Decision ID: f608b70a-c049-5700-9591-4e46c37cbc71
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 19/24 settembre 2007 dell’UE di _ il AO 1 ha escusso AP 1 per l’incasso di fr. 49'425.-- oltre interessi al 5% dal 13 aprile 2006, indicando quale titolo di credito: “Sentenza del Tribunale di M_, Giudice dott. A_ C_, del 12 aprile 2006, corrispondenti a Euro 30'000 al cambio Euro 1 = fr. 1.64750 del 18.09.2007”.
Interposta tempestiva opposizione dall’escusso, l’istante ne ha chiesto il rigetto definitivo.
B.
L’istante ha rilevato che in seguito al fallimento del AO 1, decretato con sentenza 12 ottobre 1998 dal Tribunale di M_ (doc. A), è stato aperto un procedimento penale per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale nei confronti degli amministratori e dei sindaci che dal 1994 si erano avvicendati nella gestione della società. AP 1, già amministratore della società negli anni 1994-1995, è stato oggetto di questa procedura, ove, l’istante, ossia il AO 1, si è costituito parte civile. Con sentenza 12 aprile 2006 il Tribunale di M_ ha condannato AP 1 sia penalmente che civilmente al risarcimento dei danni in favore della parte civile. In tale ambito il convenuto è stato condannato al pagamento in favore della parte civile, AO 1, di “una provvisionale provvisoriamente esecutiva in misura pari ad Euro 30'000.--“ (doc. C). Con l’esecuzione in oggetto il AO 1 ha chiesto il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n. _ per l’importo di fr. 49'425.-- oltre interessi al 5% dal 13 aprile 2006.
C.
All’udienza di contraddittorio il convenuto ha in sostanza negato l’applicabilità della Convenzione di Lugano, trattandosi di una fattispecie inerente il diritto fallimentare. Si è inoltre opposto al riconoscimento della sentenza italiana in oggetto, lamentando una violazione dell’ordine pubblico svizzero, essendo la decisione stata resa in via provvisionale e quindi la condanna al pagamento non essendo definitiva. Inoltre ha sostenuto che l’importo richiesto sarebbe stato stabilito dal giudice italiano “a spanne”, e pertanto senza una valutazione suscettibile di essere esaminata, per cui vi sarebbe violazione del diritto di essere sentito.
Delle ulteriori allegazioni delle parti si dirà, se del caso, in seguito.
D.
Con sentenza 28 aprile 2008 la Pretora del Distretto di _, ha ritenuto che la sentenza in oggetto rappresenta una decisione di natura civile, per cui rientra nel campo di applicazione della Convenzione di Lugano. La prima giudice non ha poi riscontrato alcuna violazione dell’ordine pubblico svizzero per il fatto che la decisione sarebbe stata resa in via provvisionale, rilevando che il Tribunale federale ha già avuto modo di stabilire che l’esecuzione di una decisione giusta l’art. 31 CL non richiede che la decisione estera sia cresciuta in giudicato, essendo sufficiente la sua esecutività. Per quanto concerne il diritto di essere sentito la prima giudice ha osservato che il convenuto è stato assistito durante tutto il procedimento italiano dal suo patrocinatore, potendo pertanto esporre le sue tesi e prendere posizione sui fatti. In merito alla valutazione “a spanne” ha ricordato che in nessun caso la decisione straniera può formare oggetto di un riesame del merito. Essendo stati prodotti i documenti richiesti dagli art. 27 e 28 CL, la giudice di prime cure ha dichiarato pregiudizialmente esecutiva la sentenza 12 aprile 2006 emessa dal Tribunale di M_ (doc. C), rigettando in via definitiva l’opposizione interposta al PE in oggetto.
E.
Contro la sentenza pretorile si é tempestivamente aggravato AP 1 riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
F.
Con le sue osservazioni l’istante si è opposto all’appello con argomentazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

Considerato
in diritto:
1.
Nel caso di specie trattasi di un’esecuzione promossa dal AO 1 presso il domicilio in Svizzera del debitore _ per l’incasso di un credito, in seguito alla procedura di fallimento italiana del AO 1, allo scopo di fare confluire nei beni della società fallita un attivo situato in Svizzera.
Le parti, così come la prima giudice, hanno disatteso il significato dell’11. capitolo della LDIP, che regola l’assistenza giudiziaria in materia fallimentare, quando il fallito ha il suo domicilio o sede all’estero e possiede dei beni in Svizzera. Secondo queste disposizioni una massa fallimentare estera possiede la legittimazione attiva unicamente per chiedere che venga riconosciuta una decisione di fallimento estera ed ordinati provvedimenti conservativi (art. 166 e 168 LDIP) così come, nel caso in cui la sentenza di fallimento straniera è riconosciuta in Svizzera, per introdurre un’azione revocatoria secondo l’art. 285 ss. LEF ( art. 171 LDIP). Per il resto non può procedere in Svizzera e di conseguenza non può in Svizzera porre in esecuzione suoi crediti. Infatti, secondo i principi generali applicabili all’esecuzione in generale, dopo l’apertura del fallimento, il fallito perde il diritto di disporre dei suoi beni. La privazione del diritto di disporre del fallito e la costituzione dell’amministrazione del fallimento con organi abilitati a rappresentarla sono conseguenze immediate della sentenza di fallimento. Allorquando un fallimento è aperto all’estero, l’ammissione della qualità per condurre un processo (Prozessführungsbefugnis) dell’amministrazione della massa fallimentare deve dipendere dal riconoscimento preliminare in Svizzera del decreto straniero di fallimento ai sensi dell’art. 166 LDIP, poiché la validità di tale riconoscimento condiziona sia l’intervento dell’amministrazione fallimentare straniera che i poteri che sono devoluti a questo organo. Solo questo esame permette di garantire la sicurezza del diritto, dal momento che il giudice svizzero deve verificare l’assenza di motivi di rifiuto del riconoscimento. (art. 166 cpv. 1 lett. b LDIP che rinvia all’art. 27 LDIP).
Una richiesta di riconoscimento della decisione di fallimento pronunciata all’estero deve pertanto essere presentata allorquando un’amministrazione di fallimento intenda ricuperare, tramite la procedura d’esecuzione, un credito del fallito presso un debitore domiciliato in Svizzera. La decisione di riconoscimento della sentenza di fallimento estera comporta, per i beni del debitore situati in Svizzera, l’apertura in Svizzera di una procedura di minifallimento, sottoposta alle regole del diritto svizzero (art. 170 LDIP) (DTF 134 III 366 consid. 9; 130 III 620 consid. 3.4.2;129 III 683 consid. 5.3; JdT 1993 II 125 consid. 2b).
Ne discende che il AO 1 non possiede la legittimazione per porre in esecuzione direttamente in Svizzera un credito contro l’asserito debitore AP 1. Contrariamente a quanto deciso in prima sede, la sua istanza di rigetto definitivo dell’opposizione va pertanto dichiarata inammissibile.
2.
L’appello va accolto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza
(art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).