Decision ID: 8054daf2-57f2-5a7d-8bf4-9f6de7ebe258
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 16 gennaio 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Bellinzona, il CO 1 ha escusso RE 1
per l’incasso di fr. 16'723.60, indicando quale titolo di credito:
“Ripresa dell’ACB numero _ dell’Ufficio di esecuzione, Via Guisan 3, 6500 Bellinzona, data del 07.03.1997, di Fr. 5'156.00 (Pensions alimentaires); Ripresa dell’ACB in seguito a fallimento numero _ dell’Ufficio dei fallimenti, Via Guisan 3, 6500 Bellinzona, data del 08.08.2000, di Fr. 11'567.60 (Pensions alimentaires, ACB n. _ del 08.02.2000)”
.
B.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 24 marzo 2017 il CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Bellinzona. Nel termine impartito,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 7 aprile 2017.
C.
Statuendo con decisione del 2 agosto 2017, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 150.– e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo dell’8 agosto 2017
per ottenerne (implicitamente) l’annullamento e la reiezione dell’istanza.
Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato l’8 agosto 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 3 agosto, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
Nel caso specifico, RE 1 allega al reclamo quattro documenti nuovi (due scritti del 7 maggio 2014 e del 10 aprile 2014, un conteggio dell’istante e una decisione dell’IAS del 10 dicembre 2016) che non aveva prodotto in prima sede. Per la norma appena citata, essi sono inammissibili e non possono pertanto essere presi in considerazione ai fini del giudizio. Ad ogni modo questi documenti non sarebbero di rilievo nella causa in esame (v. sotto consid. 4 e 5).
2.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha considerato che i due attestati di carenza di beni prodotti dall’istante, ancorché allestiti a favore dell’ex moglie del convenuto, costituiscono un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione, poiché la stessa ha ceduto all’istante il suo credito sino a concorrenza del contributo alimentare ricevuto per la figlia da esso anticipato. Il Pretore ha d’altronde ritenuto che le eccezioni sollevate dal convenuto nelle proprie osservazioni non erano tali da infirmare gli attestati di carenza di beni.
4.
Nel reclamo RE 1 pretende di non capire come sia possibile che l’istante gli reclami ancora fr. 16'723.60, mentre egli avrebbe versato dal 2008 plurimi acconti, tanto che nel 2014 il suo debito era di soli fr. 952.45. Già si è detto, però, che i documenti sui cui egli fonda le sue affermazioni sono inammissibili in questa sede (sopra consid. 1.2), sicché la sua eccezione non risulta verosimile nel senso dell’art. 82 cpv. 2 LEF. Ad ogni modo,
il conteggio del 10 aprile 2014 accluso al reclamo riguarda i contributi alimentari per gli anni dal 2008 al 2013, mentre il credito posto in esecuzione concerne quelli relativi al periodo dal settembre del 1995 al giugno del 1996 (primo attestato di carenza di beni del 7 marzo 1997, doc. D accluso all’istanza, 1° foglio), rispettivamente i contributi anteriori all’8 febbraio 2000 (secondo attestato dell’8 agosto 2000, doc. D secondo foglio).
Per il resto, come giustamente rilevato dal primo giudice, gli attestati in questione sono validi titoli di rigetto provvisorio dell’opposizione in virtù dell’art. 149 cpv. 2 LEF per la somma dei loro importi (fr. 5'156.– + fr. 11'567.60), ossia fr. 16'743.60.
5.
Il reclamante fa valere inoltre di essere a beneficio (solo) di una rendita d’invalidità, di una rendita della cassa pensione e delle prestazioni complementari, di modo che afferma di non essere tornato a miglior fortuna dopo il suo fallimento dell’8 agosto 2000. Anche quest’allegazione risulta nuova ed è dunque inammissibile in questa sede. Sia come sia, RE 1
non ha precisato, al momento della notifica del precetto esecutivo, d’interporre opposizione (anche) per non ritorno a miglior fortuna (v. doc. B), sicché si reputa ch’egli abbia rinunciato a tale eccezione (art. 75 cpv. 2 LEF, il cui tenore è per giunta riprodotto nel precetto esecutivo nella rubrica “opposizione”). Infondata, anche questa censura va respinta, ciò che segna l’esito del reclamo.
6.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.
7.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 16'723.60, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.