Decision ID: 90964914-744b-50f4-b74b-b6ec0ed5a78f
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A.
Con decreto cautelare del 16 dicembre 2016, emanato nell'ambito di una procedura a protezione dell'unione coniugale che oppone AO 1 (1968) a AP 1 (1972), il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha nominato un curatore educativo alla figlia G_ (nata il 30 novembre 2010) e ha così disciplinato il diritto di visita paterno:
una visita alla settimana, sul WE, alternativamente il SA e la settimana successiva la DO;
una volta ogni 15 giorni la visita settimanale si estende anche ad un pernottamento;
una cena o un pranzo infrasettimanale;
la mattina del 21 dicembre 2016 presso la scuola dell'infanzia e;
un giorno completo il 24 dicembre 2016.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con appello del 29 dicembre 2016 per ottenere la riforma del giudizio nel senso di disciplinare il diritto di visita paterno come segue:
una visita sul WE ogni 15 giorni, dal sabato mattina alle ore 9:00 a domenica sera alle ore 18:00
una cena ogni 15 giorni, nella settimana che precede il fine settimana durante il quale G_ non incontra il padre, dalle ore 17:30 alle ore 19:30.
Il memoriale non è stato comunicato a AO 1 per osservazioni. Il 15 giugno 2018 AP 1 ha comunicato di ritirare l'appello, il Pretore avendo nel frattempo emanato una decisione in cui ha previsto un assetto delle relazioni personali paterne “molto simile” da quelle da lei richieste in appello.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto, non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che l'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto
(art. 21 LTG) per tenere conto del fatto che il processo termina senza sentenza.
Non si pone inoltre di problema di ripetibili, l'appello non avendo formato oggetto di notifica a AO 1 per osservazioni.