Decision ID: 71b6cdc0-0921-5826-9904-edeb4e46faba
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto, in fatto
1.1. In data 10 settembre 2012 RI 1, nato nel 1979, di professione operaio edile, è stato vittima sul posto di lavoro di un infortunio all’anca.
A seguito di tale evento, egli ha riportato una sospetta lesione del legamento rotondo della testa del femore.
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Dopo essere stato sottoposto in data 2 giugno 2015 ad una visita medica di chiusura (nella quale è stata ritenuta ormai inesigibile la precedente attività, di natura pesante, mentre è stata considerata una piena abilità al lavoro nello svolgimento di attività leggere adeguate), in data 18 giugno 2015 l’assicuratore LAINF, ritenendo che dalla continuazione delle cure non ci si potesse più attendere un notevole miglioramento dello stato post-infortunistico, ha posto termine a partire dal 1° agosto 2015 alle prestazioni di breve durata, salvo per quanto concerne l’assunzione di ulteriori tre cicli di fisioterapia ambulatoriale fino alla fine dell’anno (cfr. doc. 273).
Passando all’esame del diritto alle prestazioni di lunga durata, in particolare per quanto concerne l’eventuale diritto ad una rendita di invalidità, l’CO 1 ha informato l’interessato di avere chiesto all’Ufficio AI di comunicare se intendesse o meno adottare delle misure di ordine professionale, per cui “riferiremo in merito appena possibile”.
L’assicuratore infortuni ha, infine, indicato che “lei ha diritto sin d’ora ad un’indennità per menomazione dell’integrità (articolo 24 cpv. 1 LAINF). Anche a tale riguardo la informeremo al più presto possibile” (cfr. doc. 273).
1.3. Nel frattempo, l’assicurato è stato dichiarato inabile al lavoro al 100% a partire dal 27 aprile 2015 a seguito di malattia (problemi psichici), ottenendo da parte dell’assicuratore malattia le relative indennità giornaliere.
L’assicuratore LAINF ha, di conseguenza, sospeso l’esame del diritto a prestazioni di lunga durata (superamento della causalità).
1.4. L’interessato ha recuperato una capacità lavorativa, dal profilo psichiatrico, nella misura del 20% dal 24 maggio 2017 e del 100% dal 20 marzo 2018 (cfr. doc. 359).
Nella procedura in materia AI, in data 31 agosto 2017 l’Ufficio AI ha assunto le spese per un accertamento del potenziale dal 28 agosto al 22 settembre 2017 presso il CAP (doc. 342).
Successivamente, in data 21 marzo 2018, l’UAI ha riconosciuto all’interessato l’assunzione dei costi per un corso di formazione quale pratico della logistica dal 20 marzo 2018 al 9 dicembre 2018 (cfr. doc. 355). Con ulteriore comunicazione dell’8 maggio 2018, poi, l’Ufficio AI ha preso a carico anche i costi per la pratica professionale presso l’azienda _, dal 9 aprile 2018 al 31 dicembre 2018, accordando delle indennità giornaliere (doc. 370).
1.5. Dopo avere predisposto una nuova visita medica _ (cfr. doc. 346), con decisione del 27 aprile 2018 l’CO 1 ha assegnato all’assicurato una rendita di invalidità del 24% a partire dal 1° maggio 2017 e un’IMI del 10% (doc. 360).
1.6. Con opposizione cautelativa del 25 maggio 2018 (doc. 377), poi motivata in data 28 maggio 2018, l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha contestato la decisione dell’CO 1, rilevando di non potere essere considerato pienamente abile al lavoro nell’esecuzione di attività leggere.
A dimostrazione di ciò, vi è, secondo il suo legale, l’insuccesso del procedimento di reinserimento professionale quale pratico della logistica assegnato dall’Ufficio AI, testimoniato dai referti con i quali il dr. _ ha attestato una completa inabilità lavorativa dall’11 giugno 2018 al 21 giugno 2018 e del 50% a partire dal 6 luglio 2018 (doc. C).
Per tali ragioni, quindi, l’avv. RA 1 ha chiesto che all’assicurato venga corrisposta una rendita di invalidità in misura superiore al 24%, così come pure un’IMI superiore al 10%, riconosciute dall’amministrazione (doc. 385).
1.7. Con decisione su opposizione del 12 luglio 2018, l’CO 1 ha ribadito la correttezza della propria precedente decisione, confermando l’attribuzione di una rendita di invalidità del 24% e di un’IMI del 10% (doc. A).
1.8. Con tempestivo ricorso del 12 settembre 2018, l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata, l’attribuzione di una rendita di invalidità del 50% a partire dal 1° maggio 2017 e di un’IMI del 20%.
Il rappresentante legale dell’assicurato ha inoltre postulato la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale (doc. I).
A sostegno di tali pretese, il legale del ricorrente ha addotto la circostanza che l’interessato non sarebbe in grado, come invece preteso a torto dall’assicuratore infortuni, di esercitare un’attività leggera al 100%, come sarebbe del resto stato indicato dal medico curante, dr. _. Quest’ultimo, infatti, constatata una forte sintomatologia dolorosa e di tensione muscolare accumulata a fine giornata dall’interessato nell’ambito dei provvedimenti professionali accordati dall’Ufficio AI, ha certificato un’incapacità lavorativa del 50%, la quale deve valere pure in ambito infortunistico.
Alla luce di tale peggioramento delle condizioni di salute dell’assicurato, l’avv. RA 1 ha chiesto che venga rivista anche la percentuale dell’IMI attribuita all’interessato, innalzandola al 20% (doc. I).
1.9. In data 26 settembre 2018, il legale del ricorrente ha trasmesso al TCA il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (doc. IV + bis).
1.10. L’CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
1.11. In data 18 ottobre 2018 il legale del ricorrente ha trasmesso al TCA un ulteriore referto del dr. _, ribadendo che l’interessato non è in grado di svolgere un’attività leggera nella misura del 100% (doc. VII + 1-2).
1.12. Con osservazioni del 30 ottobre 2018 l’assicuratore infortuni ha rilevato che il referto prodotto da controparte non è in grado di modificare la valutazione dell’esigibilità lavorativa posta dal medico _ e, inoltre, “non tiene conto del fatto che vi sono conseguenze che non sono attribuibili all’evento” (doc. IX).
1.13. In data 7 novembre 2018 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA “l’ultimo certificato medico del dr. _ mediante il quale si ribadisce il chiaro impedimento fisico del qui assicurato” (doc. XI + 1).
Tale scritto dell’assicurato è stato trasmesso all’assicuratore LAINF (cfr. doc. XII), per conoscenza.

in diritto
2.1. L'oggetto della lite è circoscritto all’entità della rendita d'invalidità, rispettivamente all’entità dell’IMI, spettanti all’insorgente a dipendenza dell’infortunio assicurato.
Non è, invece, oggetto di contestazione tra le parti la stabilizzazione dello stato di salute dell’assicurato, peraltro riconosciuta dallo stesso medico curante, dr. _, il quale in data 6 agosto 2018 ha espressamente indicato che la situazione dell’interessato è “ormai stabilizzata da tempo” (cfr. doc. E, corsivo della redattrice).
Del resto, ad ulteriore dimostrazione del fatto che la stabilizzazione dello stato di salute sia ormai data per acquisita, vi è la circostanza che l’avv. RA 1 ha contestato l’entità della rendita di invalidità attribuita all’assicurato, chiedendone una maggiore. Una tale richiesta, infatti, presuppone, quale requisito preliminare indispensabile al fine di potere passare dal regime delle prestazioni di breve durata a quello delle prestazioni di lunga durata, la stabilizzazione dello stato di salute dell’interessato.
2.2. Preliminarmente, richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come comunicato dall’CO 1 con scritto del 18 ottobre 2018 (relativo ad undici vertenze), l’incarto in esame, affidato dall’assicuratore ad un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria, non è stato gestito, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici.
Entità della rendita di invalidità.
2.3. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.
Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.
Da parte sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.
L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.