Decision ID: 68ecdfdb-f5f2-4826-952a-afb7861d6e84
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_002
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: social_law

I. Ritenuto in fatto:
1. Il 10 giugno 2018 A._, nata il 23 agosto 1985, di professione
barista/cameriera, attiva dal 1° novembre 2017 in qualità di "addetta alla
ristorazione" a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato presso la
B._ SA di C._, e perciò assicurata d'obbligo contro gli infortuni
presso la SUVA, è stata vittima di un incidente stradale a D._
riportando un trauma complesso alla mano destra trattato il giorno
seguente presso l'Ospedale regionale di E._. La SUVA ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto le regolari
prestazioni di legge.
2. Dal 30 aprile al 7 giugno 2019 ella è stata in degenza riabilitativa presso
la F._ a G._. Nel relativo rapporto di dimissione del 27 giugno
2019 i rispettivi medici non proponevano alcun nuovo intervento. Essi
raccomandavano un proseguimento del trattamento di ergoterapia per
permettere di migliorare la forza e la mobilità del pollice e dunque di
migliorare le capacità funzionali. Essi si attendevano una stabilizzazione
della situazione medica entro quattro mesi per quanto concerneva la mano
destra (risp. il pollice), mentre a loro dire occorreva una rivalutazione dal
punto di vista psichiatrico. Essi ritenevano sfavorevole la prognosi di
reinserimento nell'ultima attività lavorativa; mentre ritenevano piuttosto
favorevole la prognosi di reinserimento in un'attività adatta rispettante le
relative limitazioni funzionali dopo un miglioramento dello stato psichico. I
medici descrivevano quali deficit funzionali il sollevamento di pesi sopra i
5 kg e il sollevamento ripetuto di pesi con la mano destra, attività
necessitanti una presa globale della mano destra o l'utilizzo del pollice
destro. Essi hanno inoltre incoraggiato la paziente a voler ricontattare l'AI
per un riorientamento professionale (l'assicurata stava svolgendo una
formazione informatica tramite l'AI). Nel rapporto psichiatrico del 24 giugno
2019 la Dr. med. H._, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia
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presso la F._, ha diagnosticato uno stato di stress post-traumatico
(ICD-10 F43.1). I medici concludevano pertanto che sotto il profilo psichico
la paziente non era in grado di eseguire un'attività necessitante
concentrazione intensa o prolungata.
3. La visita medico-circondariale di chiusura si è svolta il 19 agosto 2019. Nel
relativo rapporto del 20 agosto 2019 il medico di circondario Dr. med.
I._, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell'apparato locomotore, ha valutato l'assicurata completamente inabile
nella sua ultima attività e pienamente abile in attività confacenti. Il medico
di circondario proponeva di continuare l'ergoterapia.
4. Il 12 settembre 2019 la SUVA ha comunicato all'assicurata che, essendo
la situazione stabilizzata, avrebbe sospeso le prestazioni a titolo di spese
di cura e d'indennità giornaliera per il 1° ottobre 2019.
5. Nel rapporto del 23 settembre 2019 il medico curante, Dr. med. J._,
specialista FMH in medicina interna generale, ha ritenuto indicata la
prosecuzione di ergoterapia a lungo termine per mantenere i progressi
sinora raggiunti, favorire il controllo dei dolori e pertanto favorire la
reintegrazione nel mondo del lavoro.
6. Su richiesta del medico curante, l'assicurata è stata esaminata il 20
gennaio 2020 dalla Clinica K._, i cui rispettivi medici nel rapporto del
7 febbraio 2020 per un possibile miglioramento non hanno tanto ritenuto
indicate ulteriori operazioni, quanto piuttosto un'ulteriore ergoterapia
intensiva.
7. Confrontato con questa valutazione, il 24 aprile 2020 il Dr. med. I._
ha proposto il proseguimento con tre cicli di ergoterapia (due sedute a
settimana) per l'anno 2020 (dopo la chiusura del caso), aggiungendo che
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probabilmente i medici della Clinica K._ non erano a conoscenza del
soggiorno riabilitativo dell'assicurata presso la F._ di G._.
8. Con decisione del 17 giugno 2020 la SUVA ha negato all'assicurata una
rendita LAINF (a fronte di una piena capacità lavorativa in attività adatta e
un grado d'invalidità nullo). I disturbi psichici non sono stati considerati
perché non ritenuti essere in relazione causale (adeguata) con l'infortunio.
La SUVA le ha tuttavia assegnato un'indennità per menomazione
dell'integrità (IMI) del 20 %. In sede di opposizione, in seguito al colloquio
del 9 settembre 2020 la SUVA ha accolto la richiesta dell'assicurata di
versarle le indennità giornaliere fino al 31 dicembre 2019 a titolo
straordinario. Nella motivazione dell'opposizione del 15 gennaio 2021
l'assicurata ha chiesto che venisse rivalutata l'esigibilità al lavoro in un
contesto lavorativo adeguato valutando la perdita di resa e quindi la
redditività che ne discende; che venisse valutata la necessità di cure
mediche nel contesto dell'esame delle prestazioni di lunga durata e che
venisse riconosciuta l'indennità per perdita di guadagno (quale
prestazione temporanea) sino al 31 marzo 2020, ossia prima che
l'assicurata sia risultata collocabile per la disoccupazione [ella si è iscritta
alla disoccupazione dal 1° aprile 2020].
9. In seguito all'opposizione, il caso è stato nuovamente sottoposto al Dr.
med. I._ per apprezzamento. Questi nel rapporto del 12 febbraio
2021 ha confermato quanto espresso in occasione della visita medica di
chiusura del 19 agosto 2019, ossia la proposta di continuare con
l'ergoterapia (3-4 cicli all'anno). La SUVA si è successivamente assunta le
spese per tre cicli di ergoterapia per l'anno 2020.
10. Nel rapporto del 2 aprile 2021 il medico curante Dr. med. J._ ha
segnalato che le terapie consigliate dagli ortopedici della Clinica K._
nel mese di febbraio 2020 non sarebbero state eseguite e che un tentativo
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di svezzare la paziente dal tutore sarebbe fallito per peggioramento dei
dolori cronici alla mano e pollice destro, presenti quotidianamente e
necessitanti di polifarmacoterapia. A livello psichico la situazione sarebbe
severamente labile con attacchi di panico severi, in una paziente che da
mesi non avrebbe più un supporto specialistico. Egli riteneva pertanto
necessario, da un lato, introdurre nuovamente sedute di ergoterapia e un
trattamento riabilitativo per esercizi di recupero forza e TENS, dall'altro,
eseguire una cura psicologica-psichiatrica. In ragione della gravità dei
postumi di infortunio, basandosi sulle valutazioni della clinica di G._
di metà 2019 nonché del Dr. med. I._ dell'agosto 2019 in cui si
raccomandava il proseguimento del trattamento ergoterapico, egli riteneva
palese la necessità di una cura funzionale della lesione alla mano così
come una presa a carico dei postumi psichici di infortunio.
11. Con decisione su opposizione del 21 aprile 2021 la SUVA ha confermato
la propria decisione e respinto l'opposizione.
12. Avverso questa decisione, il 25 maggio 2021 A._ (qui di seguito:
ricorrente) ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del Canton Ticino, postulando l'annullamento della decisione
impugnata e il rinvio degli atti alla SUVA perché accerti le cure da erogarle
sino a che la situazione da un profilo medico (per la mano destra) e
psichiatrico possa dirsi quantomeno stabilizzato e non più soggetto a
importanti miglioramenti. La ricorrente ha chiesto che sino ad allora, e con
effetto retroattivo dal 1° gennaio 2020, la SUVA sia tenuta a corrisponderle
le indennità giornaliere. Ella ha infine chiesto che le sia attribuita una
rendita del 20 %, riservati gli accertamenti di cui sopra.
13. Nella risposta del 15 giugno 2021 la SUVA (qui di seguito: convenuta) ha
chiesto la reiezione del ricorso.
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14. Il 5 luglio 2021 il patrocinatore della ricorrente ha chiesto un termine sino
al 15 settembre 2021 per la produzione di un rapporto del proprio medico
curante. Su richiesta del patrocinatore, che in seguito ha prospettato
l'inoltro di un rapporto psichiatrico, il termine è stato più volte prorogato,
per l'ultima volta il 27 ottobre 2021 sino al 22 novembre 2021. Nell'ultima
richiesta del 22 ottobre 2021 il patrocinatore ha comunicato che non era
stato possibile prendere contatto con lo psichiatra a L._, scelto
perché parla la lingua italiana, causa continua malattia di quest'ultimo. Il
patrocinatore ha inoltre segnalato le difficoltà della ricorrente a viaggiare
con i mezzi di trasporto da M._ dove attualmente abita con il
compagno. Il termine del 22 novembre 2021 è scaduto infruttuoso.
15. Con decisione del 7 marzo 2022 il Presidente del Tribunale cantonale delle
assicurazioni del Canton Ticino ha dichiarato irricevibile il ricorso e ha
trasmesso gli atti per competenza al Tribunale amministrativo del Cantone
dei Grigioni.
16. Il 31 maggio 2022 il Giudice istruttore del Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni ha trasmesso alle parti suddetta decisione per
un'eventuale presa di posizione. Non essendo stata introdotta alcuna
presa di posizione, il 21 giugno 2022 il Giudice istruttore ha informato le
parti che lo scambio di scritti era dichiarato concluso.

II. Considerando in diritto:
1.1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 21 aprile 2021. Al
momento dell'interposizione del ricorso la ricorrente aveva domicilio a
M._ (GR), per cui è data la competenza per territorio e materia di
questo Tribunale (cfr. art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione
contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20] in combinato disposto con l'art. 58
cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle
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assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1]); art. 57 LPGA in combinato
disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa
[LGA; CSC 370.100]). La ricorrente è legittimata a ricorrere (cfr. art. 59
LPGA). Il suo ricorso, presentato tempestivamente e nella dovuta forma
(art. 60 cpv. 1 e 61 lett. b LPGA), è dunque ricevibile.
1.2. Questa sentenza è emanata dal Giudice unico, siccome il ricorso – come
si vedrà nei considerandi successivi – si rivela evidentemente infondato
(art. 43 cpv. 3 lett. b della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC
370.100]).
2. Controverso è se la convenuta ha giustamente chiuso il caso d'infortunio
della ricorrente e quindi sospeso le prestazioni di breve durata per il 1°
ottobre 2019 e se ha giustamente negato il diritto a una rendita d'invalidità
LAINF. Va notato che la convenuta ha dato giustamente seguito alla
richiesta del patrocinatore della ricorrente di continuare il versamento delle
indennità giornaliere fino al 31 dicembre 2019, nel senso di un adeguato
periodo transitorio di almeno tre mesi secondo giurisprudenza (STF
8C_173/2008 consid. 2.3) in seguito all'esigibilità, attestata medicalmente
(al riguardo si veda più sotto), del cambio di professione.
3. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF le prestazioni assicurative sono effettuate in
caso d'infortuni professionali, d'infortuni non professionali e di malattie
professionali. Il diritto alle prestazioni presuppone l'esistenza di un nesso
di causalità naturale nonché di un nesso di causalità adeguata tra l'evento
dannoso e il danno alla salute (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb).
L'esistenza di un rapporto di causa-effetto tra l'infortunio e il danno alla
salute deve essere comprovato con il necessario grado della probabilità
preponderante. La sola possibilità di una relazione causale non basta per
giustificare un diritto a prestazioni (DTF 129 V 177 consid. 3.1).
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4. Dapprima va esaminato se la convenuta ha giustamente chiuso il caso
d'infortunio e quindi sospeso le prestazioni di breve durata a partire dal 1°
ottobre 2019.
4.1. Una chiusura del caso con conseguente sospensione delle prestazioni di
breve durata ed esame di un diritto a una rendita d'invalidità o a
un'indennità per menomazione dell'integrità è possibile qualora dalla
continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato e siano conclusi eventuali
provvedimenti d'integrazione dell'AI (cfr. art. 19 cpv. 1 primo periodo
LAINF; DTF 134 V 109 consid. 4.1). Il presupposto del "sensibile
miglioramento" si definisce nella misura del prevedibile incremento o
ripristino della capacità lavorativa compromessa dall'infortunio. Il
prevedibile miglioramento dalla continuazione della cura medica deve
essere significativo, da qui il termine "sensibile" (cfr. DTF 134 V 109
consid. 4.3). La questione del sensibile miglioramento deve essere
giudicata prospetticamente al momento della sospensione delle
prestazioni. Questa valutazione si fonda sulle informazioni mediche a
proposito delle opzioni terapeutiche e del decorso della patologia,
generalmente riassunte nel concetto di prognosi (cfr. STF 8C_277/2012
consid. 2.2.2). La conclusione del caso presuppone unicamente che da
ulteriori cure mediche non ci si debba più aspettare un sensibile
miglioramento dello stato di salute; non è invece richiesto che un
trattamento medico non sia più necessario (cfr. STF 8C_590/2008 consid.
4.2, 8C_432/2009 consid. 3.2).
4.2.1. Riguardo alle cure alla mano (destra), la ricorrente eccepisce
essenzialmente che la convenuta non avrebbe seguito le indicazioni del
Prof. Dr. med. N._ della Clinica K._. La convenuta si sarebbe
fatta carico solo di ulteriori 3-4 sedute di ergoterapia durante il 2020. La
ricorrente chiede di essere rivisitata da un medico che accerti la situazione
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clinica della mano destra, le possibili cure che ancora si presentano, in
quale misura queste avrebbero permesso (risp. permettono) di migliorare
la situazione della mano anche ma non solo in ottica valetudinaria, e
quanto queste dureranno finché si potrà affermare che la situazione
medica sia stabilizzata.
4.2.2. La convenuta fa giustamente notare che i medici della Clinica K._, tra
cui il Prof. Dr. med. N._, nel rapporto del 7 febbraio 2020 (doc. 124
convenuta) hanno solamente rilevato che un'ulteriore ergoterapia
intensiva avrebbe potuto portare a un miglioramento, e che questa mera
possibilità in linea di principio non è sufficiente (cfr. STF 8C_1022/2008
consid. 4.2). Inoltre, il medico di circondario Dr. med. I._ nei suoi
apprezzamenti non ha mai riferio che il proseguimento dell'ergoterapia
potrebbe molto probabilmente apportare un sensibile miglioramento dello
stato di salute della ricorrente. In primo luogo, vi è il suo rapporto sulla
visita di chiusura del 20 agosto 2019 (doc. 98 convenuta) in cui egli prende
posizione sulla capacita ed esigibilità lavorativa, quindi in vista di una
decisione di rendita (e chiusura del caso), e dove ritiene opportuno
continuare con l'ergoterapia. In secondo luogo, nel rapporto del 7 aprile
2020 (doc. 126 convenuta) egli conferma di prolungare l'ergoterapia (e
propone inoltre la reintegrazione nel campo lavorativo con AI parziale). In
terzo luogo, nel rapporto del 24 aprile 2020 (doc. 130 convenuta) egli
osserva che il Dr. med. N._ vedrebbe ancora una possibilità di
superare il "deficit di riabilitazione" ma che questi probabilmente non
avrebbe saputo che la ricorrente è stata a G._ in riabilitazione
stazionaria. In tale contesto il Dr. med. I._ propone tre cicli di
ergoterapia con successiva rivalutazione del medico curante. Ciò ai sensi
di un mantenimento della capacità di guadagno in base al – qui non
determinante (al riguardo v. sotto) – art. 21 LAINF. In quarto luogo,
nell'apprezzamento del 12 febbraio 2021 (doc. 182 convenuta) egli
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conferma la sua proposta di continuare con l'ergoterapia come da rapporto
sulla visita di chiusura. Ne discende che il Dr. med. I._ ha proposto di
proseguire l'ergoterapia allo scopo di mantenere lo status quo e non di
ottenere un (sensibile) miglioramento. A questo parere si oppone soltanto
l'avviso del medico curante Dr. med. J._, secondo cui il
proseguimento dell'ergoterapia sarebbe necessario non solo al fine di
mantenere i progressi raggiunti, ma anche in senso riabilitativo, dunque
per favorire un miglioramento dello stato di salute e con ciò la
reintegrazione nel mondo del lavoro tramite esercizi di recupero forza e
TENS (cfr. rapporto del 23 settembre 2019 [doc. 110]; cfr. anche rapporto
del 2 aprile 2021 [doc. 183 convenuto]). Questa opinione del medico
curante non è tuttavia in grado di scalfire l'apprezzamento del medico di
circondario. Innanzitutto, va detto che a causa del rapporto di fiducia tra
curante e paziente il suo apprezzamento va giudicato con la dovuta
cautela; in secondo luogo va notato che, a differenza di quanto sostenuto
dal curante, le cure indicate dai medici della F._ di G._ nel
rapporto di dimissione del 27 giugno 2019 (doc. 92 convenuto) nella forma
di un trattamento ergoterapico sono state eseguite addirittura oltre il 1°
ottobre 2019 – dopo la constatazione della stabilizzazione dello stato di
salute da parte della convenuta – con il ciclo di ergoterapia esclusivamente
concesso a titolo straordinario nel 2020, quando invece detti specialisti si
aspettavano una stabilizzazione dello stato di salute (fisica) entro quattro
mesi (quindi per fine ottobre 2019). Tutto sommato, la documentazione
medica agli atti permette di concludere con il determinante grado di
verosimiglianza preponderante (cfr. STF 8C_348/2018 consid. 3.1) che al
momento della chiusura del caso in data 1° ottobre 2019 non sussistevano
ulteriori cure atte a migliorare sensibilmente i postumi infortunistici
organici.
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4.2.3. Riguardo al ciclo di ergoterapia eccezionalmente accordato per il 2020
dopo l'ufficiale chiusura del caso (cfr. valutazione del Dr. med. I._ del
24 aprile 2020 [doc. 130 convenuta]; e-mail del Case Manager del 28
aprile 2020 [doc. 132]), va per inciso notato che la convenuta non era
tenuta ad assumersi tali spese per cure mediche di mantenimento dal
momento che non è stata accordata una rendita (l'art. 21 LAINF è infatti
applicabile solo se l'assicurata percepisce una rendita dopo la chiusura del
caso [cfr. DTF 140 V 130 consid. 2.4]).
4.3.1. Sotto il profilo psichico, la ricorrente fa valere che la convenuta avrebbe
dovuto assumersi le spese di cura, quantomeno a breve termine fino al
primo ristabilimento. Da subito ella avrebbe manifestato dei gravi disturbi
di natura psichiatrica nella forma di una grave forma ansioso depressiva e
sindrome post-traumatica da stress. Sarebbe soggetta a un umore
costantemente deflesso, insofferente ai rumori, a qualsiasi provocazione
e richiesta di attività. Non sarebbe riuscita per lungo tempo ad andare in
automobile, avrebbe paura anche di andare in treno, di affrontare – a mo'
d'esempio – le gallerie. Per lungo tempo ella avrebbe vissuto in modo
appartato, senza frequentazioni, svolgendo una vita ritirata. Inoltre, si
sarebbe trasferita presso il compagno a M._ che sarebbe l'unica
persona in grado di aiutarla, anche per le faccende domestiche, essendo
ella impossibilitata a svolgere qualsivoglia mansione domestica. Ciò,
unitamente al fatto che i viaggi in un primo tempo le sarebbero stati
preclusi e in un secondo tempo resi oltremodo difficile, avrebbero fatto sì
che non avesse mai cercato aiuto, segnatamente da uno psichiatra, che
non poteva che essere di lingua italiana e quindi in Ticino. La convenuta
si sarebbe sempre disinteressata di questo aspetto.
4.3.2. La convenuta è in primo luogo dell'avviso che il mancato riconoscimento
di prestazioni per i disturbi psichici sia cresciuto in giudicato in assenza di
una qualsiasi contestazione con l'opposizione. Questo punto di vista non
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può essere condiviso dato che la fattispecie va esaminata d'ufficio e che
la problematica psichica è menzionata negli atti prodotti fino al momento
del rilascio della decisione su opposizione del 21 aprile 2021 (v. rapporto
psichiatrico della F._ di G._ del 24 giugno 2019 [doc. 92];
rapporto del Dr. med. J._ del 23 settembre 2019 [doc. 110
convenuta]) e visto che il patrocinatore della ricorrente in sede di
opposizione aveva segnalato la problematica psichica (cfr. scritto del 16
luglio 2020 [doc. 154 convenuto]). Piuttosto, va innanzitutto esaminato se
i disturbi psichici, quale danno indiretto dovuto all'infortunio, sono da
ritenere in nesso causale (adeguato) con l'infortunio. A tal proposito va
applicata la giurisprudenza sui disturbi psichici (DTF 115 V 133 consid.
6c/aa).
4.3.3. Dal rapporto di Polizia (doc. 10 convenuta) risulta che il veicolo sul quale
si trovava la ricorrente quale passeggera ha colliso contro un'isola
spartitraffico a una velocità dichiarata di 40 km/h. La convenuta ha
giustamente classificato questo infortunio nella categoria di gravità media
al limite degli incidenti di gravità bassa. L'incidente deve infatti essere
paragonato più agli incidenti di tamponamento (cfr. STF 8C_651/2016
consid. 5.4) che a quelli medio-gravi con ribaltamenti e collisioni gravi di
veicoli (cfr. STF 8C_743/2007 consid. 3, 8C_897/2009 consid. 4.1). In
caso di infortunio di media gravità l'adeguatezza non può essere giudicata
soltanto in base all'incidente. La causalità adeguata per i disturbi psichici
scaturiti da un infortunio di media gravità al limite con gli incidenti di lieve
gravità è ammessa se sono adempiuti almeno quattro dei sette criteri
consacrati dalla giurisprudenza o se uno di tali criteri si manifesta con
particolare intensità (cfr. DTF 8C_566/2013 consid. 6.1). I suddetti sette
criteri sono i seguenti: le circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche o la particolare spettacolarità dell'infortunio; la gravità o
particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la loro
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idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici; la durata
eccezionalmente lunga della cura medica; i dolori somatici persistenti; la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio; il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute; il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche (cfr.
STF 8C_438/2020 consid. 4.3 seg.).
4.3.4. Come esposto dalla convenuta, questi presupposti non sono dati nel caso
concreto. L'infortunio non è stato particolarmente spettacolare e non è
stato accompagnato da circostanze particolarmente drammatiche. Non vi
sono state cure mediche errate che hanno aggravato notevolmente gli esiti
dell'infortunio. Il decorso della cura non è stato sfavorevole e non sono
intervenute rilevanti complicazioni. La durata della cura medica non è
nemmeno stata eccezionalmente lunga. La ricorrente ha necessitato di un
intervento operatorio il giorno seguente all'infortunio con revisione delle
lesioni, riparazione legamentosa, ricostruzione muscolare e vascolare e
stabilizzazione con fissazione esterna; alcuni mesi dopo è stata sottoposta
all'asportazione del fissatore. Come ritenuto sopra, il suo stato di salute si
è stabilizzato al più tardi 14 mesi dopo l'incidente il giorno della visita
medica di chiusura (18 agosto 2019), e le ulteriori cure mediche sono
rimaste conservative. L'ergoterapia e la somministrazione di antidolorifici
non sono sufficienti per ammettere il criterio della durata protratta delle
cure (cfr. STF 8C_566/2013 consid. 6.2.3, 8C_13/2008 consid. 3.2.3). Il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche non
possono essere reputati rilevanti risp. incisivi, vista la stabilizzazione dello
stato di salute e la piena capacità lavorativa in attività adeguata attestata
al più tardi durante la visita medica di chiusura del 18 agosto 2019 (cfr.
rapporto del Dr. med. I._ del 20 agosto 2019 [doc. 98 convenuto]),
benché la ricorrente non sia più abile nell'attività da ultimo svolta come
cameriera. Posto ciò, può restare aperta la questione se la lesione della
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ricorrente alla mano destra debba essere ritenuta grave o di particolare
natura nel contesto della giurisprudenza applicabile nonché il criterio dei
dolori somatici persistenti. L'adeguatezza causale va negata. Non
spettava pertanto alla convenuta prendersi carico dei costi di trattamento
dei disturbi psichici della ricorrente, anche se questi appaiono in relazione
causale naturale con l'infortunio. La chiusura del caso per il 1° ottobre
2019 è dunque giustificata.
5. In seguito va esaminato se la convenuta ha giustamente negato un diritto
a una rendita di invalidità.
5.1. A norma dell'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido almeno al 10 % in
seguito a infortunio ha diritto a una rendita d'invalidità se l'infortunio si è
verificato prima del raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento. È
considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). È
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle
misure d’integrazione ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 LPGA). È
considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere
un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo
d'attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra
professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). Giusta l'art. 16 LPGA per
valutare il grado d'invalidità il reddito che l'assicurato invalido potrebbe
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione,
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è
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confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse
diventato invalido.
5.2. Per determinarsi sulla capacità lavorativa, il Tribunale deve ricorrere per
necessità di cose alle indicazioni del personale sanitario specializzato. Ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze dell'assicuratore va riconosciuto
pieno valore probante, a condizione che siano motivati, concludenti e
scevri di contraddizioni. Il fatto che il medico consultato si trovi in un
rapporto di dipendenza con l'assicuratore non basta per metterne già in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Se tuttavia vi è anche solo un lieve
dubbio sull'attendibilità delle attestazioni del medico di fiducia
dell'assicuratore, occorre ordinare degli accertamenti complementari (DTF
135 V 465 consid. 4.4, 125 V 351 consid. 3b/ee). Determinante per la
valenza probante di un rapporto medico è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che
la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni siano
ben motivate (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; STF
8C_313/2012 consid. 3.2, 8C_828/2007 consid. 7). Riguardo ai medici
curanti si deve tenere conto del fatto che, in seguito al rapporto di fiducia
instauratosi contrattualmente, non può essere escluso che nel dubbio
questi possano esprimersi a favore del proprio paziente (DTF 135 V 465
consid. 4.5, 125 V 351 consid. 3b/cc, 124 I 170 consid. 4).
5.3.1. La ricorrente si limita a criticare che l'attribuzione della rendita sarebbe
stata valutata in modo superficiale da parte della convenuta. La convenuta
avrebbe ritenuto che il sostanziale mancato uso di una mano
permetterebbe di svolgere qualsiasi attività lavorativa adeguata, senza
neppure specificare quale potrebbe essere tale attività e senza neppure
accertare se vi sia un rallentamento nello svolgimento di tali attività. A tal
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proposito la ricorrente chiede l'attribuzione di una rendita di almeno il 20 %
a motivo del sussistere quantomeno di un importante rallentamento.
5.3.2. La piena capacità della ricorrente, attestata dal medico di circondario,
senza limitazioni di prestazioni e di tempo in un'attività lavorativa adattata
alle sue limitazioni secondo il profilo d'esigibilità da questi descritto, non è
messa in discussione da nessun altro parere specialistico. Quale attività
confacenti esistenti sul mercato del lavoro generale, il medico di
circondario ha descritto un profilo escludente attività ripetitive per la mano
destra, sollevare pesi con la mano destra, attività fine come anche il
maneggio di apparecchi con la mano destra oppure attività che
necessitano una chiusura del pugno per la mano destra (cfr. rapporto del
20 agosto 2019 del Dr. med. I._ sulla visita di chiusura del 19 agosto
2019 [doc. 98 convenuta]).
5.3.3. Gli aspetti psichici, come constatato sopra, non stanno in relazione di
causalità adeguata con l'infortunio e le loro ripercussioni sulla capacità
lavorativa non sono perciò pertinenti dal punto di vista infortunistico.
5.3.4. Va rammentato che il mercato teorico e astratto determinante nell'ambito
del diritto d'invalidità presuppone un mercato offerente numerosi e
variegati impieghi che non tiene conto della situazione concreta del
mercato lavorativo (cfr. DTF 134 V 64 consid. 4.2.1; STF 9C_192/2014
consid. 3.1). Tale mercato offre occupazioni perfino a persone a cui manca
la funzionalità di un braccio risp. di una mano, anche se si tratta della mano
dominante, p. es. in attività di controllo e supervisione o di impiego di
macchine semiautomatiche (STF 8C_134/2020 consid. 4.5, 8C_227/2018
consid. 4.2.1, 8C_37/2016 consid. 5.1.2, 8C_811/2018 consid. 4.4.2,
9C_396/2014 consid. 5.2). Richiamata questa giurisprudenza del
Tribunale federale, va concluso che la ricorrente possa impiegare appieno
la capacità lavorativa residua secondo il summenzionato profilo.
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5.3.5. Riguardo a una deduzione dal salario statistico, va detto che in base al
profilo d'esigibilità sopra descritto, non sembra che si possa concedere a
priori una deduzione dal salario statistico del 20-25 % a causa di una
situazione in cui di fatto o all'incirca è solo ancora possibile impiegare un
braccio solo (cfr. STF 9C_124/2019 consid. 3.2). Tuttavia, va ritenuto che,
rispetto a un lavoratore sano, nelle concrete possibilità lavorative la
ricorrente debba prendere in considerazione degli svantaggi d'assunzione.
Appare pertanto giustificata una deduzione sul salario statistico per le
limitazioni dovute al danno alla salute, tenuto conto che a causa degli
impedimenti legati alla persona o al posto di lavoro anche su un mercato
del lavoro equilibrato non esiste più un ventaglio sufficientemente ampio
di attività accessibili alla ricorrente (cfr. STF 8C_174/2019 consid. 5.2.2).
La convenuta ha già applicato una deduzione del 10 % sul salario da
invalido. Anche concedendo la deduzione massima del 25 %, dal raffronto
dei redditi – rimasti incontestati – non risulterebbe comunque un grado
d'invalidità rilevante del 10 % (CHF 54'954.62 x 0.75 = CHF 41'215.95
[reddito da invalida secondo LSE TA1, livello 1, donne {CHF 4'371.00}
adeguato a 41.7 ore settimanali x 12 mesi, indicizzato al 2019 [aumento
dei salari nominali dello 0.5 % secondo nel trimestre al momento della
decisione impugnata}, con deduzione del 25 %] / CHF 45'110 [reddito da
valida] = 91 %; grado d'invalidità: 9 %). La convenuta ha pertanto negato
a ragione un diritto a una rendita.
6. In conclusione, la decisione impugnata va confermata e il ricorso va
respinto.
7. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF
e contrario). La convenuta non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g pri-
mo periodo LPGA e contrario).
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