Decision ID: 28c644f6-7a00-47f9-9c1f-76c6d8047d55
Year: 2015
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. La Procura presso il Tribunale di Cluj (Romania) ha presentato alla Svizzera, in
data 7 agosto 2014, una richiesta di assistenza giudiziaria in materia penale nel
contesto di un procedimento da essa condotto nei confronti di C. per titolo di
evasione fiscale continuata ai sensi dell'art. 9 comma 1 lett. c della Legge n.
241/2005 e del reato previsto dall'art. 8 comma 1 della Legge n. 241/2005, en-
trambi in relazione con gli art. 35 comma 1, 5 e 38 del Codice penale rumeno.
Secondo l'attività investigativa svolta dall'autorità rumena, C. avrebbe recato
pregiudizi al budget dello Stato rumeno mediante un sistema di finti circuiti fra
più società commerciali con sede in Romania e all'estero che lui amministrava
di fatto e di diritto oppure di cui si occupava della contabilità, registrando nei libri
contabili presunte operazioni commerciali fittizie con lo scopo di eludere il pa-
gamento degli oneri fiscali. In base a queste operazione egli avrebbe ottenuto
nel corso dell'anno 2013 rimborsi d'IVA per complessivi RON 529'138. A seguito
delle perquisizioni domiciliari svolte presso la D. Srl., amministrata dall'imputato,
sono stati rinvenuti e prelevati gli atti costitutivi e i timbri di più società commer-
ciali con sede dichiarata all'estero che sarebbero amministrate da C., da suoi
conoscenti o da persone da lui coinvolte per svolgere attività illecite. Tra queste
società figuravano la A. Ltd., Hong Kong, la E. Co. Ltd., Hong Kong e la F. Co.,
Panama. Dagli accertamenti effettuati è risultato che a queste società sono in-
testati dei conti in istituti di credito di Lugano; presso la banca G. Lugano per la
A. Ltd. e presso la banca H. SA Lugano per la E. Co. Ltd. e la F. Co. (v. atto 1
incarto MP/TI). Con la domanda di assistenza, l'autorità rogante ha quindi ri-
chiesto, in sostanza, tutta la documentazione e le informazioni relative ai sud-
detti conti (v. ibidem pag. 4 e seg.).
B. Mediante decisioni del 16 settembre 2014, il Ministero pubblico del Cantone
Ticino è entrato nel merito della suddetta richiesta, ordinando in particolare l'i-
dentificazione dei suddetti conti nonché il sequestro della documentazione do-
mandata (v. atti 2, 3, e 4 incarto MP/TI).
C. Con decisione di chiusura del 12 agosto 2015 il Ministero pubblico ticinese ha
accolto la rogatoria, ordinando la trasmissione alle autorità rumene di svariata
documentazione relativa alle relazioni n. 1 presso la banca H. SA intestata alla
società E. Co. LTD, n. 2 presso la banca H. SA intestata alla F. Co., n. 3 presso
la banca G. SA e n. 4 presso la I AG, entrambe intestate alla A. Ltd. (v. atto 21
incarto MP/TI).
- 3 -
D. In data 2 settembre 2015 la A. Ltd. e B. hanno interposto ricorso avverso la
suddetta decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale
federale, chiedendone in via principale l'annullamento e in via subordinata la
riforma nel senso che la documentazione in essa indicata venga limitata all'anno
2013 (v. act. 1).
E. Con scritto del 13 ottobre 2015 l'Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG)
chiede che il ricorso, nella misura in cui ammissibile, venga respinto (v. act. 9).
A conclusione della sua risposta del 15 ottobre 2015, il Ministero pubblico tici-
nese postula la reiezione del gravame (v. act. 10).
F. Con memoriale di replica del 28 ottobre 2015, trasmesso all'UFG e al Ministero
pubblico ticinese per conoscenza, i ricorrenti si sono riconfermati nelle conclu-
sioni espresse in sede ricorsuale (v. act. 12).
Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dalle parti saranno riprese, per
quanto necessario, nei considerandi di diritto.

Diritto:
1.
1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione delle
autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami
penali giudica i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Romania e la Confe-
derazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di assi-
stenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il
20 marzo 1967 per la Svizzera e il 15 giugno 1999 per la Romania (CEAG; RS
0.351.1), così come dal secondo Protocollo addizionale dell'8 novembre 2001
alla CEAG (PA II CEAG; RS 0.351.12), entrato in vigore per la Svizzera il
1° febbraio 2005 e per la Romania il 1° marzo 2005. L'Accordo di cooperazione
fra la Confederazione Svizzera, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati
membri dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda
i loro interessi, concluso il 26 ottobre 2004 (AAF; RS 0.351.926.81), è applica-
bile in via transitoria, in attesa della ratifica da parte di tutti gli Stati membri.
Mediante una dichiarazione delle parti contraenti prevista dall'articolo 44 para-
grafo 3, una parte contraente può applicare in ogni momento l'accordo con ogni
altra parte contraente che abbia fatto la stessa dichiarazione. Pertanto, poiché
- 4 -
la Romania e la Svizzera hanno fatto una dichiarazione di questo genere, l'ac-
cordo è applicabile bilateralmente dall'8 aprile 2009. Di rilievo nella presente
fattispecie è altresì la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la
confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata
in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1° dicembre 2002 per la
Romania (CRic; RS. 0.311.53).
Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati
non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-
nale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello convenzionale (cosiddetto
principio di favore), si applica la legge federale sull'assistenza internazionale in
materia penale (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP;
RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid.
2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II
180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). Il
principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto
internazionale (v. art. 39 n. 3 CRic; art. 26 n. 3 CEAG; art. 25 cpv. 2 AAF). È
fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II
595 consid. 7c; TPF 2008 24 consid. 1.1).
1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-
tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti
atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e
12 cpv. 1 AIMP; v. M. DANGUBIC/T. KESHELAVA, Commentario basilese, Interna-
tionales Strafrecht, Basilea 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al prece-
dente considerando.
2.
2.1 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura dell'au-
torità cantonale d'esecuzione, il ricorso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25
cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP.
2.2 La ricevibilità del gravame presuppone anche la legittimazione degli insorgenti
giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposizione, oltre all’UFG (art.
80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e
direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di
protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP,
v. anche art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto
il procedimento penale all’estero). Per essere considerato personalmente e di-
rettamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il ri-
corrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la decisione liti-
giosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa). Più concretamente, nel caso di una ri-
chiesta di informazioni su un conto bancario è considerato personalmente e
- 5 -
direttamente toccato il titolare del conto (v. art. 9a lett. b OAIMP), mentre l’inte-
ressato toccato solo in maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto
economico di un conto bancario, non può impugnare tali provvedimenti (DTF
139 II 404 consid. 2.1.1; 122 II 130 consid. 2b; TPF 2008 172 consid. 1.3). Ec-
cezionalmente, la qualità per ricorrere è riconosciuta all'avente diritto econo-
mico di una società titolare di un conto quando la stessa è disciolta, riservato
l'abuso di diritto (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 123 II 153 consid. 2c e d). In
questo caso, tocca all'avente diritto economico dimostrare anzitutto la liquida-
zione della società mediante documentazione ufficiale (sentenze del Tribunale
federale 1A.10/2000 del 18 maggio 2000, consid. 1e, in Praxis 2000 n° 133 pag.
790 e segg.; 1A.131/1999 del 26 agosto 1999, consid. 3). Egli deve inoltre di-
mostrare attraverso questa stessa documentazione oppure mediante altre
prove di essere il beneficiario dello scioglimento della società in quanto tale
(sentenza del Tribunale federale 1C_370/2012 del 3 ottobre 2012, consid. 2.7;
sentenze del Tribunale penale federale RR.2012.257 del 2 luglio 2013, consid.
1.2.1; RR.2012.252 del 7 giugno 2013, consid. 2.2.1) e quindi non semplice-
mente di un suo conto bancario (TPF 2009 183 consid. 2.2.2).
2.3 In specie, le procure agli atti in favore dell'avv. Elio Brunetti sono firmate da B.
per entrambi i ricorrenti (v. act. 1.4 e 1.5).
Per quanto concerne la A. Ltd, si rileva che questa risulta essere la titolare delle
relazioni bancarie n. 3 presso la banca G. e n. 4 presso la I. AG (v. atti 7 e 10
incarto MP/TI). B., quale direttore della stessa, è legittimato a rappresentare la
società (v. act. 6.1 e 6.2 art. 16 e segg.). La legittimazione della A. Ltd risulta
dunque essere pacifica.
Riguardo alla F. Co. si osserva che la società è stata sciolta in data 8 maggio
2015 (v. act. 1.2) e cancellata dal registro di commercio il 20 maggio 2015 (v.
act. 1.3). B., quale avente diritto economico della società, ritiene di essere legit-
timato a impugnare la decisione di chiusura del Ministero pubblico ticinese del
12 agosto 2015 (v. atto 21 incarto MP/TI). Come esposto sopra, l'avente diritto
economico è legittimato a rappresentare una società disciolta quando questi
dimostra la liquidazione della società e prova di essere il beneficiario dello scio-
glimento della società in quanto tale. Nella fattispecie in esame è sì provato che
la società è stata sciolta (v. act. 1.2 e 1.3), nei documenti non compare però da
nessuna parte il nome di B. Nonostante il legale dei ricorrenti fosse a cono-
scenza della summenzionata giurisprudenza, esplicitamente citata nel proprio
ricorso (v. act. 1 pag. 2), non figura nel fascicolo processuale nessun elemento
atto a dimostrare che il predetto sia il beneficiario dello scioglimento della so-
cietà in questione.
La legittimazione ricorsuale va pertanto riconosciuta unicamente alla A. Ltd. il
cui ricorso è quindi ammissibile, contrariamente a quello di B.
- 6 -
3. La ricorrente si duole in primo luogo del fatto che la domanda di assistenza
rumena sarebbe di dubbia ricevibilità siccome lacunosa e generica. L'esposto
fattuale ometterebbe in sostanza di indicare quali società estere sarebbero coin-
volte e come i pretesi atti avrebbero avuto luogo.
3.1 Per quanto attiene alla domanda di assistenza, gli art. 14 CEAG, 27 n. 1 CRic
e 28 AIMP esigono in sostanza che essa sia scritta, che indichi l'ufficio da cui
emana e all'occorrenza l'autorità competente per il procedimento penale, il suo
oggetto, il motivo, la qualificazione giuridica del reato, i dati, il più possibile pre-
cisi e completi, della persona contro cui è diretto il procedimento penale, pre-
sentando altresì un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere allo
Stato rogato di verificare che non sussistano condizioni ostative all'assistenza
(DTF 129 II 97 consid. 3; 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a; 117 Ib
64 consid. 5c). In questo ambito, non si può tuttavia pretendere dallo Stato ri-
chiedente la presentazione di un esposto dei fatti totalmente esente da lacune
o contraddizioni, visto che lo scopo della rogatoria è proprio quello di chiarire
punti oscuri relativi alle fattispecie oggetto d'indagine all'estero, ferma restando
la necessità di poter verificare che le condizioni per la concessione dell'assi-
stenza siano date e in che misura essa sia possibile (v. DTF 117 Ib 64 consid.
5c, con giurisprudenza citata). Lo Stato richiedente non deve provare la com-
missione del reato, ma esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali
fonda i propri sospetti, per permettere allo Stato richiesto di verificare che la
rogatoria non costituisca un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (v. su
questo tema DTF 125 II 65 consid. 6b/aa). L'esame della colpevolezza è riser-
vato al giudice straniero del merito, per cui non compete a quello svizzero
dell'assistenza (DTF 113 Ib 276 consid. 3a; 112 Ib 576 consid. 3; sentenza del
Tribunale federale 1C_562/2011 del 22 dicembre 2011, consid. 1.5).
3.2 La richiesta di assistenza dell'autorità rumena indica con sufficiente chiarezza i
motivi alla base della stessa. Le autorità inquirenti rumene hanno evidenziato
come la A. Ltd. si collochi in stretta relazione con i fatti oggetto del procedimento
penale rumeno, già per il fatto che i documenti costitutivi e i timbri di diverse
società tra cui quelli della A. Ltd sono stati trovati in occasione delle perquisi-
zioni domiciliari presso la sede della D. Srl. amministrata dall'imputato. Que-
st'ultimo avrebbe avuto, direttamente o tramite interposte persone, un ruolo
nell'amministrazione di queste società (v. rogatoria del 7 agosto 2014, pag. 2
[atto 1 incarto MP/TI] e decreto penale n. 191/C/P/03.07.2014 pag. 5 e segg.
[ibidem]). In particolare, le autorità rumene sospettano che l'imputato abbia uti-
lizzato queste società per operazioni fittizie atte all'ottenimento di indebiti rim-
borsi d'IVA. Vi è quindi un legame indiziario che permette di collegare la A. Ltd.
alle attività sospette dell'imputato. Il decreto penale n. 191/C/P/03.07.2014 evi-
denzia che dopo l'esame della documentazione processuale "il giudice constata
- 7 -
l'esistenza di indizi ben fondati riguardanti il sospetto ragionevole al reato sopra
menzionato" e autorizza la richiesta di assistenza giudiziaria per quanto attiene
a svariate relazioni bancarie, tra queste, anche quelle della A. Ltd. (v. pag. 5 e
segg.). L'affermazione della ricorrente, secondo la quale da questo decreto non
risulterebbe alcun legame tra la A. Ltd. e il procedimento penale rumeno, è
quindi priva di fondamento.
Visto quanto precede e alla luce dei sopraccitati principi giurisprudenziali, l'e-
sposto dei fatti contenuto nella rogatoria in esame adempie chiaramente le esi-
genze legali richieste. Per questi motivi, la relativa censura della ricorrente non
può trovare accoglimento.
4. Nel prosieguo della sua impugnativa la ricorrente sostiene che la domanda delle
autorità rumene è irricevibile in quanto volta al perseguimento di reati fiscali, per
i quali la Svizzera non fornisce assistenza, e mancherebbe perciò del requisito
della doppia punibilità.
4.1 Aderendo alla CEAG, la Svizzera ha posto il principio della doppia punibilità
quale condizione all’esecuzione di ogni commissione rogatoria esigente l’appli-
cazione di una qualsiasi misura coercitiva (v. art. 5 n. 1 lett. 1 CEAG e la riserva
formulata mediante l'art. 3 del decreto federale del 27 settembre 1966 che ap-
prova la Convenzione del Consiglio d'Europa, RU 1967 p. 893 e segg.). Nel
diritto interno, tale principio è espresso all'art. 64 cpv. 1 AIMP. Nell'ambito dell'e-
same della doppia punibilità, l'autorità non si scosta dall'esposto dei fatti conte-
nuto nella domanda, fatti salvi gli errori, le lacune o altre contraddizioni evidenti
ed immediatamente rilevati (DTF 132 II 81 consid. 2.1; 118 Ib 111 consid. 5b
pag. 121 e seg.). Il Tribunale non deve procedere a un esame dei reati e delle
norme penali menzionati nella domanda di assistenza, ma deve semplicemente
vagliare, limitandosi a un esame "prima facie", se i fatti addotti nella domanda
estera – effettuata la dovuta trasposizione – sarebbero punibili anche secondo
il diritto svizzero, ricordato che la punibilità secondo il diritto svizzero va deter-
minata senza tener conto delle particolari forme di colpa e condizioni di punibi-
lità da questo previste (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188; 118 Ib 543 con-
sid. 3b/aa pag. 546; 116 Ib 89 consid. 3b/bb; 112 Ib 576 consid. 11b/bb pag.
594; R. ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pé-
nale, 4a ediz., Berna 2014, n. 581). I fatti incriminati non devono forzatamente
essere caratterizzati, nelle due legislazioni toccate, dalla medesima qualifica-
zione giuridica (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188).
Diversamente dall'ambito estradizionale, le misure di cooperazione sono già
ammesse se la condizione della doppia punibilità è ossequiata alla luce di una
singola fattispecie (sentenza del Tribunale federale 1C_138/2007 del 17 luglio
2007, consid. 2.3 e rinvii).
- 8 -
L'art. 2 lett. a CEAG permette tuttavia di rifiutare l'assistenza giudiziaria segna-
tamente quando la domanda si riferisce a reati considerati dalla Parte richiesta
come reati fiscali. Secondo l'art. 3 cpv. 3 AIMP, la domanda è irricevibile se il
procedimento verte su un reato che sembra volto a una decurtazione di tributi
fiscali o viola disposizioni in materia di provvedimenti di politica monetaria, com-
merciale o economica. Tuttavia, si può dar seguito a una domanda in ambito di
"altra assistenza" se il procedimento verte su una truffa in materia fiscale. Que-
st'ultima deve essere interpretata sulla base dell'art. 14 cpv. 2 della legge fede-
rale sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0), disposizione applicabile
in virtù del rinvio previsto all'art. 24 cpv. 1 OAIMP. Una truffa fiscale è realizzata
se l’autore, mediante inganno astuto, fa sì che l’ente pubblico si trovi defraudato
di una tassa, un contributo o un’altra prestazione o venga a essere altrimenti
pregiudicato nei suoi interessi patrimoniali (DTF 125 II 250 consid. 3a). La no-
zione d'inganno astuto corrisponde sostanzialmente a quella applicata in ambito
di truffa ai sensi dell'art. 146 CP (DTF 126 IV 165 consid. 2a; TPF 2008 128
consid. 5.4). Quando la domanda è presentata per il perseguimento di una truffa
fiscale, la Svizzera, in qualità di Stato richiesto, deroga alla regola secondo la
quale l'autorità d'esecuzione non deve determinarsi sulla realtà dei fatti (DTF
118 Ib 111 consid. 5b). Pur senza dover fornire prove indiscutibili sulla colpevo-
lezza della persona perseguita, lo Stato richiedente deve sostanziare l'esi-
stenza di sufficienti sospetti circa la commissione di una truffa fiscale (DTF 125
II 250 consid. 5b; 118 Ib 111 consid. 5b). Tali particolari esigenze hanno come
scopo quello di evitare che le norme ostative all'assistenza in materia econo-
mica e fiscale vengano raggirate (TPF 2007 150 consid. 3.2.4). Lo Stato richie-
dente non deve necessariamente allegare alla domanda i mezzi di prova. È
sufficiente ch'esso li indichi e ne renda verosimile l'esistenza (v. sentenza del
Tribunale federale 1A.183/1995 del 13 ottobre 1995, consid. 2d, citata da
ZIMMERMANN, op. cit., pag. 599 n. 644 nota 689). Questo vale però solo in am-
bito di fiscalità diretta, siccome l'Accordo anti frode (v. supra consid. 1.2), pre-
figgendosi l'obiettivo di ampliare l'assistenza amministrativa e l'assistenza giu-
diziaria in materia penale (v. art. 1 AAF), prevede espressamente la sua appli-
cabilità in ambito di violazione della legislazione fiscale relativa all'imposta sul
valore aggiunto (v. art. 2 cpv. 1 lett. a AAF), senza distinzioni di sorta fra sottra-
zione d'imposta e truffa fiscale. In materia di imposte indirette la distinzione fra
evasione e frode fiscale non costituisce più una discriminante di rilievo (v. art.
31 cpv. 1 lett. a AAF; v. M. KOCHER, Commentario basilese, Internationales
Strafrecht, Basilea 2015, n. 105 e segg. ad art. 3 AIMP; M. KOCHER, Zollgesetz,
Handkommentar, Berna 2009, n. 9 ad. Art. 115 ZG; L. UNSELD, Internationale
Rechtshilfe im Steuerrecht, tesi zurighese, Zurigo/Basilea/Ginevra 2011, pag.
135, 147 e seg. con rinvii; v. anche sentenze del Tribunale penale federale
RR.2013.298 del 6 maggio 2014, consid. 4.2.2; RR.2011.143 del 30 gennaio
2012, consid. 3.2.2 in fine).
- 9 -
4.2 Nel caso concreto non occorre chinarsi diffusamente e in maniera specifica
sulla questione di sapere se i fatti così come descritti nella commissione roga-
toria già evocati in precedenza (v. supra consid. 3.2) adempiano o meno i pre-
supposti oggettivi e soggettivi del reato di truffa in materia fiscale ex art. 14 cpv.
2 DPA, poiché alla presente fattispecie torna applicabile l'AAF. Le esigenze
supplementari richieste dalla giurisprudenza per evitare abusi in materia (v. TPF
2008 128 consid. 5.5 e rinvii) non sono qui di particolare momento.
I fatti descritti nella commissione rogatoria possono configurare, prima facie, i
reati previsti dagli art. 96 - 106 della legge federale del 12 giugno 2009 concer-
nente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA). La doppia punibilità è dunque certa-
mente data. Anche sotto questo profilo le censure della ricorrente vanno re-
spinte.
5. L'insorgente sostiene infine che la decisione impugnata sia lesiva del principio
della proporzionalità. A suo parere la richiesta estera sarebbe una ricerca esplo-
rativa che costituisce un'inammissibile "fishing expedition", ritenendo che le in-
formazioni richieste non sono connesse con la fattispecie descritta in rogatoria.
In via subordinata la ricorrente auspica la limitazione alle informazioni riguar-
danti l'anno 2013.
5.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda
di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero deve essere
lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato ri-
chiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assu-
mere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'autorità
estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta
di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzio-
nalità sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; sentenze del
Tribunale penale federale RR.2008.154-157 dell’11 settembre 2008, consid.
3.1; RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la domanda appaia abu-
siva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le in-
dagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). In base alla giurispru-
denza l'esame va quindi limitato alla cosiddetta utilità potenziale, motivo per cui
la consegna giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova
certamente privi di rilevanza per il procedimento penale all'estero (DTF 126 II
258 consid. 9c; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b).
Vietata in particolare è la cosiddetta "fishing expedition", la quale è definita dalla
giurisprudenza una ricerca generale ed indiscriminata di mezzi di prova volta a
fondare un sospetto senza che esistano pregressi elementi concreti a sostegno
dello stesso (DTF 125 II 65 consid. 6b/aa e rinvii). Questo genere di inchieste
non è consentito in ambito di assistenza giudiziaria internazionale sia alla luce
- 10 -
del principio della proporzionalità che di quello della specialità. Tale divieto si
fonda semplicemente sul fatto che è inammissibile procedere a casaccio nella
raccolta delle prove (DTF 113 I 257 consid. 5c), il che non sarebbe nemmeno
conciliabile con le stesse funzioni di base dell'assistenza internazionale in ma-
teria penale (v. D. DONATSCH/S. HEIMGARTNER/F. MEYER/M. SIMONEK, Interna-
tionale Rechtshilfe, 2a ediz., Zurigo/Basilea/Ginevra 2015, pag. 93 e seg.).
5.2 Agli atti risultano diverse operazioni che hanno toccato le relazioni bancarie n. 3
presso la banca G. SA e n. 4 presso la I. AG intestate alla ricorrente e che sono
connesse con la fattispecie descritta in rogatoria: in particolare, sono emerse
svariate transazioni tra la A. Ltd. e altre società riconducibili, direttamente o in-
direttamente, all'indagato C., anch'esse oggetto dell'indagine rumena (v. atti 1,
7 e 10 incarto MP/TI). Ad esempio si vedano le transazioni con la J. Srl. (tra gli
altri, accrediti del 24 gennaio 2014 di EUR 385'900.-- e del 24 marzo 2014 di
EUR 75'265.00), con la E. CO. Ltd. (per esempio accredito del 24 febbraio 2014
di fr. 258'000.--) o con la K. Srl. (per esempio accrediti del 20 febbraio 2014 di
EUR 349'900.-- e del 24 marzo 2014 di EUR 284'560.00; v. estratti conto della
relazione bancaria n. 3, atto 7 incarto MP/TI). Queste società sono, secondo le
autorità rumene, amministrate di fatto o di diritto da C. e sarebbero coinvolte nel
sistema di finti circuiti messi in atto per eludere il pagamento degli oneri fiscali
in Romania (pag. 3 e seg. del decreto penale n. 191/C/P/03.07.2014, atto 1
incarto MP/TI). Anche dagli estratti conto della relazione bancaria n. 4 emer-
gono relazioni con le summenzionate società (si veda per esempio l'accredito
da parte della E. Co. Ltd. di EUR 205'000.00 in data 13 marzo 2012 o di EUR
251'250.00 del 20 aprile 2012; v. estratti conto della relazione bancaria 4, atto
10 incarto MP/TI).
Inoltre in occasione della perquisizione presso la sede della D. Srl., ammini-
strata dall'indagato, sono stati trovati gli atti costitutivi e i timbri della ricorrente.
In particolare l'autorità rumena sospetta l'utilizzo della società per registrare
operazioni fittizie atte all'ottenimento di un indebito rimborso d'IVA (v. supra
consid. 3.2).
Conformemente alla sopraccitata giurisprudenza, l'utilità potenziale dei docu-
menti bancari in questione è certamente data. Le autorità rumene devono poter
rintracciare il cammino dei trasferimenti in esame al fine di chiarire i punti oscuri
riguardanti il possibile ruolo delle relazioni bancarie oggetto della presente ver-
tenza in relazione alla fattispecie oggetto d'indagine.
5.3 Per quanto concerne la limitazione della trasmissione ai dati concernenti l'anno
2013 auspicata dalla ricorrente si considera che, da consolidata prassi, quando
le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari nell'ambito di procedi-
menti per reati come quelli qui in esame, esse necessitano di regola di tutti i
documenti ivi relativi, perché debbono poter individuare il titolare giuridico ed
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economico dei conti eventualmente foraggiati con proventi illeciti, per sapere a
quali persone o entità giuridiche possano essere ricollegati (DTF 129 II 462
consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; sentenze
del Tribunale federale 1A.177/2006 del 10 dicembre 2007, consid. 5.5;
1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre
2005 in fine; sull'utilità dei documenti d'apertura di un conto v. sentenza del
Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 2007, consid. 3.2; cfr. anche DTF
130 II 14 consid. 4.1). La natura stessa di dette inchieste rende inoltre verosi-
mile la necessità di acquisire l'integralità della documentazione, in modo tale da
chiarire con sufficiente ampiezza diacronica l'origine e la destinazione dei flussi
monetari sospetti. La trasmissione dell'intera documentazione potrà evitare al-
tresì l'inoltro di eventuali domande complementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1;
121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 dell'11 no-
vembre 2008, consid. 2.4). Si tratta di una maniera di procedere necessaria, se
del caso, ad accertare anche l'estraneità delle persone interessate (DTF 129 II
462 consid. 5.5; sentenze del Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto
2007, consid. 2.3 e 3.2; 1A.52/2007 del 20 luglio 2007, consid. 2.1.3;
1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre
2005 in fine; 1A.79/2005 del 27 aprile 2005, consid. 4.1).
Costatata la sufficiente relazione tra la misura d'assistenza richiesta e l'oggetto
del procedimento penale rumeno, spetterà al giudice estero del merito valutare
se dalla documentazione sequestrata emerge in concreto una connessione pe-
nalmente rilevante tra i fatti perseguiti all'estero e i conti oggetto della decisione
impugnata. Non è infatti competenza dell'autorità rogata, rispettivamente del
giudice adito su ricorso in ambito di assistenza, sostituirsi al giudice penale stra-
niero e pronunciarsi sulla sostanza delle ipotesi di reato formulate dagli inqui-
renti (v. DTF 132 II 81 consid. 2.1; 122 II 373 consid. 1c; 112 Ib 215 consid. 5b;
109 Ib 60 consid. 5a e rinvii). Visto quanto esposto, vi è da concludere che la
domanda di assistenza estera non costituisce una "fishing expedition" e la tra-
smissione della documentazione litigiosa non viola il principio della proporzio-
nalità.
6. Visto quanto esposto, la decisione impugnata va integralmente confermata e il
gravame, nella misura della sua ricevibilità, va respinto.
7. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia
è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis lett. b PA, nonché 5 e 8
cpv. 3 lett. b del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti,
le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS
173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 6'000.-- a carico dei ricorrenti in
solido; essa è coperta dall’anticipo delle spese già versato.
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