Decision ID: e03bea56-fcc1-5c5e-952f-e2b308f2133b
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 28 ottobre 2008 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha confermato la precedente decisione del 21 luglio 2008 (cfr. Doc. 11) con la quale ha sospeso RI 1 per 13 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per essere stato licenziato dal programma d'occupazione che stava seguendo presso la _ di _.
Al riguardo l'amministrazione si è così espressa:
"
(...)
3. Nel caso in esame, dalla documentazione agli atti emerge segnatamente quanto segue:
-
l'opponente è stato inserito, nel periodo dal 29 gennaio al 2 maggio 2008, a tempo pieno, nel POT organizzato dalla _. In seno alla predetta misura l'assicurato era chiamato a svolgere l'attività di costruzione di muri a secco e di pulizia del vicino corso d'acqua, attività che comportavano un carico massimo di 8-10 chilogrammi. L'organizzatore riferisce che, proprio perché a conoscenza dei problemi di salute dell'assicurato, non gli è mai stato chiesto di eseguire lavori pesanti. In particolare, l'organizzatore ha precisato quanto segue:
"(...) Sia nell'attività della costruzione dei muri a secco sia in quella di pulizia del riale vicino l'assicurato aveva la possibilità di operare senza sforzi eccessivi. Nella prima attività era sufficiente non sollevare massi grossi ma posizionare e completare la costruzione del muro con quelli esigui (v. risposta a domanda 2). Durante i lavori di pulizia del riale, eseguiti con badile, poteva individualmente scegliere la quantità del materiale terroso da smuovere che l'acqua del riale avrebbe poi trasportato da solo verso valle. (...)"
;
-
interpellato dal servizio cantonale, il Dr. Med. _, medico generico con studio a _, ha precisato che per "lavori pesanti" (cfr. attestazione medica dell'8 maggio scorso) sono da intendere quelli implicanti il sollevare pesi oltre i 20 chilogrammi. II Dr. _ ha inoltre riferito che un'attività come quella assegnata al signor RI 1 è compatibile con il suo stato di salute;
-
dagli accertamenti esperiti presso il predetto medico emerge anche che l'assicurato è stato completamente inabile al lavoro, per un infetto virale, dal 5 all'8 febbraio scorso. Il relativo certificato medico è stato consegnato all'organizzatore lunedì 11 febbraio 2008;
-
per quanto riguarda gli altri giorni di assenza (31 gennaio, 2, 3, 7 e 17 aprile 2008), l'assicurato non è stato in grado di giustificare la mancata frequentazione della misura, né di fornire un'attestazione medica per i giorni in cui ha riferito essere stato malato. In questi casi l'assicurato non è stato ligio al suo obbligo d'informazione (in particolare, ogni assenza ad un POT va annunciata e giustificata immediatamente al responsabile);
-
a seguito delle diverse assenze in aprile, l'organizzatore ha interrotto la misura in data 18 aprile 2008.
Ora, detto quanto sopra e alla luce della menzionata giurisprudenza, ritenuta l'adeguatezza della misura assegnata, non essendo accettabile il comportamento assunto dal signor RI 1, appare quindi giustificata la sospensione decretata con la decisione qui contestata, sospensione peraltro proporzionata tenuto conto che si situa nella fascia prevista per colpa lieve (sino a 15 giorni).
Le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non permettono di giungere ad una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione qui contestata.
" (Doc. A1)
1.2. Contro questa decisione l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA nel quale il suo rappresentante rileva:
"
Il
nostro assistito citato è in disoccupazione dal 4 aprile 2007. In data 29 gennaio 2008 gli è stato assegnato un programma occupazionale presso _ a _. In data 18 aprile 2008 il programma occupazionale è stato interrotto. Dagli atti risulta che il Signor RI 1 era stato operato di ernia inguinale e che ciò non gli permetteva di eseguire lavori pesanti. Ciò è dimostrato anche dal certificato medico del Dr. _,
medico curante. A tal riguardo si deve sottolineare che il collocatore del Signor RI 1 era a conoscenza dello stato di salute del Signor RI 1, ma che tuttavia ha ritenuto di iscriverlo presso il programma occupazionale della _, ben sapendo che ciò non era adatto al nostro assistito. Si prega quindi il Lodevole Tribunale di prendere atto di questa considerazione che riteniamo fondamentale per il giudizio complessivo. La fattispecie del lavoro eseguito dal Signor RI 1, non essendo compatibile al suo stato di salute, ha portato alle assenze citate, giustificabile dal fatto che il Signor RI 1
aveva dei forti dolori inguinali dovuti agli sforzi che doveva effettuare: spostamento di massi di oltre 50 chilogrammi.
Il Signor RI 1 non aveva a disposizione un mezzo di trasporto suo, non ha la patente e
quindi riteniamo che per giustificare le assenze giornaliere dal medico avrebbe messo più tempo di una giornata di assenza dal lavoro. Nel giudizio si deve quindi tenere conto della buona fede del
nostro assicurato quando afferma che il suo stato di salute non gli permetteva di far fronte al
programma occupazione proposto, vedi dolori inguinali e di schiena. Ricordiamo che la sua precaria situazione finanziaria non gli permetteva di certo di rinunciare volontariamente alle prestazioni di disoccupazione e quindi era suo interesse far fronte agli i
mpegni assunti.
Visto quanto esposto si ritiene da parte nostra che la colpa lieve, applicabile da giorni 1 a 15, per il caso in oggetto sia eccessiva. Si chiede l'annullamento della sanzione od in via sussidiaria la diminuzione della penalità inflitta al Signor RI 1." (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 10 dicembre 2008 l'amministrazione propone di respingere il ricorso riproponendo le stesse argomentazioni contenute nella decisione su opposizione (cfr. Doc. III).
1.4. Il 7 gennaio 2009 il patrocinatore dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto nel quale chiede una riduzione della sanzione e rileva:
"
(...)
Come già espresso in precedenza , essendo provato che il nostro assistito aveva già in precedenza dei problemi di salute che gli impedivano di esercitare l'attività imposta dal collocatore dell'URC, che hanno portato a dover rinunciare all'attività e che le assenze effettuate erano giornaliere e quindi non siano soggette alla presentazione di un certificato medico , non essendo continuate , si rit
i
ene che la penalità per colpa lieve debba essere ridotta
I 13 giorni inflitti di penalità devono essere a nostro parere diminuiti sensibilmente , in quanto la colpa del nostro assistito non sussiste o se lieve assolutamente inferiore ai giorni inflitti.
" (Doc. V)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. L'art. 17 cpv. 3 LADI stabilisce che l'assicurato è obbligato, su istruzione dell'ufficio del lavoro competente, a partecipare a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro atti a migliorare la sua idoneità al collocamento.
Secondo l'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità "se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni del servizio competente, segnatamente non accetta un’occupazione adeguata oppure non si è sottoposto a un provvedimento inerente al mercato del lavoro o ne ha interrotto l’attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso o reso impossibile l’esecuzione o lo scopo".
La terza revisione della LADI, in vigore dal 1° luglio 2003 (cfr. consid. 2.2.), non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.
Si tratta infatti di uno strumento dimostratosi valido e pertanto è stato mantenuto, anche se leggermente modificato (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28.2.2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 pag. 1972).
In particolare è stata rivista la sistematica degli articoli relativi ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (cfr. DTF 131 V 268).
La giurisprudenza relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, sviluppata prima della terza revisione della LADI, resta dunque sempre applicabile (cfr. DLA 2005 pag. 280 seg.; STFA C 152/04 del 2 dicembre 2004).
L'art. 59 LADI enuncia, da un lato, il principio generale secondo cui l'assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, dall'altro, i criteri che tali provvedimenti e gli assicurati devono adempiere affinché l'assicurazione contro la disoccupazione finanzi queste misure.
L'art. 64a LADI concerne più specificatamente i provvedimenti di occupazione. Il tenore di questa disposizione è il seguente:
"1 Per provvedimenti di occupazione si intendono in particolare le occupazioni temporanee nell'ambito di:
a. programmi di istituzioni pubbliche o private senza scopo lucrativo; tali programmi non devono essere in diretta concorrenza con l'economia privata;
b. pratiche professionale in imprese o nell'amministrazione;
c. semestri di motivazione per gli assicurati che al termine dell'obbligo scolastico sono alla ricerca di un posto di formazione:
2 L'articolo 16 capoverso 2 lettera c è applicabile per analogia alla partecipazione a un'occupazione temporanea secondo il capoverso 1 lettera a.
3 L'articolo 16 capoverso 2 lettere c, e-h è applicabile per analogia alla partecipazione a un'occupazione temporanea secondo il capoverso 1 lettera b.
4 Gli articoli 16 capoverso 2 lettera c e 59d capoverso 1 sono applicabili per analogia alla partecipazione a un'occupazione temporanea secondo il capoverso 1 lettera c."
Per quel che riguarda i programmi d'occupazione in istituzioni pubbliche o private senza scopo lucrativo la nuova disposizione legale ha mantenuto l'esclusivo richiamo all'art. 16 cpv. 2 lett. c LADI, come già faceva l'art. 72a cpv. 2 LADI in vigore fino al 30 giugno 2003 (cfr. STFA C 274/04 del 29 marzo 2005 nella causa D.; STFA C 269/04 del 12 aprile 2005 nella causa B.; STFA C 279/03 del 30 settembre 2005 nella causa B.).
L'art. 16 cpv. 2 lett. c LADI stabilisce che non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall'obbligo di accettazione un'occupazione che non è conforme all'età, alla situazione personale (ad esempio: le proprie convinzioni religiose, su questo aspetto cfr. comunque SVR 1997 ALV Nr. 90; sentenza del TFA C 274/04 del 29 marzo 2005) o allo stato di salute dell'assicurato (cfr. STFA C 317/02 dell'8 ottobre 2004; STFA C 184/05 dell'11 ottobre 2005).
2.3. Secondo la giurisprudenza colui che, senza valido motivo, rifiuta un adeguato programma occupazionale temporaneo, ai sensi dell'art. 64a cpv. 1 LADI, o interrompe una tale attività deve essere sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per inosservanza delle istruzioni dell'ufficio del lavoro sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI (cfr. STFA C 126/02 del 24 giugno 2003; DTF 125 V 361).
Va pure sospeso l’assicurato che con il suo comportamento fornisce al proprio datore di lavoro delle ragioni per porre fine all’occupazione temporanea (cfr. STCA 38.2005.95 del 24 agosto 2006).
Chiamato a pronunciarsi nel caso in cui, viste la mancanza di impegno e l’attitudine verso i propri superiori, un comune ha interrotto con effetto immediato un programma di occupazione temporanea, il TFA ha confermato la sospensione di 25 giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta ad un assicurato ed ha in particolare osservato che:
"
(...)
2.1 Selon la jurisprudence, il convient de sanctionner par une suspension du droit à l'indemnité de chômage pour inobservation des instructions de l'office du travail (art. 30 al. 1 let. d LACI), celui qui, sans motif valable, refuse une activité temporaire (au sens de l'art. 72 al. 1 LACI) convenable (DTA 1987 n° 1 p. 36 consid. 1a), à l'instar de celui qui cesse une telle activité (ATF 125 V 361 consid. 2b). Il en va de même de celui qui, par son comportement, donne à l'employeur des raisons de mettre fin à l'activité temporaire (arrêt H. non publié du 22 juin 1999, C 387/98).
La suspension du droit à l'indemnité prononcée en raison du chômage dû à une faute de l'assuré ne suppose pas une résiliation des rapports de travail pour de justes motifs au sens des art. 337 et 346 al. 2 CO. Il suffit que le comportement général de l'assuré ait donné lieu au congédiement de celui-ci, même sans qu'il y ait des reproches d'ordre professionnel à lui faire. Tel peut être le cas aussi lorsque l'employé présente un caractère, dans un sens large, qui rend les rapports de travail intenables (ATF 112 V 244 consid. 1 et les arrêts cités). Une suspension du droit à l'indemnité ne peut cependant être infligée à l'assuré que si le comportement reproché à celui-ci est clairement établi. Lorsqu'un différend oppose l'assuré à son employeur, les seules affirmations de ce dernier ne suffisent pas à établir une faute contestée par l'assuré et non confirmée par d'autres preuves ou indices aptes à convaincre l'administration ou le juge (ATF 112 V 245 consid.
1 et les arrêts cités; DTA 2001 n° 22 p. 170 consid.3; Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungs-gesetz, n. 10 ss ad art. 3).
(...)
2.3.1 Le recourant fait grief aux premiers juges d'avoir considéré comme établis les faits allégués par la commune. Sur le plan professionnel, il fait valoir en substance qu'il s'est impliqué à 200 % dans son travail et conteste tous les faits qui lui sont reprochés. La commune, pour sa part, considère qu'il n'a pas satisfait aux exigences minimales requises. Face à des conceptions aussi opposées en matière d'investissement dans le travail, on doit admettre que celle de la commune est plus proche de la réalité, dans la mesure où, en sa qualité d'organisateur habituel de PET, elle est à même de juger en pleine connaissance des attentes que l'on peut raisonnablement fonder sur un participant à ce programme. En d'autres termes, sa version des faits sur ce point est plus convaincante que celle du recourant. Sur le plan personnel, le recourant se défend d'avoir fait preuve d'une quelconque
agressivité verbale ou de manque de respect à l'égard de ses supérieurs. Or, il ne nie pas avoir fait l'objet d'un avertissement oral précédant de peu l'interruption de la mesure, motivée par son manque d'implication dans le travail et par son attitude irrespectueuse à l'égard de ses supérieurs. Dès lors, il apparaît plus vraisemblable que l'avertissement portait sur ces deux points et non pas sur le rythme de travail insuffisant, comme il l'allègue en
procédure fédérale; l'avertissement constitue ainsi un autre indice plaidant en faveur de la version des faits de la commune, comme l'est d'ailleurs également le caractère abrupt de l'interruption du PET quelques jours seulement après le début d'une mesure prévue pour une durée de six mois.
2.3.2 Dans ce contexte, le moyen du recourant, selon lequel il n'a pas pu disposer d'un temps suffisant pour maîtriser la tâche qui lui avait été confiée, ne lui est d'aucun secours. D'une part, il n'a pas été exclu de la mesure à cause d'une production trop faible, mais en raison d'une attitude négative face au travail et de son comportement envers sa hiérarchie, d'autre part, l'activité proposée dans le cadre de PET est justement prévue pour des personnes peu ou pas qualifiées. En l'occurrence, forte de son expérience, la commune estime qu'une demi-journée suffit amplement à assimiler la procédure de démontage assignée au recourant. En outre, le recourant semble maîtriser le français bien mieux qu'il ne l'affirme, si l'on en juge à la lecture de la lettre manuscrite qu'il a faite parvenir à l'ORP le 28 janvier 2002 pour expliquer les motifs de son exclusion de la mesure. La commune a d'ailleurs fait observer que l'assuré parle suffisamment bien le français pour ce genre d'activité manuelle, contrairement à d'autres participants qui, néanmoins, s'acquittent fort bien de leur tâche. Partant, on ne saurait non plus retenir que la langue a constitué un obstacle au bon accomplissement de son travail.
Enfin, c'est également en vain que le recourant fait valoir, pour le première fois, qu'il a été appelé à exécuter des tâches contre-indiquées pour son état de santé, tâches qu'il a néanmoins accomplies, à un rythme ralenti. Une fois de plus, les reproches qui lui ont été adressés ne visaient pas son rythme de production, mais bien son attitude négative face au travail. Quoi qu'il en soit, ce point n'avait pas échappé aux organisateurs de la mesure qui ont
considéré que le travail de démontage n'était «pas trop difficile pour
l'assuré vu son problème de dos», ainsi qu'il ressort du dossier de l'ORP.
(...)." (cfr. STFA
C 307/02 del 27 gennaio 2004)
In una sentenza C 279/03 del 30 settembre 2005 - dopo aver ricordato che il rapporto di lavoro che vincola la persona assicurata al responsabile del programma d’occupazione temporanea è disciplinato dal CO, con la conseguenza che le disposizioni legali relative al contratto di lavoro (art. 319 segg. CO) vengono applicate per analogia, anche se il programma d’impiego costituisce un rapporto giuridico sui generis - il TFA ha accolto il ricorso e rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti specificando che, ritenuti i suoi obblighi ex art. 328 cpv. 1 CO, il comportamento del responsabile del PO poteva, a seconda dei casi, essere considerato quale fattore di riduzione della colpa. La sospensione era stata fissata in 25 giorni di sospensione.
L’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una sentenza C 197/04 del 2 maggio 2006 nella quale – chiamata a pronunciarsi nel caso di un assicurato sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per 5 giorni in quanto con il proprio comportamento avrebbe indotto l’organizzatore del corso ad interrompere con effetto immediato il provvedimento inerente al mercato del lavoro – ha ribadito che:
"
(...)
Der Beschwerdeführer ist gestützt auf Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG (in der seit 1. Juli 2003 geltenden, hier anwendbaren Fassung) mit Verwaltung und Vorinstanz in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er die Bildungsmassnahme (Art. 60 Abs. 1 AVIG), welcher er sich im Y._ unterzog, durch sein Verhalten beeinträchtigt und dadurch dessen Leiter hinreichenden Anlass für die am 21. Oktober 2003 ausgesprochene sofortige Auflösung des Kursverhältnisses bot. Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG ist auch dann anwendbar, wenn der Versicherte dem Arbeitgeber Anlass zu einer Entlassung aus einer vorübergehenden Beschäftigung (Art. 64a Abs. 1 AVIG) bietet (BGE 125 V 360), gilt aber auch für die Auflösung eines Kurses durch den Kursverantwortlichen. In Anbetracht der mit einem Arbeitsverhältnis vergleichbaren Lage (BGE 125 V 361 Erw. 2b), insbesondere der Unterordnung und Weisungsgebundenheit des Kursbesuchers, rechtfertigt es sich in beweismässiger Hinsicht die im Rahmen von Art. 30 Abs 1 lit. a AVIG geltende Rechtsprechung analog anzuwenden, wonach bei Differenzen unter den Beteiligten nur eingestellt werden darf, wenn das Verschulden des Versicherten klar feststeht (BGE 112 V 245 und seitherige Praxis).
(...)."
La decisione di sospensione è stata annullata in quanto i motivi addotti dal responsabile del corso a sostegno dell’immediata interruzione del provvedimento ("weil das provozierende Verhalten und die Uneinsichtigkeit das Vertrauensverhältnis nachhaltig beeinträchtigt habe und daher eine weitere Zusammenarbeit nicht mehr zumutbar sei") non erano sufficientemente comprensibili e rimanevano sul generico.
In una sentenza 8C_60/2007 dell'8 febbraio 2008 il Tribunale federale ha confermato la sospensione di 20 giorni inflitta ad un infermiere diplomato che è stato allontanato dopo un giorno dell'inizio di un programma occupazione, per il quale si riteneva troppo qualificato, argomentando:
"
2.2 Die Vorinstanz erwog gestützt auf die Angaben von B._ (vgl. E-Mail vom 20. April 2006 sowie vorinstanzliches Einvernahmeprotokoll vom 14. Februar 2007), dass der Versicherte am ersten Arbeitstag signalisiert habe, er sei für die angetretene Arbeitsstelle von seiner Ausbildung her gesehen überqualifiziert. Er habe kund getan, dass die angebotene vorübergehende Beschäftigung nicht seiner beruflichen Weiterentwicklung diene, und sich dahingehend verhalten, weibliche Führungskräfte nicht zu akzeptieren. Er habe in Bezug auf die Höhe des Lohnes Vorstellungen geäussert, die mit der vorgesehenen Wiedereingliederungstätigkeit nicht zu vereinbaren gewesen seien. Insgesamt habe der Versicherte bei der Arbeitgeberin damit den Eindruck erweckt, dass er sich im Rahmen des Beschäftigungsprogrammes nicht in der zu erwartenden Weise einsetzen werde. Damit habe er den Eingliederungszweck der begonnenen Tätigkeit beim Universitätsspital X._ am ersten Arbeitstag in Frage gestellt und den Abbruch des Einsatzes sowie eine Verlängerung der Arbeitslosigkeit zumindest in Kauf genommen.
2.3 Der Beschwerdeführer bringt letztinstanzlich nichts vor, was die Beurteilung des kantonalen Gerichts in Frage zu stellen vermöchte. Nicht ersichtlich ist, was der nach eigenen Angaben unter anderem im Operationsbereich als Pflegefachmann diplomierte Beschwerdeführer mit dem Hinweis, das Universitätsspital X._ habe ihn von der Teilnahme im Aufgabengebiet der Zentralsterilisation freigestellt, weil andere Kanditaten diese Arbeit wegen des unvermeidlichen Umgangs mit menschlichem Blut aufgegeben hätten, zu seinen Gunsten ableiten will. Sodann waren die unbestritten überzogenen Lohnvorstellungen des Versicherten für sich allein genommen nicht ausschlaggebend für den Abbruch des begonnenen vorübergehenden Beschäftigungsprogramms in der Universitätsspital X._. Das kantonale Gericht hat richtig aufgezeigt, dass vielmehr der vom Versicherten vermittelte Gesamteindruck eines an der konkreten und zumutbaren Arbeitsstelle wenig interessierten Arbeitssuchenden für die Reaktion der Arbeitgeberin entscheidend war. Der Beschwerdeführer übersieht in diesem Zusammenhang auch, dass ihm nicht vorgehalten worden ist, sich "despektierlich" über "weibliche Führungsverantwortliche" geäussert zu haben. Insgesamt lässt sich jedenfalls der vorinstanzlich bestätigte Einspracheentscheid des Amtes für Wirtschaft und Arbeit vom 6.
September 2006 nicht beanstanden."
2.4. Analogamente a quanto vale per le sanzioni fondate in caso di licenziamento da un posto di lavoro (fondate sull'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI - in relazione con l'art. 44 lett. a OADI), u
na decisione di sospensione dal diritto alle indennità inflitta a un assicurato che con il proprio comportamento fornisce al proprio datore di lavoro delle ragioni per porre fine ad un programma di occupazione temporanea non presuppone dunque che l’assicurato abbia fornito al proprio datore di lavoro un motivo grave, atto a giustificare lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato (cfr. art. 337 e 346 cpv. 2 CO).
Basta una colpa non necessariamente di natura professionale (violazione dall'obbligo contrattuale) ma anche soltanto attinente al comportamento generale o al carattere dell'assicurato, purché abbia costituito per il datore di lavoro il motivo della disdetta del rapporto di lavoro (cfr. B. Rubin, "Assurance-chômage", Ed.
Schultess
, Zurigo 2006 pag. 431-440).
Ad esempio in una sentenza C 218/05 del 10 luglio 2006 l'Alta Corte ha rilevato.
"
La suspension du droit à l'indemnité prononcée en raison du chômage dû à une faute de l'assuré, en application de l'art. 44 let. a OACI, ne suppose pas une résiliation des rapports de travail pour de justes motifs au sens des art. 337 et 346 al. 2 CO. Il suffit que le comportement général de l'assuré ait donné lieu au congédiement de celui-ci, même sans qu'il y ait des reproches d'ordre professionnel à lui faire. Tel peut être le cas aussi lorsque l'employé présente un caractère, dans un sens large, qui rend les rapports de travail intenables (
ATF 112 V 244
consid. 1 et les arrêts cités). Une suspension du droit à l'indemnité ne peut cependant être infligée à l'assuré que si le comportement reproché à celui-ci est clairement établi."
Secondo l'art. 321a cpv. 1 e del Codice delle Obbligazioni (CO), il lavoratore deve eseguire con diligenza il lavoro assegnatogli e salvaguardare con fedeltà gli interessi legittimi del datore di lavoro.
L'art. 321e cpv. 2 CO stabilisce che la misura della diligenza dovuta dal lavoratore si determina secondo la natura del singolo rapporto di lavoro, avuto riguardo al rischio professionale, al grado dell'istruzione o alle cognizioni tecniche che il lavoro richiede, nonché alle capacità e attitudini del lavoratore, quali il datore di lavoro conosceva o avrebbe dovuto conoscere.
(Su questi aspetti cfr. G. Aubert, "Commentaire du contrat de travail, art. 319-362 CO" in Commentaire romand, Code des obligations I, Ed. Helbing & Lichtenhahn, Ginevra-Basilea-Monaco 2003, pag. 1684 N° 1-4 e pag. 1691 N° 2-3; Brunner, Bühler, Waeber, "Commentaire du contrat de travail", 2
a
ed..
Ed. Réalités sociales, Losanna 1996 pag. 23-24 e 40-41; M. Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 15. Auflage, Ed. Stämpfli+Cie AG, Berna 2002, pag. 55-58 e 69-70 e J. Brühwiler, Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2.
Auflage, Ed. Paul Haupt Berna-Stoccarda-Vienna 1996, pag. 60-61; STCA 38.2003.46 del 9 febbraio 2004).
In una decisione pubblicata in DLA 2002 pag. 121 il TFA ha stabilito che per una donna che esercita la professione di autista, il fatto di disporre di una licenza di condurre è una condizione indispensabile per poter essere assunta, in quanto essa può svolgere il compito previsto dal suo contratto di lavoro unicamente se è in possesso della licenza di condurre. Guidando in uno stato di notevole ebrietà, l'assicurata non ha soltanto corso il rischio di una revoca della licenza, ma anche quello di perdere il proprio impiego. Di conseguenza occorre pronunciare una sospensione dal diritto all'indennità per colpa grave. Il fatto di essersi comportata in tal modo al di fuori dell'orario di lavoro ordinario non sminuisce la colpa (vedi pure STCA 38.2001.91 del 6 agosto 2002).
2.5. Una sospensione può essere tuttavia inflitta solo se viene nettamente stabilita una colpa del lavoratore. Tale è il caso soltanto quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili. Ciò significa concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo datore di lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per ammettere una colpa in circostanze contestate dell'assicurato e non confermate da altre prove (ad es. deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere l'amministrazione o il giudice (cfr. STFA C 218/05 del 10 luglio 2006; STFA C 11/06 del 26 aprile 2006; STFA C 48/04 del 14 aprile 2005; STFA C 6/06 del 26 aprile 2006).
2.6. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF 123 V 150).
In virtù dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.
L'art. 45 cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un lavoro idoneo.
Il TFA ha ravvisato, tra l’altro, l’esistenza di una colpa grave nei seguenti casi: licenziamento a seguito di molteplici arrivi in ritardo sul posto di lavoro (cfr. STFA C 207/05 del 31 ottobre 2006); licenziamento a seguito di utilizzo a fini privati di dati dei clienti del datore di lavoro (cfr. STFA C 99/04 del 18 ottobre 2004); disdetta senza rispetto del termine e senza assicurazione di un nuovo posto di lavoro nel caso di un assicurato che, quale custode, si è visto costretto a dover sostenere i costi di un appartamento oltre a quelli della sua propria abitazione (cfr. STFA C 65/03 del 25 settembre 2003); disdetta con effetto immediato perché l'assicurato, autista presso una ditta di spedizioni privata, ha avuto un ennesimo litigio con un postino (cfr. STFA C 281/02 del 24 settembre 2003); disdetta con effetto immediato perché l'assicurato, quale membro di direzione, ha effettuato dei prelevamenti per scopi privati (cfr. STFA C 32/03 del 13 agosto 2003); disdetta perché, anche dopo i tentativi del datore di lavoro, l'assicurato non ha posto fine ai litigi con un collega (cfr. STFA C 38/03 e 39/03 del 6 maggio 2003); disdetta senza assicurarsi un nuovo posto di lavoro da parte di un assicurato che non prova sufficientemente e adeguatamente né il fatto di essere stato vittima di mobbing né l'esistenza di motivi di salute che rendono l'occupazione inadeguata (cfr. STFA
C 309/02 del 16 aprile 2003); disdetta senza accertarsi un posto di lavoro nel caso di un assicurato che rimprovera al datore di lavoro diverse violazioni dei suoi obblighi contrattuali ma non li fa valere per vie legali (cfr. STFA C 170/02 del 24 febbraio 2003); disdetta nel caso di un assicurato che, quale autista, si è visto revocare la licenza di guida per alcuni mesi perché colto alla guida in uno stato di notevole ebrietà (cfr. DLA 2002 N 19 pag. 121 e STFA C 215/05 del 29 novembre 2005); scioglimento immediato del rapporto di lavoro senza assicurazione di un nuovo impiego da parte di un assicurato dopo che in precedenza già era stato richiamato per delle irregolarità; cessazione del rapporto di lavoro entro un termine molto breve di disdetta (rispettivamente durante il periodo di prova) da parte dell’assicurato senza che vi fossero elementi atti a diminuire la colpa; rifiuto da parte dell’assicurato di un cambiamento di lavoro esigibile all’interno della medesima impresa seguito da un consenziente scioglimento anticipato del rapporto di lavoro tra le parti; rifiuto da parte dell’assicurato dopo essere stato licenziato di accettare un nuovo posto di lavoro dopo che erano sorte delle divergenze in merito al numero delle ore lavorative settimanali 42 o 42.5 (cfr. DLA 1989, N. 7 pag. 89-90; per un caso in cui il TFA ha riconosciuto adeguata una sospensione pari al massimo della durata prevista nel caso di colpa grave, cfr. pure DLA 1993/1994, pag. 24).
Dal canto suo, il TCA ha riconosciuto l'esistenza di una colpa grave, tra l'altro, nei seguenti casi: disdetta con effetto immediato a seguito di una negligenza nel riparare una vettura che è poi andata distrutta (STCA del 9 febbraio 2004, 38.2003.46); disdetta immediata nel caso di un assicurato che, vista la revoca della licenza di condurre per un periodo di 5 anni, non era più in grado di svolgere appieno le proprie mansioni (STCA del 27 novembre 2002, 38.2002.231); disdetta ordinaria del contratto di lavoro nel caso di un assicurato a cui venivano rimproverati una mancanza ripetuta del rispetto degli orari di lavoro malgrado diverse sollecitazioni, delle continue assenze a singhiozzo e una mancanza di assiduità e concentrazione sul lavoro (STCA del 25 novembre 2002, 38.2002.125); disdetta ordinaria del contratto di lavoro a causa del fatto che l'assicurata non aveva per tempo informato della sua assenza il datore di lavoro, il quale si era visto nell'impossibilità di organizzare la sua sostituzione (STCA dell'8 agosto 2002, 38.2002.79); licenziamento in tronco di un assicurato che aveva sottratto merce al proprio datore di lavoro in più di un'occasione (STCA dell'8 agosto 2002, 38.2002.58); scioglimento del rapporto di lavoro da imputare al fatto che l'assicurato, agente di polizia, aveva intrattenuto una relazione con una persona, sapendola coinvolta in attività illecite (STCA del 6 agosto 2002, 38.2002.29); licenziamento in tronco di un assicurato, di professione sorvegliante, che si è visto revocare l'autorizzazione ad esercitare tale attività, siccome oggetto di una condanna penale per ripetuta appropriazione indebita (cfr. STCA del 6 agosto 2002, 38.2001.291); scioglimento del rapporto di lavoro visto il disinteresse, l'irascibilità, l'incapacità di integrarsi e gli insulti che hanno fatto concludere al datore di lavoro che non vi erano più le premesse per continuare il rapporto (STCA del 24 luglio 2000, 38.1999.292); disdetta ordinaria visti i ripetuti ritardi nonostante i richiami (STCA del 22 marzo 2000, 38.1999.276); disdetta immediata a causa di malversazioni nei confronti del datore di lavoro (STCA del 3 marzo 2000, 38.1999.279); disdetta per avere effettuato delle analisi su se stessa, senza fatturarle, per un valore complessivo di fr. 158.65 (STCA del 21 settembre 1998, 38.1998.81) e disdetta a causa della rottura del rapporto di fiducia necessario per il fatto che il dipendente aveva utilizzato la vettura della ditta, per fini privati, senza esserne autorizzato (STCA del 29 dicembre 1997, 38.1997.151).
2.7. Nella presente fattispecie emerge dagli atti dell'incarto che a RI 1, nato nel _, di professione manovale edile, che controlla la disoccupazione dal 1° maggio 2007 (quarto termine quadro), il 22 giugno 2008 è stato assegnato dal delegato _ dell'ufficio di collocamento un programma d'occupazione temporanea (in seguito: POT), denominato "POT RVM" presso la _ dal 29 gennaio al 2 maggio 2008 (cfr. Doc. 17/5).
La motivazione alla base della decisione è la seguente:
"
(...)
Riattivare l'assicurato dopo un periodo di assenza dal mondo del lavoro, al fine di riacquisire i normali ritmi lavorativi, promuovere la flessibilità e la mobilità professionale.
Durante questo periodo verranno in particolar modo incoraggiati l'impegno personale, la collaborazione con gli altri, la motivazione, nonché il rispetto delle principali regole del mondo del lavoro (puntualità precisione, organizzazione, ecc.).
Questa misura fa parte del percorso _, finalizzato al rilevamento delle conoscenze e delle attitudini professionali con lo scopo ad acquisire gli elementi utili ad agevolare il collocamento nel settore dell'edilizia, del genio civile e/o nei cantieri del sottosuolo.
L'assicurato sarà aiutato e guidato nelle ricerche di lavoro. (...)"
(Doc. AI 17/5)
Nell'Accordo sugli obiettivi del 29 gennaio 2008, sottoscritto dall'organizzatore e dall'assicurato, figura in particolare un punto 3 del seguente tenore:
"
Obiettivi normativi:
Osservazioni particolari sull'obiettivo:
Rispetto degli orari
Esercitare la puntualità
Regolarità delle presenze
Dimostrare nella pratica quotidiana il grado d'affidabilità
Impegno personale
Esprimere e mostrare la motivazione nel crearsi delle buone referenze
Accuratezza e precisione del
lavoro
Dare prova delle proprie capacità professionali
Regolarità di rendimento
Recupero dei ritmi necessari a raggiungere l'efficacità di esecuzione dei lavori
Rispetto delle norme di
sicurezza
Secondo le indicazioni contenute al punto 8
Obiettivi legati all'attività
prevista: Attività prevista:
Verifica delle competenze Quella propria ai cantieri dell'edilizia e del
professionali e motivazioni genio civile e di salvaguardia ambientale
nella pratica del cantiere, e, se il caso, in alternanza con corso/
sostegno nella ricerca di un stage pratico in impresa.
posto di lavoro nel settore Le informazioni dettagliate sull'attività da
_. svolgere e gli obiettivi da raggiungere, durante il periodo di permanenza al PO, sono specificate nel verbale del corso "C", emesso durante il corso di _, oppure nella nota emessa dal delegato _.
Allestimento di referenze utili Se non indicato diversamente, vanno
al collocamento. svolte al minimo 2 ricerche di lavoro per ogni settimana di presenza al PO. La prova delle ricerche eseguite va consegnata settimanalmente, il lunedì mattina, alla segreteria PO.
L'organizzatore PO sosterrà l'assicurato nelle ricerche di lavoro preparando la necessaria documentazione e se del caso organizzando dei colloqui nelle imprese su indicazione dell'assicurato oppure su iniziativa diretta dell'organizzatore stesso." (Doc. VII/1)
L'art. 4 dell'Accordo così regola la notifica di presenze e assenze durante il POT:
"
Attestato PML (notifica presenze e assenze)
■
L'attestato PML
è compilato ogni mese dall'organizzatore ed inviato alla cassa disoccupazione del partecipante l'ultimo giorno lavorativo del mese. In base ai giorni di presenza indicati, la cassa disoccupazione verserà al partecipante le indennità giornaliere (minimo fr. 102.-- lordi per una partecipazione a tempo pieno), trattenendo le assicurazioni sociali.
■
In caso di assenze non giustificate, il responsabile del POT avvisa immediatamente, con l'apposito formulario (
Notifica assenze
) il consulente delegato.
Per i giorni di assenza non giustificata il partecipante
non
percepisce indennità giornaliere di disoccupazione.
■
Assenze per malattia o infortunio:
Malattia:
dal 4° giorno consecutivo di malattia (tenuto conto anche di eventuali giorni festivi) i partecipanti sono tenuti a presentare il certificato medico al proprio responsabile. Il partecipante deve notificare immediatamente l'assenza al responsabile del POT.
A partire dal terzo episodio d'assenza di malattia il certificato medico è da presentare sin dal 1° giorno.
Infortunio
: nel caso d'infortunio il certificato medico è da presentare dal 1° giorno di assenza.
Il partecipante deve notificare immediatamente il caso alla sua cassa disoccupazione e al responsabile del POT.
■
Durante il POT ogni assenza deve essere immediatamente annunciata al responsabile.
■
Certificati medici: sono da consegnare all'organizzatore entro sette (7) giorni civili dal primo giorno d'inabilità.
Se recapitati oltre il termine: la Cassa Disoccupazione deciderà quanti giorni d'assenza sono giustificati dal certificato e quanti considerati come assenza ingiustificata, il consulente delegato emetterà, se il caso, una sanzione per il mancato recapitato del certificato medico nei modi e tempi indicati dalle disposizioni di legge." (Doc. VII/1)
Il punto 5 prevede invece che:
"
Svolgimento dell'attività
L'organizzatore si impegna a sostenere il partecipante, affinché gli obiettivi fissati nell'accordo siano raggiunti.
Il partecipante si applica a svolgere l'attività secondo le istruzioni impartitegli dal responsabile del programma occupazionale.
Comportamenti che compromettono o rendono impossibile l'esecuzione o lo scopo del POT saranno oggetto di un richiamo scritto da parte del responsabile. Se, nonostante gli avvertimenti, il comportamento del partecipante non si modificherà, egli potrà incorrere in un'interruzione del provvedimento con comunicazione del consulente delegato all'Ufficio giuridico." (Doc. VII/1)
Infine al punto 9 dell'Accordo sugli obiettivi viene precisato che:
"
(...)
Conclusione del POT e interruzione dell'accordo sugli obiettivi.
Di norma l'accordo sugli obiettivi termina senza disdetta alla data stabilita.
Interruzione anticipata del programma d'occupazione o sospensione
●
Un'interruzione anticipata è possibile se il partecipante trova un posto di lavoro.
●
Sospensione del POT: se il partecipante trova un impiego di breve durata è tenuto ad accettarlo, sospendendo temporaneamente lo svolgimento del provvedimento.
●
Come da punto 5, i comportamenti che compromettono o rendono impossibile l'esecuzione o lo scopo del POT possono portare ad un'interruzione per motivi disciplinari sugli obiettivi con le conseguenti sanzioni.
●
Un'interruzione per cause gravi, analogamente al Codice delle obbligazioni (art. 337), può avvenire immediatamente, senza preavviso. Lo scioglimento dell'accordo sugli obiettivi sarà motivato per iscritto dal responsabile del POT e potrà dar luogo a sanzioni.
●
Per altre conclusioni anticipate del POT, una richiesta scritta e motivata deve essere presentata al consulente delegato (con copia all'UMA)." (Doc. VII/1)
Il 31 gennaio 2008 la segretaria del POT, _ ha inviato all'assicurato un "Richiamo 1" del seguente tenore:
"
Le ricordiamo che è stato inserito nel programma occupazionale temporaneo dal 29.01.2008 al 02.05.2008 con decisione n. 212271165 del 22.01.2008.
Ci risulta che oggi 31.01.2008 non si è presentato al POT pertanto se fosse in possesso di documenti atti a giustificare la sua assenza, la invitiamo a volerceli inviare al più presto possibile, comunque non oltre il 05.02.2008.
La rendiamo inoltre attento, come preso atto negli accordi sugli obiettivi firmati in comune e nel regolamento interno per gli assicurati, che nell'attesa di sue giustificazioni tutte le giornate d'assenza dal POT saranno segnalate alla sua cassa disoccupazione come "assenze ingiustificate". (Doc. 17/4)
Il 6 febbraio 2008 il direttore del POT, ing. _, ha inviato al ricorrente un "Richiamo 2" del seguente tenore:
"
(...)
In data 31.01.2008 è stato richiamato una prima volta poiché non si è presentato e non ha dato informazioni tempestive riguardo la sua assenza.
La stessa situazione si è ripresentata ieri, 05.02.08 e oggi, 06.02.08.
Se fosse in possesso di documenti atti a giustificare la sua assenza, la invitiamo a volerceli inviare il più presto possibile, comunque non oltre il 14.02.2008.
La sollecitiamo inoltre a rivedere immediatamente il suo comportamento poiché non rispetta gli accordi agli obiettivi firmati in comune e rispettivo Regolamento interno per gli assicurati che le è stato consegnato all'inizio del Programma Occupazionale Temporaneo.
In caso contrario ci vedremo costretti a perseguire la procedura d'interruzione del programma occupazionale. A tal proposito la informiamo che la Sezione del Lavoro può prevedere sanzioni giuridiche nei suoi confronti.
Le ricordiamo nuovamente che tutte le giornate d'assenza dal POT saranno segnalate alla sua cassa disoccupazione come "assenze ingiustificate"." (Doc. 17/3)
Il 18 aprile 2008 il direttore del POT ha deciso l'interruzione anticipata del POT con la seguente motivazione:
"
In data 31.01.2008 e 06.02.2008 le abbiamo inviato due richiami per assenze non dichiarate nei termini previsti.
La stessa situazione si è ripresentata mercoledì 02.04, giovedì 03.04 e lunedì 07.04 dove affermava che avrebbe consegnato un certificato medico, ma così non è stato.
Ieri, 17.04.2008, non si è nuovamente presentato al lavoro e anche questa volta senza giustificare l'assenza.
In seguito alle passate sollecitazioni ed essendo in tal modo impossibile raggiungere gli obiettivi prefissati in comune, come da procedura le inviamo il terzo richiamo corrispondente all'interruzione immediata e anticipata del programma occupazionale presso il POT-_ (Doc. (17/2)
Sulla base di queste indicazioni la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha inflitto all'assicurato una sospensione di 13 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per non avere colpevolmente portato a termine il programma di occupazione.
Chiamato ora a pronunciarsi questo Tribunale non può che confermare l'operato dell'amministrazione.
Al riguardo il TCA ritiene innanzitutto che le attività che l'assicurato doveva svolgere durante il POT erano conformi al suo stato di salute.
Infatti dalle risposte fornite dall'ing. _ alla Sezione del lavoro, sulla cui veridicità questo Tribunale non ha motivi di dubitare (cfr. sentenza del TFA C 370/02 del 27 giugno 2004 riprodotta al consid. 2.3), risulta che l'esistenza di un'ernia inguinale era nota all'organizzatore e che, per questo motivo, il ricorrente non doveva effettuare lavori pesanti.
Al riguardo il direttore del POT si è così espresso:
"
(...)
Domanda 1
: Conferma che il Signor RI 1 ha portato a conoscenza del capo cantiere di essere confrontato con problemi di salute? Ed in particolare di soffrire di un'ernia inguinale?
R: Confermo che il Signor RI 1, all'inizio dell'attività, ha informato il POT del suo problema di salute. In particolare il capo-squadra (capo cantiere) era al corrente dell'ernia inguinale e, aggiungiamo noi, di persistenti problemi d'alcool.
L'assicurato aveva anche informato che il medico intravedeva come unica cura l'operazione; tuttavia il Signor RI 1 rifiutava l'intervento poiché in un passato recente aveva già usufruito delle indennità di perdita di guadagno e al momento della frequentazione del POT non ne aveva più diritto.
Domanda 2
: Corrisponde al vero che il Signor RI 1 era confrontato con lavori di tipo pesante? Si prega di voler indicare il carico del peso che doveva sopportare l'assicurato.
R: Proprio perché essendo a conoscenza del suo problema di salute, all'assicurato non è mai stato chiesto di eseguire lavori di tipo pesante. Con la costruzione dei muri a secco, attività con cui era confrontato, il carico sopportato si aggirava al massimo a 8-10 kg.
Domanda 3
: Nei giorni di presenza al PO il Signor RI 1 ha svolto lavori pesanti?
R: Raramente e di sua spontanea volontà, nell'enfasi di voler dimostrare quanto era capace, il Signor RI 1, con l'aiuto di altri 2-3 colleghi e della tecnica delle leve, spostava massi che potevano arrivare anche a 80 kg.
Domanda 4
: Nell'ambito del programma occupazionale che doveva svolgere il Signor RI 1 e tenendo conto del fatto che non è adatto a lavori pesanti, era possibile occuparlo con lavori leggeri? Si prega di motivare la risposta.
R: Sia nell'attività della costruzione dei muri a secco sia in quella di pulizia del riale vicino l'assicurato aveva la possibilità di operare senza sforzi eccessivi. Nella prima attività era sufficiente non sollevare massi grossi ma posizionare e completare la costruzione del muro con quelli più esigui (v. risposta a domanda 2). Durante i lavori di pulizia del riale, eseguiti con badile, poteva individualmente scegliere la quantità del materiale terroso da smuovere che l'acqua del riale avrebbe poi trasportato da solo verso valle." (Doc. 13)
D'altra parte, il medico curante dell'assicurato dottor _, specialista FMH in medicina generale, dopo avere attestato l'8 maggio 2008 che il ricorrente per la presenza di un'ernia inguinale è da considerare inabile al lavoro per lavori pesanti (cfr. Doc. 6), rispondendo il 18 settembre 2008 ad una domanda della Sezione del lavoro ha precisato che con i termini da lui usati intendeva "il sollevamento di pesi oltre 20 kg" (cfr. Doc. 5).
Pertanto il POT assegnato all'assicurato era conforme alla sue condizioni di salute e dunque adeguato (cfr. consid. 2.2).
Inoltre, questo Tribunale ricorda che, per costante giurisprudenza, una sospensione in caso di interruzione colpevole del rapporto di lavoro deve essere inflitta non soltanto in caso di licenziamento con effetto immediato giustificato, bensì anche quando il rapporto viene interrotto per ragioni legate al comportamento o al carattere dell'assicurato (cfr. consid. 2.4).
Ora, nel caso concreto, già al secondo giorno l'assicurato non si è presentato al POT e per questo ha ricevuto un avvertimento. Egli è stato poi nuovamente assente dal 5 febbraio 2008 senza avvertire il responsabile del programma, il quale il 6 febbraio 2008 gli ha inviato un secondo avvertimento. Questa assenza è poi stata giustificata l'11 febbraio 2008 mediante un certificato medico attestante un'assenza per malattia dal 5 all'8 febbraio 2008 (cfr. Doc. 17/7).
Infine, l'assicurato non ha partecipato al programma di occupazione senza informare immediatamente il responsabile, nè giustificare l'assenza nei giorni 2, 3, 7 e 17 aprile 2008.
Ora, l'obbligo di annunciare immediatamente ogni assenza al responsabile e chiaramente indicato al punto 4 dell'Accordo sugli obiettivi.
Alla luce di quanto appena esposto il TCA deve concludere che, a causa del comportamento dell'assicurato, l'obiettivo del programma non poteva essere realizzato (cfr. Doc. VII/1, in particolare "esercitare la puntualità, dimostrare nella pratica quotidiana il grado d'affidabilità").
Per questa ragione egli è stato licenziato, tra l'altro, dopo due avvertimenti (cfr. STFA C 207/05 del 31 ottobre 2006; STFA C 99/04 del 18 ottobre 2004).
Di conseguenza, essendo il ricorrente tornato prematuramente in disoccupazione per colpa propria, la sanzione di 13 giorni di sospensione del diritto all'indennità di disoccupazione deve essere confermata (cfr. consid. 2.6, per un caso analogo vedi STCA 38.2008.40 dell'8 ottobre 2008).