Decision ID: ab3dda9f-2610-58ba-81dc-3112e0fbb212
Year: 2015
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. Nel corso del 2014 _, nato nel _, ha compilato per sé stesso, per la moglie RI 1, cittadina _ al beneficio di un permesso C-CE/AELS, nata nel _, in Svizzera dal _ 1984 ed i figli _, nata nel _ e _, nato nel _, il questionario E 106/S1 dell’Istituzione comune LAMal di Soletta, indicando che la moglie beneficia di una pensione svizzera.
1.2. Il 20 giugno 2014 l’Istituto delle assicurazioni sociali, dopo aver accertato il tipo di rendita e l’inizio del diritto alla prestazione (doc. 15), ha scritto ad RI 1, rilevando che, quale beneficiaria di una pensione sociale svizzera (rendita d’invalidità) dal 1° marzo 2013, è soggetta all’obbligo assicurativo nel nostro Paese, insieme al figlio _ ed ha concesso un termine di 20 giorni per trasmettere un documento a comprova delle avvenute iscrizioni presso un assicuratore svizzero riconosciuto (doc. 13).
1.3. In seguito al rifiuto dell’interessata di assicurare sé stessa ed il figlio in Svizzera, con decisione dell’11 luglio 2014 (doc. 11) la Cassa cantonale di compensazione, Ufficio dei contributi, ha intimato ad RI 1 ed ai suoi figli _ e _ di iscriversi presso un assicuratore riconosciuto ed autorizzato all’esercizio ai sensi della LAMal e di produrre entro 30 giorni un documento a comprova dell’avvenuta iscrizione. La Cassa ha accertato che RI 1, il 1° marzo 2013 è stata messa al beneficio di una prestazione sociale svizzera (rendita AI di fr. 1'525 oltre ad una rendita completiva per il figlio _ di fr. 610) con effetto dal 1° ottobre 2011 e di conseguenza è tenuta ad assicurarsi nel nostro Paese contro le malattie, unitamente ai figli, non potendo più essere considerati a carico del marito, beneficiario di una pensione svizzera ed attivo quale indipendente (tenutario di un’azienda agricola) in _ (doc. 11). Copia della decisione è stata trasmessa all’Istituzione comune LAMal di Soletta.
1.4. Il 12 luglio 2014 RI 1 ed i suoi figli, rappresentati da _, hanno interposto reclamo (doc. 10).
1.5. Con scritto del 16 settembre 2014 l’Istituzione comune LAMal ha scritto adRI 1, confermando il suo obbligo assicurativo in Svizzera e precisando che, poiché un’assicurazione con effetto retroattivo presso una cassa malati svizzera non è possibile, per evitare un vuoto assicurativo, l’iscrizione presso l’istituzione comune sarebbe stata mantenuta fino al 30 settembre 2014. Copia dello scritto è stata trasmessa sia alla Cassa cantonale che all’_ di _ (doc. 6).
1.6. Il 18 settembre 2014 l’interessata ha informato l’Istituzione comune LAMal di aver interposto reclamo contro la decisione emessa dalla Cassa cantonale e di rimanere di conseguenza affiliata presso la medesima istituzione per il tramite del proprio marito fino ad una decisione definitiva del Tribunale (doc. 5b).
1.7. Il 26 settembre 2014 l’Istituzione comune LAMal ha ribadito che il diritto di chiedere prestazioni sarebbe terminato il 30 settembre 2014 (doc. 5a).
1.8. Nel corso del mese di dicembre 2014 RI 1 ha trasmesso all’istituzione comune LAMal una fattura relativa all’acquisto di occhiali in Svizzera, chiedendo il rimborso dei costi (cfr. doc. 3b).
1.9. Con decisione del 25 febbraio 2015 l’Istituzione comune LAMal ha rilevato che solo i cittadini di uno Stato UE/AELS che non sono soggetti all’obbligo assicurativo in Svizzera hanno diritto all’aiuto reciproco in materia di prestazioni e che in concreto l’interessata è tenuta ad assicurarsi nel nostro Paese. L’istituzione ha deciso che l’iscrizione per l’assistenza delle prestazioni in natura è terminata il 30 settembre 2014 e che dal 1° ottobre 2014 non vi è più alcun diritto ad ottenere prestazioni presso l’Istituzione comune LAMal. Di conseguenza la richiesta di rimborso dei costi degli occhiali viene rifiutata (doc. 3b).
1.10. Con scritto del 25 febbraio 2015 alla Cassa di compensazione, l’Istituzione comune LAMal ha ricordato che garantisce l’assistenza sanitaria alle persone che sono assicurate all’estero e che non può assumersi i costi delle persone soggette all’obbligo assicurativo in Svizzera poiché non vengono più rimborsati dall’assicurazione estera. L’istituzione ha rammentato di non poter decidere circa l’obbligo assicurativo, competenza prettamente cantonale ed ha rilevato che alla luce delle contestazioni di RI 1 che non intende assicurarsi in Svizzera, vi è il rischio di lacune assicurative. Di conseguenza ha invitato l’amministrazione cantonale ad emettere urgentemente una decisione su reclamo, togliendo contestualmente l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso al Tribunale, poiché un’assicurazione con effetto retroattivo presso un assicuratore malattie in Svizzera non è possibile (doc. 3).
1.11. Il 3 marzo 2015 RI 1 si è opposta alla decisione dell’Istituzione comune LAMal, rilevando l’incompetenza a decidere circa l’obbligo assicurativo e sostenendo che con giudizio 36.2007.8 del 13 febbraio 2007 il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha confermato la sua affiliazione in _, presso l’_ di _, per il tramite del proprio marito (doc. 2a).
1.12. Con decisione su reclamo del 2 aprile 2015 la Cassa cantonale di compensazione ha confermato l’obbligo assicurativo di RI 1 in Svizzera, mentre ha esonerato i figli, considerati a carico del padre, _, ed assicurati di conseguenza in _ (doc. 1).
1.13. RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione su reclamo, chiedendone l’annullamento e domandano all’Istituzione comune LAMal di Soletta di riattivare la copertura assicurativa dal 1° ottobre 2014 (doc. I). La ricorrente rileva di essere iscritta, unitamente ai suoi due figli, presso l’Istituzione comune LAMal “
tramite il modello E 106/S1
” del marito, il quale essendo beneficiario di una rendita sociale sia svizzera che _ ed essendo attivo quale indipendente in _, è colà assicurato contro le malattie. A questo proposito l’interessata invoca l’art. 34 cpv. 2 del regolamento (CEE) n. 1408/71, in base al quale, nel caso di una persona pensionata in uno stato ed esercitante un’attività lavorativa, a titolo dipendente o indipendente, in un altro Stato UE, per l’assoggettamento all’assicurazione sociale contro le malattie fa stato il paese in cui la persona interessata svolge l’attività lavorativa. La ricorrente rileva inoltre che “
con sentenza del 13 febbraio 2007, incarto no. 36.2007.8, il Tribunale Cantonale decide che “fintanto che risulta confermato e comprovato l’esercizio di un’attività lavorativa in _, il Sig. _, e parimenti i membri della famiglia RI 1, _ e _, _ devono considerarsi assoggettati all’assicurazione sociale delle cure medico sanitarie ai sensi di quanto previsto in materia dallo Stato _. Il signor _, così come i predetti familiari potranno acquisire le cure medico-sanitarie in Svizzera per mezzo del modulo E 106, rilasciato dalla _ di iscrizione
.” La ricorrente evidenzia inoltre che il 26 settembre 2014 l’Istituzione comune LAMal di Soletta l’ha invitata ad assicurarsi presso un assicuratore svizzero e contesta l’intervento dell’autorità federale, poiché non competente ad esprimersi in merito. Essa ritiene di continuare ad aver diritto alle prestazioni erogate dalla _ di _, alla quale è affiliata. Assicurarsi in Svizzera sarebbe un doppione e troppo oneroso alla luce della minima pensione svizzera di cui beneficia. L’interessata rileva inoltre che secondo il diritto svizzero una volta emessa una sentenza passata in giudicato (in concreto la sentenza 36.2007.8 del 13 febbraio 2007), vige il principio dell’incontrovertibilità e di conseguenza nessun giudice può pronunciarsi nuovamente sulla medesima questione.
1.14. Con risposta dell’11 maggio 2015 la Cassa propone la reiezione del ricorso, con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.15. Con decisione su opposizione del 20 aprile 2015 l’Istituzione comune LAMal di Soletta ha confermato la cessazione dell’iscrizione per l’assistenza delle prestazioni in natura in Svizzera con effetto dal 30 settembre 2014 e il rifiuto della richiesta di rimborso per gli occhiali inoltrata nel mese di dicembre 2014, togliendo contestualmente l’effetto sospensivo al ricorso (cfr. inc. 36.2015.37). RI 1 è insorta al TCA anche contro questa decisione su opposizione (inc. 36.2015.37).

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la questione di sapere se la ricorrente deve affiliarsi in Svizzera in seguito al riconoscimento del diritto ad una rendita d’invalidità. Non più contestata è invece la posizione dei figli. Nella misura in cui la ricorrente contesta la presa di posizione dell’Istituzione comune LAMal di Soletta, le sue censure sono irricevibili, poiché fanno parte di una procedura che sarà trattata separatamente (inc. 36.2015.37).
2.2. Secondo l'art. 3 LAMal:
"
1
Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall'acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all'obbligo d'assicurazione, segnatamente per le persone beneficiarie di privilegi, immunità e facilitazioni di cui all'articolo 2 capoverso 2 della legge del 22 giugno 2007 sullo Stato ospite.
3
Può estendere l'obbligo d'assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un'attività in Svizzera o vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA).
b. lavorano all'estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera.
4
L'obbligo d'assicurazione è sospeso per le persone soggette per più di 60 giorni consecutivi alla legge federale del 19 giugno 1992 sull'assicurazione militare (LAM). Il Consiglio federale disciplina la procedura."
Per l’art. 5 cpv. 1 LAMal se l’affiliazione è tempestiva (art. 3 cpv. 1), l’assicurazione inizia dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera. Il Consiglio federale stabilisce l’inizio dell’assicurazione delle persone menzionate nell’articolo 3 capoverso 3.
Secondo l’art. 5 cpv. 2 LAMal in casi d’affiliazione tardiva, l’assicurazione inizia il giorno dell’affiliazione. L’assicurato deve pagare un supplemento di premio se il ritardo non è giustificabile. Il Consiglio federale ne stabilisce i tassi indicativi, tenendo conto del livello dei premi nel luogo di residenza dell’assicurato e della durata del ritardo. Se il pagamento del supplemento risulta oltremodo gravoso per l’assicurato, l’assicuratore lo riduce, considerate equamente la situazione dell’assicurato e le circostanze del ritardo.
Ai sensi dell’art. 5 cpv. 3 LAMal l’assicurazione ha termine quando l’assicurato cessa di essere soggetto all’obbligo d’assicurazione.
Per l’art. 1 cpv. 1 OAMal le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge.
L’art. 2 cpv. 1 OAMal prevede che
non
sono soggetti all’assicurazione, tra l’altro,
le persone che, in virtù dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e del relativo allegato II, dell'Accordo AELS e del relativo allegato K e dell'appendice 2 dell'allegato K o di una convenzione di sicurezza sociale, sottostanno alla normativa di un altro Stato a causa della loro attività lucrativa in tale Stato (lett. c),
le persone che sono incluse nell’assicurazione malattie estera di una delle persone di cui alle lettere c, d o e quali suoi familiari e hanno diritto all’assistenza reciproca in materia di prestazioni o beneficiano di una copertura equivalente per le cure in Svizzera (lett. f), le persone che sono incluse nell’assicurazione malattie estera di una persona quali suoi familiari e hanno diritto all’assistenza reciproca in materia di prestazioni (lett. g).
Va qui rammentato che con il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'"
Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC), che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "
Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità
", modificato ed aggiornato dal regolamento (CE) n. 118/97, regolamento (CE) n. 1290/97, regolamento (CE) n. 1223/98, regolamento (CE) n. 1606/98 e regolamento (CE) n. 307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la Svizzera dall'altra parte.
Giusta l’art. 1 cpv. 1 dell’Allegato II ALC, elaborato sulla base dell’art. 8 ALC e facente parte integrante dello stesso (art. 15 ALC), in unione con la sezione A di tale allegato, le parti contraenti applicano nell’ambito delle loro relazioni in particolare il regolamento (CE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1), come pure il regolamento (CE) n. 574/72, oppure disposizioni equivalenti. Anche la LAMal rinvia, al suo art. 95a (lett. a), all’ALC e a questi due regolamenti di coordinamento.
Una decisione del Comitato misto del 31 marzo 2012 (RU 2012 2345) ha attualizzato il contenuto dell’Allegato II all’ALC con effetto dal 1° aprile 2012, prevedendo che le Parti applicheranno tra di loro il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, modificato dal regolamento (CE) n. 988/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (sentenza 9C_593/2013 del 3 aprile 2014, consid. 5.2, pubblicata in DTF 140 V 98). Il regolamento (CE) n. 883/2004 (RS 0.831.109.268.1) non permette di far valere alcun diritto per il periodo anteriore alla data della sua applicazione (DTF 138 V 392 consid. 4.1.3).
Circa le norme valide vigente il regolamento (CE) n. 1408/71 va rilevato che il titolo II (art. 13 a 17bis) contiene le regole atte a determinare la legislazione applicabile.
L'art. 13 n. 1 enuncia il principio dell'unicità della legislazione applicabile in funzione delle regole previste dagli art. 13 n. 2 a 17bis, dichiarando determinanti, di principio e salvo eccezioni, le disposizioni di un solo Stato membro (principio della
lex loci laboris
; art. 13 n. 2 lett. a del regolamento n. 1408/71).
Per l’art. 17bis del regolamento (CE) n. 1408/71,
il titolare di una pensione o di una rendita spettante in forza della legislazione di uno Stato membro o di pensioni o di rendite spettanti in forza delle legislazioni di più Stati membri, che risiede nel territorio di un altro Stato membro, può essere esonerato, a sua richiesta, dall’applicazione della legislazione di quest’ultimo Stato, a condizione che non sia soggetto a detta legislazione a causa dell’esercizio di un’attività professionale.
L’obbligo assicurativo delle persone a beneficio di una pensione viene regolato dagli art. 28, 28 bis e 29 del regolamento (CE) n. 1408/71 (cfr. G. Eugster in: SBVR XIV, Soziale Sicherheit, 2a edizione, Basilea-Ginevra-Monaco 2007, n. 64 e seguenti, pag. 420 e seguenti; cfr. anche Allegato II, sezione A/1 lett. o cifra 3/ii dell’ALC). Le regole relative all’assistenza reciproca e le norme inerenti lo Stato competente definiscono per la Svizzera anche le norme applicabili all’obbligo assicurativo (G. Eugster, op. cit., n. 64, pag. 420).
Di regola, in caso di applicazione del regolamento (CE) n. 1408/71, il familiare, come definito dal regolamento, senza attività lucrativa di un pensionato soggiace al medesimo obbligo assicurativo del beneficiario della rendita (art. 27 e 28 regolamento (CE) n. 1408/71). Tuttavia, il familiare senza attività lucrativa che ha un diritto proprio ad una rendita, di norma, è soggetto al diritto dello Stato che versa la rendita (cfr. anche G. Eugster, op. cit., n. 64 e seguenti, pag. 420 e seguenti). Nel caso di erogazione di rendite da più Stati vi sono norme specifiche (art. 27 e 28 regolamento (CE) n. 1408/71).
Di principio il pensionato è affiliato nel Paese di residenza se ottiene, da questi, una rendita (cfr. G. Eugster, op.cit., n. 66, pag. 420).
Le rendite svizzere comprendono le rendite dell’AVS, dell’AI, della LAINF e le rendite ponte del secondo pilastro (cfr. G. Eugster, op. cit., n. 69, pag. 421).
Il
regolamento (CE) n. 883/2004 del 29 aprile 2004, in vigore per la Svizzera dal 1° aprile 2012 prevede norme simili a quelle appena esposte (cfr. art. 11 e seguenti).
Per l’art. 11 n. 1 del regolamento (CE) n. 883/2004 le persone alle quali si applica il regolamento sono soggette alla legislazione di un singolo Stato membro.
Secondo l’art. 11 n. 3 lett. a del regolamento (CE) n. 883/2004, fatti salvi gli art. 12-16, una persona che esercita un’attività subordinata o autonoma in uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato membro.
Per l’art. 23 del regolamento (CE) n. 883/2004 chiunque riceva una pensione o pensioni ai sensi della legislazione di due o più Stati membri, uno dei quali sia lo Stato membro di residenza, e abbia diritto a prestazioni in natura secondo la legislazione di tale Stato membro, beneficia con i familiari di tali prestazioni dall’istituzione del luogo di residenza e a spese della medesima, come se avesse diritto alla pensione soltanto ai sensi della legislazione di tale Stato membro.
Secondo l’art. 32 cpv. 1 del regolamento (CE) n. 883/2004 un diritto autonomo a prestazioni in natura in base alla legislazione di uno Stato membro o al presente capitolo è prioritario rispetto ad un diritto derivato alle prestazioni per familiari. Un diritto derivato alle prestazioni in natura è tuttavia prioritario rispetto ai diritti autonomi se il diritto autonomo nello Stato di residenza esiste direttamente e soltanto sulla base della residenza dell’interessato in tale Stato membro.
Di principio, i beneficiari di una rendita sono di conseguenza assoggettati, come in precedenza, nel loro luogo di domicilio se percepiscono la prestazione dallo Stato in cui sono domiciliati. Se lo Stato di domicilio non versa alcuna rendita, i beneficiari sono assoggettati nello Stato che eroga la prestazione.
Nella lettera indirizzata ai cantoni ed intitolata “
Informazioni per i cantoni del febbraio 2002 sulle ripercussioni dell’accordo con la comunità europea sulla circolare libera delle persone
”, a pag. 12, vigente il regolamento (CE) n. 1408/71, l’UFAS rammenta che:
"
5.1 Residenza in uno Stato della CE
La LAMal prevede l’assoggettamento obbligatorio all’assicurazione delle cure medicosanitarie per tutte le persone residenti in Svizzera. Con l’entrata in vigore dell’Accordo, anche determinate persone residenti negli Stati della CE saranno soggette all’obbligo assicurativo in Svizzera. Si tratta delle categorie seguenti:
(...)
.
i beneficiari di una rendita svizzera, se non percepiscono una rendita dallo Stato in cui risiedono e se sono stati affiliati ad un’assicurazione che dà diritto a rendite solo in Svizzera o più a lungo in Svizzera che negli Stati della CE (escluso lo Stato di residenza), ed i loro familiari senza attività lucrativa (le rendite svizzere sono l’AVS, le rendite AI, le rendite dell’assicurazione contro gli infortuni e le rendite transitorie delle casse pensioni);
(...)
5.2 Residenza in Svizzera
Viceversa, con l’entrata in vigore dell’Accordo, i cittadini di uno Stato comunitario o della Svizzera che risiedono in Svizzera ma esercitano un’attività lucrativa in uno Stato comunitario (o appartengono ad un’altra delle categorie di cui al numero 5.1) ed i loro familiari senza attività lucrativa non saranno più soggetti all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie svizzera, bensì al diritto relativo all’assicurazione malattie dello Stato comunitario in cui esercitano l’attività lucrativa. La Svizzera non accorda a queste persone il diritto di scegliere se assicurarsi nel sistema svizzero o meno. (...)”
Con l’entrata in vigore del regolamento (CE) n. 883/2004, nella lettera ai Governi cantonali del 9 marzo 2012, l’UFSP ha rammentato:
"
(...)
3.3 Assoggettamento dei beneficiari di rendite e dei loro familiari senza attività lucrativa
Non c’è alcun cambiamento rispetto al vecchio diritto per quel che concerne l’assicurazione dei beneficiari di rendite e dei loro familiari senza attività lucrativa. Le regole valide finora restano tali, ossia:
. coloro che beneficiano di una rendita nel loro Paese di domicilio sono assoggettati all’assicurazione malattie obbligatoria nel loro Paese di domicilio, come pure i loro familiari senza attività lucrativa;
. coloro che non beneficiano di alcuna rendita nel loro Paese di domicilio sono assoggettati all’assicurazione malattie obbligatoria nel Paese che versa loro la rendita, come pure i loro familiari senza attività lucrativa;
. coloro che beneficiano di rendite versate da più Paesi sono assoggettati all’assicurazione malattie obbligatoria nel Paese in cui hanno versato i contributi sociali più a lungo, come pure i loro familiari senza attività lucrativa. » (ndr : se lo Stato di residenza non versa alcuna rendita: cfr.
Informazioni per i cantoni del febbraio 2002 sulle ripercussioni dell’accordo con la comunità europea sulla circolare libera delle persone
e art. 23 del regolamento (CE) n. 883/2004).”
Circa il diritto transitorio p
er l’art. 87 cpv. 8 del regolamento (CE) n. 883/2004 se, in conseguenza del presente regolamento, una persona è soggetta alla legislazione di uno Stato membro diverso da quello alla cui legislazione è soggetta a norma del titolo II del regolamento (CE) n. 1408/71, tale persona continua ad essere soggetta a quest’ultima legislazione fino a quando la situazione rimane invariata e comunque per non più di dieci anni dalla data di applicazione del presente regolamento, a meno che essa non presenti una domanda per essere assoggettata alla legislazione applicabile a norma del presente regolamento. Se la domanda è presentata entro un termine di tre mesi dalla data di applicazione del presente regolamento all’istituzione competente dello Stato membro la cui legislazione è applicabile a norma del presente regolamento, la persona è soggetta alla legislazione di detto Stato membro sin dalla data di applicazione del presente regolamento. Se la domanda è presentata dopo la scadenza di tale termine, la persona è soggetta a detta legislazione a decorrere dal primo giorno del mese successivo.
2.3. In concreto, l’insorgente, con decisione del 1° marzo 2013 è stata messa al beneficio di una rendita AI con effetto dal 1° ottobre 2011.
Ritenuto che per quanto concerne l’assoggettamento dei beneficiari di rendite e dei loro familiari senza attività lucrativa non vi è alcun cambiamento rispetto a quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1408/71 (cfr.
lettera ai Governi cantonali del 9 marzo 2012 dell’UFSP ed art. 23 del regolamento (CE) n. 883/2004), in concreto, considerato inoltre che un’affiliazione retroattiva non è possibile (cfr. art. 5 cpv. 2 LAMal e Perrenoud, l’assurance-maladie in: Droit suisse de la sécurité sociale, Volume II, Berna, 2015, n. 54, pag. 45), è applicabile il regolamento (CE) n. 883/2004 (cfr. art. 87 cpv. 8
e contrario
del regolamento (CE) n. 883/2004).
Nel caso di specie l’insorgente, domiciliata nel nostro Paese, senza attività lucrativa e beneficiaria di una rendita AI è pertanto tenuta ad affiliarsi contro le malattie in Svizzera in applicazione degli art. 23 e 32 cpv. 1 del regolamento (CE) n. 883/2004 (cfr. anche
lettera ai Governi cantonali del 9 marzo 2012 dell’UFSP
e, relativamente al diritto anteriore, simile a quello attualmente in vigore :
G. Eugster, op. cit., n. 64 e seguenti, pag. 420 e seguenti)
.
L’interessata in virtù dell’art. 23 del regolamento (CE) n. 883/2004 ha infatti una pretesa propria (ossia autonoma rispetto al marito) alle prestazioni nei confronti del suo Stato di domicilio, ossia la Svizzera.
Questo diritto alle prestazioni, fondato sull’art. 23 prevale rispetto al diritto derivato, e dunque di secondo rango, che detiene quale familiare di _ (cfr. art. 32 cpv. 1 del medesimo regolamento).
Ne segue che a giusta ragione la Cassa ha imposto all’insorgente di affiliarsi contro le malattie in Svizzera.
2.4. La ricorrente sostiene tuttavia che questo Tribunale con sentenza 36.2007.8 del 13 febbraio 2007 avrebbe deciso che «
fintanto che risulta confermato e comprovato l’esercizio di un’attività lavorativa in _, il Sig. _, e parimenti i membri della famiglia RI 1, _ e _, _, devono considerarsi assoggettati all’assicurazione sociale delle cure medico sanitarie ai sensi di quanto previsto in materia dallo Stato _. Il signor _, così come i predetti familiari potranno acquisire le cure medico-sanitarie in Svizzera per mezzo del modulo E 106, rilasciato dalla _ _ di iscrizione
».
Va innanzitutto evidenziato che quanto riportato dall’insorgente nel suo ricorso non è frutto di una sentenza di questo Tribunale.
Infatti, la procedura 36.2007.8, cui fa riferimento l’interessata, è sfociata in un decreto di stralcio in seguito all’emissione di una nuova decisione da parte dell’amministrazione che ha reso privo di oggetto il ricorso allora presentato dalla famiglia _.
Nel decreto di stralcio 36.2007.8 del 13 febbraio 2007 è stato riportato per esteso il contenuto della nuova decisione del 12 febbraio 2007, emessa in sostituzione della decisione impugnata dall’allora UAM (ora : Cassa cantonale di compensazione, Ufficio dei contributi), il quale al punto 2 del dispositivo aveva stabilito quanto sopra riportato per esteso.
Nel frattempo tuttavia la situazione della ricorrente si è modificata, nel senso che il 1° marzo 2013 è stata messa al beneficio di una rendita d’invalidità svizzera con effetto dal 1° ottobre 2011. I presupposti per essere esonerata dall’obbligo assicurativo in Svizzera non esistono più (cfr. consid. 2.3). In presenza di una modifica sostanziale dello stato di fatto alla base della decisione del 12 febbraio 2007, l’amministrazione poteva, come ha fatto, procedere con la sua revisione per il futuro (cfr., per
analogia
, l’art. 17 cpv. 2 LPGA per il quale ogni altra prestazione durevole accordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato é, d’ufficio, o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l’hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione; cfr. anche, sempre per analogia, Kieser, ATSG Kommentar, 2a edizione, 2009, n. 1 e seguenti ad art. 17, pag. 229 e seguenti, in particolare n. 39 e seguenti ad art. 17, pag. 239 e seguenti; cfr. anche per analogia, in ambito di affiliazione alla LAVS, la costante giurisprudenza federale secondo la quale
se la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente: DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Basilea, 1997, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185) ed imporre alla ricorrente di affiliarsi ad un assicuratore che esercita la LAMal nel nostro Paese.
Va qui rilevato che, di principio, un’affiliazione retroattiva all’assicurazione malattie non è possibile (cfr. art. 5 cpv. 2 LAMal; DTF 129 V 162 e Perrenoud, op. cit., loc. cit.) e pertanto, nel caso di specie, la revisione della decisione del 12 febbraio 2007 vale unicamente per il futuro.
Ciò esclude la possibilità per la ricorrente di far valere il principio della buona fede (a proposito delle condizioni cfr., da ultimo, la sentenza 9C_5/2015 del 31 luglio 2015 consid. 3), peraltro neppure esplicitamente sollevato. Infatti, a partire dal momento in cui la Cassa, il 20 giugno 2014, le ha notificato il termine di 20 giorni per comprovare l’avvenuta iscrizione ad un assicuratore riconosciuto in Svizzera, l’interessata era al corrente del fatto che, per il futuro, sarebbe stata tenuta obbligatoriamente ad assicurarsi nel nostro Paese ed avrebbe di conseguenza dovuto cautelarsi in attesa della decisione giudiziaria (cfr. a questo proposito, in ambito AVS, la sentenza
H 167/04 - H 168/04 del 21 luglio 2006, consid. 3.4.1; cfr. anche in ambito LAMal [rimborso di un medicamento], la sentenza K 107/05 del 25 ottobre 2005, consid. 3.4.1 e la sentenza 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009).
Alla luce di quanto sopra esposto è pertanto a giusta ragione che l’amministrazione ha imposto alla ricorrente di affiliarsi obbligatoriamente contro le malattie in Svizzera presso un assicuratore riconosciuto.
Il ricorso va di conseguenza respinto, mentre la decisione impugnata merita conferma.
2.5. Infine questo Tribunale, abbondanzialmente, rileva quanto segue.
In primo luogo l’amministrazione, in assenza di affiliazione della ricorrente in Svizzera, visto il tempo trascorso, nei limiti e tempi concessi dal diritto federale (in particolare art. 6 LAMal) e cantonale (art. 6 e seguenti LCAMal, in particolare art. 19; art. 7 RLCAMal), è invitata ad agire celermente, affiliando d’ufficio l’interessata ad un assicuratore esercitante la LAMal nel nostro Paese. Ciò alfine di evitare lacune assicurative, ritenuto come l’affiliazione, di principio, non ha effetto retroattivo (art. 5 cpv. 2 LAMal; Perrenoud, op. cit., loc. cit.).
In secondo luogo va rilevato che il marito della ricorrente, pur essendo domiciliato in Svizzera dove percepisce anche una rendita svizzera, è affiliato contro le malattie in _ in considerazione della sua attività lucrativa agricola indipendente ivi svolta. Dagli atti emerge che in sede di opposizione la ricorrente è stata rappresentata da “_”, _, che ha numeri di telefono, fax ed e-mail svizzeri ed il cui rappresentante legale sembra essere il marito dell’insorgente, _ (cfr. doc. 10, pag. 3). Nel sito _, citato in calce alla pagina 1 del reclamo e consultato il 14 ottobre 2015, figura che _ è presidente di _. Ci si potrebbe pertanto chiedere se l’interessato svolga attività lucrativa anche in Svizzera. Tanto più che nella lettera del 21 gennaio 2015 dell’Ufficio federale della sanità pubblica agli assicuratori, riassicuratori e all’istituzione comune LAMal circa le modifiche recentemente entrate in vigore con il 1° gennaio 2015 in relazione con il regolamento 883/2004 figura, per quanto concerne le attività marginali (pag. 4, testo in francese) che “
pour déterminer la législation applicable en cas d’activités dans deux ou plusieurs Etats, les activités marginales (définis comme telles par la nature de l’activité, ou qui correspondent, à titre indicatif, à moins de 5% du temps de travail ou du revenu) ne sont en règle générale plus prises en compte. Diriger une société basée en Suisse ne peut pas être considéré comme une activité marginale, en raison de la nature de cette activité
” (sottolineatura del redattore).
Non essendo oggetto del contendere, non spetta comunque a questo Tribunale approfondire la questione, bensì alla Cassa.