Decision ID: c0eb1f25-41c5-5de7-a71c-78e3260c3e0a
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data
31 gennaio 2013;
i verbali di audizione del 5 febbraio 2013 (di seguito: verbale 1) e del
20 febbraio 2013 (di seguito: verbale 2);
la decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del
26 febbraio 2013, notificata all'interessato il giorno stesso (cfr.
act. A 16/1), con la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della do-
manda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 della legge sull’asilo del
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato l'allontanamento
nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo del richiedente dalla
Svizzera;
il ricorso del 27 febbraio 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato);
la copia dell'incarto dell'UFM, pervenuta al Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale) via fax in data 28 febbraio 2013;
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono;

e considerato:
che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-
sione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della legge
sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF,
RS 173.32]), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5,
48 cpv. 1 lett. a-c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa
del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021);
che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito
ai sensi dell'art. 32 cpv. 1, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non
può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che pre-
suppone una decisione nel merito della domanda stessa;
che di conseguenza la conclusione ricorsuale implicita tendente alla con-
cessione dell'asilo è inammissibile;
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che nei citati limiti vi è motivo di entrare nel merito del ricorso;
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico,
con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-
sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti;
che in sede di audizione il richiedente ha dichiarato di avere lasciato il
suo Paese in quanto i suoi genitori sarebbero deceduti e non avrebbe più
avuto nessuno in patria; che, dopo una permanenza illegale in Italia di
dodici anni, egli si sarebbe recato in Svizzera e vi avrebbe deposto una
domanda d'asilo alla ricerca di un futuro migliore, di una casa e di un
lavoro; che egli ha espressamente affermato di non avere mai avuto
problemi con le autorità del suo Paese o con terze persone né altri
problemi (cfr. verbale 1, pagg. 4 e 6 seg. nonché verbale 2, pag. 5);
che nella decisione del 26 febbraio 2013, ai quali considerandi si rinvia,
l'UFM ha osservato che il richiedente non avrebbe inoltrato una domanda
d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà di ot-
tenere dalla Svizzera una protezione da persecuzioni;
che di conseguenza l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato
l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione
siccome lecita, esigibile e possibile;
che nel ricorso l'insorgente reitera che la sua richiesta di protezione
riguarderebbe l'assenza di prospettive per quanto concerne la situazione
economica e sociale nel suo Paese; che egli ribadisce inoltre di essere
assente dal Marocco da oltre vent'anni e di non avervi più alcuna rete
sociale né familiare; che in conclusione il ricorrente ha chiesto
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di
causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito e, in via
sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha altresì
presentato una domanda di esenzione dal versamento anticipato delle
presunte spese processuali con protesta di spese e ripetibili;
che giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi non si entra nel merito di domande d'asilo
che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi;
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che ai sensi dell'art. 18 LAsi è considerata come domanda d'asilo ogni di-
chiarazione con cui una persona manifesta di volere ottenere dalla Sviz-
zera una protezione contro le persecuzioni; che secondo la giurispruden-
za del Tribunale, la nozione di persecuzione ai sensi dell'art. 18 LAsi va
compresa in senso lato; che tale nozione di persecuzione in senso lato
non include soltanto i seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, ma ugual-
mente quegli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento di cui
all'art. 44 cpv. 2 LAsi che presuppongono l'agire dell'uomo; che di conse-
guenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla situazione
personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di persecu-
zione, non soddisfano tali condizioni (cfr. Giurisprudenza ed informazioni
della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA]
2003 n. 18, consid. 5, confermata in DTAF 2011/8 consid. 4.2);
che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima
residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza,
religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o
per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere
esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così
come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude
tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio
Paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da
una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita
precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti),
dalla disorganizzazione, dalla mancanza di infrastrutture o problemi
analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, può essere
confrontata;
che nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione
contro persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto perso-
nalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere esposto in
un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese di origine, a seri
pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a
un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi);
che infatti, la motivazione addotta dall'interessato è legata esclusivamen-
te a ragioni di tipo sociale ed economico, ovvero alla volontà di trovare un
alloggio e un posto di lavoro (cfr. verbale 2, pag. 5); che tali motivi, come
manifestamente riconoscibile, non rientrano, in tutta evidenza, nemmeno
nella definizione di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 cpv. 1 LAsi;
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che nel ricorso l'insorgente non ha addotto alcun nuovo argomento su-
scettibile di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui
all'impugnata decisione;
che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che
l'insorgente in Marocco possa essere confrontato al rischio reale e imme-
diato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del
10 dicembre 1984 contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inu-
mani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);
che per di più la situazione in Marocco non è caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della popo-
lazione nell’integralità del territorio nazionale;
che da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della
domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi;
che di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-
tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio-
ne impugnata va confermata;
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1
sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [Oasi 1,
RS 142.311]);
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); che,
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);
che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha
confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla
domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del princi-
pio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente ricono-
sciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente
enunciato all'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei
rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), nonché degli impegni di diritto in-
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ternazionale assunti dalla Svizzera (cfr. GICRA 1996 n. 18, consid. 14b
lett. e con relativi riferimenti);
che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento
è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);
che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, le autorità d'asilo
possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo
sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permetta
loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio e
alla ricerca di un impiego assicurante il minimo vitale (cfr. in particolare
sentenze del Tribunale D-1336/2010 del 22 marzo 2010; D-1272/2010 del
5 marzo 2010; D-932/2010 del 1° marzo 2010; D-8010/2009 del
3 febbraio 2010; D-6165/2006 del 21 gennaio 2010, p. 8 e relativi riferi-
menti; D-4911/2009 del 14 settembre 2009, p. 6 e relativi riferimenti;
D-2423/2009 del 10 luglio 2009, p. 5 e relativi riferimenti; cfr. anche
DTAF 2010/41, consid. 8.3.5 p. 590 e GICRA 1994 n. 18, consid. 4e
p. 143);
che egli è istruito, ha qualche conoscenza di italiano e francese oltre che
dell'arabo (sua lingua madre) e vanta varie esperienze professionali nel
settore della macelleria, del commercio, della ristorazione e
dell'agricoltura (cfr. verbale 1, pagg. 3 seg. e 6 e verbale 2, pagg. 3 seg.);
che inoltre il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi
problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria
(cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2), senza che da un
esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza
in Svizzera per motivi medici;
che il Tribunale ha preso atto della lunga permanenza del richiedente
fuori dal Marocco e della quasi inesistente rete sociale in patria; che
tuttavia, visti gli elementi favorevoli a un reinserimento nel Paese di cui
sopra, non vi è da ritenere che questo sia un motivo sufficiente ad
ammettere l'esistenza di un ostacolo all'esecuzione all'allontanamento;
che peraltro a questa circostanza non si può nemmeno contrapporre
l'eventuale esistenza di una rete sociale in Svizzera, visto che egli ha
dichiarato di non avervi alcuna persona di riferimento (cfr. verbale 1,
pagg. 4 seg. e verbale 2, pagg. 2 seg.);
che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pae-
se di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83
cpv. 4 LStr);
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che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente,
usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-
spensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34, consid. 12);
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mate-
ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;
che in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricorsua-
li tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmissione
degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno respinte;
che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
che visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1
e 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata
con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale
(art. 83 lett. d cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale
[LTF, RS 173.110]);
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.
2.
Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente.
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione
della presente sentenza.
3.
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-
nale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Nicole Manetti