Decision ID: f30f411b-4407-56a2-9cae-0bf821612201
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Agli inizi di novembre del 1999 _ _ ha inviato a un imprecisato numero di persone uno scritto del 22 ottobre 1999 nel quale esponeva la sua versione dei fatti che avevano portato al suo allontanamento dalla loggia massonica “_ ” di _. In tale scritto egli sosteneva, segnatamente, che ciò era avvenuto a seguito di “malversazioni operate principalmente da _ _ ed _ _ ”. _ _, _ _ e _ _ hanno instato il 6 novembre 1999 davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona affinché fosse ordinato a _ _, in via cautelare e sotto la comminatoria dell'art. 292 CP, di astenersi da qualsiasi divulgazione di informazioni, comunicazioni, affermazioni, apprezzamenti in forma verbale, scritta, telefonica, elettronica o di altro genere riguardanti la loro persona. Tenuta la discussione sulla domanda cautelare e preso atto che le parti rinunciavano al dibattimento finale, il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona, agendo in luogo e vece del Pretore, ha respinto l'istanza con decreto del 20 dicembre 1999. Un appello presentato dagli istanti contro tale decreto è stato respinto da questa Camera il 3 marzo 2000 (inc. _._._).
B. Il 10 maggio 2000 _ _ ha spedito ai destinatari dello scritto 22 ottobre 1999 un'altra comunicazione, nella quale informava della procedura giudiziaria avviata da _ _i, _ _ e _ _ e del relativo esito nei seguenti termini:
Il 22 ottobre 1999 vi avevo inviato una lettera avente quale scopo la tutela della mia onorabilità, che era stata messa in dubbio dai _ _ _ e _ _.
Con la presente vi voglio illustrare quanto è successo dopo l'invio di tale lettera, nella non remota evenienza che vi siano pervenute altre versioni dell'accaduto.
Dopo l'invio della lettera in questione, i _ _ e _ hanno avviato davanti alla Pretura una causa civile, chiedendo che mi fosse impedito di divolgare informazioni di qualsiasi genere che li riguardassero.
Ebbene queste richieste sono state respinte integralmente dal Giudice di Bellinzona con sentenza del 20 dicembre 1999.
Contrariati per la sconfitta, i _ _ e _ hanno inoltrato davanti al Tribunale d'appello un ricorso contro la decisione della Pretura di Bellinzona.
Con sentenza del 3 marzo 2000 anche il Tribunale d'appello ha respinto integralmente le loro richieste.
I _ _ e _ hanno rinunciato a ricorrere davanti al Tribunale federale, forse consci che anche la Corte federale avrebbe respinto le loro richieste.
Mi sembrava doveroso fornirvi di persona la corretta versione dell'accaduto.
C. Con petizione del 20 giugno 2000 _ _ e _ _ si sono rivolti al Pretore del Distretto di Bellinzona perché fosse accertato che _ _ aveva leso illecitamente la loro personalità mediante divulgazione di scritti destinati a un numero imprecisato di persone, perché fosse ingiunto al convenuto di astenersi da qualsiasi divulgazione di informazioni, comunicazioni, affermazioni e apprezzamenti in forma verbale, scritta, elettronica o di altro genere riguardante direttamente o indirettamente gli attori e perché il convenuto producesse entro dieci giorni un elenco dei nomi delle persone cui erano state inviate le lettere del 22 ottobre 1999 e 10 maggio 2000, sotto comminatoria dell'art. 292 CP. Gli attori hanno chiesto inoltre che l'ordine di astenersi da qualsiasi divulgazione di informazioni, comunicazioni, affermazioni e apprezzamenti in forma verbale, scritta, elettronica o di altro genere fosse emanato già in via cautelare.
D. All'udienza dell'11 luglio 2000, indetta per la discussione, gli istanti hanno confermato le loro domande cautelari, alle quali si è opposto il convenuto, che ha notificato numerosi mezzi di prova, in particolare l'interrogatorio formale degli attori e l'audizione di dieci testi. Il Pretore ha acquisito agli atti i documenti prodotti dalle parti, ha richiamato l'incarto _._._e ha respinto le altre offerte di prova. Al dibattimento finale tenutosi lo stesso giorno le parti hanno confermato le rispettive posizioni. Statuendo il 28 luglio 2000, il Pretore ha respinto l'istanza cautelare e ha posto la tassa di giustizia di fr. 200.– con le spese a carico degli istanti in solido, tenuti a rifondere al convenuto fr. 500.– per ripetibili.
E. _ _ e _ _ sono insorti contro il citato decreto con un appello del 10 agosto 2000 nel quale postulano, in riforma del decreto impugnato, l'accoglimento dell'istanza cautelare. Nelle sue osservazioni del 14 settembre 2000 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare il giudizio del Pretore.

Considerando
in diritto: 1. Il Pretore ha respinto la domanda cautelare poiché la lettera del 20 maggio 2000 si limitava a descrivere l'evoluzione della procedura avviata dagli istanti, senza aggiungere elementi lesivi dell'onorabilità degli attori, così che non si ravvisavano le condizioni poste dall'art. 28c CC né si giustificava un giudizio diverso da quello emanato il 20 dicembre 1999. A detta degli appellanti, invece, il Pretore sarebbe caduto in errore negando il provvedimento cautelare. Sostengono che il convenuto avrebbe fornito una versione astutamente distorta degli avvenimenti giudiziari, dando l'impressione che il Pretore e i giudici della prima Camera civile fossero entrati nel merito della lettera datata 22 ottobre 1999, ritenendone legittimi i contenuti. Adducono inoltre che lo scritto del 10 maggio 2000 non deve essere valutato isolatamente, ma alla luce di quello inviato il 22 ottobre 1999, entrambi costituendo una “manovra diffamatoria a largo raggio” nei loro confronti.