Decision ID: f0e60f94-7436-5358-b747-6e415d926862
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. RE 1 è il promotore dell’operazione immobiliare “_” che prevedeva l’edificazione di otto ville unifamiliari sulla particella n. _ RFD di _ di sua proprietà e da esso costituita in proprietà per piani (PPP da n. _2 a _9). RE 2 sono divenuti proprietari in ragione di un mezzo ciascuno della PPP n. _3 acquistata a ottobre 2017. CO 1, CO 2 e CO 3, in regime di consorzio, si sono occupate della realizzazione degli impianti di riscaldamento, climatizzazione, ventilazione e sanitario nelle otto ville.
B. Il 3 gennaio 2017, a favore delle attrici e a carico di tutte le PPP del fondo base n. _ RFD di _, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, ha ordinato l’annotazione in via provvisoria di un’ipoteca legale degli artigiani e imprenditori per l’importo di fr. 1'993'096.90.
A fronte della garanzia bancaria n. _ emessa da _, prestata in applicazione dell’art. 839 cpv. 3 CC, con decisione 29 dicembre 2017 il Pretore ha ordinato la cancellazione della menzionata ipoteca legale provvisoria, fissando alle attrici un termine di trenta giorni - poi prorogato fino al 28 febbraio 2018 - per promuovere la causa di merito avente per oggetto la convalida della garanzia.
C. Con petizione 28 febbraio 2018 CO 1, CO 2 e PA 1 hanno chiesto la convalida in via definitiva della garanzia bancaria n. _ emessa a loro favore da _, sede di _, in relazione al cantiere “_”, il diritto di avvalersi di detta garanzia fino all’importo di fr. 1'695'151.55 oltre interessi del 9.5% su fr. 1'024'319.05 dal 6 luglio 2016 e su fr. 670'832.50 dal 16 marzo 2017, e in ogni caso fino a concorrenza della somma massima di fr. 2'446'400.–.
A mente delle attrici, il rapporto contrattuale tra le parti si era rivelato da subito difficoltoso ed era poi sfociato in una sospensione immediata dei lavori decisa dalle attrici in applicazione dell’art. 82 CO in data 5 settembre 2016. L’8 settembre 2016 RE 1 aveva quindi comunicato loro di avere deciso di affidare a terzi l’esecuzione delle opere mancanti, rescindendo così il contratto giusta l’art. 377 CO. Le attrici affermano di avere fornito ed eseguito a regola d’arte tutte le opere ordinate dal committente e, tenuto conto degli acconti già incassati, chiedono il pagamento del saldo scoperto.
D. Con risposta 5 ottobre 2018 i convenuti hanno contestato l’esistenza dei presupposti per ordinare la convalida in via definitiva della garanzia, postulando la reiezione della petizione e la liberazione della medesima garanzia.
E. Le attrici hanno ribadito il loro punto di vista e mantenuto le loro richieste di giudizio anche in sede di replica 25 gennaio 2019. Parimenti hanno fatto i convenuti con duplica 28 maggio 2019, e così entrambe le parti all’udienza per le prime arringhe dell’8 luglio 2019.
F. Con decisione 7 ottobre 2019 il Pretore, rilevata la necessità di procedere ad un chiarimento tecnico della documentazione agli atti, così da inquadrare le problematiche in gioco, ha ordinato l’allestimento di una perizia giudiziaria (dispositivo n. 1), di cui ha incaricato l’ing. _ (dispositivo n. 3), ritenuto che la decisione sui rimanenti mezzi di prova sarebbe stata presa una volta ricevuto il referto peritale (dispositivo n. 2).
G. Con reclamo 21 ottobre 2019 RE 1 e RE 2 chiedono, previa concessione dell’effetto sospensivo al gravame, di annullare la citata decisione. A loro modo di vedere in sostanza tale provvedimento complica e ritarda l’intero processo e stravolge i principi del CPC sullo svolgimento dell’istruttoria.
I convenuti non sono stati invitati a formulare osservazioni.

Considerando
in diritto: 1. La decisione con cui il Pretore ha ordinato una perizia giudiziaria è una disposizione ordinatoria processuale in materia di prove (art. 124 e 154 CPC). In applicazione dell’art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, essa è impugnabile con reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni.
La decisione impugnata è pervenuta ai reclamanti il 9 ottobre 2019 (doc. 1 al reclamo). Rimesso alla posta il giorno lunedì 21 ottobre 2019, per effetto dell’art. 142 cpv. 3 CPC il reclamo ossequia il termine di 10 giorni. Il gravame risulta quindi tempestivo e, da questo punto di vista, ammissibile.
2. Il CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti dalla legge il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando vi è il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2).
2.1 L’impugnabilità delle decisioni in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è espressamente prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio, ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (Verda Chiocchetti, in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole. In altre parole, la decisione impugnata deve pregiudicare la posizione complessiva del reclamante in relazione al processo senza che a tale pregiudizio possa essere posto rimedio successivamente, la stessa non essendo suscettibile di essere modificata mediante la decisione di merito. La rilevanza del pregiudizio nel processo deve essere esaminata secondo il libero e ampio potere di apprezzamento del giudice alla luce del principio di celerità perseguito dal CPC.
2.2 Va qui ricordato che, di regola, le decisioni in materia di prove non provocano un danno difficilmente riparabile e l’errata o mancata amministrazione di una prova va contestata tramite l’impugnazione principale contro la decisione finale (sentenza del Tribunale federale 4A_425/2014 dell’11 settembre 2014 consid. 1.3.2; Messaggio n. 06.062 del Consiglio federale concernente il codice di diritto processuale civile svizzero del 28 giugno 2006, pag. 6748 i. f.), non quindi con reclamo ai sensi dell’art. 319 lett. b CPC. In effetti, fino al momento dell’emanazione della decisione di merito non è dato di sapere se l’ammissione e la conseguente assunzione di una specifica prova, rispettivamente la sua non ammissione, abbia recato pregiudizio alla posizione complessiva di una parte in relazione al processo (III CCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901 segg. n. 47c).
2.3 Questa Camera ha già avuto modo di rilevare che una violazione del diritto non cagiona automaticamente alla parte colpita dalla violazione stessa un pregiudizio difficilmente riparabile ai sensi dell’art. 319 lett. b cifra 2 CPC, neppure se la decisione appare in contrasto con specifiche norme procedurali. Ha parimenti evidenziato che unica eccezione poteva essere data quando la violazione del diritto di essere sentito conduce alla nullità della decisione impugnata indipendentemente dall’esito del processo (III CCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901 segg. n. 47c).
3. I reclamanti rimproverano al Pretore l’assenza di motivazione della decisione impugnata (reclamo, pag. 9 n. 27).