Decision ID: a9d59b29-287d-56e8-aaa6-6ea79fb49bfc
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. _ ha concluso, il 19 gennaio 1999, un contratto di lavoro con _ (doc. _).
Il datore di lavoro, da parte sua, ha sottoscritto, per i propri collaboratori, un'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia presso la Cassa malati _, la quale prevede, tra l'altro, che in caso di una durata di lavoro che supera i sei mesi, le indennità giornaliere sono corrisposte a partire dal terzo giorno per un massimo di 180 giorni (doc. _).
A causa di un'inabilità lavorativa, dal 18 novembre 2000 al 1° giugno 2001 la Cassa malati ha versato a _ le indennità giornaliere.
1.2. In seguito alla rescissione del contratto di lavoro da parte di _ nel mese di giugno 2001, l'assicurata, in data 28 luglio 2001, ha chiesto alla _ di poter beneficiare del libero passaggio nell'assicurazione individuale (doc. _).
Con scritti del 2 agosto 2001, del 15 agosto 2001 e dell'11 settembre 2001 la Cassa malati ha risposto negativamente alla richiesta di _.
1.3. Con petizione 24 ottobre 2001 l'interessata si è rivolta al TCA, facendo valere quanto segue:
" (...)
Ho lavorato dal gennaio 1999 a giugno 2001 ininterrottamente in banca tramite _, la quale ha l'assicurazione _ contro la perdita di guadagno per malattia. Nel mese di novembre 2000 ho subito un infarto.
_ mi ha corrisposto per 180 giorni la perdita di guadagno come da contratto. Entro un mese dal termine dell'incarico ho chiesto di assicurarmi individualmente, come potrete constatare dalla corrispondenza intercorsa con _, ma la possibilità mi è stata negata.
So che per legge, l'assicurazione dell'ultimo datore di lavoro, è obbligata a dare il libero passaggio per perdita di guadagno, dalla collettiva alla individuale.
Ora chiedo gentilmente che il Tribunale verifichi se ciò corrisponde al vero e se la clausola del contratto tra _ e _ che impedisce il libero passaggio sia conforme alla legge e se è legale. Tale clausola io non l'ho letta nel contratto di lavoro stipulato con _ e neppure nelle cond. Gen. Ass. di _, e desidererei vederla.
Chiedo che il Tribunale verifichi l'operato della cassa ed il ricorso sia accolto." (Doc. _)
1.4. La Cassa malati _, malgrado la concessione di una proroga, non ha presentato, entro il termine impartitole, la risposta di causa (cfr. doc. da _ a _), ma ha trasmesso all'attrice uno scritto del seguente tenore:
" Nel corso della preparazione della nostra risposta alla petizione all'attenzione del tribunale cantonale delle assicurazioni del Canton Ticino abbiamo dovuto constatare che lo scritto datato 11 settembre 2001 della nostra agenzia di _ è incompleto, rispettivamente incorretto. Per questo motivo vorremmo segnalare quanto segue:
La signora _ ha concluso in data 19 gennaio 1999 un contratto quadro di lavoro presso la ditta _.
La ditta _ ha indennizzato l'obbligo di versare il salario giusta l'articolo 324a CO in caso di incapacità lavorativa dovuta a malattia con l'assicurazione per perdita di guadagno conclusa presso la _ (cfr. cifra 4.7 del contratto quadro di lavoro). In questo contratto collettivo LCA sono assicurate delle prestazioni che, contrariamente alle assicurazioni per perdita di guadagno consuete, vengono corrisposte soltanto per un periodo limitato, a seconda della durata di assunzione (cfr. cifra 6 del Promemoria N° 1 dell'_ all'attenzione dei collaboratori temporanei concernente le principali disposizioni del contratto d'assicurazione contro la perdita di guadagno in caso di malattia). Nel caso di una durata di lavoro che supera i sei mesi, le indennità giornaliere vengono corrisposte a partire dal terzo giorno per al massimo 180 giorni civili nel corso di un periodo di 360 giorni civili consecutivi.
La Signora _ è inabile al lavoro dal 18 settembre 2000. L'_ ha disdetto l'impiego in data dal 29 maggio 2001 verbale con effetto al 29 giugno 2001. I nostri accertamenti hanno rilevato che le indennità giornaliere sono state corrisposte dall'inizio dell'incapacità lavorativa fino al 1 giugno 2001 durante 180 giorni.
Noi siamo consapevoli del fatto che in base alle disposizioni dell'articolo 100 LCA gli assicurati collettivi hanno un diritto di passaggio all'assicurazione individuale, a condizione che siano considerati disoccupati ai sensi dell'articolo 10 della legge contro la disoccupazione. Per quanto riguarda l'esercizio di questo diritto di passaggio sono applicabili per analogia gli articoli 71 cpv. 1 e 73 della LAMal. Una persona assicurata ha quindi diritto di passare all'assicurazione individuale, se esce dal contratto collettivo perché cessa di appartenere alla cerchia degli assicurati definita nel contratto collettivo oppure perché quest'ultimo viene disdetto. Questa disposizione è stata inclusa nell'articolo 6 CGA determinanti dell'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera per malattia secondo la LCA. E` vero che nelle condizioni complementari è stata menzionata l'esclusione del diritto di passaggio, la quale si applica però soltanto nel caso degli assicurati che non sono considerati disoccupati. Ma anche nel caso di assicurati che sono considerati disoccupati, il passaggio all'assicurazione individuale non ha senso in certi casi. Occorre essere consapevoli del fatto che il diritto di passaggio può essere esercitato soltanto nell'ambito delle prestazioni assicurate nel contratto collettivo senza un esame del rischio complementare (cfr. art. 71 cpv. 1 LAMal). Secondo la più recente giurisprudenza, le prestazioni assicurate devono quindi essere corrisposte per l'incapacità lavorativa a carico del contratto collettivo, manifestatasi durante l'appartenenza al contratto collettivo, fino al raggiungimento della durata massima assicurata (DTF 127 V 106). Se in quel momento una persona di questo tipo volesse passare all'assicurazione individuale, essa non potrebbe far valere ulteriori prestazioni nell'assicurazione individuale per l'incapacità lavorativa persistente, dato che noi respingeremmo con certezza per la malattia/incapacità lavorativa esistente un'estensione nell'assicurazione individuale dell'entità delle prestazioni assicurate nell'assicurazione collettiva (sia per quanto riguarda l'entità dell'indennità giornaliera che per la durata delle prestazioni). Per una persona di questa categoria con un'incapacità lavorativa persistente, rispettivamente invalidizzante, un passaggio non cambierebbe quindi nulla per quanto riguarda la situazione della durata "breve" richiesta così dal datore di lavoro nel contratto collettivo.
Per i motivi summenzionati effettueremo il passaggio nel caso in cui si decidesse di attenersi al passaggio della signora _, il che è da supporre conto tenuto della procedura d'azione davanti al tribunale delle assicurazioni sociali del Canton Ticino. Noi respingeremmo però una durata delle prestazioni superiore a 180 giorni nell'assicurazione individuale. Dato che la signora _ ha già percepito durante 180 giorni le prestazioni assicurate nell'assicurazione collettiva, l'assicurata non ha nessun ulteriore diritto alle prestazioni nell'assicurazione individuale per l'attuale incapacità lavorativa. Spetta alla signora _ decidere se è sensato un passaggio a queste condizioni." (Doc. _)

in diritto
2.1. Dagli atti prodotti si desume che _ era assicurata contro la perdita di guadagno tramite un contratto di assicurazione collettiva presso la Cassa malati _.
Occorre anzitutto verificare la competenza di questo TCA a giudicare la fattispecie.
L'assicurazione contro le malattie é stata regolamentata, sino al 31 dicembre 1995, dalla LAMI, sostituita, con effetto a decorrere dal 1. gennaio 1996, dalla nuova legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati (art. 13 OAMal) e gli altri rami d’assicurazione (art. 14 OAMal) sono diventate di puro diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Dal profilo procedurale, la LAMal ha operato una cesura completa fra i rimedi giuridici nell'assicurazione malattia sociale e nelle assicurazioni complementari: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa (cfr. 85ss LAMal), per le vertenze relative alle seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile.