Decision ID: c86d180e-e34f-5a5e-92af-4cde3de870ed
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
A._, cittadina italiana, separata con figli, nata il (...) 1971, ha lavo-
rato in Italia dal 1997 al 2010 ed in Svizzera, come frontaliera, dal 14 otto-
bre 2010 ad agosto 2014, presso la B._ SA di (...), solvendo rego-
lari contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’in-
validità (cfr. doc. 2 e 30 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito doc. A
30]).
B.
B.a In data 3 ottobre 2012, l’assicurata è stata vittima di un incidente stra-
dale. È poi stata trasportata all’Ospedale Regionale di (...), dove sono state
poste le diagnosi di distorsione cervicale, contusione spalla sinistra, contu-
sione lombare in nota ernia discale L4-L5 e stato post-contusivo distorsivo
dell’anca destra (doc. A 1 e 100 [lettera di dimissione dal Pronto Soccorso
del 3 ottobre 2012] e doc. 13 dell’incarto dell’assicuratore infortuni [di se-
guito doc. B 13]).
B.b Dopo l’incidente, l’interessata ha iniziato a lamentare vari dolori diffusi,
mal di testa, formicolio nelle dita, stanchezza e mancanza di forza. Da inizio
2013 accusa inoltre una deflessione dell’umore, ansia, attacchi di panico,
tristezza e svogliatezza (doc. A 24 e doc. 100, p. 17 e 18). Inoltre, è stata
aperta una procedura da parte dell’assicuratore contro gli infortuni, nella
fattispecie l’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni,
INSAI (v. annuncio infortunio dell’8 ottobre 2012: doc. B 2).
B.c A partire dal 3 ottobre 2012, l’assicurata non ha più lavorato (doc. A
23).
C.
C.a Nel rapporto di visita medica circondariale del 16 novembre 2012, il
dott. C._, specialista in chirurgia ortopedica, ha posto la diagnosi di
stato post-distorsivo della colonna cervicale e stato post-contusivo distor-
sivo dell’anca destra (doc. A 1).
C.b Con referto medico dell’11 dicembre 2012, il dott. D._, specia-
lista in fisiatria e medicina manuale, ha diagnosticato esiti da trauma distor-
sivo cervicale e lombo-sacrale con sospetta contusione dell’anca destra
(doc. B 13).
C-7991/2015
Pagina 3
C.c Dal 12 gennaio 2013 vi è stato un tentativo di ripresa lavorativa al 50%,
durato una decina di giorni, che è tuttavia stato interrotto a causa dei forti
dolori lamentati dall’interessata (doc. A 23, p. 4).
C.d In data 27 maggio 2013, l’interessata si è sottoposta ad un intervento
di artroplastica all’anca destra con inoculazione di cellule mesenchimali au-
tologhe in cisti ossea acetabolare (doc. A 1).
C.e Il 5 giugno 2013, l’assicurata ha trasmesso all’UAI-E._ il formu-
lario per la richiesta di integrazione professionale/rendita dell’assicurazione
per l’invalidità (doc. A 3 e 9). Nel corso dell’istruttoria, l’UAI-E._ ha
acquisito agli atti l’incarto dell’assicuratore contro gli infortuni (cfr. doc. A 1)
e dell’assicurazione malattia (cfr. doc. A 15).
C.f Data l’ulteriore diagnosi di coxartrosi, in data 6 novembre 2013, l’inte-
ressata si è sottoposta ad un intervento di artroprotesi all’anca destra (doc.
A 42 e 46).
C.g Nel rapporto medico del 16 maggio 2014, il dott. F._, medico
curante dell’assicurata, ha diagnosticato un trauma contusivo in soggetto
con anomalia ossea verosimilmente preesistente, ma (precedentemente)
del tutto asintomatica, attestando una totale incapacità lavorativa nella pre-
cedente professione (doc. A 60).
C.h Il 15 luglio 2014, il dott. G._, specialista in medicina interna del
SMR, ha proposto di completare l’istruttoria con una perizia pluridiscipli-
nare reumatologica, neurologica e psichiatrica, alfine di poter valutare limiti
funzionali, risorse ed evoluzione (nel tempo) dello stato di salute dell’assi-
curata (doc. A 68).
C.i Con valutazione peritale del 22 luglio 2014 (che si basa su una visita
del 21 luglio 2014), all’attenzione dell’assicuratore malattia, il dott.
H._, reumatologo e perito certificato SIM, ha posto quale diagnosi
con influsso sulla capacità lavorativa una sindrome fibromialgica rispettosa
dei criteri ACR, concludendo per una capacità lavorativa del 50% dal giorno
della visita in questione e, salvo complicazioni, una totale abilità lavorativa
entro quattro settimane (doc. A 100, referto allegato alla perizia pluridisci-
plinare).
C.j Nel referto medico del 31 luglio 2014, all’attenzione dell’assicuratore
malattia, il dott. I._, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha rile-
vato che “non si sono evidenziati segni o sintomi di alcuna psicopatologia
C-7991/2015
Pagina 4
maggiore in corso, passata o in remissione”, concludendo per una capacità
lavorativa totale presente e precedente in qualsiasi attività lucrativa (doc. A
100, referto allegato alla perizia pluridisciplinare).
C.k Nella valutazione medico legale datata 15 gennaio 2015, il dott.
L._, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, ha confer-
mato le note problematiche e rilevato una capacità lavorativa massima del
50% in attività adeguate (doc. TAF 1).
C.l Con perizia pluridisciplinare del 14 luglio 2015, esperita dalle dott.sse
M._, specialista in medicina interna e medico perito SIM, e
N._, specialista in fisiatria e riabilitazione e medico perito SIM, con
in coinvolgimento dei dott.i O._ (reumatologo), P._ (neuro-
logo) e Q._ (specialista in psichiatria e psicoterapia), i periti hanno
segnalato, nella precedente attività di operaia orologiaia o in un lavoro leg-
gero e adatto, a partire dal 7 maggio 2014, una capacità lavorativa globale
del 70% (inteso come lavoro a tempo pieno con riduzione del rendimento
del 30%; cfr. doc. A 100).
C.m Con rapporto finale SMR del 17 luglio 2015, il dott. G._ del
SMR ha sostanzialmente confermato le diagnosi e le conclusioni della pe-
rizia pluridisciplinare del 14 luglio 2015 (doc. A 103).
D.
Con progetto di decisione del 24 luglio 2015, l’amministrazione ha prospet-
tato il versamento di una rendita intera dal 1° dicembre 2013 al 31 agosto
2014 (doc. A 106).
E.
In data 24 agosto 2015, l’interessata ha trasmesso un breve scritto in cui
ha indicato che il progetto di decisione “è contestato sotto ogni punto di
vista, dal profilo economico e medico-valetudinario” (doc. A 114).
F.
Con decisione del 2 novembre 2015, l’UAIE ha assegnato all’assicurata
una rendita intera d’invalidità dal 1° dicembre 2013 al 31 agosto 2014, con
corrispondente rendita per figli (doc. A 118).
G.
Il 9 dicembre 2015, l’interessata ha inoltrato un ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 2 novembre 2015
mediante il quale ha chiesto, nella sostanza, la concessione di 3⁄4 di rendita
C-7991/2015
Pagina 5
AI a decorrere dal 1° settembre 2014 (e a tempo indeterminato) nonché,
subordinatamente, di 1⁄4 di rendita e, ancora più subordinatamente, il rico-
noscimento di provvedimenti di integrazione: provvedimenti di reinseri-
mento e provvedimenti professionali (doc. TAF 1).
H.
Con risposta dal ricorso del 9 marzo 2016, l'UAIE ha proposto la reiezione
del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando al
preavviso dell’Ufficio AI del Cantone E._, rispettivamente all’anno-
tazione del SMR del 25 febbraio 2016, l’amministrazione ha in particolare
confermato la validità delle conclusioni della perizia realizzata dal
T._ e precisato che la documentazione sanitaria prodotta dall’assi-
curata con il ricorso non contiene elementi che depongano per una supe-
riore percentuale di incapacità lavorativa. Per quanto riguarda l’aspetto
economico, ha ribadito la correttezza del calcolo del grado di invalidità e
segnalato che anche volendo effettuare un parallelismo dei redditi non ri-
sulterebbe un grado di invalidità pensionabile del 40% almeno (doc. TAF
6).
I.
Nella replica del 30 maggio 2016, l’assicurata si è riconfermata nel proprio
gravame, contestando nuovamente la residua capacità lavorativa ritenuta
nella perizia pluridisciplinare e l’assenza di parallelismo dei redditi (doc.
TAF 10).
J.
Con duplica del 13 giugno 2016, l’UAIE ha nuovamente chiesto la reiezione
del ricorso e la conferma della decisione impugnata, rinviando per il resto
alla propria risposta al ricorso (doc. TAF 12).
K.
Il 20 giugno 2016, la succitata duplica è stata trasmessa per conoscenza
alla ricorrente (doc. TAF 13).

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
C-7991/2015
Pagina 6
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 21 gennaio 2016 (doc. TAF 4 e
5), la ricorrente ha tempestivamente corrisposto l’anticipo spese richiesto
(art. 21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA).
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
C-7991/2015
Pagina 7
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento
della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-
mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e
130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-
sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame
giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-
sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-
trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata
il 5 giugno 2013 e quindi di principio si applicano al caso di specie le nuove
norme in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a
revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le
C-7991/2015
Pagina 8
disposizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la loro en-
trata in vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore successi-
vamente e fino alla pronuncia della decisione impugnata.
3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina
il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia
conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali
elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-
sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri
termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se
sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in
cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011
del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-
sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
3.4 Oggetto del contendere, è l’eventuale diritto della ricorrente, da un lato,
a dei provvedimenti di integrazione (provvedimenti di reinserimento e prov-
vedimenti professionali) e, dall’altro lato, a percepire una rendita d’invali-
dità, di almeno un quarto, anche dopo il 31 agosto 2014. Va altresì ram-
mentato che allorquando l’autorità amministrativa assegna retroattiva-
mente una rendita d'invalidità degressiva e/o limitata nel tempo, la stessa
disciplina un rapporto giuridico suscettibile di essere in caso di contesta-
zione oggetto della lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la
riduzione o la soppressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice
non è limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i pe-
riodi per i quali il riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 131
V 164 consid. 2.2. e 2.3 con rinvii).
4.
4.1
4.1.1 Giusta l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi o minacciati da un'in-
validità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione per quanto essi siano
necessari e idonei per ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità
al guadagno o la loro capacità di svolgere le mansioni consuete, e le con-
dizioni per il diritto ai diversi provvedimenti siano adempiute. Il diritto ai
provvedimenti d'integrazione non dipende dall'esercizio di un'attività lucra-
tiva prima dell'invalidità. Per determinare questi provvedimenti occorre te-
nere conto della durata probabile della vita professionale rimanente (art. 8
C-7991/2015
Pagina 9
cpv. 1bis LAI). I provvedimenti d'integrazione sono, segnatamente, i provve-
dimenti di reinserimento per preparare all'integrazione professionale e i
provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 LAI).
4.1.2 L’art. 14a cpv. 1 LAI prevede che gli assicurati che da almeno sei
mesi presentano un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 50 per
cento hanno diritto a provvedimenti di reinserimento per preparare all'inte-
grazione professionale (provvedimenti di reinserimento), purché questi ul-
timi permettano di porre le condizioni per attuare provvedimenti professio-
nali. Conformemente all’art. 14a cpv. 2 LAI, sono considerati provvedimenti
di reinserimento i seguenti provvedimenti mirati per favorire l'integrazione
professionale: lett. a) provvedimenti di riabilitazione socioprofessionale;
lett. b) provvedimenti d'occupazione.
4.1.3 Secondo l'art. 8 cpv. 3 lett. b LAI, i provvedimenti professionali sono
l’orientamento (art. 15 LAI), la prima formazione professionale (art. 16 LAI),
la riformazione professionale (art. 17 LAI), il collocamento (art. 18 LAI) e
l’aiuto in capitale (art. 18d LAI). Va peraltro rammentato che la soglia mi-
nima di diminuzione di capacità di guadagno conferente un diritto alla rifor-
mazione professionale (art. 17 LAI) è del 20% (DTF 139 V 399 consid. 5.3).
La perdita di guadagno è determinata secondo i medesimi principi applicati
per la determinazione del grado d’invalidità nel caso di una domanda di
rendita (cfr. sentenza del TAF C-6350/2014 del 30 luglio 2018 consid. 4.2
con rinvio). Fanno parte dei provvedimenti professionali necessari e idonei
tutte le misure direttamente necessarie all'integrazione nella vita professio-
nale. La loro estensione non è definibile in maniera astratta; occorre piut-
tosto tenere conto delle circostanze concrete del singolo caso, e in partico-
lare delle capacità soggettive e oggettive d'integrazione, che variano da
persona a persona (stato di salute, capacità di rendimento, idoneità all'i-
struzione, motivazione). Di principio, la persona assicurata ha diritto unica-
mente ai provvedimenti idonei e necessari al raggiungimento del singolo
scopo integrativo prefisso, ma non ai migliori provvedimenti nel caso di
specie. Questo perché l'integrazione deve essere garantita solo nella mi-
sura necessaria, ma anche sufficiente (DTF 139 V 399 consid. 5.5). La
necessità di una riformazione non è pertanto data allorquando – in un mer-
cato del lavoro cosiddetto equilibrato – sussiste un ventaglio sufficiente di
attività, rispettose dei limiti funzionali dell’assicurato, ragionevolmente esi-
gibili, conto tenuto della formazione e dell’esperienza professionale dell’as-
sicurato medesimo, suscettibili di assicurargli, in media, possibilità di gua-
dagno non inferiori a quella dell’ultima attività esercitata (cfr. sentenza del
TF 9C_511/2015 del 15 ottobre 2015 consid. 3 con rinvii). In altri termini, la
C-7991/2015
Pagina 10
riformazione professionale non è necessaria in particolare allorquando l’as-
sicurato è sufficientemente riadattato, ossia che gli è possibile d’esercitare
un’altra attività compatibile con le sue attitudini, senza formazione supple-
mentare (DTF 130 V 488 consid. 4,2; sentenza del TAF C-6337/2013 del
16 luglio 2015 consid. 5.4 con rinvii).
4.1.4 Il diritto a determinati provvedimenti d’integrazione dell’assicurazione
invalidità presuppone che siano appropriati allo scopo d’integrazione per-
seguito dall’assicurazione invalidità rispettivamente che gli stessi siano
obiettivamente, per quanto attiene al provvedimento da adottare, e sogget-
tivamente, in rapporto alla persona assicurata, necessari. In effetti, i prov-
vedimenti d’integrazione non possono essere efficaci che se la persona
alla quale è destinata è suscettibile di trarne, almeno parzialmente, bene-
ficio per quanto attiene all’integrazione (sentenza del TAF C-6337/2013 del
16 luglio 2015 consid. 5.2 con rinvio). Pertanto, se l’attitudine soggettiva di
(re)integrazione dell’assicurato fa difetto, l’amministrazione può rifiutare di
mettere in atto dei provvedimenti di (re)integrazione o porvi fine.
4.2
4.2.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità
al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul
mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da
un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver
sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-
mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono es-
sere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra profes-
sione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
4.2.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
4.2.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita
se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante prov-
vedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto
un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un
C-7991/2015
Pagina 11
anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è
invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
4.2.4 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
4.2.5 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di prin-
cipio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fi-
sica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conse-
guente incapacità lavorativa.
4.2.6 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certifica-
zioni mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il
danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-
mente esigibili dall'assicurato (sentenza del TF 9C_790/2015 del 22 giugno
2016 consid. 6.2 con rinvii).
5.
5.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
5.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
C-7991/2015
Pagina 12
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013
consid. 6.5 con rinvii).
5.3 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica
rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-
dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato
di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-
seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-
ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5)
5.4 Quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una ren-
dita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime
per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole
sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF
131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 19
agosto 2014 consid. 3 con rinvii).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
C-7991/2015
Pagina 13
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
C-7991/2015
Pagina 14
d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-
sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24
gennaio 2011 consid. 9 con rinvio).
7.2 Una perizia psichiatrica è, di regola, necessaria quando si tratta di pro-
nunciarsi sull'incapacità lavorativa che i disturbi da dolore somatoforme ri-
spettivamente le patologie assimilate a questi ultimi, quali la fibromilagia,
sono in grado di causare (DTF 137 V 64 consid. 4 e 5 e 130 V 353 consid.
2.2.2). Sebbene la diagnosi di fibromialgia sia posta da uno specialista reu-
matologo, occorre pure esigere il concorso di uno specialista in psichiatria,
tanto più che i fattori psicosomatici hanno un'influenza determinante sullo
sviluppo di detta patologia. Una perizia pluridisciplinare che tenga conto
sia degli aspetti reumatologici che degli aspetti psichici sembra costituire
di principio una misura d'istruzione adeguata al fine di stabilire se l'assicu-
rato presenta uno stato doloroso di una gravità tale che la messa a profitto
della sua capacità al lavoro in un mercato del lavoro equilibrato non sia più
esigibile o lo sia solo parzialmente (DTF 132 V 65 consid. 4.3).
7.3 Secondo una giurisprudenza del Tribunale federale, risalente al 2004,
i disturbi da dolore somatoforme ed i disturbi derivanti da affezioni psico-
somatiche assimilate a questi ultimi potevano essere sormontati facendo
gli sforzi personali ragionevolmente esigibili e non erano atti a determinare
una limitazione di lunga durata della capacità lavorativa suscettibile di ca-
gionare un'invalidità. In tale ambito, una persona era ritenuta incapace di
fare simili sforzi ed era considerata invalida solo qualora presentava una
comorbidità psichica importante ed adempiva determinati criteri (detti di
Förster; DTF 132 V 65 consid. 4 e 130 V 352 consid. 2.2.3).
7.4 Con la sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015, pubblicata in DTF
141 V 281, il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza,
abbandonando la presunzione secondo cui i disturbi da dolore somato-
forme possono essere superati con uno sforzo di volontà ragionevolmente
esigibile da parte della persona che ne è affetta (questa presunzione impli-
cava peraltro il presupposto che l'incapacità di compiere simili sforzi com-
portava sempre e solo una completa incapacità al lavoro; DTF 141 V 281
consid. 3.4.2.2) e stabilendo che la capacità lavorativa esigibile di una per-
sona che soffre di disturbi da dolore somatoforme oppure di un'affezione
psicosomatica assimilata a questi ultimi (DTF 141 V 281 consid. 4.2) deve
essere valutata sulla base di una visione d'insieme, nell'ambito di una pro-
cedura d'accertamento dei fatti normativa strutturata atta a stabilire, da un
C-7991/2015
Pagina 15
lato, i fattori invalidanti e, dall'altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281
consid. 3.4, 3.5 e 3.6).
7.5 Il Tribunale federale ha stabilito degli indicatori per la valutazione del
carattere invalidante delle affezioni psicosomatiche, suddividendoli in due
categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3):
A. Categoria "gravità funzionale"
a. Complesso "danno alla salute"
i. Risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi
ii. Successo od insuccesso del trattamento
iii. Successo od insuccesso della reintegrazione
iv. Comorbidità
b. Complesso "personalità" (diagnosi della personalità, risorse
personali)
c. Complesso "contesto sociale"
B. Categoria "coerenza" (aspetti del comportamento)
a. Limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita
paragonabili
b. Sofferenza dimostrata secondo l'anamnesi in vista di un trattamento
o di una reintegrazione.
Gli indicatori della categoria "gravità funzionale" costituiscono la base della
valutazione del caso concreto, le cui conclusioni dovranno poi essere ana-
lizzate nell'ambito della valutazione del caso secondo gli indicatori della
categoria "coerenza", tenendo altresì conto delle circostanze particolari
della fattispecie. Il catalogo di indicatori è peraltro destinato a modificarsi
in relazione agli sviluppi delle conoscenze scientifiche (DTF 141 V 281 con-
sid. 4.1.1 e 4.3).
7.6 Per quanto attiene ai menzionati indicatori per la valutazione del caso,
il Tribunale federale ha ritenuto che bisogna tener conto maggiormente de-
gli effetti delle affezioni psicosomatiche sulla capacità della persona di
esercitare il proprio lavoro e di compiere gli atti della vita quotidiana.
Nell'ambito della diagnosi, si dovrà prendere in considerazione il fatto che
una diagnosi di disturbo da dolore somatoforme implica un certo grado di
gravità (DTF 141 V 281 consid. 4.3.1.1). Lo svolgimento e l'esito dei tratta-
menti terapeutici e delle misure di reintegrazione professionale forniranno
altresì delle indicazioni sulle conseguenze delle affezioni psicosomatiche
(DTF 141 V 281 consid. 4.3.1.2). Bisognerà prendere in considerazione
anche le risorse personali della persona in rapporto alla sua personalità ed
C-7991/2015
Pagina 16
al contesto sociale in cui vive (DTF 141 V 281 consid 4.3.2 e 4.3.3). Sarà
altresì determinante la questione di sapere se le limitazioni funzionali si
manifestano nello stesso modo in tutti gli ambiti della vita (lavoro e tempo
libero) e se la sofferenza implica il ricorso alle offerte terapeutiche esistenti
(DTF 141 V 281 consid. 4.4 a 4.4.2).
7.7 Il Tribunale federale ha comunque sottolineato che la nuova giurispru-
denza non implica alcuna modifica del presupposto, di cui all'art. 7 cpv. 2
LPGA, secondo cui sussiste un'incapacità al guadagno suscettibile di ca-
gionare un'invalidità soltanto se la stessa non è obiettivamente superabile.
La nuova giurisprudenza non pregiudica altresì la necessità di riscontri og-
gettivi. Le valutazioni e le limitazioni soggettive che non sono spiegabili dal
profilo medico non potranno essere considerate quali danni alla salute in-
validanti, fermo restando che in tali casi di frequente non è seguito alcun
trattamento adeguato (DTF 141 V 281 consid. 3.7.1). Pertanto, il Tribunale
federale ha confermato che occorre partire dal principio che la persona che
soffre di un'affezione psicosomatica è da considerarsi siccome valida (DTF
141 V 281 consid. 3.7.2).
7.8 Il Tribunale federale ha poi precisato che, dal profilo medico, deve es-
sere spiegato per quale motivo le limitazioni funzionali riscontrate giustifi-
cano una limitazione della capacità lavorativa, conto tenuto dello sforzo di
volontà ragionevolmente esigibile, secondo gli indicatori stabiliti (sentenza
del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 consid. 3.2). Un disturbo da dolore
somatoforme od una patologia psicosomatica assimilata a quest'ultimo
comportano un'invalidità, nella misura in cui le limitazioni funzionali di uno
stato di salute accertato dal profilo medico sono dimostrate, secondo gli
indicatori stabiliti, in modo convincente e senza contraddizioni, perlomeno
nel senso della verosimiglianza preponderante. In caso contrario, la per-
sona assicurata sopporta le conseguenze dell'assenza di prova (DTF 141
V 281 consid. 6 e sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 con-
sid. 3.2).
7.9 Quanto agli effetti transitori della nuova giurisprudenza, il Tribunale fe-
derale ha osservato che la giurisprudenza concernente i requisiti di una
perizia medica, di cui alla DTF 137 V 210 consid. 6, mantiene la propria
validità, nel senso che le perizie mediche eseguite secondo i precedenti
criteri non perdono necessariamente il loro valore probatorio. Nel singolo
caso, occorre però esaminare, conto tenuto delle particolarità del caso e
delle censure sollevate, se i documenti medici agli atti permettono una va-
lutazione convincente del caso secondo gli indicatori stabiliti. Se del caso,
C-7991/2015
Pagina 17
un complemento della perizia medica può essere sufficiente (DTF 141 V
281 consid. 8).
7.10 Una procedura probatoria strutturata, secondo la DTF 141 V 281, non
è necessaria se l'incapacità lavorativa è negata sulla base di rapporti con
forza probante allestiti da medici specialisti e se eventuali valutazioni con-
trarie non hanno valenza probatoria, per esempio perché i referti proven-
gono da medici senza qualifica specialistica o perché vi sono altre ragioni
(DTF 143 V 409 consid. 4.5).
8.
Nel caso di specie occorre esaminare se l’autorità inferiore ha a giusto ti-
tolo, da un lato, accordato all’insorgente una rendita intera con versamento
a decorrere dal 1° dicembre 2013 (al più presto dopo sei mesi dalla data in
cui è stato rivendicato il diritto alla prestazione [il 5 giugno 2013 {art. 29
cpv. 1 LAI}]) e, dall’altro lato, l’abbia soppressa con effetto al 1° settembre
2014 considerando come dimostrato un miglioramento dello stato di salute
della ricorrente, che sarebbe intervenuto il 7 maggio 2014, con residua ca-
pacità lavorativa del 70% sia nella precedente attività di operaia orologiaia
sia in un’attività sostitutiva adeguata.
9.
9.1 In seguito all’incidente del 3 ottobre 2012, all’assicurata è stato atte-
stato uno stato post-distorsivo della colonna cervicale ed uno stato post-
contusivo distorsivo dell’anca destra ed una contusione lombare e della
spalla sinistra, con conseguente totale incapacità lavorativa in qualsiasi at-
tività (cfr. ad esempio doc. A 1). L’assicurata lamenta inoltre dolori diffusi,
in particolare dolore cervicale e alle anche (v. ad esempio doc. B 13).
9.2 Successivamente, ad inizio 2013 viene diagnosticata pure una coxalgia
destra post-traumatica in condropatia femoro-acetabolare e iniziale coxar-
trosi (cfr. rapporto medico del dott. R._ del 21 marzo 2013) e per-
tanto, il 27 maggio 2013, l’assicurata si è sottoposta ad un intervento di
artroplastica all’anca destra con inoculazione di cellule mesenchimali au-
tologhe (doc. A 1). Inoltre, con rapporto del 5 settembre 2013, il dott.
S._ ha rilevato una coxalgia destra in degenerazione artrosica, pre-
scrivendo un intervento di artroprotesi (doc. A 36), che è stato effettuato in
data 6 novembre 2013 presso l’Ospedale di (...). Durante le visite di con-
trollo è stato riscontrato un decorso post-operatorio regolare (doc. A 42, 46
e 100).
C-7991/2015
Pagina 18
9.3 Con valutazione del 9 aprile 2014, all’attenzione dell’assicuratore ma-
lattia, il dott. C._, specialista in ortopedia e chirurgia ortopedica, ha
posto le seguenti diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa:
“Stato dopo protesi anca destra con buon risultato. Modica sofferenza nel
nervo sciatico popliteo esterno destro di natura da determinarsi. Importante
fibromialgia con stato depressivo”. Egli ha inoltre rilevato che dal punto di
vista ortopedico non sussiste alcun problema a seguito della protesi
all’anca destra e che “gli attuali problemi siano dati in netta prevalenza dalla
problematica fibromialgica e depressiva della paziente”. Per quel che con-
cerne l’incapacità lavorativa, il medico ha rilevato una totale inabilità, rite-
nendo tuttavia fortemente consigliabile un reintegro, anche limitato, a
scopo terapeutico (doc. 33 dell’incarto dell’assicuratore malattia [di seguito
doc. C 33]).
9.4 Nel rapporto medico del 16 maggio 2014, il dott. F._ ha diagno-
sticato un trauma contusivo in soggetto con anomalia ossea verosimil-
mente preesistente ma del tutto asintomatica, attestando una totale inca-
pacità lavorativa nella precedente professione a decorrere dal 3 ottobre
2012. Il medico curante ha nondimeno indicato di ritenere in futuro possi-
bile una ripresa dell’attività (doc. A 60).
9.5 Con valutazione clinica internistica reumatologica all’attenzione dell’as-
sicuratore malattia datata 22 luglio 2014, il dott. H._, specializzato
in medicina interna e reumatologia, ha ritenuto quale diagnosi con influsso
sulla capacità lavorativa una sindrome fibromialgica rispettosa dei criteri
ACR e, quale diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa lo stato dopo
protesi anca destra con buon risultato. Modica sofferenza nel nervo sciatico
popliteo esterno destro di natura da determinarsi. Stato depressivo. Tunnel
carpale bilaterale”. In merito all’incapacità lavorativa, lo specialista ha indi-
cato che dal giorno della valutazione l’assicurata non deve più essere rite-
nuta totalmente inabile al lavoro, ma è in grado di lavorare al 50% (intesa
come giornata intera con rendimento ridotto) e precisando che – salvo
complicazioni – dovrebbe ritrovare una piena capacità lavorativa entro
quattro settimane (doc. A 100, valutazione allegata alla perizia pluridiscipli-
nare).
9.6 Con referto del 31 luglio 2014, all’attenzione dell’assicuratore malattia,
il dott. I._, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha rilevato di non
aver osservato “alcun segno o sintomo d’interesse psicopatologico con o
senza influsso sulla capacità lavorativa in genere in qualsiasi attività adatta
a eventuali limiti funzionali somatici (doc. A 100, referto allegato alla perizia
pluridisciplinare).
C-7991/2015
Pagina 19
9.7 Con valutazione medico-legale del 15 gennaio 2015, il dott. L._
ha rilevato che l’assicurata “riportò un valido politraumatismo con interes-
samento del rachide cervicale, della spalla e dell’anca destra (...), che può
pienamente giustificare la manifestazione clinica post traumatica concau-
sata da condizione preesistente del tutto asintomatica; quadro clinico ulte-
riormente complicato dall’insorgenza di un importante disturbo-ansioso de-
pressivo reattivo, di cui la sindrome fibromialgica va a costituire una delle
componenti somatiche”, concludendo che l’infortunio in oggetto ha deter-
minato “un’inabilità lavorativa, medicalmente giustificata, perdurata almeno
sino al 25 agosto 2014”. In merito alla capacità lavorativa residua nella pre-
cedente attività o in impieghi leggeri, il medico ha invece indicato di ritenere
possibile un’attività lavorativa al massimo al 50% (doc. TAF 1).
9.8
9.8.1 Infine, nella perizia pluridisciplinare del T._ del 14 luglio 2015
sono state poste le seguenti diagnosi (doc. A 100, pag. 22):
Diagnosi con incidenza sulla capacità lavorativa:
– fibromialgia; – coxartrosi a ds. su impingement femoroacetabolare tipo CAM; – protesi totale il 6.11.2013; – dolori residui non chiari, senza un correlato oggettivo, verosimilmente
nell’ambito della diagnosi di fibromialgia; – osteocondrosi L5-S1; – disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso misti (ICD10
F43.23), successivo all’incidente del 3.10.2012; – disturbo da sintomi somatici con dolore predominante (ICD10 F45.1).
Diagnosi senza incidenza sulla capacità lavorativa:
– stato dopo incidente della circolazione il 3.10.2012; – whiplash (attualmente esame clinico normale e MRI cervicale del
31.1.2013 normale), senza deficit neurologici associati; – contusione della parete toracica; – sindrome del tunnel carpale bilaterale di entità da lieve a moderata,
minimamente più pronunciata a sin.; – possibile pregressa lesione del nervo peroneo ds. dopo chirurgia
dell’anca ds., attualmente solo con lievi deficit sensitivi residui; – ipoestesia sul territorio del nervo mandibolare sin. dopo anestesia
locale della bocca. – ipoferritinemia (emogramma nella norma).
C-7991/2015
Pagina 20
9.8.2 Dal punto di vista reumatologico, il dott. O._ ha segnalato che
le lesioni subite durante l’incidente automobilistico sarebbero dovute gua-
rire entro qualche settimana dall’infortunio e che l’evoluzione verso dolori
cronici generalizzati corrisponde invece allo sviluppo di una fibromialgia
“primaria” (senza malattia infiammatoria). Egli rileva pure che l’intervento
di impianto di protesi all’anca destra è riuscito perfettamente, motivo per
cui “non è dunque comprensibile da un punto di vista ortopedico/reumato-
logico il fatto che la paziente continui a camminare con una stampella
ostentando un’importante zoppia mentre è perfettamente in grado di cam-
minare bene senza stampelle e senza zoppia”, ascrivendo tale comporta-
mento alla malattia fibromialgica. Per quel che concerne la capacità lavo-
rativa residua, lo specialista ha concluso che, da un punto di vista reuma-
tologico, “come operaia orologiaia l’assicurata è abile al lavoro a tempo
pieno con una diminuzione del rendimento al massimo dell’ordine del 5%.
Come operatrice socio-sanitaria l’assicurata è abile la lavoro a tempo pieno
con una diminuzione del rendimento al massimo del 20%”, precisando che
a decorrere dal 5 maggio 2014, ossia sei mesi dopo l’intervento di artro-
protesi all’anca, la capacità lavorativa corrisponde infine a quella indicata.
9.8.3 Dal punto di vista neurologico, il dott. P._ ha indicato che “i
reperti riscontrati non comportano limitazioni funzionali per quel che ri-
guarda gli aspetti neurologici” e che per conseguenza, dal profilo neurolo-
gico l’assicurata risulta abile al lavoro al 100%, senza interruzioni. Lo spe-
cialista, con riferimento alla ventilata lesione del nervo peroneo in seguito
agli interventi all’anca destra, ha in particolare anche indicato che “attual-
mente non si riscontrano deficit motori alla gamba destra (...)” e che “dun-
que si può ragionevolmente escludere una lesione maggiore soprattutto
con danni motori del nervo peroneo destro che possa determinare limita-
zioni”.
9.8.4 In merito, all’aspetto psichiatrico, la dott.ssa Q._ ha posto le
diagnosi di disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso misti
(ICD10 F43.23), successivo all’incidente del 3.10.2012, e disturbo da sin-
tomi somatici con dolore predominante (ICD10 F45.1), concludendo che
dal punto di vista psichiatrico, l’assicurata subisce una diminuzione della
capacità lavorativa del 30% a partire dalla data dell’incidente, intesa come
diminuzione del rendimento, in quanto la quota di ansia, di tensioni e di
irritabilità determina un impedimento all’efficienza.
9.8.5 Infine, risulta che a seguito di ampia discussione plenaria i periti del
T._ e gli specialisti coinvolti hanno rilevato che complessivamente
l’assicurata presenta, a partire dal 7 maggio 2014 – ossia dopo un periodo
C-7991/2015
Pagina 21
di sei mesi di convalescenza dall’intervento d’impianto della protesi all’anca
destra del 6 novembre 2013 –, una capacità lavorativa del 70%, intesa
come lavoro a tempo pieno con riduzione del rendimento, come operaia
orologiaia, in quanto non ritengono giustificato sommare le due incapacità
lavorative, essendo l’incapacità psichiatrica nettamente dominante. Per il
periodo precedente, hanno fissato una capacità lavorativa dello 0% dal 3
ottobre 2012 all’8 febbraio 2013 (tranne per il periodo dal 12.1 al 22.1.2013,
in cui l’insorgente ha lavorato nella misura del 50%), del 70% dal 9 febbraio
2013 al 26 maggio 2013, nonché dello 0% dal 27 maggio 2013 al 6 maggio
2014 (nell’ambito dei due interventi all’anca).
9.9 Pure il medico SMR, con rapporto finale del 17 luglio 2015 ha confer-
mato le diagnosi e l’incapacità lavorativa ritenuta dai periti (doc. A 103).
10.
10.1 Da quanto precede, risulta che in ambito ortopedico-reumatologico e
neurologico le valutazioni dei periti del T._ coincidono sostanzial-
mente con quanto appurato dai precedenti specialisti, ossia i dott.i
C._ e H._, sulla sopravvenienza, tra il 7 maggio ed il 25 ago-
sto 2014, di un miglioramento significativo dello stato di salute della ricor-
rente che risulta persino attestata nella valutazione medico-legale del dott.
L._ del 15 gennaio 2015, prodotta dalla ricorrente in sede ricorsuale
(doc. TAF 1). Pertanto, la censura ricorsuale secondo cui non sarebbe in-
tervenuto in tale ambito alcun miglioramento rilevante e significativo dal
profilo processuale dello stato di salute della ricorrente tra il 7 maggio e il
25 agosto 2014 non è fondata su alcun riscontro serio e oggettivo negli atti
di causa e dev’essere respinta. Certo, la ricorrente si fonda su questo punto
sulle valutazioni del dott. F._ (cfr. doc. A 60, ma pure doc. A 71, 79
e 87) – medico curante della medesima, il quale peraltro non dispone delle
necessaire specializzazioni per quanto attiene alle affezioni di cui soffre la
ricorrente – valutazioni che sono però generiche ed imprecise, senza né
una classificazione (laddove sussiste) delle affezioni secondo un metodo
scientifico riconosciuto internazionalmente, né un’indicazione dei limiti fun-
zionali, né una compiuta motivazione delle conclusioni addotte, e ciò con-
trariamente a quanto rilevabile per la perizia pluridisciplinare del
T._. Peraltro, secondo quest’ultima, il miglioramento dello stato di
salute della ricorrente dal profilo ortopedico-reumatologico è fatto risalire al
7 maggio 2014, sei mesi dopo l’intervento all’anca destra del 6 novembre
2013, mentre il dott. H._, nella sua valutazione specialistica del 22
luglio 2014, ha ritenuto che un primo significativo miglioramento può essere
fissato dalla data della sua visita del 21 luglio 2014 (con residua capacità
C-7991/2015
Pagina 22
lavorativa aumentata al 50% [dal precedente 0%]) e il successivo migliora-
mento un mese dopo (con residua capacità lavorativa del 100% nell’attività
di operaia addetta al montaggio di orologi). Anche il dott. L._, nella
valutazione medico-globale prodotta dalla ricorrente, ha ritenuto essere in-
tervenuto un miglioramento dello stato di salute della ricorrente, però solo
a partire dal 25 agosto 2014 e nella misura del 50% (a decorrere da tale
data, e a differenza di quanto ritenuto dal dott. H._, ha tuttavia con-
siderato che la residua capacità lavorativa non fosse superiore al 50%). La
questione di sapere a partire da quale data, tra il 7 maggio ed il 25 agosto
2014, sia intervenuto effettivamente il miglioramento dello stato di salute
ortopedico-reumatologico della ricorrente può essere lasciato indeciso,
poiché gli effetti di tale indiscusso miglioramento decorrono comunque al
più tardi dal 1° settembre 2014 (cfr. considerando 10.5 del presente giudi-
zio). Quanto alla residua capacità lavorativa della ricorrente essa è stata
fissata al 100% dal profilo neurologico (non vi sarebbe mai stata in questo
ambito una riduzione della capacità lavorativa) nonché al 95% (per un’atti-
vità al 100%, con diminuzione del rendimento del 5%, quale operaia orolo-
giera) rispettivamente all’80% (per un’attività al 100%, con diminuzione di
rendimento del 20%, quale operatrice sociosanitaria) dal profilo ortopedico-
reumatologico. Non sussiste per questa Corte alcun serio motivo di disco-
starsi dalla convincente e motivata valutazione di cui alla perizia pluridisci-
plinare del T._ con riferimento alla residua capacità lavorativa della
ricorrente dal profilo neurologico ed ortopedico-reumatologico. Peraltro, le
valutazioni differenti del dott. F._ (per i motivi già indicati preceden-
temente) e quella globale del dott. L._ del 15 gennaio 2015 (v. al
riguardo più in dettaglio il consid. 10.3 del presente giudizio) – su cui si
fonda la ricorrente – non sono consistenti e convincenti.
10.2 Per quanto attiene all’aspetto psichiatrico, sussiste una divergenza tra
la valutazione del dott. I._ (che nel suo referto medico-specialistico
del 31 luglio 2014 non ha rilevato incapacità lavorative dal profilo psichia-
trico) e quella della dott.ssa Q._ nella perizia pluridisciplinare
T._ (residua capacità lavorativa del 70% a decorrere dal 3 ottobre
2012 nell’attività di operaia orologiera e in altre attività “che tengano conto
della ridotta concentrazione, attenzione e ansia, oltre che alla stancabilità
che determinano un rallentamento delle azioni”, ma non nell’attività di ope-
ratrice sociosanitaria). Tuttavia – e a prescindere dal fatto che la perizia
della dott.ssa Q._ è posteriore di quasi un anno alla precedente
valutazione del dott. I._ – nella stessa è indicata in maniera convin-
cente l’evoluzione dello stato di salute dell’insorgente dal profilo psichia-
trico da quando ha subito l’infortunio del 3 ottobre 2012. La perita ha com-
C-7991/2015
Pagina 23
piutamente motivato le ragioni che l’hanno indotta a discostarsi dalle con-
clusioni del collega dott. I._ (peraltro in un senso favorevole alla
ricorrente), fondato la propria valutazione e diagnosi su un approfondito
esame clinico a seguito di un doppio incontro con l’assicurata, su specifici
test e approfondimenti con lo psicologo curante.
10.3 Occorre ancora rilevare – a prescindere dal fatto che anche la valuta-
zione del dott. L._ del 15 gennaio 2015, come quelle del medico
curante della ricorrente dott. F._, è anteriore alla perizia pluridisci-
plinare del T._ e che la stessa non evidenzia comunque nuovi ele-
menti clinici che depongono per una modifica dello stato di salute dell’in-
sorgente (cfr. annotazione del medico SMR, dott. V._, del 25 feb-
braio [doc. TAF 6]) – che nella misura in cui la citata valutazione del dott.
L._ conclude ad un’incapacità lavorativa in attività leggere non in-
feriore al 50%, essa costituisce unicamente un diverso apprezzamento di
circostanze di fatto sostanzialmente identiche a quelle di cui alla perizia
pluridisciplinare a venire. Sennonché, detta valutazione è stata effettuata
da un medico non specificatamente specializzato nelle branche della me-
dicina interessanti le affezioni della ricorrente. Inoltre, il dott. L._
non motiva in maniera approfondita le conclusioni a cui giunge. Per conse-
guenza, anche tale referto presenta un valore probatorio molto limitato mi-
nuito e non è suscettibile di mettere in discussione le conclusioni dei periti
del T._ sulla portata del miglioramento dello stato di salute della
ricorrente. L’insorgente non ha altresì esibito un documento medico spe-
cialistico di data posteriore alla menzionata perizia pluridisciplinare
T._ atto a metterne in dubbio le conclusioni.
10.4 Per quel che attiene la capacità lavorativa residua, i periti hanno poi
precisato di non ritenere “giustificato sommare le due incapacità lavorative,
in quanto quella psichiatrica è nettamente dominante” ed “entrambe (...)
prendono in considerazione la sintomatologia algica” (doc. A 100, p. 28). Al
riguardo, va rilevato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
il grado di incapacità lavorativa complessivo va stabilito in base ad una
valutazione globale, un semplice cumulo dei gradi essendo inammissibile
(sentenza del TF 9C_295/2013 del 20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre,
sempre secondo l'Alta Corte, la questione di sapere se i singoli gradi di
inabilità lavorativa vanno sommati, e, se del caso, in quale misura, è una
problematica squisitamente medica, che, di principio, il giudice non rimette
in discussione (sentenza del TF 9C_400/2011 del 20 marzo 2012 con rinvii;
v. anche sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2). Nel caso
di specie, non è ravvisabile alcun motivo, o documento medico avente il
C-7991/2015
Pagina 24
necessario valore probatorio, che giustifichi la messa in discussione della
citata conclusione peritale.
10.5 Un aspetto della perizia pluridisciplinare del T._ che appare
suscettibile di discussione è quella del momento a partire dal quale, tra il 7
maggio 2014 e il 25 agosto 2014, è effettivamente intervenuto il migliora-
mento dello stato di salute della ricorrente dal profilo ortopedico-reumato-
logico, sussistendo opinioni divergenti al riguardo non soltanto nella valu-
tazione del dott. L._, incaricato dalla ricorrente, ma anche del dott.
H._, a suo tempo incaricato dall’assicurazione malattia dell’insor-
gente che nel suo referto specialistico del 22 luglio 2014 aveva ritenuto la
residua capacità lavorativa della ricorrente dal profilo reumatologico del
50% dal 21 luglio 2014, data della sua visita, e del 100% un mese più tardi
(cfr. considerando 10.1 del presente giudizio). Questa Corte rileva che an-
che volendo fissare la data del miglioramento complessivo dello stato di
salute della ricorrente ritenuta nella perizia pluridisciplinare del T._
nella seconda metà del mese di agosto del 2014, piuttosto che il 7 maggio
2014, nulla cambierebbe all’esito della lite, poiché in applicazione dell’art.
88a cpv. 1 OAI, il dovuto adeguamento della rendita, nel caso concreto la
soppressione della rendita, interverrebbe comunque a decorrere dal 1° set-
tembre 2014. Infatti, conformemente alla giurisprudenza, il senso e lo
scopo dell'art. 88a cpv. 1 OAI consistono in particolare nell'assicurare al
beneficiario della rendita una certa sicurezza sul versamento regolare delle
sue prestazioni. Avuto riguardo alla sicurezza del diritto, la concessione di
una rendita formalmente passata in giudicato deve avere una certa stabilità
(cfr. sentenza 9C_1022/2012 del 16 maggio 2013 consid. 3.2). In caso di
modifica della capacità di guadagno, la rendita deve essere soppressa o
ridotta con effetto immediato se la modifica appare duratura e di conse-
guenza stabile (art. 88a cpv. 1 prima frase OAI); si dovrà per contro atten-
dere tre mesi nel caso in cui la natura evolutiva del danno alla salute, se-
gnatamente la possibilità di un peggioramento, non permettesse un giudi-
zio immediato (art. 88a cpv. 1 seconda frase OAI). In generale, per deter-
minare se la rendita d'invalidità debba essere ridotta o soppressa imme-
diatamente o dopo tre mesi, occorre esaminare per il futuro se il migliora-
mento della capacità di guadagno possa essere considerato come dura-
turo (cfr. sentenza 9C_78/2018 del 26 giugno 2018 consid. 4.1 con rinvii).
L’autorità inferiore ha ritenuto nei fatti che in virtù della perizia pluridiscipli-
nare del T._ del 14 luglio 2015 si potesse considerare che dal 7
maggio 2014 il miglioramento dello stato di salute dell’insorgente fosse du-
raturo. Avrebbe però allora dovuto di principio sopprimere la rendita intera
fino ad allora versata alla ricorrente effetto al 1° giugno 2014. Ha invece
soppresso tale rendita dell’insorgente a decorrere dal 1° settembre 2014.
C-7991/2015
Pagina 25
Ora, non è dato sapere sulla base di quale specifico ragionamento l’ammi-
nistrazione abbia soppresso la rendita con effetto al 1° settembre 2014. Vi
è da presumere che lo abbia fatto per automatismo, come se avesse rite-
nuto pacifica l’applicazione dell’art. 88a cpv. 1 seconda frase OAI. Sennon-
ché, il Tribunale federale ha già avuto modi di precisare che l’applicazione
di un siffatto automatismo non è corretto (cfr. sentenza del TF 9C_78/2018
del 26 giugno 2018 consid. 4.1 con rinvii; cfr. pure sentenza del TAF C-
2532/2015 del 16 agosto 2018 consid. 14 con rinvii). Conto tenuto però del
fatto che sulla base della risultanze processuali sussiste un’incertezza
quanto al fatto se il miglioramento dello stato di salute della ricorrente fis-
sato nella perizia pluridisciplinare del T._ il 7 maggio 2014 potesse
considerarsi come perdurante, la rendita intera accordata alla ricorrente
precedentemente è stata soppressa a giusto titolo con effetto al 1° settem-
bre 2014, ossia dal momento in cui si può supporre – sulla base anche del
parere di cui alla valutazione reumatologica del dott. H._ del 22 lu-
glio 2014, che il constatato miglioramento dello stato di salute della ricor-
rente perduri (art. 88a cpv. 1 prima frase OAI [cfr. ibidem]).
10.6 Va ancora rilevato che in concreto l’esecuzione di una procedura pro-
batoria strutturata ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 141 V 281
non è necessaria in quanto l'incapacità lavorativa dal punto di vista psichia-
trico e ortopedico-reumatologico fonda su dei referti dettagliati e completi,
nei quali i periti hanno sostanzialmente preso posizione in maniera esau-
stiva in merito al danno alla salute, tra l’altro svolgendo dettagliati esami
strumentali e ponendo una diagnosi con codice ICD, tematizzando le pos-
sibilità di successo dei trattamenti disponibili, così come gli effetti congiunti
delle diverse affezioni. I periti si sono pure chinati sulla questione delle ri-
sorse dell’assicurata e della facoltà di riprendere un’attività lavorativa alla
luce dei limiti funzionali del caso concreto (cfr. doc. A 100, segnatamente
pag. 310 e segg., pag. 365 e segg. nonché 384 e segg.). Peraltro, l’inca-
pacità lavorativa è stata determinata di comune accordo tra i periti, sulla
base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti. Inoltre, le
valutazioni contrarie dei dott. F._ e L._ non hanno, per i mo-
tivi precedentemente indicati, pieno valore probatorio, in particolare perché
non provengono da medici con specifica qualifica specialistica (DTF 143 V
409 consid. 4.5) e non sono completi. Non è pertanto necessario nel caso
di specie né di fare esperire una nuova perizia pluridisciplinare né di richie-
dere un complemento alla perizia pluridisciplinare del T._ del 14 lu-
glio 2015, perizia cui può essere attribuito, nella sostanza, pieno valore
probatorio.
C-7991/2015
Pagina 26
10.7 In conclusione, risulta che complessivamente l’insorgente presenta,
al più tardi dalla seconda metà del mese di agosto del 2014, una perdu-
rante capacità lavorativa del 70% (intesa come lavoro a tempo pieno con
riduzione del rendimento), come operaia orologiaia ed in ogni altra attività
sostitutiva compatibile con le limitazioni funzionali riscontrate dalla perizia
pluridisciplinare del T._. È altresì incontestato, né risulta motivo per
un intervento d’ufficio di questo Tribunale sulla questione, che per il periodo
intercorrente dal 1° dicembre 2013 al 31 agosto 2014, alla ricorrente sia
stata erogata a giusto titolo una rendita intera dell’assicurazione svizzera
per l’invalidità.
11.
Va ancora esaminato se la ritrovata capacità lavorativa sia sfruttabile nel
mercato del lavoro equilibrato.
11.1 Per esaminare in quale misura un assicurato possa ancora sfruttare
la sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro entrante in con-
siderazione, non vanno poste esigenze eccessive riguardo alla concretiz-
zazione delle possibilità di lavoro e delle prospettive di guadagno (v. sen-
tenze del TF 9C_236/2008 del 4 agosto 2008 consid. 4.2 e 9C_446/2008
del 18 settembre 2008 consid. 4.2). Pertanto, ai fini della determinazione
dell'invalidità, non si deve esaminare se un invalido possa essere collocato
rispetto alle circostanze concrete del mercato del lavoro, ma valutare uni-
camente se quest'ultimo possa sfruttare la sua residua capacità lavorativa
allorquando le attività disponibili corrispondono all'offerta di manodopera.
Al riguardo non ci si deve altresì fondare su possibilità di impiego irrealisti-
che oppure prendere in considerazione un tipo di attività quasi sconosciuto
dal mercato del lavoro. In particolare, l'esistenza di un'attività ragionevol-
mente esigibile (art. 28 cpv. 2 LAI) deve essere negata qualora l'attività sia
esigibile in una forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta la-
vorativa generale oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte
di un datore di lavoro (v. sentenza del TF 9C_391/2017 del 27 novembre
2017 consid. 4.2 con rinvii).
11.2 Peraltro, questo Tribunale osserva che, secondo un principio generale
del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre
il danno conseguente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi
riferimenti). In virtù di tale obbligo, l’assicurato deve pertanto intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore
possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a
profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in una
C-7991/2015
Pagina 27
nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF
9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2).
11.3 In merito, giova preliminarmente rilevare che la ricorrente, che se-
condo la convincente perizia pluridisciplinare del T._ è abile a svol-
gere nella misura del 70% la sua precedente occupazione nell’industria
orologiera, neppure ha indicato in sede ricorsuale quali specifici provvedi-
menti di reinserimento per preparare all’integrazione professionale rispet-
tivamente quali provvedimenti professionali (cfr. considerando 4 del pre-
sente giudizio) sarebbero necessari nel suo caso e per quale motivo, senza
che la necessità di siffatti provvedimenti risulti chiara ad un esame d’ufficio
degli atti di causa, e fermo restando che l’autorità inferiore si è dichiarata
disposta – su esplicita richiesta scritta – a fornire alla ricorrente un aiuto al
collocamento (cfr. motivazione della decisione impugnata).
11.4 Peraltro, dalla più volte richiamata perizia pluridisciplinare del
T._ emerge pure che dal profilo ortopedico-reumatologico, l’insor-
gente può svolgere attività che permettano il rispetto delle regole di ergo-
nomia della schiena e nelle quali si possano evitare movimenti eccessiva-
mente ripetitivi di flessione-estensione o rotazione del tronco, lunghi spo-
stamenti a piedi e spostamenti su terreni molto accidentati, nonché il salire
e scendere ripetutamente scale o scale a pioli. Dal profilo psichiatrico, l’in-
sorgente può svolgere attività che tengano conto della ridotta concentra-
zione, attenzione e ansia, oltre che della stancabilità che comporta un ral-
lentamento nelle azioni. Non vi è alcuna ragione di dubitare del fatto che
l’insorgente, nata nel 1971, dispone di sufficienti strumenti e risorse per
svolgere nuovamente la sua precedente attività di operaia orologiera o una
nuova occupazione rispondente alle limitazioni funzionali indicate (cfr. le
risultanze peritali già precedentemente richiamate [doc. A 100]). In sede di
ricorso non ha altresì presentato elementi concreti e precisi suscettibili di
far sorgere dei dubbi in merito. Alla medesima si presenta un ventaglio di
professioni piuttosto ampio, con mansioni semplici e ripetitive – che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di reinte-
grazione professionale, ma che possono essere esercitate dopo una sem-
plice introduzione al posto di lavoro e un breve periodo di pratica. Le pos-
sibilità di reintegrazione nel mondo del lavoro anche in un’attività sostitutiva
leggera ed adeguata non possono pertanto essere considerate irrealistiche
o eccezionali. Il Tribunale federale ha del resto già ripetutamente statuito,
in casi con limitazioni funzionali simili, che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua. Si tratta
segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale non qualifi-
cato o semi qualificato, in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
C-7991/2015
Pagina 28
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorve-
glianza e controllo, che non comportano in particolare aggravi fisici (cfr., fra
le tante, le sentenze del TF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3
con rinvii, 9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3 con rinvii, I 359/06
del 22 giugno 2007 consid. 4.2 con rinvii). Tramite la riduzione del reddito
ammessa dalla giurisprudenza (DTF 126 V 75) si tiene inoltre conto delle
limitazioni riconducibili al danno alla salute, come ad esempio dell'impos-
sibilità di portare pesi superiori ad una certa misura, e quindi anche del
fatto che la persona può, in realtà svolgere almeno principalmente, solo
lavori leggeri ("leidensbedingte Einschränkung", DTF 129 V 472 consid.
4.2.3 con rinvii). Pertanto, questo Tribunale rileva che la residua capacità
lavorativa della ricorrente nella precedente attività di operaia orologiera
nonché in eventuali attività sostitutive rispettose delle limitazioni funzionali
è pienamente sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato, senza peral-
tro necessità d’effettuazione preliminare di particolari provvedimenti di rein-
serimento e professionali.
12.
12.1 Occorre infine esaminare la conformità del grado d’invalidità calcolato
dall’autorità inferiore, in particolare nell’ottica delle censure sollevate dalla
ricorrente.
12.2 Nel proprio gravame l’insorgente ha contestato il mancato paralleli-
smo dei redditi da parte dell’autorità inferiore, una riduzione giurispruden-
ziale del reddito troppo esigua e la presa in considerazione del medesimo
numero di ore lavorative sia per il salario da valido che per quello da inva-
lido.
12.3 Tuttavia, da un lato, e come rettamente rilevato dall’autorità inferiore
nella risposta al ricorso, nella sua precedente attività di operaia orologeria
la ricorrente risulta abile al lavoro nella misura del 100%, con riduzione del
rendimento del 30%, di modo che in applicazione del metodo del cosiddetto
“Prozentvergleich”, ancora ammissibile secondo la giurisprudenza del Tri-
bunale federale, ne conseguirebbe comunque un minor discapito del 30%,
indipendentemente dall’evocata problematica del parallelismo dei redditi.
L’osservazione dell’autorità inferiore è pertinente, fermo restando che
quand’anche si volesse operare non di meno una riduzione giurispruden-
ziale del 5%, come ritenuto infine nella risposta al ricorso dall’autorità infe-
riore per attività sostitutive adeguate, nulla muterebbe all’esito della lite poi-
ché il grado d’invalidità non raggiugerebbe comunque e manifestamente
ancora il 40%, necessario per l’ottenimento di un quarto di rendita.
C-7991/2015
Pagina 29
12.4 Peraltro, e come pure rettamente rilevato dall’autorità inferiore nella
risposta al ricorso, nel caso di specie può restare indeciso la questione di
sapere se siano o meno date le condizioni per dovere operare un paralle-
lismo dei redditi perché ad ogni modo non verrebbe raggiunto un grado di
invalidità pensionabile. Lo stesso dicasi anche riconoscendo in aggiunta
una riduzione giurisprudenziale del 5%, come ritenuto dall’autorità infe-
riore, o persino e per denegata ipotesi una molto generosa (nei fatti ingiu-
stificata) del 10%, poiché nemmeno così si otterrebbe un tasso di invalidità
pensionabile. Difatti, considerati i dati del 2014 (anno in cui vi è stato il
miglioramento dello stato di salute e la rendita è stata soppressa), raffron-
tando il reddito da valido di CHF 36'530.- (v. doc. A 104) con un reddito da
invalido di CHF 24’742.79 (ottenuto applicando la tabella TA1 del 2014,
tenendo conto del livello di qualifica 4, attività semplici e ripetitive, valore
mediano, donne per 41.7 h/settimana, di un gap salariale del 26.99%
[31.99% - 5%], così come di una riduzione giurisprudenziale del 10%:
[4’300 / 40 x 41.7 x 12] - 26.99% [parallelismo] – 10%), consegue la deter-
minazione di un grado di invalidità del 32% ([36'530 - 24’742.79]: 36'530 x
100 = 32.26%).
12.5
12.5.1 Vanno invece respinte le ulteriori censure della ricorrente in merito
al calcolo del grado di invalidità.
12.5.2 In primo luogo, il Tribunale federale ha già avuto modo di respingere
richieste di parallelismo delle ore lavorative (non dei redditi), ricordato
come ogni assicurato debba intraprendere tutto quanto è ragionevolmente
esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavo-
rativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 134 V 9 consid. 7.3.1
e DTF 8C_537/2014, consid. 4.3).
12.5.3 La ricorrente ha pure indicato che oltre al fattore di riduzione del
10% per attività leggere va tenuto pure delle importanti limitazioni funzio-
nali residue che non sarebbero state considerate nella determinazione
della capacità lavorativa residua, quali la “ridotta concentrazione, atten-
zione e ansia, oltre alla stancabilità, che determinano un rallentamento
nelle azioni”, al punto che per questo aspetto occorre ammettere un’ulte-
riore riduzione del 10%”, con una riduzione totale del 20%.
C-7991/2015
Pagina 30
Tuttavia, dalla perizia pluridisciplinare del 14 luglio 2015 risulta che la ri-
dotta capacità lavorativa residua è dovuta precisamente ai menzionati de-
ficit funzionali (cfr. in particolare doc. A 100, p. 28). Non è pertanto consen-
tito operare una riduzione giurisprudenziale riutilizzando una seconda volta
i motivi che hanno già giustificato una riduzione del rendimento del 30%.
Alla luce di quanto esposto, non risultano limitazioni funzionali tali da ri-
durre ulteriormente lo spettro di attività leggere ancora esigibili dall'assicu-
rata. Un'ulteriore riduzione giurisprudenziale rispetto a quella operata
dall’autorità inferiore non risulta pertanto giustificata.
13.
Da quanto esposto, discende che il ricorso deve essere respinto e la deci-
sione impugnata confermata.
14.
14.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 400.-, sono
poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA, nonché art. 3 lett.
b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]). Esse sono computate con l’anticipo spese, di identico ammon-
tare, versato dall’insorgente il 21 gennaio 2016.
14.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
C-7991/2015
Pagina 31