Decision ID: 07dbd942-efb5-5fe7-8c5e-d6a8ca0a1e1a
Year: 2009
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, di professione cameriere, è al beneficio di un permesso di domicilio in Svizzera. Nel corso del 2008, la Sezione dei permessi e dell’immigrazione, Ufficio degli stranieri, gli concedeva un permesso di assenza dalla Svizzera valido dal 1° marzo 2008 al 28 febbraio 2010, per permettergli di raggiungere la moglie _ ed i figli _ (nato nel 1988) e _ (nata nel 1997) in _, dove si erano trasferiti già a contare dal 10 luglio 2003, designando nel contempo quale suo rappresentante per gli obblighi di natura pubblica e privata RA 1.
B.
Nella dichiarazione fiscale 2006, il contribuente indicava di avere percepito redditi per complessivi fr. 41'685.–. Per quanto qui di interesse, chiedeva la deduzione sociale di fr. 21'000.– per due figli a carico (_ e _) e la deduzione di ulteriori fr. 6'100.– per figli agli studi. Tra le spese professionali, faceva inoltre valere la deduzione di fr. 1'144.– per la trasferta quotidiana dal luogo di domicilio a quello di lavoro con il veicolo privato.
C.
Notificandogli la tassazione IC/IFD 2006, con decisione del 23 aprile 2008, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona commisurava il reddito imponibile in fr. 35'700.– per l’IC ed in fr. 36'200.– per l’IFD. Per quanto concerne le spese di trasferta, l’autorità spiegava di avere concesso il solo costo annuale dell’abbonamento del mezzo pubblico (pari a fr. 540.–). Negava invece ogni deduzione sociale “in base alla situazione al 31 dicembre 2006”.
D.
Il contribuente, rappresentato da RA 1, impugnava la suddetta decisione con reclamo del 1° maggio 2008, postulando il pieno riconoscimento delle deduzioni sociali e delle spese di trasporto con l’automobile privata.
Con scritto del 4 settembre 2008, l’autorità di tassazione si rivolgeva al rappresentante del contribuente, invitandolo a comprovare la situazione famigliare descritta nel reclamo entro il termine del 30 settembre 2008, poi prorogato sino al 30 dicembre 2008. Con successiva decisione dell’11 febbraio 2009, l’autorità respingeva il reclamo, argomentando che il contribuente non aveva dato seguito alle sue precise richieste.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 ripropone le conclusioni formulate in sede di reclamo, sostenendo inoltre di avere già inviato all’Ufficio di tassazione la documentazione richiestagli, che allega nuovamente al presente gravame.
L’autorità di tassazione, nelle proprie osservazioni del 16 marzo 2009, si limita a rinviare alla decisione impugnata, senza confrontarsi con le nuove argomentazioni sollevate dal ricorrente.

Diritto
1.
1.1.
Contrariamente a quanto sembra sostenere l’autorità di tassazione, a giudizio di questa Camera non v’è motivo di dubitare della condizione di padre del ricorrente. È ben vero che dal certificato di salario rilasciatogli dal datore di lavoro non risultano essere stati versati assegni per figli.
Dalla semplice consultazione degli appositi registri cantonali emerge tuttavia che il contribuente è sposato con _ e padre di _ (nato nel 1988) e _ (nata nel 1997), senza dimenticare inoltre che
l’istanza
intesa ad ottenere un permesso di assenza dalla Svizzera, accolta dal competente Ufficio degli stranieri, si fonda proprio sulla necessità di aiutare e sostenere la moglie ed i figli, trasferitisi in _ nel corso del 2003.
1.2.
Già per questa ragione, la decisione su reclamo dell’11 febbraio 2009, con la quale l’autorità fiscale ha confermato la propria tassazione, argomentando che il contribuente non aveva dato seguito all’invito di voler comprovare la sua situazione famigliare, non può essere tutelata.
A ciò si aggiunga che RI 1 afferma di avere già inoltrato, in sede di reclamo, la documentazione (nuovamente) allegata al presente gravame. In mancanza di una presa di posizione dell’autorità di tassazione, che nelle proprie osservazioni del 16 marzo 2009 si è limitata a rinviare alla decisione impugnata, senza confrontarsi con le (nuove) argomentazioni sollevate dal ricorrente, a questa Camera risulta impossibile fondare la propria decisione su una rappresentazione completa ed affidabile della situazione. Anche per questa ragione gli atti vanno ritornati all’Ufficio di tassazione, perché proceda agli accertamenti necessari nel rispetto del diritto di essere sentito del contribuente ed adotti una nuova decisione motivata, sulla base delle considerazioni che seguono.
2.
2.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a
LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figl
io
minorenne, a tirocin
io
o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10'500.– franchi. Un’analoga deduz
io
ne è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.–
(cfr. art. 213 cpv. 1 lett.
a
LIFD; inoltre
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
2.2.
I presupposti per il riconoscimento delle deduz
io
ni citate sono enunciati, oltre che nella legge, in apposite circolari dell’Amministrazione federale delle contribuz
io
ni (AFC) e della Divis
io
ne delle contribuz
io
ni (DdC). Si veda, in particolare, la circolare n. 18 del genna
io
2004 della DdC, da cui emerge che il requisito fondamentale, per la concess
io
ne delle deduz
io
ni sociali in quest
io
ne, è che i genitori che fanno valere il loro diritto alle detraz
io
ni contribuiscano effettivamente alle spese di sostentamento e di stud
io
del figl
io
.
D’altronde, la funz
io
ne delle deduz
io
ni sociali è propr
io
di tener conto della situaz
io
ne economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (
Blumenstein/Locher
, System des Steuerrechts, 6
a
ediz., Zurigo 1995, p. 264). La dottrina parla anche, con riferimento alle deduz
io
ni sociali, di “progressione indiretta”. In altri termini, il fine di un’imposizione proporz
io
nale può essere perseguito, oltre che applicando un’aliquota sempre crescente con l’accrescersi del valore dell’oggetto (“progressione diretta”), anche con questo ulter
io
re strumento che consente di ridimens
io
nare le basi di computo.
Per queste rag
io
ni, le deduz
io
ni in quest
io
ne possono essere concesse solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che le fa valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute per i figli.
3.
3.1.
Per quanto concerne la figlia _, alla data determinante del 31 dicembre 2006 (art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD) essa era manifestamente minorenne. Anche qualora la legislazione _ dovesse divergere da quella svizzera, la maggiore età andrebbe infatti stabilita conformemente all’art. 14 CCS, secondo cui è maggiorenne chi ha compiuto diciotto anni (
Richner/Frei/Kaufmann
, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 21 ad art. 213 LIFD;
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 136
). È inoltre facilmente presumibile che il ricorrente, quale detentore dell’autorità parentale, contribuisse effettivamente alle sue spese di sostentamento (
Jaques
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 12 ad art. 213 LIFD, p. 1680).
In simili circostanze, senza la necessità di approfondire ulteriormente la fattispecie, a giudizio di questa Camera i presupposti per ottenere la postulata deduzione di fr. 10'500.
–
per figli a carico sono senz’altro adempiuti.
3.2.
Altro discorso vale invece per il figlio _, ormai maggiorenne alla data determinante del 31 dicembre 2006 (art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD).
La documentazione agli atti dell’incarto fiscale non è di nessuna rilevanza. L’attestato di frequenza alla “_” di _, allegato al presente gravame, si riferisce infatti all’anno accademico 2008/2009. La citata istanza intesa ad ottenere un permesso di assenza dalla Svizzera, pur spiegando che uno dei motivi che l’hanno spinto a lasciare il nostro paese per un periodo indeterminato è proprio l’aiuto ed il sostegno ai suoi cari, non dimostra ancora che il contribuente abbia effettivamente contribuito al mantenimento del figlio _ per un importo almeno pari a fr. 10'500.–.
3.3.
In una decisione del 29 maggio 2002 in materia di IFD, il Tribunale federale ha chiaramente specificato che la concessione della deduzione per figli non è subordinata alla condizione che il contribuente ne assicuri in larga misura il mantenimento. Determinante è che contribuisca al suo mantenimento, che il figlio (maggiorenne) sia dipendente da questo contributo e che i contributi annui raggiungano perlomeno l’importo della deduzione (decisione TF 2A.536/2001 del 29 maggio 2002, in: RF 2002 p. 632). La dottrina è dello stesso avviso. La deduzione può essere concessa anche se il contribuente partecipa per meno del 50% alle spese di mantenimento (
Locher
, Kommentar zum DBG, vol.
I, Therwil/Basilea 2001, n. 20 ad art. 35, p. 871
): occorre invece che i contributi annuali raggiungano almeno l’ammontare della deduzione (
Richner/Frei/Kaufmann
, op. cit., n. 40 ad art. 213). Contrariamente al figlio minorenne, quello maggiorenne che prosegue nella formazione deve inoltre dipendere dal contributo prestatogli (
Richner/Frei/Kaufmann
, op. cit., n. 39 ad art. 213 LIFD;
Locher
, op. cit.
, n. 31 ad art. 35 LIFD, p. 873
).
3.4.
Nel rispetto del principio dell’onere della prova (cfr., al proposito, decisione TF 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; decisione TF 2A.209/2005 del 3 novembre 2005, in RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1), spetterà al contribuente documentare i versamenti effettuati nel corso del 2006 a favore del figlio _, così come la loro entità. Spetterà inoltre al contribuente provare che il figlio frequentava studi universitari o altre classi di ordine inferiore nel medesimo periodo fiscale.
Da parte sua, l’autorità fiscale dovrà accertarsi che il ricorrente non dispone di reddito e/o di sostanza in _. In caso contrario, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale in materia di doppia imposizione intercantonale, le deduzioni sociali dovranno essere ripartite proporzionalmente ai redditi netti (
De Vries Reilingh
,
La double imposition intercantonale, Berna 2005, p. 145 e giurisprudenza citata).
4.
Allo stadio attuale della procedura, possono rimanere indecise le ulteriori censure sollevate dal ricorrente. Qualora dovesse essere accolta la deduzione sociale di fr. 21'000.– per due figli a carico, l’imposta (federale, cantonale e comunale) dovuta per il 2006 ammonterebbe infatti a zero franchi, sicché è evidente che il contribuente non avrebbe più alcun interesse ad ottenere una decisione sulla commisurazione del reddito imponibile.
5.
Visto l’esito del ricorso, si rinuncia a porre a carico del ricorrente la tassa di giustizia e le spese processuali.