Decision ID: b76e165a-5eac-4505-9256-e582ebe76077
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _11 promossa il 28 dicembre 2021 da PI 1 contro RI 1 per l’incasso di fr. 5'085.– complessivi oltre agli accessori, l’8 febbraio 2022 l’Ufficio d’esecuzione di Lugano, appurato che l’escusso non aveva interposto opposizione, gli ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso del 21 febbraio 2022, RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento, augurandosi di trovare un
“punto di incontro”
con l’escutente per risolvere i problemi dei lavori non eseguiti a regola d’arte e pagare le fatture tutelando le sue garanzie rispetto alla committenza finale.

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative cioè alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, RI 1 fa valere di aver proposto all’escutente di pagare le sue fatture scorporando un importo
“per lavorazioni non eseguite a regola d’arte in corresponsabilità con un altro artigiano”
, senza ricevere alcuna risposta da lui, neppure
dopo la segnalazione di ulteriori vizi con e-mail del 14 dicembre 2021. Si duole che
PI 1 non abbia neppure risposto a una richiesta d’incontro
“per ottenere un concordato”
formulata dopo la ricezione del precetto esecutivo. Il ricorrente si augura di trovare un
“punto di incontro”
con l’escutente per risolvere la questione.
3.
Nella misura in cui contesta la pretesa dell’escutente in relazione con i pretesi vizi di lavorazione, il ricorrente solleva una questione di merito che esula dalla competenza dell’UE e dell’autorità di vigilanza, siccome per questo tipo di censure la legge
prescrive la via giudiziaria (art. 17 cpv. 1 LEF), ovvero la procedura di rigetto dell’opposizione (art. 79 segg.). Non avendo l’escusso
interposto opposizione al prcetto esecutivo, l’UE ha correttamente notificato la comminatoria di fallimento impugnata (art. 88 cpv. 1 e 159 LEF). Non appaiono infatti dati motivi formali d’annullamento di quell’atto.
Interamente fondato su censure di merito, il ricorso è pertanto irricevibile.
4.
Per legge n
on si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).