Decision ID: dd8a4f50-d098-5a7d-9fc7-f0ce433fa88a
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 28 dicembre 2018 il _ ha annunciato alla CO 1 (di seguito: CO 1) un infortunio nel quale è incorso RI 1, _ dell’_ di _.
L’evento, intervenuto il 14 dicembre 2018 alle ore 18:00, è stato così descritto:
" Masticazione accidentale di un ossicino in una fetta di salame durante l’aperitivo natalizio dei _ del _ di _.” (cfr. Annuncio d’Infortunio bagatella, cfr. doc. 1 e doc. 2)
1.2. Con decisione su opposizione del 15 febbraio 2019, l’assicuratore contro gli infortuni ha confermato la precedente decisione del 14 gennaio 2019 (cfr. doc. 18) ed ha rifiutato di versare delle prestazioni LAINF, argomentando:
" (...)
5.) Nel caso concreto, l'assicurato indica che mentre mangiava una fetta di salame nostrano, un frammento di osso contenuto in esso abbia causato la rottura del dente. Il presunto frammento di osso è stato ingoiato. Ciò non consente di descrivere in maniera precisa e dettagliata il "corpus delicti", ovvero il fattore esterno straordinario. Infatti, l'assicurato non ha potuto vedere il presunto frammento di osso poiché quest'ultimo stato ingoiato. Di conseguenza la presenza di un fattore esterno straordinario non può essere dimostrata con il grado della probabilità preponderante, motivo per cui ci troviamo confrontati ad un'assenza di prova e quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (DTF 8C_215/2013, U 252/02, U 64/02, U 229/01, U 63/91).
6.) Vista la severa giurisprudenza federala riprodotta, la CO 1 non è tenuta a versare prestazioni secondo la LAINF e ci vediamo costretti a respingere l'opposizione del 25 gennaio 2019.
7.) Da ultimo, per quanto riguarda la richiesta di riconoscere un'indennità per le spese legali, si osserva innanzitutto che secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA la procedura d'opposizione è gratuita e che di regola non vengono accordate ripetibili. A ciò si aggiunge che di principio, soltanto nel caso in cui l'opposizione viene accolta, l'assicurato, rappresentato da un avvocato, ha diritto al rimborso delle ripetibili (cfr. art. 61 LPGA). Tutto ciò considerate ne segue che la richiesta di indennizzare le spese legali di CHF 500.00 deve essere respinta. (...)” (Doc. A)
1.3. Contro la decisione su opposizione, l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore ha innanzitutto così descritto l’evento in questione e i suoi effetti:
" (...)
RI 1 ha subito un infortunio ad un dente in conseguenza alla masticazione di un ossicino che indebitamente si trovava in una fetta di salame.
L'infortunio è avvenuto durante l'aperitivo natalizio dei _ del _ di _ in data 14 dicembre 2018; diversi testimoni erano presenti tra questi il _ dott. _.
Il frammento di osso rimasto nella fetta di salame ha fatto da cuneo ed ha causato la rottura del premolare destro alto (mascella superiore nr. 14).
Quale intervento di riparazione si è reso necessario un consulto d'urgenza, l'impianto di una corona provvisoria in resina e di una successiva corona definitiva VMK.
Per l'intervento prospettato il dott. _ di _ ha redatto un preventivo in data 4 gennaio 2019.
Il costo dell'intervento prospettato è indicato in CHF 3409.20 (vedi doc. D).
In data 14 gennaio 2019 il medico ha precisato a _ che l'intervento che sarà definitivamente richiesto potrà essere determinato con precisione solamente dopo avere effettuato l'allungamento della corona clinica (vedi doc. G). (...)” (Doc I pag. 2)
Il rappresentante dell’assicurato, dopo avere affermato che esiste il fattore straordinario in quanto siamo in presenza di “un oggetto che di solito non fa parte del relativo alimento”, ritiene che non sia possibile rifiutare di versare le prestazioni in quanto il “corpus delicti” è stato ingoiato dall’assicurato. Al riguardo egli sottolinea quanto segue:
" (...)
L'impossibilità di produrre il "corpus delicti", ingoiato dal ricorrente, non deve condurre alla conclusione propugnata da CO 1.
All'infortunio erano presenti diversi testimoni.
Che il danno si sia verificato a seguito della masticazione di una fetta di salame è quindi assodato. Si produce al riguardo una dichiarazione del dott. _ di _, _ di _ presente all'aperitivo e (per altro) professionalmente dentista.
Che il danno sia compatibile con la masticazione di un elemento duro abitualmente estraneo ad una fetta di salame è pure assodato da quanto il dott. _ ha scritto in data 14 gennaio 2019 (vedi doc. H).
4. Visto quanto precede, si chiede di accogliere il presente ricorso. Nessun altro fattore avrebbe potuto causare l'infortunio verificatosi. La dimostrazione dell'elemento esterno straordinario è quindi data. (...)” (Doc. I pag. 3-4)
1.4. Nella sua risposta del 1° aprile 2019 la CO 1 propone di respingere il ricorso. Dopo avere ricordato che la giurisprudenza federale e cantonale esige che il “corpus delicti” venga descritto in maniera precisa, l’assicuratore LAINF si è così espresso sulle dichiarazioni scritte prodotte dal rappresentante dell’assicurato:
" (...)
6.a) Con il ricorso il ricorrente presenta un nuovo documento del Dr. _, Medico Dentista SSO STMD, _ (doc. G) e una testimonianza scritta del Dr. _, Dr. med. dent. dipl. fed. e _ del comune di _ (doc. H).
6.b) Il Dr. _ ha affermato: "Mi preme farvi notare che sussistono tutti e cinque i requisiti necessari affinché un evento traumatico possa essere riconosciuto come infortunio ossia si tratta di un'azione repentina, involontaria, lesiva, dovuta a un fattore esterno e straordinario."(cfr. doc. G).
6.c) Il Dr. _ invece nella sua testimonianza scritta si è espresso nei seguenti termini: "Con la presente confermo di aver assistito all'infortunio ad un dente del _ dell'_ del _ di _, signor RI 1, in occasione dell'aperitivo con i _, in data 14 dicembre 2018. Il Signor RI 1 era accanto a me stava mangiando del salame. Quando il fatto è successo, mi si è subito rivolto manifestando la sua preoccupazione. Io stesso, a titolo benevolo, gli ho detto di venire nel mio studio per togliere la parte rotta (parete palatinale) che gli avrebbe causato dei seri problemi durante la notte, e così ho fatto." (doc. H).
6.d) Ora, per quanto riguarda l'affermazione del Dr. _, si osserva che quest'ultimo, a posteriori e partendo dalla diagnosi, non fornisce delle indicazioni su che cosa abbia effettivamente rotto il dente. Il medico curante, partendo dalla diagnosi presume quella che potrebbe essere stata la causa e ciò, come si è appurato, nel diritto delle assicurazioni sociali è inammissibile.
6.e) Per quanto riguarda invece il testimone, il Dr. _ si rileva che quest'ultimo non può in alcun modo portare elementi a sostegno della natura del corpo duro che avrebbe leso il dente del ricorrente. Nemmeno lui è stato in grado di individuare il "corpus delicti". Infatti, il _ ha unicamente potuto accertare che il signor RI 1 era accanto a lui e stava mangiando del salame e che era successo qualcosa che ha causato la sua preoccupazione.
7.) Riassumendo, la presunzione dell'assicurato siccome le indicazioni del dentista e del testimone non consentono di descrivere in maniera precisa e dettagliata il "corpus delicti" e di conseguenza la presenza di un fattore esterno straordinario non pub essere dimostrata con il grado della probabilità preponderante. Ne segue che ci troviamo confrontati con un'assenza di prova e quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (U 64/02, U 229/01, U 63/91).
8.) Vista la severa giurisprudenza federala riprodotta, la CO 1 non è tenuta a versare prestazioni secondo la LAINF. (...)” (Doc. III)
1.5. Il 9 aprile 2019 il patrocinatore dell’assicurato, nel termine di 10 giorni assegnato dal TCA per presentare eventuali altri mezzi di prova, si è così espresso:
" (...)
1) La presenza di un elemento duro (verosimilmente un frammento d'osso) in una fetta di salame è un fattore straordinario come le scaglie di ossa in una salsiccia (circostanza già qualificata tale dalla giurisprudenza). Nessun dubbio al riguardo.
2) Avendo inghiottito la fetta di salame contenente un elemento duro (tecnicamente il "corpus delicti") lo stesso non è oggi disponibile.
Le conseguenze dell'inaspettata presenza di un tale anomalo elemento, immediatamente accertate dal testimone (_ _, per altro medico dentista di professione – vedi doc. H), permettono tuttavia di avere conferma della bontà di quanto descritto nella denuncia d'infortunio.
3) Il dott. _ è a disposizione per essere interpellato qualora necessitassero ulteriori precisazioni.” (Doc. V)

in diritto
2.1. Questa Corte è chiamata a stabilire se l’istituto assicuratore convenuto era legittimato a negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione alla lesione dentaria occorsa all’assicurato il 14 dicembre 2018, oppure no.
2.2. Secondo l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative sono concesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non professionale e di malattie professionali.
2.3. L'art. 4 LPGA così definisce l'infortunio:
" È considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte."
Questa definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 OAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile (cfr. RAMI 2004 U 530 pag. 576).
Cinque sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
" - l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica, mentale o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore."
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)
Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.
2.4. Si evince dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, è irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno è considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
2.5. L’Alta Corte federale ha avuto modo di definire le condizioni alla cui realizzazione è condizionata l'ammissione del carattere straordinario in caso di lesione dentaria.
Sono, in particolare, stati considerati come fattori esterni straordinari una scaglia di osso in una salsiccia, un frammento di guscio di noce in un pane alle noci o in una torta alle noci oppure ancora il sassolino in un preparato a base di riso (DTF 112 V 205 consid. 3b; RAMI 1999 U 349, p. 477ss., 1992 U 144 p. 83 consid. 2b, 1988 K 787 p. 420 consid. 2b).
Per contro, non sono stati considerati elementi esterni straordinari un chicco di mais non scoppiato nei popcorn, un nocciolo di ciliegia in una torta confezionata con ciliege non snocciolate oppure una scaglia di cartilagine in una salsiccia (RAMI 1988 K 787 p. 420 consid. 2b; STFA U 63/91 del 16 gennaio 1992 non pubbl.; RAMI 1992 U 144, p. 83 consid. 2a e p. 84 consid. 2c, 1993 K 921 p. 156 ss., consid. 2b).
L’Alta Corte nemmeno ha ritenuto quale fattore esterno straordinario il residuo di un proiettile nella carne di selvaggina (cfr. STFA U 367/04 del 18 ottobre 2005 consid. 4.3 in RAMI 2006 U 572, p. 84 ss.), né il nocciolo di ciliegia in un cioccolatino denominato “Griotte au Kirsch” (cfr. STFA U 8/06 del 13 marzo 2006) o un pezzo di frutta molto dura in una barretta alimentare (cfr. STF U 252/02 del 30 marzo 2004).
Pronunciandosi in merito a una fattispecie in cui un’assicurata ha subito una lesione dentaria masticando una scheggia di un guscio di frutti di mare mentre mangiava una pizza ai frutti di mare non sgusciati, la nostra Massima Istanza non ha, poi, riconosciuto l'intervento di un fattore esterno straordinario (cfr. STFA U 305/02 del 26 febbraio 2004).
Il TFA è giunto alla medesima conclusione in un caso in cui un’assicurata si è rotta un dente mangiando una pizza surgelata alle olive nella quale si trovava un’oliva non snocciolata (cfr. STFA U 454/04 del 14 febbraio 2006).
Il Tribunale federale ha negato il carattere straordinario del fattore esterno (e, quindi, l’esistenza di un infortunio ai sensi di legge), trattandosi del consumo di un’insalata verde contenente olive verdi non snocciolate (cfr. STF 8C_893/2014 del 27 gennaio 2015 consid. 3.5), del consumo di una “Cesar salad” contenente noci, rispettivamente dei croûtons di pane alle noci arrostiti (cfr. SVR 2016 UV Nr. 17 p. 52 s.) oppure ancora del consumo di spugnole essiccate acquistate in un supermercato che contenevano un sassolino (cfr. SVR 2017 UV Nr. 18 p. 61s.).
Questa giurisprudenza è stata riconfermata e riassunta in una sentenza 8C_191/2018 del 21 dicembre 2018, pubblicata in SVR 2019 UV Nr. 25, trattandosi di un assicurato che durante la consumazione di un’insalata pronta all’uso, ha morso l’oliva non snocciolata e si è fratturato un dente. La persona interessata ha motivato la richiesta di assunzione dei costi di riparazione della lesione dentaria sostenendo che l’imballaggio dell’insalata raffigurava delle olive snocciolate. Per questa ragione, essa poteva credere che nell’insalata non si trovassero olive con il nocciolo, di modo che sarebbe dato il fattore esterno straordinario, elemento costitutivo dell’infortunio. Tutte le istanze, compreso il Tribunale federale hanno rigettato questa tesi per il motivo che nel testo sull’imballaggio non si parlava di olive snocciolate. Siccome un’insalata si trovano sovente olive intere, la persona assicurata doveva aspettarsi di trovare un nocciolo. Non si è perciò in presenza di un infortunio (consid. 3-5).
In una sentenza 35.2017.63 del 2 ottobre 2017 il TCA ha negato l’esistenza di un infortunio nel caso di un assicurato che aveva affermato di essersi rotto un dente, mangiando una porzione di corn flakes in cui si trovava un chicco di mais non lavorato.
2.6. Per quanto concerne il fattore esterno straordinario, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), chinandosi a più riprese su fattispecie in cui la presenza di un corpo estraneo non era stata accertata, ha sempre escluso il carattere infortunistico della lesione dentaria.
Ad esempio nella sentenza U 229/01 del 21 febbraio 2003 (cfr. consid. 2.6. in fine), l’Alta Corte ha stabilito che il semplice fatto di presumere che la lesione dentaria si sia prodotta a causa di un corpo duro, non appartenente all'alimento ingerito (Müesli), non è sufficiente per provare l'esistenza del fattore straordinario.
In una pronunzia K 207/00 del 26 settembre 2001, il TFA ha sancito che la rottura di un ponte mangiando del pane alle noci non costituiva un infortunio, in quanto, non avendo accertato la presenza di un corpo estraneo in questo alimento, la verosimiglianza preponderante dell'esistenza di un fattore esterno straordinario non era stata provata.
In una sentenza K 202/00 del 18 settembre 2001, il Tribunale federale delle assicurazioni, nel caso di un'assicurata che mangiando del pane semi-bianco si era rotta un dente, ha deciso che non si era trattato di un infortunio, poiché la causa esterna e straordinaria non era stata provata. L'assicurata infatti non aveva visto il corpo solido e duro che sosteneva di aver trovato e che ignorandone l'identità, aveva ingoiato.
In un'altra sentenza U 87/03 del 3 ottobre 2003, il TFA ha stabilito che un assicurato che si era rotto un dente mangiando un'insalata non era stato vittima di un infortunio. Infatti l'assicurato sostenendo di aver gettato subito via l'oggetto duro che avrebbe morso, senza esaminarlo, non ha dimostrato con grado di verosimiglianza preponderante che l'oggetto morso era un corpo estraneo all'alimento.
In una sentenza U 243/04 del 22 giugno 2005, la nostra Massima Istanza ha ribadito che per poter procedere alla necessaria valutazione e determinare se l'oggetto all'origine di una lesione dentaria faccia o meno usualmente parte dell'alimento consumato, occorre avantutto che il corpo estraneo possa essere individuato.
In una sentenza U 67/05 del 24 maggio 2006, il Tribunale federale, nel caso di un assicurato che aveva accusato la rottura di un dente mangiando una “tartiflette au reblochon et aux pommes de terre”, ha ritenuto che l’esistenza di un fattore esterno straordinario non fosse stata sufficientemente dimostrata, per il motivo che egli aveva dedotto trattarsi di un pezzetto d’osso semplicemente in base al dolore risentito e alla piccola scaglia riscontrata successivamente.
L’Alta Corte è giunta alla medesima conclusione in una sentenza 8C_1034/2009 del 28 luglio 2010, concernente un’assicurata che mangiando un risotto, aveva avvertito un forte scricchiolio sotto il dente, seguito da intensi dolori sino alla radice, ma che non aveva notato nulla di visibile ad occhio nudo.
La stessa soluzione è stata adottata in una sentenza 9C_995/2010 del 1° dicembre 2011, riguardante il caso di un assicurato che si era rotto un dente mentre mangiava dei fagiolini a casa di un amico, per il motivo che egli non era “... in nessun modo riuscito a indicare chiaramente la natura di un eventuale corpo estraneo trovantesi nei fagiolini consumati”.
In quest’ultima pronunzia, il TF ha in particolare sottolineato che: