Decision ID: 4f75868f-d498-563c-86f7-f672ca6c8c8d
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law

in fatto: A. _
B_
(1943), divorziato, è deceduto a _, suo ultimo domicilio, il 27 novembre 2016.
Con testamento olografo pubblicato il 20 dicembre 2016 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, egli ha – in sintesi – ridotto il figlio AP 1 (1970) alla porzione legittima (tre quarti della successione), assegnando il resto a AO 1 (1974) istituita altresì erede, e ha designato l'avv. _ G_ di _ suo esecutore testamentario.
B.
Su richiesta di AP 1, il Pretore ha accordato il 18 gennaio 2017, il beneficio d'inventario, delegando alla compilazione dell'atto il notaio _ P_. Il
15 luglio e il 23 agosto 2017 AO 1 e AP 1 hanno accettato
la successione con beneficio d'inventario.
Il 9 settembre 2017 quest'ultimo si è però rivolto al Pretore comunicandogli di avere accettato l'eredità sulla base di errate informazioni, postulando la revoca dell'accettazione e il ripristino del termine per rifiutare la successione. Con decisione del 31 gennaio 2018 il Pretore ha respinto l'istanza ponendo le
spese processuali di
fr. 450.–
a carico di AP 1.
C.
Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 13 febbraio 2018 in cui postula l'annullamento del giudizio impugnato nel senso di accogliere l'istanza. Il 16 marzo 2018 AO 1 ha dichiarato di non ritenersi parte alla procedura e ha rinunciato a esprimersi nel merito. Il 22 giugno 2018 AP 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare l'appello.

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto, non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che l'ammontare delle spese di appello è adeguatamente ridotto
(art. 21 LTG) per tenere conto del fatto che il processo termina senza sentenza.
Non si pone inoltre di problema di ripetibili, AO 1, ritenendosi estranea al procedimento, nemmeno ha rivendicato l'attribuzione di un'indennità.