Decision ID: 413cf4fc-2fe7-5b9a-9ae7-74276877a554
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. CC 1 (1891) e la moglie Lu_ (1892) sono deceduti rispettivamente l'11 giugno 1957 e il 15 marzo 1969. Loro eredi sono i figli _ (1913), _ (1914), _ (1916), _ (1918), _ (1920), _ (1921), _ (1923), _ (1925), AO 13 (1926), Au_ (1928), AO 14 (1930), _ (1931) e AO 23 (1933). CC 1 era proprietario delle particelle n. 505, 511, 523, 559, 568, 608, 723, 797, 810, 817, 823, 874, 884, 891, 902, 928, 940, 951 e 955, così come di metà delle particelle n. 566, 879 e 1081 RFD di _. Lu_ era comproprietaria per metà, dal canto suo, della particella n. 558 RFD di _. I fondi in questione costituiscono un'azienda agricola.
B. Il 17 giugno 2005 AP 1, figlio di AO 23 e abiatico di CC 1 e Lu_, ha convenuto L_, AO 1 e AO 2, AO 22, AO 3 e AO 4, M_, AO 8, AO 18, G_, A_, AO 12 e AO 19, AO 21, AO 20, L_ S_, AO 13, Au_ S_, AO 14, AO 15, AO 16 e AO 17, come pure la madre AO 23 davanti al Pretore del Distretto di Leventina per ottenere l'annotazione nel registro fondiario di un diritto di compera di dieci anni in suo favore sulle particelle n. 505, 511, 523, 558, 559, 566, 568, 608, 723, 797, 810, 817, 823, 874, 879, 884, 891, 902, 928, 940, 951, 955 e 1081 RFD di _ per un prezzo di acquisto di fr. 52 085.50. In subordine egli ha chiesto che qualora i fondi non formassero un'azienda agricola l'annotazione gravasse almeno i fondi n. 523, 723, 797, 874, 902, 928 e 955 per un prezzo di complessivi fr. 19 172.–.
C. Il Pretore ha disgiunto la causa il 24 agosto 2005, separando
l'azione contro i membri della comunione ereditaria fu CC 1 (inc. OA.2005.18) da quella presentata contro i membri della comunione ereditaria fu Lu_ (inc. OA.2005.19). AO 20, L_ N_, AO 19, AO 23 e AO 18 hanno dichiarato di aderire alla petizione. Nella loro risposta del 26 giugno 2006 L_, AO 1, AO 2, AO 3, AO 4, M_, AO 8, G_, A_, AO 12, L_ S_, AO 13, Au_ S_, AO 14, AO 15, AO 16 e AO 17 ne hanno proposto il rigetto. AO 22 è rimasto silente. Il 15 giugno 2006 A_ è deceduta e nel processo le sono subentrati i figli AO 9, AO 10 e AO 11. All'udienza preliminare, tenutasi il 14 febbraio 2007, il Pretore ha ordinato la congiunzione delle due cause per l'istruttoria.
D. G_ è deceduta il 12 febbraio 2008, lasciando come eredi tutti gli altri convenuti. A L_, deceduta il 21 agosto 2008, sono subentrati i figli AO 1 e AO 2. M_ è deceduto il 14 febbraio 2011 e gli sono subentrati i figli AO 5, AO 6 e AO 7. In seguito alla morte di L_ S_, il 23 gennaio 2012, e di Au_ S_, il 13 febbraio 2012, nel processo sono entrati in causa tutti gli altri convenuti. L'istruttoria, nel corso della quale l'ing. C_ è stato chiamato a rilasciare una perizia sul valore di reddito dei fondi della successione, è terminata il 26 ottobre 2012 e al dibattimento finale le parti hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel proprio memoriale del 28 agosto 2012 l'attore ha confermato la petizione, riducendo il valore del diritto di compera a fr. 45 489.– e chiedendo al Pretore di “valutare se non sia opportuno inglobare fondi già appartenenti ad Au_ S_ intestati singolarmente e/o congiuntamente alle comunione ereditaria in questione nel diritto di compera a favore dell'attore, giacché facenti parte dell'azienda agricola”. AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4, AO 5, AO 6 e AO 7, AO 8, AO 9, AO 10 e AO 11, AO 12, AO 13, AO 14, AO 15, AO 16 e AO 17 hanno nuovamente postulato il 22 agosto 2012 il rigetto delle petizioni. Gli altri convenuti non si sono espressi. AO 11 è deceduto il 14 novembre 2012 e gli sono subentrati in causa i fratelli AO 9 e AO 10, già parti al processo.
E. Statuendo con sentenze dell'8 agosto 2013, il Pretore ha dichiarato entrambe le petizioni irricevibili. Le spese di fr. 14 500.– e la tassa di giustizia di fr. 1500.– della causa OA.2005.18 sono state poste a carico dell'attore, con obbligo di rifondere ai convenuti rappresentati dall'avvocato PA 1 fr. 3000.– per ripetibili. La tassa di giustizia di fr. 500.– e le spese di fr. 700.– della causa OA.2005.19 sono state anch'esse addebitate all'attore, tenuto a rifondere ai convenuti patrocinati dall'avvocato PA 1 fr. 400.– per ripetibili.
F. Contro le decisioni appena citate AP 1 è insorto a questa Camera con due appelli del 16 settembre 2013 nei quali chiede che in riforma del giudizio impugnato le due petizioni siano accolte. Nelle loro osservazioni del 14 novembre 2013 AO 1, AO 2, AO 3 e AO 4, AO 5, AO 6 e AO 7, AO 8, AO 9, AO 10 e AO 11, AO 12, AO 13, AO 14, AO 15, AO 16 e AO 17 concludono per la reiezione degli appelli. AO 23 ha dichiarato il 16 novembre 2013 di acquiescere. AO 22, AO 18, AO 19, AO 21 e AO 20 non hanno presentato osservazioni. In seguito alla morte di AO 13, il 24 luglio 2014, nel processo sono subentrati a quest'ultima, oltre ai tutti i convenuti, E_ e M_, F_, V_ e Mo_.

Considerando
in diritto: 1. I rimedi giuridici in esame sono uguali e diretti contro decisioni identiche, fondati su un medesimo complesso di fatti e vertenti sull'applicazione delle stesse norme giuridiche. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).
2. Alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Le sentenze intimate dai Pretori dopo il 31 dicembre 2010 in azioni rette dalla procedura ordinaria degli art. 165 segg. CPC ticinese sono appellabili pertanto entro 30 giorni dalla notifica (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che – ove si tratti di controversie esclusivamente patrimoniali – il valore litigioso raggiunga fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto il Pretore ha fissato il valore litigioso in fr. 52 058.50 per entrambe le procedure, importo che non appare inverosimile e che non è contestato dalle parti. Quanto alla tempestività dei rimedi giuridici, le decisioni impugnate sono giunte alla patrocinatrice dell'attore il 12 agosto 2013. Introdotti il 16 settembre 2013, gli appelli in esame sono quindi tempestivi, i termini essendo rimasti sospesi fino al 15 agosto compreso in virtù dell'art. 145 cpv. 1 lett. b CPC ed essendosi prorogati al primo giorno feriale giusta l'art. 142 cpv. 3 CPC.
3. AP 1 annette ai suoi appelli una lettera del 5 settembre 2013 in cui chiedeva alla Sezione dell'agricoltura di approvare il valore di reddito dell'azienda agricola fissato dal perito giudiziario. Se non che, nuovi fatti e nuovi mezzi di prova sono ammissibili in appello soltanto se sono immediatamente addotti e dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile addurli nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile, tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 CPC). A prescindere dal fatto che in concreto l'appellante non spiega perché la richiesta non potesse essere posta alla Sezione dell'agricoltura prima del settembre 2013, come si vedrà oltre tale richiesta non è suscettibile di influire sul giudizio. Non conviene dunque attardarsi in proposito.
4. In concreto AP 1 ha promosso un'azione volta all'iscrizione nel registro fondiario di un diritto di compera dei parenti sui beni delle successioni fu CC 1 e Lu_. In conformità all'art. 25 cpv. 1 della legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR: RS 211.412.11) se tra i beni della successione vi è un'
azienda agricola, sulla stessa ha un diritto di compera, qualora sia idoneo a praticare la coltivazione diretta, ogni discendente non erede (lett. a) od ogni fratello o sorella o figlio loro non erede che, in caso di vendita dell'azienda, potrebbe far valere un diritto di prelazione (lett. b). Tale diritto di compera configura una restrizione legale della proprietà nel senso dell'art. 680 cpv. 1 CC e non è suscettibile pertanto di essere iscritto nel registro fondiario (Mooser, Le droit d'emption des parents selon les art. 25 à 27 LDFR, Une empreinte sur le Code civil, scritti in onore di Paul-Henri Steinauer, Berna 2013, pag. 406; Steinauer, Les droits réels, vol. II, 4a edizione, pag. 190 n. 1792; Schmid/Hürlimann-Kaup, Sachenrecht, 4a edizione, pag. 227 n. 928). Il Pretore ha accennato invero alla possibilità di iscrivere nel registro fondiario diritti personali, come il diritto di compera, sulla base degli art. 959 CC e 216a CO. Tali norme si applicano però ai diritti di compera convenzionali, non a quello legale dell'art. 25 LDFR (Foëx in: Commentaire romand, CO I, 2a edizione, n. 3 all'introduzione agli art. 216–221). Ciò posto, v'è da domandarsi se le petizioni dell'attore non vadano respinte già per questo motivo, le annotazioni che l'attore postula sulle particelle n. 505, 511, 523, 558, 559, 566, 568, 608, 723, 797, 810, 817, 823, 874, 879, 884, 891, 902, 928, 940, 951, 955 e 1081 RFD di _ o, subordinatemene, sulle particelle n. 523, 723, 797, 874, 902, 928 e 955 non potendo essere eseguite. L'interrogativo può rimanere aperto, le due azioni essendo destinate in ogni modo – come si vedrà senza remora – all'insuccesso.
5. L'appellante afferma di avere inteso promuovere in realtà azioni di accertamento per poter “finalmente esercitare il diritto di compera”. A suo dire l'istruttoria era volta a far constatare l'esistenza di un'azienda agricola, la determinazione del valore di reddito, il consenso dei proprietari che non si erano espressi chiaramente, così come la sua idoneità a far valere il diritto di compera. Ora, che un'azione di accertamento fosse proponibile nelle circostanze descritte è dubbio. Il discendente non erede che pretende di adempiere le condizioni dell'art. 25 cpv. 1 LDFR è senz'altro abilitato infatti a esercitare il diritto di compera. Non occorrono azioni di accertamento. Se gli eredi rifiutano di trasferirgli la proprietà dell'azienda agricola, egli può procedere nei loro confronti mediante un'azione di condanna (art. 665 cpv. 1 CC; cfr. Mooser, op. cit., pag. 417). Promuovere un'azione di accertamento – del resto sussidiaria rispetto a un'azione condannatoria o a un'azione costitutiva (DTF 135 III 380 consid. 2.2) – senza dichiarare di esercitare il diritto di compera è un'operazione infruttuosa. Sia come sia, si volesse anche ammettere la proponibilità di un'azione di accertamento nelle circostanze descritte, in concreto essa sarebbe votata alla reiezione per i motivi che seguono.
6. Nelle sentenze impugnate il Pretore ha riassunto anzitutto le condizioni alle quali un diritto di compera su un'azione agricola facente parte di beni ereditari è dato in forza dell'art. 25 LDFR, ricordando che l'esercizio di tale diritto è soggetto a un termine perentorio di tre mesi dal giorno in cui il beneficiario è venuto a conoscenza del diritto medesimo. Rammentato ciò, il primo giudice ha ritenuto che l'attore presumesse l'esistenza di un suo possibile diritto di compera già il 9 giugno 2003, quando rivolgendosi ai membri delle comunioni ereditarie aveva evocato una sua eventuale prelazione della fattoria al valore di reddito. A una successiva riunione tra eredi del 18 aprile 2004 nessuno aveva poi mostrato interesse per la masseria, ma solo per determinati fondi, di modo che l'11 novembre 2004 AP 1 ha comunicato agli eredi l'intenzione di far accertare da un giudice l'effettiva esistenza di un'azienda agricola. A mente del Pretore, quindi, l'attore era consapevole del suo diritto di compera almeno dal 18 aprile 2004, sicché il termine per l'esercizio del diritto è scaduto il 18 luglio 2004. Comunque sia – egli ha soggiunto – quand'anche l'attore abbia avuto consapevolezza del suo diritto solo al momento in cui il Consiglio di Stato ha formalmente accertato con decisione del 18 marzo 2008 che i fondi dei compendi ereditari costituiscono un'azienda agricola, il termine di perenzione è scaduto il 25 giugno 2008. Onde l'irricevibilità delle petizioni.
Abbondanzialmente il Pretore ha esaminato se in concreto ricorressero anche le altre premesse per l'esercizio del diritto di compera. Accertato che i fondi dell'asse successorio formano un'
azienda agricola anche nel senso del nuovo art. 7 LDFR, entrato in vigore il 1° settembre 2008, e che AP 1 è idoneo alla coltivazione diretta, egli ha rilevato però che agli atti manca una stima circa il valore di reddito dell'azienda agricola da parte dell'autorità competente. E a suo parere “in assenza del prezzo di vendita, che costituisce un'essentiale negotii del diritto di compera”, un'annotazione nel registro fondiario non è ammissibile, ciò che rende ulteriormente inammissibile la richiesta (principale o subordinata) di petizione. Infine – egli ha soggiunto – l'attore è sì discendente di CC 1 e Lu_, ma non erede a norma dell'art. 21 LDFR, di modo che non ha alcun diritto di vedersi attribuire fondi agricoli non facenti parte dell'azienda agricola.
7. L'appellante si duole anzitutto che il Pretore non abbia sospeso le cause in attesa di chiedere alla Sezione dell'agricoltura, autorità competente, di accertare se i beni della successione costituiscano un'azienda agricola. La censura non può essere condivisa. Un giudice civile è abilitato a dirimere egli medesimo questioni preliminari di diritto pubblico, sempre ch'esse non formino già oggetto di una decisione passata in giudicato presa dalla competente autorità amministrativa (DTF 138 III 56 consid. 4.4.3). Non vi è tuttavia obbligato. Egli può anche risolvere direttamente le questioni preliminari, quantunque una sospensione del processo in materia di diritto fondiario rurale “appaia preferibile” (sentenza del Tribunale federale 2C_279/2013 del 13 dicembre 2013, consid. 2.3.1 con rinvio a DTF 129 III 192 consid. 2.3). Nella fattispecie, ad ogni buon conto, l'esistenza di un'azienda agricola nel senso dell'art. 7 LDFR è stata accertata per finire dal Consiglio di Stato con decisione del 18 marzo 2008 e di ciò il Pretore ha tenuto conto. Al riguardo non giova pertanto dilungarsi.
8. Sostiene l'appellante che il diritto di compera non è perento, avendone egli chiesto l'accertamento. E proprio perché non erano date le condizioni per esercitarlo, egli si è rivolto al Pretore al fine di poter “finalmente esercitare il diritto di compera”, anche perché alcuni eredi non avevano rinunciato definitivamente a rivendicare l'azienda agricola, pur contestandone l'esistenza. Senza dimenticare – egli conclude – che all'inoltro della petizione ancora non esisteva una decisione di accertamento sulla formale esistenza dell'azienda agricola.
a) Sull'impossibilità di iscrivere un diritto di compera legale nel registro fondiario già si è detto (consid. 4). Quanto ai presupposti per esercitare giusta l'art. 25 cpv. 1 LDFR il diritto di compera su un'azienda agricola che fa parte di una successione, essi già sono stati riassunti dal Pretore. Basti ricordare che in virtù del rinvio previsto all'art. 27 LDFR valgono per l'esercizio di tale diritto le disposizioni procedurali applicabili al diritto legale di prelazione secondo gli art. 681 segg. CC (sentenza del Tribunale federale 5A_292/2014 del 24 ottobre 2014, consid. 3.3 con riferimenti). E conformemente all'art. 681a cpv. 2 CC un simile diritto si estingue nel termine relativo di tre mesi e nel termine assoluto di due anni dall'iscrizione del nuovo proprietario nel registro fondiario.