Decision ID: aa077c48-c625-4efa-b23d-7efe25729034
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_001
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law

I. Ritenuto in fatto:
1. A._ sono genitori di C._, il quale frequenta la classe elementare
5B a B._.
2. Il 7 settembre 2021 le insegnanti D._ e E._ hanno assegnato
agli allievi della 5B il compito di portare la silhouette di un animale per poter
allestire le copertine dei loro quaderni nell'ambito della materia "attività
creative". Quel giorno C._ si trovava in quarantena. Egli è rientrato in
classe il 20 settembre 2021.
3. Il 21 settembre 2021 si è svolta la lezione introduttiva alla tecnica per la
realizzazione delle copertine dei quaderni. Le insegnanti D._ e
E._ hanno ricordato agli allievi il compito di portare la silhouette e poi
di allestire autonomamente le copertine.
4. Il 28 settembre 2021, durante la lezione di attività creative, C._ e altri
compagni di classe hanno informato le insegnanti D._ e E._ di
non aver fatto il compito perché precedentemente si trovavano in
quarantena. L'insegnante D._ ha quindi pronunciato la seguente
frase: "la quarantena non è una scusa, l'ho già sentita troppe volte".
5. I genitori di C._ (A._) hanno quindi immediatamente avvisato il
Direttore scolastico F._ di quanto avvenuto.
6. Il 1° ottobre 2021 ha quindi avuto luogo un (primo) incontro tra A._ e
il Direttore scolastico.
7. Il 4 ottobre 2021 A._ hanno preteso dal Direttore scolastico delle
scuse scritte dell'insegnante D._ e un ammonimento da parte
dell'Istituto scolastico nei suoi confronti.
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8. Il 5 ottobre 2021 il Direttore e il Vicedirettore scolastico nonché le
insegnanti D._ e E._ si sono riuniti in presenza dell'ispettore
scolastico G._ e hanno deciso di spiegare e discutere con la classe
perché è stata pronunciata la relativa frase.
9. Il 7 ottobre 2021 si è svolto un ulteriore incontro in cui la Direzione
scolastica ha informato A._ che con la classe 5B si sarebbe a breve
discusso quanto successo il 28 settembre 2021.
10. L'8 ottobre 2021, in presenza del Direttore scolastico e degli insegnanti
E._ e H._, l'insegnante D._ stando alle dichiarazioni del
Comune di B._ ha spiegato alla classe 5B, in special modo, che la
frase pronunciata il 28 settembre 2021 non era rivolta a un allievo/a
preciso/a (o a una famiglia precisa) e che non intendeva offendere
nessuno. Con la classe si è poi discusso dell'importanza di fare i compiti
anche quando ci si trova in quarantena. Agli allievi sono infine stati
riesplicati gli obiettivi della materia "attività creative", con particolare
riferimento al compito delle copertine.
11. Con e-mail dell'8 ottobre 2021 A._ ha chiesto alla Direzione scolastica
una lettera di scuse da parte dell'insegnante D._, dichiarando che in
assenza di una celere presa di posizione della Direzione scolastica e della
relativa docente avrebbe intrapreso ulteriori passi.
12. Il 12 ottobre 2021 I._ ha comunicato alla Direzione scolastica, al
Consiglio scolastico e al Direttore scolastico, in essenza, di non essere
soddisfatta di quanto messo in atto dalla Direzione scolastica,
riformulando la sua pretesa di scuse da parte dell'insegnante D._ e,
in caso contrario, invitando chi di dovere a intraprendere i prossimi passi.
13. Il 26 ottobre 2021 il Direttore scolastico ha informato I._, in special
modo, di aver apprezzato tutto ciò che la scuola ha fatto per venire a capo
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della situazione, soprattutto l'intervento fatto in classe dalla relativa
docente per contestualizzare la frase incriminata.
14. Con scritto del 12 novembre 2021 il Consiglio scolastico ha comunicato a
A._ che a suo parere la Direzione [scolastica], quale primo organo
superiore della docente e interlocutore della famiglia, avrebbe agito
correttamente, mantenendo la giusta equidistanza fra le parti e imponendo
alla docente un intervento in classe per contestualizzare quanto accaduto.
Il Consiglio scolastico non condivideva pertanto la richiesta di A._ di
presentazione di scuse e motivazioni da parte dell'insegnante D._ e
decideva di non intraprendere ulteriori passi nei suoi confronti.
15. Avverso questa decisione, A._ (qui di seguito: ricorrenti) hanno
inoltrato ricorso al Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione
dell'ambiente il 23 novembre 2021, che il 25 gennaio 2022 lo ha trasmesso
per competenza al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni. Nel
ricorso i ricorrenti chiedono che "nei confronti [dell'insegnante] D._
vengano presi dei seri provvedimenti, in modo da evitare che certe
situazioni si ripetano".
16. Nella presa di posizione del 18 febbraio 2022 il Consiglio scolastico del
Comune di B._ (qui di seguito: convenuto) ha confermato la propria
decisione.
17. Nella replica del 2 marzo 2022 i ricorrenti hanno confermato la motivazione
nel loro ricorso e censurato dei vizi formali, in particolare una lesione del
diritto di essere sentiti.
18. Nella duplica del 7 aprile 2022 il convenuto (ora patrocinato) ha postulato,
in via principale, l'irricevibilità del ricorso per mancanza di legittimazione e,
in via eventuale, il suo rigetto per quanto ricevibile. Inoltre, esso ha preso
dettagliatamente posizione sul ricorso e la replica.
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II. Considerando in diritto:
1.1. La presente controversia verte sulla questione se il convenuto doveva
intraprendere delle misure disciplinari contro la rispettiva docente del figlio
dei ricorrenti, a causa della frase pronunciata in classe "la quarantena non
è una scusa, l'ho già sentita troppe volte" dopo che il figlio dei ricorrenti e
altri compagni avevano informato le insegnanti D._ e E._ di non
aver fatto il compito perché precedentemente si trovavano in quarantena.
1.2. Innanzitutto va esaminata la competenza di questo Tribunale per giudicare
il ricorso in oggetto.
1.2.1. Secondo l'art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa
(LGA; CSC 370.100) il Tribunale amministrativo giudica i ricorsi contro
decisioni dei comuni che non siano suscettibili di impugnazione presso
un'altra istanza o non siano definitive secondo il diritto cantonale o
federale. Giusta l'art. 95 cpv. 2 della Legge per le scuole popolari del
Cantone dei Grigioni (Legge scolastica; CSC 421.000), provvedimenti e
decisioni del consiglio scolastico in questioni concernenti la scuola
possono essere impugnati entro dieci giorni dinanzi al Dipartimento, se la
legge non stabilisce altrimenti.
1.2.2. I ricorrenti hanno impugnato la decisione del convenuto del 12 novembre
2021 di non intraprendere dei provvedimenti contro la relativa docente
dinanzi al Dipartimento cantonale dell'educazione, cultura e protezione
dell'ambiente, che ha trasmesso il ricorso a questo Tribunale per ragioni
di competenza. L'oggetto di litigio nel caso di specie concerne delle misure
disciplinari contro un insegnante e quindi una questione riguardante il
rapporto di lavoro (di diritto pubblico) di personale scolastico. Pertanto,
secondo costante prassi giudiziaria (cfr. sentenza del Tribunale
amministrativo [STA] U 16 27 del 20 febbraio 2017) questo Tribunale è
competente in base all'art. 49 cpv. 1 lett. a LGA per giudicare il ricorso
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contro suddetta decisione del convenuto (risp. del consiglio scolastico
comunale) di non sanzionare la rispettiva insegnante.
1.3. A prescindere dal quesito se vi sia una base legale per una misura
disciplinare contro una docente, è innanzitutto in dubbio se i ricorrenti
siano legittimati a ricorrere contro una decisione di non sanzionamento
della relativa docente.
1.3.1. Giusta l'art. 50 LGA è legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia
interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile
all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato
in base ad una prescrizione speciale.
1.3.2. Analogamente alla giurisprudenza in merito alle misure disciplinari contro
gli avvocati, va ritenuto che i ricorrenti, quali semplici denuncianti – come
giustamente osservato dal convenuto –, non hanno nessun interesse
tutelabile all'impugnazione di una decisione di non sanzionamento di un
insegnante (cfr. PTA 2016 n. 2 consid. 1c; STA U 19 75 del 23 agosto
2019 con rinvii; cfr. anche STA U 16 27 del 20 febbraio 2017 consid. 3b
seg. in cui si è addirittura negata la legittimazione al ricorso del docente
stesso che era stato ammonito). Se occorre o meno intraprendere delle
misure disciplinari contro un insegnante è una questione che rientra nel
potere decisionale dell'autorità scolastica. Di conseguenza, i ricorrenti non
sono legittimati a ricorrere contro la presente decisione di non
sanzionamento, per cui il ricorso è irricevibile.
1.4. Visto questo esito, in questa procedura avente ad oggetto una decisione
di non sanzionamento non bisogna entrare nel merito delle censure formali
(lesioni del diritto di essere sentiti, assenza d'indicazione del rimedio legale
nella decisione impugnata, errata comunicazione del rimedio legale da
parte dell'Ispettore scolastico, conflitto d'interessi tra le autorità coinvolte,
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omessa informazione sul comportamento del figlio dei ricorrenti) e
materiali (decisione di non sanzionamento) sollevate dai ricorrenti.
2. Il ricorso si rivela pertanto irricevibile. I costi della procedura composti da
una tassa di Stato fissata a CHF 500.00 e spese di cancelleria sono quindi
posti a carico dei ricorrenti non legittimati al ricorso (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA).
Conformemente alla regola nell'art. 78 cpv. 2 LGA il convenuto non ha
diritto a ripetibili.
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