Decision ID: 798b9bde-4722-5a69-aef3-f63cded0f89e
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel _ e da ultimo attivo quale pizzaiolo, nel mese di agosto 2001
ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti lamentando in particolare dei problemi lombari e depressivi (doc. AI 1).
Con lo scopo di valutare le conseguenze del danno alla salute sulla capacità lavorativa, durante l’istruttoria l’Ufficio AI ha ordinato l’esecuzione di una perizia multidisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico (SAM). Con rapporto 18 ottobre 2002 i periti, diagnosticate una sindrome depressiva ricorrente, una sindrome da dipendenza etilica (attualmente in astinenza), una sindrome lombovertebrale (con/su discrete alterazioni degenerative L4-S1 ed insufficienza muscolare lombo-addominale), hanno valutato che l’assicurato presenta una capacità lavorativa del 70% in attività leggere e medie (doc. AI 22).
Con decisione 17 aprile 2003 l’amministrazione ha riconosciuto un periodo di tre mesi di accertamento professionale presso il Centro formazione professionale e sociale di _ (doc. AI 29-1). Dopo tre giorni l’assicurato ha interrotto il periodo di accertamento per motivi di salute (sindrome lombo-vertebrale) (cfr. scritto 2 dicembre 2003 del direttore del CFPS, doc. AI 35-1).
1.2. Esperiti ulteriori accertamenti medici, con decisione 4 maggio 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, rilevando:
"
(...)
Esito degli accertamenti:
● Vi sono stati dei periodi di completa inabilità lavorativa che però non hanno mai raggiunta la carenza dell'anno d'attesa.
● La documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare la perizia assoluta dal Servizio accertamento medico AI (SAM) di _, permette di considerare non adatte dal profilo ortopedico attività pesanti, come quella di mugnaio svolta a suo tempo in Turchia e, sempre il problema alla schiena, sono sconsigliate attività in posizione seduta prolungata, come quella di autista svolta in Ticino alcuni anni orsono. Per un'attività nel campo della ristorazione (ultima attività svolta pizzaiolo) non vi sono controindicazioni dal profilo ortopedico, l'unico problema deriva dal contatto con bevande alcoliche. In conclusione, attività rispecchianti le indicazioni mediche sono esigibili in misura completa ma con una riduzione del rendimento del 30%.
● Il peggioramento subentrato allo stato di salute dell'assicurato, che ha portato ad interrompere il tentativo di applicare provvedimenti professionali, non è attribuibile a disturbi alla salute tutelati dall'AI pertanto, fa stato un grado d'invalidità del 30%." (Doc. AI 46-1+2)
1.3. Con decisione 10 ottobre 2005 l’Ufficio AI, respingendo l’opposizione con cui l’assicurato – per il tramite dell’avv. RA 1 - chiedeva il riconoscimento di un grado d’invalidità del 50% e dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, ha confermato il diniego di prestazioni, motivando come segue il provvedimento preso:
"
(...)
7. In concreto, per quanto attiene all'aspetto medico, l'opponente contesta in pratica la valutazione operata dall'amministrazione, in base alla quale il medesimo sarebbe in grado di svolgere attività adeguate in misura del 70%.
Considerato come l'assicurato abbia prodotto un certificato medico in sede di opposizione, per un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate è stato nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR).
Nel presente caso, il dottor _ medico responsabile del Servizio medico regionale dell'AI (SMR) ha precisato che l'assicurato soffre di una doppia patologia, ossia di una sindrome depressiva accompagnata da uso di bevande alcoliche. Il medico del SMR dell'AI ha evidenziato che il Servizio accertamento medico dell'AI (SAM) ha in effetti dichiarato che la dipendenza era in remissione, ma i dati del curante depongono tuttavia per una ripresa del consumo.
Il medico del SMR dell'AI ha di fatto sottolineato che in questa situazione non è possibile determinare se la depressione sia in qualche modo modificata, poiché troppi sintomi attribuibili a tale patologia sono anche comuni al consumo di etile e interagiscono con l'evoluzione della patologia.
Il medico del SMR dell'AI ha stabilito in definitiva che una valutazione dell'effettiva capacità lavorativa per un'eventuale sindrome depressiva potrà essere eseguita unicamente dopo un periodo adeguato d'astinenza.
Invitiamo pertanto l'assicurato a ripresentare una nuova domanda di rendita d'invalidità al termine della comprovata cura di disintossicazione di cui sopra.
8. In conclusione, si può affermare che non vi sono elementi dal lato medico (compresi quelli presentati in sede d'opposizione) che depongano per un'incapacità lavorativa superiore a quella già attestata nella precedente valutazione operata dall'amministrazione. (...)" (Doc. AI 66-4+5)
Contestualmente l’amministrazione ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria ritenendo l’intervento del legale non necessario.
1.4. Con tempestivo ricorso al TCA l'assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della citata decisione su opposizione ed il conseguente riconoscimento di una mezza rendita intera d’invalidità e dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio sia in ambito amministrativo che giudiziario.
Facendo presente di trovarsi attualmente in un periodo di astinenza da sostanze alcoliche, il ricorrente ha pertanto evidenziato che la sua problematica depressiva è indipendente dall’abuso etilico che gli causa un’incapacità lavorativa del 50%. A sostegno della propria tesi egli ha trasmesso uno scritto del suo psichiatra curante, dr. _.
1.5. Con la risposta di causa l’amministrazione ha invece chiesto la reiezione del ricorso. Sulla base del parere del proprio servizio medico (SMR), a cui è stato sottoposto per esame il succitato nuovo atto medico, l’Ufficio AI ha evidenziato che, indipendentemente dalla questione sull’abuso etilico, rispetto alla valutazione del SAM non vi è stato un peggioramento della patologia psichiatrica e che quindi l’assicurato non presenta un grado d’invalidità pensionabile.
1.6. Con scritto 19 dicembre 2005 l’assicurato ha invece evidenziato che la perizia del SAM è vecchia di oltre tre anni. Fondandosi su un ulteriore scritto dello psichiatra curante, egli ha evidenziato che a peggiorare la situazione valetudinaria sono stati gli episodi depressivi recidivanti, di cui due molto gravi avvenuti negli ultimi tre anni, e l’abuso etilico secondario intervenuto durante i periodi di crisi acuta
(IX).
1.7. Con decreto 21 dicembre 2005 il Vicepresidente del TCA ha accolto l’istanza di assistenza giudiziaria.

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA.
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se la psicopatologia di cui il ricorrente è affetto giustifica un grado d’incapacità al guadagno del 50%, così come chiesto con il presente ricorso, oppure, conformemente al tenore della decisione impugnata, se l’invalidità non raggiunge un grado pensionabile.
Pacifico è che dal punto di vista ortopedico l’assicurato può esercitare la sua attività di pizzaiolo ma non può svolgere attività sedentarie, con grossi pesi. Altrettanto pacifico è che anche a livello neurologico (cefalee) non vi è una limitazione della capacità lavorativa (cfr. perizia SAM pag. 10; doc. AI 22-1).
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Infine va ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA
l’alcolismo
, l’abuso di consumo di medicamenti, la tossicodipendenza non può di per sé motivare un’invalidità ai sensi della legge.
L’assicurazione AI ne tiene conto solo se la dipendenza ha provocato una malattia (o un infortunio) in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subito un danno alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se essa stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (DTF 124 V 268 consid. 3c e riferimenti; Pratique VSI 2002 p. 30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7 consid. 2b; cfr. anche marginale no. 1014 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità).