Decision ID: 05cfcba0-30ce-5f92-a410-7b338c60082c
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

{"ritenuto, in fatto","A. a. Il cittadino dominicano RI 1 (1975) si è sposato l'11 agosto 1999 nel suo Paese d'origine con _, di nazionalità elvetica. Il 19 gennaio 2000, egli è stato autorizzato a entrare in Svizzera per vivere insieme alla moglie e posto al beneficio di un permesso di dimora annuale, valido fino al 18 gennaio 2001. Nel maggio 2000, l'insorgente si è trasferito a _ presso _ (1971), cittadina italiana titolare di un permesso di domicilio.","Ritenuto che viveva separato dalla consorte, con decisione 8 agosto 2000 confermata dal Consiglio di Stato il 20 settembre successivo, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni gli ha revocato il permesso di dimora. Il ricorso contro la predetta risoluzione governativa è stato dichiarato irricevibile dal Tribunale cantonale amministrativo con sentenza 27 aprile 2001 in quanto il 18 gennaio precedente l'insorgente aveva divorziato e non aveva pertanto più diritto a soggiornare in Svizzera.","b. Il 23 maggio 2001, RI 1 si è sposato a _ con _ con la quale, il 1° febbraio precedente, ha avuto la figlia _.","A seguito del matrimonio l'insorgente ha ottenuto un nuovo permesso di soggiorno, trasformato nel 2002 in un permesso di dimora CE/AELS a seguito dell'entrata in vigore dall'accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea nonché i suoi 15 Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC), valido fino al 23 maggio 2008.","Il 4 agosto 2006, egli ha ottenuto la cittadinanza italiana.","B. a. Durante il suo soggiorno, RI 1 ha interessato a diverse riprese le autorità giudiziarie penali.","Con decreto d'accusa 23 settembre 2002, il Procuratore pubblico gli ha inflitto una multa di fr. 1'000.– per circolazione in stato di ebrietà, mentre con sentenza 28 febbraio 2007 il presidente della Corte delle assise correzionali di _ lo ha condannato a una pena detentiva di 2 anni, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, per infrazione aggravata alla LStup, complicità in infrazione alla legge stessa, riciclaggio di denaro e contravvenzione alla LStup.","b. Fondandosi segnatamente su quest'ultima condanna penale, il 2 aprile 2007 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di revocare il permesso di dimora a RI 1 per motivi di ordine pubblico e gli ha fissato un termine con scadenza il 2 maggio successivo per lasciare il territorio svizzero.","La decisione è stata resa sulla base della LDDS, dell'ODDS, e degli art. 5 Allegato I ALC e 24 OLCP.","C. Con giudizio 3 luglio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.","In sostanza, il Governo ha ritenuto che vi fossero gli estremi per revocare il permesso di dimora dell'interessato in virtù dei motivi addotti dal dipartimento, considerando la decisione impugnata conforme al principio della proporzionalità.","D. Contro la predetta pronunzia, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.","Ritiene la decisione impugnata contraria al principio della proporzionalità in quanto non terrebbe conto del suo lungo soggiorno in Svizzera e del fatto che da ormai tre anni si comporta bene e non costituisce pertanto più un pericolo per la società. Ritiene inoltre che il suo allontanamento dalla Svizzera pregiudicherà il legame affettivo con sua moglie e sua figlia, non potendo esigere che essi lo seguano all'estero.","E. All'accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito."}

{"Considerato, in diritto","1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con un ricorso ordinario al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS).","1.2. Il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale non è, di principio, ammissibile contro le decisioni concernenti i permessi di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di simili permessi si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 83 lett. c n. 2 LTF, RS 173.110, in vigore dal 1° gennaio 2007; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).","1.3. La presente vertenza non concerne tuttavia il rilascio o la proroga, bensì la revoca di un permesso già concesso. In questo ambito, il Tribunale federale ha già avuto modo di considerare che il provvedimento è impugnabile mediante rimedio ordinario perlomeno nei casi in cui, senza la revoca, l'autorizzazione continuerebbe a produrre effetti giuridici (STF 2C_37/2007 del 21.6.2007, consid. 1.1.; 2C_21/2007 del 16.4.2007, consid. 1.2.).","Ora, ritenuto che il permesso di dimora di RI 1 revocato dal dipartimento è valido fino al 23 maggio 2008, è dunque data anche la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire sulla sua impugnativa.","1.4. Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).","2. Giova ricordare che il 4 agosto 2006 RI 1, cittadino dominicano, ha ottenuto la nazionalità italiana e comunitaria e, per questo motivo, nella presente fattispecie egli può invocare, oltre alla LDDS, anche l'applicazione dell'ALC.","2.1. L'art. 5 cpv. 1 Allegato I ALC prevede, quale regola generale, che i diritti conferiti dalle disposizioni dell'Accordo in parola possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di pubblica sanità. La direttiva 64/221/CEE, nonché la prassi resa in materia dalla Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) antecedentemente alla data della firma dell'accordo contribuiscono poi a definire la portata di questa disposizione (cfr. art. 16 cpv. 2 ALC e art. 5 cpv. 2 Allegato I ALC). Se sono adempiute le condizioni, è possibile disporre misure di allontanamento e di respingimento giusta le disposizioni della LDDS anche nei confronti dei cittadini della CE (cfr. art. 24 OLCP; n. 10.1 Istruzioni OLCP).","Secondo la giurisprudenza della CGCE, le deroghe alla libera circolazione devono essere interpretate in modo restrittivo. Il ricorso da parte di un'autorità nazionale alla nozione di ordine pubblico per restringere questa libertà presuppone una minaccia effettiva e abbastanza grave a uno degli interessi fondamentali della società (DTF 130 II 176 consid. 3.4.1; 129 II 215 consid. 7.3; sentenze CGCE del 27.10.1977 nella causa 30-77, Bouchereau, Racc. 1977, 1999, n. 33-35, e del 19.1.1999 nella causa C-348/96, Calfa, Racc. 1999, I-11, n. 23 e 25). La sola esistenza di condanne penali non può automaticamente legittimare l'adozione di provvedimenti che limitano la libera circolazione (art. 3 cpv. 2 della direttiva 64/221/CEE). Una tale condanna può essere presa in considerazione soltanto nella misura in cui, dalle circostanze che l'hanno determinata, emerga un comportamento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico (sentenze CGCE cit. in re Bouchereau, n. 27-29, e in re Calfa, n. 24). Non occorre stabilire con certezza che lo straniero commetterà altre infrazioni in futuro per poter adottare misure per ragioni di ordine pubblico. D'altro canto, non si deve esigere che il rischio di recidiva sia nullo per rinunciare a simili misure. In altre parole, la misura dell'apprezzamento dipende dalla gravità della potenziale infrazione: tanto più questa appare importante, quanto minori sono le esigenze in merito al rischio di recidiva (DTF 130 II 176 consid. 4.3.1). Inoltre, come nel caso di qualsiasi altro cittadino straniero, l'esame deve essere effettuato tenuto conto delle garanzie derivanti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e del rispetto del principio di proporzionalità (DTF 130 II 493 consid. 3.3., 176 consid. 3.4.2; 129 II 215 consid. 6.2).","2.2. Per decidere invece se revocare un permesso di dimora a un cittadino straniero dal profilo della LDDS, occorre esaminare se la sua condotta dello straniero dia motivo a gravi lagnanze (art. 9 cpv. 2 lett. a LDDS) oppure se, nei suoi confronti, esista un motivo di espulsione.","In quest'ultima ipotesi, l'art. 10 cpv. 1 LDDS dispone che uno straniero può essere espulso - tra l'altro - quando è stato punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (lett. a) o la sua condotta in generale e i suoi atti permettono di concludere che non vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo ospita (lett. b)."}