Decision ID: 83a75c3b-dd74-5e6e-96c7-a0f54ce44f56
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadina italiana, nata il (...) 1975, ha lavorato in Svizzera
come frontaliera dal 2002 al 2015, dall’aprile 2005 in qualità di operaia ad-
detta alla saldatura manuale di componenti elettronici presso la B._
SA di (...) (doc. 15 e 16 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’inva-
lidità del Cantone C._, in seguito UAI-C._), solvendo rego-
lari contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’in-
validità (doc. 15 dell’incarto dell’assicuratore collettivo malattia D._,
in seguito D._). Con scritto del 29 gennaio 2015 il datore di lavoro
ha disdetto il contratto di lavoro con effetto dal 31 marzo 2015 (doc. 15 UAI-
C._).
B.
B.a In seguito al licenziamento, l’interessata si è ammalata e dal 17 marzo
2015 è stata dichiarata totalmente inabile al lavoro per le conseguenze di
una sindrome ansioso depressiva (doc. 5 e 15 UAI-C._, doc. 2 e 7
D._). Da un primo certificato del 17 marzo 2015 del dr. E._,
medico chirurgo, nonché medico curante, risulta la necessità di riposo e
cure fino al 31 marzo 2015 (doc. 1 D._).
B.b In virtù della menzionata affezione psichica, a partire dal 23 aprile
2015, l’assicurata è stata seguita dalla dr.ssa F._, specializzata in
psichiatria, dell’Ambulatorio per l’ansia e la depressione di (...) (doc. 9
D._).
B.c Su incarico dell’assicuratore malattia, a cui il datore di lavoro aveva
notificato il caso, l’insorgente è stata visitata dal dr. G._, psichiatra
e psicoterapeuta FMH, che nella perizia psichiatrica fiduciaria del 28 mag-
gio 2015 (doc. 10 D._), ha posto la diagnosi di sindrome da disa-
dattamento con reazione mista ansioso-depressiva (ICD 10 F 43.22), in-
dotta da licenziamento inaspettato (ICD 10 – Z 56), in paziente che vive da
anni in un contesto di ICD 10 – Z 63.6 (presenza in casa di un famigliare
bisognoso di cure).
Il perito ha concluso che “l’attuale totale inabilità lavorativa risulta piena-
mente giustificata e la stessa dovrebbe prolungarsi non oltre i prossimi due
mesi; è dunque lecito predire un totale recupero delle capacità lavorative
entro al più tardi inizio-metà agosto 2015”.
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Pagina 3
C.
C.a Su segnalazione di D._ del 9 giugno 2015 e dopo aver assunto
agli atti l’incarto di quest’ultima (doc. 4 e 5 UAI-C._), l’UAI-
C._, il 19 giugno 2015, ha invitato l’interessata ad un primo incontro
in vista di un rilevamento tempestivo (doc. 6 UAI-C._). In seguito
alle sollecitazioni dell’UAI-C._ (doc. 7 e 9 UAI-C._), con
scritto del 7 settembre 2015, l’assicurata ha trasmesso il formulario di ri-
chiesta di prestazioni dell’assicurazione invalidità (doc. 11 UAI-
C._).
C.b Il 15 ottobre 2015 la dr.ssa F._ ha certificato il trattamento per
ansia e depressione e consigliato “ulteriore astensione dall’attività lavora-
tiva per un periodo di 4-6 settimane” (doc. 20 UAI-C._). Nella rela-
zione medico psichiatrica del 26 novembre 2015 ha inoltre precisato che
“la storia e l’esame clinico consentono di formulare la diagnosi di disturbo
ansioso-depressivo reattivo” (doc. 20 D._ e doc. 25 UAI-
C._).
C.c In data 21 ottobre 2015 il dr. E._ ha trasmesso all’UAI-
C._ la perizia particolareggiata E213 parzialmente compilata (doc.
19 e 20 UAI-C._).
D.
D.a Con ulteriore perizia psichiatrica fiduciaria del 22 dicembre 2015 (doc.
24 D._), il dr. G._ ha rilevato che “il disturbo reattivo diagno-
sticato in maggio è evoluto verso una patologia assimilabile a: ICD 10 – F
32.11 episodio depressivo di media gravità, con sintomi biologici” e che
“l’attuale totale inabilità lavorativa, in corso ininterrottamente dal 17.3.2015
(e dunque anche dal 3.11.2015) è purtroppo pienamente giustificata e la
stessa dovrebbe prolungarsi per almeno ancora 2-3 mesi”.
D.b In data 16 febbraio 2016 D._ ha informato l’interessata che fon-
dandosi sulla perizia del dr. G._ del 22 dicembre 2015, la conside-
rava nuovamente integralmente abile al lavoro a partire dal 1° giugno 2016
(doc. 28 D._).
D.c Con scritto del 1° marzo 2016, la dr.ssa F._, ha confermato di
aver avuto in cura la paziente dal mese di aprile 2015, che la terapia impo-
stata aveva portato ad una “buona stabilizzazione clinica” e che l’affidava
al medico curante per il monitoraggio della cura (doc. 62 UAI-C._).
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Pagina 4
E.
E.a L’UAI-C._, con verbale di chiusura del 26 aprile 2016 (doc. 39
UAI-C._), ha ritenuto di non intravvedere la possibilità di applicare
misure d’intervento tempestivo, decidendo di chiudere il mandato ed esa-
minare il diritto alla rendita.
E.b A partire da aprile 2016, l’interessata si è affidata alle cure del dr.
H._, psicologo, il quale, con certificazioni del 4 e 13 aprile 2016,
confermava la condizione ansioso depressiva, il trattamento farmacologico
prescritto ed il percorso di sostegno psicologico (doc. 34 e 36 D._).
In data 31 maggio e 20 giugno 2016, quest’ultimo ha inoltre certificato che,
nonostante le cure erogate, la paziente, grazie anche alle incertezze per il
futuro, non mostrava miglioramenti sul piano psichico (doc. 42 UAI-
C._ e doc. 47 D._). Il 12 settembre 2016, il dr. H._
ha rilevato che “dai colloqui effettuati non sono emerse tematiche ansio-
gene o conflittuali relative alla vita privata e/o familiare che possano giusti-
ficare il malessere esperito dalla signora A._”, ribadendo nondi-
meno che – non evidenziando la paziente alcun miglioramento sul piano
psichico – andava mantenuta la diagnosi di condizione ansioso-depressiva
(doc. 58 D._).
E.c Su incarico dell’UAI-C._ (doc. 50 UAI-C._), la dr.ssa
I._, FMH in psichiatria e psicoterapia, ha esaminato l’assicurata in
data 22 settembre 2016 (doc. 62 UAI-C._). La perita ha posto la
diagnosi di episodio depressivo reattivo di grado medio in remissione (ICD
10 F 32.1) e indicato, basandosi segnatamente sul certificato del 1° marzo
2016 della dr.ssa F._, così come sui colloqui condotti con l’assicu-
rata, che, a partire dal 2 marzo 2016, la capacità lavorativa appariva com-
pletamente recuperata.
E.d Con certificato dell’11 ottobre 2016, la dr.ssa F._, ha confer-
mato la presa in cura presso l’Ambulatorio Ansia Depressione nel periodo
da aprile 2015 fino a marzo 2016 e rilevato che “al controllo odierno, nono-
stante stia assumendo regolarmente la terapia farmacologica precedente-
mente impostata e attuando il percorso psicoterapico consigliatole, pre-
senta ancora umore subdeflesso, facile irritabilità, ansia libera e somatiz-
zata” (doc. 63 D._).
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Pagina 5
E.e Nel rapporto finale SMR dell’11 ottobre 2016, il dr. L._, specia-
lista in psichiatria e psicoterapia FMH, ha confermato integralmente le ri-
sultanze della perizia della dr.ssa I._, ritenendo che l’assicurata era
totalmente inabile al lavoro dal 17 marzo 2015 al 1° marzo 2016 e che a
partire dal giorno successivo non presentava più alcuna limitazione funzio-
nale ed era abile al 100% nell’attività abituale (doc. 63 UAI-C._).
F.
F.a L’UAI-C._ ha quindi emesso il progetto di decisione del 12 ot-
tobre 2016, con cui ha prospettato di respingere la domanda di prestazioni
(doc. 64 UAI-C._).
F.b A questo progetto l’assicurata si è opposta con scritto del 31 ottobre
2016, adducendo che dai certificati prodotti emergeva chiaramente un’in-
capacità lavorativa del 100% che perdurava al di là del termine indicato
dall’UAI, chiedendo un riesame della fattispecie e producendo ulteriore do-
cumentazione medica (doc. 65 UAI-C._).
F.c Su richiesta del medico SMR (doc. 71 UAI-C._), le osservazioni
del 31 ottobre 2016 sono state sottoposte alla dr.ssa I._, la quale,
con scritto del 25 novembre 2016, ha riconfermato, le conclusioni della pre-
cedente valutazione peritale (doc. 73 UAI-C._).
F.d Con decisione del 21 dicembre 2016 (doc. 77), l’UAIE ha dunque re-
spinto la domanda di prestazioni. Ritenendo una totale capacità di lavoro a
partire dal 2 marzo 2016, l’autorità inferiore ha concluso che dagli atti non
risultava un anno d’inabilità lavorativa.
G.
Con gravame del 27 gennaio 2017, la ricorrente, per il tramite dell’UCM
associazione utenti sanità pubblica, ha chiesto a questo Tribunale di an-
nullare la decisione UAIE del 21 dicembre 2016 e di riconoscerle una ren-
dita d’invalidità intera (doc. TAF 1). Dei motivi si dirà se necessario, nei
considerandi di diritto. Il 6 marzo 2016, essa ha inoltre chiesto l’esonero
dal pagamento delle spese giudiziarie, per mancanza di mezzi finanziari
(doc. TAF 4).
H.
Nella risposta di causa del 20 marzo 2017, l'UAIE ha proposto la reiezione
del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando al
C-647/2017
Pagina 6
preavviso dell’UAI-C._ del 15 marzo 2017, l’autorità inferiore ha os-
servato che l’assicurata non ha prodotto alcun documento medico suscet-
tibile di infirmare la decisione impugnata (doc. TAF 8).
I.
Con decisione incidentale del 24 maggio 2017 la domanda di assistenza
giudiziaria è stata respinta (doc. TAF 13) ed il richiesto anticipo di CHF 800,
corrispondente alle presumibili spese processuali, è stato versato in data
21 giugno 2017 (doc. TAF 15 e 16).
J.
Con replica del 9 novembre 2017 l’assicurata ha trasmesso ulteriore docu-
mentazione medica (doc. 27 a 41 allegati a doc. TAF 18).
K.
Con duplica dell’11 dicembre 2017, l’UAIE ha mantenuto le proprie conclu-
sioni (doc. 23 TAF).
L.
Il 5 gennaio 2018, la ricorrente ha fatto pervenire a questo Tribunale la
conferma degli appuntamenti di sostegno psicologico del mese di gennaio
2018 ed il certificato medico del dr. E._, in cui attesta il perdurare
della malattia per sindrome ansioso depressiva reattiva fino al 31 gennaio
2018 (doc. TAF 25).
M.
Con scritto dell’8 febbraio 2018, la ricorrente ha trasmesso il certificato me-
dico del 6 febbraio 2018 del dr. E._, la conferma degli appuntamenti
di sostegno psicologico del mese di febbraio 2018 e la certificazione del 31
gennaio 2018 del dr. H._ (doc. TAF 27).

Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF (RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA (RS 172.021), emanate dalle au-
torità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione
per l'invalidità possono essere impugnate davanti al Tribunale amministra-
tivo federale (TAF) conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20).
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Pagina 7
Di conseguenza questo Tribunale è competente a giudicare il presente ri-
corso.
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni di tale legge sono applicabili alle assicurazioni sociali discipli-
nate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle assi-
curazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della
LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-
70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato
presentato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge
(art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo delle spese
processuali è stato inoltre tempestivamente saldato (doc. TAF 15 e 16).
2.
2.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
2.2 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in vi-
gore il 1° giugno 2002.
2.3 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
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Pagina 8
2.4 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto
diversamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla
legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini
di tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della
procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una
rendita d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF
130 V 253 consid. 2.4).
2.6 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modificato
dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gennaio 2015
(cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2 con rin-
vii).
2.7 Nell’evenienza concreta, la decisione impugnata, con cui è stata re-
spinta la richiesta di prestazioni AI del 7 settembre 2015 (doc. 11 UAI-
C._), è stata emessa in data 21 dicembre 2016 (doc. 77 e 78). Ne
consegue che sono applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revi-
sione in vigore dal 1° gennaio 2012 (RU 2011 5659; FF 2010 1603), pur
non comportanti cambiamenti rispetto al diritto precedente in merito alla
valutazione dell’invalidità, così come eventuali modifiche entrate in vigore
C-647/2017
Pagina 9
successivamente, ritenuto che il diritto alle prestazioni di invalidità sarebbe
sorto al più presto il 1° marzo 2016 (art. 29 LAI).
3.
Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione
impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina il prov-
vedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti
verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-
certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli
stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili
di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione
litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011
consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118
V 200 consid. 3a in fine).
4.
4.1 Oggetto del contendere, nel caso concreto, è la mancata assegnazione
di una rendita intera di invalidità a A._ con effetto al più presto dal
1° marzo 2016 (ossia sei mesi dopo il deposito della domanda di presta-
zioni; consid. C.a), in ragione del mancato compimento dell’intero anno di
incapacità lavorativa e dell’assenza di invalidità al termine dello stesso (art.
28 cpv. 1 let. b e c LAI).
4.2 Pur risultando incontestato l’insorgere di una sindrome ansioso-de-
pressiva, per cui la ricorrente è stata ritenuta totalmente incapace al lavoro
dall’UAI-C._ nel periodo dal 17 marzo 2015 al 1° marzo 2016, resta
litigiosa la natura invalidante del disturbo psichico nel periodo seguente,
segnatamente le conseguenze sulla capacità lavorativa a partire dal 2
marzo 2016 e pertanto l’asserito miglioramento dello stato di salute e delle
conseguenze dello stesso.
5.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 43
LPGA ed anche art. 13 PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne
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Pagina 10
consegue che l'autorità di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le
censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo
nella misura in cui queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'in-
carto (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF
C-6034/2009 del 20 gennaio 2010 consid. 2).
6.
6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-
mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce
che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva
il diritto alla singola prestazione.
6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni cumulative:
a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;
b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media
durante un anno senza notevole interruzione; e
c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-
condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono
versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in
Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-
dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi
regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-
nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno,
hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI
indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento
[CE] n. 883/04).
C-647/2017
Pagina 11
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art.
7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione,
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura
dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-
dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla
salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-
tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e 110 V
273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3
e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, applicabile
per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito
che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente
esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedi-
menti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli
avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido;
metodo generale del raffronto dei redditi). In altri termini, l'assicurazione
svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva
da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non
la malattia o la conseguente incapacità lavorativa.
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio, che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 cpv. 1 LPGA), l'amministrazione deve intrapren-
dere d'ufficio gli accertamenti necessari e raccogliere le informazioni di cui
ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è neces-
sario per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
7.2 Alfine di poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in
caso di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o even-
tualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
C-647/2017
Pagina 12
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali atti-
vità l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da
un assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256
consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).
7.3 In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla
valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione
del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di
vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice
a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di afferma-
zioni contraddittorie nella perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti
in grado di inficiarne la concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante
può disporre una superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori
complementi, dalle conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V
351 consid. 3b/aa pag. 353 con rinvii).
7.4 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1 pag. 232; 125 V
351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-JAKOB
MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles im So-
zialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza pubblicata in VSI
2001 pag. 106 segg. questa Corte ha però ritenuto conforme al principio
del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA, art. 95 cpv.
2, art. 113 e 132 OG) definire delle direttive in relazione alla valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie.
7.5 Giova altresì rilevare che il parere dei medici curanti va considerato con
prudenza, in quanto essi possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza del particolare legame istauratosi (DTF 125 V
351 consid. 3b e relativi riferimenti).
C-647/2017
Pagina 13
7.6 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-
tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale
e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre
2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giu-
dice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evi-
denziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (sentenza del Tri-
bunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
8.
8.1 Nel caso di specie occorre dunque valutare se al più tardi il 21 dicembre
2016, ossia al momento in cui la decisione impugnata è stata emessa,
erano dati i presupposti di cui all’art. 28 LAI per riconoscere all’assicurata
il diritto alla rendita di invalidità. Si tratta in particolare di determinare se
quest’ultima ha presentato per un anno un’incapacità al lavoro di almeno
40% in media (art. 28 cpv. 1 let. b LAI), senza che siano subentrate delle
notevoli interruzioni, e se al termine di questo anno era invalida almeno al
40% (art. 28 cpv. 1 let. c LAI), segnatamente se dal 1° marzo 2016 è inter-
venuto un miglioramento dello stato di salute tale da escludere una ridu-
zione della capacità lavorativa.
8.2 In via preliminare va rilevato che, in applicazione dell’art. 29 cpv. 3 LAI,
il diritto alla rendita sorgerebbe al più presto il 1° marzo 2016, ossia sei
mesi dopo la richiesta di prestazioni presentata il 7 settembre 2015 (doc.
11 UAI-C._).
9.
9.1
9.1.1 L’autorità inferiore ha fondato il proprio parere sul rapporto finale
dell’11 ottobre 2016 del medico SMR (doc. 63 UAI-C._), in cui il dr.
L._ ha fatto propria la valutazione peritale della dr.ssa I._ e
confermato che l’assicurata aveva recuperato totalmente la capacità lavo-
rativa a partire dal 2 marzo 2016 e che la stessa non soffriva più di alcuna
limitazione funzionale. Il medico SMR si è pure espresso nell’annotazione
dell’11 dicembre 2016 (doc. 74 UAI-C._), secondo cui dall’enne-
simo certificato del dr. E._ “non emergono fatti nuovi o modificazioni
significative di fatti noti” e che pertanto confermava il rapporto finale dell’11
ottobre 2016.
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Pagina 14
9.1.2 La dottoressa I._ nella valutazione peritale del 22 settembre
2016 (doc. 62 UAI-C._), ha posto la diagnosi di “episodio depres-
sivo reattivo di grado medio in remissione (ICD10 F 32.1)” e basandosi
sulle proprie valutazioni ed osservazioni, così come sui pareri dei colleghi,
in particolare della dr.ssa F._, ha ritenuto che l’assicurata, a partire
dal 2 marzo 2016, non presentava più alcuna limitazione funzionale ed era
completamente abile al lavoro in qualsiasi attività.
Nella presa di posizione del 25 novembre 2016 (doc. 73 UAI-C._)
la perita confermava le conclusioni della valutazione peritale del 22 settem-
bre 2016, in quanto i documenti ulteriormente prodotti erano già stati con-
siderati, rispettivamente non apportavano fatti nuovi suscettibili di modifi-
care il suo precedente parere.
9.2 D’altra parte, a mente della ricorrente, la continua, ininterrotta e totale
incapacità lavorativa sarebbe invece attestata, in particolare, dai certificati
medici rilasciati mensilmente dal dr. E._ (cfr. ad esempio doc. 3, 6,
11, 13, 15, 17, 18, 19, 21, 22, 29, 32, 41, 50, 53, 56, 62, 64 D._,
doc. 66 UAI-C._ e doc. TAF 1, 18, 25 e 26) e, a frequenza regolare,
dal dr. H._ (cfr. doc. 34, 36, 47, 58 D._, doc. 66 UAI-
C._ e doc. TAF 1, 18, 19 e 26).
10.
10.1 A tal proposito giova ricordare che l’art. 59 cpv. 2bis LAI prevede che
i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le
condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità fun-
zionale dell’assicurato – determinante per l’AI secondo l’art. 6 LPGA – di
esercitare un’attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne
le decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e senso dell’art. 59
cpv. 2bis LAI, come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli
uffici AI, di fare capo ai propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari
del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara sepa-
razione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragio-
nevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (sentenza del
TF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2). Peraltro, i rapporti SMR
hanno la funzione di effettuare una sintesi delle informazioni e degli esami
medici di cui agli atti di causa e formulare delle raccomandazioni quanto al
seguito da dare all'incarto da un punto di vista medico (sentenza del TF
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Pagina 15
9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1). Per poter loro attribuire
pieno valore probatorio, i rapporti dei servizi medici regionali devono es-
sere redatti da medici che dispongono delle qualifiche specialistiche richie-
ste nel singolo caso di specie. Se ciò non è il caso, il loro valore probatorio
è affievolito (sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2).
10.2 I rapporti interni del SMR ai sensi dell'art. 49 cpv. 3 a OAI non pongono
autonomamente delle diagnosi, bensì apprezzano sotto l'aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio anche dell'am-
ministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono necessaria-
mente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non è
dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR
esegue direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. Negli altri
casi rende la propria valutazione sulla base della documentazione esi-
stente. L'assenza di propri esami diretti non costituisce, per invalsa giuri-
sprudenza, un motivo per mettere in dubbio la validità di un rapporto SMR
se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura probatoria generalmente
riconosciute (SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009] consid. 4.3.1 con
riferimenti; cfr. pure sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 consid.
4.2; cfr. anche sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, consid.
4.2.1).
10.3 Al riguardo va in particolare rilevato che se è vero che nelle procedure
concernente l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni di assicurazioni sociali
non sussiste un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica
esterna da parte dell'ente assicuratore, un tale provvedimento (o perlo-
meno accertamenti complementari) deve tuttavia essere ordinato qualora
sussistano anche solo dubbi minimi riguardo l'attendibilità e la concludenza
delle attestazioni mediche interne dell'assicurazione (DTF 135 V 465 con-
sid. 4).
11.
11.1 La valutazione peritale del 22 settembre 2016 è stata effettuata da
una specialista del ramo, dopo aver incontrato due volte l’assicurata ed
aver tenuto conto dei referti medici agli atti, segnatamente delle perizie del
dr. G._, delle certificazioni della dr.ssa F._, così come delle
attestazioni redatte dallo psicologo H._ e dal dr. E._. Su tale
base, la perita ha evidenziato, segnatamente, da una parte, il referto del 1°
marzo 2016 della dr. F._, in cui la specialista curante rilevava che
la terapia aveva portato ad una buona stabilizzazione clinica e pertanto
affidava l’interessata alle attenzioni del medico di famiglia, per il semplice
C-647/2017
Pagina 16
monitoraggio della cura (doc. 62) e, d’altra parte, che da dettagliati accer-
tamenti sociolavorativi e psicopatologici, dall’esame clinico, dalla descri-
zione della giornata tipo, delle attività e delle abitudini dell’assicurata e
dall’analisi delle conseguenze sulla capacità di lavoro non risultavano limiti
funzionali significativi. Pertanto, essa ha diagnosticato un episodio depres-
sivo reattivo di grado medio in remissione, precisando che il disturbo “è
andato incontro ad un contenimento dei sintomi se si raffronta il quadro
attuale con quello descritto dal Dr. G._ nel suo rapporto di dicembre
2015” (cfr. consid. B.c e D.a).
Inoltre, la dr.ssa ha attestato che l’interessata riferiva che “si sta stabiliz-
zando”, nonostante erano ancora presenti sintomi quali irritabilità e disturbi
del sonno (p. 8) e che la sintomatologia depressiva riferita appariva in con-
trasto con la descrizione della sua giornata tipo, dalla quale risultava che
essa provvedeva da sola ai figli, occupandosi anche della casa e dei nu-
merosi animali domestici. Infine, la perita ha rilevato che l’assicurata si sen-
tiva trattata ingiustamente dal datore di lavoro e dall’assicurazione collet-
tiva malattia, fattori che non le permettevano di proiettarsi verso una nuova
sfida professionale, portandola ad “una sorta di pseudo regressione verso
una posizione passiva”, e spiegando tuttavia, da un lato, che “ciò non ha
intaccato le competenze e le funzioni cognitive, e di funzionamento che
non appaiono ora invalidanti” e, dall’altro, che “lo psicologo curante attesta
un quadro non modificato a causa dell’incertezza per il suo futuro lavorativo
e di conseguenza anche quello familiare quindi dettato da fattori psicoso-
ciali che non ricoprono caratteristiche invalidanti”.
Sulla scorta di quanto precede, la specialista ha ritenuto che le conse-
guenze sulla capacità lavorativa dell’affezione psichica erano marginali.
Per quel che concerne in particolare i fattori “rispetto delle regole”,” orga-
nizzazione dei compiti”, “competenze”, “giudizio”, “integrazione nel gruppo”
e “mobilità” essa ha riscontrato un grado di disabilità nullo, ritenendo invece
un grado di invalidità lieve per i fattori “flessibilità”, “persistenza”, “asserti-
vità” e “contatto con gli altri” e concludendo nondimeno che tali fattori non
influiscono sulla capacità lavorativa e che l’assicurata va ritenuta integral-
mente abile a qualsiasi lavoro a partire dal 2 marzo 2016.
11.2 Del resto, pure il dr. G._, nella seconda perizia del 22 dicembre
2015 (doc. 24 D._), riteneva possibile ed auspicava, tramite poten-
ziamento della cura psicoterapica “una buona risoluzione clinica del di-
sturbo entro la fine della prossima primavera ed un pieno recupero delle
capacità lavorative”, con prognosi che l’inabilità al lavoro avrebbe conti-
nuato per un periodo di circa due o tre mesi.
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Pagina 17
11.3 Nella presa di posizione del 25 novembre 2016 (doc. 73 UAI-
C._), la dr.ssa I._ ha rilevato che alcuni dei documenti ulte-
riormente prodotti dalla ricorrente erano già stati considerati nella valuta-
zione peritale del 22 settembre 2016, in quanto antecedenti. In merito agli
altri referti, segnatamente il certificato della dr.ssa F._ dell’11 otto-
bre 2016, essa ha evidenziato che non contenevano né classificazione
ICD, né indicazioni circa la capacità lavorativa e che il quadro clinico de-
scritto sembra essere il medesimo, rispetto a quanto da lei ritenuto, per-
tanto, riconfermava le conclusioni contenute nel suo precedente esposto.
12.
Con il ricorso del 27 gennaio 2017 (doc. TAF 1) e gli scritti del 13 novembre
2017 (doc. TAF 19) la ricorrente ha riprodotto parte della documentazione
già agli atti e alcuni nuovi certificati dei dr. E._ e H._. L’au-
torità inferiore ha provveduto a sottoporre i nuovi referti al dr. L._, il
quale, con annotazione del 6 dicembre 2017 (doc. TAF 23) ha evidenziato
che non sono stati allegati “fatti nuovi o modificazioni significative di fatti
noti che consentano di modificare le conclusioni del rapporto finale SMR
datato 11 ottobre 2016”, che “il fatto che sia attiva una presa a carico psi-
coterapeutica e/o che l’assicurata assuma una terapia farmacologica non
costituisce dimostrazione di una IL”, specificando che si tratta verosimil-
mente “di una valutazione differente del medesimo quadro clinico oggetti-
vato dai periti”.
Inoltre, neppure i documenti allegati con gli scritti del 5 gennaio 2018 (doc.
TAF 25) e 8 febbraio 2018 (doc. TAF 26), limitandosi questi a confermare
quando riportato nei precedenti certificati, apportano nuovi elementi sotto
questo profilo.
13.
13.1 Alla luce di quanto sopra esposto questo Tribunale rileva che sia la
dr.ssa F._, psichiatra curante, sia gli altri specialisti in materia, con-
cordano sul fatto che è intervenuta una stabilizzazione del quadro clinico
con conseguente totale recupero della capacità lavorativa a partire dal 2
marzo 2016. Inoltre, tale valutazione coincide pure con la prognosi che il
dr. G._ aveva posto nella seconda perizia del 22 dicembre 2015.
13.2 D’altro canto, un’incapacità lavorativa successiva al 2 marzo 2016,
viene attestata esplicitamente unicamente dal dr. E._, medico chi-
rurgo e generalista, tramite certificati estremamente scarni, in cui, di regola,
si limita ad attestare che il periodo malattia – da intendersi quale incapacità
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Pagina 18
lavorativa (si confronti in proposito il doc. 56 D._) – continua per un
ulteriore mese a causa della sindrome ansioso depressiva (cfr. ad esempio
doc. 3, 6, 11, 13, 15, 17, 18, 19, 21, 22, 29, 32, 41, 50, 53, 56, 62, 64
D._, doc. 66 UAI-C._ e doc. 1, 18, 25 e 26 TAF) e nei quali
sono totalmente assenti una classificazione secondo l’ICD10, un’indica-
zione dei limiti funzionali, così come una motivazione delle sue conclusioni.
13.3 Inoltre, neppure la perizia particolareggiata E213 compilata dal dr.
E._ e trasmessa in data 21 ottobre 2015 apporta ulteriori precisa-
zioni al riguardo (doc. 19 e 20 UAI-C._). Il referto è stato compilato
unicamente in parte e non contiene informazioni che vanno oltre la diagnosi
e la cura prescritta.
Al riguardo va rilevato che ancora recentemente il Tribunale federale ha
ribadito che la semplice diagnosi non è sufficiente a giustificare un’incapa-
cità lavorativa, essa è piuttosto un indicatore, che, insieme ad altri, deve
essere considerato per valutare le ripercussioni funzionali di un disturbo
(sentenza del TF 8C_841/2016 del 30 novembre 2017, consid. 4.2 e
segg.). Nei certificati e nella perizia particolareggiata E213 del dr.
E._ non viene fatto riferimento ad alcun limite funzionale e neppure
viene motivata la conclusione per cui l’assicurata sarebbe totalmente inca-
pace al lavoro da quasi tre anni. Pertanto, si tratta di referti il cui valore
probatorio è relativo e non può assurgere a quello pieno di una perizia, non
essendo particolarmente sostanziati ed essendo stati redatti dal medico
curante (a tal riguardo cfr. consid. 7.5), oltretutto privo della specializza-
zione in psichiatria.
13.4 In merito alle certificazioni rilasciate dal dr. H._ (cfr. doc. 34,
36, 47, 58 D._, doc. 66 UAI-C._ e doc. TAF 1, 18, 19 e 26),
questo Tribunale rileva che esse si limitano a confermare la presa a carico
in ragione della condizione ansioso depressiva reattiva, il trattamento far-
macologico ed il percorso di sostengo psicologico, così come il mancato
miglioramento sul piano psichico della ricorrente. A ben vedere dunque
neppure lo psicologo, che non è medico, si esprime sulle ripercussioni fun-
zionali e su un’eventuale incapacità lavorativa. Già solo per questo motivo
non si tratta di referti atti a documentare un’incapacità lavorativa della ri-
corrente e quindi non mettono in discussione le conclusioni della perita in-
caricata dall’UAIE.
14.
In definitiva, in virtù delle considerazioni appena esposte, occorre ricono-
scere che questa Corte non ha fondato motivo di scostarsi dalle conclusioni
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Pagina 19
convergenti a cui sono giunti gli specialisti che hanno avuto in cura l’assi-
curata (dr.ssa F._) o si sono chinati sul suo caso (dr.ssa I._
in veste di perita incaricata dall’UAI-C._, dr. G._ quale perito
di D._ e dr. L._, medico SMR). Da tali valutazioni non emer-
gono infatti contraddizioni di sorta e tra i documenti agli atti non vi è alcun
referto medico suscettibile di mettere in dubbio le conclusioni complete ed
esaustive tratte dai periti riguardo alla sindrome ansioso-depressiva lamen-
tata dall’assicurata e al miglioramento delle condizioni di salute e della ca-
pacità lavorativa a far tempo dal 2 marzo 2016.
Inoltre, conto tenuto della documentazione medica a disposizione, al mo-
mento della decisione il caso appare senz’altro sufficientemente indagato
e pronto per la definizione. È dunque a giusto titolo che l’autorità inferiore
non ha ordinato ulteriori accertamenti.
15.
In conclusione risulta quindi provato con il grado di verosimiglianza pre-
ponderante valido nelle assicurazioni sociali che a partire dal 2 marzo 2016
lo stato di salute della ricorrente è da considerarsi stabilizzato e che la
stessa presentava unicamente dei limiti funzionali minimi, senza impatto
sulla capacità lavorativa.
Pertanto, l’autorità inferiore ha correttamente ritenuto non essere adem-
piuti i presupposti di cui all’art. 28 cpv. 1 let a e b LAI, negando a giusto
titolo un diritto alla rendita d’invalidità.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata del 21 dicembre 2016 (doc. 77 UAI-
C._) va confermata.
16.
16.1 Visto l'esito della procedura le spese processuali di CHF 800.-, sono
poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett.
b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico
ammontare, versato dall'insorgente il 21 giugno 2017 (cfr. doc. TAF 15 e
16).
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16.2 Alla ricorrente, interamente soccombente, non spetta altresì alcuna
indennità per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combina-
zione con l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario).
16.3 Le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio di-
ritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni
non ravvisabili nel caso concreto (cfr. fra l'altro, DTF 127 V 205).
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