Decision ID: 0c73876e-b2fd-54b4-8d62-db3a9f77bdc6
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
che
la ditta RI 1 di _ (in seguito: RI 1), già
iscritta all'albo cantonale delle imprese di costruzione, è attualmente priva di un responsabile tecnico;
che la Commissione di vigilanza per l'applicazione della legge sull'esercizio della professione di impresario costruttore e di operatore specialista (di seguito: CV-LEPICOSC) le ha dunque ordinato di porre rimedio a tale situazione;
che dopo vicissitudini che non occorre qui riassumere, il 2 maggio 2018 la RI 1 ha indicato alla CV-LEPICOSC di voler designare quale suo nuovo
responsabile tecnico l'ing. _;
che con messaggio di posta elettronica del 25 maggio 2018 la CV-LEPICOSC ha comunicato alla RI 1 che l’ing. _ sarebbe stato convocato in data da stabilire
per una verifica tecnica delle conoscenze e delle competenze professionali quale dirigente di cantiere in un'impresa di costruzione (art. 5 cpv. 2
del regolamento della legge sull'esercizio della professione di impresario costruttore e di operatore specialista nel settore principale della costruzione del 3 dicembre 2014; RLEPICOSC; RL 750.510);
che con e-mail dello stesso giorno la RI 1, per il tramite del proprio legale, ha chiesto alla CV-LEPICOSC di poter effettuare una registrazione audio del predetto colloquio di verifica;
che con scritto del 18 giugno 2018 il presidente della CV-LEPICOSC ha tra le altre cose comunicato alla RI 1 che una simile eventualità non poteva entrare in linea di considerazione, fermo restando il suo diritto di prendere nota delle domande poste;
che con e-mail del 20 giugno 2018 la segretaria della CV-LEPICOSC ha comunicato alla RI 1 che l’audizione dell’ing. _ si sarebbe tenuta martedì 3 luglio 2018 alle ore 15.00;
che con scritto del 22 giugno 2018 la RI 1 ha chiesto alla CV-LEPICOSC l’emanazione di una decisione formale in merito al suo rifiuto di permettere la registrazione audio del colloquio di verifica dell’ing. _;
che mediante lettera del 28 giugno 2018, anticipata via fax, la CV-LEPICOSC ha illustrato alla RI 1 la procedura che sarebbe stata seguita durante l’audizione dell’ing. _, ribadendo nel contempo il suo rifiuto di permettere la registrazione audio del colloquio;
che il 3 luglio 2018 la RI 1 ha inoltrato davanti al Tribunale cantonale amministrativo un ricorso per denegata giustizia, lamentandosi del fatto che, malgrado i suoi solleciti, la CV-LEPICOSC non si sarebbe formalmente pronunciata sulla sua domanda di registrazione del colloquio di verifica dell’ing. _;
che in via superprovvisionale essa postula di essere autorizzata, per il tramite dell’ing. _, a registrare l’audio del colloquio di verifica a cui quest’ultimo deve sottoporsi il 3 luglio 2018;
che il gravame non è stato intimato per la risposta (art. 72 legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100);
considerato,

in diritto
che, secondo l'art. 49 cpv. 2 della legge sull'organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006 (LOG; RL 177.100), il Tribunale cantonale amministrativo può decidere nella composizione di un giudice unico le cause che non pongono questioni di principio o che non sono di rilevante importanza, evenienza che si realizza in concreto;
che l'art. 67 LPAmm dispone che può essere interposto ricorso se l'autorità adita nega o ritarda indebitamente l'emanazione di una decisione impugnabile; in tal caso è dato il medesimo mezzo di ricorso previsto per impugnare la decisione che l'autorità inferiore è chiamata a prendere (cfr.
Marco Borghi/Guido Corti
, Compendio di procedura amministrativa, Lugano 1997, n. 3 ad art. 45);
che in concreto, visto che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire nel merito delle decisioni della CV-LEPICOSC è retta dall'art. dall'art. 17a LEPICOSC, la medesima dovrebbe di principio essere data per censurare un diniego di giustizia da parte di detta autorità;
che tuttavia a questo proposito occorre rilevare che la decisione che la ricorrente ha chiesto alla CV-LEPICOSC di emanare non porrebbe termine alla procedura di designazione del suo nuovo responsabile tecnico, avviata mediante istanza del 2 maggio 2018;
che la stessa, nella misura in cui sarebbe volta a regolare lo svolgimento del colloquio di verifica dell’ing. _, avrebbe infatti unicamente carattere incidentale;
che in effetti una decisione è finale quando pone fine alla procedura, mentre è incidentale quando è resa nel corso della procedura e assume una funzione preparatoria e strumentale verso la decisione finale, come sarebbe nel caso di specie la decisione di acconsentire o di negare la registrazione audio del colloquio di verifica dell’ing. _ (
Borghi/Corti
, op. cit., ad art. 44 n. 2b);
che fatta eccezione per le decisioni concernenti la competenza e le domande di ricusa, le quali sono suscettibili di ricorso immediato e non possono più essere impugnate ulteriormente, le altre decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente sono impugnabili a titolo indipendente soltanto se: a) possono provocare al ricorrente un pregiudizio irreparabile o b) l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale, consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante e dispendiosa (cfr. art. 66 cpv. 2 LPAmm);
che nel caso di specie nessuna di queste condizioni è data;
che, esclusa di primo acchito la seconda ipotesi menzionata dalla predetta norma, la decisione che la ricorrente ha chiesto alla CV-LEPICOSC di emanare non sarebbe suscettibile di arrecarle alcun danno irreparabile ai sensi dell’art. 66 cpv. 2 lett. a LPAmm, potendo sempre la RI 1 contestare dal profilo procedurale lo svolgimento del colloquio in caso di suo esito negati-
vo, impugnando la decisione di merito con cui le verrebbe negata l’iscrizione del nuovo responsabile tecnico;
che, non dovendo la CV-LEPICOSC emanare una decisione incidentale suscettibile di essere impugnata a titolo indipendente davanti al Tribunale cantonale amministrativo, non risultano dati i presupposti ex art. 67 LPAmm per poter inoltrare un ricorso per denegata giustizia;
che il presente gravame dovrebbe dunque essere dichiarato inammissibile;
che, quand’anche ciò non dovesse essere il caso, il medesimo sarebbe in ogni caso da respingere nel merito;
che, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, la CV-LEPICOSC si è infatti pronunciata sulla domanda di registrazione audio del colloquio a suo tempo formulata dalla RI 1 perlomeno nel suo scritto del 28 giugno 2018, che su questo punto riprende quanto già espresso dal suo presidente con lettera del 18 giugno precedente;
che tale documento costituisce a tutti gli effetti una decisione, seppur (come sopra esposto) incidentale, mediante la quale quest’ultima autorità ha chiaramente risolto di respingere la suddetta richiesta dell’insorgente;
che alla ricorrente, anche perché rappresentata da un avvocato, non poteva sfuggire il carattere decisionale di detto scritto, laddove a chiare lettere esso recita in modo unilaterale, perentorio e vincolante che
“non possiamo che confermare il nostro preavviso del 18 giugno u.s. e respingere la sua richiesta di procedere alla registrazione del colloquio”
;
che non permette di giungere ad una diversa conclusione il solo fatto che tale lettera non contiene alcuna indicazione in merito ai rimedi di diritto esperibili;
che in simili circostanze si dovrebbe dunque in ogni caso escludere che l’autorità di prime cure possa essere incorsa nel caso concreto in un diniego di giustizia;
che, stante tutto quanto precede, il gravame, in quanto ricevibile, deve pertanto essere respinto;
che con l’emanazione del presente giudizio la domanda di adozione di misure supercautelari diventa priva d’oggetto;
che, visto l’esito, la tassa di giustizia e le spese seguono l’integrale soccombenza della ricorrente (art. 47 LPAmm).