Decision ID: 0b5c18a7-98f5-584c-bfd6-1abc1770406f
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _ _ _ (1958) e _ _ (1962) si sono sposati il _ 1988. Dall’unione sono nati _ (_1989), _ (_1991) e _ (_1994). _ _ _ è dirigente aziendale; la moglie, orafa diplomata, dopo il matrimonio non ha più svolto attività lucrativa. I coniugi vivono separati dall’ottobre 1994, data alla quale _ _ ha lasciato il domicilio coniugale con i tre figli, trasferendosi dapprima a _ e poi nel settembre 1995 in Germania. _ _ _ ha instato l’11 ottobre per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 24 novembre 1994 (inc. n. _/_conc.).
B. Il 4 gennaio 1995 _ _ _ ha sollecitato l’adozione di misure cautelari, chiedendo l’attribuzione dell’abitazione coniugale e proponendo l’affidamento dei figli alla madre, salvo il risultato delle perizie da esperire; egli ha postulato inoltre la regolamentazione del suo diritto di visita (due fine settimana al mese) e ha offerto un contributo alimentare complessivo di fr. 3’740.– mensili per moglie e figli. Con decreto emanato senza contraddittorio il 9 gennaio 1995 il Pretore ha regolato l’assetto cautelare come auspicato dall’istante. All’udienza del 13 febbraio 1995 l’istante ha confermato le proprie domande, alle quali si è opposta la convenuta. Quest’ultima ha chiesto la modifica del decreto emanato il 9 gennaio 1995, nel senso di stabilire il diritto di visita del padre in due sabati e in due domeniche al mese, di aumentare il contributo alimentare complessivo a fr. 7’500.– mensili, suddivisi in fr. 800.– per _, fr. 600.– ciascuno per _ e _ e fr. 5’500.– per sé e di concederle una provvigione ad litem di fr. 4000.–. Con decreto emanato senza contraddittorio il 20 febbraio 1995 il Pretore ha aumentato il contributo mensile dovuto dal marito a fr. 600.– per ogni figlio e a fr. 4’200.– per la moglie (act. VIII).
C. _ _ _ ha promosso il 14 giugno 1995 azione di divorzio, attualmente in fase istruttoria (inc. _._._). Nell’ambito della complessa istruttoria cautelare, destinata a chiarire il diritto di visita ai figli, _ _ ha instato per la modifica delle misure cautelari, chiedendo l’8 maggio 1995 la sospensione del diritto di visita del marito (inc. _._._). All’udienza del 15 maggio 1995 essa ha confermato le sue domande, denunciando sospetti abusi sessuali sulla figlia _; il marito vi si è opposto, rivendicando il diritto di visita. Il dibattimento finale provvisionale ha avuto luogo l’11 luglio 1995, ogni parte confermandosi nelle proprie domande. Nel settembre del 1995 la moglie si è trasferita presso _ con i figli. In attesa dell’allestimento della perizia sul diritto di visita, i coniugi hanno sottoscritto il 24 ottobre 1995 una convenzione, valida sei mesi, con la quale hanno regolato il diritto di visita del padre, da esercitare al domicilio della madre, a _a, e hanno concordato un contributo alimentare di fr. 600.– mensili per ogni figlio e di fr. 4’200.– per la moglie. Il Pretore ha omologato l’accordo con decreto del 10 novembre 1995 (act. XXVIII).
D. _ _ ha instato il 30 maggio 1996 per una provvigione ad litem di fr. 15’000.–. _ _ _, a sua volta, ha chiesto con istanza del 3 giugno 1996 un diritto di visita non sorvegliato. All’udienza del 27 giugno 1996 egli ha confermato l’istanza, alla quale si è opposta la moglie (inc. _._._). I coniugi si sono nondimeno accordati per definire provvisoriamente il diritto di visita sorvegliato, da esercitare in un apposito centro a _, vicino al domicilio di moglie e figli.
E. Il Pretore ha indetto il 20 febbraio 1997 il dibattimento finale per tutte le procedure cautelari pendenti. Il 20 gennaio 1997 _ _ ha chiesto l’annullamento del dibattimento finale provvisionale, sostenendo che la procedura relativa al diritto di visita del padre non poteva ritenersi conclusa. La richiesta è stata respinta con ordinanza del 21 gennaio 1997 (inc. _._._, act. III). Al dibattimento finale provvisionale _ _ ha chiesto la sospensione della causa _._._fino al termine delle successive procedure _._._e _._._, ribadendo che la procedura relativa all’istanza del 3 giugno 1996 non poteva ritenersi conclusa, donde la nullità delle ordinanze 27 novembre 1996 e 21 gennaio 1997. Nel merito della provvisionale essa ha postulato l’affidamento dei figli, un diritto di visita sorvegliato del padre, subordinatamente la sua soppressione, un contributo alimentare di fr. 600.– mensili per ogni figlio, uno di fr. 4’200.– per sé e una provvigione ad litem di fr. 30’000.–. _ _ _ si è opposto alle domande, ha offerto un contributo alimentare mensile di fr. 500.– per ciascuno dei figli, uno per la moglie di fr. 630.– dal 1° gennaio al 31 dicembre 1995 e di fr. 1’230.– dal 1° gennaio 1996 e ha chiesto un diritto di visita non sorvegliato, da esercitare due fine settimana al mese e tre settimane durante le vacanze scolastiche.
F. Il Pretore ha statuito il 10 aprile 1997, con un unico giudizio, su tutte le domande cautelari pendenti (_._._, _._._ e _._._). Egli ha affidato i bambini alla madre, ha stabilito in modo dettagliato il diritto di visita del padre, da esercitare liberamente dopo il 1° luglio 1997, ha fatto obbligo al marito di versare un contributo alimentare mensile di fr. 600.– per ciascun figlio e di fr. 4’200.– per la moglie, oltre una provvigione ad litem di fr. 10’000.–. La tassa di giustizia di fr. 1’000.– e le spese sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
G. Contro il citato decreto cautelare sono insorti entrambi i coniugi: _ _ _ ha interposto appello il 18 aprile 1997, postulando la riduzione del contributo alimentare per i figli a fr. 500.– mensili ciascuno e di quello per la moglie a fr. 630.– per il 1995 e a fr. 1’230.– dal 1° gennaio 1997, come pure la soppressione della provvigione ad litem e un’indennità per ripetibili di prima sede di fr. 20’000.–. _ _, nel suo gravame del 21 aprile 1997, ha chiesto – previa concessione dell’effetto sospensivo all’appello – che la procedura provvisionale relativa al diritto di visita sia sospesa fino alla decisione del giudice germanico da lei adito al suo domicilio, che sia accertata la nullità del decreto cautelare e nel merito che il diritto di visita ai figli sia sottoposto a sorveglianza, subordinatamente sia soppresso.
Nelle proprie osservazioni ogni parte propone di respingere l’appello avversario. _ _ ha instato il 16 maggio 1997 per l’ammissione all’assistenza giudiziaria, nell’ipotesi in cui sia accolto l’appello del marito.
H. Le parti sono state convocate da questa Camera per un dibattimento orale, svoltosi il 19 giugno 1997. All’udienza la moglie ha prodotto copia di un accordo concluso tra i coniugi il 2 maggio 1997 sul diritto di visita nell’ambito della parallela procedura giudiziaria avviata l’11 febbraio 1997 davanti al Familiengericht di Kirchheim unter _, omologato dal giudice il 16 maggio 1997. Con ordinanza del 19 giugno 1997 la Camera ha acquisito agli atti il verbale 2 maggio 1997, la perizia giudiziaria allestita il 28 aprile 1997, la sentenza 16 maggio 1997 e la documentazione relativa al fabbisogno di madre e figli, assegnando alla convenuta un termine per produrre la decisione germanica relativa agli assegni familiari. Tale documento è stato prodotto il 13 gennaio 1998 e le parti hanno potuto esprimersi al riguardo.

Considerando
in diritto: 1. Questa Camera ha acquisito agli atti varia documentazione relativa al diritto di visita e al fabbisogno dei figli, in virtù del principio inquisitorio applicabile alle relazioni fra genitori e figli minorenni (DTF 120 II 231 consid. 1c, 119 II 203 consid. 1; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, nota 10 ad art. 96 e nota 1 ad art. 321). Le parti hanno avuto occasione di esprimersi al riguardo e il loro diritto di essere sentiti è così stato rispettato.
I. Sull’appello di _ _
2. Il Pretore ha ritenuto che nella fattispecie non era possibile calcolare il contributo alimentare dovuto dal marito per la famiglia applicando il consueto metodo della ripartizione delle eccedenze. L’elevato tenore di vita del nucleo familiare durante la convivenza superava infatti le disponibilità di reddito del marito ed era stato finanziato in parte con le elargizioni dei genitori dell’attore. Secondo il Pretore non era possibile privare la convenuta e i figli del contributo alimentare versato negli ultimi due anni e si giustificava pertanto di considerare alla stregua di un reddito del marito i versamenti dei suoi genitori, tenuto conto anche dell’obbligo di mantenimento di questi ultimi nei confronti del figlio bisognoso, ai sensi dell’art. 328 CC. Egli ha quindi attribuito alla convenuta il contributo alimentare già riconosciutole nel decreto cautelare emanato il 20 febbraio 1995 senza contraddittorio.