Decision ID: 728c116c-cbb7-59b8-b092-69242d4fcfa9
Year: 2003
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law

ritenuto
in fatto:
che la Sezione della circolazione,
con decisione del _ 2003, ha inflitto a _ _ una multa di fr. 1000.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 90.–, per i seguenti fatti accertati il 3 marzo 2003 in territorio di _:
"alla guida del veicolo TI
_
, circolando nell'abitato di
_
ad una velocità dichiarata di circa 60 km/h ove il limite di 50 km/h perdeva la padronanza di guida, sbandava a sinistra della linea di sicurezza cozzando contro il muro, ritornava a destra (intersecando nuovamente la linea di sicurezza) dove saliva sul marciapiede e poi si riportava ancora a sinistra arrestandosi di traverso sulla corsia di contromano il tutto dopo 137 metri. Inoltre la vettura aveva un copertone privo di sufficienti rilievi antiscivolanti
";
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1, 29, 31 cpv. 1, 32 cpv. 2 e 3, 34 cpv. 1 e 2, 90 n. 1 e 93 n. 2 LCS; 3 cpv. 1, 4a cpv. 1 lett. a, 7 cpv. 1 ONC;
che _ _ è insorto contro tale decisione con un ricorso del _ 2003 in cui postula l'annullamento del querelato giudizio o quanto meno, in subordine, una congrua riduzione della multa;
che in uno scritto del _ 2003 la Sezione della circolazione dichiara di astenersi dal formulare osservazioni lasciando a questo giudice "la più ampia facoltà di giudizio";
e considerato

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'insorgente – come detto – per avere circolato a una velocità eccessiva (60 km/h in abitato in luogo dei 50 km/h prescritti), avere perso la padronanza di guida sbandando, oltrepassando la linea di sicurezza, cozzando contro un muro, salendo sul marciapiede e arrestandosi di traverso sulla corsia di contromano, così come per avere circolato con un copertone privo di sufficienti rilievi antiscivolanti;
che il ricorrente nega ogni sua responsabilità nel sinistro, da ricondurre per vero all'imprevedibile cedimento strutturale del braccio di una sospensione (ricorso, punto 3);
che, sempre stando all'insorgente, l'insufficiente rilievo di un copertone non gli è imputabile, avendo egli "regolarmente e con diligenza fatto eseguire tutti i controlli e servizi alla sua autovettura", l'ultima volta "poco tempo prima dell'incidente" (ricorso, punto 4);
che, riguardo alla velocità, l'interessato adombra invero un possibile lieve superamento del limite di 50 km/h, ma sottolinea come ciò non sia stato all'origine del sinistro e rileva di avere "sempre cercato di condurre alla velocità prescritta, controllando regolarmente il contatore di velocità sul veicolo" (ricorso, punto 5);
che il ricorrente ne conclude per l'annullamento della decisione impugnata o, se non altro, per una multa adeguata all'eventuale lieve eccesso di velocità;
che da un rapporto allestito il _ 2003 dal TCS si evince come "
il braccio oscillante è spezzato, l'esame della superficie di rottura permette di dedurre
[una]
traccia di iniziale rottura da fatica (solitamente innescata da difetti di fabbricazione o di materiale), rottura violenta della sezione restante. Il cedimento su strada di tale parte può portare alla perdita di padroneggiamento del veicolo
" (doc. E allegato al ricorso);
che in un rapporto del _ 2003 l'ing. _ _, preso atto delle conclusioni del TCS, ha precisato come "
le cause del sinistro sono sicuramente ed unicamente da ascrivere alla rottura alla fatica del 'braccio oscillante
", soggiungendo come la velocità del veicolo – da egli valutata in "
circa 74 km/h cui va dedotta la tolleranza d'uso
" –
non è "
causa diretta dell'incidente
" (doc. M allegato al ricorso);
che, in siffatte evenienze, questo giudice non può giungere al convincimento di come la perdita di padronanza del veicolo e il successivo incidente siano in qualche modo imputabili all'interessato;
che dal fascicolo processuale non emerge altresì nessun elemento atto a concludere che il ricorrente avrebbe potuto o dovuto individuare un possibile difetto della sospensione prima del sinistro;
che l'interessato deve pertanto essere prosciolto dai relativi addebiti;
che le argomentazioni ricorsuali non bastano per converso a esimere il ricorrente da una sanzione per avere circolato con uno pneumatico sprovvisto di sufficiente rilievo, tale difetto essendo senz'altro presente – e riconoscibile – prima della partenza;
che giovi al riguardo rilevare come le contravvenzioni alle norme della circolazione siano punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 100 n. 1 LCS e 333 cpv. 3 CP);
che le valutazioni dell'ing. _ sulla velocità iniziale del veicolo (doc. M allegato al ricorso, punto 3), inducono altresì questo giudice a ritenere come il ricorrente circolasse – dedotta la tolleranza – perlomeno alla velocità ravvisata dall'autorità di primo grado di 60 km/h in luogo dei 50 km/h prescritti (cfr. rapporto di constatazione dell'incidente, pag. 1);
che, ciò posto, l'elenco allegato all'ordinanza concernente le multe disciplinari (RS _._) commina, per la guida di un veicolo a motore con uno pneumatico difettoso, una sanzione pecuniaria di fr. 100.– e, per un eccesso di velocità in abitato da 6 a 10 km/h, una multa di fr. 120.–;
che, non ravvisandosi altre infrazioni dell'interessato alle norme della circolazione, si giustifica in ultima analisi di ridurre la multa inflittagli a fr. 220.–, di adeguare secondo i parametri usuali la tassa di giustizia a fr. 60.– e le spese a fr. 20.–, come pure di rinunciare al prelievo degli oneri dell'attuale giudizio;