Decision ID: cbb84fcb-6c81-5a05-8bbc-6fdb67abbfd3
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta dei precetti esecutivi n. _ e _, emessi il 3 novembre 2016 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, l’PI 1 e l’PI 2 procedono contro la RI 1 per l’incasso rispettivamente di fr. 2'984.04 oltre agli interessi del 5% dal 10 maggio 2016 e di fr. 1'452.50 oltre agli interessi del 5% dall’11 maggio 2016.
B.
Entrambi i precetti esecutivi sono stati notificati il 4 novembre 2016 presso l’allora recapito della società escussa in via _ nelle mani dell’impiegata dell’PI 2, PI 3, la quale non ha interposto opposizione.
C.
Avendo le procedenti chiesto il proseguimento delle esecuzioni, l’8 febbraio 2017 l’Ufficio ha emesso le comminatorie di fallimento, che sono state notificate al nuovo recapito della società in via _.
D.
Con ricorso 13 marzo 2017, la RI 1 ha chiesto l’annullamento della notifica dei precetti esecutivi e delle successive comminatorie di fallimento. Con decreto del 16 marzo 2017 il presidente della Camera ha concesso al ricorso effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 29 marzo 2017, l’PI 1, per sé e per conto dell’PI 2, si è opposta al ricorso per quanto attiene ad ambedue le esecuzioni e ha chiesto la comminazione di una multa alla ricorrente per
“comportamento scorretto e finanche illecito”
nel senso dell’art. 16 cpv. 2 LPR.
E.
Avvalendosi della facoltà di riconsiderare il proprio provvedimento in base all’art. 17 cpv. 4 LEF, in parziale accoglimento del ricorso il 19 aprile 2017 l’UE ha annullato le comminatorie di fallimento e annotato nel proprio registro le opposizioni dell’escussa ai precetti esecutivi.
F.
Con ricorso del 28 aprile 2017, l’PI 1, per sé e per conto dell’PI 2, insorge alla Camera affinché annulli la decisione di riconsiderazione e respinga il ricorso per quanto attiene ad ambedue le esecuzioni. Visto l’esito del giudizio odierno il ricorso non è stato intimato né all’escussa né all’Ufficio d’esecuzione.

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla notifica delle comminatorie di fallimento, avvenuta il 2 marzo 2017, il ricorso inoltrato dalla RI 1
il 13 marzo 2017 è in linea di principio ricevibile in quanto il termine scadeva domenica 12 marzo 2017 e, per l’effetto dell’art. 142 cpv. 3 CPC, è stato prorogato fino a lunedì 13 marzo 2017 (art. 17 LEF).
Pure tempestivo si rivela il ricorso presentato il 28 aprile 2017 dall’PI 1 per sé e per l’PI 2 contro la decisione di riconsiderazione, da esse ritirata il 21 aprile 2017.
2.
Vertendo sugli stessi atti esecutivi – ossia la notifica, alla medesima persona, dei precetti esecutivi n.
_ e _,
e le susseguenti comminatorie di fallimento – le due procedure di ri
corso in oggetto possono essere congiunte (art. 5 cpv. 1 LPR e 76 cpv. 1 LPamm), pur conservando la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
3.
Nel suo ricorso la RI 1 ricorda di aver avuto la sede, al momento della notifica dei precetti, in via _ nello stesso ufficio dell’PI 2, dove le arrivava tutta la corrispondenza. Orbene, benché consapevoli che in quell’ufficio non vi era né personale né responsabili della ricorrente, le procedenti hanno lo stesso fatto spiccare contro di essa i precetti esecutivi impugnati, che sono stati notificati
all’unica persona che lavorava apparentemente in quell’ufficio, la dipendente dell’PI 2 PI 3. La ricorrente afferma che quest’ultima non è sua dipendente né le è legata in alcun modo, sicché è rimasta ignara dell’esistenza delle procedure esecutive fino al 2 marzo 2017, quando ha ricevuto le comminatorie di fallimento e ha chiesto all’UE la copia dei precetti esecutivi.
4.
Nelle sue osservazioni l’Ufficio rileva che la ricorrente sembra essere venuta a conoscenza delle procedure esecutive unicamente al momento della notifica delle comminatorie di fallimento e, benché fosse suo compito ritirare la corrispondenza che giungeva al recapito ufficiale, ch’essa non poteva aspettarsi l’invio dei precetti esecutivi. L’Ufficio evidenzia d’altronde che tra i documenti prodotti dalle procedenti vi sono scambi di e-mail, con i quali la ricorrente è stata avvisata della ricezione di alcuni precetti esecutivi, scansionati e allegati alle comunicazioni, cosa che però non sembra essere avvenuta per i due precetti esecutivi oggetto del ricorso, essendosi l’PI 2 nell’e-mail del 7 novembre 2016 limitata a indicare alla ricorrente
“che ci è pervenuta corrispondenza per la vostra società”