Decision ID: 3b220150-0ccf-5aca-ab6d-b011bc7a27aa
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. Il 18 marzo 2010 il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento delle finanze e dell'economia, ha indetto un pubblico concorso, retto dalla legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) ed impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare la fornitura e la posa degli impianti cucine (laboratorio cuochi) occorrenti al Centro professionale di Trevano (FU n. _).
Il bando di concorso stabilisce che la commessa sarà aggiudicata al miglior offerente, tenendo conto dei seguenti criteri e fattori di ponderazione:
1. Economicità - prezzo 50%
2. Qualità dell'imprenditore 25%
3. Termini 20%
4. Formazione apprendisti 5%
Sempre nel bando si specifica che non è ammesso il consorziamento (lett. g) e che tutti gli apparecchi, accessori e arredamenti in acciaio devono essere di fabbricazione svizzera (lett. h, idoneità degli offerenti).
Il capitolato di appalto, oltre a precisare che il subappalto non è consentito (cifra 2.3 dichiarazioni dell'imprenditore), fissa una serie particolarmente dettagliata di requisiti tecnici, indicando per la maggior parte delle apparecchiature il prodotto di riferimento scelto dal committente (_), ferma restando per i concorrenti la possibilità di offrire - laddove previsto dalle singole posizioni dell'elenco prezzi - un prodotto equivalente (vedi pos. 251.300 disposizioni particolari CPN 102).
B. Contro la lett. h (idoneità degli offerenti) del predetto bando di concorso la ditta RI 1 è insorta innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento previa concessione dell'effetto sospensivo al gravame.
A mente della ricorrente, non si può controllare l'idoneità di un concorrente tramite la nazionalità degli apparecchi ch'esso fornisce. Un simile criterio viola tutti i principi cardine che governano l'aggiudicazione di commesse pubbliche (art. 1 LCPubb) e non permette di selezionare gli offerenti in relazione alla loro effettiva idoneità aziendale. Il bando non indica peraltro alcuna ragione tecnica impellente o comunque sufficiente per esigere prodotti di fabbricazione svizzera e restringere quindi massicciamente ed in modo discriminatorio la cerchia dei potenziali concorrenti. La clausola avversata disattende peraltro l'art. 16 del regolamento di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 7.1.4.1.6), che vieta l'introduzione nel capitolato di specifiche tecniche suscettibili di favorire determinati concorrenti o di escluderne altri.
C. Opponendosi all'accoglimento dell'impugnativa, in sede di risposta il committente ha avversato le tesi dell'insorgente.
Esposti i contenuti della commessa, la Sezione della logistica ha chiaramente manifestato la sua intenzione di deliberarla ad un concorrente che sia al tempo produttore di cucine e di nazionalità svizzera. Questa impostazione non lede alcuna prescrizione della LCPubb ed è giustificata dal fatto di avere a Trevano cucine analoghe a quelle installate presso altre strutture cantonali, parimenti destinate all'insegnamento ed alla formazione continua nell'ambito della ristorazione. Per soddisfare tale esigenza di uniformità è senz'altro possibile derogare al divieto sancito all'art. 16 cpv. 2 RLCPubb/CIAP, come previsto d'altronde dalla norma stessa.
D. In replica la ricorrente ha criticato nuovamente le scelte del committente, ponendo in risalto le numerose contraddizioni rinvenute negli atti di gara e rilevando in specie come in Svizzera non vi sia alcun produttore in grado di fornire la globalità degli elementi oggetto della commessa.
E. Con la duplica la stazione appaltante ha ribadito il proprio punto di vista, difendendo l'impostazione data al concorso laddove apre la gara ai soli produttori di cucine svizzeri.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 36 cpv. 1 LCPubb.
In quanto attiva nel campo specifico della fornitura e posa di impianti come quello oggetto della commessa, la ricorrente è senz'altro legittimata a contestare gli elementi del bando pubblicato dalla stazione appaltante (art. 37 lett. a LCPubb e 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1).
Il gravame, tempestivo (art. 36 cpv. 1 LCPubb), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base delle tavole processuali, senza procedere ad atti istruttori (art. 18 cpv. 1 LPamm).