Decision ID: d8dd330c-cf48-550d-9616-357f4175fc56
Year: 2004
Language: it
Court: TI_CRP
Chamber: TI_CRP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

in fatto
a
. Con esposto 9/12.8.2002 _ IS 1 ha inoltrato denuncia/querela penale nei confronti di _ PI 1, compagno dell’ex convivente - e madre delle sue figlie - _ _, per titolo di lesioni semplici, aggressione ed infrazione alla legge federale sugli stupefacenti in relazione ai fatti avvenuti il 28.7.2002 presso l’albergo _, _, affermando al proposito che avrebbe detto loro “
Bravi, continuate a scialacquare i soldi che un giorno non ce ne saranno più
” e “
E tu
(_PI 1)
, prova ancora ad offrire droga alle mie figlie e dovrai vedertela con me
” e che di seguito quest’ultimo “
(...) mi ha inseguito fuori dal locale armato di un coltello del ristorante (che gli è in seguito caduto) e mi ha improvvisamente aggredito. Mi ha colpito in viso con un pugno, io mi sono aggrappato a lui e così facendo si è strappata la sua camicia. Siamo caduti per terra e PI 1 ha cominciato a colpirmi con numerosi pugni in faccia incitato pure da _ _ che nel frattempo era uscita dal locale. Il denunciato è in seguito riuscito ad alzarsi tenendomi per terra ed a quel punto mi ha calciato violentemente il braccio destro
” (denuncia/querela penale 9/12.8.2002, p. 2, AI 1).
b
. Con decisione 14.3.2003 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla suddetta denuncia/querela penale (fuorché in merito al reato di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, oggetto di separata indagine e decisione), rispettivamente alla querela penale 30.8.2002 presentata da _ PI 1 a carico dell’istante per titolo di lesioni semplici, vie di fatto ed ingiuria, ritenuto che “
(...) la descrizione di quanto avvenuto, (...), dimostra ampiamente che la rissa è stata causata da IS 1 _, che se avesse avuto qualcosa da dire alla sua ex convivente sull’educazione delle figlie (ventenne l’una e diciassettenne l’altra), avrebbe potuto scegliersi ben più appropriata sede che non un ristorante, per cui tutto quel che in realtà ne è conseguito non può essere interamente addebitato a PI 1 _, comunque non esente da biasimo
” (decreto di non luogo a procedere 14.3.2003, p. 2).
c
. Con tempestiva istanza _ IS 1 chiede di promuovere l’accusa nei confronti di _ PI 1 per titolo di lesioni semplici ed aggressione, asserendo che le indagini non permetterebbero di chiarire la cronologia degli eventi, che la decisione impugnata si fonderebbe unicamente sulle deposizioni del denunciato/querelato e di _ _, che - pur riconoscendo che i suoi atteggiamenti nei confronti dell’ex convivente e del nuovo compagno non sono giustificabili - “
(...) quanto avvenuto prima della sera del 29
(recte: 28)
luglio 2002 non permette in alcun modo di concludere che effettivamente l’aggressione e le conseguenti lesioni (...) siano la conseguenza del comportamento di quest’ultimo
(IS 1)” (istanza di promozione dell’accusa 26/27.3.2003, p. 4), che gli agenti - intervenuti sul posto dopo i fatti - non avrebbero potuto accertare le cause della lite e che le frasi da lui pronunciate presso l’esercizio pubblico non giustificherebbero la reazione di _ PI 1; il magistrato inquirente avrebbe inoltre omesso di interrogare i _, in particolare _ _ e _ _.
d

. Delle osservazioni del procuratore pubblico si dirà - se necessario - in diritto.
in diritto
1
. 1.1.
In presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.
Il primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa, risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987 p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione, attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art. 189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.
In questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.
Seconda condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice di merito.
1.2.
Giusta l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico la completazione delle informazioni preliminari.
La completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza, oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n. 110).
2
. 2.1.
Giusta l'art. 123 cifra 1 CP è punito, a querela di parte, per lesioni semplici chiunque intenzionalmente cagiona un danno in altro modo - rispetto ai reati di cui agli art. 122 e 126 CP - al corpo o alla salute di una persona (BSK StGB II - A. ROTH, Basilea 2003, n. 1 ss. ad art. 123 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, Strafrecht III, 8. ed., Zurigo 2003, p. 37 ss.;
G. STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003, § 3 n. 2 ss.;
B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse, volume I, Berna 2002, n. 1 ss. ad art. 123 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 1 ss. ad art. 123 CP), ritenuto che in caso di contusioni, lividi o escoriazioni - al fine di determinare se si tratti di lesioni semplici o di vie di fatto - occorre esaminare se hanno provocato dolori considerevoli o pregiudicato l'aspetto della vittima per qualche tempo; in questo ambito la giurisprudenza riconosce un margine di apprezzamento del giudice (BSK StGB II - A. ROTH, op. cit., n. 14 ad art. 122 ss. CP, n. 4 e 8 ad art. 123 CP e n. 5 ad art. 126 CP).
2.2.
Come esposto, il procuratore pubblico ha ritenuto che “
(...) la rissa è stata causata da IS 1 _, (...), per cui tutto quel che in realtà ne è conseguito non può essere interamente addebitato a _ _, comunque non esente da biasimo
” (decreto di non luogo a procedere 14.3.2003, p. 2).
Ora, tale conclusione è solo parzialmente condivisibile: l’istante ammette in effetti di aver assunto atteggiamenti provocatori nei confronti dell’ex convivente e del denunciato/querelato e - il 28.7.2002 - di aver proferito al loro indirizzo le frasi “
Bravi, continuate a scialacquare i soldi che un giorno non ce ne saranno più
” e “
E tu
(_PI 1)
, prova ancora ad offrire droga alle mie figlie e dovrai vedertela con me
” (istanza di promozione dell’accusa 26/27.3.2003, p. 4 s.), asserzioni che avrebbero indotto quest’ultimo a seguire il qui istante fuori dal locale, dove “
(...) è iniziato il diverbio e poco dopo siamo venuti alle mani. Ci siamo avvinghiati e siamo caduti per terra, io ero sotto. Non sono riuscito a colpirlo con pugni o altro; mi trovavo chiaramente in posizione sottomessa. Lui ne approfittava per colpirmi al volto e al corpo. Rialzandosi mi ha pure tirato un calcio che ho incassato sul braccio destro. Laura nel frattempo era uscita dal locale e incitava PI 1 a menarmi. Dopo la zuffa ci siamo pure insultati
” (verbale di interrogatorio 7.10.2002, p. 2, allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 7.2.2003, AI 8). Il certificato medico allestito la sera del 28.7.2002 (doc. A, allegato alla denuncia/querela penale 9/12.8.2002, AI 1) attesta nondimeno (oltre a vie di fatto) lesioni a’ sensi dell’art. 123 cifra 1 CP [segnatamente con riferimento alla frattura dell’ulna ed eventualmente (BSK StGB II - A. ROTH, op. cit., n. 12 ad art. 122 ss. CP) alla rottura delle protesi dentarie] - pregiudizi di tutta evidenza in nesso di causalità naturale ed adeguata con i fatti (B. CORBOZ, op. cit., n. 16 ad art. 123 CP) -, ciò che impedisce l’applicazione alla fattispecie dell’art. 177 cpv. 3 CP - secondo cui se all’ingiuria si è immediatamente risposto con ingiuria o con vie di fatto [e non con lesioni semplici (BSK StGB II - F. RIKLIN, op. cit., n. 18 ad art. 177 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 8 ad art. 177 CP)], il giudice può mandar esenti da pena le parti o una di esse -, norma invocata a torto dal magistrato inquirente (cfr. osservazioni 1.4.2003, p. 2).
_ PI 1 ha peraltro riferito che “
a un certo punto, senza preavviso, è entrato _ e si è diretto al nostro tavolo. Mi ha, senza motivo, aggredito verbalmente, pure _ è stata insultata. Preciso che sono insulti molto pesanti e offensivi. Dopo essere brevemente uscito, è quindi rientrato per insistere nell’atteggiamento aggressivo e offensivo; mi sono alzato e l’ho accompagnato all’esterno. _ è rimasta al tavolo. All’esterno insisteva negli insulti e mi opprimeva fisicamente. Per tentare di allontanarlo l’ho spinto lontano da me. A quel punto ha reagito violentemente colpendomi con uno schiaffo al viso. A questo punto, pure io ho reagito e mi sono difeso come meglio credevo. Siamo infatti venuti alle mani e ci siamo reciprocamente colpiti con pugni e schiaffi. Siamo caduti per terra continuando nella lite. Dopo breve la “zuffa” si è spenta da sola. Ci siamo rialzati. Io sono rientrato nell’albergo, mentre _ si è allontanato
” (verbale di interrogatorio 30.8.2002, p. 3 s.; cfr. anche verbale di interrogatorio 30.8.2002 di _ _, p. 2 s., entrambi allegati al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 7.2.2003, AI 8). Si impone pertanto - alla luce del suddetto certificato medico e ritenuta l’errata valutazione giuridica dei fatti - di ordinare la completazione delle informazioni preliminari per determinare l’eventuale applicazione in concreto dell’art. 33 cpv. 1 CP, secondo cui ognuno ha il diritto di respingere in modo adeguato alle circostanze un'aggressione ingiusta o la minaccia ingiusta di un'aggressione imminente fatta a sé o ad altri, rispettivamente dell'art. 33 cpv. 2 CP, secondo cui se chi respinge l'aggressione ha ecceduto i limiti della legittima difesa, il giudice attenua la pena secondo il suo libero apprezzamento; se l'eccesso della legittima difesa può essere attribuito a scusabile eccitazione o a sbigottimento, l'imputato va esente da pena [BSK StGB II - A. ROTH , op. cit., n. 1 ss. ad art. 33 CP e 16 ad art. 122 ss. CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 41; J. REHBERG / A. DONATSCH, Strafrecht I, 7. ed., Zurigo 2001, p. 179 ss.; cfr. anche, se del caso, art. 64 cpv. 4 CP (BSK StGB II - F. RIKLIN, op. cit., n. 18 ad art. 177 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 8 ad art. 177 CP)].
3
. 3.1.
L’istante postula inoltre la promozione dell’accusa a’ sensi dell’art. 134 CP
[secondo cui è punito chiunque prende parte ad un'aggressione, a danno di una o più persone, che ha per conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo (BSK StGB II - P. AEBERSOLD, op. cit., n. 4 ss. ad art. 134 CP)].
Ora, detto reato presuppone, tra l’altro, l’esistenza di almeno due aggressori (BSK StGB II - P. AEBERSOLD, op. cit., n. 5 e 7 ad art. 134 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 62;
G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., § 4 n. 40;
B. CORBOZ, op. cit., n. 3 ad art. 134 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 134 CP), condizione che nella fattispecie non appare adempiuta: il fatto che - a dire dell’istante - “
siamo caduti per terra e PI 1 ha cominciato a colpirmi con numerosi pugni in faccia incitato pure da _ _ che nel frattempo era uscita dal locale
” (denuncia/querela penale 9/12.8.2002, p. 2, AI 1; cfr. anche verbale di interrogatorio 7.10.2002 di _ IS 1, p. 2, allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 7.2.2003, AI 8) non è infatti determinante al fine di stabilire il numero di aggressori (BSK StGB II - P. AEBERSOLD, op. cit., n. 7 ad art. 134 CP;
G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., § 4 n. 41;
B. CORBOZ, op. cit., n. 8 ad art. 134 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 134; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 134 CP).
La citata disposizione non entra quindi in considerazione nella fattispecie, per cui non si impone l’approfondimento dell’ipotesi accusatoria indicata.
3.2.
Non essendo data la prima condizione di ammissibilità dell'istanza, è inoltre superfluo esaminare la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice di merito. Il procuratore pubblico non è del resto obbligato ad assumere tutte le prove, essendo ammesso un apprezzamento anticipato (decisione TF 6P.139/2004 del 28.10.2004; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8 ss.), segnatamente quando la prova è manifestamente irrilevante, inutile o inidonea a dimostrare fatti pertinenti o a modificare la convinzione del giudice (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art. 79 CPP), come nella fattispecie.
4
. Il gravame è parzialmente accolto. Tassa di giustizia e spese - ridotte in considerazione del suo parziale accoglimento - sono a carico di _ IS 1; non si assegnano ripetibili.
5
. Con scritto 18.11/10.12.2003 l’avv. _ _, _ - _, ha comunicato di aver assunto il patrocinio del qui istante (cfr. anche scritto 11/14.4.2003 del lic. iur. _ _ a _ IS 1, inviato per conoscenza a questa Camera). Il legale ha nondimeno omesso di adeguarsi alle disposizioni di cui alla legge federale sulla libera circolazione degli avvocati, rispettivamente alla legge sull’avvocatura, come indicatole con lettera 22.12.2003; non può quindi validamente rappresentare in giudizio _ IS 1, al quale il presente giudizio sarà pertanto intimato personalmente.