Decision ID: de2216e3-a19d-5d58-a808-78440b56b9fb
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto:
che il 3 febbraio 1997 _ _ ha promosso davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, un’azione contro il padre _ _ chiedendo che il valore di due proprietà per piani iscritte nell’inventario della successione materna fosse aumentato di “almeno fr. 200 000.–”;
che nella sua risposta del 17 febbraio 1997 il convenuto ha proposto di respingere l’azione;
che all’udienza preliminare del 16 aprile 1997 è comparsa la sola parte attrice;
che il 7 maggio 1997, prima che si ripetesse l’udienza preliminare, _ _ ha ritirato la petizione;
che con decreto del 13 maggio 1997 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli, ponendo a carico dell’attrice una tassa di giustizia di fr. 2000.– e un’indennità per ripetibili di fr. 3000.–;
che contro il dispositivo sulle spese e ripetibili _ _ ha introdotto un appello in cui chiede di ridurre la tassa di giustizia a fr. 500.– e l’indennità per ripetibili a fr. 450.–;
che l’appello non è stato intimato a _ _;
e considerando

in diritto:
che il dispositivo su spese e ripetibili contenuto in un decreto di stralcio può essere impugnato con appello (Rep. 1985 pag. 145 in fondo);
che l’ammontare di tali importi dipende nondimeno dall’ampia latitudine del Pretore, nel senso che tra i minimi e i massimi tariffari la valutazione del primo giudice è censurabile solo per eccesso o abuso del potere di apprezzamento (I CCA, sentenze del 1° febbraio 1996 nella causa A. contro I., consid. 3, e del 18 aprile 1985 nella causa GMS contro T. e B., consid. 8);
che in concreto l’attrice ha introdotto una procedura accelerata (contestazione dell’inventario: art. 479 CC) il cui valore litigioso ammontava ad “almeno fr. 200 000.–”, l’opinione secondo cui la causa avrebbe “valore indeterminato” (appello, pag. 4 e 5) essendo ai limiti della temerarietà;
che per processi ordinari di valore litigioso tra fr. 100 001.– e
fr. 200 000.– la tassa di giustizia varia da fr. 1800.– a fr. 7000.– (art. 17 cpv. 1 LTG, cui rinvia l’art. 22 n. 4), in dipendenza del valore, della natura e della complessità della controversia (art. 3 cpv. 1 LTG);
che nel caso in cui il processo termini – come in concreto – prima del giudizio di merito, il giudice proporziona la tassa di giustizia “agli atti compiuti, tenendo conto del valore litigioso” (art. 21 LTG);
che nella fattispecie la causa non appariva particolarmente complessa, ma nemmeno di semplicità elementare (nella risposta si delineava già l’opposizione del convenuto alla perizia sul valore degli immobili prospettata dall’attrice), di modo che il Pretore avrebbe potuto legittimamente dipartirsi da un valore medio (tra fr. 1800.– e fr. 7000.–) e ridurlo di almeno la metà, il processo essendo terminato allo stadio dell’udienza preliminare (art. 21 LTG);
che, ciò posto, la tassa di giustizia di fr. 2000.– appare oggettivamente elevata, fors’anche criticabile, ma rientra nei limiti della tariffa, sicché non può farsi questione di eccesso o abuso del potere di apprezzamento;
che per quanto attiene alle ripetibili, gli art. 9 cpv. 1 e 13 TOA (applicabili a titolo indicativo: art. 150 CPC) prevedono un onorario dell’avvocato, per cause ordinarie di valore litigioso tra
fr. 50 000.– e fr. 200 000.–, dal 5 all’8% del valore medesimo e un onorario dal 4 al 7% per cause ordinarie di valore compreso tra fr. 200 000.– e fr. 500 000.–, ridotto in ogni caso dal 20% all’80% ove si tratti – come nella fattispecie – di un procedimento civile speciale di natura contenziosa (art. 354 segg. CPC);
che l’importo così ottenuto deve poi ancora essere mediato, vista la desistenza dell’attrice, con l’onorario a tempo (art. 11
cpv. 2 TOA) mediante la formula
O =
2 x Ov x Ot
Ov + Ot
dove _ è l’onorario secondo il valore e Ot l’onorario a tempo (decisione n. _del Consiglio di moderazione pubblicata nel Bollettino dell’Ordine degli avvocati n. 1, aprile 1991, pag. 15);
che, premesso in concreto un onorario secondo il valore di
fr. 6000.– (aliquota medio-bassa del 6%, con riduzione del 50% trattandosi di procedura civile speciale) e un onorario a tempo di fr. 1500.– (6 ore rimunerate fr. 250.– l’una), si otterrebbe un importo “mediato” di fr. 2400.–, cui devono ancora essere aggiunte le spese (art. 3 TOA) e l’IVA del 6.5%;
che quindi la somma di fr. 3000.– fissata dal Pretore si rivela abbondante, ma non denota ancora eccesso o abuso del potere di apprezzamento;
che nelle circostanze descritte l’appello risulta privo di fondamento;
che gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di attribuire ripetibili al convenuto, cui l’appello non è nemmeno stato notificato;
richiamato l’art. 313
bis
CPC,