Decision ID: 4440af4c-d412-5d8b-a027-e9a2e349c6d2
Year: 2006
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law

ritenuto,
in fatto
A. Il 9 novembre 2006 RI 1 è stato privato della libertà a scopo di assistenza e collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma coatta. Questo ricovero in ambito psichiatrico è stato ordinato dal dr. _ a dipendenza di uno scompenso psicotico acuto.
B. Mediante ricorso 13 novembre 2006 RI 1 è insorto contro il ricovero dinanzi alla Commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando il provvedimento.
Dopo esser stato sentito dalla commissione il ricorrente è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del dr. _, psichiatra e psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 28 novembre 2006 la CGASP ha respinto il gravame.
C. Il 30 novembre 2006 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, limitandosi ad asserire "ricorro contro Dio!".
D. Il Tribunale ha richiamato l'incarto completo dalla prima istanza di ricorso, ma ha rinunciato a chiedere osservazioni sia alla CGASP che alla CPC, stante la manifesta
info
ndatezza del gravame (art. 48 e 49 cpv. 1 PAmm).
Considerato,

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e 52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.
Il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Una persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale, alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397
a
cpv. 1 CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397
a
cpv. 3 CC).
2.2. Nel nostro Cantone il collocamento coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona indicata all'art. 397
a
CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2 LASP).
Il Direttore del settore o lo psichiatra curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).
La decisione, motivata e corredata dal piano terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e 2 LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).
3. 3.1. RI 1 è un giovane (21 anni) di origini _, nato e cresciuto in Svizzera interna fino al divorzio dei genitori. Nel 1996 si trasferisce a _ con la madre e le due sorelle minori. Fin dall'adolescenza manifesta problemi psichiatrici per i quali viene seguito dal SMP di _, ma nel 2005 riesce nondimeno a conseguire la maturità liceale. Decide di tornare dal padre a _, ove accusa ben presto un severo scompenso psicotico acuto - aggravato da comportamenti pantoclastici ed autoaggresivi - a seguito del quale viene ricoverato presso la locale Clinica Universitaria. Viene dimesso nel dicembre del 2005 con una diagnosi di schizofrenia ebefrenica in fase di esordio, per la quale deve assumere appositi neurolettici (_). Torna a vivere in Ticino assistito dai famigliari e dal SPS di _, fintanto che interrompe l'assunzione della terapia farmacologica prescrittagli scompensando rapidamente sul piano psichiatrico.
La decisione di collocamento del 9 novembre 2006 si inserisce in questo quadro clinico, caratterizzato da nuovi episodi pantoclastici ed autoaggressivi.
3.2. Nel giudizio qui impugnato, del 28 novembre 2006, la CGASP ha confermato il collocamento. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro dr. _, il quale ha rilevato che al momento della visita il paziente era evidentemente scompensato, con una sintomatologia psicotica caratterizzata da dissociazione, discordanza, perplessità, ambivalenza, corso del pensiero illogico-scucito-delirante-interpretativo, scollamento dalla realtà e massiccia assenza di coscienza del proprio stato. Sul piano diagnostico, il medico specialista ha confermato la sussistenza di una schizofrenia ebefrenica in fase di scompenso acuto, con prognosi già compromessa dal profilo bio-psico-sociale e prospettive addirittura catastrofiche senza un approccio terapeutico variato, intensivo, globale e durevole nel tempo. Per finire, il menzionato professionista ha condiviso la necessità del ricovero, stante la consistenza del disturbo psichico di cui soffre il ricorrente senza aver coscienza del proprio stato.
Questa valutazione è stata sostanzialmente condivisa da tutti i medici che hanno avuto modo di esaminare l'insorgente.
4. La decisione impugnata deve essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente ed in modo convincente che il 9 novembre 2006 il ricorrente ha dovuto essere urgentemente ricoverato in modo coatto per far fronte ad una situazione di estrema gravità non altrimenti gestibile.
Dal momento che il ricovero è stato disposto secondo la procedura d'urgenza, qualora dovesse perdurare la necessità del trattenimento la CPC dovrà tuttavia provocare l'avvio di una procedura di (conversione in) collocamento ordinario ex art. 20 LASP (cfr. art. 22 cpv. 3 LASP, nonché il consid. 2.2. che precede).
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).