Decision ID: bf67b6ec-b324-57e4-a6b9-e3daa7ab463e
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

fr. 73'509.80 e un’indennità sostitutiva per perdita di guadagno di fr. 1'633.30 mensili dal 1. agosto 2001 (somma aumentata in sede di conclusioni a fr. 2'707.50) e fintanto che l’Ufficio AI del Cantone Ticino non avrà erogato la rendita invalidità, ritenuto il diritto di quest’ultimo di versare direttamente all’EOC a titolo di compensazione l’importo retroattivo della rendita con l’indennità sostitutiva nel frattempo versata dall’EOC, protestando spese e ripetibili;
domanda avversata dal convenuto e che il Pretore, con sentenza 14 febbraio 2002, ha parzialmente accolto, limitatamente a fr. 69'819.80 e a fr. 1'633.30 mensili dal 1. agosto 2001 a titolo di rendita sostitutiva per perdita di guadagno (fintanto che l’Ufficio AI non avrà erogato la rendita invalidità, ma al massimo per 720 giorni dall’inizio della malattia);
appellante il convenuto che, con memoriale 22 febbraio 2002, chiede la riforma del querelato giudizio, nel senso di respingere integralmente la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre l’attore, con osservazioni 18 marzo 2002, postula la reiezione del gravame, con protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti
ritenuto in fatto:
A.
Nel febbraio 1982, _ partecipava ad un concorso per capo-clinica nel servizio di anestesia e di rianimazione dell’_ di _; dal 28 maggio 1982 egli veniva assunto per tale funzione con un contratto di lavoro di durata determinata per un periodo di cinque anni (doc. 4). Il rapporto di lavoro venuto in essere tra le parti soggiaceva al contratto tipo di lavoro per medici capi-clinica (doc. A). Prima della scadenza dei cinque anni, _ firmava un nuovo contratto di lavoro, in quanto nel frattempo era stato costituito l’Ente Ospedaliero Cantonale (di seguito: EOC). A seguito dell’entrata in vigore della Legge cantonale sugli ospedali pubblici del 20 dicembre 1982 l’EOC aveva ripreso tutti i contratti di lavoro del personale degli istituti ospedalieri ad esso affiliati, tra i quali anche l’_ di _. La nuova Legge cantonale sull’Ente Ospedaliero Cantonale entrata in vigore il 6 febbraio 2001 ha sostituito la predetta normativa ma non ha apportato cambiamenti di rilievo quo alla presente vertenza. Il contratto di lavoro venuto in essere il 1. gennaio 1986 tra _ e l’EOC era identico a quello precedente e aveva una durata di tre anni (doc. 5).
B.
Dopo la scadenza del secondo periodo contrattuale di tre anni (doc. 5), _ partecipava ai concorsi indetti dall’EOC e veniva sempre riconfermato nella sua funzione di capo-clinica del sevizio di anestesia e rianimazione dell’_. Più precisamente, a _ veniva rinnovato il contratto per i seguenti periodi:
- 1. gennaio 1989 - 31 dicembre 1991 (doc. 6, 7);
- 1. gennaio 1992 - 31 dicembre 1994 (doc. 8);
- 1. gennaio 1995 - 31 dicembre 1997 (doc. 9);
- 1. gennaio 1998 - 31 dicembre 1998 (doc. 10);
- 1. gennaio 1999 - 31 dicembre 1999 (doc. 11);
- 1. gennaio 2000 - 31 dicembre 2000 (doc. 12, E).
Al fine di garantire una maggiore rotazione dei medici capi-clinica, verso la fine degli anni ’90, l’EOC autorizzava l’assunzione di capi-clinica che avevano già svolto due periodi contrattuali di sei anni solo per periodi limitati a un anno, rispettivamente a un anno e mezzo (doc. H).
C.
Nell’estate del 2000, a _ veniva diagnositicata una recidiva di carcinoma alle cellule renali con metastasizzazione ossea a livello della vertebra L3 (doc. C). Nel luglio 1986 _ era già stato sottoposto ad una asportazione chirurgica del tumore primitivo tramite una nefrectomia sinistra (doc. C; doc. richiamati dall’Ufficio AI). Egli veniva quindi sottoposto ad un trattamento radiante e, dal mese di novembre 2000, ad una cura con interferone della durata di due anni. A _ veniva diagnosticata una inabilità lavorativa nella misura del 100% (doc. C) e il 16 novembre 2000, il medico presentava all’Ufficio AI una domanda per l’ottenimento della rendita AI (v. doc. D).
A partire dal 22 agosto 2000, la malattia di _ assumeva carattere invalidante e pertanto a decorrere dal 1. agosto 2001, dopo un riesame del caso da parte dell’Ufficio AI, egli avrebbe dovuto percepire una rendita AI intera (art. 28 e 29 lett. b LAI; doc. M e doc. richiamati dall’Ufficio AI).
D.
Nel corso del mese di settembre 2000, _ partecipava di nuovo, così come il suo collega _, al concorso di capo-clinica indetto dall’EOC per il reparto di anestesiologia dell’_. Egli non veniva rinominato (doc. 2, 3), mentre a _ il contratto di lavoro veniva rinnovato per tre anni, ovvero dal 1. gennaio 2001 al 31 dicembre 2003 (doc. 2; verbale audizione teste _ 14 novembre 2001, pag. 5 e lettera del 26 novembre 2001 di _, direttore dell’_, sub cartelletta doc. richiamati). L’EOC provvedeva a versare a _ lo stipendio completo fino alla fine del 2000, nonché la tredicesima mensilità (doc. N). A partire dal 1. gennaio 2001 l’EOC annullava i pagamenti adducendo che il contratto di lavoro di _ era da ritenersi di durata determinata con scadenza al 31 dicembre 2000 (doc. F).
E.
Essendo _ dipendente dell’_, egli era anche affiliato al Fondo di previdenza per il personale dell’EOC. A far tempo dal 1. gennaio 2001 egli ha quindi percepito da questa istituzione una rendita di invalidità provvisoria pari al 60% del suo stipendio lordo, ossia fr. 6'960.-- mensili (doc. L). Tuttavia, _ avrà diritto ad una rendita intera AI soltanto a far tempo dal 1. agosto 2001. Di conseguenza, in base all’art. 41 del Regolamento del Fondo di previdenza per il personale dell’EOC, la rendita da parte di tale fondo sarà garantita soltanto a far tempo dal 1. agosto 2001, mentre le rendite versate prima di questa data dovranno essere rimborsate (doc. S).
F.
Con petizione 4 maggio 2001, _ ha postulato l’accertamento del suo diritto di percepire sulla scorta del contratto di lavoro le indennità sostitutive di guadagno in caso di malattia a decorrere dal 1. gennaio 2001 con il conseguente obbligo per l’EOC al pagamento dell’importo complessivo di fr. 73'509.80 (e meglio fr. 69'819.80 a titolo di indennità di malattia per il periodo gennaio-luglio 2001
[
fr. 10'741.56 da settembre 2000 a febbraio 2001, fr. 8'593.30 da marzo a luglio 2001 e fr. 5'370.-- a titolo di tredicesima pro rata per i mesi gennaio-luglio 2001
]
; fr. 1'000.-- a titolo di torto morale e fr. 2'690.-- per spese preprocessuali). In aggiunta a questo importo, l’attore ha chiesto il versamento di fr. 1'633.30 mensili (aumentati in sede di conclusioni a
fr. 2'707.50) a titolo di indennità sostitutiva per perdita di guadagno dal 1. agosto 2001 e fintanto che l’Ufficio AI non avesse erogato la rendita intera AI.
A mente dell’attore, la sua richiesta sarebbe giustificata dal fatto che il contratto di lavoro con l’EOC non sarebbe da considerare di durata determinata, bensì di durata indeterminata. Infatti, i contratti rinnovati dal 1982 e fino alla fine del 2000, sempre con il medesimo contenuto, avrebbero rappresentato “un tutt’uno”, ossia un contratto a tempo indeterminato che giustificherebbe l’erogazione di prestazioni sostitutive al salario anche dopo il 31 dicembre 2000. In altre parole, secondo l’attore ci si troverebbe davanti a una serie di contratti concatenati che avrebbero trasformato il rapporto di lavoro in un contratto di durata indeterminata.
Con risposta 1. giugno 2001, l’EOC si è integralmente opposto alla petizione sostenendo che il contratto di lavoro era di durata determinata e veniva a scadere il 31 dicembre 2000, indipendentemente dal fatto che l’attore si trovasse già in malattia. Infatti, ogni anno, dopo la scadenza del contratto, il posto di capo-clinica veniva messo a pubblico concorso, al quale _ avrebbe sempre partecipato (egli sarebbe stato quindi perfettamente a conoscenza della limitazione temporale del suo contratto).
Inoltre, la durata limitata ad un anno dei posti di capo-clinica era oggettivamente giustificata in quanto tale limitazione aveva come scopo di garantire una rotazione dei capi-clinica, stante che quegli incarichi erano posti di formazione e di completamento della specializzazione.
G.
Con sentenza 14 febbraio 2002, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione di _, in particolare ritenendo che il contratto di lavoro che legava l’attore all’EOC fosse di durata indeterminata poiché si riscontravano gli estremi di contratti a catena non oggettivamente giustificati. Infatti, il principio della durata limitata a un anno dei contratti di lavoro per i capi-clinica al fine di garantire a questi ultimi una rotazione sistematica per allargare la loro possibilità di formazione o di specializzazione, ancorché valido negli altri reparti, non sarebbe stato applicato con rigore al reparto di anestesia. A conferma di ciò vi sarebbe anche la dichiarazione della Conferenza dei presidenti dei collegi primari che aveva dato preavviso favorevole affinché i contratti dei capi-clinica nei servizi di anestesia potessero essere rinnovati ogni tre anni in quanto gli stessi, proprio in quello specifico reparto “svolgerebbero un ruolo essenziale nella gestione globale del servizio conferendo la necessaria stabilità e sicurezza” (doc. 1). Inoltre, il concorso per il posto di capo-clinica in anestesiologia avrebbe rivestito una mera formalità, stante anche che a partire dal 1982 a _ il contratto sarebbe sempre stato rinnovato per otto volte di seguito. Del resto, una circostanza simile si sarebbe riscontrata anche riguardo al collega di reparto dell'attore, _ (già impiegato presso l’ospedale locarnese almeno dal 1991). A quest’ultimo il posto di capo-clinica sarebbe stato rinnovato più volte e l’ultima volta, nel 2000, per una durata di tre anni. Non essendo in casu la durata determinata del contratto oggettivamente giustificata, il Pretore stabiliva che la conclusione di contratti concatenati era da ritenere abusiva e di conseguenza l’EOC veniva condannato al pagamento di fr. 69'819.80 (indennità di malattia per il periodo gennaio-luglio 2001), nonché di fr. 1'633.30 mensili a titolo di indennità sostitutiva per perdita di guadagno dal 1. agosto 2001 e fino al momento in cui l’Ufficio AI verserà la rendita intera AI, ma al massimo per 720 giorni dall’inizio della malattia.
H.
In sede di appello e di osservazioni all’appello, attore e convenuto riprendono sostanzialmente le allegazioni e le censure formulate nella procedura di prima istanza.

considerato in diritto:
1.
I rapporti di lavoro dell’EOC con i medici e il personale ospedaliero sono retti dal diritto privato. Tra le parti in causa, circostanza rimasta incontestata, è venuto in essere un contratto di lavoro (art. 319 ss. CO). In particolare, _ soggiaceva alle norme previste dal contratto tipo di lavoro per medici capi-clinica (doc. A; v. art. 8 Legge cantonale sull’EOC e
DTF
118 II 213 ss.).
Come giustamente rilevato dal Pretore, determinante per l’esito della causa avviata da _ è la questione a sapere se il rapporto contrattuale esistente tra l’EOC e la parte appellata è di durata determinata oppure di durata indeterminata.
Nel caso in disamina, a far tempo dal mese di gennaio 1989 e fino al 1997 il contratto di lavoro di _ veniva rinnovato ogni due anni, mentre dal mese di gennaio 1998 e fino alla fine del 2000 il rinnovo avveniva ogni anno. Tutti questi contratti erano contratti di lavoro dalla durata determinata. Complessivamente, a partire dal 1982 il contratto d’impiego dell’appellato quale capo-clinica del reparto di anestesia dell’_ è stato rinnovato per otto volte.
Secondo l’art. 334 CO, il rapporto di lavoro di durata determinata cessa senza disdetta (cpv. 1); se esso continua tacitamente dopo la scadenza della durata pattuita viene considerato di durata indeterminata (cpv. 2). La fattispecie dei contratti concatenati ricade sotto questa normativa.
In generale, i contratti conclusi a catena sono ammissibili, a meno che non conducano all’elusione di norme legali. Una elusione di questo genere si ravvisa quando i contratti inibiscono, senza nessun motivo valido, la protezione del rapporto di lavoro prevista dalla legge tramite le disposizioni sulla protezione della disdetta, oppure se precludono la sicurezza sociale nel rapporto di lavoro, garantita dalla legge attraverso le prestazioni sociali del datore di lavoro (
Rehbinder
, Berner Kommentar, Berna 1992, n. 12 ad art. 334 CO;
Brunner/Bühler/Waeber
, Commentaire du contrat de travail, 2. ed., Losanna 1996, pag. 169, n. 6;
Streiff/Von Kaenel
, Kommentar zum Arbeitsvertragsrecht, 5. ed., Zurigo 1992, n. 7 ad art. 334 CO;
Rep.
1994, pag. 346). Inoltre, è necessario che nel caso concreto sussista l’intenzione di eludere la legge. Una tale intenzione è riconoscibile se per la limitazione temporale del contratto di lavoro non si ravvede alcun motivo economico ragionevole come pure nessun interesse degno di nota per il lavoratore o per il datore di lavoro (
Brühwiler
, Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2. ed., Berna/Stoccarda/Vienna 1996, n. 6 ad art. 334 CO;
Rehbinder
, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 334 CO). In presenza di contratti a catena ingiustificati, il rapporto di lavoro viene considerato di durata indeterminata e la durata del contratto è calcolata in funzione della somma di tutti i periodi di impiego frattanto intervenuti (
Rehbinder
, op. cit., n. 12 ad art. 334 CO;
Brühwiler
, op. cit., n. 6 ad art. 334 CO).
2.
Occorre pertanto valutare se nel caso in disamina la ripetuta conclusione di contratti di durata determinata era sorretta da motivi oggettivi. L’appellante sostiene che la durata limitata a un anno era senz’altro giustificata poiché la stessa era volta a garantire la sistematica rotazione dei posti di capo-clinica. Questi posti rappresentavano infatti incarichi di perfezionamento che permettevano ai medici di approfondire le loro conoscenze nell’ambito di una determinata via di specializzazione. A mente dell’appellante inoltre, _ era perfettamente a conoscenza di queste circostanze; egli infatti, ad ogni scadenza del suo contratto, avrebbe partecipato al concorso per il posto di capo-clinica. Le motivazioni della parte appellante non possono essere condivise.
_ è stato impiegato quale capo-clinica del reparto di anestesia presso il nosocomio locarnese a far tempo dal 1982. Il suo rapporto di lavoro è stato rinnovato per otto volte ed è durato ininterrottamente per più di 18 anni (dagli atti emerge altresì che la collaborazione di _ nel reparto di anestesia dell’_ era già iniziata, ancorché saltuariamente e in altra veste, nel 1979; doc. 13, pag. 2). Il rapporto di lavoro non ha mai subito interruzioni (
Rehbinder
, op. cit., n. 12 ad art. 334 CO), riguardava sempre la medesima funzione (e contrario
JAR
1996, pag. 184) e almeno in due occasioni, nel 1995 e nel 2000, _ ha continuato a lavorare quale capo-clinica nel reparto di anestesia anche dopo la scadenza del contratto ma prima di aver sottoscritto il contratto successivo (doc. 9 e 12; v. teste _, verbale audizione 14.11.2001, pag. 6; v.
Rep.
1994, pag. 346).
Dall’interrogatorio formale di _ è altresì emerso che “a livello locale, per quanto concerne l’ospedale di _, mi è sempre sembrato che
[
il concorso, n.d.r.
]
si trattasse di una questione formale poiché vi era interesse a mantenere in servizio i medici già nominati, persone valide, evitando di assumere medici senza esperienza, specie nel reparto di anestesiologia, tant’è vero che nei vari concorsi si erano presentati medici in possesso dei certificati svizzeri ma sono sempre stato scelto io. Cito ad esempio il caso del dr. _ che aveva il titolo di medico FMH e al quale sono stato preferito io“ (v. verbale IF 14.11.2001, risposta ad 3, pag. 3 e 4). Stante che dagli atti non si rilevano elementi contrari rispetto alle dichiarazione rilasciate da _, le stesse devono essere senz’altro valutate come risultanze attendibili e degne di fede (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, m. 2 e n. 764 ad art. 276 CPC). Innanzitutto si rileva che, al contrario di quanto affermato dall’appellante, il posto di capo-clinica è sempre stato rinnovato a _ nonostante la presenza ai concorsi di altri candidati idonei. Soltanto a far tempo dal 1. gennaio 2001, ovvero nel momento in cui _ si trovava in uno stato di malattia con prognosi negativa quo alla possibilità di ricominciare a lavorare, il posto di capo-clinica nel servizio di anestesia veniva affidato ad un altro candidato.
Alla luce di quanto esposto si giunge alla conclusione che nel caso concreto, il concorso di capo-clinica nel reparto di anestesiologia dell’_ rappresentava per lo più una formalità (v. anche verbale IF 14.11.2001, risp. ad 1, pag. 3).
Si deve inoltre escludere, vista la lunga durata del rapporto di lavoro che legava le parti in causa, che il posto di capo-clinica che _ ricopriva servisse alla sua formazione o al miglioramento della sua specializzazione (v. verbale IF 14.11.2001, risposte ad 1 e ad 3, pag. 3 e 4: “L’allora direttore dell’_ di _, signor _ mi aveva verbalmente assicurato che il posto sarebbe stato garantito poiché era difficile reperire altri medici con uguale formazione alla mia”; v. doc. Z). Del resto, dal curriculum di _ si evince che al momento della sua assunzione a _, egli aveva già quaranta anni e soprattutto aveva una lunga esperienza nello specifico ambito della anestesiologia, anche a livello universitario (v. doc. Z). Poiché egli ha lavorato per quasi vent’anni nello stesso reparto con la medesima funzione di capo-clinica, è chiaro che egli non necessitava di ulteriore specializzazione. Di conseguenza il principio della rotazione non poteva essere applicato all’impiego rivestito da _.
A conferma di ciò giunge la dichiarazione della conferenza dei presidenti dei collegi dei primari del 19 gennaio 2000, secondo la quale il principio della rotazione non doveva essere applicato al reparto di anestesiologia, in quanto “i capi-clinica svolgono un ruolo essenziale nella gestione globale del servizio conferendo la necessaria stabilità e sicurezza. In particolare in quanto
...omissis...
non esiste la figura del vice-primario o del capo servizio” (doc. 1; v. anche verbale audizione teste _, 14.11.2001, pag. 5).
Anche il direttore del nosocomio locarnese ha confermato tale circostanza, ovvero che il principio della rotazione dei capi-clinica non era applicato strettamente nel reparto di anestesia (v. verbale audizione teste _, 14.11.2001, pag. 5; v. doc. 1 e2). A ciò si aggiunge il fatto che all’altro capo-clinica del reparto di anestesiologia, _, il quale era già impiegato presso l’_ almeno nel 1991 e sempre con la medesima funzione (v. verbale audizione teste _, 14.11.2001, pag. 5), il contratto di lavoro è stato rinnovato per ulteriori tre anni, segnatamente dal 1. gennaio 2000 al 31 dicembre 2003 (v. verbale audizione teste _, 14 novembre 2001, pag. 5; v. lettera 26 novembre 2001 del direttore _, sub cartelletta documenti richiamati; doc. 2). Inoltre, dal doc. 2 si evince che a _ il posto di capo-clinica nel reparto di anestesia è stato rinnovato addirittura per quattro anni.
Ne discende che in concreto non esiste alcun motivo oggettivo per giustificare la concatenazione di contratti di lavoro dalla durata determinata ad un anno (“sachlich einleuchtende Gründe”:
Rehbinder
, op. cit., n. 13 ad art. 334 CO). Pertanto, i contratti venuti in essere tra le parti a far tempo dal 1982 sono da vedere come un’unità e quindi rappresentano, a far tempo dal 1982, un unico contratto di lavoro dalla durata indeterminata.
3.
Visto come tra le parti sia venuto in essere un contratto di lavoro a tempo indeterminato e che questo non sia stato disdetto, _ ha il diritto di percepire le indennità sostitutive dello stipendio anche dopo il 31 dicembre 2000 (v.
Gnaegi
, Le droit du travailleur au salaire en cas de maladie, tesi Zurigo 1986, pag. 43 ss. e 103 ss.). In base agli art. 43 e 44 del Regolamento organico per il personale occupato presso gli istituti dell'EOC, ai quali l’art. 9 del contratto di lavoro per medici capi-clinica rimanda, l’EOC garantisce le prestazioni sostitutive del salario (doc. A e B). Secondo le predette norme, il dipendente impedito di lavorare senza sua colpa e per motivi inerenti alla sua persona, segnatamente in caso di malattia, a far tempo dal quarto anno di servizio in poi ha diritto al salario completo per sei mesi (art. 43 Regolamento); successivamente, in caso di malattia, l’EOC verserà al dipendente l’80% dello stipendio, e ciò fino al 720. giorno dall’inizio della malattia (art. 44 Regolamento).
Di conseguenza, per i primi sei mesi dall’inizio della malattia, ossia da settembre 2000 e fino a febbraio 2001, _ ha diritto allo stipendio completo lordo pari a fr. 10'741.65 mensili (doc. N; si tiene conto che da settembre a dicembre 2000 l’EOC già ha provveduto a versare all’appellato lo stipendio dovuto). Dal mese di marzo 2001 e fino al raggiungimento del 720. giorno dall’inizio della malattia, _ ha diritto all’80% del salario lordo mensile, ossia a fr. 8'593.30.
Invece, a decorrere dal 1. agosto 2001 dovrebbe subentrare una rendita AI intera a favore di _, nonché una rendita di invalidità del Fondo di previdenza dell’EOC (doc. L, M, S, U). Di conseguenza le indennità sostitutive dello stipendio sopra elencate saranno dovute dall’EOC soltanto fino al mese di luglio 2001 compreso.
Di conseguenza, _ percepirà dall’EOC i seguenti importi:
- gennaio 2001 fr. 10'741.65 (stipendio lordo completo)
- febbraio 2001 fr. 10'741.65
- marzo 2001 fr. 8'593.30 (80% stipendio lordo)
- aprile 2001 fr. 8'593.30
- maggio 2001 fr. 8'593.30
- giugno 2001 fr. 8'593.30
- luglio 2001 fr. 8'593.30
totale fr. 64'449.80
A questa cifra va aggiunta la tredicesima mensilità pro rata temporis per il periodo gennaio-luglio 2001 per complessivi fr. 5'370.-- (fr. 64'449.80 : 7 = 9'207.10 : 12 = 767.25 x 7 = fr. 5'370.80). L’importo complessivo da riconoscere alla parte appellata ammonta pertanto a fr. 69'819.80. In ogni modo si rileva l’EOC non ha mai contestato, neppure in prima istanza, i conteggi effettuati dall’attore. Neppure nell’allegato di appello vi è traccia di censura quo ai calcoli effettuati dal Pretore. I calcoli appaiono corretti e vengono pertanto confermati anche in questa sede.
4.
A decorrere dal 1. agosto 2001 _ dovrebbe ricevere una rendita AI intera, nonché una rendita invalidità dal Fondo di previdenza dell’EOC (doc. L, M, S, U).
Dalla documentazione agli atti non risulta che la parte appellata abbia ancora ricevuto la rendita AI. Fino al momento in cui questa rendita non sarà effettivamente versata all’appellato, se del caso quindi anche dopo il 1. agosto 2001, egli avrà diritto a percepire l’indennità sostitutiva per perdita di guadagno pari all’80 % del salario mensile lordo, ossia fr. 8'593.30. La compensazione tra quanto versato dal datore di lavoro e l’importo corrisposto a titolo di rendita AI sarà operata in un secondo tempo (doc. Q).
La rendita di invalidità del Fondo pensionistico dell’EOC versata attualmente a _ ammonta a
fr. 6'960.-- mensili (corrispondenti al 60% dello stipendio mensile lordo; doc. L).
L’indennità da versare all’appellato fino alla effettiva corresponsione della rendita AI, tenuto conto del versamento del Fondo pensionistico dell'EOC, ammonta a fr. 1'633.30 mensili (fr. 8'593.30 - fr. 6'960.--), limitati nel tempo fino ad un massimo per 720 giorni dall’inizio della malattia.
5.
L’appello, infondato in ogni suo punto, deve essere respinto, mentre trova integrale conferma la sentenza di prima istanza. Spese e ripetibili seguono la soccombenza.