Decision ID: e7bbda27-2782-58e9-bc98-45495e8c3e05
Year: 2009
Language: it
Court: TI_CRP
Chamber: TI_CRP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto che, in considerazione del gravame, per economia di procedura ed in applicazione del principio della celerità, questa Camera non ha ritenuto di interpellare le numerose parti civili;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
a. A seguito di una segnalazione del Consiglio di Stato, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a carico della qui ricorrente (inc. MP _), posta in detenzione preventiva dal 4.4.2005 al 24.6.2005. L’istruttoria formale è terminata il 21.10.2008 (AI 405).
b. In data 3.12.2008 l’allora procuratore pubblico Luca Maghetti ha emanato l’atto d’accusa (ACC _) a carico della qui ricorrente. Con il medesimo rinvia la ricorrente avanti alla Corte delle assise correzionali di _ per diversi titoli di reato: ripetuta violazione del dovere di assistenza o educazione, ripetuto abbandono, ripetuta coazione e tentata truffa.
L’atto d’accusa consacra tredici pagine alla descrizione dei comportamenti rimproverati alla ricorrente, mentre le ultime quattro pagine sono relative alle intimazioni. La prima imputazione (n. 1, di ripetuta violazione del dovere di assistenza o educazione), riassunta in un cappello iniziale (p. 1 e 2 in alto), viene ulteriormente specificata con la descrizione di otto differenti comportamenti ipotizzati (punti n. 1.1 a 1.8).
c. Con il gravame del 16.12.2008 presentato dal suo patrocinatore, la qui ricorrente impugna l’atto d’accusa.
Data la brevità dello scritto di ricorso, in luogo di riassumerlo, se ne riproduce integralmente la motivazione ed il petitum.
La motivazione:
“Data la poca precisione dei reati riportati nell’atto d’accusa, in questa sede si contesta la sua formulazione.
La genericità, con cui è stato formulato il detto atto, spalanca le porte a sorprese e possibili fatti nuovi che potrebbero essere presentati dall’accusa in sede dibattimentale.
In sostanza i vari maltrattamenti non sono dettagliati né nella loro modalità né nel numero di volte in cui sarebbero stati perpetrati e neppure nell’indicazione dell’identità delle presunte vittime.”
Il petitum:
“ 1. Il presente ricorso è accolto.
2. È fatto ordine al procuratore pubblico di precisare e descrivere le gestualità ed i modi delle varie violazioni riportate in modo eccessivamente generico; di precisare il numero di volte in cui è stato perpetrato il singolo reato ed identificare nome e cognome della vittima di ogni reato.
3. Protestate tasse, spese e ripetibili.”.
d. Il gravame è stato subito intimato all’allora procuratore pubblico, in considerazione della sua imminente uscita dalla magistratura. Egli ha presentato in data 19.12.2008 le proprie osservazioni, chiedendo in via principale di dichiarare irricevibile il gravame, in ragione del contenuto succinto e generico dello stesso. Per l’allora procuratore pubblico, non si capirebbe a quali dei reati contestati all’accusata si riferiscono le censure sollevate. La carenza di motivazione sarebbe tale da non permettere alla pubblica accusa di prendere posizione adeguatamente sulle contestazioni ricorsuali.
Nel merito, l’allora procuratore pubblico contesta che l’atto di accusa sia generico e chiede a titolo subordinato di respingere il ricorso. Per il primo capo d’imputazione (violazione del dovere d’assistenza o educazione, art. 219 CP), l’allora procuratore pubblico sostiene che l’esposizione dei comportamenti imputati, in modo raggruppato e riassuntivo, permetterebbe all’accusata ed alla sua difesa di determinarsi correttamente sulle accuse mosse. L’allora magistrato inquirente osserva pure che il reato dell’art. 219 CP è un reato di durata, di modo che non sarebbero determinanti i singoli maltrattamenti. Sempre con riferimento alla prima imputazione, l’allora procuratore pubblico ritiene che l’identità delle vittime sia indicata, così come le singole azioni o omissioni. Per i capi di imputazione 2 e 4, la descrizione sarebbe precisa, mentre per il capo d’imputazione 3 sarebbe impossibile una più precisa datazione degli episodi.

in diritto
1. 1.1.
L'art. 201 cpv. 1 CPP riserva all'accusato e alla parte civile la facoltà di impugnare dinanzi a questa Camera, nel termine di dieci giorni dalla sua intimazione, l'atto di accusa per opporre la sua nullità per vizio di forma (lit. a) oppure l'incompetenza delle assise indicatevi (lit. b) oppure ancora le eccezioni che sospendono o escludono la persecuzione del reato (lit. c).
1.2.
Nel presente caso il gravame è tempestivo ed indirizzato all’autorità competente.
2. 2.1.
Preliminarmente è eccepito e si pone un problema di ricevibilità, in relazione alla motivazione del gravame.
2.2.
Gli art. 284 ss. CPP non danno particolari indicazioni riguardo alla motivazione dei gravami a questa Camera. Neppure l’art. 201 CPP (applicabile nel presente caso) dà indicazioni circa la motivazione del gravame: precisa e limita quelli che sono gli argomenti eccepibili a questo stadio della procedura e con questa via di ricorso.
2.3.
Di principio quando la legge impone la forma scritta, il ricorso deve contenere una motivazione (G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, p. 752).
Come ricordato dalla giurisprudenza, l’obbligo di sufficiente motivazione incombe anche ai reclamanti, e non solo all’autorità decisionale (sentenza del 20.7.1994 in re D.T., inc. CRP _).
2.4.
Un reclamo deve esporre le censure sollevate e le conclusioni formulate, in modo comprensibile.
Come ricordato dalla giurisprudenza di questa Camera, ogni istanza o impugnazione deve essere convenientemente motivata, per consentire alle controparti ed all’autorità di prendere adeguata posizione, rispettivamente di decidere (sentenza del 20.7.1994 in re D.T., p. 5).
Come autorità di ricorso, questa Camera pone esigenze rigorose, e analizza unicamente puntuali censure, che l’istante deve sostanziare dettagliatamente in fatto e in diritto: compete all’istante indicare compiutamente i motivi che, a suo giudizio, costituiscono una violazione delle norme legali (sentenza del 6.8.2007 in re R. SA, p. 5, inc. CRP _).
L’art. 385 cpv. 1 del nuovo Codice di procedura penale federale prevede che, quando è richiesta una motivazione, il ricorrente deve indicare con precisione i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione, i mezzi di prova che invoca.
La giurisprudenza civile in relazione all’art. 309 cpv. 2 lit. f CPC TI esige che l’appello debba menzionare quali sono i punti della sentenza ritenuti errati e dimostrare che le argomentazioni e le motivazioni scelte dal giudice di prima istanza sono sprovviste di pertinenza: la critica al giudizio appellato dev’essere puntuale e precisa. Un semplice elenco di quesiti giuridici da esaminare non è sufficiente (E. EPINEY-COLOMBO, Appello Copia-incolla?, in Bollettino Avvocati n. 36, p. 8).
La giurisprudenza amministrativa precisa che il ricorso deve contenere una breve motivazione ed una concisa esposizione dei fatti. La norma intende prevenire memoriali prolissi e sottolinea la necessità che la motivazione del ricorso sia sufficiente e risponda cioè a quelle esigenze minime che sono riassumibili nel principio generale secondo cui il ricorrente deve esprimere in modo riconoscibile le proprie intenzioni di ottenere la modifica di un atto e della sua portata giuridica (M. BORGHI/G. CORTI, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 36, p. 248).
2.5.
Va quindi ribadito che in caso di un ricorso contro un atto d’accusa (come nel presente caso), non si è in presenza di un ricorso generale nel quale possano essere sollevate tutte le censure in fatto ed in diritto. Al contrario, il CPP limita gli argomenti e le censure sollevabili dinnanzi a questa Camera (art. 201 cpv. 1 CPP).
2.6.
Pacifico che le esigenze di motivazione del ricorso sono esaminate in modo meno rigoroso quando è il ricorrente personalmente a formulare il gravame.
3. Nel presente caso la ricorrente, debitamente rappresentata da un legale, ha presentato un gravame con una motivazione manifestamente insufficiente.
Anzitutto insufficiente nelle conclusioni. Non chiede la nullità dell’atto d’accusa e il ritorno degli atti al procuratore pubblico affinché presenti un nuovo atto d’accusa, conformemente all’art. 202 CPP: chiede unicamente al procuratore pubblico di “precisare e descrivere”.
Inoltre insufficiente anche giuridicamente: il gravame non indica quale degli argomenti previsti dall’art. 201 cpv. 1 CPP invoca. Più in generale, il gravame è privo di qualsiasi riferimento a disposizioni legali.
Infine insufficiente nelle argomentazioni. A fronte di un atto d’accusa di diciassette pagine, con una descrizione dei comportamenti rimproverati su tredici pagine, la ricorrente si limita a tre frasi.
“Data la poca precisione dei reati riportati nell’atto d’accusa, in questa sede si contesta la sua formulazione”: frase del tutto generica, rispetto alla quale difficilmente una parte può esprimersi ed un’autorità può decidere.
Non migliore sorte merita la seconda frase della motivazione: “La genericità, con cui è stato formulato il detto atto, spalanca le porte a sorprese e possibili fatti nuovi che potrebbero essere presentati dall’accusa in sede dibattimentale”. La frase si riferisce a ipotetici possibili futuri comportamenti della pubblica accusa al dibattimento, che se del caso potranno in quella sede essere debitamente contestati (con riferimento al principio accusatorio). In nessun modo, dalla formulazione dell’atto d’accusa, si può derivare la certezza o una ragionevole probabilità che simili comportamenti potranno essere assunti in futuro.
Resta la terza ed ultima frase della motivazione: “In sostanza i vari maltrattamenti non sono dettagliati né nei loro modi né nel numero di volte in cui sarebbero stati perpetrati e neppure nell’indicazione delle presunte vittime.”. Frase pure generica, che neppure specifica se il rimprovero riguardi tutte le (quattro) diverse imputazioni o solo alcune, se riguardi tutta l'imputazione o solo parte della stessa.
4. A fronte di tali insufficienze del gravame, questa Camera non può che dichiarare il ricorso irricevibile in ordine.
5. Abbondanzialmente, anche nel merito, il gravame non meriterebbe sorte migliore e dovrebbe essere respinto, se esaminato nella ristretta ottica della più che scarna motivazione.