Decision ID: 421d41d1-b3b3-4b14-939e-1a1f36e74917
Year: 2016
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law

Fatti:
A. Il Giudice istruttore del Tribunal de Grande Instance di Grasse (Francia) pro-
cede nei confronti di A., di B., di C., di D., di E. ,di F. ed altri per i titoli di traffico
in banda e per mestiere di sostanza stupefacente (cocaina e canapa) e riciclag-
gio di denaro per fatti commessi dal 2012 al 2015 in diversi luoghi della Francia,
nonché in Spagna e in Svizzera (riciclaggio). Dalle indagini finora svolte dall’au-
torità rogante è emerso che gli imputati, particolarmente ben organizzati, utiliz-
zando prevalentemente delle vetture, abbiano importato in Francia dalla Spa-
gna importanti quantitativi di sostanza stupefacente (circa 50 kg di canapa e 2-
3 kg di cocaina per ogni viaggio).
B. Per poter seguire gli spostamenti degli imputati, altrimenti irreperibili, e rico-
struire i loro traffici, l’autorità rogante, con ordini rispettivamente del 16 febbraio,
16 marzo, 18 marzo, 29 marzo, 1° aprile e 27 aprile 2016, ha disposto la geo-
localizzazione delle vetture da loro usate per la durata di quattro mesi, dal
16 febbraio 2016 al 16 giugno 2016. Dei sistemi GPS sono pertanto stati instal-
lati sui seguenti veicoli:
1. Peugeot 206 nera, numero matricola 1, utilizzata da B.;
2. Citroën Xsara, numero matricola 2, utilizzata da B:
3. Audi A3 grigia, numero matricola 3, utilizzata da A. o E.;
4. Ford Focus blu, numero matricola 4, utilizzata da A. o F.;
5. Renault Megane nera, numero matricola 5 utilizzata da A. o C. o D., con
sonorizzazione giudiziaria installata sul veicolo;
6. Citroën C4 grigia, numero matricola 6, appartenente a E. e utilizzata da lui
e A.
C. Resasi conto, nel corso dell’inchiesta, dello sconfinamento delle vetture oggetto
di sorveglianza in territorio elvetico, il 26 maggio 2016 l’autorità rogante ha
quindi trasmesso al Ministero Pubblico del Canton Ticino (di seguito: “MP-TI”)
una domanda di assistenza giudiziaria, chiedendo inter alia l’autorizzazione a
poter utilizzare i dati raccolti dai sistemi GPS installati. Su richiesta del MP-TI,
l’autorità estera ha inoltre inviato i complementi rogatoriali del 31 maggio, 15 e
28 giugno 2016.
D. Il 5 luglio 2016 il MP-TI ha emesso la decisione di entrata in materia. Il mede-
simo giorno ha pure ordinato a posteriori e con effetto retroattivo dal 16 febbraio
al 16 giugno 2016, la sorveglianza tecnica di accertamento della posizione dei
veicoli (act. 5.2, act. 5.3).
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E. Il 6 luglio 2016, il MP-TI ha richiesto all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti
coercitivi del Canton Ticino (di seguito: “GPC”) l’approvazione della sorve-
glianza tecnica summenzionata (act. 5.1). Su invito del GPC, il 7 luglio 2016, il
MP-TI ha fornito informazioni complementari relative alle basi legali ed alla tem-
pestività della richiesta (act. 5.7, act. 5.8).
F. Con decisione del 9 luglio 2016, il GPC ha negato l’approvazione della sorve-
glianza mediante mezzi tecnici, ritenendo che le autorità francesi avessero ese-
guito atti istruttori in Svizzera illegalmente (act. 5.9).
G. Mediante reclamo del 15 luglio 2016, il MP-TI ha impugnato la decisione del
GPC dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Il MP-
TI cantonale ha concluso, in sostanza, all’accoglimento del reclamo e alla con-
seguente approvazione della sorveglianza ordinata il 5 luglio 2016 a posteriori
con effetto retroattivo dal 18 febbraio al 18 giugno 2016 (recte: dal 16 febbraio
al 16 giugno 2016), nonché alla costatazione della liceità delle misure adottate
dall’autorità rogante (act. 1).
H. Lo stesso giorno, il MP-TI ha pure impugnato la summenzionata decisione del
GPC dinanzi al Tribunale federale, ricorso che è stato dichiarato inammissibile
con sentenza del Tribunale federale 1C_395/2016 del 1° settembre 2016
(act. 5.13, act. 9).
I. Con osservazioni del 29 luglio 2016, il GPC si è rimesso al giudizio di questa
Corte, riconfermando tuttavia la propria decisione del 9 luglio e ribadendo l’illi-
ceità e la non utilizzabilità della sorveglianza messa in atto dalle autorità fran-
cesi (v. act. 5).
L. Con osservazioni del 16 agosto 2016, l’UFG ha concluso per l’inammissibilità
del ricorso interposto dal MP-TI, rappresentando la decisione del GPC una de-
cisione incidentale non impugnabile separatamente dalla decisione di chiusura
(act. 6).
M. Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei
successivi considerandi in diritto.
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Diritto:
1.
1.1 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Fran-
cese e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in
vigore il 20 marzo 1967 per la Svizzera ed il 21 agosto dello stesso anno per
la Francia (CEAG; RS 0.351.1), dall'Accordo franco-svizzero del 28 ottobre
1996 che completa la CEAG (RS 0.351.934.92), entrato in vigore il 1° maggio
2000 (in seguito: l'Accordo bilaterale), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008
(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008),
dagli art. 48 e segg. della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schen-
gen del 14 giugno 1985 (CAS; testo non pubblicato nella RS ma ora consulta-
bile nel fascicolo "Assistenza e Estradizione" edito dalla Cancelleria federale,
Berna 2014). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio,
la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a Stra-
sburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Sviz-
zera ed il 1° febbraio 1997 per la Francia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni
che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola
espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più
favorevole all'assistenza rispetto a quello convenzionale (cosiddetto principio
di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in ma-
teria penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa
ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, DTF 140 IV 123 con-
sid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 135 IV 212 consid. 2.3;
123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio di favore vale anche
nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2
CAS, 39 n. 3 CRic). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV
212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c).
1.2 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente a de-
cidere i ricorsi presentati avverso le decisioni relative alla chiusura della pro-
cedura d’assistenza giudiziaria rese dalle autorità cantonali o dalle autorità
federali d’esecuzione e, congiuntamente, le decisioni incidentali anteriori
(art. 25 cpv. 1 e 80e cpv. 1 AIMP, in relazione con l’art. 37 cpv. 2 lett. a cifra 1
della legge federale del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità pe-
nali della Confederazione [LOAP; RS 173.71]). Giusta l’art. 80e cpv. 2 AIMP,
essa è pure competente a statuire separatamente sulle decisioni incidentali
anteriori alla decisione di chiusura se causano un pregiudizio immediato e ir-
reparabile mediante il sequestro di beni e valori, o mediante la presenza si
persone che partecipano al processo all’estero.
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In concreto, come già rilevato dall’Alta Corte federale, il ricorso è presentato
per asserita violazione di regole sull’assistenza internazionale in materia pe-
nale, ritenuto che l’autorizzazione della sorveglianza potrebbe comportare,
dopo la pronuncia della decisione di chiusura, la comunicazione all’autorità
estera di informazioni acquisite nell’ambito dell’esecuzione della rogatoria. Si
tratta pertanto di una decisione incidentale anteriore a quella di chiusura che,
nei casi previsti dall'art. 80e cpv. 2 AIMP, deve essere contestata davanti alla
Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (v. anche sentenza del
Tribunale federale 1C_395/2016 del 1° settembre 2016, consid. 1.2, 1.3 e 1.4).
La presente Corte è pertanto competente a decidere il ricorso in oggetto.
1.3 Il ricorso è stato interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione
del GPC, come previsto dall’art. 80k AIMP.
1.4 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ricor-
rere dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposizione,
oltre all’UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato
personalmente e direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un
interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa
(art. 80h lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le
persone contro cui è diretto il procedimento penale all’estero). Il concetto la
nozione di persona toccata ai sensi dei predetti articoli trova concretizzazione
all'art. 9a OAIMP e nella giurisprudenza. Per essere considerato personal-
mente e direttamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria interna-
zionale, il ricorrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la de-
cisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa).
In concreto, il MP-TI non è toccato personalmente e direttamente come una
persona privata dalla misura d’assistenza giudiziaria ai sensi dell’art. 80h lett.
b AIMP. In quanto autorità d’esecuzione di rogatorie passive, incombe al MP-
TI l’unico ruolo di esecutore delle richieste. Il fatto che l’autorità superiore in
ambito di assistenza abbia un’altra visione giuridica della richiesta non pone il
MP-TI nella posizione di una persona privata parte alla procedura di assi-
stenza. Il suo ruolo di autorità pubblica si esaurisce nell’esecuzione della do-
manda rogatoriale, sotto la vigilanza dell’UFG. Per prassi costante, l’interesse
generico all’applicazione corretta del diritto federale non fonda una legittima-
zione a ricorrere dell’istanza precedente in un procedimento di ricorso (DTF
127 II 32 consid. 2e). L’interesse pubblico all’applicazione corretta del diritto
federale è tutelato dall’Ufficio federale (art. 80h lett. a in relazione con l’art. 16
AIMP e l’art. 3 OAIMP).
Ne consegue che ai sensi dell’art. 80h lett. b AIMP, il MP-TI non gode della
legittimazione a ricorrere in ambito di esecuzione di richieste di assistenza
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passive. In tale ambito la legittimazione ricorsuale è data, giusta l’art. 25 cpv.
3 1a frase AIMP, unicamente all’UFG. Quest’ultimo ufficio federale è infatti abi-
litato a ricorrere contro le decisioni delle autorità cantonali e contro le decisioni
del Tribunale penale federale. Il legislatore non ha infatti previsto la legittima-
zione a ricorrere dell’autorità d’esecuzione (v. più ampiamente sentenza del
Tribunale penale federale RR.2014.47 del 6 giugno 2014, consid. 4.1 e 4.2;
ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pé-
nale, 4a ediz., Berna 2014, no 535).
1.5 Alla luce di quanto sopra, vista l’assenza di legittimazione a ricorrere del MP-
TI, non si giustifica di entrare nel merito del ricorso. Il ricorso va pertanto di-
chiarato inammissibile.
2. Visto l'esito della procedura, non si riscuote tassa di giustizia (art. 63 cpv.
2 PA richiamato l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP).
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