Decision ID: 91a0a1cf-ba7e-5db0-ad12-a351107f0379
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A. La _ procede nei confronti di _ per l'incasso di un credito di fr. 130'275.75 interessi e spese compresi.
B. Il 21 marzo 2001 l'UE di Lugano, dopo avere accertato che il debitore non possiede beni o redditi pignorabili, ha emesso nell'esecuzione in oggetto un attestato di carenza di beni.
Il calcolo del minimo d'esistenza di _ è stato eseguito dall'UE come segue:
Reddito mensile del debitore fr. 4'132.--
Minimo di esistenza mensile
minimo di base fr. 1'100.--
affitto fr. 1'195.--
alimenti fr. 1'300.--
leasing auto fr. 657.--
cassa malati fr. 274.--
assicurazione e targhe auto fr. 223.--
partecipazioni CM fr. 100.--
diversi fr. 100.--
totale fr. 4'949.--
Nessuna eccedenza pignorabile
C. Con ricorso 5 aprile 2001 la _ è insorta contro l'emissione dell'attestato di carenza di beni, sostenendo che la retribuzione del debitore, che esercita la professione di ispettore d'assicurazione presso la _ di _, dovrebbe ammontare almeno a fr. 7'000.-- al mese. Secondo la ricorrente è inoltre possibile che se l'escusso usa come ufficio un locale dell'appartamento, dove vive solo, gli vengano rimborsate almeno parzialmente le spese. La _ ha chiesto che venga verificato se effettivamente egli usa parte dell'appartamento per scopi professionali. In caso contrario l'escusso dovrebbe cercarsi un alloggio conforme al suo reddito. La creditrice ha poi rilevato che il debitore non necessita per la sua professione di una Mercedes, vettura costosa sia per quel riguarda il canone leasing che per la tassa di circolazione e l'assicurazione RC.
D. Delle osservazioni di _ si dirà, se del caso, in seguito.
L'UE di _ con le sue osservazioni si è riconfermato nel suo operato.
E. Interrogato formalmente il debitore ha confermato i conteggi della _ per il periodo da gennaio 2000 a febbraio 2001 inoltrati all'UE di _, aggiungendo che le spese rimborsate sono quelle indicate nei conteggi. Egli non dispone di un ufficio presso la _, ma ha adibito una parte di un locale del suo appartamento a questo scopo. Per l'ufficio non gli vengono rimborsate ulteriori spese. L'escusso ha dichiarato di non ricevere né gratifiche, né la 13. mensilità. In merito all'autovettura Mercedes in leasing ha rilevato che si tratta di un veicolo usato del 1995 con 61'000 km. _ ha poi confermato che i due figli sono maggiorenni. La figlia _ ha appena conseguito la maturità e intende iscriversi ad un corso per diventare fisioterapista oppure frequentare l'università. Il figlio _ è iscritto _ ma attualmente è ammalato di sclerosi a placche, malattia contratta all'età di 12 anni. Egli necessita di cure di interferone. Le spese mediche che deve pagare per suo figlio, ossia cassa malati e partecipazione alle spese mediche, ammontano a ca. fr. 400.-- al mese. Il figlio è stato annunciato all'AI. Egli beneficia di un prestito di studio ammontante a fr. 12'000.--. _ ha poi dichiarato di volere chiedere un prestito di studio anche per la figlia.

Considerato
In diritto:
1. Pignoramenti eseguiti intaccando il minimo vitale dell'escusso costituiscono dei provvedimenti nulli, la nullità deve essere rilevata d'ufficio anche quando il provvedimento non sia stato impugnato (cfr. art. 22 LEF; DTF 114 III 82; DTF 97 III 11; Flavio Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 13 ad art. 22 LEF). Di conseguenza, vertendo il gravame sulla determinazione del minimo di esistenza dell'escusso, questa Camera deve esaminarlo nel merito, ancorché lo stesso fosse stato inoltrato oltre il termine di 10 giorni di cui all'art. 17 cpv. 2 LEF.
2. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d'ufficio le circostanze determinanti al momento dell'esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo e della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
3. Per quel che riguarda l'introito del debitore va rilevato che l'UE di _ i è correttamente basato sui conteggi salariali della datrice di lavoro _ per il periodo dal 1. gennaio 2000 alla fine di febbraio 2001. Dai predetti conteggi, dai quali sono state dedotte le spese rimborsate a _ dalla datrice di lavoro e le provvigioni pagate da quest'ultimo per la mediazione di affari assicurativi, risulta un introito medio mensile di fr. 4'132.--. Non vi sono pertanto elementi atti a indicare che l'introito di _ ammonti a fr. 7'000.-- al mese, come preteso dalla ricorrente.
4.a) Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone di locazione conforme all'uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l'escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l'imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un'abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF vig. 10.11.2000 in re S. C. T. e lc. C. A. G., cons. 4.6). Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l'escusso utilizza un'abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12 cons. 2 e 4; CEF vig. 16.2.1989 in re S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178).
b) Dall'interrogatorio formale emerge che _ non dispone di un ufficio presso la _ e che ha pertanto adibito una parte di un locale dell'appartamento in cui vive a questo scopo. Per l'ufficio la sua datrice di lavoro non gli rimborsa alcuna spesa.
Il canone di locazione di fr. 1'195.--, atteso che con questo importo vengono coperti anche i costi per l'ufficio, appare pertanto giustificato ed è stato correttamente riconosciuto dall'UE di _ nel calcolo del minimo di esistenza del debitore.
5.a) È principio giurisprudenziale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all'uso di un'automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se il vericolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l'esercizio della sua professione (DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 27 p. 170).
b) In casu _ che ha dichiarato di usare l'automobile per svolgere la sua professione di assicuratore (cfr. verbali del pignoramento e dell'interrogatorio formale), ha chiesto il riconoscimento di un canone leasing mensile di fr. 657.-- e di fr. 223.-- per l'assicurazione RC e la tassa di circolazione per un'autovettura Mercedes C.
Orbene l'autovettura scelta dall'escusso è, in relazione al suo reddito, senz'altro troppo costosa sia per quel che riguarda il canone leasing che per le tasse di circolazione e l'assicurazione RC. Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad utilizzare una vettura corrispondente ai suoi mezzi finanziari, tuttavia nel caso dell'escusso le spese connesse con l'uso di un'automobile devono essere ridotte. La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali. Dal contratto leasing prodotto agli atti risulta che questo si concluderà il 31 dicembre 2001. Per cui dal 1. gennaio 2002, nel caso di una nuova procedura di pignoramento, quali spese per l'uso di un'autovettura potrà essere riconosciuto unicamente un canone leasing di al massimo fr. 350.-- per un'autovettura di piccola cilindrata e le relative spese per la tassa di circolazione e l'assicurazione RC.
6.a) Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, quanto necessita al sostentamento delle persone a carico del debitore è da includere nel calcolo del minimo di esistenza solo se il debitore paga effettivamente tale importo (DTF 121 III 20; 120 III 16).
Nel calcolo del minimo di esistenza vanno riconosciute le spese per la formazione anche dopo il raggiungimento della maggiore età fino alla conclusione della formazione scolastica o professionale primaria (art. 277 cpv. 2 CC). Da questo momento le spese per gli studi dei figli non possono più invece essere riconosciute al debitore a sfavore dei creditori, ritenuto che da un canto il diritto del figlio maggiorenne allo studio dipende dalla capacità finanziaria dei genitori e che dall'altro il minimo di esistenza è limitato al necessario (Georges Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 30 e 24 ad art. 93 LEF).
b) Delle spese mediche e farmaceutiche se ne deve tenere equamente conto con un corrispondente aumento temporaneo del minimo d'esistenza, nella misura in cui tali spese siano imminenti al momento del pignoramento e nell'ipotesi che si tratti di spese proporzionalmente rilevanti (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, punto II. 8).
c) L'escusso ha prodotto una convenzione 14 gennaio 2001 sulle conseguenze accessorie del divorzio non ancora omologata, sottoscritta dai coniugi _, dalla quale risulta che essi si sono impegnati, compatibilmente con la loro situazione finanziaria, a fare continuare gli studi ai figli _ e _ nati nel 1979 risp. 1982. Secondo la convenzione l'escusso si è poi assunto il mantenimento del figlio _. Inoltre partecipa con fr. 500.--- al mese al mantenimento della figlia _ e versa fr. 300.-- al mese per la moglie. L'escusso ha prodotto copie di diversi versamenti effettuati alla moglie tra il mese di dicembre 2000 e marzo 2001 per complessivamente fr. 3'500.-- risp. copie per versamenti effettuati alla _ per il figlio _.
Durante l'interrogatorio formale _ ha dichiarato che sua figlia _, maggiorenne, ha appena conseguito la maturità e che vorrebbe seguire dei corsi per diventare fisioterapista oppure iscriversi all'università. Egli intende chiedere un prestito di studio. Il figlio _, pure maggiorenne, è iscritto all'università e beneficia di un prestito di fr. 12'000.--. Durante gli ultimi mesi, soffrendo di una ricaduta di sclerosi a placche, malattia di cui è affetto dall'età di 12 anni, non ha frequentato i corsi. Le cure mediche di cui necessita comportano una spesa mensile complessiva di ca. fr. 400.--.
Orbene ritenuto che i figli dell'escusso sono maggiorenni e che la formazione che stanno assolvendo risp. che _ inizierà ad assolvere è di tipo superiore, le relative spese, vista la capacità finanziaria del debitore, non possono essergli riconosciute, tenuto conto d'altro canto che il figlio _ già beneficia di un prestito di studio e che la figlia _ può chiedere la concessione di un prestito di studio. Per le cure mediche e farmaceutiche di cui necessita il figlio dell'escusso, nulla può essere riconosciuto nel calcolo del minimo d’esistenza dell’escusso perché il figlio è maggiorenne e pertanto soggetto giuridico autonomo.
Sulla base delle precedenti considerazioni va pertanto eseguito un nuovo calcolo del minimo di esistenza di _, dal quale risulta un’eccedenza pignorabile.
Reddito mensile del debitore fr. 4'132.--
Minimo di esistenza mensile
minimo di base fr. 1'100.--
affitto fr. 1'195.--
alimenti fr. 300.--
leasing auto fr. 657.--
cassa malati fr. 274.--
assicurazione e targhe auto fr. 223.--
diversi fr. 100.--
totale fr. 3'849.-- fr. 4'132.--
Eccedenza mensile pignorabile: fr. 283.--
7. Il ricorso 5 aprile 2001 della _ va quindi accolta.
Sulle spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF