Decision ID: bb33bbb1-92aa-5dd7-a4ec-d2e833f3b1f1
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 26 febbraio 1994, _ - all'epoca alle dipendenze della _ di _ in qualità di ragazza _ - nel quadro di un'aggressione a scopo di rapina, è caduta ed ha battuto violentemente a terra la spalla sinistra.
Accertamenti successivamente predisposti hanno permesso di mettere in luce un'ampia lesione della cuffia dei rotatori ed un impingement sottoacromiale a sinistra, trattata chirurgicamente il 14 giugno 1994 (revisione della cuffia rotatoria della spalla sinistra con sutura e reinserzione del muscolo sovraspinato al tubercolo maggiore ed ampia acromioplastica secondo Neer, cfr. doc. _).
Il caso è stato assunto dalla _, la quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
1.2. Nonostante le cure del caso, i disturbi accusati da _ non sono mai completamente regrediti.
Alla chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di fiducia, il dottor _ - la _ ha riconosciuto all'assicurata un'indennità per menomazione dell'integrità del 9% (cfr. doc. _). Per contro, le è stato negato il diritto ad una rendita d'invalidità, siccome l'assicurata, mettendo a frutto la sua restante capacità lavorativa in un'attività sostitutiva, potrebbe conseguire "... un salario nettamente superiore a quello realizzato prima dell'infortunio (o con il pregiudizio alla salute che ne comporterebbe un'IL del 25%)" (cfr. doc. _).
1.3. In data 21 giugno 1996, _ ha personalmente interposto opposizione ex art. 105 cpv. 1 LAINF, contestando integralmente il contenuto della summenzionata decisione (cfr. doc. _).
1.4. Il 14 febbraio 1997, l'assicurata è stata periziata per conto dell'assicuratore LAINF presso l'Institut für Medizinische _ () di _ (cfr. doc. _ e _ ).
Sulla base delle risultanze peritali, la _ ha emanato la decisione su opposizione 2 febbraio 1999, mediante la quale ha parzialmente modificato il suo primo provvedimento, nel senso che _ è stata posta al beneficio di un'IMI del 20% (cfr. doc. _).
1.5. Con tempestivo ricorso 30 aprile 1999, _, patrocinata dall'avv. _ a, ha chiesto che la _ venga condannata a corrisponderle una rendita d'invalidità del 50% ed un'IMI del 30% (cfr. I, p. 5).
Questi, segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle proprie pretese ricorsuali:
"
(...).
Con il presente ricorso la signora _ contesta le succitate conclusioni essenzialmente perché nell'incarto sono presenti opinioni mediche parzialmente contrastanti ritenuto che la _ ha considerato soltanto quelle a lei più favorevoli mentre tace su quanto evidenziato nei punti precedenti, senza nemmeno spendere una parola per confutare queste tesi. Il fatto che il dott. _, il dott. _, ma anche in buona parte il dott. _ (rapporto 12 aprile 1996 pto 2.2) e l'IMB stesso abbiano pronosticato e accertato (IMB pagina 34 e 39) ripetutamente un'invalidità parziale escludendo (salvo l'IMB) anche il concorso di fattori precedenti l'infortunio e che ciò venga dimenticato o smentito senza spiegazioni nella decisione impugnata dovrebbe da solo bastare per concludere che essa non è fondata su prove inoppugnabili. Anzi, essa contiene affermazioni addirittura contrarie ai documenti ai quali si riferisce, per esempio quando, richiamando il dott. _ e l'IMB, accerta una totale capacità lavorativa mentre, come detto, entrambi si esprimono per una capacità ridotta (per _ addirittura inferiore al 50%).
... Si ha insomma la netta sensazione che, da una parte l'IMB abbia voluto mettere in evidenza solo l'ipotesi delle cause pregresse per poter smentire i pareri medici già espressi, e che la _ si sia guardata dall'affrontare a fondo i temi del caso, limitandosi ad un'applicazione schematica e teorica dei principi e a conclusioni non supportate dalle prove agli atti.
... Secondo la ricorrente risulta - perché più volte attestato univocamente - che il processo presunto degenerativo preesistente non è presente o che in ogni caso esso è da mettere in relazione con lo stato di salute dopo l'infortunio.
... Ne discende che le prestazioni concesse vanno riviste, riconoscendo una maggiore incidenza percentuale del danno all'integrità, ma soprattutto riconoscendo un'invalidità del 50%, pur tenendo conto della residua capacità lavorativa in attività adeguata, estremamente ristretta secondo lo stesso medico di fiducia della _.
... Quali mezzi di prova s'indicano l'allestimento di una perizia giudiziaria e l'audizione testimoniale dei medici che hanno curato e curano attualmente la ricorrente, con riserva di produrne altri in corso d'istruttoria
" (I).
1.6. La _, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. VI).
1.7. Con decisione 14 giugno 1999, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità (UAI) ha posto _ al beneficio di una rendita d'invalidità del 50% limitatamente al periodo 1° marzo 1995-30 giugno 1996. A far tempo dal 1° luglio 1996, l'autorità amministrativa ne ha negato il diritto per il motivo che l'interessata avrebbe presentato un'incapacità lucrativa inferiore al 40%, per la precisione del 18% (cfr. doc. _ inc._).
1.8. Avverso la decisione formale 14 giugno 1999 dell'UAI, l'assicurata, sempre rappresentata dall'avv. _, si è aggravata, con atto di ricorso 15 luglio 1999, innanzi a questo TCA, chiedendo la concessione di una mezza rendita d'invalidità dal 1° marzo 1995 in poi (I, p. 6 - inc._). _ ha fatto valere degli argomenti sostanzialmente identici a quelli già esposti nel quadro della procedura ricorsuale LAINF.
1.9. Con risposta di causa 18 agosto 1999 (III - inc._), l'UAI ha postulato che il ricorso 15 luglio 1999 venga integralmente respinto, riprendendo, essenzialmente, le tesi già sviluppate nell'impugnata decisione formale.
1.10. Con ordinanza 21 marzo 2000, questa Corte ha ordinato, da un lato, la congiunzione, in virtù degli artt. 24 LPTCA e 72 lett. b CPC, della causa dipendente dal ricorso 30 aprile 1999 presentato contro la decisione 2 febbraio 1999 della _ con quella promossa con il ricorso 15 luglio 1999 e, dall'altro, una perizia giudiziaria a cura della Clinica di chirurgia ortopedica _ di _ (cfr. XIII - inc._).
1.11. In data 15 settembre 2000, il PD dott. _ ha consegnato al TCA il proprio referto peritale (XXIV), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni (cfr. XXV).
1.12. La _ ha preso posizione il 5 ottobre 2000 (cfr. XXVI), mentre _, da parte sua, lo ha fatto in data 30 ottobre 2000 (cfr. XXIX).
L'UAI, infine, si è espresso il 16 novembre 2000 (cfr. XXXI).
1.13. In data 5 dicembre 2000, l'assicurata ha versato agli atti alcune dichiarazioni di salario rilasciate dai suoi attuali datori di lavoro (cfr. doc. - 1-3).
Alle parti è stata concessa la facoltà di esprimersi al riguardo (cfr. XXXIV).
1.14. In corso di causa, il TCA ha interpellato la _ allo scopo d'accertare il reddito da valido (cfr. XL), rispettivamente, la _ (cfr. XLI), lo Studio del fisioterapista _ (cfr. XLVIII) e la _ (cfr. XLVII), onde conoscere il salario orario lordo percepito dall'insorgente nel 1999.

in diritto
2.1. Trattandosi della procedura dipendente dal ricorso 30 aprile 1999, questo TCA deve chiedersi, in primo luogo, se _ ha o meno diritto ad una rendita d'invalidità (e, nell'affermativa, di quale entità) e, in secondo luogo, qual è l'entità della menomazione dell'integrità da lei presentata.
Per quel che riguarda, invece, la causa introdotta nei confronti dell'UAI, questa Corte è tenuta ad esaminare se l'assicurata, posteriormente al 30 giugno 1996, ha o meno diritto ad una rendita d'invalidità ex art. 28 LAI (e, nell'affermativa, di quale entità).
2.2.
Rendita d'invalidità
2.2.1.
Definizione dell'invalidità
L'art. 4 LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Due sono dunque di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale).
2.2.2.
Commisurazione dell'invalidità
Giacché il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la seconda.
L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
Tuttavia, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.
Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti, risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella professione attuale che nelle altre relativamente confacenti.
La valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.
L'invalidità, evento di natura essenzialmente economica, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI 1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).
I due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.
La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Il TFA ha ancora avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994 in re P.).
La perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (cfr. RAMI 1991 p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).
Le ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro (cfr. RAMI 1991 succitata consid. 4d).
I. Termine:
reddito da invalido
La misura dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.
Secondo la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5a, b).
Nel valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).
II. Termine:
reddito conseguibile senza invalidità
:
Nel determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G. I. M., non pubbl.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).
Il grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido
.
2.2.3. In concreto, l'assicuratore LAINF convenuto, con la querelata decisione su opposizione, ha negato a _ il diritto di percepire una rendita d'invalidità. La _ _ ha, in effetti, ritenuto che l'insorgente - malgrado i postumi residuali interessanti la spalla sinistra, che la rendono parzialmente inabile nella sua originaria professione - sarebbe in grado d'esercitare un'attività confacente a tempo pieno e con un rendimento completo, realizzando, in tal modo, un guadagno annuo perlomeno uguale a quello che essa ha conseguito durante l'anno precedente l'evento traumatico del febbraio 1994 (cfr. doc. _, p. 7s.).
L'UAI ha anch'esso rifiutato d'erogare una rendita d'invalidità dopo il 30 giugno 1996, giacché il tasso d'invalidità presentato dall'assicurata non raggiungerebbe la soglia del 40% fissata dall'art. 28 cpv. 1 LAI (cfr. doc. A - inc._).
Dalle tavole processuali emerge che
il medico di fiducia della _, il dottor _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e ortopedia, ha avuto modo d'esprimersi, in più di un'occasione, in merito all'esigibilità lavorativa
:
-
rapporto di chiusura 14 settembre 1995
:
"
In quanto alla rendita d'invalidità, la definizione risulta assai difficile dal momento che non è possibile proporre delle attività confacenti, meglio adatte ai postumi infortunistici. Infatti l'assicurata non ha mai imparato un mestiere, conosce appena l'italiano e può tutt'al più pretendere delle attività
non qualificate di tipo pulizie, aiuto in alberghi o ristoranti, lavori in fabbrica, etc. Con riferimento a tali attività un'inabilità durevole del 50% pare giustificata. Non è tuttavia escluso che con l'andare del tempo subentrino miglioramenti spontanei soprattutto dovuti all'assuefazione
" (doc. _, p. 4)
-
rapporto 4 marzo 1996
:
"
Nelle condizioni
di salute attuali, condizionate in parte da fattori morbosi ed in parte dalle conseguenze dell'infortunio del 26.02.94, la Signora _non potrebbe svolgere le mansioni abituali di donna delle pulizie in una casa privata o presso un albergo, ma potrebbe lavorare circa 3 ore al giorno svolgendo mansioni di pulizia meno impegnative, come in uffici
" (doc. _ p. 6)
-
rapporto 12 aprile 1996
:
"
Quale ragazza d'_ presso il _ di _, l'assicurata svolgeva al momento dell'infortunio delle mansioni assai diverse, spesso pesanti ed in generale stressanti (vedere pag. 4 del mio rapporto del 08.11.94). Non ha mai imparato nessun mestiere e può quindi accedere solo a delle attività non qualificate di tipo donna delle pulizie, aiuto cuoco, aiuto in albergo, ecc.. Si deve anche tener conto del livello cognitivo molto basso e delle difficoltà linguistiche che precludono l'accesso a numerose attività confacenti, per esempio di tipo commessa. Secondo quanto constatato all'occasione dell'ultimo esa
me del 28.02.96, le pregresse attività non risultano più proponibili in modo significativo. Invece esiste ancora una capacità lavorativa residuale con una capacità di guadagno significativa per le attività di donna delle pulizie in ufficio. In questo campo le mansioni di pulizia sono un po’ meno pesanti che negli altri settori tanto da risultare esigibili nella misura del ca. 30-40%, ossia per 3-3.5 ore al giorno, forse anche 4. In altre parole, non sono convinto che nel campo per lei meglio adatto delle pulizie in ufficio l'assicurata potrebbe ancora lavorare al 50%
" (doc. 7, p. 2).
Da quanto attestato dal proprio medico fiduciario, la _ ha dedotto - così come risulta dalla decisione formale 12 giugno 1996 -
che "l'assicurata, badando a taluni movimenti o posizioni del braccio sinistro (ella "destromane") può impiegare la capacità lavorativa del 100% in altri mestieri", ciò facendo completa astrazione da fattori quali la scarsa scolarizzazione oppure le difficoltà linguistiche, che non concernono l'assicurazione infortuni sociale (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta da _, l'assicuratore LAINF ha predisposto una perizia specialistica a cura dell'IMB di _. A pagina _ del relativo referto 9 aprile 1997,
il dottor _, spec. FMH in chirurgia, ha proceduto a puntualmente descrivere le limitazioni funzionali derivanti dal danno alla spalla sinistra (cfr. doc. _).
Va osservato che le risultanze peritali dell'IMB sono state fatte proprie - oltre che ovviamente dall'assicuratore LAINF convenuto - anche dall'UAI, per decidere in merito al diritto alla rendita d'invalidità. Nel suo rapporto 16 gennaio 1998, l'orientatore professionale dell'AI, _, così ha concretizzato le indicazioni fornite dal succitato medico dell'IMB in merito all'esigibilità lavorativa:
"
Considerati i requisiti del posto di lavoro, si può senz'altro sostenere che la gamma delle attività possibili può essere ritenuta sufficientemente estesa poiché il
braccio dominante
rimane
normalmente utilizzabile
nelle consuete operazioni manipolatorie tipiche delle attività principali di produzione o d'esercizio e quello
secondario
, pur presentando le limitazioni di cui s'è detto rimane pur sempre
utilizzabile
nelle comuni operazioni di supporto a quello dominante.
Infatti una consistente parte delle attività in cui usualmente opera personale femminile nel settore secondario, in particolare nei campi dell'abbigliamento, delle confezioni, della maglieria, delle industrie farmaceutica, dolciaria, alimentare, della calzatura, della manifattura di tabacchi, risp. in mansioni subalterne (di produzione o d'esercizio) nei servizi di distribuzione (mansioni di cassa in empori attrezzati con sistemi OCR) permettono di realizzare quanto postulato in sede medica poiché consentono d'operare caricando in minima misura il braccio secondario.
Solo attività di produzione o d'esercizio particolarmente pesanti o richiedenti interventi manipolatori estesi da effettuare necessariamente con entrambe le braccia, possono risultare impossibili o determinare un redimento al di sotto della norma ordinariamente lucrabile
" (doc. _, p. 7 - la sottolineatura è del redattore).
A titolo d'esempio, il suddetto orientatore professionale ha poi enumerato le seguenti attività - semplici e non qualificate - giudicate essere senz'altro confacenti alle condizioni di salute della ricorrente:
"
A titolo d'esempio, enumereremo una serie d'attività presenti (anche con altra denominazione) nella struttura socio-economica del Cantone che, a nostro parere, in ragione delle specifiche esigente operative o con riferimento a linee di produzione che non rientrano nei campi di esclusione, il soggetto può essere ritenuto in grado di svolgere, poiché rispecchiano in misura sufficientemente elevata le controindicazioni formulate in sede medica. Per quanto riguarda l'aspetto socioprofessionale, si è tenuto conto soltanto degli elementi tutelati dall'AI (non si tratta ovviamente di una lista esauriente).
a) attività semplici o poco diversificate (nessuna qualifica o semiqualifica elementare)
Si tratta di attività che non richiedono una preparazione professionale specifica (e quindi tanto meno una formazione professionale organica) ma possono già essere esercitate al meglio dopo una semplice introduzione al posto di lavoro ed un breve periodo di "rodaggio".
-
Addetta alla vendita di carburanti e altri prodotti in stazioni combinate del tipo servisol, quindi con compiti essenzialmente d'incasso.
-
Operaia ausiliaria in lavori leggeri non qualificati (addette a controllo, imballaggio, etichettatura, spedizione, ausiliarie) nelle cinque categorie presenti nel campo dell'abbigliamento, della confezione, della maglieria e simili.
-
Operaia generica nell'industria cioccolatiera.
-
Operaia in industria farmaceutica (controlli, condizionamento).
-
Operaia nell'industria di lavorazione o distribuzione di prodotti tabagiferi.
-
Operaia assemblatrice nel campo della componentistica elettromeccanica ed elettronica.
-
Saldatrice su dispositivi automatici nell'assemblaggio di componenti per l'industria elettronica.
-
Operaia assemblatrice nell'industria orologiera.
-
Venditrice generica senza diploma (MM, Coop, Denner e altri con sistemi OCR).
-
Commessa in chiosco e simili empori di rivendita al minuto.
-
Impiegata d'ufficio di livello A (definizione SSIC) in molteplici campi d'attività
" (doc. _, p. 7s.).
2.2.4. Anche il perito giudiziario, il PD dott. _ l, _ della Clinica di chirurgia ortopedica dell'Ospedale universitario di _, ha avuto modo di discutere, fra l'altro, la questione riguardante l'esigibilità lavorativa.
Preliminarmente, va osservato come l'esperto designato da questo TCA - diagnosticata una residua sindrome dolorifica in stato dopo reinserzione del sovraspinato a sinistra ed una leggera sindrome cervico-vertebrale (cfr. XXIV, p. 4) - abbia dichiarato che l'infortunio 26 febbraio 1994 costituisce la sola causa dei disturbi attualmente accusati da _, fatta eccezione per la sindrome cervico-vertebrale, comunque di secondaria importanza (cfr. XXIV, p. 5):
"
Ist der Unfall vom 26.02.1994 die einzige oder allenfalls eine Mitursache der festgestellten gesundheitlichen Störung?
Ja, der Unfall vom 26.02.1994 muss in Anbetracht folgender Argumente als einzige Ursache für die festgestellte Gesundheitsstörung geltend gemacht werden:
Laut subjektives Angaben der Explorandin bestanden vor dem Unfall vom 26.02.1994 keine Schulterbeschwerden. Diese Aussage könnte allfällig durch Befragung des Hausarztes und/oder des früheren Arbeitgebers erhärtet werden, zumal die Explorandin vor dem Unfall schon gut 8 Jahre in der Schweiz arbeitstätig war.
Das Unfallereignis vom 26.02.1994 war im Bezug auf freigesetzter Energie durchaus geeignet, eine Supraspinatusruptur zu erzeugen. Die juristischen Kriterien eines Unfalles (plötzlich und unbeabsichtigt) waren durchaus erfüllt.
Das Intervall zwischen Unfall und erste ärztliche Konsultation darf nicht als Argument für eine allfällige Bagatellverletzung herangezogen werden. Es deutet vielmehr auf eine bedachte Inanspruchnahme medizinischer Dienstleistungen (man rennt nicht wegen jeder Prellung sofort zum Arzt!). Das MR vom 06.06.1994 zeigte gemäss Bericht eine Ruptur der Supraspinatussehne mit ausgefransten Rändern. Typisch für eine chronische Ruptur wären abgerundete Ränder.
Im Operationsbericht vom 14.06.1994 wird diese Ausfransung (der Supraspinatussehne) bestätigt.
Im konventionellen Röntgenbild vom 01.09.2000 besteht ein weiter Subacromialraum bei eher kleinem und nach ventral offenem Acromion. Bei dieser konstitutionellen Morphologie treten degenerative Erscheinungen der Rotatorenmanschette grundsätzlich seltener auf. Ein weiteres wichtiges Argument ist das fehlen von zystischen Veränderung im Bereiche des Tuberculum majus, welche im falle von chronischen, vorbestehenden Rupturen zu erwarten wären. Bei traumatischen Rupturen sind zystische veränderungen im Bereiche des Tuberculum majus unbekannt.
Das unter Diagnose beschriebene leichtgradige cervico-vertebral-Syndrom ist untergeordneter Natur und hat keine fassbare Beziehung zum Unfall vom 26.02.1994
" (XXIV, p. 6-7).
In questo modo, il PD _ ha sconfessato sia il dottor _ sia il dottor _, i quali avevano difeso la tesi secondo la quale l'insorgente avrebbe raggiunto lo
status quo sine
a margine dell'evento traumatico assicurato (secondo il medico dell'IMB, addirittura a distanza di circa 6 settimane dall'infortunio - cfr. doc. _, p. 38), a fronte di preesistenti alterazioni degenerative a livello della cuffia dei rotatori.
Va senz'altro stigmatizzato il comportamento palesemente contradditorio avuto dalla _, la quale, da un lato, considera ormai estinto il nesso di causalità naturale fra l'infortunio assicurato ed il danno alla salute lamentato da _ ma, dall'altro, le riconosce comunque un'indennità per menomazione dell'integrità (aumentandone addirittura il tasso in sede di decisione su opposizione!).
Questo TCA, da parte sua, non vede ragioni che gli impediscano di fare proprie le conclusioni - motivate e convincenti - a cui é pervenuto il Prof. _, autorevole specialista nella materia che qui interessa. Si deve, pertanto, ritenere che _ _ presenta, ancora attualmente, un danno alla salute - specificatamente una residua sindrome dolorifica a livello della spalla sinistra, che ne limita la mobilità - in relazione di causalità, naturale ed adeguata (cfr., a quest’ultimo proposito, DTF 118 V 286 e 117 V 365 in fine), con l’evento infortunistico assicurato.
Rispondendo al quesito n. 6 di parte convenuta, il perito giudiziario ha riconosciuto l'assicurata abile nella misura del 70% nell'attività attualmente svolta, ossia quella di ausiliaria di pulizie, che
, in grandi linee, corrisponde a quella esercitata al momento in cui è sopravvenuto l'infortunio. Per contro, in un'attività più confacente - nell'esercizio della quale _ non debba ingaggiare il braccio sinistro in lavori gravosi da eseguire all'altezza delle spalle oppure al di sopra di esse - bisogna certamente ritenere una completa capacità lavorativa:
"
Beurteilung
der Arbeitsfähigkeit von Frau _ in der bisherigen beruflichen Tätigkeit als Officeangestellte in einem Restaurant?
Grad, Dauer und Prognose?
Meines Erachtens kann von der Explorandin eine 70%-ige Arbeitsleistung im aktuellen Arbeitsfeld erwartet werden. Es ist darauf zu achten, dass belastete Arbeiten auf Schulterhöhe und darüber mit dem linken Arm nicht durchfuhr sind. Der Grad der Arbeitsunfähigkeit wird sich in Zukunft kaum verändern.
Meiner Erkenntnis nach hat die Explorandin nach ihrer Ankunft in der Schweiz etwa 6 Jahre im Garni _ als Zimmermädchen gearbeitet. Anschliessend war sie im Café Federale während etwa 2 Jahren bis zum Unfall vom 26.02.1994 tätig. Ich konnte den genauen Arbeitsautrag im _ nicht eruieren. In Anbetracht der schlechten Sprachkenntnisse gehe ich jedoch davon aus, dass es sich um eine manuelle Tätigkeit gehandelt hat. Die aktuelle Anstellung in einem Restaurant beinhaltet Reinigungsarbeiten sowie das Vorbereiten und Bügeln von Tischtüchern und dürfte somit nicht allzusehr von der ursprünglichen Tätigkeit zum Zeitpunkt des Unfalles differenzieren. Gleiches gilt für die Nebenbeschäftigung im Reinigungsdienst einer Bank.
In einer geeigneteren, im Wesentlichen intellektuellen Arbeit wäre sicherlich eine 100%-ige Arbeitsleistung zu erreichen. Eine Umschulung ist Anbetracht des Alters und der sprachlichen Schwierigkeiten nicht sinnvoll.
Wie bereits obenerwähnt, darf meines Erachtens eine 70%-ige Arbeitsleistung in der jetzigen Aktivität erwartet werden. Belastete Arbeiten auf Schulterhöhe und darüber sind mir der linken Hand nicht zumutbar
" (XXIV, p. 9).
Il PD Hertel ha dunque enunciato una valutazione dell'esigibilità lavorativa che, in grandi linee, è sovrapponibile a quella espressa a suo tempo dall'IMB di _ (cfr. consid. 2.2.3.).
Del resto, va osservato come le limitazioni evidenziate siano quelle che si riscontrano, normalmente, in assicurati che hanno lamentato una rottura della cuffia dei rotatori: in sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare, rispettivamente trasportare, pesi relativamente importanti, nonché d'ingaggiare l'arto superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale (cfr., per dei casi analoghi, STCA 23.11.1998 in re S. O. c/ INSAI, STCA 29.7.1999 in re A. C. c/ INSAI, confermata dal TFA con pronunzia 3.1.2000 e STCA 20.11.2000 in re M. Q.-P. c/ INSAI).
Quindi, non vi sono motivi per dubitare del fatto che _ c sia in grado di mettere a frutto la sua restante capacità lavorativa in un'attività adeguata. D'altro canto, sebbene il perito giudiziario abbia giudicato l'assicurata parzialmente inabile (30%) nella professione di ausiliaria di pulizie attualmente svolta, dalle tavole processuali si evince che essa, di fatto, esercita quest'attività a tempo pieno, in ragione di circa 42 ore alla settimana (cfr. doc. C1-3: 22.50 ore presso la _ _ di _, 12.25 ore alle dipendenze della _ _ e 7 ore presso lo Studio di fisioterapia _).
Lo scrivente Tribunale - ed il suo parere è avvalorato, segnatamente, dalle conclusioni a cui è giunto l'orientatore professionale dell'AI nel rapporto del 16 gennaio 1998 (doc. 99) - ritiene che, su un mercato equilibrato del lavoro, esista un ampio ventaglio di attività, fisicamente leggere, che sono, in teoria, ancora accessibili alla ricorrente, nonostante i postumi infortunistici alla spalla sinistra.
Non si ignorano certo le difficoltà che presenta il mercato del lavoro svizzero e, in particolare, quello ticinese. Tuttavia, ciò rappresenta un elemento estraneo all’invalidità. In effetti, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA 10.9.1998 in re S. inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U240 p. 96; SVR 1995 UV35 p. 106 consid. 5b e riferimenti). Se, malgrado tale impegno, un’occupazione confacente all’interessato non é reperibile in concreto, questo é dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, né assicurazione contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono tenute a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 83). In tale ipotesi deve semmai intervenire l'assicurazione contro la disoccupazione.
Parimenti estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua determinazione. Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha, in effetti, stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento, non riesce a trovare concretamente un'occupazione. Va però ancora ricordato che nella determinazione dei redditi da raffrontare, non ci si deve fondare su possibilità d'impiego irrealistiche (cfr. RCC 1991, p. 332).
2.2.5. La _ - fondandosi apparentemente sui dati editi dall'Ufficio federale di statistica - ha concluso che, con l'esercizio a tempo pieno di un'attività alternativa, nel 1994, l'insorgente avrebbe potuto conseguire un reddito annuo lordo situabile fra fr. 37'245.-- e fr. 42'523.-- (cfr. doc. _, p. 7). Ritenuto un reddito da non invalido di fr. 27'672.65 (cfr. doc. 120, p. 8), a _ è stato negato il diritto ad una rendita d'invalidità.
Da parte sua, l'UAI ha invece fissato al 18% il tasso dell'invalidità presentata dall'assicurata, confrontando l'importo di fr. 25'560.-- (reddito da invalido) con quello di fr. 31'200.-- (reddito da non invalido -cfr. doc. _, p. 3).
Preliminarmente, il TCA ritiene doveroso ricordare all'assicuratore infortuni convenuto, così come al suo patrocinatore, che il reddito da non invalido non va confuso con il guadagno annuo assicurato di cui all'art. 15 cpv. 2 LAINF. Il reddito da non invalido non coincide dunque con quanto percepito dall'assicurata nel corso dell'anno precedente la data dell'infortunio, anche se spesso quest'ultimo viene utilizzato quale dato di partenza per stabilire proprio il reddito senza infortunio (cfr., al proposito, l'art. 18 cpv. 2 LAINF: "Il grado d'invalidità è determinato paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire dopo l'insorgenza dell'invalidità, e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da lui in condizioni equilibrate del mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido").
In secondo luogo - conformemente alla giurisprudenza di questa Corte (cfr. STCA 17.4.2000 in re R. K., 28.1.2000 in re B. C. e 14.7.1998 in re P. N.) - determinanti sono i redditi realizzabili alla data in cui è stata emanata l'impugnata decisione (cfr., inoltre, DTF 121 V 366).
In concreto, le impugnate decisioni sono state emanate il 2 febbraio 1999, rispettivamente, il 14 giugno 1999, ragione per cui rilevanti, allo scopo di stabilire l'entità della rendita d'invalidità eventualmente spettante a _, sono i redditi da invalido, rispettivamente da non invalido, conseguibili nel febbraio, rispettivamente, nel giugno
1999
(e, pertanto, né nel 1994 [cfr. doc. _] né nel 1995 [cfr. doc. _]).
2.2.6. Posto come non vi siano ragioni per dubitare che _ possa esercitare - a tempo pieno e con pieno rendimento - un'attività leggera di tipo ausiliario, si tratta ora di stabilire l'entità del reddito senza infortunio.
Quale reddito che l'assicurata avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il danno alla salute, la _ ha considerato l'importo di fr. 27'672.65, riferito al periodo 26 febbraio 1993-25 febbraio 1994. L'UAI, invece, ha quantificato il reddito da valido in fr. 31'200.--, dato riferito all'anno 1995 (cfr. doc. _, p. 9).
Così come indicato al considerando 2.2.5., decisivo è, per contro, il reddito senza infortunio percepito nel 1999.
In data 26 marzo 2001, il TCA ha proceduto ad interpellare la _, presso la quale la ricorrente lavorava al momento in cui le è occorso l'infortunio, chiedendo "... quale sarebbe verosimilmente stato, nel 1999, il guadagno annuo lordo realizzato dall'assicurata, nell'ipotesi in cui quest'ultima non fosse rimasta vittima dell'infortunio del febbraio 1994 e avesse continuato ininterrottamente a lavorare presso di voi" (XL).
Secondo quanto indicato dal suo ex datore di lavoro, _ _, nel 1999, avrebbe percepito un salario annuo lordo pari a
fr. 34'450.--
, ossia fr. 2'650.-- x 13 mensilità (cfr. XLII), importo che costituisce il reddito senza infortunio.
2.2.7. Per quel che concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag. 183, che il reddito annuo ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Lo scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J. M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI).
Nel passato, questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.).
In una sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa T. S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza; dopo avere constatato che i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).
La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata, nel recente passato, oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni.
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V. B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
3.-
(...)
b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).
5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite"
(STFA succitata).
In una sentenza del 26 luglio 2000 nella causa L. N. (inc. 32.1998.00072), il TCA ha, quindi, rinviato gli atti all'UAI e ordinato all'amministrazione di stabilire il reddito da invalido sulla base dei criteri da esso posti.
In una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa N. R. (inc. 32.1999.00113) questa Corte ha fornito le seguenti ulteriori precisazioni:
"
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor _, direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:
"(...)
Il Tribunale federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.
Al riguardo vengono in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).
Al fine di applicare la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:
- possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?
- In caso di risposta negativa:
Perché no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo alla situazione del nostro Cantone?
(...)" (cfr. doc. Vbis)
Il dottor _ha così risposto in data 14 agosto 2000:
"
(...)
Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.
In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.
I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:
- Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).
- È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)
A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (...)" (cfr. doc. Vbis).
Al fine di non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.
Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).
Del resto il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".
Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21 il TCA ha al riguardo precisato:
"
La necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. _ del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle condizioni sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:
«(...)
Su scala federale la statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.
A livello regionale, le informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.
Il calcolo dei dati regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.
Non si è certi tuttavia in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.
Per i prossimi anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale.»"
Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):
"
Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne entre le salaires des femmes et des hommes".
Ora, dalle citate tabelle figura che nel Canton Ticino per il 1998 il salario mediano di una donna esercitante attività semplici e ripetitive era di fr. 2683.-- al mese nel settore pubblico e privato (TA13), mentre invece nel settore privato il salario ammontava a fr. 2672.-- mensili (TA14). (A livello nazionale esso era invece di fr. 3505.--, TA1).
Infine, va ancora ricordato che i salari risultanti dalle statistiche devono essere elevati per tenere conto di una durata media del lavoro di 41,9 ore e non di 40 ore (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 85: "Il convient cependant de relever que ce salaire standardisé se base généralement sur une durée de travail de 40 heures par semaine, ce qui est inférieur à l'horaire habituel moyen de travail de 41,9 heures dans les entreprises en 1996 (L'économie publique, 1999 n° 8, annexe p. 27, Tableau B 9.2). Pour un horaire de travail hebdomadaire de 41,9 heures, le salaire se monte ainsi à 4498 francs par mois ou à 53976 francs par année (Fr. 4498.-- x 12") e, se del caso, adattati al rincaro (cfr. STFA del 9 maggio 2000 nella causa I. consid. 7a).
Questo porterebbe, nel 1998, il salario ipotetico conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella causa A. (I 482/99), in fr. 45'390.-- (rispettivamente fr. 47'929.--) per gli uomini e in fr. 33'587.-- (rispettivamente: fr. 33'725.--) per le donne"
(STCA succitata).
2.2.8. Dagli atti all'inserto emerge ch
e - al momento determinante (ovverosia nel febbraio, rispettivamente, nel giugno 1999, cfr. consid. 2.2.5.) - la ricorrente lavorava, in qualità di donna delle pulizie, presso lo Studio del fisioterapista _ in ragione di 7 ore alla settimana. Essa percepiva un salario orario lordo di fr. 17.--, più un'indennità per vacanze dell'8.33% (cfr. XLIX e nota manoscritta del segretario sostituto _). Nel 1999, _ ha così realizzato un reddito lordo pari a fr. 5'962.15 (cfr. XLIX).
L'attività presso la _ di _ è iniziata soltanto a far tempo dal 15 luglio 1999 (cfr. LIII) e, pertanto, non può essere presa in considerazione. Lo stesso discorso deve valere per l'attività alle dipendenze della ditta _ di _, che l'assicurata ha iniziato ad esercitare il 1° settembre 1999 (cfr. doc. _).
Considerato quanto precede, va da sé che il tasso d'invalidità non può certo essere stabilito fondandosi sulla situazione salariale concreta, essendo _ in grado di meglio valorizzare la sua capacità lavorativa residua sul mercato generale del lavoro.
2.2.9. Conformemente alla più recente giurisprudenza federale in materia di reddito da invalido, occorre basarsi sui dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 1998 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica.
Secondo questo studio, una donna, esercitando nel 1998 un'attività semplice e ripetitiva in Ticino, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un salario mensile lordo pari a
fr. 2'672.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che _ non ha evidentemente accesso a quello pubblico), quindi, riportandolo su 41.9 ore, fr. 2'799.--.
Quest'ultimo importo si riferisce, come detto, all'anno 1998. Determinante, in concreto, è invece l'anno 1999 (cfr., ad esempio, DTF 121 V 366, in cui il TFA ha ricordato che decisiva è la situazione fattuale esistente al momento in cui è stata emanata l'impugnata decisione).
Secondo quanto la Corte federale ha indicato nella sentenza 9 maggio 2000 in re A., consid. 7a - pubblicata in DTF 126 V 75 - il suddetto valore va, quindi, adeguato all'indice dei salari nominali ("
Nominallohnindex
") dal 1998 al 1999, con un aumento di fr. 18.-- (fr. 2'817.--/mese - cfr. Die Volkswirtschaft, 1/2001, p. 28, tabella B10.3 - cfr., inoltre, STCA 20.2.2001 in re G. R.).
Su base annua, si raggiunge, pertanto, un reddito di
fr. 33'804.--
.
Il TFA raccomanda, in seguito, di esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. STFA 30.6.2000 succitata) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita dalla giurisprudenza ammonta al 25%, percentuale che consente "... di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. STFA 30.6.2000 e STFA 9.5.2000 succitate).
In casu
, la _ ha semplicemente fatto propri i salari statistici vigenti nel settore della produzione ed in quello dei servizi pubblici - peraltro riferiti al 1994 - senza neppure preoccuparsi di verificare se vi fossero delle circostanze suscettibili di giustificare una riduzione percentuale di tali dati (cfr. doc. _).
In simili circostanze, il TCA non può che annullare la querelata decisione e rinviare gli atti all'assicuratore LAINF affinché - alla luce delle circostanze specifiche del caso concreto - stabilisca in quale misura il guadagno da invalido di fr. 33'804.-- debba venire ridotto e, successivamente, grazie ad un nuovo raffronto dei redditi, determini il tasso d'invalidità di _ 2.2.10. Per quel che concerne invece il diritto alla rendita AI, lo scrivente TCA può tranquillamente esimersi dall'esaminare più da vicino la problematica della riduzione percentuale del salario statistico medio, nella misura in cui - anche se si dovesse ammettere, per pura ipotesi di lavoro, la riduzione massima del 25% - all'insorgente non potrebbe, comunque, venire riconosciuta una rendita d'invalidità.
In effetti, in ossequio al metodo generale del raffronto dei redditi, l'importo di fr. 25'353.-- (reddito da invalido nel 1999, tenuto conto della riduzione massima del 25%) va confrontato con l'importo di fr. 34'450.-- (reddito da valido nel 1999, cfr. consid. 2.2.6.), donde un discapito economico del
26.40%
, considerevolmente inferiore alla soglia del 40% stabilita dall'art. 28 cpv. 1 LAI.
2.3.
Indennità per menomazione dell'integrità
2.3.1. Secondo l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale.
Tale indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.
Essa non deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.
Il Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).
2.3.2. L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.
In questa valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).
La parte della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 121).
2.3.3. Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF.
Una tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato.
Questa tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).
Le menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).
La perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).
Se più menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art. 36 cpv. 3 1a frase OAINF).
Si terrà adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione dell'integrità. È esclusa la revisione.
2.3.4. L'INSAI ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella dell'ordinanza.
Semplici direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag. 221ss.).
Tuttavia, nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157, consid. 3a).
2.3.5. Nel caso di specie, l'assicuratore LAINF convenuto, con la querelata decisione su opposizione, ha assegnato all'assicurata un'indennità per menomazione dell'integrità
del 20%, facendo riferimento all'apprezzamento enunciato dal dottor _ dell'IMB di Zurigo:
"
Beurteilung des rein unfallbedingten Integritätsschadens gemäss den Tabellen der Medizinischen Abteilung der _ unter Berücksichtigung einer allfälligen voraussichtlichen Verschlimmerung in der Zukunft?
Ungeachtet der im vorliegenden Fall nicht überwiegend wahrscheinlich gegebenen Unfallkausalität ist hinsichtlich des Integritätsschadens von einer mittelschweren bis schweren Schulterperiarthrose auszugehen. Unter Beizug der Angaben von Tabellen Nrn. 1 und 5 der Medizinischen Mitteilungen Nr. 57 der _ ("Feinraster") und unter Berücksichtigung der Bewegungseinschränkung resultiert ein Integritätsschaden von
20%
. Diese Einschätzung trägt den prognostischen Uberlegungen Rechnung
" (doch. 137, p. 40).
Circa le perplessità generate dall'agire della _, si è già detto al considerando 2.2.4..
In sede di ricorso, l'assicurata ha postulato il riconoscimento di un'indennità per menomazione dell'integrità del 30% (cfr. I, p. 5 - inc._).
Il perito giudiziario ha quantificato nel 15% la menomazione dell'integrità di cui _ è portatrice (cfr. XXIV, risposta ai quesiti n. 5 di parte ricorrente e n. 10 di parte convenuta).
In siffatte condizioni, la ricorrente non appare legittimata a pretendere un'IMI superiore a quella già riconosciutale dall'assicuratore convenuto, tanto più che essa non é riuscita a minimamente sostanziare la sua pretesa da un profilo medico-scientifico.