Decision ID: 1e18718a-f2fe-59cd-8f88-63e868a4f08f
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che con istanza 4 giugno 2010 AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città la società AP 1 chiedendo al Pretore di adottare le misure necessarie nei confronti della società, priva dal 31 marzo 2008 di liquidatore in Svizzera e dal 4 settembre 2008 di un ufficio di revisione;
che l'istante rileva di aver invano diffidato - mediante raccomandata 5 settembre 2008 al liquidatore dimissionario e alla società (doc. B) prima e a mezzo di pubblicazione sul FUSC del 1° aprile 2010 (doc. C) - le persone obbligate alla notificazione a ripristinare la situazione legale, ritenuto che a seguito della cancellazione del liquidatore in Svizzera e dell’ufficio di revisione la società non rispettava più le norme legali;
che il Pretore, preso atto che nel termine assegnato la parte convenuta non aveva provveduto a ripristinare la situazione legale, le ha dapprima assegnato il 7 giugno 2010 un termine di venti giorni per ripristinare la situazione legale (act. II), pubblicato sul Foglio ufficiale del Canton Ticino e sul Foglio ufficiale svizzero di commercio l’11 giugno 2010 e in seguito, alla scadenza infruttuosa del termine, con sentenza 8 luglio 2010 ha dichiarato lo scioglimento della convenuta e ne ha ordinato la liquidazione in via di fallimento;
che con atto di appello 19 luglio 2010 la convenuta e il suo azionista hanno inoltrato appello contro la citata sentenza pretorile, affermando che il 1° luglio 2010, ossia prima della scadenza del termine assegnato dal Pretore, l’azionista aveva presentato all’Ufficio del registro di commercio richiesta di essere iscritto come nuovo membro del consiglio di amministrazione, domanda respinta per motivi formali dall’Ufficio del registro di commercio;
che con decreto 26 luglio 2010 la Presidente della Camera ha accordato effetto sospensivo all’appello;
che l’Ufficio del registro di commercio, nelle sue osservazioni del 10 agosto 2010, ha confermato la presentazione delle istanze di iscrizione del 1° e del 6 luglio 2010, incomplete dal punto di vista formale, e si è in sostanza rimesso al giudizio della Camera, non opponendosi alle richieste di appello;

considerando
in diritto:
che a detta della convenuta e del suo azionista la sentenza pretorile deve essere riformata nel senso di respingere l’istanza 4 giugno 2010, divenuta priva di oggetto in seguito alle richieste presentate dall’azionista di essere iscritto come nuovo membro del consiglio di amministrazione prima ancora che scadesse il termine assegnato dal Pretore con ordinanza 7 giugno 2010;
che l’azionista ha presentato istanza all’Ufficio del Registro di commercio il 1° luglio 2010 per regolarizzare la situazione, ma l’iscrizione non è stata eseguita per carenze formali dei documenti presentati, segnatamente per la mancata corretta legalizzazione della traduzione del verbale azionario relativo all’assemblea generale degli azionisti, svoltasi in Brasile;
che l’Ufficio del registro di commercio ha confermato di non aver allora avvertito l’azionista della procedura giudiziaria pendente presso la Pretura di Locarno-Città né il Pretore delle procedure di iscrizione avviate;
che gli appellanti hanno prodotto nuova documentazione in questa sede, affermando che la massima dell’ufficialità sulla quale si fonda la procedura prevista dall’art. 731b CO lo consente, il comportamento dell’azionista non potendo essere qualificato di abusivo;
che nel merito dell’appello essi sostengono che sarebbe un eccesso di formalismo non tenere conto della disponibilità dell’azionista di regolarizzare la situazione della società prima della scadenza del termine;
che il 12 agosto 2010 gli appellanti hanno addotto di aver sanato tutte le carenze e hanno prodotto la relativa documentazione, ribadendo la domanda di annullare la sentenza impugnata senza attribuzione di ripetibili e spese a chi le ha anticipate;
che la produzione di nuovi documenti in sede di appello è esclusa dal chiaro testo dell’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC ticinese, anche nelle procedure rette dalla massima ufficiale, salvo per quel che riguarda le procedure rette dal diritto di filiazione;
che secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale la disciplina processuale cantonale inibente l’adduzione di nuovi fatti e di nuovi documenti in appello non configura un eccesso di formalismo, nemmeno in una procedura relativa allo scioglimento di una società ai sensi dell’art. 731b CO (sentenza del 22 giugno 2010 4A_106/2010 destinata alla pubblicazione, consid. 11.4.3);