Decision ID: 06c0e003-9db7-5a88-9d26-fb709bba4175
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. L'8 ottobre 2002 la Cassa cantonale per gli assegni familiari ha deciso quanto segue:
"
le comunichiamo che ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 lett. c, della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età.
Dal 1° ottobre 2002 non ha più diritto all'assegno citato (fr. 159.--) poiché _ ha compiuto i 3 anni il 14.09.2002." (Doc. _)
1.2. Contro questa decisione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
ricevo in data 8 ottobre '02, da parte della cassa cantonale per gli assegni familiari, la notifica che, poiché mio figlio ha compiuto tre anni, sarà dedotto dagli assegni la cifra di fr. 159.-.
Considerato che, per legge, ho diritto a presentare ricorso a questa decisione, mi permetto di sottoporvi la mia situazione.
Vivo da sola e ho due figli di 11 e 3 anni. Lavoro part-time presso uno studio di fisioterapia e percepisco un salario minimo.
Il padre della prima figlia, da quando la bambina ha due anni, non mi riconosce nessun mantenimento malgrado abbia firmato una convenzione alimentare. Questi soldi, che non percepisco, sono stati conteggiati lo stesso nel calcolo per gli assegni integrativi della bambina.
Il padre del maschietto invece versa per lui un contributo di fr. 650.- ma, malgrado sia stato compilata una bozza del contratto di convenzione alimentare, non ha tutt'oggi ancora firmato e, avendo perso il lavoro, contesta la cifra che deve versare. Confermo però che fino ad oggi è sempre stato regolare nei pagamenti.
Il bambino ha compiuto tre anni ma le entrate non sono certo aumentate, così come non sono diminuite le spese, anzi. A parte affitto e cassa malati che sono all'ordine del giorno per ogni cittadino, il piccolo comincerà a frequentare la scuola dell'infanzia e la primogenita ha cominciato la scuola media. Credo che possiate ben conoscere quali sono le varie spese da affrontare in questi casi.
Sicuramente la cifra di fr. 159.- vi potrà sembrare irrisoria ma per noi sono il corrispettivo di una spesa a settimana, e mi riferisco solo per ciò che riguarda i generi alimentari. Non approfondiamo poi quello che riguarda le spese mediche e dentistiche.
L'impiegato dell'ufficio assegni e stato molto gentile e mi ha spiegato che la possibilità di presentare ricorso è un "pro-forma", in realtà la legge prevede che allo scadere dei tre anni l'assegno prima infanzia, che serve per coprire il fabbisogno di una famiglia nei primi anni del piccolo, non è più corrisposto. Ma toglietemi una curiosità, per il cittadino quale significato assume la possibilità di presentare un ricorso se non c'è modo di cambiare le cose? E comunque, secondo quale criterio, dopo i tre anni di bambini "costano" di meno?
Permettetemi infine di aggiungere che ho sempre provveduto da sola e con molta dignità a mantenere i miei figli e che, a 32 anni, dover scrivere una simile lettera per una simile cifra ad una persona senza volto e senza nome mi fa sentire davvero poco dignitosa.
Vi prego comunque di perdonare questo sfogo dovuto molto probabilmente alla rabbia e alla consapevolezza di essere solamente un numero di riferimento in cima ad un foglio.
Mi rendo conto che non può essere diversamente, vista la moltitudine di gente che oggi in Ticino si trova nella mia stessa situazione, se non in una situazione peggiore." (cfr. Doc. _)
1.3. Nella sua risposta del 18 novembre 2002 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:
"
La ricorrente è beneficiaria dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia dal 1.09.2001. Le due prestazioni vengono accordate tenendo conto della situazione economica riassunta nella tabella di calcolo valida dal 1.09.2001. La ricorrente ha 2 figli, _ e _ nati rispettivamente il 20.04.1991 ed
il 14.09.1999.
L'art.
33, cpv 2, lett c LAF stabilisce che il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i 3 anni d'età.
_ ha compiuto i 3 anni il 14.09.2002 e pertanto con la fine del mese di settembre 2002 si estingue il diritto all'assegno di prima infanzia. La legge non prevede eccezioni a questa regola anche in presenza di difficoltà economiche della famiglia. A titolo informativo si segnala che la ricorrente percepisce l'assegno integrativo massimo possibile per 2 figli ossia
fr.
976.-- mensili.
Visto quanto precede si chiede quindi a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni di voler respingere il ricorso confermando la decisione impugnata." (cfr. Doc. _)

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Secondo l'art. 33 cpv. 2 lett. c LAF il diritto all'assegno di prima infanzia si estingue al più tardi alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di età.
2.3. Nella presente fattispecie il figlio dell'assicurata ha compiuto i tre anni il 14 settembre 2002 (cfr. Doc. _, punto 20). Sulla base della disposizione legale citata (che non prevede nessuna eccezione) la Cassa ha giustamente soppresso il diritto all'assegno a partire dal 1° ottobre 2002. La decisione impugnata deve dunque essere confermata. La famiglia della ricorrente continuerà comunque a beneficiare dell'assegno integrativo massimo (cfr. consid. 1.3.).
2.4. A titolo abbondanziale va ricordato che la prima revisione della legge sugli assegni di famiglia del 26 giugno 2002 (cfr. FU 2002 pag. 4752), che, su questo punto, entrerà in vigore il 1° febbraio 2003, ha introdotto una nuova prestazione nella LAF: il rimborso della spesa di collocamento del figlio.
I relativi articoli hanno il seguente tenore:
"
Articolo 47a (nuovo)
A. Definizione e genere 'E' considerata spesa di collocamento del figlio quella che il
collocamento genitore o i genitori devono sostenere per affidare il figlio alla
cura di terzi durante l'esercizio di una attività lucrativa.
2
Il collocamento presso terzi è ammesso se il figlio è affidato
a:
a) un nido dell'infanzia autorizzato e riconosciuto
conformemente alla Legge per la protezione della maternità,
dell'infanzia, della fanciullezza e dell'adolescenza;
b) una famiglia diurna riconosciuta ai sensi della Legge per la
protezione della maternità, dell'infanzia, della fanciullezza e
dell'adolescenza.
Articolo
47b
(nuovo)
B. Diritto al rimborso della
Spesa 'Hanno diritto al rimborso della spesa di collocamento:
a) i genitori che beneficiano di un assegno integrativo o di prima
infanzia e che adempiono le condizioni legali ed economiche
per ottenere un assegno di prima infanzia;
b) i genitori che non beneficiano di un assegno integrativo o di
prima infanzia e che adempiono le condizioni legali ma non le condizioni economiche per ottenere un assegno di prima
infanzia, per la parte di spesa che supera il loro reddito
disponibile.
2
ll diritto al rimborso della spesa di collocamento del figlio
presso terzi è garantito fino all'accesso del figlio alla scuola
dell'infanzia ma ai massimo fino all'anno in cui il figlio compie i
quattro anni se egli non ha potuto oggettivamente accedere alla
scuola dell'infanzia in precedenza.
Articolo
47c
(nuovo)
C. Spesa di collocamento 'La spesa di collocamento rimborsata è definita dalla Legge per
rimborsata la protezione della maternità, dell'infanzia, della fanciullezza e
dell'adolescenza.
2
Per
il calcolo è determinante la situazione economica dei
genitori riferita al mese di collocamento del figlio presso terzi e
per il quale è richiesto il rimborso della relativa spesa.
Articolo
47d
(nuovo)
D. Procedura 'Chi intende chiedere il rimborso della spesa di collocamento
del figlio presenta una richiesta scritta alla Cassa cantonale per
gli assegni familiari.
2
La
richiesta deve essere corredata da documenti che
comprovano:
a) i periodi in cui il figlio è stato collocato presso terzi;
b) la spesa effettivamente sostenuta per il collocamento del
figlio;
c) l'esercizio di una attività lucrativa durante il tempo di
collocamento del figlio.
3
11 Regolamento di applicazione definisce i particolari.
Articolo
47e
(nuovo)
E. Termini per
chiedere
il
1
II rimborso della spesa di collocamento del figlio deve essere
rimborso richiesto entro un termine di tre mesi dall'emissione della
relativa fattura di collocamento.
2
Una restituzione del termine è accordata qualora l'assicurato, per giustificati motivi, non ha potuto richiedere il rimborso."
Al riguardo il Consiglio di Stato nel suo Messaggio del 18 dicembre 2001 aveva rilevato in particolare quanto segue:
"
Il rimborso della spesa di collocamento è garantito, di regola, fino al momento in cui il figlio accede alla scuola dell'infanzia: ciò che può avvenire - al più presto - dopo il compimento dei 3 anni di età: questa misura permette quindi di mitigare gli effetti provocati dalla sospensione del diritto all'assegno di prima infanzia che, come sappiamo, prevede una soglia di età rigida, fissata al compimento del terzo anno di età, anche se il bambino non necessariamente a questo momento può oggettivamente accedere alla scuola dell'infanzia.
Un esempio per migliore comprensione: se il bambino compie i 3 anni in gennaio, l'API sarà riconosciuto soltanto fino alla fine di questo mese, anche se - nella migliore delle ipotesi - il bambino sarà ammesso alla scuola dell'infanzia non prima del settembre dello stesso anno; nel caso in cui il bambino possa oggettivamente accedere alla scuola dell'infanzia a questo momento, la spesa per il collocamento sarà garantita fino alla fine del mese di agosto.
Considerato che taluni bambini non vengono ammessi alla scuola dell'infanzia, per mancanza di posti disponibili nelle strutture comunali esistenti, la spesa di collocamento del figlio può essere eccezionalmente rimborsata fino alla sua effettiva entrata alla scuola dell'infanzia, al massimo nell'anno di compimento dei 4 anni." (Messaggio citato pag. 108)
(...)
"
L'estensione del diritto al rimborso della spesa di collocamento al di là della soglia rigida dei tre anni applicata per l'API ha il pregio di costituire una
soluzione ponte
fra questi due servizi dello Stato.
Da un Iato, gli orari praticati dalle scuole dell'infanzia non necessariamente si conciliano con gli orari lavorativi dei genitori (specialmente se presso il Comune di domicilio la scuola dell'infanzia non offre la refezione): i genitori sono quindi costretti a ricorrere ad un collocamento presso terzi nelle fasce orarie "scoperte"; d'altro canto, la scuola dell'infanzia (come d'altronde tutte le altre scuole degli altri livelli) restano chiuse durante le vacanze scolastiche, cosicché i genitori che lavorano - e normalmente godono al massimo di 4 o 5 settimane di vacanza all'anno - sono comunque tenuti a collocare il figlio presso terzi durante questi periodi.
Pur coscienti di questi problemi, siamo del parere che la loro soluzione debba essere ricercata nella legislazione scolastica o nella nuova LMI." (Messaggio citato pag. 110)