Decision ID: 81b15917-9486-50ae-bb6c-17785a00117e
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Il 4 dicembre 1981 l’attrice ha appaltato alla convenuta le opere necessarie alla costruzione di una casetta sul fondo n. _di _e di un box con porta sul fondo n. _contro una mercede di fr. 180’000.-- (doc. B).
Per l’opera eseguita la convenuta il 9 marzo 1988 ha emesso fattura per complessivi fr. 209’381.10.
La fattura è stata contestata dall’attrice.
Essa nel seguito ha inoltre segnalato alla convenuta una serie di lavori che ancora sarebbero da eseguire (doc. E), ha lamentato svariati difetti dell’opera, il minor valore della stessa, nonché interventi illeciti della controparte, con cui è in rapporto di vicinato.
In considerazione di tutto ciò, essa con la petizione che ci occupa ne ha chiesto la condanna in base agli art. 363 e segg. CO al pagamento di fr. 30’000.-- oltre interessi.
B.
Nella risposta e riconvenzionale del 24 novembre 1989 la convenuta si è opposta alla petizione, contestando l’esistenza degli asseriti difetti come pure qualsivoglia sua inadempienza nei rapporti con la controparte.
Ritenuta l’esistenza di un saldo scoperto di fr. 19’806.60 sulla propria fattura, essa ne ha richiesto il pagamento in via riconvenzionale.
C.
L’attrice si è opposta alla riconvenzionale, a suo dire inibita dall’inadempienza della convenuta.
Le parti hanno in seguito mantenuto le rispettive tesi e richieste, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
D.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, ritenuta l’esistenza tra le parti di un contratto di appalto, ha respinto siccome non provate le richieste dell’attrice, e ha invece ammesso la pretesa per mercedi della convenuta per fr. 13’306.60, operando una riduzione di fr. 6’500.-- rispetto a quanto richiesto in conseguenza di tre difetti accertati dell’opera da lei eseguita.
E.
Con tempestivo gravame datato 25 settembre 1995 l’attrice ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di ammettere la petizione e di respingere la riconvenzionale.
Il credito vantato dall’attrice si giustificherebbe con la mancata messa a disposizione del box con porta previsto dal contratto e con l’immotivato superamento della mercede pattuita di fr. 180’000.--.
Dovendosi riconoscere all’attrice ulteriori complessivi fr. 10’000.-per i danni alla sorgente, il taglio della legna, la mancata realizzazione di un secondo posto per la macchina così come previsto dal Regolamento edilizio di _, per l’umidità riscontrata dal perito nell’edificio e per il minor valore conseguente alla mancanza del box, sarebbe l’attrice ad essere creditrice della convenuta almeno nella misura da lei richiesta.
F.
Nelle osservazioni del 23 ottobre 1995 la convenuta ha chiesto la reiezione del gravame sulla scorta di argomentazioni delle quali, per quanto necessario, si dirà nei successivi considerandi.

Considerato
in diritto:
1.
Pacifica l’esistenza tra le parti di un contratto di appalto ai sensi degli art. 363 e segg. CO.
2.
L’attrice rivendica in questa sede la somma di fr. 30’000.-- per la mancata messa a disposizione a tutt’oggi del garage coperto previsto dal contratto doc. B.
Tale argomentazione viene qui sollevata per la prima volta, atteso che in sede di petizione (punto 4b, pag. 4) essa non affermava affatto che lo stesso non le era stato messo a disposizione, ma si limitava a lamentarne i difetti che, unitamente ai difetti dell’accesso al medesimo, lo rendevano di fatto inutilizzabile.
Non potendosi ammettere, stante il divieto di cui all’art. 321 cpv. 1 lit. b CPC, il nuovo fatto sul quale l’attrice vorrebbe fondare la propria pretesa, la stessa deve senz’altro essere respinta. Del resto il difetto riguardante l'accesso al box è stato considerato come a valutazione peritale, con un minor valore di fr. 3'000.--.
3.
L’attrice ritiene poi di potere trarre diritto dall’avvenuto superamento del preventivo originario di fr. 180’000.--, sorpasso che a suo dire sarebbe ingiustificato.
Essa non si avvede però che anche questa motivazione, come quella di cui al considerando precedente, è irricevibile in quanto estranea a quelle sollevate nell’ambito degli allegati introduttivi della causa.
L’attrice in sede di petizione e di risposta riconvenzionale non ha infatti mai contestato l’ammontare delle pretese supplementari dell’appaltatrice -da lei peraltro in massima parte prontamente e spontaneamente onorate (petizione, punto 1, pag. 2 e 3; risposta riconvenzionale, pag. 2)- essendo la sua resistenza alla richiesta del saldo della mercede motivata invece dalla mancata correzione di pretesi difetti dell’opera (petizione, punto 2, pag. 3 e punto 5, pag. 5).
Il quantum della pretesa della convenuta non è per contro stato oggetto del contendere nella prima fase del processo, ma solo nelle conclusioni (pag. 6), così che anche questa censura dell’attrice deve essere reietta (art. 78 CPC).
4.
Anche le ulteriori argomentazioni dell’attrice, dalle quali essa deduce una pretesa risarcitoria complessiva di fr. 10’000.--, sono totalmente inconferenti.
Essa elenca infatti 5 diversi motivi per i quali si giustificherebbe il suddetto risarcimento globale, senza effettuare alcuna ragionevole quantificazione dell’incidenza delle singole posizioni di danno se non nell’ordine di “qualche migliaio di franchi” o di “qualche centinaia di franchi” (appello, pag. 7).
Come già ravvisato dal Pretore, siffatto modo di procedere non è compatibile con l’onere della prova del danno che incombe alla parte che ne chiede il risarcimento (art. 42 cpv. 1 CO). Non ricorrendo un caso di applicazione della norma eccezionale di cui all’art. 42 cpv. 2 CO -nemmeno l’attrice afferma che non sarebbe possibile fornire la prova del danno-, se ne dovrebbe concludere già solo per questo motivo per la reiezione nel suo complesso della pretesa.
5.
Più in dettaglio si può osservare quanto segue:
5.1
Quo ai danni alla sorgente e al taglio di legna, l’attrice non può giustificarsi semplicemente affermando che la loro quantificazione è “difficile” (appello, pag. 7), e nemmeno richiamando imprecisate ammissioni della controparte per qualche centinaia di franchi, ammissioni che non tocca a questa Camera ricercare nell’incarto di causa o in quello richiamato (
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 90, n. 10). Ben si può affermare, di conseguenza, che dette voci di danno sono rimaste allo stadio di puro parlato sia quo alla loro esistenza, che, del caso, al loro ammontare.
5.2
Il preteso minor valore dell’opera in conseguenza della mancanza di un secondo posto auto, previsto dal Regolamento edilizio comunale, è stato addotto dall’attrice per la prima volta in sede di conclusioni (pag. 6), e non può di conseguenza essere considerato, ostandovi il già citato art. 78 CPC.
5.3
Nemmeno la pretesa deduzione per l’umidità del ripostiglio può essere ammessa, non avendo l’attrice fatto valere tale difetto fino alle conclusioni di causa (pag. 6, in fine), anche in questo caso in violazione dell’art. 78 CPC.
5.4
Pure immotivata, infine, la pretesa per minor valore relativa alla mancata cessione del box per il caso di vendita dell’immobile, essendo anche questa argomentazione una novità dell’allegato conclusionale.
Ne consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto e ai limiti del temerario.
Spese, tassa di giustizia e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).