Decision ID: 72dda3c4-f4e2-5c81-9e30-4098f48d6eca
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 26 ottobre 2017 RI 1, nato nel 1965, operaio edile presso la ditta _, è caduto a terra scendendo le scale di un palazzo presso il quale si era recato per portare del materiale, andando a sbattere la gamba sinistra e la spalla sinistra. Nel cadere ha pure urtato la testa contro il muro (portava il casco).
L’Istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
Eseguiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione del 24 ottobre 2018 l’Istituto assicuratore ha ritenuto che i disturbi ancora presentati alla spalla sinistra non fossero più causati dall’infortunio del 26 ottobre 2017, mentre per quanto concerne i disturbi alla testa ha indicato che “ci esprimeremo non appena possibile con decisione separata” (doc. 69).
Con decisione del 13 dicembre 2018 concernente i disturbi alla testa, l’assicuratore infortuni ha posto termine alle prestazioni dopo il 30 novembre 2018, visto che dagli accertamenti effettuati “le cure relative ai disturbi alla testa si sono concluse ad ottobre 2018” (doc. 66).
L’assicurato, patrocinato dallo studio legale dell’avv. RA 1, ha inoltrato in data 11 febbraio 2019 opposizione contro tali decisioni, chiedendo che l’assicuratore LAINF venga tenuto a riconoscere le prestazioni (in particolare con riferimento alle spese dell’intervento chirurgico del 16 ottobre 2018 subito alla spalla sinistra, e alle successive spese di fisioterapia e per i medicamenti), stante l’indiscusso nesso causale tra i disturbi presenti alla testa e alla spalla sinistra e l’evento del 26 ottobre 2017 (doc. 70).
Con decisione su opposizione del 4 marzo 2019, l’CO 1 ha confermato la sospensione delle prestazioni a decorrere dal 30 novembre 2018 (doc. e).
1.2. Con tempestivo ricorso del 4 aprile 2019 l’assicurato, sempre patrocinato dallo studio legale dell’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e il riconoscimento delle prestazioni LAINF anche dopo il 30 novembre 2018 per “segnatamente la copertura delle spese mediche afferenti all’intervento chirurgico a cui si è sottoposto alla spalla sinistra il 16 ottobre 2018, delle successive spese maturate per la fisioterapia e l’acquisto di medicamenti”.
La rappresentante dell’assicurato ha, innanzitutto, rilevato come la decisione su opposizione impugnata non ossequi i principi di trasparenza e correttezza nei confronti dell’assicurato, presentando un contenuto estremamente sommario e privo di adeguata motivazione.
La patrocinatrice dell’assicurato ha, infatti, evidenziato come le conclusioni dell’amministrazione non siano comprovate da alcuna perizia, ma si basino solo su presunti referti attestanti la scomparsa dei disturbi alla spalla sinistra e alla testa, ciò che non corrisponde alla realtà.
L’interessato, dopo l’intervallo di tempo durante il quale è stato riconosciuto dall’assicuratore LAINF il nesso causale tra i disturbi alla spalla sinistra e l’infortunio, ha continuato a manifestare disturbi causati dalla rottura del sopraspinato seguita alla caduta, tanto da dovere poi essere sottoposto ad un intervento chirurgico per evitare ulteriori aggravamenti delle condizioni di salute.
Anche per quanto concerne le vertigini, l’avv. _ ha sottolineato come la situazione non si sia risolta, come invece preteso dall’amministrazione, sulla base di un referto del dr. _, non trasmesso all’assicurato (doc. I).

1.3. Con risposta di causa 15 maggio 2019, l’Istituto assicuratore ha chiesto di respingere il ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto di interesse, nei considerandi in diritto (doc. V).
1.4. In data 27 maggio 2019, la rappresentante legale dell’assicurato ha ribadito le richieste ricorsuali, trasmettendo ulteriore documentazione medica e chiedendo che vengano sentiti, in qualità di testi, due dei professionisti che hanno assistito l’interessato e che sono a conoscenza delle sue condizioni, il medico dr. _ e il fisioterapista signor _ (doc. VII).
1.5. Con osservazioni del 18 giugno 2019 l’CO 1 - dopo avere richiesto una presa di posizione al proprio medico fiduciario, il quale si è espresso con apprezzamento chirurgico del 17 giugno 2019 (cfr. doc. XI/1) - si è riconfermato nella risposta di causa (doc. XI).
1.6. In data 4 luglio 2019 la rappresentante dell’assicurato ha chiesto che “quanto da ultimo insinuato da CO 1 il 18 giugno 2019 venga estromesso dall’incarto, nella misura in cui è inammissibile”.
L’avv. _ ha in particolare giustificato tale richiesta considerando che “la documentazione versata agli atti in buona sostanza altro non è che un secondo memoriale, irricevibile, in cui vengono proposti argomenti generali che si riferiscono al ricorso in sé e non solo ai documenti presentati il 27 maggio 2019, rispettivamente nelle conclusioni e nella richiesta dei mezzi di prova indicati” (doc. XIII).
Tali considerazioni dell’assicurato sono state tramesse all’assicuratore LAINF (doc. XIV), per conoscenza.
in diritto
in ordine
2.1. Preliminarmente, richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come comunicato dall’CO 1 con scritto del 18 ottobre 2018 (relativo a undici vertenze), l’incarto in esame, affidato dall’assicuratore ad un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria, non è stato gestito, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici.
nel merito
2.2. L’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l’Istituto assicuratore convenuto fosse legittimato a dichiarare estinto a decorrere dal 30 novembre 2018 il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai disturbi localizzati alla spalla sinistra e alla testa (vertigini), oppure no, rifiutando in particolare di riconoscere le spese inerenti l’intervento del 16 ottobre 2018 alla spalla sinistra.
2.3. Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e di malattie professionali.
2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano
un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente.
Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.6. In concreto, dalla decisione su opposizione impugnata risulta che l’assicuratore resistente ha posto fine al proprio obbligo a prestazioni in relazione al danno alla spalla sinistra fondandosi sul parere espresso in proposito dal dr. _ e dalla dr.ssa _, mentre per quanto riguarda le vertigini, basandosi su quanto valutato dalla dr.ssa _, riprendendo le valutazioni del dr. _.
Dalle carte processuali emerge, in effetti, che, per quanto concerne la spalla sinistra, in data 30 agosto 2018, il medico fiduciario dell’assicuratore LAINF, dr.ssa _, specialista in chirurgia e traumatologia, constatata negli esami strumentali l’assenza di lesioni strutturali, ha ritenuto che un nesso causale tra i disturbi alla spalla sinistra e l’infortunio potesse essere giustificato per 6-8 settimane. Ella ha in particolare rilevato che “eine Schulterprellung verursacht keine RM-Läsion, die beschriebenen Befunden sind allseits degenerativer Genese, die Retraktion und Muskelverfettung sind Zeichen einer älteren, degenerativen Läsion (Verfettung und Retraktion erfolgt über Monate)” (doc. 38).
In data 5 ottobre 2018, il dr. _, specialista in chirurgia, chiamato dall’assicuratore infortuni ad esprimersi a proposito dell’eventuale presa a carico dei costi di un’artroscopia alla spalla sinistra prevista per il 16 ottobre 2018, ha rifiutato una tale evenienza, in quanto “die Ruptur der SSP-Sehne war schon 2 Jahre vorher bekannt und ist degenerativ bedingt” (doc. 41).
Con apprezzamento medico del 19 ottobre 2018, il dr. _ ha ritenuto che la dinamica dell’infortunio non possa avere provocato la lesione della cuffia dei rotatori. Inoltre, essendo visibili dalla RM delle lesioni degenerative già presenti da anni, il medico fiduciario ha concluso che i disturbi alla spalla sinistra, per i quali si è reso necessario l’intervento del 16 ottobre 2018, non sono stati causati in senso stretto, secondo verosimiglianza preponderante, dall’infortunio del 26 ottobre 2017. Quest’ultimo ha “solo” peggiorato transitoriamente un precedente stato morboso, motivo per il quale può essere ammesso un nesso causale durante un periodo di tempo di tre mesi (doc. 49).
Sulla base di queste considerazioni, con decisione del 24 ottobre 2018 l’assicuratore LAINF ha rilevato di potere prendere a carico i disturbi alla spalla sinistra per un periodo massimo di tre mesi a contare dall’infortunio, termine trascorso il quale l’ulteriore incapacità lavorativa e le cure mediche per la spalla sinistra vanno a carico dell’assicuratore malattia. Per tali ragioni, l’Istituto assicuratore ha quindi rifiutato di assumere i costi dell’intervento alla spalla sinistra del 16 ottobre 2018 e della successiva fisioterapia (doc. D).
Per quanto concerne, invece, le vertigini accusate dall’interessato, nell’apprezzamento medico del 21 novembre 2018 la dr.ssa _, specialista in otorinolaringoiatria e medico fiduciario dell’assicuratore infortuni, ha ammesso il nesso causale delle stesse con l’infortunio, ritenendo dovute le prestazioni fino alla conclusione delle cure, intervenuta, secondo quanto attestato dal dr. _, a fine ottobre 2018 (doc. 56).
Sulla base di queste considerazioni, con decisione del 13 dicembre 2018, l’CO 1 ha ritenuto che essendo le cure relative ai disturbi alla testa terminate ad ottobre 2018, va confermata la sospensione delle indennità giornaliere corrisposte fino al 30 novembre 2018. In mancanza di postumi infortunistici adeguati dopo tale data, non sussiste il diritto ad ulteriori prestazioni (rendita e IMI) (doc. E).
2.7. In sede ricorsuale, l’avv. _ ha contestato la decisione su opposizione impugnata, a suo modo di vedere priva di una motivazione appropriata e oltretutto basata su pareri medici interni all’assicuratore LAINF, non comprovati da un’adeguata perizia.
Inoltre, a mente della rappresentante legale, avendo l’Istituto assicuratore corrisposto le prestazioni fino al 30 novembre 2018, appare contraddittorio il rifiuto di assumere i costi dell’intervento alla spalla sinistra svolto il 16 ottobre 2018.
A comprova delle proprie pretese l’assicurato ha trasmesso al TCA, oltre alla documentazione medica già presente agli atti, un referto del 3 aprile 2019 del dr. M_, neurologo della casa di cura _ di _, il quale consiglia “una visita NCH” (doc. Q).
In corso di causa, l’interessato ha pure trasmesso, oltre ad alcune prescrizioni e fatture di fisioterapia (doc. S, T, U), un referto del 13 maggio 2019 del dr. _ dell’Ospedale _ di _, il quale indica non esservi segni di mielopatia, prescrivendo ulteriori esami “RMN, ENG, Pess Pem” (doc. V); un referto del 27 marzo 2019 del dr. _ dell’ambulatorio di neurologia della casa di cura “_” di _, il quale ha rilevato che l’assicurato ha eseguito visita ORL con indicazione a controllo neurologico, RMN encefalo e cervicale che non ha con sé, motivo per il quale ha concluso che è “da rivedere con gli accertamenti” (doc. Z) e un referto del 26 aprile 2019 del dr. _, specialista in ortopedia dell’ambulatorio di ortopedia e traumatologia della casa di cura “_” di _, il quale ha consigliato “RMN rachide cervicale + EMG arto superiore sinistro; visita fisiatrica per tentativo di recupero spalla sin.; da rivedere” (doc. AA).
L’assicuratore LAINF, preso atto di questa ulteriore documentazione medica prodotta in corso di causa dal ricorrente, ha ritenuto opportuno chiedere una presa di posizione al proprio servizio medico.
Con apprezzamento chirurgico del 17 giugno 2019, il dr. _, specialista FMH in chirurgia generale e traumatologia, medico fiduciario del _, dopo avere riassunto gli accertamenti medici messi in atto, ha ritenuto che i nuovi “referti non possono mettere in discussione la correttezza dei precedenti apprezzamenti” (doc. XI/1).
2.8. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.