Decision ID: 0de98ec2-04dd-5b42-bcce-5f3fedeab029
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'000.--.
B.
All’udienza di contraddittorio del 18 aprile 2009 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 4 marzo 2009 il Pretore del Distretto _, _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 5 marzo 2009 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello AP 1 sostiene di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 5 marzo 2009 dell’UE di _ relativa al versamento di fr. 2'259.-- a saldo dell’esecuzione n. _ (doc. D). L’appellante asserisce poi di essere solvibile, rilevando che le esecuzioni, che risultano ancora pendenti nei suoi confronti (doc. H) sono in parte state pagate, altre sono allo stadio di opposizione, per altre ancora è stata rifiutata la relativa domanda di proseguimento. A suo carico non vi sono inoltre attestati di carenza di beni.

Considerato
in diritto:
1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta 5 marzo 2009 _ (doc. D) risulta che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Lo stesso giorno ha ritirato la domanda di fallimento (doc. H), per cui
risultano adempiuti sia il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF che quello di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall’estratto delle esecuzioni _ al 13 marzo 2009 (doc. H) si evince che nei confronti dell’appellante sono pendenti 15 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 37'510.70. Di queste procedure 8 si trovano allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura il relativo debito posto in esecuzione non è ancora stato accertato, in 2 procedure la domanda di proseguimento è stata rifiutata, mentre le rimanenti 5 esecuzioni sono state pagate. A carico del convenuto non risultano attestati di carenza di beni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellante dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi obblighi accertati, per cui il presupposto della solvibilità può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.