Decision ID: 7a66e281-1974-5fc5-9734-9292caae15df
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Il 18 ottobre 1996 _ ha fatto spiccare dall'UEF di Locarno, nei confronti di _, il precetto esecutivo n. _ per l'importo di fr. 210'571.70 oltre interessi; al quale non è stata interposta opposizione (cfr. doc. 12). Sulla base del citato PE l'UEF di Locarno ha emesso il 20 novembre 1996 una comminatoria di fallimento. Il 31 dicembre 1996 _ ha poi ceduto il proprio credito nei confronti dell'escussa a _.
B.
Con decreto 4 giugno 1997 il Pretore della Giurisdizione di Locarno–Campagna ha pronunciato il fallimento di _. Il 4 luglio 1997 il Pretore ha poi decretato la sospensione della procedura fallimentare per mancanza di attivi.
C.
Statuendo il 30 ottobre 1997 su ricorso 22 agosto 1997 di _, questa Camera ha fatto ordine all'UEF di Locarno di riattivare l'esecuzione n. _ nei confronti di _ con l'emissione dell'avviso di pignoramento.
D.
Con istanza 17 novembre 1997 _, "in qualità di amministratore unico della _ ", ha postulato di essere ammesso a formulare opposizione tardiva per cambiamento del creditore ex art. 77 LEF. Il credito prima di _ e poi di _ sarebbe contestato.
All'udienza 25 novembre 1997 _ si è opposto all'istanza, che sarebbe intempestiva sulla base dell'art. 77 cpv. 1 e 2 LEF. _ poi non sarebbe legittimato ad agire né in nome proprio né a nome della società fallita. L'istanza sarebbe poi abusiva ex art. 2 CC e non renderebbe verosimili le eccezioni opponibili al nuovo creditore.
E.
Il Pretore di Locarno–Città ha respinto l'istanza argomentando che l'istante non ha reso verosimile alcuna nuova eccezione nei confronti della pretesa del creditore, che essendo la _ già fallita l'opposizione ex art. 77 LEF non è più possibile. Da ultimo _ non era legittimato a introdurre l'azione.
F.
Con appello 10 dicembre 1997 _ si è aggravato contro la sentenza pretorile argomentando di non sapere nulla in merito al credito in oggetto. Siccome l'importo rivendicato non sarebbe dovuto per nessun motivo, non sarebbe necessario rendere verosimili le proprie eccezioni. L'azione sarebbe poi stata tempestiva e la legittimità dell'istante sarebbe data.
G.
Con osservazioni 15 gennaio 1998 _ ha ribadito in sostanza la propria posizione, esposta in sede di udienza.

Considerato
in diritto:
1.
Legittimato ad introdurre un'azione ex art. 77 LEF è unicamente l'escusso (cfr.
Balthasar Bessenich
, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 1 ad art. 77 LEF). Già solo per questo motivo l'istanza andava respinta per carenza di legittimazione attiva dell'istante. _ infatti non è titolare del presunto diritto che egli fa valere. L'indicazione "in qualità di amministratore unico della fallita _" non giova all'istante, patrocinato da un legale, che doveva riconoscere di non potere agire in nome proprio, come in effetti ha fatto. In nessuno degli atti dell'istante risulta quale parte _, l'unica titolare del diritto di sollevare opposizione tardiva per cambiamento del creditore.
2.
A titolo abbondanziale va poi rilevato che le eccezioni indicate dall'art. 77 cpv. 2 LEF devono concernere il cambiamento di creditore (cfr.
Balthasar Bessenich
, op. cit., n. 5 ad art. 77 LEF). A mente di
Amonn/Gasser
è invece solo necessario che da un fatto nuovo, intervenuto dopo l'usuale decade per interporre opposizione, sia derivata la possibilità di far valere una nuova eccezione (
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs– und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §18 n. 30, p. 115). Ad ogni modo non è ipotizzabile utilizzare l'istituto dell'opposizione tardiva per rimediare all'omissione dell'opposizione nei termini previsti dall'art. 74 cpv. 1 LEF. Se tale omissione non è da far risalire a colpa dell'escusso, egli può far capo alla restituzione del termine ex art. 33 cpv. 4 LEF. Se invece l'escusso ha negligentemente omesso di interporre opposizione nei termini ordinari non vi è alcuna possibilità di essere ammessi a sollevare opposizione successivamente (cfr. anche
Balthasar Bessenich
, op. cit., n. 5 ad art. 77 LEF).
In concreto dalle argomentazioni del ricorrente non risulta l'esistenza di fatti nuovi atti a giustificare l'opposizione tardiva. Semplicemente l'appellante "nulla sa in merito alle pretese avanzate dalla _ e men che meno in merito all'attuale pretesa del signor _" (cfr. appello, p. 3). Anche per questo motivo l'appello sarebbe dovuto essere respinto. Le ulteriori eccezioni sollevate dalla parte appellata non abbisognano quindi di essere qui analizzate.
3.
L’appello 10 dicembre 1997 di _ va di conseguenza respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).