Decision ID: cf5eaa10-cc73-5721-822d-718815422ee7
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_007
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

ritenuto
in fatto
A.
Dal matrimonio di PI 1 e RE 1, contratto il 1993, è nato PI 2 (2001). I coniugi, comproprietari del fondo n. _, si sono separati nel 2011, quando PI 1 si è trasferito a _, mentre RE 1 ed PI 2 sono rimasti nella casa di _. PI 1 si è rivolto l'8 settembre 2011 al Bezirksgericht di _ per chiedere misure di protezione dell'unione coniugale. Con decisione 23 maggio 2012 il giudice unico del Bezirksgericht di _ ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012 per la regolamentazione della vita separata, in base alla quale il figlio PI 2 era affidato alle cure della madre per la durata della separazione, erano disciplinate le relazioni personali tra il figlio e il padre, e quest'ultimo si impegnava a versare un contributo mensile di fr. 1'000.- per PI 2 (doc. D prodotto con l'appello). L’autorità regionale di protezione _ (in seguito ARP _) è intervenuta nel 2014, su segnalazione 22 aprile 2014 dell'istituto scolastico frequentato da PI 2, che dal febbraio 2014 non frequentava più le lezioni e rimaneva chiuso in casa. Il primo atto formale del procedimento risale all'8 maggio 2014. Nel frattempo PI 1 ha avviato il 19 giugno 2014 la causa di divorzio presso il Bezirksgericht di _.
Dopo varie vicissitudini e decisioni, che non occorre qui menzionare, con decisione del 24 febbraio 2015 l'ARP _ ha provvisoriamente privato
RE 1 della custodia del figlio e ha collocato provvisoriamente PI 2 al Centro _, disciplinandone le modalità. PI 2 si è allontanato dal _ il 12 marzo 2015 e si è recato dalla madre, che è partita con lui per l'_ per visitare un parente senza avvertire il _ e l'ARP _. Nel corso di un sopralluogo presso l'abitazione di RE 1, la Polizia cantonale ha costatato una situazione abitativa di grave disagio e degrado, illustrata in un rapporto del 20 marzo 2015 corredato da fotografie dei locali abitativi.
B.
L'ARP _ ha sentito RE 1 e PI 1 più volte e ha disposto vari accertamenti sulla situazione di PI 2, acquisendo agli atti del procedimento le perizie sulle capacità genitoriali e il rapporto del Centro _, che ha trasmesso in copia al Bezirksgericht _ il 2 luglio 2015, unitamente al proprio verbale del 1° luglio 2015 (fascicolo corrispondenza).
C.
Con decisione 12 agosto 2015 l'Autorità regionale di protezione _ ha disposto diverse misure di protezione per PI 2, con la privazione provvisoria della custodia de figlio per entrambi i genitori, il collocamento di PI 2 in adeguato istituto fino alla fine dell'anno scolastico 2015-2016, la regolamentazione delle relazioni personali con entrambi i genitori e l'assegnazione all'Ufficio dell'aiuto e della protezione in _ di un mandato di sorveglianza del collocamento.
D.
Il reclamo interposto il 3 settembre 2015 da PI 1 contro la citata decisione dell'ARP _ è stato stralciato dai ruoli per mancato pagamento dell'anticipo delle spese con decisione emanata il 21 ottobre 2015 dal Presidente della Camera (inc. 9.2015.152).
E.
RE 1 è insorta contro la citata decisione con reclamo 7 settembre 2015, con il quale, previa ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, contesta la competenza dell'ARP _ a emanare misure di protezione del minore in quanto era pendente una causa di divorzio presso il Bezirksgericht _ e non erano dati i presupposti dell'art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC né quelli per un intervento immediatamente necessario.
F.
Nelle osservazioni del 16 settembre 2015 l'ARP _ rileva che la procedura di misure di protezione del minore aveva preso avvio prima dell'introduzione della causa di divorzio e che il giudice del divorzio era stato interpellato più volte, senza ottenerne riscontro. Sulla domanda di gratuito patrocinio l'ARP _ osserva che la reclamante e il marito sono comproprietari di un immobile.
G.
Con replica 5 novembre 2015 la reclamante ribadisce l'incompetenza dell'ARP _ e rileva che la causa di stato è pendente dal 19 giugno 2014, motivo per cui l'ARP _ doveva segnalare al giudice del divorzio l'esistenza della procedura di protezione del minore e coordinare le misure di protezione con il giudice del divorzio. Solo quest'ultimo è infatti competente per modificare le misure di protezione dell'unione coniugale adottate a suo tempo e l'ARP _ non era dunque competente quando ha emanato la decisione 12 agosto 2015 per il collocamento di PI 2. La reclamante precisa e aggiorna inoltre la sua situazione finanziaria, che non le permette di sopportare le spese giudiziarie. L'immobile di cui è comproprietaria è infatti pignorato ed essa non ha redditi.
H.
L'ARP _ ha rinunciato a presentare una duplica con scritto dell'11 novembre 2015. L'avv. PR 1 ha comunicato l'11 dicembre 2015 di non più rappresentare la reclamante.
Nel corso della procedura di reclamo l'ARP _ ha poi emanato il 16 dicembre 2015 una decisione ordinatoria e misure cautelari relative al diritto di visita per le feste natalizie. Il 24 febbraio 2016 l'ARP _ ha regolato le relazioni personali dei genitori con PI 2 durante le vacanze scolastiche di Pasqua.

Considerato
in diritto
1.
Le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale d'appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell'adulto LPMA, art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell'autorità amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).
2.
Nella decisione 12 agosto 2015 impugnata con reclamo, l'ARP _ ha deciso di privare provvisoriamente entrambi i genitori della custodia del figlio, ha ordinato il collocamento di PI 2 in un istituto adeguato sino alla fine dell'anno scolastico 2015-2016, ha regolato le relazioni personali dei genitori con PI 2 e ha dato all'Ufficio dell'aiuto e della protezione in _ il mandato di sorvegliare il collocamento.
3.
RE 1 impugna con il reclamo del 7 settembre 2015 tutti i dispositivi della decisione 12 agosto 2015 e chiede la sua ammissione al gratuito patrocinio. La reclamante contesta la competenza dell'ARP _ ad emanare decisioni in merito a PI 2, in quanto è già pendente una causa di divorzio davanti al Tribunale distrettuale (Bezirksgericht) di _ e non sono dati i presupposti dell'art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC. Le misure decise il 12 agosto 2015, prosegue la reclamante, non erano immediatamente necessarie, poiché dopo il decreto provvisionale del 24 febbraio 2015 l'ARP _ avrebbe dovuto trasmettere gli atti al Tribunale distrettuale di _, solo competente. Ritiene pertanto che vi sia stata un'errata valutazione della propria competenza da parte dell'ARP _. A sostegno della propria domanda di ammissione al gratuito patrocinio, la reclamante afferma di non avere reddito né sostanza sufficiente per le spese giudiziarie e di patrocinio. Nella replica, poi, la reclamante ha ribadito le censure sull'incompetenza dell'ARP _, rimproverando all'autorità di aver violato l'art. 315a CC e di aver modificato le misure di protezione dell'unione coniugale senza averne la competenza.
4.
Nel caso concreto si tratta quindi di stabilire se il 12 agosto 2015 la competenza per emanare misure di protezione in favore di PI 2 spettava all'ARP _ o al Bezirksgericht _, presso il quale è pendente dal 2014 la causa di divorzio tra i genitori del minore.
5.
La competenza
per l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata dagli art. 315 e segg. CC. Ai sensi dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la protezione del figlio sono ordinate dall’autorità di protezione dei minori del domicilio del figlio. Giusta l’art. 315 CC, se è chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione all’autorità di protezione dei minori (cpv. 1); il giudice può anche adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del figlio che sono già state prese (cpv. 2). Spetta tuttavia all’autorità di protezione dei minori continuare una procedura di protezione del figlio introdotta prima della procedura giudiziaria (cpv. 3, n. 1) oppure ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando sia prevedibile che il giudice non possa prenderle tempestivamente (cpv. 3, cifra 2
). Secondo l’art. 315b CC, il giudice è competente a modificare le misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione del figlio: durante la procedura di divorzio (cpv. 1 n. 1); nella procedura di modifica della sentenza di divorzio, secondo le norme disciplinanti il divorzio (cpv. 1 n. 2); nella procedura di modifica delle misure a tutela dell’unione coniugale (cpv. 1 n. 3). Negli altri casi la modifica delle misure giudiziarie compete all’autorità di protezione dei minori (art. 315b cpv. 2 CC).
6.
Dagli atti del procedimento risulta che con decisione del 23 maggio 2012 il giudice unico del Bezirksgericht _ ha statuito sull'istanza di misure di protezione dell'unione coniugale presentata l'8 settembre 2011 da PI 1. Egli ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012 per la regolamentazione della vita separata, ha affidato PI 2 alle cure della madre per la durata della separazione, ha disciplinato le relazioni personali tra padre e figlio e ha stabilito in fr. 1'000.- mensili il contributo dovuto dal padre per PI 2 (doc. D). La procedura di misure di protezione dell'unione coniugale è terminata con l'emanazione della citata decisione. Il 22 aprile 2014, quando è stata segnalata all'ARP _ la situazione di disagio scolastico in cui si trovava PI 2, non era più pendente presso il Bezirksgericht _ alcuna procedura di stato tra i genitori di PI 2. Non è contestato, infatti, che la causa di divorzio è stata avviata solo il 19 giugno 2014. Nella sua lettera del 16 marzo 2015, infatti, il Bezirksgericht _ ha comunicato all'ARP _ che la causa di divorzio tra i genitori di PI 2 era pendente dal 19 giugno 2014 e che senza opposizione da parte dell'ARP _ la ritenevano competente per le misure di protezione in favore di PI 2. Il tribunale confederato ha quindi chiesto all'ARP _ di istruire e decidere ulteriori misure di protezione del minore, inviandole copia delle decisioni e degli allegati al più presto. Ne è seguito uno scambio di corrispondenza: il 28 aprile 2015 il Bezirksgericht _ ha sollecitato l'ARP _ per ottenere l'invio della documentazione chiesta il 16 marzo precedente, il 13 maggio 2015 l'ARP _ ha inviato al Bezirksgericht _ quanto richiesto il 28 aprile 2015, il 2 luglio 2015 l'ARP _ ha inviato al Bezirksgericht _ le perizie sulle capacità genitoriali, il rapporto del Centro _ e il proprio verbale 1° aprile 2015, il 21 luglio 2015 l'ARP _ ha chiesto al tribunale confederato di inviare loro copia del verbale dell'udienza tenutasi l'8 luglio 2015, e il 7 settembre 2015 l'ARP _ ha inviato al Bezirksgericht _ copia della decisione 12 agosto 2015 (fascicolo corrispondenza dell'incarto ARP _).
7.
Si deve dunque concludere che a fine aprile 2014, quando l'ARP _ è stata adita dall'istituto scolastico allora frequentato da PI 2 e ha avviato il procedimento per le misure di protezione del minore, non era in corso una procedura matrimoniale. L'emanazione di nuove misure di protezione del minore era pertanto di competenza dell'autorità di protezione (BSK ZGB I,
Breitschmid,
n. 13 ad art. 315-315b). La decisione 12 agosto 2015 è di conseguenza stata emanata dall'autorità competente, vale a dire l'ARP _. Quest'ultima ha poi conservato la propria competenza anche dopo l'introduzione della causa di divorzio a _ (CPra Matrimonial,
Helle,
n. 33 ad art. 315a CC, n. 14 e 26 ad art. 315b CC). La censura della reclamante sulla competenza dell'ARP _ si rivela dunque infondata. Non regge all'esame neppure la critica della reclamante sul mancato coordinamento con il giudice del divorzio e alla mancata informazione di quest'ultimo da parte dell'ARP _. Come risulta dall'incarto, infatti, l'ARP _ ha informato costantemente il Bezirksgericht _ sullo stato della procedura di protezione del minore e gli ha inviato il 2 luglio 2015 le perizie sulle capacità genitoriali, il rapporto del Centro _, il proprio verbale 1° luglio 2015 e il 7 settembre 2015 ha spedito la decisione 12 agosto 2015. L'ARP _ avrebbe invero potuto adottare un modo di procedere più trasparente e diretto e notificare in copia al giudice del divorzio ogni decisione sulle misure di protezione. A ogni modo l'ARP _ non è venuta meno all'obbligo di collaborazione con il giudice del divorzio (BSK ZGB I,
Breitschmid
, n. 6 ad art. 315-315b), poiché lo ha tenuto aggiornato sullo stato delle misure di protezione del minore.
8.
Giusta l'art. 307 cpv. 1 CC, se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di rimediarvi, l'autorità di protezione ordina le misure opportune per la protezione del figlio.
L'art. 310 cpv. 1 CC (
privazione del diritto di determinare il luogo di dimora
) prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo, l'autorità di protezione deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi presso cui si trova, e ricoverarlo convenientemente. Giusta il cpv. 2 l’Autorità di protezione, ad istanza di un genitore o del figlio, prende la stessa misura nel caso in cui le relazioni siano così gravemente turbate che non si possa più esigere ragionevolmente la convivenza ulteriore e, secondo le circostanze, non si possa rimediare altrimenti.
La revoca della custodia è una misura nettamente più incisiva di quelle previste agli articoli 307 e 308 CC e deve essere pronunciata solo se è rispettato il principio di proporzionalità. L'autorità di protezione revoca la custodia “quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo” (art. 310 cpv. 1 CC). Questa è l'espressione del principio di proporzionalità (CR CC I,
Meier
, art. 310 n. 2). Le misure che permettono la conservazione della vita nel nucleo famigliare (“
communauté familiale
”) devono di conseguenza rimanere prioritarie (CR CC I,
Meier
, art. 310 n. 14).
Nell'accezione di “pericolo” rientra tutto quanto è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo fisico, intellettuale e morale del figlio sotto l'autorità parentale dei genitori (
BSK ZGB I,
Breitschmid
, ad art. 310 CC n. 3;
Hegnauer
,
Grundriss des Kindesrechts, 5a ed. 1999,
n. 27.36 pag. 214;
Meier/Stettler
, Droit de filiation, 5a ed. 2014, n. 1298 pag. 850; STF
del 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1).
Le cause della messa in pericolo sono ininfluenti (circostanze oggettive, colpa del minore, dei genitori o dell’
entourage
familiare): la misura non è una sanzione nei confronti dei genitori ma persegue quale unico scopo la tutela del bene del minore (BSK ZGB I,
Breitschmid,
ad art. 310 CC n. 3,
Meier/Stettler
,
Droit de filiation, n.
1296 pag. 850;
STF
del 21 giugno 2012, inc. 5A_335/2012, consid. 3.1; STF
del 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1; STF del 12 marzo 2012, inc.
5A_701/2011,
consid. 4.2.1
).
Con la privazione della custodia parentale l'autorità di protezione decide parimenti il collocamento del minorenne, che deve corrispondere alla personalità e ai bisogni di quest'ultimo (
Hegnauer
, op. cit., pag. 215 no. 27.41; sentenza CDP del 20 marzo 2014 , inc. 9.2013.266, cons. 4; DTF 5A_858/2008 del 15 aprile 2009, cons. 4.1). Considerata la gravità della misura, ma anche il rischio che una revoca inappropriata farebbe correre al minore, la decisione di revoca della custodia deve in principio essere preceduta da un rapporto o una perizia di un professionista (osservazione in ambulatorio, affidamento in prova di breve durata, esame effettuato da un gruppo interdisciplinare specializzato in protezione dei minori) (CR CC I
, Meier
, art. 310 n. 16).
9.
Nel caso concreto, la reclamante non indica per quale motivo la decisione dell'ARP _ non sarebbe corretta e al riguardo il reclamo è da considerare irricevibile. A ogni modo, quand’anche si potesse entrare nel merito del reclamo, la decisione emanata il 12 agosto 2015 sarebbe da confermare.
Dall'istruttoria è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio minorenne, vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti ingenti, senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle normali incombenze amministrative familiari. Madre e figlio vivevano in una situazione di vero e proprio degrado ambientale, ampiamente illustrato dalle fotografie allegate al rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale. Praticamente ogni locale della casa d'abitazione, come anche il garage, era sporco e in disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati alla rinfusa "come una discarica". Interrogata su questo aspetto, la reclamante aveva spiegato all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine durava da anni "perché il marito ha lasciato la casa così come è ora" (cfr. verbale). Se si considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel 2011, si deve costatare che madre e figlio vivevano da anni in una situazione di grave disagio, in locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica" (cfr. le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale). Nel corso dell'istruttoria l'ARP
_
ha raccolto ampie prove sulla grave situazione di disagio in cui si trovava PI 2: oltre al citato rapporto della Polizia cantonale, vi sono agli atti il rapporto del Centro
_
e le valutazioni sulle capacità genitoriali. Ha inoltre sentito in varie occasioni entrambi i genitori di PI 2. In altre parole, ha emanato la decisione 12 agosto 2015 dopo un'istruttoria conforme e ha adottato le misure necessarie per proteggere il minore, che si trovava indubbiamente in una situazione di pericolo.
10.
Accertata la competenza dell'ARP _ per l'emanazione della decisione 12 agosto 2015, non rimane che respingere il reclamo nella misura in cui è ricevibile. Per quel che concerne le spese giudiziarie, la reclamante ha chiesto di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio e ha spiegato e documentato la propria situazione finanziaria.
Ai sensi dell'art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell'art. 13 LAG, ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo.
Nel caso concreto, dalla documentazione prodotta dalla reclamante e da quanto noto a questa Camera (cfr. incarto n. 9.2015.148) emerge una situazione patrimoniale e finanziaria precaria. È ben vero, come rileva l'ARP _, che la reclamante e il marito sono comproprietari di una casa d'abitazione. Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo di _ emerge tuttavia che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da restrizioni della capacità di disporre. Dai verbali agli atti risultano notevoli scoperti per la retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr. 27'060.-, verbale dell'8 ottobre 2014). La situazione debitoria della reclamante appare in tutta la sua drammaticità nel rapporto 31 agosto 2015 di _, designata curatrice della reclamante (cfr. inc. 9.2015.148). Oltre al debito ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è debitrice di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati _ per premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.- nei confronti del
_
per la retta di PI 2. Essa non ha inoltre pagato la fattura del legale che la rappresentava in precedenza (fr. 1'116.75) e deve al Comune di _ fr. 8'033.80, pari al 50% delle imposte comunali non pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015). L'estratto dal registro delle esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20 esecuzioni in corso per un totale di fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi che la reclamante non è in grado di far fronte alle spese processuali e di patrocinio. È inoltre adempiuta anche la seconda condizione cumulativa richiesta dall'art. 117 CPC. La questione della competenza dell'ARP _ non poteva dirsi manifesta ed è stato necessario un approfondito esame dell'incarto ARP _ per chiarire le circostanze temporali delle procedure giudiziarie in corso. Il reclamo non poteva dunque essere considerato sprovvisto di probabilità di esito favorevole. La domanda di assistenza giudiziaria presentata con il reclamo va quindi accolta, con l'esenzione dalle spese processuali, mentre lo Stato provvederà alla retribuzione del legale della reclamante.