Decision ID: 4da6b50e-de40-5d70-8a38-4017366e758e
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Visto:
la domanda d'asilo che A._, di nazionalità italiana e seconda citta-
dinanza nigeriana, ha presentato congiuntamente alla madre ed alla so-
rella, ambedue di nazionalità nigeriana, in data 29 giugno 2012 in Svizze-
ra (cfr. A 1/3 oppure secondo la registrazione del sistema d'informazione
centrale sulla migrazione [SIMIC] il 28 giugno 2012);
i verbali di audizione del 13 luglio 2012 (audizione sommaria: verbale 1,
audizione federale: verbale 2);
la decisione del 27 settembre 2012 dell'Ufficio federale della migrazione
(di seguito: UFM) relativa a A._, notificata al rappresentante della
stessa il 3 ottobre 2012 (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Uf-
ficio non è entrato nel merito della domanda d'asilo dell'interessata in ap-
plicazione dell'art. 34 cpv. 1 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998
(LAsi, RS 142.31), pronunciando il suo allontanamento dalla Svizzera, ri-
spettivamente l'esecuzione di tale misura siccome lecita, esigibile e pos-
sibile;
il ricorso del 10 ottobre 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data
d'entrata: 11 ottobre 2012);
l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale
(di seguito: il Tribunale) il 12 ottobre 2012;
ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:
che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);
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che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;
che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);
che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;
che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un in-
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), ed è pertanto legittimata ad aggravarsi
contro di essa;
che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;
che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;
che, in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in
cui l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda di asilo
(art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a esa-
minare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito
della domanda di asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3);
che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-
to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);
che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti;
che, nell'ambito delle audizioni, la richiedente ha indicato di essere citta-
dina italiana e nigeriana, nata e con ultimo domicilio a B._ (Italia)
e di essere espatriata in quanto temerebbe che gli assistenti sociali la se-
parerebbero da sua madre poiché quest'ultima avrebbe perso il lavoro
(cfr. verbale 1, pagg. 1 e 4 e verbale 2, pag. 2);
che, nella decisione, l'UFM ha constatato, da un lato, che il Consiglio fe-
derale ha inserito, con decreto del 25 giugno 2003, l'Italia nel novero dei
Paesi sicuri e, dall'altro lato, che le allegazioni in materia d'asilo presenta-
te dalla ricorrente sarebbero irrilevanti; che, pertanto, non emergerebbero
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dalle carte processuali degli indizi d'esposizione dell'insorgente a perse-
cuzioni in caso di rientro in patria;
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato
l'allontanamento della ricorrente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento siccome lecita, esigibile e possibile;
che, nel ricorso, l'insorgente ha contestato il procedere dell'UFM sepa-
rando la procedura della ricorrente da quella della madre e della sorella;
che oltre ai motivi d'asilo fatti valere in sede di audizione, la ricorrente ha
aggiunto che temerebbe una vendetta da parte del padre qualora doves-
se uscire di prigione, poiché quest'ultimo avrebbe commesso delle vio-
lenze contro la stessa e per tale motivo starebbe scontando una pena
privativa di libertà; che inoltre, sotto il profilo dell'esecuzione dell'allonta-
namento, ella ha indicato che qualora i servizi sociali la separassero effet-
tivamente dalla madre andrebbe incontro ad un rischio concreto per la
sua vita, per il che dovrebbe esserle concessa l'ammissione provvisoria;
che a sostegno dell'atto di ricorsuale, l'insorgente ha allegato una senten-
za del Tribunale per i minorenni di C._ del 14 aprile 2010 nonché
un articolo di giornale del 29 agosto 2007;
che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto, in ordine, la congiunzione
della causa con quella della madre e della sorella, come pure, in via prin-
cipale, l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli
atti all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua do-
manda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione prov-
visoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal versa-
mento d'un anticipo a copertura delle presunte spese processuali con
protestate spese e ripetibili;
che, preliminarmente, è respinta la conclusione ricorsuale tendente alla
congiunzione della presente procedura con quella relativa alla madre ed
alla sorella; che infatti, i ricorsi in atti separati inoltrati dalle ricorrenti e le
due decisioni avversate non concernono fatti di uguale o simile natura e
non pongono gli stessi o simili termini di diritto, di modo che non si giusti-
fica la congiunzione delle cause e la pronuncia di una sola sentenza per
un motivo di economia processuale (cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL
BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltun-
gsgericht, Basilea 2008, pagg. 115 seg., n. 3.17);
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che, a prescindere da ciò, come già indicato nella decisione impugnata,
l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Italia della ricorrente minorenne
dovrà essere coordinata con il trasferimento della madre e della sorella
(cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-5304/2012 del
22 ottobre 2012) verso l'Italia;
che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito d'una domanda
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale ha
designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno che
non risultino indizi di persecuzione;
che, allorquando il Consiglio federale inserisce un Paese nel novero dei
paesi sicuri, sussiste di massima una presunzione d’assenza di persecu-
zioni in detto Paese; che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta
presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale;
che, peraltro, la nozione di indizi di persecuzione ai sensi dell’art. 34
cpv. 1 LAsi corrisponde a quella dell'art. 18 LAsi e comprende non soltan-
to i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli
all’esecuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili
all'agire umano (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 5 consid. 4c.aa,
GICRA 2003 n. 20 consid. 3c, GICRA 2003 n. 19 consid. 3c, GICRA 2003
n. 18);
che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2);
che, siccome il Consiglio federale ha effettivamente inserito, dal
1° agosto 2003, l'Italia nel novero dei paesi esenti da persecuzioni, sussi-
ste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Pae-
se;
che, nella fattispecie, l'insorgente non è riuscita ad invalidare la presun-
zione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli atti di
causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, la ricor-
rente non ha presentato argomenti o prove suscettibili di giustificare una
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le
allegazioni decisive in materia d'asilo sono irrilevanti in sostanza per le
ragioni indicate nel provvedimento litigioso cui può essere rimandato;
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che, quo al timore di essere separata dalla madre per decisione dei servi-
zi sociali, il Tribunale osserva che le autorità italiane, come giustamente
indicato dall'UFM, sono legalmente autorizzate a statuire in merito alla tu-
tela di un minore nel rispetto del sistema giuridico nazionale, nonché degli
accordi internazionali sottoscritti dall'Italia come per esempio la Conven-
zione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (CDF, RS 0.107); che
quo al timore di subire delle rappresaglie da parte del padre, non v'è mo-
tivo di ritenere che la ricorrente non possa ottenere dalle competenti auto-
rità in patria, se opportunamente sollecitate, un'appropriata protezione
contro l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi nei suoi confron-
ti;
che, in aggiunta, non ha fornito alcun dettaglio concreto nell'atto ricorsua-
le atto a provare la rilevanza dei suoi motivi d'asilo;
che, inoltre, non emergono dalle carte processuali elementi da cui desu-
mere che l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente in Italia possa
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5
LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale
sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre gli insor-
genti in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3
della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);
che, premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Italia non vige
attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizza-
ta che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio na-
zionale;
che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;
che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo
punto, il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non meri-
ta tutela e la decisione impugnata va confermata;
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che la ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1
sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1,
RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9);
che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dell'in-
sorgente; che, tenuto conto dell'interesse superiore del fanciullo giusta
l'art. 3 CDF (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.6), quest'ultima è allontanata in
Italia dove risiedono i familiari dalla parte del padre e verrà allontanata
congiuntamente alla madre ed alla sorella, destinatarie di una decisione
negativa in procedura Dublino con trasferimento verso l'Italia (cfr. senten-
za del Tribunale amministrativo D-5304/2011 del 22 ottobre 2012);
che, in aggiunta, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di
gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione prov-
visoria, senza che da un esame d'ufficio degli atti emerga la necessità
d'una permanenza in Svizzera per motivi medici (cfr. DTAF 2009/2 con-
sid. 9.3.2);
che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto
siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allon-
tanamento;
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;
che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa ese-
cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata;
che l'UFM e l'autorità cantonale dovranno organizzare l'allontanamento
della ricorrente congiuntamente al trasferimento delle di lei madre e sorel-
la verso l'Italia;
che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto
federale né abusato del suo potere d’apprezzamento; che esso non ha
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed
inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso
va respinto;
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che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto;
che, vista la particolarità del caso, non si prelevano spese processuali
(cfr. art. 63 cpv. 1 e 6 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);
che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-
bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);
che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-
to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);
che la pronuncia è quindi definitiva;
(dispositivo alla pagina seguente)
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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:
1.
Il ricorso è respinto.
2.
Non si prelevano spese processuali.
3.
L'UFM e l'autorità cantonale competente per eseguire la decisione di al-
lontanamento dovrà coordinare l'allontanamento della ricorrente con il
trasferimento verso l'Italia di D._ e E._.
4.
La presente sentenza, contemporaneamente a quella della madre e figlia
di cui al numero D-5304/2012, è comunicata alla ricorrente, all'UFM e
all'autorità cantonale competente.
Il giudice unico: La cancelliera:
Daniele Cattaneo Zoe Cometti