Decision ID: 27772383-0afa-5d02-898b-05ded28bcdd2
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito di una prima esecuzione (n. _) dell’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, il 30 giugno 2017 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'517.30 più interessi e spese.
B.
Il 31 agosto 2017, l’CO 1 ha presentato alla medesima Pretura una seconda istanza di fallimento contro la stessa debitrice nell’esecuzione n. _ intesa all’incasso di fr. 446.05 oltre agli accessori e dedotti eventuali acconti.
C.
Sia all’udienza di discussione del 18 ottobre 2017 relativa alla prima istanza sia a quella dell’11 ottobre 2017 riferita alla seconda istanza nessuno è comparso.
D.
Statuendo sulla prima istanza con decisione dell’8 novembre 2017
il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 dal 9 novembre 2017 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
E.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 9 novembre 2017
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 13 novembre 2017 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Entro il termine assegnatole, la controparte non ha presentato osservazioni al reclamo.
F.
Statuendo sulla seconda istanza con decisione del 28 febbraio 2018 il Pretore ha nuovamente dichiarato il fallimento di RE 1 dal 1° marzo 2018 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
G.
Anche contro
questa seconda sentenza RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 2 marzo 2018
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione e due altre esecuzioni. Il 5 marzo 2018 il presidente della Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo.
H.
Il 9 marzo 2018, la reclamante ha reiterato la sua domanda di effetto sospensivo e di annullamento del (secondo) fallimento facendo valere di avere estinto tutte le esecuzioni dirette contro di lei.
I.
Il (secondo) reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione dei suoi crediti.

Considerando
in diritto: 1.
Le sentenze impugnate – emanate in materia di fallimento – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
1.1
I reclami in esame sono di analogo contenuto e sono diretti contro decisioni simili, fondate su un medesimo complesso di fatti e vertenti sull’applicazione delle stesse norme giuridiche. Si giustifica così,
per economia di procedura,
di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC)
, pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente
.
1.2
Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 9 novembre 2017 contro la prima sentenza notificata a RE 1 al più presto lo stesso giorno, in concreto il primo reclamo è senz’altro tempestivo. Lo è pure il secondo reclamo, inoltrato il 2 marzo 2018, due giorni dopo l’emanazione della seconda decisione impugnata.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente
appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti.
Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze
di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2