Decision ID: e327f663-c01a-5dfb-a9ce-4a6abd38ef24
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Con pubblicazione sul SIMAP (Sistema Informativo Sulle Commesse Pub-
bliche in Svizzera; n. della pubblicazione 877’641) del 28 luglio 2015 l'Uffi-
cio federale delle strade USTRA (di seguito: autorità aggiudicatrice; com-
mittente) ha indetto un pubblico concorso, impostato secondo la procedura
"aperta", per la delibera di una commessa di servizi, intitolata "Concorso
per l'esecuzione delle ispezione manufatti lungo la N02 in Ticino e la N13
in Mesolcina per il periodo 2016-2020" (cifra 2.2 del bando di concorso). Il
concorso è stato suddiviso in tre lotti: Sottoceneri, autostrada N02 dalla
dogana di Chiasso fino a Bellinzona Sud (Lotto 1), Sopraceneri, autostrada
N02 da Bellinzona Sud al portale Sud della Galleria del San Gottardo
(Lotto 2) e Mesolcina, autostrada N13 da Bellinzona Nord al San Bernar-
dino (Lotto 3). Per ogni lotto era possibile inoltrare un'offerta (punto 2.7 del
bando di concorso). Nel bando si evidenziava che per ogni Lotto esisteva
una documentazione d'appalto a sé stante e che il committente avrebbe
effettuato tre separate delibere secondo la classificazione dei criteri di ag-
giudicazione. Visto che ogni offerente poteva inoltrare un'offerta per ogni
Lotto, la delibera sarebbe stata eseguita in successione per il Lotto 1, il
Lotto 2 e infine per il Lotto 3. L'offerente che si sarebbe aggiudicato un
Lotto non sarebbe stato escluso da quelli successivi, ma avrebbe dovuto
garantire la disponibilità delle persone chiave (cfr. punto 4.5.9 del bando di
concorso). Il punto 4.5.6 del bando di concorso escludeva dalla partecipa-
zione alla gara la C._ SA, la D._ AG e la E._ AG, in
quanto svolgono il ruolo di supporto al committente nell'ambito del presente
concorso.
B.
Entro il termine di chiusura per la presentazione delle offerte (16 settembre
2015; cfr. cifra 1.4 del bando di concorso) all'autorità aggiudicatrice sono
pervenute nove offerte, tra cui quelle delle ricorrenti e del Consorzio
Y._, c/o F._ SA, (di seguito: aggiudicataria).
C.
Con decisione di aggiudicazione del 3 / 16 febbraio 2016, pubblicata sul
SIMAP del 25 febbraio 2016 (n. della pubblicazione 903’697), l'autorità ag-
giudicatrice ha deliberato la commessa relativa al Lotto 1 all'aggiudicataria
per un importo di fr. 651'670.– (IVA esclusa; punto 3.2 della decisione
sull’aggiudicazione). L'offerta del consorzio aggiudicatario era risultata es-
sere quella più vantaggiosa dal punto di vista economico, adempiendo tutti
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i criteri del bando di concorso con una buona analisi dei compiti e delle
procedure proposte (cfr. punto 3.3 della decisione sull’aggiudicazione).
D.
Con scritti separati del 25 febbraio 2016 l'autorità aggiudicatrice ha infor-
mato tutti i concorrenti dell'avvenuta aggiudicazione in favore dell'aggiudi-
cataria e allegato la tabella anonima di valutazione, rimandando per il resto
alla relativa pubblicazione sul SIMAP.
E.
In data 1° marzo 2016 ha avuto luogo un debriefing presso la filiale di
USTRA a Bellinzona.
F.
Contro la decisione di aggiudicazione del 3 rispettivamente 16 febbraio
2016 le ricorrenti sono insorte con ricorso del 16 marzo 2016, proponendo
l'accoglimento del gravame e l'annullamento della delibera, nonché il rinvio
degli atti all'autorità aggiudicatrice affinché proceda alla ripubblicazione del
bando o, in via subordinata, per un nuovo giudizio. In via preliminare, le
ricorrenti chiedono che sia concesso l'effetto sospensivo al ricorso.
In sostanza, le ricorrenti invocano una violazione del loro diritto di essere
sentite, sia per quanto riguarda la consultazione degli atti che l’obbligo di
motivare le decisioni, come pure una lesione del principio della trasparenza
e del principio della concorrenza efficace. In particolare, le ricorrenti riten-
gono che l'apertura delle offerte in forma privata, come indicato nel bando
di concorso, configura una violazione procedurale tanto grave da poter es-
sere contestata anche nell'ambito di un ricorso contro l'aggiudicazione, poi-
ché in tal modo non sarebbe possibile verificare eventuali motivi di esclu-
sione, rispettivamente di ricusa nei confronti della giuria, della ditta esterna
che ha partecipato alla procedura d’acquisto e delle persone presenti al
momento dell’apertura delle offerte.
Le ricorrenti ravvisano una violazione del loro diritto di accedere agli atti
nella procedura di aggiudicazione. Secondo loro, l'aver prodotto la tabella
anonima del punteggio con la comunicazione della delibera non sarebbe
sufficiente per far fronte all'obbligo di motivazione delle decisioni, né a ve-
rificare se la ditta deliberataria presenti motivi di esclusione o se disponga
effettivamente delle competenze necessarie per lo svolgimento dei compiti
da eseguire.
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Infine le ricorrenti contestano, a titolo cautelativo, la valutazione delle of-
ferte, sostenendo come la loro offerta sia stata non solo migliore in termini
di prezzo, ma anche per quanto attiene alle referenze delle imprese e delle
persone chiave in relazione ai compiti da eseguire e alle analisi dei compiti
della procedura proposta. Non potendo disporre degli atti relativi alla ditta
aggiudicataria e degli altri concorrenti, le ricorrenti si vedono impossibilitate
nel capire e controllare le rispettive valutazioni e quindi nel motivare al me-
glio il proprio gravame.
G.
Con decisione incidentale del 17 marzo 2016 lo scrivente Tribunale ammi-
nistrativo federale ha, tra l'altro, conferito al ricorso, in via superprovvisio-
nale, l'effetto sospensivo, vietando all'autorità aggiudicatrice qualsiasi mi-
sura di esecuzione suscettibile di pregiudicare l'esito del presente procedi-
mento, segnatamente la conclusione del contratto con l'aggiudicataria.
Contestualmente, il Tribunale ha invitato l'autorità aggiudicatrice, entro il
4 aprile 2016, a pronunciarsi sulla domanda di concessione dell'effetto so-
spensivo, nonché a produrre gli atti di gara. Allo stesso modo è stata data
facoltà all'aggiudicataria di esprimersi, entro lo stesso termine, sull'effetto
sospensivo e a comunicare, in caso di rinuncia, la sua intenzione di costi-
tuirsi formalmente come parte nella causa principale.
H.
Con risposta del 4 aprile 2016 l'autorità aggiudicatrice propone, in via cau-
telare, di negare alle ricorrenti la facoltà di consultare liberamente tutti gli
atti così come la facoltà di replicare e di respingere l'istanza di concessione
dell'effetto sospensivo al ricorso, mentre, per quanto concerne la causa
principale, propone di negare alle ricorrenti la facoltà di consultare libera-
mente tutti gli atti e di respingere il ricorso.
L'autorità aggiudicatrice considera la censura relativa all'apertura delle of-
ferte in forma privata non solo tardiva, contenendo il bando una simile in-
dicazione, ma pure ingiustificata, poiché le norme di legge applicabili non
imporrebbero l'apertura delle offerte in forma pubblica. Inoltre, l'autorità ag-
giudicatrice ritiene infondate le presunte violazioni delle norme sulla ricu-
sazione, del diritto di essere sentito e dell'esame dei criteri di aggiudica-
zione. Contestualmente alla risposta, l'autorità aggiudicatrice ha altresì
prodotto la documentazione di gara corredata di un indice, segnalando
quali atti a suo avviso possono essere consultati integralmente o limitata-
mente dalle ricorrenti.
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I.
Entro il termine impartito l'aggiudicataria non ha comunicato di volersi co-
stituire come parte nel presente procedimento.
J.
Con ordinanza del 6 aprile 2016 sono stati trasmessi alle ricorrenti la rispo-
sta dell'autorità aggiudicatrice del 4 aprile 2016, l'elenco degli atti e lo
scritto accompagnatorio della stessa data. Nel contempo è stato loro con-
cesso, per il momento, di visionare la documentazione di gara nella forma
indicata dall'autorità aggiudicatrice, nonché di completare la motivazione
del ricorso sulla scorta dei documenti trasmessi.
K.
In data 8 aprile 2016, in seguito ai solleciti formulati nella decisione inci-
dentale del 17 marzo 2016 e nell'ordinanza del 6 aprile 2016, è pervenuta
la procura del rappresentante legale delle ricorrenti.
L.
Mediante completazione del ricorso del 21 aprile 2016 le ricorrenti rinno-
vano le conclusioni presentate nel loro gravame ed inoltre chiedono che
venga loro messa a disposizione l’intera documentazione prodotta dal
committente in data 4 aprile 2016, in particolare l'intero doc. 1.8 (rapporto
di valutazione) con tutti gli allegati, l'offerta dell'aggiudicataria (doc. 2), la
loro offerta (doc. 3), come pure un elenco di tutte le ditte (consorziate o
meno) che hanno partecipato alla gara. Chiedono che venga loro concessa
la facoltà di completare il gravame una volta messa a disposizione detta
documentazione, in ogni caso che venga loro concesso un termine per re-
plicare alla risposta del 4 aprile 2016.
Inoltre, le ricorrenti attirano l'attenzione su un'apparente incongruenza tra i
nominativi delle persone indicate nel verbale di apertura delle offerte e
quelle indicate nel rapporto di valutazione. A loro dire, la delibera andrebbe
già annullata in quanto non risulterebbe dall'estratto del Registro di com-
mercio del Canton Ticino che il consulente esterno incaricato di redigere il
rapporto di valutazione abbia facoltà di firma per la C._ SA.
Le ricorrenti motivano la richiesta di edizione di ulteriore documentazione
per verificare la sussistenza di eventuali motivi di ricusa, nonché per appu-
rare se la valutazione operata riguardo ai criteri di idoneità, all'esame am-
ministrativo e formale ed ai criteri di aggiudicazione sia avvenuta in modo
corretto. A loro modo di vedere, le offerte non conterrebbero segreti d'affare
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o relativi al know-how commerciale e, se del caso, i passaggi corrispon-
denti andrebbero stralciati o interlineati. Inoltre, esse interpretano la rinun-
cia dell'aggiudicataria a costituirsi parte nella procedura di ricorso come
assenso alla consultazione della propria offerta da parte delle ricorrenti.
M.
Mediante presa di posizione del 12 maggio 2016 l'autorità aggiudicatrice
ripropone le conclusioni in via cautelare e nel merito rimanda alle motiva-
zioni conformemente alla risposta del 4 aprile 2016. Ella si oppone a met-
tere a disposizione delle ricorrenti ulteriore documentazione, eccezion fatta
per la loro offerta, concludendo che le censure sollevate dalle ricorrenti in
merito ad una presunta violazione dell'esame dei criteri di aggiudicazione
non possono essere prese in considerazione in quanto non sufficiente-
mente dettagliate.
N.
Mediante ordinanza del 17 maggio 2016, oltre a trasmettere alle ricorrenti
la presa di posizione del committente del 12 maggio 2016, per il momento
senza allegati, lo scrivente Tribunale ha concluso lo scambio di scritti ri-
guardo alla decisione incidentale sull'effetto sospensivo, su riserva di even-
tuali ulteriori provvedimenti istruttori o memorie delle parti.
O.
Con scritto spontaneo del 17 maggio 2016 le ricorrenti sollevano nuova-
mente la ricusa del membro della giuria esterno di C._ SA e l'esclu-
sione della deliberataria. In tale contesto, chiedono il richiamo ad USTRA
di tutti i mandati di progettazione e di consulenze esterne attribuiti negli
ultimi tre anni alla C._ SA e a F._ SA e a tutti i componenti del
consorzio aggiudicatario, nonché il richiamo della composizione dei con-
sorzi ai quali hanno partecipato la C._ SA e le ditte del consorzio
aggiudicatario negli ultimi tre anni.
P.
Nelle osservazioni allo scritto spontaneo delle ricorrenti del 30 maggio
2016, l'autorità aggiudicatrice propone la reiezione della loro richiesta di
ulteriore documentazione poiché ingiustificata.
Q.
Con comunicazione fax del 2 giugno 2016, trasmessa alle ricorrenti lo
stesso giorno, l'autorità aggiudicatrice ha comunicato la composizione
completa del consorzio aggiudicatario, conformemente alla richiesta del
Tribunale nell’ordinanza del 31 maggio 2016.
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R.
Con ordinanza dell'8 giugno 2016 è stata respinta la richiesta delle ricor-
renti, inoltrata il giorno prima, di assegnar loro un termine per prendere
posizione alle allegazioni aggiuntive del committente e produrre nuova do-
cumentazione, rimanendo salva la presa in considerazione di eventuali al-
legazioni ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 PA. Contestualmente a ciò non è stato
ordinato un ulteriore scambio di scritti.
S.
Con scritto del 15 giugno 2016, trasmesso in seguito all'autorità aggiudica-
trice, le ricorrenti ribadiscono le richieste di edizione già espresse in data
17 maggio 2016.
T.
Mediante la decisione incidentale del 21 giugno 2016 lo scrivente Tribunale
ha respinto la domanda volta al conferimento dell’effetto sospensivo al ri-
corso, riservandosi di emanare eventuali ulteriori ordinanze circa lo scam-
bio di scritti e l’estensione dell’esame degli atti dopo il passaggio in giudica-
to di tale decisione.
U.
Tramite comunicazione telefonica del 17 novembre 2016 la rappresentante
legale del committente ha confermato la sottoscrizione del contratto con
l’aggiudicataria.
V.
Con ordinanza del 28 novembre 2016, in seguito alle avvenute attestazioni
del Tribunale federale che non era stato avviato alcun procedimento di ri-
corso né contro la decisione incidentale del 21 giugno 2016 e nemmeno
contro la sentenza del 22 settembre 2016 nel procedimento parallelo
B-3563/2016, avviato dalla qui ricorrente 1 e nel quale erano state giudi-
cate alcune censure che vengono in parte sollevate anche nel presente
gravame, le ricorrenti sono state invitate, tra le altre cose, a determinarsi
sul mantenimento del ricorso.
W.
Con scritto del 2 dicembre 2016 le ricorrenti postulano il proseguo del pro-
cedimento e il giudizio sull’accertamento dell’illiceità della delibera e sul
merito senza ulteriori ritardi, precisando che da parte loro non vi sono com-
plementi del gravame.
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Pagina 8
X.
Con ordinanza del 12 dicembre 2016 lo scrivente Tribunale ha concluso
che, a fronte delle loro allegazioni, le richieste delle ricorrenti sono volte
all’ottenimento immediato di una decisione di merito senza che venga or-
dinato un ulteriore scambio di scritti o vengano trasmessi nuovi documenti.
Entro il termine loro impartito con la medesima ordinanza, le ricorrenti non
hanno inoltrato alcuna opposizione alla prospettata preparazione della de-
cisione sul merito senza che venissero ordinati un ulteriore scambio di
scritti o la trasmissione di ulteriori documenti.
Y.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti nella documentazione scritta
verranno ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della
vertenza.

Diritto:
1.
Il Tribunale amministrativo federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere
di cognizione sull'ammissibilità dei ricorsi sottopostigli (DTAF 2007/6, con-
sid. 1 con rinvii; DTAF 2008/48, consid. 1.2 non pubblicato).
1.1 Contro le decisioni concernenti segnatamente l'aggiudicazione e l'e-
esclusione dalla procedura di aggiudicazione è ammesso il ricorso al Tri-
bunale amministrativo federale (art. 29 lett. a e d in relazione all'art.
27 cpv. 1 della legge federale sugli acquisti pubblici del 16 dicembre 1994
[LAPub, RS 172.056.1]).
1.2 La LAPub comprende solo gli acquisti pubblici che sono subordinati
all'Accordo sugli appalti pubblici concluso il 15 aprile 1994 nell'ambito del
trattato per l'istituzione del GATT/OMC (Accordo GATT; RS 0.632.231.422;
cfr. DTAF 2008/48 consid. 2.1 con rinvii). La LAPub è applicabile soltanto
se il committente è soggetto a questa legge (art. 2 cpv. 1 LAPub), se il tipo
di commessa rientra nelle definizioni di cui all'art. 5 LAPub, il valore stimato
della commessa raggiunge i valori soglia fissati dall'art. 6 cpv. 1 LAPub e
se all'applicazione di tale legge non si oppone una delle eccezioni previste
dall'art. 3 LAPub.
1.2.1 L'USTRA è parte dell'Amministrazione generale della Confedera-
zione ed è soggetto alla LAPub (art. 2 cpv. 1 lett. a LAPub).
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Pagina 9
1.2.2 La commessa in esame, intitolata "Concorso per l’esecuzione delle
ispezione manufatti lungo la N02 in Ticino e la N13 in Mesolcina per il pe-
riodo 2016-2020" (cifra 2.2 del bando di concorso) e riferita al Lotto 1 “Ispe-
zione dei manufatti del Sottoceneri dalla dogana di Chiasso fino a Bellin-
zona Sud” (cifra 2.1 dell’aggiudicazione), fa parte del tipo della commessa
di servizi (cifra 1.4 dell’aggiudicazione). Per tale nozione si intende il con-
tratto tra il committente e un offerente riguardo la fornitura di prestazioni di
servizi conformemente all'allegato 1, appendice 4 dell'Accordo GATT
(art. 5 cpv. 1 lett. b LAPub; cfr. DTAF 2008/48 consid. 2.3). La lista delle
prestazioni di servizi menzionati all'allegato 1, appendice 4 dell'Accordo
GATT è stata ripresa nell'Allegato 1a dell'ordinanza sugli acquisti pubblici
dell'11 dicembre 1994 (OAPub, RS 172.056.11; cfr. art. 3 cpv. 2 OAPub).
Detta lista si fonda sulla classificazione centrale provvisoria dei prodotti
("Central Product Classification", CPC) stabilita dall'ONU (New York 1991),
la quale è determinante per verificare la portata di ogni tipo di prestazione
di servizi assoggettata (cfr. DTAF 2011/17 consid. 5.2.2).
Al punto 2.4 il bando di concorso attribuisce la presente commessa alla
categoria 71300000 "Servizi di ingegneria" secondo il Common Procure-
ment Vocabulary (CPV), la quale, a sua volta, trova il corrispondente al
numero di riferimento 867 secondo la CPC, come pure alla categoria
27 della CPC denominata “altri servizi”, il che è giustamente rilevato al
punto 2.2 dell’aggiudicazione. La commessa in narrativa rientra pertanto
nel novero delle commesse di servizi di cui all'art. 5 cpv. 1 lett. b LAPub in
combinato disposto con l'art. 3 cpv. 2 OAPub e l'Allegato 1a OAPub con
l'allegato 1 dell'Accordo GATT.
1.2.3 Visto il prezzo dell'offerta dell'aggiudicataria pari a fr. 651'670.–, IVA
esclusa (punto 3.2 dell'aggiudicazione), sono incontestabilmente superati i
valori soglia imposti dalle disposizioni di legge in relazione alle commesse
di servizi (art. 6 cpv. 1 lett. b LAPub in combinato disposto con l'art. 1 lett.
b dell'ordinanza del 23 novembre 2015 del Dipartimento federale dell'eco-
nomia, della formazione e della ricerca [DEFR] sull'adeguamento dei valori
soglia degli acquisti pubblici per gli anni 2016 e 2017, RS 172.056.12).
1.2.4 Non sussistendo inoltre alcuna eccezione ai sensi dell'art. 3 LAPub,
la presente commessa rientra nel campo di applicazione della LAPub.
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Pagina 10
1.3
1.3.1 Come richiesto dalla prassi, tutti i membri del consorzio ricorrente
hanno contestato congiuntamente la decisione di aggiudicazione a loro
sfavorevole (cfr. DTF 131 I 153 consid. 5.8 e rinvio; DTAF 2008/7 E. 2.2.2).
1.3.2 Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, la legitti-
mazione a ricorrere (art. 48 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa [PA, RS 172.021] e art. 26 cpv. 1 LAPub) contro
la decisione di aggiudicazione va riconosciuta ad un ricorrente dal mo-
mento che, a dover dar ragione alle sue conclusioni ed argomentazioni,
egli ha l'effettiva possibilità di ottenere la commessa (cfr. DTF 141 II 14
consid. 4, sentenza del TF 2C_203/2014 del 9 maggio 2015 consid. 1.4;
sentenza del TAF B-3596/2015 del 3 settembre 2015 consid. 4.1 e deci-
sione incidentale del TAF B-5293/2015 del 4 novembre 2015 consid. 5.1).
Nel loro gravame le ricorrenti hanno proposto, in via principale, l'annulla-
mento dell'aggiudicazione e il rinvio degli atti all’autorità inferiore per ripub-
blicazione del bando o, in via subordinata, per nuovo giudizio. Con la con-
clusione formulata in subordine le ricorrenti chiedono, perlomeno in modo
implicito, l'assegnazione della commessa in loro favore, rispettivamente
l'esclusione dell'aggiudicataria dalla gara.
Le ricorrenti non sono state considerate per l’aggiudicazione. Esse hanno
superato l'esame dell'idoneità e si sono classificate al secondo posto nella
graduatoria del presente concorso, ottenendo 435 contro i 466 punti
dell'aggiudicataria. Nell’ambito della decisione incidentale sull’effetto so-
spensivo alle ricorrenti è stato riconosciuto, in riferimento alle conclusioni
principali, un interesse degno di protezione attuale e pratico ad insorgere
contro la delibera poiché, a seguire il loro ragionamento in qualità di se-
conde classificate, l’accoglimento del ricorso avrebbe condotto ad una
nuova pubblicazione del bando, lasciando in questo modo intatte le proba-
bilità delle ricorrenti di vedersi aggiudicata la commessa. Anche in riferi-
mento alla conclusione eventuale, volta implicitamente all’assegnazione
della commessa a loro stesse, le ricorrenti sono state giudicate legittimate
a ricorrere contro l’aggiudicazione, essendosi piazzate seconde nella gra-
duatoria finale (cfr. decisione incidentale del TAF B-1682/2015 del 21 giu-
gno 2016 consid. 1.3.2).
1.3.3 È assodato che contro la decisione incidentale sul rifiuto della do-
manda di concessione dell'effetto sospensivo non è stato depositato alcun
ricorso presso il Tribunale federale (cfr. fatti, lett. V). Siccome nel frattempo
è intervenuta la conclusione del contratto con il consorzio aggiudicatario
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Pagina 11
per le opere messe in concorso, le conclusioni principali ed eventuali delle
ricorrenti vertenti sull'annullamento della decisione di aggiudicazione e, im-
plicitamente, sull'aggiudicazione della commessa in loro favore si rivelano
prive d'oggetto (cfr. sentenza del TAF B-1470/2010 del 29 settembre 2010
consid. 1.4.1), venendo loro a mancare l'interesse attuale e pratico che po-
trebbe giustificare l'esame nel merito di tali conclusioni. Tuttavia, se il ri-
corso si rivela giustificato e il contratto con l'offerente è già stato concluso,
il Tribunale amministrativo federale accerta unicamente in quale misura la
decisione impugnata viola il diritto federale (art. 32 cpv. 2 LAPub).
1.3.4 A tale riguardo giova ricordare che con scritto del 2 dicembre 2016 le
ricorrenti hanno esplicitamente postulato l’accertamento dell’illiceità della
delibera.
1.3.5 Nel quadro dell'esame delle condizioni per entrare nel merito di una
richiesta di accertamento dell'illiceità valgono le stesse condizioni per en-
trare nel merito di un ricorso con cui si chiede l'annullamento della deci-
sione di aggiudicazione, in particolare devono essere adempiuti i requisiti
posti alla stretta relazione con l'oggetto di lite ed al sufficiente interesse
degno di protezione (cfr. per tutto sentenza del TAF B-1470/2010 del
29 settembre 2010, consid. 1.4.2; MARTIN BEYELER, Öffentliche Beschaf-
fung, Vergaberecht und Schadenersatz, Zurigo-Basilea-Ginevra 2004,
N. 590).
Nel presente caso, siccome è già stato accertato che sono dati i presup-
posti per la legittimazione a ricorrere delle ricorrenti nel senso di una prote-
zione giuridica di primo grado (cfr. consid. 1.3.2), è di conseguenza data
anche la legittimazione a ricorrere delle ricorrenti nel senso di una prote-
zione giuridica di secondo grado.
1.4 Giusta l'art. 23 cpv. 1 LAPub il committente notifica le decisioni di cui
all'art. 29 LAPub in conformità all'art. 24 cpv. 1 LAPub o mediante recapito.
Secondo l'art. 30 LAPub i ricorsi devono essere proposti entro 20 giorni
dalla notifica della decisione. La decisione d'aggiudicazione è stata pubbli-
cata sul SIMAP del 25 febbraio 2016 e la comunicazione separata ai par-
tecipanti alla gara è avvenuta mediante scritto dello stesso giorno. Per l'i-
nizio del termine di impugnazione della delibera fa stato la data di pubbli-
cazione sul SIMAP. Il termine per presentare ricorso ha quindi iniziato a
decorrere il 26 febbraio 2016 ed è venuto a scadenza il 16 marzo 2016.
Pertanto il presente gravame, inviato per posta in data 16 marzo 2016,
risulta tempestivo.
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Pagina 12
1.5 I requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti
(art. 52 PA), l'anticipo spese è stato versato entro il termine impartito
(art. 63 cpv. 4 PA) e i rispettivi patrocinatori hanno giustificato i propri poteri
per mezzo di procura scritta valida (art. 11 cpv. 2 PA).
1.6 Ritenuto quanto precede, il Tribunale amministrativo federale è compe-
tente per statuire sulla presente vertenza e i presupposti per entrare nel
merito del ricorso sono adempiuti.
1.7 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA fintanto che la LAPub e la legge federale sul Tribunale amministrativo
federale del 17 giugno 2005 (LTAF; RS 173.32) non dispongono altrimenti
(art. 26 cpv. 1 e art. 37 LTAF). Conformemente all'art. 31 LAPub, nell'ambito
della procedura di ricorso non può essere addotto il motivo dell'inadegua-
tezza.
2.
Prima di tutto, le ricorrenti si dolgono del fatto che sia stato loro negato
l'accesso agli atti nella procedura di aggiudicazione, il che avrebbe loro
impedito di verificare la sussistenza di motivi di esclusione dell'offerta deli-
berataria, nonché di confrontare la propria offerta con quella vincente. A
loro avviso, non sarebbero dati i presupposti dell'art. 23 cpv. 2 lett. e LAPub
e l'autorità aggiudicatrice avrebbe violato l'obbligo di motivare le decisioni.
Le ricorrenti lamentano che il committente, anche in occasione del debrie-
fing, non abbia dato seguito alla loro richiesta di consultazione di docu-
menti, in particolare dell'offerta del consorzio aggiudicatario, né fornito al-
cuna ulteriore spiegazione sui punteggi assegnati. L’autorità aggiudicatrice
nega la sussistenza di una violazione del diritto di essere sentito, segna-
lando tra le altre cose di aver fornito ulteriori dettagli alle ricorrenti in sede
di debriefing.
2.1 Come già ritenuto a più riprese dalla prassi dello scrivente Tribunale
giova ricordare che, in base all'art. 26 cpv. 2 LAPub, gli art. 26, 27 e 28 PA
concernenti il diritto d'esame degli atti non trovano applicazione nella pro-
cedura di acquisti pubblici federale (cfr. sentenza del TAF B-5190/2011 del
19 ottobre 2011, pag. 3). Mediante una simile restrizione si tiene conto del
carattere riservato dei dati degli offerenti, nella misura in cui l'esame di quei
documenti che contengono segreti d'affare e altri dati relativi a potenziali
concorrenti non dev’essere concesso. La disposizione di cui all’art.
26 cpv. 2 LAPub ha come conseguenza che il ricorrente può appellarsi al
suo diritto d'esaminare gli atti solamente nel quadro della procedura di ri-
corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (sentenza del TAF
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B-5213/2014 del 2 ottobre 2014 consid. 3.3; decisione incidentale del TAF
B-2675/2012 del 5 dicembre 2012 consid. 3; PETER GALLI/ANDRÉ
MOSER/ELISABETH LANG/MARC STEINER, Praxis des öffentlichen Beschaf-
fungsrechts, 2013, n. 1185 e 1363). Di ciò sono consapevoli anche le ricor-
renti che riconoscono nel loro gravame che le disposizioni in materia del
diritto di esaminare gli atti dovrebbero almeno essere applicate nella pro-
cedura di ricorso. Dei possibili motivi di restrizione del diritto di esaminare
gli atti nella procedura di ricorso si dirà in seguito (cfr. consid. 6 segg.).
2.2 Di principio le decisioni di cui all'art. 29 LAPub devono essere motivate
e notificate conformemente alle disposizioni previste all'art. 23 cpv. 1 e 2
LAPub. Tali disposti rappresentano una cosiddetta lex specialis nei con-
fronti degli artt. 35 cpv. 1 e 3, nonché art. 36 PA (sentenza del TAF
B-3526/2013 del 20 marzo 2014 consid. 2.3; GALLI/MOSER/LANG/STEINER,
op. cit., n. 1243 ss.). L'art. 23 cpv. 1 LAPub consente una motivazione som-
maria delle decisioni di cui all'art. 29 LAPub (decisione incidentale del TAF
B-1383/2011 del 23 maggio 2011 consid. 4.1). Le informazioni necessarie
per la pubblicazione dell'aggiudicazione sono elencate all'art 28 OAPub.
Tuttavia, l'art. 23 cpv. 2 LAPub statuisce l'obbligo del committente di comu-
nicare agli offerenti non considerati per la delibera determinate informa-
zioni, ma unicamente a condizione che ne abbiano fatto previamente ri-
chiesta (DTAF 2012/28 E. 3.6.1, GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit.,
n. 1243 ss.).
2.3 Le informazioni di cui all'art. 23 cpv. 2 LAPub si riferiscono alla proce-
dura d'aggiudicazione seguita, al nome dell'offerente scelto, al prezzo
dell'offerta scelta o ai prezzi inferiori e maggiori delle offerte considerate, ai
motivi essenziali dell'eliminazione, nonché alle caratteristiche essenziali e
ai vantaggi dell'offerta scelta (art. 23 cpv. 2 lett. a-e LAPub). Conforme-
mente alla prassi, per comunicare le informazioni secondo l'art. 23 cpv.
2 LAPub si suole fare appello a riunioni informative, chiamate anche
"debriefing", le quali hanno luogo subito dopo l'aggiudicazione in presenza
di rappresentanti del committente e degli offerenti non considerati
(GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. 1244 in fine). Le spiegazioni in
sede di "debriefing" avvengono perlopiù in forma orale (cfr. sentenza del
TAF B-5231/2014 del 2 ottobre 2014 consid. 2.2) e per legge non sussiste
l'obbligo di stendere un verbale. Sono escluse dall'obbligo di comunicare
del committente le informazioni contrarie al diritto federale o lesive di inte-
ressi pubblici o che, se divulgate, potrebbero violare interessi economici
legittimi degli offerenti o la concorrenza leale tra gli stessi (cfr. art. 23 cpv.
3 LAPub). Le esigenze poste alla motivazione sono adempiute ad esempio
quando la medesima contiene una spiegazione sufficiente per la scelta
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dell'aggiudicataria sulla base dei criteri di idoneità e di aggiudicazione pub-
blicati (cfr. decisione incidentale del TAF B-6136/2007 del 30 gennaio 2008
consid. 7.4; decisione della Commissione di ricorso in materia di acquisti
pubblici [CRAP] 20/00 consid. 5b, citata in GALLI/MOSER/LANG/STEINER,
op. cit., n. 1243, nota a pié di pagina 2772). Mediante le informazioni pre-
viste all'art. 23 cpv. 2 LAPub gli offerenti non considerati devono essere
messi nella condizione di tutelare a pieno il proprio diritto a ricorrere (sen-
tenza del TAF B-3526/2013 del 20 marzo 2014 consid. 3.2). Eventuali vio-
lazioni dell'obbligo di motivazione quale componente del diritto di essere
sentito potrebbero del resto essere sanate nella procedura di ricorso di-
nanzi al Tribunale amministrativo federale, nella misura in cui l'autorità ag-
giudicatrice, in tale sede, fa fronte al suo obbligo di motivare le decisioni ed
il ricorrente ha l'opportunità di prendere posizione sui motivi addotti (sen-
tenza del TAF B-8563/2011 del 15 febbraio 2011 consid. 2.2.1 con ulteriori
riferimenti).
2.4 Nel caso in esame, al punto 1.2 della decisione di aggiudicazione è
indicato il tipo di procedura adottato. Le generalità del consorzio aggiudi-
catario, con particolare riferimento alla ditta capofila, sono segnalate al
punto 3.2 della decisione di aggiudicazione. I motivi per l’assegnazione
della delibera all’aggiudicataria sono enunciati al punto 3.3 della decisione
di aggiudicazione dove si legge che l'offerta del consorzio aggiudicatario
era risultata essere quella più vantaggiosa dal punto di vista economico,
adempiendo tutti i criteri del bando di concorso, segnatamente con una
buona analisi dei compiti e delle procedure proposte. Con scritti del 25 feb-
braio 2016 l'autorità aggiudicatrice ha informato tutti gli offerenti circa l'av-
venuta aggiudicazione in favore dell'aggiudicataria e allegato la tabella
anonima di valutazione nella quale sono indicate le singole note e i pun-
teggi assegnati, nonché il numero dei punti e la graduatoria. Alfine di per-
mettere una miglior comprensione, a ciascun offerente è stata comunicata
la lettera dell'alfabeto corrispondente alla propria offerta all'interno della ta-
bella. In più, le ricorrenti e l'autorità aggiudicatrice, malgrado manifestino
opinioni contrastanti sull’esito, sono concordi nell’affermare che si è svolto
un debriefing che non è stato verbalizzato.
2.5 In sunto, le informazioni fornite riguardo al tipo di procedura seguita, ai
nominativi del consorzio aggiudicatario (perlomeno della ditta capofila),
nonché al prezzo e ai motivi per l'offerta scelta conformemente ai punti 1.2,
3.2 e 3.3 della decisione di delibera, unitamente alla comunicazione sepa-
rata della delibera e alla tabella anonima di punteggio, possono essere ri-
tenute sufficienti per soddisfare i requisiti posti ad una motivazione som-
maria giusta l'art. 23 cpv. 2 LAPub. Sulla base di tali indicazioni le ricorrenti
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sono state poste nella condizione di afferrare la portata della decisione da
loro impugnata e di riconoscere in quali punti l'offerta deliberataria presen-
tasse dei vantaggi rispetto alle altre. Di conseguenza, per quanto riferito
alla censura della violazione dell'obbligo di motivare le decisioni, il ricorso
si rivela infondato, indipendentemente dalle divergenze d’opinione sulle
modalità di svolgimento del debriefing.
2.6 Infine, val la pena evidenziare che lo scrivente Tribunale, in questa
sede, ha messo a disposizione delle ricorrenti una parte della documenta-
zione di gara inoltrata dal committente, in particolare i fogli di valutazione
delle offerte delle ricorrenti e dell'aggiudicataria, dando alle prime la possi-
bilità di completare la motivazione del gravame. Inoltre, al più tardi me-
diante la comunicazione scritta del 2 giugno 2016, le ricorrenti sono venute
a conoscenza dei nominativi di tutte le società che fanno parte del consor-
zio aggiudicatario.
3.
3.1 Le ricorrenti contestano il fatto che l'apertura delle offerte sia avvenuta
in forma privata. Pur nella consapevolezza di non aver depositato alcun
ricorso contro il bando di concorso che conteneva un’indicazione in tal
senso, le ricorrenti sono del parere che si tratti di una violazione procedu-
rale tanto grave da poter essere contestata anche nell'ambito di un ricorso
contro l'aggiudicazione. Secondo loro, l'apertura in forma privata non per-
mette di individuare eventuali motivi di esclusione, rispettivamente di ri-
cusa. L’obbligo di aprire le offerte in seduta pubblica, mettendo a disposi-
zione degli offerenti gli atti per poter inoltrare ricorso, discenderebbe dal
principio della trasparenza che, a loro avviso, è stato violato. Il rinvio della
causa all'autorità aggiudicatrice sarebbe quindi giustificato.
3.2 L'autorità aggiudicatrice considera la censura relativa all'apertura delle
offerte in forma privata prima di tutto tardiva. Ma anche nell’evenienza
dell’ammissibilità di tale rimprovero, le norme di legge applicabili non im-
porrebbero, a suo avviso, l'apertura delle offerte in forma pubblica. Cionon-
dimeno, siccome il committente avrebbe aperto le offerte tramite tre rap-
presentanti e stilato il relativo verbale, egli avrebbe ossequiato le disposi-
zioni vigenti.
3.3 Dal punto di vista del diritto internazionale, facendo un particolare rife-
rimento all’art. XIII cpv. 3 dell’Accordo GATT, sono ammesse procedure di
aggiudicazione dove l’apertura delle offerte avviene in forma pubblica o
privata (cfr. DANIELA LUTZ, Die fachgerechte Auswertung von Offerten, in:
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Aktuelles Vergaberecht 2008, pag. 217 segg., n. a margine 13). Dal canto
loro, le concretizzazioni a livello del diritto federale non statuiscono l’ob-
bligo di procedere ad un’apertura pubblica delle offerte, né escludono in
maniera esplicita la partecipazione degli offerenti alla fase di apertura delle
offerte (cfr. ETIENNE POLTIER, Droit des marchés publics, Berna 2014, n. a
margine 295 seg.). Gli enti appaltanti federali fondano l’esclusione degli
offerenti dalla procedura di apertura delle offerte sul principio della confi-
denzialità in materia di acquisti pubblici e sulla circostanza che nella LAPub
sono possibili trattative sul prezzo tra gli offerenti e il committente
(GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. a margine 652). Giusta l’art.
24 cpv. 1 OAPub nella procedura libera o selettiva per l’aggiudicazione di
commesse per forniture o servizi, due rappresentanti del committente
aprono le offerte dopo aver verificato se sono state inoltrate tempestiva-
mente. In quest’ottica l’apertura delle offerte in forma non pubblica, come
indicato nel bando di concorso, in riferimento alla commessa di servizi ri-
chiesta è senz’altro conciliabile con l’art. 24 cpv. 1 OAPub (cfr. decisione
incidentale del TAF B-1682/2016 del 21 giugno 2016 consid. 4.4 e sen-
tenza del TAF B-3563/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3).
3.4 Siccome le ricorrenti non contestano che il bando di concorso indicava
espressamente che l'apertura delle offerte non sarebbe avvenuta in forma
pubblica (cfr. punto 4.5.4 del bando), la loro censura, mossa nell’ambito
della procedura di ricorso contro l’aggiudicazione e non direttamente con-
tro il bando di concorso, può, di principio, rivelarsi tardiva, tenuto conto del
testo chiaro del bando di concorso a tale riguardo. Nella misura in cui le
conclusioni delle ricorrenti poggiano su una simile censura, non si potrebbe
entrare nel merito del ricorso su questo punto. Ma anche nell’ipotesi
dell’ammissibilità delle conclusioni su questo aspetto, va aggiunto che,
come si è già visto sopra, il fatto che l'apertura delle offerte si sia svolta in
forma "privata" nella presente procedura di aggiudicazione, impostata se-
condo la procedura libera ed avente per oggetto una commessa di servizi,
non costituisce una violazione dell'art. 24 cpv. 1 lett. a OAPub.
3.5 Benché l'art 24 cpv. 2 lett. b OAPub lo preveda solo nella procedura
libera o selettiva per l'aggiudicazione di commesse edili e non per l'aggiu-
dicazione di servizi o forniture, l'autorità aggiudicatrice ha stilato, nel pre-
sente caso, un verbale di apertura delle offerte, indicandovi tutte le infor-
mazioni giusta l'art. 24 cpv. 2 lett. b OAPub, andando quindi oltre le dispo-
sizioni vigenti. Di conseguenza si rendono superflue riflessioni circa la pre-
sunta incompatibilità dell’art. 24 OAPub con l’art. XIII cpv. 3 dell’Accordo
GATT in quanto il diritto internazionale statuirebbe l’obbligo di redigere un
verbale di apertura delle offerte per tutti i tipi di commesse (cfr. BEYELER in:
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Pagina 17
BR/DC 2017 p. 50 [60]; d’altro avviso LUTZ, op. cit., pag 217 segg., n. a
margine 13).
3.6 Secondo l’avviso delle ricorrenti, l’obbligo di aprire le offerte in forma
pubblica permetterebbe di verificare eventuali motivi di esclusione o di ri-
cusa ed ossequiare in tal modo il principio della trasparenza e il proprio
diritto di essere sentito. Se da una parte né dall’Accordo GATT e nemmeno
dall’art. 24 OAPub discende l’obbligo di apertura delle offerte in seduta
pubblica, dall’altra val la pena ricordare che nel presente procedimento
sono state trasmesse alle ricorrenti la copia del verbale d'apertura delle
offerte anonimo, nonché la copia della pag. 8 del rapporto di valutazione
da cui si evincono i nominativi del team di valutazione. Inoltre è stato loro
comunicata la composizione del consorzio aggiudicatario. Da questo punto
di vista, avendo ricevuto le suddette informazioni, le ricorrenti sono state
poste nella condizione di esercitare il proprio diritto di essere sentite.
3.7 Infine, le ricorrenti attirano l'attenzione su un'apparente incongruenza
tra i nominativi delle persone indicate nel verbale di apertura delle offerte e
quelle indicate nel rapporto di valutazione, in quanto una delle tre persone
nominate nel verbale di apertura delle offerte non apparirebbe più nel team
di valutazione. A tale proposito occorre rilevare che secondo i disposti in
materia di apertura delle offerte il verbale corrispondente deve indicare, tra
l'altro, i nomi delle persone presenti, le quali non devono necessariamente
far parte del team di valutazione o coincidere con i nomi dei membri di detto
gruppo. Pertanto, l'osservazione delle ricorrenti è del tutto irrilevante ed
ininfluente ai fini del presente giudizio.
3.8 Riassumendo, nella misura in cui le ricorrenti criticano che l’apertura
delle offerte sia avvenuta in forma privata e non pubblicamente, la loro cen-
sura, per quanto ammissibile, non merita tutela.
4.
4.1
4.1.1 In sede di ricorso le ricorrenti si dolgono di non essere state raggua-
gliate né sui nominativi dei componenti della giuria e delle persone presenti
al momento dell’apertura delle offerte e nemmeno sulle ditte partecipanti
alla gara, ciò che avrebbe loro impedito di verificare se fossero ossequiate
le norme in materia di ricusazione.
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4.1.2 Nella presa di posizione al ricorso il committente respinge la tesi delle
ricorrenti relativa alla presunta violazione delle norme sulla ricusazione,
non essendo riferita ad un motivo di ricusazione concreto. In primo luogo il
bando di concorso avrebbe espressamente escluso alla C._ SA,
alla D._ SA, nonché alla E._ AG di partecipare alla presente
gara pubblica, in quanto al consorzio formato da tali ditte era stato aggiu-
dicato il mandato di supporto al committente nel quadro del presente ac-
quisto. Suddette imprese avrebbero collaborato con il committente nell'am-
bito della valutazione delle offerte. In secondo luogo, l'autorità aggiudica-
trice fa osservare che i quattro componenti del gruppo di valutazione hanno
sottoscritto una dichiarazione di imparzialità.
4.1.3 Nel complemento di motivazione, le ricorrenti lamentano la mancata
comunicazione dei componenti di tutto il consorzio aggiudicatario. A loro
modo di vedere, non sarebbe quindi escluso che chi ne fa parte oppure le
altre ditte offerenti possano avere legami con la C._ SA e le altre
ditte consorziate che hanno funto da supporto al committente. Inoltre, le
ricorrenti sostengono che la dichiarazione di imparzialità non "funziona" per
l'autore del rapporto di valutazione, non risultando dall'estratto del Registro
di commercio del Canton Ticino che la persona in questione abbia facoltà
di firma per la C._ SA, per cui la delibera andrebbe già annullata
per questo motivo.
4.1.4 Mediante presa di posizione al complemento di motivazione l'autorità
aggiudicatrice reputa irrilevante il fatto che l'autore del rapporto di valuta-
zione non disponga del diritto di firma iscritto al Registro di commercio,
ritenuto che egli, nell'organigramma di progetto del Consorzio C. e Asso-
ciati SA e D._ SA ricopre il ruolo di sostituto specialista genio civile
e manufatti e gallerie ed è la persona chiave proposta dal Consorzio. A tal
proposito, l'autorità aggiudicatrice produce, ad uso esclusivo del Tribunale,
copia dello scritto dell'8 luglio 2015 di detto Consorzio con i relativi allegati,
rispettivamente copia dello scritto del 17 luglio 2015 di USTRA.
4.1.5 Nel successivo scritto spontaneo del 17 maggio 2016 le ricorrenti sol-
levano nuovamente la ricusa del membro della giuria esterno di C._
SA e l'esclusione della deliberataria. In particolare, esse ritengono come
C._ SA e segnatamente l'aggiudicataria con altri 4-5 grossi studi di
ingegneria si suddividano, da una parte, incarichi di supporto al commit-
tente, fungendo da consulenti e giurati a quest'ultimo, e dall'altra si vedano
assegnare altri appalti dal medesimo committente. A titolo d'esempio, le
ricorrenti segnalano che la C._ SA, avrebbe ottenuto, in data 27
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Pagina 19
aprile 2016, la delibera per una commessa di servizi di ingegneria sul trac-
ciato N2 EP 15 Lugano-Rivera, per cui lo studio in questione avrebbe funto
da giudice in questa procedura, quando già aveva partecipato a tale con-
corso. Per questo motivo tali ditte disporrebbero di informazioni che altri
offerenti non avrebbero. Un simile modo di procedere entra, a mente delle
ricorrenti, in completa contraddizione con il principio della parità di tratta-
mento, di una concorrenza efficace e della trasparenza. Per questo motivo,
gli aggiudicatari di mandati di supporto al committente (BHU) dovrebbero
essere sistematicamente esclusi da tutti i successivi concorsi indetti da
USTRA. A comprova delle loro allegazioni, in particolare delle relazioni d'af-
fari tra la ditta che supporta il committente e l'aggiudicataria, le ricorrenti
chiedono il richiamo ad USTRA di tutti i mandati di progettazione, rispetti-
vamente di consulenze esterne attribuiti negli ultimi tre anni alla C._
SA e a F._ SA e a tutti i componenti del consorzio aggiudicatario,
nonché il richiamo per gli ultimi tre anni della composizione dei consorzi ai
quali hanno partecipato la C._ SA e le ditte del consorzio aggiudi-
catario.
4.1.6 In data 30 maggio 2016 l'autorità aggiudicatrice ha inoltrato le osser-
vazioni allo scritto spontaneo delle ricorrenti, proponendo di rigettare la loro
richiesta di documentazione, in quanto ingiustificata. Ella spiega che i man-
dati di supporto al committente (BHU) sono compiti delegabili a terzi che
non devono essere garantiti dalla Confederazione. La BHU comprende-
rebbe tutta una serie di prestazioni che variano dalla preparazione del
bando di concorso alla valutazione delle offerte, alla gestione dell'appalto
nelle fasi progettuali esecutive. Simili commesse verrebbero assegnate tra-
mite procedura libera, dando modo a tutte le ditte interessate di parteci-
pare. La ditta a cui è attribuito il mandato verrebbe poi esclusa da tutti gli
altri acquisti in relazione a quel lotto dove funge da supporto al commit-
tente. Il riferimento delle ricorrenti all'appalto N2 EP15 non sarebbe quindi
pertinente, non avendo nulla a che vedere con il lotto in esame. L'autorità
aggiudicatrice osserva come il ruolo di supporto al committente non impli-
chi alcun potere decisionale e vada relativizzato, in quanto la valutazione
delle offerte verrebbe effettuata da tutto il team, composto per tre quarti da
dipendenti della committenza, senza contare che la Direzione di USTRA
effettua un controllo di qualità del rapporto di valutazione volto alla verifica
ed al rispetto delle procedure e delle norme di legge. Infine, conclude l'au-
torità aggiudicatrice, un'esclusione sistematica di tutte le ditte che si sono
viste aggiudicare appalti di BHU da tutti i concorsi da lei indetti non sarebbe
giustificata e porterebbe ad una notevole diminuzione del mercato, con-
travvenendo agli interessi pubblici.
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4.1.7 Con scritto del 15 giugno 2016 le ricorrenti rinnovano le loro richieste
di edizione già espresse in data 17 maggio 2016.
4.2
4.2.1 La competenza per la costruzione di nuove strade nazionali e per la
sistemazione di quelle esistenti è stata affidata alla Confederazione
(art. 40a lett. b della legge federale sulle strade nazionali dell’8 marzo
1960, LSN, RS 725.11, entrato in vigore il 1° gennaio 2008 [RU 2007 5779;
FF 2005 5349]). In questo settore trova applicazione il diritto federale in
materia di acquisti pubblici e l’USTRA è l’ufficio federale competente. Dalla
competenza generale dell’USTRA a condurre le procedure di aggiudica-
zione nell’ambito delle strade nazionali deriva la libertà di detto ufficio di
fare capo a consulenti esterni che possano fungere da supporto al commit-
tente (sentenza del TAF B-3563/2016 del 22 settembre 2016 consid. 2.3.2).
Le disposizioni in materia di ricusa e/o di ricusazione sono suscettibili di
apportare i correttivi necessari nel caso di eventuali conflitti di interesse.
4.2.2 Le persone che collaborano nell’ambito di una procedura di aggiudi-
cazione in materia di acquisti pubblici della Confederazione, segnatamente
i consulenti esterni che fungono da supporto al committente, devono osse-
quiare l’obbligo di ricusazione (cfr. sentenza del TAF B-3563/2016 del
22 settembre 2016 consid. 2.3.3, CHRISTOPH JÄGER, Direkte und indirekte
Vorbefassung im Vergabeverfahren, in BR 2011, p. 4 segg.; MARTIN
BEYELER, Vergabrechtliche Entscheide 2014/2015, Zurigo-Basilea-Ginevra
2016, n. 69). Le norme di ricusazione del diritto generale di procedura
(l’art. 26 cpv. 1 LAPub in combinato disposto con l’art. 10 PA) si applicano
in linea di massima anche ai committenti pubblici. Nella procedura di ag-
giudicazione di appalti pubblici l’obbligo di ricusazione serve a mettere in
atto in modo immediato il principio della parità di trattamento e del divieto
d’arbitrio (PETER HÄNNI/ANDREAS STÖCKLI, Schweizerisches Wirtschaf-
tsverwaltungsrecht, 2013, n. a margine 773; PETER HÄNNI/MARCO SCRUZZI,
Zur Ausstandspflicht im Rahmen des Submissionsverfahrens, Baurecht
[BR] 1999 p. 135; CHRISTOPH JÄGER, Öffentliches Beschaffungsrecht, in:
Markus Müller/Reto Feller [Hrsg.], Bernisches Verwaltungsrecht, 2013, n. a
margine 125). Inoltre, l’obiettivo della concorrenza efficace risulta compro-
messo se alla procedura di acquisto collaborano persone che hanno un
interesse personale alla decisione (HÄNNI/STÖCKLI, op. cit., n. a margine
773 con rinvii). L’obbligo di ricusarsi serve ad impedire concentrazioni di
poteri problematiche, a prevenire conflitti di interessi e a preservare le pro-
cedure di acquisti pubblici dall’influsso di interessi non pertinenti
(HÄNNI/STÖCKLI, op. cit., n. a margine 773 con rinvii). Non solo i membri del
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Pagina 21
committente possono esporsi al rischio di concentrazioni di poteri proble-
matiche o di conflitti di interessi nel quadro di una gara pubblica, bensì
anche privati che collaborano alla preparazione delle decisioni di aggiudi-
cazione, come ad esempio studi di architettura, pianificazione e ingegneria
(HÄNNI/SCRUZZI, op. cit., p. 135 seg.; cfr. ad esempio la sentenza del Tri-
bunale amministrativo del Canton Turgovia in: BR 2016, p. 44). Nella dot-
trina suddetti privati sono considerati come assistenti o consulenti dell’ente
amministrativo appaltante (“Verwaltungshelfer”; cfr. MARTIN BEYELER, Der
Geltungsanspruch des Vergaberechts, 2012, n. a margine 1069). Il ruolo di
consulenti esterni privati è particolarmente delicato laddove, in virtù delle
loro nozioni specialistiche elevate, il loro supporto si estende fino a even-
tuali comunicazioni con gli offerenti e alla valutazione delle offerte, di modo
che, di fatto, possono essere assimilabili ad un’istanza decisionale
(HÄNNI/SCRUZZI, op. cit., p. 135 seg.). Per questo motivo è necessario che
suddetti consulenti esterni siano assolutamente indipendenti dai parteci-
panti alla procedura di acquisti pubblici.
4.2.3 Per giustificare un motivo di ricusazione bastano già circostanze con-
crete idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far sorgere un
rischio di parzialità e di conflitti di interessi (decisioni incidentali del TAF
B-5452/2015 del 3 febbraio 2016 consid. 4.1.4 e B-804/2014 del 16 aprile
2014 consid. 5.3). La parvenza di prevenzione può essere destata in par-
ticolare da interessi economici, sia sotto forma di una stretta relazione eco-
nomica (per esempio un rapporto di lavoro o altre relazioni d’affari) oppure
nell’ambito di un rapporto di concorrenza, a condizione che motivi oggettivi
alludano ad una certa intensità (decisioni incidentali del TAF B-5452/2015
consid. 4.1.4 e B-804/2014 consid. 5.3). L’insorgente che fa valere una vio-
lazione delle disposizioni sulla ricusazione non deve dimostrare che la de-
cisione da lui impugnata avrebbe avuto un altro esito senza la collabora-
zione della persona prevenuta, ma menzionare e rendere verosimili le cir-
costanze atte a giustificare un motivo di ricusazione (DTF 137 II 431 con-
sid. 5.2). Il Tribunale adito deve convincersi, sulla base dei mezzi di prova
esistenti, che i fatti, così come asseriti dal ricorrente, si siano avverati con
un grado di probabilità preponderante (decisione incidentale del TAF
B-5452/2015 consid. 4.1.3 e la prassi ivi menzionata).
4.2.4 Chi non fa valere immediatamente un motivo di ricusa non appena
ne è venuto a conoscenza preclude il diritto di far valere una presunta vio-
lazione delle norme relative alla ricusazione in un procedimento successivo
(DTF 138 I 1 consid. 22, decisioni incidentali del TAF B-5452/2015 con-
sid. 4.1.6 e B-804/2014 consid. 5.5). Ciò posto, i motivi di ricusazione pos-
sono ancora essere invocati nella procedura di ricorso se il ricorrente non
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Pagina 22
ne ha avuto previa conoscenza o se è stato impedito a prevalersene per
altri motivi che non dipendono da lui (idem).
4.2.5 Nell’evenienza in cui il Tribunale giunge alla conclusione che il motivo
di ricusazione invocato è giustificato, non incombe solo il rischio di un an-
nullamento della delibera, ma anche dell’interruzione della procedura d’ag-
giudicazione e dello svolgimento di una nuova procedura (HANS RUDOLF
TRÜEB, Vergabeverfahren, in: Giovanni Biaggini, Isabelle Häner, Urs Saxer,
Markus Schott [ed.] Fachhandbuch FHB Verwaltungsrecht, 2015, n. a mar-
gine 25.105).
4.3 Nel presente caso, come del resto già rilevato nella decisione inciden-
tale sull’effetto sospensivo, le censure mosse dalle ricorrenti circa una vio-
lazione delle norme di ricusazione non possono essere ritenute tardive, dal
momento che le ricorrenti sono venute a conoscenza solo dopo la comuni-
cazione della delibera che F._ SA avesse inoltrato un’offerta nella
presente gara. In più, le medesime hanno appreso nell’ambito del presente
procedimento chi fossero gli altri membri del consorzio aggiudicatario.
4.4 In sostanza, le ricorrenti concludono all’esistenza di un motivo di ricu-
sazione sia per quanto riguarda le ditte che hanno funto da supporto al
committente sia per quanto attiene alle ditte che compongono il consorzio
aggiudicatario, proponendo in entrambi i casi l’estromissione dalla gara. Va
qui precisato che l’ammissione di un motivo di ricusazione comporterebbe
al massimo l’esclusione della ditta incaricata del supporto al committente,
ma non quella degli offerenti dei quali si presume che tengano relazioni
strette con tale impresa. In questo caso un’estromissione della gara po-
trebbe essere ammessa eventualmente per preimplicazione (cfr.
GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. a margine 1053). In effetti, l’istituto
delle ricusa non si riferisce ai concorrenti, ma a chi svolge un’attività di una
certa importanza a favore dell’autorità aggiudicatrice. In caso di conflitti di
interessi tra un concorrente ed un membro o collaboratore del committente,
è soltanto quest’ultimo che deve astenersi dalle proprie funzioni, come fa
giustamente osservare il committente.
In sintesi, le ricorrenti ravvisano un motivo di esclusione della ditta che
funge da supporto al committente nel fatto che quest’ultima abbia già otte-
nuto, da sola o in consorzio con le aggiudicatarie, le delibere per precedenti
commesse dell’USTRA relative alla BHU oppure per altri mandati esecutivi
dello stesso committente, ad esempio quella in relazione al tracciato N2
EP 15 Lugano-Rivera. A loro volta, le aggiudicatarie andrebbero parimenti
escluse per aver partecipato in passato, congiuntamente alla ditta che si
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occupa delle attività di BHU, a procedure di acquisti pubblici di USTRA ed
essersi in seguito aggiudicate mandati esecutivi e/o di BHU. A mente delle
ricorrenti, le ditte che si sono viste aggiudicare da USTRA i mandati di BHU
andrebbero sistematicamente escluse dalle successive gare in relazione a
mandati esecutivi.
Come già detto almeno in parte nella decisione incidentale sull’effetto so-
spensivo, in un mercato ristretto sia in termini di ramo (ingegneria stradale),
di territorio (Canton Ticino) e di domanda (USTRA) è pressoché inevitabile
che nelle procedure di aggiudicazione per servizi di ingegneria e attività di
BHU si trovino di fronte lo stesso ente pubblico richiedente e lo stesso stu-
dio d’ingegneria, da solo o riunito in un consorzio con altri studi di ingegne-
ria. In linea di principio, non vi è di per sé nulla di anomalo se in questo tipo
di mercato, relativamente piccolo, gli offerenti si conoscano a vicenda e
che uno studio di ingegneria si veda attribuire una volta la delibera per at-
tività di BHU e un’altra volta l’aggiudicazione per un mandato esecutivo.
Non occorre necessariamente consultare gli appalti aggiudicati da USTRA
negli ultimi tre anni per rendersene conto, dimodoché si può rinunciare a
dare seguito alle richieste di edizione delle ricorrenti. Il solo fatto che sia
stato aggiudicato precedentemente un mandato di BHU non permette di
dedurre una parvenza di prevenzione o un’illecita preimplicazione in vista
di una successiva attribuzione di mandati esecutivi. Un’esclusione siste-
matica di tutte le ditte che hanno ottenuto le delibere di BHU da tutti i con-
corsi indetti da USTRA, come auspicato dalle ricorrenti, non sarebbe giu-
stificata senza che vi siano oggettivamente dubbi sull’imparzialità delle per-
sone coinvolte e contribuirebbe ad un’ulteriore restrizione del mercato.
La sola circostanza che le aggiudicatarie abbiano in precedenza collabo-
rato con la C._ SA nell’ambito di procedure di acquisti pubblici in
materia di BHU o di mandati esecutivi per servizi di ingegneria non è suffi-
ciente ad affermare l’esistenza di un motivo di preimplicazione per le ag-
giudicatarie rispettivamente di ricusa per la C._ SA. Evidentemente
il discorso cambierebbe se tra la C._ SA e le aggiudicatarie sussi-
stesse una stretta relazione di carattere personale, giuridico o economico
con un grado di intensità che va oltre una comune collaborazione occasio-
nale tipica del settore. Ora, le ricorrenti si limitano a criticare in maniera del
tutto superficiale come la C._ SA e le ditte del consorzio aggiudica-
tario siano legate tra loro, avendo, negli ultimi tre anni, apparentemente
partecipato ad una sequela di concorsi indetti da USTRA. Con questo tipo
di allegazioni generiche le ricorrenti non riescono a rendere verosimile che
le presunte relazioni commerciali o concorrenziali esibiscono una profon-
dità, qualità e natura tali da far temere oggettivamente che la ditta che fa
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da supporto al committente possa essere influenzata nello svolgimento
della sua funzione. Vengono quindi a mancare quelle circostanze di fatto
concrete suscettibili di suscitare l’apparenza di una prevenzione e a far
sorgere un rischio di parzialità idoneo a giustificare un motivo di ricusa-
zione.
Dal momento che dopo la decisione incidentale sull’effetto sospensivo le
ricorrenti hanno chiesto l’immediato proseguo del procedimento in prospet-
tiva della decisione sul merito senza ulteriori complementi del gravame da
parte loro, non sono intervenuti fatti nuovi che potrebbero sconvolgere le
risultanze suesposte.
Riassumendo, il ricorso si rivela infondato circa la sussistenza di un motivo
di ricusazione per la C._ SA rispettivamente di esclusione nei con-
fronti delle ditte aggiudicatarie.
4.5 Come del resto già indicato nella decisione incidentale sull’effetto so-
spensivo, la circostanza che il collaboratore della C._ SA in qualità
di autore del rapporto di valutazione, secondo l’iscrizione al Registro di
commercio della C._ SA, non disponga del diritto di firma, non basta
e non è determinante per concludere alla nullità del rapporto di valutazione.
D’importanza fondamentale resta invece la funzione effettiva del collabo-
ratore sulla base dell’organigramma del consorzio che ha ottenuto la deli-
bera dei servizi di supporto al committente. Dall’organigramma depositato
agli atti dal committente nella presa di posizione del 12 maggio 2016 risulta
che il collaboratore della C._ SA ha il ruolo di sostituto specialista
genio civile e manufatti e gallerie nell’ambito del mandato di BHU.
Per prassi costante, gli estratti delle offerte dei concorrenti non possono
essere portati a conoscenza delle ricorrenti, in quanto di principio sussi-
stono interessi a mantenere confidenziale il loro contenuto (cfr.
GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. a margine 1364). Ciò, a maggior
ragione, quando, come nel caso di specie, si tratta di documenti relativi ad
un altro acquisto pubblico. Nondimeno, l'autorità di ricorso ha potuto accer-
tare la veridicità delle allegazioni del committente. Alla luce di tale situa-
zione si può partire dal presupposto che il diritto di essere sentito non sia
stato violato, tanto più che l’organigramma del progetto summenzionato
non ha alcuna rilevanza per rispondere alla questione a sapere se possa
sussistere un motivo di ricusazione nei confronti dell’autore del rapporto di
valutazione.
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Come già rilevato nella decisione incidentale sull’effetto sospensivo, la di-
chiarazione di imparzialità sottoscritta dal gruppo di valutazione e dal col-
laboratore di C._ SA in veste di autore del rapporto di valutazione,
non ha per prassi costante un aspetto influente ai fini della vertenza (deci-
sione incidentale del TAF B-4852/2012 del 15 novembre 2012 consid. 6.2;
GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. a margine 1076 e nota a piè di pa-
gina 2290).
5.
Nel loro gravame le ricorrenti fanno valere, a titolo cautelativo, non essendo
allora in possesso dei relativi atti, una presunta violazione nell’esame dei
criteri di aggiudicazione operato dal committente. Esse sostengono che la
loro offerta sarebbe migliore non solo nel prezzo, ma anche nelle compe-
tenze e referenze delle imprese e delle persone chiave relative ai compiti
da eseguire, come pure nell’analisi dei compiti della procedura proposta.
5.1 Mediante l’ordinanza del 6 aprile 2016 le ricorrenti hanno avuto modo
di prendere in visione, con particolare riferimento alla valutazione delle of-
ferte, i seguenti allegati del rapporto di valutazione: la sintesi dell’esame
amministrativo delle due offerte, la tabella anonimizzata con riepilogo delle
valutazioni, le tabelle di valutazione della loro offerta e di quella dell’aggiu-
dicataria in relazione ai criteri di idoneità e ai criteri di aggiudicazione, non-
ché la tabella anonimizzata con valutazione del prezzo rettificato dell’of-
ferta.
5.2 Nel complemento di motivazione le ricorrenti ritengono che la docu-
mentazione loro trasmessa con l’ordinanza summenzionata non basti per
verificare se la valutazione effettuata riguardo ai criteri di idoneità,
all’esame amministrativo e formale, nonché ai criteri di aggiudicazione, sia
avvenuta in modo corretto. Di conseguenza chiedono che venga loro tra-
smessa tutta la documentazione prodotta dal committente, in particolare
l’intero rapporto di valutazione con tutti gli allegati, l’offerta dell’aggiudica-
taria e la propria offerta, nonché un elenco di tutte le ditte che hanno par-
tecipato alla gara.
5.3 In sede di risposta l’autorità aggiudicatrice rileva la mancata correttezza
dell’asserzione delle ricorrenti secondo cui il committente avrebbe ritenuto
le persone chiave da loro indicate meno competenti di quelle dell’aggiudi-
cataria, tanto più che già dalla lettura della tabella delle note emergerebbe
come l’offerta delle ricorrenti abbia ottenuto un miglior punteggio al rispet-
tivo criterio di aggiudicazione delle persone chiave (CA3). Nella presa di
posizione al complemento di motivazione il committente rimprovera poi alle
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ricorrenti di non aver sollevato una minima contestazione di merito nono-
stante siano state loro trasmesse, tra le altre cose, le valutazioni della pro-
pria offerta e di quella dell’aggiudicataria. Egli critica che le censure mosse
dalle ricorrenti non sono sufficientemente dettagliate e ciononostante
spiega le ragioni che hanno condotto ad un punteggio peggiore dell’offerta
delle ricorrenti al criterio di aggiudicazione “analisi dei compiti e procedura
proposta” (CA 1), rispettivamente all’ottenimento della nota 4 per le per-
sone chiave dello specialista genio civile manufatti (CA 3.1) e del sostituto
specialista genio civile manufatti (CA 3.2).
5.4 La stazione appaltante dispone di un ampio margine di apprezzamento
nella scelta, ponderazione e anche nella valutazione dei criteri di aggiudi-
cazione. Il Tribunale amministrativo federale interviene soltanto se sussi-
stono condizioni qualificate, segnatamente un abuso o un eccesso del po-
tere di apprezzamento (sentenze del TAF B-6742/2011 del 2 settembre
2012 consid. 2.2, B-6082/2011 dell'8 maggio 2012 consid. 2.2, decisione
incidentale del TAF B-1439/2009 del 13 maggio 2009 consid. 4.7.1; cfr. an-
che DTF 125 II 86 consid. 6).
Se un’autorità aggiudicatrice specializzata ha effettuato la valutazione delle
offerte, per mettere in discussione il suo operato non basta criticarla con
sospetti generici, bensì occorre esporre in maniera circostanziata e sostan-
ziata se e in che misura ha ecceduto o abusato del proprio potere di ap-
prezzamento, come pure se e in che misura la valutazione sia viziata ed
erronea dal punto di vista giuridico. Non basta criticare in termini generici
l’esame formale delle offerte e la loro valutazione sulla base dei criteri di
idoneità e aggiudicazione senza menzionare indizi concreti che consen-
tono di concludere ad una valutazione viziata giuridicamente. Lo scrivente
Tribunale amministrativo federale non può essere assimilato ad un’autorità
di sorveglianza superiore ed essere chiamato ad effettuare una propria va-
lutazione delle offerte al posto dell’autorità aggiudicatrice ogni volta che un
ricorrente avanza critiche generiche e superficiali nei confronti della valu-
tazione adottata dal committente. L’insorgente deve dunque dimostrare in
quali punti la decisione impugnata sia basata su un accertamento dei fatti
incompleto o errato, se e in che misura siano state applicate in maniera
scorretta delle disposizioni di legge o l’autorità decidente abbia abusato od
ecceduto nell’esercizio del proprio potere d’apprezzamento (cfr.
GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. 1380 seg.).
5.5 Benché sia stata loro messa a disposizione la valutazione della propria
offerta e quella dell’aggiudicataria ed inoltre sia stato loro concesso di com-
pletare la motivazione del ricorso, le ricorrenti, in quest’ultima occasione,
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non si sono occupate, nemmeno in seguito alla decisione incidentale
sull’effetto sospensivo, di commentare tali valutazioni e/o di argomentare
se e in che misura i punteggi accordati e le annotazioni riportate siano da
ritenere giuridicamente scorretti e scaturiscano da un esercizio arbitrario
del potere d’apprezzamento dell’autorità aggiudicatrice. Posto che con la
consultazione delle valutazioni della propria offerta e di quella dell’aggiudi-
cataria le ricorrenti sono state messe nella condizione di far chiarezza sulle
motivazioni per i punteggi assegnati, mal si comprende perché si siano
ostinate a completare le proprie censure, limitandosi a contestazioni gene-
riche e in nessun modo circostanziate, come pure a criticare che un com-
plemento di motivazione potrebbe essere reso possibile unicamente sulla
scorta di una consultazione illimitata degli atti di gara, segnatamente delle
offerte. Con simili argomenti le ricorrenti omettono di specificare in cosa
consisterebbe di preciso la presunta violazione nell’esame dei criteri di ag-
giudicazione.
5.6 Visto quanto precede, nella misura in cui le ricorrenti fanno valere, sep-
pure solo a titolo cautelativo, una violazione nell’esame dei criteri di aggiu-
dicazione senza sostanziare concretamente tale censura, il ricorso si rivela
infondato. Sul diritto di essere sentito si rimanda al consid. 6 segg.
6.
6.1 Come si è già avuto modo di accennare al consid. 2.1, il diritto di esa-
minare gli atti di cui agli art. 26, 27 e 28 PA non trova applicazione nella
procedura di aggiudicazione della Confederazione (art. 26 cpv. 2 LAPub).
Solo nell’ambito della procedura di ricorso l’insorgente può fare appello al
diritto d’esame degli atti giusta gli art. 26-28 PA. Ma anche nella procedura
di ricorso tale diritto è soggetto a restrizioni. Di principio, sotto riserva del
benestare degli offerenti interessati, non sussiste un diritto alla consulta-
zione delle offerte dei concorrenti (sentenza del TAF B-2932/2011 del
19 maggio 2011 consid. 5). Contrariamente a quanto vorrebbero far cre-
dere le ricorrenti, il fatto che il consorzio aggiudicatario non si sia costituito
come parte nel procedimento di ricorso non può sostituire il suo benestare.
Per essere messi a disposizione del ricorrente sono considerati quei docu-
menti del committente che hanno influenzato o potrebbero influenzare la
decisione e possono essere pertinenti al fine della valutazione della deci-
sione, purché non esistano interessi preponderanti a mantenere la segre-
tezza dei dati (cfr. DTF 125 II 473 consid. 4c/cc pag. 478; cfr. anche deci-
sioni incidentali del TAF B-2197/2011 del 19 maggio 2011 consid. 5 e
B-2675/2012 del 5 dicembre 2012 consid. 3 con ulteriori rinvii).
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Pagina 28
6.2 Nel caso di specie, le ricorrenti contestano, per la maggiore, delle pre-
sunte violazioni di carattere formale, in concreto la violazione dell’obbligo
di motivare le decisioni, l’apertura delle offerte in forma privata, la mancata
comunicazione dei membri del consorzio aggiudicatario e del team di va-
lutazione per eventualmente far valere un motivo di ricusazione e, in modo
prudenziale, la valutazione delle offerte sulla base dei criteri di aggiudica-
zione. In considerazione dei punti litigiosi, lo scrivente Tribunale ha ritenuto
opportuno mettere a disposizione delle ricorrenti, oltre alla pag. 5 del rap-
porto di valutazione con i nominativi del team di valutazione e dell’autore
del rapporto di valutazione, anche i seguenti allegati di detto rapporto di
valutazione: la sintesi dell’esame amministrativo delle due offerte, la tabella
anonimizzata con riepilogo delle valutazioni, le tabelle di valutazione delle
due offerte in relazione ai criteri di idoneità e ai criteri di aggiudicazione,
nonché la tabella anonimizzata con la valutazione del prezzo rettificato
dell’offerta.
6.3 Nell’ambito della decisione incidentale sull’effetto sospensivo, lo scri-
vente Tribunale era giunto alla conclusione che le ricorrenti, sulla base
della documentazione inoltrata nell’ambito della procedura di ricorso, erano
state messe nella condizione di completare la motivazione del loro gra-
vame, cosicché un’eventuale carenza di motivazione della decisione di ag-
giudicazione avrebbe potuto essere ritenuta sanata. In particolare le ricor-
renti hanno avuto la possibilità di esprimersi sui nominativi delle persone
indicate nel verbale di apertura delle offerte come pure nel rapporto di va-
lutazione, nonché sulla dichiarazione di imparzialità e sulla valutazione
operata dal committente in relazione alla loro offerta come pura a quella
dell’aggiudicataria. Di conseguenza, e parimenti considerato che le ricor-
renti non avevano sostanziato in alcun modo le presunte violazioni
nell’esame dei criteri di aggiudicazione malgrado fossero in possesso della
relativa documentazione, il Tribunale ha temporaneamente respinto le ri-
chieste di visionare l’intero rapporto di valutazione, la propria offerta come
pure quella del consorzio aggiudicatario. In assenza di motivi di ricusazione
concreti non si rendeva più necessaria l’edizione della lista degli appalti
aggiudicati da USTRA negli ultimi tre anni per mandati esecutivi e BHU.
6.4 Dopo il rilascio della decisione incidentale sull’effetto sospensivo le ri-
correnti hanno mantenuto il loro gravame, ma proponendo, tramite scritto
del 2 dicembre 2016, di procedere ad un giudizio sull’accertamento dell’il-
liceità della delibera e sul merito, senza ulteriori ritardi e senza ulteriori
complementi del gravame da parte loro. Lo scrivente Tribunale ha inteso
che le ricorrenti, con le loro conclusioni, volessero ottenere entro brevi ter-
mini una decisione sul merito, senza che fosse indetto un nuovo scambio
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di scritti o che fossero trasmessi nuovi documenti. Benché chiamate a de-
terminarsi sulla questione, le ricorrenti hanno lasciato scadere infruttuosa-
mente il termine per sollevare eventuali opposizioni al modo di procedere
dettato. Non si può che constatare che le ricorrenti hanno così omesso di
apportare ulteriori argomenti specifici e sostanziati che avrebbero potuto
dare adito a considerare un esame degli atti più esteso rispetto a quello
concesso nel procedimento sfociato con la decisione incidentale sull’effetto
sospensivo. Oltracciò, le ricorrenti tralasciano, con il loro comportamento,
di mantenere le loro proposte volte a visionare la propria offerta e quella
delle aggiudicatarie e l’intero rapporto di revisione, come pure le loro richie-
ste di trasmettere una lista degli appalti per mandati di BHU rispettivamente
mandati esecutivi aggiudicati da USTRA negli ultimi tre anni a C._
SA e alle aggiudicatarie, singolarmente o riunite in un consorzio, nonché
una lista di tutti i partecipanti alla gara. A titolo marginale si può presumere
che le ricorrenti siano già in possesso di una copia della propria offerta.
Laddove le ricorrenti insorgono a titolo generico contro la prassi
dell’USTRA nella ripartizione delle commesse, le loro contestazioni toc-
cano piuttosto un aspetto legato alla sorveglianza e non possono essere
considerate nell’ambito di un ricorso diretto contro l’aggiudicazione. Per
quanto desiderino sottoporre siffatta prassi ad un controllo da parte dell’au-
torità di sorveglianza, le ricorrenti permangono libere di depositare le pro-
prie richieste di edizione nel quadro di un procedimento in applicazione
della legge federale del 17 dicembre 2004 sul principio della trasparenza
nell’amministrazione (legge sulla trasparenza, LTras, RS 152.3; cfr. sen-
tenza del TAF A-931/2014 del 9 dicembre 2014, parzialmente confermata
dal TF con sentenza 1C_50/2015 del 2 dicembre 2015).
6.5 Dai considerandi che precedono emerge che il diritto di essere sentito
ha potuto essere ossequiato nel presente procededimento.
7.
In sunto, con particolare riguardo alle censure della violazione dell’obbligo
di motivazione (consid. 2 segg.), della violazione delle norme in materia di
apertura delle offerte (consid. 3 segg.) e in materia di ricusazione (consid.
4 segg.), nonché in riferimento alla censura della valutazione delle offerte
nell’esame dei criteri di aggiudicazione (consid. 5 segg.) e del diritto di es-
sere sentito (consid. 6 segg.) la decisione di aggiudicazione non può es-
sere considerata illecita ed il ricorso, rivelandosi infondato, va respinto.
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8.
Visto l'esito della procedura, le ricorrenti devono sopportare le spese pro-
cessuali (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese di procedimento dinanzi al Tribunale
amministrativo federale comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art.
1 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF,
RS 173.320.2]). La tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza
e della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della si-
tuazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 frase 1 TS-TAF). Nelle cause
con valore pecuniario la tassa di giustizia è fissata, in primo luogo, a se-
conda del valore litigioso (art. 4 TSTAF). La decisione incidentale sull’ef-
fetto sospensivo per la quale si sono resi necessari diversi scambi di scritti
e la presente sentenza nella causa principale hanno causato al Tribunale
un lavoro considerevole maggiore di quanto previsto al momento del pre-
lievo dell’anticipo spese ordinato con la decisione incidentale del 17 marzo
2016. Tuttavia, considerato che dopo la decisione incidentale sull’effetto
sospensivo non è stato indetto un ulteriore scambio di scritti, conforme-
mente alle proposte delle ricorrenti (cfr. fatti lettera W seg.), e che le que-
stioni trattate in questa sede corrispondono in gran parte a quelle affrontate
nella decisione incidentale sull’effetto sospensivo, si giustifica fissare la
tassa di giustizia ad un importo complessivo di fr. 2'600.–, come previsto
originariamente. Tale importo è computato con l'anticipo spese versato di
pari importo.
Visto l'esito della procedura alle ricorrenti non spetta alcuna indennità a
titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 3 PA). Lo stesso vale per le aggiudica-
tarie che non si sono costituite come parte nel presente procedimento.
L'autorità aggiudicatrice, in qualità di autorità federale e quale parte vin-
cente non ha diritto né per legge, né per prassi costante ad un'indennità a
titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA; art. 7 cpv. 1 e cpv. 3 TS-TAF; cfr.
GAAC 67.6, consid. 4c).
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