Decision ID: fa4d8a1d-b625-5a9b-9fbd-c0f13471ae50
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 28 gennaio 2020 RE 1 ha chiesto l’adozione di misure a protezione dell’unione coniugale, segnatamente l’attribuzione dell’abitazione coniugale, la custodia dei figli _ e _ e un contributo di mantenimento per sé e per i figli. Essa ha altresì chiesto di essere posta al beneficio del gratuito patrocinio.
All’udienza del 28 aprile 2020 le parti hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo, che è stato omologato in via cautelare seduta stante dal Pretore aggiunto.
B.
Al termine dell’istruttoria, con sentenza 3 agosto 2020 il Pretore aggiunto, omologata la convenzione, ha respinto l’istanza di gratuito patrocinio dell’istante.
C.
Con reclamo 21 agosto 2020 RE 1 chiede l’accoglimento della sua domanda di gratuito patrocinio e che sia ammessa la nota del patrocinatore per fr. 2'345.70. Essa lamenta, tra l’altro, una carente motivazione della decisione di diniego dal gratuito patrocinio.
Con istanza 25 agosto 2020 la reclamante ha chiesto di essere posta al beneficio del gratuito patrocinio in sede di reclamo.

Considerato
in diritto:
1.
Giusta l’art. 121 CPC, le decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La domanda di gratuito patrocinio è trattata con la procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC) e il termine d’impugnazione è di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC).
La decisione impugnata è pervenuta all’istante l’11 agosto 2020. Consegnato alla cancelleria del Tribunale d’appello il 21 agosto 2020 il reclamo è tempestivo e, da questo punto di vista, senz’altro ammissibile.
2.
Conformemente all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
3.
Il diritto di essere sentito delle parti (art. 53 cpv. 1 CPC) gode della garanzia costituzionale formale (art. 29 cpv. 2 Cost.), e la sua violazione comporta di principio l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo del gravame (DTF 137 I 195 consid. 2.2). Il diritto di essere sentito comprende anche l’obbligo per il giudice di motivare la sua decisione (
Hurni,
Berner Kommentar, ZPO, vol. I, 2012, n. 60 segg. ad art. 53) che, giusta l’art. 238 lett. g CPC, può ritenersi sufficiente quando vengono menzionate, almeno brevemente, le ragioni - sia fattuali che giuridiche - che hanno indotto il giudice a decidere in un senso piuttosto che in un altro, ponendo l’interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione (
Trezzini,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, II
a
ed., 2017, n. 40 seg. ad art. 238 [versione
ebook
al 1° febbraio 2019, n. 41 seg. ad art. 238]). La giurisdizione di ricorso deve poi essere posta in grado di verificare se la decisione sia conforme al diritto (DTF 129 I 236 consid. 3.2, 126 I 102 consid. 2b).
3.1 Il Pretore aggiunto ha così motivato il diniego del gratuito patrocinio:
“che dalla documentazione finanziaria dei coniugi risulta che entrambi sono in grado di sopperire alle spese di questa causa ...”.
Egli non indica come sia giunto a tale conclusione, non risultando alcuna valutazione concreta di natura economica limitandosi, appunto, alle generiche indicazioni di cui sopra, dalle quali non è dato quindi di comprendere perché l’istanza sia stata respinta. In mancanza di sufficiente motivazione non vi è neppure modo per questa Camera di stabilire se la decisione impugnata sia conforme al diritto e se regga alle censure della reclamante.
Il reclamo merita quindi accoglimento nel senso che la decisione viene annullata e, giusta l’art. 327 cpv. 3 lett. a CPC, è disposto il rinvio dell’incarto al primo giudice affinché si chini nuovamente sulla questione ed emetta al riguardo un nuovo giudizio debitamente motivato.
4.
La procedura di reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio oppone il richiedente allo Stato e, diversamente dall’art. 119 cpv. 6 CPC, non è gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate in fr. 300.– giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr. 100.– e fr. 10'000.–), vanno poste a carico dello Stato risultato soccombente in questa sede (art. 106 CPC; DTF 140 III 501 consid. 4.1.2). Analogamente allo Stato incombe pure l’obbligo di remunerare le prestazioni svolte dal patrocinatore legale di colui che, con successo, impugna una decisione che rifiuta il gratuito patrocinio (DTF 140 III 501 consid. 4.3.2). Alla reclamante, che esce vittoriosa davanti a questa Camera, va pertanto corrisposta un’adeguata indennità secondo il Regolamento per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007 (Rtar). In concreto un’indennità di fr. 360.–, a valere quale copertura di circa due ore di lavoro, dispendio di tempo senz’altro adeguato per redigere il reclamo in oggetto, e che appare corretto anche a fronte di una tariffa oraria di fr. 180.– (art. 4 Rtar) e dell’IVA del 7.7% (art. 14 cpv. 1 Rtar).
Questo rende priva d’oggetto la domanda di gratuito patrocinio contestuale al reclamo.
5.
Il reclamo, trattato in procedura sommaria (sopra, consid. 1), è evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).