Decision ID: 9d68bf21-f56c-564e-9ac1-ba6bb8b2d6eb
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che il 22 marzo 2002 _ e _ _ hanno querelato e denunciato _ _ per i titoli di diffamazione, calunnia, ingiuria e coazione in seguito a fatti avvenuti il 25 dicembre 2001, 9 e 28 gennaio 2002, costituendosi nel contempo parte civile;
che il 6 settembre 2002 _ e _ _ hanno sporto un'ulteriore querela per "diffamazione, calunnia e subordinatamente ingiuria" in relazione con dichiarazioni rilasciate dall'accusato davanti alla polizia cantonale durante un interrogatorio del 18 agosto 2002;
che con decreto d'accusa del 23 ottobre 2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto _ _ colpevole di ingiuria per avere, il 18 agosto 2002, offeso l'onore di _ _ dichiarando, davanti agli agenti della Polizia cantonale, durante il suo interrogatorio, che ella è
"molto limitata a livello mentale"
, rispettivamente di coazione per avere, il 25 dicembre 2001, intralciato la libertà di agire di _ _a, _ _, _ _ e _ _, ostruendo loro temporaneamente la strada d'uscita in via _, avendo egli parcheggiato la propria autovettura dietro quelle delle parti lese;
che, in applicazione della pena, il magistrato inquirente ha proposto la condanna dell'imputato al pagamento di una multa di fr. 400.– e di oneri processuali per complessivi fr. 200.–, rinviando _ e _ _ al foro civile per eventuali loro pretese;
che nel medesimo decreto il Procuratore pubblico ha pronunciato invece il non luogo a procedere per i reati di diffamazione e calunnia;
che _ _ ha introdotto il 19 settembre 2002 opposizione al decreto d'accusa;
e considerato

in diritto:
che per l'art. 177 cpv. 1 CP chiunque offende in altro modo (non per diffamazione o calunnia) con parole, scritti, immagini, gesti o vie di fatto l'onore di una persona è punito, a querela di parte, con la detenzione fino a tre mesi o con la multa;
che in concreto l'accusato, durante un interrogatorio del 18 agosto 2002 davanti alla polizia cantonale, ha dichiarato quanto segue (act. 6, allegato 4, pag. 2 in alto):
Svariate volte ho cercato di sorvolare agli abusi fatti dai coniugi _ cercando sempre di trovare con loro un'intesa ma purtroppo ed in particolare con la moglie, "molto limitata a livello mentale", non si riesce a parlare.
che l'affermazione secondo cui _ _ sarebbe "molto limitata a livello mentale" offende manifestamente l'onore dell'interessata e configura senz'altro un'ingiuria nel senso dell'art. 177 cpv. 1 CP, non supportata altresì da motivi giustificativi a norma dei cpv. 2 o 3;
che sotto questo profilo la tesi accusatoria merita dunque conferma;
che il Procuratore pubblico rimprovera dipoi all'imputato di avere intralciato la libertà di agire di _ _a, _ _, _ _ e _ _ per avere parcheggiato la propria autovettura dietro le automobili di costoro;
che siffatta imputazione, come risulta dalla descrizione appena evocata, non coinvolge _ e _ _, i quali non hanno impugnato il decreto d'accusa e non possono far valere circostanze che esulano dal medesimo;
che questi ultimi non risultano quindi lesi direttamente e personalmente dal reato di coazione, ragion per cui essi non sono legittimati – riguardo a tale capo d'accusa – a costituirsi parte civile nel senso dell'art. 69 CPP (cfr.
Rusca/ Salmina/Verda,
Commento del CPP, Lugano 1997, n. 1, 3 e 4 ad art. 69 CPP) né tanto meno a notificare prove (v. lettera del 7 ottobre 2002) o a presentare ricorso (dichiarazione del 24 ottobre 2003);
che riguardo al possibile reato nei confronti delle parti lese, l'art. 181 CP reprime con la detenzione o con la multa chiunque, usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d'agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto;
che dottrina e giurisprudenza raccomandano di essere cauti nell'applicare la predetta disposizione quando, come nella fattispecie, la libertà di un terzo è stata intralciata "in altro modo" (cfr. Rep. 1994 pag. 454 con rinvii);
che l'impedimento deve in definitiva raggiungere un'intensità tale, ponderate tutte le circostanze del caso, da superare la misura ragionevolmente tollerabile e influire sulla formazione di volontà della vittima in modo analogo all'intralcio derivante dalla violenza o dalla minaccia annoverate all'art. 181 CP (DTF 129 IV 8 consid. 2.1 con richiamo di giurisprudenza; cfr. anche DTF inedita 6S.71/ 2003 del 26 agosto 2003, consid. 2.1);
che la giurisprudenza già avuto modo di negare una simile intensità in un caso analogo alla fattispecie, in cui un automobilista ha deliberatamente ostruito con la sua vettura, per 15–25 minuti, l'uscita dal parcheggio di un altro conducente, il quale – dopo un diverbio con l'interessato – è stato finanche costretto a chiamare la polizia per vedersi liberare il passaggio (ZR n. 90/1991 n. 38, citato anche da
Trechsel,
Schweizerisches Strafgesetzbuch
, 2a edizione, n. 7 ad art. 181 CP);
che in concreto l'imputato ha ammesso di avere posteggiato di proposito la sua vettura dietro le automobili delle parti lese, senza valide ragioni ("ero stufo di farmi prendere per i fondelli") ancorché provocato ("posteggiavano sulla mia proprietà giungendo praticamente a filo della mia entrata"), bloccandone l'uscita per una ventina di minuti, finché uno degli interessati ha suonato al suo campanello e gli ha chiesto di spostare il veicolo (cfr. verbale d'interrogatorio citato, pag. 3 seg.);
che l'impedimento alla libertà di agire delle parti lese, ancorché deliberato, non è dovuto a motivi riprovevoli, è stato di corta durata, non ha causato particolari disagi alle persone coinvolte ed è stato spontaneamente rimosso dall'accusato medesimo dietro semplice richiesta di un interessato;
che l'agire dell'imputato, tutto ben ponderato, non costituisce dunque un intralcio alla libertà delle parti lese tale da configurare una coazione nel senso dell'art. 181 CP, imputazione dalla quale l'accusato deve di conseguenza essere prosciolto;
che per l'art. 63 CP il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali;
che in concreto occorre considerare, da un lato, la gravità dell'offesa recata alla parte civile dall'affermazione litigiosa, non sorretta da valide giustificazioni e, dall'altro, l'assenza di precedenti penali dell'imputato e il proscioglimento dal reato di coazione;
che si giustifica, tutto sommato, di infliggere all'imputato una multa di fr. 200.– e di addebitargli inoltre oneri processuali per complessivi fr. 300.– (art. 9 cpv. 1 CPP);
che le parti civili non si sono opposte, come detto, al decreto d'accusa che rinviava le loro pretese al foro civile, ragion per cui le successive domande di risarcimento e di riparazione morale – non sorrette per altro da sufficienti riscontri probatori – esulano dal quadro dell'attuale giudizio;
che la parziale assoluzione dell'imputato giustifica altresì di soprassedere all'assegnazione di ripetibili a norma dell'art. 9 cpv. 6 CPP;