Decision ID: c72bafdc-a546-5c4e-aedc-d9633683bf93
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
A. Con decisione del 2 maggio 2007, confermata dalla decisione su reclamo del 31 luglio 2007, l’Ufficio dell’assicurazione malattia (di seguito: UAM) ha respinto la richiesta del prof. dr. RI 1, cittadino _, detentore di un _, che chiedeva di essere esonerato dall'obbligo di assicurarsi contro le malattie in Svizzera.
L’autorità cantonale ha sostanzialmente affermato che l’interessato percepisce un salario considerevole (fr. 12'500 al mese), per cui, “
in forma non solo logica e meridiana, ma anche di evidenza elementare, deve essere chiamata a contribuire al sistema di solidarietà sul quale si fonda l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in Svizzera.
” (doc. 13). L’UAM ritiene in particolare che l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, invocato dal ricorrente, deve essere interpretato con ragionevolezza e non deve permettere a persone di condizioni economiche molto agiate, poiché percepiscono un salario assai elevato di fr. 12'500 al mese, di essere esonerate dall’obbligo assicurativo. Ciò sarebbe contrario al principio della parità di trattamento.
L’autorità cantonale ha respinto l’esenzione poiché “
propensa a ritenere che, ritenuta la ragguardevole entità salariale in oggetto, l’opponente possa essere equiparato ad un normale lavoratore altamente qualificato in Svizzera.
”. L’UAM ha inoltre precisato che il reclamo va comunque respinto poiché l’assicuratore estero non ha vidimato il modulo d’esenzione a conferma dell’equivalenza della copertura (doc. 13).
B. Il Prof. Dr. _ è tempestivamente insorto contro la predetta decisione rilevando che il provvedimento amministrativo è contrario al senso dell’OAMal e costituisce una violazione della LAMal (doc. I).
L’insorgente fa valere una recente sentenza del Tribunale federale che ha confermato l’applicabilità dell’art. 2 cpv. 4bis OAMal e rileva che il suo ragguardevole salario di fr. 12'500 al mese non è un motivo per rifiutare l’esonero dall’obbligo assicurativo.
Il ricorrente chiede poi che le norme sull’esonero assicurativo siano correttamente applicate sia al suo caso sia in generale, come avviene negli altri Cantoni universitari. L’applicazione restrittiva della norma ai docenti ed altri ricercatori qualificati diminuisce l’attrattiva dell’_ a favore degli atenei di altri Cantoni dove l’esonero viene accordato più facilmente.
L’assicurato rileva infine che il Comune di _ nel 2003, e la _ in seguito, hanno accettato, come equivalente, la sua assicurazione all’estero. Solo al momento del trasloco a _ è sorta la problematica in esame. L’interessato ritiene che la copertura estera non solo è equivalente, ma è anche superiore a quella svizzera.
C. Con osservazioni del 23 ottobre 2007 l’UAM propone la reiezione del ricorso, ribadendo l’inapplicabilità, al caso concreto, dell’art. 2 cpv. 4 bis OAMal. Delle argomentazioni si dirà, laddove necessario, in corso di motivazione (doc. V).
D. Il 3 novembre 2007 l’insorgente ha prodotto nuove prove, tra le quali la sentenza K 25/05 del 29 marzo 2006 del Tribunale federale, di cui ha accennato con il ricorso (doc. VII).
E. Chiamato a presentare osservazioni scritte in merito l’UAM ha ribadito di ritenere inapplicabile l’art. 2 cpv. 4bis OAMal ed ha aggiunto che comunque le coperture dell’assicuratore estero non sono equivalenti a quelle previste dall’ordinamento giuridico svizzero, poiché non prevedono alcuna copertura per la riabilitazione medica e la degenza in istituti per anziani, il riconoscimento dei costi dei medicamenti fino ai primi 500 Euro è limitato all’80% della tariffa, non è dato il riconoscimento per le cure di base nell’ambito dello Spitex, per i mezzi ausiliari la copertura è limitata all’80% della tariffa, per le infermità congenite non è prevista nessuna copertura e il sistema di partecipazione ai costi (390 euro per anno civile) è maggiore rispetto alla franchigia minima (fr. 300.--), rispettivamente minore rispetto al massimo previsto, quale regime ordinario, dal diritto elvetico in caso di cure molto onerose (fr. 1000.--; doc. XI).
F. Con osservazioni dell’11 gennaio 2008 l’interessato fa valere che tre prestazioni (medicamenti, mezzi ausiliari e sistema di partecipazione ai costi) sono semplicemente diversi sistemi di partecipazione alle spese che naturalmente non sono identici tra i vari Paesi, mentre le altre prestazioni (riabilitazione medica, degenza in istituti per anziani, Spitex) non sono importanti, considerata la sua età (37 anni) e il suo stato di salute (si ritiene sano), o sono irrilevanti, non essendo affetto da nessuna infermità congenita (doc. XV).
G. In sede si osservazioni l’UAM ha ribadito il suo punto di vista (doc. XVII).

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.
nel merito
2. Oggetto del contendere è quello di stabilire se il ricorrente, cittadino _ a beneficio di un permesso _, può ottenere l'esonero dall'assicurazione obbligatoria svizzera in virtù del rapporto assicurativo in _.
3. Secondo l'art. 3 LAMal
"
1
Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.
3
Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);
b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1 cpv. 1 OAMal precisa in proposito che
"
1
Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge."
Una persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).
4. Ritenuta l’esistenza di un domicilio in Svizzera, non contestato in concreto, va esaminato se il ricorrente é obbligato ad assicurarsi nel nostro Paese.
L'art. 3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di organizzazioni internazionali e di stati esteri
.
Facendo uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell'”
Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC; a proposito della conformità alla Costituzione ed all’ALC dell’art. 2 cpv. 2 e 8 OAMal: DTF 132 V 310).
In particolare, l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, unico articolo la cui applicazione è rimasta contestata tra le parti (cfr. incarto UAM), prevede che:
"
“4
A domanda, sono esentati dall'obbligo d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera nell’ambito di un incarico di insegnamento o di una ricerca, come pure i familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso 2 che li accompagnano, purché durante l’intera durata di validità dell’esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La richiesta dev’essere corredata di un attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie. L’autorità cantonale competente può esentare queste persone dall’obbligo di assicurarsi per tre anni al massimo. A domanda, l’esenzione può essere prolungata di altri tre anni al massimo. L’interessato non può revocare l’esenzione o la rinuncia all’esenzione senza un motivo particolare.”
Per l’art. 2 cpv. 8 OAMal:
"
A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione le persone a cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono stipulare un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare."
5. Come detto il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’ALC che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "
Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità
".
Va innanzitutto esaminato se al caso di specie l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71 sono applicabili.
Ratione temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CEE) n. 1408/71 poiché le decisioni sono state emanate nel 2007 e concernono la richiesta di esenzione dall’obbligo assicurativo per un periodo successivo all’entrata in vigore dell’accordo (cfr. STF del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2; STFA del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3; Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio 2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio 2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
L’Accordo ed il regolamento si applicano pure ratione personae. L’assicurato è di nazionalità _ e pertanto cittadino di uno Stato contraente (art. 1 cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso transfrontaliero, esso è senz’altro dato.
La presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del regolamento.
Quest’ultimo si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1; cfr. a tal proposito: DTF 132 V 50 consid. 3.2.3; DTF 131 V 395 consid. 3.2).
Alla fattispecie va pertanto applicato l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71.
6. Come visto l'ALC, per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE) n. 1408/71.
Il Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio dell'assoggettamento contributivo: cfr. art. 13 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
In concreto, poiché l’interessato, detentore di un _ in Svizzera, lavora presso l’_, è tenuto ad affiliarsi contro le malattie nel nostro Paese (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. a regolamento (CEE) n. 1408/71).
7. Va ora esaminato se l'esonero può essere ottenuto in virtù del diritto interno svizzero, ossia dell'invocato art. 2 cpv. 4bis OAMal, poiché in concreto il ricorrente è coperto tramite un'assicurazione privata estera.
L’UAM ritiene che l’articolo non vada applicato al caso di specie, poiché, in caso contrario, si creerebbe un’inammissibile disparità di trattamento tra cittadini “
ricchi
”, che guadagnano oltre fr. 162'000 all’anno e “
poveri
”, i quali devono assicurarsi se non possono beneficiare di un motivo di esonero previsto dall’OAMal.
A prescindere dal fatto che il TF sembra invece ritenere l’art. 2 cpv. 4bis OAMal applicabile senza particolari restrizioni (cfr. DTF 132 V 310, consid. 8.5.4), va evidenziato che la questione non merita ulteriore approfondimento, poiché, per i motivi che seguono, già evidenziati dall’UAM in sede di osservazioni, il ricorso deve comunque essere respinto.
Rammentato che spetta proprio all’UAM valutare se la copertura estera è equivalente a quella svizzera indipendentemente dalla circostanza che l’assicuratore estero ha attestato l’equivalenza con le coperture svizzere, va ricordato che
per l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, a domanda sono esentate dall’obbligo
d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera nell’ambito di un incarico di insegnamento o di una ricerca, come pure i familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso 2 che li accompagnano, purché durante l’intera durata di validità dell’esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Questo disposto non può trovare applicazione nel caso di specie perché l’interessato non beneficia di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. Infatti l’UAM ha evidenziato che il rimborso di prestazioni importanti, quali la riabilitazione medica, la degenza in istituti per anziani e le infermità congenite, non sono rimborsate dall’assicuratore estero (cfr. doc. XI non contestato dal ricorrente [cfr. doc. XV] e doc.
B3: “
zu Pkt. m, n, o und p [ndr: del doc. 7] erfolgt keine Erstattung
“).
L’insorgente non ha smentito che vi siano queste differenze, ed anzi le ha ammesse esplicitamente (doc. XV), ritenendo tuttavia che non sono rilevanti.
A torto.
La circostanza che l’interessato è giovane (37 anni) ed in buona salute e dunque non dovrebbe far capo a questo tipo di prestazioni, non è determinante.
Infatti, comunque, la copertura della riabilitazione medica non è una prerogativa delle persone anziane ed è importante per tutte le fasce d’età della popolazione, giacché ogni assicurato potrebbe averne bisogno.
Inoltre, le coperture delle spese di degenza in istituti per anziani, di infermità congenite o lo Spitex, anche se non concernono, attualmente, l’assicurato, sono comunque prestazioni importanti che, in virtù del principio della solidarietà che permea il diritto dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, devono essere previste, perlomeno in maniera equivalente, dall’assicuratore estero. Come rileva l’UAM l’equivalenza delle prestazioni deve essere misurata e decisa sulla base dell’estensione della copertura e non della necessità, attuale, di determinate prestazioni. Infatti l’ordinanza non prevede l’equivalenza unicamente per quelle coperture di cui un assicurato ritiene di poter avere bisogno a breve.
Altrimenti vi potrebbe essere una differenza nell’assicurazione a dipendenza dell’età, del sesso o dello stato di salute dell’assicurato. Ciò sarebbe contrario ai principi base, in particolare della solidarietà, previsti dalla LAMal.
Va a questo proposito rammentato che con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale ha affermato che per la dottrina sviluppata a proposito dell’art. 2 cpv. 2 OAMal (applicabile, per il TCA, per analogia anche al cpv. 4bis), l’equivalenza è data se l’assicurazione estera copre sostanzialmente le spese integrali di trattamento ambulatoriale, ospedaliero e semiospedaliero in caso di malattia, infortunio e maternità come pure quelle legate alla degenza ospedaliera nel reparto comune di un ospedale pubblico o di una struttura semiospedaliera in Svizzera. La copertura dev’essere di principio illimitata.
In concreto, come visto, l’assicurazione _, in particolare per la riabilitazione medica, prevede delle limitazioni. Per cui le prestazioni dell’assicuratore estero non coprono neppure grossomodo (“
all’incirca
”) quelle previste dalla legge svizzera.
Per contro, non può essere ritenuta l’osservazione dell’UAM che ravvisa delle differenze per quanto concerne l’ammontare di alcune franchigie e/o delle partecipazioni ai costi. Infatti, in presenza di differenze corrispondenti all’importo della partecipazione ai costi prevista per legge, l’equivalenza è comunque considerata salvaguardata (cfr. sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007).
Da rilevare, abbondanzialmente, che non può trovare applicazione neppure l’art. 2 cpv. 8 OAMal,
che prevede l’esenzione per
le persone a cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera provoca innanzitutto un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi.
Infatti, considerato che
l’assicurazione estera non può essere ritenuta equivalente a quella svizzera, viene a mancare la condizione del netto peggioramento della protezione assicurativa in caso di assicurazione nel nostro Paese.
Alla luce di quanto sopra esposto, l’esonero chiesto dall’insorgente non può essere accordato,
senza che sia necessario nel caso di specie esaminare se, come ritiene l’UAM, anche l’assenza della copertura delle spese di maternità, pur essendo l’assicurato di sesso maschile, in virtù del principio della solidarietà insito nella LAMal, sia un (ulteriore) motivo per negare l’esonero.
8. Per quanto concerne la critica dell’insorgente circa la prassi adottata in Ticino che sarebbe diversa rispetto a quella in vigore negli altri Cantoni universitari, ciò che diminuirebbe l’attrattiva dell’_, va rilevato che c
on sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale, in un caso di un assicurato che invocava un trattamento diverso ricevuto da due ex colleghi domiciliati in due altri Cantoni e beneficiari della medesima assicurazione, ha rammentato che:
"
(...)
Poiché, per quanto detto, tale esenzione non può essere riconosciuta, in conformità all’ordinamento in materia, a una persona trovantesi nella sua medesima situazione, l’interessato potrebbe pretendere una simile dispensa in forza di un’eventuale prassi contraria unicamente se fossero eccezionalmente adempiuti i presupposti per ammettere una parità di trattamento nell’illegalità, in deroga al principio di legalità. Ciò presuppone tuttavia l’esistenza di una prassi illegale dell’autorità competente (... omissis ... ) dalla quale la stessa non intenda scostarsi. Irrilevante sarebbe per contro l’esistenza di una prassi contraria in altri Cantoni (DTF 131 V 9 consid. 3.7 pag. 20; RAMI 2006 no. KV 367 pag. 206, consid. 11 pag. 225 [K 25/05] con riferimenti). Ora, nel caso concreto, non risulta in alcun modo che (... omissis ... ) abbia in passato istituito una prassi contraria alla legge. Né tantomeno si può seriamente dedurre dalle sue prese di posizione l’intenzione di mantenere una simile prassi.” (sottolineatura del redattore)
Analogamente, nel caso di specie, non essendoci alcuna prova di una prassi contraria alla legge da parte dell’UAM, la censura si rivela infondata.
9. Infine, l’insorgente rileva che alla sua entrata in Svizzera il Comune di _ (luglio 2003) e la _ (settembre 2004) avrebbero eseguito le verifiche della copertura assicurativa, accettandola come equivalente durante i primi tre anni del soggiorno in Ticino, ossia fino al trasloco a _ nel novembre 2006.
L’interessato invoca, implicitamente, una violazione del principio della buona fede, sancito dall’art. 9 Cost., che
permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi.
Secondo questo principio, un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.
Tuttavia, secondo la giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).
In concreto va tuttavia rilevato da una parte che la _ non è competente a decidere in merito all’esenzione dall’obbligo assicurativo e dall’altra, comunque, sia per quanto concerne il citato _ che per il Comune di _, l’interessato non ha apportato alcuna prova circa una informazione errata che gli sarebbe stata fornita da parte di funzionari del Cantone o del suo precedente Comune di domicilio.
Per completezza, va qui abbondanzialmente rilevato che in DTF 129 V 159 il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che la competenza a decidere circa l’eventuale supplemento di premio previsto dall’art. 8 OAMal non appartiene all’UAM, bensì all’assicuratore (cfr. anche STCA del 26 gennaio 2005, inc. 36.2004.23) e che la legge non permette la percezione di premi arretrati, ma impone la fissazione, da parte dell’assicuratore, di un premio superiore a quello degli altri assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile, che può essere richiesto al massimo per 5 anni.
Infine, per quanto concerne la circostanza che l’UAM inizialmente ha rifiutato di applicare l’art. 2 cpv. 4bis OAMal e solo in un secondo tempo ha sollevato la questione della mancanza di un’equivalenza tra le prestazioni offerte dall’assicuratore _ e la copertura prevista dal diritto svizzero, va rilevato che l’insorgente in sede di ricorso innanzi al TCA ha avuto ampiamente la possibilità di esprimersi anche su questo argomento, per cui il suo diritto di essere sentito è stato, in ogni caso, salvaguardato.
In queste condizioni, alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione merita conferma mentre il ricorso va respinto.
10. L’assicurato ha comunicato al TCA che se “
il giudice del Tribunale riterrà opportuno ascoltare testi, potrebbero anche presentare esperti di altri cantoni e persone lavorando alla _ a disposizione in qualità di teste
.” (doc. VII).
Alla luce delle risultanze di causa e dei documenti allegati dalle parti, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed in particolare all’audizione dei testi menzionati dall’insorgente che non potrebbero modificare l’esito del procedimento.
Va qui rammentato che,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).