Decision ID: feb39931-6820-5c4c-bf43-fa30a72f4f75
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 26 aprile 2002
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si è rivolto al Pretore del Distretto di Bellinzona perché vietasse al periodico “
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” e a
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, sotto comminatoria dell'art. 292 CP, di pubblicare qualsiasi articolo, contributo o documento facente direttamente o indirettamente riferimento al suo nome, alla sua persona o alla sua attività;
che in via provvisionale egli ha formulato la medesima richiesta;
che con decreto cautelare dello stesso giorno, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha accolto la domanda;
che il 29 aprile 2002 i convenuti hanno chiesto la revoca del predetto decreto;
che all'udienza del 28 maggio 2001, indetta per la discussione, costoro hanno proposto di respingere l'istanza, mentre l'attore ha confermato la sua richiesta e ha offerto prove;
che il 28 maggio 2002
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e
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sono insorti con un appello nel quale chiedono di revocare il decreto del 26 aprile 2002;
che l'appello non è stato intimato ad
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;
e considerando

in diritto:
che
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, gerente con firma individuale di
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, è abilitato a rappresentare la ditta, il cui appello è pertanto ricevibile;
che la procedura per l'emanazione di misure provvisionali chieste sulla base dell'art. 28
c
CC è, salvo le disposizioni previste dal diritto federale (art. 28
b
e 28
d
CC), quella degli art. 376 e segg. CPC (
Bucher
, Personnes physiques et protection de la personnalité, 3
a
edizione, n. 652 pag. 172);
che in esito a tale procedura il giudice statuisce con decreto, impugnabile entro il termine di dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC) non sospeso dalle ferie giudiziarie (art. 384
bis
CPC);
che il decreto impugnato è stato emesso il 26 aprile 2002, ragione per cui l'appello presentato il 28 maggio 2002 si rivela già di primo acchito tardivo;
che, si volesse da ciò prescindere, l'appello si rivelerebbe irricevibile anche per altri motivi;
che i provvedimenti cautelari emanati secondo gli art. 376 segg. CPC possono essere appellati solo “dopo il contraddittorio” (art. 382 cpv. 1 CPC);
che per contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra le parti, bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rinvii);
che tale nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382; da ultimo: I CCA, sentenza del 21 maggio 2002 nella causa H., consid. 3);
che nella fattispecie non è stato tenuto alcun “contraddittorio” sul decreto impugnato, esplicitamente designato – del resto – come “supercautelare”;
che in concreto non è ancora stata avviata nemmeno l'istruttoria, tant'è che il Pretore ha citato le parti all'udienza del 13 giugno 2002 per l'interrogatorio formale di
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, l'audizione di tre testimoni e l'eventuale discussione finale (verbale del 28 maggio 2002, pag. 2);
che in tali circostanze il decreto impugnato non è manifestamente appellabile e il gravame sfugge a qualsiasi esame di merito;
che, con ogni evidenza, gli appellanti potranno far valere tutte le loro argomentazioni davanti al Pretore;
che gli oneri processuali del giudizio odierno, volutamente ridotti per tenere conto del caso particolare, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, alla quale il ricorso non è stato notificato e non ha quindi provocato alcun costo;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC e
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,