Decision ID: 4ed4afb3-7de5-59da-a17a-c9bc96280b3e
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto, in fatto
A. La ditta individuale RI 1 (con sede a _), di cui RI 2 è titolare, si occupa del deposito e della vendita di automobili d'epoca, di sua proprietà o di terzi. Sin dall'inizio degli anni '90 del secolo scorso, è titolare di una licenza di circolazione collettiva e delle relative targhe professionali _. Le targhe sono sempre servite per spostare i veicoli al fine di mantenerli in efficienza, per provarli e per permettere ai clienti di testare quelli in vendita.
B. a. Con scritti del 7 e 9 settembre 2016, la Sezione della circolazione ha comunicato alla ditta rispettivamente al suo titolare che, da informazioni in suo possesso, risultava che non erano più soddisfatti i requisiti per beneficiare di una licenza di circolazione collettiva e di targhe professionali. Siccome non era stato dato seguito alla richiesta del mese di aprile 2016 di produrre la documentazione necessaria per il rinnovo dell'incarto, l'autorità dipartimentale ha concesso un ultimo termine di 30 giorni per ovviare alla mancanza, con la comminatoria del sequestro della licenza di circolazione collettiva e delle relative targhe professionali. b. Dopo un infruttuoso scambio di corrispondenza tra le parti, con scritto del 6 aprile 2017 la Sezione della circolazione ha nuovamente invitato RI 2 a fornire, entro il 30 aprile successivo, la prova del fatto che la sua ditta ossequiasse i requisiti posti dagli art. 22-26 dell'ordinanza sull'assicurazione dei veicoli del 20 novembre 1959 (OAV; RS 741.31) e del suo allegato 4, in particolare quelli - alla base del rilascio della licenza in questione - previsti per le aziende attive nel commercio di veicoli, segnatamente la vendita annua di almeno 40 autoveicoli leggeri, precisando che in caso contrario sarebbe stata fatta ripartire la procedura di sequestro della licenza di circolazione collettiva e di ritiro delle relative targhe professionali. c. Non avendo ottenuto quanto richiesto, con decisione del 17 maggio 2017 la Sezione della circolazione ha revocato la licenza di circolazione collettiva e sequestrato le relative targhe professionali _, fissando a RI 2 un termine di 30 giorni per restituire l'una e le altre.
C. Con giudizio del 22 maggio 2019 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo il ricorso contro di essa interposto da RI 2, per sé e la sua ditta individuale. Posto che l'insorgente non era riuscito a dimostrare di aver venduto almeno 40 veicoli all'anno, l'Esecutivo cantonale ha negato che potesse beneficiare di una deroga ai sensi dell'art. 23 cpv. 2 OAV, ritenendo, alla luce della ratio legis, che tale possibilità non si estendesse al requisito relativo al numero minimo di veicoli venduti nel corso di un anno.
D. Contro il predetto giudizio governativo, l'RI 1 insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento insieme alla decisione dipartimentale. L'insorgente contesta l'interpretazione, considerata riduttiva e superficiale, data dal Governo all'art. 23 cpv. 2 OAV: richiamando il senso della normativa - che sarebbe quello di tutelare la sicurezza del traffico e dell'ambiente -, mal comprende quale possa essere il pericolo causato dalla vendita annuale di meno di 40 veicoli. Si duole poi del fatto che la precedente istanza non si sia espressa in relazione al lungo tempo trascorso prima che la Sezione della circolazione adottasse la decisione di revoca, disattendendo così il suo diritto di essere sentito. Sostiene in ogni caso di beneficiare di un diritto acquisito, ritenuto come in passato non sia mai stato preteso che dimostrasse un numero minimo annuo di vendite.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni. La Sezione della circolazione è invece rimasta silente.
F. Non vi è stato un ulteriore scambio di allegati, stante la rinuncia dell'insorgente a presentare una replica.

Considerato, in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2 della legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100). Occorre precisare che ricorrente è RI 2, la ditta individuale (RI 1) di cui egli è titolare non avendo personalità giuridica, né capacità di essere parte. Legittimato ad agire è infatti solo il suo titolare, quale persona fisica (cfr., ad esempio, CCR 16.2017.16 del 13 febbraio 2019 consid. 2 e rimandi). Ciò premesso, in concreto non sussistono confusione o dubbi in merito al fatto che a insorgere sia RI 2, titolare della ditta individuale. La denominazione del ricorrente può pertanto essere rettificata senza ulteriori formalità (cfr. DTF 142 III 787 consid. 3.2.1) e la sua legittimazione attiva, in quanto personalmente e direttamente toccato dal giudizio impugnato, di cui è destinatario, va senz'altro ammessa (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). Il gravame, che è inoltre tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 1 LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine. 1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).
2. L'insorgente si duole anzitutto di una violazione del suo diritto di essere sentito, per il fatto che la precedente istanza non si sarebbe espressa sull'argomento relativo al lunghissimo tempo trascorso prima che la Sezione della circolazione adottasse la qui controversa decisione di revoca. Così facendo, lamenta in sostanza una carente motivazione della decisione impugnata, che non tratterebbe tutte le censure sollevate.