Decision ID: a2017737-7c7e-5c00-b7e4-1b6f292f67e8
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Dal 25 gennaio 1995 A._ è titolare della ditta individuale
A._ (cfr. Foglio ufficiale svizzero di commercio [FUSC] n. ... del
...). Egli è stato iscritto dal 1° febbraio 1995 al 31 dicembre 2009 quale
contribuente dell'imposta sul valore aggiunto (di seguito: IVA) nel registro
tenuto dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: AFC)
con il n. ....
B.
Per il periodo fiscale del 4° trimestre 2008 (dal 1° ottobre al 31 ottobre
2008), il contribuente ha inoltrato il suo rendiconto all'AFC dichiarando un
importo IVA pari a fr. 2'580.40, ch'egli non ha tuttavia versato a quest'ulti-
ma.
C.
Per il mancato pagamento di detto importo, l'AFC ha dunque presentato
una domanda d'esecuzione avverso il contribuente all'Ufficio d'esecuzio-
ne di B._, il quale ha spiccato nei confronti di quest'ultimo il pre-
cetto esecutivo n. ... del 18 settembre 2009. Al suddetto precetto
esecutivo il contribuente ha poi interposto opposizione.
D.
Con decisione 8 ottobre 2009, l'AFC ha rigettato l'opposizione interposta
dal contribuente al suddetto precetto esecutivo, condannandolo nel con-
tempo al versamento dell'importo di fr. 2'580.40, oltre accessori.
E.
Con scritto 30 ottobre 2009, indicando che il contribuente non avrebbe
ritirato la decisione 8 ottobre 2009 intimatogli per raccomandata in data
17 ottobre 2009, e ciò malgrado l'invito a ritiro recapitato dall'ufficio po-
stale, l'AFC gli ha nuovamente trasmesso la predetta decisione per posta
semplice. Nello stesso, essa ha altresì sottolineato che il termine di re-
clamo di 30 giorni sarebbe iniziato a decorrere dall'ultimo giorno fissato
dall'ufficio postale per il ritiro della raccomandata.
F.
Contro la predetta decisione, il contribuente ha interposto reclamo il
23 novembre 2009.
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Pagina 3
G.
Con decisione su reclamo dell'8 marzo 2010, l'AFC non è entrata nel me-
rito del suddetto reclamo, poiché da lei considerato come manifestamente
tardivo.
H.
Il 30 aprile 2010, A._ (di seguito: ricorrente), per il tramite del suo
patrocinatore, ha interposto ricorso contro la decisione su reclamo
dell'8 marzo 2010 dell'AFC dinanzi al Tribunale amministrativo federale.
Protestando tasse, spese e ripetibili inerenti alla presente istanza, nonché
a quella precedente, egli postula l'accoglimento del suo gravame con
conseguente rinvio dell'incarto all'AFC, affinché la stessa emani una nuo-
va decisione. Il ricorrente – per i motivi che verranno esposti in dettaglio
nel proseguo (cfr. consid. 3.3.2 del presente giudizio) – ritiene in sostanza
che il reclamo 23 novembre 2009 da lui interposto contro la decisione
8 ottobre 2009 dell'AFC sarebbe stato presentato tempestivamente, di
modo che sarebbe a torto che l'AFC non è entrata nel merito al riguardo.
I.
Con risposta 1° luglio 2010, riconfermandosi nella propria decisione,
l'AFC ha postulato il rigetto del ricorso. Essa – per i motivi che verranno
esposti in dettaglio nel proseguo (cfr. consid. 3.3.1 del presente giudizio)
– ha ribadito che il reclamo 23 novembre 2009 sarebbe stato inoltrato tar-
divamente.
J.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario,
nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-
dura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate
all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale am-
ministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui
all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particolare, le decisioni finali rese
dall'Amministrazione federale delle contribuzioni in materia di IVA posso-
no essere contestate dinanzi al Tribunale amministrativo federale confor-
memente all'art. 33 lett. d LTAF. La procedura dinanzi al Tribunale
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amministrativo federale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga
altrimenti (art. 37 LTAF). Lo scrivente Tribunale è dunque competente per
giudicare la presente vertenza.
1.2
1.2.1 La Legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul va-
lore aggiunto (LIVA, RS 641.20) è entrata in vigore il 1° gennaio 2010.
Fatto salvo l'art. 113 LIVA, le disposizioni del diritto anteriore e le loro pre-
scrizioni d'esecuzione rimangono ancora applicabili a tutti i fatti e i rappor-
ti di diritto sorti durante la loro validità (art. 112 cpv. 1 LIVA). Nella misura
in cui la fattispecie in esame concerne il periodo fiscale del 4° trimestre
2008 – ossia dal 1° ottobre al 31 dicembre 2008 – alla stessa risulta
dunque applicabile materialmente l'allora vigente Legge federale del
2 settembre 1999 concernente l'imposta sul valore aggiunto (vLIVA, RU
2000 1300), entrata in vigore il 1° gennaio 2001 (cfr. art. 94 cpv. 1 vLIVA;
Decreto del Consiglio federale [DCF] del 29 marzo 2000, RU 2000 1344).
1.2.2 Per quel che concerne invece la procedura, fatto salvo l'art. 91
LIVA, il nuovo diritto procedurale è applicabile a tutti i procedimenti pen-
denti al momento dell'entrata in vigore della LIVA (cfr. art. 113 cpv. 3 LIVA;
per quel che concerne lo scopo restrittivo di detta disposizione,
cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6986/2008 del 3 giu-
gno 2010 consid. 1.2 e A-1113/2009 del 24 febbraio 2010 consid. 1.3). In
merito all'apprezzamento delle prove, l'art. 81 cpv. 3 LIVA non entra in
considerazione qualora il diritto materiale anteriore rimanga applicabile
(cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-3603/2009 del
16 marzo 2011 consid. 1.2 con rinvii e A-2387/2007 del 29 luglio 2010
consid. 1.2). Infine, la possibilità d'apprezzare anticipatamente le prove ri-
mane ammissibile anche nel nuovo diritto e, a fortiori, per i casi pendenti
(cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-3603/2009 del
16 marzo 2011 consid. 1.2 con rinvii, A-2387/2007 del 29 luglio 2010 con-
sid. 1.2 e A-4785/2007 del 23 febbraio 2010 consid. 5.5; Messaggio del
Consiglio federale concernente la semplificazione dell'imposta sul valore
aggiunto del 25 giugno 2008, in Foglio federale [FF] 2008 pag. 6151 seg.;
PASCAL MOLLARD/XAVIER OBERSON/ANNE TISSOT BENEDETTO, Traité TVA,
Basilea 2009, pag. 1126 n. 157).
1.2.3 Riguardo alle disposizioni di procedura, va altresì sottolineato che il
diritto procedurale applicabile è quello in vigore al momento in cui l'atto di
procedura viene adempiuto. Quando il Tribunale amministrativo federale
deve verificare la corretta attuazione del diritto procedurale da parte
dell'autorità inferiore, il diritto determinante è quello in vigore al momento
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in cui l'atto in questione è stato compiuto e che detta autorità ha applica-
to, ciò a prescindere dall'eventuale entrata in vigore del nuovo diritto
(cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-7675/2009 del 6 ot-
tobre 2011 consid. 2.2.2 e A-6299/2009 del 21 aprile 2011 consid. 2.2.2
con rinvii).
1.3 Pacifica è legittimazione a ricorrere del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione qui impugnata (art. 48 PA). Il ricorso è poi
stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto
delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA).
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del
potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) e l'inadegua-
tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ
KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea
2008, n. m. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allge-
meines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 segg.).
2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi ad-
dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 con-
sid. 2; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed.,
Berna 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e
dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità compe-
tente procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o
esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti ri-
sultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204
consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. ed.,
Zurigo 1998, cifra 677). Secondo il principio di articolazione delle censure
("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure
che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla con-
statazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanzia-
te (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 1.55). Il principio inqui-
sitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dove-
re delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139
consid. 2b).
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Il dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricor-
rente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, com-
prende, in particolare, l'obbligo di portare le prove necessarie, d'informare
il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in
caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POL-
TIER, op. cit., no 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).
2.3
2.3.1 Allorquando viene impugnata una decisione di non entrata in mate-
ria, rispettivamente d'inammissibilità, l'oggetto del gravame è strettamen-
te circoscritto alla questione di sapere se è a giusto titolo che l'autorità in-
feriore si è pronunciata in tal senso, non entrando nel merito dell'impu-
gnativa (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6922/2011
del 30 aprile 2012 consid. 1.3 con rinvii e A-4068/2010 del 22 ottobre
2010 consid. 2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 2.164). Per
questi motivi, la parte ricorrente che impugna una tale decisione, nel pro-
prio ricorso può solo censurare che è a torto che l'autorità inferiore non è
entrata in materia, facendo valere che un tale modo di agire costituisce
una violazione del diritto federale (cfr. DTF 132 V 74 consid. 1.1, DTF 125
V 503 consid. 1; DTF 113 Ia 146 consid. 3c; decisioni del Tribunale ammi-
nistrativo federale A-6922/2011 del 30 aprile 2012 consid. 1.3 con rinvii e
A-2890/2011 del 29 dicembre 2011 consid. 1.6 con rinvii; MOSER/BEU-
SCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii). Essa può dunque po-
stulare la trattazione della causa da parte dell'autorità inferiore, ma non la
modifica o l'annullamento della decisione (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-
BÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii). Il Tribunale amministrativo federale
non entra pertanto nel merito delle eventuali censure di merito sollevate
dalla parte ricorrente nel proprio ricorso (cfr. DTF 132 V 74 consid. 1.1,
DTF 125 V 503 consid. 1; DTF 113 Ia 146 consid. 3c; tra le tante: deci-
sioni del Tribunale amministrativo federale A-6922/2011 del 30 aprile
2012 consid. 1.3 con rinvii e A-5798/2007 del 6 luglio 2009 consid. 1.4
con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. m. 2.164 con rinvii).
2.3.2 In concreto, nella decisione su reclamo dell'8 marzo 2010 l'autorità
inferiore non è entrata nel merito del reclamo 23 novembre 2009 interpo-
sto dal ricorrente nei confronti della sua precedente decisione 8 ottobre
2009, in quanto da lei considerato come manifestamente tardivo. In tali
circostanze, tenuto conto di quanto precede (cfr. consid. 2.3.1 del presen-
te giudizio), l'esame dello scrivente Tribunale deve dunque mirare ad ac-
certare unicamente se, come sostenuto dal ricorrente, il suddetto ricorso
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Pagina 7
è stato invero interposto tempestivamente, di modo che l'AFC sarebbe
dovuta entrare nel merito al riguardo.
3.
3.1 Al fine di stabilire se il reclamo 23 novembre 2009 era tempestivo, è
innanzitutto necessario definire la procedura che qui ci occupa, nonché il
termine per presentare reclamo contro le decisioni dell'AFC.
3.1.1 In materia di imposta sul valore aggiunto, la dichiarazione e il paga-
mento dell'imposta avvengono secondo il principio dell'autotassazione
(cfr. art. 46 vLIVA), il quale implica che il contribuente è tenuto a dichiara-
re spontaneamente l'imposta e l'imposta precedente all'AFC. In virtù di
detto principio, spetta altresì al contribuente constatare il proprio assog-
gettamento, determinare la base dell'imposizione, calcolare e versare in
seguito l'imposta dovuta per un determinato periodo di rendiconto nel ter-
mine prescritto dalla legge (cfr. art. 47 cpv. 1 vLIVA). Egli stabilisce l'im-
porto del credito fiscale ed è quindi il solo responsabile del completo ed
esatto assoggettamento delle sue operazioni imponibili e del calcolo cor-
retto dell'imposta precedente. La tassazione è considerata conclusa, al-
lorquando il contribuente consegna all'AFC il rendiconto IVA debitamente
compilato (cfr. JEAN-MARC RIVIER/ANNIE ROCHAT PAUCHARD, Droit fiscal
suisse, La taxe sur la valeur ajoutée, Friborgo 2000, pag. 167; MOL-
LARD/OBERSON/TISSOT BENEDETTO, op. cit., pag. 650 n. 203; decisioni del
Tribunale amministrativo federale A-6152/2009 del 22 marzo 2012 con-
sid. 4.1, A-7752/2009 del 15 marzo 2012 consid. 2.1 con i numerosi rinvii
e A-4344/2008 del 9 settembre 2010 consid. 4.1 con i numerosi rinvii).
3.1.2 Giusta l'art. 62 cpv. 1 vLIVA (cfr. art. 77 LIVA), l'AFC verifica se vie-
ne soddisfatto l'obbligo di annunciarsi come contribuente, di allestire ren-
diconti e di pagare l'imposta. Qualora il contribuente consegni i propri ren-
diconti, ma non ottemperi all'obbligo di pagamento della relativa imposta
dovuta conformemente all'art. 47 cpv. 1 vLIVA (cfr. art. 86 cpv. 1 LIVA),
l'AFC può promuovere nei suoi confronti una esecuzione al fine di recu-
perare la suddetta imposta giusta l'art. 69 cpv. 1 vLIVA (cfr. artt. 89 cpv. 1
LIVA). Nella misura in cui l'AFC non abbia ancora accertato il credito fi-
scale mediante emanazione di una decisione passata in giudicato, essa è
competente sia per l'introduzione dell'esecuzione mediante presentazione
di una domanda d'esecuzione e, in caso di opposizione al relativo precet-
to esecutivo da parte del contribuente, anche per il rigetto dell'opposizio-
ne mediante l'emanazione di una prima decisione ai sensi dell'art. 63
cpv. 1 vLIVA (cfr. art. 69 cpv. 3 vLIVA e art. 89 cpv. 2 e 3LIVA; cfr. MOL-
LARD/OBERSON/TISSOT BENEDETTO, op. cit., pag. 862 n. 225 e pag. 962
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n. 466 con rinvii; decisioni del Tribunale amministrativo federale A-
7843/2010 del 22 luglio 2011 consid. 2.1 con rinvii, A-1589/2006 e A-
1590/2006 del 22 settembre 2008, A-6354/2007 del 6 novembre 2007 e
A-4192/2007 del 19 settembre 2007). La decisione con cui l'AFC rigetta
l'opposizione e si pronuncia nel merito sul credito fiscale ai sensi degli
artt. 63 cpv. 1 e 69 cpv. 3 vLIVA (cfr. artt. 82 cpv. 1 e 89 cpv. 2 LIVA) è poi
impugnabile mediante reclamo entro il termine di 30 giorni dalla sua
notificazione (cfr. art. 64 vLIVA; art. 83 cpv. 1 LIVA)
3.2 Ciò stabilito, vanno poi brevemente ricordate le regole sulla notifica-
zione e sul decorso dei termini, in particolar modo per quel che concerne
la notificazione di una decisione per mezzo di un invio raccomandato.
3.2.1 Un termine computato in giorni, se deve essere notificato alle parti,
comincia a decorrere il giorno dopo la notificazione (cfr. art. 20 cpv. 1 PA).
Una notificazione recapitabile soltanto dietro firma del destinatario o di un
terzo autorizzato a riceverla è reputata avvenuta al più tardi il settimo
giorno dopo il primo tentativo di consegna infruttuoso (cfr. art. 20 cpv. 2bis
PA). Il termine di ricorso – rispettivamente di reclamo – si considera os-
servato se gli atti scritti vengono consegnati all'autorità, oppure, all'indi-
rizzo di questa, a un ufficio postale svizzero o una rappresentanza diplo-
matica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine
(cfr. art. 21 cpv. 1 PA). Se l'ultimo giorno del termine è un sabato, una do-
menica o un giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il
termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto del
Cantone ove ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante
(cfr. art. 20 cpv. 3 PA).
3.2.2 L'onere probatorio della notificazione e della data alla quale
quest'ultima è avvenuta incombe di principio all'autorità che intende rica-
varne una conseguenza giuridica (cfr. DTF 129 I 8 consid. 2.2, DTF 124 V
400 consid. 2a, DTF 122 I 97 consid. 3b, DTF 114 III 51 considd. 3c e 4;
decisioni del Tribunale federale 2C_128/2012 del 29 maggio 2012 consid.
2.2 e 8C_188/2007 del 4 marzo 2008 consid. 4.1.2; decisione del
Tribunale amministrativo federale A-7242/2010 del 10 giugno 2011
consid. 1.2.2). L'autorità sopporta pertanto le conseguenze dell'assenza
di prova, in tal senso che se la notificazione, o la sua data, sono
contestate, e che esiste effettivamente un dubbio al riguardo, ci si deve
fondare sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio (cfr. DTF 129 I 8
consid. 2.2, DTF 124 V 400 consid. 2a; decisione del Tribunale federale
8C_188/2007 del 4 marzo 2008 consid. 4.1.2; decisioni del Tribunale
amministrativo federale A-7242/2010 del 10 giugno 2011 consid. 1.2.2, A-
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6830/2010 del 23 febbraio 2011 consid. 1.3.1 e A-67/2010 dell'8 ottobre
2010 consid. 2.2).
3.2.3 Gli atti giuridici e amministrativi importanti vengono inviati agli inte-
ressati per mezzo di una raccomandata. Secondo la giurisprudenza, un
invio postale raccomandato è ritenuto notificato al momento in cui il desti-
natario lo riceve effettivamente, ma anche quando l'invio perviene nella
sua sfera di influenza e quest'ultimo è in grado di prenderne conoscenza
(cfr. DTF 115 Ia 12 consid. 3b con rinvii; decisione della Commissione fe-
derale di ricorso in materia di contribuzioni [CRC] del 20 febbraio 1996 in:
Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione
[GAAC] n. 61.66 considd. 3a e 3b, confermata dalla decisione del 9 set-
tembre 1996 del Tribunale federale [non pubblicata]). Qualora quest'ulti-
mo non possa essere raggiunto e che un invito a ritirare l'invio viene de-
posto nella sua buca delle lettere o nella sua casella postale, la data di ri-
tiro dell'invio è determinante per stabilire il giorno della notificazione
(cfr. DTF 117 V 131 consid. 4a; decisione del Tribunale amministrativo fe-
derale A-7242/2010 del 10 giugno 2011 consid. 1.2.3; FRANCESCO TREZZI-
NI in: Bruno Cocchi/Francesco Trezzini/Giorgio A. Bernasconi [ed.], Com-
mentario al Codice di diritto processuale civile svizzero [CPC Comm], Lu-
gano 2011, art. 138 CPC, pag. 581 seg.).
3.2.4 Allorquando un invio postale raccomandato non viene ritirato, esso
si reputa come notificato al settimo giorno dal tentativo di consegna infrut-
tuoso, a condizione però che l'invito a ritirare il suddetto invio sia stato
deposto nella buca delle lettere (fisica) o nella casella postale del
destinatario e che quest'ultimo doveva verosimilmente aspettarsi una tale
notificazione (cfr. decisioni del Tribunale federale 2C_128/2012 del
29 maggio 2012 consid. 2.2 e 5A_710/2010 del 28 gennaio 2011
consid. 3.1; DTF 130 III 396 consid. 1.2.3, DTF 127 I 31 consid. 2a/aa,
DTF 123 III 492 consid. 1, DTF 119 V 89 consid. 4b, DTF 115 Ia 12
considd. 3a e 3b; decisione del Tribunale amministrativo federale A-
1545/2006 del 30 aprile 2008 consid. 5.2 con rinvii; BERNARD MAI-
TRE/VANESSA THALMANN [KASPAR PLÜSS] in: Bernhard Waldmann/Philippe
Weissenberger [ed.], Praxiskommentar zum Bundesgesetz über das Ver-
waltungsverfahren [Praxiskommentar], Zurigo/Basilea/Ginevra 2009,
n. 42 – 44 ad art. 20 PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit.,
n. m. 2.116 con rinvii; URS PETER CAVELTI in: Christoph Auer/Markus
Müller/Benjamin Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das
Verwaltungsverfahren [VwVG], Zurigo/San Gallo 2008, n. 35 ad art. 20
PA; TREZZINI, op. cit., art. 138 CPC, pag. 583; FRANÇOIS BOHNET in: Fran-
çois Bohnet/Jacques Haldy/Nicolas Jeandin/Philippe Schweizer/Denis
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Tappy, CPC, Code de procédure civile commenté, Basilea 2011, n. 26 ad
art. 138 CPC). Il termine di sette giorni non comprende quello in cui è av-
venuto il tentativo di consegna infruttuoso, cosicché esso decorre dal
giorno successivo. Poco importa invece che il settimo giorno corrisponda
ad un giorno feriale o festivo (cfr. TREZZINI, op. cit. art. 138 CPC, pag. 582
con rinvii). Tale prassi è stata confermata dal legislatore mediante introdu-
zione dell'art. 20 cpv. 2bis PA (entrato in vigore il 1° gennaio 2007; cfr. de-
cisioni del Tribunale amministrativo federale A-7242/2010 del 10 giugno
2011 consid. 1.2.3 e A-1545/2006 del 30 aprile 2008 consid. 5.2).
3.2.5 Come visto, la cosiddetta finzione della notificazione ("Zustellfik-
tion") torna applicabile soltanto se il destinatario doveva in buona fede
aspettarsi la notificazione di una comunicazione ufficiale. Tale è in partico-
lare il caso, allorquando il destinatario è parte in una procedura in corso
ed è pertanto tenuto a fare in modo di potere ricevere gli atti di causa che
gli vengono notificati, in particolar modo le decisioni dell'autorità (cfr. CA-
VELTI, op. cit., n. 35 ad art. 20 PA con rinvii; MAITRE/THALMANN, Praxis-
kommentar, n. 46 ad art. 20 PA; BOHNET, op. cit. n. 26 ad art. 138 CPC;
TREZZINI, op. cit., art. 138 CPC, pag. 583 seg. con rinvii). Si sottolinea
peraltro che l'art. 138 cpv. 3 CPC – di principio avendo il medesimo
tenore dell'art. 20 cpv. 2bis PA – statuisce esplicitamente che affinché la
notificazione possa essere considerata avvenuta, il destinatario deve
aspettarsi la medesima (cfr. anche decisione del Tribunale federale
5A_895/2011 del 6 marzo 2012 consid. 3.1).
3.2.6 Per quanto concerne in particolare le procedure di esecuzione ai
sensi della Legge federale dell'11 aprile 1889 sulla esecuzione e sul falli-
mento (LEF, RS 281.1) il Tribunale federale ha già avuto modo di chiarire
che l'opposizione interposta all'incontro di un precetto esecutivo ha per ef-
fetto quello di sospendere l'esecuzione (cfr. art. 78 cpv. 1 LEF) e d'impe-
dire al creditore di chiederne la continuazione. L'esecuzione viene in tal
modo bloccata, di modo ch'essa può essere continuata unicamente dopo
il rigetto dell'opposizione da parte del giudice mediante procedura di riget-
to (cfr. artt. 80-84 LEF) oppure mediante procedura ordinaria (cfr. artt. 79,
153 cpv. 3 e 186 LEF; cfr. DTF 130 III 396 consid. 1.2.3 con rinvii). Il Tri-
bunale federale ha dunque sancito che qualora una cassa malati o la
Billag AG – quali autorità assimilate ad un'autorità di rigetto – possono lo-
ro stesse rigettare l'opposizione e agiscono in tal senso, esse aprono una
nuova procedura. Poiché la finzione della notificazione vale unicamente
nell'ambito di una procedura in corso, l'interessato che interpone opposi-
zione all'incontro di un precetto esecutivo non è dunque sensato doversi
attendere la notificazione di una decisione di rigetto dell'opposizione da
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parte dell'autorità. Il Tribunale federale ha quindi sancito che in detto caso
particolare la finzione della notificazione non è applicabile (cfr. decisioni
del Tribunale federale 5D_130/2011 del 22 settembre 2011 consid. 2.1,
5A_710/2010 e 5A_738/2010 del 28 gennaio 2011 consid. 3.1 con rinvii;
DTF 130 III 396 consid. 1.2.3; decisione del Tribunale amministrativo fe-
derale A-1545/2006 del 30 aprile 2008 consid. 5.2 con rinvii).
3.2.7 Nel caso che qui ci occupa, dove l'AFC – quale autorità abilitata a
determinate condizioni, alla stessa stregua di una cassa malati o della
Billag AG, a rigettare l'opposizione interposta dal contribuente al precetto
esecutivo (cfr. consid. 3.1.2 del presente giudizio) – ha emanato una
decisione di rigetto dell'opposizione, non vi è ragione alcuna di scostarsi
dalla sopracitata giurisprudenza. Poiché di fatto il ricorrente ha interposto
opposizione al precetto esecutivo dell'AFC, esso non doveva aspettarsi la
notificazione da parte di quest'ultima di una decisione di rigetto, di modo
che la finzione della notificazione non è in casu applicabile (cfr. con-
sid. 3.2.6 del presente giudizio).
3.3
Tenuto conto di quanto precede, rimane ora da accertare la data alla qua-
le è avvenuta la notificazione della decisione in questione.
3.3.1 Al riguardo, l'AFC sostiene che la decisione 8 ottobre 2009 sarebbe
stata trasmessa al ricorrente per invio raccomandato in data 8 ottobre
2009. Il tentativo di notificazione sarebbe risultato infruttuoso, di modo
che la Posta avrebbe emesso in data 9 ottobre 2009 un invito a ritiro. Poi-
ché l'invio sarebbe giunto al punto di ritiro il 10 ottobre 2009, il termine di
giacenza di 7 giorni sarebbe iniziato a decorrere l'11 ottobre 2009 al più
tardi e giunto a termine il 17 ottobre 2009 al più tardi. Tenuto conto della
finzione della notificazione – a suo dire qui applicabile poiché il ricorrente
interponendo opposizione al precetto esecutivo doveva attendersi la noti-
ficazione di una decisione di rigetto – il termine di reclamo di 30 giorni sa-
rebbe iniziato a decorrere il 18 ottobre 2009, espirando il 16 novembre
2009. Il reclamo 23 novembre 2009 sarebbe pertanto manifestamente
tardivo (cfr. decisione impugnata, considd. 12-15; risposta 1° luglio 2010,
consid. 1). A comprova di ciò, l'AFC ha altresì prodotto, congiuntamente
alla propria risposta 1° luglio 2010, l'estratto "Track & Trace" (cfr. doc. 3)
concernente verosimilmente il suddetto invio raccomandato. Essa spiega
altresì che, poiché il ricorrente non avrebbe ritirato l'invio raccomandato,
la Posta glie lo avrebbe rinviato il 20 ottobre 2009. Con scritto 30 ottobre
2009, l'AFC avrebbe dunque ritrasmesso al ricorrente la suddetta decisio-
ne tramite posta semplice, indicando che la stessa le sarebbe stata inti-
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mata il 17 ottobre 2009 e che il termine di reclamo sarebbe iniziato a de-
correre alla fine del termine di giacenza (cfr. doc. 4 e doc. B; decisione
impugnata, consid. 14; risposta 1° luglio 2010, consid. 3). A suo avviso,
anche se il termine di reclamo fosse stato calcolato a partire dal giorno
seguente il rinvio della decisione (il 21 ottobre 2009), il reclamo sarebbe
comunque risultato tardivo in quanto, in tali circostanze, il termine sareb-
be scaduto il 19 novembre 2009 (cfr. risposta 1° luglio 2010, consid. 4).
3.3.2 Dal canto suo, il ricorrente sostiene invece che l'AFC avrebbe com-
messo un errore di calcolo del termine d'impugnazione della predetta de-
cisione. A suo avviso, l'AFC avrebbe infatti erroneamente calcolato la de-
correnza del termine di reclamo dalla data del timbro apposto sulla deci-
sione, ritenendola come data d'intimazione, cioè presunto invio. Poiché
secondo lui la raccomandata sarebbe giunta all'ufficio postale di
C._ il 17 ottobre 2009 come attestato dal doc. B, tenuto conto del
termine di giacenza a partire da quella data, il suo reclamo 23 novembre
2009 risulterebbe pertanto tempestivo. In tali circostanze, la decisione di
non entrata in materia dell'AFC costituirebbe un indebito diniego di
giustizia materiale e sarebbe arbitraria, ledendo in modo crasso le norme
procedurali sul calcolo dei termini (cfr. ricorso 30 aprile 2010, pag. 2 punti
4-5).
3.3.3 In concreto, dagli atti dell'incarto – in particolar modo dall'estratto
"Track & Trace" prodotto dall'AFC (cfr. doc. 3) – risulta che la decisione
8 ottobre 2009 è stata trasmessa mediante invio raccomandato l'8 ottobre
2009. Emerge poi, che detto invio non ha potuto essere intimato diretta-
mente al ricorrente, di modo che la Posta ha emesso un invito a ritiro in
data 9 ottobre 2009. L'invio è giunto al punto di ritiro il 10 ottobre 2009.
Risulta altresì che il ricorrente non ha ritirato l'invio raccomandato nel ter-
mine di giacenza di 7 giorni. Come visto poc'anzi (cfr. consid. 3.2.7 del
presente giudizio), la finzione della notificazione non è in casu applicabile,
in quanto il ricorrente non doveva attendersi a ricevere una decisione da
parte dell'AFC. In tali circostanze, si deve pertanto concludere che la no-
tificazione di detta raccomandata – contrariamente a quanto asserito
dall'AFC – non è avvenuta l'ultimo giorno del termine di giacenza. Difet-
tandone una valida notificazione, è dunque a torto che l'AFC ha calcolato
il termine di reclamo a partire dal 18 ottobre 2009, data da lei considerata
quale giorno seguente la scadenza del termine di giacenza di sette giorni.
Non le giova poi invocare il proprio scritto 30 ottobre 2009, con cui essa
sostiene d'aver rinviato per posta semplice la propria decisione 8 ottobre
2009 al ricorrente, indicandogli nel contempo che l'intimazione della
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stessa sarebbe avvenuta per raccomandata in data 17 ottobre 2009. In
effetti, le indicazioni ivi contenute sono prive di conseguenze giuridiche, in
quanto dal momento che il primo tentativo di notificazione della decisione
è risultato infruttuoso, la stessa – fino a quando non è stata effettivamente
notificata al ricorrente – non era opponibile a quest'ultimo e pertanto non
poteva determinare il decorso del termine di reclamo (cfr. MOOR/POLTIER,
op. cit., no. 2.2.8.5, pag. 356; JEAN-MAURICE FRÉSARD, in: Bernard Cor-
boz/Alain Wurzburger/Pierre Ferrari/Jean-Maurice Frésard/Florence Au-
bry Girardin, Commentaire de la LTF, Berna 2009, n. 22 ad art. 49 LTF).
Date le circostanze, si deve pertanto concludere che la decisione litigiosa
è stata validamente notificata al ricorrente soltanto a seguito del secondo
tentativo di notificazione eseguito dall'AFC mediante scritto 30 ottobre
2009. Poiché dagli atti dell'incarto risulta che l'AFC ha ritrasmesso la pro-
pria decisione il 30 ottobre 2009 (cfr. doc. 4) – fatto peraltro non contesta-
to dal ricorrente – appare infatti verosimile che quest'ultimo l'abbia ricevu-
ta nella sua sfera d'influenza al più presto il 31 ottobre 2009. La notifica-
zione della decisione va dunque considerata come avvenuta al più presto
a detto momento, di modo che il termine di reclamo di 30 giorni è iniziato
a decorrere al più presto il 1° novembre 2009 (cfr. DTF 117 V 131 con-
sid. 4b). Ne discende che il reclamo 23 novembre 2009 era tempestivo, di
modo che l'AFC doveva entrare nel merito al riguardo. Poco importa dun-
que che il ricorrente abbia calcolato il termine di reclamo, tenendo conto
del termine di giacenza di 7 giorni a partire dal 17 ottobre 2009, data indi-
cata dall'AFC nello scritto 30 ottobre 2009 come momento in cui sarebbe
avvenuta l'intimazione della raccomandata.
In definitiva, tenuto conto di quanto precede, la decisione qui impugnata
va annullata e gli atti rinviati all'AFC affinché la stessa emani una nuova
decisione ed entri nel merito del reclamo 23 novembre 2009 interposto
dal ricorrente nei confronti della sua precedente decisione 8 ottobre 2009.
4.
Visto l'esito della procedura, nessuna spesa processuale è messa a ca-
rico del ricorrente e dell'autorità inferiore (art. 63 PA). L'anticipo spese di
fr. 700.-- versato dal ricorrente gli verrà quindi restituito integralmente.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 cpv. 1 del Regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), se ammette
il ricorso, l'autorità giudicante assegna al ricorrente un'indennità per le
spese che ha sopportato. Lo scrivente Tribunale può statuire d'ufficio in
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merito alle ripetibili in base alla nota d'onorario del patrocinatore, ove
esiste, nonché sugli atti e di regola senza dover procedere con una moti-
vazione circostanziata (artt. 10 e segg. TS-TAF).
Il ricorrente ha agito nella presente procedura facendosi assistere da un
legale iscritto nel registro degli avvocati del Cantone Ticino. In considera-
zione degli atti di causa, l'autorità inferiore verserà al ricorrente l'importo
di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili per la procedura di ricorso dinanzi al
Tribunale amministrativo federale.
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