Decision ID: f7ceb8ba-b716-54e2-82f1-0dbd90194fdc
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 28 febbraio 2019, A._, nata ... settembre 19..., vedova (di seguito,
la ricorrente madre), e sua figlia B._, nata il ... luglio 20... (di
seguito, la ricorrente figlia; insieme, le ricorrenti), cittadine della Turchia,
hanno presentato una domanda d’asilo alla Svizzera, e sono state
attribuite, per la durata della relativa procedura, tuttora pendente, al Canton
Ticino.
B.
Il 4 aprile 2019, la ricorrente madre ha chiesto alla Segreteria di Stato della
migrazione (SEM) di verificare se fosse possibile un trasferimento, con sua
figlia, dal Canton Ticino al Canton Lucerna o in un altro cantone della
Svizzera tedesca.
Precisando che “den Grundsatz der Einheit der Familie kann ich nicht
geltend machen”, la ricorrente madre invoca, a sostegno della sua
richiesta, il fatto che il suo “Lebenspartner”, un cittadino ... titolare di un
permesso di dimora B, che conosce da venti anni e con il quale forma una
coppia da quattro anni, risiede nel Canton Lucerna, dove è “sehr gut
integriert”, e le rende visita in Ticino “so oft wie möglich”. In aggiunta a ciò,
la ricorrente madre asserisce di essere “psychisch stark angeschlagen”, di
avere depositato la domanda d’asilo in base a “frauenspezifische
Fluchtgründe” e, a causa della presenza di molti uomini nel centro ..., dove
abita con sua figlia, di essere tormentata da “Panikattacken und
Schlafstörungen”, concludendo che necessita “dringend” dell’appoggio del
suo compagno.
C.
Il 3 maggio 2019, il Servizio asilo del Cantone Ticino ha comunicato alla
SEM di non avere nulla in contrario ad un trasferimento delle ricorrenti nel
Canton Lucerna.
L’8 maggio 2019, da parte sua, il Canton Lucerna ha informato la SEM di
considerare che le condizioni per un cambiamento di cantone non siano
soddisfatte, rilevando in particolare, con riferimento al disagio della
ricorrente madre nel centro ..., che la stessa potrebbe chiedere di essere
trasferita in un altro luogo in Ticino.
D.
Il 29 maggio 2019, la SEM ha ricevuto dalle ricorrenti un certificato medico
del 23 maggio 2019, stilato dalla dott.ssa C._, psichiatra e
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psicoterapeuta FMH, nonché dalla dott.ssa D._, medico assistente,
entrambe attive presso il Servizio Psico-sociale di ....
Nel detto certificato, che concerne lo stato di salute della ricorrente madre,
è formulata la diagnosi di “disturbo postraumatico da stress (ICD10: F43.1),
in una paziente vittima di torture, violenze fisiche e sessuali (ICD10:
Z65.4)”, con terapia antidepressiva, ed è pure riferito che il collocamento
in Ticino della ricorrente madre, da sola con sua figlia, “ha ulteriormente
aggravato [il suo] stato psichico già precario”. Le redattrici del certificato
affermano inoltre che le visite del suo compagno rappresentano, per la
ricorrente, “una risorsa dal punto di vista psichico e timico”, concludendo di
sostenere, “da un punto di vista medico psichiatrico”, il trasferimento della
ricorrente madre, con sua figlia, nel Canton Lucerna, dove potrà proseguire
le cure, considerato come ciò “possa influire favorevolmente sia sui sintomi
attuali sia sul decorso del disturbo; inoltre questo favorirebbe un
miglioramento anche del quadro psichico affettivo della figlia”.
E.
Il 14 agosto 2019, la SEM ha respinto la domanda di cambiamento di
cantone, argomentando che le ricorrenti non possono far valere un diritto
all’unità della famiglia e che non sono esposte ad una grave minaccia, con
la precisazione che, ad ogni modo, il Canton Lucerna ha rifiutato di
acconsentire al trasferimento richiesto.
F.
Il 26 agosto 2019, rappresentati dalla loro legale, le ricorrenti hanno adito
il Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo, previo annullamento
della decisione della SEM, di attribuirle al Canton Lucerna. Le ricorrenti
hanno inoltre trasmesso uno scritto, del 25 agosto 2019, in cui il compagno
della ricorrente madre afferma, tra le altre cose, che la sposerà
prossimamente, una volta che avrà divorziato da sua moglie, con la quale
vive separato da oltre un anno. In sostanza, le conclusioni del ricorso
riposano sulla “stabile ed importantissima [...] relazione affettiva” tra la
ricorrente madre e il suo compagno, e sul “precario stato di salute” della
ricorrente madre, il quale “costituisce una minaccia non solo alla salute
psicofisica della stessa, che non riesce in modo autonomo a far fronte alle
necessità quotidiane, ma, ancora, a quello di [sua] figlia”.
G.
Il 5 settembre 2019, questo Tribunale ha invitato la SEM a presentare una
risposta al ricorso. Il 15 ottobre seguente, la SEM ha dichiarato di
confermare integralmente la sua decisione.
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Diritto:
1.
1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro
le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei casi previsti
all’art. 32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il provvedimento
del 14 agosto 2019, che non rientra peraltro nell'elenco dell'art. 32 LTAF,
costituisce una decisione incidentale ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 PA, emanata
dalla SEM nell’ambito della procedura d’asilo relativa alle ricorrenti, tuttora
pendente, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il
presente ricorso (cfr. art. 27 cpv. 3, 105 e 107 cpv. 1 2a frase della legge
sull’asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31]). Dato che la procedura
verte su una decisione in materia d’asilo, la presente sentenza non può
essere impugnata davanti al Tribunale federale ed è quindi definitiva (cfr.
art. 83 lett. d cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005
[LTF, RS 173.110]).
1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi
all’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e
ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione
della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro
trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e
contenere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma
del ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la
decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52
cpv. 1 PA).
In concreto, le ricorrenti, tramite la loro legale, hanno inoltrato il ricorso
tempestivamente, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, per cui lo
stesso è ammissibile e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio.
2.
Si tratta in seguito di verificare se le ricorrenti possano ottenere il loro
trasferimento dal Canton Ticino al Canton Lucerna, diversamente da
quanto deciso dalla SEM, invocando il diritto all’unità della famiglia e/o la
protezione contro una grave minaccia.
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2.1 Secondo l’art. 27 cpv. 3 LAsi, la SEM ripartisce i richiedenti fra i Cantoni
(Cantoni d’attribuzione). Tiene conto degli interessi degni di protezione dei
Cantoni e dei richiedenti. La decisione d’attribuzione può essere impugnata
soltanto per violazione del principio dell’unità della famiglia.
L’art. 27 cpv. 3 3a frase LAsi è stato introdotto nella LAsi per tenere conto
delle esigenze poste dagli art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e
familiare) e 13 (diritto a un ricorso effettivo) della Convenzione europea dei
diritti dell’uomo del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101; cfr. Messaggio del
Consiglio federale relativo alla revisione totale della legge sull'asilo nonché
alla modificazione della legge federale concernente la dimora e il domicilio
degli stranieri del 4 dicembre 1995, in particolare la pag. 54, Foglio federale
1996 II 1). Si osservi che, in accordo con la giurisprudenza federale, il
principio dell’unità della famiglia si applica, in primis, alle relazioni in seno
alla famiglia cosiddetta nucleare, ossia tra gli sposi nonché tra i genitori e i
loro figli minorenni, ma può anche applicarsi, in funzione delle circostanze,
ad altre configurazioni familiari o di parentela (cfr., in particolare, DTAF
2009/8 consid 5.3.2 e 2008/47 consid. 4.1.1 con i riferimenti). Peraltro,
secondo la CorteEDU, “le concept de « vie familiale » visé par l’article 8 ne
se borne pas aux seules familles fondées sur le mariage, mais peut
englober d’autres relations de facto [...] Pour déterminer si une relation
s’analyse en une « vie familiale », il peut se révéler utile de tenir compte
d’un certain nombre d’éléments, tels le point de savoir si les partenaires
cohabitent, la durée de leur relation, la question de savoir s’ils ont, d’une
quelconque manière, par exemple en ayant des enfants ensemble,
démontré leur engagement l’un envers l’autre” (sentenza CorteEDU – Van
der Heijden c. Paesi Bassi [Grande Camera], n. 42857/05, 3 aprile 2012, §
50).
In concreto, le ricorrenti, come del resto da loro stesse inizialmente esposto
(cfr. consid. B), non possono prevalersi, allo stato attuale delle cose, del
diritto all’unità della famiglia con riferimento alla relazione che le lega al
compagno della ricorrente madre. Innanzitutto, la ricorrente madre non è
sposata con il suo compagno, il quale non è il padre della ricorrente figlia
e, perdipiù, è tuttora vincolato dal matrimonio con un’altra donna, benché
la coppia sembri essere sul punto di divorziare (cfr. consid. F). In secondo
luogo, la pretesa durata di quattro anni della relazione con la ricorrente
madre appare poco credibile, se si considera che il suo compagno risiede
già da tempo in Svizzera, dove lei è invece giunta soltanto nel febbraio
2019, per cui non si può parlare di una coabitazione propriamente vissuta.
Per finire, non vi sono altri elementi di fatto che permettano di ritenere,
pertinentemente, che la ricorrente madre, insieme a sua figlia, conduca una
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vita assimilabile ad una vita di famiglia con il suo compagno, e ciò
nonostante le visite che quest’ultimo rende loro in Ticino, fungendo loro da
sostegno, affettivo, psicologico e morale, durante la procedura d’asilo
tuttora pendente.
Pertanto, sotto il profilo del diritto al rispetto della vita familiare, il ricorso,
pur volendo ammettere che sia ammissibile, è infondato e la decisione
impugnata, che è conforme al diritto federale (cfr. art. 49 lett. a PA), deve
essere confermata.
2.2 Conformemente all’art. 22 cpv. 2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a
questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), un
cambiamento di Cantone è disposto dalla SEM soltanto con il consenso di
entrambi i Cantoni, se è rivendicata l’unità della famiglia o se vi è grave
minaccia per il richiedente l’asilo o altre persone.
In concreto, il certificato medico delle dott.sse C._ e D._,
che fa stato di una chiara diagnosi e della terapia necessaria, non permette
di dubitare della serietà dei disturbi psichiatrici di cui soffre la ricorrente e,
di riflesso, almeno in parte, sua figlia (cfr. consid. D). Tuttavia, non si può
assennatamente sostenere che la salute delle ricorrenti sia esposta ad una
grave minaccia in Ticino. A questo proposito, non soltanto la ricorrente
madre segue una terapia psichiatrica e medicamentosa, ma bisogna pure
aggiungere che, se il disagio che risente a vivere nel centro ... dovesse
assumere proporzioni tali da risultare ulteriormente nocivo per il suo stato
di salute, avrà la possibilità di chiedere alle autorità competenti ticinesi, per
il tramite delle dott.sse C._ e D._, di essere trasferita, con
sua figlia, in un altro centro di accoglienza per il tempo restante della
procedura d’asilo.
Di conseguenza, anche rispetto alla condizione dell’esistenza di una grave
minaccia, il ricorso risulta infondato e la decisione impugnata, che è
conforme al diritto federale (cfr. art. 49 lett. a PA), deve essere confermata,
tanto più che il Canton Lucerna ha rifiutato di dare il suo consenso al
trasferimento delle ricorrenti dal Canton Ticino, giustificando la propria
posizione con validi argomenti (cfr. consid. C).
Si noti ancora che l’attribuzione al Canton Ticino è valida per la durata della
procedura d’asilo, e che le ricorrenti, se otterranno l’asilo, potranno
stabilirsi, in linea di massima, ovunque sul territorio svizzero (cfr., mutatis
mutandis, sentenza TAF F-3862/2016 del 16 agosto 2016, pag. 8).
Peraltro, a prescindere dalla procedura d’asilo, una volta che il matrimonio
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con il suo compagno sarà concluso, la ricorrente madre, con sua figlia,
potrà fondatamente invocare l’unità della famiglia allo scopo di trasferirsi
nel Canton Lucerna.
3.
In conclusione, accertato che le ricorrenti non possono invocare con
successo né il principio dell’unità della famiglia, né la necessità di essere
protette da una minaccia grave, e che il Canton Lucerna ha rifiutato di
condiscendere alla loro richiesta di trasferimento dal Canton Ticino, il
ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.
4.
Le spese processuali sono, di regola, messe a carico della parte
soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv.
1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e
della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della
situazione finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF).
In concreto, considerate le circostanze del caso, e nonostante l’esito
negativo del ricorso, alle ricorrenti non si addossano spese processuali.
Alle ricorrenti non sono assegnate spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora che la SEM, in quanto autorità
federale, non ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-
TAF).
(dispositivo alla pagina seguente)
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