Decision ID: e6bdadd3-8017-5ce6-82c8-fc61ef72bb96
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che con decisione emanata il 21 settembre 2012 a protezione dell'unione coniugale il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha, in particolare, dato atto che AO 1 (1966) e AP 1 (1983), AP 1 vivono separati dal 14 ottobre 2010, ha affidato la figlia L_ (2008) alla madre con esercizio congiunto dell’autorità parentale, ha regolato il diritto di visita paterno, ha obbligato il convenuto a versare un contributo alimentare di fr. 500.– mensili per la moglie e di fr. 1000.– mensili per L_, assegni familiari non compresi, e ha ordinato, al passaggio in giudicato della sentenza, la restituzione della carta d'identità della figlia (n. _) alla madre nonché il deposito del passaporto svizzero e di quello brasiliano presso la Commissione tutoria regionale 14 di _, vietando nel contempo a AP 1 di recarsi con la figlia all'estero senza il consenso del padre (“fatta eccezione per trasferimenti nelle Nazioni confinanti con la Svizzera, limitatamente al territorio europeo”);
che contro tale decisione AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 5 ottobre 2012 in cui chiede – previa concessione del gratuito patrocinio – la restituzione di tutti i documenti della figlia, segnatamente della carta d’identità n. _ (ormai pacifica) e dei passaporti svizzero e brasiliano, come pure la revoca delle restrizioni di movimento (con la figlia);
che il Pretore ha trasmesso il 23 dicembre 2014 a questa Camera copia della decisione di stessa data con cui ha pronunciato il divorzio tra AO 1 e AP 1, ha omologato un accordo sui relativi effetti che le parti hanno concluso davanti a lui e ha concesso loro il gratuito patrocinio, compensando le ripetibili;
che l'accordo omologato prevede fra le altre cose al suo punto 3 il diritto dei genitori di recarsi all'estero con la figlia per periodi di vacanza e la restituzione immediata alla madre dei passaporti svizzero (n. _) e brasiliano (_), fino a quel momento depositati in Pretura;
che in conseguenza di ciò l’accordo omologato dal Pretore dà atto al suo punto 11 che “la procedura d'Appello incarto n. 11.2012.117 è divenuta priva d'oggetto”;
che, nel frattempo, invitato a eventualmente determinarsi sull'appello, AO 1 vi ha rinunciato, limitandosi a segnalare (il 5 gennaio 2015) che l'accordo raggiunto rende il gravame privo di oggetto;
che il 9 febbraio 2015 l'appellante si è in sostanza espressa nello stesso senso, reiterando la domanda di gratuito patrocinio;
e considerando

in diritto:
che preliminarmente va decisa la richiesta dell’appellante intesa alla concessione del gratuito patrocinio (art. 117 CPC);
che la richiedente sia sprovvista dei mezzi necessari per affrontare i costi legali e di avvocato in appello risulta sufficientemente verosimile, l'interessata non essendo in grado di sopperire al proprio fabbisogno minimo;
che, relativamente alle probabilità di successo, l'appello non poteva dirsene sprovvisto, già per il fatto che l'istante negava di voler trasferire la figlia in Brasile, se non per periodi di vacanza, e che seri indizi non sembravano mettere in dubbio tale intenzione;
che in tali circostanze la richiesta merita accoglimento;
che l'emanazione della pronuncia di divorzio e l'omologazione dell'accordo sui relativi effetti – ormai passate in giudicato – hanno reso l'appello dell'istante senza oggetto;
che una causa divenuta priva d'oggetto va stralciata dai ruoli (art. 242 CPC);
che nelle circostanze descritte rimane da statuire sulle spese e le ripetibili di appello, l'accordo omologato non prevedendo nulla al riguardo;
che le spese giudiziarie di una causa divenuta senza oggetto andrebbero attribuite “secondo equità” (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC);
che in ogni caso il convenuto va esente da spese, oltre che dall'obbligo di rifondere ripetibili (DTF 139 III 38 consid. 5 in fine), non avendo formulato osservazioni all'appello;
che per il resto le condizioni finanziarie verosimilmente difficili in cui versa l'istante, la buona volontà dimostrata (dalle parti) nell'accedere a un accordo amichevole, la natura della causa (di diritto di famiglia: art. 107 cpv. 1 lett. c CPC) e la necessità di moderare comunque la tassa di giustizia, giacché la procedura di appello termina senza sentenza (art. 21 LTG), inducono equitativamente a rinunciare a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che per quel che riguarda l'indennità spettante alla patrocinatrice d'ufficio, incombeva all'avvocato produrre una nota d'onorario (sentenza del Tribunale federale 2C_421/2011 del 9 gennaio 2012, consid. 9.3);
che dovendosi procedere per apprezzamento, si giustifica di riconoscere un'indennità di fr. 1100.–, la quale tiene conto – per un appello vertente su un solo argomento di moderata difficoltà – di oltre cinque ore di lavoro (retribuite fr. 180.– l'una: art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria: RL 3.1.1.7.1), delle spese presumibili (10%: art. 6 cpv. 1 del regolamento citato) e dell'IVA (8%);
decreta:
1. AP 1 è ammessa al beneficio del gratuito patrocinio da parte dell'avv. PA 1.
2. L'appello è dichiarato senza interesse e la causa è stralciata dai ruoli.
3. Non si riscuotono spese. Lo Stato del Cantone Ticino verserà per AP 1 alla patrocinatrice d'ufficio un'indennità di fr. 1100.–.
4. Notificazione:
- avv..
- avv..
- Stato del Cantone Ticino, Ufficio dell'incasso e delle pene alternative, Torricella (in estratto, dispositivi n. 1 e 3).
Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.
Per la prima Camera civile del Tribunale d
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appello
Il giudice presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30
000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).