Decision ID: 4c5a16f8-ef13-5140-81a3-dceba5bb0242
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_003
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. RE 1 (1964), cittadina americana, dalla seconda metà degli anni '80 ha condiviso in unione di fatto la vita e il lavoro del cantante e compositore R_ (1949), cittadino britannico, deceduto a _ il 26 settembre 2003. CO 1 (1978) e CO 2 (1979) sono i figli legittimi di R_ nati da un suo precedente matrimonio. Le disposizioni di ultima volontà del defunto sono state pubblicate in data 23 gennaio 2004 e 27 febbraio 2004, cui ha fatto seguito l'allestimento dell'inventario successorio. CO 3 è stato nominato amministratore dell'eredità con decisione 19 dicembre 2007 della prima Camera civile del Tribunale d'appello, confermata dal Tribunale federale il 9 dicembre 2008.
CO 1 e CO 2 hanno impugnato il testamento con un'azione di nullità, rispettivamente di riduzione, vertenza poi sospesa nella prospettiva di una risoluzione extragiudiziale. Un progetto di accordo (Global deed of Arrangement) era stato siglato nel 2007. Divergenze sorte tra le parti ne avevano però impedito la sottoscrizione.
B. Con istanza di conciliazione 17 ottobre 2012 RE 1 ha convenuto davanti alla Pretura del Distretto di Lugano gli eredi CO 1 e CO 2 e l'amministratore dell'eredità CO 3. Il 17 aprile 2013 all'interessata è stata rilasciata l'autorizzazione ad agire (inc. n. CM.2012.670).
Con petizione 12/13 agosto 2013 RE 1 ha chiesto la condanna degli eredi a pagarle la metà del patrimonio complessivo (stimato in almeno fr. 4'370'711.50 e US$ 126'603.50) riconducibile al defunto R_ e la metà di quanto percepito nei precedenti anni dagli eredi e dall'amministratore dell'eredità a titolo di diritti d'autore, dividendi e qualsiasi altro vantaggio economico o retribuzione, oltre ad un'indennità da stabilire a titolo di danno per mala gestione e a fr. 150'000.– per costi legali e di procedura già sopportati. In via subordinata ha chiesto la liquidazione del patrimonio del defunto in ragione di metà tra gli eredi e l'attrice, rispettivamente la nomina di un liquidatore con l'incarico di procedere in tal senso, la condanna degli eredi a pagare una somma da stabilire quale risarcimento danni per mala gestione e di fr. 150'000.– per i costi legali e di procedura già sostenuti.
C. Con istanza 21 ottobre 2013 CO 1 e CO 2 hanno chiesto di imporre a RE 1 la prestazione di una cauzione giusta l'art. 99 CPC di fr. 220'509.– a garanzia delle spese ripetibili.
Con ordinanza 5 novembre 2013 il Pretore ha sospeso la causa di merito fino a crescita in giudicato della decisione sulla cauzione rispettivamente fino all'avvenuto versamento della cauzione.
D. L'udienza di discussione sulla cauzione processuale si è tenuta l'11 dicembre 2013. CO 3 si è rimesso al giudizio del Pretore. CO 1 e CO 2 hanno confermato la loro istanza. RE 1 vi si è opposta contestando che i presupposti di cui agli art. 99 segg. CPC fossero adempiuti, vista anche l'esistenza dell'abitazione di _ (Ticino), assegnata in legato a RE 1. Considerata pretestuosa la richiesta dei convenuti, ha poi ritenuto che l'ammontare della cauzione era esagerato e sproporzionato, e comunque non sufficientemente dilazionato in base al corso della causa.
Il 28 aprile 2015 il Pretore ha assegnato a RE 1 20 giorni, prorogati fino al 5 giugno 2015, per indicare e documentare il suo esatto domicilio. Il 2 giugno 2015 l'interessata ha trasmesso copia di una carta di soggiorno italiana.
E. Con decisione 2 ottobre 2015 il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza dei convenuti condannando RE 1 a versare sul conto della Pretura l'importo di fr. 100'000.–, o nella forma di una garanzia bancaria irrevocabile di pari importo, di cui fr. 50'000.– entro 30 giorni e fr. 50'000.– dopo le prime arringhe, previa assegnazione di un termine.
F. Con reclamo 15 ottobre 2015, e previa concessione dell'effetto sospensivo, RE 1 chiede la riforma della decisione in questione, nel senso di rigettare l'istanza di cauzione. In via subordinata chiede che la cauzione sia fissata in complessivi fr. 15'000.–, di cui fr. 10'000.– da versare in contanti o tramite garanzia bancaria entro 30 giorni e i restanti fr. 5'000.– a dipendenza dell'avanzamento della vertenza.
Con scritto 4 novembre 2015 CO 3 si è rimesso alla decisione di questa Camera rinunciando a indennità per ripetibili. Dal canto loro, con osservazioni 5 novembre 2015, CO 1 e CO 2 si oppongono alla concessione dell'effetto sospensivo e chiedono di respingere il reclamo.
G. Con decisione 9 febbraio 2016, comunicata al Presidente di questa Camera il giorno 11 febbraio 2016, il Pretore ha dichiarato la petizione inammissibile per mancato pagamento della 1a rata di fr. 50'000.– della cauzione per spese ripetibili entro il termine suppletorio fissato nel frattempo all'attrice in applicazione dell'art. 101 cpv. 3 CPC.

Considerando
in diritto: 1. Il giudizio impugnato è una decisione in materia di prestazione di cauzione ai sensi degli art. 99 e segg. CPC, che, in applicazione dei combinati art. 103, 319 lett. b cifra 1 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, è impugnabile con reclamo nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile del Tribunale d'appello.
La decisione qui in esame, notificata il 5 ottobre 2015, è pervenuta alla reclamante l'indomani. Consegnato alla cancelleria del Tribunale d'appello il giorno 15 ottobre 2015, il reclamo risulta pertanto tempestivo.
2. Accanto alle fattispecie di cui all'art. 241 CPC, l'art. 242 CPC prevede lo stralcio dal ruolo della causa ogni qualvolta il procedimento termina per altri motivi senza decisione del giudice. Ciò è il caso laddove le parti convengono che la causa è divenuta priva d'oggetto oppure laddove la perdita d'oggetto è assolutamente palese e indiscutibile (Trezzini in Cocchi/Trezzini/
Bernasconi, Commentario CPC, Lugano 2011, pag. 1069 seg. ad art. 242).
2.1 Accertato che l'attrice non aveva provveduto al pagamento della 1a rata di fr. 50'000.– della cauzione processuale entro il termine suppletorio assegnatole con ordinanza 16 novembre 2015 e prorogato di 10 giorni l'ultima volta con ordinanza 9 dicembre 2015 (cfr. art. 138 cpv. 3 e 145 cpv. 1 lett. c CPC), con decisione 9 febbraio 2016 il Pretore ha dichiarato la petizione 12/13 agosto 2013 dell'attrice (inc. n. OR.2013.147) inammissibile. Copia di questo giudizio è stato trasmesso a questa Camera, che si occupa del pendente reclamo interposto contro la decisione sulla cauzione, reclamo per legge sprovvisto di effetto sospensivo (art. 325 cpv. 1 CPC). Ora, non risulta che il Pretore abbia subordinato la fissazione del termine suppletorio giusta l'art. 101 cpv. 3 CPC alla crescita in giudicato della decisione sulla cauzione processuale di complessivi fr. 100'000.– (decisione impugnata, pag. 3). Mentre sulla richiesta di effetto sospensivo contestuale al reclamo questa Camera non si è ancora espressa. E, invero, neppure a fronte dell'assegnazione del termine suppletorio per versare la 1a rata di fr. 50'000.– la reclamante ha mai sollecitato una decisione al riguardo.
2.2 Ciò detto, dovendosi oramai costatare come sia stato dichiarato inammissibile il procedimento di merito promosso dall'attrice, ne consegue che il reclamo avverso la decisione sulla cauzione ha perso incontestabilmente ogni interesse. Sicché, diventato privo d'oggetto, il gravame deve essere stralciato dai ruoli in applicazione dell'art. 242 CPC. Restano nondimeno da decidere le spese giudiziarie (spese processuali e ripetibili) attinenti il reclamo.