Decision ID: 65cbd668-d697-5103-9521-2594fa3f0bf8
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto in fatto:
A. Con istanza 19 novembre 2001, _ ha chiesto la condanna della _ al pagamento della somma di fr. 13’672.-- e il rigetto definitivo dell’opposizione interposta dalla convenuta al PE n. _ dell’UE di Lugano. L’istante ha allegato di essere stato assunto a far tempo dal 1991 quale direttore amministrativo della società convenuta.
Il suo salario lordo mensile avrebbe raggiunto l’importo di
fr. 8'000.-- lordi, corrispondenti a fr. 6'869.40 netti. Inspiegabilmente, a partire dal mese di aprile 2001, la _ avrebbe cessato di versare lo stipendio alla parte istante. L’importo di fr. 13’672.-- corrisponderebbe a due mesi di stipendio (aprile e maggio 2001).
B. La convenuta si è integralmente opposta all’istanza di _. Da un lato la _ ammetteva che a far tempo dal 1992 tra le parti era venuto in essere un contratto di lavoro. Però, dal gennaio 2000, l’istante avrebbe trasferito la proprietà della _ alla figlia _ (donazione di fatto). Addirittura, già verso la fine del 1998 l’istante avrebbe cessato l’attività in seno alla società. Quale buonuscita per l’attività svolta, la società avrebbe pattuito con l’istante – non potendo essa garantire un pagamento immediato dell’intera somma – il versamento rateale di una somma mensile che avrebbe preso “per buona forma il vestito di un salario”. _ ha dal canto suo replicato che il contratto di lavoro esistente tra le parti non sarebbe mai stato disdetto.
C. Con sentenza 21 maggio 2002, il Pretore ha respinto la pretesa avanzata da _ nei confronti della _. Innanzitutto il primo giudice stabiliva che tra le parti era effettivamente venuto in essere un contratto di lavoro. Alla convenuta incombeva pertanto l’onere della prova quo alla successiva esistenza o meno di tale rapporto contrattuale. A mente del primo giudice, dalle risultanze di causa sarebbe emerso che da tempo l’istante non aveva più svolto alcuna attività per la _ (fatto che l’istante non avrebbe neppure contestato); addirittura, lo stesso _ avrebbe comunicato a terzi di essere pensionato. Inoltre, il 5.2.2002 [recte: 2001], la _ avrebbe informato telefonicamente la compagnia d’assicurazioni “_” della cessazione dell’attività di _ nell’ambito dell’azienda.
D. Con appello 3 giugno 2002, _ sostiene che il contratto di lavoro sorto tra le parti non sarebbe mai stato rescisso, in quanto la resiliazione di un contratto può avvenire solo con la concorde e reciproca volontà delle parti interessate. Da un lato l’appellante non sarebbe mai stato licenziato e dall’altro mai gli sarebbero stati mossi rimproveri di sorta. La _ avrebbe inoltre versato lo stipendio a _ fino al mese di marzo 2001. Infine, l’appellante censura la percentuale applicata dal Pretore per il calcolo delle ripetibili da corrispondere alla parte vincente. Delle osservazioni all’appello del 20 giugno 2002 della _ si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

considerato in diritto:
1. Dall’istruttoria è emerso che _ ha cessato la sua attività presso la _ alla fine del 1999 e che dal successivo mese di gennaio 2000 l’azienda è stata ceduta di fatto alla figlia _. Da quel momento, la saltuaria presenza di _ negli uffici della _ era da ricondurre unicamente a motivi di carattere famigliare (v. verbale teste _, 12.4.2002, pag. 1 s.; verbale teste _, 28.2.2002, pag. 3: “quando veniva era per parlare con sua figlia ...omissis... non si occupava invece più di questioni aziendali”).
Queste circostanze sono emerse innanzitutto dalle univoche deposizioni rilasciate dai testimoni sentiti in prima istanza. Il teste _ ha affermato che all’inizio del 2000, quando egli chiese se _ lavorasse ancora per la società, _ e _ gli risposero che l’appellante non lavorava più per la _ (v. verbale teste _, 28.2.2002, pag. 2). Lo stesso teste ha aggiunto che “sicuramente a far tempo dal 2001” _ non ha più lavorato presso la _ (v. verbale teste _, 28.2.2002, pag. 1).
Anche il teste _, impiegato presso la _ dal 1. agosto 1995 (doc. 4), ha affermato che verso la fine del 1999 l’appellante aveva “smesso completamente l’attività” presso la _ e che dopo la partenza del padre, _ aveva assunto la direzione dell’azienda (teste _, verbale 28.2.2002, pag. 3; v. anche teste _, pag. 2). Da quel momento in poi _ passava in azienda “circa una volta al mese” per parlare con sua figlia, ma non si occupava di “questioni aziendali” (teste _, verbale 28.2.2002, pag. 3).
Un ulteriore testimone, _, ha affermato che da quando egli aveva iniziato il proprio apprendistato presso la _ (nel settembre 2000) _ non ha mai lavorato per la convenuta. Al contrario, nel novembre 2000 l’appellante si rivolse a _ affermando che egli “era l’ex-grande capo ormai in pensione” (teste _, verbale 12.4.2002, pag. 1).