Decision ID: 349782c2-1f82-5460-bce3-24fc5a66d0e6
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Il 6 aprile 2009, la Cassa svizzera di compensazione (CSC) ha deciso di
erogare in favore di A._, nato il (...) 1945, una rendita ordinaria di
vecchiaia (con riduzione per anticipazione; doc. 23). Il 2 febbraio 2010, la
CSC ha preso una nuova decisione, con effetto al 1° marzo 2010, me-
diante la quale, oltre all'aggiornamento dell'ammontare della rendita
dell'interessato, ha deciso di erogare, fra l'altro, pure una rendita ordinaria
per figlio agli studi, legata alla rendita del padre e con riduzione per l'anti-
cipazione, alla figlia B._, cittadina italiana, nata il (...) 1988 (doc.
30).
B.
B.a Il 24 gennaio 2012, sulla base del certificato dell'Università degli studi
di C._ del 30 novembre 2011 (doc. 46 e 52), la CSC ha deciso di
sopprimere, con effetto al 30 settembre 2011, la rendita per figlio agli stu-
di in favore di B._, essendo la stessa iscritta fuori corso per l'anno
accademico 2011/2012 al terzo anno del corso di laurea (triennale) in
Scienze del servizio sociale la cui durata normale è indicata in 3 anni.
L'autorità inferiore ha constatato che B._ non aveva effettuato al-
cun esame del terzo anno e che molti esami dei precedenti anni non era-
no ancora stati sostenuti (doc. 53).
B.b Il 25 gennaio 2012, la CSC ha reso una nuova decisione, con effetto
al 1° ottobre 2011, in merito all'ammontare della rendita dell'interessato e
alla rendita ordinaria per figlio agli studi (legata alla rendita del padre) per
D._ (doc. 55).
C.
C.a Con opposizione del 16 febbraio 2012, A._ ha fatto valere che
la figlia B._ è sì iscritta in qualità di fuori corso per l'anno accade-
mico 2011/2012, ma ha sostenuto due ulteriori esami, anche del terzo
anno. Alla figlia rimarrebbero da sostenere sette esami, fermo restando
che gli esami sostenuti sono stati superati brillantemente con una media
di valutazione di 25.8 trentesimi, risultato conseguito grazie all'assidua
frequenza dei corsi e allo studio serio ed approfondito di ogni disciplina
affrontata. La figlia si proporrebbe altresì di concludere gli studi entro
l'anno accademico in corso (doc. 56).
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C.b Il 12 marzo 2012, a complemento dell'opposizione, A._ ha
comunicato che la figlia ha superato un ulteriore esame ed ha allegato il
certificato dell'università aggiornato al 16 febbraio 2012 (doc. 58).
C.c Il 19 luglio 2012, A._ ha trasmesso il certificato dell'università
aggiornato al 12 luglio 2012 (doc. 62).
C.d Il 15 ottobre 2012, l'autorità inferiore, ha respinto l'opposizione di cui
trattasi, ritenuto che B._ è iscritta in qualità di fuori corso per una
formazione la cui durata normale è di 3 anni, che dall'ultimo certificato
dell'università risulta che la stessa ha impiegato 3 anni e parte dell'anno
fuori corso per superare 12 esami su un totale di 18 (recte: 22) esami ne-
cessari all'ottenimento del diploma e che, secondo ogni verosimiglianza,
la stessa non conseguirà il diploma entro la fine dell'anno accademico
(doc. 67).
D.
Il 20 novembre 2012, A._ ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione su opposizio-
ne mediante il quale ha chiesto, sostanzialmente, di annullare il provve-
dimento impugnato e di ripristinare la rendita per la figlia B._. La
stessa avrebbe in effetti superato gran parte degli esami previsti, non a-
vrebbe altresì svolto alcuna attività lucrativa, ed avrebbe potuto consegui-
re tale ottimo risultato solo con impegno, un'assidua frequenza ai corsi ed
uno studio serio ed approfondito di ogni disciplina studiata. Ha sostenuto
che la mancata conclusione degli studi entro il termine legale di durata
del corso non può essere l'unico criterio per valutare "lo zelo" dello stu-
dente nell'affrontare un ciclo di studi universitari (che si pone al vertice del
percorso formativo). Ciò porterebbe a premiare chi sostiene una quantità
di esami, ma con un profitto minimo, a detrimento di chi, invece, cerca di
affrontare ogni disciplina cercando di trarne il massimo profitto, anche se
costretto a sacrificare i tempi di conclusione degli studi. A queste conside-
razioni di carattere generale, si aggiungerebbero, nel caso di specie, si-
tuazioni familiari che hanno impedito un percorso sereno del piano forma-
tivo, con particolare riguardo ai gravi problemi di salute che affliggono la
madre di B._. La documentazione esibita dimostrerebbe le gravi
patologie di cui soffrirebbe la madre. I numerosi ricoveri e successivi pe-
riodi di convalescenza della medesima, avrebbero richiesto in diverse oc-
casioni la presenza della figlia, ciò che avrebbe di fatto compromesso la
possibilità per B._ di concludere il ciclo degli studi nei tempi previ-
sti. Il ricorrente ha fatto valere altresì la mancata motivazione della deci-
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sione resa dalla CSC il 25 gennaio 2012. Per questo motivo tale provve-
dimento sarebbe nullo (doc. TAF 1 e allegati).
E.
Nella risposta al ricorso del 4 febbraio 2012, la CSC ha rilevato che il Tri-
bunale amministrativo federale ha già avuto modo di stabilire (DTAF C-
6056/2011 del 17 gennaio 2013 consid. 6) che incombe a colui che chie-
de una rendita per figlio agli studi di dimostrare, qualora gli studi non sono
stati conclusi nella durata regolare/abituale, di avere nondimeno dato
prova della diligenza necessaria per potere comunque beneficiare della
rendita. Ora, nel caso di specie non è contestato il ritardo negli studi. La
spiegazione secondo la quale B._ ha impiegato un tempo superio-
re per trarre il massimo profitto possibile in ogni disciplina è contrario al
principio della sistematica e consentirebbe allo studente di protrarre a
piacimento gli studi a carico dell'assicurazione sociale. Peraltro, in sede di
ricorso, il ricorrente ha pure fatto valere, in contrasto con quanto prece-
dentemente sostenuto, che il ritardo negli studi è ascrivibile alla malattia
della madre, la cui assistenza avrebbe richiesto ad B._ del tempo
non indifferente che non avrebbe potuto dedicare agli studi. Anche tale
motivazione non potrebbe essere ritenuta (andrebbe anche oltre lo scopo
perseguito dalla legge [doc. TAF 3]).
F.
Con provvedimento del 12 febbraio 2013 (doc. TAF 4, notificato alla parte
il 18 febbraio 2013 [cfr. avviso di ricevimento {doc. TAF 5}]), questo Tribu-
nale ha invitato il ricorrente a presentare la replica entro un termine di 30
giorni a decorrere dalla notificazione dello stesso. Il termine è scaduto in-
fruttuoso.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 85 bis
cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i
ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera
di compensazione (CSC).
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1.3 In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono
applicabili all'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che
la LAVS non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-
te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-
fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso
dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è am-
missibile.
2.
2.1 A._, ricorrente, è cittadino di uno Stato membro della Comuni-
tà europea, per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681),
entrato in vigore il 1° giugno 2002.
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisio-
ne 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti
applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurez-
za sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, com-
prese eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch.
1) ed assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'U-
nione europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settem-
bre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione
del regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n.
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219
4237, 2009 4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale
ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all’interno della Comunità, con le relative modifiche, e il regola-
mento (CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909,
2008 4273, 2009 621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CEE) n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi appli-
cabili tra la Svizzera e gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi
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si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento
(CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di casi verificatisi in passato.
Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano di-
verse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C cor-
rispondono a due raccomandazioni della stessa commissione.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla
legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini
di tale Stato. Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta
nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della
Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a de-
correre dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo
campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in
particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurez-
za sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazio-
ne della procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di
una rendita dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia, sono regolate dal
diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).
3.
L'oggetto litigioso della presente procedura ricorsuale è costituito dalla
questione di sapere se sono ancora adempite le condizioni per l'otteni-
mento di una rendita ordinaria per figli agli studi per la figlia B._.
4.
4.1 Le persone cui spetta una rendita di vecchiaia hanno diritto ad una
rendita completiva per ogni figlio che, al loro decesso, avrebbe diritto ad
una rendita per orfano (art. 22 ter
cpv. 1 prima frase LAVS). Giusta l'art. 25
LAVS, hanno diritto ad una rendita per orfani i figli ai quali è morto il padre
o la madre (cpv. 1 prima frase); il diritto alla rendita per orfani nasce il
primo giorno del mese successivo a quello della morte del padre o della
madre e si estingue quando l'orfano compie 18 anni o muore (cpv. 4); per
figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della
stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti (cpv. 5 prima frase).
4.2 Giusta l'art. 49 bis
OAVS (RS 831.101), un figlio è ritenuto in formazio-
ne se segue un ciclo di formazione regolare e riconosciuto giuridicamente
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o perlomeno di fatto e, sistematicamente e per la maggior parte del suo
tempo, si prepara a un diploma professionale o acquisisce una formazio-
ne generale che funge da base per diverse professioni (cpv. 1); sono
considerate formazione anche soluzioni di occupazione transitorie quali i
semestri di motivazione e i pretirocini nonché i soggiorni alla pari e i sog-
giorni linguistici, a condizione che comprendano una parte d'insegnamen-
to scolastico (cpv. 2); un figlio non è considerato in formazione se conse-
gue un reddito da attività lucrativa mensile medio superiore all'importo
massimo della rendita di vecchiaia completa dell'AVS (cpv. 3).
Giusta l'art. 49 ter
OAVS, la formazione si conclude con un diploma profes-
sionale o scolastico (cpv. 1); la formazione è considerata conclusa anche
se è abbandonata o interrotta o se nasce il diritto a una rendita invalidità
(cpv. 2); non sono considerati interruzioni ai sensi del cpv. 2 i seguenti pe-
riodi, a condizione che la formazione sia proseguita immediatamente do-
po (cpv. 3): usuali periodi senza lezioni e vacanze per una durata massi-
ma di 4 mesi (lett. a); il servizio militare o civile per una durata massima di
5 mesi (lett. b); le interruzioni per motivi di salute o per gravidanza per
una durata massima di 12 mesi (lett. c).
4.3 Secondo giurisprudenza, costituisce una "formazione" ogni attività
che ha per scopo di preparare in maniera sistematica a una futura attività
lucrativa. Non è pertanto sufficiente seguire formalmente una formazione,
ma deve essere dato prova della diligenza necessaria all'ottenimento del
diploma/della laurea (cfr. sentenza del TF 9C_674/2008 del 18 giugno
2009 consid. 2.2 con rinvii). Di per sé, il solo fatto che un ciclo di studi
non sia stato concluso nella durata regolare o che vi siano stati degli in-
successi agli esami ancora non permette di ritenere che l'interessato non
si sia sufficientemente dedicato alla formazione. Possono però costituire
degli indizi di un insufficiente impegno, che vanno però valutati unitamen-
te all'insieme delle circostanze decisive del caso concreto (DTF 104 V 64
consid. 3).
5.
5.1 Dagli atti emerge chiaramente che B._ segue una formazione.
Occorre quindi determinare se abbia anche dato prova della diligenza ne-
cessaria all'ottenimento del diploma/della laurea, come stabilito dalla suc-
citata giurisprudenza.
5.1.1 Dalla documentazione agli atti si evince che la durata normale per
conseguire la laurea in Scienze del servizio sociale è di 3 anni (cfr. doc.
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46, 52, 58 e 62). Durante questi 3 anni è necessario conseguire 180 cre-
diti formativi (CFU), i quali, nello specifico degli studi intrapresi dalla figlia
del ricorrente, sono raggiunti con il superamento di 22 esami, tra cui due
tirocini, due discipline a scelta dello studente (corrispondenti a 6 CFU cia-
scuna) ed una prova finale al 3° anno (cfr. sito internet dell'Università de-
gli studi di C._: Guida dello studente per l'anno accademico 2008-
2009, pag. 3 e pag. 14-17 ‹http://www.(...)›, consultato il 22.05.2014).
5.1.2 B._ si è iscritta regolarmente agli anni accademici
2008/2009 (1° anno), 2009/2010 (2° anno), 2010/2011 (3° anno; cfr. doc.
26, 27 pag. 1, 35 e 36). Durante la durata regolare degli studi, di 3 anni,
B._ ha superato 9 esami su 22, ossia il 40.90%. Durante l'anno
accademico 2011/2012, nel quale si è iscritta in qualità di fuori corso (doc.
45 e 46), ha sostenuto altri 5 esami, per un totale di 14 esami su 22 ne-
cessari, ossia il 63.64%, tuttavia senza avere completato gli esami di al-
meno uno dei 3 anni di studio (cfr. doc. 62). Si constata quindi un notevo-
le e palese ritardo nell'espletamento del ciclo di studi da parte di
B._, ritardo che rettamente neppure è contestato.
5.2 Il ricorrente ha fatto valere, in sede di opposizione, che il ritardo nel
ciclo di studi intrapreso è dovuto alla volontà da parte della figlia
B._ di effettuare uno studio serio ed approfondito di ogni discipli-
na. I brillanti risultati conseguiti agli esami testimonierebbero del suo im-
pegno e dell'assidua frequenza dei corsi. In sede ricorsuale, l'insorgente
ha poi indicato, al di là delle considerazioni di carattere generale sulla du-
rata degli studi (non sarebbe corretto premiare chi conclude il ciclo di stu-
di nella durata regolare, ma con profitto minimo), che la malattia della
madre di B._, che avrebbe richiesto in diverse occasioni la pre-
senza della figlia, ha impedito alla figlia medesima di concludere il ciclo di
studi nei 3 anni della durata regolare.
5.3 L'evocata assidua frequenza dei corsi ed uno studio approfondito di
ogni singola disciplina prima dell'effettuazione di un esame non possono
manifestamente, e di per sé, giustificare un obbligo a carico dell'assicura-
zione sociale di versamento di una rendita per figlio agli studi fino al mo-
mento del conseguimento del diploma o della laurea, indipendentemente
dal fatto se tale diploma o laurea siano stati conseguiti nei tempi regola-
ri/usuali. La citata giurisprudenza che ha stabilito che il solo prolungarsi
dello studio non è di per sé un elemento sufficiente per sopprimere la
rendita, ma che la diligenza deve essere valutata nel suo insieme, non
consente un'altra conclusione. In altri termini, e come rettamente rilevato
dall'autorità inferiore nella risposta al ricorso, lo studente non può proro-
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gare a piacimento l'ottenimento del diploma o della laurea, e ciò a carico
dell'assicurazione sociale, quand'anche il ritardo fosse motivato esclusi-
vamente dalla volontà di ottenere dei risultati d'esame al di sopra della
media. Peraltro, e come già accennato, il piano di studi intrapreso da
B._ prevede che la formazione sia terminata nella durata regolare
di studi di 3 anni. Ciò significa che, normalmente, uno studente è in grado
di terminare, con adeguato profitto, l'intera formazione entro tale termine,
senza dover procrastinare gli studi. Come già indicato, nella durata rego-
lare degli studi, appunto di 3 anni, B._ ha superato 9 esami e,
nell'anno seguente, già fuori corso, ne ha superati altri 5, per un totale di
14 esami su 22 esami necessari. Ha dunque strutturato un piano di studi
ad hoc decisamente al di fuori della durata e del sistema previsto dalla
formazione (7 esami il 1° anno, 7 esami il 2° anno e 8 esami il 3° anno;
cfr. Guida dello studente per l'anno accademico 2008-2009). Non si può
quindi ammettere, conto tenuto dell'insieme delle circostanze del caso
concreto (cfr. anche considerando 5.4 che segue), che B._ abbia
seguito la formazione scelta con la necessaria diligenza e sistematica.
Non è in effetti riscontrabile una volontà di seguire il programma di studi
regolare e di portarlo a termine nei tempi normalmente previsti o poco più
lunghi (come eccezionalmente consente la giurisprudenza; cfr. DTF 104
V 64 consid. 3).
5.4 Per quanto concerne la seconda motivazione addotta – complemen-
tare o sostitutiva alla precedente che essa sia (v. considerando 5.3 del
presente giudizio) – presentata per la prima volta in sede ricorsuale, vale
a dire i problemi di salute della madre, anch'essa non può essere ritenuta
determinante nel caso concreto. Il Tribunale federale ha già avuto modo
di stabilire che secondo il principio delle "dichiarazioni della prima ora", di
regola queste sono più affidabili rispetto ad altre presentate a posteriori in
seguito a considerazioni che potrebbero essere influenzate, consapevol-
mente od inconsapevolmente, dalla volontà di ottenere prestazioni da
parte delle assicurazioni od in altra maniera (sentenza del TF
9C_534/2013 del 13 dicembre 2013 consid. 4.1.2 con rinvii). Se davvero i
problemi di salute della madre fossero stati la causa del procrastinarsi ol-
tre misura del ciclo di studi intrapreso, ciò avrebbe dovuto e potuto essere
indicato sin dal primo momento. Inoltre, non è comunque stato minima-
mente dimostrato che B._ abbia dovuto prendersi cura della ma-
dre, e tanto meno è stata dimostrata la portata, le mansioni assunte e i
periodi specifici dell'evocata assistenza prestata, come il ricorrente a-
vrebbe dovuto e potuto fare di moto proprio dando prova della necessaria
diligenza. A tal fine non è manifestamente sufficiente la produzione di do-
cumentazione medica concernente la madre. Pertanto, e anche da que-
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sto profilo, non vi è agli atti di causa alcun elemento da cui dedurre che
B._ ha dato prova della diligenza necessaria ed esigibile nei suoi
studi o che giustificherebbe un approfondimento dell'istruttoria d'ufficio.
6.
Per quanto riguarda invece la censura d'insufficiente motivazione della
decisione resa dalla CSC il 25 gennaio 2012, la stessa non è pertinente
in quanto oggetto del presentato ricorso è la decisione su opposizione del
15 ottobre 2012, la quale è sufficientemente motivata. Quand'anche si
dovesse rilevare un vizio di motivazione della decisione del 25 gennaio
2012 (peraltro la decisione topica sulla soppressione della rendita di
B._ è quella del 24 gennaio 2012), si rileva, da una parte, che la
censura non è stata sollevata in sede d'opposizione e, dall'altra parte, che
comunque il preteso vizio non ha provocato alcun pregiudizio alla parte
che, una volta ricevuta la decisione su opposizione del 15 ottobre 2012 è
stata posta nella condizione di comprendere perfettamente la portata del-
la decisione medesima e di inoltrare un ricorso con cognizione di causa.
7.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, chiaramente privo di qualsi-
voglia fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va con-
fermata. Il giudice dell'istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno
scambio di scritti – decide quale giudice unico, con motivazione somma-
ria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85 bis
cpv. 3 LAVS). Nel caso
concreto, per quanto ammissibile, il gravame – in considerazione, fra l'al-
tro, dei generici argomenti ricorsuali – deve ritenersi siccome manifesta-
mente infondato. Per conseguenza, la presente sentenza di rigetto del ri-
corso può essere resa a giudice unico.
8.
8.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85 bis
cpv. 2 LAVS).
8.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF
{RS 173.320.2}] a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche
vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto
(v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
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