Decision ID: eb1b9f3d-b671-5541-ac4b-95887ed6504d
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con istanza 21 dicembre 2018 RA 1 e RA 2, agenti per conto dei figli RE 1 e RE 2, hanno chiesto l’adozione di provvedimenti cautelari inaudita parte nei confronti di CO 1 e CO 2;
che, non ritenendo dati gli estremi per adottare le misure richieste senza dare ai convenuti la possibilità di esprimersi, il Pretore ha citato le parti per l’udienza del 22 gennaio 2019;
che, preso atto di una comunicazione del patrocinatore degli istanti, con ordinanza 16 gennaio 2019 il Pretore ha assegnato agli istanti medesimi un termine di 5 giorni per comunicare se era loro intenzione ritirare la causa, ritenuto che la mancata risposta sarebbe stata considerata quale desistenza;
che all’udienza 22 gennaio 2019 è comparsa unicamente la parte convenuta, la quale si è opposta all’istanza;
che, poiché gli istanti non sono comparsi all’udienza e neppure hanno manifestato un interesse a proseguire nella procedura, con decisione 25 gennaio 2019 il Pretore ha stralciato la procedura dai ruoli, ponendo la tassa e le spese di giustizia di fr. 400.- a loro carico, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 400.- per ripetibili;
che con reclamo 4 febbraio 2019 RA 1 e RA 2 chiedono che la tassa e le spese di giustizia siano poste a carico dei signori _;
che il reclamo non è stato notificato alla controparte;
considerato

in diritto:
che, le domande di adozione di provvedimenti cautelari sono trattate con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC), e di conseguenza le decisioni prese in quest’ambito sono impugnabili nel termine di 10 giorni mediante appello (art. 314 CPC) o reclamo (art. 321 cpv. 2 CPC);
che, per l’art. 110 CPC, laddove il dispositivo sulle spese sia impugnato in modo indipendente, è però dato unicamente il rimedio del reclamo, da proporre nel medesimo termine del rimedio ordinario, in concreto 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC);
che nel caso in esame la decisione è stata notificata ai reclamanti il 28 gennaio 2019 e di conseguenza il gravame, rimesso alla posta il 4 febbraio 2019, è tempestivo e da questo punto di vista ammissibile;
che con il rimedio del reclamo si possono censurare l’applicazione errata del diritto (art. 320 lett. a CPC) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che giusta l’art. 106 cpv. 1 CPC il giudice pone le spese giudiziarie a carico della parte soccombente, ritenuto che in caso di desistenza è ritenuto soccombente l’attore;
che la giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che nella determinazione degli oneri processuali il Pretore dispone di ampia latitudine, nel senso che la sua valutazione è censurabile solo per eccesso o abuso del potere d’apprezzamento;
che nel caso concreto il Pretore, rilevato che gli istanti avevano rinunciato a proseguire la causa, neppure è entrato nel merito della controversia, limitandosi a stralciare il procedimento ponendo a loro carico le spese giudiziarie;
che, di conseguenza, nella misura in cui i reclamanti ribadiscono in questa sede la fondatezza della loro iniziativa processuale e prendono posizione sul contenuto dell’istanza, il reclamo non è pertinente;
che, per il resto, vista la mancata risposta degli istanti all’ordinanza 16 gennaio 2019 nonché la loro assenza all’udienza del 22 gennaio 2019, - rilevato peraltro che erano stati resi attenti dal proprio patrocinatore delle conseguenze della mancata comparsa all’udienza - l’accertamento del primo giudice che essi non intendevano proseguire con il contenzioso e il conseguente stralcio della procedura per desistenza non costituiscono né un manifestamente errato accertamento dei fatti né un’errata applicazione del diritto;