Decision ID: cc0e2c5c-3a39-5462-af72-f04111db31c6
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{ritenuto,"in fatto: A. Con due precetti esecutivi distinti n. _ e _ emessi rispettivamente il 24 e il 25 aprile 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso i coniugi RE 1 e RE 2 per l’incasso da ognuno di fr. 250.– oltre agli interessi del 5% dal 24 marzo 2017, indicando in entrambe le procedure quale titolo di credito la “richiesta rimborso ripetibili – 21.02.2016”.","B. Avendo sia la moglie sia il marito interposto opposizione ai rispettivi precetti esecutivi, con due istanze del 19 maggio 2017 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Taverne. Nel termine impartito, con un unico allegato di osservazioni scritte del 30 giugno 2017 i convenuti si sono opposti al pagamento di fr. 500.– complessivi (ognuno fr. 250.–). Hanno anche chiesto a loro favore l’assegnazione di diverse indennità per danno e torto morale e la segnalazione di vari reati al Ministero pubblico. Con replica unica del 13 luglio 2017 l’istante ha confermato la sua domanda. La replica non è stata notificata ai convenuti, che il 14 agosto hanno ribadito le loro richieste d’intervento e di risarcimento, producendo due nuovi documenti.","C. Statuendo con due decisioni separate del 5 settembre 2017, il Giudice di pace supplente ha accolto entrambe le istanze e rigettato in via definitiva ambedue le opposizioni interposte dai convenuti, ponendo le spese processuali di fr. 100.– a carico della moglie e di fr. 70.– a carico del marito, nonché un’indennità di fr. 25.– a favore dell’istante in ogni procedura.","D. Contro le sentenze appena citate RE 1 e RE 2 sono insorti a questa Camera con un reclamo unico del 18 settembre 2017, con cui si sono nuovamente opposti al pagamento di fr. 500.– complessivi (ognuno fr. 250.–), oltre a postulare l’assegnazione di diverse indennità per danno e torto morale e la segnalazione di vari reati al Ministero pubblico. Entro il termine impartitole con decisione del 10 ottobre 2017 (contro la quale ha presentato il 20 ottobre un ricorso che il Tribunale federale ha dichiarato inammissibile con sentenza 5D_209/2017 del 20 novembre 2017), RE 1 ha pagato l’anticipo di fr. 100.– richiestole. Invitata a esprimersi limitatamente alla censura con cui i reclamanti si oppongono al pagamento di fr. 500.– complessivi, la CO 1 ha ribadito nelle sue osservazioni del 29 gennaio 2018 di chiedere ai coniugi in solido il pagamento di fr. 250.– complessivi (oltre a tasse, spese e interessi), e non di fr. 500.–. Con replica spontanea del 5 febbraio 2018, i reclamanti si sono sostanzialmente riconfermati nelle domande presentate con il reclamo"}

{Considerando,"in diritto: 1. Le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’opposizione – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso. Nel caso concreto, siccome il reclamo verte su decisioni adottate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), che oltretutto non pongono questioni di principio né sono di rilevante importanza, sarà deciso nella composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b-c LOG), ovvero il presidente della Camera conformemente a una prassi consolidata. Diventa così senza oggetto la richiesta dei reclamanti volta all’emanazione di una sentenza a giudice unico ad esclusione del vicepresidente della Camera, fondata sull’allegazione infondata secondo cui gli sarebbero state inflitte sanzioni disciplinari.","1.1 Il reclamo in esame è diretto contro decisioni simili, fondate su un medesimo complesso di fatti e vertenti sull’applicazione delle stesse norme giuridiche. Si giustifica così, per economia di procedura, di congiungere le due procedure (dipendenti del resto da un reclamo unico) e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC), pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.","1.2 Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 18 settembre 2017 contro le sentenze notificate ai coniugi il 13 settembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.","1.3 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Nella fattispecie, a parte alcune conclusioni (di perseguimento penale, di risarcimento danno, di sanzioni disciplinari e di destituzione) irricevibili in sede di rigetto dell’opposizione (sotto consid. 2), i reclamanti non formulano domande precise, limitandosi a opporsi “categoricamente” al pagamento di fr. 500.– (ognuno fr. 250.–) a PI 1, il cui credito sarebbe “inesigibile, temerario e prossimo all’estorsione”. Se ne può dedurre, tuttavia, ch’essi postulano, implicitamente, la reiezione dell’istanza di rigetto, in subordine nella misura in cui pone a carico loro un vincolo di solidarietà. Sotto questo (ristretto) profilo i reclami sono ricevibili.","1.4 Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC), salve restando speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). Quest’ultima eventualità non entrando in considerazione nella fattispecie, i documenti prodotti con il reclamo, nella misura in cui non sono già contenuti nell’incarto di prima sede (doc. N-S, U, V, AB, AC, AF-AI), devono essere estromessi dall’incarto e non possono essere considerati ai fini del giudizio. Comunque sia, non sarebbero di rilievo nella causa in esame, limitata alla questione del rigetto dell’opposizione (sotto consid. 2).","1.5 I reclamanti lamentano anche il fatto che la prima giudice non ha trasmesso loro tempestivamente la replica 13 luglio 2017 della CO 1. Non traggono però alcuna conseguenza concreta di tale “anomalia processuale”, all’infuori delle loro richieste di sanzioni disciplinari e penali, che esulano dalle competenze della scrivente Camera (sotto consid. 2). In particolare, essi non chiedono l’annullamento della sentenza impugnata e il rinvio della causa al Giudice di pace supplente per nuovo giudizio dopo concessione loro dell’occasione di esprimersi sulla replica. Non pretendono neppure di dover allegare fatti nuovi o produrre nuovi mezzi di prova, oppure di voler completare le loro argomentazioni di merito. In queste circostanze, la Camera può dunque statuire essa stessa con pieno potere di cognizione senza retrocedere la causa al primo giudice (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC), esercizio che si ridurrebbe a una mera formalità priva di contenuto, fonte di ritardi inutili e incompatibili con l’interesse delle parti ad ottenere una decisione celermente (sentenza del Tribunale federale 4A_283/2013 del 20 agosto 2013, citata nella sentenza della CEF 14.2014.205 dell’11 febbraio 2015, consid. 4.3)."}