Decision ID: 91bddd47-13e4-5ce4-96ac-9c1a5a135d34
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto: A. Il 1° ottobre 2010 l’CO 1 in qualità di conduttrice e la RE 1 in veste di locatrice hanno sottoscritto un contratto di locazione avente come oggetto l’unità n. _ sita al primo piano del Centro commerciale _, con una superficie di 101 mq. Il contratto prevedeva una durata determinata di cinque anni a partire dall’apertura del Centro e una pigione annua minima (“minimal rent”) di fr. 55'550.– (IVA esclusa), corrispondenti a fr. 59'994.– IVA inclusa, pagabile in canoni anticipati trimestrali. Le spese accessorie sono state fissate in fr. 8'888.– annui. Il Centro commerciale _ è stato aperto al pubblico il 29 settembre 2011. Con raccomandate 28 marzo 2012 e 20 settembre 2012 la conduttrice ha segnalato alla locatrice diverse sue inadempienze contrattuali, avvertendola inoltre della sospensione del pagamento delle pigioni dovute a partire dal mese di marzo 2012. Con raccomandata 11 giugno 2013 l’CO 1 ha poi comunicato la risoluzione del rapporto locativo e la riconsegna definitiva delle chiavi per la fine del corrente mese. Il 3 dicembre 2014 la locatrice ha inviato alla conduttrice una diffida di pagamento per fr. 81'991.50 a titolo di pigioni scoperte per il periodo dal 1° marzo 2012 al 31 agosto 2013.
B. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 3 marzo 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la RE 1 ha escusso l’CO 1 per l’incasso di fr. 81'991.50 oltre agli interessi del 5% calcolati nel seguente modo: 1) dal 2 aprile 2012 su fr. 14'998.50, 2) dal 2 luglio 2012 su fr. 7'499.25, 3 e 4) dal 2 ottobre 2012 su fr. 14'998.50 e su fr. 7'499.25, 5) dal 3 gennaio 2013 su fr. 11'998.50, 6) dal 2 aprile 2013 su fr. 14'998.50 e 7) dal 2 luglio 2013 su fr. 9'999.–, indicando quale titolo di credito: “1-7) Contratto di locazione (Lease Agreement) del 01.10.2010, pigioni e spese accessorie scadute per la locazione dello spazio commerciale n° _ presso il Centro _”.
C. Con precetto esecutivo n. _ emesso il 20 marzo 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, l’CO 1, ha escusso a sua volta la RE 1 per l’incasso di fr. 250'000.– oltre agli interessi del 5% dal 17 marzo 2015, indicando quale titolo di credito: “Risarcimento danni: per mancata apertura domenicale – per diminuzione delle attività commerciali (calcolate in base alla percentuale di superficie totale) – per carenza nella gestione (pubblicità, promozione e affittanza)”.
D. Avendo l’CO 1 interposto opposizione al primo precetto esecutivo, con istanza 1° settembre 2015 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. All’udienza di discussione tenutasi il 18 febbraio 2016, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta producendo osservazioni “responsive” e documenti nuovi. Con replica e duplica orali le parti si sono riconfermate nelle rispettive e antitetiche conclusioni.
E. Statuendo con decisione 3 marzo 2016, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 300.– e un’indennità non cifrata (“fr. ...”) a favore della parte convenuta.
F. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 14 marzo 2016 per ottenerne l’accoglimento dell’istanza. Nelle sue osservazioni del 9 maggio 2015, l’CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo.

Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 14 marzo 2016 contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1 il 4 marzo 2016 (tracciamento dell’invio della raccomandata n. 98.46.101801.11030239), in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2 Il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica. La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).