Decision ID: 136b8d6d-fa15-5bf4-b5b8-aea17a12beea
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Dal 1° luglio 2011 A._ è attivo presso le Ferrovie federali svizzere
(di seguito: FFS o datore di lavoro) quale Maestro Artigiano, con un
contratto di lavoro a tempo indeterminato e con una percentuale del 100%,
per un salario pari a 6'254.75 franchi mensili lordi, oltre alla tredicesima.
Negli anni egli ha perfezionato le proprie competenze in particolare
seguendo corsi di aggiornamento e formazione varie tra cui, la formazione
per il controllo ultrasuoni UT.
La mansione dell’interessato consisteva nell’ispezionare attraverso un
sistema di ultrasuoni (controlli non distruttivi [UT]), una componente
rilevante per la sicurezza, ossia l’assile/albero delle sale, ovvero quella
componente che unisce le ruote del convoglio. Tale componente funge
pure da collegamento tra il carrello e la carrozzeria con il binario. Nello
specifico egli era tenuto ad eseguire “due controlli UT [...] sugli assili delle
sale. Il primo [era] da eseguire prima del rimontaggio dei dischi e il secondo
da eseguire dopo il rimontaggio dei cuscinetti e delle boccole. Tali controlli
[avevano] lo scopo di garantire la conformità delle sale montate sulle
locomotive prima della loro rimessa in esercizio”.
B.
In data 16/18 ottobre 2019, nel corso della propria attività lavorativa,
l’interessato non ha però eseguito i controlli nel rispetto delle direttive e in
particolare il controllo su due sale (montate su due locomotive di nuova
generazione) è stato eseguito in maniera doppia, ovvero due volte prima
del rimontaggio dei dischi, modificando manualmente la data e l’ora sul
protocollo di controllo. In altre parole egli non ha eseguito il 2° controllo
previsto e ha manomesso il protocollo di controllo modificando il giorno
dell’avvenuto secondo controllo in venerdì 18 ottobre 2019.
Tale modalità di procedere è stata scoperta il 18 ottobre dal supervisore di
prova. Infatti l’apparecchiatura di prova, in tale giorno, non era in funzione
a Bellinzona bensì nell’impianto di servizio in uso proprio al supervisore di
prova.
C.
Il 31 ottobre 2019, nel quadro di un incontro avvenuto tra l’interessato e i
signori B._ (dirigente di settore) e C._ (dirigente team),
l’interessato ha ammesso la manomissione del protocollo di controllo UT
di 2 sale montate sulle locomotive di nuova generazione. In sintesi per
velocizzare la propria attività egli non ha eseguito il controllo su determinati
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assili, ma ha usato, con il sistema del “copia e incolla”, i dati dei controlli di
altri assili, non eseguendo il controllo. I treni TILO (treni regionali Ticino
Lombardia) sono stati pertanto rimessi in esercizio senza un controllo
effettivo.
Durante tale incontro è stato chiesto esplicitamente all’interessato di
segnalare altri casi analoghi. A tale richiesta egli ha risposto che era stata
l’unica sua manomissione.
D.
Con scritto dell’8 novembre 2019 conseguentemente al colloquio citato e
ai gravi fatti appurati l’interessato ha ricevuto un “richiamo con istruzione”.
Nello specifico, considerando la gravità del caso le FFS hanno intimato
all’interessato “nella maniera più ferma a rispettare in modo assoluto le
direttive di lavoro”, evidenziano come “casi simili non potranno in alcun
modo essere tollerati in futuro” e concludendo che qualora dovesse
ripresentarsi un caso analogo ci si sarebbe riservati il diritto di adottare dei
provvedimenti ulteriori di diritto del lavoro.
E.
In data 23 gennaio 2020 l’autorità di controllo di Bellinzona ha esperito delle
indagini più approfondite sull’operato dell’interessato. È quindi emerso che
due controlli/valutazioni di assili/alberi erano quasi identici.
Coinvolgendo anche il Centro di competenza per i controlli non distruttivi di
Olten, in data 29 gennaio 2020 sono state effettuate delle valutazioni e
indagini complementari e approfondite. I risultati, presentati nel rapporto
finale del 14 febbraio 2020 hanno evidenziato “l’esistenza di [ulteriori] 4
casi di manipolazione al controllo ultrasuoni” eseguiti dall’interessato sugli
assili dei veicoli TILO.
F.
Tali risultanze sono quindi state contestate all’interessato che, in occasione
dell’incontro del 17 febbraio 2020, ha ammesso di avere effettuato queste
manipolazioni, rilevando nuovamente come tale metodologia lavorativa
aveva permesso di compiere il lavoro in modo più rapido.
G.
Con scritto del 20 febbraio 2020, le FFS hanno comunicato all’interessato
di prevedere lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato a
causa di un motivo grave, chiedendo una sua presa di posizione in
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ossequio al diritto di essere sentito, entro 5 giorni dal ricevimento dello
scritto.
H.
Con scritto del 2 marzo 2020 il patrocinatore del dipendente ha evidenziato
che nel corso dei mesi precedenti egli aveva sofferto di problemi di salute
e aveva dovuto prendersi cura di un famigliare gravemente malato, ciò che
ne aveva compromesso la concentrazione sul posto di lavoro. In
conclusione, qualora non fosse stato trovato un provvedimento meno
incisivo, a salvaguardia di tutte le parti coinvolte, il licenziamento sarebbe
stato impugnato.
I.
Con decisione del 5 marzo 2020 le FFS hanno sciolto con effetto immediato
il contratto di lavoro con il ricorrente a motivo delle manipolazioni effettuate
nel quadro dei controlli descritti.
J.
Con ricorso del 18 marzo 2020 l’insorgente ha postulato, in via principale,
l'accoglimento del ricorso, con il conseguente obbligo per le FFS di
corrispondergli l’importo complessivo di 74'533.95 CHF, oltre interessi al
5% dal 5 marzo 2020. Egli ha altresì chiesto la rifusione di tasse e ripetibili.
A sostegno delle proprie conclusioni egli ha indicato che la mancanza
configurerebbe un caso di media gravità, con la conseguenza che il
licenziamento immediato sarebbe semmai giustificato "solo previo uno o
più avvertimenti formali”. Egli ha ravvisato pure una tardiva reazione del
datore di lavoro, essendo l’evento prodottosi nel mese di ottobre 2019 e il
licenziamento avvenuto il 5 marzo 2020.
K.
Con presa di posizione del 18 giugno 2020 le FFS hanno chiesto al
Tribunale di respingere il ricorso, riconoscendo al contempo come corretto
il licenziamento con effetto immediato. In buona sostanza esse hanno
ribadito come l’aver mentito circa controlli e ispezioni non eseguite su una
componente fondamentale per la sicurezza del traffico passeggeri, sia un
motivo grave. In particolare il datore di lavoro ha richiamato alla mente un
evento catastrofico avvenuto in Italia, le cui cause erano da ricondurre alla
rottura della medesima componente che il ricorrente era tenuto ad
ispezionare. In tali circostanze, le FFS hanno evidenziato come a loro
modo di vedere fosse pacifica la perdita irrevocabile di fiducia nei confronti
del dipendente.
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L.
Con ordinanza del 29 giugno 2020, il Tribunale ha fissato al 21 agosto 2020
il termine per l’inoltro di eventuali osservazioni finali, facoltà che il ricorrente
non ha ritenuto di esercitare.
M.
Ulteriori elementi fattuali e considerazioni in diritto saranno riprese nei
considerandi seguenti qualora fossero di interesse per la causa.

Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul
Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni
di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è
retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).
1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai
sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle FFS, che sono un'azienda della
Confederazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF.
1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la
stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto
tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di
forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA).
1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del
potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché
l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2013, pag. 88 n. 2.149
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
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segg; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 8a ed.
2020, pag. 254 n. 1146 segg.).
2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA),
né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle
argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e seg.];
MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 2.2.6.5).
I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto
sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti spontaneamente
a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle
censure invocate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 135 I 190
consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg]; KÖLZ/HÄNER/
BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 3a ed. 2013, cifra 1135). Secondo il principio di articolazione delle
censure (“Rügeprinzip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le
censure che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla
constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza
sostanziate (DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della
causa (DTF 143 II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139
consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in
particolare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio
interesse, comprende, in particolare, l’obbligo di produrre le prove
necessarie, d’informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria
richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare
le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; DTF 140 I 285
consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3,
pag. 293 e segg.).
2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo
scrivente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con
prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di
prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere
d'apprezzamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio
dell'adeguatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un
impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della
responsabilità di assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità
amministrativa, nonché della classificazione delle funzioni
("Stelleneinreihung"), etc. In caso di dubbio, esso non si scosta dalla
posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce il
proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (cfr. [tra le tante] sentenze
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
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del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 2015 consid. 2.1 con rinvii;
A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 2.1 con rinvii).
3.
3.1 Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale
(LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale del 20 marzo 1998
sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i rapporti di lavoro degli
impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. Conformemente all'art. 38
LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno negoziato un contratto
collettivo di lavoro (CCL FFS 2019 in vigore dal 1° maggio 2019) con le
associazioni del personale, applicabile per principio a tutto il loro personale
(art. 38 cpv. 2 LPers). Ai sensi dell'art. 6 cpv. 2 LPers, il rapporto di lavoro
è sottoposto, sempre che la LPers non prevedeva disposizioni derogatorie,
anche alla Legge federale di complemento del Codice civile svizzero (Libro
quinto: Diritto delle obbligazioni [CO]; RS 220); per quanto concerne
l'applicabilità del CO, si veda la sentenza del Tribunale amministrativo
federale A-4659/2010, del 14 giugno 2011, consid. 3 e riferimenti). Entro i
limiti della LPers e del CO, il rapporto di lavoro è regolato in dettaglio nelle
disposizioni d'esecuzione, in particolare dal contratto collettivo di lavoro e
dal contratto di lavoro (art. 6 cpv. 3 LPers). Qualora le disposizioni
d'esecuzione di cui all'art. 37 LPers, rispettivamente il contratto collettivo di
lavoro e il contratto di lavoro divergano, sono applicabili le disposizioni più
favorevoli all'impiegato (art. 6 cpv. 4 LPers).
3.2 Nello specifico al momento della fattispecie qui rilevante era in vigore
la versione CCL FFS 2019 (cfr. art. 198).
4.
4.1
4.1.1 Nel caso in disamina, l'oggetto del litigio è circoscritto all'esame della
validità della disdetta del rapporto di lavoro, senza preavviso, in ragione
della rottura del rapporto di fiducia nei confronti del dipendente. In
sostanza, e come già esposto in narrativa, il ricorrente ha censurato la
violazione dei disposti legali pertinenti, rilevando che quanto accaduto non
configuri un motivo grave tale da legittimare il provvedimento. A suo dire
infatti l’assenza di un pregiudizio di qualsiasi natura per il datore di lavoro,
rende la mancanza un caso di media gravità, con la conseguenza che il
licenziamento immediato sarebbe semmai giustificato solo previo uno o più
avvertimenti formali. Il provvedimento qui litigioso non sarebbe inoltre
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giustificato in ragione della reazione tardiva delle FFS, nella misura in cui,
a fronte di un evento prodotto nell’ottobre 2019, la conseguente decisione
sarebbe stata adottata solamente al 5 marzo 2020. In queste circostanze,
egli ritiene presunta la rinuncia al licenziamento per motivi gravi o la
continuazione del rapporto fino al termine di disdetta ordinario.
4.1.2 Le FFS hanno per contro sostenuto che l’agire dell’insorgente
configuri un motivo grave tale da giustificare la risoluzione immediata del
rapporto di lavoro. Nello specifico esse hanno evidenziato come i controlli
ad ultrasuoni siano di grande importanza poiché tesi ad evitare incidenti e
garantire la sicurezza della manovra.
Con riferimento alle contestazioni del ricorrente circa l’assenza di
immediatezza nella decisione contestata, le FFS hanno ribadito come solo
con indagini successive coordinate tra il Centro FFS di Olten e la sede di
Bellinzona, sia stato appurato che egli, nel corso della riunione del 31
ottobre 2019, a specifica domanda avesse mentito, tacendo invece altre
false misurazioni e manipolazioni, circostanze poi ammesse in un
successivo incontro.
4.2
4.2.1 A norma dell'art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire
immediatamente i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata
per motivi gravi. Conformemente a consolidata giurisprudenza, la disdetta
immediata per motivi gravi, quale misura eccezionale, deve essere
ammessa in maniera restrittiva. In questo senso, unicamente in presenza
di una manchevolezza particolarmente grave in capo al lavoratore, si può
giustificare il licenziamento immediato; in particolare è necessario che la
manchevolezza abbia compromesso la relazione di fiducia fra le parti –
presupposto essenziale di un rapporto di lavoro – o che l'abbia pregiudicata
a tal punto che la prosecuzione del contratto sino al termine di disdetta
ordinario non sia più sostenibile (sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1,
"besonders schweres Fehlverhalten"). In altri casi, manchevolezze meno
gravi possono assurgere a motivo di licenziamento immediato solo se
vengono reiterate nonostante un avvertimento circa le conseguenze
estreme del ripetersi del medesimo comportamento (cfr. tra le tante DTF
142 III 579 consid. 4.2 e i riferimenti).
4.2.2 Di regola la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo
alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un
grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza
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e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in
relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 giugno
2017 consid. 4.3.3). In proposito va detto che l’obbligo di seguire le
istruzioni del datore di lavoro, alla base del legame di subordinazione
esistente tra le parti contrattuali, costituisce uno degli aspetti fondamentali
del dovere di fedeltà del dipendente; conseguentemente, il lavoratore che
non rispetta le direttive ed istruzioni del datore di lavoro vìola il proprio
dovere contrattuale (HARRY NÖTZLI, Die Beendigung von
Arbeitsverhältnissen im Bundespersonalrecht, 2005, pag. 101 n° 154 segg.
e pag. 111 n. 174; sentenze del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017
consid. 4.3.3; A-6453/2014 del 9 dicembre 2015 consid. 8.2.2;
A-1352/2011 del 20 settembre 2011 consid. 3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio
2010 consid. 6.1; A-5455/2009 del 21 gennaio 2010 consid. 5.3;
A-3551/2009 del 22 aprile 2010 consid. 12.7 e
A-641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1)
4.2.3 Tuttavia anche altre manchevolezze possono giustificare una disdetta
immediata (DTF 130 III 28 consid. 4.1; 129 III 380 consid. 2.2). Quello che
è determinante sono le circostanze concrete su cui il datore di lavoro fonda
la disdetta immediata, in ragione della perdita di fiducia quale elemento
fondamentale del contratto di lavoro (DTF 137 III 303 consid. 2.1.1). In altre
parole determinare se la manchevolezza imputata abbia configurato una
gravità tale da giustificare una risoluzione immediata dipende dalle
circostanze del caso concreto (DTF 142 III 579 consid. 4.2).
Nell’apprezzamento dei fatti, il giudice deve segnatamente considerare la
posizione e la responsabilità del lavoratore (sentenze del TF 8C_301/2017
del 1° marzo 2018 consid. 4.3.2, 8C_800/2016 del 12 dicembre 2017
consid. 3.4, 4A_112/2017 del 30 agosto 2017 consid. 3.2).
4.3
4.3.1 Nel caso in esame, i fatti non sono contestati ma anzi confermati dallo
stesso ricorrente, il quale contesta invece le valutazioni circa la gravità
della manchevolezza.
Ora, a giudizio del Tribunale già i primi casi di manomissione delle ispezioni
accertati durante l’incontro del 31 ottobre 2019, tra il ricorrente, il dirigente
di settore e il Dirigente team, sarebbero stati sufficientemente gravi per
giustificare una risoluzione immediata del rapporto di lavoro, opzione però
scartata dal datore di lavoro che ha reputato dovere dare fiducia
nuovamente al proprio dipendente. Fiducia riposta, a fronte pure di chiare
risposte negative da parte dello stesso circa ulteriori manomissioni nel
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&amp;amp;amp;source=document-link&amp;amp;amp;SP=3%7Ca4tady https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0e378bdf-7389-45a1-af1a-f176266530f1/citeddoc/3e3cbaf7-7285-446c-ba1f-0c1c8c3c1c49/source/document-link https://www.swisslex.ch/doc/unknown/46eb0642-e427-4e46-9e3b-607875cdf3c9/citeddoc/9ffe6103-1d62-4f8c-8ac4-3e18a4903b05/source/document-link https://www.swisslex.ch/doc/unknown/5a3a1afa-38be-4209-ac13-8910f501e8e1/citeddoc/29532414-8af0-4541-b259-41bf10bd0d05/source/document-link https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0928544e-6459-4c9f-aab4-6d0ce0e3f3d0/citeddoc/17ddaaed-c75a-44ed-883f-c3dd17417a57/source/document-link
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quadro dei controlli da lui effettuati. Sennonché il ricorrente, benché avesse
avuto l’opportunità di costruire e gettare nuove basi del rapporto di fiducia
con il datore di lavoro, ha mentito tacendo ulteriori 4 manomissioni nei
controlli. L’avere mentito già per sua natura mina il rapporto di fiducia tra le
parti, ma ad aggravare la menzogna è il contesto in cui essa è stata
proferita oltre che l’oggetto in discussione e le conseguenze estremamente
gravi che la stessa poteva generare. In effetti conviene menzionare come,
mentendo ad una domanda chiara del suo datore di lavoro, il ricorrente
abbia preso ed accettato il rischio che veicoli siano mantenuti in esercizio
non controllati conformemente alle norme.
4.3.2 A mente del Tribunale risulta quindi più che giustificata la perdita di
fiducia nei confronti dell’insorgente il quale ha coscientemente instaurato
una prassi di verifica contraria alle direttive: nello specifico egli manipolava
i numeri degli alberi e della posizione iniziale del sistema di prova allo
scopo di ottenere che “il risultato di prova di un albero po[tesse] essere
documentato come il risultato della prova di un altro albero”. Le
conseguenze di tale agire e manipolazione, come già illustrato, possono
essere estremamente gravi e lesive dell’integrità e della vita umana (“Somit
sind einige Radsätze als geprüft rückgemeldet und gespeichert worden,
obwohl die Prüfung NICHT durchgeführt worden ist. Heisst, diese waren
im Einsatz zur Personenbeförderung, ohne dass man über den Zustand
der Welle eine belastbare Aussage hatte. Eine grobe Gefährdung
menschlichen Lebens!” (cfr. scritto FFS del 10 luglio 2020, pag. 9).
Le valutazioni esperite al centro di Olten (cfr. scritto del 10 giugno 2020)
evidenziano chiaramente come una rottura di un assillo/albero porta
inevitabilmente al deragliamento del veicolo, che a seconda di diversi
parametri al momento del deragliamento (velocità, località ecc.), è molto
probabile possa comportare elevati danni materiali, lesioni a persone, sino
a decessi (“Ein Bruch der Welle führt zwangsläufig zu einer Entgleistung
des Fahrzeugs. Abhängig von diversen Parametern [z. B. Geschwindikeit,
Oertlichkeiten usw.] zum Zeitpunkt der Entgleisung ist mit hoher
Wahrscheinlichkeit mit hohen Sachsschäden, Verletzten und Toten zu
rechnen”).
In queste circostanze, come giustamente osservato dal datore di lavoro, il
ricorrente ha messo in pericolo la vita di passeggeri e personale delle FFS,
ma pure di terzi che avrebbero potuto essere coinvolti in un eventuale
deragliamento dei treni con convogli i cui assili non avevano subìto regolari
controlli secondo le direttive.
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4.3.3 A nulla servono le asserzioni dell’insorgente secondo cui la
manchevolezza sarebbe da ritenersi di media gravità poiché il grave danno
non si sarebbe prodotto. Del resto nel proprio allegato ricorsuale
l’insorgente non illustra in maniera estesa il perché della sua valutazione,
limitandosi a riferire circa la mancanza di pregiudizio.
4.4 Ferme queste premesse, l’avere mentito circa l’assenza di ulteriori (4)
manomissioni nella procedura di controllo sugli assili/alberi delle sale,
componente estremamente importante in termini di sicurezza, ha
inevitabilmente minato la fiducia che il datore di lavoro aveva nei confronti
del dipendente, con la conseguenza che tale manchevolezza configuri
sicuramente un grave motivo ai sensi della normativa in ambito di disdetta
immediata.
5.
5.1 A sostegno della propria tesi il ricorrente censura inoltre la tardività con
cui il datore di lavoro avrebbe intimato il licenziamento immediato. A suo
dire infatti il requisito del “breve termine di riflessione”, prima del
licenziamento immediato, non è ravvisabile nella fattispecie, ritenuto che
“l’evento si è prodotto nel mese di ottobre 2019 e il datore di lavoro ha
atteso fino al 5 marzo 2020 per decidere [la misura]”. Il datore di lavoro ha
per contro rilevato che le contestazioni siano prive di fondamento, poiché
è stato possibile appurare le menzogne proferite dal ricorrente in occasione
dell’incontro del 31 ottobre 2019, solamente dopo le necessarie verifiche e
indagini tra Bellinzona e Olten, così come illustrato con rapporto del 14
febbraio 2020. Menzogne che sono del resto state ammesse il 17 febbraio
seguente durante l’incontro tra l’insorgente e il Direttore della sede FFS di
Bellinzona. Ne discenderebbe quindi, a dire delle FFS, che dalla
costatazione dei fatti (17 febbraio), all’adozione della decisione in ossequio
del diritto di essere sentito (20 febbraio 2020) sia trascorso un lasso di
tempo limitato di 3 giorni.
5.2 Affinché possa considerarsi valida, la disdetta con effetto immediato
dev’essere pronunciata tempestivamente. Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale in materia civile (cfr. sentenza 4A_372/2016 del 2
febbraio 2017 consid. 5.1.2 e riferimenti citati), il datore di lavoro che
recede immediatamente dal rapporto di lavoro per cause gravi ha l’obbligo
di agire tempestivamente, pena la decadenza del proprio diritto; tale
obbligo configura invero una condizione per esercitare il diritto ad una
risoluzione immediata giusta l’art. 337 cpv. 1 CO. Nello specifico, il termine
per la notifica della decisione è determinato dalle circostanze del caso
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concreto, considerando comunque un termine da 2 a 3 giorni di riflessione
e di approfondimento su eventuali quesiti giuridici: i fine settimana e i giorni
festivi non sono considerati in tale computo. Allo stesso modo, il tempo
necessario per chiarire una fattispecie confusa deve essere compreso nel
computo sopra indicato: tuttavia il datore di lavoro che nutre sospetti
concreti circa l’esistenza di una causa grave ha l’obbligo di adottare
immediatamente le misure che reputa più opportune e ragionevoli al fine di
chiarire detta fattispecie (cfr. anche sentenza del TAF A-1055/2017 del 28
giugno 2017 consid. 5.1.1).
La giurisprudenza in ambito di diritto civile sopra citata, che impone al
datore di lavoro pochi giorni per recedere immediatamente dal contratto di
lavoro non può essere trasposta ai rapporti di lavoro di diritto pubblico,
poiché diversi sono i principi vigenti in questo campo giuridico,
segnatamente l’obbligo per il datore di lavoro di recedere dal contratto con
decisione scritta e motivata (art. 36 al. 1 LPers) e l’obbligo di rispettare il
diritto di essere sentito del lavoratore. Inoltre, sovente, il rispetto di requisiti
posti da procedure interne all’amministrazione non permettono di adottare
una decisione immediata. Infatti, può talvolta essere necessario aprire
un’inchiesta amministrativa interna, in particolare al fine di chiarire se i
sospetti che pesano sul lavoratore siano veritieri e giustificati. A ciò va
inoltre aggiunto che sovente, in ambito di diritto pubblico, la competenza
per pronunciare la disdetta immediata non è solo di spettanza del diretto
superiore, in scala gerarchica, ma dipende in maniera preponderante pure
dall’autorità di nomina o da un’autorità di vigilanza, ciò che comporta un
termine di reazione più lungo (cfr. DTF 138 I 113 consid. 6.3; sentenze del
Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 consid. 7.3, A-4389/2016
del 21 settembre 2016 consid. 7.1 ; WYLER/BRIGUET, La fin des rapports
de travail dans la fonction publique, Berna 2017, pag. 92).
Se le peculiarità della procedura amministrativa giustificano un termine più
lungo, il datore di lavoro confrontato con circostanze chiare che giustificano
una disdetta immediata del rapporto di lavoro non deve attendere oltre (cfr.
tra le tante, sentenza del TF 8C_281/2017 del 26 gennaio 2018 consid.
5.4.2; sentenza del TAF A-5307/2018 del 18 giugno 2019 consid. 5.7.3).
L’obbligo di adottare la decisione in modo tempestivo e diligente, trova una
sua giustificazione nella gravità stessa dei fatti imputati al lavoratore. In
questo contesto un ritardo o una mancata reazione, può lasciare supporre
la volontà di proseguire nel rapporto di lavoro, sino al più vicino termine di
disdetta ordinaria, come pure l’assenza di un grave motivo (sentenza del
Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 consid. 7.1,
A-403/2016 del 29 agosto 2016 consid. 5.3 ; WYLER/BRIGUET, op. cit.,
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p. 92). Sebbene i termini di reazione devono essere giudicati in base alle
circostanze concrete del caso, va detto che la recente giurisprudenza ha
ritenuto che, in assenza di giustificazioni specifiche, un termine di reazione
di 1 mese e una settimana dalla conoscenza dei fatti alla decisione di
licenziamento immediato, è da considerarsi tardivo ai sensi dell’art. 10 cpv.
4 LPers (cfr. sentenza del TF 8C_204/2020 consid.4.2.4).
5.3 Dagli atti di causa si evince che il datore di lavoro è venuto a
conoscenza della menzogna e delle nuove manchevolezze del ricorrente
con il rapporto finale dei servizi interni (Olten e Bellinzona), il 14 febbraio
2020. In precedenza, il ricorrente, mentendo in occasione dell’incontro del
31 ottobre 2019, aveva cercato invano di dissimulare i propri agiti.
Ritornando quindi sui propri passi, il 17 febbraio 2020, è stato lo stesso
insorgente ad ammettere quanto il rapporto citato indicava. In questo
contesto, non si può quindi certo seguire il ricorrente quando pretende di
fare risalire le informazioni pertinenti per il licenziamento immediato, al 31
ottobre 2020. Nella fattispecie, dalle informazioni raccolte (14 febbraio)
passando per la conferma da parte del dipendente (17 febbraio) sino alla
decisione di disdetta immediata (5 marzo) sono trascorsi unicamente 20
giorni, termine che in base alla giurisprudenza sopra citata è più che
accettabile.
5.4 A fronte di quanto sopra menzionato, il Tribunale respinge l’allegazione
del ricorrente in punto alla presunta tardività nell’adozione della decisione
impugnata e conferma le valutazioni del datore di lavoro.
6.
6.1 Va qui ancora verificato il rispetto del principio di proporzionalità, che
però in larga misura, nella concreta evenienza, si confonde con l’esame di
conformità per una disdetta immediata del rapporto di lavoro.
6.2 ll principio della proporzionalità è suddiviso in tre regole: quella
dell’idoneità, quello della necessità e quello della proporzionalità in senso
stretto (DTF 136 I 17 consid. 4.4; 135 I 233 consid. 3.1; 130 II 425 consid.
5.2; 124 I 40 consid. 3). Il rispetto del principio della proporzionalità richiede
che la misura adottata sia atta e necessaria al conseguimento
dell’interesse pubblico perseguito. Il principio in parola è leso allorquando
il datore di lavoro aveva a disposizione altrettante misure pertinenti per far
fronte in maniera ragionevole ai turbamenti creati al rapporto di lavoro
(sentenze del TAF A-944/2019 del 29 aprile 2021 consid. 7.2 con
riferimenti). Nello specifico la decisione del datore di lavoro deve
https://www.swisslex.ch/doc/previews/bc7de962-6ec7-45ae-8aed-7b6ac8b56f33%2Ca9e77337-d3f9-43b5-bf0f-58f77997528b/source/document-link https://www.swisslex.ch/doc/unknown/c835ca46-194d-46b4-a659-6f4e4e39eb52/citeddoc/d4e1ffa5-fd36-435a-bbfc-558cff269917/source/document-link
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considerare tutte le circostanze del caso di specie, in particolare la
relazione con il posto di lavoro, la responsabilità del dipendente come pure
tutte le altre circostanze quali la natura e la durata del rapporto di lavoro,
procedendo alla ponderazione tra l’interesse pubblico perseguito e il
contrapposto interesse privato (cfr. DTF 129 I 12 consid. 6 – 9).
6.3
6.3.1 Per quanto concerne dapprima il principio dell’idoneità, vista la
perdita totale di fiducia del datore di lavoro verso il dipendente, la rimozione
e sostituzione con una nuova figura nel ruolo ricoperto dal dipendente è
l’unica soluzione ipotizzabile.
6.3.2 Pure l’esigenza della necessità risulta adempiuta, nella misura in cui
non si intravede come, senza la misura adottata, si sarebbe potuto
ristabilire un clima di fiducia in seno ai servizi di controllo e ispezione dove
prestava attività il dipendente.
6.3.3 Per quanto attiene alla proporzionalità in senso stretto, la misura del
licenziamento immediato, sebbene da attuare in modo restrittivo e quale
ultima ratio, era l’unica pronunciabile. In proposito non sarebbero
ipotizzabili altre mansioni all’interno delle FFS, anche con ruoli di minore
responsabilità, poiché l’avere negato l’esistenza di altre manomissioni su
un oggetto fondamentale per la sicurezza del traffico passeggeri, non
permette di ipotizzare il ripristino di nuovo rapporto di fiducia.
6.4 Il confronto tra l’interesse pubblico, ovvero la sicurezza dei trasporti e
la tutela dell’integrità fisica del personale e dei passeggeri dei treni su cui
vengono montate gli assili/alberi, e l’interesse del ricorrente a mantenere
la propria attività lavorativa, dimostra la preponderanza dell’interesse
pubblico. Ne discende che la misura adottata nei confronti del ricorrente
era ed è tutt’ora proporzionata. In queste circostanze, la decisione
impugnata rispetta pure il principio di proporzionalità.
7.
Ferme queste premesse, la decisione adottata nei confronti del ricorrente
non è contraria al diritto applicabile, non si fonda su un accertamento
incompleto o incorretto dei fatti, non può essere considerata né frutto di un
abuso del potere di apprezzamento dell’autorità precedente e nemmeno
inadeguata. È dunque a giusto titolo che le FFS hanno pronunciato la
disdetta straordinaria del rapporto di lavoro. Il ricorso è quindi respinto.
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/4cf95818-81a7-4eca-ad41-9e8e8d8d00d6/citeddoc/d30537f6-128f-4d12-8ec6-df59b408f7b7/source/document-link
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8.
In base all’art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei
casi di temerarietà. Nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di
spese di procedura. Visto l’esito della lite, il ricorrente non ha diritto alla
rifusione di indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA a contrario e
art. 7 cpv. 1 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle
spese ripetibili, nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale
[TS-TAF, RS 173.320.2] a contrario). Infine, malgrado il verdetto ad essa
favorevole, l’autorità inferiore non ha diritto alla rifusione di indennità a titolo
di ripetibili (cfr. art. 7 cpv. 3 TS-TAF).
(il dispositivo è sulla pagina seguente)
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