Decision ID: d8a7b25a-a8e8-5eee-9b35-304f3eaaf28b
Year: 2010
Language: it
Court: TI_CRP
Chamber: TI_CRP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che nel termine fissato il ricorrente ha, per il tramite del proprio patrocinatore, inviato la traduzione del proprio scritto 17.2.2005;
considerato che la richiesta di assistenza giudiziaria o di gratuito patrocinio va trasmessa per decisione all’PI 1;
preso atto delle osservazioni 14/16.3.2005 dell’PI 1, che nega l’esistenza di un diniego di giustizia ritenuto come il sequestro del bronzo romano è avvenuto in esecuzione di una domanda di assistenza internazionale, ancora attuale in quanto l’autorità rogante non l’ha ritirata e neppure ha comunicato che il procedimento penale estero sia divenuto privo d’oggetto;
preso atto delle osservazioni 17/18.3.2005 del procuratore pubblico ora competente, nelle quali ricorda come il sequestro del bronzo romano sia da ricondurre ad una richiesta d’assistenza del 25.11.2002 per un procedimento a carico di _ _ ed altri a seguito della quale il Ministero pubblico del Canton _ ha deciso di entrare nel merito con decisione del 20.2.2003; con scritto 23.4.2004 il qui ricorrente ha rivendicato la proprietà del bronzo sequestrato presso la _ di _; per il procuratore pubblico osservante la documentazione prodotta dal qui ricorrente a sostegno della propria proprietà non è sufficiente: ad ogni buon conto egli ha trasmesso alle autorità roganti la rivendicazione del qui ricorrente, senza ricevere indicazioni specifiche; il procuratore pubblico conclude chiedendo di respingere il ricorso;
letti ed esaminati gli atti;
in fatto
a
. Con richiesta del 25.11.2002, la _, per il tramite del _, ha chiesto al _ (_) assistenza internazionale in un procedimento penale aperto contro _ _ ed altri coindagati per i reati di associazione a delinquere (art. 416 _), ricettazione (art. 648 _) e omessa denuncia di reperti archeologici (art. 87 e 124 del _). Queste imputazioni si riferirebbero a delle transazioni illecite in ordine a reperti archeologici clandestini o a beni d’arte sottratti ed inviati in territorio estero senza autorizzazione. Nel quadro della loro procedura penale interna (inc. _), le autorità _ dispongono di intercettazioni telefoniche, dalle quali emergerebbe l’invio di oggetti d’arte ad un antiquario _, mentre che altri oggetti sono stati inviati a _ presso una ditta di trasporto _ (_). Con la richiesta d’assistenza l’autorità rogante ha chiesto delle perquisizioni, i relativi sequestri, nonché l’identificazione e l’audizione delle persone operanti in _.
b
. Con decisione di entrata in materia del 20.2.2003 (inc. ROG _), l’allora procuratore pubblico competente ha disposto delle perquisizioni, dei sequestri e l’interrogatorio di due persone residenti a _. Il procuratore pubblico ha chiesto alle autorità _ l’assistenza giudiziaria intercantonale per procedere alla perquisizione presso la ditta di trasporti _. Nel corso della perquisizione operata in quel cantone il 17.6.2003, presso la ditta di trasporti _ è stato rinvenuto e sequestrato un bronzo, ivi portato e depositato a nome dell’accusato _ _ (documentazione fotografica doc. AI 14).
c
. Dopo l’audizione dell’antiquario _, il procuratore pubblico allora competente ha emanato un decreto di non luogo a procedere (NLP _) a suo favore in data 12.11.2003. La posizione penale di un altro coimputato residente in _ è stata definita in sede penale direttamente a _, come comunicato dalla _ con scritto 23.11.2003 (AI 26) e come anticipato dal patrocinatore _ (AI 21).
d
. Con decisione di chiusura del 15.1.2004, l’allora procuratore pubblico ha trasmesso della documentazione alle autorità roganti _.
e
. Con scritto 23.4.2004, il patrocinatore del qui ricorrente ha inviato al Ministero pubblico _ copia dello scritto 15.4.2004 alle autorità _, con il quale ha rivendicato, a nome e per conto del qui ricorrente, la proprietà del bronzo sequestrato a _ presso la ditta _ e ne ha chiesto il dissequestro. Il patrocinatore ha sostenuto che il qui ricorrente avrebbe ricevuto in dono la statuetta in bronzo dal proprio zio, _ _, deceduto e già residente a _, che a sua volta l’aveva ricevuto da suo padre, con un possesso pacifico di anni. A comprova del precedente possesso e proprietà da parte dello zio, ha allegato una dichiarazione della sorella del defunto _ _, madre del qui ricorrente, che dichiara di aver visto l’oggetto presso l’abitazione di quest’ultimo (allegata all’AI 34). Il qui ricorrente, divenuto a suo dire proprietario del bronzo in virtù di un contratto di donazione manuale, l’avrebbe messo a disposizione di _ _ presso la ditta _, per essere mostrato all’acquirente potenziale. In conclusione, il patrocinatore ha chiesto il dissequestro del bronzo. Dopo l’invio della procura del qui ricorrente e di un sollecito, l’allora procuratore competente ha risposto, con scritto 5.11.2004, che la richiesta di dissequestro doveva essere indirizzata direttamente alle autorità penali roganti.
f
. Con scritto 19.11.2004 (AI 38), l’attuale procuratore pubblico ha indirizzato una richiesta alle autorità roganti, esponendo la rivendicazione del qui ricorrente, e chiedendo loro di pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro. Questa domanda, con la comminatoria di un termine di dieci giorni per rispondere, è stata ribadita con ulteriore scritto del 21.2.2005 (AI 41), a seguito dello scritto 17.2.2005 all’origine della presente procedura ricorsuale.
g
. Con scritto 23.2.2005, la _ ha comunicato che gli atti dell’inchiesta interna _ sono stati trasmessi alla _. Alla risposta è allegata una relazione ad opera del _ del 22.2.2005 (all. 1 all’AI 45) in virtù della quale il sequestro sul bronzo dovrebbe essere mantenuto. In questo scritto si ricostruiscono le circostanze del sequestro del bronzo, le dichiarazioni della persona della ditta di trasporti _, evidenziando le circostanze in cui il bronzo è stato consegnato per conto di _ _. Da un esame della _, il bronzo sarebbe autentico e proverrebbe dall’_. _ _, sentito dalle autorità _, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Con riferimento alle norme _, la _ rileva che per oggetti di questo genere un eventuale proprietario dovrebbe poter dimostrare un possesso pacifico antecedente il 1909. In conclusione, non solo viene contestata la rivendicazione del qui ricorrente, ma si chiede addirittura la restituzione definitiva allo Stato _ del bronzo.
Il verbale di esame tecnico della _ del 22.7.2003 (all. 2 all’AI 45) identifica nel bronzetto il _; aggiunge poi che “
il pezzo proviene con quasi totale certezza dal territorio dell’_ ed è databile in età ellenistico-romanico
”.
h
. Con scritto 14.3.2005, il procuratore pubblico attualmente competente ha sollecitato la _ a prendere posizione entro il termine di 10 giorni sulla richiesta di dissequestro.

in diritto
1
. La competenza di questa Camera e le norme applicabili per istruire un ricorso per ritardata o denegata giustizia nell’espletazione di una domanda di assistenza internazionale risulta dai combinati disposti degli art. 4 LALAIMP (per la competenza), 2 LALAIMP e 286 CPP per la procedura (decisione CPR 30.7.2001, inc. _).
2
. Si configura una situazione di denegata giustizia quando l’autorità cui compete l’emanazione di una decisione non vi pone mano o, pur dimostrandosi pronta a statuire, non lo fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura delle cose e delle circostanze (DTF 117 Ia 164, decisione TF 1P.729/2003 del 25.3.2004). Vi è ritardata giustizia quando il ritardo non è contenuto nei limiti normali a dipendenza dei bisogni dell’istruttoria e della complessità delle questioni di fatto e di diritto. Soltanto in minor misura può venir considerato il numero delle pratiche pendenti dinanzi all’autorità chiamata alla decisione (REP. 1998 p. 350, decisione CPR 30.7.2001, inc. _).
3
. Nel presente caso, la richiesta di dissequestro è stata presentata all’autorità _ incaricata dell’assistenza internazionale (ovvero il Ministero pubblico del Canton _) per la prima volta in data 23.4.2004: il 15.4.2004 era stata inviata all’autorità cantonale _, intervenuta solo in virtù delle norme del concordato sull’assistenza intercantonale.
Essendo il sequestro del bronzo disposto in base ad una richiesta di assistenza internazionale, la decisione di dissequestro o di trasmissione del bronzo, di competenza delle autorità _, deve comunque tener conto dell’autorità rogante.
In questo contesto, il procuratore pubblico attualmente competente ha portato a conoscenza dell’autorità estera rogante la rivendicazione del qui ricorrente, chiedendo una presa di posizione, con scritto 19.11.2004 (AI 38).
Una presa di posizione è pervenuta unicamente in data 23.2.2005 da parte della _.
Presa di posizione parziale, in quanto ha comunicato come l’inchiesta è stata trasmessa per competenza ad altra _, quella presso il _.
A seguito di questa risposta, il magistrato inquirente ha immediatamente rinnovato la richiesta di presa di posizione alla nuova autorità competente per l’inchiesta _.
Dal punto di vista dei tempi, considerato anche il contesto dell’assistenza internazionale, non si può quindi muovere nessun rimprovero al Ministero pubblico, ed in particolare al procuratore pubblico attualmente incaricato di espletare la domanda di assistenza.
4
. Questo vale anche nel merito. In effetti difficilmente il procuratore pubblico avrebbe potuto, volendolo, decidere sia in un senso (del dissequestro), sia nell’altro (decisione di chiusura e trasmissione del bronzo alle autorità roganti).
Quale unico elemento a sostegno della richiesta di dissequestro è stata inviata una scarna dichiarazione, posteriore al sequestro, della madre del qui ricorrente (allegata all’AI 34). Poco, anche dal punto di vista civile, per giustificare con successo una rivendicazione di un oggetto mobile trovato presso una ditta di spedizioni, ivi consegnato da una persona tuttora sconosciuta, per conto non del qui ricorrente (e rivendicante) ma di una delle persone indagate in _, che interrogata (ma non a proposito di questo specifico oggetto) si è avvalsa della facoltà di non rispondere (verbale all. 3 all’AI 45).
Quale unico elemento a sostegno della richiesta di mantenimento del sequestro di un oggetto non indicato nella richiesta di assistenza, consegnato alla ditta di spedizione di _ successivamente alla domanda di assistenza medesima, c’è unicamente il verbale di esame tecnico da parte della _ (all. 2 dell’AI 45), che però è tanto categorico quanto apodittico, e quindi non certo atto a dimostrare la provenienza _ dell’oggetto, affermata con certezza ma per nulla argomentata. Di nessun valore è al contrario la relazione 22.2.2005 redatta dal _. L’autorità rogata non può certo acriticamente consegnare ad uno Stato estero un oggetto di valore, originariamente non richiesto in rogatoria, sulla sola base di una categorica ed apodittica presa di posizione di un ufficio amministrativo.
In simile situazione di incertezza, al procuratore pubblico competente non resta che sollecitare, così come fatto (AI 47), le autorità roganti ora competenti a determinarsi ulteriormente, sia sulla rivendicazione, sia sulle ragioni per un’eventuale consegna dell’oggetto.
In questa circostanza, converrà anche al qui ricorrente sostanziare meglio la propria richiesta di rivendicazione, già solo per suffragare la propria legittimazione ricorsuale, che (in considerazione della natura del ricorso) qui può rimanere indecisa.
5
. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente, salvo concessione del gratuito patrocinio da parte dell’autorità competente.
Per tutti questi motivi,
richiamati gli art. 29 cpv. 1 CF, 16, 17, 17a, 63, 74a, 77, 78, 80a e 80d AIMP, 2 e 4 LALAIMP, 286 CPP, sulle spese l’art. 39 lit. f LTG, ed ogni altra norma applicabile,