Decision ID: 3fec6b9f-b62b-5a5c-8386-e30a39564bfc
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 2 aprile 2013, RI 1, dipendente della ditta _ in qualità di cameriera e, perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso la CO 1, é rimasta coinvolta in un incidente della circolazione stradale avvenuto in _.
A causa di questo evento, ella ha riportato, secondo il rapporto 2 maggio 2013 del PS della Clinica _, la frattura composta della clavicola sinistra (cfr. doc. M 2).
Nel corso del mese di ottobre 2013, l’assicurata é stata sottoposta a un intervento di cura di pseudoartrosi sempre a livello della clavicola sinistra (cfr. doc. M 38).
L’istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Con sentenza 35.2014.34 del 12 maggio 2014, cresciuta incontestata in giudicato, questa Corte ha respinto il ricorso per denegata/ritardata giustizia interposto nel frattempo dall’assicurata, raccomandando all’assicuratore di “... procedere celermente agli accertamenti nececessari per la definizione della vertenza, così da emanare, al più presto, la decisione formale richiesta dall’insorgente.” (doc. A 36, p. 6).
1.3. Dalle carte processuali si evince che, in data 10 luglio 2014, l’amministrazione ha emanato la decisione formale mediante la quale, a fronte dei soli postumi infortunistici oggettivabili, ha dichiarato l’assicurata totalmente abile nella sua abituale professione di cameriera a contare dal 17 marzo 2014 (doc. A 38).
Il 15 luglio 2014, Slavica Ivanovic ha interposto opposizione contro la decisione formale della Axa Winterthur (doc. A 39).
1.4. All’inizio del mese di agosto 2014, l’assicurata ha sollecitato l’emanazione della decisione su opposizione (doc. A 40).
In data 20 ottobre 2014, RI 1ovic ha chiesto l’emanazione di una decisione incidentale sulla sua richiesta volta a ottenere il ripristino del versamento dell’indennità giornaliera a far tempo dal 17 marzo 2014 (doc. A 41).
Con decisione incidentale del 23 ottobre 2014, la CO 1 ha respinto la domanda di ripristino dell’effetto sospensivo dell’opposizione (doc. A 42).
Questo provvedimento é nel frattempo cresciuto in giudicato.
Il 27 ottobre 2014, l’avv. RA 1 ha chiesto la trasmissione dell’incarto della sua patrocinata (doc. A 43), ciò che l’assicuratore ha fatto il giorno stesso (doc. A 44).
In data 28 ottobre 2014, il rappresentante legale appena citato ha di nuovo sollecitato l’emanazione della decisione su opposizione (doc. A 45).
1.5. Con ricorso per denegata/ritardata giustizia del 4 novembre 2014, RI 1, sempre patrocinata dall’avv. RA 1, ha chiesto che all’Istituto assicuratore venga “... assegnato un termine di 30 giorni per definire il diritto alle prestazioni ... (decisione su opposizione).”, argomentando in particolare quanto segue:
"
(...).
L’attitudine di CO 1, votata da mesi all’inazione e al totale disimpegno, va censurata.
Il ritardo, ingiustificato, é una forma di diniego di giustizia.
Il trattamento della pratica non ha comportato particolari difficoltà: in definitiva CO 1 giustifica le sue conclusioni basandosi sulla valutazione, confermata a giugno 2014, del proprio medico fiduciario.
Né l’assicuratore é legittimato ad invocare una carente organizzazione o un sovraccarico di lavoro per giustificare il ritardo ad emanare una decisione su opposizione che verosimilmente ricalca la decisione presa in precedenza.”
(doc. I)
1.6. L’assicuratore convenuto, in risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.7. Il 10 dicembre 2014, la ricorrente ha versato agli atti ulteriore documentazione e si é in sostanza riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni (doc. V + allegati).

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se la CO 1 si è resa colpevole oppure no di un diniego di giustizia nei confronti di RI 1.
2.3. Giusta l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.
Secondo l’Alta Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati).
Il ritardo ingiustificato a statuire é una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si é in presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati). Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi morti”, inevitabili in una procedura, essa non é legittimata a invocare una carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid. 5.2 e i riferimenti ivi menzionati).
Il principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 lett. a LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 54 consid.
4b; cfr., pure, U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509
).
Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la
trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).
Nell’ambito di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica soltanto qualora l’amministrazione abbia
manifestamente
oltrepassato il proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento probatorio era
manifestamente
superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata
in
RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).
2.4. In una sentenza I 841/02 del 25 giugno 2003, pubblicata in DTF 129 V p. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata).
Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza.
Nella RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa).
In quella stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10.
März 1993, M 1/92).
"
(RAMI succitata)
Più di recente, l’Alta Corte ha riconosciuto l’esistenza di un ritardo inammissibile trattandosi di un tribunale cantonale che aveva lasciato trascorrere 25 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, rispettivamente più di tre anni dall’inoltro del ricorso cantonale, in una causa senza difficoltà eccessive in materia di assicurazione contro gli infortuni (STF 8C_176/2011 del 20 aprile 2011) oppure quando é trascorso un termine di 24 mesi tra la fine dello scambio degli allegati e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia dinanzi al Tribunale federale, in una causa il cui oggetto era unicamente il grado d’invalidità del ricorrente e in cui quest’ultimo aveva circoscritto le sue censure a due aspetti che non presentavano difficoltà particolari (STF 8C_613/2009 del 22 febbraio 2010). Per contro, un periodo di 18 mesi trascorso tra la fine dello scambio degli allegati davanti alla giurisdizione cantonale e il ricorso per denegata giustizia inoltrato al Tribunale federale, non é stato qualificato quale ritardo ingiustificato, tenuto conto della necessità di procedere a un minuzioso apprezzamento di numerosi rapporti medici o perizie (STF 8C_615/2009 del 28 settembre 2009).
2.5. Nella concreta evenienza, questa Corte constata che, successivamente all’intimazione della sentenza 35.2014.34 del 12 maggio 2014, il 10 luglio 2014, la CO 1 ha emanato la decisione formale che ha confermato la ritrovata piena capacità lavorativa dell’assicurata a decorrere dal 17 marzo 2014 (doc. A 38).
L’opposizione interposta da RI 1 é datata 15 luglio 2014 (doc. A 39).
Quindi, tra l’opposizione e l’inoltro del ricorso per denegata giustizia (4 novembre 2014), sono trascorsi appena
tre mesi e mezzo
.
Ora, visto quanto precede, tenuto conto inoltre che, ancora nel corso del mese di ottobre 2014, all’assicuratore resistente é pervenuto un rapporto del Servizio di chirurgia e ortopedia dell’Ospedale regionale di _, in base al quale l’assicurata sarebbe stata sottoposta a ulteriori accertamenti specialistici (approfondimento neurochirurgico) volti a chiarire l’origine della sintomatologia da lei denunciata (spalla sinistra o rachide cervicale? - cfr. doc. M 54) e, quindi, che la CO 1 era legittimata ad attenderne gli esiti (non va dimenticato che essa ha motivato la decisione formale principalmente con il fatto che i disturbi fatti valere dalla ricorrente sarebbero privi di sostrato organico; é vero che già dal referto 25 giugno 2014 risultava che il dott. _ aveva disposto un consulto neurochirurgico e che, nonostante ciò, l’amministrazione ha emanato la decisione formale, va tuttavia sottolineato che scopo della procedura di opposizione é proprio quello di riesaminare la decisione litigiosa sotto tutti gli aspetti, completando il dossier, se del caso, con degli atti istruttori complementari), questa Corte, sulla scorta dei dettami giurisprudenziali e dottrinali evocati in precedenza, ritiene che non ricorrano gli estremi per riconoscere una denegata/ritardata giustizia.
In queste condizioni, il ricorso per denegata/ritardata giustizia presentato da RI 1 deve essere respinto.