Decision ID: c26bae7c-98d8-54a4-b188-f259c9a3cad3
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto, in fatto","1.1. In data 26 maggio 2017, RI 1, nata il _ 1984, attiva in misura del 50% in qualità di badante presso la signora _ di _ e in misura del 40%-50% (contratto ad ore) in qualità di impiegata presso la _ di _, è stata vittima di un incidente della circolazione (tamponamento mentre era in colonna), riportando una distorsione cervicale di grado II (doc. 1, 2, 11, 25 e 35 incarto LAINF). L’istituto assicuratore (in casu: _) ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.","1.2. Il 2 aprile 2019 l’assicurata si è sottoposta ad una Artro-MRI della spalla sinistra che ha messo in evidenza una “lesione parziale profonda del sovraspinato sul versante articolare concernente la metà anteriore del tendine grado II di oltre 3mm di profondità. Gli altri tendini della cuffia si rappresentano regolarmente come anche il complesso labbro legamentoso” (doc. 3 incarto LAINF).","1.3. Il 10 ottobre 2019 l’assicurata, inabile al lavoro al 100% dal 2 ottobre 2019, è stata operata alla spalla sinistra (“resezione acromion-claveare e tenodesi del capolungo del bicipite”) dal dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, presso _ (doc. 5, 6, 7, 8 e 34 incarto LAINF).","1.4. Il 3 dicembre 2019 il datore di lavoro (_) ha comunicato alla CO 1 (in seguito: CO 1) che l’assicurata era stata vittima di un incidente alla circolazione il 26 maggio 2017 ed era inabile al lavoro al 100% dal 2 ottobre 2019 a causa una lacerazione alla spalla sinistra (doc. 11 incarto LAINF).","1.5. Esperiti gli accertamenti medico-assicurativi del caso (in particolare, dopo avere acquisito agli atti i pareri medici del 16 aprile 2020, doc. 39 incarto LAINF, e del 26 maggio 2020, doc. 55 incarto LAINF, del proprio medico fiduciario, dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica), con decisione formale del 27 maggio 2020, l’amministrazione ha negato l’esistenza di un nesso causale naturale tra l’infortunio del 26 maggio 2017 e i disturbi alla spalla sinistra (e la conseguente operazione del 10 ottobre 2019) oggetto dell’annuncio di ricaduta del 3 dicembre 2019 (doc. 58 incarto LAINF).","1.6. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata, patrocinata dalla RA 1 (in seguito: RA 1; doc. 70 incarto LAINF), dopo avere esperito ulteriori accertamenti medico-assicurativi (in particolare, dopo avere acquisito agli atti la lista delle prestazioni malattia e dei medici curanti dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2019 corrisposte dalla _, in qualità di assicuratore malattia: cfr. doc. 77 incarto LAINF), in data 17 agosto 2020, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 80 incarto LAINF).","1.7. Nel frattempo, il 26 giugno 2020, la _ ha ritirato l’opposizione cautelativa del 16 giugno 2020 (doc. 72 incarto LAINF).","1.8. Con tempestivo ricorso del 18 settembre 2020, RI 1, sempre patrocinata dalla RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e che vanga fatto ordine alla CO 1 di assumere il caso in regime di infortunio (doc. I, pag. 3), argomentando in particolare quanto segue:","\" (...) La valutazione del caso ad opera dei medici fiduciari della CO 1 arriva ad una conclusione diametralmente opposta da quella dei medici che hanno seguito ed operato la Signora RI 1. La posizione di quest'ultimi è avallata anche da un terzo medico indipendente interpellato dall'assicurata dopo il rifiuto di prestazioni da parte della CO 1, il Dr. med. _, FMH in Chirurgia Ortopedica e Traumatologia. I medici che hanno analizzato il caso per conto dell'assicurata hanno affermato, nell'ordine, che:","- certificato medico 29.1.2020 Dr. med. _","\"la paziente summenzionata, nel maggio 2017, a seguito di un incidente della circolazione ha subito un trauma alla spalla sinistra, sviluppando progressivamente un'artrosi post-traumatica acromionclaveare sintomatica con instabilità della CLB che ha necessitato un intervento di resezione acromionclaveare e tenodesi della CLB per via artroscopica (...) prima di questo incidente della circolazione (...) la Signora RI 1 non ha mai avuto alcun problema alla spalla sinistra\".","- e-mail 28.5.2020 del Dr. med. _ al Dr. med. _","\"io credo che in questo caso l'Artrosi AC sia stata appunto riattivata dal trauma ed essendo sempre stato il pz in passato asintomatico, in questo caso la patologia è da considerarsi post-traumatica\".","- rapporto 13.8.2020 del Dr. med. _","\"a mio avviso la lesione del tendine sovraspinato è il problema principale e che con ogni probabilità la conseguenza del trauma subito alla spalla. La resezione acromioclaveare può essere considerata come gesto preventivo ma ovviamente un'artrosi attivata poteva agire come concausa ai dolori. Ritengo dunque che, in una paziente di 35 anni con incidente della circolazione trauma-distorsivo alla spalla senza antecedenti di dolori alla spalla, sia altamente probabile che la lesione tendinea constata sia la conseguenza dell'infortunio\".","(...). In virtù delle contrappose valutazione mediche emerse in corso di pratica per quanto riguarda l'origine della problematica alla spalla sinistra (malattia o infortunio) che ha afflitto la Signora RI 1, si chiede a codesto lodevole Tribunale di indire una perizia giudiziaria che stabilisca secondo il grado della verosimiglianza preponderante la causa scatenante dei problemi alla spalla”. (doc. I, pag. 2 e 3)","A suffragio delle proprie argomentazioni, il ricorrente ha prodotto il certificato medico del 29 gennaio 2020 del. dr. med. _, specialista FMH in medicina interna generale (doc. C), il messaggio di posta elettronica del 28 maggio 2020 del dr. med. _ (doc. D) e il rapporto del 13 agosto 2020 del Prof. dr. med. _ (doc. E).","1.9. Dopo avere acquisito agli atti anche l’apprezzamento medico del 26 settembre 2020 del dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 84 incarto LAINF), nella risposta del 13 ottobre 2020, la CO 1, dopo aver versato agli atti l'incarto LAINF, ha chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).","1.10. Il 23 ottobre 2020 l’insorgente, per il tramite del suo patrocinatore, si è riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto il certificato medico del 23 gennaio 2020 del. dr. med. _ (doc. V+1).","1.11. Il 6 novembre 2020 la CO 1 ha chiesto nuovamente che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).","1.12. Il doc. VII è stato inviato al patrocinatore del ricorrente per conoscenza (doc. VIII)."}

{"in diritto","2.1. Nel caso di specie, litigiosa è la questione di sapere se la CO 1 era legittimata a negare il proprio obbligo a prestazioni a proposito dei disturbi alla spalla sinistra, oggetto dell’annuncio di ricaduta del 3 dicembre 2019, oppure no.","2.2. Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e di malattie professionali.","2.3. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).","Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.","È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STF del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STF del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STF del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STF del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STF del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STF 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).","Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).","L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:","- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);","- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)","(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).","Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente.","Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).","2.4. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.","Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).","Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).","La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).","2.5. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277). Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STF U 122/00 del 31 luglio 2001).","Nella sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206 p. 326 ss., il TF ha precisato che, trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale rimasto indimostrato.","2.6. Nella concreta evenienza, dalla decisione su opposizione impugnata si evince che l’amministrazione ha negato il proprio obbligo a prestazioni a proposito dei disturbi alla spalla sinistra, oggetto dell’annuncio di ricaduta, facendo capo ai pareri del 16 aprile 2020 (doc. 39 incarto LAINF) e del 26 maggio 2020 (doc. 55 incarto LAINF) del proprio medico fiduciario, dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica (cfr. doc. 80, p. 3 e 4). Da parte sua, l’assicurata fa valere, fondandosi, in particolare, sui rapporti dei propri medici curanti, che i disturbi alla spalla sinistra sarebbero conseguenti all’infortunio del 26 maggio 2017. Ciò anche in ragione del fatto che prima non ne aveva mai sofferto.","A proposito di quest'ultima affermazione giova innanzitutto qui ricordare che la regola “post hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo della medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio (cfr. STF 8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte argumentiert weiter, \"woher sonst, wenn nicht vom Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der linken oberen Extremität?\" Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene Beweisregel \"post hoc ergo propter hoc\" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und beweisrechtlich nicht zulässig, ...”; STF 8C_245/2017 dell’8 agosto 2017; STF 8C_230/2017 del 22 giugno 2017; sul tema vedi pure Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41).","2.7. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).","Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.","Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento."}