Decision ID: 2a633c56-683c-52d3-a616-f47d31b1e19d
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A.
I coniugi RI 1 sono comproprietari in ragione di metà ciascuno dei mapp. 6, 4, 8 e 1 di PI 1, mentre il mapp. 2 di PI 1 è proprietà del figlio, RI 2. Quest'ultimo, con l'aiuto di sua moglie, gestisce un'azienda agricola, formata per un terzo dai mappali di proprietà dei coniugi RI 1 e del figlio RI 2, e per il rimanente, ca. 20 ha, da terreni di proprietà di terzi, tra i quali i mapp. 7 di PI 2 e 9 di PI 1, entrambi di C_. L'azienda ha dunque una superficie totale di ca. 32 ha e si occupa dell'allevamento di bovini: il 40% della superficie è destinata allo sfalcio, il 20% alla coltivazione di mais per il foraggiamento degli animali e il rimanente 40% è adibito a pascolo.
B.
Con decreto legislativo _ 2004, il Gran Consiglio ha approvato il piano di utilizzazione cantonale denominato "_ (PUC)", nel cui comprensorio si trovano anche i mappali citati sopra. Per quanto qui d'interesse, il PUC prevede in particolare la completazione della rete dei sentieri (cfr. rapporto di pianificazione § 4.3.5.) con la creazione di un percorso pedonale sui mapp. 8 e 1 in località
F_
di PI 1, il ripristino della superficie forestale (bosco umido) sul citato mapp. 1, il ripristino di un margine boschivo strutturato sui mapp. 2 _ di PI 1, 4 e 6, entrambi nel comune di, il recupero di biotopi di interesse naturalistico sul menzionato mapp. 6, la formazione e la valorizzazione di una o più zone umide permanenti nel bosco umido sul mapp. 1, il recupero di biotopi di interesse naturalistico con la formazione di siepi arbustive sui mapp. 7 di e 7 di PI 1, utilizzati per il pascolo dall'azienda agricola. L'art. 8 delle norme di attuazione (NA) sancisce inoltre il divieto di cattura o uccisione di ogni genere animale nel comprensorio (art. 8 cpv. 1 NA), mentre l'art. 9 NA pone i criteri di gestione ed intervento; secondo questa disposizione:
"
1. La gestione agricola e forestale è ammessa compatibilmente con gli scopi di valorizzazione e protezione perseguiti dal PUC.
2. Gli interventi di ripristino, sostituzione e valorizzazione possono limitare, modificare o promuovere determinati sistemi di gestione agricola e forestale.
3. Interventi di valorizzazione delle componenti naturali non previsti dal PUC sono subordinati alla verifica di compatibilità con gli scopi del Piano.
4. La caccia è vietata in tutto il comprensorio. Il Dipartimento, sentite le cerchie interessate, può tuttavia autorizzare provvedimenti di regolazione delle popolazioni di selvaggina, qualora il loro sviluppo dovesse compromettere gli obiettivi di protezione o creare problemi alle zone attigue al comprensorio.
".
Inoltre, l'art. 11 NA, che disciplina la zona agricola (ZA) prevede:
"
1. La zona agricola è destinata all'uso agricolo, compatibilmente con gli obiettivi e gli interventi previsti dal PUC.
2. In prossimità dei corsi d'acqua, degli oggetti protetti, dell'area forestale e delle zone di protezione della natura non è ammessa la concimazione lungo una fascia larga almeno 3 metri, conformemente alle disposizioni dell'Ordinanza federale sulle sostanze pericolose per l'ambiente del 9 giugno 1996.
3. È ammessa l'edificazione di un nuovo centro aziendale, sul fmn _ RFD PI 2.
Ulteriori nuove costruzioni sono ammesse solo a complemento di aziende agricole esistenti e se indispensabili per l'attività agricola, secondo gli obiettivi del Piano. Le costruzioni, compatibilmente con la loro funzione, dovranno essere raggruppate nel centro aziendale.
4. Non sono ammesse modifiche della morfologia del terreno, bonifiche o colmataggi, e la realizzazione di serre e tunnel di plastica.
5. Nella zona agricola l'utilizzo agricolo è indirizzato verso un'estensificazione e strutturazione degli ambienti tramite contratti di gestione su base volontaria.
La zona agricola è suddivisa in:
- ZA-a: zona agricola interessata dal concetto di valorizzazione e strutturazione.
All'interno di questa zona l'utilizzo agricolo è indirizzato verso un'estensificazione e una strutturazione degli ambienti. Le modalità d'estensificazione e di strutturazione sono fissate nel contratto di gestione stipulato su base volontaria, nel quale devono essere indicate almeno le modalità di gestione, la durata e l'indennizzo previsto.
- ZA-b: Zona agricola tradizionale con mantenimento della gestione attuale.
All'interno di questa zona è ammessa unicamente un'attività agricola estensiva (superfici da sfalcio, pascoli e vigneti estensivi); non sono ammessi interventi d'intensificazione dello sfruttamento quali la conversione in campicoltura e l'impianto di vigneti intensivi. Le modalità di gestione estensiva sono fissate nel contratto di gestione stipulato su base volontaria, nel quale devono essere indicate almeno le modalità di gestione, la durata e l'indennizzo previsto.
"
Infine, il programma di realizzazione riporta una tabella relativa ai possibili contributi per l'agricoltura (tabella 3), che elenca i contributi (dati in vigore nel 2002) relativi all'Ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), all'Ordinanza sulla qualità ecologica (OQE) ed, infine, quelli aggiuntivi previsti dal PUC in caso di sottoscrizione di un contratto di gestione. Si tratta del contributo massimo; gli importi definitivi saranno stabiliti nel contratto (programma di realizzazione, pag. 5). Viene inoltre stimato il possibile costo per le eventuali espropriazioni (
ibidem
).
C.
Con ricorso 7 marzo 2005, RI 1 e RI 2, sono insorti davanti al Tribunale della pianificazione del territorio, ora integrato nel Tribunale cantonale amministrativo (cfr.
infra
consid. 1), chiedendo in via principale l'esclusione dell'azienda agricola RI 2 ed il particolare di tutti i terreni dalla stessa usati (in proprietà o in affitto) dal PUC, in via subordinata un'indennità complessiva di almeno 5'500'000 fr. per l'impossibilità di continuazione dell'attività agricola, che deve tener conto in particolare del valore dei terreni agricoli, dei macchinari e infrastrutture agricole nonché della perdita di guadagno di RI 2 e la sua riqualifica professionale, oltre a un cospicuo torto morale per la rinuncia all'attività agricola. In via ulteriormente subordinata, gli insorgenti chiedono:
a.
l'annullamento del sentiero previsto sui mapp. 8 e 1 di PI 1;
b.
la rinuncia all'intervento, subordinatamente la compensazione con superficie comparabili presenti in zona, subordinatamente un'indennità per espropriazione della superficie oggetto degli interventi di sostituzione o ripristino delle schede S1, S2, R1, R2;
c.
la compensazione con superficie comparabili presenti in zona o un'indennità per espropriazione della superficie oggetto dell'intervento di ripristino R3;
d.
un'eccezione all'art. 8 NA relativo al principio del divieto di cattura ed uccisione di animali a favore dell'azienda agricola RI 2;
e.
un'indennità per minor valore dell'azienda a seguito di quanto previsto dall'art. 9 NA relativo ai criteri di gestione ed intervento;
f.
la rinuncia alle misure, rispettivamente un'indennità per minor valore dell'azienda, per quanto previsto dall'art. 11 NA che disciplina la zona agricola
;
g.
che il contributo aggiuntivo massimo previsto per il PUC nel programma di realizzazione tabella 2 [
recte
: 3] "
Possibili contributi per l'agricoltura
", in caso di sottoscrizione del contratto, ammonti almeno al triplo di quanto previsto;
h.
che, in caso di espropriazione, il valore della superficie boschiva sia di almeno 7 fr./mq e di quella agricola di 35 fr./mq.
A suffragio delle loro rivendicazioni, gli insorgenti sostengono, in generale, che la realizzazione dei vari interventi precluderebbe la continuazione dell'attività dell'azienda agricola; inoltre gli interventi previsti dal PUC violerebbero la garanzia della proprietà sancita costituzionalmente in quanto sprovvisti di interesse pubblico preminente, sproporzionati ed inconciliabili con il principio dell'adeguatezza. Per il resto delle motivazioni particolari, si rinvia all'esame delle singole censure nei considerandi di diritto.
D.
Il municipio di RA 3 non formula particolari osservazioni, mentre quello di RA 2 non si determina sull'esito del ricorso, ma propone un'alternativa al sentiero messo in discussione.

Con osservazioni 30 agosto 2005, il Consiglio di Stato chiede la reiezione del gravame, con argomentazioni che, se necessario, verranno riprese nei seguenti considerandi in diritto.
E.
Il 25 ottobre 2005 si son tenuti l'udienza in contraddittorio ed il sopralluogo, cui il municipio di RA 3 non ha presenziato. Le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni, rinunciando a presentare delle conclusioni. L'istruttoria è stata chiusa.
considerato,
in diritto
1.
La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, nel quale è stato integrato il Tribunale della pianificazione del territorio con effetto al 14 luglio 2006 (BU 2006, pag. 215 segg.), è data (art. 49 cpv. 1 LALPT), ad eccezione per quanto riguarda la richiesta in via subordinata di indennità conseguente alla presunta impossibilità di continuare l'attività agricola a seguito dell'adozione del piano d'utilizzazione cantonale come pure le varie pretese di natura espropriativa e di indennità, che esulano dalle competenze del tribunale nella presente procedura. Con questa riserva, ritenuto come il ricorso sia tempestivo (art. 49 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione degli insorgenti certa (art. 49 cpv. 3 lett. b e c LALPT), l'impugnativa, ricevibile in ordine, può essere esaminata nel merito.
2.
In ambito di piani di utilizzazione cantonale, l'art. 49 cpv. 2 LALPT prevede che è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la violazione del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento inesatto dei fatti rilevanti e l'inadeguatezza del provvedimento pianificatorio. Diversamente che per i piani regolatori e per quelli di dettaglio, in questo campo il potere d'esame del tribunale è completo e contempla anche il sindacato di opportunità. Questo pieno potere di cognizione, che esorbita dal campo solitamente riservato all'azione giudiziaria, va tuttavia esercitato con il dovuto riserbo e senso della misura. Lo stesso Tribunale federale quando ha libera cognizione di fatto e di diritto fa uso di questa libertà con prudente ritegno, specie dovendo dirimere questioni con forte valenza tecnica o connotazioni locali, dove le conoscenze degli specialisti, rispettivamente delle autorità del posto, costituiscono spesso un insostituibile elemento per la presa di decisione. Il Tribunale cantonale amministrativo dovrà pertanto esaminare con attento spirito critico gli aspetti controversi del piano di utilizzazione impugnato, ma è solo se vi scoprirà vizi di una certa rilevanza, inconciliabili col precetto dell'adeguatezza, che l'annullerà e lo rinvierà all'autorità di adozione o che procederà ad una sua modifica. Non basta dunque che risulti possibile una soluzione migliore, magari solo sotto certi aspetti, di quella contestata, per sostituirla a quest'ultima; la soluzione alternativa deve manifestare dei pregi realmente superiori, nel suo complesso, da convincere il tribunale a preferirla a quella approvata dall'autorità incaricata della pianificazione.
3.
Giusta l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per assicurare un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano d'utilizzazione cantonale viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il piano d'utilizzazione cantonale disciplina e organizza l'uso ammissibile del suolo per zone di interesse cantonale o sovracomunale. Esso è inteso a promuovere l'attuazione degli obiettivi pianificatori cantonali del piano direttore e di compiti cantonali come pure la realizzazione di edifici o impianti di interesse cantonale o sovracomunale fissati da leggi speciali (art. 44 cpv. 1 e 2 LALPT).
4.
4.1. La _ è inserita nella regione collinare e valliva cui fanno corona le pendici sudorientali del _ e quelle occidentali e meridionali del _, che culmina a sud sull'allineamento di rilievi collegati fra loro dal _. Essa spazia sul territorio dei comuni di PI 2 e PI 1. Nell'ambito dell'autorizzazione di dissodamento per la realizzazione dell'omonima _, nel 1987 la Confederazione ha posto come condizione al suo rilascio l'esecuzione di un rilievo naturalistico e paesaggistico e la tutela del comparto attraverso un piano di protezione e di gestione naturalistica adeguato e vincolante. Per onorare tale condizione, il Governo ha allestito il PUC, approvato dal Parlamento con decreto legislativo _ 2004.
4.2. La scheda 1.1. del piano direttore cantonale definisce
zona naturale protetta
l'area oggetto del PUC e prevede il piano di utilizzazione cantonale quale strumento per l'attuazione del coordinamento. La citata scheda, riferita alle componenti naturali accertate, indica quale scopo la protezione delle aree in oggetto mediante il consolidamento o l'attuazione di adeguate misure pianificatorie. Il piano direttore prevede che la protezione delle componenti naturali sia organizzata sulla base di una classificazione ispirata a quella proposta dal Consiglio d'Europa (piano direttore - rapporto esplicativo, A.1.2.1). Secondo tale intendimento, le zone [naturali] protette sono territori con contenuti naturalistici particolari o particolarmente importanti o rappresentativi che meritano e richiedono una protezione di carattere generale (
zone protette generali
) o limitata a determinati aspetti (
zone protette specifiche
). In queste zone viene data priorità alla protezione delle componenti naturali sulle altre utilizzazioni; le attività umane d'incidenza territoriale, e in particolare gli interessi generali della pianificazione, quelli agricoli, quelli forestali e quelli legati allo svago, benché restino riservati, devono risultare compatibili con le finalità di protezione. Per rilevare i contenuti naturalistici del comparto, è stato eseguito uno studio naturalistico.
Il 1° marzo 2002 è entrata in vigore la legge cantonale sulla protezione della natura del 12 dicembre 2001 (LCPN), che si prefigge di promuovere la conoscenza, la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione delle componenti naturali del paesaggio (art. 1 LCPN). L'art. 2 cpv. 2 LCPN stabilisce che sono componenti naturali i comparti naturali e singoli elementi del paesaggio (lett. a), i biotopi ed i geotopi (lett. b), la flora, i funghi e la fauna (lett. c), le rocce, i minerali ed i fossili (lett. d). Gli strumenti della pianificazione territoriale definiscono le modalità della protezione dei comparti naturali d'importanza nazionale e cantonale, mentre la protezione degli elementi emergenti, dei biotopi e dei geotopi d'importanza nazionale e cantonale avviene tramite il decreto di protezione (art. 13 cpv. 1 e 2 LCPN). L'art. 12 cpv. 1 LCPN istituisce diverse categorie di protezione (riserva naturale, zona di protezione della natura, zona di protezione del paesaggio, parco naturale, monumento naturale) i cui contenuti ed effetti verranno specificati nel regolamento d'applicazione (art. 12 cpv. 2 LCPN), a tutt'oggi non ancora emanato. Tuttavia, il messaggio del 30 marzo 1999 (n. 4872) relativo alla LCPN spiega già che per parco naturale s'intende un comprensorio caratterizzato da importanti contenuti naturali e nel contempo favorevole alla promozione ricreativa e didattica. Esso pone al centro dei propri interessi la conservazione dell'ambiente naturale abbinata alla promozione economica-sociale che ne deriva (messaggio citato, ad art. 12). L'art. 17 LCPN incarica il Consiglio di Stato della gestione dei biotopi d'importanza nazionale e cantonale. Questa può essere assicurata tramite accordi coi proprietari e coi gestori. Tali accordi devono stabilire almeno durata e modalità di gestione, nonché i compensi finanziari. Per la tutela della flora e della fauna, la legge indica innanzitutto che la loro estinzione venga prevenuta tramite la conservazione di spazi vitali sufficienti e altri provvedimenti adeguati (art. 18 cpv. 1 LCPN).
In esito a quanto sopra, si può considerare che il PUC è zona naturale protetta secondo il piano direttore e parco naturale ai sensi dell'art. 12 cpv. 1 lett. d LCPN. Sia l'approccio del piano direttore che quello della LCPN prevedono dunque una convivenza tra la protezione della natura e le attività umane d'incidenza territoriale, che debbono però risultare compatibili con le finalità di protezione.
4.3. Il comprensorio del PUC_ interessa il comparto agro-forestale situato nel bacino imbrifero del _, sul territorio giurisdizionale dei comuni di _ e _. Il PUC ha un'estensione di circa _ ettari ed è composto principalmente da boschi, colture e pascoli. Com'è stato possibile constatare in fase di elaborazione del piano di utilizzazione, il comparto agro-forestale attuale è solamente una parte di un comprensorio naturale molto più ampio che negli ultimi decenni è stato eroso dall'urbanizzazione e dalla realizzazione di infrastrutture di interesse regionale. Ciò malgrado, esso costituisce ancora oggi un'area di particolare importanza dal punto di vista naturalistico, soprattutto grazie all'insieme di ambienti naturali pregiati che accolgono molte specie animali e vegetali rare. I principali tipi di ambiente riconoscibili sono boschi, campagne estensive, ecotoni (zone di contatto e di transizione tra due ecosistemi diversi) e riali. Il PUC rappresenta inoltre l'unico polmone verde di pianura di tutto il _ e per questo assume anche una funzione ricreativa di primaria importanza per la popolazione dell'agglomerato di _ _: vi sono infatti diversi sentieri tra cui un sentiero naturalistico e alcune attrezzature per lo svago. L'agricoltura è l'attività antropica più importante esercitata all'interno del PUC. Le superfici agricole rappresentano circa la metà della superficie totale; circa quindici aziende agricole vi fanno capo, tre delle quali risiedono all'interno del comprensorio del PUC (cfr. Rapporto _; RVGC anno parlamentare _, pag. _). All'interno del PUC sono presenti tre oggetti inseriti in inventari federali. Si tratta di due siti di riproduzione di anfibi d'importanza nazionale (oggetti n. _ e _) e di un spazio vitale per i rettili d'importanza nazionale (oggetto n. _).
4.4. Conformemente agli intendimenti del piano direttore e con la definizione di parco naturale data dalla LCPN, il PUC si prefigge di definire le destinazioni d'uso del suolo volte a garantire la protezione, il ripristino e la valorizzazione delle componenti naturali; il recupero dei valori naturalistici e paesaggistici persi; favorire l'utilizzo agricolo estensivo a fini paesaggistici; promuovere e valorizzare la funzione ricreativa e di svago del parco. Il PUC è composto dal rapporto di pianificazione, dalle rappresentazioni grafiche, dal piano degli interventi, dalle norme di attuazione ed, infine da un programma di realizzazione. Il PUC definisce sette tipologie d'uso del territorio: zona di protezione della natura, zona agricola (suddivisa in due categorie, v.
infra 4.4.2.
), area forestale, riserva forestale, zona edificabile, zona per attrezzature ed edifici privati d'interesse pubblico, accessi e percorsi.
4.4.1. Il PUC prevede l'istituzione di tre zone di protezione della natura (ZPN), i cui contenuti naturali sono integralmente protetti (art. 10 cpv. 1 NA), nelle quali le utilizzazioni attuali sono subordinate alla tutela, alla valorizzazione e al ripristino degli ambienti naturali (rapporto di pianificazione, pag. 16). Si tratta della ZPN1 (1,5 ha), della ZPN2 (1,5 ha) e della ZPN 3 (6,5 ha). Nelle zone di protezione della natura sono previsti interventi per il recupero di ambienti umidi e golenali, nonché la valorizzazione di aree ruderali e affioramenti geologici (interventi R1, S1, S2, S3, S4, S5, S9 e S10, cfr. tabella 1 a pag. 21 del rapporto di pianificazione).
4.4.2. L'area agricola viene per lo più utilizzata come prato o pascolo e per la viticoltura, ma anche per campicoltura e per orticoltura. Il PUC prevede due tipi di zona agricola: quella caratterizzata dal concetto di valorizzazione e strutturazione (ZA-a), all'interno della quale si favorisce la conversione dello sfruttamento agricolo intensivo in forme maggiormente estensive, e la zona agricola tradizionale (ZA-b) con mantenimento della gestione attuale, dove si vuole perpetuare l'utilizzo agricolo sin qui praticato, evitando in particolare una sua intensificazione. Gli obiettivi specifici del PUC per le superfici agricole prevedono di evitare un'ulteriore intensificazione dell'utilizzo agricolo, la promozione della conversione totale o parziale delle coltivazioni intensive in altre a carattere estensivo, la salvaguardia delle componenti naturali da possibili effetti negativi derivanti dallo sfruttamento agricolo e l'incremento della presenza di siepi ed alberature singole (rapporto di pianificazione, pag. 14). Nella zona agricola sono previsti sia interventi vincolanti (ripristini e sostituzioni: interventi R1, R2, R3 e S3) che volontari sulla base di contratti di gestione (valorizzazione: intervento V1; cfr. tabella 3 a pag. 22 del rapporto di pianificazione e art. 11 cpv. 5 NA). Per questi contratti è stanziato un credito globale e vi sarà una sinergia con quanto previsto dal diritto agricolo (ordinanza sui pagamenti diretti, OPD, e ordinanza sulla qualità ecologica, OQE). Inoltre sono previsti ulteriore contributi - anche per superfici non contemplate dalle due ordinanze citate - specifici al PUC e che vengono attribuiti unicamente previa sottoscrizione dei contratti di gestione. La scheda V1, che concerne l'agricoltura, prevede l'incremento della diversità biologica delle superfici agricole, attraverso la promozione dell'estensione dell'utilizzo agricolo, tramite l'assegnazione di contributi di conversione in base a contratti stipulati con i gestori o proprietari. A tal fine è previsto un investimento di 660'000 fr., suddivisi in 500'000 fr. come contributi a disposizione per promuovere la valorizzazione del territorio agricolo, mentre 160'000 fr. sono destinati alla consulenza ed alla negoziazione agricola. Dell'importanza dell'attività agricola nel comparto e del consenso con chi la svolge, vi è stata una presa di coscienza da parte della autorità cantonali, Governo e Parlamento, che, fatto tesoro delle osservazioni provenienti dall'ambiente agricolo, hanno cercato di promuovere maggiormente la ricerca di soluzioni concordate (v. messaggio pag. _ e rapporto pag. _ segg., in particolare pag. _ segg., entrambi in: RVGC anno parlamentare _, pag. _ segg.).
4.4.3. Per quanto attiene l'area boschiva del PUC, caratterizzata dalla presenza di consorzi forestali molto diversi, non sono previsti progetti selvicolturali particolari e la gestione è limitata a minimi interventi da parte dei privati. Il PUC si prefigge la valorizzazione di quest'area quale ecosistema per biocenosi forestali ed animali degne di protezione, la protezione delle formazioni forestali di rilevanza nazionale, il ripristino dei consorzi forestali eliminati dalla costruzione della d_, il favorire delle specie autoctone rispetto a quelle neofite, la valorizzazione della funzione ricreativa e didattica del bosco e la sua funzione protettiva (rapporto di pianificazione, pag. 14 e seg.). La maggior parte degli interventi nell'area forestale sarà definita da un piano di gestione che sarà allestito in base ad una serie di principî già annunciati nel rapporto di pianificazione (rapporto di pianificazione, pag. 23). Il PUC definisce comunque alcuni interventi in area forestale o in zona di protezione della natura a carattere forestale (R1, S1, S5, V3 e V5, cfr. tabella 4 a pag. 23 del rapporto di pianificazione). L'area boschiva è suddivisa in riserva forestale e area forestale. Per la riserva forestale (RF), circa 34 ettari di formazioni boscate prossime allo stato naturale, l'art. 12 NA sancisce che al suo interno il bosco venga lasciato evolvere naturalmente, senza nessun intervento di gestione. Uniche eccezioni sono gli interventi per la manutenzione dei sentieri o delle infrastrutture esistenti, per l'eventuale cura dei biotopi particolari o per motivi di sicurezza o stabilità del terreno (art 12 cpv. 2 NA). L'area forestale (AF), come visto, non è retta da una specifica norma: l'art. 12 cpv. 4 NA si limita infatti a rinviare al citato futuro piano di gestione.
4.4.4. Per la valorizzazione della propria funzione ricreativa e di svago, il PUC prevede il consolidamento delle strutture presso il _ (interventi V10 e V12, cfr. tabella 6 a pag. 24 del rapporto di pianificazione) il completamento della rete sentieristica, la divulgazione delle sue caratteristiche naturali, storiche e paesaggistiche, favorendo il coordinamento con le infrastrutture ed attività di svago esterne al piano di utilizzazione cantonale (cfr. art. 15, 16 e 18 NA). Sono a tal scopo previsti degli interventi per migliorare gli accessi ed i percorsi (interventi di valorizzazione V9, V11 e V13, cfr. tabella 7 a pag. 24 del rapporto di pianificazione). Al fine di acquisire le superfici necessarie per attuare il PUC, l'art. 21 cpv. 2 NA menziona esplicitamente la possibilità di procedere, se indispensabile, tramite espropriazioni. Tale diritto viene conferito al Cantone che, può subdelegarlo agli enti indicati all'art. 4 cpv. 2 NA.
4.4.5. Il piano degli interventi distingue questi in tre categorie (piano degli interventi, pag. 3):
"
R - interventi di ripristino
: interventi per ricostituire nello stesso luogo in cui si trovavano ambienti di pregio naturalistico distrutti dopo la realizzazione della d_;
S - interventi di sostituzione: interventi per creare nuovi biotopi in sostituzione di quelli compromessi con la realizzazione della d_;
V - interventi di valorizzazione: interventi per incrementare il valore ecologico e ricreativo degli ambienti tuttora
esistenti.
".
5.
Gli insorgenti sostengono che debbano essere annullati tutti gli interventi previsti dal PUC che hanno un'incidenza sull'azienda agricola, poiché non compatibili con la garanzia della proprietà.
5.1. Una restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su una base legale, è giustificata da un interesse pubblico preponderante e rispetta il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cost.; DTF 129 I 337 consid. 4.1; 126 I 219 consid. 2). La legalità, l'interesse pubblico e la proporzionalità costituiscono, d'altra parte, dei principi giuridici fondamentali, che lo Stato deve sempre rispettare nelle proprie attività (art. 5 Cost.).
5.2. Rettamente, nel presente caso, l'esistenza di una valida base legale per gli interventi previsti dal PUC non è messa in discussione dagli insorgenti. Essa è comunque sia data, come visto più sopra.
5.3. In merito all'interesse pubblico, va ricordato che in linea generale si ritiene pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al potere pubblico promuovere nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse pubblico ad un provvedimento di pianificazione del territorio è segnatamente dato quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in gioco (RDAT I-2000 n. 24 consid.
4.1. con rinvii;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert
, Aménagement du territoire, construczion, expropriation, Berna 2001, n. 98-102;
Scolari
, Diritto amministrativo, parte generale, 2
a
ed., Cadenazzo 2002, n. 558-594).
Quando vi è una possibile collisione tra differenti interessi pubblici, questa deve essere risolta confrontando e soppesando gli interessi in gioco (cfr. DTF 111 Ia 101, consid.
4, citata anche in:
Häfelin/Müller/Uhlmann,
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5
a
ed., Zurigo 2006, n. 564).
In linea generale,
gli insorgenti sostengono che gli interventi previsti dal PUC non si conciliano con l'interesse pubblico preminente del mantenimento dell'agricoltura e che l'interesse pubblico ad un parziale recupero di biotopi appare inferiore a questo. In merito, il tribunale considera che sia la tutela dell'attività agricola che quella della natura e del paesaggio sono interessi pubblici ampiamente riconosciuti e del resto anche da parte degli insorgenti. Questi interessi, senz'altro dati, in concreto, possono semmai trovarsi in conflitto, in particolare quando l'attività agricola risulta inconciliabile con talune misure di protezione della natura e del paesaggio. La soluzione di tali conflitti viene esaminata nell'ambito dell'evasione delle singole censure.
5.4. Il principio della proporzionalità esige che le restrizioni della proprietà siano idonee a raggiungere lo scopo di interesse pubblico desiderato, che tra i diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga scelto quello che lede in misura minore gli interessi del cittadino, infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo di interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (RDAT II-2000 n. 75 consid. 5b con rinvii;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert
, op. cit., n. 103-106;
Scolari
, op. cit., n. 595-610). I ricorrenti sostengono a torto che tale principio sia stato violato, mentre l'esame dei singoli provvedimenti, che segue, dimostra che lo stesso è stato rispettato.
6.