Decision ID: 2b3711c0-5985-5f25-8079-a3a171b9b246
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto
A.
M_ e AP 1 acquistarono, il 27 gennaio 1994, quali comproprietari in ragione di metà per ciascuno la particella edificata no _ RFD di _. L’acquisto fu finanziato, tra l’altro, con un mutuo ipotecario di fr. 850'000.-, contratto dai coniugi quali debitori solidali presso l’U_ di Lugano (in seguito AO 1 SA), a garanzia del quale la banca ricevette in proprietà due cartelle ipotecarie gravanti l’immobile per complessivi fr. 1'000'000.-.
A seguito delle ripetute malversazioni commesse a partire dal maggio 1990, nel luglio del 1994 fu aperto un procedimento penale nei confronti di M_, allora dipendente di U_ _, che sfociò nella sentenza 8 marzo 1996 della Corte delle Assisi criminali di Lugano. M_, riconosciuto colpevole tra l’altro di ripetuta truffa e ripetuta amministrazione infedele, fu condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione e inoltre a versare alla parte civile AO 1 SA l’importo di fr. 9'147'663.- a titolo di risarcimento del danno, importo da cui era da dedurre quanto già recuperato nonché quanto sarebbe stato recuperato successivamente attraverso la realizzazione dei beni confiscati e assegnati alla parte civile. Il Tribunale ha poi ordinato la confisca del fondo no _ RFD di _, assegnandolo a AO 1 SA a decurtazione del danno subito. AP 1 non avendo fatto valere diritti prevalenti sulla confisca, con istanza 3 giugno 1996 la Presidente della Corte delle Assisi criminali ha chiesto il trapasso del fondo a favore dell’AO 1 SA.
Nel frattempo, in data 21 luglio 1995, AO 1 SA aveva disdetto il mutuo ipotecario e il credito incorporato nelle cartelle ipotecarie. Con PE no _ dell’UE di Lugano essa ha in seguito escusso AP 1 per l’importo di fr. 1'030'630.- oltre interessi al 5,50% dal 31 dicembre 1997, indicando quale titolo di credito “contratto di mutuo ipotecario del 28.1.1994, disdetta del 21.7.1995, conteggio 31.12.1997”. Avendovi l’escussa interposto opposizione, la creditrice ne ha chiesto il rigetto al Pretore competente, il quale ha accolto la relativa istanza con sentenza 26 febbraio 1998, confermata il 13 aprile 1999 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello e il 14 giugno 1999 dalla II Corte civile del Tribunale federale.
B
. Con petizione 14 maggio 1999 AP 1 ha chiesto l’accertamento dell’inesistenza del debito in questione, sostenendo che il contratto di mutuo ipotecario non è per lei vincolante perché viziato da errore essenziale e da dolo, e che comunque le pretese della banca erano estinte per compensazione, rispettivamente la pretesa della banca era abusiva la villa essendo stata venduta, nel frattempo, al signor Z_ che avrebbe anche soluto l’importo del mutuo ricevendo in consegna anche le cartelle ipotecarie.
Con risposta 28 aprile 2000 la convenuta si è integralmente opposta alla petizione che il Pretore, con sentenza 2 dicembre 2003 ha integralmente respinto.
C.
AP 1 è insorta contro il citato giudizio con un appello del 13 gennaio 2004, in cui chiede che la sentenza impugnata sia riformata nel senso di accertare l’inesistenza del debito di cui trattasi.
Nelle osservazioni del 26 febbraio 2004 U_ _ propone la reiezione dell'appello.
Questa Camera, con decisione 8 marzo 2005, ha respinto l’appello e questa pronuncia è stata annullata dalla I Corte civile del Tribunale federale con sentenza 28 novembre 2005 (inc. 4C.150/2005).

Considerato
in diritto
1.
Il Tribunale federale, respinte le eccezioni proposte dalla qui appellante e sulle quali si era espressa la prima decisione, ora annullata, di questa Camera, ha esaminato la problematica di diritto riguardante la sussistenza del mutuo ipotecario a dipendenza degli accordi intercorsi, allora, tra la banca e i coniugi M_ e AP 1 e dei fatti che si sono succeduti, ossia il trasferimento della proprietà del fondo ipotecato alla banca per assegnazione ex art. 60 CP a seguito di confisca penale e la successiva vendita da parte della banca al nuovo proprietario Z_.
2.
Il primo quesito da risolvere riguarda la modalità giuridica attraverso la quale le cartelle ipotecarie, a garanzia del mutuo, sono state consegnate in proprietà alla banca, ossia senza riserve per uso diretto (erfüllungshalber) oppure a titolo fiduciario (sicherungshalber). Nella prima ipotesi vi sarebbe novazione (art. 855 cpv. 1 CC), nella seconda no (art. 855 cpv. 2 CC), sussistendo allora due crediti: quello originario del mutuo e quello incorporato nella cartella ipotecaria. La soluzione va ricercata nel contenuto degli accordi intervenuti tra la banca ed i debitori (cfr. sentenza di rinvio TF del 28 novembre 2005, consid. 6.2.1).
Ora, nel “contratto di mutuo ipotecario” del 28 gennaio 1994 (doc. 4), sottoscritto dai debitori su formulario della banca, dove si formalizza il mutuo mediante la cessione “in piena proprietà alla banca” delle cartelle ipotecarie, sono indicate, con dovizia di particolari, tutte le condizioni che reggono il mutuo ipotecario come il tasso d’interesse, la scadenza degli interessi, gli ammortamenti e la sua disdetta. Il tenore di questa pattuizione, in particolare la sua denominazione quale “contratto di mutuo ipotecario” con tutte le menzionate tipiche clausole e con l’evidente rinvio alle cartelle quale garanzia del mutuo inducono a ritenere che il contratto di mutuo originario continuava tra le parti e che la banca era semplicemente proprietaria fiduciaria delle cartelle (BSK ZGB II-
Staehelin
, Art. 855 n. 6).
Ma anche si volesse ritenere che la costituzione delle cartelle ipotecarie abbia estinto per novazione il contratto di mutuo, con la conseguenza che il credito della banca verso l’attrice è estinto e l’azione di disconoscimento già da accogliere dopo questo primo esame, nulla muta all’esito della causa perché, come si vedrà nel seguito, l’inesistenza del credito della banca è comunque accertata.
3.
Provata l’esistenza di due crediti si ha che l’assegnazione in proprietà alla banca, ex art. 60 CP, del fondo gravato dalle cartelle non libera l’appellante dall’essere debitrice del mutuo (cfr. sentenza di rinvio TF del 28 novembre 2005, consid. 6.4.1) mentre, invece, la libera la successiva vendita del fondo da parte di AO 1 SA a Z_ (cfr. sentenza di rinvio TF del 28 novembre 2005, consid. 6.4.2.2).
Infatti, come indicato dal teste M_, e confermato da Z_, “
al momento dell’esercizio del diritto di compera, all’acquirente Z_ sono state consegnate le cartelle ipotecarie.... Le cartelle ipotecarie sono state consegnate come titolo, senza far parte del prezzo della compra-vendita: la consegna era però prevista esplicitamente nell’atto pubblico quale condizione”
senza che l’accenno che la consegna delle cartelle non faceva parte del prezzo della compravendita possa mutare la situazione poiché Z_, come riferisce ancora il teste M_ ha pagato in contanti l’importo di Fr. 1'500'000.-, prezzo pattuito per l’acquisto del fondo di _. In queste condizioni il nuovo proprietario ha saldato il debito garantito dalle cartelle ipotecarie e di conseguenza la banca non è più titolare di alcun credito, a dipendenza di quel mutuo, nei confronti dell’attrice.
4.
Il fatto di tener conto, per la decisione, di un fatto nuovo (vendita del fondo da AO 1 SA a Z_ ed a quali condizioni) accaduto pendente causa senza che sia stata presentata una formale domanda di restituzione in intero ex art. 138 CPC non pregiudica la parte attrice. Infatti il nuovo fatto è stato introdotto in causa a seguito di un’assunzione suppletoria di prove ed è stato discusso, senza eccezioni, anche dalla parte convenuta con le sue conclusioni di causa a pag. 9, punto 8. Fosse anche inammissibile, a stretto rigor di procedura, la proposizione del nuovo fatto, si ha che il contraddittorio è stato rispettato e quindi non ne può discendere alcuna sanzione (cfr.
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI ad art. 78 n. 286 con riferimento alla m. 1 ad art. 76).
5.
L’azione di inesistenza del debito è così fondata e l’appello accolto con riforma del primo giudizio.
Tasse, spese e ripetibili di prima e seconda istanza seguono la completa soccombenza della banca.