Decision ID: 450535ba-f3d3-521e-a239-50979293a826
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. RI 1 risiede nel comune di _, dove è pure
domiciliato. Il 21 febbraio 2013 l'impianto di videosorveglianza istallato presso la piazza di raccolta dei rifiuti di via _ a _
ha registrato la presenza di quest'ultimo mentre, dopo essere sceso dall'autovettura targata TI a lui intestata, depositava un sacco dei rifiuti non ufficiale nel cassonetto adibito alla raccolta dei rifiuti solidi urbani.
In relazione a questo fatto, il 5 marzo 2013 il municipio di _
ha aperto nei confronti di RI 1 una procedura
contravvenzionale, sfociata nella risoluzione n. 1281 del 2 aprile 2013 con la quale detta autorità gli ha inflitto una multa di fr.
300.- per violazione degli art. 4 cpv. 2 e 11 del regolamento concernente la gestione dei rifiuti del comune di _ dell'8 febbraio 2010 (RGR).
B.
Con decisione 22 maggio 2013, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso inoltrato da RI 1 contro la citata risoluzione municipale. L'Esecutivo cantonale, dopo aver definito il quadro giuridico di riferimento, ha ritenuto che il ricorrente, non essendo domiciliato a _ non fosse autorizzato ad usufruire di
questo servizio e come tale non potesse depositare in questo comune i rifiuti provenienti dall'economia domestica del figlio,
domiciliato nel comune di _ in località _, senza oltretutto utilizzare l'apposito sacco ufficiale soggetto a tassa. Esso ha quindi confermato la multa posta a suo carico, negando l'asserita buona fede del ricorrente e ritenendo la sanzione conforme alla legislazione in vigore in materia ed l'importo rispettoso del principio di proporzionalità.
C.
Avverso questa pronuncia governativa, RI 1 insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone
l'annullamento. Ritiene che la multa inflittagli sia ingiusta e sproporzionata. Pur riconoscendo nella loro sostanza i fatti
rimproveratigli, ribadisce, in maniera peraltro piuttosto confusa, la propria
buona fede, sostenendo di essere a quel tempo convinto che l'abitazione di suo figlio, da dove provenivano i rifiuti depositati, si trovasse sul territorio giurisdizionale di _. Afferma poi di essere stato tratto in inganno anche dal colore dei sacchi ufficiali soggetti a tassa che a suo dire a quell'epoca erano neri come quello da lui depositato e che non gli avrebbero permesso di riconoscere immediatamente l'errore nel quale è incorso.
D. All'accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni, sia il municipio di _, rinviando a quanto già addotto dinnanzi alla precedente autorità di giudizio.
Considerato,

in diritto
1.
La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 e 148 cpv. 3 legge organica comunale del 10 marzo 1987; LOC; RL 2.1.1.2). Il ricorso è tempestivo (art. 46
cpv. 1 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 43 LPamm). L'impugnativa è dunque ricevibile in ordine e può essere decisa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).
2.
2.1. Giusta l'art. 145 LOC, primo capoverso, il municipio punisce con la multa le contravvenzioni ai regolamenti comunali, alle ordinanze municipali od alle leggi la cui applicazione gli è affidata. La multa amministrativa è una sanzione penale che viene inflitta dall'autorità amministrativa, di regola per le violazioni minori di diritto pubblico. Quale sanzione amministrativa rappresenta uno strumento coercitivo conferito all'autorità per ottenere il rispetto della legge. Non è però paragonabile alle pene sancite dal diritto penale propriamente detto, specie dal punto di vista della stigma
tizzazione sociale (cfr.
Adelio Scolari
, Diritto amministrativo-
parte generale, 2a ed., Bellinzona/Cadenazzo 2002, n. 1030 e n. 1018). Conformemente al principio della legalità, essa esige l'esistenza di una base legale (cfr.
Scolari
, op. cit. n 1022 e 1031). Benché di principio sia richiesta una base legale stabilita in una legge in senso formale, specialmente quando la sanzione comporta una grave limitazione della libertà personale, la multa può
essere stabilita anche in un'ordinanza o regolamento, in ogni caso quando l'ammontare non sia particolarmente elevato (cfr.
S
colari
, op.cit., n. 1023 con rinvii). Le sanzioni amministrative
presuppongono sempre la colpa. Se ciò valga anche per le multe è tuttavia controverso (cfr.
Scolari
, op. cit., n.1024;
Ulrich
Häfelin/Georg Müller/Felix Uhlmann
, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1179 con rinvii). Nella fissazione dell'importo dell'ammenda l'autorità municipale gode di un'ampia
latitudine di giudizio, essa deve comunque rispettare il principio di proporzionalità ed essere confacentemente commisurata alla gravità dell'infrazione, rispettivamente della colpa
(cfr.
Häfelin/Mül-ler/Uhlmann,
op. cit.,
n.
1148
).
2.2. Come ben esposto dal Consiglio di Stato, l'art. 4 cpv. 1 RGR stabilisce che nel comune di _ il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti è istituito come servizio pubblico. Il cpv. 2 di questa norma prevede che possono essere smaltiti dai servizi comunali soltanto i rifiuti prodotti nel comprensorio di questo stesso comune. La loro consegna è obbligatoria su tutto il territorio comunale (art. 5 cpv. 1 RGR). A questo proposito il municipio organizza il servizio e stabilisce i luoghi, le piazze di raccolta e le modalità di consegna, se del caso in accordo con gli organi consortili (art. 5 cpv. 2 RGR).
Per quanto riguarda in particolare i rifiuti solidi urbani (RSU), il loro smaltimento deve avvenire utilizzando esclusivamente i sacchi ufficiali tassati (art. 11 cpv. 1 RGR).
Gli incaricati del comune, di consorzi e l'assuntore del servizio di raccolta dei rifiuti possono effettuare controlli sui rifiuti
consegnati, aprendo i sacchi ed i contenitori per verificarne il contenuto e compiendo ogni altro accertamento per stabilirne la proprietà
(art. 28 cpv. 1 RGR). Per lo svolgimento di questi controlli il municipio può avvalersi dell'uso della videosorveglianza, secondo le modalità previste dal relativo regolamento comunale (art. 28 cpv. 2 RGR).
Giusta l'art. 29 cpv. 1 RGR, le infrazioni a questo regolamento
nonché alle relative ordinanze di applicazione e alle decisioni del municipio sono punite da quest'ultimo mediante la procedura di contravvenzione. L'importo massimo della multa è di fr. 20'000.- quando le contravvenzioni riguardano la raccolta separata ed il compostaggio degli scarti vegetali non compostati dai privati, organizzati dal Comune. La proceduta, soggiunge il cpv. 2, è regolata dagli articoli 147 seguenti della Legge organica comunale.
3. Nella fattispecie in esame, il deposito di un sacco, oltretutto non
ufficiale, contenente rifiuti domestici nell'apposito contenitore ubicato
presso la piazza di raccolta di via _ nel comune di _ è avvenuto per opera di una persona che non risiede, né è domiciliata in questo comune, bensì a _. L'agire del ricorrente integra dunque chiaramente una violazione di
quanto stabilito sia dall'art. 4 cpv. 2 RGR, norma che limita la consegna di rifiuti domestici ai soli residenti del comprensorio
comunale, sia dall'art. 11 cpv. 1 RGR, che impone l'uso di sacchi ufficiali soggetti a tassa per il deposito dei RSU negli appositi contenitori. Nulla muta a questo proposito il fatto che tale sacco, secondo quanto affermato dall'insorgente, conteneva i rifiuti provenienti dall'economia domestica del figlio _. Quest'ultimo risiede infatti in località _, che fa parte del comune di _, ragione per la quale neppure in questo caso il ricorrente avrebbe potuto fare capo alla suddetta piazza di raccolta.
RI 1 è quindi passibile di una sanzione amministrativa così come previsto all'art. 29 RGR. A nulla gli giova affermare di aver agito in buona fede e di non essersi reso conto sul momento dell'errore che stava commettendo. Secondo quanto emerge dagli atti, presso la piazza di raccolta di via _ è presente un pannello informativo che richiama l'attenzione degli utenti circa il fatto che l'uso della struttura
"è riservato unicamente ai cittadini residenti a _ e ai proprietari di case secondarie sul territorio"
. Inoltre su ogni cassonetto destinato alla
raccolta dei RSU è posizionato un adesivo (bianco), che, oltre a
nuovamente menzionare il comune di _, richiama pure l'obbligo di utilizzare i sacchi ufficiali da 17, 35, 60 o 110 L. In simili circostanze, la versione fornita dal ricorrente, secondo cui egli non si sarebbe reso conto di trovarsi presso una piazza di raccolta rifiuti situata nel suddetto comune e di poter utilizzare in quel luogo soltanto i relativi sacchi ufficiali soggetti a tassa non è affatto credibile, senza che si renda qui necessario ulteriormente disquisire sul colore dei medesimi, che comunque erano e sono bianchi come si può desumere dal predetto adesivo incollato sui cassonetti. Parimenti non risulta plausibile che egli non sapesse
che suo figlio risiede nel vicino territorio di _, anziché a
_.
La decisione impugnata va tutelata anche in relazione all'importo della multa inflitta e al rispetto del principio di proporzionalità. Infatti, esso tiene tutto sommato rettamente conto della duplice
infrazione commessa e dell'agire dell'insorgente. Inoltre si situa
entro i limiti concessi dalla norma. In ogni caso, tale somma è in linea con il carattere repressivo dell'ammenda, volto ad evitare il ripetersi, in futuro, di analoghe violazioni (cfr.
Häfelin/Müller/
Uhlmann,
op.cit., n.
1137)
.
4. 4.1. In esito alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere pertanto respinto con conseguente conferma della decisione governativa qui impugnata.
4.2. La tassa e le spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 LPamm).