Decision ID: 4fcaf050-fc8b-5a18-9350-af09c1dfddcf
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Nel 1993 il convenuto ha venduto all’attrice l’inventario e l’avviamento dell’esercizio pubblico _ di _, e l’ha in seguito escussa per fr. 75’000.-- oltre interessi (doc. K) ritenendo che essa non si sarebbe attenuta alle scadenze di pagamento del prezzo stabilite dalla convenzione 26 aprile 1993 (doc. D), ottenendo il 14 dicembre 1993 il rigetto in via provvisoria per fr. 12’000.-- oltre interessi dell’opposizione interposta dall’attrice al precetto esecutivo (doc. N).
B.
Con petizione del 15 settembre 1994 l’attrice afferma di avere estinto il proprio debito di fr. 85’000.-- di cui al contratto doc. A e di avere addirittura pagato fr. 11’525.-- in eccedenza a tale importo, di cui fr. 3’525.-- nell’ambito della procedura esecutiva avviata dal convenuto, importo del quale egli sarebbe indebitamente arricchito, e di cui l’attrice ha chiesto la restituzione invocando gli art. 62 CO e 86 LEF, chiedendo inoltre la restituzione di 4 cambiali da fr. 5’000.-- cadauna consegnategli all’atto della stipula contrattuale.
C.
Il convenuto si è opposto alla petizione eccependo preliminarmente la tardività della stessa qualora dovesse essere intesa quale azione di disconoscimento del debito, e la prescrizione della pretesa di indebito arricchimento.
Quo al merito, il venditore ha sostenuto che il prezzo di vendita dell’inventario sarebbe in realtà stato di fr. 105’000.--, e l’attrice avrebbe versato solo fr. 91’000.--, importo comunque superiore a quello che essa afferma pattuito, dal che la riprova del fatto che la cifra di fr. 85’000.-- non corrisponderebbe alla reale volontà delle parti.
D.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, respinte le eccezioni di perenzione e prescrizione, ha ritenuto non fornita dal convenuto la prova dell’asserita indicazione sul contratto di un prezzo inferiore alla reale volontà delle parti, ma ha nel contempo ritenuto non provato l’errore che avrebbe condotto l’attrice a versare volontariamente al convenuto fr. 8’000.-- in aggiunta al prezzo pattuito, ed ha pertanto respinto la di lei corrispondente pretesa.
Sarebbe invece da tutelare ex art. 86 LEF la richiesta dei fr. 3’525.-- versati nell’ambito della procedura esecutiva, così come la domanda di restituzione delle cambiali, non essendoci più alcun credito da garantire con il loro possesso.
E.
Con l’appello in rassegna il convenuto ribadisce la tesi della simulazione del prezzo nel contratto doc. A, laddove la vera volontà delle parti, vertente su di un prezzo di fr. 125’000.-- o di fr. 115’000.--, risulterebbe dalla dichiarazione 25 febbraio 1993 (doc. 1), e dal fatto che il 26 aprile 1993, dopo che l’attrice aveva già pagato fr. 40’000.--, sarebbe stato concordato un piano di pagamento del debito residuo di fr. 75’000.-- (doc. D), mentre poco significativi sarebbero gli elementi ritenuti dal Pretore a sostegno della tesi contraria, quali il pagamento dell’imposta di bollo su fr. 85’000.-- e l’avvio della procedura esecutiva limitatamente a fr. 75’000.--.
F.
Delle osservazioni al gravame dell’attrice, che conclude per la sua integrale reiezione, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Come giustamente rilevato dal Pretore, sussistono tangibili indizi a sostegno dell’ipotesi per cui il prezzo realmente pattuito tra le parti per la cessione dell’esercizio pubblico in questione sarebbe superiore ai fr. 85’000.-- indicati sul contratto di vendita doc. A:
- l’esistenza di un precedente contratto per fr. 115’000.--, tale è infatti la natura della “dichiarazione” del 25 febbraio 1993 (doc. 1), risultante dalla convergente volontà sui suoi elementi essenziali (“prezzo pattuito di vendita dell'inventario e avviamento del_ _ ”) e confermata dalla stipula di una pena convenzionale ai sensi dell’art. 158 cpv. 3 CO;
- il fatto che l’attrice abbia spontaneamente pagato un importo, che essa afferma essere di complessivi fr. 93’000.--, complessivamente superiore al preteso prezzo di fr. 85’000.--;
2.
A ben vedere, sia la questione medesima a sapere se esista realmente un contratto derogante ai termini di cui al doc. A, che l’eventuale esatto contenuto di una simile pattuizione, sono quesiti che, ai fini della causa, possono rimanere senza risposta, in quanto superati dal contenuto della successiva pattuizione di cui al doc. D.
Con tale “convenzione”, infatti, la veridicità del cui contenuto non risulta essere stata revocata in dubbio dalle parti (per l’attrice: petizione, punto 2, pag. 2; per il convenuto: risposta, ad 4, pag. 6), l’attrice ha pacificamente ammesso di essere a quella data, ossia al 26 aprile 1993, debitrice dell’importo di fr. 75’000.-- sul prezzo della nota compravendita (doc. D, punto 1). Questo chiaro ed inequivocabile riconoscimento di debito non può che significare che l’attrice a quella data, e perciò nonostante tutti gli eventuali versamenti da lei effettuati sino ad allora, rimaneva debitrice di un saldo di fr. 75’000.-- sul prezzo della compravendita.
Di conseguenza, così come si dovrebbe ammettere che al letterale contenuto degli accordi di cui al doc. 1 si è sostituito quello risultante dal contratto doc. A, si deve analogamente riconoscere che quanto ivi stabilito risulta derogato dal successivo testo del doc. D.
3.
Non vi è perciò più motivo di chinarsi sulle incongruenze relative alle affermazioni delle parti circa i pagamenti avvenuti nella fase precedente la sottoscrizione del doc. D -ed in particolare sulla natura e sulla funzione dei fr. 30’000.-- che l’attrice secondo il doc. F avrebbe consegnato al convenuto “a titolo fiduciario” il 4 marzo 1993 (e che essa comunque in questa causa non rivendica, ma imputa sulla parte del prezzo versata sino all’inizio di aprile del 1993: cfr. conclusioni, punto 1b, pag. 3)- dovendosi indagare, ai fini dell’accertamento di un eventuale indebito arricchimento, unicamente sulla questione a sapere se successivamente alla professione del debito di fr. 75’000.-- l’attrice abbia effettuato versamenti eccedenti nel loro complesso questo importo.
La risposta deve essere negativa: secondo quanto affermato dall’attrice medesima con le conclusioni (punto 1b, pag. 3), in data successiva a quella della convenzione doc. D risultano pagamenti per soli fr. 63’000.--, oltre ai fr. 3’525.-- versati nella procedura esecutiva.
Ne consegue che l’attrice non può vantare alcun credito nei confronti del convenuto al quale spetterà, se del caso, far valere in separata sede un suo eventuale credito residuo.
Ne deve conseguire, ai sensi dei considerandi l'accoglimento del gravame.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili delle due sedi seguono l'integrale soccombenza dell’attrice (art. 148 CPC).