Decision ID: d62414d0-33c5-591d-ac5b-0c6dd1c85d16
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Dalla costituzione e sino al 26 aprile 2010, AP 1 è stato proprietario della PPP n. 6763, pari a 86/000, così come di 4/14 della PPP n. 6766, pari a 14/000, del fondo base part. _ RFD di _, sul quale sorge il “Condominio AO 1”, con diritto esclusivo sull'appartamento n. 15 al secondo piano e su un locale al primo piano recante il numero 18. Nel lungo periodo in cui AP 1 è stato proprietario delle suddette PPP i rapporti con la Comunione dei comproprietari si sono sempre rivelati difficili. Da un lato, la Comunione dei comproprietari ha avviato numerose procedure nei confronti di AP 1 per ottenere il pagamento di contributi condominiali arretrati e l’iscrizione di ipoteche legali volte a garantire tali crediti. Dal canto suo, il condomino si è sempre opposto alla modifica, decisa nel 1985 dai comproprietari, della chiave di riparto per determinare la quota parte di spese a suo carico, professandosi altresì creditore nei confronti della AO 1 di anticipi asseritamente versati in eccedenza.
B. In particolare, nel 1998 e nel 2000 la AO 1 ha avviato nei confronti di AP 1 due cause, poi congiunte, tendenti ad ottenere il pagamento da parte di quest’ultimo delle spese condominiali arretrate per gli anni dal 1993 al 1998 (cfr. inc. OA.1998.897 e OA.2000.351). In esito a queste procedure AP 1 è stato condannato a versare alla AO 1 fr. 31'423.10, oltre interessi, nell’ambito della pretesa di cui all’incarto OA.2000.351, e fr. 15'195.10, oltre interessi, in relazione alla pretesa di cui all’incarto OA.1998.897.
C. In data 15 aprile 1999 l’appartamento di proprietà di AP 1 ha subito dei danni da infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto condominiale. Il danno, coperto dalla polizza assicurativa contratta dalla AO 1 con la _ Assicurazioni (di seguito: _), è stato quantificato in complessivi fr. 19'521.60 (doc. E). In relazione a questo evento, la _ e la AO 1 hanno sottoscritto un accordo di liquidazione per l’importo di fr. 19'000.- con la precisazione che la somma sarebbe stata “da depositare presso la Pretura di Lugano - Distretto 3 - “ (doc. D). Come pattuito, in data 17 gennaio 2002 la _ ha quindi provveduto, nell’ambito delle procedure di cui agli inc. OA.1998.897 e OA.2000.351, a depositare in Pretura la somma di fr. 19'000.-, a valere quale liquidazione di detto sinistro, senza indicare il beneficiario del deposito (cfr. attestazione della Cancelleria Centrale della Pretura del 4 febbraio 2002, inc. OA.1998.897).
D. Previo tentativo di conciliazione (CM.2014.651), il 14 aprile 2015 AP 1 ha inoltrato alla Pretura di Lugano, sezione 3, una petizione con cui ha chiesto, in via principale, di accertare che l’importo di fr. 19'000.- depositato in data 17 gennaio 2002 dalla _ fosse di sua pertinenza e di conseguenza disporre il pagamento nelle sue mani di detta somma; in via subordinata, che la AO 1 fosse condannata al pagamento di fr. 19'000.- a liquidazione del danno d’acqua subito nel 1999, oltre interessi del 5% dal 15 ottobre 2014, da versare tramite pagamento da parte della Pretura di detto importo. In breve, egli ha sostenuto che l‘importo versato dall’assicurazione sarebbe inequivocabilmente stato destinato alla copertura del danno subito dal suo appartamento, che trattandosi di un’assicurazione stipulata per legge dal condominio nell’interesse di tutti i condomini, ciascun condomino danneggiato sarebbe titolare di un diritto proprio e di un’azione diretta verso l’assicuratore giusta l’art. 17 cpv. 1 LCA; nella denegata ipotesi che non si volesse seguire questa argomentazione, la somma depositata sarebbe comunque da versare nelle sue mani, stante l’obbligo legale del condominio di rispondere nei suoi confronti del danno generato da parti comuni dell’immobile.
E. La convenuta si è opposta alla petizione contestando la pretesa creditoria dell’attore. In sintesi, essa ha presentato un estratto conto dei contributi maturati nei confronti di AP 1 dal 2001 al 2014, attestante un saldo debitore di fr. 168'452.17 (doc. 1). Al riguardo essa ha argomentato che, nonostante le ripetute contestazioni in merito alla chiave di riparto adottata, AP 1 non avrebbe mai impugnato le decisioni assembleari in occasione delle quali sarebbero stati approvati i conti e la ripartizione delle spese fra i condomini, ragion per cui ora egli non potrebbe più contestarle. Essa ha inoltre fatto valere che l’importo di CHF 19'000.- dovuto a AP 1 sarebbe stato compensato nel 2006 con somme dovute dall’attore alla AO 1 per contributi condominiali scoperti. A detta della stessa, l’attore non avrebbe comunque alcun diritto al pagamento dell’importo depositato, poiché tale somma sarebbe di spettanza della AO 1, stipulante ed unica assicurata, e da compensare con i crediti allegati di cui al doc. 1. La convenuta non ha per contro formulato conclusioni riguardo allo svincolo in suo favore della somma depositata.
AP 1 ha quindi presentato una replica spontanea con la quale ha ribadito le proprie argomentazioni approfondendo alcuni aspetti. In particolare, egli ha sostenuto che non sarebbe stato necessario contestare le decisioni assembleari in quanto la ICCA avrebbe accertato l’illegittimità della chiave di ripartizione stabilita dal Condominio. Egli ha contestato la legittimità della compensazione a cui si è opposto e ha affermato di vantare a sua volta un importante credito nei confronti della convenuta.
All’udienza del 23 giugno 2015 la convenuta ha prodotto un memoriale di duplica spontanea con cui ha contestato i crediti vantati dalla controparte.
F. Esperita l’istruttoria le parti hanno rinunciato a comparire alla discussione finale. Nei propri allegati conclusivi le stesse hanno confermato le proprie antitetiche posizioni.
G. Statuendo con sentenza del 24 dicembre 2015 il Pretore ha respinto la petizione per intervenuta compensazione dell’importo richiesto.
H. Con atto di appello di data 29 gennaio 2016 redatto in lingua tedesca e poi ritrasmesso a questa Camera tradotto in lingua italiana in data 9 marzo 2016, nel rispetto del termine assegnato, AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente la petizione, protestate tasse, spese e ripetibili, nonché la concessione del gratuito patrocinio con nomina di un avvocato di ufficio.
Con risposta all’appello del 15 dicembre 2016 la AO 1 postula la reiezione del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili.
In data 2 gennaio 2017 il patrocinatore di parte attrice ha inoltrato un allegato di replica spontanea e in data 10 febbraio 2017 il legale di parte convenuta ha trasmesso a sua volta una duplica spontanea.
Si ricorda che con decisione del 15 settembre 2016 questa Camera ha accolto l’istanza di gratuito patrocinio presentata dall’appellante con contestuale nomina di un patrocinatore d’ufficio (inc. 12.2016.44).
E considerato

in diritto:
1.Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC; RS 272) che trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la procedura dinanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC).
2.Pur essendo pacifica l'ammissibilità di allegati spontanei delle parti in tutte le procedure, anche senza autorizzazioni specifiche (DTF 133 I 98 consid. 2.1, 137 I 195 consid. 2.3.1, 138 III 252 consid. 2.1 e 2.2; TF 4 aprile 2012 4A_334/2011 consid. 3.3; II CCA 28 giugno 2013 inc. n. 12.2012.209, 13 agosto 2013 inc. n. 12.2011.187, 7 ottobre 2014 inc. n. 12.2011.214, 12 aprile 2015 inc. n. 12.2012.39), la dottrina ammette la possibilità di replica e duplica spontanea in appello unicamente entro un breve periodo di tempo (Trezzini/ Cocchi/ Bernasconi, Commentario CPC, p. 104), fermo restando che il Tribunale federale ha in particolare ritenuto eccessivo un periodo di 18 giorni (Trezzini/ Cocchi/ Bernasconi, op. cit., nota 176 a p. 104 con rinvio a TF 8 dicembre 2009 4A_446/2009 consid. 1.3).
Nel caso concreto, la risposta all’appello della convenuta è stata intimata da questa Camera all’attore in data 16 dicembre 2016 ed è pertanto pervenuta allo stesso al più presto il giorno successivo. In considerazione della citata giurisprudenza federale e tenuto conto anche della problematica legata alle ferie giudiziarie, sulla quale l’Alta Corte non si è nello specifico ancora espressa, la replica spontanea dell’attore consegnata brevi manu a questa Camera in 2 gennaio 2017 può essere ritenuta ancora tempestiva.
Tardiva pare invece la duplica spontanea tramessa dalla Comunione dei comproprietari del AO 1. Nello specifico infatti, la replica spontanea dell’appellante è stata inoltrata alla controparte in data 10 gennaio 2017, anche volendo considerare un (ipotetico) periodo di giacenza di 7 giorni, l’allegato di duplica spontanea inoltrato a questa Camera in data 10 febbraio 2017 (cfr. timbro postale sulla busta allegata all’atto) non può essere ritenuto tempestivo e non può così essere considerato in questo giudizio (II CCA 12 marzo 2013 inc. n. 12.2011.92). Ciò detto, si osserva che l’allegato di duplica non contiene per altro novità di rilievo.
3.AP 1 allega all’appello una serie di documenti; in relazione agli stessi egli non formula però alcuna specifica richiesta di acquisizione. L’appellante non solo non fa alcun riferimento esplicito all’art. 317 CPC ma neppure spiega le ragioni per cui questi documenti dovrebbero ora essere assunti e perché gli stessi non avrebbero potuto essere prodotti già in prima sede, ritenuto che, ad eccezione dello scambio di scritti tra l’appellante medesimo e il suo precedente patrocinatore, gli altri documenti sono antecedenti all’emissione della petizione. La convenuta si oppone alla loro assunzione.
Con ogni evidenza, cosi stando le cose, i presupposti dell’art. 317 CPC non risultano adempiuti, ragion per cui predetti documenti non possono essere ammessi nella presente causa.
A titolo abbondanziale, si osserva inoltre che il contenuto dello scambio di corrispondenza tra il precedente legale e il qui appellante si rivela marginale ai fini del presente giudizio.
4.Per quanto oggetto di appello, nella sentenza qui impugnata, il Pretore, dopo aver ripercorso i fatti, ha analizzato la richiesta avanzata in via principale da AP 1, respingendola. In particolare, il magistrato ha negato che l’attore potesse vantare un credito diretto verso la _ e, di riflesso, sulla prestazione assicurativa da essa depositata in Pretura. Il primo giudice ha spiegato, infatti, che l’assicurazione stipulata dalla AO 1 sull’immobile non può essere considerata quale assicurazione per conto altrui ex art. 17 LCA ma va intesa quale assicurazione RC contro terzi ai sensi degli art 48 e segg. LCA. Il condomino danneggiato, in concreto AP 1, va considerato quale terzo ai sensi dell’art. 58 CO e la sua pretesa risarcitoria deve pertanto essere diretta contro la Comunione.
In seguito, il Pretore ha affrontato la domanda condannatoria avanzata dall’attore in via subordinata. Accertato il diritto di AP 1 al pagamento da parte della convenuta dell’indennità depositata, il magistrato ha analizzato la questione dell’eventuale compensazione di tale credito.