Decision ID: 59b4db19-0a68-4758-9b61-277d24da55fb
Year: 2022
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1 (_), divorziato, è stato alle dipendenze della _ fino all’1.09.2020, quando il rapporto di lavoro è stato sciolto per comune accordo nell’ambito di una ristrutturazione con riduzione dell’organico.
Al momento del licenziamento, il dipendente ha ricevuto una somma di fr. 195'554.- a titolo di indennità di fine rapporto.
Nella dichiarazione d’imposta per l’anno 2020, il contribuente dichiarava un reddito dell’attività lucrativa dipendente di fr. 271'650.-, comprensivo della citata indennità di fine rapporto. Faceva inoltre valere, quale deduzione dal reddito, alla voce previdenza professionale (2° pilastro), l’importo di fr. 152'311.-.
B.
Con decisione dell’8 settembre 2021, l’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1 (in seguito UT) notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 2020, nella quale commisurava il reddito imponibile complessivo in fr. 202'400.- per IC e in fr. 210'700.- per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione inoltrata dal contribuente, l’autorità fiscale aveva in particolar modo ammesso in deduzione, a titolo di contributi alla previdenza professionale (2° Pilastro) solo l’importo di fr. 52'311.-. Per quanto concerne gli ulteriori 100'000 franchi, adduceva che si trattava di rimborso del prelevamento anticipato PPA avvenuto precedentemente nel 2008.
C.
Il contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 10/11 ottobre 2020, contestando la mancata deduzione di parte del capitale versato al fondo di previdenza, con la seguente motivazione:
“... il versamento di detto importo non è frutto di un calcolo speculativo bensì dell’opportunità che mi si è presentata, in maniera, del tutto imprevista (cessazione di un rapporto di lavoro e conseguente indennità d’uscita, non volute da me) per compensare, fra l’altro solo in parte, la lacuna esistente nel mio fondo di previdenza.”
Con decisione del 22 aprile 2022 l’UT respingeva il reclamo, con la seguente motivazione:
“L’importo del rimborso del prelievo anticipato alla cassa pensione non è deducibile quale riscatto di anni di contribuzione al secondo pilastro.
Con il rimborso del prelievo anticipato viene unicamente annullata la decisione dell’imposta annua intera su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza emessa in data 09.12.2008.”
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula la deduzione dell’importo di fr. 100'000.- a titolo di contributi alla previdenza professionale. Il versamento sarebbe servito a colmare parzialmente la lacuna esistente nella sua previdenza professionale. Per quanto concerne il prelievo anticipato, cui ha fatto riferimento l’autorità fiscale nella sua decisione, l’insorgente rileva come lo stesso sia avvenuto all’incirca dodici anni prima.
E.
Nelle sue osservazioni del 1° giugno 2022, l’Ufficio di tassazione precisa “
di aver provveduto alla rettifica e alla restituzione dell’imposta sull’imposizione del capitale della previdenza di CHF 100’00 prelevato nell’anno 2008”
e nel contempo si rimette alla decisione della Camera di diritto tributario.

Diritto
1.
Nella fattispecie in esame, controversa è la deducibilità del contributo di fr. 100'000.-, che il ricorrente ha versato durante l’anno 2020 a favore della propria istituzione di previdenza professionale, allo scopo di colmare una lacuna.
L’autorità di tassazione l’ha negata, considerando il versamento in questione come un rimborso del prelievo anticipato per la promozione della proprietà d’abitazione, avvenuto nel corso dell’anno 2008. Il ricorrente sostiene invece che si tratterebbe di un importo servito, per intero, ad acquistare prestazioni previdenziali regolamentari.
2.
2.1.
Secondo gli articoli 33 cpv. 1 lett.
d
LIFD e 32 cpv. 1 lett.
d
LT, sono dedotti dal reddito imponibile i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari all’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché a istituzioni di previdenza professionale.
Tali disposizioni del diritto tributario trovano riscontro anche all’art. 81 cpv. 2 della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP; RS 831.40), secondo cui i contributi dei salariati e degli indipendenti agli istituti di previdenza, secondo la legge o le disposizioni regolamentari, possono essere dedotti per le imposte dirette federali, cantonali e comunali.
2.2
Tra questi rientrano non soltanto i contributi obbligatori, ma anche quelli volontari, che gli statuti o il regolamento di previdenza prevedono solo a titolo facoltativo. Al momento dell’entrata in un istituto di previdenza, l’art. 9 della legge federale sul libero passaggio nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LFLP; RS 831.42) garantisce espressamente al nuovo assicurato il diritto di acquistare tutte le prestazioni regolamentari. Nel corso del rapporto di assicurazione, l’assicurato può inoltre riscattare sia lacune vecchie, dovute per esempio a un’interruzione dell’attività professionale oppure ad un aumento del salario, sia lacune future, in vista di un pensionamento anticipato
(Laffely-Maillard
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2
a
ed., Basilea 2017, n. 57 ad art. 33 LIFD). In questi ultimi casi, conformemente al principio della pianificazione stabilito dall’art. 1
g
dell’Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP2; RS 831.441.1), le possibilità di riscatto facoltativo devono però essere precisate nel regolamento di previdenza, secondo criteri schematici e oggettivi, così da permetterne il calcolo in ogni momento (
Laffely-Maillard
, op. cit., n. 55 ad art. 33 LIFD), e sottostanno subordinatamente all’assenza delle condizioni che permettono di riconoscere un’elusione fiscale (sentenza TF n. 2C_467-468/2014 del 18 giugno 2015 consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata)
2.3.
D’altra parte, secondo l’art. 30
c
cpv. 1 LPP, per la proprietà di un’abitazione ad uso proprio, l’assicurato può chiedere al suo istituto di previdenza, al più tardi tre anni prima della nascita del diritto alle prestazioni di vecchiaia, il versamento di un importo.
Tale riscossione anticipata ha un carattere per così dire ambivalente. Da un lato, per il fatto stesso che la legge federale la ammette, viene considerata come una semplice modifica della forma della previdenza, la quale è e deve restare salvaguardata fino al momento in cui sopravviene un caso di previdenza. Dal punto di vista fiscale, per contro, viene considerata come un’uscita al di fuori dell’ambito previdenziale, tanto è vero che viene assoggettata all’imposta come prestazione in capitale derivante dalla previdenza (art. 83
a
cpv. 1 LPP).
Secondo l’art. 30
d
cpv. 3 LPP, nella versione in vigore fino alla fine del 2020, il rimborso dell’importo prelevato anticipatamente è autorizzato:
a. fino a tre anni prima della nascita del diritto alle prestazioni per la vecchiaia;
b. fino al verificarsi di un altro caso di previdenza;
c. fino al pagamento in contanti della prestazione di libero passaggio.
In caso di rimborso del prelievo anticipato o del ricavato della realizzazione del pegno, il contribuente può esigere che le imposte pagate con il prelievo anticipato o la realizzazione del pegno gli siano rimborsate per l’importo corrispondente. Tale rimborso non è deducibile dal reddito imponibile (art. 83
a
cpv. 2 LPP). L’art. 14 cpv. 2 prima frase dell’Ordinanza sulla promozione di proprietà d’abitazioni mediante i fondi della previdenza professionale (OPPA; RS 831.411) aggiunge inoltre che le imposte pagate vengono restituite senza interessi.
3.
3.1.
Nel 2003 è stato adottato l’art. 79
b
LPP, entrato in vigore il 1° gennaio 2006. L’art. 79
b
cpv. 3 LPP prevede due disposizioni finalizzate a prevenire l’elusione fiscale. La prima frase dispone che le prestazioni risultanti dal riscatto non possano essere versate sotto forma di capitale dagli istituti di previdenza prima della scadenza di un termine di tre anni. Per la seconda frase, se sono stati accordati versamenti anticipati a titolo di promozione della proprietà abitativa, i riscatti volontari possono essere effettuati soltanto dopo il rimborso dei versamenti anticipati.
In entrambi i casi, il legislatore ha voluto evitare che un assicurato potesse avvantaggiarsi indebitamente delle aliquote favorevoli, cui sono soggette le prestazioni in capitale della previdenza. Ciò si verifica, in primo luogo, se poco prima o poco dopo aver prelevato una prestazione in capitale da un’istituzione di previdenza, potendo beneficiare dell’aliquota ridotta, l’assicurato procede al riscatto di una lacuna contributiva, pretendendo in tal caso di dedurre il versamento dal proprio reddito imponibile, soggetto all’imposta con l’aliquota ordinaria. A tal fine è stata introdotta la prima frase dell’art. 79
b
cpv. 3 LPP.
In secondo luogo, il legislatore ha voluto impedire all’assicurato di ottenere un risparmio d’imposta ingiustificato, versando i contributi per il riscatto nella previdenza con deduzione dall’imposta ordinaria, pur avendo la possibilità di rimborsare il versamento anticipato per l’abitazione e di ottenere il rimborso dell’imposta pagata (con l’aliquota ridotta). Nonostante la differenza dell’onere fiscale, il miglioramento della copertura previdenziale è uguale nei due casi (
Laffely-Maillard
, op. cit., n. 64 ad art. 33 LIFD). A tal fine è stata introdotta la seconda frase dell’art. 79
b
cpv. 3 LPP.
3.2.
Venendo al caso in esame, il ricorrente ha prelevato dalla cassa pensione nel 2008, a titolo di promozione della proprietà abitativa, un importo di fr. 100'000.-, che è stato assoggettato all’imposta annua intera su prestazioni in capitale provenienti dalla previdenza (articoli 38 LIFD e 38 LT). In tal modo, ha potuto beneficiare dell’imposizione con l’aliquota ridotta.
Successivamente, nel 2020, ha proceduto al riscatto di una lacuna previdenziale, versando all’istituzione di previdenza cui è affiliato l’importo di fr. 152'311.-. Ha in tal modo preteso che questo importo fosse dedotto dal reddito imponibile soggetto all’imposizione ordinaria.
L’Ufficio di tassazione ha tuttavia applicato il citato art. 79
b
cpv. 3 seconda frase LPP e ha negato la deduzione dei contributi versati all’istituzione di previdenza, nella misura in cui il contribuente avrebbe potuto rimborsare i versamenti anticipati a titolo di promozione della proprietà abitativa. Gli ha conseguentemente rimborsato l’imposta annua intera, a suo tempo trattenuta dal suddetto versamento anticipato.
La decisione impugnata è conforme al diritto applicabile.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
4.
Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.