Decision ID: a5df21bb-4324-5b8a-87f3-127eb5a3d2d0
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 

in fatto
a.
In data 29 marzo 1995, con risoluzione no. 2137, il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del Piano Regolatore del Comune di _;adottata dall’assemblea comunale con seduta del 15 luglio 1993.
b.
Nell’ambito di questa approvazione l’autorità governativa ha ritenuto inadeguato l’indistinto innalzamento degli indici di sfruttamento per tutta la zona R3. Per motivi di contenibilità il Governo ha quindi risolto di approvare gli indici decisi dal Comune per la zona R3 solamente per quei comparti dove meglio si presta una simile densificazione, ossia lungo gli assi principali e là dove esiste un tessuto più urbano. Per la parte rimanente, ovvero quella più a contatto con i vigneti, dove già ci si avvicina ai luoghi protetti, il Consiglio di Stato ha deciso invece di abbassare l’indice di sfruttamento dallo 0,8 allo 0,6 e l’indice di occupazione dal 40% al 30% pur mantenendo la possibilità di costruire su 3 piani (vedi decisione impugnata pagg. 19, 20, 21, rispettivamente allegato no. 21).
Nel dispositivo della decisione il Governo ha quindi decretato la modifica d’ufficio degli indici per il comparto figurante nell’allegato no. 21 (vedi pag., 56 della risoluzione), e ordinato al Municipio di provvedere ad adeguare in tal senso il PR (vedi pag. 60 punto 5 della risoluzione).
c.
Avverso questa risoluzione governativa il signor _ _, proprietario del mappale no. _sito in località “_ ”, zona toccata dalla suddetta modifica d’ufficio del Consiglio di Stato, insorge davanti a questo Tribunale con impugnativa del 12 maggio 1995, contestando il previsto abbassamento degli indici. In sostanza il ricorrente ravvisa in questa modifica una violazione della sua proprietà e una disparità di trattamento, come pure una violazione dell’autonomia comunale. Egli precisa inoltre di aver già ottenuto dal Municipio di _una licenza edilizia per una costruzione con un indice di sfruttamento dello 0,8%, licenza alla quale l’autorità cantonale nulla ha eccepito, da qui, a suo dire, l’incongruenza decisionale del Governo.
Il ricorrente evidenzia infine come un'eventuale conferma della riduzione degli indici gli causerebbe un danno economico ingente (calcolabile in circa Fr. 150’000.-) dovuto ai costi di progettazione eseguita sui parametri edilizi previsti dal comune. Egli chiede quindi l’annullamento della decisione governativa con conseguente reinserimento del suo particellare in zona R3 con indice di sfruttamento dello 0’8 e un indice di occupazione del 40%.
d.
Nelle sue osservazioni al ricorso del 28 giugno 1995 il Municipio di _propone di accogliere il ricorso. L’esecutivo comunale censura in particolare una violazione dell’autonomia comunale ritenendo che la diversificazione degli indici fra le varie zone è di esclusiva competenza del Comune. Esso ritiene inoltre che i limiti fissati dal Consiglio di Stato in località _siano incoerenti ed inaccettabili e oltretutto non rispettosi del principio della parità di trattamento. A suo dire questo cuneo formato da poche particelle, in parte del resto già edificate, non è certo in grado d’influire sulla contenibilità complessiva del piano.
Dal canto suo il Consiglio di Stato, con risposta del 3 ottobre 1995, postula la reiezione dell’impugnativa sulla scorta delle argomentazioni già addotte nella risoluzione contestata.
e.
In data 15 novembre 1995 è stato esperito un sopralluogo alla presenza delle parti, all’occasione del quale si è potuto constatare che morfologicamente il triangolo conglobante la particella no _ appartiene alla stessa configurazione pedemontana di tutta la fascia che è stata attribuita alla zona con indice di sfruttamento dello 0’8 e indice di occupazione del 40% (vedi verbale di sopralluogo).
f.
In data 20 novembre 1995 i signori _ e _ _, e i signori _ e _ _, proprietari delle particelle rispettivamente no. _e no. _, confinanti con il mappale no _di proprietà del ricorrente, hanno inoltrato a questo Tribunale delle osservazioni in merito all’impugnativa in esame.
Essi hanno in particolare rilevato di approvare e sostenere la riduzione degli indici decisa dal Consiglio di Stato, ritenendola un provvedimento corretto ed efficace per la salvaguardia della qualità della vita e del territorio in questa località che rischia di essere messa a repentaglio da un’edificazione troppo intensiva.
Con scritto del 24 novembre 1995, rispettivamente del 15 dicembre 1995 questo Tribunale, preso atto dell’interesse legittimo a prendere posizione sul ricorso dei proprietari di terreno confinanti con la particella dell’insorgente, ha ordinato la loro chiamata in causa ai sensi dell’art 25 LPamm, inviando copia dell’impugnativa. Ciò considerato i signori _ e i signori _ hanno nuovamente presentato delle osservazioni in data 2 dicembre 1995, evidenziando come il ricorso in questione fosse privo d’oggetto in quanto in palese contrasto con il principio secondo cui un privato non può sollevare la censura di violazione dell’autonomia comunale. Essi hanno inoltre rilevato l’illegalità della procedura di rilascio dell’invocata licenza edilizia seguita dal Municipio di _.
Contestando la presunta disparità di trattamento e riconfermando la validità della scelta del Governo, essi propongono infine di respingere il ricorso e quindi di non dare seguito alle proposte avanzate dal Municipio di _ nelle sue osservazioni del 28 giugno 1995.
Dal canto suo la signora _ _ _e, proprietaria del mappale no. _ antecedente al fondo del ricorrente e quindi pure chiamata in causa, rileva, con scritto del 23 dicembre 1995, come l’accoglimento del ricorso in esame comporterebbe uno stravolgimento dei criteri urbanistici ed edificatori della zona ormai già definita dalle costruzioni esistenti, ragion per cui si oppone fervidamente alla richiesta avanzata dall’insorgente.
g.
Con controosservazioni del 15 dicembre 1995 il signor _ si chiede se vi erano in concreto i presupposti per una chiamata in causa dei proprietari di fondi confinanti. La chiamata in causa presuppone, giusta l’art 25 LPamm, un interesse legittimo all’esito del procedimento che a detta del ricorrente nella fattispecie non esiste per i suddetti signori, ritenuto ch’essi non hanno ricorso contro la scelta iniziale del Consiglio Comunale che prevedeva per il comparto in esame i medesimi indici ora da lui rivendicati. Inoltre il succitato articolo di legge dà all’autorità giudicante la facoltà di chiamare in causa il terzo o d’ufficio, o su istanza di una parte, non percontro su iniziativa del terzo in quanto l’ultimo capoverso dell’art 25 LPamm esclude l’intervento in causa. Nel merito il ricorrente ribadisce quanto già affermato nell’impugnativa.

in diritto
1.
Ai sensi dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT entro 30 giorni dalla notificazione.
L’art. 38 LALPT legittima a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), ed ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di (cpv. 4 lett. c, entrato in vigore il 15.3.1995).
La legittimazione ricorsuale del signor _ è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT.
Il ricorso inoltrato nel termine di legge risulta tempestivo ed è dunque ricevibile in ordine.
2.
In ordine va pure rilevato che la chiamata in causa decretata da questo Tribunale con scritti del 24 novembre 1995 e 15 dicembre 1995, è corretta. Conformemente a quanto stabilito dall’art 57 cpv. 1 della Legge federale sulla Procedura amministrativa, rispettivamente dall’art 110 cpv. 1 e 2 della Legge federale sull’Organizzazione giudiziaria, nonché all’art. 25 cpv. 1 della Legge cantonale di procedura per le cause amministrative, spetta all’autorità giudicante di designare eventuali interessati all’esito di una lite, che altrimenti non potrebbero prendere parte ad un procedimento, e quindi di chiamarli in causa. Ciò non esclude tuttavia la possibilità di domandare di essere considerato come interessato (cfr. André Grisel, Traité de droit administratif, pag. 850 punto 1 a) ). Anche in questo caso però questa qualità va confermata e riconosciuta dall’autorità di ricorso.
In concreto i proprietari delle particelle no. _e no. _, confinati con il mappale no. _di proprietà del ricorrente, hanno chiesto di poter essere sentiti in merito alla vertenza in esame in quanto interessati all’esito della lite. Questo Tribunale esaminata la fattispecie ha ritenuto fondata la loro domanda e ha quindi deciso d’ufficio di chiamare in causa tutti i proprietari di fondi direttamente confinanti con la particella del ricorrente.
Infatti la loro mancata impugnazione della scelta pianificatoria comunale iniziale, prevedente i medesimi indici ora rivendicati dall’insorgente, non può, a mente di questo Tribunale, a priori escludere un interesse attuale dei confinanti a difendere la nuova soluzione ordinata dal Consiglio di Stato, la quale, contemplando parametri edilizi più bassi, risulta chiaramente più vantaggiosa per loro rispetto a quella precedente, avendo essi praticamente quasi tutti già edificato con indici ridotti.