Decision ID: 9cb6c836-4921-5134-8712-4ce561d6f954
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con lettera del 3 agosto 2011 (cfr. doc. 1) e complemento del 12 ottobre
2011 (cfr. doc. 1.1) l'Ufficio federale centrale delle imposte (Bundeszen-
tralamt für Steuern) di X._ in Germania (di seguito: autorità tede-
sca) ha postulato l'assistenza amministrativa da parte delle autorità sviz-
zere ai sensi dell'art. 15 dell'Accordo del 26 ottobre 2004 di cooperazione
fra la Confederazione Svizzera, da un lato, e la Comunità europea e i
suoi Stati membri dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività
illecita che leda i loro interessi finanziari (Accordo antifrode [AAF, RS
0.351.926.81]).
In sintesi, l'autorità tedesca ha indicato che la ditta B._ è sot-
toposta in Germania ad una verifica speciale dell'imposta sulla cifra d'af-
fari relativa agli anni 2008 – 2010. Tale ditta intratterrebbe dei rapporti
d'affari con la C._. Nel periodo oggetto della verifica, la B._
avrebbe svolto commerci intracomunitari di grande entità. Secondo le
informazioni in suo possesso, vi sarebbe il sospetto che la C._ sia
coinvolta in un caso di frode in materia di IVA.
Mediante la propria domanda d'assistenza, l'autorità tedesca, quale misu-
ra d'assistenza amministrativa, ha postulato l'interrogatorio dei responsa-
bili della B._ competenti in materia, in quanto persone informate
sui fatti. Essa ha altresì richiesto la presenza di funzionari esteri alle ope-
razioni di assistenza amministrativa giusta l'art. 16 AAF (cfr. doc. 1,
pag. 3).
B.
Con decisione incidentale 24 agosto 2011, la Direzione generale delle do-
gane (di seguito: DGD), quale autorità competente ai sensi degli artt. 9 e
11 AAF, ha esaminato la domanda di assistenza amministrativa e ha sta-
bilito che la stessa adempie le condizioni contenutistiche e formali di cui
all'art. 18 AAF. Essa ha poi autorizzato le misure richieste nei confronti
della B._, poiché conformi alle possibilità dell'AAF. Essa ha altresì
ammesso la presenza di agenti incaricati dell'autorità della Parte
contraente richiedente giusta l'art. 16 AAF (cfr. doc. 2).
C.
Il 13 ottobre 2011, la Sezione antifrode doganale di Y._ – autorità
incaricata dell'esecuzione delle misure di assistenza amministrativa
richieste dalla DGD – ha eseguito le misure d'assistenza conformemente
a quanto disposto nella decisione incidentale 24 agosto 2011 (cfr. doc. 3).
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In presenza di un'esperta tedesca del fisco dell'Ufficio delle finanze di
Z._, alle persone coinvolte delle ditte B._ e A._
sono stati presentati i documenti in merito alla fattispecie e lasciati in
copia. Il signor D._ – delegato della B._ e amministratore
della A._ – è stato interrogato in quanto persona informata sui fatti
(cfr. doc. 5).
D.
Con decisione finale 7 dicembre 2011 la DGD ha accolto la domanda
d'assistenza amministrativa postulata dall'autorità tedesca, ribadendo che
la stessa è ammissibile. In tale decisione essa ha stabilito che le persone
toccate dalle misure d'assistenza amministrativa sono le ditte B._
e A._. La DGD ha altresì sancito che il verbale dell'interrogatorio
13 ottobre 2011 (cfr. doc. 5) e la documentazione in copia secondo
l'elenco della B._ del 13 ottobre 2011 (cfr. doc. 6) devono essere
trasmesse alle autorità tedesche, poiché in palese collegamento con le
procedure che costituiscono l'oggetto del procedimento estero.
E.
Il 13 gennaio 2012 avverso la succitata decisione, B._, in
Y._ e la A._, in Y._ (di seguito: ricorrenti) hanno
interposto, per il tramite del loro patrocinatore, un ricorso dinanzi al
Tribunale amministrativo federale. Protestando tasse, spese e ripetibili, i
ricorrenti postulano l'annullamento della decisione impugnata. In sostan-
za, esse ritengono che vi sia una grave violazione del principio della pro-
porzionalità ciò che imporrebbe il non accoglimento della domanda d'assi-
stenza. Esse ritengono altresì che la domanda d'assistenza amministra-
tiva sia carente in merito all'oggetto ed al motivo della domanda, ciò che
avrebbe tra l'altro limitato gravemente il loro diritto d'essere sentite.
F.
Con risposta 5 marzo 2012 la DGD, riconfermandosi nella propria deci-
sione, ha postulato il rigetto integrale del ricorso.
G.
Ulteriori fatti e argomenti verranno ripresi, per quanto necessario, nei con-
siderandi in diritto del presente giudizio.
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Diritto:
1.
1.1.
Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
finali ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità men-
zionate all'art. 33 della Legge sul Tribunale amministrativo federale del
17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particolare le decisioni finali prese dalla Dire-
zione generale delle dogane in materia d'assistenza amministrativa sulla
base dell'Accordo antifrode, e meglio sulla base degli artt. 15 e segg.
AAF, possono essere contestate davanti al Tribunale amministrativo fede-
rale conformemente all'art. 47 cpv. 1 lett. b PA in relazione agli artt. 31, 32
a contrario, 33 lett. d LTAF (cfr. decisione del Tribunale amministrativo fe-
derale A-1735/2011 del 21 dicembre 2011 considd. 1.1.1 - 1.1.6, in parti-
colare consid. 1.1.6). La procedura davanti al Tribunale amministrativo fe-
derale è retta dalla PA, per quanto la LTAF non disponga altrimenti
(art. 37 LTAF). Il Tribunale amministrativo federale è dunque competente
per giudicare la presente vertenza.
1.2. Gli interessati hanno la qualità per ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). Il loro
gravame è stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA),
nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge
(art. 52 PA).
1.3. Visto quanto precede, il ricorso è ricevibile in ordine e dev'essere
esaminato nel merito.
2.
2.1. Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere in-
vocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del
potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o in-
completo di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) e l'inadegua-
tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ
KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea
2008 n. m. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allge-
meines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 segg.).
2.2. Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi ad-
dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2;
PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3. ed., Berna
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2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'ap-
plicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente
procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina
altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indi-
zi in tal senso (DTF 122 V 157 consid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c;
DTAF 2007/27 consid. 3.3; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungs-
verfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. ed., Zurigo 1998,
op. cit., cifra 677). Secondo il principio di articolazione delle censure
("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure
che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla con-
statazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanzia-
te (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 1.55). Il principio inqui-
sitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dove-
re delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139
consid. 2b).
Il dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricor-
rente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, com-
prende, in particolare, l'obbligo di portare le prove necessarie, d'informare
il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in
caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 II 70 consid. 1).
3.
3.1. L'AAF – applicabile provvisoriamente alla Svizzera dall'8 aprile 2009
e alla Germania dal 9 aprile 2009 (cfr. RU 2011 693) – è un accordo di di-
ritto internazionale vincolante nell'ordinamento giuridico svizzero. Esso è
direttamente applicabile. Né il diritto interno, né la prassi consentono di
derogarvi. Il Tribunale amministrativo federale è tenuto, conformemente
all'art. 190 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del
18 aprile 1999 (Cost., RS 101) ad applicare il diritto internazionale
quand'anche fosse contrario alla Costituzione federale. In ogni caso non
è da esaminare la conformità del diritto internazionale con le leggi federa-
li, in particolare se esso è più recente (cfr. DTAF 2010/40 consid. 3;
cfr. parimenti decisione del Tribunale amministrativo federale A-1735/2011
del 21 dicembre 2011 consid. 1.1.4 con rinvii).
3.2. Giusta l'art. 2 par. 1 lett. a AAF, l'Accordo si applica alla prevenzione,
l'individuazione, l'investigazione, il perseguimento e la repressione, in
campo amministrativo e penale, della frode e di ogni altra attività illecita
che leda gli interessi finanziari delle Parti contraenti, per quanto riguarda
gli scambi di merci in violazione della legislazione doganale e agricola, gli
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scambi in violazione della legislazione fiscale relativa all'imposta sul valo-
re aggiunto, a imposte speciali di consumo e alle accise, la percezione o
la detenzione di fondi – compreso l'uso di detti fondi a fini diversi da quelli
della loro concessione originaria – provenienti dal bilancio delle Parti con-
traenti o da bilanci gestiti da esse o per loro conto, come le sovvenzioni e
i rimborsi, oppure le procedure di aggiudicazione di contratti assegnati
dalle Parti contraenti. Secondo l'art. 2 par. 1 lett. b AAF l'Accordo si appli-
ca parimenti al sequestro e al recupero degli importi dovuti o indebita-
mente percepiti risultanti dalle attività illecite di cui all'art. 2 par. 1 lett. a
AAF. Per contro, giusta l'art. 2 par. 4 AAF, l'Accordo non si applica alle
imposte dirette.
3.3. Quali forme di cooperazione l'AAF prevede l'assistenza amministrati-
va (cfr. artt. 7 – 24 AAF) e l'assistenza giudiziaria (cfr. artt. 25 – 38 AAF),
ch'essa suddivide in due titoli ben distinti.
In casu la procedura che qui ci occupa concerne una domanda d'assi-
stenza amministrativa, fatto incontestato dalle ricorrenti. L'assistenza am-
ministrativa prevista dall'Accordo può essere su richiesta (cfr. artt. 12 – 19
AAF) – che a sua volta assume la forma di richiesta di informazioni, di ri-
chiesta di sorveglianza, di richiesta di notificazione o di richiesta di indagi-
ni – o spontanea, senza richiesta (cfr. art. 20 AAF; cfr. ANDREA PEDROLI,
Lo scambio di informazioni fiscali [assistenza amministrativa e giudiziaria]
negli accordi bilaterali II in: SUPSI, Il segreto bancario nello scambio di in-
formazioni fiscali, a cura di Samuele Vorpe, Vol. 9, Manno 2011, pag. 408
seg.; ANNA SKVARC, Bekämpfung von strafbaren Verhaltensweisen nach
dem Betrugsbekämpfungsabkommen zwischen der Schweiz und der EU,
Berna 2010, pag. 181; HERMANN KÄSTLI, Die Amtshilfebestimmungen des
Abkommens zur Betrugsbekämpfung in: Christine Kaddous/Monique
Jametti Greiner [ed.], Accords bilatéraux II Suisse – UE et autres Accords
récents/Bilaterale Abkommen II Schweiz – EU und andere neue Abkom-
men, Basilea 2006, pag. 611 seg.).
3.4. In concreto l'autorità tedesca ha postulato quale forma d'assistenza
amministrativa la richiesta di indagini ai sensi dell'art. 15 AAF.
3.4.1. Giusta l'art. 15 par. 1 AAF su domanda della Parte contraente ri-
chiedente, la Parte contraente richiesta procede o fa procedere alle inda-
gini utili in merito a operazioni o comportamenti che costituiscono attività
illecite ai sensi dell'AAF o che fanno sorgere nell'autorità della Parte con-
traente richiedente il fondato sospetto che tali attività illecite siano state
commesse.
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L'accoglimento di una domanda d'assistenza amministrativa, giusta
l'art. 15 par. 1 AAF presuppone dunque l'esistenza di un fondato sospetto
che delle attività illecite siano stato commesse. Al riguardo, il Tribunale
amministrativo federale ha stabilito che non è necessario mostrarsi troppo
severi nell'ammetterne l'esistenza, visto che al momento della presenta-
zione della domanda di assistenza o di trasmissione delle informazioni ri-
chieste, non è ancora possibile determinare se queste saranno utili o me-
no all'autorità richiedente. In generale, è sufficiente dimostrare in modo
adeguato che tali informazioni sono necessarie perché l'inchiesta possa
essere portata avanti dall'autorità richiedente. In concreto, la fattispecie
esposta deve lasciare apparire il fondato sospetto, le condizioni di cui alle
basi legali applicabili alla richiesta d'assistenza devono essere adempiute
e le informazioni e i documenti richiesti dall'autorità devono essere de-
scritti. A questo stadio della procedura non ci si può tuttavia aspettare che
la fattispecie non presenti lacuna alcuna o eventuali contraddizioni. Non
spetta quindi al giudice dell'assistenza amministrativa il compito di verifi-
care se sia stato commesso o meno un atto punibile. L'esame da parte
dello scrivente Tribunale è limitato a verificare se la soglia del fondato so-
spetto è stata raggiunta o se la fattispecie constata dall'autorità inferiore è
manifestamente lacunosa, falsa o contraddittoria (cfr. DTAF 2010/64 con-
sid. 1.4.2 con rinvii; decisioni del Tribunale amministrativo federale A-
6118/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 6; A-1735/2011 del 21 dicembre
2011 consid. 3.4 con rinvii, A-2866/2011 del 12 dicembre 2011 con-
sid. 5.2.1 e A-4013/2010 del 15 luglio 2010 consid. 2.2 con rinvii).
È poi compito della persona interessata dalla richiesta di assistenza am-
ministrativa confutare in modo chiaro e decisivo il fondato sospetto, ri-
spettivamente l'ipotesi sulla quale si è basata l'autorità inferiore per con-
cedere l'assistenza. Ciò presuppone che la persona interessata da tale
procedura porti tempestivamente e senza riserve le prove documentarie
che attestino che essa è stata coinvolta a torto nella procedura. Il Tribu-
nale amministrativo federale non ordina al riguardo alcun atto istruttorio
(cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6118/2011 del
5 gennaio 2012 consid. 6, A-1735/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.4
con rinvii, A-2866/2011 del 12 dicembre 2011 consid. 5.2.2 e A-4013/2010
del 15 luglio 2010 consid. 2.2 con rinvii). Non essendoci alcun motivo di
rivedere la presente giurisprudenza, la stessa va qui nuovamente confer-
mata dallo scrivente Tribunale.
3.4.2. Per dar seguito alla richiesta d'indagini, la Parte contraente richie-
sta si avvale di tutti i mezzi di indagine a sua disposizione nell'ambito del
suo ordinamento giuridico, come se agisse per conto proprio o su richie-
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sta di un'altra autorità interna, anche attraverso l'intervento o con l'autoriz-
zazione, se necessario, delle autorità giudiziarie (cfr. art. 15 par. 2 prima
frase AAF). Il termine "mezzo d'indagine" comprende le audizioni di per-
sone, le ispezioni e le perquisizioni di locali e mezzi di trasporto, copie di
documenti, richieste di informazioni e sequestro di oggetti, documenti e
valori (cfr. Processo verbale approvato dei negoziati sull'Accordo antifro-
de in: AAF, pag. 22; SKVARC, op. cit., pag. 191). L'autorità della Parte con-
traente richiesta estende l'assistenza a tutte le circostanze, gli oggetti e le
persone manifestamente connessi con l'oggetto della domanda di assi-
stenza, senza che sia necessaria una domanda complementare (art. 15
par. 3 prima frase AAF).
3.5. Giusta l'art. 17 AAF gli operatori economici sono tenuti a collaborare
all'esecuzione della domanda di assistenza amministrativa dando acces-
so ai loro locali, ai loro mezzi di trasporto e alla loro documentazione e
fornendo tutte le informazioni pertinenti. Gli operatori economici sono terzi
che, partecipando in una qualunque forma alla procedura, sono tenuti a
collaborare in virtù di determinate leggi, ad esempio in virtù dell'art. 13 PA
o dell'art. 115 della Legge del 18 marzo 2005 sulle dogane ([LD, RS
631.0] cfr. SKVARC, op. cit., pag. 185; KÄSTLI, op. cit., pag. 616).
3.6. Per essere valida la domanda d'assistenza amministrativa deve ri-
spettare le condizioni poste dall'art. 18 AAF.
3.6.1. Giusta l'art. 18 par. 1 AAF le domande d'assistenza sono presen-
tate per iscritto. Sono corredate dei documenti necessari per permettere
di darvi seguito. In caso d'urgenza sono accettate domande orali, che de-
vono tuttavia essere confermate per iscritto quanto prima possibile.
L'art. 18 par. 2 AAF precisa quali informazioni una domanda deve conte-
nere, e meglio (lett. a) l'autorità richiedente, (lett. b) la misura richiesta,
(lett. c) l'oggetto e il motivo della domanda, (lett. d) le leggi, le norme e le
altre disposizioni di legge in causa, (lett. e) i ragguagli il più possibile
esatti ed esaurienti sulle persone fisiche e giuridiche oggetto delle indagi-
ni e (lett. f) l'esposizione succinta dei fatti pertinenti e delle indagini già
svolte, salvo per i casi di cui all'art. 14 AAF. In virtù dell'art. 18 par. 4 AAF
le domande non corrette o incomplete posso essere correte o completate.
3.6.2. La domanda d'assistenza amministrativa deve essere allestita in
maniera chiara e logica, inoltre l'esposizione della fattispecie deve essere
ben distinta dalle misure di assistenza amministrativa auspicate. Un com-
pletamento della domanda può essere richiesto, qualora sorgano degli in-
dizi che l'autorità richiedente non ha ancora esaurito le fonti di informazio-
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ne consuete, sebbene essa ne avrebbe potuto fare uso senza pregiudica-
re lo scopo della domanda d'assistenza (cfr. SKVARC, op. cit., pag. 182;
KÄSTLI, op. cit., pag. 617; decisione del Tribunale amministrativo federale
A-1735/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.2).
3.6.3. L'art. 18 AAF vieta in particolare il ricorso alle cosiddette "fishing
expeditions", le quali sono definite dalla giurisprudenza come delle ricer-
che generalizzate e indiscriminate di mezzi di prova volte a fondare un
sospetto senza che esistano pregressi elementi concreti a sostegno dello
stesso (cfr. DTF 125 II 65 consid. 6b/aa con rinvii). Le "fishing expedi-
tions" sono considerate illegali sia dal diritto svizzero, che dalla giurispru-
denza e dalla procedura di assistenza amministrativa. Senza entrare nei
dettagli, per questi motivi una domanda d'assistenza amministrativa deve
contenere non solo gli elementi concreti rendenti plausibile la richiesta,
ma anche quelli che portano a supporre ch'esista un sospetto nei con-
fronti di una determinata persona (cfr. SKVARC, op. cit., pag. 182 con rin-
vii; tra le molte DTF 125 II 65 consid. 6a seg., DTF 127 II 142 consid. 5a
e DTF 128 II 407 consid. 5.2.1; decisione del Tribunale amministrativo fe-
derale A-1735/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.3).
3.7. Ciò indicato va poi sottolineato che in virtù dell'art. 10 AAF – denomi-
nato "proporzionalità" – l'autorità del Paese contraente richiesta può rifiu-
tare una domanda d'assistenza amministrativa (nel testo della suddetta
norma: domanda di cooperazione) quando risulta in modo evidente che
(lett. a) il numero e il tipo delle richieste presentate in un determinato pe-
riodo di tempo dalla Parte contraente richiedente impongono all'autorità
della Parte contraente richiesta un onere amministrativo eccessivo o che
(lett. b) l'autorità della Parte contraente richiedente non ha esaurito le fon-
ti di informazione consuete che avrebbe potuto utilizzare, a seconda delle
circostanze, per ottenere le informazioni richieste senza rischiare di com-
promettere il raggiungimento del risultato perseguito. L'autorità richiesta
può dunque rifiutare una domanda di assistenza amministrativa quando il
principio della proporzionalità viene violato (cfr. decisione del Tribunale
amministrativo federale A-1735/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.1;
SKVARC, op. cit., pag. 180).
3.7.1. Al riguardo si rileva che con decisione A-1735/2011 del 21 dicem-
bre 2011 il Tribunale amministrativo federale ha già avuto modo di stabili-
re che giusta l'art. 10 AAF l'autorità richiesta ha la possibilità di rifiutare
l'assistenza amministrativa ma non è obbligata, non sussistendo di fatto
un tale obbligo. L'art. 10 AAF pone la cosiddetta "Kann-Regelung", secon-
do cui spetta al libero apprezzamento dell'autorità richiesta valutare, in
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base alle circostanze concrete del caso, se vi sia un motivo di negare
l'assistenza all'autorità richiedente. In sintesi in detta sentenza, dopo aver
stabilito l'applicabilità delle regole d'interpretazione di cui agli artt. 31 e 32
della Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati
([CV, RS 0.111; entrata in vigore per la Svizzera il 6 giugno 1990];
cfr. consid. 2 della citata sentenza), lo scrivente Tribunale ha stabilito che
il testo della disposizione è chiaro poiché indica che l'autorità richiesta
"può" rifiutare una domanda. Un obbligo di rifiutare la domanda sarebbe
stato segnato con un "deve" anziché un "può", ciò che non è qui tuttavia il
caso. Dal Messaggio del 1° ottobre 2004 concernente l’approvazione de-
gli Accordi bilaterali fra la Svizzera l’Unione europea, inclusi gli atti legisla-
tivi relativi alla trasposizione degli Accordi ("Accordi bilaterali II" [FF 2004
5273 segg.], di seguito: Messaggio) non risulta poi che il suddetto "può"
debba essere interpretato come un "dovere" e non come una "possibilità"
(Messaggio, FF 2004 5273, pag. 5489). Lo stesso vale altresì alla luce
dello scopo e dell'obbiettivo dell'AAF. Nel preambolo stesso dell'AAF le
Parti contraenti hanno in effetti espresso il desiderio di lottare in modo ef-
ficace contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi fi-
nanziari, tenendo conto della necessità di rafforzare l'assistenza ammini-
strativa in tali settori. In tali circostanze, l'imposizione di un obbligo della
Parte contraente richiesta di rifiutare l'assistenza amministrativa giusta
l'art. 10 AAF andrebbe dunque contro l'impegno che le Parti contraenti si
sono prefissate nel preambolo (cfr. consid. 5.4 della citata sentenza). Det-
ta giurisprudenza, per altro non contestata dalle ricorrenti, va qui confer-
mata.
3.7.2. Ciò posto, va poi sottolineato che detta possibilità di rifiutare la do-
manda d'assistenza sussiste unicamente quando risulta in modo evidente
che una delle due situazioni di cui alle lett. a e b dell'art. 10 AAF è data.
4.
In concreto, le ricorrenti lamentano innanzitutto una grave violazione del
principio della proporzionalità giusta l'art. 10 lett. b AAF.
4.1. In sostanza, le ricorrenti sostengono che la documentazione richiesta
dall'autorità tedesca mediante domanda d'assistenza sarebbe da lei già
stata richiesta ad E._ (cfr. doc. E), referente fiscale in Germania
della B._. La E._ sarebbe da lei stata incaricata di trasmet-
tere la documentazione relativa alla B._, documentazione che le
ricorrenti le avrebbero prontamente trasmesso. In tali circostanze, esse ri-
tengono che l'autorità tedesca non avrebbe esaurito le fonti di infor-
mazione consuete per ottenere le informazioni richieste conformemente
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all'art. 10 lett. b AAF. L'autorità tedesca avrebbe dovuto attendere i docu-
menti dalla E._, in conformità del termine impartito a quest'ultima
per produrli. Il suo intervento presso la sede delle società ricorrenti, con
conseguente blocco per l'intera giornata degli uffici, avrebbe loro ca-
gionato un grave danno economico, in particolare alla B._, in un
periodo dell'anno particolarmente delicato come quello delle ordinazioni
per le forniture natalizie (cfr. ricorso 13 gennaio 2012, pagg. 2 - 3).
Al riguardo, la DGD sostiene che giusta l'art. 10 AAF essa può rifiutare
una domanda di cooperazione quando risulta in modo evidente che non
sono state adempiute le condizioni di cui alle lett. a o b. In concreto essa
ritiene che non era evidente né vi era alcun motivo di ritenere che l'autori-
tà tedesca non avesse esaurito le proprie fonti di informazione consuete.
A suo avviso, anche se non è stata avviata alcuna procedura d'inchiesta
giudiziaria, sembrerebbe che l'autorità tedesca abbia avviato un'inchiesta
preliminare in relazione ad un caso di frode in materia di IVA. La DGD in-
dica poi che le ricorrenti intratterrebbero relazioni d'affari con le rispettive
ditte. Essa sottolinea parimenti che non è stata effettuata alcuna perquisi-
zione domiciliare, bensì un interrogatorio nell'ambito del disbrigo di una
domanda di assistenza e sulla base degli artt. 17 AAF e 115 LD, le Parti
interessate sarebbero state invitate a collaborare (cfr. docc. 6 e 7; ri-
sposta 5 marzo 2012, pag. 3).
4.2.
4.2.1. In proposito, lo scrivente Tribunale sottolinea innanzitutto che con-
trariamente a quanto sancito dalla DGD sia nella decisione incidentale
24 agosto 2011, che nella decisione finale 7 dicembre 2011, l'autorità te-
desca non ha postulato l'invio dei documenti elencati dalla B._
nello scritto 13 ottobre 2011 (cfr. docc. 6 e F), bensì unicamente l'interro-
gatorio dei responsabili della B._, in qualità di persone informate
sui fatti: "Ich bitte daher im Rahmen des Amtshilfeverkehrs um eine
Vorsprache bei den Verantwortlichen der Firma B._ [...]
vorzunehmen und ihnen unter anderem folgende Fragen zu stellen [...].
Ich bitte, die gestellten Fragen im Rahmen der Vorsprache in der Firma
im Wege der Amtshilfe nach den vorgenannten Bestimmungen zu beant-
worten, damit das laufenden Verfahren in Deutschland weiter geführt wer-
den kann. Ich bitte weiter darum, die Anwesenheit der Prüferin, Frau
F._, nach Artikel 16 des Abkommens bei der Vorsprache in der
Firma B._ zu genehmigen [...] (cfr. doc. 1, pag. 3). Come si evince
dalla domanda d'assistenza, l'autorità tedesca ha dunque formulato delle
precise domande da porre a detti responsabili, alla presenza di un'esper-
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ta tedesca, ma non ha esplicitamente richiesto i documenti che le ricor-
renti hanno consegnato alla DGD.
Nondimeno, va comunque ribadito che l'autorità richiesta, in virtù
dell'art. 15 par. 3 AAF (cfr. consid. 3.4.2 del presente giudizio), può esten-
dere l'assistenza a tutte le circostanze, gli oggetti e le persone manife-
stamente connessi con l'oggetto della domanda di assistenza, senza che
sia necessaria una domanda complementare, ciò che la DGD ha fatto sia
nella decisione incidentale 24 agosto 2011, che in particolare nella deci-
sione finale 7 dicembre 2011 dove ha ritenuto opportuna la trasmissione
all'autorità tedesca dei documenti elencati dalle ricorrenti nei docc. 6 e F.
4.2.2. Ciò stabilito, va rilevato che in virtù dell'art. 10 AAF l'autorità richie-
sta può rifiutare la domanda d'assistenza – ma non ha l'obbligo – se ap-
pare in modo evidente che l'autorità richiesta non ha esaurito le consuete
fonti d'informazione (cfr. consid. 3.7.1 del presente giudizio). Come visto,
non è di nessuna utilità verificare se effettivamente le ricorrenti hanno già
consegnato le fatture elencate ai docc. 6 e F alle autorità tedesche per il
tramite della società E._, dal momento che detta documentazione
non è stata richiesta dall'autorità tedesca mediante la propria domanda
d'assistenza. Inoltre, in concreto non vi è alcun indizio che faccia traspari-
re in modo evidente che l'autorità tedesca non abbia esaurito dapprima le
consuete fonti d'informazioni, motivo per cui la DGD poteva legittimamen-
te pensare di dover trasmettere la documentazione consegnata dalle ri-
correnti a quest'ultima. D'altronde, poiché le ricorrenti sostengono d'aver
spontaneamente messo a disposizione dell'autorità tedesca i documenti
di cui ai docc. 6 e F, non vi è alcun motivo che ostacoli una loro trasmis-
sione nell'ambito della presente procedura d'assistenza.
4.2.3. Non giova poi alle ricorrenti asserire che le misure d'assistenza am-
ministrativa esperite il 13 ottobre 2011 avrebbero loro cagionato un grave
danno economico. Tale danno, per altro neppure minimamente da esse
circostanziato, non traspare dagli atti, di modo che detta censura non può
che essere respinta. A titolo abbondanziale, si rileva che non risulta che
gli uffici siano stati bloccati un'intera giornata, gli accertamenti del 13 otto-
bre 2011 essendo stati eseguiti solo al mattino (cfr. doc. 3). L'interrogato-
rio esperito al pomeriggio ha poi coinvolto unicamente D._,
delegato della B._ e amministratore della A._ (cfr. doc. 5).
Va poi sottolineato che le ricorrenti erano tenute a collaborare in virtù
dell'art. 17 AAF (cfr. consid. 3.5 del presente giudizio), ciò ch'esse hanno
fatto, come indicato sia da loro che dalla DGD (cfr. ricorso 13 gennaio
2012, pag. 5; risposta 5 marzo 2012, pag. 3).
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4.3. Visto quanto precede, la censura in merito alla violazione del princi-
pio della proporzionalità va pertanto respinta.
5.
Le ricorrenti ritengono altresì che la domanda d'assistenza amministrativa
tedesca sia gravemente carente da un punto di vista formale, poiché non
rispetterebbe quanto disposto dall'art. 18 AAF.
5.1. A loro avviso, detta domanda evidenzierebbe la richiesta di indagine
ed informazioni unicamente con riferimento alla ditta C._, quando
durante la perquisizione 13 ottobre 2011 sarebbero stati richiesti e
fotocopiati documenti inerenti a diverse altre società. Esse ritengono che
la domanda non ragguaglierebbe in merito all'oggetto ed al motivo della
domanda, nonché sulle persone fisiche e giuridiche oggetto delle in-
dagini. Le ricorrenti ritengono altresì ch'essa non esporrebbe adeguata-
mente i fatti pertinenti e le indagini già svolte. Secondo loro detta doman-
da limiterebbe gravemente il loro diritto d'essere sentite, le stesse non
essendo in grado di esprimersi compiutamente, in particolare in merito
alle richieste di informazioni di altre società. Detta lesione del loro diritto
d'essere sentite sarebbe altresì aggravata dal fatto che la DGD non
avrebbe chiesto all'autorità tedesca di sanare il difetto formale giusta
l'art. 18 par. 4 AAF (cfr. ricorso 13 gennaio 2012, pagg. 3 – 5).
Nella decisione qui impugnata la DGD ha confermato quanto sancito nel-
la decisione incidentale 24 agosto 2011, sancendo che la domanda d'as-
sistenza amministrativa dell'autorità tedesca adempie le condizioni conte-
nutistiche e formali dell'art. 18 AAF. Essa sottolinea in particolare che la
decisione incidentale contiene solo un'esposizione sommaria dei fatti. La
DGD spiega che le attività d'indagine effettive si basano in primo luogo
sulla sola domanda e su eventuali altri elementi emersi durante l'esecu-
zione della domanda. Essa evidenzia altresì che la domanda d'assistenza
si riferisce, oltre alla C._, anche ad operazioni con le ditte
G._, H._, I._, L._, M._, N._,
O._, P._, Q._ (cfr. decisione impugnata, pag. 2
seg.). Essa aggiunge poi che le persone coinvolte avrebbero fatto uso del
diritto d'audizione ai sensi dell'art. 29 PA in occasione dell'incontro e
dell'interrogatorio esperiti il 13 ottobre 2011 (cfr. decisione impugnata,
pag. 2 punto 5; risposta 5 marzo 2012, pag. 2). Essa ritiene altresì che le
esigenze poste ad una domanda d'assistenza amministrativa senza prov-
vedimenti coattivi sarebbero da considerarsi meno rigide. La domanda
non contiene le prescrizioni legali eventualmente interessate, ma dalla
stessa trasparirebbe che finora non è stata avviata alcuna procedura giu-
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diziaria, trattandosi solo di un controllo straordinario dell'imposta sulla
cifra d'affari, e meglio in merito all'IVA, imposta ben conosciuta sia in
Svizzera che negli Stati membri dell'UE (cfr. risposta 5 marzo 2012,
pag. 2 seg.).
Al riguardo, lo scrivente Tribunale rileva che da un esame della domanda
d'assistenza amministrativa (cfr. doc. 1) emergono le informazioni essen-
ziali di cui all'art. 18 AAF. L'autorità richiedente è nota, essendo l'Ufficio
federale centrale delle imposte (Bundeszentralamt für Steuern) di
X._ in Germania. L'autorità tedesca ha richiesto espressamente
delle indagini ai sensi dell'art. 15 AAF nei confronti della B._ –
designata in modo preciso con tanto d'indirizzo – per il periodo tra il 2008
e il 2010 in quanto società in rapporto commerciale in particolare con la
ditta C._. Essa ha in particolare chiesto l'interrogatorio dei respon-
sabili della B._, quali persone a conoscenza dei fatti, indicando
espressamente le domande da porre a quest'ultimi. Nella domanda
d'assistenza l'autorità tedesca, riassumendo lo stato delle indagini, ha poi
indicato che la B._ è sottoposta a una verifica speciale dell'impo-
sta sulla cifra d'affari relativa agli anni 2008 – 2010. Essa intratterrebbe
dei rapporti d'affari con la C._, la quale sarebbe coinvolta in una
frode in materia di IVA. L'importo evaso in rapporto alla B._
ammonterebbe a 5**'***.-- Euro. Nella propria domanda d'assistenza,
l'autorità tedesca si riferisce altresì alle operazioni con le ditte G._,
H._, I._, L._, M._, N._, O._,
P._, Q._, di cui indica il numero di contribuente IVA,
nonché l'ammontare degli importi in esame (cfr. doc. 1, tabella di cui alla
pag. 2). I fatti sono ben distinti dalle misure d'assistenza richieste, di
modo che le stesse risultano chiare e precise. Dal punto di vista contenu-
tistico e formale la domanda d'assistenza è – tenuto conto della partico-
larità del caso riguardante l'IVA – dunque sufficientemente motivata ai
sensi dell'art. 18 AAF.
Il fatto che nella decisione incidentale 24 agosto 2011 la DGD non citi le
altre ditte nominate dall'autorità tedesca non pregiudica poi la validità del-
la domanda d'assistenza amministrativa. Come indicato dalla stessa
DGD, le attività d'indagine effettive si basano in primo luogo sulla doman-
da e su eventuali altri elementi emersi durante la sua esecuzione. Essa
può utilizzare tutti i mezzi d'indagine a sua disposizione, come se agisse
per conto proprio (cfr. art. 15 par. 2 AAF). In virtù dell'art. 15 par. 3 AAF
essa può altresì estendere l'assistenza a tutte le circostanze, gli oggetti e
persone manifestamente connesse con l'oggetto della domanda (cfr. con-
sid. 3.4.2 del presente giudizio). È dunque a ragione che la DGD ha am-
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pliato l'assistenza anche alle altre società citate nella domanda, nonché
alla A._. L'invio all'autorità richiedente non solo della copia del
verbale d'interrogatorio 13 ottobre 2011 concernente D._
(cfr. doc. 5), ma anche dei documenti elencati dalle ricorrenti nello scritto
13 ottobre 2011 (cfr. doc. 6) e da esse consegnati volontariamente, è
giustificato in quanto essi appaiono come manifestamente connessi con
l'oggetto della domanda d'assistenza (cfr. consid. 3.4.2 del presente giu-
dizio). Essendo stabilita la validità della domanda d'assistenza ammini-
strativa in oggetto, la censura delle ricorrenti va dunque respinta.
5.2. Ciò indicato rimane ora da esaminare se le ricorrenti hanno subito
una violazione del loro diritto d'essere sentite, come da esse asserito.
5.2.1. Il diritto d'essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce
all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfa-
vorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la fa-
coltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di
esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi
esprimere sulle risultanze, nella misura in cui esse possono influire sulla
decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, pag. 293 con rinvii; decisioni
del Tribunale federale 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 e 8C_321/2009
del 9 settembre 2009; decisione del Tribunale amministrativo federale A-
7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).
5.2.2. In concreto, come indicato poc'anzi (cfr. consid. 5.2 che precede),
lo scrivente Tribunale ha avuto modo d'appurare che la domanda d'assi-
stenza adempie sufficientemente i requisiti di cui all'art. 18 AAF e che
l'autorità richiesta, in casu la DGD, è autorizzata ad estenderne l'appli-
cazione agli oggetti connessi ad essa giusta l'art. 15 par. 3 AAF. Poiché la
stessa è chiara, essa non ostacola la presa di posizione in merito al suo
contenuto da parte delle interessate, di modo che già per detto motivo la
censura va respinta. Nondimeno lo scrivente Tribunale rileva che dagli atti
risulta altresì che le ricorrenti – in particolare per il tramite di D._,
delegato della B._ e amministratore della A._ – hanno
avuto modo d'esercitare il loro diritto d'essere sentite in occasione
dell'esecuzione delle misure d'amministrazione esperite il 18 ottobre 2011
(cfr. docc. 3 e 5). Esse hanno avuto nuovamente l'occasione di contestare
la domanda d'assistenza dinanzi allo scrivente Tribunale impugnando la
decisione finale 7 dicembre 2011 della DGD. Non va poi dimenticato che
le ricorrenti sono state sentite unicamente in qualità di persone a cono-
scenza dei fatti e che il sospetto di frode asserito dall'autorità tedesca
concerne unicamente la ditta C._ e non le ricorrenti, a cui non è
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rimproverato alcunché. Visto quanto precede, non risulta alcun elemento
lasciante presagire che le ricorrenti abbiano subito un pregiudizio del loro
diritto d'essere sentite, di modo che detta censura non può che essere
respinta.
6.
Non da ultimo va rilevato che in concreto il fondato sospetto ai sensi
dell'art. 15 par. 1 AAF in merito a degli atti illeciti commessi dalle società
indagate dall'autorità richiedente, fatto per altro non contestato dalle ricor-
renti, appare verosimile. In effetti, la fattispecie esposta nella domanda
d'assistenza e la richiesta dell'autorità tedesca tendente ad ottenere degli
accertamenti sono chiare. La richiesta d'indagine tende infatti ad ottenere
delle informazioni in merito alle relazioni commerciali intrattenute dalle ri-
correnti in particolare con la ditta C._, la quale sembrerebbe
essere coinvolta in un caso di frode in materia IVA. Poiché di fatto le
ricorrenti non hanno apportato alcun elemento inficiante in maniera chiara
e decisiva il succitato sospetto e non v'è alcuna ragione di dubitare della
fondatezza della richiesta tedesca, la stessa va pertanto accolta.
7.
Infine, va sottolineato che le ricorrenti non hanno formulato alcuna riserva
nei confronti del processo verbale d'interrogatorio 13 ottobre 2011
(cfr. doc. 5), motivo per cui in virtù del principio delle articolazioni delle
censure (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio) lo scrivente Tribunale, in
assenza di ragioni evidenti ostacolanti l'invio dello stesso all'autorità tede-
sca, non entra nel merito al riguardo.
8.
Alla luce di quanto precede, il ricorso va respinto integralmente, con
conseguente accoglimento della domanda d'assistenza amministrativa e
conferma della decisione qui impugnata.
In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese di
procedura sono poste a carico delle ricorrenti soccombenti (cfr. art. 1
segg. del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF,
RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in fr. 2'000.--
(cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà compensato con l'anticipo spese di
fr. 2'000.-- versato dalle ricorrenti il 30 gennaio 2012. Alle ricorrenti non
vengono assegnate ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettiva-
mente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario).
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9.
Il presente giudizio non può essere ulteriormente impugnato davanti al
Tribunale federale e ha quindi carattere definitivo (cfr. art. 83 lett. h della
Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).