Decision ID: f8e975a2-ca57-5ae5-b944-f866ff5bb592
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 13 settembre 2002, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone dei
B._ (Ufficio AI) ha deciso di erogare in favore di A._ – citta-
dino italiano, nato il (...) – una rendita intera dell'assicurazione svizzera per
l'invalidità a decorrere dal 1° giugno 2000, unitamente alle rendite comple-
tive in favore dei familiari (incarto 1, doc. 54 e 55). È stato stabilito, sulla
base della perizia pluridisciplinare della Clinica di C._ del 16 no-
vembre 2001 (incarto 1, doc. 39), che l'interessato era affetto da sindrome
panvertebrale cronica, periartropatia al ginocchio sinistro e disturbo soma-
toforme indifferenziato e che da luglio 1999 era in grado di svolgere al
100%, dal profilo reumatologico-neurologico, unicamente delle attività so-
stitutive leggere (ma non l'attività abituale di aiuto operaio montatore), men-
tre dal profilo psichiatrico (disturbo somatoforme indifferenziato) sussisteva
un'incapacità lavorativa del 70% in una qualsiasi attività.
B.
Il 27 febbraio 2003, a seguito del rimpatrio dell'assicurato, l'Ufficio AI ha
trasmesso l'incarto all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assi-
curati residenti all'estero (UAIE; incarto 1, doc. 63). L'8 marzo 2005, l'UAIE
ha comunicato all'interessato che il grado d'invalidità non era modificato.
Pertanto, ha confermato il diritto alla rendita intera (incarto 1, doc. 100). È
stato considerato, sulla base del rapporto del dicembre 2004 del medico
dell'UAIE (incarto 1, doc. 98), che la situazione era rimasta invariata dal
profilo reumatologico-neurologico (segnatamente sindrome panverte-
brale), mentre dal profilo psichiatrico è stato evidenziato un disturbo an-
sioso-depressivo. È stata conseguentemente ritenuta un'incapacità al la-
voro del 70% nella precedente attività rispettivamente del 50% in un’attività
sostitutiva confacente (grado d'invalidità del 70%; incarto 1, doc. 99).
C.
C.a Il 21 aprile 2009, è stata promossa una nuova procedura di revisione.
Il 1° luglio 2011, l'UAIE ha deciso che l'interessato non ha più diritto ad una
rendita d'invalidità a decorrere dal 1° settembre 2011. L’autorità inferiore
ha ravvisato un miglioramento dello stato di salute dell'assicurato, dovuto
ad una significativa diminuzione della sintomatologia somatoforme (incarto
1, doc. 164 e 177). Ha quindi ritenuto dal 14 aprile 2010 una capacità lavo-
rativa del 70% nella precedente attività (d’aiuto fabbro) e dell’80% in un’at-
tività sostituiva confacente (incarto 1, doc. 188). Ha quindi concluso che
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l’interessato sarebbe in grado di realizzare più del 60% del guadagno che
avrebbe potuto ottenere senza invalidità.
C.b Il 27 febbraio 2012, il Tribunale amministrativo federale ha parzial-
mente accolto il ricorso inoltrato dall’interessato il 7 settembre 2011, annul-
lato la decisione del 1° luglio 2011 e rinviato gli atti di causa all'UAIE affin-
ché procedesse al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una
nuova decisione ai sensi dei considerandi (incarto 2, doc. 1). Questo Tri-
bunale ha in particolare precisato che il rinvio era giustificato dalla neces-
sità di completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti con rife-
rimento allo stato di salute del ricorrente, segnatamente con un comple-
mento dell'esame sullo stato di salute psichico (consid. 10.1), riservato ogni
ulteriore esame che l'evoluzione nel tempo dello stato di salute dell'insor-
gente avesse reso necessario (consid. 10.2). Nella menzionata sentenza
del TAF è stato pure indicato che successivamente a tale completamento
dell’istruttoria, l'incarto andava sottoposto nuovamente al servizio medico
dell'UAIE, preferibilmente a specialisti delle affezioni in causa, per una va-
lutazione complessiva del caso (consid. 10.5).
D.
D.a Il 14 giugno 2012, l'UAIE ha ripreso l'istruttoria della procedura di revi-
sione del diritto alla rendita sollecitando una presa di posizione del SAM.
In particolare, al dott. D._ è stato chiesto di esprimersi sulla rela-
zione psichiatrica del dott. E._ del 30 agosto 2011 e d'indicare se le
sue conclusioni peritali del 14 aprile e 4 ottobre 2010 "subiscono un cam-
biamento" (incarto 2, doc. 10).
D.b Dopo avere esaminato la nuova documentazione pervenuta, non indi-
cata in dettaglio se non con riferimento alla relazione psichiatrica del dott.
E._ del 30 agosto 2011, il dott. D._, specialista in psichiatria
e psicoterapia, ha rilevato, nel rapporto del 19 giugno 2012, che non vi era
motivo di modificare la propria valutazione peritale dell'aprile 2010, e quella
complementare dell'ottobre 2010, secondo cui vi è stato un miglioramento
delle condizioni cliniche dell'interessato, il medesimo essendosi adeguato
alla sua malattia ed essendo stato sottoposto a terapia psicofarmacologica
da parte dello psichiatra curante (incarto 2, doc. 11).
D.c Con scritto del 27 giugno 2012, il SAM ha risposto all'UAIE rinviando
al rapporto del dott. D._ del 19 giugno 2012, che condivide piena-
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mente, rilevando altresì che "essendo la questione d'ordine puramente psi-
chiatrico, non ci sembra opportuno aggiungere ulteriori commenti" (incarto
2, doc. 12).
D.d Nel rapporto del 31 agosto 2012, il medico SMR, specialista in psichia-
tria e psicoterapia, ha ritenuto che il dott. D._ ha valutato in modo
corretto e preciso da un punto di vista medico-clinico la relazione psichia-
trica del dott. E._ del 30 agosto 2011. Non vi sarebbe nulla da ag-
giungere al riguardo (incarto 2, doc. 17).
D.e Il 14 settembre 2012, mediante progetto di decisione, l'autorità infe-
riore, dopo aver rilevato che non si giustificava una modifica della valuta-
zione clinica-lavorativa di cui alla decisione del 1° luglio 2011, ha rilevato
che la rendita d'invalidità è stata soppressa a giusto titolo a decorrere dal
1° settembre 2011, essendo intervenuto un notevole miglioramento dello
stato di salute dell’assicurato ai sensi dell'art. 17 LPGA (incarto 2, doc. 18).
D.f Il 5 novembre 2012 (incarto 2, doc. 23), l'interessato ha contestato, in
virtù della relazione psichiatrica del dott. F._ del 15 ottobre 2012,
allegata in copia (incarto 2, doc. 22), l’esistenza dell’evocato miglioramento
delle sue condizioni di salute e della sua capacità lavorativa.
D.g Nel rapporto del 21 dicembre 2012, il medico SMR ha rilevato che le
indicazioni sullo stato di salute, di cui alle valutazioni peritali di aprile ed
ottobre 2010 e giugno 2012 del dott. D._ ed alla relazione di ottobre
2012 del dott. F._, sono comparabili, che le diagnosi poste sono
sovrapponibili e che le divergenti valutazioni sulla capacità lavorativa co-
stituiscono un diverso apprezzamento di un medesimo quadro clinico. Ha
quindi confermato la sua precedente presa di posizione (incarto 2, doc. 25).
E.
Con decisione del 9 gennaio 2013, l'UAIE ha quindi deciso che l'interessato
non ha più diritto ad una rendita d'invalidità a decorre dal 1° settembre 2011
(incarto 2, doc. 26).
F.
Il 13 febbraio 2013, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 9 gennaio 2013
mediante il quale ha chiesto, in via principale, il riconoscimento di una ren-
dita intera d'invalidità anche successivamente al 1° settembre 2011. In via
subordinata, ha domandato che il tribunale ordini una perizia multidiscipli-
nare. Ha contestato un miglioramento delle sue condizioni di salute. Ha
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segnalato, in particolare, che, secondo il rapporto ortopedico del marzo
2011 e la relazione psichiatrica dell'ottobre 2012 (documenti già agli atti di
causa), le affezioni ortopedico-neurologiche e psichiche di cui soffre com-
portano una completa incapacità al lavoro in una qualsiasi attività lucrativa
(doc. TAF 1).
G.
Nella risposta al ricorso, l'autorità inferiore ha proposto la reiezione del ri-
corso. In virtù del rapporto dell'agosto 2012 del medico SMR, lo stato di
salute del ricorrente è da considerarsi siccome migliorato e il medesimo
presenta, da aprile del 2010, una capacità al lavoro del 70% nella prece-
dente attività e dell'80% in un'attività sostitutiva adeguata. Per conse-
guenza, la soppressione della rendita intera d'invalidità a decorrere dal 1°
settembre 2011 è giustificata (doc. TAF 6).
H.
Nella replica, il ricorrente si è riconfermato nelle argomentazioni in fatto e
in diritto di cui al ricorso del 13 febbraio 2013. Ha prodotto un rapporto
psichiatrico dell'agosto 2013 (doc. TAF 10).
I.
Nella duplica, l'autorità inferiore ha ritenuto, in virtù del rapporto dell’ottobre
2013 del medico SMR (incarto 2, doc. 28), che il rapporto psichiatrico dell'a-
gosto 2013 non giustificava una modifica della valutazione clinica-lavora-
tiva dell'interessato. Ha nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc.
TAF 14).
J.
Il ricorrente ha rinunciato a presentare un'ulteriore presa di posizione, rite-
nuto che l'UAIE ha semplicemente ribadito che la propria valutazione era
corretta (doc. TAF 16).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
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con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
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4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid. 1.2). Al
caso in esame si applicano, da un lato, le norme materiali in vigore fino al
31 dicembre 2011, per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a
tale data, mentre dall'altro lato, e per il periodo successivo, le nuove norme
della 6a revisione della LAI (DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne
le disposizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro
entrata in vigore).
4.
L'UAIE ha reso il 9 gennaio 2013 una decisione di revisione, ai sensi
dell’art. 17 LPGA, della rendita intera d’invalidità fino ad allora accordata al
ricorrente.
4.1 Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario
della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta.
4.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando in previsione di una possibile modifica importante del grado d'inva-
lidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione della rendita
(lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che pos-
sono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità (lett. b).
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Pagina 8
4.3 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato migliora, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della
soppressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre
che il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e
che presumibilmente continuerà a durare.
4.4 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI, la riduzione o la soppressione della
rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza è
messa in atto, il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.
4.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (DTF 130 V
343 consid. 3.5). Irrilevante è, altresì, una diversa valutazione di una fatti-
specie restata sostanzialmente immutata (DTF 131 V 84 consid. 3; sen-
tenza del TF 8C_534/2014 del 13 agosto 2014 consid. 3.2 e 8C_624/2011
del 2 novembre 2011 consid. 2 nonché relativi riferimenti).
4.6 Alfine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera tale
da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la si-
tuazione di fatto di cui all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è stata
oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale ac-
certamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei
redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provve-
dimento litigioso (DTF 140 V 514 consid. 5.2 e 133 V 108 consid. 5).
4.6.1 Nella presente vertenza, l'autorità inferiore ha considerato – a giusto
titolo – che il periodo di riferimento nell'ambito della presente vertenza è
quello intercorrente tra il 13 settembre 2002 – data della decisione dell'Uf-
ficio AI del Cantone dei B._ mediante la quale è stata accordata una
rendita intera d'invalidità – e il 9 gennaio 2013, data della decisione impu-
gnata.
4.6.2 Pur senza che il ricorrente abbia affrontato la problematica in detta-
glio, e con la necessaria precisione, e neppure sollevato una specifica cen-
sura, egli ha rilevato che nel caso in esame non è stato fatto, da un profilo
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somatico, un confronto con la situazione esistente al momento della prima
revisione della rendita (cfr. ricorso pag. 10 n. 20).
4.6.3 Tuttavia, nel caso concreto non può essere considerato quale pe-
riodo di riferimento nella presente procedura di revisione quello intercor-
rente tra la comunicazione dell'UAIE dell'8 marzo 2005, mediante la quale
è stata confermata l'erogazione di una rendita intera d'invalidità (a seguito
della procedura di revisione promossa nel dicembre del 2003) e la deci-
sione impugnata del 9 gennaio 2013. L'apprezzamento del medico
dell'UAIE del dicembre 2004 (incarto 1, doc. 98) sullo stato di salute e la
residua capacità al lavoro del 50% in un'attività sostitutiva leggera non ap-
pare in effetti trovare una spiegazione convincente né nella perizia E 213
del maggio 2004 – che non riferisce di alcuna patologia psichica e conclude
ad un'incapacità al lavoro del 50% dal profilo somatico, ma postula con-
temporaneamente l'effettuazione di altri esami specifici dal profilo neurolo-
gico-ortopedico (incarto 1, doc. 95 [segnatamente pto n.11]) – né nella re-
lazione psichiatrica dell'ottobre 2004, la quale fornisce informazioni estre-
mamente sommarie sullo stato psichico dell'insorgente, comporta una dia-
gnosi – di note d'ansia – senza preciso riferimento ad una classificazione
secondo un metodo scientifico e non si pronuncia sulla residua capacità al
lavoro dell'assicurato (incarto 1, doc. 94).
4.6.4 In conclusione, e stanti tali premesse, l'autorità inferiore ha retta-
mente considerato quale periodo di riferimento quello intercorrente tra il 13
settembre 2002 ed il 9 gennaio 2013.
5.
5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 139 V 496 consid. 4.4 e 137 V 64 consid.
2).
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5.2 Per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha stabilito
che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal parere degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro cono-
scenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fat-
tispecie (sentenza del TF 8C_632/2013 del 18 febbraio 2014 consid. 1.2).
Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto
sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superpe-
rizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, meglio, se
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in di-
scussione le conclusioni peritali (sentenza del TF 9C_66/2013 del 1° luglio
2013 consid. 4 nonché relativi riferimenti).
5.3 Va ancora rilevato che il riconoscimento di un danno alla salute psichica
presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista psichia-
trico, poggiata su criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto
scientificamente, il quale deve pronunciarsi sulla gravità dell'affezione
(DTF 130 V 396). Tenendo conto di diversi criteri, lo psichiatra deve valu-
tare l'esigibilità della ripresa lavorativa da parte dell'assicurato. Una perizia
psichiatrica è, di regola, necessaria quando si tratta di pronunciarsi sull'in-
capacità lavorativa che i disturbi da dolore somatoforme sono in grado di
causare (DTF 130 V 352 consid. 2.2.2). Secondo giurisprudenza, una pe-
rizia pluridisciplinare che tenga conto sia degli aspetti reumatologici che
degli aspetti psichici sembra costituire di principio una misura d'istruzione
adeguata al fine di stabilire se l'assicurato presenta uno stato doloroso di
una gravità tale che la messa a profitto della sua capacità al lavoro in un
mercato del lavoro equilibrato non sia più esigibile o lo sia solo parzial-
mente (DTF 132 V 65 consid. 4.3).
6.
Nel caso in esame, per quanto emerge dalle carte processuali al loro stato
attuale, non risulta essere intervenuta fino alla data della decisione impu-
gnata alcuna modifica rilevante delle circostanze di fatto suscettibile di in-
fluire sul grado d'invalidità nel senso di una soppressione (eventualmente
di una riduzione) della rendita.
6.1 Nella perizia multidisciplinare del 16 novembre 2001 della Clinica di
C._, è stato segnalato che l'assicurato soffriva segnatamente di sin-
drome panvertebrale cronica con leggere alterazioni degenerative nonché
di periartropatia al ginocchio sinistro con gonartrosi e disturbo somatoforme
indifferenziato. L’assicurato non sarebbe più stato in grado di svolgere la
precedente attività di aiuto-fabbro. Dal profilo reumatologico, è stata rite-
nuta una capacità lavorativa del 100%, ma solo in attività leggere e con
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Pagina 11
determinate limitazioni funzionali, e, dal profilo neurologico, è pure stata
ritenuta una capacità lavorativa del 100%, ma in attività leggere e medio
leggere (anche in tale ambito, l’esercizio della precedente attività non sa-
rebbe stato ragionevolmente esigibile). Peraltro, l’incapacità lavorativa del
70% era fondata essenzialmente sulla problematica psichica (disturbo so-
matoforme indifferenziato [incarto 1, doc. 39 pag. 21 e segg.]). La residua
capacità lavorativa del 30% è stata considerata sfruttabile esclusivamente
in ambito protetto (incarto 1, doc. 39 pag. 23; perizia su cui era basata la
decisione del settembre 2002). Nella perizia reumatologica del 26 aprile
2010 (incarto 1, doc. 163 pag. 7 e 8) e in quella pluridisciplinare del 28
luglio 2010 (incarto 1, doc. 164 pag. 15) è fatto riferimento ad una situa-
zione sostanzialmente invariata dal 1999 ed è stata posta la diagnosi di
sindrome lombovertebrale, con componente spondilogena a sinistra su al-
terazioni degenerative di modesta entità ai segmenti L1/L2 e L3/L4, nonché
di sindrome cervicovertebrale con alterazioni degenerative soprattutto in
C5/C6, in minor misura C6/C7 e C7/Th1, e di disturbo somatoforme indif-
ferenziato. Tenuto conto di tali affezioni, i periti nel 2010 hanno quindi rite-
nuto, dal profilo reumatologico, il ricorrente inabile al lavoro nella misura
del 30% nella precedente attività, ma abile nella misura completa in un'at-
tività sostitutiva adatta che gli permettesse di alterare le varie posizioni (da
quella seduta a quella in piedi e alla deambulazione) nonché di evitare dei
movimenti ripetitivi con la colonna vertebrale. Dal profilo psichico, hanno
considerato l’insorgente inabile al lavoro nella misura del 20% in qualsiasi
attività. Hanno quindi ritenuto che le indicate incapacità lavorative non po-
tevano essere sommate, che dal profilo psichico poteva essere constatato
un miglioramento dello stato di salute tramite adattamento alla patologia
ritenuta (disturbo somatoforme indifferenziato) e che complessivamente si
giustificava di ritenere una residua capacità lavorativa del 70% nella pre-
cedente attività di aiuto-fabbro (cfr. perizia pluridisciplinare pag. 18).
6.2 A tal proposito, occorre tuttavia rilevare che non risultando essere in-
tervenuta dal profilo somatico (reumatologico-neurologico) alcuna modifica
rilevante delle circostanze di fatto determinanti, la nuova e diversa valuta-
zione della capacità lavorativa effettuata in tale ambito nella procedura di
revisione di cui trattasi potrebbe essere ammessa solo nell’eventualità di
altre modifiche rilevanti delle circostanze fattuali determinanti.
6.3 Tuttavia, per i motivi che saranno indicati di seguito, non sono interve-
nute altre modifiche rilevanti delle circostanze fattuali determinanti.
6.3.1
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6.3.1.1 Dal profilo psichiatrico, va rilevato che nella perizia multidisciplinare
del 16 novembre 2001 della Clinica di C._ (incarto 1, doc. 39 pag.
22 e 23) nonché nella perizia psichiatrica del 29 ottobre 2001 (incarto 1,
doc. 38) – perizie su cui era basata la decisione del settembre 2002 – è
stato indicato che il ricorrente era affetto da un disturbo somatoforme indif-
ferenziato (F 45.1 secondo l'ICD 10). Il medesimo non appariva depresso
ed altre malattie psichiche avevano potuto essere escluse. Al centro della
sintomatologia lamentata da quest'ultimo vi era il dolore con un complesso
disturbo dell'elaborazione dello stesso, dolore da intendersi come malattia
stessa. Il perito aveva reputato che l'insorgente presentava un'incapacità
al lavoro del 70%-80% in una qualsiasi attività lucrativa e che la residua
capacità lavorativa poteva esser sfruttata solo in ambito protetto.
6.3.1.2 Nella perizia psichiatrica del 19 aprile 2010 e nei complementi di
ottobre 2010 e giugno 2012 (incarto 1, doc. 162 e 176; incarto 2, doc. 11;
perizie su cui è basata l'impugnata decisione del gennaio 2013), il dott.
D._ ha rilevato che, rispetto al quadro clinico esistente nel 2001, la
diagnosi è rimasta quella di disturbo somatoforme indifferenziato. Secondo
il perito, è cambiato l'impatto dei disturbi lamentati sulla capacità lavorativa
e sul funzionamento sociale dell'assicurato. Quest'ultimo, con il passare
degli anni, si è adattato alla sua malattia.
6.3.1.3 Sennonché, l'apprezzamento del dott. D._, secondo cui vi è
stato, rispetto al momento, il 13 settembre 2002, in cui è stata riconosciuta
per la prima volta all'insorgente una rendita intera, un miglioramento delle
condizioni cliniche dell'insorgente, nel senso di una ritrovata capacità al
lavoro dell'80% dal profilo psichiatrico in qualsiasi attività, non convince e
non trova riscontro negli atti di causa, come rettamente rilevato nel gra-
vame. In sostanza, il miglioramento è stato ravvisato nel fatto che il ricor-
rente si è progressivamente adattato alla sua malattia (disturbo somato-
forme indifferenziato). Il processo di adattamento è coinciso, per quanto
emerge dalla perizia, con un'accettazione della sofferenza corporale che
non ha più rivestito quel ruolo centrale che esercitava in precedenza intac-
cando la funzionalità strumentale e la riuscita pragmatica dell'assicurato.
Quest'ultimo ha quindi potuto mantenere un funzionamento sociale tutto
sommato adeguato partecipando attivamente agli impegni assunti, regolari
e saltuari, che lo hanno visto coinvolto nel corso degli anni. In altri termini,
la sintomatologia lamentata (come già rilevato: disturbo somatoforme indif-
ferenziato) non è stata tale da intaccare il funzionamento sociale e le riper-
cussioni sul piano psichico – mostrate nel 2001 – si sono risolte positiva-
mente e senza lasciare strascichi mediante l'assunzione di una terapia far-
macologica. Non sarebbe pertanto ravvisabile una comorbidità psichiatrica
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e sarebbe da escludere la presenza di un disturbo psicopatologico mag-
giore e di una tendenza al ritiro sociale. Ciò sarebbe supportato anche dalla
descrizione della giornata fornita dall'assicurato durante la raccolta dell'a-
namnesi (descritta al capitolo 3.7 della perizia del luglio 2010 [cfr. incarto
1, doc. 176 e 164]). Tuttavia, e da un lato, il ricorrente non ha mai affermato,
né risulta altrimenti dimostrato da riscontri oggettivi di cui agli atti di causa
(da non confondere con la valutazione dei periti), esservi stata una diminu-
zione della sofferenza connessa con il disturbo somatoforme indifferen-
ziato. L’insorgente ha per contro indicato al perito che la sintomatologia
algica è rimasta invariata (cfr. perizia psichiatrica del 19 aprile 2010 pag. 2
[incarto 1, doc. 162]), affermazione corroborata anche da un riscontro nella
perizia del dott. D._, laddove riconosce una cronicizzazione del di-
sturbo somatoforme indifferenziato e consiglia dei provvedimenti miranti a
migliorare la percezione del dolore, quali la somministrazione di medica-
menti e la partecipazione a gruppi di rilassamento psicocorporeo (cfr. la
menzionata perizia, pag. 5 [incarto 1, doc. 162]). Il fatto che abbia fatto
riferimento ad un miglioramento della sintomatologia depressiva, di entità
severa, intervenuta nel 2009 grazie all'assunzione di medicamenti, non
soccorre la tesi dei periti e dell'autorità inferiore circa un intervenuto miglio-
ramento dello stato di salute dell'insorgente, dal momento che nel 2002
non gli era stata diagnosticata alcuna malattia psichica, quindi neppure una
depressione di entità severa come nel 2009. Non bisogna poi dimenticare
che nella relazione psichiatrica del 15 ottobre 2012 del dott. F._ (in-
carto 2, doc. 22), dunque anteriore alla decisione impugnata, è fatto riferi-
mento alla diagnosi di “Depressione cronica in trattamento continuo” (pag.
13) e rilevato che la gravità della depressione ed il suo decorso, nonostante
la terapia assunta, rendono ragione di una rilevante compromissione del
funzionamento lavorativo e delle abituali attività sociali o delle relazioni in-
terpersonali (pag. 16 [v. pure le indicazioni fornite al riguardo dall’insor-
gente {pag. 14 e 15}]). Dalle carte processuali non risulta quindi neppure
un significativo miglioramento del funzionamento sociale del ricorrente ri-
spetto al 2002. In sostanza, già anteriormente alla decisione di assegna-
zione di una rendita intera nel 2002, il medesimo si occupava delle spese,
accompagnava i figli a scuola, leggeva il giornale, effettuava delle passeg-
giate ed era un appassionato di calcio e membro di una società di sosteni-
tori di una squadra (v. incarto 1, doc. 177 in relazione al doc. 164 pag. 9
pto 3.7 nonché incarto 1, doc. 38 pag. 4). Il fatto che l'insorgente abbia
assunto nel suo paese di residenza in Italia anche la carica di membro di
un comitato dei sostenitori di un club di calcio non è determinante per l'esito
della lite, la sola presenza alle riunioni di detto comitato, circa una volta la
settimana o al mese (secondo la versione) – senza dimostrazione di alcuna
specifica attività – non consentendo manifestamente alcuna conclusione
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seria nel senso di un significativo miglioramento del funzionamento sociale
suscettibile di legittimare una revisione della rendita ai sensi dell'art. 17
LPGA. In conclusione, e come rettamente evidenziato nel gravame, né i
periti incaricati dall’UAIE né l'autorità inferiore sono riusciti a dimostrare,
nel senso della probabilità preponderante, l'indicato minor impatto dell'in-
variato stato di salute, in particolare psichico, rispettivamente della miglio-
rata integrazione sociale, sulla capacità lavorativa.
6.3.2 Certo, non è possibile escludere, sulla base degli atti di causa al loro
stato attuale, che nel periodo determinante le condizioni di salute dell’in-
sorgente abbiano subito un peggioramento rispetto a quelle esistenti nel
settembre del 2002. In effetti, dopo la perizia pluridisciplinare del 28 luglio
2010 (incarto 1, doc. 164), appaiono essersi aggiunte delle nuove diagnosi,
ossia quella di depressione cronicizzata (v. il testé menzionato doc. 22
dell’incarto 2) e fra l’altro di neuropatia periferica agli arti superiori, compro-
missione radicolare periferica prevalente dell’arto inferiore sinistro, coxal-
gia sinistra con zoppia e deambulazione deficitaria (cfr. rapporto ortopedico
del marzo 2011 [incarto 1, doc. 210]). Tuttavia, il fatto che possano essersi
aggiunte delle nuove diagnosi rispetto alla situazione esistente nel 2002
ancora non giustifica di per sé la conclusione di un intervenuto cambia-
mento significativo delle circostanze fattuali determinanti ai sensi dell’art.
17 LPGA. Delle nuove diagnosi sono infatti determinanti in tale ottica solo
se suscettibili di incidere sul diritto alla rendita. Tale non è manifestamente
il caso nella presente fattispecie, dal momento che il ricorrente già benefi-
cia da settembre del 2002 di una rendita intera dell’assicurazione per l’in-
validità svizzera (messa naturalmente in discussione nella procedura di re-
visione in esame). Le ulteriori affezioni diagnosticate nei succitati rapporti
medici del 2011 e del 2012, e che si sarebbero aggiunte a decorrere ap-
punto dal 2011, non potrebbero pertanto modificare il suo diritto alla ren-
dita, egli essendo già al beneficio della rendita massima prevista dal diritto
svizzero, ma potrebbero modificare solamente, e se del caso, il grado d’in-
capacità lavorativa, ciò che non costituisce manifestamente un motivo di
revisione di una rendita ai sensi dell’art. 17 LPGA (cfr., sulla problematica,
la sentenza del TAF C-7527/2014 del 12 agosto 2015 consid. 7.3.6 e rela-
tivi riferimenti alla giurisprudenza del Tribunale federale).
6.4 Da quanto esposto, discende che l'autorità inferiore ha effettuato una
nuova valutazione di uno stato di fatto restato sostanzialmente invariato e
conseguentemente eseguito un’illegittima revisione ai sensi dell'art. 17
LPGA, considerata l'assenza dei necessari presupposti (v. DTF 131 V 84
consid. 3 nonché i riferimenti di cui al considerando 4.5 del presente giudi-
zio).
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7.
Prima di accogliere il gravame, annullare la decisione impugnata e rifor-
marla nel senso che l'insorgente continuerà a beneficiare di una rendita
intera anche dopo il 1° settembre 2011 (e perlomeno fino alla data della
decisione impugnata), va esaminato se il provvedimento impugnato possa
essere confermato mediante sostituzione dei motivi.
7.1 Una sostituzione dei motivi è in generale ammissibile solo allorquando
la decisione impugnata possa in ogni caso e senza ombra di dubbio venire
confermata nel risultato sulla base di un'altra motivazione. Occorre altresì
che gli atti di causa siano completi o comunque sufficienti a statuire e che
la motivazione sostitutiva si basi su fatti noti alla parte e su norme giuridiche
di cui poteva, perlomeno, supporre la pertinenza (cfr., fra le tante, la sen-
tenza del TF 8C_680/2014 del 16 marzo 2015 consid. 3.2 e relativi riferi-
menti; v. pure DTF 120 Ia 220 consid. 3d e 112 Ia 129 consid. 3c). Nel caso
concreto, tali requisiti non sono adempiti per i motivi indicati di seguito.
7.2
7.2.1 Secondo l’art. 53 cpv. 2 LPGA, l’assicuratore può tornare sulle deci-
sioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se
è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una
notevole importanza. Per determinare se è possibile riconsiderare una de-
cisione per il motivo che essa sarebbe senza dubbio erronea, occorre fon-
darsi sulla situazione giuridica esistente al momento in cui questa deci-
sione è stata resa prendendo in considerazione la prassi allora in vigore,
fermo restando che un cambiamento di prassi o di giurisprudenza non giu-
stifica di regola una riconsiderazione. Per motivi legati alla sicurezza giuri-
dica e per evitare che la riconsiderazione, giusta l’art. 53 cpv. 2 LPGA, di-
venti uno strumento che consenta di riesaminare liberamente i presupposti
del diritto a prestazioni (di lunga durata), l'irregolarità deve essere manife-
sta. In particolare, non vi è inesattezza manifesta se l'assegnazione della
prestazione dipende dall'adempimento di condizioni materiali il cui esame
presuppone un certo margine di apprezzamento riguardo a certi aspetti o
elementi e se la decisione iniziale appare sostenibile alla luce della situa-
zione di fatto e di diritto. In altri termini, la via della riconsiderazione è adem-
piuta soltanto se non vi è alcun dubbio sull'erroneità della decisione iniziale
e se la ritenuta erroneità configura la sola valutazione possibile alla luce
dei fatti e delle disposizioni legali applicabili (DTF 138 V 324 consid. 3.3 e
relativi riferimenti; sentenza del TF 9C_1061/2010 del 7 luglio 2011 consid.
6.1 e 6.2). Qualora l'erroneità della decisione iniziale sia constatata solo in
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fase giudiziaria, il giudice può tutelare con sostituzione dei motivi il provve-
dimento di revisione reso (a torto) dall'amministrazione conformemente
all'art. 17 LPGA (DTF 125 V 368 consid. 2; sentenza del TF I 674/04 del
27 gennaio 2006 consid. 3.2). Allorquando il giudice procede alla sostitu-
zione dei motivi, ciò implica di principio un doppio esame, concernente la
verifica, da un lato, del carattere manifestamente errato della decisione ini-
ziale e, dall'altro lato, della situazione esistente al momento in cui la deci-
sione su revisione è stata resa (cfr. sentenza del TF 9C_187/2007 del 30
aprile 2008 consid. 4.2).
7.2.2 Allo stato attuale degli atti di causa, non vi è motivo ritenere che la
decisione del 13 settembre 2002 mediante la quale l’Ufficio AI del Cantone
dei B._ ha riconosciuto all’insorgente il diritto ad una rendita intera
d’invalidità a decorrere dal 1° giugno 2000 fosse manifestamente errata
(l’autorità inferiore neppure lo pretende). La documentazione medica agli
atti – in particolare la perizia multidisciplinare del novembre 2001 della Cli-
nica di C._ (incarto 1, doc. 39) – giustificava, a non averne dubbio,
la menzionata decisione del settembre 2002 di attribuzione di una rendita
intera. Questo Tribunale non ha pertanto motivo, sulla base delle risultanze
processuali, di confermare la soppressione della rendita intera d’invalidità
fino ad allora accordata per via di riconsiderazione.
7.3
7.3.1 La lett. a cpv. 1 delle disposizioni finali della modifica del 18 marzo
2011 della LAI prevede che le rendite assegnate sulla base di una sindrome
senza patogenesi o eziologia chiare e senza causa organica comprovata
sono riesaminate entro tre anni dall’entrata in vigore, al 1° gennaio 2012,
della menzionata modifica e ridotte o soppresse, se le condizioni di cui
all’art. 7 LPGA non sono soddisfatte, in quanto l’incapacità al lavoro è obiet-
tivamente superabile, anche in assenza di un cambiamento notevole, ai
sensi dell’art. 17 LPGA, dello stato di salute o della situazione lavorativa
rispetto al momento in cui la rendita è stata assegnata (DTF 139 V 547
consid. 2.1). Una rendita d’invalidità può essere ridotta o soppressa, ai
sensi della menzionata lett. a delle disposizioni finali, se è stata assegnata
in base ad una diagnosi di una sindrome senza patogenesi o eziologia
chiare e senza causa organica comprovata e questo quadro clinico sussi-
ste al momento della revisione (DTF 139 V 10.1.1 e 10.1.2). Qualora una
rendita d’invalidità sia stata assegnata non solo per disturbi non chiari, ma
anche per disturbi spiegabili, alla valutazione delle sindromi non chiare è
applicabile l’indicata lett. a cpv. 1 delle disposizioni finali (DTF 140 V 197
consid. 6.2.3). Occorre altresì accertare se lo stato di salute dell’assicurato
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sia eventualmente peggiorato dal momento in cui è stata attribuita la ren-
dita d’invalidità (sentenza del TAF C-630/2013 del 14 dicembre 2015 con-
sid. 9.2.2).
7.3.2 Anche se dalla procedura che ha condotto il 13 settembre 2002 alla
concessione al ricorrente di una rendita intera emerge che un’attività sosti-
tutiva adeguata è stata esclusa unicamente sulla base di una sindrome
senza patogenesi o eziologia chiare e senza causa organica comprovata
(disturbo somatoforme indifferenziato) e che da questo profilo la situazione
potrebbe di principio essere rivalutata liberamente ai sensi della lett. a cpv.
1 delle disposizioni finali della modifica del 18 marzo 2011 anche senza
che debba essere intervenuta una qualsivoglia modifica dei fatti determi-
nanti, nel caso di specie una conferma della decisione impugnata mediante
sostituzione dei motivi non può comunque essere presa in considerazione.
In effetti, e per i motivi già indicati al considerando 6.3.2 del presente giu-
dizio, non è possibile escludere, allo stato attuale degli atti di causa, che
nel periodo determinante lo stato di salute dell’insorgente abbia subito un
peggioramento rispetto a quello esistente nel settembre del 2002. In
quest’ambito l’autorità inferiore non ha effettuato dopo la perizia del luglio
2010 alcuna nuova verifica, tanto meno sufficientemente approfondita,
sull’evoluzione dello stato di salute ortopedico-reumatologico-neurologico
del ricorrente, benché nel rapporto ortopedico del 12 marzo 2011 (incarto
1, doc. 210), fondato su esami RM, sia riportata la diagnosi di spondiloar-
trosi lombare severa con discopatia degenerativa avanzata L3-L4, L4-L5
ed L5-S1, compromissione radicolare periferica deficitaria prevalente
nell’arto inferiore, coxalgia sinistra con zoppia e deambulazione deficitaria,
cervicalgia su base artrosica e con discopatia degenerativa multilivello e
neuropatia periferica deficitaria degli arti superiori nonché sindrome da
conflitto sub-acromiale con tendinopatia severa del sovraspinato e sotto-
scapolare ed artrosi del gleno-omerale. In sostanza, e dal profilo somatico,
è fatto stato di un quadro clinico di gravissima compromissione funzionale
del rachide cervicale e lombare con deficit deambulatorio severo con ca-
ratteristiche di evoluzione nel senso di un aggravamento. Ora, questo qua-
dro fa stato di un’evoluzione significativa, nel senso del peggioramento,
della situazione dal profilo somatico che non è stato sufficientemente ac-
certato per poter effettuare una sostituzione dei motivi giusta la lett. a cpv.
1 delle disposizioni finali della modifica del 18 marzo 2011 della LAI. Peral-
tro, e dal profilo psichiatrico, nonostante che dopo la perizia psichiatrica del
luglio 2010 e i successivi rapporti complementari del perito dott. D._
(basati peraltro solo sull’esame dei rapporti psichiatrici agli atti, senza
nuovo esame personale del ricorrente) sia stata presentata dall’insorgente
un’ulteriore relazione psichiatrica del 15 ottobre 2012 – da cui emerge una
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nuova diagnosi psichiatrica di depressione cronicizzata con rilevante com-
promissione del funzionamento sociale lavorativo o delle attività sociali abi-
tuali o delle relazioni interpersonali – l’autorità inferiore non ha ritenuto di
dovere procedere ad ulteriori approfondimenti, con la conseguenza che
anche per questo motivo non è assolutamente consentito operare una so-
stituzione dei motivi ai sensi della lett. a cpv. 1 delle disposizioni finali della
modifica del 18 marzo 2011 della LAI per tutelare la decisione impugnata
di soppressione della rendita fino ad allora accordata.
7.4 Riassumendo, non risultano pertanto adempite neppure le condizioni
per una sostituzione dei motivi nel senso di una conferma della decisione
impugnata, fondata a torto sull’art. 17 LPGA, in virtù di una riconsidera-
zione ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA rispettivamente di una revisione sulla
base della lett. a cpv. 1 delle disposizioni finali della 6a revisione LAI.
7.5 Ciò premesso, e ritenuto che l’autorità inferiore ha avuto ampia facoltà
– nell’ambito della procedura di revisione promossa il 21 aprile 2009 – di
poter dimostrare l’esistenza di circostanze proprie a giustificare la soppres-
sione della rendita intera del ricorrente, senza riuscirvi, non vi è ragione di
rinviare gli atti all’autorità inferiore per un’istruzione complementare, non
sussistendo alcuna seria possibilità che tali complementi istruttori possano
infine condurre – perlomeno fino alla data della decisione impugnata e per
i motivi precedentemente indicati – ad una soppressione rispettivamente
riduzione della rendita intera AI accordata all’insorgente nel 2002 e confer-
mata nel 2005.
8.
Visto quanto esposto, il ricorso deve essere accolto e l’impugnata deci-
sione del 9 gennaio 2013 riformata nel senso che al ricorrente è ricono-
sciuto il diritto ad una rendita intera dell’assicurazione svizzera per l’invali-
dità (anche) a decorrere dal 1° settembre 2011. Gli atti di causa sono per-
tanto rinviati all’autorità inferiore affinché la stessa proceda al calcolo delle
prestazioni di legge.
9.
Con decisione incidentale del 12 luglio 2013, questo Tribunale ha accolto
la domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio formulata nel gra-
vame del 13 febbraio 2013 (doc. TAF 8).
9.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA).
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9.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da mandata-
ria professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause
dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La
stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2
TS-TAF) in fr. 2'800.- (senza IVA; cfr., sulla questione, la sentenza del
TAFC-630/2013 del 14 dicembre 2015 consid. 12.2), tenuto conto del la-
voro utile e necessario – in causa non necessariamente semplice e con
incarto relativamente voluminoso – svolto dalla patrocinatrice del ricor-
rente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
9.3 La domanda di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio è pertanto
divenuta senza oggetto (cfr. sentenza del TAF C-2477/2011 dell’11 febbraio
2013 consid. 12.3).
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