Decision ID: e95e2590-50c9-5f57-95d0-d23a3830de96
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che l’attrice con la petizione procede per ottenere dalla convenuta ex art. 841 CC il pagamento dell'importo dell'ipoteca legale degli artigiani per il quale essa è risultata perdente nella realizzazione del fondo n. _ di _, già di proprietà di _;
che la convenuta si è opposta alla petizione;
che all’udienza preliminare del 18 marzo 1999 la convenuta ha chiesto l'edizione da _ dell'intero incarto concernente il credito di costruzione a suo tempo concesso ad Enzo Picco;
che _ ha avversato l'istanza con osservazioni del 27 agosto 1999, contestando in sintesi l'esistenza del requisito della comunanza ex art. 206 cifra 2 CPC;
che il Pretore ha ammesso l'istanza di edizione, ritenendo dati gli estremi dei combinati disposti degli art. 206 cifra 2 e 211 CPC;
che _ insorge contro il pronunciato pretorile negando l'esistenza del requisito della comunanza e sostenendo l'irrilevanza della documentazione richiesta ai fini delle tesi della convenuta, documentazione che verrebbe invece acquisita in vista di una futura causa della convenuta nei confronti della stessa _;
che la convenuta con osservazioni 15 maggio 2000 postula la reiezione del gravame;

Considerato
in diritto:
che l’art. 206 CPC prevede che ogni parte è in diritto di richiedere all’altra la produzione di documenti in suo possesso se ne sia proprietaria o comproprietaria o se il detentore vi sia obbligato per legge o per contratto (cifra 1), oppure se si tratti di documenti redatti per un interesse comune alle parti o attestanti i loro reciproci diritti ed obblighi, ritenuto che le corrispondenze relative ad un affare comune o fra le parti ed un intermediario sono comuni (cifra 2):
che secondo l’art. 211 cpv. 1 CPC i terzi possono essere tenuti alla produzione dei documenti che sono in loro possesso nei casi in cui può esservi tenuta la controparte;
che il terzo può opporsi alla domanda di edizione ed impugnare con appello il decreto con cui viene astretto alla produzione di documenti (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, ad art. 211, m. 9);
che tuttavia non spetta al terzo di sindacare sull’esistenza dei presupposti di cui agli art. 206 e 207 CPC, dovendo egli piuttosto fondare la propria opposizione sui motivi sostanziali per i quali l'edizione non deve essere concessa (
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 211, m. 1 e 3);
che _ dimostra di conoscere questi principi giurisprudenziali (cfr. osservazioni del 27 agosto 1999, punto 2.4, pag. 4; appello, punto 5, pag. 9), ma ciò nondimeno essa li disattende apertamente, visto che il gravame è eminentemente incentrato su di un'irrituale critica dell’applicazione da parte del Pretore dell'art. 206 CPC;
che nelle osservazioni del 27 agosto 1999 le obiezioni di natura sostanziale sono state indicate solo a guisa di "esempio" e a titolo abbondanziale (punto 2.4, pag. 4);
che _ in quell'allegato non ha in altri termini in alcun modo preteso di affermare che essa si esponeva a pregiudizi sostanziali, indicati, esplicitamente, solo a titolo esemplificativo;
che non avendolo fatto nella sede opportuna, essa per effetto dell'art. 321 CPC non può ora dolersi di asseriti pregiudizi sostanziali che le deriverebbero dall'ossequio dell'ordine di edizione (appello, punto 5, pag. 9);
che gli stessi, ad ogni buon conto, non sussistono;
che la decorrenza del termine di cui all'art. 962 CO consente infatti unicamente l'eliminazione dei documenti, ma non di opporsi con successo a una domanda di edizione;
che nemmeno l'invocazione del segreto bancario osta di per se stessa all'accoglimento della domanda di edizione (
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 211, m. 7 e 8);
che l'asserito pericolo di esporsi ad un danno divulgando documenti non di pertinenza dei richiedenti senza essersi adeguatamente difesa rimane una vuota affermazione di parte, ritenuto comunque che nella presente procedura l'appellante ha avuto ogni possibilità di difendersi adeguatamente;
che l'appello, manifestamente infondato nella limitata misura in cui è ricevibile, va perciò respinto;
che le spese di procedura e le ripetibili seguono la soccombenza dell'appellante (art. 148 CPC);