Decision ID: c0583d59-52af-5f4d-8d0d-df85d83b633f
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _ è assicurato contro le malattie presso la _ nella categoria _, che comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, incluso l'infortunio.
Dal 13 aprile 1999 al 3 maggio 1999 _ è stato degente presso l'Ospedale _, mentre dal 3 maggio 1999 al 13 novembre 1999 presso la Clinica _. La _ ha rimborsato solo parzialmente le fatture emesse dagli Istituti di cura, ponendo a carico del paziente fr. 2'160, pari a fr. 10 di contributo giornaliero (doc. _).
1.2 Tramite il _, in data 7 giugno 2000 _, ha contestato l'addebito del contributo giornaliero, in quanto egli è obbligato a versare ai figli, in base alla sentenza di divorzio, un contributo di mantenimento.
Con scritto 9 giugno 2000 la _ ha ribadito la conformità alla legge dell'addebito, richiamando le disposizioni dell'Ordinanza di applicazione.
1.3 Con decisione 12 settembre 2000 l'assicuratore malattia ha quindi ritenuto
"
corretti i conteggi delle prestazioni inerenti i pagamenti delle note per le degenze dal 13 aprile 1999 al 3 maggio 1999 presso l'ospedale _ e dal 3 maggio 1999 al 13 novembre 1999 presso la clinica _, mediante i quali abbiamo addebitato l'importo di Fr. 2'160.‐‐ (216 giorni a Fr. 10.‐‐) a titolo di contributo ai costi di degenza ospedaliera".
adducendo le seguenti motivazioni
"
Nella sua lettera del 7 giugno 2000 lei adduce che il signor _ è divorziato dal _e che è tenuto a pagare gli alimenti. Lei giustifica l'esenzione dal pagamento del contributo ai costi di degenza ospedaliera secondo l'articolo 64 capoverso 5 LAMal, con l'applicazione per analogia dell'articolo 27 capoverso 2 OAINF.
Nel messaggio del Consiglio federale inerente alla LAMal (Foglio federale 1992 1196) è indicato testualmente: ...."
Nach dem vorliegenden Entwurf wird für die Leistungspflicht im Spital nicht mehr zwischen medizinischen Leistungen und anderen Kosten unterschieden. Die Versicherer müssen vielmehr einen bestimmten Prozentsatz der Betriebskosten des Spitals übernehmen (art. 42). Der Grundsatz, dass die Versicherten an die reinen Aufenthalts‐ und Verpflegungskosten im Spital auch einen Beitrag leisten, soll indessen nicht völlig aufgegeben werden. Er gilt auch in der obligatorischen Unfallversicherung (art. 17 cpv. 2 LAINF, art. 27 cpv. 2 OAINF). In Anlehnung an jene Regelung ist auch hier vorgesehen, dass der Beitrag an die Aufenthaltskosten durch den Bundesrat festzulegen und nach Familienlasten abzustufen ist."
La persona assicurata deve rimborsare una parte dei costi dì degenza e vitto, in quanto ha risparmiato i costi dì sussistenza, che avrebbe dovuto sostenere a casa nel periodo che trascorre in ospedale. In corrispondenza l'ordinanza (art. 104 cpv. 2 lett. OAMal) ha reso, tra l'altro, esenti dalla partecipazione ai costi gli assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone nei confronti delle quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia (Gebhard Eugster, Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, p. 189 e seguenti, RZ 347). I criteri determinanti sono da una parte il rapporto attinente al diritto di famiglia e, d'altra parte, la situazione di comunione domestica. Nella fattispecie il secondo criterio non è chiaramente soddisfatto, di modo che l'esenzione dal pagamento del contributo ospedaliero non può essere considerata.
Secondo la già citata disposizione "in Anlehnung an die bereits vorhandene Regelung in der obligatorischen Unfallversicherung", il legislatore ha emesso una norma chiara ed inequivocabile. in merito al contributo ospedaliero nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Pertanto l'applicazione per analogia dell'art. 27 cpv. 2 OAINF non può essere considerata. In tale contesto va anche precisato che l'art. 27 OAINF tratta della riduzione dell'indennità giornaliera dovuta dall'assicuratore dell'infortunio, oltre alle cure, al vitto ed all'alloggio (art. 15 OAINF), durante la degenza in un ospedale. La comparazione è fatta dunque tra due situazioni completamente differenti. Anche da questo punto di vista l'applicazione di tale norma per analogia, non può essere considerata per quanto riguarda il contributo ospedaliero ai sensi della LAMal".
1.4 _ si è opposto alla decisione in data 12 ottobre 2000 evidenziando
"
Conformemente all'art. 64 cpv. 5 LAMal gli assicurati pagano un contributo ai costi di degenza ospedaliera graduato secondo gli oneri familiari ed è fatta delega al Consiglio federale di regolare le particolarità. E' lo stesso Messaggio del Consiglio federale sulla LAMal che precisa perchè si è voluto introdurre un contributo al costi di degenza ospedaliera e come si intende regolare l'ammontare dell'importo ("Esso
vige anche nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Basandoci su questa regolamentazione abbiamo previsto che la contribuzione ai costi di pensione dovrà essere fissata dal Consiglio federale e ripartita in funzione degli oneri familiari. ",
commento al previsto art. 56, FF 28.1.92 pag. 165). All'art. 104 cpv. 1 OAMal è stato così fissato l'ammontare di tale contributo in fr. 10 giornalieri, mentre al cpv. 2 lett. a il Consiglio federale ha stabilito che sono esentati dal pagamento del contributo
"gli assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone, con le quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia".
La regolamentazione valida nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni prevede un contributo massimo di fr. 10 per le persone sposate o sole con obblighi di mantenimento o d'assistenza (art. 27 cpv. 1 lett. b OAINF), e che non vi è alcuna trattenuta se delle persone sposate o sole devono provvedere a persone minorenni o in formazione (art. 27 cpv. 2 OAINF).
Secondo il Messaggio del CF sulla LAMal, che a proposito dell'art. 64 cpv. 5 LAMal ripropone il senso che il Parlamento ha voluto accordare all'articolo in questione, il CF stesso avrebbe dovuto basarsi sulla regolamentazione valida nell'assicurazione infortuni per fissare i contributi ai costi di degenza ospedaliera secondo gli oneri familiari. In realtà poi il CF nella norma specifica di applicazione (art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal) ha introdotto un'ulteriore condizione non voluta dal legislatore, e cioè che per beneficiare dell'esenzione si debba vivere in comunione domestica con una persona con la quale si ha un rapporto attinente al diritto di famiglia.
Visto quanto sopra ritengo che l'ulteriore condizione posta della comunione domestica vada oltre il limite della delega previsto nella LAMal, e dunque l'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal sia da considerare non conforme alla legge. Mi sembra pertanto maggiormente consono allo spirito della legge prevedere che non ci sia una trattenuta pure nel caso di persone sole che devono provvedere a persone minorenni o in formazione. Anche l'autore da voi citato giunge a proposito alle stesse conclusioni:
"
Art. 104 Abs. 2 lit. a KW schränkt den Begriff der Familie nach Art. 64 Abs. 5 KVG auf die Familie mit gemeinsamem Haushalt ein. Mit der Belastung der Familie gemäss Art. 64 Abs. 5 KVG sind indes nicht bloss die in einer Familiengemeinschaft anfallenden Kosten für Unterkunft, Verpflegung und andere Lebenshaltungskosten gemeint. Art. 104 Abs. 2 lit. a KW benachteiligt die Alleinstehenden, die das Kriterium des gemeinsamen Haushaltes zwar nicht erfüllen, aber familienrechtliche Unterhalts‐ oder Unterstützungspflichten zu tragen haben. " (G.
Eugster, Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit: Krankenversicherung
, Rz. 854)." (doc. _)
Con decisione su opposizione del 27 ottobre 2000 la _ ha confermato la propria decisione.
1.5 Con tempestivo ricorso 27 novembre 2000 _, rappresentato dal _, ha chiesto al TCA di annullare la decisione su opposizione impugnata e di far ordine alla _ di restituire l'importo di fr. 2'160 versati a titolo di contributo ai costi di degenza ospedaliera (I). Le motivazioni addotte verranno esposte in sede di esame del merito del gravame se rilevanti per il suo esito.
1.6 Con risposta di causa 20 dicembre 2000 la _ ha proposto al TCA di respingere il ricorso, per i seguenti motivi
"
Il rappresentante legale del ricorrente indica al punto 4 del ricorso che l'applicazione dell'art. 104 OAMal non sarebbe conforme alla legge nell'ottica dell'art. 64 LAMal. La _ contesta tale affermazione esplicitamente. L'art. 64 cpv. 5 LAMal riconosce al Consiglio federale la competenza di stabilire l'ammontare del contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Precisamente a tale competenza corrisponde l'art. 104 OAMal. Questo si fonda da una parte sulle relazioni di diritto familiare e, d'altra parte, sulla comunione domestica. Dopo il divorzio dei genitori la famiglia non è più unita e ne risultano due economie domestiche separate. A nostro avviso, ciò non libera il coniuge che vive solo, separato o divorziato (a prescindere dagli eventuali doveri di sostentamento) dall'obbligo di corrispondere il contributo. Né dalla legge né dagli aspetti materiali si evince che ciò non corrisponda alla volontà del legislatore. Non si parla mai di parità dei coniugi divorziati in tale ambito. L'applicazione per analogia dell'art. 27 OAINF in tale contesto, come vorrebbe il rappresentante legale del ricorrente, è impropria. Per il resto rimandiamo a quanto esposto nella decisione formale del 12 settembre 2000 e nella decisione su opposizione del 27 ottobre 2000." (III)
In data 16 gennaio 2001 il ricorrente ha ribadito la propria presa di posizione.

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è l'obbligo del ricorrente di pagare alla _, a seguito di due degenze ospedaliere, la partecipazione ai costi, di fr. 10 giornalieri, per un importo complessivo di fr. 2'160 rispettivamente la restituzione di questo importo all'interessato.
L'art. 24 LAMal prevede che l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite negli art. 25-31, secondo le condizioni di cui agli articoli 32-34.
Per l'art. 25 cpv. 2 lett. a LAMal queste prestazioni comprendono gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in casa di cura, dal medico, dal chiropratico o da persone che effettuano prestazioni prevista prescrizione o indicazione medica.
L'articolo 64 LAMal disciplina la partecipazione ai costi degli assicurati. Essa comprende secondo il capoverso 2 un importo fisso per anno (franchigia; lett. a) e il 10% dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale, lett. b).
Il capoverso 5 precisa che gli assicurati pagano un contributo ai costi di degenza ospedaliera graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio federale ne stabilisce l'ammontare.
L'esecutivo federale ha concretizzato questa delega promulgando l'art. 104 OAMal, secondo cui
"
1
Il contributo giornaliero ai costi di degenza ospedaliera previsto nell’articolo 64 capoverso 5 della legge ammonta a 10 franchi.
2
Sono esentati dal pagamento di questo contributo:
a.
gli assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone, con le quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia;
b.
le donne, per le prestazioni di maternità".
2.2 Il ricorrente contesta la conformità alla legge dell'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal, in quanto il presupposto supplementare dell'esistenza di una comunione domestica, introdotto dal Consiglio federale, non rispetterebbe i limiti posti dalla delega di cui all'art. 64 cpv. 5 LAMal. A sostegno della propria tesi il patrocinatore dell'interessato rinvia al messaggio del Consiglio federale sulla LAMal, che a sua volta fa riferimento alle disposizioni analoghe previste dalla LAINF.
In caso di esame della legalità di un'ordinanza ai tribunali spetta stabilire in che modo le relative disposizioni vanno interpretate e se sono conformi alla legge (DTF 114 V 184/5, 303 consid. 4a e le sentenze ivi citate).
Secondo la giurisprudenza federale (DTF 117 V 180 consid. 3 a) i tribunali limitano l'esame di ordinanze fondate su una delega legislativa alla verifica se le disposizioni contestate esulano evidentemente dal quadro delle competenze delegate dalla legge, oppure se per altri motivi esse risultano contrarie alla legge e alla Costituzione. Nella misura in cui il contenuto dell'Ordinanza è coperto dalla delega, non è ammissibile esaminarla, in virtù degli art. 113 cpv. 3 e 114bis cpv. 3 vCost. (art. 49 Cost; SVR 1995 AHV no. 58 p. 169). Tuttavia il giudice non deve porre il proprio giudizio discrezionale al posto di quello del Consiglio federale, né deve giudicare sull'opportunità.
Un'ordinanza viola l'art. 8 Cost. se non si fonda su motivi seri, quando non ha senso né scopo, oppure quando formula distinzioni giuridiche per le quali non é dato un motivo razionale rispettivamente tralascia di distinguere là dove una distinzione é giustificata (DTF 116 V 58 consid. 3b, 114 V 184 consid. 2b, 303 consid. 4a, 112 V 178 consid. 4c, 111 V 284 consid. 5a, 395 consid. 4a, 110 V 256 consid. 4a e 328 consid. 2d).
In caso di delega il Consiglio federale ed il Dipartimento dispongono di un'ampia libertà di apprezzamento: in questi casi - secondo la giurisprudenza federale - l'intervento del giudice deve limitarsi a valutare se é stato violato il divieto dell'arbitrio (DTF 117 V 181 consid. 3b, 105 V 27 consid. 3b, RCC 1990 pag. 102 consid. 2b).
Secondo la giurisprudenza é dato arbitrio quando il Consiglio federale (o il Dipartimento) non riconosce prestazioni sulla base di distinzioni non giustificate oppure secondo altri criteri insostenibili, non fondati su cause oggettive e serie (DTF 105 V 27 consid. 3b). In caso di arbitrio nulla si oppone all'intervento positivo del giudice, il quale é tenuto ad agire in conformità con il diritto costituzionale e processuale (DTF 117 V 183 consid. 3c).
2.3 Nel caso in esame l'art. 64 cpv. 5 LAMal prevede, nella prima frase, la graduazione del contributo ai costi di degenza ospedaliera secondo gli "oneri familiari", senza precisare cosa si intende con questo concetto. Nella seconda frase la legge attribuisce al Consiglio federale la competenza di stabilire l'ammontare di questo contributo.
Il TCA annota che il Parlamento federale non ha specificato, all'art. 64 cpv. 5 LAMal, il concetto di oneri famigliari.
Per costante giurisprudenza federale la legge va interpretata in primo luogo in base suo testo letterale (DTF 123 V 317, DTF 121 V 60; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 112 V 168, DTF 108 V 240). Se il testo non é perfettamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni conviene ricercare quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo é il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 118 Ib 191 consid. 5; DTF 117 V 109; Pratique VSI 1993 pag. 3 consid. 3 e rif. ivi citati; DTF 116 II 415 consid. 5b, 527 consid. 2b e 578 consid. 2b; DTF 111 V 127 consid. 3b; DTF 110 V 122 consid. 2d; DTF 107 V 215 consid. 2b).
D'altra parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente dal senso letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa E.G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).
L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228 consid. 2b).
Quando una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF 123 V 318; DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247 consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b e 527 f consid. 2b).
L’interpretazione dev’essere inoltre conforme alla Costituzione (Häfelin/Haller, Schweizerisches Bundesstaatsrecht, Zurigo 1988, p. 39). Nell’ambito del diritto amministrativo questo tipo di interpretazione entra in linea di conto quando gli altri metodi riconosciuti conducono a risultati diversi tra loro. In tal caso dev’essere scelto il risultato più conforme alla Costituzione (Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, N 189).
2.4 Il testo dell'art. 64 cpv. 5 LAMal non dettaglia il concetto di graduazione e non ne specifica i criteri se non genericamente con l'indicazione degli "oneri familiari". Occorre quindi procedere all'esame dei lavori preparatori della legge per verificare la reale volontà del legislatore. Nel messaggio del Consiglio federale concernente la revisione dell'assicurazione malattia del 6 novembre 1991 viene preliminarmente precisato che "il sistema di partecipazione ai costi ricalca grosso modo quello vigente" (p. 100).
Per quel che concerne in particolare il principio dell'addebito, a carico dell'assicurato, di un contributo ai costi di degenza e delle modalità con cui porlo in atto, l'Esecutivo federale ha precisato che
"
ai sensi del diritto attuale, i costi per la pensione in ospedale non fanno parte delle prestazioni minime legali dell'assicurazione delle cure medico‐sanitarie.
Questi costi sono spesso fatturati sotto forma di somma forfettaria speciale nelle convenzioni tariffali (spese di pensione o di vitto e alloggio); le casse malati sono libere d'includere questo importo forfettario nell'assicurazione di base o di rimborsarla mediante un'assicurazione complementare. Il presente disegno di legge non fa più distinzione tra le prestazioni mediche e gli altri costi che sono assunti in caso d'ospedalizzazione. Gli assicuratori devono quindi assumere una determinata percentuale dei costi d'esercizio dell'ospedale (art. 42).
Tuttavia, il principio secondo cui gli assicurati devono pure versare un contributo ai costi di pensione in ospedale non deve essere completamente abbandonato. Esso vige anche nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (art. 17 cpv. 2 LAINF
e art. 27 cpv. 2 OAINF). Basandoci su questa regolamentazione abbiamo previsto che la contribuzione ai costi di pensione dovrà essere fissata dal Consiglio federale e ripartita in funzione degli oneri familiari."
Nel messaggio in lingua tedesca quest'ultima frase è stata così espressa
"
In Anlehung an jene Regelung ist auch hier vorgesehen, dass der Beitrag an die Aufenthaltskosten durch den Bundesrat festzulegen und nach Familienlasten abzustufen ist" (p. 104)
(la sottolineatura è del redattore).
Secondo questa Corte il testo del messaggio conferma il tenore letterale dell'art. 64 cpv. 5 LAMal, esprimendo in modo chiaro la volontà del legislatore, che ha inteso mantenere il principio del contributo giornaliero alla degenza ospedaliera anche in ambito LAMal, prendendo espressamente a modello quanto stabilito nella LAINF circa la trattenuta sull'indennità giornaliera di un importo per le spese di sostentamento in caso di degenza.
L'art. 17 cpv. 2 LAINF, il cui contenuto è sostanzialmente simile a quello dell'art. 64 cpv. 5 LAMal e a cui il legilsatore fa espresso riferimento in relazione all'art. 64 cpv. 5 LAMal, è formulato come segue:
"
In caso di ricovero in uno stabilimento di cura, sull’indennità giornaliera è effettuata una trattenuta per le spese di sostentamento coperte dall’assicurazione. Il Consiglio federale ne fissa l’importo; esso tiene conto degli obblighi di sostentamento dell’assicurato e può sopprimere la trattenuta per gli assicurati con notevoli oneri familiari"
Sulla base della delega concessagli dal legislatore l'Esecutivo, ha fissato unicamente l'ammontare del contributo, tenuto conto degli oneri familiari, come segue (art. 27 cpv. 2 OAINF):
"
La trattenuta sull’indennità giornaliera per le spese di sostentamento negli stabilimenti di cura ammonta al:
a.
20 per cento dell’indennità giornaliera, ma al massimo 20 franchi per le persone sole senza obblighi di mantenimento o d’assistenza;
b.
10 per cento dell’indennità giornaliera, ma al massimo 10 franchi, per le persone sposate e per quelle sole con obblighi di mantenimento o d’assistenza, con riserva del capoverso 2.
2
Non v’è alcuna trattenuta ove persone sposate o sole devono provvedere a persone minorenni o in corso di formazione."
In materia LAINF l'Ordinanza federale si limita dunque a stabilire l'ammontare del contributo, tenendo conto dei criteri fissati esaustivamente dalla legge e meglio dell'esistenza o meno e della misura degli oneri familiari (cfr. in proposito Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 343), senza subordinare l'addebito del contributo ad altre condizioni.
Il tenore di queste disposizioni conferma che il legislatore, rinviando al modello LAINF, ha inteso sostanzialmente assegnare al Consiglio federale unicamente la competenza di stabilire l'ammontare del contributo, cui ha aggiunto l'obbligo di fissare la ripartizione in funzione degli oneri familiari (cfr. Messaggio del Consiglio Federal del 6 novembre 1991 succitato).
Non vi è inoltre alcun motivo per scostarsi, in ambito LAMal, dalla soluzione scelta in ambito LAINF e voluta espressamente dal legislatore nel messaggio, anche per il parallelismo esistente tra l'istituto regolato in ambito LAINF e quello in ambito LAMal, sostanzialmente identici. In effetti sia nell'uno che nell'altro ambito ci si riferisce alla necessità di degenza ospedaliera e all'opportunità in tal caso di far sopportare alla parte interessata una parte dei costi per il vitto. Visto il medesimo scopo perseguito dalla norma LAINF e da quella LAMal non è ravvisabile alcun motivo per trattare diversamente coloro che necessitano di una degenza e devono sopportare oneri familiari.
2.5 Dev'essere ancora ricordato che l'addebito di un contributo ospedaliero è giustificato dal fatto che l'assicurato, tramite l'ospedalizzazione, risparmia dei costi. In effetti, come rammenta Maurer, egli avrebbe dovuto far fronte al proprio mantenimento anche se non si fosse ammalato (Das neue , Basilea e Francoforte 1996, p. 150) riservata comunque la graduazione dell'addebito agli oneri famigliari.
Maurer precisa, in materia LAINF, che scopo della disposizione è la protezione della famiglia (cfr. Unfallversicherungsrecht, p. 343). Visto l' uguale spirito della normativa in materia LAMal e LAINF, lo stesso principio deve valere in materia di assicurazione malattia federale (cfr. consid. prec).
Eugster (Krankenversicherungsrecht, p. 189 e 190 n. 354 nota a pié di pagina 854) dal canto suo precisa che l'art. 64 cpv. 5 LAMal vuole tener conto del carico finanziario della comunione matrimoniale e dei figli minorenni o in formazione sottolineando che
"
Familie kann in einem weiteren oder engeren Sinne verstanden werden (BGE 121 V 18; zu den verschiedenen Bedeutungen s.a. Mahon in Kommentar BV, Art. 34 quinquies, Rz. 35 ff.). Art. 104 Abs. 2 lit. a KVV schränkt den Begriff der Familie nach Art. 64 Abs. 5 KVG auf die Familie mit gemeinsamem Haushalt ein. Mit der Belastung der Familie gemäss Art. 64 Abs. 5 KVG sind indes nicht bloss die in einer Familiengemeinschaft anfallenden Kosten für Unterkunft, Verpflegung und andere Lebenshaltungskosten gemeint. Art. 104 Abs. 2 lit. a KVV benachteiligt die Alleinstehenden, die das Kriterium des gemeinsamen Haushaltes zwar nicht erfüllen, aber familienrechtliche Unterhalts- oder Unterstützungspflichten zu tragen haben
."
In effetti in virtù delle disposizioni del diritto di famiglia, gli oneri familiari possono sussistere anche al di fuori della comunione domestica e meglio in caso di separazione o divorzio. Nel primo caso infatti vi sono legami di famiglia con moglie e figli e nel secondo con i figli nei cui confronti il coniuge rispettivamente ha obblighi di mantenimento (cfr. art. 276 CCS)
Esentare dall'obbligo di contribuzione solo quegli assicurati che convivono con coniuge e figlio significherebbe pertanto creare una chiara disuguglianza di trattamento non fondata da motivi giustificati e privilegiare le famiglie ancora unite, che, di regola, devono sopportare meno spese delle famiglie divise, in quanto dispongono di una sola economia domestica.
2.6 Alla luce del testo di legge e della volontà del legislatore espressa nel messaggio che concorda con il tenore letterale, dello scopo perseguito dall'art. 64 cpv. 5 LAMal e, infine, del parere della dottrina sulla questione, questa Corte ritiene che la disposizione emanata dall'Esecutivo federale non rispetti i limiti posti nella delega legislativa.
In effetti la legge autorizza il Consiglio federale unicamente a stabilire l'ammontare del contributo alle spese di degenza ripartito in funzione degli oneri famigliari che non necessariamente vengono meno in caso di mancata convivenza tra i familiari, come rilevato. La graduazione di questi importi è imposta dal legislatore stesso. Non esiste invece indizio alcuno secondo cui il legislatore avrebbe delegato all'Esecutivo anche la facoltà di introdurre condizioni supplementari discriminanti a seconda della particolare circostanza fattuale o giuridica nella quale l'obbligato deve far fronte all'onere famigliare (e quindi se esistente in costanza di comunione domestica o meno), alfine di esentare il versamento della partecipazione ai costi ospedalieri. Oltre a quella dell'onere familiare il legislatore non ha posto ulteriori condizioni o limiti, come invece ha fatto il CF imponendo la convivenza all'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal. Ciò emerge in modo chiaro anche dall'esame della parallela normativa contenuta nella LAINF, secondo cui il Consiglio federale ha graduato il contributo in relazione all'assenza, alla presenza e alla misura degli oneri familiari, attenendosi alla delega legislativa (consid. 2.4).
Visto quanto sopra, non potendo dipendere il pagamento del contributo alle spese di degenza, oltre che dall'esistenza di oneri familiari, anche dalla sussistenza di comunione domestica, la decisione della _ risulta infondata l'art. 104 cpv. 2 lett. a OAMal non rispettando la delega della legge. La Cassa non era pertanto autorizzata ad addebitare l'importo di fr. 2'160 a questo titolo. Secondo la sentenza di divorzio agli atti il ricorrente è infatti obbligato a versare contributi alimentari ai _ figli.
In quanto percepito a torto, l'importo dev'essere pertanto restituito al ricorrente, come chiesto nell'opposizione e nel ricorso dall'assicurato.
Visto l'esito della procedura è giustificato assegnare al ricorrente fr. 1'500 a titolo di spese ripetibili.