Decision ID: 76cdef0d-2e83-59a1-ade1-a111b67861ef
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

{"in fatto: A. Nel corso del mese di gennaio 2017 RE 1 ha incaricato la CO 1, sulla base di un'offerta del 14 dicembre 2016, di eseguire i sottofondi (betoncini) di alcuni appartamenti posti in uno stabile, costituito in proprietà per piani (dalla n. 25524 alla n. 25527 del fondo base n. _ RFD di _), di sua proprietà. Terminati i lavori, l'appaltatrice ha trasmesso al committente, il 30 gennaio 2017, una fattura di fr. 8292.25, sulla quale RE 1 ha versato fr. 5400.–. Il 10 maggio 2017 questi ha segnalato all'impresa di avere dovuto sospendere la posa del parquet a causa della mancanza di planarità dei sottofondi cementizi chiedendole di risolvere il problema. L'appaltatrice ha dal canto suo confermato l'idoneità dell'opera.","B. Adito con istanza del 1° giugno 2017 dalla CO 1, con decreto del 2 giugno 2017 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha ordinato il sequestro delle quattro proprietà per piani appartenenti a RE 1 fino a concorrenza del credito di fr. 8292.25 più interessi al 5% dal 1° marzo 2017. Il 6 giugno 2017 l'Ufficio esecuzione di Lugano ha eseguito il sequestro (n. _75). Il 20 giugno 2017 la CO 1 ha fatto notificare a RE 1 il precetto esecutivo n. _35 dell'Ufficio esecuzione di Lugano per l'incasso di fr. 8292.25 più interessi al 5% dal 1° marzo 2017 indicando quale titolo di credito “offerta nr. 16/1401612 del 14 dicembre 2016 / fattura nr. 17/12 del 30 gennaio 2017”, al quale l'escusso ha interposto opposizione. Il 28 giugno 2017 RE 1 ha presentato opposizione al decreto di sequestro. Statuendo con decisione del 9 novembre 2017 il Pretore ha accolto l'istanza, annullando il decreto di sequestro e ponendo le spese processuali di fr. 200.– a carico della CO 1 tenuta a rifondere alla controparte fr. 850.– per ripetibili (inc. SO.2017.3749).","C. Nel frattempo, il 12 luglio 2017, la CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del circolo della Magliasina per un tentativo di conciliazione nei confronti di RE 1 volto a ottenere, a saldo della sua mercede, il pagamento di fr. 2892.25 oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2017, più fr. 73.30 per le spese del precetto esecutivo n. _35 dell'Ufficio esecuzione di Lugano e il rigetto definitivo dell'opposizione interposta al citato precetto esecutivo limitatamente a fr. 2892.25. Constatata l'impossibilità di conciliare le parti all'udienza di conciliazione del 27 settembre 2017, il Giudice di pace ha rilasciato il 6 ottobre 2017 l'autorizzazione ad agire all'istante, ponendo a suo carico la tassa di giustizia di fr. 180.– (inc. 17/2017).","D. Con petizione del 29 novembre 2017 la CO 1 ha adito il medesimo Giudice di pace chiedendo di condannare RE 1 a versare fr. 1892.25 più interessi al 5% dal 1° marzo 2017, importo corrispondente alla differenza tra il saldo della sua mercede, di fr. 2892.25 e l'importo di fr. 1000.– da lei dovuto al convenuto per le spese processuali e le ripetibili della procedura di opposizione al sequestro. L'attrice ha chiesto inoltre il pagamento di fr. 73.30 per le spese del precetto esecutivo così come il rigetto definitivo dell'opposizione interposta al citato precetto esecutivo limitatamente a fr. 1892.25. Nelle sue osservazioni del 30 gennaio 2018 RE 1 ha proposto di respingere la petizione. In una replica del 15 marzo 2018 l'attrice ha confermato le sue domande. Alle prime arringhe del 9 maggio 2018 il convenuto ha duplicato confermando il suo punto di vista ed entrambe le parti hanno notificato prove, tra le quali una perizia sui difetti dell'opera.","E. Nel corso dell'istruttoria, il 24 luglio 2018, l'attrice ha chiesto di poter riportare la sua pretesa a fr. 2892.25, poiché aveva versato fr. 1000.– corrispondenti alle spese processuali e alle ripetibili della procedura di opposizione al sequestro (da lei posto in compensazione con parte del saldo della sua mercede). Il 5 settembre 2018 il convenuto ha proposto di respingere la richiesta. Il 1° luglio 2019 l'ing. S_ A_ ha rilasciato la perizia giudiziaria. Preso atto dei due quesiti di delucidazione proposti dal convenuto, con disposizione ordinatoria dell'8 novembre 2019 il Giudice di pace ne ha ammesso uno e ha chiesto il versamento di fr. 4571.85 quale anticipo per l'assunzione della prova. Il 18 novembre 2019 RE 1 ha contestato la mancata ammissione dell'altro suo quesito, ha chiesto al Giudice di pace di rivedere l'anticipo e di sospendere nel frattempo il termine impartitogli per versarlo. L'attrice si è opposta a tali richieste.","F. Statuendo con decisione del 18 febbraio 2020 il Giudice di pace ha accolto la petizione, obbligando il convenuto a pagare all'attrice fr. 2892.25 oltre interessi e rigettando in via definitiva l'opposizione al precetto esecutivo n. _35 dell'Ufficio esecuzione di Lugano limitatamente a tale importo. Le spese processuali di complessivi fr. 1820.85 (fr. 300.– tassa di giustizia, fr. 180.– spese di conciliazione e fr. 1340.85 spese peritali) sono state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'attrice fr. 350.– per ripetibili.","G. Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 18 marzo 2020 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione. Nelle sue osservazioni del 9 giugno 2020 la CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo."}

{Considerando,"in diritto: 1. Le decisioni emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, a questa Camera con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore del convenuto il 19 febbraio 2020 (cfr. tracciamento degli invii postali n. 98._ agli atti). Iniziato a decorrere l'indomani, il termine di ricorso sarebbe scaduto così il 20 marzo 2020. Introdotto il 18 marzo 2020, il reclamo in esame è pertanto tempestivo.","2. Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale o estero – da parte della giurisdizione inferiore spetta al reclamante, pena l'irricevibilità del suo reclamo, spiegare in modo conciso in cosa consista la violazione del diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 142 III 367 consid. 2.4 con rinvii). Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato, potendo rivederli soltanto se essi sono stati accertati in modo manifestamente errato. Anche in tal caso occorre in particolare esporre le critiche in maniera chiara e circostanziata, accompagnandole da un'argomentazione esaustiva. La definizione di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'apprezzamento delle prove o nell'accertamento dei fatti. Per motivare l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivi di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF 144 III 146 consid. 2 con rinvii).","3. Il Giudice di pace, dopo avere anzitutto accolto la richiesta dell'attrice di aumentare la sua pretesa a fr. 2892.25, ha respinto “le eccezioni attinenti la contestazione del costo di perizia” sollevate dal convenuto, rilevando che l'inammissibilità del quesito di delucidazione peritale era già stata decisa l'8 novembre 2019, mentre sul dissenso sui costi della prova “le motivazioni non giustificano la proroga del pagamento richiesto in quanto, con le motivazioni addotte, la parte convenuta tende a sostituirsi al perito negli apprezzamenti sia nell'importo che nella competenza”.","a) RE 1 lamenta anzitutto il fatto che il Giudice di pace non abbia interpretato la sua lettera del 18 novembre 2019 “come una domanda di riesame oppure nella più denegata delle ipotesi quale reclamo ai sensi degli art. 319 ss. CPC” nei confronti dell'ordinanza dell'8 novembre 2019 con cui ha respinto il primo dei due quesiti di delucidazione peritale da lui proposti il 30 luglio 2019. A parte il fatto che da un mandatario professionale ci si può aspettare che sappia indicare con un minimo di precisione quali siano le sue richieste, un riesame della decisione di rifiuto del quesito, foss'anche ammissibile nella procedura civile, poteva giustificarsi se egli avesse invocato fatti o mezzi di prova importanti che non conosceva o dei quali non poteva o non aveva ragione di prevalersi in precedenza, ciò che l'interessato neppure alludeva. Quanto al reclamo, a prescindere dalle carenze formali dell'atto esso andava indirizzato alla terza Camera civile del Tribunale d'appello, ciò che non poteva essere misconosciuto da una parte debitamente patrocinata."}