Decision ID: ad723f36-ea82-5f0e-aed5-6e840db1cdfd
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato il _ 1978, da ultimo attivo quale addetto al “_” sino al febbraio 2009, è affetto da disturbi psichici nel contesto di un’intelligenza ai limiti inferiori alla norma (doc. 98 e 99 incarto AI). L’Ufficio assicurazione invalidità (di seguito: UAI), sulla base di una perizia medica eseguita il 19 maggio 2011 al _ (_; doc. 98 incarto AI), con decisione dell’8 marzo 2012, ha attribuito all’assicurato una rendita di invalidità intera (grado AI: 100%) dal 1° settembre 2010 ridotta a 3⁄4 di rendita a far tempo dal 1° agosto 2011 (grado AI: 63%; doc. 135 e 136 incarto AI), confermata nelle successive revisioni, da ultimo il 13 luglio 2017 (doc. 158 incarto AI).
1.2. Nel frattempo l’assicurato è stato ricoverato dal 25 aprile al 12 luglio 2017 presso la Clinica _ per “
Sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di media gravità (ICD-10: F33.1); Disturbo di personalità misto con tratti immaturi, dipendenti, ansiosi, impulsivi in intelligenza ai limiti inferiori (ICD-10: F61.0)
” (doc. 165 incarto AI).
In seguito l’assicurato è stato inserito a far tempo dall’11 settembre 2017 con contratto al 50% (ancora in vigore al 27 settembre 2018) in un laboratorio protetto della _, ovvero il _ a _ (doc. 159 e 169 incarto AI).
1.3. L’assicurato, per il tramite del medico curante dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, ha chiesto il 1° dicembre 2017 all’UAI di riesaminare la percentuale di capacità di guadagno del 63% e di adeguarla ad una percentuale completa a fronte di un decorso completamente invalidante della sua storia clinica. Egli era stato ricoverato presso la Clinica di _ fino al 12 luglio 2017 ed era poi stato inserito in un laboratorio protetto della _ (doc. 161 incarto AI).
1.4. Dopo essere entrato nel merito della richiesta ed avere acquisito gli atti medici e economici ritenuti necessari, l’UAI - preso in particolare atto del parere del 18 ottobre 2018 del medico SMR, dr. med. _, medico generico FMH e perito SIM, giusta il quale le condizioni di salute dell’assicurato erano sostanzialmente stazionarie (cfr. doc. 177) - con decisione del 26 novembre 2018 (doc. 180 incarto AI), preavvisata con progetto del 19 ottobre 2018 (doc. 178 incarto AI), ha respinto la richiesta d’aumento della prestazione, confermando il diritto a 3⁄4 di rendita con grado AI del 63%.
1.5. Contro la precitata decisione RI 1 ha inoltrato personalmente un tempestivo ricorso al TCA, postulandone l'annullamento ed il riconoscimento di una rendita d’invalidità intera. Il ricorrente ha contestato la decisione dell’UAI, dato che l’amministrazione si sarebbe fondata sul parere del medico fiduciario, che però non avrebbe tenuto adeguatamente conto dell’effettivo peggioramento del suo stato di salute psichico attestato dal suo psichiatra curante (doc. I).
1.6.
Nella risposta del 4 febbraio 2019, l
’UAI
ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VI).
1.7. Il 25 febbraio 2019 RI 1, patrocinato dalla RA 1, si è riconfermato, soffermandosi su alcuni punti, nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà,
per quanto
occorra, nei considerandi di diritto
(doc. X). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto il certificato medico del 25 gennaio 2019 dello psichiatra curante (doc. C). Il ricorrente ha chiesto, in via principale, il riconoscimento di una rendita d’invalidità intera e, in via subordinata, il riesame medico della situazione da parte dell’amministrazione (doc. X, pag. 2).
1.8. Il 7 marzo
2019 l’UAI ha confermato la propria posizione, insistendo nel chiedere la reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. XII).
A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto l’annotazione dei medici SMR, dr. med. _ e dr. med. _ (specialista FMH in psichiatria e psicoterapia e perito SIM), del 6 marzo 2019 (doc. XII-1).
1.9. Il doc. XII e XII-1 sono stati trasmessi per conoscenza alla rappresentante del ricorrente (doc. XIII).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione a sapere se vi sia stato o meno un peggioramento delle patologie invalidanti di cui è affetto RI 1 giustificante, in via di revisione, l’aumento del grado d’invalidità.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
S
econdo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, pag. 379).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI (STCA 32.2018.145 del 21 ottobre 2019, consid. 2.2).
2.4. Per quel che concerne l’invalidità psichica, con due sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da accertare alla luce di indicatori, troverà in futuro applicazione per tutte le malattie psichiche. Ciò significa, in particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che non avrà più il medesimo significato il precedente criterio della “
resistenza alle terapie
” come condizione necessaria per la concessione di una rendita AI (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Nel 2015 il Tribunale federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141 V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Nelle due sentenze del 30 novembre 2017 il Tribunale federale è giunto alla conclusione che la procedura appena descritta deve essere applicata in futuro all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in presenza di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di depressione lieve fino a medio-grave. Le malattie psichiche possono essere individuate e dimostrate in linea di principio soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se una classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo. Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la diagnosi non è più centrale.
Soltanto da quell'elemento non emerge alcuna attestazione sulle prestazioni lavorative della persona toccata. È proprio per questa ragione che per tutte le malattie psichiche deve essere applicata una procedura probatoria fondata su indicatori, soprattutto in presenza di simili disturbi che in sostanza si accomunano per problemi probatori. Eventualmente si dovrà secondo la specifica sindrome nella valutazione dei singoli indicatori provvedere ad alcuni adattamenti. Per motivi scaturenti dal principio di proporzionalità, si potrà prescindere da un procedimento probatorio strutturato, laddove si dimostrasse inutile o addirittura inadatto. La realizzazione di questa evenienza deve essere valutata secondo la necessità probatoria concreta. La prova di un'invalidità pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se nell'ambito di un esa
me complessivo risulta un quadro coerente di limitazione della capacità lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale indicazione fa comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare una limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote conseguentemente a sfavore della persona toccata.
Secondo la giurisprudenza precedente del Tribunale federale riguardante le depressioni da lievi a medio gravi, le malattie corrispondenti potevano essere considerate invalidanti, solo se era stata dimostrata una "resistenza alle terapie". Con il cambiamento di prassi adottato dal Tribunale federale questo concetto non vale più in maniera assoluta.
Ora invece, come nelle altre malattie psichiche, la questione decisiva è se la persona interessata riesca a presentare sulla base di un metro di valutazione oggettivo la prova di un'incapacità lavorativa e al guadagno invalidante. La possibilità di terapia, in genere ammessa, in presenza di depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad ogni modo ancora essere considerata complessivamente nell'apprezzamento delle prove, tuttavia considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata
(cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Con sentenza 9C_845/2016 del 27 dicembre 2017 il TF, con riferimento alle pronunzie
8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, al consid. 3.5.1., ha ribadito che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (STCA 32.2017.116 del 22 febbraio 2018, consid. 2.3 e 32.2017.137 del 26 febbraio 2018, consid. 2.3).
Questa giurisprudenza è stata confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in DTF 144 V 50
(STCA 32.2017.176 del 14 agosto 2018, consid. 2.6).
Il Tribunale federale ha confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e 143 V 418 anche in seguito (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2; 8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto 2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2;
STCA 32.2018.145 del 21 ottobre 2019, consid. 2.2).
2.5. P
er costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (
cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid.
2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108ss.).
Per quel che riguarda le
perizie allestite da
specialisti esterni all'amministrazione
, il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione,
a condizione che non sussista dubbio alcuno
a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
Va poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STCA 35.2019.48 del 16 ottobre 2019, consid. 2.5).
2.6. Va poi rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II p. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 p. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita 27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352;
STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.4).
2.7. L
'Alta Corte ha già stabilito che, se ad una perizia
allestita esclusivamente sulla base dell'incarto può essere riconosciuto valore probante nella misura in cui quest'ultimo contenga sufficienti apprezzamenti medici che, a loro volta, si fondano su un esame personale dell'assicurato (cfr. RAMI 1988 U 56, p. 370s. consid. 5b ed il riferimento; “
Aktegutachten
”), tale giurisprudenza va tuttavia relativizzata quando si tratta di valutare delle questioni che necessitano di una perizia psichiatrica, nel senso che una perizia in questo settore della medicina, di principio, deve essere allestita sulla base di un consulto personale (cfr. DTF 127 I 54 consid. 2e-g e riferimenti, citata in RAMI 2001 U 438, p. 345 s.; STCA dell'8 agosto 2002 nella causa T., 35.2000.34; STCA 35.2005.9 dell'8 novembre 2005, consid. 2.9; STCA 32.2005.134 dell'8 maggio 2006; STCA 32.2013.157 del 29 settembre 2014, consid. 2.9; STCA 35.2014.111 del 13 aprile 2015, consid. 2.10; STCA 35.2018.11 del 9 maggio 2018, consid. 2.8;
STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.5).
2.8. Con decisione dell’8 marzo 2012 l’UAI ha attribuito all’assicurato una rendita di invalidità intera (grado AI: 100%) dal 1° settembre 2010 ridotta a 3⁄4 di rendita a far tempo dal 1° agosto 2011 (grado AI: 63%; doc. 135 e 136 incarto AI).
In quell’occasione l’amministrazione si è fondata, dal profilo medico, sulla perizia psichiatrica eseguita il 19 maggio 2011 dal _ (_; doc. 98 incarto AI).
In tale ambito i periti hanno posto la diagnosi psichiatrica, con ripercussione sulla capacità di lavoro, di “
Episodio depressivo attualmente di media gravità (ICD10:F32.1) nell’ambito di un disturbo misto della personalità (ICD-10 F61.0) con tratti immaturi, dipendenti e di evitamento nel contesto di un’intelligenza ai limiti inferiori della norma
” (pag. 249 incarto AI). Secondo i periti lo stato clinico accertato era compatibile con una ripresa lavorativa nell’abituale attività o un’altra adeguata nella misura del 50% (pag. 250 incarto AI). I periti hanno precisato che tale valutazione era condivisa dallo psichiatra curante (dr. med. _) con il quale si erano confrontati telefonicamente (pag. 250 incarto AI). I periti hanno pure puntualizzato che il caso andava rivalutato a distanza di 12-18 mesi e che, dal momento della perizia, l’assicurato andava considerato abile al lavoro in misura del 50% mentre, per quanto concerneva i precedenti periodi di inabilità lavorativa andavano considerati validi quelli certificati dallo psichiatra curante (pag. 250 incarto AI). I periti hanno indicato che i limiti funzionali presenti erano dettati dallo:
"
(...) stato depressivo di media gravità, del disturbo di personalità, e dall’intelligenza ai limiti inferiori della norma e riconducibili ad una diminuzione delle risorse energetiche, alla tendenza all’isolamento, alla diminuzione di memoria, concentrazione, alla difficoltà nelle relazioni interpersonali, all’astenia presente, agli stati d’ansia, all’incapacità di proiettarsi nel futuro, alla diminuzione dello slancio vitale, alla diminuzione della spinta volitiva e in generale ad uno strato di frustrazione persistente (a partire dal momento in cui l’assicurato ha perso il lavoro) e in relazione alle sue scarse doti intellettive.”
(pag. 250 incarto AI).
2.9. L’assicurato, per il tramite del medico curante dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, ha fatto valere il 1° dicembre 2017 un peggioramento del suo stato di salute, in particolare dal profilo psichico (pag. 161 incarto AI).
L’assicurato ha trasmesso all’amministrazione la lettera d’uscita dell’11 agosto 2017 riguardante la degenza dal 25 aprile al 12 luglio 2017 presso la Clinica _ per “
Sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di media gravità (ICD-10: F33.1); Disturbo di personalità misto con tratti immaturi, dipendenti, ansiosi, impulsivi in intelligenza ai limiti inferiori (ICD-10: F61.0)
”, dal quale emerge quanto segue:
"
(...)
Motivo di ricovero:
Paziente al suo secondo ricovero presso il nostro reparto, viene inviato alla nostra attenzione da Lei (n.d.r.: psichiatra curante) a causa di un peggioramento del quadro psichico generale, iniziato circa un mese fa.
Il paziente riferisce di avere molti pensieri che lo preoccupano: teme di poter essere colpito da qualche problematica acuta come sarebbe di recente successo ad alcuni suoi amici più giovani, colpiti da ictus e infarto, e motivo per il quale avrebbe chiesto al curante di poter fare indagini internistiche approfondite. _Ci poniamo l'obiettivo di garantite un approccio integrato e di rivalutare la psicofarmacoterapia” (doc. 165, pag. 390 incarto AI).
Dal medesimo documento di evince altresì quanto segue:
"
(...)
Valutazione e decorso:
All'ingresso ci siamo confrontati con un paziente francamente depresso, la cui attenzione era incentrata sugli eventi traumatici del passato; inoltre nutriva forti preoccupazioni per le proprie difficoltà emotive nella relazione con l'altro, in modo particolare nei confronti del sesso femminile. Durante i colloqui si è confrontato con la sua condizione di solitudine ed ha espresso la volontà di condurre una vita "normale". Lavorando sulle risorse del paziente, e sui desideri realiz7sbili, è stato ipotizzato un reintegro sociale attraverso un'attività lavorativa protetta che gli potesse restituire un po' di autostima: a tal proposito, per permettere al paziente di utilizzare le competenze apprese durante la formazione di panettiere, ci siamo rivolti al laboratorio "_". La Sig.ra _, ergoterapista socio-educativa della nostra struttura, ha seguito il paziente in questo percorso con la previsione di un inizio dell'attività lavorativa presso la panetteria-pasticceria nel mese di settembre.
Al fine di garantire una diminuzione della quota ansiosa abbiamo introdotto Solian fino a 100 mg/die ed abbiamo sospeso Cymbalta a favore di uno stabilizzatore, Tegretol fino a 400 mg/die. Il paziente ha intrapreso un percorso fisioterapico per la presenza di una cervicobrachialgia sinistra di grado medio-lieve con discreto beneficio. Per quanto riguarda l'aspetto internistico il giorno 29.05.2017 il paziente ha sviluppato una soggettiva ipoacusia destra ad insorgenza improvvisa con sensazione di ovattamento auricolare, accompagnata di dizziness in assenza di ulteriore sintomatologia neurovegetativa. E stato visitato dal Dr. _, medico ospedaliero capoclinica presso l'ambulatorio di Audiovestibologia e Otologia dell'Ospedale _, il giorno 01.06.2017, con successivi controlli il giorno 08.06.2017 ed il giorno 12.06.2017. Il paziente è andato incontro a ripristino della simmetria uditiva interaurale senza l'utilizzo di presidi terapeutici; un ulteriore controllo è previsto per il giorno 13.09.2017. A seguito del riscontro di ipotensione abbiamo introdotto in terapia Gutron 10 gocce al giorno. Da segnalare che a causa dell'interazione farmacocinetica fra Tegretol e Sintrom, che determina un'accelerazione della degradazione di acenocumarolo, abbiamo aumentato il dosaggio di quest'ultimo. Al raggiungimento di un discreto equilibrio psicofisico abbiamo dimesso il paziente garantendo una continuità della relazione terapeutica con la Sig.ra _ in regime ambulatoriale fino all'inizio dell'attività lavorativa. (...)
” (doc. 165, pag. 392 incarto AI)
L’assicurato ha trasmesso all’amministrazione pure la lettera d’uscita del 29 maggio 2015 riguardante la degenza dal 17 al 27 aprile 2015 presso il servizio di chirurgia ed ortopedia dell’Ospedale _ a _ per “
Trombosi della vena porta e mesenterica superiore; Presenza di Lupus Anticoaugulas al 1° controllo + Deficit proteina S
” e due certificati medici del 20 maggio 2015 della dr.ssa med. _, specialista FMH in medicina interna, ematologia e oncologia, medico aggiunto, trombosi emostasi (doc. 165 incarto AI).
Dopo aver preso atto del parere del 5 settembre 2018 del medico SMR, dr. med. _, medico generico FMH e perito SIM, giusta il quale “
la documentazione medica ricevuta permette di oggettivare un possibile cambiamento dello stato di salute tale da poter entrare nel merito di una nuova rivalutazione clinica
” (cfr. doc. 166), l’amministrazione ha raccolto agli atti il certificato medico del 4 ottobre 2018 del dr. med. Teodori, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, nonché medico curante dell’assicurato dal 6 ottobre 2009, che ha posto le diagnosi
con
ripercussioni sulla capacità di lavoro di “
disturbo depressivo ricorrente attuale episodio di media gravità ICD 10 F33.1, disturbo di personalità misto con tratti immaturi, dipendenti, ansiosi, impulsivi in intelligenza al limite inferiore ICD 10 F 61.0
” ed ha concluso che RI 1, già inserito in una struttura protetta, era inabile al lavoro, inteso come lavoro remunerativo, al 100% (doc. 170).
L’UAI ha raccolto pure il certificato medico del 4 ottobre 2018 del dr. med. _, specialista FMH in medicina interna generale, nonché medico curante dell’assicurato dal 1988, che ha posto le diagnosi
con
ripercussioni sulla capacità di lavoro di “
Sindrome depressiva ricorrente con episodi recidivanti di media gravità ICD 10 F33.1; disturbo di personalità misto con tratti immaturi, dipendenti, ansiosi, impulsivi in intelligenza al limite inferiore ICD 10 F 61.0; Obesità, Reflusso gastroesofageo; Pregressa trombosi dei vasi addominali; Ipoacusia dx
” ed ha concluso, fondandosi sulle indicazioni fornite dallo psichiatra curante, che RI 1 - per limiti funzionali soprattutto di ordine psichico motivi psichici, per capacità di svolgere un lavoro autonomamente e per il livello intellettivi - era inabile al lavoro al 100% e, a fronte del degrado progressivo constatato sia dallo psichiatra curante sia da lui stesso, il paziente si doveva accontentare di qualche piccolo lavoro che svolgeva per una istituzione a scopo terapeutico (doc. 172).
Nell’annotazione del 18 ottobre 2018 il medico SMR, dr. med. _, medico generico FMH e perito SIM, ha rilevato che “
Le condizioni dell’assicurato permangono stazionarie sotto regolari controlli terapeutici, sia psichiatrici sia internistici. Revisione clinica secondo i termini di legge
” (doc. 177).
Davanti al TCA, la rappresentante dell'assicurato ha versato agli atti un ulteriore rapporto medico del 25 gennaio 2019 del precitato psichiatra curante, il quale ha ribadito quanto segue:
"
(...) Nel corso del 2018 e anche prima avevo chiesto all'assicurazione invalidità di aumentare il grado riconosciuto al paziente dal 63% al 70% e quindi di riconoscergli in pratica il diritto ad una rendita intera d'invalidità.
A questo proposito le allego i rapporti miei e dell'Ospedale _ di _ in cui si segnalava un ulteriore aggravamento del quadro e la non esigibilità di una qualsivoglia attività lavorativa se non in ambito protetto psichiatrico (vedi mio rapporto 1.12.2017 e rapporto d'uscita Ospedale di _ 11.8.2017).
Inoltre segnalavo, tramite il medico curante Dr. _, un aggravamento anche delle condizioni fisiche legate ad una coagulopatia con una pregressa trombosi della vena porta e mesenterica superiore curata nel corso del 2015 presso l'Ospedale _ di _.
Dal punto di vista psichiatrico il paziente presenta un' intelligenza al limite inferiore della norma (ICD 10 F61.0), un disturbo depressivo ricorrente con in anamnesi pregressi episodi suicidari (ICD10 F31.1), un disturbo di personalità mista con sintomatologia compulsiva ed ansiosa. Nonostante diverse segnalazioni da parte del sottoscritto e del medico curante, nonché la segnalazione del pregresso ricovero presso l'Ospedale di _ e il rapporto dettagliato dello stesso, il medico funzionario ha negato l'aggravamento del caso senza ritenere di dover richiedere chiarimenti ai curanti o un approfondimento medico in sede AI.
È evidente che il paziente è completamente inabile al lavoro ed è il motivo per cui è inserito in un laboratorio protetto di _ della _ è quindi opportuno adeguare alla realtà attuale il riconoscimento del grado d'invalidità. (...)” (doc. C)
Nell’annotazione del 6 marzo 2019 i medici SMR, dr. med. _ e dr. med. _ (specialista FMH in psichiatria e psicoterapia e perito SIM) hanno rilevato quanto segue:
"
(...) Lo stato di salute descritto nel rapporto di dimissione dall'ospedale _ di _ (GED 31.08.2018) non oggettiva un peggioramento della sintomatologia psichiatrica, rispetto a quanto apprezzato nel 2011 dai periti. Non è evidenziabile un peggioramento nella descrizione dell'esame psichico effettuato all'inizio del ricovero e non è evidenziabile neppure nel rapporto di decorso, sino alla dimissione dell'assicurato. Inoltre non è oggettivato un peggioramento della sintomatologia dell'assicurato neppure nei rapporti medici del dr. med. _. Lo stesso psichiatra curante descrive al punto 2.2 del suo rapporto medico (GED 05.10.2018) come le condizioni di salute del paziente permangono stazionarie sotto regolari controlli terapeutici. Non viene descritta la sintomatologia che consentirebbe, secondo il manuale diagnostico ICD1O, di formulare la diagnosi di episodio depressivo di media gravità, che il curante inserisce nel contesto di un disturbo depressivo ricorrente. ll medico curante si limita a scrivere come le patologie sono presenti da anni ma non vengono descritti sintomi aggiuntivi e limitazioni funzionali aggiuntive rispetto a quanto oggettivato dai periti nel 2011. l periti valutavano dettagliatamente le diagnosi e le ripercussioni dei sintomi sulla CL dell'assicurato, pertanto non evidenzia elementi che consentano di discostarsi dalla loro valutazione. Peraltro il dr. med. _ già valutava nel 2011 (GED 14.04.2011) l'lL dell'assicurato del 100% continuativamente a partire dal 06.09.2010, in modo discrepante rispetto alla successiva valutazione dei periti e già nel suo rapporto medico del 2012 (GED 02.1 1 .2012) citava fra le patologie con ripercussioni sulla CL il disturbo depressivo ricorrente. La sua valutazione della CL differiva da quanto oggettivato dai periti psichiatri e tale è rimasta nel corso degli anni, in mancanza di una dettagliata oggettivazione medica. In mancanza di fatti nuovi o di modificazioni significative di fatti noti, non abbiamo elementi per modificare le precedenti prese di posizione dell'ufficio.” (doc. XII-1)
2.10. Chiamato ora a pronunciarsi il TCA non può approvare l’operato dell’UAI, in quanto, per quanto concerne segnatamente gli aspetti psichici, i citati rapporti (in particolare, quello del 6 marzo 2019) del dr. med. _, medico generico FMH (e, quindi, non della materia che qui ci occupa) rispettivamente del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, (che, giova qui rilevare, non ha tuttavia neppure avuto un consulto personale con l’assicurato: cfr. consid. 2.7), che si distanzia da quanto attestato dallo psichiatra curante (con il quale, giova qui rilevare, i periti del _ avevano condiviso nel 2011 una valutazione di ripresa lavorativa nell’abituale attività o un’altra adeguata nella misura del 50% nel corso di un confronto telefonico; pag. 250 incarto AI), non sono sufficienti per concludere che lo stato di salute psichico dell’assicurato e, di conseguenza, la sua capacità lavorativa residua, sono rimasti pressoché stazionari nel corso degli anni.
In effetti, attentamente vagliato l’insieme della precitata documentazione medica agli atti (cfr., in particolare, la lettera d’uscita dell’11 agosto 2017 riguardante la degenza dal 25 aprile al 12 luglio 2017 presso la Clinica _ ed i dettagliati certificati medici dello psichiatra curante), senza un approfondimento peritale attraverso un esame dell’assicurato da parte di uno specialista in psichiatria (cfr. art. 44 LPGA), il TCA non è in grado di ritenere dimostrato,
secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (
DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti)
,
che lo stato di salute psichico del ricorrente non è peggiorato nel corso degli anni.
In effetti, la lettera d’uscita dell’11 agosto 2017 (che riguarda - val qui la pena di rimarcare - una degenza di quasi 3 mesi a causa di un peggioramento del quadro psichico generale iniziato circa un mese prima dell’inizio del ricovero: cfr. pag. 390 incarto AI) ed i dettagliati certificati medici dello psichiatra curante, rendono verosimile un peggioramento dello stato di salute psichico dell’assicurato successivo al momento in cui l’UAI - basandosi sostanzialmente sulla perizia psichiatrica del 19 maggio 2011 al _ (_; doc. 98 incarto AI) - ha attribuito all’assicurato, con decisione dell’8 marzo 2012, una rendita di invalidità intera (grado AI: 100%) dal 1° settembre 2010 ridotta a 3⁄4 di rendita a far tempo dal 1° agosto 2011 (grado AI: 63%; doc. 135 e 136 incarto AI).
Del resto, gli stessi periti del _ - che, giova qui pure rilevare, per quanto concerneva i precedenti periodi di inabilità lavorativa avevano considerato validi quelli certificati dallo psichiatra curante (pag. 250 incarto AI) - avevano indicato la necessità di rivalutare il caso a distanza di 12-18 mesi (pag. 250 incarto AI).
È inoltre importante sottolineare
che, secondo la giurisprudenza federale in materia di assicurazioni sociali, non è importante la diagnosi o l'insorgere dell'evento (malattia o infortunio; cfr. DTF 142 III 671, consid. 3.7.3 e 3.8) ma le sue conseguenze sulla capacità lavorativa (in argomento STF 9C_49/2012 del 12 luglio 2012 consid. 6 con riferimenti) e che non spetta alla giurisdizione delle assicurazioni sociali decidere su divergenze mediche scientifiche ma unicamente di stabilire nel caso concreto il diritto alle prestazioni secondo le circostanze e tenuto conto delle opinioni mediche (cfr. STF 8C_874/2011 del 20 gennaio 2012 consid. 5.2 e rinvio alla DTF 134 V 231 consid. 5.3 pag. 234; STCA 32.2017.24 del 28 agosto 2016, consid. 2.7.2; STCA 32.2018.123 del 6 giugno 2019, consid. 2.8).
Dagli atti dell’incarto
emerge pertanto la necessità di una valutazione psichiatrica dello stato di salute dell’assicurato.
Il TCA sottolinea che la capacità lavorativa dell’assicurato dovrà essere valutata nell’ambito di una procedura probatoria oggettiva fondata su indicatori e illustrata nella DTF 141 V 281 (cfr., su questo tema, la STCA 32.2018.107 del 2 agosto 2019, al consid. 2.7.3). Per costante giurisprudenza, l’esame degli indicatori deve infatti essere effettuato innanzitutto dal perito psichiatra (cfr. STF 9C_401/2018 del 6 novembre 2018, pubblicata in SVR 4-5/2019 IV nr. 28; STCA 32.2018.107 del 2 agosto 2019, consid. 2.7.3;
STCA 32.2018.216 del 25 ottobre 2019, consid. 2.6).
È quindi necessario
un approfondimento peritale esterno dal profilo psichiatrico (cfr. art. 44 LPGA) che
soddisfi i criteri posti dalla giurisprudenza federale anzi esposti.
2.11. Stante quanto precede la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato all’UAI per l’allestimento di una perizia psichiatrica.
2.12. Alla luce di quanto appena esposto (cfr. consid. 2.9 e 2.10),
il TCA
rinuncia anche all'assunzione di ulteriori prove.
Va ricordato
che, q
uando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012)
. Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata; STCA 32.2019.48 del 14 ottobre 2019, consid. 2.7
).
2.13. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra fr. 200.- e 1'000.- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
In concreto, visto l’esito del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: d
a ultimo STF
8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5
con rinvio a
DTF 137 V
210 consid. 7.1 pag. 271 con riferimento
), le spese per fr. 500.- vanno messe a carico dell’UAI che verserà fr. 1’200.- al ricorrente a titolo di ripetibili.