Decision ID: 6e656dd5-e00d-544e-90e3-322cce394853
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con denuncia 5 aprile 1999 _ ha accusato _ di aver sostituito i cilindri, nell'ambito di un'esecuzione nei suoi confronti, del suo appartamento a _, lasciandolo praticamente sulla strada, senza vestiti né effetti personali. A suo dire, per i beni pignorati, tra cui un tappeto del valore di fr. 42'000.–, uno svizzero tedesco avrebbe offerto fr. 30'000.–, rifiutati da _ che avrebbe realizzato gli oggetti per soli fr. 7'000.–. Il funzionario avrebbe poi rubato una barca. Per tutto ciò l'UE di _ dovrebbe essere astretto a versargli fr. 80'000.– a titolo di risarcimento danni.
B.
Interrogato il 29 aprile 1999, il segnalato ha negato in toto gli addebiti, precisando che mai l'ufficio ebbe a sostituire i cilindri, che nessuna barca venne mai rinvenuta né tanto meno pignorata. _ non ricorda di aver ricevuto un'offerta di acquisto dei beni pignorati, che d'altra parte avrebbe potuto benissimo essere formulata in occasione dell'asta.

Considerato
in diritto: 1.
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità disciplinare è competente ex art. 11 LALEF a determinarsi sulle sanzioni disciplinari - previste dall'art. 14 cpv. 2 LEF - da infliggere ai funzionari e impiegati dell'Ufficio d'esecuzione e fallimenti nell'esercizio delle loro funzioni istituzionali. La misura disciplinare implica criteri di adeguatezza in stretto rapporto con l'organizzazione degli uffici di esecuzione e fallimenti, di competenza esclusiva dei Cantoni in conformità dell'art. 2 cpv. 5 LEF. Sugli aspetti procedurali, cfr.
Flavio Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.5 all'art. 3 LPR, con il rilievo che il denunciante non assume qualità di parte.
2.
Dall'esame degli atti dell'incarto di cui al gruppo di esecuzione n. 1495 nei confronti di _ traspare che il 28 aprile 1993 _ e il cursore _ hanno eseguito il pignoramento dei beni contenuti nell'appartamento di _. Sul verbale di pignoramento risulta che le chiavi dell'appartamento sono state riconsegnate al signor _ della _, che le aveva messe a disposizione. Successivamente, il 4 maggio 1993, _ ha allestito un inventario di ritenzione su richiesta della comunione dei comproprietari del Condominio _, che vantava crediti per contributi condominiali nei confronti dell'escusso, riprendendo i dati del precedente pignoramento; nessuno si è più recato sul posto. Non vi è agli atti traccia della presunta sostituzione dei cilindri.
Con lettera 25 aprile 1994 _ ha chiesto all'UE di _ di ragguagliarlo circa il destino di una barca di proprietà di certo signor _. Il 13 giugno 1994 l'ufficio ha risposto di ignorare l'ubicazione dell'imbarcazione, già di proprietà dell'escusso, che l'Ufficio della circolazione indicava da tempo priva di targhe e che non aveva potuto essere pignorata in quanto irreperibile.
Gli oggetti pignorati sono stati regolarmente realizzati il 4 luglio 1994 per l'importo totale di fr. 7'806.– a diversi acquirenti, nessuno ha fatto un'offerta di acquisto in blocco, tanto meno di fr. 30'000.–.
3.
In conclusione l'istruttoria non ha permesso di evidenziare nessuna violazione dei doveri di ufficio da parte del funzionario _. Non è emerso il benché minimo indizio a suffragio delle tesi del segnalante. Non vi è quindi spazio per misure disciplinari ex art. 14 cpv. 2 LEF.
Richiamati gli art. 14 cpv. 2 LEF e 11 LALEF,