Decision ID: a3cc6fb4-81c7-4e6d-ad71-a800f658ea27
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. AO 1
(1961) e AP 1 (1965) si sono sposati a _ il 29 maggio 2002. Dal matrimonio sono nati A_, il 7 marzo 2003, e O_, il 18 febbraio 2005. La famiglia abitava a Z_. Il marito lavorava per le aziende industriali della Città (_) e la moglie gestiva un negozio-atelier di ceramiche artistiche, sempre a Z_.
I coniugi si sono separati nel maggio del 2012, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale per sistemarsi in un appartamento a _.
B.
Nell'ambito di un'istanza a tutela dell'unione coniugale presentata il 13 settembre 2012 da AP 1,
con sentenza del 10 maggio 2013 il Tribunale distrettuale di Z_ ha accertato che i coniugi vivevano separati dal 1° maggio 2012, ha omologato un accordo che prevedeva l'affidamento dei figli alla madre, regolando il diritto di visita paterno, e ha condannato AO 1 a versare retroattivamente dal 1° maggio 2012 un contributo alimentare per la moglie di fr. 2085.– mensili fino al 31 agosto 2013 e di fr. 1990.– mensili dopo di allora, oltre a un contributo alimentare di fr. 1000.– mensili per ogni figlio, assegni familiari non compresi.
Tale sentenza è passata in giudicato.
C.
Nel luglio del 2013 AP 1
si è trasferita con i figli
ad As_, da sua madre B_.
Nel settembre del 2013 essa ha cominciato a frequentare
un corso avanzato di ceramica (
Master of Arts
) al _ di L_. I figli sono rimasti ad As_,
dalla nonna materna,
finché nel gennaio del 2014 l'interessata li ha portati
con sé a L_, dove entrambi hanno iniziato la scuola dell'obbligo. In esito a una procedura di modifica di misure a protezione dell'unione coniugale avviata da AP 1
il
31 luglio 2013, con sentenza del 9 settembre 2015 il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna ha disposto un nuovo diritto di visita paterno, ha dato atto che le parti avevano pattuito l'attribuzione dell'alloggio coniugale al marito e ha confermato la curatela educativa in favore dei figli (inc. SO.2013.667). Il 4 luglio 2017 questa Camera ha respinto un appello presentato dalla moglie contro tale sentenza (inc. 11.2015.73).
D.
Nel frattempo, il 30 aprile 2014, AP 1
ha promosso azione di divorzio (senza motivazione) davanti al medesimo Pretore aggiunto, chiedendo l'affidamento di A_ e O_ con esercizio esclusivo dell'autorità parentale (riservato il diritto di visita paterno), rivendicando un contributo alimentare per sé
di fr. 1990.– mensili fino al luglio del 2029,
un contributo alimentare
per i figli di fr. 1000.– mensili ciascuno fino al termine della formazione
scolastica o professionale e la liquidazione del regime dei beni con suddivisione a metà degli averi previdenziali (inc. DM.2014.34)
.
Essa ha reiterato le medesime domande in altre due petizioni di divorzio introdotte davanti allo stesso Pretore aggiunto il 1° e il 2 maggio 2014 (inc. DM.2014.35/36). Quegli stessi 1° e 2 maggio 2014 AO 1 ha promosso a sua volta due azioni di divorzio davanti al
Tribunale distrettuale _
(inc. FE140339-L/B03 e FE140339-L/Z02).
E.
Preso atto che il marito chiedeva anch'egli il divorzio, il Pretore aggiunto ha deciso il 22 maggio 2014 di trattare la causa intentata dalla moglie come azione di divorzio su richiesta comune
e ha citato i coniugi a un'udienza del 21 ottobre 2014, durante la quale
AO 1
ha contestato la competenza per territorio del Pretore aggiunto.
Quest'ultimo ha deciso perciò il 5 novembre 2014 di limitare la procedura all'accertamento della propria competenza.
Il 21 aprile 2015 egli ha poi designato l'avv. PA 2 come patrocinatore d'ufficio del marito.
Nel giugno del 2015 AP 1 è tornata insieme con i figli da L_ ad A_. Statuendo il 9 settembre 2015, il Pretore aggiunto ha dichiarato
“
la causa inammissibile per assenza di competenza territoriale
”
. Il 18 ottobre 2016 questa Camera ha accolto un appello della moglie contro tale sentenza, respingendo l'eccezione di incompetenza per territorio sollevata da AO 1 (inc. 11.2015.88).
F.
Risolta la questione della competenza, a un'udienza del 15 febbraio 2017 le parti si sono intese sull'affidamento dei figli alla madre (con esercizio esclusivo dell'autorità parentale), si sono impegnate a fornire documentazione varia e a trovare un accordo sugli effetti del divorzio. Il 24 marzo 2017 il Pretore aggiunto ha così sospeso la procedura. Ordinata l'8 giugno 2017 una trattenuta di stipendio di fr. 4390
.– mensili (assegni familiari compresi)
nei confronti del nuovo datore di lavoro del marito (_
_
: inc. SO.2017.432), il 12 dicembre 2017 il Pretore aggiunto ha trasmesso alla moglie i documenti prodotti dal convenuto, ricordandole l'impegno delle parti a trovare un'intesa. Al che il 15 gennaio 2018 l'interessata, rilevate talune incongruenze, ha postulato in via cautelare l'aumento
dal 1° gennaio 2018
a fr. 1600
.– mensili
del contributo alimentare per A_
e a fr. 1250.– mensili per O_, assegni familiari non compresi (cartella verde “atti diversi”). Dal canto suo il marito ha chiesto il 14 febbraio 2018 di sopprimere (eventualmente limitare nel tempo) il contributo per la moglie da lui dovuto a tutela dell'unione coniugale, “visto che [questa] convive, lavora e commercia”.
G.
In difetto di un'intesa, il 20 agosto 2018 AP 1
ha motivato la petizione di divorzio, chiedendo
contributi alimentari indicizzati
di fr. 1600.– mensili per ogni figlio (assegni familiari non compresi) fino al termine della rispettiva formazione e di fr. 1990.– mensili per sé fino al 31 dicembre 2028. Oltre a ciò, essa ha sollecitato il versamento di fr. 753
369.50 in liquidazione del regime dei beni e di fr. 155
155.75 a titolo di conguaglio degli averi della previdenza professionale, instando per il blocco
fino a concorrenza di fr. 727
669.50
del conto previdenziale
del marito
“
a garanzia del pagamento della liquidazione patrimoniale in caso di riscatto in contanti dell'avere pensionistico
”
.
In via cautelare essa ha chiesto altresì di fissare il contributo alimentare per i figli
in fr. 1600.– mensili ciascuno
dal 1° luglio 2017 e di adeguare di conseguenza
la trattenuta di stipendio a carico del marito.
H.
Nella sua risposta del 28 settembre 2018 AO 1
ha aderito all'affidamento dei figli alla madre (con esercizio esclusivo dell'autorità parentale) e ha offerto per loro un contributo alimentare di fr. 1000
.– mensili ciascuno fino alla maggiore età (assegni familiari non compresi). Egli ha instato dipoi per un “normale e regolare esercizio del diritto di visita”, per la soppressione dal 1° gennaio 2018 del contributo alimentare in favore della moglie o, in subordine, per una riduzione di tale contributo di fr. 1000.– mensili dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 con adeguamento della trattenuta di stipendio, per la suddivisione delle prestazioni previdenziali “a norma di legge” e per una liquidazione del regime matrimoniale con rigetto di tutte le pretese della moglie. Infine egli ha sollecitato il
gratuito patrocinio
. Quest'ultima richiesta è stata respinta dal Pretore aggiunto il 16 ottobre 2018.
I.
Con replica del 3 dicembre 2018 AP 1
ha
ribadito le proprie richieste, adeguando la pretesa in liquidazione del regime dei beni a fr. 601
392
.– e sostenendo che riguardo al contributo alimentare per lei “le richieste avanzate da controparte nella causa pendente non rappresentano una richiesta cautelare”
. In una duplica dell'11 febbraio 2019 AO 1
ha riaffermato le proprie domande ‟nel merito
”
e
‟
in via cautelare” ha postulato u
na provvigione
ad litem
di fr. 10
000.–
. La moglie ha dichiarato il 25 febbraio 2019 di opporsi al versamento di qualsiasi provvigione. Alle prime arringhe del 20 marzo 2019 le parti hanno notificato prove.
L.
L'istruttoria di merito è iniziata il 3 settembre 2019 ed è terminata il 19 dicembre successivo. Nessuna istruttoria risulta invece essere stata condotta nella procedura cautelare. Il 7 gennaio 2020 il Pretore aggiunto ha respinto la domanda di
provvigione
ad litem
del marito. Alle arringhe finali i coniugi hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 16 marzo 2020 l'attrice ha riaffermato le proprie richieste (cautelari e di merito), aumentando a
fr. 753
369.50
la pretesa
in liquidazione del regime dei beni, ma rinunciando al blocco del conto della previdenza professionale del marito
. In un allegato conclusivo del 3 febbraio 2020 il convenuto ha ribadito il proprio punto di vista, salvo rivendicare fr. 307
386.50 in liquidazione del regime dei beni.
Il 23 marzo 2020 AP 1
ha contestato quest'ultima pretesa siccome formulata per la prima volta nel memo-riale conclusivo, come pure la postulata soppressione retroattiva del contributo alimentare per lei, che non avrebbe formato oggetto di una procedura cautelare. AO 1
ha contestato
il 17 aprile 2020 di aver fatto valere le proprie richieste solo nell'allegato conclusivo.
M.
Statuendo con sentenza unica il 20 maggio 2020, il Pretore aggiunto ha soppresso ‟in via cautelare
”
il contributo di mantenimento per la moglie dal 1° febbraio 2018, lasciando invariato quello per i figli, e ha ridotto a fr. 2000
.– mensili la trattenuta di stipendio. Per l'emanazione del decreto cautelare egli non ha riscosso spese né ha assegnato ripetibili. Nel merito il
primo giudice
ha pronunciato il divorzio, ha affidato i figli alla madre con l'autorità parentale esclusiva, senza fissare diritti di visita paterni, ha confermato una curatela educativa in loro favore, ha condannato AO 1
a versare all'attrice fr. 174
548
.– in liquidazione del regime dei beni, ha ordinato all'istituto di previdenza professionale del marito di trasferire fr. 79
728.60 su un conto di libero passaggio intestato alla moglie, ha obbligato lo stesso AO 1 a versare un contributo alimentare di fr. 1000.– mensili per ogni figlio (assegni familiari non compresi) fino al termine di una prima formazione, adeguando di conseguenza la diffida ai debitori, mentre non ha stabilito contributi alimentari fra coniugi. Le spese processuali di fr. 15
055.– sono state poste per un quarto a carico del marito e per il resto a carico di AP 1, tenuta a rifondere al marito fr.
24
000.– per ripetibili ridotte
.
N.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1
è insorta a questa Camera con un appello del 4 giugno 2020 per ottenere
– previa concessione dell'effetto sospensivo al ricorso – l'annullamento della decisione che sopprime retroattivamente il contributo alimentare in suo favore o, in subordine, la riforma di tale decisione nel senso di ripristinare il contributo in questione. Essa postula inoltre l'aumento del contributo alimentare per ogni figlio a fr.
1600
.– mensili (assegni familiari non compresi) dal luglio del 2017 e la maggiorazione a fr. 5190.– mensili (oltre assegni familiari) della trattenuta di stipendio a carico di AO 1. Da ultimo l'attrice postula il rinvio degli atti al primo giudice per nuova decisione sulle spese, da porre interamente a carico del marito con obbligo per lui di rifonderle fr. 5000.– a titolo di ripetibili. Nelle sue osservazioni del 22 giugno 2020 AO 1
propone di respingere l'appello.
Con decreto del 23 giugno 2020 il presidente di questa Camera ha conferito all'appello effetto sospensivo per quanto riguarda il contributo di mantenimento cautelare di fr. 1990
.– mensili a carico di AO 1 dal 1° febbraio 2018 fino al 20 maggio 2020, mentre ha respinto la richiesta per il contributo alimentare cautelare dovuto in seguito.
O.
Constatato che il 7 marzo 2021 A_
è divenuta maggiorenne, il giudice delegato di questa Camera ha impartito alla medesima il 14 settembre 2021 un termine per comunicare se ratificasse l'operato della madre relativamente alle prestazioni di mantenimento chieste in suo favore.
A_ ha comunicato il 7 ottobre 2021 di ‟desistere dalla richiesta di veder aumentato il mio contributo alimentare di fr. 1000.– a fr. 1600.–
oltre assegno”.
P.
Contro la sentenza di merito AP 1
è altresì insorta a questa Camera con un appello del 23 giugno 2020, chiedendo di aumentare la sua spettanza in liquidazione del regime dei beni a fr. 486
934.50 e il conguaglio della previdenza professionale a fr. 108
006.45, non senza rivendicare un contributo alimentare indicizzato per sé di fr. 1990
.– mensili fino al 31 dicembre 2028 e uno per ogni figlio di fr. 1600.– mensili (assegni familiari non compresi) fino al termine della prima formazione, postulando per tali importi una trattenuta di stipendio. Tale appello è tuttora pendente (inc. 11.2020.
78).

Considerando
in diritto: 1.
Le decisioni in materia di provvedimenti cautelari
(art. 276 cpv. 1 CPC) sono adottate con la
procedura sommaria (art. 248 lett. d
CPC) e sono
appellabili perciò entro
10 giorni dalla notificazione (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali, il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale requisito è manifestamente dato, ove appena si consideri l'ammontare dei contributi alimentari in discussione davanti al Pretore aggiunto. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto impugnato è pervenuto alla patrocinatrice di AP 1 il 25 maggio 2020 (tracciamento dell'invio n. 98._, agli atti). Presentato il 4 giugno 2020 (timbro postale sulla busta d'invio), ultimo giorno utile, l'appello in esame è pertanto ricevibile.
2.
In tutte le questioni di carattere pecuniario il detentore dell'auto-rità parentale, oppure il genitore affidatario in caso di autorità parentale congiunta, è legittimato a esercitare in proprio nome i di-ritti dei figli minorenni, facendo valere tali diritti personalmente in giudizio (DTF 136 III 365). La prerogativa accordata al detentore dell'autorità parentale o al genitore affidatario continua anche dopo la maggiore età del figlio, sempre che, ove sia divenuto maggiorenne in corso di procedura, il figlio approvi le richieste avanzate in sua vece dal genitore (
DTF 142 III 81
consid. 3.2, 129 III 55 consid. 3; da ultimo: I CCA sentenza inc. 11.2020.66 del 13 settembre 2021 consid. 2). Nella fattispecie A_ è divenuta maggiorenne in pendenza di appello, il 7 marzo 2021. Interpellata al proposito, essa non ha autorizzato la madre a rappresentarla per chiedere l'aumento del contributo alimentare in suo favore, ma ha chiesto di confermare la decisione del Pretore aggiunto. Nelle circostanze descritte AP 1 non può ritenersi abilitata a procedere in rappresentanza della figlia. Poco importa che l'aumento richiesto si riferisca (anche) a pretese alimentari per il lasso di tempo anteriore al 18° compleanno di A_ (I CCA, sentenza inc. 11.2017.116 del 25 febbraio 2019, consid. 11 con riferimento a DTF 142 III 78).
3.
Litigiosa è anzitutto, nella fattispecie, la soppressione del contributo cautelare per la moglie. Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto, statuendo
“
sia nel merito che in via cautelare
”,
ha ritenuto anzitutto che il contributo alimentare non può essere soppresso in ragione della sola convivenza della beneficiaria (dal 2015), tale relazione non essendo equiparabile a un matrimonio. Ciò nondimeno – egli ha soggiunto – l'interessata chiede di vedersi garantito soltanto il fabbisogno minimo “allargato” stabilito a suo tempo dall'autorità giudiziaria del Canton Zurigo (fr. 3733.– mensili, già dedotti i costi per i figli). E tenuto conto dell'attuale convivenza, egli ha calcolato il nuovo fabbisogno
dell'interessata in
fr. 1971.65 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo per convivente fr. 850.–, costo dell'alloggio fr. 425.– [già dedotte le quote
di un quarto comprese nel fabbisogno in denaro di ogni figlio]
, premio della cassa malati fr. 495.15, costi per telefonia e internet fr. 150.–, canone di ricezione radiotelevisiva fr. 19.– [la metà di fr. 38.–], assicurazione RC domestica fr. 32.50 [la metà di fr. 65.–]; sentenza impugnata, pag. 16 a 19).
A fronte di ciò, il Pretore aggiunto ha stimato il reddito ipotetico di lei in fr. 2880.– mensili dal gennaio del 2018, corrispondente al
guadagno conseguibile con un'attività da ausiliaria all'80%, anche
perché entrambi i figli sono
“
internati al _ 5 giorni
su 7”. Il che le permette di mantenersi da sé, conservando un margine disponibile di fr. 900.– mensili. AP 1 può contare inoltre su un patrimonio che alla fine di dicembre del 2018 ammontava a oltre mezzo milione di franchi (sentenza impugna-
ta, pag. 19 a 21). In condizioni del genere il primo giudice ha soppresso il contributo alimentare di fr. 1990.– mensili per lei
“sia nel merito che in via cautelare” dal febbraio del 2018, rilevando che il marito aveva formulato la domanda cautelare il 14 febbraio e che una modifica delle misure a tutela dell'unione coniugale nella procedura di divorzio può retroagire al più presto dall'introduzione della relativa istanza
(sentenza impugnata, pag. 21).
4.
L'appellante censura la soppressione del contributo alimentare per lei dal 1° febbraio 2018, contestando anzitutto che AO 1 abbia mai formulato un'istanza cautelare in tal senso. La lettera del 14 febbraio 2018 che il Pretore aggiunto ha ritenuto una valida richiesta – essa rileva – è stata inviata dal marito quando la procedura di divorzio era sospesa in vista di un accordo. E in quella lettera l'interessato si è limitato ad affermare
“che un (...) aumento [degli alimenti] non entra in considerazione e soprattutto che gli alimenti per la moglie debbano essere soppressi o perlomeno limitati nel tempo”. Ciò non bastava, a mente dell'appellante, per interpretare la domanda come una richiesta cautelare, che per altro il primo giudice nemmeno ha istruito. Né vi è traccia di una richiesta siffatta – continua l'appellante – nella risposta del 28 settembre 2018 o nella duplica dell'11 febbraio 2019, quantunque essa avesse precisato nella replica che la pretesa soppressione del contributo alimentare non integrava una richiesta cautelare. La lettera del 14 febbraio 2018 costituiva in realtà una mera presa di posizione nel merito. L'unica procedura cautelare da giudicare era quella da lei promossa il 15 gennaio 2018 per ottenere l'aumento dei contributi alimentari a beneficio dei figli
.
Per di più, prosegue l'appellante, quand'anche si considerasse la lettera in questione come un'istanza cautelare, tale lettera riguardava soltanto la regolamentazione futura, giacché nella stessa il marito si diceva
“d'accordo di corrispondere gli alimenti secondo quanto deciso dal Tribunale di Z_”. A parte ciò, il Pretore aggiunto non poteva imputarle un reddito ipotetico di quella entità. Da un lato perché nel 2018 essa aveva già 53 anni e doveva occuparsi ancora di un figlio di 13 anni, di modo che non poteva lavorare oltre il 50%. Dall'altro perché sulla scorta delle statistiche è escluso che nel Cantone Ticino si possa conseguire uno stipendio di fr. 3600
.– netti mensili con un'attività da ausiliaria, nemmeno a tempo pieno. Poco importa, per l'appellante, che la giurisprudenza recente abbia abbassato la soglia di età dalla quale si può pretendere da un genitore affidatario l'estensione di un'attività lucrativa. Non solo perché, a prescindere dalla scelta scolastica fatta dai figli quando il padre era irreperibile, tutto
l'onere educativo ricade in concreto su di lei (non avendo più AO 1 relazioni personali con i figli), ma anche perché O_ ha una accresciuta necessità di essere seguito a casa
. Considerata l'attuale situazione finanziaria del marito (reddito passato a oltre fr. 9000
.– mensili e fabbisogno minimo ridottosi a fr. 3000.– mensili per la di lui convivenza con la nuova compagna), AP 1 rivendica il
diritto, una volta dedotti i contributi alimentari per i figli di fr.
1600
.–
mensili ciascuno, di partecipare all'eccedenza coniugale di fr. 3000.– mensili, di cui fr. 1500.– mensili in via cautelare.
a)
Per quel che concerne il difetto di un'istanza cautelare, tanto nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale quanto in una causa di divorzio il contributo alimentare per un coniuge è retto dal principio dispositivo (cfr. DTF 147 III 303 consid. 2.2).
Ai provvedimenti cautelari si applicano per analogia le disposizioni sulle misure a tutela dell'unione coniugale (art. 276 cpv. 1 CPC seconda frase), le quali sono governate dalla procedura sommaria (v. art. 271 lett. a CPC). Anche l'emanazione di provvedimenti cautelari presuppone perciò, trattandosi di contributi alimentari per un coniuge, l'introduzione di un'istanza (art. 252 cpv. 1 CPC).
b)
G
li autori sono unanimi nel ritenere che un'istan
za cautelare deve contenere almeno
la designazione delle parti, una breve descrizione dei fatti e le richieste di giudizio. Essa deve permettere al giudice, ma anche alla controparte che deve potersi difendere adeguatamente, di capire a quale procedura essa si riferisce (
Trezzini
, Commentario pratico al
Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 2, 2a edizione,
n. 15 ad art. 252;
Kaufmann
in: Brunner/Gasser/Schwander, Schweizerische ZPO, Kommentar, 2a edizione, n. 27 seg. ad art. 252 CPC; cfr. anche
Bohnet
in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione,
op. cit., n. 3 ad art. 252, e
Delabays
in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021, n. 7 ad art. 252).
Ciò assume particolare importanza nei casi come quello in esame, in cui la medesima domanda può essere posta anche nella procedura ordinaria (
Trezzini
, loc. cit.;
Kaufmann
, loc. cit.). Nel dubbio, il giudice fa uso dell'interpello (art. 56;
Trezzini
, loc. cit.;
Kaufmann
, loc. cit.; analogamente
Bohnet
, op. cit., n. 19 ad art. 257 CPC).
c)
Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha sospeso il 24 marzo 2017 la procedura di divorzio per consentire alle parti di intraprendere trattative (sopra, lett. F). Il 12 dicembre 2017 egli ha trasmesso alla moglie la documentazione prodotta dal ma
rito, ricordando che
“l'intento dichiarato delle parti a quell'u
dienza [del 15 febbraio 2017] era di impegnarsi a ‛trovare un accordo bonale’ sulla base, appunto, dei documenti che ora sono stati prodotti in causa”
(cartella verde, atti diversi). Dando seguito all'invito, i
l 15 gennaio 2018 AP 1
ha precisato la sua posizione nel merito, postulando in via cautelare
l'aumento dei contributi alimentari per i figli
dal 1° gennaio 2018
.
Il marito ha risposto il 14 febbraio 2018 di essere “d'accordo di corrispondere gli alimenti secondo quanto deciso dal Tribunale di Z_”, soggiungendo “tuttavia che un loro aumento non entra in considerazione e soprattutto che gli alimenti per la moglie debbano essere soppressi o perlomeno limitati nel tempo”. A pagina 2 di quel documento egli ha dichiarato di essere d'accordo “in sostanza”, chiedendo quanto segue:
– la pronuncia del divorzio;
– l'affidamento e l'autorità parentale dei figli alla madre;
– la imitazione del contributo per i figli alla maggiore età;
– un riavvicinamento tra lui e i figli affinché i diritti di visita avvengano regolarmente;
– la soppressione (eventualmente la limitazione nel tempo) del contributo per la moglie;
– il riparto a norma di legge degli averi di cassa pensione;
– l'accertamento dell'avvenuta liquidazione del regime matrimoniale.
Nella petizione motivata del 20 agosto 2018 AP 1, oltre a formulare le sue richieste di merito, ha formalizzato la propria richiesta cautelare volta all'aumento dal 1° gennaio 2017 del contributo alimentare per i figli a fr. 1600
.– mensili ciascuno (assegni familiari non compresi). Dal canto suo, nella risposta del 28 settembre 2018 AO 1
ha formulato in un unico elenco le proprie richieste, sollecitando fra l'altro la soppressione del contributo alimentare per la moglie dal 1° gennaio 2018 o, in subordine, la riduzione del contributo alimentare fissato a protezione dell'unione coniugale in fr. 1000.– mensili dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 e il conseguente adeguamento della diffida ai debitori. All'obiezione sollevata dalla moglie nella replica, secondo cui le sue richieste non integravano una domanda cautelare, egli non ha reagito e nella
‟duplica con richiesta provvigione
ad litem
” ha ripreso le precedenti conclusioni (compresa quella relativa al contributo alimentare per la moglie), indicandole come ri-chieste
‟nel merito
”, cui ha aggiunto
‟in via cautelare
” la richiesta di una provvigione
ad litem
di fr. 10
000.–.
Vistosi respingere i
l 7 gennaio 2020 quest'ultima domanda
, nel memoriale conclusivo AO 1 ha reiterato le domande pregresse, salvo aumentare a fr. 307
386.50 la pretesa in liquidazione del regime dei beni. Ne è seguita il 23 marzo 2020 la doglianza di AP 1
, che ha contestato sia qu
est'ultima pretesa (siccome formulata per la prima volta nel memoriale conclusivo) sia la
‟retroattività degli alimenti muliebri, che non sono mai stati oggetto di una procedura cautelare
”
. Da parte sua AO 1
si è limitato il 17 aprile 2020 a contestare di aver fatto valere le sue richieste solo nell'allegato conclusivo.
d)
Da quanto si è visto risulta già a un sommario esame che il marito ha formulato la richiesta di soppressione retroattiva (o di limitazione fino al 31 dicembre 2018) del contributo alimentare per la moglie. Mai invece egli ha posto la domanda
“in via cautelare”, l'unica richiesta in tal senso essendo stata avanzata per la provvigione
ad litem
, dopo che la moglie aveva censurato l'assenza di richieste provvisionali. Nemmeno di fronte alla reiterata obiezione di lei, una volta presentati i memoriali conclusivi, AO 1 ha preteso il contrario. In simili condizioni il Pretore aggiunto non poteva trattare la richiesta alla stregua di un'istanza cautelare. Certo, il marito chiedeva di intervenire sul contributo di mantenimento sin dal gennaio del 2018. Poteva anche chiedere però un tale intervento nel merito. E per come egli aveva formulato le richieste, con il patrocinio di un avvocato, appare chiaro che egli intendeva rivolgersi al giudice del merito. Ciò rendeva superfluo un eventuale interpello,
il quale non serve a riparare negligenze procedurali e ha una portata ridotta se una parte è patrocinata da un avvocato (DTF 146 III 415, 141 III 575 consid. 2.3.1). Avendo emesso una decisione cautelare sul contributo alimentare per la moglie senza essere stato adito con un'istanza, il Pretore aggiunto ha disatteso di conseguenza il principio dispositivo (art. 58 cpv. 1 CPC). Il decreto cautelare deve così essere annullato, ciò che rende superfluo vagliare le altre censure mosse dall'appellante al riguardo.
5.
Controverso è altresì, nel caso specifico, il mancato aumento del contributo alimentare per i figli dal luglio del 2017. Il Pretore ag-giunto non ha disconosciuto in proposito che AO 1 ha visto aumentare le proprie entrate da fr. 7985.– mensili nel 2013 a fr. 8148.– mensili nel giugno del 2017 e a fr. 9425.65 mensili nel 2018, ciò che gli lascia un margine disponibile di almeno fr. 5500.– mensili (fr. 1400.– mensili in più rispetto al 2013) a fronte di un fabbisogno minimo invariato di fr. 3900.– mensili. Egli ha spiegato nondimeno che la migliorata situazione economica del debitore alimentare non si traduce automaticamente in un aumento dei contributi alimentari per i figli. A tal fine occorre che ciò si giustifichi in ragione delle accresciute necessità dei ragazzi. Il primo giudice ha ricordato inoltre che la retta di una scuola privata rientra nel fabbisogno in denaro di un figlio se
l'iscrizione è stata concordata dai genitori o risponde a concrete esigenze del minore (difficoltà scolastiche, necessità di doposcuola ecc.). Non risulta tuttavia che il _ di As_, in cui sono scolarizzati i figli, sia una scuola speciale per ragazzi con bisogni educativi particolari come quelli indicati dalla madre (disturbi dell'attenzione, discalculia e dislessia). Quanto ai non meglio precisati
“supporti educativi” da lei menzionati, essi consisterebbero in lezioni di recupero scolastico e di sostegno pedagogico che tutti gli istituti pubblici del Cantone Ticino offrono gratuitamente. In simili circostanze – ha proseguito il primo giudice – AP 1 non ha dimostrato la necessità che i figli frequentino una scuola privata. E avendo imposto unilateralmente al marito tale scelta, essa non può pretenderne da lui il finanziamento (decreto impugnato, pag. 23 a 25).
Ciò posto, per il Pretore aggiunto non si giustifica neppure una modifica cautelare del contributo alimentare di fr. 1000
.– mensili
per ogni figlio
(assegni familiari non compresi). Men che meno ove si consideri che tale contributo corrisponde
“all'incirca ai costi diretti di A_ e O_ nelle rispettive fasce d'età
”
secondo le tabelle 2017–2020 diramate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo, una volta adeguato nel caso in esame il costo dell'alloggio (fr. 212.50 mensili per figlio) e il premio della cassa malati (fr. 140.
– mensili per A_ e fr. 122.70 mensili per O_)
. Per di più, ha continuato il primo giudice, il fabbisogno in denaro dei figli comprende anche i costi per le attività del tempo libero, per le colonie estive e per le spese dentistiche correnti. AO 1 deve dunque continuare ad assumere l'integralità del “contributo alimentare in denaro” dei figli, mentre alla moglie è lasciato il margine disponibile di fr. 900
.– mensili che essa può conseguire
dal 2018
e che può destinare ai ragazzi. Da ultimo – ha epilogato il primo giudice – l'interessata non ha avanzato alcuna richiesta specifica inerente alla partecipazione del padre alle spese straordinarie per i figli (decreto impugnato, pag. 25).
6.
L'appellante fa valere che il convenuto non ha contestato le spese da lei sostenute per i figli né la necessità di tali costi, ma solo la propria capacità di finanziarli e il fatto che gli esborsi sono stati decisi unilateralmente senza interpellarlo. Essa rileva che negli anni scolastici dal 2015 al 2018 le spese complessive sono ammontate in media a fr. 25
115.50. Dedotta dal fabbisogno in denaro dei figli la posta per il tempo libero (fr. 360
.
– x 2 x 12),
rimangono scoperti a mente sua fr. 8000
.
– per figlio, pari a fr. 665
.
–
mensili. A_ e O_ – essa soggiunge – necessitano di un ambiente scolastico protetto che può essere garantito solo da una scuola privata. Non le risulta che la scuola pubblica (la quale chiude al più tardi alle ore 17.00) possa offrire tanto, anche perché non esistono nel Ticino istituti speciali di livello superiore. A prescindere da ciò – essa continua – secondo le raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (tabella 2018)
il fabbisogno in denaro dei figli è aumentato rispetto al 2013
a fr. 1380.20 mensili ciascuno (già adattati i costi dell'alloggio e il premio della cassa malati alle spese effettive) e di ulteriori fr. 15
.
– mensili nel 2020 (assegni familiari inclusi). Considerati anche gli altri costi per i supporti educativi, che non sono contestati e che dunque non era necessario dimostrare, si giustifica di riconoscerle così un contributo alimentare di fr. 1600
.
– per figlio dal 1° luglio 2017 (assegni familiari non compresi).
a)
Il contributo alimentare per la figlia A_, maggiorenne, non è più in discussione, non avendo l'interessata autorizzato AP 1 a chiederne l'aumento (sopra, consid. 2). Per quel che è del figlio O_, invece, è pacifico che la scelta di frequentare il _ di As_ non è stata concordata con il marito. Occorre esaminare perciò se
l'iscrizione risponda a concrete esigenze del minore (difficoltà scolastiche, necessità di doposcuola ecc.), come si è domandato il primo giudice riferendosi alla giurisprudenza di questa Camera (I CCA, sentenza inc. 11.2012.127 del 2 luglio 2014 consid. 8c con rinvio). Ora, è possibile che O_ necessiti di un ‟supporto educativo
”
. Se non che, nella fattispecie tale supporto si esaurisce in un recupero scolastico e nel sostegno pedagogico che il primo giudice ha accertato sulla scorta delle fatture prodotte (doc. O1 e O2). Simili prestazioni sono offerte gratuitamente dalla scuola pubblica ticinese, anche a livello di scuola media, né consta che il _ sia una scuola speciale per ragazzi con esigenze educative particolari. Si rammenti che una scolarizzazione privata va riconosciuta nel fabbisogno in denaro di un figlio solo a condizio-ni restrittive (
Maier
, Die konkrete Berechnung von Kinderun-terhaltsbeiträgen in: FamPra.ch 2020 pag. 364). Per il resto l'appellante non pu
ò
fondare un onere contributivo del marito sulla sola circostanza che questi non ha contestato la necessità degli esborsi come tale. Applicandosi il principio inquisitorio illimitato (art. 296 CPC), il primo giudice doveva infatti accertare la necessità della spesa a prescindere dal fatto che essa fosse allegata o contestata (
Guyan
in: Basler Kommentar, ZPO, op. cit., n. 4 ad art. 150 CPC).
b)
Quanto all'asserto secondo cui
il fabbisogno in denaro di O_ sarebbe aumentato nel 2018
a fr. 1380.20 mensili e di ulteriori fr. 15
.
– mensili nel 2020 (assegni familiari inclusi) secondo le raccomandazioni
pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo, simili raccomandazioni non sono più applicabili per determinare il fabbisogno in denaro di un figlio (DTF 147 III 277 consid. 6.4). Come per gli altri membri della famiglia, anche il fabbisogno dei figli è definito ormai in base alle direttive per il calcolo dei minimi di esistenza in Svizzera diramate dalla Conferenza degli ufficiali delle esecuzioni e dei fallimenti agli effetti dell'art. 93 LEF (per il Cantone Ticino: FU 68/2009 del 28 agosto 2009 pag. 6292
segg.). Ora, il
minimo esistenziale dei figli secondo il diritto esecutivo è di fr. 400.–
mensili fino ai 10 anni e di fr. 600.– mensili in seguito. A tale minimo si aggiungono una partecipazione ai costi dell'alloggio, il premio della cassa malati (obbligatoria), i costi di eventuali misure terapeutiche, le spese scolastiche e quelle di custodia da parte di terzi oppure – ove la custodia sia prestata dal genitore affidatario – un contributo di accudimento destinato a garantire a quel genitore almeno il minimo esistenziale del diritto esecutivo. Si aggiungono inoltre le possibili spese di trasferta e, se le condizioni della famiglia ciò permettono, una quota delle imposte che gravano sul genitore affidatario e il premio della cassa malati complementare (DTF 147 III 281 consid. 7.2; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2020.165 dell'11 novembre 2021 consid. 8).
c)
Nella fattispecie il fabbisogno minimo di A_ fino ai 18 anni va calcolato perciò in base al
minimo esistenziale del diritto esecutivo di fr. 600.– mensili, cui si aggiunge il premio della cassa malati di fr. 140.– mensili (doc. O4), una partecipazione al costo dell'alloggio di fr. 170.– mensili (20% del complessivo: cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2020.83 del 2 luglio 2021 consid. 11c), un forfait di fr. 55.50 mensili per l'uso dei mezzi pubblici (pari a un abbonamento
“arcobaleno” di due zone), un forfait di fr. 20.– mensili per spese di telefonia e internet (già riconosciute nel 2013: doc. C, pag. 16)
e una quota di circa fr. 15.– mensili per le imposte (che la madre deve assumere finché si vedrà tassare come reddito il contributo di mantenimento per la figlia: doc. MM; sulle modalità di calcolo cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_816/2019 del 25 giugno 2021 consid. 4.2.3.5, destinata a pubblicazione).
Dedotto l'assegno familiare di fr. 250.– mensili (doc. 29; I CCA,
sentenza inc. 11.2020.83 del 2 luglio 2021 consid. 11c), il fabbisogno minimo di A_ risulta di fr. 750.– mensili. Dopo il 7 marzo 2021 (maggiore età), il minimo esistenziale del diritto esecutivo passa a fr. 1200.– mensili, cui si aggiungono le poste enunciate dianzi, ma non la quota per le imposte, poiché a quel momento la partita fiscale della figlia sarà disgiunta da quella della madre e rimarrà verosimilmente senza effetto ai fini di una propria imposizione. Il fabbisogno minimo di A_ si attesta così, dedotto l'assegno familiare di fr. 250.– mensili, a fr. 1335.– mensili.
d)
In merito a O_, il suo minimo esistenziale del diritto esecutivo ammonta a fr. 600.– mensili. Va aggiunto il premio della cassa malati di fr. 122.70 mensili (doc. O4), una partecipazione di fr. 85.– mensili al costo dell'alloggio (10% del complessivo: cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2020.83 del 2 luglio 2021 consid. 11d), un forfait di fr. 55.50 mensili per l'uso dei mezzi pubblici (pari a un abbonamento
“arcobaleno” di due zone), un forfait di fr. 20.– mensili per spese di telefonia e internet (già riconosciute nel 2013: doc. C, pag. 16)
e una quota di fr. 15.– mensili per le imposte (che la madre deve assumere finché si vedrà tassare come reddito il contributo di mantenimento per il figlio; doc. MM).
Dedotto l'assegno familiare di fr. 250
.– (doc. 29),
il fabbisogno minimo di O_ risulta così di fr. 650
.– mensili (arrotondati).
e)
Quanto al contributo alimentare per O_, in tre sentenze recenti il Tribunale federale ha deciso che il calcolo da applicare a livello svizzero in materia di mantenimento nel diritto di famiglia è, d'ora innanzi,
anche in caso di modifica di misure a protezione dell'unione coniugale,
quello
“a due fasi”, in esito al quale l'eccedenza registrata dal bilancio familiare va ripartita fra coniugi e
figli minorenni nella
proporzione di due a
uno (DTF 147 III 285 consid. 7.3, più recentemente: sentenza 5A_593/2021 del 29 ottobre 2021 consid. 3.2)
. Ai fini del presente giudizio occorre accertare perciò i redditi e i fabbisogni di entrambi i coniugi. Ciò posto, i
l minimo esistenziale del diritto esecutivo per una persona sola è di fr. 1200.–
mensili e quello per un genitore affidatario di fr. 1350.– mensili. A tale minimo si aggiungono, se le condizioni della famiglia ciò permettono, i costi effettivi dell'alloggio (e non solo quelli previsti dal diritto esecutivo), un'indennità per spese di telefonia e di comunicazione, un'indennità per i premi delle assicurazioni non obbligatorie (ad esempio l'assicurazione complementare contro la malattia e gli infortuni), un'indennità per l'uso dei mezzi pubblici, i costi di una formazione continua (se necessaria), le spese connesse all'esercizio di diritti di visita, gli oneri di previdenza professionale di lavoratori indipendenti, il rimborso di debiti contratti durante la comunione domestica a beneficio della famiglia o decisi in comune o di cui i coniugi sono solidalmente responsabili (per esempio un ammortamento ipotecario) e le imposte, come pure gli eventuali contributi di mantenimento a figli maggiorenni o nati da un precedente matrimonio (fabbisogno minimo “allargato” o “del diritto di famiglia”). Non fanno parte del minimo esistenziale del diritto esecutivo né del minimo esistenziale “allargato” o “del diritto di famiglia”, invece, l'uso di un'automobile per diporto o spese voluttuarie come viaggi, vacanze, hobby e altri esborsi particolari del caso specifico (DTF 147 III 281 consid. 7.2 con rimandi; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2020.165 dell'11 novembre 2021 consid. 8).
f)
Relativamente a AO 1, l'attrice chiede di ridurre
il fabbisogno minimo di lui da fr. 3900.– (doc. C, pag. 14) a fr. 3000.– mensili perché egli vive insieme con un'altra donna, ciò che giustifica – a suo avviso – una riduzione delle spese, compensata solo in parte da un aumento del premio della cassa malati (da fr. 319.– [doc. C, pag. 14] a fr. 459.60 mensili [doc. 25]; memoriale, pag. 9)
. La circostanza non è contestata e trova riscontro agli atti
(per la convivenza v. fascicolo
“Domande rogatoriali teste K_ W_”). A ciò si aggiunge, giacché il bilancio familiare lo permette, l'onere fiscale documentato dall'interessato in fr. 270
.– mensili
sulla scorta dell'ultima tassazione, del 2017 (doc. 27). Onde un fabbisogno minimo di fr. 3270
.– mensili.
Il reddito del convenuto è aumentato per altro, rispetto al momento in cui il Tribunale distrettuale di _ ha statuito a protezione dell'unione coniugale (doc. C), a fr. 8148
.– mensili
nel giugno del 2017
(doc. 13) e
a fr. 9425
.– mensili
nel 2018
(doc. 30), come ha accertato il Pretore aggiunto in conformità agli atti e senza contestazione da parte dell'interessato.
g)
Riguardo alla moglie, essa non discute il suo fabbisogno minimo accertato dal primo giudice (fr. 1971.65 mensili). Nulla osta tuttavia, visto che il bilancio familiare ciò permette e per parità di trattamento con gli altri membri della famiglia, di riconoscerle un'indennità di fr. 55.50 mensili per l'uso dei mezzi pubblici (pari a un abbonamento
“arcobaleno” di due zone) e l'onere fiscale di circa fr. 30
.–
mensili (già dedotta la quota compresa nel fabbisogno dei figli: doc. MM). Onde un fabbisogno minimo di fr. 2057
.– mensili.
Più delicata è la questione legata al reddito ipotetico di lei, rivalutato dal Pretore aggiunto da fr. 1800.– (guadagno
conseguibile nel 2013
con un'attività ausiliaria al 50%: doc. C, pag. 13) a fr. 2880.– mensili, reputando esigibile dal gennaio del 2018 un'estensione di tale attività all'80%. Il primo giudice non ha disconosciuto che nel 2018 vigeva ancora il principio per cui
un coniuge con figli poteva essere tenuto, di regola, a riprendere un'attività lucrativa in misura superiore al 50% solo al momento in cui il figlio avesse compiuto i 16 anni (DTF 137 III 109 consid. 4.2.2.2). Ha reputato nondimeno che, ora come allora, tale regola non è ‟imprescindibile
”
, ma va modulata in funzione delle effettive necessità dei figli. E nella fattispecie non
risultava, secondo lui, un ‟bisogno particolare dei due minori di essere accuditi personalmente
”
, entrambi essendo dal 2017 ‟internati al _ 5 giorni su 7ˮ, il che consentiva alla madre di dedicarsi interamente a un'attività professionale (decreto impugnato, pag. 20 seg.).
L'appellante obietta che, stessero le considerazioni del Pretore aggiunto, non si sarebbe trattato per lei di incrementare semplicemente un'attività ausiliaria, bensì di intraprenderne una nuova all'età di quasi 53 anni e con un figlio a carico di 13 anni. Ciò che non le si poteva imporre, anche perché, a prescindere dalla scelta della scuola privata frequentata dai figli, la cura e l'educazione di questi ultimi grava interamente su di lei, mentre i diritti di visita paterni non sono esercitati da anni e in tal modo rimangono ‟scoperte
”
tutte le vacanze scolastiche. Senza contare – essa soggiunge – che i dati statistici escludono la possibilità di conseguire nel Ticino un guadagno di fr. 3600
.– netti mensili, foss'anche a tempo pieno.
Il primo argomento non ha consistenza. AP 1 sapeva sin dal 10 maggio 2013 (giorno della sentenza del Tribunale distrettuale di _ a protezione dell'unione coniugale, passata in giudicato) che avrebbe dovuto intraprendere
un'attività lucrativa come ausiliaria (
Erwerbsarbeit im Aushil
fsjobbereich
) al 50% dal settembre di quell'anno (doc. C, pag. 13 seg.). Non è vero quindi che la decisione del Pretore aggiunto la obblighi a iniziare dal gennaio del 2018 una nuova attività, mentre la ‟regola dei 45 anni
”
da essa invocata (che già nel 2018 tendeva ai 50 anni: DTF 137 III 110 consid. 4.2.2.2) non si applicava a una mera estensione dell'attività lucrativa (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2019.36 del 28 settembre 2020 consid. 9b). Inoltre il Pretore aggiunto ha imputato all'appellante un'attività all'80% tenendo conto del fatto che entrambi i figli sono collocati
‟in internato
”
al _
(replica, pag. 5) e non devono quindi essere accuditi personalmente. Che poi tutto il carico educativo ricadesse sull'interessata per l'assenza di relazioni personali paterne è possibile. Sta di fatto che anche per tale motivo il Pretore aggiunto ha limitato il grado d'occupazione all'80%, rinunciando a imputare all'attrice un'attività a tempo pieno.
Circa la pretesa impossibilità di conseguire nel Cantone Ticino un guadagno di fr. 3600
.– netti mensili a tempo pieno (ovvero fr. 4200.– lordi mensili), corrispondenti ai fr. 2880.– netti mensili calcolati dal primo giudice per un'attività all'80%, gli stessi dati dell'Ufficio federale di statistica invocati da AP 1 non confermano quanto lei afferma. Da tali dati si evince anzi
che per un'attività nel settore della produzione (ramo economico: ‟altre industrie manifatturiere
”
, cui può apparentarsi l'attività di ceramista dell'interessata) lo stipendio conseguibile nella regione Ticino ammonta a fr.
4127
.–
lordi mensili e che, più in generale, lo stipendio medio conseguibile nel Ticino da una donna senza funzione di quadro è di fr. 4171
.–
lordi mensili (‹https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/ home/statistiche/lavoro/salari-reddito-lavoro-costo-lavoro/
livello-salari-grandi-regioni.html›, tabelle T1-GR e TA13). La stima del Pretore aggiunto resiste dunque alla critica.
h)
Da quanto precede risulta, in sintesi, il seguente quadro del bilancio familiare:
Dal 1° gennaio 2018 al 6 marzo 2021
reddito del marito fr. 9
425
.—
mensili
reddito della moglie fr.
2
880
.—
mensili
fr.
12
305.— mensili
fabbisogno minimo del marito fr. 3
270
.—
mensili
fabbisogno minimo della moglie fr. 2
057
.—
mensili
fabbisogno minimo di A_ fr.
750
.—
mensili
fabbisogno minimo di O_
fr.
650
.—
mensili
fr. 6
727
.—
mensili
eccedenza fr. 5
578
.—
mensili
un terzo dell'eccedenza per ciascun coniuge fr. 1
860
.—
mensili
un sesto dell'eccedenza per ciascun figlio fr. 930
.—
mensili
spettanza del marito:
fr. 3270
.–
+ 1860
.– = fr. 5
130
.—
mensili
spettanza della moglie:
fr. 2057
.–
+ 1860
.–
./. 2880
.–
= fr. 1
037
.—
mensili
spettanza di A_:
fr. 750.– + fr. 930.– = fr. 1
680
.—
mensili
assegni familiari non compresi
spettanza di O_:
fr. 650.– + fr. 930.– =
fr. 1
580
.—
mensili
assegni familiari non compresi.
Dal 7 marzo 2021 in poi
reddito del marito fr. 9
425
.—
mensili
reddito della moglie fr.
2
880
.—
mensili
fr.
12
305.— mensili
fabbisogno minimo del marito fr. 3
270
.—
mensili
fabbisogno minimo della moglie fr. 2
057
.—
mensili
fabbisogno minimo di A_ fr. 1
335
.—
mensili
fabbisogno minimo di O_
fr. 650
.—
mensili
fr. 7
312
.—
mensili
eccedenza fr. 4
993
.—
mensili
due quinti dell'eccedenza per ciascun coniuge fr. 1
997
.—
mensili
un quinto dell'eccedenza per il figlio minorenne fr.
998.50 mensili
spettanza del marito:
fr. 3270.– + 1997.– = fr. 5
267
.—
mensili
spettanza della moglie:
fr. 2057.– + 1997.– ./. 2880.– = fr. 1
174
.—
mensili
spettanza di
A_
: fr. 1
335
.—
mensili
assegni familiari non compresi
spettanza di
O_
:
fr. 650.– + fr. 998.50.– = fr. 1
648.50 mensili
assegni familiari non compresi
arrotondati a
fr. 1
650
.—
mensili
i)
Se ne conclude che il contributo alimentare dovuto da AO 1 per il figlio O_ va portato a fr. 1580
.– mensili dal 1° gennaio 2018 fino al 6 marzo 2021 e
, d'ufficio in virtù del principio inquisitorio illimitato che governa il diritto di filiazione (art. 296 cpv. 3 CPC), a fr. 1650.– mensili (
arrotondati) dopo di allora, assegni familiari non compresi. Il contributo alimentare per A_ invece rimane invariato, vista la rinuncia di lei a impugnare il decreto cautelare per quanto la riguarda (sopra, consid. 2). Circa la pretesa di AO 1 volta alla modifica del contributo alimentare stabilito a suo tempo dal Tribunale distrettuale di _ per la moglie, si è visto che al proposito non sussiste una valida istanza (sopra, consid. 4). Anche la trattenuta di stipendio dell'8 giugno 2017 (inc. SO.2017.432), che l'appellante chiede di aumentare a fr. 5190.– mensili (oltre assegni familiari), va adeguata a fr. 4640.– mensili sulla base dello stipendio percepito da AO 1 nel gennaio del 2022 (fr. 1990.– per la moglie, fr. 1650.– per O_, fr. 1000.– per A_), oltre agli assegni familiari. Il contributo alimentare e l'assegno familiare per A_ andranno versati direttamente alla figlia maggiorenne, come prevede l'art. 298 cpv. 1 CC. Entro questi limiti l'appello merita accoglimento.
l)
Quanto alla decorrenza della modifica del contributo alimentare per O_, l'appellante ne postula la retroattività dal 1° luglio 2017. Questa Camera ha già avuto di precisare in giurisprudenza pubblicata, tuttavia, che la modifica di contributi alimentari fissati cautelarmente in una causa di divorzio o in una procedura a tutela dell'unione coniugale dispiega i suoi effetti – di regola – dall'introduzione dell'istanza. Il giudice può far decorrere la modifica anche più tardi, per esempio dall'emanazione del decreto cautelare, soprattutto ove appaia iniquo pretendere che i beneficiari del contributo alimentare restituiscano quanto hanno ricevuto in esubero nel corso della procedura. Per contro, una
modifica retroattiva di contributi cautelari, la cui decorrenza preceda l'inoltro dell'istanza, è prospettabile solo in circostanze del tutto eccezionali (RtiD I-2015 pag. 882 n. 13c)
. Circostanze “del tutto eccezionali” sono, per esempio, l'ipotesi in cui il coniuge debitore risulti di ignota dimora, l'uno dei coniugi si comporti in malafede oppure il coniuge creditore si sia gravemente malato (
da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2020.163 del 13 settembre 2021 consid. 5a con riferimenti
).
Nel caso specifico l'appellante non spiega perché la modifica del contributo alimentare per O_ andrebbe fatta decorrere da un momento anteriore all'istanza cautelare (15 gennaio 2018: sopra lett. F). Né si scorge a un sommario esame alcuna eccezionalità che giustifichi una decorrenza retroattiva della modifica riguardante il contributo di mantenimento per il figlio minore. In proposito l'appello è destinato così all'insuccesso.
7.
L'appellante rimprovera infine al Pretore aggiunto di non avere spiegato, in materia di spese, “se e come sono state calcolate le soccombenze per i giudizi cautelari”. Essa si duole che al consid. 7 della decisione impugnata, relativo alle spese giudiziarie, non si faccia alcun cenno alla procedura cautelare se non per la frase ‟per quanto riguarda le pretese a titolo di contributi alimen-tari per moglie e figli è AP 1 a soccombere, in entrambi i casi essendo state interamente accolte le richieste del maritoˮ. L'interessata chiede di porre tali spese a carico di AO 1, obbligandolo a rifonderle fr. 5000.– per ripetibili o, se non altro, di annullare al riguardo la decisione impugnata (dispositivi n. 10 e 11) e di rinviare gli atti al primo giudice affinché stabilisca le spese processuali e le ripetibili per la procedura cautelare inerente ai contributi alimentari per i figli e per quella riguardante la soppressione del contributo alimentare in suo favore, ove sussistesse un procedimento cautelare su tal punto.
Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto ha statuito sulle spese processuali e le ripetibili in un dispositivo unico (n. 11). Ha considerato che davanti a lui AP 1 usciva del tutto sconfitta dalla procedura cautelare e prevalentemente sconfitta anche dalla causa di merito. Nel complesso, egli l'ha ritenuta così soccombere in ragione di tre quarti, con obbligo di rifondere al marito un'indennità di fr. 24
000.– per ripetibili (un mezzo dell'indennità piena, pari a fr. 48
000.–). In esito al presente giudizio AP 1 esce invece prevalentemente vittoriosa dalla procedura cautelare, secondo una proporzione che può essere stimata attorno ai cinque settimi, come si vedrà nel considerando che segue. La questione è di sapere in che misura ciò si rifletta sul dispositivo unico in materia di spese e ripetibili della decisione impugnata, fermo restando che per quanto riguarda la causa di merito l'appello di AP 1 deve ancora essere esaminato (sopra, lett. P). Impregiudicato dunque l'esito di tale appello, valutando la sola incidenza del procedimento cautelare sul dispositivo unitario si può stimare che la soccombenza complessiva di AP 1 si riduca da tre quarti a cinque settimi, sicché l'indennità per ripetibili ridotte in favore di AO 1 si riconduce a fr. 20
570.–. Il dispositivo n. 11 della decisione impugnata va dunque modificato di conseguenza.
8.
Le spese del giudizio odierno seguono la vicendevole soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC).
L'appellante vede sopprimere l'annullamento
del contributo alimentare per lei (fr. 1990.– mensili dal 1° febbraio 2018), ma esce sconfitta sul postulato aumento del contributo alimentare per la figlia A_ da fr. 1000.– a fr. 1600.– mensili (oltre assegni familiari) dal 1° luglio 2017. Ottiene causa largamente vinta invece sul contributo alimentare per O_, che passa dai fr. 1000.– mensili (assegni familiari non compresi) fissati dal Pretore aggiunto a
fr. 1580
.– mensili dal 15 gennaio 2018 fino al 6 marzo 2021 e a fr. 1650.– mensili (ar-rotondati) dopo di allora (assegni familiari non compresi). Tutto ponderato, si giustifica così che essa sopporti due settimi delle spese, mentre il resto va a carico di AO 1, con obbligo di rifonderle un'adeguata indennità per ripetibili ridotte (tre settimi dell'indennità piena: cfr. RtiD II-2016 pag. 638 consid. 3b).
9.
C
irca i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. Trattandosi in concreto di un decreto cautelare,
nondimeno, può essere fatta valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF). Conformemente all'
art. 301
lett. b
CPC, infine, un estratto della presente decisione va comunicato anche ai figli A_ e O_.