Decision ID: 33e5feee-e7ca-51ff-a78c-cde418c6d57c
Year: 2021
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

{"ritenuto in fatto","1.1. RI 1, classe 1958, da ultimo attiva quale ausiliaria CRS presso la _ (doc. AI 14/53-59), il 23 maggio 2016 (vedi la “Scheda Assicurato” sub doc. AI 5/25-26) ha inoltrato una domanda di prestazioni AI a seguito di dolori alla schiena (doc. AI 4/14-24).","L’Ufficio AI, con decisioni del 15 giugno 2018, preavvisate il 12 febbraio 2018 (doc. AI 84/240-246) – sulla base, in particolare, del “Rapporto finale SMR” del 2 gennaio 2018 (doc. AI 77/220-222), dell’“Annotazione per l’incarto” del 26 gennaio 2018 con le relative tabelle e riduzioni dal reddito ipotetico da invalido elaborate lo stesso giorno (doc. AI 78/223, 79/224-228, 80/229-233 e 81/234), della valutazione del 6 febbraio 2018 della consulente in integrazione professionale (doc. AI 82/235-238) e delle “Annotazioni per/da SMR” dei medici SMR dr. _ del 21 marzo 2018 (doc. AI 92/277) e dr. _ del 9 maggio 2018 (doc. AI 95/281) –, ha riconosciuto all’assicurata, all’epoca rappresentata dall’avv. _, il diritto ad un quarto di rendita dal 1. ottobre 2016 (dopo l’anno di attesa ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI) e ad una rendita intera dal 1. agosto 2017 (tre mesi dopo il peggioramento dello stato di salute ex art. 88a cpv. 2 OAI) fino al 28 febbraio 2018 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute ex art. 88a cpv. 1 OAI) con versamento delle prestazioni dal 1. novembre 2016, ovvero sei mesi dopo l’inoltro della domanda di prestazioni ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI (doc. AI 98/290-292, 98/293-294 con le motivazioni sub doc. AI 96/282-288).","1.2. Questo Tribunale, in esito al ricorso del 6 agosto 2018 (doc. AI 100/299-301) inoltrato personalmente dall’assicurata contro le suddette decisioni del 15 giugno 2018, con sentenza del 16 novembre 2018, cresciuta incontestata in giudicato, lo ha accolto (STCA 16 novembre 2018 sub doc. AI 103/338-344).","In concreto il TCA – confermata la necessità di un accertamento medico peritale pluridisciplinare per stabilire la situazione valetudinaria e l’evoluzione della stessa, sottolineato che per quanto riguarda l’eventuale cumulabilità delle singole incapacità lavorative i periti dovranno procedere ad una discussione plenaria e segnalato che per l’aspetto psichiatrico si dovrà tenere debitamente conto dell’evoluzione giurisprudenziale in merito – ha annullato le decisioni impugnate e rinviato gli atti all’Ufficio AI affinché, esperiti i necessari accertamenti medici, rendesse una nuova decisione.","1.3. Di conseguenza, l’amministrazione – aggiornati gli atti medici (doc. AI 110/366) e dopo la “Richiesta perizia” del 23 aprile 2019 (doc. AI 112/374-375) con la rispettiva “Comunicazione Perizia medica pluridisciplinare” del 29 aprile 2019 (doc. AI 113/376-381) – ha incaricato il _ di eseguire una perizia pluridisciplinare (doc AI 115/383-389; vedi anche la comunicazione 10 luglio 2019 sub doc. AI 117/391-392 e le relative convocazioni del _ del 24 luglio e del 27 agosto 2019 sub doc. AI 118/393-395 e 119/396).","Con decisioni del 5 ottobre 2020, preavvisate il 21 gennaio 2020 (doc. AI 136/590-597) e oggetto della presente vertenza – sulla base della perizia pluridisciplinare del _ del 14 novembre 2019 (doc. AI 126/403-554) con complemento del 16 aprile 2020 (doc. AI 158/624-628), del “Rapporto SMR” del 15 novembre 2019 (doc. AI 127/555-558) con l’“Annotazione per/da SMR” del 17 aprile 2020 (doc. AI 157/623) del medico SMR dr. _, della valutazione 4 dicembre 2019 della consulente AI (doc. AI 132/573-577), del rapporto dell’“Inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia domestica” del 14 gennaio 2020 (doc. AI 133/578-583) e dell’“Annotazione per l’incarto” del 20 gennaio 2020 (doc. AI 134/584-587) –, l’Ufficio AI, in applicazione del metodo misto, ha riconosciuto all’assicurata il diritto ad una mezza rendita (grado d’invalidità 52%) dal 1. ottobre 2016 (dopo l’anno di attesa ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI) e ad una rendita intera dal 1. luglio 2019 (tre mesi dopo il peggioramento dello stato di salute ex art. 88a cpv. 2 OAI) fino al 31 dicembre 2019 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute ex art. 88a cpv. 1 OAI) con versamento della prestazione dal 1. novembre 2016 essendo la domanda tardiva ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI (doc. AI 170/655-656 e 171/657-659 con le motivazioni sub doc. AI 165/639-647 = doc. A/1).","1.4. Contro le decisioni del 5 ottobre 2020 l’assicurata ha inoltrato il presente ricorso.","L’insorgente – eccepito il ritardo con cui ha potuto aver accesso alla perizia del _ e contestati, con argomentazioni di cui si dirà se necessario in seguito, tanto la valutazione medica quanto quella economica – ha formulato le seguenti “Conclusioni e richieste”: “(...) Chiedo dunque alla lodevole autorità di decidere in merito alla liceità, sull'applicazione dell'articolo (art. 87 LAVS), inerente a terzi, e se riguarda anche la diretta assicurata. Di valutare che lo stesso ha causato il ritardo per poter visionare la mia perizia medica, procurandomi un oggettivo impedimento sulle mie possibilità difensive. Il fatto che lo stesso UAI abbia poi deciso, di non applicare questo articolo di legge dimostra un modus operandi alquanto bizzarro da parte di un'istituzione così importante. Decidere che la professione d'impiegata d'ufficio per me è impossibile da riprendere tenendo presente quanto sostenuto dal referto peritale e dal mio medico, supportato dai nuovi documenti, oltre che dal rifiuto ad una riformazione da parte dello IAS. Decidere che un eventuale impiego come cameriera o fiorista, malgrado per queste professioni lo IAS non ritiene vi siano oggettivi problemi di senilità, come sostenuto per un suo finanziamento a favore di una riqualifica, porterebbe comunque ad un grado invalidante che mi permetterebbe di aver diritto ad una rendita a tempo indeterminato. (...)” (I, pag. 4).","1.5. Con la risposta di causa (IV e allegato IV/1) l’amministrazione ha formulato le seguenti osservazioni.","Quanto alla valutazione medica – premesso che “(...) preso atto delle considerazioni presentate dalla signora RI 1 dal lato medico si è proceduto a sottoporre all'esame del SMR il nuovo referto medico prodotto. Alla presente si allega la presa di posizione del SMR, che indica non esservi nuovi elementi clinici che motivano una valutazione diversa del caso. Nello specifico il SMR osserva quanto segue: \"Ho preso visione del certificato del Dr. _ del 18.10.2020, che ripercorre, in modo maggiormente approfondito rispetto al precedente documento del 10.02.2020, già visionato dai periti _, la storia clinica dell’assicurata con anche un riferimento alla perizia allestita dalla Dr.ssa _. Non emergono tuttavia elementi di novità rispetto al quadro noto e ampiamente valutato sia in perizia _ sia in sede SMR. Le precedenti prese di posizione SMR sono confermate.\" (...)” (IV, punto 4, pagg. 2 e 3) – l’Ufficio AI ha concluso che “(...) dal lato medico funzionale [...] non può che confermare quanto risultato dagli approfondimenti svolti. (...)” (IV, punto 4, pag. 3).","Riguardo alla valutazione economica – evidenziato come “(...) in merito ad eventuali misure professionali e alla reintegrabilità nel mercato libero del lavoro, considerato il percorso formativo e professionale, l'età, e il fatto che dopo il danno alla salute la signora RI 1 è ritenuta abile al 75% in attività adeguata rispettosa dei limiti funzionali, il Servizio integrazione professionale (SIP) ha rilevato essere presenti attività ancora esigibili di tipo semplice e non qualificato (cfr. rapporto del 4 dicembre 2019, inc. Al, doc. 132). La signora RI 1 è ritenuta direttamente reintegrabile nel mercato del lavoro tramite gli usuali canali di collocamento. Il calcolo del grado d'invalidità è stato attuato in applicazione del metodo misto, osservato che l'assicurata era salariata all'80% prima del danno alla salute e per il 20% si occupava di mansioni casalinghe. La percentuale di invalidità in ambito casalingo è stata determinata tramite inchiesta specifica (cfr. rapporto d'inchiesta citata, inc. Al, doc. 133). Le conclusioni rese hanno pieno valore probante, osservato che l'inchiesta è stata svolta da persona competente in materia, in piena conoscenza dell'aspetto medico e della situazione concreta dell'assicurata, nel rispetto delle direttive applicabili. (...)” (IV, punto 4, pag. 3) – l’Ufficio AI ha ribadito che “(...) il calcolo della perdita lucrativa in ambito lavorativo, ben specificato nella decisione, va integralmente confermato. (...)” (IV, punto 4, pag. 3).","1.6. Con scritto del 30 novembre 2020 – fatta valere una violazione del diritto di essere sentita per il fatto che il certificato medico 18 ottobre 2020 del dr. _ (allegato al ricorso sub doc. A/14 e sul quale il medico SMR si è espresso con l’annotazione 11 novembre 2020 sub IV/1) non ha potuto essere prodotto prima in quanto la perizia pluridisciplinare del _ è stata trasmessa tardivamente allo specialista dopo suoi interventi; ribadito che per motivi medici non potrebbe più fare l’impiegata d’ufficio e che nel caso di un’attività quale cameriera o fiorista il calcolo del confronto dei redditi porterebbe ad un grado d’invalidità del 63% ritenuto che non contesta la valutazione formulata dall’assistente sociale (“(...) in merito alla percentuale lavorativa sempre menzionata dall’UAI (punto 4, par. 7), nessuno mette in discussione la competenza del personale UAI. (...)” (VI)) – l’insorgente si è confermata nelle proprie allegazioni producendo il certificato medico 21 novembre 2020 del dr. _ (VI e allegato VI/1).","1.7. Con “Osservazioni” dell’11 dicembre 2020 (VIII, trasmesso per conoscenza alla ricorrente; IX) – dopo essersi espresso sul diritto di essere sentito e richiamata l’“Annotazione da SMR” dell’11 novembre 2020 dello specialista SMR dr. _ (IV/1) –, l’Ufficio AI, riguardo alla possibilità per la ricorrente di rientrare nel mondo del lavoro, si è confermato nelle proprie allegazioni adducendo che “(...) in merito alla questione delle attività ancora esigibili nonostante il danno alla salute lo scrivente UAI rinvia a quanto indicato dal Servizio integrazione professionale (SIP) nel rapporto agli atti del 4 dicembre 2019. Tenuto conto della formazione scolastica e dell'esperienza professionale della signora RI 1, dello stato di salute, dell'inabilità lavorativa e delle limitazioni funzionali, posta la valutazione sulla reintegrabilità e la valutazione delle attività esigibili adeguate senza (ri)formazione specifica, sulla base delle limitazioni date, sono state ritenute esigibili attività riconducibili ad attività semplici e non qualificate. Nel rapporto menzionato il SIP ha citato a titolo di esempio (lista non esaustiva) attività, che non necessitano di alcuna formazione e per le quali l'assicurata sarebbe direttamente reintegrabile nel mercato del lavoro tramite gli usuali canali di collocamento. Ora, tale valutazione segue i principi validi nelle assicurazioni sociali, osservato che dal lato medico funzionale sono state identificate risorse ancora sfruttabili sul mercato libero del lavoro supposto in equilibrio, senza identificare motivi che imporrebbero una valutazione contraria. (...)” (VIII, pag. 2)."}

{"considerato in diritto","2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se rettamente l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il diritto al versamento di una mezza rendita intera dal 1. novembre 2016 e ad una rendita intera dal 1. luglio 2019 fino al 31 dicembre 2019 (cfr. consid. 1.3).","2.2. In primo luogo nel ricorso l’assicurata stigmatizza di aver ottenuto tardivamente e dopo svariati interventi la perizia pluridisciplinare del _ (vedi la pagina 2 del ricorso), fatto questo che, a suo dire, le avrebbe procurato “(...) un oggettivo impedimento sulle mie possibilità difensive (...)” (I, pag. 4) dimostrando, come sostenuto nel succitato scritto del 30 novembre 2020 (cfr. consid. 1.6), “(...) l’oggettivo impedimento subito e descritto nelle conclusioni e richieste del mio ricorso dello scorso 26.10.2020, pare evidente che tale modo di agire abbia causato una palese disparità procedurale, garantita dalla costituzione (...)” (VI).","Occorre pertanto verificare se da parte dell’Ufficio AI vi è stata una violazione del diritto di essere sentito.","Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STF 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 e STFA nella H 97/04 del 29 giugno 2006; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate)."}