Decision ID: 3cd61da1-c122-5f8e-ae3b-5ef0550f2216
Year: 2005
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. a. Il comune di L_ è proprietario di un vasto terreno, situato in località _ (part. 1858 di 83'596 mq) tra la riva del lago _, _ e la foce del fiume _. Sul fondo sorgono il bagno pubblico, un cantiere nautico, un campeggio ed altri insediamenti che non occorre qui menzionare.
Il PR 1978 ha incluso il fondo in oggetto in una zona per attrezzature pubbliche (AP) suddivisa in tre comparti, la cui estensione non è esattamente delimitata. Il comparto nord è riservato al "bagno pubblico" (BP), mentre quello sud è destinato a "campi sportivi" (CS). Fra i due comparti, v'è n'è un terzo, pure dai contorni indefiniti, denominato "cantiere nautico" (CN), sul quale sorge un ampio capannone (m 50 x 24), destinato al ricovero, alla manutenzione ed alla riparazione di imbarcazioni.
b. Il 30 settembre 2004, la ricorrente _, locataria del capannone in questione, ha chiesto al municipio di L_ il permesso di aggiungervi un'ampia tettoia (m 23.80 x 24) sul lato rivolto verso il lago ed una più piccola sul lato opposto.
Alla domanda si è opposto il Dipartimento del territorio, obiettando che il fondo non era compreso nella zona edificabile definita dal PR settore 4 approvato dal Consiglio di Stato il 22 giugno 2004. Non essendo dati i presupposti degli art. 37a LPT e 43 OPT, la domanda di costruzione andava respinta.
Disattendendo il preavviso negativo del Dipartimento del territorio, il 4 marzo 2005 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta.
B. Con giudizio 28 giugno 2005 il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso interposta dal Dipartimento del territorio e rinviando gli atti al municipio affinché respingesse la domanda di costruzione.
Evidenziata la natura vincolante del preavviso negativo formulato dal Dipartimento del territorio, il Governo ha anzitutto rilevato che l'ordinamento pianificatorio della zona in cui è ubicato il capannone non era ancora stato adeguato alla LPT. Ne ha quindi dedotto che avesse perso la sua validità a partire dal 1. gennaio 1988 per quanto concerne la delimitazione della zona edificabile, dalla quale il fondo risulterebbe escluso in quanto situato al di fuori del comprensorio già largamente edificato .
C. Contro il predetto giudizio insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo tanto il comune, quanto l'istante in licenza.
Con analoghi argomenti, entrambi i ricorrenti ritengono che la zona AP in cui è situato il fondo sia edificabile. I piani di utilizzazione allestiti secondo il vecchio diritto, obiettano, perderebbero la loro validità per quanto concerne la delimitazione del territorio edificabile soltanto nella misura in cui appaiono anche contrari alla LPT. Presupposto, quest'ultimo, che nel caso concreto non sarebbe dimostrato.
D. All'accoglimento dei ricorsi si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il Dipartimento del territorio, contestando le tesi dei ricorrenti con argomenti che saranno discussi qui appresso.

Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. Entrambi i ricorrenti sono legittimati a ricorrere (art. 43 PAmm): il comune, perché proprietario del fondo, la _, in quanto istante in licenza. Entrambi i ricorsi, tempestivi (art. 46 PAmm) sono dunque ricevibili in ordine.
Avendo il medesimo oggetto, possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). Il sopralluogo chiesto dalla ricorrente _ non appare atto a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
2.2.1. L'art. 14 cpv. 1 LPT demanda ai piani d'utilizzazione il compito di disciplinare l'uso ammissibile del suolo. Essi, soggiunge la norma (cpv. 2), delimitano in particolare le zone edificabili (art. 15 LPT), agricole (art. 16 LPT) e protette (art. 17 LPT). Al diritto cantonale è inoltre data facoltà di prevedere altre zone d'utilizzazione (art. 18 cpv. 1 LPT). Queste devono tuttavia rispettare il principio della separazione del territorio edificabile, ovvero destinato agli insediamenti, da quello non edificabile (Moor, Kommentar zum Bundesgesetz über di Raumplanung, ad art. 14 n. 78). Il diritto cantonale non può vanificare o eludere l'ordinamento federale istituito dagli art. 15 - 17 LPT (DFGP, Commento alla LPT, ad art. 18 n. 2; Zen–Ruffinen/Guy–Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation, n. 383).
2.2. Le zone per attrezzature pubbliche (AP) sono zone particolari, previste dal diritto cantonale, rispettivamente comunale (art. 28 cpv. 1 e 2 lett. c LALPT) in base alla riserva prevista dall'art. 18 cpv. 1 LPT. A seconda della natura delle esigenze che sono destinate a soddisfare, possono essere ubicate sia all'interno, sia all'esterno delle zone edificabili (Brandt/Moor, Kommentar zum Bundesgesetz über di Raumplanung, ad art. 18 n. 21 e 49 - 50). Fuori delle zone edificabili sono ad esempio previste le zone per lo svago e la ricreazione, per l'esercizio di attività sportive che richiedono ampi spazi o per altre destinazioni ad ubicazione vincolata.
2.3. Il regime d'autorizzazione applicabile alle domande di costruzione concernenti le zone AP è di principio quello ordinario retto dall'art. 22 LPT. Determinante rimane comunque la conformità dell'intervento previsto con la funzione assegnata alla zona di utilizzazione concretamente interessata (art. 22 cpv. 2 lett. a LPT). Interventi conformi alla funzione prevista per la zona d'utilizzazione soggiacciono al regime d'autorizzazione ordinario tanto nel caso in cui la zona AP è situata all'interno della zona edificabile, quanto nel caso in cui la zona AP è ubicata all'esterno della zona edificabile.
Il regime d'eccezione previsto dall'art. 24 LPT si applica soltanto nel caso di interventi non conformi alla funzione di zone AP situate fuori della zona edificabile. L'applicabilità dell'art. 24 LPT presuppone, in altri termini, che la zona AP sia situata fuori della zona edificabile e che la destinazione dell'opera edilizia non sia conforme alla funzione assegnata a tale zona.