Decision ID: 008912e1-67db-5a65-ba7d-cfb14aa679c2
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
A. _ _ (1954) e _ nata _ (1961) si sono sposati a _ il _ 1981; dalla loro unione è nato il figlio _ (1987). Il marito è titolare di una ditta di pittura, mentre la moglie, di formazione parrucchiera, dal mese di novembre 1993 lavora quale donna delle pulizie.
B. L’11 luglio 1989 la moglie ha instato per il tentativo di conciliazione, che ha avuto luogo senza esito il 6 dicembre 1989. Nel frattempo il Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 6, adito dalla moglie il 14 luglio 1989, con decreto del 23 novembre 1989 ha obbligato _ _ a versare un contributo alimentare di fr. 600.– per il figlio e di fr. 1’500.– per la moglie. (inc.. _).
L’azione di divorzio introdotta dal marito il 7 dicembre 1989 è stata stralciata dai ruoli dal Pretore per intervenuta perenzione processuale con decreto del 6 agosto 1993 (inc. _DSA).
C. Il 1° settembre 1993 _ _ ha nuovamente instato per il tentativo di conciliazione e con istanza dello stesso giorno ha chiesto l’adozione di misure provvisionali tendenti alla condanna del marito al versamento di un contributo per sé e il figlio di complessivi fr. 2’500.–. Con decreto supercautelare del 2 settembre 1993 il Segretario assessore, in luogo e vece del Pretore, ha fissato in fr. 700.– mensili il contributo a favore del figlio e in fr. 1’500.– quello per la moglie.
Il 16 settembre 1993 _ _ ha presentato un’istanza di revoca di misure provvisionali chiedendo l’esonero da qualsiasi contributo a favore della moglie. All’udienza del 12 ottobre 1993, indetta per il contraddittorio, le parti hanno mantenuto le proprie domande.
Esperita l’istruttoria, alla discussione finale del 1° febbraio 1994 le parti hanno ribadito le proprie richieste di giudizio.
D. Statuendo il 19 aprile 1994 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha parzialmente accolto l’istanza fissando in fr. 700.– il contributo alimentare a favore del figlio _ e in fr. 1’500.– dal mese di settembre 1993 al mese di aprile 1994 e di fr. 1’000.– a partire dal mese di maggio 1994 quello per la moglie. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 300.–, sono state poste a carico della moglie in ragione di 1/3 e a carico del marito in ragione di 2/3 con obbligo per quest’ultimo di rifondere fr. 250.– a titolo di ripetibili.
E. Insorto contro il predetto decreto con appello del 2 maggio 1994, _ _ chiede in riforma del querelato giudizio, in via principale, di respingere la richiesta di contributo favore della moglie, in via subordinata di riconoscerle un contributo imprecisato dal mese di settembre 1993 e in via ancor più subordinata di riconoscerle un contributo alimentare di fr. 1’500.– unicamente sino alla fine del mese di ottobre 1993.
Nelle sue osservazioni del 10 giugno 1994 _ _ chiede la reiezione del gravame e la conferma del giudizio impugnato.

Considerando
in diritto:
1. Il primo giudice ha confermato sostanzialmente, per il lasso di tempo intercorso dalla nuova istanza volta al tentativo di conciliazione (1° settembre 1993) fino all’emanazione del decreto (aprile 1994), l’assetto cautelare già stabilito il 23 novembre 1989 nell’ambito della precedente causa, estintasi per perenzione processuale. Dopo avere determinato il fabbisogno della moglie in fr. 2000.– mensili, egli ha imputato a quest’ultima il reddito di fr. 500.– mensili ch’essa aveva cominciato a conseguire nel novembre del 1993 come donna delle pulizie (salvo rimanere completamente inabile al lavoro per infortunio nei mesi di febbraio e marzo 1994) e ha fissato quindi un contributo di fr. 1500.– mensili a carico del marito. Egli ha ritenuto nondimeno che dall’aprile del 1994 (data del decreto) la moglie poteva senz’altro aumentare la sua attività lavorativa e guadagnare fr. 1000.– mensili, ciò che giustificava una riduzione del contributo in suo favore a fr. 1000.–
2. L’appellante si duole della circostanza che sebbene con decreto del 23 novembre 1989 sia stato imposto alla moglie un aumento dell’attività lavorativa, essa ha unicamente trovato un’attività parziale quale donna delle pulizia percependo fr. 500.– mensili. Egli lamenta inoltre che il contributo alimentare sia stato fissato in fr. 1’550.– per il periodo dal mese di settembre 1993 al mese di aprile 1994, poiché dal mese di novembre 1993 essa ha trovato un’attività lavorativa a tempo parziale. In definitiva l’appellante ritiene che la moglie sia in grado di far fronte al proprio sostentamento senza obbligarlo a versare un contributo alimentare.