Decision ID: 77b3c439-8853-519c-8a7d-da1ebd960310
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data
18 novembre 2012;
il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente il giorno medesimo,
mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare,
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento
d'identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della
sua domanda d'asilo;
il verbale dell'audizione sulle generalità del 22 novembre 2012 (di seguito:
verbale 1);
la domanda di riammissione in Italia del richiedente da parte dell'UFM del
(...);
la decisione dell'autorità competente italiana del (...) nella quale ha
respinto tale richiesta;
il provvedimento dell'UFM del 7 gennaio 2013 con il quale l'Ufficio ha
posto fine alla procedura Dublino e ha statuito che la procedura d'asilo si
sarebbe svolta in Svizzera;
il rapporto medico del 7 gennaio 2013 redatto dal Dr. med. E._ di
F._ in merito a un problema (...) del richiedente a (...);
il verbale di audizione del 6 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2);
la decisione dell'UFM del 28 febbraio 2013, notificata all'interessato al più
presto il 1° marzo 2013, con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito
della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge
sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allonta-
namento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allonta-
namento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile;
il ricorso del ricorrente del 6 marzo 2013 (cfr. timbro del plico raccoman-
dato; data di entrata: 7 marzo 2013);
l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale in data 8 marzo 2013;
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i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-
sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge
sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF,
RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5,
48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa
del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021);
che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito
ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile di essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'asi-
lo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa;
che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale implicita tendente alla
concessione dell'asilo è inammissibile;
che nei citati limiti vi è motivo di entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti;
che non avendo né esibito un documento d'identità, né fornito una valida
e verosimile giustificazione per la mancata produzione, l'eccezione previ-
sta all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile;
che in assenza di documenti d'identità occorre inoltre esaminare se, in
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba-
se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu-
giato del richiedente;
che inoltre con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore
ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o
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meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una deci-
sione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);
che come rettamente ritenuto dall'UFM nella querelata decisione, questo
Tribunale ritiene che le dichiarazioni del ricorrente siano inverosimili;
che in particolare durante la seconda audizione il richiedente ha
dichiarato di avere svolto un addestramento con il Fronte Rivoluzionario
Unito (Revolutionary United Front [di seguito: RUF]), spiegando tra l'altro
come i membri di questo esercito ribelle lo avrebbero spinto a unirsi a loro
e come sarebbe riuscito a scappare (cfr. verbale 2, pagg. 4 seg.); che
tuttavia, durante la prima audizione, egli in alcun modo ha accennato alla
sua aderenza a questo gruppo; che egli si è poi palesemente
contraddetto circa le circostanze della fuga da questo gruppo; che infatti
in un primo tempo ha dichiarato che in un'occasione, mentre si trovava
con i membri del RUF, avrebbe loro comunicato la sua intenzione di
allontanarsi brevemente per comprare qualcosa, per poi in realtà fuggire
(cfr. verbale 2, pag. 5); che in un secondo tempo ha invece dichiarato che
una notte avrebbero sparato alla gamba di un suo amico e di essere
fuggito per timore che la stessa cosa potesse succedere a lui; che quella
notte sarebbe riuscito a fuggire anche perché nessuno lo avrebbe visto e
il suo leader non sarebbe stato presente (cfr. verbale 2, pag. 7); che
inoltre, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, egli ha fornito
indicazioni confuse e contraddittorie dal punto di vista della cronologia
degli eventi; che infatti durante la prima audizione egli ha affermato di
essere espatriato nel giugno del 2002 (cfr. verbale 1, pag. 5); che in
occasione della seconda audizione egli ha invece asserito di avere
lasciato il Paese nel luglio o nell'agosto del 2002 (verbale 2, pag. 7),
oppure tra giugno e agosto del 2002 (cfr. verbale 2, pag. 8); che tuttavia
egli ha anche dichiarato di essere espatriato pochi giorni dopo avere
lasciato il RUF (cfr. verbale 2, pag. 7); che visto tuttavia che, secondo le
sue dichiarazioni, egli sarebbe entrato nel gruppo nel 2000 o nel 2001
(cfr. verbale 2, pag. 6) e vi sarebbe rimasto per la durata di due settimane
(cfr. verbale 2, pag. 5), se queste dichiarazioni corrispondessero al vero,
l'espatrio, secondo la logica delle cose, sarebbe dovuto avvenire ben
prima del giugno (oppure luglio o agosto) del 2002; che egli si è infine
contraddetto anche nelle allegazioni concernenti il rogo che avrebbe
colpito la sua casa; che infatti, in un primo tempo egli ha dichiarato di
avere litigato con una persona, con la quale sarebbe passato anche alle
mani, in quanto qualcuno gli avrebbe detto che questa persona gli
avrebbe bruciato la casa (cfr. verbale 1, pag. 8); che tuttavia, durante la
seconda audizione, egli ha dichiarato di supporre che il colpevole potesse
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essere il leader del gruppo che lo stava cercando, come pure di non
essersi mai confrontato con la persona che secondo lui avrebbe
incendiato la sua casa (cfr. verbale 2, pag. 9);
che neppure dalle allegazioni ricorsuali emergono nuovi elementi, fatti o
mezzi di prova, atti a modificare quanto già ritenuto in prima istanza, sic-
ché per evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle considerazioni della de-
cisione impugnata;
che pertanto non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi
da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determi-
nazione della qualità di rifugiato dell'insorgente;
che inoltre non si giustificano neppure delle misure di istruzione
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista
dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50, consid. 5-8 e DTAF 2007/8,
consid. 5.6.5-5.7);
che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Liberia possa violare
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del
28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente
in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della
Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uo-
mo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Con-
venzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratta-
menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che da quanto esposto ne discende che l'UFM rettamente non è entrato
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;
che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-
tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio-
ne impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 ordinanza 1
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dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali [Oasi 1,
RS 142.311] ; DTAF 2009/50 consid. 9);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di
diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ammissibile (cfr. art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);
che la guerra civile scoppiata nel 1989 è terminata nel 2003 e dopo le
elezioni svoltesi nel Paese nel 2005, la situazione si è notevolmente
calmata (sulla tematica cfr. Sentenza del Tribunale amministrativo
federale D-5906/2006 del 4 febbraio 2010); che oggi in Liberia,
nonostante il tasso di criminalità elevato ed episodi di violenza sporadici,
la situazione vigente nel Paese non è caratterizzata da guerra, guerra
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione
nell'integralità del territorio nazionale;
che quanto alla situazione personale del ricorrente egli è giovane, celibe,
senza figli a carico, istruito e dispone di una formazione professionale
quale elettricista; che in aggiunta, oltre alle sue due lingue madri (lo Hau-
sa e l'inglese), ha conoscenze abbastanza buone dell'italiano e qualche
conoscenza di arabo (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg.); che per quanto con-
cerne l'esistenza di una rete sociale in patria, seppure sia poco chiaro do-
ve si trovino la madre e la sorella, egli potrà contare sulla presenza del
suo amico G._ e probabilmente anche del fratello (cfr. verbale 1,
pagg. 4 e 8 nonché verbale 2, pagg. 4 seg.);
che motivi medici rendono inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento
esclusivamente quando le cure necessarie ed essenziali non sono otteni-
bili nel Paese di origine e un rimpatrio comprometterebbe rapidamente e
in modo rischioso per la vita lo stato di salute della persona; che sono
considerate essenziali le cure di medicina generale e acuta strettamente
necessarie per permettere una conduzione di un'esistenza conforme alla
dignità umana; che non può essere concluso all'inesigibilità dell'esecu-
zione dell'allontanamento per il solo motivo che non è garantito un tratta-
mento medico conforme agli standard svizzeri (cfr. DTAF 2009/2 con-
sid. 9.3.2 con relativo riferimento);
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che circa il problema al braccio causato da un incidente stradale durante
l'infanzia (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, pag. 9), il Tribunale constata,
come già rettamente considerato dall'autorità inferiore, che detto proble-
ma in alcun modo gli ha impedito di svolgere il tirocinio quale elettricista
(cfr. verbale 2, pag. 10); che circa il problema (...), il Dr. med. E._
nel suo rapporto ha certificato che tramite l'applicazione di creme il pro-
blema starebbe lentamente migliorando;
che il Tribunale constata inoltre che il ricorrente, in patria, ha già avuto
accesso a cure mediche (cfr. verbale 1, pag. 9);
che va infine menzionata la possibilità per il ricorrente di chiedere all'UFM
un aiuto al ritorno per motivi sanitari e di ricevere ad esempio medica-
menti o pomate e un aiuto finanziario per la copertura dei costi di cura;
che ciò porta quindi questo Tribunale al convincimento che i problemi di
salute lamentati non possano giustificare la sua ammissione provvisoria;
che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in patria è in
casu da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);
che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 2 LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria dili-
genza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr.
DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dun-
que pure possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate-
ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricor-
suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmis-
sione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte;
che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
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che visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas-
se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005
[LTF, RS 173.110]);
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Nicole Manetti