Decision ID: d712d19b-5baa-57c1-95a5-fa9b9b4a05bc
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 10 maggio 2019 dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di fr. 2'617.– oltre agli interessi del 5% dal 2 febbraio 2019, indicando quale titolo di credito la “fattura no. 190621 del 02.01.2019”.
B. Avendo la RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 6 giugno 2019 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del Circolo del Ceresio. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 18 giugno 2019. Nella replica del 1° luglio 2019 e nella duplica del 9 agosto 2019 le parti l’istante si sono riconfermate nelle rispettive conclusioni. Su richiesta del Giudice di pace, la RE 1 ha poi fornito la lettera di disdetta dell’11 dicembre 2018 indirizzata alla CO 1 menzionata nella duplica. Sempre su richiesta del Giudice di pace, quest’ultima ha inoltrato ulteriori osservazioni del 10 settembre 2019, cui sono seguite le determinazioni scritte 29 settembre 2019 della RE 1 e 31 ottobre 2019 della CO 1.
C. Statuendo con decisione dell’8 novembre 2019, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 150.–.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 13 novembre 2019 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Nel termine impartitole per presentare osservazioni al reclamo, la CO 1 è rimasta silente.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 13 novembre 2019 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 9 novembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
1.3 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I 94 consid. 8.2 con rinvii). Spetta al reclamante confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (v. sentenza del Tribunale federale 4A_290/2014 del 1° settembre 2014, consid. 3.1, in: RSPC 2015 pag. 52, i cui principi valgono anche per i reclami: sentenza 5D_190/2014 del 12 maggio 2015, consid. 2).
1.3.1 Nel caso in esame, la reclamante rileva che non sussistono più rapporti contrattuali in essere tra le parti, siccome vi ha posto fine con la disdetta comunicata alla CO 1 mediante raccomandata del 18 dicembre 2018. Sennonché, in tal modo, la RE 1 non si confronta con la motivazione del Pretore, che ha considerato tale disdetta tardiva, siccome intervenuta posteriormente al termine di disdetta previsto dal contratto, del 30 settembre 2018 per il 1° gennaio dell’anno successivo. La censura, insufficientemente motivata, è quindi irricevibile.
1.3.2 Per lo stesso motivo è irricevibile la censura della reclamante secondo cui i due contratti di licenza software sarebbero stati “regolarmente pagati”, poiché si riferisce – per quanto è dato di capire – a pagamenti fatti nel 2018, mentre la fattura posta in esecuzione concerne il periodo intercorrente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019, senza che l’escussa abbia spiegato perché la disdetta dell’11 dicembre 2018 avrebbe avuto effetto già per il 2019. Per tacere del fatto che la produzione della lettera di disdetta era verosimilmente tardiva. Le procedure sommarie devono infatti limitarsi di principio a un solo scambio di allegati scritti (art. 253 CPC), eccezionalmente a un secondo (sentenza della CEF 14.2015.138 del 5 gennaio 2016, RtiD 2016 II 657 n. 47c consid. 6.1), cui andrebbe comunque preferita la soluzione della convocazione delle parti a un’udienza (sentenza della CEF 14.2015.85 del 25 agosto 2015 consid. 6).