Decision ID: bb14255c-5371-5d59-9785-3cdd3f01d1e2
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. _, coniugata, madre di _, 1996 e di _, 1997, il 1° gennaio 2000 ha inoltrato richiesta per l'ottenimento di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia (cfr. doc. _ segg. agli atti dell'amministrazione).
Con decisione 26 luglio 2000 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha respinto la domanda di assegno integrativo in quanto il reddito determinante supera il fabbisogno.
Con una decisione di medesima data l'amministrazione ha respinto anche la domanda di assegno di prima infanzia, adducendo la stessa motivazione
Queste due decisioni annullano e sostituiscono due precedenti decisioni notificate all'assicurata in data 14 luglio 2000 con le quali le era stato concesso un assegno.
1.2. Contro le decisioni 26 luglio 2000 l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
all'inizio dell'anno in corso ho inoltrato regolare richiesta degli assegni sopracitati.
In data 14 luglio mi vedo recapitare un consenso favorevole per i primi mesi, accompagnato ad una richiesta d'ulteriori conteggi salariali di mio marito.
Spedito quanto richiesto, in data 26 luglio 2000, ricevo una decisione negativa ad entrambi gli assegni.
Con la presente richiedo una verifica per stabilire come mai dopo 7 mesi d'attesa, in uno spazio di pochi giorni, abbia ricevuto due decisioni diametralmente opposte." (Doc. I)
1.3. La Cassa, con risposta pervenuta al TCA il 24 novembre 2000, ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:
"
(...)
Sulle dichiarazioni contraddittorie la Cassa ha già avuto modo di chiarire con la ricorrente: la comunicazione del 14 luglio 2000 è e rimane un malaugurato errore.
Per quanto riguarda il calcolo che ha determinato il rifiuto delle prestazioni va osservato che lo stesso teneva conto del reddito da attività lucrativa conseguito dal marito della ricorrente nel 1999. In sede ricorsuale è tuttavia emerso che dal 1. gennaio 2000 è subentrata un'inabilità lavorativa del marito della ricorrente.
Il salario dal quale erano state tolte le spese per il conseguimento del reddito, è sostituito dalle indennità perdita di guadagno pagate dalla cassa malati. Il conteggio della Schweizerische Arbeitenhilfswerk SAH per il periodo di inabilità lavorativa da gennaio a luglio 2000 comporta un reddito su base annua di fr. 57'464.--.
Da quanto precede ne risulta un rifiuto dei due tipi di assegno per il citato periodo.
Dal 1. agosto 2000 il marito ha ripreso l'attività lucrativa presso un altro datore di lavoro. La Cassa emetterà una nuova decisione valida dal 1. agosto 2000." (Doc. _)
1.4. In data 11 gennaio 2001 il TCA ha richiesto alla Cassa la trasmissione della nuova decisione valida dal 1° agosto 2000 (cfr. doc. _).
L'amministrazione, il 22 gennaio 2001, ha inviato i provvedimenti del 16 gennaio 2001, con i quali è stato assegnato all'interessata un assegno integrativo di fr. 508.-- mensili, a favore dei figli _ e _ a partire dal 1° agosto 2000, mentre ha rifiutato l'erogazione di un assegno di prima infanzia (cfr. doc. VIII1 e VIII2).
Inoltre ha trasmesso le decisioni 18 gennaio 2001 relative all'anno 2001 concernenti sia l'adeguamento dell'assegno integrativo a fr. 597.--, che il rinnovato rifiuto dell'assegno di prima infanzia (cfr. doc. VIII3 e VIII4)
1.5. Pendente causa il TCA ha sottoposto alla Cassa il seguente quesito:
"
(...)
- i motivi per i quali avete calcolato l'importo del premio dell'assicurazione malattia da computare nel calcolo dell'assegno integrativo richiesto dall'assicurata, deducendo dalla somma complessiva dei premi effettivi dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie, relativi alla famiglia _a, oltre ai sussidi erogati ai coniugi e alla figlia _, l'ammontare massimo della quota media cantonale ponderata per i minorenni, pari a fr. 780.--, nonostante il premio lordo del secondo figlio, _, corrisponda a fr. 636.-- annui (cfr. art. 44 e 48 della Legge di applicazione della Legge federale sull'assicurazione malattie; Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi nell'assicurazione sociale malattie per l'anno 2000)." (Doc. IX)
Con scritto 5 febbraio 2001 l'amministrazione ha risposto:
"
abbiamo preso atto di quanto da voi fattoci rilevare con lettera del 01.02.2001 e possiamo confermarvi che nello stabilire la quota cassa malati a carico della famiglia siamo incorsi in un errore togliendo per il secondo figlio un quota di sussidio più elevata dello stesso premio valido per il figlio.
Ne consegue che l'effettivo premio della cassa malati a carico della famiglia va corretto in fr. 1'787.20 (arrotondato a fr. 1'788.--) anziché fr. 1'644.--.
Questa correzione impedisce tuttavia di arrivare a un risultato diverso per quanto attiene al diritto all'assegno integrativo e di prima infanzia dal 01.01.2000 al 31.07.2000 per le osservazioni da noi inoltrate e relative ai ricorsi n° 39/2000.60 e 61." (Doc. X)
1.6. Il doc. X è stato sottoposto all'assicurata assegnandole un termine di 10 giorni per presentare le proprie osservazioni (cfr. doc. XI), La ricorrente è rimasta silente.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
2.2. Va innanzitutto ritenuto che la Cassa cantonale per gli assegni familiari era legittimata a riesaminare le sue decisioni notificate all'assicurata il 14 luglio 2000 (cfr. consid. 1.1.).
La modifica di una decisione è infatti possibile sia prima che dopo la crescita in giudicato formale (in quest'ultimo caso a determinate condizioni; cfr. Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrecht, Zurigo 1990, pag. 167 N° 765). Tale modo di procedere è conforme al principio costituzionale della legalità derivante dall'art. 4 Cst. fed., secondo cui, tra l'altro, non vanno erogate prestazioni senza base legale (cfr. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag. 50; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea-Francoforte sul Meno 1994, pag. 30; Häfelin-Müller, op. cit., pag. 173 N° 789; DTF 103 Ia 380 seg. consid. 5/6).
Nella presente fattispecie la Cassa ha riesaminato due decisioni non ancora cresciute in giudicato. Essa poteva farlo liberamente (cfr. DTF 122 V 369; DTF 107 V 191, Häfelin/Müller, op. cit., pag. 166 N° 764).
L'amministrazione può del resto riesaminare anche una decisione impugnata davanti ad un Tribunale e quindi non ancora cresciuta in giudicato, fino alla presentazione della risposta di causa e quindi malgrado sia stato interposto ricorso con effetto devolutivo. Questo istituto persegue infatti lo scopo di applicare in maniera semplice il diritto obiettivo (Locher, op. cit., pag. 379).
Diversa sarebbe invece stata la questione se le decisioni notificate all'assicurata, quando sono state modificate, erano già cresciute in giudicato. In quel caso la Cassa avrebbe potuto riconsiderarle soltanto se esse fossero state manifestamente errate (cfr. DTF 122 V 270; DTF 122 V 368-368).
Dal profilo formale le decisioni del 26 luglio 2000 sono dunque corrette.
Nel merito
2.3. Oggetto del contendere è l'assegnazione di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia.
L'art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo:
"
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il figlio, se cumulativamente:
a) ha la custodia del figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno.
Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
Secondo l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF
"
Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
L’art. 33 del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio 1997, prevede che
"
Nei limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie."
Per la determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni (art. 34 LAF).
2.4. L’assegno di prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.
L’art. 32 LAF prevede in particolare che
"
1
I genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
Al genitore che non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il figlio.
Il diritto all'assegno si estingue:
a) alla fine del mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con un grado di occupazione superiore al 50%;
b) quando il genitore affida il figlio alle cure di una terza persona per più di mezza giornata sull'arco di un giorno;
c) al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età."
Da quanto esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
2.5. L’art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1 gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31 dicembre 2000, al minimo per le persone sole, a fr. 14’860.--, per i coniugi, almeno 22’290.-- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 7’830.--. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'220.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'610.--).
Dal 1° gennaio 2001 il fabbisogno è di fr. 15'280.--, fr. 22'920.-- rispettivamente fr. 8'050.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000).
Viene inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Dal 1° gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.6. Poiché le decisioni impugnate sono state emesse nel 2000 alla presente vertenza si applicano i limiti citati validi fino al 31 dicembre 2000 (che sono stati adeguati dal 1° gennaio 2001).
In concreto quindi il fabbisogno vitale della famiglia della ricorrente, formata dalla madre, dal padre e da due figli, è pari a fr. 37'950.--, come indicato dalla Cassa.
La pigione pagata mensilmente dalla ricorrente ammonta a fr. 1'000.-- mensili. Il canone annuo è pari, pertanto, a fr. 12'000.--, a cui si aggiungono fr. 1'500.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. 20 agli atti dell'amministrazione). Visto che la somma complessiva di fr. 13'500.-- corrisponde al massimo riconosciuto, la Cassa ha correttamente computato l'importo lordo della pigione effettiva.
2.7. Per stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC le
"
a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ....
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
Secondo l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia comprendono
"
b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Per quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.8. Per quanto attiene alle modalità di computo del premio per l’assicurazione malattia, si rileva che, come indicato al consid. 2.3., ai fini del calcolo dell'assegno integrativo viene computato unicamente il premio relativo all'assicurazione obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia e quindi all’assicurazione sociale secondo la LAMal (art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
Gli eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non vengono per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p. 36).
Inoltre, per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione malattia, la LAF non rinvia alla LPC. Quindi, per questo costo, i criteri di computo di tale legge, che si fonda sul premio medio cantonale (cfr. art. 3b cpv. 3 LPC), non sono rilevanti per il calcolo degli assegni familiari.
Infine va evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 2 LAF precisa infatti che va tenuto conto del premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p. 36).
Nella fattispecie il premio di base, senza la deduzione di eventuali sussidi, ammonta a fr. 5'904.-- annui (fr. 206.-- premio mensile per l'assicurata, fr. 180.-- premio per il marito; fr. 53.-- mensili per ciascuno dei due figli; cfr. doc. 4; 5; 7; 9 agli atti dell'amministrazione).
I sussidi ammontano a fr. 1'504.40.-- per l'assicurata, a fr. 1'504.40 per il marito; a fr. 472.-- per _ e fr. 636.-- per _.
Il sussidio di un figlio è più elevato, poiché l'art. 44 LCAMal prevede che le famiglie sussidiate sono esonerate dal pagamento del premio dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il secondo figlio e per quelli successivi, tuttavia ex art. 48 LCAMal solo fino all'ammontare massimo della quota media cantonale ponderata per assicurati il cui premio è inferiore a quello degli adulti, che corrisponde appunto a fr. 780.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi nell'assicurazione sociale malattie per l'anno 2000). Globalmente quindi i sussidi sono di fr. 4'117.--.
In simili condizioni il premio annuo a carico della ricorrente ammonta a fr. 1'787.-- e non a fr. 1'644.--, come computato dalla Cassa nella decisione impugnata. Essa infatti ha a torto dedotto dal premio effettivo di Ruben il sussidio massimo di fr. 780.--.
Va, in ogni caso, rilevato che con scritto 5 febbraio 2001 l'amministrazione ha riconosciuto di essere incorsa in un errore e che il premio effettivo a carico della famiglia _ corrisponde a fr. 1'787.-- annui (cfr. consid.1.5.).
2.9. Per quanto concerne gli assegni di base, va ribadito che giusta l'art. 8 LAF essi sono attribuiti ai salariati in caso di infortunio o di malattia, cessato il diritto al salario, per ulteriori dodici mesi consecutivi di incapacità al lavoro; dall'importo dell'assegno è dedotta la quota-parte corrisposta allo stesso titolo dall'ente assicuratore.
L'importo dell'assegno è di fr. 183.-- mensili per figlio (cfr. art. 16 LAF).
La Cassa ha dunque correttamente computato la somma di fr. 4'392.-- a titolo di assegni di base per i figli _ e _.
2.10. Secondo l'art. 23 cpv. 1 e 2 OPC AVS-AI, applicabile anche all'accertamento e al calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui all'art. 28 cpv. 1 LAF, di regola per il conteggio della prestazione complementare sono determinanti il reddito ottenuto nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno per cui è assegnata la prestazione. Per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato.
Per l’art. 29 LAF
"
1
L'assegno integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento del reddito disponibile dei genitori o della composizione della famiglia.
2
Il regolamento disciplina i particolari.
3
L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di revisione è stata inoltrata.
4
La riduzione o la soppressione interviene:
a)
se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo giorno del mese successivo la notifica della decisione;
b)
se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente, retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."
La stessa disposizione è prevista per l'assegno di prima infanzia all'art. 37 LAF.
In proposito l’art. 35 RegLAF precisa che
"
1
Per cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni variazione nella comunione di persone che è alla base del calcolo della prestazione.
2
L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento importante del reddito disponibile dei genitori.
3
Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso provoca una modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno erogato."
Secondo l’art. 36 RegLAF inoltre
"
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi momento se non sono più adempiute le condizioni legali."
Infine l'art. 59 Reg.LAF sancisce che:
"
In caso di modifica dell'assegno integrativo ai sensi degli art. 29 LAF e art. 35 e 36 Reg. LAF, l'assegno di prima infanzia è conseguentemente aumentato, ridotto o soppresso."
Pertanto, sulla base dell'art. 25 cpv. 1 lett. c OPC, al quale la LAF rinvia in modo generale (cfr. art. 28 e 46 LAF), determinanti sono i nuovi redditi, calcolati sulla base di un anno.
Infatti se nel corso dell'anno civile le spese riconosciute dalla legge, i redditi determinanti e la sostanza subiscono una diminuzione o un aumento considerevoli per un periodo che si presume abbastanza lungo, per il calcolo delle PC ci si dovrà basare sulle nuove spese e i sui nuovi redditi, convertiti in spese annue e redditi annui e sulla sostanza disponibile nel momento in cui ha avuto luogo la modifica (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 7005).
Nell'evenienza concreta la Cassa nella risposta sostiene che, procedendo al calcolo degli assegni, si è fondata sul reddito da attività lucrativa esercitata dal marito dell'assicurata nel 1999 pari a complessivi fr. 48'929.-- (cfr. consid. 1.3).
Tuttavia ciò non corrisponde alla realtà dei fatti. Da un attento esame delle decisioni impugnate risulta infatti che l'amministrazione ha tenuto conto del salario del mese di giugno 2000 convertito in reddito annuo, dedotte le spese di trasferta (cfr. doc. 22 agli atti dell'amministrazione).
Dal 1° gennaio 2000 il marito dell'assicurata è stato inabile al lavoro, percependo delle indennità giornaliere per perdita di guadagno da parte della Schweizerische Arbeiterhilfswerk SAH (cfr. doc. 19 agli atti dell'amministrazione).
Il TCA constata dagli atti dell'incarto che il reddito conseguito dal marito nel periodo dal 1° gennaio al 31 luglio 2000 e riportato su base annua ammonta a fr. 57'464.--.
Vi è da chiedersi pertanto se, ai fini del calcolo degli assegni, non si debba tener conto di questo reddito più elevato.
La questione può, nel caso di specie, rimanere comunque irrisolta, in quanto in ogni caso il reddito determinate considerato nei provvedimenti del 26 luglio 2000, supera il fabbisogno della famiglia _.
Infatti il reddito complessivo corrispondente a fr. 53'335.-- (cfr. doc. A1) è più elevato rispetto al fabbisogno pari a fr. 53'094 (cfr. consid. 2.6.; 2.8.).
2.11. In simili condizioni, dunque, malgrado il computo del premio della cassa malati a carico della famiglia _ vada corretto, in quanto quest'ultima versa effettivamente un importo superiore a quello conteggiato dalla Cassa (cfr. consid. 2.8.), il TCA non può che confermare le decisioni impugnate.
A titolo abbondanziale va, in ogni caso, segnalato che sulla base di quanto esposto al consid. 2.8. relativamente al computo del premio dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie, la Cassa dovrà correggere e modificare sia la decisione del 16 gennaio 2001 con la quale è stato erogato all'assicurata un assegno integrativo a decorrere dal 1° agosto 2000, che la decisione del 18 gennaio 2001 concernente l'adeguamento dell'assegno per il 2001 (cfr. consid. 1.4.).