Decision ID: 0d2ae1b9-c7db-5523-baa9-2aa71c4aaa49
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1967, divorziato, con figli, ha
lavorato in Svizzera per 9 mesi nel 1989 e ancora, per diversi datori di la-
voro e con alcune interruzioni dal novembre 2008 a fine luglio 2015, da
ultimo dal 9 dicembre 2013 presso la B._ Sagl di (...) (nel frattempo
in liquidazione e cancellata dal registro di commercio il 1° settembre 2016,
doc. TAF 1) in qualità di capocantiere/muratore, solvendo regolari contributi
all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 12
e 102 dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità del Cantone C._
[in seguito UAI-C._] e doc. 13 dell’incarto della F._: [in se-
guito Assicuratore infortuni]).
A.b In data 22 luglio 2015, terminata la propria attività lavorativa, l’assicu-
rato è scivolato ed ha subito una distorsione della caviglia destra. A causa
dei forti dolori, il giorno seguente si è recato al pronto soccorso dell’ospe-
dale di Tradate, dove è stata posta la diagnosi di distorsione tibio-tarsica
destra. L’assicurato è inoltre stato dichiarato totalmente inabile al lavoro
(doc. 1 e segg. Assicuratore infortuni). Le conseguenze dell’infortunio sono
state assunte dall’INSAI (annuncio infortunio del 24 luglio 2015: doc. 3 As-
sicuratore infortuni).
B.
B.a In data 23 febbraio 2016 l’assicurato ha trasmesso all’Ufficio per l’as-
sicurazione per l’invalidità del Canton C._ (UAI-C._) il for-
mulario relativo alla richiesta di prestazioni dell’assicurazione per l’invali-
dità (doc. 1 UAI-C._). Nel corso dell’istruttoria l’UAI-C._ ha
acquisito agli atti l’incarto della F._ (cfr. in particolare doc. 6 e segg.
e doc. 45, 47 e 49 UAI-C._).
B.b Il 21 giugno 2016 l’assicurato è stato sottoposto, presso l'Ospedale
Regionale di (...), ad un’artrodesi dell’articolazione tibio-tarsica superiore
destra in tecnica artroscopica con impianto di due viti ASNIS (doc. 82 e 89
Assicuratore infortuni).
B.c Con visita medico-circondariale di chiusura dell’8 settembre 2017, il
dott. D._, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’ap-
parato locomotore, ha posto la diagnosi di stato dopo distorsione tibiotar-
sica destra e stato dopo artrodesi tibiotarsica. Lo specialista, incaricato
dall’INSAI, ha inoltre indicato di ritenere stabilizzata la situazione clinica,
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che la precedente attività non sarebbe stata verosimilmente più esigibile,
ma che l’assicurato risultava abile nella misura massima possibile in attività
adeguate (doc. 144 Assicuratore infortuni).
B.d Nel gennaio 2017 è stata versata un’indennità giornaliera dall’INSAI,
mentre nel febbraio 2017 un’indennità giornaliera dall’UAIE (doc. 60 e
segg. UAI-C._ e doc. 171 Assicuratore infortuni). Dal 1° marzo 2018
al 31 dicembre 2018 l’interessato ha beneficiato di provvedimenti profes-
sionali sotto forma di una formazione breve nella vendita al dettaglio, du-
rante la quale ha percepito un’indennità giornaliera dell’assicurazione inva-
lidità (doc. 73 e segg. UAI-C._).
B.e A partire dal 1° gennaio 2019 l’assicurato ha iniziato a lavorare all’80%
in qualità di impiegato di vendita al dettaglio presso la E._ SA di (...)
(doc. 84 e segg. UAI-C._).
B.f Basandosi sulla documentazione medica risultante dalla procedura in-
fortunistica, di cui si dirà nei considerandi in diritto, e tenuto in particolare
conto della formazione breve nella vendita al dettaglio portata a termine
con successo, con progetto di decisione del 2 gennaio 2019, l’UAI-
C._ ha prospettato all’assicurato l’assegnazione di una rendita in-
tera d’invalidità dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2017. A partire dal 1°
gennaio 2018 il diritto alla rendita è stato negato in virtù di un grado di
invalidità del 18%, ottenuto raffrontando un salario da valido determinato
sulla base dei valori statistici (TA1_tirage_skill_level 2014, livello di com-
petenze 2 per il ramo costruzioni, aggiornato al 2016) ed un salario da in-
valido anch’esso determinato secondo i valori statistici (TA1_ti-
rage_skill_level 2014, categoria vendita al dettaglio, livello di competenze
1 con aggiornamento al 2016; cfr. doc. 54, 85 e 88 UAI-C._).
B.g Contro tale progetto l’assicurato non ha presentato osservazioni e per-
tanto, con decisione del 14 marzo 2019, l’UAIE ha confermato l’attribuzione
della rendita prospettata con progetto di decisione del 2 gennaio 2019 (doc.
102 UAI-C._).
C.
C.a Dal canto suo, con decisione del 25 aprile 2019, l’assicuratore infortuni
– utilizzando i dati statistici forniti dalla rilevazione svizzera della struttura
dei salari – ha riconosciuto un’incapacità al guadagno del 18% e la relativa
rendita dal 1° gennaio 2019. Facendo riferimento ai salari previsti dalla ta-
bella TA1_tirage_skill_level 2016, indicizzati al 2019, la F._ ha
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messo a confronto un salario da valido secondo il ramo 41-43 costruzioni,
livello 2, uomini [CHF 74'192.-] con un salario da invalido secondo il ramo
economico 47, commercio al dettaglio, livello 1, uomini [CHF 60'499.]).
L’assicuratore infortuni ha riconosciuto altresì un’indennità per menoma-
zione dell’integrità del 15% (doc. 171 Assicuratore infortuni).
C.b Con decisione su opposizione del 23 maggio 2019, l’INSAI ha confer-
mato la decisione impugnata (doc. 253 Assicuratore infortuni).
D.
D.a Il 10 maggio 2019 l’interessato ha inoltrato ricorso al Tribunale ammi-
nistrativo federale (TAF) contro la decisione dell’UAIE del 14 marzo 2019.
Egli ha contestato il grado di invalidità stabilito dall’UAIE, senza quantifi-
care la propria richiesta e postulato l’annullamento del provvedimento im-
pugnato con rinvio degli atti all’autorità inferiore in via principale affinché
svolga il raffronto dei redditi utilizzando quale reddito da valido, il reddito
statistico secondo la Tabella TA1, ramo 41-43, livello 3, e quale reddito da
invalido, il salario reale al 100% nell’attività effettivamente svolta dall’assi-
curato, in via subordinata affinché esegua il raffronto dei redditi utilizzando
quale reddito da valido il minimo salariale di categoria in vigore per il con-
tratto normale di lavoro per l’edilizia e quale reddito da invalido il salario
reale al 100% nell’attività effettivamente svolta dall’assicurato. In via an-
cora più subordinata ha postulato l’utilizzazione quale reddito da valido il
salario statistico secondo la Tabella TA1, ramo 41-43, livello 2, indicizzato
al 2019 e quale reddito da invalido, il salario reale al 100% nell’attività ef-
fettivamente svolta dall’assicurato (doc. TAF 1). Dei motivi si dirà se neces-
sario nei considerandi in diritto.
D.b Il 4 giugno 2019, l’interessato ha versato l’anticipo di CHF 800.- chiesto
a copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 3).
D.c Nella risposta al ricorso del 19 luglio 2019 l’UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando
al preavviso dell’UAI-C._ del 18 luglio 2019, l’autorità inferiore ha
ribadito la correttezza del calcolo del grado di invalidità. A proposito del
reddito da valido ha in particolare osservato di non poter nella fattispecie
riconoscere all’assicurato, data l’assenza di una formazione professionale
specifica, il livello di competenza 3 previsto dalla TA1, nel ramo 41- 43.
L’amministrazione ha inoltre rilevato che l’assicurato sottostà all’obbligo di
ridurre il danno e che presso l’attuale datore di lavoro percepisce un reddito
di molto inferiore rispetto alle possibilità presenti sul mercato del lavoro
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equilibrato, motivo per cui è corretto determinare il reddito da invalido ricor-
rendo ai valori statistici e non al salario effettivamente percepito, come in-
vece sostenuto dall’assicurato (doc. TAF 8).
D.d Con replica del 20 settembre 2019 il ricorrente ha osservato di aver
sempre svolto l’attività di capocantiere con mansioni di responsabilità, ac-
compagnandola con l’attività di muratore solo in caso di contingenze lavo-
rative particolari. Ha poi indicato che una differenza tra reddito da invalido
effettivamente conseguito e reddito da invalido determinato sulla base di
valori statistici non è sufficiente per ritenere che la capacità lavorativa resi-
dua non sia sfruttata in maniera ottimale e che di conseguenza il grado di
invalidità deve essere determinato in primo luogo sulla base del guadagno
effettivamente percepito, senza ricorrere valori statistici. Infine, ha preci-
sato che qualora il reddito da invalido venga determinato facendo ricorso
ai valori tabellari, andrebbe nondimeno dedotto il “gap salariale”, avendo
beneficiato di una formazione unicamente nel settore della vendita al det-
taglio (doc. TAF 14).
D.e Con duplica del 3 ottobre 2019, l’UAIE, rinviando alla breve presa di
posizione dell’UAI-C._ del 1° ottobre 2019, l’UAIE, ha nuovamente
proposto la reiezione del gravame e la conferma del provvedimento impu-
gnato (doc. TAF 16).
E.
Con sentenza del 3 marzo 2020, il Tribunale delle assicurazioni del Canton
C._ ha respinto il ricorso presentato dall’assicurato il 7 giugno 2019
contro il provvedimento su opposizione della F._ del 23 maggio
2019, confermando il grado di invalidità stabilita da quest’ultima (doc. 257
Assicuratore infortuni; doc. TAF 22).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
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con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-
mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
3.
L’oggetto litigioso è costituito dalla questione se il ricorrente abbia diritto, o
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Pagina 7
meno, ad una rendita d’invalidità anche dopo il 31 dicembre 2017, segna-
tamente l’aspetto economico dell’invalidità, e meglio gli aspetti parziali re-
lativi alla determinazione del reddito da valido e del salario da invalido.
4.
4.1 Dal profilo temporale, riservate disposizioni di diritto transitorio, sono
applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce con-
seguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2;
138 V 475 consid. 3.1).
4.2 Nel caso in esame, trattandosi del diritto alla rendita dopo il 31 dicem-
bre 2017, si applicano di principio le disposizioni della 6a revisione della
LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012 ed eventuali modifiche fino alla
pronuncia della decisione impugnata.
5.
Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della decisione
impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione
impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2).
Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano
imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione ante-
riore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid.
1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto liti-
gioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al mo-
mento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze del TF
8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20
aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
6.
6.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e
risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
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Pagina 8
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv.
3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regola-
mento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
6.2 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4
LAI e 8 LPGA è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico
(DTF 116 V 246 consid. 1b; sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio
2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). Secondo l'art. 7 cpv.
1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale,
della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle mi-
sure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
un’incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Se-
condo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psi-
chica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata,
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in
un'altra professione o campo d'attività. L’assicurazione svizzera per l’inva-
lidità risarcisce pertanto, e di principio, soltanto la perdita economica che
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Pagina 9
deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortu-
nio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa (DTF 116 V 246
consid. 1b).
6.3 La nozione di invalidità in ambito AI coincide con quella vigente in am-
bito LAINF e nell'assicurazione militare (art. 16 LPGA; DTF 127 V 129 con-
sid. 4d; 133 V 549 consid. 6). Se il danno alla salute è il medesimo, la va-
lutazione dell'invalidità in ambito AI, LAINF e assicurazione militare do-
vrebbe condurre al medesimo grado di invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6;
126 V 288 consid. 2a con rinvii). Un assicuratore non è tuttavia vincolato
ad una decisione emessa da un altro ente per esempio nel caso in cui il
grado di invalidità risulta da un accordo intercorso tra le parti (DTF 127 V
129 consid. 4d; 126 V 288 consid. 2a) rispettivamente si fonda su un errore
di diritto (DTF 126 V 288 consid. 2a).
Se inoltre in DTF 126 V 288 il Tribunale federale (TF) ha relativizzato il
carattere vincolante di una valutazione dell'invalidità passata in giudicato
nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni nel senso che una deter-
minazione differente del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità entrava in linea di conto eccezionalmente e a condizione che
sussistessero motivi pertinenti, in DTF 133 V 549 il (TF) ha precisato la
propria giurisprudenza concludendo che la valutazione dell'invalidità da
parte dell'assicurazione infortuni non vincola l'assicurazione per l'invalidità
ai sensi della precedente giurisprudenza (DTF 126 V 288) e, di conse-
guenza, l'Ufficio AI non è legittimato a interporre opposizione, rispettiva-
mente ricorso, contro la decisione, rispettivamente contro la decisione su
opposizione, dell'assicuratore infortuni sulla questione del diritto alla ren-
dita in quanto tale o sul grado d'invalidità (DTF 133 V 549 consid. 6; sen-
tenza del TF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 10).
6.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.5 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
C-2262/2019
Pagina 10
7.
7.1 Per costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica
decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporanea-
mente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere
applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative
ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr.
13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I
38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 feb-
braio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).
7.2 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
7.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5).
7.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3
maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
C-2262/2019
Pagina 11
7.5
7.5.1 In caso di rendita limitata nel tempo accordata a posteriori, alfine di
accertare se il grado d’invalidità si è modificato in maniera tale da influire
sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la situazione di
fatto determinante al momento in cui è nato il diritto alla rendita, e, dall’altro
lato, la situazione vigente all’epoca in cui la rendita è stata soppressa o
ridotta in eventuale applicazione dell’art. 88a cpv. 1 OAI (cfr. sentenza del
TF 8C_87/2009 del 16 giugno 2009, consid. 2.2).
7.5.2 Nel caso di specie, il periodo determinante è quello intercorrente dal
1° settembre 2016 (data a partire dalla quale l’UAIE ha accordato all’insor-
gente una rendita intera d’invalidità) ed il 31 dicembre 2017 (data in cui la
stessa è stata soppressa). Si tratta dunque di verificare se il raffronto dei
redditi al 31 dicembre 2017 permetteva di sopprimere la rendita intera as-
segnata all’assicurato.
8.
8.1 In primo luogo va rilevato, con riferimento alla capacità lavorativa del
ricorrente, che è incontestato – né gli atti danno motivo a questo Tribunale
di intervenire d’ufficio su questa questione – che a seguito dell’infortunio
del 22 luglio 2015, e fino all’8 settembre 2017, data della visita medico-
circondariale di chiusura dell’INSAI, egli era totalmente incapace al lavoro
in qualsiasi attività. Nella precedente attività di capocantiere/muratore,
l’inabilità lavorativa totale sussiste anche dopo l’8 settembre 2017, mentre
in attività adeguate ai limiti funzionali – a partire dalla medesima data – è
stato considerato abile a tempo pieno (cfr. doc. 144 Assicuratore infortuni;
consid. B.c) e pertanto la situazione di salute, così come la capacità lavo-
rativa sono migliorate. Tant’è che da marzo a dicembre 2018, egli ha se-
guito una formazione nella vendita al dettaglio e a partire dal 1° gennaio
2019 è effettivamente impiegato in tale settore all’80% (cfr. consid. B.d e
seg.).
8.2 Restano tuttavia da esaminare le conseguenze che ne derivano dal
profilo del grado di invalidità e quindi dell’eventuale attribuzione di una ren-
dita a decorrere dal 1° gennaio 2018.
C-2262/2019
Pagina 12
9.
9.1 Nel gravame del 10 maggio 2019 il ricorrente ha censurato il raffronto
dei redditi effettuato dall’autorità inferiore ed in particolare l’errata determi-
nazione di entrambi i redditi da porre a confronto (doc. TAF 1 e 8).
9.2 L’autorità inferiore ha calcolato il grado d’invalidità come segue: ha raf-
frontato il reddito da valido di CHF 73'856.- (salario determinato su base
statistica applicando i valori della TA1_tirage_skill_level 2014, livello di
competenze 2 per il ramo costruzioni, tenendo conto di un orario usuale di
41.4 ore settimanali, aggiornato al 2016 [{5’885/40x41.4x12} + 0.367%
+0.676%]) con un reddito da invalido di CHF 60'403.- (ottenuto applicando
la tabella TA1 del 2014 livello di qualifica 1 nel settore del commercio al
dettaglio [categoria 47] in cui è stato formato [4’767 x 12 = CHF 57'204.-),
di un orario usuale di 41.8 ore settimanali nonché dell’indicizzazione del
salario al 2016 (cfr. doc. 54, 85, 88 e 102 UAI-C._). L’autorità infe-
riore non ha altresì ritenuto di dovere apportare al salario da invalido una
riduzione giurisprudenziale, fissando un grado d’invalidità del 18,2%.
10.
10.1
10.1.1 Nel caso di un assicurato esercitante attività lucrativa, il grado d’in-
validità deve essere determinato, in virtù dell’art. 16 LPGA in combinazione
con l’art. 28a cpv. 1 LAI, sulla base di un confronto dei redditi. Il reddito che
l’assicurato potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esi-
gibile da lui, dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, in una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito
da invalido) è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se
non fosse diventato invalido (reddito da valido). Per procedere al raffronto
bisogna di regola esprimere il più esattamente possibile in cifre questi red-
diti e confrontarli, la differenza tra i due importi permettendo di calcolare il
grado d’invalidità (metodo generale del confronto dei redditi; DTF 130 V
343 consid. 3.4.2; sentenza del TF 8C_536/2017 del 5 marzo 2018 consid.
5.1). Per il confronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti
al momento della nascita del diritto alla rendita; i redditi da valido e da in-
valido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la va-
lutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla pronuncia della decisione e suscettibili di incidere sul
diritto alla rendita (DTF 129 V 222 consid. 4.1 e 4.2). Il confronto dei redditi
determinanti, nella determinazione del grado d’invalidità di un assicurato
C-2262/2019
Pagina 13
domiciliato all’estero, deve essere fatto sullo stesso mercato del lavoro,
posto che la disparità della remunerazione e del costo della vita da un
paese all’altro non permette di procedere a una comparazione oggettiva
dei redditi in questione (DTF 137 V 20 consid. 5.2.3.2).
10.1.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido occorre stabilire quanto
guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosimiglianza
preponderante, quale persona sana al momento della decorrenza del di-
ritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circo-
stanze personali. Di regola, ci si fonda sull’ultimo reddito che la persona
assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla salute, se
del caso adeguato al rincaro e all’evoluzione reale dei salari. Normalmente,
infatti, in base all’esperienza comune, in assenza del danno alla salute la
persona interessata avrebbe continuato a svolgere la precedente attività.
Eccezioni a questo principio devono essere comprovate secondo la vero-
simiglianza preponderante (DTF 139 V 28 consid. 3.3.2; 134 V 322 consid.
4.1).
10.1.3 Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare dal reddito ipo-
tetico che l’assicurato avrebbe potuto conseguire senza invalidità e ricor-
rere ai dati statistici risultanti dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
(ISS) edita dall’Ufficio federale di statistica. Questo sarà in particolare il
caso qualora non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il red-
dito ipotetico, segnatamente qualora dovessero mancare indicazioni ri-
guardanti l’ultima attività professionale dell’assicurato o se l’ultimo salario
percepito non corrispondesse manifestamente a quello che egli sarebbe
stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona
valida; ciò è il caso ad esempio se l’assicurato, prima di essere riconosciuto
definitivamente incapace al lavoro, era in disoccupazione o percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
prima dell’insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell’invalidità (sentenza del TF 9C_348/2016
del 7 dicembre 2016 consid. 3.2.3). Poiché i salari statistici sono general-
mente fondati su un orario di lavoro settimanale di 40 ore, gli stessi devono
essere adeguati all’orario usuale medio settimanale del corrispondente set-
tore d’impiego (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono es-
sere adeguati all’evoluzione dei salari nominali, applicando l’indice per gli
uomini o per le donne (DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
C-2262/2019
Pagina 14
10.2
10.2.1 Nel caso concreto l’assicurato ha chiesto in via principale che il red-
dito da valido venga stabilito in base ai dati statistici di cui alla tabella TA1,
ramo 41-43, livello 3, uomini. In via subordinata ha postulato che per il red-
dito da valido venga utilizzato il minimo salariale di categoria in vigore per
il contratto normale per l’edilizia (classe salariale V). In via ancora più su-
bordinata, l’assicurato ha proposto che il reddito da valido utilizzato dall’au-
torità inferiore venga indicizzato al 2019.
10.2.2 Nella fattispecie in esame dagli atti risulta che il ricorrente ha svolto
per diversi anni la mansione di capocantiere assicurando la direzione la-
vori, che è stato alle dipendenze della B._ Sagl dal 9 dicembre 2013
al 31 luglio 2015 con qualifica/classe salariale V secondo il Contratto na-
zionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera, ossia “lavoratori quali-
ficati che hanno portato a termine con successo la scuola per capi ricono-
sciuta dalla CPSA o che sono stati nominati capi dal proprio datore di la-
voro” e percepito un reddito di CHF 78'866.- nel 2014 e di CHF 46'381.-
nel 2015 (per un periodo di impiego di sette mesi). Quando si è infortunato,
il 23 luglio 2015, egli aveva già ricevuto la disdetta del contratto di lavoro
con effetto al 31 luglio 2015 per mancanza di lavoro (cfr. doc. 12, p. 55 UAI-
C._; doc. 150 Assicuratore infortuni e allegato D a doc. TAF 1).
10.2.3 Da quanto precede, alla luce dell’esperienza professionale, della
formazione acquisita dal ricorrente e della tipologia delle mansioni svolte –
a carattere dirigenziale – nel corso della propria carriera, così come segna-
tamente dalla qualifica/classe salariale V raggiunta dall’assicurato presso
il suo ultimo datore di lavoro, e dallo stipendio effettivamente percepito da
quest’ultimo, la scelta dell’UAIE di applicare i valori relativi al livello di com-
petenza 2 della TA1 (“attività pratiche come la vendita, la cura delle per-
sone, l’elaborazione di dati e l’amministrazione, l’utilizzo di macchinari e di
apparecchiature elettroniche, i servizi di sicurezza, i trasporti”), piuttosto
che il livello di competenza 3 (“attività pratiche complesse che richiedono
ampie conoscenze in un ambito specifico”), non può essere a priori confer-
mata, meritando la stessa ulteriori approfondimenti.
Tuttavia, tale aspetto può restare indeciso, in quanto – avendo l’autorità
inferiore correttamente stabilito il reddito da invalido (di cui si dirà in detta-
glio nei considerandi che seguono) – anche volendo ipoteticamente far ri-
ferimento per il reddito da valido ai valori di cui si avvale l’assicurato (si
confronti in particolare il dato più favorevole al consid. 11), non si otterrebbe
in ogni caso un grado di invalidità pensionabile. Inoltre, l’interessato non
C-2262/2019
Pagina 15
raggiungerebbe un grado di invalidità del 40% neppure determinando il sa-
lario da valido sulla base dell’ultimo stipendio percepito nel 2015, che, in-
dicizzato al 2017 (pari a CHF 80'066.85) risulta più elevato rispetto al mi-
nimo salariale di categoria secondo il contratto collettivo per l’edilizia,
classe salariale V, di cui chiede l’applicazione il ricorrente, e dunque più
favorevole (si confrontino i considerandi 10.3 e segg. e 11 del presente
giudizio).
10.3
10.3.1 Per determinare il reddito da invalido fa stato in primo luogo la si-
tuazione salariale concreta dell’assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità di lavoro residua, il reddito deri-
vante dall’attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, segna-
tamente perché dopo l’insorgenza dell’invalidità la persona assicurata non
ha più esercitato alcuna attività lucrativa oppure non ha esercitato una
nuova attività lucrativa, malgrado essa sia ragionevolmente esigibile, pos-
sono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano
dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS; DTF 139 V 592 consid.
2.3; sentenza del TF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 7), fermo
restando che di principio occorre fare riferimento ai dati statistici più recenti
(DTF 143 V 295 consid. 2.3).
10.3.2 Per quel che attiene al requisito dello sfruttamento completo e ra-
gionevole della residua capacità lavorativa, il Tribunale federale ha preci-
sato che tale condizione non è adempiuta qualora quest’ultimo potrebbe
percepire in un mercato del lavoro equilibrato un reddito più elevato rispetto
a quello effettivamente percepito. Nell’ipotetico mercato del lavoro equili-
brato la ricerca di un nuovo impiego risulta esigibile anche qualora per l’as-
sicurato, per motivi congiunturali, nel mercato del lavoro reale è molto dif-
ficile, rispettivamente impossibile, trovare un tale impiego. L’imputabilità di
un reddito ipotetico più elevato non si fonda principalmente sull’obbligo di
ridurre il danno, ma piuttosto sull’idea che le assicurazioni sociali compen-
sino unicamente il discapito economico derivante da un danno alla salute
(cfr. in particolare sentenza del TF 8C-313/2018 del 10 agosto 2018, con-
sid. 6.3 e rinvii).
10.3.3 Di principio, quando risulta necessario ricorrere ai valori statistici per
determinare il reddito da invalido, sono applicabili i dati salariali medi na-
C-2262/2019
Pagina 16
zionali risultanti dalla Tabella TA1 dell’ISS relativa al settore privato, segna-
tamente il salario lordo, valore mediano, per divisioni economiche, totale.
Tuttavia, qualora ciò risulti opportuno, ci si può riferire al salario lordo di un
singolo settore o di una singola categoria professionale al fine di permet-
tere all’assicurato di sfruttare in maniera ragionevolmente esigibile la sua
piena capacità lavorativa residua. Questo sarà in particolare il caso qua-
lora, prima dell’insorgenza del danno alla salute, la persona assicurata ha
lavorato per molti anni nello stesso settore e l’esercizio di un’attività lucra-
tiva in un altro settore non appare esigibile (sentenza del TF 8C_457/2017
dell’11 ottobre 2017 consid. 6.2). Poiché i salari statistici sono general-
mente fondati su un orario settimanale di 40 ore, gli stessi devono essere
adeguati all’orario usuale medio settimanale del corrispondente settore
d’impiego (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono essere
adeguati all’evoluzione dei salari nominali, applicando l’indice per gli uo-
mini o per le donne (DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
10.3.4 In concreto, il ricorrente ritiene adempiuti i requisiti per determinare
il reddito da invalido sulla base del salario effettivamente percepito presso
l’attuale datore di lavoro, nell’attività di impiegato di vendita al dettaglio. In
particolare, egli ritiene di sfruttare in maniera completa e ragionevole la
capacità di lavoro residua, ammettendo nondimeno la necessità di tenere
conto del salario che percepirebbe svolgendo la sua attività al 100%, pari
a CHF 40'300.- (cfr. doc. TAF 1).
10.3.5 Secondo questo Tribunale tale censura non può essere accolta,
avendo l’UAIE correttamente determinato il salario da invalido in base ai
valori statistici. Come evidenziato dalla giurisprudenza citata, il Tribunale
federale adotta un approccio restrittivo quando si tratta di utilizzare il salario
effettivamente percepito per determinare il reddito da invalido, ammettendo
tale modo di procedere unicamente quando l’assicurato beneficia di rap-
porto di lavoro particolarmente stabile, sfrutta in maniera completa e ragio-
nevole la capacità di lavoro residua e il reddito percepito non costituisca un
salario sociale. Il caso concreto è caratterizzato da un’elevata differenza
tra salario reale e salario tabellare, pari in particolare a CHF 19’716.59
(CHF 60’016.59 - 40'300), e dal fatto che il ricorrente presenta delle limita-
zioni funzionali ridotte, essendo esclusi in maniera categorica unicamente
la posizione inginocchiata e con flessione delle ginocchia, il camminare su
terreni accidentati e salire scale a pioli (doc. 144 Assicuratore infortuni),
che non paiono restringere in particolar modo le possibilità di impiego nel
settore della vendita al dettaglio. Tale circostanza non è peraltro mai nep-
pure affermata, rispettivamente compiutamente motivata dal ricorrente. In-
C-2262/2019
Pagina 17
fine, non giova a quest’ultimo neppure far riferimento alla sentenza del Tri-
bunale federale 9C_479/2018 del 22 febbraio 2019. Il caso descritto si di-
stingue infatti da quello in rassegna, avendo il Tribunale federale consta-
tato che l’attività svolta dall’assicurata era particolarmente adattata ai suoi
importanti limiti funzionali e che la stessa avrebbe incontrato grandi diffi-
coltà a svolgere un lavoro che non tenesse conto della sua importante psi-
copatologia, evidenziando pure una ridotta divergenza (di circa CHF 700.-
annui) tra il salario reale ed i valori tabellari.
10.4
10.4.1 Per quello che attiene alla mancata parallelizzazione dei salari (il
cosiddetto “gap salariale”), censurata dal ricorrente in relazione all’ ultima
attività esercitata prima dell’infortunio, va rilevato che nella misura in cui
per determinare il salario dal valido si utilizzano i valori tabellari una paral-
lelizzazione degli stipendi non ha più ragione di essere, fondandosi i redditi
da porre a confronto sugli stessi criteri.
10.4.2 Inoltre, anche nell’ipotesi in cui venga computato quale reddito da
valido quello effettivamente percepito dal ricorrente la richiesta va respinta.
Secondo il Tribunale federale se il salario da valido corrisponde al minimo
previsto da un contratto collettivo di lavoro non deve essere parallelizzato
(v. sentenza del TF 9C_138/2019 del 29 maggio 2019, consid. 6). A mag-
gior ragione se esso è superiore.
11.
11.1.1 Alla luce di quanto precede e considerati i dati del 2017 – il momento
determinante per il raffronto dei redditi è quello in cui il diritto alla rendita
potrebbe subire una modifica, e meglio l’anno in cui vi è stato il migliora-
mento dello stato di salute e la soppressione della rendita (sentenza del
TAF C-4032/18 del 1° ottobre 2019 consid. 17.2 e CR LPGA – Margit Mo-
ser-Szeless, ad art. 16 LPGA N 41) e non quelli relativi al 2016 utilizzati
nella decisione impugnata, né quelli del 2019 come richiesto dal ricorrente
in via ancora più subordinata e che ad ogni modo non comporterebbero un
grado di invalidità pensionabile, in merito alla valutazione economica va
rilevato quanto segue.
11.1.2 Raffrontando il reddito da valido di CHF 91’413.17 (ottenuto appli-
cando la tabella TA1 del 2016, tenendo conto del livello di qualifica 3, della
categoria 41-43 costruzioni, uomini, per 41.3 h/settimana e dell’indicizza-
zione al 2017 [CHF 7356 x 12 / 40 x 41.3 / 100.4 x 100.7]) con un reddito
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da invalido di CHF 60’016.59 (ottenuto applicando la tabella TA1 del 2016,
tenendo conto del livello di qualifica 1, della categoria 47 commercio al
dettaglio, uomini, per 41.9 h/settimana e dell’indicizzazione al 2017: [4’751
/ 40 x 41.9 x 12] + 0.5% [indicizzazione]), il grado di invalidità è pari al 34%
([91’413.17 - 60’016.59]: 91’413.17 x 100 = 34.34%).
11.1.3 Determinando invece il reddito da valido a partire dall’ultimo salario
percepito dall’assicurato, indicizzato al 2017, si dovrebbe raffrontare un
reddito di CHF 80’066.85 (CHF 6’625.85 [media mensile 2015] : 100 x
100.7 [indicizzazione] x 12) con un reddito da invalido di CHF 60’016.59
(cfr. consid. 11.1.2), ed il ricorrente non raggiungerebbe comunque un
grado d’invalidità pensionabile, ma solo del 25.04% ([80’066.85 –
60’016.59]: 80’066.85 x 100 = 25.04%).
11.1.4 A titolo abbondanziale, questo Tribunale rileva che – avendo l’assi-
curato beneficiato di provvedimenti professionali con formazione breve
nella vendita dal marzo 2018 al dicembre 2018, ossia dopo l’insorgenza
del miglioramento dello stato di salute intervenuto nel settembre 2017,
l’UAIE – precedentemente alla conclusione della riformazione - avrebbe
dovuto ricorrere, per determinare il salario da invalido, ai valori statistici di
cui alla tabella TA1 relativa ad attività semplici e ripetitive. Tuttavia tale
aspetto, oltre a non essere stato contestato dal ricorrente, risulta ininfluente
sull’eventuale diritto ad una rendita (si confronti al proposito il raffronto dei
redditi eseguito dall’autorità inferiore, secondo cui il grado di invalidità, te-
nuto conto altresì di una deduzione dal reddito da invalido del 15%, è pari,
arrotondato al 23%, doc. 53 UAI-C._).
11.2
11.2.1 Giova inoltre ricordare che per gli assicurati che, a causa della par-
ticolare situazione personale o professionale, non possono mettere com-
pletamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico stati-
stico. Se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati statistici
debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle circostanze personali e
professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età,
anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupa-
zione). Una deduzione globale massima del 25% del salario statistico per-
mette di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito
C-2262/2019
Pagina 19
del lavoro. Tale deduzione non è tuttavia automatica, ma deve essere va-
lutata di caso in caso (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 V 322 consid. 5.2;
126 V 75 consid. 5b).
11.2.2 In concreto, in un primo momento, con raffronto dei redditi del 20
settembre 2017, l’autorità inferiore aveva stabilito una riduzione al reddito
ipotetico da invalido del 15% (8% per attività leggere e 5% per la perdita
delle competenze professionali acquisite nella precedente attività; cfr. doc.
54 UAI-C._). In seguito alla formazione breve svolta dall’assicurato,
l’UAIE ha tuttavia rilevato che una riduzione del salario statistico non era
più indicata (cfr. doc. 85 e 82 e 102 UAI-C._). Da parte sua, il ricor-
rente non ha contestato tale aspetto (v. doc. TAF 1 e 14).
11.2.3 Questo Tribunale constata dunque d’ufficio che, secondo la giuri-
sprudenza del Tribunale federale, una riduzione giurisprudenziale può giu-
stificarsi anche allorquando sussistono, oltre ad un’eventuale riduzione
della capacità lavorativa, altre restrizioni, come per esempio pause supple-
mentari o limitazioni funzionali che in ragione della loro natura non sono
facilmente compatibili con le esigenze che comportano di regola le attività
sostitutive entranti in linea di conto (cfr. in particolare sentenza del TF
8C_552 del 18 gennaio 2018 consid. 5.2 con rinvio).
11.2.4 Nel caso concreto, l’assicurato non presenta limitazioni funzionali
particolarmente incisive nell’ambito della vendita al dettaglio, essendo
escluse in maniera categorica unicamente la posizione inginocchiata e con
flessione delle ginocchia, il camminare su terreni accidentati e salire scale
a pioli (doc. 144 Assicuratore infortuni). Inoltre, secondo la recente giuri-
sprudenza del Tribunale federale, neppure l'età degli uomini nel segmento
tra 50 e 65 anni, in attività senza funzioni dirigenziali, provoca una diminu-
zione dei salari (talvolta persino un aumento [cfr. sentenze del TF
8C_561/2018 del 4 marzo 2019 consid. 4.3, 9C_535/2017 del 14 dicembre
2017 consid. 4.6 e 8C_477/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4.2 con
rinvii]). Si osservi, peraltro, che una limitata formazione professionale non
giustifica di per sé una riduzione giurisprudenziale, considerato che le atti-
vità adeguate entranti in linea di conto (segnatamente semplici e ripetitive)
non richiedono né un'esperienza professionale diversificata né un grado di
istruzione particolare (cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.3). Infine, per quel che
concerne gli anni di servizio, il Tribunale federale ha avuto modo di preci-
sare che nel settore privato tale criterio perde di rilevanza negli impieghi
che non necessitano di approfondire conoscenze specialistiche e che per
i lavori adeguati semplici e ripetitivi di norma l’assenza di anni di servizio
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non comporta svantaggi salariali (cfr. DTF 126 V 75, consid. 5 e sentenza
del TF 9C_874/2014 del 2 settembre 2015, consid. 3.3).
11.2.5 Di conseguenza, quand’anche si dovesse per pura ipotesi proce-
dere ad una riduzione giurisprudenziale in ragione dell’esperienza acqui-
sita nella precedente attività e non più sfruttabile in attività adeguate, essa
non potrebbe – secondo questo Tribunale – eccedere il 5%, con la conse-
guenza che il raffronto dei redditi non implicherebbe ancora un grado d’in-
validità giustificante l’erogazione di una rendita dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità, dato che nell’ipotesi più favorevole al ricorrente (con salario
da valido secondo la TA1 2016, livello 3, indicizzato al 2017) e reddito da
invalido di CHF 57’015.76 (CHF 60’016.59 – 5% di riduzione giurispruden-
ziale) si otterrebbe un grado di invalidità del 37.62% ([91413.17 -
57015.76]: 91’413.17 x 100 = 37.62%).
12.
Da quanto esposto, discende che il ricorso deve essere respinto e la deci-
sione impugnata confermata.
13.
13.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 800.-, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA, nonché art. 3 lett. b
TS-TAF [RS 173.320.2]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di
identico ammontare, versato dall’insorgente il 4 giugno 2019.
13.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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