Decision ID: 6e9cc13d-0fa1-5981-a6ee-a2f2bcef10ae
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel _, in precedenza attivo in qualità di operaio di fabbrica (attualmente attivo quale aiuto-ufficio presso una fiduciaria al 30%), in data 5 giugno
2003 ha
presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (orientamento professionale, avviamento ad altra professione), a causa di “sindrome lombo-vertebrale cronica su artrosi L3-L4 e L4-L5 e protusione discale destra L4-L5” (doc. 1/1-7).
Dopo aver disposto un periodo d’accertamento presso il _ di _ allo scopo di verificare le attitudini dell’assicurato (cfr. doc. 28-1), ritenuto il suo interesse per l’informatica, l’assicurato ha seguito per una settimana dei corsi d’informatica presso la Scuola professionale (_) di _. Nel rapporto di fine accertamento del 6 ottobre 2004 (cfr. doc. 41) il direttore del _ ha rilevato che l’interessato non è riuscito a continuare il periodo di accertamento, a causa dei dolori sempre più acuti derivanti dal fatto di dover restare seduto tutto il giorno (dalle 8.15 alle 12.15 e dalle 13.00 alle 16.10, con una pausa a metà mattina e una a metà pomeriggio), che lo rendono inabile al lavoro al 100%, come attestato dal dr. _ nel rapporto medico del 23 ottobre 2004 (cfr. doc. 42-1). L’assicurato è quindi stato dimesso dal _, con l’indicazione che, vista la forte motivazione ad inserirsi professionalmente e l’ottimo bagaglio di conoscenze, tenuto conto della necessità di svolgere un’attività nella quale sia possibile alternare la posizione, l’interessato potrebbe essere impiegato nel settore dell’assemblaggio e della vendita di apparecchiature informatiche (cfr. doc. 41-2).
Nel rapporto finale del 29 ottobre 2004 il consulente IP, dopo aver elencato una serie di attività esigibili, in quanto rispettose dei limiti funzionali dell’assicurato, ha ritenuto opportuna una rivalutazione del caso da parte del SMR, alla luce del certificato medico del dr. _, rilevando che qualora da un punto di vista medico non venissero riscontrati cambiamenti rispetto alla valutazione del 3 ottobre 2003, la pratica sarebbe da considerare conclusa, senza alcuna proposta di riformazione professionale, essendo l’assicurato direttamente reintegrabile sul mercato del lavoro (doc. 44-7).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM), con decisione del 14 maggio 2007 l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità (grado del 100%) limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006, negando in seguito il diritto a prestazioni, dato che l’assicurato conserva una capacità lavorativa dell’80% in attività leggere adeguate e, dal confronto dei redditi, è risultato un grado di invalidità del 6% (doc. 89 e doc. 91). L’amministrazione ha pure respinto la richiesta di gratuito patrocinio in sede amministrativa.
1.2. Contro la citata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato ricorso al TCA, chiedendo l’attribuzione di una rendita intera anche dopo il 31 maggio 2006 e, in via subordinata, il riconoscimento del diritto ad una riformazione professionale.
Egli ha inoltre chiesto la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale (I).
Sostanzialmente il ricorrente ha contestato la perizia del SAM, che non ha adeguatamente tenuto conto dei suoi disturbi, sia di natura reumatologica, sia psichiatrica.
Egli ha inoltre contestato la mancata attribuzione del gratuito patrocinio nella sede amministrativa (I).
1.3. L’UAI, in risposta, dopo aver ribadito la correttezza sia della perizia del SAM, sia del calcolo del grado di invalidità effettuato tramite raffronto dei redditi, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV).
1.4. In data 19 luglio 2007 il rappresentante dell’interessato ha trasmesso al TCA uno scritto del dr. _, il quale ha attestato un peggioramento delle condizioni di salute dell’interessato a seguito della ricezione della decisione dell’UAI (doc. IX + E).
Tali scritti sono stati trasmessi all’amministrazione (XV), per una presa di posizione
.
1.5. In data 7 agosto 2007 l’avv. RA 1 ha comunicato al TCA che l’assicurato si sarebbe sottoposto a dei test per la valutazione della capacità funzionale, chiedendo una proroga del termine per presentare nuovi mezzi di prova (XI).
Il TCA, con scritto dell’8 agosto
2007, ha
accordato la proroga richiesta (XII).
1.6. In data 8 agosto 2007 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (XIII + bis).
1.7. Con scritto del 10 agosto 2007 il patrocinatore ha trasmesso al TCA nuova documentazione medica (XIV + F1-6).
1.8. Con osservazioni del 5 settembre 2007 l’UAI ha rilevato di avere sottoposto la nuova documentazione medica prodotta dall’insorgente al vaglio del Servizio medico regionale (SMR), il quale ha ritenuto che, successivamente alla decisione impugnata, potrebbe essere insorto un peggioramento dello stato psichico dell’interessato, mentre non vi è stata, da un punto di vista fisico, una modifica sostanziale delle patologie rispetto alla valutazione del SAM (XVI + 1).
1.9. In data 18 settembre 2007 l’avv. RA 1 ha confermato l’avvenuto peggioramento delle condizioni psichiche dell’assicurato, sottolineando tuttavia come anche a livello fisico la situazione sia molto difficile, con problemi al ginocchio, dolori radicolopatici e una componente fibromialgica (XVIII).
1.10. Con scritto del 12 ottobre 2007 il patrocinatore ha informato il TCA del fatto che l’assicurato non ha potuto sottoporsi alla prevista prova di carico di lavoro presso il Centro _ di _, per motivi finanziari, chiedendo che tale esame venga ordinato dal TCA, unitamente ad una perizia giudiziaria, volta ad appurare le patologie che affliggono l’assicurato, sia da un punto di vista psichico, che fisico.
L’avv. RA 1 ha inoltre chiesto l’edizione della cartella clinica dell’interessato da parte del dr. _, del dr. _, del dr. _ e del dr. _.
Il patrocinatore ha infine chiesto che venga sentito, come teste, il dr. _, così come pure l’attuale datore di lavoro dell’assicurato, per testimoniare la fatica dell’interessato nello svolgimento della sua attività di aiuto ufficio, al 30% (XIX + 1-2).
1.11. Con osservazioni del 26 ottobre 2007 l’UAI, confermando la correttezza della decisione impugnata (della quale chiede l’integrale conferma), ha sottolineato che lo stato di salute dell’assicuarto è stato approfonditamente valutato attraverso una perizia da parte del SAM, motivo per il quale non è necessario procedere ad ulteriori accertamenti medici.
L’amministrazione ha poi aggiunto che il possibile peggioramento delle condizioni psichiche dell’assicurato è già stato evidenziato dal SMR: al riguardo, nelle osservazioni del 5 settembre 2007, l’UAI ha già indicato la possibilità di avviare una procedura di revisione per stabilire in quale misura detto peggioramento influenza il diritto dell’insorgente ad una rendita di invalidità (XXI + bis).
1.12. In data 26 novembre 2007 l’avv. RA 1 ha prodotto un nuovo certificato medico dello psichiatra curante, dr. _ (XXIV).
Tale certificato medico è stato trasmesso all’UAI (XXV), con facoltà di presentare osservazioni scritte.
1.13. Con scritto del 19 febbraio 2008 il patrocinatore ha trasmesso al TCA un ulteriore certificato medico del dr. _ (XXVII).
1.14. Con osservazioni del 28 febbraio 2008 l’UAI ha indicato di avere sottoposto la refertazione dello psichiatra curante al vaglio del SMR, il quale ha rilevato che il dr. _ riconferma l’evoluzione negativa della patologia psichiatrica, successivamente alla decisione impugnata (XXIX + bis).
Tali osservazioni sono state trasmesse al ricorrente (XXX), per conoscenza.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va infine ancora rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.4.
Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).
Al riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006 N. 39 pag. 182.
2.5. L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:
"
Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
2.6. In una sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer 1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così espresso:
"
(...)
2.
2.1
En l'espèce, il s'agit tout d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et que le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside uniquement dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens de l'art. 17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du dossier (p. ex. arrêt P. du 31 janvier 2003
[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur les motifs de révision en particulier: Urs Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse, Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri [Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall, 1999, p. 15).
2.2
Si l'on compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de
la Clinique X.
du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables (syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à la santé sur la capacité de travail. Les experts du COMAI avaient estimé que le syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble de
la personnalité. On
était en présence d'une atteinte à la santé mentale importante, entraînant une incapacité totale de travail, sans perspective de reclassement ni d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la fixation somatique.
Les experts de
la Clinique X.
concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.
2.3
Sur la base de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de
la Clinique X.
ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé
la Clinique X.,
en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à
la rente. Mais
cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).
3.
3.1.
Le principe selon lequel l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond, lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi, l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée, il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF 112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.
3.2
Pour juger s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un changement de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque des dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas lorsque l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe de la priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne saurait être admise lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont l'examen suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects ou de leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la situation de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).
3.3
En l'espèce, c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires se trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI, du 9 mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une rente entière au recourant, le 1
er
décembre 1995. En présence d'un tableau clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de ses aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail implique toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait être qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans les différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne l'ont pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà cité). Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la mesure où cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères jurisprudentiels permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En tout cas, les critiques émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les médecins de
la Clinique X.
ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions sont dépourvues de crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence d'appréciations divergentes d'experts en ce sens que les uns, à la différence des autres, considèrent que l'association d'un trouble somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de travail. Seule une surexpertise serait de nature à les départager.
Mais, ici également, on ne peut faire abstraction des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au recourant comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de l'assuré et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des données médicales recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une appréciation médicale différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître comme manifestement erronée la décision initiale ou pour ordonner une expertise.
On ne peut pas non plus affirmer que l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en méconnaissant le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise du COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne laissait pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé qui eût permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation professionnelle."
Una diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce dunque né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione.
2.7. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
2.8. Nella decisione del 14 maggio 2007 l’UAI, fondandosi sul parere del SAM, ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera di invalidità (grado del 100%) limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006, negandogli in seguito il diritto a prestazioni.
Il TCA è, quindi, ora chiamato a valutare, alla luce di quanto esposto ai considerandi 2.4.; 2.5. e 2.6., se l’UAI ha correttamente o meno soppresso la rendita spettante a RI 1 a fare tempo dal 1° giugno 2006.
2.9. Nel caso in esame, con lo scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute dell’assicurato, l’Ufficio AI ha affidato al SAM il mandato di esperire una perizia pluridisciplinare. In tale ambito, i medici del SAM hanno valutato sia la patologia reumatologica (dr. _), sia quella psichiatrica (dr. _).
L’aspetto reumatologico è stato vagliato dal dr. _, specialista FMH in reumatologia, che nel suo referto del 20 febbraio
2006 ha
posto le diagnosi di “sindrome cervico-vertebrale e lombo-vertebrale su minime alterazioni di tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolar modo con una discopatia C4/C5 ed un’uncartrosi a livello C5/C6; sindrome lombo-vertebrale con componente spondilogena a livello della gamba di sinistra su minime alterazioni degenerative discali a livello L3/L4 e L4/L5” (doc. 66-20).
Il dr. _ ha evidenziato che vi è una netta discrepanza tra i reperti clinici e radiologici oggettivabili e i disturbi estremamente invalidanti accusati dall’assicurato. A mente del perito, le sensazioni dolorose particolarmente intense sia a livello della colonna cervicale, che alle estremità superiori, alla colonna lombare e alle gambe, non trovano riscontro nelle alterazioni evidenziabili all’apparato muscolo-scheletrico. Sulla base di questi aspetti, il dr. _ ha considerato l’interessato, da un punto di vista strettamente reumatologico e tenuto conto delle constatazioni oggettive, pienamente abile al lavoro in tutte le attività svolte fino a quel momento (doc. 66-20+21).
L’aspetto psichico è invece stato vagliato dal dr. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che nel suo referto del 24 marzo 2006, poste le diagnosi di “sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva (ICD10-F43.22); disturbo di personalità di tipo narcisistico importante”, ha ritenuto l’interessato, sotto il profilo strettamente psichiatrico, abile al lavoro all’80% (doc. 66-28+29). Il dr. _ ha rilevato che dai test ematologici effettuati è emerso che l’assicurato non assume regolarmente la sua psicofarmacoterapia, ciò che potrebbe causare difficoltà nella cura, raccomandando la continuazione regolare della presa a carico (doc. 66-29).
Globalmente, quindi, nel rapporto peritale del 24 aprile 2006, i medici del SAM, sulla base delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del ricorrente presso il citato centro d’accertamento, hanno posto le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva; disturbo di personalità di tipo narcisistico importante”, mentre quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa hanno indicato quelle di “sindrome cervico-vertebrale su minime alterazioni di tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolare con una discopatia C4-C5 ed un’uncartrosi a livello C5-C6; sindrome lombovertebrale con componente spondilogena a livello della gamba sinistra su minime alterazioni degenerative discali a livello L3-L4 e L4-L5; sovrappeso con BMI 27 kg/m2; tabagismo cronico” (doc. 66-9).
Quanto alla capacità lavorativa, i medici del SAM hanno ritenuto l’assicurato inabile al lavoro al 20% nella sua precedente attività di operaio di fabbrica (doc. 66-11). Inoltre, i medici del SAM, pur rilevando che il dr. _ ha considerato l’assicurato pienamente abile al lavoro nelle professioni svolte in precedenza, tenuto conto dei limiti funzionali indicati dal SMR in data 21 gennaio 2004 e del rapporto di fine accertamento professionale del 6 novembre 2004, hanno ritenuto adatta alle condizioni di salute dell’interessato un’attività nella quale possa cambiare ogni tanto la posizione e in cui non debba sollevare ripetutamente pesi superiori ai 15-20 kg: in attività lavorative di questo genere, rispettose dei suoi limiti funzionali, secondo i medici del SAM l’assicurato è da considerare abile all’80% (doc. 66-12).
Tali percentuali di abilità lavorativa sono, secondo i periti, sicuramente presenti a partire dal momento dell’esame peritale presso il SAM (doc. 66-12).
2.10. Durante la procedura di ricorso davanti al TCA, l’assicurato ha trasmesso nuovi certificati medici, vale a dire:
-
certificato del 17 luglio 2007 del dr. _ indirizzato al SMR, del seguente tenore:
"
Con la presente mi permetto di segnalarvi che il paziente sopraccitato presenta attualmente un severo scompenso depressivo emerso rapidamente nelle scorse settimane in diretta correlazione con la recente decisione negativa dell’Ufficio Invalidità di Bellinzona (nella copia in mio possesso non risulta né l’intestazione ufficiale, né la data di redazione del documento, vi si trova solo il nome del funzionario incaricato e le firme degli autori dello stesso). Nei giorni immediatamente successivi alla ricezione dello scritto, metà-fine maggio, il signor RI 1 ha presentato uno stato disforico alternante eccessi di collera-astio-risentimento a momenti di intenso abbattimento depressivo con vissuti tanto di ingiustizia-torto subiti quanto di delusione-disillusione-disincanto associati a pensieri autodistruttivi.
Nel corso del mese di giugno e malgrado il ripristino del trattamento psicofarmacologico che era in fase di riduzione dall’inizio 2007 (da Citalopram 20 mg al dì agli attuali Citalopram 20 mg, Trittico 100 mg, Fluanxol 2x0.5 mg, Tranxilium 20 mg e Dalmadorm 30 mg), lo scompenso si è vieppiù aggravato. Verso metà giugno ed alla vigilia della chiusura dell’ufficio in cui da diversi mesi lavora come tuttofare per 2-3 ore al giorno, ha avuto un violento alterco con il datore di lavoro ed ha lasciato i locali gettandogli addosso le chiavi e licenziandosi. Da notare però che alla ripresa delle attività lavorative il datore di lavoro lo ha contattato chiedendogli di riprendere il lavoro.
Malgrado ciò in questi ultimi giorni lo stato clinico del paziente tende a restare inquietante. Al nostro ultimo colloquio del 13 luglio (lo vedo ogni 15 giorni) mi sono trovato confrontato con un paziente estremamente teso, angosciato, disforico e marcatamente labile sul piano emozionale (nel corso dell’incontro ha alternato momenti di intensa collera e risentimento a momenti di massiccio abbattimento con pianto ma anche a momenti dove collera ed abbattimento si sovrapponevano portandolo a evocare gesti autoaggressivi come soluzione a tutti i suoi problemi), invaso e debordante di delusione-disillusione-disincanto, travolto dal pessimismo con totale incapacità di proiettarsi costruttivamente nel futuro ed immerso in un vissuto di sentimenti di ingiustizia, torto subito, avvilimento, umiliazione ed ineluttabilità. Nei fatti si sente pesantemente penalizzato dalla decisione dell’UAI di Bellinzona che da una parte gli chiude totalmente l’accesso a concrete possibilità reintegrative sul piano lavorativo e dall’altra lo avvilisce in modo per lui insopportabile poiché misconosce completamente le sue problematiche somatiche di cui soffre ormai da anni.
La prognosi a breve-medio termine è piuttosto riservata con rischio di persistenza, se non di aggravamento, dello stato attuale e di possibile passaggio all’atto autoaggressivo.
Ricordo che malgrado tutto il signor RI 1 resta motivato per una reintegrazione professionale AI e l’attuale datore di lavoro sembra alquanto ben disposto per sostenerlo sul piano socio-occupazionale.” (Doc. E)
-
certificato del 2 agosto 2007 del dr. _ al SMR, del seguente tenore:
"
Con la presente mi permetto di aggiornarvi sullo stato di salute del paziente summenzionato.
Lo stesso soffre di una patologia al ginocchio sinistro non segnalata precedentemente poiché non dava molti sintomi, si tratta di una meloreostosi o osteosi eburneizzante che provoca delle sofferenze al ginocchio sinistro in tutte le posizioni dopo che le ha assunte da alcuni minuti e ciò lo obbliga a frequenti cambi di posizione (seduto, alzato, gambe stese, gambe flesse), inoltre ha dolori nel salire e scendere le scale con a volte cedimenti improvvisi del ginocchio sinistro.
Purtroppo non vi sono terapie risolutive ma unicamente sintomatiche, che tra l’altro il paziente assume già per il mal di schiena ed alla cervicale.
Allego il referto radiologico.
Inoltre, il signor RI 1 soffre di dolori “radicolopatici” agli arti inferiori che saranno valutati dal dr. _ (neurologo) da cui riceverete un rapporto dettagliato.
Per quanto concerne i dolori lombari, questi sono presenti già dopo 15 minuti nella posizione seduta o eretta e sono forti al risveglio mattutino, irradiantisi alla gamba sinistra. Tutto ciò porta a difficoltà a vestirsi, allacciare le scarpe, raccogliere oggetti, sollevare pesi anche minimi.
Quando è seduto in automobile il dolore è sopportabile per 15-20 minuti.
A mio parere vi è una componente somatoforme del dolore con però altrettanto importante componente fisica; tutto ciò unito alla patologia psichiatrica rende la prognosi riservata con probabile peggioramento.” (Doc. F1)
-
certificato del 2 agosto 2007 del dr. _, spec. FMH in neurologia, indirizzato al dr. _, in cui ha indicato:
"
(...)
Conclusioni e valutazione:
Da ormai dieci anni questo paziente ha sviluppato una sintomatologia dolorosa localizzata a livello lombare e cervicale, con estensione verso gli arti, in particolare alla gamba sinistra e al braccio destro. All’esame neurologico domina una sintomatologia dolorosa a livello lombare provocabile alla pressione locale rispettivamente sotto sforzo o a movimenti del tronco come pure una sintomatologia simile anche a livello cervicale. Pur con qualche difficoltà ad esaminare il paziente poiché i vari test erano limitati dall’accentuazione dei dolori, non ho potuto comunque evidenziare deficit sicuri che facciano sospettare attualmente una lesione radicolare cervicale o lombare. D’altronde anche i reperti radiologici sono piuttosto discreti. In primo piano sembra esservi una sindrome del dolore cronico con componente fibromialgica. Dal punto di vista neurologico dunque non ho attualmente proposte terapeutiche specifiche. Ho consigliato al paziente di eseguire esercizi di rinforzo muscolare addominale e lombare consegnandogli una piccola documentazione in proposito. Peraltro penso che sarà importante, oltre a continuare il trattamento psichiatrico per la sindrome depressiva, ridiscutere il caso anche dal punto di vista reumatologico. Da parte mia non ho previsto altre misure.” (Doc. F6)
Al riguardo, nelle sue annotazioni del 20 agosto 2007, il dr. _ del SMR, spec. FMH in medicina generale
(sul diritto per gli assicurati di conoscere la specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR 2008 IV Nr. 13)
, ha osservato:
"
Assicurato peritato in ambito SAM
Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
Sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva
Disturbo di personalità di tipo narcisistico importante
Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa
Sindrome cervicovertebrale su minime alterazioni di tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolare con una discopatia C4-C5 ed un’uncartrosi a livello C5-C6
Sindrome lombovertebrale con componente spondilogena a livello della gamba sinistra su minime alterazioni degenerative discali a livello L3-L4 e L4-L5
Sovrappeso con BMI 27 kg/m2
Tabagismo cronico
In conclusione, viene ritenuto abile all’80% in attività abituale (rendimento ridotto).
Certificato del dr. _ del 1.11.2006:
lo psichiatra ritiene l’assicurato in pratica inabile al 100%
diagnosi: sindrome mista, ansioso-depressiva, con forte componente disforica
Decisione UAI dell’8.3.2007: rendita limitata nel tempo fino al 31.5.2007, in seguito grado d’invalidità del 6%
In sede di ricorso vengono presentati:
-
Rapporto dr. _ del 17.7.2007 attestante severo scompenso depressivo in correlazione diretta con la decisione negativa dell’AI
-
Rapporto dr. _ del 2.8.2007: viene indicata la presenza di una problematica al ginocchio sinistro finora non menzionata, inoltre viene indicata la presenza di dolori radicolopatici agli arti inferiori con prevista valutazione neurologica
-
Rapporto dr. _ del 2.8.2007: viene espressa la valutazione d’una sindrome del dolore cronico con componente fibromialgica. Una problematica radicolare non può essere confermata
Valutazione:
anche se la patologia radicolare ipotizzata è stata smentita dal neurologo consulente, permane aperta la questione circa una modifica dello stato di salute psichico 22.9.2006
Da notare che nel rapporto del dr. _ del 18.11.2006 (posteriore alla comunicazione del progetto di decisione) la diagnosi posta era quella di sindrome mista ansioso-depressiva con forte componente disforica, diagnosi che poco si discosta da quella posta in ambito SAM. Viene espressamente indicato un forte legame con eventuali misure di reintegrazione professionale da parte dell’AI.
L’8.3.2007 era seguita poi la decisione dell’UAI che in pratica confermava il progetto.
Con rapporto del 17.7.2007, quindi posteriore alla decisione, il dr. _ attestava in pratica un severo scompenso depressivo.
L’eventuale peggioramento dello stato psichico dell’assicurato è avvenuto quindi dopo la decisione.
Da parte del dr. _ viene invece indicata la presenza d’una problematica a livello del ginocchio sinistro (meloreostosi benigna), problematica già riscontrata in occasione della radiografia del 28.7.2005 e del 15.7.1996, quindi ben precedente la valutazione multidisciplinare in ambito SAM.
In conclusione, l’attuale documentazione evidenzia un possibile peggioramento dello stato psichico da dopo
la decisione UAI
, mentre non vi sono elementi in favore di una modifica sostanziale dello stato fisico rispetto al momento della valutazione SAM.” (Doc. XVI/1)
Nelle successive annotazioni del 25 ottobre 2007, il dr. _ ha aggiunto:
"
Vedi nota del 20.8.2007
Attualmente viene ripresentato il rapporto del dr. _ del 17.7.2007
In conclusione, non posso che riconfermare la presa di posizione del 20.8.2007. Per quanto concerne la critica che la problematica osteoarticolare non sia stata valutata finora faccio presente che l’assicurato è stato debitamente valutato in ambito SAM con perizia reumatologica.” (Doc. XXI/bis)
In data 23 novembre 2007, il dr. _, rispondendo ad una richiesta del patrocinatore dell’assicurato, ha ancora osservato:
"
Come da lei richiesto il 12.11 u.s. troverà qui di seguito un aggiornamento clinico dello stato psichico del paziente sopraccitato ed un commento allo scritto del dr. _ del 20 agosto 2007 da lei trasmessomi.
Dal punto di vista clinico, e facendo riferimento al mio rapporto del 17 luglio 2007 all’attenzione del Servizio medico Regionale dell’UAI di Bellinzona, le confermo che tra metà luglio e lo scorso 5 ottobre il signor RI 1 ha continuato a presentare una sintomatologia depressiva stazionaria di intensità moderato-severa, caratterizzata da anedonia, delusione-disillusione, abbattimento, perdita di stima-reattività-piacere-motivazione, sentimenti di umiliazione e torto subito ma anche di rovina imminente e di impotenza, disforia, pessimismo con impossibilità di proiettarsi costruttivamente nel futuro. Segnalo inoltre una netta tendenza all’isolamento sociorelazionale (il paziente si vergogna di sé e non vuole essere visto-avvicinato da nessuno), una propensione alla discontinuità nel portare a termine le faccende quotidiane (salvo quando lavora presso il conoscente fiduciario tra le 9.00 e le 10.30), una grande difficoltà nel gestire il vissuto emozionale con frequenti eccessi o sbalzi d’umore, una bassa soglia di tolleranza alla frustrazione (può diventare molto collerico oppure chiudersi ulteriormente sul piano relazionale) e disturbi del sonno (difficoltà di addormentamento); al nostro ultimo colloquio del 5 ottobre non era suicidale, ma spesso ha parlato della morte come soluzione ai problemi (rammento che un cognato si è suicidato a _ nella primavera del 2006 con un colpo di rivoltella alla tempia).
Oltre al quadro psicopatologico descritto sopra, ricordo la costante presenza di algie osteoarticolari diverse, soprattutto al dorso e agli arti inferiori.
Sul piano terapeutico prescrivo tuttora il trattamento menzionato nel rapporto del 17.7.2007, mentre dallo scorso 5 ottobre non vedo più il paziente su sua richiesta, avendo egli chiesto una “pausa terapeutica” di qualche settimana. Ho però avuto un paio di colloqui telefonici con la moglie, la quale non descrive cambiamenti particolari nello stato del coniuge.
Sul piano lavorativo e dal punto di vista psichiatrico, tenendo conto del suo stato psichico attuale, del problematico contesto di vita, dell’assenza di un qualsiasi tipo di progettualità socio-occupazionale e facendo astrazione dal paio d’ore di lavoro non qualificato presso il conoscente fiduciario, il signor RI 1 è attualmente da considerare come totalmente inabile al lavoro.
Per quel che riguarda lo scritto del 20.8.2007 del dr. _ dell’UAI di Bellinzona ho pochi commenti da fare, poiché trattasi di un riassunto di atti medici con delle conclusioni inerenti esclusivamente la pertinenza della decisione dell’UAI.
Nei fatti sono dell’avviso che lo scritto del collega non trovi grandi riscontri in quelle che sono la quotidianità e le prospettive esistenziali di questo paziente, per davvero a mio avviso minato sul piano psicofisico, ma che potrebbe ritrovare una traiettoria esistenziale bio-psico-sociale più adeguata-costruttiva-soddisfacente se potesse finalmente beneficiare di una valutazione globale e consistente da parte dell’UAI, nell’ottica di definire le capacità psicofisiche e se possibile di sostenerlo attivamente e durevolmente in una procedura di reinserimento-reintegrazione professionale.” (Doc. G)
In data 18 febbraio 2008 il dr. _, rispondendo a dei quesiti postigli dal patrocinatore dell’assicurato, ha indicato:
"
(...)
Per quel che riguarda la sua prima questione, e dopo rilettura dei testi, posso affermare che da un punto di vista esclusivamente formale, tanto
la perizia SAM
che conseguentemente quella del dr. _ possono essere considerate complete e conformi alle regole dell’arte; questo evidentemente per quanto concerne le tematiche psichiatriche, le uniche per le quali mi considero competente sul piano della valutazione. Sul piano dei contenuti, e pur riconoscendo le mie insufficienti conoscenze per quel che riguarda le malattie somatiche in generale, mi sembra doveroso rilevare un aspetto incongruente nella perizia SAM. Nella stessa si fa in effetti spesso riferimento al fatto che nella loro valutazione in vista di una reintegrazione professionale, gli specialisti non medici abbiano dichiarato il signor RI 1 non atto alla frequentazione di corsi formativi poiché afflitto da dolori dorsali che gli impediscono di mantenere a lungo la posizione seduta, mentre dal canto loro i colleghi specialisti di medicina somatica lo hanno dichiarato totalmente abile in qualsiasi attività compatibile con le sue competenze, senza limitazioni particolari. Trovo queste due così diverse prese di posizione piuttosto discordanti e molto poco discusse-criticate dal redattore del rapporto peritale.
Potrebbe dunque risultare interessante ed importante, per una migliore valutazione del caso del signor RI 1, chiedere un approfondimento di questo aspetto così contraddittorio della perizia SAM:
Per la seconda domanda mi permetto di richiamare il mio precedente scritto del 18 novembre
2006, in
particolare la risposta alla domanda n. 6, scritto certamente già in suo possesso che comunque allego alla presente, nel quale avevo espresso il mio parere in merito al contenuto ed alle conclusioni della perizia psichiatrica del dr. _.
Ora, 14 mesi dopo questa mia presa di posizione, l’evoluzione clinica del disturbo psichico è stata negativa, con un netto aggravamento della sintomatologia depressiva nel corso del 2007, con conseguente prolungamento della totale inabilità lavorativa e di guadagno per motivi psichici, fatto salvo per i 90-120 minuti giornalieri durante i quali il signor RI 1 esegue lavoretti d’ufficio per un fiduciario.
Il peggioramento clinico è particolarmente evidente dalla prima metà dell’estate scorsa. Malgrado l’evoluzione attuale, rimango però dell’avviso che il paziente conservi ancora sufficienti motivazioni e competenze per beneficiare dell’applicazione di concrete, pertinenti e intensive misure di reintegrazione.
A questo proposito e tenendo conto della reticenza dell’UAI di Bellinzona ad entrare nel merito di una riqualifica, le segnalo che da qualche tempo opera sul territorio una istituzione specializzata nella reintegrazione di persone con severi problemi bio, psico e/o sociali; questa istituzione si avvale di una trentennale esperienza acquisita inizialmente a _ ed in seguito in tutta la Svizzera _. Si tratta di _ (_) con sede a _ (Tel. _). Non è impossibile che in questa sede si possano raggiungere risultati migliori di quelli che potrebbe ottenere l’UAI di Bellinzona. Nei fatti la stessa assicurazione sociale potrebbe eventualmente prendersi a carico la responsabilità di indirizzare il paziente a questa istituzione.
Per quel che riguarda la presa a carico e la situazione attuale del paziente, le segnalo che dal mio precedente scritto di fine novembre non ho più visto il signor RI 1 alla mia consultazione. Ho però notizie dalla moglie che lo descrive sempre più cupo, depresso e deluso-disilluso.” (Doc. H)
Il dr. _, nelle sue annotazioni del 27 febbraio
2008, ha
così commentato il parere del dr. _:
"
(...)
Attualmente si aggiunge rapporto del dr. _ del 18.2.2008:
in questo rapporto il dr. _ riconferma l’evoluzione negativa della patologia psichiatrica, evoluzione posteriore alla decisione UAI. Da notare che l’assicurato non è più stato visto dallo psichiatra da novembre 2007.
Valutazione: confermo la mia presa di posizione del 20.8.2007 in assenza di nuovi elementi concreti.” (Doc. XXIX/bis)
2.11. P
erché
un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (
STFA 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160;
Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31; DTF 125 V 352
; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).
In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio
1995 in
re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
In DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.),
la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354)
.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).
Il TFA, in una sentenza I 938/05 del 24 agosto 2006 si è espresso sul valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito dell’assicurazione per l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
3.2 L
'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (...)" (consid.
3.2)
Infine, va rilevato che, affinché
un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag. 628-
629, in
particolare la nota 158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
can
tonali, in particolare la DTF 127 V 294).
In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).
2.12.
Dopo
attento esame della fattispecie, questo TCA non ha motivi per mettere in dubbio la valutazione effettuata dai periti del SAM,
che soddisfa i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché un rapporto medico abbia pieno valore probatorio (cfr. consid. 2.11.) e può quindi validamente servire da base al presente giudizio senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori misure d’istruzione (perizia medica giudiziaria).
Essi hanno debitamente tenuto conto delle singole affezioni invalidanti di cui l’assicurato è affetto, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità lavorativa dell’80% sia nella sua precedente attività di operaio, sia in attività leggere adeguate al suo stato di salute, rispettose delle regole dell’ergonomia, con possibilità di regolari cambiamenti di posizioni.
2.12.1. Riguardo alla patologia somatica, nel suo consulto reumatologico del 20 febbraio 2006 il dr. _ ha attentamente esaminato le patologie dell’assicurato, affetto da una sindrome cervico-vertebrale e lombo-vertebrale su minime alterazioni di tipo degenerativo a livello della colonna cervicale, in particolar modo con una discopatia C4/C5 ed un’uncartrosi a livello C5/C6; sindrome lombo-vertebrale con componente spondilogena a livello della gamba di sinistra su minime alterazioni degenerative discali a livello L3/L4 e L4/L5.
Sulla base di tali disturbi e dopo aver evidenziato la chiara discrepanza esistente fra i reperti clinici e radiologici oggettivabili e i disturbi lamentati dall’interessato, il dr. _ ha ritenuto l’assicurato pienamente abile al lavoro in tutte le attività professionali svolte in precedenza (doc. 66-21).
Nella valutazione globale, tuttavia, i medici del SAM, condividendo il parere del SMR del 21 gennaio 2004, hanno considerato l’assicurato abile al lavoro all’80% sia nella precedente attività di operaio, sia in attività leggere, nelle quali non debba sollevare pesi superiori a 15-
20 kg
, che non siano da svolgere con la schiena in flessione e nelle quali, conformemente a quanto espresso nel rapporto di fine accertamento professionale del 6 novembre 2004, possa cambiare ogni tanto la posizione, alzandosi ogni ora circa per un momento, per compiere piccoli movimenti al fine di rilassare schiena e gambe (doc. 66-12).
Il parere contrario del dr. _ - che nel certificato medico del 2 agosto
2007 ha
attestato un peggioramento dello stato di salute, con la comparsa di una patologia al ginocchio sinistro (meloreostosi benigna) e di dolori radicolopatici agli arti inferiori, ritenendo inoltre che nel caso di specie vi sia anche una componente somatoforme del dolore (cfr. doc. F1) - non può sovvertire le motivate conclusioni del SAM e in particolare del perito reumatologo, dr. _.
Al riguardo, nelle sue annotazioni del 20 agosto 2007, il dr. _ ha rilevato che la presenza di una problematica al ginocchio sinistro era già stata riscontrata ben prima della valutazione del SAM, in occasione delle radiografie del 28 luglio 2005 e del 15 luglio 1996 (doc. XVI/1).
Tali considerazioni del medico SMR possono essere condivise dal TCA. Va inoltre rilevato che lo stesso dr. _, nel suo referto peritale, ha indicato, nelle “affezioni attuali”, la presenza di un “
dolore piuttosto intenso a livello del ginocchio di sinistra, disturbo che risale a circa 10 anni fa’, quando lavorava praticamente sempre in ginocchio, con presenza di un gonfiore piuttosto cronico a livello del ginocchio di sinistra, con sensazione di spostamento di un osso
” (doc. 66-17).
Quanto ai dolori radicolopatici agli arti inferiori, segnalati dal dr. _ nel suo certificato del 2 agosto 2007 (cfr. doc. F1), il dr. _, neurologo, nel suo referto del 2 agosto 2007, dopo aver evidenziato l’accentuazione dei dolori messa in atto dall’interessato, a fronte di reperti radiologici, piuttosto discreti, ha escluso l’esistenza di una lesione radicolare cervicale o lombare (doc. F6).
Nelle sue annotazioni del 20 agosto 2007 il dr. _ ha osservato che la patologia radicolare ipotizzata dal curante è stata smentita dal neurologo (doc. XVI/1).
Anche queste osservazioni del medico SMR possono essere fatte proprie dal TCA.
Infine, quanto alla presunta esistenza di una componente somatoforme e fibromialgica, avanzata dal dr. _ (cfr. doc. F1) e dal dr. _ (cfr. doc. F6: “
in primo piano sembra esservi una sindrome del dolore cronico con componente fibromialgica
”), questo Tribunale rileva che né il dr. _, nel suo consulto peritale reumatologico del 20 febbraio 2006 (cfr. doc. 66/14-21), né il dr. _, nel suo consulto peritale psichiatrico del 24 marzo 2006 (cfr. doc. 66/25-30), hanno diagnosticato la presenza di una fibromialgia o di una sindrome somatoforme da dolore persistente.
Da notare che nel suo referto peritale il dr. _, nell’“anamensi attuale”, ha indicato che il dr. _, reumatologo, nel suo referto del 15 marzo
2005, ha
osservato che a suo avviso l’assicurato presentava un terreno estremamente fertile per lo sviluppo successivo di una sindrome del dolore cronico (cfr. doc. 66-16). In seguito, tuttavia, né il dr. _, né lo psichiatra curante, dr. _, hanno mai riscontrato una tale patologia.
Pertanto, per lo meno fino all’emanazione della decisione impugnata, a mente del TCA non si può ritenere che l’assicurato presentasse né una fibromialgia, né una sindrome del dolore cronico, patologie queste ultime che, occorre ricordarlo, di per sé non sono normalmente invalidanti. Secondo la giurisprudenza federale, infatti,
anche in presenza di una fibromialgia, come nel caso di un disturbo del dolore somatoforme, si deve presumere che tali affezioni o gli effetti delle stesse possano essere sormontati facendo gli sforzi personali ragionevolmente esigibili (cfr. DTF 131 V 49).
Solo eccezionalmente, in presenza d
i determinati presupposti fissati dalla giurisprudenza, si può ritenere inesigibile dall'assicurato, affetto da una fibromialgia, così
come nel caso di un disturbo del dolore somatoforme
, lo sfruttamento della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro.
Si ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4).
2.12.2.
Il TCA non ha motivo per distanziarsi - fino al momento della decisione impugnata, che delimita il potere cognitivo del giudice - neppure dalle conclusioni alle quali è giunto il dr. _, che nel suo referto peritale del 24 marzo
2006 ha
diagnosticato una
sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva (ICD10-F43.22) e un disturbo di personalità di tipo narcisistico importante, che a suo avviso provocano
un’inabilità lavorativa del 20% sia nella sua professione, sia in altre attività.
Il dr. _, dopo aver rilevato che l’interessato è motivato a svolgere un’attività lavorativa e soffre per non avere potuto terminare la formazione che aveva iniziato in ambito informatico, ha proposto che l’assicurato possa nuovamente avere l’opportunità di beneficiare di una riformazione professionale (doc. 66-29).
Come giustamente rilevato nelle osservazioni del 20 agosto 2007 dal dr. _ del SMR (cfr. doc. XVI/1), il possibile peggioramento dello stato psichico dell’assicurato - il quale avrebbe subito un severo scompenso depressivo, come attestato dallo psichiatra curante, dr. _ - è avvenuto dopo l’emanazione della decisione dell’UAI.
Nel suo referto del 17 luglio 2007, infatti, il dr. _ ha sottolineato che “
attualmente il paziente presenta un severo scompenso depressivo, emerso rapidamente nelle scorse settimane in diretta correlazione con la recente decisione negativa dell’Ufficio Invalidità di Bellinzona
”. Il dr. _ ha aggiunto che “
nei giorni immediatamente successivi alla ricezione dello scritto, metà-fine maggio, il signor RI 1 ha presentato uno stato disforico alternante eccessi di collera-astio-risentimento a momenti di intenso abbattimento depressivo
”. Lo psichiatra ha poi indicato che nel corso del mese di giugno 2007 “
lo scompenso si è vieppiù aggravato
”. Malgrado le cure, il dr. _ ha rilevato che “
in questi ultimi giorni lo stato clinico del paziente tende a restare inquietante
” (doc. E, sottolineature della redattrice).
Il dr. _ ha poi ribadito la gravità dello stato psichico dell’assicurato nei suoi scritti del 23 novembre 2007 (cfr. doc. G) e del 18 febbraio
2008, in
cui ha rilevato che “
l’evoluzione clinica del disturbo psichico è stata negativa, con un netto aggravamento della sintomatologia depressiva nel corso del
2007
”
(cfr. doc. H).
V
a qui ricordato che
p
er costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il
14 maggio 2007
– quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25 consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
In concreto, il possibile peggioramento, dal profilo psichico, dello dello stato di salute dell’interessato attestato dal dr. _ nei suoi referti del 17 luglio 2007, 23 novembre 2007 e 18 febbraio 2008, è successivo alla decisione impugnata, come correttamente osservato dal medico SMR. Da notare, inoltre, che dal mese di novembre 2007 l’assicurato ha interrotto i colloqui terapeutici con il dr. _.
Si giustifica pertanto la retrocessione degli atti all’UAI, affinché valuti la documentazione prodotta quale richiesta di revisione su cui l’amministrazione dovrà pronunciarsi.
Nella decisione impugnata l’UAI ha attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità (grado del 100%) limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006 (“tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute - perizia SAM”, cfr. doc. A), negando in seguito il diritto a prestazioni, dato che l’assicurato conserva una capacità lavorativa dell’80% in qualsiasi attività rispettosa dei suoi limiti funzionali (doc. A).
L’attribuzione, da parte dell’UAI, di una rendita intera limitata nel tempo, poi ridotta visto il ripristino di una capacità lavorativa dell’80% dell’assicurato, è corretta. Come visto in precedenza, infatti, dalla perizia del SAM emerge che, come attestato dal dr. _, l’assicurato ha presentato un’incapacità lavorativa totale dal 17 settembre 2004 fino al momento dell’esame peritale (marzo 2006), mentre a partire da tale data è da considerare abile al lavoro all’80% in tutte le attività svolte in precedenza e in altre adeguate (doc. 66-12).
Pertanto, considerata una totale inabilità lavorativa limitatamente al periodo compreso fra il mese di settembre 2004 e il mese di marzo 2006 e ritenuto che successivamente, dopo il 1° marzo 2006, non è più intervenuto, per lo meno fino al momento di emanazione della decisione impugnata, alcun peggioramento dello stato di salute, è a giusta ragione che l’UAI ha assegnato all’interessato una rendita intera di invalidità limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2005 e il 31 maggio 2006.
In conclusione, rispecchiando la perizia del SAM tutti i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.11.), alla stessa può essere fatto riferimento. Inoltre, non essendo stato comprovato, sino all’emissione della decisione contestata, un peggioramento dello stato di salute, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz.
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221),
è da ritenere dimostrato,
secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali,
che ragionevolmente, a partire dal 1° marzo 2006 e fino al momento di emanazione della decisione impugnata, l’assicurato ha presentato una capacità lavorativa dell’80% sia nelle attività svolte in precedenza, sia in altre attività adeguate.
2.13. Ai fini della valutazione economica, il dossier è stato trasmesso al consulente in integrazione professionale.
Con rapporto dell’11 settembre 2006, tenuto conto dei dati medici ed escludendo qualsiasi progetto di riformazione professionale, il consulente, dopo aver indicato che l’assicurato conserva una capacità lavorativa dell’80% sia nelle precedenti attività, sia in altre adeguate, ha proceduto alla determinazione del grado d’invalidità in attività adeguate mediante il consueto raffronto dei redditi (anno di riferimento 2004).
Stabilito un reddito da valido di fr. 41’443 annui - corrispondenti a quanto l’assicurato avrebbe guadagnato come operaio generico presso la _ di _ (cfr. doc. 71-2) - e un reddito da invalido di fr. 38’935 annui – calcolati secondo le tabelle RSS, in attività semplici e ripetitive (categoria professionale 4, quartile 2), apportando una riduzione del 20% per le limitazioni mediche e un’ulteriore riduzione del 15% “
per ragioni sociali (mercato del lavoro medio-leggero, rendimento)
” – il consulente ha determinato un grado di invalidità del 6%, non giudicando opportuno alcun provvedimento professionale (doc. 71-2).
2.13.1. Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr.
DTF 129 V 222; cfr., pure,
STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01
), per cui nel caso concreto sono determinanti i dati del 2006 (visto che il miglioramento dello stato di salute dell’assicurato è intervenuto a partire dal 1° marzo 2006 (abile al lavoro all’80%) e in quell’anno è avvenuta la soppressione della rendita).
Il consulente ha invece proceduto al raffronto dei redditi con riferimento all’anno 2004. Occorre pertanto aggiornare i dati considerati dal consulente al 2006.
2.13.2. Il reddito da valido, come stabilito dal consulente, è pari a fr. 41’443 annui (2004) - corrispondenti a quanto l’assicurato avrebbe guadagnato presso la _ di _ in qualità di operaio generico. Adeguando tale importo al 2006, si ottiene un reddito da valido di fr. 42’359.72
(+1% per il 2005 e + 1.2% per il 2006, cfr.
tab. relativa all’e
voluzione dei salari nominali, dei prezzi al consumo e dei salari reali, 1990-2006, pubblicati sul sito dell’Ufficio federale di statistica
)
.
2.13.3. Per quanto riguarda invece il
reddito da invalido
, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 75 seg.
In questa sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.
2.13.4
.
Partendo dalla constatazione che
l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - in seguito costantemente confermata ed applicata in tutti i settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le malattie) - sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore dell’Ufficio federale di statistica, dottor _, ha così precisato la propria giurisprudenza:
"
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor _, direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:
"(...)
Il Tribunale federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio CHF 4294.-- nel 1996, cfr.
"L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:
- possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. CHF 4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?
- In caso di risposta negativa:
Perché no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo alla situazione del nostro Cantone?
(...)" (cfr. doc. V bis)
Il dottor _ ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(...)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
- Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).
- È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).
A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (...)." (cfr. doc. V bis)
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente argomentazione:
"
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio CHF 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."
Su questi argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia ..., in RDAT II-2003, p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed.
Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona 2004, p. 124-128;
D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du Tessin à la jurisprudence suisse en matière de sécurité sociale",
in
CGRSS n° 33-2004, p. 19 seg.
(28-33); D. Cattaneo, "Sentenze recenti del Tribunale cantonale delle assicurazioni",
in
Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali, Ed. CFPG, Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2006, p. 135ss. (163-171).
Nell’ambito di una procedura ricorsuale dinanzi al TFA, conclusasi con uno stralcio dai ruoli in seguito al ritiro del ricorso (cfr. STFA U 56/03 del 7 giugno 2006), la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28 aprile 2006 aveva informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:
"
... la Corte plenaria del Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito ipotetico da invalido."
In una sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 (pubblicata in RtiD I 2007 pag. 216 segg. e in SVR 2007 UV n. 17 pag. 56), il TFA ha, per la prima volta, esposto le motivazioni che hanno spinto la Corte plenaria, il 10 novembre
2005, a
prendere la decisione appena citata:
"
(...)
8.2
In
primo luogo si osserva che, per un'ovvia questione di parità di trattamento (art. 8 Cost.), un'applicazione della tabella TA13 al solo Cantone Ticino deve essere esclusa se non si vuole creare un'inammissibile lex ticinensis. Analoghe considerazioni di praticabilità, di parità di trattamento e di sicurezza giuridica si oppongono quindi a un'applicazione alternativa delle tabelle nazionali (TA1) e di quelle regionali (TA13) come pure a un'applicazione delle prime ad alcune regioni e delle seconde alle rimanenti regioni.
8.3
Allo stesso modo, un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di quelle nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente creare le basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà economico-sociale concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche nuovi problemi dovuti al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si registrano delle differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le due regioni facciano parte della medesima grande regione "MIttelland", è notorio che i salari esistenti nel Canton Berna non sono gli stessi di quelli del Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese occorrerebbe prendere in considerazione i salari relativi alla regione lemanica. Ora, nell'una e nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori regionali (TA13) al posto di quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe maggiormente sfavorevole per questi assicurati. Si pone quindi ugualmente la questione dell'assicurato che lavora(va) in un Cantone appartenente a un'altra grande regione, ad esempio del lavoratore giurassiano che lavora(va) nel Cantone di Basilea (città o campagna). Ora, se si intendesse determinare il reddito da invalido sulla base della tabella TA13, non si farebbe altro che spostare o restringere il cerchio geografico nel quale si iscrive ogni determinazione di un reddito ipotetico sulla base di valori statici. In questa maniera, però, si correrebbe pure il rischio di offuscare oltremodo l'obbligo o l'esigibilità per l'assicurato di ridurre il danno e di andare, se del caso e nei limiti ragionevoli, a cercare un'attività al di fuori della sua regione abituale. Si creerebbero nuove disparità nei confronti di assicurati che abitano a cavallo tra due o addirittura tre grandi regioni o di chi abita in una di queste regioni e lavora in un'altra.
8.4.
A ciò si aggiunge che nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha precisato che, laddove una tale operazione non fosse possibile sulla base di rilevamenti salariali DPL, il reddito da invalido va di principio definito sulla base dei dati statistici salariali ISS applicabili nell'insieme del settore privato (DTF 129 V 484). Ora, anche siffatta considerazione si opporrebbe a un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, concernenti il settore pubblico e privato.
8.5
Non può pertanto ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità poiché una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio costituzionale di parità di trattamento come pure con il rango costituzionale delle assicurazioni invalidità e infortuni quali assicurazioni federali."
In un’altra sentenza I 790/04 del 18 ottobre 2006, il TFA ha ancora rilevato:
"
Quanto alla questione della tabella applicabile tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre 2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure la sentenza del 22 agosto
2006 in
re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la sentenza 12 ottobre
2006 in
re S., U 75/03). Il reddito ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato. Alla luce di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per ammettere una riduzione dei salari statistici, quale quella operata dai primi giudici, che tenga conto, ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino cantone, che l'assicurato vive in una regione economicamente meno forte. Anche sotto questo aspetto non può pertanto trovare conferma la valutazione del tasso d'invalidità compiuta dalla Corte di prime cure."
Alla luce di questa chiara giurisprudenza federale (cfr. sul tema: L. Grisanti "Nuove regole per la valutazione dell'invalidità " in RTiD II-2006 pag. 311 segg.), il reddito da invalido deve dunque essere determinato dal TCA applicando i valori nazionali (Tabella TA1).
Spetta semmai al Parlamento o al Consiglio federale intervenire su questo tema, se lo riterranno opportuno.
Il 22 giugno 2007 il Consiglio nazionale ha accolto una mozione del 2 ottobre 2006 no. 06.3466 del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani il quale chiede che il "Consiglio federale proceda con sollecitudine ad ovviare a questa distorsione, adeguando le disposizioni di applicazione della legge sull'assicurazione invalidità".
Il nuovo art. 28a cpv. 1 LAI introdotto nell’ambito della 5a revisione della LAI, approvata dal popolo il 17 giugno 2007, dispone che sarà il Consiglio federale a definire il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell’invalidità.
Il 17 dicembre 2007 il Consigliere federale Pascal Couchepin, rispondendo ad una domanda (07.5369) del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani ha preannunciato che "pour respecter les différences salariales dans les diverses régions de Suisse, il est prévu d'opérer sur le salaire ressortant de l'enquête sur la structure des salaires en Suisse une réduction qui tienne compte des différenciations régionales. La mise en oeuvre de cette règle est prévue pour le premier trimestre 2008 au moyen de circulaires de l'Office fédéral des assurances sociales" e, invitato a precisare se riteneva sufficiente una semplice circolare, ha sottolineato quanto segue:
"
Monsieur Robbiani, je ne suis pas en mesure de vous affirmer avec toute l'autorité juridique nécessaire si oui ou non une circulaire est suffisante. Mais ce que je vais faire, c'est demander à mes collaborateurs si je dois moi-même signer la circulaire dans la mesure où, comme vous le dites, il devrait y avoir une décision politique claire. On va vérifier le point sur lequel vous attirez notre attention."
Questo Tribunale si limita a ricordare che, secondo la giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza di trattamento proibisce, citiamo: "de faire, entre divers cas, des distinctions qu'aucun fait important ne justifie", ma anche "de soumettre à un régime identique des situations de fait qui présentent entre elles des différences importantes et de nature à rendre nécessaire un traitement différent (cfr. DTF 129 I 3; DTF 127 V 454; Zbl 2005 p. 87ss. (89-90); A. Auer-G. Malinverni-M. Hottelier, "Droit constitutionnel suisse", Vol.
II, Stämpfli Editions SA, Berna 2006, p. 484 n. 1030 e 499 n. 1061).
In una sentenza U 8/07 del 20 febbraio
2008,
rispondendo ad una questione sollevata dal TCA nella sentenza 35.2006.60 del 23 novembre 2006, consid. 2.10.9
("
Questo Tribunale constata che il salario che l’assicurato avrebbe conseguito nel 2005 quale muratore semi-qualificato (infatti nel 2005, secondo il contratto collettivo di lavoro dell’edilizia, un lavoratore con conoscenze percepiva un salario orario di fr. 25.15, contro i fr. 22.65 percepiti dai lavoratori edili), è inferiore a quello realizzato in media a livello svizzero dai lavoratori del settore della costruzione con qualifiche analoghe (Tabella TA 1 2004, punto 45, livello di qualifica 3: fr. 5'358 x 12 mesi = 64'296, riportato su 41.6 ore/settimana = 66'867.84; dopo adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2005, un reddito annuo pari a fr. 67'443.41; per un recente caso in cui l’Alta Corte ha fatto riferimento ai livelli di qualifica 2 e 3, cfr. STFA del 12 ottobre 2006 nella causa S., U 404/05, consid. 2.3.4).
Ci si potrebbe chiedere se in tale ipotesi, e visto il richiamo del TFA ai salari nazionali (Tabella TA 1), non dovrebbe essere applicata la giurisprudenza federale secondo la quale, quando l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (cfr. DTF 129 V 225 consid. 4.4; AHI-Praxis 1999, p. 329 consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 6 settembre 2006 nella causa H., U 454/05 + 456/05, consid. 6.3.3 e 6.3.4).
Spetta comunque all’Alta Corte pronunciarsi al riguardo")
,
la nostra Alta Corte ha stabilito che:
"
(...)
5.3. Giova inoltre ricordare che nel caso in cui il reddito conseguito prima dell’invalidità è inferiore alla media dei salari per un’attività paragonabile nel settore interessato e non vi è inoltre motivo che induca a ritenere che fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi di un guadagno modesto, la giurisprudenza ammette che gli stessi fattori che hanno influenzato negativamente il reddito da valido vengano considerati anche per fissare il reddito da invalido (DTF 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225, SVR 2004 UV no 12 pag. 44, consid. 6.2, secondo cui un reddito inferiore del 10% rispetto ai salari usuali del settore è stato considerato chiaramente sottola media [U 173/02]; cfr. pure sentenza U 529/06 del 28 gennaio 2008, consid. 8.2 con riferimenti).
6.
Nel caso di specie, il ricorrente contesta sia la determinazione del reddito da invalido che quella da valido.
6.1 Per quanto concerne il reddito da valido, l’interessato fa valere che l’importo determinato dall’INSAI sulla base dei dati forniti dall’ex datore di lavoro risulterebbe, come giustamente rilevato anche dal primo giudice, inferiore del 9% circa rispetto al salario medio nazionale dei lavoratori attivi nel settore delle costruzioni con qualifi-che analoghe. L’argomento è pertinente. In effetti, il dato ritenuto dall’assicuratore infortuni a titolo di reddito da valido (fr. 61'277.- per l’anno di riferimento 2005) è inferiore nella misura del 9.58% a quello desumibile dalla tabella TA1 di cui all’ISS (edizione 2004, pag. 53, livello di esigenze 3, cifra 45 costruzioni), quest’ultimo essendo pari, dopo adeguamento all’evoluzione salariale per il 2005, a fr. 67'765.89 (fr. 5'358 x 12 : 40 x 41.7[v. La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella 9.2] x 1.011 [v. La Vie économique, 12-2007, pag. 99, tabella 10.2]). Alla luce della giurisprudenza richiamata al considerando 5.3, che, come visto, permette al giudice chiamato ad effettuare un raffronto dei redditi di prendere in considerazione in ugual misura per ciascuno degli elementi di paragone fattori estranei all’invalidità, può, se del caso, essere tenuto conto di questa circostanza nell’ambito della determinazione del reddito ipotetico da invalido.
6.2 A quest’ultimo riguardo, il ricorrente, pur rispettando la più recente giurisprudenza in materia, rileva che il mercato del lavoro ticinese oggettivamente offre ai lavoratori occupati in questo Cantone di frontiera retribuzioni nettamente inferiori e penalizzanti rispetto al resto della Svizzera, come risulterebbe, almeno in parte, dalle tabelle TA1 e TA13 di cui all’ISS. Il ragionamento è comprensibile, ma viene tuttavia relativizzato dalle considerazioni espresse al considerando precedente.
6.3 Mancando in concreto indicazioni economiche effettive, in considerazione della più recente prassi di questa Corte - cui allude l'insorgente - che non ammette più la possibilità di fare capo ai dati statistici salariali relativi alle grande regioni, tabella TA13 ISS, per determinare il reddito ipotetico da invalido, quest'ultimo deve essere stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel settore privato (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 8, riassunta in RSAS pag. 64). In tali condizioni, partendo dal valore totale mediano di cui all'ISS 2004 (pag. 53, livello di esigenze 4), si ottiene un importo di base di fr. 57'258.24 per il 2004 (fr. 4'588 x 12
: 40 x 41
.6 [La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella B9.2]), che, adattato all'evoluzione salariale (1%, v. La Vie économique, 12-2007, pag. 99, tabella B10.2), porta a ritenere un importo di fr. 57'830.82 per il 2005.
6.4 Operando una prima riduzione del 9.58% da quest'ultimo importo per tenere conto della differenza salariale di cui si è detto al considerando 6.1, deducendo poi una quota ulteriore del 15%, non oggetto di contestazione, per considerare adeguatamente le circostanze particolari del caso (
DTF 126 V 75
; in concreto: limitazioni riconducibili al danno alla salute, statuto di frontaliere), il raffronto dei redditi (reddito da valido di fr. 61'277.- e guadagno da invalido di fr. 44'447.03 [fr. 57'830.82 ./. 9.58% ./. 15%]) dà un grado d'invalidità arrotondato (
DTF 130 V 121
) del 27%. (...)"
Di conseguenza, quando il salario da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327).
2.13.5. Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato nonostante il danno alla salute, l'amministrazione ha quindi giustamente fatto riferimento ai dati statistici nazionali della Tabella TA1.
Orbene - utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2006 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4’732.
Riportando questo dato su 41.7 ore (
cfr. tabella B 9.2,
pubblicata
in
La Vie économique, 11-2007, p. 98)
, esso ammonta a fr. 4'933.11 mensili oppure a fr. 59'197.32 per l'intero anno (fr. 4'933.11 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).
L’assicurato, quale operaio presso la _ di _, avrebbe guadagnato, nel 2006, fr. 42’360/anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.13.2.), corrispondenti a fr. 3'530.-/mese.
Tale reddito si situa sotto la media dei salari per un'attività equivalente (cioè fr. 58’597.--/ anno e 4’883.--/mese; cfr. Tabella TA1 2006 p.to 36-37 “Altre industrie manifatturiere”, livello di qualifica 4: fr. 4’684.--
X
12 mesi = 56’208.--, riportato su 41.7 ore/settimana = fr. 58’597).
Ora, qualora, già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il reddito di una persona assicurata si situi sotto la media dei salari per un'attività paragonabile nel settore interessato – a causa ad esempio di una formazione e di conoscenze linguistiche insufficienti - e che non si possa sostenere che essa si sia volontariamente accontentata di una retribuzione modesta, si deve ammettere che gli stessi fattori che hanno inciso negativamente sul reddito da valido potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. Accertato che l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (cfr. STF U 529/06 del 28 gennaio 2008).
In casu
, posto che dall’incarto non emergono indizi a favore del fatto che fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi di un guadagno modesto, in applicazione della giurisprudenza appena citata, il reddito statistico da invalido (fr.
59'197.32
) va dunque ridotto del 27.7%, percentuale corrispondente al
gap
salariale (fr. 42’360 vs. fr. 58’597), e si attesta pertanto a
fr. 42’799.66
.
Ritenuto che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.12.3.), da un punto di vista medico, l’assicurato può esercitare un’attività adeguata alle sue condizioni di salute all’80%, il reddito statistico citato va ridotto del 20% e ammonta a fr. 34’239.73 (
fr. 42’799.66 ridotti del 20%
).
2.13.6. In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "... di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
Nella sentenza I 147/05 del 25 luglio 2005, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.
L'Alta Corte ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo parziale (5%):
"
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen Auffassung der Gutachter des Instituts Y._ vom 4. April 2003 ist dem Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar, während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis
10 kg
repetitiv und vereinzelt über
15 kg
, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen; dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.
2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache, dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00 [Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt (Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und Ausländer zusammensetzen.
2.6 Die IV-Stelle führt in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag, die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden ...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).
2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw. 2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente führt."
(STFA succitata).
In un’altra pronunzia U 420/04 del 25 luglio 2005, consid. 2 - riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen
keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann.
Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung getragen”).
In una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:
"
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.
A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo.
Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid. 4.3.,
la stessa Alta Corte
federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore).
In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione.
Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b).
Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.
Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%.
Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute).
La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).
Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)
Dalla decisione formale impugnata si evince che l’amministrazione ha applicato una decurtazione del 15% sul reddito statistico, e ciò per tenere conto, come indicato dal consulente IP nel suo rapporto dell’11 settembre 2006, del “
mercato del lavoro medio-leggero e del rendimento
” (cfr. doc. 71-2).
Secondo questa Corte, con la riduzione percentuale decisa dall’UAI si tiene conto adeguatamente di tutte le peculiarità del caso di specie.
Il reddito da invalido, considerata una decurtazione del 15%, ammonta quindi a
fr. 29'103.77
(85% di fr.
34’239.73
).
In conclusione, il grado di invalidità dell'insorgente - determinato confrontando i fr. 29'103.77 al reddito che egli avrebbe potuto conseguire qualora non fosse insorto il danno alla salute, e cioè fr. 42'360.--, risulta essere del
31.29%
.
Inferiore alla soglia minima del 40% (cfr. consid. 2.3.), il grado di invalidità del ricorrente non apre il diritto ad una
rendita di invalidità.
Nella misura in cui l’UAI ha rifiutato il riconoscimento di una rendita di invalidità dopo il
31 maggio 2006
, la sua decisione formale del 14 maggio 2007 merita conferma.
2.14. A titolo abbondanziale, va osservato che essendo il grado di invalidità dell’insorgente superiore al 20%, egli potrebbe teoricamente avere diritto ad una riformazione professionale.
L’art. 17 LAI prevede in particolare che:
"
L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."
Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;
AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
Nel caso di specie, tuttavia, una riqualifica professionale non entra in considerazione, ritenuto che il consulente ha escluso ulteriori provvedimenti integrativi di natura professionale (cfr. doc. 71-2).
Come già diffusamente indicato dal consulente nel rapporto del 29 ottobre 2004, infatti, l’assicurato - che era stato posto al beneficio di un periodo di osservazione presso il _ di _ – dispone di una vasta gamma di attività esigibili, semplici e medio-leggere, non qualificate, con possibilità di variare la postura, sia nel settore secondario, che nel terziario, direttamente accessibili. Il consulente ha precisato che in queste attività l’assicurato può sfruttare al meglio la sua capacità di lavoro residua; dispone di una formazione sufficiente per accedere a questa “fetta” di mercato; tali attività rispettano le sue limitazioni fisiche e tengono conto delle sue competenze, della sua decennale esperienza nel settore della vendita e come operaio in diversi settori industriali, della sua predisposizione verso il settore dell’informatica (ad esempio nei lavori del settore terziario che richiedono l’uso del computer), della sua conoscenza delle lingue straniere (doc. 44-4). Il consulente ha poi verificato che il mercato di attività esigibili per l’assicurato è sufficientemente vasto (cfr. doc. 44-4).
Infine, il consulente ha escluso una riformazione professionale per l’assicurato, in quanto “
sono da escludere formazioni di primo livello (AFC) in quanto la postura seduta/statica di lunga durata non è esigibile (vedi esperienza scolastica presso _); non vi è una ragionevole proporzionalità fra costo del provvedimento e risultato verosimilmente ottenibile (non è compito dell’AI di occupare un assicurato in una posizione economica e professionale migliore rispetto a quella che occupava prima, cfr. circolare sulle misure di reintegrazione professionale, marg. 4002)
” (doc. 44-7). Inoltre, vista la presenza sul mercato del lavoro di attività direttamente accessibili e confacenti con il danno alla salute, il consulente ha concluso che l’assicurato è “
direttamente reintegrabile sul mercato del lavoro in un determinato e specifico ciclo produttivo
” (doc. 44-7).
2.15. L’assicurato ha chiesto l’esperimento di una perizia giudiziaria, l’edizione della sua cartella clinica da parte del dr. _, del dr. _, del dr. _ e del dr. _, oltre all’audizione testimoniale dello stesso dr. _ (XIX + 1-2).
Va qui ricordato
che, q
uando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.
3c con riferimenti).
Nel caso in esame, secondo questo Tribunale la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel merito della vertenza senza che si rivelino necessari ulteriori
provvedimenti probatori
.
Non è pertanto necessario procedere né alla perizia, né all’audizione testimoniale, né all’edizione dei documenti richiesti.
2.16.
Con la decisione impugnata
l’Ufficio AI ha respinto l’istanza di gratuito patrocinio inoltrata dall’assicurato contestualmente alle osservazioni del 16 ottobre 2006 (doc. 80-1).
2.16.1. L'art. 37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica, DTF 132 V 443), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda.
Il capoverso 4 recita che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito (cfr. DTF 132 V 200).
Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza (vedi per l’assicurazione invalidità DTF 114 V 228, per l'assicurazione contro gli infortuni DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid. 5b, ambedue con riferimenti).
Il TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (cfr. SVR 2000 KV Nr. 2, consid. 4c, pag
6, in
fine
).
Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser, op. cit., ad art. 37, n. 20, pag. 400; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole (cfr. FF 1999 3965).
La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 37, n. 21, pag. 400-401).
In una sentenza I 928/05 del 4 dicembre
2006 in
una vertenza relativa all’assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità dell’assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata. In quell’occasione l’Alta Corte ha negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione sviluppando le seguenti considerazioni:
"
(...)
5.1 Was die von Vorinstanz und Verwaltung verweigerte unentgeltliche Verbeiständung im Einspracheverfahren anbelangt, so hat das kantonale Gericht zutreffend erwogen, dass der Gesuch stellenden Person ein unentgeltlicher Rechtsbeistand im Verwaltungsverfahren gemäss Art. 37 Abs. 4 ATSG nur bewilligt wird, wo die Verhältnisse es erfordern, im kantonalen Prozess dagegen bereits, wo die Verhältnisse es rechtfertigen (Art. 61 lit. f Satz 2 ATSG). Richtig ist auch, dass die Offizialmaxime rechtfertigt, an die Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 36 Erw. 4b, 114 V 235 Erw. 5b); die anwaltliche Vertretung im Verwaltungsverfahren drängt sich nur in Ausnahmefällen auf (BGE 132 V 201 Erw. 4.1, 117 V
408 f
. Erw. 5a, 114 V 238 Erw. 6). Verlangt werden qualifizierende, besondere Umstände. Dagegen kann nicht bereits aus dem Umstand, dass eine Recht suchende Person während des Verwaltungsverfahrens von einer Fürsorgebehörde betreut wurde, auf die fehlende Notwendigkeit einer anwaltlichen Vertretung im Einspracheverfahren geschlossen werden. Insoweit greift die Begründung der Vorinstanz zum ablehnenden Entscheid zu kurz.
5.2 Umgekehrt kann aber auch nicht bereits aufgrund der Tatsache, dass eine Rente - mithin eine finanzielle Leistung von in der Regel erheblicher Bedeutung - zur Diskussion steht, automatisch von einer notwendigen Verbeiständung ausgegangen werden. Wollte man bereits in diesem Umstand einen besonders schweren Eingriff in die Rechtsstellung des Versicherten erblicken, der regelmässig eine unentgeltliche Verbeiständung zur Folge hat, würde dies darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen oder den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung widerspräche (Urteil R. vom 8. November 2006, I 746/06). Es sind vielmehr die konkreten Umstände zu beurteilen.
5.3 Vorliegend hat die IV-Stelle ihre Leistungsverweigerung in einer ersten Verfügung vom 9. Januar 2004 zunächst damit begründet, dass die im Arztbericht von Frau Dr. med. L._ vom 30. Dezember 2003 gestellte Diagnose weiterhin eine körperlich nicht belastende Tätigkeit ganztägig ermögliche, was nach wie vor ein rentenausschliessendes Einkommen zulasse. Auf anwaltliche Einsprache hin holte sie den zum Abklärungsbericht der Institution X._ vom 23. Juni 2003 abgefassten Zusatzbericht von Frau Dr. med. L._ vom 28. April 2004 ein, worin eine psychiatrische Begutachtung empfohlen wurde, und hob die Verfügung deswegen auf (Einspracheentscheid vom 21. Juli 2004). Nach Eingang des psychiatrischen Berichtes von Dr. med. H._ vom 28. Januar 2005, worin auf das Fehlen eines psychischen oder psychosomatischen Gesundheitsschadens geschlossen wurde, erneuerte die Verwaltung ihre ablehnende Haltung mit Verfügung vom 7. Februar 2005. Aus medizinischer Sicht wies der Fall demnach weder nach Erlass der ersten noch der zweiten Verfügung besondere Schwierigkeiten auf. Auch sonst sind keine qualifizierten Umstände auszumachen. Es galt lediglich, die offenkundige Diskrepanz zwischen den medizinischen Berichten und jenem der Institution X._ zu erkennen und aufzugreifen, wozu die den Beschwerdeführer während des Verwaltungsverfahrens begleitende Fürsorgebehörde ohne weiteres in der Lage gewesen wäre. Der vorinstanzliche Entscheid, mit welchem die Notwendigkeit einer anwaltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren verneint wurde, ist somit im Ergebnis zu bestätigen.
(...)“
(STFA del 4 dicembre 2006 nella causa F., I 928/05, consid. 5.1 e 5.2)
Nella sentenza I 746/06 dell’8 novembre 2006 il TFA ha indicato i seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:
"
(...)
3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkommensberechnung in der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12.
Oktober 2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände.
(...)“ (STFA dell’8 novembre 2006 nella causa R., I 746/06, consid. 3.2)
Per un caso in cui, sempre in materia di assicurazione per l’invalidità, il TFA ha invece ammesso la necessità dell’assi-stenza di un avvocato per la procedura di opposizione visto che si trattava di applicare la giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore somatoforme, vedi la sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006.
2.16.2. Nella presente fattispecie l’Ufficio AI – lasciata aperta la questione a sapere se si trovasse nel bisogno e se la vertenza non fosse di primo acchito votata all’insuccesso – ha negato all’assicurato il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa in quanto ha ritenuto – rientrando il caso nella casistica più consueta delle pratiche AI – non necessario o perlomeno non indicato l’intervento di un avvocato e perché – non essendo sollevati problemi di natura eccezionale o quesiti giuridici di notevole difficoltà – l’insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad un legale.
Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non sono in concreto sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.
Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari per riconoscere il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa, in particolare sulla necessità dell’assistenza di un avvocato “sachliche Gebotenheit des Beizugs eines Anwalts”, l’Alta Corte, in una sentenza I 911/06 del 2 febbraio 2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(...)
Hinsichtlich der sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die Eigenheiten der anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des jeweiligen Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität der Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der Person des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit, sich im Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu
BGE 122 I 8
, in: AJP 1996 S. 495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen ist (
BGE 130 I 182
Erw. 2.2 mit Hinweisen), und wenn auch eine Verbeiständung durch Verbands-vertreter, Fürsorger oder andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt (
BGE 125 V 34
Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S.
163 f
. Erw. 2a und b). Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen, dass das in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (
BGE 130 I
183
f
. Erw. 3.2 und 3.3 mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen strengen Massstab anzulegen (
BGE 125 V
35
f
. Erw. 4b; Anwaltsrevue 2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10.
März 2006 Erw. 7.1, I 692/05).
(...)” (STFA del 2 febbraio 2007 nella causa G., I 911/06)
La necessità o meno dell’assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei casi di applicazione cfr. consid. 2.16.1).
Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di valutare il diritto dell’assicurato ad una rendita AI o ad una riformazione professionale, dopo un periodo di accertamento presso il _, l’Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto ricorrere ad una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 66).
Contro il progetto di assegnazione di una rendita limitata nel tempo, poi soppressa a partire dal 1° giugno 2006, a seguito del miglioramento dello stato di salute dell’interessato valutato dai medici del SAM, l’avv. RA 1 ha trasmesso all’amministrazione una serie di certificati medici, attestanti un grado di inabilità lavorativa superiore a quanto deciso dal SAM. Il patrocinatore ha infatti contattato sia lo psichiatra curante, dr. _, sia il dr. _, i quali hanno certificato un grado di inabilità lavorativa dell’interessato ben superiore a quanto stabilito nella perizia del SAM. A seguito delle osservazioni presentate dal patrocinatore dell’assicurato e, in particolare, della nuova documentazione medica prodotta, l’UAI ha dovuto far capo ad una valutazione dei nuovi referti medici da parte del SMR, al fine di apprezzare se tali rapporti medici erano in grado di modificare le conclusioni della perizia del SAM (cfr. doc. 88-1).
Alla luce di quanto appena esposto è a torto che l’Ufficio AI ha ritenuto
non necessario o perlomeno non indicato l’intervento di un avvocato e concluso che l’insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad un legale.
Per quanto riguarda gli altri presupposti – non analizzati dall’Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva quanto segue.
Le conclusioni dell’opposizione interposta dall’assicurato non erano prive di possibilità di esito favorevole.
Inoltre, l’assicurato, beneficiario di prestazioni assistenziali, è chiaramente indigente (cfr. doc. XIII/bis).
Gli atti vanno quindi rinviati all’Ufficio AI affinché si pronunci sull’importo spettante all’assicurato (cfr. DTF 131 V 153).
2.17. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria (cfr. consid. 2.18.).
Al riguardo il Consiglio federale nel Messaggio concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (misure di semplificazione della procedura) del 24 maggio
2005 in
FF 2005 pag. 2751 seg. si è così espresso:
"
(...)
Quando sono adempite le condizioni del gratuito patrocinio, la procedura di ricorso in materia di AI continuerà ad essere gratuita (con riserva di una successiva restituzione) per gli assicurati interessati, come negli altri settori del diritto amministrativo.
Si intende così garantire che saranno prese in considerazione le particolarità del singolo caso, in modo tale che anche le persone meno abbienti possano accedere ai tribunali.
(...)
Le stesse considerazioni valgono a proposito delle procedure di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni e, per le persone residenti all'estero, dinanzi alla Commissione di ricorso AVS/AI. In altri termini, quando non può essere concesso il gratuito patrocinio in seguito a circostanze particolari che riguardano il singolo caso, per le controversie concernenti prestazioni dell'AI i Cantoni devono stabilire limiti di spesa inferiori rispetto agli altri settori del diritto amministrativo.
Al fine di tener conto della componente di politica sociale, fisseranno questi limiti non in funzione del valore litigioso, ma in funzione dell'onere effettivo. È stato fissato un limite di spesa (dai 200 ai 1000 franchi) equivalente a quello stabilito nella revisione totale dell'organizzazione giudiziaria. Si è così dato seguito al suggerimento espresso dalla maggioranza dei Cantoni nella procedura di consultazione. (...)"
2.18. Il ricorrente ha infine postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (I).
Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 86, pag. 626).
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 88s) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).
In casu, il
ricorrente, sposato e padre di tre figli (nati rispettivamente nel 1995, nel 1997 e nel 2001), si trova nel bisogno. Il medesimo dispone in effetti, quali entrate, di uno stipendio di fr. 869.30 mensili, di assegni integrativi pari a fr. 1'671 mensili e di una prestazione assistenziale di fr. 994.- mensili (cfr. doc. XIII/bis). L’assicurato non possiede inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un legale appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva essere privo di fondamento.
Essendo dunque
nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Ne consegue che il ricorrente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).