Decision ID: 44ae34aa-a971-5ac9-8f40-d478da125f9c
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. Con testamento pubblico ricevuto dal notaio _ _ il 16 marzo 1990, _ _ _ (1898) ha designato sua erede una fondazione da creare a proprio nome. Il 19 novembre 1992 egli e il nipote _ _ hanno stipulato davanti al notaio _ _ un contratto successorio con cui il primo ha revocato ogni precedente disposizione di ultima volontà, ha nominato suo esecutore testamentario il nipote, istituito erede universale, e ha attribuito al medesimo – come anticipo ereditario – tutti gli immobili situati nel Comune di _, autorizzandolo a chiedere in ogni tempo, anche in vita del disponente, l'intestazione delle proprietà. In un brevetto del 3 dicembre 1992 rogato dallo stesso notaio _ _ _ ha inoltre rilasciato a _ _ una procura generale munita di pieni poteri, nessuno escluso. _ _ _ è deceduto il 30 luglio 1993, senza lasciare discendenti, alla casa di riposo “_ ” di _. Il testamento pubblico e il contratto successorio sono stati pubblicati il 1° settembre 1993.
B. Il 1° settembre 1994 _ _, altra nipote del defunto, ha promosso davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, un'azione contro _ _ intesa a far accertare la nullità del contratto successorio. In via cautelare essa ha postulato la nomina di un amministratore e la confezione di un inventario, come pure il blocco di beni immobili e di conti bancari appartenuti al defunto. Alla discussione del 15 settembre 1994, indetta per discutere le domande cautelari, _ _ si è opposto alle richieste avversarie. Nella sua risposta del 5 ottobre 1994 egli ha proposto poi di respingere la petizione. Nei successivi atti scritti le parti hanno ribadito le loro allegazioni e domande. Statuendo il 24 luglio 1997, il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza cautelare e ha incaricato il notaio _ _ di redigere l'inventario della successione.
C. Nel frattempo, il 29 luglio 1994, _ _, un altro nipote di _ _ _, ha avviato un'azione di annullamento del medesimo contratto successorio convenendo _ _ dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano sezione 4. Il 15 settembre 1994 il Pretore ha congiunto le due cause ai fini istruttori (18/1994 G). Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale e hanno presentato il rispettivo memoriale conclusivo, nel quale hanno riaffermato i loro punti di vista. Con sentenza del 18 febbraio 1998 il Pretore ha respinto la petizione. La tassa di giustizia di fr. 8000.– e le spese sono state poste a carico dell'attrice, con obbligo di rifondere alla controparte fr. 22 000.– per ripetibili.
D. _ _ è insorta contro la sentenza del Pretore con un appello dell'11 marzo 1998 nel quale chiede che, conferitale l'assistenza giudiziaria e richiamata dalla _ di _ la documentazione bancaria inerente agli averi del defunto, la petizione sia accolta e il giudizio impugnato riformato in tal senso. Nelle sue osservazioni del 15 aprile 1998 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore.

Considerando
in diritto: 1. L'appellante insorge preliminarmente contro il rigetto della richiesta di edizione nei confronti della _ di _ intesa a ottenere la documentazione bancaria inerente agli averi del defunto. Essa sostiene che l'accertamento del compendio ereditario è determinante per "dimostrare le vere intenzioni del beneficiario e la sua indegnità a succedere" (appello, ad 3 pag. 4 nel mezzo). Essa tuttavia non ha mai invocato cause d'indegnità prima d'ora (art. 540 CC) e non può mutare l'azione in questa sede. Un processo inteso a far accertare l'indegnità di un erede non ha alcuna attinenza con un processo inteso a far accertare la nullità di una disposizione per causa di morte (art. 519 segg. CC), già per la circostanza che oggetto della lite è nel primo caso la capacità dell'erede di succedere al defunto e nel secondo la disposizione a causa di morte come tale (Piotet, Droit successoral in: Traité de droit privé suisse, vol. IV, Friburgo 1975, pag. 247 in alto). L'accertamento del compendio ereditario, del resto, non è di alcun sussidio per statuire sulla validità del contratto successorio. A giusta ragione perciò il Pretore ha respinto la richiesta di edizione.
2. Il Pretore ha esaminato anzitutto la legittimazione dell'attrice a chiedere l'annullamento del contratto successorio, lasciando aperta la questione poiché l'azione appariva in ogni caso destinata all'insuccesso. L'appellante fa valere invece di avere un chiaro interesse ad agire, siccome il testamento del 16 marzo 1990 definiva unicamente la devoluzione "delle proprietà, ad esclusione delle liquidità" (appello, punto 4, pag. 5 in fondo).