Decision ID: 57ddcb9a-58df-5f7c-bd90-65f7df594e73
Year: 2015
Language: it
Court: TI_CATI
Chamber: TI_CATI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

Fatti
A.
RI 1, domiciliato a _, lavora quale consulente finanziario per la compagnia d’assicurazioni _ AG (in precedenza _ SA).
Nella dichiarazione fiscale 2013, il contribuente esponeva un reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 81'203.– e spese professionali nella misura di fr. 33'412.–, così composte:
- automobile fr. 7'540.–
- assistente fr. 13'287.–
- tel./internet/cellulare fr. 2'400.–
- pranzi e cene fuori casa fr. 2'400.–
- pranzi e cene con clienti fr. 2'686.–
- costi di formazione fr. 600.–
- vestiti fr. 1'309.–
- lavanderia fr. 358.–
- regali clienti fr. 1'732.–
- caffè in ufficio fr. 400.–
- francobolli/raccomandate fr. 500.–
- materiale cancelleria fr. 200.–
- totale fr. 33'412.–
B.
Notificandogli la tassazione IC/IFD 2013, con decisione dell’8 gennaio 2015, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il reddito imponibile in fr. 56'600.– per l’IC ed in fr. 60'100.– per l’IFD.
L’autorità aveva in particolar modo ridotto a fr. 22'000.– le spese professionali del contribuente, spiegando nella motivazione allegata di essersi fondata sugli importi riconosciuti negli anni precedenti (2010, 2011 e 2012).
C.
Il ricorrente contestava la summenzionata decisione, con reclamo del 5 gennaio 2015, sostenendo che l’autorità non aveva preso in considerazione il reddito da lui effettivamente percepito e le spese da lui effettivamente sostenute.
L’Ufficio di tassazione, con decisione del 21 gennaio 2015, respingeva il reclamo, con la seguente motivazione:
(...) come già ribadito con la decisione su reclamo 2011 e 2012 parte dei costi chiesti in deduzione (Fr. 33'412) è stata valutata ed (sic) di natura privata e quindi non deducibile. Le spese devono avere un rapporto con il salario 2013 realizzato, che è in linea con quello conseguito nell’anno precedente.
L’ammontare di Fr. 22'000, già accordato, è reputato adeguato alla situazione di fatto del contribuente.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede, in primo luogo, di venire tassato per il reddito effettivamente percepito nel corso dell’anno, dopo deduzione dell’importo di fr. 15'748.– trattenuto dalla compagnia d’assicurazioni per le spese dell’assistente ed i costi d’ufficio. Chiede inoltre che gli vengano riconosciute ulteriori spese professionali nella misura di fr. 20'125.–, come da tabella allegata.

Diritto
1.
1.1.
Sia secondo l’art. 24 LT, sia secondo l’art. 25 LIFD il reddito netto corrisponde ai proventi lordi meno le spese di acquisizione e le deduzioni generali. Dello stesso tenore è l’art. 9 cpv. 1 LAID, secondo cui vanno detratte dai proventi imponibili le spese necessarie al loro conseguimento e le deduzioni generali.
1.2.
La tendenza è oggi quella di prediligere una concezione causale delle spese generali, secondo cui sono deducibili non soltanto le spese che il contribuente sostiene per conseguire un reddito, ma tutte quelle che vengono occasionate dalla sua realizzazione (
Noël
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 12 ad art. 25 LIFD, p. 437;
Reich
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol I/1, Bundesgesetz über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden, Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, n. 8 ad art. 9 LAID, p. 163;
Locher
, Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 13 ss. ad art. 25 LIFD, p. 631).
Secondo la giurisprudenza, il concetto di necessità professionale di una spesa deve essere interpretato in senso relativamente ampio. Non occorre infatti dimostrare che il contribuente non potrebbe assolutamente realizzare il proprio reddito senza la spesa in questione né tanto meno è richiesto che quest’ultima sia effettuata in virtù di un obbligo legale. La sua necessità va ammessa se, in base ad una valutazione economica, si può ritenere che la spesa favorisce l’acquisizione del reddito e se non è ragionevolmente esigibile che il contribuente vi rinunci (DTF 124 II 29 consid. 3a; sentenza 2A.60/1998 del 27 maggio 1999, in: ASA 69 pag. 872, consid. 2b).
1.3.
Da ciò non può comunque venir concluso che tutti i costi in qualche modo in relazione con l’acquisizione del reddito siano, dal profilo fiscale, illimitatamente deducibili (sentenza 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, in: StE 2003 B 22.3 n. 76, consid. 3.2). Non possono in particolare venir dedotte le spese prese a carico dal datore di lavoro o da terzi, le spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia nonché le spese private causate dalla posizione professionale del contribuente, i cosiddetti costi per il tenore di vita (DTF 124 II 29 consid. 3d).
2.
2.1.
Nell’ambito di un’attività lucrativa dipendente, le deduzioni sono esaurientemente disciplinate dagli articoli 25 LT e 26 LIFD. Esse riguardano le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro (lett. a), le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni (lett. b), le altre spese necessarie per l’esercizio della professione (lett. c) nonché le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connesse con l’esercizio dell’attività professionale (lett. d).
Dal reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente sono invece deducibili tutte le spese aziendali e professionali giustificate (art 26 LT; art. 27 LIFD). A differenza di quanto previsto per l’attività lucrativa dipendente, le deduzioni disciplinate dagli art. 27 LT e 28 LIFD non sono esaustive. Per spese generali giustificate dall’uso commerciale o professionale, vanno intesi i costi complessivi a carico del contribuente nell’ambito della sua attività lucrativa (
Noël
, op. cit., n. 6 ad art. 27 LIFD, p. 456). Sono tali, oltre alle spese aziendali in senso proprio, anche i costi supplementari sopportati nell’interesse della ditta o della professione per vitto e alloggio fuori casa, per particolari abiti di lavoro, per assicurazioni, pubblicità, viaggi ecc. Occorre dunque, affinché entri in considerazione una tale deduzione, che le spese siano direttamente imputabili all’attività aziendale (
Locher
, op. cit., n. 5 ad art. 27 LIFD, p. 677).
2.2.
La differenza fondamentale fra le spese professionali di un lavoratore dipendente e quelle di un lavoratore indipendente è rappresentata dalla misura della detrazione ammessa fiscalmente. Mentre per i dipendenti il legislatore pone precisi limiti e la possibilità di spese forfettarie, per gli indipendenti sono riconosciute le spese effettive. Né l’indipendente né il dipendente sono tuttavia dispensati dall’onere di provare i costi di cui chiedono la deduzione. A tale riguardo, si richiede una prova
quantitativa
, per accertare la misura delle spese effettivamente sostenute, ed una
qualitativa
, per dimostrare che i costi effettivamente sostenuti e comprovati siano davvero spese professionali e non invece di mantenimento (
Funk
, Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2
a
ediz., Coira/Zurigo 1989, p. 258 ss.).
3.
3.1.
Nella fattispecie, come visto, il ricorrente ha dichiarato un reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 81'203.–. Tale importo, al netto dei contributi sociali, corrisponde a quanto indicato nel certificato di salario, allestito dalla _ AG e allegato alla dichiarazione d’imposta.
Con il presente gravame, il ricorrente sembra tuttavia metterlo in discussione, chiedendo di essere tassato per le provvigioni effettivamente percepite nel corso dell’anno, pari a fr. 65'455.–, dopo deduzione delle spese trattenute direttamente dalla compagnia di assicurazioni “per la mia assistente e per i costi d’ufficio”.
3.2.
La censura sollevata dal ricorrente pone, dapprima, il problema della qualifica del rapporto di lavoro instauratosi tra le parti, che dall’allegato al certificato di salario risulta essere retto dal contratto di agenzia degli art. 418a segg. CO.
Secondo tali disposizioni, l’agente si assume stabilmente l’impegno di trattare la conclusione di affari per uno o più mandanti o di conchiuderne in loro nome o per loro conto, senza essere vincolato ad essi da un rapporto di lavoro. L’agente ha in ogni caso diritto alla provvigione convenuta o usuale per tutti gli affari trattati o conclusi durante il periodo di validità del contratto, come pure, salvo convenzione contraria, per quelli conclusi senza il suo intervento, ma con clienti da lui procurati per affari del medesimo genere (art. 418g cpv. 1 CO). Per quanto qui di interesse, gli agenti della _ AG (in precedenza _ SA) vengono remunerati per la loro attività con una provvigione dipendente dalla rispettiva cifra d’affari realizzata. Tali provvigioni sono accreditate su un conto di compensazione, dove vengono nel contempo addebitati i contributi per le assicurazioni sociali e le spese necessarie allo svolgimento dell’attività.
Da un punto di vista
socio-assicurativo
, gli agenti esterni della _ AG vanno quindi considerati dei lavoratori dipendenti. Gli stessi devono tuttavia farsi carico di tutte le spese originate dalla loro attività, compresi i costi d’ufficio, di documentazione e d’uso dell’automobile, facendoli in questo senso apparire come collaboratori indipendenti.
3.3.
Dottrina e prassi parlano di attività lucrativa indipendente
(
selbständige Erwerbstätigkeit
)
quando essa si svolge in base ad una organizzazione propria, liberamente scelta, che si manifesta all’esterno e si esercita per conto ed a rischio proprio del contribuente. Per lo più si richiede l’impiego sia di lavoro sia di capitale (cfr.
Reich
, Der Begriff der selbständigen Erwerbstätigkeit im Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, in: Knapp [a cura di], Problèmes actuels de droit fiscal – Mélanges en l’honneur du Professeur Raoul Oberson, Basilea/Francoforte 1995, p. 121;
Cagianut/Höhn
, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 53;
Reimann/Zuppinger/Schärrer
, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, Berna 1971, p. 44).
Si deve invece ammettere l’esistenza di un’attività dipendente quando una delle parti, rispetto all’altra, è subordinata per quanto concerne l’impiego del tempo o l’organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che il contribuente non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad un’attività dipendente oppure indipendente.
3.4.
La casistica è invero molto più dettagliata nel campo delle assicurazioni sociali.
Può allora essere utile rinviare alle Direttive sul salario determinante (DSD) nell’AVS/AI e nelle IPG, edite dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, e più in generale alla prassi instauratasi in questo campo.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, un indizio determinante di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A tale riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è invece in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo. Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176).