Decision ID: 64334669-6dc8-51c3-b182-3d310f96718c
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

ritenuto
in fatto:
che nell’ambito dell’esecuzione n. _ promossa da PI 1, il 17 gennaio 2013 l’Ufficio di esecuzione di Lugano ha emesso contro RI 1 la comminatoria di fallimento per un credito di fr. 4'383.20 oltre interessi e spese;
che l’atto è stato notificato alla debitrice il 25 gennaio 2013;
che con ricorso del 1. febbraio 2013 RI 1 ha impugnato la comminatoria di fallimento, asserendo di avere versato direttamente alla creditrice degli acconti a partire dal mese di ottobre 2012 sulla base di accordi presi con quest’ultima, la quale “avrebbe dovuto darne comunicazione al suo avvocato evitando così di proseguire nell’esecuzione”;
che, ciò posto, la ricorrente ha chiesto al legale che rappresenta la creditrice, di “volere attendere con il proseguimento fallimentare”;
che con osservazioni del 14 febbraio 2013 la procedente ha chiesto la reiezione del ricorso, contestando le affermazioni di controparte, del resto non supportate da alcun riscontro documentale;
che, dal canto suo, con osservazioni del 18 febbraio 2013, l’Ufficio di esecuzione di Lugano si è rimessa al giudizio dell’autorità di vigilanza;

considerando
in diritto:
che giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF, il ricorso contro un provvedimento dell’ufficio di esecuzione - nel caso in esame contro l’emissione della comminatoria di fallimento - deve esser presentato entro dieci giorni da quanto il ricorrente ne ebbe conoscenza;
che la comminatoria di fallimento, essendo stata notificata all’escussa il 25 gennaio 2013, il termine per ricorrere, iniziato a decorrere il giorno successivo, è venuto a scadere il 4 febbraio successivo;
che consegnato alla posta il 1. febbraio 2013, il ricorso risulta tempestivo e, quindi, da questo aspetto, ammissibile;
che contro la notifica della comminatoria di fallimento può essere formulato ricorso all’autorità di vigilanza unicamente per ragioni formali (cfr. tra l’altro: G
illiéron
, Commentaire de la LP, vol. III, Losanna 2001, n. 18 ad art. 160; O
ttomann/markus
, Basler Kommentar zum SchKG, vol II, 2a edizione, Basilea 2010, n. 56 ad art 160), ad esempio quando l’escusso reputa di non essere soggetto all’esecuzione ordinaria di fallimento (art. 39 e 40 LEF), quando l’esecuzione è riferita a prestazioni fondate sul diritto pubblico (art. 43 LEF), quando è pendente un’azione di disconoscimento di debito conseguente a una decisione di rigetto provvisorio dell’opposizione, quando la decisione (sommaria o di merito) che rigetta l’opposizione non è ancora esecutiva e quando l’escusso sostiene che la comminatoria di fallimento è stata emessa da un ufficio di esecuzione incompetente territorialmente (DTF 118 III 6, 93 III 33 consid. 2);
che, nella fattispecie, la ricorrente non si avvale di nessuno dei menzionati motivi, ma si limita in buona sostanza a chiedere al legale della creditrice di volere soprassedere, avendo essa provveduto a versare degli acconti direttamente alla procedente, che avrebbe poi dovuto dargli comunicazione, “evitando così di proseguire nell’esecuzione”;
che, come correttamente rilevato dalla creditrice, si tratta però di mere affermazioni di parte non suffragate da alcun riscontro oggettivo;
che solo il pagamento fatto all’ufficio libera il debitore (art. 12 cpv. 2 LEF);
che ne discende pertanto la reiezione del ricorso;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF);