Decision ID: eacfc3aa-77ef-4c91-9f31-2fd83f3f9dad
Year: 2014
Language: it
Court: CH_BGer
Chamber: CH_BGer_002
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: public_law

Fatti:
A.
La A._ SA è una società il cui scopo iscritto a registro di commercio è (...). Essa è iscritta nell'apposito registro quale contribuente dell'imposta sul valore aggiunto a far tempo dal 1° gennaio 1995.
Nei mesi di febbraio e marzo 2007, l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha effettuato un controllo presso la sede della A._ SA avente per oggetto i periodi fiscali dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2006. In questo contesto, è emerso che, in data 30 ottobre 2002, la stessa aveva venduto per fr. 11'542'824.-- alla società B._ AG - con sede a Z._ e non contribuente IVA - diritti consistenti in produzioni televisive, denominati "C._", e che questa operazione non era stata né dichiarata né imposta all'IVA.
B.
Ricevuto il conto complementare xxx del 12 aprile 2007, con cui l'AFC ha eseguito una ripresa di fr. 815'292.-- nei suoi confronti, la A._ SA ha contestato la sussistenza di un'operazione imponibile all'IVA, sostenendo che tra lei e la B._ AG non vi sarebbe stato nessuno scambio di prestazioni. Da un lato, ha infatti spiegato di avere venduto detti diritti per fr. 11'542'824.--, nell'ambito del suo risanamento e che, sebbene tale importo equivalga al loro valore contabile, gli stessi non avevano in realtà alcun valore economico, essendo di fatto economicamente non sfruttabili, in assenza del trasferimento degli "edit master" utilizzabili. Dall'altro, ha quindi precisato che la B._ AG aveva in sostanza assunto, per pari importo, i debiti della A._ SA nei confronti degli azionisti cedenti, ovvero le società D._ S.p.A. e E._ S.r.l. senza ricevere nulla in contropartita.
Nell'eventualità in cui l'AFC avesse comunque confermato il sussistere di uno scambio di prestazioni, A._ SA ha inoltre osservato che l'imponibile non avrebbe dovuto essere determinato sulla base dei debiti assunti dalla B._ AG, bensì del valore di mercato dei diritti ceduti, avendo essa di fatto fornito la prestazione ad una persona prossima, poiché sia la A._ SA che la B._ AG erano società detenute dalla medesima cerchia di azionisti.
C.
Ritenute infondate le obiezioni della contribuente, con decisione del 19 ottobre 2009 l'AFC ha confermato la ripresa d'imposta di fr. 815'292.--. In tale atto, essa ha in effetti di nuovo ritenuto che tra la A._ SA e la B._ AG vi era stato uno scambio di prestazioni imponibili, siccome in cambio dei diritti "C._", del valore di fr. 11'542'824.--, la B._ AG aveva assunto debiti di pari importo, contratti dalla contribuente nei confronti dei suoi azionisti, ossia: fr. 4'213'018.-- nei confronti della E._ S.r.l. e fr. 7'329'806.-- nei confronti della D._ S.p.A. L'autorità fiscale ha per contro lasciato aperta la questione a sapere se la contribuente e la B._ AG fossero persone prossime e se la prestazione fornita fosse stata sopravvalutata, in quanto tali aspetti non potevano a suo avviso assumere nessun concreto rilievo.
Adita su reclamo, l'AFC ha mantenuto la propria posizione; la decisione su reclamo del 31 ottobre 2012 è stata successivamente confermata dal Tribunale amministrativo federale, che si è espresso in merito con sentenza del 27 agosto 2013.
D.
A._ SA ha impugnato il giudizio del Tribunale amministrativo federale con ricorso in materia di diritto pubblico del 30 settembre 2013 davanti al Tribunale federale.
In via principale, domanda l'annullamento di detta sentenza e, in riforma della stessa, la constatazione del fatto che il conto complementare xxx del 12 aprile 2007 non era giustificato.
In via subordinata postula invece: che venga disposta una perizia vincolante circa il valore da attribuire ai diritti trasferiti alla B._ AG e ai debiti da essa assunti; che la causa sia rinviata al Tribunale amministrativo federale o all'AFC per l'emissione di una nuova decisione che confermi il non sussistere di uno scambio di prestazioni e pertanto di un'operazione imponibile ai fini dell'IVA (qualora dalla perizia emerga che i diritti trasferiti, oppure i debiti assunti, siano privi di valore); oppure che quantifichi nuovamente l'imposta dovuta adottando quale base di calcolo il valore che un terzo indipendente si sarebbe obbligato a corrispondere a fronte della prestazione in questione (i diritti immateriali trasferiti).
Il Tribunale amministrativo federale ha rinunciato a presentare osservazioni, mentre l'AFC ha chiesto che il ricorso sia respinto.

Diritto:
1.
Diretto contro una decisione finale resa dal Tribunale amministrativo federale (art. 86 cpv. 1 lett. a e 90 LTF), il ricorso concerne una causa di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF) che non ricade sotto nessuna delle eccezioni previste dall'art. 83 LTF.
Presentato in tempo utile (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla destinataria della pronuncia contestata, con interesse al suo annullamento (art. 89 cpv. 1 LTF), esso è quindi di massima ammissibile quale ricorso in materia di diritto pubblico. Dato l'esito della lite, la questione dell'ammissibilità delle singole conclusioni formulate con lo stesso può essere lasciata aperta.
2.
2.1. Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto federale (art. 106 cpv. 1 LTF); nondimeno, tenuto conto dell'onere di allegazione e motivazione posto dalla legge (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF), si confronta di regola solo con le censure sollevate. Nell'atto di ricorso occorre pertanto spiegare in modo conciso in cosa consiste la lesione del diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 134 II 244 consid. 2.1 pag. 245 seg.).
Esigenze più severe valgono invece in relazione alla violazione di diritti fondamentali; simili critiche vengono infatti trattate unicamente se sono state motivate in modo chiaro, circostanziato ed esaustivo (art. 106 cpv. 2 LTF; DTF 133 II 249 consid. 1.4.2 pag. 254).
2.2. Per quanto riguarda i fatti, il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento svolto dall'autorità inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Esso può scostarsene solo se è stato eseguito in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto, ovvero arbitrario, profilo sotto il quale viene esaminato anche l'apprezzamento delle prove agli atti (DTF 136 III 552 consid. 4.2 pag. 560; sentenza 2C_959/2010 del 24 maggio 2011 consid. 2.2).
A meno che non ne dia motivo la decisione impugnata, condizione il cui adempimento dev'essere dimostrato da chi ricorre, non tiene inoltre conto di fatti o mezzi di prova nuovi, i quali non possono in ogni caso essere posteriori al giudizio impugnato (art. 99 cpv. 1 LTF; DTF 133 IV 343 consid. 2.1 pag. 343 seg.).
2.3. In relazione all'apprezzamento delle prove e all'accertamento dei fatti, il Tribunale federale riconosce al Giudice del merito un ampio potere. Ammette cioè una violazione dell'art. 9 Cost. solo qualora l'istanza inferiore non abbia manifestamente compreso il senso e la portata di un mezzo di prova, abbia omesso di considerare un mezzo di prova pertinente senza un serio motivo, oppure se, sulla base dei fatti raccolti, abbia tratto delle deduzioni insostenibili (sentenza 2C_892/2010 del 26 aprile 2011 consid. 1.4).
Anche in questo caso, conformemente a quanto previsto dall'art. 106 cpv. 2 LTF, spetta al ricorrente dimostrare con precisione, e per ogni accertamento di fatto censurato, in che modo le prove avrebbero dovuto essere valutate, per quale ragione l'apprezzamento dell'autorità adita sia insostenibile e in che misura la violazione invocata sarebbe suscettibile d'avere un'influenza sull'esito del litigio (DTF 133 IV 286 consid. 1.4 pag. 287 seg.; 128 I 295 consid. 7a pag. 312).
3.
La procedura riguarda una ripresa d'imposta effettuata in relazione ai periodi fiscali che vanno dal 1° trimestre 2002 al 4° trimestre 2006.
Giusta l'art. 112 cpv. 1 della legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA; RS 641.20), in vigore dal 1° gennaio 2010, alla causa trovano pertanto ancora applicazione le disposizioni contenute nella legge federale del 2 settembre 1999 concernente l'imposta sul valore aggiunto (vLIVA; RU 2000 1300 e le modifiche ulteriormente intervenute). Ritenuto come non contenga norme specifiche concernenti la procedura davanti al Tribunale federale, la nuova legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto non assume rilievo nemmeno da questo punto di vista (art. 113 cpv. 3 LIVA; sentenza 2C_576/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 1.2).
4.
4.1. Nei considerandi in diritto dell'impugnata sentenza, cui può essere rinviato a titolo completivo, i Giudici aditi hanno compiutamente esposto i principi che disciplinano il prelievo del tributo in discussione.
Richiamato l'art. 5 vLIVA, hanno in particolare ricordato che, fatta eccezione per il consumo proprio, sono sottoposte all'imposta sul valore aggiunto solo le forniture di beni e le prestazioni di servizi effettuate a titolo oneroso (art. 5 lett. a, b e d vLIVA) e che, secondo giurisprudenza, un'operazione è effettuata a titolo oneroso quando la prestazione è fornita in cambio di una controprestazione e tra esse sussiste un rapporto stretto (DTF 132 II 353 consid. 4.1 pag. 356 seg.; sentenze 2C_933/2012 dell'11 aprile 2013 consid. 5.1 e 2C_506/2007 del 13 febbraio 2008 consid. 3.2).
Hanno poi attirato l'attenzione sul fatto che, in conformità alla concezione dell'imposta sul valore aggiunto quale tributo sul consumo, il sussistere del rapporto di cui si è ora detto dev'essere valutato in primo luogo dal punto di vista del destinatario, che la valutazione avviene principalmente in un'ottica economica e che gli stessi principi valgono pure quando occorre esprimersi sull'esistenza di uno scambio di prestazioni tra una società e i soci di quest'ultima (sentenze 2C_892/2010 del 26 aprile 2011 consid. 2.2 e 2C_458/2009 del 26 marzo 2010 consid. 2.1.1).
Riferendosi all'art. 33 cpv. 1 e 2 vLIVA, hanno infine sottolineato che l'imposta sul valore aggiunto viene calcolata sulla controprestazione, ovvero su tutto ciò che il destinatario, o un terzo in sua vece, dà in cambio della fornitura o della prestazione di servizi mentre, in caso di fornitura o di prestazioni di servizi a persone prossime, fa stato il valore che sarebbe stato convenuto fra terzi indipendenti.
4.2. Esposto il quadro legale di riferimento e la giurisprudenza ad esso relativa, i Giudici federali di prima istanza hanno quindi confermato la decisione presa dall'AFC.
Esaminata l'operazione sulla base dei documenti agli atti - segnatamente della contabilità delle due società coinvolte dall'operazione così come dei verbali del Consiglio di amministrazione della ricorrente, dei loro annessi, che danno conto degli accordi intervenuti tra le parti, e dei rapporti di revisione - hanno in effetti considerato che i diritti denominati "C._" sono stati trasferiti alla B._ AG quale prestazione in contropartita dell'assunzione, da parte di quest'ultima, di debiti di pari valore nei confronti dei creditori della A._ SA e che, così stando le cose, uno scambio di prestazioni imponibile doveva considerarsi dato.
Appurato il sussistere di uno scambio di prestazioni imponibile all'IVA, hanno inoltre condiviso anche l'opinione secondo cui il tributo andava calcolato su un importo di fr. 11'542'824.--, pari appunto all'ammontare dei debiti assunti dalla B._ AG.
4.3. Come davanti alle istanze precedenti, la ricorrente sostiene in via principale che tra la A._ SA e la B._ AG non vi sia stato nessuno scambio di prestazioni imponibile. Riferendosi alla motivazione addotta dal Tribunale amministrativo federale, denuncia in effetti la mancata presa in considerazione rispettivamente l'interpretazione insostenibile di taluni fatti e prove, che avrebbero dovuto a suo avviso portare ad altra conclusione (successivo consid. 5).
Richiamandosi all'art. 33 cpv. 2 vLIVA, considera inoltre in via subordinata che, quand'anche vi sia stato scambio di prestazioni imponibile, il valore della controprestazione della B._ AG non possa essere stabilito in fr. 11'542'824.-- ma debba essere oggetto di una perizia (successivo consid. 6).
5.
La prima critica della ricorrente è volta, come detto, all'accertamento dei fatti e al loro apprezzamento.
5.1. Il Tribunale amministrativo federale è giunto ad ammettere la sussistenza di uno scambio di prestazioni a titolo oneroso ai sensi dell'art. 5 vLIVA. Esso vi è arrivato dopo essersi a lungo soffermato sulla contabilità della ricorrente - da cui risulta tra l'altro che i diritti "C._" sono stati da lei acquistati nel 2001 per l'importo complessivo di fr. 12'966'103.95 - e della B._ AG, averne osservato la congruenza con una serie di altri documenti (verbali del Consiglio di amministrazione della ricorrente medesima, dichiarazioni delle parti e segnatamente della B._ AG annesse agli stessi, rapporti di revisione, ecc.), ed avere infine costatato come nulla nei bilanci delle due società e nei verbali delle varie assemblee faccia supporre che i diritti "C._" e i debiti assunti in cambio non abbiano valore alcuno.
Nell'ambito del ragionamento da esso svolto, che si estende su diverse pagine (giudizio impugnato, consid. 4.1-4.4), e che si conclude appunto rilevando come niente nella contabilità delle due società e nei verbali delle varie assemblee faccia supporre che i diritti "C._" e i debiti assunti in cambio siano in realtà senza valore, ha nel contempo escluso il carattere probante di due "liste delle produzioni" versate agli atti (giudizio impugnato, consid. 4.5), negando da ultimo rilievo anche alla mancata presa in considerazione del trasferimento dei diritti "C._" ai fini della percezione delle imposte dirette della B._ AG o della tassa di bollo (giudizio impugnato, consid. 4.6, che si riferisce ai doc. U, V e I prodotti dall'insorgente con il suo ricorso).
5.2. Benché con l'impugnativa l'insorgente esprima tutto il suo disaccordo in merito a tali conclusioni, che hanno in definitiva portato il Tribunale amministrativo federale a confermare la correttezza della decisione d'imposizione emessa dall'autorità fiscale, essa non giunge tuttavia a dimostrarne l'insostenibilità.
5.2.1. Dal testo dell'impugnativa si comprende come la ricorrente creda che, nella misura in cui non siano stati contestati dall'AFC o dai Giudici di prima istanza, i fatti da lei addotti davanti al Tribunale amministrativo federale debbano essere considerati accertati e che agli stessi si possa di conseguenza riferire in modo pacifico anche in questa sede.
Come già detto, non è tuttavia così. In base all'art. 105 LTF i fatti determinanti per il Tribunale federale risultano in effetti dal giudizio impugnato e da essi è possibile scostarsi solo nella misura in cui siano frutto di un accertamento arbitrario o altrimenti lesivo del diritto (precedente consid. 2.2 e i molteplici rinvii alla giurisprudenza in esso indicati; Claude-Emmanuel Dubey, La procédure de recours devant le Tribunal fédéral, in François Bellanger/Thierry Tanquerel [ed.], Le contentieux administratif, 2013, 137 segg.,159 segg.; Bernard Corboz, in: Commentaire de la LTF, 2009, ad art. 105 n. 1 segg.).
Dato che vengono sì criticati, ma mai messi validamente in discussione, i fatti che emergono dalla querelata sentenza non possono pertanto che vincolare il Tribunale federale anche nel caso concreto e portare lo stesso a respingere ogni censura che da essi si discosti, dando per acquisito ciò che acquisito non è.
5.2.2. L'unico e solo rilievo dei fatti che risultano dal giudizio impugnato ha in effetti evidenti conseguenze anche per quanto riguarda le critiche indirizzate al loro apprezzamento, che nella fattispecie mirano in particolare alla dimostrazione del non valore sia della prestazione fornita dalla ricorrente che della controprestazione ricevuta dalla B._ AG.
L'assenza di valore di dette prestazioni non è affatto un dato pacifico, come erroneamente sostenuto nell'impugnativa, ma costituiva davanti al Tribunale amministrativo federale e costituisce all'evidenza anche davanti a questa Corte l'oggetto principale del contendere tra le parti. Ogni e qualsiasi critica volta al riconoscimento di un risultato diverso da quello raggiunto dai Giudici federali di prima istanza, che hanno ammesso il sussistere di uno scambio di prestazioni imponibile attraverso il ragionamento di cui si è detto, non poteva pertanto esaurirsi nella semplice affermazione del contrario ma doveva dimostrare che le prove agli atti imponevano una differente lettura della fattispecie, ciò che in casu non è manifestamente avvenuto: né per quanto riguarda le prove su cui essi si sono in concreto basati (giudizio impugnato, consid. 4.1-4.4), né per quanto attiene a quelle che detti Giudici non hanno invece ritenuto determinanti (giudizio impugnato, consid. 4.5-4.6, che si riferiscono ai doc. H, I, J, U e V prodotti dall'insorgente con il suo ricorso).
5.3. Riguardo alla valutazione del Tribunale amministrativo federale circa i doc. H, I e J (domanda di condono della tassa di bollo presentata dalla ricorrente all'AFC e liste delle produzioni economicamente sfruttabili o meno) l'insorgente in pratica non si esprime, motivo per cui sugli stessi non occorre ritornare nemmeno in questa sede.
Riguardo alla valutazione del Tribunale amministrativo federale circa i doc. U e V (lettera inviata il 25 agosto 2006 dall'amministratore unico della B._ AG all'autorità fiscale del cantone in cui la stessa ha sede e decisioni di tassazione emesse nei confronti della B._ AG da detta autorità per i periodi fiscali 2001/02, 2002/03, 2004-2009), della quale la ricorrente in concreto si lamenta, va invece ancora una volta rilevato che la stessa dà per acquisito ciò che acquisito non è.
5.3.1. Le decisioni di tassazione di cui al doc. V attestano senza dubbio quanto pagato da quest'ultima a titolo di imposta federale diretta e di imposta cantonale; prive di una reale motivazione e accompagnate dalle sole allegazioni di parte contenute nel doc. U (lettera del 25 agosto 2006), invece che dagli incarti fiscali completi di dichiarazione, non permettono per contro di dedurre nulla di definitivo circa il vero valore della "C._" il 30 ottobre 2002: momento al quale risale la cessione alla B._ AG in cambio della ripresa dei debiti della ricorrente nei confronti dei suoi azionisti. In effetti, almeno per quanto riguarda i periodi fiscali 2001/2002 e 2002/2003, le decisioni di tassazione prodotte (emesse il 26 agosto 2003 e il 29 agosto 2006), non menzionano neanche la "C._", ragione per la quale - sempre e solo sulla base di quegli stessi documenti, che sono gli unici agli atti - sarebbe di per sé persino lecito sostenere la tesi antitetica, ovvero che la "C._" nemmeno fosse oggetto di tassazione.
5.3.2. Quand'anche poi per ipotesi alle tassazioni prodotte potesse essere davvero attribuito il valore probatorio che la ricorrente pretende, occorre rilevare che l'accertamento del valore nullo della "C._" nell'ambito delle imposte dirette andrebbe certo considerato come un importante indizio a sostegno della tesi ricorsuale ma non permetterebbe affatto di evitare un confronto con indizi e argomentazioni che hanno portato l'autorità competente in ambito di imposta sul valore aggiunto al risultato opposto.
Come già rilevato dal Tribunale federale (sentenza 2C_220/2008 del 9 settembre 2008 consid. 5.1), le autorità competenti per la riscossione dell'imposta sul valore aggiunto non sono infatti legate alle decisioni prese in materia di imposte dirette come se le stesse avessero forza di cosa giudicata, ma devono comunque procedere a verifiche autonome: che sono state eseguite anche in concreto, e con gli esiti delle quali la ricorrente non poteva pertanto prescindere dal confrontarsi.
5.3.3. Come appena detto, oltre a non avere sostanziato l'arbitrio nella lettura delle prove scartate, la ricorrente non dimostra tuttavia nemmeno l'insostenibilità del ragionamento svolto dalla Corte federale di prima istanza, che per altro non si basa sui soli dati contabili, come erroneamente sostenuto nel ricorso, ma anche su una serie di altri documenti, evidenziando come sia in pratica proprio una lettura complessiva di queste prove a dover portare, dal punto di vista economico, all'ammissione di uno scambio di prestazioni a titolo oneroso ai sensi dell'art. 5 vLIVA.
5.4. In via abbondanziale, consultando gli atti sui quali la Corte federale di prima istanza si basa, può essere ad ogni modo rilevato che la conclusione secondo cui sussiste in casu uno scambio di prestazioni con un concreto valore pecuniario, appare tutt'altro che il frutto di una lettura insostenibile degli stessi.
5.4.1. Per quanto riguarda il valore dei diritti "C._", già si è in effetti detto come dalla contabilità emerga che la ricorrente li ha acquistati nel 2001 per l'importo complessivo di fr. 12'966'103.95, a nemmeno un anno dal loro parziale trasferimento alla B._ AG. Da parte sua, l'insorgente non prende concretamente posizione su questo accertamento, che lega pertanto anche il Tribunale federale (art. 105 cpv. 1 LTF).
5.4.2. Sempre a sostegno della conclusione secondo cui il loro valore non sarebbe affatto pari a zero va d'altra parte menzionato l ́inserto A del verbale dell'assemblea generale straordinaria del 2 dicembre 2002 della ricorrente, nel quale il suo amministratore unico propone agli azionisti delle misure di risanamento della società. Da tale atto risulta infatti che il primo degli obiettivi indicati dall'amministratore della ricorrente nella sua relazione concernente le proposte di risanamento era proprio quello della "salvaguardia della C._" (p.to A di detto inserto), ragione per cui anche da questo elemento occorre dedurre che la stessa un valore dovesse pur averlo. In caso contrario, non vi sarebbe infatti stato nulla da salvaguardare.
5.4.3. Nuovamente a sostegno della conclusione tratta nel giudizio impugnato può infine essere menzionata la dichiarazione contenuta nell'inserto B del verbale di delibera del Consiglio di amministrazione della ricorrente del 5 dicembre 2002: dalla quale risulta da un lato l'assunzione da parte della B._ AG dei debiti di A._ SA nei confronti di D._ S.p.A. e E._ s.r.l. per un importo complessivo di fr. 11'542'824.-- e nella quale non vi è d'altro lato nessun indizio del fatto che lo stesso potesse essere in qualche modo inesigibile, come oggi invece preteso.
5.5. Per quanto ammissibile, la critica con cui la ricorrente denuncia un accertamento manifestamente inesatto dei fatti da parte dei Giudici federali di prima istanza, che dispongo per altro in questo ambito di un ampio margine di apprezzamento (precedente consid. 2.3), dev'essere respinta.
6.
In merito al valore della controprestazione, confermato dal Tribunale amministrativo federale in fr. 11'542'824.--, la ricorrente invoca anche in questa sede l'applicazione dell'art. 33 cpv. 2 terzo periodo vLIVA, secondo cui, in caso di fornitura o di prestazioni di servizi a "persone prossime", si considera controprestazione il valore che sarebbe stato convenuto fra terzi indipendenti, domandando inoltre al Tribunale federale di far stabilire questo valore da un perito.
6.1. In difetto di ogni confronto con l'argomentazione addotta riguardo alla questione dell'applicazione dell'art. 33 cpv. 2 vLIVA, con l'apprezzamento delle prove che ha portato l'istanza inferiore a confermare il valore della controprestazione in fr. 11'542'824.-- (art. 42 cpv. 2 LTF; DTF 134 II 244 consid. 2.1 pag. 245 seg.), così come in considerazione di un illecito rinvio alle argomentazioni contenute nel ricorso presentato davanti al Tribunale amministrativo federale (DTF 133 II 396 consid. 3.2 pag. 400), la critica formulata dall'insorgente dev'essere tuttavia considerata inammissibile.
6.2. In via abbondanziale può essere inoltre precisato che, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, né l'AFC né il Tribunale amministrativo federale si sono in realtà mai espressi in maniera definitiva sulla questione a sapere se lo scambio di prestazioni in discussione sia davvero avvenuto tra "persone prossime" ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 vLIVA e che, per questa ragione, in luogo di considerarlo "pacifico", sarebbe stato necessario che la ricorrente si esprimesse anche su questo aspetto.
6.3. Sempre in via abbondanziale, occorre poi ancora rilevare che date non sarebbero nemmeno le condizioni per accogliere la richiesta formulata al Tribunale federale di ordinare l'esecuzione di una perizia.
6.3.1. Giusta l'art. 99 cpv. 1 LTF, cui la ricorrente si richiama, nuovi fatti e mezzi di prova possono essere addotti soltanto se ne dà motivo la decisione dell'autorità inferiore. Secondo giurisprudenza, ciò è in particolare il caso per fatti e prove divenuti rilevanti a seguito di una nuova ed imprevedibile argomentazione giuridica formulata dall'istanza precedente; così invece non è quando i nuovi fatti e le nuove prove avrebbero potuto e dovuto essere addotti già dinanzi a tale istanza. Per tentare di dimostrare che l'accertamento dei fatti è manifestamente inesatto o l'apprezzamento delle prove arbitrario, l'insorgente non può in effetti fondarsi su allegazioni che egli stesso ha omesso di fare valere in precedenza (sentenze 2C_959/2010 del 24 maggio 2011 consid. 4.1 e 2C_162/2008 del 7 luglio 2008 consid. 2.2).
6.3.2. Ciò è tuttavia proprio quello che a torto la ricorrente pretenderebbe di fare. Durante la procedura, la questione litigiosa è sempre e solo stata quella della sussistenza di uno scambio di prestazioni imponibile rispettivamente dell'ammontare della controprestazione e la stessa non è nemmeno stata esaminata dal Tribunale amministrativo federale in un'ottica nuova o imprevedibile. Se l'insorgente avesse ritenuto fondamentale la prova oggi offerta, non aveva pertanto che da richiederne l'assunzione all'istanza precedente per poi eventualmente lamentarsi davanti a questa Corte di un arbitrario apprezzamento (anticipato) delle prove o di altra violazione del diritto, nel caso gli fosse stata rifiutata.
7.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va pertanto respinto, poiché infondato.
Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF); non si assegnano ripetibili (art. 68 cpv. 3 LTF).