Decision ID: 1ed75257-c754-4c52-b8af-807862dc96d9
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_011
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 

Fatti:
A.
Nell'ambito di un procedimento penale B.A._, quale terza aggravata, si è vista porre sotto sequestro conservativo 349 azioni della società aaa._ SA da lei detenute e la quota di comproprietà di 1⁄2 del fondo ooo di Z._ a lei intestata, a garanzia del risarcimento compensatorio al quale era stato condannato suo marito. L'appello interposto da B.A._ contro tale sequestro è stato respinto dalla Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) con sentenza del 18 agosto 2014, rettificata il 29 settembre 2014, che ha mantenuto la misura.
Con sentenza 6B_966/2014 del 6 marzo 2017, il Tribunale federale ha accolto il ricorso in materia penale inoltrato da B.A._, annullato la sentenza di appello con cui veniva confermato il sequestro conservativo dei predetti beni e rinviato la causa alla CARP per nuovo giudizio, volto segnatamente alla pronuncia del dissequestro.
B.
Con sentenza del 27 luglio 2017, la CARP ha ordinato il dissequestro a favore di B.A._ delle azioni della società aaa._ SA da lei detenute, nonché della sua quota di comproprietà del fondo di Z._ e ha posto interamente e definitivamente a carico dello Stato i costi della sua difesa d'ufficio relativi alla procedura d'appello, annullando l'obbligo di rifusione giusta l'art. 135 cpv. 4 lett. a CPP inizialmente pronunciato. La CARP non ha per contro riconosciuto a B.A._ alcun indennizzo giusta l'art. 434 CPP.
C.
Contro questo giudizio B.A._ si aggrava al Tribunale federale con un ricorso in materia penale, postulandone principalmente la riforma nel senso che le è riconosciuto un indennizzo ai sensi dell'art. 434 CPP di fr. 310'000.-- a titolo di torto morale, di fr. 258'286.-- e di fr. 1'436'716.-- a titolo di risarcimento danni rispettivamente per la privazione del diritto d'uso e di godimento delle azioni e per la limitazione del diritto di proprietà, oltre interessi. Subordinatamente chiede l'annullamento della sentenza cantonale, nella limitata misura in cui le nega qualsiasi indennizzo, e il rinvio della causa per nuovo giudizio. Formula inoltre istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
D.
La Corte cantonale rinuncia a presentare osservazioni sul gravame, rimettendosi al prudente giudizio di questo Tribunale, mentre il Ministero pubblico postula la conferma della decisione impugnata. B.A._ ha replicato, riconfermandosi nelle proprie conclusioni ricorsuali.

Diritto:
1.
Diretto contro una decisione finale (art. 90 LTF) resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF; v. DTF 139 IV 206 consid. 1 pag. 208) da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 80 LTF), il ricorso è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) e presentato nelle forme richieste. L'insorgente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità precedente e, nella misura in cui contesta il diniego di un indennizzo giusta l'art. 434 CPP che accorda al terzo danneggiato da atti procedurali un diritto a una riparazione e a un risarcimento, dispone di un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione impugnata. La legittimazione ricorsuale è quindi data (art. 81 cpv. 1 LTF).
2.
Giusta l'art. 434 cpv. 1 CPP, i terzi danneggiati da atti procedurali o nel prestare assistenza alle autorità penali hanno diritto a una riparazione del torto morale e a un adeguato risarcimento del danno non coperto in altro modo.
Per terzo s'intende il partecipante al procedimento (v. art. 105 cpv. 1 lett. f CPP), che non è né imputato né accusatore privato (SCHMID/JOSITSCH, Schweizerische Strafprozessordnung (StPO) : Praxiskommentar, 3 aed. 2018, n. 1 ad art. 434 CPP; WEHRENBERG/FRANK, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, vol. II, 2 aed. 2014, n. 3 ad art. 434 CPP). La nozione di adeguato risarcimento del danno si rifà ai principi generali del diritto della responsabilità civile, analogamente a quanto vale per l'indennizzo dell'imputato (art. 429 segg. CPP; DTF 142 IV 237 consid. 1.3.1 pag. 239, 245 consid. 4.1). Il danno suscettibile di essere risarcito consiste nella diminuzione del patrimonio del terzo danneggiato, potendo essere sia materiale sia economico o ancora provocato dalle spese di difesa o di procedura sostenute (sentenza 6B_1360/2016 del 10 novembre 2017 consid. 2).
Come l'imputato può rinunciare alle pretese di cui all'art. 429 CPP (sentenza 6B_1172/2015 dell'8 febbraio 2016 consid. 2.2, in RtiD 2016 II pag. 187), così anche il terzo può rinunciare all'indennizzo previsto dall'art. 434 CPP.
2.1. La CARP ha rilevato che, nell'ambito del primo procedimento di appello, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare alle sue pretese di risarcimento danni e riparazione del torto morale, quale segno concreto di riconciliazione verso la Giustizia ticinese, dopo anni di sofferenze per le "ingiustizie subite", limitandosi a postulare il rimborso delle sue spese legali. Atteso che la nota del suo difensore d'ufficio era già stata tassata con la sentenza del 18 agosto 2014, la CARP ha posto in via definitiva i relativi costi a carico dell'Ente pubblico, l'accoglimento del ricorso da parte del Tribunale federale comportando la decadenza dell'obbligo di rimborso allo Stato delle spese afferenti il gratuito patrocinio.
2.2. Per la ricorrente, la sentenza impugnata costituirebbe "un atto contrario alla buona fede", violerebbe gli art. 429 segg. CPP e il suo diritto di essere sentita. La CARP sarebbe incorsa nell'arbitrio accertando una sua rinuncia all'indennizzo ex art. 434 CPP, nella misura in cui misconoscerebbe che la stessa era condizionata all'accoglimento del suo appello. La sua rinuncia, quale "gesto conciliativo", si sarebbe giustificata unicamente in presenza di "controprestazione" consistente nel dissequestro in quello specifico contesto dei suoi beni. Poiché la CARP ha nondimeno respinto l'appello, obbligando l'insorgente ad adire la sede federale, la sua rinuncia sarebbe caduca. Benché, in seguito al rinvio pronunciato dal Tribunale federale, la ricorrente abbia chiesto la fissazione di un congruo termine per inoltrare un'istanza di indennizzo, la Corte cantonale glielo avrebbe negato, violando in tal modo il suo diritto di essere sentita, nonché gli art. 434 e 436 CPP.
2.3. La censura di arbitrio afferente l'accertamento della rinuncia a un indennizzo giusta l'art. 434 CPP appare manifestamente infondata. L'analisi interpretativa, su cui si concentra il gravame, dell'istanza di indennizzo del 14 aprile 2014 presentata in occasione del procedi-mento di appello, oltre a non trovare alcun riscontro, risulta chiaramente smentita dal comportamento processuale dell'insorgente, completamente sottaciuto. Il fatto che la rinuncia fosse incondizionata, come implicitamente ritenuto dalla CARP, è infatti confermato dal ricorso in materia penale interposto a suo tempo contro il giudizio del 18 agosto 2014 della CARP, evaso con sentenza 6B_966/2014 del 6 marzo 2017 di questo Tribunale. In quel ricorso, non solo non venivano formulate conclusioni di sorta in merito alla riparazione del torto morale, rispettivamente al risarcimento del danno, ma l'insorgente precisava esplicitamente di "rinunciare a far valere ogni pretesa di risarcimento danni come pure di torto morale, malgrado, anche per quest'ultimo sarebbero dati i presupposti in considerazione dell'importante lesione della personalità subita. Tutto ciò allo scopo di mostrare un segno concreto di riconciliazione verso lo Stato dopo anni di sofferenza, già solo per la durata della procedura", limitandosi a richiedere la rifusione delle spese legali (ricorso in materia penale 6B_966/2014 del 25 settembre 2014 pag. 29).
2.4. Ciò posto, la mancata fissazione di un termine per presentare un'istanza di indennizzo non viola il diritto di essere sentita della ricorrente e nemmeno gli art. 434 e 436 CPP, avendo essa rinunciato a qualsiasi indennizzo, tranne che alle spese legali non oggetto del ricorso in esame.
3.
Ne segue che l'impugnativa è infondata e va pertanto respinta.
La domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio non può essere accolta, essendo le conclusioni ricorsuali d'acchito prive di possibilità di successo (art. 64 cpv. 1 e 2 LTF). Le spese giudiziarie, il cui importo viene ridotto alla luce del comprovato sequestro LEF dei beni della ricorrente (art. 65 cpv. 2 LTF), seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).