa assegnazione della custodia di _ in via cautelare, l’annullamento della decisione impugnata nel senso di far riconoscere la sua autorità parentale sul figlio _, in via subordinata la pronuncia pendente istruttoria, della privazione dell’autorità parentale della madre e il trasferimento di tale autorità a sé medesimo e in via ancor più subordinata la privazione della custodia parentale della madre e il trasferimento di tale custodia a sé medesimo;
che il ricorso non è stato notificato alla controparte;

Considerando
in diritto:
che _ _ ha chiesto la privazione dell’autorità parentale di _ _ _ sul figlio _ sulla base dell’art. 311 CC;
che giusta gli art. 39 cpv. 2 della Legge d’applicazione e complemento del Codice civile (LAC) e 55 del Regolamento sulle tutele e curatele (RTC: RL 3/107) l’autorità competente per privare un genitore dell’autorità parentale è l’autorità di vigilanza sulle tutele (cfr. anche art. 22 lett. f RTC);
che contro la decisione dell’autorità di vigilanza può essere proposto ricorso al Tribunale di appello (art. 39 cpv. 3 LAC e 62 cpv. 1 RTC);
che parimenti l’autorità di vigilanza può dichiarare irricevibile un’istanza di privazione dell’autorità parentale che risultasse infondata o insufficientemente motivata, e che contro tale decisione è ammesso il ricorso al Tribunale di appello (art. 61 RTC);
che pertanto la competenza del Tribunale di appello è riservata ai ricorsi contro le decisioni finali di privazione dell’autorità parentale (art. 314 n. 1 CC, 62 RTC);
che nel caso in esame la decisione impugnata non prevede la privazione dell’autorità parentale della madre né ha respinto, nel merito, l’istanza presentata dal ricorrente, ma comporta unicamente il rigetto della domanda supercautelare di privazione dell’autorità parentale formulata contestualmente con l’istanza e l’adozione in via superprovvisionale di provvedimenti a favore del minore;
che l’attuale legislazione, a differenza del progetto di adeguamento della legislazione cantonale nel settore tutorio, il quale prevede la possibilità per l’autorità di vigilanza di adottare le adeguate misure provvisionali e contro le quali è previsto il ricorso al Tribunale di appello (cfr. messaggio del Consiglio di Stato del 12 ottobre 1992, nuovi art. 39c e 39d LAC), è silente in merito all’impugnabilità di un provvedimento provvisionale preso dall’autorità di vigilanza (cfr. anche I CCA 9 luglio 1993 in re V.);
che non giova al ricorrente il richiamo all’art. 21 cpv. 4 della Legge di procedura per le cause amministrative, nella fattispecie essendo applicabile l’art. 7 LAC con il susseguente rinvio alle norme del codice di procedura civile;
che per l’art. 382 cpv. 1 CPC soltanto i provvedimenti cautelari preceduti da contraddittorio possono essere impugnati, ove per contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria tra le parti, bensì la discussione finale (art. 395 CPC), indetta dopo l’eventuale istruttoria (Rep. 1983 280 consid. 1 con rinvii;
Cocchi/Trezzini
, CPC annotato, n. 2 ad art. 382);
che nella fattispecie non vi è neppure stata l’audizione della madre, di modo che nessuna discussione finale può avere avuto luogo;
che pertanto il ricorso sfugge ad un esame di merito e deve essere dichiarato irricevibile;
che la questione relativa alla competenza dell’autorità adita e al diritto applicabile alla fattispecie dovrà essere risolta dall’autorità di vigilanza, ritenuto comunque che l’autorità svizzera può in caso di urgenza prendere le misure di protezione necessarie a favore del minore (art. 85 cpv. 2 LDIP che rinvia all’art. 9 della Convenzione concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei minorenni: RS 0.211.231.01;
Bucher
, Droit international privé suisse, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, n. 872 e segg.), ciò che si è verificato, senza dubbio, nel caso concreto;
che vista la particolarità del caso si prescinde dal prelievo di spese, il ricorrente essendo stato in buona fede indotto a ricorrere dall’erronea indicazione dei rimedi di diritto figurante nella lettera 18 settembre 1995 dell’Ufficio tutele e curatele, mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, cui il ricorso non è stato neppure notificato;