Decision ID: 46805f98-2d3c-5198-bae8-e99e6f1e016a
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato il _ 1972, di professione operaio indipendente nell’ambito dei traslochi e degli sgomberi a tempo pieno nel Cantone _ dal 2003 sino al 2015 - in malattia al 100% dal 18 settembre 2018 (e continua) e in assistenza dal 1° luglio 2019 nel Cantone Ticino - in data 24/26 luglio 2019 ha inoltrato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, indicando di essere affetto da: “
- Grave cardiopatia su stenosi del tronco coronarico principale e delle sue collaterali, Intervento in urgenza il 18.9.2018; - Importante sindrome del dolore cronico su ernia discale L5-S1 con contatto del ganglio (...). Discopatia L4-L5
” dal “
18.09.2018 cardiaco // Lombare 2014
” (pag. 1, 31, 32-42, 43-44, 45, 71, 73-74 e 129 incarto AI).
1.2. Dopo avere esperito gli accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, avere acquisito agli atti il rapporto finale del 17 ottobre 2019 (pag. 121-123 incarto AI) e l’annotazione del 5 febbraio 2020 (pag. 161 incarto AI) del medico SMR, dr. med. _, insieme al rapporto del 30 ottobre 2019 del consulente in integrazione professionale (di seguito: CIP), _ (pag. 129-131 incarto AI) e l’annotazione del 10 febbraio 2020 del medico SMR, dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia (pag. 162 incarto AI) - l’UAI, con decisione del 10 febbraio 2020 (pag. 163-167 incarto AI; preavvisata il 31 ottobre 2019: pag. 132-136 incarto AI), ha respinto la richiesta di prestazioni, sulla base delle seguenti considerazioni:
"
Esito degli accertamenti:
La domanda di prestazioni Al è stata presentata nel mese di luglio 2019.
Dalla disamina degli atti acquisiti a dossier in fase d'istruttoria documentale, il Servizio Medico Regionale (SMR) ha potuto determinare i seguenti periodi d'inabilità lavorativa:
Attività abituale, operaio nell'ambito dei traslochi e sgomberi:
100% dal 18.09.2018
Attività adeguata allo stato di salute:
100% dal 18.09.2018
0% da novembre 2018
100% dal 21.08.2019
0% dal 23.08.2019
In considerazione della tardività in cui la richiesta di prestazioni è stata inoltrata, giusta l'Art. 29 cpv. 1 LAI, nel presente caso l'erogazione di una rendita Al potrebbe avvenire unicamente a far capo da gennaio 2020.
(...).
Determinazione del Reddito da valido (Rh)
Esaminando gli elementi economici presenti all'incarto risulta che in precedenza ha lavorato quale persona indipendente nel Canton _. Dopodiché ha fatto appello a prestazioni da parte dell'Ufficio del Sostegno Sociale e dell'Inserimento (USSI). In considerazione delle remunerazioni altalenanti riscontrate nell'estratto del Conto individuale (C.I.) e della sopra citata attività in proprio, chiusa da tempo, l'Ufficio Al (UAI) ha ritenuto opportuno fare affidamento ai valori statistici federali.
Nel presente caso, adoperando il valore inerente le attività semplici e ripetitive del settore maschile, il Reddito da valido (Rh) viene stabilito un importo di CHF 67'394.-.
Determinazione del Reddito da invalido (Ri)
Considerando una capacità lavorativa del 100% in attività adeguate, avrebbe invece potuto conseguire CHF 60'654.- (tabelle RSS, valori federali, settore maschile, riduzione complessiva del 10%).
Calcolo della capacità di guadagno residua (CGR):
Confronto dei redditi:
Reddito da valido CHF 67'394.00
Reddito da invalido CHF 60'654.00
Perdita di guadagno CHF 6'740.00 = Grado d'invalidità 10%
Rendita d'invalidità
ln base alla situazione fin qui descritta risulta che il diritto ad una rendita è precluso in quanto, nel momento in cui vi sarebbe la possibilità di erogare tale prestazione, ovvero dall'01.01.2020, il grado Al risulta essere del 10%. In assenza di un grado Al minimo del 40%, tale diritto non sussiste (Art. 28 LAI).
Reintegrazione
Dal rapporto redatto da un consulente del Servizio Integrazione Professionale (SIP) si evince che non ci sono i presupposti per l'avvio di misure reintegrative Al.
Tuttavia, previa richiesta scritta, l'Ufficio resta a disposizione per valutare un sostegno al collocamento.
Conclusioni
La richiesta di prestazioni viene respinta.
Osservazioni al progetto di decisione del 31.10.2019
In data 15.11.2019 l'Ufficio Al (UAI) ha ricevuto la sua contestazione alla proposta datata 31.10.2019. Dal suo invio si evince che l'oggetto del disaccordo era di natura prettamente medica, per tale motivo il 06.12.2019 le abbiamo trasmesso una corrispondenza atta ad indicare che, qualora disponesse di nuovi referti, era invitato a fornirne una copia all'UAl.
I nuovi rapporti giunti a dossier sono stati sottoposti al Servizio Medico Regionale (SMR) il quale, sotto il profilo somatico e psichiatrico, non ha riscontrato elementi in grado di discostarsi dalla-precedente-presa di posizione SMR.
Pertanto, quanto indicato nel progetto del 31.10.2019 trova conferma nella presente decisione.
Il diritto ad una rendita d'invalidità è precluso, previa richiesta scritta l'UAI resta a disposizione per valutare un sostegno al collocamento.” (pag. 163-165 incarto AI; n.d.r.: il grassetto e la sottolineatura non sono della redattrice).
1.3. Con tempestivo ricorso del 17 febbraio 2020 RI 1 ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’amministrazione per l’esperimento di una perizia pluridisciplinare (doc. I). Sostanzialmente l’insorgente contesta la valutazione medica operata dall’amministrazione, in quanto egli sarebbe “
inabile al lavoro al 100% dal 18.09.2018 per serie problematiche cardiache ed ora, vista la situazione è subentrata una forte depressione reattiva.
” e, in assenza di una valutazione pluridisciplinare, ritiene che il suo caso “
non sia stato valutato a dovere
” dall’UAI (doc. I).
1.4. Nella risposta del 26 febbraio 2020 l’UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI riguardante l’assicurato, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV).
1.5. Il 2 marzo 2020 il TCA ha trasmesso la risposta dell’amministrazione all’insorgente, assegnando alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (doc. V).
1.6. Il 4 marzo 2020 il ricorrente ha chiesto una proroga del termine, in quanto “
nei prossimi giorni devo sottopormi ad altro esame e vorrei presentare il risultato dello stesso
.” (doc. VI).
1.7. Il 9 marzo 2020 il TCA ha prorogato di 10 giorni il citato termine.
1.8. A tutt’oggi non è pervenuta alcuna documentazione al TCA.

in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se l’amministrazione ha corretta-mente o meno rifiutato di assegnare all’assicurato una rendita di invalidità.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.3. Per quel che concerne l’invalidità psichica, con due sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da accertare alla luce di indicatori, troverà in futuro applicazione per tutte le malattie psichiche. Ciò significa, in particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che non avrà più il medesimo significato il precedente criterio della “resistenza alle terapie” come condizione necessaria per la concessione di una rendita AI (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Nel 2015 il Tribunale federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141 V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Nelle due sentenze del 30 novembre 2017 il Tribunale federale è giunto alla conclusione che la procedura appena descritta deve essere applicata in futuro all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in presenza di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di depressione lieve fino a medio-grave.
Le malattie psichiche possono essere individuate e dimostrate in linea di principio soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se una classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo. Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la diagnosi non è più centrale.
Soltanto da quell'elemento non emerge alcuna attestazione sulle prestazioni lavorative della persona toccata. È proprio per questa ragione che per tutte le malattie psichiche deve essere applicata una procedura probatoria fondata su indicatori, soprattutto in presenza di simili disturbi che in sostanza si accomunano per problemi probatori. Eventualmente si dovrà secondo la specifica sindrome nella valutazione dei singoli indicatori provvedere ad alcuni adattamenti. Per motivi scaturenti dal principio di proporzionalità, si potrà prescindere da un procedimento probatorio strutturato, laddove si dimostrasse inutile o addirittura inadatto. La realizzazione di questa evenienza deve essere valutata secondo la necessità probatoria concreta. La prova di un'invalidità pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se nell'ambito di un esame complessivo risulta un quadro coerente di limitazione della capacità lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale indicazione fa comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare una limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote conseguentemente a sfavore della persona toccata.
Secondo la giurisprudenza precedente del Tribunale federale riguardante le depressioni da lievi a medio gravi, le malattie corrispondenti potevano essere considerate invalidanti, solo se era stata dimostrata una "resistenza alle terapie". Con il cambiamento di prassi adottato dal Tribunale federale questo concetto non vale più in maniera assoluta.
Ora invece, come nelle altre malattie psichiche, la questione decisiva è se la persona interessata riesca a presentare sulla base di un metro di valutazione oggettivo la prova di un'incapacità lavorativa e al guadagno invalidante. La possibilità di terapia, in genere ammessa, in presenza di depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad ogni modo ancora essere considerata complessivamente nell'apprezzamento delle prove, tuttavia considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).
Con sentenza 9C_845/2016 del 27 dicembre 2017 il TF, con riferimento alle pronunzie 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, al consid. 3.5.1., ha ribadito che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (STCA 32.2017.116 del 22 febbraio 2018, consid. 2.3 e 32.2017.137 del 26 febbraio 2018, consid. 2.3).
Questa giurisprudenza è stata confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in DTF 144 V 50 (STCA 32.2017.176 del 14 agosto 2018, consid. 2.6).
Il Tribunale federale ha confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e 143 V 418 anche in seguito (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2; 8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto 2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2.).
Vedi pure STCA 32.2018.145 del 21 ottobre 2019, consid. 2.3, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.3 e STCA 32.2019.159 del 2 giugno 2020, consid. 2.3.
2.4. Per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione,
a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve
, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
È, infine, utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).
Da ultimo, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pagg. 203 e segg. (249-254).
Innanzitutto la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (STF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294; Mosimann, Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg.).
Il medico deve inoltre pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.
Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, il rifiuto del carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita 27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352).
Vedi pure STCA 32.2018.57 del 18 marzo 2019, consid. 2.5; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.4
in fine
, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.4 e STCA 32.2019.159 del 2 giugno 2020, consid. 2.4.
2.5. L'Alta Corte ha già stabilito che, se ad una perizia allestita esclusivamente sulla base degli atti dell'incarto può essere riconosciuto valore probante nella misura in cui quest'ultimo contenga sufficienti apprezzamenti medici che, a loro volta, si fondano su un esame personale dell'assicurato (cfr. RAMI 1988 U 56, p. 370s. consid. 5b ed il riferimento; “
Aktegutachten
”), tale giurisprudenza va tuttavia relativizzata quando si tratta di valutare delle questioni che necessitano di una perizia psichiatrica, nel senso che una perizia in questo settore della medicina, di principio, deve essere allestita sulla base di un consulto personale (cfr. DTF 127 I 54 consid. 2e-g e riferimenti, citata in RAMI 2001 U 438, p. 345 s.; STCA dell'8 agosto 2002 nella causa T., 35.2000.34; STCA 35.2005.9 dell'8 novembre 2005, consid. 2.9; STCA 32.2005.134 dell'8 maggio 2006; STCA 32.2013.157 del 29 settembre 2014, consid. 2.9; STCA 35.2014.111 del 13 aprile 2015, consid. 2.10; STCA 35.2018.11 del 9 maggio 2018, consid. 2.8; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.5; STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.5 e STCA 32.2019.159 del 2 giugno 2020, consid. 2.5).
2.6. Nella presente fattispecie con la decisione avversata l’UAI ha negato una rendita di invalidità all’assicurato, ritenendolo totalmente inabile nell’attività abituale (operaio nell’ambito dei traslochi e sgomberi) dal 18 settembre 2018 e continua (e in attività adeguate dal 18 settembre 2018 a ottobre 2018 e il 21 e 22 agosto 2019) ma abile al 100% in attività adeguate dal novembre 2018 al 20 agosto 2019 e dal 23 agosto 2019 e continua.
L’amministrazione ha indicato di essersi fondata sul rapporto finale del 17 ottobre 2019 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 121-123 incarto AI) che - sulla base della documentazione medica agli atti (in particolare, del rapporto del 19 settembre 2019 della dr.ssa med. _, medico di famiglia dell’assicurato, specialista FMH in medicina generale, e dei certificati e/o referti ad esso allegati) - ha posto la diagnosi
con
ripercussione sulla capacità lavorativa di “
Esiti di BACX4 il 18.09.2018; Lombosciatalgia cronica su ernia discale L5-S1
” e posto la diagnosi
senza
ripercussione sulla capacità lavorativa di “
Depressione reattiva
”. Il medico SMR lo ha ritenuto totalmente inabile nell’attività abituale dal 18 settembre 2018 e continua (con prognosi stazionaria) e totalmente inabile in attività adeguate dal 18 settembre 2018 a ottobre 2018 e il 21 e 22 agosto 2019 ma abile al 100% in attività adeguate dal novembre 2018 al 20 agosto 2019 e dal 23 agosto 2019 e continua (con prognosi stazionaria). Il medico SMR ha poi stabilito l’esigibilità lavorativa (carico massimo: 5 kg; nessuna alternanza della postura al bisogno inclusa; nessuna difficoltà nello svolgere lavori di precisione; nessuna necessità di pause supplementari).
In sede di osservazioni al progetto di decisione del 31 ottobre 2019, l’assicurato ha versato agli atti la relazione medica del 27 novembre 2019 (pag. 140-141 incarto AI) del dr. med. _, specialista FMH in reumatologia, che, dopo avere posto la diagnosi
(“- Sindrome lombovertebrale cronica recidivante in presenza di: Discopatie L4/5, L5/S1 con ernia discale L4/5 mediana paramediana dx senza conflitto radicolare; Ernia discale L5/S1 lussata anteriormente senza chiari conflitti radicolari; - Stato dopo infarto miocardico con problematica coronarica complessa, quadruplo pro-by-pass aorto-coronarico nel 2018, posa di 2 stent in estate 2019
”) e avere riportato lo status, ha concluso:
"
(...) il paziente presenta una sindrome lombo-vertebre cronica recidivante alla presenza essenzialmente di una doppia discopatia L4/5 e L5/S4 con piccola ernia discale più importante in L5/S1. Già nel 2015 nei documenti disposizione vi erano queste patologie che sono tuttora presenti, senza importanti variazioni, che causano dolori al paziente. Egli non può rimanere in piedi fermo per più di 15 minuti, camminare per oltre 20 minuti. Può rimanere seduto per più di un'ora. Non può sollevare pesi superiori a 5 kg per la schiena, ancora meno per la problematica cardiaca. Deve evitare di assumere posizioni inergonomiche del rachide lombare, salire e scendere frequentemente scale, lavorare su terreni dissestati.
Sulla base di queste constatazioni, non può più esercitare il suo mestiere abituale di autista/traslocatore. Potrebbe invece praticare un mestiere adattato, svolto prevalentemente da seduto, con una percentuale da determinare eventualmente tramite indagine peritale. Questo naturalmente tiene unicamente conto della problematica lombare e non di quella cardiaca.
Dal punto di vista della terapia non ho altre proposte avendo già egli beneficiato di tutte le terapie possibili, se non tentare al possibile di mantenere iI corsetto muscolare. In caso di forti dolori sarà da valutare comunque un'eventuale proposta chirurgica con Spondilodesi dei 2 ultimi segmenti vertebrali.” (pag. 141 incarto AI).
L’assicurato ha pure versato agli atti la relazione medica del 30 gennaio 2020 (pag. 156-158 incarto AI) del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che lo aveva visitato il 28 gennaio 2020 “
su invio del medico curante per la possibile presenza di una sintomatologia psichiatrica
” (pag. 156 incarto AI). Dopo avere riportato l’anamnesi e le obbiettività, lo specialista consultato privatamente dall’assicurato, ha concluso quanto segue:
"
Il Sig. RI 1 negli ultimi anni ha subito un trauma importante, che si è configurato come disturbo da stress post-traumatico, dove prevalgono i sintomi di arousal, la paura, la reattività emotiva in una condizione medica debilitante e che assumono anche caratteristiche dissociative, scatenati da sintomi fisici anche di lieve entità, ma collegati agli eventi stressanti subiti.
A questo stato si è aggiunto poi il momento depressivo, sia per la sua inabilità attuale, che per il paragone con un sé precedente, che ancora per la confusione e l'indecisione che lo accompagnano e per l'assoluta mancanza di una visione prospettica del futuro, di contro la presenza di una staticità immutabile, di indecisione e di senso di inutilità di una vita che gli ha fatto più volte pensare se valga la pena di vivere.
Questi dati comprendono un numero più che sufficiente di sintomi, anche in senso temporale, per porre diagnosi di disturbo depressivo maggiore.
Per i motivi citati il sig. RI 1 non è attualmente in grado di lavorare e presenta una inabilità pari al 100%. È assolutamente necessario un intervento psichiatrico, eventualmente anche stazionario, per provare a modificare questo stato di profondo malessere e di totale immobilità.
Il Sig. RI 1 è pertanto affetto da:
• Disturbo da stress post-traumatico - 309.81 (F43.10)
• Disturbo depressivo maggiore, grave, ricorrente - 296.33 (F33.2).” (pag. 157 e 158 incarto AI)
Interpellato al riguardo dall’UAI, il medico SMR, dr. med. _, nell’annotazione del 5 febbraio 2020 (pag. 161 incarto AI), si è espresso come segue:
"
A seguito di visione delle osservazioni al progetto, nonché della nuova documentazione medica pervenuta agli atti, posso affermare che non rivengo, dal punto di vista somatico, condizioni nuove e/o oggettivazioni clinico-strumentali tali da giustificare uno stato funzionale diverso da quello valutato nell'ambito della trattazione SMR. In particolare, la sindrome lombovertebrale- dell'assicurato è stabile per stessa affermazione del Dr. med. _, stesso dicasi per gli aspetti cardiovascolari. Rispetto, invece, alla relazione medica elaborata dal Dr. med. _, Psichiatra FMH, chiedo cortesemente una presa di posizione da parte di un collega psichiatra SMR.”
(pag. 161 incarto AI)
Interpellato in merito all’aspetto psichico dall’amministrazione, il medico SMR, dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, nell’annotazione del 10 febbraio 2020 (pag. 162 incarto AI), si è espresso come segue:
"
Ho preso visione del dossier e della documentazione medica. Nel rapporto medico del dr.med. _, psichiatra e psicoterapeuta, il medico valuta l'assicurato come totalmente inabile al lavoro al 100% a causa di un episodio depressivo grave, nel contesto di una depressione maggiore, di una sindrome depressiva ricorrente (IODIO F 33.2) e di un disturbo post-traumatico da stress. (ICD10 F43.10).
Nel rapporto medico non sono evidenziati i segni e sintomi che consentono di porre diagnosi di episodio depressivo grave secondo il manuale diagnostico ICD10. A fronte di un assicurato che, come si legge nel rapporto medico, "non riferisce, nel passato, alterazioni dell'umore o problemi di ansia, anzi di essere sempre stato vitale e allegro" non è nemmeno possibile formulare la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente. Non è possibile diagnosticare una depressione maggiore, che è una condizione che di per sé è abitualmente indipendente da fattori stressanti. Nel caso dell'assicurato, invece, i problemi di natura psichica sembrerebbero iniziati reattivamente alle patologie somatiche. Non sono nemmeno presenti tutti i segni e sintomi necessari per la diagnosi di sindrome post-traumatica da stress (ICD10 F43.1), secondo il manuale diagnostico ICD10. Dal punto di vista medico le patologie psichiatriche non risultano oggettivate e conseguentemente, allo stato attuale, non è possibile giustificare una IL del 100% per tali patologie. Non ho elementi per discostarmi dalla precedente presa di posizione dell'Ufficio.”
(pag. 162 incarto AI)
Dal profilo somatico e psichico, l’UAI si è dunque fondata pure sulle citate annotazioni del 5 e del 10 febbraio 2020 del SMR.
2.7. Chiamato ora a pronunciarsi il TCA non può approvare l’operato dell’UAI, in quanto il rapporto finale del 17 ottobre 2019 (e l’annotazione del 5 febbraio 2020) del medico SMR, dr. med. _ (pag. 121-123 e 161 incarto AI) - come pure l’annotazione del 10 febbraio 2020 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 162 incarto AI) - non sono sufficienti per concludere che RI 1 è abile al 100% in attività adeguate (in particolare, secondo l’esigibilità lavorativa posta dal medico SMR, dr. med. _, nel rapporto finale del 5 febbraio 2020, di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.6) a partire dal novembre 2018 al 20 agosto 2019 e dal 23 agosto 2019 e continua.
Dal profilo psichico, il TCA ritiene di non poter attribuire pieno valore probatorio al succinto parere espresso dal medico SMR, dr. med. _, nell’annotazione del 10 febbraio 2020 (pag. 162 incarto AI), di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.6, già solo per il fatto che egli non ha avuto nessun colloquio personale con l'assicurato (cfr. consid. 2.5).
Inoltre, giova qui ricordare che, secondo la giurisprudenza federale in materia di assicurazioni sociali, non è importante la diagnosi o l'insorgere dell'evento (malattia o infortunio; cfr. DTF 142 III 671, consid. 3.7.3 e 3.8) ma le sue conseguenze sulla capacità lavorativa (in argomento STF 9C_49/2012 del 12 luglio 2012 consid. 6 con riferimenti) e che non spetta alla giurisdizione delle assicurazioni sociali decidere su divergenze mediche scientifiche ma unicamente di stabilire nel caso concreto il diritto alle prestazioni secondo le circostanze e tenuto conto delle opinioni mediche (cfr. STF 8C_874/2011 del 20 gennaio 2012 consid. 5.2 e rinvio alla DTF 134 V 231 consid. 5.3 pag. 234; STCA 32.2017.24 del 28 agosto 2016, consid. 2.7.2; STCA 32.2018.123 del 6 giugno 2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.8; STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.11).
In siffatte circostanze la precitata annotazione del medico SMR non consente, quindi, al TCA di concludere, con la necessaria tranquillità, che l’assicurato, dal profilo psichico, fosse abile al 100% in attività adeguate (in particolare, secondo l’esigibilità lavorativa posta dal medico SMR, dr. med. _, nel rapporto finale del 5 febbraio 2020, di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.6) a partire dal novembre 2018 al 20 agosto 2019 e dal 23 agosto 2019 e continua.
Dagli atti dell’incarto emerge pertanto la necessità di una valutazione psichiatrica dello stato di salute dell’assicurato.
Il TCA sottolinea che la capacità lavorativa dell’assicurato dovrà essere valutata nell’ambito di una procedura probatoria oggettiva fondata su indicatori e illustrata nella DTF 141 V 281 (cfr., su questo tema, la STCA 32.2018.107 del 2 agosto 2019, al consid. 2.7.3). Per costante giurisprudenza, l’esame degli indicatori deve infatti essere effettuato innanzitutto dal perito psichiatra (cfr. STF 9C_401/2018 del 6 novembre 2018, pubblicata in SVR 4-5/2019 IV nr. 28; STCA 32.2018.107 del 2 agosto 2019, consid. 2.7.3; STCA 32.2018.216 del 25 ottobre 2019, consid. 2.6; STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.11).
È quindi necessario un approfondimento peritale esterno dal profilo psichiatrico (cfr. art. 44 LPGA) che soddisfi i criteri posti dalla giurisprudenza federale anziesposti.
Secondo il TCA un analogo approfondimento peritale deve essere effettuato pure a livello cardiologico e reumatologico.
Dalle tavole processuali emerge infatti che l’assicurato soffre, dal profilo somatico, di una seria patologia cardiologica (cardiopatia ischemica su malattia coronarica bi-vasale con esiti di quadruplo bypass aortocoronarico eseguito d’urgenza il 18 settembre 2018; occlusione di 2 safene sul ramo intermedio e sul ramo marginale sinistro trattata efficacemente il 21 agosto 2019 con PTCA e impianto di 2 stent medicati: cfr. pag. 115-117 e 119-120 incarto AI) e di una sindrome lombovertebrale cronica recidivante con discopatie e ernie discali L4-L5 e L5-S1 (pag. 114 e 140-141 incarto AI).
Giova qui ricordare che a fronte di una questione squisitamente medica, secondo la giurisprudenza federale, per determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che (come nel caso di specie) soffre di diverse patologie non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo al giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati e, pertanto, la questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possono sommare, e se del caso in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di principio il giudice non rimette in discussione (cfr., sul tema, D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 246 e ss.).
Dagli atti dell’incarto emergeva (ed emerge), pertanto, la necessità di una valutazione pluridisciplinare (dal profilo psichiatrico, cardiologico e reumatologico) dello stato di salute dell’assicurato e di una discussione globale tra gli specialisti in questione, come esatto dalla giurisprudenza federale.
In siffatte circostanze, in particolare in assenza di una esaustiva valutazione specialistica (dello stato di salute dell’assicurato, dell’esigibilità lavorativa e della sua capacità lavorativa residua) e di una discussione globale tra gli specialisti in questione, il rapporto finale del 17 ottobre 2019 (e l’annotazione del 5 febbraio 2020) del medico SMR, dr. med. _, medico generico (pag. 121-123 e 161 incarto AI) come pure l’annotazione del 10 febbraio 2020 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 162 incarto AI) non sono sufficienti per concludere che RI 1 è abile al 100% in attività adeguate (in particolare, secondo l’esigibilità lavorativa posta dal medico SMR, dr. med. _, nel rapporto finale del 17 ottobre 2019, di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.6) a partire dal novembre 2018 al 20 agosto 2019 e dal 23 agosto 2019 e continua.
Analogamente a quanto valutato dall’Alta Corte nella STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017, pubblicata in SVR 1/2018 IV nr. 4 - nella quale il TF ha reputato che il rapporto del SMR non potesse essere considerato esaustivo, non essendosi espresso su tutti gli aspetti rilevanti per la decisione - il TCA non può, quindi, fondare il proprio giudizio sul rapporto finale del 17 ottobre 2019 (come pure sull’annotazione del 5 febbraio 2020) del medico SMR, dr. med. _ (pag. 121-123 e 161 incarto AI) e sull’annotazione del 10 febbraio 2020 del medico SMR, dr. med. _ (pag. 162 incarto AI)
Nella DTF 137 V 210 il TF ha precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen”; cfr. STCA 32.2015.82 del 6 giugno 2016) o perché vi erano delle carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist”; cfr. STCA 32.2015.82 del 6 giugno 2016).
Rilevato come, per le ragioni indicate in precedenza, ci troviamo di fronte ad un accertamento dei fatti lacunoso, si giustifica il rinvio degli atti all’UAI affinché metta in atto l’accertamento peritale specialistico in ambito psichiatrico, cardiologico e reumatologico e di una discussione globale tra gli specialisti in questione. Quindi, in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente riguardo all’eventuale diritto alla rendita di invalidità dell’assicurato.
Alla luce di quanto appena esposto la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato all’UAI per l’allestimento - previo aggiornamento degli atti medici dal profilo somatico e psichiatrico - di una perizia pluridisciplinare (psichiatrica, cardiologica e reumatologica).
2.8. Alla luce di quanto appena esposto (cfr. consid. 2.7), il TCA rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.
Va ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata; STCA 32.2018.211 del 21 ottobre 2019, consid. 2.6; STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.14).
2.9. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra fr. 200.- e 1'000.- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
In concreto, visto l’esito del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: da ultimo STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1 pag. 271 con riferimento), le spese per fr. 500.- vanno messe a carico dell’UAI.