Decision ID: 0b55268e-3222-56d2-b520-aa4dc9999771
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 20 marzo 2014, statuendo nell’ambito di una causa civile (risarcimento del danno) promossa con atto di citazione del 21 giugno 2013 dalle (otto) società CO 1 (risultante dalla fusione della _ S.p.A., della _ S.p.A. e di numerose altre società), _ S.p.A. (diventata poi l’CO 2), CO 3, _ S.p.A. (ora CO 4), CO 5, CO 6, CO 7 e CO 8 nei confronti di PI 1, PINT2 1, PINT3 1, PINT4 1 e PINT5 1, il Tribunale ordinario di Milano (Sezione specializzata in materia di impresa B) ha emesso un’ordinanza con la quale ha autorizzato tutte le società sopraindicate – tranne l’CO 8 – “ad eseguire secondo le norme di legge sequestro conservativo, anche presso terzi, di beni mobili, immobili e crediti di qualunque natura, di proprietà, titolarità e comunque di pertinenza” di ognuno dei cinque debitori, sino a concorrenza dell’importo dei loro rispettivi crediti, che sommati ammontano a € 121'170'000.–.
B. Con decisione 1° ottobre 2014, in accoglimento dell’istanza presentata il 26 settembre 2014 dalle otto società (compresa l’CO 8), il Pretore del Distretto di Lugano ha dichiarato esecutiva in Svizzera la predetta ordinanza del Tribunale di Milano. I reclami interposti il 5 dicembre 2014 contro tale decisione da PINT2 1 e PINT3 1 davanti alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello (inc. n. _) sono stati parzialmente accolti, nel senso che l’istanza di exequatur è stata respinta nella misura in cui è stata promossa (anche) dall’CO 8, poiché non legittimata. Per le altre società istanti, i giudici d’appello hanno invece confermato la decisione pretorile.
C. Con istanza del 25 novembre 2014 diretta contro i medesimi cinque convenuti, le già citate otto società (in seguito: le istanti) hanno chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare in virtù dell’art. 271 cpv. 1 n. 6 LEF (unitamente all’art. 47 cpv. 2 CLug) il sequestro di diversi beni depositati presso vari istituti bancari e fiduciari a _, _, _, _ e _ sino a concorrenza di un credito di € 121'170'000.–, pari a fr. 145'700'364.85 al tasso di cambio di quel giorno. Tra i diversi istituti indicati sull’istanza, le società procedenti hanno in particolare (ossia per quanto di rilievo nella procedura in oggetto) chiesto il sequestro “di tutti i beni mobili, crediti o diritti di titolarità” dell’RE 1 (in seguito: RE 1) nei confronti delle banche PINT8 1 di _ e _ di _, ivi inclusi tutti i titoli depositati presso le stesse. Quale titolo dei loro crediti, le istanti hanno indicato il “sequestro a scopo conservativo secondo quanto disposto dall’Ordinanza del Tribunale ordinario di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa B del 20 marzo 2014 nei procedimenti per reclamo riuniti iscritti ai numeri r.g. _”.
D. Con decreto del giorno successivo (inc. _) il Pretore ha accolto integralmente l’istanza e ordinato il sequestro di quanto richiesto, rendendo attenti i creditori in merito alla loro responsabilità nel senso dell’art. 273 cpv. 1 LEF nel caso in cui dovesse essere accertata giudizialmente l’inesistenza del credito. Essendo il sequestro presso la PINT8 1 stato eseguito il 27 dicembre 2014 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 29 dicembre 2014 l’RE 1 ha presentato al medesimo giudice una dichiarazione di opposizione al sequestro per quanto concerne i beni a essa intestati presso il suddetto istituto bancario. Su richiesta delle parti sequestranti e con il consenso dell’opponente, il Pretore ha tramutato la procedura orale – inizialmente prevista con la fissazione dell’udienza indetta per il 20 aprile 2015 – in procedura scritta. Con un’ulteriore memoria integrativa del 20 aprile 2015 l’RE 1 ha confermato la sua opposizione chiedendo che venisse fatto obbligo alle sequestranti di prestare, in solido, una garanzia di fr. 400'000.– nel senso dell’art. 273 cpv. 1 LEF. Con osservazioni dell’11 giugno 2015 le controparti hanno concluso per la reiezione dell’opposizione e la conferma del decreto di sequestro. In sede di replica e di duplica rispettivamente del 3 agosto e del 28 settembre 2015, le parti sono rimaste sulle rispettive e antitetiche posizioni.
E. Statuendo con decisione del 20 settembre 2017 il Pretore ha respinto sia l’opposizione sia la domanda di garanzia, ponendo a carico della parte opponente le spese processuali di fr. 1'000.– e ripetibili per complessivi fr. 10'000.– a favore delle parti sequestranti, ad eccezione dell’CO 8
F. Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 2 ottobre 2017 per ottenerne in via principale l’annullamento, l’accoglimento dell’opposizione al sequestro e la revoca dello stesso, e ha ribadito la richiesta di ottenimento di una garanzia bancaria. In via subordinata essa ha chiesto la modifica del dispositivo n. 3 della decisione impugnata nel senso di porre la tassa e le spese processuali a carico dell’CO 8 (o in subordine delle sequestranti in solido) in ragione di 1¤8 e per il resto a suo carico, e di ridurre le ripetibili a fr. 8'750.– a favore delle sequestranti, eccetto l’CO 8, obbligando quest’ultima a rifonderle un’indennità di fr. 1'250.–. Con decreto del 5 ottobre 2017, il presidente della Camera ha dichiarato irricevibile la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo postulata dalla reclamante. Nelle loro osservazioni del 30 ottobre 2017, le società sequestranti – compresa, “per quanto possa occorrere”, l’CO 8 – hanno concluso per la reiezione del reclamo.
G. Con replica e duplica inoltrate spontaneamente a questa Camera il 16 novembre dalla reclamante e il 30 novembre 2017 dalle sequestranti, le parti hanno ribadito le loro posizioni. L’11 dicembre 2017 le sequestranti hanno trasmesso a questa Camera il dispositivo della decisione del 27 novembre 2017 del Tribunale di Milano, sezione penale, con cui PI 1, PINT8 2 e PINT7 1 sono stati condannati al risarcimento del danno nell’ambito della vicenda legata ai titoli PI 2.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di opposizione al sequestro – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 6 CPC), contro cui è dato esclusivamente il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC e 278 cpv. 3 LEF) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo in concreto la notifica avvenuta al patrocinatore dell’RE 1 il 21 settembre 2017, il termine di 10 giorni, iniziato a decorrere il giorno successivo, è scaduto domenica 1° ottobre, sicché il reclamo, presentato il primo giorno feriale seguente (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF), ovvero lunedì 2 ottobre 2017, è tempestivo.
1.2 Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti.
a) La giurisdizione cantonale superiore ha lo stesso potere di cognizione del giudice di prima istanza e verifica quindi sotto l’angolo della semplice verosimiglianza, ove siano contestati, se i presupposti del sequestro sono realizzati, riesaminando liberamente e sommariamente l’applicazione del diritto (art. 320 lett. a CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_925/2012 del 5 aprile 2013, consid. 9.3).
b) Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare e a dimostrare il carattere errato della motivazione della sentenza impugnata. La sua argomentazione dev’essere sufficientemente esplicita da poter essere capita dall’autorità giudiziaria superiore, ciò che presuppone una designazione dettagliata sia dei punti contestati sia dei documenti sui quali fonda la sua critica (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).