Decision ID: cd6cdd7c-4706-5136-b3e2-02d67132fe07
Year: 2010
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1 è stato fino alla fine del 2000 direttore e presidente della della _ di _. In seguito al pensionamento, è rimasto fino al 2006 presidente del consiglio d’amministrazione.
Nel 2001, ha inoltre costituito la _ (dal 2006 _) di _, società il cui scopo è la consulenza nel marketing e nel management, l’esercizio di gallerie d’arte ecc.
Nella dichiarazione fiscale 2006, i coniugi RI 1t indicavano quale reddito dell’attività lucrativa solo uno stipendio di fr. 12'000.– netti, versato dalla _ aRI 1.
B.
Notificando ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2006, con decisione del 15 ottobre 2008, l’Ufficio di tassazione di Locarno aggiungeva ai redditi dichiarati l’importo di fr. 75'000.– a titolo di “reddito quale amministratore di persone giuridiche”. Nella motivazione spiegava trattarsi dell’onorario quale presidente del consiglio d’amministrazione della _ incassato dalla _.
C.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 12 novembre 2008, chiedendo di ridurre l’ammontare della prestazione considerata indennizzo quale amministratore di persone giuridiche a fr. 31'250.–. Dopo che l’autorità giudiziaria cantonale e quella federale avevano confermato che metà dell’onorario versato dalla _ AG alla _
(fr. 75'000.–) doveva considerarsi una prestazione a favore di RI 1, a loro avviso, si doveva ridurre ulteriormente tale importo nel 2006, in considerazione del fatto che il reclamante aveva lasciato il consiglio d’amministrazione il 12 maggio 2006.
L’Ufficio di tassazione si rivolgeva ai reclamanti, chiedendogli di trasmettere una dichiarazione dell’amministrazione della _ attestante l’ammontare dell’onorario del presidente del consiglio d’amministrazione versato nel 2006 e la documentazione dell’accredito di tale onorario sui conti della _.
Ricevuta la documentazione richiesta il 21 settembre 2009, l’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 14 ottobre 2009. Facendo riferimento ad una decisione della Camera di diritto tributario, poi confermata dal Tribunale federale, che aveva ritenuto che l’importo di fr. 75'000.– percepito quale presidente del consiglio d’amministrazione della _ dovesse essere aggiunto ai redditi del contribuente, l’autorità fiscale osservava che la documentazione prodotta durante la procedura di reclamo aveva confermato che nel corso del 2006 sul conto bancario della _ era stato versato un importo di fr. 75'000.– quale onorario per la presidenza del consiglio d’amministrazione. Sottolineava poi che l’accredito bancario in questione faceva riferimento ad un onorario per il periodo 2004/2005.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1t postulano nuovamente la riduzione del reddito in questione da fr. 75'000.– a fr. 31'250.–. Riproposte le considerazioni già contenute nel reclamo all’autorità di tassazione, contestano che l’accredito del 2006 si riferisca agli anni 2004 e 2005, sostenendo che si tratterebbe di un errore.

Diritto
1.
Secondo gli articoli 17 cpv. 1 LIFD e 16 cpv. 1 LT, tutti i guadagni derivanti da un rapporto di lavoro di diritto privato o di diritto pubblico, nonché tutte le entrate accessorie sono imponibili quali proventi da attività lucrativa dipendente. Tra questi proventi figurano anche le retribuzioni percepite in qualità di membro di un consiglio d'amministrazione (
DTF 121 I 259 consid. 3
e 4; cfr. anche: sentenza 2A.468/1999 del 27 ottobre 2000, in: ASA 71 p. 651 consid. 4; sentenza 2A.461/2002 del 2 giugno 2003, in RDAF 2003 II p. 656, consid. 3.1; sentenza n. 2C_292/2007 del 9 gennaio 2008, in RtiD II-2008 n. 19t, consid. 2.1). Nello stesso senso l'onorario quale membro di un consiglio d'amministrazione percepito personalmente dal titolare del mandato costituisce un elemento del salario determinante ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 della legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10; DTF 133 V 498 consid. 5.2.; 105 V 113 consid. 3).
2.
2.1.
Come nei periodi fiscali precedenti, l’Ufficio di tassazione ha aggiunto ai redditi dichiarati dai contribuenti un provento da attività dipendente di fr. 75'000.–, che è tuttavia stato dichiarato come utile dalla _, società controllata e diretta da RI 1. Il reddito in questione è stato qualificato compenso quale amministrazione di persone giuridiche, riprendendo una motivazione proposta nelle tassazioni dei periodi dal 2004 in avanti. Dell’importo versato annualmente dalla _ SA alla _, che ammonta a fr. 150'000.–, sebbene dichiarato quale utile _, la metà è stata considerata dall’Ufficio di tassazione reddito di spettanza di RI 1.
Infatti, il ricorrente ancora nel 2001 ha ricevuto dalla _ AG un onorario quale presidente del consiglio di amministrazione di fr. 75'000.--. Negli anni 2002 e 2003 la retribuzione per tale carica è rimasta analoga, ma è stata versata alla _ Sagl, mentre nel 2004 alla medesima società è stato accreditato un importo pari al doppio dell'indennità versata in precedenza. Durante tutti questi anni i compensi degli altri membri del consiglio d'amministrazione sono rimasti costanti a fr. 50'000.--. In base a tale prassi retributiva, l'autorità di tassazione ha ritenuto che nel 2004 solo la metà dell'importo versato, ovvero fr. 75'000.--, ricompensava la prestazione di servizi vari, mentre l'altra metà rappresentava l'onorario per l'attività di presidente del consiglio di amministraz ione in quanto tale.
2.2.
Nella sentenza del 9 gennaio 2008 (n.
2C_292/2007 del 9 gennaio 2008, in RtiD II-2008 n. 19t)
, con cui ha respinto un ricorso del contribuente contro la sentenza della Camera di diritto tributario del 14 maggio 2007 (n. 80.2006.120), il Tribunale federale ha ricordato come, sebbene per legge (cfr. l'art. 707 cpv. 3 CO nonché l'art. 120 dell'ordinanza del 17 ottobre 2007 sul registro di commercio [ORC; RS 221.411] e l'art. 41 della pregressa ordinanza omonima, del 7 giugno 1937 [RU 53 593]), solo le persone fisiche possano essere membri di consigli d'amministrazione, mediante contratto può tuttavia venir pattuita la cessione della retribuzione alla persona giuridica che il titolare del mandato rappresenta in seno al consiglio d'amministrazione
. L
a presunzione, secondo cui l'onorario è devoluto personalmente all'amministratore, viene allora a cadere se, in base ad un obbligo di cessione, l'indennità viene percepita direttamente dalla persona giuridica rappresentata (
RtiD II-2008 n. 19t consid. 2.1)
.
In assenza di un accordo contrario chiaramente documentato, l’Alta Corte ha concluso che la parte dell’importo, che l’Ufficio di tassazione aveva considerato onorario per l’attività di presidente del consiglio d’amministrazione, andava computata al titolare del mandato a titolo personale (
RtiD II-2008 n. 19t consid. 2.2)
.
Il Tribunale federale ha anche respinto la tesi del ricorrente, secondo cui, essendo la _ Sagl attiva non solo in campo artistico, ma anche, secondo il suo scopo sociale, nella "consulenza nel management", l'intero importo di fr. 150'000.-- le sarebbe perciò stato versato per queste prestazioni. Ha infatti rilevato che, alla luce dell'ampio scopo della società, gli insorgenti non avevano dimostrato l'esistenza di accordi contrattuali da cui risulterebbe l'obbligo, per il titolare del mandato di amministrazione, di cedere le relative indennità.
Considerato che il computo del provento litigioso tra i redditi dei ricorrenti si imponeva già per l'assenza di prove in merito ad eventuali accordi di cessione, la Corte ha concluso che non occorreva allora esaminare la questione dal punto di vista di un’eventuale elusione dell'imposta, come aveva invece fatto la Camera di diritto tributario nella sua sentenza. Aveva comunque ammesso che, nella fattispecie, colpiva il fatto che le retribuzioni versate dalla _ Sagl al ricorrente avevano carattere solo simbolico e che la società stessa registrava da anni solo perdite, affermando che difficilmente si poteva porre in dubbio che i ricorrenti avessero agito nell'intento di conseguire un risparmio d'imposta (
RtiD II-2008 n. 19t consid. 2.3).
3.
3.1.
Per il fatto che anche nel corso del 2006 la _ ha versato alla _ Sagl l’importo di fr. 150'000.– a titolo di onorario per la presidenza del consiglio d’amministrazione, l’Ufficio di tassazione ha proceduto come nei periodi precedenti ed ha attribuito metà di tale compenso alla persona fisica.
Considerata l’identica situazione fattuale, non vi è ragione di adottare una soluzione diversa per il periodo fiscale in discussione. Come negli anni precedenti, metà del compenso si considera onorario per la presidenza del consiglio d’amministrazione della _ AG, per le ragioni ampiamente spiegate dal Tribunale federale.
3.2.
La mera circostanza che nel corso del 2006 il ricorrente sia uscito dal consiglio d’amministrazione della _ AG non giustifica certamente una riduzione “pro rata temporis” dell’onorario per la presidenza del consiglio d’amministrazione. Non si spiega infatti perché mai la società citata avrebbe dovuto versare ancora per quell’anno lo stesso importo degli anni precedenti, se avesse voluto ridurre l’onorario del presidente dimissionario. Ciò che è determinante è infatti solo che anche nel 2006 vi sia stato un versamento di fr. 150'000.– – precisamente di fr. 161'400.– IVA inclusa – dalla _ AG alla _ Sagl, a titolo di “onorario CDA”.
La valutazione intrapresa dall’autorità di tassazione, che ha considerato solo metà del compenso complessivo come onorario per la presidenza del consiglio d’amministrazione, appare del resto estremamente prudenziale. Si fonda infatti sul riconoscimento che metà dell’onorario pagato annualmente dalla _ AG costituisca effettivamente un compenso per una pretesa attività di consulenza, della quale peraltro non vi è alcuna prova, come ha del resto constatato anche il Tribunale federale.
4.
Per le ragioni che precedono, la decisione impugnata deve essere confermata ed il ricorso respinto.
La tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.