Decision ID: fb1e104d-39d5-5341-8f90-90a70c2a7729
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa nei confronti di PI 2, il 9 gennaio 2015 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno ha pignorato i diritti spettanti all’escussa nella comunione ereditaria fu PI 1 composta oltre che di lei di PI 3 In sede di pignoramento l’Ufficio ha indicato quali beni appartenenti alla comunione ereditaria le particelle n. _ e _ di _ e le particelle n. _, _, _ e _ di _ _ _, ha quantificato il valore di stima della quota spettante all’escussa in fr. 76'746.– e precisato che le particelle n. _ di _, _ e _ di _ sono gravate da ipoteche per complessivi fr. 555'000.–, rispettivamente per fr. 300'000.–
“ca”
e fr. 30'000.–
“ca”
.
B.
Avendo la creditrice presentato la domanda di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a
un’udienza tenutasi il 5 aprile
2016
a norma dell’art. 9 del
Regolamento del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (RDC, RS 281.41)
, alla quale un coerede e la creditrice non si sono presentati, sicché non si è potuto raggiungere alcuna conciliazione. Il 6 aprile 2016, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escussa. Nel termine impartito nessuna proposta è pervenuta all’Ufficio.
C.
Il 24 maggio 2016 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 2,
precisando che il valore di stima ufficiale delle
particelle n. _ e _ di _ è di fr. 196'039.– e quello delle particelle n. _, _, _ e _ di _ _ _ di fr. 110'945.– e che alla quota pignorata l’ufficio ha assegnato un valore di fr. 76'746.– in considerazione della quota di partecipazione di un quarto dell’escussa nella comunione ereditaria.

Considerato
in diritto:
1.
Ricevuta la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’ufficio d’esecuzione convoca tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 RDC), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC).
L’autorità di vigilanza deve determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC),
ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativa
mente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
2.
Nel caso di specie l’Ufficio ha stabilito il valore di stima della quota ereditaria di PI 2 in fr. 76'746.–, moltiplicando semplicemente il valore di stima ufficiale delle sei particelle di
proprietà della comunione ereditaria (di complessivi fr. 306'984.–)
per la quota di partecipazione dell’escussa di un quarto. Il problema è che tale calcolo poggia su dati non verificati. Infatti l’UE ha omesso di accertare l’effettivo
carico ipotecario gravante le particelle
n. _ di Losone, _ e _ di _, che potrebbe essere notevolmente inferiore all’importo nominale di fr. 885'000.– in considerazione dei possibili ammortamenti intervenuti nel corso degli anni dopo l’emissione delle ultime cartelle ipotecarie iscritte sui singoli fondi. Del resto, ipotizzando come l’UE che le particelle siano davvero gravate da oneri ipotecari corrispondenti al valore nominale delle cartelle ipotecarie iscritte sulle stesse e attribuendo ai fondi il valore di stima ufficiale, si avrebbe un risultato negativo di fr. 578'016.– (
fr. 306'984.– meno
fr. 885'000.–), che avrebbe dovuto incitare l’UE a rinunciare al pignoramento. Sennonché è inverosimile che fondi edificati a _ (di mq. 390) o a _ _ _ non valgano almeno il carico ipotecario che li grava, e anzi di più. Ne consegue che, non essendo il valore di stima stato correttamente accertato come invece richiede l’art. 5 cpv. 3 RDC, l’istanza va respinta e l’incarto retrocesso all’UE per nuovi accertamenti.
3.
Al riguardo l’ufficio procederà ad accertare l’effettivo ammontare attuale del debito ipotecario gravante la particella n. _ di _ e le particelle n. _ e _ di _ _ _ e a stabilire nuovamente il valore di stima reale di tutte le particelle di proprietà della comunione ereditaria, semmai con l’ausilio di un perito (art. 97 cpv. 1 LEF). Fatto ciò, l’UE comunicherà il valore di stima agli interessati, impartendo loro un termine per presentare eventuali osservazioni o nuove proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC).
4.
Per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF per analogia).