Decision ID: 0e6f7795-337e-5afd-a2e3-4b83597adee7
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1968, già attivo quale operario tornitore, nel mese di giugno 2012 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti a seguito dei postumi di un incidente della circolazione occorsogli il 13 marzo 2011 (doc. AI 1).
L’Ufficio AI ha dapprima raccolto la documentazione medica dall’_ e dalla Cassa malati _ (agente quale assicuratore per la perdita di guadagno per malattia), da quest’ultima in particolare la perizia reumatologica 14 maggio 2012 del dr. _ (doc. AI 15-7) ed i referti peritali d’ordine psichiatrico del 9 maggio 2012 della dr.ssa _ (doc. AI 15-11) e del 5 agosto 2012 del dr. _ (doc. Cassa malati 163). In seguito, sulla base del rapporto finale 21 maggio 2012 del dr. _, attivo presso il SMR (Servizio medico regionale dell’AI), l’amministrazione ha ordinato una perizia psichiatrica al CPAS (Centro peritale delle assicurazioni sociali), la cui esecuzione è stata affidata alla dr.ssa _ che ha rassegnato un rapporto datato 22 ottobre 2013 (doc. AI 84). Richiesto a quest’ultima un complemento rassegnato il 6 dicembre 2013 (doc. AI 90), con rapporto 21 gennaio 2014 il SMR, distanziandosi dalle risultanze peritali, ha in sostanza ritenuto che l’assicurato non presenta un’affezione (psichica) invalidante (doc. AI 93).
Di conseguenza, con decisione 16 giugno 2014 (preavvisata il 13 febbraio 2013) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni sulla base delle seguenti motivazioni:
" (...)
Esito degli accertamenti:
dall'esaustiva documentazione acquisita all'incarto in fase d'istruttoria, il Servizio Medico Regionale dell'AI (SMR) ha potuto oggettivare i seguenti periodi d'incapacità lavorativa:
100% dal 13.03.2011
50% dal 04.04.2011
0% dal 06.06.2011
100% dal 13.07.2011
0% dal 15.07.2011
100% dal 26.07.2011
0% dal 08.08.2011
100% dal 10.08.2011
0% dal 09.01.2012
In seguito al 100% dal 22.08.2012 al 20.10.2012 per ricovero presso la Clinica _.
Le patologie di tipo psichiatrico non sono tuttavia medicalmente oggettivabili e pertanto non giustificano un'incapacità lavorativa.
L'assicurato è quindi ritenuto abile al lavoro in misura totale con conseguente capacità di guadagno residua completa.
Visto e considerato che l'assicurato non ha dunque presentato un periodo interrotto di un anno almeno con inabilità del 40% (art. 28 LAI), prestazioni sotto forma di rendita non possono essere erogate.
Ritenuto inoltre che è ritenuto nuovamente abile al lavoro, non si entra nel merito della valutazione di provvedimenti di reintegrazione professionale.
Osservazioni al progetto di decisione del 13 febbraio 2014:
A seguito delle osservazioni al progetto di decisione presentate in data 13 febbraio 2014 e la relativa documentazione di supporto, il tutto è stato sottoposto al nostro Servizio Medico Regionale (SMR) per una presa di posizione. Dopo valutazione, il SMR ha confermato che su tali presupposti, non vengono portati elementi medici oggettivi che ci portano a riconsiderare lo stato di salute dell'assicurato in oggetto." (doc. AI 135/15-16)
1.2. Contro la succitata decisione l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha inoltrato il presente ricorso, postulando il riconoscimento di un quarto di rendita dal 13 marzo 2012. In sostanza egli contesta la valutazione medico-teorica operata dall’amministrazione, ritenendo data un’incapacità lavorativa di almeno il 40%. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI propone invece la reiezione del ricorso, confermando le propria valutazione medica.
1.4. Il 23 ottobre 2014 l’assicurato ha prodotto ulteriore documentazione medica (VIII). Su richiesta del TCA, con osservazioni 7 novembre 2014 l’Ufficio AI ha preso posizione in merito a quanto sopra (X).
1.5. Con decreto 18 settembre 2015 il TCA ha ordinato una perizia psichiatrica a cura della dr.ssa _ (XVIII).
Su richiesta della perita, con decreto 28 gennaio 2016 il Vicepresidente del TCA ha anche ordinato una valutazione peritale reumatologica affidata al dr. _ (XXVII), il quale ha rassegnato il 7 febbraio 2016 il relativo rapporto (XXVII) che è stato in seguito inviato dal Tribunale alla dr.ssa _ per sua competenza (XXXII).
In data 23 marzo 2016 la succitata psichiatra ha prodotto il rapporto peritale (XXXIII), che è stato inviato alle parti per osservazioni (XXXIV).
La presa di posizione dell’assicurato è del 20 aprile 2016 (XL), quella dell’Ufficio AI è del 25 aprile 2016 (XLI). Infine, il 2 maggio 2016 l’insorgente ha inoltrato un altro scritto (XLIV).

considerato in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita d’invalidità.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).
2.3. Nel caso in esame, dal punto di vista reumatologico l’assicurato è stato peritato, per conto della cassa malati, dal dr. _. Con referto 11 maggio 2012 lo specialista, svolta la consueta anamnesi, la raccolta dei dati oggettivi e soggettivi, ha diagnosticato:
" (...)
Sindrome algica generalizzata aspecifica.
Decondizionamento muscolare.
Minime alterazioni degenerative della colonna cervicale (protrusioni discali multisegmentali in canale spinale cervicale tendenzialmente ristretto).
Minime alterazioni degenerative della colonna lombare (protrusione discale mediana con condrosi L5/S1, spondilosi anteriori plurisegmentali). (...)"
(doc. AI 15/12)
Egli ha poi proceduto alla valutazione e discussione, concludendo che “... dal lato strettamente reumatologico, l’assicurato può continuare a lavorare nella misura totale nella sua ultima attività professionale di operaio, per cui un cambio di professione non è indicato “ (doc. AI 15-29), qualificando come ottima la prognosi e consigliando una valutazione psichiatrica.
La Cassa malati ha pertanto disposto una perizia psichiatrica a cura della dr.ssa _. Nel rapporto 9 maggio 2012, diagnosticata una sindrome da dolore somatoforme (ICD 10 F45.4) e dopo aver proceduto alla valutazione dei dati raccolti, essa ha concluso per un’inabilità lavorativa del 100% dall’infortunio (13 marzo 2011) (doc. 10, inc. cassa malati).
L’assicurato è stato nuovamente peritato, sempre per conto dall’assicuratore contro le malattie, dal punto di vista psichiatrico. Con rapporto 5 agosto 2012 il dr. _, diagnosticata una sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di grado medio (ICD 10 F 33.1) e una sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD 10 F.45.4), distanziandosi dalla valutazione medico-teorica della dr.ssa _, come pure da quella dello psichiatra curante dr. _ (il quale aveva sostenuto un’inabilità lavorativa del 50%), ha concluso che:
" (...)
Complessivamente l'assicurato presenta un’incapacità lavorativa per ragioni psichiatriche dal 09.01.2012 nella misura del 40% come tuttora. Tale data è un punto di riferimento teorico in quanto egli non è mai stato visto da un collega psichiatra prima del mese di giugno di quest'anno. Pertanto si può asserire che a partire dal 09.01.2012 la sindrome algica e quella depressiva hanno una valenza di malattia psichiatrica che incide sulla sua capacità lavorativa in modo duraturo. (...)" (doc. 16/6, inc. cassa malati)
Ritenuta indicata una rivalutazione peritale (necessaria in particolare per la valutazione dei criteri di Foerster), con annotazioni 23 luglio 2013 il SMR ha dato mandato al CPAS di svolgere una perizia psichiatrica (doc. AI 72).
Nel rapporto 22 ottobre 2013 la dr.ssa _ ha ritenuto l’assicurato affetto da reazione mista ansioso-depressiva (ICD 10: F. 43.22) e da sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD 10 F.45.4). Confermando sostanzialmente la precedente valutazione del dr. _, ritenuti dati i criteri di Foerster, la perita ha concluso che “l’assicurato presenta dunque una reazione mista ansioso-depressiva ed una sindrome somatoforme da dolore persistente che comportano una IL che è pari al 40%, inteso come riduzione del rendimento” (doc. AI 84).
Dopo aver chiesto delle delucidazioni alla perita in merito alla valutazione dei criteri di Foerster (scritto 13 novembre 2013; doc. AI 87), ricevuta risposta dalla stessa il 6 dicembre 2013 (doc. AI 90), nel rapporto finale 21 gennaio 2014 il SMR, a firma del dr. _ (specialista in medicina generale) e dr.ssa _ (specialista in psichiatria e psicoterapia), ha tuttavia concluso:
" (...)
La lettura della perizia psichiatrica (un solo colloquio di durata non specificata) pone la diagnosi di una sindrome da disadattamento, quindi una diagnosi non di particolare gravità insorta successivamente allo sviluppo di un quadro somatoforme (in precedenza nessun antecedente psichiatrico segnalato). I criteri di Foerster non appaiono soddisfatti sia per quanto riguarda la presenza di una comorbidità psichiatrica maggiore di particolare rilevanza, sia per gli altri aspetti già come segnalato nella corrispondenza inviata alla perita dal SMR il 13.11.2013.
Anche lo psichiatra curante si era espresso per una piena abilità dal dicembre 2012.