Decision ID: cd336c88-28f2-5d79-9296-555ea09a496e
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A.
Con sentenza del 12 settembre 2013 emessa a modifica di misure protettrici dell'unione coniugale il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato AO 1 (1970) a trasferirsi in _ insieme con le figlie G_ (12 gennaio 1999) e T_ (16 giugno 2001), ha disciplinato le relazioni personali di queste ultime con il padre AP 1 (1965), ha condannato il medesimo a versare un contributo alimentare di fr. 4640.– mensili per la moglie e uno di fr. 1900.– mensili per ogni figlia (assegni familiari non compresi), ha ordinato a AO 1 di restituire al marito una _ e ha ordinato una restrizione della facoltà di disporre su mobili e suppellettili posti nell'abitazione coniugale. Le spese processuali di fr. 3800.– complessivi sono state addebitate a AP 1, tenuto a rifondere alla moglie fr. 5000.– per ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 20 settembre 2013 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di vedere soppresso il contributo alimentare per la moglie. Con osservazioni del 28 ottobre 2013 AO 1 ha proposto di respingere l'appello.
C.
Frattanto i coniugi hanno promosso davanti allo stesso Pretore una causa di divorzio su istanza comune (inc. DM.2015.291). A un'udienza del 5 aprile 2016, indetta per la loro audizione congiunta e separata, essi hanno prodotto una convenzione completa sugli effetti del divorzio, AP 1 sollecitando inoltre il Pretore a comunicare a questa Camera il ritiro dell'appello presentato a suo tempo, con assunzione delle relative spese e compensazione delle ripetibili. AO 1 ha aderito alla compensazione delle ripetibili.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106
cpv. 1 CPC). Nulla impedisce alle parti tuttavia di accordarsi in proposito e di convenire un'altra chiave di suddivisione, segnatamente in materia di ripetibili. È quanto hanno pattuito i coniugi nella fattispecie quando, debitamente patrocinati dinanzi al primo giudice, hanno previsto in la compensazione delle ripetibili. Non v'è ragione per scostarsi da tale accordo in questa sede.
3.
L'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto, tenuto conto che il processo termina senza sentenza (art. 21 LTG).