Decision ID: da01a446-60d8-5ee0-95cf-4d6cc90452d6
Year: 2004
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che la Sezione della circolazione, con decisione del 5 settembre 2003, ha inflitto a _ _ una multa di fr. 600.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 40.–, per i seguenti fatti accertati il 9 agosto 2003 in territorio di _:
"
alla guida della vettura
_
circolava contromano in una curva completamente priva di visuale. Inoltre produceva rumore evitabile per l'uso irrazionale del motore e lo stridere dei copertoni
";
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 34 cpv. 1, 36 cpv. 1, 42 cpv. 1, 90 n. 1 LCS e 33 ONC;
che _ _ è insorto contro tale decisione con un ricorso dell'11 settembre 2003 nel quale postula "una considerevole riduzione della multa";
che nelle sue osservazioni del 26 settembre 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il gravame e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile;
che la domanda del ricorrente intesa all'audizione di due testimoni non merita accoglimento, gli atti di causa essendo chiari e completi e le prove richieste non apparendo quindi suscettibili d'influire sull'esito del giudizio;
che per l'art. 34 cpv. 1 LCS i veicoli devono circolare a destra, sulle strade larghe nella metà destra; essi devono tenersi il più possibile sul margine destro della strada, soprattutto se procedono lentamente e sui tratti senza visuale;
che giusta l'art. 33 ONC, il quale concreta il divieto di molestie sancito dall'art. 42 cpv. 1 LCS, i conducenti non devono cagionare alcun rumore evitabile, specialmente nei quartieri abitati, nei luoghi di riposo e di notte;
che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS);
che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'interessato, come si è detto, per avere circolato "
contromano in una curva completamente priva di visuale
" e per avere cagionato inoltre "
rumore evitabile per l'uso irrazionale del motore e lo stridere dei copertoni
" (decisione impugnata, con riferimento al rapporto di contravvenzione steso l'11 agosto 2003 dalla polizia comunale);
che il ricorrente si duole di un erroneo accertamento dei fatti da parte dell'agente denunciante in merito all'invasione di corsia, addebita lo stridere degli pneumatici "
all'alta temperatura dell'asfalto e dell'aria
", lamenta il "
tono molto brusco e scortese
" del poliziotto e conclude per una congrua riduzione della multa "
per queste ragioni e visto che non vi è stata la messa in pericolo della vita di terzi
";
che le constatazioni di un agente non fruiscono invero, di per sé, di una presunzione di veridicità e fedefacenza;
che l'insorgente non evoca tuttavia circostanze suscettibili di inficiare gli accertamenti di polizia, ove solo si consideri ch'egli neppure esclude – per vero – l'invasione di corsia (ricorso, pag. 1 verso il basso: "
anche se avessi invaso la corsia, l'invasione sarebbe stata minima e dovuta essenzialmente alla 'struttura' della strada
. [...]
tutti effettuano la manovra in questa maniera
"), né il "
rumore prodotto dai copertoni
" (pag. 1 in fondo e pag. 2 in alto);
che non giova altresì al ricorrente adombrare problemi di "
alta temperatura dell'asfalto e dell'aria
", giacché il conducente deve in ogni caso adattare la propria guida alle condizioni specifiche (cfr. l'art. 32 cpv. 1 LCS);
che, ciò posto, nulla induce nella specie a dubitare delle affermazioni dell'agente denunciante, il quale – quand'anche fosse stato "
brusco e scortese
" (ricorso, pag. 2 verso l'alto) – non aveva nessun interesse a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio di incorrere in sanzioni amministrative o penali;
che le argomentazioni ricorsuali non consentono in definitiva di scostarsi dalla decisione impugnata, l'entità della multa essendo – tutto ben ponderato – proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;
che il ricorso – infondato – deve pertanto essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese;