Decision ID: 6a00bfce-25fc-545f-a614-670b64fa2ff7
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 23 gennaio 2014 dall’Ufficio esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 3'300.– più interessi del 5% dal 1° luglio 2012 (indicando quale titolo di credito l’incarto “del giudice di pace di Zugo alla Commissione nei litigi affittuari a Zugo; contratto affitto; raccomandata ultimo richiamo e precetto di Zugo”), di fr. 50.– (“costi amministrativi”), di fr. 73.– (“costi per PE a Zugo”) e di fr. 100.– (“nuovi costi”).
B. Avendo la RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 13 giugno 2014 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest. Nel termine impartito, la parte convenuta non ha presentato osservazioni scritte.
C. Statuendo con decisione 29 luglio 2014, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 205.– e un’indennità di fr. 90.– a favore dell’istante.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo dell’11 agosto 2014 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Il 12 agosto 2014 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo. Invitata a presentare osservazioni al reclamo, la CO 1 è rimasta silente.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo in concreto la notifica avvenuta alla RE 1 al più presto il 30 luglio 2014, ossia durante le ferie estive (art. 56 n. 2 LEF), il termine di 10 giorni, iniziato a decorrere il 2 agosto (DTF 96 III 50 consid. 3), è scaduto martedì 12 agosto 2014. Presentato il penultimo giorno del termine, il reclamo è quindi tempestivo.
1.2 La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2. Con la decisione impugnata, il Giudice di pace, ritenuto che il termine impartito alla convenuta per presentare eventuali osservazioni era trascorso infruttuoso e che l’istante aveva prodotto “la documentazione necessaria a stabilire la fondatezza della richiesta”, ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla RE 1.
3. Nel reclamo la RE 1 si duole che il primo giudice non le abbia notificato l’istanza, sulla quale non ha quindi potuto prendere posizione, siccome a suo dire ne è venuta a conoscenza solo a ricezione della lettera speditale dal Giudice di pace dopo l’emanazione della sentenza, il 4 agosto 2014 (doc. A accluso al reclamo), in risposta alla richiesta di trasmissione dell’istanza e degli allegati formulata dal suo patrocinatore il 1° agosto (doc. B). La reclamante, inoltre, lamenta il fatto di non avere ricevuto detti allegati, già ritornati all’istante con la sentenza, ciò che costituisce a suo parere una grave violazione dei suoi diritti procedurali. Contestando l’esistenza di un valido riconoscimento di debito, la reclamante chiede di annullare la sentenza impugnata e di mantenere l’opposizione da lei interposta.
4. Per quanto riguarda la censura di violazione del diritto di essere sentito, dagli atti – in particolare quelli trasmessi alla reclamante il 4 agosto 2014 – risulta che il 17 giugno 2014 il Giudice di pace ha regolarmente notificato l’istanza alla RE 1 presso la sede della I_ SA in _, assegnandole un termine con scadenza al 16 luglio 2014 per presentare le proprie osservazioni (doc. A2 annesso al reclamo). L’invio raccomandato è stato ritirato il 18 giugno 2014 (v. tracciamento dell’invio n. _, cfr. doc. A1). Ora, il recapito in questione è quello figurante sul precetto esecutivo e corrisponde all’indirizzo della sede della RE 1 menzionato nel registro di commercio. Non sussiste quindi alcun dubbio che l’assegnazione del termine per le osservazioni all’istanza – come del resto la stessa sentenza impugnata, che la reclamante ammette di avere ricevuto – è regolarmente giunta a quest’ultima, tanto ch’essa stessa indica nel reclamo (a pag. 1) la I_ SA quale indirizzo di notifica. La censura della RE 1 è quindi infondata. D’altronde, non avendo essa presentato tempestive osservazioni, eventuali sue allegazioni in sede di reclamo sarebbero nuove e di conseguenza irricevibili, sicché la mancata trasmissione degli allegati prodotti con l’istanza non si rivela di rilievo nella fattispecie, anche perché l’esistenza di un valido titolo di rigetto dell’opposizione deve comunque essere verificata d’ufficio, anche in sede di reclamo (sotto, consid. 6).