Decision ID: e05d557a-6422-5d70-b0da-ccaac065035a
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Mediante formulario pervenuto all’amministrazione competente il 24 giugno 2020, RI 1 (1963, domiciliata a _) ha domandato, per sé e per il figlio _ (1997) studente a _, la riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie. Nel modulo allestito l’assicurata ha indicato assenza di proprietà immobiliare e di cessione di sostanza (doc. 1).
Con decisione del 13 novembre 2020 l’amministrazione ha respinto la domanda della signora RI 1 siccome ha ritenuto l’unità di riferimento composta dalla sola signora RI 1 e non dalla stessa e dal figlio congiuntamente, ed ha considerato il superamento del reddito massimo che consente il riconoscimento dell’aiuto statale (doc. 2).
Con scritto del 30 novembre 2020 la signora RI 1 ha formulato un reclamo contro il provvedimento (doc. 3), specificando che il figlio _ è “
di nuovo
” studente a _ dal maggio 2019 e lei deve provvedere al mantenimento dello stesso mediante il suo lavoro diminuito all’80% dal 1° gennaio 2019. Essa ha allegato la tassazione 2019 al suo reclamo postulando l’aiuto sociale.
Con scritto 1° dicembre 2020 una collaboratrice della Cassa ha invitato la reclamante a prendere contatto con l’ufficio entro 20 giorni (doc. 4) e gli atti dell’amministrazione presentano una nota d’incarto allestita il 10 dicembre 2020 (sigla: sip) in cui è indicato come il / la funzionaria che ha sentito la reclamante ha cercato di “
spiegare la differenza tra RIPAM 2020 e 2021. Seppur sulla NT 2019 il totale dei redditi è maggiore a quello presente sulla NT 2018, insiste che il suo stipendio è diminuito dal 01.01.2019. Comunicato che apro un’istruttoria”
(doc. 5).
Il 17 dicembre 2020 l’amministrazione ha trasmesso all’assicurata una richiesta di trasmissione di specifici atti e documenti (doc. 6) cui RI 1 ha dato seguito il successivo 12 gennaio 2021 trasmettendo attestazioni di salario, il certificato di salario 2020, l’attestato del saldo del conto bancario e le attestazioni relative ai debiti (doc. 7). Dopo verifica dei calcoli eseguita dall’amministrazione (doc. 8), la Cassa ha emanato una decisione su reclamo il 12 febbraio 2021 con cui ha respinto, con argomenti che saranno ripresi in corso di argomentazione laddove necessario, il reclamo dell’assicurata.
1.2. Con ricorso 8 marzo 2021 l’assicurata ha contestato il provvedimento della Cassa indicando un cambiamento di situazione economica rispetto alla decisione di tassazione di riferimento (2018), il divorzio intervenuto il 12 febbraio 2019 a seguito di una separazione dal 2016, il mantenimento del figlio che, con la fine della scuola reclute (SR) a luglio 2019, non consegue più un reddito ed è studente a suo carico. Dopo avere richiamato gli atti del suo reclamo alla Cassa cantonale di compensazione, l’assicurata ritiene che l’amministrazione non consideri, erroneamente, la sua attuale situazione e il fatto che l’UR è composta da lei e dal figlio e non solo da lei. Essa ha osservato che il reddito conseguito dal figlio (nel corso della SR) non è più conseguito oggi siccome studente e postula quindi il riconoscimento di una RIPAM anche per sé (doc. I).
L’atto è stato notificato alla Cassa cantonale di compensazione il 9 marzo 2021 (doc. II) e l’amministrazione ha prodotto al Tribunale cantonale delle assicurazioni l’incarto completo unitamente alle proprie osservazioni il 26 marzo 2021. La Cassa ha osservato come il figlio della ricorrente sia economicamente indipendente avendo conseguito, come appare dalla tassazione applicabile, un reddito superiore al fabbisogno esistenziale (CHF 17'598 per il 2021). Per tale ragione _ non può comporre con la madre un’unica unità di riferimento (UR). L’amministrazione ha verificato se fossero dati i presupposti per una determinazione del reddito al di fuori della tassazione, escludendo l’ipotesi. Per tale ragione ha proposto la conferma del provvedimento impugnato (doc. III).
All’assicurata è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere l’assunzione di ulteriori prove (doc. IV del 29 marzo 2021). Il 5 aprile 2021 la ricorrente ha ribadito le sue richieste confermando i suoi argomenti (doc. V).

in diritto
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di competenza cantonale come rammenta la dottrina). Affinché il ricorso sia ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo dell’assicurato.
In concreto il ricorso è emanato contro la decisione emessa su reclamo il 12 febbraio 2021, è datato 8 marzo 2021, ed è stato consegnato alla posta il medesimo giorno, le motivazioni, le argomentazioni e le conclusioni sono chiare. L’impugnativa appare ricevibile in ordine e deve essere analizzata nel merito.
nel merito
2.2. Come evocato più volte da questo Tribunale (v. da ultimo la STCA 36.2021.8 del 22 marzo 2021) il tema della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati) è retto norme dalla Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), complesso normativo che, con vigenza dal 2012, ha subito modifiche sostanziali e rilevanti. In particolare il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297) e ciò in conseguenza alla presentazione del Messaggio 6264 del 15 settembre 2009 da parte del Consiglio di Stato e dei lavori parlamentari che ne sono seguiti.
Il legislatore ha previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la novella tende ad ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda:
Ivano Ranzanici
, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare
“gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a
“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa ... nell’ambito dell’assicurazione di base ... con l’introduzione del premio medio di riferimento”
che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (
Ranzanici
, op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare le procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
Con le norme introdotte nel 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire
“una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”
, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “
avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa ... con l’introduzione del premio medio di riferimento ... (con) ... miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale ... che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato
” (Rapporto, loc. cit.).
Importante è qui rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.
2.3. Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1° gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
Per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.
Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.
Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.--.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
2.4. Il sistema da ultimo in vigore prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal), limiti che dipendono dall’UR ciò che
“garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti”
(Rapporto DSS pag. 31; su questi aspetti si veda:
Ranzanici
, op.cit., capitolo 15, p. 476 e ss.). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.
Con le modifiche a partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha quindi introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (
Ranzanici
, op. cit., capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2.p. 476). Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Se dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti del 3,4 e del 3,9. Le costanti sono determinate annualmente dal Consiglio di Stato (art. 40 lett. c LCAMal).
Nel corso dei lavori preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha precisato di avere voluto inserire nella legge un “
limite esplicito ... (che) non dipende dai PMR ... L’introduzione di questo nuovo parametro consente ... di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati.
Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione ... per queste situazioni reddituali”
(Messaggio citato, p. 13).
Posto il principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “
Dopo vari approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”
(Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “
è una prestazione coordinata ai sensi della Laps ..., il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”
.
Per la determinazione della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p.14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “
valore delle costanti ... influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è ... l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”
. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che, come indicato, il Consiglio di Stato è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.5. Come anticipato, per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v.
Ranzanici
, op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili sia per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un
“reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”
, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda
Ranzanici
, op. cit., n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come:
"per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. ... l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali"
. L’amministrazione prescinde (così come il Giudice) dai dati fiscali in casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal). In tali costellazioni è eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione. Sia l’amministrazione sia il Tribunale cantonale delle assicurazioni se non dati gli estremi del regolamento (art. 14) debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda
Ranzanici
, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le norme vigenti la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per
“garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case ... gravati da un’ipoteca sulla casa primaria”
(pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche:
Ranzanici
, op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
2.6. Per completezza va rammentato ancora che, per fissare l’importo della riduzione del premio da riconoscere agli assicurati “
di condizione economica modesta”
(art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM accertato in base alle norme va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento (
Ranzanici
, op. cit., capitolo 14.10. p. 448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.
2.7. Come indicato la Cassa prescinde dal rifarsi ai dati previsti nella tassazione di riferimento quando gli stessi non siano attuali in seguito a eventi specificatamente previsti dal regolamento di applicazione della LCAMal. In particolare (come evocato nella STCA 36.2019.52 del 26 agosto 2019) in situazione di vedovanza rispettivamente divorzio, cessazione dell’attività lavorativa e modifica del reddito. Non invece nell’ipotesi di un incremento delle spese (STCA 36.2020.20 del 1° giugno 2020).
L’art. 14 RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “
Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”
) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di
"
a) persone soggette all’imposta alla fonte e persone soggette
all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera;
b) persone domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;
c) persone sole conformemente all’art. 11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione;
d) decesso del coniuge o del partner registrato;
e) divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;
f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”
Il regolamento (art. 14 cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:
"
2
La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;
b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.”
La norma prevede ulteriormente che:
"
(...)
3
Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.
4
I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5
Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”
In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
2.8. Va indicato che per l’anno
2021
, l’esecutivo cantonale ha fissato le basi di calcolo nel Decreto esecutivo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal del 14 ottobre 2020 secondo cui il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è la classificazione dell’imposta cantonale per l’anno 2018. Il premio medio di riferimento per gli adulti assomma a CHF 6’019 mentre per i minorenni è di CHF 1’390. La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo per un’unità senza figli è del 3.8 e per un’unità con figli è del 4.7.
2.9. Nel caso sottoposto a giudizio è contestata dall’assicurata la composizione dell’unità di riferimento così come ritenuta dall’amministrazione. La Cassa ha, infatti, ritenuto il figlio della ricorrente, _, quale persona sola e gli ha riconosciuto il diritto alla riduzione dei premi sulla base degli elementi rilevati nella tassazione applicabile e la cui applicazione è obbligatoria (art. 40 LCAMal). D’avviso della ricorrente l’UR dovrebbe essere composta da lei stessa insieme al figlio.
2.10. Come rammenta la dottrina (
Ranzanici
, op. cit. n. 693 p. 365) le nuove norme vigenti in Ticino dal 2012 prevedono
“una valutazione non più individuale del diritto alla RIPAM ma orientata all’unità di riferimento, in genere coincidente con la famiglia”
(si veda anche il Messaggio, p. 11), che consideri quindi non solo i figli minorenni a carico, ma anche quelli maggiorenni in formazione, ciò che appare maggiormente consono al tenore dell’art. 65 cpv. 1
bis
LAMal. In base alle norme oggi applicabili, compongono l’UR anche
“i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto”
(
Ranzanici
, op. cit., n. 709 p. 373).
Con l’art. 27 LCAmal, come evoca la medesima dottrina (
Ranzanici
, op. cit., n. 713 p. 375 e 376), “
il legislatore ha introdotto una sostanziale innovazione rispetto ai concetti del precedente diritto integrando nell’UR anche le “persone sole economicamente dipendenti” (così la marginale), comprendendo cioè nell’unità anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni, ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si protraggono nel tempo. Non necessariamente si tratta di studi universitari o post universitari ma le possibilità di formazione si sono particolarmente moltiplicate negli ultimi due decenni per soddisfare le esigenze sempre maggiori del mercato del lavoro ed i curricula formativi si sono allungati.
L’integrazione nell’UR dei figli conviventi maggiorenni in formazione tende a considerare adeguatamente gli oneri a carico della famiglia che essi cagionano (anche con riferimento ai premi dell’assicurazione malattie obbligatoria) e ciò malgrado le norme del diritto tributario prevedano importanti sgravi in questa costellazione”
. Le condizioni per integrare il figlio maggiorenne in formazione nell’UR del o dei genitori che provvedono al suo sostentamento sono tre: da un lato il giovane in formazione deve essere una persona sola, ossia non coniugata e comunque senza figli a carico; deve poi trattarsi di persona che ancora non ha compiuto i 30 anni e “
deve trattarsi di giovane che dipende in maniera effettiva, dal profilo economico, dalla famiglia. La norma prevede che la persona interessata possa conseguire redditi, ma quelli registrati nella tassazione applicabile (ossia quella determinata annualmente dal Consiglio di Stato nel decreto esecutivo imposto dall’art. 40 LCAMal) devono essere inferiori al “limite di fabbisogno esistenziale definito” dalla Laps. Questo importo, nel Messaggio di accompagnamento,
è definito quale reddito limite per sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un intervento sociale di complemento”
(
Ranzanici
, op. cit., n. 715 p. 376).
Se una delle tre condizioni cumulative non è data in un caso concreto il figlio in formazione non può entrare a far parte dell’UR dei genitori (o del genitore) e deve essere considerato quale persona sola.
2.11. In concreto _, figlio di RI 1, è nato nel 1997, ha quindi 24 anni ed è in formazione, egli non ha una famiglia propria e non è a sua volta genitore. La Cassa rileva comunque che il giovane studente, a seguito dello svolgimento del servizio militare, ha conseguito nell’anno di computo, ossia nell’anno la cui tassazione deve essere presa in considerazione per la valutazione del diritto alla riduzione del premio, un reddito di una certa entità che risulta essere superiore al limite del fabbisogno. Come correttamente evidenzia la Cassa il limite del fabbisogno per il 2021 è di CHF 17'598 mentre nella tassazione di riferimento è registrato un reddito di CHF 23’611 certamente superiore al limite citato.
Fa quindi palesemente difetto la terza condizione per potere riconoscere a _ lo statuto di persona sola economicamente dipendente. L’agire della Cassa appare quindi corretto. Il giovane è stato considerato quale persona sola non dipendente economicamente dalla madre stante il limite di reddito superato. L’amministrazione gli ha riconosciuto il diritto alla riduzione del premio e, parallelamente, non lo ha contemplato nell’UR della madre, che è pure stata considerata persona sola.
2.12. In concreto la Cassa ha proceduto mediante l’applicazione del metodo ordinario per l’accertamento del diritto alla RIPAM della signora RI 1, non considerando soddisfatti gli estremi per applicare l’art. 14 RLCAMal che saranno analizzati più oltre. La Cassa ha applicato quindi la tassazione 2018 che il Consiglio di Stato ha fissato quale parametro per la determinazione del diritto alla RIPAM 2021 (come indicato nel precedente punto 2.8.).
Va ribadito qui, come ritenuto nella recente STCA 36.2021.8 del 22 marzo 2021, che “
analogamente a quanto avviene nel sistema fiscale e proprio per l’ancoraggio della RIPAM ai valori considerati annualmente dalle autorità fiscali, che la procedura di riduzione dei premi è annuale e unica per ogni anno. La Cassa deve apprezzare, per ogni specifico periodo di sussidio, gli elementi che deduce dalle decisioni di tassazione applicabili di ogni periodo fiscale, conformemente alla legge, e senza essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe e riferito ad altri anni di sussidio.
La Cassa non è quindi vincolata, per le decisioni in materia di RIPAM relative agli anni successivi, a quanto da essa stessa ritenuto in decisioni relative ad anni precedenti siccome il suo procedere fondato su dati accertati dall’autorità fiscale annualmente nelle decisioni di tassazione del periodo di riferimento (art. 40 LCAMal). Dal canto suo, per costante prassi, (anche) l’autorità fiscale non è vincolata dalle decisioni adottate nei periodi fiscali precedenti. In ambito fiscale la costante giurisprudenza del Tribunale federale ha escluso che un ricorrente possa pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al principio della buona fede (art. 9 Cost. fed.). Il diritto tributario è caratterizzato dal principio della legalità, non meno di quanto avvenga per la materia qui in discussione. In virtù di ciò l’autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su questioni analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di principio alcuna assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza 2C_260/2008 del 6 agosto 2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza 2P.250/2004 del 13 giugno 2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza 2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza 2A.62/1997 del 3 maggio 1999, in: ASA 69 p. 793, consid. 2)
”.
Detto altrimenti è certamente possibile, come rilevabile dagli atti, che per gli anni precedenti il 2021, e in particolare per il 2020, la Cassa abbia considerato _ componente un’UR unitamente alla madre siccome, in base alla tassazione applicabile per quell’anno di RIPAM, la tassazione del giovane non comprendesse alcun reddito o un reddito inferiore a quello ritenuto dall’art. 27 LCAMal citato. È altrettanto verosimile che, se il giovane dovesse continuare i suoi studi il prossimo anno, per il 2022, in assenza di redditi superiori ai limiti fissati mediante rinvio dall’art. 27 LCAMal ritenuti nella tassazione che il Consiglio di Stato indicherà come applicabile (art. 40 LCAMal), _ possa ulteriormente essere ritenuto comporre, unitamente alla madre, un’unica UR (se dati i presupposti dell’art. 27 LCAMal).
In concreto i redditi ritenuti al giovane, come indicato, sono superiori ai limiti del fabbisogno e non consentono di considerare lo studente quale persona sola economicamente dipendente e facente quindi parte dell’UR composta da madre e figlio per l’anno 2021 come ha correttamente considerato la Cassa.
2.13. L’amministrazione, di fronte alle specifiche indicazioni della qui ricorrente, ha verificato se non sussistessero nel caso concreto gli estremi per la determinazione del diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione applicabile per una possibile diminuzione del reddito.
Come rilevato in precedenza, se dati i presupposti dell’art. 14 RLCAMal, d’ufficio (cpv. 1) rispettivamente a richiesta dell’assicurato interessato (cpv. 2), l’amministrazione determina il diritto alla RIPAM al di fuori dei parametri fiscali applicabili.
Come ricordano le osservazioni al ricorso formulate dall’amministrazione, e non contestate dall’assicurata, il reddito da lavoro della signora RI 1 assomma a 44'746,85. A questo importo si giunge sommando i redditi mensili dell’assicurata (doc. 7/5, attestato di salario annuo 2020: CHF 47'505,45) da cui dedurre gli assegni famigliari per CHF 3'000 percepiti dal figlio maggiorenne non compreso nell’UR della mamma, e dedotti CHF 241,40 a titolo di assicurazione per la perdita di guadagno che, non essendo assicurazione sociale obbligatoria, non sono da ritenere. Questo importo è superiore, ancorché non di molto, rispetto all’importo del reddito contemplato nella tassazione di riferimento (2018) che ritiene la cifra di CHF 43'758 (doc. 7/2). In virtù di quanto espresso in precedenza, anche se l’importo di 44'746,85 è inferiore alla cifra conseguita nel 2019 (la tassazione di quell’anno ritiene redditi della signora RI 1 per CHF 47'229), il parametro che l’amministrazione deve ritenere è quello della tassazione 2018 per la verifica di una eventuale diminuzione del reddito per il calcolo del diritto alla RIPAM al di fuori dei parametri fiscali imposti secondo l’art. 40 LCAMal.
In questa costellazione correttamente la Cassa cantonale di compensazione ha considerato non realizzati i presupposti dell’art. 14 cpv. 1 RLCAMal ed ha applicato i dati dedotti dalla tassazione 2018 per accertare il diritto al sussidio della signora RI 1 singolarmente.
2.14. Occorre qui verificare se, correttamente o meno, la Cassa ha determinato il diritto alla RIPAM 2021 della signora RI 1 applicando i criteri indicati di reddito. Stante un reddito di CHF 43'758 dedotto dalla tassazione 2018, allo stesso va aggiunta la quota di sostanza ritenibile (dalla tassazione 2018 emerge una sostanza netta di CHF 1'606 di cui occorre ritenere 1/15, ossia CHF 107). Da questo importo devono essere dedotti il PMR di CHF 6'018 e le spese professionali per CHF 4'000 (in totale CHF 10'018) per un RD di CHF 33'847. Considerata l’UR senza figli va applicata la formula di calcolo indicata in precedenza ma con la costante (per il calcolo del reddito disponibile massimo) del 3.8 come imposto dal Consiglio di Stato (cfr. consid. 2.8.).
Ne discende che il calcolo per determinare l’importo massimo sussidiabile è il seguente:
3,8 x 50% (CHF 17'598) = CHF 33'436,20
Questo importo è inferiore, purtroppo e solo per poche centinaia di franchi, al RD della signora RI 1 (CHF 33'847). Ciò non consente di riconoscerle l’aiuto sociale siccome il suo reddito disponibile leggermente superiore al reddito massimo che consente, per legge, di riconoscere un sussidio.
2.15. Da quanto precede emerge che la Cassa ha operato correttamente. La decisione emessa su reclamo va confermata con il respingimento del ricorso.
La procedura, cui non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “
Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) ... non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66
”, è gratuita e non sono percepite, conseguentemente, tasse e spese giudiziarie.