Decision ID: fb4dff77-2a12-57f5-84bd-e4a95849878e
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che con decisione del 1° aprile 2005 la Sezione della circolazione ha riconosciuto RI 1 colpevole di avere circolato, il 17 febbraio 2005 a _,
“
con l’autocarro targato TI _ sovraccarico
”;
che in applicazione della pena, l’autorità gli ha inflitto una multa di fr. 2000.–, ponendo inoltre a suo carico una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 40.–;
che RI 1 è insorto contro tale decisione con un ricorso dell’8 aprile 2005, nel quale postula una riduzione della multa a fr. 500.–;
che nelle osservazioni del 18 aprile 2005 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che la Sezione della circolazione rimprovera come detto al multato – in applicazione degli art. 9 cpv. 1, 29, 30 cpv. 2, 90 n. 1, 93 n. 2, 96 n. 1 LCS e 67 cpv. 1 ONC – di avere “
circolato con l’autocarro targato TI _ sovraccarico
”;
che dal rapporto di contravvenzione del 18 febbraio 2005, cui la decisione impugnata fa riferimento, si evince – fra l'altro – un peso del veicolo accertato dalla polizia cantonale di 3783 kg in luogo dei 2215 kg consentiti, per un’eccedenza di 1568 kg;
che l'insorgente non nega di per sé la circolazione con un veicolo sovraccarico, né contesta le misurazioni esperite dalla polizia; lamenta nondimeno l’inapplicabilità dell’art. 67 cpv. 1 ONC – il veicolo in questione non essendo un autocarro ma un furgone – così come dell’art. 93 n. 2 LCS, avendo egli agito in buona fede;
che sempre stando al ricorrente, la multa inflitta non sarebbe adeguata alle circostanze del caso specifico e in particolare all’appena evocata buona fede, giacché egli – sprovvisto di cognizioni in materia – non aveva motivo di sospettare che il materiale caricato da un baggerista di professione fosse più pesante di quanto da egli ordinato;
che riguardo al genere di veicolo e all’applicazione dell’art. 67 cpv. 1 ONC, dal rapporto di contravvenzione 18 febbraio 2005 – cui la Sezione della circolazione ha fatto riferimento nell’emanare la multa – emerge chiaramente che l’interessato ha circolato con un autofurgone anziché un autocarro; l’erronea descrizione dei fatti e l’aggiunta dell’art. 67 cpv. 1 ONC nella decisione impugnata si palesano quindi mere sviste, riconoscibili per il multato e non suscettibili, in definitiva, d’influire sull’esito del giudizio di primo grado (cfr. del resto anche le osservazioni 18 aprile 2005 dell’Ufficio giuridico);
che l’adombrata buona fede non osta invece all’applicazione dell’art. 93 n. 2 LCS, ove si consideri come l’insorgente avrebbe senz’altro potuto rendersi conto – prestando tutta l’attenzione richiesta dalle circostanze – che il veicolo non era conforme alle prescrizioni;
che pur non essendo cognito in materia, il ricorrente non poteva infatti ragionevolmente fondarsi su un carico “
effettuato da un baggerista, a occhio
” (ricorso, pag. 2 punto 4) per credersi in regola con i limiti di legge: egli avrebbe dovuto esigere, per esempio, una verifica del peso mediante un’apposita apparecchiatura, sulla cui presenza in una ditta del mestiere non vi sono ragioni – né l’insorgente ne evoca – di dubitare;
che accontentandosi di una semplice stima “a occhio” del carico, ancorché da parte di un professionista, il multato ha pertanto negletto scientemente le più elementari regole di diligenza, accettando finanche l’eventualità di circolare con un veicolo sovraccarico;
che non si vede abbondanzialmente come egli abbia potuto non accorgersi di un eccesso di oltre 1500 kg rispetto ai 2215 kg autorizzati per il furgone, non foss’altro dallo schiacciamento giocoforza inusuale degli pneumatici, suscettibile da sé solo di compromettere l’idoneità del veicolo alla circolazione e di mettere seriamente a repentaglio la sicurezza del traffico;
che nonostante quanto precede, una multa di fr. 1500.– risulta tutto ben ponderato adeguata alle circostanze del caso specifico e al grado di colpa dell’insorgente, cui non si può rimproverare, ad ogni buon conto, un dolo diretto;
che l’esito dell’impugnativa giustifica per finire di rinunciare al prelievo di oneri dell'odierno giudizio e di soprassedere alla postulata assegnazione di ripetibili, per altro neppure prevista dalla LPContr;